ANNO
XXXIX
RIVISTA NIILITARE ITALI A N A
TOMO l Il- ANNO 1894 --·
" ROMA VOGHERA
ENRICO
TIPOGRA FO·EOITORE
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ATTORNO ANAPOLEONE I SAGGI DI STORIA MILI'rARE
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I marescialli. Quando in un meriggio estivo il sole fulgidi ssimo saetta in cielo ed in terra, gli occhi abbagliati non disgern ono gli altt·i astri, e possono a stento fermarsi sul cielo azzun·o cupo, tutto occupato dalla grande irradiazione solare. Degli oggetti terreni arriva loro una imagine alterata nei colori da torrenti di luce bianca che tendono a confondere tutto, resa incerta nei contorni da quella nebbieLta. che il caldo sprigiona tremola dalla terra. Dove non batte il sole, ombre complete ed impenetrabili. Ai nostri deboli occhi , lo eccesso di luce toglie la nettezza delh1 visione. E così che in istoria. la fama di un capitano sommo oscura quella dei capitan i minori, che ebbero la disgt·azia di essergli contemporanei. Alla morte di Alessandro, i suoi generali riempirono il mondo colle loro li ti, eppure chi ne rammenta i nomi? Chi erano i luogotenenti di Annibale, di Cesare, di Carlomagno, di Federico II? Ed i gene rali che in epoca contemporar.ea condussero le truppe prussiane a Vienna ed a Parigi? I più hanno udito parlare di Moltke, di Manteull'el, dei due -principi di P'russia; ma sono divenuti Carneadi gli altri, Alv~nsleben e Voigts' Retz, gli et·oi di "Mars la Tour, l'audace Von der Tann, Alberto e Giorgio di Sassonia, 74 -
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Goben e Za~Lrow , Steinmetz, la Sbarra di Fer"ro, Werder, il vincitore della Lisaine, Frnnsecky il tenacissimo difensore dello Swiep Wald. • . Alla sorte comune sfuggono in parte ·i compagni ·d'arme del 'primo Napoleone. Alcuni di essi so no tuttora celebri, Massena, ~ ey, l\lurat, Bernadette; degli a'Lri si ricorda quanto meno il nome; pochi i completamente dimenticali. Parecchie cause si possono assegnare a tale singolare privilegio dei marescialli nappleonici. Arizitnlto, essi , vincitori o vinti, inseguenti od inseguiti, percorsero l'intera Europa dal Kremlino allo Albambra, dal sabbioso Texel alle rupi calcari del Montenegro; i popoli ne impararono i nomi formidabili ; le boeme e le andaluse ripeterono con terrore ai loro figli i nomi di Davout e di Soult. Davout fu per parecchi anni più potente io Germania che non i principi minuscoli ed i regoli del paese: Marmont signoreggiò la · Illiria con poteri quasi regali ; Soult sognò corone Iberiche; Murat e llernadotlc furono re davvero. La: notor·ietà dei marescialli d.ipende da altre ragioni ancora. Leggendo le relazioni .delle ultime campagne prussiane, salta agli occh i la rassÒmiglianza di tutti i marescialli, generali di fanteria e cavalleria, generali luogotenenti che v'ebbero parte. Essi hanno scarsa individu~tlità militare propr·ia; Goben risolve un problema strategico o tatti co, come a suo posto lo avrebbe risolto Kirchbach; chi è focoso eli sna natura si modera, chi è cauto si costringe alla arditezza; i Braccesch i imitano lo slancio degli Sforzeschi, che a loro volta studiano le arti dei primi . Questa impersonalità dei generali prussia:li non, ha di r.he sorprenderei: tratti dallo stesso ceto , educati nello stesso modo, ~ve vano fatti !ìtlldi .i~entici, perc~rsa la ste:;sa "1.rri~ra, avuti comuni maestri, comunr msegnamentr , avevano pre~nzrate le st.esse manovre, combattuto l'uno a fianco dell'altro nell e guerre precedenti. ~ra naturale qui ndi .vedessero Lutti le t •>Se ad un modo, e l'agire dell'1100 non difl'erisse daJI'agire dell'altro. Illurigo servizio mi litare aveva appianate le •tiversitil innate delle loro indoli. Scarsa originalità quindi in loro, ma grande la r.oesione, _la fidur.ia reciproca, l'a!'flatamen to. Ben diversi i generali napoleonici.
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La rivoluzione aveva disciolti i corpi d'ufftciali della monarchia, mentre d'altra parte l'esercito francese aumentava smisuratamente. '()ccorrevano molti ufficiali ; parte, specie nell e armi ·dotte, provennero dagli ufficiali dell'antiC? regime, rimasti in patria, altl·i ~u1~on~ sottufficiali promossi ad anzianità, altri ancor~ ~ra:1~ nfficralr dt ventura proven ienti da eserciti stranieri; .moltrssJml r.n~ne dovet~ -tero il arado all'elezione dei •oro battaglioni, che semplrc1 volontan conver~vano in ufficiali superiori , e, fra questi ultimi stes!>i, se al cùni erano intelligenti professionisti, molti non erano che. r~zz~ popolani, noti solo per la prodez2a, la forz;t fisica o le loro oprntont :polìt)che avanznte. . . . . . .. Un'infini tà di ot·igini, che portava seco fortrsstmr d1Var1 clt edu-cazione di modo di sentire, di istruzion e, eli età. Nè bisouna trascurare il dualismo fra le armate del Nord (Nord. 'Sambre-e~-;\'Ieuse, Ardennes, H.eno) e quelle del Sud (Alpi e Pirenei). Le prime, reclutate nel nord e nell'ovest ~ella Fra~~ia, . .aveano assorbito quanto era rimasto dell'antico eserc1to, esse drlende1•a:no Parigi e le teste minacciate dei sonani demagogici d'allora; il governo le aveva perciò, come meglio pot.eva, provve~ute . S'era quindi fonnato un esei'Cito solido,· manOHtero ,_ _bene rsll:urto; le guer re in terreni pianeggianti aveano avvezzatr 1 generai~ a~ ~a ,neggio delle grandi masse, e costrette le truppe ad una drscrpllna relativamente rigida. All'in;ontr·o gli e~erciti delle Alpi e dei Pirenei, fus~ poi nelt'eserci to d'Italia, erano stati reclutati fra le razze focos.e del mez- ~ ~odi di Francia , provenzali, guascon i, linguadoziani, ed avevano fatto a lnn"o la piccola guerra sui monti; a loro il governo non pensava edl')ognuno, dal generale al soldato, aveva preso l'abitudine ·di provvedere da sè ai propri bisogni . . . . . . I sol nati erano dive.nuti prodi ssi mi, ma pi·eclonr ed mdrscr plmat1: i cYenerali erano più avvezzi alla guerriglia che alla grande guerra; aenerale amavano tutti far preda. A quell'esercito di soldati scal~i ed a:ffamati Bonaparte additò il bottino che avrebbero o[erlo _ . loro le ricche pianure italiane, esso vi si era gittato e vi avea preso '.abitudini di lusso e di corruzione che scandolezzavanq l'austera e ·l'epubblicana -semplicità dell'esercito del n.e n~ . J • • Il campo di Boulogue fu il crogiuolo in cut Napoleone SI studtò
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di fondere la solidità dei renani colla foga degli ita.liani-, la discipli, natezza degli u'ni colla iniziàtiva degli altri. L'opera in gran parte riuscì;- ma i capi rimasero quello che erano, e .cor:>e sempre _un ·enorme di·vario d'istruzione. fra Marmont e Lefebvre, di opinioni· politiche fra Davout e Mac-Donald, di educazione civile fra Augereau e Suchet.
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Divenner:o marescialli, duchi, principi e re, si coprirono d'oro. ·e d'onori, ma conservarono sempre le loro 'spiccate caratteristiche individuali. E Napole11ne sapeva valersi delle loro svariate abilità,. per adoperarli nelle singole contingenze. V'erano marescialli amministratori ed altri disorganizzatori, alcuni non erano che buoni soldati, altri avevano anche uri po' del gendarme; tal uno aveva perfino sortito attitudini diplomatiche. P rodi · erano tutt1, m~ accanto al temerario v'era quegli che non si curava più di sfogghre coraggio; v'erano i cortigiani, quell i che rimpiangevano la rèpnbbl ica e quelli ancora · che accol:;ero con vera. gioia il ritorno dei ' ( Borboni. , ...,.
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Il presente studio dissiperà forse, su questa pleiade d'illustri uomini di guerra, una leggenda che formatàsi in Francia, ebbe poi credito presso gli altri popol i. La gente francese ha mente sintetica, ama O'e neralizzare; le male lingue direbbero che, per• naturale le-g. gerez~a ~eltica, rifugge dai pazienti lavori della analisi;-essa prèdilige le formo le, le definizioni concise e conceHose, le fra~i fane. Questa prédisposizione mentale applicatasi alla storia napoleonica in~ener·ò ·un tipo, sa:-ei per dire una rnascbel'a di maresciallo pr,-emùw empù·e. Tutti ne conoscono -la storia. La patr}ia ·in periglio, la partenza dei volontari ; un giovine in zoccoliJ nato in :una di quelle 'oie~lles provinces militaires de l'Est accone alla voce .del!~ patria; azioni splendide, avanzamenio rapidissimo : tont ·soldat a dans sa gibe1·ne le bdton de ma1·échal; (?Jeurus, Arcole, l~s Pyra~ides, le 18 brumaire; il nostro volontario, ébloui, ramene à, la nwna·rchiepa1' la 1nte du désordre, diventa imperialista ed è fatt<l maresciallo, duca di Cividale o di Biberach. Eccolo nel suo apogeo; nn hom11Je supetbe, 4'Ìt1ie Ca?'1'Ure atlétique., d'une fìrjure màle et éne1·gique
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réhausséè par ttne t~?rrible balafre. Uomo d'azione sopratutto, parla poco e. non ha torto_, perché è d'una ignor~~za. fenomenale; ma • quando pa~~~~ alterna frasi sublimi a parole trJV1ah, ora esclama che ~a· gm·de meurt et se ne 1·end pas, ora erutta il 1~10~ de Ca;n~ronne. Questo illus\r·e gue-l'l'iero è nt1litto da u~a moglre 1mp.o~srb1le,. un~ -ex-lav.andaia o peggio ancor·a, il cui vest1re fastoso e I'JdJcolo, 1~ ~n1 modo-di esprimersi forma \a gioia dei ciambellani. li mares~1allo -convenzionale j·n comples$o è un misto dei tipi noti e sfruttati del :p~rvenu e del g'rognard; una ·sciabola di buona tempra d~\l'elsa ·d'oro massiccio;-un eJ'oe sul campo di battaglia, un essere rtdevole ·~eli~ vita civile. . /V'ha del vero e dell'esagerato in questo ritrallo di fantasia, composto di tratti tolti a questo o quest'altro maresciall~;. ma ':i~ er~no infinite sfumature; se Ney o Lefebvre poterono avvtcmal'Sl al t1p0 " ~he ho delineato, Davo.ut e ~larmont, Pérignon e ~loncey ne erano .affatto dissimili. V'er·ano diversità infinite, fra ~li uni e gli altri , sottO:. ogni punto di vista. Esaminiamo un po' per esempio la lor~. <>rigine. Dei 25 mar~ciall i creati d~ Napoleone (·l) provengono da~ volontari soli s~tte (2) ed ancora uno di essi, Victor, era soldato d1 artiglieria in congeqo, quando si ari'Uolò nel 3" battagli~ne de~la Drome. Degli altr(1 iÌove erano al momento della r!voluz1one ulfi'C i.ali (3), e nove uo-mini di truppa (~i:) nell'esercito règolare. l& (l) nerthiPr, Mura t, Monccy, .Jouròan, Massena, An;:ereau, Bernarlott~, So,t.!/~: ~rune, 'Lannes; Mortier, Ncy, Davout; Oessieres, Kellermann, L~febvre, Péngnon, ~e.rurt~r, Yictor, Mac-Oonald, Oudinot, Marmorlt, Snchet., Gouv10n :S~rnt C~r e Grouch~. Tr~ lascìo il polac1:0 Poniatowshl c Duroc, che era gran marescrallo eh p:~.lazzo, non mal!'esciallo di Impero. · . (2> Orune, vo lontario noi 2° batt<rglione Seine ed Oise. ' Lannc.-> volontario nel 2° battaglione Gers. Mortier: volontario nel i 0 battaglione Nord. nes~iéres, volontario nel 22° l!acci,atori :1. c:~,\·allo. Victor, voll'ntario n_el 3° batlaglione Onìme. Suchet volontario nella iS• 11\ezza brigat<i. ~ouvio~ Saint Cyr, volontario n~l 1• bal~aglione cacci~~ori di Parigi. . . · • (3) Berthier tenente colonnello (lHLe ma,·echal àes logh ,Moncey tenente _m ~0 al o battaglione cacciatori; Davout, sotfotenente m Royal Champagne, cavalerre, Kellermann, maresciallo di campo. . Pérignon, sottotencnt() al batraglione Lyonnais; Sérurier, major al, 70•. fa_nt~rra; 1\lac Donald,, sottotenente al reggimentu Dillon; Marmont,. sotrotenente d artrgher~a. . Groucby, sot totenente alle guardie del re {compagnra scozzese) con rango d~ tenente ·colon neli o. · . (41 Mumt., soldato al u• r·acciatori a cavallo; .lt.~urdan, soldato nel reggrment? ·~~xer ifois; Massena, aiutante al t? battaglione fanteria leggiera; A.ngereau, sottu11Icrale al
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Come si vède, la storia dei volontari partiti en sabots dal lor~ villaggio e ritornativi col bastone da maresciallo, è l'eccezione, non la regola. Lasciamo stare i mat·escialli che erano già u flì<~ia l i sotto. l'antico regime, e atteniamoci a quell i soli provenienti chlla bassn forza o dai volo ntari: fra questi di saliti dal basso .non troviamo. cl)e Mu rat, Ney, Angereau, So ult, Lannes , Lefebvrc, Oudinot, Bessieres : i padri di l\1assena e Sucbet erano coll}mercianti, quelli di, Brune e .Bernadoue legali , quello di .Tourdan chi rur~o , ~tortier, Victor, Sain t Cyr provenivano da fami gli e di rentiers_ ; anr.he qui riscontriamo esalta proporzione fra il numero dei marescialli no- · bili, dei borghesi e dei plebei . È istruttivo l'esaminare come · si ripat·tiscono i marescialli fra le· varie regioni francesi, che allora, più che adesso , aveano éons~t vato caratteri spiccati, come quelli che ai giorni nostri sussistono. aocom in Jtalia . · Le d'ue regioni mi litari della Francia erano l'Est, l'antica Au- · strasia (Lorena, Alsazia, Borgogna), paese di confine, di ve~chie· tradizioni gue rresche, che aveva un po' della natura bellicosa della vicina Germa nia, e l' Aqui ta nia (Guasco~ n a , Navarra: Déaro) letTa. fertile in menti.sottili, 'sveglie, millantatrici, avvt1nturiere. L' Aquitania dà cinque marescialli (·l); l'Austrasia nove (2); Parigi tre (3!; gli altri non si raggruppano. Dopo· le bufere della rivoluzione, nell'esercì tò, come nella, nazione, correvano fortissimi divarii di opin;oni poli.tiche. V'.erano. ft·a i marescialli dei realisti costituzionali, come Bertb ier, gente che aveva sempre servito più la l?rancia che la repubblica; altri erano repubblicani e se avevano ammirato il priq10 console, pet l'imperatot·e nutrivano un amore molto tiepido: era no Mac Donald, Brune, Lefebvre, .J ourdanJ Bernadotte; alcuni di giacobini eran divenuti bonapartisti ed in ultimo stanchi di guerre ~ di fa-
SCI";izio e>tcro; Bernadoltc, sP.rgente maggiore al 60" fanteria; Soult, caporale al 23"' fanteria; Noy, furiere al 4° u~sari; LefcbVI'e, t• serge nte nelle guard ie francesi; Oudinot, soldato noi regl(imento Médoc,' fanteria. (t) Murat, Bemadotte, Soult, t.anncs, Bessièro~. (~) Alsaziani; Kellerma.nn e Lefcbvre. Lorcnesi; 1\ey, Vict()r, Oudinot, Saint-Cyr, Della contea e ducato di Borgogna: OA\'Out, Moncoy e Marmont. (3) Dcrthier. Angcrcau, Grouchy.
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tiche, carichi d'oro, sognavano gli ozi beati. le grasse sinecure d'una monarchia borb·onica; citerò fr:t questi ùlasés della gloria, Victor, Augercan, Oudin~t. V'era un groppo di marescialli indiffer enti per scetticismo, per escrusivo amo r pat\io,. o per n~ n ~~ ranza; Mass1ma , Mortier, Sérurier, Snchet, serv1vano .la J!ranClt\ sotto l'impero , come sotto la repubblica, come la servu·ono sollo la monat·chia, senza curarsi della forma di governo . E1·anvi in ultimo gli imperialisti pul'i che s' erano dati a Napoleone appena l'ebbero visto, e lo seguirono fino in ul timo; ~avout~ Ney. Soult, Gr~u(:hy; fra questi·nltimi era, sino alla defez10ne d1 Essonne anche Marmont. Siamo' !ungi, come si vede, dalla omogeneità dei generali prussiani. Si sommino gli effetti della diversità r1i educazione civile e di coltura acquisita pri ma del '1792; colle di!ferenze di pa tri~, ~i arma, di età , di vicende militati subite prima del .1800, col dtva~·w delle opinioni politiche, e si comprenderà agevolmente come eta~ scuno dei mate;;ciall i avessH una fisonomia spiccata, un modo d1 esse're suo prÒprio nella vita militare e nella civi le, modo di essere ' che si esplicò duri\nte le gnene dell'impero ed influì sull' anda, mento della carriera di eiascuno.
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Qualche caratt ~re comune lo avevano tutti però . Milital'mente, essi erano cm·atterizzati da una Rrande a~ilità tattica. . L'esercito francese possedeva allora un ottimo regolamento d'evoluzioni, semplice, spiccio, atto ad essere applicato da volontari e· da ufficiali novizi, ..si prestava all'i ndol~ spigliata delle soldatesche fra ncesi. Soldati svel ti, intelligenti, guidati da un regolamento non P.edanté· i oaenerali france'l i avevano per lo man i uno strnmènto. di Un manerwio facilissimo che ~i accon~iava assai bene alle svartate '"' di guerra . Essi stessi, i generali~ 1<1c~~ano ~~ g~erra contingenze da una ventina d'anni , aveano eombattll.tO , 1n ogn1 qua hta d1 terreno, ogni quali là di nemici; la pratica aveva loro conferito n~ colpo d'oc·~hio sic urÒ; vedevano chiara la soluzione rl~i pt:oblemt tattici, 'e truppa di cui disponevano si adattava mtrabllmente ad applicare la soluzione sr.ell.a. t
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Vediamo qualche esempio di questa abilità .tattica, scelto fra i meno noti. A Medi na di Rio Seco, Bessières generale di cavalleria che co· manda per la prima volta in capo, ha con sé due divisioni di fi1 nteria, 1·1,000 fucili circa, 30 pezzi ed una divisione di 1500 cavalli. Il suo avversarjo ha 35,000 spagnuoli, che fon-da su due linee di •l 0,0 00 e 25,000 uomini, distanti fra di loro di ci rca 3 chi!ometri. Il marescii111 o vede l'errore e manovra in nrrn i~i1 di . . portare la massima parte delle sue forze nèlla g-rande lacuna fra le due linee nemich(l. La prima linea assalit.'l di fronte di fianco ' troppo' alle spalle è sgominala in poc_hi minuti; la s~COf!da arriva tardi alla riscossa. Bessi ères ne sostiene l'urto, poi contrattacca · con una divisione di fianco e l'altra di fronte, mentre la cavalleria muovo alla carica. È l'alTare di un istante, quei 25,000 uomini sono r·ovesciati e si danno alla fuga inseguiti dalla cavalleria, che ne fa una strage. Altro esempio, quasi contem.poraneo: 1\olica. Il generale Delaborde ha con sè 2500 uom ini, ed è altnccato da Welleslev che ha circa ·15,000 inglesi. I<;gli occupa una forte p6$izion e: Gli inglesi eseguiscono un attacco frontaie' e due In terali. Oet'aborde respinge, contrattaccando, la colonna che muove di__ fronte; e aspetta a ritirarsi su una posizione retrostante, che gli attacchi di fianco del nemico stiano per pronunzi arsi. Tre volte ripete lo stess? giuoco; manda metà delle sue forze ad assicurargli le spalle, e col resw· agisce difensivamente e controlfensivamente ! fin'chè è eostr~etto a r·itirarsi. Cosi impiega nn'intera giornata a fa re da i Hi ai 20 chi lometri in presenza d'una. forza almeno quadrupla di ingle-3i comandata da un Wellington. · Dovunque e sempre vediamo da parte dei ·~enerali francesi manifestarsi un esatto intuito del da farsi, una grande facilità nel manegg io delle truppe, frutti di non: comune inteUigenza naturale, acuita dall'esperienza di tante campagne, di tanti nemici.
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il caduco Kellermann, Jourdan che fu ~empre mediocre ed al quale le prove fatte in passato · sconsigliano dall'affidare eserciti , e Massena l'enfant ché1·i 'de la victoi1·e. Degli altri Soult s'impratichì un po' di strategia nelle sue campagne di Spagna, che terminarono troppo presto per la sua istruzione; Oavout r·ivelò qualche attitudine nel maneggiare grandi reasse; St. Cyr per la sua insociabililà rendeva servigi in teatri di guerra isolati , che non inquadrato; Suchet dimostrò di saper condurre bene tma lunga guerra ; di coordinare razionalmente movime!lti strategici a determinati scopi. Gli altri,.non erano che tattici e nel campo stra· tegico si senti\'ano spersi, disorientati, vi mancavnno d' esperienza. 'l
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Erano tulli abili talLici, ma ciascuno dei marescialli aveva un .modo particolare di agire. Massena era trascurato nelle ricognizioni, si copriva male, era mediocre nelle disposizioni di combattimento, ma appena tuonava il cannone il Nizzardo si trasformava, la sua mente acqui stava, n.ettezza di vedute, la sua parola, dj solito lenta ed im pacciata, vibrava chiara ed abbondante, il sno unico occhio appannato si rischiarava, egli intuiva la situazione e la risolveva rapidamente , a vampate di genio; dopo la .vittoria ridi ventava il genP.rale indolente, trascurato, l' uomo volgare nell'aspetto e nei modi di prima. Angereatt all'incontro come militare era uomo d'ordi ne e di metodo: le sue ricognizioni erano , ~cèu rate, le sue truppe sempre perfe ttamente protette: egli non si lasciava sorprendere; le sne ~i s pos izi oni di combattimento e'rano prese bene e razio nal men te: dopo di ciò quell' ex souufflciale di scherma sta\'a a gua!·dare ed allendeva l'esito dei suoi ordini ; ' se il ~ombattimento ~i svoigeva secondo le sue previsioni, generalmente esatte, bene; se no , egli non era uomo di sub itanee risol uzioni, 'da decisioni estreme; egli ignqrava la ebbrezza geni ale di Massena. Davout era anco;·a più' metodico: superava tutti i colleghi nell'adoper·are grandi masse di truppe sul campo di battaglia . Mi<>pe, coscienzioso per nntura, lutto voleva vedere da vicino; le sue risoluzioni erano ponderalissime, preparate con diligenza, ese-
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** II punto debole dei marescialli è la strategia; i generali in capo della rivoluzione sono scomparsi dalla scena: Moreau e Dumouriez sono esiliati; Hoche e Pichagru sono morti, rimangono l
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goite con vigore ed accortezza. J~ra un generale di fid ucia, al qua le si potevano nffìdare mandati più difficili, colla certezza di veded i pun tual mente adempiuti. Quel maresciallo ern po i esigentissi.mo in fatto di disciplina, e per avere il dir·itto di esigere, impiegava attentissime cure nel sorvegliare i.minimi particolàri di servizio; coll'otienere che le distribuzioni viveri fossero fatte esattamente, faceva scomparire nel suo corpo d'armata la piaga dei mamudem·s; col curare il vestiario e l'igiene, limitava il numero dei twaina·rds e degli ammalati; i t'eggimenti del suo cor·po d'armata presentavano costantemente i maggiori eiTettivi. I due guasconi, Murat e .Bessières, erano entrambi uffic iali di cavalleria, ma l'atletico ed impennacchiato re di Napoli era soprattutto un cavalleggero alto alle avanscoperte, agl i inseguimenti, ai _?'aids, mentre l'alto e magr·o duca d'Istria era ul)n1o di uattaglia ed eccelleva nel guidare pesanti squadroni di corazzieri e di - carabi nieri a furiose cariche. ~Iac Dooald, allievo di Lecomte, comprendeva bene la ~ u errn eli montagna, e non aveva altro rivale in questo genere che l'ingegnoso Saint Cyr. Lan?es, bollen~e ed . intelli~ente, \fa prezio~o come . generale d avanguardta, mentre l ex ussaro Ney alle avanguardie comprometteva tollo colla su'l tempestosa intempestività, mentre la sua energia indomita, la sua abilità nel valersi degli appi gli del terTeno, néll'impegnarsi e disimpegnarsi in tempo ne fa cevano un prezioso comandante di retroguardia . Snchet, paziente ed ar·guto lionese, ~v e va nc.qnistata una speciale competenza nella guerra di assedio, ·e Lefébvre manclato a Danzica per· guadagnar·vi la sua corona ducale, alle doue propo:>te dei generali d'artialieria v . e "enio non parlava che di rompere gli indug.i c di andare all'assalto co t suoi gt·auatieri . Di Soul t si v.1ntava l'abili tà ma.'1ovriera si biasimava l'orgoglio, il poco camerntismo, l'intolÌeranza del,l'opinione altrui e d'ogn i dipendenza che non fo~se di Napoleone; di Victor si lodav11 no poche cose, era un militare freddo e poco entusiasta. Altri maresciall: erano vecchi soldati che vivevan·o su· gloriosi ri cordi, Keller·mann su Valmy, Serurier ~u Lesegno, Jourdan su Fleurus, Perignon e Moncey sulle ~ampagnc dei Pir·enei, Brnne sul Texel, vecch i soldati onorati con senatorie, con comandi di eserciti d'ossena1.ione od nll'i nterno, con governi generali di prot
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vincie annesse, ma che lasciavano i posti di pr:ma linea ai IMo giovan i ed ambiziosi collegh i; poichè sotto Napoleone l'aver vinto una piccola battaglia da giovane non era sufficien te pretesto, non era titolo a perder·oe una grande da vecchio.
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Altro ca rattere comnne era l'ambizione. I marescialli vivevano in tempi torbidi , i troni vecchi cadevano, se ne alznvano dei nuovi , i sergen ti diventavano marescialli; corone ducali cingevano teste già chiercute, un sollotenente d'artigl ieria diventava l'erede di Cadomagno; Berth ier r•iceveva in piena so~ranitit il principato di ~eufchàtel e godeva dell' ,neJiabile gioia d'avere un pi.:colo eser·cito suo, proprio suo, vestito dr cremisi e giallo; Murat da una stalla passava in una scuder·ia di reggimento, in un ufficio di colonnello, nel palazzo granducale di Berg, nelìa reggia di Napoli. te teste di lnlti qnei gloriosi pan;emts gi rarono; non credettero vi fosse vetta inaccessibile. Gli allori di ~'lilziad,e turbavano i sonni dei Temistocli instivalali e speronati, che riempivfl nO l'Europa della loro fam a. Se la corona di Carlo d'Angiò era caduta sul capo aggrazialo dell'ex mezzo di La bastide-Fortinière, che non aveva altro titolo che alcune audaci cariche. ed il matl'imonio con Carolina .Bonaparte, non potevano aspirare a vedere uscire dai loro lombi un luogo ordine di re gli altri, i pr·incipi di Eckmiihl, di Essling, di Pontecorvo, della Moskown, i duchi di , Ragusa, di Dalmazia, d'Aibuf1.1ra, di Abrantes, di Treviso? Cur non? E quasi contemporaneamente si vedono 13ernadotte corteggiare la Svezia, eh ~ doveva fra poco divorzinre co l suo re, il piu maLLoide dei Wasa , fra i quali, morto Gu stavo Adolfo, non vi furono molle teste equilibrate: Massena dar sospetti, dopo i.\larengo, di volersi -porre a capo di un partito autonomista italiano; J unot pr·ima, Soult dopo, accarezzare l'idea d'occupare a Lisbona, od almeno a Porto, il tr~mo abbandonato dai Bra~an4a; Marmont govenrare l'Illiria cvn tali cure da.far credere cbe si prepat asse il lerr·eno, o perfino Davout, il severo, il r igido Davout pensare che il rejrno di Polonia era una bella fine di carriera per l'ex sottotenente·di Royal Chll mpagne, e che se Giovanni Lobiesky aveva cinta la· corona dei Jilgellooi; se l'oniatowski aveva potuto passare dall'alcova di Cateri na li
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alyono di Varsà~;ia, ne.ssuno si sarebbe maravigli<1to di veder quella cot·ona sul capo un po' calvo del vincitore di Auerstadt ·e di Eckmuhl. Dopo i sogni it destarsi . Il sogno sc:md inavo d~Bernadotte si av· verò mnlgrado Oio ed i Santi ; egli agli svedesi pè'rsuaseche il gran Corso avrebbe veduto volen tieri un suo luogotenente, un suo par~nte regnare a Stoccolma; all'imperatore chiese il permesso di assecondare il voto unanime della Svezia, e cosi il figlio di un avvocato di Pau, più nolo per la snn opposizione repubb!ièana a Nàpoleone che per le sue imprese guerresche di Nanmburg e Wagram, occupò la regg ia di Carlo XIL Le aspirazioni lusitane di Soult, appena conosciute nellé sue truppe vi suscitarono un vespaio; chi le appoggiavà e le tt·ovava giustificale, chi derideva Nicola I; i più ne traevano argomento di indisciplina, alcuni pochi scingurati ad accordi col nemico. Il sogno del duca di Da1mazia finì colla fucilazione di alcuni traditot·i , colla fulminea sorpresa di Porto fatta da Wellington, colla per·dita del Portogallo, e con un tremendo scoppio d'ir.l!- di Napoleone, quando subo.dot·ò la verità in °quel l'intrigato garbuglio di ambizioni. di rancori, di tradimenti. Duro risve)!lio. Davout fu poco piit fortun nto. Dopo Tilsitt, la Russia e la Francia procedettero per qu alche anno d'accoròo; la ri~urre~ione della Polonia, a fav ore del duca di Auerstadt avrebbe rollo irrimediabilmente quell a buona armonia; a dare un t'e alla Polonia si sarebbe pen::;ato solo nel caso d'una rottura irreparabi le cQIIo czar, e si sarebbe dovuto tener conto ancora delle ambizioni tradizionali della fedelissima Sassonia. L'uomo, d'altronde, insigne per meriti di guerra·, per oculata e èoscienziosa amministrazione, ma freddo e severo, non era fatto per piacere alla turbolen ta e cavalleresca nobiltà polacca. Il principe di Eckmiihl dovette perciò contenere i suoi appetiti, che non furono ultima cagione della freddezza dimostr·atagl i nel ·J.i'i:2. da Napoleone. l
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E la coltura?' Lefébvre incarnò ·il tipo leggendario dello sem·pone del· primo impero; Marmont era un bri llante e dotto arti-:
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gliere, un collo scrittore militare. Erano i due estremi. Gli altri stavano io mezzo, ma, conv ien dirlo più verso il p_rimo che verso il secondo: v'erano gl i ignoranti che coll'andare del tempo. co l crescere negli onori, s'erano formata una specie di coltnm su- _ pel'ficiale ed illudente; i buoni ufficiali che ad una completa istruzione nell'arte loro, aveano trascurato d'aggiungere il complemento d'un\1 vasta coltura genérale; alcuni pochi che ad un a istr·uzil'ne liberale ricevuta prima dell e guerre nveano unita la scienza militare. In ~enerale, un livello intellettual e alquanto depresso, si era forti in geografia, ma debolucci in ortogmfia. Tem~i andiluviani; si faceva della storia e non si aveva il tempo ~~ ~o m· mentarla e di diluirla; rulficiale che sapeva fare era preJel'lto a quello che sapeva dire; la sciabola aveva maggiore eloquenza. del dotto calamo, e Napoleone guardava con ciglio asciutto la defeziOne di Jomini; Clausewitz non comandava l'esei·cito prussiano, e l'ar ciduca Carlo, prima di dettare principii, si applicava e vinceva campagne; Napoleone aspettava, a scrivere d'arte militare, gli ozi forzati di S. Elena ed io sto gettando sassi nel mio orto. t notevole che. ~apoleone ex-ufficiale d'nrti~tieria non abbra creatO maresciallo che un solo nflici<.lle della sua arma, e siccOtll~ on. n'est jamais trahi q1~e pa1· les siens quell'unico artigliere si eh iamò Marmonl. Del genio nessun ufficiale consegui il bastone cosparso di api d'oro e lo si comprende. lìno a un certo punto; {1·atelli, coltelli; ma si comprende meno l'antipatia di Bonaparte per la sua arma d'origine. Fot·se a lui spiacevano le tendenze repubblicane <:he l'artiglieria, arma plebea solto .''.anti co . regime,_ aveva e conservò accu,ratamente, come nna tradJzJooe dt corpo, auraverso la restaurazione, In ll).onarchia di luglio ed il secondo impero . Forse a lui, il dio dell'oiTeosiva, i brillanti ~((ici~li delle nrmi di linea, gente che s'ine~riava al fu0co, che lanc1ava 1 batta: glioni e gli squadron i turbinanti all'assalto, piacevano più dei ·cannonieri , indotti , dalla specialità del loro ·servizio e del loro modo di combattere, ad una certa gravità, ad un OJ'(tine severo, gente che non pativa d'ubbriacatura e d'~ntusi asmi, che-non sentiva . g ~i oraasmi del combattimento da vicino, che non vedeva ma1 ti bi<~nco degli occhi al nemico. Comunque, Mar·mont stesso, il beniamino di Napoleone. n<?n ftt fatto maresciallo se non il 22•; dopo
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di lui non vennero creati che il froude(tr GotH'i on S.t Cyr, Su chet rivelatosi gran gene•·•lle in !spagna, è Grouchy in lùnine ltw?·tis. Il corpo dei marescialli. privo qua~ i di uflicia li delle nrmi speciali , fra le quali, per vecchio tradizinni , s'erano rifugiati l'amo1·e allo studio e la. coltu ra generale, non poteva, come dissi, presentare un gran valore intellettuale ; ~l'a gente pra tica, buona ~e1· vincere batta~l ie; l'e a Ney, Lan nes, Soult si fos sero sostituit~ Chasseloup, ~fath1eu Dumas, Foy, s'avrebbero, invece di collul'e rudimentali . ' nvute ment1 veramente elette ; ma avreh hero etis,e sostenuta la ritirata di Hussia, respinti gli assalti furibondi di Essling, lottato contro Wellingto n? È una quistione che Napoleone decise a favore dell'al'te contro la scienza.
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Devo ora toccare un tasto più delicato. Austria, Germania, Jtalia, Spagna fu1·ono a volta a volta rette da marescialli e non ebbero certo a can tarne le lodi. Quas i tulli furono ~mpnta ti di ruberic, e pochi calunniati. La colpa fu degli individui m gran pal'te, ma anche dei tempi, del modo di guel'reggiare e di Napoleone. Dopo il 9'2 le guer'l'e della Francia erano state q!lasi 'sempl'e combal!ute io terre :-:traoiere. La penuria dell'erario, la necessità di ren dere mobi li gl i eserciti aveva fatto sostituire, al sistema dei gr~ndi magazzeni , quello del vivere sul paese. Napole.one aveva in ciò segurti i metodi ri volqzionari, ed anzi ne aveva estesa l'applicazione al punto di far mantenere gran parte del sno esercito, in piena .pace dai popoli sottomessi. I vinti • doveano far le spese, paye?' la casse, era la massl'ma l'laenerale di quei tempi ; massima che si esplicava pratic~amente in cont,:ibuzioni, in danaro od .i n natura, in requisizion i imposte su regni, provincie o cittit. S 'a~g iunse poi il blof.\co conLinentale, coi contrabandi; coi sequestri di enormi .quantità di mercanzie d'ori"ine n ingle;;e, un'e:>tor·3ione continuata praticata daija F1·ancia sui popoli vicini. Agenti di quella politica erano naturalmente i finanzieri. i quali però in quel regime tutto militar·esco erano dipendenti dai grandi comandanti militari. Questi erano giovani ~ieni di passioni,
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incerti di vivere domani e quin di ingordi dei piaceri deiJ'orroi ·i (')(') 1. titoli che aveano ricevuti li obbligavano ad una pompa, ad un fasto pei quali erano insuffic ienti le dotazioni pur ricchi ssime date loro dall'imperatore ; la maggior parte si lasciava sedurre a prender pàrte alle estorsioni , a requisire per conto proprio , ad accettar e pots de t>in pe1· chiudere un occhio; erano, in quei tempi , fr·a quella gente, più piena d'ono1·e militare che d'onoratezza, peccati veniali. L 'it~liano , M a sse na aveva sotto quell'aspetto la fama ·più tri ste; bisoghava adopetarlo per conqui stare paesi, e poi richiamarnelo subito per impedirgli di depredare le sue conquiste. Le sue ·ab.i· tudini erano già note, e, quando assumeva il comando d'un esercito, vi si vedevano accorere personaggi loschi, forn itori , afl'aristi, speculatori, gente che veniva alla wnie . Nel •1798 a Itoma, )Jasseoa riesci a scandolezzare perfi no l'esercito poco scr upoloso d'Italia; ne nacque una sommossa iailitare e lo si òovettè ri chiamare. I pericoli del -1799 lo fecero • nuovamente irnpie.,are· l'l ' ma dopo Zurigo e Genova, nominato comandante òell ' esercito d'ltalia, lo si doveue sostituire dopo pochi mesi con Brun e; si parlò di mene coi patrlotti italiani, di u1·ti colle ammioistra'l.io ni civili , ma anr.he allora si parlò sopratuLto di ruberie; e se ne parlò ancora quando comandò l'esercito di Napoli. Gli. al tri erano ,generalmente intinti della stessa pece, ma fecero gridare meno; alcuni anzi rivelarono belle qualità di amministratori A Davo ut , per esempio, il maresciallo di Mohke, potè in un discorso ce' iebre, rim proverare d'esser;;i messi in tasca i mil ion i della banca di Amburgo . prima d'abbandonare la città gloriosamente difesa; ma ·li intascò, come è dimostrato, per conto e per . ordin e del . governo fmn cese; del resto abbia o no prevaricato, ebbe almeno il merito di taglieggi:l.re con 01·dine e metoclo la parte di l~ e r mania affi datagli, e di essersi valso fruttuosamente delle somme e <lei materiali riscossi, nel condurre a Hoe l'imman e lavoro di preparazione del!a campagna di Russia, che in gt·an parte pesò sulle sue spalle. Fu un amministratore ottimo dal punto di vi~ ta fran cese, spietato a parere dei ~edesch i, spogliati , i quali alla fine avrebbero dovuto essergli grato di avere introdotto nelle
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uno spi rito d'o rdine sconosci uto con altri.
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Marmont, abbiamo visto, governava l'Illiria come se la sua co rona ducale di Ragusa avesse dovuto chiudersi ~ diventare una corona reale. Snchet nel caos della guerra della Penisola, a furia di buona amministrazione, sapeva salvaguardare l'interesse 'delle truppe e quello del lr. popolazioni. Seppe egli, insierfle ad interessi così opposti, tutelare anche il proprio tornaconto ? FÒrse. Ma quell'ex commerciante di Lione, buon calcolatore ed economo , non richiedeva al paese più di quanto poteva dare, e sorvegliava l' uso che si faceva delle contribuzioni levate. Gli altri eserciti fnm cesi mancavano di tutto in mezzo a pro vincie che devastavano e nella stessa ricca Andalusia; lo stesso Wellington non poteva sussistere se non in forza di danari e derrate inviategli dall'inghilterra ; Suchet, lui, aveva .truppe mancanti di nulla, non ch iedeva uno scudo , no.n ·un p·aio di scarpe ' alla Francia, ed otteneva che la guerresca Aragona si sottoll!ettesse, all'equità, più che alle armi, del vincitore. Ma gli altri? Brune in Germania ed Olanda, Ney in Portogallo, Soult in Andalusia, Victor in Prussia, Augereau in Catalogna? Rubavano'! F_orse no, ma certo amministravano co.si ma le che · sotto i loro djvisionari, i commissai1·es ordonnateuTs, i fornitori saccheggiavano . E ~apoleone? Nel 1807 in Prussia ad un pranzo d' uffì ciali generali arriva una lettera; conteneva l'annunzio di onorificenze, di dotazioni conferite da Napoleone ai vincitori di Jeoa, ~y l a u, Friedland. Il solo Rusca fra i presenti avev~ ricevuto nulla. Qualcuno se ne maravigliò. Oh!, disse il buon montanaro d\ Briga, S. M. t'Impe?;atore e Re, mi conosce da lttngo tempp, ·e sa che non aspetto O'l'tlini per {a1·mi la mia pa1·te. Napoleone sapeva : tutto o quasi - lutto, ma lascia va c.orrere per· sistema; la guerrt.. doveva nutrire la guerra. ed anche i guenieri . Ogni tanto quando lo scandalo si faceva troppo grande, faceva rigut·gitare qualche milione ma l tolto, imponeva avanie all'egiziana. traslooova qualche generale, oppure faceva visitare i forgooi di qualche pezzo grosso che rimpatriava carico -di spoglie, come acèadde d~e volte a Vandomme. Ma dopo tutto era gente che lo ser·viva bene; doveva egli dunque essere più tenero degli interessi di . tedeschi' o spagnuoli che dei suoi paladini ?
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* * I paladini, che (lgurano in un romanzo di cavalleria e vi occnpano il primo · posto, nei romanzi successivi hanno la barba bianca, sono invecch iati; ad altri più giovani lasciano le belle imprese di guerra e gli amori , le grandi sci;1bolate, i rapimenti , le batlagl ie di lVlarte e di Venere, · Ed aOf-!le fra i palaòini del nn0\'0 Carlomagno , vi erano i vecch ( eroi. Kell ermaon, Sénuier, .fonrdan, Pérignon, Moncey, sonnecchianti all'om bra di allori giit annosi. Fra i pi it giovani , v'erano quell i chb assurgevano e quell i che decl ina\'ano; quelli che ad ogni campagna facevano progressi, cui l'esperienza giovava; c gl i altri l'e cui fa coltà anelavano scemando per l'età, per la stanchezza fisica, pel d e~ià eri o di godersi in pace la gloria ed i t.ew ri accumulati. . .Berthier· a quel riguardo era <~ur i oso : quel capo di stato maggiore ideale ' mal!!rado la ::;ua aLLivilà fisica, era rimasto un buou im,, piegato di tavolino ; ot;ni nuo va :.werra 1,) faceva gemere; partiva di cattivo umore e non vedeva l'ora di ritornar-e, presso la signora Visconti dapprima, presso la ~ua spo:;a dopo ; malgrado il suo zelo pe1· l'imperatore, era pessi mista, :;tancava Napolcon<:: coi snoi tristi progoostici, coi suoi consigli di prudenza, di moderazione; 'quell' uomo che Lutto doveva alla. guerra, i suoi titol i ùi principe d~ Neufchit.el e di Wagram , tl i vice contestabile e gran cacr.i:Hore, le sue crrandi ricch ezze. il sno ·matrimonio con una principessa ' n Bavarese, i suoi solùatini nmaranti, il diritto eli firm are Alexand·re, 'in fondo quell'uomo· ocliava la gnerra . era il piit pacifico degli ini naeo·~raft ·· anche la sna fin e fu quella d'un buon borghese n"e·~ner 1:> n che sentendo per istrada la banda di nn reggi mento, lascia stare la colazione, corre cur iosamen l~ nl la fin estra, perde l' equilibrio e -va a .sfracellarsi il capo sul selciato fra gli r.appa tori pelosi ed il tamburro mag~ ioJ·e gigantesco, con grande indignazione det cavallo del colonnello. Massena atnò la guerra, ma alla lu~ga il suo eorpo s' infiacchì. la salute non lo servi più. All'nomo che aveva comandato in capo in Svizzera, sul Danubio, in Jt.:tlia due volte, nel Portogallo, • 75 -
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sorrideva poco l'idea di reggere un corpo d'armata sotto gli occhi dell'imperatore. Quando nel 4800, i soldati di l'\ey, e di Reynicr lo vi dero prendere il comando dell'armata di Portogallo, stentarono a riconoscere l'agil e montanaro· eli Saorgio, di Tal'vis e di Zu rigo in quel vecchio , volgare di modi, ridicolo nel vostire, malaticcio che arrivava da Parigi accompagnato da una rlonnioa (~b e gli scemava le noie di Torres Vedras. Dopo il '181 O, non de,iderò più d'esser impiegato. Ad Augere:}U die' un colpo tremendo la catastrofe di Eylau, ove il suo corpo d'armata fu quasi distrutto in nn baleno . D'allora in poi l'audace duca di Castigl ione si rammollì; ebbe per meno di nu anno il comando dell'esercito di Catalogna; non si decideva mai ad entrare in quella voragi ne ; qua·ndo infine la podagra non bastò più a fornirgli pretesti, lasciò Perpignan per correre a rinchiudersi io Barcell ona, ove nulla seppe far di buono . Nel 18 12 e HH 3 comandò eorpi d'osservazione, che stettero quanto più lontano poterono dal nemico. ~el 18,1k la sua fìacchez:t.a all'armata di Lione fu ta le da far nascere voci di tradi mento . Era un uomo finit o. Soult no: mente non molto vasta, m.1. carattere tenace da meridionale taciturno, libl'a resistentissima, assiduo al lavoro, riflessivo, faecva progressi continui , e fu con Suchet e S .' Cyr nel novero dei pochi la cui fama uscì illesa da quel la tremenda guerra qi Spagna, divoratrice di uomini e di reputazioni; il primo manovriero d'Europa, come lo chiamò· Napoleone dopo Austerlitz, divenne passo passo (dico passo p,g,sso) un discreto stt·atega, e la sua campagna dei Pirenei, perdull\-con onore, non fu '1ndegn:-~ delle sue pri me gesta. Lannes non ebbe tempo di declinare : niorì troppo presto, mentre la sua fervida intelligenza, l'avida "'PPiicazione nlle cose dell'arte sua, di cui dette. cosi bella prova all'assedi o di Saragozza condotto a buon fine da lui irifanteri sta, il suo ardore indomito facevano sperare in lni un emulo di Oav.out. lo quanto a Ney, Mortier, J.. efebvré e Bessieres ·erano poco susc~tti bi li di modificarsi; l'audacia incon sult.a del primo, la fred -
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.dezia un po' apatica del secondo, l'ignoranza profonda di Lefebvre e la speciali tà di Bessières li rendevano incapaci di pt·ogressi; .quali si fecero conoscere, tali rimasero . La rapida fortuna di Davout meravigliò dapprima; al 18 Bru~aio non er:1 che un genera le di brigata noto per alcuni bei falli -sul Reno ed in Egitto. Napo!el)ne lo crea conp snr conp ~e nerale di division e. ispettol'e generale _della cavalleria, poi comandnnte della fan teria della guardia, poi comandante di corpo d'armata e ma<resciallo. Gl'invidios i grida rono ; era un favori tismo, si tmttava d'un parente di casa Clary, dell'amico intimo di Desaix.; Lecou.rbe, 1\'l ac Donald Gouvion S'. C'•r avevano titoii inlinitamente supe' " . riori.. Ma tosto Austerlitz , Anel'stadt, Eylnn, Eckmilhl, Amburgo, provarono la sicurezza d'i ntuito di Napoleone, che itrquel giovane generale taciturno aveva rico no~ciuto un carattere freddo e te.•na ce, una mente acuta non inferiore a qualsiasi compi to. · Davout salì sempre e se ne avesse avnto il tempo si sarebbe ·rivelato degno del co mando in capo, a\'eva la chiarezza di vedute , e la saldez:t.a di propositi d'uno :;tratega e le sue disposiz ioni -durante la campagna di Russ ia, sulln bassa Elba, e dopo Wa·terloo provano la sua altitudine a dirigere grandi operazioni. Un decadente invece è Vietar, il culmine del la sna fortu na fu s-egnato dall'assedio di alcune pi azze fol'ti prussiane sul finire del ·'1806, vi trovò il suo bastone di maresciallo, ed il titolo ducale di >Eelluno; poi andò semp re declinando ; Cadice, Talavera, la Be·resi na lo trovarono sempre in feriore alla gravitit delle ci rcostanze; -~ Dresda manovrando sotto ~l i occ h i dell'i mperator·e, ritrovò un 4aropo della sua attività di Marengo , ma ricadde pi ù profondamente ancora e dopo Montmira;l Napoleone gli tolse il comando del corpo d'armata . Altro deciman te, Oudinot. La colpa fu meno Stta che di Na-.poleone e meno dell'im peratore che del le circostanze che esigevano si affidasse ad un buon soldato, altissimo a condurre al fuoco una divisione di granatieri, il com<lOdo di parecchi corpi d'armata·, ne nascevan o fatti come Polotzk e Gross-Beeren. Un buon lattico non è un l'>aenerale d'armata;. rna Massen a era sciu pato ; 'Soult e Suchet erano necessari in Spagna: S'. Cyr era abile, ma .chi avrebbe voluto servire so tto di lui? Di Davout ve n'era uno
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solo ; conveniva pe1· forza affidare armata n Ney , a Oudinot, a Mac Donald. Ho nominato S'. C5•r: questi non declinava nè pr·ogredi va ; era: un eccent~i co; sul Reno era o1·a ottimo, ora pessimo ; in Catalogna e sulla Dnssa faceva mera riglie, a D re~da era assai mediocre; and_avll ~d esLri; cattivo. comp~guo, inferiore insubordinato, superrore msoppor Lahlle, faceva m generale beuissimo se abbandonaloa sò, co n pochi ordini, con alcune direttiYe suflìcienternente elastiche, in condizion i diflìcili: all ora si sovreccitava e fa ceva bene, in sottordi oe ridiveniva indocile ed in1 idioso. Suchet em l'assurgente per eccelle~l\a, lo co nstatò anch e Na-· poleooe, che la prima volta che ebbe ca mpo di vedcrlu dopo le car1 pagne di Va lenza gli disse: TJtbCa d' Atbufçrct, 1)1. siete fatto· assat pùì .(J?'anilc delfttltima voltct che ci siamo visti. Que5Li g11 crrieri dai C<ll'att.eri cosi diversi , ma fol't omenLe tern·· prati dagli spi riti battagli eri, andavano-poco d'ac-cordo . La pre senzaòel cap·o supremo ccnteneva a stento i loro umori bollenti, ma quando erano lontani ò.al suo oechio d'aqui la, scoppiavano le ire, R ~rthier, che copri,•a la parte delicata di capo di stato ma"aiore . . an general e, e:ra JDVI SO a quasi tutti; chi gli nltribuiva la paternità di qua lche rab bul'fo avuto dall'imperatore, ch i _si doleva di qaalche· destinazione poco grad ita, molti era no urtati dalla sua alterill'ia · d?po ogni bolleLtino erano rec.rimiuazioni senza fìne, per la p~1 rt~· dr gloria allribuita a ciascuno,, per frasi che non suonavano bene· ad orecchi pu nti glio.>i, per silenzi inesplicabili ed 'ingiuriosi. Dal· canto suo Berlhier era invidioso; esaltava la glo.ria di N~poleone, di cui una parte si riverberava su di lui: ma si sforzava di scemar&· la fama dei suoi colleghi. ' <' Davoùt, uomo dr dovere, devotiss imo all'imperatore, poco tenero coi co ll eghi, che trovava in gent3rale tr·ascurati e presu ntuosi, avea avuto da dire celO Ney che gli ri!llprO\'erava di averloabbandonato a Krasnoe, con Uernadotte per la gi ornata di Auerstadt.. con ì\iurat per divergenze d'idee sorte ment~ amenàue inseaui -· vano i Russi dal Niemen alla Moskowa; liti di f<tnlc metodico contro ussnro spen sierato ; 'Berthiel' sopratutlo non potea perdonareal principe di Eckmiih l la fama sempre crescente, l'aver avuto m· gione nel '1809 su l L·~ch , la pnrLe preponderante sostenuLa nei preparativi ed all'inizio della camp;1gna di llussia .
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Murat, arrogante, pronto di parole, superbo per la sua pare n.tela imperiale ed il suo titol o regale, aveva susci tate tremende bufet·e nei suoi rapporti con Ney e Lannes, non meno prodi di lui , ma iracondi e violenti. A Polotzk si trovarono a contatto l'asLioso -Gouvion St. Cyr ed il buono e semplice Oudinot; t!a una parte la superiorità di grado, dall'altra la potenza d'ingegno, nacq nei·o at. triti, le cose andarono male, fìnch è Oudinot ferito cedeLte il co:m,an do al rivale, che t•itrovando alloru. ad un tratto la sua abil ità e ~a sua energia, battè e respinse Wittgensteiu. Ad Aspern Lannes, il meridionale focoso , e Bessièt·es, 'il guascone aSLuto, attaccano briga perchè il primo aven mandato al secondo l'ol'dine di carica1·e a fondo. Un ordine l da mat·esciallo a mm·esciallo 1 Ca1·i.ca.1·e a fondo l ad nn n{ficiale di cavalle1'ia l Scoppiano ire eh e da tavano dalle campagne d'll.:-dia, e senza il vecchio · tYfassena due marescialli si sarebbero battuti in duello alla vista del nemico. Ma il teatro di guerra più propizio al germogliare degli odi era pu r sempre la Spagna, dove si anelava di ma lavoglia, si rimaneva -di malumore, dove le cose andavano maleJ si era lungi dall'impet·at.ore, do ve :;i vivevr1 in uno stato co nLinuo di irritazione. Soult litigava con Viclor e )'fortier. che gli combal.levano a fian co in Andal usia, con Ney, M as~e na e .}Jarmont che si succede\'ano in Portogallo e coi quali non riesciva a combinare operazioni ; ciascuno tirava la coperta dalla sua parte; Ney e Massena dal loro canto si ;,bbarruffrìvano da ''an ti a. Torres Vedras; Bessières e Ney a vevano parole in Vecchia Ca.:;tigli a; nessun came1·atismo; ognuno ,pensava unicamente al pn•pr·io corpo d'armata c faceva del suo ·.amb ilico il ~entro dell'universo ; ai c•>lleghi non si pensava che per diffidarne e denigrarli presso l'imperatore; da :VIadrid Giuseppe Bonaparte e l'esautoralo .Tour·dan mandavano consigl i ed ordini .che erano accolti orribilmente male. Suchet accorto se ne stava in disparte , e dal suo teatro d'operazion i isolato, assisteva badando ai fatti suoi, a qnel divampare di .rancori, a quella sinfon ia di reériminazio.ni . Il triste epi logo d1 lullo ciò ru il processo di Ney, in cui l'eroe <lella ri tirata di Russia, fu giudicato e r.ondannalo a morte dalla Carnera dei pa1'i, in cui sedevano muti e spietati i suoi colleghi, i suoi rivali di gloria .
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* " Discordi, cupidi, ambizios i, in r;o lti, ristretli d'intelletto , tutto quello che vonete: ma conviene ris.tlire ai tempi leggendari, ail paladini , ai cavalieri della Tavola Rotonda, per trovare una si :;: mile schiera di prodi, raccolti allumo ad un sovrano. La prodet,za personale, ecco la loro ciote prima, quella per cui rima1·ran uo immortali. I piccoli soldati delle generazioni po;;te1·io ri contempleranno a lungo con rivereute :;gomento quei giganti nei loro atteggiamenti con sacrati dalla pittura e dalla leggenda: Oudinot dal viso mesto e malinconico del soldato elle si sa predestinato· a riportare un a ferita ogni giorn o di ballagl ia: ì\Ia~sena, contuso da una cad uta di qu:~ rto, cond ucente in una carrozzfl bassa,. traaa da cavalli· biandli , i suoi battaglioni stremati dalle lotte di Aspern, all'attacco sul conteso )Jarchfelct;Grouchy, alto, so t,.tile , ritirato, ùSpetto di colonnello di c;~v; dler'ia cl}e non vuoleinvecchiare: Lannes snello e bello, come gli esseri devoti a morteim mr1 tura, nelle vie str·eue di Saragozia, fra le 'fiamme ed_ il puzzo dei cadaveri carbonizzati, il crepitare delle fucilate ed i~ mn!·tellare dell e campane: Ney maschera da bull-dog rossigno, che, a piedi, la spada sguai nata , avvolto in nna peliiccia, col cappello indeciso . come quello delle guardie civich e di Firenze , fra la formazione in colonna e quella in battaglia, sostiene la. ritirata dell'armata di Russia; D<.wout, elegànte e corretto nel vesti re, fro nte denudata e pensosa, sguardo incerto da miope, schiera sul piano di Hnssenhausen i suoi battaglioni sotto !;!!i, attacchi fnriosi del fiore della gioventù prnssiaua : Mortier gigantesco e fl emmatico fiammin go: Soult energico ,· ruvido, zoppo, volto sbarbato e rugoso da vecchio contndino,' ..a cavallo accanto all'imperatore uell:t roua vet·tiginosa di Watérloo; Born<tdotte àai capelli neri- e ricci, dalla :>agoma di uccello da preda, occhi vivaci. e grifagni, naso adunco :}'lurat, eroico cavallerizzo, eroe grecove.-;titù di vellutu che1·misino , di raso ve1·de.porro e di pellicced'ermellino, calzato di stivaloni gialli, con un tocco coperto di penne di struzzo, carncolla come un sottotenente degli ussari in.· mezzo al turbinare di cento squad1·oni; Mac Donald, altro voltorincagnnto. fra le nevi eterne e le burrasch e in vernali ·dello-
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Spluga; il vener·ando Moncey , logoro avanzo d'·nn agile r,olonnello di cacciatori dei Pirene i; Augereau generale da operette, carico di ri cami come un guardaportone principesco a Parixi, ma eroe a Castigli one; Brune ucciso ad ,\ vignone in una meschina camera d'albergo da palle francesi, lui che aveva alfl·on· tato la mitraglia rnssa ed inglese a Kastri cmn. Fisonomie spiccate. scolpite nel Aranito , che resi:;teranno all'azione obli terante del . tempo e. delle ges ta dei generai i l'nturi. Sm·ei in giusto se non cooclud e~si ricordando alcu ni divisionari, a cui !n sorte, non la dappocaggine, vietò il supremo g1·ado di maresciallo; Junot, Dnpont, Vandomme e Ileyoier, che al punto di conseguire l'ambito bastone videro naufragare le loro :; peranze nella convenzione di Cintra, nella cap itolazione di Baylen, nel disa.,tro di Knlm , nella prigionia di Lipsia: i comandanti di corpo d'armata dell 'n ltima ora, Sonham, Lauriston, Loban; i veterani della guena di Spagna, Clanzel, Rei lie', Haben, Hari~se. Delaborde, d'Eclon; i tre indivi:;ibili divisionari di Davout, G·udin, Morand e Friant: il brillantissimo srtnadruue dei generali di cavalleria, i corazzieri, ~ansouty, Hantpoul, Kellermano . Milhaud: i dragoni Latour Manbourg, Excelman, Pully, i cavaiiP,ggeri Montbrun, T.assalle, Pajol, Col ber t; poi Gerard, Ylaison, Jiol iLor, che in altri regni e per altre gesta divennei'O maresc i:~ lli ; i cors Sebastiani , Arrighi , Franceschi ; gli italiani, di cu i spero poterparlare più a lungo in seguito, Rusca, Fresia, Seras, Pino, Severoli , ~lazztlClJelli, Giflenga , Palombini, Lechi , Zucchi , l?ontanelli; i franr.o -italia ni, Grenicr. Vcl'dier, Broussier. Charpentier: . Lecourbe, il più illustre forse fra tutti, maestro nella ìJUerl'a dì montagna, coinvol to nella caduta di ~ioreau; i fedelissimi di ~a poleoné, Duroc, J3e,·trancl, Rapp, Compans e Dessaix i Saroiardi; il polacco Poniatowski, maresciallo del -17 ottobre ,1813, mot·toil-19 ottobre neii'Eister; poi Clarke, mini~tro; Narbonne Caulaincom·t, e Andréossy , di plomatici, Savary il gendarme; una enumerazione inl.erminahilo di soldati illustri , c11e in tempi meno r·icehi di genii sarebbe!'O saliti alle più alte cime della gerarchi a militare. (Continua)
ALESSIO CHAPERON Capi/(l.no di ~!!Jio ?ll(lggio1·e.
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LA ZONA DI ASMARA
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CIRCOSCRJZIONE 'S'[ORICA DEl.
MA H.É B-JJE LLÀSè'-NEGG mAU CO~ LE SGDOIVIdiOXL TRADI%IO~ALT DEL TERRITORIO I:N" ltELAZ(O~E Af,f,E GEN"TI CHE: ABI'l'A)l 0 ·LA CONTRADA
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·Per ben comprendere il danno r ecato al Seraè dalle guerre civili e dalle invasioni subìté, come pure per apprezzare al suo giusto valore le risorse Jatenti della bella provincia, nulla può essere più utile del paragon~tre la sua po~olazi one attuale con quella che essa aveva n el novembr e dell'anno 1861, secondo i calcoli di W erner Muuzino-er che la visitò in quell'epoca in occasione del vi~gio dao lui' fatto nel Cunamà ·.seguendo il corso del Marèb. Egli r eputava che in quel tempo il Scraè avesse da 'trecentomila abitanti almeno e gli sembrava che fossero molto scarsi e non stessero in alcuna proporzione col terreno; motivo per cui molta parte di questo rimaneV<L incolta. È vero però che Munzinger comprendeva nHl Seraè anche il Coh·ain, . condotto a ciò dall'affinità o meglio consa.nguineità della
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popolazione delle due provincie, cosa che abbiamo, a suo luogo, considerata. Ma poichè egli giudicava. quella del Coh·ain doppia di -quella del Mài-Saadà, è facile r ilevare quanta a s uo gin, dizio ne. rimaneva per il solo Seraè. · Egli stesso ce ne offre il mezzo poichè presenta un elenco <li 55 paesi del Mài-Saadà, allora abitati, divisi nei tre gruppi seguenti: a) villaggi d i oltre 1000 abitanti; m) villaggi di medilL grandezza con cirM. 500; n) piccoli casali -con popola.zione dai 50 ai 200 abit.anti. Del gruppo a) n e novera 26, del gruppo m ) 10 e finalmente del gruppo n) 19: in modo che tutta la popolazione del Mài-Saadà può essere ;ritenuta in quell'anno di circa 35 mila abitanti. Ne segue che se si computa quella del Coh-ain a 70 mila riìnangono, pel Seraè soltanto, 230 mila persone almeno. Sul finire dell'amio 18!;12, ossia 3 l anno dopo lo studio fatto dal Muuzinger, le indagini od i .computi più larghi davano per probabile che in tutto il Serae non vi fossero più .di 1500 o 1600 famiglie. Ritenuta guest'ultima cifra e calcolando con larghezza che -ogni famiglia fosse, in 1nedia, composta di sette persone, si sarebbe avuta in quell'epoca una popolazione totale di 11200 p ersone. . E al dotto Munzinger sembrava scarsa la popolazione del 1861 ~ Nel seguente specchio viene indicato come questa popo· lazione v,a da ripartita nei varii gultì, nei quali è divisa la -provincia ed è segnato, . per ogni repa.rto territoriale, il tri· buto 1·egio di cui è gravato per effetto dell'editto di Atziè J asu IL Gultt
Meclri ~
l
\ Tacalà l
\
Godofelassi Addi-Monguntì Ona-ìYJna-Hielà; Deca-Contzùb Ad-A.tchemè Gabrè-Maraìt
l
N. delle Tributo regio famlg li()
in tnlleri
245 101 15
3000 3000 600 600 600 600
12 64 14
LA ZONA DI
1186 Medr1
.l\Iaragùs
.~S~!ARA
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L A ZONA DI ASMARA
Gulti
l\. dello Tribnto regio famiglie in tallori
146
\ Jacòb
84
l Accolòm 1 End'-Asmàcc'-Ogbìt
A.ddi-Quoalà Ad di-Baharò Gabièn ; Egri-lVIacàl Mài-Saadà \ Assognàr Deraantò D amba, o Enda· Selassìè ! Addi-E lghèz Deca-Bucrì. Gundet G undet
l 3000
l
l
40 2
50 114 'roTACI
600
1502 10000
Per lo strano intreccio d'interessi e di protese dei due g ultì. di End'-.A.smacc'-Ogbit e di .A.ùdi- Quoalà non fu· possibile sceverare la popolazione dell'uno da quella dell'altro e perciò venne dato 'complessivamente in una cifra sola. Il tributo r egio n el Seraè, ed anche nel Coh-ain e p.el DecaTesfà, co.me vedremo in seguito, poteva, anzichè in talleri, esser pagato in {erghì. Dicesi {ergiLi una lista di tessuto di cotone (alabà) lunga dodici cubiti e larga due, quan ta., cioè, ne. · abbisogna per formare quella specie di mantello del qual~ si servo~o gli indigeni. Il cotone cr esceVfL in abbondanza. nei cuollà, le donne del paese lo :filava.no ed i ferghì erano tessuti dai numerosi giaberti del s.eraè, ai quali in questa provincia, come in molte altre d'Etiopia., era esclusivamente lasciata l'ar~e del tessere, in cui erano abilissimi. Ogni ((?rghì cosiffatt();. nel pagamento del tributo regio, veniva computato al prezw costante di clrte ta,lleri.· Queste stoffe servivano per vestire le trnppe del negus.
Provincia del Deoa-Tesfà..
Se Tesfà figlio di .Ma.ré-Senna.sghi, vinto dai fratelli Ma.i e Molegà, fu costretto a cercarsi nuova sede per la sua famiglia ed i suoi seguaci fuori del bel Seraè, ebbe però la fort una di stabilirsi in un vasto territorio compreso in limiti ben determinati, sicuro, assai · fertile e adat.tato alle più va.riate col tm·(~ . Questa interessante provincia, che nelle carte più recenti era seg nata ancora come regione sconosciuta, è stata dopo l'occupazione dell' Asmara più e più volte percorsa e studiata. N ell'auno passat,o poi ed .in quest'anno fil più minutamente esplorata od illustrata in ispecial m0do dal mio amico sig . tenente Giardino, che vi fu residen te, cos.iochè ormai poco più resta a conoscersi affioche essa sia perfettamente nota in ogni minimo particolR.re. - Il territorio del Deca-'l'esfà è formato essenzialmente dall'ampia valle del :Mai- Ambessa, aiHuen t.e eli destr a del Marèb, dalla sua origine .fino al punto nel quale egli mette foce n el Marèb, eh~ ivi cambia nome e prende quello di Sona. Un distico tigregn0, che piace tanto agli abitanti di ·questa provincia di ripetere, dice che essa ha la sua t.esta à Megh~ntàn ed i piedi a Dobenè: JYlèghintìm dzì. ra.sù Doben~ dzì ogrù. Meghintàn è un colle un po' a NE di Arrasa sul ciglio dell'altipiano, d'onde si staccano i contrafforti che vengono a formare la valle del J\{ai-Ambessa e presso il quale nascono e il torrente Obel, affluente anch'esso del Marèb, che forma parte dei confini orient~le e meridionale, ed il tor·:rente ~ufar-Calatì, affluente del Barca., che compie il confine orientale e forma · parte di quello settentrionale della provincia. D obenè è il gruppo più occidentale dei paesi del Deca-Tesfà, che continua a degradare per lande d isabitate fino m limiti non bene definiti coi Baria e coi Baza.
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Questi cenni. sommarii sono sufficienti per far comprendere la grande var ietà di climi che deve trovarsi nella provincia; varietà cresciu ta dalle regioni montuose che vi si trovano, le quali salgono talvolta ad altezze di poco inferiori a . quella. media dell'altipiano. P er effetto di ciò qui può trovar luogo oppor tuno ogni cultura dei climi tempe- · rati d'Europa. e molte dei climi tropic~li p otrebbero esservi utilmente sperimentate. La feracità del su.olo non vi può esser posta in dubbio e l'acqua vi si t rova con molta. facilità., almeno nelle parti migliori. #
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Prima dell'anar chia il Decp.-Tesfà era governato anche esso con le formG patriarcaii vedute altrove ed ogni distretto (gulti) aveva il proprio sciùm o capo indipendente. Ma anche qui in quel tempo nefasto, nacq uero 'e si svolsero lunghe lotte civili le quali. provocarono l'intei·vento dei ras del Ti gr~~i . che :finì. di mettere ogni cosa a soqquadro. Al principio del nostro secolo, per effetto di queste discordie e tli questa ingerenza strauiem, A.smacc' Focriès di Dobenò viene da ras Mold u-Sillassi nominato capo eli tutto il Doca-T esfà. In quello sliesso tempo il Seraè ed il Coh-aì.n erano ao-overnati da Aitè Salomon- Cuoriccià. in~estito di tal . potere dal medesimo ras e l' A.mazièn era retto da Car:.tibài Zerài della casa di Ad- dzega venuto in &.ignoria dopo a,·er vinto Gabre Cristòs di Saad-dzega coll'aiuto del Naib di Moncullo. del quale ave,ra invocata ed._ottenuta l'alleanza. Focriès tenne il comando per più di .40 anni e. morendo lasciò l'eredita del potere a suo figlio .l\~~mmò . Aitè Garemascàl sciùm-gultì dell'.Arra.sa, che era stato soldato dì · ]'ocriès. si rifiutò Q..i r iconoscere pel· signore il figlio di lui, col quale venne. per cio) a contesa che fn decisa con le armi. L a sorte fu contr aria a Mammò, che profugo si rifugiò n ello Scirè, ove aveva una figlia maritata acl Aitè Zelalà Dopo di ciò Aitè Garemit!-lcàl salì in .• grande potenza e non solo· ebbe in suo dominio tutto il Deca- T esfà, ma pervenne altresì a sottomettere il Deca-Maì ·(Seraè); non riuscl.
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- peraltro a fare altrettanto del Deca-Melegi\ (Coh-ain) che gJi oppose indomabile resistenza. Aitè · Garemascàl visse ' ancora sei o sette anni e morendo lasciò il-potere a suo figlio Aitè Gare- Zacliq . 'rre anni dopo certo A.itè Leli~c' pare1i.te ed erede di Focriès (poichè il nonno paterno di Lelisc' era fratello di Focriès) venne all'Arrasa per pagare al capo della provincia il tributo di 600 talleri di cui era gravato il gulti di Accolòm, del quale egli era capo. E gli si presentò con abiti e capelli a foggi~ femminea e ad Aitè Ga.re- Zadiq, il quale, sorpreso, gh chiese il motivo della strana. acconciatura, rispose: « Io sono adesso come una donna giacchè pago il tributo al figlio di colui che lo pagava ai miei mA-ggiori ». Gar e-Zadiq adirato per l'audace risposta lo cacciò dalla sua presenza ca:ricandolo d'improperii e Lelisc' ritornò al suo paese, AddtQuohò (.A.ccolòm) meditando vendetta. Ivi g iunto ordinò con pubblico bando di. .non pagar più tributo di · nessuna specie a G-are-Zadiq; questi saputolo riunì gran gente da tutti i paesi Llel suo dominio, compr eso il Seraè, e mosse contro di lui. Lelisc' assai più debole fu costretto pel momento a cercar rifugio in luogo sicuro e si trincerò ìnfatti sul monte di Derhò-Contzei, per la nattlra aspra ed impervia del quale non fu possibile a Gar eZadiq di cacciamelo. Cosicchè questi, divenuto f~rente per la propria impotenza, fece porre .il fuoco a.l pross1mo paese di Addi-Quohò. _ Alla vista dell'incendio che divora.va il suo paese AitèL elisc' scende dal moute con i suoi, precipita come uu ful~ine sulla gente di Gare-Zadiq, la vince, la pone in r otta e la iuseO'ue con tal furia che Gare-Zadiq r iesce a stento ·a trovar ~-ifugio in Addi-Mongnnt.ì, ove Lclisc' non potè più oltre inseguirlo. Si fermò ·p eraltro tro mesi all'Arras~, la devastò completamente e poscia incendiatala se ne torno al suo gultì carico di spoglie nemiche. Ma inor ao-oo-li.to dalla vittoria L elisc' venne a contesa coi o parenti suoi e le cose giunsero al segno che sette mesi
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dopo l'incendio dell'.Arrasa le duo par ti presero le armi e Lelisc' rimase ucciso. Questi fatti a'·venivano nel tempo in cui Degiacc· Ubiè er a già stato vinto ma non si era peranco affermata l'aut orità del nuovo imperatore Teodoro (1855). .Alltl· morte di Lelisc' segue un per iodo di rappressaglie, che straziano ancor più il Deca-Tesfa. Gar e-Zadiq fàtto ardito per la morte del fiero avversario, in ~ade di nuovo la disgraziZtta provincia che mette a J;ubà; ma,· quando sta per ritirarsi, viene insE!guito dagli -spogliati, che br uciano d i nuovo A rrasa appena r isorta dalle sue rovine e contin uano l'insegui mento fino nel Berae in . modo che GareZudiq è obbligato a rifugiarsi in .Addi·Qnoalù.. lvi però viene ucciso da .Aitè-Garamlàch signore di quel gulti e padre di qucll'Aitè Garemariàm di cui fu par.lato già, il quale scuote ·così. anc~1'egli il. giogo della casa dell' A.rrasa. Ai tè Uondefrasc' fratello dell'ucciso con tutti i suoi parenti e le persone rima.steg li fedeli va, ad ingrossare le file di AgàuNegussiè, che in quel tempo contendeva la corona imperiale a Teodoro e cercava avvioina-rsi al mare, donde "sperava do- · vessero giungergli soccorsi dalla Francia (1856-18~8) . Neg ussiè accolse favor evolmente questi profughi e per contentarli accordo ad .Aitè Uondefrasc' llll rinforzo col quale potè sottomettere al predendente il Deca-Tesfà ed il Ooh-ain (il Sera.è si era già sottomesso), cosicchè tutto il'Deca-UarèSonnasghi venne in potere di N ogussiè che 'lo diede a g overnare ad Aite Uondefrasc'. · Fu peraltro un governo di breve durata . .Mancati gli aiuti france~i e crescendo le ostilità in ·paese, Agà.n-Negussiè dovè lasèiare il .Mar èb-lHellàscc' 1ftentre T eo-doro fatto sempre pi.ù forte si avanzava minaccioso contro di lui. P er questi avvenimenti la posizione di Aitè Uondefràsc' fu scossa. Quando poi nell'audaoe tentativo · di ritorn are nell'Amhard per il basso Marèb ed il ò asso Tacazzè, Negnssiè fu vinto ed ucciso e la casa di Saàd-dze;a che b• aveya parteggiato per Teodoro, tornò al governo del Mar èp-Mellàsc' tutto int iero, Aitè Uondefra.sc' dovè contentar si
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della modesta condizione di scit\m-gultì dell\-\.rrasa, essen dosi D egiacc' H ailù affrettato a. ristabilire i capi locali nel grado e nell'autorità a ciascuno spettante secondo le tradizionali circoscrizioni, il diritto e le consuetudini avite. Durante il regno di Teodoro e di Giovanni la casa diArrasa non ebbe più nessuna autorità, fuori dei snoi confini leg ittimi, sebbene si adoperasse in mille g uise e •tentasse -o gni modo per ritorna.re allo splendor e raggiunto colla violenza al tempo dei Ras. F ra q uesti maneggi è not evole il -seguente, il quale, doveva a,·ere, sebbene indirettamente, mfiuenza ragguardevole sugli avven1ment.i fu turi non solo del D eca-Tesf~t- ma del Marèb- .l.VIelJàsc' tutto intiero. D egiacc' N egtlssiè primogenito d.i Ai tè Gare- Zadiq cercò l'alleanza con la casa di Saàd- dzega e diede perciò in moglie sua figlia Uizorò Uba a Ligg ' Cassa figlio di Degiacc' Hailù . Da questò matrimonio nacque qucll'Asmacc' Abarrà, che doveva divenire tristmnente famoso per la mor te del vale5roso capitano Bettini. . Contemporan eamente Uoldenchièl della casa di Ad-dzega (di poi R as), per controbilanciare l'influenza della casa rivale nel D eca-'l'esfà, propose a cer to .Aitè Gofàr del OunoRadà di dare la propria figlia Uizorò Turù in moglie al figlio di lui a nome Oafel-Jesùs o Oafiè-J esus, che dir si voglia. . ~, Aitè Gofàr non aveva per nascit-a alcuna autorità, nè alcun diritto essendo originario di Addì- Oalcàl, modesto paese del Ouno- RacliL, gulti posto sott.o la signoria del coJlvento di Debra-Mercuriòs, il priore del q nale esercitava su quel territor io le funzioni e l'autorità di sciùm- gultì. P ure era tenuto in considerazione e temuto in tutta la provincia perchè forte ed ardito come ne aveva date ripetute pruove militando con Degiàcc' U biè. Bisogna soggiungere che Aitè Gofà.r mirava e si adoperav.a con ogni mezzo a scuotere la signoria del convento per sostituir vi la sua. , E ffettuatosi questo matrimonio Oafèl-Jesùs fu da q nel momento in poi seguace fedele del suocero. da cui venn e in· proseguo di tempo nominato Barambarà~ ed ebbe, du-
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ra.nte la. breve sovr anità di Ra.s Uoldenchièl, la signoria d~ tutto il I>eca- 'resfà. Barambaràs Cafèl- J esùs cadde anch'egli nelle mani di Ras Alula insieme a Ras Uoldenchièl quando questi, fidando nell~L parola. di R e Giovanni e del suo generale, gli si presentò per ottemperare ~Ll grazioso invito fattogli di re-· mu·si in Adua per la celebrazione della solennità della Croce. Ma mentre Ras N oldenchièl er a mandato in r elegazione sull' Amba-lalama, Barambaràs Cafèl-Jesùs fu tenuto prigioniero in ferri sei mesi da J~a!} Alula, , ehe. incr udelì con lui al punto di farlo percuotere di scudiscio, :fi.nchè per ordinedi R e Giovanni f!-1 posto in libertà, spogliato però di ogni potere. . · Durante la prigionia di Cafèl-Jesùs Degùwc' Negussè e L igg' Asghedòm della casa di Arr<Lsa si presentarono a Ras ·Alula chiedendo il dominio del. Deca-'l'esfà, per il quale invocarono diritti di nascita ed altre pretese ; ma la politica di Re Giovanni era ormai fissata nel principio di non ino-randire soverchiamente nessuno di qua del Marèb, cosicchè t:> le loro domande rimaser o inesaudite. Barambaràs Cafèl- J esùs dopo quattro mesi appena da èhe· aveva ottenuta la liber.tà lasciò il suo paese, ove §i eraritirato, seguito da cinquanta dei suoi migliori soldati di nn tempo, che si erano raccolti. intorno a lui, e con essi, passando per le regioni disabitate del Barc~t, riparò nel terri-· torio posto sotto la sovranità delFEgitto .. E gli coi suoi si· stabili in Hal-hàl favorevolmente accolto dalle autorità che allora comandavano a Cheren, le quali, p1;ovvistolo di armi e di munizioni, si ser virono di lui per contrapporlo sulla frontiera alle genti di Belata-Gabrù, dipendente di Alula, che spargeva il terrore nei paesi. posti sotto il dominio egiziano con colpi di mano improvvisi1 e~torsioni e razzie. Questo stato di cose continuò fino alla conclusione del trattato Hewett (giugno 1884) ed al successivo sgombro del Senahìt. Belata- Gabrù occupò Cheren e B~rambarà.s Cafèlj esùs si rifugiò negli I:Iabùb. L'anno dopo ·le ·truppe italiàne occupavano Massaua e Barambaràs Caf.èl-J esùs entrò--
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subito, a mezzo del suo fedele Scialeca. Gurgia, in t rattative con le nostre autorità, dalle quali venne ricevuto in Massaua ai principii del successi v o anno 1886. È noto com'egli venisse nel 1888, mandato con la sua banda a Cheren, ove si atteggiò in breve ad autoritiL indipendente con mire ambiziose assai vaste : come nel g iugno 1~89, una colonna italiana occupasse Cheren e facesse priglOne Bararnbaràs Cafèl-Jesù.s : ed è egualmentp, noto come il figlio suo, Barambaràs Dma, posto a capo dei vecchi soldati del padre ed avuta facoltà di recarsi con essi nel DccaTesfà, vi si ribellasse all'autorità del governo italiano, colleg!).ndosi in tale intento alle persone più ragguardevoli della casa di Arrasa, :fiachè dopo una serie di operazioni militari lunghe e difficili, fu depor tat;a ad Assàb assieme ai principali fra i coll egati.
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I capi dei gultì del D ~ca·Tesfà, come quelli del Seraè, portavano il titolo di Aitè (signore). ll gnltì del Decchì-Taès è abitato da Belàn della sti1·pe dei Naib di Moncullo, giunti qui in epoca molto remota, ma non precisata, condotti da un capo per nome Abesciài. ,Il gulti prese il suo nome attuale da Taès figlio di lui, i discendenti del quale si divisero in quattro gruppi che sono: };;• gli Ad-Mogò, 2" i Naallù, 3" i Goufi-Abrahà.m, 4" O'li o ·mnù.. Gli Ad -Mogò e g li Omnù contano ancora una d~z zina di f~miglie per ciascuno, i Goufi-Abrahàm quattro o cingue famiglie eù alcuni preti; dei Naallù infiue soprav. vi ve un solo rampollo, che si è aQ:O'reCYato ao-li Ad Moaò ....... o o t:> b . Fra il paese di Arautti ed il torrente Sala-daarò esisteva un tempo la chiesa madre di tutto il Deca-Taès, chiamata appunto End'-Abba-T aes : ora è distil·-ntta, ma gli scarsi avanzi ' della stirpe di Taès si r iuniscono ancora attorno a lle sue ruine per pregare in comunG nei giorni solenni. Tutti gli altri gultì del Deca-Tesfà sono popolati da gente, eh~ vanta unanime la sua discendenza da T esfà fì.g lio di Uar~·Senna.sghì. F anno eccezione soltanto : il paese di. DecaiG-
A~XO X~XtX.
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D arassi, . che, sebbene incastrato nel territorio di Arrasa, .' appartiene. al Seraè ed è abitato aa discendenti di 1Y1ai~ il . paese di Addi-Gonnèt diviso in due parti, delle quali una appartiene al Mara.gùs. Il medrì (territorio) del Dembelàs era diviso in due gultì; uno detto Cunò-Radà e l'altro Dembelàs-tahtai o Demb~làs- . nài-Negùs. Il Cunò-Radà, come fu gi~ accennato, riconosceva come capo·gultì il Priore del convento di Debra-Mercurios, ond'esso assumeva altresì il nome cii Medrì-Felassi, o~sia, territorio del convento, al quàle 't~ra stato concesso da At.ziè David III. Sebbene ~! priore non avesse altre facoltà all'infuori di quelle di sciùm-gultìe fosse perciò re-. ' sponsabile del pagamento al tesoro imperiale dei 600 talIeri, che gravavano sul Cunò-Radà, pure negli ultimi tempi del regno di Atziè Johannes questo gultì fu completamente . sottratto dalla dipendenza del convento. L~ rq.gione precipua di questa disposizione sta nelle turbolenze snscità:tevi dalla famiglia di Baramharàs Cafèl-Jesùs, che il convénto, come è naturale, non aveva saputo potuto _comporr-e. _' Il Basso-Dembelàs o DemheU1s-regio, chè tanto significano le denominazioni di Demhelàs-tahtai e Dembelàs-nài:Negùs, era retto da uno sciùm-gultì che risiedeva a lVIai-Mafelès, ove sta tuttora la famiglia nella quale era ereditaria questa dignità. Il Dembalàs-tahtai eleva delle pretese al possesso del territorio di Damba, chiamato anche Enda-Sellassìè, segn8,to a suo luogo come uno dei gultì del Mai-Saadà nella provincia del Seraè. Questo gnltì invero era un tempo tb.butario del convento di Debra-Mercurios e per~iò sottratto alle contese delle due provincie. Giova però )l dire che il territorio · di Da mba trovasi evidentemente fuori del territorio del Deca-'resfà, senza contar~ che è assai dubbia la discenden~a da T esfà della sua popolazione. Oltre i paesi segnati ri.el seg.uente e~enco ve ne erano, negli antichi tempi, molti altri, ch'<:l furono omessi perchè, · abbandonati da lunghissimo tempo ..
LA ZONA DI ASMARA
Gultì
Nome degli addì compresi in ogni scompartimento
~\.rl/)sa
Medri-Severi
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l • Arrasa. 2'** Zerbièn. 3'* Addi-Bojani. 4' Zebàn-Debrì. 5 '~ Addi- Gunnèt. 6'* Addi-Alleini>. '1'* Antzetzà. 8•* Addi-Bal. 9' Addi-Bài. 10' Addi-Scerodti. 11'** Addi-Belinài. 12' Mài-Ciiìo. 13' ~1ài-Uchsà . 14' Addi-Achsaà. 15' Addi-Ussùh. l ') 0 Addi- Asmorù. 17• Addi-Obalà. 18' Addi-Ciara.cài. Hl' Debri-Sillasiè. 20" Ad-Tocalù. 21 ''"'"' Adrli Èmcàr. 22'*' Addi-Gubsùs. 2.3""'"' Addi-Maghè. 24°"'* Saadà-Addi. 25'*' Addi-Hammèn. 26'* Debra-Sina. 2'7"* Debra-Sahlì. 28'* Mnlàd-Mantà.. 29" Addi-Uoldò. 30'** Denghièl. 31 °* Mirài-ì\fobquòl 32'* Debòq. 33°* OnàMaharni. 34• Mcnbellil.
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Dembelàs
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Addi-All einò er;t a l\1\lt:\ col Uistè-gnlti di :.fai laham.
Cunù-Radà detto l' ì\faharisc' o Mài-Harisc'. 2'*' Aài-tzagabna. anclre Dem:3'* Addi-Ciandòch. 4•u Addi-1:\idì. 5°** Addi1 belàs·lalà.i ovBelsei. 6"** Addi-Tasès. "fo* Gbezà-Calatì. so**· Addi-Calcàl. 9' Addi-Agualèh. l O'** Momuatve ro . ~.fedrì- ~ Felass1e. Tocrir. ll•**Zebàn-Taalà. 12' Dalècb. 13° Debr.i-Mercurios o come dicono ~olgarmente gl'in1 digeni: Debri-Mèncherios.
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11 conven to di Debrì-).fercurios fu tra i piu potenti e grandi d' Abissinia. Oltre il Cunò-I\ ada aveva in gultì 5 paesi d"ll'!l.rrasa cd altre concessioni nello Scir è o nell' Amhara. Atz io Davi<! III (150G-1510) concesse il gulti, Atziè Fasil (1662-166()) fece costruire la gl·ande · chiesa e fino a H.e Giovanni non mancarono mai al convento' le larghezze dei Negus.
Dembelas-; tabtài detto anche Dembelàs -nàiNegùs.
l' Mài-Mafelès. 2' A ddi-Libà.n. 3' 'Chenàn-Cobaà. 4° Atzatzèr. 5• 1{ddi-Ta!. 6•* Saj'Ldà- Addi. 1• Addi-Barin. 8"* Ghernbèr-Gobài. ~)· TzubbùhGrat. 10• Addi-Samrà. 11' Addi-Comesciò o Ad-decbì-Mensciò.'
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l· l
1195
Ha ];rcteso ~•l possesso do! gultì di Damba contestato dal Mai-Saadà. -IAd<li-Comesciò o Ad-dechi-).Iensciò et·a a mel:\ col nistè-gultì del ).fiti-l ahitm.
t
1196
Gulti
Medrl
Dechì-Taés
Un solo gultì
D ATI
·li l '*' Somharò.. 2°* Aràutti. S• La!è-A.ddi. 4°* Ma0
bacùq. 5 * Addi-Adenài. 6'** Addi-Assabìt.·'ì•** Gundahìt. 8'* Addi-'Calcàl9'*''Ad-Ombora.l0'** Saàd·Addi. 1 1"* Addi-Gabesà. 12°** Suhùz. ·
o
Tucùl . . .
l 0 * Tucùl. 2'** Ghezà-Scirè. 3°*" Miscianì. 4°** Gbezà-Zebèi. 5'** E~d'-Abba-Siineòn. 6''-'* Addi -Gbembè~: '1 ** Ghezà-De~àu. 8°** Deconebià. gon Addi-Anfotzò.
Accolòm .
l o·:F. Addi-Atèi. 2•** Fa.d(il. 3°* Ad-Dechità. 4'*"' Addi-1\.facelà. 5°** Addì Labmà. ()• Marcittì. '1° Addi-Caquàt. 8° Addi-Ghemiaà. 9 .** Addi-
.
l
Un solo gultì col ·nome di Zaid-
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A=lòm
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·t \G ': Ui•té-
( '·· g·.:ltl di .Mài· r· lahà.m.
Catzalà. 10• Addi-Gultinà. 11•* Addi-Ciandòch. 12'·* Ad di-Se berà. 13.* Ad;Ghebà. 1•1' Ona-Zerit. 15•"' Addi-Quahò. Hl'** Addi-Coantèb. 1'7°*" Addi.:.Fattàn-Segà. 18'"* Dabrè. Hl'* Addì Sa"• muèl. 20 :* Addi- Maba.rèt. 21·•** Addi- Gulgùl. 22 ** Addi-Lamtzài. 23•** Derhò-Contzei. 24'1**' Ad·Dembelài. 25°* ..' Ad-Coasièn. 26• Addi-So~ ghdò. z";•n Addi-Tahejà. 28'** Dobenè. 2\l'** Ad-Tocotù. ·
1°** Mài- labàrn.
2~"'
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Addi-Ehùr. 3°** Addi-Ebtolùl. 4'** Gazà-tzèllin. Questi quatt1·o paesi ap pa·l·te·ngono pc1· inte1·o al Jlfài-lallàm l '** AddiAntzè·Maragùs. 2"*'!' Gl;l~à-De~a-T esf1~. 3n* Ad..: 1 di-Ghebbà. 1•** Attafanatò. 5'* Gazà-Baharet0 zièn. G ~' Addi- Sciùm-Acchelè. ·i •~·* Addi-Barentì. 8' * AddHrlahadà. Questi altri otto paesi • appartmgono solo pe1· rnetà al Mài - lallàm; l'alt1·a •metà è possesso dei galti del J)eca-Derttàs nel· Cok-ain.
Medrì-Sevcrì
l 0 * Addi-Besà tutto del Jlfài-lallàm . 2• Ad-Al~einò: a metà col gulti dell';41Tasa.
Dem .bel àsta.htai.
Io Addi-Comesciò ovvero Ad-Dechi-Mensciò a met«.. . col gultì del DeÌ'nòelàs-taktài.
1197 o
Nome degli addì compr esi ,in ogni scoruparÌimenlo
Deca-Taés
Maragùs.
':.A Z0NA DI ASllfARA
LA ZONA Dl ASl!ARA
STA.'fiSTICI.
Popolazione. In tutto il Deca- Tesfà vi saranno da , 500 a 600 famigl ie (li cinque, sei od al più sette persone ·ci~sctina; cosicchè in complesso si può calcolare per tutta . la provincia una popolazione di quattromila anime. · Le famigli~ sono scarse dì uomini validi al lavoro: vec. ehi, donne e bambini formano la parte maggiore di questa ·scarsa ,popolazione, cosicchè non vi . può essere in tutto il ;territorio più di un uoino atto al lavoro per ogni chilom etro quadrato. Gli uomini nel :fiore dell' età sono per la .maggior parte morti in guerra. · Questo stato d~sohmte della provincia è dovuta alle lotte <eg alle discordie intestine, di cui venne fatto un breve oeenno, ed alle violenze esterne, ultima e più dolorosa quella -di Ras Alu.la, il quale, mentre occupavamo l'Asmara, la po. "neva a sacco ed a fuoco in particolar modo nello Zaid. ! ccolòm, che ridusse un vero deserto. .Prop1·ietà ·del suolo. - ·\ differenza di qtumto fu visto -pel 'Seraè, nel Deca-Tesfà. il possesso ereditç1rio della terra ~ si trova in piccolissima proporzione. Vi si è conservato Ì'antico principio patriarcale della proprietà della terra in oeomune con forme analoghe a quelle, che~si osservano nell'Ama~ièn e nell'Acchelè-Guzài. La. famiglia stessa dell'Arrasa, un giorno così potente, ha pochissime terre · ereditarie. ·. Le terre ereditarie {medri- restì) stanno, quando vi s0no, nell'immediata vicinanza del paese ed anzichè una concessione permanente sono da considerarsi come una mutua tolleranza dei comunisti, che non può recar danno ad al~uno qui dove la 'terra da cultura disponibile è tanta e le · ·braccia sono così scarse. T1·ibuto. -Ecco qual' era secondo l'editto di Atziè Iasù II . i1 tributo regio (ghebri-nài-Negùs) che gravava sui vari ··gul~ì del Deca-Tesfà:
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1198
LA ZONA lJI
ASMARA
LA ZO:<A lll ASMARA
lo Ar~asa.
· talleri 1200 Cu·n ò-Radà » 600 ,· . )) 3" Dembelàs-tahtai. 600 4" Decchi-Taès . )) 600 5" Zaid- Accolòm 1200 ' >> E così in totale talleri 4200 che potevano essere pa.ga~.ì anéhe qui in tanti ferghì di tela di cotone lavorata in paese, ragguagliando un ferghì a due talleri. Non mi fu possibile conoscere quanto pagasse per tributo regio il Uiste·gultì di Mai-lahàm, il qual~ lo pagava direttamente al tesoro imperiale non avendo m.ai riconosciuta. nessun'altra signoria.
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P 1·ovincia del D eca -Melagà o Coh-àiu .
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Questa, ..;he è la più. piccola e la. più povera delle cinque provincie del Marèb-mellàsc', è posta precisamente all'an· golo che forma il Marèb quando, dopo aver corso per un certo tratto da levante a ponente, si dirige bruscamente a. no!d-ovest mantenendo poi questa direzione generale fino a quando riceve il torrente Obel; ed i suoi confi.n i sono segnati appunto a sud e ad ovest dal Marèb, a nord dall'Obel ed a est, da una linea convenzionale, che taglia il Maragùs in due parti, di cni una appartiene ai figli di :Niaì, che hanno •la loro sede principale nel Seraè, e l'altra. dettà Baraqìt, alla discendenza di Melegà stabilita 'in questa provincia.. La parola Coh- àin corrisponde alle denominazioni italiane di Belvedere, Bellosguardo e fu attribuito apa pr-ovincia per rispetto ai vasti orizzonti, e ai ·grandioso panorama che si ammira dai suoi monti, nel q~ale si abbraccia una immensa distesa di monti e di valli fino alle · vette del Semièn coperte di ghiacci eterni. · La pr:ovincia del Coh- àin è povera -e' lnolto scarsa di bestiame. Certo anch'essa ebbe a soffrire della luriga anarchia che ha sconvolta tutta l'Abissinia; ma è forza convenire
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clie anche in ·epoca lontana da noi non fu mai celebrata per abbondanza e per ricchezza. Il compianto Werner M unzinger; il primo maestro di tutti nelle cose riguardanti l'Eritrea, fa una stupenda descrizione di questa provincia. Sono passati, dal giorno in cui la scrisse, 32 anni e l'a.spetto · generale .del paese è sempre lo stesso. Scarsezza d' acqua -'nel Baraqìt, deficenza di bestiame in causa del·l a malattia detta . hed1·ò che lo uccide, uomini aggiogati all' aratro per lavèrare le terre meno ingrate, malaria nei cuollà, nulla è carrÌbiato.: forse son cresciuti la miseria • o lo spopolamento poichè son passati sull'infelice paese altri trent'anni di agitazioni e di rapine. La popolazione del Coh- àin appa.rtiene, ad eccezione di . 'quella di Ailà, allèt stirpe di l\ielegà. È rimasta sempre at, taccatis~ima alle vecchie tradizioni ed ai costumi patriarcali ed ha saputo difendere, sehbene scarsa di nnmero, la · p1:opria libertà e la propria indipendenza. ]'u già _veduto parlando del Deca- Tesfà ' come il Coh- àin sapesse tener ·t!3sta alla casa dell'Arrasa, che tentava unirlo alle sue conquiste del Deca.- 'r esfà e del Seraè; ma anche ultimamente "' quando questo paese circondato di là del ~farèb da nemici, .fu abbandonato a se solo non esitò a prendere le armi, con le quali respi:~ase animosamente le razzie meditate contro .di· lui. · Il ter~itorio di questa provincia è diviso nei 5 medri seguenti: ' 1° Deca-Demus che comprende i quattro gultì di Gabrè-Cristòs, Enda- Moassì, Taarè ed Enda- Sahlài la popo· . lazione dei quali è tutta appartenente alla stirpe di Melegà. Ì _paesi e le terre di Gabrè-Cristòs, Enda- Moassì ·ed E ndaSahlài sono situate nel Coh- àin, mentre i paesi e·• le terre di Taarè sono par te nel Coh-àin, par te nel Maragùs. Ogni gultì era retto da uno sciùm-gultì con la dignità di bal-
.camisc'. 2• Deca-Oheu~ài grosso medrì formante un solo gnltì, anch'esso retto da un bal-camisc' e popolat o' da gente di-
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1200
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LA ZO:\'A O! ASliARA
scendenza di Melegà, .posto parte nel Coh-àin, parte nel Maragùs. 3• Ailà. - Dipendenza del D eca·Melegà popolata da gente di origine diversa da quella del resto della provincia. E simile a que1la già veduta nel Gundet e nell'Euganò e sembra proveniente da una colonia militare formata da elementi disparatissimi qui stabilita in epoca remota, che non si sa determinare. ]'u per un tempo soggetta al convento di Debrì-Mariam, di cui iu· seguito, ma poi fu costituita i;n gultì separato retto da uno sciùm-gultì suo proprio. '· 4° End'-Abuna.-I ouàs o, come si dice c<fmunemente, End'-Oninàs. L'A.tziè David. III chiamato pure Onàg-Seghed e Lebenè-Dinghil (1506-1540) costituì con trenta paesi del Coh·àin un g rosso gultì, che fu posto sotto la signoria di detto convento. Questo gulti-felassiè era negli ultimi te.:npi ridotto ai paesi segnati 'nell'elenco, i quali sono tu.tci popo,· lati ·da gente della sliirpc di Melegà. · 5'' Debr·i-J.Vfariàrn. - È questo uno dei più. antichi e venerati santuari d'Abissinia, al· quale molti· imperatori fecero o conservarono concessioni amplissime. Le maggiori le . ebbe da A.tziè· Zara-Iacòb l'imperatore che primo, dopo tanti secoli d'isolamento, sentì il bisogno di ricongiungere ' l'Etiopia alla civiltà occidentale mandando suoi .rappresentanti al concilio di Firenze (1434- 1468). Si dice che egli g iovinetto trovasse in questo con vento r ifugio e protèzione contro le incursioni mussulmane e che per gratitudine desse al convento di Debrì -Mariàm in gultì il medrì di A.ilà, il madri detto più particolarmente di Debrì-Mariàm costituito da dodici paesi circostanti al convento ed altre terre e paesi nel Coh-àin, nell' .A.rrasa, nel Mai- Saadà, nel Maragùs ed anche nello Scirè e nell' Addì-Abò. Queste concessioni si mantennero fino ai tempi di Ras Uoldu-Sillassi (1809-1816) che ne tolse la maggior parte. Può dirsi però che in ogni tempo sia rimasta intatta la signoria d:el·convento sul ter- . ritorio detto Medrì-Debrì-Mariitm, che sembra basata su ra-
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..
gioni storiche e sociali particolari alla provincia. Infatti pare che un tempo nella discendenza di Melegà si siano avute lotte civili, che ne produssero la scissione dei due rami distinti conosciuti ora col nome di D eca-Demàs e D eca- Ghenzài. Durante le medesime il territorio del vene· rato convento servi di rifugio ai vinti, ai deboli ed agli uomini di pace dell'una e dell"altra parte; si popolò e elivenne un . terreno ·neutro sul quale, p er la santità del luogo, tacquero gli odii e gli sdegni che altrove dividevano gli animi. Anche ora questo territor io posto sotto la signoria del convento è considerato proprietà comune di tutto il Deca- Melegà. Il convento vi esercita più che altro un'autorità morale. Oltra a que:sti territorii vi sono nel Deca-Melegà i due uistè-gultì di Addi-A.ntzè-tahtai e di Addi- Connono, di cui nQn mi è nota l'origine, ma popolati anch'essi da discendenti di Melegà. . I quattro gultì del D eca-Demàs per una più stretta parentela degli abitanti fra loro e per interessi e proprietà comuni nel Maragùs a metà. collu'istè-gultì del Mai-lahàm formavano una collettività più intima ed in certo modo a parte degli altri paesi del Deca-Melegà. · Si hanno poi nella provincia molti paesi e terre in comune fra: vari g ultì e specialmente fra quelli del Deca- Demàs, dei quali sarà presa nota in fondo all'elenco, che fa seguito . a. questi cenni. Dur~nte l'epoca burrascosa dei Ras il Deca-1\{elegà fu eli ~ovente governato da uno sciùm-negadt forestiero, il quale aveva d i solito la sua residenza in Berrih-mài-Menè paese prossimo al luogo, ove un tempo si teneva il sabato di ogni settimana un ragguardevole mercato, al quale accor· reva ·molta gente da tutto il Marèb-1\fellàsc' ma specialmente dal Seraè e dal Coh-àin e dallo Scirè e dalli Addì .A.bò. ]'inalmeute credo necessario avvertire che il grosso gnltì di A.ddi-.Monguntì nel Seraè ha talvolta sollevate pretese di pos-
LA ZONA O! ASMARA
LA ZONA D I ASMARA
sesso sui paesi del Marag ùs appartenenti alle progenie di M:elégà conosciut i col nome collettivo di Baraqìt, che significa « oriente, aur ora », den<:'> minazione opportuna poichè infa tti questa regione rimane ad oriente del Coh-àin. Anche dal Mai-Saaòà. furono sollevate pretese dello stesso genere su al tre par ti della provincia, ma non hanno a ltro fondamento all'infuori di qualche effimera dominazione basata sulla violenza e sul sangue.
::>1ome degli ~<Idi compr esi in ogni scompartimento
Gu Hi
Medrl
1203
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l'~*
Gazà- Deggnft. 2°~ ~Iescàb-Scelà. s•n AddiBezà.. 4 .. 4 Addi- Chercherì. 5~*" Enda -1\lichièl.
Deca-Detnàs Gabre- Cristòs
6°** Addi-Guosè. 7°" Ad-Ciugonò. 8"** Addi-Belabclà. 9'"·' Addi-Nassèh. 100"* Addi-Codò.ll 0 '"* Addi Ciogomtè. 12".. "' Aò-Dagnà. 13•u AddiGerembà. 1~ 0 ~"' Addi-ì\Iisciabò.
, Enda- Moassì . · l l '"" Add i-Uonlà . 2••"' Gazà-Scebà. 3°~ Add ìChofà. 4"'*" Addi-Abienòm. 5°"* Addi-Chesàd. 0 () "*' Ad Decab uòm. 1•~· Addi -Codadà .. 8'* Ad-
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Taarè
.
.
.
Paesi posti 110l Colt-ain. l'""" Addi-A n tzè lalài. 2' "' Sol1à. 3' Dachrlachna l>ò. 4°""" Ad di- Cuddnsàn. r,o, Dabrè. e•*" Addì 1-ledùch. 7 "'* AdcliSciohò. 8°"'" Addi-mài Ciao. 9'** Ad-Sarentà. 10°.,..., Addi -Catinà · div iso nei tre· casolari di A ddi·Atzidà, Addi-Al;agdt, .A.ùlJi · Berdk. 11 °** .-\ddi Amiùq. 12''"'' Add i-Che itò. 13'*" AddiCullohò.
.
1
...
Enda- Sahlài .
dì Cosciùt. 9"""' Add i-Catlèi. l O"*" Add i-Ilar ià. 11°** Ad E rg h ie nàl. 12°** Addi-Coasièn.
Paesi posti 11el Baraqit ( Maragùs;. l •• Terchè. 2..... Tahtài -Terchè. 3'"'- Ad Ambessa. 4°'** Addì - Loil. 5•"" Tzéllimò. 6'"* Conà Achstén. 7°'"" Addi-Scium-Audòm. son Etert-tzèr. 9°** Add i-Sohfil. 10°'0 Addi-lslàm 11 ' *" Add i-:\!ohambin. 12•"'"' Goo.rù. 13•"*' Add i-Golgòl-tah tài. 14°*"'' Addi -Golg-òl-lalài. 15ou Culità .
. l ...., Addi -Tzetzèr. 2""~' Ad di- mài - Cè u. 3.,, ... AddiHenòh. 4 .. Add i-G hirg his. 5• n Add i-Qolaqòl. 6'"" Berr ih-mài-Menè. 7''*'* Aùdi: J\Ienè. s•u Mezzà-Scèmfà . 9°'1"" Add i-Ghcndzèl>. 10' * A.ddimài Gorzò. 11 ''"'" Aùtli- Guà.u.
1204
llfedri
LA ZOXA DI ASMARA J,A
Gulli
Deca-Gheozai Un solo gult.i
1\omo dogli addi compresi in ogni scompartimento
Aìlà.
.
.
. Un solo gulti
..
Debra - Ma- Territorio di ririàm. fugio comune a t utto il DecaMeleg1t.
l M Debra-Mariàm. Vi è. una gran cb i esa, che è il
santuario principale del Deca-Melegà. 2'"' Addiì\Ieqè. 3•;, Addi-Hedùch. 4'* Addi-Hel. 5' " Addi-Maharò-C ristòs. 6°* Addi-1\-fudebài. 7•• DaaròMahabarà.
CoH- .A.IN.
( Sono due casolari, che formano un solo addì. A . . . .,.A l . C . . ppartengono m comune e per meta01ascuno c dz- hzlte , ai dùegultì di Gabrè-Cristòs e di Ghenzài. Hiifegàr-tzablà. - Paese abbandonato: appartiene per metà ciascuno ai due gulti di Taarè e di Sa.hlài. Vi sono pure alcune case appartenenti al gultì di EndaMoassi. Cohelì-Zibi. - Metà di Ghenzài e metà di Sahlài. "'Sabàn. » » ~ ""'Acl-Onquài. - P aese abbandonato metà di' Moassì, metà di Sahlài. "'-Amba-Zaréò. - Comune a tutt o il Deca- Melegà. "lf'. h , J.V.J.at- asa
•
proprietà. comune ed a metà. dell'Uistè- gultì di Mài- lohàm e di tutto il Deca-Demàs. 1° .. Addi-Autzè-Ma.ragùs. - 2° ..,.Gazà- Deca-Tesfà. 3° "'Addi-Ghebbà. - 4• •Attafanatò. - 5o "Garà-Baharetzièn. · - 6° *Addi-Sciùm-Acchelè.- 7° •• Addi-Barenti. - 8°.,.AddiMahadà.
lèm. G *"' Addi-Garrè. 7'** Addi -Sciùm Zeràt. 8"* Amba-Ailà con la chiesa e poche case per i preti.
l '• End'-Abuna-Jonàs con la r.biesa e le abitazioni dei monaci. 2'* Addi-Cahanàt. 3°"'* ·AddiBotutl. 1""* Addi-Emqàr. 3.,.,• Addi- Ag-gherà.l6' * Addì Morobò. 'i "* Addi-Ma qamèn.
PAESI COMUNI A VARI GÌJLTì DEL
PAESI SlTUATI NEL MARAGÙS.
.&- .
l ' """ Ga7.à-Abadà. 2"** Uoalà-Adressòne. 3•u Gar.à-Amdè. 4 *"' Addi -Baressò. 5""'* Gazà- Naa-
E od'-Oninàs, Gultì-Felassìé osovvero End'sia. gulti del Abuna Jonàs Convento.
1:!05
J
Nel Coh-àin. l '* Malwdà. 2°"'* Addì-Na.là: 3°** Chesàd-Guà. 4°* Addi-Mor<;mì. 5' "' Addi-Ha.juà. () 0 ~>~'" Addì- Ca.lìbèt. '/0 ** Addi-Aqbesù. 8 'il AddiGord\. 9•·n Addì-Sciùm-Et Ambessa. lO•** Addi-Zerài. 11'** Addi-Scia.hàq. l 2°''"'' Addì-NauèhEbnl. 13ou Adùi - Daarò. 14'"'* Addi-Babaliài. 15·.. ~· Add i-Golg-òl-tahtài.._ 1G0 """ Addì-Golgò lalàì. l7°H Addì Uortì. 18· ~l oaghè. 19•• AddìSellerà. 20°H Addì Regbemtì. 21' ..• Addì Cierà. 22'• Addi-Bonuè. 2S ** Addì-Sciùm-Allò. 24'* Addi-~1esagbir. 25°*-i Acidi mài-Cebàb. 26°*"' Addi Ardà ardi. 2i•** Addi-Znò. 28 *'* AddiGhcd là . 29•n Asseràt. 30" Addi-Golbò-grosso paese capoluogo de l g ul tì. Nel 13Maqit {Naragùs ). l "** Codò·Bahùr. 2o* Addi-Goditi. 3°* Addi-Bittècb. 4•u Addi-Gossè. :;•n l,; oca bìt. 6°** Nisc'tè-Uocabìt. 7.,, Assalguì od Addi- Cialguì. 8"* Addi-Aandù.
zc ,::-; ,\ IJI ASMARA
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UrsT.È- GULTt.
l 0 n Addi-Autzè-tahtài. 2• ""'Addi- Connonò. Nota. - - Molti paesi abbandonati aa lunghissimo te:npo non furono posti in nota.
1206
LA ZONA DI ASMA RA
LA ZONA DI ASMARA
In tempi normali in paesi del Maragùs (Baraqìt) appartenenti al Deca-Melegà partecipavano al pagamento del tributo col rispettivo gulti; per le prestazioni militari però (fasàs) in occasione di passaggio o permanenza di truppe erano r equisiti separatamente . , Per la giustizia il tribunale superiore, composto dei capi gultì, tenevasi pure in :ù1ai-lYIHnè e questo era presieduto dallo Sciùm-negarìt, che teneva la sua r esidenza nel pross~o paese di Berrìh-mài-Menè, quando sotto il dominio dei R as fu imposto un comandante militare anche a questa provincia.
DATI STÀTISTICI.
Verso la fine dell'anno 1892 potevàsi approssimativamente calcolar e che ·in tutta la provincia vi fosse il numero di famiglie seguenti. . N. 20 ( Gal:irè-Cristos . )) 21 \ Enda- Moassì . )) 84 Deca-Demàs < T oare. ~· Coh ·àin . . 21 Yaragus. ( Sahlài 27 » » 103 , . nel Coh-àin . Deca- Ghe·~~zat M . )} 20 ne1 aragus . )) 10 Ailà
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RuFrLLO PEmNc
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Totale famiglie N. 306 a cui peraltr o sono da aggiungersi quelle di D ebra-Mariàm e di End'-Abnna-Jonàs. Cosicchè se si calcolano in complesso 400 famiglie a sei o sette individui per ciascuna si desume che tutta la popolazione della provincia non poteva essere allora superiore alle 2500 persone, non comprese, ben inteso, quelle che tr ovansi in altre parti della colonia od oltre i confini in cerca eli lavoro. Tntto il Deca-Melegà. e sne dipendenze pagava complessivamente di tributo r egio (ghebrì) a norma dell'editto di Atziè Jasu II 200 talleri o 1000 ferghì a scelta del Negus. Per la ripartizione del" tributo i capi-gultì; i capi-paesi (sciùm Addi} dell' Ailà prima che fosse costitui.to in gulti indipendente dal convento di Debra-.Mariàm, quelli del Medrì di Debra-Mariàm e dei due uistè-gultì si riunivano in assemblea a Mai-Menè nella vasta piana ombreggiata da sico~eri, ove il sabato d'ogni settimana si teneva mercato. , I paesi del gultì-Felassiè erano tribntarii del convento di Eud'-Abuna-J onas.
C!1pila11o 11el 1• /Ja.ttllglio,•e
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LE GRA)(Dl MANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO
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(Continuazi olle. -
Vedi Dispens:l del J.• giugno)
[ fanti . tedeschi adoperano at~enLame.nt~ , 'alzo a seconda delle indicazioni del. supenon' ne11 e mal 'ovre , l ' ' . . . d' . , l COl' c·,lm'l c·,ricauo n precipizio. so no :'ss''' ob be lenti . , _ Pun ano , .,• fJ'oco'' aù' 'tlzal·"i a muoverSI. simultaneamente. Ano a cessare 1 . 1 empre ' • ~ ' •l il fuoco a vol ontil ne aumentano la cr, eperano tJilfiSl s . , . l lt 'l ritit qu~ndo l'avversario si drizza per avanz~re,. quanc o vo a l teroo dopo un attacco non riuscito. quando e gwnto Il ~o~en~~ . ~l · . [ e · al ve cri:L state di frequente adoperate da1 r epa1t1 n sonno. " " ., n ' .. 1 · · . r e chiuso a rinforzare la catena non sono PlU 1 acconl 111 ot cIl t . h per tan to di moda; abbandonato nfiatLo il fuo co su qual. ro ng .e uli stessi reparti (l)Ìel'!/lied:rige Saltenfeuer) adoperato, ~ID O.~ .n l. )!lÌ fa l 'eccezione contemplata d<~l regol;,ment.o d, e:.erciZI po1~ 11 a1 · ~ · · 1 d 1 crolamento sul di far fu oco avauzando e quella contemp aUt : a rei">.' . . tiro di fa r fuo co a l-(l':tndi distame non sono In genete app~lcate, · . ·L· · on se ne ricordin o (·l). 1 tedeschl sono ;;ombra cl1e 1 1epa1 1 11 · . . · . Ila teoria del fuoco non mirato, vogl10110' ottenere 11 contran a b t o rono -· ·endirnento possibile delle cartucce rncta e, v g l tnflS:,ImO l . . . '8 drittO che il soldato veda quanto fa, vogliono che ~.mpal~ a mirai tale è lo scopo della IStruzione del tempo in ogni circosta nm: dif1rcoltà da vint'e1·e. A giudicare dalla di pace, t de è la. ~uprema Sulla fanteria. -
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· , J d' (' d' fanteria <lVrebberO rib:tdit:t la S"uo n ' lrO l . "' "' " d'1m·1nuila dalla (l) Recenll e>peri•nent1 fnttl alla marciando, g1:. •"'"'' (IJca opp,)rtun ·tta· d'1 , parare , "
convmzton~ rt~lla
:•clozion<l uellil
polveri a[uml.
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.lq.rghezza di mezzi consacrati al tiro per soldati e per uffìfiali, e dal fatto , non raro , che sentinelle me:;se nel caso di doversi servire improvvisamente del loro fuci le COlpiscono quasi sem[3r'e · il mobile bersaglio, si deve concluderne che lo scopo è raggiunto. Fra le due qualità degl i odi ern i fu ci li traiettoria tesa e gittata lunga, i tedeschi pregiano soltanto la prima. t a fa nteria si spiega presto, alle volte senz::t transizione, dell'ordine di marcia alla linea di cacciatori: la co lonna, con le sue varietà, è più specialmen te adoperata ·per aspetta1·e, raramente per avanzare nella zona del fuoc~o, tluand'anche il terreno copra alla vista dell'avversario; avanza in linea, su due righe o su un a sola, a c~ontatt.o di gomiti; il tèrreno è tanto facile ed i soldati tanto attenti che la col onna non ha alcun vantaggio sulla linea in quanto a faciliLà di movimento e di cornando, rimanendole l'inconven iente del bersagli o profondo. La fanteria avanzr, così talvolta per parecchie centinaia. eli metri, anche allo scoperto, senza far fuoco ; si ferma soltanto quando gli sembra impossi bih~ procedere senza aprire il l'uoco ma cerca tutta via di spingersi almeno sino a 600 metri (come prescr ive il nostro regomento); i più reputali scrittori insistono sempre sul vant.aggio del.cacciarsi sot.to senza far fuoco; al fnoco, lontano, intanto che la fanl eria s'avvicina deve ~ssenzialm e nte provvedere l'artiglieria; talorn, ma non spesso pattuglie di "scoperla procedono o fia ncheggia no la lin ea. Anche ernando si cominci a il fuoco poca è la cura nel copt·i1·si; i soldati si buttano a ter.ra ove vien loro comandato, m:1gari in sito atTnl to scoperto, nnche dove non trovano comodità eli servirsi dt31 loro fùci le; sembra che gli istru ttori e i minori r.omandanti non si occupino molto eli tale pa1·ti .. CO'lare, forse pensando che il caso vero nmmaesll:erà di subi to · per quanto ?ccorre; in pochi casi, certamente per desiderio del ·comandnnte di compagnia. la catena avanzava ca1·poni ppr· coro· nare un ciglio. Ma io generale anche i tedeschi, come molli altri eserciti, dimostrano una grande indiiierenza pel fuoco nemico violento o no al qual e se1'vono di mim durante le manovre; le catene passano da un nppostamenlo all'altro al passo ordinario, ' . piuttosto meno che più cele1·emente di quanto è prescrillo, non si mettono di cor:>a che per l'ultimo tratto, quando accennano 77 -
ANNO XXXIX.
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all'n~sa l to;, mtt quando vogliouo sanno - ~orrere ben com~atti , velocemente .e per lunga tratta. Circa le forme complesse assu nte dai 1;epa rti di fanteria nel combattimento non è fa,~il e generalizzare: òipendon(; dal!e aLLribuzioni lasciate da l regolamento ai cornandanri minori e dal deside,·io di ottenere il ma.~simo effetto col minimo danno. Ai comandanti di com p:~ g nia spella dirigere il combatLimenLo dei carciatOJ·i e rli far assumere alla compagnia la fo rma stimata più a.rldarta; ai comandanti di bauag'ione spetta solranto dare l'ordine alle compagnie ~i entrare in combattimento; analogamente spetta al comandante di re.!!gimento di dare signale ordine ai ba ttaglioni , e al comandan te di brigata ai reggimenti; sono le distinzioni stahilit~ ualla gerarchia e dall'ordinamento che si rispecch iano fedelmente nell a manovra; tutto il resto è rimesso alla tlecisio ne per·:-;o11a le del co rnandante ehe si considera. Il rego larne.nto pruss iano dit per la compagnia alcuni consigli, per il batl.nghono- nou ne dà alcuno ,· nemmeno sùl genere di quell o contennto nel nostro regolamento quando si fissano i nomi di twhnsohie?·a e di g1·ossn ('l). anzi proibisce tassativnmente che si determini la forma di :>p iegamento del battagl ioùe nel caso gen erale e nei casi speciale (2). I prussìan i amrne'tto no qual norma che i co mandanti di battagl ione, di reggimento più in sù sono nella imp~ssibilitit di dare consigli o minuti ordini dopo che hanno lancrato le loro compagn ie al combattimento· il comanda~te ?ol L>auaglione per esempio non h-a alcuna in~erenza nella d1rez10ne del fuoco, perchè non la può in r.IJetti esercitare; a lui spetta soltanto provvedere al rifornimento delle mu . nizioni. E però il principale potere lasciato da l regol<lmeoto ai co~::mdan li superiori per regolare il co mbattimento c quello di dectdere ~uando, q~a~ parte, in qual direzione e con quale guida, le forze ar loro ordm1 de\fono entrare in combattimento · la ef- ficacia dì t11 l polet·e, la respoosabilìtit che ne cons't)gue n~n sono
( t)
~>~mi. cl• o convengono StJi ta.nto in uno uei tr<J casi [Jos;ibil i; neg li allri due 0 non
l • ~ 11110 ~·~n , ucato
o sono contnt~i alla reallil della cos lt. • (2) 1·: noto cho scriLiori Lllliversa.lrnento r~puta ti quali il genemle von Seliorfr 0 il -geltel'alo von Bagus lawskl conthmano a sostenem la oppo rtunit<i. fi i r•rcscr ivere una form;l normal<l pGI oo.mba ttimcllto. Enl.ramiJi sono a riposo.
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GR~NDI
MANOVHE TEDESCH E TELL'AU'l'UNNO
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<da ri tenere faccende di lieve momento , perchè lrt decisione presa è funzione non soltanto di quanto sì vede accadere sul fronte, ma specie rlello scopo che si vo leva raggiungere quando il com, battimento fu impegnato, di quanto si può prevedere sull'ulteriore svolgimen to dell'azione, dalle truppe non ancora im pegnate ancora disponibili . ecc. )!an mano che si sale nei gradi o che si considerano le corrispondenti unità cresr.c l'importanza di coteste condizioni cOilcomitanti e pe~ciò il regolnmento prussiano 1ntende togliere, al battaglione o più in su, la preoccupazione dell a forma con la quale Ctlmbattere per poter meglio ri neuere .alla opportunità del combattirnemo stesso , se, quando e dove spingedo a fondo, se rnantenerlo temporeggiante. La fo rma deve essere -un risultato non unR premessa, deve guardarsi piu nel 'tempo che nell o spazio. Nel caso astratto si può dire che sol·. tanto la compagnia quando è lanciata in linea può esimersi dal pensare alln opportunitil del combattim ento e che adempi rit•sempre .bene al suo compilo mettendo ·in giuoco tutti i suoi fuc ili e combàttendo ener:gicamente. · Quanto all a ~rossa pr·eoccnpazione dell e perdite, si hanno in Germunìa idee altrettanto semplici e chiare quanto quelle che r ipartiscono le attribuzioni nel combattimento nnzi sono una diretta conseguenza di qne$Le. Ognuno è persu;1so che sulla linea , dei cacciatori perdi:e ce ne saranno, che molle ce ne devono essere, e che in quanto al dimi llUìrle sì dovril sempre pensare .,prima ad offendere poi a coprirsi IVi?·knng geht vor Deckung !)· ma ognuno è ancora ptwsuaso che le perdite non necessarie, quelle che si possono ed è opportuno risparmiare fu rono, la sto-ri a lo dimostra, e saranno sempre occasionate da una ca ltivà condolla delle truppe, non si aspeuò abbastanza l'eiJeLLo dell'artjglìeria, non fu sviluppato il fn oco che si poteva ~vilup p are pl'ima di muovere a!l'hssalto, In posizione avversaria n ~n fu ab· bastanza riconosciuta, il terreno troppo scoperto nou giustificava . ,f ostinazione dell'attacco; ecc. circostanze tutte che non posso no essere soddisfatte da una form<L normale d'attacco del battaglione ' o della brigata , ma che invece si possono meglio riassumere nelle facoltà date ai comandanti , state acc:ennate, e principalmente nel tempo nel quale le truppe vengono lan ciate. Nello in-
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segnare a tuv.i di· sapersi sbarazzare delle circostanze accessorie per cò~centrare tutta l'energia del pensiero su quelle pt•incipàli, i prus'Siani sono maestri. Ne consegue che, specie' alle manovre' dove la premura di far presto domina spesso ogni alu·a considerazione, i baLLaglioni e· reggimenti tedeschi, quando mandati daU'app~stamento a combattere, si spiegano tutti interi, COIJ tendenza marcatissima a non mettere per proprio conto sostegni o riserve. Le . compagnie marciano in linea al nemico per proprio conto scaglionate, un pò piu avanti, uo pò più indietro, come la successività dello spie~ gamen<to suggerisce, mai • una dietr• l'altra nicht tief' f'echten t s'arrestano per far fuoco, formando naturalmente :.:na linea di più. compagnie dove e come il terreno stesso invita, con gli uomi ni su una sola riga a contatto di gomiti, più fitta di quanto · fosse abitudine per lo passato, affine di rispondere con quanti più fucili all'avversario . È formazione suggerita dalla grande penetrazione delle attuali pallotlole e daila grande efficacia in profondità degli attuali shrapnels. Si può dire che la pratica del rell"olainen~o ,1888 ha distrutto l' ordine misto quando si è esposti· ai ~òi'pi nemici·, ancora· ammessa da quello preced~nl~, ha d)cl~ia rato la linea dèi tiratori quale forma capitale di combatLìmento della fanteria e nel fatto pare che la dièhi ari if, unica forma da combattimento, abbandonando così la mezza misura dello scagliona-· mento di forze in profonditit rìello scopo· di rinforzare la catena a ·momento opportuno, rendendo impossib ile ogni ritomo alla r.attic.a da urto (Stosstaktik),. ritenuta dai migllol'f scrittori definitivamente sepolte dopo le esperienr.e del ·1870 . .fl modo normale..di ~ornbattere della fanteria è divenuto più unilaterale, il fuoco deve · essere .tu ho e l'unione della fanteria con !"artiglieria è diventata più stretta di quanto lo fosse prima, indissolubile. Quanto alle riserve nel loro vero signilicato vi.provvederà il comandante autonomo, pel t empo che dura la sua autonomia, alle maggiori per.:. · dite che si potranno subi re di fron te alle armi· at!uali ha già · ~ provveduto l'ordinamento: i reggimenti avranno' qùaltro battaglioni,, . i corpi d'armala potranno essere sostenuti da una· divisione -di riserva, ecc . · Riassumendo: la fanteria tedesca manovra con molta spigliatezza,
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cr·andé calma, granae sicurezza, perchè ciascu.no ha dal regolauna parte ben detel'lnirrnta da compiere; ~on tt:U~lisce in. :dècisioni. · pentimenti; non lascia vedere frequen ti ordnu e co~ , h·ordini· è solenne perchè è ~emp i ice, perchè è educata a poclll. pochissimi principii. veri in ogni. ci rcostanz~1, p~rchè i !in~! ~ego la'menti hanno vietato o relegato m un cantucciO, ben ''IS1_b1le a ~hiu.hque, ogni fronzolo di cn;;o p rticolare, e perchè n_on ~tsogna mal dimenticarlo i grossi efl'ett1vi delle sue compagme d1 ~ac~ permellono una solida edn~az ione dei soldati , dei graduati e degh uffic-iali più '~olida clte negli altri eserciti d'Europa . Le fatiche imposte dal complesso delle manovre furono sop~ or ftate assai bene dalla fanteria , ma esse non fnrono molto forlt; le ·:giornate non fu rono mai troppo c~ld~, le not.ti mai tr:oppo fredde, .alcune pioggerelle tolsero quel po dt polver1o_ che anebhe po~uto t·ecar molestia, l' ora di panenza non fu mat troppo mattutma, · -g~e.lla d'arrivo mai ~roppo avanzata, impossib ile _vedere g~~te .tra~ felata, grondante di sudore, oppressa . Queste oltune cond1ztont ~~~ matiche abituali a tulla la Germania n e!l'epo ~a ~elle m~,nqy!;~ sp1~~ , · ',gano il gran il~mero di colpi di ~ole, dt cn!P' d,1. ~alore (,~onnen . ~iich, Hil.sschlay) e la ,sconness10ne degl1 :oro1n1 che accad_ono quando una truppa in marcia o in mnnovra è sorpresa da g1or, onate calde. ( T · ·Sulla resistenza alle fatiche delle truppe di .ris~rva ~~ tzta mobile', i giudizi dati dalla stampa furono_nssa1 ~l:>par_all.' non -solo sulla brigata che pres~ parte alle ma novre tmpemii: ma .ariche sulle altre ,tre brigale chiamate nello stesso temp_o nspet- . tlvaménte presso il I d XVII corpi prus:>iani e presso .~! Il ba..: . va:rese (l). I più dissero che gli uomiQi destint~tr · all ~r_..forma-
~ento
(l) Per la ~wima volta fu co.< l.ituit.;t nel 189:~ in Daviet'f' ~~~~~ òrigat;t di ri.<erv.t. " ,_ Gr1 uomini stati chiamati ai r!i$lretti pt•l rnattrno dciiS •ettembro, rtovCl rur.ono ·~ai t ·• ti 0 dispensati' gli inabili pe1• malattia o P•lt' urgenti motiv i, furono tnvla tl ~~. ~~,~ • ' t . li·' 'e 1·1 d1· fcrrnazione (re"'"imenti perman~nti) cioè: stato maggiOre, i 0 e •. >;t na a ,1 " del s • re"" imento fil riser,•a "" n. 6 llam herg, 3" battag11one ·111: w urzbln·~· . ota.,.lione " ' stato r' m~"giorc. 2• c baWgli.one dd regg imento di riserva n. 7 Bayreuth, t• batt<tg' IO:~~. •cl "< ·1·0•allura anpartenente al reggimento di riserva n. 5) Nurnberg; o ve furono ' es 1·l ' • ma"auini , ' ' u•,. compagnia. La· · brtgatn · colomll'llo coman,dai eohe forza c1·l ?'lei..ta,· ·1 ' . . . , a" li ni . dante,·j tenenti colonnelli comandanti di reggimento, 1 ~omnnrt;tnt~ d1 . ~l!:t o o , ~1 ualche comandante di comfJ<tgni~. tutti gli :tiutanti magg1on, uu !lmere m.t""10re per
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avranno _per efl'ellO di far scomparire la differenza stata notata fra la fanteria permanente e quella di rise•·va. Sulla· cavalleria. - I ca valli tedeschi da sel la, d()(:i li e robusti, allevati e addestrati con cnra mint~ziosa, sono condi;r.ione favorevole perchù le rech1t~ diventino in breve tempo cavalieri adoperabili pel servi7.io di ca mpagna . [l soldato può servirsi del suo cavallo isolatam8nLe. o la~ciarl o a hranco con gli altri , senza preoccupazione di ~orta : è' libero di hadnrti"agli ordi ni che riceve, al nemico, n! maneggio, alle armi . Le evoluzioni' d'assieme riescono perciò assai bene, le andature fa cilmente re1!olar i : tanto i cavalli quanto gli nomini si mantegon•l c~ lrni in ogni ''ndatnrfl, benchè la volooth. delle o.ndatnre norm:-~li :;ia considerevol e l t); nel caricare gli squadroni si manten~ono compatti . La posizione a cavallo, truppa ori nf!iciali eompresi quelli eli fant eria , ò molto uniforme: sta lfe nò lungl 1e nè ~orte, gambe a òor5o verti cali senzn affettazione o sforzo, piede ..;on la sola punta nel la staO"a o tullo cacciato dentro come ca pila; os;;erv•nHlola si vede il lun:::o eserci'l.io del cavaliere e la. consegu ente sicurezza a ca\"all o, più che lo st.udio dei si nw)li particoh1ri. In tutto ciò hanno i cavalli, ch1 li educa e il terreno un gran merito . L'a rmamento delht cavalleria tedesca. u s~ari , dragoni, ul ani , corazzieri e delle vuri ctit Sassoni e bal'aresi. è lo stesso. U movimento di unilicazione cominciato nel i 816 col dare il moschetto agli ulani, ftl ultimato ne-l 1890 dando una stcs~a lancia, tubo d'-acciaio. a tutte le varicta di ca valleria e togliendo la corazza · ai l:Oraz'l.ieri , nelle terriforrne di ct~rnpagna; son rimaste dif'ferent.i le uniformi e razioni . Non tnt.ti gli ufficial i tedeschi sono però persuasi della bontà clelia lancia quale arma universale, di cono che la sciabola è più nello spirito della popolazione tedesca (hauen invece eli steclwn), percile cOstrin gendo il soldato a cacciarsi sotto , sviluppa meglio il coraggio dell'offensiva; altri sono così entusiasti della lancia che vorrebbero abolire la sciabola perchè arma disadatta alla poca robustezza dell e braccia dt;lle attuali reclute;
-zioni di riserva non sono sotto alcun aspello paragonabil i a quellii ~ el le truppe pe~ma nenLi e che non sarà possibile adoperare in cat.~pagna , sub •to , gente, po~o lontana dalla trentina, àppena riciHamata dal. concredo. Specie presso . . . n · · . l''ìiJT corpo , dove 1. nclllati erano m uran parte ope•·a· e d' . m:t . . .n. . 1 non conta 1111 essi er·ano pal lidi, poco nutnlJ, cos'' t sptlc;·at•' . " -~ ''I l b'IY:1CCO da OOIV . ·e ~!nuncrevano poter :~·~rre ~n l _ rancio e dal r·iposo sulliciente ristoro pel giorno s~c~~s::.~ ~o. ~ e .li comando_mancò di prendere le occorrenti prec~~zwn~: p~~che q~~stn bngat.n di milizia mobile ha marciatoCir e mezzo . . n ' , con'"na·o ...., l'l pomerJ<TO"JO· d Ca.. 4t> chr,omel!'l IO tre.aiorni <:>, da Saarlonis per Trornborn · Tetercheo K ~ el d · ' , U1ll1eu, No? Je_er~Je~e ' M ~mcrshron n' Bisingen, • Maizeroy, alla stazione d! Ku• ~el facenao tre manovre, nè per terreno, nè per lun iThi ~r iri fuor•. dell: st•.'ade molto ,faticose, ed ebbe sempre sottomano~.., me;! io. delle a_ltt e ti uppe del! VI II corpo , gli occorrenti viveri. T~lltl sono di parere che il ringiòvanimenlo delle classi occorrenti_ per me~Lere l'esercito di prima linea (permanenti e di milizia .J?Omle) s~ l P• ede di guerra introdotto dalla leggo 3 agosto 4893 e l alleggenmepto del carico por Lato dal fante , ora allo studio ('l ) ..
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'fE~ESCBE
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re~ol:uncnto
li) Seconclo il Jlrovvisol'io di'l !.893: 100 metri al minuto eli r•nsso (125}; 240 metri di 1rotto (300); .\ 00 metri rli galo JlPO (503); 560 metri (ti galoppo allungato (i00); h1sçiando facollà ;~i coman<lanti di riparto di a llun (l<H'C o d i raccorciare.
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altri vorrebbero uua par·te annata· di lancia e il resto senza. Analoghe dis.parit~l di vedute, cosa non nuova anche presso altre cavallet te, st hanno su l :nodo di portare il moschetto: da un trentennio non si è conteuti del modo regolamentare ...:.... sul lato destro, bocca avanti, ca!cio che batte sulla coscia - ma anche gli sper imenti stati fatti di recente - mettendolo a bracc'arm serrato contro la sp;dla destra o sinistra e contro la cintura - nou hanno condotto ad alcuna decisione; forse essa verrà presa ~dottandosi un moscheLLo di calibro più piccolo dell'attuale o più leggiero. Nelle manovre di combattimento la cavalleria si è sempre comportata con speciale ardimento, sap_endo con molta disinvoltura le incertezze di condotta che si possono far derivat'e dal fu ctle a serbatoio, dalla polvere afume e dal terTeno. Giunto il mqmento gi udicato opportuno le masse di cavalieri si o-ettano ben concordi e rapi·damen!e snl nemico, fanteri a. nrtirrlieri: 0 cavalleria, e i capi in sottordine conservano, nel.la vel ~ce ~~ssa la loro aut~rità: ~ronti a farla valere per far superare ostacoli ai lor~ riparti o a mo~11Ìcare l'auacco a seconda delle vicende del combattimento. N.on si può ~ire che la , cnvalleria tedcscn carichi a·d ogni più p~c~ola occos1one, che non sappia attendere con calma le propiZie occassioni , ma si può dire che in manovra non è avara nel gi udi carle tali. T)al ,1870 in poi, mentre i perfezionamenti delle armi .da fuoco fecer·o crescere in mo lti lo spavento per l'attacco, la cavalleria prussiana mantenne in sè vivissima la risoluta volontà di essere adoperata quale arma da hattaglia, anche contro fan t~ria e. artigli~ria ; no n dimenticò mai essere indispensabil e, specre ne1 lunght periodi di pace, di temprare i nervi e rafforzare il carattere delle classi di so ldati (l di ufficiali che si susseguono, affinchè i fugaci istanti del caso vèro non tornino . di danno e di vergogna . . E. però, le osservazioni stare fatte dalla. stampa sulla frequenza ~egiJ attacchi di cavalleria nell e scorse manone imperiali, e sulla ~nopportuni La di alcuno di essi, possono perdere gran parte della 1mport.anza loro stata attribuita: è nec0ssario npprofittare delle . manovre per provare lo strumento, formare o tenere es ercit~to l'occhio dei comandami, convi ncere con i f;ttti di alcune delle
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diffi~oltà e degli imprevisti del 'caso vero, nffinchè ognuno possa prepararsi ·a superarle. Tutti i soldati che presero parte a quelle brillami scarrierate, tutti quelli che adoperarono il fucile contro di esse rimanendo ferml al loro pr;sto, hanno visto un qualchecosa che è parte integrante della loro istruzione e, quella stessa occasione ha forse, rialzato nei loro animi i l prestigio della ri' spettiva arma; in quanto agli uflìciali si può ben pretendere eh~ sappiano distinguere lo séopo dida\tico di una manovra dalle condizioni vere del campo di battaglia. Giova qi certo diminuire il convenzionalismo delle tnr.novre, anche più di · quanto si sia fatto dal 11870 in poi , ma non si potrà mai pretendere che la manovra si confonda col combattimento si no a che si adopreranno in questo cartucce a pallottola e nell'altra. cart.ncce da salva. Quanto nlla form a co n la quale combattere, il regolamento di esercizio provvisorio {'l ) la~c i a alla caval leria lnrgo margine, a ' similìtudine di quanto accade per la fanteria. Sulla divi sione di cavalleria esso dice, ad esempio, che l'ordine d'attacco si d~ve fon da~e sulla fot·mazione organica della divisionE\ - ordiça ri~; ~ mente tl'e brigate (schiere, Treflen) - e che si deve far in modo di ottenere la vittoria con la P'l'Ìma schie-ra: concetto già accennato per i manipolt della fanteria . Non figurano piu nel regolamento i consi gli sul riparto in schiere contenute in quello del •1886 e nei preced enti, meott·e esso con le due prescrizioni ora citate vuoi chiaramente far intendere che le tre brigate organiche e le tre sch iet·e non dovranno mai ritenersi qua,le mezzo di otto'oere lo scopo co n ·t~rti sur.cessivi (21, sibhene che la seconda e terza sch iera devoO<J provvedere all e circostan ze. sfa vorevol.i o meno favorevoli dell'urto, quando havvi probabilità che queste circostanr.e si manifestino.
(:!)Del aprilo :!893. coor<lina, .<em rJIIIlca nrto, la PI'<Jscrizioni Ilo!. rego lamento !886, mette d'accordo la manovra appieda t•l con l:t mauoHa n cavallo c col rego lamento di fanteria, generalizza il princil>io clelia guida al centro sen~ però adottarne tutte le conseguenze come fa il nos tro r~golamento , disciplina: cenni con la sciabob c con la lancia; in genere lascia maggiori respons:1 ltilitfl di [l rima ai comandanti. - V. Rtvue tnilitai1·e tle l 'i:t1·anger, vo l. 43, 48!. (2) 11 vocabolo wellen(iirmig, a modo di onnc, adoperato <lu alcuni scrittori si presta · alia int.ervretnione di Ul'tJ successivi.
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L'impiego oppo1·tuno delle batta•·ie a cavallo nel combattim~nto della cavalleria non è sempre agevole, nemmeno io Prussia: talora torna no d' im piccio . Il regolamen to co mincia _col dire che impie~are o no le batterie è in arb itrio del comandante della divi sione e finisce suggerendo di mandarle a tirare assieme all 'artiglieria dei corpi d'armata durante la biltlaglia ; prescrive cioè più quanto si pnò ragion evol mente pretendere di quanto alcuno possa de,;iderare . L'uso dei moschea i, durante le mànovre, fu an·auo eccezion\lle. Non basta ;were il ntill\'O regolamento data maggior importanza di pri ma al comba ttimento appiedato, ci vogl iono le vere circo· stanze di guerra, con la relativa res ~onsabi lità addossata ai comandanti, per decidere i cavalieri a menere pied· a terra. Circa .il servizio cl'esplorazione, i pareri stati emessi sulla cavn lleria tedesca non iiono altrettan to d'accordo quanto lo sono circa ' il d~u· dentro a capo fttto venuto elle sia · il momep to di combattere ; ma per essere imparziali in nn servizio tanto proteiforme, nel qu ale le circo;; tanze influenti sul giudizio finale sono cosi diverse e di impo1·ta.nza variabile fra limiti assa i estesi caso per caso. conviene co nsiderare separatamente la preparazione al servizio dai risultati che se ne ottengono io tempo di pace nella ristretta occa5ionc di una manovra. Quanto alla preparazione in ::.è si deve conçludere che la cavalleria tedesca, truppa ed uffìcial i, non lascia nulla a desiderare. Le \'edette sparse su largo fronte, procedenti altr;werso al terreno coltivato senza tener conto delle strade, si arrestano se il nem ico s'arresta, muovor.o con questo, non lo perçl.ono di vista, senza bisogno di consigli, avve1·1 imenti o cenni da parte dei superiori: sono calme mentre osserv;HlO, decise e veloci quando si tratta di far .conoscere presto una notizia, perseveranti in entrambi i casi, non si perdono d'animo ,:;e occasioni impreviste fnnno loro sba-· gliare o confond ere scopo tempo o direzione, ne si può far loro soverc hio carico se sopporLano con molta indi!Ierenza in manovra le fnci lale nemiche. G·li uffìciali subalterni fa nno :;oli o con qualéhe soldato lnngl1e, lunghissime corse (Distanz1·iu) con cavalli spesso impreparati, in qualur11rne stagione , ed · i .superiori. a cominciare dal l'imperatore, si studiano dì man tenere e sviluppare tale eser-
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c1zto assai utile per imparare a misurare le prcopri e forze e q~Jelle del cavallo (-1) . Ogni anno sì fan no viaggi c! i cavalleria per capitani e tenenti, altri per ufficiali superiori e ge nerali (2) , oss iano man one co n i quadri o viaggi d'istru;~i o ne su ll'impiego della caval leria in ca mpagn\1. r 1'egg imeoti sanno adoperara assai bene i lelearafi le,oieri dei quali sono provvisti, il materiale per allraversare n :--n i corsi d'acqua stato loro distribuiLo nel ·1893 (H) e si esercila no . Lutti gli anni nel far passare a nuoto t!I'O 'Si corsi d'acqua dal cavalli. Cioè non si trascura mezzo per Oltenere che tutti gli uffì ciali , considerati isolalaTtenle o. a ~apo ~-e i l_oro _reparti, acq u.ì~tin~ quella abitudine ad operare da se (Selb11tandoglw1 t) buon:' da avers i anche cla uHiciali inferiori di altre armi, ·ma di speciale importanza e di specialissima difficoltà d'esecuzione per i comandanti di cavalleria di tutti i gradi. Senz.a t:ote~ta co nosccnz.a esatta delle· proprie forze, e pratica lJUOtidiana nell'i mp iego del materiale impossibile aver fiducia nelle svariate ed ardite mi ss ion i _r-he la ca~a l ler i a dovrà compiere in guerra. impossibi le educare co mandanti éhe In s;tppiano adoper<lre a massa. Ma non basta . Oltre l'addestramP, nlo uniforme degli uom ini e dei reparti occon:e ch e il regolamento facc ia presente qual i sono
(l ) Eccone alcuni esempi !m gli ultimi accaduti :
. cornzzicri - 6 ufficiali, lo sotturficiali, ~2\l .sol,lati. in ton uta di camp:~gna - parli da Kiini~sl.ocrg Jl~r Lyck, km. !93, do,·e giu nse in 35 ore com1•resc 7 di fermata a nastcnlourg; forte ''entn in faccia, nevischio, grandine c pioggia. Ritorno a Ko nig>hcrg in Ire tawe ! , 2 o 3 marzo. L'S marzo un tenen te del t 3• ulani si recò da Hannovor a ~lag•l ehtu-g, km. iiO, in ore 13,30, montando 1~'1 ,·alla in:;Je.-;e 11i mezzo s1ngue, quasi scmpt·e •li trotto. 11 12 stesso mese un tenente d el 100 ulani ricevette ordine tli di,;tendere cinque posti di corrispiindenza fra Zullichau c llresda. km. 209. l'arti da Zullich:lll un'ora. (lopo 1·ice,•uto l'ord ine con sei sottufflciali, sctt.c cavalli di servizio; in ore 24,2il giunse in Dr<!scla con un so ttu flìciale; due ore e mo1.zo dopo l'art·i,·o sviccò la no tizia, la ']uale pe; mezzo degli altri ,;ottu(liciali lasciati per via impic::ò tO ore per giungere in Zullichan. IL tenente con t utti i po:>ti rientrò in 7.ullicllan 18 Ot'() dopo r.lo e l'a,•cva. lasciata . Fra · l'aprile o il mag::;io un tenen te aiuta n t~ maggior() eli (anle1·it1 s i ò ree~ t o a •·av:tl lo, sen1.a attendente, da Fo rbac lt in l.o nl!la :1 G l ut~ in S lesirt, a u ruversando tutti i monti che serlarano la Gennauia seltcnl.riona lè 1lallu. mct•id ionalo, in li giom i coulpresi due d i ri poso: totale Hl6 chilometri. (1) Que.~t'~tnno no fu p rogctlato u no, per hl prima vo lla, ~ nello in Bav iera. In Prussia se ne fa ranno dne o ltr(l acl otto viaggi por capit;oni o tene ntt. Riv ista militrwc, pag. &.70: (3) Per questo materiale vedere fl i ui sta artiylicria e (lenio , ·1 893, 11 1, 143; Ilevtl~ . m t litCiire ile !'etHm(ler, il!93, Il , 8!.. 11 26 scorso febbraio. uno squaolronc misto del
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!, E GRANDI MA.NOV!tE 'rEDE.SCHE AELL'.AUTUNNO
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i casi nei quali la cavalleria ·è chiamata ad agire e che su questi fissi il campo d'azione dei ~ ingo li comandanti previsti dall 'organi co. Teori ca mente il numero di t<d i casi può diventare assa i grande, in pratica i tede3chi si a~contenta n o di due principali ed opposti, quali limiti comprendeuti tutti gl_i allri. Nel caso delle divisioni di cavalleria, esplorazione stra tegica, i rego lamenti tend.ono a non diminuire 1:\ mob ilità della cavall eria, sua principale prerog<ltiva, nè a vincolarla in nessnn modo; batterie (1), colonne di munizion e, di vettovaglie, riparti di fa nteria quand'anche su carri, compi ti minuta mente architett ati, vincòl i r·elativamente alla sicurezza delle truppe di fanteria retmstanti. ecc. sono mezzi circostanze che più o meno tendono ad im ~icciarnc l'azione, quantunque nessuno neghi che essi possono essere in alcune circosta n~e uti li o maga ri indi~pen sab ili. È questione 'del qtt~•ndo, del tempo opportuno nel quale avert- sottomano quei mezzi o nel quale è conveniente piegarsi a quelle circostanze. E il caso· della massima libertà di manovra. ., ,~· opp,o.stp . ~er e accadere per la ca valler·ia addetta organicamente ai corpi ùi f:•nteria. Gli squadroni assegnati ai torpi d' armata furono, dal 1890 al '1892, a simiglianza di quanto accade in altri eserci ti , riuniti in hri :.rata a disposizione del coma nd<mte del corpo (Korps-Kavalle?·ie) ; ma ·essendo accaduto che tali squadroni ngi~se ro nn po' troppo quale cavalleria indipt-mden ie, a seconda dello spirito dell'arma, e r.he qualche di\•isione di fanteria venisse so rpnisa cial nemico. si ritornò recentemente all'antico, assegnando or~anicnmenle un re~gimeoto {.\. squadroni in guerra ) ad ogni divisio ne (Divisions· l( avalle1·ie) di fanteria; nel' marzo '' 892 , nell'intend imento di meglio v;ncolare l'i mpiego della cavalleria divisionale, fu prescritto che nessun riparto staecato, scendendo sino al batta)!lione , dovesse allontanarsi dal'lo. di vision e senza essere provvisto di alcuni cavalieri per il servizio di esplorazione e fu prescrillo che la quan tità di cavalleria da assegnarsi alla punta d'ava ngunrdia ( Vortmpp) debba bastare ad esplorare
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U) Anche in Frnn~ia si p •n<:\ ora di ::op11rimere una rlelle tre batterie a ca milo stare sin <IO i :t<>egnat.e alln divisioni di t'a \'alleria.
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le adiacenze della via, l ib~rando da tale fatica la fanter ia; nggiungasi che parecchi scrittori tedeschi hanno, in questi ultimi tempi, prop ugnato la. convenienza di adoperare ènvalieri per por- · tare ordini fra le linee della fanteria in comi.Jati.imen to . Evidentemente il pregio delle prescrizioni tedesche sta nell'aver considerato soltanto i casi estremi ed opposti (Il)• esagerando, se vnolsi, nel definirne i caratteri ; ma è esagerazione vanlagiosa non nociva, perchè suggerendo, senza dirlo esplicitamente. quale sia la condizione principale da sodd1sfare quali si possono trascurare, genera nella pratica deci:>ione nel c.omandare e prontezzn nell'eseguire, senza impedire modi di operare intermedi·opportuni per la soluzione di singoli cas i particolari. Cosi se il comandante del la divisione di fanteria o del corpo d'armata vuoi adoperare tutti o parte d~ dipendenti squadroni quale cavalleria indipendente a modo delle divisioni di cavalleria basta che la indichi nell'ordine d'operazione quale selbstandige Kavallerie perchè ognuno capisca che, per quel giorno, sono spezzati i vincoli di protezion e ù'nmediata spettante in via normale alla cavalleria divisionale. Prov.visto così da un lnto all'istruzion e e all'allenarneò'lo• de'gli uomini, dall 'altro a fissare quali sono i modi generici di azion e della cavalleria in relazione con le altre armi nel compito della esplorazi one, i· tedeschi non si spaventano se nelle manovre si manifesta qualche risultato complesso che non soddisfa a tutti i desideri e sopratullo non ne generalizzano le deduzioni a scora- . mento di tutti. È assai difficile tentare di preven ire ogni genere di errori; è sbagliando che si impara ed è impossibile ottenere tal e perfezione rimpinzando i regolamenti di casi particolari : sarebbe come pretendere che. il imondo fosse saggio percllè le biblioteche so n piene di ouimi libri . Metodo più spiccio ed : efficace
(l) 1 nostri regolamenti sono meno r~cisi nel fissare questi dne casi .estremi, nel disling 11ere l'impiego organico o normale da ((llello eventuale, noll'arloperarc la cuvalleria e la fanteria n seconda della propria nat11ra: in essi il ''ocabolo esplo1·ante, talora adoperato nel senso di indipendente, e la locuzione servizi., di esplorazione, talvolta adopt.rala in contrapj>Olto dell'altra serrizio di siCllrer.za, I<Otrebbero far nascere dubbi nel ricercarv i il c6mroi to spettante nei mri casi o richi ede che l'ordine di operazione ne parli volla. a volta. Nel distinguere il sig nificato di cotesti atti non è -tenuto abbastanza conto del tempo.
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obbligare i comandanti a pen sare
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è quello di con la propria testa, dando loro mezzi e tempo per acquistare la necessaria esperienza, di r itoccare con mano avara e precisa il contorno che ne limita le altribnzioni , e alla resa dei conti essere inesorabile con i comandanti che non ne hann o fatto abbastanza pro. Anche in GeT·mania non si trovano in abbondanza .i comandanti di canlleria quali spesso ce li dipinge la nostra. fervida immaginazione meridionale; ma hanno il merito di esse re cresciuti ad nna scuola fondata su .quanto Ì! cerramente i mportnn te in. tutti i casi che appr(1fondisce, affìna e rinforza qtianto ~ i à es iste in vece di estendere, di abbellire di cercare nuove combi nazioni . Vincerà dicono chi sarà più tenace, ch i non si saril preparato da ::.è ~ ei disin~?anni, chi non avrà coltivato sentimenti e parvenze ~pesso, o quasi sempre, in mtn eon la cruda realtà dell e co:;e. Sull'artiglieria da campagna. -- Per motivi di diverso genere non t11lLi i corpi d'armata di manovra ebbero le 20 batteri e (120 pezzi) che avranrw in guena; ma la ripartizione dei' due reggimenti di pace fn semp re fatta nel!'i nLemo dei corpo come accadril in gnen·a: le brigate I e II di ogni reggimento col comandante del reggi mento formarono l'artigl ieri a delle due divisio.ni, le due . HT brigate ed eventualmente la IV o quella a cavallo cost ituirono l'artiglieria dì corpo al comando del relat.ore più anziano. L' impiego tattico dell'artiglieria è pure rimasto nelle sue linee generale quale è in uso da molti anni. Le batterie vengono poste all a testa delle due colosme nelle quali si scinde di soli to il corpo d'armala; con una, l'artiglieria di nna divisione,. r.on l'alLra l'artigli eria di divisione e di corpo ; difficile dare cotesta preponderanza d'artiglieria alla colonna che urterà contro il pnnto decisivo. Le batterie si spi egano tutte all'inizio dell'azione ; preferiscono di poi rimanere nella posizione presa o tutt'a lpi~ avanzano al galoppo su di una seconda posizione per sostenere megl'io l'attacco, il contrattacco o l'inseguimento. I pezzi furono collocati di preferenza dietro cigli , in modo che la linea di mira radesse il terreno antistante; portarveli a broccia o per mezzo della lunga :1t1.accata in mezzo alla sala, come consiglia 1 il nuovo regolamento d'esercizi (•t) è sempre faticoso per poco ch e il
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del 27 giugno 1892, con successive 13 vnrinnti. ·
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terreno sia leggermente inclinato o molle; spesso si era _costrelli ad adoperare i sen·enti di dne pezzi. l'e'l:.,Zi a!Tauo coperti, da dover puntare con i metodi del tiro indiretto vi furono ~111:ant~ le manovre, quale eccezione; anche il regolamento coos1~lm_ d1 adoperare questo tiro solo quando il terreno o altre cond1ZIO!lt del combattimento non permettono di adoperare il pnntamento d11'etto; quan.to al cercare sul da\'an Li accidenti di terreno o .di c?l t.iva~ z)one che rendono meno facil e all' avversH r1o os~er vare 1 suo1 colp1 0 diminuire l'eiTetto dei proietti , quanto a tenere gli intervalli verso i 20 pa.s:-i non stringendoli mai a meno di l U, quanto at cacciarsi sotto a Liro eificace prima di aprire il fuoco e altri suggerimenti del regolamento si può dire che ne fn fa_uo poco ~aso, perchè è sem pre nella mente dei tedeschi di subordmare le cn·coslanz~ accessorie alle principali . Come posizione fu sempre scelta la ondu lazione più vfcina dn ii~L quale si scorg~va il nemico, ~li in~ terval li furono quel che potevano essere a. seconda del numero d1 battr.rie che venivano ad aggiun gersi al le prime postale ; così pure oli avantreni ed i cassoni (quando presenti) risultarono alcune ~olte beo coperti altre no. In generale si può ripetere per l'artiglieria quanto Cu detto per la fanteria : prima offen dere po i coprirsi. L'a1·tiglieria tedesca mano\'l'a bene e decisamente, sul gene1:e della cavalleria e come questa ha ottimi cavalli e non pesanti. La recente adùzione dello shrapnel rnod. 91 a nuvoletLa mollo fumosa (Einheits-Geochoss) che reude inutile la granata ordinaria, co n la uranata dirompente mod. S8 carica d'acido picrico (Spteng · grannl;), con la. spolella a doppio eiTetto m od. 9·1 ('l) per entrambi ' ·i proietti, il servizi o del pezzo fn molLo sempii lieato e l~ effi ~ cacia del tiro aumentata. Occo rrel'ilnno tutLa\'IU parecchi anm prima che ii vecchio munizionamento di granate e shrapn ei modeHo 82 sia. consumato e che tu l! i i cannoni d'accio,.io mod . 73 dell'artittlieria montati siano so·tituiti con i ca nnoni d'acciaio al nickel ~od. 73-9·1. Ne è esclusa la probabilità che si studi di so -
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(t) Partico lari m tiUe.;ti nUOI'i m< tlcri<tli nella. 1/ivista (u·tiytierit~ e (Je•tio, ·1894, l,
H9, 215, 320. (t )
~IANOVRE
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s.tituire il tiro delle granatf3 dirompenti contro . bersagli coperti col ttro areato fatto con obici da campa•7na rendendo co-· . t.l l f: bb .· . · . . o ' !>l mu 1 e a a ltcaztOne det cannom d'acciaio al nickel. . 11 pt·i~cip~le. prog.resso fatto dall'artiglieria da campagna tedesca m ques tt nlttmt annt è la creazione di batterie permanenti , oltre le 20 p~r corp? d'm·m~ta e quelle a cavallo (·l) pet· le d ivisi~n i di cava!lerm, desttnate .a formare le batterie per le divisioni d. T . mobll e. . 1 m1 tzta
FRA I LIBRI DEL GIORNO
( Continua).
C AMPAGNE D E L PltlNCIPE E u GENio -
(!) Le batt~rio a cavall_o hanno, sin dal !800, lo. stcsso cajibro delle b ll . late, ma un cannone spec1ale un po' piu 1 ,,, , a ene moncannonc leggero, di calibro min ore mori ~3'"e~~ .~le:l altro detto mod. i3·88. Il vecchio 1 1 mamento di troppe presidia a·ili. ' · P a. ra non molto scompari re dall'ar-
cleli1 0.'/ -
~eTie
,·elaziol~ del lu,ogote~tente
l vo L V. Campagna Alfonso Danze1· co-
·m anclato presso l'imperi ale e ~·eale stato maggiO?"e austriaco - pag. XXI - fJ.J.'I !!cO?'l·i.spondenza mililm·e del pr·incipe Eugenio pag . 'l7 O - Vi enna 1878, Torino 1893. Serie l vo l . V I: - Campagna del i704 - relazi one del carpilano austriaco Gustavo Ratzanafèi·pag . .\.\Vii 86a - Cm-·;·isponrlenz a ?"rtilitm·e del P'"incipe fi:u,genio p ag 2 8 6
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Vienna 1870, Torino 1894.
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Fino dal Ì878 questo period ico (nel fascicolo dell'agosto di _quell\mno) richiamava l'atteniione del pubblil:O militare italiano sulla importanza di u mt pubblicazione allora intrapresa in Vienna. sotto gli auspici imperiali per illustrar e la fa;ma del principe :Eugenio di Savoia, cui l'esercito austriaco deve in gran parte ht sua forte compagine e la monarchia glor iosi ricordi anche nei momenti più difficili della sua storia passat a. La pubblicazione oominciò nel 1876: l'ultimo dei 21 volumi, di cui si compone l'intera opera, venne in. luce nel 1892, e comprende un ricchissimo indice alfabetico dei nomi di paesi, di persone e di cose en umeratE~ nei pr ececl<~nti volumi, ed una bibliografia. Questa opera comprende una quarantina di anni di stori~ europea, la espone e la illustra. con la r icchezza di docu·menti e di nocizie dovuta alla possibilità di riassumere una i8
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- AN NO ~ XXI X.
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FRA I LIBRI DEl, GIORNO
quantità numerosa di libri pubblicati da due secoli a.ll'incirca sullo stesso periodo storico ed alla libertà d'accesso negli archivi ·di Vienna. Con questi slementi il racconto procede z:ninuto ma chiaro e spassionato, e benchè di preferenza s1 tenga nel punto di vista militare, tuttavia ab b.raccia anche il campo politico . ed economico per quanto Sl rende necessario ad una storia concep~ta con i larahi in0 tendimenti ·odiern i. Con provvido pensier o il nostro R e ha voluto che questa opera monumentale fosse tradotta in italiano. Sentimento di devozione verso iÌ massimo eroe delle sua stirpe, o desiderio che da qu,este minute moinorie di mili tari istitu.~'-ion i e ~i guerresche imprese vengano utili ammaestramenti, lo spmsero a tale determinazione. P erciò il libro fll dedica.to ai Principi .della famiglia reale ed all'esercito italiano. · L a liraduzione fu affidata a lla sicura penna del a erlerale Corsi e risulta mirabile modello di li~gua ìtaliana: di stile militare. Tra i collaboratori nominati in t esta .al pr imo volume dell'opera tradotta in italiano, citiamo in special modo il maggiore lVIarsclli non solo per la parte che pre~de nella traduzione, ma anche per le curo volte ad ottenere una edizione corretta e precisa, quale deve corrispondere all'importanza del libro. Vale la spesa di notaR:e l'amore con cui furono tradotti ~ docu~enti, cercando di dare o dì conser vare loro quella mtonaz10ne e quel garbo che essi hanno in tedesco ·e che . ' ntraggono del gusto dell'epoca in cui furono scritti. Meno il primo volume in cui si contiene un'ampia informazione dello stato politico, militare . ed economico di tutta l'Europa sul principio. del xvri! secolo, ed il terzo di cui fu fatto cenno in questa Ri·visla, come sopra è detto, gli altri, comechè importanti, hanno uno scarso leaame colla storia italiana. L'interesse si ridesta da un pun~ all'altro nel momento in cui il duca Vittorio Amedeo di Savoia, sottraendosi alle dispotiche esigenze' di Luiai XIV b ' . scend e 111 campo contro di lui. Da allora in poi quale dram-
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:matico svolgimento di vicende. Ad una ad una le fortezze piemontesi cadono in potere dei francesi; dopo una meravigliosa resistenza anche Torino sta per cedere, quando ~rriva l'esercito imperiale di soccorso a liberarla; poi l'andamento delle cose volge a miglior fortuna, e la guerra .eontinua a schioppettare lnngo h~ cinta alpina, ove al duca Vittorio Amedeo riesce di escludere interamente i francesi .dal territorio che tenevano nelle alte valli della D ora e del C)lisone, come un·appendice del Delfinato. Ottennto questo importante risultato con la stupenda .campagna dei 1708, un~L delle pilt belle per ar,d itezza di con.cetto e per esattezza d i esecn~ione, la guerra andò illan,guide~do nelle periodiche invasioni della Savoia, e nelle manovre più artificiose che istruttive con cui francesi e piemontesi invano cercavano di mantener~il possesso di quella Tegione, quando erano vivamenti attaccati. .Di tutta questa storia limitiamoci ad indicare alcuni punti ira quelli compresi nei volumi indicati in testa a questo cenno. Speriamo che ne venga stimolo a p1u amp1e ricerche in .questa miniera di documenti, o d i fat ti.
II.
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La narrazione è dunque giunta all'anno 1703, uno dei più importanti nella st-or ia d'Europa negli ultimi quindici <iella vita di Luigi XIV, che consumava le estreme forze di Francia per dare al nipote la corona di Carlo V e di Filippo II. Nel primo periodo del suo regno quel re a veva invano cercat-o di acquistare le frontiere naturali della F rancia, cioè Savoia e Fiandre : nel secondo allargò le cupidigie e sognò l'egemonia dei Borboni sull'Europa occidentale e me. ridionàle, il predominio della Francia sulle cosidette na:<::ioni latine; una visione analoga a quella nella cui attuazione F ilippo n esaurì la Spagna.
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FRA I LIBRI DEL GIORNO
Contro le voglie di Luigi XIV reagirono, per gelosia dell~ Fiandre l'Inghilterra; per difesa della vita i Paesi bassi · per ragione d'eredità, e più ancora per rivalità, casa d'Austria~ e per contra~olpo per:fino i principi dell'Impero: con Luigi X IV oran r imasti nella penisola iberica il re di Portogallo: in Germania l'elettor diBa viera per arrotondare i snoi stati col 'l'iroloc per s.~ostare dagli Absburgo la corçma imperiale ; in Italia il duca dt Savo~a obbli&ato a dar passo agli eseruiti francesi che tenevç~.n la L ombardia ed a combattere con loro. Zelante ed intraprendente l'elettore di Baviera,- apata ed inerte il duca di Savoia: il primo arasi .gettato nell'or~ita francese colloslancio che gli ve ni va dalla tradi~ione politica della sua. fa~iglia : il secondo s~biva a malincuore nn';Ueanza che gli. cosr.ava danar o, sold~Ltl ed umiliazioni, e non gli rendeva nulla. Fin allora il vantaggio era stato maggiore per i francesi che per gli avversari. Nel 1703 Luigi XIV, facendo leva. ~ull'e~ettore d~ Baviera e sulla sua ambizion~, pensava che 1 SllOl gener~h sarebbero .riusci~i ad aprirsi il passo per la Lombard1a a traverso al Ttrolo. L'esercito vi avrebbe trovato ~a.rga base ~er ass~lire gli Stat~ austriaci; il duca di Savoiar tsolato degh alleati, sarebbe nmasto interamente in balia. all'arbitrio del re di F rancia. Il divampare dell'insurrezione 1.~ngherese rendeva dlfficile all'Imperatore di parare la perwolosa botta; lo salvarono la tenaeit.à cora..,.giosa e l'affE-tto profondo dei tirolesi che a sassate fecero r;,rocedere l'esército franco-bavarese avventurato:li tra i burroni delle loro montagne . . ~e ~o~dizioni con:inciarono a migliorare por !Impero, e pm m1ghorarono po10hè si cominciarono a vedere gli effetti della saggezza del prinuipe ]ijugenio di Savoia, chiamato a. r eggere la più alta carica nelle cose militari. Tuttavia era impossibile che egli potesse restaurare d'un tratto la situazione economica e finanziaria della monarchia. Sarebbe stato anzitutto necessario di mutare il sistema tributario in un modo che allora nemmeno i pensatori avrebbero saputo intravedere. Autorevole per la gloria onèl'era circondato 8
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-per l'affetto che aveva per .lui l'esercito, il principe Eugenio ·.spese la sua autorità nel migliorare l'amministrazione mi)itare; se non poteva fare ri:fio1~ire l'erario, cercò d'impiegar bene i pot;hi danari posti a. sua dispos izioue, e di farne go-dere la massima parte ai soldati, sottraendolì alla rapaeità dei commisari e degli appaltatori. E via via allargando la sfera della propria influen~a, con paziente insistenza ottenne che nel governo agli inetti ed ai dannosi fossero sostituiti .agli abili e gli onesti e che la gnerra procedesse più ener.gica e • spedita. Persuasi:} il sovrano ad assecondare i desideri delle potenzA marittime, l'Inghilterra ed i Paesi bassi, ed inviare in Spagna il figlio per sostenere colle armi le r agioni ere-ditarie di casa d' Anstria contrastate dalle pretese del nipote di Luigi XIV. H.accolse l~ forze militari di cui disponeva .e pensò di gettarle contro l'esercito franco-bavarese, il più minaccioso perchè puntava g ià contro Passa.u, il più peri,coloso per le pretese che l'elettore di Baviera, va.ntava sulla · ~ corona imperiale; vinto questo, la rivoluzion e ungher ese -àovea sfnmar da sè per manc<Ln:r.a d'appoggio; alla sicur ezza delle Fiandre doveva bastare l'interesse che aveva .l'I nghilterra nel proteggerle contro l'avidità della :E'ra.ncia; in I talia suscitò contro L uigi XIV un nemico ardito, solerte, interessato, ricco d i r ipieghi politici, e mtpace di so:stener da solo il doppio pondo della politica e della guerra - .contro Luigi XIV. Cosi l'uomo superiore per ingegno allerra .ù na vasta situazione, non trascura alcuno degli elementi di .cui essa si compone, tutti li valuta., ma eontro un punto ilO-lo dirige i suoi sforzi, convinto della necessità di convergerne l'impeto. Il piano del l?rincipe Eugenio for mò la trama su cui si -svolsero gli avvenimenti militari del 1704. La vittoria di Hòchstadt, sapientemente preparat~ nei consigli della politica, li risolvette vantaggiosamente per l'Impero. Il dispetto dimostrato da Luigi XIV, ordinariamente calmo nell'avversa come nella prospera fortuna, dimostra l'import;anza della sconfitta subìta dalle sue armi. 4
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Giov~rebbe il ~~rrarne, sulle tracc~ della Relazione, gli
a?curat1 preparatlv1 che la precedet~ero, se, la nostra attenZIOne non fosse piuttos'to attratta da.l raccon to di quanto· avvenne in Italia.
III. ,. Da du~ anni il duca VÙtorìo Ai:nedeo di fronte a!I'an·o-· ganza d er generali francesi aveva trascurato di <lSsm~ere il. comando supremo delle sue e delle truppe :francesi in Italia e cercava di sommini~trare quanto ineno soldati potess~ per un~ gn~tTa da cm non pç>teva più trarre n~sun 11tile. I mess1 .dell_rmperatore cercaya.no di toglie~·lo all'alleanza francese; gh ~romettevano l'Alessandrino, ed egli vera~ente. vole.va rl du_cato di Milano. I negoziati , pendevanomcertr.;, ed 1~terrott1 quando li fece precipitare lo , stesso· r.e d1 ~ ran~ra, ?he. nel settembre 1703 . ordinò al suo generai~ l? Itaha dr -disarmare ed arrestare le truppe piemon tesi ebe erano colle sue. L 'ordine fu eseguito il 29 settembre a S. Benedetto presso il Pò. . Il duca di Savoia, improvvisamente disarmato, pr~s~ m mezzo tra la Francia e l'esercito francese di Lombardia.,. e lontano da coloro che potevano aiutarlo a vendicare l'affronto.' se n~ appel!ò all~L opinione pubblica, seqùestrò l'armi. ' ed l . franceSI c3he Sl trovavano nAi StlOl. Stati' h' ' . . ~ · , c 1am1J 111 a~m1 1 Barbetti, diè promesse di aiuto ai Camisardi della Lmguadoca, levò i .reggimenti provinciali, avv,iò contrabti per aver nuovi reggimenti dalla Svizzera,' chiese danai·i all'Olanda ed all'Inghilterra, e soccorsi a Vìenna; insomma q~esto sovrano di un piccolo Stato compreso tra Aosta e· N1zza e tra Susa e Vercelli reagì con tanta enero-ia ch.e il duca dì V endòme, generale del re di :Francia .i n o It~Iia, iL guaJe sperava eli chiuderlo nella capitale o , d i costrìu.:. g~rlo a ràmingare, accorso a tal nopo con un eserèito,' d1 15,000 uomini da S. Benedetto, dovet.te fermarsi a Casale
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sèarso di mezzi di fr~nte a quelli che in breve tempo avev.a adunato l'avversario. II duca di Vendome era partito il 9 d'ottobre da S. Benedetto e giunto il 20 a Casale. Convien porre mente alle due date, perchè avremo da tornare su ' di. esse. -Da Vienna era stf.Lto promesso eli sostenere l'audace principe: ma i desideri superavano i mezzi. Per soddisfarvi fu · convenuto ehe lo Starhemberg, comandante delle poche truppe imperiali, che stavano sul Sacchia, inviasse in Piemonté 1200 cavalli. Non eran molti, ma meglio di nulla e proporzion:ìti alle scarse forze di cui Io S tarhemberg disponeva. Il piccolo distaccamento mosse nel mattino dell9 ottobre Revere: due giorni prima che il Veudòme a.rrivasse a Casale : in t:-e giorni. percorse 136 chilometri :i.ìno a Pianello in val Tidone : poi dovette prender la via di Varzi per evitare la stretta di Stradella. In quella borgata si fermò un gi~rno per riposare uomini e mwalli, e la spedizionH ne andò sciupata. Una grossa l:.mnda raeeolt<t da un brig~mte che infestava i dintorni, fiwo rendo i francesi, <l- San S~astian.o in val Curone volle sbarrar la via al distaccamento imperiale . n ·generale Visconti che ne a,veva il comando, rimase titubante ·per una mezza giornata sul da Husi; poi assali quell'accozzaglia d i paesani, Ja disperse, ma i francesi avevano . avuto 'il te:çnpo di chiudere tutti gli sbocchi della montagna da Tortona a.d Ovada Hd Aecp.'Li. Cominciò l' odissea. Un terzo del distaccamento andò perduto e smarrito in uno· scontro di retroguardia; il resto per Voltaggio entx:ò nel , territorio della r epubblica di Genova; va.gò per parecchi giorni fino a Sestri e Bracco in Riviera, di levante, e ii.no a Savon!J, in quella di ponente. Poi il 19 maggio, ad un mese preciso ' dacchè Hra partito da Revere giunse a Cadibona. A Cairo l'at,tendev~t nn corpo di piemçmtesi: di mezzo un distaccamento francese difendeva il valico : ·La colonna di cavalleria imperiale di notte e per un faticoso sentiero di tnwerso eluse la sorveglianza francese e giunse fìnalrnente al Cairo. L e rimanevano ancora. 800 uo-
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m in i e 550 cavalli; negli ultimi giorni aveva. percorso fino a 165 chilometri in 48 ore. Miracolo di buona volon tà e d i disciplina, che tuttavia aumentava di poco le fcm>;e del Duca di Savoia. L o Starhemberg in persona, colla metà dell'esercito 12,000 uomini, segni in Piemonte la colonna di cavalleria. Ma il suo movimento cominciò la vigilia del Natale, ed il 14 gennaio del 1704 lo Sta.rhemberg alla testa delle sue truppe ed a l suono di « una fragorosa musica » entrò nel campo dei Piemontesi a Nizza della Paglia, tra g li applausi ed i cordiali evviva di coloro che da. un pezzo l'attendevano. La R elazion e ascrive al Visconti ed allo Starhemberg il merito di aver disto1to i francesi dal divisa.Lo assedio di Torino. Ma il Vendome non aspirava · alla conquista di questa città, nè poteva aspirarvi colle sue scarse forze. Catinat, tredici anni prima. aveva g ift, veduto q uali difficoltà si op· ponesser o a ll'assedio di queUa capitale ben for tificata, e nel 1706 parve manifesto quante forze e quanti mezzi fossero necessari per impadronirsene. .Al progetto del Vendome corrisponde la frase espressa più tardi dal la Feuillade colla spavalderù~ che gli era pr.opria, quando disse di voler ta.gliare ht testa all' idra, e r idra era il Duca di Savoia da prender prigior.iero, o da mandar esule dai suoi S tati. E per ciò quel generalo, ch'era destiw1to a sor vegliat·e e dirigere l'assedio di 'l'orino, si mise invece a rincorrere il Duca di Savoia per la piana del Piemonte, e senza poterlo arrivare, vi consumò gran par te delle forze che avrebbe meglio impiegate nel continuare e nel portare a fine l'as~ d~. . Ma q ues to avvenne tre anni più tardi. 'l'enendoci sempre al 1703, poichè il V end ome- non arrivò fin dal primo momento a rinsenare il d uca Vittorio Amedeo in Tor ino, isolaudolo cosi dal resto delrE uropa e riducendolo all'impotenza, che poteva fare coi 15,000 nomini che si trascinava seco? Arrestarsi a Casa.le come fece fi n dal 20 di ottobre. .Allora il Duca di s~woia, che contava aneom 800d fanti e 3500 caYalieri, aveva già chiamato alle armi i Barbetti per rendere
difficile il passo alle truppe fì'ancesi che potevano venire di S avoia in Piemonte, e levati i 12 reggimenti di milizia. Non fu dunque la cavalleria del Visconti a fermar e il Ven · d ome ; le truppe francesi che stavano sul P o se n e addieder o solamente il 19 di ottobre e non dovettero scriverne al Vendòma eh~ il 20; sicchè, tenendo conto della distanza e dei mezzi allora usati per le comunicazioni, la notizia dovette ar rivar e a Casale non prima della sera del 21, quando -cioè la decisione del Vend6m e di arrestarsi era già pronnn· -ciata. Ed allora il Duna di Savoia teneva ancora tra Chambéry e Montmeillan in Savoia nn corpo d i truppe che ispirava qualche timore d'invasione nel re Luigi X~V. e che non si ritirò in Piemonte. se non nei pri mi giorni del 1704, dopo di aver ceduto lentamente la Sa.\·oia all'esercito fran{)ese che stava soverchiandolo. E nel frattempo corso fino all 'a~rivo della colonna dello..Starhernherg, che fu il 12 gen. naio, il duca di Savoia continuò a tener testa con frequenti combattimenti ai francesi che da Casale minacciavano l' Astigiana ma non erano nel caso di invadorlo. Il fatto sta che Lu igi XIV ordinaudo il disar mo delle truppe piemont esi a l campo di S . B cuedetto aveva contato molto sull' impressione morale destata. da quell'avvenimento ·s ull'animo del D uca d i · savoia: non vi aveva unito sufficiente preparazione per trarre il massimo vantaggio della violenza cui aveva posto mano : e sta anche il fatto che la -sola tenacità ed energia del Duca di Savoia ed il concorso datogli dalle sue popolazioni indignate dal sopruso-eli cui era -stato vittima il sovrano ed il suo esercito, avevano bastato a mandare a vuoto le speranze da Luigi X IV n udrite sui risul· t ati dell'ordine dato al Vend6me. Le condizioni d eli 'esercito imperiale a R evere erano mi-serr ime per deficienza. di viveri e per malvagità delle regioni occupate. « R estando ancora, creperemo tutti; mar« ciando g iuochiamo tutto. Credo però meglio l' àr risicare ~< tutto che soccombère miseramente . .tut vincere, a'ul mm·i. » Così annunciò lo Starhemberg al principe Eugenio di Savoia la sua de~isione; e gnesti gli permi~e di tent<Lre le ha-
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non solo per rist01·are 1:armata, ma anche per disim« pegnare il Duca di Savoia ». Nè ciò toglie merito alla bella operazione militare compinta dallo Starhemberg. Fn una mirabile marcia di fianco studiata in ogni suo particolare con maravigliosa cura, per sfuggire ai pericoli cui dava luogo. Sarebbe un peccato il r iassumere la narrazione dei preparativi, tanto bene e tanto lar gamente essi . sono esposti nella Relazione; ed è ancorci ut ile ed opportuno lo stucliar veli per imparare con quanta preveggenza vanno combinate simili operazioni acciocchè riescano. Gli alleat i ebbero larghi e ricchi quar tieri cl' inverno nel bel piano del Vercellese ~ra la Sesia e la Dora Baltea : e· contrariamente ~dle abitudini la stagione invernale non fu un periodo d'inerzia. Scorrerie, sorprese, piccoli assalti andarono ripetendosi da parte degli alleati piemontesi eèl. imperiali ai danni degli a vversari. Vi si r ispecchiavano la ixnpazienza e l' attività febbrile del dnea Vittorio Amedeo. I francesi -t emettero per un momento che i piemoutesi, i quali avevano passata la S esia, volesse!'O punt~re contro Milano. Altro che assediare 'rorino. JI:d intanto, ancora a ro vescio· delle abitudini invals~. si videro alla :fin. di mitrzo, cioè in pieno inverno, due colonne penetrar e in Savoia: la minoreper la Moritmna e la più numerosa. per la, Tarantasia eracro-iunaere Montmeillan, respin 0aendo i battazlioni frané">e o .. cesi che volevano impedire il rifornimento di quella fortezza. L'invasione non potè tener piede oltre l'Alpi : vi rimase per un mese all'incirca, ma bastò per fare andare a monte una impresa che il la F eui llacle aveva in animo di tentare ai. danni di Nizza. <s
IV. Ai genera.li di Luigi XIV il P iemonte dovette parere un. gran campo trincerato, il cui ridotto era Torino, e la cinta. le fortezze di Susa, I vrea Vercelli, Ver rua,'Nizza e Cuneo.
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Susa sbarra-va gli accessi da occidente, poichè i Barbet ti bastavano a rendere difficilissima a valle del Chisone. Ivrea parava alle ·comunicazioni c.olla Svizzera donde il Duca di Savoia aspettava soldati: Vercelli e Verrua. g uadavano le vie che venivano dal ducato di l\iilano ; Nizza e Cuneo garantivano l'arrivo dei soccor::;i che potevano git~ngere per la via del mare. Dopo chè la puntata dai piemontesi in Savoia fece andare a monte il disegno concepito dai francesi di sorprendereNizza, il re L uigi XIV decise che ogni operazi one contro Torino dovesse essere preceduta dall'isolamento dei piemon· tesi in modo che il d\lCa Vittorio Amedeo noi1 potesse ricevere soccorsi no per via di terra dalla Svizzem, ne per quelle del mare dalla parte di Nizz~t e di Oneglia, e che invece alle pr oprie truppe fossero aperte e rese facili l~ vie. d' invasione per sovor.::hiar e .finalmente a suo tempo Torino. Le operazioni furono concepite dunque come .l' a ttacco di un gran campo trincerato d i cni era necessario intrapren dere r egolarmente la cad~tu. dci forti esterni pri~<~ di mirare al nocciuolo. Al compimento di questa. opcrazwne, n ell& condizioni d 'allora fnrono necessari tre anni, il 1704, 1'705 e 1706: l'attacco :finale fallì e la scon·fitta di T orino del 7 d.i settembre 1706 segnalò la ruina degli sforzi continuati per tre anni dalla Francia per esaurire la imperterrita tenacità del Duca di Sa voia. La scorr~ria pensata e non compiuta. dal Vendome nel settembre del 1703 si era m utata in as · sedio. regolare del P iemonte. Prima fase di quel corso d'imprese fu l'assedio di Vercelli e di Verrua da una pa rte, di Susa e d'Ivrea dall'altra: le truppe francesi stacca te in Lombardia e quelle provenienti dalla Savoia dovevano darsi la mano a traverso quelle fo rtezze. In nessuna manifestazione della gnorra di eserciti risalta tanto potente l'azione dell' individcto quanto nella difesa delle piazze for ti. In campagna aperta il volere del generale supremo si s_pezza o si smor za contro ostacoli d·i cento maniere: neLla éinta di una fortezza 1\lzione si riassume nella per-sònal:ltà del comandante : la energia del suo carattere, il
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brio del suo ingegno., la ricchezza qella sua iri:unagiuazione, il suo valore, i suoi modi costituiscono una ricca sorgente di forze che si trasfondono immediatament e nei dipendenti ed animano la d ifesa ; ma a sua volta, g uai un . momento di esitazione, guai una ventata eli sfiducia, essa si propaga dal capo ai subordinati e rompe quell'incantesimo morale che concorre in parte grandissima a costituire l'efficacia della difesa. Si direbbe che si possono trovare più numer osi i comandanti capaci per i compiti loro fissati in campagna .aperta ove l'emulazione ed i suggerimenti abbondano. che non quelli cui affidar e la difesa d i un forte ·ben presto separat~ da qualunc]ue eontatto con quanto avviene fuori {l'esso. Il governatore r1i Susa chiese dì arrendersi dopo 12 giorni -solamente di assedio ed appena vide un accenno di batteria costruito contro la cìttadelìa. Vercelli tenne dal 5 giugno :al 24 luglio. Il governatore di Susa fu condannato a morte. Nella biblioteca del Duca di Genov11 in Torino un manoscritto contenente le p1:ocedure dei consigli eli gt1erra, ramnte~ta quella tenuta nel giudicare quell' ufficiale. En~ Yeccbio. e doveva essere condotto in carrozza; le mani fuori dei due, sportelli, coi polsi legati e trattenuto da soldati del prevosto che marciavano ai fianchi della vettura. Fu ri-spanniato il supplizio al debole vecchio, e mutata la pena in quella della prigionia. Più energiche furono le difese d' I vrea disputata passo per passo, e di Verrua rimasta celebre negli annali militari del P iemonte. 1l Duca di Savoia dal suo campo di Crescentino fece tutto il possibile per aiutare le assediate fortezze : le sue fo rze erano scarse, e l'efficacia dei .suoi sforzi non giovò elie a prolungare la conservazione d i Verrua collegata direttamente cqn quel campo. Le singole vicende di questi assed i, che interessano più la storia minuta dei corpi che vi presero parte che non la scienza militare odierna sono .con la massima cura raccontate nella :Relazione. Verrua resse fino all'aprile del 1705.
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Fin qui la narrazione di ~uanto più specialmente si riferisce al Piemonte ed è contenuto nel V e VI volume delle Campagne del p1·i1wipe Eu1Jenio. In Lomba1·dia fatti. di minima importanza; gli altri Stati italiani o neutralt o addormentati letargicamente: la maggior parte della penisola non cnrante sul proprio fato: i popoli vivevano nell'orbita spagnuola, poco importa.va loro di essere trasportati nel~a francese o nell'austriaca. 1\futava il padrone, ma le condizioni non cambiavano rnolto, ed i popol[ italiani si erano rassegnati a.d esse. Storie vecchie, si dirà, e roba buona per l'e rndi7-ione. N o,. risponderemo noi. Anzitutto la nanazi?ne obbiettiva . ~ documentata dei fatti ritornerà a porre rn luce la venta, la. quale era rnolte volte sparita per effetto delle ~torie ~ran cesi che a dritto od o rovescio hanno sempre mvaso 1l nostro repertorio istruttivo, cd hanno perpetrato errori e pre<Yiudizi nello scarso insegnamento di sLoria che fino ad una ~entina d'anni fa. ba:;tava nelle nostre scuole militari, e non nascondiamolo, anche nelle ordinarie. Scarso insegnarnentonudrito di date, di fatterelli, e di grossi paroloni ad effetto. Il ritorno alla verità è già un gran vantaggio: ma lo studio di alcune tra le campagne d'3i secoli scorsi, fatte coll: ab:bondanza di particolari e di documenti che il presente mdt· rizz~ critico della storia pone fra le mani degli studiosi, deve servire di utile avviamento allo studio delle campagne altrimenti complicate dai tempi nostri. 'ruttavia ~~che senz~ di ciò lo studio dell'uomo e del terreno, immutab1h element1 di guerra, fatto con la conoscenz~t particolareggiata d.elle dassate guerre basta. da solo a dare import,anza ad ~,n hbro in cui sono affollati gli elem~nti che possono servue alla conoscenza. dell'uno e dell'altro. Speriamo che da questa.
1239 FR A l T.lBRI DEL G IO RNO 1238 r icca collezione di fatti militari, dovuta alla provvida munificenza del Sovr ano, ed apa tenace ed intelligente cura del O'enerale Corsi e dei suoi collaboratori, non si limiti a fare ~'mO'li scaffali delle librerie bella mostra di sè e della dorata l egatura che l'accompagna, ma sia sorgente di fe~ condi studi e di a.mpio stimolo alla mente ed al cuor e degh ufficiali.
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NOTIZIE POLlTlCO-MILl TARIITALIAN E Piucchè d~lle discussioni parlamenta ri , l'al!enzionc del pubblico in questa quindicina fu anr:~tta da due gravi fatti o meglio da due misfatti individuali : l"attentato fallito contro il nostro Presidente del Consiglio, ~ l'allentato riu:;cito contro il Presidente dell:~ repubblica francese. Il 16 corrente, verso le 2 pom , mentre l' on. Crispi si r·ecavn in carrozza alla Camera, un ind ividuo avvicinatosi gli sparò contro un colpo -di pistola cho fortuna tamente non lo colse. Alla detonazione accorse la folla che fermò l'assassino c con ~egnollo ai ·carabinieri, poi seguì plaudendo l'on. Crispi lino n Montecitorio. Questo fatto diede luogo a una esplosione di sdegno in Italia e in tutta Elil'opl1contro l'iniqua setta che aveva armato l~ mano dell'assassino (certo Paolo Lega di pro fes~ion e anarchico), e ad una delle più gr·andi manifestazioni di stimn e di simpatia verso r on. Crispi. Il Ru e tutti i membri della re.ale famiglia, il Senato e la Ca mer·11, i municipi di tu tte le grand i città italiane, i più segnalati nostri patriotti e i più distinti uomini di Stato ·d'Europa (fra cui Ca privi e 13isnwrk), colle loro . pu role, lettere e te)egrammi, dimostrarono quale impress:one abbia fatto in tutto il mondo civile l'infame attentalO, ed in quale concetto sia tenuto in Italia ~ all' estero r on. Crispi.
·* " • ·Era ancor vi va l' irnpres~io ne per c1 ue>to delitto, rruauc!o un altro pnri in elfo~-ratezza, ma assai più grave per le sue conseguenze e disgraziatament,~ opera nnch'esso di un itn liano, venne a tu rba re l' Eu ropa e spc ·Cialmente la Francia o l'[talia. La sera del 24:, a Lione, mentre ifpre>idcnte dcll:1 repubhlicn francese, Sadi-Carnot, re·cavasi al teatro, un individuo (Caserio Sante, altro anar -chico) saltò ~ulla car roz~n , e rapido come il lampo, gli diedl~ un colpo di pugnale. L'assassino fu arrestato. Poche ore dopo il Pr<>.sidente mori. La eommozioue dest.ata nell a città e in tutta la Francia all\mnnnzio di questo misfatto è indescri vibilP.. Nè fu minore in Italia, sebbene per ragioni alquanto di~orse . S. M. il Re; inspirato ad alti e nobilissi mi sentimenti, innò subito i
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NOTIZIE POL!TlCO·lllLITARI•ITALIANE
NOTIZIE POLITlCO- Ml LlTARl ITA L IANE
seguenti dispacci al presidente del Consiglio, signor Dupuy, ed alla signora Carnot:
vresidente. Oltre a ciò la Camera non ~a nch~rà di ordi_nare quei segni di cordoglio che meglio valgan ~ ad espnmore ti lutto naz10nale. • Al Presidente del Con;;iglio tenne dietro il Pre.sidentcdclla Camer:t, on. J:liancheri, CQll un nobilissimo discot·.so del quale giova riporta1·e il seguente brano: ( La Camera non vorrù certo lasciar decorrHre un momento senza nssocio.rsi ai sentimenti espressi dal J)residen le del Consiglio ; senza esprimete il profoùdo rnm marico, il cordoglio vivissimo, eol quale nbbiamo . inte~o testè l'infausto annunzio dell'orrendo att.entato commesso contt:o .un uomo, che rappt·esentnva la glo t·ia eli una nazione, un uom o a noi caro, un uomo saggio per eccellenza, esempio d'ogni virtù. c La sua Yita non ebbe che unn missione, la nobile, altissima :;anta missione di conciliare i popoli tra loro; e speci::~l mente di e.c;sero Ira noi, e la nazione alla cui testa 5i trovava, un vincolo di concordia, di l!fTetto e di amot·e l (Approvazio11i). « Se la Francia piange la perdila di quell'uomo, l'Italia sente il dovero di piangerlo altrettanto; f'cl adempie ad un sacro tlovere nel rendere nlla sua memoria un tributo di vivissimo, amaro rimpianto, c~he è· nel cuor nostro come nel cuore di ogni francese, poichè il lutlo che oggi circonda In Ft·ancia, è lutto pure per l'Ita li:1, è lutto nazionale l , Ad attestare il profondo cordoglio, e In parte che prendi:11no allo. sventura che ha colpitù la Francia, dimostrando come fosso una stessa nostra sventura, propongo alla Camera che ~a deliberi di sospendere la seduta, di prendere il lutto pe1· tutta la Sessione, eli afliùarmi l'onorevole incarico carico di esprimere al Capo della Rappresentanza francese a nome della Rappresentanza d' Italia, i setuimenti del più vivo cordoglio e del dolore ,amaris,;irno che noi o~gi sentiamo. » •' Le. proposte del presidente l'urono approvate all' unanimit:ì e in mezzo alla com mozione generall:l si tolse la seduta. Eguali sentimenti furono espressi dall'on. Crispi, a nome del go verno, -in Senato e a nome del Senato 5tesso ' dal suo presidente <•n. Farini. Quindi, come aveva fa no la Camera, il Senato deliberò di togliere la seduta, di prendere il luuo per tutta la sessione, d'inviare condoglianze al governo francese e alla famiglia Camot. Frattanto il contegno delle popolo.zioni nelle nostre cit.tà dimostrava che il Re, il governo e il Parlamento avevano interpctt·ato esattamente i sentimenti nazionali. A Roma c in tutti i capiluoghi furono messe alle finestre bandiere a mezz'asta in segno di lutto; altreltanto fece1·o le nostre navi. Che più 'l In molte città s'improvvisarono dimostrazioni al grido di viva lp, Francia l
• A S. B. le Président ctu Co11seìt
• Paris-Lyon • L'act exécrable qui a. cnlevé il la France le ehci de l'l;:tat, don t la personne etait en touréc du respecL t?t dcs sympa.thies uni\•er·sclles, m'a frappè •Jans lo plus (lrofonrls sentiments de mon coeur. • Le jour, sacré ]usq u'ici aux donx nalion~ pour une communc gioire, les rennit. aujounl'hui dans un rleuil comrnun. •'<IUMI.lERT •.
• A Son Bxcellence madame Caruot -
Lyon . • Le con p qui a ft'appé ,·otre époux, a rrap]lé e n tn(;mc temps. roon cocu~ et le coenr dc la Rei n~. d'une profomlc il olcn r. f.'ltalie bll\sséc, no~ moro qu e l_a. Fr~nce, par un te! crim~, s'associe tonte enticre a votre deurl. Jamars, comme aliJOUrd hm, jc n'ai été aussi sùr d'ioterr,retcr ses véritables sentirncnts. • II UMRRIW •.
La mattina dl'l giomo seguenle il generale Ponzio Vaglia, primo aiutante di campo di Sua Mne:<til, si recò 31 pal3zzo F:Jrnese, sede dell'ambasciatore di F1·ancia, per recare a questi le condoglinnze dei sovrani. 11 Prc!.sidHnle del Consiglio, on. Crispi, inviò un dispaccio di condoglianz1b Hlla signo r'a Carnot, ed incn ricò il nost.ro t•mbasciatore a Parigi di recm·si a fa1· conoscere nl f\ignor Dupuy, presidente del Consiglio in Francia, i sentimenti del governo italiano. Solenne fu il 2~ la seduta alla nostra Camera. Piena l'aula, an·ollatc le tribune: tutti i ministri al loro posto. Appena il Presidente della Camera è ga_lito al suo seggio, lutti i deputati si alzarono o l'an. Crispi,. in mezzo nl più profondo silenzio, pronunciò queste parole: ., ll 1elell,rnfo stanotte ci ha portato la dolorosa notizia ~ell'esecrando a~sac;sinio ~ommesso nel la persona di Sadi-Carnot presidente della Repubblic:. francese. « Sadi-Cnrnol figlio di p(lt'ri c·he SHrviro no gloriosa lHetll.f) la patria, uolllo probo che non poteva aver nemici, che non potev.n Sli ~Ci l. are odi; éc:uluto solto il pugnalt) di un ~1SSli SS ino, per IlOSLrO masgior dolore nato in Italia. Ma ci conforta il pensare che gli assassini nou hanno patria. • Tu tta via o!lni animo italiano ha dov uto. re>tn '. re op pres:;o da l tenibilc :rnllUllllO. • Questa Camern, che rappresentà In nazione e che s.:nLe vivissimi i vincoli cl t :.fletto e di a•nicizia verso la nazione vicina, questa Camera· eerlamente ~i a:;:>ocier:·, allutt() universale per la perJitn amara che la Frnncia ha fallo. Il Governo a nome dell'Italia ha telegrafato pre.se~ tando le Sii C condoglinnze alla vedova infelice ed al Cnp•> del Goveino· ,, Lo stes~o ha fatto l'a ugusto nostro Sovrano. È gius1o r(ltindi cheìlnche voi pre~entiate le vnstre condoglianw pet· mezzo del nostro illustre:
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NOTIZIE POLITICO· MILITARI ITALI ANE
N OTIZJB IlOLJ 'l'lCO·Ml!.I'l'ARI lT.~LIA'R"E .\'.
* * L'Italia non potea J'<ll'C di megl io per esprimere il sincero ramm:1rico e l' i n d igna~iooe prorouJa per l'as:;assi11io del presidente Cnrnot D'al tronde chiunque abbia fio r di senno com prende che unn nazione non, è rnenomatneote responsabile del delitto di un individ uo, woto più tr<Jttaudosi rli rio delitto earatte ri sti cam en t<~ noarchico, ~Jè_ commesso sotto gl i au'ipici di una sena che ha per dogma la negazione della nazionali tà e della patria. Al plebiscito di cordoglio e di orrore che sì er:~ leva to da ogni parte d'Ita li a doveva pertanto corrispondere in Francia un se11timento di onesw simpatia non solo nel mondo ufficiide, non solo nelle ~rere politiche c parlamentari, mn pure nellr1 nwss:~ rlel le popo iM:ioni. Così çli sgra~ìata num tc non fn . Ju varie !li ltà e sp1~cialmcute n !.ione e a G·renoble, la ftlccia del le plebi , veri rnn lfnttori, come li chiamò il manifesto 1lel si udiwo di Lione, eceitatì probabilmente dagli stes~i sennri che avevano M·mata la mano· dell· assassino di Carnot, hanno toho p rete~to d<1 nn delitto per commetten\e cento, lasci~ndosi andare ad atti di selvaggia ferocia contro m i gl i:~ ia d' itnliani innocenti, sotto il prr!testo di ,rend ica t·e la , mo~·te del pre:;ideutc. Siecltè troppo prèsto i sentimenti e le manifestazion i di rimpianto per In morte di quell'egregio capo di uno Stato amico dovettero cedere il posto alla trepiuazione per b vi ta e le ~ostanze di miglia.ia di nostri compatriotti eh e fuggiva no dalla Fraucin. i.:tseguiti da l J'u i'Ol'tl popolare. Non ci ferrnererno su questi f<ltti che· amiamo credere esagerati da lla voce popolare e dalla :;tarn pa: ~i gode invece !';1 nimo di constatare che il governo frau cese, le autorità, la parte migliore della popolazione hanno fatto quanto stava in loro per reprimere f) conte nere i disordini. D is po~iz i ou i e w~rgi che furono rlate ed en<~ rgi camen te e:;egnite. I gri- datori, gl'incitatori, gli autori dci ;accheggi, degl' incendi, dellc,percosse a danno degli' iwliani fu rono presto rimessi al d_overe. l! uostro. Ministro degli e,;tcri , senatore Blanc, ·rispondendo in Parlamento ad una domanda rivoltagli in proposito da \•ari deputati, disse che assieme alla notizia dell ' assassinio ci ginnsero assicu razioni dal governo frnucese di ordi ni severi e di provvedimeuti efficaci per la sicurezza degl'italiani, i ndi soggiu nse : « Lil spontanea prome~s a è stata . piennmente mantenuta, giacchè la " forza pubblica si è opposta con la massima energia ai tenta ti vi di mal · trattare gli italiani; e, ciò è Li1 nto \'ero che parecchi feriti vi sono stati
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da parte del p~rsonale delle autorità franc.esi , e U•)tl s1 hanno a deplorare omicidi, secondochè all'ermano· i nostri consoli, ma soltanto e ferimenti. «Bisogna confida re, che a questo riguardo la giustizia francese farà il suo dovere, come lo ha11no fatto le au torità politiche e militari). Prendiamo adunque atto di questa pacificazioue o almeno di _quest'ordine ristabil ito e rimettiamoci per il resto alla giustizia dei tril.mnali. francesi, augurandoci che nessun'altra occasione mai sor"a nè ~ o ' altro. pretesto si pigli per rinnovare scene di cui vorremmo che fosse possibile perde;·e perfino la memor'i~ . Sorvoliamo sulle cortesi risposte della famiglia Carnot, del goverrìo e del Parla men to francese alle condogliunz!l del nostro re, del uostro governo e del nostro Parl:uueoto, nè ci. arrestiamo :;ulì' elezione del nuovo presidente Casimiro Périer, se non per dirci li eti di vedere <11la presidenza della repubblica un uomo che. presidente del consi~lio durante i fatti di Aigues-Mortcs, seppe dar prova di rnoderazio~e e di saggezza.
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.. * Nell'ultima dispensa abbiamo già detto che, fra le dichiarazioni del governo, il primo giol'no che si ripresentò all a Camer:1, vi fn l' an:n-qm.io della nomina di una commissione di generali per stud iar.J il riordinameuto dell' esercito. Qu .~sta disposizione diede luoao a mol ti commenti pef' il fatto in se e per i nomi dei genera li "ehe cornpon,gono la commis;iouc stcs;a ; ma recò già un primo wdubitato vnntaggro, ed è lecito sperare che altri maggiori ne rechi in a ppresso. li v:ant!lggìo già conseguito consiste nell' avHr imposto una sosta a ehi 'çhiedeva economie. i rnmed ~lle, in bloceo e ad ogni costo sul bi laucio ·, della guerra. I vantaggi ehe è lecito sperarne sono non solo prc.po:;te. ass.e.nnate ed utili, ma t<dmente autorevoli per l~a fonte da cui emanano, .da troncare ogni ozios:~ discussione e dare al 'finistro. il qn<1 le creda di accettarle iu tutto od in pane, la forza neeessarin per atLU<Jrle. . La commissione fu così composta: · Presidente: S. E. il tenente generale Enrico Cosenz. Membri: :fenenti generali: Cm·lo Mezzacapo, presidente del trillunale supremo di guerra e marina; Edoardo Driquet comandante l'VIII corpo di armata; T affini d'Acceglio comandante l'arma dei carabinieri reali; Ale:>sandro Asinari di San Ma1'zano, comandante il IX corpo di a1·mata; ~omenico Primerano, capo di stato maggiore deli'esercito; Car1o Pa~tore, ispettore genet·ale dell'arma di artiglieria; Giovanni Cor79•. -
ANNO lX XX I.
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vetto, cvmandante il X' corpo d'armata'· Ottone Tournon ispettore ge· nerale dell'arma del gen'io. ' ' ' Segt·etari: Colonnello di stato maggiore Ernesto Cauda; maggiore di stato maggiore Giorgio Bompiani. ·· I criteri seguiti dal governo nella scelta sono evidenti. Dovendosi comporre una commissjone esclu'5ivamente tecnica, si crèdette di escludeme quegli uomini che presero parte attiva alla politica militante di questi · ult~mi tempi e così fecesi _impar~ial~ente con tut~i. È 'vero eh~ a~cuni di css1 avreb,bet·o portato ne1 la von det loro colleghi un largo contnbuto di studi e d'idèc; ma appunto perchè, oltre all'essere .valenti generali, sono uomini politici di prima riga, le loro opinioni·sono pote, avendole esposte più volt(• in Parlamento e fuori e ne sarà ·certo tenuto conto negli studi della commissione. · Il mandato proposto a questa è concepito press' a poco cosi: < studiare le modilicazioni che, senza aHerare le basi fondamentali del nostro ordina1pento militare, potrebbero introdursi nei varii rami dell'ammi- ·. nistrazione. della guerra, allo scopo di rendernc più semplice e più economico ,il funzionamento n. In bage a questo mandato, il Ministro della guerra lascia alla commissione la più ampia ed intera libertà di studiare e proporre tutte .. quelle modilicazioni c riforme che saranno' reputate atte agli scopi che · si vogliono conseguire: soppressione, o riduz!one, o trasfclrmazione di uffici, cCOinandi e direzioni, di personali militari o civili, ed anche di . riparti lattici dell'esercito. Se però non c'inganniamo, ei gembra che le parole c senza alterare le Lasi fondamentali del nostro Ol'dinamento militare » significhino che deve restare intatto l'ordinamento su dodici corpi d'a1·mata. La commissione si radunò per la prima volta il 2i e quindi tenne ogni giorno le suo sedute. Il .Ministero le comunicò tutti gli studi già fatti, i progetti di riforme e di er.onomie già elaborali dalla passata e dalla presente amministrazione, tutti gli elementi insomma che possono giovare alla soluzione di un pmhlema così complesso: Perciò il lavoro potè subito cominciare su hasi concrete e tutto Qoncorre a far ritenere che si- svolgerà in modo pratico nel più breve tempo po>sibile. ·
* Fu distribuita c pubblicata la· relazione della commiSSione parlamentare sul disegno di legge pel matrimonio degli ufficiali. Questa relazione . è accompagnata da un controprogetto che modifica essenzialmente il progetto ministel'iale. La prescrizione che vincola~a il matrimonio degli
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''Ufficiali alla condizione di aver compito il 25 anno di età, viene sop'Pressà ·nel contropro&etto, ma. non è questa la modificazione più importante; éssa consiste nell'aver mantenuto, sebbene · in proporzioni dif·fereliti dalle attuali, l'obbligo dclJa dote! Infatti nel progetto ministe. :~·iale, per ottenere · il regio assentiq~ento al matrimonio, bastava che , · ·fufficiale, il quale non avesse ancora compito il 33° anno, compro. vasse di avere, in caso di morte, assicurato alla vedova e alla prole un capitale di L. :1:0,000; nel progetto invece della commissione ' non passono ottener il regio assentimento, per contt·arre matl'imonio, . gli ufficiali inferiori, che non abbiano prima efficacemente costituh!a ed assi~u,rat,a, con vincolo di prima ipoteca a favore della futu:ritf, sposa e ' tl..e\la prole nascitura·, la rendita annua di L. 1,200 se capitani, e di 1 L. i,{)()() se tenenti o sottotenenti.. < Sono esenti da qualunque costituzione di rendita gli ufficiali generali -e superiori e gli ufficiali inferiori che all'epoca del matrimonio abbiano compiuto il 35° anno di età » . . Ecco le conclusioni della relazione che accompagna il controprogetto: <.La commissione si è molto preoccupata dello stato anormale in cui si trovano centinaia di famiglie, e persuasa che ogni ulteriore i-nconveni~nte sarà eliminato quando sarà legge dello Stato, il disegno in corso di. procedura,,,mercè il quale verr.à <prescriUa la obbligatarietà della precedenza del matrimomo civile a quello religioso, ha preso la deliberazione, a~ : unanimità, di far voti, pe1·chè il l\linistero provochi un indulto per tutti gli uffiCJali, i quali trovandosi in contravvenzione alla legge civile e.d ai reg.olamenti militari, in un tempo da stabilirsi, rogolarizzassero la · loro•condizione ». · Questa legge verrà probaLilmente presto in discussione; ma è molto tl.!fficìle giunga in porto senza tempestose vicende.
*"' * Fra le più importanti disposizioni d'interesse milita1·e emanate nella notiamo le istruzioni ai sindaci per il rilascio degli scontrini ferroviari agl'inscritti di leva e ai militari richiamati sotto le armi, nonéhè la· disposizione per cui gli assegni agli uni e agli altri (indennità di ti'~sferta e rimborso di spese di trasporto) saranno pagati loro sol,tanto a viaggio compiuto, per cura del distretto o corpo cui si presentano. l sindaci dj:li comuni potranno tuttavia anticipare a coloro, che ne fac1 ciapo richiesta e ne dimostrino la necessità, una o due giornate d'inden~uindicina,
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nità di . trasferta da soldato. Queste disposizioni, completate da altr'e, che per brevità omettiamo, hanno per iscopo di facilitare il lavoro oella mobilitazione. · . ' Fu notificato che, nel . mese venturo, saranno chiamati a sostenere l'esame d'idoneità all'avanzamento i tenenti d'artiglieria, non provenienti dalla scuola d'artiglieria . e genio, aventi l'anzianità a tutto l'H ot..o tob~e 1.886. · . Fu n_otifi~al? la ~~ia~~ta ~11~ armi, per l'istruzione "e per un p~riodo di 20 gwrm.dr tutt1 1 mrhtan di {a categoria nati negli anni i855; 1.856, :l857 e. i858 ascritti all'artiglieria da fortezza della milizia territoriale ed appartenenti·; ai distr.etti di Bei·gamo, Brescia, Casale, Como; Cuneo, Ivrea, Lecco, Milano, 1\londovì, Monza, Novara, Pavia,..Pinerolo, Savona, Torino, Varese, Vercelli e Voghera. · l sottuffìciali dovranno presenta1·si il 9 agosto; i caporali e soldati il :lO. Unitamente agli uomini di truppa saranno chiamati, con apposito Bollettino gli ufficiali di milizia tenitoriale occorrenti pei· la costituzione dei riparti della milizia stessa. ' Su proposta del · generale ispettore degli alpini, il Ministero ha deter·minato .cli ~ra.sferire nei reggimenti dì linea quegli ufficiali superiori e ca ~it.an~ a l ~m1, ch.e, per aver raggiunto tm certo limiie di età 0 per condiZIOUt fisiche, l'JSultauo meno v i ~.wrosi, e di sostituirl1 con ufficiali più giovani tiegli altri corpi di fanteria ed anche dello stato maO'o-iore che dalle competenti autorità siano dichiarati pienamente idonei ·~f r~o-: gimenti alpini per 'spiccate qualità fisiche, intellettuali, morali e militari, c ehe gradiscano di farvi p:~ssaggio. La idoueità fisica dovrà sempre essere accennta con apposita visita medica . · Risulta infatti che akuui nflìç:iali superiori e capitani dei reacrimenti alpini, p~~· ragione di età, ~ per menomate condizioni fisiche,.;~on po. tl~<lnno _PJU lungamente servire nei reggimm1ti' stessi, mentre per altri n gnard1 sono pur sempre va lidi elementi. E ciò deriva nllluralmente da l ~ist.ema.' finora adottato, di conservare gli ufficiali lungo tempo uegl1 arp101; s1s te~a que~to che se da una parte ha il ,:autaggio di accrescere e pel'fezion·are le cognizioni 'tecniche ne_gli uffìci:lli, è altresì ~na cau_sa di -l?goramento .fisi co, che non è prudente trascur~re, perché ti serv11:10 alpmo ha •le sue speciali esigenze ed ha bisoo-oo nssoluto di uffieiali superiori e capitani relativ:1mente giovani, dot~ti, oltrechè di pratica, di quel vigom fisieo eccezionale, che necessita per stare a~la t~sta delle pr~p.r~e un ità ~ dar loro, quando occ.)rra, T esempio , d1 resistenza, ehJstttlta e slancto sénza grave disagio.
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Il 24 giugno, anniversario delle due più grandi battaglie dell'Italia moderna (San Martino. e Custoza), fu solennemente .commemo1·ato sui luoghi, con esequie ce!l:lbrate nei rispettiv.i ossari in presenza rl.elle autorità e di numerose rappresentanze civili e militari. ' . In quest'occasione a Custoza, e precisamente sul colle Cavalchina, . presenti il duca d'Aosta,. il conte di Torino, i rappresentanti della Camera e del Senato, il comandante del V corpo d'armata, l'~:ddetro militare austriaco ecc. ecc., fu inaugurato un monumento alla, memoria del principe Amedeo; quindi nella cappella òell'ossario di Custoza furono inaugurate due lapidi in memoria degli ufficiali austriaci morti in qllella battaglia. E ricorrendo appunto il giorno in cui vari dei nostri reggimenti ebbero decorazioni alla bandiera, venne festeggiato militarmente dai rispettivi corpi di truppa, :;ia nelle guarnigioni, sia nei campi, giusta le recenti disposizioni ministeriali, che rispondendo a un desiderio, a un • ~isogno universa1mente sentito, ebbero fino ùa quest'anno piena, :;pontap.ea, entusiastica esecuzione, come se la festa da essa stabilita fosse, . per lunga serie d'::~nni, già passata in consuetudine. Roma, 30 giugno i894. C. M.
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FRANCIA.
N'O T_ ll lE.MlLI TAR l ES TERE \
AUSTRIA.
N uove disposiziom; o1·ganiche pel se1·vizio sanitano militare. _ Con :ero?·dm~ngs?t.att N. 26 sono state emanate le nuove disposizioni> orga01che pel servtzto sanitario militare. Le .Più notevoli differenze èon le precedenti del ·1890 sono le seguenti: '·" a) l' orgt~nico di pace degli ufficiali medici da 98·1 è aumenta to. a· ·1 ~36: tale t~umento d'organico dèv'essere raggiunto •entro quattro. <mni. L'aumento nei vari gradi è così ripartito : GR A D l
Genera li medici . Colonnelli . Tenenti colonnelli Maggiori Ca pi tani Tenenti. Sottotenenti ToTALE
Ordinamento i890 !89~
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b) i medici che finor~ no? .a vevano attribuzioni disciplinHi, sono. p.e: el!et~o .delle n.uove drspo~JZIOoi organiche investiti di tutta l'autorità. dJSClpl~oa~e dt ~omaudan.ti di corpo e di t·eparto quando sono preposti alla c!JrezJOne d1 ospeda lt o servizi s:111ita ri . E ta le autorità oltrechè sul personale sanitario si f\S tende ancora su. quello riCO\'erato negli stabilimenti sanitari militari.
Il nuovo ·re,qol(lmento d' ese·rcizi. - Accennia mo qui pei· sommi capi alle variazioni intl·òdotte in questo nuovo regolamento riguardo ai fuochi , alla istituzione dP.gli éclaireuTs ed alle formazioni di combattimento. F~wch·i. - Il vecchio regolamento p1·escrivcva che nell 'offensiva il fuoco nou dovesse incominciaJ·f\, se non quan~o si aveva certezza del suo effetto; il nuovo regolamento prescrive invece che dovt'il incominciare il p·i'it tardi possibile c soggiunge che l'efficaci a del fuoco dovrà ricercarsi più nella gtustezza, che nella celer·ità. Questa nltima prescrizione ha dato un c.~rauere p1ù 1·azionale, più logico alla condotta del fuoco, che prima in S03tanza era solo regolata dal numero delle cartucce di cu i si disponeva: Il nuovo regolamento ha dato ai frtochi a salva una maggiore imporlama, che pel passato, irnperocchè prescrivo che tanto nell'offensiva, quanto nella difensiva dovranno impiegarsi più che sarà possibile. Questa modi fi cazione è stata ispirata alla necessità di lirnitarf\ :c:olo - ~ Ile brevi distanze il fu oco a yolontà, sempre difficile da disciplinare e fonte sic; ra di consumo rapido delle munizioni. Il fu oco a cartucce contate, eh ·era piuttosto un ti1·o da poligono, è Sta tO SOpjJrCSSO. Éclaireurs. - In ogni compagn.ia, due uomini per squadra, e perciò !6 in tempo di pace e 32 in tempo di guerra, sono specialmente istruiti per il sérvizi-o di esplorazione. Essi .devo~o avere vista eccellente, essere intelligenti, svelti, buoni tiratori, onimi marciatori e di condotla irreprcnsibile. L' ist1·u~ipne che viene loro impartita ve1·tc in particola1· modo sull' impiego del ter'rcno, sulle ricognizioni di bosch i, corsi di ncqua, vii, laggi, ecc. Si abilitano ezia.ndio all 'esti mazione delle grandi distame, a valutare da lontano la forza d'una tmppa, a 1·iconoscere i lavo d di difesa che abbia il nemico potuto costruire, e u·asmettere con chiarez;:a e preci~ione le informazioni che possono raccogliere. L'istruzione agli éclaireurs i:! data da un ufficiale, sotto la diretta responsabilità del conwndantP. di compagnia. Sotto la ;esponsabilità e la direzione immediata dei capitani gli ér.laireurs si spingono innan7.i alla compagnia,· e si può dire che la vera linea di battuglia anzichè essere la catena,. come una volta, sarà costituita da questa avanlù1ea da essi segnata.
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Questa i~tituzi?ne ufficiale degli éclai1·eut·s è stata in genern lc bene ace ll ta nell e3ercrlo france~e; non ma ncarono tuttavia alcune critiche che ne fecer·o ~isalta~e gli in.convenienti gravi cui può dar luogo. Formazwne dt combattunento. - Per la formazione di combattimento della co~npagni~ il nuovo regolamento non solo non dà norme speciali, mà lascra ampra facoltà al capitano d'impiegare le proprie fort:e, come cred~'. a~cenna ndo solo a?li sçopi che devono essere raggiunti e le disposrzrom generalr che SI potranno adottare. Secondo iJ rc(:(olamento ·non vcrrebher·o '{Uasi più impieo-ati i soste•>ni '· . e " . Per la fo rmazione di combatti mento del battaglione invece, il re"'olamento diJ una descrizione più chiara accennando bensì solo a r·e:ole generali ;- ma specifi cando tullavia per esse le formazioni da adou~~·si, le distanze, ecc. ·
~anto per la c.~nrp~gn.i:~, q u~nto per il battagli~ne, il modo col quale dcv ~sere pro.segu rta l nrone, srno al moment0 in cui vengono inastate le h:uonette (rl nuovo regolamento Io stabilisce a 400 rnctr·i dal nemico il vecchio a 259 metri), è lasciato al giudizio del capitano o del co~ mnndantc del battaglione. Concludendo . si può dire che di modilicazioni sostanziali il nuovo regolamento non comprende altro eire quelle relative all' irnpi<'ao dci fuo chi e all ' istituzione degli éclai·rcm·s,, per· tutto il resto il vecchio~ regolamento provvedeva o per meglio dire permetteva già l'applicazione delle regole generali, che dà il nuovo lesto, per la condotta del combattimento. ll cmnamlo di Nù za (i ). - A questo proposito sLralciarno da un import.ante articolo del Joumal des Débats quanto segue: Di tutti i comn ndi militari tenitoriali nei qual i sono divise le zone di ft·ontiera, quello di Nizza è senza dubbio uno dei principali. Cerl.amente altri ve ne sono, come quelli della fron tiera tedesca, ai qu ali le circostanze probabil i della guen:a fut ura .sembrano d'Ovet·e dare una c~pitale importanza, per conseguenza maggiore di quelln che potrà avere ti comandante delle Alpr marittrmc; ma bisogna tener presente
(l ) Con decreto presidenziale del l' maggio !.891· il generale di divis1ono Geb hart è .sta to nominato comandaute della difua delle piazze rJel gr uppo di Nizza e gOIJer-
natOt·e di N izza .
Con decreto di rari data il ~reneral c di hrigata Recamier e stato nominato aiu'a11t.e superiore dolla tlifesa, ccc., e ilei governatore (li i'iizz;1. ·
d et .comand a11te
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che la situazione di quest' ultimo non è per nulla comparabile con quella dei suoi. collegbi della frontiera nord-est. I governaLori di Verdun, di Toul, di Epinal, di Belfort hanno delle gravi responsabili tà, ma hanno ben~ì i mezzi di difesa corrispondenti ai pe1·icoli che possono correre; soprattutto sbn sicuri· di essere presto sostenuti e soccorsi dai n u mero~i corpi di truppa che si formano alle spalle. Al contrario, Nizza, situatn all'estremo limite di una frontiera, già per se stessa eccenti'Ìca, doo1·à, esseTe lasc·iata in bal·ia delle sue pro1J'rie {o'l'ze dal p1·incipio delta guerra e fino chissà quanto lungo tempo dopo. Il nemico che la minaccia è bensì meno for·rnidabile, ma non certo meno ardente dell'altro, ed anche non avendo la speranza di andare molto più oltre pur si avventerà con accani mento contro una posiLione che, più per vedute politiche che mi litar·i, cercherà d'occupare, massime nella speranza di poterla poi definitivamente tenere in caso di un rovescio delle armi francesi. Si è perciò che eoloro stessi, che propugnano di dover opporre ad un attacco eventuale degli Italiani il minimo possibile delle tl'uppe attive indispensabili Jlel' tenerli a bruta, sono d'accordo nel domandare che le piazze fo1.·t i di que$!a regione sieno organizzate potenternerlte a d1fesa. Essi insistono per Nizza in i:>pecial modo, che può eousidcrnrs; come il 1'idotlo p1·incipale della d·ifesa delle Alpi marittime e di tutta la 71arte orientale della Prove11za, come In chiave delle due importanti strade del Colle di Tendn e delia Cornice, e per dippiù come la migliore e forse unica base d'oper·azione per un'invasione in Liguria e nel Monferrato, se le circostanze fornissero il destro ai Francesi di prendere l'offensiva contro di noi. L'autor·c dell'articolo dopo aver passato in nvrsta tutt'i comandnnti ehe·si son succeduti a ·Nizza, applaude alla decisione ultima· del ministro Mercier di aver restituito a Nizza il governatore militare, e di averne fatta la scelta nel generale Gebhart, ultimamente comandante della scuola politecnica. Egli si augura che una buona vol ta si · dia assetto completo a quest~ comando, e in particolar modo che si mantenga in esso, per lunglu anni la stessa persona, lasciando così sempre nelle stc;;se mani l_n dire~ zione e la preparazione dt}ila difesa di una r.o~ì importante regrone dr frontiera. La futura divisione delltt Meurthe. - Il ministro della guerra Ira stabilito di riunire sotto un unico comando il gruppo delle truppe di cottverture, destinate a coprire la destra di Nancy, tra la l\leurtlre c i Vosgi.
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Il generale comandante di questa brigat-a prenderà il nome di comandante della Irrigata di Saint- Nicolas (i ). Questa brigata comprende il 1.53° 1·eggimento regionale di fauteria, che occupa una parte delle opere del campo trincerato di 'I'oul; il 2o battaglione cacciatori di stanza a Luneville; il 4° battaglione cacciatori a Saint-Nicolas; il 20° battaglione cacciatori tra~fe1·ito nell'aprile scorso da Versailles a Baccarat. La brigata di Saint-Nicolas diviene così il nocciolo della futura divisione della .Meurtbe. Ed infatti in questi giorni il generale Jamont ha chiesto un rinforzo di truppe, per la guarnigione di Pont-à-~!ousson, che attualmente è composta solamente dello stato maggiore e 4 squadroni del 5° reggimento ussari. 11 comandante del 6° corpo vorrebbe inviare a Toul 2 battaglioni del 1.46° reggimento regionale ed un gruppo di batterie montate che s'organi1.zeranno in seguito alla soppressione dei p'lntieri. Del resto è st.ato già <Jnnunziato dalla stampa militare francese che nell'autunno Pont-à-;\'Joussou diverrà il quartiere generalo di una brigata di couvm·tU1·e dell'estrema ft·ontle-ra. Stato maggiore gene1·ale. - Dal nuovo annuario dello stato maggiore generale togliamo· alcuni intere:>snnti particolari sui genera li dell'esercito francese. Il numero dei generali è di 695 e ripartito nel modo seguente: i masesciallo di Francia; · 3 generali' di divisione fuori quadro in attività di servizio; 103 di divisione in attività di set·vizio; 208 di brigata » 55 di divisione della risen'a ; 80 di b1:igata 75 di divisione n riposo; i 70 di brigata Dal punto di vista dell'età si apprende che : Il generale Canroberl ha compito 8!5 anni il 27 giugno, i tre generali fuori quadro Ladmirau lt, ù'Exéa- Doumerc, e Fòrf(emol hanno rispettivamente 86, 87 c 73 anni. I generali di divisione in attività di servizio si rip:irtiscono nel modo seguente:
fl ) Per dichiarazione dello stesso ministro della guerra latta alla commissione del: l'esercito, questo appellati vo non li che proV\'isorio; giacché nel prossimo plano di moll ilila zione, , he andra in vigore nel t895 la numerazioue delle lJrigtltd di riserva saro"t modiil~nla in maniem d'aver disponibili de' numeri dall'8l in poi, ora asse~tnati alle formazioni di riserva. Per conseg uenza, per l'anno venturo, la brigata dl SaintNi cola ~ a vrà il s uo numero . Lo ~tesso sara fatto per la divisione c le bri gate del Vosgi.
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I generali di brigata in attività di servizio si dividono così: 62 24 di anni 1.3 di anni )) 61 i5 24 '· 4 60 34 • )) 6 59 30 5 58 3i { ) 57 20 )
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52 5:1.
Sotto il rapporto dell'origine si hanno: 7i generali di divisione sortiti da Saint-Cyr; 29 dal politecnico; 242 di bt:igata. Saint-Cyr; 58 » dal politecnico . .
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Dal pnnto di vista della provenienza d'arma si hannq)ra i generali di divisione: 1:1. provenienti dal genio; 45 provenienti dalla fanteria; stato maggiore; 23 cavalleria; 3 gendarmeria. 20 a1·tiglieria; 1 Fra i generali brigata : 100 provenienti fanteria; 44 cavalleria; 39 • artiglieria;
20 provenienti dal genio; stato maggiore; 5 gerdarmeria.
Riguardo all'anzianità di grado si hanno fra i genera li di divisiont:: 1. promosso nel 1.877 H promossi nel i 888 3 • 1878 H • 1.889 1. ·188:1. 12 1890 2 t.88Q. I i 3 i 89t. 4 1885 . H , i 892 1. )) 1886 24 :1.893 5 1.887 l 3 189(1,
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NOTIZIE llfiLlTARI ESTE~E
Fra i generali di brigata: 3 promossi nel 1886
2 13 28 30
1887 1888 1889 1890
))
~O
NOTIZIE MILITARI ESTERE
promossi nel
26 55
10
1891 1892 1893 . ·1894
per il servizio coll'a1·ma 226519 161660 assegnnti all'esercito per il se1·vizio senza 3598 arma . 4065 delJa popolatione marittima . 2203 1~9q ì) alla marina della popolatione di 2578 terraferma . 1898 t En trarono inoltre nell'esercito giovani d'età inferiore a 20 anni 15922 14749 .. inoltre nella marina giovani d'età inferiore a 20 anni . . 978 974, Furono condannati \ della popolazione rnaper·.emigrazione il- ) ritti ma . . . . 380 406 legale. ( di terraferma . 2M7,1 23893 Disposizion-i varie sull'uniforme. - La blouse di mollettone, detta litewka, stata prescriua con ordine di gabinetto dell'aprile 1893 per la truppa di fanteria di linea e di landwehr venne recentemente adottata anche per la , · • fa~teria d~lla guardia, per i ferro vieri, areostieri, Cttcèiatol'i e tiratori: per ·. queste due ultime specialità di truppa è grigia, per tutte le altre è bleu. La litewka è dichiarata capo di vestiario d'ordinanza in sostituzione ddla 'gì~.cca dj fatica e può essere porta ta anche alle esercitazioni c.arnpali ; ne ·.è però limitato l'uso in servizio interno I distintivi di nuovo modello per tira!OI'i scelti stati adottati ·in gennaio SCOI'SO per ]a fanteria di linea, per i Caçciatori, tirRiori, pionieri e ferro vieri (disp. lV della presente Rivista) sono adottati anche per la cavalleria, l'artiglieria da campo e da fortezza, per il treno e le scuole di tiro. È stato altresì determinato con ordine di gabinetto che tutti gli ufficiali delle varie a1·rni portino, qiwndo occorre, una· ta~ca da carte di cùoio nero se,~ondo un designato modelle; la tasca va portata al fianco destro appesa al cinturino. · Nuove esperienze. - Nella prima metà di gitigno scorso fu esperimentalo al campo di Tempelhof un pallone frenato di nuovo modello. Per questo a1·eost~to costrutto in Augsburg, è messo in applicnione il principio meccanìco che fa elevare i draghi volanti da trastullo. Coi palloni sinora usati notavasi l'incomeniente del dondolare e rotare della na,;i~ella per tempo ventoso, H che impediva all'areonauta di attend~re nl le _osservazioni; ora lo scopo del tentativo era appunto di dare sta- bilità alla nal'icella e fu conseguito come lo provò l'esperimento fatto. Il nuovo pallone consiste in un lungo cilindro arrotondato all' estre-
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· GERMANIA.
.Risu~tati deila .leva ?e1: l'anno 1893 ·-:- Dalla Allgemeine Zàtung togll3~10 1 seguenti datt cn·ca .i risultati della leva per l' anno 1893, che met11amo a confronto con quelli dell'anno precedente: inscritti nelle liste di leva- d'anni »
.. . .
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))
20 21
t893
t892
664846
651042 406378 332256 73819
469~:14
22 312509 ) d'età maggiore 75:307
Totale dei quali vennero dichiarati: irreperibili mancanti senza motivo legale. non presentatisi per motivi diversi e rimasti anco1·a soggetti alla leva rivedibili esclusi . inabili. assegnati ~>l Landsturm di 1o bando· alla riserva di complemento del, l' ese1·ci IO . alla risArva di complemento de'Ila m~rina
arruolati rimasti in soprannumero entrati volontari nell'esercito ' nella marina 234,685 arruolati ..vennero così ripartiti :
1522076
45522
lt4932
H7483
H 455ft,
375390 ni 7186 14:H
30496 . 90217 84394 334 23~685
8350 H58i4 77ft,
359870 507:144 1280
30043 H83f2 8f349
447 t6983o 21074 ·
14660
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1256
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NOTIZIE I'II.ILITARI ES:rERE
roità anteriore e posteriore; a quest'ultima sono assicurati al di sopra ed al disotto due piccoli palloni facenti l'ufficio di timone. .Veduto da lontano, l'appareèchio ha pt·esso a poco la forma d'una caldaia a vapore. I due piccoli palloni fanno sì che tutta la macchina mantenga sempre al vento una medesima posizione. Una serio di funicell e disposte intorno all'arrotondamento anteriore del pallone cilindrico si· riunisce al di- · sotto di quest6 arrotondamento in un solo nodo assicuratO al cavo metallico che frena l'areostato, la navicella invece pende sotto l'estremità posteriore, diett:o al piccolo pallone inferiore. Così l'apparecchio si eleva nell'arin obliquando a guisa di un drago volante.
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
MARIN~.
a) Bollettino bibliografico
Prove di macchina. - La corvetta di crociera cr Gefìon » di nuova costru1.ione è giunta in sugli ultimi giorni a Kiel per fare le prove di macchina. La nuova nave fu costruita nel cantiere della casa Schichau in Danzica; i dati relativi alla medesima furono pubblicati nella dispensa XIII :1.893 della p1·esente Rivista.
1. Sommario delle rivi s te militari italiane. Rivista d'artiylùria e genio (maggio) . · Fign ri. - Studi sulla deformaz10ne e1ast'c 1 a e sulla." resistenza ùei materiali. Clavarino. _ Raggruppamenti dei cannoni nelle batterie da campagna· Clavarino. - Circa il nuovo rego1amento d't istruzione e servizio interno dell'artiglieria. Spaccamela. - Sulla fortificazione speditiva e sugli uten~ili da campo. Marzocchi. ·'Miscellanea. Notizie. · '
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Torpedini terrestri.
Rivista di fanteria (34 maggio). I nemici dell'esercito. Le unità organiche e quelle di manovra. Goi to. La diserzione. Note ed 11ppunti. Varietà. Cronaca. Bibliografia.
1258
125!)
"iOTlZIE BIBLlOGRAFICHE
NOTIZIE l\H!LIOGRA FICHE
Ri'l)ista mat·ittima (Giugno). Segrè - Sir \V alter Ralegh. Bonamico. - Sulle manovre navali italiane. ' Tesi. - La matina mercantile ed i premi. De.Angelis. - Sull'ordinamento ed amministrazione del corpo R. Equipaggi. Lettere. Notizie.
~be avvenÌ l'a dietro l'armata delra ~Iosa e delle mi s un~ prese d;l.l!o ~tnlù macrgiore generale e dnl govèruatore ,!lenerale di Heim s per ~rreHnrll i
Giort~ale medico dell'eset·c,:to e della ·manna · ( magg•o · ). Abbamondi. - Anemia d<l anchilostoma. Saròli. - Caratteri psicopatici dell'epilessia . Maselli. -Polmonite crupale. Riv;stn medica. 11 chirurgica. :\Oatomo-fìsiologica . dermo sitìlopatica. te1·apeutica. di servizio militare. '' di igiene. Varietà. - Bibliografia. >)
2. Arte militare. Cardinal von Widdem. -
Der Krieg an de hichnuwartìgen Vet·'
Mndu~gen d~r detLtsch.en ! Ieere und de1· Etappend:ien8t. (La guenn
sulle lmee dt commuOJcaztone degli eset·citi germanici e il servizio di tappa). . • li colonnello v. Widdem ha impreso a completare con studi speciali ti grflnrle lnvoro dello stato maggiore germa nico sulla guerra del f 8.70-71. Ha quind i esaminate varie quistioni secondarie frn cui citiamo : I passélggi di fiumi. - I combattimenti notturni:- Le truppe della di· fesa avanza ta durnnte la mobihtazione ecc . Fr:~ i suoi ultimi lavori, quello della guerra sulle retrovie merita specif,le menzione. ~o n si a Vf~vano che dati incerti ed i ucompleti, e ta'tvolta poco au.tc.ntici, sull'ordinamento e funzionamento dei servizi di tap pa germamc1. Il colonnello Wtddem, grazie ai docu menti uflìciali'che ha potuto consultare, è. riuscito ~ riprodurre un quadro dei più interessanti di ciò
pro~;·es:;i dei fra nchi tiratori, le sorprese delle colonne mouili delle Ardeuoe. L'opera è però ancora incompleta, erra qualche gioruo ~olamente n~ciri\ la 3• e nltima part.c r.onsncrata al lo ~tudi o delle opernion i ,; vul te::;i ~ ttllt~ linee di opei·azione dell'armata del prineipe Federico \,n rio tluranw le ::ue bperaz!oni snl ln Loira. Que.-;ta 3a pa rt~ riuscirà specialmente illlpùl"tante [H'l' II OÌ.
3. Va1·ietu. Les .mi:moirc.s dn !fPnh·a/ de Ségut pubblicate per ln prima Yolta nel l8ì3 vengono ora ri prodotte p::!r la pnrle pcr;ouale erl11utoh1ogrnfìcu da uu nipotG del genera le cd cditr- dn ll a cnsa Firmiu Did11t. Dei due volumi che dehbono costitu irle se ne (· fi nora pu hhl iL;~ t o il primo che si ferma al 48·10. . . . L'opera non cout.ienc graodi aggiunte, ma nnn parte n ch tama tu motlo . speciale l'n ttenzionc ed ·é il pns,;~ gg i o d:~ l ge nerai~ di St'·gnr d;dl':~!l'ezi,nc dell'autiéo •·egirne aii ';Hnm it·M:ionc ed all'a more per la rt.:p ubbl ica e per il sno primo c!Jn~ole . Partito nel ·1800 coll'i'ntenzione di 1·oyaliser l'ormée, nel -1 801 egli scrive mentre era nello stat.o ma~g ior.:l di :\lacdouaiJ. qu ·~~ te parole :\m mirabili nella loro ~emplice franch ezza: . «, Ce ftlt alor:;, que je c;ompris la lh,1•olntion. J 'en voyais pour la pre· <~ mière fois à découven Ics plus fortcs . Ics plus vi l'<lCes et le5 plus , profondes racine~. Lcs passions dont j'ét:-.is enYironné hlessaient m.cs « prcmières :~ffcctioo s; ellcs me repou,;sa icut eu moi .n~·~ me,. o.ù _J'aun:us, c. d'ailleurs, à me renfertncr; elltls reudaient ma postuon dtlltcde. Cene '<l situntìon me fut profiwhl~. Au mili ett cio ~eue nrrn~~ [~léb~ieune, ~i « fìère d'elle-mème il si iuste ti tre, JCme5ura tla clouL ie ltllte d une obsu· ' nation .royaliste et s urtout aristocratirpte; l<l premièt:c, sous nos dra« peaux républicaius, m•! sembla une trahison; qn~nt i1 la ~ec.oncl.e, « eutouré de tous Ics ~ue l'l'ie rs, tvus plus anc.ien~. plus e:x pen mcntcs, « plus instruits f{lle ~oi, je sentis com bien r;es prétenti01~s ~x.clusive~ • de uaissance sera cut Hon seulement dnngereuses, mn1s lllJUstcs c l . « ridicule5. Dès lors j'acceptai hL Ht'volution commc uo fait accompli,
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1231 126() l
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NOTIZIE BJBLlOfliUFICUE .
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• fondé 6ll droit, et auquelle bon seus, l'équité, Tintérèt ùu payi et « mème celui de l'ancienne uoble~se ordonnaiènt qn'on sera rattach~t ». ' Groines d'épinà1·ds. ~ -È uno spiritoso e interessante libro in cui è raccontata la vita della Scuola di guerra di. Parigi. La fìn'ezza di os~ervazione congiunta ad uno spinto caustico ma aggraziato, la verve entrainante dello stile, gli aneddoti ben mi ~u rati, varii, esil~~ranti, la serietà di alcune critiche_rend9no la lettura di questo libro attraentissima. · Non sappiamo se nella nostra Scuola di guerra si verifichino casi analoghi, se anche uel nostro Ateneo militare il ·grande lavoro sia cume a Parigi compendiato nel noircir del le ,triscie interminabili di carta, nel classificàre parecchi chilogrammi di carta litograf<Ha o stampata nelle . varie caselle dell'archivio intellettuale dei nostri uflìciali, non sappiamo se vi siano anche da noi lezioni di lingue estere superflue o sterili cavalcate ad ore troppo notturne, viaggi di istrnzione con accompagnamento di manovre d~annate e corpi d'armata; un profluvio di concezioni stl·ate.giche e tauiche come nella grande scuola francese. ' Crediamo però che diflìcilmeute si riescirebbe a scrivere uri libro così' gaio e così serio ad un tempo ed in cui la. vita dei nostri brevètés potesse essere meglio analizzata e descritta.
LA GUERRA CHlNO-GIAPPONESE Continuazione- Vedi dispensa Xlii
SOMMARIO DEGLI AVVENIMENTI MILITARI DELLA GUERRA
CINO-GIAPPO~ESE
18HlJ,-9tì W
I. ·I precedenti politici, furono d iffusamente esposti in uno .studio di questa Rivista, ora i cenni presenti, circa le operazioni della guerra asiatica lo completano, abbracciandone in complesso gli avvenimenti militari :fino alla. conclusione . della pace fra Cina e Giappone. . Quest i cenni hanno da servire da cornice genera1e delle operazioni, ei"ltro la quale, col crescere dei particolari che oggidi fannO difetto, questi possano alloggi11rsi opportuna- mente, e prender posto ndlo sviluppo complessivo della ·guerra. Le forze che stavano per misurarsi, differivano essenzialmente fra di loro: Gli ese1·citi. ~ L'Elsercito regol(WrJ cin,ese doveva sommare ·$ 37,000 uomini, divisi in corpi, nelle miiizie di. 8 bandie~·e e nelle truppe dello Stendardo Verde; oltre a ciò disponeva , di numerose truppe irregolari assoldate, dette dei « bravi », recanti. tal mot to scritto eome divisa sull'uniforme. In realtà, la Cina n on poteva disporre che di 180,000 uomini. Tutte le t ruppe conservavano ca!'attere di
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Per la Direzione
.Lonovrco Crso·rTI •taggio,.e M. M., incaricato
DEMARCHI CARLO,
gerente.
\ l) Per lo studio generale de l teatro d 'operazioni, è sufficiente la carta annessa nella Rivfsta militure (dispensa IX, 1• maggio 1895), allo studio del tenente colonnello Quaratesi. 78-
,\NNO XL.
1232
SOM~IARlO
DEGLI AVVENli\IEN'n -·MlLI'l'ARI
milizia regionale- quelle dello Stendardo , Verde reclutavansi fra cinesi, qùelle delle bandiere fra mongoli, tartari e cinesi; queste avevano presidi: nella provincif1 di Pekino, quelle erano esduse dalla cinta tartara. Nessuna unità d'istruzione e di comando nelle truppe destinate al servizio di polizia dell'impero - stavano a fianco, nelle stesse file, uomini d'età disparatissima, privi di risorse; varie·.le armi e l'istruzione, al comando ufficiali disadatti - la cavalleria cinese si formava solo occasionalmente, per necessità d'ordine; i cavalieri rnanciuresi ne fornivano il miglior nerbo, l'artiglieria manccwa di ·personale tecnico e di carreggio. Solo la provincia di Pe-ci-li possedeva batterie campali, guidate da ufficiali europei. La :flotta era divisa in quattro squadre, del Nord, di Fu-chen, di Shan-gai e di Ca.nton- quest'ultima, più numerosa di tutte- buone le nf1vi, mediocri le ciurme, più ancora gli uffieiali. In complesso, non più di 70 VfLScelli di costruzione moderna, 500 cannoni e ~1000 uomini. L'esercito giapponese, si recluta invece per servizio per· sonale obbligatorio - questo dura dal 20" al 40' anno di età- l'esercito permanente ha dne linee d i riserve, più una milizia territoriale, suddiviso in sei circoli di divisione, ognuno di essi in due eli brigata e quattro di reggimento. .La divisione della guardia, recluta su tutto il territorio dell'impero. In eornplesso, l'esercito sul piede di pace, e prima della campagna, componevasi di 80 battaglioni, 21 squadroni, 40 batterie, 20 compagnie del genio, altrettante del treno; vale a dire di circa 70,000 combattenti. La fanteria è armata di buon fucile a ripetizione, sistema lYI urata, mod. 1871, l'artiglieria di pezzi da centimetri 7, la cavalleria, bene equipaggiata, era male montata, per le scarse risorse equine; i regolamenti di ma.novre per l'esercito si modell.avano sui tedeschi. Le riserve, iu complesso, potevano armare 200,000 uomini. La flotta giapponese contava 9 corazzate di linea, 7 incrociatori, 2 avvisi, 10 cannoniere, 44 torpedini!?re ed altri vascelli di minor conto : in totale 75 navi, 360 cannoni e 9000 nomini. Gli ufficiali dell'esercito e dell'armata, posseggono egreg1e doti intellettuali e morali, solida coltura ap-
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DELLA GU·E RRA CINO-GIAPPONESE
1894-95
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presa nelle scuole militari dell'impero ed in quelle europee, sì da reggere il confronto con le migliori truppe d'Occidente. Tale la situazione degli eserciti belligeranti, all'inizio della guerra.
La base e le ?'etroDie; da Seul ad Asnn. -- Le ragioni della politica., descritte nello studio sopra detto, rendevano la·guerra inevitabile. Per sedare le rivolte scoppiate in Corea, conYenner6 nella penisola truppe del Giappone e della Cina; ritenendosi a-mbo i governi in pieno diritto d'inviarvelecirca 3000 cinesi approdarono ad Asan, a sud-ovest di Seul, , capitale della Corea; 5000 giapponesi a Cemulpo, al settentrione. Quest'ultimi, ai primi d i luglio, mossero diretti contro Seui e l'occuparono - i cinesi vollero egualmente dirigersi a quella. volta., ma s'arrestarono aspettando soccorsi. D'ambo le pa.rti si preparavano i rinforzi ; era facile prevedere come fra. questi due pacificatori della Corea, dovesse . . scoppiare la guerra.. E scoppiò. . La brigata di fanteria gia.pponese (5 battaglioni, l sqnad.r one, l batteria. da montagna) che agli ordini del generale Oshima err.t in Seul, ricevette ordine di star pronta. La t1otta. incrociava in vista dei principali approdi, guardava il porto di Fusan, a rnezzodi della penisola, e d i Gensan a norcl-esta Hiroshima, i gia.pporH?Si preparavano una base d'operazione terrestre e marittima, con attività. mirabile. La Cina ?.wvi~tva. rinforzi per via di ma.re e di terra da. Taku - un grosso corpo di truppe di l\:Ianciuria era disponibile alle frontiere di Corea; intanto il distaccamento d'Asan tornb·· a quel porto, per guardarlo, attendendo i promessi soccorsi. Il 25 luglio, una squadra cinese proveniente da 1'aku, scortava ùh convoglio di navi cariche di truppe per la rada di Cemulpo- gl'incrociatori cora?::?::ati giapponesi, Joshino, Akitushima e Naniwa, diedero la caccia - quest'ultimo colò a fondo per una torpedine il piroscafo Kow-shung, che batteva bandiera britannica: Più di 1500 cinesi annegarono.
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SOMMARIO DE(}LI A.VVENUIENTI MI LITARI
La guerra, non ancora dichiarata, era in realtà cominciata - il governo giapponese si limifÒ a darne avviso cinque giorni dopo alle potenze, e ciò tenne luogo di dichiar azione ufficiale. Il corpo del generale Oshima ricevette rin. forzi · - potevano essere in totale 20,000 i giapponesi sbarcati in Corea, ma su coste differenti e :'iontane; parte a Fusan, il. grosso a Cemulpo, il comando a S eui, un distaccamento a Gensan. L a flotta veleggiava per le acque · del Mar Giallo ; stornar P attenzione ·delle ni!vi nemiche era sua cura, ma queste, scoraggiate dall'insuccesso toccato il 25, presso Cemulpo_, non comparvero. Il corpo cinese del generale J eh, deliberò allora d'assett arsi in l;mone posizioni da difesa, fra Asan e Seikan, attendendo a piè fermo il nemico - oramai aveva perduta ogni speranza, di vicino soccorso per via di mare - contava nondimeno molestare le comunicazioni dell'avversario con Fusan , accrescere le sue forze con altre provenienti dal mezzodt della p~ isola, tutta fìa:n me per la rivolta Togakuta. Il generale Oshima disegnò d'attacq~rlo subito; t ogliersi di dosso •1uella insidia da tergo, marciar poscia liberamente ver::;o il settentrione, minacciato dall'esercito di Manciuria ; a~s icn:r~rsi_ l.e _retrovie con F usan e ri.annodare le truppe g1appones1 1v1 approdate da Hiroshima. Il 2D luglio, da S eui, i giapponesi giunsero sotto il campo n~mico d' ~san - . aveva.uo per corso GO ·chilometri in cinque g10ruate d1 marcia -- una media di 12 chilometri al o-ior no. A cominciare dal 17, notizie precise circa le forzeb cinesi erano pervenute a~ generale Oshima; la cavalleria giapponese aYeva preso il contatto con la nemica, oltre S u-won il 28, i giapponesi serenarono iu vista del campo cinese, e rioe,·ettero ordini per il combattimento de{' mattino seguente. La. brigata si suddivise in due . c01~nne, di forza eguale, con una risana; più due .piccoli riparti le"'ò·eri destinati a minacciare le ali del campo - tutti dovevanÒ ~ncorrere con marqia concentrica ad attorniarlo, 'da fr onte e da fianco. Fuoco ~'artiglieria e di fucileria, dura,~o per tre o~·e, precedette !·assalto - dopo i g iapponesi si slanciarono alla 0
DELLA GÙE~RA CINO-GIAPPONESE 1894-95
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baionetta sui campi cinesi. Erano le 17. Le perdite dei primi ascesero a 70 uomini, quelle dei secondi a 500, su -4000 combattenti. Nondimeno, la. massima parte delle truppe cinesi, con il favore della notte, riuscì a disimpegnarsi senza molestia, e ripiegò poscia a mezzogiorno d'A.san, a 100 chilometri dal campo. Riuscita vana la lusinga del generale J eh, d'aggiunger esca al focolar e de!!' insurrezione, e di trame rinforzi per minacciare la linea giapponese, eon largo giro, per evitar molestie da fianco, protetto dai mont i della penisola, di visò di ra-g giungere il corpo prineipale scendente dalle Alpi di l\{auciuria (Fin- schiù-ling}. La sua mossa fu ardita e degna di memoria. Dopo 24 giorni di cont inua marcia, il generale J eh, alla fine d'agosto, riuscì a condurre un corpo di 0000 combattenti all'esercito cinese nella vallata. del Tai-don- gang, verso Piong-j ang . Là dovevano risolversi le sorti clella·prima giornata campale. Da parte 01nese, verso la metà d'agosto, un corpo di 20,000 uomini circa (generale T so), dipendenti dall'armata di Manciuria, dalle province di P e-ci- li, per opera del vicerè LiHung-Chang, s'era radunato parte per via di mare e parte per i passi di Kai-soug, nella vallata del T ai- don- gang , a Piong-jang. ·
L'offensiva giapponese da Seul a Pion,g-jang. Occorreva adunque ai giapponesi affrettare la marcia il più possibile, onde impediTe quel concentramento. L e truppe nemiche ch'erano a fronte, si stimavano le più solide dell'impero, sebb~~e la loro ,i struzione fosse del tutto insufficiente. L e piogge eshve, avevano rese difficili le strade della Corea settentrionale, l'artiglieria ed il carreggio non potevano seg uirle; più ancora. diverrebbero malagevoli avanzando l'autunno. I cinesi si stabilirono nella vaUata del Tai-don-gano- disegnando di prepararvi difese passeggere, atte a contr"'' astar l'avanzata dell'esercito nemico. L anciarono r ipart i d'osservazioni su vasta fronte, verso Seul a mezzod ì, Gensan ad oriente, e Hwang-sju ad occidente.
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DELLA GUEHRA CINO-GIAPPONESE
SOMMARIO Dl;GLI AVVENIMENTI h!ILITARI
La città di Piong-jang (l) (Ping-jang ·in cinese e Hejo in giapponese) è una fra le più. antiche della penisola - essa s'estende sovra una serie di colline, per la destra del fiume, a 53 chilometri dalle sue foci nella Baja di Corea. Sul Taidon-jang, rimpetto alla città., non v'ha che ..un ponte in muratura, dominato dalle alture di riva opposta, ed il fiume, largo 600 metri, non è guadabile in alcun altro sito. La città conta 80,000 abitanti, circondata per 11 chilometri da mura di pietra, alte 7 metri - il fiume ha foce nelle adiacenze di Hwaug-sj u, ed è navigabile ai piroscafi sin o a metà cammino verso Piong-jang. Il porto di Gensan, ("Won- san) a circa 100 chilometri ad oriente di Pioug-jang, t rovasi q uasi sul prolungamento d'uno dei primari affl uenti di sinistra del Taidon-jang. La circostanza, fermò l'attenzione dello stato-maggiore giapponese fino dall'inizio della campagna; ossia da quando prescelse per sito d'approdo la baia di Gensan, a tutta prima ' eccentr ica pe1:._lo svilup po delle prime operazioni. lVIa la linea del T ai-dong-j ang, poteva cosi aggirarsi ·per le sue estremità, ed operare a linee convergenti; e ciò a maggior ragione, in riguard~ alle difficoltà della strada diretta da Seul a· Piongj ang. E questa nn cammino naturale, seguito da millenì, ricco di posizioni da difesa, di strette e corsi d'acqua, ma non sempre carreggiabile per tutto il percorso di 245 chilometri. Il generale Jamagata, aveva assunto il comando dell'esercito giapponese della Corea, alla fine di luglio - da Seui, disegnò di penetrare nella valle del Tai-don- jang per tre lati - al centro, il gro:::so delle forze in una colonna, ai fia11chi. due forti distaccamenti dovevano sbarcare a Hwa ngsiu e C+ensa.n. La flotta giapponese, per agev:olarne l'approdo, cercò d'attrarre a sè l'attenzione dell'armata nemica (squadra del Nord) -da Cemulpo, a metà agosto, veleggiò
(l Nrm;oje Wn:m}a, ottobre 1894. cemhl'e 189'1.
N11Ue lriiÌi ta?·ische Blattc1·, cl i-
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a crociera fino sotto Wei-hai-wei, ma 1J navi cinesi non abbandonarono le acque di questa piazza. Nella rada ·di Gensan, non appariva alcun naviglio cinese. Ai primi d'agosto, i giapponesi partirono da Seui, raggiunsero la stretta di Pong-san, a 56 chilometri da Piong-jang, senza incontrare seri ostacoli per parte nemica; se si eccettui la scaramuccia di Kai-song, di lieve importanza. · Intanto, fra il 18 e 19 agosto, una brigata giapponese, forte di circa 6000 uomini, con alcune batterie, su 13 navi onerarie, scortate da 19 vascelli da guerra, sbarcò nella rada di Hwang-sju, alle foci del 'rai- don-jang. La flotta giapponese. aveva il doppio compito di proteggere convogli di trnppe e di d istogliere l'attemr.ione dell'armata nemica, rendendosi padrona del mare- di fatto, li raggiunse entrambi, in questo periodo dell~L guerra così interessante per le relazioni fra esercito ed armata, in t11lo stato penin· sulare. · .Narrano i rapporti cinesi, subito dopo lo sbarco a Hwangsju, d'aver respinto .il nemico per opera della cavalleria man· ciures.e - relazione in verit.à poco probabile, perchè la brigata giapponese potè ricongiungersi, la sera del 20 a.gosto, con il grosso delle milizie del generale Jamagata, a Pong-san. Lo sbarco del corpo avviato a Gensan, (colonnello Sato) si effettuò del pari senza ostacolo, il 30 agosto. In quel tempo, i giapponesi contavano in Corea circa 45,000 uomini, ossia tre divisioni, (Ja.magata) a Pong-san e Hwang-sju; una brigata con alcune batterie da montagna a Gensan, un'altra ancora ne'presidi, a guardar e le retrovie, a Seui, a Cemulpo e Fusan. In complesso, 36 battaglioni, 9 squadroni, 12 batterie da campagna, 6 da montagna e :l battaglioni del genio. La flotta giapponese, seguitava la sua crociera per la Baja di Corea ed il Mar Giallo - la cinese, probabilmente, veleggiava per il golfo di Pe-ci-li, guardava i convogli in via di formazione a Taku, o stava ancora in vedetta alle porte del golfo, intorno le sue piazze di sbarramento. (\Vei-haivei e Porto Arturo).
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SOMMARIO DEGLI AVVENntENTI MILITARI
DE LLA GUERRA CINO-GIAPPONESE
Per terra, la. marcia del corpo di J ~magata p~ocedeva lent.a, a piccole tappe, :>ia in causa della difficoltà delle strade, sia per desiderio d'assicurarsi le retrovie, che i giapponesi sistemavano con posti di tappa, i servizi, i parchi e le comunicazioni telegrafiche. Il 9 settembr e, giunse notizia della colonna Sato, proveniente da Geusan. Aveva questa compiuta una mirabile marcia, traverso paesi 'difficili ed insidiosi, ed era vicina. Il 10, questa respinse dopo acerbo combattimento un distaccamento cinese mandato a guardia del passo di Song-Song, e lo ricacciò verso Piong-jang. Il grosso dei giapponesi distava allora circa due tappe crdinarie da qt1esta città. Battaglia di Piong;jang (14-15 settembre). - Il generale Jamagata, divise le sue truppe in tre colonne - a sinistra, um1 divisione eon il generale Nozn, al centro, una brigata con il generale Oshima, alla destra, un'altra brigat~ con il generale T atsumi. Potevano essere 26,000 combattenti, destinati convergere su Piong;,jang. .Durante l'avanzata avvenne qualche scaramuccia, (10-11) prodotta probabilmente dall'urto coi distaccamenti del corpo battuto dal colonnello Sato a Song- Song, o con gli avamposti cinesi che si ritiravano sotto la città. L' 11 settembre, il movimento aggirante della colonna di sinistra dei giapponesi disegnavasi, grazie al passaggio di una parte della di visione N ozu sulla riva destra del Taidon-jang ; il resto delle tr uppe rimase in riserva a HoangTyou. Manifes tamente, la massa delle forze giapponesi tendeva a cadere sul fianco destro del nemico, per tagliarlo dal mare. L a colonna del generale Tatsumi, partita da Hang·tong, varcò il fiume a monte di Piong-ja.ng; il 13 riannodò la brigata Sato proveniente da Song·Song, alla vigilia della prima gior nata di battaglia. Il 14, la colonna centrale ::;beccando da Song-hona, si spinse risolutamente all'attacco della testa di ponte di Piong-jang -- era con essa il generale Jamagata. Succes-
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sivamente caddero in potere dei giappop esi quattro opere avanzate. Nel giorno seguente, prosegui l'attacco risoluto e decisivo - altri trinceramenti furono occupati; ma le t ruppe, bei:aagliate da un violento fuoco di fianco dell'artiglieria nemica, dovettero trincerarsi nelle posizioni conquistate. Erano le 16. ·ta testa di ponte, fortissima da fronte, doveva cadere per le ali. N el frattempo, le colonne aggiranti eransi avanzate d'assai - la divisione No>m, a sinistra, era penetrata entro la cinta vecchia di P iong-ju.ng; sulla destra, la divisione 'l'atsumi in un fort ino eretto sul fianco della città nuova. Il combattimento continuò accanito nella notte (15-16); solo nelle prime ore del mattino, i giapponesi poterono impadronirsi ·dei caseggiati al nord della città, e dar fine alla battaglia d nrata 54 ore. Circa 16,000 cinesi, parecchi generali, .il uomandante in capo Tso e 500 ufficiali caddero prigionieri; inoltre tutta l'art iglieria restò preda ·del vincitore. I cinesi debbono a.ver contati 2300 morti; fra essi il generale Jeh, il prode difensore d'Asan. Non più di 3000 uomini, con qualche riparto di cavalleria, riuscirono a salvarsi sulle Alpi di Cor èa., e raggiungere i confini della Manciuria meridionale. I giapponesi, ebbero 11 ufficiali e 154 soldati morti; 30 uffic iali e 521 soldati feriti. Le conseguenze della doppia giornata di Piong-jang, furono decisi ve per l'esercì to nemico - con la perdita della testa di ponte sul 'rai-don-jang, i giapponesi avevH;no aperta la via per le Prea.lpi di Manciuria, da cui dovevano scendere i rinforzi del nemico. La battaglia di Jalu o di Haiya1:zg 117 settembre}. -- I cinesi fecero leve, adunarono truppe e vettovaglie nel golfo di Pe-ci-li, a Taku. Sapevano i giapponesi in marcia verso P iong.-jang, e p.oteva,no ritenere imminente una grossa battag.Iia ·, - il consiglio di guerra di Tien- sin, aveva ordinato
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il trasporto di un corpo di truppe a Wi-sju, alle foci del Jalu, scortato da una squadra della flotta del nord (ammira.glio 'l'ing) . Nessun altro porto, .era accessibile lungo il littorale d'occidente, a settentrione della foce del Tai-don-jang - il fiume Jalu, segnava nuova e più interna l inea di difesa sul confine cino-coreano - la breve rotta, lusingava i cinesi d'evitare la crociera nemica..Otto ufficiali europei erano a bordo della squadra dell'ammiraglio 'l'ing. Interessante, per particolari, è la relazione del capitan o tedesco Hanneken - più attendibili le notizie della North China Daily Netos, di Shangai - le relazioni cinesi fanno difetto. Oltre 4000 uomini, grandi p rovvigioni di riso e d i vettovaglie, salparono dal porto di Taku, il 14 settembre, su 5 piroscafi. Li convoglia\rano 6 incrociatori e 4 torp&diniere. Il 16, a mezzodì, la squadra, gittò l'a.ncora a 12 miglia a sud della foce del .J alu; i trasporti, protetti dalle torpediniere. sbarcarono il carico ·a Wi-sju. •H giorno seguente, verso le ll, la squadra cinese, sempre sull'ancora, aveva i fuochi accesi - un denso fumo, da sud, annunziò la flotta nemiCa. Nei giorni precedenti, la flotta giapponese aveva, scortato 30 navi cariche di vetto-<raglie per il corpo del generale Jamagata; poscia aveva trasportate truppe della 3a di visione (K atzura) da Hiroshima. Arrivarono queste il 16 alla baia . delle Caroline, sbarcarono nel porto di Hwang·sju, protet te da 6 navi corazzate (1). All'alba del 17, la flo tta giapponese si raccolse alla foce del Tai-don-jang - l'ammiraglio Ito, la sera innanzi, avuta notizia che il generale Jamagata battevasi con le sue forze
(l) Iapan-China Wat·, The naval Battle or Haiyang, 17 Sett. 1894, by . K. Ogawa, Kelly aud vValsh-Limited, Yokohama, Hong-Kong, Nag-asaki, ecc. 1895. Relazione dell'ammiraglio Ito, circa la battaglia del l i settembre 1894.
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,a Pìong-jang, ordinò a 4 corazzate ed alcune torpediniere, , ,di rimontare il fiume, per appoggiare la marcia della divi' sione Katzura - il grosso della flotta., rimase a bordeggiare la mattina per le acque del littorale - una parte ve· 'leggiò alle scoperte, verso l'isoht di Hajyang. Questa, a lle 11, segnalò la squadra nemica. Il L' ~un miraglio Ito si dispose a. batta.glia - le navi ci· nesi si formarono ad angolo <Lperto. a mo' di ta.naglia; le navi giapponesi in linea, da. fronte. Dalla, par te g iapponese sta. vanv : l" Squadra volante : I ncroci!.ttori corazzati Tosh'ino, 'l'akichacho, Naniwa, · A.kitushima - Squadra principale. Incrociatori corazzati. - Matsushima (ammù·aglia ), lt,siAkt~ shirna, Chiyoda, Puso, Ilyei. Cannoniere, Hashiclate, Ahagi , Saikyo. C in q ne torpediniere. Dalla parte cinese: Corazzate a torri: 'Fing - Yuen, Chen- Ywm. Incrociatori <JOrazzati: E.ing- Yuen, Dai- Yuen, Ping· 1~uen, Ch'il· Yuen, Tsi Yuen, Chi· Yuen, Chao· Yt,en, Yuang- Wei . A v visi: Il.uang P. e Kuang- Ting. Quattro torpediniere. Erano vicine le 13. Le n1wi cinesi apersero il fuoco, a -6000 metri -- la squadra volante giapponese, procedent sul fianco della linea --· s'avvicinò a. g ran vapore, giunta a -3000 metri rispose. Poi quella squadra mirò dritta a due deboli navi nemiche, che sta.vano a -orza., sull'estremo dell'ala destra; 11<1 affondò una ( Chi-Yuen) ed incendiò un'altra {Chao-Yuen). Oltrepassò la linea nemica, volse per fianco e per fila, e i3ominciò a cannoneggiare le mwi cinesi, una dopo l'altra. Intanto, la, squadra princip~tle impegnavasi in parziali combattimenti - due nav i cinesi abbandonavano la mischia - Alle 14,25 colò a picco la f.~aj- Yuen ; l'A.kagi e l' Hyei, stret ti da tre corazzate nemiche, corre ano pericolo. La squadra velante corse in aiuto, liberò I'H.yei; però l'Aliagi dovette r it intrsi dal combattimento. La ,'lfats-ushima e la Ping- Y.uen, s'erano azzuffate a 1200 metri, e n e avevano avuti reciprocamente .danni considerevoli.
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, Ad ~n tratto, Ia nave cinese cambiò scopo; accompagnata da un altra e da due torpediniere, si gittò contro il debole piroscafo Saikyo, armato in guerra. ~o comand~v~ un ufficiale g iovanissimo. Il fragile legno, agilmente, evttò l'urto e le torpedini, e tutto foracchiato virò a gran vapore e disparve (15,80). La sq uadra giapponese, seguitava la sua manovra per linea di :fila; la flotta cinese era accerchiata - per liberarsi dalla stretta., si divise in due gruppi e n'affrettò la rovina: La mischia divenne furibonda. Alle 15,35, anche la Chil- Yuen colpita da una granata del cannone da 32 della J.VI atsushima: sparve nell'onde ·- poscia la 1llatsushima e l' loshino si lanci_arono ~ontro la 1'ing- Yu,en. Questa voltò il fianco prodtero e nspose al fuoco. Colpì la tolda della ~1:Iatsushima, vi c,~ddero. 60 persone; due cannoni fu rono smontati, divampò lmcendw :fin presso la Santa Barbara. Due soldati v'6rano a guar~ia, ~apeano del pericolo e non mossero; spogliarono le vesti, chmser o le fenditure delle paratie per cui guizz~wa~~ fiamme. La musica corse al servizio dei pezzi, segutto 1l fuoco. Così. la capitana giapponese fu salva. Oramai sei vascelli cinesi non combattevano più - i due· gruppi, formati dalle navi superstiti, furono più agevolmente senati dalle nemiche. Fra quest'ultime, più pot-enti la Chen- Y~ten e la TingYuen - sei navi giapponesi l'avvilupparono, le altre concentra~ono_il fuoco. sulle quattro rimanenti --le granate spuntavansl su1 fianch1 delle corazzate avversarie, m11 vi destavano scompiglio ed incendio. La squadra volante diede la caccia alla Tsi- Yuen - il Tackichaco e l'Ioshino, s'azzutfarono con la King- Yuen -l'loshino l'incalzò fin q uasi all' arrembaggio, e l'annientò co' ' suoi tre pezzi automatici da 16, a tiro rapido. N uovo caso d'una corazzata, mandata a picco da un incrociatore, e non coi cannoni di. maggior calibro. La Yatmg- TVei, diè nelle secche ed areno. Era il tramonto. L'ammiraglio cinese Ting, aveva ordinata la rit irata. Anche l'ammiraglio Ito richiamò la squadra
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volante, a chè non cadesse nelle insidie d'un combattimento notturno - aveva veduto altre torpediniere cinesi abbordare la squadra nemica.. L e navi giapponesi la seguitarono a distanza - le avversarie si ritirarono verso ovest. Il 18, l'ammiraglio Ito lanciò le sue navi sotto Wei-haiwei, per tagliar la via alla squadra nemica nel golfo non la trovò, e fece ritorno alle acque di Jalu; distrusse nelle secche, con una torpedine, la Ya-ung- Yvei. R imasero a guardia dei forti il Naniwa e l' A.kilushùna ·nondimeno, il 19, ta squadra cinese rifngiossi a PortoArturo. Nella g iornata del 17, i giapponesi ebbero 13 ufficiali e 109 gregari morti; 13 uffi ciali e 159 gregari feriti (1). Quasi tutte le navi più o meno danneggiaté; sovra tutte l'Akagi, l'llyei e l'ammiraglia Mat~6shima (2). Della squadra cinese affondarono quattro corazzate, con più di 1000 uomini d'equipaggio - una incendiò, un'altra fu distrutta il 18 - circa 600 feriti ricoverarono a P orto Arturo (3). N ella· battaglia navale di J alu; s'impiegarono i nuovis~imi mezzi d'offesa - vi parlò più clÌe le torpedin i, il cannone, più ehe i grossi calibri, i meçli a tiro colere, molto la macchina, la manovra, nulla il rostro. Alla flotta giapponese, rimase il domiuio incontrastato S)ll lVIar Giallo.
Seconda linea di di{esa cinese - Da Piong·Jang a Kiulen. - Superata la linea del Ta.i-don-jang, con le battaglie del · 15 e 16 settembre, e con la navale del 17, i giapponesi pre(l) Gazzetta ui'ficialc dell'Impero g·iapponese, c:itata uell' opera lapanWa1·. (2) L'.il.kagi, molto danneggiato, potò nondimeno seguitare la sua rotta per Nagasaki. Le altre navi si raddobbarono in mare - quando la flotta dimostrò nelle acque Ta-lien- wan, il 7 novembre, v'erano presenti tutte le navi che avevano CO!O battuto R Jalu, eccetto l' Hi!J!Ji, che però (\l armato a Nagasaki quello stesso giorno. (S) ·op. cit. Relazione cinese. Ghi1~a,
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sero alquanti giorni d i riposo. Erano dovuti alla stanchezza delle tmppe, dopo il combattimento - ne aveva bisogno il comando. per ordinare le retrovie, verso il mare e nell'interno. Provvede v~L le sussistenze la. flotta, perciò il corpo del generale J amagata. doveva poggiare il fianco non lungi dal mare nella penisola, i giapponesi avevano por tate usanze e leggi nuove; erano però accolte con diffidenza, per la novità degli avvenimenti . I rivoltosi tagliavano le comunicazioni telegrafiche, suscitavano torbidi a Seul e Fusan; perciò i presidi di quei luoghi ricevettero rinforzi. Il clima era pernicioso, le malattie facili, frequenti; fatali · le dissenterie, e le file dell'esercito si d iradavano; ma a tutto rimediava la forte volontà dei gia.pponesi. Il generale Jama.ga.ta, volle intanto alla.rgare la sua base; distese in larO'hi (] llartieri le truppe, a che avessero agio di rifornirsi. At~n deva r inforzi sul teatro d'operazione, provenienti dalla madre p<ìtria - intanto marcia. va · a brevi giornate, dalla li nea del Tai-èlon-j ang verso quella del Jalu. D ~L parte cinese, i residui del corpo del gènerale Tso, sconfitto a Piong-ja1~g, si rìannodarono sulla linea del Jalu - erano fo rse un mig liaio e mezzo di combattenti. Manipoli sbandati scora11zavano per le campag ne, seminando rovina; la cavalleria giapponese li disperdeva. I cinesi contavano di far nuova resistenza sul Jalu. ma lungo quel fiume non v'erano che deboli avamposti - .vi si doveva radunare la II armata di Li- H ung- Chang, condotta dal generale Sung. Questi sparava di levare 100,000 uomini; ma alla fine di settembre ne contò solo 15,000. Il grosso era ancora a l\[ukdè.n, pochi battaglioni a Nu-schuang, una guardia al passo di F cn-huang-scheng, sulla strada di \-Vi- sju a Mukden - poco prometteva lo stato delle truppe, per armamento, per coesione e comando - erano con queste le truppe sbarcate alle foci del Jaln, la vigilia della battaglia navale di settembre. Dividevano le. due linee nemiche più di 160 chilometri. La flotta gil~pponese, scorazzava da padrona per le acque del Mar Giallo - minacciava le due guardie del golfo di
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Pe-ci-li, teneva d'occhio la marcia del generale Jamagata e lo provvedeva di sussistenze. J g iorni 6, 7, 8 ottobre, una squadra d'incrociatori, alternatamente, apparve. nei paraggi d i \Vei-hai-wei e di Porto Arturo, per eseguire scandagli. Barattarono le navi coi forti qualche cannonata, innocua per ambo le parti. Nei giorni seguenti, la :flotta g iapponese veleggtò ardita nel golfo Pe-ci-li, comparve innanzi a Taku: poscia a Schanhai-kwang: fece credere possibile un colpo di mano contro T ien-sin. La fama delle vittorie terrestri e marittime dei giapponesi, magnificando quel loro ardire di guerra, spandevasi per i lidi, ed incuteva terrore. All'animo neghittoso dei cinesi , votati all'immobilità, pareva nuovo portento. Così perdurava l'incertezza. Le navi nemiche, stavano dentro al . raggio d'azione delle torpedini, a .Porto Arturo, ~L "\Vei-hai-wei ed a Chifu . Allo schermo di quella larga e risoluta crociera, g iunsero i rinforzi gia.pponesi. Vegliava.no, a che s'appr estassero con ràpida mano, l' Impemtore, ed una deputl~zione delle Camere. Da uj ina, salpò la II" armata, tra il 15 ed il 20 ottobre, (3 divisioni 32,000 uomini comandati dal generale Oyama, già ministro della guerra); la TII", eguale in fo rze, stava raccogliendosi a Hiroshima. Doveva comandarla il generale Saigo; successo nel ministero al generale Oyama. I giapponesi avenmo allora in armi 9 divisioni; 105,000 uomini, così scaglionati : intorno a P iong-ja.ng, 23,000 uomini, con J amagata - 15,000 in Corea, a guardia delle retrovi e e per l'ordino interno - 32,000 per via; alt,retta.nti pronti a lasciar Hiroshima, al ritorno delle navi partite da Simonosheki. Il 23, la n· armata, su 50 trasporti, sbarcò a l promontorio di 1'akusan, a 60 chilometri a nord- est di Porto- Arturo. Era destinata ad assediar c1uella forte.:r,za, per via di terra ; le truppe dovevano occupare la rada di Ta-liel!-wan. Un n uovo periodo della guerra stava per ùisegnarsi nella penisola di Lj ao-tong. La fiotta aveva bisog no dell'opera dell'esercito, per annientare il porto di rifugio della squadra nemica.
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In questo tempo, il generale Jamagata aveva ripresa la marcia da Piong jang, sullo scorcio di settembre. Sapea di ricevere appoggio dai rinforzi che s'adunavano in patri& riteneva sicure le ~·etrovie e il servizio d.i sussistenza, per opera della flotta. - Aveva notizie dell'esercito di Manciuria, salito nel frattempo a 23,000 fanti, 13,80 J cavalli, ed 11 batterie campali. 'un ottimo servizio d'informazioni, presso il quartier generale giapponese, seguiva attento le mosse nemiche. Precedevano nella. marcia colonne volanti, per la strada di Piong-jang a \Vis-ju, seguivano leggeri convogli di viveri, r ecanti riso, unico alim.ento dato per gran spazio di tempo alle truppe. Il 28 settembre, l'estrema vanguardia gi unse contro il iiume J alu. V'erano a guardia alcuni battaglioni cinesi, cou ar tiglieria. Il generale Sung, con 16,000 nomini, alzava trincee a 25 chilometri più a nord, intorno al castello di K i ulen. Il generale J amagattl., decise la marcia in avanti del grosso, il -:1: ottobre; l'avanguardia, guidata. dal generale Nozu, pervenne a I ong·song. E ra sgombro dal nemico. D giorno seguente, respinse da vVi-sju un distaccamento di 2000 cinesi, dopo breve mischia -- il generale Nozu, spacciò distaccamenti lungo il fiume, per destar incertezza sui luoghi di passaggio, ma i cinesi aveano abbandonato del tutto il suolo della Corea. Il grosso del corpo giapponese seguitò a piccole giornate, sistemando linee telegrafiche e stradali; il 20 ottobre, si raccolse in gran parte attorno a \Vi-sju. Il fiume Jalu è quivi largo 700 metri. Un reggimento (colonnello Sa.to), profittando d'.isolotti e di passaggi improvvisati, lo var cò di sorpresa - assalì una 1.'iclotta, e l'ebbe dopo breve conflitto (24). Poi marciò spedito, sbaragliò il nemico nel villaggio di J oncheng, all'avamposto di Kiulen (Kiu-lien-scheng); i cinesi ebbero 200 morti, i giapponesi 90. La notte del 24, il. corpo di Jagamata passò il fiume su ponti di circostanza; h~ mattina si dispose all'att~tcco di Kiulen. L a città aveva una cintura di 11 batter ie, e per ridotto un castello molto forte - presidia.vano le oper e 16,000
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uomini, comandati dal generale Snng. Dopo tre ore di combattimento,' i cinesi si ritirarono a scompiglio per la via di :Mukden; una parte si raccolse sul colle di Fen-uang-scheng, a 70 chilometri dal campo di battaglia.. I giapponesi, trovarono in Kiulen grandi provvigioni eli riso, di vettovaglie, e 30 pezzi. Ebbero l'elativamente poche perdite, 200 fra m<•rti e feriti; quelle dei cinesi s"ignorano. La battagli~t del 25 ottobre, rese i giapponesi padroni delle contrade meridionali della provincia di Ljao-tong -- avevano in pugno le comnnicazioni per )fukden o Porto Arturo. Il massiccio delle Alpi di Manciuria: li divideva da l1ukden; bisognava superarlo a forza., sebbene P ekino e la strada littoranea, non g ià quell'inter!1a città dell'impero, fosse l'obbiettivo decisivo delle loro mosse. È Mukden; la Mecca del buddismo cinese; conta 260,000 abitanti, buone opere di difesa che abbracciano 4 miglia inglesi; mura merlate di 15 metri, otto porte guamite di torri. Tre strade vi mettono capo, dai confini della Corea, dopo 150 o 200 chilometri (l), traverso montagne'scoscese di granito. Tutte, per la povertit delht region e montana, posseggono linee d'arroccamento con la costa di Intsi e Nu-schuang, che provvede alle relazioni dì commercio con la. Manciuria del mezzodì. Laonde, maggior necessità d'aver in mano la flotta, e riattar quelle strade per avviar vettovaglie alle truppe del generale Jamagata.. I cinesi si disposero sulla cresta dei monti, a difesa di questa terza linea. Caduti l'nn dopo l'H.ltro due fossi, volevano ora difenderne il p~tr apetto. Nulla avevano appreso da.lle sconfitte passate, dovute all'arte passiva della loro strategia. F o1·zamenlo della caten.a dei Fi·n ·schui-ling. Qua1·tier i d'inverno della P ai'mata. - Il vincitore di Kiulen, ammalatosi, .~--.
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(l ) Neuc Jlftlitiit·ische Bliittct·. Januar 1895, pag-. 43. 79- ANNO XL.
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dovette essere sostituito dal generale Nozu. Questi, continuando la marcia offensiva, diresse l'esercito v~r.:so i P assi di Mothian e di I u-ja.ng-thing, sui monti di F in-schui-ling, che a simiglianza delle nostre Alpi, sbarrano da nord-ovest la penisola coreana. .. L a P armata, non poteva disporre che . di due divisioni, 26,000. uomini; quasi altrettanti ne avea. lasciati ind ietro, per la lunga e difficile strada, a guardia delle ret1·ovie. Mai guerra richiese .così grosse proporzioni tra l'esercito di ca mpagna e quello destinato a proteggerne le spalle . .f.n Corea non cessavano i torbidi. I ntanto, le forze disponibili furono divise in due colonne, le quali dovevano rimontare le valli di due fiu mi che scendonQdalle creste alpine. Quella di d ~stra (l'orientale) sotto gli ordini del generale Tatsumi, (5" divisione) si diresse lungo il 'l'sa-ho al passo di Mothian; l'altra, di sinistra (3' divisione), col generale Katzura, lungo il D~1-jan-ho ad Antong, ai valichi di Ju-jangthing e di S ui-J ang. · Il generale in capo, ~oz u, mar ciava con la colonna di destra. L 'esercito cinese, r itiratosi da. Kiulen, fn alquanto .rinforzato a guardia dei passi : 9000 uomini a Mothian, 8000 a J u-jang-thing col generale Ma. L e colonne g iapponesi, mossero il 28 ottobre da K iulen : quella di sinistra occupò senza trar colpo Antong; quella di destra, il 31 ottobre, entrò in F en-huang-scheu - i vi raccolse 55 cannoni, 200 proietti, 1500 fucili, 2 milioni di cartucce e copiose vetl;ovaglie (i cinesi, prima di abbandonare l~ città raveano in parte incendiata). Seguitando la sua marcia, s'impadronì del passo di Mothian, inseguendo il nemico che si rit irava verso Mukden. Là avea ultimato il suo còmpito: si fermò, attendendo notizie della colonna di sinistra. La 10' brigata si spinse avanti, con alcnne batterie da montagna. L a colonna di sinistra, colla quale era il generale Katzura, trovò terreno difficile ed ostacoli nelle prime • nevi : procedè tuttavia oltre Antong , ed il 18 novembre si t rovò in fuccia alle posizioni di J u-j ang- ting. Dopo breve mischia, i cinesi
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le abbandonarono, lasciando o cannoni e 100 morti, e si ritirarono anchZessi verso Mukden. La I armata·, padrona dei passi dei Fin-SdlUi- ling, aveva compiuto l'inca1:ico assegnatole. La stagione facevasi sempre più rigida, le difficoltà d'approvvigiona~ento c1·esceva.no, in proporzione che le truppe allontanav~~ns1 rlalla costa - l~ t~uppe giapponesi presero i quartieri d'inverno, valendos1 per il rifornimento delle due linee che ave vano pe1·eorse. Mentre i gia.pponesi si avanzavano contro le sue t ruppe, il generale cinese Sung, ebbe notizia dello sbarco d~lla n· t.1r· mata giapponese nella penisola di Liao-'rong. Avrebbe voluto• impedirlo, o renderlo ine:Olcaco. La distanza e la mancanza di forze non glielo consentivano, come egli lo desiderav11. Quelle uhe avevano combattuto a Kiulen , ed aJi ora trovavansi alla ·difesa dei passi dei l!'in- Schui- ling, erano scosse. Il governatore della provin<:ia di Liao-tong, quella che stava alle spalle delle sue truppe, avea promesse nuove leve, ma esse erarro da farsi - nel q uartier generale trova va a v visi di guerra difensiva e timida. Il generale S ung, aiticlati alla difesa di poche forze i passi dei F in- Schni- ling, si portò a Gaiping, sul golfo di Liaotong, sul rovescio della penisola ~mlla cni estremità sta P orto Arturo ed in comunicazione col golfo di Pe-ci-li, e per esso ' colla capitale. Volea r ender più pronte le levate di truppe nella provincia di Ljao- tong, attirar r inforzi, r insanguare il piccolo nucleo di truppe che avea seco, formare un esercito, é con esso prendere alle spalle l'armata giapponese che stava , per investire P orto Arturo. Con questa azione decisiva, venire in aiuto dei difensori di quella fortezza. Sperava dalla flotta qua lche appoggio, per la r iuscita di questo gran pìano, che esigeva decisione ed attività. F u breve lampo di nuova dottrina di guerra cinese, che non poteva aver seguito, nelle tristi circostanze in cui era concepita, e nelle condizioni della monarcl1ia cinese, votata da secoli alP immobilità.
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SOMUARIO DEGLI AVVENIMENTI ){!LIT ARl
II. Il teatro d'operazione nella penisola eli Ljao-2·ong (Regent's Swo1·cl). - Lo sbarco della IY armata ( 1). •=- Ardita, rapida. e fortunata fu l'opera del corpo d'Oyama, contro la città di P orto Arturo. Era secondata dall'aiuto potente della flo tta, dalla debolezza delle flotte nemiche, dall'inerzia di queste per ter re e per mare. E quell'audacia, contraria ad ogni legge di buona strategia, divenne la for tuua dei giapponesi. · Il 24 d'ottobre, vigilia della battaglia di Kiulen, cominciò lo sbarco della IP armata sulla costa di Rwagun, a 125 chilometri circa, in linea r etta, ad est di P orto Artnro, ed a 200, pure i n linea retta, dalle foci dell' J alu. La 11' armata, comandata dal generale Oyama, raccolta a, Simonosheki (2), era costituita dalla l" divisione provinciale, (generale Jamaji) composta della l' brigata, '.rokio, (generale Nishi) della 2• brigata, Sakura, (generale Nogi) e dalla . 12• brigata (gener ale Hasegawa). In t utto 30,000 nomini. I convogli che li trasportavano, movendo a scaglioni, erano arrivati tra il 15 ed il 20 ottobre alle fo ci del 1'ai·don-jang. La flotta giapponeso, sott<> il comando dell'ammiraglio I to, perconeva la marina, lungo la costa, dalle tòci dell' J alu alla baia di T a-lien-wan (3), in traccia di uu luogo di sbarco. Lo trovò s ulhL costl:t sunnomiuata di H wagun; ne dette avviso al convoglio di truppe, scortò il lo · scaglione che traspor;.._ tava la. 1" brigata Nishi), e precedeva gli a.ltri. L e 'prime navi arr ivm·ouo sull'albeggiare del 23 ottobre ; sola mente nella notte del 24, l' incrociatore Chiyoda sbarcò una com-
(l) lapan-CJMna Wa~·, on tlle Regent' s 8'i1!07'd-Kinckorv, J'aliemvanPort Art/tut-. Cornpiled from official and other sources, by .Jukicll Inouye. With nnmerons collotypo platos by l\. Og·awa. Kelley auù Wolsb, Li-
rnited Yokoama, a:ougkong, Shangho.i, etc. 189:>. (2) I g iapponesi lo chiamano Ujioa. (3) Su alcune carte è dotto Malienhwan, ad est di Porto Ar turo.
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LA PENISOJ;A D{
LJAO-TONG PORTOARTURO
D BLLA GUERRA CI NO-G I APPONESE
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pagnia di fanteria marina, per esplorare il terreno - - fu trovato sguarnito e vi fu alzata bandiera giapponese. N el mattino del 25, cominciò lo sbarco dei due reggimenti della 2' brigata, (2• e 15°) e seguitò nei giorni seguenti, finchè t utte le tnlppe ed i servizi non furono a terra.. Siccome .la marea è forte in quei paraggi, accorsero 12 giorni per poter sbarcare i cavalli. La 12• brigata, rimase ancora alquanti g iorni a lle foci del Tai·don-jang, per completarsi. Sapeasi che Petsewo (l) era presidiata. Un'avanguardia vi fn spinta in esplorazione, ed occupò quella località senza trar colpo - là si raccolsero, via via, le truppe della. n· armata, e vi si trovarono riunite il 29 d'ottobre. Rimasero colà quattro giorni per ristorarsi. Primo obbiettivo per queste truppe era T sin- schon-ting (ingl. Kinchow) per aprirsi la strada di Porto A.rturo; non poteansi tuttavia trascurare le minacce che venivano dal settentrione, ove il generale cinese Snng stava raccogliendo forze intorno a Gaiping. Ki.nchow è città fortificata all'antica, con mura alte e torri guarnite d'artiglieria: era ·il vecchio emporio commerciale, sull'estremità della penisola, prima che sorgesse Porto Arturo. D 2 novembre, cominciò a muover e per Kinchow un'avan· guardia, (maggiore Saito) composta di un battaglione di fanteria (15° reggimento), uno del genio ed uno sq uadrone di cavalleria. Il 3, lo seguì il resto della l ' divisione, sotto gli ordini del suo generale J amaj i. Queste eruppe marciarono lentamente lungo la strada littoranea, spingendo sulla destra una colonna fiancheggiante, che raggiunse Poalanten, donde si staccano le vie per Fu-tschou !Foochow). Intanto la cavalleria, scorrendo oltre, tagliava le linee telegrafiche, e raccoglieva prigionieri, tra cui uno inviato da Porto Arturo a Fu-tschou, con una lettera che chiedeva rinforzi. Quel messaggio voleva darsi la morte, anzichè cedere il piego.
(l ) In alcune carte Pa- tsn- wo.
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SOli1MARIO DEGLI AVVEN I MENTI MILITARI
N el mattino del 5, l'avanguardia della divisione (l • reO'gimento di fanteria, uno squadrone, una batl;e.ria da mo~-· tagna ) era presa a cannonate dai cinesi. Questi guarnivano una posizione ad oriente di K inchow, a 6000 metri di distanza, da cui le sparavano contro senza alcun dan.~o. D'altra parte, il g enerale J amaji avea saputo dalla colonna volante Saito, che i cinesi si preparavano a forte resistenza. Concepì allora l'ardito disegno di prender la città alle spalle : lasciò un piccp.lo corpo di truppe, cui si unì la colonna Saito. innanzi alt nemico per tenerlo occupato, badaluccando . con esso. Col rimanente, facendo un largo giro di 30 chilometri, a settentrione delta città, per sentieri scoscesi, giunse a sera sul fianco sinistro dell e posizioni nemiche. L 'attacco fu fissato per il giorno seguente, 6 di ottobre. Si seppe che la città non conte11eva più di 1500 cinesi. La colonna volante Saito, guadagnò n ella notte il tergo della cittadella - un giovane sottoten~nte, (Ito) condusse animosamente un manipolv dei suoi sul ciglio di un precipizio che la dominava, s'avvicinò a pochi metri da una batteria cinese e l'annientò. Chiese soccorsi, li ebbe, ed alla testa di quepti conquistò un'altra batteria -- trovò in una tre cannoni Krupp Q,a. campagna, ed uno da mont.agna; nell'altra tre da campagna ed uno da. montagna. All'alba del 6, il grosso della divisione era pronta all'at- . tacco; il generale Yamaj i formò i reggimenti in colonne d'assalto, ma procedevano cauti. sapendo di mine c di fogate, che insidiavano la marcia. L'artiglieria da campagna dei giapponesi, aprì un gran fuoco contro l~, città - - i cinesi _vi risposero dalle torri merlate, per quasi un'ora. Poi la fanteria s'avvicinò alle mura- erano alte 7 metri, nè si potevano sca.larc sotto quel gran fuoco, le porte asserragliate e guerni te di ferro. Avanzò un drappello del genio, un soldat.o volle deporre una carica di cotone fu lminante contro la porta. Bersagliato da ogni parte e feri to, riuscì a tr ascinarsi ai piedi di essa, ·ed a deporvi la carica. La porta fu sfondata. Per la breccia, si slanciarono in città le colonne giapponesi; i cinesi fuggir ono verso Porto
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Arturo, inseguiti da due r eggimenti. Sul castello di Kinchow sventolÒ la bandiera giapponese. Erano le 10 antimeridiane. 11 generalé tlamaji, volle approfittare del successo ottenuto, per assalire anche i forti di Talienwan, e dar mano alla flotta. Stabilì d 'a~ttaccarli il giorno seguente, ti.dan.do molto nella èelerità delle mosse e nella sorpresa. Tra Kinchow e Talienwan corrono 12 chilometri appena. ' del 61 vi diresse due colonne, {generale N og1. e All'alba ~olonnello Kono) l'una contro i for ti d'Hoshang, l'altra contro quelli di Talau, che stanno a guardia dell~ ba,ia di T~lien wan, da. par te di terra.. Entrambi costr utti seco~1d o. 1. P.lU moderni sistemi ' dell'arte , potevano opporre mvmmb1le ostacolo alla marcia dei giapponesi. Ma il presidio cinese (5,000 uomini), udita la r esa. di K incbow, il giorno prima, abbandonò i forti all'apparir delle teste delle colonne nemiche. Quattro forti caddero in potere dei giapponesi (1). Da Talienwan a P (}rlo 11?·t·uro. La flolla giapponese a 1'alienwan. - La flotta giapponese, per cooperare più attiva"' mente alle operazioni d'investimento di Porto Arturo, av~a bisogno dì un ancoraggio più prossimo e sicuro, che non quello delle isole di Hai-jang- tai. P erciò l'ammiraglio Ito~ presi accordi ·col generale Oyama, il 6, diresse .le ~ue nav1 . alla spiaggia di 'l'alienwan. V'era la squadra prmc1pale .con l'Hashidctle, Chiyoda, Its'Ltkushima, N ardwa e Nlalsushzma; la prima. sy uadra volante con l'Ioshino, !'ahachik~, Akitst~ shima; la seconda squadra volante con 1l Fuso, AatstJv?'agt, Kon go ,e Takao; e la quarta squadra volante con ~l ~su kuschi, Akagi, Naya Oshima e Chokai. Queste nav1, gmnsero nella baia di Talienwan nel pomeriggio del 6 novembr e. ;rjdiva.nsì fitti colpi di cannoni in direzione di Kinchow; ie · ciurme anelavano di sbarcare, per assalire i forti di Talienwan.
' (lì Forte Talau. -Forte Hoshang-. - Forte ~!onte Choohea. Laolnng.
Forte
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SOMMARIO DEGLI .AVVENIMENTI l llLITARI
Cadeva la notte, s'avea notizie di torpedini nella baia, che conveniva. evitare con somma cura. L'attacco fu perciò differito al mattino seguente (7). All'alb~t, l'Akagi ed il Chokai forzarono l'ingresso della baia di Talienwan, l' Hashidate lanciò una bordata delle sue artiglierie contro i forti a mare. Non risposero, meravigliando avanzò ancora; quando si vide sventolare dagli spalti là bandiera del Sole nascente. Il collegamento delle forze di terra e di mare, era così compiuto con esito felicissimo. Le perdite del 7, per parte dei cinesi, f nrono una diecina di morti e 100 feriti; i giapponesi non ne ebbero alcuna. Questi fecero 200 prigionieri, conquista'rono una quantità immensa d'ar mi, di munizioni e di vettovaglie. l!'ra Kinchow e Talienwan, complessivamente, s'impossessarono di 129 ca.n . noni, eli 6 mitragliatrici e di 5 milioni di ca-rtucce. La presa delle dne piazze, fu compiuta dalle sole truppe d6lla l " divisione, Jamaji. Il 12, sbarcarono in Talienw~n quelle della 12" brigata del generale Hasegawa, rimaste in patria, per dif:ficolt&. di, mobilitazione; il g i0rno dopo giunsero a Kinchow, e· si congiunsero al grosso dell"armata. accampato intorno alla città. !117, sbarcò a Talienwan il parco d'assedio. Le truppe riposarono in Kinchow alcuni giorni. All'alba del 17, si po · sero in marcia verso P orto Arturo. Erano 18,000 uomini. L'armata si divise allora in due colonne, precedute dalla cavalleria. Una di esse, a sinistra, al comando del tenente-colonnello .lVIasnmitsn (14" r eggimento fanteria, 2 squadroni, l batteria da mon tagna.), prese la strada costiera di Talienwan; l'altra, a destra, con il g rosso dell'armata (l" divisione, 12" brigata, meno i corpi staccati alla colonna di sinistra), seguì la via di Kinchow-Porto Arturo. Procedevano quasi parallele, ad intervallo non grande. La cavalleria esplorante giunse il 18 a Shwangtaikow; ba.ttò il paese dintorno in t raccia del n emico - le .due co lonne marciavano appresso, a brevi tappe di pochi chilometri, quasi alla pari; il parco d'assedio le seguiva.
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Nel' meriggio del 18, la cavalleria esplorante s' imbattè nel nemico, ad est di Toochingste. Era un corpo di 3000 cinesi e <1 pezzi, proveniente da Schwytseying, che operava una sortita. Il maggiore Akiyama, alla t esta del primo battaglione di cavalleria, si slanciò tosto alla carica; .i gia~ ponesi furono circondati. La cavalleria cor ~ev a s~n o per~ colo, perciò accorse in sostegno un battaglione d1 fante~1~ Che la seo-uiva dappresso ; ma fu costretto egualmente a n t1-. ~ . f' rarsi. In queste angnstie, era impossibile provvedere a.t erit i che combatteva.no valorosamente finchè aveano forze; poi ' sfiniti, incapaci di r itirarsi, si davano da loro stess1. l a . morte, per evitare le torture dei nemici. La cavalleria, ed il distaccamento di fanteria battut1 a •roochingste, furono raccolti dall'avanguardia della colonna di destra (generale Nishi) - - il nemico non inseguiva. Le perdite dei giapponesi, in questo combattimento, ft:rono di 12 morti e di 32 feriti. Il19, il g rosso dell'armata g mnse all'altezza di Shwangtaikow; il 2.0 nei dintorni di P orto Arturo (Liheatun). S'udivano i cH.nnoni della piazza .far salve intermittenti; ma i giapponesi non potevano attaccarla subito, attendendo il parco d'assedio; malgrado le due colonne fossero in ::;tretto collegamento fra di loro. Era mezzogiorno. Il generale Oyama. chiamò tutti gli ufficiali dell'armata a rapporto, presso Liheatun. Spiegò loro il disegno d'at.tacco della piazza, che dovea eseguirsi il mattino seguente. Poco appresso, un confuso sventolar di bandiere variopinte: per le vallate a mezzodì di Liheatun, rivelò l'appressarsi dei cinesi. Questi, ignari della segreta marcia del nemico, avevano preparato un'altrà sortita, incoraggiati dall'esito di quella che aveva respinto la cavalleria giapponese, il 1~. Il generale J amaj i schier ò in breve le sue truppe; 1l 2° reggimento aprì vivo fuoco di sorpresa, l'artiglieria da montagna lo secondò; i cinesi, sorpresi, si ritirarono in fuga. Il parco d'assedio giunse a Toochingste, nella notte del 20. F urono dati gli ordini per l'attacco de lla piazza di Porto Arturo, da eseguirsi. al mattino successiv o.
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SO)IMARIO DEGLI AVVEl\lliENTI MILITA Ri
L'attacco eli Porto Adtwo. - La prima divisione ricevette l'ordine d'impossessarsi dei forti sulle colline di Etse, (EtseHill) i più elevati e potenti da parte di terra, alla sinistra della linea cinese; dovea poscia attacca.re i forti di Sungshoo, da rovescio. La 12" brigata., doveva assalire i forti di Urlung; la cavalleria indipendente coprire il fianco destro della divisione, il parco d'assedio battere da fron te le posizioni, a nord di Shwytseying. Perciò la sera del 20, il generale J amaji diramò gli ordini seguenti (l) : l ' L'intera armata ha. il còmpito d'attaccare i for ti cinesi, a.ll'alba del 21. La brigata mista (12• ), prenderà posizione sulla strada di Toochingste a Porto Arturo. per attaccare i fo rti d'Urlung; una colonna, !t sinistra, deve prender posizione a nord-est di Porto Arturo, stendendosi su larga fronte. L'art iglieria d'assedio aprirà il fuoco prima dell'alba·; 2° la di visione pri1wipale, h il còmpito d'impadronirsi dci forti d'Etse; 3• il maggior generale ~ishi, all'alba, aprirà il fuoco contro i forti d' E tse. Avrà ai suoi ordini le truppe del 3" regg imento fant!llria, e del 3" battaglione del 2" fanteria, mezzo squad1·one di ca,·alleria, un battaglione d'artig lieria da montagna (3") ed una batteria da campagna; 4° il r eggimento d'artiglieria, (meno il s· battaglione) verso le 5 ant. prenderà posizione ad ovest di Shihtsuytse, aprendo il fuoco contro i forti d'Et-se. Sarà sostenuto dal 2• reggimento fanteria, (meno l battaglione) e da 2 sezioni della 2" compagnia del genio ; 5" le for;,.e restanti, prenderanno pos1ztone alle 2 aut. a sud·ovest di Shihtsuytse, e vi rimarranno in riserva, agli ordini del tenente generale. Questi dirigerà in persona le mosse del 2• reggimento ; 6" Il · carreggio dell'armata., si troverà ra.ccolto verso le 6 ant. a l\1ehotse, o nei dintorni ;
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7• l' ospedale da campo r imarrà a Shihtsuytse, ed il commissariato dappresso, fra Mehotse e T oochingste; 8" il tenente generale muoverà con la riserva. La flotta doveva cooperare all' att&.cco di P orto Arturo, bombardando i forti a mare. ·· N ella notte si fecero i preparativi d'attacco. - L'ar tiglie ri;~ da campagna., si sehierò sulle eolline a nord-ovest di Shwtseying, aspet.ta,ndo l'alba. Due battaglioni (2" r eggimento) le fecero scorta, e l'aiutarono a superare le difficoltà dell'erta salita.. Il gener ale Nishi, con la sua colonna, prese la str ada dei forti d'Etse. - Il generale J amH.j i, Io seguitò colla ri::;erva. Alla prima luce, le artiglierie da campagna e d'assedio aprirono assieme il fuoco; poco appresso s'udirono i cannoni della flotta. - L'avanguardia della colonna Nishi , (3" r eggimento) g iunse innanzi ai forti d'Etse - l'artiglieria da mon tagna s'unì al fuoco di quelle d'assedio o da campagna. Erano 40 pez:>:i in totale - i cinesi rispondevano con ostina:lione. I for ti di Sungshoo e di Hwanghin par tecipavano all' azione; ma il fuoco preciso dei giapponesi li soverchiava. Il duello era vicino alla fine. Un battaglione, del 3" fanteria, quello stesso che fu costretto a ritirarsi il 18 a Toochingste, ansioso di prender bella rivincita agli occhi dell'armata, si slanciò all'assalto. Fu soccorso; ~uccess i vamente caddero in mano dei giapponesi tr e forti. Il fianco sinistro cinese, da parte di terra, era caduto. ·Potevano esser e le 8 del mattino. Da Etse, udivasi distinto rumore di combattimento in direzione di Fongheatun, a settentrione delle colline; perciò il generale J amaji, spacciò un aiutante a riconoscere quei luoghi. .Riferì che il generale Nogi aveva attaccato combattimento con una colonna di fuggiaschi nemici, che cercavano sottrarsi al bombardamento della fiotta - i cinesi ripararono dietro le colline, di Laote. L'artiglieria concentrò intanto tutto il suo fuoco contro il forte di Sungshoo, al centro della linea dei forti cinesi.
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SOMMARlO DEGLl A VVENIME~Tl MILlTARI , ECC .
In questo tempo, il generale Hasega.wa aveva dato ordine di cQmbattimento alla sua brigata.. Il 24• fanteria, ed una batteria da montag na, marciarono all'attacco dei forti d'Urlung, mentre la l' divisione concentrò il suo fuoco contro gli spalti di Sungshoo, che tuttavia resistevano. - L 'altro reggimento della brigata (14°), era stato fraz ionato nell'adempimento di vari còmpiti. Il 24" fanteria avan:.:;ò arditamente, fra i forti di Sungshoo e d'Urlung - sfidò i fnochi incrouìati di tre fl'onti di difesa; scoppiò una mina , ma prematuramente, e non r ecò danno alla. colonna d'assalto. -- n forte di Smigshoo cadde a · mezzodì, quello d'Urlung un'ora dopo~ i cinesi, nel ritirarsi, fecero brillare i magazzini da polvere. Il reggimento ebbe 7 morti e 81 feriti, i cinesi l GO morti. - Il 24" fanteria giapponese, scrisse così una bella pagina nella sua nuova storia reggimentale. Alle 15 s'arrese il forte di Hwanghin; nello scor ci0 del giorno le rimanenti difese terrestri. La piazza di Porto Arturo, fu così conquistata in un solo giorno.
E. B. (Continua' .
LA QUESTIONE CICLO-MILITARE CONSIDERAT A . NELLA PRIMA VERA DEL 1895
r..mtiwwziolle, vedi dispen~(l Xlii
r. SCELTA DEL PERSO~ALE E DELLE MACCHIN E.
Considerazioni. generali.
Un velocipedisla militare der e pel suo fìsico, pel suo cn ralter~, per le sue cognizioni è per la sua abilità, offrire la m a:z~iore garanzia che le mission i rli cui vi ene incaricalo, siano assolutamente eseguite, salvo circostan:t.e òi forza maggiore, indipendenti dalla sua capacità (-1). . Se :>i considera tutta l'importanzn che può avere la trasm issione di un ordine in guctTn , no11 sembreranno mai troppe tulte le cure m€\sse nell tt scelta: del pe rsonale incaricato di questo servizio: La svegliatezza e la capncilil di cavarsela in ci rcostanze molto critiche, fanno si che non tuui quelli che lo vogliono , possano riuscit·e velocipedisli nel senso militare. L'essere un buon coJTidore non vuoi dire essere nn buon ''elocipcdista staffetta, come l'essere un buon fan tino non sign i fi~a essere un buon soldato di cavalleria. (1.) Queste considerazi(>ni sono tratte in gran parte d:, ll'Ol'ganizznzione dci l'elocipedisti nogli altri eserciti.
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LA QUESTIONE CICLO-MILITARE
Le qualitil che mil itarmen te si richiedono sono tante, e bisogna spcr·i mentare moltissimi candidati per poter trovare quell i che realmente sono adattali a questo speciale servizio ( l) . Anzitutto è indispensab ile sapersi servire della propria macchina in modo perfetto , e ciò è meno facile di quanto comunemente si creda. Per quanto i primi elementi del velocipedismo si apprendano co n incredibile facilità, pn re il sapersi servire della propria macchina, in tutle le circostanze di tempo e d i terreno, è cosa che richiede molti mesi di pratica . TI velocipedista borghese può scegl iere l'anùatura e la strada migliore ; se questa non p-li conv iene la cambia ; se il tempo è cattivo to rn a ind ietro. È li bero di transitare un corso di acqua in una mani era piultosto che in un'altra, di evitare gli ostacoli agg inmdoli , d i all ungare, accorciare o variare il percorso per raggiungere la sua meta. Pel velor.ipedista militare non ò la stessa cosa. L'andatura e la strada ell e deve tenere gli sono imposte o dai superiori o dall e circostanze. Sia di giorno, sia di notte, sia con buono o cattivo fem po, la sna panenza non può essere rimandata di un solo minuto. Di none molte volte dovrà partire col lume spento. I n vicinanza del nemico, per non esser·e scoperto, spesso 'dovri1 abbandonare le strade ott ime e prenderne .altre in condi1.ioni scadenti ssime. Tn molle circostan1.e dovrà seguire la stessa strada battuta da lle truppe in marcia, e quindi rinunciare al sentiero vctocipedabìle, (2) per correre sulla ghia in o in mezzo ai solchi di polvere e di fan go. Dovrà avero mol ta arditezza ed abilità per traversare Lra i carri ed i cavalli dei militari montati, senza incorrere in qualche disgrazia. Spesso dovrà lasciare le comode strade per internarsi nei campi. In tal caso, compa tib ilmente col suo mezzo di trasp orto , avrà tantn abil ità, sia nello scegliere i senti eri utilizzabili, sia nel re-
(l) Naturalmente in CfUCSlo ca pitolo si parla più specialmente <li velocipidisti-starfette c non di combattenti. (2) Vedi il car•itolo strade.
CONSIDRRATA NEl. LA PRUIAVERA DEL
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stare in sella, da compiere la sua mi:;s ione con la maggiore rapidità possibile. Chi avesse difficoltà a sahre e piiì .vpecialmente a saltar giiì dalla macchina, in q1~altmqae andaltt'l'ft e gr~ qnalnnque ternno, sa1·à militarmeMe nn 1:elocipedista inutiiR. Qualità fisiche. I requisiti general i che rendono abili al militare servizio, sa· ranno necessari al velocipedista mi litare; tuttnvia non potrit essere accettalo : chi non è tanto robust.o da resistere :tcl una vi ta di disagi e di cattiva nutrizione ; chi non può sopportare un l u n ~o e rap ido viaggio , senza avere c.ontinuo bisogno di r ithcillarsi con beva nde e liquori ; chi è gracile di costituzinn e ed ha gam be smi suratamente lunghe; chi suda eccessivamente e soffre il C(l ldo ; dovendo a lunghe corse allernare lunghe fermate all'aria apèrta per le esigenze del suo servizio ; chi patisce di asma e di varici alle gambe; ch i non ha buona vista e n,on può, coll'uso delle lenti, correggere il suo difetto; chi non può superare gran parte delle salite senza discendere dalla macchina e non può portare la sua macchina in ispalla · per lunghi Lr<~Lli . Spesso, per guasti .all a macchina il velocepidista sarà costretto a percorrere tratti a piedi, molto più lunghi e faticosi <l elle marcie di un fantaccino ; però tali casi essendo eccezionali ed il Yelocipedista viagg iando isolato, le sue attitud ini come .~a mm i n ator e saranno considerate come seconda rie . Anzi a tale servizio potra nnc essere adibi ti quei tanti individui intelli gentiss imi, che sono cattivi marciatori. Sarebbe bene che fra i velocipedist.i vi rosse una certa uguaglianza di statu1·a; onde evitare contin ui spostamenti alla. sella ed al manubrio della macchina.
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CONSIDERATA NELLA PRIMAVERA DEL
LA QUESTI O~ E CICLO- ~IILITARE
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zioni brillantissime; e ciò con tanta 'perspicacia da non mai lasciarsi sorprendere sulla macchina nè cadere in agguati. Devono inoltre con un rapido sguar·do, rendersi conto della situazione del nemico, per sventarne pian i e prepararsi a difesa.
Fra quelli che riuniscono tutte le qualità fisiche; si dovranno naturalmente preferire gl'individui che resistono di più alla corsa a piedi, ed hanno pit:t attitudine ali(). ginnastica . Qualità morali.
Cognizioni. 'Il velociperli ;;ta mili tare, pel suo speciale sentzto saril rari ssimamenle sotlo la sorreglinnza dei suoi superiori direui, sarà spe:;sissimo a contatto con ufrìciali che occupano altissimi gradi nell'esercito, ri ceverà una macchina costosa c delicata in consegna, avrà incarichi importantissimi , pel cni adempimento si allontanerit fo rse per intere giorn :~ te dal posto in cu i risiede l'unità alla qu11 le appartiene. · . Si co mprenòe bene che l'individuo pow disciplinato , poco rispeuoso . trascurato della pulizia del proprio corredo e del pt"Oprio armamento, dedito nl vino e t'ttcile a commettere mancanze, l'lllD potrà mai essere l'eiocipedi:> ta. Così non potrebhe esserlo chi avesse un carattere talmente timido da non sa per atl'rontare con decisione tutti quei pericoli che la sua speciale earicrt presenta; siano essi pericoli dipendenti dal me1.zo di lrnsporlo, o dali~ mis-sioni arditi s~i me che a qualunque costo il relocipedi.~ta deve adempiere. Chi rosse così poco prudente da non l1revedere quei casi in cui le gravi cadute sono inevitab il i, e. con ciò comprom~ttere l'esito · de l suo mandato, dovrebbe del pari essere escluso . Il regolamento sul servizio in gue rra dice che , quando il latore di un ordin6, teme di cadere in mano del nemico, deve, prima di distruggerlo, leggere ed im primer:;i bene in mente il contenuto, per ripeterlo poi a memoria a co lui, cui era diretto. Quindi il regolflmento ammette il lntore stesso deve essere al caso di comprendere l'ordine, qualunque esso sia, cd essère tanto sca ltro. ed ardito di riuscire a portarlo.
Per valersi bene ed in qualunque ci rcostanza del velocipede, pi l't che saperci stare sopra, importa conoscerne a fondo la costruzione. Il buon velocipedista si accorge subito dal fun zionamento di una macchina, se alcune parti di questa devono essere unte, registrate o riparate. Cosi non gli capiterà mai, per guasti durante il percorso, d'impiegare più tempo e fatica di un pedone, o di restare a mezza strada. Una vera passione per la meccanica in genere e per la sua macch ina in isper-i e, renderanno il veloci pedista tan to accurato della manuten1.ione del mezzo di trasporto, quanto abile alle piccole riparazioni , eseguite da sè stesso o coll'aiuto del primo fabbro incontrato sulla via. *
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G·li urfìcial i de i reparti velocipedi sti , samnno scelti fra i più arditi e nello ste~so tempo previdenti. do\'endo con pochissimi uomini e colla mas~ima velocità adempiere delicate missioni, c ricogni-
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Il velociped ist1L sarà scelto l'ra quelli che hanno giù servito un anno almeno nella propria arma, dove avrà acquistalo quelle qualità militari, ch e devono eccellere negli indiv~dui adibiti a tale carica. Sarà necessar·ia pel velocipedista la conoscenza di un incolonnamento di trupr:;e in marcia, per potere a mezzo di altre strade, raggiungere l'autoritit militare cui è diretto, ca lco lando il punto in cui la stessa si tt·o,•erit in un dato momento. Sarà del pari necessaria un'esalta conoscenza degli elementi e delia distanze richiesre per un servizio di avamposti, onde trovare subito i vari comandi. Il veloeipedista llovrit inoltre avere criteri generali circa lo scaglionamento delle truppe in un combattimento, specia lmente per ciò che riguarda le ri s ern~ ed i vari servizi; come pure saper distinguere dalla fo rma e dai colori i pennon i e le lanterne , cl1e indicano vari comandi e servizi. 80 -
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LA QUESTIONE CI CLO-MI LITARE
Saranno preferiti coloro ~~be meglio san no leggere le carte Lopogr·afiche. Tutte queste qualità richieste negli eserciti esteri, sono rimunerate con forti paghe. ln Olanda, per· esempio : i velocipedisti ~odo no considerazil)ne grandissima, so no trattati come ufficiali , e ri c t~ vono franchi 'l 0,50 al gi orn o. Se in tutte le nazioni non hanno sì granJi vantaggi, gli assegni sono però ovunque ben lucrosi. Generalmen te non es iste un oÌ·ganico lis:;o pei wad i di truppa. a!Tìnchè gl'individui adibiti a tal carica, senza scapitarci nel loro avanza mento, vengano promossi a turno coi compagni della loro rispelliva arma . ;y.
* * L'ufficil:l le dovrit avere vn stc cognizioni su l materiale, su i modi e snllt: fo rmule che re;.(olano la costruzione òelle macchine, o od~ es:;ere chiamato a deci rlere nell e con testazioni snl_l' acceltazione dei velocipedi di privata propr:ietà ; e per poter dare consigli sulle grand i riparazioni, i n cruei casi. frequentiss im i in guerra, in cui si trova:;sero operai meccanici, ma non fab bricanti di bicicleue . Dovrà per di più apprendere la storin e le varie cognizioni dello sport velocipedistico. Un'alti tudine speciale per la lettura dell e carte topograflche, sia per la scelta delle slraòe, sia per giutli care le pendenze; una grande facilita di ric11vare schizzi; una conos..:e nza non co mune della ge o~rafi a del proprio paese e di quella dei probabili teatri di guerra, specialmente in ciò che ri g-uarda la vinbilitit; una suHiciente pratica di parlar hene almeno una lingua straniera; una idea esatta degli incolonnamenti, delle disposizioni degli avamposti, delle rormazi(lni di co mbattimento, sia del proprio esercito, sia ùi quello contro cui si combatte, onde , nelle ri cog ni zioni di cui verrà incaricato, da un piccolissimo dellaglio, ricavare dati importanti; tutle que,:;te saranno le doti dell'ufficiale velocipedista .
CONSID EHATA NELLA PlmfAVERA DEL
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L'I nahilterra deve il grande sviluppo del velocipedismo nell'eserci;o, all'ottimo elemento degli ufficiali a.ddellivi. Il regola· mento iogles& prescrive che gli ufGciali siano abili n~! cic\.is~o~ se non di più, almeno quanto !a maggior parte degli rndtVrdUt che devono educa re ed istruire.
lstruzionì
pratiche.
. Facilmente a.vverril pei velocipedisti, eornc per In cavalleria, i cu i mili1 <11'i non si preoccupano i'n genere <:Ile del cavallo e dell'equitazione . Però per In <:aV;llleria il cavallo è anc~1c mezzo di combattimento , menlrc r.he il velocipede è un semplrce mezzo di trasporto, e. per importante elle sia l'abili~.<~ di ser:ir~ene, questa non òeve andare mai a scapilo dell e ~ltre r ~ truzt.O ill. I veloci pedisti , ~pec ialmente q u ~:> l li assegnaLI a rcpar~ t comballenti , dovranno esser& esercita ti con molta cnra nel Ltro col l'arma r!i cui dispongono. In ltasc all'abilitit sul tiro sat·ft la tia la scelta fra lo staffette ed i combattenti. Sarebbe inutile creare una fan teri a montata sui velocipedi , quando il vautaggio del mezzo di 1rasporto andn5se a detr imento della qnalitit precipua di tale arma : il fuo co. 11 velocipedisla come velocitit deve o:;serc superiore .~1 fantaccino ma come Liro devo essere superiore alla cavall ena. t'appunto a t[uesto scopo cl)e nelle varie na;::ion i si rece.r~ c01·se con ~are di tiro a bersaglio, e noli' aprile ·1894. a Pangt fu. istituita una società por promuovere pnsseggiato alternate con esercizi di tiro . l'l regolamento inglese sui ciclisti, ha molto sviluppato tale genere di esercilazioni. . . . . Artìn clt~ i velocipecli sti abbiano campo th ded1cars1 alle. varre istruzioni dovrebbero e"sere scelti fra quelli gi~t ahil i lino da borghesi ,' cosa d'ora innami facilissima; dovrebbero e.ssere tenu:i in carica perrnanentemenle come i trombeLtieri e glr zappalon : e per l'uniformit:l poi rlell' i:>trnzione sarebbe necessaria u.na .scuola speciale con seLle in uno dei principali centri, o meglro tn una città. pros,ima ai contini , dove gli allievi acquisterebbero la pra~ tica di quell a rete stradale, di cui probabil mente in guerra s1 dovrebbero .senire.
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LA QUESTIONE CICLO·!IILITARE
Per quanto conti nuamente si è detto, una istruzione che acquisterà tanta importanza non dovrà più essere affidata al maes~ro di scherma, ma ad un personale apposito. Per l' impianto di un servizio provvisorio si potrebbero benissimo impiegare i volcmtari di un anno , fra cui trovansi molli gi ovani intelligentissimi , e già provetti velocipedisti. Impartendo loro una istruzione speciale sulle cognizioni indispensabi li, se ne potrebbero ricavare ottimi elementi anche con vantaggio per l'erario, giacchè gli stessi, per non fare il servizio a piedi, adopererebbero macchine di loro proprietà. I velocipedisti dovrebbero fare l unghis~ime marce, ed anche escursioni della durata di più giorn i, sia per l'allenamento, sia per acquistare profonda conoscenza delle varie reti stradali, lontane o vicine alla loro residenza . Si dovrebbero fare anche pattuglie di soli ufticiali o sotluffi eia! i, allo scopo di esercitarli nelle ricognizioni clel terreno con J·elativi sch izzi e relazioni; questo, oltre ad e~sere mo lto istruttivo e divet'lente, li distorrebbe da altri passatempi pi Ll costosi e meno proficui. Ciò potrebbe sostitun·e benissimo l' istruzìone ginnastica reggimentale per gli ufficiali.
Vari sistemi di reclutamento.
Un modo molto semplice d'impiaptare il servizio velt,cipedi stico, è quello di accettare, pel servizio di staffetta in periodi di manovre ed in certe localitil, il personale borghese (con màcchine proprie) che, come pit:L volte e avvenuto da noi ed all'estero, le società velocipedistiche primarie spontaneamente pro pongono (·1). Questo ripiego fu in genere adottalo dalle varie nazi oni nei primordi del velocipedi smo e nel periodo dell'esperienze.
(Il Le societa velocipecllstlcM tli Torino e (Ji Milano hanno piu \'Olte otferto il loro concorso, ma qunnLUnquo sc ml)rasse tutto combinato, non se ne fece m<ti nulla.
CON SIDERATA NELI,.\ PRIMAVERA DEL
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Un altro sistema è quello di scegliere, richiamandoli co~le. loro classi o separatamente, i velocipedisti fra gl'in~ividu~ ascrtltt alle r iserve, che si obbligano a servire con macchme dt loro proprietà. . In molte nazioni si adottò questo sistema, ma non dette sempre i risultati che se ne speravano. . È accettabile in via economica e transitoria, onde avere Il vantllggio di non obbligare lo Stato ad a~q~istare _un ~r~nde ni~me~o di macchine. f>erò non sempre i migliori veloctpedtstt sono 1 po:;sessori di macchine, e questa 1:ondizione obbliga spessissimo a preferire gli scadenti n;:(li ottimi. . · Vedremo nel capitolo << Macchine >> che questo Sistema, come è rrià avvenuto in altre nazioni , può dar luogo a contestazioni inter~1inabili. Individui incapacissimi, co n macchine scadentissime, pur di non portare lo zaino e di non rare le marce a piedi , brigheranno per ottenere tale concessione. I certificati di abilità, rilasciati dalle societit, non sempre saranno veritie1·i ed in oani modo , come antecedentemente si è detto, ot' ~ . . timi velocipedisti borghesi possono essere militarmente mcapac~ · Ui:J. recl utamento su tal base non potrebbe essere adottato a SIstema, perchè a lungo andare si presterebbe a tanti inconvenienti , da rendere il servizio velocipedistico illusorio.
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** Molte nazioni traggono i velocipedisti dai corpi dell'esercito at.. tivo, !asciandoli permanentemente in car ica. Questo sistema è a mio credere, il più logico, tanto PIU che stracrrande è orrrri nei rea(rimenti il numero dei militari abili nel. n <:><=> no . . velocipedismo, i quali costi tuiscono un elemento ott1mo m cut la scelta può essere rigorosissima. E questo sistema è. pure _adottato fnt noi , ma un male inteso sp irito di compagnia fa s1 che ·a tale carica siano proposti militari pel' disciplina, qualità fi si~he ed intelletluali, e) assolutamente inc<1paci. Contad ini negati a
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LA. QUESTIONE CICLO-mLITARE
CONSIDERATA NELLA PRIM AVERA DEL
qualunque esercizio ginnastico, sono proposli a velocipedisti e ciò con danno dell'erario, giacchè, per la loro istruzione, si rendono inser1•ibili le macchine, e vi si producono guasti tali da richiedere la spesa di 50 o 60 lire per In riparazione. Nè ques ~o dit alcun profitto ai reggimenti , giacchè, quanùo .gf individui non hanno l'nttit ndine, non poss<,no mai divenire velocipedisti ab ili nl punto da eavarsela in qunlunque terreno. Co ntadini analfabe ti ~o no pr0posti , e ciò in perl'ellit eontJ·addizione ai parngrnfì 2 1 e :n del servizio in guerra ed ai ~§ 'l 08, 'i 09. 'Il O del Cod ice penule militare ei re:\ i doveri del latore di nn ordi ne. Durando poi tale servizio ~olo qu:dchc mese. non ~i comprende tanta contrarietà a propon-i ind i1•idui adatlati, mentre, fra le ca rich e speciali i velocipedisti souo quelli che meno dann o noie; che possono essere proposti a caporali; che pos~ono esser 11ti lissimi anehe alla compagnia; e che i uli n ~ non prirano l:t medesima se non di gu akhe fucil e in certe esercitazioni di comhaaimcnto.
** Per poter giudicare di un serv izio velocipedistico. bisoj.:nerebbe che questo fu nz ionasse da qualche anno, e ch e - ~ li !ndiridui ,-i avessero acquistato quella disinvoltura e quella pratica, che si ùtlengono con l'emulazion e che nasce fra g-li addeLti ad una s l es~a carica, e con i vantaggi che ciascuno ricava dall e cognizioni de i propri collegh i. Nessuno in coscienza potrebbe avventare giudizi, nè fa rsi de i criteri sui vanwggi che pnò dare in guerra uua cavall eria, qn.ando cruesta ros~e costituita solo :d momento del biso~ u o, e con dei prineipianti. Tale è il :-ervizio vel oci ped istico in Italia. Qualche ora quotidiana d'istruzione pratica prima dei campo, basta solo perchè il soldato apprenda i primi elementi dell 'equilibrio. Al campo, dove il velocipedista dovrebbe esst3re di grande uti lità, è do ve invece esso comincia a fare pratica di terreno ed a dimostrare tutta la sLw incapac itit co lle continue cadute, coll a macchina semp re guasta, coll'ignoranza di tutto quanto conceme una staffetta mi lita re ecc .
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1 maggiori relatori, sia per ia triste prova che danno i velocipedisti nell'adempimento del loro servizio, sia per le spese enormi che richiedono le continue riparazioni :'!Ile macchine, si persuadono dell'inuti lità eli tali con~eg ni, ed appena fìnito il campo li chiudono e li tengono piìL che possono ·bei magazzini del · corpo . Cosiccbè, ·se durante l'a nno rosse necessario servirs i di 'un velocipedista, questi, gi:\ poco abi le c pel' giun ta pr ivo di esercizio, dimostr·r.rit sempre più In su a i·ncapacità, clopo aver perduto "ch i sa quanto tempo per rimettere all' ordine la sua macchina. L~ macchine nelle varie nnz.ioni son o date ai reggimenti ·perchè, oltre all'allenamento ed all'esercizio dei velocipedisti efTetlivi, servano a sviluppare la passione per tal genere di sport fra gl i n!Tìciali, sottuflìcinl i c ::;olclati più intelli genti. In Italia, quantunque qualr:he <~ ir co l are minisleri ale sia stata invi ata ai comandami di co rpo, n frin c~ h è promuovessero nei loro dipendenti la passione al velocipecli smo, pure questo hn incontrato poco favore in molti urticiali, specialmente superiori . lnfatti non si -proibi~ce all'ullìcial e di servirsi del velocipede, ma di mostrarsi -su lla macchina in ci tlit, cosicchè gl'im barazzi che arreca tal divieto persuadono subito di rinunciare a questo mezzo di trasporto (1 ) . Non credo che l'andare in bicicletta. in divisa sia cosa sconveniente dal momento <~ he mollissimi nlnciali vorrebbero farne uso se nor) vi fossero tanti osta~o l i , e dal momento che se ne servono p'u bblicamente perlìno i sonn ni , i preti, i min istri , ecc. Se sconveniente fesse, non clovrebhe essere permessa nè in citti1 nè fuori .. Tulle le nazioni compresa la r.t.rnwnia hanno dato tal e concessione agli uff1ciali, regolando la tenu ta, il saluto, la maniera di fare fronte, il modo di portare la sciabola ecc-., sol a restrizione è la condizione che la macchina nsa ta sia degna di ch i la monta, e chr. lo stesso non si esponga al ridicolo per la propria inabiliti\.
{'l) Ct·e•lo inu tile ramme ntare che ques to lavoro fu scritlo anterìormen to alla ci rcolare minis teriale dell' H maggio ·1895, N. 2816.
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CONSIDERATA NEI,LA PRIMAVERA DEL
LA QUESTIONE CICLO-}IILITARE
Scelta delle macchine.
La sorte del velocipedismo militare e<J i buoni risultati di questo servizio, dipenderanno in gran parte dalle qualità della macchina adottata, e dai miglioramenti che vi si faranno. Certo che i velocipedi attuali, quantunque perfezionatissimi, non raggiungono l'ideale del desiderabile, ma tuttavia possono essere impiegati van taggiosamen te. Attualmente la macchina preferita in tutti gli eserciti è la bicicletta. Questa deve avere tali requisiti da garantire l'esi~o di qualunque missione aflidata :d velocipedista. Tale garanzia non potrà esistere se i guasti alla macchina saranno causati da im'perfezioni di costruzione o di materiale. Perchè il servizio velocipedi,;tico abbia realmente un valore, bisogna che il soldato che trovasi alla pol'tata del fuoco nemico, non dubiti un solo istante dHila solidità della propria macchina; allrimenti non dimostrerà mai tutto l'ardire necessario per l'adempimento delle sue diJlìcili missioni. Una commissione competente farà la scelta delle macchine o deUe modifìcazioni da adottare. Se la macchina non è costrutta nelle officine dello Stato, sara sempre rnegl io favorire l'indpstria nazionale, servendosi da fabbriche italiane. Un tipo di macchina unico è il più adatto per ragioni di disciplina, d'impiego, di uniformità d'istruzione e di andatm·e, nonchè di equipaggiamento. \ Il tipo unico faciliterit le piccole e le grandi riparazioni a mezzo di pezzi 'di ricambio, faciliterà pure la formazione di nuove macchine, utilizzando i pezzi di altre guaste. A tale uopo la con_giunzione delle varie parti è bene sia fatta con avvitature, anzichè con saldature; ciò agevola la sostituzione dei pezzi senza bisogno di officine o di fabbr·icanti, cosa in guerra ben rara a trovare. Il telaio a rombo, è quello che, oltre a dare la maggiore soliditit alla macchina, meglio favorisce la disposizione dell' equipaggìamen to. I raggi da preferirsi sono i tanzenti,. perchè hanno il vantanaio di rompersi meno, e di essere sostituiti senza danno del ;mozzone della ruota. '~
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Il materiale-migliore da impiegare è l'acciaio pieghevole speciale per· le biciclette. Diffidare molto dell' eccessivo buon mercato, perchè questo si ottiene coll' impiego di ghisa o di altri materii\li fusi, che, oltre a spezzarsi facilmente, hanno poca du~ata e si logorano subito specialmente nelle avvitature. Infine in una buona maechina militare la solidità è qualità importantissima, perchè deve resistere alle accidentalità di qualunque terreno sopportando l'armamento, l'equipaggiamento, nonchè gli altri congegni che si volessero affidare al velocipedista (1). La- solidità non deve andare a totale scapito della leggerezza, e devesi rammentare a tale uopo, che in molti casi il velocipe:dista dovrà portare la macchina sulle spalle. Le macchine usate uei vari eserciti pesano '18-chilogrammi circa, da noi ve ne fn in distribuzione una che ne pesava 28, e malgrado ciò era sempre guasta. Nelle macchine militari non si dovnlbbero sopprimere i parafanghi, sia perchè questo è uno dei. vantaggi che la bicicletta ha sugli altri velocipedi, sia perchè i militari devono intrapr·endere viaggi in ogni condizione di tempo e di strade, senza sciupare gli oggetti di corredo colla polvere e col fango. La macchina militare dovrà avere congegni solidi e semplici per la composizione 'delle varie parti, altrimenti questi, in brevissimo tempo, sarebbero guastati dalle mani poco meccaniche e poco delicate dei soldati; altr·ettanto dicasi degli accessori. Le parti nichelate sono troppo visibili da lungi, e la vernice a' smaiLo richiede troppe cure per la conservazione; sarebbe più · economica e più pratica l'abbrunatura adottata per le canne dei fucili. (Tale è la bicicletta germanica). I pneumatici sono mililarmente poco consigliabili, perchè quantunque diano alle macchine una incontestabile superiorità, pure, a tutt' oggi, malgrMo i perfezionamenti, conservano l' inconveniente. raro si ma non impossibile, di sgonlìarsi, ed hanno inoltre troppa facilitiL di scivolare sul terreno bagnato.
(t} L'àumento del peso nella costruzione del velocipede non aumenta la solidità; è la sagoma e la robustezza di certe parti dlC bbogna curare (sterzo, perni ecc.); è l'imperizia del velocipedista che guast~t le macchine di qualnn<tne peso esse sieno.
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f,A QOii:S'l'IONI; CICLO -M ILITARE
La macchina dovrà essere munita rli un buon fanale. La trombeua sarà. preferibile al campanel lo. il quale anche accidentalmente pnò rich iamare l'attenzionè del nemico . Sarebbe bene ~ppli ca re ~Ile hiciclelte l'ingr·anagf{io della moltip lienzi ono mutabile duronte la corsa, per potersi valere di tutti i vanta ~g i, tanto in pianura come in montagna ; però tali congegni non hanno sino ad ora raggiunto la precisione e la robu· stezza necessaria. Per l'insegnamento, pel ..;erv izio in !!liarnigione, e per le mi .! lizie sarebbe bene utilizzare le macchine di vec.chio tipo. Un grande vantaggio s:treube l'accorciamento del manuhrio; lo sterzo delhl macchina ri:>ulterebbe pi ù libero e si potrebbe far più forza sul freno . Sarebbe pure bene portare più innanzi il sellino, utilizzando cosi assai di piu !t; forze del velocipedisla . Anche i l'errna piedi sono di grande Yanta.~g io . Volendo costruire macchi11e neii H offic ine dello ~la to , l'(talia ha mer.zi potentissimi nelle 1':1hbri ehe di al'm i specie in quella di Terni. "
CONSIDERATA NEI,LA PltiMAVERA DEI,
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veodosi degli allrezzi e dei pezz i di ricambio necessari. Anzi si potrebbero stabilire r.oolraui annuali o men,;ili co~l i stessi armaiuoli, affinchè quesli si obbligassero a mantenere le macchine continuamente in perfett.o sfato di ,;ervizi o. Att.ualmente le riparazioni si fanno da meccanici borghesi i qual i $Ì nppro fìttano scon ,• eni e nte m (' nl!~ della man cauza nei reggimenti di nn personale allatto pe l co ntrollo. É fli'Venuto qualch e nnu o l'n, che regg imenti di guarnigione a Homa hanno mandato in ripant7.ioue a l\lilnno le macchine, per· chè a queste si erano stacc,;JIC le J!Omme; inconvenienic cui il solciato stesso pole\'a rimediare <:on M) centesimi di mnsLice Premi a chi meglio coni\en·a la bicicletta : un sopra~solrlo di man utenzione fisso :1i vel ocipedist i, onde quest i faccinno eseguire tulle le piccole ripar:tzioni per co nt.o proprio: sareh l,ero sistemi di non lieve vantagg io all'erar io. ( ome è ·au.ualmenle cost.ituit.o il velocipedismo nei J·eggimenti, coli' imperizia della costru zione, manutenzione e ripar;tt.i oni. che hanno tnlli quelli che sono di rettn mente o indirett:'lmen le aòibili a tale cari ca, le macchine :;a ra nno se mpre ~ua:;te; e quindi lo Stato sosterrà gra\' Ì~sime ~pese, per un sen· izio nei corpi considerato, e con r11giooe, inntile.
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La hicicletla milit:Jre mod . 189 1, attualmente in òistribuziontl ai corpi, 1! ollima per molte m;..:ioni, però non ha un prezzo proporzionato al suo valore intrin,eco. Non e mio scopo discu tere sul l6 · cause che provoca no tanta l elevatezza di prezzo, dirò solo che , mentre il nostro velocipedista è disarmato e tiene lo zaino sui carri. la bicicletta viene corredata di un porta fuc il e e di nn porta zaino, {l) privi di qualnnqne utilità pratica . Tnllo sommato, mentre la macchina per sè stessa ha un valore da H o a l i50 lire al massimo, Yiene distribuita ai cor pi ad un prezzo triplo. Gli armainoli dei reggimenti dovrebbero essere abi litnli a riparare, con tarill'e stabi li te, le macchine nelle loro officine, .o;er(l) Solo ultimamente venne sopp ressa una cassa-cn>todia per la macchina che, oltre a costare molti::sirno, e rr~ perfettamente Inutile.
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** Il sistema tli adoperare mncchine appa rtenenti agli individui addetti al servizio velor; i ped i ~ Li1:o , ha realmente dei va ntaggi:
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non obbliga lo Stato a seguire le ìnlinite trasformazion i e rnodilicazioni, che l' industria e la speculazio ne privata co ntinuam en te apportano alle hit:iclette; libera i reggi men ti da tanLi imbarazzi' per la manulen7.ione del le macchine ; gl'individui fann o ser vii'.icr con un velocipede di loro gusto e sul quale essendo abituati, :>i sentono molto più sicuri; evita all'erario tutte le enormi spese d' impianto. 'Però è meno economico di quello che si creda. · Naturalmente quasi tutte !e nazioni hanno in p1:in cipio cominciato con tale sistema 111<1 , in seguito, stabilito l' impian to,
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LA Q,UESTIONE CICLO·)llLITARE
CONSIDERATA NELLA PRlMA.VERA DEL
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In guerra e specialmente in paese nemico, sarebbe una cosa ben imbarazzante il riparare macch ine di mille sistemi differenti . Il sis tema delle requisizion i sarà accettabilissi mo come ripiego in ·guerra, quando cioè anche le contestazioni saranno giudicn te molto sommariamente. La Svizzera ha in parte risolto il problema, facendo costrurre delle macchine di tipo militare, che vinde agli individui , i quali fanno domanda di essere tenuti in uota come velocipedisti. Oggi quasi tutte le nazioni hanno a poco a poco messo in servizio macchine di proprietà dello Stato.
hanno gradatamente adottato macchi ne di proprietà dello Stato. Infatti colle macchine appartenenti agli individui> a danno del servizio, possono avvenire molti inconvenienti. Se il velocipedista ha una macchi na buona, di ffic ilmente vorrà adoperarla pel militare servizio, e ne presenterà quindi alla commissione una scadente ; se l'avdt cattiva e vorrà adope1·arla ciò andrà a scapito del servizio stesso; Se il velocipedista avrà realmente portato seco una macchina bnona, nell'adempiere le sue missioni, sarà mollo piti preoccupato di non guastarla anzichè dei suoi doveri come st.aiTetta; non uscirà dalle rotabili , fa1·à molti tratti a piedi o rallenterà l'andatura tutte le volte che le condizi oni stradali fossero cattive. Se la macch ina è cn niva. l'aspirante ciclista brighcrh perchè venga accettata dalla commissione, e così, al primo guas to p1·evedibilc. e {m·se p1·ow1·ato, l'erario pagherà. per buono un velocipede inservibile ed invendibile. Onde cominue contestazioni fra le commissioni e gl'individui ; conte:;tazione all'atto dell'accettazione delle macchine; presentazior.e fraudolenta di polizze cl'acqu isto di altre macchine dello stesso tipo e della stessa fabbrica (l) invece di quella vera: contest-azioni per stabilire se i guasti avvennero per incuria, o per disgrazie, e se dipesero o no da reali motivi di servizio ; contestazioni all'atto del congedamento pel deprezzamento della macchina e pagamento degl' indennizzi. Non occorre essere profondi coooscilori per sapere come le macchine si prestino a tutti questi sotterfugi, resi più facili dal fatto che il velocipedista fa ~e t·v izi o sempre isolatamente, e che le vernice a smalto può coprire molte magagne di una macchina, alla commissione che l'esamina. lo credo che lo Stato sovente fini rebbe col pagare per pochi giomi di servizio, in riparazioni ed indennizzi, ben più delle ~1 25 o ~1 1>0 lire che una macchina di ordinanza può valere.
( t ) Queste polizze sono necessarie per stabilire il prezzo e la data dell'acquisto del "-.. velocipede.
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,. * * Una quistione, molto importante del veloci pedismo militare. è quella. della bicicletta a telaio pieghevole o smontabil e, da sostituire all'attuale bicicletta col telaio a sistema r igido. È inutile dire che la bicicleua militare ideale, sarebbe quella che, pur conservando tutti i requisiti delle altre, potesse essere messa sulle spalle e faci lmente trasportata. Così il fa ntaccino velociped ista avrebbe una grande rap idità. nelle marce, ac.coppiata ad una grande libertà di azione nel combattimento. Tutti i grandi ostacoli alla creazi one della fanteri a montata sj riducono all'im barazzo che su l posto del combattimento il velocipede reca al fa ntaccino , giacchè questo, o deve trascinarsi dietro la. p·ropria macchina, o abbandonarla ad una ri5erva per poi tornare a riprenderla. In tutte le nazioni, com presa la nostra, s'in vantarono macchine smontabili. Anche all'esposizione del dicembre del ·1894a Parigi, fu esposta una bicicletta pieghevole, che di ssero perfettissima ; però sino ad og~i nessu no esercito ha tali biciclette in servizio. Senza dubbio, da tale facilità di trasporto, dipende la sohtzione del problema velocipetlistico-mÌlitare; ma devo fare rilevare che attualmente tali sistemi di macchine , presenterebbero inconvenienti gravissimi. 2"
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LA Q.OESTIONE CICl.O·l!ILITARE
Anzi Lllllo pe·r ottenere questa pieghevolezza biso;.;na partire da due criLer i opposti : nn o, il tempo mi11imo per In scornpos1zrone ; l'altro, il ripiegament.o di molte parti. onde trasfonuare il conge!!OO in nn tutto facilmente trasportahile sulle spalle. Se per gnnda.gnare tem po si compon~o n o solo poche parti : il manubrio, il selli no, i pedali e la catena sporgoran sulle spalle del velociped ista rendendog'li dinìcilissimo l' int.ernarsi fra le siepi, fra i cauneti, fra le boscaglie ecc . D'altro cauto poi, se si farà la scomposizione e ri1:omposizione tli tutte queste parti , sarà necessario perdere nn tempo non in rli r~·e rènte . Però non mi pare che la perdita tlel tempo siu. il maggiore appunto che si possa i"<tre a tale sistema,. giacche il velocipedista sco mporrebbe la macchina. solo quando lo pote~sc, e, òata la peggiore ipotesi , si trovereùbe nella stessa condizione di quelli che J'nnn o uso dei veloc ipedi ntL11ali. In ogni modo per ricompone una macch ina, si livranno sempre min ori im barazzi e minor perdita di tempo di quello che pet· ricercarla solto il fuoco nemico. L'inconvenien te più grave è la rirluzione delle dimensioni della macclli nrt; e la modi(icazione dell e disposizioni dell e varie parti. Nei punti di ri piegamcn to, coll'u so, si produrranno disgiungimenti e quindi guasti . Questi inconvenienti toglieranno alla macchina la semp!ici tit c la rigidezza, qualità indispensabili per la dut'atèt e pcl migliore impiego delle rorze del velocipidista. Le macchine di tal genere hanno il vantaggio di poter essere facilmente trasportate in montagna, nelle case, sugli alberi ecc.; collocate in carrozza e negli scortlparti menti· dei treni come una valigia, senza perdita di tempo all' uflicio bagagli. Essendo biciclell.e basse si ha magg ior fa cilitlt di inforcarle e di scenderne. J\'la tntli questi vant3.ggi scompaiono so si eons idera la mancanza di solidit à. li velocipedista che ba una missione importantissima, non può compromellerla per la fragilità della sua macchina, nò avventunm;i ad avvicinare il nemico, (]Uaodo sa che in caso di inseguimento nn guasto alla stessa può procurare la sua. perdita. Il fantaccino montato, per poter essere indipendente dal corpo principale ed allontan:mi a molte giornate di marcia, senza fare
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assegnamento sui carri, dovrà portar seco, oltre l'armamento ed il corredo, molte munizioni e molti viveri di riserva. Oltre a ciò carichi amo su lle sue spalle una bicicletta, e domandiamoci quale peso soppo rterà mai questo soldato. Concludo dunque che, sebben e il problema della fanteria montata trovi la soluzione nell'impiego del la hicìclctt:t come mezzo di . trasporto, la questione del tipo dì macchin a da scegliere, pieghevole o no, deve essere ancora molto studiata , ~ i acchè, non so - se sia meglio avere sul luogo del combattim ento un fantaccino , incapace di muorersi pc! ~uo pesante c mal disposto sovraccarico, di quello Ghe un <litro che spinge a mano la sua macch ina, ben • equipaggiata e leggent. Inoltre chi userà la macchina. pieghevo le dov1·à tenere lo zaino sulle spall e, cosa molto mnla::evole a chi va in velocipede . (Continua). N.n'ALI Lull.;r CAmLLu tenente nel .9f)0 {antet•ia.
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Questa operazione, -mal giudicata dai soliti ciarlieri che discutono senza conoscere le cose di. cui parlano, si volle fosse stata .avventata impresa o almeno inutile spesa, senza por mente .all'in:fluen:;~a politica che doveva o almeno avrebbe dovuto .esercitare. La marcia su Adua, facendoci con tutta probabilità incontrare con ras Alula, ci avrebbe dato il destro di prendergli la rivincita di Dogali, avrebbe dovuto aiutare l'Imperatore a .s oggiogare il Tigrè, e finalmente con la franca aff ermazione .dell~L nostra forza avrebbe facilitate le trattative diplomatiche .del conte Antonelli nell'imminente incontro con lVJ.enelik. Alle forze italiane (l ) si uni vano tutte le forze indigene .dislocate al nord del Belesa e del Mareb, e si sperava raccoglier~ anche Sabath dell' Aga.mè ed i capi tigrini nel caso si .dovesse procedere oltre Aclua. Gli a pprezzamenti personali del nostro inviato diplomatico, il conte Antonelli, ! 2) impedirono un seguito qualunque a .questa impresa militare, ed il generale Orero ripassava il · j}fareb,' non astante la delusione dei nostri e le lagnanza
DA ASSAB A CASSALA Sguardo retrospettivo storico delle imprese italiane pei domini e protettorati in Africa nell'ultimo quarto. di secolo
Continuazione. -
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Ve1ti di.;pensa XIII
Con l'anno 1890 un decreto reale del l o gennaio costitui va i possedimenti del Mar Rosso in una sola colonia, col nome di Erit?·ea, e ne creava un regolare Governo (1). 'l'ale decreto ebbe lo scopo di dare un primo assetto normale ai nostri possedimenti africani, e di rendere possibile la graduale sostituzione di un'amministrazione ci vile alla militare. Col nuovo anno parve che lVIenelik si svegliasse dal suo letargo, e si annunziò fiualmente che veniva dal lago di Ascianghi col suo esercito, per sottomettere il Tigrè ed incoronarsi in Axum, la città sa:nta. li..as Alula era nel Tembien; e ras Mangascià accorreva a contrastare il passo all'Imperatore. Fu a gennaio dunque che il generale Orero ideò ed eseguì la marcia delle truppe italiane su Adua, capitale del Tigrè (2).
(l) La. colonna comandata dal g enerale Orero si componeva di uno squa· odrone <li CS(>loratori, un battaglione di bersaglieri, u n battaglione di cac·Ciatori, un battaglione di indigeui, una batteria di artig·licria. da montagna, una compagnia di zappatori del genio, i servizi accessori e tutte ]e band'e assoldate: in tutto circa GOOO combattenti con fuc:ili, ed 8 pezzi ·di artiglieria. (2) Il conte Antonelli temeva che da lln nos tra im1nesa nascesse ombra ·in 'Menelik per la. no.,stra intromiss ione, c diffidenza nei capi tigrini al :seguito rlell' Imperatore, i quali potevano sospettare che volessimo tenerci Adua. Riteneva ar>cora l'Antonelli che Menelik bastasse da sè solo a sotto-mettere il Tigrè. Tutto invece favoriva l'impresa. « Entusiastica fu l'accoglienza in Adua -« per gl'Italiani : il maggiore Di Maio che da Debarroa era partito con ·« 2000 abissini ne ave va dopo otto giorni 1000 pronti a combnttere ai suoi -<< ordini, e mentre in Atlua italiani e tigrinì commemoravano .i morti e ·« l'anniversario di Dogali, il capitano Toselli con lo squadrone esplora·"' tori sventava nello Zungy la vigilanza dei sotto capi di Alula e portava « il nome italiano alle falde del Gheralta, irradiando le sue punte fino a · -« Makallè. >> (Velli « Pro Afriea i tali ca » dì un Er~·t1·eo, pag. 45-46. .Roma, Casa editrice li brari<>. italiana, 1891 ).
(l) Con successivo R. Decret.o del 4 giug no 1890 il primo G01Jei·nat01·e della colonia eritrea veniva nominato nella persona del rnagg·ior generale Gandolfì. (2i Il 26 gennaio 1890, te rzo anniversario della batt.ag·lia di Dogali, fu commemorato in Adua dal generale Orero e dalle truppe, unitamente alltL popolazione indigena..
81- ANNO XL.
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delle popolazioni tigrine, così avverse all'intervento degli « Scioani ». Rimaneva in Adua il conte Antonelli accompagnato dal degiacc Sabath dell'Agamè, che doveva scortarlo fin presso Men~lik cui il conte s'avviava ad incontrare, passando il ::X(areb il. 10 febbraio. Le operazioni militari fr a tigrini e scioani non avevano frattanto troppa. durata, nè facevano scaturire conseguenze importa.nti, e Menelik giungeva a Makallò nella seconda metà di febbraio. Mangascià ed Alula, dopo uno scontro. insignificante con gli scioani, si erano ritirati nel •rembien. ::;enza molestie alle spalle. Data questa situazione, occorreva che Menelik, per rispondere alla nostra costante lealtà con lui, face::;se sparire dalla scena politica Manga.scià ed i ca.pi tigrini che lo seguivano, ed investisse della sua autorità nel Tigrè una creatura di sua fiducia e gradita agl'Italiani, prima di fare la sua solenne inccr ona7.ione . Ma l'antica mala fede dell' Imperatore durante le trattative acl hoc col contE\ Autonelli ci mostrò un risultato del tutto imprevisto: Menelik stipulò d irettamente con Mangascià le trattati ve per la sottomissione di questo capo tigrino ~ P er completar meglio la t.rovata, il buon Meuelik vollecontentare anche Sejum, che aveva prima destinato al governo del Tigrè, e stabilì. che guasta provincia fosse divisa in due parti quasi uguali, tagliate da nord a sud: Mangascià avr ebbe avuta la parte occidentnle, Sejum l' orientale, e, come intermediario ed eventuale paciere fra gl' .italiani e· costoro, collocava Mesciascia '\Vorkiè del Beghemederi col paese di Adua, Ax.uro e tutto quello che si estende fino a Sciket. Per meglio attuare questo piano a base di rattoppi, l\fenelik aveva persino pensato di disarmare e sopprimere Sabath dell'Agamè, per darne ]a provincia. senza contrasti a Sejum; ma l'astuto degiacc ne ebbe sentore a tempo, e gli sfuggì di mano tornando coi suoi nHl suo paese. Dopo queste ingegnose trovate che dovevano, secondo l'Imperatore, pacificare e sottomettergli il Tigrè, si nominarono i delegati per i confini.
Ma. Menelik ad alcuni sintomi poco rassicuranti non eseguì quel programma che già aveva tanto strombazzato e tanto aveva mutato ad ogni istante. Non andò a farsi inco ronar~ ad Axum, e presa invece frettoloso la via del ritorno, mentre Mangascià se ne tornava nel 'l'embien. Sejum accompagnava .:.Vienelik iino ai confini del Tigrè, deciso a tornare indietro a suo tempo per prender e il nuovo possesso, che del resto Sabath custodi va assai bm1 e, e non era disposto a cedere. Il conte Antonelli, Mesciascià Workiè ed i delegati italiani • tornarono ad Hausen, dove s'erano trattenuti con .Menolik, fino ad A.dua, indi al Mareb il 23 marzo. Con questi!. inaspettata. soluzione delle questioni pendenti, e con colpi di scena uosì impreveduti, n on ostante ~lenelik avesse lasciati con l'Antonelli e 11fesciascià Workiè i suoi delegati per la delirnit.tzione dei confini, ed il genet:ale Orero avesse inviati quelli itaiiani in Adua., non fu possibile venire ad alcuno accordo. L'imperatore non voleva permettere che la linea del nostro confino si spingesse al .:.Viareb-J3elesaMuna (l) . ;\(~ fu meno possibile insediare Mesciaseià nel Saraè e nell'Okulè-Kusai. Questo prefetto imperiale fu insediate da Antonelli in Adua, a spese nostre di viveri e di munizioni, che il. conte Antonelli assiuura.va sarebbero state rimborsate da Mendik (2} . '(l) Il Ministero italiano era g i1L venuto in accordo eol pa rere del ge nera le Baldissera e rlel generale Orero, che non potevamo cioè contentarci ùei confini già propost.i in tempi L\_ttter·i or·i. Le nostre nuove occupazioni territoriali e la volontà ùecisa di mantenerle non potevano farci rinunziare al confine del Mareb-Belesa-:\lunn. D'altra parte :'l'lenclik aveva sempre mancato alle sue promesse di intervento personale nel Tigrè. e quando finalmente pur si fece nn po' vivo, a noi stessi e non a lui dovevamo le nostre occupazioni. (2) Mesciascià \:Vorkiè non r estò molto in questa, falsa posizioue. Cn anno dopo (alla fine del 189lì inasprito coi capi del Tigrè, n.bbandonò A;ùua e venne presso di noi; indi si ritirò nello Scioa. Così il Governo cleli'Okulè-Kusai rimase a Bath Ap;os sotto la nostra sorveg·lianza, n quello liel Saraè a var'ì piccoli cupi loca.li, di •·ctti dal nostro residente a GodoCelassi, indi in Açlì-Qual~;..
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I capi del T igrì, non ostante fossero stati sempre da noi respinti nelle loro proposte di accordo così spesso ripetute, non ne avevano perduto la speranza. E cosi ras Mangascià e ras Alula, padroni effettivi del pa.ese, non ostante la nominale supremazia dell'Imperatore, ci lasciavano per loro conto tranquilli, anche perchè temevano nostre rappresaglie. E la campagna breve, ma fulminea. del maggiore di Maio li aveva bene ammaestrati su quanto potevano aspettarsi. La divergenza di opinioni tra il ministero degli esteri e quello della g uerra, causata dalle opposte vedute del cont-e Antonelli e dei comandanti superiori a Massaua aveva partorito lo strano intreccio di insuccessi diplomatici e successi militari. Se il partito militare, per dir così, avesse avuto prevalenza e mctni libere, è indubitato che dopo la marcia di Adua g randi mutamenti a noi favorevoli avrebbe potuto apportare la bandiera italiana., data la situazione precaria del Tigrè, lo stato mi~enmdo delle popolazioni, e sopratutto il contegno di :YI:enelik. Nè minore importanza dal lato politico avrebbero acquistato operaziop.i più ostese, perchè avrebbero forzata la mano a .lVIenelik per fargli accettare il confine da noi reputato indispensabile (l) N el mese di giugno la Colonia Eritrea aveva nella persona del maggior generale Gandolfi il suo primo Oove?'JUtlore che succedeva al generale Orero. Bra il primo passo verso il governo civile nei possed imenti del Mar Rosso. Fu in questo torno di tempo che la pri~a volta le armi italiane si misurarono con quelle dei Dervisci, avendone com.pleta ragione. Un'orda. di 800 fanatici era apparsa fra i Beni Amer , da noi dipendenti (2), poco lungi da Agorda.t . Il campo, g li.
uomini di questi d isgraziati venivano distrutti, le donne ed fanciulli fatti schiavi e tutto il bestiame veniva predato. Incaricato di punirli e toglier loro la preda mosse da Keren il capitano Fara: raggiunse i Dervisci il -!.7 giugno con due sole compagnie di soldati (1), li atta0cò e li pose in piena rotta distruggendone gran p}.trte e liberando i prigionieri (2). Una. cinquantina soltanto poterono porsi in salvo a K assala, giacchè gli altri pochi, avanzati al primo sterminio da parte dei nostri, furono rnac;sacrati dai Baria sulla via della f1.1ga. La località di Agordat divenne quindi il nostro posto , avanzato alla frontiera occidentale verso il Sudan e f.n stabilmente fortificata . Quivi si accampò pure il valoroso vecchio Ali Nurin, capo , dei Sabderat, già scacciato dalla residenza dello stesso nome presso Kassala. dai D ervisci (3).
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La questione dci con fini ebbe del resto risultati pienamente platonici, di protesta da parte di ~lenelik, mentre gl'ltal ian i conservarono di fatto la linea M:ueb-Belesa-!\1una. (2} Ai primi del 1890 i Beni Amer si erano tutti sottomessi all' Italia per mezzo del loro capo (Digl al) l\Iahmucl Ahmed, che fu nominato Kantibai da l comamhmte superiore di Massaua. Essi erano stati sernplicemento protetti dal 2 dicembre 1888 fino al 1890.
IX. {1890-91). L 'articolo XVII del Trntl:>to di Uccia lli. - L 'lt~lia rappresen ta l'Etiopia alla co nferenza tli Bruxelles. - Heclami di ~cnclik. - La lllÌJ!Sionc Antonelli. -Apprezzamenti del conte Antonelli. - Tracciato di confini proposto tlal generale Gandolfi. -Laboriosi negoziati per l'art. XVII e la questione dei con iìni. - Soluzioni P•·oposte da Menolik. - Moderazione ùclle prele$e italiane. - Tranello di Menelik. - Ne goziati po~teriori. - l.a missiono Antouelli fallita.
L'ar ticolo XVII del t.rattato di Uccialli era del seguente tenore: « Sua Maestà il R e dei R e cl' Etiopia consente di servir·si ~ del gove1···no rli Sua Maestà il Re cl' llalia per· t·utle le tratc: tazioni di a{fa1·i che avesse con altre potenze o go~;erni "· (1) Col ca1>itano Fnra erano i tenenti Pennani Lincoln, Spr~afico, Oliva.ri, Issel e Cristofani, ed 8 sottufficiali italiani; il resto della. piccola colonna era for mato di indigeni. (2} Una splendida descrizioue di questo combattimento è nel libro di FERDI~AN:>O ~fARTI:SI Nell' A.j1-ica ltal iana a pag 208 e seguenti. (3} Ali Nurin , uno dei capi da noi dipendenti, ha un a splendida storia di prodezza e di avventure: ne fa un fedele ritratto ìl Martini nel libro citatQ, al Capo XIX.
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In febbraio del 1890 il Ministero italiano era informato che Menelik aveva contravvenuto all'arfiicolo XVII dirigen~osi senza. nostro intermediar io all' ImperaLore di Germa.nta ed al Presidente della repubblica francese, comuuican?o a que>sti per mez2o di un negoziante frauce.:>e la not1flcazion~ ufflci~le del .suo ttvvBnto al trono d i Abissinia, e Jagnandos1 col pnrno che lo si lasciava nell'isolamento non aprendo?;li l~ spiagge per l'i mportazione di armi (l} .. ' . ~uestl attt . per_ sè stess i bastavano, secondo il governo 1ta!Jano, a renderct sooz'altro h nostra libertà d'azione· tuttavia si aspettarono precise iuformazioni prima di pret~dere un partito.
Intanto la quest.ione dell'ar t. XVII aveva il suo svolgimento lungo, faticoso. con esito poco r ispondente alle fa-tiche impiegate dai nostri rappresentanti. Il conte Salimbeni, residente generale italiano nello Scioa, incaricava fin dal setLembre dell'anno avanti 11889) il dott or Nerazzini residen te nell'Harrar, di r iferire sulla situazione precaria dei nostri affari nello S cioa. Tale situazione dovevasi appunto <Li malurnori d i :Menelik per il famoso .articolo e per la questione dei confini. Più tardi il Salimbeni consegnava al Nerazzini due lettere di Monelik pel Re d 'Italia, contenenti le lagnanza del Negus c lo sue giu-stificazioni. Anche ' :!'lfakonen; goYernatore delriiarra.r. esorta,·a i no-stri a non insistere sulla questione dei confini che assolu. tamcnte l'Imperatore non poteva concedere quali volevamo noi. In segui to alle lagnanza categoriche o miuu2iose d i lVIenelìk nell' esposizione epistolare fatta. direttamente a S. M. il R e d'I talia, o per conseguenza clei ntpporti del .conte Salimbeni l'onorevole Orispi incaricava il conte Antonelli della. nuova missione nell'Etiopia, e faceva avvertire il ~ egns che le due questioni. del protettorato e dei ~onfìni, sarebbero state studiate accurat.a mente dal governo italiano : intanto :.\lenelik doveva tener cont<> che pei confini a uoi occorreva assolutamente tenere la linea del )fareb. Questa nostra decisione avrebbe favorito an che l'Imperatore, m inacciata da .._. Perchè oo-li bo·arantiva. lf.~ sovranità sul Tigrè, · .a.itri possibili pretendeur.i al trono del R e dei Re. Circa poi alla CJ_uestione llell'art. XVIT, detto articolo era stato
~l ~onte Antonelli, ministro plenipotem~iario d'I talia in Etwpta, me~tre si a_ccin~ov~ a tàre rimostranze uffì.::iali per aver categ~n che spu~gaztom, rispondeva intanto che per conlio suo nteneva uho enropei interessa.ti a crem·ci diffic~ltà avessero profi ttato della inesperienza e buona fede d i Meneh k. Il 22 febbraio l'onorevole Orispì, ministro a et inle1·ùn dE~gli affari es teri , faceva fa r premure dal conte A.ntonelli a Menelik, perchè facesse rappresentare l"Etiopia dal l'Italia alla conferenza di Bruxelles (2). Era evidentela convenienza per Menel~k di afl'ìdarci tale delegazione, sia per pr endere p_arte la pnma volta ad un atto di d iritto pubblico mondiale, sta per sott~~rsi alle limitaz ioni che sarebbero state imposte al commer mo delle armi nell'interno dell'Africa. Menelik consen tì di bnon grado; ed autori zzo il nostro rappresentante a lla conferenza di firmare in suo nome. rac~omandando sopra tutto che gli fosse sostenuta la faco ltà di Introdurre anni, che a lui accorrevano per le continue mi: nacce del Mahdismo (3). tl ) Le lettere erano state scritto il 14 dicembre 1889 . (2; Alla conferenza di B1·uxelles era no rappresentate oltre tutte le poten"e cii Eu ropa, la Persi'L ed il Sultana.to di Zanzibar: (S) I l mandato speciale di l\fenclik, spedito a Roma, era dnl seguen te tenore: « L~one Vi~citoro del~a tribi.t d ì Gi uda, .:V1enelik II He dc i Re d'Etiopia, «al Signor Cnsp1, Presidente del Consiglio dei Ministri. Salute.
" Avendo avuto conoscenza che anit luogo un cong resso n llruxelles, ""vi prego di dare incarico a ll'ambasciatore d'Italia residente in qu ella "" ciÙ.à di sost~ncre a nome mio tutte le quistioni che possono interes• sare il mio Stat~. Yoi sapete che io n on mi nego mai alle leggi e <( r iform e che attuano l ~ potenze cristiane d 'Europa, ed accetto di bu on «grado tutto quello che può g iovare ai cristiani : voglia te quind i fare in «modo ehe il mio Stato non s ia privato del le armi e mun izioni che mi «occorrono . · "Fatto al campo di \1cdahenut, il 23 yalmtit 1882 (4 marzo 1890) >> .
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tradotto dal grasmac I osef interprete dell'Imperatore, e non da. noi ; e prima che tale ar ticolo fosse notificato alle potenze si era avuto il ~onsenso di Makonen: d'altronde esse> era stato pubblicato su tutti i g iornali che Makonen avea. sempre cura di farsi leggere dai suoi interpreti. Il governo italiano aggiungeva che lo scopo ul timo della. notificazione alle potenze era stato quello di potere acquistare l'autorità di rappresentare Menelik in Europa. Se per suo capriccio l'Impe:atore voleva toglierei questo dritto già. acquisito, si esponeva certamente ad umiliazioni gravi per aver agito così poco amichevolmente. Si era disposti a contentare Menelik pei confini se egli potesse garentire la sicurezza. di essi: ciò n on sembrava faci le ottenere. Infatti, per dimostrare quali pericoli vi fossero, pochi giorni prima. (il 6 ottobre 1890) si era dovuto mandar delle truppe per impedire a Sabath dell'Agamè di ribellarsi a Ras Manga.scia, e per esso all'Imperatore. Se Menelik adunque si sentiva di dare la garanzia richiesta, doveva mandare a dire i nomi dei delegati e quando li manderebbe. Il Ministero dava inoltre istruzioni al conteAntonelli di spingere Menelik ad accettar e l'ar t. XVII come era nel t esto italiano, in cambio della nostra condiscendenza pei confi ni. L 'accettazione dell'articolo si poteva farla anche mediante una lettera, se non era possibile ottenere di più. Frattanto alle lettere di Menelik S . :M. il Re d'Italia. rispondeva con altre due lettere del 28 ottobre. Nella prima,. dando pieni poteri al conte Antonelli per chiarire l' incidente dell'art. XVII, dava le identiche spiegazioni del governo, che il con te Antonelli era stato incaricato di addurre a voce; e nella seconda, concernente la questione dei confini, spiegava come fosse stata rimandata la delimitazione allo aspettato arrivo di Menelik in Axum, per l'incoronazione n ella stagione propizia. Tale atteso avvenimento non essendosi verificato, non si era potuto assicurare vantaggiosamente la comune tranquillità ai confini. In ultimo il re d'Italia esortava l'Imperatore a non prestare orecchio ai
male intenzionati che cercavano sempre di creare inimicizie tra Italia ed Etiopia. Altre spiegazioni mandava da Massaua al governo italiano il conte Antonelli prima di mettersi in viaggio per lo Scioa. Egli faceva osservare che se la traduzione amarica dell'art. X VII fatta dall'interprete dell'Imperatore non corrispondE.-va al testo italiano, non Menelik, ma noi avevamo r agione d i lameutarcene. Il trattato era stato presentato a .Menelik C)llando era ancora Re dello Scioa e viveva il Negus Giovanni, ed ancora esisteva a Massaua lo stato di guerra t l ). E d interessando molto all'Italia in quel-
(1 1 11 progetto del t rat tato fu presentato la prima volta a. Menelik in febbraio 1889 in Adis Abeba. Allora il goYerno italiano mamla,•a dci regali a.l Re dello Scioa, consistenti in : al 5000 fucil i Remington; b) 50oo· fucili ad av ancarica;· c) ';00,000 cartucce ; d) l mitrag liera; e) 12 casse u i polvere; fl 100,000 talleri, e vari altri doni. Questi regali gli erano inviati per aiutarlo, perchè minaceiato dal ~egu s Giovanni : all'arrivo delle armi infatti Re Giovanni era ad Amburru, minacc iante lo Scioa. E malgrado i pericoli della g uerra, !l'lenelil,, fatto tradurre . da Josef il t~attato in amarico, dichiarò ch e se diventava Imperatore di Etiopia lo a\irebbe firmato. L'Italia si mantenne fedele a Menelik, perchè alle proposte di pace del Neg us Giovanni rispondeva ne::rativa.mente, anzi l ' Italia preparava un a spedizione per invader~ il Tig rè . Fu allora che Re Giovanni, sentendo tle ll'arrivo di a rmi P. mu niz ioni nello Scioa. e dei movimenti delle troppe ital iane dalla parte di Asmara, abbandonò I' idea d' invedere lo Scioa ed andò contro i Dervisci a :'llctemmah. Quivi mori, lasciando il trono di Re dei Re a ras 111angascià. L'Italia non volle riconoscere Mangascià, ma Menelik. Quando in Ghedem arri vò la nnoYa. della morte di Re Giovanni SI npresero i negoziati per il trattato, che durarono molti giorni: ril egg:endolo, fra le altre cose si soRtitui al nome di Re Me:.elik il n<.rrne di Re dei Re d'Etio pia. Menelik fece inoltre altre correzioni, ed agg iunse l'articolo ·IV relativo alla proprietà di Debra Bizen
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l'epoca d i ristabilire buoni rappor ti coll'Etiopia, se ancora Menelik avesse prima insistito anche çli sopprimere tutto l'art. XV II, ciò gli sarebbe stato accordato, eome si era fatto per altri articoli contenuti n ello schema miaisteriale. Ogn i a r ticolo era stat:.> ampiamente spiegato e co.mmentato a l\fen elik dm·ante le tractative : perchè non r aveva, egli co ntestaLo fin d'allora? (l ). La questione dci eonfini. secondo il eonte Antonelli, aveva lntt'al t ro a.spetto, perche le esigenze d el Oomauùo d i Massaua aYev!LUO intorbidato le acque. E nt stato chiesto infatti all 'Imperatore, ed era stato accordato, un confluo più vasto di quello che g ià era proposto nel proger.t.o del Ministero della guerra. Intanto, em già stato firmato il tmttato, che il confine ent t rovato insuffic ien te : infatti il comandante superi ore di }lassaua (2) a set tembre 1889 t rovava necessario si a.vljsse l'Harnasen; sicchè, quando fu fir mata a :Napoli la Convenzione addizionale del 1-" ottobre che con l'art. 3 • stabiliva il r iconoscimen to d ello stato eli fatto, si sperù che il r.utto foss e appianato. }[en elik ratificò la Convenzione, pure osservando che 11ell' ottobre noi n on avevamo issata la nostra bandiera oltre Asmara; e tuttavia cedette d opo lunghe discussioni la linea a Sciket, includcndovi quasi tutto l'Harna::;en. :Menelik pertanto av~va nomina ti i s uoi delegati, ohe g iunti a Massaua dovettero tor nar~ ii1d ietro, perchè n ulla s'ora conchiuso. Il Oorna.ndo d i Massaua voleva assolutamente la linea Ma.reh-Belosa-1\iuna·.
Il contegn o del Comando, diceva l' .A.ntonelli (l ) nel suo rapporto, aveva fatto pessima impressione nell'animo d i degiacc Mesciascià. che dov~ va. rappresentare l'Im peratore n el T igrè. Jl grasmae Sador (uno d ei deleg a ti), solo perchè r appresentante di ras }[<mgascià era trattato dall e autorità 1taliane con maggio-ri r ig uardi che il rappresentaute di :Men elik. SrLdor, u omo furb o o venale, dava acl intendere che .Ivlangascià p~r suo conto avr ebbe ceduto di bnon gr~.t.do il Mareb (2 ) ; ma se anche tale concessione poteva avverarsi, diveniva. nulla., perchè il Tigrè non era che dell'Imperator e. Il conte Amouelli lamentava che da tale condizione di cose erano nati tutti i malintesi; che si arrivò quasi a voler far credere che il Governo non dove\'a trattare con Menelik ma coi capi del 'l'rg rè, ment re all'Antonelli costava che nell~• discussione pe i. confini eran o stati proprio essi, i capi del 1'igr;}. ad aconsare Menelik di voler vend ere il paese all'Il;alia.. ed essi g li avevano domandata l'au torizzazione di riprendere l'Asmara a loro rischio e per icolo. Alle informazioni e s piegazioni del con te Anconelli si ao-ginrrevauo notizie l)rO\'en ienti da. Zeila. e da R a.s Gi"" o . buti (3). Agenti francesi cra:no andati nello Scioa con circolari scritte in amar ico 1 dove erano riprodotti i brani del
(l ) An tonel!i 1\1 osservare. a proposito del malinteso pel protettorat o, quanto segue : « lcciallacciual - Radicale calè che D'Abbadie nel diziona r io ama« rigma, pag. 404, trad uco p ut, sor4.lft·it avec patience: sopporta. ì\Ienelik .,. vorrebbe dargli il s ignificato p uò, noi invece potremmo attribuirg li il « liignifìcato soppot·ta. « A[Jt' ginet - D'j.bbad ie, pag. :>76, traduce appui . Potremmo quindi " sostenere cì1e anche nel naso do vesse servire il testo ama1·ico, esso può " es~e re tradott o così : Il ile det' R e d' Etiopia sopporta di « t rattat·e con «le alt1·e lJotew::.e con l'appoggio dell'Italia"· (2) Il g·cnerale Haltlissera.
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· ·(1 ) Al lettore uo n sfug;:l·ir·O. d:.t q uesti apprezzament i del conte Au tonelli l'antagonismo accanito fra la sua politica e quella del comandante su·}>eriore, antagonismo che nocque tan to all'orientamento de lla nost.-a poli tica afric;~na ed alla conclusione dei negoziati. · (2) L'apprezzamento sembra a noi tendenzioso. ~ulla di strnordinario che realmente i\langascia avesse intenzionP. di cedere d1 fatto per suo conto il confine del Mareb agl' Ita lian i, se teniamo conto del desiderio del Ras d'ingraziarsi gl'Italian i e della non perdu ta speranza di avere un giorno l'appoggio nostro a lle sue pretese a ll'Impero, salvo natu ralme nte a pentirsi pil'l tardi d atl accampar pretese o attacca r brig lie ma ncando a lle promesse. (3) Ras Gibuti e Zcila, post"' oltre lo stretto d i Bahel-e i-~ l ann eb, uel golro di Aden, dipendono l'nn:t dalla Franc ia (ins ieme ad Obol; j, l' alt•·a dall 'In1,1·l! ilt er-ra.
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nostro Libro Verde «Etiopia», e si facevano commenti tendenziosi sulla notificazione dell'articolo XVII del Trattato di Uccialli. Le circolari furono distribuite ai capi dell' Imperatore, e gli agenti assunsero il colore di « amici » dell'Etiopia, che volevano salvada da un errore compromettente perfino la sua indipendenza. Queste circostanze avevano non poco influito a spingere l\:Ienelik ad esercitare siffat.tamente la sua sovranità. Le insinuazioni malevoli avevano raggiunto lo scopo. Con una situa?:ione t!OSÌ difficile a risolvere, ii conte Antonelli, presi ultimi accordi a Massaua col generale Gandolfi circa le due r.listinte qut~stioni da appianare, riceveva un nuovo tracciato studiato rapidamente, che comprendeva all'intérno dei nostri confini : Halai, Digsa, Gura, Saga.neiti, Adi-Baro. Ai primi di dicembre il conte Antonelli s'avviava quindi nell'interno con l'ordine t~ssativo del ministro ad inte1•im degli affari esteri, on. Crispi, di non conchiudere nulla pei confini se prima non otteneva l'accettazione del famoso art. XVII. La sit,uazione tesa fra l'Italia e Y!enelik aveva ricevuto anche un nuovo colpo da una mission~ del nostro R. Commi ::~sario ad Assab, Pestalozza,. presso l'Anfari dell'Aussa. Menelik rimproverò la nostra ingerenza in paese suo, e fece poi guardare dai suoi generali le .strade che dallo Scioa menano colà. Tuttavia questo incidente fu presto appianato, avendo avuto assicurazione Menelik che quella missione aveva avuto solo lo scopo di proteggere i diritti dell' E tiopia e dei Danakili sul lago Assal e nelle altre regioni, minacciati dall'ingerenza di alcuni francesi (l). Il conte Antonelli raggiungeva :Menelik in Adis Abeba il 17 dicembre 1890. L' indomani era benissimo accolto, e fin dai primi giorni si formava la convinzione, 0he non ostante l'ostinazione di Menelik circa i confini, era possi-
bile ottenere quelli del tracciato del generale Gandolfi, meno Gura. L'Imperatore si mostrava egualmente ostinato per l'articolo XVII: egli non accettava alcun protettorato, ma voleva piena libertà, d'azione. .I negoziati furono lunghi e penosi. Fino a tutto dicembre nulla si era conchiuso perchè Menelik attendeva ras 1\fakonen, ed aveva. intanto dichiarato che non avrebbe assolutamente ceduto nè Adi Baro, nè Gura, nè Digsa, volendo che ì confini r estassero quelli dell'anno precedente. Mesciascià W orkié, il rappresentante dell'I m penttore nel Tigré, aveva esternata la sua convinzione personale che, circa 1'articolo XVII, la tutela dell'Italia era necessaria all'Etiopia, -e prometteva. che persuaderebbe Menelik in questo senso. In conseguenza di questo buon auspicio il Ministero italiano spronava l'Antonellì a cercare di ottenere restassero in via di fatto le nostre occupazioni nel Saraé e nell'Okulé Kusai: ci0 proteggerebbe anche Workié insediato in Adua, che diversamente non sarebbe stato sicuro. 'Finalmente dopo due mesi, il 15 febbraio del 1891, le trattative r iuscivano al seguente riSLlltato: l" La questione dei confini pa1•eva aggiustat<1, secondo il tracciato del generale Gandolfi, eccetto che per le località di Digsa e Gura: reshwa a noi Adi Baro con Halai e Saganeiti. Da Adi Baro la linea proseguiva da est ~d ovest fino all'af11uenza del Garasha nel 2.\t(areb, e d a questo fino all'affluenza del Tacazzé col Gandoa. 2° Circa la questione dell'articolo controverso concernente il protettorato lYienelik si riservava ancora una decisione. Continuavano le assicurazioni del conte Antonelli che l'Imperatore si mostrava sempre ben disposto e devoto verso l'Italia. Ma caddero le rosee illusioni del nostro inviato quando dopo pochi giorni :Wienelik, che si era consigliato coi suoi capi, propose categoricamente : · « O l'articolo XVH resti come era nel testo amarico. >> « O sia abrogato senz(t sostituirlo. »
(l) Con la Francia avevamo sempre sostenuta la sovranità di Menelik su i Danakili.
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All'inatteso ·ultimatum. il conte A_ntonelli sospendeva le trattative per domandare ulteriori istruzioni al Governo, convincendosi finalmente che l'Imperatore non fin·ebbe altre' concessioni giammai. Ed egli consigliava di abrogare pel .momento l'articolo controverso, ed attendere momento p iù favorevole per svolgere azione più energ[ca presso Menelik. . Ma il temporeggiare è anna comune degli africani. Menelik propose f~ncora una terza soluzione : « Lasciare intatto l' articolo XVII nei due testi » riservandosi, alla fìn e dei cinque anni concessi dal trattato, di proporre modifì.caz ioni e corre::r,ioni. L'onorevole Di Rudini, . allor a ministro degli esteri, autorizzò l'Antonelli a definire i confini secondo la proposta di Menelik e ad accettare la terza soluzione per l'articolo XVII , che lasciava almeno intatto il nostro diritto, appoggia.to sul testo italiano (l ). Sembravano così presso alla fine i laboriosi negoziati, ed il conte Antonelli riceve\·a l'istruzione dal Ministero italia.no di tornare a suo tempo, !aseia.ndo residente generale nello Scioa il conte Salimbeni. L'Africa è la terra dello sorprese, e :i\:(enelik non doveva far tor to a <Juesta vecchia convinzione. L'Imperatore sottomise all'approvazione del conte An tonelli una lettera da consegnare al R e d'Italia, nella quale ::VIenelik faceva noto essersi convenuto che l'articolo X VII restasse inalterato come era nei due testi, cd aggiungeva che por l'avvenire voleva servirsi dell'Italia per ogni trattazione di affari con le potenze. Menelik pr opose anche d i conseg nare all'Antonelli una lettera che avrebbero entrambi fi rmata, dichia-
(l ) Quesif1 soluzione de ttata. da un concetto di moderazione nello faccende africane si dovè al nuovo iud i1·izzo pol itico del nu ovo :Mi nistero, succeduto all'antico nel momento in cui la questione finanziaria preoccupava sommamente l' ltalin. Ove questa nou vi fosse imposta wepotente a qualunque rispet to eli amor proprio otreso, l 'Ital ia avreb be certamente dovuto e voluto risolvere con maggiore energia la questione, facendo pressione s u Menelik a qualu nque costo.
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raute appunto come tra loro fosse intervenuto tale accordo. Questi documenti erano scritti in amarico, e furono letti dal grasmac J osef; il noto segretario ed interprete dell'Imperatore. Menelik disse che desiderava la traduzione fosse fatta dagli interpreti dL Antonelli. Il nostro in v iato fi.rmò l'Mcordo per l' articolo X VII e quello poi confini. Qui accadde la sorpresa. C~uando il conte Antonelli si mise a fare per suo conto la traduzione, si accorse che al momento della firma le carte erano state sostituite, giacche alla parola « resti ì> era sta to aggiunto «cancellato »; si intende, l'articolo XVU. · Questo ignobile tranello spins~ il conte Antonelli ad andare subito col 8a.limbeui dall'Imperatore per domandargli spiegazioni (l). J\ienelìk non potendo sosteucre l'inganno, confassò l'indegno str<ìtagemma, giustifì.canclo lo col dire che era pentito di aver conce~so troppo, e che quando aveva fatto la terza proposta (2j non sapeva quel che dicesse. Alle energiche proteste dell' A ntonelli e Salimboni, ehe dichiaravano non essere più validi i documenti , Menelik promise per ben tre. volte che la sera stessa avrebbe restituiti i document i car piti, ch e avevano la iinna del conto Antonelli. Non mantenne le promesse. Era chiaro che l'Impflmtoro non s'era ricreduto sulla in, degnità del suo contegno, e q uestù convinzione decise il nostro plenipoteuziario, dopo lunga conferenza tenutu con
(l ) li conte Antonlll li appeua s i accorse de ll'inganno i:v.:e r·\J la StJ::t firma sotto il do<:t li nen to, c cos't lo po rtò a )·le nelik, c he lo J'i lnproYerò acerbamente J>er e~>Sersi permesso di lacerare un document{) firmato dall'Imperatore. Antonelli, dichi<Lrandogl i che il documento· non poteva essere più va lido, si sc usò di g·n[tns<un ente del suo atto, d icend ogli con unn. scappatoia che eg-li aye,·n lacerato la propl'ia firm;l, non quella dell' Imperatore. (2) La te rza propo~ ta per r iso!I·Pre la questi oue era stato., come l; noto, quelln di lascfa;·e intatto l ' a?·ticolo XVII nei suM te.çti italiano ed arttarico.
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Salimbeni e T raversi, a recarsi ancora una volta da Menelik. e domandargli, come ultimo atto d i protesta, il permess~ del rimpatrio (l ). Menelik faceva premure per chè asp~t tassero da R oma, le risposte a due sne lettere che aveva sped1te al R e critalia (in data 21 gennaio), pnr d ichiarando che se non avessero volutO consen tire egli non li forzava a r estare. .I!'u in questo modo che i rappresentanti ~taliani pre~ero conO"edO. dichiarando ancor a una volta che 1 document1 firmati dall'Antonelli era.no nulli, e ritentando di averli: Menelik a vova r isposto che i documenti avrebbe lui stesso curato d'inviarli a Roma. I l conte Antonelli il conte Salimbeni ed il dottor Tra"la. ver-i w rnarono alla ' costa per la strada di Harrar-Ze1 . Durante il via.O'O'io di ritorno il conte Antonelh con teleo-ramma del 25"'febbraio face va notare al governo italiano se a.d ogni costo si avesse intenzione di 1~antenere buone relazioni con 1\'[enelik, non s i poteva. f~Lrvt assegnamento che a queste condizioni: 1• Linea di confine col Saraè e l'Okulè- Kasai al~
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l' E tiopia.; 2• Abrogazione dell'articolo X YII. . Osser vav<1 il nostro plenipotenziario che nella cm~ostanza speciale g li sem.brava molto più efficace l'azione d iplomatica dell'Italia dalla parte del 'l'igrè. Con altro telegramma proponeva l' Antonelli che per decoro e sicmezza fossero richiamati i rappresentanti di Etiopi~ e di Harra.r, e si consigli~tsse Menelik d i mandare egh st esso u n inviato a. Roma, per intendersi sulle questioni sospese. ~----
l·1 ·l .-\ntonelli ed i suoi colleghi fu rono spi nti a giuocare quest'ultima . . cark~ dalla spera111.a di riuscire a scuotere Meneli k, cui molte g~v1 ctrcostanze i m pensieri vano per la tranquillità del re!!'no; la carest~a e la fame in alcune regioni, il conteg-no pericoloso del Re del Goggtam, le · lel ~ t .. bdismo ed ancor altro. Cosi con la minacciata partenza mmacce l n' "' , dei rappresenta.nt.i italiani si lasciava :\1enelik in u n isolamento, che poteva fa r buona leva nella circostanza.
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~ il 24 marzo 1891 il conte Antonelli giungeva in Aden, per ritornare in Italia; il cont e Salimbeni r estava a Zeila in attesa di ordini ed il. dottore Traversi si r ecava a Massaua. L' Imperatore fra.tta nto aveva inviata l' 11 febbraio una lunghissima lettera (l ) al Re d' Italia, in cui discolpandosi accusava di essere stato lui tratto in inga.nno da Antonelli, perchè il testo amarico del trattato di Uccialli, ar t. XVII, non includeva alcun significato di p1·otettonzto e tutela. Alle vive rimos~ranz e Anbonelli avrebbe risposto che ora.mai il trat tato era stat o comunicato alle potenze, e l' Italia non poteva ritirare la parola : dunque il burlato · era lui Menelik ~ -- · · Yra l'Et iopia, s~~to indi pendente, non poteva accettare queste condizioni umilianti. Menelik a.o-. "' g iungeva, che continuando le trattative per la proposta di lasciare intatto l'art. X VII come era in ~~marico, o abrogarlo del tutto, si. erano finalmen te intesi: ma q~ando Antouelli aveva g ià. firmato il documento con lui, senza nulla dirgli lo aveva lacerato con le due firm e, negando reci.samente che si era convenuto di abrogm·e l'art. X VII ed affermava che invece aveva stabilito di lasèiarlo i ntatto nelle cltt.e lingue. Ci? non era vero, secondo .M:enelik; e conchiudeva che o non si erano intesi, o Antonelli lo burlava (2) . ì.Vlenelik· assicumva che si erano intesi appunto che l'articolo XVII fosse annullato; d'altronde egli non voleva. assolutamen te che si diminuisse o si r ompesse l'amicizia con l' I talia; desiderava che gli affari che potesse avere con le potenze li trattasse l'Italia., ma sempre a t itolo di amicizi~t, non per obbligo. E cosi terminava la lettera pregando S. M. il l{e Umberto che l'uticolo controverso fosse abrogato, perchè umiliante per un I mperatore di Etiopia. L'an-
(l) Liò1·o vet·de del 14 aprile 1891. Jiissio11e A1tt oneUi in ll'ttopt'a. Doc. !)S. (2) Come si vede Monelik non rit'ng:g·iva. ùa ùug ie cosi pateuti, per g iust ificars i di una g-herminella cosi poco dice vole a lla clig·nitit rl ' Imperatore . 8! -
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tica amicizia non si dovea porre a repentaglio veruno per gli errori di un inviato che danneggiava le due potenze egualmente. Con la letter<'L al Re d'Italia Menelik spediva al Ministro italiano la dichiarazione che diceva convenuta con An tonelli, e che pel noto tranello er a stata dichiarata n ulla dai rappresentanti italiani.
dichiarò completamente menzognere quelle asserzioni, dovute ai consigli degli intriganti stranieri alla corte dello Scioa, oltre che alle animosità della regina Taitù. Riassunte così le fasi dei negoziati pazienti con l' Impe· ratore d'Etiopia, è chiaro che non si poteva più avere illusioni sulla buona volontà del troppo accarezzato Menelik e sulle sue in tenzioni ver::;o l'Italia. Il contegno falso dell'Imperatore aveva fatto finalm ente aprire gli occhi al governo italiano sulla futura linea di condotta da tenere, e lo stesso conte Antonelli r1conosceva (un po' tftrdi veramente} che una politica più (< tìgrina », per dir cosi, avrebbe risposto meglio allo scopo. Essa s' imponeva perchè più positiva e pratica, · più conveniente ed utile per l'a,vvenire. Il T igrè d'altronde era al uostro confine e direttamente interessato ad intendersi con noi, ed il 11-as nbngascià, col suo braccio destro Alula da un pe~zo domanchwano accord i. P rima si erano respinte le loro proposte perchè essi erano ribelli a Menelik nostro amico: ora in vece che l' I mperatore aveva loro perdonato e li aveva riconosciuti, contrariamente ad ogni convenienza amichevole, quale rispetto avrebbe dovuto ferma,rci dal trattare col Tigrè, quand o :Menelik era stato con noi così ostinato e falso ?
( Sttggello impe1·iale)
Leone vincitor e della trib1\ di Giuda, llfenelik II, eletto << dal Signore, Re dei Re eli Etiopia. o: Essendo rimasti d'accordo col conte Antonelli, inviato « dal governo italiano con pieni poteri, siamo convenuti ed « abbiamo deciso di fl,bbandonare il testo dell'art. 17, scritto « in lingua amarica ed i tali~na, ar ticolo che era nel trat« tato conchi uso fra l'Etiopia e l'Italia a.l campo d i U c« cialli il 25 miazia, anno 1881 (1) e d i comune accordo « abbiamo annu llato l'articolo suddetto. « Scritto nella città di Adis Abeba il 29 Ter, anno 188o (2) « della misericordia. (<
« P IETRO (<
P . S. -
A::-ITONELL (
».
Questo è il trattato che avevamo conchiuso e
« terminato col conte Antonelli: il conte ha lacerato l'altro
(( originale simile a questo. Quindi indirizzo al governo « italiano questo originale del trattato che avevo 10. « Scritto nella città di A.dis Abeba il 7 Yakatit, « anno 1883 (3) della misericordia ».
Com'è naturale, il conte Antonelli, avuta comunicazione dal governo ita,liano del contenuto della lettera di Menelik, (l) Il 2 ma.ggio 1889. (2) 11 5 febbrnio 1891.
(3)
n
13 fe bbraio 1891 .
x. ( 1~\)J ).
Delimitazione d i zom• d ' iniluen ztt tra lnghi lterm IJd Italia. - 'I'r a.tta l.ive d irAtte dell' Italia col Tig re. - [ J convegno de l ~Iareb (G dicembre lS91}. - J.ette re-dichi<trazioni di :tmicizia e buon ,-iclnalo. - La,·ori della Colonia nel l , 00 c IS9L Confini dell'Impero d' i;tiopia dichiarati da ~lenelik. - l. n regia commissione d'inchies La e $UC conclusioni.
Il movimento di attività continua e di graduale espansione della Colonia, coi nuovi interessi italiani sull'Eritrea svegliava intanto la vigilanza un po' sospettos11 dell'Inghiltena, sempr e timorosa che altre nazioni ponessero piede
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stabile in regioni di cui rivendicava da un pezzo il diritto d'inger enza. E con tali criteri, e per evitare possibili contestazioni futnre fra due potenze che poco per volta venivano ad avvicinarsi nell'Africa, si riconobbe necessario dai governi italiano ed inglese di delimitare esatta-mente le rispetti ve zone d' influenza. Questa decisione evitava e:.dandio alle due nazioni possibili contestazioni con altre potenze europee, esse pure sollecite di loro non meschini interessi. In seguito a laboriose trattative furono firmati i due seguenti protocolli, del 24 marzo e del 15 ~tprile 1891, per la delimitaziorte della zona d'influenza. tra Inghilterra ed It alia, prima a sud, indi anche a nord ed ovest della Colonia Eritrea. «
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« Il y aura, dans la station de K ismayu et son territoire
« égalité de traitement .entre sujets et protégés cles deux « pays, soit pour leurs personnes, soit à l'égard de leurs « biens, soit enfin en ce qui concerne l'exercice de tonte < sorte de commerce et industrie. « Fait à. Rome, en double exempla.ire, ce 24 rnars 1891. « (L. S .) RumNr. « (L. S .) D 1JFFERIN and AvA . )) « p
K01'0COLE .
« Désìrant compl6ter dans la direction du nord, jusqn'à
PROTOCOT,E .
« Les soussignés, « Marquis de Rudini . pr~sident du consail et miuistre des affaires étrangèr es de S . M. le Roi d' I talia; Marquis de Dufferin et Ava, ambassadeur de S. M. la R eine d' Angleterre; Impératrice d es Indes, « Après mtlr examen cles intérets respectifs cles deux pays « dans l'Afr ique orientale sont convenu de ce qui suit : « l 0 La ligne de démarcatiou dans l'Afrique ~rientale, « cntre les sphères d'influence respectivement réser vées ~L « lR. Grande Bretague suivra. à partìr de la mer, le thalweg « du f:l.euve Juba. jusqu'a.u G' de latidude nord, K .ismayu « avec son t-orritoire à. la dro i te du fleu ve restaut ainsi à « l' Angleterre. La ligne sui vra ensuite le parallele 6' nord « j usqu'au mérldien 35" est Greenwich, qu'elle remontera « j nsqu'au Nil Bleu. « 2° Si le:; explorations ultOrieures v~naient, plus tard, « eu indique>or l'opportunité, le tracé suivant le 6" latidude « nord et le 35" long.- est Greenwich pourra, dans ses de« tails,· etre amendé d'un commun accorci cl'après ]es con« ditions hydrogra phiqnes et orographir[1.1es de la contrée.
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<< la Mer ltouge la démarcation des sphères d'infiuence « r especti ve, e n tre l'Italia et l' Angleterre, que l es deux « P arties ont déja arretée, par le protocole du 24 mars << dernier , depuis l'embouchure du Juba, dans l'Océau In<< dien, .i nsqn 'à l'intersection du 35'' long.-est Greenwich, « avec le N il Bleu, les sonssignés; « Marqnis de Dnff'erin et Ava, ambassadeur de S. M. la << R eine d' Angleterre, I mpéra.trice des Indes. « Marqnis. de Rudini, président du Conseil et ministre des « a:ffaires étrangères de S. M. le Roi d'Italic, sont convenus « de ce qui suit: « I. La sphère d'influence réservée à l'Italia est limitée, « au nord età r ouest, par un lìgne tracée depuis Ra.s Kasar, « sur la l\fer R ouge, au point d'intersection du 17••• pa« rallele nord avec le 37",. méridien est Greenwich. L e tracé, « après avoir suivi le méridien jusqu'au 16" 30' lat. nord, « se dirige, depuis ce point, eu ligne droìtc à Sabdera.t, « la.issant ce villaga à est. « Depuis ce villaga le tracé se dirige au sud jusqu'au « point, sur le Gash, a 20 milles anglais eu amont de « Kassala, rejoignant l' Atbara au point indiqné comme « étante un gué dans la carte de W erner Munzinger « Ori<< ginalkart ·von Nordabessinienund den Landern am }vfar·eb, « Barrea, tmd Ansaba. » de 1814 (Gotha, Justus P erthes) , « et situé au 14" 52' lat. nord. Le tr.acé remonte· ensuite « l'Atbara j usqu'au confluent d u Kor Kakamot (Hamacot),
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« d'ou il va dans la direction d'ouest jusqu'à la reucontre « du Kor Lemsen, qu'il redescend jusqu'à son confluent
« sur la route entre Metemma et Kassala, touchant sue« cessivement El A-ffareh, Doka, Suk-Abu- Sin (Ghecleref) « et l'Atbara. « Fait à Home eu double exemplaire ce 15 avril 1891. « (L. S.) Ruot~r. « (L. S .} D uFI<'ERIN and AvA. >>
« avec le Rahad. Enfi.n, le tram~, après ·avoir suivi le Rahad « pour le bref trajet entre le con:fiuent du Kor Lemsen et « l'intersection du 33" long. est Greenwich. s'identifiera « da.ns la direction du sud, avec ce méridi~n j usqu'ù. l~ « rencontre d u Nil Bleu, sans arnendements ultérieurs de « détail d'après les conditions hydrographique et m·ogra« phiques de la contrée. · « II. Le gouvernement italien anra la faculté, au cas « ou il serait- obligé de la faire pour les besoins de la si« tuation militai re, d'occupar Kassala, et la contrée atte« nante jusqu'à l'Atba.ra. Oette occupation ne pourra, en « aucun . . cas, s'étendre au nord, . ni au nord-est de la li()'ne e ;< smvante :
« De la rive droite de l'Atbara, en face de Gos I-tejeb, « la ligue va dans la direction d'est j usqu'à l'intersection « élu ~G méridién est Greenwich; de là, tournant au sud« est, elle passe à trois milles au s ud des poi nts marqués « Filik et ~fetkinab dans · lE~ carte précitée de \V. Mu.n« zinger, et rejoint le tracé mentionné dans l'art. I à « 25 milles anglais au nord de Sabderat, mesurés le long « d u di t t racé. « Il est cependant convenu, entre les deux gouvernements, « que tonte occupation militaire temporaire sur le dit ter« rit,oire additionnel spécifié dans cet article n'abrogera pa,s « les droits du gouvern.ement égyptien sur le dit territoire, « mais ces d r? i t demeureront seulement en suspens j usqu'à « ce que le gouvernement égyptien sera en mesure de réoc« cuper le district en guestion, jusqu'au tracé, indiqué dans « l'art. I de ee protocole, et d'y mantenir l'ordre et la tran« quillité. « III. Le gouvernement italien s'engage à ne construire « sur l'Atbara, en vne de l'irrigation, aucun ouvrage qui « pourrait sensiblement modifier la défluence dans le Nil. « IV. L'Italie aura, pourses sujets et protégés, ainsi que « pour lenrs marchandises, le passag~ en franchise de droits
..
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Sicchè in sostanza la linea complessivamente segnata si diparte dalle foci del Giuba ; ne segue il thatu;eg, poi corre lungo il 6° parallelo nord e lungo ii 35" lnngitudine est del meridiano di Greenwich, ed infine1 dopo aver piega to lungo il Itahad, il K or Lemsen e l' Atba,ra, riesce, ~tttraverso il territorio a nord di Massana, a Ras-Kasar. Tutta la contrada in questi limiti compresa era dichiarata. sotto l'influenza italiana. .Assodato qualunque intoppo in questo senso alla benefica azione di civiltà spiegata dall'Italia, il gov(~rno in base agli ultimi disinganni patiti dalla parte dello Scioa, iniziò una diversione completa della sua politica, rivolgendo le sne cure al Tigrè. Nè ras :Mangascià pose tempo in mezzo a profittare degli umori differenti, i quali favorivano la sua idea fissa: accordarsi con l'Italia. n 6 agosto 1891 Mangascià scriveva al Re d'Italia la lettera seguente (l): « Come state? . « Io grazie a Dio sto benissimo. Voi mi avete detto altre « vol te nelle vostre lettere: « Scrivete al governo di Mas« saua quali sono i vostri desideri. « Quello che io desidero è di fare amicizia con Voi, e « che questa amicizia vada sempre accrescendosi e sia eterna; « che essa si propagfii di genera.zione in generazione. « Non spero ehe questo. « Scritta il 20 Hamlé 1883 (2) in Adua. » (Siyillo eli 1·as J.l!Jangascià) (lì Libro vct·de del 1891 del Tigt·é. >) Doc. l. (2) Agosto 1891.
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fnte1·vista del goventatore d'Eritrea coi capi
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Il re d'Italia rispondeva che di ciò era contentissimo, e volendo anèhe lui l'amicizia; la prosperitù. del 1'iO'n~ e dell'Etiopia, g li manderebbe il dottor Nerazzini a:sieme al dottor ~~ :Martino, per intavolare trattative di accordo pel buon v1emato. Se le trattative riuscivano, si sarebbe attuata una solenne intervista col governatore della Colonia E ritrea, generale Gandolfi. Per mezzo del dottor Nerazzini adunque furono iniziate le trattative per un convegno, che il generale Gandolfi fhsò sulla sponda destra del l\fareb, cui i capi tigrini erano disposti a rispettare come nostra frontiera. Costoro consentirono al convegno sulla nostra sponda, lasciando le loro truppe ac~ampate a :Mehuquan, sulla sponda sinistra. Avevano già fo rmulate le eoncessioni che chiedevano, ed il governatore le accettò in anticipazione sulle generali, come quelle che erano per noi parimenti vantaggiose, o non tornavano di alcun peso. In cambio del rispetto incondizionato dello stato presente, e. dell'impegno che per sè ed i loro soggetti contraevano d1 non violare i limiti dei nostri possedimenti e di n on compiere in essi delle scorrerie, nè offendere i nostri diritti di sovranità, domandavano: l " Apertura del mercato di Massaua al commer cio con l'Abissinia, e sicurez~a delle strade che collegano nei possedimenti italiani il T igrè a Massaua ; 2" Facoltà a ras Ma.ngascià di prov vedersi con suo denaro di viveri nella colonia E ritrea, e di prelevare munizioni dai nostri mag!lzzini da guerra, ma in limitata misura e nel solo caso che il Tigrè dal lato del Woghera fosse invaso dai Dervisci; 3" ]'acilit~zioni ed aiuti per resta.nri in Adua, e per la costruzione colà di una piccola casa in muratura per ras MangasciU.. Quest'ultima concessione aveva per effetto di indurre il capo del Tigrè ad insediar si stabilmente in Adua piuttosto che a l\fakallè; ~1on piccolo vantaggio per u oi, perchè avremmo avuto il I<.as più vicino.
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Il primo incontro coi capi del 'l'igrè era fissato pel giorno 28 novembre 1891. Ma la, lotta fra il degiacc Sabath ( l),scium delF Agamè, e ras Mangascia lo fece differire al 6 dicembre. Intervennero con Mangascia al convegno ras Alula, ras Agos e molti a.ltri minori, compresi perfino molti di que.lli che avevano sempre diffidato degli Italiani Compirono essi i giuramenti e le loro usate formalità preliminari, indi r as :à'I angascia accompagnato da tutti i suoi capi, meno r as Alula che rimase appartato (2). andò dal governatore. E prime ad appianarsi furono le questioni secondarie. I capi fecero istanza che si permettesse il transito da Massaaa al Tigrè solo a quei negozianti che avessero sicura moralità e suffi ciente scorta di mercanzie. Il Generale ottenne per suo conto che L igg Abraha, fratello di Debeb, potesse re· carsi libero nel 'l'igrè. La questione principale era che si continuasse nelle r elazioni di buon vicinato, senza però offendere in nulla l'Imperatore d'Etiopia. Fu approvata. Così le trattative corse nel convegno del Mareb furono sanzionate in due dichiarazioni scr itte, che furono giurate solennemente e fatte giurare dai capi tutti indistintamente. Le dichiarazioni, concertate d'intesa delle due parti, fu rono scambiate sul luogo del convegno prima che fosse fa.tto il giuramento finale. Erano di questo tenore : « Che arrivi al grande, ri:;pettabile e supremo Umberto I « Re d'Italia, mandata da ras .Ma,ngascia, figlio di Giovanni « Re di Sion, l:W dei Re d'Etiopia. (l ) Lo scium ùell'A!!amè, degiacc Sabath, benchè non tosse stato vinto in campo aperto da ras ~Iangasciit, implorò pace e perdono, offrendo di rimettere le sue armi a l capo del Tigrè. Il Ras conseuti, dopo il solito giuramento solenne d i fedeltà :sulla Croce e :;ul Vangelo. (2) Ras Alula temeva il rancore degli Italiani per il fatto di Dogali del 26 gennaio 1887. (,luando il generale Gandolti gli mostrò cosi chiaramente come i popoli chili si contengono in ci~cos tanze come quelle del convegno sul ~areb, e lo accolse benissimo, il Ras se ne dimostrò più che coutento, meravig liato, ed eg-li s tesso confessò tale inaf<pottata irnprossione del !!UO animo.
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« Questo noi abbiamo g iur ato, e lo abbiamo giurato perche
« Come sta ? Io sto bene grazie a Dio, per la bontà di « Dio, per la. fede di Sion, per la preghiera di Sion. Ho « avuto . il convegno col generale Gandolfi.. Abbiamo giu« rato sul Vangelo e sulla Croce, egli dicendo di odiare i « nemici di ras Mangascia, e d i non fare cosa alcuna che « possa dispiacere a ras \{angasci(t ; io dicendo di odiare i « nemici del governo italiano, di amare i suoi amici, di « rispettare lo stato presente di cose, e di non fare nessun « atto che po8sa dispiacere a lritalia. « Questo noi abbiamo giurato, e l'abbia}llO giurato perchè « la nostra amicizia. duri eterna e salda. (( n contratto dòl nostro giuramento è questo. « Terminato presso il Mareb il 26 Edar 18~ (l) (anno « del Perdono) ».
sappiamo che facendo così la nostra amicizia diventerà « stabile e g rande. . « Questo è il contratto del giuramento che abbiamo fatto « presso il !VIa.reb rs dicembre 1891. <<
«
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(Sigillo di ms Mangascià) .
'l'esto della lettera- dichiarazione del generale Gandolfi.
« Mandata dal generale Gandolfi, governatore della Co« lonia Eritrea: che arrivi a ras 1\:fangascia, figlio di Gio« vanni, Re dei Re d'Etiopia. « Come sta Ella d i salute? Io grazie a Dio sto bene. « Ringr azio lei vivamente per essere venuta presso a.I l\!Iareh, « a fine di incon trarsi con me e trattare p3r render solida « ed eterua la pace con l'Italia. « Noi abbiamo giurato sul Vangelo e sulla Croce di vivere « sempre in buona ar~ouia e da buoni amici. « Così io ho giurato che amerò g li amici di ras Mangascùi, « che odierò i suoi nemici, e che non farò mai cosa che « possa dispiacere a ras Mangasci<t. « Ella ha giurato che amerà gli amici d'Italia, che odierà « i suoi nemici, che rispetterà sempre lo stato presente delle « cose e ehe non farà mai alcun atto che possa dispiacere « all'ItaJia.
(1 ) L'8 dicembre 1801.
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A CASSALA
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GANDOL F[ » .
Come primo pa.c;so di avviamento ad un moclu,s vi,;endi ed a trattazioni ulteriori esplicit,e per evenienze future , si poteva dire di aver cominciato bene, tanto più che nella giova.ne Colonia 9ccorreva poter contare su un po' di tran· quillità, per dedicarsi seria mente ai lavori d'ogni genere, preparatori dell'avvenire. . . _ . Compiuta l'occupazione di Keren e di Asmara, uuztatl gli accordi col Tigrè, si rendevano indispens!J..bili dei lavori di assestamento ed altri di impianto, non ostante il debole aiuto finanz iario su <.mi si poteva contare per parte della. madre patria. Così nel periodo corso fra gli anni 1890 c 1891 s1 attese fra. l'altro alle seguenti opere : l" Sistemazione della diga ~(assaua-Taulud; 2° .Ricolmare davanti ai palazzi coloniali, a Taulud. per render più salubre la zona di suolo, che a marea bassa di ve1,1tava addirittura pestifera; 3• Fu costruita una bancllina di approdo pei sambuk; 4'f Fu compiuta la strada Sabarguma-Ghinda, carreg· giabile; 5" S i ampliarono le carceri ; 6° Si attese al definitivo allestimento dei due palazzi coloniali pei pubblici uffici. In questi due anni la posizione politico- militare magli~ si rinforzava e rendevasi sempre più promettente. Infatt1 l' appoggio e la protezione accordati alle varie tribù del Mareb Gash e Barca trattennero i Dervisci da ulteriori ag' rendendo più facile ottenere la tranquillità. dei gressioni, confini verso oriente. Nelle regioni più prossime alla costa altri avvenimenti di varia importanza avevano migliorate le condizioni di tranquillità e sicurezza: }iahmnd Ah med era già stato nominato
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K antibai degli Habab; gli Az-I-Iibté erano stati trasportati da Anagheit a Nacfa; iBeit -Mala (l ) si erano ordinati definitivamente sotto il capo Idris Mohamed, trasferendosi nella valle di -Anseba. I nol tre il protettorato dei Beni Amer, la occupazione stabile di Agordat, come posto avanzat o, facilitarono al governo della Colonia il còmpito di organizzare le tribù occidentali, come solido antemurale dalla parte del Sudan. F n affidato a· .Mohamed Scerif, capo degli Ad-Ocut (2), la sorveglianza della f1·ontiera di là della confluenza del Barca e dell'Anseba, fino alla linea segu.i ta nel protocollo anglo-italiano. Questo capo, con numerosa banda ai suoi ordini, doveva esser so vvenuto soltanto quando prestava servizio; egli riuscì sempre a, garantire la sicurezza delle tribù poste in quelle regioni e dei numerosi armenti che pascolano nella valle dell'A.nseba, dello Dzara e dell'Aradel. Fece atto di sottomissione al Comand o di Keren il capo dl'lgli Hadenèloa di Car cabat, Mahmud Kalil, dopo il combattimento di Agorda.t del 20 giug no 1890. Altre bande assicurarono h nostra influenza verso l'Atbara, fino agli avamposti delle orde Sudanesi: la banda di Beni-Amer comandata dal diglal (3) Alì Ussein, le bande di Arei Uold-Agaba, Mohamed-Aroda, Abu Baker Nur, Alì Nurin _e A.uad Egei. Questi furono il 30 ottobre del 1890 riconosciuti con brevetto regolare del Governo della colonia g u ~:~.li capi delle loro tribù, Arei Uold Aga.ba dei Baria Higbir stanziati fino oltre Elit e Bitama, Mohamed Aroda
degli Ad-Auad (1), Abtl Baker Nur degli A.lg heden, ·Alì Nurin dei Sabderat, A.uad E gel degli Homran (2). Diede ottimi risultati il sistema degli ordinamenti militari delle tribù degli Agazi e Bedgià sul Mareb. Gash. e Barca: esse si misero in grado di difender si dalle razz1e, coltivare i loro fertili territori, ed attendere con profitt~ alla pastorizia, che un tempo era presso di loro assa1
(l) l B eit-;l{ala ~ono frazione dei Beni- Amer, dal cui nncleo l'li erano s tacca ti per unirsi ai Dervisci, coi quali combatterono i loro fratelli. Finita la guerra, e appollaiali sull'altipiano di Nacfa, cominciarono a razziare contro i recen ti alleati, i Dervisci, finchè questi li vi nsero c li disperse ro, s piog-endone parte nel! ' Anse ba, parte 'negli Hall ab. Fu ullora che il capo· Idris •::-.Iohamed andò a fare atto di sottomissione a Keren. l Beit-~.fala, quasi selvaggi, sono molto valorosi. (2) Altra fl'azione dei Beni- A. me r. (3) Capo.
fiorente. Si iniziarono le riscossioni dei tributi, destinati col tempo ad alleviare il bilancio colonia le, potendo bastare il sopperire ai sussidi peÌ C~tpi e le baudé con Ì proventi delle tasse riscosse. In questo modo con una savia politica si prep_arava.no alla colonia. futuri. territori, e si tendeva ad apnxe ai commerci le vie del S udan. I Bazè, messi tra il M~1reb ed il T acazzè (3i , chiesero più volte la protezione italiana, ma prima di prendere_:eco lo_ro posi ti vi impegni si. attese che si organizzassero pru stabilmente e si affezionassero al suolo. Col metodo sinor a accennato si ebbe intorno al territor io eritreo direttamente amministrato una larga zona, messa sotto l'~utorità italiana, che rese possibile r estringexe l'occupazione materiale nei limiti del triangol~ lVIa~saua-Asmara K eren; quindi anche nel caso di grossa mvr.1S10~e le nostre forze avrebbero potuto avere il tempo necessano p_er conceutra.rsi nelle suddette posizioni più adaUe a Lla r es1:>tenza. L 'ordinameni,o non mancava d'altronde di vantaggi anche per le popolazioni, che paghe di aver acquistata sicurezza
(l ) Ramo dei Beni- A.mc r .
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. . . (2) Gli Homran ab it..wauo nel Setit (tratto delL\.t bara. denommnto COSI quando esce dall'Abissinia voigendo ad ovest), ma dopo disperate lotte coi Dervisci che li de cimarono si rit'u~iarono tra i Ben i Anwr. (3) 11 tratto dell'Atbara che dalle sot·g-e nlì fra le p t·ovincie del ~asta e quelle dol W ad eh~ nell' Amham scorre in Abissinia, ha il nome dt 'l'acazzè. Usc ito dall 'Abissinia prende il nome tli Setit flno al con fluente 'Goaug presso Tomal nella ~ ubia: da questo pun to fl no a l suo sbocco sulla dt!stra del Nilo si chiama Atbara propriamente detto.
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e pace, cominciarono a pagare i tributi senza reclami nè inconvenienti, e ricorsero spontaneamente, anche se lon· tane, ai nostri tribunali di Asmara e Keren per le loro contro.versi~. ?on questi principì si apriva la via ad un avverure rmghore per paesi da parecchi anni funestati da ~ner~e e raz~ìe, decimati nelle lotte ed affamati spesso per l abbandono forzato delle terre ed il sacchlilggio del nemico inesorabile.
(Continua) NwoLJ<~TTI ArmMAR.r An~oLDo lenen.te di {a>Heria.
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NOTIZIE POLrrrCO-.MILIT Al~l Due dei progetti presentali dall'onorevole Ministro della guerra , furono già discussi erl approvati dalla Carnera, cd 01:a si trovano allo \ / stato di relazione davanti al Senato: quello su l bilanl\io per l' eser- · \ cizìo ·1895·96 e quello per la leva sui nati nel ·1875. La discussione del bilancio cominciò il 1° corrcnt<: e terminò in due sedute. Apd il fuoco l'onorevole Imhri:mi ehe rimise in campo la vieta distinzione di esercito ·ofrensivo cd esercito difensivo, dichiarandosi per quest'ultimo; divagò poi come il solito, per tutto il campo mi litare c fuori di esso e terminò con un fcrvo1·ino sulle condizioni non buone dei sottuflìciali. Seguì nell' al'l'ingo l' onn.revole ]\{arazzi ~;o n un discorso sull'a vanz~ mrmto che vorrebbe meglio r(~golato, sul reclutamento ehe vorrebbe ter:·itoriale e su tante altre co~e. L'onorevole Colombo ed altri fer:ero osse1·vazioni od espressero desideri sulla forza bilanciat;J, sui carabinieri, sui tri hunali militari, su diversi servizì, ecc. ecc. ' Diede gran parte delle chieste spiegazioni l'onorevole Grandi, relctt.ore, , e rispose poi a tutti, con un e.~auriente discorso, l'onorevole .1\locenni, Ministro della guerra. -1'
* * Ricordata l'inesorabile necessiti! di ceonomie, « io mi posi (dice il Ministro) questo quesito: è meglio che riduca l'esereito a rùinori proporzioni, diminuendone le grandi unità, oppure che studi i mezzi di farlo vivere con minor lusso, con efficacia apparentemente minore per qualche anno, sal vo a restituirlo fra poco tempo alle condizioni di prima'! « La risposta a me non è pal'sa Jubbia; perciò ho studiato economie che saranno tem poranee o durature SHcondo la saviezza e la fortuna d'Italia. Se il paese provveden't al suo assestamento economico, presto potremo avere i fondi necessari a ricostituire le nostre unità organiche nell'antica forza ». Alla questione dell'èse1·cito ofl'ensivo o difensivo l'on. rnm1stro rispose egregiamente dicendo essm·e questa una distinzione irrnionale. Non si
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concepisce un esercito che abbia sole qualità difensive come non si concepisce uno scbermitore che pari soltanto. L'esercito è fotto per la guerra e la guerra si fa come si può. Riguardo ai ~ottullìciali nota l'on. ministro la diversità di pareri sul loro conto: chi vorrebbe aumentarli, chi abolirli; chi domanda che si migliorino le loro condi7.ioni, chi Lrov:~ che sono trattati bene anche troppo. C'è del vero e dell'esagera to in rrueste opinioni. I sottufficinli, quando siano buoni, sono il braccio forte degli ufficiali; quando :>ieno callivi .~ono la peste dei re~g iment.i ed è IHeglio levarseli d'attomo. Pende davnnti :~1 Parlamento •m progeuo che modifica lo :<lato dei sottuflÌl;iali ; quando sin le~ge toglierà molti de!!l' in.convenienti che oggi si lamentano. In CJ uesto progetto tuili i diriui acquisiti sono rispettati; ma poichè la legge attuale promette ai sottnffìciali cose che poi non si possono mantenere; è giusto ed onesto coiTeggerla. I sottufliciali re~te ranno sotto le ormi in :-::inor nume1·o, ma \'i resteranno affezionati e non potranno lagna1·si che si coneulchi un diritto loro concesso dall11 legge.
·tesoro delle modificazioni che la saggezza dei st:matori potrà suggerirgli, ma, •nelle sue linee generali, se il progetto saril nccetta to, lo sarà come venne opropo~to. . . . . . Spiegò quindi l'on. Ministro agll oraton cheghelu avev~no clne~to 1l ·sistema adounto per la distribuzione dd nuovo :wrnamento. E .la conti~u~ .zione di quello dell'arnministrat:ione precedente. Il nuovo fu c1le fu d~str~ buito anzitutto ogli alpini, quindi ai bersaglieri; quant.o a_JJa foutena, ~~ ·Ministro crede che il miglior metodo sia quello di distnbUirlo per corpt :d'armnta, e a que~to proposito, ~Cnl.a entrnre in pnrticolari, disse ?be s~~ rà ·.distribuito prima a quei corpi d'armot.t• che primi st~rcbbero chwmat1 a servirsene in tempo di guerr:1. Quanto alla iabbricazio11e del fuci le stesso, sarel1be ben lieto l'on. Mo·Cenni s'essa pote~se ~fTrctwrsi, ma di~g rn iata111cnte le condizioni del hi,Jancio non permeuono di fohbrictu·e più di 100 mila fucili all'anno.
"' "' .. Quindi l'on. ministro toccò di volo la •1uestione sempre \'iva del cavallo ai capitani di fan teria, cui rari oratori avevaao 3ccennato e si dichiarò convinto dcl'la grande utilità di 3vcre i capi tani montati. « Io però, soggiunse, sono andDto al ~l inist.ero quando i cavalli a questi uflìcioli erano già t:olti, e non è certo nelle attuali strettezze finanziarie che potrei permettermi il lusso di ridarli. Se si avessero .i fondi per ristabilire la forza bilanciata c restasse ancora un margine ·si potrebbe vedere se convenisse ridare il c:wallo ai capitani e naturalmcme comincerei dai bersaglieri » . Ri;;r)etto alla forza bilanciata, cliC sopporterb il mvggior peso delle economie l'on. Ministro notò molto opportunamPn te che non soltanto il numero, ma [llll'e l'istruzione è gnmde coefficien te di solidità e di vittoria, ed accennò quanto ha fatto ed ha intenzione di fare per dare all'i~truzi on e delle truppe il maggiore sviluppo t:J mantenere alto il morale degli ufliziali in modo da compensa re, per quanto sia po~sibile, la minore qunnt.ità di forze che teniamo sotto le armi. • Rispetto al progetto di legge sul l'aranzamento, che si trova davanti al Senato, J'on. :Ministro notò le difficoltà che. hanno sempre inrontrat.o i progeni su que~ta materia; disse che, per Cl'ilam ostacoli, ha tenuto conto di tutw le opposizioni fatle altre volte dal Senato, ma che ha mantenuto e manterrà sal1li i principi n cui un 'odiemn legge sull'avanzamento deve essere informata. rJ pmgctto lo sosterrà come l'ha preseot~to; farà bensì
Son·ogliamo per brevità su quanto l'on. Ministro disse auC(,ra su altri •rami dell'amrninist rnzione milito re, cioù, sul sen•iz.io dei vi veri, su quello .del coserrnaggio, su quello del vestiario. Notiamo però che a ùiver~i oraJtori, i qu ali domandavano riforme rconomiche nell ':ll'ma dei carabi, ·nieri re:~li, l'on. ~I ocenni 1·ispuse poter·si bensì fare in quest'ru·mo t~lcune -riforme, mn non vere economie, perchè le somme economizzate .bisogne.rebbc spenderle tutte per l'arma stessa, troppo essendo oggirl i il bisogno .dei carabinieri. Questo discorso che chiuse la discussione generale fu aceolto con evi-denti seoni di approvazione dalla Camera. All'i 1~Jomani (2) cominciò e terminò ~enza notevoli incidenti la ùiscus· -sione dei singoli capitoli che tuui furono approvali. L'intiero bilancio ,,POi venne tlpprovato a scrutinio Sllgrcto con 185 voti contro ua. " * * Il giorno 3 venne in discussione il progetto di legge per la levr1 s\ti nati nel 1875 che i let.tori già conoseono. Contro e~so fece un lungo dl ·scorso l'on . Afan de Uiver3, il quale disse che la for1.a sotto le armi va .ogni anno diminuendo c che la diminuzione oramai è t:tle da solleva~e -serie apprensioni; criticò il fra zionamento de\1 :~ leva per proporre ~ddl ritturu il salto di una classe, e si dichiarò contrarissimo nlla riduzione -della ferm a della cavalleria che considera esi~ill le . Gli rispose J'on Ministro contestando l'esa ttezza di alcune all'e rma1.ioni ..del. proopinonte e dichiarando esplicitamente che qualche riduzione, la 83 -_
ANNO XL.
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NOTIZIE POLITICO -~fiLITARI
NOTIZIE POLITICO-MILITARI
quale in teoria si può agevolmente combauere, l'ba dovuta consentire per facilitare il pareggio del bilancio. Il salto poi di una leva ha per iscopo di soddisfare non solo alla imperi!)sa necessità di economie, ma pure quello. di chi11mare nlle urmi uomini meglio sviluppati e quindi più robusti. Quanto alln riduzione della ferma nella cavalleria, quando sia congiunta a una migliore scelta del con tingente, non porterì1 gl'inconvenienti che taluno teme. È cosa ammessa unche dagli ufficiali di cavalleria, che destinando a quesCarma uomini già pratici di cavalli, si miglioreranno le attitudini del personale anche diminuendo la ferma. Ma fìochè la cavalleria ha una fenna t!Ccezionale, questa !$Ctllta di uomini pratici non può giustamente fa rsi c bisogna ricorrere alla so1·te per l'assegnamento degli inscritti; il che non toglie che gli assegnati al la cavalleria si considerino sacrifi cati e gli effetti morali di silfatta credenza si possono facilmente immaginare. Dopo il discorso del Ministro diede ancora alcune spiegazioni e fece qualche raccomandazione l'on. C;~renzi relatore, quindi il progetto fu approvato a grande maggioranza.
la nostra squadra. Questa accoglienza esce dalla categoria ordinaria delle cortesie int.erna zion:~li. La pompa con cui il governo inglese ha voluto circondarla ha, per se stessa e per il momento in cui il fatto avviene, un'nlta importanza politica, perchè, secondo noi, dimostra come vada facendosi strada in Inghilterrn un'idea che è da gran. tempo in Italia un' idea popolare: la comunanza d'interessi tra la nazione italiana e l'inglese.
* "* Non ci fermiamo sulle interrogazioni di vari oratot·i su cose di secondaria importanza, nè sulle risposte da te ai medesimi · dal Ministro della guerra, che in generale soddisfecero gl'interroganti. Sorvoliamo pure sulle. vicende corse negli uffici della Camera dagli alt1·i progetti militari e su quelle che corrono, in questo momento, negli uffìzi del Senato i dee progetti già approvati dalla Camera. Essendo imminenti, per gli uni e per gli altri , le discussioni nell'aula, ne parleremo meglio nella seguente puntata. Piuttosto, uscendo dal P:u-lamento, vogliamo notare la festosa accoglien7.a fatta dalla popolazione di lloma (e ripetuta poi da quella di Torino) alle L L. AA. RR. il Duc3 e la Duchessa d'Aosta che, dopo le auspicate nozze contratte in Inghilterra, come abbiamo detto nella precedente puntata, giunsero il 6 corrente nellHcapitale del regno d'Italia. Quest'accoglienza dimostrò ancora una volta, benchè non ce ne fosse bisogno, che le gioie della Famigli;J Re:~ le sono gioie della nazione come Jo. sono i lutti; percM un vincolo stretlo e indissolubile unisce all'Italia la dinastia di Savoia. E ad un altro fatto pure dobbiamo accennare che, quantunque previsto, non è meno lusinghie1·o per noi e viene a rialzarci l'animo quando· più ne avevamo bisogno: J':Jccoglieut.a veramente straot·dinaria con cui fu ricevuta dalle autorità e dalla popolazione, sulle coste dell'Inghilterra,.
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Dall'Eritrea nulla di nuovo. Come i dervisci, così gli scioani dicono sempre di venire c non vengono mai. Menel ik ora si vanta di voie•· condurre egli stesso contro di noi centomila uomini, ora si rivolge ni russi per prega rli d'interporre i loro ullizi presso gl' italian i pen:hè non si avanzino ad occupare altre terre. Ras Alula, mettendo insieme tu ili i suoi tigri ni, potrebbe di~porre di circa 2000 uomini, che da tre mesi si dànuo per avanguardia dell'esercito sulle mosse per invaden' il Tigrè e l' ~:r it1·ea, ma stanno sempre fermi allo Scioa. Gli altri 1·as sono discordi tra lol'O; poco vogliosi di obbeclire a Menelik ed anche meno a rns Aluln. Se alla corte scioana non ci fossero eu1·opci che sofJiano nella cene1·e e promettono e in pane dànno armi e danari, si potrebbe vivet·e tranquilli; ma con questi eccitamenti bisogna stare sulle guardie e, sPcondo il nostro modo di vedere, la lotta collo Scioa può ritardarsi, ma è inevitabile. Ora r:ominciò la stagione delle pioggie e du•·erù fino a settembre. In questa stagione i movimenti sono difficilissimi per non dire im pOS$ibili, rn t~ssi me con orde come le scioane. A settemb re si vedrà . Frattanto ~[e~ nelik è obbligato a rimanda re a casa i ,;o ld~oti giii radunati pcrchè non può mantenerli fino alla buona stagione. I paesi recentemente occupati si vanno organizzando colla circoscrizione dei territori e colla nomina di capi fidati o, per dir meglio, intet·essa ti :~l mantenimento della sovranìt(t iwliana. È un lavoro lento che consolida ogni giomo il nostro dominio. Si tratta di fo rmare, dell' Agamè e della parte del Tigrè che :~bhi a mo occupato un ant emur::~le contro le invasioni eti·opiche. A tal uopo bisogna imprimere nelle popolazioni il concetto della nostra forza ed ordinarie in conformità delle loro tradizioni. Così da quegta vasta c bella regione, ricca di uomini e di mezzi di sussistenza, potremo esercitare un'azione potente, non solo per la difesa della colonia e per la sua prosperità avvenire, ma eziandio per sciogliere definitivamente ln questione etiopica. Roma, il H5 luglio ·l895.
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NOTIZIE !llLITARl EST ERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE GERMANIA.
Varù,zioni 'ltPlt'nlto personale militare. - Il tenente generale Boje co mandante la 35• divisione (Graudenz) è stato nominato governatore di 'l'horn in sostituzione del tenente generale v. Hagen stato precetlenternente collocnto a disposizione. Il maggiore genera le conte v. Wartcmlcben comandante la ;{ti" brigttla cavalleria ( Dnn~ig) è stato promosso tenente genernle e nominnto comand:mte la divisione c~va l l crin Jelln Guardia, in so.>tituzione del tenente generale Etl lcr v. der Plnnitz, il quale 'pn ~rsò ispettore di cavullerin. • Grandi manovre 18{Hi. - CiJ'C<t le disposizioni generali ora Dssat.c per. l_'andnrnouto dell!! prossime manone imperiali si hanno le seguen ti notiZie. L'armata del sud com posta del corpo d'annata della Gunrdia e dnl Jtr ha l' incarico di muovere da Prenzlaù e di eJTet.tuare il p11ssaggio della Hnndow, che, per evi tare 1.one difficili e paludose, va tentato n Li.icknitz ed a Penkun. L'armata del nord, costitui ta dai corpi d'armata IX c lf, ha il eòmpit.o di imped ire il detto passaggio e vi riescir·ehbe nel primo giorno respingendo il nemico, il quale però ritenterebbe la prova nel secondo con migliore suc1:esso. Al terzo giomo avrebbe luogo Io scontro delle due ;mn:tto contrapposre nei dintorn i di Neucnkirchen. · Circa la rip<;t rliziono dei pc1·i odi i giornali tedeschi pubblicano i seguenti dati: A cominciare dn l ·18 agosto la mnggio r pa1'1e dei corpi chiamati alle mnnovro imperiali eseguisce esercizi e manovri' di bri"ata. Ne,li ultimi giorni del detto mese av ranno luogo le manovre dt' divisio1~: per la 1a divisione. funteria della Guardia a sud di Berlino e per la 2", nei dintomi di Naùen. Il 30 agosto il corpo della Guardia si riunisce in Bedino ed adiacenze, il 2 selternbm esso si presenta ttlla grande par·ata autunnale sul campo eli Tempelhof.
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Il II corpo d'armata si riunisce sui pl'imi di settembre p1·esso St.ettin c fa la grande parata il giomo 7 nelle vicinam:e della città alla presenza dell'i mper·atore. Giomo 8 settembre: riposo per tutti. Giorno 9 settembre: marce di guerra per i qua ttro corpi d'armata (il corpo d'armata della Guardia si recherà sul terreno mediante 7-8 giorni di marcia). Giorni 10, H , {2 : manov1·e del corpo dellu Guardia (Berlino) e del III corpo, contro il 1f (Stettin) cd il IX (Aitona) nel terreno a libeccio di Stettin. Vestiario e mndamento. - Sono in co r~o parecchie mo.Jifìcazioni al vestia1·io ed all'a rredamento del lo truppe prussiane, in armonia colle prescrizioni della parte Il del regolamen to sull' uniforme di imminente pubblicazione. L' Altegemeine M·iliUi;· Zeitang pub hlica in proposi lo alcune notizie : Il colletto abbattuto delln tunicll ehe era in esperimento presso diversi battaglioni, è stato definitivamente abbundonnto; si mantiene il colletto ritto corne prima, soltanto un poco meno alto e meno stretto al eolio. Secondo il menzionato P~' l'i odico si spera elle scomparisco l'esllgerato colletto alto degl i ufficiali. Per la tunica vengono adotrate le faldo ape1·te (già portate così dalle tr.uppe del g1·anducato d'Assia) ed uno gpa1·ato al polso delle maniche, le quali si abbottonano o si sbottonano nll'occol'l'enza ; il t:~glio di questo ca po di vest.iario viene alquanto a l l.~1rgu to . Non si mettono a disposizione mezzi specia li per le motlificnioni in parola; i rip11rti di truppa le elfettunno a misur·a che l'occasione si presta, continuando l'obbligo ai battaglioni di mantenere le dotazioni per la forw di guerra. Per le buffetterie si adoua in generale il cuoio nero; però i battaglioni gr:tnatieri della fan teria delln Guardia cd i reggimenti granatieri dal numero 1 :~l i 2 conservano le bu lfeucrie bianche, sebbene fossero state riconosciute d' uso poco pra tico; sembra che siano state mantenute soltanto ia grazia della loro bella apparen7.n nelle p<H'ate. Per i pionie1·i ed i feJ'Tovieri saranno adottati i nuovi capi d'arredamento quando siasi ricavata una decisione dalle prove che si stanno facendo cir·ca il porto degli attrezzi da zappatore. · È conservat.a la coper·tina color avana ch io1·o per i copricapo, adoperandola però soltanto in cnmpo onde coprire gli ·splendenti fornimenti dei medesimi, non essendosi voluto sopp1·imerli . Il sopra citato giornale osserva che, se i cn mbir1menti in parolu sono
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NOTIZI E · MILITARI ESTERE
pochi, ciò si deve al troppo amore che in Germania si ha di vedere i militari in assetto di parata, mentre questo difficilmente 0 punto si combina con quf\llo da ca mpo. Giubba di fatica. - C(ln ordioe di gabinetto del oiucrno scorso fu concesso anche agli ufficiali l'uso della litewka. (giuLb: di fatica) stata precedentemente adottata per la t•·uppa, limitando però detto uso ai servizi in locali ch i u ~i . Rimonte. - È. stat? istituito per il XII corpo d'armata (Sassonia) 1 lll secondo depos1to d allevamento cavalli con sede a Skassa ù. Naundorfc.hcn in una proprietà appositamente comprata dallo Stat?. Que3to nuovo deposito avrà in dotazione circa 240 cavalli, cosicchè col concorso dell'altro (sta bilito a Kal kreuth), il quale ha 440 rimonte cesserà la necessità che sinora imponevasi ai corpi di com p1·are talvolta direttamente da traffrcanti. Tm·iffa di navi_gazione nel canale di Guglielmo. - Le ta•·ifle che furono stabilite in via provvisoria per la navigazione nel canale di Gu glielmo a datare dal tO giugno ultimo scors~ sono le scouenti : J o per navi cariehe sino a 600 tonnellate, cen1esi1~1i 75 Or!ni tonnellata e cen tesimi ISO per ciascuna tonnellata in più; "' 9o · 1 , -. pe•.• nav1· s.cl.mc 1e, per nav1· percon(mlt. il canale :;ino aii'Eider, o dali E1de.r .m f~o.n o pe1: altri casi specilìcati, centesimi 50 per tonnellata. La tal'llla mmuna nc1 due detti casi è di lire 12,50, Ino~tr~ ~i è la tassa di rimorchio per bastimenti a vela, la quale è di c~ntes 1m 1 i.>O per le. prime 200 tonnellate e centesi mi 37,50 per quelle in PIU nel 1n caso, e nspettivamente centesimi 31 circa e centesi mi 25 nel 2° caso. Nel periodo dnl ·t o ollobre a tutto marzo la ~ariffa di tra nsito viene aumentata del 25 Ofo; la lassa di ri morchio rimane invariat.·t. . .Pe~ il regol:~re andamento del traffico fu, con apposito decreto sovrano, Js~11 ~ 1to un ufficio imperiale del canale, con sc.de a Kiel, di pendeu~c dal Mm1s1cro degli interni. .Spil'l:to militw·e.- li principe AI'Dulfo di B3viera, a perenne 1·icordo d~1 fa~t1 delln ca~pagna i 870-7i , fece nello sco•·so giugno una donazione di 10,00~ ma rchi al 12° reggimento fanteria bavarese portante il suo n?m?, ~·:ponendo che ~Ii interessi del capitale vengano annualmente drs~r1burt1 ad .uno o ad alcuni rafl'e rmati il giorno 2 dicembre annivers~riO della .g•~r~a ta di Loigny-Poul"'Y nella quale il reggimento splendld.amente SI d1stmse. Come condizione per i prerniandi è stabilito che ess1. debbano .es~ers.i ~istinti per merito speciale nell'istruire la truppa. lìna donaz1onc s•m1le era stata fatta in p~incipio del corrente anno
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.<J:d principe Leopoldo di Baviera ad un reggimento art.iglieria (Vedi di-. -spensa III, 1895, di quc~ta Rivista) . . , . Istruzione degli ufficiali e premio imperiflle. - A. propos1to d un premio ·stabili to personalmente dall'imperatore di Gerrnan•.a nc~l'anno SCOI'S? p~r ,incorag:;riare gli ufficiali di cavalleria alle corse d1 res1stenza (ve~1 d1 ~ ·spensa-Y1 i89/f di quest.a Rivi,çta) ~ono ~~~.n i di. not.a alcum part•colan .di recente pubblicati dal la .4/f.qemewe 11/!lttru· Zetltmg. Il premio è stabilito per corse di resium1.a c di ricognizione; ve ne ha uno per corpo d'al'lnata e viene conferilt- a q.u~ll'u fficia le il qu.ale ese.()'u isce Io ricognizione nel più breve tempo poss1blle e colla magg1or pre~ ~isione. A t:ll uopo si procura di stabilire una situa1.ione nt•l mod.o pm -simile al caso di guerra . L'ufficiale riceve l'inca rico di riconos.cere 1l ter.reno di un presidio diverso da 11 uello cui egli appartiene e dlsta nte.ch ~1omet.ri ·120-HìO, riferendo ad operazione compiu ta le sue osservazwm, ·specialmente 1·iguardo a truppe. Dal .canto suo il pres.idi~ inte1:essato ha {'incarico di Pseguire nelle prop•·iHadwcenzo u1Wesen:llazlone d1 campo e .<Ji considerare come nemico CJU31UnC[liC mi[Ì l3 1'(-l n cavallO appa1·tenente .a truppe estranee. Qu3lora riesca nll:utl'iciale di pr~eurarsi minute cogn~ .zioni sulle condizioni dcll'avversar~o ~enza d1e gli Sin stato fatto fuow ·addosso, ed a 1·iferil·e in proposito, allora si passa a constata~·e lo :-taio de~ ~avaliere e del cavallo, la durata della cavalcata e si rifensrono qu~gtt dati in un col rapporto al c.omando òol co1·po d'armata, il quale dec1d_e ·sul ~onferimento del premio. Se vien fntto fu oco sull'utncialc a breve d•stnnza si dichiaro fallito il tentativo del medesimo. li premio è eguale per d ascun corpo d'armata e consiste in una coppa d'argento; esso vi en~ conferil.o all'ufficiale al momento in cui è aggiudicato, ma per averne 11 defi nitivo possesso occorre contenderlo 11ncora con alt1·i concorr~nti in due -gare negli anni immediat~mente successi\•i, altrimenti, dal pn mo che lo ha ottenuto, passn a chi lo ha me1·i Lato dopo. MARINA .
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Jr[anovra e parata. in occasioue clell'inattgl'raz·ione del canale Guglielmo . - A questa ma novra presero parte 28 navi dello marina tedesca. ~r~ le quali 8 corazzate, 2 avvisi, 2 squacll·iglie di torpediniere da 7 tor~echm~re ciascuna e f.t. navi scuola. (!ueste ultime quattro rappresentavano Il part1to nemico. Le corazzate, gli avvisi e le torpediniere formate su due divisioni -eseguirono parecchie evoi•1Zion'1 nella rada di Kiel, prcuden~o dive~·se formazioni successive, sino a trovarsi da 6 n 700 metri dal partito nem1co il quale contemporaneamente avnnzava. Tenendo questa distanza i due
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part1t1 sfilarono così l'uno davanti all'altro con vivo ca nno neggiament~ ed aggiunsero al fu oco delle grosse artiglierie quello delle Mti"lierie mi. . e nute n tii'O celere quando le due naVI capofila avve1·sarie trovaronsi olia· medesima altezza. Fatta questa slìlata, tel'lninò il combattimento e SC"o UÌ . una contromarcw di tutte le navi dispo$te in fila e lo sfìlamento in parata davanti n11'Hohenzollem, dove, auorno all'I rnperatore, era no raccolti tu11~ i re eù principi dell'impero tedesco ed i r;, ppresentanti esteri. Fu ;}mrnirat(l 13 precisione di manovra delle cot·azzate , la calma,. l'imponenza delle evo l u ~ ioni.
A sera la fanteria occupò solidamente la riva destra dello Swal le perdit:. degli anglo-indiani furono insignificanti ~·s aprile, tutte. le tre bric•ate fu rono raccolte sulla linea dello Swat. ·Htpre>ero la mat·cta, ar~litan~ente - occorreva portare sollecito soccor:io ai confratelli stretti a Kila Drosh e nella rocca di Chitral. 11 i O, gli anglo-indinni va rC3no il pa:;so eli Katgola, senza. re5istenza.; il r,dorno ~eg uen te, giungono al fiume Panjkora - la c~ vall.er;a lo guado ntH;vamente·, spingendo ricognizioni nelle contrade d1 BnJt!Or. . o-indian i costrussero tLI1 ponte, che la p1ena t.lcl Il .J 9 •1 p1••1.le ~<>li an<~l c d' fi ume trnvolse il giorno spguente - un'altra ricor,nizione•. ~o m posta t un bnttaglione di guide, iocontrò il nemico sull'opposta rtva del Panjkora, e perdette in comi.Ja~tim ento il suo comandante, · colonnello Battye. 11 i4, In tenace clifesn della linen 1•arve scemasse in inten!lità pe1· parte degli insorti - tuttavia, la posizione dd genernlc Low era tutt'altro che favorevole. A tergo il fiu me Swat, con un ponte non ancora ult.imnto, e di dubbin resist.enza; sulla fi'Onte il fi ume Panjkot·a, tutto gonfio per le recenti pioggie. - Gli zappalori costrusscro allora un 'ponte pensile . . Al mattino del ·17, la 36 e ~· brigata ricevettero ordme d'avanzare _ uno squar!rone di. guide riconobbe la vallata, in direzione di Miankalai, souo gli ordini del generale brigadiere l31ood. Seguiv3no l'H.0 J:mcieri di Rengala e lo due !Jrigatc di fante ria, che attrnvers:Jrono 1l Panjkora. ;\Ile 10 ant., b1 3" brigata, che ero alla testa dcli':IVanguanlia, ricevette avv iso dal gener:tle Blood che il nemico era alle viste nei dintorni di ~l ia nka lai. La st 1•11 da, sulla destra 1iva del P:1 njkora, d~1l ponte fin o nll'aprirsi delln valle, è così angust3, che appena possono transitnrvi le ~(l lm eri e per uno In fil a. • ' e segui un ritardo nella marcia delle brigate, e l'auacco fu rimandato all'indomani. ·18. Il Mmico . guarniva le coll ine di Miankalai- le nttac~ò all'alba ~l !{o battaglione G·11·k a> ecl il Seaforth Higlnoders, avenclo 111 sostegno 11 25° reggimento fantel'i n del Penj~I.J. .. . . Due compaaoie del reggimento BufT:i, aLtorniat·ono le posmom nem1chc da seuentrion~, con un:t batteria da montagna - l'H • lancieri di Bengala, guadagnò uno buona posizione sulle comunicazioni degl'insorti. Dopo . breve fuoco, questi si ritira1·ono senza gravi perdite. Lo briaate an<>lo-indione ripresero la loro marcia verso Nu ndar, fortio ' , ....
INGHILTERRA.
Gli avvm1ùnenti ttltimi della campa,fJ'•·a inglese nel Chitral (ap1·ile·maggio 1895. - Le oper[lt:ioni fina li della carnpagua del Chitl'al, si riassumono nell' 3rdit~t mnrcin del generale sir R. C. Low, conH1ndante delle truppe di rinforzo anglo-indiane, traverso la linea del fi ume Swa t,. pescia nella caduta della citk'l di Kila Drosh, per opera del Khan di Dir, che operava in favore delle armi britanniche; infine nella resa del. forte di Chitral. Oggi di il Khan U 1111'3 è fuggiasco; l' usurpa'tore del Chitral, Shor Arzal, è in poters delle tr(Jppe inglesi e la tr3nquilli til è t·estituita ap"Pieno nelle alte contrade del Kafiristan e del Daraul. V ultimo rapporto del generale Low, p:ll'tico131'1nente de$crive le operazioni militari. Comprendono combattimenti di monragna, per il forzaniento di passi. difficili, e passaggi di corsi d'acq ua di notevole im portanza. Fra le prime, la conquista del passo di M:t13kand, il 3 apt·ile, ottenu ta g1·azie ad un largo a.ttorniament.o per montagne aspre e nevose(40 battaglione di fanteria Sikh) - .gli insorti che custodivano il va-· lico cr:lllo circa 12,000, dei quali 4000 circa armati di fucili. Questa vittoria ap ri alle truppe a n gl o - ~ndian e la fet·tile vallata dello Swat, tributario del Kabul (lndo) - una brigata (2 a) fu lasciata ;t guardia del passo, due furono lanciate innanzi, verso il fiume. Queste seguirono, riattandol11, una vecchin ~trad a budclistu, non gJwrdata dagli insorti. n 7, 1~: pu nte d'avangua rdia britanniche giunsero alla linea dello Swat - tentarono costl'uirsi un passaggio improvvisa to, ma il nemico, · ben appostato sull'altra riva, riuscì ad impedirlo. Accot·sc in rinforzo una brigata di fanteria; l'H · lancieri di Bengala· varcò n guado il fiume e disper.se con b1·illante cttri~a oltre 2,000 nemici.
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lizi'o sulla riva sinistra del .Jandol (Panjkora), e residenza favorita del 'ribelle Um ra Khan. Attendevasi quindi fiera resistenza a questo punto, allorchè il generale Low ebbe sicu ra notizia che il fuorusci to avea riparato in Asmar, chiedendo asilo e protezione all'emiro di Kabul. Sollecitò allora la sua mat·cia la ~a IH·igata, che stava sempre all'avanguardia della colc,noa - si spinse lino al passo di. Barwa, con viveri per 20 giorni. Il g•·osso delle tru ppe pervenne il 20 a Kambat, ai piedi del passo di .Janhatai: Il 20, giunse notizia al generale Low che la guarnigione tli Chìtral versava in gn1vi stretteizc; poscìa che un rip~ rto di 500 uomini stava per dirigersi incontro all a 3" brigata. li generale Low, spedì tosto a raccoglierti un battaglione del Se.1forth-H ighlanders, con viveri ed oggetti di eq uipaggiamento. .Ma il giorno seguente, più attendibili notizie rassicurarono il comandante inglese sulle sorti della guMnigione bloccata a Chitr al - il ribelle Sher Arza l, ave1a abbandonato l'assedio, senza lasciar traccia di sè. Il colonnello Kclly, con la sua guarnigione poteva stimarsi salvo. Cadde in questo frattempo la citlit di Kila D•·osh, sul fium e Kashka r di Chit•·al, per opera del Khan di Dir - il colonnello Kelly, aveva adunque libero il passo per via llu vialtl fi no a questa città, e tino alla provincia di Dir. Il 25 ap•·ile, il generale sir Low fece il StiO ing•·e.;so in Di•· - la 3" briga ta, seguitava la sua marcia verso il passo di Lowarai, che superò fra il 26 e 27. Alla fine d'aprile, l'avanguardia anglo-indiana toccò il territor·io di Chitral, dopo un mese di ma•·ce e di combattimenti continui. Il 27, She1· Arzal era prigioniero degli inglesi. La campagna durò un moso. È uno degli episodi più salienti, fra quanti siano accaduti negli ultimi tern pi tra inglesi ed indigeni nell'Ind ia, dove le paniali rivolte sono piuttosto frequenti. Il genera le Low, compì marce notevoli e combattimemi che meritano studio e memoria fra le guerre colonia !~ anglo-indiane.
NOTIZI~ BIBLIOGRAFiçJHE
a) Recensioni. T ur.r.o 1\[.IRCHr. sr, tenente d'nrtiglic•·ia- Santa Bu.rbam , protetlt'ice dei cannonieri. Studio s/o1·ico, con prefazione del tenente-colonnello Uco ALLASOr> Torino, F. Casanova, i 895. . E un libriccino che si legoe tu uo d'un fiattf. Puù dirsi dunque che Il tooente l\lo•·chesi abbia fatta ~~n'opera onesta e bella; onesta, per la bontà e l'acume che ha posti nelle ricerche, belln per l'arte che ha saputo infondere nelle sue pagine. Il tenente-colonnello Allason, ci ha regalata ~a prefazione del volumetto - il suo nome, messo in testa, suona garanzta e promessa; ed il tenente Marchesi ha alla fine ritrovato, Il fil che a Santa Oai"IJ:u·a, Lega. 1'(\rtt:rliaria.
La vergine, fu martire cristiana che visse nel principio ciel 3° secolo dell'èra volgare. Cond11nna ta al martirio, fuggendo l'ira feroce del padre suo, Dioscoro, t•·ovò rocce che si nprirono al suo passaggio; tormentata da triboli d'oani fa tta, una fo rza invisibile, celeste, la liberò alla fine dal mo.r" . . tirio, spiccandole la testa dal busto- il suo corpo fu mcenen to poco ap, presso da un fulmine. [ bombardieri e cannonieri l'ebbero per pntrona, aflìncht: preservasse dal fuoco celeste le loro materie incendiabili. La devozione risale ai miglìod tempi del no;;tro Rinascimento. Uno dei primi cenni travasi n6l~' or· dinan1.a flelle milizie cittadine del co mune di Firenze, il i4 dicembre i ò29. Quell'ordinanza ne sancisce il cullo. Questo si trasmise fi no ai giorni nostri, per fo rza di con~uetud ine e per rispetto di· tradizioni verso la vergine martire che il fuoco sottrasse dallo scempio dei pagani, e purificò. . Cannonieri, zappatori e marinai ne con5erv11no il culto, con tenacta d'affetti "entili in anime forti, e riassumono in quello ricordi di gloria e serene s;eranze di fiducia nell'av venii·e. li:d oggi, che dì buone t.radìz.ioni storiche, di Javacri alle fonti purissime del sentimento sentiamo tanto bisogno; oggi, il nuovo libro sulla leggenda di Santa Rarbara giunge in buon punto, per colmare una piccola i:ICI.Ina nelle tradizioni delle armi speciali.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
GAS'ION Mocn.- (Ancien capitaine d'artillerìe).- Vtte _qénérale sur l'urtillerie acluelle. - Berger Levrault éd. Parìs..189o. Bisogna far buon viso al nuovi.;;simo volu mfl del signor Moch, ex-capitano dell' artiglierin francese, e molto noto pei suoi studi di gnmde competenza t<·cnica. . 11 volume che ci presenta, è una memoria compilata in occasione del congres~o degli inge,~me ri all'esposizione di f:hicago. L'opera ha quindi carallerc :~ssolut:unente tecnico, e sebbene tratti anche dell'artiglierin campale, nondi meno le questioni tattiche attinenti vi sono sfioriHe appena. L'autore divide le bocche da fu~co in due classi - quelle di grande potenza e quelle da campagna. Le art.iglierie d'nssedio, non formano classe speciale, ma partì\cip:mo in misura varia alle quali th d'entrambe. Dei cannoni di grande potenza, il signor ~loch, stabilisce anzitutto il grado di perfezionamento attuale, accennando alla reazione che oggidì si manifesta contro i cannoni giganti, di calibro su periore ai cen timetri 30 e ~e eccedono le. 70-80 tonnellate di peso. ln quest'ordine d' idee, è notevole il eoncetto ehe contro navi convenga dM· preferenza al Liro cut·vo, anzichè a quello di lan cio, allo scopo di vincer~ le diflicoltil che oppongono la soprn-corazza ed il secondo ponte. L'nutot·e riconosce, invero, che con questo sistema le probabilità di colpire diminuiscono; ma si ripromeue di ottenere un favorevole equilibrio impiegando nel tiro curvo proiettili carichi di esplosivi di molta potenza. L' opinione è d;scutibile, (l ualora si ricordi <pianta esallezza attribuiscano gli art.iglieri da cos t~ al tiro del ca nnone, rispetto a quello d1~gli obici e dei mortai. Parlando dei cannoni a filo d'ncciaio, c di fJnelli pneuma1ici, si dichiara avverso alle r.uove bocche a fuoco. Nella seeonda parte, l'autore di!\COl'I'B con maggior ampiezza del cannone dn campagna, ed incomincia a conft·ontarlo con il cannone di rottura, di gi'Os:;o calibro, e con il fur,ile a tr·aiettoria tesa. E traccia il paragone con mano maestra, che vana a persuader·e buona parte di coloro eire vogliono richiedere dal cn nnooe da campagna qualità che non deve avere; l'che se le avesse non sarebbe più t.1le. · Infine, stabilito che lo shrapnel è il proietto principale, lo studia in particolare; poscia studia l'affusto. Sfiora l'argomento del tiro rapido, asserendo, com't: nppunto pen:;iero dominante fra noi, che per ora non esiste • alcuna soluzione pratica in materia, e che anzi vi si1.mo tuttora lontani. Discorre in apprt'sso dei vari tipi di bocche da fu occ; propo3te, co mpletando
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
il suo progetto di materiale da 75, l~gg~~o, mobilissimo, _tale d_a p~ter essere trainato da duo coppie di cavalli. lihle ~ comme~de~ole pto_p~,ta,_ che varrebbe a rinvigorire le artiglierie pesanti e potenti che o!·a St \·og!rono aggreg~re ai corpi d' annn ta, se quelle campnli ootessero drsporre dt una mobilità eccezionale. Tale ò il nuovo volu 1ne del signOI' :Moch~ che riveli~ 3ncora una Yolta la singolare competem:a dell'autore in ruatena. E. B.
b) Bollettino bibliografico
\ . Sommario delle riviste militari italiane. Giornale medico det Re!Jio e8tn·cilo P dllllcb Hegia nwl'inn. _Gingno. . Sopra vn caso di so tura del nervo mcùiono nl'ilo ~os5a r.ubttnle, 'ogutt,o · 1'atameote dal ritorno completo della sua funzrone - G. Rondone. 1mmcr • ' · 11· · Sopra un cnso d'invergione de_i visceri - - G. Barg_e, 1111. •. Sull'r.lter·a7.ione delle soluzioni th suhl11nato cornlSl\ o- G. Roher tt. Rivista medica, chirurgica, ocolistica. Rivista d' artiqlieri11 e rlel ge11io. . .. aener~le all'articrlieria moderna di Gastone :.\Joch - Vtglcw . v ,. . . • Sguar do 0 Di una correzione nel tirc a sh rapn...l - Ztrom. , Sul modo di compensare le triangolnzioUL - Lopcrhdo. . Nota sull'istruzione del tiro dell':ll' tiglieria rla campagtw - Manzolt. Giunto a snodo per nlberi di rotazione - Maa:-t. l\lis<:ellaneil _ notizie - bibliografie. Rirista nurrittima. Luglio. . La potenzu marittima inglese durante la rivoluzione fra ncese e l't mpero . Attacco torpediniero di giorno. Apparecchi per determinare _la rcsistem.a delle carene. (Teoria di F. Cnws sol moto dei galleggrantt). La ~ituazione mil itare mediterranea. Le imprese navali di Cervaote-5. Informazioni, notizie, note sull' uragano del :1.0 marzo 1.89o. u
Rivista di fanterifl. Giugno. Intorno alla fei'ma. Studi sulla guerra in Afriea. (Le mitragliatrici) . Note ed appunti - Varietà - Rassegn!l della stampa.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
2. Reclutamento ed ordinamento. La cavalleria austro-ungherese. Ordinamento, istruzione e rimonte. Pe•· C. De Margherita lenente nel reggimento cavalleggieri di Vicenia. (Revue de cavalerie, giugno i 895). Questo periodico franéese premeue allo scriHo dell'u fflciale italiono le seguenti parole: ' Abbiamo la fortuna di presentare ai nostri lettori uno studio sulla cava !Ieria austriaca, scritto da un ufficiale di cavallerin italiana che ci ha domandJto ospit:llità in nom e della ;!rande fratellanza milita1·e, superiore ai pregiudizi e agli incidenti che alterano frequentemente i rapporti fra popoli meglio fatti per in tender~i. , - Le stnjfette di fanlerùt in Gw numia ( Revue milit<.zire de l'étranger, giugno Hl9o). - Orditut·trMnto dei convogli da montaqna in ltal-ia (Revue militaù·e de l'étranger, giugno 1895). - R·ipartizione e dislocazioiw dell'esercito, della rnurina e della landwer austrùzut 11el maggio l895 - Vienna, Seidel. - Le (orz1J della. China. Purjara, colonnello russo. Traduzione in tedesco - Vienna, 181:)5, Bnlllmiiller. . -:---- : ~o~t1t{jì.zio.li netl'es~l'cito tedesco. Numero, ripn•·tizione, paghe, servtzi, d1!·1ttt ccc. (Echo de l an née del 20 e del 30 giugno 1895). - T capitani dei quadt·i complementari in Francia. (Progrès militaire, 26 giugno I89n). - l vanf{}ggi della carriera d-ei sottu{fìciali (in Gernumia). Kieslina Berlino, 1895, Liebe!. 1>· Le 1·iserve n<!gli eserciti moderni. Berlino, 1895, Felix. Utilità della milizia di cavalleria indigena spet:ialmcnJ.e in Sicilia. Sebabastiano Sallco, ufficiale di cavalleria di milizia. 1895. Rivolgersi alla tipografia Voghen1 in Roma. L'autore dimostra come una c.walleria di milizia reclutata sul proprio tel'l'itorio (nelle provincie che possono fo rni rne l'elemento) •·iesca utilissi ma sotto molti ra pporti.
3. Arte militare. .- La co ndo~ta di un se,guito d·i marcie. Conclusione. Studio applicato rio de1 regolamenti. (Str eflleur's Zeit.~clwift, luglio 1895). - Lezioni d' artigliwia secondo il programma della scuola militare di ar~iglieria c del genio di Versailles. Girardon, capitar.o. Nancy, <1895, Derger- Levrault.
NOT IZIE BIBLIOGRAFI CHE
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NOTIZIE BJDLI OGRAFICHE
- Sulle operaz·ioni di Tlrielmann nella campagna de/18·13. ScheibE'rt, maggiore. Dai documenti dell'archivio di stato maggiore in Prussia. Berlino, 1895, tipografia Seid"L . - Fonda~nenti della nuova. sto1·ia. Dal 1815 al ,1890. Professore Stacke. ~u ova edizione riveduta e corretla. Berlino, Stalling, 1895. - La _guerra del1870-71 in rapporto alle retrovie dell' eserclto tedesco e al servizio di tappa. Cardinal v. Widdern. Vol. · III. La sceonda e la 1e1·za lll'matn sulla Loira. Berlino, ·189;!, Eiscnchrnidt. - JJispatà dal teatro deLla querm del 1870-71. Raccolia d'interessanti dispacci d'ogni specie riferentisi alla rlella guerra. Berli no, -1895, A bel . - La gucrrn chino ·(fUlpponese e le forze delle TJotenze erwopcc nelL' Asùl 07.'ientale. Conrerenza tenu ta al circol..o militare di \' ienna dal capitano L1poscack. (Organ der militfir-lVi.wnschaftliclum l'ereine, 7o f:~·cicol o, 1895).
5. Geografia, Viaggi, Colonie. Pa.lestùm e Siria.. Note di viaggio tli Meyers. Lip;;ia, 1895. - Dall' ll,ganda all' Ocmno ùuliono. (Esplorazione comnwrciale, luglio 1 89~) .
- l popoli del Sudan egiziano. Estralto di una confere nza tenuta alla Società geografica del Cairo da Slatin p:~sr.iit. (Esplorazione commercìale luglio t895). ' - l climi dell' ;l {rù:a. Loro rapporti coi prodoui e colla colonizzazione. (Esploraziol!e commerciale, luglio 4895). - Ricerche fisiche in alcuni laghi del Piemonte - For·mazione di un nu ovo lago nella provincia di Rorua - Studi geologici sulla Siberi :~ Frontiere russo-inglesi nel Pamir - La coloniuazione francese Mll 'indocinn - L'isola di Formoso - Progouo di esplorazione in Groenlandia Il pnese degli .Jounde nel Camerun tedesco. (Uollettino della Società geogrllfica italiana, fascicolo \'T, '1895) . · - f. e colonie della Oermanù1. Am ministrazione, sviluppo, risorse. Cnpitnno Schmidt, già comandante di spedizione in Africa. Berlino, ·1895, Schall e Grund.
· Per la Direzione LonoviOo CrsoTTI
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lcm<wte t:olotarwllo .~1. T. ,, •• IT~ca,·ictllo
D E M ARC IH
CAHLo,
gerente.
L' ORDlNAMENTO DEI NO~TRI ISTITUTI MlLlTARl ( conti1mazìone e firle, vedi numel'o p1·eced entel
Qui ginnlo, parmi apportu no po rre fine alla esposizioue delle poche idee dtl me svolte. riepilogandole sommariamente. Lo studio dei modi e dei mezzi per provvedere al reclutamento del corpo degl i ui'O cial i, la cni missione oggidì è resa ancor pi ù di ffi cile dall a somma di responsab ilitit affidatagli , è quistione di inconlra:.-tnta importanza e di vit ale in Leresse per l'eserc'ito. I nostri isti: uti di preparazione al g1·ado di ufliciale, sebbene somministrino ai quadri dell'eserr.ito buoni elementi, nondimeno, pe1·chè po5sano meglio rispondere al loro scopo ecl anche perchè ne diminuisca l'ag-gravi(l sul bilancio dello Slalo , converreb be fossero t.rasf'ormat.i per rnoclo da !imitarne il numero all o stretto necessario e cln. imprimere loro un indizzo letterari o e ~c i e ntific o che elevi anco r più. che non lo sia presentemente . il gr.ado di coltura che debbono pos,eclere tutti gli ufficiali. Lo scarso numero di prodotti lellerari nel campo mili tare, il numero assai limitato di uffici ali che annual mente concorrono e che riescono nelle prove di nmmissione alla scuola di guerra, la quale dovrehbc essere In palestrCl. in cni tutti i giol'ani uffi cia li dovreb bero aspi1~are rli mettere a. cimento la propria intelligenza , i ri sult;1ti poco felici che si ottengono nelle prove di eoltura generale d'egli ufficiali elle frequentano i corsi dell a scuola di tiro di fanteria sono una provi.\ , fra le altre, della necessitit che nei S6 -
A NNO XXXI X.
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t.'ORDINAMENTO DEI NOSTRI ISTITUTI MILITARI
L'ORDJNAME!'I'rO DEl NOSTRI ISTlTUTl niiLIT ARI
nostri istituti si dia all'insegnamento ~n indirizzo più elevato e tale che gli elementi, che ne provengono, posseggano Lutti quel grado di coltura che in oggi s' impone a ch iunque voglia occupare degnamen te il suo- posto, sia nella so<·.ietà civile, sia in quella mil itare. Questa riforma dei nostri istituti mil itari , la qu ale prima o poi s' imporrit necessariamente, doHehbc avere come principio fon damenrale di dare all'eserci to uìli ciali di uni ~a prorenienza e di non amrnellero negl'istituti di preparazione che gionni già li cenziati dai licei e rlagl' isti l.uti t(~c n i c i . In base a qLtest. o princip io eo r~ ve rr e bb e : ·lo Abolire i co lleg i mili tari e la scuoir, dei ~otluffic i ali. -to Fondere l'accademia e la scuola militare in un solo istituto nel qual e unico titolo d'ammi s:;ione fosse la licenza di liceo o di' istituto tecnico. 3o htitui re ..;cuole di applicazione o di perfezioname nto, come meglio piaceia chiamal'le, per le sin gole armi. L'abo lizione dei collegi mil itari , sul la cui non molto utile produttività ebbi giit ad intrntle nermi, oltre essere un provvedimento razionale sotto il punto di vista della preparazione rlegli elementi al grado di uf(ìcia le, recherebbe anche un v:~ntaggio non d i:>prez . zabile al bilancio della guerra; parchi! al presente, soltan to in personal e insegnante e discipl inare, vi son o impiegati 40 profe%ori e 7ft, uftìciali. Nè minor vantaggio economico deriverebbe dal l'nbolizione dell a scuola dei sottufliciali, nella quale sono impief{ati due professori e 30 ufficiali, di Citi nn ufficiale generale, 3 ufficiali superio ri. 8 capi tan i, ·18 su balterni . Se si considera che questa scuola sommi nistra aìmua lmente ai qnadri dell'esercilo una media di circa 90 ufficiali e che qu esta media, molto probabilmente, dov rà per l'avvenire scendere a GO o 70. non v'ha chi non comprenda quale e quanta sproporzione vi ,.;ja tra la spes:.~ ed il prod_ollo. La fusione dell'accademia e della ~c nol a militare in un solo istituto, regolato secondo i criteri da me sommariamcnre accennali. raggiungerebbe il dupl ice scopo 1li assicurare' una provenienz~ unica per tu tti gli uffic,iali llelle armi cornbn ttenti e. di tb r loro un
~ndirizzo letterario o scientifico meglio rispondente alle auuali esi uenze della vita sociale e militare. · · "" .4 c'ò aoaiur)O'a che anche questa riform3 , dal lato economi co, 1 51 ii . · (.n \> -.apporterebbe buoni fr ntli. Al presen te per il funzionamento dell'accademia militare ot·c.or~ rono 4? professori e 32 ufli ciali eli cui uno generale, '3 uffìc,_n.h superiori, 6 capitani, '13 subaltei'Di, e p~t· quello della scuo!_a ~~~~ tare ·12 professori e 4:8 u~'ficiali . di cui uno generale, 4 urr~clall superiori, '15 capitan i e 28 sn~aiter~i . .Tn comp1_es3_o 24. pro~ess~n .e "70 ufficiali di cu i 2 generali , 6 ulfi cn1l t saper10I'I, il-l capttan•, ~. l '.subaltern i.' Queste cifre riwltano dall' Annum·io militare del cor reo te :'l nllO. . Con la fn:;io ne dei due istituti in nno solo, i\ inrlnbitalo che tali cifre sarebbero certamente ridotte di molto, come P!lre n'dotte di m0 1t.o sarebbero le ,;p~,;e i11erenLi a tcttli i servizi . Per conseguenza anche da ciò 3i avrebbe tW reale l'antaggio pel bilancio delIn 0uerrn. NeH'accennare alla riforma di questi due ISlllutt ar~1111 t s t . co m_e nece~sar i a Jn condizivne di accettare gratuitamen te i g1ovan1 aspiranti al grado di ufficiale. Tale provvedimenlo potrà ser~?rare .causa rli spesa non indifferente; ma se si pens:t al. ~umero .gm Ol'a esistente di pensioni ~ratnite e semigraluite, d1co1_.tl bllancto della ,guerr~ sopporta il peso nei 5 r,ollegi, nell'accademia e n~lla sc~ol~ militare, ogni preoccupazione ai riguardn deve scomp~mre potche . . ·la din'crenza di spesa sarà ben li eve. La isti tuzione dell e scuole di applicazione o perl ez10namento , -mentre recherebbe reali vantaggi al completamento della istr_uzione dei giovani ufficiali , non pt·odurrebbe certo alc~n aumento d1 spe~<~ percM, secondo i criteri da me svolti , non ~ ' .tratterebbe che d t modifJcat'e o va riare l'ind irizzo éli istituti giit eststenlt . . Non so se, da quanto ho espo!ìlO in questo breve la,voro, avro ottenuto l' in te nto che mi era prefisso, di dimostrare cioè la J~eces sità. di riforma. nell'ordinam ento dei nostri istituti _milit:u·,, n~lo scopo p1·ecipuo di provvedere per l'avvenire ai quadn_de!l .eserCilo con elemenli omogenei e colli, e di apportare al btlancto della guerra economie non disprezzabili. ,~d o~ni m~do, anclw :;e no n vi sarò riosr.ito, mi terrò pago di avere es posto 1dee ell e sono convinto debbano, prima o poi, fa re il loro cammi no. l:)
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L'ORDINAMENTO Di$1 NOSTRI ISTlTUTI MILI'rARI
Chi uderò con alcune cifre e con uno specchio dimostrativo, la cui importanza non ha duopo di veruna dimostrazione. Dato l'ordinamento attuale dell'esercito, il quale si ha ragione di credere che non subirà certo aumento nei quadr·i degli ufficiali , per ora almeno , ma piuttosto dimin uzioni, e data la rotàz ione nor-' male di qu esti quadri, non credo essere in errore presumendo che per l'avveni re la media del fa- bisogno annuo di ufficia li per le varie armi comballenti potrà oscillare fra i 300 ed i 350, e cioè: per la fanteria . da 200 a ~5 0 » cavall eria. da iSO a 60 ' » l'artigli eria da 35 a /~0 » il genio . da H> a .25 Per la preparazione al grado d\ ufficiale di questi 300 o 350 giovani7 presentemente vi sono dieci istituti militari, ossia 5 collegi militari , un n scuola militare, una scuola dei sottufficial i, un ::t aécademia militare, una. scuola Cii cavall eria ed una scuola d'applicazione per l'artigli eria e genio. . .. A questi dieci si deve anche aggiungere un undicesimo, la scuola centrale di tiro di fanteria lu quale, .se non è un vero e propri oisti tuto di preparazione, è però un istituto di completamento, perchè lo frequentano annual mente sotlotenenti di fanteria per r,orsi speciali di studi e di esperimen ti. Se si fa In somma totale eli tutto il personal ~~ assegnato a que-sti istituti, esclnsone quello di b<lSSO ser·vizio che pure è numerosissimo, si hanno le cifre seguenti, quali risultano dallo specchio dimostrat ivo i cui dati più importanti sono stati desunti dal l'Ammario milita?·e. Personale uf(icial i : .375, di cui 4. ufficiali generali, 33 ufficiali supenori, 97 capita ni, 'l .~ ~1 ufficiali .s ubalterni. Perso nale civile: 2.H; di cui 66 professori, 43 maestri, 7'1 seri vani locali, 34 assistenti locali. Adunrrue per avere una media annua di 300 o 3M nuovi ufficiali, che tale presso a poco :>arit :1 fa- bisogno per i quadri del nostro cserci t.o, i nostri istituti militari assorbono un personale di 275 nfGciali e di :214. tra professori , maestri e scri vani locali. Non è un eccesso ?
L'ORDINAMENTO DE I NOSTRI ISTITUTI lHLITARl
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Secondo i criteri da me enunciati il numero degli istituti militari .ora esistenti da undici sarebbe ridotto a 4 e cioè : 4° Una scuola militare, cl u~ tale pot.rebbe chiamarsi , dalla .quale pr·overebbero gli ufficiali di tutte le armi combat~enti . . 2o Onascuola di applicazione o perfezionamento per la lanterra . 3° Una scuola di npplicazione o perfezionamento per la canlleria. 4-o Una scuola di applicnzione n perfezionamento per l'ar>tialieria e ~en io. o Questa ultima scuoln la conserverei indivisa per le due armi, sia per l'arfini tà che eone fra di esse, si a anche per rispettare 4e tradizioni di un istituto, il cui pa s~ a t o è onore del nostro esercito. Se ora si tiene conto del numero degli allievi che dovrebbero frequentare que:;Li istituti e clelia durata di loro per~~nenza i~ essi, che dovrebbe essere di rlue anni nella scuola. m1lrtare e d1 .appena nn anno nelle scnole di applicazione o per.fezioname~t o, .s i può alfermare, senza t.ema di essere contraddetti, che la c1fra totale d·Eil personale occorrente per il loro l'uzionamento potrebbe .asc~::nd ere al massimo a •t2:i Ltfficiali , 30 professori, 35 maestri e .\·0 scrinni . Raffrontando queste cifre con le precedenti la dilrerenza ù così. .evidente, da non richiedere veruna dimostrazione. ·
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L'ORDINAMENTO DEI NOS1'Rl IS1' I TUTI liiLITARI
del personale militare
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L'ORDINAMENTO DEI NOSTRI ISTlTUTI MILITARI
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ATT ORNO A NA PO!,EOl'E l
ATTORNO A NAPOLEONE I SAGG-I DI STORIA MILn'ARE
<Continuazione, vedi numt>t·o pt·ececle;;teJ
li I.
• I popoli.
l.(l ~uerre della rivoluzione e dell'impero incominciarono, fra i popoli deii'Ruropa occidentale. un lavoro di fusione che ora t . col poLente aiuto dell'accresciute agevolezze di comunieazioni. si sta svolgendo. ' Prima dell a l'ivoluzione però, le varie nazioni erano press'a poco chiuse una all'altra; i commerci, non frequenti, preferivano la via del mare: i viaggi cosiosissimi, lunghi, pericolosi anche. erano rari : le guerre, lente e pigre, si svolgevano quasi esclusivamente nelle zone di co!lfìne. I popol i perciò si conoscevanò pochissimo f1·a di loro, ed avevano l'un sull'altro idee ermnee od esagera te, che ancora perdurano in taluni proverbi popolari, nel teatro comico e nella caricatura . Deii 'I nah il te!Ta o erano noti <dcuni eccentrici gran signori viagg ianti, ed i marina,·i; la Russia, nascosta parte dell'anno di etro i ghiaeci del B:tltico , produceva l'effetto che ora ra la Siberi a ; de!.!li Stati germani ci, si sapevano i ridicoli delle infinite corti minuscole; gira vano il mo ndo alcun i musicisti eb rei, ed alcun i principotti strambi e caporaleschi colle loro mogli morganat iche. L' Ilalia
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·era un 1tmerar-io postale da un'opera d'arte all'al tra, fra YeHurini, albergatori, ciceroni e briga nti; qualcuno più addentro nella vita italica sapeva anche di arcaòi. di ai.HHi, di 1:i~;ishe i; e bastava. Le idee sulla ~pa gna erano a1t inte alla leltunt rli Don Chisciotte e di Gil Blas; sebbene la Francia fosse un pò più nota per la po;;izitme cen lrale e la dilrnsionc della sua li ngua e della .sua leueratura. faceva a di;;lanzn l'ciTetto d' un popolo inciprialo e legJ! eri~simo di marchese e di vi;;conti. òi Hltl·ici, di parrucchieri. di m::esl ri di ballo e d i cuochi . Durante il tfuarto di seco lo di guerre Lra 1:1 Fran c1a e l'Europa , le tenebre per cui ad un popolo era conlesa la vista degli altri, si diradan1no: le nazioni ::;i videro qua l1 re;1 lmente erano. si conobbero . .Per vent'a nni gli C!iert~ iti fran ce::; i corsero in lnngn ed in iargo I'En rooa; accolsero nelle l()ro fi le Tedeschi, Ita liani, Finmmingh i. f; pagnuoli. Poi, toccò alln Fran cia il vedersi due vol te inva:-;a ed ot~c u pata da tu tti gli eserciti europe 1. Cos'1, dopo il ·congresso di .Vienna, le di stanze s'erano acco rciate ; i Frances i avevano visto il Kreml ino ed i Ru~::; i' degu:;l.nle le delizie del Pal(~is . Royal ; gli Italiani ~·enmo spiu li lino a Cad!ce ed a Lisbona e ~l i Spagn uot i e Portoghesi avevano toccate le sponde Y'i tifere clelia Gironda; il re di Prussia era venuto a riprend~,>re agli Invalidi la spada di Fedt'rico H , che ~ap o leon e avera asportata da Potsdam; l' imperatore Francesco avea ricambiate ' le visite ricevute nel ·1805 e 1809 a Schonhrunn; in l{ran cia molti avevaoo impa1'ato la linJ.!ua e gli usi di !\-l osca, Vien na. .Madrid e R(1ma, ed in Europa molti conoscevano. e non superlicial:nente. la società francese. Fu una specie di rivela~,io n e ; la stor ia interna, le a;pirazion i. il modo di pensare e di agire dei popoli vennero alla lnce, e. dove prima non si scorgevano che gabinetti seguenti immntabili polltiche dinasti che, si videro nazioni viventi , palpitanti, coi loro od i ecl i loro amor i, le loro sotlerenze e le loro speranze, le loro cn pidi !!ie e le loro debo lezze. Da un periodo di 1erribi li lotte , do,·eva nascere il germe 'd' un sentimento nuo vo, l'enropeimw, che, to:;to o turdi, qunndo avra nno raggiunti i lnro parzi ali ~copi il pnnslavismo, il pangezma nismo e, perchè no, ~~ n ch e il pan l a t iu i ~mo, dovrh unire i
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13&7"
AT1"0RNO A NAPO LE ONE l
AT'l'ORNO A NAPOLEONE l
popoli della cad_nca · Europa a d1fesa contro -lo straripare delle razze gialle d'Asia e contro l'esuber·ante vitalità della giovane America .
diante di querimonie la deplomar.ia estera; la nuova nobiltà im periale coi suoi titoli sonori , i suoi reali meriti, i suoi ridi coli trnlli di parvenu; l'arte e la letteratura, scontente della preponderanza. acquistata dagli uomini di azione, datesi ad una timida opposizione e ad una fredda imi tazione dei modelli classici, in cui eccellevano Fontanes, Talmn , l~av id ; i giacobini che non s'erano convertiti all' :mperia lismo, impotenti ed odiat i: l<t scint illante turba. de' militar·i, predomin an ti nello Stat.o, ecc. , accanto all e loro spalline ed ai loro stivaluni, le calze di seta e gli abiti ricamati degli ammin istratori civil i, abi li. spi cciativi, gonfi della loto importanza, invidiati dai militari e prepoten ti . Sarebbe interessante lo sludio di questo mondo ma esorbiterebbe dai limiti che mi ~ono prefissi, ed è lavoro che fu troppe volte e troppo ben faLLo. ·
* Su llo staw della nazione Francese sorvolerò; dovrei parlare della vecchia soéietà, del la sua li 1:Wuzione in uno scopp io d' ire plebee, della demolizione invauta di cruanto preesisteva. dell a l'i. costruzione avven uta sotto il consolato, donde ebbe principio lo :>tato attuale del!a l~r.a neia . OtJVI'ei dipingere quel popolo che si credeva risorto a uuova vila, il suo fervore, i suoi emusiasmi, i )noi vecchi ~ odi, il suo proselitismo ar·mato; di:-:correre di lotte intestine, di progressi e di rea:~.ion i; dire come la rivoluzione sociale, che la plebe cr·edeva a \'Cr compiuto, fosse ''olpinamente c:unh ial.a dal terzo Stato in rivoluzione politica, in cu i la, plebe non iWeva che fare ; • il gnli o preferì un grano di miglio ad nna perla fal sa. Dovrei dirnostrar·e co me nl fa natismo per l'a li bertà, ad uu periodo di generale sco ragg-i:11nento in cu i non si crede va più nò al vecchio nè al nuovo , ;;uccedesse un vivo :nuore per la gloria e per· la grandezza sconlinata della F1·aocia, l'adorazione per un uomo grandissimo, ed infine una prostrazione ed una :>mania morbosa di scambiare il ~i o~o nuovo che pesava intollerabilmenLe alt:·a volta, co ll'antico sco~so c la cui gravezza s'era già dimenticata. Dovrei in oltrarmi nell'nnalisi e far vedere la borghesia, paga delle conquiste fatte, a~pir·an r e a godere iu pace dell'inOnenza aequist&t<l; il proletarir~Lo , ancora inconscio del tiro fauo_g li, e contento , in quei primi albori , d'avere sostituito, all'aristocrazia inaccessibile, la plutocrazia. le cui li le credeva aperte a tutti; le. industrie (ioreuti per man canza di wncorreoza inglese ed, all'in contro , i com merci languenti per difetto d'alimento; il clero, ~ià oppresso. beato d'avere riacq uistaLo col concordalo una piccola parte dell'antica influenza e ricche1.za. La vecch ia nobil1à parte allettala dallo spleudore militare della nuova corte, parte disside11te e pellegoleggiante nei salotti del Fan!JOU?'ff Saint German ; p;1riA nncora dispersa nll' estero, nei cottagr}.'> inglesi. negli stati maggiori rnssi ed austriaci, nelle piccole corti dei conti di Prov1~ n za e d'Artois e dei Co ndò, asse-
* * :Politicamente I'Ingllil te rra era poco diver:Sa da qnell a che è or·a: esistevano ancora i 1·otten borou!Jh~ e l'accresciuta mppresen tanza· dei .... randi centri non era ancora vennta a rend ere pre" ponder:1nte l'innnenza della · Camera dei comuni. l L111'd.~ erano tuttora nella pienezza delle loro potenze e davano 11110 stato intema favori to di declamazioni pei demon~lese forma oliaarchica. n crati~i frances i. · Una grande qui stione div ideva allorft la na~i o n e e bl.:;c,ial'il in ombra Lntte le altre; v'er;mo i l'autori della pace ed i parti gi ani della guerra ~olia Fran ci:1. Questi nltimi era no, mili1ari o marinari mossi da legittimo desiderio di gloria e ct' onori; ultra conservai.O ri, ge11tiluomini delle eontee, gran ra1;ciatori. gran bevitori, grandi odiatori delle idee nuove, moìti amanti d'uno stato di cose che, impedendo i commerci fra l'Inghilterra ed il co ntinen te, teneva nlto il prezzo dei grani; co mm ercinnti eri industriali che esclusi dal mercato europeo, trovavano ampio compenso nel traffi cc esclnsiv o che essi facevano col resto del mondo. All'incontro i liberali simpat.i~zavano colla Francia, e chi consumava senza produrre: impiega ti, professionisti, redd ituari , vedeva con L§rTore crescere i prezzi Q.'ogni cosa, mentre le 1asse scemnV<lnO le loro entrale. Interessi ed idee cozzavano ; era un episodio ~
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ATTOR~O
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~APOLEONE
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vivissimo delle eterne lotte fra la temeritil e la prudenzà, i con- · sumatori_ ed i produttori, la libertà e l'o rdine. La lot.t.a durò a lungo: l' Inghilterra seguitava a conseguire trionfi sul mare. ma gli eserciti, che essa sussidiava sttl continente eran o di continuo battuti. Ad ogni nuova sconfitta, ad ogni nuov:~ domanda di sussidi in Parlamento, s' alzavano alle stell e le querimonic degli amici della pnce. Negli studi dei Solicitors e ne i t1hysicians, nelle casette dalle persiane verdi, ove, attorn o a Londra , uomini panciut.i e ruhicondi godevano tranquillamente le ricchezze acquistate nella cr-oce?·y e nell'industria dei cotoni , si far~e vano ndire profezie lu;,!'uhri, iamenti di upope. ululati di cani ablwndon<Hi nella notte seura . Erano quadri spaventosi: l'e:;e rcito c la fl otta H. M. (~. M. dispersi nel mondo per l'amoizione insaziata ed ereditar·ia. di I'iu ; le bianche rupi che circon. dano l' isola, :;calate nn:1 brutta notte da un e$ercito di qne i terribili indernoninti soldati frani~e!;i: Mur:ll, i'\ey, }lassena ;iccompaguavano Bonapa r·te .~ ull cl hiyhttiet,lj indifesa da DCJver a Londra ; in vano i lw tlaglioni hiol)di e sbarhat.i di volontari cercavano di oppo rsi: erano spezzati co me festuche ,!al vento 111 'tllla seconda b<Hiag-lia d i Hasting:;, nn nuovo Gugl ielmo il co nquistatore spargeva le sue Jt·uppe nelle r.o nt ~e e l'one~l o .Tohn Brown, droghiere nell o Strand , aveva l' in;.:rar n sorp rese di dover dare all ogg io unfl bella ma11ina ad un ' ergente e quattro soldali det cappolti azzurri. Altre Cassandre facevano vedere i porti europei chiusi alle merci inf!lesi; accumularsi, nei rnngnzini, nei docks, sui moli, i pr·odoui in vendibili dell'indus1ria i ngle~e; cres~er·e intanto a dismisu ra il de bi to p ubbl i,~o; una crisi spaventosa; l' indu~tria rovinata dall'.eccesso della produ1.ione sul!;: vendita; il commercio paralizzato; lo stato impo1.ente a soddisfare i suoi impegni; rovinn deìlo stato, r11vin a dei pri vati, la nazione intera inghiotti ta in un c·rack apocalittico.· Tan to gridarono gli amic1 della pace che otLennero il trattato di Ami ens. Fu la rovina della lot'ò causa; i dne o tre ann i che segu irono quel patto, dimostrarono cbe er·a impossibile una pace duratura l'm due potenze. una delle quali era per indole costretta ad estendersi in de finil.am enle sn l continente, e l'al tra non sol-
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friva condorninanti sul mare. A prima vista semlinwa che le due ambizioni si potessero conciliare; ma , se la Francia voleva do- · minare ·il contin.ente, voleva anche la libertà dei mari; rivo! eva ~,e colonie toltele durante le guerre della rivoluzione; vo leva per> le industrie del continente libertà dr traf'fi<:i, sbocch i, prosperità. L'inghill.erra voleva . si, essere ~ ula padrona del mare, ma desiderava fossero parecchi i padron i della tenaferrna ; non la rassicurava punto il vedere le marine di Amburgo, Amsterda m, Anversa, Brest, 'Colon e, Caf!ice, GenOI'U, Napol i o Tr·ieste, a disposizione d'una sola mano vigorosissima:. essa . non vol ev:1 conquiste sul continente e ved eva con grande indi[l'erenza i piagnucolamenti del suo re sul perduto elettorato di Anno;ver; ma voleva aperta la lerrafenna al suo commercio ed ai suoi prodotti. Erano pr·etese inconci liab il i; J\apo!eone c Pitt volevnno dominare ciascuno su ·tre quarti del mondo, ed ii mondo era troppo piccolo per soddisfare quelle due amb i ~ i oni. Bastò quel breve esperimento. Rot.ta la pace di Am iens, gli am ici di Fox E-bbero un bel mostrare le sch iere francesi pronte, dal Te*el, dalle òune della Artesia, dalle rocce del! a Hrettagrut ,a pass:11·e il Canale, gli Jrlande~ i . ancor·a fr ementi al ·ricordo di Humbert e di Hoche, di"posti a riprendere le arrn i alla, vista delle prime vele francesi sulle !or·o cosLe. inv<l no gridarono raca sui governanti dopo Austeditz, J ena e Tilsitt, dopo i disastri· della Corogna e d i Waleberen, dopo i rlet~r·eti che ordinarono il blocco continentale. Oramai l'op inione pubbl ica in Inghilterr·n era fissata: bisogna va far·e guerra: era una guerra tenihi le, una guerra a morte, ma era ine1'il.abi le; era un fatale antagonismo storico come quell i tra Sparla ed Atene. l'Egitto e l'Assiria, Homa e · Cartagine, il Papato el' lrnpero ,Carlo Ve Francesco I; unadi quelle lotte in cui le ferite non si con tano più, e si attende piu a colpi re 'c?i e a parare. Dopo le ,\rginuse e Sl'acteria viene Egospolamo, dopo Canne lama, dopo Marignano Pavia; venne i! momen to in cu i le gazzeLle inglesi ebbero a riferire ai clubs ed alle birrerie vittorie del Lecipardo contro l'A qnila : Trafalgar, Vim.eira. TotTes VedJ'<'lS, Salaman ca, Vitoria, Tolosa , Wnterloo. Cartagrne aveva vinta
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AT'l'QRNO A NAPOLEONE l
ATTORN O
Roma, e gli opliti d' Atene er.mo andati a dissetnr3i neii'Eurotr,. Le t1·ident de Nep tm~e est le sceptre dtt monde.. Donde atti nse l'Inghi lterra terra snfliciente a re::.istere ·a,lla potenza sempre crescent e dd la Francia? Come seppe e potè sollevar5i all'altezza d'un pericoio, che andava d'anno in anno facendosi m a~g-iore?
:'{ el la gagli:mlia della fibra nazionale, nella convinzione che la lotta era inevitahrle. e:;:;a trovò l'energia morale ; dalla sua r 1c~hezz·'- crua~i in esa uri hile Lrasse i mezzi material i per f1·on Leggi are 11 IlrffiiCO . Erano gre,·i le la:;se in Inghilterra : il commercio e l'in. d n~tria a VlWano dovuto, allra,•er.st) f! l'a ri c1·isi , cambi nre metodi, ce rc<l ~'? nuov0 ~·ie , adatt 1 r~ i al le nltoYe condizioni . dello St1· t~,q,q le fm· Ltfe; ma nel ri manente rl' 8uropa le tasse non eran o minori, e~l erano menu cop iose le funti di ricch ezza; al lo altre . t a::;~e s'ag gJurBe tinella g ra vi ~s ima della coscriz ione, da cui I'Jngh.ilterrn. è lntto!'a .irnm11ne. (~errnania, Spngo<~, Italia erano corse e ri corse e(! angnriate da eserciti, alflitti dall a eontinu a presenza della guen·a. La stessa Francia vedeva stru ggc r:~i in campagne in terminab ili il fiore della sua giovenLù, mentre l ' l u ).! hilterr<~ , quieta nella sua cintura dì r·upi, luLel ata da i snoi vascelli eli linea, ai.Lendeva liberamente a guada,gnare denn ri per sovven ire alle spese di guerra. L'unico pensier·o le derivava da quel suo esercito avventurato in l beria , J~a dopo To1TCS Yedrns lo seppe iu buone mani e cessò di temere, affidata nel senno c nella fortuna del Duca di Ferro .
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~on minore forza di resisleuza spiegò l'Austria; ma, mentre in
f ngh ilterra era un popolo ricco e risoluto ch e lottava, nell'impero
<lei Danubio il popolo er., quasi pas:ì ivo, l'oro era forn ilO clnfl' lngh ilten·a, c ~lt1 vo l!:l vn la conLinnazio ne della lotta erano la di nastia e l'aristocrazia, sorrellc da un esercito indistruttibile. Al trove l'i cercllerò le cause per t: ui l'esercito ansLriaco potè, come l'idra m itolo ~ i cn , reggere a 5 ann i òi guerre generalmente in l'elici, da l 1792 al ·1797, riso ll evars i in armi dopo le paci disastrose di Campoformio , di T.uneville, dì Presbur·go e di Vienna, resistere n sconfrtl.e come Bivoli, Marengo, Hohenlinden, fHma, Wngram, e
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NAPOT.EONE l
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decidere lìnalmente col suo accorrere in aiuto dei Prusso-Russi nel 48,13, le sorti dell'ultima lotta. Ma quello non era che uno strome.nto prezioso e di rara sol idi tà; occorreva il braccio per adoperar lo. il ct.w re per rinnovare un duello cosi spesso andato male. Il braccio. il cuore lo ebbero la dinastia d' Ashnrgo e la prode no biltà che le si sLrinf!eva attorno . Un italiano può, in questi anni, parlare colla mente lihe.ra òa vecchie passi on i. degli Asbur~o ed anno,•erarne le qualità . E una dinastia cbe, attrarerso i secoli . presenta una serie di sonaui, di non !! rando altezza intellettuale, ma gen en1lmente col ti, coscienziosi. on esti. Dopo Carl o Y oe~wn grande sorn1no sulle sponde dt,] Danubio ; maocn no Enri co TV, Fcderir:o Il , Gnstar o Adolfo, Gugli el mo 111, ma per compe n:>n ma ncano pure Lt11gi Xf . Federico Guglielm!J O, Cristina, (J.i or).(iOl. \' . Quella serie d'uomin i medincri di ment0 e di cu ore opern ~ra n di CtlSP-, p e rch•~ sep ìe una politica eostante , tradiziona le, ~i chiamino Knunitz , Tliugut o 'Jet· ternich i suoi cancellieri: impedire il predomin io della Francia, mantenere la G·ermania frazionata per poterl n ctomiuare, avere un piede in Italia, proredere all' incivilimento, cic1e all'intedescamento dell e provinei e SlavR e jJ ngiare, l'are argin e ai Turchi. Oltre alla. forza che le proveni,,o tb lla sua co ntinui Lù di 1 eduLe, la dinastia ue tr·aev:l dell 'altra òalla sna unione : l'im pera · tore era ligio alla politica dei snoi predecesso ri, e gli arciduc.hi , stretti attorno al capo della casa. lo serviranu lealmente con tatle le loro forze : nessuna discordia int e:'tina a \' ier.na, nessun rirol gimento di palazzo. Ca rlo concorreva all' opera comune con \\'urlzbnr~ ed .\ spern, Gio\'a nni con Fontanafredda; di,er.:;e le menti, diver·se !e e~perienzc, U/!Uali io Lutti l'ardore e la devozione. r n :;onano· che contin uava senza esi tazione una politica fissa, una fam igl ia sol idale col sno capo, nnn numerosa nobiltù devota alla dinasli::t , erano gli elemen ti di resistenza della monarchia danubiana. E qu~ ndo parlo di nobi ltà, non accenno a qn ella sola degli Stati ereditari. Sen'l.lt dubhi o la Boemia, l'Arciducato , l' Ungh ~ria, la Croazia. davano valenti sold ati, abil i diplomatici all'aquila bic1pite; ma non sn di e~s i soli poteva rare assegnamento F~ance sco II. Vienna era nllom con:; iderata come il centro della Germa nia ;: l'imperatore reggeva direttamente i suo1 Stati
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ATTO~NO
ATTORNO A NAPOLEONE I
ereditari , era re dì Boem ia e di Ungheria , :1rciduca ti'Austria, gmn principe di Trausilvanìa, conte principe del Tirolo, ecc . , ma era anche imperatore romano e d;dle pianu re intersecate dell' Isar, dai bu?'[Js dell o Scwartzwald e del Reno, dalle Fiandre-. memori di dncento anni dì do minio ìmperì;lle, dai feudi friulani, accorrevano i nobili a far canìera nell'esercito, nell'amministrazione, nella dipl omnzia del Kaìser, del Cesare, che, nelle sue antiche tradizioni di roma nità, di dominio uni versale, acco~ l ìeva YOientìeri ![ueì preziosi ausiliari agli elementi di forza, di stenti, di domini i diretti dagli Asburgo. 1 Colloredo, i Collalto, i Lich tenstein, i Ligne, i t:ro.' , gli l!ohenlohe, i Tum Taxis militavano accan to ai Windischgratz, ai .fellaci c, ai Gynlay , ai erhelloni , ai Khevenhiiller. · :'\è le sole tradizioni chiamavan o l'aristoera:m a portare la wccarda gìalln. e nent ; :1giva anche la potente molla dell' interesse leso. Napoleone era stato tratlo dall a forza dei fatti, dal bisogno di clomìnare a menere mano nelle eose di Germa nia e l'aveva riord ioal.e. ln que:>t'opera scabrosa, era. stato guidat.o, com'era naturale, dall'interesse delle\ Francia : rin vigorì e strinse in co n-· federazione i prineipi seco ndari, Baviera, Astsia, Wurtemberg, Baclen, Sassonìa ecl il nuovo regno di Vestfali a, in modo da avere· in essi cuscinetti repul ~o rì , al ieati eventu ali contro il regno lulerano del nord e l'impero cattolico del snd. }la per costitu ir~; e ri nforzare que~li Stati di :>eeond'ordine,. era stato necessario concedere loro provi ncie austriache e prus-· sia n.e, :~opp rim ere i pr·incipati P.cclesiastici e le cittit imperiali, ed infine togliere le prerogative sov rane ad un' ìnlinìtit dì principolti, onde arri cc h ìr·e colle loro spogl ie gli ailrì maggiori della confeòerar.ione del Reno. Quindi due campi, in Germania; i re ed i granùtJchi, fa utori della Francia che li aveva ingranditi ; i principi lllediali e medìatizr.alì che guardavano a \"ienna, donde speravano, e sperarono invano, la restituzione di quanto avevano perdnto. Il clero, in llnen tissimo, .~ pof.{liar.o òei suoi tre elettorati di Magonza, Colonia e Trt'viri, delle ,;ne ric:che badie, dei suoi principa ti ecclesiastici, solliava anch 'esso in favo re dell 'Austria. In quanto alla uorghesia, acco lse dapprima benevolm ent e i francesi, .
A NAPOI.EONE I
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in odio alla nobiltà, ma sì rivolse contro di essi, appena ebbe assaggia te le delizie della guerra, del le requisizioni , delle contribuzioni, delle guarnigioni frances i. In generale però i popo li cl~ li ' Austria e dell' Alta Germania furono speltalori passivi della grande lotta, ad eccezione de i Tirolesi, che, legati all'Austria da vincoli se~o lari , e:;ecranclo il dominio bavaro, insorsero sotto Andrea Horer e :-oHennero una longa ed ostinata guerra contro i bavaresi di Ocroy che premevano da nord . ed i fran c'>·it<lliani di B~1rawra.' d' IIill iers che ri salivano le valli LridenLine . .\l a i Bavaresi 'idero impassibil i riocorrersi su! loro territorio nel ·l ìOG, li\)9, .ffiOO, I H00, 180H, austriaci, emigrati, f'rance~ i , russi; pit:cole \'CIIeilil di resistenza nell'alta e hass:1 .\u:;tria fu rono to:>Lo do 111ate da esecuzioni sommarie, .e qualche impiccato lungo le slrade, ov' (·rano stati attaccati convogli fra ncesi, bastò a ealmare l'an imo de i pìì1 :;ca lm anati {1·a.n.::osrm{ressm·; gli czechi di Boemia rim a$ero all'atto indi fferenti, e l'Ungheria, chiamata nel H!fJH all 'insurrezione, fornì mi lizi e scarse di num ero e di va lore. Le provincie lugo-S lave s'adattarono ad essere srnembrate da lla monarchia e go,'ernaLe da luogoteneuti di l\apoleone, e l<l (~a lli zict non nasc~ondeva ìl :-> uo desiderio di r iu nirsi al resto della Po lonia, ri coslii ui to in granducato eli Va rsaYin . Al lora , co me nel 18.J.8, come ora forse, la nazione austri aca era nel ca mpo del suo e~e rc it o.
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Io Prussia invece uno stesso furore, il (nrnr tetttonicus d i~ Bismarck, animò la corte ed il popolo. l'esercito ed il cl ero, la nobiltà e la bo r12hesia . ~azione più omogenea, la [Jrussiana aveY<ì ~entìto profondamente le nmìlìazioni inl}ìt.tele dal 1806 al l xi:~. La scon fi tta di J ena, l'insegtùmenlo .~p ieuuo dell'esercito vinto, Tìlsilt, lo smem bramento dellrt monarch ia, la limitazione llell'efl'et.t ìvo, le ingi urie l"l lla regina Lui.~a. le ::;chiaccianti con lriuuzio nì, l'occupar.ìone militare, l'arroga nza di CIDrke, govemalore di Ber lino. la :>confe:>sione dì Stein , l'o bbli go i mpo ~ to di rnaudare il co rpo ausiliario . dì Yo rk a eornbattere. contro l'anti co allento tli l•:ylau, le vessnzioni ineren ti al sist.cm<l del bl ocl;O conlinentn le s'erano impress i Si -
ANNO n:XIX.
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A'1'TORNO A NAI'OLEONE I
fortemente nel cuor·e d'ogni prussiano. Si era impo tenti a reagire, , cinti come si era dall e truppe del l n corpo d'armata francese, un'armata di oltre 'l 00,000 uomini, comandata• dal severo e vigilante Davout; ma in lutti i cnor·i fremeva l'odio, il rlesiderio della riscossa, e quando , nel 18 1:3, l'ora suono, la Prussia ofl'd uno speUacolo in atteso . Quello Stato che pareva un cent one di provincie to;te a dcsl.r<l e sinist ra, ad austri at:i, sassoni , polacchi, svedesi, si ri velò un<t unz ione cornpatta, anirna tn (In i de n t i r~ i . vi ''acissimi sentim ent i, il des iderio tl'indipenclem:a, l'esec rn i•me de l nome francese. Prima del ·1806. la Prussia pareva al viaggiatore una gmn caserma popo l~ta di granatieri biondi , da i movimenti automatici . (~li avvenimenti posteriori dimCislrarono che coìit dietro all'eser cito. ,·'em un popolo che :;enti,·a, un popolo pieno di vi ta e di fiereua. Dur·nnte la pace i horghesi a\rovano potuto guardare biew i militari: i fucilieri avevano potuto urtare dei nervi dci mngdeburghes i) e h mo~·q1te di gendarmi del corpo aveva irritati i berlinesi ; Ctlmnn dant i di piazza e borgomastri , kreisd'i?·ect.M't'n c co lonnelli , non erano se mpre andati d'accordo ; ma venne l'occupazionn fr<tncese, i corazzieri recero r·in~ pia n ge re i ge ndarmi; si toccò con m ~t n o che Chnrni.Joran e Bereheny erano ospiti assai più incomodi deg li u:;s;1 ri di Seyd li tz, che almeno erano corn pae:;ani. L'entusiasmo popolare per In guerra di liberazione renòc possi bile i a rap ida rico.;;ti Luziono dell'esercito e sopml.utto dei suoi qurtd ri, nei rruali en trarono il fiore dell a nobi ltà e della bor~·h es ia prussian e, spiega l'ardore con cui quell 'esercito fece le guerre dal ~1813 al H!·li:i, ardore che le sconfi lle di Bautzen, Lntzcn, Lig11,y sovraec:eil.,lrouo, meglio che calmar·ono; sp iega ì corpi vo lontari di cui Bro nswick, Oels e Schil! furono i prec nrsori. !\'o n era, quella una guerra ordinaria : i! popolo pnrssiano sent iva che. vinto, ~arehhe stato distrutto co1~1e nazione, e di viso fra la risorta Pol on ia e l'ingrossata Sassonia, che la Slesia anellbe consolata l'Austria clelia perdita della Gallizia o Llldo miria ;. era dunque una disperala guerra per l'esistenza. Come attorno agl i Absb urgo si riun iva il sentimen to pn lr iottico della Germania cattolica del sud, cosl tutte le energie del nord luterano facevnno capo agli Hohenzollern : i princi pali Sossoni , l'O!· ·
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{iemburg l' An uover , la Han sa, il Brunswick , sen tivano le umi liazioni :d p~ri del Bmndeburgo. e dai vecchi Cast~lli }[ecklenlnrrf! hesi , ~in ti da stngni e da bo~chi d'abeti, sbucavano atl etici giovani biondi, usi alla caccia ed al cavalcare, e s'arruolavano nei corazzieri e neg li us:;a ri ; le univer:;iliL rormav:mo bauagl ioni , come da noi nel 4.8; i.cigni ehe solevano ad unarsi pacilici per C<llllare all 'nll1 hra dei vecchi tigli di Wcimar, taeeva no sbi gottiti d~ l fra).:ore cl elle arm i, -e ce ~ e vano ia pnroln a cantori meno :mn0uiosi ma più energici, -che sapevano deporre la lira per prendere il mosc hetto, e morivano sul cam po co n co,;acc lli c pandtn·i semibarbari. l!'u un·epo~a eroica, che non ha r-iscontro nei tempi moderni, se non nel nostro risorgimento e nella con temporan ea gnerrn di Spagna. Il r·e, Federico G u ~l ielmo II I , onest'nomo, di grande senso pratico . memore dei rovc5ci nccadnt1 dopo i bollo:·i del ·180G <Juando i gendarmi del corpo andavano ad arrot.:ne le loro sc iaMie sui gradini dell' am h;1S<:iata fi'lwcese, t!irtìdava, es itavn.; 1 f\tnesti giorni di Saalfeld, .Tcnn, Auer.:;tad, Prenzlau, Lttbecea g-li stavano sem pre presenti alhl mente; ma il movimento ell e vo·leva frenare, lo lrarolse fin ~o tto le mur.1 di Pari gi . La 1'a g~nclbnnd e:·a pit't potente dei re; con tavn seguaci anche nel le famiglie reali, e negli :;taLi magg iori; pedi no Bliicher, che come uomo privato non era preci,;nmente rirtnoso, nè ci tenevn, era ascriuo alla lega della ''irtit.
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Non minore entnsias:no , rna adattato n!lo· :=-peciale ambi ente .ed alla sua indo le, spiegò il popolo spag nuolo. Dopo lo sfotzo fatto per cacci:. re i ~l ori , conquistare \'I talia, acquistn re il pre domini o in Europa, popo lare l' Ameri ca, la sua vit ali lit pareva -essersi esausta; esso' parC\'a oramai assopi to sollo la dom ina~ione blanda dei Borboni del ramo d' Angiò . La plebe divideva il suo tempo fra le pratiche der ote ed i {}ivertimenti ; frugale, contenta di poco, lar ornva appena quel ~ch e bastava a non morir rli r.,me. · Di borghesia non v'era cho qnalche professioni sta, tftinlche licenziato di Sa!amancn , qualche commerc iante ; scarsa di nnmero e d' autori t~t la nouiltà decadu ta dall'an tica energin s' oc-
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ATTORNO A NAPOLEONE l
cupava gravemente d'i ntri ghi di corte, di complica Le e sotti.lt truestioni di et1cheita, di amori o di teatri. 11 clero pull ulava~ rraticelli , neri, !J ianch i, brnni, bigi, popolavano migliaia di conventi , confessavano , qu~ s l u avanu, si diverti van.9, carpivano Le s t~ menti, I!Odevano rendite : i domenicani predicavano ed inquisivano , i gesuiti , qu;mdo v'erano, in ll:igava no e politicava no , i fra ncescani più um ili vivevano nel popoio, il clero secolare, oppresso dal regolare, vivncchiava facendo della teologia, nelle curo di campagna. La corte po i nel H!O'i oll'ri1•a la lriste commedia d'un re ch e, all'ignoranza ed alla rlebolezza: ingenita, un iva llll seni le rim bamhimeotu, d' una reg iun, del la quale .l' età uon avea smorzato la fem minilitil, òell' ignobile Principe della Pace, onn ipotente favoril o d'entrambi i sovran i, d' un principe dell e Astn rie, che, all'opposizione elle iilCe\'a, clorera · una popolarit:\ alfall<. immeritata . lr1 quan to all 'esercito ed alla marina, dopo la guerrr, dei Pirene i e dopo Tril falgar , che ne ave1·a svelate le debolezze ne~su n o vi badava più; morti H.icardos e Gravina, erano un pretesto per distribuire gradi ai protetti di Godoy e delle favoriLe·' del favorito. La Spagnrt ricord~v,a 1,1no di, quei cvnventi coJTOlli dei tem pi anteriori al Con cil io eli Trento ; compllstezza e rego lnritil esterna, formHie: disordini, irregolarita, infrazioni di voti, entro la clau~ura . Ad un tratto si spargn nella penisola la nuova dei fatti dì 13aiona ; il re cd il principe dello ..\.sturic costretti da ;'{apolcone ad abdica re ; Giuseppe re di Kapoli tn·mw?sso nll n 1:orona di Spagna ; le truppe fran cesi allagano il paesi! c s· impadroni:;con o colla forza e coll 'astozia dell o pinzzc. Fn uua scos$a galvanica; quel popo lo di nooili ignav i, di frati, di pezzenti, che pa1·eva immerso in catale.ssi, scauò in piedi, memore dell'antica gloria, prese le armi per man tenen~ la sua inùipendeuza, e non non si diede pace , fi nchè l'ultimo fra ncese non ebbe ripassati i Pirenei. Pri ma gli eserciti regolari, poi eserciti improvvisati, ed infine le guerrig 1ie, mantennero viva la impari lolla; una serie di sc~o n rille, vergognose anch e, non riescirono a dep rimere gli animi ; nno dopo l'altro emno battuti e sfalali i ''ecch i gcuemli, Caslanos, vincitore a Raylen. sconfìl lo ovnnrJue altrove, il vecchi o e rig ido Gregorio rlc la Cuesta, Hlake l' ir lande~e, e·
ATTOUNO A NAPOLEONE I
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to s\'izzero Reding, il romanti co La Hom::ma evaso da lla Dani marca coll a sua divis ione ; nuovi ne sorxevano e s'addestravano ·n quella lun ,;a "uerra di ~ei anni . {~l i eserciti vi nti in campo, 1 n n · · d' 1 si rifugiavano nelle piazze e vi sostenevano ep1c1 asse. 1, c 1e i'icorda vano Saguo t o c ~ umanzia. Ma i soldati spagnuol1 .ernno 1 meno temibili :1vvcrs~tri dell'esercito francese. Rrn un rnlero popolo che si doveva soggiogare: erano uemici i! con ladino d~e .arava il campo, la vecchia che s'all'acciava all'usCIO al passaggw .d~lle truppe , il frate questuante sul la sua mula , .lo stnùen te .girovago . T monti di spagna erano corsi r!a. feroc1 ed JOstan-cabili rruerri ~ lie cl1e nttaccavano drstaccamenll , predavano COnvogli, davan; l a caccia a.gli ~pedali, punivano loii t·midM·cs a(t·an· .cesados, los josefinos, rubavano ed a:>sa:)sinavano anche pe~· conto toro. I nomi di Porlier , rlei Milans, dei Mina, d'Et Empecwraclo, ·d'El Yerdnyo ottennero una triste celebrità . c le .mad.ri d~ Francia 13 d'Italia , ~ognavano trep ide quelle bande d1 bngantt -erranti se07.a oosa fra le rnpi etl i boschi di sughero , aspetLando al varco i riccoli distaccamenti per milragliarli colle e.scopi~tas -dai fìr;imenti d'ollone. Nei sei anni di gu~rra gli Spagnuoli non riportarono una ~ola -viLtdria, salvo Daylen: a Talaver:J., Vitoria, , Tolosa combatterono cogli lnglesi ed ebbero il compito meno importante; eppure la loro ·pertinacia immobilizzò il fiore dell 'esercito francese, lo stru sse l~n ltamente in imboscale, in assedi, cogli assassinii, co ll e malaLlle, finchè ol i nvanz.i laceri e stremati dell'i mponente esercito che avea. .assedia7o Cadice e Torres Veclras, che era entrato a Lisbona ed a Madrid, a Malaga ed a Yalem;a, rlovellero rivalicar~ i Pirenei, .in-segniti da vicinO da crue\le truppe sp regiate, di CUI aveano VIStO tante vol le le schiene . Quanto diverso sarebhe stato l'esito della campagna del 18 13: :Se Napoleone avesse potuto di spo n·e su ll'Elba dei 200,000 vecch1 :Soldati di Sonlt e di Suçhet l
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* " Sul popolo russo v' ha poc.o a dire; adesso è ancora un. enigm a fan ima slava; allora era nella crisalide. ~ra un popolo sem1barbar~ . immerso in buia nou e: le sne energie latenti si rivelavano a mn
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AT~ORNO
A XAPOLEOKE I
lampi . A llore~, meglio che adesso la Russia consisteva nella Cortee nel soV!'ano. La plebe, la nobiltil. terl"itot'iale non avev~na opi ni on i, non s;, curavano di pol itica, o, seppu re se ne curavano, non avevano modo· di fa r sen tire la loro voce, in quell' immenso paese poco popolato. Il sovrano solo comandava e, attorno a lui s·a~!itava la nobilta antica intenta ad esplicare la sua influenza, a far prevalere le sueidee, i suoi interessi . Allora, senz:~ in.:ontrare le reiiistenze che qua e là ora le si oppongono , l'autocrazia russa proseguira nella via additatale da Pi1~.tro il Gmnd e: prendere dall a eivill it tutte le forze· nmteriali. respingendone le ideE>; conservare per 0r·a la barbarie intelletten lc nel seno di n1asse disciplinnt.e, irregi ment-tLe, armale all'europea, ma avvpzze alla ubbidienza pa:'siva dell'orientale: f<lre del clero uno slromento servile di potere politico; annullare 1~ nouiità coll'intimorirla e corrompedn, fa rn e il capo do(:ile e depravato, ma ab il e, in;; in uante, astuto d' 11n corpo grosso lnno e rob uste;. non lasciare altr'l elemento di vita morale alla nazione cosi costituita, se fuon un· idea sola con rortata d:dl'e5clusivi;;mo religioso, quella dell'espansi()ne indeonitn, fata le della Santa Hussia sulle terre e :>ui mari: idea da att11arsi colla forza e coll'nrte. colla àiplo · ma~i:1 e colle anni, sotto l'autorilit d'un solo uomo. Lo Czar, capo· polr LICO e religioso, specie di dio visibile, avvelennto 0 stranr•olato· qualche volla, ma sempre rinascon te pari a si~ stesso , erae ;olo il capo in mezw ad una rno1L1tudiu e prostra~a ed oraogli osa 'del "'aiorr,.., 0 . n che tollera . perchè le si mostra nell'anen ire la dòminazione de~ mondo come premio dell'allur,le servitù. Un sistema di aoverno n fare,' col qua l e s1· sono falle grandi cose, e maggiori se ne potranno purchè il popolo uon si stanchi eli seguire gli czar nella loro corst~ incessante, e no n eh ieda, a co uto dell a potenza: futura, un po' di· bene.,sere nttuale. L'autocrate ounipossente d'nllo ra era Alessandro r, figura strana ed enigmatica, che lasciava impuniti, ed anzi onornva, gli assas sini del padre, mentre prestava avido orecchio alle allucinnzi oni. della signora Krlidenel'; ogg i s' appassiona va cavall cresc:1men teper la l'egina eli Pru ss ia, doman i provava una vivissim<• amicizia per Napol eo ne, e fìniv a co ll o sposar·e colla stessa esagerazione
ATTORNO A NAPOLEONE I
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di sentimenti la causa del poòagl'oso Luigi XVIII ; monarca assoluto in casa, favoriva in Francia lo stabilirsi di form e eosLitnzionali; pieno di grandi idee, privo dell a l'ermezza necessaria per attuarle; om pencolan te verso hì lirancia, dal la (1uale sperava ottenere il compimento del testamento di lrederico l l, ora verso l'Inghilterra. :~apoleo ne diceva che Alessandro era un greco del basso-impero . )la, esiste dunque la probità in diplomazia? L'onesta. dello s1a1ista non consiste essa :;opralullo nel f;n·n gli • interessi de l paese, che !-(li affida? E Tnine non ha egli trovate alcun ~~ analogie fra ~U P.o l eo n e stesso etl i Bo rgia~ Al postutlo, il Cor·so era . forse trop1~0 severo pt!l suo amico di Ti l ~i lt e eli Erfurlh . <;li oudeggiamenti dello Czar ernno la necessaria conseguenza del contrnsto fra la sua mente e l'ambiente entro cui muoveva . Giovane, misr ico, f!eneroso, circondato da giovani co n· siglie1·i, s'accendeva ra(:ilm~nte per ch imere magnanimA; po i venivano le difficoltà di al.tunr.ione; l'opposir.ione della vec.:h ia Co rte di Caterina II, dell:l vedova. eli Paolo r, la resistenza passiva della nazione che non capira 1Qye la si l'olesse trarre; le arti dell'Ingh ilterra, la giusLa diffidenza cl!e i:;piravano i procerlimen ti di ~apoleone . Non v'ha bisogno di ricorrere alla pertidia hiznn· tina per sp iegare como l'anim1> naturalmente mobile d' Ale:;sanrl ro ondeggiasse di continuo e andasse dR nn estremo all 'all.ro. J(.
* * Ed ora poco mi rimane a dire. Il popolo italiano merita che io gl i consacri uno ~tudio separato. Quindi, quando avrò accennato ai popol i minori, alla Svizzera cl)e non avca scosso il giogo dell ~ antiche oligarchie, se uon per diventare quasi una provincia fran cese, a:l l 1 ort ogallo sorretto dall 'In ghi lterra nella sua lotta dispemla contro la Francia, alla Danimarca legata strettamente alla sorte di ~apoleone dal suo odio per l'fnghilterra; all'Olanda assorLn nella cura del ~uo commercio riclotlo a male dal blocco contiuentale; alla Sl'ezia che invano tentava manteneni in una fruttu òsa neutralità nella gran con tesa tra In Fran cia e l'Europa; quando avrò mostrata la Ttll'chia, contin11amente" lusingata e tra· . dita, ora da un partito, ora dall'allro, agitata da ribelli oni di
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AT'l'ORNO A NAPOLEONE 1
serraglio, divenuta diffìdente e scettica verso la fede franca mi afrretlerò di lasciare un terreno ove mi sento poco sicu ro.' Ho cred~lo. bene di acceni1are alla condizion e dei popoli europei ai tempr dr. ~apoleon~,. per a,·ere ~ma base allo st udio, che mi propongo d1 lare, clell rndole deglt eserciti. Ciò fallo . rir.ntr·o ne.fl'elernento mio, ove il mio piede si sen te più f'c.r ~Ò . (Continua) ALESSIO C JJ .\PE!tOX Cflpilmw di .>lato !lla!Jol ore.
NO TE Sull'opera del capitano BIHAL V dell'esercito austriaco sopra le 1'struz-ioni sul tiro dei ~ pùì in:po?'tan t1: eserciti rt Eu·ropa ( A ustJ'Ùtro, !tal?'ano, P·ra·ntese, Russo e Tedesto) rlal punto di vista di una istruzione metorlù:a.
Premessa . Il paragone dci cin(Jue regolamenti: italiano, fraucPse , russo, germanico ed austriaco è condotto in cl'1est' opera di quattro fascicoli dal capitano B ihàly parte per parte, suddividendo queste in t.utti i loro minori elBmenti, seguendo in generale come traccia il r egolamento austriaco, o un'ordine metodico che l'autore prest.abilisce, notando dove gli altri abbiano trasdurato qualche punto che l'autor e r itiene più o meno importante. Per que$ta via egli viene implicitamente a dimostrare che il migliore è l'austr iaco. Nell'esame che intraprendo di questa opera ritengo ut ile SQpratutto rilevare dov0 la nostra L~tr·uzione appaitt inferiore alle altre o per CJ.nalche punto t rascurato, o per qualche altro meno bene risolto eli quello che nelle altre lo sia stato e dedurne i perfezionamenti consigliabili.
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N0TE SO !-L'OPERA DEL CAPITANO BIHALY, ECC .
Nell'opera. del capitano Bihàly sono successivamente prese in esame. l " La sc1~ola prepai'CdOI'ia .;he comprende la scuola d i punt,Lmento e quelìa delle distanze. 2° Il tù ·o a bet·saglio. B" Il t iro a distan;;:e ignote e a grandi distanze sia i ndividuale che co llet ~ivo sotto il t itolo di ti1·o di campagna. J·· I tiri d'esame; lo gare eli tiro, i premi di. iucoragg ìamento sotto il titolo di sistemi d'i,~cot ·aggiamento . 5" Il tù·o delle classi in conyeclo, che è iuolm;o nel ·.1:0 fascicolo dopo il preceden~e. [n. questo studio non vennero compre;;i nè rimpianto dei luoghi di tiro, n è le m isure eli sicurezza per evitare disgr azia,· nò le n orme d isciplinari pel' t,. d ire7.ion e del tiro, nè i t tiro colla rivolte !la. Per le pratiche d eduzioni, che ::;i credesse di fare su l risnlt<Lto et!ettivo delle scuote di tiro nei va,ri e::;erciti contemplati qui; giova tener presente che lo studio che si esamina, ò fa.tto esclusivamente sui regolamenti o i.~t?·tt~ioni sullù·o, che dir si vogliano, o n on sui modi di loro attuazione che possono, come da noi, in quelli eserciti pLu-e va~·iare assai da l test.o tanto in meglio come in pHggio, _a seconda Jel.la fermezza discip l ina,r i<~ con eui sorio i regolamenti imposti ed osservati; dell' impegno morale e de ll~t cap11cità del personfLle insegnante e della libertà, . d'iniziati v~t concessag li ; del grado eli capacità e pratica del tiro e attitudine s peciale delle r eclute dei vari paesi; clei mezzi finanziari mes:;i a disposizione sia pel èons umo delle munizioni, che p ol guasto delle armi e impianto · dei ber;;ùgli ecc.; delle comoditi.L, che in r agion e del clima, d el territorio, delliL d islocazione dei b el',;::~.gli., del tempo d isponibile per le i)'jtrnz ioni, Yaria secondo luogh i e tempi e stagioni. e an· H ate ecl eventi generali cl i politica interna ed c:-.;terna.
XOT.E SOLL 1 0PEBA DEL CAPITANO lllllÀ.LY, ECC .
Nè fuori del caso è del tutto il dubbio suesposto quando lo :;tudio comparativo presente dovesse servire per introdurre nuovi perfezionamenti nella. nostra ist rm:ione, la quale, pure come ~ attual mente, è in ge~erale_ superiore alle con· dizioni, ai mezzi ordina-riam ente dtspom b1lt. .Per for marsi un concetto es<t t to clell'e ~r'et.to u t ile delle del.le varie scuole g io vorebbe \ neglio uno ~tnd io sopr11 lnogo, o informazioni dirette. . Por intanto, d ietro hl- sopra no t<lt<> a vvertenza, sart't 'rncglt o portare 1attenzione di prefcren7.a sui perfezionameuti . tendenti a ,;omplifìcare che non su quelli teadent1 a comphca.rc mA.ggionnente l'attuazione dell e istru:;r,i~n_i stss:;e. Qnesiio il concatto ùirctt,i vo delh1. anahs1 che espongo dd· l'opera del capita.no Biha.ly.
La flcuola preparatoria.
' l'
(SCUOLA DI PUNTAME:-\1'0, SCCOLA. PELLE ~lSl'ANZE
:& NOJ:DIE DI 'L'!RO Pf>H. L' UQ)IO (SOLATO) .
La scuola preparatoria. :Die Vorschulc Scuola di puntament,~ l. L'Aust.ria, la Germania, la Fr,.mcia us ~uw ancor•\, comm· ciare con alcune n·Jzioni leo?··ù.:he salli1 ·o cioè snll a tmj ettoria., linea, di t iro, d i m ira, eec. ecc. Noi . abbiamo a~~\Jr:t.H donato que:-.;ta pit.rte per ~ernplifìca.-òorH~ e Jida~1.~.lo ne~ l t~tol· lio·enzft del so ldato che ~aprb. cap[rl e da se e drtfì.dauclo forse a:che della abilità de••li iscruttori che invece di ide.} dliare 0 e semplici potrebbero at sol<.bto rier~pir la_ ~est.a. di nomi strani eli idee storte e di sentenze e eh clefimztOnt papagal lescan~ente itpprese. N on si vieta però, comH in Rm;,;ia,_ d ~ dare queste n ozioni a.l solnato; gli ufficiali e i :>ottuliima.h le. hanno apprese alle :;cnolo e quando hanno tempo e vogh a n el peri.odo della for~.:a m inima, h anno agi_o t.li ~arlo. ~l ]3ihaly ce n e fa, un gmude uarico e vant.a m confronto 1l 1 ond ''• 11 •e "lt c1uest~1 r ego lamen to anstn·aco C11e e• 1·1 p ·tu· <abb · " ,,
NOTE SULL'OPERA DEr, CAP ITA NO BJH.\ LY, ECO .
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NO 'l'F. SUr,r/ OPF.RA DEL CAPlTANO BIH ÀI.Y, ECC.
parte. Se sia meglio l'uno o l'altro sistema in pratica., tenuto conto di tutto, è cosa più da dedursi dai risultati come sopra a ccennai. Potrebbe ben darsi che il soldato austriaco ne sappia molto meno di quello ·che insegua il reg~1lamento, e il nostro ne sa ppia d i più e che il nostro a conto finito t iri meglio eli quello; le son cose da dedursi dalla esperienza. Circa al mate1·iale per la scBola di punlamento il Bihaly non è esatto in quanto ci rigmtrda : omette il sostegno a gradini, ci òa solo il cavalletto col sacco d i sabbia e ci acr. b giunge - un buon specchio - di cni si trova traccia nella nostra istruzione nella nota al N. 29. Gli altri stati impiegano un maggior numero di apparecchi e anche di ingegno::li che agtwolano il riconoscere e i l corr eggere g li errori. Da parte nostra prevalse la SHmplifi.cazion e e la fiduc ia nella intellig enza, nell'iutnito naturale. 8o1o l 'esperien::~a anche qui ci può d ire se si corse troppo. Merita rigmtrdo -ll ?i'I.OLto eli condurre la linea di mit·a usato in tutt,i g li ~~l~ri eserciti e assai diven o dal nostro. Il nostr o fa passare la visunle pel fondo della, tacca del ritto e la sommità del mirino (Fig. A) , gli altri per la linea superiore in cni è fatta la tacca e la sommità del mirino (Fig. B). Matematicamente è più pre~iso il nostro, perchè la linea d i mi1·a è cosi meglio deter minata dai due punti ver tici cti angoli : fond o della tacca e sommita del mirino - d i quello che non sia n egli altri do,-e si tratt-a di allineare la punta del mù:ino colla metù dell'intaglio all'altez7,a della linea in cui è fatto, meti~ e altezza che bisogna ideare, ma in pratica può darsi che sùt più facile e elia hiogo a meno errori. Da noi quello spuntare della sommità del mirino -e sparire alternativamente nel fo ndo della tacca può cagionare . errori grav i, meno avvertiti dal tiratore, perchè quando la sommità de l mirino è scompan;a non si sa dove sia andata e quale dir ezione si debba dare all'arma per ricondurvela. l\f entre invece col sistem!1 usato dagli a ltri (mi t ge~triechen Korn; la sommità del mirino rimane in vista, nello spazio della tacca, anzi nel suo centro e non lo s i perde d'occhio e il ricondnrla a posto nelle oscillazioni del pnntamento riesce più
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ìacile. È da notar e che nel mirino austriaco probabilmente per a.gevolare qnesto sistema il vertice non finisco in punta come il 1.1ostro, ma è tronco, cosicchò il problema di prender la mira consisw nel far combaciare due linee anz.ichè dne punti. Vedi (Fig. C) nosiro mirino o nostro modo di puntamonto. (Fig. D) mirin~ austriaco e pnntamento col iiLirino sfiora~o (mit gestriechenen Koni}. Si può anche al tavolo render::li conto dei due sistemi e dei loro pregi e difetti tagliando in car ta nera una sezione della canna al mirino e in carta bianca o d'a.ltro color chiaro una sezione all' alzo e :>ovrapponenclole scuoudo l'uno o l'altro sistema. ]~~ bisogna tener presente che è più facile distinguere i punti con quest i schemi di carta di tinte diverse che non eol fucil e Rpeeialrncnto per la eliversa l.ontana,nza daJrocchio dei due punti l1·agucwclo e rrtiJ·ino, che richiedono addattarnen ti divm·::;i del bulbo dcll'ocehio o quiwli un certo sfonm per vederli conternporauoùll10nto.. · Qn~mto agli ~lsN·cìz i di puntwnenlo al ca1;allello il J~ iha ly rileva molto ;;ev enun~nt;e Wag. 12) che dc.t. noi si concecl~ sia fatta in modo :;ornmar.io c Sl)tlCiulmc.mto il prescritto del N. 2:6 dove si di0(-) che b~ts ta ehe il soldato indichi g instameute dove mira l'arrrm adagiata snl caxaltet to per dar prova di avere una giusta id ea del pnntam<mto. Egli d ice : «-che qt,esta digposi::ione p Hò dctr.~i che COi'l"isponclu a l c:andie1·e nrt;;io,wle degli italiaìti, ma allo di ce1·Lo » .
scopo
della ùl;·uzione, no
Qui mi pare il B ihaly troppo ::;o,·cro, si rivela la sua simpatia per nn metodo più itnitlitico come <J nello che ha ispirato l'istruzione austriaca; che pare in <}twsta part.e almeno la più completa e dalla quale si potrà att.ingere quando la. esperien?.:a ci venisse <1. per:;naderu 1.tn indirizzo più metodico. Da tntto quan to :::opm non ò flLlincli a mamvigliarsi se. a pa,g . 17 conclude p er •1nestct j_)<tr tc della istruzione l'autore dicendo che nel l'esercito ibd ùmo é f"att rt s~'per(icial;nente (o.hue Grnndlieh ke i~) e du~ l'cserui to italiano su questo pu nto r imane indietr ·o a lHlti gli al!i ·i. Solo una cosa m1 pare qui da rilevarsi oLl •;) l'eswne della
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NO'l'E SULL'OPERA DEL CAPiTANO BIQ,\LY, ECC.
vista !iralasciata n el n ostro e leggermente ~Lccennata negli altri regolamenti Eppure questo esame dovrebbe costituire la prima selezione per escludere dai servizi di guerra C)_uelli che hanno v ista in;(ufficiente, dalla fanteri<"t e dalla c<1val· leria quelli che non possono puntare coll'occhio clesr.ro e n ella fanterict separare quelli che potranno diventar t iratori scelt i da CJnollì che non lo potra nno mai e dovrebbero essere esclu~i dai tiri a distanze maggiori ilei 200 metri; dai tiri individuali con risparmio di tempo, di fa,tica e dì m uni?.:ioni. C~uest<ì solezion e dovrebbe GOnbinuarsi in t utto il corso della. istruzione essendo inutile f~lr tirare a 300 metri quello che non colpisce o solo per caso a 200 e così via. Passando quindi a.lla parte dove s'insegne~. a prendere l.lene la posi;;ione di punl h nostra i:;trnzione segue ancor;t il suo indirizzo semplifìeatoro, ne doriva, cL.o molte avverLenze e prescrizioni vengono tralasciate come pure parecchi dogli esercizi che in altri eserciti si usano per avvezzare il ::;olda to g radatamente o partitfnnente a prendere la posizion.) voluta. N e segue che l'autore dopo esaminate ciascuna delle prescrizioni ed avverten?.:e o· ciascun esercizio e noi;o,tane la importanza e notato qual i dolli eserciti più o meno se ne sia cnrar.o o uo, conclude anche per questa parte che nell'eser· cito italiano essa è clata ler;ge1·men.te. Sono sedici le avvertenze notate per punlia.r bene ed evita.ro speciali difetti, quattro le esercita.zioni rel~:~.tive e sono riassunte nolle t~~bolle V e VI, o non credo il caso d i nn · mera.rle nè notare quali c quanto ne avo,;simo trascurate; so.lo mi paro mer iti di rilevare le più notevoli, cioè: ch e è incomodo che la istruzione nel tiro rimand i a C)_nella d"esercizio por la descrizione della posi:;r,ionc di punt e che in questa anziehè in quella. si trovino le poche a v,·erteuze che si credE!tte bene di notare. molLe delle quali r iguardano precisamente il puntamento. Il Bihaly lo rilev~~ (pag. 20). Lo scostamento del piede destro dal sinistro è nel nostro esercito il più p iccolo fra Lntti (u na mezza lunghezza di piede, duntlue da 15 o 18 centimetri}, g li altri lo hanno
NOTE SULL'OPERA DEL CAPITANO BllÙLY, ECC. 1
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di 30, 40 e :fino 53. Non è fuori del caso il dubbio dell'aut ore che con questo non si dia. da noi base sufficiente al puntatore. Tutti gli altri eseroiti prescriv ono che nella posizione di punt il '.:alcio sia ben fermato coutrOr la spalla. nel nostro si agginuge per0 - - sew:a s{o1·::o - ill;he p are una contraddizione e all'A. un errore gra\·e . Come eserci?.io ginnastico per ottenere ehe il calcio stia ben premuto o(,ntro la spalla l'esercito aus triaco usa, r1 i far tene;c il facile nella po~izione d i j)ll nl abbandonando la mano sinistra, tenendovelo quindi solo colla destra. Nel n o· stro esercito :mni addietro lo si faceva inver:e stancando la destra e mautetlcndo il fucilE> in poslo colla sinistra, perche si voleva ehe 1::1. mano destra fosse libera per eseguire colb voluta Jeggere7.7.a l'a?.i.one dello scatto. · E a d ir vero, sah·o esperimenti da fare per nna matura conclusione, mi pare che fosse più ragionato il n o,;t.ro esercizio di nll ora. ~er la parte della istruzione che riguarda. lo scatto dell'arma anche in con fronto cogli a.ltri eserciti ci t r on.,r.:mnno meno pegg io. l!'acciamo attenzione a che il soldato uon cada in alcuno di tnL~i i cinque errori menzionati dall'autore, mentre l'istruzione francese noo. si cura che d i due, ma l'A. n on per c1uesto muta registro e, not<~to ' c he noi om · mettiamo le esercitazioni .snl piegaro l'indice della recìuta contr o l'indice dell'istruttore e con tro il grilletto, senten zia che anche q ncsbr~ parte del la istruzione è fra tut.ti gli eserciti più trascurata ucl nostro : - die geri,l{}sie So;·g(al/. in ilalienischen Heer· - e (] nin di insufficiente - nicht geniigencleJ' (pag. 39\. L"Autore pass& quindi alla rinnione delle preccdont.i esercitazioni o s ubito n ota chn in Ita.lia n on lm luogo quelh1 usata in tntti gli altri eserciti di far puntare e scattare il fucile fissato sn apposito cavalletto. Da, n oi infatti c·è sempre stata ripugnanza a dare alla fanteria un CiWalletto da sparo che pot reb\Je ser vire anche a controllar e la bontà dci fucili e delle mun izioni, n e vien e natumlmente che qu esto eserci:r.io non si può abtuare.
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NOTE SULL' OPE RA DEL CAPITANO 'BI HÀLY, ECC .
Il puntarnen to contro lo specchio nel nostro eserci to è i ntrodotto soltanto per evitare disgrazie, che pur t~oppo accaddero quando puntavasi direttamente all'occhio dell'istruttore. N ogli ~ltri eserciti è un vero istrumento eli scuola, epperò lo specchio è ben :fissato e munito di segni di mira. Negli altri eserciti si us~~ p ure uno speciale strumento cont;·ollo1·e del puntamenlo, strumento costoso. .-\..nche eli que.'3ta omissione ci vien fatto carico. L'esorcibio combin ato rli puntare e scattar e nelle varie posi~ioni di ptml lo proscrivono tntte le istruzioni e anche la. uostra, mll. il modo col quale lo ±:ì.cciamo l'Autore lo trova 1·iclicolo (ltichm·lù:h, pa.g. 42) in gu an tochè pretendiamo in parL tempo di ottenere la celerità, meu tre per l'ordinata p rogressione sarebbe pi!l metodico cominciare l' Bson :izio non cnranclo la e aspett<mdoh p oi co rno Ull fr nt to dell~L m aBstrir.L ch e si ac\( UiHta r ipetendolo. Come si vede i l punto d i vi~ tu. da cui l'A. esam.i.tHt il n ostro r egolamento non è q uello secollClo il qua.lo fn compilato. Egli mira. 1.1 u na meloclica ist?·t~ ::iune vom Staactpunkle ei i Le1' JtWtodischen Schiess-tiusbilchtn(J . ~oi invece abbiamo m imto a semplificare, a.cl abbr eviare e abbiamo contuto sulht inte lligen<~a del solCl.ato, sull'int m to s uo, l'istruzione è risn lta.t<"t quindi sommar ia ed empirica. Se questo indirizzo :;ia g iusto non ce lo potrebbe dire che un eonfronto fra nn centinaio di soldati istrui!;i coll'uno o colraltro sistema. Il tù·o 1'icloflo. che noi abbiamo a.bbamlonato seguendo l'esempio dei tedeschi e allo scopo sempre di semplificare ~ invece curato negli altri tre eserciti. L'A.. ne enumera. l vantaggi che del r esto sono evidenti . f.;a preoccupa~ion e della spesa, llei speciali meocanismi che si esigono, dei complicati e costosi che <tve vamo in uso entrò pure per qual.u~e uosa n el farJo ~•bo l iro . Però siccome questo è un e:>eretzlO cnmula.tivo, pn•tico, che si può fare ìn eamerat u. sen za perdiL<t d i tempo per recarsi sui lu oghi d ei bersagli sempre ìontani dr.d la città., nn esercizio int eso specia.hn onte a. sYil n ppare n el :;olcli•to quelle facolth d i intuilio snlle quttl.i n oi
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anzit u tto contiamo, mi par e meriterebbe la pena di occnparse,ne e vedere se non sia il caso d i ripreuderlo. In tal caso co me mecca.nismo riproporrei una cartuccia piena in bronzo o altro mt!tia.llo clolce o in legno o metallo della forma ~sa.ttèL della nost;ra ordinaria eartuc\:ia. fo rat a, lungo l'as~e con un i nneseo e :;e uou h<t:-lta nua lieve carica di poi vere speciale e magar i anche un L>i eco]o proie~tile1 il tutto da met!;ere a posto e adoperare n ella ste:;sa maniera. delle cartucce or dina rie. (Fig. E). ' Il bersaglio dovr ebbe essere a.nco1·a la candela o qualunque altro semplicissimo purehè lasci vedero tlove il colpo erran do sia per.veunto. Non riadot ter ei però i tiri colle linee di mira speci<Lle, coll'cdzo, perchè riuhit\dono fa.l;;i segni che complicano fistnl<~Ìone, eonfondouo hL mentH del so ldato, gli impediscono di ea.pir e per propr io intnito l'in;;i.eme del. p nnta men to. JTnron o qnesto esercitazioni eolie line0 di mira speuiali che disgustando <.Lrwhe n fficial i o istruttori i nd nss.er o all'abolizione. - ·Un tiro ri à ot to semp licB osegnito nella oasenna è il miglior eom plemen to della.. :>ct1o l~ d i pnntamonto, d~~ modo eli giudicar e dell'attit udin e del :;oldttto a r.rar p rofìtto del tiro al' bersaglio. Passando alle vw·ie posi.:ioni rti JH~~~l uot.o nna lode dell'A. tanto ac.:;ade di rado. ~oi ::;oli osgervia.mo che il puntare da seduto è comodo qncmdo :-~i deve fa r fnoeo dall'alto a l basso. Il soldato certo nei vari Cil.SÌ viene da :i(j a trovare la posi.tura che gli è più comodtL. ma qna.lobo in:-~egna.mento in tempo non è di t roppo ora, elle :;i n1 in guerra con soldati non agguerriti, ora t;he tanto decisivo sul corso ulteriore della gu erra sono le prime battaglie. Il riro dall'alto ~l basso è caso assai frequente :10n pnre sulle a.lpi ma dovnn<p1e, specialmente n ella difensiva dove si cerca t-l.nzitu tto il dominio. Credo utile qni r icordare u na posizione di punt che non è in uso attualmente ma che i chaSSliUl'S di VinconneR usavano appunto pel fuoco d 'alto in bas::;o llliira.toro coricato supino colla testa su U'alto e sollevu.ca mediante lo zrtin o e la bocea . del fu~ile appoggi~t tiL t ra le punte dci pie(li in crociati e il 88 -
ANNO !.XX)d.
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NOTE SULL'O PIO:RA DEL CAPITANO BIH.~LY, ECC.
NOTE SULr, ' OPERA DEL .C APITANO BIIÙI.Y, ECC .
collo del calcio fra le due mani. Oltre alla comodità del tiratore, alla stabilità dell'arma presenta il vantaggio di coprir bene il tiratore. P er quanto riguarda gli esercizi cti cele;·ita nel caricare, puntare e far fnoco ne lle varie posizioni e anche coll" uso del c~~ricatoio, l'A. c i fa, carico di- esigere troppo c d i esigerle troppo presto, pen::~ando che questa celerità andrà a scapito della. precisione, cioè possa condurre alla distruzione dei risultati g ià ott;enut.i coi precedenti esercizi. Vorrebbe l'A. che come in Austria l'esercizio eli celerità fosse praticato dopo le prime lezioni d i tiro al bersaglio, quando già assiéurato è un buon puntamento, e anche qui non pare che rA. abbia. tanto torto, nè ci entra per noi la 1·agioue di sompliG.care. Può, come posto! stare nella scuola di puntamento, ma si può aggiungare che quesco e;;erci;~,io debba farsi. dopo un certo numero d i ler.ioni di tiro al bersaglio. L'A. ci biene molto a.lla progressione m etodica, così. non . mette, come vedremo ora le norme pel tiro i. nel vicluale in campagna nella scuola di puntamento, ma le mette dopo la scuola delle distanze non volendo parlare dolio distanze prima che il soldato vi :;ia esercitato a misurarle, il che parmi un eccess<Y, poichè se non le sa ancora misurare a vista pure l'idea ravrà già di certo. Concludendo questa parte l'A . dalla sintesi dello precedenti osservazioni deduce che la scnola preparatoria (die Vor·schule) nell'esercito italif.mo è fatta peggio ehe in h~tti gli alt1·i e che l'esercito in cui è meglio fat,t,a è J:a·ust?·ùwo, il che orama.i è il gloria con cui tutti quelli oremus uniscono. .liiconosc~ però che il risultato pratico di c1uesta scuola dipende essenzialmente dal merito degli istruttori; dalle attitudini dei soldati, dall"impegno con cui la istru2ione è attuata; e può darsi quindi benissimo che il risultato pmtico ne.i vari eserciti. sia diverso da quello che si potrebbe aspettat·:;i dal semplice esame dei rispettivi regolamenti. E q nesto è verissimo.
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Scuola delle distanze. ( Unter·t·icht im Distanzen schiil:;en).
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L'autore dietro l'esame accurg,to sempre delle vari e islrn-:zioni conclude che per questa parte la scnola ò in tutLi gli ·eserciti ben fatta, le differenze sono piccole e d i poco CLlllto; .loda la nostra prescrizione di di::ltinguer e, notare e premiare -i migliori estimatori e distribuirli ugualmente in caso di mobilitazione fra le varie compagnie: noi soli, nota l'A., teniamo questa norma lorlevolissima e noi dunque possiamo in parte consolarci qui dei precedenti. biasimi e riconoscere la itnparzialità del giudice. Per par te mia caldeggio se,mpre l'uso delle carte topo.gra:fiche in questa istruzione. Ogni ufficiale almeno dovrebbe far l'occhio, vednto la sc~Lla grafica una volta e rati:"ronta·tala con qualche altra distanza sulla carb1 tra dne località, .avvezzarsi prima collà carta a ved(~re, a intuire le distanze .senza ricorrere a compasso o a r egolo o ad altro· istrumento, quindi avvezzar3i osservaudole coll'occhio a ùtrsene un"idea giusta e avvezzarsi a valutarie a vista confron~audole in .seguito colla carta. Le carte do...-robbero sempre portare le -scale grafiche e non quello di proporzione che esigono un .calcolo e l'uso del doppio decimetro .
Norme pel tiro individuale.
Come già notai questa parte l"A. la mette per scrupolo .di met{)do dopo la scuola delle distanz~ per non parlare al soldato di cose (distanze) che prima di quella istruzione non si è diritto di supporre che il soldato conosca. Però in fatto molte cose il soldato sa prima che l'is~ruttore gliele abbia insegnate o ne ha un idea sufficiente anche quando non .sappia ancora misun~rle, l'idea delle distanze è una di queste ..certamente. Perciò la scuola delle distanze mi pare si po.trebbe, quando per esempio i lnoghi o altre ragioni ci fossero
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NOTE SULL'OPER,\ DEL CAPITANO BlllÀL'Y, ECC.
in contrario, portarla anche dopo il tiro al bersaglio che non ne soflrirobbe; è meglio farla sempre che se ne offra l'occasione; quanto alle norme del tiro individuale l'importante si è che sieno insegnate riopo la scuola di puntamento o prima del tiro d i guerra.. L'A. riconosce che queste norme devono basarsi sulle proprietà dell'armi in uso, epperò devono variare 11ei vari eserciti e va.nno giudicate in confronto alle proprietà speciali di ciascun·a rma. P er ciò che rignarcht l'·~~so delle linee di mù·a alLe mino?'i distan ::e trova l'A. buone le nostre rogol e, più semplici perchè ta traiettoria nostra è la più tesa in confronto di quelle delle altre fant.erio; vuole però anche qui concludere, c queSt<L volta mi pare solo per seguir l'uso, che le austriache sono snpeeiori porchè più. accnraLamcute dedotte dalle proprietà dell'arma. Per ciò che riguardf~ it punto del bm·saglio su uui dirivr;e1·e la l·inea di min-., se al ceutro c; al lembo inferiore, l;A, trova a ridire perchè noi contando anche <)UÌ sulla estrema tensione della tntiettoria del nostro fucile facciamo puntare al centro, il quale sistema di puntameuto egli trova malcomodo comechè mascheri it bersaglio: gli p<tr sempre più facile, sped ito, più prEttico il sistema. di far puntare anche alle piccole distanze al lembo inferiore o mi p~~nl non abbia, torto, tanto più se teniamo conto dal nostro sistema di pnntamento Lra il fondo ùell'incaglio del traguar do e la sommità del mirino, anzichè tra il piano :mperìore dell'intaglio e la sommità. del mirino coro.e nsano gli altri eserciti, sistema che maschera. meuo il bcr,;aglio. Noi se per non mutare i tmguarcli vogliamo conservare la nostra linea cl i m1m, potremmo cercarne un;l i ntermùdìa, cìoò puntare .a l lembo inferiore. Vedi Fig. G . Circa a!l"injiue;~z-a che le condizioni atmo.~fe; ·ìche esercir.ano sul tiro, raccorcia.ndolo se con vento <.:ontrario o gran calore, allargandolo se il vento è a seconda o il freddo è mvl to forte, devifmdolo se il vonto è di traverso, b nostra istru-
~ OTE , SULL'op gRA
DEl, CaPITANO BI H.\ LY, FCC.
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-zione in questa parte tace mentre le altre più o meno qnal.cosa ne dicono. O:ir~a alla influenza ctella baiont'lta, qnando · è inastata, 1 sul tiro <.:i si fa carico di non a.v ver tirc~ che i! tiro t.eude in. tal caso alquanto nella direzione della parte della cauna ove essa è innastata, dice che il soldato al bersaglio se ne .avvedrà e non essendone nv\ertito supporrà che l'arma sia difetLosa. Quì l'auto.re si occupa anche dei m od i con cui si può <.:or-reggere il tiro quando si nota che un arm<.L <.:olpiscit co-stantemente in uu <tltro pnn to fuori d~~l segno. Da noi si dice che l'ufficiale in d i.ca al soldato il punto -sotto o sopra o a dosLra o a sinistra del punto d<L colpire dovo dovrebbe mirare; l'A. nota che r:i sono anche altri modi e si prol unga assai su que:sto per condudere che la nostra istrnr.ioue e la fmncoso sono in questo p nnto assai i.ncom· plete. Ciò non mi pa.re in fondo e il <li più che vorrebbe l'A. si insegnasse in proposito temerei che possa piuttosto -confondere la mente dHl soldato. Al più potrebbero entrare in una istruzione sul ti ro per gli ufficiali. Sntle norme di tiro COJ~tro bèl-sagli in movimento l'A loda la nostra istruzione, rna ci fa carico di !imitarla a, dìstant~e iroppo brevi. Ciò non m i par g iusto, perc:hè se il bersaglio .che si muove è vasto t~nto che l'uomo isolato abbia a preu~derlo di mira, anche qualche errore sarà. co~pensato dalla vastità stessa, su- bersagli piccoli a. notevoli distanze r itengo meo-lio cbe l" uomo isolato non faccia fuoco per la poca prol:> babilità di colpirli. ,C irca a i beTsagli che w~ lir·atoTe ·isolato pnò prender <li mira alle '"~rie distalu>e, voco su, poco giù tutti i regolamenti si corrispondono e le ossen·azioui varie che l'A.. quà .e ·là. fa ora su questo punto ora su un altro non mi paiono di vera importanza. . E così l'A. <.:oncludendo stt tutta la parte finora veduta, scuola (li ptvntarnenlo, scuole;, dellr:: rlistan::c e nor·me di t·i1·o · :per l'uomo isolato non manca di proclamare che l'istru7.ione .austriaca è un rnodello. Ammette però che 11ui non è il caso
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NOTE SULL'OPERA DEL CAPITANO BIHÀLY, ECC.
NOTE SU LL'OPERA DEL CAPITA:-;0 BIHÀLY, ECC .
di esigere di pi ù per ottener il meno onde evitare di ingombrare la testa del soldato, che lodevole· è il mirare alla, semplicità o non cercare di essere più papisti del Papa pùpstliche?" als der Papst wollen ='u sein e ha ragione.
a far prendere al soldato (l ) amore all' esercizio del tiro. Ne parla poi al N. 183 L'appr·ensione ~ontro il r incttlo e lo spaTO sono una d elle principali cause degli errori nel tiro specie nei sol<htti nuovi. S e avessimo un tiro ridotto e potessimo quindi confrontare i · suoi r isultati con quelli del tiro con cart uccia da guerm potremmo misurarne la notevole influenz-a. Da noi si prescrive solo all'istruttore d i sorvegli<Lre le reclute specie nei primi tiri sul modo oon cui prendono la posizione di p ·t ml, si ved e che circrt al perdersi dell'apprem:ione ci conta come , su un risultato implicito. Negli eserciti tedesch1 (g ermanico e austriaco) vi si prescrivono curo speciali e p~r itccertare l'esistenza di questa appr ensione e per farla svanire che mi paiono degne eli noLa, e sono: dare alla recluta l'arma carica e pronta allo sparo H qua.lche volta a sua insaputa (hrg liela scarica. o caric.ata di sole cartuc~ie di esercitazione; far sospendere lo sparo dell'arma quando si nota nel soldato rapprensione e farlo rimettere in quiete .innanzi di farl o riprendere la posi:r.ione di punt. Per ciò che r iguarda la COII,fiden:a nell'cu·ma, altro dei risultati del tiro preparatorio, l'A. nota che lo si raggiunge col far tirare i so ldat,i in bnone condizioni di tempo, con bell e giornate; como pur e col facilit?Lre loro il colpire nel segno, sia usando nn bersaglio più grande, sia facendoli tirare a piccola distanza, il che pure in complesso si fa iu tutti gli eserciti . :O ~t noi, finchè non si pensi a ristabilire un tiro ridotto, il tiro p repa.ratorio può in quesi;a pa.rtH eompensm-lo: epperò si dovrebbe sotto questo punto di vista dargli maggiore cura ed estensione. Un tiro a 30 o a 50 met.ri al quale fosse assegnato tin maggior numero di cartnccie avrebbe i seguenti vantaggi a 'luanto mi paro.
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Il tiro al bersaglio.
In tntti g li eserciti è diviso in t iro preparatorio, tiro or-· dina.rio (da noi tiTo di g~teiTa inclivicluale), e tiro di campagna (d<L noi pel titolo compreso nel precedente). Il consumo d i muni:r.ioni assegnato per tutto il corso è con lievi differenze ugual e in tutti gli. eserciti. In tutti sono i tiratori designo,ti in classi secondo l'abilità ... L'A. non parla nè nei modi con cui le località del ber-· sa.glio sono impiantate, nè dei modi con cui i tiri veno-onoo verifiec'l.ti, cioè segnati sul bersaglio i punti colpiti e segnatoil valore da dare al punto secondo i var i r egolamenti, nè i modelli e libretti personali eli tiro, benché anche queste· parti abbiano non poca importanza snl risul tato della istrn· zione _e sieno diversamente risolte nei vari eserciti e notevolmente modificati nelle successive loro istruzioni. Mi ri-· servo d i fare qua e là l)_ualche accenno mano mano se neoffra l'occasione.
Tiro preparatorio ( Vohibw~gen ) . l n ..complesso tutte le islnt:rìoni si esprimono uo-ualmènte o , ma pm o meno completamente, sullo scopo del tù·o pre- · parat(!rio. La nostra però dimentica di dire al N. 182; che· ha anche lo scopo di togliere al soldato l'apprensione, la paura., del rinculo e dello sparo, m~t in fondo si capisce che lo si raggiunge implicitamente; come pure non dico che serva.
(l) Qui più altrore appanl pedanteria ntlll'A. nel r ilevare che la e>prossionll flollo scopo non () compiNo neliH. nostra istnlzione me:1 t•·c: appena n~l rmmcr·o succe<~i vo
sulla pagi na stc.>sa anc he gl i ~Itri sco pi nppaiouo notat i e curati. Si vede che eglì Il a esaminato la cosa J' l'Opr:o solo (!al puoto di ri.>la strettamente roetorlico.
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NOTE SULL' QPERA DE L
CAPl'l'A~u
NOTE SU Lt'OP EI~ A. DEL CA PITAJXO B~H.~LY, ECC.
BIH 1Ì.LY, F.CC.
l o Di poteri o impiantare nelle caserme stesse, o dove
tante in seguito. È inutile mandare a tirare a 100, a 200, a 400 metri soldati che non colpiscono a 50, è perdita. di
g~i .sp~ri i.~co~~dino il vicinato, nelle vicinaÙze delle. guarmgwm, pm VlCHlO sempre che non sieno le solito località · di ti ro al bersag lio. N ello per ifer ie delle città stes:;e dove si pe:me~tono anche stabil imenti rumorosi po~rebbc già, es sere J.mpu:tntato; nelle ciW~ grandi potrebbesi averne parecdne. Questo permettereb be d i servirsene i n <Iuahmr1ne staglO~le con <)U~~lunque tempo, in qnalunqne ora tlel g iorno od ev1terebbe le penìitG eli tempo per recarsi a ! luogo del bersa~lio, sempre alquanto lontauo, perdita di tempo che bdvolta per vari accidenti è anche del tutto senza compenso. 2'' Con . tm ber:;aglio molto vicino e bene accomodato a. questo scopo il tir<:~.tore \'ede da se stesso il puuto colpito, SI persuade meg lio che non quando .il puuto è marcato da un segnatoro ehe puù errare per disattenzione; il tire~tore pnò uor reggersi subito, acquistar coniìdenzè~ ·no.ll'arma, e • n el l'i m pegno di col p ire perdere l \1pprensionC1 più pro~t;o . La preoccupa6ÌOne del ri::m ltato rht ot.tenere fa perdere. l'idea del pericolo e al viagg iatore g t:lografo, e a! naturalista, e al medico fra le pestilenze, A al chim ico fra gli esplosivi e all"ufficiale in battaglia. 1.1 tiratore. il cacciatore si formano così sempre spontaneamente tiraJldo alle piccole distanze e quando pai· t.èd modo si è ·fatto sicuro della ::Jua arma c del su o tiro si avventura su l1cr,;agli più piccoli e a distan ze ma.ggi ori. 3" A piccole di st~~n 7.e con un telon e fLmp io nessnn colpo va fuori, t utti servono allo scopo, g li · errori si vedono. 4" Un t iro d.i ta.l genere impiantato u ell e caserme o n elle v icinanze con un assegno maggior e di munizioni permette di giudicare con tuLta accnmtezz<~ e presto il valore reld.Livo delle r eclute r ipetendo !r[i esercizi iu vari o-iorni ~ o ' iu varie confl izioni, COlltrollando 1 risultati; CJuesto sistema dii. modo di ricercare le cause per cui alcuno si mostri assolutamente insnHicion te, sia per .!ifetto di vista, () per er· rore di puntamento, o por invincibile paura della spa,ro o per altre cause; dà. modo di eorrogg~re le correggibili e istituire poi una classificazione g iusta, ciò che è molto impor-
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tempo e di munizioni. 5'' La maggiore comodiLà, il poco tempo cho prende ai soldati, d iminuiscono le ca,n::;o di abusi (individui che si sottragg ono 1tlle prescritte lez.loui ~ee . ) . N egli altri eserciti più o meno si ha in min1 eoltiro proparat,o~·io rli svegl iCl.re nel soldato la passione pel t iro :d Lersaglio e cercano eli ri nscirvi agevolando al so ldato di colpire i bersagli che vi si usano, sia facendoli più grandi, sia mettendoli più vicini al Liratore e poi IU<lllO lllano che si fa più abile crescendo le difficoltà per opposta via. Noi di questo non ci occupiamo speeialmente e lo attend iamo come un residuo dell\tlteriore lavoro, un frutto implic:ito. P erciò and w per l'eccit,a,uwnto med ia,n te premi n on facciamo ciò che si ÙL in guest<t pu.rte n egli eserciti tedeschi. L'A. tutto cons1clcrato pe1 · il tù·o p?·epaf·atcwio ci class ifica n el bel mezzo dell'aurea mod iocrità (nichl r;enùgenrl), i tedeschi e gli a ustriaci fanno d i più, i francesi l' l russi di meno. L'A. discute poi se sia bene che anche lt> elas~i anziane al cominciare del tiro annuale ripetano il Liro preparatorio e conclude affermati vameute perchè : l" nell'intervèLllo, clunwto le manovre di campagna specialmente, potrebbe l'an na a ver subìto qualche fd ten.t7..ione, spede nelle mire e eo:;.l si h~:~ modo colle lozioni del tiro preparatorio di accertarlo ~ correggerle: 2·' perchè il tiratore pure iu questo periodo se EL">'r~t acquistato in disinvoltura, può aver perduto nella esattezza della po:>izionc, nelh~ cura nel puntare e scattare r arma; è bene richiamarvelo innanzi di rimetterlo al bersaglio normale. Così conclude uhe è u t ile <:h e tutta la classe an7.ia.na ripeta il tiro prepamtorio ciò che noi non facciamo che in , parte eioò solo per quelli ch e riuscirono nel preeedcntc tiro annuale insufficienti. L'A. loda nel nostro e nell'esercito fran cese la pr8Scri-
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NOTE SULI.'OPERA DEL CAPITANO BiH.~I,Y, ECC.
NOTE SULI,:O PERA DEL CAPITANO BlHÀLY, ECC.
zione per la quale quando i suoi tiri, t utti da una parte, in conseg uenza per
l'istruttor e facendo notare al soldato nancando il segno, andarono a colp ire come eg li debba correggersi puntando mandarli più al centro. /
Insegnamento del tiro ( BelehJ"tMgs~.:hiessen). Dopo il tiro preparatorio passa rA. in osame una ser ie di avvertenze e inseg nament i praticabili sul luogo del bersaglio e che tendono a. convincere il soldato sulla verità delle nozio;1i dategli nella scuolcLdi pnntiLmento, snlla bontàdell'arma sua, sull'importanza degli insegnamenti datigli sul tiro e sul t iro in cer te particolari condizioni. Questa partB non si trova in tutte le isliruzioui dci vari ~serciti, o si trova sparsa qua e là a seconda ohe il caso viene ; anche nella nostra non trova posto specia.lo e scars~ sono anche le avvertenze qlia e là sparse che si potrebbero sotto questo titolo raccogliere, epperò rA. ci mette sotto questo punt o ancora all'infimo posto. A d ir vero per ò sono q uesti insegnament i di quelli che un soldato intelligente può capire da sè o impa mre dai sottufficia li o dai soldati più istruiti a og ni momento conversando, interrogando, ecc. Questi vari esperimenti e osservazioni che l'A. dalle var ie istr uzioni raccoglie, sarebbero i seguenti: t' Persuadere il soldato della bontà de.ll'arma sua anche · alle maggiori distan:>:e e contro piccoli bersagli. Questo si può ottenere col far tirare in tali cond izioni, colla sua arma. dei buoni t iratori. Pot rebbe anche ottenersi non un cavalletto d i tiro o eli prova sul quale l'arma sia fissa.t<"L e ben punt11ta. 2" Mostrare a l soldato il cont ro della rosa det t iri della. sua prvpri<L a r ma perchè si rogoli nel servir;;ene. Da noi questo si ottiene segnando snlrimmaginc rimpiccolita del bersaglio per ogni tiratore il f,lm t o corrispondente a quello che colpì sul bersaglio e mostrandogli in conseguenza il centro della sua rosa d i tiri.
3" R appresentazione deg li abbassa.menti sotto la linea di tiro e conseguenti altezze sopra la linea el i mira alle varie d istanze, ossia una dimo:;trazione pratit..:a della tra iettoria. Questo nl)i t rascuriamo, i russi e i francesi lo fanno col tiro r idotto, gli eserciti tedeschi lo fanno sul campo del ·t iro a l bBrsa.glio mediante nna serie maggiore o min ore d1 · bersagli collocati uno d iet ro l'altro a certe d istanze. 4" Dimostraziono prat ica clelia influenza. 0he hanno sul tiro la temperatura., la luce nelle sne vat·ie d irezioni, il colore del bersag lio e del fondo sul cjuale si disegna, il vento, la baionetta, ecc. 5" D imostrazione pratica degli spazi battu ti. 6" Norme pel tir o nella notte (che si limita all'uso r1 i linee c!i mira e scopi fissati durante il giorno). 7• Influen:>:a della copertura maggiore o minore in cui può trovarsi il bersaglio (q.ui l'istruzi01: e ;.edesc~'l. cogli<~} .occasione per insegnare che 1 duo nomnu d uua f1la, che fo rmano grnppo o anello nei tiri in campagna non debbono far fuoco contemporaneamente, ma bensì L'uno st.are attento ~l tiro dell'altr o altcrnativameutej .
Il tiro di guerra indiv iduale . (o l'IRO OJll)I :-.-All lO) .
L'A. nota l'ordine di progres!iione metodico <l cui dovr ebbe corrispondere per progredire dalle esercitazioni più facili alle più difficili, cioè - dall e minori a.lle maggiori distanze, dai grandi ai piccoli bersagli , d ~1 nn tiro lento a · un tiro celère, da bersagli :fissi a bersagli mobili e momentanei e nota come sarebbe opportuno d i avere programmi di~er~i per le varie classi di t,irator i, come pur e tra il tiro delle re~lute e qnello delle ch1.ssi anziane. Sotto questo punto di vista trova la nostra istruzione -incomplet.a, ben.chè mig liore clelia francese e dell a r ussa, perchè, se pure stabilisce tre 2-ivisioni del progmmma genemle, il passagg10
l\O 'rE SUL!.-'OPEllA DEL CAPlT.~NO BUÙI.Y, ' ECC.
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NOTE 'SULL'oPERA DEL CAPl'rANO H!HÀ.LY, ECC.
dall'una all'altra non e basato sul metodico aumento delle difficoltà... Passando all'esame più particolareggiato dei vari elementi delle diverse istruzioni prende così. per base r A. che nna istruzione completa e metodica d ovrebbe con-' tenere: l. Il bro fino alla massimlL delle piccole distanze; 2. Il tiro sopra piecoli ben:mgli, 3. Il liiro in condizioni difficili - cioè : a) in ginocchio, da coricato, all'a.ppoggio, dietro ripari, colla baionetta; b) il tiro a comando.; c) il tiro acce.lerato ; d) il t iro su b ersagli mobili. Per ciò che riguarda il tir·o a distanze c1·escenti nota che .noi cominciamo nn po' troppo da lontato coi 300 metri, vorrebbe che i ber::;agli non fossero però seni.pre g li stess~ per ogni class@ eli tiratori, loda però che i più. inabili nor(1 li lasciamo tirare oltre a 100 met ri compensando con questa. prescrizione i clifet~i sopn1, not[Lti e c'osi per questa ' pa.rte trova la nostra istruzione · in general1'} met.odieamente progressi V<1 e corrispondente <1llo scopo, con che però non raggiungiamo che l'aurea, mecl[ocrità, perchè se il russo regolamento e il francesB sono del nostro inferiori, ci son o superiori il tedesco e l'austriaco, perchè comincia,no a 100 _ metri (il tedesco) p(~rchè fissano tre diversi limi ti mRssimi di distanza alle tre cla.ssi di tiratori (il tedesco) o proporziona.t,a.mente ingrandiscono i b ersagli (l'imstriaco). La osservazione mi pare di rilievo, perchè se teniamo con to che noi non .abbiamo tiro ridotto, che nel tiro preparatorio nsiamo distanz!t di tiro maggiore che negli altri eserciti (noi a 250, il francese a 100, il russo a '75, il tedeseo in partB a, 160 e in p11rte <t 100, 1.\ m striaco usa distanze varie due a 150, dne a 225, tre a 300), t roviamo che sca-rseggia notevolmente presso di noi il tiro a. brevi distan?:e che è quello che meglio si presta. per forrmue il tiratore, come giit sopra notai. Ptl,SSa quindi l'A. a esamHHLre il tii'O cont1·o piccoli be·1·- .
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sagli tenendo per massima che per una 1lrogressione metodicamente razionale s{ dovrebbe procedere dai bersagli - gra!lcÌi, più facili a colpire. ai bersagli piccoli, più difficili; tlsamina i d i versi modelli eli bersaglio in uso uei vari eserciti. ne para.g)na la, superiìcie; passa qnmdi a. metLerc la ampiezz<L del ber:><Lglio in rapporto eo ll a distau 7.a., collrL quale , ' col creseerd produce lo stesso effe.tto che il . d iminuire clol bersaglio, ed esamina quali criterii nei vari esercibi si sono seguiti per la. progressione, rhd qm1l esiune risnlta, ehe in alcuni pare si abbi1.L volnto mantenere la stessa d iffì(:ol tà a nmeutando lit d irnension c dei bersagli col cre$cere della, lontananz<'l., Ì!l ~tltri inv0:ce pitrrebbe ehe e per una via e pm· l'altra si sieno volnte. ere:>eere le d ifficoltà. grarlatarnente, , conclude in massima proponendo che per uno sviluppo veramente metodico della i::>t.rnzione sotto questo puntO di · vist<L si dovrebbe passare dalle piccole a.lle maggior i distanze e a ogni nuova dista n?:;;• rieominciare <1. t ira.re snl bers~•.glio più gmndo o passare quindi al più pieeolo. Por ~irare poi nn cr i1;erio di conf ronto fra. le varie istruzioni, prende per bA.s~! quale fra g uesto oJTm ai tirator(~ maggiore occasione di tirare su p ieeoli bersagli e couclucle che l<L nostra t~ a ltttli i nf'e;·ù)r·e e l'austriaea è la miglioTe
di tutte. A tmverso a \)uosto esame, i m por tante mi sembra il rivhe fra tutti gli esercit i, il nostro ò quello che adopera più. grandi bersagl i. . Per parte mia mi se.mbm che il rimpicciolire del berStl,g lio, , anzichè giova.re~ n uocuia sempre <'l.lla isl;ruzione, perchè tut ti. i colpi ehc vanno fuor i del b erst\glio vanno :per l'istruzione perd ut i non pòtendo il tiratore sapere in (]mde ~~ ccesso s\a caduto, e regolarsi nei tiri sncr;essivi. C~uando Sll un bersaglio, sia gmnde ii.n che s i vuole 8 fì.ssRtE~ la mira., o centro da prender di lllÌra, d i. um.L piccolet:za ragionevole, non inferiore all~ rosa de i tiri norma le per qnella data d istùn&a, <ruando intorno a questo centro concentricamen te vengano tnwci1.1ti dei circoli di raggio crescent e che fomiscano un critMio sulla- g raduazione degli errori, qum1do nel passare da una levar ~,
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NOTE SULJ,:OPErlA DJ,;(. CAPITANO BIHÀf,Y, ECC.
NOTE SULt,'oPE RA DEL CAPITANO Bl ffÀ.LY, ECC .
minore ad una maggiore distanza si esclrtdano quei tiratori dal cui numero ed ,entità di errori commessi si può desumere che nella· maggior parte dei casi falliranno il bersag lio mi (Jare che si sia razionalmente provveduto alle esigenze della metodica. Sia grande finchè si vuole il bersaglio il tiratore punta nel c~ntro e la sua abilità maggiore o minore si ri ,·ola clalht somma delle distanze dei punti colpiti dal centro che avrebbe dovuto colpire. Cosa importa· se il ber saglio nel totale del suo rettangolo sia anche quattro volte più grande di un altro, so nessun merito nel primo sono dati a i colpi che si trovino fuori d'una cer chia più ristr etta che non tutto l'altro bersaglio? Non credo pertanto uécessario di r ilevare tutte le minute suddivisioni di criteri eho rA. segm'} qui in questo esame. l~i levo soltanto, peruhè di non poca importanza in un altro ordino di discussioni militari, sopra una questione d i ben ma.gg ior~ importa.nza (cioò quella della duratadella ferma.), che le fennH di uu anno sono insufficienti a formart\ un buon t ira.toro, il che risulta non solo dal numero della lezioni, ·da lle necessariA pause, ma ancorar dall'utile della ripresa del tiro dopo le esercit~tzioni tattiche maggiori. Da c:tnesta osservazione risulterebbe ancora che colFabbre~iarsi delle ferme, perchè non riesca l'istruzione insuffieiente, converrà aumentare le istruzioni preparatorie specialmente le esercitazioni pratiche, i tiri ridotti o a brevissima distanza comechè sieno quelli che si possono fare colla minor perdita di tempo nella caserma stessa o nella vicinanza e con qualunque tempo usufruendo all'occorrenza anche i 1'itagli di tempo. ,Da noi il compimento del tiro al bersaglio ò nn problema sempre difficile. Quanto agli eser eizi di tiro al bersaglio in condizioni diffìc:ili con che l'autore intende il tiro da coricato, iu ginocchio, dietro ripari· o colla baionetta, egli giustamente premette che non devono l)l'aticarsi che dopo che la r ecluta abbia acquistato un soddisfa.cente grado di ~tb ilità nel tiro in condi7.ioni più comode, altrimenti potrebbe derivarne
che per le più. gravi difficoltà il risultato del ti:·o rendendosi più scarso, il s0ldato ne attribuisca la colpa all'arma e perda la fiducia tanto necessaria. Que~te esercitazioni do,rebbero tendere a dimosr,rare al soldato in quanto quelle varie posizioni influiscano sul tiro; .cioè: che al tiro colla baionetta i col p i tendono nella dire2:ione ove essa è fissata alla canna, come sopra si d issP. : l'agitarsi e il trabalzare della bocca dell'arma quando si tira in ginocchio, o da coricato o all'appoggio senza tener !'arma ben salda all'impngnatura. colla mano sinistra, il .ehe tende a. mandare in alto il colpo; che a cagione di. (]uestc g iaciture incomode soYente l'arma viene imposta.ta inclinata a destra o a sinistra; che nel tiro all'appoggio ftwilmente si può mtdere nel difetto di non stringere l'irnpugn<ttnra dell'arma eorne :si deve; che tirando all'a ppoggio, se q uesto appoggio è duro, ne risulta un trahalzare dell'arma in alto a l partire del .colpo. . Questi insegnamenti ed a vYertenze se impartite prima del tiro normale confonderebbero la testa alla recluta, quindi è meglio farlo dopo. Circa al tiro da coricoto a mano libera ci fa carico di .(iargli troppo poco sviluppo e di nor.. adoperarlo anche per le brevi distanze e eomro piccoli ber::;agli e perciò su questo })Unto ci dice incO'mpleli. Noto ancora, se altrove non l'ho fatto, che l'A. distingue due posizioni da coricato : da coricato a mano libera; da coricato dietro riparo, ossia coll'n. rma all'appoggio. Ora circa al tiro dtt coricato e all'appoggio l'A. trova insufficiente la nostra istruzione, perchè in quella positura facciamo tirare solo a di:-?tauza notevole e contro bersagli grandi, mentre in Austria vi si impiega il bersaglio piccolo e a minore distanza. Quanto · al tiro dalla posizione in ginocchio, ci t,rova. pure
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NO'l'l~ SUL!:OPERA DEL CAPITANO BlHÀTjY1 ECC.
NOTE SULL' OPERA DEL c,n•J'rANO lllH,\LY, ECC.
in difetto, perchè non l'usiamo che a distanze relativamente piccole (300, 400 metri) e contro bersagli g randi (N. l ) e non facciamo in questa positura tirar e poi altro che la l" classe di tiratori. a soli ~00 metri contro piccoli bersagli. Rilc\';L souza loòe e sen11a biasimo che da noi solta.nto si usa talvolta lasciar libero a.l tiratore la scelta della posizione e che presso gli alpini usiamo anche il tiro dal ba:;so alralto P. <}nello dall·a.lto al basso Pel tiro coliR. baionetta inastata premette rA. ehe dovrebbe ess.ere usat.o tra i 400 e i 1:30 metri contro bel'$agli Lanl o più grandi quauto più vicini e da eolpire quindi con foco p.iù mpiclo. E nota che dovrebbe essere usata da coricato ne l foco lento e in ginocchio o. da r itti nel foco celere o 1.t ripetizione por corris pondero ai casi in e u i vie n<~ nsa to iu guerra. J).ietro gnesti cl'Ìt<1 rii trova che la nostra istru~:·i one, come la francese, non uorrispo mlon o a..ll p scopo che in pa.rte, perohè noi usiamo il f( lCJO ederB tanto da vicino che a magg iori disw.nze. S i vedo che l'A. non si immagina altro caso t,at,tico che quollo doll'ai:.tauc:o normale altrimenti vedrèhbe che anr:l10 ::t. d.ista.n~e maggiori pnò çlarsi iu guerra il oa:.;o di fnoeo celere. Sol tanto nell' eserci Lo a nstriaco v.ieu è pure eser citato il soldato a.l bersaglio a.l tiro individua.le a comando, dal che L\.. tira argomento per rilevare ancora una. volta l'eccellem:a eli <}Uel regolamento. L'A.. viene quinrl i a esaminare il foco accelcmto che suddivide in Lre forme : 1. foco acceleralo; ~. tiro a. ripetizione; 3. t.iro contro bers<tgli che scompaiono, perchè anche in que;:;to il tiratore deve a.ffrettarsi. Nota che si dsvono usn.re in CJ.Uesto tiro bers"l.gli grandi onclo non scoraggiare il tiratore sulla sua efiì.cacia. Nota. <:L.o il foco accelcrn.to ind ividual e è un foco da cacciatori d t1 usa.esi contro bersagli corr·isponclenti a quelli contro cni s i impiegherebbe in guerra. Se la distanza è piccola per esempio: al di qua di 250 met.ri e li bersaglio
,è alto e ampio e fìtto dovrebbe piuttosto usarsi il foco ar ripetizione., Questo tiro (accelerato) dovrebbe dunque usars~ solo per distanze tra i 400 e i 2ò0 metri e contro bersagh corrispondenti a una mezza persona. Nota del resto che il {fiCO accele,-cuo a 1·olontà solo nella istruzione ik'lliana compare come un esercizio di tiro al bersaglio, ma che, siccome lo facciamo eseguire o contro iL bersaglio di scuola, quindi non corrispondente a ciò che si avrebbe in guerra, o contro il bersaglio N. :6, che pure ritiene troppo g rande, cosi ritiene che perdiamo con una sbarrliata esecuzione il merito della idea g iusta. o P or parte mia invece nel così eletto tiro di g'~~en·a indi·vidt~,ate che direi ti?"O ·rw1·m~tle, non farei ancora entrare la tattica, ~i (mrerei solo di ùu· acquistare r:~.l soldato lt~ precisiom~ e franche7.za del tiro i.n t.ntte le positure o modi usuali e impiegherei un bersaglio quadrato grande con cerehi concentrici al segno, perchè ritengo che a correre troppe lepri contemporaneamente si :finisua co l. non prenderne alcuna. Dopo questo tiro normale farei pur seguire uu tiro applicato individuale nel quale si adoperino pure bersagli e distan~e corrispondenti ai ea.s i tattici. ~ella scuola di tiro al bersaglio, o tiro normale il man tenere un "olo tipo di bersaglio giova meo·lio al confron to dei risultati, a. mi::mrare l'abilità del "" tiratore, al confronto della Afficacia relativa dei vari generi di tiro, confr onto ehe dovrà. poi servire in seguito. Quanto al tiro a ·;'ipetizione l'A comincia a notare che l'I talia è quella che ne fa più largo uso nel tiro al bersaglio. E qui riporto. Per questo tiro si consuma : In R ussia nemmeno una C;trtuccia.; In A.ustria da 6 a 12 cartuccia : In Germania lò cartnccie; I n .francia ~4 cartucci.e ; In It~tlia non meno di 6U cartuccie per soldato durante i tre anni di ferma (1) .
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(i} ·Sembr:t però che l'A sia caduto in co·t·oro- L'Austl'in co nsuma rl<t 6 .a J.2 c<n·tuccie all'anno. la Germania rJa ·Hl a ~10, l<~ Francia l6 c~ l'ltttll:t ~i all'anno- 1l che se mantiene an.:ora un<t $UI)erioo·itil. di .:onsumo di nl uni~ io ui nll'llalia ne S<;cma la differenza.
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ANNO XXXIX.
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NOTE SUI.L'OPERA DEl. CAPITAl'\0 DIHÀLY . ECC .
KOTE SU LI.'OPEit.\ DEL CAPITANO lliH.~L1', ECC.
La. cosa è rimarchevole perchè nelle opinioni tattiche correnti l'I talia è dove il foco a ripetizione ha incontrato minori simpatie e la Russia passa pel paese dove invece meno ci si prooccnpa dello sciupc• di ~unizioni. PuÒ darsi perù che appunto quest-o maggiore sviluppo dato cla noi ~t questo tir o al ber;;aglio derivi dalla maggiore preoccupazione nostra dello spreco, per la quale ci induciamo a istrniro meglio il soldato in questo foco acciò qnandochessia che debba ado· pera'rlo lo i;preco sia il minore possibi le. E così in R ussia. dove meno <tllo spreco si bada e si ha fLdnuù.L nel foco a. r ipetizione per sè stesso, indipendentemente dall a abilità del soldato, è natura,ìe clte non lo si faccia oggetto di speciali lezioni di tiro. · È corto che il tiro a r ipetizione è fla us<tr::;i solo contro bcrsa,gli \;anto g randi o tan\.o vicini da non ave!'o a preoccuparsi. della proeisione. L'A. insi.ste sn questa. sproporzione, la metto in confror:..tò col totale delle munizioni assegnate pel tiro al bersaglio annuale e rileva che dmlfJUe il :>oldato r usso non .ne consuma una: l'austriaco dal 3 al fi 0 1o delle cartuccia assegnate pe l tiro; il fran cese il 10 ol o ; il tedesco dal 10 al 12 ° o; e l'italiano il 40 °/o il che è troppo andando a detrimento di altre lezioni di tiro più proficue per conseguire la preCISione. . ì\fa l'A. osaniina,ndo i bers~tg li e le distanze che noi usiamo por qnesto tiro trova che non corrispondono ai casi probabili.: quello a · 1.50 è troppo basso (0,45 altezza) e così pure per la distanza di 3i)0 ò troppo piccolo. Nota che non andiamo progressivamente da nu esercizio facile ai più difficili, perchò il più facile (a 300 contro bersaglio N. 6 uomo a cavallo) ò l'ultimo per la B· classe e analogamente per le altre. Uguale osservazione f~L (pag. 14o) per le lezioni di tiro a ripetizioue a. 400 metri uhe è pure facile (bersaglio N. 2) e viene n:-;~~to come 3" esercizio di t'o co a r i pet.izione; .not.a
.-che il più difficile sarebbe quello a 250 contro il bersaglio .di scuola, eppure lo usiamo per il primo e così via ... Ci fa appunto anche per le posizioni che adoperiamo in confi.·onto uolle distanze e coi bersagli. La posizione più. facile di punt pel foco a ripetizione sarebbe <ru elh1 in piedi, ..eppure noi cominciamo invece dalla più difficile (qnella da ~coricato) e finiamo colla più facile quella da ritto, e non adoperiamo mai quella in ginocchio che è d i media ditll.co.ltà. E conclude che, benchè nell'esercito italiano per l'inse. gnamento del tiro a ripetizione si fMcia u n enorme consumo di muni:;o;ioni i l profitto sarà mini.?no. Per parte mia mi pare che questo derivi da.ll'a,-er, come sopra notai, int.rodott,i dei criteri tattici (d istam~e. forme del bersaglio: posi?.ione del tiratore) dove non dovevano predominare che criteri metodici. Cioè si vollero g iù, raffigurare casi di guerra dove ancora non ci si doveva preoucupare che di f:1.r aC<)uistare al soldato franche:;o;:;o;a e abilità. nelruso di questo fuoco. Si d irebbe quasi che la troppa preoccupazione cont ro lo spreco delle munizioni ci abbia indotto auzichè, per questa parte a fare una scuola. di. tiro, a fare invece al so ldato ·d ell e dimostrazioni pratiche del poco valore di questo fnoco. ·Q uesto in ogni modo dovrebbe aver luogo fra le eser cita·zioni di tiri di guerra. collettivi, che hanno scopo pii1 tattico. Il tiro cont-1·0 be1·sagli che scompaiono fa parte in i'oudo -del tiro accelerato ed è forse anche più d ifficile, perchè si -combina sempre contro piccoli bersagli, deve quindi essere ·uno degli ultimi eser cizi e da, praticarsi solo dai migliori tiratori. Sotto questo punto di vista l'A. trova <.;he nou siamo del tutto iu r egola, che migliore è la istruzione au.striaca che assegna q neste lezioni solo pel 2·> anno di tiro . P el tiro cont?·o be,·sagli in mouimenlo ci trova pure a rid ire, perchè vi faccia mo tirare . anche la 2• classe e .usiamo bers1Lgli troppo grandi (N. l l>65 per 1,35) anche
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NO'l'E SULt,'OPERA DEL CAPITANO BIIL~LY, ECC.
per la l• classe, alla quale si potrebbe presentare un bersaglio più. corrispondente al probabile. E riassumendo poi per tutta questa parte di tiro al ber saglio, che noi chiamiamo tù·o di gue'l''ra indi vicl~~ale e l'Autore ese?·cila~ioni principali, notato che s-M(ficienlemente ci regoliamo per ciò che riguarda la . progressione delle distanze, metodicamente, ma insufficienterru~nte pel tiro contro piccoli bersagli, sen~a metodo benchè con molta estensione pel tiro in condizioni difficili, l'A. assegna alla nostra istruzione il posto medio: appena sufficiente, cioè la trova migliore della russa e della francese e peggwre delle due tedesche (austriaca e· germanica).
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(Continua). ArrtAGHt culo>\ 11clto.
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lE GRANDf MANOVR~ TEOE~CHK N~LL'AUTUNNO t 8~ ~ (Contimw::i oue e fine. -
l'eài Oispen;:a del t• luglio}
Osservazioni di qua e di là. - ·1. A ~~o lo i'O che hanno a.Yuta 1a pazienza di leggere quanto qui fu scrilto risulteril, se giil. non Qo sapevano prima, che meceani smo, esecuzione, fatiche complesse. modo d' impiego dt IlO ò il'erse armi , form e esterne gene<~·i c.he dell e manone tedesche son o, poco :ill poco g-iù, quali sono da noi : si potrebbe os~ervare esscr·e 1 tede:;chi un pc>' più l a r~bi nel le provvidenze amministrative e più eclettici nell'applicarle ma che in quanto a fo1·m e di manovrrt propriamente delLe la .divers itit si riduce a poca co:>a. È noto essere ora tali forme pressochù u~n a li presso i principali eserciti d'Europa e che però =il loro studio in sè presenta, ora meno di prima, poco interesse. poich,:l la vittoria non ò mni dipe:-;a direttamente da esse. )'la quando si vedono i reparti sparpaglinrsi facilmente per ·attendere fl. scopi pe<~ nliari , prontamente rnccogli ersi per con-correre a scopi comuni, prendere rapide decisioni pec adattarsi .agli svari ati casi della pratica. per.;e verare en er·gicame nte nelle -risoluzion i prese, sharazzar:;i agevolmente di quanto è accessorio, ·intendersi con poche parole o ce nni. mo:;trarsi sempre calm i rra ·gli estremi della disinvolt ura e dolla rassegnazione, mai ecce·dere nell e parol e e negli aHi, si deve concludere che gli urficiali :Sono ben padron i di sè stessi, che la conoscenza del servizio c\ ·ben contemperala co l ~ov e rno dell e pAssioni individuali, che -essi hanno una grande fìducia in sè , nei GOI! eghi, nei superiori .e che la trnppa non può non averne ne· suoi ufficiali . Ogni gio-
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LE. GR.ANDI )fANOVR.E T E DESCHE NEI,L' A.UT Oli'NO
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' 'ane, ufficiale o soldato che sia, mostrasi in ogni circostanza cosi· convinto essere il loro esercito, anche nelle forme estern e. il p iù bell o, il più ab ituato alle manovre, il meglio ord inat~ e qnindi il più i'ot'le, da far diventare oziosa la ri1~e rca del dove fi n isce la forma e comi ncia lo spirito, da far seriamente rill ettere alla gru ndissi ma forza generata da · ~a ie cotll'inzione individual':\ di snperiorit;\, conisponda essa o no esattamente allo stato di fallo. ~ . Quali sono le cause di un tale s t~ to di fallo '? Molte d i certo e svariate. Difficil e abbracciarle Lulle in poche ri ghe, classificarl e secondo il loro merito in trinseco. secondo quello ch e hanno eiTettinmc:nte a \' UtO . ~o n è aualisi adalta alla p resente r~ ircostanza.. TuUavia è opportuno non attribuire ·di primo acchito una importanza soverclt in alle qualità della materi a prima a detrimento di quella dovuta alla sna educazione, per non correre difilato al fàtal ismo, all 'abbnn imeni o di ogni nmana aspiraztone; è opportuno pensare alle qualità. intrinseche dell a crioveotù di ogn i paese, alla fa cili tà di voltarla al bene o al m~le,. alla vari età ~i t:nelodi adoperabili pet' raggiun gere lo scopo a s~co nda delle condi zio ni naturali della giovent ù stessa, por foggtare buoni soldati da dei coscritti , buon i comandanli di co mpagnia da degli asp iranti utlìcial i; ossia. è opportuno riO ettere ai meriti o ai difetti dell'ordin amento quale <.: irt:ostanza inrlu enle sulla educazione indi \' id twle. J.e differenze fra l'ese rcilo tedesco e gl i ;,ILI'i principa li d'Eu-· ropa "ono, in questo campo aocor:1 cosl proronde che meritan o· ulteriore studio, specie da coloro che aspi rano a preparare !~ nazioni armate dell'a vven ire . ~o n c'ù aitro esercito ~he ab bia ottenuto altrel.lanto vigore negli individui e nella mossa servendosi di istituzion i altrellanto librral i, nessun altro promelle di procedere per lungo tempo sulla stesm via qunnto l'esercito tedesco, poicltè in nessun altro l'individuo è messo in cosi alta misu ra nell a condizione di potere e di dovere educare sè t:tesso. Si può affermare, senza tema di scostarsi di molto dal vero chegli ottimi ri sultati otlennti rlall'esercito tedesco, pi1.1 che di 'qualità innate, sono frnllo di nn a b eninte~n libertà concessa ai sin-· gol i individui . Il paradosso fra tali concetli altamente democra-
LE GR A ND I MANO VRE 'f E DESCHE NEL I.' A UT UNNO
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Lici e le ist.iLuzion i aff,ltLO aristoer:J.tiche sot.Lo la cui protezione l'e3ercito tedesco si fo rmò e progredì svanisce quando in vece dei principi puri, astratti, si considera la misura co n la quale le èose furono rea lmente fatte; non vi ru irnmohil i:>mo interrotto da rivolu zioni . sibbene ' lenw moLo di wnti nua trasform azi one, non c:~ t ad i ~ m i, r. voluzione . 3 . .D1ìi regolamenti d'i"truzion e, r·.he hann o per :;olo scopo l'alione hell i~a, lra,.;pare evid ente i: con·~ etto di li bertà e eli ed neazione di 5è ;;tessi . t: ià " i ~ i ò accennato nelle osservazi on i state l'aLte ,;ulle varie armi , q1.1i si pnò eitare : « .. .. . la li ber·tit lasciata dal .regolament o nella esecuzione !Ielle i,; truzi.ì ni deve tornare a profillo della decisione individuale dei comanda nti eli ogni .(!ri\clo; per nessun motivo codeH;t ne.,e~~ari a ind ipencienza individuale llnnit limi lar.~ i mediante ulteri ori fo r mai~ pre"crizioni ... .. n ~ l{egi o DeCJ'eLo 1:3 maggio Hl ~/ che a pprova i l fi'elrldùmstonlwmy) . « . .... i va ut.aggi che si vogliono I"r1 gg iunf;ei·e col semplifi~are i morli .li manovrar(\ e di i:Hruire la fanteria non devono e s:;er~ tolti per opera di ag;.: iunte ,;critte o Ycrbaìi, f:; tte nell'intendimento Ji ra ggi11ngere una lml.).!giore e:;teriore uni form ità o per altro scopo . Ogni trasgressione a t[nesta mia volontà vet'l'it pu ni ta , ~e nza riguardo alcuno, col licenzi amento dal servizio . • .. » ([\e;sio Occreto 1• se ttembre 1888 che approva il reg!)lamento d'ese1·cizi por b fan teria) . So no concetti ,;t:nnpati nnehe nei nostri regolament i. ma affìu chù possano otl~ nere l' elfeuo che ~ i propon gono le parole ~e vono essere a·~'-o m pagnat.e ùa congrni mezzi. Nè ciò hnsta. l)er polet' prelendero che o)!nnno vi :;oddisli i! necessario cltc tolle le relar.ioni della vitL pratica dell ' indi viduo 1:onsicl era to specie di quelle che infl ni:;cono sul le interne deliberar.ioni degli uornin i piti. che sul modo d' insegnare la manovra con i snperiori. i colleghi, gli inieriori e la ~ ~> c ietit ester na, siano, in gra n11e e piccola ~ c al:l, una con · tir1u1 ripcLizionc o eo u~!·g u e n za di quei cont:c:tti. ~e fra le varie parti liell'orl!inamenln mar11:a una t·1ln un !Lit òi metodo. i buoni v!Hanno in un'in ·~e rt.ezza cresr,ent.<! co u gl i an n; rì i ::.ervizio, i eaLtivi potrauno .:;.~e g l i e re nell•> ~ te :; .'<l ordinament•l ((il•! i cri teri che più ·~o n \·en;;o n o al e•Hnodo proprio ~.:age randoli a ma.:;~ima gene-
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LI~ GUANOI MAXOVItE TEDESCHE NELJ/AU'!'U.NN<•
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rale, nessuno potrà applicare con coscienza tranquilla i necessari mezzi di rigore, nessuno potrà togliere alla scelta, unico modo per mantenere sana unn società, quel carat tere di favoritismo che, nella indeterminatezza delle decisioni , può nel fatto assumere, tutti saranno condoLti ad esagerare le qualità avute da natum inv.;ce di tendere a piegare quelle calli\'e e ad esaltare le buone. 4. Xella impossibil ità di prescrivere il quando e il come di ogni allo rla fnrsi nell'interessé del servizio e di far osserrare le prescrizioni in ogn i caso lutti del re ~ olamen to troppo numerose bisogna ricorrere ad al tri mezzi affinch è ciascuno operi con modi vantaggiosi pel servizio .stesso traendo dalla propria posizione naturale stimolo a perfezionare se stessi. Uno di questi mezzi lar~a mente arlopero.to in Prussia ù di mettere ogni nL;toritil. c;osi lont~·no cl11lle altre , inferiori, superiori o collaterali , in modo clte il titolare non possa in ogni sun ;~ LLribuzione, appoggiars i per ilebolezza, infingardaggine o·as1.nzia sui vic: niori, che egli sia libero cti adope- • rare i mezzi posti n disposizio ne per ra(!giungere lo scopo nssegnnt.o, che ng_~ altro non po;;sa dì leggieri invaderne il campo di aitivitit ma si accontenti di vedere se in questo il titolare sta ritto per propria virtù , se barcolla o cade, in modo che 1(\ si possa lodare o biasimare senza .suscitare recriminnzioni, malcontento o ind isciplina; è mezzo che implica unn giu diziosa scel!.a del campo d'attivttà, una ~ iu s ta proporzione fra la somma del lavoro da farsi e la capacità media dell'uomo, una esalta limitazione del campo assegnato , larghezza nel fornire i mezzi occorrenti, libertà di scelt a dei modi a seconda delle circostanze, facenrlo hen spiccare quali sono gli scopi principali da raggiungere e qu:1 li i seconda ri; è mezzo che si ri assu me in nn giusto riparto delle attribuzioni con nna corrispondente intera respo nsab ili la nei titolari. Più si bada alla natura delle co:;e e all'esperienza, fondata, ch e non a peculiari punti di vista o peggio a prec.oncelt.i, più è facile ripartire le al.lribuzioni comp lesse dell'ordinamento, ad economiz7.are sulle forz e necessatic per farlo funzionare ed ottenern e risultati superiori all'aspct.t~ tiv:t. ITi i esempi del come nell'ord inamento tedesco si è rigidi nel ben delineare le atlribhzioni di cia;;cuno st~nza violentare la naltlra delle ::ose sono numcro.~ i ssim i. Eccone alcuni in a!!uiun ta un
LE GRAND I M ANOVRE T.EDESOHE NE T.L' AUTUNNO
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di quelli che il lettore avrà giit riscontrato nelle pagine precedenti. 0. (~li ufficiali non ven gono mai ~~o nfnsi. nè paragonat.i per i pesi e per i vanta)!~' che loro incom hono con gli impiegati ciYili dello Stato, anche non considerando alcun i speciali priri...: lc"i "vduti in Prusi;ia da ..li nffìciali o c.hc oramai tendono a ~wmparirc . f: conseguenza lo;!iCa rlella speciale ginri,;diziont>, e della òiscipli aa alle lfuali sono souoposti, dall'essere la guerra nna eccezione sul tempo di pnce. Finchè non i'Ì sarà sicuri di poter lasciare i modi bellici fra i ferTa\'ecch i si donit pur ~e mpre eli scorrere di apparecchi militari, di Stnto militare, di virtù mil i· t>;l'i e quindi di persone m !ilari anciHl in tNnpo di pace . G. Per lo stesso mo tiv0, gli uffi ciali clte ~ i dedica no al servizio permanenlr. non vengono conru; i eon ;.di ufficiali iu congedo; crnesti otLendono alle loro facr~ende durante il tempo normale -ed ltanr.o in caso di guerra il vantag-gio, quando tuui i va lidi devono accMrere, di servire come uf'fì cia li invece clte come so ldati. Più si potril. restringere la categoria degli uffi ciali permanenti. mantenendo intatta la compattez;m dell'esercito in tempo di g1~erra, e meglio sarit; ma fin r.he si r t.errù indispensabile manlenerue una parte si don·anno ad essa 1l ~ volvere gli onori militari della carriera, comprendendovi la po,;sthilitù non il dirillo di avanzare sino ai gradi r,iil elevali . In PrussirL gli urfìciali di rom plemento. rlopo aver preslalo servizio in p:u·ecch ic ripre:;e ed es!:ersenc mostrnLi merite,·o[i. possono ava nz~re sino al :.:rado di rapitano beninteso in coda ai loro col leghi dell'esercito; afTatlo ecce~.t onal m en te (ca riche di ~or't e o casi anal o)!hi) più in :>n: i ~n\Cl i rli ufliciale superiore e di ufficiale generale sono ri senati agli urrh:ia li permanenti. G·li uffìcial i in posizione ausiliaria (.:-11·r fJisp osition) e ~iubilati (ansst•r Dimst) non ven).!ono mai promo ~s i , pe rcile il i"atl.n rli esser stati messi a riposo esclude di sua natura In po s~ ibilitit rli avanzat"t~ . 1~1 caso rli ufliciali iu posizione ::.u ~i liarin richiamati in senizio attivo (scr·vizi sedent;li·i), si pt'OI'I'ede con una indenuità in a~ giu nta all a pensione . Agli ufficia li che per ennse diverse fossero stati rriuhilati in buona elft.' e merita~~e ro con ~ ider~l·t. i onc, si proYvede ammettendoli a sel'l' ir·e nlleriorrnente pre:-~o ammini stra{'\
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LE GRAND! MANOVRE TEDI!SC!H; NELL'AUTO~~O
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zioni civili. D'altra pane nessun urficiale in congedo ha obbl igo di servire in caso di guena quando ha · oltrepassata l'eta nell a qttale eessa l'obbligo per tutti gli inscri LLi . . 7. Pnre spicCH I:.l è la cliJTeJ·enza stab ilita dall'ordinamento tedesco f1·a gli ufficiali permanenti impiegali pres:;o le !.ruppe e quel !i che M tendono nd altri :;crvizi . Tnui i direuori di stabilimenti militari, depo:;iti, polveritici, fal.Jl•riche d'a r111i, fonde rie, arsenali, utlici eli fortificazione, ecc. ~ono di mas ~ im a .nfficiali di ~ rado inferi ore. qnanlll nqn e cap i :;enizio. <l quelli dei co rnand anli de i corpi di truppa . Non vale in Pru::.sia la ::.Lr'etlissima correla1.ione fra costruire armi e adoperarle, non la consi · derazione delle grosse somme ammini:>lrate, dei numerosi operai impiegati e tenuti in disciplina per ottenere nn innalzamento di grado a favo re rle i di rettori. Se, in grazia dei loro buon i servizi, diventano colonnelli rimanendo nell'impiego vuoi di re che hanno volon tari amente rinu nà1to alla ulteri ore carriera mili tare e che la loro ginbilazione 0 prossima. Lo ste:>so vale per tutti qu ei co mandanti di scuole il cui scopo, benchè prellamente militare è pilt tecnico che ed u•:ativo: scuole per ulficia! i (l<riegssclwlcn) , .scuole di tiro per fun1eria , anigl ieria . sc uole d'applicazione, sc nole :;peciali sti hanno, truali direttori ufli ciali superiori, raramen te co lonnelli , l'req11entemente maggiori. L' ed ucazio n ·~ mili tare non può e non devo es:>ere tolta da i reggimenti, poichè essi sonv l'ambiente naturale ove devono co ncorrere nella pratica le alliviti\ di tuili, perchè in e:;si si ha maggior tempo per coltivare e correg~ere le doti di ognuno, pen:hè l'istrnzione tecnica è un contplemento non i• h qua lità ùi maggior valore che si vuol e in un esercito. Più si inna lza l'impo rta nza del tecnicismo, più lo :;i di mostra concede ndo alti grad i, pi rì cre:;ce la probabilità di grosse spese nel tempo di pace e quel la di disi ll usioni in faccia al nemi co . K. L'arma tenuta in ma)!gior pregio è la fante1·ia, perchè atltl a qualunque genere di gnerra, cui segue imm ediatnmente la cavalleria . Ne guad agmi il coucc tlo democratico : rlemocrazi n di <lanaro , democrazia di special i ::; tuùi; ne gnadngna irn mensame11te la compallet.za di LtHto l'.;se rt·.il.o. È fors11 possib ile nella pratica procnra rsi molte mi gliaia eli ullic.ia!i tutti appal'lenenti
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ad una speciale n ri~tocraziu dell'intelligenza '? Alle armi puramente tecn id1e si danno in Prussia n.kut1i vantflggi mal eri:di quale compenso ai maggio ri onori milita ri spettan ti alle ann i spec ialmente èomba ttenti. ~). 11 reclu tamento della bassa forza è ben distinto da quello de)!li ullicial i. Per fa r parte delia truppa basta aver fi sico ,·igoroso e nòn nver subilo pene infamnnti. per <l~pirare a diventar nOicinle occorre po:;sedere per di più un compl esso di doti, pa1·1e dP. II e C[Hflli si possono accertare med iante esame, ma la di crii parte più importante uon si pu ò ac:certare. alla spi cc~ ia a tenore dei pnnti di un progra mma. l'iù si estende l'ohhligo di se1·vire, più tl;tgli eseJ·citi-ra:>la d'allri temp i :;; tende alla nazi one armata e più diventa !leccessario stabilire nna simile rigida distinzione, perc:hè !'esercito i.• di ventato un momen to di tu ttn la societit, s'intende ài quella valirla come lo fu ai tempi di Roma ~rande, e non è più una parte da 8$SU se~ regat a . ~ o n convi ene ora che l'am ministrazione mil itare si occupi di coltivare cl iretlamente qunnto il pae~e può fo rnire senza alcuna :-pesa senza speciali i ~ti t u l i . I - vecchi si;;terni di :dlevare ra ~azzi con lo scopo delerminalo di fnrue sottnlnciali c utliciali sono bensì nncora in ri~ore in Prus:>ia, ma, per )!iudica rne con esattezza il significàto, occorre tener conto dello straordi nar~i o bisogno èl i f.( rad uati fie hiesto dagii ince::;santi au mcn Li d'or«nnico e dell e difl ico ll ìt che gi incontrerebbero nel passn re, nel ,., presente periodo di non :1s:>opiti dès:deri di rer;anche, da i vcc.chi sistemi a quel li dell'avvenire . . l ntant0 anche in Germania i cadelli e le ;:cuole prepHn!orie dei sollufficiali, tendono semp re più ad a:;su mere carallere di i$tiluli d i beoeficenza ed in ogni caso a lato òi esse ò )!Ìit da lungo tèmpo · .. aperta la stradrt li! presentarsi direuamente al reggimento per rlivenire sottufliciale o<l ufliciale :;enza passare per le tutele del ) J inistero della guerra e, per di più, taolo ~li nni qn:t nto ;{l i altri de\'Ono ottenere il grado amhilo in seno al reggimento, ~ollopo ne ndo~i alle stesstl procedure. È il •:omandante del reggimeuto, son o i ventu ri colleghi, quando si tratta <ii aspi ranti ull iciali, .~he pesano le com plesso qualili1 del candidato, specie di quelle che non po:;sono risultare da esam i e ..:he decidono sulla loro sorte. La ·tanto ~eca ntala ugnaglianza d'origine degli uflicinli tedeschi quale fonte
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di enormi vantaggi per la compattezza dell'esercito, non va quindi cercata nè nei collegi milit.ni, oè nel )linislero o in altro organo unico che centralizzi e renda uni co il modo di giudicare del la idoneita complessa degli asp iranti (ogni comandante di reggimento può gindicare di,·ersamènte), ma va allribuita solamente alla esclusione ri gida mente os~ervata dei sottullicial i dalla carriera t!~ll'nf fì ciale. Strella dal hiso~no di prc,>Vvedere molti :'ottotenenti pel tempo di guerr:1 o per coprire eventuali vacanze in tempo di pace l'amrnin istrnzione miltare tedesca non ha mai ceduto alla t.entnzione di aprire la carrieta degli ulliciali ai ::;oLLu!Tìciali. Allinchè i sottufficiali si;mo huoni c servano alloro scopo, occo rre siano conten ti della loro posizione e che vi rima ngan o parecchi auni, condizioni che urta:-to contro quelle che occorro no per farne ufficiali di cani era; dopo otto o dieci anni di caserma si può a\·er impar;llo quanto occorre per superare un €'Sa me di colt ura ge nprale, ma non si ~ guad:tgnat.a. l'all.itud ine · a frequentare In migliore :;o~ i c t à e a servire,di e;;empio in o9oi circostanza ; lo impedisce non l'uniforme del soLtnWcit; le, ma il t~rnpo pel qual e si è portfl la. ' Pt~ r ftlr fron te ai bisogni ~ uar.cennati i tcdesehi hanno istituito in pace e in ~u erra dci :;ottullici:di fa cent i funzione da sollo ten E' n~e , ehe non diventeranno mai sotlotenenti effettivi ; i designati ne sono fieri, fann (l he[li:;sirno per qu.:l pQCO tempo di loro permanenza nell 'impiego e non pos:>ono guastare l'omogen ei tà del corpo degli ntliciali. l O. Nù qu;Hlto fu delto fin t[ui rleve,; i intendere quale tendenza dell'amministrazione a formare Jelle ca;;to, piulloSio qual e oculatezza di prendere dal paese quanto il paese può dare di meglio; non tend enza a tutto mililari zzare, ma ragionevolezza di chiama re militare e di sottoporre a le~~ i e rego lamenti militari, quanto essenzialmente è do:>tmato alla guerra, per lasciare agl i altri ossia a un mag!rior numero di individui le amb ite li bertà della vi ta civile. Servizi ocCOJTelHi all'eserr;ito non d'i ndole mil itare, sono disimoegnati da in~piegati bor:: hesi; non vi sono in Prussia ufficiali co~ta bili, ull icial i commi s~ ari, ulnci:di veterinari, uflieia li che si occupa no clel ia costruzione e della manutenzione di locali militari, di panifici, di sussistenr.e, di ricerche analitiche, negli stabil imenti , ecc.
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E noto che so ltan ~o i medici hanno assimil azione, non grado, alla gerarchia de~l i ulli~iali . ~on è ad unque avversione preconcetta a tutto quanto non sia mil itare ·- tant' è vero che l'elemento borgh ese o gl'individui eni souo aJlìdale facceude di natu ra borghese scendono in (;erm auia assai più addentro nei corpi di trnppa di qu;mto accada in l taliaè sollantq ferm a el i vo lontà di ben stabili re la missione di ognu no , di mettere le cose al po~lo che loro compel&. 'Il. Cotesta vol ontà e i consegnenti effetti ~ i riscon trano anche m cima all'amministrazion e dove, tutto con<:or:r~nd o , po treb be sembrare esser vi minor ngcvolezz[t di rendere ogni''cosn ben de terminata e semplice. Basta impedire elle l' immensa qunntitlt dei fatt i che accadono nel territorio dell o Stat.o scoli no ver~o il gran de ricellore genemle, nel permettere <:IlE' rl:l ne gi unga la parte necc,;mria e non di pi ù, nel ripartire q1wnto vi deve gi ungere fra paret:chie somme autorità dell a gerarch ia tul.tù· ugualmente rl ipendenti dal capo dell'esel_'cilo . Co:;i in Prus,;ia si posso no reputar~ indipendenti rrn di ·lo ro il ~1in is tro della guerr·a,· il capo del gabinetto militare e il capo di stato ma,!!giore dell'esercito, perchè a cias(:unt> melle capo un ramo di servizio ben determinato. Si po$sOno ancom reputare indipenden ti benchù non nella misu ra dei prece1leuti i comanrlanti di corpo d'armala , il comandante del genio e il comandante dell'artiglieria da fortezza, percile provvedono da sè ad una parte del servizi o che loro spella ed hanno diritto di far rapporto direttamente al eapo dell'esercito. L'autorità di fa llo, se non di rl iritto. del ~I iuistro della g u~rra ~u t:J lla le citn te carich e ò sem pre grandissima p erl~hè esso, come ne iudica il nome, è responsabi le della ammi ni strazion e, perchè è suo ohbligo vegliare all' un ita dell'ordinamùnto senza trascendere a rendere tutto soverchiarnente noi iorme. Il Min istro comanda al le a 1tre per:'one state inrlica le per mezzo delle legg;, dei bilanci e rlei regolameuti da lui proposti . quando stnti votati, con ce,s i dal Parlame ntn e (irmati dal capo dell'eser·cito, ma non ha il potere di l'ar di .,cender~ nei rami dell'esercito minori di sposizioui, che non siano di ~t rel ta competenza ;;
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a mminist.rati va, nate dalla sua volontà i nài vidua le o der i ranti dai frequenti contalli con i ra ppresentanti · della nazione . 11 Mini ~ tro della guerra in Prussia non è.il comandante dell'esercito, nè lo può IOf!iramente essere, percbè il Parlamento è fatto per· la pace e l'esercito per la guerra, perchè nei temp i diffi cili, quando non havvi agei'Oiezza di di:<co rrere a ltmgo sulle questi oni, ognuno capisce quanto :; ia fondato · il diritto di rinnire in ' una so la persona , nel capo tlcllo Stato, la somma dei poteri. Se l'esercito deve essere pmrito a passare dallo stato di pace et quell o di guerra e indi spensabil e abbia in sè ~in dal tempo di p:•ce, almeno cosi lo si crede in Prus$ia. !'impronta della separazione fr.t potere dei Parlamenti e potere esecutivo. Accade in Prussia nel ramo m litare uu qualcosa di analogo a qnanto accade, in paesi a base a fratto parlamentare, per i magistrati. i quali davanti alle legg i e nlle loro co;;cienze sono perfettamen te li beri di emettere le sente nze <:he <:reaono c di formare una ginrispruòenza aflaito ìndip.endente dai modi rli vedere del Ministro; ò condizione che permette alle alte caridlEl dell'es_èrcito di !\tudiave ' obbieui vamcnte i proiJicmi loro stati affiJati senza curare il danno o il vantaggio che ne potrù venire alle loro persone; virtù che nessun o sogna di chiamare indisciplina, da lutti reputata di gran vanta:rgio per la solid itit dello Stato, unico mezr.o per crescere numerosi nomi ni capaci delia somma del le co~ì nei momen ti del pericolo, l~ soltanto nei paesi retti a re· pubb li ca, nei quali manchi il concor:>o illuminato e llisi nteressaLo dei mo ltissimi, che il sistema dei poteri disce ntrati potrebbe d:.r agio ad alcuno fra gli alti titolari d'insorgere coutro le le!!gi del paese. Sè si può obbiellare ch e i poteri del Ministro cosi limitati gli rendano impossibile di assu mers1 la responsahi!ita della preparazione alla guerra. Era questa una responsabilità che gl i spellava in tnlla la sua grnndezza al tempo dei govern i asso luti , ma ora che esercito e marina rappresentano tutt·• la nazione in arm i e che lo spirito portato dalle popolàz ion i nei reggimenti sfugge alla loro responsa bil ità, ora che le guerre impegnano ogni fo rza armata e non armata , materiale o spiritn:de del paese , ora che la diplomazia è diventata la tutoria naturale del benessere
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della nazione, commerci, industrie e protezione. ne' loro rapporti . esteriori, la responsabili tà della preparazione alla guerra spetta a tnlli i corpi della nazione legalmente costituiti ed una sola parte ben limitata al Ministro, parte che può diventare :1s~n i piccola se si guarda all'obbl igo fat to al Mini 3tro, ed è bP-ne, di seguire le sorti politi che del Gabinetto di cu i fo rma parte. Cioe ogni co nsiderazione al rignardo ci ri,~o ndurre bbe al punto di partenza dei pre· senti esemp i: che con qnaitHH[Ue sistema le atlrib uzioni dell e varie aulori:à devo no es~e re acld:1ttate all a nùtnra dell e co5e, ben defin ite, tali che nn titolare vi pos~a realmente attendere. che lo si po<>sa chiamare responsabile. •12, Co::;i al Ministero della gnerrra prussia no compete soltanto l'ordinamento e l'amm ini:;tr·azione dell'esercito, nun gli spetta alcuna att ri buzi one di comando 11è sugli ufficiali nè su i corpi di tru ppa . Consegu entemente esso è composto di unn. direz ione generale dell'ordinamenlo (1), dì una direz ion e generale dci senizi umminislrat ivì' (2) la quale ri:~ p ecc hia tuLLe le spese immediate occasionate rlall·ocdinamento e d i nua terza direzione genende de!.la degli in validi (3 j alla qua le competono al tre pratiche am min istratiYe ·consegueoze non immediate dell'ordinamento. Al segretarialo gene· rale (k) non speilano prat iche relative all'ordinamento o nll 'ammi· nistrazione dell'e.serciLo. ma ~olta ot<J pratiche d'ordine. quelle sull e quali il }finistro decide per;;onalmente senza dover· ricorrere ai direttori generali. Moltissimi ullìci autonomi, posti quusi tutti àl la immed ia ta dipendenza del Mini stro.> , che provved<, no " speciali servizi, :>per imenti, coll:1 nd i o contro lli da un pnn to di vista tec· ni co. completano l'orJ,(ani,,Jno de l Mini stero (i:i;. Esso ù tutt"al tro (l) Pormata da sell e clivi >ioni: <:;crcilo, ranlcria, <:avalicri:i, arligiio' dn (la camp3!!tH e treno, arl tglirria da forl.(:zza, g~nio, st<thi lìn:cnti. ' (21 FormaLa da cinque ol il'i>ioni: bifancio e cassa, vetlova;;liamento, ;.ssngni e v~ SliHio, manutenzione e ca•<'rmaggio. costruzioni. (3) Formala <la tre divisioni: flCMioni, ~occorsi. giustizia e impieghi. (t.l Fo rmato <la due olivisioni: re:rolnmcnti c: giornale mililarc (slamp:~ e dist rilou zionc); ord ine interno del ~li nbL•• t-o, pr rsonalc do~lle intendenze (ornr.ìnli commis · snri) ccc. , (5) Uiv isione rimonte; d ivisione so•nizi saniiJ.ri ; i.<pezione delle scuolo oli fanLeri;t, id. d~ll e fabbrir.lo c c!'u.rmì l! <l i (•;l rtttf'Co', id. <ICi IICfJOSili ol'arli l! lieri n, id . (ICi depositi i(CI treno, id. el i velerin<ll'ia, id. rlcgli slah ilimcn ti militari dt pena; co.-nmission c d'espc· r icnzo per le armi por tati li, it1. di 1\òll'alhlri«, i(f. d'e·' I>Crien7.e r e•· lo: artiglicl'io. id . per gli esami dei nwclici militari snp olriori; snw la di ~:n·aJieri a; uflil:io per la prova (!egli esplosivi, mu;eo d'artiglieria rll IJerlino. i, liluto rl i medicina F~dcrico Guglielmo, ac· endemia mili tare di medicina e di chli'ttrgì~, pre1·ostura ln·:tngc licn e callolic:t.
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c~~ si~metrico : le direzioni generali hanno seLLe, cinque, tre divrsron.r ;. d se~ret~rri:ll.o .gener·ale non è paragonabile, per la piccola . q.uantrta deglr allar r, swora fu di una sola divisione, ad una dire~~o~ e geuerale; alcune divisioni sono autonome, i molti altri uiTici rndrpendont.i , quasi sal.elliti al sistema, sono composti in modo stranamente v~r io; è una m~ncanza di simmetria che rispecchiando l~ natura e In rmportanza dei vari rami aggiunge chiarezza in<ece dr confondere, meLLe in eviden7.a la responsabilità spettan te ai titolari . ConcorTono ad otteuere l'ell'etto altre mi sure delle quali qui si accennano alcune n modo d'esempio : nell'int.emo delle divisioni non vi sono se1.ioni, ogni divisione od ullìcio ha un proprio protocollo e ~on havvene all e direzioni generali, ad ogni divisione compete rl governo del personale borghese e l'amministr·azion e del materiale relativo al concernente ramo di attivit.ù, ecc. . Si può dire che la di visio ne (Abtheitung) ha. nel Ministero la rmport anza che i ceggimenti hanno nell'esercito. 1\'o n e:>istono nel Minis.tero. prussiano division i pel servi;~,i o della leva, della matricola, delle. r~llern~e, non vi sono ullici Afl'al'i genentli; per rispello alla ammmtstrnzton e militare italinna alt:une pnllìcile vi sono mn .~ O'"ior. d mente rscenl.r.•le e tante altr·e maggiormen te accentrate. l ~l. ~omi.ne.' prorno~ioni , trasferimen ti, dimissioni, disciplina e quanto l' l $1 collega per gli uiiiciali, ufficiali nel sign iJicato tedesco. e concentrato io 1111 solo ufficio, nel gabinetto militare nominalmente parlo del Min ister·o della guerra in realtit dipen~ de~rte soltanto, . per· celer ità di disbrigo, dal capo dello Stato, porchè a questt e a nessun altro speLLa di rendere esecutive le pr~po~te s.ugl i accennati affari, quando essi non possono essere delrnt tr. da t coma ndanti di corpo d'armata o dalle altre autoritit pareggrate. TI gabinetto militare (divisione personale) provvede co n nna. mez'l.a dozzina di ufficiali e 25 impiegati borghesi cir·ca: alle prat tche personali di H:l mila ufficiali permanenti e a tutti t! U~IIi in . c:ongeòo, perequando, appunto perchè unico, fra le vari~ armr e le varir. catcgot·ie di ufficiali gli oi.Jblighr e i V<lntaggr della carriera. 11:.. È obbligo del capo di stato maggiore dell'esercito di raccogl iere in tempo di pace tntti i dati necessari per· conoscere
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le forze nazionali e quelle degli eserciti cst()ri, gli compete la preparazione immedicLta alla guerra, nel senso di prendere l'esercito mobilitato quale rn preparato da altre autorità dalle sue sedi di pace o di mobilitazione per porlllrlo sulle frontiere o !anciarlo nel paese nemico nei modi creduti opportuni. Oi complessa preparazione alla guerra nel tempu di pace compete al capo di stato maggiore dell'esercito ::olamentc quanto ha tratlo al servizi<• di stato mag;;:iore. comprese l'educazione, la scelta, l'impiego degli ufficiali di stato uwggiore , campo nel quale e per·fettamente libero òi operare come crede. Per rispetto a tutti gli :dtri preparati\'i , dipendenti da l 11 in istero della gue rr;~, dal gnbinetto miliL<tre, dai comanclanli dell'nrtiglieria da fortezza, de t genio o della marina esso lra il dirittt1 1.} il dovere di fare l.ntt.e le osservazioni che stima opportuno nell'interes:se del servizio . 15. [ comanda nti di c:orpo d'arrna tR sono le autorità militari più complete, quelle eui ~pella la m:.tggior varietà di alTari, spec ie se di front.iera. f'ra tutle quelle ehe compong'ono l'esercito prussiano: ordinano ed e:;cgu.isr,ono, ~ono territoriali e mobili . t ampie1.za di attriiJn'l.i on i oerivante dalla opportunitit di accentrare in qualche luogo lutti i termini che compongono l'esercito, mel.l.endoli a conl'ronto, senza che ne nasca òanno: il che dipende dalla moderat.a cste:rsioue del territorio di nn corpo d'armata e dal piccolo numero di autoriti1 o corpi di truppa loro sottoposti . Un analogo accentramento per il terTitor·io di tutta la l'n1ssia supererebbe le forze di un uomo: se altri gradini della gerarchia accentrassero nel lo stesso modo fatto dai corpi d 'armala ne potrebbe nascere :>perpero di for·za o connitto di attribuzioni ; e però non vi sono in h ussia. in pace. nè comandi di annata (l) nè com<•ndi di dirisinne che abbiano attribuzioni territor·iali e non si vogliono nemmeno comanrli di divi sioni di cavalle.ria (ono solo eccezionale pel corpo d'annata della guardia) perclrè rico -'
(l ) Le ispezi oni d'armata e~islonti in t: or no;utia 11anno più li IlO scopo poli.ticiJ che u uo
militare: non compot•J loro né comando, ne anunin isu·azlonc, ne controllo, ma soltanto un'alla so...vegl.ian.za. La Aaviera ha tultavi,, um• propri~ tspeziuue dell'esercit'l h1 l(uale può assumere in qu;dche caso il carattere di eorpo cou>u len te. 90 -
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nosciuti più d'impiccio che ùi Yantaggio al il isbr·igo sempiice degli affari in pace . Lo stato maggior·e del corpo d'armata elabora le decisioni riservate al comandante e corrisponde per qu~l l e cil e non gli sono ri ~e rvate col Ministero della !f uerra (parte ordin:1mento), col vahinetr.o mi lita re, co l capo di stnr.o mag-giore del l'cserc:iLO , co~1 i comandarHi delle armi r. ec nicll e. L' intendenza del corpo d'arm:1 f. a e i capi dei servizi costrnzittni , giustizia, sanitario, religioso e veterinario addetti vi rappr·esentano tur.ti i servizi amm ini strativi che vanno ad accentrarsi al ,\Iiuistero della guerra. ~l a siccome al corpo d'armata compete fare la le\'a -- decidendo òefiu itivamente sulla att itudine fisica de~li inscritti e sulla loro asse!.:nazion c - rleterminare qnali so no le classi da chinmar·s i :d l'i~tru· ziono e qnando, disporre di lulle le forze, uflìciali , truppa in co ngedo e dei eavalli e ctr.rTi di requisizione per i rHJ I ~ttdra r e e riempi re le formazioni di gn erra previs te, decinere sul la clìsl ocazio ne_delle truppe, pr:ovverlere allfl. :; icttrezza mililare del p r~pr i o terrtlono ed al manten1mento rlr.ll'ord ine pubbli co q_unlora nccorra l'i ntcrvento della for·za, ecc. ree . ecc. e siccome le in 1end enze d i corpo d'armata sono incar·icale della sorveglianza e controllo ò_i o~ni praLica amministrativa e sono riguardate per certe pratrcltc quale drst.accamcnl o della corte dei coni i, ne ·~me rf!e r he ol ~linis tero dell a guerra vcn;(o no di massima spediti so lamente i risull<1ti della gestione ammini str·ativa e delle operazioni state ordinate dal comandante generale e che il i\l inistero deve proY''edere a pratiche correnti ~o l o in rJunnto esse riguardan o casi siug(l)ari o il congu;;gl io dell e cceeùenze verilìcates i in uu corpo d'armata co? le maneanze che :; i verificassero in un altro, ·oppure a farv1 fronte con fond i di risena, a ~econila del "enere degli affari. " l coma ndi di corpo d'armala al le~geriscono anche> il laroro al gabi~etto mil itare, poichù l'accerta mento delle condizion i per la nomma a sottotenent e e per le successiYe promozioni sin o a capitano ~~ discentrata ai reggimenti o a minori istituli ,.e perchò ni co mandanti generali è fatto speciale obbligo di non tollerare in serv izio nlliciali generali e supe riori ch e non hanno anzitnllo le qualità listche, poi qu~ll e intellettuali necessarie pel ~ervizio
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-di t1uerra e obbligo di portare a conoscenza del capo ùell'eser ..cit; qualunque ufficiale che specialmente si disti ngua o che si mostri aLto a coprire impiego superiore. Tale largo decentramento ·nei comandanti di corpo d'armata accade in un paese dove la natur<t tlegli uomin i e rl r.lle cose è assai me no varia di qua nto accade ir1 l.talia, dove ::;embrerebbo meuo indi spensa bile di 'ascinre :1mpic faco lth all e anloritù provinciali nell'i ntendim ento fli .meglio r ~gol<1 re rln. un nni l\O cenrro ht spesa con i risultati che -si vo!.! liono ottener e. 16. Al di sotto dei comandanti di corpo d'ar-mala non vr sono piu autorir à cui competano in par'Li ngnali il doppio caraLlere di autorità permanentemente territMiale e di corpo mobile. Le di Yisioni e i corpt di truppa hanno car:1llet·e eminentemente .mobi le: la intendema di divi:;ionc è soltan to un aiuto, un distacca mento 'clelia int{lndc nza di corpo d'armala , non ha propria auturitir; ,j gove rnatori , i comandanti el i fottezz<t o di piazza. ;! li ~l.ab ili menti, i depositi, i comandi di distrailo lwn no cn.rattere afTatto. staiJi le; .soltan to i comandi di brigata percbè incaricati della e~ewzione :della le,.; partecipano al tloppio cn ratt e1'e. Tu1tavia non è fl credere -cho le fa..:o ltit conces;;e a coteste minori parti dell'esercito siano molto rist rette. Basta ricordare l'auiOt'ità, ben nota a chinuque, )asciata ai comandanti di reggim rnto in Prussia , per' a1•ere un con-ceno di quelle laseiate agli altri capi di servizio. 17 . Tutti gli stati ma);!giori sono poco num erosi e sono composti -da u!D cial i il cui grado è, quale massim<l, inferiore a quell o de i co- · -mandanti delle unità so ttoposte. s e· ciò non fosse, l'autorila del titolare non spiccherebbe neuamente in o ~ni caso e potrebherp nascere sottocorrenti di gnl\·e nocumenlo all'educazione e al carattere ùe ~li ulìicial i. (~l i nflici·tli di slato maggiore e gli aiu tanti ad-detti ad ·un comando hanno il carattere di se;jretari del ~omanò an t e , portano la ·sciarpa come gli aiutanti maggiori dei cMpi. ::)oilanto al corpo d'armata havvi un capo di stato maggiore, al quale :-on od a~e attri buzi oni di nn Ye ro capo senizio , porta la sciarp:t co me glt ulficiali che hanno. comando, e può, in tal une circostnnze, ~ostiluìre il comandante generale; di so lito il capo di stato maggiore di ·,corpo d'annata è ulTtciale sup eriore che non ha ancortt comandato ,\.m reggimenlo . Alle di,•i::;ioni sono addetti cap itani di :>tato mng-
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giore che non hanno ancora comandato compagnia, squadrone <3 haueria. Le brigate devono av~re qu;di niutn nti dei tenenti, pe r eccezion e capitnni. (;( i aiut;.nti maggiori di rrggirnento e di battaglione do~ vrehuero e~sere .wttou·nmtt, lollcrato ~e tenent i, fra l'aiutante mat!giore di reggi mento e quelli dei ::;oll oposti hattnglioni non e.,•ist~: alcuna dipend(mza di auto rità o di comando. Accaàe nel servizio di s1a1o maggiore un qualthe èo.:a di simile n quanLo fu detto accadere pe r i direllori di :>tab ilim(• nti, di senole er.c. tutto dipenrle dall'a ltitudin e dell'indiYiduo e ben poco dnl gnu.lo dii e,.~o posseduto. L'irn J,Jiego più de~no per un determinalo gr;~do è sempre quello del coma nrl(} di truppe e cosi non si lro,·ano in l'russia po~ticilli nei quali alla dignit(l del grndo non corrist:JOnrla• pari dinnitit d'impi erro l'"'! n ·~ ma. bene :-pe ~so si eccede in ~e nso opposto per rial zare ma~·g i ormenle la di ~ nit~ del grndci. Non vi :;ono in Prussia ufTìciali ù'ordi oanza. 18. t>li stali 111a~g iori di r·eggimenlo seguono la ste;;sa legge, anz1 la rsagerano. ~0n c'è compapriia. s1alo rn ~)!giore non c '~ contabilità di r(\ggimento. L'Pr~n n ico dello stato maf!giore di un re!Jgimento di l'anteria per una forza co mbattente di truppa di ?·171 uomini , in pace si riduce n ~:l uffi cial i, 7 medici, 4'? mu!ìicanti. Hì soldati oper:1i e 2 sc.t.tnlliciali (l !;er~ente e l caporalmnggior~) . I Jurieri maggiori e i l'uri eri sono alle compngnie, dove Yemmcnte occorre solidoinquadramenlo, dO\•egli uifici ali non possono sem pre essere presen11, dove non sono oberati da .>ov('rchic scriltu razioni dore possono obbedire alle indicaz ioni de l prop rio cap itnno e cti nessnn altro. Pres,;o le co mpagu:e. squadron i e ualterie non :;i redir•ono documenti quali la situ azione ~io maliera e il gio rnale eli col')nlabilità, ma .;;oltanto i hnoni per le so mmini su·:,7.Ì(Jni in nat.iu·a quando occorre, il foglio paga O!{ni dcc:a de; si tiene la matricola de<•li uomini a modo di ruol ino tascahilo e si· fc•rni $r.ono al hattn c•li ontle indica· ~i-oui sulle· ntr iazion.~ a.rvenute ; .il magazzino della ~ompag nia. è :dhtla to ~d un sottuf.llctale specwle (kcunmemntero{[i::ù-1·) il qunle so1Teg1Ja anche le nparazio ni falle al corredo in distribuzione. Al ba ttagl ione dore hnni un aspirante pagatore (~ouui'ficin l e con pagR spec~<lle) e un pn ;.;atore (nnptegato) si redige mensi linrnte una dimostrazione degli assegni personali dorut i (rl'rp[legun_q.~mppol't}
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· sulla b1se di tutte le etTettive giornaLe di presenza, ma un simile lnvoro minuzi0$0 non ''ien fallo nè pel v ~stiario. nè pel caserm\tg gi<J pei qn:~li lo Slal•> currisponde al :·cg,;imeuto nn tanto sulla forza ot·gan ica, nfln :;n quella ell'elliva:n cuLe pre se nt\~. Le inteudcnze liquidano gli a3segni dovn li ai ::; iu~oli halta glioni, controllano i prelevam en!i in natura confrontando la dimostrazion e della forza elTeuiv a C<HI i buoni <'.Il e gli sono perTenuti da l i~ sns;:islenze e pagano al reggimento quel tanto che gli compete per ve,.;Liario o caserma~~io . Il cormollr> dell'impi~go fl i que~Le ultime soJ(lme vien l'atto soltan to a lun ghi ìnlervnlli ài tempo. Certo che co:;i non si c indit:alo tutto il proceuiment.o aro ministraLÌ\'O nell'interno d'un reg~imento, ma quel tanlo che hasla per c;.1pir.; com e la gs~:'ti u ne e il controll n siano semp lici. 8ome l•! cure amm in istrati ve non pos,;ono mai ;;ol'erchiare qttell e tl) comando, dì di~ciplina e di istruzione e lìnalmente come si .è trov:tlo neces,;ario di ben ripartire le rari~ nltribuzi oni anche Mll e più piccole nn :t:'t della grossa COlnpaf!Ìnc·. ~ 9. Ma un' altra circo:>tn nza cii ~randi,;simo pe,;o per mellere o;.:ni indi1·iduo nel po:;LO che den~ 01:cupare, per to;:liere 1:1 po ..;. si)Ji lit:t ch e le itn prontiturlini dei poèlt i gtw,;Liuo il buon vo lerE? e ·il pnziente lavoro dci molLi è la gradalione della subordinaziolle e il co nse~uente dirillo di punire . In Fr·anc ia e in Italia ).,. suhordinazione è una eouse :~u·~ o7.a diretta del grado degli individui a eominciare dai capr>J·ale, appartengano e:>:>i alla stessa uAitù od anna o non ri appartengano, e sale su su adagiandosi . pcrfeu.arnente a tutte le distinzioni di grado. I n Prussia così aceade soltanto per gli uflìc;iali, p er i quali è snperio•·e l(Ualunquc uffkialç di grado pii.t elevato sia in ser:Vizio che fuori di serv izio e qualunqne uf'ficiale eli pari grnclv, ma più ,.m.iano quando si traiti di ser\' i7.i com nni. Per i ~o l· tuffivial i invece è superiore, m o fuori di :servizio, qualunque ufficiale, mil. fra i soltunìciali lo è solamente il l'urier maggio re tfi'r;ldtcebel) ( l) della propria cotnptgnia ; in gonerale, ' rl ivetsi (t) Nel:a categoria dei sottnfllciaE terle;c hi sono com(lru;i i segoll"nti :;radi : Felclwebel, Vize{eldu>ebel, Seraeant, Unlero{tizier i (J uali si devono tr~ tut-re per ruriennag~iore! !nrirre, sergente ·~ capornl maggiore. Al di sotlo olcl so ttu!!ki;,li l' Oberge(reite, chll sl r:seontr<t solo pre$SO al eu oH! armi, si potreÌ>be tra.d un·e per ca(ooralc; il Ge(rei!e, .;he
si trMa in tuili i l't'parli,
qual~
appuntato.
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gradi di sottuffìciale non hauno nessun diritto di comando suo·f r altri meno elevati , spetta però ni sottufficiaJ i che portano sciab~la da ufficiale il ::>alULo da parte degli al tri. I tedeschi, cioè pretendono la rigidn su bordinazione al grado so!Lau to fra quelle persone talmente educate, col le o che tali devono diven tar·c le 'fJtH1.I i devono in 1lgn: caso essere tenute responsabi li delle inÌ·razion i cnrnrnesse; non la irnp?ngono a quell e clalle qnal i noi 1 si p o~snno pretendere simili cond izioni; ri sparmiano in tal modo di suscitare ca~i ove il buon senso è in urto col re(Jolamento ri alzando ii pre~ tigio dell'uffi ciale rispetto alla truppa." . 20. Così i! diritto di punire , comprendendovi l'infliggere e il· frs sare la durata della punizion (•, compete in Pru>sia so ltan to ~g li uffìcia li comandanti di un ri parLo di truppe (dalla coml)agoia m :;u), o di un distaccamento, o di . uno stahilirnento n;ilitare tjuaudo ne abhi<t la responsabilità della disciplina; esso non compete al grado sibbene all 'impiego. T u ~t·i gl i altri uffi ciali 0 Lutti i so ltuflìcial i_ senza distinzion e non hanno diritto di ,punire, ma ~pella tuttavra nd ogni militnre il diriLLO di artestare o di far arrestare qualunque allro mili tare di grado o di anzian ità infer·i~re, face:1done irnmedialar~ente rapporto a ch i di mgiooe, facol la che s addatta al caso d1 dover porre ripa ro d.'nr"enza. • l nr1ta. .' 1'> au,.J ll'l·ego l cnpitani non possono infliggere arresti ai loro ufficia li i subalterni non lo possono ai loro sollufficiali, lranne il ca~o del quale fosse ro comandanti di distaccame nto. fl regolamento fa in modo che la punizione sia mi snral a e inllilta clil cl!i pnò nverc, certamente in ogni caso·, la ca lma necessaria. affinchè la puoi-· ziooe non faccia l'etTeuo opposto di quello che si volevn · con scguir·e : e ciò in un paese di gente naturalmente ca lma ! ::> l. Aduncrue le parole ste1mpnto nei regolamenti tedesdJi tende~li a far~ ~li ngni gradino gernrch iw va li cli e ;JL!ivi eooperatol'l sono rmlrauca te da misure organiche di tale importanr.a che è di fOc ile al nuovo von!JLo di seguire, in ogni ramo di sua at-~ livitit, via diversa da quella indi cata da quell e par~le. Le mezze misure , il mettere person e /?'CL color che son sospesi, l'introm issione fnor di tempo del superiore :111che quando falla a On eli bene, le frequenti ri chieste fatte dal!:inl'erioro su quanto ùeve:
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fare, le snervanti aspettative di cose che non giungono mai, in somma tutte le indeci sioni, le parole e le scritture in util i tendono ad essere scai'Late pel solo faLto ch e ogn i parte dell'ordinamen to fu piegata alle e5igenze degli impiegh i necessari e snflìcienti in guerra, :dia quantilit tli lavor·o che un uomo orrlinario può rare> alla opportunità di dnre ad ognuno quella prevenl,il'a, larga fitlucin eni sino a prova c;ontraria, ila cìiritto. non . Lorluraudolo di ~ovorc llio per piogarlo aù ultre esigenze, o ad idealità , magari a parecchie fra queste : si sa eire gli strnmeuti r.o,;trutti per ~od d i sfaro ugnalnlente bene ad una mo!Li tndine di scopi rie"cono belle spes:;o a non soddisfarne al~ uno. \on i: sistema a co rdone, di ;;parpagliamen Lo di forze, s ug-~erito dalla manC:lTlza di chi are~.Z<L di vedu te o, pe)!gio, dalla. puura; è sistema o,-e le foi'Ze sono opportunamente concen tralo sul pnnlo de · cisi,·o. che costringo ognnno, :>enza averne l'app:l r en~.a, ad edu~a re sè :;tesso . :?~ . Tuttavia 11 11 giudizioso t·iparto delle atll' ibuzioni non bnt>ta a raggiungere l'alto scopo, un altro elemento eli importanza stmordinaria . per lacero di altri mi nori concomitanti , che può aggi ungero elli·;acia a qual unque or·clinamento o cancella rla all'atto dere essen: girtdizicJS;t mente impiega to : cd ~~ il tempo. Ogni azione dngli individUi è per sua na tura limitata nel telllpo (alternanza) ; rna non si può rag~iunger e ncssuu risultato nè dagli individui, ne dalle società seuza continuare, in una determillaLa aziono (iusi;;l enza) ; dalle qnali d ne opposte condiz ion i emerge tutta la ::>trategìa dell'i mpiego del tempo , lulL:: !a oppOI' tunilà dell e limitazion i di ternpo, non di etil, pel ra~~ iun gimenLo di pecul inri scopi . Per uomini natur·almente inlclligerHi, come sono ;.:li italiani , non dovrebbe· occorTe1·e dir di più per fa r ril evare l'importanza generic.a d i cotesto preJlOten Le e l e r w~ n t o. benchè sarebbe opportuno nccenn:;re .ti molli <ldoper:•li dai tedeschi. all 'ahi litit con la quale maneggiano quest'arma u due laglien: i, affìn..:hè gli individui posst~ n o realmente raggiun gcn~ ~ l i scopi loro assegnati dal riparto deìle altriuuzioui, flffìn cbè le istituzi oni acquistino dal tempo pregio e forza iuvece di <:orrompersi. l_;',lrse ,; j potrà presen tare occa;;ione f~vo revole per por)!erE\ ai lettori della ai cisla
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osservazioni sul ripnr·to del tempo di riscontro a quelle ora state ratle sul riparto delle attribuzioni: per ora evitando di sprofoodarmi in simili melanconie, conchiudo con l'affermare çhe i tedeschi basan o il loro modo d'impiegare il tem po più sull e condi zioni dettate dalla natura e su quelle ben accm·tate dall'esperi enza, che non su altre suggerite da peculi,lri circostauzc o !hl.l la fervida fanta:;ia di qualcuno, oss ia nel prenclere il tempo col tempo. E però la rapidità di giuste deci~ion i , ta tenacia nel porle in atto) la fiducia in sè stess i ·~ n ei colleghi , l'etTetto schiacr.: iant e della sorpresa, del robusto attacco, ecc. ecc. più che doni dati dalla natu ra ai singoli individui sono il prodotto di una lunga e metodica istruzione, sono abitudin i state contratte in un ambiente ed ucativo sano, ben architeuato. semplice, che a;;~econrla , invece di violentare. la natura de lle cose .
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NOT!Z[E POLlTlCO-MlLlTARI ITALIANE
Il fatto della quindici na, davanti nl crnale tutti gli ah.ri scompariscono, è la presa di Cassala.
L'annunzio ne giunse i rn p rov~·iso, sta nte la se:~Hetezz a con cu i erano state condotte le operazioni e fu dato dall'on. Crispi, presidente del Con:;iglio, al Se nato il Hl luglio colle seguenti pa1·ole: « Da parecchi giorni i dervi:;ci razziavm10 nel territorio da Cassala ad Agordat c facevano seernpio di uomini e di cose. Il generale Bnratieri aecortosi delle forze nemiche e temendo che un attacco contro 1 di noi non sarùLbe t<.miato, in qua ttro giorni fu sotto le lllll l' a di Cassala. la sorpn~se, la conqu i ~tò • . Qui l'on. Crispi lesse un telegramma dell'on. Rararieri in data del ~ 7, nel qua le il governato1·e rlell ' Rritrca annunziava che, pnrtito dn Sabderat la notte precedente era giunto, rapido e inaspettato, t~lle 6 e mezzo del 111attino sotto Gassala. l fna parte d el!;~ cavalleria nemi1:a era pnnita ' per rau.iare. Il presidio, forte òi circa 2000 fanti e 600 cuva licri, attaccato d:-ti nostri, fece una r:e rll• resistenza nell'intel'llO di Cn,;sa ln , poi . fuggì oltre il Gasc, lasciando molti rnorri c feriti. . . . 11 Senato nullleroso, imponente, sentite le inform<1~tu111 del p1·es1dente del Consiglio, :;i ù alzato in piedi e le ha viva ment1~ applaudite. · Ulteriori notizie reca •·ono 1:hc, nei giorni precedenti alla partenza del genernle Baratieri per Cassala, un forte corpo di dervisci aveva razziato il nostro villaggio di Cnrcabat, uccidendo c facendo schiavi gli abitanti; la cavalleria dei dervisci si era mostrata perfi no nella ricinanze ùi Agordat. TI govern~torc, trovandosi <~ Kercn per ispezionarvi le tr~ppe, . ed avendo sottorm111o anche quelle riehiamate per espcrinwo to d1 mobt!ltazionc, pochi giorni prima, 1lal congedo, deliberò di finirla una buona voll.a eoo questi ladri, andandoli a cucciare dal loro covo. M OS$C per-
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~OTIZl E POI.lTICO ·MI LlTARl ITALI.\NE
);'0TIZ1E PUL!'l'!CO-l!IL!TARI ITAL!A)IE
tanto il giorno 12 dal nost ro est1·emo confine e, con alacrità incredi bile. giunse il i3 a Dunquaz, il 14 all'A uasceit, il 16 a Uncait, donde la sera stessa si portò a Sabdcrat, e nella notte continuando la marcia, si trovò il mattino seguente davanti a Cassala, che fu presa d'as~alto come si è òctt.o. Le nostre fo rze erano composte di 2400 comhattémti, l!i mas,:ima parte di indigeni con l'H t~Hi ciali itll li:mi. Le nost1·e perdite si riducono a trenta ascari morti e uno sessantina di feriti. Fra gl'italiani una perdita sola, ma dolorosissima: CJ:IIella del cap1tano Carchidio, morto all:1 tc,;ta del suo squad1·oue, ca ricando i nemici nell'assalto della città. !l contegno delle nowe truppe du rante il combanimento e nelle marcio futicosissime che lo precedettero fu ammirabile. I dervisci scampati dalla l ot~a non ~i fermarono dietro il Gasc, ma fuggirono fin o oltre l'Athara, sulle cu1 sponde i nostri fermarono l'in>eguiment.o. Si trovò in CJ)ssala grandi depositi di granaglie t:l di munizioni Jestiuate ai nwhdist.i, che nel pro:;simo :wtnnno d ivisavnno di marciare su Kcren, evitando Ai[ordat. Vi si trovò pu1·e molti prigionieri egiY.inni eù altri s~;hiavi ai rru uli si tolse1·o !0 catene. 1 prigionie1·i • egiziani saranno al più presto fatti rimp»tria rc. L'elletto morale della presa di Cassala è inca lcola bile. Gli H~lcnga c gli Hadendo:J si au·rcttarono a fare la loro ~ouomis5ione, imitati subito da varie tribù :;eminom:1di, a cui il govematore permise -di :;tabili1·si in sede fis:>a presso Alghcdcn, e le fornì di dura tol1<1 ai deposi!; dei dervisci. Giova notare ~;he queste tribù erano vittime, piucch~ co1npliei dei dervisci e considerano In loro cacci;stn come una lihera ~ione.
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La notizia della vitto ria di Cas~a l a fu salutnta con phlllSO dnl paese che subito ne comprese l'importanza H più ancora dall'esercito su ~:ui riverberò un nuovo raggio di gloria. L'on. presidente del Co nsiglio e l'ou. Ministro della guerra si :1ll'retla rono d'in,'iare al generale Baratieri e alle sue truppe le loro felicitazioni. Altretlanlo fece S. ~L il Re con questo telegramina al governatore, che riportiamo testualmente : << ;\l i felicito con lei e coo le sue truppe. Il succc>so delle nostre armi i! un nuovo n·ionfo delln civiltà. Il possesso di Cassala rid;ì la pace alle tribù da noi protette; assicura la via del Suda-n ai commerci della nost.ra eolonia, ed è un nuovo titolo d'onore per I' It~ l ia in codc,;te conn·ade. Tuttociò è mHrito 3uo e de' suoi valo rosi ;;(\Ida ti. Le st.ringo con all'etto la 111:.111 0. « U r.trlEHTO ».
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:\on si poteva sintetizzare più brevemente gli ef'l'elli della vittoria di Cassala e in tale senso appunto li comprese il popolo italiano, come provano le dimostrazioni di gioia falle in ~10lte ciuil c il li_n~naggio di quasi tulta la stampa. Dici<tmo q~ttt~i. perch.e,_ quantunque s1_a stato unanime il arido di plauso all'onoro delle arm1 Jtllli:me, taiun1 non ,-ollero :11nn~et.t(~rc che a quest'onoro andasse unito anche l'n ti le, auzi_ sostennero essere un ono ,·e (jhe (;osteri• troppo caro e non c~se re 1101 ahb:l_ stanzfi ricehi P·~l· pngarl o. l)icialllù suhitò che, tra i dissidenti dal ~entimento ll:lZlOn:t Jr, Tl ll ll V I furono questa \-olta, come di spc~so ticcade, i clericali . L~ _stampa clericale fu anzi unanime nel s:tlutare il fatto come un fnu:;~I ;s 1m o avvenimento. L' Oso~rrvatore Romllno dice: « Sarebbe dnvrero gloria somma per l' Italia se. il Suòan foc;se per opera su:~ libei'alo ~ai mahdi~ti e la croc.e sostituì in alla mezzaluna ». L'organo della Cuna romana vede In mano clelia provvidtmz3 nelln no:>tra vitt.oria che defin isce: « uno di quei grandiosi avvanimcnti che ap1·ono un'era • . Sia pu 1·e ea~ua ~e q uesto aecordo del sent.i1ncnto rcligio~o _eol pa~riottismo, su~ t.err~uo ,afncnno merita di e3sere notato; perchè 1 nostn 111\SSJOOa l'l m Afnc<1 souo a~po,rtatori non solo di eristiamJsirno e di civ iltù. ma pure d'i l3 1ia~ità. [ di~sidenli dal sentimento nazionale furono questa v,llttl (e non e l:1 prima) i pusillanimi della politica c della !;nanza; queoti ultiuli _spe~ial_ mente. Gli organi di f!Uella gente che, varia d'indole e ~i _:lsp.lrll~IOnl, ha pe1·ò comune il sistema di calcolare tutto a lire e centC$lml c d d1f~tto di non vedere più in lù di una sp:mna, dissero subito che la co nrpnst~ di Ca:>sala ci obbligher:ì. ad invi<HC altre fone c quindi a sbors:ll'e altn . cruattrini. . . Ecco la grande paurn; ma ~ altrettanto 1nlondat.a lJ'~an.t.o ~rnnde. La , storia della nostra coìonia dimMtra che le spese sono d1 11lln1ute eol erescerc del tel'l'itorio. No n giù che l'aumento dei territorio porti pe1· se ste:1so diminuzione di spc,a; tutt'ùltro; ma poiehè In spesa dipende no~1 tanto dall'estenzione del territorio da difender.>i, qu:mto dnIle ~uc condizioni di sicurezza. Quindi può essere che un nuovo :.ICfpl isto, miglio r ando queste condizioni, prnduca, se non nel primo i;,tantc, nlmcno poco appresso, una diminuzione di :>pesa, auzichè un aumento. . _ Ed è que:>to preci~ameute il ca>o nostro. Colla conq u1sta c~ clln 1111ca (\eli' :\l bara e del rropU)!113COio di C:l~S:1l a si è d~ to ai llOSl~'l possechrnouti nn con fin e, se non in stJfll.!r:thilc~. alm eno molto mrgho d1fcnd1bile c;hc non fo.,;se \'allu•ole. I l doYcr :>pingcrc più innalli~i i corpi di gmu·,ita non :;ignilica doYCI'Ii :l lt menta n~ . se la 1m gginrc! distnnz_a è co mp~nsata da una po5izione migliore. Si dirà ell e eo n In conqu 1;ta
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~OTI ZlE POLlT ICO·Ml i..IT ARI ITALIAN E
NOTI ZIE I'OLITICO·MI LITARI ITA LIANE
rli Cassnln c1 siamo iu irnicati maggiormente i dervisci? Si mostrerebbe~ di non conoscero i barhn 1·i in genere e questi in i:;pecit' . La magg i o re ~ minore inimicizia dipende in essi d~lla maggiore o minore fnc:i lità di predare. Nemici er:\Uo c li ave vamo in c~ s a, ad ~>~;o nemici restnno, ma ~ono fuori. !\on ci l'erranno più ad attaccare iuopina:ameute ati Agnrdat o a Ke ren. Sa premo guarrlDrei sulle rive dell' Atbara, e la lotta sarà per uoi in co nd ir.ioni migliori t:he nel pnssato. In ogni peggiore ipotesi, nttaccaudoci im provvisnmeot.t}, potran no, ~e mo llo nuwerof::i, tagliar fuori Cassnln, ma non hlocca rla a lu ngo, perchè la rnaU(;l) Uza di viveri li sforzerà a tornare indietro dopo quiudici gior ni; c molto meno espugnn rla. perehè CllS~a l ll, arrnatn di cannoni c ben difesa, può ::;lìdare gli nttncchi di tutti i negri dell 'A fri ca . Non va le la pena di confutil re l'opin ione di chi dice che couvengn radere :11 suolo tJnesto uido di ladri cd ahhaudonarlo; costoro non pen::ano che i punti dominD nti le lint.'e com merciali t' ~ t rate!! iche sono determinnti rblla geOJ!r<l li ll . r ladri fa rebbero presto a r ifarsi il nido, se non fortifìcnto crnn'è nttu:dmcntH, almeno recinto rli frn sc:he, e ta nto hasterebbt', percile po tc;;~e ro rico minciare d<l es ~o le lorn 0perai?ioni . Dunque C:l,sal a è necessar io eon ~e r vnrl<~, e per qm~sto uon ci ,·uol molto · ' [ualche opera. qnakhe ca uooue, m;.gazzini ben fom iti, pochi uffi cial i itnl iani e rrtwlche migliaio eli :;oldati ind igL'ui.
P iii fondate che le prcot·cupazioui mili tari Il fìn auzinrie appan ·ero, un momen to, le prcoccur>a?.ioui politiche, per gli attri ti che, secondo· taluni , l'orcupazione di Cas$ala potpvn ;;usr.i tare fr;1 l' It:·di:t e l' Inghi ltrrra. Ma anche rrneste presto s(·.ompllrvero d:tVMlli al conteg no dell~ st;tm pa e rlel gover110 inglese. Qunsto. interpe ll ato in Parlamento, dichiarò l' Italia non 11Ve1· fatt.n cosn :dcunn che non fosse prc,·ista dai tratt:tti t• non e-;sen•i moti vo òi credere elle ~ i <ì per lnlll.lCMil a)(li He;;si in avveuire. Inf~ tti nel protocollo d e porta la dala del ,15 aprilll ·1RfH, [H~ r la delimitazione delle sfere · d'infl uenza tra l' Italia e l' Jn_ghiherra nell' Etiopia e nell'E ri trea, l'oecupazioue rl i Ca:-sala è pre,·ist:l all 'an. 2o c:osì coucepi to : « li :.:orer no ita liauo ;wrà fac ol ti1, nel cnso cbe vi sia costretto dalle esigenze della ;;ua situn ione militarr . •li occnpare C3 ~sa la e In regione adincentc lÌilO aii'Atbarn. « È tuttaVIil con renuto f1·a i due !!ovcrni che l \1cc up<~ziou e militare
temporancn del territOrio suindic.ato, uon ;1broghcri1 i diritti ilei governo egir.inno sul rn edc;;imo ; m il questi s~nmno ~o ltii!HO snspr.si, fìn chè ii ::overno Hgiziaoo non !;ia in g-rado di ri occup:He il territorio in rp10~t ion e e di m:wtenen ·i l'ordine e la_ trauqu illitil. ~ . In for1.n di questa con,•euzioue è t}vidcntl:-;simo clw, ,;1cc.ome 1 derv i~ci nou t:c::.sava no lll <li òi fare iocur,;ion1 sul no!'tro tcnitot·io, noi avevarr\ll pieno diritto di spiogerci su Ca , sala l~ su 1':\thara ogni qu ~l volta lo c; redennno orport.uno. In qu an to ai dirilli del go\'Hl'f\0 egiziano, ò co,:ì lont<IUO il tempo in cl'i es;o ~nrit in gr~d o di rioccnpa re quel territorio e man tcuet·vi r ordine t' la tranquillitil, che non nlc proprio l;t pena di oe,·upa r~enc . . . . . . . Piuuo:-;t.o c' e!'n pt\ri enlo che l' op111tOil i! pubbil c:~ n1 [ o g hdLe rr~ ~ ~ :lllannasse delIn nostrn or.eupazione, ritenendola dnun o~a :1gl' ioteres~i com 1uereiali rJ,!gl' ingleòi n Suakim ; ma 'Jlle:;ti interessi sono co::ì poc;J co~a. 'l" non meritare alrauo dw. l' Ing hi l ~er ra n.e. 1eng;: .couto: A nzitu uo. lì nchi: rn~5a l;t in mano rle1 t! en• t:\CI, nemtcl degl 1 o gle~1 quanto di uoi, non t·ontm~rciava nè ? m ~Iassaua. ~ti: ~on Su(l ki.'~~ · Qunndo poi rosst~ ''e nnta 111 mano dt gente uou u e 1 ~l 1 ca. ti commmcto pe 1· ragioni geograficl11! ;w rebbe : cemprc da l~ la pn:lcr euza a Ma,;sana .. Onesta inr;ìlti d ì~ta dn Cn,;sala una ~essan tma dt chilometri utcno dt SuaJ..im. È pi ù di rpwnto basta per :t\'erc la y~eferc~z11. . . . p,1re ehe que:;te eo~e . dette tauw \'Oite, gh mglest ahb1auo fto1t0 cou e:1pirle ; iofatti i loro giormlli più di ll'usi e P}~'1 ncct:editat.i ~t p pl:.nd:rono all'occnpnione di C;ts;;:da. p~ r pr~rtc degl ~ ta l~;1nt. E q u ~:to fllYorevole giudizio del l'opi nionr pubiJltca 111glesc c• n csce grnril tlsl'itno, pcrchè nll'amidzia •iell' Inghilterra teni~mo ~olto e, come ahbiamo ,;ernpre proceduto n'ac.cordo flnorn, COSI voglt111110 <lOUtinuare a procedere.
*"'• ~ou ei rest.:~ adunque rht~ rallegrarci altamente dell'operazione compita dnl gHuerale Baratieri, anche ,;c le <~ondizioui fìn~uziarte c yohtichc dfll nostro prtcse non ci perlllett:~ no di trarne tutt1 1 vnntagg•. che potrehhc dare. Dobbiamo rallc!!nll·cene uon solo per avere nequ ~s tn to ai uostri possedimenti una frontiera migliore ed awr mostralo nn alu·a volta :d mondo l'aiJili tù. la re~ i steni'A, t' il valore tlclle n~s~rc. lru ppe d'A frica, ma pure pcrchè questa vittoria, ott.entt ta do nt1 1c1ail e ~ot tuflìcinli italian i con ~o l dati e~itrci ed ahissiui, è unn g1·~~ prova della buona politica ~eguìtn d;d l' Italia in A f"t·i ~a •: delle. tp.la l.tla. rolori!Z7.ll trici deol' italiani . Sen1.a la :;impntin delle popolaztont lnillgenc. che, o
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sapendo o :ndo,·ioando l 'impt·e:;a cui si mnoveva, portarono quasi in trionfo il govPrnatore daii'A::;mnrn a Cheren, da Cheren ad Agordat, la segmtezza sarebbe stat.1 impossibili'. Se poi le tri bù interpo!'.tl' fra ,\ gorolrtt e Cassala a1·essero preso parte contro di noi. non solo snrebbe swta impossibi le la segretezza, mn ;luc,he la celerità, e l'impresa sare hhe frdli tit . lnvece tuui parteggiarono per uoi. Dii molto tempo in Al'rica, sn lvo i ciP.rvisci, non abbiamo più uom ir.: i. La nostl'a mnicizin fu mnno mnno rice rca ta •hd l ~ tribù più lontane e concessi\ co me pl'emio. Ln nostra inllucuza si estende per il solo (liTeuo della oostra superioritù intellettuale o morale, della tranquillità c :rinstizia che a~sicuriam o :li nostri protetti, e del no:;tro modo tli tranare colle rnze inferiori, wnto mi gliore che qneflo di tutti gii altri popoli europei. 'ioi, gli :1de1·anti in Africn, 11011 li compriamo a ~te rline; ne fa remmo un altro nso ...e ne ave;:.simo. Abbiamo già notnto nell' •dtimn puu tata che gli stranieri si mer~vi gli;mo dell'armonia che regna frn i militari italiani e le popolnzioni indigene, ora quest'armonia ù tuttù merito nostro. Fra le 110str·c tl'uppe indigene vi è non solo discipli nn ma attaccamento c ne hanno dnla splend ida prova aù Agordat e a Cassala. Nè ciò (come bene o,;serva il tedesco Schweinfurth) dipende dalle pr·escrizioui regolamentari, ma dal cm·auere degli uf(iciali ste$si. Unllegriamoci pure di aver trovato negli eritrei e negli abissini stofia da soldati; pochi reggimenti di questi ~oldati, educati c condotti da ufficiali italiani,, potrebbero correre da un capo all'altro Jell' Mrica senza incontrare ostacoli. Lu cosa può essere importante per l'avvenire. Oggi o0i bnsti saperlo. Cassala non è, almeno por Ol'a, una delle pietre miliari di 11 11 cammino che l' Itulia si proponga di pcrcormre. rt l'u ltimo limite della nostra occupazione; limite nccessa l'io a gua rdarci dalle sorprese. che costl'ingevano i nostri soldati a stare su ll'cttleuti ; limite il più sicuro e quindi il più economico che pote:;simo trovare. Se a rruesto aggiun giamo l'effetto morale della villo1·in, che sveglierà un'eco di simpatia per noi in tutta l'Eritr~ e farà rispetlato e temuto il nome italiano . perfino nel c.eutro dell'Africa, si dovrà conchiude1·e che l'ardita e felicissima im presa di Cassala, in vece di preoccuparci, deve inspira rei una grande fiducia nell'al'venire delh1 nost.rn co lonia.
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Dispacci giunti in questi ultimi giorni recano che la noti2i:1 dell'occupazione di Cassala destò un' immensa impressione in tutto l'Egi !lo e
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vi ri 3 vcgliò il desiderio e le spPranze che le truppe aoglo-egi1.inne si spingano. presto su Cartum per distruggere completam~nte l'~mpero dei mahdisti. La soddisfazione per uua scontitta toccata <H det'VI~CI, da cui l' ggitt.o ebho a sofl"rire tanti danni, è tur·bata negli egi_zi:mi dnl _ram~ marico r·he gli a Ilor i e i v:mtagf!i ùella vitt•1ria gli abh1anl) coln gh italiani, mentre le truppe egiziane prima. P l e~ anglo-e~izianc poi, corn_battendo contro gli stessi nc1mici, non ehlwro quasi <1ltro che in_s u ~cess 1 ; ma quc>ia :;oddisf:nionB ru compl ..l l~• in Abi s~i n i n, dove ' de rv_r ~er sono con,siderati nem ici tradir.ionali tli religione c di razza c dove d no:;tro successo non desta gelosia. Tutti i r.npi del Tig rò invia rono grandi ralJeornmcnti al governatore dcl l'f~ritrea. Quanto <1lle popolazioui inJigene dei la ,;olonia, sia a ~f:Jssana, ~ia a Cheren, sia ~tll' Asmara, es~e festeg-_ gioronn la [H'esa di Ca::sal:r eomc una 1·ittoria propria, diremmo fJH:I SI nazionale. •Qooi il nostr,l b:Htat:(lion ~ inviato aci inscguit·e i dervisci l: giit rienr:e <~ d . r .. trato a Cassala; il generale Baratier·i col gro~so delle truppe e 1 enti ù ,,iii tornato a Cheren. A Cassala rimane una guarnigione r:on urti·gli~ria e con abbondanti provv,,;tc di viveri c di llHITli7.iO~i . . Molti dervisci fuggiaschi si arreSHI'Oe descrivono In fìoe mtscrandll de1 loro co mpagni di,;persi nollll pianu re 1•icino all' Atbara. S~condo .'(' ultime informazioni, le forze dci dcn 'isci nttualmente coosJstOHO 111 una quindicin 3 di mila uo:nini raccolti p1·essu Carturn, sotto gli Ot"din! t ic ~ califfo Abd ullah, e in vari gruppi spar::i •ra Cartum c Ber·ber· Ù1 CUI il più fort.c ì.· 'luello di O:>m~n Digrna che ha 2000 uomini pres,;o il confluente clell':\t.baw col !S"ilo. Chius~~ la L1mera. il Senato prolungò le sue scdu le fino tl l 22 per discute•·e gl'importa~ti progetti di legge di;cussi dal_la_ Cnmer~ :~uHa lìne della sessione, fra cu i rruclli rigunrdanti gli anarchwt e quelli su provvedimenti finanziari. l primi non potevano incontrare diHicoltù in Senato e vennero facilmente approvati; a viva discussione diedero luogo i ~econdi ma finirono con essere npp1·ov:tLi anch'essi. Ri marchevole fu l'ultima scdu t~ per alcune dich iarazioni del!'on. Crispi relativ(' alla presa tli Cassala. . . « All'Ìofuori Jei morti e dei fùriti (disse il presidente ùel Con~tgho) essa non ci costa altro ~:~crifi zio . Cassala era la base Jellc operazioni dei dervisci, che non sono guerrreri ma ladri. Di là uscivano n depredare, devastare, incendiare, togliendo ogni sicurezza alle persone, ogni possibilitil di commerci e d' iudustrie. Bisognava linirla. ll genel'ltle Ba-
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ralieri che. va lorosamente rappresenta il governo nella colonia, senza auende:e l attacco, lo prevenne ed assalì. Alla vittoria seguì un OtliOIO s.t~to ~~ ~ose . .\fon o.ccOJ:rono nè nuo~e truppe ne nuove spese. La politiCa 1tali:u~a m Afr1ca c q uell& che e sempre st.ata. Il fatto di Cassali\ non altera 1 nostri rapporti colle 11ltre pot.enze. .Siamo lauai1'1 v'1c·1n· aIl' lng lIl'l tel'l'a colla quale ci troviamo in ottime relazioni."" 1nsommal abb1:~mo un vantaggio di più senza oneri maggiori ~. ll Se~ ato accol.se con applausi que5te dichiarazioni . Significa nti fu 1·ono p~ re ~ h npplaus1. con cui, ~ri m ~ ~i .sc~ogliersi, salutò l'on. Crispi cho ~~~c 11 governo m I~Iomcn.t.l tnsl!ssunJ ed ha ricondotto la tranquill•t,\ nel pt~ese c quas1 r1uas1 la concordia in Pa damento. . Cl~iuso il Senato, partì da H.oma il Re, parti rono quasi tutti i Mimstn ; st entrò, per quanto rigunrda In politica, nel pieno periodo delle vacanze estive. Le t1:uppe invece entrarono nel periodo delle manovre di campagna, le q unii s1 svolgono rego lo:ll'lnente secondo le norme di cui abb i~ m·0 pal'lato nelle precedenti dispense. ~ ··a. l.e più i111portanti disposizioni d' interesse mil itare e1nnna!f: nella qmndrcma, noti:uno le seguenti: ~ec~ssi~ando di 1:rovvecl.ere r~pienamento di vacanze r. r.! personale d1 t1upp;~ degli swbd unent1 d1 pena, venne aperto un nuovo recl utam~n l.o pel personale ste$SO fra i caporali e soldati attuai mente sotto le arrm. nppartenent.i ai reggimenti di fanteria di linea, hersaulieri e eavallcrw. e ~ n segui~o ~ pnltiche tra il Ministero e le società esercenti le grandi rei! ferrov1.:m~ del mgno è stato con venuto che nneh c gl'inscritti di lev~ a co~~mcwre da quelli della classe ·1874 possono usufruire delln t:mffa uullt:~re pel trasporto in ferrovia dal comune di residen1.a :~l c:~pol.uogo del rispeHi,·o circondario pet· la visita c l'arruolamento inn!ln7.1 al consiglio di leva. . Col Jo $Cttcmbre p. v. s'inizierà presso la scuola magistrale di scherma 1l corso per gh nspiranti istruttori di scherma, che procederà a norma del regoh11uento pel servi7.io iilTèmo della scuola $tessa. Il 20 settembr:e p. v. comin.cierà pmsso la scuola di cavalleria un nno.vo cor.SQ r rllli~are di masealcia che avrà Il\ durata di un anno. .v e n~1e de t~mn mato che i sottotenenti di complemento, provenienti rla1 m~ht a r1 11! 1" co t<~go ria, che presero se1·vizio colla elasse 1872 c fecero li prescritto r:orso d'istruzione nel plotone allievi uflìciali di com· plerncnto, sio:Hl .iuvit·~i .in congedo illimitato non appen;, nhbinno prestato tre mcs1 dl servJZJo. .
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Dovendo col fO del prossimo agosto ini;:iarsi il congeda mento di milit.ori di 1a categoria delle classi anziane, si verificheranno presso i corpi molte vacanze di caporali. E :.iccome i mi litari Jella classe 1.87,3 non avranno a tal epoc:~ ancor·a compito i sei mesi ~ervizio, cosi taluni corpi potrebbero Lrovarsi momentaueMnente oell'impos;ihilità di riparare tali vacanze. Il Ministero ha quindi autorizzato i corpi, che Oo)vessero per tal uopo ricorrere ai militari della classe ! 87:3, di de$tinare soldati della medesima a fu nzionare da caport~li prou1ovenrloli poi il giorno che compiranno i sei mesi di servizio. ln ottemperanza alle disposizioni cldl<r legge elettornlt• politica, d:1 cui è stabilito ehe possono essere elettori coloro che abhiuno fatto nou meno di tlue an ni di servizio e[etLivo sotto le :~rmi, purchè risponda no alle necessarie condizioni d'i~t ru1.ione, le quali devono essere comprovate da un'esp•·essa attestnione rilasci<r la dal eomnndnnLe del corpu nssieme nl foglio di congedo, il Ministero della guerrn h:~ puhhlicnto le norme da osservarsi nel rilasciare l[ uest' attestazione. Cioè: rl ovrù intendersi servi~io effettivo il tempo che il militare: av rÌJ pass:Ho ':lOtto le armi dal giorno del suo arrivo fino n qnello del suo congedurnent.o, sotto deduzione del ternpo non cornputuhiln nornH.IIIICTite nella fel'lfw; dovrà ritenersi istruzione ,;ufficiente quella che rorrisponcle all'istru~ione giù irnpurt.ita nelle scuole reggi rnentnli.
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L• comnms10ne dei general i per le 1·iforme ncll'orJinamento deiJ'e,;crcito e le economie nel bilancio della guel'l·n ha ultimato i suoi lavori c sospese il 19 le sue sedute. Ora i due segretari della com 1nis,;ione stessn, colonnello Cauda e Jm.ggiore Bompiani procederanno al coordinamento delle ,·el:~tive propo~te e :~Ila eompilazionc della reln7.ionc, dclln quale sarù :1 suo tempo comunicata copia :1 ciascun membro. La commissione si riunirà un'ultima volta (forse in settembre) per l'approvozione del lavoro dei gcgrc:tari e la Jìrm:1 dei propri atti. Siccome su lle proposte della eonunissionc è 111antcnuto il segreto e quanto in proposito cot·5e sui giornali i: pe1· lo meno incertissimo, così :>arebbe ora inopportuno, anzi privo di hase ogni commento. Roma, il 30 luglio 1.894- .
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11 nuovo obiee di ceutirnct.l'i 15 è di bronzo indu1·ito; pesa '1062 chilogrammi, quindi molto meno del cnn nono d'assedio da centimetri 15 modello 1880, che pesa 3200 <:hilogramm i. La velocità iniziale per lo slnapnel è Ji 300 metri . Con una elevazione mas:'ima Ji 35° cd una carica di chilogrammi L05 .di balistite, n!jlle prove del lHHl, si uttenne una gittata Ji 6700 llllltri. L'obice da oooti mctri iU lancia i seguenti proietti: la granata ordinari~, la Q,.,rano.ta caric:1 di ccrasite, lo shrapnel dn centirnet1·i ·15 e la se:1t"b di mitrnglia. Non c:;sendo :-tUCOI'tt pubblicate le istruzioni circa [';ll lestimento e l'illl.piego dei due obici da centimetri Hi, non tl possibile dare nlcuu ragguaglio preciso eire.~ l'affusto adollato. L ' o!Jice cnrn zza to da ce nti metri 15 verr:\ collocato i n cn poie girevoli .della dilla Skoda di Pil~en, le quali si comportarono bonissino dur:Jnte le ospe1·ienze; sin pc1· fac ilitit di manovrn, ~ ia per resistenza ai proietti da eu i furono col pi t.c. ilfodificaziwi alt'wti(ormc dello f.rmda•ehr. - Con circolare del 26 giugno ultimo scorso furono introdotte alcune modificazioui nell'uniforme -della Londwehr cisleitnna. Le più essenziali sono le seguenti : ·l ~ Fu dato l'unif0rme ui parata agli uomi ni 1lella L:\Udwehr souo le .armi, cioì:: il ~~appello da cacciatori con pcnnacchio e la gi ubh~, di p:H:lla; 2" Invece del numero del bnLt.agl ione gli ufn(:iali c IIJ truppa porteranno d'ora innanzi sul fregio del copricnpo ~:: ~ui bottoni il numero del reggimento ulquale app:,rtengono; 3o l t.re re!l"iment.i dragoni della Landwchr veat.iranno la s te~ga unifc.rme dci tre r;~~imenti ulani, di guisachè in ~eguito si arranno io tutto ·6 reggimenti ulani nnzichù 3 drngoni e 3 ulaui. Inoltre i pionieri della Landwohr ananno il nuovo equipaggiamento .(la znppntori di fant eria e di cacciatori te~tè aJottato per l'esercito ~~ollll 111 c . (Vedi Rivi.;,ta. milito re del -16.1uglio 189-i- ).
NOTIZIE MILITARI ESTERE
AUSTRIA-UNGHERIA.
Obbti.rto di pre.~entn:::ione fJ/!1' .'Ili individui so_qqtJtl.i rrl se1·vizio nel T.andsttmn. - Con cin:olnre del 9 l11glio !894 fu puLblicntn la legge dd 10 mnggio '18~!~. ri~warda nte l'obhligo di presentnzione per gli in~cÌi ridui soggetti al ser vJ:t.IO nel Landsturm. Per eOi::tto di qu~ta legge gli indiriùui sopraccenn:lli, tranne <JU:-tlclie eecezJOuc, .doVI'.anno prcsfmtnrsi u11a voltn all'anno, in cpl)(;n eor:venieniL' Ù11 determma rs1. al smdnco 1lel comune ore hanno dimon 1• A lc,ctge <1naloga di data 27 diccmhre :l8~);{ va sogswtto il Lnndsturn 1 uugberese. 'l Aumento di rompa.rtnie ù1 nosnia·EI·.uqot>inrt. - Col N. 51 dei VI'· 1'0rd11Uil.ftSblatt fu o1·diunt[l, per il pro~si rno autunno, In co.>tituzinnc d1 altre l~ <·o~npag1.1ie di tr~p~lc reclut;•to in Bosni<,-Erzego\•ina. Ognuno dei 4 reggune11tt e31stent1 lormerb per il 1o ullohre una nuova eo mp(lgnia, che prende•_'Ù il N. -13 e sanì annc..c;."a al 2o batt:1glione. Llfov ~menlt ·1!el personut~. - Col B_otl11'lino N. 2i delle nonnno c promouonJ del_13 lugl10' ult1mo .sr.or,;o, d tcneute-Juarescialo Fischer Cario. coma~d;l nte 1~ 2° del l H 0 corpo <1' nrrnMa {Lemherg) fu c:olloca lO a riP"So 111 segmto a :>ua domanda. Adozione degli oiJici da 1;e~timr.tri 15. - Col giornu le rnilitnre 11 rfìcialt• (Norma!verordil.iutqsblnll) · dott · 1 1 · 1 • ·. . . del ·1a i11 e'rl io f89(c,·, N· 30, r·IJl'Ollo mt:ro 1 ne m:1.erw c d :u·tJgiJCW< da fortezz:1 ~rli obici da battet·1·• d• ,.,, 11 · , · l'' . · l" ' " " vvi nn ed' l ;) · 1 · · · l e g 1 o )ICI comz:r.at1 da centnnctri :15. Le istruùzion~ circa ~·a llestimento t' l'impingo di queste bocche da fuoct) vPrr:mno ate m segLuto.
. Il gio_runle _milital·o Dir
GERMANIA.
~eù:lw.l;ehr diee in proposito che l'int.rodu:t.iono
d: .~uc_stJ ObiCI er,, necessana per la guerra d'assedio,
e che quelli d:J hat tellu s~/ntl·anr.w JJomsslrn.o im pieg:J I'e come au:;ilinri dcll':,l'tiglieria d:l campa10 na nell allacco delle prazze forti.
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Alwni part.icolati sulle prossime manovre. - Tuttn la 5a divisione {Fraocofol·r.e suii'Oder) si recherà a Berlino per fa re nel Yiciuo campo di Tempel hof cser1;iwzioni di reggimento e di hrigatl\ che, a quanto sembra, non 'pos~ono venire c.ouvenicntemente ,;\olte nel terri torio proprio· delln divisione. Le detto esc1·c.itnzioni si compiranno d;d '20 agost~ al !l seuemhre. Secondo l' Atlgem.ni1w Militiir Zeitt~!!9 sar:mno fatti durante le mD none imperiali interessanti esperimenti con pezzi :1 Liro cuno messi
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NOTIZIE !llLITARl ESTERE
NOTIZiE MILITARJ ESTERE
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io ~ervizio pre$SO l'nniglicri<• da campagua . Verril. impiegata una batteri;l di mortai 1h1 ·15 centimetri per ~tudiaroe h• mobilità ; e s:tr:tnno aurht· prO l'ati obi1·i da 1i centimetri, <~da tti per In tort1 U';liettoria arCIIt.1 a colpire her~a ;;li cnperti alla vista, situati anche a piccole dist:~uzc.
È da notM·e nltresì che le manovre nntunuali dell;• di vi>:ione assiana (25•) saranno precedute da l'peciali escrciwzioni dcll'llrtiglieria d:~ fo rte1.za colle altre urmi, o~~ia con :! rtlggimeoti fa nteria, uno ~qua drone dragoni, tut riparLO <~rti~lieri a da cam pngna ed un distaccamento pionieri. Ques te esercit<•zioui sar:J uuo eseguite nei dintorni di Darm :<tlldt nei giorni •17 e ·18 ngostn e l'artiglieria du fortezz<• vurril fornita di 111ezzi dt tr:~in n . .\'el le stesse mano,•re la cavalleria del l c X\'11 coqlO d'arnww sperinu•llten'• , in va:;t;1 :;eu la, su lla Vistol <ì i I.J<Htelli pieghevoli della fahbrica inglu~u Bcrthon, d c,; ~i na ti a fariliwre il pronto passaggio dei eorsi d'nequu. S:1 ril altresì esperimentato dalla ~:av~dleria · l, impi(!go del le mitra-· g l i ;~tr·i ci.
D11l ·I O al 2:1 :>etternbre avri.t luogo nna ~e rcitnione d'artiglieria dt~ fortezza a Thoru ; nlln medesimn prenderanno pn1·te due reggi- · meuti tli quel l 't~ ruta ivi stauziati, ed un batt<lglione di pionieri. Seur.!l assum er·o l'aspetto d'una operM:ione d'assedio, l'esercitazione consisterà. nella costruzione di h:atterie e neilo studio di po~i zioui difensive con tiro a granatil contro bersagli in visibi li. L' irnpuratore nssistcrà n •rue.:;te manO\'fe il ::22 5cttemhre. lstnuione leUeraria della truppa in Baviera. - Sec.ondo il pre~crillo dal regolamen to per l'e~ercito (Heerordn un~), ogni anno, poco dopo l' incorpornione delle reclute devousi assoggcLiarc qnestl' all'rsame di coltura scolastifn, rirerendo poi i ri~tdtati in appo~i ti specch i da tra=-mettersi ol ministero della guerT<1 per il ~ 5 giugno. Per le reclu te della Baviera sono stati puhhlin11i dalln Allyemr.incZeilm1[! i ~egue uti risultati rirP.reuti 5i al la cl~:;se 1893: Al ta Baviera ~u reclntH 4-0L~ deticienti Bassa
P11lutinato Alto P alati nato Alta Frauconiu » Mt>di:1 D~ s:::H
Svcvia Totn le nel regno
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3538 :i-176
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2906 20!)7 ---
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1441
N. B. Secondo il regolamento suaccennato si intendono deficienti coloro che non sanno leggere, o non sono cap;~ci di S(;riVt1re leggibili mente il proprio nome e c.ngnome. Armmnent.o. - Seconde• I'Allgcmeitw ilfilitiir Zcitung l'adozione della nuova baionetta è "Ìà, in massima, decisa. Le pr·ove che sono tuttora in cor50 prrlsso i v"ari ri parti di tl'llppa mirano puramente a stabilire se il con"e"DO adoperato per inastar<! la IJaionetta sul fucile sia pra· "" . . . . . tico. La baionet"ta sarebbe sempre ina~tnta tn qualsrasr escw tazwne, nel servizio di gua1·dia, nel ti ro ed in combauimeoto; soltanto nelle marce si porterebbe iuguainata. Verrebbe inoltre, per volere espresso dell'imperatore, ric.hiama ta maggiormente l'attenzione sulla 5cherma di baionetta. Bandiere ai IJ!U.trt·i batta[!lioni. - L' Allgemeine Zeilung annunzia che nel prossimo autunno, pro babilmente it •18 ottobre ovri1 !uogo la consegna delle bandiere 11i quarti ballaglioni della fantor1a prusstana. Sa ril fatta per;onalmcnte dall' imperatore a Berlino oppure a l'ob~am. Nuovo deposito di ·rimonflt. - Con ordine di gabinetto pt~bbheato neii'Anneeverordnungs/llatt il stato istituito n MocklcultOr5t, 111 provincia d'Aunover un deposito dt ' rimonta che incominciò a funzionare . . dal ·3 luglio scorso. Misure di precauzione nelle marce in slrl.!J·ionc estÌV(,. - A hnc dt cautelare pos::ibi lmE'nte la truppa contro i casi d' insolazione n.ell ~ marce e5eguite in ::tagione estiva, vennero dira~nate molte pt·escnz•ont, tt:•l le qual i sonv i queste principali: !'\el predrsporro pc•· marce che i!bbtiìno a durare anche nelle ore di forte calore, devesi anticrpare l'ora della ritirata della :;era innanzi cd impedire severame!ltc che alcuno si traL· tenga in osterie ecc., olu·e la data ora in cui tuui deubono essere iu qu;rtiere. Al t~minciare della marcia deve5i dare. ordine. di ~~nncr~rc il colleuo della tunrca, nonchè di sbottonnro alcuor bottonr ~ d r toglrer viil la ('.ravarta . Qualora si manìfe~ti nella colonna ti i mtll'cia nua spossa tezza veramenie speciale, è da prcferirsi trrr alt subito in aperta ca mpagna ed anche al sole,· piuttostochè procedere ancora, sia. pure per poco, nell'intento di raggiungere vicini al loggiamenti: ~eves t concedere q uanto è possibile di bere acrrun; perconendo regront poeo, popolate otl aride, si porti acqua su cn ni al seguitù ~elle t.r uppe. All'arrivo in quartiere dçvesi evitlll'e <rna lu nque motrvo dr t~·att~n e~e ancora la truppa in piedi, essendosi constatato che ~ !tpuuto rn ~tmtl~ momenti cadono sfiniti coloro che avevano fa tto sforzr per traseruarsJ iusino al termine della marcia. '
NOTJZ!E llllU'l'Aftl ES1'ERE
144~
NÒTÌZIE li1LITARt ESTÉRJO:
Discrto1·i di marùut. - Iu sedutil 9 luglio il Bundesrath esp resse il suo ass~n tin11·nto pel' la futura conclusione di un aceordo tra l' I mpero germll ntCO e la Spagrw, avente per oggetto il vicendevole scambio di disertori della mariua milital'c. RUSSIA
Risultati di leva i1~ Finland·ia. - S e~:ondo dati ufficiali rel:ni vi all'llnno 1893: i gio\·nni finl:llldesi dro avevano raggiunto l'età voluta per eotr:~rc nell esercrto era dr 2:3,000. Di questi: 2324 gionmi (1 O,t.. o/ o) uou compnrvcro, c H ,368 (57,!~ 0/ 0 ) furono dichiarati non atti .al servizio. Furono iuscritti nella •·i;;crv<J 6088 giovani. Sul tot:~lc delle recluto sol .., ' tanto ·l 1 non S11pevnuo oè leggere, uè scri vere. Viene osscr varo che in coofronto 11 ll 'n nuo •1802, uel ·1893 furono prese più ret:ln tc, ucnchè il llUillet'O dci. fi Oit atti~( ~e r v.Ì ~ÌO :; i~ CI'OSCÌUtO da l oi), :f o/o al 57,.} Oj0. .Ful'OliO n ltrc::;1 nccord:w p1ù .r~lllao<lr . per causa d'insufficiente sviluppo fi SICO . Queste due spec1c d1 mcap<Hatà ;d ser vizio· miliwre lt<lllllO fatto :,ì cl1e il OI'IIIWI'? dci t~i s peu sa ti do! servizio è snlito al 60 o;odclll1 popo[;1• ztouedella Frnlnudta avente l'età per entrare nr41.'esercito. L ' [nvalùlo , t·usso chiude LJIICSte considerazion i, facenclo voti perchè si ricerchino le cause rli questo fa tto doplorevole. · L' i:stt'll:;ionc letteraria delle n:clute. - Sceondo i dnti d' un:1 eornmis~iou c tlcl ~lini s tc ro dell 'istruzione pubblica, risulta che solamen te. il 30 °/o del contingcuu: anottO. di reclute ::.a leggere c scrivere. Viene pcrt:~nto os,;ervato, che c1ò nondrmeno rappresenta un progre:;so notevole iu cou fronto allo St:l to di cose auteriore all'applic;nione della lc(Tf'lc $Ul servizio milit:lrc_ obbliga torio; e la, commissione auribuisce que::.~o" progre:>so allo prerogat1.ve accordnte dnlla legge militaJ·e ai giovani passnti per le scuole delle drversc categorie. Le l1'Ut!'Pc del campo di Kt·asnce Selò . - Il giomo 5 ('l 7) Junlio S. A. r. Il granduca Yladirniro, ~:omandante le truppe clelia "Lwrdf.'l c della circ?scrizìone di Pietroburgo, visitò il campo di Kras~oc Selò, dove pr:-scntemcu.tc :;on9 riuniti 6 1 'j, battaglioni di fanterin, 42 squadroni d1 cavnllerw, 8 sotnie éosacclte, ·128 pezzi (32 dei quali dell'artig licrin a cava llo). . 1'!·ro di vc1··i{ica dei w.cot)'i f'ucili . - l i tiro di verilka (Prizù; lk~), destlllato a controllare l'esattezza della linea di mira dei fucili chè in passato e:;egui1•1Jsi dalle fabbriche d' ;~rmi, or11, pei fu cil i di li nce r~ocleflo ·18\) f , dovrà .ell'ettuar:.;i pre:.;so i corpi di truppa. Una recent~ cu·co lare (N. :L23) notifica le modalità di esecuzione di questi tiri.
3
Il tiro eli verifica dei fu cili da distribuirsi ni solda t.i o dn conservarsi colle dot~zioni d':n·mi dei corpi, va eseguito pos~ihilmentc suhito dopo ricevuti i fucili daì corpi st.essi; in qun luoqne modo i fncili della prima specie dovrauno esse~(' verilic:lli prima che i soldati iuizino il tiro annu ~le i fucili della ~eco ndn specie uon più tardi di uu anno da che si tr;vano nei maqazzini dci corpi di truppn. Il tiro di prov::. ì• c;:rgnito dai più abili tiratori del rcp:~rto, sollo la direzione d~ll' nf!ìciale d':mni, presenti l'armainolo e il comandante delln compagma c.ul so o~ destinati i fucili . Pel tiro dei fucil i io dotazione Yengono ::.ssegn.ate o c:~rtucci c per fucile; i risultati di tiro dci mede,;imi son? marc.all 111 un cnrtellino·, ~ul quale è pure indicnto il numero del fnc tlc e _la da ta del tiro. li cartellino, fi rmato dall' ufficiale d'Mrni t' Jnl cn pttnno mtercssa to, si conserva presso il corrispondento fucil e. . . . . . . Pel tiro dei fucili da couserva rsi nei magnz1.111 1 det lwuaglum r d1 complemento (b3ttaglioni che si form ano in tc r~ po di ?n:-rra) &i segnano le stesse norme, però sono assegna te 'l O ca rtu cc1o per ltw le. Porta n Lo no1 magnzini dei hauag\ioni di complemento ?he so.no fu~ r.i della .sed~ del rispetti vo reggimento vengono commHl at1 ù~ l ~ :~u ton~a su per 1 o ~e · un urfìci;de d'armi, un nrmaiuolo e -~ dei più ahll1 t1rnton per reggunento fnnteria o hri(Jata cacciatori. Con queste stesse norme, per cura der ~oman;lauti dj circoscrizione militare, si eseguisce il ' tiro ùi v.crili~a rJei fu.ci li conservati nei magazzin i d'artigli eri~ o dei distretti .mtl 1~ar1, e destinati pei reparti di truppa dn form ~l'SL o tr~sforma1·:;1 11ll ntto della mobilitazione. Stato attuale dei la'Oor~ della (M-ror;ia della SibP1'ia. - Sec~nd~ la Gazzetta di Tobolsk, i lavori di costruzione della grande ferrov1a stbe· riaoa progrediscono io modo soddisfacente, al puuto ehe conta terminare la costruzione della linea per l'anno 1901, vale a d1re· tre aum prima del termine stabilito. . . . . . La seziono. del Traosbaikal (Irl.ntsk -J.lstventsCI) :;a ra probalul meute aperta al transito nel 1898. Quanto ~Ila sezione dcll ' i\~nu r (Pok~ov skoe-Khabarovka) si è propo~to Lli cornincinrne la <'OslnlZione nel 1896: Assegni per costruzioni di (en·ouie e migl·io1'i1~. - ~cl me:;e dt giugno ti. s. daì Sena~o del!~ ~inlnn~in ~ennero ~s5cgnat1 2,2~0,00~ marchi per la costruzwne dt lerrov1e, CIOè : 1 ,6_00,0?0 rnarclu. pc1 quella di Carelia, e 600,000 marchi per la ll.lrrovra B1crncborg (sul le coste del G. di Botnia). Nell'intento di aumen1a1·e la poten7.ia lit:\ delle l'errovie dello S~a to nella Russia europea, vennero pure a!'.segnati dai roodi dello Sw to: ,Jo 3,200,000 rub\i per l'acquisto di vngoni merci e pi::.unforme;
s!
NOTlZIE !hLlTA1U ES!fEnB
2° 1 ,238, 900~ rqhli per aumento di ferrovie dello Stato a scopo sh'n· tcgiM; 3° 5 , ~ 0 8, 8 0 0 per aumento e rniglior<JmentCI di ferro vie a scopo commercia le. Somme fissate pel1natwiale mobile della {er·ror-ia siben·ana. - ~el l a 18• sedu ~ del Comitato dell3 fer rovi3 della Si beria, presied uta dallo Czarcvic, furono :-.ssegnnte le seguenti som me pel materia le mobile della fe rrovia sopra detta : 1° Trauo della seziono occidentale rubli 4-,836,238 )) )) 3, 785,390 2° 1° centrale . 4,715,690 2° » » 6,6lf6,085 T1·atto setteotrionn le della se?.ione de ll'U:;suri » 2, 098, U 8 meridionale » >> •l ·172 500 lh.~catto della fi:rro!; itt Lozovo-Sebagtopoli, e stato attu~le (lell~ l-ine11 dello Stnto. - Uua gr'\ n parte delle ferrovie russe (in iipecie quelle ''erso i confini occidentali) sono in rnnno di Società di ebrei di varie nazioni, russi, fran cesi, helgi, e speci3lmente tedeschi, ciò secondo i Bussi CO~titui sce Ull grave inconveniente, in modo particolare nel C3SO di Ullll guerra. Qnestn , cd altre considerazioni d'ordine mi ~re ed ecouontico, eomc pure la tendenza sempre più pronunziata all'aceentramento delle cose pubbliche nelle mani del governo, inducono questo a risc<Jttilre man mttno le fe rrovie delle SocicLi.l pri v<ttc. Nel ·1889 appn rtene1·~ n o :-.I lo Stllto 7676 vcrste (8257 chilometri) di ferrovie. Nel •1890 appnrtencvnno allo Sta to 7776 verste (8,:167 chilometri) di ferrovie. Nel 189 1 :-. ppa rtcncv3 no allo Stato 9777 verstc (•10,370 chilometri) di ferrovie. ~el '1893 appartcnev:.~no allo Stnto '17,060 ''erstc (48,'203 chilometri) di fe rrovie. ::\1 ·f • gen naio 189.} app:ut enevano <J ilo Stato ·19,055 verste ('l0,939 chilometri) di " fen ovic. Ora, viene annunziato ci.1e col 1° nove mbre ·1894. la ·fenovia Lozovo· Sebastopoli 1 della lu11ghczr.3 di !l70 ver:>te (oltre 6Q8 chilotùetri) pas· serà allo Swto In tal modo lo svi luppo della rete ferroviaria appartenente allo Swto sarà di 1H,G2li verste (2•1,547 chi lometri) (1). .
(l.)
dello
Alfine del 4893 lo sv iluppo t<lLttle dell') ferrovie dell' impet\1 msso (pa 1·ticolui 0 Stato) era rli 3!,8H versto (Chilometri 33,94'!!). .
1445
Ntw ve [er·r;vie aperte all'esercizio durante ~t 1° sem~str~ 1894. -: Con recente disposizione (giugn o) fur ono 3pertt al tr:ms1to t due ram1 ferroviari della linea Vladikavkas-Hostov (Coucnso) : a) T3eslan- Petrovsk (porto del Mar ~ero), tronco molto importante ~el comm_ercio col Transcaspio e colle regioni asiatiche, avente lo sviluppo d1 24-9,~ vers_te (chi lometri 2 66); b) dall3 stazioue Minemlniia Vodi (Acque mmeral1): alle sorgeuti miner:~li del Caucaso), 60,.'f8 verste (ch i lomet~i 6~). S1 ricorda qui che dttl ~o gennaio 1894 a tutl'oggi furono npcru ali esercizio ~3 55 chilometri di nul've ferrovie, e cioè: 1o Sulla linea ferroviaria Kiev-Voronesg: a) il tronco Konotop-Pir(l,;ovka, chilometri 99, b) il tronco Krnti-Piriatiu, chilometri .·t 08, c) il tronco Kruti Cernigov, chilometn 81; 2o Sulla linea che deve unire Hiazan :. Kazau: il tratto Sassovo- Svi3gesk, chilometri 617; 3" Sul l:~ ferrovia !\losca- Kh:H'kov : il tronco Kursk-Ksceui, chilometri •120 ; 4" Sulla ferrovia Vladikavkas·Hostov: a.) il troneo Beslan-Petrovsk, chilometri 2G6, /J) il tronco· di J1'!ine1·aln·iùL Vodt:, chilometri 6.'J.. Cosicchè lo sviluppo della rete ferrovinria doll'i mpm·o, che alla fin e del ·1893 et' tl di 33, g,}2 chilometri, presentemente è eli chilometri 3!),297: Scuolct 1111ilitare d'cwtigl·ieria. - In Russia gli ufncia!i ~01_10 re~l.utn~t parte nelle scuole yunker, dove sono ammessi i. sottuf_nc~ali. e m1htan, e parte nelle scuole -mil·itari (di f:mtet'Ì a, cavnllentt, art1gltcm1 e geniO), dove sono ammessi uiovani di coltura maggiore. " 11 Prik:ls N. ,140eprescrive che una delle due scuole militari di fan.· te1·ia (seuol3 Costantino) si t1·asformi in scuola d' artiglieria P.rendendo 11 nome di scuola Gos/im~ùw d'nrli[flÌel'ia. In tal modo presentemente si hanno le seguenti scuole: Pavlovskoe (Paolo) per uffici31i di fa nteri:-~, a Pietroburgo, Aleksmulrovskoe (Ales~anrl ro) id. id., a Mosca, Nikolaievskoe (Nicola) ul. cavalleria, 3 Pietroburgo, Konstanti110vskoe (Costantino) id. artiglieria, n Pietroburgo, llfikhailovoskoe (Michele) id. id., a l'ietroburgo, Nikota:iev9skoe (Nieola) id. genio, a Pietrohurgo.
/
Jl va:pore c< Peterbu4 ·g » della flotta .volonta.r~o: - Il più recente dei vapori di cui dispone la flotta VQlontana russn e 1l Peterlmrg. . . Esso stato costruito a New-Castlc, uei cnotieri Hautom Leslte ed ha
46
1447
~OTIZÌE MILITARI ESTER~
462 piedi (metri 140,80) di lunghezza, ;$4 piedi di larghezza (metri 16,46) e una velocità massima di 19 piedi. Il nuovo vnporo secondo la stampo r11ssa è pi"Ovveduto di Lutti i mozzi tecnici più perfetti, d' illuminazione elettrica e del migliore sistema eli venti lazione conosciuto fino ad ora. Oltre alle cabine per i passeggeri di 3 1 c 2• classe, montate con lusso, il Peterbm·g possiede un locale spazioso e bfln aerea to per 1800 passeggeri di 34 classe. Questo vapore giunst• a Piotrobu rgo il 2 giugno, proveniente dall'Inghilterra. Fu ìspezional.ll rl:lll' imperatot·o e, dopo aver caricato in quella città, ed a Cronst:ult, materiali per la fel'l'ovia Sibe1·iana, e materiali della marina, partir~ pel suo primo viaggio nell'estremo oriente. Nome di rluc co1'a.zzate in costruzione. - La corazzata gua rda-coste attu:llrnenle in costruzione al nuovo ammiragliato, a Pietroliurgo, prese il nome di Ghcnl!l'rt.l-admù·al A7n·alcsin, e fu inscritta sui ruoli della lloua del Baltico; e In con1zza1a da squadra, attualmente nei cantieri dell'::nnmiragliato, a Nikolaicv, prese il nome di Rosti.sl<w, e fu inscriun sui ruoli della noua del Mar Nero.
-
/
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
b) Bollettino bibliografico
l. Sommario delle rivi's te milit ari it aliane. nivi::;ta d'art"iyheria c ycnio (g iug ~o): Figari. - Sulla resistenza dci ~ate rtalt. . . - ·1·' ,," ""Cttola centrale eh Ne\Luno. Annt.b a11 ... Ricci. _ Probabilità di tiro delle arttghcrtc. ViglC'ai, _ 11 fncil'e russo dì 3 linee. Miscellanea. Notizie. Bibliografia . 1/ivi.sta di fanteria (30 gi u ~uo) . della fanteria. Haab. _ Effemeride storica . 11 vÌ\':Indiere. Regolamenti prmsiani. 1 bcrsngli ridotti. Cruuac:~. · Bibbliografìn. :\Iun izion:~meo to
Rivista ma1·ùtima (luglio). .. . . - Sul pt·'ttno tema delle manov re navah Itaha ne. Bonarmco. Santarelli. _ n telegoniometro Fiske.
1448 Vecchi.
NOTIZIE BIULIOGRAFICll E
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
La nave da diporto.
Brav~ua.- Le composizioni inr.endiarie e le prime artiglierie da fuoco. Palag1. - I lazzaretti marittimi di Livorno.
Bonucci. - 11 corpo RR. equip3ggi. Lettere. Noti1.ie. Supplemento. - Soliani - Hccenti progressi nelle mar.chine marine. G·iort1alc medico dell'ese rcito e della tnaril•a • (G'tugno). Pispoli. - Lava ~ura dello stomaco . Cognoui - Disturbi visivi di epilel;sia. Guerra - Metodo Bas~ i u i per la cura delle ernie. Ri vista med ica. » chirurgica. dormo-sifi lopatit:a . tera peutico. eli tecnica e servizio militare. ,. di igiono. Varietit. - lli bliog ralia.
....
2. Arte militare. Sagnaliarno: ~ L' im~iego .militar~ del lo reti ferroviario nelle ultimo guerre sullo St1cOlr.w· dt lugho, stud1o accur:~to o ricoo di considerazioni originali. . - Heysman professore dell'accademia di stat-O maggiore ~icol a -d i Pwtrobut·go. Corso di swria dell'arte militare. Pietroburgo. E udekofr. La. 2·• yarte che ci è venuta sott' occhio riguarda l' ~poca moderna, . esamma. m un_ primo capitolo l'epoca di transizione. Consalvo di C:ordova, Ptetro :'i avalfg,_ tec., nel secondo l'epoca svedese Gustavo Adùlfo nel. tet-z:o la guet·rn dP.i 30 anni, nel quat·to l'epoca di t uigi XIV, crumto l' urenna · E'ugemo · e termmo · con , . • c. Condi· . "'' nel se""to l'l p1··mmpe un ap~en,diCe ..dcthca ta alla letteratura militare : .Maccltiavelli, Monte~~ u cco lt , Feugtcres, Pu yscgur, Folanl, .Maurizio di Sassoma. . .~ Della ~~ct:ra di pa.rtigiani c della sua storia. In Ri-v·ista cientifico m1l1to.r del lo ~pugno .1894. -.colonnello Crainicianu. - Ln frontiera dei Carpazti, pensieri sulla sua dt(esa. - Buca rest, 1894. Il noto ufncialc ru meno, dopo n•1merose ricognizioni fatte insieme ai
nei
1449
soci della soctetà rumena di scienze militr.r i, lw pu bbliC[ItO le sue osservazioni import.anti ed uno spirito eminentetnente pratico dividendo la frontiera studiata nelle varie sezioni individunli d<~lle gt·andi linee ~tratecriche che in essa si presentano. - l'Sulle frontiere francesi e sulle loro difese ha presentato interessanti considerazioni il lflaggiore 1-l:lsluigno nell'.lnhrbiichPr fiir d·ie del'· tsclte A.rmee I.J.I!d .Uarine di luglio.
3. Storia militare. Abbiamo notato: - Un eommento sul tattico ·strntegico alltr ba ttaglia tli Custoza (24 giugno 1866) assai difl'uso ed importnntc sullo StrcfJlPw· di lugl io dovuta al colonnello .Mascke. - IJillet'. - Guerra del 181 4, nuow, studio :>tori1:0. Stutgarda, Kohlhammcr. _ Il Militùr !Yoclwnblatt ha pubhlicnto nei sur•i 7" ed 8'' Bt:ihefL 4 inter·~ssanti lavori che insieme costitu i;:.c:ono unn preziosa n1onogralia di uno dei futuri grandi teatri di guen·n. 'Il primo iutitolato il teatro di guer rn russo 1~ o rd occidentale, ~ 111~ commento e nassunto d!!ll'analogo liii' OI'O da uot segna];l to snllo &refflcw·, tratto d<1 pubblicazioni semi ufficia li russe. . . . Il secondo è nna memori;r :<toricn sulle opel'n4tOI11 frtiUCeSI e russe nel I8i2 dalla battaglia di Krasnoi alla Beresina, è dovuta al gcnet·alc Kraltmer. 11 Let·to è un di<1rio tradotto dal fr:mct!se delle operll4ioni del passae:oio della Berc..;ina ;;eguitn da inLeres.-;anti ossen·a,.ioni. quarto infìne è l' estratto del giornale del r.apitano r. I...insingen (morto generale a Cas;;el nel 1843) durante la guena.dt Ru~sw alla q~alc esso prese p::trte come comandante di unn compngnta del 2° battaglione di fanteria Je~gera di Vestfagl ia, face nte parte dell'VIli corpo f•·ancese, gene•·alc Vaudammc. L'in,;ieme dei lavor·i è attraente e eontiene molte notizie nuove ed in-
"ii
taressa n ti.
4. Geografia, Colonie, Viaggi. _ ~ul vinggiatore Huspoli, sull<1 delimitozione delle sfere d'int1uenza anglo iÌali~na, wl le l'ollczioni riunite do) capitano Hottego n~l suo _recente e glorioso viaggio all' Alto Gin ba, hn intere:\S~J1t1 noti7.Je 11 Bollettino di maggio della ~ocietà geogra fl cn.
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NOT'IZIE BI BLIOGRAFICHE
NOT17.lE BWLlOGRA'FI CHE
---: Swhl 1n ann. ·- .llit Emin pascùì. in Aftika. Ber·lino, Reimer. L o?~"" fu pubb lic11 t:1 n spese e per ordine della Divisione Coloniale del .\Irnrstei'O ?egli nlln.ri esteri de!In Germania È c ivisa in due pa r·ti. Nella pr1ma l autorP ncorda anzi tutt•) la permanenza del pascih sulla costa, a Bagamoio, il disegno e lo scopo della spedizione, i prep,11·ari vi e la ~art~~l.:L 1.1 ~6 ~prilc r'ell'anao 1890 la spedizione s'i nternava, oltre rl l\.r nwJilr, a K rcoe<~, poi a .Mrògoro, e per la valle del :Uucondogua a )J ~uapua. Ql~antunque, e da molto tempo, sia notissimo que~to .tral.to d~ pnesc afnc<•no, il dollot· Stuhlmann lw per esso e per i ~uo1 abrt.a~t• Msua ed Uasa rano osservazioni :;cientilìclte nuove. Lnrg:1 ò la Jescrmone ~cognlfica cd antropologica del paese c del popo lo Vadoe. Per q uesta '.'ag:ono Eruin p:1~ciit penet1·ò neii' Ugogo, dove ebbe ~. ~ 0111 _ battere con l J'1fi:, 1co lt"o, ~o 'llltl SO ., _ l M:lslìi . e CCJ i VD"'O"o· o \": ~ SUflCI"ll:t • < fl• Ol. oan· ~ a 1 abòr<l. fv1 , e 111 gt~ ncra le tr·:1 gli Vuaniarnuesi, l'i nll11enza ~rah~ vi ~ ~ man tenevn .allora. i n v i gorE', nralgrado l' ew~ rgica n ione J el prot.ettol·:rto germaniCO: nusc1 però ad Ernin pasci:ì di otten e n~ ia ~o ttO Jrti s SJOne. d1>l ~1a Jl•~ Sik e .e di eonehi udere un trat tato cogl i arabi. _ L'a 11. tore, la dell Unla iiJUCSI tlll(l complot:J, minuzio~a dc~crizione, comiucinndo ~lall aspetto del pncsc per femi;II'Si ai costumi d1!gli ahitanti, alle J 01.0 mdustnc, ecc. L'itin~rario della s~e11izionc $i ,;volse poi da Tabò 1·a al Niansa, per Bucumbt, non senza mcontrare Ar<•hi nHmici, con cui essa co mbattè tbst.I:uggendoo•: un villaggio sulle 1·ivè dei lì.ume Simiu. Cosi . raggiunte .~~ 1tve del lago e 3"'.at:dolo l t~ngo rl golfo di Emin p:;sciil, la :;pediZIOnP- toccò Bucòba . D1 la fu fJOI fat la una e.:c, 1r..;ione uell '{l,~ 11 -'. Il· 'd · o" ua, a t.1 re.~r :t~za del . re )fua~a, ~hc allora :>i dibatteva in quelli' gros.~e liti cou cllnglcs1, che po1 fin11·ono con l:1 nota guerra e :>trage di cri:~tiani. Anche rn questo punto del suo lavoro lo Swlrlmann fra introdott nunwrosi dnti ~tn tistici e note scicotifìche, spccial mcntfl l'tnoloaich: suii'Uganda e su rp1e~di in die-eui. Il Pasch' c ,·~ '>lr c•~ c~c.• 1·ov~n~ · ~ ·t· ~ ..,. u c.• ••, 1'11101 IS I ~re~;;o nlle. rive del Niaosn, salirono s1.ll' altopi<mo c si diressero verso 11. frumc C;rghern per peneLrare nel Carague. Importante pe1· la aeografia 01 quella zon:1 lacustrc è in tf" l'"to ""nto la rel'z t. on't.:· u-'eli' nu tore, " '·eome •· ~" · "' ' pu1·e quell a che ,;egue sul Mpòi'Ol'O.. che~ fu att1·avcrsato per scendere al lnf.!O Alberto. Ed norn inatamenle ciò ch' eali dice• decrl · ,. · 1· . un rdo: . e ,. l :n .lll7.1 c 1 fOl'CStC vorgm1, det v1rlcani Mfumbiro, del l'ìurne Rueiurrn • .. ·, · • y · · 1· . . . . . r• 1l L•:l 1.1 il ICll.lnl " • .e. m~ ntrc .lV I .npo.sava la carovana, il dottor Stuh lrnann con pocln nomtm eh segu1to s nccmsc all'nscensione del Monte Ruussòro (Huven?.ori). Cra 1'8 giugno ·1891. Inten'3~a ntissimo scientincumente è que~to capitolo delle memori,1 delt: 1
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l' autore. che rilevò molte posizioni c accidentalitil del suolo montagnoso <li quel, grande masso, e che osservò c raccol ·c un grande nume1·o di piante, registrandone la situazione. Xotevoli pu re le 'infor.mnzion! sull~ struttura geologica e sulle questioni orografìche ùella rcg10nc rlc1 lagln equntoriali dell'Africa. - La spedizione prese poi a s~cn~ere per la vnile dell' lssnngo-Scmliki IJ·a gli Vauamb:l, Unr3SIII'tl , Lnmoro e Ualeg-ga. L'autore, narrnndo gli eventi ora tocc.,ti ad Emin in mezzo a que;;te ~enti , risale ai tempi ùella ::pedizione Stanlcy "d nllc cause della rovina delln provincin di Equatoria. La prima pnrte rlcl volume si chinde cou le trattatiH• c i f!atti fnt.ti con Sudanesi per potor procede r~ 1·erso O''est, nila. 1olta di Buessa. - Una descrizionl' degli Uanirt1 introduce nella seconda p:u·to del ln relazione. . . Attravt!r;n tc le foreste Yergini del piHOIJ I'O di Lendu, la Rperllztonc ,Jovcltc retrocedere, essendo s ta t~t ahhanclonnla chrllf! guide, tanto una pl'ima volta, che ern direttu ver.so Q,•cst, < ~u ant•) unn scco nrl rt ~ n1eut1:e ~ro : cedeva per Sud . In CJUelln rcg1one t·!S~;, rncontraV<1 1rna pn ma tl'l hu eh pigmei, dei quali lo S tulrlrnann Jà tm pcrrouo ritrn tto antropologico. A~eauto a questo ne trovinmo 1111 altro, chl' il enntrib11to postumo d1~1l o stesso Emi n, o rig11arcla gli A-)111' . A rp1est.i Juc ne ~eg u e un terw, che presenta l'origine, l'indolo e gli usi dei Lcod u. - Lo Sttthlmnnn pass.a poi a narrare il ritorno ro1·zato il Rilippi e ne trae O<~cnsi on c per dcscn· vere !!li Ua:<,;ongora. Ricorda di ~egl 1i to il soggiom o dclln spedizione in Undussu 111a, un'escursione allora f;1 lt11 ul lago Albc rto,r~ le cause che lo costrin:;e1·o in fi ne a $epararsi da Ern in p:t~ciù p.:r ritornare allr, wsta Questo rito1·no dà luogo a n uove os:>M\':Jl.ioni scieutiliche dell'autore, mnto per iltrn uo che va dal R u~sòro al lago Al berto-Eduardo, qu:mto per la via da Carague al Ninnsa. Giunto a Bucòha, lo Stu hlmann vi riceveva poco dopo notizie di Emin; e, rimn~to1· i qtwlchc tempo, si Ù3\'[t <l una serie di ricerche ed escur:;ioni, che complctuno quelle di ahi riaggiatori: irnport.ante as~ai quella ~ul .l\'iansa. di CIIi 1'i può dire d'aYere una vera monografi a nel Capitolo XXX della relazioni;'. Pc•· ll':lllglri e per le terre di 1\l~~ai, l'autore riuscì n Bagr<mojo. An che quest'ultimo punto è arricchito di note naturalistiche snl Latuca c quegl'iudigeni, lasciate da l compianto Pttscià. Di q uesto l'alltore clil in breve le più attendibili notizie, tanto 1·iguurda allu :;econda parte del viaggio di Ernin, quanto :;uil<~ miser:.mda vita di lui. Alcune considerazioni riassu-q. tivc sulla geologia ed orografia, sul clima , sulla Jlora e la fauna del paese, gulla popolazione e sulle industrie, speeinlmente ngricole di fJUesta, come pure :;ul\a necessi t~ di migliori 11\eu i d i traspor to per terra, chiudono la prege\'olissimn opr.r:1. E:>:>a d'al tronde ì· ~p l cndid am cnte
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1453 ::.OTIZIE BIBLIOGRAFICHE
adorna di disegn i veramente artistici di luoghi, di indigeni, di arm i ed a1·nesi, e di un ritral.to originale del douor Ern.in, fatto da Knhnert. Vi sono pure parecchi fac-simili di lettere del g•·ande africanista, c due C:lrte; l'una dirno~lraliva della sprdir.ione di Emin pascià t1890.9f ), drsegnata clal dottor R. Kiepert, l'altra, dello Stuhlmann, è formata ùi t]uatt•·o c:arlc, tra le qual i spicca per ricchez1.a di dati un grailde r1uadro geografico ({ ; 3,000,000) rappresentante la distribuzione etnie;~ dei popoli nell'Africa crpwtorialc verso F.st. Le allr~ tre ca1tine offrono i risultati delle ricerche, dello stesso autore sulle eond izioni geologiche, sulla densil:ì delle popolazioni, e sulle diverse cultu re dei territori per cui passò la spedizione Emin. - Generale Salcedo. - Coloniag ~;spanola. - Proyectos de dom:inttrùm y colonizacion dP Jl'/ùdrmao d l olò. - Gerona Llach. " I~ uno studio ~u ll e Filippine abbastllnza interessante.
8. Varietà. - Una pubblicnzionc di gr:mde lusso del tenente del];, \andwelll' auslr·iaca Ascher deve essere segnn lata. Parla il titolo: Sr.ett1·o c corone, biografie e nlratti di Lutti i sovrani regnanti di Europa. Viennn, Mfrller. - Il r.olonnollo Bnncalari ha pubblicato col titolo: Studi cm·togra~ci un interessantissimo studio su li'Ot,ga.-n. der mi/it(lrische Wissenschaftlichen Verei11e. In esso p•·emcssc alcune generali considerazioni sulla importanza e sviluppo della carlografia, esamina lo sviluppo sto~i co generale dell'arte cartografica in Austrin dal XYI secolo in poi, descrive le grandi carte utlìciali austro-unga riche c specialmente la ultima e più impo1·tnnte Spcci a i-K:~ l·tc 4:75,000.
Per la Direzione L onovrco Crso·rTr •t~<tggiore ~1. M., inr.arieato
DE MAR CH I CARLO ,
qere.nu .
I BERSAGLIERI
S o. iu qnes te poche pagine, eli ~:Lzzitrchwe u mt parola in favore d' un corpo sp8c!ifde, qrw.11cl o .lit ~endenz(t alta ('unle1 ·ia ·u 11,ica ::;ombra ;_tucenr.uarsi nel! 'a m hiunte m ilit<tre, qnando t.ntto - intorno a. n oi --- ui r ivol.a quello spirito livellatore 0he orn1.a.i ;;'impone ndl.e moclernti sr>oie Là, l"t~l.t uou crr:•do perciò di tenLare fuori tempo nn ritorno alL~ntico o di commettere u n anacronismo. _\.i g iorni nost.ri h~ ,,ittm·ia 1J pe1· colui che ,·iesr:e a(l impieyw· meglio il,;wggior ~~nmm ·o di so/dali; raramente giungeremo all'arma bianca, poichè n elle grandi ba.tta.glie moderne sarà il {uoeo iiiJelligente - più di tutto - <1. deeiclere. Ed ecco. in gran p:trte, spiegata l'odierna tencll)U~a alla fanteria nnica, qua::;i i\t:CHnno alla. nazione annai'<L I principi erninentmnente democratilli . c he informano l'att mtle società., trovano così m ut manito~ta;-. ione anco nello ambienr.e lllil itare; e ::;ta bene : ma questo st<\to eli eo,;e che tocco di volo ÙL sì che i g rossi eserciti tlei tempi nostri risultino formar,i dit tntti gli elvmenti disparatissimi compresi f ra il fisic:wrtenle medio1;1·e (l l'otliMO, che la soc iet~t offre a l reclu tamen to. Ciò posto, non è p~t lo meno assurdo rinuncùtre a.gli incÙsent ibih e rilevanti van1;aggì che s i po:;sono (;rarre da.gli
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l BERSAGLIE Rl
ottimi, pel solo g usto rli YOlerli impiegati assieme e frammisti ai medioc1·i? A questo risultato ci porterebbe indubbiamente l'attuaziont> della fanteria. u nica. Quando p oi g li elP.mcnti ottimi, g ià riuniti iu nn corpo speuiale con speciale mandf.tto, seppero for m<trsi nna storia ·g lor iosa s ui ca mpi d i ba.ttaglia e colpirono l'immaginazione stessa deJ. proprio paese, tanto da divenirne il tipo eh ::;ol dato nazionale, allom per !)_nell'eser cito l'ideal<~ de lla fanter ia unica è un' u tol)ia pericolosa. qualunqu e siano le ragioni che la possano consigliarE>. La questione sembra è\ t nt.t~t prima t.ecnica ~o ltaJ,lto . ma iu realtù, non è che una propria e vera qu estione moraìe. poichè si ris0lve nel distruggere molti ricordi, molte t radizioni che ormai gon partE> iutegmnte della v·lta e dc ll.'istoria d' u n popolo e d' un esorr;ito (l). Ora il pericolo, che per n na s iffa.bta. ::;eossa morale si 0 orr erebbe, non supera. forse e d i g ran lunga vantaggi <m i si mira?, J 0 non SO dubitaru~. perchè YÌ 5011 fatti, d~\ ti e 110111i, [a Clti memoria non si pnC. toce;are. e tanto meno d istruggere. 'l'utto questo comunque sia. buono o no - si ,·erifica ind ubbiamente da noi pel corpo dei bersaglieri. Talchè il mio ritorno all'<Lntico- se tale sarà giudicato --· non· mi sembra fuor i posto, c l'an acronismo, v ia, non. sussiste. Da. n oi .infatti .i ber:;aglieri non si poter ono abolire. malgrado tut te le ragioni profonde degli avversari, malg rado ·
( l) i'it:i nostri ber5a~lieri noi :tbhiamv tnle una copia di ~loria, eli tradi7.illni, •li 1·:nincnli servizi resi a! pa(!W cd a ll 'esercito: tale un rr(!stigio, uno spirito di COr(lO elc,·ato ed un sentimento •1i ,·era, re:tlo e leglltima s uperiorilà cloe Sflrtbbe tmptJ.<SWilf 11 !Ji !l sti{icartre l' aboli~iiJne solto il rn·etesto di 1'ispella·r e un pl'incipio ll:•>ricamm te (littstu ma tJraticamente 11 0 n IIPJilicabile. Anz i il Carlo ricadrebbe a svnntayoio elci ''.l•lore moru le dell'inltno esercito ~i m boleg.;ia to nel be rsagliere, cono>çiul o in (ta.titt Il fuori co me un t ipo atratto spcda lc eo·l or igi nai,., cltc richiama a S<' b ,; in opatln c ta > liu ti~ ttniver.;a le. PI)I'Ù e mestieri illlfli~oro·/i io motlo tli !Jiw.!o, se> non ,;i vnol -'(n;ttu·1·,: u 11 elemento per li.Oi p;·e~io~o. r·itl>ct•ndo perfettamenlt) inu tile il ::e1·vi·r.w·n' </IUtle (ttlllerùt di l ilwa . - 1 !l ltica e:l OJl , .~fl. \'ol. l (18i3) . (ì o>n . OnOLJ~ ,,r, m (.l ll(•r:t lllfli,r<.:iore n'.ll G~·
fanter iaj.
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l OERSAG LIER.l .
:gli infiniti inconvenienti di cui venivano e Yengono accusati, non uHimo quello di clepctulpe;·are del miglio1·e elemento la fanteria di lineo.
[ nostri avversari però - e non son pochi - s'aft'anna ·r ono a dichiarare che i bersaglieri, p ei progressi néll'arte e n ella tecnica m ilitare, n on avevan più ragion d'essere come {;O?·po special.e, ma che avrebbero trovato più freqnentt> ed utile impieg o come CO?'PO scelto. Il bnon pubbl ico e l' inclita {primi noi bersaglieri) abboc-cammo alla sottilissima lirovata e non badammo più che <taulio a quella specie ù i scappatoia 1'etlo1nica; scelti o s peciali ·Ì bersaglier i rimanevano e con mille ragioni d'esistere, se ·p rima ne avevan o una, poichè s'o±fr i va loro nn campo ben ·più vasto d'azione ed nn impiego forse più consono a lla loro natura nelle g u erre dell'avvenir e. E r a l ogico, urgente, doveroso, che tale impiego nettA.mente si concretasse n ei regolamenti, poicfiè un corpo come il nostro, senza uno scopo, senza nn impiego speciale, non :solo ò un assurdo dannoso a sè ed agli alt ri, ma destinato -i\ sfasciarsi lentamente ed a scomparire da sè. Qu i stava appunto la t rovata dei 11ostri av versari: lasciare ·i bérsag lieri senza LlllO scopo, senza un a mission e ben deìfi.nita ; ridotti per tal guisa ad un corpo senz'anima, a vreb ·b ero necessariamen te finito col uoopenwe essi. stessi alla _ rpropria consun zione. Difatti, allorchè si organizzò stabilmente la difesa delle .Alpi, i n ostri avversari si guardaron bene dal destinarvi i lb ersaglieri, che dal L A)lAfiMORA eran stati creati « in. vi.~la.
.degli impo1'/anti servi~i che ~ma lrwppa di abili ùeN;aglieri potrebbe 1·endere pa?'Licola,·mente NELL E ?.WNTAGNE e nei paesi rotti >> (l ,1 .
(l ) Pro(Ns i·t.ioJJC pe r 1:1 torm:u ionc di nrw .L:t )f armora.
o' tH!l [la gn ia
ll~~>aftll~ri.
A(;Jss~ndro
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Oibò ! Si preferì creare nn nuovo corpo speciale, che senza . passato, senza tradizioni, traesse con sè tntti gli incon vonienti di cui si <L~;c usavano i Lh.:rsaglieri rì spet~o alla l~nea, considerevolmente aumenta.ti dal tar,w ch'esso danneggi<Wa itnco il 11ostro uorpo e l;he contribnìva a mggiungore la fa.nt'?-l'Ìtt· :.m ica, <"Lnmenta,ndo il numero dei cOl'pi s peciali. P erchè questa ... · · chia,mamola eosì. - dirnenl.ican::.r.b? ... Fatto sta, che dalle speranze alle illusioni, pa:;sa.ron o molt.ì anni. fì.nchè tosse naturètle in tutt.i la domanda : « I be,·sagl·im ·i - tn 'U/W (jltei'l"[t (•.~/,·g, ·a - (J, /ii '().IL'Itl) g/~ Ù'fl,)JÌ(i(jfJ, ·una missione spetiale ? ». , E - grave sintomo- C)Uusta clornanda fL1 rivolta dne u t re anni or sono <:~.i nostri colonnelli, dallo ste:;so i.spettore dei bersaglieri ... A \Tebbe don1to sembrare., uuo scher7.o di catt ivo genere, in veue t'n trovabt 12;iustissima c prest1. eome una t~Lci r,a. protes ta; non pote v~~ U:5Sur d ivP-r::n.u nente n ello cond izioni attuali. P ei nostri itv,·ersari. la domanda era aper!,o.m~ntc intesa a promuovere s n,i her:;aglier i un brevetto cl"i.ìs:>oluta inutilità: per noi esprimeva. le inecr tezze del du bbio -- che non voleva p~~rerlo - ma em se(mforto. Nes:;un Alessandro ;;orse e ar rlì t,agliil,re i ì nodo gordiano e tutto rimase nel buio di prima> poichè se uu impiego speciale non parev~L e,;cluso pei her,.;agLicri, esso non era . come non lo ~ a t utt'ogg i) t.as:>ati vamente stabilibo da <1lcun r egolamonto, da alcn.ll<l istruzione. S i rispose da una pane a.ll' impor ta.nte domanda cou le ::;oli t e frasi, belle mtt vuote : dalr aiLra, ci si conte!ltÙ pel sol letiuo piacevole nll" a.mor proprio ch'esse su.onavano; in eonclusione molto fnmo e punto arrosto, an%i rrualcos<1 dì pegg io. Difatti men o la sedta - ormai problematica -- del per::>Olhde. la lunghezze\ e la cadenza c.ld passo ~ ~;ha pur teJÙ<Lr ono togl i.\Jrci), le maree un po' p iù lnnglw, la d.iv.i.sa tra<li-. ziona.le, i JHY:itri rego lamenti) poc~o por volt<t ci ugnaglia.ron<> in t ucto e p é!I' tntt.o a.lLt fimteria d i linea. 1 Come :;i pnù pret.eudere, eh·> nu ~orpo speeialc - ,qna.-
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llEIU'-.. GLI ERl
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1uuque esso s1a senza uno scopo alla propria esistenza e sotto l'azione d\mtl con t inua od ingiusta demolizione, non finisca col vegetar e primi'\., col dedtcl ere di poi? Pareuchi ci dicono: « [ l>ers<"Lglieri non hanno n tL impiego .speciale e che per ciò~ È for;;e st.abilito uh~ saranno adop erati come la fanteria di linea? No : dunque loro scopo f. cl i pro pararsi e di accntnul<LL·e una potP-nzialità t.A.le d i resistem~a. d i veloci Gil. nelle maree, di spirito di norpo, da. poter esser pron ti sempre ed <t qual.nn(Jue missiono eventualmente s' adibiscon o in t-empo di guerra». Snllo prime, eh i non ,·ude ch·essi hanno ragione da Yelldere? !\{a pcnsandoci nn poco, ci ~ · avvede cl ù~ssi di menticano come la ua tnra dell e cose n on s i uambi por fi.n· piacere ad alcuno: non ricordano che tn&to le specie di P-sseri del l' universo creato esi:c:Lono in qnant:o hanno ragione d·esi<;Cere. hanuo cioè nno scopo -· recondito o palese, ma reale1 concreto, speuin. l<~ per eiasmmo - n.!h~ .i or o osist<mza: ehe .allorquando qne::;to :~copn cessa, gli ind ivid ui della s pecie sono ::oppressi o si sopprimono da :;è : non continuano giil ad esistP.re per acoumnlare la loro potenzia l it~~. in vista el i poteda tradurre in atto quandocehesiu.. L'uomo, peggio un' acnolta org<~niz%<1,ta e discip linata. di uomini, un eorpo di r,ruppa, possou forse soctrarsi alla leg ge naturale che tutto modera e regg<~ q uaggiù.? Sen?.u. u no scopo speciale ben dofinito, nessun corpo speciale o scelto ha ra.gioue d'esistere, poichè la s ua preparazione non potrìl che esser manchevole, ed il suo rendiment o effetti,·o inferiore di molto a quello cui si avrebbe diritto : ~sso, per molteplici o nobiì i causo, ;;arà sempre s uperiore a quello rica,-ato dallo altre fanterie, ma sempre inferiore a q uello 0he dovrebbe dare., t enuto conto dei mezzi mi.glinri ·di 'cui dispone. E d inanzi <l questa roaltà crudele, m.i ri ~o rn~t a l pensiero lo scettico dilemm<~ <l'Amlet o! « Essere u no,~ e.<:.~e,·e » e mi chiedo pe'rcbè esisr.auo i bersaglieri é se uou ~a l't-bbe meglio ~t·iporli in nna vetrina. di museo. di do~'e -se non altro
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I BERS.A GLIE&l
n on coopererebbero essi stessi, ed inconscia.mente, alla propria~ decadenza. · La -:verità s~otta, ma. non si può negare : noi bersaglieri non 01 accorg1amo dell'apatia che ci opprime come la clan-' tes.ca cappa d i. pio~ubo e ci rende poco curanti del prH~ente e torse molto Illusi sull'twvenire; e del ré'sto non è tutta nostra la colpa. !olta l~ f ucina, ove si temprava la fibra morale e fisic<:t de1 nost n vecchi ufficiali, tolta. cioè la .':)c~;wla normale clei be;>s~t.9_li~?"i. a Li;orno, per qualche tempo le si sostituì ~ per lUlZiat1va de1 colonnelli - un periodo più 0 meno lungo d'addestramento speciale presso i corpi. · Il ripiego avrà aYuto i suoi difetti : non discuto, constato ::;olo ch'esso po1·tava ad ottimi e pratici resultati. poichè completava moralmente e fisicam ente l'ufficiale, appena sbozzato <dla Scuola di Modena e provocftva un'utile e uaturale se-· lezione d~i. novellini, con van.~aggio non piccolo del corpo· e del serv1z10. Ma si sCI·i,;se e si g-ridò, che l'ufficiale - - <)nand'esce da . Modena - deve ritenersi ufficiale fatto e non da farsi '0 da completare ai cor pi, se uon si voleva menomarne rautorità. presso i dipendenti.
l'li~ss.ima o~tima. in teoria e se l'nfficiitle - - specie dBi ber s~gl~en - g11.1ugesse al corpo come dovrebb e g iungervi 0 . VI gl~r~ge:ra nna volta : ma quanto dann osa in pratica nelle· con chzwn1 attuali ! . Ed i l ripiego adottato da.i nostri colonnelli poco per volh1, ::;1 d ovette abbandonare ... X ~n rimasero . che le couferen~~:e e .le due soli tè istruzioni. prat1che, ma basta aver presenziata una conferenza. r)eo·o·io· t · no a'~eru~ ±a ta una,. e vedere tirar di scherma e far giuna.stwa, . m teuut.a gwrnahera ' per con vincer '>-i della P'U::lSlOlle,. · • dellmteresse con la quale son frequentate e dell ' utilità chese ne può ricavare. Fortunat~meute eli eccezioui ve ne sono, e mol~e, ma. ciò· non vuol du·e che non sia. v ero quello che ho d etto: l'eccezione non distrugge la regola., lR. conferma. >
• l RERSAGLIERl
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F rattanto l'ambiente ::;ociale, in questa iine di secolo pienà. d i (lesideri smodati e di rlis<tgi d'ogni specie, va come s:fibrandosi in una lotta di cni sembra non ben s' intui~can o nè scopo, nè mezzi e si ripercuote purtroppo, anche n e.ll\un bient.e militar e. Q.llellu. larva. di seettica noia, qnclla clefi.0ienz<t d'ogni <tl to ideale ebo caratterizzano la ba.lch1, gioventù dei nost ri bassi tempi, cominciano acl iniilt mrsi ·-.. 'IU;1:-;i ina.vvertite, ma. sen~:a posa .._ f m i nostri ufficiali; ·urw. ::; pecie di nonctn·an7.a in ogni a.tto d i sel'vizio, d'in.dif[enmzc~ e d 'apatia per .tnttociò che v 'ha, dì più :;crio e di più impor tante, :;embra impossessarsi della. maggioranza. n on r isparmiando neppure qnelli che dovrebh~ro e p otrebbero reprimere e si limitanoinve<;e a deploq~re soltanto. C,.lu est 'ubba;;s~cm en to uel termo:n.etru delrenergi<=t, dell' utti v itt't, dHllo 11elo, fini rà col ri.s altare, c..;On l'essere maggiorm.~nte dannoso nel nostro corpo, po i. ~hè mentre da una parte si ha i l diritto di richiedere da e;;so molto più che dcl,l re.;to deìla. t~mteria, <:::;;o dalraltra fu maggiormente colpito da nna serie eli riforme - u lt imo ì'Hh(lse del l '' maggio 93 ·· che nou servirouo cer to ·~ rialza,rne il morale. ~el:ls una spinta. d11nque <~ reagire 00ntro l'apatia genera te che minaclc i~L snerva.roi; ci. resta solo quello spirito b ersagl ieresco sn cni ;;i fonda la ma~sim:-l. e miglior parte della nostra potenzialità, quello spirito di corpo che ci ha resi e ci « ~>ende in ,·ertllrè ;,wte,>ial,mmle e ,;w;•almente supe1'io,•i » (l ) all'altire t r uppe di t:mt.)ria, m<L anch' esso p nr troppo auuenna a ::;visarsi , a ridm:,; i sernpre più n.d un richiamo retorico . Anch'esso comincia a risentirsi dell'e.~le?·ù:li'ilà che domina l'odierua vita sociale e va - in molti - quasi inconscia monte cedendo il posto all'amor proprio, il quale appunto perchè costituito in massima par te di parole e eli r icordi, riesco a poGO più fl\uw. semplice va.ui tà..
(il Genera le On·oLE:>:ùul , .:lp. cil., ,·oJ. [.
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! BERS AGLIERI
I BERSAGLIERI
Questo lento processo di trasformazione u on è - p€1r ora - che a ppena av\rertito· - ed è fortuna poichè dimvstra che il nos~ro spir ito di corpo rimane, nella maggioranza. ancora qual fu pel passato, pieno d 'energia t! di slancio .... ma l'esisten7-a e mbriona le de fe nomeno u ou si può n ega.re. m entro i teru pi inmtlzano e l'aYvenire è in mano di Dio l Lo spirito di eorpo t'l come nna pila: capace di ·!>\·ilnppare le corrent i con t inue pi.ù fo r!;i, !'le non ci. dit c he corr~nti iut ermitt enr,i, ,·uol dire ch'i·J mal mant enuta. non già' l!he è dife~tosa. e polarizzab ilo. Ora a uoi ber::a.glieri non ma,uca la pila. ma, pe r un cumulo eli cause esterne, in gran parGè indipendenti da noi, non è ma,nte nuta come llo vrebbe e :sar ebbe necessario. Non è <}nindi che noi berst~gliei·i dell'oggi si sia degeneri da quello dello ieri, ma dobl,iamo ricordarci che m olti con sa r cas tico sorri::;o e.i ::;nssurra.no da. Lem po all'ò.rewhio: « 1-i. dimentica 11J (t'esse1, be; ·sagf.ie1·i alle pode della 1;it.tà >> e che se ci continuano a ten ero nelle condizioni a.ttnali. avremo più cla. temere ch13 da :;perar e da ll'opera del tempo. L'ambi ent.e d.emorali7-u ttore in e ni ci si .lasc.ia iarà presto 0 tardi progres;;i dolorosi sulla no:;r.r a poten zialità; è necessario <)uiudi scnoterci, reagire, e la rea.7.ione non dobbiamo aspettarla. da altri, dob biamo ini7.ial'la noi stessi. È iudispeusabile ed urgente che ai bersag lieri s'affidi nna mi.~sione spe<·iule n on so lo, ma che si diano loro i mez:.:i per prepiil.ran·isi in pace, per ~tttuarla in guerra: nn impieo-o ra . . b z1ona le, 1mportante, che s i ba-:. i essenzialmente sul j'wwo, sulla ·iielouitrì e s ulla 1·esist.en ;;a, svi luppati al più a.lto grado. O far questo o abolirci ; il fa moso dilemma: eg.W?'I·e (J 1Wi1 esse;~e >> s 'impone: è doloroso. ma logico.
tr<~ vvide1·o ed orma.i non è più <1nestione ltllOva, quautnng ne assai controversa (l ). Per molt.t' e uote 1:agioni, n oi abbiamo poc~~ ca,,·alloria. e questa iorse · - aueorchè otti tna - non potrà r.euer fron te a <rnolla J e i no,;t,ri probabili avvers<~ri. n enun.eno nei no,.;t:.ri t er reni r oliti e fra.staglia~i: ò questione d i numero. Peri, la dif•}Sa del nostro paese noi dovremo cercarla ll.!ll'im·aclero il r.errìtodo nemico. come ci con,:iglia ogui bnnna rego la di gLlClTa., e nll ont ;? Allo ~coppinr d'nna. guerra sarit d ' uopo ri mediare al difetto prodotto dalla nostm scarsa prorlnzione ef!ttina. )l n comt>? Rie;on-enclo forse a l conùnere io. per acq nish1.r can1lli ali 'est ero '? Dato e non conc~>sso talmeuo per molLo tempo ancora' ello le nostre finc1.nze Io permettessero. bisogna Ye<lere se - nel momento dd bisogno -- c i Sil.rà lase ia to li bero q ud commer cio e non <\ molr,o proba,bi le; ltHL poi. llopo tutto e più di tutto. la cantllcria non è nn·anna clu.> la si po,-sa i mprovvisar<'! lì per lì. 'l'alchè necessi ta togliere in a ltro mod o q ne l fo rte sq nilibrio nmnorino, se non voglia.JUo correrM il pericolo di comincil\re nna campagna con eventi sfortunati . U no .dei mezzi che a 1nolti - me compreso - sembra il migliore, sarebbe qnello d·impiogare Del sorvi7.io d'avatlseoseoper ta i nostr i bEn'Sltglieri. senza pero che nè ·~ssi, n è la casaliPria, do\·essero sacrifica.r;;i a viccnrln lo propri,. caratteristiche, le pr oprio. qualità. intrinseche. L'ultima istruzionP pe l sen r!zio d' ava.nscopHr tfl, e qnell o di servizio in g uerra, èWcenna.no giit · uome p er iueiso - ed ammetwno in casi m olto occe7-ionali l'uso di r eparti rli fanteria n el sen·izi o d 'avanscoperta, ma scn7.a speciticn.r e -secondo .i l solito - so di lilH'it o di ber;uLgl.ieri. Non è però, nè in qnel senso. nè per qnei ca.::-i clte si
. Sarebbe un controsenso, se si volesse ad ogni costo creare un impieg o speciale pei 'bersaglieri., affine di non a.bolirli: ma esiste ed ìn Italia si prese11ta come una nece:;sità indiscuti bile; n on l'immag-ino io. molti -più competen ti di me oo-ià l'in~
(lì •... PIH'Ch~ (il cl!l'po dèi lm·soyl'ieti ) ve ng:J. u tili r.M iu p<!r ispe.:inli O i "~rnzioni di , guerra. qu ali snrehterQ le operaziQni romhma te con ram!IPria ... •- G~ner.1l~ OTTOI.&Milll, O!l. ril.. \'O!. l.
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l HEnSAGLIER I
vorr~~be inteso _l'impiego dei bersaglieri nell'importantissimo s~rv1z1o str atog1eo. L <t cavalleria in avanscoperta, deve con-
Siderar soltauto ht situ azione g enerale dei d ue eserciti di fi·onte; la sua azione deve svolgersi assolutamente a.ll'infhori d_ella particolarE) sitmtzione e dei particolari bisogni dello s:ngole colonna, n è in n essun modo esser legata a r eparti d·altr'arma m eno veloce e d i caratter e diverso. Que:s t'esplora:t.ionH lontana, larga, eoordinata e diretta da n:1 '1~nica mente. d eve per ciò godere della più a-mpia libertà d az10ne e della più assoluta indipendenza. Ris~lt~. quilldi ibrida qnalsia.si com part·~cipa.zionc d ella fant-ena 111 t<tle :servi?.io, quando l<t si intenda n el senso eli cui si fece pr ov~t alle man ovre eli campagna del 1.885: di attu are cioè l'avanscoperta utWrtJulaliliam~nle con cavalleria H bersaglieri. per modo che quella - ridotta. eli numero __ sia cosbrctta a cerc~tre uu a.ppoggio immeclùtto al suo tergo. Il resultato delle rnallovre di campagna a11zidette dimostrò che la cavalleria cosi d iminuita eli fo rza. iù vista del concor:>o dei bersaglie1:i 1C:\rt a quest i quindi ' troppo vitalment& l.egata, ev1t~va. d' usufruire delle proprie specialità. perchè tn:n dell'a z10ne dei l.Jersaglieri si sentiva debole, di fronto <J.ll' a vanscoperta nem ica; su bi. va q uasi inconsciamente una. for te . attrazione all'indietro, ove sapeva di trovare un appvggto che le era inciispensabile, Hlèt che modera va, mop~o_r c:un_amente e con danno llOU lieve, gli slanci della ;;ua tmz1at1Va. I bersaglieri per contro. quantunque si fossero l con un_ espen rr:ento che non fece buona p rova) alleggeriti dello zamo, cancandolo su apposite prolunghe al seguito, :51 vedevano sottoposti acl u u g rave ed inu tile sforzo senza <Wer rn<ti la possibilità di p oter convenientemente ~eo·uire. . l o u u an11<1 oon a q uale li avevano /Msi, ma che da loro era disparatis::;ima per velo~ità e per resistenza. Si tmtterehbe in:ece di n on impacci are, di n on ter;w·e per nnlla la cavallerut nella sua missione, ma di coadiwlia, ·l.a solt~mto; lascia r quindi eh'essa - senza restrizione di sorta _ sviluppasse le proprie attitudini e le p1'oprie ca-ratteristiche,
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l BERSAGLlEIU
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riuscisse - come deve - il « jlambeau qui eclai?·e et l'egicle qtti p;·otège »: S iccome però .la lott<t :fra cluu ccwallerie n on si risolve definitivam ente che con lo sbamglio com'pleto d'una di esse, è logieo che quando all'urto inev itabile :::i verrà fra le due ava.nscoper te, l'azione di quella sopraffa.tt<t si troverà - per un tempo più o meno lungo - paralizzata. R accog liersi e r iordinarsi, per rientrare in azione appena e più p resto lo possa, diverrf.t. lo scopo immediato, nrge~1te di chi ebbe la peggio. .:\la intanto ht C1tva l.leria vi n~;i trice, potrà più f<wilmente raccogliere i fr utti della sua superiorità. ; potr~L limciarsi ar ditamente innanzi, assumere più <:ornplete e ;;i :ure noti?.ie del 11emi.,:o, danneggiarlo in tntt i i modi col piombare «sulle colonne retrostan tì ed attaccarle di fronte, di ii<tnco, da tergo ~ argendo o n m qne cliso1·d ine e tcrrora » (1). Chi potrà impedirle di compiere la. faLale mi$5Ìon e ? ~on certo la cavalleria d'esplorazione., che troppo inferiore per forza, troppo vitalmente legata ai rispettivi cor pi d'ar m ata, interverrebbe con. poca efflcacia. e troppo tardi ; .nè certo si penserà. nel .frangente il. riuforzarla col regg{mento b ersaglieri , che n ella col onn<.L d i. un corpo d 'armata vena it tr!1varsi circa. ad un l8 o 19· ehilometri. dalla testa d\wan· gn;q·dia ... sarebbe u n coì 1uo~ D'a ltra parte dove e come cer1:Ltre un r imedio, quando il caso d'un'assolut.a snperiorit.à dclht ca:va.lleria n emica sulla, n ostra av<Ulscoperta non è neppm contemphtto da.i nostri regolamen t,i? Ed ecco pr est:n carsi, più urgente che mai; l'opportunit~t d i affidare a nnclei di reggi memi bersag lieri, un bene organizzato e calore servizio, nelht zona delra,;;mscoperta. In questa zona dw precede di dnE> o tre tappe almeno quella d' e~p lorazione, e dove liber<t 8d .ard it,a s· irradia la cava.lleria d'avanscoper ta., si doYrEiblJero lanciare i reggimenti {l) /,u. [anlel'ia nel ·'Crvi ::io d' (I V(Tn~cop rdit. L. BAnRil(I\J. •/l i.dsl(l militw·e , eli · s pc.no:a 111, ffbbraio !89~J. ~': il ~'il1 r~ce<1!e articor., •1d ::eu·•ro!.
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BERSAGLIERI
bersaglieri, raggruppati iu nuclei, per mallO\'rare a combatLere ind ipendenti, fra i vari elementi delr ~Wimscoperta istessa . Sare bbero nuclei d i battltg lioni o di reggiment,i, a seconda d ei. CtLSÌ, i qu ali coperti ti<L rc parti c da pattugl ie d' esp lorazione completerebbero <!cl a!I"or<~ereb be ro q nella specie ili « cordoue d i vigilau7.a e di dif~sa impenetrabi lc:l che ci rctmda l"esereito e stanca. il n emico. 0he dà colpi i.>t:nza mai ricevcrne )> (l ì, 0lle cerca sempre e conser va il coucattu con esso. t\uolei mobi li che, a, seconda. d el terreno e dello GMltin· gen<~e d i guerrn.. avanr-er<~ bb e l' ll o tra le · pattng l.io d i sc.operi;a o tm gl i sq uad ron i esploranti. fra i lon1 gros:; i o nelle distanze fra quelli e questi. senza leg ame di po,;to. senza. dipendenza, d ' itinerario e d i manona . .Al corremtl della si tnaz iom.' generale sul la f'l'ont e e per· lo diret&i\'e e l'obbiettivo avnti dal comandante L t\·an<;eO perta. e per lo !:!cambio att.iv i~s.imo di notizie eo i vai:·i elementi di qn esta : fomit i d i (;ani <.ltt guerra e di bieiclisti, t::di n uclei di ber~aglieri, permetterebbero facilmen te l'a'zioue delle tre a r mi combinate nella. 7.011it d ' aYanscoperta, con che questo i mportanto o delicu,to servizio ,;trategico r isultereb be immenSRtnente più effìmtco •-~ proclntti ·,' o. A bbandona t i m;soluta.mentH n sè nell' <.Lvanzuta, i n ostri ber;:;agliori do vrebbero di propria iniziativa attuar e .le diret · ti ve del comandante l'avan scope r tt~, coord inando la loro celere ed ocnlata marcia. la _potenzialità del l01·o fuoco, all'obbiett i vo dell' a nl.nscoperta « inspirandosi al proprio criterio a seconda del grado indivichw le d i intelligenza: f.i.L tto n~ Lt (;ui forza e feeondi tit sfugge a q nals ias i c1dcolo » (2) . In tutto ciò fJ Uindi non è qnestione di dipeii.<-len:::a, di ì·igùti leganti, di appo!)gi J'ecip,·oci obbliga/i con la canl.lleria : sarebbero dne trnppe celeri . le quali indipendenti l'un<~ ctall'alft•a , trarrebbero partito delle loro ::;piccate e di,·er:;e carat terist idtc. per libeJ'lunenle completa·i'Si a ricenda. ( 1)
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l BERSA GLIE RI
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D i &re eose sovra tnt Li don·ebbero oceu pttrsi i bersaglieri cosi impiegati, e cioè : l '' impedire od atLenmtre il pe r i~;o l o ch0 la ciW1.tlleria v ittorios;.L dell'<tvvor:>ario poss<'l get tar:-~i ~Lc.kk~::;;;o ali ~.~ nost re colonne reLrosta,nti; scegliere cd occupare pervio cou intelligen7.;L e rapicl ità buone po ~izion i , dalle <)UtLIi spiegaro il massimo fuoco, per d,n·e agio all'artigl ieria ;t C<tvallo 1li porsi in batter ia, alla ~.:<w alleria d i l'<UlUodar-;i e r it!ntrare in t'l.7.ÌOHù ;
2' COstit n ire ltll<L poteuzia.lit.Ù eapace cl' attmen t~tl'e lO slancio della nostra. <.~twa llor i;), d\wans~.:opert.u. nel ca:>o d'iusn cces:-~o. di limit.;Wll è la rilirata in C<tSo di sconfìt La, e ciò cou l'intelligenza e l'agilità nel :>aper;;i presto rinnire a nMSS<~ con la ra.picla cd efUCI\Ce az.ione, eosì avanz<l.nrlo; che prendendo posizione ; ;)" co ncorrere eventualmente cou ht C<W<tlleria c 1\trtio·lieri~t a ea\·itl lo.. ad iuthrtsli, ·e -- cou10 :;noi dirsi -- le lJol· ,., ta!;lie. E Jlli spiego su quesLo pnnco. (u qualuuqne terreno Yi sono ~unti speciali ~;he itnporta ad ogui costo occn.pare, incou tmndo il nomioo e volendo con cs,;o venire a. battaglia; essi souo come pc l topograto i punti trigououwtrioi, s ell7.<1 i <}nal i non è po,;si bi le u n a. lov <t t tl- esn,tbt e eo,;ci~n:;:i osa. _\.ppicdcrelllo ht e<Walleria? E\·via. i prillli a non creder sul seriù ali· oppiedamento (:;pecie se in largù :;..:ala) sono ~li :;tessi uffi'!iali di ca,\·;dJeria e gli stessi r,ecfe,;ch i, cb~ sentirono il bisogno d\ t.tcna,do - in tna.ucauza d i meglio - · \lman tu il 1t:l70 \1) , uou Jl e sono oTauchò partigiani , <L dednrlo dil.i loro regolamcmL i; per :t~o eonto un reparto di eaYaller ia a.ppiedi>.to. mi fa -
: l) ?\el la Storùt cièlla gtlfi'J'il <1<'1 u;0-71 ·di'i F'. )[. t:. Il. 10:1 )!OLHE, non ~H r~ do si t rovn uo frasi che a •:<:<'llll<l!lO ;tlla n~cc>silh ti' appict/amn.to ti• cavallf•I'Ht, JJl mancanz;t di f:mteria, la qn;~], , spe;s'l ri··u >l a~:• - c011 ri pic· ~lli pi u v meno lclici -
in !'infurt.o alla ara~)scoper,tt.
1 BEfiSAGL!ERl
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press'a poco - lo stesso effe.tto d'un reparto di fan ter ia a cavallo (l). Nondimeno se quei punti del terreno non t( occuperemo a tempo o non li s~Lpremo mantenere noi, lo farà senza dubbio il nemico ed allom non ci resta che :;;nbire la sor te dei leggendari uambinieri eli Ott'e nb<1ch... « trn~jo w·s t1•op tw·d ' }). E che tali occnpùzioni s iano importantissime, lo dice la rassomiglianza non piccoia trit. la gnerra in apert-a. campagna e qnella di for tez7.a, fra le f)Ua.li una sola è la sostawr.iale diiferem;a: la JJia~za foi'le, che nella prima è m obile, per ci1è è l'eser·cilo avversar·io. ~:fa se la resa d'una ptazz:t for te dipende e:;senzialmente da lla razionale e pronta ol:cupaziono d'alcuni punti del t er reno, non può essere altr imenti - c non lo è di fotto per la vittoria in aper ta campagna. Breve: entro dati limiti, noi molto spesso sentir'èmo nell' avanscoper ta il bisogno delle tre armi riunite. come lo sentirono i T edesc_hi de>l l870, qua.ntunqLte avessero più cavaJleria di · noi; mencre poi il concorso della :fanterÌ.a in quell'importante servizio stl'ategico, non s'improvvi~a e malamente si ripiega. al momento del bisogno. Nei nostri t.erreni colliliosi e montani poi -- da.to E' non concesso che la g Lterra ce la lasciassimo portarP in casa nostra - riuscirel>be a.ncor più importante l"impiego proposto pei bersaglieri. L' a:r.ione infatti della aaYalleria in 'simili terreni è di molto scemata, mentre l'importanza sua non lo è punto. D'altra pane il dare a r iparti di cava.lleria rimoute sardignole o simili a queste per attitudin.i, oltr:echè difficile e dispendioso, non è punto nè poco pratico, perchè deficienti in pac':l, sarebbero insnfficientissime e manchevoli in gueùa.
( l) •Il raraucre ,;peci:ol~ .Iella ca\'a:le ri1 e;i:;-~ tli n m ap!;i, larla .;he m drcM tanze afT:tltO PCXe7.ionah o momen Lilll~P, in dif<!l.t•) oli fa ·1tcria. La o:a,•;tHcl'ia ap[,ie;lata c'· me.; .; a in condi1.ion e :~n·a no anormnlo, 1acch ~ non solo c contra rio all' inclolc sua il co mbatter a piNii (~on aa·mo da fuoco Ctl os.;[, non I• Otrcbbe trasc urarè l'i; tmzione del c;n·:tllo a vantaggio di IJU~IIa a piedi. Jll:t oli J>iù si rr~ano a ll'atto prati•:o arH·i imhar.oni !l?n dOI'fOolo>ì ~bban.lon~re i cat·:tlli ;mont:otì •. Gen. OTTOLE:O.GHI, op. cit.
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~r~~~chè in questi casi non ,-'ha dubbio che i b.ersagl,i_eri ~on solo po/'l·anno coadiu'Care, ma cl~vr·anno su~pl:re all t~· · della t'aYaller suf i!HCtenza · ia e non d1 rado sosltfwda addlrittui·a. . . . lo..~,,T . e 11 a :r.ona< montana poi. sulla parte p1ù alta • ed tmpcrvta . , • • • della quale regnano ora giustamente so:Tallt g h atptl_l·~: . ·t ·c verebbero utili collegament i e n nforzt strateg1e1 qufls t 1 r 1 • ' . :· Il nei bersaglieri che celennent~1 percorre~sero tl ±ondo de e
Yallate. b ·1 Che se poi. la guernt - cc~me. si. disse ed. è sp~r~ 1 e aY· venO'a -·- la porteremo oltre i nostn na_tura lt ao~fin1, ognun ved: che 11 uanto testè si. disse s'attagha a puntmo ~quella \·. stacrliata e rotta che tutt' at.torno re01 nge la l a,ro·a z Ona f c1, o . :::o . ·t·ca italiane :• ed. oltrepassata tale zona, . D. massa. gram t ' dell'alpi. le pianeggianti distese della Francta. o la . Y~llata. del .. a nubio offrono senza clnbbio il terreno 1mghore per lnn·p iego dei bersaglieri nel servizio d'r~vanscopcrta. L
(Contùwa).
L . .iV[:&NARr~r
tlBS ATTORNO A NAPOLEONE l
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polo e quella del suo esercito, che mi brt indotto ad impegolarmi nell o studio precedente. Ed ora. agli eserciti .
ATTORNO A NAPOLEONE I SA.GGJ DI 'STOR rA. )Jif,l.rARE
( Conlinva;;ione, t:edi "ton ero precule,t lt)
,. I \.
Gli eserciti. La lì~ionll m i a d' un e6erciLo naziona le è dato da dne fatto ri ; l'nno, costante, ma pot:o definihilè, è lo spiri to militare; l'altro vnriabileda esercito :1d esercito , l'in dole ua;,ionnle. Le quali t;\ d'un escn:ito, bu one o cattive clte siano , non sono che quelle del popolo in cni l'eserci to si recluta , ohhligate, incanalate, direi così, dalle esigenze della vi ta rni!itare, c.orrelle da quel complesso di idee, di tradiY.ioni . di fìerezz~, di pre~ indizi, di ilispt·ezzi che ,·ostituisc:e lo ~p irito mili tare U monaco oriental e e~p licava, contcmplancfo il cielo , .il suo . amòr divino; il monaco d'occidente ono rava Ilio dissodamlo terreni : una iù ea attuata da du e indoli . Ai giorn i nosLJ·i il militai '!.) tedesco allla le di ;;c u s~ ioni, applira volentieri la metalìsica alln. condotLa dei reggimenti, e citereb be Hcgel a proposito di avanscoperHt : il france se port<1 nella vita militare il suo orrore per le astru~e ri e, ia sua pa;;sione per le frasi fatte, il :;uo bisogno istintivo di rimettersi alla ::;aviez:zrt dei g?·w~rh c/11'/·"; entrambi intendono <l prepararsi allrt ventura gnerra. · l~ appu nto qursta costante · wrre l a~ione fra l'indole •l' uu po-
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L'ese1·cito fran ce!'c, quale lo ~rovò il pr·imo console, ritraeva l' immagine di qrrel ln società sconvolta dalla rivolu;,ione . Quan do parlai dei rnat'eiìcialli, notai le marcate dilferenr.e d'etù, tli provenienza, di coltura, d'intelli genza. di servizi resi, fra i capi maggiori dell'esercito. Nei gradi minori l'eterogeneità era anco ra più sentita. Nella ufficialità dello stesso reggimento v'erano exsottnfflciali dell'antico regime, nuovi nflìciali usciti dalle file dei volontari o della coscrizione, vecchi uffit~iali , nobili o plebei, dnll'esercito della monarchia, reduci dalla emigrazione, Vandeesi convertiti , giovani nobili attratti dall a gloria che copriva le armi franr:esi , rivoluzionari emigrati d'ogni paese, Fiamminghi, Italiani, Svizzeri , Tedeschi. Irland esi. Questo miscuglio era ancora diviso in due campi, d Reno e l' ltnlia; <}li uffici ali del Reno . l'l avvezzi a disciplina piuttosto sever:r, a trionfi co ntrastati, a guerTe in regio ni nordiche, reclutati per lo più in paesi di Lingua d' oil; i secondi, meridionali , ardenti , sLrigliati, capaci di sforzi sublimi e di panici, nn po' guasti dal ricco paese in cui aveano fatta la guerra. I primi invi diosi della fnma dell'esercito d'Italia, cercavano opporre al nome di Bonaparte, fra i morti, Hoche, Morccau, Kleber, Desaix, fra i vivi Moreau, Lec:ourbe , 13ernadolle ' J ourdan; men tre gli /t(4liani andavano orgoglio~ i delle gesta dei luogorenenti rlel primo console, i\'Iassena , Au!-:ereau., Joubert. Alla lunga si verificò un fenom eno, spiegabile coi legami stretti fra il cesarismo e la democrazia. Ai tempi del direttorio, l'eserci to d' Jtalia era giacob ino arrabbiato, e delegava Augereau a fare il colpo di Stato di Fruttidoro, mentre 1Jerli eserciti del Reno eran o intinti di 1nodemntismo ed avevano dali aderenti a Dumòuriez ed a Pichegru. Fatto il consolato, l'e..;ercito me:-idionale, si convertì al più devoto imperialismo . mcntr·e le di"isioni del Nord diveniv:1no fredde fredde pei Bo rboni e si rifacevano repubblicane per astio. n campo di Boulogoe fu:;e IB parte quei di\'ersi elementi, si 92-
AN NO ~XXI~
A'l'TORNO A NAPOLEONE I
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amalgamò , ma non completamente : alcuni rimasero refrattari, e fra essi la quasi total ità delle armi d'artiglier ia e genio, invidiose delle brillanti carriere degli ufficiali delle armi di linea, ed antiari,;tocraliche per vecchia tradizione durata fino ai giorn i nostri. I soldati form avano una massa più omogenea; i pochi soldati d'ordinanza, sopravissnli a dieci anni di guerra. erano sommersi nella marea dei volontari del '92, dci requisiti degli anni successivi, dei coscritti della legge Jourdan; elementi giovani, ardenti, che, venuti più o meno volontierj alle armi, si appassionavano presto al loro nuovo mestiere. Quando Napoleone assunse il po tere, le grandi molle dell'esercito erano l'amore di patria e. lo spirito di proselitismo. Non bastava impedire una restnurazione monarchica in . Francia: si voleva anch e propagare nel mondo il benefizio delle istituzi oni repubblicane: anche l'Olanda doveva avere il suo Mara t, e non era giusto che Milano non provasse la delizia dell'essere governata cla un Barras . Le monarchie andavano distrutte, e le aristocrazie democratizzatò. Uno spi r·i to analogo nl fun atismo religioso che spinse gl i Arabi fuori dei loro diserti alla conquista del mondo. A questi motori, d'azi one energica, ma interm ittente e poco durevole, Napoleone, gran co noscitore del cuore umanu, ne surrogò nn altro rl'azionc conti nua, l'<lmbizione. Allora fu detto , e se ne vedevano ovu nque esempi. che ogni soldato aveva nella sua giberna il bastone da mares~iallo di Francia. Il consumo d'uomini e di riputazione er-a gr·ande in quegli anni : la sLrada era aperla a tutti i volonterosi : gl i inabili, i rammolliti erano. inesorabilmente scarlati e lasciavano posto ai giovani. Non regnava quella gerontocrazia che sfibra ai giorni nostri gli ordini militari e politici ; allùra l'avere vinta una battaglia non dava suf.fi ciente dirillo a perdern e qualche altra . Animato dall'ambizione, dall'orgoglio di moltepl ici vittorie, dal chawvinìsmc che allora metteva radici nello spirito fra ncese, ag- . guerrito da dieci anni eli continne guerre, devotissimo al' capo che co ntava tanti trionfi quante battagli e aveva date, l'esercito francese era nn im pareggi:1bile stromento di guerra nr.lle pote.nti
·mani che lo sapevano ·maneggiare così bene. Poi, come ogni cosa .animatn , descrisse la sua curva discendente, declinò, fu vinto: La causa principale, anzi, credo: l'unica di questo fatto, si fu che lo stromento si logorò coll' uso. l veterani sccmparivano ·ed erano sosLituiti da soldati sempre più giovani , carne da spe-dale; nelle file fran cesi andavano arruolandosi, in pr·opor·zioni .sempre maggiori, stran ieri violentemente an nessi, che portavano sotto le ar mi r ipugnanza e spesso odio al giogo francese: erano Italiani del Piemonte, della Toscana, del Lazio, Fiamminghi, ·Olandesi, Croati, Tedeschi del Palatinato, dell' Annover, delle provincie renane: poi ausiliari, Sassoni, .Bavaresi, Svizzeri, Poiacchi, Napoletani, Italici, che formav ano corpi a parte di fede poca soda. Nè andavano migliorando i quadri. I marescialli in·vecchiuvano, desideravano godere in pace le l'icchezze hene o male acquistate in guerra; ad alcuni di essi, vecchi compagni d'ar·mi , Napoleone, contrariamente alle sr1e massime, volle usare riguar·di e ne (n crudelmente punito. Uno squadrone di giovani divisionari , ù vero, gareggiava di zelo per surrvgare i mare;;cialli ; i conti aspiravano a div~ntare ·duchi; ma era un'attività febbril e e non sempre ponder·ata che ·conduceva a Ci ntra, a Baylen, a Culma. Gli altri ufficiali, superiori ed inferiori, diventavano sompre più scadenti: se ne faceva un consumo grandissimo, e per sosti Luir·e gli ufficiali sperimentati caduti nèlle grandi stragi di Eylan e di Wagram , quelli aswrbiti dalla voragine spagnuola, quelli rimasli sepolti sotto le nevi russe, si doveva ricor·rere a grandi promozi oni di sottufficiali, di soldati della giovane guardia ed a odiose coercizioni per far entrare nei licei mil itari i giovani delle mi::diori famigli e. S'aggiunga in ultimo che la nazione s'accor·se alla pedine che le guene non finivano più, che chi partiva, non ritornava: un .profondo teaore invase i cuori delle madri e si lrasfu se nei figl i; il numero dei renitenti e quello dei disertori andò negli ultimi tempi crescendo in proporzione allarmante. Fu un'esagerazione, ·non una fals ità, l'asserzione che Napoleone cadde solto l'odio delle .madri del suo impe ro. La Francia non voleva più guerre.
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~essan temen te
Parallelamente al decadimento dell 'esercito 'francese, gli altri facevano con tio u i progressi . L'eserci to austriaco , primo e più costante nemico del francese ebbe la singolare caraLLeristica d'una vitalità persistente. ma lgrad~ le contin ue sconnue. La corte di Yienna non si st<:~ n cò mai di fa~ succedere un esercito all'al tro. Costretta afla pace, s'apparecchiava a. nuova guerra e la mente correva ad An teo r·isoraente più forte ùa terra, alla Fenice rinascente dalle sne ceneri. Sembrava, ed em in parte vero, che l'Aus tria disponesse d'un fvndo inesausto. d'uomin i e di ù:mari . In fa tto d' uffic iali, l'Austria , l' ho già dello, pGteva fill·e assegnamento, oltre che sulla nobiltà deali stati eredi. n t:m , anche su quelln di tutta la Gerrnania cattolica che per antiche tradizioni gravitavn attomo alla Corte imperiale. Gli ste>s i nohilotti di Svevia, d i Franconia e di Tnringia che anebbero cr·eduto. derogare arruolandosi ai servigi dei sovrani di Baviera, di Wurtemberg, di Sassonia, acconevano volentieri sotto le ~quile austriache, in un gro~ so esercito, dove le probabilità d'avanzament o. erano maggiori. Buon numero d'uffi ciali eran o anche dati dalle nntiche provinci& fi iamminghe e Jombarde perdute a Campoformio, di modo che l'Austria veniva a disporre d'una propçrzione d'elementi da portare spalline assa i superiore alla sua popolazione. ? al fo ndo dell' Ungheria, dell e provincie iugo-slave, l' impero attmgeva continuamente nuovi soldati, ignoranti e semi- barbari ma robusti ed avvezzi ad una vita pericolosa . Questa ottima ma~ teria prima , imrnesi>a nei vecehi quadri , ~gg uerr·i t i quasi quanto i France:>i, permettevn le con tin ue ri:>urrezioni mili tari, per cui la. casa d'Asl.mrgo tlopo Leoben s'apparecchiava a Marengo , dopo. Luneville ad lUlma . dopo Presbu rgo a Wagram, do po Vienna ai· trionfi di Li psia e eli Pari gi. Le g"oerre incessanti avean o poi for~ata un'eletLa di genet·al.i atti a stare a pella di quelli di Francia, Klenau, Bell egarde, ·Bianchi , Stiller, i Lichten,-tein, Gyulay. Buhna , Frimont, Chasleler, Coll oredo. gli eroi clP.I ~1 84 3 e '·l t... · L'inesa uribilit il ~de l reclutamento era una delle for·z e dell'eserci to. au~ tri ac o. I copiosi Htssidi in glesi permellevano di rinnovare in~
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il materi.ale, ed una terza causa di forza · stava nell'elevatissimo sentimento d'onore mili tare, particolare alle truppe Cesaree. Gli altri eserciti erano, in modo diverso secondo l'indole dei popoli, in fia mmati da patriottismo; in Austri a spirito nazionale non esisteva e le truppe levate in Boemia, in Stirin, io Tran:;ilvania, non avevano altra spinta nd a~i re bene, se non l'onore mil itare. È un sentimen to che. coll'attuale costituzi one degli eserciti nazionali ha poco campo di esplicarsi, ma che in altri tempi , con eserciti mercenari, aveva immensa 1mportanza. In virtù de l sentimento <l'onore, l'uffi ciale, il soldato di venturn, seruavano fedelmen te per tullo il tempo del loro impegno, il giuramento prestato al so-vrano che si pagava. Era un onore ,mi generis. Il militare d'ono1·e poteva barare al giuoco, truffare la borghesia, n1pire minorenni; erano peccatuzzi; ma l'onore gli vietava in vece di far fi ~ urare piu soldati sotto le armi di quelli effettii'1Hnente presenti : doveva custodire e difendere fino all'estremo le piazze affi dategli ; non potea far capitolazi(lni per conto proprio allo scopo di salvare i bagagli; · dovea combattere valorosamente, e gli era proibito di sacchegginre prima del momento e lìnchè durava la battaglia. Al mili tare favOrevolmente conosciuto per la sua OIJOrate;:za, si perdonavano volentieri pecr.he del genere di quelie che bo citate, :si concedeva fiducia e larghezza di pagh e; ma colui , la cui fe·dcltà avea lasciati dubbi in una guerra, anche se riesciva a sfuggi re alla fucilazione od alla detenzione perpetua, vedeva la sua -carriera sc i up:~ta ; rade e poco pagate le commissioni; era cir·cui to da nn senso di diffid enza, che gli rendeva difficile il ria.bilitarsi. Ora noi abbiamo eserciti nazio nali, che fa nno parte delle istitu:zioni, eserc iti pompieri , eserciti suore di carità, riboccanti forse più di virtù civili e blande, che di aspre virtù mili tari, e le co· -stumanze antiche ci sembrano strane, ma il sentim ento d'onore militare, come l'ho trau.eggiato, fu il gran motore de~; li eserciti, 11uando li comnndavano Spinola, Fal'n ese , gli Strozzi , i Piccolamini, Weymar, ~fontecnccoli , Berw ich, Eugenio ài Savoia e Mnurizio di Sassonia, Keitl1 e Laudon, tutli illnstri soldati eli ''entura, che servivano sovrani dei quali non erano sudditi e spie-
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'1795 nel Palatinato fosse appunto la poca deferenza dimostrata
gavano per ono?' militare lo zelo e l'ab negazione d'uno Skobel ew comb:tttente per la Santa Russia. Quel sentimento, ora quasi cadutll in desuetudine , perchè sun·ogato da altri più stringenti e meno artifiziosi, era ed è tuttora in parte, la base del multilingue esercito austriaco. L'Aust?·ia è nel suo campo, si diceva nella. gran ~ risi del <1848-49, e si voleva con ciò significare che, se le varie nazionalit.i. dell'impero tiravano ognuoa dalla sua,. l'esercito era e rimaneva Cesareo, imperiale, unitario, fedelissimo: era il cemento che manteneva assieme materiali eterogenei·. Dopo le cause di forza, i punti deboli . N1311'esercito austriaco dominava più che altrove, ed era nnturale, la gerontocrazia. Quella potenza abb(lrre dal moto che la potrebbe scompaginare; raggiunge i suoi fini colla costanza di vedute e con un'n;.:ione lenta e perse\'erante; la violenza e gl i ec. cessi le ripugnano. ln~;adente e tempo·t eggiante, la diceva Napo · leone, ed era tale in politica, come in guerra. Ad applicare bene un simile sistema, piit dei giovani, erano atti i vecchi, lenti per età, e da l ungr~ pez;.:a assueti a prati che tradizionali. Se l'l:ltà era un ostacolo a dirigere operazioni di campagna, permetteva le di:>cussioni a r.avoli no; quindi ai comandi attivi erano destinati i più vegeti fra i vecchi marescialli; gli altri, o impotenti, o mediocri, o impopolari a fo rza di sconfitte subite, ·rormavano il Consiglio. Aulico, eccellentissima llCcolta di generali battuti, alla quale spettava la direzione generale delle guerre. Un generale formolava il sno piano di campagna : il Consigliolo ponderava, lo di5cuteva con saggia lentezza e lo trasmelleva, con un elaborato rapporto in accompagnamento, all'imperatore, che decideva. Esaurite ancom alcune 7n·atiche di dettaglio con una Came·ra aulica. e con un Commissariato generale di quer'!'a fin~lmente , dopo settimane d'attesa an;;iosa, il generale riceveva, qualche volta l'approvazione del suo piano, più spesso emendamenti sovversivi, od istruzioni radicalmente opposte. È vero che Montecuccoli, il principe Eugenio, e, · dopo Au _sterlitz, anche l'arciduca Carlo ebbero autorità sufficiente da liberàrsi da tali pastoie, ma gl i altri no ; e pare che una delle cause del richiamo di Clairfayt, dopo la sua bella. campagna d~b
alle istruzioni che gl i venivano mandate da Vienna. Erano i soliti inconvenienti dei corpi consultivi creati, perchè si crede che dieci uomini ragionino meglio d'uno solo . Come se dieci Mack riuniti in sinedr·io, anche colla ginnla di qualche Weyrother e di mezza dozzina di Pfrehl, fosse ro meglio atti di un Napoleone solo a concepire un piano di guerra. lnoltr·e i consigli amano discutere; ciò è nella loro essenza; e le disCU5sioni, oltre che far · perdere tempo, cosa esiziale in guerra , ingenerano l'indeterminatezza dolle ideo, la indecisione, e conducono alle mezze misure, alla strategia poten-:iale; deploraroli errori , alla responsabilità dei tJUali i corpi consultivi sfuggono, trincerandosi nella loro collegialitit. Così com'era l'esercito austriaco fu uno dei più terTibil i avver sari di Napoleone. :Non ebbe l'ardore, la coltura dell'esercito prussiano, ecì i Russi lo superarono in teuucia e resistenza. I soldati austriaci, di fre q u~nte rinnovati, erauo giovani ed impressi onabili; le loro sconfille si convertivano spesso in di.<nst.ri , UHI era un nemico costante, ineconciliabile, posto ai fianchi di Napoleone. Gli altri eserciti agivano n Yiolenti sforzi; questo spiegava un'azione più fiacca, ma continua. Non ora diffìci le, a prezzo di mollo sangue, vincere l'esercito austriaco, ma distruggerlo era impo:;sibile.
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L'esercito prnssiano si pro~enta sotto due aspetti , secondo lo si consideri prima o dopo di lena. 'Prima del 4806 era tut fioritissimo esercito, ancora pieno, anzi troppo pieno, di tradizioni federiciane. Durante le guerre della ri~ voluzione, Austriaci, ltussi, [nglesi e"rano stati vinti ; i Prussiani , no; chè Valmy e Kaiset':)laulcrn furono, meglio che sconfitte, sem pli ci scacchi. S'erano perciò fi ssi nell'idea elle nulla era da innovare; l'arte di ~ue rra di Feùcrico dovea bastaJ·e contro ~apolcone, com'era bastala cont1·o Souuise. Ma di Federico aveano co nservati solamente i vecch i generali e la parte formaiH, le evo lu l-ioni , l'ile· curatezza nel recl utamento e nellit i >~truzion c, l:t rigida disciplina, il sistema ammin istrativo; era scompa1·so invece il genio del gran
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re, che anima\'a tutta quella mole e le dava ,agilità ed elasti ci tà , che la rendeva adatta ad ogni circost.a~za di guerra, ad ogni nuovo nemico. Erasi ingenerata. la convinzione che la cavalleria prnssiann era insuperabile e che la fanteria poteva avere in breve tempo, coila rapidità e precisione del fuoco e delle evoluzioni, rag ione di qualsiasi allra truppa a piedi . 1 ve cciii generai i, Bm nswick, Kalkreuth, che a \'en no avvicinal.o Federico, erano meno infatuati, 0 cmdevano che a vincere non bastasse l'abilità manovriera, ed occorresse anche · strategia e grande tattica ; ma, come si fac eva a rendernc capat;i gli altri che non aveano vi sto Federi co che nlle parate di Potsdam, ed i giovani Hohenzoll ern, che non a\'eano mai fatta la guerra e ard evano dalla voglia di acquistare gloria? Come Sadowa co11dusse la Francia alla sconfitta di Sédan, cosi Iena fu la fatale conseguenza di Ansterlitl. L'unico esercito che i Francesi non avessero ancora vinto doveva, per la f()rza delle cose, per le sue gloriosi ssime tradizioni, essere condotto a sua volta a scendere in liua . Ne nacque quello che era facilmente prevedi bile. Le vecchie bande francesi, agguerrile in '14 anni di guerra, ruppero facilmente i bei reggimenti da parata prussiani, che da oltre dieci anni non aveano visto il fuoco, ed aveano presa parte poco alli va alle prime guenc della rivoluzione. La fan teria prussia na vide con profon do sgomento che il su o· famoso fuoco non sgo minava e neppure rallentava la foga dei li ragliatori francesi ; fu una rivelazione cbo la condusse al più completo scoraggiamento: il mezzo, su l t.pwle i generali prussiani aveano fatto totale ed unico assegnamento , si chiariva difettoso ed insufficien te; non rimaneva ch e :t chinare la testa. Questo sentimento. esageralo della propria inferiorità, succeduto olia più completa fiducia nella vittoria, spi ega lo sfacelo dèll'eserci to prussiano dopo lenll . L'esercito d'allora era simile ad una. vecchia. arma di famiglia, accuratamente conser vata, alla quale si altl'ibuiva nn potere magico, e che si vantava mol to, affinchè. nessuno ne mettesse in dubbio la qualitil, e per non essere costretti a comprarne una altra. A primavera ed autunno, la si levava dal fodero, la si.
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forbi va con cura; quando avea ben scintillato al sole, la si riappiccava al chiodo con sodisfazione e si gridava forte che ~ra se~pre Ja mirsliore ar ma del mondo, che non erano necessan allrt collaudi,.., i qual i avrebbero potuto anzi riescire noc!vi, ~oiehè mettere un'arma cosi perfetta nel le mani d'un armawlo tnabde, era esporsi a vederla sciupare. A Iena , dirò proseguendo il paragone di v. d. GoiY., l'arma fu sguainata, più che mai co rru~ca; ai primi colpi ci si avvide che le mancava il filo, che la tempra era difeuosa, che l'avve~ sario aveva una lama più lunga, più tagliente, d' un maneggw più agevole; al primo .;con tro ci si perdette d'animo, si gittò a terra le sabre de mon p~re e ci si dette alla fuga.
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Venne la pace di Tilsitt c la Prussia s'acci nse virilment~ all'opera della sua ricostituzione mililat·c. Si ind:1 sarono cosctenziosamenle le cnuse della sconfitta e si cercò di rim uoverle. L'opera non era faci le. I Francesi s'erano im pia ntati in Germania, sorversliavano al ten tamente quan to si faceva a Berlino ecl aveano li;itato a 4,~,000 uomini l'e!Tettivo dell'esercito prussiano. La Prussia renana era provincia francese, la Ba1•iera s'era annesse Bay reutlt ed Anspach; la Ycstfalia costituiva un regno. pcl pi it giovane dei Napoleonidi: Erfurt, :\tagdeburgo, la Sassonta !\ealc~ Danzica, la Posnania erano state tolle agli Hohenzollern ,. a1 ~uah ..non rimaneva che parte della Prussia e della Pomerama, ti fedelissimo Brandeburgo e la Slesia, territorio ristretto, aggravalo da enot·mi contribuzioni di guerra. • La caduta parve allora · irrim ediabile; la Prussia era ridiventata una potenza di secondo ordine. Flt sa lvata .dall'eccesso d'.una. passione 1 l'odio. Quando nel ,1813 la Pru:>sia ~·tpre5c le. ar:rr~t, ~c sue truppe erano più numero.se che. a l ena , 1 vc~er~~~ ù a.lot,a erano in ~ran parte scompars1, ma sr a.ve,·ano sos~1tU1t1 da uuo' o leve arden ti di fede , di patriottismo , nelle qua lt c:ornbau.evano confusi i junkers coi borghesi, i contadi ni cogli studenti. No.n era più nn esercilO, era un popoio intero. che, dopo ess~rs r tn SI lenzio addestrato alle at·mi, scendev a compatto, raccolto, 10 .camp.o per l'ultima lotta. A.glr antichi erano stati so~ti tuiti nuovt capt,
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Blucher, il vecchio ussaro, Biilow, l'eroe di Dennewitz e di Waterloo, York, che diede il segnale del sollevpmento, Tauenzien, Kleist vincitore di Vandamme nell'epica lotta corpo a corpo di Kulm, il sassone Thielmann, Pirch I e Pirch II, Gneisenau che traduceva in ragionamenti ed ordini le ispirazioni militari di Blii cher, Scharnhorst, il riorganizzalore dell'esercito morto ai pt·imi scontri. Tutta questa gente s'è spastoiata dalle u·adizion i della scuola federiciana: vuole vi ncere ad ogni costo, anche adoperando arti francesi, ed è curioso che l'esercito prussiano, in possesso della fama maggiore e del piu ~lo ri oso passato, fu quello ch e volle e seppe rompere più completamente col vecchio modo di fare la guerra, e adottare con risolutezza maggiore i_principi dell 'artC\ militare napoleonica . :\. quell'esercito l'odio ispirò la feroce tenacia del gatto pardo ; appena rientrato in campagna, toccò sconfitte gravissimr.; altre non meno sovere eb be a sòpportare in Sciarnpagna ed a Ligny; eppure ciò non valeva a prostt·arlo; battuto, s1 ritraeva, si riot·dinava, e ricompa ri va il giorno dopo più inferocito, più desideroso di sangue di pr ima . Bliicher ed il suo esercito erano degni l'uno dell 'altro.
* * Delle lruppe russe, poco si sapeva prima del ·l i99. Durante la guerra dei 7 anni s'era parlato di quelle numerose schiere di guet·r iet·i semibarbari, che, col loro apparire nella :\Iarca di .Brandeburgo aveano spesso obbligato Federico II a lasciare per un momento gli Austriaci ed a correre loro incontro; si sapeva che erano truppe solidissime, ma gui date da generali s1 rani, ora Mongoli sterminatori, ora eortigiani. vena! i ed inetti sempre. Poi dal Danubio venivano ogn i lanto notiz ie di sconfi tte di Turchi, di massacri , di fossi c;olrni di cadaveri , sui quali si saliva all 'assalto, di perdite enormi che non sembravano inverosimili a chi ricordava le stragi di Jtigernd odl. Zorndorff, Kiinersdorff. Ma erano voci vaghe, accresciute , pareva, dalla di stanza fra l'Europa civile ed il teatro di ;.:uen·a , e dalla fervida fantasia orientale. Nel ·1790 i Hussi furono in Germania, Svizzera, Italia, e li afi'rontarono le
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trnppe francesi. Erano veramente progredi ti poco dai tAmpi di Federico; non erano ·più comandati da Apraxin, Fermor o Sottykow; era loro capo Snwaro\', un vecchio e ru·ovato guerriero; ma vi si notava la stessa solidità fatal istica nelle tt·uppe, la stessa ignora nza nell' ufficialitit; la stes~a barbarie: le guerre turche erano state scuola di prodezza, non di arte militare, nè òi u:>i di guerra. Pure quell'esercito imperfe tto si credeva invincibile, e disprezzava la meticolosità riguardata degli Austriaci . I fatti da· vnno dapprima ragione ai Russi; a furia di valore di soldati , vi ncevano all a Trebbia ed a ~O\'i , come a\•evano vinto ad Ismailow; ma, alla li ne, quei soldati cresciuti in pianure sterminate . morivano a migliaia n e~ li orrori , nuovi per loro, ùelle Alpi Svizzere, facile preda all'abilità tattica ù strat egica di Lecom·be o di l\fassen a. Acl Austet·litz, :\ Friedland , alLt ~J o s kowa, a Lipsia l'esercito russo dimostrò le stesse CJUalitit e le stesse debolezze. Dopo quelle sa nguinose ballaglie, dopo l'in~cgnim ento del ' l:?, in cu i l'èsercito russo fu distrutto quasi completnmente qua nto il fran cese , il personale si r-innovò; nuove leve surrogaro no i vetera ni r1 i Su,varow; ai vecchi nrfìciali ignoranti, catluti su l ca mpo, o di spensati dal servizio, subentrarono giorani uf'O ciati non meno ignoranti. Mal)!rado cambiamenti cosi raò ic•tli, le truppe russe ebbero sempre lo stesso aspetto, portato della razza e dell'ambiente; truppe vigorqse e pugnaci, pf:'rchè reclntate fra f.!enti misere, indiiJerenti alla morte, pe1·1~hè per esse la vita ebbe poche gioie, fanatizzato da una rel igione escl usiva nazi onale. divenute fataliste nei contatti coll'Oriente, devotissime allo Czar: erano òoti naturali, alle quali t'educazione militat·e o l'esperienza di )!uena poteva aj!giungere poco . I n t{Uai1to agli unìcial i, essi tolti da classi meuo inci vilite, non potevano avere grande istruzi one ; te perdite ~ i colmavnno diffi ci lmente ; all ora. come adesso, la I\u3sia collocala ad un estremo del mondo civi le, col qua le ha .scarsi contatti , era diffir.i lmente accessibile all e novità ; il Prussiano, l'Austriaco aveano faci lità di vedere c studiare le truppe fra ncesi; i l Russo no. Ciò s pie~a come, all'i nfuori d'al cuni gene rali, lì. utuzo'' , 13arcl<ty, Benningsen, Doctorow, Bagralion, :\-l ilorado vic, Wìttgen:;tein , Laugeron , che
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dalle sconfitte impar~rono, la forza militnre della Russia rimase, in tutto il venlenoio delle guerre napoleoniche, quella che era da principio, immensa P. mal diretta .
forza dell' Inghi lterra sta nella sua flotta, I'Ioghiltena è inattaccabile; quindi l'esercito in te mpi normal i era tragcurato, d i m c n~ 'ticalo, ed anzi, per lungo tempo iu ten uto in suspicione, come . stromento di possibile tirann ide. Viene l'ora del bisogno; escoo fuori dall e loro belle caserme, a suon di pifTero e tnmi.Hli'O, quei reggimenti da parata, lucidissimi, del più bel rosso, comandati da nlliciali invecchiati o da giovanotti più amanti eli caccie e di corse che di manovre, pieni di un commis.Yioneil officiers dai baflì grigi, vecchi eroi am mogliati carichi di fit-{li, di recl ute poco in gamba messe li per far numero. Si entra in campagna, non più parate, non più pasti sostanziosi; manca il the . manca la bina; bisogna n~a r ciare e comhattere. mangiare poco e male, bivnccare; g-li ospedali si riempiono, i catlivi soldati _disertano, lunghe codtl di spedali segu::mo.le colonne, poichè in Europa non ù uso di guerra uccidere gli uomini isola ti . I generali che hanno combattuti i ~'l a rall.i e le Pe ll i Rosse non ci si raccapezzano, perdono le staffe; gli stati maggiori cerca no d'ori entarsi in un genere di sp01·t completamente nuovo per essi. Succedono naturalmente disastr i; l'opinione pubblica si commuove; la Camera dei Comuni vota sussidi; si sos titui scono i vecchi gen·erali con altri venuti in luce; si fanno nuove leve; so ldati vecchi, deboli, svogliati sono scomparsi, gli ufficiali han no preso pr·atica e com incia per gli eserciti inglesi il corso ascendente ver:;o il trionfo. )iancava l'e:>perienza, la prontezza alla guerra, ma la fi bra esisteva; v'crnno fort i stolTe di soldati in quei clans scozzesi che fornivano interi reggimenti deiÌo stesso nome, com andati dai lot·o chie{teins in quelle popolazioni gallesi, avanzi de~li indomiLi bri· Lanni , in qnel semenzaio d'ail egri e spensierali soldati ch'è l'Tr·landa, fra i rob ust i agricoltori delle Contee del nord, 1\:orthuml,erlancl , Cumberland , .Jorck. I cadetti della vigorosa aristocrazia inglese, i nobiluzzi scozzesi dai nomi in Mac., i clis~encle n ti dei regal i irlandesi dai nomi in O' forn ivano fieri e sol idi ufficiali, che il tempo o l'esper ienza dell'etema guerra dell a penisola rendevano ot lirni. Una schiera d'abili ed energici generali vi si illustrava a fianco di Wellington,
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L'Inghilterra, come Roma ai tempi dei Cesari, in ragione delle sue stermi nate colon ie, è qur~~i sempre in guerra. Ci onondimeno , ogniqualvolta le truppe inglesi debbono guerreggiare sul co ntinente, vi fanno da principio la magra figura di soldati piti da pa rata che da campagna, diretti da generali imprepara ti, disadaui. Poi, superate le prime, difficili prove ct·osce l'atti tudine g~1 er re~ca ,. e,_ q.ni ndi la fam a del soldato inglese, fin o a pareggrat·c lo mtghon truppe. Jl ncaulay riferi~ce essere stata opinione generale alla fìn e del secolo xvu, che le truppe inglesi non fossero da tanto da cimentarsi contro truppe continenUIIi , e ci vollero parecchi ann i di guerre poco fo rtunate sotto Guglielmo III, perchè gli Jn~lesi fossero in grad o di vincere sotlo Marlborough. Le guerre dell'era federiciana furono una serio di partite e di l'ivincite perdute, ed, ai temr-i di Napoleone, dopo 11'1 disgraziate campagne del duca d'Sork in Olanda e di Moore in Galizi~, le truppe inglesi si rialzano poco per volta, incominciauo a ri portare qualche successo difensivo. come Busaco e Fuentes de Onoro· poi rin carate, arrivano alla contt·offensiva degli Arapiees cd alla offensiva di Vitoria, lìnchè la !Jiornata di Waterloo segna il culmin e della loro fama e della loro glol'ia . In tempi posteriori , in Crimea le truppe inglesi esordirono male; pari in valot·e alle ·francesi, aveano minor pt·eparazi one alla guerra; po i, anche lagg iti, si tirarono su e pareggiarono in lutto i loro alleati. Da ch e dipende questo fenomen o curiuso d'u n eserci.to sem pre guen·egg;ante e sempre impreparato alla guerra? quasi costantemente sfortunato all'inizio d' una guerra e quu si sempre vittorioso al termine diessa ? Ne assegnerei le cause alla combinazi one- di tre fatti : la distinziorre fra l'esercito europeo e le truppe colo niali, la posizione insulare della Gran Brettagnn, la vigo ro ~a lìbra An glo-Sassone. Mentre si combatte nelle Colonie, nelle Indie, al Capo, in Nord-America, la maggior parte delle tru ppe europee passa ln~1ghi ann i nelle piccole guarnigioni del Regno Unito. La· •
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l'eroico ed erculeo Beresford, H ili i l braccio désu·o dell' lron dnke, Hope, il tedesco Altèn, Picton, Cra wfurth comandante de li ~t storica divisione leggera. Non è fuor di luogo notare qui che non tulle le truppe di Well ington erano veramente inglesi, scozz~si od irlandesi. Secondo l'usanza sua, l'Inghilterm levava ed assoldnva truppe di altre nazionalità. Erano anzitutto annoverasi, avanzi del disciolto ese1·cito elettorale, assoldati in massa, tedeschi recl utati fra gli antichi soldati dell':\s$ia, del Drunswick e d'altri pri ncipati sop · pressi da Nnpoleone, poi sic iliani , calabresi, maltesi e 'greci, senza parlare dell'esercito portoghese, ch 'era, si può dire, parte integrante dell'inglese . Così, a Waterloo, per esempio, Wellington non aveva ai suoi ordi ni che 35,000 veri inglesi; gli altri 45 ,000 uomini del suo esetcito erano per metil belgo- olandesi e nel resto annoverasi, nassoviani , brunswickesi, ecc . ecc.
* "'* Dovrei ora parlare dell'esercito spagnuolo. Ma era poi veramente un esercito? 1\i primordi dcll:t rivol uzione, v'erano bensì buone truppe spagnuole, che , sotto H.icardos, La Union, O' Farri ll, Pignatelli , contesero palmo a palmo i firenei ai francesi, colla stessa costanza dei piemontesi sulle Alpi. Dopo la pace di Basilea, don ~I a nu ele Godoy tenne le redini della Spagna: le lìnnnze era no in pessimo stato, le fl olle inglesi impedtvnno l'arri vo delle piastre dallVIessìco: nlle spese di lu sso non si voleva. rinunziare;; si operarono larghi tag li nelle . spese necessarie: si trascurò tutto, a cominciare dall'esercito che è il primo a decadere in uno stato male organizzato. !\el 1808 i reggimenti spagnuoli, scar:;i di effett ivo, erano branchi di gente reclutata nella feccia della pvpolazione, mal vestiti , ma l nutriti, peggio istruiti; f,! li nfOciali, meno alcuni delle armi speciali, ignoranti, tulli privi di fu oco sacro e d'esperienza di ~!Uerra. l migliori, disgustatisi col farorit o, s'erano ritirati a vita privata. Al primo urlo co lle truppe frances i, quella parvenza d'esercito andò, com'era naturale, in aria. Lo si rifece parecchie volte,' si rifusero i vecchi reggimenti , nuoyi se ne form arono, ma, neppure negli ultimi tempi, quei corpi di truppa riuscirono a s-op-
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ATTORNO A. NAPOLJ.ON E l
portare in aperla campagna l'urto dei fant i e dei dragoni fran~esi. In un punto solo le tmr.pe spagnno! e furono all'altezz.a dell~ iama dei te1·cios t>iejos di Filippo II, e fLL nella gue1:r·a _d a:;sed~o. A quel proposito si parlò di attitudini eredlta.l'le. degl 1. spa~ gnuoli e si avvicinarono i nomi d.i Sagu nto. d: ~umanzta, d1 Granata, a quelli di Snragozza e d1 Gcroua. Non m1 persuade questa virtù innata e credo piuttosto che gli assecli sono le prove di vi(Tore de(Tli eserciti morenti , il guizzare vivido d'una lìammella0 che st; per ispegnersi . I buoni eserciti si difendono ~ene nelle fortel:ze quando non ne possono fare a meno: ne .rac~1an~ fede gli assedi di Genova, Cuneo, Bndajoz, Seuastopol1, .ma c un genere di guerra che lor'o ripn~na, ed al qunle prefet·,scono i campeggiamenti, le grandi bauaglit~ alla l.uce del ~ol~ . . Ma truppe decadenti, alle guaii manchino la coestone, la d1sC1phna, l'abitndine della gran guerra, possono fare ancora buona prova dietro le mura d'una piazza , purchè siano risolute a non cede,·e, resisten ti alle privazioni, e posseggano buoni uflìciali d'artigl ieria e genio, corpi scientifici, che dec~dono. pit't lentamente delle armi di linea: l'esercito borb.onico lllformt. Fatto sta che nel secolo xvr gli spa~nuo li non erano punto famo3i nelle difese· erano essi che andavano ad assediare Firenze, Anversa e /Mel;.; nel secolo xvn gli oltonuni assediavano Vienna, e solo nel XIX emersero come difensori di Silistria e di Plevna; i fe · nici mercanti imbelli ma industri , seppero fermare sotto le :oro fort~zze la falange d'Alessandro. e In di fesa di Granata fu l' ultima prova di valore dei ;\Iori di Spagna. Le "Uerriglie contribuir·ono a !'Cemare il valore delle . truppe v • recrolari. I uiovani più arditi 1·ifuggivano dal servJZIO CWJ reggJm: nti, e pr~ferivano ascriver.>i alle band e; ~o~o ogni disfatt~, molti ~olda ti abbandonavano le bandiere e st tacevano gnerrtglieri. Qnesto genere di gueneggiare piaceva di . più al carat· tere avventur0$0, fiero, intollerante di giogo degli spagnuol 1. All' infuori di quelle specialità l'esercito pare essere stato povera cosa; erli individui aveano qualr.he preziosa dote militare, la sobrietà, la resistenza alle fati che, il coragg1o; ma 1 reggrmenti mancavano di crualità collelli ve, di disciplina, di spirito di corpo, di fede nella vittoria, virtù che rad'ùoppiano le forze degli eserciti regolari. l")
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NA ~OLEONE
ATTORNO A
Nè i ~api erano atti ad infondere a quelle truppe le virtù manca~t1; e~·ano D: Gregorio d? ~ a Cuesta, vecchio energico, che de1 sno1 soldnt1 aveva po ch 1 ~S 1ma stima e non ne faceva mistero, uomo di g-uerra della vecchia scuola, inaccessibi le a ièee nuove; Castanos , più intelligente ed esperto, ma molto meno f~rm~ e. deciso; Palafox , eroico di fensore di Saragozza, ma medwcrl:>s•mo generale; La Homana, mente esaltata in cui Ja fantasia predominava sulla ragione. salito in fama per Ja felice e a ~ dace eva sion e della sua division e· da l .Tutl and, grande smargws~o: gr·an leuore di Plutarco, gran fucinatore di piani inattuablll, gran perditore di battaglie. . Pi~ tardi l'eserci to spagnuolo migliorò; i reggimenti si aoguerTJvano; i fel ici eventi del ' 13 e '·14 rialzarono <1li ani~ . " ' r~ ~ ~~.varo~lO ,le ~peranze ; selezione vennero a gala buon i d.'"'~IOn.an, Sars(Jeld, .Mordl os, O' Donnell : l'orgoglio spagn uolo s•. _p1ego ~ p•·endere ordini da Wellington; le operazioni furono [Hl L energtch e, meglio coordinate; ma, a togliere merito alle tr11ppe spagnuole, stette il fatto che, quando ebbero felici succe:>si io Catalogna ed in Guascogna, le forze dei marescialli Suchet e Soult er<mo in continua diminuzion e; Na poleone segult.ava a togliere dai suoi eserciti di SpagnR vecch ie truppe, sos t•tu en~o le , e non sempre, con coscritti. Così accade q uancìo un ese~c1.to. è disgraziato; è bal.luto da nemici terribili e riporta s u cc.~ss • . •msor1 contro nemici troppo più deboli; e le vittorie, com e g1usto, non bastano a cancellare lo sfregio delle sconlì ue. T.a nostra trionfale ma1·cia snll'lsonzo nel '66 non compensò Custo za; nè le spedizioni di Tunisi e del Tonc!Jino fecero di mentir.are Sédau.
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Ho passato in. riVIsta gli eserCiti maggiori: l'esercito preponderante d1 Franc1a; le schiere sempre rinascenti dell'Austria, i Latt~~lioni russ i, ?ei quali si di ceva che non bastava distruggerli col fuoco, l11Sognava anche lavorare di baionetta per fa re 1 ~adere ~li uo1~ini uccisi; le acc.anite brigate prussiane; le truppe unprovv1sate th spagna; lo splend:do esercito dì Well ington; un ac.:;enno ora agli altri astri minori. · Gli Slati vassall i di Francin , Olanda , Baviera, Vestfalia, Sas-
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ATTORNO A NA.POLEONS I
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sonia, Wurtemberg, Svizzera, llaàen ebbero buoni eserciti, che combatterono ledelmente c valorosamente per Napoleone, finchè la fortuna gli fu propizia, e non furono fra i meno accaniti e arditi suo i avversari, quando le sorti si voltarono; imitarono semp•·e gli ordini dei vincitori, dei francesi dapprima, degli alleati ed in i spe,~ ie dei prussian i dopo. Ln Polonia parzialmen Le ricostiluita sotto il nome di granducato di Varsavia formò un esercito che, in parte comhatlè in lspagna , in parte formò corpi special i della guardia imperia le (lanci eri e reggimen ti della Visto la), in parte rimase· in patria e comb_attè con onore nel '1809 contro l'arciduca Ferdinando in Galizia; nel HH 2 andò n )losca e nel 18·13 fu quasi distrutto a Lipsia. Soldati prodi ed ubrinconi. L'eroe di quelle truppe fu il principe Poniatowski, che le organizzò e le conùmse al fuoco , generale di non grande esperiènza di guerra, ma di alti spiriti e di belle doti militari, sicchè l'abilità e la fama di lui andav:,no crescendo, quando il giorno dopo alla sua promozione al maresciallato, moriva aiTogato nell' Elster alla rotta di Lipsia. L' esercito portoghese, dapprima assai simile allo spagnuolo, si sfasciò dopo l'invasione di Junot; ma gli inglesi lo riordin arono accuratamente, lo frammischia rono abilmente alle trnppe britanniche ecl annoveresi e ne trassero ottimi servizi , senza ledere di soverchio la suscettibilità della nazione, che ancora ade:;so ricorda con orgoglio le gesta dei cacciatori neri. Le truppe scandinave euuero parte mini ma nelle grand i guerre; i danesi non combatterono che in alcuni sco ntri di poco momento contro gli inglesi nel '1807; gli svedesi, fatta una comparsa sfortunata in Pomernnia nel :J80G, e co ndotta fiaccam ente la guerra ·in Finlandia nel HW7 e ·1808 , mandarono riel :18 13 BP.rnadotte con 20 ,000 uomini ad unirsi alle truppe della coalizion e; ma quel corpo tenuto sistemaLicnmenle ind ietro dal principe 1·eale, funzion ò, più che altro, a Gross Beeren, a Den newitz ed a Lipsia, di riserva ai p r us~iani di BU iow .
(Continun) 93-
AN~ ·· 'O ~IC
A LESS IO CHAPERON Ca]ii tcrno di stato
maggiot·e.
14-36 IL SERVIZIO DEL VESTIARlO
IL SERVIZIO DEL VESTIARIO
. Ho lett~ sulla Riuista di fan teria uno studio assai interessante mt es_o a di_n:ostr~r~, come ne era stata J;lllo promessa da tempo, eh~ Il ser:JZIO llll.htare del VE'stiario potrebbo ugualmente bene, f(ll."e meg! Jo, frlllZJOuare con quallro milioni di ecouomia annua. . .· ~ral~scJo _le lodi, ~h~ l'articolista merita. per il s~o lavoro di C!J llca tUleii.Jgente e fnussima e venoo sub'lto ali~" c·uusa clle 1111. n mos~e a scJwere rJuesti pochi appunti. s, tratta di roba vecchia e forse dimenticata: dodici a . r. e a q ues t l' t empi. dod'ICi anni sono molti c'era ,,;:L stato nnz cl· . ,a. .. ·· · · ' n •· IIID d mo .o ' .p m smteLJCO aveva con manifesta Jucid ·ta · d' · 1' . . . 1 penstero esp,esst_ tUI.li l ~oncet~'· Ol'a analizzati dalla llivista di fi•nte?·ia. La Ò!spensa anno '1882, mese di ottobre della J>; . ·L 'l't . l' X dei! , J.> lll$ (t mt l ar·e ua_wna,_ porta infatti un lavoro fi rmato da Gen_naro Morano, rna,gg10re d1 stato mag!riore, col titolo : La antn•t'n''·t . _· t l 'l' · . . " • .., lct~ume e con a n lta. ~et C~1·pt . In quell'articolo l'A. esaminando tutti i s~rVIZI ammmlstratJVJ e contabili dei corpi stabiliva i fondamenti ~ d1 una rella o sana amministrazione e con quella co · · · . ' nCISIOne C11 e SI convc_~'va a~ ~n la voro a scopo complessi vo predsava il sistema PIU acconc1o ad un fun zionamento economico del servizio vestiario. Lo. studio• attualo della Rivista di tlante1·ia p.uò d'1\'IC 'l erst· 1n · due . . . ' · part; . La pnma s1 nfertsce ad alcune ·economie che si 116 , ùb . 1 trovare nell'al>oli~ione di fi lettature., velluti ' ecc · · nelle u n1pfoonn,. dee11a
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truppa per una cifra complessiva di L. 265, 000 annue. Di queste· "Elconomie possono farsene molte, dalla sostituzione del panno. al -velluto, alla diminuzione di un bottone sulle giubbe, ch è tanto -stanno bene con 5 bottoni come co n 6 ; non è però il caso ·di occuparsene, poichè l'articolista della Bi'Cista riconosce impli·citamente la loro poca importanza, la produttività limitata. La seconda parte tratta veramente del servizio vestiario, pel -quale il nuovo ordi namento proposto si hasa essenzialmente su -questi principi : Gli oggetti di vestiario nuovi sono distribuiti dai magazzini .:alle compagn ie, squadroni o batterie, in quantità r,orrispondente ..alle giornale di presenza degli individui ragguagliate alla durata media dei singoli oggetti. la com'pagnia, o lo squadrone, o la batteria provvedono alla ,graduale distri buzione, riparazi one, ritiro delle robe agli indi vidui. Le ripar~zi o ni vengono eseguite, se piccole, nella compagnia, ·squadrone o batteria da soldati, se grandi, pe1· conto della comipagnia dll operai a giornata apposi tamente serittumti, Orbene, dodici anni fa, il maggiore :\foreno, senza arer l'aria ..dj fare una grande trovata, modestamen te scriveva: « Merita però essere spiegato nel suo meccanismo il conteggio "(<del vestiario, poichè il co nto massa individuale oggi in uso, per « la brevità dell e ferme non presentando più alcun vantaggio, e ·« generalmente cGndannato. << Studiando il sistema del vestiario a durata, vi si riconoscono ·« due grandi svantaggi in confronto col sistema della massa indi« viduale, e ùisog na assolutamente trovar modo di eliminal'!i, se << vuolsi che il sistema possa riuscire praticamente possibile. H -«primo di tali svantaggi è che la fatalità del sistema delle durate . « fisse toglie ai comandanti di compagnia quella discreta liberlit di ·« far distribuire oggetti riuovi agli individui che ne presentan o « maggior bisogno, la quale è assai pregevole, perchè invoglia i « capitani a interessarsi della tenuta del vestiario dei loro uomini , « e a cercare di vederli hen vestiti pur mantenendo tutta la ne·<< cessaria economi a. L'altro svantaggio è che, se la tenuta dei -(( conti individuali presenta un conteggio laborioso e complicato,
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IL SERVIZIO DEL VESTIARIO
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IL SERVIZIO DEL VESTI.A:RIO
« la contabili Là del vestiario a durata fissa, quando dovesse seguir&« la storia di ogni singolo oggello, si presenta sotto un aspetto. « ancora più difficile e ben altrimenti complicato. Chi ricorda la « amministrazione del vestiario presso il già esercì to delle Duecc Sicilie, dove appunto ogni oggetto di vestiario aveva una deter« minata durata, e di o ~n i singolo oggetto distribuito si teneva. « con teggio separato per valutarne la percorrenza della durata, sa « che essa si dimostra con tre conti diversi : uno annuale com« plessivo fra il magazzino del corpo e lo slato da una parte, fra. c lo stesso magazzino e le compagnie dall'altra;. uno semestrale· « nominativo tenuto da ciascuna compagnia; uno di conto corrente « rappresentato da un libro mastro per compagnia e dai libretLi << personali del vestiario. Fra questi il conto semeslrale (chiamato « appunto il semestrale) er·a qual che cosa di enorme così per com·· cc plicazione come per materiale estensione. . « Per evitare ambedue gli accenna ti inconvenienti non pare che· « vi sia altro mezzo che quello di conteggiare la com.peten:a 'lìe· « stiario alla compagnia in complesso, e lasciare che il capitano, « nel limite di tale competenza, amministri il vestiario come meglio. ~ crede agli individui della compagnia, e ne tenga conti par« ti colari. << Cosi fissata, per esempio, a ~ 08 Ogiornate d'uso la durata del « cappotto, per ogni ·l 080 giornate di sussistenza pagate agli uo« mini della compagnia, questa ha diritto ad un cappotto, di cui « il capitano dispone, secondo i bisogni individuali .. \( TI seguente schema dà un esempio del come potrebbe es<c sere conteggiata dal giornale la comr.etenza vestiario della. << compagnia:
l Credito risu!l~nte alla fìne del .1
:l
·,
1700;
!}iornate di sussistenza pagate nel
T OTALI:: . •
!
CoMPP.TE~ZA
Preleoamenti
Il Dal
magazzino ..
~ O~·d:s;retto
n'~ l
mese. . con buono
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-3 460
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~ 22'1 l
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. coo buooo 40 TOTALE.
)l
- - - - - -1
N. 2.
i
82
3700 ----; 3520 27 :30
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8 520 2:
3ooo\ 30oo
mese
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l
mese
pr·ecedente
l
--;~-- ~~-- ~-- ~
Risulta il creJilo alla fine del mese. -1 460
-;l 6~0 -~
221 1
<c Que.:;to sistema di contegg io porla alle seguenti n eces~arie con seguenze : « ·1° .l distretti devono vestire gl'inscriui e i richiamati dal ·« congedo sempre cou oggeui nuovi, la qual cosa del resto ha il ~ vantaggio di togliere ai dislrelti la labonosa contabilità di of!gett c: di tante diver:;e classi d'uso; « 9° I congedamenti de,·ono essere effettuati ai corpi , ciò che ·« produce pure una economia tenendo i congeda nti due o tre giorni ·« di meno solto le armi ; « 3° I C•JOgedandi consen'ano gli og)!etti di biancheria e le « altre parti del v esti:~rio necessarie a rimpatriare, come usasi -<< a!tua l me n le ; c1 .t oGli oggetti in uso lasciati dai congedati, come gli oggetti
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IL SERVIZIO DEL V.ESTIARIO
« fuori d' uso, ad eccezione delle biancherie, degli individui sotto. « le armi ,' re:;tano di proprietà. della t.:ompagni~, che ne dispone« tanto per . distribuirli · ad altri individui, quanto per le ripa.: razioni ; « i:i 0 La distribuzione e la rinnovazione dei distintivi ai gra«. duali, come pure la rionovazione dei piccoli oggetti dei quali. « non conviene lìssare la durata per non complicare ecct>ssivamente. << la contabilità, sono fatte dalla co mpagnia. La spesa risultante potri~ «essere o conteggiata insieme e cumulativamente all e spese di ma<< nutenzione del vestiario, oppure rivalutata mediante ritenuta sulla <<paga degli individui: queste ritenute sulla paga però sarebbe bene << evitarle, ma in ogni caso sostituirebbero, ed anche solamente i11 « parte, le ritenute straordinarie che ogg i si praticano sulla paga •< degli individui con un debito di mflssa eccedente le 50 lire ;: « 6° La compagn ia deve tenere un registro per giustifica!'e « così l' impiego fatto del vestiario prelevato, come le spese so« stenule pel' la manutenzione del vestiario in uso. Ecco : o io mi inganno di molto o quel che e scritto su lla lliuista di {ante1-ia non è che la ripetizione, forse riveduta ecorretta di quelle parole del maggiore Moreno. Anzi leggendo più avanti trovo a pag. 28 questa frase che. accenna al sistema della divisione dell e riparazioni in gi·osse e. piccole come di cosa già nota, ammessa e studiata : « Un capi tano , che può essere il co mandante del deposito,. « abbia l'incarico del materiale, tenga cioè l' inventario ed il « conteggio delle robe non in consegna ai b-attaglioni ed alle.com« pagnie. curi la manutenzione di tali materiali e specialmente « le g·rosse riparazioni al vestiano ed alte calzaltwe che può « tor·nare conveniente accentrare per tutte le compagnie ». Ho detto studiata, perchè la Jlivista di {ante1·ia nel proporre. che un sarto ed un calzolaio borghese venissero sct·itttwati pet' compagnia, non ha calcolato che qualora anche si spendesse in sola mano d'opera una gl'ossa aliquota dell'assegno vestiario d i ogni soldato con compagnie o batterie cheoscillano fra i 90 e. i 45 uomini, i guadagni del sarto e del calzolaio non riuscirebbero certo suffìcienti ad assicurare loro l'esistenza. Il maggiore :\loreno aveva vista forse fin dal :J882 la diffi -
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coltà. e aveva già modifìcata in pratica l' idea rudimentale esposta . dalla Bivista di fanterict. Certamente l'articolista clelia RitJista di funtena ha svolte largamente ed assennatamente le idee fondamental i di un huo:. ser~ vizio vestia rio, ma non ha, notato che esso si trovava a L . anm ' tanza a n·pete·1·e cose · n(Jià dette ed ahimè l non ascoltate. . d1. cl 1s L'apostolato in qualuncrne genero, a mio avvis.o, ~ una nob.de · · patto però che l'apostolo r.on dimentiChi Il Mess1a ; IDISSione ll. · • guai, poi se l'apostolo term ina. col di.re : . . « Io spero d'aver convinto 1 letton che questa .e~onom1~ _d1 «59 millesimi per ogni giornata di pl'esenza no~ e llnposs1b lle « ·di realizzare : tanti.! 1JÌe ho additate per le qual1 la spe~a _non « necessaria penetra nel bilancio del nostro servizio del ves.tl~rio, ·. · note molto tempo prima che la Ihmstct dt Queste v1e erano fanted ct nascesse. . . . ._ D'altra parte quel lavoro del magg1ore Moreno me~1La .cons1 derazione sotto molti altri riguardi ed è peccato che sw nmasto tanto sco nosciuto ai giovani. . . In quello studio non era il sol? s~rvizio. vesllano che era ~~s.~ · nv1s · · la, ma' lutt1' ·, ,serviz salo 10 · · i dei corp1 e tutta la contabtht.t di questi e riforme radicali e savie erano allor~ pr~cla·m-ate che ooai tornano a ~alla come c0se nuove e sr:opei.Le d1. fr e~co. mAnzi a riguardo di contabilità mi permetto d1 fare 1l paragone fra due brani il recente e l'antico. . La !?i vista 'ai fanteria, a proposito detr affidare ~Ile co~pa?n 1e il servizio vestiario esclusa la provvista di oggetlt nuov1, d1ce: « Si potrà dire che col sistema ch'io ho sostenuto scompare « ogni co ntr-ollo sui co mandanti di comp~g~ia . Lasci~ndo stare « _ pro bono pacis - Lutto ~uel molt~ssimo che. s1 ~otreùbe « dire su questi fa mosi contro! h, bella v1gna del S1gn_o1 e, dove « vendemmiano i controllori - tacendo quello che v1en natu« rale di pensare in to rno al bel sugo che c'è a spender~ per non .. a· Il o quas·l - che SI puo perdere << essere derubalo piu 1 que o che .con tutto racendo fi1nta d1. non :sapere << essendo derubalo • « il maravialioso edificio di controlli i ladri rubano lo stesso , e « per cent~ che se ne scoprono colle mani nel :>àcco, no~anta '\< almeno sono scoperti da tntt'altri che dal controllo- 10 mi con-
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IL SERVIZIO DEL VESTIARIO
.<t tent1) qui di dimostrare che si può fare un efficace controllo an(( che nell o invocato sistema. « Basta che il magazzino stampi su ogni oggetto nuovo che di(( stribuisce un bel bollo con inchiostro indelebile fatto all' in« circa così . . ... « . . . . . IJn bel giorno il comandante del battaglione o quello « del reggimento o magari quello del corpo d'armata, si presentano << improvvisi al comandante della . . . compagnia e gli dicono: « }fi faccia vedere le dieci paia di pantaloni di tela che ha pre< l~':'at~ il . . . . . Non è controllo( questo'? E non vale assai ~ pru dr quello che si fa adesso , . Il maggiore l\loreno scriveva dodici anni fa molto menJio e con idee molto pi ù larghe, così: ~ « Alla responsab ilità gerarchica dell'inferiore, fa riscontro nel «superiore il diritto ed il dovere del cont1·ollo. « Ogni fatto derivante dagli ordini di un'autorità militare qua< lunque cade, per legge disciplinare, sotto la sanzione del giu« dizio del superiore immediato, il regime disciplinare delle truppe, « la loro educazione, istruzione ed amministrazione, per ]' al tis<c si ma importanza che hanno sull'organismo militare, non pos~ono « sfuggirf: a questa legge; anzi sono i principali oggetti per cui « ogni superiore, nel dare impulso e direzione all'azione dei propri <• d1pendenti, deve vigilarne l'operato, accertarne la re•rolarità niu. n >b « d1came l'opportun ilà nella natura e nella misura dei mezzi im« piegati ~ . « Il controllo dunque comprende le idee di vigilanza di accer« lamento o revisione, e di giudizio. < La vigilanza non può nè dev'essere la preventiva conoscenza « e approvazione da parte del superiore di ogn i disposizione che " l' inferiore· ha in mente di prendere nella sfera dell e sue pro<< prie a ttrib ~zioni, in a3sorb imento dell'autorità dell'inferiore in « annullamento della responsabilità che a questi compete; sarebbe (( in nna parola la distruzione della gerarchia, la quale riposa ap<< punto su lla graduata ripartizione di facoltà. e di responsabilità. <l La vigilanza non può neppure essere l'ass·istenza continua e pre« vide!'lte da parte del superiore, perocchè questa per quanto be« nevola esl'er possa, se è imposta, scema molto, quando non di':
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strugge affatto la responsabili.tà dell' inferiore ; anzi produce un « altro inconveniente derivante dall'incertezza dell'ingeren·za del ~· superiore, ed è che questi, se le cose procedono bene, vuole ge-« neralmente attribuirsene gran parte del merito, se male può ri-. « fiutorne la responsabilità, la qual cosa produce scoramento e poco ~ zelo nell'inferiore. In un solo caso può l'a~sisteoza essere utile, '< ed è quando essa è spontaneamente invocata dall' inferiore. « Tolti dunque alla vigilanza i significati d'ingerenza indebita e -<.< di assistenza imposta , non le resta che quello di diretto inter-<< vento del superi ore nell'operato del proprio dipenden te prima -<< che quest'operato abbia un fi nale compimento; la forma che as« sume la vigilanza non può essere quindi che quella di revisione <• dei fatti compiuti e delle disposizioni prese sino al momento in --<< cui si pronuncia, ossia la ispezione più o meno assidua da parte -« del superiore diretto. . ~ Carattere essenziale della ispezione che accompagna lo svolgt· « mento di O"ni fatto disciplinare o amministrativo, è quello di . (\ essere esereitata dal superiore diretto sull'operato del proprro ~ inferiore. Solamente chi ha dato ordine può con efficacia vigi·<< ]are che i fatti dipendenti si svolgano secondo l'imposto indirizw << oer ra"(Jiun"ere lo scopo desiderato; l'ingerenza di ogni altra ~ persona non potrebbe essere che o inutile o perturbatrrce. « L'accertamento della verità dei fatti esposti in un rapporto o <t .in un rendiconto costituisce il secondo elemento del controllo , " che, trattandosi dì fatti amm inistrativi , conserva più propriamente « il nome di revisione. c Si estende cosi sulla parte dispositi va o direttiva come sulla « parte esecutiva o contabile, anzi qualunque rev isionEJ di un~ sola « di queste parti, di lor·o natura intimamente collegate e drpen« denti , non potrebbe essere che incompleta. Ora siccome la parte (( dispositiva è dipendente dagli ordini ricevuti, ~all e circosla~z.e -« variabili che costituiscono l'ambi ente nel quale ti fatto ammmJIl strativo si svolae, delle condizioni anch'esse variabili imposte dal ' -« bisogno che il fatto amministrativo è destinato ~ sod~isfare ~ sicll come l'unica autorità che può accertare la verrti:l dr questt or~~ dini, di queste circostanze e di queste condizioni n~n .può esser.e . -« che il superiore imm~diato il quale ha promosso 11 fatto amm1- · t
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IL SSRVIZIO DEL \'ESTIARIO
._. nistrativo e ne ha con la sua vigilanza secruito l'andamento evo<< ·lutivo ; così ne consegue r.he anche l'actertamento della verità « dei dipendenti fatti esecutivi contabili dev'essere praticato dalla · « stessa autorità per essere utile ed efficace. c: Il giudizio che costituisce il 3° elemento del con trollo se"ne « immediatamente la revisione, ne é necessario compimerH~ e ;on "- pu.ò essere dato da altra autoritit che non sia qufdla che ha ese<< gurta la revisione, cioè dal superiore immediato. Esso deve espi« mer~ nettamente l'approvazione o la disapprovazione, intera 0 « parzrale dell'operato dall'aulorit..:1 dipenden te. « L'approvazione di un rendiconto porta con sè la conser•uenza << di eson erare l'inferiore che lo prod(/ce e nel limite dei f;tti ac« certat~ dalla revisione, da ogni ulteriore responsabilità morale e << ~~!errale. Q~esta conseguenza, che può forse sembrare eccessiva , « e mvece l o~pca e necessaria ; è logica in quanto che è nella « ~at ura organica della gerarchi;l; è necessaria in quanto che è « 11 s~l? mezzo per essere sicuri di una vigilnnza costan te, di nna « revrs1one accurata , di un giudizio avveduto, in uua parola di < un controllo eflìcace. » ' . Credo che questi paragoni abbiano dimostrato la conven~enza per la llivìstct d'i fanteria, che ha rubriche interessanti d1 varietà, tratte da li br i poco noti ed antichi, .di dedicare anche l'opera di qualclinO dei suoi collaboratori a ricerche arche~lo giche nei volumi della llivist.a militare. Eviterebbe di far pnrere nuove delle cose vecchie lasciando cr~~ere a. l~ltori poco esperti o molto giovani che ~rima della Rtmsta dt fantena, non vi fossero umcial i studiosi che pensavano, scriveva no e vedevano quello che si pensa, si scrÌ\'e e si vede oggi . . Avrei voluto anche esaminare un po' in dettaglio la dimostrazrone della economia dei quattro milioni ma quella benedelta dirn•JStrazione o non sono riuscito a capirla, o non c'è. - La dimostra~ione io l'avrei intesa cosi, presso a poco sotto forma matematJca : Fatta la riforma A si ricava l'economia a in lire e centesimi fatla la riforma B si ha l'economia b in lire e centesimi fau.a' la riforma C si ha l'economia c e così via. ' a b c 4- milioni di lire o gi ù di li.
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IL SERVIZIO DEL VESTIARIO
Invece la Rivista di fanteria ha un altro sistema che adopera spesso, a prima vista efficace, ma che non si ispira certo alle leggi di logica. Essa dice : ,o Fatta economia di panno, velluto, fi!etti ecc. si ha un'economia di L. 265,000 eire potrebbettl esse-re anche. di più.. 2• Vestendo gradunlmente i solàati alle compagnie. abolendo il riti ro ai magazzini degli oggetti usati, facendo servi re questi come abiti di fatica si sfrutta tutta la durata del corredo, si di · minuisce l'utilità delle rip:1razioni, le reclute non sciupano l~ robe. - Tulle questo economie sono considerevoli , e per comprenderle basta pensa1·e che i cente~imo al g·iorno di rispa.1·mio sul ·vestiario per soldato dà un'economia annna di 666 ,650 l tre (!Il) e io direi tmche che 2 centesimi danno il doppio e :l il triplo. 3• ~f odificando il sistema delle riparazioni l'economia sarà notevolissima . Quanta? Non lo so. 4o Dal complesso .di queste econom ie (di cui una di 265,000 lire, una ignota ed una che è grande perchè 'l centes imo per uomo e :ti giorno di economia dà un risultato grande), si ricavano 4- milioni, perchè si è sentito dire che Ùt Germania il vestiario del soldato costa 80 lire alt' anno e da noi 106. Tanto varrebbe che io f<lcendo i miei conti di cassa sulle ~H-3 lire che mensilmente mi assegna il Lilancio della guerra dicessi: io debbo risparmiare di certo 130 lire al mese ed infalli mi hanno detto che in Turchia gli nfficiali vivono anche qnando il tesoro ottomano si dimentica di pagare lo stipendio. M. G. B.
14!)(3 ALCUNE CONSIDERAZlONI S UL CORL'O S ,\N !TA RJO MILITARE
AlCUNECONSIDERAliON! ~UL CORPO SANITARIO MILITARg
Innovazioni si vanno, a poco a fpo co, introducendo nell'esercito. L'innovazione, che non è dettata da smania di novità, ma che segna un adattamento a cambiati 0 nuovi bisog ni, è nei voti di tutti. ~na tra queste, che forse è in gestazione e di cui poche sett1mane scorse è stata preannunciat& la 'notizia sui o-iornali, sarebbe di inviare ogni ann o dodici. capitani m~dici ?r.esso le_cliniche p~ù in:portanti del regno, affinchè possano 1:'1 comptere, pe~ ~1r~a m. po_che parole, un ·corso di perfe· zt~n~mento. Subtto s1 puo dtre che l'idea è buona, se non ongmale, perchè altrove ufficiali medici fanno da assistenti in cliniche universitarie. Pure nella sua applicazione pot~~bbe portar seco qualche inconveniente, e riuscire così d1~ettosa._ Ecco_ di_ qui il mio desiderio di esporre alcune mte constderazwnt su questo argomento. Ma siccome dell.e considerazioni si può dire proprio come delle ciliecre che una. tira l'altra, ho riunito cosi alcune mie osservaz~~i sul corpo sanitario militare. Essendo parecchie avr ò almeu.o la for tuna cho qualcuna sia di buona lega e riesca bene accett~: d'altra parte se non tarò che richiamare un po' l'attenzt?ne su questo corpo sanitario militare, tanto spes~o dimentlCato anche nel Bolletti,no delle nomine, potrò già ri- 1 tenermi soddisfatto. Gli ufficiali medici prest.ano servizio nei reggimenti e
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negli ospedali militan. Nei reggimenti la pratica medica si riduce a ben poca cosa, perchè nelle infermerie non possono essere ricoverati che individui affetti da malattie leggere; negli ospedali l'osservazione dei malati è continua, non mancano mezzi di studio e consigli di superiori. Ora è. naturale che questi due servizi debbano essere alternati e a questo mira, in modo generico, il regolamento: la cosa però essendo di tanta importanza, parmi sar ebbe opportuna una magg iore precisione, affinchè esigenze eli servizio non rendessero vano il buon intendimento del regolamento. Un tenente medico, a mo' d'esempio, non dovrebbe presentarsi all'esame d'avanzamento se non dopo aver prl:lstato, per un dato numero d i an ni, servizio in un ospedale. Appunto come un ufficiale d i marina non può essere promosso se non trascorso un certo tempo di navigazione, e gli anni di navigazione sono appunto segnati nell'annum·io. Di fatti un marinaio, che abbia anche molto studiato sulle car!ie idrografiche, ma stando a terra, potrà magari scambiare una stella con un fanale, e invece d i valer si di una corrente favorevole alla sua rotta, potrà magari seguire quella che va in senso inverso. È appunto per tenere strettamente collegate pratica o teoria che vuolsi sia il mare scuola al marinaio . Olt,re a questa abbiamo ~ncora un'altra ragione. Dal risnl&ato dell'esame dipende l'avere o no la promozione a scelta. Ora ohi si troverà in condizioni più va,ntaggiosc : Tizio che per anni ~d anni se ne sta in una grande città, centro di st.udi, sede di ospedali militari e ci vili, o Sempronio che percorrendo le vette delle Alpi o abitando in un paesl!colo di montagna, farà. è vero della buona ginnastica polmonale ma eli patologia potrà, poco studiare? E così Tizio avanzerà l'altro di tre o quattro a nni nella promozione, sarà destinato a frequentare il corso d'igiene a R oma, e quando fosse in a tto l'idea accenua.ta, potrebbe magari essere inviato come assistente presso una clinica. E l'altro invece .continuerà a camminare, eppure e l'uno e l'altro devono curare malati. Ora, per concorrere a questi vantaggi· enorm1 bisognerebbe che tutti fo ssero messi nelle
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ALCUNE CONS!OERAZ! ON! SUL CORPO SANI1'.~R!O }!ILITARE
ALCUNE CONS!l>ERAZIONI SUI, CORPO SANITARIO MII, ITARE
identiche condizioni e l'inegua.glianza fosse solo creata dall'individuale attività ed intelligeùza. E poi, ciò che più importa, è necessario che promovibili a scelta o per anzianità tutti possano studiare e fare sufficiente pratica negli ospe· dali. E per questo che ritengo che più degli anni di età per il medico militare sarebbe conveniente fossero nell'annuario segnati gli anni di servizio in ospedali e fosse determinato dopo quanti anni di questo servizio e si dove5se presentare agli esami d'avanzamento. Le cifre. indicanti il servizio ospitaliero gli direbbero che se non ha saputo ritrarne profitto è colpa sua, mentre quelle indica,nti l'età solo gli dicono che troppo è innanzi negli anni, mentre tanto lontano è dalla promozione. Attingo alcune notizie sul corpo sa.nit( rio militare americano nel N. l ù.el GiO?'nale m edico del regio esercito e della regia marimt dell'annata in corso. L'assistente chirurgo all'uscita della, scuola di \Vasing ton è designato per servire in sott'ordine in un posto militare impor tante, in seguito viene nominato iu un posto di frontiera, dove passerà quat· tro anni. A vanti poi della promozione a grado superiore sarà ogni assistente chirurgo chiamato · per un anno in uno dei grandi centri degli Stati Uniti, dove ei potrà rinnovellare il suo patrimonio scientifico frequentando gli ospedali e accademie scientifiche. Seguendo un tale sistema si evita appunto quel cho succedo da noi, che alcuni stiano sino al momento degli esami in un grande ospedale, in una grande città, e altri vi siano tutt'al più chiamati per un paio di mesi quando incombono gli esami. E come centro di studi per noi si potrebbe scegliere la scuola di Firenze; vi si potrebbero chiamare i candidati per un dato tempo dopo aver prestato servizio sufficiente presso gli ospedali e presso i reggimenti. Si avrebbero in tal modo parecchi vantaggi. Gli esaminandi potrebbero essere meglio vagliati dai futnri esaminatori e si eviterebbe in pari tempo l'inconveniente che uno, cioè, sia esaminato da chi ha compilato le sue note caratteristiche, da chi prtò averlo già giudieato promovibile a scelta. E se l'ha conosciuto per molt o tempo all'ospedale
e lo ritiene promovioile a scelta, como potrebbe dare altro giudizio se chiamato a far parte delia commissione esaminatrice? È logico quanto si vuole, però un tale benefizio non ha chi viene colle note compilate presso i reggimenti. Un altro vantaggio è il seguent-e. Attualmente la massima parte eli chi compie il corso presso la scuola di Firenze non rimane nell'esercito permanente e potrebbe poi fare presso le università quel corso di perfezionamento che meglio gli aggrada, mentr~ la scuola di Firenze invece potrebbe servire esclusivamente per chi è destiuato a percorrere, adagio quanto si vuole, tutta la sua caniera nel corpo sanitario militare. Il numero sarebbe minore e il profitto, senza dubbio, maggiore. Attualmente subalterni medici sono addotti presso le direzioni territoriali di sanità, presso gli ospedali principali e succursali come aiutanti maggiori in 2 ', alcuni altri sono ,comandati presso la scuola di Firenze. In questo modo viene ad essere molto r idotto il numero dei subaltorni medici che -devono fare il servizio di guardia negli ospedali, tanto che qualche volta il turno si fa in due. Ora quando si abbiano ancora a sostituir e i capitani medici comandati a per le operazioni di leva, o per frequentare il corso di igiene a Roma, cui si aggiungerebbero ancora quelli comandati presso le principali cliniche, verrebbe sempre pit\ il servizio di .guardia ad essere oggetto di strapazzo anzichè oggetto di studio. Se invece questo servi7iO fosse più mite, chi ha la fortuna di risiedere in una grande citlià potrebbe di iniziativa propria seguire anche nelle università quel corso clinico che più gli piace dedicarsi, cioè, ad una specialità, per quanto il medico militare debba sempre esser medico pratico. Se come tanto spesso succede non ci accontentassimo, como si dice con uua brutta parola, di vedere il servizio coperto, l'osservazione clinica, sarebbe più costante e rigorosa, più. proiicno lo studio. Oggidì per la comparsa dei fucili a piccolo calibro, per
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ALCUNE CONSJDERAZIO~I SUI. CORPO SAN ITARIO MJLI'rARE
l'impiego d'una. polvere che più non avvolge di pietosa nube i combattenti, c'è da prevedere che di molto sarà aumentato il numero dei feriti nell'ingenti masse, che entreranno in campo. È per questo appunto che occorre che i medici acquistino. la massima pratica possibile, acciocchè più effica.ce riesca l'opera loro, e per acquistarla occorre ne sia a tutti loro agevolata la via. AxGELO VrALE lenente medico.
NOTE Sull'opera del capitano BI HAL V dell'esercito austriaco sopra Il' ist1·nzioui sul tù·u d('i ~più ÙJ:}HJJ'tunl'i r•serciti rl' lù,u·oyHt (A usf ,·Ùt(·o. l talùnzo, F'rr·mu·e.w·, Russo e Tcd,.w·o) dal JlWtlo di nista di uun
istJ'u.ziune
·JJif'to dic(f.
(
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L'An:;tritt poi :=;uo[ W hntlagliOtLi di lù·aloi·i ha adottalo ( I, 1W .<.:peciale isl1i.~::ioM sul tiro che viene spet;ialmente lodata dall'A utore. Certamenr,e dcvon\l riprometter:>i da queste tru ppe dei mirabili risultati, se si Lien C011to deiJa scelta del p1-1rsona.le; il regolamonl.o assegna per qne!-(te truppe quasi il doppio di. munizioui, il t;il.'o a gnmdi distanze, su piccoli bersagli, :;u bersagli mobili, in condizioni ,liffìcili hanno uno sviluppo anche ma.ggiore. L. Autore pas~a quind i in c.>ame le ,LQJ·me genei ·ali di c:On·dolla rlelliH) al bm·srtglioi riconoscf:mdo come del. q ueste pil't che ch1. og ni ·~ltra. prescriz:ioue clHbba dipendere il buon l'isnltato del ht istruzione. Più specia.lmento intende rihwn,re e rileva !JUÌ: vh~ in tnt ti gli esercì ti è pre::>critto eh~ ogni uomo delle •trmi a piedi deve compiet'tl questa istruzione; che in tutti, cou piccolo differenze <li mocla.li tì~ si fanno tirare anche gli ufficiali; così dieasi. pel tiro dci sott'uffì.cial i, eh~ però gli eserciti tedeschi curit.no for:;c magg-ionneHLe ; :H -
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NOTE SULL'OPERA·· DEL GAP!'l' ANO 13ltrÀLY, E CO.
che il nostro r egolamento e il più preciso e pm rigoroso pel divieto. d i distogliere soldati dal tiro al bersaglio. che press~ poco analog he e lodevoli sono le prescrizioni nostre e quelle dei due eserciti tedeschi per riguardo ai. soldati che sieno trovati d i vista d ifet tosa ; così. pure per far completare il tiro a qnei ~ol dat i che _per un motivo o per un altr o in tutto o in parte nol. fecero . Il tiro in catt.ive cond izioni di tempo (vento, pi oggia, neve, e~tldo , freddo) ha prescrizioni. lodevoli e analoghe in <1nasi tutti gli eserciti, for;;e solo l'austriaco si esprimo un po· più chiaramente su l}nesta partita. Circa alla. tenuta. in cui deve eseguirsi, no.t ato che bene sarebbe che si facesse tutt.o il corso ìn completa tenuta di marcia, che però sarebbe anche bene che le.NrimH lezioni a lmeno fossero compiute in condizioni più comode, esaminat;e lo varie istruzioni uel tiro trova buona anche la nostra, beuchè non del tntto chi<tra .( Che circa a l far eseg uire lez ioni in condizioni straor· dinariamente sf~worevol i (da truppe aft~ttioate) tutti 'i regolament i si esprìmpno in modo proibitiYO, benohè sia pure un caso che in g uerra si presenta, perchè in tali condizioni Ù tiro è cer tamente pes,;imo e i s noi r isnltat i .-coraggerPbbero 1 tiratori (1). Conch1cle quei'ta partita trovando buone le nostre disposizioni in massima, solo in alcnni punti incomplet~. P assa qnindi L~ .. a esaminarE> qnant<l cnra s ia data nei v;::.ri eserciti perch~ il soldato /in: con calrna, senza apprensione o per timore dello sparo o di biasimo. Not ato che q uesta parte è scopo pr incipalmE?'nte del tirq, preparatorio, osservato però che in genemle non basta. trova che sadt meglÌo vinta la diHicoltà in quelli eserc:iti che assegnano un maggior n umero di colpi per le lezioni (perchò in ogni l ezione nota che i primi tiri s ono in generale mediocri) e meglio ancora dove am~i ch0 un numero fisso vi si stabilisce U) T~ li ..;c~n.~ri eli ('Se rr,itazioni del resto •IO''fc'bbero t l'OV<I l' luo;:o piult"sto fr;t qu~lle lli tiro tattico collot th·o che ha per i,;coJ)·j nou l'i:Hruzionr! rlcll'inolirirluo, m~ d~i!'uf· !ìci:tle fornendugli d:tti ori espct'imen li sui ,·ari :.:~neri di !iro cll<' •lovrà !)Oi qnan<lo· chcssia appl ica r.,.
, .));OTE SULL'OPERA DE L CAPITANO BIRALY, ECC·.
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un massimo eèl nn minimo o la, facoltà all'ufficiale ehe dirig~ di aumentarle. Sotto questo riguardo trova. migliore l'austriaco, e il no. stro appena migliore del russo. Ricercando anche altre prescrizioni relative al e:ontc1gno dell'istruttore verso il tiratore trova l'A. che la. nostra. è fl•a tutte la migliore. come che prescrive di htsciarlo tra.nquillo e non disturbarlo con correzioni od osservazioni salvo ·iri caso d i . pericolo. All'n cause di o.pp1·ensione nello spamre nota poi l'A. ·e mi sembrano degne di nota. Anche il soldato a.nziauo ed esE?'rcitato può diventare inquieto, incerto del risult~~to del suo tiro per poca fid ncia nella bontà delle munizioni. E '.qui l'A. tocca un punto vero e delicato. È un f~ttto che tàlvolta le munizioni meno buone \ engono destinate da sciuparsi pel tiro 111 bersaglio (con che anche il tiro al bersaglio . . si sciupa), vi si assegnauo, o assegnarono, cartuccie che .avevano perduto e che poi vennero ricomple.~ate, raccomodate. n soldato vecchio le sa queste cose. v A. raccomanda. quindi di assegnMe pel tiro al bersaglio rnuni?.:ioni buone, iabbricate d i fresco. Siccome però la · cosa. ha un movente -finanziario, di qnelli diilicili a eliminare, cosi per parte mia proporrei che almeno le munizioni meno bnoue si ass egnassero pei tiri più da vicino, ùove questi difetti della cartuccia, influiscono meno: al tiro ridotto, al tiro preparatorio. Con questo vengo a trovare nna. ra.gione d i più per raccomandare il t iro ft piccole d istanze per l'insegnamento pratico del tiro. E per vero alle brevi distanze h~ ca.nse r.ntte di deviazione che possono inHuire sulla. istruzione, sulla fiducia del soldato nell\trma lmnno minore influenz~, il colpire nel segrro è più sicuro, anormalità. non turbano la mente del tiratore, il profitto me-todico è m~mo dubbio. Che se invece si voglia assolutament e essere sicuri che tutte le cartucce in distribuzione sono. come devono essere, buone,' non ci sarehbe 1:1-ltro a fa.re che dare anche ai reggimenti nn mezzo di controllo: -un cacalletto eli pr01)a.
__.,
NOT E SUL!.. OPERA ùEL CAPl T A:\0
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N OTE SUI.I;OPEllA DEL . C.U'l TANO ll t li .\(,Y, F.():; .
. lll?·a c:et·t~sa di incer tezza nel risultato deriva dalht igno · r a.nza in cui s i trova il soldato nelle condizioni giorHaliere del tempo (Lempera.tura, vento, ecc.) e s ulla inflnenz~:~. che avranno sul t iro. Per eliminare questo dubbio l'A . propone eh <~ ogni soldato pos::m fare, prima dei tiri da notarsi, a. ogni lezione alcuni t:iri, uno o due, di prova. Il regolamen to francese, in que -to s uperiore agli altr i, pre:=;eri,·e che l't~( fic:iale di ti? ·o. che è n n ti rator o eccellente, a~)l'a, sempre il tiro oani g ior no con dodici colpi con nn fmnle b nouo con 0 eh<~ si viene e a c>,s perimem.are le muni7.ioni e <J, fis~mre la infhtenza. giornaliera se c'è; il eentro delht ro~a dei d~ di~i t iri così fatti è segnattt sopra nn modello cll hersagho 1l cui. d ia. metro è ' ,,,.,, del h~ distauza, ber:'HJ.glio :eh e vie n posti) in vllita presso ai t iratori. Prescrive auche che un soldato a.pposito addetto n.ll'ntfiziu.le di. t ir_o St'gn i st\ _u~ pic~·)lo modello di ber saglio i punti colpit1 sul vero. tì1 1u1. eost la. ro~a a enerale del t iro della g iornata . Pe; q uesto l'A. t.~·ova. iu qnest.a parte 11 regolamento tì·an. eese sup eriore a tutti g li altri. Il uanteg 11,0 al be;·saglio, c ioè : come ~~om~'"_rtn:e h~ comp<tgnia sul luogo de! tiro, eome e agh orchm tll _eh~ condurre la squadra. al posto, come (l eve presentarS I tl t~r~t.ore chi<\lllato, 1:ome devH regolarsi per prender la postztoue. t;Ominciar il t.iro, I.U1J1 nnziare o no il pun to f a.tto, conte ritirarsi infine . viene pre~o in e~ame dall'A. e qni t;Oncludc che il migliore r egolamonto ò il nos tro, percha dtt meno preserizioni al :;oldato, lo lascia più libero e n ota che in Yece il pi tt difettOSO è l"au-:;tria.r.;O che flSSa perfillO il por to d'arme n el presen tarsi, ecG. , ecc. Q,ni l'A. avrebbe potuto facihnent e ~1.ecol'gersi del h~ rlifferenz<1. di indirizzo generale dei d ue regolamenti. Durani.e ì'esame precedentn fì.nora. l'A. giud icando clal pt~nto di li'isla di n1t ;neloctico in.o;eynmne1tlo trovo l'austriaco superiore a. t ucti gli altx i; qui però deve essersi accorto che in qtlelfi~1~1i riz7.o met odico, quello ha pa.ssato il segno, deve esseri3 1 aceorto uhe ci pnò essere anche un altro indirizzo. che ditt'e. risce d<'l. q nell o i n mo lti punti e prod urrà •[uindi un sisLema.
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Din~LY, E CC.
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diverso. e che pnò almeno in certi' casi mostra.rs i superiore . TJ"indirizzo genora le nost ro è quello di :;amplificare. di la-sciare ampin parte all'intuito personale, tanto del t irat ori:' che del!" i::-trutt.ore nella p e r~tHt o; ione uha per questt1. \'Ìit i l regolnme uto avtlui:;ta pi tt elasricità . si adatta mP.glio ai vari casi (di Stttzione, di località. di intell igenza dai solri<Hi. di a ccelerare l'istruzione, et;c.\. A v re b bE~ avuto l'A. occasione di di,;euten.} i dne inùiriz.zi {) mto·Jio i Yari. il che a n-ebbe e vita t o la discus:;iont\ noiosa. caso per C<~O. Il nostro s istem<~ im·ece somiglia all'omeopatico, che lascia far la natnra <;ontentandosi di for n irg li i mezzi. l'austriaco somigl ia il.ll"allopatico che non dà tregna nè al Jmtle. nE> al mfl.lato e u0mbattH ogni :ma manifestazione, ogni s uo s intomo. Il nostrv esigu nel pe r;;onal~ dirig en te, inseg nante e im. parante piì1 f uoco :o:acro, pit\ i ntelligenza, più disinvoltura; l'a n~triaco potrebbe prodnrre una folla d i sotto regolamenti .a seuonda dei v;~ri easi perchè sempt:f' rigorosamente sif~ applicato i l. metodo . Decirlero q uali dei due s istemi in tesi genera le si .~ migliore è fo rse impossibì.l.o ; pit't importante è vedere se il principicl dir etti,ro. :;enza esag erazioni, è conscguentement~ apJ!licato durante tutto l o svolgimento del testo, se corri· spomle fd le snpposte at titudini d. el personale, o quale r i:ml tato pratico produ ca : esame più possibile benchè alrtuanto diflic;ii P 8tTOrt· massimo sa.rebbe forse l'at.tenersL a un solo punto di vista esclusi,·amcnte ne l fissare l'indirizzo e nello s Yol. gerE' il t e:-to delln istruzioue e i l merito principale COllsistE'r cbbe nella ,-liscrezione co lla quale qna e là, :'lecondo i casi, si lasci pre \·alerP l'uno o l'altro . Qui si ontra voramente n ello s pirito di chi l u~ recla.tto i regolam enti o li Ju~ inspi mti, questa. è l1t parte trascendentale ; e n on ~:a dimenticato che chi detta quf'. i regolament i n on è un solo, ma secondo l'uso n nn eommi:-;sione, e t;he se andte- fosse m1o solo nello st~nd erlo a.lt ri ci entrerebbero ~
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NOTE SULL'OPERA DEI, CA l'I TANU ' B!H.\J.y, KCC .
prima. che sia. promulgato, e che in ogni caso queste divers~ persone che successivamente o contemporaneamente mettono mano alla cn~ta che modella la statua vi lasciano ciascuna la personale imp ronta. in quct.lcho particolare a tmeno, l'unità. di concetto si perde. In maggiore evidenza :sì mette er nesta parte elevata del1' indirizzo dell'istrnzione neircsame che per ultimo in tra . prende r A. sopr<t le norme disciplinarie di responsabilità, di vigilanza, di direzione, alta dire11ione, ispezione, resoconti, annotazioni, premi, p unizioni, ecc. Qui di nnovo la nostra ìstrnzionc ..· che <tpparvc mediocre nel corso dell'es<Lme compara tivo, su 11uesto punto viene riconosciuta dall'ancore come la migliore, perchè lascia la voluta libertà a.l comandante di compagnia come vero incaricato della istruzione e limita in giusti termini la superiore vigilanza. Se non che ()uesto p nn to non è dit giudicarsi solo dai regolamenti, ma piuttosto dalla pratica. Per~.:hè infi ne il superiore a lmeno dovnì. pnr sempre giud icare q{ali tr~ i capitaui se ne in teressano più o meno e s u <}uesto fondare il suo giudizio su di essi, che avrà peso per la loro·carriera e in questo fatto iuevitabib e razionale pu6 contenersi come i~plicita, benchè non det~a, tutta la caterva di prescrizioni, d1 m inuzie, di r endiconti, di premi e di castighi che in termini generali si vorrebbero sbandire. Chi sopravegli<1. e cou quali · principi alla giu~ta misura di autorità, di responsabilità fra i g:·adi? chi decide e con quali norme le contro · versie ? E dinnanzi alla possibilità di queste come non si c: ea spont<meamente il bisogno di tener traccia di tutto, d t controllar tutto? Il test~ francese appare co:~ì in questa p<nte a.ll'A. il più ce~sura blle, p~r l.a complicazione delle vigihmze, cl e i regis~n, delle rolaztom, dei controlli e gli sembra ne spiri un'aura, generale di sfiducia. fra superior i e inferiori. Eppure è quell'esercito il cui spirito bellicoso . tiene in Mmi tutto il resto dell'Europa, dove la tendeu7.ft. a fare d i propria libera testcì è p iù for te, do vo la disciplina se m bnt
NOTE SULL. OPERA DEL CA PI T ... NO 8 UÙLY, J::CC.
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più rilasciata.. .!:'orse dunque se ne desum~reobe che lo spirito bellicoso viene dall'alto più che non :Wt nel fm1do delle t ruppe? Che in quello eserci t,o più cb.o in altri, ci. sieno ufficiali rnestierauti? che quindi q uel rcgolamen l;o sta per quanto brntto perfettamente tagliato però al corpo che deve ve::;tire? Potrebbe benissimo dar ,;i. E se i l no;:;tr o pure calzi come deve calzare è pur cosa da vedersi e al postntto rimane a veclel';;i eome in prtttica funz ion i. 1,;ll g ran g uaio ,.;a,rohbc fare dei regola~en~i l~O~tl :,.tu. yale;·ie: per corre1·e il pallio alla ,.;tregua <.!et prmc1~1 c:1 uma~ nitit. d i libert<Ì che nel secolo dominano - lasctando pot che all'oreèchio ci s'intenda che non :;i debba ?are a quelle norme rimportam:a ch e pretenderebbero -- E male nelle [eO"cri crenerali: nello uo::;c militari, arwhe <tmmettenclolo come • bO O , d1~0 specl iente d i tmnpi difficili , è pcrieo loso .
Tiro t at1ico o di campagna
Felrlmiissioe Schiessen. Nel 3" f~tseicolo il ~:apita,no Bihaly prende in esame q uc lht parte delle esercitazioni d i tiro al lJer,.;aglio che hanno più suecialmente per oggetto il tiro nelle eondizioni più pr ob~bili eli guerra, sia indi,·iduale etw collettivo, sia eseguiLo senz~~ cart ucce, o con cartucce tL sal ve o con cartucce da guerra.. Lo :'lcopo di (J Ue ::l te esorcita?.ioni secondo l'A. dovrebbe essere : P e?" la truppa . - Franchezza ncll· impiego del fuoco nelle varie circostanze di guerra., fiducia nella disciplina del fuoco e attitudino a.d agire bene da sè quando pure la di- · rezione venga a mancare; . Pei comanclar~ti . · Confidenza e pratic<"t nella direzione del fuoco e nell a condotta dei riparti nella sfera del fuoco e l'economia dell e mun izioni. E, mi pare, che dovrebbe an i.!he Hs::;ere •1uello di fornire
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NOTE SUL!:OPERA DEL CA PITANO BIH,\LY, ECC .
a chi. deve dirigere il f uoco dati convincen~ i sulla sua efficacia varia a seconda dei casi e sulle formazioni più o meno vulucrabili. T enen do sempre come criterio di base la metodica progress ione dal facile al difficil e. dal semplice al complesso l'A. comincia a notare che s i rlovrebbe principiare dall e esercitazioni senza cartucce, passare poi a quelle con cartucce a salve, p oi con quelle a. pallottola. E og nuna di queste dovrebbe osser o :mddivisa iu esercit-azioni pr ogressivamentE~ p iù difficili ecc. euc. eec. e d istingue q nelle ~t'l.lUt cartnc0e da guerra sotto il ti tolo di prepa?·atorie. A me pare che più importante sarebbe la suddivisione w individuali e colletti·ve e che per una v eramente metodica pro . gressione si dovrebbe cominciare con nna istruzione teorica. .Le esercitazioui sul ten·eno esigono sempre uerte <:audizioni di t empo, di luogo. di d l stanza per cni non si pos,;ono fare quando ~i vorrebhe .1 r iescono sempre ,;earse aliJisogno. Per lJe~1e utili~~~re C[lt~llo p_ouhe eli eui s i dispM e bcnP ' andarn proparatt, ~Lltruucntt.· come aeeade anche uellc esercì tazion i di combattirnento, succedf' d i perdere unH giornata. e molta fatica per sentire su 1m uampo o magari sotto so le scotta,n.t.e o pioggù~ battente nna ' lezione Leorica che con pi ù comodità e profitto s i sentirebbe in una sala. Per vedere quali sieno le esercitazioni da farsi l'A . nota le v arie f~~si di un att.acuu di flmterin. eé! in qneste i momenti salienti sia per l'nomo cl i tr uppa che pei eomandantii. E mi pare che avrebbe ff.ttt o m.egl i() a t ener <:o.nto anehe dci cusi di d ifesa per riuscire più completo. Anche senza di ciò vedendo che ce ne :s~:~ort"~bbero t rop pi fa l'A. nn~ cernita. E samina poi uei. vari eserciti. q mdi sieno le cserci ta% Ì 0 1li pre,;tabilite. Alla noscra tr ova a ridire Sll lo perchè la d i eh i<1 razione degli scopi nou è ben formulata c trovasi sparsa qna e là e pctre che noti che s i Lrascnri l'i:struzione i.ncl i\·idna ì ·~, utile. pei cast m cui la c!ire:~.ione v Pnga a mancare. ci(,f\ <;!tP vi manca arli1tto il tiro tatti~;O individuale. P a!:i;;a, ()uindi l'A. a. e;;:n.linure ìa r1nan.t.i t n d i m nn i:.::i< .n i
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~s::;eg .nate
a questo ramo d'istruzione nei vari regolamenti e dalla tabella che r edige r isulterebbe ehc noi n.ss~gniamo la ma.ggior parte d i curtucce ~~ salnl per le recinto {o8 mentre 28 iu Fra neia.) e la. miuore alle classi anziaue (24: m eutrtl 2H iu Francia), e di cartucce a pallottoht il russo ne assegna di l.Jiù (104 ment.re cl t1 noi 88) p er le r eclute, e per le classi anziane anche l'austriaco n e R.Ssegna. -d i più (90) e il n;sso ancor più (104} mentre il tedesco ne assegna 4•3 per reclnte e ·per anzianì. Quindi sotto questo punr.o ci trov iamo in massima non indietro noppo, am:i fra quelli che non PC(ln omizza,no. L'A. però per deliuire quali sieuo gli eserciti in c1a ~~ assegna in più o meno giusta misura la voluta. q uantità, di mnni,;ioni esamina partitamonte ciascun<'\ de.ll e varie lozioni a.s ~m i disr.estunente. ·l Il ! · e.~e? 'ci:::io s~trel.>bc il fuoco in cawna fi t ta., por a.bituare il soldato al distur bo che produce lo sparo dei vicini. P c·•r questa .noi ~aremrno sol o .inferiori a i ru::;s.~ cho assegnano 6 cartucce a palla inve:;e di tre come noi f~\c_:ia.rno e perchil n oi. non fì.g nriamo che il ca.so del fu oco lento. Il .? · sa1·ebbe il fuoco celere in e~1tenn. fitta. Solo i l uost.ro ron-ola.mento c il rttsso lo coutempl:mo. Ma n-)i solo in un ~ . caso clifen:sivo A vi. impieghiamo s ole '1 cartucce da guerra (d rns:;o l ·!) e così benchè ci sia a, ridire ci rca alla dis&alJ Z~~ e al bBrsaglio usat o dai russi trova che i.n questo sono essi più comp leti. Con questa lezione si avrebbe il mezzo ùi fh;sare i l limi~e di rapidità che è. conciliabi le colla precisioue, il che sarebbe impon<"Lnte, pc·rchè n on si può prendere per base il critRrio da ta.luni procla mato ell e h~ precis ione stia in ragione m.v ersa della celerità. C' è nu limite di lentezzl-1 suffi ciente per puntar bene, per osservare il t iro, per r ifiatare anche, oltre il qnale però i l rallentameutt1 del tiro n on aggiunge nnlla alln. sua precisione. 11 .'1 eseJ'Ci.;ù, ù il f uoco a s1dve. Noi l0 esegmamo solo con cartucee a sah·e, Yi dedichiamo
NOTE S UI,L'OrERA DEL CAPITAN O lllHÀLY, E CC .
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NOT E . SULT/O PE lt A DEL CAPl.:L'A NO liiH..\ LY , E CC.
sei cartucce con diversi alzi e in varie posizioni di punl,. S iccome, gli alt r i eserciti lo eseg uisoono anche con car tucce a pallottola cosi per la par te nostra dopo mi11uta analisi la dichiara del tutto in~ufficiente. Il 4° eser-cizio dovrebbe essere il f uoco a ripetizione ese g uito da squadre sot to il comando dei ìoro superiori. Con oartucce da sa lve non lo eseguiscono che i du e eser citi tedeschi. Con cartuece a p<ìllottola solo una volta nel l'esercito tedesco. Passa quindi l'au tore a riceruare quali esercizi dovrebber o seg uire - dovrebber o essere quelli che tendono a dare al soldato la massima sicurezza c franchezza c abitudine a fare cla. se, anche sen za direzione. scegliersi i l bersag lio, m isurare la distanza, v edere come e dove convenga puntare ecc. ecc. e vorrebbe che si dovesse g i unger e .in C)_ uesto eserci zio a un t al g rado da rendere istint ive <lneste ab ilità al soldato come . ' sono a i n uotator i i movimenti per tenersi in acqua, ag li schermitori i colpi e le parate ec:c. ece. P er i l cke sarebbe necessari o in vero nna quantit~ cd i esercizi ese~rtiti q uasi ogni g iorn o per lungo periodo. Ma nel fatto se in t utti g li eserciti si impar ti:>cono i n ecessari pr in ci.pii, u oi e n elJ'erercito fi:ancese s.i ffl. poco per la pratica e <.tssai più. si per questa partita w~gli alLri esercit,i. Certamente che un esercizio d i questo genere e::;ige delle località vicine d.l q uartiere e comodamente disposte· per quest:a istruzione,' località che nei nostri terreni g eneralmen te man cano essendo da noi difficile uscire d alle strade. Que::>ta è una di quelle isfiruzion i per le qual i da n oi si conta piLt ::mll'.istinto, sulla i ntell igen :~;a clel soldato e :m q uel tmtto che le esercitazioni tattiche ne possono :sviluppare. Così ù icasi del o" eser01zto e del W e anche del 7•• che t utti tendono allo stesso scopo e che sono p iù o meno n ei var i eserctlit come ne ! no:;tro iu parte eompresi. nei vari eserci:r,i e le~iou i sem:a dar lu ogo a :>peciali m inute graduali esercitazioni come quelle a cui l'autore
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accenna come utili a tarsi. n' 6" consiste in fuoco indi,;ipu ale, lento contro bersaglio ch e rappresenta caten a coperta i cu i uomini compaiono o scompaion o or quà or là a uno a due insieme. S copo suo sa.rel.Jbe: esercitare il soldato a i'corge1 e il nemico, a scegliersi il bersaglio. Il 6" ù come il 5'', mtLinvece eli individui appaiono qnadre intere quà e lù. o poi scomp aiono. N el 7'' i tiratori esegui · scon o il ò'' e .il 6" esercizio 110 11 più in d i viq.tpìlmente, ma in catena. ln tutta. (}u esta. minuta analisi che bisognerebbe trè1dnrr e per e:; teso l'A. Jornisce criter ii u ti li a sapersi dall'uffi ciale uhe presiede o è incaricato direttamente d i questa istruzione per r egolarsi n elle avvertenze a dare, per decidere al ea::;o qua li sien o p iù o meno importanti. U na applicazion e esat ta, per noi specialmente, uon potrebbe trovar luogo che in una scuola. speciale d i sott'ufficiali collocata in localitr1 adatte con tutto il n ecessario impianto per simili eser citazion i come vidi cinque anni or sono praticarsi a Postdam. Cir èa all"8 • eser.;izio, tir o a g n m cli distanze l'autore t rova le n ostre d isposizioni al tutto · lodevoli e migl iori anche di qu elle degl i altr i eserciti. Da parte m ia mi augurerei però che il foco ~L grandi distaU?:e non lo si facesse adoperare mai conta·o 0at.ene, sieno pure scoper te, per non indurre a spreco di munizione. :Jii an t>o-urerei 0he foss e a lmen o una vol ta usato nelle condizioni pitt favorevoli, tipiche, perchè servan o di n orma, cioè contro · ber saglio mollio ampio, fitto e fer mo (almeno u na colonna di battaglione per compagnia) o qualcosa d i simile, messa bene in vista, e coi tiratori iu posi~ione dominante, e all'11ppoggio. Catene nemich e tra 800 e 1200 m etri è meglio !asciarlo avvicinare di più o avvicinarle. Il go ese1·ci::io r autore vorrebbe che rappresen tasse la condotta del ploton e i nquadrato dut ante l'at tacco. Jino al momento della occupazione della posizione nemica e im- piego del .foco d'inseg uimen to. Qu esta lezione però appena · in parte ò fatta d a n oi per le reclute ::;otto hL for;na di
);0TE S ULL'OPE !i,\ DEl, CAPITANO BIH.~LY, E · C.
:-> OTE SUr.L' OPJ,~RA DEl, CAI'I'I'ANO BIII.ÌLY, EUC.
dieci salve e in ,-a.rìe posizioni e come esercizio principale, con cannccie a pallottola pure. 'rappresentandosi solo un momento, q nello di prepararsi a uno sbaho ~wanti mediante un foco a ripetizione alla massima fra le piccole di;;tn.nze. Qne,;ta esercitazione è del r esto bene eseg uita solo nell'esercito tedeco. Da noi v ien e piuttosto in prn,t.ica n elle esercitazioni tattiche él i tiro. Il / ()' eSei'CÌZÌO consistente n ell'entrata in aZÌPllC dei ;;o. :->tegni, è cOll}IJleta.meute tralasciato in tutti gli eserciti meno che ne l nostro e nel russo \WÌ cruali r antore lo t rova e!'e· gni to molto bene. Dopo di qu est-o esame particolareggiato passa l"antore a un riassunto di qneste Yarie esercitazioni che chiam<l preparatorie. Dal primo l'[ nadro rileviamo che delle 10 noi n e facu iamo [> e con ciò siamo ancort:L q nel! i che n e t~tn uo d i p iù. (I russi e gli <m;;r.r iaci -.1:. i tedeschi 3, i francesi ~J . Ma, esluninando il va l or~ relat iYO delle viLrie esercita?.ioni n ei diversi eserciti praticate o trascurate trova l'A. che in Italia t;re di questi esercizi _l l-2-3'1 so.no incompl~~: <'.solo due (8 e LOj sono p iù COlTISJ..>Oldentl alle cond1z101H clel combatt..imento - che per ciò che riguarda la disciplina del t'oco ci guadagniamo poco, app~ua d i pitt d el f rancese - ub.e per ciò che rignarda a preparare il soldato acl agire da ~è q uanclo la dire?:ÌOHfl venga n mancar e, noi facciamo meno uhe in tutti g li altri s i fauc ia- per ciò che riguarda i comandanti, la fi.ducifL e pr~tt ica della di1·ezione d el foco n oi risucianlO appena \'ìnffìcien t.i, appena di più faceiamo di ciò uhe si f<L in Frmwia - per ciò che riguarda la pra· tica: nel condurre il proprio riparto nel rispettivo campo di azione noi si fa snlficienfe;,wnte. cioè quanto il rnsso e più dei frances i e meno dei tedeschi e degli austùaci. E cosi via ria.ssnmeurlo tmto trova che n ell'esercito austriaco e nel cedesco quest.e i::;truzioui sono meglio fatte e benchè ci sieno delle la.cnne, 1>ure i l p rofitto general.a s11rà magg iore :è: pare a.nche abbia 1:agione cons iclE~rando la c0sa dnl punto di ,-ist.a di una m et.odiua istr nzione.
L'A. passa quindi a stnd iar~ sotro il titolo di esercitazioni principali quelle che noi diciamo esercilct~ioni falliche (li tù·o, come q llelle considarandole in cui enti es la p<wti d ~ l l'insegnamento si fouclono cercando per quanco tl possibile di avvicinarsi alle cond izio n i deg li atti veri cl i guerra.. P er questo si rende necessario che le nnit,;l ·~bbiano la forza di g uerra,, loeal ità bene a.datte, ber,;;agli ehe beue uorrispondano ai reéLli probabili e uu· adeguata. quantit:i.~ di munizioni Es<J.mina partit~Lmente questi vari elementi pon derandon e l e difficoltà. e le soluzioni date nei Vtl.ri e:<erciti uolla. usata acuratez7.a sni dati forniti dalle varie istruzioni. J)a questo paragone noi usciamo qualche volta a,bba.Stan:r.a, bene sotto t utti i r iguardi, solo però per çont.o nostro ci ~ouverrebbe studiare sul tatto come <1uest<ì p<trte viene att.nata., perchè le diffico l t!Ì. inerenti d i tempo, d i luogo, eli spe:>a, d i modo di applicazione pos:>ono se0on do g li esere;iti arrivar'3 a. un pnnto da rendere qnesl;a par te i ll usoria. o an,_;he da uon siderarsì como nn semplice desicler·atu"t. E difatti g rave è pel' uoi la questione della a~ tttazione loro colla uo ità. n ella foi·za. d i g nerrà senza. distrarre le 1.tr uppe dai loro ca.pi etfectivi. ~~ a. ua.gione dei va.ri :>er vizi territor ial i e straordinari è a Lemorsi che non tuLti g li anni, nò da tntti i reggimenti. si p:->ssrmo tali. esercitazioni actnare. La CJUestion e d el lo loca l iti~ non lo è meuo, e,;igendosi per la, :;icurezza una lunghezza. di cin que o :>ei ehi lometr i circa.; tien:eni di (y nella dimensiono bene <~datti p~1· la fo rma, facili a vigìlarsi non si LrO\'IlnO do,'ttnque e molto m eno nelle vivinanze immedia~;,1 delle gtHtruigioni. ~e ve1T;~ ohe in talnne sarà impossib ile attuarlo, in alcre bi::;ogo era storpiarle per giovarsi d i un teneuo sotto qualche rapporto insuflièiente. L'impianto d i b1~rsa.gl i adatti, esigerebbe a.nchu l:t rappresentazione di quelli iu movimenLo di avanzata. e di ritirata , importa s pesa. per le difrìeol tà inerenti. Dove qnoslll sia insufficiente l'i mpianto ;;i limiterà a, certi bersagli soltanto; il risnltato riman e compromesso. .8 n on minore importan~a avrA il modo C•)l qn:tle saranno
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JSOTE
' 1 SA LL 0PEHA
DE I, CA PI T ANO BI HÀLY , ECC.
q ueste lezioni p raticate: i temi, che dovrebbero rappreseutare la var ietà dei casi, la loro esAcuzio:Ge razionale tatticamente e non limitata allo sviluppo di una manovra da piazza d'arme, come soven te potrebbe accadere sopra nn modulo stereotipato. A evitare questo sempre più si renderebbe utile che per località non si scegliesser o solo dei piani orizzontali uniti e scoperti; ma anche terreni accidentati ove realmente la fanteria spiega. le sne attitudini.
NOTIZIE POLITlCO-MILlTARI ITALIANE
(Continua) . Aot A GH (
Col ,:rioruo 8 ~i Gltiusero iu tutte le divisioni le m:10ovrc di campngna, le quali, bcnchè fatte con piccoli eiTctti,·i, rlicdcro risultati eccellenti per l'i3truziooe e per l'<dleoamento degli ulliciali e delln truppa. Ln buona volontit , l:l disciplinn , la resistenza dei so ldati ~Il e f~tich e, lo zelo c l'nhilitil degli uflici:~l i , l'intelligetwl dei coma nda nti di corpo, di bt·i[WLa, tli di1•isione e le loro cure per il beue::.scre delhi tru ppa ebbero sincere o meritate lodi dalla stllmpa c, qm•l che piil monta, dai rio;;peuivi eo m :m da o ~i di rorpo d'an nnta. Alla truppa del III corpo toccb in sorte di a1•ere auche le lodi d~>l , He, il quale più volte. aveva presenziato le loro manovre. Prima che si sciog li c~sc ro i en mpi, il c.orn<1 ndautc di detto corpo comunicò ~Il e sue trn ppe le parole altamente lu~inghierc che S. M. :::li :~Yea. rivolto e che uoi :~ m ia m o ri portare: «' Felic<' tli avere più I'Oite u:;sistito a queste manovre, lto notìllo con molto eornpiacimento la disciplina e l':tllena mento delle trup pe, ed ho in modo spcei:~le porta!JI la min attenzione sulla classe richiamnta dal <"ongcdo. Fui pure soddisfatto della perizill dimostrnta nelle manovre; ma· ciò che maggiormente ha confortato l'animo mio e lo lta veramente allietato, fu la prova continua d' in~lligeuw, di hnon volere e di sercuità d'animo data d:~ tutti, nfficinli e truppa. Ed è co:;i, ed è soltanto in tal modo elle l'esercito devo adempier<• il pt·oprio cùrnpito, corrispondendo alla tìd ul~ia che in esso ri pone la nazione tutta » . Il comandante del cor po d'a rmaw, riferi te queste parole, conchiude il suo ordi ne del giorno dicendo ehe l'encomio del Sovrano, ca po dell'esercito, è per i militnrì il premio più nmbìto. Nelle manovre di quest'anno, sia fortuna, sill previdenza dei eap1, fttrouo più rari che in quelle degli <1llni scorsi i cns i cl' insolnzione ed
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NOTIZIE l'OLITI CO·MILITARI ITALIANE
altri si mili tlisgrazi:ni accidenti ; ma pet· triste com penso abbiamo avuto alcuni fntti dd ittuosi, ed nltri che, a prima vì:;ta, par vero tali e commn,,;cro l'opinione pubbli ca; i quali tutti , comunque atteuuati e ~pi e gati, non r.e~s;mo J i essere altamente deplorevoli e richiedere la più ~e r ill ntteuzioue. Xci mattino del 29 luglio, h!l'minata l'c,;crcitaziooe al campo di Bus1o ArsizH1, · i capitani e gli u11icinli superiori rlel 2° reggilllr.nto IJer::aglieri e della hrifwta Hegiua vcoil'ano, come di coo<'ueto, rirmiti dal direttore della manovra per una conferenza, ruentre le trup p!J si llvvi<lvaoo ai loro accantonamenti, acco mpagna tt1 da;.rli utlìciali subaltt: rui . ."iel momento in eui la eoda dell11 \)t• compagnia bersaglieri 1\tl.r:~ \et·~aYa nella boseaglin 1111 tratto scoper·to, si udirono, indietro a de$trn , alcuni colp i di fuoro a ripetizione, sicchù il tonante eire comnuriHa la compagnia, ritenendo tr:~tta rsi di <JUalche ripar tb di t:-uppa che nou a ve~sc <illcorn inteso il segunlc dellu cessazione del fuoco, fece r ipetere da un trombeuierc il ,;t>gnale s u:s~o . Seuonçhl! presto ,j ~c rp c che vi erano dei fe riti (q ualtrl) sold~t i c un uflicialc) e che I[Uiudi si traunva rl 1 uu tiro e:;cguito C(I O cartuece n pallottola. .-\ i primi colpi, vi fu uu poco eli confusiouc alia coda della compa gni:t, dove si ·videro in un attimo ei nq ue cadere 11 terra inaspettatamente; ma t! opi) il priwo moruento, i soldati, richiamati al tlovere rlilll' uHieialu, tornarono pre,;,;n i feriti ~~ si di r~d c ro a ee rcill'l~<t %11~ :;ino o ~l i ;~s~•~:::" i ni. Hitlntrnti ngli act:<Hnp:;mcuti, venne :;uhito fa tto l'ap pello cd una \'isila rigo•·osa <lÌ pucchi di ca rtucc;ie a palloltola. :\e •·isullò chr. solo il ,;olda to 3l.uracchioli della !)a compagnia bersnglreri era a~scute e che tulli gl i altri ;,vevano Il i eompletn la loro dotniouc di earlllccie er! int<Jtti i pncclli. Perlustratn ft';1U:lnto la lro,;ra;.rlia. ;oi riiH'eonc il cadavere del ,\'luracehio li che :;i crn :;ui cidato ad nn <.·.lril•Jmctro circ:1 dalla localitb dove :~rera fatto fuoco. Juol tre, lla i nu mero di car tnccie che gli si rin vennero <~n co r:~ in ta tte :>i poté \:onstatarr, d tè nvP.r a sparatO 24 c.olni, compreso quello del ,;u ir.idio. E~ li er<~ stato il solo as"n"!'ino. Quanto al le eau se d1!l tlclitto :>embr~r d;1i1.., t•igorosa iucll iest' t c:;cguita ch'e~so debba auribu i r~i a momentanea c~altazione, manifestaw,;i in un individuo i c:ui precedenti er:Jno indi zio di nntura in so !l'e re n t·~ · tli freno e proclive ad nui violen ti. 1.' a\·ere egli agito c.orn pl~>tauwute da si) lo, dimostrerelJhe l'inesistenza di un eomplotto e il carattere dell'ulliciale eolpi to (i l •r u :~ l c d' alt ronde ap1\artienn ad altra co mpagni11} c~clu de ogni moven te d'aoi mo,-it:'t per,;ouale.
NOTlZI.& 1'0Ll't'I 0 0-Mli.ITARI lTALlA)lll
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Dne giorni ;1ppresso, il 31 luglio, a G<l res~ io, durarHe le esercitazioni della hrigati'l rni,;ta, yomposta del :~o reggimeutn bersaglieri e del M 0 rr.ggimento fn u te ri :~, due soldati di •pw.st'ultimo reggimento furono ferit i da pa lla di \\'etterli ; lo stesso giofll o a " nromcr, io SarJegua, l'n, ùtu·alltr! le c::;c rc:itaziooi , <:o lpito •b pnll a un C<lvallo. l.' inchic::;ta aperta immedi:llamenw ::;ul primo di que:'ti falli mise fnori duiJhio clw i due ~ oldati emno stati ferici dallo sle$~0 proiettik il quale, dopo ;WPre ;rttrarersuto la co~c in del primo, ~ !i orò il braccio del secondo che stava at·wyaccinto. Que,;ta circostanza toglie al f<Jtto gran parte de ll :~ sua gnn·itil. perchè e~cl nde il C{)llrpl otto e reode po~ si!Jile l' ipo tc~ i eh e il fa tto ::te;so :;i a da attl'ibuir:;i nl non fneile, m:• po,sibile frammiscl•iamento (cn:;ua lc o delittnosoì di uun eartnccia n pnllottoln frn le cartucce a ~ah·c nel loro confezionameuto. E questa i po te~i 'arehiJc cnnferm:Ha dnll;1 rign ro ~n i:.; pezione e~eg uita irn mediawmentc dopo il l'atto, il cni risult:Ho fu !:Ire tutti i p:~cchi di cartuccia a pallotto la corll.t~ nuti nello za ino en1no a;;,;olutamcnte inLH tti . La :;tcs ~n i pote~i può f:~ r:' i per la fl<ll luttola c.he eolpì il Cll\'allo :~ Il e mauOI'I'C el i )Jar.onrer, nrendo l' i:;pezione dn ta gli ~tc~s i ri <' u lt:~ti. Ad ogni modo. per rimuovere q nc,;t:l. cn n ~a dì possi!Jili disgrnzif• il Mi nic:te ro h:'t emannto serr re d i~pos izirJ ni affinchè la distribuzione delle cart.uccie :1 ~n l vc per le e:>ercit.azioni :-;i:~ sempre prccednta 1!11 una rigorO$a \'isit.1, nffìnc di ncccrL<ll'i'i che frn le m~dc~ime nou si:•. pPr avveu tura, rptaIelle eartnceia a pa llotto In. Il pnbl,lico era ancora com m o~~o da q ue~ti f;ttti, quando giunse l'nnnunzio rli un nltro dello :'t< ' $'>0 !!•~ u e re e <l cui nt!ss una inchiest:l può toglien\ il cnrntt.er'A di dr litto. La mattin:1 dell'l ·l ;~go st.o , ];~ 2'• hrigatn del 'QìO reg:,: irne11t0 d'artig-lieria fu ~veg l iati! da rlne t:olpi di fu Cile. l primi neeorsi al rumore trovarono d:1 van ti ad nna tenrln, un soldato ~le:'-o :~ ltll'l'a, fprito. col fucile ;d !ìan('.n, c dentro di ess:., feriLo il cr1pora le. 11 :>lrldnto Hl'eva f;~tto fu oco sul caponllc mentre dormiva ~ poi aveva tPn tato snicidar:'i. Quesli fM.ti, .:Ire pre~ i iso latameu h: ~i'l rehltc ro null' altro eh t! fil tLi di crouac.a, presi nel loro com p le~so e co ll cg<.~ ti con nltri ~ imili che avvengono fuori rlell'c' ~J rc ito , r·o:>titn i;;couo uu tutto che ~·impone :~Ilo ~ tndio del psicologo. Si direbbe dro correnti misteriose prcgnn di microbi at.trnvr•rsino l'ari:l c an:~ceh ì oo le iutclli!!IJnZt'. come l' inlluenza i hronehi ed il colm·n gli intestini. ..
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NOTIZIE l'OLITJCO-MII.ITARI JTAJ.BNE
Un fatto d 'a ltr;~ $pecie che died•' pure mollo d;~ dire alla stamp:t fu la scope1·ta. (se è lecito chinmarl:t iu tal modo) di almwi fucili modello ·189·1 e~pos ti in venditn nelle vetrine. Siccome su t.al fatto pende tut proces$0 peualc ci a~ terrem o da ogni apprezzamento in proposito ; solo per dehi10 di cronisti diramo iu qnnl modo es~o sia st:Jto po.;sihile. ~ella fabbrica1.ione delle v:~rie parti che compoug0no un fu cile, uon è raro il cn~o che alcune di c~::e, per una meuo perfetta,riuscita, Yeugnn~ dichinr:1tc di sca.rlo . Sec:onuo le dispo$izion i regol:~menta ri, queste partt dcrono e:;sc rc lr:~ntunwte c poste fra i roLtanti. P1~ r trnne poi IJIIIllche pro ~lto. rl n tali fr<tlltumi ed nu<.:!w per sgomhta rL· i magnzini, SI fanno perwl!cn men1e contratti di tra:;formnzione dt>i rottami s tc~si in mall'I'Ìll pri rn:o. Ora pnò es~e ru :lvV~ IlUto che, per rleplorevolo ncf!l i!fenzn, til lnne rli l(neste pnrt i di rifiuto non sieuo state: frnnturnnte e c;!te co:;i i'i ~in dato ngio ~~ qn:1 lclte SfH!cn lnr.orc di :::en ·ir:>eoe, unit:lmcnte :~d ~J!t re WHti cii fu rtira provcuiont.a, per eom porre i pochi;;simi f'n cili COOII)Jeti: trovoti iu ''endita a Firenze c ,a l.heseia. Dici~m~ ?JOc l~is.ç:imi {iu;ili comp l eti, pere hè, qunntunque si ":; ~~ 'parlato ne• g•omnl1 d1 uo migliaio di fucili che potrehhcro compor~i con le parti di :-;t·ano tom prate :dl'<~sta, questi fucili ~areiJbero se!Jza cann:t. Consta infatti, in modo a::soluto, che le noune di rifintcJ, ,·cnuero sempre tolle frantuma te. Ciò è poi wnfermat.o dal fatt o elle •rnello di alcuui mo~c hcui trov:~ti in vendi ta :>IJuo c~1 u ue buone collu u d:t h~· ed t• Ccettatr, le qu:tli ùisogn:t perciù ritenere che sieno' slnt•• sottratte furtivamente da qualche fahh ri(·a d'armi; ma quesw soli razione non poti• aYer luogo ehe in piccoli~simr proporzioni. Ora ~ le indn!!ini per scoprire i rei sono affidate :li )i ini:>tero del l' intrrno, il qn.1le procede :tlle visite e alle pc rf!u i ~ izio ni :t norma di legge. Frnuonto l'11uto rit~ giudizi<oria h:t ini1.iato regol~re procedimento. fl i\1inistero rlelln ~u e rno, dnl cnuto sno, 1111 preso ~PYere inisuré per il recln tnmento e la !lisciplinn del personal e cieli e f:1 bhri('hc d':ll'lni.
.. * * Quantunrtnc non si11 nueora giunto il rapporto ufficiale del goYern:ttore snl ln ~ pe rlir.ioue di CDs~n ! a , pure, rla notizie te!egraliehe e da qua lche corri~ pond enza arri l'at:.t finora, risuhn chiaramente q uni i ue
NOTIZIE pO.LI TiCO-MILl'f ARI IT.\ !.lANE
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furouo le ragioni, in IJUali condizioni fa compitn r ~uale situazione ha l:tscinto per ora. Quanto alle ragioni. è oramni acccrtatu che i •Jervi:'ci si preparn·vano ad mHl ntmpagna di rnzie contro In u o~tr<• colonia. In Cassala loro base d'operazione, già aYeYano r:tccolto immense quautitit di dura -e muuizion i di auerr~ . :\nzi le r:n:zifl crnno cominci:ttf'. 11 generale Bar~ tieri, nell:1 "l)l'ima metà di lug(io. t·ecawsi noi .\ gonlat per i~pe ziouare il presidio, ebbe 'lui vi notizia di una ~ ro~~:t rau.ia di C:l\·:dleria, che da Cassala si era spint:t fino :;ul medio Barc:1. e~e rcitan· do,·i sulle t1'ihù dei Beni Amer le più c.rud,•ii ::c,·izie c t<•!Jliand(• la .testa nd uno dci loro cupi .. Altre notizie reC.<lV~IIlO che si prep~ r:l\' :• nn colpo sopr<t S~:i~glet [• .mena tappa da i\gol'dat, c che il corpo tlc•l Uhedarel', ::ta!Jilito ~u l :\ilo Az7.tlrro, ~t:tvn pt'r invin re llll<ì pa rtt• delle ~ u e truppe ;;n ca~ .snla , per ri<Jlznrc il pre~ti gio del Citlif<t, meuomoto d<1ll:~ nostl';t vi t~ toria di Agordat. Hisultava insommil ev iLlente che, quando anche 1 der visci uon fos::;ero riusciti a rn inat:c.inn:i ~e ri nmeo te nei pn nti Jli'ÌU.cipa li della uo:>tr:~ colonit~, avrebbero tormentato di cc,utinuo le no~ tre tl'ibù di fron tiera, costringendoci a tenere impiegate molte rorze per .\a difesG c mant-enere l'agitnione uei'ln eolouin inticrn. Tale era In situazione da cui il go1'ernnt.ore, intuendone le conse· gue:.tze, 1lecise di uscire nttaccnndo nel c.o,•o :: te~so questa razw di ·ladri. [l momento t>ra pt·upizio; !'i sap••ro c:he la g u:~rnigi o ne di C<l%ala .componentsi di poco più che 2000 uom ini di f:tntcria c 600 rli caYHlleria; si ~ape1·a che I'Atbara gonfio impedivn l'invio i~n mediato di rinforzi dal Sudan; si ~a peYa che i nomi :>old;l ti a,·evano buone "nmbe e che lungo la slratla uon sarebbe loro mnnc:.t ta l'acqua, perchè ·: ra cominciata la swgionc delln pioggi:~; si concepì qniudi l' ar,lito diseono che Yenne c.oronato da ;: pleodido sucre:'sO.. c ' ' Quaudo ues::noo ;;e l'a~pettnvn, rnentfc veut \'auo commemor<1t1 1 morti di Agnrdat, si spedirono gli onlini di concentramento con gralllle segretezza. <Il movimento ordinato la ~era del 9 com iùciò il mattiuo del ·IO; ·il ·13 era compito e si parti da Agordat: il n le no:.tre truppe -erauo sotto Cassala. Contando le rnarcie per il concentrHmPnlù. e~se .avevano percorso in 7 giorni :3n0 chilometri ! J dervisci furono sorpresi e Cnss:~ln c:odde in due ore. l.a poivcrier<' è :'a ltata in aria; la durn fu di:>tribuitn alle tribù :1miche e a .{JUelle the h~nno fatto IG loro so ttom i s~ione L'operazione condotta bfillantemente dal r:eneril lC lktratieri ci hn
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~OTIZI E
NOTIZ IE POLI'l'lCO-nt!Ll'l' ARl
IT ALI ANE
liber<1ti da un grrlll •le iucu bn, perchè ha tolto al ne111ico una pericol os:~ hn:;e di operaziouo. Su l. combMrimcm to llHlliCIIIJO finOI'il minuti rurticolari, ma telegrnmm i e co JT! ~ pondenze ~ono rl '<t<'COI'do nel mettere~ in ri licvo lu parte uri l. lanri3:-;i~1a l' h(' vi ubhe 1:~ ca va lier i<', la quale, sui trcnra mor ti, che fn ron<> 111 tuuo, ne nvrehb!' tli'U io ·l !l de :;uoi, fra cui il prode capit<HI•> CnrciJidio.
,. ** . '-:1 :-:ittwzione rlopo la. JH'esa di Cussala può dedur:;i .'llalle disposiZIOllJ del generale BHraliel'l. Egl1 hn lusciato, Cn~~al a il 123 luglio, di · rett~ ad :\gordat: colla maggior pnne deile sue truppe. In Cnssnla ha lnsw uo soltanto d '1° battaglione iudiscno comaudaro dal c·n pitano T a mttto, due pt•zzi d'nrtiglir!rin e 1 :~ hauda del Horea. Vi sono inoltre 1 fUattr~ o. einqne t~ffi ci a li in soprnnunmero, il tn tto hen provvisto di mun JZIOIII c eon VJ\'eJ'i per tre .mesi. Se In siwaziou e presenta:-:~e rrn:,kh t~ C0$11 di miuaeei:111 re nè il ,.,e) . . ' l> U\~ra l o l >òìr:lt1er1 person::tl men1e nvn:bbe l ~:>ci a r o C;Js::;ala, n(; 11 vrebbe :;pedil!) oltrovc 1 :~ maggior pa rte delle truppe. Cerro Cassnla non pnò restare con rJtW~ Lo pre.;itlio provvisorio, tanto più çhe le tJ' uppe ~,;h e lo c?mpnngouo ::ono necess<~ri e ;d trove. l i presidio permanente d'1-·.Cassa là lw:ogner;ì peusitrc 11 co:;tirni rlo; mn non sarà rsso che rovinerà le fi nanze iralinne. Pochi ~,;a rm on i coi rispctlivi se rve nti e dne hattnttl ioui di fa ntr.ri:~ indigena cou 'l"ad ri itali<1ui; ecco 'Jllll nto basta. "'
P OLITICO MI LITARI ITALIANE
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•llgl'intrighi dell:J eone di Menelik per un dop pio moti vo; primo: perchè 1udizio della nostr:J pote nza; ~eco ndo: perchè graditn a tuili gli abissini. Nel Sudau la caduta di C:~ ::;~ nla fu llll gran colpo all'auloritit del •Califn e non può rhe ;l(Treltnrc lo ::f;md o rh:l Mul,tlismo. Qnauto nii'Eu•·opn, abbiamo l!ià detto ehc la 11o::;tra ri ttori;•, {ìuo dal primo aununzio, ern sratn ~ai uta ta come un lieto nvveuimenttì da I{UU::I la ::;tnmpa europea, sal ve• dalla francese e dnila rn~;a oh e le tiene bordone; ora siamo lieti di nolare che t~ n ehe li• :.:tnmp11 fra ncr~e ha modifi c.1to in ]Wrte il :>110 linguaggio; specialmen te q uelln dcii~: R.i-v·ist.e t.: he ò meno influeuzatn dalle ire politiche giornaliere. Così pr r e~. :;i legge nella llevue de.ç dC'ua; Jll.rnld~: rr U 011 lieta notizi n è )liunta a Roma c noi cr ne rnlloJ.!•i<• OlO :'inccramente roi no::tri ·yicini. I l generale Baratieri, dopo uu eo m!tnttim cnto onorevolissimr. per ]';;rmi iwl iatw. :;i è imp:r lronilO di Cassaln. Alr uni giornali in .gle::i ~,;i rilll prover<lllO di <II'P.n• llpprr.>o quc;;to ;W \'enimenlo c·on rnm.marico. E~~i s'ing:~o n arw :;ni n o-<~ri ~en timenti . fico lun~i dal prorare il pitì piccolo di;ri<lCere per In pre~m di Cas;;nla , Vtldremmo Yoien·tieri l' Ila lia èO II Lill ua m l~t ~ ~~ ~~ espa usionf! nella '' i:• nella f[ LW le essa ha te:;lè fa uu un pnsso decisivo •. .'io u c' illudirt mo al punto di ercdere che questi ,ieuo i :>t:n timcuti ·-dt,lla llltJggior parte dei frnn ee:-i, mòl fa pi:H:ew l e~tgc rn e l'c:: pn>~~ii• llt} in un p·~ rio· l ico stimato e d i ll'u ~(l r:orn e In Bev11P rles deua; monds.
•
·* *
Fra lt.l più iul pOi'l:luti dispnsizioni d'interc,;';e •nil itarr: elllalltlt•? uclla ·q n intlicin<~,
Le. c~n~egue,~ze rno ra li dHIIa pres;l di Cassa In ;~p pariscono sempre
m n~gtO n tu Afrlf'll, r~rl :~n e ll e m Eu ropu . .T.e trib ù dei dinrom i di Cns~ala, vittime e com plici in pari lempo dei de r·vi~ci, ::i sono ;~fl'rellate '' fn re la loro sllttomissiooe o rispettosHnwnte ,; i sono racco lte·. assieme ;d loro bestiame, uelle loca litù loro :·\;seg-nate dal governnto1•11• ·La rriblt d H! gii1 faeev<mo parte dei 11 0stri po,;~cdim c nti e iu più occ:~s io ui avevano .dato prova di red.ellà e di attacca meuto, festeggiarono rnuc cou e nt u ~w s m o In nos tr~ VIttoria, che aument!J la loro si cun~zzn e le ri con ferllla nel l'u bhid iCII ZII. P~·i~na dclla :>pe~i7.iOnP, notizie poco rosee er:lllo gi unte daii'.Etiopia mcmhonnlr. o prwsa meutc da llo Scinn dove i\Jenelik tiene iu grande umore prr.~so lu ~u11 eorte ras !\lu ln, il gran nemi co degl i it1lii:~o i , cf1 11. ad. altro non asp1ra :;e non a riprendere il possesso di Asmara sua aut1ca rc~i d e nza . La notizin della nostra Yilforia fu un g ran colpo
uoti<llno :1117.Ì tuttc• le uorme per l'elett o r~ lo politic·o ;ti mi · di truppa . L:1 leg\!e rdcttora le ~1 a h ili ~ce ehe po,;~;l ll (i e:<sr:rc elettori coloro i '<tuali sCrl' iro no ell'etti va.nentc ~otto le nrrni uon meno rli due ~~un i, e che abhia no la nc>ce~sa rin i~ tr uzionc. compn11·n1n d a artPstazionr iì rmara dal eo rn:)nd:~ r,te del corpo ~~ nla:-;cial;l as;;icme al l'o~ li n di ·cougedo. Ora iu lwsc ;1 tali dispo~iz i u u i il .Min i$tero ha pre~e ritlf• dtc ai mi·litari di truppa, in viati in cc,ngerlo dn;,o due MJui el i pf\'etti\·o ::l'l'vizio ·C che 5i giud iehi no avere l'i struzione rich iesta, si11 rila::ei:1tn l atte~ ta zioue di eui sopra, i·itencndo per base che pt:r sen izio effc•tl i·vo ÒCI'C in tendersi que!lo pnssato sollù le arm i dnl giol'llo dell'aiTÌI'O fi no al ,.g iù.rno del congedamento, c chr. per i:>truzionc llt~r.:e~sa ria clr uhn in.tender:;i quella ehn già s'i mpartiva nelle 'cuolc• re~!-( ime nw l i. ·lit:~ri
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:'<OTIZIE POLI'tlCO-M ILITAR I ITAL IANE
Venne pubblicata la chiamòl ta alle armi per il IG ><ettclll bre e ptll• uo periodo d'i5truzione di 25 giom i dei militari di tru ppa io congedo illimitato, compre~i i :;ottullki:di, di mili zi~ mobile della ·!• categoria del le cl :~3si 1859-GO-H 1-62-6:3 H 6} ascritti ai re~g 1 ment i di artigl ir!r in da c.osl<l ':!5° c .26° ùer seguenti di>.tretti : Ancona , Arezzo, Brcsc.ia, Caserta, C;~ t:lll ia , Catauzaro, Cosenza, Firenze, Gaeta, Geuova , Lecce, Li vorno, Luccr1, ~!a<:e rah1 , ~Ia ss:~, )Jes ~inn, Milano, Modenn, 'ion.lovì, )Ionza, Nova ra, Or vieto, Padova , Paler mo, Pnr ma, Pistoia, Reggio· Calabria, Ueggio-Emilin, Sa vona, Sieua, Siracu:w, Taranto, lJdine, Yenezia e r oghcra. Col Bollettino 1t{ficiale ,;arà pro vveduto per !a de~ i gnaz 1on e degli nffrciali dell 'e$crcito permanente e di complemen to J e~ I inoti :1 rorm<l re i q uaà ri dei reparti da costitui rsi. Yennero pubblicate le normr. e i prog r~ nHlll per (!li e..;ami d'idoneitù all '<tv<InWiltP.nto degli uffrciali rl i com plemento 1dì' e~erci to permlluente e nl l.1 milizia mobile, di (jUCll i di milizia mobile e di milizi a territori ale, np partenenti ~di'ar ma di fan teria ed al corpo ~llnitario, di com rHi ss:~rialo conta bi le c vetcrinn rio. Per gli uf(ieial i poi dHIIe de ttt~ categorie, appa rtenenti alle :tr mi di ca\·nlleria, d'artigl ieria e del ~enio avrnnno luogo espcrimenl1 della dn rnta di 'l G giorn i. Tilllto gli e~:~m i •1nauto gli e:;perimenti st l'erra nuo nei mcs~i ottobre e di uovern bre del Ctll'l't~Olè anuo e vi concorreranno glt uffi ciali dal J!rado di ~ouo tenente al grado eli maggiot·e i fJ uali si trovino in dati limiti rl'a nzi :1 nitit (variabili 1secou do le ann i ed i corpi) ;;tabiliti d;:d Giornale militare. Yenocro chim1wti agli e~~rn i oral i per il ·20 settembre i ;;ottufficiali che hann•' ,;npe1·ato la prova in i s~:ri tto per I':Hllnti,;sione :tlln ~cuol n dei sottuffìciali in Cn ~e. rl n . Ve.nneru puhblicat•! rlal Giornale 1111litare molte ud imporranti modifi c;1zioui :1d i;,;trnziooi c regolameuti. Il H agosto la Gazzetta tt{ficialc pu hbl i~ò il H. D ~c reto per Ja. ces~az i-ou e del lo stato d'assedio in S ici li a. H.ontil , il Iii
ago~ to
l l'l01
C. ) 1.
NOTIZIE MiliTARI ESTERE
AUSTRIA-UNGHERIA.
Redntamcato dclfr ynardit! del corpo. - Cou cir~ola re del.. 17 l.u~l i~ del NormalvcrurdnLW[!Sblrtl/ furono emanate: chsposiZIOrll per le 'l'wli i ~ol.l:lli ed i sottuffiriali dA lla guardi<l del corpo per l'av-
1 8!1 ~ \. 3 1
venire ::an1nno n•t·lnia ti oltn' ci 1P. ùai ::ouullit:inli del l'esercito comune :Htche da r1ur:ll i tlulle due Lmulwchr in proporzione r!eiJ;, ltl r~" l.lf('SCnte. Carro dt1 muni;ioni scomponibilt:. - Prcs:oo ;l]çnn1 ccH'P' eh trup pa si ,-w csperitnCIIJI:tntlo nn carro dii rnuni 1.ioni scomp_ooìbile cost.rut.to dalla !litta l'oliit?.t'r di \' ieun•'· il •1uale sen e per li u·aspor·to dHIIc munizioni tlclla fan tcri!l lin sulla linea 1lcl fuoco. Qne~to e:Hro, che puo es:;er lir;~to a mano d r~ nn tu>rM, pes:~ circa ;;o chilng_rammi e pl.tÒ !JOI't.nrc 1ìno n ;;ooo cartuC\'Il. 1.•> ~ i pn··, . ~co ~npnrrc e t'ICOilll!orre ~ ~ meno eli 1iufl 111Ìnuti. Durante lt: marce :>1 ca n ra l'COmpo~!n ~111 grandi corri eia muni7.ÌOJi i ; negli an::IILlpn nu:nLi ~~ d ;~ çeanto n am enti può es:;t~ re impiegato per il ~ervizio dei ,·ivtll'i.
BRASILE . [l me~~a~gio l•'ltt> al con~rcsso nazionale dal prc~i{!en te tn:t res~:ia~lo Floriano Pcis.otu, t'OnLicne alcuui p:t ragralì di graurle tnlllrc~'e per l e · :::ercito c per la marina. . . . Dopo di :~vere parl:ttu J olla rivoluzione, che durò nell:t baw d! R10 J aneiro dal 6 ~cuembrc 48!13 ,,1 ~ 3 ma rzo 189i, il Presirlente :~gg ~t~ use che ~ di grnnde nrgc11 zn, riorgauizza re ((l m;~ri na. c:he lw. sofferto molto uol materi:tle e nell(l d i;~:ip lin:t .
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NO'!'! ZIE M II, ! TA RJ ESTERE
NOTIZIE MII.lT"\RI ESTERE.
Fra le riforrue pri ncipal i vi i.• quella di fondere iu 11 . l l scuole, l· T 1 nt~ ;;o n e da e . ,, _m•_ rw re_ e n _nal'alc. Il cor~o t·omprenrlerà: m:llemalichc, il:,;trouon:lla: clru:•r•n, ~rolngw e mornle; ogni ;J!I Ìt!YO poi ~ec:ourlo dr c erri i ·i derlr~lu nll e:<ercrto o :llln nwrin~. farit i ::uoi ,:tndi di o l' .. ~- " ' PP rc,tzrone relr.trvi.
c 2. Il rrclamo dcv'c5ser!' sporto direttnmenttl c verbalmente nl coman• dante di compagnia o reparto equi1·alente, oppure all·umciale che lo • segue in anziauilà qu~md o il reclt~mo è contro il comandante stesso: a) ~') han-i iml•~·limentn :1 t'<'cl:u!larol "'rt>ahucnle lo si m:uHia ~~~~· i~crillo: l1) ne1
presirlen le ,:n lb:ita lmre , · rrn . l11 ua1· ~ 1 e , li. nwrc:::ciallo . · ' lv ri fo rrll'·'t·j e l lllo~lt l 1 <::JilliJIO del1'11 1'fll amr.lltn IH! IIa lll ll i'Ìitn t' Ile· tlOI'r· ll . ' r. " . . . t' . , e l IC t? :--S<;I't\ oe qu.lUI•) rm;sr bdt', lliJUalc n qu(d(o def l 'e:;e r~:.it". ' . La rivoluzione, d ice il m c~s"""i o è 1.,,uu t ~ ,1 d. . . .• · ,..,. ' ' ' • l lllO,(!';tl'fl C 110 ll (J I 110 11 Sl.''t.lllr• pr~par:w per reprirnertl prontamente ~~t! aggre:':;ioru.l d i i.! ci n•lll:,SP rla ll ruteruo e tanto meno poi drdl'cslero. . Per cviltare IJ Ucsto iuconvenicntr, il mare::!'iallo Pt:ixMo elice dlt' farà llllrll •pl't'U( erO ;-aiJ Uf"Cilti h, l·nrt. d''lt(lfl~ll' . .l !ICI· porti C ; U Ila fron t icr~ J •l' :::t Bnl•'lle e prr , .· • lc . _· .1. . ..oppezrrc_n_11 c !'pese, ha "fll' rlO un credito strnnrdinario j c' l mr wm f' mezw dr hre. [l Ministro rlt:di;l gtlf'f'l'a ha ~iil ~.:o minc;i~•lt• la tr:l sfurrn;,zio no flcll'nrm·1mento de lle tre '•rmr <· 'l t~ l · · ·1 ' ' lir ' J- ''00 000>.'d l c' . ' ' ~ _swpo l govrr·no :H.'COrdù llll nod ito di t' li
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11
or·rf'O uub.tar).
.(
flhrovo reyolmnento sul dil·ittu tt reclamare. 1Jer i ll'r'l'ta.. l' l. · . ' • 1 Il l l vas:ur zu. t e . cse1·c-llo prussiOno. - Acco•:li,•nrlo le rimostr·• l ' ' ·t ·e l . l f . e . "z zt " Me pa• cc ue vo te atte m Parlamenlo w)n tro le norme sinonl l' i"~H11i (J) p, ·cl ·, non t utt~hvn n o .. Il'' · · . . ,., Cl , Il a .' " rcrcnz:l l ::;o 1ri:tt.r contro i Jll"'' r·• lt'ol nl f\ n t'l del. "ra1 . l, . ' ' a Il " <uatr; rmperatorB, eon decrel.n Hl "i U"llo ·189'· l . . , . . . ~: ' · . 1 Il · . . :::: e · • '1·, Jet ~o::;trttJJ ie IJIIclln l~ut~" <e ~ -~lttche J·el·a.tn·<l :l i Jniliw ri di b:l5Sa forza J cll'esereitt) eon _s~eue_n_t'. (~). !-'e autJLI~e norme nmangnno tempor3neamen t.c in l'i"ort~ pet r nuht:H r dJ bassa Jorza dclb marina ' per· <::oJ,· Jlffr'c'·l· l' . "' . a• t' d' d . lòl l C g l llllj)IC <'a • rpen entr dalle due amministrazioni di tena e di rnnt·o' c f · "' t' TOI'me per Cllt l • porge reclamo. - 1 0 •1 01· 1111.,. . . ' • hn d' ··tt · · · tHar e Jr bassn forz·, : ..'. _ru b~ ~~ reclamar.e contro uguali c superiori per trall:tmcnti irnm~~ rri<~II su llr, per dannr uelll' c:ompctenw o per qual llnquc nltro ulotiq,
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i11M·ir1c- Venvaltrm . _ 6 rnar7.tl !Sin. 11 (2) l leslimmu.nr,en -il llel' tlie llesclr rvu de.~ ffcet·e.; t'OIII ·P elctwellcl nbu•;;.,.!s
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« 3. Il recla mo non deve e;;,;<·re Jil'e!'entato nel gi o m~, in eui si l.)v rn pie « il f:ruo o si uhima In p u ni ziOlh~ t:lre form~r Ol!gctto del reclanH•, 11);1 « ~o lt.:1n l o nel giorno su;;:>.<·gm:nte ll\l notte port:-~ eonsiglio) . • !1. Sono r.o n ce~si cinque ;.!Ìorni di tempo utile per pre..:.enlal'l· rè• clamu: Il! ~011 •:outa!.•> •JUt:llO rwl t)U 'II~ a•'<':l le o .,i COnl)liC il (~\ltco; b i nnn cvntati 'fll''ili
<)('<'or.· i a l rcclam~nle per "onn<t'N'•' il fullu: c) non ··orol:tto •;u,.llo ou:corr~uk ~lll'\
po'ila
fl('l'
n!•;•ql i!arc un rP.cl:uno :·wc·iuo.
« i>. ~o u ~nnu pèrrnes,;i rl.lclami eolletti,·i. l militari che ::;i ~tJntonu
((:Si da un ~olo fauo po~:;ono rcd :11nnn· individ ualmente. ~ 6. Cit i prc~entc ril rtJcla uri leggcrrmmtl!, non nbbastanzn fo nd ~lli o « iri maln fede verrit severnruente punito. Lo sarù pur<: il mili lare che • prescnterit reclami per via o in tNnpo ,Jiver:;o òn queilo prc:~c1·it 1 o: «
' Beniute.:o s.,lo qnaw!o la IO:tTh'al;l ''S:·<~·rvanza flj quest~ confliz n!' i .si~\ impu:a!l i !·~
GERMANIA.
C!J Yoscilrit(len ·i i ber de n Dienslweu lltrw-Pe1·sonen d es 1/eere~ .,,,,d ,Le" 11
dista~·~ !ll1l'n li a l lli!'Eotlo della l;tanp;t~nia ~i n\dam.t al coma11dante dd \li:;tarcamento tJ all ' ullic i~de l~hc J., ~e~ ne in :H)'t.brtir:L o al !-i u Jit\rio:-e inunedia•ù :li ~ornaudan tc; G) i mB Hari in tirod nio •li prnva (>l'i'S:-òu li rfl;~j dvi h ind ir!zzer:tn no i r·et;ln mi :-'Il makria mi l iLare al Jor,J t~nmandantc di •'•11Hpaf.(ni•l, Sl·'uza. ranl (! part 'dp~li: Ì OII O alt· auturita
Persol!en <f,·.~
Solrlal cnstandes
3! rect3ma•. tc.
• 7. Il militan> di b:.1~:;a f<lrt.<t ha Jirittt) di rech11nare in seconda • istanza contro la decisiouc nvutn "u di un suo primo recl:uno t' di c porgere succe~si1•i reclnmi pn•~$0 gradini sempre pir'r e!L'V;r ti Jdla • ger:1rch ia sino nl capo d~ ll' cse rrito . lrlcutic•J diritto ,;pNta :ti ~upc « riore querelato. Il telll('O utile per tali rednmi è pure di cinque t i•)rni « ~ usseg u enti a quello nel q unir il rct~l a mn ntf: [Hl oltenuto pa rleci pa~ ;J,Ìone nflìcia le df:lla d c1~isi one . (( 8. I militari di lw$sa f1wz~ in congedo illi nlilato, q unnllo uou ri« chiamati, indirizzano i n~clallli al loro comandante di di~trello: 'e ( con trv questi, li rnandano all'ufficiale del tli~trl!lto n all ' uflìcinle di « controilo loro superiore o, in mancanza, all':Jiutante 111a~giore del dislrello. c Per il re~to ~i regol :-~n o corno) i militari in servizio altino. • Il. Norme per le rmtorit'ì rui SfJI!Ila deòdere. - 'l. Tulle le pr~• ~enti prescrizioni sono applic<~hili per tutte le ~·:~.ioni per le qua li il • r1•elan1aote creda oll'esa o tlanueggiata la p1·op ria pt.!r·~onrr e le altri« b11zioni, pr·erogative, autori tir dell ' i rn pil~gll coperto, anche quando le (( :1zioni si manife3tano quali contravrenzioni dei supt1riori al disposto • del codice penale mili ttll't\ :.ai e;;ernpio 11 U ~ I i oflì~st~ e maltrnttamenti .. rerso gli inferiori.
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1526 4
«
J\O'rlZIE :.llLlTAIU . ESTERE
2. !l proccJentc numero non al tera l'obbligo fatto ai superiori, dal
§ 51 Jel codice penale militare, di procede1·e contro abusi loro ri-
. ( su ltanti per via diversa dJ rruella del reclamo. • 3. Ogni reclamo, ancl1e quando non· presentato pe1· la via 1> nel a tempo presc1 iuo, donit essere esaminaLo ed esaurito, r1u~m1o pìil prc~to • i;t necessaria '"~curatezza nell'appurare il fatto porrà permettere. Le ( pres,;ion i fatte sull'inferiore affinchè ritiri il reclamo 5aranno punite • i• ~en5o del § :U7 del codic~ penale militare (sino a 5 anni di de• tenzione); tlltt\lvict i superiori hanno il dovere di chi~trir·e al t·~cla « uwntt.l le inesnuewo: di fatto •> di di•·itto nelle quali potrebb'c5:;ere q incor~o e se persiste nel reela;no donanno dare la loro dc!cisionc o • promuoverln presso cui spetti. r< -1. Il superiore; che ha fm:oltil di punire il militare contro il qu:lle '' il recl::rmo ù diretto decide, quale norma, sul redamo stesso; p1·ima • di deciden• è suo obbligo chiarire, assumendo informazioni verbali 4 o scritte, l'oggcuo del recla mo. Nel caso di azione ehe possa cadere <( "ot.to il JH'evistl) dHI eod ice pHna le militare il superioro, invcee di de( cidere, inoltrerù un completo rapporto per la inchiesta, n ~e nso del " ~ 9:3 del codice di proced ura pe n ~de rnilit~rre . •l 5. La decisione vetTir comunica til, llt!: :;uoi punti !H'Ìill:ipali, tantu «al reclamno.ic q~wnt~ al querelat.o; in o~ni ca~o dovrft e;ise r~t sci lla • e eonservala (l gli aw del battaghone o n p~11 to co1·rispondeul!· :·' <~ ) Il. recl:\rno cOnJI'O il cornandaor e d i compagnia verrà prc;cntato :'(·nza rit.11·do
•iall'ufllcialc ~;,·l :lll'-iano che lo ila ricevuto al com~ndanJ.e gerat·cl:ic.1merHc -'Ufll'ri orc, dan.:Jone J)ltrl.Ccipa'-ione al coman,lanl.e di coJ npagnia querelato; I>J i re.;bmi contro u ftlcinli dell'artlgllerin a piedi. del ~~nio. <lei ferro,·ieri non in'IUadrO! ti, ,.e,•ranno inoltrati JlCr la gcrarrhia dPi comanrl:mti dell' ar111a; nel caso <li truppe mohi lil~t.e verranno ino ltt·ati ui comandanti •Ielle unita mi>te mobilitate; CJ i reclami ~llnlro ufficiali alla imme.1iata rli!)en<1en7.a da S. li. ,·crranno man<lali direttamente ,Jal cumandant.~ •li compagni:\ :ti g:oblnctto militare di S. M.: d) i reclami contro superiori din•Ltamente •lipenriPn ti riai ministro ciel hl s:ucrr:t o del Ca(l(> <li s tato maggior<> oiell' e.,crcih .>aranno llcfeJ·iti nll:l decisione rli •ltii'Sti ; e) i reclami .:!egli aiutanti m<•.Jici llfnttrti'>·:;te) o dci ''oluntari ili un anOQ medici •·ontro ~upe.riori medici, saranno deferili dal comand&nt~ rio compagnia al medico •lei batta:;lione o conispondeJJ IC I'Ì[larlo, il <IU:ìle ;n·on-cilera al resto. a 6. Il reclamo fauo d~ mili tari di bassa forza cont1·o la decisione di un precedente l'eclamo, assume la forma di un reclilmo contro il « :Superiore che l'hn emessa , verrà steso in forma di verbale dal co" mandante o dall' urftliale più anziano della compagnia e dev' es!>e1·e «
NOTIZlg MILITARI ESTEHR
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«scritto del § 152 del ·codice penale militare, si dovrà, in ogni siugo'o caso, ponderare se dcbba~i pr·enderc provvedimenti contro il recla« mante per mantenere in~ltcr alo il pres1igio della di,;ciplina. Enonei « :.rpprezzamenl,i sulle esigeuze dt!l sen ·izio non ~o nn per si! stessi sol• toposti a punizione. La mancata os::crvnnzu del teinpo ulilc in cui « spo1·gere reclamo verrà pu nita disciplinnl'lnenle. » Que!'te prescrizioni sono più ch it~re, più facilmente corupn:nsibili delle antiche; in~roducono quale novitù il diritto di reclamare contro gli cruali ' l'obbliao di mfiLllcner traccia e di far r.:onoscere ai wperiori le deUe v cisioni pre~c, tolgono di mezzo la ria gerorchica fro il soldato e il conwndanlc di compagni11 . porwno da tre a ci nt]'IC ~-tio rni ilte~npo utile pel redamo, ecc.; tendono esse a rendnre pili pronto ed efncace la procedura dci reclam i, ad evitar.e che la \'O iontit di una ~o l:.~ persona neces~!tria nella gerarchia rt!sping~. arresti u SJHmga il reclumo senza deciderlo, affida nclone la procedura e le decisioni '' •1uelle personr, eui, in ne$sun C<~so, deve fnr difetto, senno, usperienz;1 e ealma (-1 ). Non fu tutt:1via rimossa rd lo llUO\'e nonno tllltl delle cau~e, non ultima, per le quali i sold:tti non furono sinorn propeusi a presentare reclami quand\mehn fondati. Il § H)2 del codice ponak militare if1< vigore, del ~O giugno 1872, dice cho • chi po1·gc reclam i fondnndosi « <;opra allermazioui di: cui e eonosciul:t la f1d sitù (ma'lit' ·fede), YeiTÙ " punito con un anno di dr.tem:ione (2) e 1:hi li $JlOrgt: a J.'.JJor legg1cro « fondati sopra fal~e alformazio 1Ì , oppure li prcsentcrù per via diversa • dalla prescritta, ven:ì punito con gli arresti ; » prescri tto ripetuto nei • Doreri del soldato, 3:l ouobre 1872 (f..'rirgsru ti/ccl) • tuttora in vigore, ripetr!to, bonchè alquanto modifJc:lto n oli~ lcthJrn, al l, 6 del rrgolnmento ora emanato. L' indctermiMtezza della lor:uzione ( a cuor IC!!giero, , lriclttfertiy , la frequente ignoranza nd -;oldn to di tutte le presc1·izioni rec•olamentari relative all'o..,~ello su cui vnrrebbe reclama re e la cere toua ehc alleiclttferti.q ,.a congiunta unu pu nizi,oue disciplinare, son condizioni che potrebbero diminuire o rendere rona l:1 larghez1.a delle norme ora promulgate. Jt co5a ben nota n nullo vnlt•re leggi e rcgol~tm..!nti~ per quanto ottimi in sè, qualora gli 110111i ni non li ><•nno o non li vogliono app!icn r~ . «
~u
~ Jll!Jt i v:Ho.
,, 7. Questo verbnle venù ìuoltrato dnl t;omandante della compagnin • all'a utorità ehe d.we dcr.:idere o di retta mente al gabinetto milita 1·n se ~i tratta d.i dct:isi•JM SO\'rarw. (( 8. Nel 1;aso di reclami da respinge;·si perehè infondati, ol1 re al pre-
o(
(Il La gerarchia prussiana, intesa •rualc potere rlisci tllinare_ di ogn i mili~are ~~~ tlltti gli .altri che lwnno grado infl)ri ore, e JJ~ u diversa tht quel la ol.(thana , spccJo n el ::; r:dr di 1);1ssa forza. (1/itisla militare ilrlliauu, corrcul<: nruto, pagona H~o). (2) F-J·eiheitsslnt(e, tutti i ttJ Od i di rorivazione rlel!:\ libertà (A•-resl, Ge[o.ngmss, J<esttmgsh(Jfl.} escluso soltanto l'ergastolo (Zttcllt/wus) .
15:.:!8
Istruzione.
NOTI ZIE 1\llLl TARI ESTERE
Sulla finn dd. luglio scor:>o il ÀiinisteJ·o della "o ucrri.l ordinò che i so lluffici;di di Jn:If,(az;,ioo di fanteria e dei caccia tori ven gano comnudnli per f!Ualtro sellimane pmsso il treno per acq uis1arc CO}!nizioni :'Ili c;n·reggio da C3 mpo e partic(llannente ~ u 11" eq uipaggiamcnlt•, ~ul 1t1odu di c:u·ica riJ e guidare il carreggio dn colonnn delle C{Jmp:.~gnir. l solluflicial i slnti così comandati dovr:muo poi i,;truire un dato uumer1o d'nitrì solLuHi~;;;~li e soldati dci riparti cu i app<n·h'ugono nella Mndolla dri 0.1rri d3 cartucrf!, il cui traspo:-to $ino alla zona di comlwtlinwnlo i• reso in lispcnsabile dall":!ltuale rapido consumo di munizioni . F/,1/u.lflioni 11ÌOnieri. - L"Al(q('mein1' Mililiir Zt:itltnft dit come probabik che nel pro>simu hil:ll1cio militnn: sin stanzia lo r aumento) di forza .li tu lti i b11ttnglioni pionieri , portandoli da qu ;1tt1·o compagnie a cinque, CO itl C lo go no gi:ì q oJello della gnarJin ed i due~ havnresi. Rt'f]Oimn ell ti. Per ord ine di gal•inétto entra in vigore [o di1t3 1"e d<~l 'Ì" ouohrc t Mrt)ntc < •uno un;o nu ova igtruzione ~ul tiro per In cava lleria Ll vie11e ~o pp r essa qunll ;o sin:• rn es isl ent~ che ha la data del 18!!0. Generolu 1/.i jillllr·ritc t' . f/ost•. --- Sulla fin e dello sco rso luglio morì Ìtl etìo di 8;) anni prCS$0 Weruigc!rodc il genera le di fanteria in l·itiro eon i.~:~ Gi1Jiio v. Bose, c x-co uwnd<.~ntl\ l'Xl corpo d'armat;o e capo del :1• 1·eggìmento f1111terin Turi ngi:1 l\. at. F11 e~c mpl:ne per I':J ioJ· mililnre, ]'t'r eJc,·alo sape:·e e pc"r alj.llnirabi le pcrser cranzn in •1gni r:Ma. Cominciò la carriera mili ta re 1' anno -182G qu[ile ufr.cia le del ~6° reggitnento fo ntt>J"J3; servi lungo l.empo :llt<'rnativamcntc pres$o com;o ndi 1nililari c presso le t.ruppe. Nel 1 85:~ fu nominato maggiore tli Stato maggiore, nel -1860 fu colonuPIIo comanthllltc rli re1gi m~: nto: poi per merito dell;1 sua e:;te,;a erudizione e della Stw :tttiv ità (•IJbc uuorCI'oli inc:1richi al ministero dcll:t cruerr3 dorr wadiurò il gcucnole ' . Hoou nell' in lric..'lto la,·oro di ril);<miz: zazione d cll'e.~ercito. Prorilosso maggior geu~rale conwndanlè la H>" brignta fa nter i ~ :o 5 ~ au ui d'etù, vigoroso, in ~tane;thile nello stud io e nell~ esercilnioni , fo r t i~si m o t:aval iere, com inciò allor;o la pane pi ù brill:mtl' della snu C<IITÌ era . . Nt~ ll a C<J tnpng nn del ·1866 ~ i d i ~ tin $C 1nolto a Podol ed a Ki,iniggriitz; cd i l 20 ottobre di detto unno fu nominato eomandante rle!l::t 20<• di visione che si coslilui in ll nnnol'l:r. :'<Ici 1870 fu nominlliO CO illandante deJr Xf corpo d'a m1at:1, cornbMt~ acc~ni l::tm entt~ a W e i s~e mbu rg ed;, Wi.'t rLh, {\ nel!" attacco di Frii$c·.hwiller fu f0J·ito da unn pa lla ru~ mi cn che gli attraver:>ù un pit-de da parte a ~
NOTIZI E )l!L JTARI ESTE RE
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parte. Nel -1873 fu nominnto genen1lc di fante r i~ ,,J inrtne nel 1880 si 1·itirò a vita privala colmo d"onori. In omaggio alla memoria dell'O$t.into, l' impPralo:·c ord inò un lulto di tre $.!-ÌO~.~~i per gli ufl iciali del!" X.l corpo rl'armat;~ 1: del l o reggimento f:_~nteriavT uringia ~ . 3-1. Corrieri mitilwi a cm:allu. - È in Jli"CVJSJUIH' per il bilancio 1895-96 J'i;;tiwzioue di ;m dist:~cca mcn to ùi corrieri a c3rallo in cias.~uno dei corpi J'nrmata I (Konigsherg), X V! ple~:~.) e.\ ~· Il (Oau~•g). l e:J\·allt saranno forniti ai d ista~~r.a menll dat reggJJllOntJ d1 c:tvallena cl:e 10 compenso riceveranno un auruerH~ io ri monto; ~ l i uom.ini invece .:::. r_anno tolti dai corpi di fanteria. E :\$1 debbo no vent re l$troJJlt .Pr~,;so d JJstac camento durante l' irwerno ncll'i:!CJ Uilnione, :ll lo scopo tli d1vennr. so !)ra ~ tutto pratiei nel set·vizio del eavalie:·l\ isolato. lì.i c~vo n n altre ts.lJ:u l. l ù11~ ·attinenti al 11)rn compi to speciale, eo me: lellurn eli 1:<1rtc, npc~IZio~c dt rappL1rti, stima delle di;ta n;,e, ·rir:onosei mcn~o dell<> v_ori<: a rm 1, de1 terreni. ece. D'estate dHhb>mo vt~nirc a s~og naiJ a n pa rt1 dt fnn tcr1.a ed <~ eom,andi, prC:'.':'O i fJUllli ri mangono ~i n o al . ten ni11e uelle èSC~"CJ t<IZ~OUI :llttunnali, rientrando poi al ·l'' otto bre al tlistucc:unenlo; per l u l ten o r ~ corso clell' i:;truzione. Il totale 1:ompl e~si l'O di forza 1lei tn: distacca menu sopra 111enzion...•.i è di ~H) sottu llìeiali, ~88 soldtoti e 32'f. cavall1. . p01. l e c~ercitazioni e;;tive ed alllunnali t.lt~ lo:or r e nt e anno :>J fnra, presso tl c-orpo dell~' guardia, l'<:sp.:rimentu di destinnro dai reggiJuenti ~av~ ~ lcria un certo numero di _t:orricri a c:orallo all<t fanten a. DaiiillJZ.JO delle cser 1:itazioni f! i tlistacc;o mc n lo ,;i no :tl termine delle gmnd1 mauovre, pg,;i riman-;umo perrnancnt<~utl'JJt-: al .:;ervizio elci ripart.t o comandi cui sono a~c~nali. Matc·riale 1f c11 uip11~J!Ji"mento. - ~elr intento tli alleggerire il peso Jell'equipageiaml'nto er:1, tl;1 alcu ni ;111ni stata sosti~ui.l<t al~~~ f~tlera per "<lVetta rli caralleria 1111:1 ~pcCil' di le)!ntur., falla dt r.mgl11e, EssendoSI ~crò f!UC:>Ia mostr:1ta inadalla. p~rc~è s~rcnté nell' andatur:~ l'e~ere le avctte usciv11 no dalla leg:ttu n• fii cinghio' o 11 11dnvauo perdute, con un 11 ~eccnte ortli nt- pnhblir:alo nell' Armecverordrmngsblatt $i ritornò ;oll'ndozione della fodera d:1 garelt:t sf•conf],, un nuovo cump10ne. . Gmn 1;(tnnle :l1uJ· tlel Nonl-Buftù·o. - l mc)JII bri del Bunde~ r;o th Vl sitaeono ~ul prineipio olcllo scorso lu gli,> i lnvori di questo gea_n c.ana le, i qu<lli proeedono alacremt:nte. Qu:mlt> primn si potr;\ ilfeom mCJGre la successiva immissione dell" acqua . Per il passr1ggio della ferrov i:~Ki e i-Fir. n shu q: e dd ln ~t rad.a maestra Kiei-Eckcrnforde ::;i sta cost.ruer11l:) ~111 cannlt:l . oJn poute 1n terro della gitlata di metri Hm per -12 d'nltczzn ,;ul livt!llo dell'acqua, cosicchè
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NOTIZIE mLlTARI EST:EHE
NOTIZlE MILITARI ES;x'ERE
fJ ua l ~JOf]UC nave potrà passar solto il ponte senza di t1ìcolt;\. Si c<ilcola che l apertura del eannle possa ~t ver luogo nell'autunno Jel rcnturo anno.
SPAGNA.
MARINA.
RECLUTAMENTO
.\'1~w corw:.:.r1ta.- Nel cantiet·e di Kiel è pre:;sochè t~rrninala la costrnzhJllC dell<t auo\·a corauata di ft ;' clus.::e T. Questa è la settima di ùitlci cor<izzall.· destinate '' difesa delle co::le e degli sbocchi di fiumi. Sa 1·~ varata prohabilmento in ottobre. _La flolttt di manovra. - Si riunirà il Hl rorrente ngostv nel porto di \\ tlhel•_n~h:\\:e.u _sotto il superiore coma ndo dell'a mmiraglio v. d. Goltz, il quale S! stabdtt·u u bordo del!:\ corazwtn Will'th . All:l fliretta dipendenza del supenore cornandu sono poste quattro ·navi: l' in crncit~ tor•·: t! i 2" c i ;H~e Prinzcss Wilhelrn, il trosporto Peliknn, rav viso \V;1cht c: 1:1 er1nn 1lniern cornzz:Hn Rru mme r. Ln llottn rr.~,.tH'C itazinno Ì! eosì l;ostitttila : ( corazzate : Bude11, U11ùwn, Sathsen (1), 1 l- .~quadm \·' 1• Divisione W'ii:l'/lemlm~i·s.otto il CO ilHllldO ) { :JVV ISO: Pf'eit. Ù<~ l ViCl}·llffllllÌ· ~· ~" r.· . WilhPlm, n tJ!Il)' 'c;or.(IZZ:l l e : . ~{iir;ì'J)p raglio Kiistcr. \ l ~chlond, l-rminchcler Grosse, ffmn· den /mrq. ./ l f squadrrt .' nnri scuola (gi:i fregate-incroci atori) -sot.to il comanù(, \ ; , Stein, Stosch, Jfoltkc, t;ueise.'''"~· 3 del ;nriso: Gl·ifl,•. contrauunirnglio J corazzate òi 4a cl. Hìldebraml. neoThom'cn \ 4a » 1ntl{, Frithjo{ (2). ·l" Dirision{' ·l torpediniem di\·;~inn alc - 2 torpediniere ordinarie. f flolli(ltia » to1·pediniern divisionale - 2 torpedi rrwpediniPn· ) 2a diniere o•·din:lt·ie. ( 3·• ( torpediniera divisionale - 6 torpe· ff flolliyliu ) ' diniere ordinarie. di torped iniere ~.a J ·l torped iniera divisionnle - 2 torpe" { diniere or.iinnrie .
1
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(l) C:om:u1flata riai p rincir>c Jl:nri\:o oli Sas,;on i:J. . (2) Souo ua~i d cll:1 tilf•!,;a (:O.< lìcnt; per la t>ri m:< 111
rnanon·a. 1·:
pc 1·~onale
rla nota re di riSc'l'I'A.
1·otta f,);· manu una dil·i>io llC p•· op ri:. r:o,.;titnito in massima part.: da
attn!~i ~he ! 'P.'Illipag~i<.l s:H~
lo3 l.
Il ~crrizio militnre è ohbligatnriu po>r tutti f!li p;~gnnoli aHi alle .-.rmi. La durat;t di que~io servizio. ndl'esercito òell:1 p('nisvla l- di 12 anni durante i flll:lli gl' indiridui po,;>ontt tro,·ar3i ncllt> ~itum:ioni ~e_g1:enti: 1'' In~cril!i nt'gli uffici di r"clutarneni•) (c:~ju~ de reclutas) : 2° In serrizio attivo permnnentt>: :~o l n ri::en·~ attira o lieenza illimìt:ìt:•: !~" A i dep;)si ti : :1•• :\ e li ;~ ~ecflrHia ri ~en<~. SoiH • ;rtli,· ·~ lr. ;-;i tu:.~.i oni 2", ::• l' !j.A ed in e::;<l' rl ... hhollr) $t'l'\"l ('t! tutti gli indiridui muti, eo.ting•ll'tHio il rirn(lnt>nle d;·] ,,,rrizio ohbl ig:•llll·io nella '(a e 5" siHwziom'. Lu :3" ~ ituùione detU1 r isenv1, 1/ltÌt'n, L' cnstit11 Ìll dn i ~•: rgenti, c<~ po rali ~ suldali chL', avendo serv ito m~ ll e fi lr) dei co rpi :nmatì il temp•.l obbligtttorio. ricevono una licenza illimitata por ritornare alle loro ense se;za diritto <"Ht alc.uoa,·. paga. ln t~ICl sit11nzione n' SI!IItO lìno :• coii1piere i () nnni di attività, continuando ~d app:11·tenern ai loro c;orpi (cio~ ai coni~pondeu ti di i'i;;erva) pronti ;:.,•1nprr :1 rieni rar\'i alin prima chi ~• mal3. L:1 q,a ;;iltwzionc è eostitL.ita tl:llle r~clult> llichi:uutr, ùdinitivnmenlt' ;;old~•ti, che per eccesso di contingento non poterono rnt rare n fare servizio nei corpi attiri; da quelle che si redimono a pugamento, e che si surrognno mdi\·idualmcnte e finalmente da quelle che per ragioni ùi famiglin o fiel' deficienza di st:11urn, n•stano e~PIIII dal prestare il servizio attiro ordinario. Hestnno per G :mni iu questa situnzione, com piuto :1 qunle termine, ottengono il pa:;saggio alln $econd;~ riserva per estingue1·e il rirn:lllentc rlel tèmpo rli ~cn·izio obbligatorio. Ricevono ~ol tnnto •ma brt>ve i:>truzione e sono perciò esenti dall'elrelti\·it~ del 5•3rvizio: però •ptelli n~scgnnti ai depositi ptlr ecced!!nzu di eontingt>nte, dlll·ante i pri mi due anni t·cstano :1 di~pu~izione per eoprim le vacnnze che oct~orrono nonnnlmenle nei corpi ntti\'Ì. Po~sono viagginre ~oltanto nell' interno dell:1 Spngna col penìles:>Ct dPi loro C:l pi. T111 ti poi, ·in caso di guenn, vengono u l ilizznti per riempire i v noti nelit' fil e dell' e,<ercito 11 tli ro . o per creare nuove unitiL Zone cl-i ; ·ecl~l-ta.menlo. - 11 redut;Hnento t' l ~ mobilitn%.ionc di cinscuoo <l~i 5G reggimenti ~ttiv i della peniStìla (! Jei 20 bnilagl ioni di caceiatori è
u
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NOT I:llE liiiLITJ\1{] ESTERE
a>.sicuralo tla li lla ::.onu fissn di reclntamento, alla qunle corrispùndH un rt>ggilliento di risl!rV:l, ehe ha g1!Ueralmente la sua sede al capoluol!ù della zona c elle c incaricato della mobilitazione. La l.•HW è un organo elle non si occupa di altro che della foru1a7.irme del con1inl-(ent<•. l~ st:.~t:t recentemente sbar<lzzata dalle qui:;tioni di :;t:~ ti5tio·a c di rccluisizionc, che·Je furonn dnte nel 1891. È provvi:;ta di un ufficio ùi rcclutamenttJ incaricato eli tutto ciò che si riferisce <~Ile opc,.:1zinni del sorte![gio, ai riredibi li per malattia o per d1~bolczza tli co::tituziom:, nl contingente delle truppe specinli desti nate alle colonie di Culw, Porro Ricco e Filippine. O_,(ni anno le zone di reclutauu;nto for niscono ai corpi atti vi il rut mcro di nomini !issa to dal Ministero. J eorpi :d la loro volla in viano allo zone di recbttarnento tutti gli uomini che entrano nel loro lerzo anno di ,.ervi2io. Questi pas5ano provvi.c;oriamente a far pnrte del :1. 0 ba ttaglione dci reggimenti di riserva, al CJU<l le, ,;pira lo il 3° llil ll O, (l(IS>ano definiti va mente, t•estanuovi alti·i :J (!llll Ì e fr,rrrHtndo !liò L;ht~ diecsi !;t ris,wm attiva. Dopo il (io anno sono ns~c :.rnati al 2° hauaglir)llL\ di •ruo;;t.i i·og{:imenti e eostituiseono per lo s pn~ i o di altri (; nnni l:1 secondn riserwr. [n cn,-o di mohi litazionc ogni reggimenttJ di riserva. fol'll isce al ru"" ;:tO im,·.nto nu ivo eo1-ri$pondente, come [)llr'e al battaglione caeeiatori , gli iJ Ontini che sorto. net:c:'sn ri per pa';s~u·~ da l pierle di pace a fJuello di gu9rra. Il decreto clt orduwmo.: nt.o >:1 hnula ad accer:uam a questo eòmp~{o dt•i l'O!!gillìenti •l i ri.; ·rva : però vi sareiJbe da suppon e eh e, co nfu<meme nt•~ alle olispo~ izioni di'Ila lo.:ggc $UI reclut.amento, essi ser vano poi come nocciuolo di unit~ oli 1111 0 \'C formazioni. La eost.ituzione di queste unitit sa rà t<iUlo pi ù faci le m qu:mto che i IJHad ri rispettivi, c.,;i,;tono f!i:"L, !n p:u-tc~. lino dol tnmpo eli pace. l 28 rcggiu1enti atti,·i ,]; cavalleria si reclutano per mezzo del continl!ente :mnua lc ftmliln dalla 7.0Ua di n:clutamento pcr 1•:;si stahili~a c per mezzo di arruiJlari \'Olontari che raggiu ngOilù direttamente i corpi. ( reg~i u~e•n ti alti\' i ttmgon•> 4J iWSti uomini fi no nli' e,loca del loro pas=-aggio ud la ri~f· 1·v:1 ;li ti va o l" ri:·wn·a. Allora entrano 11 fa i· parte dei re!;(gi111enti di riserv:~ , che .;un•) in numero di ·14, CH)l' In lllctit dci reggimenti attivi , con nuu1Cr;1zione cl:tl 29 ~ l <l2 eosiec:h,-. ogni reggiineniO di 1·i,;erra accoglie gli iiOrn ini di duo~ reggiuwnti atti vi. Gli un1uini 1;e;;sano allora di figurare sulla mat1·ieoln della zona conispo nde!liHal rc·ggimeuto di origine, per appartenere esclu sivamente al reggimento di riserva. r:art it:lieriri cd il g·~ n io "i reclutano nei modo seguente: alla secle dQl ....
vv
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NOTIZIE MI LIT AR I ESTERE
quartiere generale di ogni corpo d'armata trovasi un o\·gono detto deposito di r iserva, che fa per l'artiglieria e i: ~enio, ciò ~h.e f~n~o i reggimenti di riserva per la fanteria o la cavallena. I depositi d1 nserva tengono registri separati per la rise•·va auiva e per la seconda riserva in cui orni u o~uo vi è inscritto individualmente con l'indicazione del suo corpo d~origine, della specie d'i:~Lruzione che ha ricevuto, o della specia!it~ .professionale nella quale era impiegato durante In durata del suo serviziO. Tuui gli uomini dell'artiglieria e del genio inscriLti sui ruoli per conto di questt deposit.i di r iserva cessano al loro pass~ ggi o alla riserva attiva, di fì11u rare sui registri delle zone di reclutamento. V~lontari. - Possono entrare volontariamente nell'esercito i giovani alti 11 1le armi, dall'età di ' t8 anni. Il loro numero è illimitato. Debbono presenwre i seguenti documenti: fede di battesimo legalizzata, consenso paterno e certilìc~to di buono condotta. . Esclusioni dal w·vizio mil·itare. - Sono totalmentH esclus1 dal servizio militn re i giovani inabili pet· difetto fi sico palese, per esempio, gobbi, storpi, ciechi , ece. 1\cc. c quelli che nbbinno un difetto o malattia che, previo parere dei medici, ,li rende ~nn bili Hl se1·vil io mil.it~re. . , Finalmente qudli che non raggiUngono la statura numma di m. 1,50. Quelli che si 11·ovano in qnesli casi saranno soggetti a tre visite mediche, prima di essere definiti va mente esclusi. . Ese~tzione dal servizio attivo nei corJlÌ m·mcLti. - Sono esenti dal servizio attivo : 11 figlio unico, sostegno del padre povero, sessngenario o inabile al lavoro ; Il figlio unico sostegno della madre vedova , povera e inabile al lavoro ; Il trovatcllo, che mantenga la persona che lo allevò, e con la quale convisse fino dall'età di almeno tre anni, senza alcuna retribuzione; Il nipote unico, che, orfano di padre e di madre, sia sostegno dei nonni; . 11 fratello di uno o più 01·fani di pndi·e e di madre, essendo gh orfani poveri, di etc'l inferiore ai 17 onni o inabili allo voro qualunque sia la loro età. 11 figlio di ' padre non povero, che ha uno o più fratelli in servizio attivo nei eorpi nnnati dell'esercito, e quando non resti al padre altro maschio dell'età supe1·iore ai ii onui. Sorteggio.- Terminato l'iscrizione di lutli i ~iovani atti al servizio militare., ha luogo il sorteggio genernle, per dos1gnare quelli che debbono servire nella penisola e n('lle colonie. 11 sorteggio è pubblico e 9G -
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
presenziato da una giunta, che si costituisce in ogni zona di recl.utamento. . Riscatto. - È permesso riscattarsi dal servizio ordinario di guarnigione nei corpi armati, mediante il pagamento di i 200 lire, se il oiovane debba prestare il servizio nella penisola c lire i500 se gli spetti il ~ervizio nelle truppe coloniali (per sorteggio). I giovani così riscattati restano nella posizione di 1·eclute ai depositi (~a situazione) durante il tempo in cui vi restano gli altri appart.enenti alla stessa categoria, cioè per 6 anni. Surroga.;;i<me. - La s u r rogazion~. tanto nalla penisola come nelle colonie, può verificarsi solo fra fratelli, mediante documenti di stato civile ~ebitamente legalizzati, comprovanti il grado '<li parentela del sunogante, Il quale non può esse1·o di età superiore agli anni 35. I sergenti ed i caporali della {a e 2• riset·va n on possono rientrare in servizio attivo in qualità c!i surroganti. Raffenn.e ed in~pieghi d~i sottufficiali. - I sottuffic iali nell'esercito spa?nuolo cllt~mans1 sergentt (sar,qentos). Il tempo minimo per raggiungere Il grado dt sergente è di mesi 10 dei quali ~ come soldato o 6 come caporale. La f~rma ò di 6 anni da pasS<Jre interamente nelle file, c dal 4• al 6o anno, CIOè per metà tempo della ferma, il sergente oode un premio mensile di io lire. <> Terminata la fern1~u 1·1 se1·f1ente Inet·t ' te l d' · 1'l serv1'·'t JO, · ~ vo c 1 prosegUire pilÒ aspirare fino a 3 rafferme. La ·l • è,di 6 anni, la ~3 di 5 c la 3• di 4. I premi annessi alle rafl'erme tan_to nella_penisola co mo nelle colonie, sono di lire 30 mensili per la ·l a raOerma, hre 40 per la 2a e L. 50 per la 3•. . ~l lasciare le fil e, o per congedo nssoluto, o per disimpeonare un ImJ)!Cgo ne~!' amministrazione civile dello Stato, il sergenlc rice~e L. i 80 se ha lermmato soltanto la 1· rafferma, lire 2ti0 se ha terminato la 2a c hrc 320 se ha teJ·minato la aa. Il sergente potrà dopo la :!• raiTermn restare sotto le armi fino al ~·Jo 11nn~ UÌ C~à, O lino a che venga il SUO tUI'llO per l'impiego civile nell ammJnt strJzlone dello Stato, percependo il pt·emio annes.so alla 3a raf· ferma . Gli impieghi riservati ai sergenti, ncll'amminist.J·azione civile dello Stato sou? d1vnri; sp~r.ie e _rclati~i alla. coltura tlel sergente.! più colti posson~ asp1rare nll tmp1ego d1 uffic1ale dt 5a classe nell'am min istrozione civile con lo stipendio di annue lire ·l 500. Occorre nvere sHrvito al meno 12 anni nell'esercito o nell'armata, dei quali almeno .t, passati nel grado di :;er-
NOTI ZIE MILITARI EST ERE
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:gente. Altri impieghi r.iservati ai sergenti, sono quelli di portinaio e di -usciere ai vari dicasteri ed istituti governativi, con uno stipendio annuo -che può arrivare fin o a lire ~ 750 . Gli impieghi .civili riservati ai sergenti sono dati nella proporzione di 4re quarti a quell i in attività di servizio e un quarto a quelli in congedo. Dovranno sollecitare l'impiego prima del 350 anno di età quelli in ser" vizio e prima del 40° quelli in congedo. Fino al 46o anno, questi sor.genti appartengono alla riserva. Le vacanze degli impieghi riservati ai sergenti si pubblicano al •l o di --ogni mese nella GcLzetta d·i Mad1·id e nel Diario uffìri ale deUfinistero del la guerra. Prima del 10 del successivo mese, si dà rel11zione .dcgli individui che -ottennero l'impiego e delle istanze che non furono accolte, designandone i motivi. Ristabi limento dei, pr·inu:-se·rgenti sotto il nome di brigadas. - Un ·ordine reale del 9 ottobre t 889 soppresse il g~ado di primo-sergente nei sottuffìciali (sargentos) dell'esercito spagnolo. Questa logge, inspirata dalla forte reazione che si ~oll e vò contro questa classe, per la parte atti va che prese nel pronuncia mento di Badajoz nel 't 883, ebbe per iscopo di soppri mere l'influenza preponderaute che . esercitava il primo sergente nella caserma. Il geuera le Lopez Dominguez, attuale ministro della guerra, ha mo·dificnto quella legge. ri stabilendo questo grado, con nuova denominazione, ala esigendo maggiori cognizioui Lecnirhe, ricambiate con maggiori vantaggi. La nuova categori a denominata dei b1·igadas proviene dai sergenti ,più anziani, previo esame di attitudine, comprovata cou la conoscenza -di alcuue materie fi ssnte dal Ministro della guerra. I sergenti per es:>cre promossi brigadasdevono contare almeno 9 anni ·di servizio . I n ogni compagnia vi sarà un b1·igada, i cui doveri o attribuzioni sono -quelli c.be già spewwano a~ primi sergeoti, cioè all 'incirca le attribuzioni ·Che hauno i nostri furieri, quantunque la contabiliiù e i lavori di scritturazioue siena nelle compagnie ridotte ai minimi t~nn i ni c abbiano perciò .]argn parte nella disciplioa della compagnia. È permesso ai ln·igadas di contrarre matrimonio, senza il vincolo della ·dote, che oggi ~ i esige poi sergenti e che è di lire 2500 .. Nei corpi appiedati la paga del br·iyada è di lire 1200, che d9po • 45 :mni di servizio sale a lire ·1500 , n li re ·1800 dopo il 20° anuo, 2200 -dopo il 25° e 2~00 dopo il 28o.
NOTIZIE MILlTARl ESTERE
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:NOTIZIE 1tiiLlTARl ESTERE -
Nelln guardia civile e n(IÌ finan zieri (carabineros) la primn paga
de~
brigada è di lire 1500.
Il limite di età nel servizio attivo è il 5·1° anno. Riduzione dell' ot·ganico aello stato maggiore generale. -
Da molto tempo m Ispogna l'opinione pubblica reclamava la restrizione dei quad1·i dello stato maggiore generale, per il numero eccessivo di urfìciali di questa elevata ger:~rch ia, che non era in armonia con l'organizz.az.ione. mi litare del paese, nè colle risorse del bila ncio . A soddisrazione dell'opinione pubbl ica, di cui si fecero eco la stampa e il Parlamento, l'attuale )'linistro della guerra presentò al Senato un pro~etto di logge, che modi(i ~.ava quel la del ·14 maggio 4893 o riduceva a 4 i ca pitani generali, a 30 i tenenti generali, a 66 i ~enerali di divisione e n ·1ì 1 i generali di brig'ata. Con la nuova legge il grado supremo di ca pitano generale sari1 solo. conrerito io t:asi s:tl'aoròinari ed esercì tato nelle alte cariche ùi presidcnto del cou sif( lio d~ i ministri o del Senato, di presidente del collegio degli orf~ni, o come comundnntfl in capo dell'esercito iu campagn11. Il progeuo Dom inguoz porta tlll grande numero di generali nella situazione di sop rannumernri. Il Ministro provvederà poi a fa rli scompari t·ea poco a poco. l n tal modo i generali di divisione in soprannumero saranno distribuiti nello piazze forti, il cui comando appartenga a tale categoria:: qqelli di brigata sarau oo col locati nella riserva col grado di generale di divisione, purc~1è ubbiano 5 nnn i di nnzianità e siano decorati con la Gran croce di> S. Ermenegi ldo. Se con questo provvedimento, nel grado di generale di brigata, non fosse pos5ibile togliere i 50 generali che ec.cedono l'organico, negli anni rut~ri , la promozione a quest.o gr:~do sarà fatta nella proporzione di un terz.o delle vacanze esistenti, fino alla completa soppressione di quelli in sopraonumero. Una volta approvati\ la riduzione dell'organico dei genera li c degli uffi cinli di vario grado. si presentò la necessità di ripartire in eque proporzioni rra le varie armi e corpi i ~1 21 posti òi generale di brigata conservati. A tnle effetto il Ministro delln guerra nominò apposita commissione di generali. Questa commissionH, considerando dìe il numero dci colonnelli diminuì del oO V/o nella ranteria, del10 °/o nella cavalleria e artiglieria, del 12 0/o nello stato maggiore, che aum entò leggermente nel genio c si conservò stazionario nell a guard ia civile, nei finanzieri ed alabardi eri, pro po~c clte i ·12 1 posti Ji gc u er~li di brigata fossero ripartiti come segue:
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64 (invece di 67, secondo la proporzion~ anteriore) nIla fanteria; 18 <invece di 20) al !a cavalleria; H (in vece di ·16) all'artiglieria;. 9 <.in.vece. di 8) al crenio c 7 (inver.e di 8) allo stato maggiore. Lo guard1a cmle, l finanzieri (carabi ueros) e gli alabardieri, conservano i gcnernli che hannCl finora avuto e che sono, rispettiva mente, 5, 3 e 1. PROMOZIONI . Arenamento nelle pmmoziom, e 1·ipiego adottato. - A cnusa rlell'enorme ricchezza dei quadri rlcll':~lta ~crarch in mili tare (genernli l• colonnelli), della comoda posizione d! riserva (a ~1 5 dello s tipend i~) , nel l~ quale tranquillamente invecchia vano, l'are~a meoto. nell.a CM:r1e1:a ncr gradi, specialmente inferiori, era tale, che 1 tenenti ed 1 .rapllant, .dovendo stare ci rca 20 anui nel grado, averano preclusn lo v1a a raggiUn-gere il graclo di ufficiale superiore. . . Questo :>tato di cose chiamalo in Spogua et tapòn (e10è 11 tappo -ostruen te la promozione) esigeva 1111 pronto ri medio e ad auu.arlo, il Ministro della guerra pre<>ent.ò :~ l Pnrlnmento apposito progetto d1 legge, che, ~a ll o scopo che si prefiggeva, fu denominato il salto de l tap6n. In virtù delle dis posizioni contenute in detto disegno di leggo, sa1·anno promossi al grado immediatamente superiore i ca pitr~oi ed i mag-giori, ffU~DÙO ,-eo o•rono a rarmiungere ~ 7 nn ni di anr.ianità nel Arndo. '"l '" ve , . Coll'applicazione di questa legge e con una progreS$ivn climinnz10ne dalla riserva e dal servizio :~ ttivo degl i ufficiali che, o per eti1, o per menomnte condizioni fisiche, non sono ritenuti idonei al servizio attivo, si nutre sper:wza io Spagna di raggi ungere unn regolnre rotazione dei -quadri e di rinlzarne il morale. Ultime promoz-ion-i . - Il Dia'rio o~cial dell'1•l luglio pubblica 11 regio decreto di promozione a secondo tenente, di H 7 alfieri alunni dell'accndemia di fanteria, che hanno terminuto i loro studi . SctLOia di gue1·ra. - Per la Spagna è di nuova istituzione e cominci~rà a fuo zionnre nell'autunno di questo r~ nno . Il corso è di 3 anni: il periodo di scuola dura dal ~ 0 ottobre al 30 giugno. Ultimato l'intiero corso, gli alunni pa:;ser:mn~ a rar pratic.a per ~Itri 3 anni in armi e corpi, differenti da ~u ell o dt loro provemeoza. Qutilli che aspirano allo Stato maggio re nou debbono avere ol ~repassato il 29o anno di età Hl 3'1 Agosto <lell'ilnno corrente. Per l'ammissione di quest'anno 5 1 fu rono i coocon enti , +o gli 3mmessi in seguito ad esame. Bilancio e/ella gue·rra.- Il Minimo ha chiesto l'a um.ento di cinque
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NOTI:tlE !IILIT.A:Rl ESTERE
~ilioni .nel ~ilancio delhi guerra dei quali due p~_r rinforzare la guarnigton~
dt Mehlla e gli altri 3 per l'acquisto di materiale da guerra. Questo c~e ~~ pass~to ern a carico del bilancio straordinario, passa per la sop~ presstone d1 questo al bilancio ordi na rio. . ~rea~ìone di 1tn n~o"Oo reggimento. -Si stanno facendo i lavori preh~tn~n, per la ~renztone del 4° rP.ggimento regionale d'Africa, con destmaztone alla ptazza forte di Melilla. Saranno perciò rilevati, e rientre~a n no ~Ila penisola, i sette battaglioni che restarono in quella piazza dopo 11 cooOttto dello scorso :~uno coi Kabilas del Marocco. Furono n tale scopo concesse 2 , ~ 00,000 pesetas, stanziate sul bilanciodella guerra. . MATERIALE. _Nu~vo at·~amento.
- 11 fucile i)'f auser :;pagnolo, che deve so:HiIl Rennn.gton, f~1 per prova distribuito ad un reggi mento tli fant~rta e nd un baU\lgltone di caccia tori , nonchè alle truppe chtl prestdtano attualmente la pillzza forte di }J{~lilla. Un or~ine. r~a.le pnbblicnto dal Dim-io official dispone che i fucili· Mauser dtstrtbUitt per In prova, sicno, meno quelli iu distribuzione· alle t.ru~pe. delln guarnigione di ì.\1elilla, consegn:lli ai parchi, per es~ ser.e _mvtatt alle truppe coloniali di Cuba e delle Fi lippine. Per ora, e cln sa per quanto tempo anoora, l'esercito attivo continuerà a fare us.o dtll. Remingt~u. La casa Mau ser ha proposto di dot\lre nel te·. mtne d1 12 mes1 tullo l'esercito attivo, ossia fornire {20 000 fuci/i che se_condo i ca~coli fatti importerebbero la somma di' 9,240,00~ franch1. da pagnrst nella forma e nel tempo che lo Stato ritiene più conven1ente. Ma necegsitll di bilancio pare non consentano per oratale spesa. Perdit~ subite dagli spagn{)/i o Meltlla. - II Ministro della 0"llllfra ha dato 1:~. relazione ufficiale delle perdite ~nbite dalle truppe spa~nole nel perwdo del conflitto coi kabilas del Maroc.c.o. Nei ~mbattimenti che si impegnarono nel eam,po fuori della fortezza VI ~urono U morti, 206 feriti e contusi e 4 dispersi. I mortt furono: ·l generale (l\fargallo) i uflìciali, 32 individui di !fuppa e 7 del battaglione disciplinare. Feriti e contusi: 28 uffìcial~ no ~ndividui di truppa e 8 del battaglione disciplinar\l. l ~om!Jaui meutt eb~ero luogo ne! giorni 2 ottobre (71 fra morti e feriti ) 21 e 28 (H 3 td.), 30 (-19 1d.) e ~ 3 novembre ('17 id.). tm~·e
NOTIZIE. MlLl'rARI EST~RE
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La forza che al 2 ottobre era di ,,9,14: uomini e 49 cavalli, si elevò il 31 dello stesso mese, per i rinforzi venuti dallo penisola, Il 6979 ' uomini e 98 cavalli. MARINA.
I l consiglio super iore di m:-trina , preoccu pato della poteozll sempre crescente delle forze mHittimc dell'Ila lia e dell:1 Franci:-t sul Mediterraneo, e della parte che potrebbe avere In Spagna io una guerra europ~a : h:~ deciso di prendere le misure necessarie per assicurare la difesa del litorale delln penisola iberica. Si parla raramente della frontiera spagnola e dello stato di difesa delle sue coste. La frontiera naturale delln Spagna è delle più forti, ma sfortunatamente Jn maggior parte delle sue fortificazio!li rimontano alla dominazione dtli l'dori e molte di esse non sono che rovine storiche. I porti militari principali sono: Sull'Atlnnticc•: Santander, che sem!Jrn difeso da quattro forti e da un antico castùllo che domina \ la città. Fer-rol, difeso da 3 fortini e da alcnne batterie c11sematt:~tc. La Corunn, che si nasconde come San tll oder dietro a quattro forti ed nn castello :mtico. Sul Mediterraneo: Gerona, che possiede una cinta di cinque bastioni ed forti, Cappuccini, Conoestnbile, Capitale e Montijoni . Barcellona, protetta solamente dal forte Montijoni. TmTagona, cinta bastionata. Tortosa, le cui fortificazioni comprendono un:1 cinta ba;;tionata, una cittadella su una roccia a picco, una test..1 di ponte sulla riva destra dell'Ebro ed i forti Terrasias ed Orleans. Alicante, la cui cinta bastionata e la cittadella collocata in cim:1 alla montagna, sono di un bellissimo effetto scenico. Ca.rtagena, difesa da forti!ìcnioni moderne l:he circondano la città e dai forti costieri di Galet·as, Atnlago e San Jnlian. Algesiras, che ·dall'alto delle sue fortificazioni può scoprire le provenienze da Gibilterrn. Tarifa, rinforzata fino dal ,1881 da ,l ti batterie c da 90 spnlleggiamenti. Cadice infine, che è In più fortemente orrnnta; eircondata da una
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.NOTIZIE mLITARl ESTEllE
cinta bastionata Cadice possiede la batteria Soledad su due cannoni, l'uno di 305 millimetri Krupp in barbetta, l'altro di 260 millimetri Armstrong in cannoniera senza casamatta; la batteria Bonate, i forti San Sebasti<~ n o, Costadura, San Fernando, Torre Garda, P tlnta les, Matagordo, San Luigi d Santa Caterina del Porto. Iu conclusione, salvo rare ecc(~z i o ni, i porti del littorale della Spagna non sono interessanti che per l'archeologo, mentre colle naturali difese di questo lìtonle, la Srragna potrebbe costruirsi una fronti era for. mi_dal_li le sull '~cean~ e sul Mediterraneo. È appunto questo l'oggetto pnnc1pale deglt studt dell'ammiragliato spagnolo.
NOT IZI ~
BIBLIOGRAFICHE
b) Bollettino bibliografico
1. Sommario delle rivi s te militari italiane. Ri1>ista d'artiylieria e genio (giugno) . Figari . - Sulla resistenzn dei materiali. Annibali. - La scuola centrale di Nelluno. Ricci. - Probabilità di tiro de\lo artiglierie. Viglczzi, - Il fucile russo di 3 linee. Miscellanea. Notizie. Bibliografia.
)
Rivi~t(' di fanteria (3i luglio). Il servizio del vestiario. A beneficio della fanteria di linea. Effemeride storica . I capo musica. Varietà. - Cronaca - Stampa militare.
Rivista 1na·r ittima (luglio). Bonarnieo. - Sul primo temn delle mauoHe navali italiane. Santarelli. - Il telegoniometro Fiske. Vecchi. - La nave da diporto. Bravetta.- Le composizioni inr.endiarie e le prime artiglierie da fuoco. Palagi. - I hmaretti mariLti rni di Livorno. Bonucci. - Il corpo RR. eq uip~ggi. Lettere. Notizie. Supplemento. - . Soliani - Hecenli progressi nelle macchine marine·
G'iornale med-~co dell'esc1·cito 1: della mm·ùw (luglio). Tosi - L'effetto ddlt:l nuove armi ùa fuoco. Medieina italiana all'XI Congresso internazionale. Guerra - Osteprnielite.
NOTIZlE HIBLIOGRAF ICHE
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Aiello - Porpora emorragica. Rivista medica. » chirurgica . ocu listica. J dermo-sifilopatica. tera peutica. '' tossicol&gica.
3. Storia militare.
2. Ordinamento degli eserciti La Revue militaire de l'Étranger di luglio ha pubblicato uno studio completo suHa legge di reclutamento russa e su lla composizione dei contingenti annuali dell'esercito russo. La prima pat·te dello studio oggi pubblicata contiene l'esposizione '3ommaria delle varie disposizioni di legge sul reclutamento. Le faranno seguito: Una se1·ie di statistiche sul reclu tamento e sul contingente, un riassunto delle prescrizioni caralteristiche della legge e alcune co ncl~sioni. A titolo di informazione soggiungiamo che le leggi di reclutamènto attualmente in vigore sono: la legge genen.le del t/ ! 3 gennaio 1874 che introdusse il servizio obbligatorio personale, l:~ legge di .reclutamento dei - cosacchi, la legge del :l887 speciale pel Caucaso, la legge speciale di Finlandia. Da queste leggi risulta ehe sono esenti dal servizio milita re soltanto: a) I Samoiedi del distretto di Mezensk (Arcangel); b) I Chirghisi e i Colmucchi di Astrakan e Oremburg. ) c) Le popolazioni non russe del T urkestan, dell' Am111·, del litorale del Pacifico e della Siberia settentrionale. Le popolazioni soggette allC' varie leggi può così suddividersi: Leggo
genenle
Russia d' Europa . Caucaso. Asia centralo Siberia .
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
Legge
cosacca
T,egge di
Finlandia
Legge del
Caucaso
88,122,000 1,2011-,000 2,176,000 842,000 700,000
5,742,000
65,500 220,000 2,78~,0001 i80,000
'
l;;;:oo~ 2,304,000 2 176 oook742,ooo Totale iù2,035,000 Non sottoposti a servizi~ militare 6,752,000.
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La Revue de cavalerie di luglio porta un'interessante stud_io storico sulla marcia della cavalleria francese nella Turchia 185l.d )5. E un episodio poco noto della guerra di Crimea ecl abbastanzn istruttivo. - La Revue m·ilitaire 11.niverselle in articoli separati prima e l'editore Lavauzelle dopo in un volumetto, hanno pubblicato la storia della Guerra del Rif. L'autore tratta della spedizione di Melilla ed è ricco eli vedute politico-militari sulle condizioni del Marocco. I principali argomenti trattati sono: i o Il MMocco e le potenze europee; 2o li Garet ed il Rif, studio geografico; 3° Stato attuale dell'esercito spagnuolo. (lo I fatti di Melilla; 5o Ambasciate e negoziati; 6o L'esercito marocchino. - Le memorie del generale l\larbot., che all"atto della lo1·o pubblicazione destaroiw qualche rumore in lsviuera p6r i giudizi poco fa vorevoli fatri sulle truppe svizzere dell'esercito Mpoleonico, hanno commosso anche il pubblico militare russo a proposito di Austerlit.z. La Deutsche Arm,ee Zeitung riporta dnl russo nel N. 31 una conrutazione di varie afl'ermMìoni del ì\Inrbot e al tempo ste~so una narrazione concisa della battaglìn.. - Lord Volseley pubblica ora una serie di studi intitolati: Dew.dcnza e caduta di Napoleone. Que~tì studi hanno un vero e reale valore ed è interessante leggerne la traduzione francese sulla Uevue de Paris. - Riportiamo dali'Avenir militaire un giudizio sull'i mportanza d el! ~ presa di Cassala ad edilicazione di coloPo che in I tali~ senza 01~bra d1 criterio e di patriotti5mO non trova1·ono in quella glonosa conqUista che una causa di spese ed un pericolo. « La prise de Kassalo est un evénemen t d' 1~ne i~1porta nc~ capit_a le au « point dc vue militaire, politiqn e et commewal, ~~ comme Il ~st n sup ' poser, Ies Italiens s'y maiotiennent et s'y rort1fieot. Au pomt de vue « politique, il porte un coup tel'l·ible ù l' e~1pire du :Ma~ldi. Cet em pm, « il y a qu elq ues mois cncore it son apogee, croule_ mamtenant de t~u s « ctìtés. Vers le sud-ouest, les deux grande; provmces de Darfou1 et , de Kordofan sont à la veille de s'eu détacher; la prise de Kassala « potuTa h~ter l'événement.; elle.s veulent. constituer un empire du Sou~au « autre que celui du ?.lahdi actuel, qu'elles qualifien t de faux. pl'ophete.
1544
NOTIZIE UIBLIO GRA FICHE
« Plus loin, vers l'ouest, les troupes du Congo l'ent entamé eu s'érablis-
' :;ant à Lado et à Ouadelal; au nord-est, il est exposé aux attaques « combinées de l'Egypte par Ouadi-Halfa d'ùn còté, par Souakim et «
NOTlZ IE BIUL!OGttAFI C HE
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Berber de l'nutre. Voilà enfin l'Italie qui s'établtt sur ses .nancs, elle
« que l'état de ses finances semblait autoriser le rnoins à tenter pareille « aventure. Elle bat l'émit· Ahmet-Ali, celui <[Ui, autrefois en guerre « avec le roi Jean d'Abyssinie, pénét1·a jusqu'à Goudar, et tua le négus
dans sa résidence royalé. b fin de l'empire actuel du Mahdi scmble donc proche. Il ne fau « drait pas en conclure que tout serait alors pour le mieu:c Qu'il v ait • un grand empire ou de petits Etats indépendants dans cette régio~. les « Elll·opecus n'y seront pas plus en paix pou'r cela. Harcelés sans cesse • par les t1·ibns qui les entourent et qui font de contintrelles incursions c dr piraterie su r luurs ten·itoire:>, ils auront besoin de se tcnir sur leun; c gardes et de fortilier quelques poiots des pays occupés. Si l' ltalie « veut conserver Ka:.<sala, elle doit se préparer à de nouveaux sacrifices, « q11oi qu'en dise M. Crispi; elle devra rortilier cettc position , et elle « !le po?rra guèrc. ~·é~u ire son. armée d'occupation, et, pa1· conséquent, « les depenses mdJt<Jrres. Mais elle pou1-ra fa ire de Kassala non seule« ment une position stratégique de premier ordre, mais un centre comc me1·cial très important. c Au commcrce du Soudan égyptieo avec l'Europe, qui se fait actuel' lernent par le Nil ou par Souakim ou par l'isth me de Suez l'Italie • pourra faire prcndrc le voie plus commodo et plus expéditive de 'Kassala « Agordat, Keren, ~lassaouah, la mer Rouge et l'istme de Suez, et memà « atlirer de ce c6té une grande partie du commerce de l'intérieur de l'A« frique. Elle devra auss1, comme l'a dit M. Crispi au Sénat, colonisser « le va;;t•e· IC.JTÌ IO~re qu'~Jic posséde, en detoumant vers J'Af1·ique le eouc rant d eimgration qUI porte les lt<Jliens vc1·s l'Amerique. Mais ccci de' manrle de l'argent et beaucoup d'at·geot, et l' ltalie, on le sa il, n'en a c guére. La gioire d'occu par une pal'tie de:; còtes de la mcr Rou~re lui a « C?utè, .depui.s dix ans, la somme nette de iO million3 de f1·anc~ par an, « deductwn fa1te des quelques recettes qu'elle rèalise dans ces contrées « ì\Iais ce que l'Italia ne peut entreprende comme gouvemement le~ d . ' ~ « gran es m:nson italiennes peuvent le teuter: !es capitaux ne Jeur feront c pas défaul. • -Barone Ch1ude François de .Mòneval, segreta rio di «a binetto di Napol.cone. ~o. il~moil'e pou~ sei'V Ì1: ~ l'histoire de Napole01: 1er depù·is -1802 tu~qu a 181o · 3 volu nu - Pang1 • Dentu. Sono ricche di annodo ti e si vogJ,ono far passare per molte veridiche. c
ft
2. Arte militare. È stata pubblicata a Berlino dalla casa Eiseuschimdt una terza edizione dell'opera del Cardinal V. Widdern Combattimenti Notturni. È stata ar ricchita di numerosi esempi c schizzi emolto migliorata.
7. Tecnologia militare. L'clettrotecniea all'esposizione di Chicago dell'ing. Lombardi è il titolo di un'ampia e dettagliata relazione pubblic.ata sul giornale del Genio Civile Fase. o e 6. Esso è di estremo interesse e può riuscire utilissima anche agli ingegneri militari.
4. Geografia, Colonie, Viaggi. Riportiamo l'interessante indice delle materie contenutene! fascicolo del 6,-7 agosto dell'Italia nelle wIonie.
Bisertn - Le fortificazioni francesi - La Ferrovia Tunisi-Gedeido. Diserta in caso di guerra. All'ufficiosa Dépéche Tunisien ne.:...... Ulema. All'erta! Gli italiani nella provincia di santa Fé. Truppe francesi per il Sahara. Notizie Commerciali - Il rimpi:lZ7.o ·degli spezznti - Il pagamento della rendita - Cartoline-vaglia - La Carnera di commercio di Roma. La Ferrovia italiana Goletta-Tunisi alla Carnera italiana. Olt,·'Alpe e Oltre mare. . China Giappone - La guena in Oriente e le nozioni europee· Torbidi al Pcrù- Stati Uniti - Arma menti francesi io Tunisia - Pe1· l'incidente del Tenente ·Rosc.> · La crisi industriale in Francia - Coniere !'.giziano. -Dal J.lfilitii1· Wochenblatt (N° 63 e 64) venne pubblicato un riassunt" delle istruzioni principali in vigore per le tru ppe coloniali del Camerun. È interessnnte il confronto clic può in conseguenza farsi del sistema di istruzione fra queste truppe indigene e quelle dl:l la Colonia Eritrea, che si rilevano <Jssai p!ù militarizzate ed intelligenti di quelli della Colonia tedesca. ·
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NOTIZIE BIB[,IOGRAFICHE
8. Varieta. La Re~~te de caiJalerie di luglio porta un resoconto dettagliato di una marcia di resistenza fatta su cavalli riformati da tre ufficiali austriaci da Agrorn a Vienna. . . . La marcia ha un grande interesse per coloro che d~vono serv1rsr d1 cavalli e ci ;lermettiamo di riportare qui alcuni br3ni dell' interessante relazione. « A l'automne dernier, tt·ois oflìciers de réserve du train austro« hongrois (division no i 3) qui t~rmin3ient une période d'instruction « de 28 jours à Agram en Croatie, eurent l'idée de rentrcr à Vienne « à chevlli. Aucun d'eux ne possédait de monture en r •:opriété et il « ne pouvait etre question d'employP-J' des chevaux dc l'Eta t. Prolitant « d'une vente de chevaux dc r éfonne ({Ili co'incidait avec lcur Jépart, «-ils achetérent trois de ces animaux provenant du 5 e uhlans et qui « au retour des manoeuvre3 avaient été versés au troin pour servir· à « l'instruction des réservistes de cette arme avant d'etre livrés aux « enchères. . ~ « Aucun de nos trois héros n'étnil. homme de chevnl de professtpn, ~ l\l. Robert ~iayerhofcr est pnbliciste et critique d'art, rtf. Victor Herz, " propriétaire agriculteur, et M. Erncst Freund, employé de banque. • Aussi, leur projet, bien loin d'étre encouragé, excita l'hilarité de leur « camarades de l'armée nctive et l'autorité militairc crut le faire avorter • en rctonant ces t•·ois nudacieux à un exercice de conduite des 'l'oi« tures à l'eure mème où se fai sait la vente des chevaux de réforme. « 1\lalgré Lout, ils purent faire l'acquisition de troi,; montures: « At·kus, id ans, chevai bai, payé 200 fr., revint au lieutenant « Freund dont le poids est de 66 kilogr.; ~ Danjaluk, 18 ans, jument bai brun, payée 185 fr ., remont le lieu« tenant Hcrz (61 kilogr.); , Diamant, 16 ans, oheval gris, payée 12i ft·., animai quinteux et , difficile, mt!chant :i l'homme et qui néccssita pendant toute la route J le concours dcs tt·ois camarades pout· le seller et le bride:·, revint au « lìcutcnant Mayerhofcr (H9 kilogr.) comme pouvant porter le pl us «. fp-Os poids. • L'itinerario seguito senza c.arte, senza conoscere l'ungherese e sbagliando spcssis~imo la strada fu il ;;eguente:
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NOTIZIE BI,BL!OGRAPICHB
"2f octobre, Agrarn à Sveti-fvan, départ l h 30 \.l soit·, arrivée ~~~ 1/2; 30 kilom. au Lrot, 8 kilom. au pas. Dist. totale 55k en Sveti-lvan :ì Disag,dép.1rt5h 3j4soir, 11 afl'i vée8 h.; 9kilom.au trot,8 kilom. ' 6 ii4 au pas. Disag à Warasdin, départ 6 h. matin, arrivée midi; 40 kilom. au trot, 1.5 kilom. au pas. Disl. totale 86k en Warasdin à Mura-Szerdahcly, départ 7 11 3/ 4. 211 3/4 soir, arrivée t) h 1/2; 2~ kilom. au trot, 6 kilom . au pas. 'l[ 23 Mura-Szcrdnhely à Baksa, départ 7h 3/4 ma ti n, arrivée 911 3/ 4 matin: 2o kilom. nu trot. 2 kilom. au pas. Baksa à Kormcnd, départ 1.0h 3/l! Dist. totale 97k en mat., arri véo 2h f.i2 soir; 32 kilom. ( 9h ·1/ 4. au trot, 7 kilom. au pas. Ko•·mend à Steinamange•·, dépar t 411 1./2 soir, arrivée 8 h. soir, 23 kilom. au trot, 8 kilom. au pa:;. ' Steinamanger à Giins, départ 6h 1/ 4 matin. arrivée 811 1/2 matin; 16 \ kilom. au trot, 4 kilom. au pas. Giinsà Grosswarasdorf,dépnrt9h 1./ 4 matin, anivée midi; 20 kilom. au trot, 5 kilorn. au pas. Dist. totale H5k on Grosswarasdorf à Wcppcrsdor, départ midi, nnivée 2 h. soir; 20 kilorn. au Lrot, 4 kilorn au pas. Weppersdol'f à Wiener-Ncustadt, dcpart 311 3/4 soi r, arrivi!c 911 1/ 2 soir: 17 Idi. nu trol, 29 kil. au pas. W ie.ner-Neustadt à Guntramsdol'f, dcpart 6 h. matin, arrivéc 811 .f/2 matin; 25 kil. au lrot, 4 kil. au pas. Dist. totale 49k en Guntramsdorf à Vi enne, départ 4h 1/4. 911 1/ 6 mati n, orrivée 'i {h 1/2 ma ti n; 1. 7 kilom. au trot, 3 kilom. au pas.
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ll2'lf4.
Totnux 299 kilom. au trot., 103 kil. au pas.
Dist. totale 452k en 39h 3/4.
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~OTIZIE
B!BLIOGltAFICHE
Lambelin, Fils de chouan, Parigi, Plon. È un romanzo molto originale. Trasportando in mezzo alla vita parigina del i9o secolo, un discendente dei famosi chouan della Vandea, l'autore ha presentato un carattere degno di studio. Un capitano di cavalleria perfettamente modernizzato all't-sterno, ma che conserva i pregiudizi della sua razza, un intreccio semplice ma interessante, uno stilè colorito ed elegante, questi gli elementi essenziali del libro assai apprezzato. - Monmillon, T1·ois a.ns au règemènt, Parigi, Savius, studio abbastanza serio della vita di caserma. - Corday, Intériev;rs d' officiers, Parigi, Simonis. Tinte un po' cari ch~, ma molto spirito e buon gusto letterario.
CASSALA l 'i luglirJ 18 fJ .J
RElAZIONE di S. E. il Governatore dell'Eritrea maggior generale O. Baratieri a S. E. il Ministro della guerra sulla presa di Cassala. Olun·en, ,')J lugliu 1894.
Per [a. Direzione Lonovico 0IsoTTI maggior~
DEMARCHI CARLO,
gerente.
M. !J., incarìt(IIO
Fino dalF aprile decorso io era informato che il Califa Abdnlla.hi aveva in animo di l'accogliere mo.lte forze a Cassala per agire contro la colonia gritrea con una serie di razzie che avrebbero ridotto all'estremo le tribù di frontiera. E poi io veuìva a S<tpere come il Calita intendesse con spedizioni successive inviar e a. Gassala il maggior n umero possibile di cavalli; come nel campo di Cassala e nei dintorni i serbatoi di ù um venisi'ero rrempiti in previsione di un concentramento di forze; come il <:orpo del Ghedaref fos:-;e bensì ritirato \'er-so Cartum, ma per rinfra.ncarlo, rinforzarlo e rinv iarlo poi eontro la frontiera italiana. Si prepa.nwa un'operazione come quella del dicembre scorso, salvo· l'attacco di Agordat, che i der visci volevano evitare. Già. il piano del Oalìfa si eominciava a svolgere in g iugno con rei.berate razzie contro i Haza, eontro i .Baria, eontro g li Ha.denèloa del medio Barca, fatte da cavalleria non solo allo scopo di preda,re, ma eziand io cli costringere lo tribù protette a stabilirsi snl Gas c ed a passare al mahadismo. N el ta,rdo autunno i dervisci assai probabilmflnte cla Ca.s sala si 97 - ' AN~ O
XXXIX
1550
CASSALA
sare,bbero .~t:'anzati nei monti degli Alghedin ,e nel , piano dell Anas~uut d.onde ~er an·entura speravano .ché' si presentasse l occas10ne d1. prendere la rivincita di Ao·ordat. ~n tale condizione di cose mi par ve di dovere ~revenire no1e, mmacce e pericoli col profittare delle circostanze momentaneamente f~worovoli per passare dalla difensiva. all'of~ fensiYa e colpire il nemico nella base stessa dei suoi attacchi contro di uoi e contro, il 8udan orientale. I o aveva in izia&i studi per un'opera?:ione militare contro Cassala quando nel 1890 posi la prima pietra al fort.e di Agorda.t; e questi studi ero Yenuto continuando sempre neÌ1' idea che l'occupazione di Cassa,la fosso necessaria alla tranquillità ed alla sicurezza. de fi ni ti va della colonia. Nel febbraio scorso, in previsione di qualsivo•;·lia (Weutualità, incominciai i propara.ti'vi syolgendoli s:ccessivamente col m~ssirn o segreto a llo scopo di poter , riunire un corpo sutlicient;e di oper azione in Ag ordàt senza che nessuno, entro o fuori della colonia, ne avesse sentore. Come giiL iu maggio ed in gi ugno ho avuto 1' onore di scrivere all'E. V., l'o perazione doveva fa.rsi soltanto allora uhe ogni guarentigia di sncuesso fosse dalla. par te nostra. Ad ass~curarmi d.i questa essenr.iale condizione, mivabil.mente mi serviva il minuto. di.tigente, controllato se/vizio di informazioni dal Ghedaref, da Cassala e dal Basso Atbara. In grazia. ad esso 'io aveva sufficienti indizi circa o·l' intendimenti del nemico, e poteYa saperne h" Ìorno per :iorno i . . h movunent1, contare settimana per settimaua il numero de<>·li uomini che si schieravano a Cassala. per la rivista del ~e ner.:lì , conoscere gli umori dei baggaì"Ù e dei giuadia, in n:o~o abbastèmza rispondente al ver o. E poteva sapere quo· tld1anameute do ve avrei trovato acq ur~ sufficiente a, molti uomini e èL molti cavalli in una stagione come il !uo·lio, quando le p.ioggic tropicali dell' altipia.n o fanno subil~ la loro influenza sul corso dei torrenti, mentre incominciano Je pioggiEl verso il. basso con ondeggiamenti e ristagui, se· condo le annate, che possono riescir e in ...-ario senso pericol osi. '
CASSALA
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A metà gmgno m1 recai a Cheren; ai primi di luglio oscesi ad Agordat col pretesto di esaminare i nuovi hwori e commemorare i caduti su quel campo d'onore. Colà -,idi . chiar a la necessità della sollecita, impre~it ed acquistai se·rena :fiducia. nell;esito finale. Era. il momento oppor tuno. I denrisci in Cassala non contavano più di 2600 combattenti compresi, forse, 600 cavalli ed un migliaio di lancie; .impossibile per essi avere soccorsi, di qualche momento per..chè l' Atbara in piena taglia.n. lo comunicazioni col N ilo A zzurro e con Oartum ; Osman :O igma era occupato· lontano a coltivare sul Basso Atbara.; gli Halànga, gli Ua..déndoa, i Scittcria erano disgustati dalle angherie dei bag.gàra, i quali attualmente hanno ridotto il mahadismo a lla ·Oppressione di una. t ribù sulle altre. E poi per quei giorni ;l'acqua sarebbe stata sufficient e marcia per marcia, mentre torrenti gonfi o paludi non avrebbero interrotta in nessun ·modo la via; nei magazzini di Ago~cl at aveva per tempo pronti viveri e munizioni; i dervisci che già. in febbraio . .avevano temuto un attacco da parte degli italiani, ora non ne avevano alcun sospetto, le tribù ed anche una par te dei .baggàr·a erano ocenpati alle coltivazioni; h1 colonia perfe t;tamente tri:nquilla permetteva di raccogliere per qualche settimana all'estrema frontiera ovest la massima parte delle tn~ppe r egolari. Il tardar e avrebbe incoraggiat-i i nemici, de pressi gli amici, ci avr ebbe tolto il vantaggio dell' iniziativa, avrebbe rimandata la partita ad alitunno di fronte _ • ..a nemico assai ri nforzato per numero e per audacia. Onde decisi di prevenire gli. attacchi. con una operazione rapida e segreta così da piombare su Cassal a pos;;ibilmente per sor presa. La sorpresa avrebbe meglio colpite le fantasie e paralizzando collo sgomento la resistenza, avxebbe a noi ri, -sparmiato sangue. Il 9 luglio a sera iuviai ordine telegrafico alle tr uppe più lontane (Asmàra ) di muovere verso Agordat. I:lindom ani furono r equisiti i c~mmelli per le salmerie e per la >riserva d'acqua, ed ebbero ordine di avvicinarsi di una tappa .ad Agordat le altre truppe (Az- 'l'eclesam; Cheren).
1562
CASSALA
Le bande degli Acl Ornar e dei Sàbderat, che montavano gli avamposti in largo semicerchio verso occidente, interr uppero ogni comunicazione per Cassala. L a sera del 12 luglio il corpo eli spedizione era eostituito ad A.gordat, ed io n e assunsi il comando coll'ordine del g iorno N. 1 che unisco in allegato N. l. Il 12 sera riunii. a rapporto gr~nerale ~li uf:fìuiali ed emanai disposi?-ioni od <l.v vertimenti in torno all'ordine, alla rapìchtà) alla compat. tezza delle marcie, alle misure di sicurez7.a specie ai fianchi ed a lle spalle, alla necessità di avere sempre in pugno i soldati e di dominarne il cuore, alla sollecitudine per racqua, esprimendo la fede c:he profondamente sentiva n ell'elevatezza. degli ufficiali, nell'ascendente loro sopra i soldati, -n el valore, n ell'abn egazione, nella coesione di tutti. Erano tre battaglioni di fanteria indig ena, una sezione d'artiglieria eh montagna, uno squad1:0ne, le bande del Barea, oltre a pochi individui per la sanità, r.el telegrafo, 1 per la ~appa. . c~mplesso_ 5~ ufficiali e 4 1 nomini d i l t ruppa 1taham. 16 .JHS basct. 2b10 ascari, 14G cavalli, 248 fra muli e mulotti, l83 cammelli (allegato N . 2) . Scels i come linea di marcia la via Dunquat-Anasciait,. ; ·~acait,. Sabderat perchè in guc~sta sta~ioj1c m eglio è provvista d acqua., p er chè essendo più larga e comoda non co· s~1:in~e, com;- le due interne, a soverchi allungamenti nella. \ g ta dt per se troppo lung1.1 colonna di marcia, e perchè, \ per inte.l.ligenze gi~L prese, lung o essa era g ià preparato il ' servizio d'informa.zioni. (V. U<Wta dimostrat. fra Agordat e Cassala) . Non divisi la colomia sovra p iù d 'nmL via d i ma.rcia perchè difficilissime riescono le comunicazioni fra. colonne parallele sn gnesto terreno c in questi paesi; e neppure la clivi ~i in iscaglioni, ma la t enni riunita allo scopo di avere sotto mano e di far concorrere tutte le forze all'azion e decisiva serbandomi in ogni caso sospenderla o di mutarla. in ttzione di m.ostrat i va quando n on avessi avuta ogni guaren· tigia della vittoria. Il movimento si svolse come io aveva ùivi:-;ato c come·
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C A~SALA
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ho ·comunicato a V. E. La sera. del 1.3 dopo d ieci ore di marcia il corpo di operazione pose g li avamposti s ui monticoli di Dunquat, l'antica residenza. del :Oigla.l dei Beni Amer. Ord inai. lo scarto degli uomini malati ovvero non .atti a marei e celerissime; ed a :;tento si poterono lasciare 19 ascari' per ordine assoluto dei eapitan i. All'indomani (14) per un vasto piano ondulato e quasi -scoperto, dove la vista ::;pa~ia fin o ai monti più lontani, _giungemmo ad Anasciait : a.cqua ab bondante. Notai le .orme dei cavalli dervi:;ci, probabilmen te di qnelli che sei giorni irman?:i spingen dosi fino a C à r~aba.t avevano menato .strage in quel villaggio degli Hadèndua ed ave vano tagliato il capo a Calil, sciech di qnella frazione e nostro informa-tore. Iu ogni marcia appP.na giunte alla tappa le bande invia· vano pattug lie del paeHc (Sabderat e Ad Omar) fino alb tappa innn.nzi per ved ere, accerta~·f< i dell'acqua ed all'occorrenza scavare po7.zi . In causa della strada, ;;pesso ristret.ta f ra spini, si doveYa marciare di fianco ma sempre serrati -ed ordinatissimi e pronti a combattere. ·Sui fiandti a 300 -o 400 metri dalla. colonna entno spiccate daU'avaugnardia., .dal grosso e dalla i·etroguardia pattuglie con ufficiali, i quali guadagnavano mano ma110 i poggi di qu el terreno -ondulatO : sul dinanzi le alture erano guardate dalle bande •Quando si presentaYano larghi e lmtg hi spa.zi liberi, la co· lonna. doveva mddoppiarsi, cioè h~ :-: ingole compa.gnie afH.an.mu·si; ma. di rado si potè adottare q nesto s pediente. La di:stanza fra avanguardia e gTosso e fra grosso e retroguardia -erano ridotte a 200 met.ri. :Yialgraclo il penoso servizio rli .·esplorazionl3, malgrado le spine, i fossi, le strette fra osta.coli: il cah1o ed il carico del soldato che portava da. cinq ue o sei giorni di \liveri e una ghirba d'acqua, malgrado la carovana per l'acquA, per le munizioni, pei viveri, pel •bagaglio, si potè marciare abbastanza celermente Ìll ragione ,di circa cinque chil~met.ri all'ora, senza htsciar indietro .nessuno. Il li5 sera posi il campo formato iu quadrato. le armi a.
C3SSALA
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CASSALA
cavallo e la carovana nel mezzo1 ai pozzi di. U ~ccai; servirono a cingere il quadrato di zeriba gli spini stess~ gliati dai dervisci nella loro mar cia del dec(;)mbre scorso· contro Agordat. Siamo già ai confini del fer~ile paese onde anni a dietro i Sabderat furono cacciati da dervisci, e n essuna voce si ha del nemico. Gli inforrnèLtori, che per concerti presi vengono giorno per g iorno da Cassala verso Agordat e quindi incontriamo per via, assicurano che in Cassala si vive nella massima trancp.1illità, che il corpo del Ghedaref non verrà a Cùssah~ se non al raccolto, cbe la cavalleria mahad ista stava per uscire in razzia contro Sciaglet (posto eli guardia n ostro a mezza marcia d a Agordat). Il 16 a sera posi il campo nella gola di Sabderat for · mandolo in quadrato e cingendolo di zeriba. La pattuglia di A lì Nurim, che vi era stata la notte innanzi, non aveva osservato nessun movimento da parte del nemico; p iù tardi un posto nostro, inviato fino dalla vigilia sul monte d i Cassala, a quattro chilometri dall'~tccampamento mahdista, informava che a Cassala non si scorgeva nessun movimento, nè si batteva i l ~~egaril per chiamare i soldati. Dal cauto. mio, verso il tramonto recatomi sopra nn cncu~zolo allo sbocco ovest della strett~t, potei f ra i du~ monti car.;teristici che separano il piano deL 'l'~tka. dal co r .· o del Gasc' (monte di Cassala e monte Mocrarri) vedere all'ingrosso· l'obbiettivo dell'attacco, senza tuttavia distinguere il campo nenuco. La strada che da Sabderat conduce a Cassala segue da. prima il le~to o taglia le sponde del torrente Fethai, lungo la gola rigogliosa di vegetazione, per un tratto poco meno d i tre chilometri . Poi dalla gola, i cui fianchi si prestano a valida difesa, massime contro· cavalleria, esce nel piano che scende insensibilmente fino <lÌ monti di Cassala distanti dalla gola poco meno di 19 chilometri. Il piano per una larga zona è semi-coperto da tamar ischi,da acacie: da palme nane con frequenti e larghe radure, fìnchè ol tre un burroncello fangoso il -piano riesce quasi scoperto e poi diventa affatto list!io e raso .
ta-·
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La Cassala egiziana presso la ri~a destra del Gasc· ~com pletamente distrutta. L e mura., oomposte di lim~ consistente e di mattoni cotti àl sole, hanno larghe breccte e Je fossa sono quasi riempite. _ . . . Le case, scoperchiate dai mahdtst~, pres~ntano_ nn labt.· to di rovine · dci <Yiardini lungo 1l Ga.sc non nmang ono un , "' r . . cb.e 1 ben sca.vati pozzi con relative noric ; e g 1 sterp1 ncuoprono tutta la grande snper~cie d~ una c_i~ti~. la qn~le, edificati\. a nuovo e con molto d1spend10 cd a.b1hta nel 184~, elJbe in breve tempo da dare ricovero ad oltre 40,000 ab1· t' I .1 7 e;annoui che ne armavano le trincee _sono ora ad t <m 1. .t u Onclunnan, e nessun p;::.rtito i dervisci s~ppe~~ o vo ero trarre dalle costruzioni egi7.iane per propna chiesa. . . Inv ece essi posero il campo a nor d e nord- est dell~ cttta, deserta dopo pochi aHni di vita. Il campo con~mtc m un~ immens<l distcsf1 oecu~)A.ta da (~~,cu,ls, geueralment~ costr~tt1. • pao·lia di dura n. grnppi, circondati da siep1 dt spme. 011 ~ mez~o ad es,.;i ~ua e h'L sorgono piccoli edi_fici, u~l sol~ piano r.0 rreno. gen eralmente fatti _di matt~lll- crndt e dt mota ; il ~:,ntto è circondato da zenbe maggwn. . . . Si. comprende come l'int-ero corpo del Ghedaref abbta pot~n\;o trov<.tr vi ricovero _nf\l decembr_e ~ec_or~o. e eo~1e P~~ prossimo n.ntu~1no s t abb u1 •.;ont.ato d t mvl.al. vi, molte m o-liai n. di co:n;~:...tteu~i. N el campo hughE'I o protoucle hu~h~ ~ontengor.o d ura in abbondanza e di rlura rig~1rg1tano. net tuc,,l.<; lo granùi otri d i t.erra. )fa t.utte le mfonna?aon.t concoràa.no nell'a..-;:>et'ÌnJ che •1nanto . uon serve alla ~1erra e tos~o in v iato a Cari: 11m. 1 be:;tiami pascolano verso l A.tbara
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(V. ,.;chi~zo di Cassa.la). 1o clecido dì attaccare all' indemani mattina l' ac_ca~1pamento mahdista e, :;empre, in armonièL col piano pnmlttvo, seguendo la via direlita Sàbderat-Cassala: in p~·imo_ l~t?g~ perchè in tal modo si ha le s?all~ alle_ gole d1fens1~tl1 d1 Sàbdcrat, dove credo necessa.no d1 la::;cutre le salmcn e con scort,a ; pvi perchè la via mi conduee dirett~mente all' ~c .c,~mpamento dei dervisci, inlì ne perchè non e prudente fa.re
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' CASS.\LA CASSAI. A
distaccamenti o tentare aYvolgimenti a quasi 300 uhilometri dalla base. Lo stesso giorno 16, verso notte, riunisco ·o·li ulficiali a . o
rapp~rto generale ed emano gli ordini per la operazion e
deCisn·a. Il battaglione d'an ngnardia (II; .maggiore Hidalgo. compagnie : 1• capitano Martinelli, 2• capitano Ba.rbanti, 5' tenente Beruto, coll e bande dei. Sabderat t~ degli A d Omar comandate dal ~en~nt;:~ Giardino) par tirit a mezz;1notte, percorrerà il terreno semi-copert-o ed appeua· fuori di esso prenderà posizione di combat&imento. Il grosso e la-re· t roguat·dia :seguiranno rinniti alla uua. Le sahnorie r~marranno in posizione coperta e einta dit zeriba sotto la guardia di mta compagnia (capiLano P erini 2• del IV}. la qnalc comprenùendo i conducenti potrà diS~)Orre per la difesa d i circa 000 fncil i. Una compagnia (capttauo S preafico B" del I) sarà. tenuta. a mia speciale disposizione. Non si porterÀ. che àCliUa cou muleUi ; sband.it.i i cammelli ed i cavalli nitrieuti; silenzio assoluto. Venendo all:at~eco ~ovratutto importa tenere in mano le trnppe: qumdr fuoco a salvo, ordine chiuso . .Penetrando nel campo dei dervisci, guai a chi ~i sperde per far bottino. f.\ttenzioue ai fianchi ed al.le ~!!alle contro la can.lleria, ehe cercherà {orse di avvolgerci nel piano. \ L'operazione si svolse come era ordinata. R aggiunta \erso le 3 '!., l'a\'augnardia, ~tvùnzammo su tre linee iu ordine d i. combattim ento per ·colonne lli compagnia., u~Ht linea diE:tant.e dall'altra circa 300 metri, !'artiglieria immediar.a.meute dinanzi al grosso, la cavalleria immediatamente dietro. Il bnrroneello fangoso sopra ric,)rdato fa perdere un po· di tempo: n1a. ben presto ripresa la forma. di combatt.imeuto avanziamo pel pia.no scoj)erto. mentre all' incert~L lnce delia lnna. velata cla nnbi succEJde il chiarore non meuo incerto delralba pio,·igginosa.. Prog-r edendo restriu<ro ancora oerli oro dini eol r ipiegare le ali del grosso e coll'avvicinare la ret roguardia a nue t1i poter passare più sollecito alla fonuazione in quadrato : lat.era.lruente e in dietro marci<tno a.Icune lXtttuglie a finE> di 5mascherare qua.luhe possibile agguattl ~ di ~
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dietro i monti o da qualchfl ignoto avallamento. Ma già è in vista il campo di Cassala; i l giorno si fa chiaro e nessun sentore si ha del nemico. P ouo dopo le sei vieue segnalato sulla destra la. cav_alleria : ondù ravan?·uardia si dispone in quadrato. e subrto o . . . ' appresso anche il gro:;~o co~ la retrog uar dia son ~ orch n~tl 1~1 un solo quadrato facenclovr ea trare la cantllcl'l~ e l artL· gl.teria, e cosl si va innanzi eon ordine vera.mente 1mp(lnente. Alle 7 r à.,.-auo-uardia apre il fuoco a salve contro la. cavalleria uemica~ la r1tud 0 si getca oltre il nosr.rn fi<tnco ;:;inisl;ro ed è ~alutata <la q nalche. granata e da qualche sah·a. ' di fantoria del la.to sinistro chE· la inducono a sparpaglia •si. Abbiam(• appena girato la punta nord clelmont..e di Cassai~. Lo SCfnadrone esce dal quadrato per gett-are la ca~·allena. 1lf'lllÌ0a. n· ii• S(;O:;Sa, -:;otto i l fuoco del quadrato <h a Yallo·mtrdi~. la uarica t:l:tcle trafitto il uapitan(J Carchidio f' ~on lui uadouo 18 rt->;cari neeisì. eri 8 ier it;i. Lo st1ua.drone si raccoglie tost.o ;;otto 12;li ord ini del tenente Ba.rattieri d i S . Pietro. La cavalleria clervisc usciva <"Lppunto per ra:r.7.iare q uando a ll'improvviso notò nell'immenso piano l' ava.n:;r,a.re .d ~gl~ italia.ni. Alc nni cavalieri svegliarono d campo. glt a.ltn Sl posero a stormeggia.re intorno ai quadrati. ~A...ll ora .i ba?grf.l'a ed i giaa/oin si vennero schierando fronte contro dt not .colle rispettivo bandiere mentre le famiglie s~aventate ed rl bestiame sgombravano l'accn.mpamento e s1 dav~mo a prempitosa fuga. . . L'a:vangnardia7 seguita !lal gro,;so contmuo _ad .avanz~r~ con brevi :;oste, fìnchè giuuta a circa 400 metn dat dernsct schierati, aprì. il fuoco ~L saln:- sia contro .es:~· s ia co~1tr~~ la c~ ndlo ri<•· S band a..t.a g n es ta- il maggion~ H tdalgo sp1eg(: le uompagnie e con uno sbalzo innanzi venne <L iiOO metn dal ;emico che faceva nu fuoL:o dissem inato ma nudnto. Allora (poco dopo 1<-- otto) wdendo io omai ma~nra_ l"azion~ pel colpo riso lutivo n~l <t\'(mdo più ap p1·ens1.0ru yet fìa.ncln o per le spalle, in via i ctue eompagn.ie (2• del UI, tenente Anghen\ e -l:' del III, capitano P ersico) sotto tl ~~omando
Noi
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CASSALA
d~l capit ano ] ' olch.i. a rincalzo dell'avanguardia, coll'ordine dt procedere oltr e, mentre io mi avanzava col D'rosso to:nendo d'o~chio il piano e le rovine della ci r.tt eO'iz.iana. Appena glUnt~. il rinforzo in lin ea, il maggiore J:ficlalgo, il quale aveva gta aperto il fuoco accelerato, ~i Janciò all'at. tacco _e a.l gri~o . d i Savoia.' pen~trò nell' accampamento mahadtsta. qua.st m sieme coi fuggiaschi nemici. N ell'accamp:ìmento così le co~pagnie dell'avanguardia come quelle del· rmforzo e~bero a vmcere le ultime r esist,en ze opposte nei l_·w Ju.ls . ~ d10tro i m~ri .d i .ternì; ma senza. to~care perdite ::;enstblh. Frattanto w mviava in altra parte dell'accamp<Lmento la compagnia Spreafìco per occupare il Bet Jfal ovyero il deposito del governo mahadista; e cosi e~sa pure concorreva a far sgombrare il campo !lemico. . ~oco di p oi, circa le n ove, io a van ?.o alta testa del grosso u~steme al generale Arimondi, verso il mercato, un grande p1a:1w.ale sgombro posto tra hL città egi7.iana.- e l' accamname.HtO dervisc, in mezzo al q ualo si eleva come monum.e~to un enor~~ fo,rl,a. Colpi ~i fueile, seguo di lotta che va spegnendOsi fra 1e case ed 1 lt«J~~ls che vanno in fiamme. _Dna schiera,. v~ria pc~~· et~t e p er sesso si fi.t incontro sup· p~1chevole e m essa notul.mo anche donne e ragazzi avvò1 ti d1 catene. .I o ne ordino la li berazione; e procedo inna.Jzi fì ·n·.v alle. n ve d·el G··"c · '"•u , clove a·~::;··p ongo per r··mseguunento. Le set compagnie, sgombrato r Mcampamento. ra.o·o-iun. 11 b . . ' oh g.o~t~ ~o e ande .11 curpo principale. Contano mor ti f), fentt ~L. I due capt banda Alì Xurin dei Sabderat e .Mohame_~l Aroda deg li Ald Òmar, souo fra i feriti (V. allegato N. 3). . t-ìono le lO: la marc1a notturna e i l com battimento. niassnne quello nel villaggio consigliavano a riordinare Je t~·nppe e. a pr en dere. un po' di r espiro. V'era m estLeri di orientarsi, d~ asst:mere mformazion i circa la st rada seguita dai f uggtasuhi lll terre11o a tutti sconosciuto, insidioso, a tratti paludoso, a tratti sen z'acqua : ed era mestieri evitare il risc~i? c!1e gli a~c~ri per oltre metà abissini, pigliassero le tnbu d1. eontadnu e pastori armati eli lancie come nemici, mentre 1mportava proteggerli. Tu ttavia poco dop o le 11 i l
CASSAI. A
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maggiore 'l'uri&to (colla 1" e 5" compagnie del I e 3• e 4·' èlel II, capitan i S everi, S anclrini , Ma.g na.ghi e Oddone) con dne giorni di Yiveri muove,·a sulla pesta .:M:ahadista verso l'Atba.ra., con direzione gelH~rale ad El Fascer, dove si :Su p· poneva fosst'~ro avviati i. fugg ia.schi, i quali nel timore eli essere trattatci <.:enne è uo~t.ume lorv, scompc:Ln·ero a precipi7.io cacciati anche da.lia cavalleria bcu:;ga1·a, 1;he paro abbia fa tto per CJ uel g iorno da retroguardia. Il r imrtneu te del corpo eli spedizione doveva restare riunito e pronto contro qua.lsivoglia ritorno o ;·ensi vo od imprevedibile eventualità. F rattanto io a"ttesi alle cure più urgenti dando subito al C<tpo di stato ma,ggiore, <A.'I.pitano Salsa, al capitano Spre<dico ed al ten ente Giardino i seguenti incar ichi: l'' Di provveclel·e a.l sostentamento ed al rimpatrio clPgli egiziani liberati, poco più di nn centinaio di persone, tenute nel m1.mpo di CassahL s ia a forz~t sia da.lla ,;tessa po · v ertà. 2" Provvedere agli Hàlauga, agli Ihtdend oa, a i S ciùcria, ai Beui Amer o ad altre f,uniglio di trib\\ frantumate dal mahadismo e gui YOnuti a coltivare sul le fertili r ive del Gasc, iu gL1isa che n on patissero da.nno n el be.-;t-iamo ed avessero larga di stribu;~,ione della dnra. trovat<L nei depositi dei dervisci . 3.. l!'~1.r brucir.re i. t;ada veri per prevcn i1:e infez ioni. -±n Ricercare i magaz7,ini di <.lnra e raccogliere la pr E<da belliea. ò'' .Rù.:e1·care e rendere insenribil i i molLi fucil i di vecchio modello e far saltare le munizioni a. noi inuti li. Trofei f urono : cirt.;a 600 fucili, 70ù lauco, lOJ s<.:ìubole, 52 ba.nd i.ere, delle quali 10 anelarono bruciate; <l e<umoni da mouliagna, qua.dn1pedi, armenti ·e<.::;., come si rilevfL dallo specchio allegn,to :1:. Posuia incttricavo il capitano del genio, ca\·aliere A.cerb1, di far il progetto per un fortH 11tto ad un rnigìiaio eli uom ini con un ptùo di. cann oni, (ht costrurre in pochi giorni. Il corpo maha(lisla em in <lissoluzione, o il successo essenzialmente mora.le d ella sor presa permetteva eli trarre tutti
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CASSALA
i frutti dellcl vittoria coll'occupare il focolare stesso delle r az7.ie contro la colonia. A.lla sera, posi il campo in <)nadrato sulla piazza del merC<"tto intorno a.d un vasto e solido edifizio, costrutto como granatoio lli cotono qua.ndo fioriva la città egizi~Lna e t.:on osciuto col nome di casa di Mnn?.iugor: e cinsi secondo il solito il campo di zeribn . Appunto in questa località decisi di costrnire il forte servendomi dell"er1ificio come di ridotto con trale eù inquaclrandolo eon un muro costrutto con mattoni cotti trovati nelle ro,·iue della città egiziana e colla. terra limacciosa. c consistente del Gasc. Il forte. lungo 200, largo 100 metri, avrà due ordini di fnouhi, e sul d inau?.i saril munito di reticolato i1~ ferro, ostacolo molto opport.uno in quella rasa pianura. Nell"interno nu abbondante p0Z7.0 11-'?S.Ìeurerà l"acgna al presidio. Appena posto il ca.mpo, s i presen tar ono alcuni capì Halànga ed Hadèmloa per chiedere di trasportare i loro penati nella colonia "8riiirea: ed io consentii eli buon grado. tanto più che non lungi da Scia.glet vi era terreno adatt~. E vi si avvia.rono g li Halànga ; ma. qnanclo seppero che gli italiani tenevano presidio a Cassala, parecchie famiglie chiesero ed ottennero di tornare al Gasc. I Scincria in par te indotti o costretti ~L battersi contro noi. scappRrono coi Vag- J gùTa: molti Haclòndoa) raggruppati in villaggi a qualche ora a nord di Cassala, presero la f uga verso il basso ~~ tbara. attrattivi dal loro capo (hman Digna. Alcnni giaarlia (antichi solcla,ti egiziani o loro figliuoli) passati coll armi e munizioni al nostro campo 7 asseriron o che vi era congiura fra essi eli venire t~tti a noi : ma r inoDinato attacco costrinse da prima a difesa, poscia tutti traYolse .in fuga. Il batta~ lione inseguente verso FA.tbara trovò n umerose orme e tmccie del nemico e !'Ld nna giornata da Cassala vide puro recinti per molti a.tmeuti che erano scomparsi coi der visci ; ma giunto in terreno paludoso, cess11.rono le traccio ed il ba.ttag lione dopo tre giorni di ricerche rientrò a Cassala. L'emiro lVfnsaed Ga idum vnolsi che, ferito, uoi.
cavalieri baggci:f'a abbia a stento valicat,o l'Atbara qualche ora a valle eli El Fascer. Notizie posteriori da Gos Regiab dicono che il presidio di Cassala, eolpito dalla sorpresa, sgomento, mancante a v iveri, trascinando:;i fra le paludi fino all'Atbara, ha poauto Vf1licarlo servendosi di quA.lche b arca. Jo rimasi fino al :23 a Cassala per le d isposizioni relative all'occupazione definitiva. Q,ucl p?sto d' o~ore wcca_v<~ al mao-(rioro rruritto coi m•pitani 8fwen, Rpreahco, Sandnm e Per~i (1', 3' e 5• comp<tgnia del I battaglione e 2" de_l IV) 0 colle bande dei Sàbderat e degli Ad Ornar sotto tl comando del tenente Giardino. Si aggiunga i due pezzi da montao·na agli ord i. n i del teuentt:J Manfredini, che repnt~~i. necess~ri per appoggiare saldamente h~ difesa ed impo~re al nemico. In complesso sono circa·mille combattenti, trmcerati assai ben e di fronte ad nn nemico non armato che el i r·em'i?~{JtOn e di fro nte a cavalleria. Bssi s_ono fornit'i _di dura a volontà e di al&ri viveri per tro mes1 con mnntzlOnamento abbondante. Gli ufficiali sono tuiiti or gogliosi di stare a quel posto e di tenervi alta la bandiera della madre patria coll'energia, colla calma, e oollfL serenitfL eolla quale durante l'operazione hanno condotto le truppe. Il rat•o-io d"informazione ò spinto largamente intorno e Ol::> • l ]" . t non è diHìcile omai. <t chi comanda m t ravec ere g 1 m endimenti e le mosse del nemioo. Gli ascari sempre saldi ag li ordini si reputano ornai sicnri di vedere sempre il nemico in fuga. Il Ca lifa Abdullahi, git\ tocco al vivo dalla r otta di Agordat che non ha potuto vendicare, sarit ora. furente con tro chi si è lasciato sorprendere dagli attacchi degli italiani ed ha perduto la p iù valida difesa dello stato mahdista alla sm~ fro ntiera., il migliore f.Lppoggio per le offes<'l contro ,la colonia Eritrea e cont.ro Suachim, i p iù fertili c~tmpi per rapprovvigionament-o dei suoi baggrii·rt. . . Il nostro presidio non lu1 che stare sulla gnardta, evttare i combatt,imenti pi.trziali, e, nel caso di al;tacco, tenersi riunito clietro le sue trincee che non possono ~t lungo essere
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CASS ALA
CASSALA
investite da un nemico il quale ornai manca di base di operazione, di saldezza e. fede morale éhe non si possono sostltuire col numero. Il giorno 2o partii lasciando fino al 29 il generale Arimondi con nn battaglione per a iutare la sollecita costruzione del forte od attendere alla definitiva sistemazione del presidio. Kel ritorno io ordinava che le comunicazioni tra Agordat e Cassala seguissero omai la Yia per Daura e il paese degli Algheden perchè piti. interna; perchè nei. monti offre posi· zioni meglio atte a difesa di pochi contro i molti. perche è più. vicina alla banda dei Baria che occupa i monti di Lebì, perchè inoltrandosi la. stagione delle pioggia la Yia di Dunquet può essere interrotta dal gonfiarsi del Barca e dalle paludi che si formano presso Belaghencla. Perciò la banda dogli Alghcden va ad occnpa.re l antica sede nei suoi monti ; e dopo il raceolto vi andranno le tr ibù dei Salxlerat. e degli Algheden, già cacciati dai . mahclisti ; perciò il telegrafo permanente con filo dello Stato, si prohmgheriL oltre Agordat verso Biscia e Dam·a. I magazzini. di Agordat saranno sempre provvisti con depos iti abbondanti di munizioni, viveri, medicamenti. Ecco, E ccellenza, la relazione sommaria che nellà ressa degli affari ho potuto compilare intorno al colpo contro Cassala. Altre considerazioni militari e politiche mi propongo inviare pit\ tardi. In tre gior ni il corpo di operazione si è riunito ad Agorda.t. In quattro giorni da Agordat si tronlva dinnanzi a Cassala, percorrendo quasi 200 chilometri in circc)stanze difficilissime per viveri, per acqua, per clima, per servizio di vigilanza, con tale ordine e disciplina che mai si ebbe un allarme in terreno sempre percorso da razzie nemiche. F~ · dopo una marcia notturna di sei ore, in terreno ignoto e spinoso, nel silenzio più. perfetto, presso l' aceampamento nemico, mosse a lP attacco c011 tale insieme da bastare un comba.ttimento di avanguardia per porre in fnga un nemico :fiero come i baggà1·a ed appoggiato a.i suoi focolari. L'ascen-
dente assoluto degli ufficiali. sugli ascari, l' intera .fiducia re: · oca l'ordine e la disciplina, la tolleranza agh strapazz1 Clpr ' .b.l l del nostro corpo coloniale, hanno reso po~s1 1 .e un co po di sorpresa rapidissimo che ci ha dato la v1ttona completa colle minime perdite. 11 Comatrdante del corJIO à'opet·azio1!e
Firm. Gen. O. B ..\.RATIERI.
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~ASSAL:\.
CASSALA
A LLEGA'l'O
N. l.
CORPO D'OPERAZIONE SU CASSALA. Ordine N. l del giorno 12 luglio 1894. . Q rJA lL:!' II~ Jt f•EN l~JtATJE .
Da oggi assumo il comando del corpo destinato ad ope: rare contro i D ervisci. Il ttuartier generale del •}Orpo d'operazione è così format-o :
B AHATmru com111. 01·est" · .. "'• mag g1or genera1e. Comàndante in 2". Ci1V.
Co :uA~Do R PRESmtO DE L lo'OH.T E DI .-\GoJtn,\'i'.
Dist>osrz!'ONI
Ginsoppe, maggior generale.
PEH. L:t<: 11'1 :\RCm .
Giornalmen te saranno dato le d ispo~ izioni per ln. marcia de l giorno successivo. L 'ordine nor male di rnar01a sarà.
Capo di stato maggiore. 8ALS:\
Una sezione della batter ia da montagna. U na id. telegrafisti del gemo. di sanità. Una. id. di sussisten7.e. U na id. Una id. treno. Bande del Barca. L a 2" compagnia del 4'' battaglione si nnirà. al 1• battaglione di cui formerà parte per tutta la durat a de lle oper azioni.
Il tenente Gherard i assumerà il comando del for te A della tap pa d i Agordat . Il comandante del 2 ' battaglione lascerà a presid io del forte 100 uommr.
Comandante.
ARr.~toNDf
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ca v. 'f ommaso, ca.pitano.
Avanguardia.
Uf ficiali addetti.
Bande. Tre compagnie d i fanter ia.
A oeHBr cav. L u igi, capitano.
sig. Carlo, i cl . cav. Davide, tenente. VEccnro sig. Clemente, id. PAVONI ca v. AlHssandro. id. D u~g;; Giovanni, inter i)l"ete. AR't'ALE
G1 ·o.~so .
8J?ECH
Co?.rrosrz co xE
DE L CO IH'O
Sei compagnie di fanter ia. Una sezione di artiglieria. Squadr one cavalleria Chcron.
Salmerie.
o'oPEHAZIO~E.
. Il cor po d'operazione si compone delle t ruppe sot.t.o iud Jca.èe: oman d o del l'' battaglione colle comtJao·nie l " '-),, - · cC OlUando t t:> ' i;J ' 0 del 2·• battag lione colle 5 compag n ie. Coma.nclo del 3" battag lione coUe c.ompagnie 1", 2", 4". 2' compagnia del 4" battaglione. Sqnadrone cavalleria. Ohoren. o
Salmerie dei repar t i e convoglio sahnHrie .
Het?·ogua1·dia. Tre 'compagnie d i fanteria. Il comando marcia in t esta al g rosso. Le dist.anze saranno quell e regolamentari. L'a.vang nardia e la retrog uardia provvederanno per il ser vizio d i sicurezza dura,nto la marcia mantenendo anche !>8-
A:IXO
xxxn .
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CASSALA
sui fianchi delle pattuglie a distanza dai due a1 trecento metri per prevenire qualunque minaccia. Il comandante dell'avanguardia giungendo alla. tappa provvederà a stabilire r egolare ser vizio di avampo:>ti. Semprechè sia possibile le compagnie marceranno affiancate e, qualora il terreno lo consenta, l'artiglieria e lu. cav~Ueria marceranno tn'l. le compagnie affiancate: I reparti devono es:>cre sempre in condizioni d i po~or passare rapidamente dall'ordine di marcia a <)nello d i combattimento. Nessuno potrà allontanarsi dal proprio reparto sen7.a autorizzazione dell'ufficiale. I ritardatari saranno raccolti dalla retroguardia che al primo alt li rimar:da al rispettivo reparto. N ei bivacchi i r eparti occupano il posto che verrà loro assegnato. Gli uffi.ciali stanno col proprio reparto. Se non viene espressamente vietato i reparti possono durante la notte tenere fuochi accesi. SALMEiiiE D.J::r ttJ::P.unr E DEI co~f..I.XD!.
Le sal merie dei reparti e dei comandi dovranno trovarsi all'nscita del campo o nella località che venga e:>pressamente indicata ~ mezz'ora prima della partenza. I reparti non lasciano con le salmerie che i soli conducenti; ogni comando di battaglione e il comando dello s~uadrone lasceranno pure un graduato che è responsabll e delle salmerie del battaglione r ispettivo e dello sq ua· droue. CoNvoHr.ro
SAL~rEn.n-: .
Al seguito del corpo d'opera7.ione vi sarà un convoglio salmerie per il trasporto dei viveri, fo raggio, munizioni, acqua, ecc. comandato dal tenente signor B eltono, il '1_uale è pure incaricato di vigilare su tutte le salmerie durante le marce ed a tale scopo avrà a sua disposizi one la sezione treno.
CASSALA
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MuNrzro~r.
Ogni armato di moschetto porterà seco 96 car tucce. La cavalleria e Fartiglieria porteranno la completa dotazione di guerra. Il convoglio salmerie trasporterà 100,000 cartuccia Vetterli e 150 colpi per artiglieria. Il comandante della r etroguardia metterà a disposizione del tenente B ellone un bulnc.
VrvEnr
E :tronAGGI.
l reparti par tiranno prov,·isti di sei ra.zioni farina. Altre sei razioni fa rina sono portate· dal convoglio salmerie. Quando si faccia. distribuzione di carne verrà consnmata soHanto mezza razione farina.. I reparti partiranno provvisti di quattro razioni d'~t·z o, le quali dovranno però servire per sei g iorni. Altre quattro razioni cl'or7.0 saranno portate dal convoglio salmerie. ACQUA..
Ogni militare deve essere possibilmente provvisto di ghirbetta. Il tenente Miani . è incaricato del servizio dell'acqua. Egli provvede allo scavo dei pozzi ordinari, all'impianto d i qnelli di Northon, alla preparazione di ['abbeveratoi per uomini e per quadrupedi, e regola. la rhstribuzione dell'acqua. Mar· cerà coll'avanguar d ia, il comandante della quale gli fornisce il personale occorrente per i lavori e per la guardia dei pozzi. I reparti non potranno attingere acqua od abbeverare uomiui e quadrupedi se non nelle ore e nelle località loro assegnate. Il convoglio salmerie porta circa 4000 litri d'acqua ed i materiali occorrenti per questo servizio.
CASSALA
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C.\ SS.Il.A
SERVIZIO SANI'fAlUO.
Il tenente Costa. direttore del servizio sanitario in Agordat provvedt- perchè al seguito del corpo d'operazione vi siano StJfficienti medicinali e materin,li da m~dicazione o pel trasporto dei malati e feriti. Detti materiali saranno caricati sul convoglio . salmerie. Gli ufficiali medici dei battaglioni provvedono al servizio sanitario dell'intero corpo durante il periodo di operazione. Il tenente l\fozzetti assumerà la direzione del detto servizio. DEPOSil'I E LUOGHl PROVVISORI DI CURA.
In talnne località saranno costituiti depositi di materiali vari per rifornimento delle truppe. - Saranno pure impiantate delle intèrmerie provvisorie. I malati ed i feri t i saranno fatti sgombrare al più presto su Agordat o Cheren.
B ur,uc
A DISPOSIZIO~E DJo;L COMANDO.
Il comandant-e del l " battaglione comanderà un buluc ed nn tr ombettiere a prestar servizio presso il comando di opP.razione. 0HIA!IIA·l 'A
I~
SERVIZIO DI BA.l' DE
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.M rLIZ(A MODU.E .
Il reg io commissario di Cheren è autorizzato a chiamare in servizio quaranta ascari congedati, appartenenti alla milizia mobile, i quali avranno d iritto alle stesse competenze delle truppe permanenti. Il comandante del forte di Agordat è autorizzato a chiamare . in servizio la banda. Algheden, alla quale darà le competenze prescritt~ per le baude in servizio perma.n ente. QUADRUPEDI DI HEQtHSlZIO NE .
I comandanti d i Cheren e Agordat r equisiranno i guadwpcdi occorrent i per i trasporti. Quello di Agordat requisirà pure 10~ buoi e 2000 capre per le distri buzioni al corpo d'opera?.ione.
CoMANDI
or TAPPA.
Comandi di tappa · saranno stabili Li in Adar tè, A.gordat, Dttnquait e Anasciait. . I comandi eli tappa provvedono al regolare fnm!:tOnamento dei servizi ,~ed al movimento di. uomini, quadrupedi e materiali secondo gli ordini che ri.neveranno dal comando del corpo d'opera.zione e dal H. commissario di Cheren. 'l'ELEGRAFO.
Il tenente Lucio è incari.cato del servizio telegrafico al seo-uito del corpo croperazione. Egli provvederà allo stendimento della linea telegrafica da Ao-ordat in avanti con materiale da campo. Ri;olgerà le richieste per personale e quadrupedi al comandante di Agordat. SERVIZ(O COltlliSPONDENZA.
Oltre che col telegrafo la corrispondenza tra il corpo d'operazione e il comando di Agor~at sarà tenuta p~r mezzo di cammelli corridori, e di ascari delle bande montat1. Il residente tenente Giardino disporrà per lo scaglionamento dei cammellieri e degli ascari montati lungo la linea di operazwne. Il maggiM'C gene1·tJle firmato: O. BAHAnEm. j,·
1571
CASSALA
1570
CA~SA!.A
ALT,EOATO
A LLEGA'l'O
N. 2.
Dimostrazione della forza partente da Agor dat il mattino del 13 luglio 1894.
N. 3.
Dimostrazione delle forze effettivamente impegnate nel combattimento il 17 luglio 1894.
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N ella mnrcia da Agordat a Du nquat sono rimasti indietro 19 uomini per la massi ma parte ammll ltlti p!'ima della marcia. Ad An asciait si sono las~iati fl ascari ammalati . In marcia non vi ftu·ono altre variazioni all'infuo ri di quella dell'ani vo eli due ufflciali a
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1572
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CASSALA
A LLEGA'l'O
ALLEGA1'0
N. 4.
Ordine del giorno 31 luglio 1394. N." 18 .
Dimostrazione della preda bellica presa ai dervisci nell'occupazione di Cassala.
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Bandiere
Cannoni da cm. 8 òa
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Ot>llP. quRli IO cir ca bruciar ono nell'inceorìio <iei tucul.
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montagna Ad avaucat•ica.
Fucili di vari modelli . GOO Qca~~ i tulli di-tr·utli per ché in!':et'v!lli h ali ~ nl>str·e lru ppc. Pistole di vari modelli. 50 In p1-1 r ie d isl r·ullP. crl in parte distribuiLe lli!li u!'fìcinli.
Lancio
· 7fJO Distribuite ogli uffìc. ( ci rr:tallo·r~tl:~ute
Sciabole varie.
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Negat·iL .
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r.. ronn lasciato ~ alle trut•pe.
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10 M olti ailr i br uciarono nell'incendio.
Tamburi .
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Ufficiali e soldali,
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Cavalli
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Buoi . . . . Capr e e pecor·e
1:2 !)i viJI'ia e ta c razza . 1::! Di c ui due cr)rr·iduri .
15 Distr·ibuili ogli ufficiali ed alla tru ppa.
in pochi giorni avete compiuto un'impresa. che resterà me'morabile, meritando il plauso di S. M. il R e. I o ora esultO di avere contato sopra di YOi nella serena sicurazza. di mantenera, sempre dovunque, ccJlle -.;· ostre salde Yi.rtù m ilitari, integri i possedimenti .coloniali dcll'Italit~ in Africa.
lGO Di<>lr·ibuile alla truppa.
N umcrosi armenti
Gran qunnlitù di dura.
Con singolare fermezza, abnegazione o disqiplina aset~ percorso rapidamente la. g rande distanza che \'i scparaYa dal nemico per attacca.rlo nel co,·o delle sue ra7.zie. E dopo una marcia notturna che r ese p ossibile la sorpresa aYete manovrato snl campo di battaglia con ordine perfetto. Poi, pre· parato l'n.ttacco, vi siete lanciati al grido d i Savoia~ <:on invincibile ardore contro il nemico, no a,·ete conquistato il campo cd a vete raucolt.i come trofeo 52 bandiere, 2 cannoni, m olte centinaia di fucili e di lancie. È la. quarta volta che vedotc il tergo dei Dervisci fuggenti e ornai nell'Eritrea e fra i popoli circostanti siet-e riputati invinuibili, rne.rcè g li u ffici~tli che sanno darvi l'C'ducazione militare e conùnr ·:i alla vittoria, mercò la vostra resistenza e velocità. n elle marcie e il Yostro innato valore, mercè la reci.proca fiducia di tutti.
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i n maglin et i ,1_01 1l C~micie tert·o pet• cap1. ,, A.~ini . . eh•
l Cammelli
Ufficiali e soldati.
7 !:1 pn r lefùn)nocli~tr·u~li
Elmi per capi . .
1
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L aseiali alle tt•i bù. »
Pur·le di$ll'ul.lH, f)ilrle Jala al!e lrih(l
parte cou ~..: rvui<J.
N. 5.
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!! liUf!Jf}ir-·r e gr.neraie Coma·nrfrmte del cr,?·po d'opera;:!'onc conl?'O Cassala
o.
H ,\ lt.\T!r. ltL
157-!
CA SSALA
Ar.r.J~GATO
CASSALA
N. G.
2• battaglione fante-ria incligeno. Elenco degli ufnciali del corpo d'operazione. Qua?'Liere generale.
Stato maggio,·e.
HIDaLGO Stefano, maggiore. B cccrNo 'l'obia, tenente medico. J• compagnia.
BARA'riERr Oreste, generale comandante. Am:uoNDI G iuseppe, gener ale comandante in 2". SaLSA Tomma.so, capitano capo di stato maggior e. AcERBI Luigi, capitano del gen io. ARTALE Carlo, capitano applicato ùi stato màggiore. SPECK Davide, tenenr,e di cavalleria, ufficiale d 'ordinanza. MuN( Antonio, tenente dei bersaglieri. PAVONI Alessandro, tenente dei bersaglieri. VECCHro Clemente, tenente dei granatieri. l ' battaglione ('ante>·ia indigeno.
MARTINELLI Vittorio, capitano. F vso Giacomo, tenente. Lo CAsALE Vincenzo, tenente. 2" compagnia.
B aRBAN'J'I SILVJ~ Edgardo, capitano. L onc Annibale, tenente. BEN.c\CA:3A Francesco, tenente. ,']• compagm·a.
MAG)(AOHC Ermenegildo, capitano. CESAJHNI Ciro, tenente. 4" compagnia.
TuR.I'l'1'0 Domenico, maggiore. GERUNDA E doar do, tenente aiutante maggiore. GEitBAWr Giovanni, tenente medico. :t• compag-nia.
SEv.Em. Gildo, eapitano. Lo)-L.\.zzr Adolfo, tenente. P A~C.HLo Fortunato, tenente.
OnuoNE Luigi, capitano. Nazzareno, tenente. DET.LA CHIESA. DELT.A Toam~ Federico, tenente. Bn.A ~rA~T!
BEIWTO Giovanni, tenente . CEWRTA Candido, tenente.
3' battaglione fanteria indigeno.
3" compagnia.
SJ:>Jll-~M'ICO :Michele, capita.no. .M~:.Rcvmn.r,r Aug usto, tenente. 5" compagnia.
8A:\' ORI NI Pietro, c11pitano. GuASTONI Cr..rlo, tenente. DE GrovAXNI Carlo, tenente.
Stato ·moggi()re.
F oLcHI 'reobaldo, capitano . BoNOftA Ugo, tenente aintante maggiore. l .1• MozzEnd Eliseo, tenen te medico. L"" , :1• compagnia.
CASTELLAzzr Federico, capitano. S oGJ.JAN C RASCBI~I VittOrio, tenente.
1575
C.: ASSALA
1576
CASSALA
1577.
ALLEGATO N. 7.
2' compO!JIIia.
ANGHERA Annibale, tenente.
Elenco degli uommt di truppa bianca che presero parte all'operazione.
PEusrco Salvatore, capitano. VEcoar Augusto, tenente. BARALE G iov,anni, ten ente.
Quwtier generale.
4" battagl·ione fante?·ia incl'igen:).
RERTOIA Umberto, sergente. CAr~nERA Romeo, soldato. PoGGrARO, cannoniere. t• ballaglione indigeno S. ,lf.
2" comptt[lnia.
PERT~I R uffillo, capitano. Rmczzr Alfonso, tenente. UcCELLI Azzoliuo, tenente.
Bande clel Ba1·ca. GIARDINo Gaetano, tenente.
BrsoGx o Angolo, furiere maggiore. CoccoxcELLI Ernesto, capor ale maggiore di sanità. 1• compagnia.
STRINA Alfredo, furiere . .?• cumpag11 ia .
Pntrsr .:\Iichele, furiere.
:Squacl?·one cmJalleria Che·r-en. CAncRroiO iYIALAVOL'L'I Francesco, capitano. B.A.rtAl'l'IErtr DI S. P rETno ·w ermondo, tenente. Frocc.'\RD.r Alberto, tenente. D.t: D ol!r"'rcrs Giuseppe, tenente. FERRARI Sa-l:tt&&l1o, sottotenente.
Sezione aY'tiglie?·ia da montq,gna. ltfANFREDINr Marzio, tenente.
Compagnia treno.
;;• co111pagui a. GAROPALO
2" battaglione incl-igéno S.
P rEavcor Luigi, tenente.
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Ga"'::mn Alfredo, furiere. No:rA!ti Arnaldo, caporale maggiore ùi sanità.. i·• ccmpag11 t'a.
Ruzzr Giuseppe, furiere. i"
comp~g11ia.
M:r.NEGON Paolo, furiere.
BELLONE Angelo, tenente.
Vete1·inar·io.
Luigi, furiere maggiore.
MADOXNA
,'J' compagnia. Nicola, furier.:1.
-.i' compagnia. BENVENU'l'I
A n tonio,. f uriere. :)• C01ilj)O!J11 i a.
MoL1N.lRI Attilio, furiere m aggiore.
1578
CASSALA
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157~
battaglione indigeni S . M.
B.aDER~A 1
furiere maggiore. Guerrini, caporale maggiore di sanità. t• compa gm·a.
. NOTE CIRCA IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI NELLE OPERAZIONI CON TR O CASSALA.
DE ANGELrs, sergente. Luglio 1.89·1. 2• compagnia.
FmGNANr Ippio, fllriere. 4 ' compapnia.
R.aGONI Alfonso, furiere.
4.o battaglione indigeno. 2' compagnia.
CoRO~ET,
furiere .
Squacb·one. MAPFI
Maurizio, sergente.
VE ~TULLr Giuseppe, id. T oso~r Modestino, id. NAS'l'ASI Speridione, caporale maggiore. .ì\iuLT<:1'1'1Elti :B'rancesco, caporale manisc~dco. VrGLIA~r. ~tlli ev0 id.
Sezione balleria. PoGGE'!'rr Adolfo, sergente. CIPOLLA Raffaele, id.
Tappa . FrLIPPrxr Quinto, sergente. LARICE Costanzo, caporale. PA~ICIERC Adolfo, soldato.
Ser vi z i o d 'ln forana:~.l o n c. -
.
Partito da Cassala, e poscia da G·hedarer per Ondnrman il corpo co111andato dall'emiro Ahmed Fadil, parve che alla
tempesta dO\'esse succedere un periodo di relativa tran!)_nillità. :i)fa poi comiucia.rono a giungere voci sempre pitt insistenti o precisate, di promesse per parte del Califa, dell'invio di numerosa cavalleria baggara a Cassala, o non molto dopo, con le notizia dei preparativi fatti da .Musaed Ga.idum por ricevere quella cavalleria, pervennero f1uelle che circa 200 cavalieri, formanti il pri111o scaglione, erano giunti e che altri si attendevano fra breve dci quali poco dopo fu pure confermato l'arrivo. Allora nacque il sospetto. confermato ben prest.o dai fatti, che, pur rinunziando per il momento all'idea di una riYiucita di Agordat, il Calif~L intendesse di servirsi di questa ca ~·alleria, la quale per la. sua. velocità e r esistenza pote.-a opemre rapidamente e sfuggire alle nostre trnppe, per molestare incessantemente le nostre popolazioni di frontiera, impedirne la coltivazione, rubarne gli armenti, . distruggerue i Yillaggi o possibilmente trar schiaYe le persone. Fu subito aumcn~ata la vigilan::~a alla, frontiera, ed il n umero degli informatori in Cassala con incarico di portare immediatamente notizia d"ogni mossa della cavalleria ba.ggara, e fu accresciuta la celerità di eorrispondenza degli informatori col r esiùente del Barca mediante il collocamento di posti di cammelli coraidori. Mercb gueste precauzioni le scorrerie dervisci mancarono ogni effetto materiale. Tuttavia era evidente che le nosl;re
1580
1581
CASSALA
tribù e le bande stesse rimanevano moralmente scosse dall'audacia della cavalleria baggara la quale, sì vociferava, a:rebbe anche fra breve tentato un colpo -contr o il nucleo d1 bande stabilito a Sciaglet. Alla metà d i giugno le cose erano giunte a tal punto da clove.r pens~r~ seriamen_te a,~ un pron to rimedio, tanto più che 1 nostn mformaton ass1euravano che la cavaller ia d i Ca~sala, gi<ì forte di circfl- seicento cavalli, doveva r icevere. prossimi e rilevan ti rinforzi i quali erano già in marcia da Cartum. E poichè si palesava materialmente impossibile opporsi colla for za alle scorrerie nemiche, intorno alle quali spesso vaghe e tarde giungevano le notizie, parve prudente ed opportuno prendere in considerazione l'eventualità di un'operazione contro Cassala per tagliare ai dervisci quella base d'operazione ed allontanare dai nostri con:fini le incessanti minaccie. Una operazione contro Cassala con forze tali da renderne l'esito sicuro, non avrebbe potuto aver luocro che nella prima meta di luglio, cioà nel periodo che co~re fra le piccole e le grandi pioggie, quando ì'acqua si trova alla su perfi.cie, ovvero soltanto qualche mese dopo cessate le grandi pìoggie, quando le eorrenti sotterranee sono abbondanti ed è cessata la malaria, essendo del pari neoessll.rio evitare così i gravi inconvenienti derivanti dalla insufficienza dell'acqua e quelli della malaria. Quali si fossero le decisioni intorno all'operazione ed all'epoca di effettuarla, era p1;udente predi!;por re subito il servizio d'informazione come se l'operazione fosse stata decisa per il mese di luglio . E perciò, oltre agli informatori che trovavansi in giro con incarichi speciali altri ne furono spediti a copie, in Cassala, ad El-F~cer e a GosR eg ìab i q~1al~ dovevano ritornare in g iorni prestab.iliti, s:gnend~ vie m p~ececlenza fissate, così che un nostro cor po d operaz10ne che S l fosse posto in marcia su Cassala avrebbe cl.o~ut_o ricevere g iornalmente fra il 2 ed il 20 luglio, notlzle m torno a lle condizioni dell'A t bara a -monte ed a valle ed a quanto avveniva in Cassala specialmente perciò che
riguardava gli arnv1 di nuove Lrnppe, ed i movimenti di ·quel presidio. La marcia su Cassala essendo stata decisa. con partenza da A.gordat il giorno 13 luglio, il servizio, così preparato, funzionò regolarmente sem-:a 0he vi fosse bisogno di subitanei provvedimenti i quali a v:rebbero potuto de;; t;aro i ~o.. spetti della, g naruig ione nem ica. ~e a·v h: l
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A completare i risultati tlel ser vizio d' informazione, coueorsero molto quelli di vigilamm alla ft·ontiera di avanscoperta, ambedue atìidati alle bande Jel Barca o da questa disimpegnctti in modo veramente ammirevole. Ritenendosi rlella massima itnportanza che il sGgrcLo regnas::;e il più a lungo possibil e intorno all'opera che si :>tava per intraprendere, <Lppemt questa fu decisa, si procurò di interrompere ogni connmicaziott<'l fra Agordat e Oas::;ala per impedire dw spioni dervisu i, o gli stessi .Aesc vag1.Lllti, vo· tes;;ero mettere sull'avviso il governatore d i Cassala. A questo scopo fu a lqna.nto anmenta.t.a la. forza Hd i.l numero dei nostri posti u.vanzati i quali <>s::>endo stabiliti sulle comunicazion.i principali e fa,cenclo percorrere il terreno intermedio Ja pattuglie doYEwano, possibilmente, a rre;;taro tutti quelli che erano dit·etti ve1-so Cas:mla ed Agordat, lasciando libero il passo verso Agorda.t soltanto <L quelle per· sone. che erano provvist..e del :;eguo di ricono::>ciment.o dei nostri informatori . L a grande estensione dHlla l inca sorvegliata, la facilitù. di passare dovuuq ue, l'csistenzit. di mun~rosi A esc nella zona fra il Barca ed il Gasc, davano poc<L speran za di riuscire completamente nell'intento. Il fatto invece ha dimostrato come questo servizio sia stato fatto con impegno ecl a.biliLà. L 'avanscoperta. non fu <tffìdata alla cavalleria la quale, essendo poca , si sarebbe in breve tHmpo ::>posSiLt~t in questo ser vizio che le cond izioni di clima e eli terreno rendono faticosissimo. Inoltre la ca valleria se tenuta a breve d istanza, non avrebbe risposto· allo scopo, :-5e spinta molto i~nanzi avrebbe fiw ilmente dato l'allarme' prima del neeessan o.
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CASSALA
Oltre a ciò lo squadrone avrebbe potuto avm·e impiego più utile o nel com battimento o nello inseg uiménto. P er queste ragioni dell'avanscoper ta fu r ono incar icate le bande. Molte considerazioni consig lia vano ad eYitare i frazionamenti della colonna sia nel senso del ìì·onte che in quello della profondità, e perciò mentre all'esplorazione Yicina si provvide con piccoli grup pi staccati sul fronte e sui fianchi, a quella lontana si provvide cou soli gr uppi di ascari delle bando appiedati ed armati di moschetto. Q uesti gruppi. della forza og nuno di due o tre uomini, precedevano la colon na d i almeno una t appa pr ont i a portare rapidamente avvisi al comando ove se ne presentasse i l bisogno e passando la notte in località opportune per vio-ilare sulla sicurezza del cor po d'opera.zione, e sfuggire o '· a.ll'osservazione del nemico. I soldati delle bande arditi, dotati di prodigiosa veloeità di marcia, conoscitori del territ orio, abili nello sfuggire all~t vista e alle minaccia del nemi.co sono adattatissim.i per questo servizio. B d ifatti lo compirono molto bene. All'arrivo del corpo d'operazione ad Anasciait 'l'alagà, ad Uaccai, ad Ahai A dardè si tr ovarono pattuglie di ritorno dopo aver eseguito il loro compito. A Sabderad arrivò alla sera del 16 una pattuglia che a \·enl passata la notte precedente e parte della giornata sul monte Cassala in osservazione, ed a ltre pattuglie nella notte dal 16 al 17 stettero sui monti di Cassala l\iocram appostati e pronte ad informare. d'ogni novità e raggiunsero all'alba l'avanguardia r iferendo che nulla di anor male avevano notato in Cassala . Se•·"lzlo di c orrispondenza , telegrafo e can•n•e lll corridori. Le condizioni politiche verso la frontiera
occidentale dopo il d icembre facendo pr evedere ·la possibilitit di operazione di g uerra presso Agordat ed anche ~d . / di la di· qnel for te, si procurò di r endere più stabili e st- \ cure le oomunicazioni fra Cher en ed Agordat e si pose mano al r iordinamento del servizio telegrafico da canl;po. F u dato ordine che la linea telegrafica da campo che univa ..--· Cheren ad A.gorda t fosse interamente sosti tui ta con linea,.
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1583
·dello Stato, che dal forte d i Agordat partisse un t ronco di Enea .sotterranea la quale si cong iungesse a quella esterna a circa dieci chilometri dal forte verso Adar tè, adoperando provvisoriamente filo volante da cam~o, e poi quello st~ bacqueo appena fosse ar rivato dall'Itaha O\·e era stat~ n ·chiesto. Nel tempo stesso si formaYano !}ttaUro parcht per telegrafo da campo di trenta chilometri ciascuno (10 d i pe·sant.e e 20 di volante) depositati provvisot·iamente a Ohe1·en e da spedirsi al bisogno ad Agordat. Quando l'opera zione su Cassala fu decisa la linea dello :Stab g iungeva da Cheren fino a circa 10 chilometri da .Adartè il r i1hanente fino ad Agordat era fa,tto con filo pesant; da campo, posto su pali solidi fornit i dalle tribù. inoltre funzionava il tronco sotterraneo da Agordat ,-erso Adartè con filo da campo volante, non essendosi ancora potuto sostituirlo con fil o subacqueo giunto da poco dall'I ·rtalia. Mancand o i pali regolamentari per il filo pesante dei 'parchi da campagna e per'}iò essendosi dovuto provveder~ pali sul. sito, più pesanti e di più difficile trasporto d1 ·quelli regolamentari, parve conveniente modificare la con~ posizione dei parchi riunendo in un solo parco tutto 1l materiale pesante per servire nel primo tratto da Agordat in avanti, e fo rmando tre parchi di 30 chilometri ognnno, ·di filo volante. .Ai pr imi di luglio era stato cominciato il traspor to del materiale dei quattro parchi da Cheren ad Agordat, ma non era ancora compiuto quando si iniziarono le ope'r azioni. L a decisione di marciar e sn Gassala essendo stata presa improvvi~ameute, era mancato . il tem~o ~er f~rmare ~~ ·squadra di stendimento secondo 1 progetti es1stent1; e percw il tenente del genio, incaricato di CJ.Uesto servizio, do,·è for marne una col solo personale della compagnia specialisti che .aveva sotto mano, al c1ual fu aggiunto il numero necessario di personale indigeno, traendolo da lle compagnie d i :stanza in Agorda t.
1584
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CAS SALA
Il mat tino del 12 fu_ iniziato lo stendimento con filo pesante da campo per mrca 10 chilometri lungo le sponde· del Barca inchi odando i rampini r eggi-isolatori a,lle palme. P~ssato il ~arca si_ fece uso del filo volante fino a Dighè (cm~E~ 30 c}ulometn da Agordat) ove la linea gi.un.se .la sera del 13. L a stessa sera vi fu impiantata provvisor iamente un~ stazi~ne che permise di corrispondere bene con Agordat. Il ~a.ttmo seguente tolta la, star-ione, fu proseg uito lo· ::stenchmento con filo volante fino a Dunquaz (~Litri 18 o 20 · chilometri) dove la sera del l-:1: fu impiantata la sta.:òon.e · m<t non fu possibile corrispondere e Ja piena del Barca im~ pedì anche di m~mdare la sera stessa a cercare e r ipara.re il guasto. Il mattino del 15 si trovò spezzato in più punti dalla corrente il lllo subacqueo che attrav~rsava il Barca. N on ostante le riparazioni riusciva impossibile corrispondere con Agordat a cagione di ltltri guasti che succedevano con fre quenza; e quindi fu d'uopo, per assicura.r e il ser vizio, d'i m- · piantare nnn stazione provvisoria sulla sponda opposta del Barca. · I ntanto si faceva avanzare il materiale del parco pesante da Agord1.tt, e cost la mattina ciel 1G, mentre una squadra proseguiva lo stendimento della linea volante fino a Guatat (20 chilometri) ove la .sen1.. fu ~ tab ilita una stazione che potè corrispondere con Dunquaz, un 'altra squadra ttttendeva a sostituire il filo subacqueo, che attraversava, il Barca. a D nnquaz, con lilo pesante sn pali, lavoro che fu necessar io spingere anche più indietro fino a Digrè a cao-ioue delle speciali condi~ioni del terreno per le quali il {il~ volante si_ trova~·a troppo a contatto dell'umidità, ed esposto a guastt per 11 passaggin rli cax·ovane. Il 17 continuò lo st(~w:lunento con filo volant o per rnaucanza di matE>riale, la nnea ginnse soltanto ad un'ora e mezza da Anasciait. Stabilita ivi la s tazionr:~ si potè corrispondere cou D unquaz. Lo stesso giorno, essendo t ermin ato lo sten<limento di fi lo pesante su pali fra D unguaz.-
CASS AT,A
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-e Dig uè fu tolta la stazione provvisoria sulla destra del
Bar ca. Giunto il r esto del mater iale, il mattino del 19 si completò lo stendimentn fino ad Amtscif.tit dove fn aperta la stazione alle 8 e mezzo corrispondendo bene con Dnnqnaz. Dal giorno 19 la linea funzionò abbastR.nz<\ r egolarmente. Nei giorni precedenti invece le interruzioni furono molto f requen ti e dovute speeialmente alìe ca,rovane di passagg io Il filo r imaneva nell"interno del rivestimento di guttaperga. e perciò, sia perchè i guarda fili indigeni scaglionati lungo la linea non sapevano ritrovare i guasti di tal ge· nei.· e, c sia. per la lunghezza d i tr atto fra una ~~azione e l'altra, le interruzioni. dur ava.uo moltissimo. :E'n perciC:. dc·Ciso l'impianto di due stazioni intermedie una a Diguè raltra a Guatat allo scopo di circoscrivere in tratto più breve que::>te interruzioni, le quali così poterono esser e riparate dai te'legmfisti trasmettitori stessi, c di poter mandare in brevis·simo tempo, durante le interruzioni, i telegrammi da una s tazione all'altra. per mezzo di ascari rnomati. Questo provvedimento diede buonissimi risul t~tti. F ino dall'inizio dell'operazione era stato .fissato Anasciait .como Btazione estrema della linea. telegrafica e ciò non soltanto per considerazioni di sicnr ezza, ma più specialmente perchè, data la celerità colla quale si intendeva di compiere r impresa contro Cassala, non sarebbe stato possibile prHt endere una linea pi11 lunga tanto più che il materiale era in parte improvvisato c che il personale era quasi interamente nuovo a c1uesto servizio. In compenso il servizi o teleg rafico da campo ha dato ri-sultati superiori a quelli sperati; rna la pr ova fatta ha con·ferma to che sopra di esso non si può fare che un calcolo limitato, poichè lo stendimento non può procedere che troppo 'l entamente in eonfronto della velocità che può avere un corpo formato di truppe indigene e il fnn~ion amento è troppo incerto pur r ichiedendo numeroso persona.le. Ciò prevedendo il servizio di corrispondenza del corpo
CASSALA .
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d'op~raz~one era stato affidato ad ascari mont~ti su cammell~ corndo~1 o su cavalli. Alla .partenza da Agordat si dispo~
neva d t 13 ca~melli corridori. D n posto _fu lasciato ad Agordat e succe~st.vamente altri posti furono collocati a Dunqua~, a .Anascta.tt e Sabdera.t. mentre il nucleo dei. cammelli corndon. marciavano col <?Ornando del corpo d'operazione. I post1 ~on pote•·ono avere che due o ti·e cammelli eia- · scun?, ?os1echè il servizio riuscì molto faticoso. Tuttavia funz10n~ · sempre con molta regolarità e· celerità, il che si dovett~ m pa~t~ al terreno ed alla stagione molto favorevole. P er ~l serv1z10 di cot'rispondenza i cam:nelli corridori sono· un ~~timo el~mento, e disponendo di molti in modo da poter s~abthre, ,post t abbastanza numerosi e collocati a non più d t 40 .o .50 chilometri l'uno dall'altro, si puq ottenere una. ~randts~ tma rapidit,à di corrispondenza (circa 10 chilometri m med1a· all'ora). B isogna però tener presente che in t· _ l' . br reno tmac01oso, e tale per grandi tratti diventa quello fra Barca. e Atbar~ ~uando piove, i cammelli non possono pro-· ~edere. eh~ lent~sstmamente . Quindi appare l'opportunità che· t posti ~~ c.~rnspondenza siano misti di cammelli corridori e ~avalh, 010 che riesce utilissimo) anche nelle zone ove es1stooo catene di ~nonti essendo il cammello poco adatto· a percorrere terrem con forti pendenze e sassosi. V~verl e forag5lo . In Agorda.t subito dopo il comba.tt~m~n~ del 21 ~cem~re,. fu costruito un m~o-azzino per costt tu1rv~ un depos1to d1 v1veri (specialmente fa.rina, dureed orzo) 1l quale al cominciare dell'operazione era abbondantemente fornito. . Le truppe che do:vevano concentrarsi ad Agordat, parti-· 1 0110 dalle .lor? sed1 provviste di sei razioni 'fari1~a e di ~uattiro raz1om d'orzo. ~a s.er a del 12 fu fatto in Agordat 1l prelevamento per sostttture le razioni consuma,te durante· le marce precedenti. . L e. sei r~tzioni di farina erano in parte portate dagli asca~·i stesst, ed 1n :.art~ t,rasportate sui quadrupedi dei reparti. L ~ quattr<? .r~zlOlll d orzo, che dovevano bastare per 6 giorni. (ctrca 4 ch1h e mezzo al giorno), erano portate dalle caro-
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vane dei reparti, ogni quadrupede però portava la propria razione per la giornata. In previsione di dover fare distribuzione di carne alle truppe era. stato dato ordine, appena decisa l'opera:r.ione, al comandante di Agordat di requisil'e duemila capre e un centinaio di buoi. Così la sera del 12 si potè fare una doppia d istribuzione di capre alla tn1ppa delle quali una parte fn consumata quella sera stessa ed una parte il giorno seguente. Una man· dri a di capre se~uì il corpo d' operaz~one o s~rvì . per altre distribuzioni a :Ùunquaz e ~d Ua.ccat con che s1 ottenne anche una certa economia nel consun1o della farina. Gli uffic-iali erano stati avvertiti di provvedersi e tra,sportare per proprio conto viveri sufficienti per una quindicil1a di giom i. Per i miìitari di truppa italiani si fece . nso di un tipo speciale di razioni, pol·tate parte da.gli individui (tntti montati) e parte dalla colonna. salmerie. La colonmt sa\merie portava inoltre quattro razion'i · di orzo basta.nti per quattro giomi, ed una trentina di qnintali di dura per i camellieri ed i camelli. In comple<;so il corpo d'operazione aveva seco viveri e forag gi per dieci giorni, cioè per più del doppio del'tempo che, salvo circostanze eccezionali, era stato calcolato occorrere per giungere sotto Cassala. Successive carovane venivano organizzate ed avviate per cura dei comandanti d i Cheren, Agordat ed Anasciait, in modo che si seguissero a, due giorni d'intervallo recando ognora due giornate di viveri e foraggi per la truppa e generi spec~ali per gli ufficiali. La prim~ carovana doveva giungere, e giunse di fatto, in Cassala il giorno 19, le altre fnrono, con ordine partito da Cassala il 20, cioè quando anuora si credeva di dover abbar\donare quella posizione, fermate per via nei luoghi dove il corpo d'operazione, ritornando avr ebbe dovuto far tapp'.1. Appena deciso di mantenere il possesso di Càssala le dette
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cosi che in poch1' ;:,101111 cr · • · fcarovane . . furono fatte · proseo-uire o . tl p~ss1b1le comp_letare la dotaziona di viveri e foraggi bas~a~tl per l.rc mes1 alle tr uppe che rima.nevano in quel prestdlo. . Occupata Cassal_a le trupi)e ebbero ordine di consumar e,
l~ ~uogo deJla fanna, la. dura, ehe fu ivi tr ovata abbondautlSSlma e di o.ttima qualità. Cosi pure i (.tnadrnpedi con~u marono dura mvece dell'orzo, soltanto i muli italiani ed i cavalli egizia.ui ebbero Ull<:L razione mista di orzo e dura . Solo il giorno 17 che le truppe furono tenute raccoite. st fece una distribuzione di carne, ed altra fn fatta il Hl al_battag~ione d i ritorno dall'ins~guirnento. N egli a.ltri g iorni gl1 ~scan poterono provvedersi sempre abbondantemente dì gallme che numerosissime erano in Cassala. Per ~utta la dnrat~t dell'operazione il servizio dei viveri fnnz i,Jnò bene; e poìchè erano state felicemente superate tutte le d iilì.col t~L ine\'itabili. nei primi momenti nelle cose nuove, si dove ritenere che avrebbe funzionato regolarn:en~e anche se, per circostanze non prevedibili, le operaZlOlU avessero avuto una più lunga durata. s_er~·lzlu d~ll 'aetJUU. - Una delle principali preoccupazlOlll per ch1 deve operm~e in queste regioni D'li deri,·a dalle incerto11:r.e intorno alla quantità d'acqua 1e si può trovare lungo la vu:t. La imprescindibile necessità di 11011 mancan~ mai di questo elemento influisce g randemente intorno aiJo andamento dell'operazione. Non soltanto i bianchi sott:ro_no m~ltissimo per la mancanza dell'acqua, ma anche i nel'! 1 (JUah sono inveee tollerantissimi della fame. Le condizioni delle strade che claJla colonia menano a Cassala da 1nugo tempo sono l' oggettc d i studi accurati, ma notizie veramente esatte ed attend ibili non si eram; potute avere che per quei tratti che, stando entro i confini, erano st-ati percorsi. dai nostri ufficiali. T nttavia le ~ol~epli.ci informazioni raccolte con ogni cura e le condiZlOU~ della stagioue davano assieurazione che lungo tntta la v1a presoelta l'acqua sarebbe stata più che sufiiciento per i bisogni del corpo d'operazione.
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Non furono nondimeno tralasciate le pru elementari p rec auzioni per evitare che, per le circoste,nze imprevedute, la colonna rimanesse, anche per poco tempo spron·ista di acqua. Nei r eparti di fanteria gli ascari doYevano esse_l.'e prov~ visti di una piccola ghirba di pelle ciascuno, ed 1 mnlett1 portavano inolcre cinque secchie d i tela ed un abheYeratoio, pure d i tela impermen.bile. I reparti a cavallo, ol tre alle piccole ghirbe per gli ascari, erano Etbbondanteme~te provvisti di secchie e di abbeveratoi d i tel~ impern~eab tle. In questo modo mentTe l'aequa per i soldati era asswura t~ durante la marcia, alle ferrn~tte ed itlla tappa, ove non st fosse trovata aequa corrente, si poteva con magg ior celerità. abbeverare i quadrupedi. Coll'avanguardia erano portati i tre pozzi Northon e strurncnt,i per lo ~cavo di pozz-i ordinari e dalla colonna salmer ie or~ trasportata una grossa riserva. di acqua contenuta in ghirbe di pelle, variabile (la 3000 a 4000 litri. Come era stato preveduto, l'acqua fn sempre abbondant.fl così nei luoahi di oTand alt come in quelli di t<Lppa, n0 t:J b \ . . . mat occorse ricorrere alla riserYa, della cruale pero nel prnm due giorni una parte andava perduta durante la marcia non essendo ancora le g hirbe abbastanza stagionate. A , Dnnquaz vi era l'aequ<t corrente del Barca d i sapore d iscreto ma molto torbida. Si cercò piantare un pozzo N orthon presso la eonfluenza del Mogareb nel Barca per ottenere twqur.L migliore per g li italiani, ma dopo alc~me ore si dovette desistere senza avere ottenuto, alcun n sultato, avendo spinto i tubi fino alla profondità. di oltre 10 met~·i. Ad Anascia.it, il torrente non aveva acqua alla super fiCie. Per trovarne sarebbe stato necessario ficavare fo rse a 4 o 5 met.ri al dire degli indigeni pratici. Si fece uso dell'acqua contenuta in vasche naturali di cui quelle più a monte contenevano acqua abbastanza chiara. e buona al palato .. L'acqua era abbondante, tuttavia anche qui si vollero espenmentare i pozzi N orthon. Dopo più. di due ore di lavoro fra 5 e
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6 metri di profond ità si t rovò dell'acqua, ma nient' affatto mig liore di quella delle vasche. Ad Auaccai, in un gomito del torren te, vi er ano pozzi abbondau ti di acqua., e bastava nelle vicinanze scavare. a 20 o 30 centimetri per trovarne della buona. A Sabderat si trovarono, come davano le informazioni, due pozzi con acqua profondi cir ca 10 metri; gli altr i pozzi, scavati dai der visci nel decembr e passato, erano in . parte otturati. Essendo l"acqua dei d ue pozzi u n po' scarsa si cercò di approfondirne d i q uei semi- ottura~i, ma senza risultato. I ntan to avendo piovuto, il torren te ebbe acqua corren te n è fu più necessario prosegnire lo scavo dei pozzi. N ella marcia da Auaccai a Sabderat non essendo impossibile qua lch e scontro, ed in quella da Sabderat a Cassala a ciascun reparto fu assegnata una ce rt<"t quantità d'acqua della r iser va finllhè potesse ricorrervi in qualunque momento, ma non si presentò occasione di f~u·ne uso A C~tssala vi era acqua buona ed ab bondantissima. Il Gasc aveva acqu1,t corrente, moltissimi erano i pozzi nell' interno dell'abitato ed ancor a ftuizicnavano, sebbene in cattive 0ondizioni, alcu ne dell e norie fatte dagli egizian i. In complesso i pozzi Nort hou n on diedero buoni risul tati, il che è dovuto al fat&o che in questa stagione le acque si t.rovano od alle superfici ovvero a mol ta. profondità perchè non bastano le piccole piogg1e a far rialzare il li vello delle correnti sotterranee. È invece probabile che in stagioni più favo revoli (dall'ottobre al maggio) possa.no essere impiegati molto utilmente. Essi però a cag ione d ella sove rchia lunghezza dei t ubi for mano un car ico molto incomod o per i cammelli e per i muli.. !Huralzloname uto. - Ogni armato di moschetto portava seco, :fin dal luogo di par tenza, 96 cartucce, delle quali 48 nella cartUC!}era e 48 (ir1 pacchett i) nella tasca a pane. L a c<walleria e l'artiglieria avevano la, prescril;ta dotaz ione di g uerra .
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L a colonna salmerie al segnito delle truppe trasportava inoltre 100 mila cartucce Vetterli (circa 45 per moschet~o) e 150 colpi per l'ar tig lieria da. montagna. , . . I n complesso ogni armato eh mos~he~oo. po~e-.a~ dlspo~re di 140 cartucce, ed ogni pezzo d'artJghena ~l l oO _colpL menr" della fanteria era snificlente dl fron te . . uv I l munlzlOna · h non d isponevano che di 30 o . 40 cartucce ad avversan c e . er fucile. Nel combattimento del 1_7 f'ur~no dal nostn conp . t e Clrca · 2~~ m 1·la car tucce ' d i cu1 8 mda dalle suma . sole . . bande le quali nat uralmente fecero un fuoco meno ~lSClp~mk.to .. La sezione di ar tiglieria non fece che pochl colpl contl o la cavalleria e la fanteria fuggen te da Cassala: . . In A.aordat rimaneva ancor a un forte deposltO d l ~um . . o f .l .· da montag na, ed altre doz1ont per uc1 er 1a ed artialieria o · , vevano subito essere spedite da Cheren, co~l c~e se l~ ~pe~ . . s1. f'o--sero prolunga.te i. rifornimenti .d l .mumztom r az10n1 "' . . r ebbero g iunti successivamente come quelh del v lven sa D a qualche mese le bande del B arca .er~~o. state ar~a~? Vett erli ciò che fac1h t0 e semphfico tutte con moschett o ' . . molto il servizio di munizionamenw della ~ant~na. per 1a nale non occorse portare che una sola specte dl ~a:tu~ce, ~entre pochi mesi prima ne o~correvau? . tre: qualtta l\ etterli R emington italiano e R enungton egtzlano). . L' tucce rimaste dalla r iserva por tate dalle salmen~, e calr . te l·n Cassala insieme colle m\mizioui eli ar ttf urono asc1a · glieria.. . 1 :\.ppena decisa l'occupazione permanen te d1 Cassala, . a tre ne• fur ono fatte venire per modo che ognt· so ld a_to d l fan-. teria dispone ora d i eirca 350 cartucce, ed ogm pezzo dt 400 colpi.
· 1 - .I .trasporti a . secruito del corpo di operazione furono fattl 111. parte ~ol q;adrupedi da soma assegnati dalle tab~lle. orga~~.~l~e a Ciascu n reparto, ed in parte con cammelh d t r e<]UlSlztone. I quadrupedi dei reparti poterono b~sta~·e al _traspo:t~ ··na dell'orzo, del ba.aaalio (3 V l vcn d egh uffì.clah o o . , . t d e11a f art ., e d i altri materiali vari, dei r eparti stessi. Pe.r o s1 mos raSer,·izlo di tappa e d e l trl\!iportl .
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r on o appena sufficienti, e poterono proseguire abbastan7.a ?ene solo per~hè av~nzando il carico diminuiva molto stante Il comumo g10rnaher o di farina e di orzo. n .couvo.g~i? salmeria era composto interamente d i cammelh req:u~rtr coi r elativi conducenti. Erano in complesso oltr e a loO che portavano fari na, orzo, dura, munizioni acqua, ma.t.eriali per i pozzi, di sanit<ì, da zappatore, ecc: L~ dn·ezwne cl! tutte le salmeri e cha nutrciavano riunitE> fra Il grosso e. la. ret roguardia fu affidata ad un ufficiale d~l treno coadm vato dalFoccorrente personale italì<mo e indigeno. I~1 seguito fu assegnato nn altro ufficiale ed aumenta~~ ~l ~ersonale indigeno montato e così si potè ottenere p~u f~Cllm.ente che le salmerie marciassero celerem ente ed ordmate. I mnl~ ed . i muletti presentano di fronte a l cammello il vant.aggJ ~ eh una maggiore velocità di andatura ma per contro esrgono un p ersonale molto numeroso - · fi facilit<'t se le marce sono lun crhe e CJnindl. cle•b"bl acc.ano con .,.., . ono nmanere per ~olte ?re col carico. ed inoltre non possono por ta.re che la metà od un terzo d1 quanto porta. un cammello, 110 . tando che una b nona parte del carieo è cos t.ituito dall'orzo o dalla dura che essi stessi consumano. ~l ca..m~ello inv~ce, se robusto, può portare oltre a due qu~nt~lr d1 peso utlle, trova in queste regioni facile pascolo puo nmaner e oltre a due giorni ·sonza b ct.e,. e b asta un' . ~ cammelhere per 3 o 4 cammelli. Nelle marce ont compiute, senza che i cammelli avessero avuto nn adeguato allenamen to e senza che si pot.esse f~u·e una . scelta accurata, SI è visto che quando sono bene condotti, possono mantenere .la velocità 1ncd1·., d 1· · l· 1 .· , ..... cmqne c lJ ome~r ~ a~l ora per marce lunghe e ripetute senza le loro condr:r.wur, purchè . . · - uno ad egna t o nposo, e d 1l . sia concesso tempo per mangta.r e e pasco1~u-e , se 11""' abbl·ano a nsen . t 1re . . . Le carov~n~ eli rifornimento furono interamente formate dt ca.mmellr dt recJ1lisi_zione guidate dn.i proprietari stessi, e. ~c~rta.te da ~rappelh d! ascari regolari o dello bande. Le pm tmportantr erano comandato da ufficiali.
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In complesso non avvennero uè ritardi nè di;;guidi, nè inconvenienti g ravi di altro genere sebbene le distanze fra le tappe fossero lunghe ed i eammolli pint ~osto carichi. Due erano i centri per l a requisizione dei cammelli, Cheren ed Agorda.t. I due comandanti si valsero molto dell'opera dei capi t ribù i quali in generale corrisposero bene alla aspettati va del governo. In complesso furon o requisiti 1200 cammelli a Cheren e '.1:00 ad Agordat. P er agevolare f~ rego lar i~v,are tutto i l movimento alle spalle del corpo d 'operazione furono stabiliti lungo la linea. di marcia dei comandi di tappa a Cheren, Adartè, Agorda.t ed A.nasciaìt . .Pìì1 oltre non parve con'len ieute, uè ft1 necessario me&tere un oomalHlO di tappa intermedio fra quello d ì Auasciait H Cassala. Ogni comaado di tappa era affidato ad un ufiìciale subalterno (<L C hereu funzionav1.1 sotto la direzione del comandante la zona) il quale ave,·a. uno <tdeg uato numero di militari di truppa. italiani ed una scorta di truppa indigena. L a scor.ta delle carovane era. in generale data dai reparti indigeni regolari, ma. tal v;olta fu anche composta con ascari della milizia mobile di Cheren o della. banda Algheden di Agordat chiam~tti appositamente in servizio e che fecero anche in questa cin.:osbwza buona prova. _-\..gordat o A uasciait ven i vano ad essere anche depo5iti. intermedi per viver.i, mun iz ioni e materiali d'ogni genere. DOJlO il ritorno dell e t ruppe non destinate al presidio di Cassala il deposito di Anasciait fn tolto inviando generi e materiali a. Cassala. Quello d i Agordat invece e stato provvisto a.bbonù~tntemente, specialmente di viveri, munizioni ,e medicinali per modo che i periodiei rifornimenti dei magazzini dì Cassala sono fa tti d a qu el forte anzichè da Choren , guadagnando per tal guisa tre giornate di tempo. Ser~izlo veterhmrio. - Nessun<L malattia infettiv<t ha colpito i quadrupedi della spedizi one, compresi i cammelli delle carovane. Vi ft1 soltanto un caso di tifo in un cavallo di ufficia.le ; probabilmente l"infe:;r,ione fu causata dall'aver l'animale bevut'J in una pozzanghera immonda. Il caso, iso-
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lato in tempo, non ebbe seguito. Nelle marcìe di andata lo squadrone lasciò indietro un solo cavallo, che riportato ad Agordat, ha potuto ritornare migliorato a Oheren; in quelle dì ritorno perdette un ca\allo italiano per esaurimento. I cavalli egizia.ni e i sardi interi fecero la miglior prova così nelle marce come nel combattimento. Nei cavalli vi furono pochi casi di colica di cui nessnno con esito letale. Le poche perdite nei cammelli !4 o 5) si verificarono in soggetti già deperiti i quali, naturalmente, non potero~o resistere alle gravi e nuove fatiche. Circa una ventina furono i cavalli e mnletti da sE\lla colpit i durante il combattimento, di cui la maggior parte morì o si doYette abbattere. .Mentre i quadrupedi dello squadrone andarono esenti da contusioni di sorta, quelli dell'ar~igl ie ria e più specialmente quelli della fanteria indigena ebbero a soffrire contusioni e lesioni n~nnerose e talune anche g ravi dovute in gran parte a l non perfetto adattamento delle bardature, alla mole e conformazione dei qnadrupedi ed a. nche alla scar::;a pratica dèi conducenti . Bisogna tt)erò notare che la mao·()'ior 00 parte dei quadrupedi avevano già sofferto lesioni consimili. In generale si può dire che l'igiene dei quadrnpedi del corpo di spedizione fu sempre buona e ciò è do,•uto all'averli abbeverati in ac<)_ue, se non limpide, certo salubri perché prive di sostanze organiche in putrefa.zione e d i germi patogeni, all'aver potnto provvedere sempre alla re· golan~ distribuzione di orzo o di dura in quantità proporzionata alla 'g ravosita del servizio, ed all'aver approfittato per quanto era possibile dei pascoli, abbastanza buoni, che si trova.vano per via, così. che gli animali non ebbero a risentire nessuno dei mali causati dalla mancanza eli foraggio . Il CCJu/andante del corpo di spedizione
l?i?•,nalo generale O. BAHA1'IERI.
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ALLEGATO alle Note cir·ca il tun~ionamento dei serviz-i nelle operazioni contro Ca.r;sala.
IL SERVIZIO SANITARIO NELLA SPEDIZIONE DI CASSALA RELAZIONE l?RESBNTAl'A A S. E. n. GovEn~ATOitE BARA'l'IE EU, coMA::\DAN1'.E. m ;:r..r.A sPEmzroNJ.:, DAL TEN" t~NTE ~lE orco, INCARICA'CO flELf,A DrttEZIONE DEI, SE~WfZIO ~ANI'l'AlUO, MozzE'l'TI DOTTOR
E r.xsEo .
Il persouale sanitario, che ha accompagnato il corpo di spedizione operante su Oas;;ala., ~ra c~m~ost~ dall o suriYente. che fa par te del 3'' bar.taghone md1gem, dal tenente Buccino dottor Tob ia del 2" ba.tta.glione, e dal tenente Gerbaldi dottor Giovanni <lei. l" battaglione. Hanno inoltre seo-nito Ja colonna i tre c1:1.porali maggiori aiutanti di sani~à e fnrono lasciati alla d isposizione dei medici quei cinque 0 sei ~tscari, che per esser da qualche t.empo piant?~li presso nn lnogo di. cnra o comunque addett1 ad un se:·vtzlO in relazioue con quello sauitari.o, potevano pre<Stare il loro aiuto in modo più utile ed efficace di quelli che lì. per lì, al momento de.l bisogno, s'avrebbero dovuto comandare. Ad Agordat, al p.ostro forte più avanzato sull~t frontiera ·-occidentale, s' era istituita, sotto la direzione del tenente medico Costa dottor Qninto, nn'infermeriit di tappa, ed era intenzione d i stabilire anche ~tltri posti di soccorso, in lnoghi più inoltrati., lungo la linea eli ma:·ci~, .q n~ndo le ne- ' cessità de()'li eventi fossero state per ncluederh. P er qu:nto riguarda il materiale) ciascuno d~i t.re battaalioni ave,-a per conto proprio porc.ato seco ms1eme alle borse regolamentari di sanità che ha in dotazione, una cert.a quantità di oggetti da medicazione. D'ordine, poi, del comando della spedizione e per ~ura ' del direttore. dell' infenneria di Oheren (dove, preventivamente inviato. trovasi anche un ospedaletto da montagna) erano state fatte preparare due grosse casse, le q ut~li con-
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tenevano i medicinali di uso più comune, pm n ecessari e di piLt urgente bisogno unitamente a la.rga copia di cotone, di fascio, di tele metalliche e d i diversi altri oggetti di medic:•zione che sarebbero stati sufficienti per prestare soccorso ad un numero abbastanza consider evole di ferit i. Circa ai mezzi di trasporto per i feriti, non si portarono sui c~tmmelli che pochis>lime barelle pieghevoli, tante appena da supplire ai bisogni che per via potevano improv- . visamente <"tcca<lere. - Nou si stimò del caso provvedere al rigu;:Lrdo in più b rgiL misura, inquautochè la ma,rcia su Ca.s:;ala, che aveva per principal obbiettivo la sorpresa, doveya esser più che mai rapicht e perciò gli impedimenti di ogni genere dovevano rid ursi al minimo indispensa.bile. Era, per g iunta, prevedibile che, una volta presa la ben popolata capitale della ricca provincia del Taoa, non avr ebbero certa.mente fatto difetto per i nostri feriti dei mezzi più o meno a.ppropriati di (·,rasporto. Durante i quattro giomi di lunga marcia che furon o impiegati per arrivare da -~gordat a Cassala e per pcrcor· rere i duecento chilometri di distanza che vi intercedono, non si ebbe i.l. verificare nella truppa, che costitu iva. il corpo di spedizione, alcun inconveniente. Cr edo che al proposito non meriti neppur la pena d i n otare come nel primo giorno dopo la partenza qualche ascari, fo rse anche perchè debole e non perfettamente rist;tbilito dalle febbri recentemente sofferte, venne rimandato indietro, ma nelle marcie successive tutti, senza oece. zionc, si comportarono e camminarono .in modo che non poteva aspettarsi nè desiderarsi il migliore. E per rendersi di ciò convinlii basta. riflet.tere che dopo quel primo giorno non si rese neuessario lasciar per via alcuno H che manca.rono, pedino, i soliti ritardatari. .Nel eompiere in guisa cosi ammirevole marcie di simil genere, oltre al saggio modo con cui E-sse furono condotte ed alla sorprendenLe resistenza degli indigeni, tiene la sna parte anohe la scelta opportuna della stagione. Grazie infatti a questa, nelle aride regioni di oltre Agordat, la trupp!~
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incontrò sempre una relativa abbondanza d'acqua, ed il cielo, per la maggior parte del giorno coperto, contribuì a far risentir meno la sete e a render innocui e mon molesti gli eff'e tti del cocente sole del tropico. . Quando nella not.te dal 16 al 17 le truppe g mnscro nelle vicina.nze· di Cassala e fu disposto che, iu due quadrati, prendesse la formaz ione per l'attacco,_ il tcnen~ Buccino seuuì il suo battaglione nel quadrato d·avangnar<ha, mentre eh~ io e il collega Gerl..Htldi rimanemmo col seconc1o e più grosso quadrato. . Durante rattacoo riuscì nel primo quadrat.o i\SSal malagevole prestare i1nmediatamente Je cm:e ai ferib,. giacchè il terreno perfettamente piano non offnva ~tlcnn nparo dal 'tiro della fuciler ia nemica e la stessa truppa combattente, nello scopo di pat ire minori per dite doveva tenere~ la po. sizione di a te~'1Yt. Nel quadrato eli re~roguardia, invece, uon esposto q uasi al fuoc~, si ebbe l'agio di praticar subito una medicazione provvisoria ai feriti dello squn.dron~, no1.1 app~n~ essi. rien: trarono dall'aver caricato la cavallorut de1 derVlsCl, e s1 pote anche medicare quei feriti del qm~drato eli avanguardia, che stante la o-ravità o la sede delle lesioni riportate, rimaser~ sul terren~ isolati e non si trovarono in caso di seguire i commiliton i, c:tuando questi all.a baionetta si scagliarono all'assalto. . . . . Dopo la. medicazione pr ovvisona, la pnma medlCa~none uenerale fatta da me e dal Buccino (perchò il Gerbaldi era ~ià partito col reparto destinato all'inseguimento) venne tosto cominciata verso le 10 antimeridiane allorquando la città fu presa. ed ebbe termine l'azione militare.. Essa fu eseguita all'aria aperta, non tr ovn.ndos1 compres? nell' ambito dell' accampamento alcun sito coper to ed estgendo, in quel momento, i motivi di sicure7.za che nessuno si allon tanasse e stesse fuori dal quadrato del campo. Per quanto le circostanze speciali lo acconsent_ivano, be~1 conoscendo la g rande importamm che ha la pnma medtcazione sull'ulteriore andamento delle feri te e sull a d urata
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del loro processo d i g uarigione, si procurò di osservare con la massima diligenza possibile le r egole antisettiche; di praticar tosto su ciascuna ferita le operazioni eli piccolo momento; di adattare alle singole lesioni le modalità di medicazioni che giudicavansi più indicate e di applicare quegli apparecchi che i casi diversi a preferenza richiedevano. Malgrado le ricerche all'istante fatte nello scopo di trovar a<Y1ua migliore, per le soluzioni disinfettanti all' .i o all' 1 '/ , per mille di sublimato corrosivo, fu giuocoforza servirsi dell'acqua corrente ciel fiu me Gasc, -la quale, se non per a.ltro, lasciava corto molto a de::;iderare·per rispetto alla sua li m pidezzu. N on sarebbe, q uincli fnor di luogo che in un'aHra ,operazione di g uèrra, in regioni consimili, dove ben di rado uceade di rinvenire non difettose o .per qualità o per qnantit~ il lil)_uiclo elemento, non mi parrebbe, ripeto, affatLo fuor di luogo, çlin<mzi all'importanza capitale che specialmente por i bianchi può avere il pr"ovvedimento, clte almeno due u~.~.mm.elli ::>eguissero carichi dell'acqua esclusLvamento riservata per g li usi chirurg ici. I feriti, cui si prestò cura., furono in totale 33, dei quali 23 . per lesioni a· arma da fuoco e lO per ferite di laùcia. ({uesti ultimi appartenevano quasi tutti allo squadrone cavalleria o le loro lesioni non erano prive di gravità per riguardo al faLto uhe delle molteplici ferite, che ciascun individuo in generale presentava, qua.lcuna dimostrava sempre dei sintomi non d ubbi eli penctrazione nella cavit-à toracica, essendo il torace la parte del corpo che i cavalieri nemici aveano particolarmente mirato di colpire. Fatto questo che, nonostante l' opera di risanamento ciao-li avvoltoi e dalle cicogne già ::>ui c..;aclaveri ineom inciata, "'potei lo sLesso confermarlo, nella sera del J.'{ , ::;opra i lU ea(lttti dello sqnadrotlO, •}n anelo mi recai sul luogo d ove avvenne h caricà o constatai che la gran pluralità teneva più o meno largamente squarciata, o nell' una o nell'altra regione, la parto superiore del. tronco. Hitornando alle lesioni d a p unta o taglio di quelli r imasLi in vita, siccome esse, pcl'ehè prodotte da armi ol tre· modo affilate, erano ·tutte a margini assai n etti, così. fossero
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meno penetranti, fn ritenuto per tutte utile di dovere riunirle con gli occorrenti punj:.i di sutura. Più delle altre gravi e degne di particolare menzione furono quelle di cui andarono affetti gli ascari Zeruc Mo hammed e Garamedi Uddenchiel. Fra le sei ferite da cui il primo era stato trafitto, una ne esisteva alla metà laterale sinistra del tomce, dalla qua.le per buon tratto fuori usciva il sottostan te lobo del polmoue. Il secondo - Ga.ramedin Uddenchiel - che già figurava sulla lista dei morti, fu trovato, verso il tramonto del 17, dentro un cespnglio di palme, al massimo estenuato ed in preda ad intensa anemia acuta, susseguit~L all'emorragia di quattro estese .l esioni d'arma b ianca, delle quali dne situate sulla parete .anteriore del t orace e ledenti ia pleunt. D ei 23 feriti d'arma da fuoco 5 erano stati colpiti alla t esta, 2 al collo, 4 al troncoi 4 alle estremità inferiori ed. 8 alle inferiori ·e eli questi otto delle estremita inferiori, .3 presentavano la complicazion e della frattura delle ossa. I più. specialmente gravi erano 4. Uno - Ali 1\lohammed - gregario delle bande del Barca, ferito al Yentre, mo"rì il giorno 18. Un secondo -- Burrù Uold Ghirghis - ascar i della 3" compagnia del II battaglione. fu colpivo sopra la fossa giu.gulare, nella regione mediana d el collo, da un proiettile che, dotato d i poca forza. impulsiva, ledendo la sola parete anteriore della trachea., cadde. grazie al suo calibro piuttosto piccolo, nelle diramazioni del bronco destro. L a morte del Bnrrù si verificò il 22 durante il viaggio eli trasporto a Cheren, . per la grave complicazione c.:ausal;a. nell'organo . respiratorio dalla presenza del corpo estraneo . · Un terzo - Alì. I brahim - ascari della 5" compagma del II battaglione, riportò larga frat~ura della bozza parietéLle d estm con fnoriuscit<1. delle corrispondenti circonvoluzioni cerebrali; ed il qtuwto - Nasgh i Uold Ghirghis - ascari della 5' compagnia del II battaglione, colpito da .proiettile al quarto infertore della gamba sinistra, ebbe frattura comminutiva delht tibia con 11otevole lesione dell'articolazione t ibio astragalea.
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Per quest'ultimo ci sarebbe stata l'indicazione generica:, per l'amputazione, ma visto che nei giorni susseguenti non era venuto in campo alcun sintomo che la rendesse assolutamente neces~aria, considerato che lo stato generale continua.va r_elativa.mente buono e quasi afebbrile e tenuto calcolo che l'infermo si r ifiut.l.va in modo reciso ad un atto operatorio, non si credette di dover troppo insistere sulla curè), demolitiva. E per non insistere maggiormente e per astenersi dall'eseguire d'autorità l'operazione, veniva in appoggio la conoscenza della speciale resistenza di cui si mostravano capaci gli indigeni contro tutti in genere i traumatismi. Verso la sera del gìorno 17, col trasferirsi dall'accampa· mento dalle rive del Gaso ai dintorni dello sgran,~to io do! l\1unzinger, i feriti furono trasportati e ri~overati in una. baraccu.·.•di stuoie, che, per riparo dal sole e dalla pioggia, venne dal Comando fatta tosto appositamente costruire. Quivi ossi rimasero degenti per due giorni (18 e 19), durante i quali si rinnovarono con maggior comodità tutte le medicazioni e si attese a metter tutti i feriti r1elle condizioni che meglio potessero esser loro giovevoli per affrontare con minori disagi il viaggio per ~~gordat e Cheren. Dal lato purament-e medico il trasporto per alcuni feriti non era troppo consigliabile; ma pensando alla larga abbondanza e diversità di mezzi che richiedono le lunghe e varie cure ed alla poca convenienza del locale che si poteva al momento adibire per uso d'infermeria, lo sgombero dei feriti da C~:>ssala appariva per lo meno conveniente, senza contare che a renderlo per tutti necessario contribuiva la possibilità che Cassala dovesse da noi esser tosto abbandonata. L a mattina del 20, inbtti, si effettuò la partenza della carovana. feriti e ad accompa.gnarla fu destinato il tenente· medico Buccino, con l'aiuto e la scorta di un'intera compagnia ind i gena. Tutti i feriti che appar tenevano ai reparti di truppa re· gohtri, indipendentemente dalle lesioni che presentavano, furono messi in via.ggio, tanto più che fino a quel giorno. non era ancor git~nta la decisione circa l'occupa?:iono sta-
ibile del luogo. Si fece, soltanto, eccezione per l'ascari affetto dalla grave lesione cerebrale nella certezza che la sua ·esistenza non potesse prolungarsi che per brevi giorni e nel constatare come ogni minima scossa gli suscitasse i più atroci ·dolori .. A seconda della natura, della gravità e della sede della lesione si cercò di provvedere e di adattare a ciascun in·dividuo il mezzo di trasporto che sembrava pit\ indicato. I muletti che come cavalcatura, sarebbero star.i, per la circostanza preferibili ai cammelli, a Cassaln. mancavano e ·sprovvisti ne erano anche i nostri ascari che, all'atto della partenza, aveauo dovuto ]asciarli acl Agordat. Si approfittò all'uopo dei camelli, pur sapendo che questi meno si pre's tano ètl trasporto dei feriti, perchè, muovendo esso in pari tempo le due· gambe dello stesso lato, camminano con passo più duro e più a scosse e quindi non troppo . appropriato -all'infermo che via.ggia. Quantunque a ciò s'abbia da.to la debita considerazione, tuttavia fu giudicato che per la maggior parte dei feriti la posizione seduta sul cammello o la posizione a cavallo di esso era tale da offrir un certo affidamento che il viaggio potesse compiersi felicemente o, almeno, senza troppi da.nni. Per 9 ascari, invece, si ritenne indispensabile il trasporto a braccia, e a tal bisogno fra. i numerosi anga~·eb si prescelsero i più resistenti e i più leggieri, rendendoli contemporaneamente meglio portatili coll'adattare loro delle langhe stanghe a guisa di barella.. La carovana feriti, costretta a marciare lentamente e a ·corte tappe. impiegò pi1'1 di nove giorni per percorrer e la via da Cassala a Cheren, soffermandos i n el frattempo ·24 ore presso l'infermeria di tappa di Agordat. 1\fercè le attente cnre del tenente Buccino nel rinnovare .a tempo le singole medicazioni e nel riassettarle ogni·qualvolta si mostrassero scomposte e gra:r.ie alle avvertenze ·d'ogni genere avute durante il lungo viaggio di circa 280 chilometri, i feriti arrivarono in Cheren, al luogo stabile di loro cura, in condizioni che più soddisfacenti non si. p9teano, relativamente, desiderare. J
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Fatta eccezione del Burrù Uold Ghirghis colpito al collo-. e morto nel secondo giorno di marcia {come già più sopra ho fatto accenno) , tutti gli altri feriti d'arma da fuoco. andavano benissimo e lo stesso Nasghi Uold Ghirghis, l'ascari dalla fra.ttura comminutiva alla articol a~ione tibioastragalea, non aveva patito dal trasporto complicazione. alcuna, tanto che ora parrebbe assai pro babile cho la demolizione dell'ar to non dovesse renclersi ·neanche in avve,nire affatto necessaria. Nei feriti poi di lancia, astraendo dal Garamedin Uoldenchiel, g iacchè in questi le profuse emo;n·agie e le sofferenze della più lunga permanenza sul campo dello scontro aveano forse diminuito l'energia vitale riparatrice; astraendo, ri]>eto, da quest'unico, in tutti gli altri la cicatrizzazione s'era quasi ormai compiuta ed anche cla parte degli organi respiratori . era.no rimaste assenti quelle serie complicazioni che s'avrebbe a vuto ragione di temer~. Altro non ho da dit·e sui riguardi del servizio sanitario prestato durante la spedizione testè compiuta. Nel chiudere, però, questa relazione credo dover aggiungere che la cura dei feriti, secondo le scrupolose e strette regole della mo· derua antisepsi, riesco in questi paesi e in consimili spedizioni molto difficile e che il medico, pur d isponendo eli qualche mezzo, deve accontentarsi eli fare nel miglior modo possibile ciò che le circostanze di luogo e di tempo gli permettono, fiducioso che l'ambiente chirurgico, che è qui diiferente e migliore di quello d'Europa, saprà por rimedio. alle mancanze, a cui nella speciale contingenza egli non può assolutamente supplire. Deve, inoltre, tener presenti le parole del generale \Volseley, la cui alta autorità su tutte le cose d'Africa è universalmente ricon~sciuta, che; cioè in simili imprese, anche · per ciò che si riflette al servizio sanitario, bisogna sempre venire acl una transazione. · fra ciò che è desiderabile e ciò che è fatt.ibile. Cheren, 31 luglio 1894.
·NOTIZlE POLlTl CO-MILlTARllTAL1ANE
Povera di fntti poli tico-milita ri llegni di notn è questn s:co~tla IJl~in dicina di <l"osto èÙ anche puve1·a di serie e profi cue <hscusswnt nel gJOrnaJts1~0. Ù~po quella sulla mnh·ersazinnc de~le fa~b.ric~IC _d'~rn~i, ~'lnt~ ullargnta e s!llìtnrata, venne quella sulle nt.tu~ll ~;on~lZIO~I dJSCl,pllna~·~ rlm corpi di truppa, s-vi;lla anch'essa dn e:;ngerazwnt nel fatti c da erron fondamentali nella ricerca dclln cause. . . . . Anzitutto i fat1i, per quanto gonlìnti dai cor,·ispondeul.t dq1 gwrnnl 1, che in questa stagione non !'anno come mnpire_ le l~ro. culonnc, nulla presen~ tano di nnonnale 1·ispcuo agli anni passati, m: n spetto ;.~ (!uanto S\!cce~e attualmente nef,(li altri eser<:iti. Basta prendere fra le nwm, per e.scrn~)JO: o'orn· le niÙt:11·e f1·ancese, per trovarvi in una seuimonu t:mli :lll t <h un e' a 1 . Il'' . indisciplin-a ed insubordinnzioue qu:mti ne succedonq da not ne 11Htera cst(lte. Ovc poi si par·agoni la delinquenza dell'esereito a qu~~ln d~J]a popolnzionHcivile in Itnlin , i risultati ~on potrebbero ess~r~ pru lusro ohieri per l<~ istituzioni militari. Se v1 fosse una nost_ra c1lla, d1 po.pola~ione approssi mativomentc eguah: al numero u'uomim sotto le :.H mi,. che presentasse solo In percentualn di deli rurucnza dell'eserci to, sarebbe c1tat:t n modello. . . · · f · li' Eppure fr[t la popolazione delle citt(l vi. so:~o l bamÙITII eu l ~HlCIU. ~ che non dùnno contingente ai delinf] llentt. \1 sono .le donne ,e.~ vecch1 che dànno un cont.iogente miuore dPgli uomini nel vtgore dell ~1:1. .. Severe dìsposizioni furono impartile dalla suprema autontu m1.htare pc 1:chè le norme d i~cipl inari vigenti sicno applicate in .tutto il loro. n~or~; i tribunali milit:ni f:~ranno il resto per i casi sottoposti alla lor~. g111mdt~ ~ione, ma non c'è mcnom:Hnlmte da allnmwt·si,. perchè no~ ve nt.;,lla dt . ~ n fos~c una lon wna in fl uenza det sentunenll chH a,1tano nuo\o, ~c no · . . ·· ·b·l l'odierna società. Bisogna corr. 'lre . tli sottrarre l'e.>erctto tl ptu pos~t 1e a quc,;t.a influ(:flz:J, 111 a ::;ottraruelo a!Tutl.o ù spcrnnza van:1; .pen:hc dalla società civile rcngono i suoi componenti e ucll'nmbiente socwle esso v1ve.
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NOT!ZI E POLITICO·M!I.ITARI ITALIANE
*"'* l n altra parte di questa J ispensa c riportata la relazione del governatore delr Eritrea sulla conquista di Cassa la; eiò rende superOuo r iutra l.lencrsi su questo argomento. Diremo solo che, più il tempo p:u;sa, più crèsec l'importanza dell'impresa d<d punto di vista poli tico, eom merciale c mi l i t.an~. · Le ulti111e notizie recano ehc dalla sini:>tra dell ' Atbll!"a lOJ'lltJll O sul tcrritOI'io eritreo e fann o la IOI'ù sottomissione al maggiore Turitlo, co~ mnn (bntc del forte di Cassa la, lP. frnioni di tJ·i bù Adr.ndoa, Alonga, Omram c Beni Amer, che, in1pnuri 1c :tll'arri vo deali itali<mi o costrette dai dervisci, erano fuggi te con questi. Ad esse vengono assegnati campi da coltivare c distribuita la duw tolta ai dervi:~ci. Il generale Barati01·i ha d;~to in proposito al comandante di Ca s~la Lutti i poteri e tutte le istruzioni, che tanto hanno giovato altrove a pa1:incare il paese ed a guadagnare lo tribù al regime altamente civile dclltl colonia Eritrea . .1.1 mercato di Cassa la è riaperto c giit molto fre· quentato. I lavori del forte progred iscono, lo :>pirito delle truppe è eccellente. Certo il còmpiLo propostosi dall'Italia non è fa~;i lc; le imprese anehe meglio eondotte, non possono guari re d'un trt1tto ni~ g h e cancrcnose. Jl mahdismo ha ancora c:~pi interessa ti comro,di,.noi cd innuenli per religione c per villorie riportate sopra gli Ahissini, !:Opra gli Egiziani, cd anche un poco sopra gl'Inglesi; vi è sompre quella numerosa e feroce tribù dei Raggara usa a do1uinarc su lle ~tl tro. :'Il~' il colpo è dato. La recente vi llo1·ia italiana ha apnrto la via a lulli i nemiei del n~ahdis m o ; c noi dobbiamo esse1·e lieti clw un genernle italiano, con fine politie:t pri rn:t c e;on sicuro slancio poi, si\1 riuscito a piantare s1d bal uardo della .barbarie e rlel fanatismo nell' Africa orientale il vessillo dell a civi ltù. ~
* * l'er le riforme e le economie mi litari, le discussioni da qualche tem po :~ssop i te si ridesteranno 'luando sieno note al pubblico le pro· poste della com missione dei general i iocèlricata dal relativo sltld io . I l lavoro eli compilazione commesso ai scgrewri è finito, e la commi,;· sione :;i radunerà di nuovo quando sieuo pervenute all 'illustre suo presidente tutte le osservaziou i c:il e i singol i rnt:mbr i furono i1H it~ ti .a fare >nl ln,·oro eompl essivo . A tnl uopo fu comunica la a ciascun o .di essi una copia, in bozze di stampa del lHoro stcs~o .
NOT!Zli> P Ot.ITICO· MILITAR I ITAl.lANE
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Si crede cht: la nuo\'a riunione debba aver luogo nel prossimo mese di settembre, però non è ancora fi ssato il giorno della prima adu·nanza.
* ".. Fra le più importanti disposizioni d'indole militare ~mnnatc m questo peri odq di tempo, uotw mo la chiamata di 4·1 sottuHiciali al corso ma.gistrale militare di scherma stabilito con In e.ircolarc del 27 scorso luglio . Essi devono presentarsi il 3·1 ngosto al dist retto mi litare di Roma, presso il qua le resteranno aggregati. \'enne soppre~so il consiglio ammini::trativo del drposito nllera - · mento cavalli di Scordia. Vennero impartite nuove norme pci trasporti di poh·eri cd altri esplosivi. Allorquando i reggimenti , le di rezioni d'artiglieria c le al tre :~mministrazioni militari debbano clfcttuare movimenti di TMterie e:; piosi ve, sia pure nell;intcrno del presidio, dovranno sempre avvertirne le autori tù di puubl ica sicurezw, pcrehè possano prendere i provve· dimenti che ravvisino necessnri a tu tela dell'ordine pubblico. li co rso eomplernentare di equitaziol'le di cam pag n t~ per l'anno ·18\H-9:), in l ~ oma fu diviso iu due sc;;sion i le rrua li du reranno ri spetti\•a mente dal1 ° ottobre al 20 dicembre 1894 e dal •l O gennaio al :J•I lllilr?.o •1895. Sarà diretto dal comand:mlc i:"! '2° deHa scuola di canlleria souo I':Jita dire1.iooe ,Ici comandante il ~1° corpo d'armata, coadiuvato dall'i;pettore generale di c.aYalleria . Vi prenderanno parte tuili i sonotc:;cnti allievi del corso d'istruzione della scuola di cavalleria ed alcuni uffi-ciali di cavalleria dotati di speciale attitudine e p<lssionc prr l'equitazione. Uorna, 30 agosto
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IL GENERALE GIACOMO DORANDO
11 generale GIACOMO DURANDO
Il 22 agosto 1891. si è spenta in Homa la vita gloriosa del generale Giacomo Durando. Ritirntosi da molto tem po per· gravi ssima etil a vita quasi solit.trin, il paese che più nor'r sentiva. parlare di lui 1\i era quasi dimentieato che vivesse, ma si riscosse tutto all'annunzio della SU<L morte. Ed a ragione. 1Jue5to fo rte végliardo eli 87 anni ~ che l'altro giorno ha lasciato il mon do, ha coperw le più alle cariche dello Stato. C)uando noi , ora giil decl inanti a rccchiaia, eravamo giovinetti e s'è ba ttuto eroicamente per la li hertil quando non eravamo ancora nati S ess:~ntau·e anni fa prendeva giit la strada dell'esilio. come patriotta com promesso. Crediamo che fosse l'u ltimo superstite dei compromessi nei moti del ·1830-31. La vita di lui eorn- . pend ia i periodi più importanti della storia del nostro risorgi mento. ;\ acque a Mondovì nel 1807 e fece i suoi primi stud i nel col legio d.ella Mis:-; ione a Savona. Bello, svelto , intelligentissi mo, un poco poeta ;· fn distinto fra i suoi compagni e ben veduto dai mae~tri durante la fanciullezza ; ma n queste qual itit egli univa. mol ta ferme7:za di carattere, un fervido amor di pn(ria e quella spicc::ra tendenza alle nuove dottrine di libertà, e di ricostituzione della nazionalitil iralid oa, che pa re insila, per disposizionenaturale, in tutti gli italian i 'di valore nati in principio eli fjtle~to secolo; tendenza clre si svol se in 05!'i, mnlgrado l'ed ucazione in collegi di frati , e diede per frutto il risorgimento d' Italia. l'er questa tenden za Giacomo Durando, ad onta del suo in-
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gegno letLerario, fu rimandato dal collegi o della Missione, e i t padre suo lo inviò a Torino, dove, compiti gli studi secondari, cominciò quelli della giur isprudenza. . Ma çome a:ntidolo :llle aride lezioni el i <liritto. il nostro poeta cercò e trovò subito l'ami cizi a dei giovinotti più i'ervicli ed esaltali , che. s' erano lìssi per ideale la li bertà e l'indipendenza d' Italia e discutevano pubblicamente e segretamente dei mezzi per rnggiungerleBroll'erio. suo com pagno di stndi, aspirazioni e discussioni, cosi scrive di lui in quel tempo : « Era. di form e pres tnntissimo , colto, ingegnoso, :diettuoso. Scriveva prose con di sinvoltu ra , versi co n. fa ci litù; piaceva agli uom ini ed ancor più alle donne. »
Venuti e falliti i moti del 18:30<H la casa del Durando fu visitat'l, spiate le sue mosse, seguiti tutti i suoi passi. In fine nel uta}!gio ·183 1, venne dato ordine di arrestarlo, .ed egli nvvertitone in tempo , pnssò in Svizzera, donde poi si ridus ~ e in Fr·ancia. La via dell 'esil io era allora per gli italiani la via della gloria; in esilio si trovavano i nostri miliari e dalla lena di esi;;lio ven iva ai ri masti in patria la pnrola d'ordin e. Era il tempo in cui )J azzini , gio\·ane ed esilia to anche lui, m ~ nncora vergin e d'ire e d t rancori; pianta to il suo quartier generale in Mnr3iglia gellava le L:tsi della Giovane Italia: era il tempo in cui Garibaldi, mnrinnio su bri j.!antini genovesi , navigava lungo le nos tre coste e nei mari del levan te, arfialand osi, all'ratell<lnùosiJ sca ldandosi in nome . dell' Jtali a con quanti compatriotti incontrava; era il tempo in cut Cialdin i, Fanti, Cucchinri, Fabrizi ed altri illustri moden es i, fu g· genùo le ire del Rogantino, s'erano pure ridot ti in Francia, e nspettavano ansiosamente un grido di guerra da quallvrque parte venisse , per arruolarsi in quell' esercito che meglio del suo. av''ersario ave:;se rappresentato le idee di li bertà e d' indipendenza uazionale; persuasi che per conquista,re questi beni al propri o paese, era anzitutto necessario imparare a battersi in campo.
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IL GENERALE GJACOliO DURANDO
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li. GE NERALE GIA COMO DUR ANDO
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La P!·ima occasione veline· dal Belgio, ch 'era in sor·l o contro l'Olanda proclamandosi ir1dipeudente. Giacomo Durando . as~i eme al frntello l~i oYannj , suv compagno d'esilio, si arruolò ~o ld:Ho volontari o nella legio ne straniera dell'esercito belga il :1 di cembre 'l ~3 1: prese parte alla campagna che ebbe luogo l'anno seguente e, percor·renùo tutti i gradì di truppa, in poch i mesi. fu nomi nato ufTI.::iale. Sciol tasi la le:?ione straniera, dopo l'assed io di Arl\'ersa , nel settem ure di dello anno, lasciò l'esercito b e l~a col grado di tenen te . Con questo un mese e mezzo dopo ('16 n'ovembre 1832) lo troviamo gin in Portogallo solto le insegne di don Pedrcr che combauen\ contro don )liguel. Di quella lunga ed accanita lott a nulla diremo pt:>rch è non ha oggidi pe r noi il menomo ·interesse; hnsta sapere che G·iacomo Dnr<!IJdn pre~e parte a v:-~ ri cornbat-· limenti. Si co ndusse sempre valoro ~arnen te, e Lìel f838 fu promos:>o cnpi tano. ·18:-! L• tr.rminata la <!!uerTa in Sulla fJoe dell'an no seg-uente, • Porto :-nllo, il reggimento stran iero fu sciolto e i suoi componenti, fra cui si troravano con Durando molti al~ri ,itali ani , vennero congedati; ma non ' lea ero lungo tempo in ozio, perchè una guena simile cominciava in i:'pngna. L'ex comandante del re:rgimento discioi:o in Portogallo era. Borso di Canl} inati, un hrnvo genovese, giàgun rdi adelco rpo del Re di Sardegna ed emigrato pei fatti del •l R't'l . A Ini si rivolse il !JO· verno spagnuolo di Mar·ia Cristina per la formazion e di un corpo di volontari ed egl i fece appello a' :>uui compatriotti ed antich i snbordin11 ti i quali non a s p~llavano altro. Il reggimento si co~titn i col nome di cacciat01·i di Opo1·to e vi furono contemporaneamente ufficia li, con d i 1•er~i g-radi. Fanti , Cialdini. Cucchiari, Medi ci, Fabrizi , Arduino e i due fratell i Durando. Come si vede, quel reggimento fu un rero semenzaio di generali per il futuro esercito italiano. Kon sappiamo con qua le grado l'i sia entrato Giacomo Durando; sul suo sta to di servizio lo tror iamo capi tano aiutante· maggiore in ottobre ~1 836 .
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Nel coPso di quelle campagne che diedero tanta gloria al nome italiano in Spagna, Giacomo Dnranùo fu tra i più ammirati· per intelligenza e serenità d'an imo di fronte :li pE'I'icoli. I n mezzo a compagni bravi tutti, e che fecero Lulli rapida carriera, egli la fec e rapidissima. \Ncll'aprile del ·1838 era già tenenle colollnello; nel luglio dello stesso anno lo vediamo promosso co lonn ello. , per merito di guerra. )la il nostro colonnello di 3 1 an no, divenuto tale in selle nnn i, era giilnn veterano per le bau a~lie combattut~ e quasi un invalido per le ferite riportate. All'assedi o di Oporto (luglio 1833) era stato ferito grnvemente in un piede; all a battaglia di Asciura (m aggio 18:30 era slato ferito in una coscia; nella battaglia di Chiva (luglio ·1837 ) aveva toècato due fer ite gravissime, l'una alla spalla destra, l'a ltra alla spina dorsale. Se ne risenti per tutta la vita; e quantunque robnstissimo pel' natura, ubbia potu lo raggiungere l'eU\ di k7 anni, non fu più in grado di prendere parte alle .:ampagne per l' indipen denza d'Italia quella parte attiva che altri/ menti vi a\'febbe preso.
i'iel ·184.1 nn tratt.nto p0se lìn e all a g!lerra, ma non all e discordie e ai rivolgimenti in Spagnn. Durando rimase ancora due anni nella penisola iberica, agitando,;( anche egl i per il trionfo dell e idee liberal i e parteggian do per coloro che le r:lppresentavano. :.'i el 1843, co mpromesso in un movimenti} a favùl'e di Espartero, abbandonò la Spagna, e si ritrasse in Francia, dove visse qualche tempo lonlll llO dalle armi e dalla politica e lutto dedito agli stud i. Qui vi scrisse e puubli1:ò un opu scolo in fran cese c.ol tito lo: De la '/'rhmion de la -peninsttle lbùiqne pm· WH' alliance entre les dina,\ties d'Espagne e de Port!Lgal. li libro fece un certo rumore, rna pitl io Italia che in Spagna; perché in Italia si tendeva realmen te all'unitit o almeno all'unione mediante l'alleanza delle dinastie, mentre l'unione i ber ica non era che un' idea di fuor-u sc:iti ilaliani. Ad 0gni modo quel libro moderato di forma. e di sostanza, mostrò al go verno pl'M1on tese che Giacomo~ Durando ~on era poi quell'arruO'& ·popol i che molti crede-
tGtCJ
IL GENERALE GIACO!!O DURANDO
vano; perciò qonndo egli , s1aoc<1 di emigrare di tena in terra straniera fece conoscere il desiderio di ritir·nrsi in pa~ria gli \'enne facilmente concesso : ma la poli1.ia non lo perdera d'occhio e le su e frequenti gite da :\londovi a Torino s le sne visite a Brofferio e ad altri capi del partito liberale in Piemonte de::;tarano sospetti ed erano notate sul libro nero . ~ ella quiete di ~! ondov i renne in testa a Dura ndo di appli -. ~are all' I talia, rari a te secondo il caso, le idee che a veva s rotto per l;l Spagna, e diede al la lu ce un opuscolo (stampato a Pari gi) co l titolo: ;' 'a;;ionalità italianrt. Era quanto di più moderato si potrebbe oggidì immaginare, pe r~h é gli avvenimenti sorpassarono non :;olo le speranze, ma anche gl' ideali dei patriotti di qnel tempo. Allora parve un'audacia pericolosn. J\e' su0i pro · getti per la costituzione rl' Italia, Durando difl"eriva da Gioberti ·che, non sperando di megl io, prop ugnava una lega col papa al la IE•sla: ditl'eri,•n da Jlazzini che voleva l'nniltt ad ogni cos to e governo repub bli cano ; s' acco~:.:wa inveee alle idee di Balbo e di allri patriotti pi emontes i, i qua:i si contenlavano di .una lega lra i principi a bn se liberale e s•rella il più possibile. Ma la diJTerenza ~ l ava in ciò cllt1 mentre il Balbo ùice,'a: conquistiamo prim a l' indipendenza e poi domanderemo ai principi la hbenà. Dur ~ n do in,·ece diceva : ci diano pri ma la liberia e ce ne serviremo per 1· ind ipendenza . Qui sla ,·a. econdo i nostri governanti, il pericolo del libro . Ricomincia rono quindi le persecuzioni e Durando t·iprese la r ia dell ' esiliti, recandosi prima in Francia e poi in Tspagna doYe -er ano andali al gorerno i suoi amit~i .
..
* * I primi moli del ·184.7 furono la tromba che wonò l'appello ai palrioui italiJ.l ni sparsi per Lutto il mondo. Tornarono dalla Spag o:~. dalla Francia. dall' Inghi lterra, dalla Grecia, da lulte le {~i tlil de l levante, dalle lontane Americhe; giovani arden ti e vecchi inca nutiti nell'es ili o; soldati c cospirato ri; !IOtnini che ave~ vano mend ica to la vita a frusto a fru31.t) cd altri che, giit dovizi os i, are,•ano co nsum·,to il p:lirim on:o per soc:c?rrere i con~pag ni
IL GENERALE OIACOMO DURANDO
1611
~·esilio.
Tornava da iVIontevi deo Garihnldi; usciva dal suo na~condig lio l\lazzin i. Fra i primi ad ar,correre in Italia e, naturalm ente a Torino, fu <Giacomo Durando. Qui,•i riannodò ~uhiLo le antiche amicizie e fondò il giornale l'Opinione che, col ìlisoryimento di Cavour· e la Concordia. di Yalerio, teneva il campo nella stampa liberale, indirizzando l'opinione pubbli~a in quei tempi rhe poLrebhero dirsi della sua infanzia. Nel 1 8~8. (~ iacorno Durando fu uno ·dei quattro che :;i presentarono a Carlo Al berlo per chiedere la ·costituzione. Gli altri Lre erano: ;\ngelo HrofTerio, Pièlro Santa .Rosa e Camillo Cavour. Scoppiata la insurrezione in Lomh:lrdia i! la ~ uerra tra il Piemonte e l'Austria, Dorando lasciò la penna [Jer ricingere la spada, e, più fortunato di molli altri suoi compugni elle pure :-;' erano ·compromessi meno di lui, eub e subito dll l gol"erno ph:m10ntese ·buona accogli enza e onori li co impiego. L'essere egli almeno nnlo in Piemonte ispirava una certa fiducia. Il :\'lillistro Uiacinto di Coll egno (n n pntriotla èlUcbe lui) lo fec e nominare maggior ge·nerale e l'inviò con raccomandazioni al governo provvisorio di Mii:.Hto , che Kli aflìdò il comando di un cor·po di volontari co n l' :ncarico di guardare la froÒLiera fra il Tirolo e la Lombardia . Dorando disim p e~ n ò egregiamente il suo compilo, disciplinando la sua truppa, facendole :::opportare con pazienza le noio dell'aspe! · !azione ed oppooenàole al nemico quando questo si pre:>entò sulla. frontiera . A Lodrone, respingendo gli austriaci, ~a lvò ra pro'\'incia di Brescia e lasciò Jihero l'operare all'esercito pi emonte~e . •
t~
1<
•*
Sopraggi unti i disastri di luglio e ritiralosi l'esercito piemont ese, e:.(li co' suoi volon:ari si trovò isolato e si sostenne !ìnchè ·potè. Invitato a soccorrere Drescia vi accorse; chiamatone fuori per la convenzìone del l O ago.:;to , pensò di ri~. u rsi in Piemonte per la via di Berg:uno ed: ora combattendo •>ra pattegg iando, seppe -aprirsi il passagg io Lra gli austriac i e portò renimente in I1 iemonte qtws l tutta . la sua truppa. n eo aecolto e lodato per q1~a nto a,·evrt !allo, gli venne a!Iidato il comando della divi sione lombarda e (u
IL GENERA. LF.
1Gl2
1!. GENERALE GIA COMO DURANDO
)?rnnde sventura che le infermità l'abbiano costretto a fasciarl o> per~h è gli su ccesse qnel generale llamorino che (sia tradimento, sia neg ligenza o presunzione :;ome noi crediamo) non si trovò poi al suo posto e fn nna delle cause principali della sconfitta di Novara. Lasciato il comando della dil'isione lombarda, Giacomo Durando fece la campagna del l ~H-9 come aiutante di campo del Re Carlo. Alberto e fu sempr·e accanto a lu i durante l' infausta giornata di Novara. Fu egli che dcscris:;e le ansie e i disperati pr·oposit i del Re durante la battaglia e gli episodi della capitolazione avvenuta in slla presema. (( Mi accostai al l~c (egli scrive) involto in una nube di po lvere, trascinato in quel rimescolio di carri travolti , di cavalli abbattn ti, di feriti, di morti , di fu ggenti; e, spingendolo rispettosamente lo feci piegare ver·so sini stra dietrò l'angolo della chies uola. Fu allora ch'egli m.i disse mestamente ma con volto sereno: Lascintemi morire. Questo il l'ultimo mio giorno. >) ~
* .,
· Do pQ la battaglia di Novara Durando, che sempre era stato monarchico diremmo quasi per indo le e tale si era dimostrato nelle stesse cospirazioni per la libertà, divenne affez:ioo atisismo. alla dinastia. Elelto deputato alla Camera fino dalla prima legislatura, fu uno dei sostenitori più ri soluti della politica di Cavour· . Tra le loro idee vi era tanta analogia da parere che quei due in gegni fossero stati c~.lcati sullo stesso stampo. Quando alla Camera si trattò del! a spedizione di Crimea, oppugnata dalla sinistf'a con a capo Hrofl'erio , il genetalo Durando sostenne en erg i ~am ente contro il vecchio amico, il trattato di alleanza, con un elevato disco.rso che terminava così: « approvate, « signori , qnesto trattato; pensate che ~e in tanto :no vimento « d'Europa, mentre Francia e Ingh ilten a vi aprono le braccia . « voi le respingerete., se rimanete inoperosi, se proclamate una « politica di neutralità che nessuno crede'rà sincera, voi forse << politi camente vivrete, mn i vo stri figli e i figli dei vostri fi gli
OIACOJIO
DU!t A.NDO
1613
<: morranno inonor·ati appietli clell e Alpi, dove saranno sepolte « le ult ime speranze d'Ital ia >•. E la ~~ora gg i osa sped iz io n (~ fu votata , senza che ardi uomini di stato del veet:h io Piemonte veni~se 1~1 trernarell a, ~è a' suoi finnnzier·i la colerinn. i'\ on si era ancor:1 ;:i tem pi in r.ui l'i mpr·esn di Cassala fa rimpiangere C{Ual l.ro ~:a nn o ni r.he t:i ~ i ([evnno spedire per guernirne il fo rte! Qnanclo pani per la ùim(:Hl il generalf:l Alfon;;o La Marmora allora ministro della guerTn. Durando lo so:;titul in tale carie~ ( l aprile ·185li). Qu:ardo !'a\'OUr, per J' opposizione incontrata a' suoi progetti di l e~g i f!Cclcs ia~ ticile, credette opport11 110 dimettersi, il lte inr.n ricò Durando della l'on)lazione eli un nuovo "ilhinello (mag),fio 18i.):)); ma C!!l i fece di t11110 · perchè ril onw~se Cavour. Yi rinsci e ri maso ministro c:on lui, rontiuu,111 òo a re<•gere il dit:astcro della guerra fìu o al ritorno di La )1 a rmor·~ . ~I olt~ .lode. va _d.ata al Ou ranl~O per l'orclirramcuto clel corpo di spedIZI One 111 Lnmea e per averlo sa pulo provvedere (fra le ristrettezze finanziarie d re furon o sempre il noslro m a~g io re irnpaceio) di quanto gli occorreva. \ el 185G fu promos.::o tenente general e; fino dal l'alino precedente era sta to nominalo senatore.
•
"'
* * Xel 18iHl Cavo11r lo mautlò amba~c i :I LO rt) a Costantinopoli. Comr. nhbiamo giil dello, gl'incomodi tlelle \ecchie ferite no n pennet.tevano più a Dnranrlo rl i prendere parre attira n una camp;rgna. Olti·:•cciò s·i•:eomc In guerra del 180!J , nei di ·ogni di Cn vour non dovera. limitarsi alla l.omln1rdia, nè fi nire a YillaJ'ranta. gli occorreva a qnesti di arere in Oriente un uomo aJ'fia lato, avveduto ed ener).;ico . .Pur troppo i disegn i c le sperauze di Cavour non :;i realizzarono, pcrchè la pa1;c di Vill afranca scon,·olse lulli i suoi progetti. Durando to rnò in patria l'anno ·186:1, e l'anno appresso entrò nel ga binetto H.r.l lazzi come mi nistro degli all'ari esteri. Non questo J'u un gahineuo fort.nnato. Era il tempo delle agitazi oni •li Garibaldi iu. Sicil ia, che termin arono col faLLo di Aspromonte. 101
A~XO \UIX
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-----·~-.,.--~·-----r - -~."~-.
IL GEt'EliALI> GIACOliO DURANDO
Restò famosa di quel tempo una nota diplomatica fi rmata d:-ll Durando in cui era eletto che il governo italiano , represse le agitazioni illegali e :;ciolte le bande :mnate che volevano marciare su Roma nll'infuori dall'azione governat iva, sentiYa più forte il do\·ere di pr·oclanHI're altamente i diri tti dell'Italia sulla sua capitale. La nota si chiude,·a con queste parole: « La politica sincera è la più onesta» . · Cad nto il gnh inett o ftatlani, continuò ancora per molti nnni Giacomo Du rando a prendere pnrte ntliva alla politica italiana nelle discussioni e nei lavori del ~en at o, del quale (u pre~idenle dal H!8f~ al •l 88ì. do po esserne stato più volte Yicepresidenle. Come militare ebbe ancora Yari e importnntissimi uflìzi, come. ad esempio, la r.a rica di presidente del tribunale supremo di guerru e marina. Nel dicembre •18Sì fu collocato in pos izione a u silir.ri~ . Nel luglio •lei •18 9~ fn col locato in riposo. li :;uo st~lo di servizio reca ruolte campagne all'estero e quella del ·1848 - /~9 in Italia. Rec:1 pure qua l.lro ~Tav i fe!'ite. Non ci fermeremo sulle onorificenze: basti dire ch'ebhe la suprema in Italia, il collare del la Ss. Annunziata. ~
*
*
T.,le fn l' uomo di cui o;,!gi l'esercito• c il paese rimpian)o(ono la perdita, rendendo omaggio ~~ l'aldo patrioua, al soldato valoroso, all o scri ttore , al ministro del H.e, che mantenne ~empre la sua Yecchin fede e fu esempio di rellitudinc e di abnegazio ne. Viveva a Rorn:ì da oltre vent'anni e qu ivi ìa morte lo co lse senza strepito e senzn dolori, mentre nessuno se l'aspeuara, benchè la gravissima etit facesse prevedere che la r.:1 tastrofe non poteva essere lon!ana. L f'uneral i furono solennissimi, degni di lui ; vi prese parte l' intie1·a guarnigione di Roma: ri fn rapprèsentato S. )l. il Re; vi intervennero numerosi ministri, ,;enatori , dep 1Lati, dignitari eli tutto le c<ìt.egflrie . La salma fu trnsportaUt a Mondo l'i, cittil natale dell'il lustre esti nto. Fra i numerosi tele).{rammi di condoglianza, pubblichiamo come documento questo di S. M. i'l Re alla contessa cti Sambuy figlia del co mpianto general e: « La disgrazia che la colpisce con la morte del generale
I GJ':NERAI.l GIACOMO DURANDO E CRAR.LES FEitD INAND O
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1615
Durando e un grave lutto anche per me. L'Itnlin perde uno dei migliori cittadini; la mia ca~a nn :unic;o fedele e affezionato . l i generale (~inc0mo lluran rl0 rimarril nella memoria dt? l l'e~er ci to e nell a ~lo ri a nazionalE' esempi o di valore, di probità. di devozione nIla rat r h. J'
Il generale CHARLES FERDINANDO La ~chi era dei ,·eterani delle nostre campngne SI c• as:>otti.glia la di un altro campione: il generale Charles F~rdinando. Nato in un vill ai-:).(ÌO della Sa\'O ia si arruolò volon tario ( 1 8/~: L->) nel '1° reggimento fanteria. nllora compo::to specialmente di sa· voinrdi e percorsi tnlli i ~radi rli truppa, fn promosso sotlolenente durante la campn)!na del ·18f!·8, nella quale si trovò pre· -sente ad ogni combattimento. Nel ·18~9 ebbe In mednglia d'ar~e n to al ,.,,ior militare. per segnalato vn l on~ dimo:>tr;l to ncll n battaglia di ~o ,•n ra Promosso tenente nel 181}3 e capitano nel 18i)9, fece con .questo _graclo la <':nup:•)!na di quell'anno. e la ~ucces!liva del •1800-6 '1. Quando la SaYoia fu ced uta alla FrniH'ia. opto per In nazwoflalità italiana rei ehhe la cittadinanza torinese. · Nominato i1Hl'"'iorc nel 186:.?. fece con questo ~ rado la ca mpngnn del 1866, di~tin;.:ul'u:losi sempre. Percorse qu1ndt ~11 :1ltr1 gradi, come aY~v:l perwrso i precedenti . tnlli nella fanteria. '.\'Iagginr generul e nel l ~8 1 , co mandò l.t brigatn"Sa ,·o na ; Lonr.nte ,...uenera . le nel 188/ comandò la di,·ision e eli Bre.>cia. Fu collocato in servizio :w~ili:Hio nel 18 !'l etì a riposo nel '18\W . La Sll'l merla~ li a commemortll.i,·n dell e campagne d'Italia aveva le l'ascelle 18t..t< . ·181.!), 185U. 1860- 61. 186fi. Ultimamente -~i era ritirat.o a ,· ita lrancpilln in un vill:1g,!!ÌO piemontese: n. ~iella-Trmnro. tlo,·e il ~6 rorrente ago~to lo tolse Ja morte. · Egli lascia nell'esercito il rimpiant r> d~·i ,·,tloro:;i. "''"' '
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161 7
NOTtZIE )I!L!TARI ESTERE
'Maggior generale Zyg:rdlowicz cav. Gaetano in ~~·zemys:, Id. · id. l\1ornwetz v . Klienfcltl Ottone 111 [oséfi~tmlt. Id. itl. Helleim \', Rolll!r in l) r:t7..
1616
FRANCIA.
NOTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRIA-UNGHERIA. J?ec !utmlLC?~lo d·1 ~t{fìciaii {'l'rt i rolontari di 1w ruwo. O;llle no-·· tiz ie pubblicate eia alcuni giorna li p~ re che il mìnì;;tro delln ~ u e rrn au s tro- uu g:~rico a hbi a d~ to delle di,-posìzioui per le qua i i gli uftìc:ia li di rom plern euto provenienti rlni ,·olonrari dì nn nn no pos,;;a uo, pure h ~· :~bLinno i ueccssa t·i reqn b iti, diventar ufficiali rli c:n-riora. I cclluandar;ti di t:orpo tl'n rmnt;l c;ol 10 ottobre di quest.';!Uilo potranuo co11cedere ai giova ni che corupiouo l'anuo di volonwriiii.O e ~otldì sfin o a vu lu te condizìon i, d i ri urancre io servizio per ;;c,steuere l'e:; perì mento 11 spese dell'erario. Tul.le le dom;,nde sarauuo d:1i comandanti Ji corpo d'armata inolt.r·nte rd .i\linistt:ro de ll a guerra per In linr, di fehbr;do ·18 ~lo. Nom·ìne. - Col/lo/lettino rlelle nom:ine e p1·omoziom: del '18 agosto, N. 27, furono nomiuati 'l 38 soltotencnti ue ll ~ arm i di :inca, .~5 ncll'arllHl d'Hti::rlieria c i$o nel l'arma del geuio, inoltre furono n orn in:~ ti -~93 Clldeui facenti funzione d'ufficiale (Cadet-Ofr.c.ier:>-Srel h•er·trcter) nella fa n Ieri n e cacciatori, nell:1 c;r!valleria, 75 nell'a rtiglieria, -~l nel genio e ~ O nel treno. Nella L:mdwehr cislcitaua furonc nominati 61.cndetti IL d'ufli':liale. lnoltre furono nomin<~ti in tutto n fra rad&ui sergenti e cadetti capora li. Negl i Ilonvcd furouo uomiuati 2 :;ottotcueut.i e 66 cadeu ~ Il'. fl'uflìcinlc oelln fanteria e ·18 c:~ dc lli IL d'uflìciale nella cava.llerìa. Col lJollettùw del 22 ago,;to, :'\. 28, i :;eguc'uti generali c;hc eranc~ ~ol;;mentc adetti (wgetbeilt) :1i comand i di Landwehr, furono nominati corn:mdaut i dì rlivisionB di Landweh r (Lanthvehr-Divisioniir): Tcnetlttl m:•t·esciallo Sch midt )Jaurizio in Vien na, Id. id. Hirsch nob. Guglielmo in I nushruck, Id . id. Yon Na varini Ouavio in Cracovia, l <J. id. Fleck von Fa!khausen Ugo in Lemherg, Id. id. Lelmwnn Fr ancesco in P rnga, .
.w
Nt.wva 01·ganiz:;a;;;·ionl' cl.el/.'ortiglie7·ia e ymi~. - l~\ data_ 29 ?iu.ano "894 venne pro rnulgr~ ta la legge che modifiCa l orgat11zzazwne <dell'artiglieria e ~el l!enio. l.e di~posizionì prìncip;lli del!:~ le~ge sono
le seguenti: . , . . . . . i o So ppre~sioue ctr·i due reggimenti d ".ru~la.e n :~ -pon.tt en; ~o Servizio degli equip~tgg i da pontt' a lfici<~tr :~ l gcnro; 3o Creazione nell'nrma del genio rli: _ :;tali maggiori, piccoli ~tal i maggiori e SL~zion.i fu ori f<tD~<: -di due nuovi re!!gin1enti, simili in tutto fii co ni ~ pondent 1 elenHllltl rtct primi 4- reggin1euti dell'arma, . . , .. .· - 2 nuove compagme zap patorr -Cùlllluceult d,, ~,,egna~~ ~, u n~a "a ciascuno dei due nuovi reggimenti , che prenderanno t n~unerr _6 e' : La ripnrtizione dei battaglioni zaflp\ltori- mina torì rra • reggtmeull ..d,a determinar3i per déereto prcsidenl.iale. 11-o Creazione nell'a rma d'artiglieria di : . . - stati rm1ggiori, picco\ì stati ma{l'giori e sezi?ni fuOl'l _ran~O dt t;) nuovi reucrimenti simili i:: tutto :ti corrispondenlt elementi det re:z:irnenti esi~t~oti. 1' nuoYr reggimenti prenderanno i numr.ri :39 e ~O : ·o _ 28 batterio mrmtatc compo:;te come le batterie esistenti. Il numero totale e la natnrn dell~ hattPrie ~ono in massi ma =-tabilitc come s egue: Batterie Id. Id. hl.
a predì. montate. tl:t montagna . a Cé\Yallo .
a piedi Batterie dist:1ccate ~ montlllf' rnori dì fr::mcia ( da montagna.
~.
'108
))
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5ì
'~ \ . ~.
Totale. - (t) lla r~rm:r~i a misura che le rbo r.>e ,le i r(•t:lntamenlo ran no. (Legge '15 luglio ·1Sg3).
11
(~ )
16
!ì20
del bilancio lo consenti-
1618
'SOTIZIE Mll, lTARI ESTERE
Tutt:1via' il nu mero delle batterie ,di ciascuna catego ria può esst:rl.l'" modificato per decreto presidenziale 11 condizione che il numero total~ delle un ità non venga oltrepass:lto, e che l'eft'ettivo totale iu uomini e cavalli resti nei limiti stnhiliti dnlle leggi vigent·i. Le batterie sar:~nn o r ipn rtite fr01 i h;~tta gl iou i c i reggimen ti, secondo le esigenze de l servizio, per decreto pre~idenzi:ll('. Se il numero delle· ba tterie a piedi di un bf1ttaglione sa ril superiore a 6, qul.lsto potrà c:;sere comandato da un tenente colonnello coadiuvato da uu maggiore. Gli nflìciali superiori necessari per completare, in tali condizioni, il quadro dci h:1ttaglioni a pied i, sarùt1no prelevati sullo stato maggiore· pa rti col:~ re dell'arma. 5° si procederà alla co:;tituzione delle nuove foJ· mazi11lli con lt1 ri:;orse in ufficifl li, gradu;Hi e uomini di truppa che :;i reuderauoo di· sponibili con la soppressione dc1 due reggi menti d':miglicria-poutieri c per mezzo delln creazione del numero d'impieghi di tenenti ne~essari. Per ciò gli ufflcinli appamnenti ai detti reggioll' nti, I)Otranno su· loro domanda e~c re \'C r ·a ti nei reggimen ti del genio. Egnt~le facoltit· è accordata agli ulficiali dello ~tes~o grado del ,genio che don1ande r:~ noo· dì pa:'sare nell'artiglieria, pur di non oltrepassare il nurnero ,di qu~ili. ~oo saranno cre:lli nuovi im piegh i di ufficiale su periore o capitauo. Gli uffic iali di questi gradi neces~a ri per com pletare le nuove formazioni snranuo prelevati dagli st~ti rnaggion particolari delle due :n·mi ,. quali pertanto restano co:;tituiLi come segue :
-
GHAilO
11,-- -
-~
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~
;;:
l
Colonnell i Tenenti colonnelli 1-laggior·i Capitani .
l
l -~ .! ·= ~
li 3;
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Diminuzioni
301 :~ nel ~enio.
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:l:
i
56 ;10 3 nel ..," en•o. l
9!l l19! () nell'or-tigliel'ia e:> nel ger.io.
l ·• "elrertigtier;a o10nel gen;o.l.
Totali .
l
li
N01'I ZIE MILITA RI ESTERE
1619
Appli-cazione della nuova l~ggesulla rior{lamz;;azione clell'a.rtiglieria e dtJt genio. - Un dec~ reto presidenziale in data .} luglio, valendosi della facoltà t~cco rdata llalla legge, eli v3 ri3re il nnrnero delle batterie delle varie speciali11t, determina che tale numero sia fissato come segue: Batterie a piedi . N. ·l 08 Id. montate . )) -~2 1 ld. da montagna ~3 Id. a c:~v allo ;.:)2 ' :• piedi. . . Ba nerie d ista cc~• te n • t 16 1 ou .a e . . fu ori di Fraric1a (a 1 mon tagna. Si verifì ca"' cruindi, rispetto alla tabella, d e ll~ legge un aumento di 11 batter!e da mon tagna ed una di minuzione di :) batterie a cavallo. One$ta diminuzione sarà riseutitn nelle divisioni di ca,,alleria indipen· ' l d~nte, che sn ranno ridotte a '2 batterie, intenàirnento già annunziato dal ministro allo scopo di trov:ll'e i c:mllli per le nuove batterie mont::Jte ; detratte le hatterie a cavallo assegnate alle dette divisioni in FrnrH~ia, ne re,:terlln no 38, cioè il nect'lssario pei ·19 corpi d'armata. Lo stes~o deereto stabilisce rhe i due nuovi reggimenti d'nrtiglieria sarnn no co,;tituiti il ( o ottobre Hl\J.l., la::>cinndo al mini stro la fa col tà di li,:,;are le.date pet· la a c::nzione J elle iS nno1·e batterie, c detenniua la ripartizione delle batteri~ montat.e, da montagna ed a cavnllo stazionate in Francia e d ~? lk batterie distaccate fuo ri di Fr~tncia fra i .~O reggimenti quale nppare dallo specdtio seguente:
~
NOTIZIE MI LITAiU ESTERE
1620
NOTIII! E MI LITARI EST.I!:RE
-l
-, Batterie j fuori didist.,eçate ~·rancia
1-~ ~ rI .sJt ~ ·re~~ a l «
Regiono
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3 -
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Da questo specchio appare che ;dia frontiera Nord-Est sono assegnate due batterie da montagna <:he prima nou es is u~ vnuo •> tutto al più erano batterie montate trasformabili , c l'he alla frouticra Sud-Est si \·erilìca un aumento di 9 batterie da montagna (8 !:C si tieu conto della ha ttcria tra::formata del '2° g i ~J e>i::ti:ntc). Ciù pOll'P.bbe far credere che :-iDsi riuum:iatu nlle batterie tJ·a~ f,> r ma hili, bcneliò eontro tale supposir.ione stia il fntto cha al o• re_!!girnt>nto. che ave•.-a certamtlnte q ualcun:t di t:~li l~tlllerie, non \'ÌI!ne asscgn:Ha :druoa batter ia tla montagua. O:lllo ste~:;o specchio ri::tdw nuche che nella fi• regione, fornite due batterie n ,·;w:J IIo a cia:>cUUII delle di\·isioui di nwa llcria, ne res t.(lno ahhastaoza per dotarne il ti'' corpo ed il 6" b i.~ .
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Altt·o decreto di p~ ri rlatn ~ t:1biìisce eh!) :d ·1° ottohr1• •IR 9 ~ nndrit io Yigore la seguentl' ripartizione dP,i haunglioni - zappn tori- mi n:llori fra Yari rt>ggi menti. ~ 4" H:tunglioue Arr:t~ . ·l o Beggi n~ ento · :so itl. \' e r~ai ll è s . 1 ( 6" id. Arra;. ·l (jo id. Montpdlier. id. iJ. 2o Reggimentn n o ) 18° iti. id . ,l o id. A mb. go Reggimentu id . id. iù. i ti. id. Be.;n n~ •.'ll . id. Grcnoble. ~· Heggicncn to 8° I .J.O id. id. \
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Id. id. id. Ho id. Moutpellier. i :30 id. Grenohle. 7 o Rerrf•Ìllleulo '"~ J H )o id. id . t H{0 id. Montpcll ier. Chiamata alle armi di 2 rr9gimenti di cacaller ia di risen:a . -lu ogni corpo d'armata si sa che ;tll' atto delln mobi lita7.io u~ probabil~1ente devono forrnnrsi tlue reggimen ti di C::l\'UIIerin di r ise n·~ . uoo d1 dragoni l'altro di cav;dleggieri. Qu e~ri reggimenti ::ooo organiwt ti dnlle hrignte atti\·e di cor po ò'ar6° .Hcgaimento , ·l 0" 1l o
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NOTIZIE lllLITARl E ST ERE
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NOTlZlE MILITARI ESTERE
mata. J.a loro composizione è la stessa dì quella dei reggimenti at •1unli ·ono :~:;segnati, per la tenuta dei registri di mobilitazione. Ora il ministro ~Iercier, per render:;i un esMto conto del valore delle form<~zioni di (IIICSk'\ 2,& linea dell:1 c.walleria, dal punto di vista de' cavalli di requisizione occorreot.i, e per apprezzare con sicu rezza il lorofnozionamento ~d il servizio dw realmente si può nspettare da essi in campngua, ha nreseuta to 1111 pro~ottO di legge ten1lente nll:1 chinttHltll di due reggimenti di ri:;ervil di cnvnllcri<t in duo re.:.rioni dill'erenti. Quc,;ti · reggimenti ~aranno formati c.:ou Cii valli di requisizione pre;;i nllacntegoria di quelli che verrebbe~o lorù dali io cnso di mobiliwzioue, t'O D riservi:;ti chi:nnnti (la l congedo e ~:oi (ru~dri stessi che avranno in ca,;o di guerra. La spe:>a non ultrcpa~serit le 500,000 lire, ed essa :>lirò't in prt!'le compensata dall11 ~o::prmsione della dtiamHt.'l souo le anni dei ·l ilO,OOO uomini di fante ria dell 'e:;er~:i to territori:~ le, inùetk'l per quest'anno, dai fondi destinati alle manovr~ di cnv:dleria contrapposta che dovevan(} esc~uirsi agli ordini del generale fiai llod, !>late rimandate, e da un r:redito ~pecinllc :.:ià vutnto dalle o11nere. I riservisti che snrannn rh i :~mati pe r la formazione dei reggimcutt non s~~rn n no quelli cui realmente ~pettcreb he il ser vizio, pcrcl1~ giàaltra volta hanno compiuti i loro periodi d'istruzione st<t bi liti da Ila legge, ma snrauno iuvece quelli delle clu~si più giovani :t'quali spf'llerebbe 111 chiamata fra quakhe :muo :t nc.:ora. Ciò prorlurri• senza dubbio del malcontento e forse dei reclami da parte degli interessati c.he non erano punto preparati n questa eventualità. Gli articoli del progetto di legge conteugouo le seguenti disposizioni i111 portunti: La designazione delle regioni t! l'epoca in cni av\'errà l' esperieuzn sono la:;ci;He a tlispo.-izione del ~fiui s tro della gucl'l'a; Du rante l'e~perieu zn l'nutoritil mi litare sarà in"estìta del diritto .Ji rerJIIÌ:<i;:ione nei limiti s1-gnenti: La requisizione dei c.w:dli durerit 2i giorni ed abbraccerà sol~ mente i ~:avalli delle categorie assej!oa te ni reggimenti convoc:.ti e sarà cirwsrriun nelle reg10ni di corpo d'armntn designate per l'esperienza. Saranno pagate giorn:~lmeote l ire 12,00 per ogni cavallo requisito, indipendentemente poi d:tllo indennità da corri, ponder~i, in ca ·o di tfeprez1.a rn~nto degli animali, all'atto della re:<tituzioue, inucnuit:'l che saranno vnlutate da npposi te commissioni. La nUON! W1'azzata di 1a closse " Cantot • - Quesra nave dove'va purtare il nome di La:Htre Carnot ma, per un setHimcnto nl qua le la Francia iutera ha fatto pl3u~o, il Mi nistro cieli~ ma rina deliberò ehe
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pcrt11sse invece semplicemente il nome di Ca·rnot, ~u guisa ~~~ ric~rdare ai posteri, come l ~organù;.;;atore della vittoria, cos1 ancora tl_rresJdente integerrimo della repubbli(':t morto vittima del doYere, sotto Il pugnale d'nn assassino. . Il Ca1·not. è stato costruilo ncll'~menale tlel .llourillon (Tolone) se('Ondo i dise~ni del sig. Snglio direttore delle c.ostrnzioui navali Compreso nelle costruzion i progettate nel ·1.891 insieme ;l~ '~;h~r~es-M~t·te(, e il Ja11.régu:iberry, il Carnot fu mes~o IO cantiere Il ei rrllnl lllCSl dello stesso 11 nno e la sua costruzioM è ~ l ata spi nta molto ~ttiv:uu ente, tanto d:t essere condotta n termine in soli 3 ann i. Ecco le sue print:ipali carnueri~tic h e: Luu ghezz~ metri 11 6,00. Larghezza metri 21 ,50. St~z:tmento tonnellate l t 91-!8. Le màr..chine del Curnot, n triplice espansione, devono s1·il up pa re 6200 ca'i•a lli vapori cia,cnn:t (\ mettere in moto due eliche. La velocità ~~ rà dn' n ai ·18 nodi. . L'armn mento principal e di ~uesw uno va eorawtW. identico a· q nello del Charles-Ma·rtel comprendA2 eunnoni dii :30 centimetri e mezzo e 2' da 27 centimetri in torri !isse . ·Qnestn anna mento è completalo da 8 cannoni da H· centimetri, ..\. da 65 millimetri~ tiro rnpido, 8 d:t ·l's millimetri a tiro ra pido, e ·l O ca ononi revoh•er:; da 37 millimetri eli cui 2 per ogni colTa . . . . , Il corazza mento del Carnot ~~ compone d una cwtura complota del l altczzn press11poco di (1uella rlol Brenntts. Lo spe~sorc della corazza varia da 275 a 450 .millimetri.
GERMANIA.'
equipnggiamcnto. - In Baviera è in esperim ento pre~~o nl,·:uni ripHti di fan teri3 uno zaino di nnol'o. modello. Quest? ~. .roggwto 111 . manier3 da adauarsi bene ;d dor,;o ed il :;uo pe:;o non e [llU ~osten uto tOterameote dalle spalle dell'uomo, ma hen,.:i dalle anche: in wl modo. si la~cia libera l'azione di 1n.>hi muscoli H tendini, nou opprimendo la circolazione del sangue e b respirazione. I l nuovo zaino 111i:wra i.i5 t.:e~ti metri di lunrrhezza per 35 di altezza ed è arrotondaLo in :dto . II:: 100 tel:,iatnra di legno coperta di pelle di vitel lo e<l è .rlivi:;o in. du~ scompartimenti principa li : uno superiore per la bi anci.ICn:~ ed :.ltn cHpl dì l'eòtiario; un nltro inferiore, ;: uddivi~o a sua voltn 111 d•versl cassetti
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NOTIZIE ~11!,1\Ani ESTERE
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per allog:m•i la ca lzn tnr11, gli oggetti di pulizia ecc. Lateralmente si tro · vano anche nell ' in terno tasciH~ per le cartucce ed un apposito spazio a tubo per i hast~n i t!a tendn. Sull ' e:-teroo sono portati sol tanto il cappotto e la borraccia. Lo zaino vuoto p(•:;n un n libbr·a (la libbra di l\fontlco equivale a grnmmi ii60). f.e mitra[Jiiatrici ù~ esper i mmto pre.~so la cuvaUeria . - Dagli e;;p~ rimeoti iu l'Or3o :~ ppa re mauiresta nua gran t:nra di sviluppare in v:1 rio mnnit!rll i mezzi d 'azione della ca ,.nlleria. J,n nuO\'<l istruzione pn hhlil'ata nel 189:l per i lnvori tla ca mpo della cavalleria aumentò seusibil meote l'azione di quest'arma per piccolo coslrtttioui improvvisate ed opore di fortirìcazione pn~scggc ra; poi uel corrente :.uoo le furo no a:;seguati i battelli pieghel'o li per il passagg-io di corsi cl'acf{tla ed i l'eloc:ipedi per agevolare :t iCIIO i ~C rvizi :lÌ l[ll:l li f(Ue~ t.O attrezzOsembra p rest~ l'$i meglio che il ~~nva l l o . Inoltre Ji r~ ee u te furono distrib ui ti iu via d'esperimento ca nnoni a tiro celere ai reggimenti caval icria che !H'endono parte alle manovre irnpcri ali nnlln Pnt>':iia ot:eideot;Jie. A rruauto risulta d~ i per·indici tede,;chi, rpw;ti nuOI' i peui suno miu-.,gliatrìci di tipo alrrua oto rnodiGe;Ho ed allegu;crite el i pt~$tì , ci rcostanza che ne aumenta h mohilitit. l'n cavallo bn ~ w per il tra"po no della bocca a ruoc.:o con aO'usto ed un ttjtro per lo mun izioni. La cclcriÙt di maneggio è tflle che in tre miunti il [leJ.Zo puù essertJ scn ri cnto dnl eava llo c prouto a fa r fnoro: :n pochi miuuti ru molle nmtiu:1ia di colp i.
INGHILTERRA. [/ comitato de lta d i(estt n a;;ionale. -- E stato ISLttnito nn comitat o di di{t•sa na: ionalc souo la prc,;idenza del sottosegretario di Stato JWr
la gnerrn c composto di r]lwttro u rrìci;~l.i di mare e quattro di terra Da lungo tc111po, in lnghilterrll, cr:~ s_lllto al ta mente reclamata una tnle istituzione, pt!r In necessità e1·ideute di l'ar conconerù nrrnonicn· mente cscn:ito cci nrmatn alla prepa razione della guerra. Perclr è non fo ssero co lti rli :;o r· p t·e:;:~ ed imprepHI'<Iti, eserc:i to etl armata, come nHenne all'epoca dell a >pedizione dì Crimen, si e c:erc:Ho d' i ~li tuire qu e ~to comitato. I l pensiero dorninfl ntc o~g i gio rn" de.~:li uomini di Sta.to inglesi i~ quello el i prepil rnrsi n res pingere un eventuale attacco della Ft·ancia e ,lltbsia nllca 1e. llr.centi diseor:;i di uomi ni politici, il uuo l'o piano dt' lle c.o~ IJ' uz ioo i nava li, la creazione di nuo1·e dar:;ene e bacini di rad·
NOTIZIE MILI TARI ES'l'ERE
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dobbo nel Mediterraneo c per ul1imo ques1n nuov" Ì$lituziouc mostr11no chiaramente la preoecupazione io ~l ese . per l'nllenuta fran co-ru ss:~ . E per quanto rac.cia lo Stato per· asseconrlnre In corrente della pubblica opi nione, pur si sente dalla ~t~uqHl in glese rontiuu;11neote ri peterr che ancora mol to ri mane a rare, perchè il pnesc: pos:;a di rsi ~ic uro Ji Yederc, ,1uaodo sarà indetta la mobilitazioue, in poche ore 1.: navi completamente equipa '"' i<~ te cd i battaglioni rapitlamcutc c.1 ric:ati. oe .. r · , 1}[anon·e ?lacali inglesi. - Le manon e n;•vn 1r ur quest <~nuo sar:moo èsegu ite da i squadre, delle cruali due forroano la flotta ·rossa e due la pot.ta bleu. La ·t• è conwndata dnl vice ammiraglio Fitz 11 oy e dnl contrammiraglio l)a!c, la seconda rlai c.ontramm irngli Seym our e Drummont. (~ i <l~c un a squt~drn compren de 110 gru pro di cor:~zzatc , uu s ruppo d' inerocintori ed un altro 1ti cn nnonicrc, p1ù un certo numero di torpedi niere e di altri bastimenti ~rec i ;1l i . E s~e hanno pressa poc'l lo stesso numero eli navi, con la sola dillcreuzn che In i " rossa lw ·1 O can noniere, mentre .la 2a ne conta solo qnnttro, e le srp1arlrc b/.et' ne hanno solo tre per cia$cuna. La di ll'ereuza fr'a' le dul! llotte in qu anto alle corazzate ed agli inero· ciatori è la seguente: La flotta rossa. ha 12 corazzate c 12 inc.rociatori, la bleu ha H con•'l.zate e ,10 incrociatori. Le manovre si svolgerauoo nelle acque delle coste dell' I rlanda .
N OTIZIE RIDT.IOGRA Fl<':HE
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!Lettere. , Notizie. flib liografia. Gio1·nale medico dell'esercito e della ma l'ina (:1gosto) .
NOTizrg BIBLIOGRAFICHE
'Tosi - L'effetto delle uuo,·e armi da fu oco. 'Medicina italiana aii'Xf Congressn intern:u~ional e. Guerra - Osteomielite. .Aiello - Porpora emorragica. Il i''is t:~ merlica. e hirurg ic~'
a)
Bollettino bibliografico
oculistica. denno-si fìlorati cn . ter:~pen ti ca .
t.o~sicologica.
1.
Somm a rio delle ri vis te militar i italiane.
fli'tìigtrt d'm·tiul.·ieria. e fJeiÙo (agosto). Fignri . - Sul la resistenzu dei mnterin li . Annibali. - b scuola centrale di Nettuno. Ricci. - Probabititil cÙ tiro delle artiglierie. Vigle~zi, - Il fucile r~mo di :3 linee. ~~i ~ce ll<t uea. Notizie. Ribliol!n' fi:; .
R-ivista di fanteria (ngosto). I l servizio del vestiario.
A beMficio della fanteri:~ di linea. En·emeride stori1·a. I capo mu~ica. Varietà. - Cronaca -Stampa militare.
2. Ordinamento deglì eserciti. Lo stato .maggiore russo, il ~uo ordinamento, il suo ,·eclutanJento, ]e sue f11nzioni in pace ed in guern1, trovansi descritti nello SteOli'IU' -<li agosto. Rileviamo che gli ullìcitlli di stato maggiore in Russia sono cosi l'tlg.gru ppati per gradi: Generali 18 , ufliciali superiori 75, uinciali inferiod 56. Di q-uesti :;e ne troYano nei ci1·coli di Yarsaria, Yilna e Kiev (confine tedesco) 48; ùi Pìetroburgo H , di Odessa 10, del Caucaso W , in Siberia 10, nelle regioni T rtlnscaspiane, del Tr:msbaik:ll, dcii'Arnlll', ùcl 'Turkcst:~n 29; il rimanente è sparso nelle altre (ll'Ovincie dell'impero.
3. Arte militare. (ngosto settembre). Soliani - C:ddaie c tubi d'acquil. Bonamico. - Sulle 111anovre narali italiane. 1\Iaz;:n - Del diritto di visita. Bravettn. - Le co mposizion i inr.endiarie, le origini della polvere e le prime nrtiglierie. 1\fassei-Pages-De Angelis - Su ll'ammin istrazione del corpo RR. equip:lggi. R.i ci:;la mcu·it lima
- Uno studio retrospettivo intrressante, perch è condono eon crite1·io •OJ'ganico e eon metodo, è in pubblicnzione suIlo .Tflhrbuchet fiir die -dcntsche APmee nnd Mm·ina, agosto, col titolo : « Dai regolamenti d' eserei;:i del la primD rcp11hb lien P. del primo ·impero. • Divcr;;amente di quanto prnlica:;i nornwlmeote in un periodico militare
1628
NOTIZIE HlllLIOGR,AFICHE
::-<\lTlZIE IHBLl OG RAFICHE
ilaliano non si tralla di curÌt)Sit.ì prese qua e là a spizzico, ma di uno slUdio accuralù e sintetico, an:~logo a quello « Auoruo a • T :~pol conc » che pubblicn ora la Rit•istn ,lfilitnre. . - Nuovi libt·i rus~i di recente cd izionc della casa Beresowsk1: Generale Dut·op - Gl-i elwwnti delta tattica; Lt.cr - Mdodo 1li studio cletle $r.Ìe11ze militari,· Levitskii - Mamwle di totticn. - Gli Estu.dios Militw·cs di Tolcdo, pubblicano) la traduzione di un ,,,·ticulo apparso sulla nostra Rivistn dal titolo: « Del e5pirit•) ile agrcssion ~ dovuto al maggiore Hovere.
4 . Storia militare. _ :'{ otizic del.laglintn sui pri tui f(l t,Li d'arme della attuale guerra Jella Corea 5-i poss~no tran·c! dalla Deut;.;chc Hceres Zeitung N. 6~ e seguenti c dnll:1 Deutsche Armec Z<•itnll[} del l'H agosto. - Nella <•cneralc mania dcll1~ memorie dell'epoca nnpolcouica v<!nn.ero dissepp~llite anche quelle cl<·l nsivo M:llu~, capitano del genio dura nte la spedizione t!'Egiu.o. La pubhlicnione ne -è falla per <:ura rlel generale Thoumas presso la casa Champion di Parigi. . Queste memorie contengono poche no ~iòe carattcrisbiche e ancdotttche, in compenso modificlwrcbhoro alqu anto le memorie di Bcrthier circa i procedimenti adottai i contro i Mnmmalucchi di El_ Arish e di__ Gaz.a .. - L'Atlante delle /urttaglie del .HX secolo pubbhcato del Bauerle •.h Vicnna ha raggiunto la ~- -1 '1 dispem<l. Le recenti dispense 38•. ~.19", Ml", /d" co11tfmgono que;;tc tavole eol relativo testo: 11) Guerra danese 1 8-10-~50 : Attac~o di Friedriehstadt fs. ottobre 18;)0 ; p;ano generale delle opcr:tzioni (: compendiu. b) Guerra turco-russa {828-2i:l : Anacco di Kar:; 5 luglio 1828; :\ ttacco di :\catcik 27 agosto 1828; Battaglia d1 Kl:1inly -1° luglio 1829. r) Guerra ditnese 1864: . Combattimento n resa di [)i"qlpcl 12 febbraio e 18 aprile. Que:>ta splendida opera dovrebbe trovarsi in ogni biblioteca uftlit.3re.
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- Oi recente edizione, J. Poirier - L'assedio di i\Iezié1·es nel 1815. Parigi, Lavauzelle. - I comhattim~nti dei passi di Stut nel -1800--1805 e ·1809. Studio di guerra alpina molto importante inserito nel fascicolo di agosto dello Steflleur.
5. Tecnologia militare. - Si fanno pronost.ici favorevoli per la risoluzione del problema della navigazione aerea dopo le t·ecenti esperienze di una macchina volante eseguite a Londra da certo l\Iaxim. Jl nuovo istrumento si ti innalzato con tutli i suoi attrezzi, una provvista d'acqua e eombustibile ed un equ ipaggio di due persone. Pet·cot·si 100 metri la maechinn ha tlovut~t prendere tcrro, causa la rottura di un :>pparato secondario deslinato a limitame l'ascensione e :Jl qua le non s'era data resistenza suffìciente, poichù la forw ascenzionale · dell' npparccehio si ì: mostt·ata molto supcrio1·e a quanto em pt·evisto. [At macchina propulsiva ~ un motore a gasolina che può svi luppare un, cavallo di forza per chilogrammi 3,250 di peso. La valdaia può dare 300 cavalli vapore cuu uu peso di soli 500 clt ilognllnmi quando porta già una provvista di 82 litri d'acqua. Questa caldaia permcue di accrescere ht pressione di 4 atmosfere in un minuto. Lo macchina a vapore Compound m uo~·e due eliche di 5 ntett·i e '/~ di diametro con 400 giri al minuto. 11 tutto è sospeso ad un uct·oplano di_1400 piedi quadrati di su perfìnie, i'-Ussidiato da due ali maggiori larghe 1.2 metri circa e da dun minori. I./apm·l.tlr:t d'ala rlell'nppnrecchio giunq-e a ft.2 metri circ3. Queste notizie riferite da ll' E9i,qineering meritano pet·ò conferma. - Riportiamo dal Pi'O.fJ!"ès llfititaù·e il program rrw delle tnanovt·e di assedio chi) avranno luogo nella prima quindicina di settembre allorno 3 Parigi. f Le corps d'attaque sut· la Gergogne, afllu ent de l'Ourcq, et celu i ~ dc la défense sur In Thérouane, tl'ibutaire de la .M31·ne. •< La série des opét·ationR se déroulern ensuitn d' aprùs los données « génét·ales sui va.ntes: « Des al'lnées ennomies s'avancent su1· Paris. Un dt- lem·$ corps suit • la dircction Laon-Soissons-i\Jcaux. . . Le gou1•erneu 1· de Pari ~ envoie !es
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102 -
AN!iO XXXIX.
1630
l'{OTIZJE
N01'1ZIE BIBLIOGRAP'!CHE
troupes disponibles du camp retranché jusqu' à la Thérouane pour s'opposer à sa marche. · « Ces troupes défendent successive rn~nt les diffé1·entes lignes de résif: stance entt·c la Thérouane et les fo rt~. Elles sont refoulées sur le front « Vaujou rs-Chelles. c L' investissernent lerrniné, I'ennemi procède à une attaque brusquée • puis au siège régulier de Yaujours. ' ' Au moment où le siège touche à sa fi n, le co1·ps de défencc, qui a été r. renforcé, attaque l' assiégeant et l'obligc à levar le siége. · Les rnanoouvres se diviseront donc en trois périodes:c • i 0 Période p1·éparatoire ou d'alerte, penda nt laquelle la défense • s'occupera de faire des tranux complémentaires de fonification dans " le secteu1· mcnncé. On commencern il pl'Océder à J'exécution de ccs tt:avaux vc~ r;; les 20 dc ce mois; des détachemeuts des :.rmcs spé« males , secondés pa ,. des tr11 vailleu rs d' infanterie, seront rendus , à cette date, aux cnvirons de Vaujours pour douner Ics prèmiers coups « de pioche. « 2° Ùj)ét·ntious lliCLiques devant. préludc1· il l'investissement. La th\« fense occupen• successivement de::. lignes parallèles de résistance, elle « ne les abandonnera pns snns combats sérieux. • c~P.endant en r~ìson de l'infériorité numérique des troupes de ~ ~a delen~e el <:omme, d'autt·e purt, ,;on champ d'action est restreint, « 1l y a l1eu de penser que, 2 ou 3 jours après la prise de conta(·.t, le corps d'attaque pou rra entrer daus: « 3o La période de l' investisscment et du sié!!e. (;'est alors que « s~ront poussé~ nvec la pl us gr:lllde :.ctivité les t~a\·aux et \es expé' n~n.ces techml'{ues qui font le véritab!e objet du programme. Le « gen•e mcura tout son monde a \'rouvre. L'artillerie aura une lourdc ' tache: celle dc man01uner ~on pesan't matériel de siège par to u ~ les ' moyens auxiliaires dont elle pourra disposcr. , c
BIBLIO~RAFIOHE
1631
«
7. Politica.
t:
6. Geografia, Colonie, Viaggi.
....
- I frnncesi ueii'Africa non- occidentale - pregevole studio.delta lnterncttionle Jlevue nei f:Jscicoli d i luglio e :1gosto. - Leitoer. Dntd1:stan in ·1886, ·in 1886 and in -1893. Londra. Ori e ni:~ l Iustitute. Considerazioni etnologiche c politiche risultanti dai viaggi e~cgu!ti fra il Cabul ed il Cascemir.
- La Llllcrnationale R evue iibcr dic gc~;amm t m Armcen wn.d P loti en di ago,;to pubblica uuo :>tudio di Brauns imitolato : Francesco
'
Crispi , speranza d' !tali:.. È con vero piacere che riportill tno qni il ~i nrli1.io dato sul nostro Presidente del r:onsiglio, convinti che ~ u es t o sia il sentimento generale dei tedesehi : (( Crispi pos~iede 111 doppia qualitù di parlare chiaro e di agire pra« ticament.e a tempo opportuno, ed è perciò, c resta, a 75 auni il vero « capo della vecchia si ll i~tra storica, l'nn ie:l pe r~O il:llitil che conservi « nHI complesso uoa surriciente autorità e possa con mano tranquilla e « con perspic.ace intelletto ~:urare le pi~•ghe del suo paese, risvegliare lo « spit·i Lo m1zioul'! le non depresso, come ::;i vuoi far credere, ma sopito « ed inerte, dandogli nuo\·o vijroroso impulso ». ..... Cri~pi è uorno provato, al q naie l'Italia e tutti gli atnici della « pace debbono pien11 fiduci<L « La sua popoll'lrità e la fiducia della nazione nel grande uomo, che a pcrwnlfìca il prineipio dell'ordine e la sa lvczzn d'Italia, si sono ac" cresciute dopo l'attentato del Le~~. Certo, la· po:>izione di Cri:;pi dopo · « l ' ~ttentato si è all'onata, poichè il ~igu i lirato politico di quel delitto « mostra al l11 n:~zionH l'uomo temuto dagli :~narc hi ci, l'uomo forte a:l « c1nale !11 sua opinione publ>lic<1 europea cd iwl iaoa dà forza , dt« ,;iderosn che con lui trionfi l'ordiue e la legalità sul disordine e si ve• rifìch i un saluta re rinascimento ~ocial e del p11 e~e. l o verità se vi è c un uomo di St:tto c., p<~ce in Italia cii trarsi dai più gral'i imbarazzi in •l modo feli('e e lo si deve considerare ~:o me nstr·o delln ~ peranza , quc,;to ~è il grande pa triota it11liano e uomo di Stato, Fn111cesco f:ri:>pi » . - Riportinmo dalla Italia nelle colonie nn brano dell'on. l'aternom o che :;piega as~ai chiarMncnte ~~~ ragioni della nttuale guerr11 di Corea: « \'eni11mo piutto~to ai fatti contmnpcmwc1. Al ·1872, la CorM, pre« valendovi in cruel momento il partito cioese e le idee conservatrici ~esaltate anche dalla illusione di :mue sa puto respingere dalla peni< sola l'onta dell'apertura dc:i poni chiesta tini IJarbari occideruali, mutò • contegno ver:;o il (}iappolle colpevole di nct:ogliore le idee e gli usi « dei barb;ui, e lettere d' ingiuria fl di sfidn furono llllludate al Governo « !.mperiale, · il q~ale, risaput11si in pae~e la C(ISP, a m:da pena potè
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NOTIZIE BI BJ.IOGRAFJ CHE
NOT IZIE BI BLIOGRAFICHE
sottrarsi alla pre~s ione popol<~ rc di una imra:;ione immediata della
« Corea.
giapponese preferì agire verso la Corea'. come ,.,oli ame«.11 Governo . il Gia ppone e cominciò a trattare perchè « ~ pn sse ~leum de1 suo1 porti al commercio ed alla rendenza straniera, « d che ~ttenne con un trattato del ·1876 rlopo aver maud:~tll la notta « nelle acque coreane, ed tllll1 numerosn arnbascieria coronull vi ~ itù il « Giappone. Nel '1880 con un ~eco odo trauato furono ottenute nlt 1·c con« cessioni. Nel '1882 la Corea fn a15it.ata d11 torbidi interni durante i «q ual i al grido di « fnori gli stranieri » furowJ 11ssaliti anche la le' g:~zione cd i depositi di mercanzie dci giapponesi, i qual i do\·eucrn «al proprio valore di fuggire difendendosi p:~sso a passo fino al marf' «contro la folla insorta . La Cina . uotisi, intencnne nei tdrbidi coreani «c sbarcate numerose trup pe ri mise sul trono il Re spodestato o futrzi« tivo e condusse in esilio in Ciun l'uso rpatore T~i-wen- Knn. "''' « Kotisi c.lte que~ to intervcnw della Cina ha luogo dopo che 111 Co re~ «strinse ù firmò trlltlati, come Stato pienamente sovr1H10, non solo 1:ol «G-iappone, ma oziandio con gli Swti Uniti d'Ame ri c<~, p, colla In« ghilterra. « No.tisi che più tardi (188!~) l <~ Corea !'trinse altri trMtoti ({t:~ l i::~ . « .Rnss1a, ecc.) per i quali fu considerato Stato indipendente e p rc~so « Il Re di Corea gli Stati accreditano pure loro ministri. ' Ne consegue che è oramni erroneo in fatto ed in diritto che la << Ci na possa essere più considc•rata dagli Stati di Europ ~ e di Americ:t «come :1 vente al ta sovra ni t:'t sul la Corea. Tornando ni Giapponesi, nello « stesso anno delln somrno>sn co reaun mandarono a Sti()ul un "iOY\IIlP «ed energico d!plomatico, il visconte Hunabu~a che fece il suo i~gresso • scortato da Cloquccent() soldati gin pponesi, ed ottenne, oltre 11d nn:t « rilevn ntc iudennità per i d:mni, nuove coneessioni nei trattati . « Da a llora in poi i rnpporti frn i due pac.;i sono proceduti norma l« mente salvo a quando a quando qunlche nube a secc..nda le infl nen1.e << varie prevalenti nella C01·tc 1: nel Governo d i Corea. il che nou ha «i mpedito ai giapponesi di ll umcnwre i loro com merci in Corea, di r st.abilirvisi numerosi, di fondarvi loro scuole, di acquistarvi inncga« btle pn:ponderanza. . . « L'anno s?Òrso il governo co re:~ no proibì la esportazione dei grani; r 1 g1apponest sosten nero che il trattato Hsistente non dava diritto a « questa proibizione e reclamarono non Jarg~ indennità per i ·ue<YO - · « zianti giapponesi; indennità che veuue p<•gat~. Questa volta il Gi~p« pone chiede riforme nella amministrazione e nelle leggi coreane ehe « r1 c~n 1 ave va~o ~g ito . ve rs~
diano agli stranieri la sicurezza dc~ pacifico godimentc1 dei diritti stabiliti dai trattati cont.ro le interpretazioni arbitrarie, il mal volere, « la violenza dei funzionari corea!l i. « I n parte sarà, è anzi esatto, che ri fo rme siano necessa rie nell' in• teresse non dei soli giapponesi, ma dei cittadini degli altri Stati e -« delle stesse popolazioni corennc, ma in parte vi è anche unn iuteu·« ziooe politic3, quella cio[• di definire la qttestione coreana di fronte « alli'l Cina la qua le come si è visw nel ~882 e si vede oggi, non :;i è <t r;Js:;e;!n:tta a considerare In Corcn come Stato indipendente; ed ttpcr' u1me~tc o per via d' inn uenzc che hnnno, è d'uopo non negar lo, « salde radici nel le popolazioni coreane, ,·i mantien<l vivo lo spirito -<< di re~isteoza alle idee occidentali . Bnsta mettere gli oc~:hi sopra una « cu rtrt geografica per rendersi conto della importanza com merci:~le, -« strMegicn politica, che la Corea può an:~ re per il Gia ppone, che ha per « tnluon ùèlle sue isole importanti •tnalclte preoccupazione, fondatn o c uo non esami nerò qui , in rapporto :.t talnna delle grandi Potenze., ed ·« ha interes~e a che, o la Core:t s i <~ su< 1, o, percltè comprende la difO • coltil di conseguire ciò, a cito di venti daHero una Stato iudipeoclr.nte -<< progressivo e.ome il Gi:1ppoue, e co111e il Gi:1ppone sottratto a prepon• deranze od inlluenze :;tranicre. , Ora la :;ovrnnità più o meno nominale della Cinn , od anche una • sonnuitù elret.ti\'11, diretta, UU<l incorpot·nzioue allo Impero Cinese, « nou basterebbero, visti i melodi di ~overno, di poli lica c di guerra c della Cina, almeno al lo stato attuale delle c.o::;e in quel ricco e forte, · -« 1na lento e pesnnte impero, n sottra rre 1 :~ Corea dal. diYen irc preda di ·«u no od altro Stato in avveni menti ùe' qtu1li potrà essere teatro lro ·<: estremo Ot·iente, ed il Giappone ~cut e la necessità di uscire dn una <<situazione iucerta e pericolosa e !i pera che da questa guerra po:: .sa ·« venire la ~oluzi o ne :~Ila quale nspir:t . « Oi ppiù, dopo gl' incidenti di Forno,;11 e delle isole Liu-Chiu, due ., trionfi , l'ulti mo in ispcc.ie, tlclla politica giapponese su lla Cina, i , rnpporti fra i due imperi sono rima~ti, per quanto buon i iu nppa• ronza, t!i non sincera si mpatia ed amicizia ed il Giappone prerede ·« for~c che dit risultati per lui felici della guerra e dopo uua pace equu. ·c possa l'orientamento della politica dei rlue Sta ti fra di loro. {11Ularsi : • e ,·enire ad un rav vicina mento per la eventuale difesa dt comum « iuteressi e di accordo con una tlelle Potenze di Europrt la quale non « vagheggi<ì ulteriori aumr.nti territoriali, mn potre~be trov:trsi io ne· « cessitit di difendere i suoi intere$si e po~sessi tn A::c ta. « «
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
8. Varietà. - Paolo Salvi. Corse di resistenza. :\Torme e consi.,fi pratici per0 eseguirli. Homa, c~sa ed itrice itafiann. -. Dall'in ventneio del ~fn8eo di arm i di llerliuo (Zeughaus) al 20 d1cembre ·l 767 rileviamo che vi el'ano allora 80,50·1 fucili di fanteria, 13,67·~ CMabioe da dragoni, 13,000 da cavalleria pe~an te, 7382: da uss~~ri lunghe, 5613 da ussari corte, 67~ fucili da caccia, 40,000 pistole, 16,000 sciabole da dragoni, H,OOO da cavallerin pesante, 20,000· da nssari, 293 spuntoni, 957 picche e 254 tamburi. · - Dal mede$imo libro togliamo questn lettt'ra di Federico II assa~ import11nte per la storia del reclutamelllo. c Cam magg . .fJcnerale von Nassa~t, " Dn qualche tempo vi è uu dubbio nei reggimenti circa il prezzo da • pagare per una recluta iu proporzioni della sua statura e quanto deve· • rirnborsarsi ud caso di cambio di corpo. Per ciù fhso ![llesta tassa. « per tuili i cas1: un uomo di 6 piedi :·100 talleri, di 5 piedi e t l poi« li ei 200 tlllleri, di 5 piedi e ·l O pollici 150 talleri, di 5 piedi & 9 poi • l ici 'i 00 tali eri, di 5 piedi e 8 pollici ·•o tali eri, di 5 piedi e 7 pollici «:w " 24 talleri, di 5 piedi e 6 pollici ·16 talleri. Nulht di più deve'' essere pagato e questa tassa noo potrit essere rnodilìca t:~ senza mio. '' permesso. Farete conoscere quanto sopra ni ro·t1·i c.1 pitani. <<
Be,·tino, 27 gemutio 1744. (<
.fRIOERICH
b.
- Leynarrie. Jfoew·s militaù·es du premier Empire. Parigi, L:tvauzelle. - Ferna ndez de Yha rra. I e ferite del .Jlamdicher nella guerl'a civile· del Chilì. New- York. - Segua liflmo la nascita di una uuova consorelln : La Revista èlel Club mililcw, nuovo organo della riunione degli ufficiali della Repnbblic.a Argentina. ,\.uguri di prosperità e lunga vita. Ecco il $Ommario del ·l o fascicolo tlel ,, a luglio che dimostra la natUI'a seria e scientifica del nuovo periodico : « Introducciòn. « U de julio, por Rafaef Obligado.
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« Episodio~ de la Revolnciòn Argentino, T.os So.rgentos de Tambo Nuevo, por Bartolomé Mitre. « Guardia Nacional, por E. 1\J. « Modelo 1\Iauser Argentino. , Siluctn històrica del generai D. Marcos G. Ralc.'lrce, por Jos(i · J. Biedmn. « Organiznciòn militar de Chi.lc. por Alberto r.apdovi llo. « Cròuica Na<:ional. « Provecto de Ley de Retiro.s tnilitares. por Lino O. Roa. « IncÒgnitas, por Marino Brais. « ~o ta~ Ribliogrùfìcas » . - Mémoin;s d'une inconnue ('1780-18,16) . Parigi. Plon. Si Ynol far -credere che appartengono all a madre di nn gener·ale che. tenue no .gran .posto nella ~ lorin francese fra Lu!gi Filippo e N~po lcone ~li. OuiHtta~o molto della loro antenticitù specie dopo a,·erc lcuo passagg1 come 1p1 e~t1 : « Murnt, quoique né daus la ha::sc classe dn peuple, avait re<:u .: quei!Jne iustruction: sa mèr~,. qui teu:1it une. e~pèce de cabnr~t : -<< ayant Youlo en f:tirc un pn\tre, 11 fnt rcçu nu ~~~mma 1 re et. y .fìt ~e::. 4 études. Il s'exprimait :wcc faci lik eu fran çni:> comme eu lt.ahen, et . .c mon mari uù dit qu'au Consci! d' Eta!, il sai~is >a i t l 'occ~sion de , parler sur toutes les questions et :;'eu ti1:ai.t conveoa~lem~n~.: C'!·tait « une rnnui èrc de protester contre ~0 11 o r~gllle et CCII\ (j lll ~ en mo-« quaient. . . . « Il s'òtait en!!aaè com mc soldat lor,; de la Re,·olutiOU, mon mafl le c fìt entrcr da u ~,a· garJc coostit~nionnellc de Louis X \'I, lors de sa crea· « tion, eu mtìme temps que son comp:•u·iote Bessières. Ex.c~ll :.nt da~s • tous les exercices du t:orps , ou po11 va it - quand il dan~a 11, montnlt « ;\ chevlll, pnssait. une .revue l11i nppliquer sans rire ce sobriquet • de Majesté, toujours riuicule, san s cloutc. m;~i s 11 0 le devennnt pas « d;.,·anta)te par celui auquel il s';;dressait » . [ L'otat wilitaire rrui semblernit si ,_Propt·e à ennoiJiir, à élevcr l'hornme par la prt\sence habituellc du danger, est peut·1~tre celut J ~ • tous qui s'oppose le plus à la véritahle dignité d~• C~ l·actè r.~'. ce qut . « s.'explique par celle éternelle néces!'itt'·: de sul~o rdt naLion . .l ar_. co~nu 4 un bi en grand nombre rl'offìciers; . Je les. m vus le p lu~ ~ouv.eot « servilcs daus leur j e nnes~c . quand ds nvatent leu r ch.enun a fatre, « tvr 11 ns rlans leur vieillcsse, lorsque ce cheniin était fati, comrne. ~e " p.\aisant h f~lire, ~oufTrir aux :mtre, cc '1u'i ls avaient diì soullm <<
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
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' jad_is, sans avoir acquis plus d'indépendance réelle dans leur con-
« dUJte et daos leurs opinioos ».
«. Je. m~ r~pp~ll~ u~ c~rtain ~é~•'r;l ~·l a~hè~ q · ·ui ~e .par.lait. d. e. l'E. . perenr qu'avec d . m. l . es transports, dP.s convulsions d'adoration Un J·our « dtnant c Jez mOJ: Oui disait-il N ra p l' : , d . ' ' o eon est mon Dteu et ···t, « m ~r ouuatt de tner mon père, j'oùéirais. -- C . . st « ten1r un geste de dEl out . _ ,, . ~om_me ..1 e ne pus re« • J. g. . . Madllrne, 3JOUIIH-tl, Je me tuerais apres. e vons coose,Jierats alors· lui dis·J·e de c . , Cl . · · ' • ommencer par la targe apres mon bcau frère du com mandement de· Ca l b . .. « y fi t régner le terrenr tout en s'enrichissant ar l . :. ' a re~. d « les A nglais, et il ava i t la ~otti.se, it so n retour P•d ~ contre bande avec ~ . •. . ' e ~e va nter des hor, rell! s qu' 1 y avaJt ordounées. Je l'ai revu l >cr•' . • · . ' !'> '•'"11Stc sous la Re'~ ~1.1\ura tto n et deblaterant l:Ontre l'Fmnere . . . .. . . ,. uJ, pu•s JUste mdlen au• jourd'h ui ». 4
«
Per la Direzio11e LODOVICO ÙISOT'l'I
D EMARCHI CARL O,
gerente.
LA CAVALLERIA NELLA ODIERNA GUERRA DI MASSE
L'arte della guerra nella ,;variata applicazione dei suoi principi fondtunentali ed immn tabil i ndopera se mpre nuovi modi e nuoYi mezzi secondo il gr::~do d'inci vilimento delle nazioni. Collegala al resto delle umane CO)!nir.ioni, svolgendosi e mo· diftcandosi colla stessa graduale evoluzione della civillil, questa arte è andata facendo si sempre piu vasta, se mpre più complessa . Per le grand i masse che oggidì meltCIIHÌ in azione, per la mol e degli appt'ovvigionamenti che queste richieggono , per la varietit e quanLitit degli ist,mmenti di distruzi one e di difesa usati , può dirsi che abbia invaso il campo delle scienze sociali , economiche, industriali. Per modo che, ormai, solo col ui può ordinatamente preparare e impiegare gli eserciti, il quale sappi a valutare , scegliere e :lpplicare i rimllati delle moderne scienze ed abbia una chiara idea dei vanta~gi che dessi oll'rono come delle dirtìcoltù che nellò adoperarli si sperimentano . )fa se la teorica della guerra si è l'alla più comple:;sa e complicata tutto però in essa è armonico, dipendente> e mal si accingerebbe colui che prendesse a studiare una sua parte seor.a tener conto del tullo. Opera superficiale e vana perciò farebbe chi YOIesse esami nare il modo d'agi re della caYall eria in via astratta e all'infuori delle speciali condizioni oggi fatte alla gue rra. D'altra pat:te le scoperte e i per·fezionamenti che ogn i giomo si manifestano nel vasto campo delle scienze e dell'industrie in· 1()3 -
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LA CAVALLERIA NELLA OD IERNA GUERRA DI MASSE
LA CATALLERlA NELLA ODIERNA GUE RRA tll MASSE
ducono continui mutamenti nel non meno vasto c:.mpo dell'ime militare e generano ·in esso un progresso incessante, ;ndefinito. . Tuttavia, in mezzo a tanta mut.abilitil nn .elemento rimane immutabile: l' uomo, In qualsiasi epoca, qualunque siano le armi, gli ordini e l~ forme tattiche, il terreno, l' e:->senza dell'uomo nel combattimento è sempre la stessa: sempre egualmente impres~ionabile : sempre sog.getto alle medesime cause di entusiasmo e di terrore. E come l'uomo cosi il caval lo. Quest'arma an imata e vivente della cavalleria, è presso a poco quale era nella pi ù remota antichilà. Talchè la cavalleria, composta come è di due elementi semplici e pr·imitivi, un'energia morale ed una fo rza materiale, presenta spiccatissimo tanto nel suo modo di essere che per rispetto ai risultati del suo im piego l'esemp io di una immutabilità caratteri sticn . Federi co e Napoleone non la im;•iegar·ono cliversa menl.e di queilo che avevano fallo Alessandro ed Annibale, e ad onta di tutti i progress i accurlulati da secoli e secoli e di lutti i perfezionamenti della balistica, i risultati che ne ottennero furo no eguali se non superior·i. Si può qu indi di re che il fondo della tattica di quest'arma sfugge ad ogni trasformazione. Soltan to variano il modo e la misura, della .sua parteeipazione alla guerra. Hicei'Care come questa misu ra b questo modo debbano essere affinchè essa figuri utilmente nel gran quadro della guerra modema è quauto ci proponiamo di fare col presente scritto.
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Una semplice espressione caral.lcrizza tutta la guerra odierna: la gne1'?'a di masse. li modo accanito fino all'ultimo con cui è condol.l.a, pei supremi e vitali interessi che sono messi in giuoco, implica la necessita di impegnare nella lolt<l tutte le forze vive di un paese e dà a questa un carattere eminen temente nazionale. Essendo lutto un popolo in armi che vi prende parte, per fal'lo muovere e comuallere, e più ancora per provvedere ai suoi ingenti bisogni, occorrono potentissimi e rapidi mezzi di comunicazione;
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quantità. stragrande di materiali. Per averne ~m'i d ea. ~asti l'accennare che solo per raccogliere queste masse d1 armati 11 numero dei treni ferrov iari necessari comincia a contarsi a migliaia ; per vett.ovagliarle, giornalmente abbiso?~an? parecchie centi~aia di tonnellate di viveri ; e te stesse pos1Z10n1 del terreno ~he m precedenza l'arte prepara in loro appogRiO sono regioni fortificale il cuì perimetro misura cen tinaia di chilometri . . . . È naturale. pertanto, che nella condotta de lle .gr&ndl op:~azronr e nell a tecnica. dei movimenti_, come nel l'arte d1 approvvrg10nare 'e fa r' combauere le truppe si manifestino difficol tà ed e si gen z~ particolari, a soddisfare le quali piil non rispondono i meL0d1 usati in passato . . . Mentre da un lato i teatri delle operaziOni tendono a drventare sempre più estesi, dall'altro le fe r~·ovie, trac~ia n do e ~ i ssando le direttric i delle operazion i e le arter1e del moVImento, !mutano ed inquadrano i disegni di cam p~ g nt1. Lun gi da linee ferrale, invero, le grosse armate non poll·cbhero a lu n~o vivere. La somma dei· biso~ni che rappresen l.:~rlo è tale, specie quando si concentrano per In hn tta~lia, che la zona di terreno da esse occupata in pochi giorni ne sarebbe _d ~vas~ta: fosse pure la pi Lt ricca. Se a questo si aggiun?e la ddlrcolta. d1 raccogliere sul paese le grandi quanLiLi\ di v1verr .occ.orrenll ~ farl é arrivare in tempo alle truppe, si vede come 1\ srstema tl1 not rire la auerra coll a guerra non possa più bclstare. Dovrtt essere co m~i~ato coll'altro dei r iforn imen1i da tergo di cui le ferr ovie sono il princip;de fattore. . .. Come per il \'ellovagliamenlo, cosi per provve~ere a1 mollepltcl altri !J isonni dei numerosi eserciti occorrono rnJSlH'e -non meuo f' gran di ose~ Da ciò !' importanza sempr·~ crescen:e . ~li q.uel fasc.io di comunicazioni su cui si ell'elluano 1 tr:1sport1 d ogn1 wrlit rn due direzioni opposte: cioè, dni centri di risorse alle a~·r~lalc ~ da queste a quelli e l'imperioso bisogno di garantirlo daglr 1n$ult1 del nemico. Analogamente, la necessità di far muovere ?um~rose ~or~e su fronti relativamente rist.rett i, :;opratutto quando s a vvicma l :lZione, obbliga a ser v ir~i di profonde e dense colonne, superiori ancl1e al corpo d'ùrmata.
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LA CàT ALLBRIA NELLA ODIERNA GUERRA DI MASSB
Quesla .grande unità, compos!a com' è di due divisioni, · non potre?be rn. un esercito di più milioni di uomini avere Jo stesso comp.rto ta~tr~o e logistico cbe aveva in eserciti di mezzo milione. Dovra. J:.O ~Li l~mla un' unità di marcia e di rifomimento forte di 3 _o 4. rl11'1Stont , la qua le sarà altresì un'eccellente unitù di combatLtntenLo potendo disporre ' , a dill'erenza · dell' alt ua 1e corpo ci'1 armala, di I'Ìsèrva. E g.ià . vediamo . ac~entuar;;i negli esereiti europei la tendenza ~ cost1 tU1r~ 1 corp1 d1 tre divisiùn i : 2 attive ed 'l d i riserva ed 10 Germa nta ancl1e fo · · · d'1 118 battagl ioni giu:;ta . . . rmare 1e d'IVIS!Onl le tdee ~e l Verdy du Vernois. Evi dentemente perchè queste grosse masse marcianti non corr~no pericolo di urtare repentinamente contro il nemico e non Stano costrelle a . subito spieuarsi ·0 . . . n • sarà ' ' neces·ar·o :s 1 , come meg 11 SI vedr~ 111 segu1to, che sieno precedute a grandi distanze da caYallen~ . F.ssenclo presumibile che con tal mezzo possano cono~ cere. tn tempo quale probabilità hanno d'in contrare l'avversano, : 1metteranno in condizioni di fa r giungere sul campo di b~t.Laglla ~utte ~e t1:uppe che le compongono, sia sgombrando tutti gl 11~1ped 1ment1, sHt ado tlando una formazione di marcia che ncco t'Cl la lunghezza delle co lonne. · E ciò pare tanto più logico e facile dappoichè Je crrandi battaglie delle masse moderne dureranno più a lungo~ Non i) iìl qualche orad~hre le forle in presenza saran no logote- al punto da permettere 1 •are lo sforzo decisivo · ma sar·'t 't (~io•·nate cJ 1e l' a . •' ' .. c ~ t )~so,.,ne1 a con iare nelle hatLaglie avven ire, e gli elementi che gmug.eranno ali~ fin e di queste formidabili pugne potranno ancora · a r~rv1 nn comp1to capitale. E ov:•io, che per condurre alla battagl ia simi l i colonne si saril costretti. a far marciare a molta distanza indietr·o daIl·et coua "' 1· conv~gl1 e gran parte dei parchi. E perché i corpi possano vivere n~nggw r tempo colle proprie 1;isorse sarà necessario (sull'esempio d1 quanto hanno faLLo i tedeschi) numentnre il c:~rreuaio reaui~en.tale e. fo rs'anch e le razioni vi veri portate dal sold~to . C~llo nnptego gJU.dizioso delle vetture dei corpi e col fare nvanznre nella nolle ' convogli viveri , si potranno superare Je difficollà create dalla profondirù nelle colonne.
LA CAVALLERIA. NELLA ODIERNA GUERRA DI l!ASSE
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)l a ·siccome, per quanto si faccia, i movimenti delle grosse uni tà su di una sola stradil non potranno essere molto celeri , COSÌ da tult.i venne adottata la mi::> UI'Cl. di mette1·e alla testa la m11ggior quantità di artiglierie. L'azione lon tana propria di quest'arma permetterà di guadagnare il tempo occorrente allo spiegamento senza pregiudizio della libertit di decisioni del comandante supel'iore. Con tutto questo non si vuoi dire cbe nella guerra di masse si sia indotti a far sempre marciare alla battaglia più corpi di armnta sulla medesima strada. il modo più comodo per ammassare num erose fo rze su di un punto sarà ancora di fa rvele affluire per mezw di tu lt.e le .strade ch e vi conco rrono. Questo modo di operare conisponde anch e :.I le esigenze tattiche poicllè abbrevia il tempo necessario per lo spiegamento, ta nto piìt se al pari di quello che fecero i prnssiani a 1\.oniggriilz, si può fa rle s boccare sul campo di ba ttaglia su eli un arco di circolo apreferenza che sop ra nna linea rett:1. E la tesi di Scharnhorst, che non bi~ogna mai anuna.9srtrsi. prmdenilo posi.:::ioni, ma che liisogna concentml·si per la. battaglùt, giudicata un errore ai suoi tempi, trova piena applicazione nella gt1erra moderna. Se le due armate prussiane che nel '18lHi avevano invaso la Boemia separatamente fosse ro state riunite, in prev isione dell 'imminente l.latLaglia de·cisiva, a )iiletin, per esempio. o a Horsitz . come J:i aHebbe potuto fare essendo esse giuoLe fin dalla se1·a del 30 giugno a breve ~ in tervallo fra loro, i prussiani :>arebbero stati costretti la mattina d~l :3 luglio di rar marciare i corpi d'armata l'uno dietro l'altro e avrebbero così per·duto il vantai!'g io di far convergere tutte le forze ad uno scopo unico . Inol tre, per la profondità di IJiarcia delle colon ne si può esser sicuri che una parte delle forze ~on avrebbe potuto intervenire al combattimento. Questo fatto della maggior facili tà. di riunire grandi masse pe1· mezzo del concentramento anzichè dolJo spiegamento, conduce ad accennare all a efficacia sempre maggiore che coi grandi eserciti v·a acquistando la manovra a·cviluppante su òi un 'a In o su ambedue ed all e maggiori dillicoltà che per contro presenta queila cosi dettn. por linee inle?'M·. Ancora possibile quesl a seconda manovra con mass-e di z o 3 corpi d'armata, è di quasi impossibile
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attuazione con eserciti di f 5 o 20 . . Masse così enormi hanno bisogno di tal libertà di movimento che non è più compatibile coll'esigenze delle linee interne. L'una quindi tenderà a sostitui re l'altra nel la guerr·a odierna. Anche sul campo tattico l'avviluppamento di un'a la o di ambed ue le ali dell'avve1·sari <;> diventerit la regola, tanto che la battaglia si inizi per l'entrata in azione delle armate secondo la precedente direzione logistica, come a Koniggr~it.z, ovvero per l'iniziativa di .un comandante di corpo d'armata che, come a Mar,:;-la-Tonr, assale il nem ico non appena viene con esso in contatto. Ma siccome non sari.t possibile eseguire l'auacco contro l'ala prescelta ~enza tenere fortemente impegnato tutto il resto della fro nte della difesa, co:'i ,le lotte fro ntali, intese a facilitare e prepar;1re il colpo decisivo, non potranno essere se mpli ci azioni dimo::;trative. Saranno co rnhr~Ltirn enti a fondo, pr: nosi, di lunga durata e condotti con grand e densità di truppe. Protetto da qnesLi combattimenti frontali, l'allaccante ~ndrù ell'ettuando le manovre per portare l'uno risolutivo. Queste manovre lu n§!he. dinicili, dovranno essere eseguite con molte forze e richiederanno ordini arn mas!lati o per lo meno ordini di marcia il più possibile serrati. lmperocchè il difensore colle grandi masse avendo maggior fncil iLà di prevedere su quale ala avverrù il principale sforzo vi avrit addensa to numerose riser·ve, le llnali, scaglionate indietro e abbastanza in fuori , potranno anche cacciarsi su l fianco e sul tergo della massa che conduce l' avvolgimento . Inlìne è da credere che per le grandi fronti di hattaglia il·movi mento avvolgente sarà cosi esteso che di sovente non si pou·it giungere alla cris1 risolutiva in una sola giornata e fo1·se neppure in due, anche approfittando della notte per· metter piede su quei punti, la conquista dei quali sarebbe costos issima di gi orn o. Ad onta di queste ed al tre tendenze della guerra di masse . il gr;ìn dramma nel com pl essivo suo sviluppo presen ta come in passn to le stesse fasi. Dapprima, sopra nna vastissima zo.na, opportunamente scelta a magg-iore o minore prÌl~!limità dalla frontiera :;econdo che la
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cruerra è offensiva o difensiva, convenientemente preparata e larcramente approvvigionata si raduna la massa dell' t:sercito. , Qui'vi si dispone colle fo rze divise in grossi nuclei.' 'sufficientemente intervallati e dislocati in que i siti che meglto aAevolano )' impiego delle ferrovie 1·etrostanti e piu . favoris'~.ono l' incolonnamento sulle vie· d'invasione in caso d1 ofTensrva strategi ca; con cl'iteri opposti in caso di difensiva. . A questa fase di concentramento tien_ diet~o la. marc1a . d'av~ vicinamento, ossia quell'assieme di mov1ment1 e dt c~mba tt rmentr p1·eparatori ~ differenti secondo la natura della frontiera, per arrivare e prepararsi al grand'urlo tattico; urto p~S~ènle e t.re~ mendo , condotto da cent inaia di mi~liaia d'uomr n1, su.~am pt d~ 30, 40 e forse pii1 chilometri di fronte e del quale le pru grandt ba tta~tlie del passato non possono darci un'idea. ,. . Ottenuta la vittoria, si avrà la ritirata da una parte e lrnseg ut~ mento dall'altra. 11 qual inseguim ento non pott:~t però essere cos~ fulmineo come ai tempi di Napoleone, sia per le masse ~he oggr prendono parte alla nattagl in, sia per la maniera con cut la bat· . tacrlia stes:;a si svolge. "un nuovo periodo conseguente e subordinato ricomi.ncia allora e anche in questo si vedranno, alla loro volta, rtprodolte le medesime fa,;.i: concentramento, marcia d'anicinamento, bat· taglia, inseguimento e ritirata, fi no a ch e uno .de~ due. combattenti , esaurite tutte le ri sorse, sa rit costrello dt pr egarst all a. vo· lontit del vincitore. . Esaminiamo la parte che spetta alla cavalleria in ciascuna dt queste fa si.
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La prima fase è la principale per la cavai_Jeria. - ~n questa, come si è detto, gli eserciti avversari, compmto pm o _meno celeremeote il loro completamento, vann o accumuland~s1 . alle frontiere e vi si schierano. Sebbene lo studio del teri'I Lo.no e dell'ordinamento del nemico possa far presupporre dove St concentra la sua massa principnle ed i rappor·ti nu~erici .e mora~ i fra le sue forze e le nostre, il carattere de' suor O!.·clrnam~ntr , la maggiore 0 minor prontezza di mohilit.nzione, la s1stemaz10ne
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a difesa del suo territorio permettano d' indurre se egli si ten à sulle difese oppure prenderà subito l'offensiva, nondimeno in quei yrimi momenti una oscurità inquietante, una specie di fiua n ebb~:1, avvolge i due esel'Citi. Incomincia allora fra i due coma?danti supremi una lotta sord<!-, tutta di penetrazione, d'in telhgenza. di astuzie, per scoprire l'uno l' incognita decrli intendimenti dell' alt•·o: incognita angosciosa e più terribil; dello stesso pel'icolo. A risolverla mezzo principale è la cavalleria. · Costantemente mantenute sul piede di guerra, le cavallerie àei due avversari fin dai primi istanti sa ran no messe in movimento. Lanciate nel mistarioso sps.zio che separa le fronti di concentr·a~ento. ~ei .due eserciti, dovranno sollevare il ,~elo che copre le dt:;poSIZIOnt nem!che ed .opporsi ad ogni tentativo del l' istesso genere fatto dalla avversaria. l\ella esecuzione della loro missione identica ma opposta, dovranno· necessariamen te scontrarsi e com~ battere. li risultato di que:;ta lolla avrà una nolevole in lluenza sull e prime operazioni. Oltre gli efl'ettt morali che ùna prima vittoria o scontìua sem pre esercita sugli avvenimenti successiv i . l' eserctt~ c~n app~rttene la caval leria vincitrice potJ'Ù inizia re le operaZIOni n ragton veduta, con una situazione chia ra davanti a sè men tre'l'allro, scrpreso, incerto, all'oscuro di qua n' Lo avviene,' sarà costretto fin dal pt·incipio a subirne l'iniziativa. « Una « buona e numerosa c.avalleria, scrive il barone von Goltz nel « su.o aureo libro ta na.;:ione annata, è il miglior mezzo per do« mJrHtre le opemzi oni. E come in certi giuocbi ha ma,ggior « vantaggio chi incomincia, così in gnerra sarit avvantaggiato « colnt la cui c;;valleria si mostrerà super iore a quella dell"av« versar·io. Potrà orientar~i più celerarnente e più prontamente « riusci rà a prendere le sue riso lnziorii e a cominci are le ope« razion i. li Inoltre giova ricordare ch6 coi Mlossali eserciti od ierni non sono più attuabili quei rapidi spostamenLi e improvvisi cambiamenti di direzione che gli eserci1i del passato, do tati di ma<Tgior mobilità perchè di piccola mole. potevano agevolmen te es~· guire. Le reti ferroviarie stesse tracciando in precedenza ed in modo irrevvcabile sui teat ri delle operazioni i punti di par ten ;~,a •
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e le direzioni delle gross~ colonne e delle cor•·enti di alimentazione, rendono difficile e malagevole ogni ca mhiamento una volta che le masse sono incanalate in una data direzione. La qual cosa fa sì che . il primitivo orientamento è orientamento dell' intiera ca mpagna ed un errore commesso da principio può compromellerne l'esito fi nale . · La cava ll eria .aclnnqn e che ta nta pa rte ha nel fissarlo, dovrà appot'l<~rvi un'energia ed un'attivita da superare ogni ostacolo; una chiar·oveggenza da sconginrare ogni errore. * * * Questo serv1z1o !;tr·ntegico davanti nl fr onte di adunata degli es13rciti, preconizzatu da lutti gli scrillori milita·ri e che tutte le cavallerie d ' ~uropa si dich iarano pronte a compiere, si riassume nei due assiom i : esplol'fl.?'e e p?·ote(/{Je?'e, cop1'i1·e e scop1·in:. Ma se lo scopo a\ ch iaro i meu.i per t'aggiunge rlo peranco non sono ben definiti. Movendo dal conceuo che il lìne ultimo Jella esplorazione strate}(ica consiste nella scelta giudiziosa e nel r·aggiungimento di pochi punti capitali, nei quali si ha In ma[.!gior prohauilitit eli tr•Jvare le masse nemiche, è opinione dei più~di dividere la cavalleria in altrettante masse (cliyi sioni inc1ipendeuli) quan ti sono questi obhieuivi principali scelti tlal comando superiot·e, e che queste masse vi si dirigano colle forze raccolte e orientate e precedute da poche e qua~ i invisibili p;Htugl ie. . Abbandonato pen:iò il sistèma di stendere sn tutto il fronte delle armate un cordone fillo e continuo di drappelli esploranti il quale nella p!'atica anzichè catena d'occhi o velo protettore si Lraduce,·a in dispersione di forza in impolenz<l al penetrare nella rete nemica. E perchè fra queste ma~se, separate come sono nello spazio e nel tempo, non abbia ad intromettersi inosservat a. la cavalleria a vversal'ia, sarà opportuno tener! e collevate con lepgiere e lluide pattuglie. Cosi l'ossatura dell' intero si!;lema si riduce a poche masse fortemente concen trate e avvolte da svolazzanti pattuglie. ~ ella lol'o prime operazioni le divis ioni di cavallet'ia, a cagione della vicinanza dei si li di radunata delle due parti alla frontiern , non avranno dinnnzi à lor·o vasti spazi come potranno
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a~ere dopo una. grande battaglia. Potr•anno però ·sempre disporre . dr terreuo suffictente per spinger·si a qualche giorna ta dai ri spettivi eserciti. •Nella loro cor·sa attraverso codes to terreno · potranno incontra:si in forti di sbarramento e for·s' anche in battaglioni ava nzat1. E che perciò? A meno che trallisi eli frontiem montagnosa :- nel qual caso assai pi'Obnbilmente non saranno le azioni ra piùe ~ decisive d~l la cavaller·ia che iniziera nno la c.a mpagna, ma audact sorprese dr fanterie special i, oppure lun ghe lotte, insis~enti, tenaci per conquistare o mantenere quelle posizioni che g1overanno po i nello s1•olgimeuto delle successive operazioni le . m:tsse eli cavalleria non 1·i uscendo ad impadronirsene 0 a respmger quei repat'li li girernnno per raggiungere, a costo dei maggior·i sacrilìci, gl i obbiettivi ad esse assegnati ed esercitare il loro ufficio eli fiaccola nelle tenebre della guer·ra. Il solo , il più serio o:>tawlo lo troveranno nella cava ll eria avversaria, la quale incaricata della stessa missione, cercberit ~on ogni modo di opporsi . l"e co nsegue che per avere libero d campo alla scopei'La e nel medesimo tempo impedire ad essa ·di fare lo stesso ~i spetto a noi: in altri termini per potere scop·ri1·e. aliantt e copm·e la mohilit11zione delle nostre truppe, unico mezzo sarit di cercnce la ~avalle ria nem ica per hauel'la e disperderla. Questo mezzo che og).!i s' impone non solo sugli estesi ed a~erti Ler:en i della esplorazione strategica, ma anchè sui campi d~ battnglla é l'animò ed il pensiero che reggono il moderno impiego dell'a.r~ta, ~d eormai inteso da tnui. « Soltantoqnello dei « due part1t1 belligeranti, dice il Goltz (·l ), che riuscir·à a bat(( tere la cavalleria avversaria si sarù ass icurato un servizio « d'esplornzione ben fatto ed uti!e. >> Quella cavalleria che vi rinunciasse verrebbe meno alla parte che le è riservata nella guerra moderna. Nella campagna del ·1870 la cavalleria tedesca, per· ragioni che non è il caso di esporre, non adempi alla missione di co-
(l) Opera giil citata.
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prire la radunata e schieramento dello esercito, e fu ;;oltnnto al 3 agosto (·16 giorni dopo iniziata la mobilitazione) che cominciò l'esplorazione davanti alle armate. Non avendo avuto a fronte cavalleria avversari a potè farlo impunemente non solo, ma di primo acchito ebbe libero il campo alla scoperta come dopo .avere ri portato su quella una villor·ia. Essa però sa che altrettanto non sarà per avverarsi nelle future campagne. E co nvinta come il combattimento per urto e all'arma bianca sia la conse· guenza inevitabile dell'esplorazione, vi si prepara con entusia smo ·e con ardore . Tnui i suoi re~olamen ti so ne, inspirati a siffatlo concetto . Lo stesso Ol'dine di comb:1ttimento òelln divisione, propugnato dal generale Schmidt e dal pri ncipe Federico Cari~ , costituilo (com'è noto) di tre scagli oni di forza pressochè egual1, e che e ,•~re()'iament e prestavasi al manovrare, le""ero ,.,,... ' pierrhevole r> -. o ha ceduto il passo· ad una formaz;oue più semplice e sopra tutto più ofTensiva. lo essa il centro di graviti1 del la divi!l ione è po rtato t11llo sulla sc.hiera d'attacco la q~1ale perciò è considere1·olmente rinforzata a spP.se delle al tre due. E queste sono cosi ravYi cinate a quella che, in realtil , al momento dell'nrto è l' intiera divisione ch e in nn sol blocco si getta ~n l nemico lanciando alla carica tutte le forze. li reg-olamento di esercizi col sanzionare tale disposizione dinota come i tedeschi siano decisi eli venire colla cavalleria che domani potrn ono avere a fronte ad una collisione il piu possibile rapiela e decisiva .
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Battuta la cavalleria nemica e spinto lo inseguimento fi no all' annientamento morale se non materiale, la vincitrice correrà alla ricerca delle mnsse nemiche retr0stanti per scoprirne le posizioni, le direzion i delle colonne di marcia, gli accampamenti, la forza e se possibile gli intendimenti. In taluni casi potrà arrivare a distur·Lame anche le operazioni di radunata. . Qui cade in acconcio l'osservare che per quanto sia inv,erosimile che nell' .Europa centrale ed occ identale si possano eseguire di quelle lunghe scotTerie (raids) che resero illustre il nome di Stuarl, M orga~, Sher·idan ed altri nella .guerra di secessione d' America,
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pure non sembra arrischiato il prevedere che nelle prossime campagne (su frontiera adatta, beninteso) potenti masse di cavalleria cercheranno di gettarsi improvvis11mente sul territorio dell'avversario per rompere fert'ovie e tele~rafL produrre guasti alle stazion i di scaricarnento delle truppe, incendiare magazzini e risorse, ritardare in una parola la mobilita?.ione. E tanto più IJare ammissibile ciò quando si pensi allo ~ la t o di crisi in cui vengono a u·o var·si colossali eserciti del giorno d'oggi durante tale operazione e siri- · !letta che la durata di questo stato è in gra n parte dipendente dal numero e dalla potenzialità delle lin ee fenovia rie delle quali si può di$porre. Egli è certo ch e quello dei due avversari il quale tema di essere prevenuto dall'altro nel compiere la propria rnobilita1.ione si varrit di qualunque mezzo per impedirgliene l'uso. Ad ogn i modo l'esercito (~Ui apf.!artiene la cavaller·ia che uscì Vitt.iH·iosa nella lotta coll'avversn ria, ormai Orientato sulla situazione dell 'in imico e godendo dei van taggi dell 'iniziativa, metlerit. in movimento le sue nrmate per venire con questi ad nn'nzione grossa e riso lutiva qunnto più presto sia poss ibile. Co mi ncia cosi la :seconda fase. l.e guerre più recenti, se pure com batlnte con forze considerevoli, non offrono el·ementi sufficienti per dimostrarci con fondamento come potrà sviluppa rsi quel complesso di marce e combatt.imenti che caral!erizzn questa fase e che precede le grosse e decisive ballaglie. ~ ulla però esclude che <:ome nel 1870 avvengano parz iali comb;Htirnenti e sanguinose bauaglie, specie allorchè lo schier<lmento del. difensore fu ·ratto dietro il preco ncetLo eli pr·enclere J'oll'en siva e non si ebbe il tempo di trad ul'l o irr atto. lo tali casi, il fatto dell e gra ndi fron ti che sarà stnto neeessario assumere all'inizio delle operazioni per poter dar sfogo all'invasione co n ~ulle le forze, e l'altro fatto della vicinanza della fronte avversaria potranno rendere inevitnbi li gl i ur·ti di parti contro parti (Wiir'th, Spicheren) prima dell'urlo di massa contro mnssa. Comunque sia, alle armate in marcia verso l'inimico occorrono informazioni incessanti e rnpide; un'atmosfera di sicurezza per poter progredire senza preoccupazioni , nè soverchie fatich e, li bertì1 di movimento e larghezza di approvvigiOJt~menti.
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Una grossa armata invero n.on puotrebbe sempre tenersi cosi compatta, con stretta forma e poca profond ità, come è necessario nei aiorni che precedono immediatamente 111 bauaglia. Le esigenz; d~lta marcia, della sosta, del vettovngliamento richieggono unn cer·ta separazio~e tan to nel senso .de.lla .fronte ~he della profondità: separazione che dovril essere dwunu1ta a misura che ' la battaglia diventa imminente. · IJuantunque le ferrovie coll e grandi provviste che di continuo possono mettere <1 contatto delle truppe abbiano reso meno urgente que~to bisogno, sta pur sempre che un ecces~1vo co ncentramento, prol ungato per piit giorn i, può logorare le fo rze non meno di una bauaglia pei disngi e le privazioni cui sottopone le truppe. Onde la nece~silà di regolare opportunamente tale separazione per :modo che cessi al momento del bisogno e si P•ISSa riprenderla non appena il bisogno stesso sin ;;<:omparso. • Per ottenere ciò, in altri termini per far~ilitare questa alterna vieenda del separa?·si e del •t·ùmirsi, servono le divi sioni indipen~ denti di cava ll eria in esplorazioue. Esse, precedendo le arfolate d1 qualche giornata di marcia , coll e loro i nf~rma1.ioni oll"rir~nno l'i ndice pi ù siwro per regolarla sec.ondo la d1stanza del nem 1co. Quell'a1·mata che non potesse di:sporre di un tal mezzo dovrebbe necessariamente staccnre sulla fronte e fors'aMbe sui fianchi reparti di truppa abbastanza forl.i per poter re:>ist.ere durante il tempo occorreute al concentramento delle forze per la battaglia. Non potendo spingere questi raparti a grandi distanze - perchè no~ alli come è la cavalleria a sv incolarsi dal nemico COITerebbero per1 coto di essere soprafl'atti - l'armata sarebbe costretta a mar:.i~re mol~o concentrata. Perciò. lentezza di movimenti, sperpero d1 forze, di sagi e fatiche. . . . Alla cavalleria pertanto il garantire la necessar1a s1curezza e 11.bertil di movimento; il riposo e gli abbondanti approvvigionamenti. i me(llio caratterizz~• re la natura del servizio che 1n questa fase .'i. ~ della guerr-a del•e prestare davanti al front~ di n~arcia d;lle ~~mate per raggiungere tale scopo e a mettcrne JD H1denza l utd 1ta non saril inutile dare uno sguardo al passato. I piìt grandi capitani , anche dell'antichiti1, sentendo il bi sogno
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di conoscere in tempo quanto faceva l'avversario, sempre usarono manda re avanti alle scoper·te tru ppe a cavallo. ~apoleone nelle sue pi ù importanti campagne non tr<oscurò questo m·ezzo. Masse di cavalleria venivano da lui spinte sulla fronte e sui lìanchi degli eserci ti operanti con compiti divP-rsi secondo lo scopo che voleva raggiungere ma sempre nettam ente pt·eci3a ti. Nel ·1805 la riserva di cavalleria con dimostrazione agli sbocchi orientali della Foresta I\era trauenne attorno ad Ulma l'inti ero esercito austri aco· pel tem po che occorse all e colonne fran cesi per separarlo dalla sua base e rin~h ì uderlo dentro la piazza. :\el ·1806 gli squadroni della cavalleria leggera nprirono alla iran de armata le strette della Frauconia e nella campagna del ·181 2 le tr·e grandi colonne che invasero la Russia vennero costantemente ri sch iarato, coperte e collegate dn corpi di cavalleria. Più vicino a noi, nel 18/0, i tedesch i che all'inizio della guerra a'·evano trascu rato di coprire colla loro cavalleria la radunata e lo schieramen to dell'esercito, se. ne servirono mirabilmente durante la marcia di av.vicinamento delle armate. « Precedendo di qualche « giornata le colonne, scrive 11 von Viddern ( l), la 4-8 divisione di « cavalleria permise alla 3• armata di adouare un ordine di marcia '< largo e comodo; di fa re a me11o di alcun e precauzi<roi afTaticanti, « di certi dispositivi com plicati necessari soltanto quando si è in « contatto co l nemico, su perflui quando non vi si è. Grazie alle « sue due divisioni indipendenti nel periodo di tempo dall 'H al22 (( ago:;to ·a detta armal a potè godere in larga rnisurn il beneficio «degli accan tonamenti e di abbondanti approvvigionamenti». ~è meno segnalati servizi prestarono alla ·18 e 2" armata le quattro division i cavalleri a che vi emno 11ddette nelle opernz ion i attorno a J\Ietz. Esplorando la regione fra 3Ietz e Verdun, collegando le co lon ne e cop rendone gli ~piegame nti , guardando gli sbocchi della piazza, interceLtando le strade di Nanr:v e di Toul distruaO'endo la ferrovia ~1etz - Verdun concorsero e[(icacemente all'attuazione della gran manovm al sud di Metz ideata dal genern le Molke por g~ttare i Frnncesi al nord della più dirella eomunicazione con el
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Parigi. La qunl manovra, iniziata str.11egicamen te il H agosto a Bo:·ny, svìluppata coll a hattaglia del ·16 e sugellata tatticamente colla vittoria del ·18 a S. Privat, ebbe per elletto di racchiudere il principale e:;ercilo francese in un cerr.h io di ferro che non do- veva pi ù r·ompere se non col cedere delle armi. Egual eosa è da dire per le successive operazioni della campagna. La cavalleria sempre così attiva , così vigile, così intelligente correndo dnvanti al fronte di operazione della 3" e 4" armata (a rmata della Mosa), incam minate su CMlons e Parigi, non solo rese possibile tro\•are l'i ncogni ta delle mosse e dei divisamenti dell'esercito del generale M ac-~J ahon, ma ancora, attaccandosi ai panni dello inimico , tribolanélolo senza posa. facen1logli perdere tempo, mascherò e preparò quel meraviglioso lavorio logistico delle due armate tcàescho eire condusse alla stretta fin ale di Sedan. ~ )l i sia permesso, scrive il priucipe IIohen loho (l), d i ricnpi« tolare e classifìcare i servizi che la nostra cavalleria ha reso nel« l'ultima guerra. Le divisioni di cav:llleri a, precedendo di mol to « i nostri corpi di battaglia, ci rcond avano quelli dell'avver.sario di « un fitto velo e imped ivano così allo stato maggiore francese « di venire a conoscere alcuu chò dei nostri movimenti, nello « stesso tempo che tenevano c:ostantemente informato il nostro di «quello che avveniva dell'inimico. Esse ponevano i comand~n ti « .delle nostre armate in condizione di imprwre la legge al nemico . ~~per servir·mi dell' espressione del Clausewitz, va le a dire di non (l battersi se non quando loro piar.eva . rn tal guisa questi ouen(( nero la vittoria pri ma di cornballere, imperocchè il nem ico mar« ciava a tastoni menlre i nostri capi vedevano chi:~ro . Qnando un « cieco lotta con uno che r.i vede necessariamente deve soccombere. « sia pur forte quanto si vuole. Ulisse accecando il ciclope gli tolse « di poter nuocere >>. E il grande stato magg iore prussiano nella t•elazione della guena dice: « è sui chiari e sicu ri avvisi della numerosa ca~ « valleria terle5ca che il comando ~ up re mo fond ò le sue del ibe« razion i decisive (2). )) ({) Letlres sur la caraleric.
(t)
.Sw· !'orgrtnisation et le (onctionnemen! des
a~·m l!e$.
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(2) Puntata 9'\, pag. H65.
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sabil cosa predisporre- l'alto taLtico èon convenienti disposizioni logistiche. Senza. le informazioni della cavalleria·, C"he quali fili d'Arianna riattacchino il pensiero dei comandanti alle situazioni approssimative del nemico, non è possibile condurre le operazioni in modo razionc;le e positivo. Il credere che truppe leggere di fanteri a possano, come d:~. qualcuno si vonebbe, supplire la cavalleria in questo servizio, è uno snaturare l'uflicio delle armi, comè il pretenllere che la cavalleria mediante l'appiedamento possa sostituire durevolmente la fanteria. Ma come ùonà essere condotto questo servizio perchè soddi~fi alla sua essenza ? quali le modalità di attuazione '? Si c deLLo che le .divisioni indipe ndenti col trionfare della cavalleria avrer:)aria avranno sgomlH'alo il ten eno alla scoperta. Ora per scoprire, ed in genere per esplorare, il ragionamento e l'esperienza dimostrano che a preferenza delle grosse colonne. valgono meglio piccoli gruppi, c1uasi in\•isi bili ma arditi, intelligcnLi, celeri ssimi, ben montati e ben- condotti. Per In loro piccolezza potendo con maggioro facilitit avanzare di soppiauo, guadagnare i punti più indicati pet· l'osservazion e, moversi attm, verso i terreni più diflicili e per ·la celeril.à potendo percorrere grandi spazi in breve tempo, da essi si potrà ottenere un numero dì notizie che sarebbe follia riprometlersi da grossi reparti. La massa quindi uria volta vinta la cavalleria avversaria, dovrà cedere il passo a questi clementi ; i quali ora spiccheranno il loro volo libero, audace, indipendente verso le armate nemiche. P<>trà, però accadere, specie in paese nemico, che codeste pattuglie si vedano arrestate da villag;::i e città osti li, r1u stre1te sbarrate Qd anche dalla cavalleria addella alle colonne del nemico. Coll\'&rrà in que:ìti casi appoggiarle clirettarnenl.e con squadroni staccati dal grosso, accompagnali o no da artiglieria Ma vinti quegli ostacoli, o respinta quella cavalt'eria, ritorneranno indipendenti e riprenderanno il volo · verso gli ohbiettivi loro assegnati. · E una volta che i grossi delle divisioni di ctwalleria giungeranno a contatto delle truppe di sicurezza delle annate nemiche e forse non potranno spuntarne la re$istenza, saranno ancora
Anche la pane presa da lla nobile arma, sebbene in scala minore, nelle campagne di Turchia (·1877-78) dimostra che infln enza essa eserciti sulla con doua delle operazioni. Dapprima copre il concent1·arnento dell'esercito sul l)I'Utb po· l . ' l a marc1a allraverso la Rnrnanin e la ~ ran conver:;ione a sinistra da, esso eseguila per schi erarsi di fronte al Danubio fra l'Alula e. Gala~?.. _Pn~sato il tì ume, s' irr·adia esplo ran do su tutto il paese ~1no a_ t p1ed1 dei Balcani di cui apre. con scorrerie arditissim'e l pass1 di Scipka, Hainbogaz e di Arab -Honak e a rriv:-~lino alle ~orte ?i Cosl~tn tia_o~oli ?opo aver distrutto fe rrovie e telegrafi , t~ce?d.Hilo magazzrn1 e 1mpadronitosi di ricco bottino e perfino d1 c1tta. Per .cont1:o, le sue esplorazi oni non essendo siate spinte abbastar~za .luo~1 sul basso Vi d, permisero a Osman pascia di compam·e 1rnprovvi:>o e fortili t~arsi a Plewna snl fianco deslro della lungfl linea. d'?peraz~one dei russ i. :\Te venne che il quartiere generale _pnnc1pale fu costretlo a sospendére l'offensiva allraver~o i. .n~lca.n i ,e su Ad1·ianopoli e a rivolgere da quella parte tuiLI. gli sforZI. Soltauto quattro mesi dopo, caduta l)lewnn, l'eS~I'CILO .russo potè riprenderla, passare i Balcani e portare l'aztone hn~le sul versante me1·idiona le e verso la capitale nemicn. Al par1 dclln tedesca nel '18i0-7·1, la russa ebbe il sommo vant.a~gio ?i trovarsi a fronte di nna cavalleria per ogni rispello a ler mfenore, che non fece alc una esplorazione stratecrica e non cercò di con tra5tarle l'agire. lì.isultò che i comandanti' le varie arm~te turche. non furono mai informati di quan to operava il n.em1co .o, l.o lnr·ono assai malamente. La sorpresa e l' occupaZIOne d1 f u·nova per opera di Gurko: il doppio passa•ltrio dei J~alca~i : l' in vestimerito e. la resa dell'armata di Scipk~~ l' accetlazrone per parte di Sule~· mao pascia del combattimento di Filippopoli ne sono prove eloquenti. Questi pochi cenni storici ci sembrano sufficienli a mettere in luce la natura e la necess itit del servizio della cavaileri a nella 2• fase della guerra . Tale necessiti\ si most:·a. senza dubbio, più im peri osa oggi che le guene si son fatte ancom più gros:;e e decisive e n~lle quali per le gra ndi masse che si mettono i.n giuoco è indispen-
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fluide e svolazzanti pattuglie che tenteranno illudeme !a sorve gli anza e spingersi all'altezza delle masse retrostantì per osservame la composizione, calcolarne la fo rza ed indovinarne per induzione, gli intendimenti. ' Ma per adempiere ad un uflìcio cosi delicato e complesso non v' ha ch i non veda le enormi difficoltà che avranno a superare. Sarit mestieri perciò che tutte siano comandate da uffic;ati e solo eccezionalme.nte dai miglior·i sottufficiali. Chiamate a vedere é non a combattere, dovranno essere non maggiori di 6 uomini e composte di cavalieri scelti non solo per· qualità fi siche e per· abi lità nel servirsi del cavallo, ma altresì per intuito e coraggio. ~è dovranno essere molto numerose, come a primo aspetto sembrerebbe. Se si pon mente al modo co! quale in generale si svolgono e corrono le linee di comunicazione che solcano i principali \leatri d' operazione d' Europa; se si considera che tutto il valore militare di una data plaga si riassume in linee principali di ostacoli o di facilitazione e che il valore speciale di ciascuna linea si condensa in poch i punti (nodi stradali , citti1, l10rgate ecc.) nei quali si ha la maggior probabilità di trovare il nemico, oppure tracce e notizie di lui, è faci le dimostra:-e che in via normale ·16 pattuglie sono sufficienti per avvolgere una divisione di una rete d'occhi intelligenti, attivi , arditi, puntati sull' inimico per scoprirlo e ad un tempo svelarne le mosse e gl' intendimenti. In quanto alle distanze cui CJUeste pattuglie dovranno essere it'radiate dal grosso della divi sione, centro e martello della esplorazione, non sembraci possibile preci~arle con cifre. La natura del terreno, l'operare in paese amico piuttosto che in paese ostile, la magg ior o minor lontananza del nemico ed altre peculiari condizioni le consiglieranno. Il criterio che a questo riguardo si dovrà aver presente si è che le inrormazioni per·chè abbiano un vero valore debbono giungere a destinazione in tempo da potersene servire.
*li\.' Ma un tal servizio tullochè condotto con intelligenza ed ardire non è sufOciente a rischiarare intieramente nè ad assicurare la
LA C.~VA LLBIU.A. NELLA ODlERNA GUERRA DI .l!ASSE
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marcia delle grosse colonne retrostanti. le divisioni chiamate a prestarlo, unicamente preoccupate di raggiungere le mas~e di fanteria nemica, di attaccarsi come polipo a' lot·o panni e di trasmettere con qualunque mezzo e il più prontamente le notizie raccolLe, hanno bisogno d'essere indipendenti nello spazio , nel tempo e nelle modalità di esecuzione della loro missione e mal potrebbero mrmtenersi collegate colle tr up~e che veng.ono diet~o .. D'altra parte giova rinettere che se grazre alle loro 1nformaz10nt l'orizzonte si è rischiarato e gli obbiettivi si sono delineati, la zona però che le armate devono allraversare per raggiungere detti ob· biettivi è pur sempre oscura e peri.co losa. Masse di cavalleria, sfug· gite alla prima lolta, possono percorrer! a accompagnate da artiglieria tep-gera i cui fuochi getteranno da !ungi In sorpresa e lo spaven to nelle colonne. Importerà pertanto che queste provvedano alla pr·opria sicurezza mediante una larga esplorazione sul fronte e sui fianchi eseguita dalla cavall eria organicamente addetta alle unità che Je co mpongono. Le nostre norme generali per l'impiego dellt~ t?·e a1·mi nel combattimento, al pari del regolamento tedesco, col presc•·ivere che davanti alle avanguardie dei gr·ossi reparti sia spinta in esplorazione tulla. la cavalleria che vi è unita, implicitamente ammettono all' infuori e dietro delle divisioni incaricale dell'esplorazione (Jenerale un secondo gruppo di esplorazione parziale, al quale ~comhe la protezione delle singole colonne. Da ciò quindi due specie ài cavalleria: una stmtegiw per l'avanscoperta ed una logi~tica per la sicurezza. Se non r.hc, in questa guerrì'l di na7.i on i non saranno eli sol ito corpi d'armata isolati che marceranno verso il nemico. Saranno intiere armate composte di 4, 5 o 6 corpi, divise senza duhuio in più colonne, ma rinserrate in una zona relativamente ristretta e formanti una sola unità coerente e compaua . Ciò essendo, arfinchè il servizio di esplorazione e di protezione sia fallo in modo uniforme e completo per tulla l'armata e nello stesso tempo per nvere sottomano urHt massa di cavalleria da opporre alla avversaria, convetTà riunire in nn sol nucleo e sotto il comando di un sol capo la cavalleria dei corpi d'armata. Coll'unilà di comando
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LA CA.VALLER!.l NELLA ODIERNA- GUERRA DI MASSE
si ollerr~ coes ione' e continuitil-nella rete di sicurezza ed un coprimento p1ù armonico e più regolare . . Ma il cop1·ùnento logistico di un 'armala aflìnchè risponda intierame_nte alla sua essenza non solo deve sottrarre le truppe soLLo- . sta nt1 alle sorprese della cavalleria nemica, ma benanco: '' u tts.>icurare al comandante l'armata il tem po necessario a concentra re i corpi d'armala davan ti all'avanzare minaccioso delle fante1·ie nemiche. · . 2" rr~ante~cre dinan7.i alle avan~uardie delle colonne uno spaZIO talmente s1curo da permettere quell e ricognizioni e requisi7.ioni sempre convenienti agli stati maggiori per predisporre le marce dell'i ndomani) per studiare e preparare gli accampamenti ed accantonamenti. ed all e sezioni telegralìsti di ·l· linea per stendere in precedenza le linee che rlovranno collegare i qua rticri l.!eneral i dei corpi d ' arma~ con quell o di arma ta. ·· Ora se si riflette che principio fondamentale l ogi~tico che dh reg?la alla rna1·cin di un'armata si è quello eli poter· riun ire in un sol g1orno Ltllli i corpi che la compong-ono, si comp 1·ende come la cayallena debba mantenersi almeno una giornata rìavanti alle teste di colonna dei corpi di prima linea. Pe1· con tro, ques ta cavalleria riovendo costantemente es!;ere in misum di fronteggiare Ja nemica che .tentasse sfondare il cordone di sicurezza da essa disteso senza ven1r me~ o a quello stretto legame che deve man tenere colle truppe retros tant~ , non converrà che detta distRnza venga supet·ata. A.d ogn1 modo anche in quesLo servi7.iO di sicurezza il concentrament~ della ca~alleria m una massa s'impone e, come nella prima f<:se, ti combattimento comro l'avver:>aria diviene una conseguenza du·eua del suo impiego. I n concl usione, nel secondo periodo delle opemzioni le armale marceranno da uua parte e dall'altra precedute da tutta la cavalleria di cui possono d1sporre; e còsi procederanno sino ad ar·rivare all'atto sintetico e finale del dramma: nlla battaglia. (Continua) . ÙLINTO LUGI.I Tenente colonnello.
NOTE Sull'opera del capitano BI HALV dell'esercito austriaco sopra le· istruzion'i sul tiro -
dci a più impo~rtanti ese'rciti cl~ Etwopa (A ust·1·iaco, ltalùnw, Fr_an~ese, R~tsso e Tcclesco) dal .punto dt mst(t eh una ·istruzione metodica. {ColtUntl(tZ!O IIe e [ine. -
Vet.li
Oi~pcnsa
del ·lG agosto)
Specialità pel corpo dei cacciatori
L'A. esamina qui l'istruzione speciale per queste truppe scelte notando che hanno a disposizione per questa parte il doppio delle munizioni assegnate alla fanteria di line~, che vi è compreso il t iro avanzando e in ritirata, e che p<w c1ò che riguarda la direzione e le modalità generali nulla è prescritto e tutto lasciato alla intelligenza dci capi; il che è il meglio infatti che si può fare quando ci si possa contare. Passa quindi l'A. ~t esaminare certe disposiz ioni gener·ali sulle quali più o meno si è giù nel cor so dello svolgimento accennato. , Esse riguardano la looal'itd, che dovrebbe essere non solo esliesa nel ~enso della direttrice principale dei tiri, ma anche lateralmente, perchè si presti ai vari casi da rappresentarsi. Circa ai ber sagl'i e alla necessità di stabilire delle comunicazioni (telefoniche) tra quelli che li devono regolare · e il direttore della esercitazione. Circa alle conclizi.ani clel cielo, cioè che per le esercitazioni preparatorie è utile il tempo· sia ~ello, p~r le altre di complemento sarebbe utile che talvolta s1 esegmsc~no anche in condizioni meno propizie.
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NOTE SULL' OPERA DEL CAPITANO BIH ,Ì.LY, ECC.
L a tenuta, l'equipaggiamerao del soldato al bersaglio e la u_tilità di p~rtarvelo anche dopo faticose marcie è p~r menzionato dall autore. Su questo tema ci sarebbe molto da ~ir~~ I romani esercitavano i soldati al combattimento quotidianamente caricandoli di armi offensive e difensive che pesavano il doppio di quelli che usavano in guerra. Noi con soldati quantunque improvvisati, colle ferme brevi, volendo in questo tempo formare il loro spirito, il lo1;o corpo ne avremmo ancor più bisogno. Purtroppo l'ammollimento dei costumi fa predominare certe .tendenze alla pietà e il nostro soldato porta poco lo zaino e ben di r ado lo porta completo: le sentinelle stanno in fazione senza zaino, a ogni momento di aspetto si fauno deporre gli zaini - tutto questo è un camminare a lla. r ovescia e non può portare buoni fr lltl;ti certamente. TocciLquindi l'A. della di? ·ezione d i queste E>serc.itazioni e come naturalmente benchè, d i massima questa tocchi al comandante della compagnia, in seguito quando il comandant(> stesso entra in azione la direzione passa, a gradi superiori. Circa ai risultati del tiro nota l'A. che essi devono tenderd a crescere la fiduc ia nelrarma e nell'abilità delle truppE> cosi. da convincersi che impiegando cori calma 1\trma a seconda delle prescr izioni in uua. vantaggiosa posizione le truppe sono invincibili anehe contro decuplo nemico; che dall'altra ser: endosi ~ene del terreno e delle varie posizioni di punt. e delle vane formazioni può diminuire di assai gli effetti del K1oco nemico. Che però quei risultati di tiro non devono servire a paragoni t ra vari ripar ti e tra le varie truppe per non suscitare odiosità. Trova l'A. che in q uesto senso sono .lodevolissime le nostre disposizioni (243, 288, 306}. Vien quindi l'A. a parlar e dei tiri di prova che si fanno con salve per accertare la distanza del nemico e come sia bene stare alquanto al di sotto della distanza probabile per utilizzar meglio il fascio dei tiri, come però non sia sempre facile con questo mezzo, specie in guerra, valutare le distanze essendo anche difficile l'osservare gli effetti, specie alle grandi distanze. ed e~aminaudo le varie istruzioni in proposito
N'01'E
~ULL'OPEitA
DEL CAPITANO BIH.\ r.Y, ECC.
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trova incompleta la nostra e più completa queila tedesca . ed austriaca. . D a parte mia non t rovo così insuf~Ciente la n_ost~a, perc.he appunto ritengo questa ~i~u~ assa1 poco prat1ea m g~1erra . col foco di fucileria. No1 t1namo contro t ruppe, le truppe se si sentono t roppo bersagliate non stanno ferme allo stesso p.9sto, ma si movono, si coprono. ~l tiro di p~·ova con un.~ salva è quindi utile solo al nemteo per avVIsarlo che s 1 tr ova a tiro. Questa misura ci vienH dall'artiglieria, ma essa h~ coll~ · delle granate un mezzo più facile per vedere 1 punt1 scopp10 . . . r f . colpiti e poi generalmente essa_ t1ra contro bersa.g 1 ~rrn1. Noi alle o-randi distanze non tneremmo che contr o tr uppe in masse :mpie e profonde, che saranno _in questa f~rma~ zione perchè si cr ederanno inosservate, _swur e. In. tah cas1 la salva di prova è un avviso p~l ~em1co e . null· al~ro. Se il nemico in vece è in catena, o m hnea sott1le o discretamente riparato dal terreno, il tiro a grandi dis~anz_e ha. poca probabilità d i riuscita anche qt:ando se ne _m1~un ~ene la distanza. L aonde ritengo che s1a bene non u::.s1stere m que. . sta misura illusoria. Quanto all'impiego c:ontem:por·aneo d:i dù;ers~ alz~ trova l'A. che press'a.ppoco in tutte le istruzioni si danno le stesse norme. . Esamina la distanza dei i due alzi assunti, la d1stànza a cui questo tiro viene impiegato, se ~ia _pr~critto per tut~e le o-randi distanze o solo quando s1 s1a mcerto sulla d tsta~za, con quanti fucili debba farsi un tal foco almeno ...C~n clude che lFl nost re sono in generale buone (zweckmassig) ma trova più complete quelle istrnzioni nel regolamento austriaco. . . Per parte mia alle grandi distanze, dove l'error e. d1. m1~ surazione ·è più facile e più dannoso al tiro, non_ cons1?here1 di tirare che su bersagli profond i e ampi, e gwvar~1 della carta se non ci si fida all'occhio per la misura delle d1s t~uze, e allora i due alzi possono trovar impiego prendend_o 1 due estremi, il più vicino e il pitt lontano del bersag ho. Ma
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NOTE SULL'OPERA J;lEL CAPITANO BÙI ÀLY, Ecc;
sempre mi pare utile con 'q uelli alzi puntare al centro del bersaglio stesso. Ma l'autore coglie occasione· .a~ che da questo per con?ludere che il regola~ento austriaco è il migliore di tutti, 1l che certamente è utile a · credersi da tutto l'esercito austriaco e perciò utile a dirsi dall'ufficiale dello stesso. . P er parte rpia r iconoscendo che dal punto di vista del metodo .è il più a;ccura.to. e Contiene quà e là cose imitabili · non escludo, come già dissi, che un indirizzo diverso fon~ dato sulla fiducia maggiore nella intelligenza del personale alto e· basso non possa per qualche esercito essere anche ugu-almente utile: Se non che questa parte del tiro pratico al bersaglio è qu.ella che non tanto con ta sulla intelligenza p~r esser e inttuta, ma tende a offrire a l t iratore il modo di .impratichirsi. Ma ancho questa contiene• due elementi - l'uno t eorico (avvertenze; riparti di esercizi, ecc.) -l'altro essenzialmente pratico (numero di cartuccie, bersagli ben accomodati località appropriate, ecc.); ora la prima può essere rimediata dove sia insufficiente dall'intuito, dalla intelligenza; ma la seconda dipende esclusivamente dalla spesa, . ed è la più profittavole, la parte essenziale del tiro al bersaglio. . E qui l'autore deplora le economie e teme le loro influenze ~ in que~te tutti gli eserciti sono d'accordo, e per parte mta prefensco una buona pratica affidata alla intelligenza di buoni capi che approfittino di tutte le circostanze che sono a loro disposizione (personale, terreno, tempo ecc.) che non un ùel regolamento completissimo, ma inattuabile e fatto potw la galerie, cioè per sentirei a dire che abbiamo il più bello fra tutti i regolamenti e che se lo applicassimo come sta scritto avremmo i migliori tiratori del mondo.
Modi di incoraggiamento. · In questo fascicolo l' autor e esamina i vari sistemi possibili e usati per . incoraggi<lre soldati e istruttori; e poi il tiro delle classi in congedo.
NOTE SULL'OPERA J)Er. CAPIT ANO ' BIH.l .t.Y, ECC.
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Cominciando dàl primo argomento l'autore nota come primo mezzo di far prendere piacer~ all'esercizio del bersaglio sia quello . già accennato d1 n~n ~are al~a recluta troppo difficile il colpire nel segno, ~:m>:dl .sceg~1er~ b.elle giornate, disporre con cer ta comodttà 1 ~uoght ~~ .t1r o, adornarli di emblemi, far suonar la mus10a negh mtervalli 0 anche permettere a qualche suonatore isolato, sia dei militari che ·degli avventizi, di rallegrare le truppe nelle ' pause e cose simili. . . . ·, Più propr iamente ser rando da VlClllO tl ~roblema ~VVl~a inoltre che · almeno conviene evitare che 1l bersagho s1a causa di pnnizioni, di rimproveri, s.i~t pur~ ~ei .meno abili: Meglio all'uop·o serviranno i prem1. E qu1 dtstmg~e quel~t in denaro in distinzioni, in piccoli favori (come p10cole hcenze, per~essi serali, ecc.); esonera:>.ione da castigh~ umilianti, dai turni di fatica più ributtanti. Ma conclude gmstamente che bene è adoperarli tutti insieme perchè gli uomini sono vari e sull'uno prevale un mezzo che sarebbe po0o· efficace . . . sopra un altro Questi mezzi d'incoraggiamento possono mcommctare col tiro ridotto. Nota ancora che le rincompense date a taluni possono indirettamente agire di stimolo sugli altri, tanto meglio se il conferimento è fatto con una certa solennità. Nè dimentica anche i piet~oli mezzi, come la distribuzione di qualche ziga.ro sul posto ai migliori tiratori, o per qualche ~el colpo fatt o. Rao-iona. snll~t convenienza di dare premi anche agli ufficiali ~ ai sottufficiali istruttori per aver bene istruito il loro riparto; ma giustamente r ileva le difficoltà d~ ~uesto sis.tema, gli inconvenienti, accadendo ::;pesso eh~ glt 1~trutton per guanto si faccia non sono sempre quegh st~ss1 pe:· le stess~ c~assi e come cogli ufficiali non convenga ncoJ:rere a questi· mezzi· e nota come in complesso qnesti principi sieno intesi ~ tutti gli eserciti con lievi d ifferenze pre.~ i~ndosi .anche i graduati distintamente sia per la lor~ ab1ht~t personale che per la istruzione della classe loro affidata, e :fissa
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NOTE SUL~'OPE~A DEL CAPI 11ANO aiH .\ LY, ECC.
dei criteri i rela~ivi all'i~ piego dei tre modi di ricompense -·- m deuar? - ~n. fa:cn -:- in distinzioni, - e passa a paragonare le dtsposiztom relattve nei vari eserciti. ~e~ ~ar~e _mia mi sembra. che il miglior modo sia quello de1 dtsttnt1v1, che patrebbero essere di diverso grado a sec?ndo delle abilità e potrebbero aMhe importare uno speCiale so~rassoldo. Questo !:listema ha il vantaggio di includere delicatamente la ricompensa in denaro senza. metterhi· tr~~P? _in evidenza, e di fornire un contrassegno di pratica utlllta 1n certe circosta.uze. Cosi per esempio quando in guerra occorra un fuoco specialmente aggiustato in condizioni u~ po' difficili o per distanza o per piccolezza del bersaglio, quando per proteggere l'a.ttacco si vuole scemare il foco nemico bersagliando i tiratori, allora può convenire 4i chiamare fuori i miglio\-i tiratori acciocchè con minore spreco di munizioni si ottenga il 1·isultato voluto. In tali circostanze. è comodo che i migliori tiratori si distinguano per un contrassegno speciale. Coloro che desiderassero conoscere più addentro !"analisi particolareggiata ch_e l'_aut~re f<'t uelle prime dieci pagine del suo quarto fascwolo det vari mezzi d'incoragcriamento e della convenienza loro se usati verso i soldati~ o-li ufficiali o gli istruttori, se pei meriti personali 0 p:r il r isultato ottenuto nell'istruire la classe loro affidata ecc. meglio è che lo cerchino nel testo stess~ che dovrei tradurre, ciò che non faccio sembrandomi che infine non ci sia in quelle .riflessioni nulla di specialmente rilevabile. Nella conclusione trova l'A. che secondo la nostra istruzione n?~ non ci s,erviamo di_ tutti i mezzi d'eccitamento ;ossib_Ilt. ma ~ero per quelh che usiamo, in complesso lo fac· 01~mo u~llmente e metodicamente, cioè meglio dei francesi, ?el russi _e anche dei t edeschi; ma che le norme più saggie m propos1to sono c1uelle date dal testo austriaco. · Pei battaglioni cacciatori anche su questo lato ci sono norme speciali: i premi sono maggiori e più copiosi, ma tro;a l'autore che la loro distribuzione non può dirsi metodwa perchè sono premiati non i 120 migliori tiratori del o
NOTE SULL'OPE,RA DEL CAPITANO Bl HÀLY, ECC.
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battaglione, ma i dieci · migliori ·di ogni classe in ogni compagnia. La spesa dei premi di ogni battaglione di cacciator~ austriaci è di italiane lire 5477 all'anno. P er le truppe dt linea la spesa pei premi annua è: in Austr ia 40 a 48 ilorini in Germania 51 in Italia 90 in Russia 94 in Francia niente. Circa ai tiri d 'esame noi soii e gli austriaci non li ~tdot tiamo. L'A . dopo accurato studio trova che co:;ì facendo ci mostriamo più saggi degli altri, perché in se questo esame non dice n iente, il suo r isultato non può seriamente dar luogo ad alcun cr iterio, perchè dipende da tante cause esterne che non si possono eliminare. E quand'anche poi fornisse un criterio esatto e comparativo , dello zelo, e della intelli(')'enza impiegata dai comandanti di compagnia o di b~thta ~lione nella istruzione sul tiro questo punto di merito non potrebbe essere che uno dei fattori del giudizio complessi v~ delFufficiale e lascierebbe quindi nella maggior parte de1 casi il tempo che trova e forse non avrebbe pr odotto che una perdita di tempo e magari quàlche malumore, come è sempre facile dove l'a.mor proprio venga per poco sopraccitato. In seguito l'A. espone come questa prova solenne viene praticata presso l'esercito francese, russo e tedesco.
Tiro de lle classi in co ngedo . Per questo punto l'A. nota che le classi in congedo perdono mano mano le loro militari attitudini, che quindi la loro · fusione colle classi sotto le armi in caso di guerra, se aumenta la forza numerica delle unità, ne scema il valore tattico, che quindi il valore di queste unità subisce una perdita a seconda del numero delle classi in congedo illimitato e del numero di individui in congedo che ogni unità
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NOTE ~ULL~OPERA DEr. CAPITANO Blt'i;U.Y, ECC.
NOTE SULL'OPERA DEL CA,PITANO BIHÀLY, ECC:
riceve in .confronto colla. forza sotto le' armi e redio-e e tabelle comparative in proposito. Classi in congedo. - In Italia 5 - in Francia ·7 in Russia 13 - in Germania 4 - in Austria 7.
Awnento nwne?·ico dello stato di pace e quello di guerra
.r
in p· Italia 49 - Francia 49 - R ussia 51 - Germania 48 - Austria 65. Quindi · a mette1·e le comp:t9.,nie sul piede di guerra. ba- · stano: In Germania 4 delle classsi m nserva. In Italia 5 » ~> » In Francia 5 » » » In Russia 6 )) )) » In Austria 7 » » » Ma gui non seguo altro l'autore nel lavoro su questi dati che meriterebbero una più. accurata osservazione innanzi di , servirsene come termini di confronto, benchè i criteri di massima sieno giusti e attendibili. In seguito a ciò l'A. considerata l'importanza del tiro a segno, considerato che l'abilità nel tiro più delle altre si perde col disuso, caldeggia l'istituzione di corsi speciali abbreviati per le classi in congedo e ne svolge i programmi relativi che non credo necessario trascrivere e ana.lizzare in questa breve analisi della sua opera, tanto più. che per ciò che riguarda il t iro delle classi in congedo da noi è materia che si confonde con q uella del tiro a ~egno nazionale.
Ora dal complesso dell'esame fatto dell'opera del capitano Bihaly e cercando cosa se ne possa desumere per noi, si vede in primo luogo: - che l'indirizzo che ispira i nostri regolamenti in proposito in confronto a quelli degli altri eserciti è essenzialmente fondato sulla fiducià nella intelligenza, nella buona volontà di tutti. Se . il fondamento è bnono, il che non si potrà sapere che dalla esperienza, tanto . meglio, . ma se lo si trovasse non c.Ol"rispondente alte speranze e si volesse venire alla compilazione di un
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testo più metodico; il r ègolamento austriaco e più ancora l'opera del capitano Bihaly sarebbero un ottima guida. Ma la compilazione di una buona istruzione definitiva, come pur sempre si vorr ebbe, è oosa diffìciie ass.a i ; dovrebbe essere breve e semplice e in pari tempo esser e pratica, elastica, prestarsi a tutte le eventualità che a volte ci obbligano ad abbreviare il oorso, a sopprimere.cer~e lezioni, a volte ci offrono l'oppor tunità d i attuarne dt tah che sono troppo utili per !asciarsene sfuggire l'occasione. Dar libert~ d'azione non basta, perchè non tutti gli uomini sono uguah; ce n'hanno che basta àllentare il freno perchè corrano, ufficiali ricchi di risorse e di buona volontà, ma ve n'hanno anche di quelli, pur preziosi sotto altri punti di vista, ma che si sentono perduti se un regolamento non fornisce loro le idee, la guida. E anche a seconda dei luoghi dovrebbe mutare il regolamento, chè altro si può fare in pianma, ~elle terre coltivate, e altro fra. i monti, fra le terre incolte; altro dove il vemo è lungo e duro e altro dove il verno è mite o coce'ute la state. Insomma si capisce che ci vorr ebbe quasi un regolamento secondo i luoghi, le persone, le armate, il tempo disponibìle ecc. ecc. ecc. Or questo non è possibile, nè se lo fosse sarebbe utile, per{)hè per comodo delle menti lìmitate si intontirebbero quell~ attive, vivaci. Il vero si è che non pure le manovre dt piazza d'armi subiscono le modificazioni a seconda del terr eno e dei casi di guerra e l'ufficiale dovr ebbe sapervele adattare, ma tutti quanti i regolamenti vanno soggetti a ques~ legge compreso quello sul tiro e via via fino a quell~ ~l disciplina. Questa verità può abusata condurre ad arb1tn, ma quando questi non passino certi limiti è meglio tolleradi che a.rrischi1Lre di storpiare tutte le cose volendo farle entrare rio-idamente in una sola forma. E . perta~to volendo cercare un mezzo termine per quando con grande soddisfazione, constatato uhe lo z~lo .o l'a~titu dine e l'intellio-enza supposte non sono sogm, s1 vorra dar loro ~aggior c:mpo e miglior guida, utile sarebbe in ques~a :materia del tiro pubblicare una traduzione dell'opera del B1-
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NOTE !!ULL'oPERA t>EL c.,. PITANO BIBÀLY, Ecc.
bà.ly, t raduzione che non mancherebbe di svegliare negli ufficiali una quantità di idee sul valore, sul merito, sull'indirizzo, sui vari punti della. istruzione sul tiro, pubblicare quindi una. teoria del metodo dell'ìnsegna1nento del tiro di fanteria contenente ancora le poche nozioni balistiche e tat tiche che lo interessano; questo libro dovrebbe essere ricco di fig ure ben combinate, parlanti all'ocohio e scarso di aride teorie· fatto questo, e quando si veda che gli uffiziali spiegan; · or mai uno zelo illuminato per questo ramo della istruzione mili~re, quale si. desiderava e non occorre che di darglì mezz1 e campo h bero, pubblicare uu regolamento ancora più largo nelle idee e più stretto di volume dell'attuale, dove indica ti i mezzi che il governo mette a disposizione dei corpi, si eccitino i comandanti a giovarsi di tutte le opportnnità. di luogo, di tempo di personale che sono a loro disposizione perchè questo ramo porti i migliori fr utti possibili, e i superiori informino poi su ciò che si è fatto e vigilino soltan to per evitare che si abusi della libertà per non far niente e per curare che le ragionevoli misure di sicurezza sieno dovunque osser vate. AIRAGH I colonuello. \
I BERSAGLIERI ESSERE O NON ESSERE
(Conlin11a zione. -
l'ec!i Dispensa <lei 16 agosto)
Alessandro Lamarmora ci creò per la montagna : ma in ciò noi fnmmo sostitniti dagli alpini e questa truppa, in oggi, non teme confronti pel suo personale, pel suo organamento ;. non ha passato, è vero, non ha tradizioni, ma nessuno può dubitare ch' ella abbia in sè gli element i per crearsi una storia brillante in una g uerra futura. V'è chi dice sian pochi e chi vorrebbe lor dare a rincalzo i bersaglieri, che per tal modo verrebbero acl avere P impiego speciale di cui sentono il bisogno e l'urgenza; ma quantunque mi sorrida l'idea cl' nn ritorno all'idea del nostro fondatore, pure n on credo sia utile, n è oppor tuno. Anzitutto, anche qui, non va scordata la que:;stione morale e chi fu primo a Roma e sentì di poterlo essere ancora, mal si piega a diventarvi secondo e preferisce senza dubbio diventar primo nel più piccolo villaggio della Gallia. Poi, la difesa delle alpi deve formar e un tutto omogeneo e non esser la resultante di due parti differenti, più o meno bene cordinate allo scopo, ma che n on riusciranno mai ad un perfetto e compiut o accordo. Se si ritengon pochi, s'aumentino gli alpini, ma non si dia
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l BERSAGLIERI
l BERSAGLIER I
l~ro un r~ncalzo d i truppa diversa, per non correr il r ischio d1 convemre che el tacon ze peso del buso. · . . Anco per q~1esta vagheggiata truppa a rincalzo per la d1fesa dell' alp1, calza a proposito il n.oto dilemma Essere o ·non _essere p~r~hè o saran t ruppe alpine e allora tanto v~l~ s1ano ~lp~m, o non lo sono e allora... non riusciranno
ne carne, ne pesce.
. 'l'al.chè, dopo tutto - per rientrar e in argomento _ non sr puo negare che l'impiego dei bersaglieri nòll' avanscoper~a, una volta venis_sero esercitati anco nelle zone rotte, col!1~ose o mont~ne r1solverebbe il triplice problema della deficienza n~menca della cavalleria, della sua insufficienza n.elle zoue drfficili e d''u n impiego speciale necessario all' esrstenza loro. · Potrà. din~1i qualcuno: «Ma l'esporre nuclei: r elativan::ente pt~coh d i bersaglieri, !ungi dalle colonne principali d1 fantena, non è sciuparli inutilmente? » _ . L'o~iezione, quantunque basata s ul principio di non f;·a· ..:.tona?e le ((Yf'ze, non sembra avere - nel caso nostro _ tutta la gravità che d imostra in sulle prime. « In gue~·ra. vera non v' è nulla d'assolutamente as.soluto (l )_» Cl ~~s~ero quelli che han condotto guerre e vinte ~attaghe, qumd1 neanche i principi più vitali dell'arte mih tare vanno rigidament~ applicati a tutti i casi ed in ciascuna delle loro contingenze speciali. Poc_o - ~n~i n ulla - importa se nel meccanismo della vaponera Vl siano ruote che girino all' indietro purchè il treno cammini .' . .. . all'ava· ntl'.· vo g l'10 a·Ire, che 1. pnnc1pi: qual~mque ess1 s1ano, debbano mirare al r esultato finale e non al mezzi per raggiungerlo, perchè loro carattere è la sintesi e non l'analisi. ·
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,ctpw della massa, nella stessa razionale mit1ura che c'impone g li squadroni esploranti e le relative pattuglie di scoperta, senza che per qu esto, menomamente lo si contravvenga. . Anzitutto, quei nuclei di bersaglieri, non si troveranno di fronte che cavalleria, perchè quando potranno subire l'azione delle retrostanti colonne di fanteria nemica, è sper abile avranno anch'essi a portata le proprie. Ed H B oguslawski - per citarne uno - recisamente affermava vent'anni or sono: un disto.ccamenlo solo di f'ante?"ia - specie
in te?·rerw (,·astagliato - può om sbarra?"e la strada acl una forte massa eli caval-ie?"i..... (l ) ora ci sovvenga che la guerra futura, la combatteremo con un fucile a piccolo calibro, ·a ripetizione ed a cartucce di balistite! Dobbiamo inoltre tener presente che non sarà un battaglione solo, od un r eggimento isolato di bersaglieri, che si troveranno - in ogni caso - a dover agire a qualche tappa dalle grosse colonne, ma che potremo aver sempre il concorso delle tre armi riunite, contro la sola avanscoperta nemica (2 ). N è dobbiamo dimenticare- dopo tutto - che nella giornata del 16 agosto, presso Vionville-:M:ars la T ours, un solo corpo d'armata, il III, seppe tener tes~? dalle 9 alle 15 ad un intero esercito ed ottenerne vantaggi considerevoli. Chi può negare che il casuale, ma indovinato frazionamento, fu solo a permettere la potente e decisiva azione a massa del giorno dopo, a Gravellotte a S~ Privat ?.... H o fino ad ora cercato d'abbozzare alla meglio lo stato attuale dei bersagliar. e non so se son riuscito a dimostrare la necessità 'e l' esistenza d' un impiego speciale per essi;
Bisogna dunC),ue, anco pel ca.so nostro, applicare il prin-
Po~!~~B~ ne peut, on ne <loit rien [lrescritle d'àbsolu dans les guerrcs moderncs.
ì\A-
sul:,c ..cosod~100 procedono mai in guerra, nell'esatta misura delle previsioni. Relazione e ,1au 1 manovre Ilei !869 dettala dal gercrale Cialdini.
(l) Deduzioni tattiche sulla {ltm·m r:tet t ll70-7f. V. TJoausltlW31òi .... N~ alcuno si meravigli che, uno nodo di fanti sostenga ogni impelo di ca''alli ... che si é visto Jler le antich e e moderne esperienze un nodo Ili fanti esse1· sicurissimo, ;mzi ins uporabile da' cnvallì ... MACC IIlAVBLI.I , A-rte ùtlla QU1!1"ra. (9) Napoleone lasciò scritto: Dètachés, a,·,·ivez loujow·s a u c1.mon c ques te parole non debbon mal esser cllmenticate, StJecie delle truppe che sono In avanscoperta. -105 -
ANNO :(XXI:t.
1&70
l ._BERSAGLIF.RI
l BERSAGLIER I
11~sta
ora ch'io ·accenni brevemente al· mezz t. per ·migliorar quel lo e per attuar questo. . A tale scopo mi sembrano necessarie alcune modifi . . e proposte riguardanti : cazlom a) il p ersonale. b) l'equipaggiamento, c) l'istruziove.
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Pe~sonale (1). -
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Tali son le truppe qualisono gli ufficiah
e scntto e con molta conoscenza del cuore umano l u aola to d''lS t ruzwne . ' ne .Lùeo men e ser vizio interno. nece 't . d'1 · b . . , ss1 a qum per no1 ersaghen : ' l) d'un' accurata scelta - cl16 ora e· quasi totalmente d,imenticata - tra gli allievi di Modena, aspiranti al nostro corpo; _2) d'un. period_o di qualche mese, per l'addestramento s?~c~ale del nuovi promossi, presso ciascun reggimento. CLO 11;1 mancanza di meglio e finchè non si abbia la s l' unica e l l l' r ' cuo a . . . _e scuo e ~ a~p te~zion~ pe~· ogni arma e specialità; 3) dl elementi pm gwvanl nel vari ()'radi dell ~t ·1 b a nol~ r~ gerarchia, entro limiti razionali e da fissa ~ i. pe è t . l:; , ersag 1en 1 ques a una. n~cessltà più forte che per gli altri. . .t . E necessano moltre venga ridato il cavallo ai d . capi am, se non si . . l l . ·.. vr~~ e c le ~mo. eglt elementi più importanti della gerarchia . · d · militare,. Sl. dimostri insufficiente al n uovo 1mp1ego e1 bersaghen, e perciò dannoso. Ben lungi dal :olerrni addentrare in quest'ultima e tanto controversa. quest~one, non posso però dispensarmi dal far no tar~ che 1l cap1tano dei bersaglieri ebbe sempre l'uso faco tatlv? del cavallo, ciò che dimostra come l'utilità di tale . c?ncesslOne - anche in tempi di men florida finanza Sia stata sempre riconosciuta pel nostro corpo.
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<t) Per la trattazione di quest'm·"o n 1 t .1 stuclio, intitolato Note m ! •·ecl"~(t~t:.n~~ ~~ ~ i:<~o~t·vnlso m?l.tissimo del hcllo crtotlo GUEI\1\J:'il. P1 ,uta <t >lato mag~10re DouE:~tco
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1.6 71
E d al presente una delle cause · più for ti della nostra diminuita velocità e resistenza di marcia, è il capitano appiedato. poVia. è un' illusione bella è buona, il credere che la tenzialità fisica d'un nomo a trentacinque anni e più, possa per mettere di fare ordinariamente marce d' una quarantina di chilometri in sei ore, combattere e pensar poi ad alloggiare . e ad amministrare il proprio repa.r to ! ·Si potrà fare uno sforzo una volta tanto, ma normalm~nte ... no e allora ? O rassegnarsi a ridurre la velocità e la resistenza del n.ostro cor po o ridare il ca.vallo ai capitani; ormai fa Panno e la questione è purtroppo luminosamente provata ; siamo al solito dilemma: Esser-e o non essfwe! perchè gli anni e le marce consumano e lo stampo degli uomini d'acciaio non s' è ancor trovato . Mi disse qualcuno, che il cavallo ai capitani, potrà essere d'inciampo, specie nel n uoYo impiego dei bersaglieri, all'avanzata rapida attraverso ai vari ostacoli di cui è seminato il terreno fuori delle stradb battute ... L' obbiezione assomiglia ad una bolla · d i sapone grossa, tonda, colorata, ma che con un soffio si rompe e riesce a nulla. Se l'abbiezione avesse. un valore, dovrebbe -averlo anche per gli altri che comandano a cavallo e battaglioni e r eggimenti bersaglieri. · Che importa a me se un maggiore avente una missione speciale, sa far passare un ostacolo da tutti i capitani e .· dalla t rnppa del suo battaglione, quanclo egli - il maggiore - non sapesse nemmeno girarlo perchè a cavallo? A questa stregna, nessuno che abbia comando di truppa a piedi dovrebbe stare a cavallo e q uesto sarebbe tm assurdo~ Piuttosto d itemi: ..:...._ si dovrebbe esiger e che tutti quelli montati avessero cavalli di vero servizio, e sapessero e do· vessero valersene per bene e non come solo 1nezzo di tra~porto - ed io sarò con voi, ma questo è un altro paio di maniche e non vuol dire che i capitani non debbano avere: il cavallo, ed avendolo, sia loro d' inciampo nelle operazioni di guerra.
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l BERSAGLIERI
l BERSAGLIERI
P el nostro personale di truppa, sarebbe inutile parlare, , senza considerarlo in relazione a quello degli altri corpi delle altre armi, al quale è intimamente collegato e dal quale più o meno dipende. È necessità assoluta la scelta vera. ed ampia degli inscritti da. destinarsi al nostro corpo, ma nello stesso tempo si deve e si può ottenere il minimo danno possibile per l'assegnato agli altri e specie alla linea. Non basta ed è forse dannosa a tutti, la divisione proporzionale - come ora è fatta - del contingente annuo, senza tener conto che della bontà degli uomini, peruhè bisogna anco badare alle diverse esigenze delle varie armi. Sembrer ebbe quindi assai opportuno il fare una ripartizione progressiva del contingente, in modo che ciascun inscritto « riesca destinato all'arma od al servizio, al quale appare più utilmente atto e per 'fisico e per professione esercitata». ·Indipendentemente dall'arma e dai corpi, dividere anzitutto gli inscritti in tre grandi categorie : l) Idonei al servizio a piedi, 2) I donei al servizio a cavallo. 3) Idonei ai soli servizi ausiliari. R eclutar nella l'' categoria la fanteria, l' artiglieria da fortezza, il genio; nella 2• la cavalleria, l' ç.rtiglieria a cavallo e da campagna, il treno d'artiglieria e del genio; nella 3' le compagnie sanità e sussistenze; ripartire poi, gli insc1·itti di ciascuna categoria, fra le armi ed i corpi destinati a recintarvi, tenendo conto delle loro speciali esigenze. per la 13 categoria D estinar quindi ad esempio senza distinzione alcuna, agli specialisti del genio, tutti coloro che esercitano professioni analoghe alle specialità dell'arma; solo che verificandosi eccedenze, si dovrebbero preferire pel genio i meno atti alle marce, i meno vigorosi, quelli di vista meno buona. Fatta questa prima cernita, tirar fuori - entro dati limiti di statura e tra quelli vigorosi, ma di vista mediocre e di non buone condizioni agli arti inferiori - il personale per l'artiglieria da {O?•tezza, regolandosi per le eccedenze come sopra fu detto.
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In ultimo e con le norme accennate -:- meno la statura assegnare il personale agli zappatod del gen-lo. Tutto il resto sarebbe per la fanteria e qui i be1·saglie1·i , sceglierebbero i più agili, i più forti, i meglio atti alle marce ed al tiro; i gmnatieri i più alti, e la linea prenderebbe il resto. R esto ben differente e molto migliore di qnello attuale, mentre i bersaglieri sull'elemento più atto alla fanteria, potrebbero incorporare un elemento di potenzialità, senza dubbio maggiore del reclutato finora. Fatta, con gli stessi criteri, la ripartizione degli appartenenti alla 2" e 3• categoria r esterebbero i distretti. A questi si potrebbe largamente provvedere con gli elementi più scadenti delle varie armi e dei vari corpi. Anzi, reclutando per ciò molto più grosse lo compagnie permanenti, sarebbe possibile ed utile incaricare i distretti di fornire gran parte delle guardie di presidio, od agli uffici, ai corpi ed agli istituti senza truppa, tutta. la pleiade di veramente inutili alla guerra. Con ciò i corpi combattenti sarebbero sollevati in gran parte dal servizio di presidio; e totalmente dall'oppressiva e poco morale cifra dei sottratti al ser vizio ed all'istruzione, con immenso vantaggio di qnello o di questa, ed i bersaglieri potrebbero assolutamente essere esclusi dal prestare qualunque servizio ordinario all'infuori del corpo. IÌ sistema d'assegnazione accennato, non sono io che l'ho im~aginato: altri più di me competente l' ha studiato a fondo e proposto; io l'accetto pienamente e lo propugno perchè risolve - secondo me - un grave problema per noi: « A vere una scelt.a del personale, su più solida e larga base, danneggiando assai meno il reclutamento della linea e non distraendo mai i nostri bersaglièri, delle proprie compagnie)) (1). (l) Nel bellissimo studio di cni ho tratto questo çapitolo, ;l ri~ponde molto a Pl:oJ)OSito e molto b0ne alle tro obbiozioni cui può dnr lno go t'ide<tla :tssegnuz10ne c cw: t• Perchi\ - meno che per l'artiglieria da fortewt - non si Ileo co nto dcll:t statura ? 2" Non e rorse - quello proposto - nn sistema tro(lpo dottrimu·lo ·? s• Non esige esso molto più tempo del sistema. attuale?
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I BK RS AGÙERI
Un altro punto che ha tratto col pe1·sonale. P er l' istruzione speciale più faticosa, inerente al nuovo impiego dei bersaglieri, è nece~sario che questi, all'atto della mobilitaz one, siano pronti ad entrare in azione senz'altro: il n uovo servizio dei bersaglieri non si potrà al certo im-· provvisare e tanto meno attuare quando la maggior parte dei loro effettiYi di a:uerra sarà di richiamati da piit anni dal congc·do · È q niuà i necessario : l ) A vere una ferma unica per tutto il contingente incorporato: 2) Abolire qua lsiasi congedo anticipato, perchè gli or gantct non oscillino con danno della preparazione sotto ogni punto di vist-a, del morale sempre e spesso della disciplina; 3) Ordinare ed organizzare il nost ro corpo in modo, ch'esso sia sempre sul piede di guer1 ·a, 1'iclotto però dall'attuale, per<:hè pel servizio cui sarebbero destinati i bersaglieri, a molti sembra sufficiente a\·ere le compagnie d'un centinaio d'uomini raggruppa.ti in 2 .plotoni, 4 squadre, 8 sq uadriglie e con i quad ri d i truppa seguenti: 2 sergenti comandanti di squadra, di cui uno dovrebbe anche avere le mansioni del furiere. 2 caporali magg iori, comandanti di squatfra di cui uuo dovrebbe avere anco le mansioni di contabile (I). 8 caporali, comandanti di squa~riglia. 8 appuntati, per servizi di cucina, di fatica, d i guardia al quartiere ecc. (2). 4) Costituire all'atto della mobilitazione e sullo stesso or·ganico eli gue;·ra. ?'iclotto, una quinta compagnia per eia-
(l) te funzioni di (m·iere e di conl<ibile, scn·irobbero qual.: premio al per.;onale migliore dei rispettivi gradi, ma quelli a cui sarebbero affidate; non sarebbero distol ti t1al servizio prc>so i propri plo toni. Il ( u1·iere dovrebbe sostituire il {u1'ie·1· maggio1·e di IJaLtaglione c .-l ue so.li (u·rier maugiord dovrebbero esservi, uno al comando di r eg· 'g imonto uno all'ammin istraziono di esso: fra gli seri vani deglluflici, nessun grad uato, poichti il grado 6 assolutamente vincolat.o al re.Ia tivo comando dì truppa. (':!) \'e;li le giil citato Note sul reclula11•ento, capo ·v.
I BERSAGI..IE RI
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·soun battaglione bersaglieri, · col cori~ingente dell' ultima classe andata in congedo. . . · n fabbisogno d'uomini per costitui~o. queste qumte com' ·pagnie, non arriverebbe ai 5?00 u~mmt,_ m~ntre dalla rel_a. sulle leve dei nati d1 van anm, s1 ded zwne . uce che r m. media s'assegnarono annualmente al corpo det bersag 1er1, un 6200 uomini circa di 1• cat~goria, nel complesso d~lle -d ue sezioni di leva (1). 'ralchè si avrebbe anco un ma:rg1~ e · ·· che sufficiente, non solo per t ener conto delle .perdtte p1u . normali medie inerenti alla. classe stessa, ma per ne~1pn:e altresì i vtwti di quella sotto le armi, per 1·iscontrata mabllità . alla g uerra, all'atto della mobilit;,1zione. , . _ . . T ali compag nie, quantunque esclusivamente d1 ncl11amat1 ·s:1rebbero pnr non di meno impiegabili sul mon:en to, perchè al massimo da un a nno solo in congedo; s1 potreb~e quindi entrare tosto in campagna con 180 buone compa~n:e bersag lieri, perfettament~ al_le?a~i, pr.~nt~ e comandati 11~ massima parte dai propn nffic1ah; alhn01rca un totale d1 19200 uomini. _ . P er g li ufficiali e sottuf.fioiali, di queste compagme s1 p~ trebbe provvedere con ufficiali di complemento e so~tu~ ciali in congedo (entTo dati limiti di età) ma da nchlamarsi annualmente in servizio per almeno un mese, d urante le manovre di campagna, per constatarne l'idoneità fis ica ed intellettuale. 5j Riempire i vuoti che necessariamente andrebbero verifi candosi dopo i primi scontri e durante la guerra: ur.genza però non immediata dopo la mobilitazione, ma entro un limite di tempo più o meno lungo. . All'atto della mobilitazione quindi, bisognerebbe d1spor re anuo di un n ucleo sufficiente d i truppe, fo rmate in batta~ glioni rli complement~ coi ris~~tti:i qu~dri di . t.n~p~~~ e d1 ufficiali, sufficiente a1 probabth b1sogm e da mvH\I::.l - a suo tempo --- ai reparti che ne abbisognassero.
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(~ l Dall'ultima rela?.ione pubblicata per 1:1 leva _dei ·n:~ti nel i 872, si .rica~~- es~ere stati assegnati al nostro corpo i063 arrnolatì, di eu1 515 sono di i • categoria clas,e !SH, venuti allo armi con la classe successiva.
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I llERSAGLlERI
Tali battaglioni si costituirebbero col contingente delle class~ più giovani in congèdo, e siccome il loro -impiego com~ si disse - non sarà immediato, avranno tutto l'agio (avendone per anco la potenzialità) d'allenarsi e di prepararsi presso le relative sedi di formazione (1). 6) L e classi che ancor potessero rimanere dell'esercito permanente (le più anziane) e quelle che ora formano 1!1 nostra milizia mobile, passarle - - a loro turno - in linea, ove sarebbero richiamate all'atto della mobilitazione. La condizione fisica, l'età di queste classi più anziane e la lunga dimora in congedo, non consentono a~ esse la po· tenzialità necessaria nuovo impiego dei bersaglieri; per quanto tempo si avesse disponibile, non potrebbero raggiungere . che un allenamento molto illusorio e formerebbero reparti bersaglieri, più di nome che ·di fatto. Nella fanteria di linea invece, rappresenterebbero un ele· mento ottimo e produrrebbero al certo uno spirito di emulazione non disprezzabile per essa e capace di grandi resultati. Non si dica, che tale passaggio alla. linea, possa moralmente deprimere il contingente di quelle classi, poichè il passaggio non si effettuerebbe anzitutto all'~ttto del richiamo, ma sarebbe per legge dopo un certo numero d'anni dal congedo: poi se tale pericolo è giustamente trascurabile per la cavalleria - ove si effettua un vero passagtio d'arma -per chè non dovrebb'esserlo pei bersaglieri che rimarrebbero pur sempre in fanteria? Quanto alla spesa cui s'andrebbe incontro nel complesso, se noi calcoliamo quella degli attuali periodi di forza minima e massima, coi relativi e necessm·i 1·ichiami temporanei di classi dal congedo, ci persuaderemmo facilmente che non sarà maggiore. Forse, anzi, si potrà realizzare qual-
al
( l ) Ques ti hottoglioni si potrebbero - l e fìnnme permettendolo - costituire allo proprie sedi almeno una volta ogni due ~nni, cci esercitarsi rer un periodo di trenta. giorni: sarebbe UIJ richiamo all'allenamento per tutti, ed un mezzo per· constatare la potenzialità tl sico-i ntcllettua le dei quadri di tru~pa e deg li ufficiali. Tali richiami sa' reiJbero utili, ma non i naispensabili.
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che ·economia se si -tien conto della diminuzione propòsta ne~ quadri di truppa e del nessun bisogno di richiamar quan. docchessia classi dal congedo.
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* * Equipaggiament o (1). - .Alcuni - e da. qualche tempo _ sentenziarono: « La viUor'ia -- nelle g·u erre future sa1·ci di chi rrima avrà abolito lo .zaino »; sbaglierò ma non ci credo. Napoleone invece lasciò scritto: « R:iclttcete lo zaino a~ minor peso possibile, ma che il soldato non se ne seP.art mai! » e que1>to mi par logico e giu!ìtO, non solo per l'autorità d i chi ha formulato la massima, ma perchè è perfettamente inutilé avere un soldat o capace di fare - ad esempio _ 50 chilometri al giorno, quando per altre ragioni non . . ,,. . . possiamo farglien~ far~ che 30. Prima e dopo 1l 17o9 - epoca m cu1 s mvento l~ zam~ _ le truppe di fanteria l'hanno sempre portato o v1 sostltuirono qualcosa di equivalente e non pertanto combatterono e vinsero (2). Se ciò è vero, non va però nemmeno negato che quel carico fu spesso fatto deporre in vista d'un combattimento o si gettò tout cou1·t, per iniziativa di chi lo portava. Questo duplice fatto ci indica un vivo contr~sto fra l~ necessità, universalmente riconosciuta, d'un canco che 1l soldato di fanteria deve sempre por ta1· seco e la. non buona soluzione data al problema circa la sua. composizione, il suo peso complessivo ed il modo di portado; soluz~one c?e non sembra corrispondesse gran fatto alle forze medte dell uomo, in relazione allo sforzo supremo del combattimento.
(l) Vetli n bello n'rticolo: La {ante1·ia Ì'l~ armi e l!a!Ja(lliO (Rivista eli fanteria) a cui, ' , . _ · io gran parte è dovuta la trattn ziooe rli questo argomento. (2) La quale consuetnlline Idi porta1·e gmn pw) è nccessn~·ta, perchù nelle spechzioni difficili conviene molte voltn che il soldato, oltre u\l "o nm, portr rla vtvere per pitì giorni c se non russe assnefattr• a ques ta, r_atica, non potrebl)G l a~lo; ~ per questo MAc0 non si potrebbe ruggire uno pericolo o ac(Jut~ lat·e con fama. una vtttorra. CHIA V ~I.LI, dell'Art.e della guerl'il, libro Il.
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I
BERSAGLIF.RI
·. Anche oggi, questo stato di cose perdura, nonostante b"'li • • • .mnumerevoh stud1 e progetti che fur ono fatti e presentati sulh g ra,ve questione e le non poche modifìca.zioni intr odotte od in via d'attuazione. Ciò fo~se è dipeso dal fatto, che invece d i por tar l'attenzione sul complesso dell'equipaggiamento, ci si limitò a qualche parte solamente di esso; comunque sia, tale que- . stione è oggi più che mai importante per la fanteria. in genere ed è urgente pei bersaglier i che, nella loro missione speci~le, debbon poter combinare al più alto grado {ttaco,
celerità, 1·esisten::a. I n tutti i tempi c'è stato chi ha proposto eli mettere sn carri a l seguito delle truppe, la maggior parte del car ico da ·esse portato; ma prima di tutto questo m'ha l'aria di un mez:w termine, quind i del peggior provvedimento cui appigliar!~ poi l'esperienza fattane alle manovre d i campagna nel 18~t>, ce lo dunostrar ono tant o poco pratico e così pieno d'inconvenienti <la sconsigliarne l'attuazione. Necessita quindi r isolvere in altro modo iÌ problema, ma sovr atutto senza incertezze e mdicalmente. P er noi bersaglieri, si deve mirare essenzialmente al massimo sviluppo delle tre potenzialità affatto indispensabili al corpo nel suo nuovo impiego e cioè - come dissi fuoco, celerità, ?"esisten:;a; talch~ si t ratta di combinare nel modo migliore i due termini segnanti: a) diminuzione de~ carico complessivo por tato dal ber· sa-gliere; b) Aumento della dota~ione individuale di m unizioni e di viveri di riserva. ' P er le mwtizioni può forse ritenersi sufficiente la dota zione fissata pel nuovo fucile modello 1891 che dà 1. 62 car- . t ucce per individ no (l ); per i v·iver·i eli rise~·va bisog nerà darne al bersagliere almeno t?·e, se non quattro ra:>.: ioni. l
. pl Da lln Ri vista di (antel'ia (2B febbraio co,·rente) rilevo che nelle ofl1cine di Prnga.
ti (,l:n~\a sta cos tl'ltCntlo un (itcite-miniatuJ·,t, il quale con chilogrammi stra fucile e Inllll17.10nl. pcr·m~ t Lclrobbc ili portare a l soldato ago cartucce. 11 prof. Hebler pol, avrellil() pro pos~o, al Krnb rl i <l1<ttt~r~ al suo nuovo fucile il nu.ovo P'~'Oietto cavo; per t'l motl o a p:mla <11 !'~So (8 clulogr,unmi fucile cfl mpre;o) 11 munizionamento del sol-
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A tale intent0, uno solo il ripiego: modificare e 1•idwr1·e allo strettamente indispen~abile,. ~J li oggetti di vestiario ed altri, assegnati dallo specchio 93 del tomo II di mobilita.zione, ad ogni individ uo di tr uppa. E saminando - sia pure di volo - la questione, ci per suaderemo che la soluzione non è poi tanto impossibile come sembra. - P er affardellare i vari oggetti del bersagliere, è proprio necessari o, si mantenga quel vecchio ed ùnpopola1·e arnese, che da solo pesa 2,526 chilogrammi. P erchè gr an parte delle m unizioni si debbou riporre nello zaino, di d ove non si posson estrarre che o fermandos i e · t ogli endoselo d i spalla, o facendo-;;i aiutare éla un compagno ? P erchè quella preponderanza d i peso all'indietro, che obbliga a camminar curvi con danno della res!)ira zione, della velocità quindi e cl ella resistem·m? L e munizioni debbon ess 1~r sem pre sul davanti e· sottomano di chi le porta, cou che si rende anco possibile u ua migliore e più igienica ripartizione del pe~o addossato all'individuo. Via d unque quel vecchio e pesante arnese di pelle e di legno: sostituiamolo acl esempio, con una tela impermeabile ner a, foggiata - cosl per render l'idea - come un cubo che sia svil uppat.o sovr a.. un piano. Una volta affardellata per mezzo d'apposite fibbie, questa tela-zaino si pot r ebbe portare come oggi si porta lo zaino, agganciandola a due cing hie con cartucciere a tramoggia che d'in su la spalla venissero ad unirsi al cintur ino dadato po trebbe salire a iOO cartucce. - Se i dati di velocita iniziale, di ootQnza d 'urto, di ~pazio ba ttuto sono realfnent·' quelli dall ' .Hlaemeine Sc/uQeize r·lsclle .mwarische Z ei tung ~n nuncì~ ti , non v'!ta llnbbio cho il (t•c ile-minia tw·c• rapp re.;onterebbe il fucile piu arlntto ai IJersaglicri,nel loro nuovo impiego. Ognuno vede difatti l'oppot'tunit:'l immen~:t c l'ut ilitit (l'nver scco il massimo muni<dOnumento, col minimo peso totale d'efl uipa gg inmento, qunnrlo si •leva co mbattere e'senzial ment•1 contro m:tssc Ili cavalleria e quas i rnai a rncilc pot·Cat<t dci mezzi di rifornimento. E senz~ ricorrere a U',~S tQr·o , abbiamo un bel ruclle i(lcato recentemente rlal maggior TuA del iO• ber;aglie1·i, cho con nn pe;o eguale n quollo modell o 91, darebbe al bersagliere da 500 a ooo· carlttcce. '
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vanti e - ridotte ad una sola - vi si unissero dietro. Il c~nturino poi dovrebbe essere foggiato esso pur~· a cartucciera scorrevole, per modo che tra questa e quelle a tra.· moggia delle due cinghie testè accennate, si potesse por· tare l'intera dotazione- di munizioni da guerra.. Dato si volesse toglier . di d?sso la tela-zainO affardellata, rimanendo sulle spalle quella specie di br·aca costituita dalle due cin()'hie indicate e dal canturino, il bersagliere potrebbe pur se:pre conservare con sè tutte le proprie cartuecie. Non· la pretendo ad .inventore - Dio me ne liberi ma nel modo che ho detto od in altro consimile e miO'liore, quanto peso inutile di meno, quanto pratica distrib~zione del carico, d i più. La inantelli~a poi, arrotolata com'ora, si dovrebbe essa pure riporre nella tela-zaino: gli oggetti vari, vi starebbero meglio allogati e l'insieme resulterebbe più assestato e composto. :Jfa il danaro, occorrente a tuttociò ?... Si trova nei magazzini delle nostra mili:àa mobile, che si propose di abolire: e - siamone sicuri - ve n'è anco d'avanzo. . A che mantener le t ende, con la funicella, le relative par ti di bastone e gli indivisi bili picchetti ? . Del 70 i francesi, nove volte su dieci, han dovuto !asciarle in ma.n? a.l nemico e noi tutti, per prova, sappiamo come diventi inopportunamente pesante, sotto la pioggia, quando appunto sarebbe nacessario che il soldato trovasse un compenso alla maggior difficoltà delle strade fangose, nella diminuzione od almeno nell'Ìnalterabilità del carico che deve portare (1) . Inoltre; nel nuovo impiego riserbato ai bersaglieri non si incontrerà. difficoltà alcuna a trovare per essi sufficienti accantonamenti e per male che vada, si può esser certi che il bersagliere - obbligato anche a se1•enare - non rim -
(Il Il: bisogna no_tM_c che attualmente, in una marcia sotto Ja pioggia, non è la sola tenda che aumenti dz peso, ma anco la mantellina arrotolata sullo zaino, se non é in-
dossa ta.
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piangerà mai il chilogramma e mezzo e più, che g li si è tolto dalle spalle. In luogo di due camtete di cotone, sarebbe utile fornire il bersagliere di due camicie di lana o di flanella, ed invece delle due cravatte attuali, dargliene due pure di flanella. Con ciò, oltre a r aggiungere ·uno scopo igienico, si otterrebbe anco il vantaggio d'abolire nell'equipaggiamento di guerra la giubba di tela (utilissima in g uarnigione, non . indispensabile in guerra) ed il farsetto a maglia, con una diminuzione complessiva nel carico di oltre nn chilogramma. Di mutande sufficiente un sol paio, perchè sostituibile . all'occorrenza coi pantaloni di tela; di pezzuole da piedi sarebbe u tile averne t?·e paia per lo meno, oltre a· quella indosso. E veniamo alla calzatura: al cavallo del fantaccino come chiamò la scarpa il maresciallo Niel. Ottima quella in uso, portata con le uose (l ); solo a molti sembra -- e tra questi ii.l Lewal - che per entrare in campagna, potrebbe e dovrebbe bastare il .solo paio di scarpe calzate. Ed è giusto; ma bisognerebbe che queste fossero ben fatte e di ottima qualità: si facessero quindi le misure e senza tanto lesinare nella spesa. Qui è proprio il caso del ahi più spende meno e meglio spende, poichè alla maggior durata. delle scarpe, forse fino al termine della guerra, se breve certo :fino a poterle sostituire, s'aggiungerebbe un'igiene maggiore del piede, quindi una potenzialità maggiore di marcia, senza contare l'economia di spesa per le minori e meno frequenti riparazioni necessarie. Pei r ichiamati dal cong~do (ed il sistema si potrebbe ap-
(il l vari sistemi - quello Salmoiraghi CO[\I I>reso -avranno i loro pregi, ma in pra· tica non ' i<umo pc! bersagliere. Alla scarpa attualrnentc in uso, $areblll} forse utile so· stituire ai l3ccioli, due coregge di cuoio con l!bbia per assestarla meglio al collo del piede.
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pl~care _anco per le reclute annualmente incorporate) Pobbhgo d1 giungere ai distretti con ~n ottimo paio di scarpe mediante un'indennità da pagarsi loro all'atto del richiamo. Tali gcar pe inoltre, si pot1;ebbero mantenere al color nat urale, giacchè in g uerra dovrrtmo ingrassare tuiti i cuoi che ltteiclammo in pace.; le scarpe di cuoio al co'"lol· naturale potr~nno forse stonare con la nera divisa del bersagliere, ma 1l nostro scopo è di vincer le battaglie e n on di far colpo sui marciapiedi e nelle parate (l). Si dovr ebbe in conseguenza abolire un paio di scarpe, la spazzola r elativa e la scatola. pel lucido ed in compenso d~re al bersagliere ~m paio di scarpe di corda, sia per serVIrsene durante la marcia, che nelle fermate e neali accantonamenti. A. vi·emo cosi diminuito il suo carico di altri 665 grammi circa pur conservando, sotto for ma mio-liore due paia di scarpe. '"' L 'attuale gavetta eli lamiera, a che ser ve con la ~ma eccessiva capacità, con quella sua forma poco estetica e di tanto ingombro? Sostituiamola con quella di cavalleria, che non pesa. più di 460 grammi e che oltre a mo lti vantao·o-i · , • · · . . . . ~o , Cl permettera dtmrnmre ll peso mnt1le di altri 222 grammi. T~sca a pane e borraccia, sono ora poco pra.tici ed incomodi pel forte e continuo sbattimento contro le natiche. specie nella corsa.' Sarebbe bene togliere le lunahe ci n oahi~ o del!a tasca a pane, e sospenderla invece con due passanti o m altro modo al canturino, un po' più indietro del :fianc~ destro; dentro aJ.la tasca a pa,.ne poi, in un apposito taschm~, aUoga.r e una borraccia meno voluminosa e più ca· pace, eh vetro Impagliato o di metallo leggiero (2).
.. (l) Come gi ust;unente osserv;L l'<tnt orc j eJ J) re~i;tto artìcolo (Il cui mi sono servito, l rng.rassare le SCMJ>C dopo che fur<•no per un certo tempo Juci(Jate, 11011 r\ lo stesso che mgrns~1:le a cuoio naturale, poiche, col tcmtJo, il lucido neutralizr.a i ,·antaggi clelia poro:<tta del cuoio. · . (2) L:nu 11ale hcrrac~ia e l'O luminosa e non e sccvi'n di inconven ienti, pet·.:hò con ftt~Jhta sr dcter.orn e fa danno; una horraccia di vetro come usano molle 0"uide a me ' sembra piu pratica c di meno ingomtn·o.
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Si eviterebbe cos~ l'inconveniente· di non' poter bere che a fatica e del for te sbattimento più sopra lamentato.
Sarebbe per lo meno ridicolo, s'io credessi d'aver tr ovata una soluzione al grave problema: esso va studiato più minutamente e con più competenza di quella ch'io m'abbia; non v'è dubbio però che da calcoli fatti sulle basi testè esposte, l'attuale car ico portato dal bersagliere di quasi 30 chilogrammi (armamento e munizionamento ·compreso, pel fucile modello 1891) si potrebbe ridurre di oltre 6 chilogram!11i, pur aumentando di 2 razioni i vi veri di riser va. Cun qualche carro t rasporto per oggetti var i d'equipaggiamento e vestiario, non assolutarnénte indispensabile, da aggiunger si al carregg io delle divisioni di cavalleria od a quello dei nostri reggimenti e trasportando alle prime i rifornimenti viveri e munizioni che attmtlmente sono assegnati ai bersaglieri, nel carreggio truppe suppleti ve del cor po d'armata (1), si sarebbero assicurati tutti i var i rifornimenti ai nuclei bersaglier i impi~·gati nell' avanscoperta. E d anche qui la spesa maggiore - se c'è - non rag giungerebbe certo proporzioni tali da impensierir e e d'altra parte non va calcolata senza tener conto dei molti vantaggi che ne risulterebbero in una campagna. Pou?" ·u n g;·ancl but - scr ive il Clausewitz , - il {aut risqaer gros (2). Per gli ufficiali, si dovrebbe adottare una lela-zaino impermeabile, a dimensioni più piccole di quella della. truppa: da portarsi su.lle spalle (come lo zaino attuale) pei subal:.. terni, da fissar sul di dietro della sella, per gli ufficiali mon-
(l) Tali l'ifom imenti notevolmente sce mati in l'ista tlci lli minn ill organid proposti, è d'uopo notare richl<'cterchhcro òi molto min ol'i mezz i di tra~po rto. (2) Il ne 'raut jamais co mpter dans Ios grandcs aiTaires l e~ ra tigues, les J)Orils et l a
dépense pour quelque cllose (UB RETZ),
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l . BERSAGLI ERI
tati; abolire quindi l'attuale inutile e goft'a borsa-zaino, che con molto volume, contiene tanta poca r oba. Nella nuova tela-zaino, oltre ai pothi oggetti di biancheria creduti indispensabili, gli ufficiali dovrebbero portare buona parte delle cartucce per la pistola a rotazione, tante razioni viveri di. r iserva, quante ne ha la truppa ed un paio scarpe di corda; per gli 'ufficiali a piedi, prescrivere' le uose nella tenuta di marcia.
ATTORNO A NAPOLEONE I SAGGI D! STORIA MJL[TAUE
(Contirma).
L. ME NARINI copi/ano dei bersa{llien.
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Le guerre . Enumerati gl i ntto ri , pas:;o allo s,·ol f! imento del grande dramma,
xli cui gli atti ~o n o guerre e le st.:ene battaglio. r oler parlare delle gucne di ~a.pnleone. sarebbe an·rontare un temu immenso ; uta restringe1·ò 1'argo111 ento; non ho inten zione di descrivere, dopo L<Hlti, le opernioni, di disculere situazioni di guen a. Il mio è piìt studio d' uomi ni, che di fatti . Cerch erò di aiTe!'!'n re e rissa re le caratteristiche deUe campagne napoleon i che, non dal lato strategico, ma dal lato umano; studierò le passio!li, dettate da precerlenti avveni menti, che animavano i beìli )!eranti, di cui ho già faLta conoscere l 'indole.
,. ., * 'otto un tale aspetto la campagna del ·119(; ofi'ro un fallo ::aliente. 11 proclama ili Bonaparte ai suoi soldati , determina fin da principio le modalilit carau.erisLiche della campaf!na che sta per nprirsi. Due eserciti sono in presenza ~ulla cre;;ta delle Alpi e deii'Ap106 -
AXN O XX XIX.
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ATTORNO A
NAPOLEO~E
pennmo, ma uno di ess i ha n tergo le pianure feraci della Lombardia, i vigneti del Piemonte, una litta rete stradale, comodi quartieri d'inverno nelle liete città MonférTine; l'a ltro confinato da parecr.hi anni in una zona ste•·ile e dirupata , col mare non libero alle spalle. Gli alleati era1lo vecch ie truppe ben pasciute, rette da generali onusti di anni e di stipend i ; dal lato oppo:;to un giovane avventuriero avido di ·potere e di gloria comandava ad al t;·i avventurieri. Ai suo i soldati st racciati, fameli ci, dalle crest~ ancora nevose assegiJò come meta la verde pianura del Po, le sue ricche città. bit•ncheggianti fra i ]Jioppi ed i gelsi. Nei bivacchi i soldati france::.i assiderali , pri vi di p:1ne, si consolavano dell a presente penuria sognando can ti ne colme di vin i d'A ~ti , botteghe d'orelìci , occhi neri di ragazze italiane, tesori di c hie~e> mentre il loro capo, chiuso nell;l sua tenda, magro e giallo per stenti so fferti, per ambizion i a lungo insodisfatte, pe1· la •·etellte luna di miele interrotta, spingeva. la men te ad altezze vertiginose. ..,.
... * Fu la guerra dei magri e dei grassi. Gli Austro-Sardi, che stavano bene, preferivano il difendersi all'andar cercare Ù nemico lassù, nelle nevi; i Francesi aggiungeva no al loro naturale ardore, l'impazienza d'uscire dalle loro strettezze. Quando poi gli Austriaci caccia li dal piano, annidntisi nell e roc.ce del Tirol o, cercarono di rientrare nel paradiso che aveano perduto, i Francesi, che aveano us~ap o rale d'ogni sorta ebbrezze. e non aveano avuto il tempo d'illanguidire nelle loro casi ne lombarde, opposero la rabbi osa resistenza de l cane, che si vede minacciato di perdere un osso a lungo agognato, al momento in cui ·lo ha addentato cd incomincia ad assaporarlo. ErfL insomma la lotta pel possesso del piano; chi era pei monti aspirava a discendere, chi era al piano non voleva più risalire. ..,.
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Xel -1'796 Bon:l.parte mantenne le sue promesse; non lo potè fare in Egitto. Anche allora parlò alla. fttntasia ed alla cupidigia delle sue vecchie bande ital iche ; acc.ennò loro il favoloso Oriente, culla delle antiche civiltà; nei su oi proclami risuonavano i nomi
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di ·Alessandro, di Maometto e Saladino , òi Assiria e Babilonia, di Tiro e Gerusalemme, di Tolomei, di Faraoni e ~1ammalucchi . I soldati e forse anche i generali, ci capi vano poco , ma ebbero , come ~i vol eva, la 'visione di terre più antiche e piìt ricche dell'Italia di moschee incrostate d'oro, di harem, di belle Geor(Tiane ' di (•emme, di perl e, di porpora, di vini di Sciraz e di éipro: e d:ossero volon tieri dietro il co.ndolliero loro ,:~Ila. conquista di tutte quelle cose belle ed appetitose. Tan.to.' l ~t.aiJn. era sfruttata; vi si 1rov:wano più (~appnccini che canon1~1 , p11.1 !azza~ roni che borghesi grassi; in Lombardia si .slava ben1no, ma negli Abbruzzi era nna vita da cani; le Italiane non erano tutte belle, ed il Falerno non meritava la sua fam a. Il posses!>o aveva uceiso il desiderio. . . . . Ma l'Orient e fu una delusiùne : co mbattimenti poch1, pr1vaz 1 ?n~ continue ; Bonaparte voleva si rispettassero gli harem: che,. vtslt da vicino, spoetizzavano. La sete, le oftal~i~, la. ~c:a hh~<ì afll,ggevano le truppe: invece dei te:;ori annnnz.1att , s1 trovava a stento da fare il pre:;Lito. Venne poi la :;pedizione r~i .Si~·ia, nuove traversate di deserti, nuovi palimen ti , gl i assa lti JOJruttuosJ a S. Giovanni d'Acri, la pe5te, le evirazioni , il lugubre ritorno. Fu una voce sohl nell'esercito per rimpiangere le cipolle d' l:alia, per maledire i dotli, per:. sodisfare la cui curiositit s.i d.i ceva ess~re sta~a fatta· la spedizione. La nostalgia invase tutt1; .' ~o.ne.r'ali sL~ssJ, 1\léber , l{e~·nier, Berth ier chiedevano ad al te gnda d1I'lmpatnare; l'unico che s'adattasse era il più inetto , Abdallah-)lenou c~ nver titosi all' islam i,;mo. Uonaparte stesso, inaccessibil e. ad.og.nl considerazione di benessere materiale, sentiva d'essere lnor1 d1 strada; quella per cui :;'era messo non conducev:~ al potere che. s~~na,:a. n trono d'R~itto, vi::;to da vicino , non va leva quel lo dr ~i t an~t~. Quella campagna, malgrado la sonor ità dei nomi delle Pu·am1d1 , _di Monte Tabor, di Tolemaide~ di Eliopoli , malgrado la lustra r~ mnntica ch e cercarono darle gli apologisti di Napoleo?e, fu .dominata da una profonda delusione, che, dopo i prim1 ~asst .su~la terra faraonica, avvilì la truppa, e man mano anche glt ufn~tah e oli stessi aenei·ali. tolto , ripeto, il poligamo Menou . o ,; . ~
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dando però alla onestà limiti talmente ampi, che anche Massena e Vandamme pote;;sero t~apirci. Così, l' esercito rrance3e. conservando in parte la snperiorilit numerica ch e tanto contr;bui alle prime vittorie ed alla prolungata resistenza della ri\•olltzione, con~erv;lli )!li elementi (pur sempre nnrnerosissirni) giovani, intelligen ti, disciplinabili, :~cquistò una tale esuueranza di forze in confronto della coalizi one. che le prime campagne del consolato e dell 'impero si vincono come si· l.i!Wk Ed è a questo sensibi lissimo squililJrio nelle forze, che tal i campagne debbono la loro architel!.ura classica, la perfezi one di tutte le loro parti, il completo conseguimento d' o).lni loro ~copo . Tra avversari di forze quasi eguali ·, le campagne sono contrastate a lungo, la vi lloria non s'ottiene in uua giornata sola, ma con una serie di ~ ucce;; s i ; il vinto previdente ha prei\e le snù misnre ànche pel cai'o ili sco nfitte. e!Je per tal modo non possono riuscire complete . ·1 dise;:.ui d'uu genenle sono di conti nuo eontrariati., di sturlJaLi, rolti dai movimenLi, dalle para te e ri spo~ te del capitano nemico; si hanno ).(Uerre sul genere di quella del 1809, delle campa ;,!ne di Tureune e .\l ontecncwli, di Lu,;seruburgo e di Guglielmo TTI. Campagr(e come quelle del 1800, 1805 e 1806, in cui un (~i segno semplicemente gr:1 ntlio:'o 1:! <1ttuabil e senza ' sforzo apparente, senza comrar.col pi, esigono in uno dei par1iti l'assoluta. su periorità dell 'intelligenza, del numero , rlel la volon1~1; occorrono duo generali, uno dei quali concepisca bene e ponga in esecuziÒne vigorosamente, l'altro ~' i nfatui in un eonce lto erroneo e lasci fare . Allora i profes.;ori di storia mil itare del l'avven ire possono pro po rre all esempio quelle campagne, esaminarle, disr.utere a lungo, se nel 1800 abbia agito con manovra laterale sulla destra di ~·I elas , o se ,piuttosto, considerando i due teatri di operazione, si sia valso del salien te svizzero per l'are una mnnovr:1 centrale, co mposta di due manovre laterali, un a rinsciti~sima sulla destra di )lelas, l'altra abortita qlwsi sulla sinistra di Yeray ; i classiltcatori possono descri vere la camp!lgna del 1805, come una manovra laterale , i'au.orni amento lli Ulmn, che conduce ad una manovra centrale, mediante la qual e .Napoleone, frapposlosi a Mack ed a Kutuso w, li batte separnlnmente.
** Lasciata in una poetica e misteriosa penombra la sped' · · · · IZ10ll e all,_ta, Bonaparte prende la sua ri vincita nelle guene succéssive. . 1'\el 1800, e sopi'Utntto nel '1805, il lil'ello moral e dell'esercito · J rances~ s'en1 a~sai sollevato. Quando ilt·egime politico d'uno Stato è turba to ed incostante , il mili tare. come d'altronde tutti incerto del di poi, pensa a porre ~ profilt.o le circostanze che gli si pre-· senta~ o, e, secondo la sua mdole, strcH•izia o sncchc:,:gia; se invece 11 governo presenta un carattere di sl.abilitit, l'ufrrcial e 5 ·arfi.~a, per inalzarsi, all':v.ione, sicm·a col ten:po, dei propri meriti, n lugge dalle malversazio ni , che , pure arricchendolo t·apidamen tB, séti·ebbero un osLacolo al progredire della sua carriera . Ai tempi della rivoluzione una prom ozion e era per l'u fficiale n~ ~ezz~ di .sùddisfare in più larga cerchia i sn.oi appetiti d'oro , eh p1acen , d1 Violenze. Sotto l'impero le promozioni divennero q~el che devono essere, gradini nella ca1Tiera, passi avanti ;;alla v~a della ul.oria. li meri to si poneva in luc.e, em certo alla lu:1ga d essere ,.,sto, apprezzatù e rimu nerato . Il sogno dei orenerali repubblica ni era la eonquista d'nna ricca pro vi ncia, indi., erli ozi d'nn armistizio in una grande cittit, fra i sorrisi delle belle '"'ri nte l'allluire dei doni volontari o for,ati, il le}!iferare a torto 0 ra~ gione; piaceri vio lenti o preca ri. Sotlo Napoleone invece i divisiOnari sognarono il baston o da roarescial io, titoli nobiliari donaz.ioni , ricchi matri moui, un hOtel sumnoso nella loro città n~tnl e uno. stato di cose duraturo e grasso . l primi vole,'ano un gross~ cnp11ale una volta tanto , e, per ottener!o, s'aflidavano alla loro s?la audacia , i secondi preferivano ricevere ren.dite dallo stato d"'enuto l'orLe e du raturo . Eù era naturale ; i ,~enerali dellrt Co- . mune parigina, . avevano caro uno chiJque pagahile subito più di una larga pens1one vit:J iizi:t. All'ell'etto calmante, moralizzatore, prodotto dall'instaurazione del nuovo regime, unico dispensatore d'onori e di ricchez1.e, Bonapa~·Le ~<ggin nse una severa epurazione del per$on ale. Tre ?a.te~or.Je d1 persone vol le escluse dal suo nuovo esercito; gli Inetti anzitut!o, chè il primo requisito d'un uflìc iale è di conoscere la sua arte; poi i mal contenti politici, o. pet ultimo , i disonesti, f
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·1806 ha del duell o in campo ch iuso. I due avversari sono di scuola diver$a, entrambi famo ;;i spadacci ni. Uno di essi, pesante, lento nei movi menti, un po' :n·ruggi nito, fida nella bontit della sua guardia ed in certe botte irresistibi li, di cui vanta il segreto; l'altro, a:.;ile nelle mosse, è bene allenato ed in forza. Fin dalla ·prima tocca ta di ferro, il primo sente la sua inferiori tit di fron te · al giuoco serrato e rapido dell'avversario; sente che la sua famosa guardia non lo protegge contro la punta che si sente aleggiare attorno ;;enza sapere O l'e andrà a lini re; il fiato gli si ingrossa, perde la calma, e vibra rapidamente due di quelle bolle, che fi n allora trovarono sempre la via; ma s tav~ l ta a pronte parate succedono ful minee risposte, ed il vecc.ltio e provato scllt~r midore vede 1:on i'tupore sgorgare il suo ,;angue da due larghe ferite; gli cado l'antmo a q1iello spcllacolo nuovo, fa un passo indietr·o, poi due, e l'avversario l•1 stringe con lena crescente. Da una parte, parate semprt:'l pi1't Ùll\le, un retrocedere lento dapprima , poi rapido, poi un a fuga; una perdita cont inua di c.alma, di fiato, di sa u~ uc, di forze : dall'altra · un incalznre spietato,.che si mut.1 in i n ~egu im e nt o, nn radtlopp'are i colpi. linchè il fe rito esangue, agonizzante, lascia cadere hl spada infranta ed aubandona vergognoso il campo. Per la sua brevitit la campagun del 1806 non ha riscon tro che in quella del ·1866 in Boemia; al primo forte u~·LO la campagna è decisa; dopo .lena come dopo Saò.owa , il vincitore oou trova più ostacol i a\';l nti a sè. Jl resto della guerra non olrre più nn combattimento serio; è un seguito di assedi rapidamente condoLLi contro piazze che spesso so no mal difese ; un inse~u ~ mento esultant e e trionfante degli Sliuadroni di Murat, dei b:H- . taglioni di Launes e di Sonl t, allraver'SO le sabbi e del Brandeburgo e della Pomerania. Ogui passo su lla via della ritirata accresce lo scoramento dei Prussiani, che da ul timo buttano le armi, e s'arrendono a battaglioni, a brigate intere davanti a poch i drappelli di cacciatori a cavaflo. In quindici giomi , la potenza mi litare della Prussia è annullata, ecl i co rpi cl' armata fran cesi :~cco lgon-o Napoleone al grido di: Yiva l'imperatore d'Occidentt'.
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** Nel '180ì l'esercito fran cese dà i pnm1 sllgni d: stanchezza. I soldati sono quelli stessi degli anni prP-cedenti ; In nuova leva
iocorpqra ta, La ringiovaniti , non peggiorati i vecchi reggimenti. Le due ultime campagne avevano servito ad eliminare dall'esercito attivo quei poch i gener<.l i meno abili , sfu~gili alla grande -epurazione del consolalo; i capi r imasti crebbero io esperienza ed in fiducia nel duce snpremo e nelle loro truppe. La Gmnde Armlfe è giunta al punto del suo mnssimo va lore intellellual e e fisico; la stanchezza che si incomincia a notare è, pit'n.he altro, ~orale. Dopo Jeoa. dopo l'inebbriante corsa nella Germania del Nord , la guerra non è fi nita ; biso~na ass~dia re una quantità di piazze. grandi e piccine; i fanti lasciano il fuci~e 9 ~appano nelle sab bi e P- nei fanghi ; i cavalieri danno la caCCia agli sbandati prussiani, che ogni tanto si a~gruppano e . ce~·cano. di filr :testa; un lavoro noioso e poco glonoso, m paese tt·tste,· m sta:gione piovosa. Poi, cadu te le fortezze, in Prussia ed in Polonia SOrC70nO nuovi eserciti che bisogna ancora comballere; SOnO le tru;pe battute ad Austerl itz, che hanno ripre~o fiato , si sono in rrrossate di corpi venuti dall'interno, di nuove leve; ·hanno tocca~o il suolo natio e v'hanno al.linte nuove forze. Piove, l'esercito pesta le strade fangose della Polonia: poi nevica, fa freddo: il vettovagl)a111eoto si fa a stento ; i carri atl'ondano nelle pozz~n ~here; i fiumi gelati si rifiutano a portare b.;rche. L'avversano, sempre più audace, osa manovrare davanti a Napoleone e disturbare la gr ande arnu!e nei suoi meschini quartieri d' inverno. Convien riprendere le armi, marcia1·e nella neve e nel fango, -combattere battaglie sauguino:>e e poco concludenti. I soldati meridi onali si sentono a di sagio in quei tristi paesi di freddo , {)Ve non si trova vino. ove le donne sono sucide e brulle, e le case sono tuguri mal riparati . !!:d allorfl, durante le n~ arc~ ~ eontromarce, attorno ai fuoc hi di bivac•:o , :;i sentono 1 pnmt lamen1i. Dove ci si fermerà'? La guerra non finirà dunque mai più l Dopo lllma ci è toccato correre di~tro ai .Russi fino in Mora via. Ut pareva finito ed invece da Austerl1tz, pas~ando per J ena, siamo venuti qui, alla fine del mondo, ad assedwre Dan ·
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ATTOkNO A
~APO~BONE
ATTOR~O
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zica. E poi? (Juando avremo vinti di nuovo i Russi, dovremo inseguirli fino n Mosca ed a Pietroburgo , oppure chi sa, una nuova levata di scudi dAll' Austria non ci costrin ga a passare· i Carpazi per scendere in Ungheria? Pure, sarebbe tempo di fi,. nirla una: buona volla, e di rimanrlarci a rivedere la Francia; se no, a pochi ed a nwlti par volta, finirem o tutti col lasciare le ossa in estranei paesi . E quei ruvidi soldati , sazi di gloria, di sangue, di co nq uiste, rimp iangevano la Germania meridionale," la ralle de l Po, de5 ideravann snpratulto rived ere, la Francia, i paese!li onde eran9 partiti scalzi, ignoranti, anni prima · e dove volevano r itornare a fa re. pompa dei gradi ac.qtli slati, delle ricchezz~ frutto di saccheggi e di im per ia li largizioni. Era il lamento degli argi raspidi macedoni, che negl i immensi pian·i delr India, sogna"ano il ritorno agli aspri monti di Pella, dei , legionari di Cesare sospiranti nella estrema Hritannia al ricordo de i coll i latini. l qrognards di Napoleone non borbot tal'ano ancora contro l'ambizione insaziabile del l'imperatore, ma contro 1' ostinazione dell' Europa a non volere rit(1noscerè l'egemonia, della Francia. 'i combatte con rabbia per fì nirla definitivamente, ma lo stato d' auimo deil' esercito, lo spesseggiare dei suicidi, fanno già prevedere il tempo, in cni pur rli posare le armi , i gene;·ali capitoleranno nelle piazze forti, co nsegneranno le loro truppe in mano al nemico .
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" * :Xel 1809 crescono i tristi smtomi nell'esercito francese. L'Austria s'è apparecch iata ad un'ultima lotta . Dopo Austerli tz, ha afiidato all'arciduca Ctu·lo la riorgan izzazione dell'ese rcito e, rotte le ostilità, la condotta della guena. Nessun e.,:;ercito austriar,o era stato fi n allora pill. nnmeroso, meglio comandato. l v~cch i nomi ~ono scomparsi , i corpi d'armata sono comandati da giovani generali, ammaestraLi alla dura scuola di nove campagne, quas i sempre disgraziate. Le truppe sono giovani. m~t bene addestrate ed :mimose; tulli sentono eh~ la salvezzo. dell'impero è negli. :ìccnmpamenti; ciascuno si pro· pone di fare il proprio dovere. Si moririt,. ma le onte di Hoheniinden, di Jlarengo, di mma, non si debbono pii! sopportare.
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Da parte f1·ancese, le migliori u·uppe sono in Isphgna. Di vecchi corpi no:1 è ri masto in 1German ia che il II I, quello di Davoul., e qualche divisione, con 1::1 qual e si mettono assieme dei COI'pi per )iassen:'l. e Lannes. Dernadotle comanda Sassoni, Lefehvre Bavaresi, Vandamrne Vurtemberg;hesi; qu;1si me1 ~1. della grantle armata 0 composta di contingenti della confederazione renana; un quarto di vecchi soldati; il resto nuove leve inquad rate. Sou11, Victor , :\ugercau, )loni er, " . t Cyr, Su eh et sono rimnsti in Spngna colle vecchi e truppe acco r;;e a vendicare la r·.atastrofe di Baylen. Un esercito di r·1piego co rnballe contro il fiore dell'Austria. :'l on è più tempo da I'Jdminci successi. L'a rciduca prende la olfensiva. è lwtlnto . non disfatto in un:~ serie rli ci nque grandi combntti~1en ti , si ri~ìra ord in·Ho, contrasta accanitamen te il passo del Dnnuhio: Essling è uno :;cacco pei Franct'si, \Vagram 0 una ' i!rande vittoria, wa non ~~ Austerlilz, non ~~ J ena, non ù Maren go . Questa volta l'Austria, vin ta di nuovo, può ripensure con orgog lio alla sua glo rio~a sconfitta. Oramai l'elemento uomo in Francia non è più quello; manca la matei' ia prima per gli eserciti : i \'ecchi soldati, stancl1i di g uerrn, ma agguerriti, ::;i stanno consumando in :'ilerili campagne nella pen i:;ola; le nnov~ leve arri1•ano alle armi rnal\'olontieri, e non trovnno \;uflicienl e inquad ramen to ; si corninciano a ved ere òivisioni di cost~ritt.i, a.rJ enti al fuo co, ma impress ionabili e pronti agli scoraroenti, poco :wveni a li~ fatichi\ -cd ai disagi . Fanno la . loro appariz.ione, a torgo delle :u·mate. quelle lunghe fil e di tminanls , quelle ba nde di mar(wdcnrs che S'll·an no la piaga dell e campRgne successive : gli spedali si riem piono più di malati che di feriti. La Frnnt:ia avreb!Je or:t bisogno di qualche anno di pac•~ per rifare il suo materiale d'uomini, ma Kapoleone, spinto d-?. 1 suo fato, s'accinge ad una nuova lotta, la più gra·ndiosa di tulle. ì\e è n(l'rande la ca Da ione recondita ·, Tilsill avea divisa l' Europa fra . due imperi, ed ora l'impero d'occidente vuole ussori.Jii'e quello d' orien t&. Grand i gli ;t pparecchi : la guerra 0 prevista fin dal •18·1O: pe1· dtte anni Napoleone altenùe a ricostituire nna grande armata ·a l posto di qnella impiegata in Ispagna; ch iama ed istrui sce
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ATTORNO A NAPOLE ONE 1
ATI'ORNO A N APOLEON E l
classi,. forma corpi nuovi, altri · ne l'insangua, ingrossa la guardia; gli at·senali sudano a preparare' cannoni , munizioni , traini: in ·. Danzica , sull' Elha, sulla Vistola si formano immensi rnagazzeni di viveri e vestiario; s' incettano ovunque cavalli. H.r~pfo e Davout impiegano nei preparativi tutta la loro oculata attività. Dall'altr·a parte non minore lavoro di preparazione: si fa pace colla Svezia. si ra il possibi le per terminare la gu erra col la Turchia: s' in).!rossa J'e$en:ito e s'apparecchiano gli animi ad una lou~ · non meno disperata e tenace di quélla rhe sta sosten endo la Spagna. Ed il frutto di cruesto im mane lavoro appare nella prirnaYera del '18'12. Da occidente parte una polente massa di mezzo ruilione di armati , con un nn rnero infini to di carri e c;,valli . s'avvicina con cupo rumore al Niemen. È una nera nube che muove spinta da un ven to di li becci o; il tuono "i si sen te brontolare. guizzano i lampi, i fulmini scoppieranno fra poco . ~ A! l' i11wn tr·u l' impero di oriente, raccolto in sè. ntlende l'urto: min ori le .sue fo rze, meno addestrate ; ma conlì da nella religione. nell· eutusiasmo, nella omogeneità dell e sue milizi e, nei ri cordi di Pullava; il misticismo .dello czar ed il profondo sentimen t(l religioso del popolo persuadono tuili del trionfo finale della sant:1 Russia. I movimen ti di quegli esercrt1 durant e la campagna erano improntn.ti ad una len ter.za , direi IJUasi ad una maestà. dovut a alla grande7.7.a di quelle moli ed alla limitata viahilitil del terreno. Da una parte un avanzare lento con tentati1·i d' an olgi men li, presto abortiti per la lentezza de lle mosse ed il ritirarsi del nemico ; de ll'altra un operare cauto, nn cedere il terTeno a palmo a palnlO, un rifuggi re dai combattimenti decisivi ; non si com batte che a Smolensk ed a Borod in o, battaglie volute, pilt che dalla . ragione militare, dal sentimento religio:o che voleva si facesse uno sforzo per salvare città sante. ~ ne lla guerra immane per gli apparecchi, per la mole deJie truppe e delle operazioni ) termina con una catastrofe proporzionata. Diso~na risalire alle antichità ed alle invasioni barbariche per trovare eserciti di mezzo mi lione d'uomini disll:utti ; conviene ricordare l'esercito di Cambise sepolto nelle sabbie li-
biche, la distruzione dei Cimbr1 e dei Teutoni, lo sfacelo delle orde d'Attila ,dopo i campi Catalaunici, dei Saraceni dopo lloitiers, terte s tra~ i oscure di eserci ti mongol i nell' Asia centrale. Il lutto , esagerato ancora dai racconti dei su perstiti) della fan tasi a popolare, dai nemici di N<lpoleone , ru non so lo fra n c~se, ma europeo. Fra i morti di Borodino, fra gli all'ogati della Beresi na. fra gl i assiderati, fra i trainards morti di stento o condotti prigio nieri in Siberia, fra le villime delle feb bri putride degl i spedal i, _v'erano rappresentanti d'ogni nazione d'E uropa, quali Austria, Prussia, Polonia , Baviera , Vestfalia, Sas~u nia , Italia, avt}ano fom ito corpi d'armata : v' erano reggimenti spagnuoli, ,;vizzeri, napoletani, portogbe:si, croati; :;i pian:;e quindi sulle sponde della Vi:;t.)Ja e della Sava, a ~l nd rid ed a Berlino) negli agrumeti ca labresi e nella pus.::ta ungherese. Un re di Dahomey non scende dig-nitos11mente nella toml>a, se molti uomini non sono decapitati per formare il corteo col quale il defunto farà il suo ingresso nella vita di là: l'astro di Napoleone tramoutò in una nebbia ro:>signa. in una strage che fa ri pensare all' Apucalis>e.
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Dopo il 18'1'2 non vi sono pi1'1 che eampagne tri~ti. A qu:l lunque esercito .appartenga . chi ha cuore di soldato, J e,·e commuoversi allo spett ncolo del primo soldato dei su oi tempi, soccombente. mal~rad o il . suo genio e la sua enei·gia sotto la soverchia preponderanza di forze dell'avversario. Un esercito come quello perdutosi nelle ne,·i della Hussia non si rifà in vochi mesi . Con prodigi d'nttivi ltt s· era rimessa assieme una nuova armata, ma nori et'ano più i so ldati agguerrili e rapaci del '1796, nè gl i impareggi;) bili battagli oni di J eua; non erano neppure più i coscritti iniJUadrati e bene scelt i del ·1809 ; erano bande di gracili adolescenti strappati alle madri e consacrali ad una morte prematura in campo o negli speclali. Quelle giovani truppe, so rte com e per incanto di terra, si portarono bene a Lutzen ed a Baulzen; poi ven ne la campagna d';mtunno. marce e con tromarca incessanti, sotto la pioggia, in paesi oramai stremati di risorse. l battagliun i francesi ftlnd el'ano come ghiaccio al sole, di ~iorno in g10mo, di marcia in marcia; si riducevano a pochi nomini, ma-
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~TTORNO
A NAPOLEO~E
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l'inni, avanzi del la grande armata, reduci di Sp:lgna, coscritti d'ecceziona le robnstezza Il colpo di grazia fu dalo dalla stretta finale. di Lipsia, dalla disa,;lrosrt ritirata di Hanau , e, quando l'esercito ripassò il Reno, era all o·stesso pu nto d'un anno prima quando aveva ripassato la Yis1ola . ~el ·18U- lo spettacolo è ancora ptù artlig)!ente: la mnssa degli alleati cresce di contin uo : le sclliere fr·ancesi scenwno: le iuyade la sl i.dueia, il sospetto ehe oramai ~ Rpo l eo ne :>ia giun to nl mmo discendente della parauo la e che nessuua fon:.! umona possa oramai !l'attener lo OE:II :~ sua vert igino~a cadu ta . Si corn balle ancorn, riw. per onore mi litare, colla certezza d'essere virili a·lla fine, mentre gli alleali , come una muta di mastini attorno ad un cin oahiale fe . rito, raddoppiavano di lena e di fnro re, non aHertivano il dolore delle loro ft'l'i te, sentendo sce mare le forze del po tente avversa rio . '~-·
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Dopo ca mpagne brillanti decise prima d'essere in iziate, dopo campagne gigantesche e guerre fra e;;erciti esausti di forze, quella 1 ' del 181 i) :;i pre:>enta con un a::pello sni .fJener is. È la campagna furiboniJa. Tre eserciti vi prendon o parlo. Fra pii Inglesi di W.ellington predomina il Gero e calmo sentimento del òo,·ere da compiere, senza vacil lare , ad ogni costo; ma i Belgo-Olandes i sono coman dali dal pri ncipe d'Omnge; quel gio vane impeltJOi'O loll a per la sua corona fuLum ; i suoi soldati hanno riacquislal;• òa un an n{} la pa tria e la difendono c011 rabbia. contro Na poh~n ne , che pei Piamminghi signifi ca guerre continne, l{ravi impo:>te, cessaz ione del commer~:io, rnb•eria e morte. L'esercito pmssiano è sempre ({llel!'alnn o necaJ1 i1o del 18,13 e 1814- ; ha liberata la Germania. ed ora, mentre sia ripo~anilo della lenibile gnerra, vede rimettere in fo rse il fr utto di 1ao1e fa tiche, la vittoria ottenuta a così caro prezzo eli vite. Bllicher non ha più bisog.no di stimolare i suo i che troveranno nella loro im la forza di vincere due gio rni do po a\'er toccato una grave ~con(itta . [lr.cr?.o esercito è animato da sensi non meno e;;allali. È·trast'Orso un a nno dalla prima abdicazione; sono ritornati i Dorhoni e
ATTOI~N O A NltPO LEONE l
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· le loro prime cure furono dirette a deprimere l'eseJ·cito ch e tanto tem po li aveva teu nti lontani dal confi ne di Francia. I rr. arescial!i ed i genera li erano cad uti in d i ~g ra z ia od erano stati avvi liti co n ridicoli onori . Dupont, il vin to od il -traditore di Baylen, sfogan al ':ministero della ~ U e i'J'a i suoi rancori: ver~ch i avanzi dell 'esercito di Cond~ o della Vandea, generali· non impiegati da Napoleone per la loro incapac ità, assumevano il comando delle divisioni e suddivisioni. Ritornavano i soldati dalla Spngna, dall' I tali:t, da Amburgo, dalla pri~ionia di guerrn, e trovavano tullo mutato in Francia, re$L<HJI";ltO e trionfante l'a ntico regime. Il ministro de!la guerra s'affrettava a. congedarli ed a mettere a mezza paga i loro ufTiciali, riempiendo così le ciLià di Francia di spostati e di maleon teuti, di gente ehe avev<t dimenticato ogni mt-stiere e non sapeva che battersi ,hene. Quando l'aqu dr~, volando di cnmpanile in campanile !JÌU.n se fino alle to?Ti di l\"òtre Dame, quei ::;o ldati, avanzi di ostin ate battag lie, accorsero frementi all e arrni, decisi ad una guerra a morte, nnimati dal de,;iclel"io di ven dicare le · ul tin1e sco nlìlle, e di rendere impossibile una seconda restaurazione di re Luigi XVIII, che aveva la podagra e non sa ~ peva stare a cavallo. [ Belgo-o landesi volevano indipe11dente la loro patria, i Prnssian i vole\·ano oppresso Napoleone, i Frances i vo levano allontanare i Borboni : questi senlimenli e:-..Lrami titari portali al parossismo n.;lla febbre del combatti mento, spiegan o il earattere violento , rabbioso delle azioni com.ballute in quella breve campagna : Li gny e S.t Amand presi e ripresi più volte; l'urto terribile dei Quatre Dras ; gli episodi s an g nin o~ i della Haye Sainte, di Papelotte o di Houg u.~ mont; il turhin io subl ime della ~rossa cava lleri a sul lo spianato di ~lo nt S.t J ean; l'affre ttarsi di 13i.ilo w e di Bliicher lit dove si sen tiva odore di sangue : l'accorrere delle masse di cavalli tedeschi e inglesi all'ultimo quarto d'ora; il desiderio di morire dell a vecchia guardia; l'insegni rnento tenace e senza misericordia dopo la vitloria . Nessuno, tranne forse Welli ngto n, è calmo in quei tre giorni di giugno. Napoleone è ner·voso, Soult si agita oltremodo nella carica nuova per lu i di capo di stato ma~giore; Ney ed il principe di Orange non anelano che al combattimento; Yedere il
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ATTORNO A NAPOLE ONE l
ATTORNO A NAPOLEONE I
nemico, a:>s'\ltarlo ovnnque lo si trovi; Trouchy ha perso la testa ; Vanrlamme è più bollente, più insolente del solito; Bliich er ha la fe bbre, vedP. t'osso; combatte, è vinto, cade, si rialza, r isa i ~ a cavallo, galoppa in cerca di nemico, quwrens quem der:01·et.
.. * le campagne di Germani a e rli Russia sono il dramma principale di ~ a p oleo n e : allato ad esse si srolge dal 1808 al 18 14in Spagna un'azione secondaria, episodica d'un' indole spietatn, barbnrica: una guerra di distruzion e accanto a auerre condotte co lle regol e del jus gentinm. · Le truppe francesj hanno fama meritata d'essere volontieri sbrigliate, insolenti in terreno conquistato; ma il 111odo d' e:;~e re che era n sten to tollerato in Germania e nel mite Veneto raceva suonare a stormo al di di P•lSlJUa del '17!)1 le campane di San Zeno e scendere ar·nutti in Brd i nonni degli nlpini Vm·ona, era intollerabile per gli Spagnuoli , che dell'antica graodezza avevano con servato nn orgoglio ::;misurato eri il disprezzo per lo straniero.Frn truppe sfreuate, avvezze alla prepotenza coi vinti, di carattere arrogante, ~pre;:zn nte, viventi .sul paese per 1-(Usto n <~ tnml e , per difrrcoltà di riforni meuti regolari, per criteri general i di ~ a poleone, e geo ti povere, orgoglio se, vendicative, abituale ;l i san ~ne, la guerra doveva essere feroce. Erano da unn parte asdi uuerra dali 'al tra sassinii, imboscate. l'ignoranza d'o!!ni lecr!!e 0v requisizioni, ruber·ie, esecuzioni sanp-ui nose. S 'a::~i u nga, eire in mezzo ai France:>i v'erano truppe d'al tre oazionalitù , che aveano sofTerte in vasioni ed err111o ben liete di resti tuire i mali che Hevano ricevuti : ltalinni del regno e d ~ Napo li, prod i e spietati come i loro pad ri roman i, Assiani, truppe solidissime e malco ntente che co nveniva ten ere lon wne dalla Germania, predoni cruanto gli Italiani , pir\ morigemti, ma per compenso più lurchi; Polacchi ::.emih:-rrbari s l ~ vi opposti a semibarbari iberi; qua e Jit qualche bauaglione dei soliti Svizzeri. . Tntl.a qu ella gente Elra prode, come, individualmente erano prodi i so ldati sp11gnuoli e portoghesi; ma, nella mente del coscritto, appena passa va i Pirenei, si ficcava l'idea che s'era in hpagna, che bisog11nva nccidere per non essere uccisi, opporre (')
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senza pietà la baionetla e la sciabola da dragone al coltello proclamato da Palnfox; ed il co~cri tt.o ):i confermava in quel sen· timento, nello scendere le valli an guste della Navarra e della Bi~caglia , ove ogni paese ·aven massacrato qualche drappello ed era stato ar~o in castigo, ogni cespuglio avevn servito ad appiattare gw;·rrilleros, ogni gola di monte avev;t ce lala un'imboscata. E qu el roseo contadinollo, fresco uscito da l sno natio vigneto di Guascogna o dai suoi campi di luppoli d' Alsazia, slnprava, r uba va, ur.cideva come un lanzo di Frundsperg od un moschetti ere di Tilly, fìn chè a sua volta incontrava una morte osc ura, fucilato ad uno svolto di senti ero, menu·e era di pa ttug lia, scannato dal suo ospite all'accantonam ent o, o lapi da to da contadini una volta ch'era rimasto indietro in rr:nrcia. Jl sangue chiamaYa sangue. o
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... * Guerre feroci e guerre cortesi ; lunghe o brevi ; con tese o rapidamente decise; nelle fone di. S p a ~ na o nell e paludi di Lituania; sull'Appennino o nelle pianure òi Bavier·a; nelle sabbie dell'Egitto o fra i boschi del Brabante; nna vari età abbagliante eli guerre, in cui si mischiano alla rinfn sa i lunghi cappottoni verdi dei Russi colle brevi g-iu bbe bianche degli Austriaci, i Francesi dagli altissimi shalw coi Prussiani dai chepi .pial li e bassi, l'ahito rosso degli ln)!lesi coi cappotti turch ini delle truppe di ~apol eone , la' lanci1L dei Polacchi colla scimi larra dei Mamma,. lucchi. Sono queste guerre che tolgono il sonno all'allievo delle sc.uole mil itari, che fa nno so:,pi rare il canuto genera le ~i un to alla lì oe della sua caniera; guerre al cni pensiero il cnore accelera i suoi pnlpiti, la mano corre all'elsa della sciabola vergine ; la mente divaga e !>Ogna im mensi cam pi di bntLngl ia, nssnlti furenti, cariche inebbrinnti come l'amplesso d' un'ama nte a lungo desider·ata, ingressi trionf,lii in città vinte, ehbre;:ze ed es tns i ignorate. Lo so : le_ guerre fanno pillngere le madri. Poverine l amano, è il loro de~tino di piangere. Allora trem avano per la vita dei loro fi gli; ade:sso pa;;sarìo lunghe notti in sonni aspettando ~he i lìgli ritornino dalla bisca o dal lupanare. Lo so: le nazioni sperperavano le loro forze vive 10 quella
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rabbia guerresca; adesso banno in ventato l(l pacifiche lotte del' la'G01'u ed il popolo vioLo, anzi che di piombo , muore d'inedia davanti agli opifrci chiusi, alle trnsmis,;ioni immobili, ai forn elli spenti. Era allora il trionfo del la forza, si dice. Ma Napoleone, l'm·ciduca, Wellington non erano dunque che muscolos i gladiatori'? E sono rorse intelligenze elette , genii i ltothsch ild, gli Hir:;ch, che sono i vincitori, i Bonaparte ed i 13liicher dei no~t.ri tempi· progressivi? ì\Ta l'umanita? Bella parola, ma sono esse umane le catastrofi finanziari e'? L' umanità? Smettiamo le ipocrisi e e conressiamoci che il mondo è, fu, e sarit probabi lmente sempre di chi è meglio armato. A noi però militai'i, cui pr udono le man i, e si agita impazien te la sciabola nel fodero. è lecito preferire i tempi, in cui stroment0 di domini o era il ferro intelligentemente guidato, al quarto <l'o ra pre~en L~ in cui vin1:e l'astuzill a forza d'oro.
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Le b attaglie. · Se si r iflette solle cam pngne e le lwllngl ie di Federico li, t~ o n si può fat· a meno d'o ~se rvare che, tanto' le operazioni stt·at egiche, quanto le disposizioni tattiche, obbediscono a certe leggi determinate; v' ha nella menle del re come una visione di campagna modello , di bnttnglia tipica,, alla quale egli si sforza d'a" ~ vicinat·si, malgrado i moltiformi incidenti che le ci rcostanze d.l tempo e di luogo, ed i mo\'imenti del nemico produ cono. Il teatro di huert·a non era molw esteso, ;:uperava di poco !'ampiezza della valle del Po, i generali che Austria, Hn:;sia , Francia gli opponevan<, erano sempre !-(li stessi, od almeno ndopernvauo le stesse arti; le truppe pruss iane subivàno, è vero, un lcnl0 peg;::ioramento, ma gradual e. l prohlemi di guerra si ripetevano di continuo, le situazion i si s~gu iva no e si rassomigliavano. Il gran re
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doveva qu1ndi per forza su bi re una specie di adattamento al. l'ambiente el'ì tt·o cui viveva; il doversi ditender·e in paese piano, .pri vo di gra ndi linee orografiche assalito da parecchi lati da masse nemiche convergenti gli :mggeriva ripetutamente l'iùea di una campagna per· linee interne, percorrendo le corde degli archi · che i nemici descrivevano; sul campo tattico, il confronto fra la moiJ iliLà delle sue Lmppe e lrt. pesantezza del le nemiche, lo · induceva a tentare di preferenza l'attacco aggirante od avvolgente su di un fianco del nemico . Federico insomma lavorava di maniera, e ciò non tanto per inclinazione della sua mente liberissi ma da prediudizi o preconcetti, ma per la legge naturale che port<L ogni essere a conformare il suo modo di lotLar·e per l'esistenza al mezzo in cui vive. Con N;,poleone ù tutt'altra cosa; ad ogni campagna mutnno teairi d'operazione, generali ed eset·citi nemici, ad ogn i campngna egli è costretto a creare un esercito, la Sllil mente singolarmente ferlil e s'adatta perfettamente ad ogn i cambiamento di scena , sia che egli debba combattere i Mam:ll ucchi sull e sabbie d'Egitto od i Cosacchi nelle pianure stemperate della Polonia, sia che egli si ci menti c.;oi Piemontesi sull'appennino; tan to co ll 'arciduca Carlo di l'ronte, qnanto co ntro BI'Unswiek , tanto c:oi vetel'ani del 1807, quanto co i coscritti del J 813. LI suo non è il genio rine, studioso, rillessivo del re di Pmssia; è un genio sintetico, comprensivo, che si espl icava in una percezione rapidis:;ima. t(uasi intui tiva , e nellis~ima, ed in risolu. zion i non meno rapidide e non meno conf.wmi alle circostanze; predominio dell'arie sulla scienza. E del lato at'listico del ~e nio di Napoleone fanno fede le sue haLtaglie, cosi dill'erenti l'una dall 'altra, ma tutte animate, pittoresch e. Ognuna for ma un quadro co~1pl eto e compos to con sentimento artisti co, ognuna ha la sua fisionom ia speciale, ed è notevole che quella Nsionomia distinta con:>erval.a da ciascuna battaglia attraver·so i racconti degli stol'ici, degli attori, nella fan l.asia · popolare, trovnsi già tratteggiata nei bnll~ tins dettati su l campo di battagiia. Coll'arte d'un pittore di battaglie Napoleone sa d.'ogn ~ sua vittori:t scegliere J'aspello o l'epi sodio più caratteristico, meLterlo in piena luce, al primo piano ed attorno al 107 -
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gruppo principale far posar·e le figu re meno importanti , gli acc.essori comimi ad ogni azione di guerra. -Talvolta l'aspetto caratteristico della ballagl ia è forn ilo da spe· ciali condizioni di stagione ; ecco, ad esempio, Eylan, la furiosa ha.tlaglia d'inverno , combattuta in una bufera di neve, col suo cimitero pieno di cadaveri tosto sepolli sotto un tum ulo bianco, le masse russe immobili sotto uno spaventoso cannoneggiamento, acciecate dalla tormenta, come un secolo prima a Narva, le grandi carichP. di cavall eria, il corpo di Angeren u che si smarrisce in quelle tenebre candide e va a farsi distruggere in un quat·to d'ora; un quad ro n due colori bi:mco e rosso . · Dresda è invece la battaglia piovosa; piove, piove in Sassonia; per le fal de degli Erz-Crebirge scendono so Dresda suonando marce trionfali gli ·alleati; Napoleone è lontano. Dresda è nostra; l'acqua ha fatto rigo nti:;re l'eba no dei pifferi , ha rallentah la pelle dei tamburi , ma. si suon<t allegramente .lo stesso, ed allegramente di primo lancio si prendono le ridolle esterne della città ; Cittd p1·esa! cittri'pTesa! Ma ad un trallo si spalancano le porte, ne escono a torrenti le baio'n ette ed i beretton i a pelo : 1) la gt~ardia, è yiunto Napoleo"e l .\ Ile troppe di Schwaozemberg e di Bat·clay par di vedere la testa di Medusa; i pifferi fisch iano falso, i tamburi hanno rulli cupi in cruell'umido crepuscolo d'agosto . Brutto inizio di campagna, dicono i veterani di Austerlitz. All' i ndom ~ n i una pioggia gt·igia vela ancora il pa&saggio; gli squadroni di ì\lurat piombano su i · battaglioni austri aci ba~ n ati fi no alle ossa: il fan go rende pesante il galoppo dei cavalli, ma i fanti non possono far fuoco, e quelli . che sono sfùggiti alle sciabol ate dei corazzieri, risn lgono tristemente, sotto la pioggia che non cessa, le fa lde degli Erz-G ebirge. Sul versante Boemo li aspetta ;1 sole. la vittoria di Kul m. In altri casi la combinazi one Lattica della batlagli a, la sua composizione ù così semplicemente grand iosa da fo rmare essa stessa l'argomento del quadro, che diventa pan ommico . Gli individui r impiccoliscono, emerge l'assieme dell'azione. Auslerlilz è un'altra battaglia d'inverno, ma un sole fulgi dissimo fa scintillare in mil ioni di faccette la neve, e fa i !aghetti gelali simili a gran placche di platino.
ATTORNO A
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G·li Austro-Russi slìlano per avvolgere la desti·a di Napoleon e; <qUé5ti colle sue masse raccùlle li lascia manovrava ed al mo-mento buono, erompe dal pin n•H'O di Prntzen, rompe n mezzo la ~ 1!-nga colonna nemica insufficientemente protella sul fianco peri .coloso. È Hossbach in maggiori propon~ioni e con vinti più pugnaci di Soubise e di Hildburghausen. A Wagram è la sinistra di Napoleone che si minaccia e si vuole ·distaccare dnl Danubio, ed egli, impassibil e, ~a il sordo all e urgenti .domande di rinforzo di Massena e guatda aWala oppostn. Appena il fum o dei cannon i di Davout ha avv01ta la torre di ~eus ied l, là sull e collin e che limitano a nord il Marchfe ld, Napoleone lancia -avanti il centro ch e aveva trattenuto, la guardia. l'esercito d' Italia, .l'esercito d' Illiria, Mnc Donald , la cavall eria pesante di B ess ière~ . Lauriston alli nea lunghe batterie ed il centro 'dell 'arciduca Carlo vinto da quella concentrazion e di sforzi, ondeggia, si ripiega, -cede il cn mpo e scompare ancora. ordinato e mi naccioso nelle te.nebre cadenti . ·A Leipzig altro immenso panorama, alla perife ria di quel campo ·di battagl ia quadripartita da fi umi le ma&se alleate, Sch w:~rtze n ·berg sceso dai monti della Boemia, B\ucher accorso dalla Slesia; Bernadotte dai campi contrastfl ti di Gross Beeren e di Denl[}ewi tz. In mezzo, Napoleo.ne che tenta invano di. rompere e di sgiungere la cerchia di ferro, c.he di giorno in giorno si va facendo più stretta e più solida . Una ser·ie di puntate ora a sud , ora ad ovest; ,ma la cerchia si r in serra e soffoca l'esercito francel'e. Poi quando Napol eone è riuscito a sfu ggire con parte del suo .eserci'to alla stretta mortale_. trova ad Hanau it cal cio dell'asino. De Wrede, che l'imperatore avea creato conte e non avea potuto ·fare generale, cerca coi suoi Bavn resi sorretti dn Austriaci di sbar<rare la strada al leone ferito . È l'affare d' un momento : l'artiglieria della guardia fulmina l'audace e gli avanzi esaspernti del-t'esercito gl i passa no sul corpo. Anche qui un quadrelto, di piccole dimemion i, ma completo. comprensivo . Eckmilhl è la battaglia immensa, meno pel numero d'uomini ch e ;per la durata e lo spazio del terreno sn cui si com batte. Sono ..oltre 300, 000 uomini che si dibattono fariosamente nel terreno .intersecato cìaii'Aben s, dalla Laher, dal Danubio e dall'Isar ;
A't'TO.R~O
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ATTORNO A NAPOLEONE l
sessanta chilometri intercedono fra la vecchia cillà imperiale dr Hatishona, e Landshu t, il ·19 aprile le div isioni Friant e Snint-HiJnire sostenn ~ ro presso Ihann il pri mo m·lo dellarc'iduca, e, dopo le battag lie di Al bensberg e di Lancl schnr, ·dopo · Eckmiih l do.ve· Davout guadagna il suo titolo prin..:ipesco, e corazz1eri fran ces i ed austriaci vengono a furiosa mischia al chiaro di luna, il 23: ~apoleo ne feri to al piede vede Lannes scalare le mura medio~vali di Ratisbona e term inare la baltn~lia. L'interesse d'altre batta gl ie, invece di l'isiedere in un as:>ieme grandioso, è concentrato in un episodio sali ente . Sono in generale· grandi battaglie d'incontro , un po' confuse, d' un concetto taltico non volgarizzab!le; l'artista invece di vedere dall'alto il campo· di hauagl ia 1:olle sue grandi colonne manovranti e le sue lineedi fuoco ; s'avvicina, ingrandisce i suoi personaggi , e, naturalmente restringe il campo della scena . Ecco per esempio nn p(lnte in mu ratnru, lun go una trent in a· di metri, su di un liumicell o, :;tratto fra alti argi ni erbosi, ma· ricco d'acque melmose; da una riva so lda~i in abito bianco appiattati in case e dietro il ciglio dell'argine fanno un fuoco nutrito; òall'altro un :;iovane generale con volt.o pallido e imberbe, lunghi· cappelli neri sparsi, si precipita sul ponte giit ingombro di cada-· veri, col gesto i mper i o~o si trascinn di etro granatieri in abito azZUITO . Ognuno ri conosce in quel quadretto Arco le, una lunga bal-· ta~ l ia di tre gior9 i, decisa non su quel ponticello, ma ad una ven-~ tina di chi lomefri ad est, nella pianura fra Sanbo.nifacio e Loni~o. Altro esempio. in una ridolla irrompono dalia gola, furenti, dei carazzieri anurri che sciabolano sui loro pezzi biondi artiglieri dalle giubbe verdi. Non v'è caso di sbagliare: è lloro!1 ino,. La Moskowa . Il t·eslo dell'immensa battaglia rimane nell' 0mbra; SI mtuisce attraverso il fum o che circonda l'episodio dei corazzieri che uelleimmediatc adiacenze ~eg sta guadagnando il suo titolo principesco, che più in là a sinistra gli Italiani d'Eugenio si stanno spO:>sando· al passaf!gio della Mosckowa, a destra Davout e I>oniatowski stanno rompendo la sini stra russa; ma quando ~aranu o ·dimencaLi gli altri episod i, gli applnu:;i di Ragration alla bravura fr an · cese, la sua ferita mortale, il grande coutrattacco russo, l'apaliatli :'{apoleone, hl sua resistenza alle preghiere in1:alzanti di M ura~,
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;il cavallo di Davout sventrato da una granata, sicchè in un attimo si spr~rge pel vasto campo qi battaglia la voce delle due ,arandi morte simultanee di Dnvout e di llagration, quando tut;ociò sar1t obliterato da! tempo , il nome di Borodino ricorderit• -sempre una mischia furio sa su di u_n b~·eve terrapi.eno, ~ na _c~~ ·f usione cozzante di cav;1lli, di cannon1, d1 corazze, d1 elm1 cnn1t1, .di scovoli, di lunghe spade diritte,. una ridolla eruuante fuochi .come un vulcano; un !lutto di cavalleria che la raggiunge e la
:spegne. .. E Liitr.en; Napoleone in mnrcia è allaccn to snl t1anco desi.J'O : , l{a fron te col centro , ri ch iama la sua avan guardia che forma la -sinistra, all'rella la retroguardia che forma la destra; un esem pio .tipico di battaglia di ~contro daile pi·oporzioni imm_ani_; ~a l'in·teresse di essa si concentra in quei poveri cinque vl!lagg1, Star·siedel, Rah na. Klin e (~ross Gorschen, Kayn, nascos_Li i~ nn_a ;l.Jassuru umida e verdegginnte del fieno di maggio, pres1 e npres1, distruui ed arsi nella lot1 a accanita sostenuta da i coscritti di Ne.'' contro .Rliicher. Altri scontri rimangono vivamente impressi per le caratteri~stiche topografiche del campo di bauaglia: )1arengo è la ~rande •bal.ta~lia di pianura; dopo h1 St.ortigliona il terreno non olTre ap.pigli, ed è perciò che la riti1·ata dei Fra~cc.s i ~ p1:otetta. d~ i qua--drati delln guardia con solare, e quando 1 vtnc11or1 ausLJ'IaCI sono .acl un trallo nrrestati di fronte di Desn ix, percossi di fian co dalle artiglierie di :\Iarmon t, caricati dai cava lli di 'Kellermann pas:sano senza transizione dall'inseguimE>nto alla fu g3. Somofìerra è battaglia di montagna; una difesa di colle: sul .colle stesso gli Spagnuoli hanno collocali alcuni pezzi,; <~i_lìanchi .sulle rocce denudate e giallastre della cresta 1 loro fan t1. Arriva Napoleone, ordina all~t cavall eria polacca dell' :lVa n. guardia di prendere i pezz i; Molitbrun comanda la carica su per. ..quell'erta; una valanga di uomini, d i cavall i, di sl~apsk~, d~ -1ancie dalle banderuole rosse e bianche arriva su que1 pew, gli .artiglieri sono uccisi a lnncial~; i fantaccini spagnuoli eh~ assistono a quella scena si rovesciano spaventati giù per la eh ma, verso ila Nuova Castiglia . Il 2,1 lunlio 'l 798, er;' un altro genere di paesnggio: in f·mdo. ,sorgenti in° un oceano di sabb ie le Piramidi; più vicino il Coiro,
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ATTO!~NO
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min~reti ?iancl~i
nella verdura dei gial'dini; da un Jato il NilO> torbrd~, lt~acctos~ , in mezzo i quadrati francesi, cupi. severi, raccoltr ,. crrcond~tt dalla turba scintillante e caracollante dei Ma· malucchr. Il solr to spettacolo delle battaglie fra fanti occidentali· e_cava lli orien tali; lsly, Tetuan; uno scorazzare confuso di cayalieri, un vano agitarsi di sci mi tarre da una parte; tiri beneassestati , un avanzare lento e sicuro dall'altra; così combatteva. ?tletello contro Giugurta. Battaglie di liume sono Essling, il Tagltamento', Friedland. Jl Tagliamento il capriccioso fiume torrente, dallo sterminato· letto d~ ciottoti, dal corso mutevole, dalle rapide e fu ggevoli hreo · tan~ , e passato a guado dalle divisioni irancesi, spiegate in bat· taglia cella ca,·alleria al le ali, una rem iniscenza deali ordini di• battaglia del secolo xvr, di )i aurizio di Nassau e del Farnese .. Ad Essling ed a li'riedland, là i Francesi, qua i Russi com-· ~att?no con un gr·osso fi ume alle spalle; combattimenti di s perat ~, fra Il fno co che divora tutto sul fronte, e l'acqua grossa c.he· mugge alle spall e io cui l'attaccato s'appi"lin ad ooni accidentalità del terreno, e difende c~n par~i acc~1imen to f'riedlaod ed Aspern, il bosco di Sortlak, ed il ri o del ~leu l ino. Essliog ePosthenen. In fine a l ena, a Watel'loo gli episodi, l'arte tattica .cedono i~ campo davanti all'interesse tragico dell'urto. A Iena si combatLe la pugna decisiva fra l'arte militare del· s;colo xvm e ~uella del nuovo secolo. Ai battaglioni prussiani sera det_lo e rrdetto, che, per vincer·e qualunque fanteria , ba· stava sptegat'\esi di fronta ed al imentare per un certo num ~ rO· di minuti quel famoso fuoco accelerato, precurs:Jre delle batte?·iedi fucileria preconizzate ai nostri giorni. A Iena.• i battarrlioni • • • 1:> pruss1am vennero , sr spiegarono, apr·irono con gran fiducia e~an~enn er~ con te~ton i ca costanza il loro fuoco , malgrado le gr_av1_ perdrte _cho subrvano; ma con grande loro sorpresa, i battaglronr oppostr erano più vivi che mai ; anzi facevano un nutri- · tissimo fuo co di Liragliatori e venivano avanti colla baionetta spianata. · La tattica di Potsdam era battuta; !e grandi linfle spiegate dalla fanteria ai Quattordici Santi ed a Capellendor!T, le furibonde cariche di Hassenhausen ·ne segnarono la lì ne.
Tragica bq.ttaglia, ma meno tragica di Waterloo. Un pittore francese s'è ispirato dall'episodio della strada in-' cassa ta di Ohain ; ar rivano al galoppo, come tra5pO!'Iati da un a folata di vento, i carazzieri; spade alte, sguardi sfuvilanti; s'apre davanti loro il fatale fosso; la prima riga, visto il p~ricolo, cerca, Lirnndo sulle redini , fasci ando i cavnlli, di fermar·si; invano, i. cavalli sono già lanciati; arriva la seconda riga; gli squadron i retrostanti, premono; cadono i primi, poi i seguenti; lo scavo si colma d'nomini e cavalli :n nn'inestricabile co~1fusione. · Il pittore combinando ingegno~amente la real1à colla allegoria, intitolò quel quadro: La fin de l'épopée. Waterloo è l'ultima battaglia, alle altre Napoleone ha dato il colorito; a questa no: è una pa~ina lìrmnta dal destino, che, impassibile, immutabile, gli antichi sentivano regnare sul mondo, più potente degli uomini, degli eroi, de' semidei e degli dei stessi d'Oiimpo . l~ la fine dell'e.popea; invano in questa bauaglia s'accumulano gli episodi, le cause d'inleresse; ,le procelle equestl'i di ~eg, gli Scozzesi grigi distrutti dai lancieri rossi, l'a rri vo di Biilow prima, di Blùcher dopo, gli assalti aclianiti ai grandi caseggi11 ti Ho~: gonmont, Papelotte, la Haye Sainte: i quad rati inglesi sul pianoro di Monte Saint-.fean. l' inom pere linale della cavalleria alleala sul campo di batt••glia, i quadrati eroici della :.:oardia; invano; la mente noil si h\scia distrarre.' e rimane immota per religioso orr·ot·e nella contemplazione del baratro in cui s'inabissnno alla rinfusa . come i carazzieri di Oha in, il ma).!gio r genio che abbia mai condotti esei'Citi a cozzare, truppe vecchie e provate quanto le t"egioni di Ce:;are e la falangE~ mace•looe, generali e marescialli invitti, la fortuna di Francia, il meditato impero d'occidente e forse il risorgimento delle genti latine. È proprio la fine dell'epopea: ancora qualche convulsione, qualche grido soiTocato, qua lche gemito ; poi trentatre an ni dì imputridimento in pace. ALES SIO CHA PPERON
Capitano di sfato mag.'giot·e.
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NOTJZIE . P OLlTICO·MlLITA R.I l T ALIA:NE
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI lTA LIA NE
Anche qu.esta prim~ .quindicina di settembre, come l'ultima di ~gosto, fu povera d1 fMt.I pohtlco-milirari c:he meritino di essere notati· ma non fu povera di questioni cliC possono dar· luogo in un tempo piÙ o meno lont~no a f:~Lti gi:avissimi. Non intendiamo pad are d!;!lle conseguenze doll.a coUtfll i..;ta cii Cassala, nè dell'c ~!lcrmate e smentite tJ·attative fra· l'Italia e l'Inghilterra pei· un'eventuale azione comune su Cai·tum · se saranno rose f1orirtmno. Anche men(} vogli:•mo oggi pal'!are del!; riforme studiate e forse già t;oncretate dalla nora commissione dei "Ollt' r~li, nell'amminist.rnzionc ·della guerr:~ e nell'ordinamento dell'ese~ci t;. ~vr(~mo tempo di discon erne a lungo quando saranno note al pubblic~ I~tegralm.ente ed_ ulficialmente. Questioni di ben alti·a importanza si agit,tno. nel! allo, direm mo quasi nelle nubi, e di taur.o in tanto un lampo ne I'I SCillarn fuggevolmente le lince principali senza precisarne i conLOI·ni. Giorni sono lu Ri{oi'?IUt scrive,·a: c Le condizioni del Marocco si sono fatte più gravi . L'autori tà del c nuovo snltano incontra <'Siaeoli e resistenze da!Je quali non è sicuro c che ri~s~a n trionrn re. L'n2ione della diplomazia di alcuni Stati pare " che mm :1d accrescere le uifficoltù per appi'ofttta rne, ed a suscitare di. « sord ini che ,;iusrifich ino iutetventi, i quali pot.rebbero cambiarsi in « perm~nc n ti occupazioni. Questo stato di cose impone, ai govemi inte« ressati a m a nte n~rc l'eq uilibrio nel ~Ied itenaneo, il dovei·e di vigilal'e r con somma curn e di non lasciarsi sorprendere dagli avvenimenti. » Tflli notizie concordano con r(uclle che ncevono dal Marocco altri gioma li, o fra gli Stnti interessati a mantenere l'equilibrio nel Mcditerraneo vi 0 certo anche il uòstro. Dunque fermiamoci un poco al .Marocco.
Questo impero proi unga la sua esistenzn per la gelosia degli aspiranti alla sua eredità. Chi sono costoro? Il l\larocco confina ad oriente coi possedimenti francesi dell'Algeria, stende il suo liUol'ale di fronte alle cos~e meridionali della Spagna e for ma con queste lo stretto di Gibilterra. E quanto basta per far comprendere che gli aspirnnti in prima linen sono tre : l'Inghilterra, la Francia e la Spagna. fl Marocco è uno Stato ba1·haresco J i nome e di fallo e, fra la ci ,·i ltit di sua natnra invadente e la barbarie on·rente prete ·ti all'invasione. le occasioni _d' intenento non mancano mai . Qui poi alle occasioni e pre testi eh~ nat•Halmente ofl'I·e un governo barbaro, si aggiungono continuamente ed oggi piucchè mai r1ueHe che oll'I·ono i ribelli al medesimo. Lo scel'ill'o ha sempre la rivoluzione in t:asa; nè, con tutta la buona vo lont:'t; riesce a impedire le I'uberie e gli insulti fatti dai proprii sudditi ai forestieri europei. Ora, o sia che le potenze civili rendano il governo barbaro respo'nsabilc di questi fatti, o sia uhe s'inearit:hino , esse di pimirli e impedirne la ripetizione, abbiamo In guena o almeno l'intervento.
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In 1corìa e in termini generllli snrebbe l'in tervento delln civi lt~ nelia barbarie; ma in pratica la cosa ì.• meno ~e mplice. Se in Europ:t vi fos~ un solo Stato civile, come :t! tempo di Roma an ti c:~, la questione Ira la civill<i e la barbarie sarebbe già decis:~; il Marocco nVI·ebbe da gran tempo cessato di esistere nè vi sarebbe da ra mmaricarsene. Ma, nellr condizioni dell'Europa modern:t, o~ni intervento che assicu ri a questa o a quelln potenza una posizione privilegiata nel Marocco, danneggia alti·e potenze egualmente civili. Perciò la questione non è tutta tra la civil tà e la barbarie, m:1 tra vari Stati civili (aventi interessi diversi) ed uno Stato barbaro. N1lil è questione dell'Europa coli· Afri ca, ma q ucstiorw intcrnaziorwle europea coll'aggiunta di un elc111enttl rtfricnno. Ecco come la consern•zione Ji uno Swto ha1·b3 ro può giovni·e provvisori;uuente n mantenere l'equilibrio Ira gli Stati oivi li. Soll o tJuesto rapporto, la questione del Mnrocco ' può dirsi un br:n1o della tJ 116$I.ione d'oriHntc perduto in occiden ti:'. Perciò non è meraviglia ~e ad ogni norizi u di seri nvvenimenti nel
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NOTIZI E POLJTICO·)fiLI'l'ARI ITJ.LIANE
N'O-T IZIE POLITICO -MILITARI ITAL IANE
Marocco, tutte le potenze aventi interes~i nel )leditenaueo si commovono. L'esempio degl i Inglesi cbe saltarono.così sveltamente dalla tolda delle navi su lle sponde del Nilo e quello dei Francesi che, correndC> dietro agli introvabili Cr·umiri, misero le unghie 'SU·· Tunisi, resero gl~ autori di queste imprese diffidenti l'uno dell'altro. e diffidente di ambedue tutto il rest•> del mondo.
non è certo tale d{~·esist.erc a un corpo di sped1zione.europeo che abbia la ·rivoluzione ·per "~rl leata. Questo tutti i pretendenti alla divisione lo san r. o; ma la r.eci.proc.a gelosia li tiene in l'ispetto. E sanno pure es. servi .altre potenze-che, quantunque meno direttamente interessate nella questione del Marocco, non possono restare indill'•!renti n tuttociò cbe tocca l'equilibrio nel Mediterraneo.
* *'f Padr·oni di GibiiLerra e di tante ahre po~izion ~ strategiche nel Mediterraneo, gl' Inglesi hanno po:>to gli occhi su Tailgeri. Preoccupati di> mantcner·e la pr·oprio supremazia nel Meditenaneo, -essi vogliono irn· pedire che il dominio dello stretto, fra questo mare c l'Atlantico, sia condiviso da :Jitre potenze mariuime. È certo in questi tempi di cannoni g i g~ntesc hi e di corazzate velocissimo il possesso ·di Tangeri, aggiunto a quello di Gibilten a, basterebbe a dar loro la::padron:rnw assoluta· dello stretto medes imo. Molto più estese il meno preci$ate sono le aspinrzioni della Francia. Se ai progetti concreti si Of!giungano quelli in nuhè, crediamo che nhbraccino l' intiero Marocco e non si fermino lì. I rirogetti concreti mirano, dn una parte, ad un estendi mento di confine . lungo il'!i ttorale; lino al fiume i\lnluia, dall'altra al possesso dell'·oasi di Tuat.. Lungo· il littorale ~ i tratterebbe, per ora, tli portare il confine:algerino fino al fi ume Maluia . La popolar.ione nomade della zona di confi ne diede luogopiù volte a questioni cru miriane, dr cui il governo francese si va lse per chiede1·e una rcttificazione, ma finora non vi riuscì, Anche più interessante è forse per l,r Francia la questione del T uar.~· che si collega a1 pr·o~ctto di congiungere i possedimenti francesi del Mediterraneo con quelli dell'Oceano, l'Algeria col Senega l, .mediante una ferrovia auraverso il Sahara. Quanto alln Spagna, è facile comprendere aver ess:r il maggiore interesse Il che la costa africana di fronte nlla sua continui ad essere marocchinn o diventi spagnuola. L' insediament') di un'altra porenza su questo tel'l'itorio ur·t:.i non solo le sue trad izioni e i suoi interessi, ma· costituisce un pericolo per il suo territori.o. S'aggiunga che la Spagna ù lo Stato nelle cui mani nuov i acqu isti sarebbero meno (!annosi all'interesse dei terzi e turberebbero meno l'equilibrio neJ;.!\IO.diterraneo. ?.fa se la Spagna ha mille buone ragioni, non ha forza per farle valere ; sono in vece meno fo11dnte in dir·itto, ma meglio appoggiate dalla forza. .)e ragioni degli alt.ri due concorrenti . .. L'esercit.o marocchi no, se non ò p1·oprio un elemento t.r·t,scurahil e,
* 'f * Si aggiunga ch·o intimamente legate a quelle del Marocco v1 sonC> altre questioni cbe:.:interessano altre potenze, quanto questa può intr.ressarc le tre .sopra· nominate. Se viene a gnlla il ~brocco ci riene T ripoli e I'Ell:itto. '" Tripoli è, ~ome'~tu tti sanno, un boccone di terr·a che nspetta chi se lo mangi; o, se· \"Ì'i pince rncgliù, è un' appendice staccata dell'impero turcò, la q u a le- ~aspetta che qualched uno abbin diritto di ottaccarsela. E . noi sappiamo quale sia la misura dei diritti. L'Egitto è un:·pomo di discordia che va maturando. ~~ una qu~~tto~e forse r>iù 1:>(Jrav'e ·c(l.l}: quella del Marocco c di solUZIO ne anche Jllll• dlf• ficile. Gl'inglesi · cr. sono, ma non .possoro dire Cl staremo; anz1 per starei sono co;tretti a ri pekre conttnltamente Cfl ne nndcrcmo. Queste tre (fue::itioni ed altre minori, dalln cui soluzione specifl lmente dipende J'assettKdel Meditel'l'aneo, sono nllacciatc l'una all'altra .~o me i vagoni di uil.. tt:eno ; n tocca m e una ~i muorono tutte; percw al loro complesso ·q1rasi tu tte le potenze d'Europa sono. intei'C!>sate. Non sapremmo dire-· quale lo sia di p!ù, ma certo fra le rntcrcssate sta 1n prima linea ll-ltali'3. *•.. Che cos· è r equilibrio nel Mediterraneo~ È un quid che eia.scun.o intendi! alla soa "maniera; perciò se ne potrebbe dare mille defìrHz1ont. Astrattamente parlando ci pa ro che per esso dovrebbe intcndcr,;i la ripanizione deL: dominio e dell' inllu enz~ in questo mnre, secondo ~m prinCipio fondato su condir.ioni uaturah, .'run lr sarebbero, pe1·. esemp10, la posizione degl.i;; Stati litoranei, l'estensiOne e la conforrnazroue dl'IIE' coste, il nnme1·o' ·e l'atli,·ità della l>opolazione marittima ec~. ec.-: . Sarebbù quasi il ;principio tli nnionnlitù app licato al mare <.'.l Italra non avrebbe nullrr·.da ·.perdere in siiTattn applic11zionc; ma cluunq ue veàe che questo è un.. ide:.~ le di :.~ttu a zio ne im possibile. Volendo n~~ ta re sul terreno ,pratico, noi per equilibrio intendill rno lo statM qno, o almeno uno stato che; mediante eq ui compensi, conservi ri:;pettil'nm ent ~ alle
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I'OTIZIE POI.lTICO-MILITARI ITALIAI\E
potenze meJiterrnnee la loro attuale propor~ione d'infl .~ c nza. e di dominio. Non è certo un bello ideale, ma è il meno peggio che si possa (litendere. · Sappiamo che, in modo nssol uto, nuche l'equilibrio cosi inteso è impossibile n mantenersi. La proporzione delle forze varin ogni giorno nel 1\Ieditcnaneo, per lo sviluppo non propon~ionale delle diverse marine da guerra e pei l.wori di ogni specie, che ciascuna delle potenze litornree può fare e fn sul proprio territorio mnrit.timo. E colla propo1·-. zioue delle forze Vlll'ia naturalmente l'influenza con tu ile le sue conseguenze. Mu que~ tc variazioni non si po:;souo impediliC. Noi intenclinmo parlare soltanto dell'equilibrio territoriale e politico: di quello che negli ultimi tempi fu turhato piil volte 3 nostro danno e potrebbe esserlo uncora. Frnttnnto importn non lasciarsi coglie1·c alla spron:ista, non solo di mezzi, ma, quel che è peggio, d'idee, come ci accuddc :11 congresso Lli Ber·lino, da cui siamo tornati col danno c le be(f(', o conu~ ci riaccadde quakhe anno dopo. lpwndo :.di' ollerta ingle:e di prendere parte alla sped ixione d'Egitto siamo ri masti di stucco. Per s()pcr.si decidere nei casi impr·evisti bisogna anzitutto sape1·e quello cltc si vuole. i\i:r og~i dì u tJUesto riguardo possiamo st:m:l tranquilli. Ci m:~ncano ·disgrnintamente le fone, ma non m:~nca al111eno, come nei ca~i citati, la coscienza degli interessi nnzionali a chi ha le r·ed iui in mano. Alla testa del governo c'è oggr un uomo che pensn e si1 quello clie vuole. Dio cc lo con5ervi. Sarebbe presunzione il voler dam consigli.
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Daii'Arrita tornmiùo in l tali:•, troviamo che il fatto piìr importu nte della quindicina è un allo del papa . Un :• tto del papa che fu defi nito: trna vittoria dd governo italiano. Lo registriamo tanto più rolenrieri inquantocl•ù è una fortuna che ci cnpita di 1:ndo. S11n Santitit lw, pc•· mezzo di Propagmula fide, fattÒ un Decrer.o col quale !'i swbilisce, per la colonia eritrea, untt prefettura apo~tolicn, autonoma, italiann. La sede ne è fissata 3 Keren. Il Decreto sopprime ogni nltra giurisù izione esistente ed estende q uelln della prefettura stessa !-:u tutta la zona d'influenza it:tliana . Non ~ nostro compi to rìcercure le cause e gli elTeui tli questo decreto poutilìcio nella politicn generale del governo italiano. Con3idernndo In cosa soltamo sotto il rapporto eoloniale, cioè sotto il n:pporto •Iella influenza itnliana in Africn, noi riteniamo che questo decreto uvl'il benefici ell'etti e ce ne r:lllcgrinmo. Bisogna notare eire lìuort~ In Chiesn cat-
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tolica in quelle regi'oni era amministrata dai padri lozza risti (tutti francesi e residenti la massima parte n Keron) a capo dei qullli stavu (francese anche lui) monsignor Crouzet, col titolo di vicario aposto.lico in ~tiopi~. Quantunque grazie alla recipt·oca prudenza, non s1eno mar_s?rtt notevoli nttriti fril le 11ostre nutorità civili e militari e quella autonta ecclesinstica, è chiàrd ' ~erò che i francesi nell'Eritrea non po,sono fat·e buon saunue anche se sono monsignori o frati. Ora la freddezza tru l'autorità l':)govemnlìva e quella ecclesiastica, in paesi barba~·i, non facilitava di ceno il compito rispettivo. Era pel'tanto uecessano, anc~JC dal punto ·di vista degli' interes.si religiosi, che i missionari della fed t\, .m territorio africnno appartenente ull' ltulia, fossero nello stesso tempo, almeno indirettamente, missi•Jnari di italianit.à. Tali non potevano essere i padri francesi neppure pe1· ruiracelo; t.ali saranno, ?nche senza :olerlo, ~>'l italiani. Ahbìarilò detto anche senza voler/o, ma sramo persuasr che h) ~orrunno, perchè ·t'esperienza ci ha dimostra to che i frati italiani, fuori d' l t,'llia, sono italinnissimi. . . . ~~ se, come si' dicP, l:J ~celta caclrit sui ca ppucc1nt, non posswmo .cl~ c rollegraroi anche d'ella 5cclta. Siamo persuasi c~!:', per i nostri soldati. m Africu. sar:1 tin !!iomo di f~ta r1uello m cur vedrnnno per· la pnma volta ~ndeggiar·e ~Ila brezza eritrea le hurhe dei cappuccini itnliani.
.... .. Sorvoliamo sunc inaugurazioni che fut·ono IllOlte. di monumenti, di lapidi, di campi di tiro, per dire solt.anto di due che .ci . sem~rano più importanti, n\meno per le persone che ,,. inl!~rven nero c 1 dtscorsJ che vi furono ' pronunziati. . . . L' 8 settembre a PeroJgia coll'interven to dell'oD. Mocenni, Mrntstro della guerra, delle aut.orit:'t lor.ali. e con grande concor'O di tiratori e di associazioni, venrie inaugurato il poligono di tiro ed aperrn la gara provineiale. In qLtest'occasione il Ministro pron11nziò. un r~otcvole discorso, nel quàle parlò delle condizioni del tiro a segno m Italia, confron~ tandole a quelle délle altre nazioni cJ assicurando un migliornn~ent.o d~ questa istituzione ·per me1.zo di opportune riforme. Hivolg~ndost poi ~l tiratori disse lòro che il pnese e il gover·no attendo;no da ess1 quel sussidio all'istruzione militare che è tliventato necessario, dopoehè la brevità della fer ma, non ·permette piu di dare un'istruzione completa sotto le armi, il paese e il gòverno at.tcndono da essi che le reclute giungano sotto le bnndìere snpò~do giù tnflneggiarc ;1 fuci le. Questo discor;o fu npplauditissimo. L'artra in:Jugurazione memorabile ("IO sellr•nhre) fu quelln di una la-
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NOTIZIE POL lTfCO-MlLlTARI lTA LlANE
NOTIZIE POLIT!CO·AIILlTARI lTAÙA'NE '
picle che il municipio di N11poli pose sul fronton~ della caserma della l\Jadd~ lenn, per ricordare la pietosa visita di Re Umberto aquella città durante li colera del •1884. f.' importanza delia CeJ·imonia, oltrechè nello scopo, sta nel Cllratte1·istico discorso pronunciato .i.n quest' occasione dall"on. Crispi. Il presiden te dt>l Consiglio, llhe appunto si trovava in villeuaintura presso Napoli, invi tato alla patriottica inaugurazione, vi si recò carr~zze m u ni~i pa li _fra gli applausi della folla e quivi; in mezzo alla più· v1va auenz10ne, unprovv i~ò un acclamatissimo discorso, che è ancora oggi oggetto di commenti in tut ta rit~,l ia. Gio,·a riportarne il seauente
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« Sono diec1 anni che, mentre il morbo fatale, rhietendo vite umane getta va n~IJa desolazione la no;IJ·a amata città, il Re leale e generos~ venne IJUI a _portare colln parola e colle opera su:1 ·c(mforLo e ~ pcranza. « Godo dt constatare che, anch e qui, Egli si inconti"ò col nobile Prelato, il quale rrgge questa Arcidiocesi e nel qual~ non so se sia più ardente il culto della fede o IJUello della beneficenza. « La societ< ì traversa un momento dolorosamènte critico' ed o< ro-i [)ÌÙ . . aè> che mat senttamo In necessità che le due autorità, la civile e la religiosa, proceduno d'accordo per ricondurre le masse tr:1viate sulla via della giustizia e doli' a more. cc Dalle più ·nere lntebre della terra è sbuc<lla una setta infame, la quale :c risse sulla sua bnndier11: ' Nè Dio, nè Capo. Uniti ogr i nella festn della nconoscenza, stringi11 moci insieme per combattere cotesto mostro e scriviamo sul nostJ·o vessillo: Con Dio, col Re e per Lct patria. « La formula non è nuova; c una logica illazione di quella di )ln zini dopo il plebiscito del 2·1 ottobre 1860: port.iàmo in alto quésta bandiera, indichiamola al popolo come segnacolo di salu te. ln hoc si_rpw vinr.e.~. •
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* .. Dopo tutto ciò non ci rimane che notare, come c1·onisti, la destinazione del geneJ·nlc ~lit-ri a comandante del cùrpo di armat.a di Palermo, con giuristlizione sulla polizin di tutla l'isola di Sicilia e il richiamo del generale Mona dalla Sicilia, per :1ssumere il comando del corpo d'armata ùi Bologno, lnsciato vacante dal generale Min·i. Noteremo pure ft·a le disposi?.ioni di maggiore interesse militnre emanate nell:l quindic}ina, le seguenti: Durante In prossima stagio•:e inverna le, avranno luogo al poligono <li Nettuno due corsi d' istruzione della scuola centrale di tiro, per l'ar-
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tiglieria da campagna, a cavallo e da montagna, nelle epoche seguenti : { o corso - dal 18 novembre al 22 dicembre; 2° corso- dal 4 gennaio .al t~ febbraio. V' inter,verr.mno tenenti e capit~u1i, la direzione ne sarà .,,(fidata a un colonnello . · Fu pubblicato un R. Decreto che porta modificazioni all' istruzione sulle dispense_llatle chiamate alle armi, per ragione d'impiego, tlei militari in congedo. Vennero rese di pubbl~ca ragione nuove e importanti facilitazioni ~he il Ministero della g~ erra t: finalmente riuscito ad ot tenere dalle società esercenti le tr~_grandi reti fenoviarie del regno, a favore del tra-sporto dei bagagli degli ufficiali ed impiegati. Fu ordinata la :distribuzione delle pistole a rotazione modello 1889 .agl i ufficiali di, cavalleria. . . . Vennero pu·qblicate le norme per la rivista genera Il' de1 cavalh e muh .che sarà iniziata in . tutto il regno il 2·1 del prossimo ottobre. Boma, il ' -14- settr-mhre -1894-.
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NOTIZIE MltiTARI ESTERE NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE SPAGNA. COLONIE.
Gli :;pagnol i hanno lìno dallo scorso ouobre. dovuto reprimere coll la forza, l'insurrezione degli iudigeni dell'isola dì Kind<Hlno nelle Filippine. R ì pe tut~m e nttJ rima ~e ro sconfi tti gli indigeni e nell"ultirno eombattimento dello scorso nnno lasciarono -170 dei loro ~ul terreno. Gl i :; p~ g u o ii ebbero uu rnono e 82 fer iti. Il 22 mnggio di quest'anno gli indigeni attaccarono un couvo••lio spagnolo. L':1ttncco fu i1npetnoso," rnn valorosnmente respinto dagli spagnoli, chu fecero :;ubire numerose perdite al nelilico. Il giorno se(}ucute obbc luogo unll scaramuccin di minore importanza. " Innauzì alla 3n1vitù di cp1esti fatti, fu deciso di intraprendere una vera ca mpngnn contro gli indigeni , e furono a tale uopo :;t~1 Uzi ati in bìhmcìo 500,000 pe.~os (2,500.000 lire spagnole). Ii comando :mpremo tlclle forze della spetlìzione fu affidato a l generale Bianco. Il . proposito del gener11lc in capo il tli avanzare fino ad impadronir.si della Lagwut cd a wle scopo preparasi l'accampamento dì Ulama. Una brigata da trasporto dì 250 mu li da ba~to trasporta di continuo razioni e materiale da gnena. Si ·sta costruendo, per facilitare le comunìcM:ioui, una strada carreggiaiJilc fr:~ il porto di approvv ig•on:~meuto e l'accamparne~to di Ula.ma. Fini ta questa, il generale orrlinerà la marcia in avanti. l mori si trovauo nell'acc.·Hnpamento di T mJUl1"111{)[, distante da Ulanu~ 1?iOO metri; contro dì esso gli spagnoli tirauo di frequente colpi di c11nnone. La simttzioue delle truppe che operano è la se~ u entc: I n Ulama travasi lo stato rnng~ iore con 3 cou~pa,.nie di frmterin, unn compagnia. dì discipl ìon, una del genio, una b~tteria montata e lo squad rone dt cavalleri11. :\ Prmlns ~i sto rostrnendo un fo rte in localit:'t dflminante. Per ora protegge i lavori una compagn ia di disciplina, rinforzata dì notte c:on tru ppe di l/lama. A il1om~mgcm si u·IJvano due reggimenti di fanteria ed un battaglione· di artiglieria (•H o da fortezz<l). '· . Il servizio dei convogli è peuosì:;simo per le acc:iden talilà del terreno e per il so le cocente. Però i soldati spagnoli lottano cornggiosamente supel·ando ogni diffico ltit e giustamente furono iu modo solenne lodnt.i· d:~l generale in c11po.
Re c e n s i o n i. L'attacco e la d·ifesa cons·i.derali da t ptmto di ~ista tattico e strategico. Sotto questo titolo il Jmlrnat o{ the Royal Un'iled scJr viciJ Jnst'itution pu biJiiea un interessante articolo del ca pitano Mnude di cui abbiamo giit · avuto occasione dì occuparçi altre volte nelle nostre recensioni. In esso l'egregio scrittore tratta l'importnnte argomento in modo che da una pnrte le sue id~e possono talora bppnrire un po' astratte e - <;i si conceda la parola - paradossali, specie se si consideri che tale studio è stato scritto più particolarmente per l'esercito inglese le cui vittorie (sopra tutto nelle colonie) ebbero quasi sempre un cnrnttere aggressivo, dall'alu·a rieseH ammirabile per la sotti g li czz:~ <IellA argomentazioni, ancora cluaudo esse non riescono a interamente persuadere. L'autore, alfrontando subito l11 questione se in una cam pagna valga meglio ad un esercito prendere anticipatamente l'ofl'ensiva, o attenersi ad un sistema di pura difesa, entra a discutere minutamente l'argomento, con· siderandolo sotto il punto di vista ta ttico e strategico. E anzitutto, dopo aver rilevata la tendenza rinascente in Inghilterra Yerso un'atti tudine di passiva di~sa quale forma tattica, egli si domanda: • Se diecimila proiettili possono spazzar vi11 in un baleno un intero esercito, in qual modo sarà possibile andare incontro a questo spaventoso turbine di morte e di conseguire la vittoria con la minor pel'ditl1 di uomini e tli cose? » Esaminando tale questioae fn duopo cominciare dnt 'Oero s110 p-rinctpio . La confusione che esiste nelle idee sulla tattica deri vano pl·incipalmente· da questo che noi abbiamo preso n consìdcrnre tale ques tione, non già dal principio mn dalla fine, ignorando nssolut:Jmente tru.alsiasi procedimento d'analisi. Sì prendano due grandi eserciti che rappresentino la massima !08 -
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NOTIZIE 8I8LlOGR.A'P'1CliE
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
potenzialità finora conosciuta, e i 1uali al grido di Guert·a f scendano subitnmentc io campo. So ~up pooiamo che le due forze contendenti sieno perfettamente 0 sotto tutti i ris,rctti eguali tra di loro, ci troviamo di ft·onte al pro~lcma di d.ne potenze irresistibili c che per la loro stessa naturn si paralizzano a vtcenda ;e non vale in tal caso la pena di entr~re in discussione. Ma la poteozia liti. di un esercito è il risnlta1.0 de!la potenzialità delle sue singole unità, ciascuna delle quali agisce per influ enza di vari fattori. Ora, si supponga una leggcl'a diversità tra questi fattori e si meua per esempio cbe uno di essi sia appunto il sentimento del dovere : quale immensa difl'ereoza non si vedrà sorgere a un tratto fra quei due eserciti, che avevamo già presupposti egua li tra .loro? l'ici l'uno obbedienza alla disciplina, ordini ra pidamen.te trasmessi, tutto in somma ciò che costituisce un buon efl'etto di guerra nell'altro mancanza qitasi assoluta di tutto questo e quindi dubbiezze disorganizzazione e .disobbedienza. . Ora se è V 1~ ro che ivi stia la v.ittoria dove è maggiore il sentimento del dovere. 'quale dei due eserciti riuscirà vincitore è facile arll'oo menta re. ~ Come ognuno vede, fino a questo punto il capitano Maude non rivela nulla che, su per giu, non sia nel con vinci mento di tutti; ma ò da qnesi.O punto ch'egli comincia a sviluppare la sua tesi e che rompe la ~:~ncia in difesa di uo'attitudine energica, risÒiuta, aggressint magart, come quella ch'egli slima sia determlllata non soltanto dal coraggio (che può :;upoprsi eguale in ambedue gli eserciti) ma da un alto seotimeni.O di moralità e da un forte conceti.O del proprio dovere; coef.fì centi questi atti a far conseguire la vittoria. · ' Quando queste due forze si troveranno di fron te - scrive l'ell're,.io scrmoro - e saranno sul punto di concentrarsi, avverrà questo: che da una parte il tempo si caiC?Ierà a giornate, dall'altra a minuti • . o.ra la maggior rnpidità d'azione e h~ è in gran parte il portato del sen ttm ento del dovere, non solamente riesce essenziale ma può essere vitale iu una campagna. E si 'noti che tale rapidità d'azione, specialmente per Ja c:.valleria, t·appresenta la vittoria o la sconfitta e che la sconfitta vuoi dire disastro! Il ca.pitauo Maud6 è d'opiniòne che in nove casi ·Su dieci la vittoria sia per i più rapidi, per i piti pronti, per gli assalitori insomma, giacchè nd essi spett~u o ancora tutti i vantaggi che l'ardire ha loro procura to •
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L'esercito che con la sua cavalleria avrà precedentemente pr~sa un'at"titudine d'offensi,ra, rimarrà, dopo lo scontro, con la sua fanteria ancora <fresca incolum.e, a-1 sicuro, e pronta sempre a un combattimento definitivo, ·mentre la fanteria nemica si trover:t non solo esposta e molestata notte giornò, ma anche seriamente compromessa non trovando più possibile riposo perché costretta a tenersi continuamente sulla di· ·fesa e su tutti i punti. La teoria del capitano l\Iaudè è dunque in massima questa: che un ·esercito in cui prevalga il sentimento del dovere prenderà naturalmente -l'offensiva la quale, a sua volta gli fa rà conseguire la Yilloria; e tale ·teori·a egli conforta con esempi tnttici e strategici e con ci tazioni storiche, le quali tuttavia, è pur forza dichiararlo, possono troYare in altri ·esempi e in altre citazioni la prova contraria alla tesi sostenuta. « Eccoci - scrive l'egt·egio scrittore - a quale dilemma si troYa 'l 't~sercito che assume la difesa pura e semplice. O esso ha costmito già .i suoi trinceramenti antecedentemente e collocati i suoi cannoni e allora .pnò accadere che il nemico giunga da una parte assolutamente opposta ·costrin,.endo ad una ·subitanea conversione o all'abbandono disordinato dei cominciati lavori di difesa; oppure le sue batterie sono già al stcuro ·e in attesa di conoscere le intenzioni d ~ l nemico e in tal caso quando tali intenzioni ~i conosceranno sarà già troppo tardi perchè le batterie ·stesse si troveranno sotto la linea ·del fuoco, il che in un'azione campale •non ,aYViene mai senza grave pericolo e perdite incalcolabili :''. lflolti altri esempi reca il capitano ~Inude a sostegno della sua tesi : ·esempi che riporteremmo volentieri se lo spazio che ci è concesso ce ·lo permettesse, tani.O più che essi hanno sollevato nelle autorità compe tenti dell'esercito inglese una vi va discussione. • Ci duole dunque di do,rerci· li mitare a riassumere breYemente e <teniamo a dicbiararlo - imperfettamente le idee dell'egregio scriti.Ore, astenendoci peor quanto è possibile da apprezzamenti su una questioM -che ci pare, del resto, troppo complessa e intricata; mentre non ci sembra che anche dopo questo studio essa t·imnnga esaurita. Ci limiteremo ad osservare questo: che l'attitudine dell'offensiva sia ·conseguenza di un superiore concetto del proprio doYere è, o pare almeno, idea piuttosto astratta; che questa attitudine possa assicurat·e la vittoria rimane ancora a provarsi: essa, a ogni modo può essere determinata da ben altre cause estranee affatto a quelle cui accenna il capiitano Maude. ~·Hssalto pet• se stesso r>resuppone, ben s' intende, ~enti mento del dovere, mH altrett3nto sentimento è necessario . talora i~ chi :semplicemente si difende, se non più. È bensì vero che a\l'esercii.O as- . l!)
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NOTIZIE BI BLIOGRAFICHE
NO TIZIE BI BLtoGII AFLCHE
salitore si richiede un alto livello di .eroismo il che non è scrupolosamente· necessario pretendere in quello che si tiene sulla difesa , ma tutto ciò. non ci pare venga a sostegno. della tesi suaccennata . In quanto alla vittoria che il ca pitano Maude preconizza per l'esercito assalitore, d pine&. di lasciare la questione impregiudicata, appunto perchè essa richiederebbe una più attenta disamina di fatti e un:1 più lunga discussione. Tattica mente parlando, l'autore cita alcuni fa tti d~arm e della guerra. del 4870, ed uno fra essi specialmente, da cui risulta che in un :~s salto la fauteri11 prussiana giunse sotto una grandine di proiettil i, ad avvicinarsi a circa 700 metri dal nemic.o e a conseguire la vittoria; ma a. tal proposito osserva bene il colonnello Lonsdale Hale :- sa d·i ni 'il ca-. p itano !Uattde se coi potenti mezzi di distn m·one attuali ciò saTebbe· nuot>amente possi bile ? Più pratica e più piena di argomentazioni ci semb.ra la seconda p:~ rte di questo studio, nella quale l'autore espone il suo pa rt~re circa la miglior disposizione da prendersi dall'eserci to as$a litore : disposizione cheegli vorrebbe rosse la linea di rronte invece che quel la per colonna. c Non si traua - egli scrive - solamente di arrivare alla m ~ ta prefì ~s:~ : la questione è ben altra ; si traua di questo : che quando i solda ~i sono giunti ad una certa distanza dal nemico essi si devono trovare in caso di poter aprire il fn oco sùnu ltaneamente e ~on t utte !e bocche· da fuoco , . Per proteggere le tru ppo, la disposizione migliore è certamente la. colonna; ma per svilu ppare la maggior potenzialità del fuoco, quellacolonna deve prima spiega rsi, e. ciò po1·ta una perdita di tempo che· in molti casi può riuscire esiziale. Perchè non liberarci dunque dagli antichi e vieti , pregiudizi ed accettare del i bera t:~me!l.te la disposiziODA· suaccennata ? . Queste per sommi capi l ~ idee del capitano ~1 a ude, il qua le riassume· nel modo seguente la sua tesi: « \''i.> un caso in cui la perfezione delle '8TJlli non offre più vantaggio akunc,. L'Hme dev'e5sere adattata all' uomo, ma quando tale eq uilibrio non esista conviene inventare un altro soldato. .: Dati due llSerciti eguali sotto tutti i rispetti ma diversi nel senti-.· ~n ento del dovere, quello in cui questo sentimento prevarrà sarà primo. a correre all'azione e per utilizzare tempo si meuerà naturalmente su l~· l'oll'ensiva . Se al tempo di Na pol~one - la morale e~t pom· /es t1·Òis <fiLat'ts in questi giomi di polvere senza fumo e di armi a lungo. tiro essa conta assa i di pi ù, e p~t· essa quindi sono maggiori le proL babilità di successo • .'
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Conclusioni queste che se non sono del tutto nuove, non è stato ~orse inutile qui di trascri vere, pet· quel tanto di buono che e~s e possono ~o ntenere.
AMOS BI SGONTIK I.'
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Bollettino bibliografico
1. Sommario delle riviste militari italiane. Ri·vista d'ar ti ytieria e genio (l uglio-agosto).
Mnuei. - Della rigatura nelle moderne artiglierie. !Pcscetto. - Macchine dinamo-elettriche. Loperfido. - n ifrazione geodetica. , ·Ca~ella . - Scuola centrale di tirCI in Neuuno. .Miscellanea. Notizie. Bibliogrnfia . Rivista eli fcmteria (31 agosto). •Gli esploratori di fanteria. Il servizio e l'istruzione. · NuO\' O reaolamento d't~sercizi per la fanteria francese'. . C' n ploblema organico della caval leria. U servizio del vestiario. 'Varieti1. ~ibliogra fw .
Ri:l;ista m arittima (agosto settembre). :Soliani - Caldaie e tubi d'acq ua. Bonamico. - Sulle manovre navali italiane. Mazza - Del di•·itto di visita. 'Bravetta. - Le composizioni incendiarie, le 01·igini della polvere e le prime artiglierie. · . Mnssei-Pages-De Angelis - Sull'amministt·azionc del corpo RR. eqm- · paggi.
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NùTIZIE BIBLIOGR.AFJCHE
NOTIZIE BIBJ,IOGRA'FICHB
Lertere. Notizie. Bibliografia. Giornale mèdico dell'esercito e della marina (agosto). Pasquale. - Rìcerche sul colera del 1893 a Napoli . Lastaria . .....:. Resezione e legatura di vene. Rivista medica. chirurgica. dermo-sifilopatica. t era peu ti ca. chimica e farmacologia. )) di medicina l eg~l e. d'igiene.
2. Ordinamento degli eserciti. - Da notarsi il lavoro « Organisatiou des troupes coloniale,; » de~ generale Levai sul Jour~al des Scienceo .Militaù·es di agosto. - ' La landve_hr a ustr~aca ed ungherese » studio organico e storico. sullo Swe(fletw d1 settembre, comprende i se"uenti arcromenti · Ordinamento della difesa territoriale de!"J6j f. t> • Riserve e landvehr del ·1808-1809. La ndvehr e insurrezioni ungheresi ·1809-1 8·15. La landvehr del -18i 6 al ·1850. . 1 c?rpi_te~ritoriali ed il riordinamento della landvehr ·1868-80. I stHuz1on1 e-completamenti dal 4880 al ·1889. Recenti disposizioni circa la landvehr •1889-·1893. Ordinamento attuale di guerra della Landvher e della landsturm. . austro-ungarica. '
3. Arte militare. - Segnaliamo sul Journal des Sciences Militai·r es: . . Considérations sur la tactique de combat des trois armes; L'artiÌleriea cheval dans le combat de ~avalerìe di Ducassé; Les opérations de nuil dans la guerre de campagne. 1
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- Sul medesimo periodico il capitano Dervieu continuando lo studio sulla Conception de la victoire che?. Jes grandes généraux si occupa di Moltke. Lo ~tudio psicologico è di molto interesse e merita un'attenta lettura. La conclusione, vero mento eccezionale, se si pensn che lo scritto è di un frar.cese me1·itn di essere n portata. « Cette continuité dans le succès, il sut la garder toojours; telle est <~sa vra ie supério1·ité sm tous Ics grand gén•~raux auxquels il sera << comparé. « La véritnhle granfleur de ce pur caractère vieux-get'm:tin ne pelll ~ guère ètre ;~ppréeiée que par ses compatriotes, comme- pour com« prendre Jeaune d'Are il faut ett·e Fran<;ais. De Moltke n'est pas le brii« la nt général ga lopant en tète d'un nombreux état-mnjor, ' partageant les « fatigues du tronpier, afl'r ontant !es dangers du champ de bataille et « sachant an besoin se mettre à la tète d'une troupe. Sa voix. n'a nulle ( nmpleur et son sabre n'est jamais sorti du fourreau; ce n'est pns un " gr aod général, snivant la tr:~dition latine. « Héros simple et pieux, travailleur modesw et infntigable, il est « homme du devoir. Sa Jlamme est interne ; rien ne trnnspire :m dehors. • Sa seule satisfaction 1·éside dans le succès de ~es eotreprises. Son but c uuique, constant, est la victoire. Il la prèp:ml avec arharnement. Si « l'on envisage le d1\tail infini des questions qu'il lui a fallu étudier et « résoudre, on est < )tonné qn'un hom me ait songé à les eot1·epr~:ndre el .« ait pu !es mfmer il bonne fin. Deux pasBions animtlnt son coeur: l·' a• mour de l'armée et la haine de la Frauce. Il s'attache à lui porter cles <• coups .sùrs Ht tenilJies. Son jeu est simple. Eu 1866, il reprend com,re'I'Autriche le plnn élaboré par Jfrédéric JI. en ·1757, et, en 1870 , il. « suit exactement le projet de C:la usewitz relatif à. l'invasion de la ( France. Dans les òeux cas, ses prévisious, Se$ études, ses moyeos sont • très snpérieurs à ceux de se5 modèles, et ses améliorations sont telle: « rnent perfectionnées qu'on peÌlt les assimile1· à de vél'itable créations . c II fut la pensée militaire de la Prusse pendant plus de trente ans. « veillant à tout, prévoyant tont, dirigeant tout. Si ses paroles ont tenu, « dans sa vie, peu de piace, ses actions ont exercé sur les destinées « t.le son pays une inlluence incalculable. L'homme qui, sans iltre g€!né « ni intirnidé, a po1·té deux fois et victorieusement l'effrayant fard eau « de la direction des armées, a droit à l'éclatante reconnai ss:~ nce de son « pays. » - Saiontkovschi . - Nast11-tpatelnii Bai pa apitu dieistt·ii generalo Scobele-ca v .~ra_qeniak pod Lovscù:i, Plermoi •i SCheinotJO. -
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
(Il combattimento oll"ensivo secondo Scobelev à Lovscia, Plevna e Scei~ novo). Il capitano di stato maggiore russo predetto ha ripreso in esame la grande quistione dell'offensiva tattica, di cuì furo!lO in Hussia cosi vi~o rosi campioni il Suvorow e lo Scobelef. - Esso dopo avere nella pri~a parte narrati i fasti di quest'ultimll nella guerra russo-turca colla scorta della magistrale opera di Knropatkine trae un intero codice dell'offensiva dalle battaglie dirette da Scobelef. Il lavoro è originale e, senza andare alle estrems conseguenze dell'autore, ne sarebbe assai utile la lettura a quelli dei nostri uf6ciali che conoscono un poco la lingua russa.
4. Storia militare e generale. -
L'ingresso dell'Austria nella coa lizione del 1813. Ved: Jntcrna-
tionale Revue di settembre.
.- 'Togli;1 mo dalla R&m~c milita·ire suisse questo importantissim~ cenno delle forze giapponesi e chinesi impegnate nella attuale /.{uena della Corea: ,. « Aussitùt connu, l'envoi de troupcs chinoises en en Corée, 2000 hom" rnes, dit~on, le Japon ordonna le transport, dans la péninsule, de « 6000 soldats. Ces troupes appartìennent pour la plupart à la ;se dì« vision, dont le siòge est à Hiroshima. l!.lles ont été placées sou~ • les ordres du major-géoéral Oshima Yoslmuana, officìer d'une rrrande « réputatìon cn Extrème-Orient. 11 est né à Tchochiu et est-~~é de • 43 ans. Il a fait ses 6tudcs militaires à l'école d'Osaka, tran~faréc ' depuis à Tokio. Au moment dc la guerre russo~turquc, il était attaché c militaire à la légation du J&pon à St-Pétershourg. . . • Il est sorti dc l'infantcrie. Après la._ guerre civile de -1877 à la« !lUellc il prìt part cn qllalité de chef du se bataillon dc lìgne, il fui. « uornmé ai dc dc ca mp de l'inspecteur~général de l'arrnce. Sa nomioau tioo de major~général , commandant de IJrigade, est réc~nte. l L'armée japori:rise, à cn croire les relations des autcur.s curopt{eus, " est fort bìen iustruite et outillce; elle peut soutcnir la comparaison· avec « \es armées d'occident sur le rnodèle desquelles elle a été org;mislie. ' « Elle dispose mame, fait ra r~ dans Ics ;~rmées orieJllales, de tous Ics • servìces accessoires et servìccs rle l'anière, qui permettente à une ( troupc de vivre autrement quc sur la seule régio·n occupée.
NOT1ZIE BIBLIOGR APIOHE
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• L'armée japonaise est forméc à sept divisìons, do~t. une de,.ga rde « et six de }ione. Chaque division comporte quatre reg1ments d t~fnu « terie à deu; bataillons daus la gard et à trois bataillons dans. la .hgo~; c un rérriment de cavalerie à trois esc.,drons; un régimant d art~llene « à qua~re batteries de campagne dans la garde, à <!uatre battene.s dt~ « campagne et à deux batteries de mo nta_g~~ da~s la ll~ne; un batmllon • du aéoie et un bataillon du trai n. La dlVISton J<•ponatse se rapproche . • do;c beauc.oup de noire division suissc (1). . , Vìennent ensuitc quatre régiment;; d'arti!lene dc forteresse a qua tre , batt.eries. la e.olonìe milìtaire de J'ìle d'Ezo, qui compte ~lus de , 2000 fantassìns et artilleurs, la milìce insulaire dc Tsusluma, et « bientòt s'y ajoutera celle des ìles Couri les. . « Le recrutement se fai t à raison de 15,000 recrues par an q.m « fournissent une armée permanente de l.~:O à 50,000 sold:Jts .exerce~ . « i\vec )es réserves, l'armée compt 200,000 hommes. Le systeme m•-· , litaire prévoit une période de 20 ans de service obli ga toire. « L'arme de l'ìnfanterie est le fusi! ~To urata , du nom de son con~« tructeur, colone] Japonais. C'est une combinaison du Gras, du Bea.n« mont et du Mauser, arme du ca libre de 8 mi~limètre~ avec ,ma?a s t~. , L'arsenal de Dokio fabrique 100 de ccs fustls par JOUr ..L arttller~c . « possède de,; pièces' du système Krupp, plus un vieu_x matér.tel frança1 s c: tenu en réset·ve. Les approvisionaments en matén el paratssent suf- . « fisaii!ts pour mobìliser deux corps d'arm ~\e rlc 35 à !•0,000 hommes c chacun. « La flotte japonaise n'est guère plns forte que ~a fl o t~e chìnoise . . « Elle a cependant quelques bàti meuts de constructton rece~te capa' bles de fou rnir un très bon service. En ontrc, le Japona1s est un • excellent mari n et un très bon tireur. Ceuc dernièt·e qualité n'appare tient pas au Chinois. . . .• _ • Les plus recénts batìments de guerre Japonats sont un c_rOJ.:.eur • cuirassé de 2~50 umneaux, armè de ~ O canons de douze ccnttme~res , à tir rapide; deux croiseurs protégés, rle 3650 tonneaux:, dont l ar~ a mement principal se compose de deu x ca nons de 25 centimètres; quatt:e , garde-rotes de 4-·150 et 4250 tonneaux, :n•ec un c.anon dc 30 ceutt~
(t} ; La compa~nie d'inranterie cornpte, s.ur. pied .fie pal x, :; · offlcie•·~! ~ sous-om_~ • cìers ot -t!l'-3 hommcs; l'escadron tic cavalcne:. ofllc•ers, et 189 sous-officters et soldats . · • la batterie d'artìÌlerie, !40 nommes, 86 chtwaux et '• canons; la compagnie dn génte • 5 officier.; et -1~5 sous·otnciers. et so ldats • .
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NOTlZlE BIBLIOGRAFICHE
( mètres et onze canons de 12 centimètres à tir raw.rJe_; un croiseur « rapide de .(.150 tonneaux, qui vient de -sortir des ~~hantiers Arme strong, et qui porte qua tre canons de 15 centimètr~!! à.- !ir rapide et ( huit de ·12 centimètres à tir rapide également; enqp un croiseurc torpilleur qui n'a pas encore fait ses essais. .. « On(re ees vaissenux, le Jnpon possède quatre cuir~s~~s,,_douze 1>etits. c croiseurs et douze canoonières de ~on~truction an~~nn~ et de mé« diocr·~ valeur milita ire. De plus' uue quarnntaine de tqr,pilleur,; do pre' mière et seconde clas~e, filant de dix-huit à ving~-t.r.ei~. nrouds. « Passons à la flo tte cbinoise. Elle possède deux cuir.~ss~s, à barbette « de 7335 tooneaux, dont l'armemcnt principal consi~te en quiltre ca· c nons de 305 millimètres: deu). croiscurs cnirassée de. 2900 tonoeaux; • a\·ec trois cauons de ~4 centimètres: deux croise~_r.s pTotégés, de c 2300 tonneaux; trois croiseurs dr. 1'350 et 25ÒO tol!pen.~1x: quelques « croiseurs plu:> petits et unl' cannonièrc cuirassée; en#J),..l~ne dizaine « de torpilleurs. « I...'arrnement de ces bàtimeots est disparate; les C~1lPUS .sorLent, les. u uns d<l l'u.sine Krupp; les autres des étalìlissem~;~nts ,.~!:tns troug. « Néanmoins, dans sou ensemble, le matériel nav:tl dlst' Lon; mais. « ((l ç hine risque fort de n'eu pouvoir tirer le parti , qu'-tllle serait eu ~ droit d'en nttendre. Il est en efret rlcsservi par de notQJm,wx offìciers «et mécaniciens étrangers dont les cootrats stipuleot...leur débarque' ment en c.,s rle guerre. Eu ontre, l'unité de commandement rait dé« faut. La notte (le guerre se compose de trois I!SCadJ·e;; distiilctes~ • celles de Canton, de Fou-Tcl,1éou et de ShangiJai. · Entre ces troi:; « cscnùrcs, ou au-dessusd'elles, aucune hieJ·archie, et l'on _ ::~,:vu lljourner u iod6finiment un essaì de gramles manreuvres na'vales;.:p!lrce que l'on • ne savait qui, des amiraux en présr.nce, lievait pren.dr.e .le comma n« dernent. . T -p,; c On est moins au clair sur la com position de l'armée·.de terre (iue· • ~ nr celle de la notte. Le Céleste-Empire a tou,jours fn!t·g·ri·nd mystère c de ce qui le concerne. Il n'ai me pas à dévoiler aux. y~ux de l'é' tr;tnger - des diables et des barbares, pour parler le ,vocllhulaire dec Pékin - les arcanes de ses lois et de son administration. On sait ce· c pendant comment Ics choses se passent lorsque l'empere!,l_rj comme il c vieot de le faire, dècrète la guerre. Dès la nouvelle.;>par.venue aux « autorités, ce1le~-ci, dans tous les district5, f(lote par~ itre. des procla« mations dans lesquelles elles prornettent une solde de) .i.· on 6 tnels « par mois- 25 à 30 francs - plus des rations à ,tous · le~ : h ommes de' bonoe vÒionté qui coosentiront à s'enrGier; et tous· Jes voleurs de grand
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
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chemin, tous les· coolie~ qui végètent sur )es quais, tous !es pmtvres , diables de villageoi,; que les inondation,; et l_a fa mine ont laissé:> sans. , ressources, voyat'i( un moyen d'assurer leur existeoce, accourentc se c' rauger sous les ·d~apeaux: Et quand nous dison:> sous !es drapeaux , c il ne fant pas prendre cette expression au figuré, les pavillons de tonte , dimension que déploie un corps de troupes chinois sont en nombre « prodigieux et .consiitoent meme· de sérieux. impedime~ta. C~s _sol d~ts « improvisés poh\lii:cle nom de bra ves à cause du caractere chtnms pc• ot « en noir au milieii-·du disque d'ètotre dont sont orné> le devante et le , derrière de leun~asaque eu cotonnade hleue bordée de rouge. Cette c inscription est destinée à effraycr l'ennemi eo lui faisant croire que , tons ceux qui la': portent en sont dignes p11r leur cour~ge personnel. • Oo s'imagine.aiSément quelle peut ùtre la valeur d'un semblable conc tingent, et si lès·Chioois n'avaient cLuc de semblables soldats à opposer , au Japon le résur{at de la guerre ne serait p:~s douteux. « Mais la Chine a mieux que cela. D'après l'étude la plus rccentè, «.di t le Conrr'iM' ~e Lond1·es, auquel nous avons .emprunté une grande , partie dcs dé!ails ·qui précèdent, oo peut (haluer à ·1,200,000 hommcs c l'efl'ectif total"d-e ;!!armée chinoise; mais on pense que 400,000 ~old ats « instruits, exh·cés, pourvus d'un armementnouveau, pourraient seu« lement entrer eif ' ligoe, et encore à dtls périodes fort espacées. « Ce que nous appeloos mobilisation et coocentration n'existe pas , en Chine . r,., cLes forces-actoi·ves que l'empereur Kuang-Su pourrait lanc.Jr contre -c le:; troupes j'lf(>'o'naises en Corée sont rlisséminées et o.ccupeot surtolut c certains confìns -qu'il y aurait imprudence à dégarmr. « Puis ]es ·cotn-rilllnications sont extròmement diflìciles et la volonté q impériale le~ ·rt'iaintient en cet (ltat, surtout depuis la. redoutable in, · surrection des T:ùping, afìn que les rebelles ne pUtssent rnarcher ( facilementc sur Jlékin. • II n'y 11 ~dat~c; en réalité, que les divisions fournies par la )~· aud· « chourie, par :ta·: \longolie et pa r les tribus t.:hinoise~ des env1_rons , de la ca pita-le;.et de Tientsin qui pu isseut ètrc immédwtement d•spo• nibles poni· . rle~ opér:ttions actives. . . , <( Ces troupes·' appartiennent ;, l'armée des Hu1t Eteudards et l'l l ar• mée de I'Eteli~a'rd Vert. c L'armée · des·~Huil Etendards, lors de sa· créatioo, il y a deux • « siècles, ~e compbsait de M11ndchous et de l\longols appartenant i1 de~ " f»milles militMtes. Mais peu à peu c)eS familles avaienL renoncé, St c cc n·est à leor ··etestination h(\réditaire, du moins a leurs vertus guer-
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NOTIZIE BIBLIOGRÀFICHR
« riéres, et il a fallu réorgauiser. tonte l'armée, à laquelle on a ~jout<!
des corps dc volontaires chinois. .. ~Ce n'est !>as que les Cbinois aieut, en général,'·des aptitudes bel-' « hq ueuses b1en prononcées; tout au contrai re; le métier des armes est « te~u .en médiocre estime parmi eux, comme le p-rou.ve ce pl'O\'erbe « qut dlt qu' « nn manda rio militaire doit courir à'llOtltes jambes , ur «un seui mot qu'assis dans son fauteuil écrit un·> mandarin civil •.. • Mais certaines tribus, dont les territoires sont limirropite de la Grande • l\Iuraille, donneot de hons soldats. ,_ . ' Ces sol~ats sont, du resto, très sobt·es, très endur~nts, très bra' ves, et ils ont quel(rue mérite à sen·ir, c:lr l'administratioo mili• taire est entre le~ mains des mand~~rins civils qui,_ s'i ls apprécient· « peu l'armée, en t1rcnt de fo rt lucratifs profits. ·;, • Quant aux cad res, ils sont très in~uffisants. Le vice.roi du Pet• chili, Li·.Hong Tchang,- et, avnnt lui, Tso-Sung Tang, vice-roi de « Nankin, ~e soot eO'orcés de remédier à cette insuflìs-ance. Il leur a < semblé que bieu ti:er l'are et hièu manier l'épée'·ne suffis<1it plns cc pour prouver que l'on était apte à comaoder de:n tro.upes. Ils ont « donc cherché à :wgmenter la valeur intellectuelleldes. ,officier~ et ils cc ont créé des sortes d'écoles aussi bien pour l'arm·ée que pour la « mnr.ina. op·,. « Ces centres d'iostruction ont été organisés eb outillés avec du « materie! et du personnel allemand ou aoglais. Les commandements • s'y faisai ent dans l'une ou l'aut1·e langue,~ce qui ~·e~t pas, du reste, « absolument extraordinaire quand on sait que !es màndarins seuls • peuvent se comprcndre snr toute la surface de l'étnpire et que les « d1alectes de certaines proYinces sont absolument •incompréhensibles « pour les habitMts des autres provinces. . « ì\'Iais tous ces faits dénotent ·l'absence absolne -de: cohé$ion qui « c.1ractérise l'organisation et f'in struction de l'armée chinoise. « Les fu si ls à chargement rapide, soi'tou t des modèle5Iallemnnds, ser' vent il armer une partie de l'in fa nterie ; il n'y en nl1rait pas en ' ~ssez grand nombre pour en. pouvoir tous les fanfassins; de là en' core une grande diversitté dans les armes et !es munitions, car. le « surplus sernit acheté en Augleterre et en Amériqtre:--·,. « Les cheva nx de In cavalerie ne permettraient p-as à celi ~ ci de « faire le Service d'explorntion tel (j!fC J'exige la guerre moderne. . « L't~rtille•·i e de campngue a quelques bntteries bieo attelées et doot « les pièces sont ' rlu système Krupp. le nombre en est toujours si « insufflsnnt •rue l'infnnterìe y snpplée par deg canons de· batai lloo. «
. NOTIZIE
BlllLIOGRAFJCHE
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( Au résumé,;-l'armée et la notte Ch!noises, en rai~on de l'infério( rité notoire des cadres, sont destinées, à uom bre égal, à etre !late tues par. l'nrmée iet la t1otte japonaises. La :;upériorité numerique « seule poun ait m~Jtre celles-ci ca échec. • A la tcte de· l'armée cllinoise a été placè Li-Hung-Tchang. Vice·roi • du Petchili, doyen~ des quntre grands secrétaires d'Etat, président du • bureau de la gueu e, contrùleur général de la fl otte J u Nord, etc., < Li-Houg-Tcha1lg·est l'un des hommes !es plus populaires, comme il c est l'un des plus méritants eu Chine. Si la flotte chinoise a acquis c une force relatb'e;: suffisante dans tons Ics cas pour se mesurer avec c la flotte japonai~e, c'est au vicc-roi du Petchili 11u'on le doit. Les • troupes de sa pr~oyince sont aussi les mei lleurs et de heaucou·p de ( tont l'empire. Malheureusement les quelques 20,000 ou 30,000 bom• mes dont elles_ se_composent soot trop occupés déj1t à garder les irn• menses fron~.è•~e';; le long desquelles ils sont échelonnés, pour pouvoir « ètre, saiB péti;l,.o:néplacé:>. Li-Hon)::-Tchang s~:: r<1 obligé de prendre • pour faire fac.~ _ au,x Jnponais en Cortie, les troupes des provinccs du • Nord, commedors::des hostilités con tre les Français il y. a cruelques • années, il em.pruilta.les soldats du vice-roi de Nauking >> . - Fritz . Hoenig:-continua la serie dei suoi importanti studi ·stori0i sulla guerra del ·IS"J0-71. Sulla Derttsche Heeres Zeitung è comparso ora uuo st.udio speèiale della difesa de!la chie~a di Beaune la fl oland. - Principe ~Gior-gio Bibesco- Le règne de Bibesco- Parigi, 2 vol. È la storia rumena_J,ial 1843 al ·18·).8 trattata con molta competenza riguarda un perio.d.o assai importante della vita eli quel paese. L'A. cosi conclude il suo.libr.Q. parlando della Rumenia di oggi: c Le gouvernem_ent roumain, a perdu l'amitiè précieuse de la Russie... • ootre espoir sera it que la France se so uv ìnt de ce peuple lati n des Car• pathes, isolé ·e11 ·0~ient, ver:; lequel se nt allées jadis toutes ses sym'' pathies, - gont plus d'un enfant est venu, à l'heu re cruelle de l'in' vasiou, parta;gel{;ses périls, ses angoises, ses malheurs, - et qu'elle • ne l'abandon_nùt:pas » . - Gunther _,;.:.,StoritL della guerra del 1800 nell'alta Germania, nella Sviz::era ed in;/tll.lia. Frauenfeld, Huber.- Opera premiata dalla società svizzera degli ufficiali. - N~tzmer ""'J.;fl landwelìl' a M1•tz e a Beaune la Rolande, Gotha, Perthes. , -- Colonne!:!~ Secretan (svizzero) Darmée de l'est, Neud•atel, Attinger. ,;' u
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NOTIZIE BIBLIOG&AF1CHE
NO"CIZIE BIBLIOGRAFICHE
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Lo sperpne nella guei··ra mcvritt·imà e nelle i(jtfi.;.ioni delle navi. :studio statistico-tattico assai completo in Jah1·bueliù;: fur die de1ttsche A. und -1lf. di settembre. -Sulla Revue Jlfa1·itime et Coloniale (maggio -giugno - luglio - agosto) viene pubbliéata la traduzione in francese dell'opera del capitano inglese Mah;~n sulla « Influenza della potenza marittima nella storia ('1660-:1783) » È un forte ed importanie lavoro che esamina con .quali rl).ezzi e attraverso a quante diffic~Jità' potè l' i'ii'ghilterra assumere , .l'odierna potenza marittima, dopo avere detronizzati dall'impero dei mari gli Olandes.i ed i Fr~ ncesi: . : ·~< '
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6. Politica.
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Le Maroc d'aujo!ll1'd'hui, 'd'hierh et.de de?na'ir·: Parigi, JouveL L'autore, certo ·oes Garniers, dopo avere tr:wciato lo ~viJ1:1ppo delle relazioni del Marocco roll'Europa; accenna allo stato int~rnQ di quel paese assai felicemente, esamina le ingerenze europee ing._le~;_ portoghesi, spa·gnuole, italiane in quel paese. · ' : •t~;, La morale del libro è_poi in fondo questa : ,; «Si ambitieuse que la France ai t ja.mais été consi,dth:é!l, on ne sa urait << lui reprocher d'avoir porté ses vues sut· « les col·o:JUes d'Herçule "· ·« L'Ot·ienl;'a toujours beaucon p plus attirée. Laissant l.a çonquète des deux: • Amériques aux Espagnols, aux Pottugais et anx An?lo.-Saxons, elle a . « jeté, depuis des siècles, ses regards vers l'Orien~; , son principal ber-: « cean. C'est dans éet ordre, pour ai ùsl dire instincti(,• d'idées. quelle « s'était créé, avec Dupleix,' un empire i~di en, trop;; làchement aban« donné; qu'~lle a parcé l'isthme de Suez, conquis l;I.nçi~-Chine, et que, « en Afriqùe mème, elle chei·che à unir l' Algé1·ie etJ a 'J,'unisie au Congo « par les routes du Tchad et du Niger. .,." " «Le l\'laroc ne peut venir ensùite que par surcroiret.:..-,quan!i'la poire « sera rmì.re. · .. · , « l'ìous ne demandons -pas, tant s'eu faut, à avoirJe s,auci de ces po- ~ pulations marocaines fanhtisées par l'islamisme·e.t réfractaires à nos « coutumes. Tout au plus pourrions-nous y fonder:-une colonie anat'« chiste, où !es adeptes du collectivisme et du pain quotidien gagné sans
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fati"lle seraient admir~blement dans leur . rriilieu, à condition de se «·fai re admettre en frères par les 1\laughrabins. Mais nous ne sa urons « tolérer qu'une grande puissance·s'y installe avec.les puissants inoyens ·« dont elle dism)$e et nous menace ainsi daus notre conquet~ p11tient~ .du -« ~rrand cG~iine.rit noir. » ·
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5. Marineria.
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1: Varietà. - Lehjlntc~-~~t. -L' offìCiù!r des cosaq·ues d1~ Don in Rev~1e de catJa.-;{ er·ie di a o~st6:. : · ''•l' · - Snll'Internal'!:onal Rewe di settembre noti11mo un interessantis·sirno porallelo fra i cha~seurs des alpes francesi e i nostri <~lpini. - Ec;cone la importante conclusione: « Un osservatore imparziale che ha « veduto p perare tutte e due le truppe alp\ne e le ha vedute nelle guarnì« crioni invernali deve dire: il premio deve esserè· confet·ito agli alpini .. ~aliani. - · L'alpino italiano è in genere più robusto di fìsico del ..t'· francese!;;,frll ~ li italiani vi sono sp.èsso veri-colossi, nessuno fra i fr:1n· -« cesi ; il sòldatb itali~no è n'lolto meglio disciplinato e•più pratic'o della ·,«montagn·a>::"•'l Questi sono i fattori che ' vanrio a fa vore degli -italiani, · -<<'' poichò la F.ra>'Òcta p,uò 3ssai meglio dell'Italia appoggiare le sue truppe • di montagna ai numerosi forti e fortezze rlel. confine, specie presso ,, Briançon. - In ItaJia gli alpini- sono dùpo i bersaglieri le truppe più -« popolari·: 'La'-speranza dell'Italia per iniziare vittoriosamente una guérra .. colla Fra.n'ci\lJ_sta in queste truppe. - Confido in te e s!i henedet,to ha .: scritto IDeuArnicis nei suoi Difensori delle Alpi, ed il popol~ lo dtce ·«anch'esso\<·,<!· « Sta in;.imodo assolutamente certo che i due avversari colla natura x< dei mont!"GhÈ! li separano combattendo in terreno proprio e per le loro (< case, sarÌln'nO terribili nemici IU ogni caso di invasione nemica. » . - Dictibn)naù·e m~litain. - Encyclopedie de.s sciences ·mil·ita·ires, · •rédigée pai~ un comité d'olliciers de toutes armes, 1° fascicolo: A Arrnée. P_arigi, Berger Levrault. Salutiamò·-:con piacere questa interessante pubblicazione che oltre ad essere -una enciclopedia ragionata è anche un lessico im portant~ in tedesco, inglese·; italiano, spagnuolo e russo dei termini militari. E un'o-' pe;a \~n·i èa. nel suò genere per il dettagliato ;;tudi,o di ogni argomento; ·busti p. es:;.; citare che il tema Administration viene trattato in ~v pa. gine· di foi:rff.ato in folio. -Auguriamo nell' interesse di ·tutti gli stu~ •
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~OTIZIE
BlBLlOGRAFlCHE
diosi che riescano solleciti la continuazione ed il compimento dell'opero. - Leune Tolstoi. - L'esp1·it ,;hreHen et le patriollisme. - Pa· rigi , Didier. Piccolo e recente opuscolo del grande scrittore russo. - L' intenzione di questo op1tscolo è di mostrata chiar2mente in questi due brani eloquenti. In uno esso descrive la prossima guerra: • Des gens e.xaltés travailleront sous le couvert du patriotisme, à c répandrc d&ns les journaux la haine et le désir du meurtre, beu• reu~ dc se faire ainsi payer double. On verra se remyer les pro" pridaires d'usines, les marchands, Jes fournisseurs de snbsistaoces « militaires, car tous ils attendroot double bénéflce. Oo verra se re• muer les fonctionnaires, èar ils prévoieront la possi.bilité de voler « encore pltts d'argent cyu'ils n'en volent d'ordinaire. On verra se re« muer les chefs militaires, car ils recevront double paye et double « r:ttion, et espère.ront recevoit· comme récompen3e ·des tneurtres com• mis, ùivers 'Jocltets,· des ruhans, des croix, des galo'ns, des étoiles. « Ou verra se remuer des oisifs, messieurs èt ùames, qui se seroot • fai t inserire nu com ité de In Croix-Rouge et se prépareront à bauder << les blesc;nres fles hommes que leurs maris et leurs frères nut·ont " frappés; et ces gerrs croiront faire ai usi une action chrétienne. Et - « étouffant dans leur coeur le désespoir par des chants, flar des d6~ bauches et par de l'alcool, arrachés de leur travail pacifique, enc levés ù leurs femmes, ù leurs mères, à leurs enfants, on verra passer « ùes hommes, des centaines de mille liommes, simples et bons, armés « d'instruments de caruage, et couduits comme un troupea'u. • Nell'altro esclama: • Qu'y a-t-il de mal à ce que la Russie et la France expriment leur « mutuelle aiTection? Il y a ceci de mal : celte affectiou est meosonge; « or, un mensonge ne se dit jamais pour rien. » '
Per la Direzione
Lonovr co CxsoTTI maggiore
DEMARCHI CARLO,
gerente.
AJ.
M., iptaricaf•