ANNO
XXXIX
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RIVISTA MILITARE
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ITALIANA TOMO II J
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NAPOLEONE NELLE RECKNTI PUBBLILAliONI Vedi 1/ivi sta .llilitare del 16 fcblmtio p. p .
.. IL Passiamo alle testimonianze. Esse furono tutte raccolte a qunlche distanza eli tempo dall'epoca in cui si,. svolsero i l'alti. l più tra quanti scrissero le loro memorie, vi si accinsero dur·an te la vecch iaia, o negli ozi forzati che succedevano ad un'attività senza esempio. Così fece Napoleone a S. El ena: cosi tanti altri, e lo stesso Macòonald, il quale nel '1825, riarnicatosi colla vita e col suo passato quando gli nacque un figlio c:he avrebbe ereditalo i suoi titoli ed il suo pntrimonio, volle lasci(lrgli il racconto delle sue gesta: ,allora, senza documenti, per·chè essi erano ~imnsti in fo ndo ad una cassa dimenticata, in men.) di dieci mesi gettò giù 4.72 pagi ne in fogli o, seri vendole tutte difilate, senzn correzioni , senza cancellature ('l). Eran o r·icordi delle im pressioni piti salienti, evocate a parecchi anni di distanza, alterate dalle passioni suscitate ne! tempi che ~egnirono quell i dell'Impero. Scomparso Napoleone, i due seçoli eh~ egli avea creduto di riconciliare) insorsero di nuovo l'un cont1·o l'alt1·o a?'mato. ()ue5 La su prema riscossa per le antiche istituzion i Ju combattuta con tulle le armi che r·irnangono eli solito ni cain pion i di una causa vinta: e gli uomini del period·o napoleonico, per· comprare il diritto di vivere in mezzo , a coloro che parevano r vincitori, furono co;trelli a ri nnegare quanto avevano
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Souvenirs du Jfarlichal Mucàonald avec une introdttclion par C. Rouss&T. P<tris, .
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ANNO XXXII.
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NA('OLIWNE NELLE. RECENTI PUBllLICAZION I
operato per la ~loria della Fra'neia, ed a sconfessare il piùgr;ntile tra i sov·rar.i che ebbero in mano i destini di quel pae:;e. Le pa;;sioni e _l'imitazion·e operano prodigi strani nell'uom o,_ ed i disertori di una causa divennero spesso i più ardenti tra 1 campioni della çaÙsa contraria. Si vid~r~ i marescialli _di Napoleone accompagnare Lnigi XVIII nel. suo m·omentaneo esiglio, e gli uom ini elevati dllll'inl.peratore all e m11ggiori dignità. gettare sopra dì lui a lurga mano l'oltraggio . ' Coi più artifl~iosi ragionamenti si cer,cò di scusare i sen izi prestati alla Francia souo la goida di Napoleone. I pi1:1 arditi, come la Rémusat, ,cercarono di dividere in due l'epòca napoleonica: il Consolato ·e l'Impero, la paciiicazione clegli animi e h tir,tnnicle, il periodo delle_illus;?ni e quel lQ delle delusioni, e credettero d'essere perdonati confessando di avere, come tutta la Francia, sperato nel console Bonaparte, e profondamente sofferto più tardi dell'usurpazione commessa da un ambizioso a, danno àel vero sovrano. . t il si.-;tema ·adoltato dal Thiers: comodo per· coloro che confidarono nel perdono dei Borboni, illogico d~· fronte alla sto1 Ì•t che non dà tempo ai ~uoi per~on~ggi di spezzare in due la pro. . pria carriera. • Le testirnonian'Ze dei contemporanei d1 Napol eone, qual! possiamo raccoglierle nelle loro memorie ri:;entooo tuLt~ l' iollu:>so delle idee prevalenti nel periodo della His~oraziooe. Teniamone con to: e poi scorriamo con occhio sicuro · 1e pagine in · cùi quellO" te~t_i monianze sono contenute. · -1'-. ,
* * Tra le memorie lasciate da:,:1i uomini del periodo napoleooico, ed a~parsè alht luce negli ultimi' anni, quelle del generale LandrieuX: sono certamente delle più curiose ('1). In mezzo alle spn(l 1 1JJémoi1·es ae t'adjut. gen. J. LH<nRif~ux, etc. (Paris~ Saviné, ! S93j. ~i~OI'<l no~ è publllicato che il 1 volo me che rigu11.rda le m~ urrez1o~t dl Berg~r:no c Breoc1a. Le (H ece·lc ui 1a ac~u ra,la ihtl'Oduzione biogmlica c stor1c<1 dt L Gras11ter, nella quale colla sc~rt:1 •li n 1 Hn~ro;i documenti sono d1lsr.ritti i (lreced!mti del Lan<trit\UX , cd i tentati!i da lui ratti per lom<trc nelle ,grazie dell' im)leratore_ e successivamente per entrare m quelle rlel g.11·crno dei {lorboni, collo swpo eh m1gllorarc le sue_ condtZIOOt pecuma.rte ruinato da cattive s[Jecul:tzioni. In com).) lesso ne nsnlta la paz1enza da bènedettmo adopcrat:t riai Grasilier rer-illustrarc la pubblicazione, e la mancanz<t assoluta <h s~nso morale nel carattere ·del Lan<lricu x. ·
N APOLEU!'E NELLE . RECENTI E'UBULl CAZIOfH -
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dorate . menzogne s"intrecciano, i più brutl~ tra gli episodi, che accompagnarono ·la staria dell_a. campagna d'Italia del 0 ,96, le ~~ncussioni e le prepotenze degli bfTiciali ,e soldati, i fmli del .Monti di pietà, gl'ing-anni in cui furono avvolte le popolazioni illuse ilai _.bei paroloni dei liber~torì da ogni tiranilide, in sotnma il rovescio della medaglia, di cui le prirhe glorie del generale Bot1aparte ed il risveglio della coscienza nazionale negli. iLa liani. formano il la'to più nobile. Il Lanclrieux partecipò alla guerra d'-Italia del 1796, . prima eoìne colonnello di un reggimento di usseri, poi come capo di stato l)laggiore deÌ generale Kilmaine, incaricato del servizio d' informazio~i, e n~llo' stesso tempo intermediario tra il coman~o delresercito francese ed i capi del partito patriota in Lombardia e 'nel resto d'Italia. Ebbe parte grandissima nel far nascere te iosmTezion i delle città dipendenti ·dalla repul5bliea di Venezia, insur·1·Eliioni provocate per preparare e compiere la r·uina di quella ·re, pubblica. Versipelle e privo di senso morale, cercò di imbrogliare f.ello stesso tempo' i veneziani, i patrioti ed il gen~rale Bonaparte, ~di succhiar quattrini a tuui. Quand'ebbe compiuta la sua parte . d'intrigante cadde in ·disgrazia: fu allontanato dall'Italia, ed il generale Bonaparte 'non ne volle mai più sapere di lui, anzi o'rclinò che vi~ress.e da relegato. Voleva -getlat·e in clisparte lo s.~rumento oramai inutil e, ed a!lontanare un testimonio incomodo àei tortuosi nego-:ziati che precedetter~ 'la veqdita di Venezia all'!.tustria, ovvero ' aveva ribrezzo dell'uomo,. che .s'era venduto a tutti? Le Memorie del Landrieux non bastanò n dilucidare questo fatto, ma la loro · intonazione noh gli è çerto favorevole. Tuttavia rimane a chiedere corne mai in mezzo alle dilapidazioni ed alle ruberié comm·esse iu Italia dall'esercito francese nel '1796, quelle del Laodrieux de.stassero maggior ripugnanza delle altre net generale Bona porte, <'h e a·ta! riguardo non ,si 'mostrò mai troppo severo, purchè le ruberie avvenis;;e;·o. fuori· di· Francia. · A sentire il Landrieux, pat·rebbe che in un certo momento egli abbia saputo crear~i una cljeniela tale in Italin, da sperare ili po1·si alla testa d'un'o staterello italiano fondato sulle basi della repubblica cisalpina, e di volgere a profitto proprio le fatiche ed i progetti , _del generale Bonaparte. Parrebbe pure che tali sogni debbano
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'lo;APOLEO)(E NELLE RECENT! PUBBLICAZIONI
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NAPOLEONE NELLE RECE NTI PUBBLICAZIONI
spiegare la disgrazia toccata al Landrieux, nel quale il Bonaparte avrebbe indovinato un emulo piuttosto che un complice. È però difficile lo sceveraré la verità dalla menzogna, ed in fondo non è questa la nostra questione. Il (in qui detto può basta re per quello che riguarda la moralità del testimonio. Ci sembra inutile l'iriterrogarlo. Egli raccoglie tutte le malignità dette sotto la Restaurazione per· denigrare la fama e la grandezza dell'u.surpa·.tot·e, e gl iele getta in facci n, ma nòn risulh che abbia mai avuto da intrauenersi secolui. Lo scontrò parecchie vol le, e la prima di tutte iu nna celebre not.Le del Vendeinmiaro dell'anno IV, nei corri.doi del Direttorio, ove il generale Bonapa rte si recava pei· rendere conto della sua villoria contro il cosiddeuo partito regio, e per rassicurare il governo. 11 Landrieux si. rammarica di non aver compreso allora che quell'ometto, dalla fignra meschina. dat propositi sp1·egevoli avesse in sè il germe di tutti i delitti e di tutte le qùali tà necessarie per· arrivare al posto $llpremo. E qnasi per scu· sa re· questa sua .mancanza di · chiaroveggenza,. il Landrieux scaraventa subito una serie di calunnie sul capo del generale Bonaparte. Lo dice uscito allora dr~l l e prigioni in cuj ll'ovavasi, per aver·e pr·o· posto che i tolonesi fossero sgozzati dal primo all'ultimo: vi aggiunge che la celebre vittoria· del generale sulla via della Ferronièrè si riduceva a nulla: che era stata da lui esagerata. ma che in realtà egli non ave\'a fatto altro che Ùlr spa rare alcuni colpi di mitraglia· in una strada vuota affatto di gente: digtlisach è vi eràno rimasti morti ci nque o sei disgrllziati, i quali vi passavan o per caso, rovinate molte mostre di negÒzio, e rotti parecchi vetri , e· via di qriesto passo . ln tutte ques te asserzioni si rendono manifesti il ri - · cordo dei tronfi bollettini spediti più tardi dall' Ital ia e daii' Egillo , il riflesso ·delle future vicende napoleon iche , il desiderio d'iog ra~ ziarsi il pn rtilo reazionario predominante in Francia dopo il ritornn dèi Borboni, quando appunto il Lnnd rieux metteva a pulito le suè Memorie e·l'i miiazione delle favole che allora andavano S!Jacciandosì su ii 'On;o della CcJ1'sica Prova evidente che il libro fu scritto troppo tardi per essere si ncero. . . Il Landrieux medesimo, il · quale, ali~ sua maniera, nQn manca dì fr anchezza, scrive in qualt:he luogo che i partigiani, i fazio si, i 'malcontenti, coloro che' si trovarono sotto il corno dell'ahbon-
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danza quando ne trab~ccava ìl ben di Dio, e quanti avevan~ bisoano di celare la loro condotta passata non eran nati per scrrvere 0 la storia degli anni con cui si chiuse il secolo scorso. Egli fu partigiano e fazio so, sospetto d'essersi impin~!llato in It~lia e desideroso di sviare i sospetti che si aggl'a va vano sopra ti SQ.O passato, dunque chiudiamo il suo libro e passiamo ad altri. . Di una pasta ben diversa è il Vigo Roussillon ('1), delle cm Memorie abbiamo alla mano un breve' frammento. Ci dispiace p'erfino che le circostanze ci portino a ~itarlo dopo di aver fatto cenno del Lnndrieux. Il Yigo-Roussi llon è un ones-to e valoroso soldato, volo n tar io nel 093, uOìciale nel 18H in seguito a grave ferita e tenente colonnello nel 118•1ii; fa qualche accenno a Napoleone in Egi tto, quale lo poteva fare lui, che era allora sottnfficiale incaricato del servizio di se~retario del suo colonnello. Sovra ogni altra cosn ~ammenta le deficienze nel servizio di appw~vi~{ionamento, e ne fa risalire · la responsabilità a~l'.irn ' previdenza del generale Donaparte. Racconta che c?lla sp~dJZ~on.e furono sbarcati biscotto e legumi secchi. Che f~ re d1 questr ult1mt , ~gli osserva; poichè mancavano le marmitte e l'acqua per cu~cerli? Per quattro giorn i, da Alessnndria a R a~anieh, l'e~erc1to att,raversò un paese assolutamente arido. Molt1 che monrono sarebbero scampati , se ogni soldato avesse avut.o seco un bidon~ da riempiere d'acqua movendo da Alessandria. Perch~ non v1 ha pensato il generale Bonaparte, che doveva sapere t~ quale p11ese conduceva i suoi prodi ? For·se per non svelare anz1 tempo lo scopo dell'impresa distribuendo i ' bidonì? A!lo:a ba~La\:a ~a~ sconderli 'segretamente nella stiva dei bastimentr e drstrrbUtrh sol:1 me ote all' ust:ita d'Alessandria, e pieni d'acqua. · La natura dei timori e la ingenuità delle pt·oposte per reoderli innocui , danno la mi:;nra dell'uomo . ' r Dopo la 'sete la fam e. Il biscotto era sprecato, ed il pane manrava: i mag~zzini riboccavauo di frument o, e non c'erano mulini per macinarlo , nè forn i nè legna per cuocere il pan~.
. (i) Fragme1rs
des
,lfémoires militai res
du.
col. VJGO·ROUSSJLI.ON, (i793-183i!.
~· Expé-
dition a' É gypte e la guer•·e d' Espagne, pubbhc;~te nella Rev11e des aeux .llmdes, (agosto, tS'lO c t luglio e t5 agosto, !891).
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NAPOLEO~E NELLE 'RECENTI PUBnLlCAZI OXI
NAPOLEO NE :'i'E LI,E RECENTI PUBBLICAZIO NI
Le truppe vanno ad assediare Ef-Arish, portando con loro dièci giorni di viveri, e c'erano dieci giorni di marcia. L'assedio . si prolungò e fu necessario di ·manaiare i camelli e ~oli o asini che avevano servito al 11·aspol'IO dei vi\·eri , e poi di attaccarsi ad -una specie di erba acetosa(?) che i soldati raccoalie. vano· sotto la ~abbia e produceva loro delle coliche terribili. Per'c11~ il generale Bonaparte non aveva p1'ovveduto meglio? Egli invece faceva rispondere che in. simili circostanze altri soldati ' avevaù'o mangiato il. cuoio degli zaini e delle giberne. La risposta fu· seriamente discussa, tanta era la fiducia in colui che l'aveva dala, e dopo maturo esame respinta, •!ome quella che riguardava cas i eccezionali (1). Questa è mauifestamP.ntC l'eco del ch iacchierio soldatesco det bivacchi. La corrispondenza di Napoleone fa testimoo ianza delle cure da lui prese per l'approvigionamento della spedizione. Ma non mtmta. Gli effelli non hanno corrisposto alle previsioni ed i ~oldati fanno risalire al ·loro comanda nte supremo la responsa bilità degl'inconveni enti avvenuti. E badisi, la responsabi litit più che il biasimo, po ichè dalle pagine del Vigo Ronssillon traluce già fa sconfinata fiducia · dei soldati nel generale Bonaparte. I più sono ''elerani d'Ital ia . ·e l'han veduto superare altre prove: gli sono devoti e cred ono fermamente che dove egli non riesce, nessun a! tro riuscirebbe. ·Ma attendono tuuo da lui: in lui riconoscono In causa pri~a di quanto a:v.vren~ loro di bene e di male. :'le gli uomini cadono feriti gra '/em'ente, es~ i si qual i!icai10 come inutili al lo1·o gene1·ale~ sono · stròmenti in mano sua, e vi si adattano volentieri perchè sanno che finchè vivril: lui ogni cosa finirà in bene. Un l·et ~ iorno che i proiettili fulminavano in torno al generale Bonaparte, il qùale marciava tra le colonne delle truppe, queste tremavano all'idea che egli ne potesse essere colpito. Guai se fosse mancato, tutto sa~ reiJhe stato perduto. ~
(t) lt generale Bonaparte notò ct1e i suoi soltlati non sapevan9 emulare i legionnn romani i quali in quella stes;a regione avevano mangiato i loro sacchi di pelle mnu~ candn d'altro. Uno dei soldati rispose per tutti che i legionari non portnv~no 11 sacco•. gli nttri risero e lt• rnormorazioni cessn•·ono. -- (GUILLI•:T II 251, <:Jt:mdo n Pèlleport),
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La fiducia diveniva già devozione profonda per l'uomo, per mutarsi a poco a poco in feticismo. La form_azione del la le~enda era iniziata, ed essa trovava alimento nella fede inco ncussa pE:l' J'abil.ità di co lui che ogui giorno sapeva vincere con. sicurezza meravigliosa difficoltà sem pre nuovr . Nnlla può scuotere quella ferte . L 'os pe~ale di Giafl'a rihocca di ammalati: impos~ibile il trasportarli. Il consiglio di guel'l'a decirle per il loro abband9no: essi saranno immancabilmente vitti rne della rabbia turca. Alcuni s'alzano , e tentano disperatamente di seguire l'esercito pet; scampare ad una morte straziante: i compagni prestano loro quell 'assistenza che possono . Uno d'essi , cui era stata amputata una gamba, si trascina alla meglio dietro alla colonna appoggiandosi da una parte alla starnpell.a e dall'altra al braccio della moglie. Ogni giorno perde distanza; le sabbie rend ono se-mpre più difficile la sua marcia:· alla Tine sparisce. Forse ha pt·eso la via di mare raccolto ·in qualche pa.ranzella. Lo si creae nell' ospedale di Alessandria, ma nessuno si ricorda il suo nome. Qni siamo in piena leggenda, e quanto più essa pare fantastica, tanto più ci indica l'impressione lasciata nei soJdati clall'nbbandono dei compagni giac~nti nell'ospedale di Giaffa, Il generale Bonaparte ha tardato per tre giorni ad approvare il giudicato della commissione, dice il Segur: ·ha chiesto al medico capo se coll'oppio non si pole\'a sottrarre gli a~bandon a ti alla crndeltit deao li avversari quando fossen> entrati in GiafTa. Il medico ha ri. sposto che egli era chiamalo a curare e non ad uccidere gli uomini :- risposta se,ntenziosa) che eludeva, senza t~ iso lvel'ln , una delle più gravi quist.ioni tra quelle che s'impongono' alla medicina di fronte ai mali irrimediabili ('l) . Il Vigo H.oussillon si limita a chie-
( t) Secondo il .diario del segretario dell'ammiraglio inglese Cockl.lrun, incaricato eli accompagnare l'imperatore Napoleone a S. Elena, questi durante il viaggio t.oceo, tra gli altri argomenti, quello degli aorJesta ti- rli Giatfa Parrebbe che il generale Uonaparte avesse raduna to un consiglio di medici per esaminare la proposta da lu i falta al medico capo, che li consiglio clichlarò "\dl'unanimita che alcuni tra i mn(a ti JJ Oil po:' tevano e>sere mos~i. ed alla maggioranza che non potevano essere col veleno ~ottr<tttt alle crudeltà del nemico; ma che il loro >tato e·ra tanto grave, che dO[JO 48 ore nessuno sarebbe stato piu vi vo. Bonaparte tenno fermo ancora quel tempo e la profezia dei medici si verificò quasi :.t puntino. Uu urfic.iaie in[lese che era a !lordo del JVu?'thumbe•·land, la nave su cui era irnba•·cato l'imperatore. confermo che essendosi tro-
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XAPOLEONE NEUE RECENTI PUBBLICA7.10Nl
dere se il generale non poteva affidare questi sventurati ad una im· barcazione, e spedirli per mar·e in Alessandria: alla peaQio sareb~o bero caduti in mano agli inglesi, i quali, secondo le voci corse, avevano oiferto le proprie navi per accoglierli. Senza sapere se le voci foss ero vere, senza pensare che gl'inglesi avrebbero accolto con qualche difficoltà. sulle loro navi ·uom ini colpiti dalla peste, la convinzione che il generale Bonaparte non possa far patti cogli inglesi basta per tranquillizzare l'ani_mo dello scrittore. Non importa di r.ercare più in là. Questo pensiero, che involontariamente ci ricorda il sonetto del Porta sull'ecclissi proibito per ordin e dell'imperatore, ci persuad e vieppiù che lè Memorie di Vigo Roussi llon non fanno che riportare le chiacchierate .dei soldati. e che nella dif(icoltà di scèfnere il ver.o dal fantastico in tullo qu~llo che vi è raccontnto, una cosa dobbiamo riconoscere per vera·: la natura delle chiose cu i diede luogo l'avvenimento. Esse rispecchiano i giudi~i dei soldati e l'opinione che andavano for·mandosi del loro c;~po. Egli cerca il bene dei .suoi; se ne·viene male, egli solo sa il perchè non l' ha impedito, od il male non è .che apparente, ed in questa p e rsuas~ooe pongono rad ice una volontà. ed Lm potere, che per la loro efficacia non ebberQ .paragoiH3 nella storia . Scorrendo le P.agine del Vi~o Roussillon non possiamo dimenticarci di interrogare quella in cui deve essere descritto il massacro òi seimila prigionieri tun~hi avvenuto appunto in Giaffa quando quella cittil fu presa. Non era no stati pas~ati a fil di spada nel momento nella conqu ista, edi,·eoivano gt·avoso peso per l'esercito, che non poteva inantenerli e non si aLLenr.ava él liberar'li. Vien l'ordiue di ucciderli. Si distribuiscono in drappelli tra le mezze brigate: si formano i quarlrati, e si chiudono in mezzo ad essi . Poi fronte indent1·u, chè tale era il conHtndo per volgere la fronte verso il vacno interno del quadrato, e le masse viventi che vi si
vnto so tto Gin.O'Ii, od e~sendo stato uno Ilei primi nd entrarvi, c prima (lri soldati turchi, non vi trovò che tre o quattro rcanc~si ancor vivi cd anche quell i a!!onizzanti. Sulle nave le s1mpatie per l'imptJratore non erano grandi. Lo scrittore uel diario e tullo scandalizzato per averlo veduto mangiare colle mani, invece che coli:! rorchella: gli ufllciali inglesi aiTcttal•ano eli chiarnnrlo generale e di non oltrepassare j riguard. dovuti a•i un ge nerale straniero. Il (Jiario fu llLLbblicato sulla Centur!J clell'ottobre u. si e riassunto sulla ,1/in.erva dci novembre successivo.
trovavano furon o prese o. colpi di baionetta, per risparmiare le cartucce di cui vi era scar:Silà. Tutto fu ucciso, dice con spaven· tosa semplicità il Vigo-Roussillon, ma vi aggiung~ che l'esercito si adattò con ripugnanza ed orrore alla terribile esecuzione, la giustifica pensando che io fin de' conti era una rappresaglia, e cllnclude stoicamen'te, che vivendo in Oriente bisognava vivere alla ori entale. ~
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Nel Marbot vibra il vecchio spirito gallico . Pien di brio, in staf':eabile nel fare come nel raccontare, egli scorrazza a travet·so l'Europa, noncurante di quanto sorpassa la cerchia delle sue avventure e del suo reggimento, e quando si rammenta dei falli suoi. par che confnnda uomini' e paesi, le sue colle azioni altrui, le imprese compiute con quelle che :weva' in ani mo di compiere. Il vecchio · Catone notò che ai !)alli piaceva di combattere e di chìacchier·are argutamente, ed il Marbot non traligna. Ma innegabilmente, e malgrado tutte le loro inesattezza, i suoi racconti ci riconducono in piena epopea napoleonica : nel leggere le sue .me morie ci sembra di rivivere nei tempi suoi , esse ne hanno, sia permessa la frase. il colm· locale: dubbie ~ ei particolari, sono . vere nella in~onazione ('l). Il Mar·bot predilige la vita dei campi, il rumore del combatti mento e le nobili passioni che eccita la guerra. Egli vide per la prima volta il generale Bonaparte in Lione, quando tor~ava dall' Egitto per prendere la direzione della cosa pubblica in Francia. Il l'Iarbot, giovinotto di diciott'anni , e di fresco arruolate negli usseri, si recava con suo padre, il generale, in Italia ove le cose andavano alla pegg-io, ed i fran cesi, già padron.i d~lla penisola, erano ridotti alla Riviera di Genova. La vista del corteo di Donaparte, corteo composto di giovani ufficiali superior:i, abbronzati dal sole rl'Africa, ri"spleoden ti d'oro , e di ~aernme alla fo•~2:ia orien tale e ricchi di glorin, ammaliò l'ar-' n•• dente giovinotto. SopratQltO fu incantAlO dal mammelucco Rostan, che avea lasciato l'Oriente per devozione verso Bonaparte. (i )
Le OiMrat B.on Ot: MARBOT, Mémoi1·es. 3 voi:, Pa.ris i8'JI:
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NAPOLEONE NELLE RECF;NTI PUBBLICAZIONI
Il genei·ale Marbot, repubblicano convinto, presenti va la prossima servitù politica del là Francia, indovinando!a ne! contegno dei cit~a dini di Lione, come in quello di quanti circonda\'ano il generale - B~n1aparte. Manifestò al figlio la triste previsione: egli s'avvia già all'onnipotenza, gli disse: ma il .figlio ..nel l'HJ'llrnentare le parole · paterne nota la profezia , e non s'accorge. del dolo~e ond'era comprèso ìl profeta. Tra le idee dell'un{) e quelle del l'altro correva nna di!Terenza asslli più profonda che non la segnasse l'età: erano rappresentanti di due generazioni: una d'essa aveva assistito allo scoppio di passioni umanitarie ayvenn~o in seno_alrAssemblea nazionale, raltra presentiva la conqu:sta e !a foga delle pass.ioni che da essa s' infiàrrimnno. · Le tracce della prima impressione sopravvivono nel Marbot. Il suo racconto s'aggir<:: di preferenza nei qu.artieri generali in cui egli fece per gran tempo servizio. Ma di tanto in tanto vi fa la sua· · compar:>a anche l'Imperatore. Agli occhi del Marbot, egli è il generale onnipotente ed invincibile ed .in ·qualche luogo per qualifir-are . la difiicoltit di un'impresa, il ì\iarbnt nota che essa sarebbe stata insormontabile per chiunque al tro .che non fosse Napoleone comandante delle tr·uppe francesi. Vengono i giorni delfe sconfitte e dei .disastri, ma Napoleone no'n 'ne ha colpa: un catti,vo genio l'ha indotto a portare la guerra in Spagna ed in Russia ('1). Ecl anzi .·il ~larbot aggi.nnge che se Napoleone avesse com~ndato lui in Spagna, le ~ose sarebbero andate meglio, ' ma che gl'inglesi, i quali lo prevedev_ano, non permisero che ciò avvenisse. Facile filosofia che - era wndivisa da tutto l'esercito, ed alimentata opportunamente da Napoleone stesso coi suoi bollettini, coi suoi proclami , e con tutti i mezzi pe!' ì qual i pote\1a esercitare qualche. influsso sulle truppe. In questo consisteva il potere magico di Napoleone sovr'esse. Una sua parola, còme dice il Marbot, bastava per farle precipitar•e in qualsiasi pericolo. Gli erano attribuite le doti della divinità; lo si credevà onni;;ciente ed onniveggente: nulla gli sfuggiva, conosceva tutti personalmente. Un bel giorno, in marcia, I'Imperatorè pe!cone la fronte delreg(l) Anche il Macdonalrl parla del cattivo genio che spinse Napoleone in Russia; ei·a la frase· allora in uso. '
·NAPOLEONE NELLE RECENTI
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gimento di Morland; e 'lo trova scarso di fi le, numericamente inferiore alle cifre scr·itte sulle situazioni, le quali, non occorre· di dirlo, sono; tutte scolpite nella mente di Napo leone. Il Marbot è in· , caricato di appurare la verità. Non occorreva invero l'occhio ,esercitato di ~apoleone per accorgersi delfa differenza. Manc!J,vano quattrocento uomini r•ima:sti addietr·o nelle marce dei giorni precedenti. Il colonnell() ~iorland si sente perduto: ma il Marbot è uomo di cuore, e salva !';unico attenuando i fatti nel fare il suo . rapporto all' Imperator·e. Però non lo farà_,_ mai più: fu un bel rischio quello a cui si espose il ~'larbot in questa o.cca~ione. L'Tmperq..t~re verificava tutto personalmente, e nel recarsi a rimproverare il- Modand per l'assenza dei suoi soldati, benchè la credesse minore di quella reale, si sarebbe subito accorto dell' inganno' di cui si era reso colpevole per ~ccesso di cameratismo, il Nlarbot. Questi ebbe lb. fortuna di tr·ovarsi nel momento ~ri ti co, e di sviare l'atten-· zione del'!'imperatore, richiamandola su certe fucilate che potevano lasciar suppon·e un· improvviso attacco d.el nemico. Ma non era probabile che il nemico volesse adattarsi altre volte a venire in aiuto del Marbot. In quanto al colonnell o Morland, i suoi riomini raggiun,sero il reggimento, e pochi giorni dopo egli ebbe la fortuna di lasciar la vita sul campo di battaglia. Napoleone per • oìlorarne l' inlrepidezza volle che il corpo fosse imbalsamato e . traspo_rtato a Parigi per· esservi murato in un monumento all'eser-cito: i medici per obbedire agli ordini, in mancanza di meglio, chiusero la salm'a del colonnello in una gran botte di rum per · conservarla. Per varie vicende, continua il Marhot, questo sarcofago straordin'ario finì nelle cantine di un istituto scientifico di Parigi ! aperto parecchi anni più ta~di, si trovò che la barba era cresciuta al colonnello morto in modo d:~ arrivar)!li alle ginocchia. Potenza meraviglio·sa del rum, che Ariosto non conobbe; in caso diverso ne avrebbe favòriti i suoi eroi. Tuttavia qui si può aggiungere , che la leggenda cede oramai il posto al miracolo. Eppure anche tra i ricordi suggeritigli dalla fantasia, alie volte ~m po' eccitala, il Marbot non si smentisce mai quando ci dipinge il carattere di ' Napoleone, quale egli lo vide in mezzo alle truppe. Quella vi sione gli si è profondamente filla nella memoì·ia, eci egli' ';e la ritrova in ciascun momento, sempré completa, s_empre
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NA POLEO:-!E ~EL!,E RECENTI P UBBLICAZI ONI
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egua le a sè medesima. La nota dominante sta nell'affabilità paterna con cui l'I m,peratore, tratta i ~oldat.i , ponendo interamente da parte i fulmini di cui dispone. Egli vu oi farsi cr'edere uno di · loro: ma appartenente ad una generazione ariteriore alla loro . Perciò ne r.ompren de i bisogili, ne. compatisce le marachelle, ne ammira le o.:;c ure virtù. Se la ride coi soldati del r·earrimento Hautpoul quando gli sfilano innanzi carichi delle .oche rubate nei di_ntoroi. Passeggia liberamente e quasi inosservato nei campi, tanto da sorprendervi un bel giorno il colonnello ~l arbo t men tre, scamlciato. si faceva la barba all'aria aperta dinnanzi ad uno specch io infisso acl un albero, e da battergli amichevo lmente la mano suli a spalla. Fra le truppe, Napoleone sa di essere ama.to fino rllla venerazione, ha tanta fidu cia in esse quanto e~se han fede in fui: le passioni che allignano neli'esercilo concorrono a secondare i suoi piani piuttos to che a contrariarli, come può aVI'eqire nel mondo civile. Perciò mette a parte i soldati d·ei suoi concetti : alla vigilia di Austerlitz confida loro i movimerni che nell'indomani da . ranno la vit.toria . Un'al tra ''Oita Marbot si trova chiamato a part~ dei colpi di scena politica, 'Cui l' Imperatore r·icorre volentieri . Si trattava di fermnre la Prussia , che voleva scendere in c.ampo in socco rso deii'Austr·ia, già battuta: bisognava fa r credere all'ambasciatore pro ssiano di a,·er riportato una nuova vittor·ia ;;ugli au~triaci e quin di fargli reputare tardi , inutite e pericoloso l'aiuto dei ·Sttoi . I l mezw è presto trovato . 11. Marbòt ripeter·à la cerimonia di consegna dell e bandiere conquistate pa recchi giorni . prima sul .uernico . Il Marbot rappresenta la sua parte 'a meraviglia. L'ambasciator·e ingannato, crede ad una seconda rittori ~, ne scri ve alla sua Corte, e fenna la dichia razione di guerra contro la Francia : , l' Imperatore finisce di battere l'austriaci, e si con ten ta di dare una tiratina d'orecchie al Marbot in premio della parte ben rappresenta ta , od in segno di nna r.o rnp li c it~ , di cui d Marbot potel'a · andare orgoglioso. E questi fatterelli ampliati, ri.veduti, corretti alla maggior gloria dell' Imperatore. giravr. no le anti~amere dei quartieri gen eral i, passavano tra i circoli degli ufficiali , penetraV-ino in mezzo ai biracchi, ed alimenta\·ano quella corren le di ~ 1')
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fiducia e d'aiTeuo che esisteva e che esistelle fino all'ultimo momen to tra i militari dei gradi inferiori ed il l'Oro capo supremo. . g la .leggenda di queste correnti affettuose 'che passavano tra 1l capo supremo ed i suoi soldati, non si smen tisce mai, ed accompagna Napoleone in tuWt la sua carriera ; s e~no Cl' iden te che ri specchia uno dei tratti più caratteristici dell'nonio. Fino da quando tr.n'a,·asi al campo di Boulogn e LI Rèmnsat erasi accorta de l contegno affabil e di Napoleone, coi soldati, tanto diverso da quello duro ed imperioso, che assumeva neila rtggia. Le storie popolari dei tempi napoleonici riboccano di aueddoti curios i ritì'nttenti le rdazioni Ira Napoleone ed i suoi soldati. Ancora a S. Elena, l'Imperatore, indignato per fa gretteria dei trattamento, minacciava i suoi custodi di recarsi al desco dei granati eri inglesi i qua li .montavano la guar,l ia intomo alla ~ua abitazione, r;tenendo che ognun cii loro sarebbe stato orgoglioso _di dividere il _ pnne con lui, che era un o dei più anziani tra i soldnti eu ropei. La frnse, vera o leggendari a che sia, rispecch iava il pensiero che nvev;~ sempre guidato il conteg-no di ~apoleone colle truppe . l cortigiani ed i fun zionari , civi li che acco>tavano Napoleo ne ,contenuli com'erano da un cerimoniale rigvroso e meccanico, tenu ti a di3tanz·1 dal fare .sever·o ed autorevole del sovrano. se ne ldgnanno' amara mente : subivano a malincuore i modi soldateschi con cui egli limitava la loro ingerenza nelle cose di governo : se ne .vendiC<I vano appiccicandogli certe storielle, èhe se fossero vere farebbero di Napol eone un vero villan ri fallo . E le storielle facevano il giro dei circoli frivoli della capitale, ove il brio della con versazion e è solito sostener·si colla mali gni ttt, erano rifuse e ri accomodate, e pas.sa,•ano anch'esse ad aumentare il soverchiante cumulo degli aneddoti , che vorrebbero portar chiarezz~ sull'immagine 'di Nàpoleone, e concorrono ad oiTuscarl a od a falsarla. Donde passò nella storia una doppia r.orr·eme di informazioni. L'una proveniente dall'am biente militare e dai campi guerreschi; l'altya dal mondo civile ed uftìciale, dalla reggia e dai saloni. Simpatica la prima per ~apoleone, severa l'altra contro di lui . . E la d•>ppia corrente, salve le esnger·azi on i, ri sponde ad un doppio aspetto dell'uomo che dovette abbracciare tutta la società dell 'epoca su,a. Tanto è vero che coloro i quali ebbero occasione
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di vederlo da ricino rappresentare parti tanto diver·s-e, notarono la rapidi tà con cui egli passava dall'una all'altra, gli dettero del corn1rJ,edùmte, e l'epi,teto fu raccolto e consacrato nella storia. È assai nota la scen.a di collera, .a {1·eddo,, da lui fatta all'ambasciatore inglese. La 1\émusat, accentua la cel~rità del passaggio dalla calma all'ira, aggiungendo qualche partiéolare, e registra altri fatli consimili. Una bella sera l' Imperator·e, da breve ~empo divenuto tale, a cavalcioni su una sedia, col· mento appoggia~o alla spalliera si tratteneva famigliarmente colla moglie e coi coniugi Rémusat, sulla recente dignità di lui assunta e ~ul carattere dei francesi .. L'elevazione del pensiero non toglieva famigliarità al di-. scorso: gli astanti ' erano i[)coraggiati a rispondere, e · la c.mversazione procerleva del suo meglio. Ad un tratto N~poleone, esaurito l'ar>(omento, riprese il guardo severo che gli era caratteristico, e per rendere più espressivo il cambiamento d'-intonazione, con un ordine insignitìcante dato al 'llémusat ricondu~se ciascuno nella posizione segnata dalla gerarchia soci~Ìe stabilita tra i quattro terlocutori. «Ah! voi credevale che 'mi fossi arrabbiato: disinganna~evi; in me la L~ollera non sale oltre questa linea )) disse una volta Nàpoleone all'abatè de Prad t, testimonio di qualche scatto violento, e nel dirlo segnava il cullo come per indicare che la testa rimanèva sempre fredda dominatrice delle passioni. I'robabilmen'te in un organismo speciale e · delicato, com'era quello di ;,'\apoleone, il sistema nervoso agiva più energicamente e più rapidame!lte ehe in qual-siasi al~ro uomo,. soùo l'impressione esterna e sotto la pressio.ne di una volontà poderosa. quale si vide difficilmente ' la· simile. Al,lora sarebbero 'spiegabili in \ lui gl'iìnprovvisi passaggi ad atteggiamenti. diver·si, quelli stessi che esigono ' uno sforzo negli altri uomini, quando vi sono ~astratti dalle esigenze della vita soci~le. Certamente il bisogno • di circondarsi da un'aureola es.terna per ·salvaguardare la dignità' · di cui er.a. investito, si rivela costantemente in Napoleone. A più riprese durante la sua carriera politica e militare egli ebhe da confessa rlo. Si rammenti il contegno da lui assunto di proposito deliberato, quando venne in Italia a prendere il ·comando dell'esercito e si trovò in mezzo a generali più ,yecchi, più anziani, e più espe-.
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rimentati di lui. Si ricordino la sua soddisfazione, visibile, nel trattare da pari a pari coll' imperatòre deLle Russ ie a Tilsitt : l'as~ semblea di re ad · Erfurt; le cure poste nel preparare a. Maria Luigia una accoglienza degna qella stirpe imperiale ctli .essa apparteneva. Il ricordo della origine ricorreva sempre nella mente di Napoleone: era il suo \:anto, ma gl'imponeva obblighi supe,dori a quelli cui 'son i.enuti gli altri sovrani ap,partenenli a vec' chi e dinastie. Egli non lo cela, e lo ricorda perfino al Metternich ael famoso dialogo che ebbe con lui a Dresda. ·Da l}(testo pensiero costante nasconq il ·cerimoniale complicato e noioso voluto da Napoleone: il suo cont.egi)o severo ed autoritario verso coloro che gli contestavano di sottomano i diritti alla ·superiorità conquistata sopra ' di loro; l'affabilità e la spontaneità c.he ritrovava con coloro ,che avevano diviso con lui le fatiche ed ,i pericoli! del campo e delh\ guerra, e che s:1peva legati indissolubilmente alla :::ua fortuna. Ad ognn.no le esigenze della vita pubblica impongono doveri e contegno diversi da quelli che glii ~ono abituali nella cerchia famigliare. Spesso il contegno a_ssun_to sotto l'impero ·delle cirr.ostanze divien.e .sec~odà natura negli uomini. In Napoleone, che ebbe na·u}ra impressionabile corrispondente alla rilissione cui erasi dedicato, e potere fe!·mo ed autorevole sopra di sè : come s0pra gli . altri, ciò nori avvenne. Donde e , la divet·;;itò. deàli e attecraiamenti n:r-. · ' Jarapidità dei passaggi da un atteggiamento all'altro. Dovremo - ç,hiamarlo commediante anche noi, poichè n'ebbe le doti? Sarebbe .Prima da intenderei .sul valore della parola, imperciocchè egli qfiÌVa sulla scena reale, mentre bollivano le più potenti tra le passioni che possano agjta.re gli uomini, e si svolgevano i più tragici tra gli Mvenimenti della storia. ..,_
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·· Tutti costoro, di.cui· andammo finora sfogliando gli scritti, av· · vicinarono . troppo raramente e ti·opr>o alla sfu••aita -Napoleone ' 1 ~ r n~ per .darcene UII ritrattO quale noi VOrremmo avere, . curiosi di penetrare neli'aoimo dell'uomo che con Cesare aspira ai primi . posti nella storia.. Scegliamone altri che ebbero con· lui relazioni ' .· più intime e più seguitate. Vi sarebbe il cancelliere Pasquier,
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delle cui Memorie fu testè pubblicato il primo volume. Durante l'Impero egli aveva già un posto elevato nella Polizia. I suoi ricordi sono citati volentieri per addossare al primo Console Bonap~rte la responsabilitil della· morte del duca d'Eo ghien, r~ sponsabilità invero da lui mai respinta. Vi s~rebbero le memone del Talleyraod, delle quali si disse che lo scrittore dopo di aver corbellato i suoi contemporanei trovò modo di corbellar~ anche la posterità. Gli scritti. di codesti funzionari, i quali durante la loro carriera videro passare sul proprio capo la monarchia tradi;:ionale, la costituzionale di Luigi XVI, le forme ,repubblicane e dittatoriali, l'Impero e di nuovo la monarchia tradizional e e la costituzionale, si somigliano tutti nel desiderio di mostrare l'ambizione sfrenata dell'uomo che non ebbe scrupolo nella scelta dei mezzi im piegati per carpire eol governo della Fran'tia, anche la volontà di ciascun di loro. Essi vorrebb.ero scusarsi col ritenersi vittime di una ineluttabile stH(gestione provocata dai progetti amb iziosi di un sol uomo, che mirava alla tirannide più sfre· nata . Ai giorn i nostri, in cui la teo!'ia dell'ambizione non reg).;erebbe più di fronte a quella del determinismo, alla parola ambizione fu sostituita quella di egoismo . Tra le MemÒ1·ie che appartengono al gruppo d'uomini , cui finora fu alluso, prendiamo quelle del conte di Chaptal, ,uno scieozato che Napoleone volle trasformare in un ministro. Tut1.o andò bene per qualche tempo.· Un bel· giorno il sovrano , fi:>so nella sua idea di rui nare il commercio inglese, voleva che il ministro vantasse i meriti dello zucchero · di barbabietole sovra quelli dello zucchero di canna. Lo scienziato si ribe_llò sotto la giubba del ministro, ed il padrone gli tol~e il portafoglio. L'uomo arieggia gli stoici dell'epoca di Tiberio, lo scrillore dev.e imitare Tat;ito. La sua tesi è la stessa di quella del Thiers. Napoleone primo console idealizzava l'immagine più perfetta del capo di uno Stato, trattava a tu per tn coi g~vernati, ne sLUdiava i bisogni, ne accettava i consigli , faceva sue le loro proposte. Ma l'ambi7.ione l'acciecò: nel giorno in cui fu spinto ad usurpare la coron:t imperiale divenne un despota: l'etichetta l'isolò dagli uomini e l'avvi'cinò alla divinità: il suo beneplacito divenne legge : il terrore la sancì. Uomini servili circondarol)o ikdespota pronti ad eseg).lirne
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gli ordini, e ad aumenta me i S<lspelli colle loro denuncie : essi
erano tantò più temib ili, che il tiranno subiva scoppi impr-evisti dj violenza, ed i satelliti s'affrettavano a t;Ompiere gli Òrdini crudeli impartiti in quei momenti d'ira. Cosi andò formandosi e consolidandosi il più spaventevole tra i dispotismi che hanno pesato sugli uomini. Ecco la tesi: nel ministro congedato c'è la stoffa degli uomini che Napoleone chiamava ideologi, ed il Taine Giacobini ed il Chaptal concorre anch'esso a ristabilire la serie degli uomini di Sta~o che dall' Assemblea nazionale arrivano ai campioni del giusto mezzo che illustrarono o concorsero a minare il regno di Luigi l?ilippo. . · · · Nàturalmente il Chnptal . distingue in Napoleone due facoltà essenziali, che spiegano il quadro da lui fatto dE>Il'ope1·a di Napoleone. Esse sono: fantasia sterminnta e volonlà energica. Ma vicino a q~elle facolt à egli trov~t che il cuore fa difetto. Egli nota che Napoleone non seppe fare un regalo in modo da cattivarsi la riconoscenza del beneficato: i suri cloni erano elemo · sine che umiliavano: non seppe farsi un amico, nè ispirare benevol en;'\a: teneva gli uc,mini pe1· moneta e la spendeva secondo ·il bisoj!no. Un aneddoto conferma i giudizi. Nel passeggiare sul campo di battaglia d' Eylau ove giacevano vcntinovemila ucèisi, Napoleone li rivoltava col piede per vederne la faccia e notava agli astanti come fossero gente di bassa estrazione. Il Ma~·b oL invece nota che !Xapoleone rimase in quelle posizioni per parecchi giorni tanto per raccogliere i feriti come per riordinare l'esercito . Ed all ora,. proprio dopo Eylau deve essere successo quel bell'anedqolo '? vi sarebbe da dubitare che sta mai accaduto fnori della fantasia di qualche disgustato che lo raccontò :al Chaptal già disgustalo. Quel movimento del piede, quei generali che attorniano Napoleone (i quali tra parentesi, non erano di ~ran fam iglia- nemmeno loro) quelle osservazioni sentono l'epoca di Luig.i XV, ed evidentemente sono . il risultato della generazione spontanea mai)ifestatasi in qualche :>alone del la nobiltà non mlliée. 11 Chaptal le raccolse senza beneficio d'inventario, se ne compiacque troppo trovandole in perfetta consonanza coi suoi sentimenti, e fini .col farle sue. . 3.9 -
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·. Gli scriL~i del Ohaptnl descrivono i mezzi di gove1•no usati da ~ap~~~one ·assai piu che l'uomo:. La Francia coperta d i spie che n fenva no al ca-po del governo ·(j'uanto vi succedeva : l'incrociarsi aei loro rapporti : la fede r.he concedeva loro ~a poleone e via di segu ito . Ben più che dagli agenti segreti; il cui numero era forse minore di quanto se lo ligurassero i contemporanei , nuovi alle mHavi glie di un governo forte ed accentrato la curiosità di Napoleone dove,ra essere esuberantemente soddisfatta da"li stessi rappresentanti dei governo, dal loro zelo, dal loro desiderio di farsi d~stingu ere, . Il .Chaptal lo qualifica per sospettoso, è più probab1le ?h e fosse d!ffidente, rna accorto. Col Talleyrand l'TmperaLore era 1n completa rottura: l'aveva trovato in fiaaranle delitLo di intendct·sela coi nemici della Francia. Tuttavia nelle aravi condizion! in 'cui si trovava dopo la battaglia di Lipsia N.<tpoleone no? · s1 te~ne dal co?su ltarlo e dal confidargli gl'imbai·azzi che gli croo.va la guerra dt Spagna. « Ma voi mi parlate come non ci ·f~s s imo mt1i litigati , lo interruppe il Talleyrand; e Napoleone di nm ~n do : ~ux circo.~tonces les ~i1·costances, ogni cosa a suo tempo, lascmmo ti pa ssa~o e l'avvenire, e. sentiamo che ne dite del presente •. L'aneddoto è riportato dalla Rémusat,. cui lo deve aver riferito lo stesso Talleyrand, per trarne occasione di a(lrriunoervi un seguito, in cui i sentimenti di Napoleon~ non farebb;~o mi· glior figura,se non ci ricordassimo la dubbia fede di co lui che se ne rende interprete.
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,. * * Tra Napoleone ed il l\Iacdonald corse pi ù stima che simpatia . Le circostanze, più· che le loro volo.ntà, valsero a ravvici nal'ii : il contatto to rnò~ respipgerli . Già comandante in capo in Italia nel 1799, il Macdonald si vide trascurato dal generale Bonaparte divenuto primo console, quando invece ne sperava utl comando indipendente in Germnnitt. Fu allontanato da Pariai con una ambasceria in Oanimarcn, quando la fonte dei Javori: l'occasione di 1 distinguersi ei·n in Parigi: più tardi lo si volle compromettere col Moreau. Insomma non era ben ,visto. PerchM l suoi ricoPdi se ne lagnano, e contro l'opinione dei contemporanei si appellano alla storia imparziale: ma non. ci dicono niente di più. Forse
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. s.ua or,igine straniera gli fece torto: forse anche il suo cat:a ttere, medioçremente amabile, ~li nocque. Un bel giorno , 'sotto la Ristorazione. egli sedeva alla tavola di I.uigi XV l ÌI, ed il conte d'Artois gli chiese del perchè nei primi tempi dell a Rivoluzi one non avesse emigrato cogli altri ufficiali del reggimento irla.ndese in cui serviva. Egl i ·narrò che l'aveano fermato in Francia la •:moglie ed i figli, ma che tuLLavia era riconoscente alla Ri~olu zione, perchè senz'essa· non si sarebbe levato all'altezza cui era giunto. né avr.ebbe avut!l l'onore di fare colazione alla tavola del re. · Potrebbe darsi .che questo an eddoto , nel modo stesso con cui è nanato dall'attòre p1·incipale, basti a sp iegare le SLle sventure. id ogni modo un bel giorno l'lmpel'atore se lo vide arrivare sul Danubio dall'Italia alla testa dell' esercito vittorioso del principe _ Eugenio e gli giunse opportuno per prendere parte alla. battaglia ed alla vittoria di Wa gram. Riconobbe il servizio che gli av'eva reso, lo ricompensò col la ~li~nità di maresciallo di Franèia, e con un abbraccio cordi ale da am.ico e da camerata . Per la. vita e per la morte, rispose il l\:Iacdonald restilnend() l'abbraccio: .e Napoleone gli affidò il comando della guerra in Catalogna. Si ritrovaro·no dopo la spedizione di Hussia, durante la quale · il ~l acdonald si vi~e abbandonato dai prnssiani, che erano ascritti al suo corpo d'armata . I.'ora dei rovesci era venuta. L'eserci to imperiale aveva tentato di sosta re a Lipsia ed era stato sconfitto: una pai·te era rimasta oltre l'Elster : i ponti e!·ano stati prematuramente distrutti . Poniatowsky saltò nel fiume col c~vallo e vi annegò trasportato dalla corrente. Il quadro del Vernet e ia musa del Béranger ne resero popolare il ricordo. Il maresciallo ~1acdonald, duca di Taranto, cercò di passare il fiume a cavalcioni di alcuni pali r.he vi erano gettati a trnverso per improvvisare un nuovo ponte. Avvoltolato nel màntell o, perdette l'equilibrio e cadde nell'acqua: fortunatamente se ne cnvò bagnato ed infan.gato da capo' a piedi. Sulla riva opposta i suoi solda ti, stretti dal nemico, ~ridavano: si).'l nor maresciallo, salvate i vostri soldati ' . l salvate i vostr1 ragazzi. Il maresciallo, non potendo fai· ,nulla per loro, tra la rabbi!l ed il furore, piangeva. · S'era spars\( la notizia della sua morte: l'Imperatore volle ve-
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derlo, e con tanta' insistenza che il Macdonald si presen tò a lui non ancora rimesso della mala avve~tura toccatagli. Assat concitato gli fece il racconto dei soldati lasciati oltr·e l'Eistet· in potere dei nemici, e delle grida con cùi gli chiedevano soccorso. Pareva che egli ne .vo lesse incolpare Napoleone,, che vedendolo inzuppato fradicio , stanco ed esaltato, gli rispose freddame nte di andare a riposarsi . Il maresciallo usci sd e~nato della risposta, tanto più che non nerli fu offerto nè da rifocill arsi, nè da compensarsi dei bagagli e dei danari che aveva perduto: ma sinceraii).ente par·lando, ci sembra che i torti u.on stessero tutti dalla parte di Napoleone. Più tardi questi cer·cò.di rifare pecunia"riamente il Macdonald per le perdite subite. Il M a~donald figura durante tutta la campagna del '18•13-e :J8H. A più r iprese rivolge la sua dura parola all'Imperatore con quel fare da Mentore saccente che veni va d:~:lla sua anzianità di servizio e dal suo carattere freddo e sostenuto. Gli ai,Lri maresci alli lo facevano loro portavoce, quando nella Iom impaz ieiizn dovenno far sentire qualche spiacevole proposizione all' Imperatore : ed il Macdonald vi si adattava colla rassegnazione di col ui.che compie un qovere: l'Imperatore gli rispon: deva da part~ sua assai freddam ente, il pill delle volle ~degnan do~ di di scutere, e seguendo imperterri to la strada che oramai pi ù ch e dall a ·sua volontà gli era segnata da un inesorabile fato. La pace ed il H.eno come confine della Francia èrano i due ter.mini del problema nel quale di bat.tevasi invano Napoleone, mentre i suoi a\'versari volevan o la pace a prezzo dell' impotenza assoluta della Francia. Questa terribile contraddizione !;i traduceva nell'angosciosa lotta del ·18•14. Le vittorie stesse non. arr~stavano o~a mai pi ù la foga degl'invasori : Parigi cridde in potere degli al leati, e r I mperatore vo)e\'a resistere ancora. Le truppe morivano di fame in seno al lot·o paese : una parte dell'e~erci to aveva e di disarrio <> ceduto le armi alle porte di }larigi, la c~v al l e ria era esausta, la Francia stessa . stanca di guerra, rifintava di fa re ancora uno sforzo: all'inv·asione stavy. per accoppiarsi la guerra civile. Il Mac·donald fu di nuovo incaricato dai suoi compagni d'arme di render ~onto ·all' Imperatore 'di-questo triste quadro, e di obbligarlo a desistere ormai da una lotta senza speranze : ed il ~I acdo nald, freddamente
come io comportava il suo caratte~e, ma dignitosamente compiè ~l doloroso dovera. La scena fu solenne, l'Imperatore accolse ti :Macdonald come l'ambasciatore del Fato, e si assoggellò all'abdi,cazione a favore del figlio destinando le persone_cui dava il mandato di trattame le condizioni coi vincitori. Pareva interamente. rassegnato , poi ad un tratto , come se deviando i pensieri egli avesse vol uto sottrarsi all'angosci a di un brutto sogno, esclamò •Bah 1 messiewrs, laissons celd., et marchon<: demain, nou~ le batt-rons I La esclamazione non fa raccolta allora: ebbe un'eco ~ qualche tnr·di quando )'imperatore ritornò dall' isola d'Elba e si sui campi di Vaterloo.
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1 coniu nrri Rémusal appartenevano alla nobiltà detta di toga,. .la quale prima della H.ivoluzione frnncese formnva una classe pnv•legiata, compalla, pretenziosa e molto importuna al g ~ve mo ~er la sua opposizione casuistica e pun tigliosa. La Riv ol ~tzt o ne r~tnò questa classe sociale. I Rémusat si trovarono coinvolti n e~ la. rnrna, e ~ostretti dalle circostanze, fn rono dei pri mi a fare adeswne al _governo consolare di Bonaparte, malgrado lo scandalo di t~tta la parentela. Chiesero un impieg9 , e l'ottennero nel 'l802; lut come prefetto .del palazzo consolare. lei come dama di palazzo. Erano impieghi personali presso la coppia consola1·e de~ B~naparte, ma · in quel momento n1Jn v'era da scegliere, ed i con10g1Rémusat se ne· contentarono. Sulla fine del ,f 803, il primo console Bonaparte s• tt·ov~va a 'Bouloane per preparar·e la progallflta 'impresa contro l'lngniltena, e tra !')gli altri lo accompagnava per debito di carica il signore di Rémusat, il quale cadde pericolosamente ammalato. · La moglie accorsa per assisterlo fu as'sai festeggiata dal p~tim~ Console, ch e la invitava n pr:~ nzo; e si tratteneva secolet thscor-' rendo della sua rapi da carriera, delle sue avventure guerresche e di critica letteraria. La lunga)!gine delle sere autunnal i e la monoton ia del campo danno ra gione di quei lunghi trattenim en ti. La signora de H.èmusat era istruita assai più che non .~v ~ e nisse ·allora: il fondo malinconico che era nel éarattere 01 1'\a-
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poleone, la elevatezza dei suoi concetti , la fantas ia che lo tra· scinava da un argomento all'nltro e prorompeva colle più inaspellate nscite, la potenzà stessa di colui che a 35 anni si trovava arbitro dei destin i della Francia e dell ' Euro~a, lasciarono una pt·ofonda impress ione ·sull'animo della interlocutrice, che aveva dodici anni meno eh lui. Quel!~ conversazioni destarono gelosie e peuegolezzi, cui la sil.{nora di Rèmusal rispose coll'altera noncuranza della donna si nceramente onesta ed af· feziorHlta a: proprio mar·i to. ' P iù tardi la simpatia intellettuale destata nella giovin_e signora di Hèmusat dallo slancio e dalln svelte·u a di mente di ~apo l eone andò dnninuendo. A.hitu:lla al ristretto circolo di famiglia nei temp i in cu i Bonapar·te em primo con:;ole, ella si Lrorò come sperduta, e cerlo trascurata. nel numeroso corteo' che circondava lo Imperatorl3. TI sno amor proprio ne !'imase punto; le parve che non fosse ten.uto sullìciente co nto del)a precoce co nvers ione di suo· marito al pa r:tito bonapartista : ~cemò assai la sua influenza : ed a poc:o a poco il sè ntimanto di simp}ltia :;i mutò in sordo malcontento sul quale venne n so.lliat·e il mefistofel ico pessimismo del Talleyrand. In tal modo l'immagine di Napoleone, intravista nella giovent(r come la visione di un eroe, andò modificandosi e deformandosi in quella di un mostro ViOlento, dispotrco, ignar•o d'ogni concetto morale. L'influenza degli scritti di madama di Stael, osti li a Napoleone, diedero consistenza ai mutamenti avYeouti nel ricor·do delle prime impressioni della Rèmus:~L, e quali esse · rimasero :1 tra verso queste successi ''e metamorfosi ·imposte dall'ambiente nell'a nimo di una donna giovane ed appassionata, cosi rurono raccolte nelle Memorie, .scritte nel · HH8 in pieno periodo di reazione (·l ). Perlìno il ritratto fisico •li Napoleone si risente dellé condizioni in cui si trova l'animo della scrit trice. Sproporzionato di 'corporatura per la lunghezza del busto in paragone del rimanente del co rpo , i capelli rari e castagn i, gli occhi cilestri, il colorito giallastro fincb è fu magro, e bianchi ccio più tardi : bella come nelle me-
(i) JJ/emoi1'es dc Jl!ad. oE RÈ!IUSAT.- 3· vol . - Parigi, J8i9·80.
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daolie antiche la linea della fi·onte , l'impostatura del l' occhio, e: la <'>curva del naso: piattà la bocca, ma piacevole quanda ' egli· r ideva, un po' corto il mento , e la mandibola massiccia è. for.te: belle mani e bei piedi, dei quali egli se ne teneva. Per ahttudme un po' pendente in avanti: gli occhi , di solito ve~at.i, g.li da1•ano un'apparenza melanconica e meditativa: quando eglr s1 anm1ava per l'ira il suo sguardo diveniva feroce e minaccioso: il riso , assai · raro in lui, g!i stava bene, lo ringiovan iva e l'abbelliva. Desideroso di vestire semplice, appa~sionato per i bagni, intollerante di acconciature complicate Grave d'aspetto per abitudine meditativa, più che per dignità è nobiltà innata: da giovane, fantastico, poi triste, e piìt tard i qur.si costantemente di cattivo umore. Sempre ~resente a sè m~ desimo, sempre intento all'analisi delle altru 1 e dell.e pro~rr~ emozioni, nessuno più di lui meditò sulle cause d1t cu1 le az10nr umane son mosse : cercando sempre il segreto motivo di ogn i atto, perdelle ogni spontaneità e non credette ch'essa potesse esistere · negli .altri . ' : Bonaparte mancava· d'educazione e di forme, pareva nato a vi vere so tto una tenda ove tùtti sono eguali , o sul trono. ove , tullo è permesso . GoiTo nei modi, vibrato nei gesti. e nei detti , esagerato nella frase, ogni norma convenu ta lo rmbarazzav~, ogni licenza· fiera gli piaceva come una vittoria; non sapeva rr· . :;pettare nemmeno la grammatica. Questo è in riassunto il ritrallo esterno dt Napoleone, tale qualela Rèmusatlo rivide nel dettare i suoi ri cordi : il ritrat~~morale è peggio4·e. Nessunà elevatezza d'animo, nessuna generosrta ;_ nessuna' vera grandezza: incapace di comprendere una beli~ az10n~: noncurante di sincerità, indifferente nella scelta der mezzi : amante del successo più che della gloriu : audace nei giomi della fortuna, timido in quelli dei rovesci. I nsnscettibile agi~ affetti: pronto alle emozioni , e tuttavia costantemen te calmo dt men_te. Rapido nel pensare\ fecondo · nel dedurre da un concetto ~~n.e. idee, e sicun) nell'ordinarie. Instancabile nel lavoro, e nell es1· . . gere il l:lvoro altrui. Dopo questo ritratto, od anzi diremmo dopo questo doppro .ntràtlo , perch è tra le linee che contornano la figuro, di Napoleone
·'
608
NAPO LEONE NELLE RECENTI PUBBLICAZIONI
impemtore, si intr!}vedono qr1elle' di Bonaparte console, è inutile lo spigolare aneddoti, fra i molti di cui la Rèmusat inlìora j : tre volumi delle sue Memorie. Una sola cosa però ci sia permess6 di chiederle: in qual modo questa mente sistematica quanto fervida, intenta a scrutare le passioni men nobili nell'uomo ·che le possiede ed in altrui, in quale modo questo graude egoista p1·ivo di .cuore e rozzo nel trallo ha saputo tenere il governo della Francia per tre lustri almen o ed accaparrarsi il cuore degli uomini fino ad ottenere da essi spontaneam ente i maggiori sacr·ifici d cui erano capaci ? Colla menzogna, vi suggerisce il T alleyrand, e voi lo scrivete nelle vostre Memori è. No ; nè voi ne siete persuasa ~ nè noi possiamo persuadercene: la menzogna ·può sorprendere la buona fede al tru i, ma non può creare la gloria e la grnndezza di un paese.
111 Lo difese sono curialesche: raccolgono le.puntate dell'<lCCUS<l , le esamina.no, le analir.zano, .l e ribattono. Tra i difensori, il Lévy si distingue per la noviùt delle vedute, e per l'~ccesso delle difese (•l ). Raccogl ie una gran parte di quanto fu scritto sopra Napoleone ; niente meno che cento e quarantatrè opere ; eccellente bibliografia napoleonica posta in testa. al suo grosso volume. Criticn con dili genza le asserzioni e i raccon ti che egl i crede o ppor~u no, di raccogli ere irLmezzo a tullo quell'arsenale, e ri compone secondo un concetto prestabìl ito quanto ha raccolto e criticato . Più clegl i altri l'oiTende il Taine. Egli pe•ò ' non vede l' irltero concepimen to del Tai ne, non comprende il suo Napol•3one che si eleva gigante a compiere l'opera cu i invano han posto .mano i pigmei giacobini , e non comprend.e nemmeno le ragioni per le qual i il 'faine pone in evidenza le qualità che per·m isero a Napoleone di compiere l'opem ten tata dai giacopi ni: nel Taine egli non J'iconosce _allro ch e un brill ante libel lista, che racco lte sessan-
(i )
A,
L'ÈV Y -
1Yapolèun ìntime - Paris Plon. i893.
1.
NAPOLEONE NELLE RECENTI PU BBLICAZIONI
609
tanove citazioni tolté dalle Memorie della Rèmusat, cd interpretate secondo i suggerimenti della Stael, confortato dalle due bas blues, scende nella lizza .per abbattere (Uornn fatale. Noi sappiamo che l'opera del Tni ne poggia sovra basi ben al tamente solide, ed è inutile di tornare sov'essa. Fatta questa riser·va per debito di. coscienza, torniamo al Lévy. Naturalmente egli si affanna nel purgare il suo eroe dalle colpe, che il Taine gli ascrive. , E togli di qua, attenun di là, quell'eroe fini sce col prend~re i pacifici lineamenti di un negoziante ri tirato dagli an·ari, o d1 un buon pr·oprieta'rio di campagqa cui per pa_recchio tempo arrisero te sorti: un buon bo q~ hese insomma , per indi care col l'epiteto da lui adoperato il frutto dell'analisi c.u i arriva il Lévy . Basti l'nccennare ai punti sali enti dP-1 processo analitiw. I Bonaparte, erano nob ili si. ma poveri troppo per conservare l'orgo;.dio delle razze ·privilegiate, e più ancora per tra'mandare nei loro posteri le tendenze delitlnose dei condottie1·i. Dalla sua famiglia , decaduta ma onorata, Napoleone ebbe quel tar:Jto d'or)-:oglio da bastargli a ·salvaguardare i sen timenti •l'onore e d'i probità, che rur.ono guida CO$Lan te della sua éondotta e per conservarlo calmo fra i triboli della povertà come tra i fumi della ·potenza. Dopodi chè i1 Lévy è ~tratto a paragonare N:1 poleo?e ad un r.urato di campagna, il quale nei giorni solen ni, colla p1aneta sci ntillante d'oro, sott.o un baldacchino maestoso, circondato da corteo onorifìco, passa tra la foll a prosternata, ben convinto che gli onori, di cui è oggeLLo, non ' vanno a lui. ma al principio da lui rappresentato , e nell'interno del presbiterio r ipre..nde le sue abitudini au&teramente semplir.i e bonarie. Dubito che in tutta la leLLeralura che lo riguarda, si trovi un altro esempio in cui Napoleone sia posto alla stregna di un curato 5}i cam pagna. E tuttavia consentiamo tutto al difensore, il quale -vuoi farci vedere l'uomo dietro al sovrano, t.utto fuori c~e il trnsformare Nnpoleone in uu borghese dabbene che cserc1ta le sue fu nzioni con le attitudin i d'un oegor.iante cui vadano bene gli affari a forza di une:>tà e di ·auività. Non basta il di re di lui ,Ch'e fu il più abile tra i soldati , il più esperto ed il più laborioso dei cittadini, come se in quP.sti casi il mondo decretasse
610
' NAP.OLEONE NELL E RECE NTI ' P UBB LICAZIONI
delle. c~r~n e irn.periali a titolo di gmn,t prix. Non basta J1 dir·e' ~~~ ~ egli m~aroo tutte le ~ualit~ della classe media, nè il proHrl o con c111 queceoto p~gr uc. dr an~ddo ti, perchè se Napoleon e· nacque nella cl~sso medra, st sol le''Q so pr'essa tanto, da lasciar s~pporre che l.>en altre ·do ti , oltre quelle possedu te dai più, l'abbrano portato a cosi fatta altezza·. . Il Lévy è l t~g ico quando dalle sue premesse deduce ch e l'opera ?• ~apole_o.ne , nnto borg hese, é essenzialmente Lorghese; ma non e esalta l tnte:·pretazione . data da J ~i a questo epiteto, col quale i.J_Hende che ~.apoleone sra venuto al mondo per aprire Ja carr·Jera govern~ t tva alle_c~assi medie, né esso hasta a spiegare in tu tta la sna 10 terezza l opera nap:>leonica. I ra"ionamenti e le conclusioni del Lévy possono contentare un on; sto indus triale . ' n~a n~o sp!e)!an ~ l'uomo. Molti droghieri furono paragonati a dei p~ccoh Napoleonr per la rapidità dell a. loro· corsa sulla via delle t'tcchezze, l'unica aperta ai loro : il paragon ~ inverso non s'era mai affacciato fi nora.
* "'*
· Sent~to anche il gilldizi'O del secolo bottegaio, fa cciamo punto, ed usc1amo dal pelago degli aneddoti. Essi non b'astano a fo rmulare uri gi udizio sul.l'uomo, e .tanto meno sull'opera sua. Il prendere ~d ~na ad una le ptetr~JZze dt un mo~aico, il pesarle, l'esaminarle, rl tr aguardarl e,. l analrzzarle colla massima. cura, e il ritenersi che questo bas.tr .p.er gi ~1d icare il mosaico, sarebbe follia, poichè il sno v~.lore deh ntt":o n sulta dall'in sieme della sua composizione ben pt u che da.lle p1 etrune di cu i è r.omposto. È vero che per apprezzar!~ convtene esserne a suflìciente distanza, ed a noi, ancora compresr nell'on data storica .in cui egli visse, rnancn la distanza oppot·tuna. per apprezzare la grande ligura di Napoleone. Tuttavia, senza asptrare ad abbracciarla nell'insieme, possi nmo oià alTerram e alcun i particolari che ci sembrano impor ta nti. Fe~·miamoc i . ad essi, è rimandiamo all'avveni re ogni giudizio definitivo . ~a ll.a grand~ fi~ura emergvno distinti clue tratti fondamentnli, e c~ rtvel.a~o rn Napoleone due facoltà rar·amen te accoppiate neo·li ~lt:r~ no~mnr =. precisione di i·aziocinio e fervida fantasia. Donde , l atlrl udJOe d evocare rapidamen te unn lar·ga cerchra d'idee, di
'
NAPOLEONE NELLE RE CENTI PUBBLICAZI0Nl
611·
misurame la portata, di vedere le relazioni che le coll egano tra loro e colla realtà, e di Lrarne inaspettate, ma irrefrag(lbili conclusion i. Si direbbe che lo spirìto genialmente artistico fosse in lui governalo dalla men te matematica, sicchè movendo l'uno dalla realtà a straordinari voli. l'altra IQ riconduceva alla realtà, ed invece delle concezioni fa ntas ~i c he o sb rigli ate dall' Ariosto o del , Poe, si hanno le provvide previ sioni dell'uomo che, avendo in mano i d.esti1ii del paese sui campi di bn ttaglia e nei consigli di Stato, lo solleva ad inaspettata potenza. Intan to questa immaginazione, che tl'llVnlica la cerchia della vita ordinaria. senza perder mai il senso delle proporzion ', trascina gl'individu i e le fo lle. Ad essa è dovuto il fasci no esenitalo da Napo leone nei suot dial oghi cogl' intimi , subito dalla R.émusat al campo di Boulogn e, dall'imperatore Alessartdro a Tilsitt, dni r.ompagni d'esiglio sull o scoglio di S. Elena. A quella immaginazione foco sa son ÒOVU Li lo slancio che rende eloqu enti i vroclami napo leon ici , l'ardor·e che infiamma la patola diretta all e truppe, la . frase che nei. famosi bollettini eletLrizza l'a utori ed avversari di tutta l'Europa. E-lo stésso Napoleone pure lui si sente quasi inconsciamente tr-ascinato dal fervore della propria immaginazi one ad indov,inare quan to non vede sul c;~ m po di ba uaglia, e nE>i consigl i di governo ad avvicendare programmi su programmi pel riordinamento politico d' Europa. Avendo la facoltà di evocare rapidamente· nn cumu lo d' idee in apparenza disparate, ed in realtà mol to distanti tra loro rna inti · mam e n~e collegaLe e tanto vere e feconde che tu tte insieme formino un complesso vivo e vitale, e quand-o tale facoltit è CO$Ì eJ.Ticace come lo era in ~apo leo n e , essa tleve ispirare ·in colui che la p ossi ed t~ unu fid ucia il limitata iu sè medesimo. A quesla fid ucia egli all udeva cer· tamente nel parjare della sua s~ell a. , colla quale indicava. il s ~ns o sicuro di prev·egge~ za che dirigeva tulli gli alli ·suoi ad una mela nellarnenla Lraveduta. Si accorse di questa sua perspicacia qnando E\ra in lt.alia durante la battaglia'd'Arcole. In quei giorni divinò le intenzioni del ).(enerale avversari o e con sn ga~e movimento le eluse . Al Direttorio . scrisse eh~ la guerra era all'are di Lat to , e voleva forse dire di crivinazione : agl'intimi narrò che da quel gi orno in poi si senti chiamato
612
•
6'13
NAPOLEONE NELLE RECENTI PUBBLICAZIONI
a tutto osare. Prima' che a lui, in simil modo ad 'altri grandi balenò improvvi samente il vero, e da quel momento si sentirQno capaci di guidare gli uomini e li guidarono, poic~è la fiducia genera .fidu.~ia. Il miracolo di Paolo sulla via di Damasco è un episodio che ha riscontro nella vita di quan ti son celebrati per l'efficacia con cui dominarono la volontà altr·ui. Tanta sicurezza nelle proprie ispirazioni e tanta fiaucia semi-' nata intorno a sè si estr·insecavano in un comando chiaro, preciso, imperioso, che non ·ammeueva indug in nell'o bbedienza, che non supponeva, ne trovava mai disobbedienza: esse er!}no generate dalla realtà di una situazione intuita in tutl.a. la sua interezza .e cqlla massima rapidità, si riassumevano nella n'lente di Napoleone in una frase chiara, precisa, evideot ~, e quella frase trascinava ineluttnbilmente la voloutà altrui. È il concitato imperio ed ilmpido nbbidi1· del .llanzon_i. Ma a poco_ 11 poco la cerchia delln reallà si allargò tanto, che la mente napoleonica non arrivò più ad abbracciarla: l' imma;.;inazione si sforzò di supplirvi : i legam i col reale vennero così perduti: il senso deìla misura andò alterandosi. Rimase il ricordo della potenza ·passata, ma scemò nelle genti la fiducia nell'uomo e lasciò il posto ad una grande stanchezza. sicchè quando Napoleone scomparve. sembrarono . necessari trent'anni di pace per ristorare le forze dell' Europa. Eppure il ricordo di quella volontà ferma, precisa, ineluttabile, si risollevò di tempo in tempo tra le ~enerazioni che si seguirono . in questo secolo, e si riso lleverà ancora, ogniqualvolta le ·assalga il dubbio del presente e la sfiducia dell'avvenire, o si manifesterà in esse il bisogno d'r riavere nna guida sicura per affrontare le paurose difficoltà che intravedono sul cammino loro segnato dalla storin.
c.
· LE GRAN Dr MANOVRE TEDESLHR _NELL'AUTUNNO 18 9J
A seconda dell'ordine di gabinetto emanato gi~L nel febbrai o ('l) avt·ebbero dovuto prendere· parte all e manovre impe'riali quaLtro .corpi d'armata: VIII (Coblenz), XVI (Metz), XIY tbadese) e XIII {vurttem.) più due divisioni di cavalleria A . e B formate presso i pri fùi due con i reggimenti di r.avaller ia . che ne d~pendono , . più 2 reggimenti pt·esi dal XV cor(JO e altrr due presr dal con, tiguo X! cor·po d'armata (Cassai). Le manovre avrebbero dovuto , ·aver luogo in due riprese, in diversa località , fra corpi d'armata contrapposti, tralasciandosi come fu tralasciato anche nel 189•1... (in Baviera e presso Erfurt) la manovra contro nemico segnato, . prescritta dal regolamento sulle esercitazioni d' autunn_o: . Ma la siccità della primavera, la conseguente scarstla der fol ·aaci1 e stramaolie inorossata ad arte dagli interessati, da alcuni "" spernnza "che' le "manovre sarebbero state sospese, come l~ nella furono nel :189:1 (stesso progmmmn) a causa del colera, da altn per tornaco nto comunale e la circostanza che, seco t1d~ il pre- · ventivo, il corpo d'ar-mata b11dese avrebbe dovuto recarsr su territorio svevo (2), furono causa che il regno di Wiirllemberg ottenesse di poter sostituir·e alle manovre contro il corpo badese .. un solo, giorno di manovre, metLendo di fronte l'una all'allrn, le
FABRIS. .(t) V~ i Rivùta milil4re 1893, 465.·
1
_
.
Tradizione e suscettibilitil. inOuiscono ancora a non ta;cra.rc a(:ca~tonare LrUilPe 1.h uno Stato conretlerato s\t territorio rli un altro: ma la. Prussra contmua fermamente . nella sua opera. Nel prossimo autunno due reggimenti eli c:walleria Yurttemberghosi dovranno recarsi su territorio badese per formar parti\ di una divisione di cavalleria di manovra. (2)
614
Le GRAND I MANOVRE TÈDE .SCHE NELL'AUTUNNO
1893
sue due divisionì e che l' impei'alore chiamasse, negli ullimi giorni dell'agosto, il X.V corpo (St:·asburgo) a manovrare contro il co rpo badese XIV. Le manovre imperiali rimasero pèrcìò definitivamente stabilite e vennero fa lle corne mostra !o specch io a pag . 6 15; ebbero cioè in to<ale cinque giorni consacrati a ·riviste in- luoghi diversi e dieci giorni di opernzioni di cam pagna propl'iaménte dett~ (sette combattimen ti), dei q_uali ne LOCC:ll'ono un mas_simo di ci nque al Vlll corpo con la divisione di . cavalleria A, ed un minimo di un giorno al XIII corpo . d'armata. Lè due domeniche intercalate furon o, com'è prescri tto accada possibilmente io tempo di pace, giomi di ri poso o furono adoperate per operazion i d'ordine o pe1· parziali movimenti. · Non è scopo del presente scritto mettere io rili evo quale imporlanza nella poli tica, interna ed esterna, abbiano avuto le manovre imperiAli del '1893, essendo la prima volla che Guglielmo Il si mostrava al suo popolo quale imperatore a Cobl enza, Treviri e Stoccarda , la prima volta che diresse, assumendo spesso pet·sonale comando , grandi manovre nella Loreria e nella Alsazia , che visitò la corte vurttemberghese dopo l'assunzione al trono di re Guglielmo IL Sfugge ancora al nostro compito sotTermarsi' sulla pal'lecipazione a tutte le manovre imperiali di S. A. R. il principe di Napoli (•1), alle visite fatte da S. M. l' imperatrice alle cillà di Coblenza, Treviri e SLoccarda, assistendovi alle riviste. Scopo del presente è soltanto quello di conservare traccia dei principali dati di fatto di interesse militare r~lativi all'avvenimento e di . recare contributo, per questa via, a considerazioni milita-ri d'ordine più generale sul grande esercito tedesco . .
Riviste .. La tabella a pag. 616-6•17 most1'a quali comandi e qua!i corpi di t:·uppa abbiano preso parte alle cim{ue riviste. (i ) Vedi
Rivista milita1·e 4893.
6
2
VI Il co·rpo (Coblenz)
rivist&
mDrcia ..._, avanscop. ~ <) ---
-
7
9
8
id.
d
Diois. cavalleria B.
Q)
8o
X VI corpo (Metz) ·
"Ò
manovra
l
rh·isia ava.nscop. l
id.
manovra dh·isioni contra pp.
Settembre'-- 1893
(1) L'Imperatore, gwnLo m ferr'ovta da Co· blenza, assiste al sarvizio divino sulla spia· natn Ban St. Martin, en Ll'a solennemente in Melz, si fa sfila·re da vanti gran parte delle truppe a piedi del XVI corpo, st_nndo al monumento di Guglielmo I (Esflonade).
"'""
Diois. cavalleria A.
10
di Corpi contrapposti
1- - - - - - - - - - - : - - - - -- - - -- - - -----,...----- --- -----------,---- ctS
XV corpo (•) (Strasburgo) Xl V corpo (Karlsruhe)
<)
cQ) E
marcia
manovra di COI'p i contrapposti
rhista
l
.... ,::::
Q)
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,g l l-------------~------------------~·._____~1----~~------------~----~--
o v
j
l rivisto
XIII cor po (Vurtt.) (Sluttgart)
l
Quartiere generale Coblenz dell'Imperatore id. Stanza de! Principi invitati . l
l
Palazzina imperiale di Ur viJJe (orien te di Metz) Metz
mano\'ra divisioni contra pp.
Karlsr'ube
Stuttgart
Id.
Id. '.
1893 - Settembre •
ho l
H
l 12 l 13 l
'1 4
l
15
l
.
16 !11
('} La 59A~ brigata fanteria, sta la mandata da Saarburrr e Dienze a Metz per il serv1zio di guardia durante le manovro del XVI corpo1 prese parte alla rivista coHa manovra di questo dei giomi 4 c 8; il giorno 9 si recò per ferrovia a Dischweiler e per Yia ordinaria a Drusenhe1m, nei successivi manovrò col corpo d'armata cui appat·tiene.
.e:
gr
616
1893
LE GRANDI lllANOVRE TEDESCHE NELl-'AUTUNNO
LE GRANDI MANOVRE T EDESCHE NELL' AU'l'UNNO
Comandi di divisione
RIVISTE Dl
BRIGAT E E cavalleria
l 2~·l4' gran. guardie
15'
Tre viri
j
16"
territoriale)
1------ - - - ___
.3 _'·
Speciali
pionieri
r i par ti
cacciatori
go
0
1 9• ussart
3o_s_q_u_a d_i_·o_n_i_-l
_ _
_
4 com p.
3 comp.
4 comp.
2 comp.
1
65
'
ss•, sa•,
Metz
17°, 1440
98·,
uo•
1 67•, 67°. 131•
·J:-15°, 145' 59' (2), 97'' 136'
(X V I corpo d'armata Caoall. B
territoriale) · 3
Stra ssbut·g
30• 3 1'
62•, 60', 137'
61', 126'(4), 132', f 38'
(XV corpo d'armata _ __ _ _ _
ter c·itoriale)
1
------------1-----(XIV corpo d'armata
28•
29"
territoriale) 2
Sloccarda
'
·w
ulani id. .... (3) l 11° id. 30•1 7°
30 squadroni 31
•
1 go dra goni
15•
l 15• ulani
1
2
Karlsr·uhe
2 compagnie
9• dragoni 33.1l 13° id. 34•l 6• id.
30 battaglioni
so•, 105• (.l). 99•, 143•
Scuola sottufficiali di Julich
1 24' dragoni (l) 1 14' ussari (1)
C
l -----------------1 ---~---2_7_b_a_t_ta_g_I_io_n_i__ 8
treno
IS•I ~o drago.ni
318 , 29o, 69° 8 (V III cot•po d'armata Caoall. A . . 32 , 30', 70'.
617
BATTAGLIONI
j·~·t corazzieri ussart
15•
!J.-0•. 65• 30', 28•, 68•
• artigl. fort.
1893
24 battaglioni 55". 56a, 57\ 58",
109•; 110° 25', !11° 1t3' , 1t4° 112•, 142•
10 squadroni 28.1 20• dr agoni
l 21• 29•1 14° ì 22°
24 battaglio11i
id. id. id.
20 squadroni
26"
26al 25° dragoni l 19• ulani
27'
27 .
(XIII corpo d'armata territoriale vurttem- - - - - · berghese) 2
- - -- - - - -------
Totale delle truppe prcs,enli alle riviste . . . ..
'l battagl.
4 battagl.
4 ·comp.
3 comp.
14°
14°
Scuola sottufficiali di Ettlingen
4 comp.
3 comp.
4 compagnie
4 comp.
3 comp.
20 comp.
f4 comp.
•j 26• dragoni 20• ulani
----- -- ------- t---- - ------:--1 21 battaglioni ~26
battAglioni
20 squadroni
battagl.
'110 squadr·oni
4• battagl.
Reggi111enti 1101 Xl corpo (Casse!) e di diversa brigata . (2) V. nota :11la tnbclla precedent0. • (3) Reggimen ti del XV corpo (Strassburgo). (4) Riparti permanentemente distaccati da altri corpi d'armata nelt~rritorio di quello che si considera. (i)
40 -
ANNO :UlWl.
6 com·pagnie
618
LE GltAJSDt MANOVRE TEDESCHE r-t"ELL'AUTIJNNO
Hl93
Il terreno delle riyiste fn sempre la piazz~ d'armi adiacente alla citti1, talora allargata per la ci rcostanza come ac·cadde a Treviri e a Karl sruh e. A Trevi r;i essa· è posta a sud-oves t deWabitato fra la stazione ferro viari a òl Euren e la villa di Monaise, sulla sin istra della Moselb ; l' impe;·atore e l'imper·atrice co_n i loro · seguiti vi giunsero da. Coblenz (chilometri H 4); tempo piovoso. A Metz sulla piazza d'armi, chilometri 7'/. sud- ovest della città esternamente al for te Principe A. di Wiirltemberg presso la villa Fi·esca.ty, ove nel 118i0 fu firmata la t!esa della piazza; tempo sereno. A $trasbur~o sulla spianara Polygonc a sud· est del la città; l' imperato~e col seguito vi giunse da Ìlletz (chilomett·i 159); tempo variabile. A Karlsruhe sulla piazza d'armi dì Forchheim, chilo metri 8 a sud della città; tempo sereno, terreno mollo polveroso. - A Stoccarc}a nella bellissima pi~zza d'armi recinta da collineue di svariata coltiva'lion e presso Camstadt;· sole cocente. Le truppe furono sen1pre disposte su due linee: la prima per le armi a piedi, la seconda per qnelle a cavallo; a destra i reggimenti di fanteria e di cavalleria. poi le armi tecniche, a sinistra il treno e le scuole , quand'anche, come accadde a ..\letz, si r.·attasse di una scuola aspiranti uffi ciali (Kriegssch1de). I battaglioni vi si trovavano in colonna doppia (Doppelkolonne), i reggimenti di cavalleria in colonna setrata di srruadroni (nach dc,. f!'lanckc abgeschwenkter Regimenl.s-Kolonnc), le brigate di b att~ r ie e i batiaglLon i u·eno in colonne di batterie <• compagnie (R1·eitkolonne) a distanze e intervalli serrati. l ~rin c ip i non invitati all'immed iato segui to, la direzione delle manovre col capo di stato maggiore del l'eserci(o, i giudici di campo, gli uffic iali esteri e tutti gli altri ufciali invitati o autorizzati ·ad assi ~ l.ere all e manovre, a cominr,i are ·dal cancelliere dell' im pero e da l ministr·o d.ella guerra, fo rmarono un plolone su tre righe sulla destra della prima linea in prolungamen(o o ripieg;lto su questa a seconda del terreno. L'imperatore giungeva con l_o stretto perso nale dél seguito. Dopo la rivista ebbero-sempre luogo, secondo il costume tedesco, due sfìlamenti in parata (Pa.m tle- iltfa1·scli), ogn,i.voltaguida a destra. Le truppe passavano fra 'il gmppo formato dall' imperatore, dall' imperatrice a cavallo .o·in vettura, attorn inti da lutto lo stato
1
LE GRAN DI MA N OVR E TEDESCHE NELL AUTUNNO
1893
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wa ~gio re· e
vaste tribune a pagamento erette da pr ivati specu laco ntro le tribune presero ogni voiiR posto numerosissime sodi reduci (Kriege'l'tle·reine) ( l). ti primo sGiamento ven ne come è cost ume in colonna di compagnie, _:squadroni, bato sezioni di compaguie treno, a di stanza intera e al passo . ~ el seco ndo s.fìlamento le truppe a piedi erano ordinate a massa ·di reggimenti, o di battaglioni (cacèiator·i, artiglieria da fortezza, :.p ion ieri e scu ola), le ar mi a cavallo nello stesso ordine del primo sfi'lamento ma al trotto; per un inciden te f[Ualunque le tr·uppe a -cavall o sfi 'arono a Treviri al galoppo. Il XVI corpo, per esempio, i mpie~ò 85 minuti pel primo sfi lamento 4-5 pel secondo , con intervallo di nn minuto fra i due; il XlY corpo impiegò 75 e 38 mi nuti . Tutte le riviste r.ominciarono ~fra le nove e le dieci . f reggimenti di fa nteria prussian i su piede rinforzato apparvero ..alle riviste con plotoni di 22 Gl e complete, cioè con compagn1 e di 14:7- HSO uomin i di truppa co mprese le guide e i serrafì ln; · i , ·.-i·e&aimenti su J'iede ristretto si mostrarono con plotoni di l 8 file, ·compagnie dì 122-1 2~. uomini di truppa. I r·e~ra ime nti vnrttemboruhesi avevano plotoni di n file solnb o ·-tanto . I quattro battaglioni c:accialori, tutti su piede r in forzato , mostrarono plotoni co n 2:3 file~ compagnie di 15:3-155 uom ini ·di . truppa. La 59• brigala, benehè incaricata del servizio di ,guardia in Met.z, prese parte alla rivista del giorno 4 con ploto'ni di ·18 file w.mplete. La cava lieri<~, su L{nalunque piede fossero i re~gi menti , mostrò .alle riviste plotoni di ·1·1 Gle, '' 00 caval li di trnppa. in cifra tonda per squadron e; ebbero soltanto 92 cavalli gli squadroni ·vurllemberghesi. Parecchi 'plotoni erano comandati cla sottufficia\i. L'artiglieria da ca mpagna, montata o a cavallo, apparve alle riviste co n tulte le vetture attaccate contem plale dal piede di pace, ·.Cioè : batterie su quattro pezzi , batterie su sei pezzi, batterie su ·~ei pezzi e due cnssoni ; tre batter·ie si mostrarono con il piede 'tori; ciALà f allo ·lerie
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.(t) Le tri bune furono sempre aiTollate, tranne quella eli Metz riù che molà vuota.
LÈ GRAND I J\'IANOVRE TEDESCHE
620
1
U: GRJ\ NIH MANOVRE TEDES CHE NELL AUTI.!NNO
NE tL'AU'l'U N'~O 189
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1893
specin lrnente rinforzato di sei pezz i e tre cassoni . Di massima i due cassoni sli laron.o dietro la sezioQe di destra delia batteria; io un caso i cas:oni di una brigata di batterie furono raccolti a formare Ull qual'lO spezzato di vetture. Ogr.i cumpagnia treno portò- alla rivista dodici veuure a qunllro cavalli, divise in tre sezioni ; le compagnie df'l XVI corpo ne ebbero soltanto otto. divise in due sezioni. Le vetture furono talora carri da parco scoperti o coperti, talaltra carri da ponte. I reggimenti numero 8, •l O e ·12 d'artiglieria da fo rtezza che avevano ('l) pietle rinforzato mostrarono plotoni di 15 ate complete, i battaglioni au tonomi numero 13 e H cl1e erano sn piede ridotto soltanto •13 lile; quello bavar-ese solamente •12.· l ballaglioni pionieri ebbero plotoni di 15 file, soltanto il battaglione numero •15 ne mostrò appèna 43 .. Com' è nolo tutti i battaglioai pionieri prussiani hanno la stessa forzn. bilanciata, (509 uomini di. truppa pt·ima dell'ottobre iJ 893) tranne il bat· taglione delln guardia che ha 5 compagnie. La tenuta dell e truppe fu come di solito bellissima; è noto che per le parate si indossano uniformi nuove fal.le giungere dai magazz ini di com pagnia e rimandatevi per ferrovia. l cavalli, il materiale, il con tegno delle ~ruppe , il loro modo di sfilare, grande calma negli ufiiciali, tranquilli i cavalli, molta risolutezza. e corrette posizioni negli uomini di truppa - furono superiori ad ogni elogio . Fu osservato che i co•·pi prussian i passati in rivista non sfilaron o con passo di scuola (T1·itt) così rigido come è abitudine nel corpo d'armata dell.a guardia, che i vurttemberghesi e anche i bavaresi (2) atrewivano ancor meno quell'andatura, ma che que$te truppe per l.Jellezzn di uomi.ni, correttezza di mosse non emno allatto inferiori se non superiori ai prussiani.
Forza presente alle manovre . Le forze che presero parte all e manone sono indicate numeri -· ~am ente, scomp•ll'titc in grandi unità di mnnovrn, nella seguente tabella. Sono le stesse che presero parte alle ri vi;;te. aggiuntevi: la 0" divisione bavarese (reggimenti fanteria numero '17, ·18, ~ 4 e 8 ; re;1gimento cavalleggeri numero 3; reggimento artiglieria <l~ ca mpagna numero !:i, compo.sLo di cinque ballerie, In G~ del reoo-imento avendo i cavalli ammalati; una com pagnia pionieri); l'H') · due reggimenti di riserva (6 battaglioni). i qnali, con il 4o reg~im ento grana tieri della guardia e tre batterie, fo •·marono una l??·iflata mista;
.
tre wmpagnie òel battaglion e pion ieri numero H , ri nforzo .occorrente ~er il passaggio dei Reno del giorn? ·12; una sez.ione areonauti ~el •lo Peggimento ferrovieri (Berlino). Sottrattevi : la m'età delle compagnie delle scuole so tl.ul'liciali di Jiìlicb e di ' Ettlingen; . tutti i battaglioni d'artigli eria a piedi, i qua li , se~o n do le abt -, tudini seguìle lìn qui (•1), prendono pn rte soltant o alle t·iviste e non alle manovre imperiali; · sei batterie da campagna del Xlii co rpo (vurttemberghese). . Al totale ?>aenerale delle truppe che presero parte alle •manovre, • ~m~rgente dallo specchio , si devono aggiungere i battaglioni treno presenti alle riviste stati suddivisi durante le manovre in drappelli, per disimpegnare servizi di diverso genere; alcuni di questi ser vizi sono indicati da llo specchio , di altri verrà fatto cenno nel seguiLo.
. {i) L'mtcndimcnto <tvU tosi di far concorrere alle maOOI',r Oilli_PCriali del i892, :.tto,rn_o •
l
li) Gli organici dell'nrliglicria da fortozza furono modificati dal l ottobre scorso anno, in virtu d~lh legge 3 ngo~lo !893. ~ t.a 5" divisione havnrese fu il giorno 8, IIOJ>o la manovra, passata in rivista e fatta slllarc dall' Imperatore in un camro,di stoJ>pie; sembrava non .avesse manovrato.
<tlcune com11agnie ct·· artiglieria da fortezz~ cou t.r~mo d1 hocchc da fuo co seiHo (l?u-ss·Arlille!'ie ma Bespawmng), non ebbe esecozlooe. Mctr.,
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numerica delle grandi unità eli manov,·a. <J')
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VIII corpo d'armata
115" divisione
Geo. di cavalleria ba rone v. Loe
fanteria ·-· T enente generale v . Munnich . · 16" Id. id. ·- Tenente genet·ale v. Oeslerlev. ~ Brigata mista - Maggior generale Kéyler Truppe ~uppleti ve . . . . . . . . •. .
Colonna vi ver·i n. 1 ; una comp. allievi !>OLLuffic. Colonna viveri n. 2; sezione da ponte Colonna viveri n. 3. Sezione telegrafica.
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XVI corpo d'armata Gen . di cavalle ria conte v. H aeseler
33• divisione fan teria - T enente generale v . Ka-yser . ·. id. - Tenente generale 31' Id. v. Buch Truppe s uppleti ve .
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Tenente g enerale v. Xjla nder . .
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Colon oa vi veri n. 4; distaccamento pionieri.
Dioisione di caoall. A.- Tenente generale v. P elet-Naebonne
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Sezione da ponte.
28• di visione fantel'iu - Tetiente generale v ! H.ossing . . 20" l d. id. - Principe ereditario del Baden. . . Bri{Jala cacciatori - Colonnello v. Scbmidt
XIV çorpo d'armata Gene r·. di fanler·ia von Schlichting
Tru ppe s upplative.
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Sezione d/l ponte; sez. te· l egra fica. 2 co mpa,~rnie allievi sottufficiali. Sezione da ponte; sezione telegrafica; speciale equi paggio .
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T enente generale 1 1 v. Lindequist . 12 1 8 T enente generale 1 v Nickisch- Ro- ' , 1 senegk . ._ . . -~ 9 4 6 2 . . . . . - . ~ __ s~
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624
LE GRAN!l l l\tANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO
1893
LE GRANDI MAN OVRE •rEDESCHE NELL'AUTUNNO
La forza dei battaglioni di fanteria {forza totale alle manovre, non qnella presente al le riviste) era quella organica, cioè: Uomini Uffìciali di truppa
.
cacciatol'i su piede rinforza to. 22 68 1 fa nteria id. id. 660 2~ 118 id. id. 600 medio id . id. ristretto •18 560 È noto che, si no al l o ottobre •i 893, la fante1·ia congedava, dopo il secondo anno, metà circa (vedi fli·vista Ttiilitm·e, 93, pagina •1680) della classe anziana , e che, nel caso di manovré imperiali, per prov· vedere al servizio di _guardia nelle guarnigioni e per ricompletare relfettivo dei battagli oni, si richiamava no so ldati ed ullìcialf dal congedo. quanti occorrevano per soddisfare a dette es igenze (il). l;lj ò in tal modo che i batt.~g lion i del 'XV corpo poterono in tervenire alla parata del 4 settembre, con i forti effettiv~ sta ti indicati , ln ~ciando nelle cìlserme e negli accantonamenti uomini dì cucina, di ::run rdia, di polizia,' ecc ., i qua li presero di poi parte all e manovre,. mentre il servir.io di guardia di presidio fu fatto specia lmente dalla 59• brigata fnnteri:1, come fu òet.Lo, da dr·n ppelli del 4° e 8° re~g i menti bavaresi, e dai battaglioni d'artigl ieria a
(l} Felddienst-Orduung, 1887, 11arte Il. - nn mero 6: • Partendo per re esercitazioni rt'at1tunno, il S(lrvizio di guardia cd i distacc~menti da lasciare nclre sedi per r1uesLo servizio dovranno essere ridolti ar minimo possibile. 1 coqJi d'armata design~ti per le mAnovre lml>eriali, richiameranno dar •:ongroo tanti tÌomini <1uanti occorrono tler por· t are la forza Ili manovra a quella pre,·i~la dai FriMelu- l'el'pflegwngs-8/at (organico di pace). Incavalleria so ne richiameranno quanti occorrono per adoperare nelle manovro tutt( i c.walli cho non abhisogna~sero speciali cure (ammalati, secondo anno rlella ri· monta, ecc.). ~': vieta Lo di portare alle mano,·rP. il primo anno òella rimonta •. Heero•·dntmg, § :n, 2.11: • G.li uomini in licenza io attesa dì congedo (con::cdo anticipato), sono, s!no al cotn[limenLo del terzo anno. a rfi,;posir.ione rlei corpi , . Stesso •·egolam~nlo, % 40, 2: • l comanda11U di corpo rl'annata dete•·minaoo il numero, di qual classe, da quali distretti devono essere richi:unati gli uomini in congedo illimitalo (doro i 3 ;umi); determinano il corpo ove clovono prestar servizio, ecc.... • T"1. scelta degli uomini da richiamare in una determin;tta c:tasse, compete ai comandatlti di disLrctLr•, quando gli uomini non :;iano stati pcr.;onalmcntc prereUati. .. ccc. •· Il Ministero lleillt guerra, adunque, non si occnpn c~e di prescrivere lo giol'nat.e di rwesenzn, ht categoria (·l·ise>·v•t, t•i$<!1'V(I <ti complemento, lttndwelw; . l'ar·ma, ra ~rJocjalit.'l (mMici, veterinari, :;olrtaLi oporai, ccc.), e di stabilire <iU<~Iche altm fli'CS(:J'i zionc •l' indote goncmlc. Ve•1i LJe.ltim.mungert •(iir dfe l febnngen des lieurloul1tenstandes, in ogni annata del At'lllet!- Veror,l- lJlatt. Ogni autor.ità concorre efllcaccmontc, col sislema prus· . siano, noila srora dc)Jo proprie attribuzioni, allo scqpo llnalc. .-
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piedi di stanza a Metz . Specialmenle gr·ossi furo no i distaccamenti dei due nominati reggimenti bnvaresi, poichè essi reclutano nel vicino P alatinato, mentre i regl!im enti pru=-siani di slauza a Metz avrebbero dovuto sottostare a spese di viaggio ril evanti per richiamare i propri congedati da provincie sull a destra del 1\eno, oppure incorporare riservisli d' Alsa~ia- Lorena. La slampa non ha fatto conoscere qunle dei due si;;tem i sin stato se~ uito. I reggimenti di cavalleria invece iutervennero alle manovre con un nume1·o di cavalli infe1·iore a quello organico (piede rinforzato 702, piede medio 682, pi ede l'i5tretto 667); ebbero presso a _poco tutti la stessa forza intorno a 550 cavalli di trnppa, co n un largo margine per i cavalli non atti a sopportare le latiche, e per le rimonle (1). · Tranne le ultime cinque batlerie del regg im ento da campagna numero 8 (V l li corpo), che avevano stlltnnto ~. peui {piede ri stretto), tutte le ìiltre batterie manovranti ne ebbero G, cioè erano di piede medio, oppure di piede rinforzato qua·ndo m unite di casson i al seguito. Tutta la fanteria e la cav;llleria dei corpi territoriali · XV, XV l e della Òil'iSÌOlle bavarese Si ti'OVilV!lnO, COm'è noto~ SU piede rinforzato, e la loro arlil!lieria dn. carnpag11n pane sn piede rinforza to e parte su piede m ed io . I l XIV corpo aveva sei reggimenti fanteria s1.1 piede ridotto, il resto dell~ fanterie "Il piede rinforzato, cavalleria ed artiglieria da campagna su piede rinforzato e medio. L'\' III r.orpo è quello che aveva i n complesso m1nuri effeltiri d i lutti gli altri: gli 8 reggimenti di fanteria erano su piede ridotto; l'artiglieJ·ia e la cavalleria su piede ridollo e medio; il 4° reggimento grnoatieri della g_n~rdia (2) era, come tuui i reggimenti fanteria del corpo d'armata della guardia, su piede rinforzato. I du(l reggim enti fanter ia rli riser·va furono ~o~ti t uit i a Colonia con 6 batt11glion i e 24 compagnie della forza di 20f) uomini di ~ruppa . L' esercito permanente forni loro due tenenti r.olonnelli qu:di-comnndanti .di _reggimento, i coma ndanti di battag lione, gli
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(i) Ogni $CfU a<lrone può mantenem sul torare: oltr~ t'ot·ganico, ~-~ l'cechi cavalli per servizi diversi, specie d:t tiro, delti l\1· iimp 1'11(ent e. (2) na 33 anni di guarnigjone n Cohlenzn, ru Lrasl'erlto a Spantlau, finite che furoll(l le manovre..
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LE GMNDl MANOVRE TEDESCHE NELL' AU;VNNO
1893
aiutanti maggiori. un comandante di compagnia per ogni bat!arrlione il furiere magcr.iore e un altro sottufficiaJe per ogni com~agni; di r-iserva. Tu~o il résto~ ullìciali e truppa, ~n triltt.o dal cong~do per la dura t;{ di ·13 giorni-~ dal 28 agosto, gtorn.o~ dt p.resentazione, al 9 settembre, giorno ·d·i rilascio - da un luneth. a~ sabato dell'altra settimana. La truppa 1:ichiamata appartenevp. alle classi •1881-80, cioè al la landweM di t• Jjando; i graduati in congedo, tanto per costitu irè i quadri delle compagnie di riserva, qua:nL~ per colmare i vuoti presso i reggimenti permanenti, fn.rono scelt1 fra quelli di riserva o di landweh·r megho i\truui, cui s~ellava anCOt'tl l'obb liao di una chiamata, o che accorsero volontariamente. Tuttavia ~1 nesti due reggimeQLi non. erano due dei reggimE)_?ti_di .riserva che-si sàrebbero mobilitati in caso di guerra; per coslltu,Jre le vere truppe di fa:,.,teria d.i ·rise,rva bastan9 le eccedenze dei .riser~ \ visti (15 classi) , e al mf1SSimo una o due classi di landweh·r dt ·lo bando; qui invece erano tutte classi di la.nclweh1~- ; re un ità di_ riserva di guerra, in massima un reggimento per ogni brigata (·l ), dovrebbero formarsi nel territorio della rispettiva brignta, presso i .. òistreLti. e con quadri tolti dalla brigata permanen te; nel caso at- l tuale, i~vece, i battaglioni di r·iserva' fnrÒno formati in una locali_lir sola, con personale tratto un po' di qqa, un po' di là, come const- _ · crJiavano le circostanze; i reggimenti furono chiarnati-n_umero ·l e ~umero 2; mentre gli uomini ed ufficiali porL~vano dilierenti numeri anche in uno stesso reggimento. Era quindi, nel fall?, · una • brigata metà d1 riserva, rnetà di lan(lwell'l·, recluta~a J>U tert:itorio e con modi determinati ~alle, circostanze (2) . - - · (l) Dal i888 :~l !893, i reggimenti di riserva e queiH di landwel}r dovévano portare il numero del la corrispondente brigata di fanteria; 1da ora in l)òJ porterann~ quello
del corrispondente reggimento permanente, cioe un probabili} futuro raddoppiamento dell(} unità eli ranteria non permanenti. t2) Nell'autunno iS9l., qnando fu f9rrnata per le manovre imperiali la '•" <livisione , di ;.iserv<t presso il IV' ç_orpo d' armata. {Magdebùrg), '• battagiie>ni della divisionefiH'Ono formali alla sède di un reggimento permanente della corrispondc•nl0 briga ta tr.rnto~ riale. 2 battaglioni presso reggimenti di altra hrigat;~, ~battaglion i presso ilatt<.giJonl permanenti dist.acca.ti della propria o di altra. brigata, e 2 finalmen te fur?oo lormau· in.localita dove esistevano soltan to comandi di distretto:' La· truppa fu, anche allora, tratta dalle dn<1ue classi (i8.79·iS83) Jella Jan<lwchr; i reggimenti portavano i numeri !3, ·l'• i 5 e -16 cioè quello delle corrispondenti brigate ; l'inquadramento di ufficiali per· m~nenti più forte che nel !893: ogni co mpagnia, comandata da un 111'nciale tratto da·l conge,.lo, ebbe un subalt6rno dell'esercito pcrmane~te.
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LE GR.ANDI MANOVRE .TEDESCHE NELL'AUTÙNNO
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La sezione arednauti addetta, per le manovre, al XVI yO rpo, era composta di 8 ul[iciali, l 00 uomini di twppa; ~1 2 carri con un pa llo?e frenato, agli ordini di un capitaÒo. Essa fu trasQorlata , il ,16 agosto, da Berlino, sua onlinaria sede, a Metz, mediante lre vetture ferroviarie per uomini , una per cavalli, sei pel carre~gio e il-materiale (compreso ·12 lotm·ies e un carro gazometro) con un peso totale di circa 60 tonnellate.
Manovra in Lorena di divisioni contrapposte. '
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Giornata del 5 settembre. - Mentre l'VIli cor·po Lrovavasi in marcia _da Treviri verso sud, le due divisio.ni di cavalleria A· e B si movevano incontro, e il XVI corpo si dovea trasportare una maréia lon'tano da iVletz, rruali preliminari delle operazion i di corpi d'ar 'ffiata contrapposti, quest' ultimo co1·po ne approfittò per simulare un combatt.imento di divisioni conlJ·apposte. · partito est : ballagl ioni ·1'2; · squadl·oni2; batterie8 . Id. ovest : id. ~1 2; id. 2; id . 6. Supposto g?nemle, differente da quello fo rmulalo per le manovi·e di corpi d'armala contrapposti ('l). - « L'armata dell'est, battuta il 3 settembre presso Latour-èn-\'oévre (a mezza via fra Met:t. e Verdun), si è ritirata con l'ala sinistra su Metz, e con il gro3so :verso la Moseiia, a valle di ·' '[etz. L'ann<lla dell'ovest inseguì con debol i forze» . (Vedi schizzo al 30{) mila annesso). . Supposto pe1· la divisione (34a) dell'est. - « L'armata, sostenute insignifìcanti scaramuccie di retroguardia , ha raggiunto, nel giorno 4, la sponda sini stra della Mosell a, fra Metz e Diedenhofèn (Thionvill e) . Alla 3,i! divisione ritiratasi su Metz, giunge, nella ···notte fra il 4 e il 5 settembre, quest'or(tine:
·. (:!) Con virgolette è segnata la traduzione dei supposti e degli ordini quali furo no . distribuili ai person~gg i invitati e alla stampa dalla direzione deÙe manovre (ufficio del capo <li stato maggiore dell'esercito). Per le manovre in Lorèna e in Afsazia, vennèro compilati la sera o la notte precedente la manovra, stampati mediante piccola stamperia ponatile, e distribuiti nel mattino, sul principiare della manovra. Presso il Xlii corpo cr;ulo predisposti da parecchi giorni.
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LE GRA N DT MANOVRE TEDESC HE N EL!} AGTUNN O
1893 LE GRANDI ~I A NOVRE T EDESCHE NE!.L AU'rUNNO 1
« Cvm.ando della l arrrtara. • Q. g. di
~< Il nemico ba inseguito il [ e Il corpo d'armata con deboli forz e; semb ra ahhia altt•avet·sato la)loselh a monte di ~l etz, dove è stata anche segnalata l' inte!·rnzione telegrafica ~ovéaot- Sillegny. TI I corpo, auraversali1 domauina alle 7 la L\Iosella presso Malroy, marcieril. per Nicdhrueken e Contchen, verso Hclsdorf. I l U corpo. auraversata la Mo5ella pre~so Hauconcourt, pure alle 7, marcierà verso Bolcben. La 34" divisione donà. raggiungere domani Kurzel ; a lei compete la sicurezza del fianco sinistro (-1.). Dalle 8 ant. io poi mi trover·ò sull'altur;l ad ol'iente dì Sainte Barbe.
« llf;muale: Yo.'l BucA.»
.StLpposto pe1· la divisione (33" ) rlell'ove.st. - << La sera del 3, le masse del nemico battuto furono inseguite soltant.o con deboli distaccamenti: è intenzione del comando in capo di al.lraversa re la Mosella a monte eli Metz. La :)3• divisione , che non potè pt·en<tere parté alla battaglia, fu inviata la sera stessa a Onv ill e, con 1' incarico di passare il fiume il 4, di cercare contatto col nemico, e po:>sibilmente d'arrestarn e la marcia. ; giunta la ser·a del 4 a Mécleuves senza. incontrare il nemico, vi ricevevfl il seguente ordine:
« ll comrmèlrtnte detl'ann(tta. « Per l'ad unata della 34.• di1•isione disporrit il comandante di ess:1 , pu rché non venga oltrepassata, prima delle 7 .anl., la li nea dei fo rti. Inizio del movimento alle 7 anL ; le pattuglie di cavul ~ leri<l po tranno pa rt;re da Me tz alle 6,30 ». '
Metl,
~ s~tt~mb re,
orè 0,30.
« '1. Sembrn che il nemico t1bbia attraversatA la Mosell a a monte di Melz. « 2. L'armata l'allraverserà oggi a valle di }{etz, per marciare su Helsdorf- Bolch en: la 34.• divisione ha missione di coprire il fianco sinist1·o dell'armnta, e raggiungerà Knrzel. « 3. La divisione, muovendo alle 7 aot:, marcierà in due colonne : quella di de;;tm, 67• brigatn (ballagl ioni 6, squadroni '/ " batterie 5}, si1 V~vier; quella di. sinist1·a, 68" brigata (6, ·l '/., 2) e due compagnie pionieri, su Coli igny ; per raccogliersi tempora· Qeamen te in una posizione :i'a~petl.ativa fra Y1vier .e Col ligny . « 4.. La colonna di ,,inistrct dovr·ù. manda re pa ttugl ie di cavalleria nelle di rezioni Verny, Solgne, .R.emilly, sino alla st.rada Po nt.-a<t ) Pùmcu si11istro, pe r rispetto alla di rezione di marcia in avanti, ·ve1·so il mmico, non rispetto alla eiTclttiva dir·c1.ionc rli marcia del momento ; i1~ ·J'itil·a t", modo eli esp l'imer:;i retHllato anche in Germania fon te di incertezze.
62S
Mot1sson, Falkeoberg . Quella di destra si manterrà collegaLa con la prossima colonna dell'armata (supposta). « 5. Il grosso bagaglio (supposto). sotto scorta di ·l uaiciale e ~~10 cavalieri, muoverà. illle A. ant. , parcando a oriente di Ku rzel in attesa d'ordini . « 6. l o ca-valchet·ò alla retro~uardia della C<)lon na di sinist·ra.
Seméeo urt, 4 settcml~rc, o1·e 22,30.
O'l'dine ~lella 34• rlitJisione.
1893
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Coman.do della TJ a'/'lnata. Q. g.
Arunvill~, 4.
settembre, ore 23.
« I corpi II e III, allraversata domalli na la Mosella presso Pagny e Novéaut, marcier.luno verso Poutoy, )'l écl euves . Tulle le
notizie pervenute concordano nell'afl'ermal'e che le forze nemiche, l'iti ratesi dopo la· bnLtaglia su Metz, non hanno ogg i continuato n ~lla loro marcia verso oriente. La 33" di\•isione occuperà domani le strade che dt1 Metz conducono alla Nied francese. << Il comandante dell'armata». Alla 33' di visione fu inoltre prescritto, quali esigenze di ma·novra : << Adunarsi' a çaval lo della rotab ile Sorbey-Coui·celles, con la testa alla fo mace (Z.~ I Ziegelei); co min ciare i movimenti alle 7,30; le pattuglie di cavalleria potranno muovere da Cource!les alle 6;13 del mattino. [l pa rti to ove$Lmell.eri.t la coper'tina al copricnp::> >.
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LE GRAN DI MANOVRE T EDESCHE NELL' AUTUNKO
LE GRANDI MANOVRE 'rEDESCHE NE LL' A UTUN NO
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Ordine delta 333 divisione . Mécleu>es, 5 se ttnmbre, ore 3.
« ·l. Le forze nem iche che si sono r itirate su Metz, non han no ieri conti nuata la loro marcia verso oriente. « 2. La divisione, raggiungendo le strade che da Metz condu• cono alla Nied frnncese, impedirà oggi nl nemico di adoperarle per ritirarsi . l corpi d';• rmata II e III maniano oggi da Pagny e Novéant verso Pontov e Mécleuves . « 3. La cavalle~ia in dipendente (:;quadroni_·1. '!.) lancierà da }lécleuvcs, nl le 5, ·15 di stamane, paLLUglie ad osservare le strade da Metz alla Nied francese . « ,1.. L'a,;anguardia (b:Ltl.aglioni 3, squadr7oni '/ p batter:ie 3), con una compagn ia pitJ nieri e una mezza 3ezione di saniti! (supposta}, muovendo all e 6,30 da ~'l éc leuves, . mat•cierà per Gourcelles su Laquen exy. « ) ). H grosso (ballaglioni 9, scruadr·oni 'ì., b:tllerie 3) •. più una compagnia pi onieri co n sezi one da ponte, seguirà l'avanguardia con in tervallo di ·l chil ometro. « 6. fl grosso ' bagaglio (supposto) si porterà alla forn ace, a ~ ud di Courcelles, rimanendovi in attesa d'òrdini. « 1. Le colonne mu nizioni e i traini (11) ('l" colon na munizioni fanteria, 1• e 2a colonna munizioni arliglieria, 4• e 4• ospedali da campo) (:;opposti), si rech eranno a sud di Sorbey, pure per attendervi ot·dini. « 8. lo marcierò col grosso dell 'avang.uard ia. « Tl
tenente
gen~rale :
YoN KAYSER .
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1 reg(llamenti tedc>thi sudùividono le impedimenta in: . . ali~ trnppe per combatLere (pn mo n!ornimento di munizioni, medici nali, cavalli scossi, ecc.); Grosso bagaglio: carreggio necessano ogni giorno per' vi vere e riposare ; Colonne ·nnmiz ione (parchi) !l'artiglieria e eli fanteria; Traini (o colonne): tutti l servizi mobilitati dai battaglioni treno. te colonne munizioni c 1 traini appartengono, in ~ia normale, al corpo d'<u·mat~ ; parte di essi possono cventualm()nto, come nel presen:e caso, essere assegnate alle divisioni clistaccnte. . 1~ ri parto cho non corrisponde a qqollo contemplato da i rego~amenti italianL (!)
P icco lo /lagaolio: cnrrc)lgio necc;sario
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In. riassunto, i supposti e -gli ordini su mento va ti volevano che la 34" divisione, ala destra di un'armata est in ritirata da ponente verso or-iente, poco a valle di' Metz, marciasse, nella g-io rnata del 5, da Mett. a Kurzel, coprendo il movimento ; che la 33" divisione, avanguardia di u n'armat~ ovest inseguente, in procinto di auraversare la Mosella a monte di Metz. imped isse al nemico la ritirata su Kurzel, o lo trattenesse . Le truppe si mossero nel matti no del 5 da ~I ètz , dove entrambe le divisioni avevano in realtà pernottato. Le due colonne della34-"d ivisione sboccarono, alle 7 del mattino, da lla linea dei fo rti : quella di sin istra (6, ·1' ., 6) lnn ~o la rotabi le ~l onto~' ·Vi v i er , verso Km·zel; quella di destr~ (6,'/ ,, 2) lun go la rotabile Borny-Colombey-Col · ligny. Le truppe della 33~ di visione, quell e a cavallo per· via ordinar-ia, quelle a piedi per ferrovia - quattro treni con inter vallo di dieci minuti , da Metz <L Courcell es- si rae(:olscro attorno Courcelles, e tempo opportuno fu spinta l'av anguardia (3.'/., 3) su La.qnenexy, come se fosse partita all e 7,30 dalla fornace (Zgl.) a sud di Courcelles ; _cavalleria esplorante (squadroni ·l '/ .) l'u in~iata avan ti in p'recedenza. -Poco prima delle 8,30, la col onna destra della 34-" divisione, la .cui testa tr&vavasi all'.altezza di Og.r (Vedi cm·ta al 40 mila annessa), vien presa a can nonate dalle tre bn tterie d'avanguardia del oarlito ovest, in posizi one, forse da mezz'ora, fra Laquenexy e Cbamberdine: il terreno interposto, leggiermente ondulato e affatto scoperlo, rf: ndeva 'facile ed eflicace il lavoro dell'ar'Liglieria, e non permetLeva ai sei battaglioni di nn scondersi. Intanto che Jé 2 ba tterie della colonna bersagliata abbandonavano la strada per· prendete posizione ad oriente di Marsilly, e co minciavano a rispondere, tutta la fanter·ia contin uò di pas3o . si no a Colligny, Yi si nascose, e ne sboccò di poi a compagnie e ballagt:oni spiega:ti per aprire il fuoco contro Laquenexy, dove si erano spiegati i battaglioni dell'avanguardia dell 'altro partito; la dor:;ele da _ Colligny, per la quota 268 diretta a Villers-Laquenexy, b encl~è scoperta ;' anebbe costituito, a causa del leggi ero dom'inio, favorevole lin~a d'approccio verso .la posizion e avversaria. Intanto il comandante della 3H' divi5ione aveva ordinato al grosso di spiegars i sulla destra dell'ava ng ua~:dia , a or·iente di Villers, e
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di spingere un distaccamento sin presso Pange: su.a .in.te~zione era di prevenire la sinistra del nemico su buon~ ,pOS IZIOJll. Dal ' partito opposto la colonna di sinistra ~ccors.e d~ Vivier al .c?m · battimento: la sua artiglieria (6 ba~ten e) s1 m1se m pos1Z10ne alle 9, 13, sulla ondulazione fra Puche e Ogy, appena scOrse un qualche cosa del nemico; uno dei re~Zgimenti. di fant~ria r.imase fra Puche e Vivier, ove, troppo .lontano dall'azwne, sera lthrato nell'atmosfera l'aerost:'I IO frenato; l'a!tro reggimento (67°) procedette verso l'l aizery e vi si spieJ!Ò . !asciando un grande intervallo fra esso e Colligny; scambiate fucilale con reparti nem ici che vedeva in direzione di Pan~e, e subendo fuoco d'artiglieria da batterie situate fra Pange e Villers, continuò a procedere, ingolfandosi in un valloncell(l che va restringendosi .allo -sbocco, coperto sulla si ni stra da un cçduo impenetrabile, accennando all'assalto. Mentre la fa nteria esegu iva queste due punte affatto slegate ·rr·a loro, delle quali una urtò iri pieno la 33& divisione; le due batteri<:: "3d oriente di Marcilly, dichiarate sopralla,tle, dovettero ritirarsi vet·so Pucbe, da dove non potevano ·vedere le proprie fanterie impe;.rnate, e imperfettamente quell e dell'avversrtrio. Un contrattacco accennato dal grosso della 33" divisione contro la 67" brigata (Colligny), pose lìne al combattimento, durato poco più di un'ora e mezzo. Sulla manovra del giorno 5 fu osservato che lo squadrone e mezzo assegnato alla 673 brigata, colonna dj destra del partito est,, non seppe avvertire in tempo, cioè in modo da evitare la sorpresa, la presenza fra L:~ quenexy e Courcelles - da più di un'ora~ contando fra lo sbarco delle truppe e le prime cannonate - d1 una intera divi~ ione ; che l'azione del la 34a divisione non fu concorde, sia che il :;uo comandante avess.e avuto intenzione di attaccare con impeto, sia che avesse voluto difender·si con tenacia, modi buoni entrambi per soddisfare al mandato avnlù ; che infine, in entrambi qnesti casi, sa1·ebbe stato .assai indicato adoperare te a massa e subito la propria artiglieria. Stando fermi laraamen "' a sud di Colligny, abbracciandosi con lo sguardo tutto il terreno dell'azione, si sarebbe potuto mandare _ordini o provvedere agli incidenti in un tempo di galoppo. · Le truppe,· fatto un breve riposo. si , posero in mar·cia per raggiungere i bivacchi lor,o assegnati: quello della 33" divi)
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sione presso Helsdorf, lontano da Courcelles ch ilometri 18: quello della 34-• presso Volmeringen a una distanza di circa c~ilometri 2.2 da Metz : t~ppe abbastanza lunghe se si pon mente che le truppe avevano m:1 novrato. Un convoglio di acqua per tutti i battaglioni del corpo d'ar• mata, di carri a due cavalli, partito da Metz alle 6 del matino e rimasto a portata delle truppe dopo il combattimento, continuò a marciare sino a raggiungere i bivacchi. Le tru ppe avevano con sè la razioue di riserva stata prelevata a ì\·Jetz dà con su mar~ nella giornata. Un supplemento pane, l'avena. il fieno. i generi da bivacco per lutto il corpo d'armata, stati caricati nel mattino su carri a Wai bels Kirchcn per la 33• divisione a, Contchen per la 34" e truppe suppletive, si trovarono nei bi vacc!_}i al giungere delle truppe.
Manovre nella. Lorena di corpi d'armata contrapposti. Supposto generale, dal 3 sino all'8 settemb1·e. - (< Un'armata del- nord , dopo aver attraversato il medio Reno, è in marcia contrò un'armata del sud che sta raccogliendosi fra Strasburgo e Nancy. Metz è debolmente presidia ta dal partito sud. Diedenhofen {Thionville) è città aperta. >> 4 settembre; supposto pel partito nord. - « La maggior p~rte dell'armata ba attraversato il Reno a Magonza e più a monte dirigendosi, pel Palatinalu, verso la Saar: la testa dnlla colonna di destra giungerà il 5 settembre a Saarbriicken. Il còrpo d'armata VfU , con la dipendeme divisione di cavalleria A, giunto il 3 settembre presso Treviri, vi ha ri cevuto ordine di collegarsi con il resto dell'armata verso Falkenberg. Il corpo t'aggiunse nel giorno -4, ~on le punte della 1o• divisiOn(; Oberlei~cken e Orschholz, con quelle della 11611 divisione Saarhiilz e Hausbach, con le punte della divisione di cavaller ia Reimelingen e Mondorf; alla seni il comandan~e · dell'VIII corpo ha ricevuto. avviso che l'annata del nord intende spostarsi alquanto a destra e 1
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che però alla sera del 5 una brigata mista occupet:à Saarloui ..;.' con le punte estreme Ober-Felsberg, e ._che la conttgua colonn.< (supposta) varcherà la Saat· presso Volkhngen .. ~ . . . cr Nel fatto \'V II I Corpo , dagli accantonamenti dtspostt tn lar o~ circolo attorno Treviri, marciò, nella giornata de_l 4-.' verso Il terreno dove doveva incontrat·e il XVI corpo sparttto 10 almeno quattro principali colonne: . . , • . due sq uadroni e tre batterie ( 1 br~)!ala dell 8 _regg_tmento) . destinati alla brigata mista, si recarono con marcta dt pace a •
Merzirr· . · · it ' ,i0 reggimen to granatier; della gu:i.~dia, pure desttnato a detta brigata, andò per ferrovia a Saarlouts; . la H>~ divisione con due brigate (II e III) del regg t~enl~;r· · 1· · N 8 precedu ta da tre . rerrrrimenti..di cavai len a ( 1 e tto tcn a . ' "'l'l .• s · 2~· dragoni , 9" ussari) marciò sulle altu~e d 1 destra dell::t 'an1 nell a direzione '.L'reriri, Nied. Zerf, Loshenn; . . . . 1 ·P.i" divisit)ne con tullo il 23" reg~imento arttglt cn a (tre bri gat:), preced11ta d<lgli altri tre regg_imer~ti di cavalleria_ co~\ l_e batterie a cavallo (8" reggimento) e tl dtstaccam~nt~ ptol~ t ert , a sin istra della Saar nella dtreztone Lonz, ffi .,l rC·ò t ~U Ile a'ltlre · ~aarhur(Y Frcundenhurg . .. Le d~~ ultime colonne marciarono come in guer m e pernottarono in accantonamen ti ri~tr~tti (rancio fatto . da~ le truppe) . l viYeri e l'avena per la giornata, stati prelevatt rtspelltva~ente · · e a Con·',., erano nl se(luito su carri per la spesa a T revtrt " . ; 1. fora!!tri per la fa nteria e l'arti glieria erano pure al se~nt~o sut nominnali carri, <Juelli per la cavalleria !>i trovavano proott ad essere prelevati rispettivamente in Losheim e in MeLtlach . In_ co~a ali: due colonne di truppe giunsero, la sera, le col?~n~ vtvert ~ · "' e N. ,1 state carica te uel mattino l'una a Trevll'l l allr~ a Conz -· e l'wena \)el «iorno 3, colonne che, dato 1l loro ca· con t· ,,1ve · 11 ' l'l " .. • rir.o ai r,atTi per la spesa, tornarono, nella notte dal ·~ al <>, at punti di partenza per rifo~·nirsi. · ,r . . 5 settembre. - Le anztdette due colonne dell' .rn co t po_ con tinuHono la loro marcia di guerra. La divisione d1 cavalletta A, riunita.si sulla sinistra della Saar si diresse in avanscoperta vet·so Metz; ~;1 ,P)" divisione giunse presso Colmen; la H>' attraversata
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la Saa1·, si congiunse con la '15 pemottando attorno Gt·. Hemmersdorf. Tutte queste truppe avevano co n sò come fu detto , viveri e biada per la giornata e le colonne -viven .N. •l e 2 destinate per le due divisioni di fanteria in procinto dì ritornare cariche. La divisione di cayalJeria prelevò il fieno a Merzig; pure a Merzig giunse nella giornata, da Cob lenz per ferrovia , la colonna viveri N. 4 destinata pet· la divisione di cavalleria con i viveri e l'avena pel 6. Tutte le truppe si dovevano mettere in accantonarpenti ristretti; tuttavia erano stati predisposti su carri a l\l etLlach e a ~lerz ig paglia e legna da ardere per quattro battaglioni nel caso che questi non potessero allogarsi nei villaggi limi troli alla linea di marcia. I due squadroni e le tre batterie che avevano pernottato a Merzig giunsero nella giornata, per· via ordinaria, a Saarloui s. Jn questa città vi giunsero per ferrovia i due reggimenti di riserva formatisi a Colonia, e per via ordinaria la colonna vivet·i N. 3 formatasi a Saarbrticken e carica di una razione viveri e avena. Cosicchè alla sera tulli i riparti desti nati a fo rmare la brigata mista si. trovarono raccolti in Saal'louis o dintorni pronti a marc.iare. . Tutti questi movimenti e il risul tato loro furono riassunti nel seguente modo: Supposto pel pa1·tito rwrd. - « A mezzogiorno del 5 settembr e le teste delle ~ 5a e ·163 di,•isiorii sostarono ri spettivamente a Col men- Neunkirchen e a Gr. Hemmersdot·f; la divisione di cavalleria A troYò contatto con numerosa cavnlleria nemica, la quale da Metz era giunta a Freisdorf, Busendorf e che si mantenne nel pomeriggio, con i reparti spinti innanzi, sulla linea Kemplich , Bi bisch. « La sera del 5 giungeva in Merzig dove si trovava il comandante dell 'VIII corpo il telegramma: .« Neunkirchtn 5 setten~b1·e . o1·e 18. - L'armata nemir.a ha sostato; suo corpo armata di sin istra, che precede · di una o due taJ?pe, ha pr-obabilmente r11ggiunto, oggi stesso, Bolchen. Ottavo corpo dovrà battere ·più presto possibile tale 'co1·po isolato d'ala; -disponga anche della briga ta mista in Saarlouis. << Il comandante dell'armata n01·d. :. 4
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« In conseguenza della missione ricevuta il comandante del l'VII[ corpo dispo neva che la divisione di cavalleria A (0, 24, 2) il 6 settembre eli buon mattino,. avanzass\3 su 13olchen sulla sponda destra della Nied, per riconoscere verso Metz, Pange e Falkenberg; che la :15• divisione con l' artiglieria di corpo (•12 •j\, 2. ·12) muoYendo alle 8 del mattino, marciasse per Filsdorf su Busendorf; che la ~ 6• divisione (Hl, 2, 3), muovendo alla stessa ora, marciasse da Gr·. Hemmersdorf per Schrecklingen su Rothendorf; e che la brigata mi3ta (9. 2. 3) appoggiasse il movimento marciando su Tromborn . » Supposto pel partito sud. - « L'armaLa compiuto che ebbe~ lo schierameow si pose in- marcia verso nord. Il XVI corpo con la divisione di cavalleria B ne co5tituirono l'ala si ni5tca; la divisione di cavalleria era aiunta il ·4 settemhre a nord-est di Metz (comand() o . a Noisseville) , il XVI corpo a Sanry s. Nied e ~o,·evano nel 5 aiunuere a Bolchen. Si conosceva essere l'armata nemica in ~ n ' marcia attraverso il Palatinato e che tm suo corpo con molta cavalleria era giunto il 3 settembre a Treviri· risalendo .la Mosella. » ' Le istruzioni mandate dal comandante del XVI corpo alla divi ..... sione di ca1ra lleria ripetevnno che per adempi ere al compito di fornir·e notizi e sui movimenti del nemico e sull a sua forza non sarebbe bastato segnalare la prasenza di cavallel'ia nemica, ma che si sarebbe dovuto indicare quali le strade percorse dalla fanteria e dove giunte le teste di colonna in un determinalO momento. Per la esecuzione della a\'anscoperta si sarebbe ancora dovuto aver prese n te: . nella direzione di Saarlouis: tendére a guadagnare per tempo il pianoro di Tromborn , sia per poter ''edere dai monti San e Orfels dentro alla :valle della Saar, sia per raggiungere la strada nella valle di Merten Bass e Yolklingen, punti lnnao n di passaggio sulla Saar, sia per arrivare con le punte esploranti nei dintorni di Henweiler, Labach e Kalbach; nella direzione di Merzig: essere di speciale importanza i nodi stradali eli Niedaltdorf, Neukirchen. e Waldwiese; importante poter raggiunget'e Merzig e, più lontano, le strade che per Losheim e Britten menano alla Saar;
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nella direzione di lì'reundenburg e di Ped: cercare di spi ngere le ricogniz:oni sino a Berg, Peri e Berq. Alle ore 7 del giorno 5 il 9° ùr·a~oni avanguardia della divisione di cavalleria, si metteva in marcia da Noisseville per Tennschen su Bolchen, seguendo il grl)sso (5 reggimenti, :2 batterie, 1 distaccamento pionieri) la stessa strada. Uno squadrone del 7• nlani fu mandato da Sainte. Barbe a Buseodorf quale fiancheggiamento sulla sinistrn . Infine sei pattugli e ufficiali, una per reggimento, furono in-caricate della esplorazione lontan4 a seconda delle istr·uzioni or . 'Ora .accennate. La divisione di cavalleria B doveva consumare per questo ::tiorno !e razioni viveri e d'avena di r·iserva state prelevate.• in Metz e portnte al seguito pnrte sui cavalli, parte sui carri degli squa-droni trainati dai k1·wnpe1·. ln Bol chen si trovavano pronte per ·c~ra dell'intendenza tre cotonne carreggio con il supplemento pane, il fieno e i generi da bivacco per· la giornata, più carne, tegumi in conserva, sa le, caffe ·e avena pel giomo 6. lntanlO che la divisione di cavalleria B esplorava. le due divisioni di fan teria del XVI corpo manovrarono attorno Co ll i~ny, ~ome fu già esposto, e si recarono ai bivacchi a sud di Bolchen. · Delle operazioni eO'eLtivnmente fatle dalle due divisioni d,i cavalleria i 3iornali dissero poco. e sembr·a che ne~suna delle due abbia potuto fissare nella giornata ove si trovasse il ·grosso di quella avversaria. I comunicati uffic:ial i riassunsero la situazione -del XVI corpo nel seguente modo: . « Il XVl corpo è giunto nella giornata del 5 a Waibelskir-chen, Helsdorf con avanguardie a Niederwiese, Bolchen e Char· leyille; la divisione di cavalleria è- arrivata;{ Busendorf, avendo nella ~iornata avuto contallo con forte corpo di cavalleria nemica in marcia da Halsdor( ver:;o Kreuz. La sera stessa il comandante del corpo riceveva per telegrafo in Landendorf: « Vie , 5 se~temhre 5,30 pom. - Il XVi corpo deve impedire ~he il corpo d'armata nemico proveniente da Treviri si congiunga con la sua armata, quale dovrebbe ora aver raggiunta la Saar. Mia armata giungerà domani con ala sinistra a Falkenberg .' t: Il comandante dell' a?·mata sna. ))
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Landendorf, 5 settemb re, ore iS,iO
« ·t. La divisione di cavalleria ha incontrata una divis ione di cavalleria nemica presso Bi bisch, la quale è retrocessa su Waldweisdorf. Presso Saarlouis fu vist.a fanteria nemica. « 2. Il corpo d'armata proseguirà domani, 6 corrente, la marcia 'Hl Teterchen e Uttendorf, diviso in due colonne. <( La colonna di destra, 33• divisione e artiglier ia di cor[JO ('1'2, 2, 40), muovendo alle 7,45 ant. da Helsdorf, marcierà per Bolchen su Teterchen; l'(lrtiglieria di. corpo si incolonnera in testa all'ullimo battaglione del grosso . · « La colonna di sinistra, 3,1• divisione ('1'2, 2, 4), sezione aeronauti, sezione telegrafica di corpo, sezione da ponte, muovendo alla stessa ora da Volmeringen mnrcierit per Huplingen 1 su Ottendorf ; la sezione aeronauti sarà alla tB::>ta del grosso; la sezione telegrafica nIla coda; ultima la sezione da ponte. « 3. Il grosso L>agaglio (supposto) rimarrù al bivacco. « 4. Le colon ne munizione e il carreggio (supposti), muovendo all e 8 ant. marcieran no per Kurzel sino a raggiungere con la testa la Nied tedesca. « 5. Io accompagnerò l'avanguardia della colonna di destr·a.
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« Il tenente gent?"?-le conte yoN H .u :sELER . Alla divisione di cavalleria fu comunicalo di persistere nel suo compito, segnalare i movimenti e la forza del nemico. » I gupposti e gli ordini di base alla manovra del giorno 6 sì possono adunque così riassumere: il partito nord (33 '/., 30, 20), avendo missione di attaccare e di ricacciare il nem ico al più presto possi!1ile, diede ordine aHinchè le sue tre colonne di fan teria e d'artiglieria partendo da bivacchi fra loro alquanto lontani si conr.entrassero attorno un supposto cam,po d1 b~ tta g l ia; il partito sud (24-, 30, 16), avendo ricevuto una negativa, impedi re al nemi co di congiungersi cui suo grosso, missione che (< Nota.
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poteva adempiere sia attaccando, sia difendendosi o ancora senza affrontare le sorti di una grande azione tallica - a seconda delle mosse fatte dal nemico - si limitò n far marciare avanti di un breve tratto, su d11e colonne soltanto, ad opportuna distanza di spiegamenlo, appunto per essere pronto ad agire secondo le circostanze. 11 partito nord aveva la sua colonna piÚ forte parecchio lontana dalle altre e dalla parte esterna, quello sud aveva la sua colonna piÚ forte dalla parte interna. ( Contimw).
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NOTIZIE POLl TlCO-MlLITAR! I TALIANE
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*"• L'interrogazione dell'on. Co m p:~n s si riferiva ai t criteri che deterrni narono l'assegnazione di i 50 ufficial i contabili nei reggimenti di fanteria e dei bet:saglieri, qual i uffi ciali di fan teria in soprannumero. • 'Rispose l'on Ministro che quando 11ssunse il portafoglio ha trovato 0 5 allievi di scuole militari ch'era necessario di col locare a posto, perchè se non avevano un assoluto diritto legale alla nomina di sottotenente, avevano però una promessa del governo e avevano acquistato i titoli occorrenti a richiederne l'adempimento. ~on c'era però mezzo di nominarli sottotenenti nell'arma di fanteria per assoluta manc:mza di posti. Per non lasciarli inoperosi , furono d:~ pprima inviati alla scuola di Parma , per seguire quel corso che fauno i souotenenti di fanteria e, ultimato questo, fu loro lascia ta la scelta o di servire como sottuffìzi ali nei . reggimenti o di tornare alle loro case. La maggior parte tornarono in famiglia , persuasi che la sosta sarebbe stata breve; ma in tanto le vacanze non si verifi cavano in numero sufficiente e diveniva sempre più urgente uscire da questo stato di cose .• Era una situazione difficile, non crenra dall 'attu:~le )'linistro nè dal suo · predecessore; .anzi appunto nelle disposizioni del suo predecessore l'attuale Ministro trovò la via per uscire dall'imbarazzo. L'on. Pelloux, prep:~ra ndosi alle economie, aven1 lasciato scoperti numerosi posti nell'organ ico del corpo contabile, altri lo re:;tarono sotto la ammmistrazione attualo; l'on. Moc.euni nominò ufficiali contabi li gli allievi che aspettavano la p ro moziou~ , riservandosi di trasferirli nei reggimenti di fa nteria di linea e di !Jersaglieri n misura che si faranno le va·canze. Era l'unica via ed ò vin legale. Pri ma di prenderla, l'oo. .Mi nistro inter pellò la Corte dei conti; le espose la situazione, il mezzo che intendeva adottare per uscirne. E quando la Corte dei conti gli diede parere favorevole, allora soltanto sottopose alla fi rma re\lle i decreti.
NOTIZIE POLITlCO-MlLITARI ITALIAN E
11 46 marzo tanto il Senato quanto la Carriera si aggiornarono per le vacanze pasquali per riprendere le sedute il 2 aprile. . Sicchè poca materia alla nostra cronaca offrono in questa quindicina le discussioni parlamentari ; ma non possiamo lasciar passare sotto silenzio due risposte date la stessa giornata del i 6 dall'on. Ministro della guerra, l'una all 'on. Imbriani, l'altra all'oo. Com pans. Il primo, con parole vivaci e poco riguardo a\ dtlcoro dell'esercito, aveva sporto inLerpellanza circa un preteso fatto che sarebbe avvenuto a Partinico e imputabile a un maggiore. Rispose il Ministro che t utto il fatto dt cui si menava tanto scalpore si riduce a questo: un uffi ciale che serve da 27 anni, con otti me note caratteristiche, trovandosi solo, ingiuriato da una tnrha di giovinastri, piu ttosto che difendersi colla :;ciabola, preferì farsi lar@:O minacciando col fmstino, fino a che, giunto un drappello di truppa, la turba si disperse. Uno dei provocatori aveva ricevuto un colpo di fcustino. Ecco tutto. Questo è il risultato dell'inchiesta fatta in proposito e i superiori dell'ufficiale dichiararono che gli si deve temer conto della grave provocazione, del pericolo corso e del sangue freddo dimostrato. . c E poiche l'on. Imbriani (conchiuse il Ministro) dà sempre consigli a tutti, ne darò uno a lui : non porti sempre alla Camera attacchi contro ufficiali, sottuffìcia li, funzionari benemeriti, di cui il govtlrno deve tutelare il decoro ». Questa giusta e tranquilla risposta fece dare io esc:~ n desccoze (cosa non insolita) l'on. Imbriani; ma la Camera, col suo contegno dimostrò di approvare altamente le parole del Miuigtro e disapprovare quelle delJ'on . l mbriani. ·
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Ma se alla Camera fece capolino soltanto la rr ue:;tione degli ufficiali COI;ltabili destinati in sopraanumero, come uffi ciali di compagnia, ai regg_imenti di fan teria di linea e dci bersnglieri, perchè al l'on. Compas parve di poter accusare d'illegali til qnanto s'era fatto in propusito, ' 'at·i giornali , che· pn1·e fanno professione ùi attncca mento all'esercito, non temettero di biasimare, sotto il rarporto dell'opportuni tà, la condotta del Ministro della
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NOTIZIE POLITICO -MILITARI ITALIANO:
guer·ra per le recenti promozioui nei diver3i gradi ed armi. Essi rappresen tarono queste promozioni quasi come un insulto alla miseria pubblica. È duro '}he all'indomani della vittoria di Agordat, all'in9omani delle operazioni in Sicilin e nella Lunigiana, nelle quali l'esercito ha sempre pill an·ermato il suo spirito di (lhoegaziono e di pau·iottismo, onde in hreve venne ri pristinato l'impero della legge, ristabiliti l'ordine e la cnlmn ' e (sia detto senza esagerazione) snlvata l'ltalia, è duro che dopo tuttociò si veuga fuori con simili querimonie da pitocchi. ì\la lasciando da parte ogni sentimento c. risentimento, bastn, per riconoscere opportune quelle promozioni, che si fecero aspettare for~c anche troppo. una semplice occhiata alla situazione. Da circa sei mesi non s'erano più fatte promozioni nell'esercito e quelle allora f11 tte non erano state sufficienti a çoprire le vacanze nei diversi gradi e comandi. Era conveniente lasciare ancora reggimenti senza colon..: nello e comp11gnie senza c<~pitano? Si noti poi che la metà dei promossi a colonnello errmo già tenPnti colonnelli comandanti d_i reggimento col relativo stipendio; sicdrè, a loro riguardo, la questione dell'economia è fuori luogo. Pur troppo in un prossimo avvenire il ~J in istro della guerra dovrà foro tagli dolorosi nella propria amministrazione, m~. oppunto per questo, era maggiore la convenienza di rialzare il morale dei quadri integrando con opportune promozioni gli organici stabiliti per legge. -1<
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Il nuovo disegno di legge sul reclu tamento sarà probabi lmente uno dei primi che verranno in discussione alla Camera. "Venne recentemente distribuita la relazione sulle aggiunte e modifìcazioni al disegno stesso t rasmes~e alla presideo·za della Camera il 23 novembre 1893 dal Ministro della guerra (Pclloux) di concerto col Ministro degli esteri (Brin). Queste modificazioni riflettono il modo di fncilitare agli inscritti di leva residenti nll'estero la soùdrsfazione dei loro obblighi di fronte alla legge di reclutamento. Le proposte del Ministero a questo riguardo, contenute nel disegno primitivo, erano state accolte anzi allargate dal la Commissione della Camera. Le nuove proposte, frutto di nuovi studi, che diedero luogo ad un nuovo concetto notevolmente più vasto, mirando sopratutto a mantenere e stringere i legami degli italiani nll'e· stero colla madre patria, incontrarono pure l'approvazione dei commissari, onde la relaztone, dopo averle esposte ed esaminate, c.Onchiude:
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NOTIZIE POLITI CO-MILITARl lTALlANE
« Esse sono la soluzione più completa dei voti più volte faui non solo in questo ramo del Parlamento, ma anche al Senato. La vostra ,Commissione approvandole, confida di vederle <•norate anche dal vostro suffragio. , /
" ** Il 22 ebbero luogo gli esami che chiudono il corso di equitazione detto di Tor di Quinto.Vi assistevano S.M. il Re accompagnato dal primo aiutante di campo, generale Ponzio Vaglia, da l comandante del lX corpo di armata, generale San Marzano e dal comandante delia divisione di Roma, generale Pellotix. La Commissione esa minatrice era presieduta dal gen.erale Longhi ispettore della cnnlleria . La prova più interessante fu l't"samedetto di campagna. Ogni sezione, condotta dai propri istrutl(lri, -percorse al galoppo una luuga zona di campagna tagliata da numerosi ostacoli naturali. Sua Maestà ebbe parole d'elogio per gl'istruttori e per gli allievi, rallegrandosi con tutti dell'esito brillantissimo degli esami e di'gli ottimi risuitati dati dal corso di Tor di Quinto.
* * * Ad esaminare i provvedimenti finanziari proposti dall'on. Sonnino, Ministro del tesoro, e dei quali abbiamo parlato in nn:~ precedente puntata, fu nominata una Commissione di 15 deputati che parte ne accolse e parte ne rifiutò proponcndone altri. Senza esporre le idee di questa Commissione, che hanno soltanto una importanza· relativa, noi ci limiteremo a dire ch'essa parti dal principio doversi il disavanzo colmare metà con imposte e metà con economie e di queste po.i doversi chiedt!rc altri ven~i milioni ai hi la';lci della guerra e -della marina, oltre i dieci già consentiti dtl l governo. ~la in materia di economie, come in materia d'impo.>te, è più facile chiedere "che ottenere. In qual modo si pos~a realizzare questa ulteriore riduzione di spt!sa, i quindici non l'hanno detto. Ora una Commi~sione, che vuole sostituirsi al governo nel formu lare il piano del pareggio, dovrebbe indicaré con precisione le proprie idee finanziarie. Troppo facile sarebbe per tutti metlere in equilibrio, sulla carta, le partite del bilancio, scrivendo in blocco mnggiori entrate e minori spese; per fa r cosa seria conveniva indicaw, capitolo per capitolo, le spese riducibili .
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JSOTIZIE POLITlCO-lllLITARI ITALIAISE
Non è ben certo ancora quale accoglienza farà il governo alle proposte della Commissione, sulle quali i Ministri della guerra e della ma· rina dovranno pronunciare il loro giudizio, ma non è un'ipotesi ardita il pr1wedere che non le accetteranno. Gli on. Mocenni e 1\Iorio sono i primi ad ammettere la necessità delle economie per uscire dalle presenti strettezze finanziarie, ma conoscono pure le nuove esigenze della difesa nazionnle alle quali dP.vesi nssolutameoto soddisfare. E uon potendo farlo con aumenti sui bilanci militari, conviene farlo col prodotto delle economie sui medesimi. Di queste imperiose · neeegsità ne accenneremo. una sol3 che è da tntti ammessa: quella di affrettare e compiere nel più breve tempo possibile In f:~bbricazione dei nuovi fucili. Se pertanto la Commissione dei quindici crede che debbano impiegarsi a detrazione di !'pesa tutte le economie possibili nei ~i lanci mil itari ed :~oche le Ìmf;ossibili, dovrebbe pure indicare con t[tHlli risorse si può fare fronte alle nuove soese militari improrog:~bili. Il 28 marzo, coll·intervento de~ presidente del consiglio, dei ministri ·della guerrà e della pubblica istruzione, del sindaco della città e dei rapprcsent(Jnti delle nazioni estere, s'inaugurò ui qin Roma l' esposizione internazionale ùi medicina ~ d'igiene. Alle diverse sezioni dell'esposizione hanno largamente contribuito vari municipi, con intierc raccolte di progetti e quadri, esponendo così la stori3 grafica di quanto si è fatto in Italia per l'incremento dell'igiene e di quanto hanno fatto, precedendoci o imitandoci, le principali cillà estere. Fra le nazioni conconenti, In Germania è primn p~r numero di espositori ed importanza dogli oggetti esposti. La direzione di sanità dell'impero ha mandato, fm le altre cose, un'intiern collezione di libri scientifici costituenti tutto lo sviluppo dollu lctteratur? medica tedesca. Ii ministro dellu guerra germanico inviò due baJ·elle pet· soccorso ai feriti in guerra, che fu1·ono molto ammirate. Il governo fmnccse presentò un modello di lettighe ed uno di baracche. Altri svr.rinti modelli per soccorso ai feri ti ha manda to il governo ~ u stro -ungnrico.
645 medico. Esso è di g1·an lunga il più nu~neroso di tutti quelli che lo hanno preceduto. Gl' inscritli oltrepassano i 6500; gl' mtervenuti oltrepassano i 6000 dei quali oltre i 900 germanici, 700 austriaci, 700 inglesi, 600 fran: ce~i, 2o0. spagnuoli, 200 svizzeri, 175 americani, ve 110 sono perfino det venu tr.. d~!] a ~uova .1~ustralia e dall'isola di Borneo. Molti, appartenendo a1 d1vers1 esei"Citl o alle marine da guerra sono in divisa militare, sicchè in questi giorni si vedono a Roma u~ifonni dì tutte le specie. . Pronunciarono discorsi inaugurali applauditissimi l' on. C1·ispi, preSidente del consiglio, l'on. Baccelli, ministro della pubblica istruzione e l'on. Ruspoli, sindaco di Roma, dando il benvenuto a! congressisti in questa città lÙJve nesszmo è straniei'O, e augurando che dal congresso esca non solo la pa!·ola della scienza, ma anche quella della pace, necessità e speranza dal mondo moderno. Risposero, applauditissimi an ~h e essi, vari dei più illustri medici stranieri (primo fra essi il dottor Wirchow, già presidente dell'ultimo congresso medico) con lusinghiel'(" parole di stima e di simpatia per l'Itaha e la su.a c~pita l e .. Molti di questi ~cienzìati stranieri avev~no già preso pa1·te m congressi p1·ecedenti, ma un pensiero, una gioia nuova ~i manifestava in tutti i discorsi: il pensiero e la gioia che quest'undecima riunione abbia luogo a Roma. Quando il nome di Roma veniva pronunziato, pareva che baleaasse in tutti la speranza di un'unità superiore, che, al dissopra di tutte le barriere · politiche, congiunga gli uomini nel culto comune della scienza, della libertà e del progresso. . 'l'.ale speranza espressu con nobili parole da quanti italiani e stramen hanno parlnto a quest.a inaugurazione, fece quasi della medesima un avvenimento politico altamente onorevole per 1'11 alia e come tale lo registriamo. NOTIZIE POL!TICO-MILlTARI ITALIANE
Roma, 30 marzo 189(1,. M.
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• * Il 29 alla presenza degli stessi personaggi che abbiamo sopra notato e di altri molti e ragguardevolissimi cho lo spazio non ci permette di enumerare, alla presenza delle LL. MM. il Re e la Regina, ebbe luogo, nel maggior teall·o di Roma, l'inaugurazione dell'und.ecimo congresso
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LUIGI KOSSUTH
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LUIGI · KOSSUTH La causa della libertà e d~ll'indipendenza dei popoli, la storia delle cospirazioni audaci ma naq~rali e saggie, hannoper·duto coli~ morte di Kossuth, avvenLlla il 20 m_arzo in Tori~o, uno . degh ultimi, dei più grandi e più rispettabili campioni. . . ' Luigi KO'ssuth nacque_a Molock, comitato di Zemphn, Jl ·t-3 setternbr~ :180'2 da nobile famiglia croata. Figliò di un avvocato, secruì la carriera del padre e nel ti 826 si laureò in legge. <'>Poco appresso cominciò ad acquistare n~m.e ed autor:ità fra i suoi conterranei per certi discorsi -pronuncratt nel comttato. regionale, dove s'interpose fi·a i~ popolo e la nobiltà, in occasròne di torbidi sorti a causa del colera. . . . Nel 1830 si recò a Pest per esercitarvi la sua prolessrone dt avvocato e l'anno successivo ebbe principio la sua vita· pubbli~a per~hè entrò _membro nella Dieta di Presburgo. , . Quivi i suoi primi discorsi ottennero un vero ~uccesso e furono riprodotti dai giornali. Nello stesso tempo Kossuth facev~ il pubblicista e cercava di ecci~(tre per mezze~ della .stam.pa tl sentimento di liberta e di patriottismo de' suot cannazJOnalt. Ma il giornnle su cui scriveva fu sequestrato ed egli fu condannato a quattro anni di carcere. . . , . . Ne uscì nel ·181·0, in occaswne d1 un amntstw , un anno dopo la condanna, e la sua liberazione venn~ salutata dal popolo co.n crrande entusiasmo. Fu anzi iniziata in suo favore una sottos ~n-. , ~ione e t'anno appresso gli fu dato di poter fondare nn per1o-
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djco, il Giornale di Pest, che divenne in breve il campione delle idee i iberal i dèi magiari. Qui la fortuna arrise alla sua intelligente attività; le idee da lui propugnate nel giornale e nella Dieta cominciarono a farsi strada, tanto che nel -1842 egli riuscì ad ottenere dalla Dieta stessa una delle vagheggiille riforme liber~li: la pubblicità dei processi gi udi.ziari. Si narra che a quel tempo il principe di l\letternir.h, avendo conosciuto l'alto valoré di Kossuth come giornalista. gli offrisse un lauto stipendio perchè entrasse nella redazione di giornali • amiçi del governo; ma Kossuth rifiutò. ,, · 'Poco appresso, senza abbandonare intieramente il giornalismo, si diede ad affari commerciali, ma con infeli ce successo . .
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*• Frattanto era giunto .il 1847, q nell'anno ca.rallemt1co in cui tulla l'Europa parve scossa da nuove idee -e da nuovi sentimenti che t~ovarono il loro sfogo nei due anni successivi, e c.he, momentaneamente repressi, risorsero più maturi e finirono a poco a poco per imporsi ai governi. Kos5uth rieletto deputato alla Dieta vi espose e sostenne arditamente il ~uo progmmma, le cui basi principali erano: g.overno autonomo per l'Ungheria, all'rancnrnento dei contadini, abo· lizione delle prestazioni personali, libertà della stampa. Sorge il '1848, cominciano i moti rivoluzionari in Francia e in Ilalia; il Piemonte dit:.hiara guerra all'Austria, il partito democratjco ungherese si esalta; il popolo si scuote e l'entusiasmo dilaga; Kossuth , divenuto cnpo del partito liberale toccn l'apogeo della popolarità. Per lui si crea il nuovo ministero delle finanze a lui si accorda p.iena fiducia, ed egli dirige tutti i suoi sforzi ad armare ·là · rivoluzione ungherese contro il governo austriaco. · Troppo !ungi ci porterebbe narrare l'opera di Kossuth nel· tenip•) ch'egli ebbe in mano le redini dell'Ungheria; diremo solo ch'egli svelò alla Dièta i maneggi e la doppia politica dell' Austri~, · e nella seduta del rJ4. luglio •18~.8 ottenne che si decretasse una
l leva di 260 mila uomini e un prestito di ,, 00 milioni per sal-
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LUIGI KOSSOTH
L UIGI KOSSUTH
fu accollo con simpatia; peregri nò qualche tempo in Ameri ca, poi tornò a Londra, don.ie cercò di coordinare i moti. rivoluzional'i dell'Ungheria con quelli dell'Italia e della .Po lonra.
vare la .ratria. L'assemblea votò all'unanimità la proposta. proclamò la resistenza e nomiuò Kossuth ~presidente del comi tato della difesa nazionale, investendolo di poteri 3confinati. Egli se ne servi per decretare la leva in massa e radunare armi e denari, spiegnndo un'intelligenza e un'attività., un'onestà, alle quali resero omaggio gli stessi suoi "avversari.
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... * * Frattanto l' Austria non stava colle mani alla cintola; schiacciato il PiP.monte a ~ovara (23 marzo 184.9) si apprestava a combattere con tutte le sue forze la rivoluzione ungherese. li ·14 ·aprile '' 849 la Dieta abbandonò Presburgo, minacciata da un esercito condotto dal maresciallo Vindischgraetz, proclamò a Debreczin l'indipendenza assoluta dell'Ungheria, la decadenza della Casa di Asburgo, e nominò Kossuth dittatore dellil nazione armata. In tale qualità Kossu th fece il suo solenne ingresso in Pest fra un entusiasmo indescrivibile, ed allora incominciò quella lotta gigantesca nella quale un piccolo popolo, sorto tutto in armi, gui dato da generali come Bem, Klapka, Gorgey, Dembinsky tenne testa agli eserciti dell'Austria, ne minacciò la capitale, ne costrin se il governo a chiedere aiuto alb Russia. .1\'la le potenze occidentali , a cui Kossuth avea: mandato amba· sciatori , non gli concessero il chiesto voto di approvazione e molto meno soccor:;i. D'altra parte, contro gli sforzi riuniti dell'Austria e della Russia, gli Ungh.eresi non potevano reggere a lungo; viu.. citllJ'i in principio finirono per essere vinti; alle disgrazie tenne dietro, come ordinariamente succede, la discordia fr·a i capi. Il 14 agosto 1849 Kossuth fu costretto a cedere il potere al generale Gorgey, che poco ap presso venne a palli coll 'Austria, e sulla condoLLà del quale è ancora incerta la storia. Kossuth guadagnò la frontiera turca, ma qui vi fu arrestato e internato. Solo nel ·l 8.:>·1 potè imbarcarsi per l'Inghi lterra dove
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.Poco prima del ·18i)\} venne in Ital ia e vi fi ssò stabile dimora. Da quell'epoca fi no nJ 1861 il grande esnle polt! co llil'are il pro la cau sa dell' unirit italiana. con quelln dell'in"aetto di co ll e·~are ,., dipendenza magi:11·a ; ma dopo le campagne del 1866 in Italia e in Boemi a, ceduta dall'Austria la Venezia all' Italia e co ncessa una cO!;Lituzione all'Ungherb, ru chiuso da un a pa rte il periodo delle nostre lotte coll'Austria e sorse dall'altra nn pa rtito di conciliazione in Ungheria , il quale divenne preponderante ed accellò · il nuovo asseno pol itic~. Da quell'epot~a Kossuth, 'tedele al suo passato, divenne il capo spirituale di quel partito d'opposizione, piccol o a dir il ver·o , che voleva e vuole ancora l'indipendenza assoluta d~ll'Ungherìa dalla Casa di Asburgo. Ma an~he in tale posizione di prorugo e dissidente dalla gr:m magJ.(iot·anza, K.ossuth conservò l'amore e la gratitudine dell a .nazione intiera, che, df•lla lo t La del ·J8,i.8- 49 , combattuta sotto l'jspirazione e l'impulso di Kos~uth, riconosce quel tanto d'indipendenza e di libertà che ha ouenuto. Quantunque oramai adal. tatasi n vivere tranquill amente nei seno dell'impero austriaco, e studiosa sola di <tcquìsl<\l'e io e~so ogni giorno maggiore influ enza , l'Ungheria riguardava il suo glorioso nonagenario come il rappresent.a~te di grandi memorie e di un grande ideale. TutLi ricordano l'entusia mo e le dimostrazioni che Kossulh ebbe dai ~u o i co mpalriotl.i, durante il sno esi li o, le numerosi deptL. t.azioni che di tratto in tratto venivano a portargli il saluto dell a patria riconoscente, e specialmente quell a arrivata nel luglio del 4889, per recargli uno stipo contenente la terra raccolla nel paese che a Kossuth diede i natali . : Ora la sua morte è per l' Ungheria un lullo nazionale , come e forse più che se fosse avvenuta quando egli era. dittatore e all'apogeo della sua potenza. 42-
ANNO XXXIX .
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LUIG I KOS SUTH
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L'Italia, che lo ebbe per tanto tempo ospite gr-adito e affezionato, sparge essa pure sulla sua tomba una laar·ima si ncera non solo per i meriti dell'uomo e per simpatia :erso una n;zione ~orella. ma per-. riconoscenza della propaganda eh 'egli ha sempre latt? m nostro lavore nelle tristi epoche delle lotte incerte e per·r gl•ose, per la corn un:1nza di prupositi, per l'amicizia che le legava agl'i~lll ian i più ill ustri , ai campioni della nos tra emancipaz ione che lo precedettero nella tornb~, da ~iazz in i 11 Manin da Garibaldi a r:avour e a Vittorio Eman uele . . ' La morte del 1\.ossuth diede luogo tra l' Italia e I'Un•~heria ad nno di quelli scambi di arretti internaziooar, c.he spesso ~on sono senza proficue conse~uenze e che ad ogni modo sollevano l'animo ed hanno un'import~oza mora le .
~OTIZIE
MILITARI ESTERE
BULGARIA.
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L'esercito bulgaro. - In 11ucsti'- ultimi anni gl i armamenti della ; sulgtwia r11gginnsero il mn~s im o svi lu p~o consentito dalla popolnzione e ciò per impnlso c.lel presidente del Consiglio (lei Ministri S.r Stnm· ·buiGif, il qu~le trovò :~bili interpreti e coadiutori nel Ministro' dell a guerra , tenente·co lonnello SavoO, nel cnpo di stato maggiore co lonoello Petrov e negli uf1ìciali elle coprono le cariche piu eleva te. I risultati dei loro studi furono la legge del reclutamento del 4889 -e quella dell'ordiunmento del 189'2. La prima è molto severa. Essa sanziona ed ::tpplica rigorosamente ·il principio dell'obbligo generale al ser·vizio milita re dal 20• al ·~5° anno. In tem po di pace n tutti gli ubili, tranne qua lche rara eccezione, viene ·imposto l'obbligo dell' istrn1.ione militare, ed in tempo di guerra tutti gli ~·bili dai '20 ai 30 anhi, senza ('~cezione , servono nell'munta at'&iva e rare esenzioni vengono accordate agli inscritti oltre i :10 anni , che si tr(1vaoo in determinate condir.ioni di famiglia. La popolazione ioscritta sui ruo'ti militari viene ripartita in il grandi scaglioni, eioè: l'armata attiva C·<Hb prcndente ~li inscriui dai 20 ai 30 anni ; l'armata di risen•a comprendente quelli dai 30 ai 31; 1° ùando quelli dai 37 ai 4.~ ; e l'opolcenie o r111lizw onronale ,.. , ,.. zo li l Jt~1 n :t U , Alle operazioni di cam pagm• si elastina non ~o lo il ,, o e 2°/Scaglione, ' --ma. anche il .1° bando della milizia uazionale che, nll'occorrenzn, può .anche essere impiegato fu ori 'del principato. La lt'gge adott11 il servizio biennale, che in pratica si riduce a
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NOTl~HE MILITA R I ESTERE .
l\OTIZI E lllLITARl ESTERE
20 mesi, e Gssa l'effettivo dell 'esercito permauent.e all' ·l % della popolazione. Questo limite non permette d' incorporaro ltttto l' l . t' 1 • con JDil'eote anuuua e, per cuJ, vol endo dare ad esso l' istruz 1'o T o. d ricorrere ad , . d' · 11 . " · ' ne nl l 1tare, sr ovette· .. e1;pe Jent~ , c ~ _appaiOno ))eu combinati e fecond i di buoni .• 1 ~~:~utatl ' anche perchc facili tati dal sistema regionale, ndottato per il . .· .lamento ed ord1 Da~1e~lto dell'ost~rcito. Alle autoJ·itù tl'rdtoriali in~-3 ll t.:_a .te delle. operazJou ' di r~c_J uta mento viene Hl'fidato il com pito <Pi l!>truJJe quelli che, o per facdJtazioni accordate dnll l . e ·cc 1 t' ·1 · . • a egge, o percbe t.: l eu l l eonuJJgeute da mcorpol'llr"i annualmente sono l . . . co nuedo Questi el . ascwt1 m . • • . od . . . emc_n~J con g 1l uffiwlli di ri:;erva sono richiamati· p~l ue m~uJ cousecuttvt e per no periodo d'istruzione della ,, . t dJ tre mesJ. , uul a &
E. poichè il lol'u co.ngeda mento coinci.de cou (juello rlell·• p. .· classe nell' ose1 . .C.itO perman~o te e precede di 1 n l opila· .. • l' · d 11 '~- o <> mes1 tncorpora· 7.Jone e ~ nuove_ reclu te, si verifi cano annualmente i periodi della. , forza massunu e dJ quella minima senza che il servizio Ll C rl·s·enta nlcun dnnnp. . . Que_sto sistema, per cui nell'autunno l'ellettivo delle
a .
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nva aJ 60 uom· . compa,ote Ili ·, . . . , I O~ , oo~ :sg?m.enta alcuno. Gli uflìciali, che sono ob-
bll'='a.ll a colu varsi ed JStmirSJ, c~ mpiono questo dovere generalmeute· n?n potendo dedicarsi ngli studi nei mesi d'estate, trovano· PI_O~JZ J:l occas10ue per HCcrescere le loro co/)'oizion i nei pe .· d' d' r mmtma. o 110 1 1 •Orza-
c~o !'~lo e,
~econdo lll legge del H~IJ'2 l'armata attiva, quell a di riser·va' e l'opO'IceDJe, <ruand~ sa rnnuo completamente appreRtate disporranno : Armata atu vn : 6 divisioni di fanteria coi rel.nt.ivi servizi i di cav~t llerin ~ ·16,000 uom ini; più i riparti di complemento. Armata di rise t·va : 6 divisioni di fanteria coi relativi servizi _ 107,000 ; pi ù i 1·ipani di còmplemento. O polcen io (mi lizia territoriale) : ·l 0 hnudo 24,000 nornini · 2<> 24,000 • ' Questi tre gr~ndi s~glìoui, sia per la costituzione dei reparti si:. pel l' la prepa.razJoue del vari servi zi, non pòssouo certame n te dirsi ~o mp etnmente s1stemuti. Su l'armnta au.iv;t difPtta di matcri•lc, J· • " que Il a u1 nserva ne è ~pruv-
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vista del tutto, ~ le manca altresì il vesti:H"io, l'equ ipaggiamento e l'armamento. I noltre, se pet• la prima, Armala sono ili completo i quadri dei sotto ffi piali, sono deficienti cruell i rlegl i ufficiali in entrambe le armate. -specialmente nell'arma ta di ri~e rv:1, o1•e ntaoc:mo quasi tolti i comanrli .(]i compagnia c di b:lllagliooe . Presentemente l'escn: ito bu lgn rn può l'<lntare su circa ·100,000 uomini {lell'nrmntn attiva di cui non ~a rà inutile <~pp rezzare il valot·e. I :-:oldati sono clisciplinati o mol to amnti da ogni ceto d1 persone. l socces~i del 188;). sen·irono a :;,·Jinppa rc io e~si un vi vo spirito militare, t)li mentnto cla un alto seDtirncn t.o del dovere, naturnle m una '-soci;tà giova ne, l·; che ~i potrcÌlbe dir qua~i primitiva; e dalle rt:,;pirazioni ciel paese. .'iou molto :li ti di statura, ma robusti, forti e resi-stenti alle fatich e. porchè abituati <tl le pri vnzion i ed ai ~agrifì c i; istruiti {]_uel tanto che oceorre nlla loro co ndizione, ignar'ì nucoi'a delle que-stioni che ditiHtO origine ai partiti so\'\'er~ ivi , e che tormentano le so.cietà dell 'occiden te, si possono cou~i dera re come eccellenti soldati. 1 sottuiTicinli ratTcrm<Hi sono q u~si tutti a m i\t,-;-~liati. D' ideo modeste, .comuni alla societit bulgàra ; ~i o vaui, ma nOTl gioVanissimi ; dotati di mode~t.'l istruzione d tc b:t:;ta per il d1~impegno del loro ser vizio, e non {;rea ed alimenta aspirazioni irragionevol i, che possono )!enernrc fu 5conforto; con te~ti della comidrrrizione in en i souo tenuti H del loro solrlo, ~he permeue n•l essi di manwncre 1:. fa miglìn; zelanti del :;en·izio, rappresentano nn prezioso ele mento d'ordine e di di~cipl ina per l'e~ercito. In quanto ngli nfficiali frn non molto tempo i loro quadri ~ u ra nno -composti di elementi provenienti tutti •Iella scuola eli Sofia, In quale è .gratuita e quindi aperta ;~d ogui cJ:,,;se di citt.1dini. Per gli elevati stipendi degli ufficiali, per la considerazione ch'e::5i godono in societft , sOltO sempr~ nume,·osi gli aspiranti per l'ammissione alla scuoi:L In essa Yien molto curata, oltre all' istmzione. anche l'educ~zione~ i vile, i >eutimenti ed il tratto sociale; od infatti si nota che .gli uilìciali tutti tengono eontcgno corrèl!.issi mo, ed hanno tnì ltOP. portamento distinto. Ciò procn ra al corpo degli ufficiali u.na rimarchevole omogeneitit o -sviluppa fra 1\i loro nn vero cn me rati:; mo, che ~ i man tiene sia nelln ~a$e rrna cbe nella vi ta esterna. dove le relazioni sono i'acilitatn nei club lstitu!ti io tutte le guarnigioni del principato. Le più alte t:ariclto, cioè il ca po di st:J to maggiore, il Ministro della guel'l'a, tutti i comand i di di visione, non pochi tOIY!(lodi di reggi mento sono occupati. da ufficiali c.hc non superano il !~ 5° auno, rhc hanno
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.1\0 'l'IZU: l\lll.lTAR l E~TERE
NOTIZIE MILI'l' ARI ESTERE
una buona coltura e sono anima ti dal più fecondo amore nl servizio_ La campagna del 4885, alla quale tutti gli uffi ciali di grado più elevato pres~J ro pa rte, elevò il morale dei quadri c procurò la fiducianelle proprie ca pncità, utili<simo fattore di fo rza morale. Quesle.condizioni,_c il continuo prog1·esso che si verifìca nell'istruzione degli uffìci:oli , fan no giudica re assai favorevolnH:nte i qundri dell'esercito bulgaro. Di fJ nel progresso è pro v~ il rirnn1·chevole movirneoto intellettualeche si manifi)Sta nelle numerose conferenze di presidio, alle quali ~o no coma11ci:Hi gli uffici<l li inferiori e concorrono di propria elezione gli uf-· ficiali superiori ; e nella stmn pn militllro. appnrsa negli ultimi anoi,. dove lou.1no non poch i uffìciali. ll ca mpo dell:1 lotta è ten uto dagl i ufficiali provenieuti dalle scuolerusse, e da quelli che frequentarono le scuole italiaue. La loua s'ac-· centua in questo momen to iu cui si tratla di r ifare i regola menti perl'esercito e di sviluppare i cor;)i del lu scuola di Sofìn ; alcuni volendom~ nt enerv i mùlte delle cose l n~cia te dai russi e lìoora applicate nell'esercito bulgnt·o> altri, e souo i giovani, volendo <ldottare i metodi ele idee italiano. Ora qui è bene osservare che gli ufficiali che completano all'estero· la loro educazione non dimen ticano le sim patie, le amic;zie, in una parola le emozioni piacevoli di cui f.ou ricchi gli anni più bell i della vita, c le idee acquistate tla essi 1Ìelle scuole frequcnune all'estero Il rendono tenac~meu te propensi ali~ un ione che li ha ospi tt~ti . E siccomesi tratta di ufficiali intelligenti ed attivi, è certa mente prezio;a la cor-~ reute di reci proche simpatie che essi sanno accre:<cere e ri svegl i :~re. Riassumendo questi pochi cenni si può asserira che io qnesto mo· mento la Bulga ria dispone di ·100,000 huoui solda ti beu arenati, diseipliMti, provvisti di · tutti i uecess11ri servizi e çomimda ti dn uffkiali: giovani , colti ed animati d :~ un eccelleutc spirito milit11re. La mobi litazione di q neste forze può farsi abbnstaoza celercmenteqnantu nque siano sca rsi i mez7.i di ra pide com uuicazion i per unapronta ad unata. Con queste fo rze e con l'appoggio delle fo rtificazioni dì Slivoitza e di· Solìn la Bulgaria potrà io o~ni caso guadagnare il tempo necessarioper 1:~ costit.uzioue del l'~ rm ata di ri:>erva, o per l'a ttesa di l'inforzi daqualche potenza allea ta.
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FRANCIA.
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n (ucile f1·ancc:;e. - li uuc.vo caricntore appli t:ato al . fu cile ,_n o ~ dello ·1886, che era ~Ia LO .dato iu distrilmziona ad :dcuu1 reparti rl1 truppa per sper imentnrlo, ln1 data riw lwti così ~favorevoli eia fare abbandonare l'idea di adottll rlo defin iti vamente. E la 1rrave SPf}S:l che sa rehb1~ occCtr$a per la trasformnzionc, (j uast , 70 miii;ni, si è 11 gginnta eziandio all e ragioni tecniche, senza contare 1:he, pur così ~rasfo rm a t,) il fucile ·1886, 11 0 11 sa rebbe stato neppure l'ultimn ~sp ressione delle a1·mi moderne. . . . Il generale Mercicr invece pa1·e :tbbin già detcn nmnto d1 fn re ap~lt care a ttllt.i i Lebel esisteuti il Tampon masqué dietro la testa ~10bJI~ dcll'ottnratòre, in gn i~n ùa evi tare i danni ai tirntorì per le _s fug~•te cle1 aaz che si veri ricano coll 'otturawre attuale . Questa I1qmra1.10nc tmpor~er~bbc stll:llnente la s pesa di -t'i.i milinni. . . Mate1·iale f'erroDiat"io. - (l ministro cleli a guerra .M crcter hn !atto delle rassicur;HJti dichiM·niooi alla Cornmissionr' . .-:l.:lll'esercito n guardo al nHlleri ale ferrovi ~1ri o . [) n ll e u ~ ì riconosciuta la sullerioritù numerica della Gc 1·mauia ~nllu Fraucin in fa tto t!i locomotinl c vngon_i. _ma qn ~sta superiorità va attrihuitn allo w iluppo maggioro. delle ret1 !crrovinrie tedesche ed ;-Ili' impostanza ma)!g1ore del tra!!:co. In quanto al personilltl, ha dichiarato eliandio che ~li se~_bra. suffi ciente, per il rapido trasporto del le tro ppe in caso dt mob1h t:tz10ne. P~rò non è stato clelia :;tcssu opinione il s·ind.acato gene1·ale p1·of~s siorwle dc· nw.cchini8tl; e fochisti; di F-rancia. che ud un dato quesLIOItario stato!-!li proposto h<t risposto «elle malgrado tutta la buona vo« lontà sarà dirf.i cile ~oppe ri rc :1i bisogni di guerra. oè b n ~tn fa re solo «n r1danza col pa triouisn'IO degli agenti ferroriari . La dife$11 e _la sa« lutè' della patria sa rebbero in serio pericolo contiuuaoùo col s1stema , dell'econom ia e di personale e eli materiule. Come m ~ncl~c rebber~ , le braccia necessarie alla forma zione dei treni, così ez1and10 non SI • avrebbe la corrispondcute !'COrta di locomotive e tli rornbustibi le • adeguato al bisogoo, ecç. • . . A noi sembraoo queste esager<lzioni di chi è troppo tnteressato nell_a cosa, e che, per tirar l'acqun al pro prio mol ino, si fn :1 ~eg n a l nrc pericoli e p~ ure che forse nu11 esi5lOtHl \lhe Mll'egoismo e nel tornaconto del • , soprncitato sinùacato di macchinisti e fochisti . Dim1'nnz~:one dd 11eso dcll' elfl~ipaggiomento do. ca·mpagna. - E~-
NOT IZIE liiLlTARI ES TE RE 656 sendosi in Ger man ia, dietro iniziativa dello stesso imperutOI'C, prO\'Vl'duto acchè, per In fanteria delltt l!uardia prussiana, il peso di tutto lo equipaggiamento da 28 chilogrammi rosse portuto n soli n. il mini~t ro della guerra t\lercier ha fntto fa re stud i al riguardo anche iu Francio cd ecco le conclu:>ioni a cui è giunta 1:. Commissione incaricatn : . Sono stati l'iconosGiuti intlispen:;nhili tutti gli oggetti dell'equipp<lggiarnento atLtlùle, nè lontnnamcute si è ~posato D ridurre il numero delle canuccc; e pcrciù per addi ,•tmirc :.d u1w diminuzione di peso si è cercato di .sostitni rc l'ullnmi uio al fe1 ro, uegli oggetti d'equipaggiamento costrmt1 d1 questo rnetnllo. Gl i stl'llmcnti ptlrtutili, qmlli J)ltf ~·. picche, seghe snranno costruilO in nlluminio, i manici vuoti dello stcsw mct:.llo. In alluminio egunlmentc In gavettn, i bidoni, la tazza; il mnciMI Io da C<lll'è c tutti gli utensi li da cucina. Modelli di tuui questi oggetti iu alluminio :>ono stati fablJricati ed cspo~ti al .Ministero della guerru. Se verrnnno adotti1ti, il soldato al'l'it una diminuzione di 5o 6 chilognnnmi :;ull'alltHlla pcsù di tutto l'equipaggiamento. Egualmente si sta :.tutliando di diminuire il peso delln bardatura rlei cavn ll i da scllt1. Per orn si sta ~perimcntanrlo una :;ellt~ cl'onlinanza di allu.mi~tio iur~c~ che d '1~ccia io, data in distribuzione agli spahis sudanesl. Se r~usc1 ra l'esperimento. potrit ùeuissimo es::ere adottato questo modello d1 ~cl f<·, . anche dall a C<JI'Idleria fl·n ncesc, cercnndo di compensare con un C(JUI r alente di 'ive1·i e munizioni l'alleggerirnooto di 3 chil ogr~mmi della sella c,uenuti co l i:~ ::o:nitu?.inne dcll'n l'lltminio nl l"acci:tio.
GERMANIA.
Riduzioni al bilnncio m·i litare. - Sul principio rlcl mese rli marzo il Reicl.lstag esam inò in. ec:ond11 lettu1·a il bi lancio mi lit<•re, approv:mdo in mass1rna parte le delibe,·nioui della commiSSiona del bilancio. Sul complesso delle ,;pe~e pe1· l'amministrazione tlell'escrcito (oon com prese quelle del! n Baviera) furouo dill'alcato le S0 1un1e se~.:nen ti : dnlle sposo ordinarie marchi 1~,54 6,f>00 (:;omma rich icst; dal hi. lancio preventivo trn Prussia,Snssonia e\Viirtemberg marchi !~27, .\.9'J,60~); da llo spo~o per UII:l \·oll:l tanto lln t:oprirsi cui bilancio ordinario marchi 2,306,600 (somma rit:hicstn eomo sopra m;H·clti :!7,682,,10.}); dalle spe:>e straordin:t rie marchi 6,078,100 (::omma rit:hie~La come so pr~ ~n :m h i 73 ,:1711,G9t>) ; ' totale somma dill'nlcata nurchil0,901.800.
NOTIZIE ~!ILl'l'ARI ESTERE
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Fu approvata altresì ht delihernzione di sopprimere l'indenni tà di 360 march annuii. stanziata nel capitolo 24 del bih"lOcio per 320 ufficiali chi~mat1 aIle opern ioni eli eontrollo, r.orrispondcndo loro iovecù le normali competenze di viaggio in SPrvizio. Nella terza leuurn che ebh~ luogo eziandio nel me,;e di marzo, si 11pportò unn leggera modi!icazioue. al le precedenti dcii bcraY.ioui : si rimisero in bilancio march i 67.}.6~9 1'he erano ~ tnti dill':~k :.t i dalla s.om mn stanziata pP.r manutenzione tli ftlbbricati ad uso mag:tzzin i e casHrme, e si dilfnlcarono io sostituzione le ~'*" enti somme d:dl c spese per uua volta tao~o state dapprima :~pprovatc: per acquisto d'uuu pia1.za da e;er<:it,nioue por il l\" COI'PO d'n rm~ta : gomma pracedentemeiHe a ppro l't~tn rnarch i ·l ,oOO ,OOO $Om rn a radiatr. 500 ,000; per acquisto ti' 1111 poligmw pres,o Thorn per art.iglieri[t da fortezza: somma precedentemeute èlfl provata mnrchi 2, :i.85 ,000. St>tnm:• radiata 200,000. . Dopc ciò il bil11ncio veune deGniti vamente ~tpprorato Dim·in:t~zione- di ca1·ìco pel solda to di (anta io . - I n seguitn .. trardine dalo dall'imperntore di studi<Jre una più ~cnsibil c diminuzione di carico per il soldato di ranteri:t . Il )linistro dell:1 guerra prc~e ntò al sovrauo un progetto che, a qu(lnto pn re sodtlisl'n all 'i ntento. La tluni· nnz;ooe lota l~ di ca rico secondo il pro~elto è da 6 n 1 ch ilogrammi e si ottiene in parte ridueendo da HiO a 120 le cartuc1:e che ogni soldato 'deve portare, toglicudo una t'r1zio1Hl carne di ri:>er vn e ridllcendo a 50 per comp agoi <~ gli aurr1.zi da zappatore portatil i che attna lmeoto souo ·l 00. Altri esperlien Li s:tranno trovati medi:111te dimi nozione di peso di va ri oggl)tti d' er1u i paggiamento, 11 00 basta ndo q nelli ora ac~.~aunti a produrre uno s•:arico <li ;ei o setti\ chi logra mmi . Presso diversi battaglioni fanteria ~oi10 in esperimento. alcune modifìcazioni al ve,:ti nrio cd al l'e11ui pn).)ginmeoto. All'elmo ,·cngono adattate f!O;t rn itnre di hrnn1.o-allurninio; il suo peso .si _ri1l0ce co~ì a grammi '1.\0. Lit tuuicn viene tagliata più comoda su lle spalll.! eu :-t lle nscelle; il colletto dritt0 vi1me sostitui to da Un coiJeLto <tbbatlulO che :tii'OCl'Orreur.a . si può aod1e tenere a~zato median te marti ngaln, la t:rOI'altn ò pn re camhiat11; vengono omesse fodere ed ov~ tte per tutto >i •li'C è p o~s ihil e. Lo zaino ù liberato dal.la pesante intelaiatura, diveut~md n co~ì più leggcrn, meglio ;ldattnbde alle spnlle ~~ noo unnnr!o più ro otro l'elmo quando il soldato punta dnll11 posizione - :1 te rra. - Alla ,;cin bob- haionetta ,_·, so;;tituisce una baionetta simile a quella della rantcria rn ~,:a l', prr c!l.l'tto
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della diminuzione delle cartucce, vien~ anche soppressa la terza giberna. I riparti interessa ti debbono a suo tempo riferire sul risultal.o delle prove. Sembra che si addiverrà ad una decisione definiti va soltanto al termine delle escrc1ta7.ioni autunnali. Regolamento proiJIJisorio di ;.01dabilita pm· l' l!Sercito prussimw. - Entra in vigore il ·l o aprile -189~.• porò è in esperimento in u·o corpi d'armata dal 1o aprile l 892; contieno le seguenti principali disposizioni: 11 ser\'izio di cassa e contabilità è addossato inL.e1·amente al pagalor·e, COll cauzione; _v'è un p3g;1 t0re per battaglione, per· urigat<l di bat1e1·ic e per reggimento di cavalleria. Non vi sono consigli cl'ammistrazione, rclatori o diretto1·i dei conti, l'amministi·azione dei singoli battaglioui, brigate ecc. è autonomo; a solo si costituisce un:~ com mis~ ion e di cassa (comandante c capitano più :~oziano del battaglione) quando il reparto non :~bbia p3"atore con . o cauz1one od a,·endolo, sia impos-;ibilit.'lto, per malattia od altra causa • • # n prestvre serv1z1o. Il comandante del corpo li ~sa le spese in base ai regolamenti ed al sno c1·iwio, per ciò che è lasciato alla sua iniziativa; i pnga tori dei barwglioui rich iedr,no fondi allo intendenze, <~segu iscouo i paga menti, ' le registrazioni, i 1·esoconti; souo 13 loro l'esponsabilit:'t possano farsi coadiuvare da un aspirante pngatore (sotlufficiale). I l comandante del ba ttaglione h3 la sorveglianza sull'am ministrazione della ca:;s:~, può ispezionnrc c~ssa c registri quando a lu i piaccia; il l 0 giorno di ogni mese fa la verifica del nu merario ecc, conll·ofìrma la situazione che il p:1gatore registra sul lib1·o p'riucipale, di cui si dirà in seguito, e la manda all'intendenza divisionale o di corpo d'armata L' amministrazione della cassa è direttamP.ntc sottoposta all'i ntendente, ue eseguisce gli ordini ; però il comandante può sosperulerne l' esecuzione ed invocare In decisione del ministero, sempre quando si tratli di questioni i mporta n ti. L'intendem:a sommini:;trìl i fondi pel fa bisogno di un solo giorno di paga {i); più un fondo di riserva di 150 marchi, che serve 'pei piccoli pagamen~i f1·a ùue saccessivi giorni di paga. Il denoro è chiuso in uun cassa p~r battaglione, di cui il solo pagntore ha la chiave; le ca:>se del reggimento sono depositate in altrettante sudd ivisioni di una stanza ed affidate alla sorveglinma della guardin; il pngntorc risponde con !:1 ~uzione di qualunque perdita.
(l) t giorni di paga sono il
t•, Il,
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d'ogni me;e.
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Il pagamento degli stipendi agli ufficiali è fauo rnensilrncnte, in base ad un solo foglio stipendio per battaglione, q~;~ello del goldo alla truppa per decade. Il comandonte di comp:~g ui a fa ~ompilat·e, firm a e riscuote il foglio paga come da noi (1); sotto la sua responsabilitit può delegare un ufficiale od il furier maggiore di compagnia a pagare il soldo. Ogni uomo di truppa stacca Jal suo libro di p;1ga (sold-bucb) un coupon, che cous('gna Hll't1flìciule od al furier rnag"iorc come ricevuta·' t,. b m ?~erra anche gli ufficiali hanno di que;:ti coupon~. che sono pagabJh da qualunque ~ssa militMe o dello Stato. Lo stipendio degli ufficiali può essere riscosso dal comandante di ~mpag~ia , pre"io assenso ed a rischio degli interessati; in 11ucsto caso SI compilano tli;:;tinti fogli stipcndic> per lo singole compagnie. . Per l'cg_ola alle compagnie distllCcate sono anticip;1 ti i fondi pel fa b1sogno. dt un t~rw di mese; eccezionalmente per un mese. . ~a cassa è aulorizzata a conservare depositi; cioè: ùot! dei sotL' uffìCJalJ, contnbuti della cassa vestia rio ufficia li, 1·itenute pe1· rnullc inllitte dall'autorità ' giudiziaria, ritenute per formare la cauzione cle,Y!i imtJie. . d e .rdrcavato ella vendita di oggetti, cauzioni dPgli imprenditori, liretti 1 cassa risparmio (2), ca rte-valori (rendita ecc). Il pagatore deve tenero i segl!enti libri: i Registro protocollo, 2 Libri principali di ca55a (Kasscnhaupt buch), 2 id. dei conti (Abrecn ungsbuch), -1 id. del vestiario ufnciali (oftì zierbekleidunasbuch) 2- 1'd . di tutti i valot·i (Sortcnbuch), ~ ' 2 id. delle carte valori (Werthpapierbuch). Dei .2 libri principali c dci 2 dci r:onti; l'unù se1·ve per le· registr;,zioui ~el pl'lr~JO ~ terzo trimestre, l'aiiJ·o per quello del secondo e IJUarto. Sul . hbro prlllctpale sono registrnti tuLti i pagamenti e le t·i~cossi on i mano mano avvengono, per modo da presentare chiara in ogni momento la sio
fuh,
(l) l..a. ~ompagnia, ;quadronr, ccc. non è ente amminislrativo: non ha giornale di coma~lht~,. ma un ruolo nominat!I'O $i mile al nostro ruolino lasrabilc; tuttavia pe r rende1 ~ pw facJle al flll'l.er· m~gg1orc la com pilazionc dei Fogli paga, dP I buoni pane e rora~g.Jo, la COOip3gnJa. IJene di. COnS~I'lO il 1/oppo?·t- und l.O/Hillngsbuch, nel quale s nscu~ono le lanaztont gJornatJ ere. b doc•lmenlo che non ha valoro JJ f(lcinlc altro ct1e P 1·es~o ~~ eomandanlo di comp~snl~ La com11:tgnia non conwila il r:lppor tò-~ilunzione
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glo1na1Jero; 11 battaglione no compila ono trimcslrale. (2) l.e ca.sse di tla tl ~lglionc sono au lorinaLc a rilasciare lillretti di cassn-rl$parmio ai componenti 11 haJtaglionP, como fanno ti<• noi le casse postali.
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NOTIZIE MILITARI EST ERE NOTIZIE :UILlTAn i ESTERE
tuoz~o~e dc~b c~ssa; è tenuto personalmente dal pagnt.ore. Sul libro doi c?n1 1 s~ re_g1~tr:n~ o. de?u ce~d o.l i dal libro principale i singoli pagan1enti e nscossiOO I, 1n distmll rapllol•, co1·rispoodcnti a quelli del bilnncio della guerr1•;. le r~gist1·a z i oni debbono farsi al più ·lardi nel giorno successivo a
q uello
gendo parimente le :;omme richieste per acqnisto di Nlnnoni, ecc. da destinare ai forti della bassa Elba ed una aggiuuta r.he volevasi fare alle somm~ stan zinte nel hilnw:io ordinario per le spose. nn a vol tn lllnto). Oltre a queste economie proposte dalla commissione ciel bilancio il Reichstag approvò anche un'a !tra economia dell'n mmontare di marchi 2,200.000 snlle nuove eo:truzioni. Per queste erano stati ri chiesti i fondi seguenti approvati dalla commissione: un mili one qn ~e prima rat:~ per costruzione d'uon corazzatn in sostitnzione dulia Preus~e n; un milione qu:~l e prim11 rnta per la costrnzionc cl'nu incrociatore in sostitmione del Le·ipz'iy; un milione e 200,000 marciti quale prima rata per !:1 costrur.iouc d' nn avv iso in sostituzione del Falke . Vi fnrono in proposito luughe ed auimate d isc us~ ion i ; infine la rorazzatn in sostitu zione della PrM(SSt:n pas;ò 11pprovata e furono negnte le somme per l 'i n croci ato r.~ e per l'avviso.
ebbero luogo le operazioni di cui sopra. !1.1 ° gi?rn~ del."·i~c~Lre, chiusi i. ~onti cl.el trimestre decor:;o e ri port<.~ ti 1 total1 su 1 regiS,II'I rh quello teste mcom10cillto, il pagato1·e manda all ' intendenza, perchù siDno riveduti, i ,.,~g istri di cas5a coi documenti annessi (fogli paga, fogli stipendio, ricevute ecc). L'intendenza fa ispezionare irnprnv visamente, da un ~uo impieaato, tulte le casse delle truppe dipendenti, alme·no una volta all'anno· talune :luche due vo lte. ' Il p~g:ltore con cauzione s~gue in guerra il 1·ispettivo reparto; se per rnalatli:l orl altra causa non SHI presente, non è sostituito: si nomina un·1 ~ C~m missione di cassa, » compM a del Coinandante c di I , o, 2 uflìcial;; ogn• membro ha una cltiave della cassa . .. Dichi.,rnta .l~ gueHo si impiantano n uovi libri di c:Jssn (Krings kossen~ucher), tu~t1 m un :;olo e~empl aré; vi si iniziano le 'Critt.urazioni con la s~tuaz10ne d1 cassa del 1" giorno del nlPse in cui fu indetta lo mobilitn~JOne; durano fi no all'ultimo giorno del mege in cui fu dichiarata fin ita In guerra. L'intendenza in guerra non rivede i libri di C<lSSa Al :! o 0oiomo del trimest.rt:. 111 Clll
GRAN BRETT AGNA.
Marina .
fl idu:;ioni al bilancio. - Anc h ~ il lnloucitJ della :na rin:t venoe . cs:nn inato in :::ecouda e 'terza leuur·a nelln primn metà del ma rzo corrente 11nno. Le riduzioni state proposte da lla commissione fl el bilancio ed .a pprovn tc dnl Hcichstng ammontano a n;archi :k 7.39. 783, vnlc n d1re :
.· .ma ~·cl~i 673,183 :la! hil~ncio onli nn1·io (la parte maggiore dellf) 11d~z10U t lu lattn sull eserCI ZIO della Jlottn, :::ul montenimenw della medesima e dei cantieri); marchi 2,0GO,OOO sulle spese per una vol t:r taniO del bila ucio ordinario (tolti iniiH':unente d:tl titolo ·13: arrn 11 mento d'articrJicria dHilc quattro grandi corazzate ultime cost.rntt.e th·andenln~Tfl, w~1 ·th. Weisscubw·y, Kur{iir.;t Friedrich Wi /helm.); . marchi 2,066,600 dal bi lnncio straonlinllrio (eco nom i:-~ rutta respingenrlo l.t1 prima r;Ha dell'importo rli mnrchi 'i ,000,000 por la CO· ::truzionc d1 nn g1·an dork roperto per il cantiere di Kiel e re;pin-
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Aumento delle forze navali inyles·i . - Una prova come l'opiuione pubblica in I nghilterra 'possn m<>lto inlluire sulle tb:isioni go1•ernative, l'abbiamo nell'an rnenl.ù suÌtìto dal bilnneio delln ma rio:~, per l'anno '1 89.~ ~8 95. Infatti dopo che la stampa inglese e con essa gli uomini politici emineuti di tulte le parti ~ i son fatti a dimostrare l11 opponuoità e ne· ceosi1i1 di uu numouto deile forz e na1•ali, il gol'eruo, seuz(t e:;itazione, ha por1ato il hilaucio dell a ma1·ina n 17,366,000 li re sterline, con lo inteuto rl i :<opperire immediata mente ni dife Lt.i lamentati. La m:1ggiore sptl~a di :J,1'2G,OOO lire sterline uou è cl•c una primn annuali ti• dell'impiego del la ::omm:t di ·la,630.000 lire ;;terline ripartita su cinque e"erei7.il per l'e~ecu zi one del progra mma lìuorn tenuto se~reto e compilato in rt: lnzione al numero delle Mvi (•sistenti ed ;" rorso di costruziClne nelle marine str(l nierc. Que:Ha somm;• è rlest11111ta per l'aumC!oto di 6700 uomioi nel persona le del"' 1\oua e por la rosiruzioue im•uediata (li i corazza te d i ·l a clns,;e, tipo Mo.jestic, di 6 ioct·ocir•tori di 2" cl:•sse,. 1ipo 1'nlbot, e d1 2 ani,;i. Si provvéderil Pl.iandio :1 f•Jrnirc gli equipaggi tlelìe ua vi ùi fucili a ripetizione, ad llSI!guire importnnLi opere di ùibn contro :Jlt:lcéhi di torpediniere a Portland, Portsmuth, Devcnport e Southam p1011, a prolu ngare· rli ~80 metri il SIIOll) di Gibilterra e fJUÌVi stabilire nn bncino di raddohbo. Si costru iranno ancora tre uuove darseur a Keyha m.
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NOTIZIE llliLlTARl ESTERE
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L' f nghilterra nel !IJeditetTanto. - Il Times del 20 marz.o pubblica nn nrticolo di sir George B3rlen Powell in cui trattando della questione delle basi delle operazioni tHl\'tlli nel ~Jediterr:meo. dichiara che dal punto di dsta geogr·afiCl) le posizioni di Gihillerra e ~J alta ~ono hensì le due chiavi del l\Ieditcrranco, ma rcstn aucora ben molto n fa re perchè esse rispondano effkaccmcnto nllo scopo. GibiIter ra io i~pcci:-~1 modo oggi uon riunisce in sè le condir.ioni neCt!ssarie alla sua importéHlz.n io <'3SO eli gue!'ra. La Frnucin iu\'ecc pos.;iedo 2 1 darsene pron te a ricevere le fl l)tte fraoce;i in caso eli guerra; l'lnghilterr·a nou ne ha che qnauro in totnle e tuue nel lo ste:;so porto, a :\J alto, ed il porto inglese piu vicino 1ol Mediten or:eo è Devonport a 2000 miglia di dist<~n za. Bisogna adunque provvedere di :n·erc almeno delle solide b~si di operazione iu Gibilterra e :\lalta col portare a compi rncn to tulle le opere e modifìcar.ioni ncr.o;s~~rie P. rcnderle tali. Jt ovvio ricordare come sia lfu ori proposito parlare d'occupazione llncho eventunle de' porti degli al l e~ti o delle potenz.c neutrali ovvero della con~Ju istn di quelli appartenenti nl nemico. Occorre invc<'e penSM C serìn mente a mettere in coru pleto stato di difesa i due punti princ ip:~li dì dominio inglese nel Mediterraneo. Il ?'ec/tttarnenlo clm·ante il 1893. - È st:Ho testè puhblicato il rapportll dell' Ispettore generalo del reclutanrento, relativo all'anno ·1893, del quaic crediamo opportuno ria~sumero i pnu~i prioripalì. È Yero che il numero di reclute incorporate nell'esercito du rante il ~893 fu iufcrrore a quello dell'anno precedente di 6~6 ~ : nondimeno Ùoo un organico ell'euivameote identico, le file dell'e:;crcito, al ~ o geuuaio 1894 contavano 1850 uomini di più che al '1° gcnna·io ·189!!. Un confronto delle op~rnioui di reclutamento degli ultimi anni ci dt\ le seguenti cifre :
reclute incorporate nel 1889 ,1890 » ) » •1891 » » 1892 » ) » » 1893 ))
'29 ,40 l 3·1,.}Oì 36,003 4-~ ,659 35,495
Gl i arruolamenti conseguiti nel ~ ~93 risultarono sufficienti poichè, i! g10ruo della partenza del primo distaccomento, gli organici dell'esercito d' I nghilterra erano al completo, e quellr dell'esercito per le Indie avcvaùo nn'ecccdeoza di •177 individui: ed in. cifre precise, :d 1° settembre '1893, l'organico d'Inghilterra era deficiente di soli •l 80 uomini,
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~llLITARI
ESTERE
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mentre alla stessa data dell'anno iorwnzi ne mancavano 338; però bisoana tener conto che l'or(Tonico pel 1893-94 era s\ato ridotto di 33i>. o o . . .. Al 4o settembre 189il tutti i corpi rlell'esercito eccedevano 1 rrspett1v1 {)r~>anici, ad eccezione del genio e •Jclla fante ria d~lla guardia c di linea, o . . . . -cha nvevaoo un:~ defici enza di 35, ·198 e ·l ·196 uom1n1 mpett1vamente; ma al ·lo gennaio il genio non mnncavr~ più.ch~ di soli ;). uomini, e - ~~ fnuthia di linea di 984-, 111enli·e In lan terra <Iella guardra ~eg n:~v:1 gr;l un'eccedenza di •1·19. Naturalmente, la spiegazione del soddisracE.'nte stato numerico rl e l~ l'eserci to al ·1° gennaio ,1894-, malgrado la diminuzione del oumoro fiJ reclute incor por~te nei precedenti '12 mesi, deve:;i cerca re nel minor numero di perdite. La qualità delle reclute segna nnchc un notevole miglioramento. Gli arruolamenti ~peciali forni,.cono l::~r~ameote una mi!'ura del hnoo succ~sso del reclntameoto: essi di minuiroi10 da i3,33:J nel ·1892 n 9471 nel ·1893, ossia dal 33,7 al '27,2 per cento del numero tota le degli arrolati. Al principio del '1893 si sperava che fos::c possibi le fan~ n nwoo di ·arrotamenti speciali per la ftmtcri a di line;1, e l'espr1rimcnto durò dal 25 febbraio al ·IX mìt~gi o; ma quando si vide un grnude decremento nel numero delle r!'clu te, fu necessario accetta re nuovamente individui inferiori alle misure prescritte di statura e di JOnlce; i qnnli limi ti ridoui sostengono però jl paragone con quelli ot·dionrii dt'gli c;erciti stranieri. Una relazioue dinJOstra ~:h e, sopra <l 890 reclute di arrolamento speciale della prima metà del ,189:3, 'l 007 avevano già ra::rgiun to la rni>ura norm<tle nl 2 gennaio, mentre 366 essendo comandati, od in licenr.a. er~no irreperibili per la misura , e 517 rimanevano ancora inferiori : e bisogna notare. che tutti costoro non ;~vevano, in rn eclin, che poco più di 7 mesi e mezzo di servizio. li geuera:e Ferlding, osserva ehc n\ln è fa cile rac('oglierP. più di 23,000 reclu te in un anno ~enza ricorrere ad arruolamenti special i. Ed è curioso notare che malgrado i prolun~ati scioperi n ~ i distrelli nnmerarii, pochissimi sono stati gli arrolati che ave;;set·o diretti rapporti con le mimere. Si sente ri petere tutti i gio;ni che molte migli<~ia di giovani robusti noo trovano impiego presso i minatori; nondimeno, il reclutamento non può dirsi sia stato ravvivato, dal lato numerico. E questo non può spiega1·si che col ritenere questi individui che non tro,·ano impiego siccome la feccin morale e fisica della popolazione. In quanto a fisico le ~ uardie fecero notevole progresso ùurante il1893.
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NOTIZIE MlLITARl ESTERE
'
2° Elasticità del sistema secondo il quale il servizio sotto le armi
Il 28 dicembre il limite di statura ru elevnto a 5 piedi e 9 pollici ; non essendovi ammesso alcuno di stlltur:~ inferiore, salvo il consenso speciale dei comand anti di reggimento; e la statu1·a med i~ dei semplici soldati - ad ecCCi~Ìon c dei musicanti, tnrnbuniui e r"g~z1.i - r isuh tava dagl i ultimi rappon i essere l~ seguente: Granatieri guardie -
tutti e tre
battaglioni
IO battaglione Coldstrea m Guards ~ 20
Scots Guards
. l zo1o
r ieti t
pollici
5
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5
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5
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l 89t
Inghilterra Galles Sco1.ia lrlanda
29,2J38 1,20 1 3,4-3() 3,707
può essere con ver~i to in servizio nella riserva per coloro che provino avere àssicurato un impiego; 3° Congedo di coloro che improvvisamente diventino unici sostegni madre vedova, ecc.
SPAGNA.
l&l3
25,788 907 3,004 3.2'29
In quanto al la marcia di un batt.aglioue di fanteria (Royal Welsh Fusiliers) a t.-averso il Ga lles settentrionale, fatta n scopo di nllettare la gioveutù ad nrrolnr$i , si dice ch'essa abbia ginstificnto il danaro impiegato. E' impressione dell' ispettore genera le del recl utamento che l'accresciuta popolarità dell'esercito debba ricercarai nelle ~egu enti cause : ~ • Riduzione delle ritenu te per '3:\tra-meusa d:~ .~ 1 /~ soldi a 3 ;
Arma del genio (Ingeoieros). - Col nuovo ordinamento militare, genio nella penisola e nei possessi del Nord Africa, si compone di 4 reggimenti di zappatori minatori, 1 reggimento di frontieri , 1 battaglione di telcgrafi sti, ~ bauagliooe di ferrovieri, ·l brigata di topografi, ·l sezione di operai e 7 depositi di riserva . Nelle 1;ole Balea ri vi è unn compagnia di zappatori min :~toi·i appartenente all'esercito regionlde ùelle suddette isole. Nelle Canarie non fu ancora organizzata . Ogni reggimento di zappatori minatori è for mato su 2 battaglioni, tanto sul piede di pace, come su qnello di guerr:t, cd ogni bauaglìone è format•1 su 4- compagnie. In pace il reggimento ha la for1.a dì H ufficiali e 60~ uom ini di truppa, in guerra di 50 ufficioli e 2006 uomini di truppa. Ogui reggimen to ha una fanfara composta di due trCJmhettieri e due tamburini per ogni co m pa<~ni o a, un caporale trombettiere . ed u_no tamburino per battaglione ed un sergente capo fanfara. Il 2o regg•mento zapp<•tori-minatori a Madrid, ha una musica uguale a quelle dei reggimenti di f~o teri a . · . I l reggimento pontier i consta dì 4 compagnie, che in guerra si s:loppHl!l(J su 8, La forza del reggimento sul piede di pace è di 29 uffl ciali, 3~0 uomini di truppa e 7 operai borghèsi (cootratados) c su quello dl g1,1erra 63 ufficiali, ·11192 uomini di truppa t! 25 operai. I battagli_oni dei telegrafisti e ùei ferrovieri sono su 4 compagnie tanto sul pcede d1 pace quanto su quello dì guerra. Il battaglione dei telegrafi_sti .ha in pace la forza di 28 ufficiali , 40~ uomini di truppa e 2 opera1, ID guerra di 46 ufficiali, 433~ uomini di truppa e 5 operai. I~ battaglione ferrovieri lw in pace la forza di 25 ufficiali, ~03 uomini d1 truppa ed •l oper:~io, ed in guerra 32 ufficiali, ·l 057 uomini di truppa ed ~ operaio. Le tre prime compagnie del battaglione dei telegralìsti ~anno la telegrafia elettrica da campagna, e la quarta la telegrafia ottcca, la telefonia e il parco aercostatico, finora però non utilizzati nelle manovre di campagna. l'~rma ~el
•10 10 1/tr.
È ior.ercssante notare che nel •1893, furono arrolilli 29i individu i pel :;ervizio rli 7 noni nell'esercito atti vo, e 759 per 3 anni. ~e i battaglioni di fauteria di linea - esclusi i depositi - gl i uomini fra 5 piedi e 7 pollici e 5 piedi e ·l O pollici , nmmontavano al ~o gennaio ·1891• a 7197 sopra nn totale di 4·1-, ·1 37 mentre quelli più alti erano 4335. In qua nto 11 torace nei bannglioni di fanteria di linea vi erano 18,250 ch e avevano 36 pollici n più d';impiewl toracica. l i rap.porto assicu ra che le ispezioni sanitarie sono sw te condotte oon somma cur~ e che il numero dei rifi utati ammonti a H O per mille, mentre uel ·1892 era stato di 382. La perdita neun pe r fliserzioni fu, nel 4893, di 2726, mentre nel 92 era stnta di 30 ·18. Pnragonanolo i risultnti del recl utamento del •1893 a quelli del 1892, per le varie parti del Regno U~ito, troYiamo le cifre seguenti:
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43 - ANI'iO XXXIX.
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Il materiale per completare le dotaljioni del reggimento pontieri e dei batlaglioni ferrovieri e telegrafisti all'atto• della mobìlitnìone, si con· serva nello s1abilimento centrale dì Guadalajara . Le truppe del genio sono escl usivamente dedicate ai servizi propri della loro specialità, restando esenti dai servizi di guarnigione (servizio territoriale, pir.çhetto armato, ecc.). I nterverranno però quando esigenze di ordine pubblico o altre circostanze eccezionali lo richiedono. In ognuna delle 7 regioni militari in cui si divide la Spagna ed aggregato al comando generale del corpo d'armata, ·vi è un deposito di ri· serva, che tratta esclusivamente cose di ordine amministrati vo ed economico ed è inoltre il centro di recluta mento delle truppe del, genio.
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BIBLIOGRAFICHE . a) Recensioni• . D~lla leva sui giovani nati nel 1872 e delle vicende del Regio esercito dal l o luglio 1892 al 30 giugno 1893. - Relazione H S. E. il Ministro della guerra. >
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È stata testè presentata al Ministro della guerra dal commendatore. F. Becchi, direttore generale delle Jeve e della truppa, la relazione sulla leva dei giovani nati nell'anno ·1872 e sulle, vicende del Regio . esercito dal 1o luglio •1892 al 30 giugno 1893. Questa relazione, che è la terza stata pubb-licata in meno di un anno, e con· un intervallo di so.li tre mesi d'alla precedente, è fra esse la più importaute perchè vi figurano · i risultati ottenuti dall'applicaziop.e, ~Ila leva suddetta, d~l sistema della categoria unica; tratta della ferma · speciale attuata per i rivedibil i stati arruolati in 1a categoria in una delle due leve successivtl a quella alla·quale concorsero; pr;eseuta ì dati relativi all'esperimento fatto per concedere, almeno in parte, i mezzi dì yiaggio agli in;critti che debbono recarsi al capoluogo del cir~ondario p.er l? visita e l'arruolamento; e contiene i risultati di una serie di · .altri provvedimenti emanati d:llla cessata amministrazione· del tenente gener~le Pelloux per semplificare e far riuscire meno dispendioso il setvizio della leva, nonchè per rendere meno gravoso , pei cittadini ii tribu.to personale che essi devono prestare in servizio del paese. . La relazio'!e di. cui ci occupiamo interessa, anche più delle altre perch,è; oltre all'esservi riportata la giurisprudenza adottata dal Mi.:. · nistero de1la gue!Ta nella risolt{zione dei ricorsi contro le decisioni
NOTIZIE BlBLIOORAFICB·E
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NOTIZIE lllBL!OGRA.F ICBE
dei· consigli di leva c tuue le principali disposizioni d'ordine generale o speciale. impartite per assicurare il regolare andamento del servizio ilei!;. leva, contiene varie altre notizie mai state pubblicate prima di allora. Assorge poi a maggiore importanza ~ per~hè i dati i vi pubblicati possono servire di non poca utilità , per la discussione del disegno ilell:1 nuova legge sul rcclntan1ento sta to non ha guarì •·imcsso all'ordine del giorno della Cnmera dei deputati. Come di consueto ne riassumiamo il contenuto in questa ri vista; premettendo quelle parti che si riferiscono a provvedimenti ·nuovi.
Della leva sui gio'liani nati nel1872. -
Categoria unica.
' . La q,uestio.ne del contingente uni9o o. della categorja u!li c~. come suolsi comunemente chiamare, collega ndo~i con interessi privati, sociali e militari, è stata molto di scuss:• in paese e più volte esaminata ampiamente sotto i suoi molteplici aspetti dalla stampo mi litare e non militare. Quindi noi, come del resto ci obbliga di fare il breve spazio concesso per una recensione, senza entrare a discutere le ragioni che si adducono. in favore e contro di essa, ci limiteremo ad accennare sinteticamente quanto a tale riguardo è riportaL.O nella prege,•ole relllzione. Per la tendenza continua ad aumentare il contingente di 1• ca tegoria , .il qual e nella leva della classe. ·1871 risultò di poco inferiore al com~ plessivo numero degli ins'critti idonei l'li servizio militare e non nssegnati alla 3• categoria; pet' la conseguente diminuzione delln 2• categoria che, ridotta a minime proporzioni, non rrn più sufrìciente a provvedere alle tru ppe di complemento; ed anche per applicare, con 13 soppressione della 2' categoria, in modo più pratico il principio dell' uguaglianza per LOtti i cittadini dell'obbligo del servizio militare, il Ministro della guerra tenente gener·ale Pell(Jux credette conveniente di adottare, per la leva della classe 4872, la categoria unica, che è quel sistemo mediante il quale rimangono vincolati ad obblighi di servizio di 2..· categoria tutti gli. uorriini che'· sono idonei a servit·e, fatta eccezione per quelli che sono assegnati alla 3• 'categoria.' Perciò, mentre fino alla leva della classe ·t 87·1 venne fissato il contin1-(ente di 1a ca~egorio in un determinato numero di uomini, con la ìegge del 10 aprile 1892 N. ·17·1 fu stabilito che tutti gli inscritti della classe
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~872 riconosciuti idonei alle armi e non aventi diritto all'assegnazione alla 3a categoria, dovessero esser~ ~rruoiati in 4a categoria, eccezio~e fatt.a per quelli provenienti da leve anteriori che, pel numer~ avuto tn sorte nella rispeuiva leva, avessero dovuto essere assegnatt alta 2a categoria. . . . . In conse<>uenza di tale provvedimento non fu p1ù necessa rto che gh inscritti di ciascun m:mdomcnto si presentassero alla visita ed all'arruola: mento ·secondo l'ordine del numero d'estrazione e quindi si prescrisse che si present<•ssero per comuni onde risparmiare spese ai municipi, tempo e disngi ai sindaci e segretari comunali eh~ in pn~sa to erano_ob_bligati a rimanere più giorn i nel capoluogo del Circondano mentre St VIsitavano anche gli inscritti di alrri comuni del loro mandamento od a tornare nel capoluogo ste3so;- ~i semplificò il servizio ù:ll~ l~ va perché non si dovette procedere alle complicate e lunghe operoz10m 10 passato richieste pel riparto circondariale, pet sub-riparto ma~dome~tale,_ per _1~ sistemazione del contingente e per il ripianamento de1 vuot1 verr fìcatLSI su,ccessivamente nel contingente stesso; - si calcolarono nella leva medesima sulla classe 1872 gli inscritti sul conto dei quali il consiglio di leva emise una decisione durante il secondo periodo, anzichè rimandarli alla 'leva succt:ssiva come pr~ti cnvas i in pnssa!.O, evitando CMÌ di riportarli io capo delle liste di leva c di estrazione della classe ·l 873, ~i fare prendere ai consigli una seconda decisione per calco la~c nel_ cont•n?ent~ quélli stati arruolati •n 4a c.1tegoria e di far rilasciare a1 cor p1 le cop~e det fogli matricolari relativi agli arruolati orodeui; -si potè prescflvere cht: venissero accettl'te tutte le domande di visita all'estero, ancorchè pt·e;;entate alle prefetture e sotto prefeuure dopo_ l_a p r~m_a se~u t~ ~s sota per l'esame definitivo ed :~rruol amento degh toscrt tu , poLche _ ·~ tanto non avendo più luogo la ripartizione del contingente la v•s•ta aÙ'estero concessa dopo quél termine ncn veniva in nos~ uu caso n pregiudicare l'interesse dei terzi , C[tll1nd'noche gli ins(:ritti cosi visitoti avessero nvuto diritto all'nsscgnaziono- alla 3• categonn: - e per. la stessa ragione si potè disporre che la faco ltà di concedere i pa~sa~gi per libera elezione dalla 2a o 3• categoria alla 4~ fosse transllonamente devoluta, per tutti i casi, ai con~ig li d'a mminist•·azione dei corpi nei quali gli aspiranti al passaggio desideravano di essere ammessi. Oltre questi vantaggi immediati che si ottennero con l'adozione della categoria unica, altri se ne attendono di gran lunga più importanti. · « Si ringiovanisce l'esercito !' consegnentemeote se ne aumenta In
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
potenza, poichè è evidente che in caso di mobilitazione essendo aumentato il numero degli uomini istruiti di ci:tsc•Jna classe, esso potrà completarsi senza aver bisogno di ricorrere a classi molto anziane, le quali, per il !laturale logoramento apportato dagli anni • alle forze fisiche e alle qualità militari dei singoli individui, non « possono avere lo slancio e il cornplesso di quelle doti d'istruzione • e di educazione che si ritiene debbano avere meglio conservate le c classi più giovani. < Si evita la chiamata e l'istruzione per un breve periodo dei mi« litari di 2 4 categoria, chiamata ed istruzione che importnno un « disturbo:non lieve ed una serie di operazioni complicate per i di« stre'tti e pei corpi . « Si migliora il reclutamento dei graduati, perchè la base della scelta • è più larga, essendo maggiore il numero degli uomini arruolati in c 1a categoria. « Si può avere sotto le armi una forza m;~ssima nel periodo mi• gliore per la istruzione, e, coordinando il principio della categoria « unica con una bene intesa giustizta distri butiva, si può giunger6 . « alle ferme graduali, cioè ad una diO"erenza di ferma, com'è consi• gli11to da ragioni finanziarie, sociali e dalla differente coltura degli c inscriui )). « « « «
( Contimta).
b) Bollettino bibliografico
l . Somma rio dell e riv is te mili tari it a li a ne. Rivista (l'at·tiyt~·eria e 9enio (febbraio). Ca veglia - Sull 'ordinamento degli studi per gli urfìciali del genio, Spoletta a doppio effetto dell'aniglieria tedesca. Ve>sichelli - Accumulatori elettrici. Muller - Sto1·ia dell'artiglieri!l da campagna . Pascoli - Nuovi tipi di esploditori automatici. :'oliscellanea. · Notizie. Bibliografie.
NOTIZIE BIBLIOGRAJ>ICH.E
· Rivista di (ante1·ùt (gennaio). Nqte al regolamento d'istruzioni) per la fanteria. Sa lve, baionetta. ~e origini dei marescialli di Napoleone. Notd e appunti. Varietà. Cronaca. Bibliografia.
r'\
Rivista mar ·itt-ima (marzo). 'Paganioi - Fototopogralìa. Mazza - Della neutralitil. Vecchi - Un Cockrane della marina vaporiera. Gelcich - La scienza nautica. Raineri - Sul disastro della Brandenburg. Notizie. Bibliogr<llìa. Supplemento - Le applicazioni elettriche alla esposizione di Chicago. Giornale medico dell'esercito e della man:na (febbraio). Lastaria - Delle adeniti inguinali. Cognetti - Paranuin primitiva cronica. Rivista medica. » chirurgica . anatomo·fìsiologir.a. dermosifiio pati ca. ) terapeutica » tossicologica. tecnica militare. » di igiene.
2. Ordinamento degli eserciti Lo Spectate11r M'ilitaire (•15 marzo) tratta in due articoli abbastanza interessanti due qne~tioui che spesse vo lte furono adombrate p1·esso di ·noi e che sarebbe utilissimo nell' intercgse dell'esercito s'tndiare ·attentamente. Esse rigunrdano: Il ritiro proporzionale degli ufficiali dopo 25 anni di servizio e la stabilità al Mioi~:-Lero della guerra.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
"<OTIZIE BIBLlOGRAl'ICHE
Riportiamo le conclusioni del primo e secondo articolo : << Daos l' intéret de l'avancement, il faudraìt presque fai re un pont « d'or . aux oflìcìers qui manìfesteraient l' intention de prendre leur « retra1te avant la trentièmo année ; et, au contra ire en vue d'un intén~ t « ioexpli~able et probablement par :mite d'un insconscìent respect pou r « la rouune tout en ayant l'air de leur facì li ter la retraite on met « mille obstacles à l'accom plissemeot de leun• voeux. « Soyons enfin conséquents avec nous-memes. « En défioìtìve, pour toutes sortes de motìfs on désìre proroquer « un certain nombre de retraites antìcipés et l'on a raìson·. Qu'on ne « décourage pas à l'a va nce l'offìoier qui sera i t disposé a se rétìrer « prématurémcnt.
«.Il est vrai que le princ:ipe de la
re~po~sabili.té ~oll~cti~o .du. ca~
« hmet tout ontier vis-à-vis du Parlement eH une cause incessa nte
dc bouleversements trop fréqnents. « C'est dour; à ce principe meme qu' il faut s'attllquer; C-!r il s'op( pose ù LOL~te entreprise à longue haleirne, à toute reforme impor~an te. (li est. SI rare de tl'ouver deux hommes avant les mcmes idées «et. d?nt l'un, le successeur venille bieu con~entir à n'ètre que • contllluateur dcs oeuvres commencées par celuì qui l'a précédé dans « une haute situation. · « Le plus sage serait declarer qu' à l'avenir la solid8rité des mi• nistres d'uu mème cabinet se bornera aux questions ayant caractère « de politique générale. • . .. Aujourd' hui, en présence du progrè:; incessant de toutes • Ics branches des connaissances humaines ct de l' importance des • perfectioonements à introduire soit dans le malériel de guerré, soit • dans In. rocherche de la meilleure organisation à dooner an personnel, « l1-s projets que pcuveot concevoir les ministres de la ouene et de « la mnri nc exi_gent presque tons une laborieuse préparatfon, un cer« tnin esprit de suite et dc longs drlais dans l'éxécution. )) -Lo Revue Mil-itaire Suisse porta in supplemento del fascico lo del 15 marzo un progetto di legge di ordinamento dflll'esercito federalo, in terP.ssa nte ad esa minarsi per'conoscere le tendenze che orrrrj vi sono Il' . . ;, ~:Je ne eserc1to sv1zzero cotanto uifTerente ·da quello degli ·altri Stati dell' Europa centrale. «
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3. Arte militare.
_ Lo Streflletu· di marzo pubblica uno st~dìo d_el capìtan~ .•~i s~~to maaaiore austriaco Sarkotic abbast:mza amp10 ed JnteressantJs:.tmo ,ul 00 teatro di guerra russo.· .. . . . . P er noi riuscirà certamente di grande utthtil ti trovare :~~ntto m poco spazio il sunto di due lavori dì strategia o geografia m~htare ~o stituenti quasi testo nell'esercito russo l'uno del gene.rale Zo~ota~1e~ sui confini occidentali della Russia, l'altro sulla rete dt comumcaz1001 esistenti in Russia. Questi lavori pubblicati in russo nella Enciclopedia. del generale • Leer, sono stati riassunti dal Sarkotic con rara maest~·1a tan_to che nulla di i mportante può dirsi sia sfuggito e certo, per ~~~ eserc1t1. non -direttamente interessati, basterà il sLmto per dare un 1dea prec1sa e completa del teatro di una futura guerra austro-ru.ssa. Trascriviamo qui l'orditura dell'importante studw: . Cap. r. Sguardo strategico· alle regio.ui del confine occ1~entale rus:o· a) !l teatro di guerra anteriore : R~dow. - Varsavw - Lubhno - Plock - Lomsaer - "Sjedlee - B1elosLOc. . b) Il teatro dì guerra interno: La Vistola - Jl Buy - la Narev. Cap. II. I l teatro di guerra sud-ovest. a) La linea Dubno-Rovno b) La linea del Dnìester. c) Staro-costantìnov. çL) Kiev. e) La Bessarabia. Cap. III. . Il teatro di goerra meridionale. » IV. Il Poljesje. » V. Comunicaziùni militari. a) Vie fluviali . b) Vie ordinarie e ferrate. Cap.. VI. Conclusioni. . ·. . .· _Per ali studiosi dì tatuca rcgoln me.\tare com para t:~ pos,ono nus~.; tre utili i seo~w 1Hi libri di Cor.iys eùiti dalla Casn I..ovauz~lle: . , J..e tire" d' infanterìe - Écoles des pointage et du t~r .à l.a ctbleTir de Mmonstration ..:... Tir de combat- Couduitc et dtsc1phne du reu·
~OTIZIE BlBLIOGRAli!CHB
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NOTIZIE BIBLIOORAFICHE
-De Gérault- & ercices et manoeunres d~ nltits, Parigi- Du bois. Des opération,s marìtimes contre· les cotes et les débarquemente Berger Leyrault, Parigi. ' È un _ li b~o intere~saote, chiaro e conciso io cui :;ono sviluppate le norme d1ret11ve che mformeranno l'azione navale nell(: guerre prossime eu ropee. - Bernard - Ta ctiq"e et st1·atégie- Tarbes. I.esc.amela.
-
5. Storia militare e generale.
Stra kosc _ Grassmann - L'invasione mongola 1·n Europa l 24/- ·l 242 con 5 carte. Innsbruck - \\'agrin. . _ Quistorp _ L'arm(tta del nord nella campagna del/813. nerhno -
7. Tecnologia militare.
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l eitl.ner - Die bestdndige Befestigung und de·r Festungsfcrieg nach den neuesten Quellen. (La fortifi cazione permanente e la guerra di fortezza secondo le fonti più recenti). lavoro molto ordinato e dal quale può facilmente fùrmarsi un ainsto criterio dei sistemi più recenti di fortificazione e delle nuove es~enze della guE-rra d'assedio. Comp1·ende due volumi; il primo • Parte qenerale • tratta dello svolgimento storico della fortificazione permanen~e dal 70 in poi, del sistema d'ordinamento delle fortificazioni e della oucrra d'assedio; il secondo « Costruzioni e progetti ~ tratta della cornz;atura, della costruzione e dei progetti di fortificazioni. È utilissimo a chi, essendo già nl corrente dell'argomento, desidera conoscere tullc le idee in voga e apprezzare il progresso efl'ettivamente fattosi da l tecnicismo fortifi catorio e della difesa di posizioni importanti. -Boado y Castro - Los fusiles Mauser adoptados en Europa y en Amu·ica. - De Pardo, Oviedo. Con questo libro l'A. distinto ufficiale della fa bbrica d'armi di Oviedo continua l'opera incominciata con l'altro libro assai più voluminoso dal titolo: Los (usilos mode1-nos in Austria· Ungria. In questi erano descritti i model li Vaoz;l, Verodl, Fruvirth, Kropatseek, Mannlicher, le loro qualitù balistiche, le esperienze successive su di essi, i loro vantaggi c difetti. Interessanti appendici consacrate alla polvere Schvab ed alle munizioni completavnno In descrizione dell'ar mamento austriaco. . ~el recente volume esso descrive il fucile ~Iauser di 7,65 mm .-, le sue munizioni, il suo impiego, i suoi dati balistici, il suo im piego in Ger~:mia, io Serbia, nel ~el gio, in Turchia , nella Repubblica Argentina ed m Isp~gna .
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Mittler. . d' _Sull' Europe Mi litaire (15 febbraio e ·l o ma~·zo) Interessante sm to sull'azi(\ne di Gustavo Adolfo a Bautzcn ed a Bre1tenfeld. . . _ Revue d'artitlerie- La campagna del / 830 e La presa~"' A.~e~·t. ' _ Hoenig- I combattimenti d-i Baiscommtm et Lo1·cy. ~erl~no.l<ehx. Abbiamo ripreso in esame questa interessante monogra·fi·a d1 duc_co~ battimenti poco studiati della campagna del ·1870 e. non es111:1m~ a dtch1a~ rarli un vero modello del genere, utili come traCCI~ ~er lavo_rr aoaloglu . e per l' intP.resse stesso che presen.ta~o ~al p~~to dt vtst:~. tatl~co. J::\.. li qualifi ca c combattimenti d1 rrcogniZione • e tah esst veramente si appalesano ricchi di insegnamenti. . . . L'eccellente metodo di trattazione s1 fa mam festo ·dal vari ·argomenti svolti. s-o) l'II · Per esempio per quello di floi s•:ommun (21• novembre ~ ' .oen1g esamina i seguenti punti : . . Generalità - Ordini del comando d'~rmata - o:d~ne del co~an· dante la 38• brigata - Riparto della trop pe -: Ord_IDl ~el maggiore Schoeler _ Notizie di parte francese - Occupnz1one d1 Do1scomn~un ed é\tt'tcco di Grenest - Il terreno- Lo scontro a Le~ Rues - Bo1scomn alle 9 _ Combattimento in Boiscommun - Cattura del romanmu 'd . . I f dante fran cese- Operato della fanteria - . Cons1 eraz1001 - n ormazioni ottenute - Scontro del tenente colonnello Caprivi -Ordini alla cavalleria- Perdite. . . _ Stenzel - La flotta dtgli St-ati Uniti nella guerra d~ secess10ne. La- . voro compendioso e assai chiaro pubblicato dal Milita: l.lfochenblatt ne~ suo 4• Bciheft del •1894 e, acc(•rnpagnato da schiZZI del t~a tro . dt guena, del combauimento di Port Royal Sound e della l3é1HI d1 Mobrle.
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NOTlZlE BIBLIOGRAFICHE l\OT IZlE BlBLTOG RA F ICHE
6. Geografia e Colonie E uscito il primo volume di un importantissimo li bro del Petit, professort3 alla .scuola coloniale fr11ncese col titolo: Orgam:sation des colo·Mes {1·ançaùes et des pay.s de protectorat, edito dal Gauth ierVillnrs. Questo volume comprende l'ordinamento pol itico, amministrativo, finanziario e la difesa delle colonie. - Il secondo comprenderà il servizio penitenziario, 11 regime econom ico e comme1·cinle, la gi ustizia e l'istruzione pubblica. . ' Per giudicare dell:1 importanza dell'opera riferiamo il contenuto dei capitoli più importanti del primo volume.
,· TITRE I. - Notions générales. C HAPrti\E l . - Géographiepolitique. - Di vision du sujet.- Colouies er poys 1le protectorat. - Colonies d'Amérique; - de la còte occidentale d' Afrique; - de la cò'te orien tale et de I'Océan Indien; -dc I'Indo Chine; -de l'Océanic. - Position, li mites et dépend:1nces de chacune de ces possessions. - Pr~ocipaux traités. -:- Circonscriptioos admioistrativcs. - Population. - Précis historique. CHAI'ITRE II. - Pt·incl:pes gé11éraux,,. - Des prinr:ipes généraux qui président il l'organisation des cololfies. - A-utonomie et assimilatiou.Ancieooes et nouvelles colonies; pays de protectorat. - Action du pouvoir rnétropolitain su r les .colonie:; françnisos_: se:; cara c tè re~. - I-li~o riqu e abrégé de la constitutioo coloniale. - Colonies régies pnr la loi: colou ies regies par décrets. - Déflniti on des actes émaunnt ~u chef de l'étn t, dt>s arrètés mioistéri els, des arrùtés de~ gouve rueur:;; Vllleur de cos actes. - Priocipes d'01·gan isation adoptés, eo matièrc coloniale, par les diverse; puiss:J oces.
à l'organisatioo de l'administratiou centrale de> colonies peodant ces dernières anoées. - Ròle dP.l'admlnistr:~tìon centrale. -Orga nisation comparée·de l'admioìstration centrale de.; colooies eu France et des ministères des colonies en :\ogletcrrc, eo Ilola ude et co Espagoe.- Attributions du cabmet dn sous-secrétai rf:'. d'État. - Bureau technique militaire. - Ser~·icè centrai de l'iospection. - Attributions déwillées de chaqu_ !l bureau et service de l'admiuistratiou cent r~ le , d'aprè3 le décret du 22 mai 1890, l)'l odifìcatif du décret du •13 jnin ·1889, et lesactcs subséqncuts ju~q u'a u · 24 jnio ·t 893. 2o sectinn. - Cooseils et commissions siégeant à Paris. - Inspection géoérale des travaux colooiaux. 3e section . - Aonexes dc i'ad ministration centrale: m ag:~sin centrai des approvisionnement:; coloniaux cl exposition permanente des colonies. 4-e section.. - Ecolc colonia l, son organisation et son IJut. 5e section. - Service coloniul dan3 le:; ports du Havre, de Nan te::, de Bordeaux et de M11r:;eille. Cn A rJTRE II. - D·iviswn des pouvoirs awr. colomes et dans les pays de protectorat. - Division des colonies cn gouveruements. - Actcs réglant la si tu t~tion des gouverneurs.- Attri lmtions dcs gouverneurs comme représentant le pouYoir métropolitain et comme représentant !es intéréts de la colonie. - Pouvoir spéciaux des gouverneu r~ en matièrc législatÌ\•e et de justice; pouvoirs militaircs. - Attributions des chefs d'administration: Directeur de l'intérieur.- Chef du serv.ice jndiciaire. Chef du scrvice administratif. - Directeur du service pénitentiairc. Co~mandants de la marine et des troupcs . - Historiquc de l'organisation du Soudan ; décret du 21 novembre •l R93. - Dispositions communcs aux chefs d'administrlltiou. - Les chcfs de servi ce.- Cooscils ossistant le gouvernep r: Couseil pri vé. - Consei l du contenticnx . - Conseil de defense. - Indo Chine: pouvoirs du gouverneur géoéral. - Résiden ts supérieurs; leu r;: auxili:1ires. - Résidents dans Ics autrcg protectorats. - Conseils de l'lodo-Chine. TITRE IV. -
TITRE IL -
Organisation de l'administration coloniale en France et ùans les colonies.
CHAPITRE I. Adm'inislrn.t-ion des colon·ies dans la métropole. 1 re sectiou. - Notions historiques . - ~1odifications di verses apportées •#'
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Étude du personnel colonial.
CHAPi rnE ·1. - Disti11ctio11s entrc les corps et. règlcs communcs. - Organisation géoérale du personuel colonia!.- Distinctions cotrP. les corps civils et milìtaires. - Personncl civii; scs divers caractères, sa si tuation. ·- Personnel militai re; principes de la loi de ·1834 sur l'état d'officier;
NOTIZ~E BIBLIÒGRAFICHE
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NOTIZIE IllllLIOGRAFICHE
discipline s péciale. - Distinction honoriBques attribuées aux. fonctionnaires colonìaux et aux militaircs concourant à la défense des colooies. - Dourses. - Dureaux. dc tabac. - Réduction de tarif sur les voies ferrées. - Géoéralités sur les pensions de retraite militaires et civiles accordées au personnel colonia!. CnAPlTRE Il. - Personnel payé sur les fond-s du budgP.tde l'État. Administration centrale des colonies. - Corps des inspecteurs des colonies. - Gouverncurs. -Commissaria t colonial; agents d n commissariai; comptables des vìvres et du matèriel.- Corps de santé colonial.- I nlirmiers colonianx. - Trésorier5-payeur:s et trésoriers particuliers:. Personnel de la ju:stice. - Pcrsonnel des cultes. - Adminìstratìon pénitentiairc. - Surveillants militaires des ét~blissemen ts pénitentiaires. CuAPITRE III. - Per$Onnel pa.yé sur les fonds des brulgets locaux. "Administrateur3 coloni:lux. - Personnel européen des stations du Congo. ~ Directions de l'iotérieur.- Persoonel des douanes (sauf pour l'IudoChinc). - Agen ts dcs contribution. - Enregistrement. - , Personnel de l'instruction publique. - Personnel des postes et télégraphes. -Per· sonnel des ports et rades. - Personnel <les travaux publics. - Service de l'immigratioo. - Antl'es personnels. CHA1'11'Rt IV. - Personntl de t' Endo-Chine.- Personnel supérieurde J'[ndo-Chioe. - Personucl des rosideoces.- Personnel de la justice, etc. - Comptnbles des ré$idences de l'Annam et du Tonkin. - Garde civile indigène du Tonkin. - Personnel des trésoreries.- Personnel des donanes.- Personnel des travaux pubi ics.- Milices du Cambodge. - Pcrsonnel des affaires indigènes en Cochinchine. - Secrétariat général de Cochinchiné. - Personoel de l'enseigoement en Cochiuchioe. -Servi ce du cad3stre.- Service des forets. - Cootributions indirecte:> et donanes de Cochiochìne. TlTRE Y. - Garde et défense des c olonies. D é~ ret du 3 février 1890 étnblissant la responsabilité des gouvet·neLll's en mntière de déf~nse. - Loi du 30 juillet '189a.- Troupes concourant à la g:~rde et ù la défcnsc des co!onies. - Troupes fournies par l :~ ma· rìne et corps iudigènes: infanterie de m~rine, tirailleurs annnmites et tonkinois, cip:~his de I'Inde; tir:~ illeurs et spahis séoégai:Jis, conducteur,; d't~t·tillerie séaégalnis, corps du Soudan, tirailleurs haous:sas , tirailleurs de Diégo·Suarez. Anillerie de marine. - Troupes fournie:> parla guerre. - Ln légion étrangere, son histoire, sa composition actuelle,son
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recrutement. Géni~. - Gendarmerie coloniale. - Application aux colonies de la loi du 15 juillet ·1889 snr le recrutemeot de l'armée. I nseription maritime aux colonies. TITRE VII. - Impòts. Géoéralités: Différences eotre les impòts en France et aux colonies. - Assiette et paiement de l'impòt.- Des diverses contributions directes coloniales: impòt foncier; contributions persoooelles; impòt des pateOLes; impòt mobilier; imp1ìt de presentation à Tahiti; taxes assimilées aux impòts direct:>. - Contributions indirectes: Droits d'enregistrement, de greffe et d' hypothèque, impòt du t1mbre; tax.es de oavigation; droits sur les boissons, su r les tabacs, sur l'opi um. - Taxes'tliverses.- Mo nopole>. - Impòts perçus au Cnmbodge, en Annnm et 11u Tonkin. Taxes communales. ''
TlTRl!. VIII. -
R égìme m onétaire.
L'instrument ·d'échange dans les éolonies.- Moyens d'échang.e et monnaies indigènes. -La piat>tre mexicnine. - Lcs boos de caisse. - Des diverses moonaies en usage dans chaque colonitl ou pays protégé. - De Gubernatis. - Il Libano dul18!25 al189!2. V. Bollettino del Mi· ni.stero degli a.ffari esteTi, febbraio 189i. - Importante monografia storico politica.
7. Varietà. _:.. SeO'naliamo all'attenzione dei lettori un articolo della Europe mi· litait·e del"' ·15 febbraio iutitolato Les italiens en A[1·ique, il qua le facendo risaltare la reale importanzll della vittoria di Agordat è improntato ad un senso di benevola considerazione per noi, fatto tanto più meritevole di attenzione io quanto sono uote le tcndaoze filorusse di questo periodico. Questo compensa i numerosi orrori di fatto e di apprezzamento che infiorano la Cron:ique de la q'Uinzaine quando si' parla dell'Italia. Citìamo ad esempio e per curiosità questa frase: • La mohilisation ' partielle de l'anhée italienue, nécessitée par les troubles de la Sicile, ·.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
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( a mis à nu !es défauts et les lacunes de l'orgaoisation mil itaire ita· « Jìenne. » (Sic/). Anche la Deutsche Annee Zeitung ha un bell'articolo su Agordat. - Abbastanza interessante un resoconto di Yiaggi nei principali paesi di produzione equinn del veterinario danese Wastring - Copenhagen - Dreyer. . . . . - Generale Du Barai!. - llfes so·uvemrs. - Par1g1. -:- Plon. Si riferiscono princ.ipalmente . alla gioventù del generale ed alle campagne d'Africa. · Picard. - Origine de l"école de cf'valerie et de ses traditions équestres. - Milon. - Saumur.- Ricca ed elegante edizione, 2 volumi con numerose incisioni. Edoardo Arbib. - Vittorie e sconfitte. -Milano. - Hoepli, i89~. Questo libro, interessante sotto vari rapporti, si pr~pone di provare con esempi storici che « la vittoria e la sconfitta non sono, come si è creduto per molto tempo, in balia della fortuna, ma derivano da fattori che possono essere determinati e classificati anticipatamente. ' Ce ne occuperemo con qualche larghezza nella seguente puntata.
LA ZONA DI
AS~1 A RA
CIRCOSCRIZIONE STORICA DEL
MARI~B- \ fELLA SC' -N.EGGHTA U CON LE StJDDIVI:HONI 'l'ftA'OrZ(O'NA.J,[ DJU, l'Eltl'trl'OHIO IN HELAZIOKE .HJL.I•: GENl'.( OHE ABITANO LA CON1'JtADA
PREMESSA.
l
Per llt Direzwne
Lonov rco CrsoTTI vutffiOre li. M., inuriuto
DEMAR CH I CARLO,
gerente.
N el presente stncl io mi propongo d'illustrare l'antica circoscrizione del Marèb·mellàsc' c la sua suddivisione territoriale basata sulle genti, tribù e famiglie, che ci abitano; aecénnando alle moclifì.cazioni prodotte dalle guerre, dalle invasioni e dalle discorùie interne, che hanno funestato la contrada, fino al giorno che essa venne in dominio d'Italia. Reputo che esso possa essore di qualche utilità ai camerati, che verranno in seguito nella Colonia, se risparmierà loro il tempo che o·ccorre per raccogliere n otizie, che, o non si trovano altrove, o sono diffuse in opere rare difficili a procurarsi; mentre, a mio credere, seuza tale conoscenza è ~mpossibile forma.rsi un concetto adeguato di questa parte lm)?ortante della nostra Eritrèa. . Si hanno fondate ragioni per ritenere che questo paese sta ·stata la prima tappa del popolo Gheèz n ella sua immi44 -
AN:\0 XXXJX.
LA ZONA DI ASMARA.
682 g razione dall' Asia in Africa e ~~e 'di qu~ a~bia pr:eso le mosse per andare a ·fondare quell1mpe~·o. d Ax.m~, .che do· veva, in seguito, stendere il suo domm1o fino all Oceano India.no ed al Golfo P ersico. . Se l'aiuto di Dio e la fede nei desti'ni della patn~ non ci. verranno meno, penso che di qui anche la nostra hngua e la nostra civiltà avranno a diffondersi sopra un vast? orizzonte. N el momento della gloria, sarì1 i ~te~·e~sante 1l vedere da quali modeste ongmt essa ebbe pnnctptO.
SGU ARDO GENERALE Gli abitanti della zona d'Asmara chiamano il loro paese col nome di Ma?·éb-mellàsc'. Queste due parole, pe~ s~ stesse, significano: oltre Mm·éb. Comporterebb.ero. qtun~l due differenti specificazioni: al dì quà o al dt. ~a, che ..m t iO'roo·na lingua del .paese, suoner ebbero; negghza·u o n,w u. b o , h. . M Oosicchè tutto ·questo territorio dovrebbe c 1amars1 :, a?"éb-rnellàsc' -negghiàt6, mentre a quello posto a mez~od1 del.la , linea Ii[a,·eb-Belesa-Mùna converrebbe il nome , dt Ma,·ebmellàsc'-nùiu. P erò questo non è nell'uso generale e quando dicesi .Ma1·eb-metlàsc', senz' altro, s'intende indicata quella parte del territorio etiopico, che è posta ~l d i quà del Maréb del Belèsa e del Mùna e che venne m nostro potere fin~ dall'agosto 1889, con l'occupazione d'A_s mara: .. · Alcuni scrittori di cose etiopiche, con soverchta pre.Clp.ltazione, considerarono quest,o. paese o com~ .una provmm~ come una dipendenza naturale del fìnttun~ re~no de~. 0 TiCYrài ed in questo grave errore caddero moltt det no~tn vi:ggiatori con per icolo di danni, che la nostra buona for~ tuna e la forza stessa della cose ci hanno finora fattt scansare. Questa r egione vasta come un regno comprendeva anticamente anche la cost-a, i Mens-a ed i Senahit e così abbracciava la massima e la miglior parte della nostra colonia E ritrea.
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Godeva di una quasi completa autonomia ed era gover· :nata da un Bahàr-nagassì, magistrato elettivo, il quale ri.eonosceva l'alta sovranità dell'Imperatore d'Etiopia, cui pa..gava un lieve tributo e dal quale riceveva l'investitura. Il Bahà1•-nagassi derivava il suo titolo, che significa: -reggente o governatO?·e del ma1•e, dalla posizione geografica del paese soggetto alla sua autorità., che è la regione di -tutta l'Etiopia più prossima al mare ed a traverso della '-quale passano le vie degli scambii seguite da tempo imme morabile dai mercanti, che vanno dall'interno alla co~ta e viceversa. Non è qui il luogo di esaminare se il lido di Ba·1-ctga~a, ·di cui fa cenno Plinio il Naturalista parlando della costa, -ove presen temente è Massaua, accenni all' esist enza di un ·tal magistrato fino d>ll primo secolo dell'era attuale o se ;quel nome provenga da diversa etimologia, come si crede ·da altri. Ma senza risalire ad un epoca tanto remota e per , la. quale non si hanno dati certi o le induzioni potrebbero -essere fallaci, basta esaminare gli innumerevoli documenti ·del secolo x vr per convincersi che 400 anni or sono tntto il Marèb- mellasc', nei vasti confini or ora accennati, viveva -di vita autonoma. legato all' Impero Etiopico r.la vincoli -piuttosto nominali e teorici che effetti vi; pari a quelli, che l egavano nel medio-Evo i nostri gloriosi comuni all'Impero. Infatti dalle relazioni lasciate dai missionariì por toghesi, ·ehe penetrarono in Abissinia ai tempi di Atziè David III (1507-1540) risulta che a. settentrione del regno del 'rigrai -era un paese denominato ivfecl'l'·ì- a-bahàr (terra del mare o :provincia marittima) governato da un funzionario detto
Bahà1·-nagàssi. Anzi, negli avvenimenti che si collegano all'impianto ·delle missioni cattoliche in Abissinia, si vede prender parte precipua Bahà.r- magassì Isaàc, del quale non si sa hene se ·:fu strumento inconsapevole nelle mani della Oomp~gnia di ~esù o se, più scaltro, si servisse egli stesso dei R R. P adri <li quella tutt'altro che ingenua Congrega per rendersi com-
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LA ZONA D J ASMARA
pletamente indipendente dal suo alto Sovrano ed estenderforse la sua autorità al di là del Marèb. Questo è certo che nel 1559, accolse .a lla sua corte, allora stabilita in Debaroa, il vescovo Andrea d' Oviedo che· dal R e di Portogallo era stato mandato ambasciatore all'Imperatore d'Etiopia, Claudiòs, il quale lo aveva ttccoltO> cor tesemente ma. si era rifiutato di sottomettersi alla chiesa. Romana, come il prelato gli proponeva. Andrea d' Oviedosdegnato per questo rifiuto aveva lasciata la corte imperiale ed aveva trovata larga ospitalità ed accoglienze fe-· stose da Ba.hàr-na.gassì Isaàc. Nè a ciò solo si limitò l'opposizione del Bahàr-nagassì :!Ontro l'alto sovrano; che anzi, essendo poco di poi mortol'Imperatore Claudiòs e succedutogli ii fratello Minàs, co~ nome di A.dàm-Seghèd (1559-1563), nemico dichiarato dall'elemento straniero e delle novità che intendeva introdurre· in Etiopia, i missionarii si appoggiarono ad Isaàc, il quale, se ne fece palesemente il difensore e scosse ogni vincolo dk soggezione che ancor lo potesse t ener legato all'Imperatore .. Di più, Bahàr- nagassi Isaàc, vedutosi mancare i soccorsi da. Goa tante volte promessi dai Gesuiti, si alleò coi Mussul-. mani, che da poco tempo si erano impadroniti di Massaua,. e, prese le armi, proclamò Imperatore un suo amico, con l'aiuto del qua,le vinse il 20 aprile 1563 in un terribilecombattimento l'Imperatore Minàs, che dopo aver errato pe1· alcun tempo morì. Ma, senza seguire passo passo le vicende di quei t.empi,. ba~ti il: constatare che alla metà del secolo. seguente il nostro connazionale Giacomo Baratti, che aveva percorsa e studiata l'Abissinia, in un lavoro compilato nel 1655, di cui' l'originale italiano andò sventuratamente perduto, ma. del quale rimangono rarissime copie di due traduzioni una. tedesca ~ l'altra inglese, novera il Barrwgasso fra i regni del Gran Neg'uS d'Abissinia. Citi dimostra che se anche il 11:lecZrì-a-bah_it?· dopo Isaàc dov.è tornare in soggezione degli Impen~tori d'Etiopia aveva però saputo mantenere la propria. a. utonomia.
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Ma anche nel secolo XVIII il viaggiatore ··tedesco Ludolf, ~he tanta luce doveva portare sulle cose Etiopiche, c' in· -forma che ai suoi tempi dal Vice-reame del Tigrè erano staccati sette governi marittimi che avevano un governa-tore particolare chiamato Balw-nagàs ossia p1·e(etto o inten·dente del ma1·e. All' opera francese Relazione stm·ica d' Abissinia del R. P. Girolamo Lobo d. C. d. G. tradotta dal portoghese, .continuata ed aumentata di molte dissertazioni, lettere e .memode del sig. Le Gr·and,Prio?·e di Neu?Jille-les-Dames e ·di Pre·vess~w lParigi 1728) va annessa. una carta dell' Im·}>ero E tiopico, della quale presentò un fac-sirnile per i paesi -che c'interessano (Carta N. 1). In essa il lettore vedrà facilmente cosa s'intendeva in -quei tempi per regno del Tigrè e quale fosse l'estensione ~el Medrì·a-bahàr. Vedrà pure come i popoli dell' Amazèn -venissero in repubblica: ma di ciò in seguito. Dopo quell'epoca non cessò di certo l'autonomia del 11fa:rèb-mellàsc'. Ben è vero che la carica di Bahàr-nagassì. di·venne ereditaria e che le primitive istituzioni dc~mocratiche della regione si alterarono : ma ciò sembra dovuto ad ~m m<5do spontaneo delle popolaziorù stesse, le quali, nella bu-fera anarchica da cui fu travagliata l'Abissinia, sentirono il bisogno di una maggLore coesione per r eggere contro i nemici della loro libertà ed indipendenza. E perciò che si ·adagiarono in una forma di principato pattiarcale, che venne ;affidato alla potente famiglia di Saàd·dzega. r eputata la -primo genita della stirpe che abita il Marèb-meelàsc· e dalla -quale erano stati scelti tanti Bahàr-nagassì anche per il _,:passato. Questa famiglia fino dalla metà del secolo xvn erasi alleata per mezzo di donne con la dinastia salomonica, ma -raggiunse il suo massimo splendore con Degiàcc' Gabrè<Jristòs vissuto ai tempi di Atziè Becafà (1719-1729). E gli :stendeva il suo dominio fino al 'racazzè coadiuvato clai figli, :fra i quali ebbero modo d'illustrarsi Degiàcc' Mamù per -aver spinte le sue imprese vittoriose p iù oltre il Volcaì.t e
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Degiàcc' Resè-Aimanòt pet:_ essere morto combattendo valorosamente contro i Galla. . All~ mo~ta di ~abrè-Cristòs gli successe nel principato 1l. figh~ p_nmogen~to Degiàcc' Tesfasiòn e, morto questi pure. gLOvamsstmo lasCiando un solo er ede in tenera età, il supremo potere fu tenuto dai fratelli Mamù e Resè-Aimanòt. :finchè. il fanciull o a nome Salom6n ebbe ragO'iunto l'età b ~naggwre ed as.sunto il governo col titolo di Bahàr-nagassì,. 11 che avvenne aopo la mor te dello zio Resè-Aimanòt. · Il padre e. gli zii di Bahàr-nagassì Salomon erano b,~·iunti a tanta altezza ed a tanta potenza per essersi fatti paladini dell'~utorit~ i~periale e per essersi posti a capo di quel part1to fort.tssrmo, che nelle antiche provincie etiopiche popolate da genti di origine gheez' (Tigrè e Medrì-a-bahàr specialmente) mal tollerava di veder passare l'~gemonià su. tutto l'~mp~ro nelle mani degli Amhara e dei Galla, i quali ~rano -~mntt al ~unt~ di_ disporre a lor_ben~placito degli. 1mbelh 1mperaton dell antwa e venerata dmast1a saloraonica. . E pare _che ~~ram~nte riescissero nel loro intento poich& 1lregno d1 Atz1e Iasu II (1729- 1763), durante il quale visse. e govern_ò ~ahà_r~nagassi-Salomòn, è celebrato com'epoca di. pace e d1 gmst1zra e vedremo come il buon imperatore sta?ilisse equi e regolari tributi con un editto a cui, sebbene, mdarno, hanno sempre fatto appello di poi le ano-ariate. 0 popolazioni abissine. Bahàr n.agassi-Salomon non ebbe le virtù o·uerriere dei sui maggiori ed essendo statq invitato a spedir 'truppe in soccorso dell'Imperatore contro i ribelli del Lasta e contr o i ~alla, .che tornavano ~Ila riscossa, non le accompagnò. egl1 stesso, ma ne drede 1l comando a cer to Micaèl avventuriero .tigregno già Belata (consigliere) della sua f~mio1ia s~lito in bella fama per valore e doti m ilitari nelle imp~es; d1 guerra condotto da suo padre e dai suoi zii. Illustratosi ancor più .per nuove vittorie, Micaèl crebb& in breve di fama e· di autorità. in modo che attorno a lui venne a formarsi nn numeroso esercito completo per la. maggior part;e di trigregni, col quale passato . nell'Amhara.
sconfisse in ripetuti combattimenti i ribelli del Lasta e del Damàt e respinse i mussulmani ed i Galla del Fazoglu. In seguito a questi successi lliicàel era stato nominato l~as del Tigrà.i e si era ùa se stesso proclamato Protettore dell'Impero in mezzo all'entusiasmo dei suoi tibO'reo-ni che b ' vedevano con orgoglio restituita aJ loro paese l'egemonia sull'Etiopica.. T anta potenza di Rns Micaèl destò la gelosia dì Atziè Ejobà.s, che a por vi un fi·eno avviò di nascosto acco1;dì e trattative coi Ga,lla, ma venuti questi maneggi a conoscenza di Ras Micaèl, l'Imperatore Ejohàs fu da lui -deposto e fatto strangolare, (1768). Intanto al eli quà ùel ~farèb Bahàr-nagassì-Salomon era mot·to e gl{ e1;a snccednto il figlio Bocrù, che fu l'ultimo a portare l'antico e venerato titolo di Babà.r-na.gassi. Pare che I3ocrù vedesì!e con dispetto Ja grandezza, cui era pervenuto l'ant ico servitore della sua famigJ i a o ch<l almeno ne disapprovasse la. t:ondotta. Fatto sta. che Ha.s Micaèl saputolo venne con tro di lui, lo vinse, lo ùcposc o gli tolse il tambnro ùi guerra (nega?'il) emblema della su:l. autorità, senza cont-are le terre fra il 1'acazzè ed il .Maròb che t enne ormf.ti come suo diretto dominio . " ~A;._ Ras Micaèl ì!Ì era congiunto, ai danni di J3ahàr-na.gassì , Bocrù il Capo della Casa di Ad-dzega, consanguinea, ma fier amente rivale di quella di Saàcl-dzega, certo Cantiba Caletè, al quale in ricompensa, Ras-:Jiicaèlriconobbe il dominio del :;\larèb-mellàsc'. 1Ia ciò durò poco poichè da Bruce si d 'leva che Ras ::Uicaèl reintregrò i figli del sno antico signore nella stw::essione del padre. Durò abbastanza però perchè la rivalità fra. lo dnc famiglie divenisse inimicizia, anzi odio fierissimo. In causa di quest'odio d'ora in poi il Marèb-rnellàsc' sarà. diviso in dne cJ.mpi capitamtti dalle due famiO'lie intente b a combattersi con ogni mezzo, anche invo::ando l'aiuto straniero. Ma sebbene la discordia interna pc1·metta aH'Egitto d'impadronirsi di Choren e dei Bogo::>, pure non è mai sÌ.1fficiente l
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a fare sopportare in pace gli attentati all'indipendenza del paese per parte della gente di oltre Marèb. Vediamo infatti nel 1875, Ras Uoldeuchièl della casa di A.d-dzega, rimasto padrone del Marob-}{ella.ss' dopo la morte del suo rivale Degiàcc' Hailù della casa di Saad-dzega, comba ttere fieramen te col fiore della gente dol paese contro A.tziè-Johannes a Gnra a fianco dell'esercito egiziano e, dopo la sconfitta di questo, condurre una g ueniglia implacabile contro le truppe imperiali comandate da S cialeca Alula mandato da J ohannes uome comandante milit~re (· ciùm negarìt) ·al di qua del Marèb. Questa lotta senza tregua e senza quartiere riuscì talmente crudele e dannosa alle truppe dell'imperatore che questi, come risulta da doetunenti uliiciali, propose a Gordon Bascia, governa.tore generale del Sudàn, la cessione dell'A.mazièn all'Egitto purchè gli fosse dato Ras Uoldcuchièl nelle mani. Vedremo in seguito che cosa s'intenda per A.mazièn al di là del Marèb; per ora basti il sapet·e che venuto Ras Uoldeuchièl a conoscenza di queste trattative ed iusospet t.ito della condotta incoerente delle autorità egiziane, avviò praLiche a mezzo di AluhL con Atziè J ohannes per. sottomettersi. Accolte favorevolmente, R as Uoldcuchièl, smessa ogni precauzione e lasciato ogni sospetto, venne da se stesso a porsi nelle mani dell'Imperatore, che ad inganno lo aveva in vit;ato ad una solennità (quella delb croce), ovo lo fece disarmare, avvincere di catene e quindi lo relegò sopra un'amba selvaggia t1879). In quel giorno solt11.nto ebbe termine l'autonomia millenaria del Marèb-mellàsc', che dovè soppor tare l'occupazione tigregna ed il dominio di Alula, nominato R as in premio del suo tradimento, per dieci lunghi anni, fino a quando cioè le truppo italiane nell'agosto 1889, salirono all'Asmara. E qui conviene fermarsi un istane per esaminare diligentemente il modo con cui si effettuò da noi l'occupazione del lVIareb·mollàsc', poichè se ne potranno ~rarre efficaci am-
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maestramonti, coi quali giudicare con retto criteri~ .lo spirito delle popolazioni venute sotto la nostra autonta. . Abbiamo veduto a qual prezzo si fosse ottenuto lo stabilimento dell'autorità imperiale nel Marèb- mellasc·, ma non è da credersi che fosse in S!'lguito tollerata pazientemente ' dalle genti del paese. Barambaràs Catfèl-J esù>;, llllO dei principali luogotenti di Ras Uoldeuchièl, era riusc~to c01~ nn pugno di :fidatissimi e valorosi soldati a sottrarst al gtogo tigregn o rifugiandosi negli Habàb; altrettlul.to era succ~s.so di Degiàcc' Batha-A.gòs influent issimo nell'Acchelè- Guz~1. Intanto un editto di .A.tziè J ohannes imponevR lt tutt1 la. relio-ione cofta cosicchè i giaberti (mussulmani) numerossimi 0 nel Seraè e n ell'Amazièn, ed i cattolici dell'Acchelè-Guzàì, avvezzi all'antica tolleranza e libertà di fede, in parte emigrarono dal paese rifugiandosi alla costa, in parte. simularono di rinunziar e ~~ne proprie credenze ponendO:ìt al collo l'azzurro cordone di seta (matéb), simbolo della fede violentemente imposta a tutti dai nuovi padroni, ma rimasero nel fondo dell'animo att-accatissimi alla propria o di,·ennero per naturale conseguenza n emici irreconciliabili dei profanatori di q nella. .• . . L 'odio poi contro i tigregni andò crescendo dt g10rno tn giorno per la brutalità dol dominio militare straniero in nn paese di tradizioni democratich.e ~ patriarcali, e. p~r le ves· sazioni, le angherie e le estors10m eon le quah SI. mn..ntcn6Va. Il tributo regio (ghebd) aumentato oltre 1msura, le contribuzioni in natura r(ascis) pel mantenimento delle t~uppe d'occupazione, la venalità della gi.ustizin, aucrebbero, com'era naturale, l'avversione contro gente, che nessuno dei so:fi.smi, che han corso in Europa, poteva far considerare daÙa gente del 'Nfarèb-mellàsc' come dei compatriotti, dei com~a? ionali. 'Tutte queste cause riunite ins-eme produssero un esod~ verso Cheren e la costa tenute dagli egiziani e l'esodo st estese quando noi ci fummo sostituiti all'Egitto_ nel. possesso di Massana e molto più allorchò Yidesi l'Itaha dtsposta a
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vendicate l'atto sconsigliato e brutale di Dogàli commesso da Ras Alula. Da questo affluire di gente dal Ma.rèb- Mellàsc' a Massaua nacque un istituzione che diede un'impronta particolare e geniale alla nostra suuecssiva espansione. Parlo della costituzione delle bande assoldate nella piana di Otumlo. Chi la ideò con larghezza di vedute, con nobiltà. di cuore, con piena conoscenza d i genti e d i paesi, fu il generale Baldissera; chi la tradusse in atto con entusiasmo, con intelligente cooperazione, con cura instaneabile fu il colonHallo Di lV!ajo, allora maggiore. Il generale Baldissera po:->sedeva conoscenza completa delle cose di questo paese pet· aver studiate e meditate le opere numerose che fnrouo scritte dagli eminenti viaggiatori stranieri, opere ignorate, per quanto sembra, da molti di coloro, che pure ebbero tanta sebbene infruttuosa parte nelle vicende eritree per il passato. Così non gli enl. ignoto che la nazionalità abissina era una graziosa facezia; e quando l'orgoglio di re Giovanni, umiliato dinanzi alle trincee di Saati, sentì il bisogno di correre ad ovest per risollevarsi all'altezza antica col prestigio di una vittoria sui dervisc' e dovè per conseguenza. sgombrare il Marèb-mellàsc', egli con viva sollecitudine accolse i profughi all'ombra della bandiera d'Ita lia. E fu allora che quanti erano validi allo armi di qua del ::'lfarèb accorsero portando seco le donne od i fa.nciulli, che lasciavano :fidenti tra n oi quando a volta a volta erano inviati ad esplorare l'altipiano o ad altre imprese, di guerra. Io non so qual miglior forma di plebiscito avremmo potuto desiderare. E non è da dimenticarsi che tutte quelle migliaia di persone, che resero per un momento così popo-. loso e pittoresco il piano di .Otumlo, fm·ono la nostra avan· gnardia quando giudicammo venuto jl momento oppor tuno par salire all'altipiano. Per chè, bene o ma.le che ciò sia stato (ed io lo credo un bene), non eon viene dimenticare che qui noi non abbiamo sparato un sol col po di fucile p er assicurarci il più meschino
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palmo di terra e che la nostra conqnista l'abbiamo fatta non colle armi ma con la. g iustizia, l'umanità e gli argomenti che ci offri va la progre ~lita ci viltà europea,. Noi siamo giu!lti nel l\(aeèb-mellàsc' com~ amici, come fri:l.telli invocati a portar pace, ordine e sicurezza e gli indigeni. ci hanno preceduti prendendo per sè la parte più pericolosa, che manteng:mo ancora, poichè lungo il Belèsa e lungo il Marèb sono i figli. ùella terra che fanno la guardia alla frontiera. Cosicchè è per la forza ùelle cose, è per la. volontà. degli abitanti ste:>si che quei dne corsi d·acqua segnano per ora il limite del nostro dominio; nè io saprei veder come si potrebbe dividere un paese cosi omogeneo in due parti, a meno che dovessimo rimanere spettatori impassibili eli un'invasione armata o di una sottomissione forzat.a di quella parte, che venne -ceduta all'autorità imperiale, contrariamente ai. desideri della popolazione, cosi chiaramente e ripetute volte manifestati. Quando infatti, due anni or sono, ritirammo il battaglione indigeno da Godofelassi, che cosa avvenne? Quel.la piana stupanda, che la menta più lenta ai voli dell'immaginazione vede coperta eli còlti e di ville, che, per la per. manenza d i poco più. di un anno della truppa indigena co· mandata dal maggiore Bosco di Ruffino, aveva comiuGiato a ripopolarsi e fiorire, tornò subitamente un deserto, poichè la gente del paese coi po~hi a r.trezzi domestici e le scarse mandre riprese la via dell'esiglio, dirigendosi verso l'interno del triangolo po litieo-strategico (A.smara-3fassana-Cheren). allora vaghegg iato, pref'erendolo al dominio di quelli che in E uropa si credevano connazionali e che dovevano giungere d'oltre il Marèb (1) . E cosi io credo sufficientemente dimostrata storicamente l'esistenza autonoma eli questa regione e la sua unità. politica. Resterebbero a. veders\ quali furono le cause ehe pro -
{l) E inutile ag~iun:;-rc rhe la popolazioni: ritornò e l io m:~::::•ur numero. quanJo l'anno rlopo una. com;1agnia incligeruL fn ~tlb!lit~ in Arlcli-l'ogri, con tutti i caratteri Ili stabiEta tla S. E. il go,crnatore Oardtierì.
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dussero questo fenomeno, e sebbene non sia qui il momento per .s volgere opportunamente questo .argomento, le accennerò in breve perchè servono a megho comprendere quanto in seguito sarà detto. A mio credere le cause che hanno concorro a dare al Mar èb- mellàsc' una personalità distinta sono le tre seguenti : 1". L e determinanti geografiche, che ne fanno una cosa diversa da tutte le altre regioni circonvicine. 2". L 'unità di razza della popolazione, sia essa reale o semplicemente creduta. . 3". L a prossimitit del mare, che ha tenuto la reg10ne in continuo contatto con gli altri popoli e specialmen.t e con la corr ente europea. Non spenderò molte parole per la P'·ima di queste ~ause, rimettendomi all'e3ame intelligente che sarà per fare 1l lettore della car ta dimostratiya che va unita all'opera presente, o, meglio ancora, all'esame di: carte ove siano compresi altresì il territorio di Cheren e la. costa.. Da esse vedrà che il vecchio territorio chiamato Medrì.a- Cahà.r comprendeva. le alte valli dei t re ~umi ~iarèb: . Barca, Anseba o tutto il corso dell'AlighEdè; 1 qualt tutt~ ha nno le loro sorrrenti molto prossime l'uno all'altro e tuttl senza eccezione i; quella par te centrale della regione chiamata più propriamente Amazièn, nella quale aveva residenza la suprema autorità della confederazione. . Così pure non mi dilungherò di soverchio, ris'3rbandomt a farlo in altro momento, sull'unità di razza della popolazione del Marèb-mellàsc'. Basterà accennare che qualunque sia la sua vera orig ine, essa crede fermamente di discendere, per la massima par te, cla quegli Ebrei, che seguirono. il giovinetto Re Meneli0h, figlio di Salomone e della regma Azi.èb, quando tornò in Etiopia· reduce dalla corte patern~, ove era stato mandato dalla madre per compiere la pr oprta educazione. QLlesta leggenda, qualunque ne sia il valore, è così comunemente accettata che su di essa è stabilita la circoscrizione territoriale della regione e su di essa si regolano le r elazioni fra provincia e provincia, fra paese e
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paese, ed ha perc1o assunto un valore effettivo, eh~ non conviene dispezzare. Anzi è tale l'importanza che le danno gl'indigeni che tntta la popolazione si attribuisce il nome colletti v o di Decct-Iacòb o discendenza di Giacobbe, dal nome del progAnitore delle dodici tribù d'Israele. Comunque sia, risulta evidente per la lingua parlata da queste popolazioni, per le pratiche del culto, per molte istituzioni civili, che ci troviamo di fronte a gen ti semitiche; cosa invero non esclusiva del }:[arèb-mellàsc' poichè anche fra il .Marèb · ed il Tacazzè le popolazioni hanno eguale origine, almeno nella. più gran parte. Ma quello che è esclusivo d~l .Marèb-mellàsc' è la tenacia con cui questa origine si rammenta e si vanta parlandovisi come di cosa recente di fatti che, se veri, sarebbero avvenuti trenta. secoli or sono. Così nel cuore dell'.A.mazièn in riva al Mai-Belà, una delle sorgenti dell'Anse ba (Ain-Saba, sorgente di Saba) che passa presso Saadà-Chistàn. si mostm il luogo ove la regina di Saba., Azièb, avrebbe dato alla luce l\Ienelich il figlio di Salomone. Così le principali f'a.miglie non hanno difficoltà. a risalire, sia pure per fantastiche genealogie, fino a. quei figli di Giacobbe, che sarebbero venuti da Gerusalemme portando seco le tavole della legge, che dovevano in Etiopia cacciare il culto di Pitone per sostituire quello del vero Dio. D'altronde questa. comunanza di origine non è niente affatto più straordinaria di quella che, secondo alcuni, unirebbe fra loro le nazioni di razza latina e che pru·e esercita anche maO'O'Ìore influenza sulle cose di Europa. Per lo meno o<:> la. credenza in essa è qui molto più antica e deve perciò esser tenuta in maggior conto. La prossimità del mare ha fatto sl che il Marèb-mellilsc' non ha rotte mai completamente le relazioni col mondo civile e con le grandi correnti di pensiero che hanno agitato l'umanità, come è successo per il resto dell'Etiopia. Qui l'islam trovò subito dei seguaci zelantissimi, sebbene lo professino in modo che certamente non sarà. approvato dallo Sceicco della Mecca. Qui 1l cattolicismo potà essere
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predicato di buon' ora specialmente nell'Acchelè-Guzai e fra i B ogos. Qui non fecero mai difetto viaggiatori europei, aJcuni dei quali, come il nostro Rizzo al tempo di Kegussiè, esercitaronvi autorità ed uffici pubblici. Non è quindi da stupir3Ì se nel Marèb mellàsc' si trova maggior dolcezza di costumi , nessuna avversione per g li europei, di cui si apprezza altamente la maggior civiltà, se in fina regna in materia di fede una tolleranza esemplare. Tutto ciò ha contribuito efficacemente a rendere in questo paese odiosa ed intollerabile l'albagia e la. rozzezza tigregna e l'intolleranza religiosa della gente di oltre l\fareb esplicatasi con gli editti nerouiani di Teodoro e di Giovanni. È perciò che quandQ il .Marèb-mellàsc', nella smania di conquiste d i Re Giovanni, vide minacciata la sua indipendenza, preferì invocare il protett-orato egiziano, che si -affrettò a conferi re il titolo eli l~as· a U0ldeuchièl di Ad-dzega, dandogli l'investitura del 1\farèb-mellàsc' ed una corona d'oro come simbolo del suo potere; ed è anche peNiò che, spa· rito il dominio egiziano da questa parte del ìUar-Rosso, si rivolse a. noi. . Fu più indietro accennato come un tempo anche la costa, ed in epoca più recente anche la maggior parte del territorio ora dipendente da Cheren, formasse parte del Medrì.a-babàr governato dai Bahar-Hagassì: Ma i progressi dell'islamismo, le dominazioni straniere, il sopraggiungere eli. nuove genti hanno talmente modificato l'indole ed il carattere di questi paesi che ormai sono ben cleboli i legami che uniscono la costa e la zona di Cheren a quella d'Asmara, se pure non se n e sono staccate completamente o anzi non le sono divenute rivali. Nel presente laYoro mi occupo esclusivamente della zona d'Asmara, alla quale è dato più particolarmente il nome di Marèb-mellàsc', come g ià fu veduto. Questo paese rimasto per la maggior parte cristiano, con popolazione stab ile dedita ai lavori camp~stri, di lingua tigregna, diversifica completamente dalle altre due regioni divenute per la
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~assima parte mussulmane,
(Continua). R u~·rLr..b PE1tr~1 Capi/allo nel 1° ballogllotle ill(tigeni.
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LE GRRNm MAN~VRE TED~SLH~ NELL'AUTUNN~ 18 ~ J (Continuazione, vedi nunw·o precedente)
Giornata del 6 settembre. - La sera del ~' alla· divisione d t cavalleria A, nell'intendimento di guadagnare punti di passaggio sulla Nied, era riuscito di sorprendere il comando della 30" brigata dì cavallet·ia e tre squadroni in Busendorf perché non coperti tutt'attorno da avamposti, e di pernottare tutta o in parte a Busendorf. Nelle prime ore del mattino del 6 le due divi sioni di cavalleria si scontrarono fra Tromborn e Brettnach con la pegg io del la din;wne A la quale ritiratasi per breve tratto ritornò ben tosto sul fronte appoggiata da due battaglion i fan teria della 29• brigata. Pare che questi battaglioni fossero già stati assegnati alla divisione di caval leria A sin dalla giornata precedente per rendere meno precario il possesso dei punti di passaggio sulla Nied; essi lllllav ia non avrebbero potuto conco rret·e nlla operazione su Busendorf ed ora anche giunti in t·itardo si bu ttarono in Tromhorn occupandone lo sbocco sud. La divi sione di cavalleria B si mise in osservazion e fra Trombom e 'feterchen foe nza abbando nare col grosso la larga dorsa le di Tromborn . ll comandante del XVI corpo in marcia con l'avanguard·a della colonna di destra, avuta notizia dello scontro alle 8 circa, mentre sboccava da Bolchen e avendo, presumibil mente, ricevuto nella notte dalle pattugl ie ufficial i informazioni sulla dislocazione delle fanterie nemiche, ordinò alle sue due colonne di proseg11ire la marcia, accelerandola, oltre Tetel'chen e Ottendorf rispetti vamente sino a Tromborn e ilrettnach. Ma prima cile questo movimen to fosse compiuto, il comandante dell'VIII co rpo, sapLllO
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che il terreno fra Tromboro, BI·ettnach ~ TeteÌ·chen era O(;cupato sol tanto da cavalleria avvcrsa t·ia ordinava che la brigata mi!>ta procedesse per Tromborn su Teterchen, In ·16a divisione per Brettnach su Welwingen, la ·15• divisione da Busendorf su Yalmiinster, circondando ad occidente gli estesi bosch i comunali che la annessa carta al 40 mila mostra . Nel fatto , il 4• reggimento grnnatieri della guardia, avanguar·dia della br·i~a ta mista si trova\'a all e 9,45 in fermata protetta dove la grande rotubile S aa rl o ui.~ Trombo rn, gi unta al culmine della salita·, sbocca sulla larga dorsale di que:.to villaggio 4500 metri a nord-est del medesimo; i reggimen ti di riserva, alle ·IO, erano gitwti in coda e s'erano fermati a riposare. sui lati del la grande strada; il 29° re~gimento, testa di colonna della ' 6" divi sione.. era aiunto allo sbocco nord di Tromborn con le bnuerie o ferme sulla salita provenien te da Odenhofen; tutte queste truppe si trova:vano ferme in virtù certo di antecedenti disposizioni e non era loro peranco pervenuto l'ordine ora stato accennato eli continuare ne!la marcia. quando alle '10,40 si sentt all' improvvi so e grossa la voce del cannone avversario. Erano lo 'l O ba tterie della colonna di destra del generale Haeseler, chi disse qualche altra ancora, le quali avevano preso posizione sulla ondulazione 3'i2, fronte a nord-est, con la sinistra leggermente r·ipi ega~~ indietro facente fronte a nord . La brigata di testa dell a 33& divisione semispiegata a cavallo delia· grande rotabile, quella eli coda (65") ammassato al c~operto die.Lro l'ala destra dell'artiglierin, la 68" brigala ·della 34° divisione chiamata, in · seguito 1 in linea a sinistra, sui pendii scendenti dalla grande rotnbile vet·so ilrellnach, la 61• brigata nella foresta, fra Welwi ngcn e Brettnach e infìne la divisione di ca valleria a oriente di Teterchen, in posizione d'aspettativa, co~ Li tuirono il fronte di battnglia del XVI. ~orpo . L'aerostato si alzò a nord di Teterchen fra la rotabile di Breltnach e la fore!>ta di Welwingen . . Le due colonne di sinistra del partito nord in attesa d'ordini per avanzare, furono costrette òal fuoco dell a grande batteria a spiegarsi: ai due battaglioni in Tromhorr1 s ~ aggiunsero i tre del 29• . reggimento ; l';n·tiglieria della 16' divisiòne tornò indietro 45 -
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per poter scorgete la grande batteria e per aprire il fuoco da i pendii scopePtì · a ~~or_d·- ~vest dì Odenhofen , sn ll e !JUalì alture, vi giunsero , forse in seguito, anche le batterie di corpo d'a,rmata; ,il regto della •16" divisione sì sparpagliò sui pendii· verso Brettnach, men tre la brigata rn ista si stendeva sulle _groppe fr a Tromborn e Neu-J)usch. Il terreno è così scoperto '-:.be ha facilrnerite ragione eh i fa fuoeo stando fermo. )\ meuogìo1:no, quando la grande batteria avrebbe avuto ab· bastanz t ternpli di ollenere ~ensib i !i e!Tellì dal suo fuoco e che le fanterie del partito sud, avanzate combattendo fra -la grande _rotabile e Brettnach sino a 500 metri da Tromborn , accennavano. all'atlacco, la manovra ebbe fine. La brigata mista trovavasi su terreno 'dal quale non poteva _vedere qua n to avvenì va su l pendio. ad ovest di Tromborn nè da cooperare a respingere l'accennato attacc.o; la ,15a divisione, al)a quale veros imilmente si mandò co ntro ed ìne circa la marcia su Valmiinster, mostrava allora le sue pur{te estreme sul campo della manovra, a ovest ; d1 Brettnach. Fu deciso "che il partito nord non s<trebbe r iusci to nel suo eompìto. La st.:operta e dominante dorsale di Tromborn, . posta sulla principale linea di _ marcia adoperata dai due partiti, era elemento topografico cosi importan te che sarebbe stato sempre opportuno occuparla in forr-a nell'imminenza dì nn incontrò col nemico, come una frazio ne (2 1 2 battaglioni , 6 batteri e) del partito nord ne avr·ebbe av~to tempo; oppure non altaccarla con forze impari o all a spit:ciolata quando già occupata dall'avversa rio .. Inrine, nel caso che la n;tanùvra avesse dovuto io ogni caso accadere presso Tromborn ,, fu osservato che ia direr.ìone di marcia assegnata alla '15• divisione, con la. quale marciavano due terzi della artiglieria disponibile, · sarehbe stata troppo eccentrica. Ultimata la manovra il ' XVI corpo ri tornò ai bivac:chi della sera precedlilnte trovandosi pronti viveri e generi da bivacw, stati prelevati dai pros5ìmì magazzin i rl i Wa.ibelskirchen e di Contch€'n e una colonna di altri 50 carri d'acq ua potabile stati caricati in Metz nelle prime ore del maitìno . La divisione dì cavalleria B, la qtlale sì mise a bivac:co nelle vicinan7.e, c:.onsumò la razione
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por;ata in parte dal giorno procedente con sè, comeleta da.:· pre4evamenti · fatti a Waìbelskìrc!1en ove si rifornì ancora d'avena pel ~ionio successivo. ·. . . . r.o VIU corpo, seguitato il suo movunenlo m avanti, s1 pose tutto a oivacco (primo giorno di bivacco generale) sulla linea Ru. plingen, Dentìngen Kubnen. Viveri (legumi sol_o pe1: n1ezza ra~ ~Ione) ed. avena erano al seguito traspc.rtatì dat carn spesa (to ltt dalfa colonna viveri numero 1, 2 ~ 4" o caric:ati direttamente a '. Sa;i·lémìs per la br:gata m~sla); pat;l~e, fien o e gene!'i da hiva-~-CO ;)trovarono pronti su altri carri preparati dall'intendenza, per la 15' divisione ad Halsdorf, per la H3a divisione e la divisione di ~a~alleria A a Nied Altdorf, per la brigata mista in Saarlouis. Ad -onta di queste previdenze non tutti i generi occorrenti giunsero ai bivacchi con la desiderabile so!leeitudine. La brigata mista aveva ~o~ sè 1~ cOlonna viveri numero 3 con la razione pel g-iorno 7· Gi~tnata del 7 settembre. - « Il XVI corpo in seguito alla. -« nuttzia che forze nemiche marciavano da Wn dga~sen verso << Ueberherrn, si r itirò nella g.iornata del 6 sino alla Nied ledesca « mettendo i suoi estremi avamposti sulla linea Obenviese, Hai-« ll·ngen, Volmeringen Charl evi lle. La !>era dello stesso giorno· ri-· -« cevette dal tcomandante dell'armata sud il telegramma : ,-« 1Uo; chingen, 6 settemb-re, ore .J 9. - Uarmatacontinuerit do-«- man:ìv·sua marcia avanti con la colonna dì si.nistra sulla strada ~<· Fatkenberg, Forbach. Il iiedicèsimo corpo coprirà finnco sini~< stro; vien rinforzato dalla 5• dì visi"one bavarese ora in Fai-· .-«- _kenberg e, domani sera, dalla divisione cavalleria A giungente '« in· 1\1elz.da Pont-a-~i ousso n ». '
Ordine del XVI Corpo . Ur villc (·!)
u settembre S ~era.
« .J. li corpo d'armata impedirà. domani l'eventuale marcia av·a,-qti dello VIII corpo ponendosi sulla linea !lelsdorr Meme•·sbronn, sulla quale s'aspelt<t l'arrivo della ()a divisione bavarese . t>ro~en ìen te da Fai ken berg . . (Il Il partito sud fu comantlato nella giornata del 7 dall'imperatore.
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LE GRANDI MA NOVRE T E DESCHE 'N'ELL'AUT UNNO
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« 2. la 33• divisione con l'artiglieria di corpo saranno, domattina alle 7, sul Galgenberg a nord della via romana, in posizione d'aspettat:va; la divisione occuperà debo~m ente Memersbronn. « 3. La 34.. divisione si troverà, alla stessa ora, sulla via romana con l'ala sinistra a ·Helsdorf. « ,} . La divisione di cavalleria B sarà, alla stessa ora, coperta dietro allo Spielberg (Waibelskirchen). « 5. L'aerostato si inalzerà di buon ora pre:;so Helsdorf. « 6. Gli avamposti ripiegheranno solo quando costretti dal nemico. « 7. La 33a divisione cercherà per tempo contatto co n la 5 .. divisione bavarese, la quale potr·à gi uugere, verso le 8, presso Zimmingen e Bus~hhorn . « 8. Le colonnB qi munizione e i carreggi rimarranno , sino a nuovo ordin e, P<lrcal; oye sono. « 9. Dal le 'i'..-1ntimerid iane in poi sarò sul Galgenberg )). « Il corpo d'armaLa VIII, seguendo il nemico che &gombrava « Teterchen, distese la ser-a del 6 i suoi rNamposti dalla Nied,. « presso Gehnkirchen , per Bolchen, ~iederwiese> margine sud « del bosco di Kuhmer·, sino ad Ham. « In Teterchen giungeva il seguente telegramma: • Por bach, O settmnb1·e o1·e 20. - Intendo aspellare l'attacco. « nemico in posizione, con l'ala destra presso Oh Homburg. Ot« taro corpo r·icacci domani corpo nemico oggi ·v into tanto indietro « da poter prender parte con possibili massime forze per St. Avold « alla prevista battaglia. La brigata mista t·imaneagli ordini di V. S ~ Il comandante dell'annata clel no? d.
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~< E però il comandante dello VIII corpo faceva conoscere essere $LIO intendimen to per la giornata del 7 di far sgombt·are· dal .nemico il terreno a snd di Bolcben sino alla Nied tedesca e· ordinava che la '15' divisione. marciasse per Bolchen verso il Galgenberg; la ~16a divisione con l'artiglieria di cor po pe r Dentin gen verso Momersdorf; la brigata mista per· Niederwiese; la divisione di cavalleria sull'ala destra. Le colonne dovranno.
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-c attraversare la linea Ruplingen, Dentingen, Gerti ng-en alle 7.30 -« del mattino » . Talchè per la manovra del 7 settembre il partito nord (33 '/u '30, 20), che aveva ricevuto umr missione oiTensiva, intendeva :altaccare il nemico ovunque si trovasse sulla sponda destra della Nied tedesca ; il partito sud (36, 3i:i, 2 1) che aveva da compiere ~na missione temporeggiante, decise di collocarsi in posizione difensiva, raccogliervi la divisione bavarese e attendere gl i avveni menti. La posizione scelta dal XVI corpo con il centro sullo Schnauberg, iarga dorsale dominante da ogni lato, era assai forte ; la maggior parte delle artiglierie su di esso raccolte potevano vedere e batterne tutte le vie d'attacco; la 83 3 d i vi ~ ione a destra. la 34• divisione a sinistra, con deboli distaccamenti sulla linea lVIomersdorf.Hallingen, stavano pronte a corona re la posiz ione o ad essere tlanciate avan ti, da un lato nell'aperta conca e senza impacci da ' Momersdorf alla Schinderhof, dall'altra sugli spalti pure sènza ·ostacoli , nè alla vistà, nè alla prat.icabi liti1, che scendono ver·so "'ccidente. Soltanto sulla sinistra del fron te il val loncello del Kaltbach, il Buchwald, ceduo assai folto , e i caseggiati di Mome1·sdorf, mentre limitavano il campo di vista al difensore, costiluivano un non indiiTerente impaccio per coordinare le mos~e sul fron te d'attar.co. È zona di teneno ben nola alla guarnigione di .Metz, per abituali esercitazioni. Il -combattimento cominciò all'estremo est del campo di batLa~lia, ·spiegandosi, il reggimento bavarese d'avanguardia, a nord-est del , -casolare Schinùerhof, sul fianco della brigata mist& diretta a Memersbronn , ma ferma già da un venti minuti fra Niederwiese e il ,grande quadrivio . All'improvviso allacco, un reggimento di ri.serva si butta a sinistra della via di marcia, e un paio di balterie .tolse gli avantreni sub ito dietro la linea dei cacciatori; il 4• graflatier i della guardi .l si spiegò al quadrivio fronte a Memersbronn; ·fartiglieria venne riportata indietro sull'altura 385. t a divisione lf>avarese spiegò ht brigata di coda per ala sull a sinistra di quella . già impegnata, tenne le du e batterie d'avanguardia dietro l'ala ~estra, e mandò tre batterie all'estrema sinistra, sulla grande roilabile .a mezzavia fm l'accennalo quadrivio e M<:mersb ronn ; fronte
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.t otale r.hilometri 2, con sette battagiioni in prima e cinqu e in seconda linea. La piccola distanza fra i due partiti rende di subito. vivace il fuoco d':-.rtiglieria e di fuci leria, ed 0 causa di un tentatil'ù, da parte dei bavaresi, di im padronirsi pre:;to della calliva. posizione avversaria. 'corsa mezz'ora da che i bavaresi s'erano impegnati, si accese· il cannoneggiamento su tutto il fronte; le artiglierie del XVI corpo, postale in massima parte snlla colli na Schnaù come fu detto, quel!& dell' VJH sparpngliate in almeno quattro gru ppi, 3 ba tterie 4ella bl'igata mista alla quota 385 presso Niederwiese, 3 batterie della ·1G• divisione a oriente del quadri vio 325, 6 batterie di corpo a. po nente dello stesso quadrivio, sull' Hohwaldchen, le 6 batteri e· della 10• divisione. riunite o sepa'rate che fossero sui pend ii dell'Hohwiildc hen sce11dentì ver,so ponente . La ·16• divi sion e si ero. spiegata fra Momersdorr, scaccialone l' avamposto nemico, e· St..Tohann ; la ·l f)" nel Buc hw~dd, accennando ad Hall ingen ; di· (jue:;t,t divi sione pare che una brigata sia stata in seguito ch ia. ina't:;t verso Morriersdorf, per appoggiare l'attacco della '16" divi-. sione con la brigata mista e diretto all'altnra 353. A questo mome.oto tutta la 33a divisione, rirndsta sino allora · gran parte al coperto ·e con le armi al piede. fu lanciata alla controJTesa da quell'altura 353 in direzione di St. J ohann, mossa appoggiata dalle batterie divisionali lanciate al galoppo al seguito. delle li ne'e di fanteria, e da quasi lutti i reggimenti della divisionedi cavalleria B, i quali esegui rono una brillante scarrierata sulla. ·destra della divisione, nell'avvallamen to a praterie subito ad orientedell'anzidetta altura . Analoga mossa di contrattacco fu fatta . poco dopo , dnlla 34" contr<> la 15• divi sio ne, o co ntro quella parte di questa che si trO\'ava ft'a Hallingen e il Buchwald, pure appoggi ata dal l'artigl ieria di corpo. spostatasì al galoppo verso nord ; ma quando una batteria d i questa aveva già toh o gli avantreni , e le altre bàlleric stavano' per giungere, furono sorprese da una parte della divisione di cavalleria A, sboccata fra Momer·sdorf e il bosco, lanciata di buon galopp0 su f?er la china; mossa che quant.u~que fatta in tempo e ardita·mente, fu giu dicata non riuscita, perchè fatta solamente con . tre rerraimenti nn (14· 0 tJSSfl ri, 7° e :24" dragoni).
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Alle ,, ·l circa fu posto iìoe alla manovra. L'areost.ato rimase librato presso il Galgenberg, sulla via romana , per tutta la sua durata , benchè di buon mattino la nel1bia fosso fo lta e si fosse levato di poi un forte vento ò i sud- ovest. Le truppe dell 'V l II corpo si recarono all'addiaccio nell a valle della Nied, da Waibelskirchen verso Bin gen, pri ma la 15' divi· sione, poi la bt'igala mista, indi la ·16'- divisi one. La divisione di cavalleria A, rinnitasi con la div isione di cavalleria B quale corpo di cavalleria per la mano\'l'a dell' 8 settembre, :mdò a bivacco presso Pange e Domangeville . 1 carri per la spesa , moss i .incontro, nel mattino, alle colrm ne vivcr·i num eri 'l , 2 o 4, le qual1 avevano caricato a i\'Ielllach e n :VIerzi;,:, recarono parte dei viveri ; la stessa parte per la brigata mista era già con le tmppe sirlo dal giorno precedente. La carne fresca per· la giornaln, stata macellata il giorno pri ma a Nied·Aitdorl , ru portata a Euersweiler per la '' ~5a r1ivisione, a Freisdorf per la 16. e per la divisione cavaller ia ;\ , a TetercTien per la brigata mista; ivi fn cariea la sui ca ni per le patate, il fieno e i generi da bivacco, i quali dovel.térO percorrere dai 1 iJ ai ,25 · chilometri per giungere al le truppe. La divisione bavarese, che aveva combattuto pel pa rtito sud e che pel giorno successivo doveva manovrare col partito nord , si pose a bivacco presso Ilollin gen . Viveri, foraggi e generi da bivacco per tutto il X. VT corpo e per la divisione di cavalleria B, tranne l'avena per questa, e ancora l'acqua per la fan teria, furono tralli da Metz. Le relative colonne,. pronte sulle tre strade che da 'fet7. conducono alla riied francese, con le teste all'altezza di Grange-aux- hoìs, Colombey, e Bellecroix, messe in moto ultimata l'azione, giunsero ai bivacchi sulla linea l aquenexy·Coll igny- Maizery prima o contem poraneamente alle trup pe . Oltre la divisione di cavalleria A, fu messa a dispos izione del partito sud , per la manovra del giorno seguente, In ij9• brigata di fanteria di presidio a Metz, la quale, sembra, si sia recata ·nella n(riornata del ì a laqueneX•\', ove si sarebbe posta a bivacco. Giornata dell' 8 settembre. -- Le mosse del giorno 7 furono giustificate nel suppo.> to generale dal seguente telegramma, g:unto l
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al comandante del XV! corpo mentre combatteva vittoriosamente a Momersdorf: c G1·. Tanchen, 7 settembre, 3 pom. - L'armala del sud, attaccato oggi, senza l'isultato, nemico in forte posizione co n ala destra presso Ob. Homburg, retrocede nella direzione Ch. Salins-Del~e. Ln. i:i• divisione bavarese deve raggiungere l'armata, e verrà po.:;La in marcia verso Nomcoy. Il XV I cor·po dovril. attirare su di sè la massima parte dell'annata nemica; qunlora uece.ssario, si ritirerà su Metz. 11 governatore di q11esta piazza mettcrit a disposizione di V. S. la 59' brigata, ll'aendola dalla sua rise rva pri ncipale. Anche la divisione di cavall eria A, stata oggi in viata da 3I etz a Pange, rimarrà a sua di sposizione.
« Allo swpo
« sione bavarese jn marcia su Fiìllingen. :. Ordine dell' VTII co·rpo . Q. G. Waibclskircken 7
" « L'VIII co rpo, giunto con il grosso su lla ~ied ledesca e con truppe avanzate s~1 ll a lin ea Contchen-Peplingen-Silhernachen, ri-
cevette d:;l comandante dell 'armata nord il ·telegramma: « Kochern, 7 seltemb?·c, 4 pmneridianc. L'attacco nemicc• « presso Oh. Homburg fu vittoriosamente respinto. Per coope« l'are all'inseguimento mandi subito la divi sione di cavall er·ia A «verso-St. Avold (supposto). ,L'ottavo corpo dovrit cacc iare il ne·« mico che ha di fronte sul ftanco de5 tro dell'armala del nord.
s~ttembre
ore ·18.
« 1. Il corpo d'armata nemico ha ripassato la Nied tedesca, ma non sono ancora giunte notizie sulla sua attnale posizione.
« 2. L'armnta nostra ha respinto l'attacco nemico . La divi-
».
« Il XIV corpo, pertanto, ripassò la ~ ied frances e, lasciando avamposti sulla linea Vaucremont-[( urzel-Lauderclorf-Haiss, mentre il nemico, che aveva seguito il movimento, mettent avamposti sulle alture a ponente della Nied tedesca. li comandante de l XVI corpo, nell'intendimento di impedire al nemico eli spingersi, nell ' 8 settembre, sulla si nistra della Nied fraocesP , ord inò: al corpo di cavalleria, riconosciute le linee di marcia dell 'anorsario. di cercare di trattenere questi sulla linea ~faizeroy- Frécourt ; aiJa 59' briga~a di fanteria di trovarsi, alle 6 30 del matlino , presso Laquenexy ; alla 33a divisione pre~so Colligny, a r.avallo della grande str·ada di ~Tetz; alla :H• d1vi;;ione presso Lemmer$berg; all'artiglieria di corpo al bivacco a oriente di !\'Iaizery. Il comandante del corpo d'armata si troverit, dalle 6 in poi, a rnezzavia l'm Pan()'e e l\'Iai~.:eJ·v. · · ~'>
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V. S. avrà a disposizione: brigata mista e 5• divi-
sione di cavalleria A è in marcia su St. Avold per cooperare all'in seguimen to (supposlo). J\1 corpo d'armata fu aggiunta la o~ divisione bavarese. « 3 Domani O'euerò il corpo d'armata nemico contro il fia nco destro della nostra armata. « 4.. Alle 6 antimeridiane saranno pron te nei loro bivacchi a marciare: la 15• divisione concentt·ata presso W ai belskirchen; la 163 raccolta presso Bingen e presso questa l'artiglieria di c~>rpo; .la 5• divisione bavarese pres~o Rollingen: la bri).!atn mi:>ta si troverà per la stessa ora allo sbocco est di Bizingen (un chilometro a sud·est di Waibelskirchen). « 5 Gli avamposti si raccogli eranno in coda alle ri spettive co· lonne quando queste ne oltrepasserann o la linea. ,. « 6 I baaa"l i rimarranno sulla S!)Onda destra della :'iied. 7. Le notizie sulla posizione del nemico mi saranno mandate: sino alle 5,30 antimeridiane in Waibelskit·chen e dalle 6 in poi sull'altura 332, a ponente di Pepliugen. •
« Il eu mandante dell' a?'lnata del sud
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« JL comandm-1-te genemle ba-rone VoN LoE. »
TI XVI corpo adunque per
rag ~ iungere lo scopo che gli era
stato prescritto per la manovra dell' 8 si era messo in raccol ta posizione di aspeUaliva , analoga a quella del giorno precedente, in parte coperta da boschi , avendo sul fronte un ostacolo quale la valle della Nied, che per larghezza di fondo e morbidezza del pendio sulla destra del rigagnolo permette di vedere per . tutta la gittata delle armi , le immediate \•ie d'attacco, mentre il partito avversario aYrebbe trovH to lungo queste ~s'o lta nto a grande distanza , buone coperte posizioni d'artiglieria, terreno affatto
e
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scoperto e la l\ied corso d'acqua di poca entità ma ovunque d'impaccio al procedere delle fanterie e spesso ostacolo iosupe· rabile ai cavalli. Solamente a sud di Pange, stante le bosca:rlie che si avvicinano sul la destra del rio e la minor larghezza dell'avvallamento. le condizioni eli teneno erano meno sfavorevoli a passare di viva (or·7.", oppure sarebbe stato conveniente . attraversare la Nier1 più a vall e di Kurzel non solto le offese cl~l difensore . Adottare la prima di queste ane soluzion i contrastava con il tema imposto all'VII I corpo e al dispositivo di marc l ~L pel quale le sne colonne di destra erano le più forti , adotta re la seconda, aiTatLo in armonia con il tema e con il terreno, avrebbe richie;to di r.onoscere bene la posizione prescelta dal difensore e di avere le tr·uppe talmente in mano cla poter impegnare co mbattimento temporeggiante snl tl·atto. di valle direttamente difeso e da marciare con la massa delle co lonne d'attacco per l' ala dewa; la superiorità i~ artiglieria e fanteria dei I'Vlll corpo e ·]a st1pposta situazion e vittori osa del suo pat'Lito av reùbero permes.so anche una sifTalla manovra. Lo svolgersi del c.ombatti mento dispose altrimenti. 11 corpo di cavalleria con i riparti spinti innanzi non cerca di trattenere, e forse giustamenleJ il nemico attorno le_località di Frécourl c di ~laizeroy; ma, mantenuto il contano con le colonne del partito nord che avanzavano verso Kurzel Maizeroy, :-~ ccostando sì fra loro, ripiegò, man mano che le co lonn e avanzavano sull'altra sponda delln Nietl, dietrp l'ala destra del XVI c.,rpo, mentre ehe il comandante di questo avvertiLo clelle mosse nemiche, faceva avanzare le fanterie sul ci gl i ~ del versan te, la 33' divisione su ~f ont, la 34' nel· bosco sovraslan!e la palazzina imperiale di Urville, e fa ceva occupare debolmente in ba,;so Pange e Pont- a-Cltaussy (Urville) dove sono ponti rotnbili sulla Nied. Le artiglierie state messe in batteria sulle alture, la m:tssima parte sovra 'Iont e Pange e il resto a sud di Lemmersberg; cominciarono a tirare co ntro le teste di colonna sulle alture oppo,t.e poco dopo le ouo e mezzo . Dall'altra parte la :)" divisione bavarese, la quale aveva marciato sulla ~rande ro tabi le Rollingen , Si lbernach en, Frècourt, mise in batter ia i suoi 30 pezzi fra . deua strada e Fourcheux ri-
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spandendo alle a1·tiglierie del nemico, e buttò le sue fanterie sulla sinistra della strada facendole scendere a frolle pel versante, allraver,;o alle boscaglie verso Pange e più a monte . La ,16• div;sione la quale aveva abb<~ndooata la grande strada dopo Bin gen per seguire carrarecce di campngna, velata da alcu ni riparti marcianti spiegati attr·;werso i campi, gi unta che (u sulla dorsale dominante Maizeroy e Chevillon ne scese in fr etta per coprit·si dietro i fabbricati, lasciando sull'altura a cominciare il fuoco i cannon i suoi e quelli dell'artiglieria d1 corpo. La ·l o.. divisione, proveniente da Waibclskirchen dopo b1·evo scaramuccia occup(l Kurzel. · Il partito nord vennE\ così ad avere una gran parte delle fan terié raccolte fra Chevillon e 1\ urzel appunto dove era meno fa· cile lo attraversare la valle ~ollo i colpi nem ici, sia per la. larghezza del fondo, sin perchè la Nied vi scorre in prati senza cop~rtura al piede dell'llpposto versante e sia ancorn perchò il bosco fra ~Ion i. e Lemmersberg poteva celare, . come celava di fatto, forze delle quali non era possibile valutare il numero. Poco a sud di Chevillon invece, essendo il corso della Nied coperto alla vista del difensore dall'argine ferroviario, fu improvvisalo abbattendo alcuni alberi pr·esso un mulino un pooticello, le fanterie della '16• divisione vi passarono sopra alla spicciolata si riformarono dietr'.l l':ll'~ ine, e dal ciglio di rruesto im pegnarono un vi\'O fuoco di fu cileria co ntro il ristretto margine di Mont mentre che le num erose Hliglierie raccolte sull e alture a sucl · di Kurzel controbauevano con vantaggio quAll e del difen so re ammucch iate sul pianoret!o a sud- ovest di Mont. l 1 oco dopo pensato che il nemico fos se abbastanza scosso , la Lmteria dd la 46" divisione cominciò ad abbandonare l'argine proteltore scend en · done a gruppi, sq:;adre e plotoni, buttandosi a terra nella. affatto rasa e scoperta pratet·;n pe1· ricominciare il fuoco. Questa linea stava completandosi e preparando=-i ad un secondo sbalzo, quando il difensore credette esser scoccato il momento opportuno per un contrattacco. Una brigata della 38" divisione stata sinora in gran parte ni coperto nel valloncello a boscaglie n nord di Mont usci dal suo nascondiglio , si distese in una lunga li nM rnescolan· dosi a qu:tlche riparto stato sinora in catena e ca mminando al
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passo ordinario con poche sos te, di cor~a so ltan to per gli ultimi 200 metri tornò ad ammucchiarsi nel piccolo spazio ove la catena dell'aH et·sario sembrava più fiLiai questo convergere fu fa tto bene, vi niutava anche il corso del la ~ied, mel i 4000 metri circa percorsi di passo an·auo allo sco perto consumando poche cartucce furono gi.udica ti circostanz:1 suffic.ienle per far ritirare la brigala e per !asciarla inseguire dalla 46• divisione, dapprima con vi1·acissimo fu oco poi marcia ndo Contemporaneamente le ar'liglierie sopra ì\Jont rimettevano gli a,·antreni e gli altri riparti disposti sul margine difensi\'O sospesero il fuoco . Era stata ordinata la ritirata generale, il comandante del XVI corpo voleva adempiere alla missione a\'Ltla di attirare su di sè il nemico e alcuni furono di parere che anche il parziale co ntràllacco stato descritto ·do1•eva concorrere allo scopo . Tuttav ia la ri tirata, defi nitivi'\ che volesse essere o nell' intendiment(l di prendere una seconda posizione ind ietro sull 'altipiano dal qua le contrattaccare le colonne &flaticate dal salire, deve anche :1 scriversi nlla divisione baYarese alla quale essendo riuscito di nttraversnre la Nied a Pange e più a monte, e di salire sull e alture di riva si ni, tra, minacciava di avvolgere la destra del difensore. Gli furono in fretta contrapposti e con successo gli ultimi hattagl ion i del la 59" brigata c le ballerie a cavallo dell e . due di\'i>ioni di ca\·al leria mentre le artiglierie della division e bavare:>e io marcia da Fourcheux a Pauge nun potevano appoggiare l'ulteriore ava nzata delle proprie f,tnterie. A rendere mflggiormente critica, la situazione di queste, alcu ne batterie in ritirata da MonL verso ovest erano in procinto dito gliere gli avant reni, e una valanga· di dodici reggimenti di cavalleria gu idati da ll' imperatore - col r.:>sso attila degli ussari del la guardia, su bianco destriero, sciabola in pugno - scese dalla dorsale a sud di Coll igny contro i fantaccini bavaresi. Questa mas~a di caval leri a forse inizialmente suddivisa in l.r~ schi ere, si ruppe bentosto iu si ngoli reggimenti di colonna di squadroni, alcuni dei qua li scesero dal pun to òi quota 268.9 per la dorsale verso sud- est, aftr i scesero dallo stesso punto dentro al vall one, galop pando di poi a mezza costa verso lo shocco (Pange) del mede3imo ; nltri infine , seguita qual direttrice l.t rotab il e Co ll igny
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Panae e cr innti alla conlluenza dei due valloncelli minori , sali"' . . ronon sempre di gal oppo sul versante s1n1stro verso la quota ...,9.':>8 _ , superando con mol to. arditezza, le dillico lt:t del terreno, .senza scompone i reggimen ti, e volgendosi con pron tezza ove SI sve- Jav.1 una frazione nemica . 11 fu oco acceleralo col quale la fanteria rispose alla brilla nte carica pose nne al la man ovra. Erano di poco passate le undici . . I l XV( corpo allirò di fallo su di sè il nem1co senza perdere Ja sua linea di ritirata su ~letz come gli era stato ordinato, allo VIII corpo non ri uscì eli staccare l'avversario. dalla fortez.z~ e di bulLa rio contro il tìanco destro dell a propna armatn . L ala de.slra dell' Vlll corpo che em stata predisposta di maggior forza ebbe nel combatti1.1en to una parte all'atto pass iva, l'ala sini~tm che verosimilmente doveva avere un compito passivo fn quella · che ottenne i maggiori succe:>si sulla ~ini s tra della :'lied , la bri~ata· mista si trovava alla fine dell'esercitazione fr a \ fnizeroy. e .Pange. Finila la Cl'i tica riassuntiva delle tre ma nov re a co rpt d armnta còntrnpposti, Sua Maes.L ~I l'imperatore, prima di r~carsi alla palazzi na di Urville, pas~ò ancora in rivi sta la diVISIO ne bavarese e la fece sfilare in un campo presso Colli gn.v; altre ttanto Ieee coJ4° reacrimenlo crranatieri della gunrdia a mezza via fra Colligny e Pan ge":"' e passÒ in rivista alcuni battaglioni dei reggi.m.enti ~i riser va a Pange e a ~l aizcroy senza fa rli sfila re perche 1 reggt menti non erano completi e mancava no di musica . Tnue te truppe del X \'1 corpo ebbero pet· In giornata dell' 8 settembre tratlamento di marcia; il comando non provvide al tro che un convoolio ò'acqua slalo caricalo il mat tino a )fetz e fe t·mo alle ore 8 all';lter.za di ~IonLoy in attesa di ordini; i f•>raggi potevano essere prelenti in ~l etz o nei si ti di ~narni~ione a.sP.conda dPI mezzo e del tempo adoperato dai singoli cor pt per rtentrare alle loro sedi. Tul.le le truppe dell' V(l[ corpo compre:>a la divisione di ca"al lerin A. consumarono in crnest'l giornata la razione viveri e di avena di riserva ehe avevano prelev::~ to e po rtato con sè (viveri con l'uomo, '/ 3 avena sul cavallo, 2/:, sui carri). Il tieno e i generi pel h ivac~o caricati sui c:trr i utilizza n.do quelli de.ll~ colon ne sussistenze e della :-pesa ora liberi da og r11 alt ro serviZIO, erano
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LE GRANDI MA NOVRE TEDESCHE NELL'AUTCI:\NO
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pronti: per la 11.5" divi sione in Hupplingen ; per la ~16• e per la. brigata mista in Bolchen. ' il 9 e In queste stessE: località furono pure prelevati i foraggi per il 'l O settembre a seconda del giorntJ nel quale i corpi dovevano partire pe1· le Iom sedi. Per' gl i stessi giorni le trupp~S ebbero traLtamenlo di marcia da spendere in par te, per quelle desti nate a lonta ne sedi in fe rrovia, in un rancio provvisto dall' in tendenza in una stazione di vel.tovagl iamento. Le truppe a piedi rientrarono <l Ile loro gnarnigi0ni parte per via ordinaria (Metz) parte in ferrovia, quelle a cavallo tutte per r ia ordina ri a. L'imbarco delle truppe richiese da 40 a 50 tre n i, fu l'al.lo con comodo alle stazioni di Ur ville e Courcelles , alcuni reparLi ebbero nn giorn o di riposo (domenica) prima di partire. La 59• brigala appartenente al X V corpo (Strassbu rg), fu ma ndata come fu indicato, per ferrovia a Bischweiler oade prender parte alle manovre del suo corpo d'arm.ata contro il XlV, Per ventiquattrore. dalla sera del 7 a quella del 8 settembre rimasero in t\letz oltre i distaccamenti piccoli le guardie, i piantoni, alcuni attendenti e le corvòe soltanto tre battagì ioni d'ortiglieria da fortezza.
(Continuo).
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GIORNATE DEL 12 1 13 E 14 SETTEMBRE ·
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VITTORIE E SCONFITTE
È questo il titolo di un interessante libro recentemente pub · blicato dall'a n. A.rbib {·1) e.o l qu ale l'egregio autore, facendo una rapida escursione nella stor ia e prendendo ad esame molte delle principali battaglie , presume di scoprire in esse lo cause gen(' 1'ali, {ltSse e immutabili delle vittorie e delle s~oufi tte . e quindi le regole sicure per evitare le sconftu.e ed ollenere le vittorie. Se il libro non avesse la prefazione e la conclusione e fosse semplicemente intitolato : « Bsempi di virtù civi li e militari pre« roiate dall a vittoria e di vizi opposti puni ti dalla sconfi tta, ad uso «delle scuole militari», noi non avremmo che a lodare l'autore per la buona scella degli esempi, per la chiarezza della dizione, per il rilievo opporlunam ente dato alle virtù che convien e imitare e iti vizi che conviene fu j:rgire, per :1 vere condotto il raccon to e ii ragi.)namento in modo che in fin e d'o~ n i esempio ne risulti possibiiiDbnte chiara la mo9·alt• a cu i si voleva venire e fa ccia irn- · pressione sull'an imo del giovinetto. Sarebbe in questo caso fuMi luogo lo andare scrutando nei singoli . esemp i se le cause addolle della vi ttoria e della sconfitta sieno state sempre e unicamente quelle; sarebbe inopportuno notare alcune torsioni di ragionamento per venire alla. conclusione vol t1 La ; sarebbe finalmente illgiusto àire all'autore: le vost re conclusioni sono una parte del la veritil, ma non. tutta la veri là e ad ogni modo sono cose che hanno tanto di barba. (l.) E DOARDO ARDIB , Vitto · ·ie e SCOt~{llte. -
llocpl ì, Mil:mo, iSO!...
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Ma quando il libro ci si presenta come una teoria scientifica, anzi come un prodotto della scienza moderna, al quale gli an- . Lich i, con tutto il loro ingegno, non avrebbero .potuto arrivare; quando ci si presenta come un'opera nella quale i reggitor·i degli Stati e i condottieri degli eserciti possono trovare regole non mai fino ad ora scoperte o almeno non mai form uiate ; allora il caso è diverso ; allora il libro deve essere giudi c.ato so lto un altro aspetto, ed è quanto ci proponiamo di fflre con qualche larghezza, perchè si tratta di questioni storiche ch e hanno un inter·esse mili tare grande e di attuali tir . 'f
** Sul frontespizio si legge una sentenza di ~facchiavelli: « Debbona i Re, se vogliamo vivere sicuri, avet·e la loro fanteria com« posta di uomiui che, quando egli è tempo di fare gnena, ' '0« lentieri pe1· suo amore vadano a quella, è quando poi viene « la pace, più volenti eri se ne tornino a casa; il che sarà. sempre «quando egli scerrà uomini che sappiano vivere di altra arte <1 che di questa ». È la prima frecciata dell'autore contro gli eserciti pP.rmanenti, ; ma la freccia si pianta in terra tre se~oli prima di arrivare al bersaglio. ~iacchiavelli pal'lava degli eserciti del suo tempo composti di soldati di mestiere, che in pace non servivano se non a fare nascere· torbidi, e a creare imbarazzi . Oggidi i soldati, ch e, fin ita la guerra, tornino volentieri a casa non c'è bisogno di sceglierli; -tornano vÒlentieri tuui. Quan to al nucleo permanente che resta sotto le armi, è oggidi una ne. cessità dipendente da condizion i cosi differenti da quelle dei tempi di :VIacchiavell i, che il segretario fiorentino, storico ed uomo poli tico, ma non profetn, non poteva neanche lontanamente immaginarsele. Sicché l'aurea sentenza di Macchiavelli è sempre aurea, ma è fuori di posto per epigrrfe a un libro, che vuol e darci le cause ~e n e ra li e· immutabili delle vittorie e delle sconfitte. Veniamo alla prefazione nella quale l'auto re spiega i suoi intendimenti , dirernnio quasi le sue illusioni. Egli cominr.ia con una critica, certo non nuova.• ma secondo noi non giusta, agli storici antichi , i quali scrissero ·la loro storia « indugiandosi nel «
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(( racconto di quei fatti che parvero loro degni di maggiore con« siderazione solo perchè compiti da uomini di grande stato, im« peratori, principi o generali .... » E forse anche oggi non ~ ccrsì e non deve essere così ? Forsechè un discorso di Crispì vale come quello dell'on. Carneade? Forsechè una visi ta dell' imperatore Guglielmo a Roma vale come quello di un pellegrino, di un viaggiatore qualsiasi ? !la (si replicaì gli l ntichi esagemrono nel fare le loro storie a fondo biografico. La vita delle masse non vi figura abbastanza, eppure le masse hanno diritto alla loro parte anche d i storia. Adagio anche in questo. La vita pubbli ca delle masse nei tempi antichi era molto più limitata che oggidì ed ecco perchè hanno meno parte nella storia; il grand'uomo spicc.ava piu che oggidì nella folla e gli avvenimenti sentivano più potente che oggidì l'impulso individuale. Ecco perchè la storia antica è maggio.rme'nte a fondo biografico. Cosi dovea essere per essere fedele. A Roma e ad Atene dove il popolo v·i·ve·va, non si può dire che non abbia avuto l'a sua parte di slOI'ia; e se gliene fosse spettato di piu gliela avrebbero data per la necess ità in cui si sarebbe trovato lo storico di dargliela. Se Tito Livio avesse scritto la storia della rivoluzione francese non avrebbe potuto a meno di mellere in campo le masse. Ci siamo fermati su questo pu nto perchè siamo persuasi ch e la presunzione moderna falsa la storia antica per foggiarla alla moderna, e rnellere sul palcoscenico le masse le quali erano sol · tanto nel rctrosceGa. Ma anche senza ciò troveremmo affatto erroneo il giudizi o dell'autore che le storie antiche, « ancorchè « merit:lmen te celebrate per fM ma, non co uteng:mo che un o scarso «e indigesto nutrimento per coloro che vogliuuo dalle lezioni del « passato trarre ammaestramento per l'avven ire. Cosicchè, sebc bene sia antichi..;simo il deLLo che la storia è la maestra della (<vita, ben si può dire che i suoi in segnamenti non divennero « interam.ente preziosi se non in un'epoca recente ». · Se la storia antica non · avesse in segnato nulla, il detto ch' e~sa è maestm della vita non sarebbe antichissimo. Il metodo d',in segnar)lento em alquanto differente pcrchè diiTerente era la materia, diiTerenti gli allievi; anzi aggiungiamo ch e quel meto-do 46 -
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di raggruppare i falli intorno a pochi individui educava errrecriar> mente quelle aristocrazie per cui la storia era scritta, quegli uomini che ven ivano su per i! comando . Ed è forse questa la ra- · gione per cui quegl i storici antichi, nei quali il nostro autorè trova solo un cibo indigesto, costituiscono ancora la base della coltura. classica, non tan to in Italia quanto all'estero, specialmente 10 German ia e in Inghil terra.
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** Ma veniamo alle grandi « leggi fisse invariab ili » che rriova conoscere perchè ci servano di guida nel cammino della "'vita. Qui facciamo anzitutto una questione pregiudiziale : Se fosse vero che siamo governati da leggi fìsse e invariabil i non avremmo bisogno di guida, perciò tutto questo li bro che è un seauito di consi).{li, si trova in contraddizione con la teoria fonda~nentale dell'autore. [nfalti a che cosa servono i consigli, se siamo slrascioati dalla fatalità'? Avremmo forse capito male l'idea dell'autore •t Non sarebbe del tutto co l~a nostra. Egli dice che le ricerche scientifiche portarono « a nconoscere, assodare che anche nei moti dell'urna« n!tà cause costanti, producendosi io modo uniforme, dànno ori~< g1 ne ~ fatti in:ariabili ». .Ma o .l'autore con qu~ste parole ha mteso ~11·e sompltcemeote che, se le stesse cause si ripetono nelle stesse Circostanze produ ~o no gli stessi eJl'r.tli, e allora non ha detto niente di nuovo; fìn qui anche gl i antich i c'erano arrivati. O ha in~eso ~nuncia~e una legge, secondo la quale cause costanti'si ripetono m modo umforme producendo {Orlti intlariabili nella stor·ia, ed ha enunciato una legge contradetta appunto dai fatti della storia che io tutto il suo corso non ha due pagine eguali. Se esistess~ questa legge, i periodi storici si ripeterebbero come le fasi lunari. L'autore con tinua: << I ~en o.meni essenziali della vita. umana e sociale, la ricchezza, « la mtsena , la potenza, l'i mpotenza, la civiltà, la barbarie risai. . ' « go~ o non altnment1 che quelli delle piante e dei fiori a cause in« r:~ri~bili e possono fìno a un certo punto essere <;Jassifìcati, or« dmali come altrettante serie· sc!entifiche a seconda delle cause
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« che li produssero. » Fin qui ci ·siamo anche noi; i fatti si pos-
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sono sempre classificare. Ma quando l'autore vuole applicare le sue tabelle storiche a indovinare l'avvenire, suppo.nendo cause costanti che agiscono in _modo tmifonne, noi non possiamo segui rio , perchè te stesse cause non agiscono mai nelle stesse condizioni , epperciò dànno luogo ad effetti talvolta opposti. Un colpo d'audacia oggi può perderè, domani può salvare tanto una nazione quanto un individuo. E già immensa la difficoltà di giudicare in tutti i ~ uoi ele.menti una situazione complessa quando si tratta del presente; come volete giudicare in base a una situazione futura che può anche non verificarsi ? E'ppure l'autore non dubita di scrivere: «La sto1·ia in vi·rtù « delle leggi che sempre govm·na1·ono, governano e gove1·nemnno « l'1bmanità, studiando le manifestazioni esteriori dei popoli , può « di?·e anticipntamente e 1Je1· ciascuno di essi quale sarà la lòro -« vita, se lieta o misera, se vile e .spregevole, se incamminala a « progresso o irrilnediabilmante CClndannala a retrocedere . » Sareb be proprio il caso di rimettere in onore l'oracolo di Delfo eolla relativa pitonessa assistita da uno storico; se non fosse ancora troppo viva la memoria di due granchi solenni (per tacere dei mi· nori) pre5i da quasi tulla l' Europa, non esclusi gli storici. Alla vigilia della campagna 1870-7·1 chi avrebbe imma ginato le sconfitte della FI·anc1a? All'indomani della campagna stessa .chi non diceva ebe quella nazione :>arebbe stata un s&colo a risorgere? A fatti compiuti si ricercano le cause· della sconfitta e della risurrezione e si classificano i fatti secondo le medesime; va benissimo, ma quali tabelle stMiche avrebbero potuto farneli prevedere? E se non si ò mai previsto il futuro prossimo, come volete prevedere il remoto? La stessa espressione dell'autore « la sto1·ùt è i n grado di dù·e an• ticipatamente involge contraddizione nel suo concetto. È vero che ìl Manzoni disse: <<Degli anni ancor non nati - Daniel si ric01·dò, ~ ma parlava di un profeta e lo dis:;e in poesia.
Dunque (ci si obi.JieLLerà) voi non credete alla continuità delle leggi storiche? Ammettete il caso fortuito? Rinnegate la scienza
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moderna? Niente di lutto cpesto . Noi ammelliamo per induzione la conlinuitit delle leggi storiche {che però finora nessuno ha p.otn to for mulare nettamerlle forse pe1·cbè l'uman ità e ancora troppo ·giovane), ma ammettiamo pure l'esistenza di altre leggi sconosciute, che, intervenendo nel dominio delle storiche, dànno luogo a casi 1·elatit;amente {o1·tuiti, i qual i alle volle possono cambiare la faccia del mondo. Ci spiegheremo chiaramente con qualche esempio prendendo le mosse dai fio ri e dalle pia nte come ba fatto l'autore: u:1a rosa fio risce a maggio per le leggi fu;se e inva1·iabili che !.!overnano la fio· ritu m delle rose; e una brinata tardiva che la sfrondi , è ancl'i'essa l'eJTello di leggi invm·iabili che regolano lcr cnduta delle brine; m:o ri spetto alla rosa rappresentà il caso fortuito; rappresenta l'azione· di uua legge ignota che inaspettatamente ne ha sopra'fTatto quella soli w. Uua quercia nasce e si sviluppa secondo la potenzialità del suo germe e il nutrimento che riceve dal terreno; il leg,naiuolo che la taglia obbedisce alla legge del bisogno che lo spinge a far legna; ma l'accellfL del legnaluolo rappresenta per la quercia il cnso fortuito che interrompe per essa il corso delle leggi per cui è nnta e cresciula . Il terremoto di Casa micciola fu certo l'efiello di leggi li siche invariabili ; il soLtosuolo di qu el pun to della crosia terrestre si tro\·ava in condizioni tali che un terremoto era inevitabile; ma per gli abitanti di Casamicciola quel terremoto fu un caso fo rtuito, cbc · li sott rasse in un colpo da tutte le leggi storiche anzi da quelle della vita . li concepimento di Napoleone Bonaparte nel seno di madama Leti1.ia, iri Aiaccio, l'anno stesso della cessione della Corsica alla Francia, fu certo l 'eiTeuo .di leggi fisiologi che od altre ehe regolano· lo svilu ppo del le razze; ma per il mondo politico fu un caso fortu ito . Come volete indovmare !:avvenire quando falli relativamente· fortuiti , cioè effett i di le!!gi ignote, possono cambiarvi la situazion e dall'oggi al domani . Chi può determinare le leggi secondo cui varinno nelle diverse epoche, sia pure di poco, le attitudini intellettuali e morali di nna razza? Chi può determinare le cause per ~ui nascon'o o non nascono uomini superiori? Ii Balbo dice che la con -
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çessione di grandi uomini è un favore della provvidenza, è il mezzo principale di c_tti questa si ser~e .per intluir~ dir~ttamente. sul ~orso .Qe~l' umanità. Noi non sottoscriVIamo certo a sdTaLta sp1egaz10ne~ ma una mial iòre non fu ancora data; e intanto bas ta l'ignoranza d1 onueste leaai0 per ·rendere vano ogni tenlati vo d'indovinare l'avve":1 ° nire. Si aaaiunaa l'ianoran7.a di cento altre ' che tutte d"anno luogo !?n o " d . d" a casi relativamente fortu iti; si aggiunga che, trauan OSI 1 razze umane, entra in scena anche il libero m·bit1·io, il quale è effetto ~sso pure delle leggi che governAno queste raz~e .. . . Considet·ato rispetto all'umanità in ~enerale 11 libero arb1tr l(l ha una cehhia determinala e ristretta, ma questa diventa abbastanza taraa a misura cl1e si passa dal genere alla specie, dalla razza alle s ti;pi, alle nazionalità, agl'individui. In forz.a d e~ libero arbitrio: possono le nazioni, non già sottrarsi alle l.egg1 s tor~che, ma met~ers~ 'Sotto il dominio piullosto di questa ~:he d1 quella , 1nflu~n.do cos1 su t propri destini. Or come si vorrebbe determinare antiCipatamente -ciò ?he dipende dal libero arbitrio ~
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Ammette l'autore il libero arbitrio? Implicitamente deve ammetterlo perchè altrimenti non avrebbe serino il suo libro; ma le sue idee o almeno le sue espressioni a questo riguar<lo non sono abbastanza chi~re. Egli dice che: « co me non è dato all'uomo d'arre~ -« stare J'eruzi<>ne di un vulcano, o l' infuriare di una tempesta, cos1 u non gli è daL o di sottt'arsi. alle conseguenze ìmmutabi li d~lla Li~< rannide, dell'i ntolleranza religiosa, del parteggiare fu rioso, della « mollezza, dell' ignoranza, dell?. cupidigia . » l~in qu i sembrerebbe ~he a tutti questi guai convenga piegare la testa perchè se capitano non c''è rimedio; e a!lora : addio libero ar~ itri o . Ma l'autore sog~iunge: « Quando concorrono tutte le cause che c:onducono un po• polo alla rovina inutilmente e scioccamenre esso presu~erebbe ~ di sottrarvisi , altrimenti che rimovendo qw:lle cause e svmcolan< dosi dal loro impe·rio. » Qui si ammette il libero arbitrio, ma dove se ne va la costanza e l'immutabilità delle cause? Se queste cause possono 1·imuoversi ad arbitrio dell'uomo, no n sono come quelle che ' determinano l' e1·uzione di un 'V!tlcano e l'in(u?·ia?·e di 1ma tempesta, perché sov1·'esse l'uomo non ha alcun potere.
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ma da cause superiori , che intervenendo, sia pure per e!Tetto di legge, in un dato momento, fanno relativamente l'uffizio della
Ci sembt·a di aver detto abbastanza per dimostrare che la teoria delle leggi storiche, certo non nuova ·nè priva di base scientifica, fu esposta dall'autore con fusamente, esa ge r:~ ndone i corollari e cadendo in lampanti contraddizioni. Aggiungeremo che non era necessario premettere quest'abbozzo di teoria moderna a una serie di. esempi storici chiari , filati, messi in ordine cronologico e quasi indi pendenti l'uno dall'al tro come articoli di giornale; esempi le cui deduzioni avrebbe potuto trarle agevolmente anche uno storico antico , benche l'autore cr·eda che solo ai nostri tempi la storia si sia so ll ev:~ta « dallo stato di cronaca. » Per noi la storia è storia da Erodoto in poi e troveremmo molto ardito chi mettess~ fra le cronache le storie di Tacito , quantunque egli modestamente le abbia chiamate annali. ~l a la teoria delle leggi storiche parve necessaria all'autore per dai·e ·al suo libro una base scientifica e presentare le sue deduzioni . come una scope1·ta. Tali egli le crede, ma tali non ci sembrano davvero. Come vi sono cause generali, costanti e invariabili che governano le evoluzioni dei popoli, così ve ne sono di più spec'i<ll(, dice l'autore, che governano le vittorie e le sconfitte. « Sono cam« biate le ·armi, sono cambiate le formazioni di truppa, ma non « pertanto la vittoria e la sconfitta furono sempre generate da leggi « costant~ . » Possiamo esser d'accordo, ma è questione d'intenderei . Vale a proposito di queste lt:ggi, relativamente speciali, qua nt(} si è osservato a proposito di quelle più generali. Anzitutto bisogn:t ammettere cruei éasi che abbiamo chiamato ·7·elativctmente fortuiti , anzi ~ggi ungere che su nessun fenomeno umano essi hanno tanta influenza come su!f'esito delle batta glie. Può esservi convenienza a tacerne in un libro scritto specialmente a scopo educati vo, SCI'itto per dimost1·are « che quasi nulla accade in guerra che possa dirsi totalmente imprevedibi le, )) scritto per combattera « una comoda credenia radicata nell'animo di molti , cioè che il vincere o ii pFlrdere meramente dipenda da~ volere di una capric::iosa dea, la fortuna; .,. può essere talvolta. conven ienza ,taceme, ma storicamente e scientirìcamente non si, posso no negare, perch è so no fatti provenienti non dalla fortu na
fortuna. Euli è perciò che le stesse cause in situazione di!Terente, cioè in c~ncorrenza 0 in opposizione con altre cause, p~ss~no d~re effetti svariatissimi. Oggi vince la prnden7.a, doma~1 .' audacm. E quando abbiamo fatto u~ el~nco, sia pure . esat~tss1~o, ~~Il e cause che infiuiscono sulla .v1ttor1a e sulla sconfitta, a.bbtaino fatto una statistica e nulla più. Queste cause l'autore le nduce a sette (che vedremo in seguito), noi potremmo contar~e settantasetle ~ altri. pot~ebbe ridurle a una sot'a e dire che vmc~ s.empre eh~ ·· ha più forza e t'adopra meglio. Anzi il sdcondo mc1SO non c neppur necessario, perchè l'adoprare '?e?l·io la ~orza è una .fon~a: Sicchè a rigor di termini potrebbe du·s1 che v mce semp1 e eh t ha più forza. . Questo. è davvero una legge fissa e imm~tahlle; ~a qua~d.o si è detto questo, si è dotto nulla. La que~llone sara semp1 ~ ,1\ modo di lWare in mano ed opporre al nem1 co una forz~ d1 p1U . E può essere che questo modo lo trovi, in nn lampo, ch1. non ha neppur letto l'elenco, e non lo trovi chi lo sa a memor1a ;. P~~ò essere pure che nell'elenco più completo questo modo non vt Slcl.
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Contuttociò ammettiamo essere utilissimo ri~ercare specilìcatamente le cause della vittoria e della sconfitta « negli elementi ont~e possono scaturire, ossia nelle battaglie combntlute in epoche dtverse da popoli differenti :t. Ma non c-~eda l'autore ch e ques~n sia. una idea nuova; non ce la present1 come nata nel. suo cetvello e maturnta « a mano a man0 che gli ozi co~sueLt l~ .tras~ sero a studiare di prererenza gli apparecchi degh e;;erctll e .~ fini pei quali essi sogliono essere ordinati ». Nel su? .cervel.lo sar<~ nata così, ma prima che nel suo era nata in ~o1t1 .alln. ~ullt gl i scrittori di storia e di arte della guerra da J!ront1~0 a )~ac. chiavelli, da )lacchiavelli a Marselli , (per tacere de~ll stramen) non si sono proposti che questo scopo . Vi ù tutta una letteratÙfà sullo svolgimento di quest'idea che l'autore presenta come
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una novità : l' idea di cercare nella storia delle guerre le leggi della vittoria e della sconfitta . A questo genere di letteratura, o scienza che voglia chiamarsi, dedicaronsi di proposito uomini insignì e vi convorsero indirettnmente tulli gli storici degn i di tal nome, moderni ed an tichi ; ad essa portarono il loro contributo letterario e scientifico alcuni dei primi attori sulla scena del mondo: Cesare, Napoleone, Moltke. Autori di tante battaglie, anch'essi nei loro ozi si occuparono di ricercare la cau.se delle vittorie e delle sconlìlle. Nelle nos tre scuole mi litari non si :Ùudia quasi altro . Ad altro non tendono gl i studi degli ufficiali pi u diligenti dopo lasciate le scuole. Nè certo i libri sc<•.rseggiano, o si c-hiamino storie militari, o si chia.mi no trattati dell'arte della guerra o si ch iamino manuali di una cosa o dell'altra. E i fatt i vi sono esposti e r.lggruppati in mille ~ ui se, per datil e per categoria, per dritto e per rovescio, esamimlt.i e commentati solto tutti i rapporti. Ceno non vi è argomento, per quanto tri.to e ritrito, che non possa trattarsi sotto un nLtovo aspetto, ma come può creders i nuova i n sifTatta mater·ia, l'idea fondamenta le? Diremo d i piu : qu'anqo vediamo un autore persuaso di avere scritto sulla fine del secolo decimonono, un libro che meLle in sodo nuove leggi di storia polir ico-militare, le quali «appariranno (in esso) luminosamente e varranno a modificare, non paia presuntuosa la spE'ranza, (cosi dice l'autore), giudizi, prevenzioni e risoluzioni che possono con· tri bui re, se già rton c.ontri bui sco no a rendere men faci le, non :> icura e meno abbondante la prosperità della patria ,., noi non possiamo se non esclamare: beato l'autore che crede tanto nell' efiicac ia del suo libro l
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Ora ci resta ad es.aminare brevemente il metodo e i criteri e le lemri che scopre o crede segu iti dall'autore nelle sue ricer·che • <:)!!') scoprire. Si parte dalle Termopoli. Perchè Leonida fu vinto ? Per·chè (dice l'autore) fra le sue truppe non vi ora unità di comando. 11 capo aveva coraggio sparla n?, ma non autorità sugli alleati.
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maggior· parte di questi l'abbandonò . A. lui non restava che farsi ammazzare e lo fece gloriosamente. Qual legge ne risulta? Che è fattore di vittoria « la l'igorosa unità del comando. )) Ma questa è una no,rità ? E per provarla c'era bisogno di mettere in campo Leonida, che pover·etto avrebbe fallo probabilmen te la stessa fine anche se avesse avuto autorità sugli alleati? Dopo Leonida passa sulla scena Temistocle. An c h' e~l i ebbe dispute col suo collega Eurihiade (benché l'autore non lo noti) poco prima della ballaglia di Salamina; pure i greci vinsero . Perché? Pei·chè i persiani erano nnche più discordi di loro; avevan o meno coraggio, meno abilità, meno voglia di battersi. L'au · tore non sviluppa aiLro concetto e non crediamo che ci sia. chi voglia sostenere il contrario; ma ripetiamo : è una no vita? E un . prodotlo della scienza moderna? Fin qu! lo storico delle guerre greco-persiane, Erodoto, non c'era arrivato ·? E non si copia Ero· doto quando si scrivono queste cose Ma nella batt<lglia di .Salamina l'autore no vera fra le cause della sconfittadei persiani una tempesta che ne sconvolse ht lloLta. Ecco il caso relativamente fortuito . F ~ de ltà di Sll)rico qui costrinse l'autot·e a riportare un fatto che va contro alla sua teoria. ~
** Segue un capitolo dedi cato alle campagne di Alessandro . La scuola storica moderna considera le campagne di AJessandro come u~o sfogo della civiltà greca ver~o l'Oriente , e noi non vogliamo negar·lo; ma diciamo ; questa civiltà per· sfo~ar~ i aveva bisogno di un uomo come Alessa ndro e nato sul trono; cioè di una eccezione; di nn caso rela tiramente fortui to. Si fTat ta verità apparisce davvero luminosamente nelle parole dell'autore, che forse non si accorge di scrivere contro alle teorie esposte nella pre· fazione. Egli, che r;mprovera agli storici antichi di esser·si occupati troppo dei grandi personaggi, esaminando le campagne di Alessandro non parla che di lui. E non può essere altrimenti ; perché chi fa i piani di campagna è lui; chi ne dirige l'esecuzione è lui; chi predispone le h:ltt.aglie è lui; chi le inizia è lui; cot:nanda e combatte nello stesso tempo; a mente calma ordi na
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Risulta dal racconto stesso dell'autore che i romani , malgrado tutto, si trovarono quasi sempre in numero superiore sul campo di battaglia e si batterono da leoni; ri:;ulla ehe a Canne erano quasi 8o mila contro 50 mila e si batterono in modo da restare 60 mila sul terreno ; il console Paolo Emi lio . che pri ma della battaglia avea contrastato col colle!la sulla convenienza d'i naa<Taiarla " o no ' fece quanto gli era possibile per vincerla e diede l'esempio di fa rsi ammazzare. O dunque? Dunque le cause immediate della vittot·ia di An nibale bisogna cercarle nella sua superiorità tallica . E questa apparisce dal ra ;~o nto stesso che dell a ballaglia fa Polibio e che l'a utore riporta. Perché non l'ha notata? Perchè non ha segnato la superiorità tattica del comandante nell'elenco dei frt.ttori di vittoria '? Perchè non vi ha segnato neppure la superiorità strategica? Non sono bastnte n fargli scoprire l'importanza di questi fallori nè le camp~gne di Alessandro, nè quelle di Anniba le, nè quelle di Cesare, nè q nelle di Napoleone ? Certo · non avrebbe segnato nell'elenco alcuna novità, ma novità non ce ne sono e l'assenza di questi fattori dall'elenco dei medes imi riuscirebbe affatto inesplicabile, se dal complesso del libro non si vedesse che l';1utore è guidato piut~o s to da un sentimento politico che da un'idea scientifica.
tutto; ubbriaco sconvolge tutto; morendo in un'orgia , l'impero crolla con lui. Quando snlle sorti di una o più nazioni ha tanta potenza un · individuo, cl1e cosa venite a pal'larmi di leggi costanti la cui conoscenza può squarciare il velo dell'avvenire ? Ma a che cosa attri 9u i ~ce r autore le vittorie di Alessandro? Alle stesse cause a cui tutti le hanno sempre attribuite : all'intelligenza e alla risolutezza del capo, al suo giusto apprezzamento delle condizion.i e del cara ttere del nemico, alla diligenza con cui preparava le battnglie. al coraggio che sapeva info ndere nei sol· dati; mentre dalla parte opposta vi erano i difelli opposti a queste virtù. Sia pure, nessuno fa6t contrasto; ma nessuno che abbia letto un poco di storia militare crederit di avere imparato qualche cosa di nuov•> sentendo queste cose. -1'
** Bello e indovinato letterariamente è il capitolo su Annibale, come (a parte le prefenzioni scientifiche) lo sono qnasi tutti. Ben m~sso in rilievo il disprezzo dei romani pel nemico al pri ncipio della campagna; il loro stupore dopo le p'rime sconfitte; i loro dispareri sul modo di comballerlo; le incertezze dei consoli che non sapevano ritirarsi a tempo perchè pensavano : che cosa ne diranno a Roma? Precisamente come nel 4870 Napoleone I II pensava: che cosa ne diranno a Pa1·igi? La situazione di Roma a quel tempo offre delle somiglianze ·con quella di Parigi nel 1870 e l'autore ne trae profitto per utili ed ingegnosi confronti. Ma pure a questo capitolo possono r ipetersi gli appunti falli al precedente: anche qui abbiamo l'uomo fenom eno; l'uomo che · rappresenta il caso fortuito, inaspettato e contraddice la teoria delle cause costanti e degli effe tti prevedibili . Diremo di più : se in massima possiamo convenire coll'aulore sulle ragioni pt·incipal i dell e vittori e di Al essandro, non lo possiamo egualmente riguardo a quelle di Annibale. L'esagerato disprezzo del nemico nei primortli del la gue!Tn e le di scordie interne di Roma dopo le p•·ime sconfitte, hanno certo intloito sugli appa•·ecchi e su lla condotta della. guerra, ma non bastano a spiegare le viitorie e le sconfitte.
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Ben ragionato è il capitolo su Cesare trallo in gran parte dai commentari di CeS'are stesso. « Nelle sue costanti vittorie (d ice « l'autore) alcun i veggono il trionfo della civ iltà romano-ellenièa « sulla barbarie celtica. Ma sebbene siffatta opini one sia propu« gnata da scrittori e pensatori eminenti , è leci to attribuire le «vittorie di Cesare a cause più semplici, piu chiare, più pal« pabili. Egli vinse perch è si trovò a fronte un nem ico che cor« reva alla guerra insensatamente, se nza ord ine nè preparazione; « vinse perchè era Cll.pitano più dili gente, più sollecito, più va< loroso (qui l'autore doveva aggiungere: sopratutto più intelli-<< gente), più ri spettato e autorevole di tutti quelli che gli stet« tero a fronte; vinse perchè i StbOi soldati erano militarmente , ~ più istrttiti dei loro av1;e,·sa1·i e perché a poco a poco acqui-
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« starono un'illimitata fiducia nel loro capitano e ne secondarono «le imprese con sforzi tenaci e indomabili ». Va benissimo . Noi sotLoscriviamo a questo brano, · che contrasta non poco colle teorie genernl i dell'autore e rende giustizia al buon senso degli stor ici antichi, che a simili cause real i è palpabili, uon cause fa ntastiche attribuirono le -vittor·ie e le sconfitte· ma diciamo : pérchè, se l'autore non ha voluto scrivere n ell'el~nco dei fa ttòri di, vittoria le qualità naturali del capitano, non ci ha scritto almeno J'is.ttuz-ione militare e la disciplina dei soldati? Sono fa!lori che risu ltano, e non potrebbe essere altri menti, dal suo stesso racconto. Ma allo m che elenco ha fatto? In un piccolo cenno sull~ vita di Cesare l'autore osserva che egli non era gen~rale di p1·o{essione benché in sua gioventù avesse s~rvito .nell'ese~·ci to ; e che la direzione della ~.: u,e rra , essendo opera p1u cche altr'? rntell~uuale e morale, anche un car·dinale « può «. esser·e ottrmo caprtano » . A questa specie di bu rlelta si può n s ~ondere con un altra e dire, che non erano generali di pro~e~sJOne n~ppu re Alessandro e Napoleone I ; erano di professione rmperatorr. Del resto, l'autore stesso che, imbattendosi in Cesare. fa questa osservazione, iml:attendo:>i poi nel .18i0 in Gambetta e Freycinet, dice che le co$e andarono male perche essi trattavano la guena l'uno da avrocato e l'altro· da inue.., gnere. 'l-
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** DaDe campagne di Cesa re si Sil lta alla Lega lombarda. Non una parola è detta delle lotte dei romani coi barbari , nelle quali pure dovrebbero ravvisarsi gli effetti delle leggi n~se e costanti . Forse l'autore che giustamente ha messo nell'elenco dei fattori di vittoria il buon nutrimento dei soldati, temelle di toccare con mano che in certe situazion i potè essere un fallore di vittoria anche la fame. La quale piucchè il sentimen to d'ono re, piucchè il sentimento di patri:1, piucchè tanti altri nobili sentimenti fu l'istinto che mosse i barbari ; è l'istinto che, in all eanza con altri minaccin le basi dell'od ierna societi1. · ' Diciamo questo di pas~aggio, soltanto per mostrare quanto va-
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riano gli effetti delle stesse cau;;e in situazioni differenti, e quanto ci vorrebbe an com per· completare l'elenco. Sottoscriviamo di buon gr·ado a quanto l'autore dice sulla Lega lombarda e forse nessuno vorra coutraddirlo quando aiTermn che l'impeto e la cosLnnza dei co llegati sul campo di battaglia furono hl causa principa le della vittoria di Legnano. Ma se quest'impeto e questa costanza fossero stati minori e no n tali da raggiungere la vittoria, dove avrebbe trovato l'autore le cause del la sconfitta? Probabi lmente nelle discordie e nelle lentezze delle città collegate che non opposero al nemico un esercito più forte. Ed anche questo sarebbe stato vero, perchè le cause di nna vittoria o di una ·sconfina, a volerle tutte specificare sono tante che poco maggiore è il numero dei battaglioni o delle compagnie combattenti. A proposito della Legn lombarJa l'autore nota l'efficacia del sentimento rel igioso negli eserci ti, e fìn qui siamo perfettamente d'acco.rdo. Ma quando dice che « oggidì non si lHtole tener più « nessun conto nel nostro esercito di una forza morale che pure << ha generato tante vittorie, 1tt3 ~i ·vuol più infondere nei soldati « un alto e pnro sentimento religioso )), siamo tratti a domandargli: a chi f<l que.~ Lo rimprovero? Il sentimento religioso non è in mario del governo nè de~li istrullori militari . Che possono farci se, mentre ,\ lessnndro Il l ha benede1to In Lega lombarda, gli odierni papi non vogliono benedire l' Itali a? A qual i conclusioni pratiche vuoi venire l'autore co lla sua osservaz ione?
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Troppo in lungo ci condurrebbe continuare sullo ste~so metro esaminando il libro, capitolo per capitolo. Oramai i lettvri hanno un'idea chiara del metodo a dei criteri seguiti dall'auto re, nonchè delle ragioni della no:.tra critica. Andando avanti noi dovremmo ripeterei, ed essi non ci seguirebbero . Sorvoleremo dunque snll e battaglie tra inglesi e franc esi nel sècolo decimo quarto e decimo quinto, su quelle per l'indipendenza svizzera, sn quelle che fra ncesi , spagnoli, tedeschi e svizzeri combaltero in Italia ; nelle quali l'a utore riscontra sempre le stesse cause di vittoria e di sco nfitta ò quel le sole, mentre,
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secondo noi, non furono sempre le sole e qualche volta neppure principali. Avvicinandosi all'epoca nostra e passando in rasse~nn, sulle pedate dell'autore, le campagne di Gustavo Adolfo, di Carlo XII, di eli Federico 11, di Napoleone I, la critica dovrebbe farsi più diffusa e piu accentuata, sebbene non più facile, mostrando più lac~ne nell'analisi, più slegamento nella si ntesi. Infatti l'autore non tien conto di nessuno degli elem en ti nuovi che via via. in1 erven11ono a modificat·e il carattere degli eserciti, il loro ordiname;to il loro armamento, il loro modo di raccogliersi, di vi' ,. vere , di combaltere, e claono all' arte della guerra un 11npronta speciale nei secoli successivi, rendendola sempre P.iù c~mples:>a, cioè sminuzzando e moltiplicando le cause delle vtllOt'te e delle scoo!ìlle Fisso il chiodo nelle sue setle leggi, o~ sia nei sette fattori, l'autore spiega con essi le vittorie e le sconfitte di Napoleone come quelle di Annibale, la batt.aglia di Austerlitz come quella di Canne, la baua(71ia di Waterloo come quella di Zama. Yene;do poi all' epoca modernissima, alle campagne dei nostri tempi, l'insufficienza dei selle fattori e qualche volla la to~sione del mcconto per farlo entrare n~l, casellario delle sette leggt sono cosi evidenti che saltano agli occhi di chiunque abbia un'idea di storia e d'arte militare. 'l
** l\1 a insomma )(dirà taluno) volete far.~i conoscere Lestualmonte queste sette l~ggi o fattori della vittoria~ Tullo il resto l'abbiamo oramai capito. Eccoli, come ce li dà il capitolo di conclusione: « '1o La nobiltà e purezza della causa per In quale si combaue. « 2• La perfetta at·monia degli intenti di coloro che combattono, nasca essa dalla imperiosa volomà di chi comanda o da un sentimento comune a tolti. « 3° La rigorosa unità del comando, in questo senso, che chi è alla Lesta degl i eserciti comandi con perfetta indipendenza e sia sicuro della pronta e perfella osservanza delle sue deliberazioni.
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(( 4° L'aLLenta assidua vigilanza sulle mosse del nemico in guis:1 da conoscere, fìno aWestrerno limite del possibile, tutto quello ch'egli fa o pr·epara. « 5.0 Un giusto rispetto dell'anersario, si che ne nasca il massimo sforzo per combatterlo. « 6° La resisl enza ostinata e coraJ?giosn degli ufficiali (e dei soldati no?) Sul campo di battaglia, malgrado i sacrilizi eh·essa impone necessariamen te. « 7° La sol lecita cura dei soldati in guisa che, sah·o casi eccezionalissimi, non manchi mai loro il nutrimento, sopratntto alla vigilia d'una ballaglia ». Nient'altro ~ .Kient'altro. l selle fattori delle sconfille sono la negazione dei sette fattori delle vittorie e non è necessario t• ipeterl i.
*"' * Come si vede il compito del comando è ridotto a due cose semplicissime: sapere che cosa fa il nemico e vigilare sul rancio della truppa. Tutta l'arte della guerra è ridott~ a due servizi: quello di a_vanscoperta e quello di sussistenza. Due servizi necessari, essenziali ; nessuno lo nega; due servizi che trascurati possono essere causa di sconfitta; ma, anche fatti accuratissi mamente, sono arra sicura di vittoria? Quando un comandante sappi a che cosa fa H nemico, abbia i propri soldati collo stomaco pieno, possa conlare sull'obbedienza di tutti e sulla coraggiosa resistenza degli ufficiali, non ha da far al tr·o per vincere '? La sua abilità stra te' gica e tattica, cio c il modo di condurre le truppe fino al campo di battagliit e d'impiegarl e in essa, non ha influenza ~ull ' esito~ Non ve n'hanno cento altri fattori? L'autore impressionato della nostra sconfitta di C:ustoza, giudica secondo quell'impressione, tutt'altro che esatta, tuLLe o quasi tutte le battaglie del mondo . Il capitole che riguarda Custoza desta in principio una grande curiosità. Come leggendo la prefazione del libro si aspettano sco-, p~rte, cosi leggendo questo capitolo si aspettano rivelazioni. Le grandi economie fatte alla vigilia della guerra non recar<Jno
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alcun dan no; l'o rdinamento ·e la s ~lidità delle truppe lasciavano poco o nulla a desiderare; l.amannora era un buon crenemle n ' Ciald ini buonissimo, le loro rival ita non fecero nè caldo nè freddo · la divisione dell'e3ercito non fu ùn errore; il piano di campngna' era eccellente ; ma vi è una gra n causa che nessuno ha ancor messo in chiaro e che bisogna ricerc;tre riprendendo in esame quella battaglia per vedere quali leggi storiche della guerm furono violate. essendo necessa rio che lo sappiano anche i sottotenenti pi tì 9io vani. Che sarà mai ? Quale legge sarà stata violata? « Invero ne fu violata bnttalmente una sola. Fu assolutamente, totalmente negletto il servizio d'informazioni ». Neanche que<;tn è una novità, e disgraziatamente non fu violata questa legge sola . Chi ha scopetto una sola causa Jella sconfitta di Custoza, non è a far meraviglia se n'ha trovato solo sette nella storia dell'urna.. .\ Dita. E vero che, seco ndo l'autore Lamarmorr' sorpreso ha perduto la testa e di qui vennero tutri i guai, mentre non l' avrebhé perduta se non fosse stato sorpreso (il che resta a vedersi) ; ma (diciamo noi) non era necessario che, anche sorpreso, la perdesse. Quan ti comandanti sono stati sorpresi e non l' hann o perduta? In quante battaglie la resistenza delle truppe sorprese diede modo di rim ediare l' e rrore ~ Solferino fu una battacrlia d' incontro come n . Custoza, il servizio di avanscoperta non era fatto nel 1859 meglio che nel ·18GG. Sapere dov'è e che cosa fa il nemico è certo un elemento di base per prendere una buona decisione, ma non è tutto nè quasi tul!o. Per ch iudere Bazaine in ~f etz, b isognava certamente sapere che era dentro ; ma dal saperè che .è dentro al chiudervelo c'è una bella distanza.
.. * * Tra i fatto ri di vi lloria omessi nell'elenco ve ne . sono tre la cui mancanza salter·ebbe agli occhi anche di un allievo di collegio militare: la superiorità numerica; 2° la superiorità nell' istruzione ed educazione militare dalla truppa ; 3·) la superioritiL dell 'armamento. Quanto al terzo, pare che all'autore non sia
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passato per la testa essere un fattore· degno di nota. Non v1 st accenna in tutto il corso del libro. Neppure il ~ hiasso (invero esagera~issi rno) di chi volevo, anni sono, attribuire la vittoria di Sadowa agli effetti del fn cil e ad ago è giunto al suo orecchìo . Egli non s'accorge che le questioni intorno al vecchio c al nuovo fucile, intorno al presente e al futuro materiale d'artiglieria, le questioni di arsenali, di fortezze, di corazze, di rostri, di torpedini, sono tutte qu83tioni di armamento. le quali uell'odierno svi luppo della tecnica, han no una im portanza capitale. Comprendiamo che ne avessero poca a i tempi di Leo n ida ed anche a quelli della Lega lombarda, ma oggidì che l' uomo ha soggiogato tante forze della natura e ne costringe ogni giorno una a servirlo in guerra, non sarà un fattore di vittoria il miglior impiego di queste forze? Sta bene che l'autore non abbia voluto entrare in questioni tecniche e non era necessario entrarci ; ma la superiorità dell'armamento non doveva essere esclusa dall'elenco . Sta bene che le condizioni del nostro bilan•;io non ci pet·mettono di alfrettare, quanto sarebbe desiderabil e, la fabbri cazione del nuovo fu cile, nè d'i?iziare quella dell'artiglieria a tiro rapido, nè di fa re tantç e tante altre cose; ma le condizioni del nostro bila.ncio non dovevano influire sull 'autore per fargli trascurare in un li bro, che vuoi essere scientifico, tutti i f•1ltori di vittoria che im portano spe$a .
Quanto agli altri due fattori sopraccennati l'autore ste3sO si ncc9rge che la loro escl u ~ i o n e dall'elenco deve stupire i lettori epperciò ne dà. le ragjoni. « Sogliono J40it i aggiungere come indispensabili altri due fat« tori di vittoria : la superiorità. numerica ed il lungo tirocinio delle "' truppe in tempo di pace, ma la iiCien:ra, ossia la ricerca dei ({fatti, non pnò consentire ad ammetterli assolutamente ». La ricerca dei fatti non è anco ra la scienza, ma è l'analisi e spesso una p:n'le sola l'analisi. La scienza è il prodo tto di una sintesi gius-ta dopo un'analisi completa. Scegli endo ed apprezzando parzialmente i fatti', si può venire a conr.l m ioni assurde, ma queste, ·~7
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quantunque logicamente dedotte, non sono scienza; sono si ntesi d.i un'analis.i incompleta e fatta con lenti colorate. Anzi J'assurdita stessa delle conclusioni deve provare che o le premesse non sono esatte o nel processo di deduzione vi è il sofisma. A chi dopo un lungo ragionamento venisse a conchiuderci che due e due non fanno quattro, si può senz'aiLro rispondet·e: il vostro ragionamento è assUt·do perchè è assurda la concl usione. E lo stesso presso a poco si può rispondere a chi, recando in campo Serse ed alLri esempi simili, viene a coochiuderci che due uomini non valgono più dì uno e quattro non valgono piit di due. (( La scienza dimostra eh~ la superiorità della (o1·za munerica non è un fattoTe indispensabile di ·vittm·ia! » Ma nessun fattore ò indispensabile. Non lo è nessuno di quelli che l'autore· ha segnato nell'elenco; non lo sono tutti insieme. Si possono ci tare battaglie vinte senza unita di comando, battaglie vinte a stomaco digiuno, battaglie vintè senza senza servizio di avanscoperta. Quando le cause che po~so no influire sulla vittoria e la sconfitta si ch iamano fattori , s'intende con ciò solo dire che si trovano sempre in concorreoz:J. o in opposizione con altre. I fattori dello stesso segno si sommano e quelli di segno contrario si elidono sul campo di battaglia come in un'equazione al gebrica. La vittoria o la sconfitta sono il prodotto della rimanenza. La forzà che non trova impiego, la forza paralizzata non è forza; può qualche volta essere debolezza, ma solo relativamente al caso speciale. Se mi portate in campo mille uomini di cui solo cento si battono e si battono male contro cinquanta che si battono bene, può essere che i cinqusmra mettano in. fuga i mille. M~ voueste con questo pro\·armi che scendere in campo con mille o scendervi con cinquanta è la medesima cosa~
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** Lo stesso ragionamento può ripetersi a proposito del tirocinio sotto le armi. Anzitutto osserveremo che, non il tirocinio per se stesso, ma l'istruzione e l'educazione militare, effetto del tirocinio sono fattori di vittoria. È naturale che la durata di questo
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tiroçi~io sia variabilissima secondo le diverse epoche; non c'è niente di .strano c.hé a noi bastino due anni, che i nostri padri n'avessero bisogno di tre o di cinque e che i nostri figli o nipoti possono averne anche troppo di uno. Ciò dipende da molte ~ircostanze e specialmente dal carattere degli eserciti, o per meglio dire, da quello delle società in cui vivono. Non è nostro uffizio esporre i criteri da cui conviene partire .per determinare la durata del tirodnio sotto le armi e non era neanche quello dell'autore. ma escludere deliberatamente il tirocinio sotto le armi dai fattori di vittoria, e dimenticarsi perfi no inscrivervi , in termini più generali, l'istruzione. e l'educazi(lfle militare, comunque acquistate, è un poco troppo. L'autore fu tratto in errore dal vedere nella storia due sene d t fatti che gli sembraruno contradditori. Di qui una lista di battaglie in cui truppe giovani batterono le vecchie, di là un'altra \n ~ui truppe vecchie bntterono le giovani. Ma se in natura non esistono casi assol1Ltamente fortuiti, non esistono neppure fatti contradditor i. li caso fortuito è l'eO'etto inaspettato di leggi ignote; ma la contraddizione nei fatti è im.possibile; esiste solo nei ragionamenti. La natura non si contraddice mai. Quella che ci sembra contrnddizione nei fatti è un'illusione d'ottica, cioè un efTetto illusorio della nostra limitata 1atelligenza. Essi sono differenti, non contradditori , e sono differenti perchè i>Ono il prodouo di un complesso di cause diiTe- · rente; od anche di cause egunli , ma agenti, nei diversi casi , con d\ver~a intensità e non nella identica di reziooe; l'effetto è dato dalla risultante. • Come si può fare agevolmente una lista dei fatti apparentemente contradditori ri~petto a questo fattore, si pnò fare ~ con ' un poco più dì attenzione, ri spetto a tutti gli altri . Il non essersene l'autore accorto prova che non ha fatto bene Fa.nalisi, e rifug1ando dietro fatti contradditQ1-i un omissione .madornale, prova che non ha saputo armonizzare nella sintesi i fatti osser· vati nell'analisi stessa; pe1·chè, lo ripetiamo, fatti contradditori sono impossibili ; avrebbe dovuto bastare ad avvertirne l'autore · la sua fede nelle leggi costanti, nelle quali (basta intenderei) abbiamo anche più fede di lui.
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** Piuttosto, se voleva fare economia di fattori , l'autore potev&. risparm iarei di m~llere a capolista la « nobiltà e la purezza della. causa per cui si combatle :.. Lungi da noi militari l'idea di tener poco alla nobiltà e alla. purezza della causa per cui si combatte ; ma chi ò giudice in questa faccenda? Se domani scoppiasse una guerra colla Francia, . .chi giud icherebbe della sua nobi ltà e purezza ? L'o n. Crispi o. l'on. Imbr·iani? Per quest'ultimo, come è noto, sono nobil i e pure solo le guerre contro l'Austria . O dunque'? Ed aprendo a ca;o il libro che abuiamo tra mani e pigliandola pri ma pagina che ci capita sott'occhio, saprebbe dirci l'autorese era più nobile la causa di Roma o quella di Cartagi ne ? SeAnnibale invasore e vincitore in Italia combatteva per una causa pura; ·se vinto 'a Zama, quasi avanti alle mura della sua ciltit per· salval'la dall' ultima rovina, co mbatteva pér una causa impura? È sempre nobi le e pura la causa di chi combatte pe r la pall·ia_ Questo è ~n assioma di morale assoluto, un iversale, vero anche· nella luna; molte volte può essere nobile e pura la causa di chi. si batta soltanto , per la bandier·a. Ad ogni modo que:>ta nobiltà. e purezza non ha certo influenza per se stessa sull'esito dellehattaglie, ma solo per l'ardore Clhe può suscitare nei combattenti ; ora chi non sa che nn uomo può infiammarsi per qualu nquA C<LUsa ?' · L'autore nota nel corso del libro che la campagna del '1870 fu provocata dalla Francia per spirito d1 soverch ieria, e accettata. dalla Germania per necessità di difesa. Fu dunque in giusta da una parte e giusta dall'altra. Si potrebbero fa re mo lte riserve n.. quesw ri guardo ; mn ci porterebbero fuor i del filone, epperciò fi n qui acceuiamo quanto dice l'autore. Jia data l' ingi ustizia della. causa fra ncese, volendo provare cbe ha avuto un'influenza sull'esito delle battaglie, bisogna provare che ha avuto un influenza sull'animo gei francesi combauenti ; che cioè quella ingiustizia. era dai francesi conosciuta o almeno so<:p~ttnta e che il sen timento di comballere per una causa ingin~ta fece si che combattessero male. J1 a è vero questo ? Non è vero in vece che nessun francese com-
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-tattente o non combattente, nè allor·a nè QOi, ha mai ammesso -ehe la giustizia fosse dalla parte del nemico e l'ingiustizia dalla .propria? . . Si dirà forse che la ~i u sti1.ia o l'ingiustizia della causa agrsce -sulle simpatie dei neutrali ? .\la, o queste simpatie si tr~ducono_ ;n aiuti di uomini, di denaro. di viveri ecc. ecc .• e allora t {atton ··sono gl i aiuti, i quali del resto seguono la legge della convenienza . piucchè quella della gi ustizia; o restano all o stato di semplici_ sim~atie di spettatori, e allora non hanno infiue?za s?ll'esito a,_ una ~attaglia più di quello che n'abbiu no sull'esrto dt una part1 ta al , !t)allone.
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** Insomma: es~lu sa dai fattori di vittoria, la superioritit tecnica -del comando, la superiorità dell'istruzione e dell'educazione del la ;truppa, la superiorità numer·ica dei combattenti , la superior·ità ..(iell' armam~nto, ne viene per· conseguenza che potremmo andar-cene tutti a casa e vivere tranquilli. Se mai lo straniero ci as~al i ss e, data la nobiltà e ptwe::.za della nostra causa si troveranno sempre quattro uomini che t'ombattano ~on perfetta ~oncordia cUl[!li intenti ~ un capora~e che li comandi ~on perfetta indipenden:a e sia siwro _della ~e:fetta os~ervan::a delle sw? deliberasioni. Egli con una asstdua Vtf! tlan.za sulle mosse -del nem,ico, con un giusto ?'ispetto del medesimo, avend~ ~oltecit_a ~eura dei p1·op1·i soldati e vigilando ch e loTo non mancln tl nut?·r.mento specialmente alla vi!]ilia della battaglia, combattendo ostt· -nato ·e co1·af!f}ioso con un'a1·ma qualsiasi, magari con un bastone, · 1potrà essere sicuro di vincere. A questo voleva venire l'autore: Non di_cer~o, henc~ò l'esclu-:sione dei fattori militari dai fattorr della v1ttor1a semltl'l lo scopo -per cui ha scrilto il libro, o alro~no per eu~ ~a messo il ~a.pitolo -di conclusione. Il quale si trova 10 contradrz10ne con tntt1 1 pre~ -cedenti, perchè la storia l'autore non poteva cam?iarln e que1 fattori ch 'egli esclnde dall 'elenco . voglia o non voglia, se ne_ ac-corga 0 non_. se ne accòrga, app:tr·iscono chiari nel corso del !turo :stesso.
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Ad ogni modo, volesse o non volesse venire a queste conclusioni, esse sono la conseguenza logica delle sue promesse. Tutti i fattor! di vittoria segnati nell'elenco ci sono tutti nel sovra espost~ · caso d1 quattro nemici e un caporale armati di unstone.
Co nchiud iamo come abuiamo cominciato: tolta la prefazione non necessaeia, in cui si espone confusamente una teoria scientifica per dare al libro un cal'attere scientifico che non ha ; tolta la conclusione che è un at·ticolo occa:> ionale, scrillo sotto l'impt'essione delle questioni che agitano il nostro mondo politico e militare; intitolato semplicemente. il libro: « Esempi storici di virtù civili e militari premiate dalla vittoria e di vizi opposti puniti .dalla sconfitta. », non avremmo diHicoltà di raccomanda rio in qualnnque sr.uola civile e militare, ed anche ai giovani uffiviali; perchè è un seguito di racconti storici, chiari, correnti cl1e si Jeaaono. . "'l'l . ~o m e novelle; lo raccomanderemmo volentieri come opera letteraria, moralissima ed anche istruttiva, malgrado qua e là troncatul'e nel racconto e slegamemi e torsioni nel ragionamento, per fare entrat·e i fatti in un casellario prestabilito ; malgrado in fine che (contro l'opinione dell'autore) non dica nulla di nuovo; sono cose · vecchie, ma ben dette. . Insomma, lo raccomanderemmo, anzi {tolta la prefazione e la .conclusione) lo raccomandiamo come un libro che ha i caratteri ·simpatici di un liLt·o popola1·e , malgrado l'uggiosa pretesa di essere un libro s~ientitico: come un'opera che l'autore ba cercalo di rendere noiosa senza esservi r·i usci Lo .· E se qualcheduno avesse la curio:;ità di leggere la prefazionee la conclusione, facci n pure; ma Io avvertiamo sinceramente . ,. che nè dalla conclusione imparerà i fattori ·delle vittorie e dellesconfitte, nè dalla prefazione imp ~rerà le leggi per indovinarel'avvenire.
c.
MANFREDI
/
L'ESERCITO ITALIANO D'INNANZI ALL'EVOLUZIONE DEL PENSIERO MODERNO
• Chez les peuples démocratiques la disciPline milit.aire ne doit pas essayer d 'anéantir le li bre essor des àmes, elle ne peut 3Sl)irer qu'ii le diriger; l'obéissance q n'elle crée est moins exacte, mais pius impétuense et plus intelligente. S:< racine est dans la volouté mème de ce lui qui obéit; elle ne ~·appuie pM seulement sur son instinct. mais sut· Sà raison; aussi se ressent-ell\l souvent cl'cllù mtlme a pro!)ort!on que le J)eril la r~nd néccssaire. • DE T OCQUEOCUEVILLE
De la Dèmoc1·atie en Amerique.
. Nell'incessante e rapida trasformazione che i nostri ordinamenti mil itari subiscono giorno per giorno, non son pochi coloro che vedono rinnegate le sane tradizioni di una volta, e che credono ravvisar vi una tendenza dissolvente funestissim a per l'avvenire d'un' istituzione, che fu il principale fattore del nostro risorgimento. Convinzione di costoro è che, battendo la nuova via, l'esercito vada perdendo in r.o'esione, in sol iditi:t, in disciplina , quel poco che viene acquistando in coltura ed istruzione. Volete una prova lampante> essi dicopo , del progressivo scaRammentiamo che la Direzione della RìvisiLt Jllilitare lascia agli autori l:t r·esponsaN. della D. bilita delle loro opinioni.
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L'ESERCITO ITA LIA NO
dimento, anzi (per ~ervi rmi del vocabolo barbaresco veramente io uso) dell ' imbo1·qhesamento del nostro eserci to? .... Questa prova vui l'avete nella quasi totale scc.mparsa dalle sue .file di quelle caratteristiche individualita, di quei magnifici tipi militari. in cui si fondevano e s'i ncarnavano così ben e l'autorità e il cora~gio personale, il :;entimento patrio e quello della disciplina illimitata e indi scussa. Quelle splendide figure di soldato, ri11ide, inflessibili , inesorabili di fronte al dovere verso gli altri ~ome verso sè stesse, già onore e vanto del vecchio esert;ito subalpino, oramai son già passate, l'una dopo l'altra, allo stato quasi ·di leggenda. Eppure er·a sullo stampo di coàesti uomini dalla fibra d'acciaio, dall'animo fiero ed intransigente, che si plasmavano e si tempravano i giovani soldatt: solamente a!fa loro sc uola potevao formars i quei c:-~ratl er·i saldi e viri li , pei quali la disciplina era un~ religion e, le fa tiche un eccitamento, il pericolo una festa! ... E che allora, essi aggiungo no, del soldato in tendevasi fare uno strumen to .di guerra, rozzo sia pure, ma efficace, mentr·r'l oggi la moda porta che se ne debba fare una specie d' encicloped ico , uno psend o-scienziato . Il soldato d 'allora, analfabeta· com'era . sapeva rassegnarsi di buon grado alle fa tiche pi!I gran, alle piu dure privazioni ; e la nativa ignoranza non impediva che nel suo animo germogliassero qu~>i nobili sentimen ti che del più o;;curo gregario fanno talvolta un eroe . Il soldato dell'oggi invece saprà leg~ere e scrivere corren temente. co n o~cer;ì l'orientamento, avrà anche .una tinta d'arillne tica e magari di diritto costituzionale; ma voi lo sentirete brontolare sommessa mente se gli fate perdere un'ora del sonno regolameotnre,' lo vcdre1e porger~ il bravo reclamo ogni qualvolta. si sentirà leso in qualche suo diritto di cittadino o di soldato; senza dire poi che egli si permetterà. senza il menomo scrupolo di discutere e commentare con la sua logica app1·ossùnativa le di sposizioni e gli ordini che riceve. Ecco, essi conchindono, a quali bei risu\La.ti siete stati condotti dall'aver voluto allentare le briglie, e dall 'aver sosti-tuito ad una macchina poderosa di guerra le odierne bai<Jnette intelli-
D'INN!NZl ALL'EVOLUZIONE DEL PENSIERO MODERNO
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genti !... « Si è voluto democratizzar·e l'esercito, senza pensare che lo spiri to democratico , applicato all a presente forma militare, ne nllera addiriuura l'essenza, e termineril col cond urlo a rpvina. distruggendo a poco a poco negli animi il sentimento dell'obbedi enza pronta, cieca ed assoluta. » (l)
2. Codesto modo di ragionare, se da un certo punto di vista nùn può dirsi totalmente destituito d'ogn i fondamento di verità, è per altro dettato da un. principio di esclusivismo che non può a meno di condurre ad erronee deduzioni. A poter formulare un giudizio esatto sul modo di funzionare d'un' istituzione c.osì vasta e complessa com'è l' es~ rcito, che cumu,la in sè stessa gli afTdti piu caldi e gl'interessi più vitali dell' intiera nazione, fa di mestieri esaminare innanzi tutto tl n e~sq intimo, il rapporto moral e che lega essa istituzione all'am· biente che l'inquadra. Perchè un' istituzione prosperi rigogliosa. e metta raclici salde e profonde in una società, condizione sine qtta non è che si adotti e si assimili al tempo "' al mezzo in cui deve funzionare. La storia e l'e.;perienza in fau i ci 11ddimostrttno lumi nosamen te che quando una causa è in lotta col suo tl:lmpo e si adopera ad ostacoJarne il cammi no, si esa ulOra di per sè stessa, si suicida 1... Ora si fa presto a sentenziare l'esercito fun~ionalja meglio qu-a rant'anni indietro! Prima di tutto è ~empre rliscu tibile se le quali tà cieche, direi quasi inconsapevoli, del soldato-macchina di quei tempi fossero preferibili all'apertura di mente del ~oldato attuale, che vede, gindica e commenta ; ch' io mi sappia, manca o~ni qualsiasi fondamento scienti fico-speriment ale per am~~ttere un'opinione di tal fatta. Ma, dato puranco che quelle quahta abbiano realmente un maggi.or peso nella bilancia militare, ri mar· rebbe tuttavia a veder·e se con le nuove idee e gli attuali costumi fosse ancora po<;Siuile tenere in armi un esercito sugli ordinamenti allora in vigore. (l) Rivista .!filita1·e, giug no, i SSO.
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That is the question. V' ha della gente che ha la sua vista abituata a veder tutt'oro in ciò che luce allraverso l'organismo militare di quei tempi, perchè non suoi guardarne che il lato appariscente ; ed anche perchè la lontananza , assorbendo i dettagli disgustanti, mette sol· tanto in rili evo l'insieme e la gmndiosità di :quell'organizzazione poderosa che stringeva i destini dei popoli nel suo pugno di ferro. Codesti dew.gli dolorosi noi li abbiamo quasi dimenticati, perchè più non ci offendono : evochiamone per un istante la memoria. 3. Anni addietro l' esercito costituiva un ~ casta tutt'affat to a se, col suo codice , le sue inclinazioni, le sue abitudini beo differenti, anzi per lo più opposte a quelle degli altri cittadini, dei qual i era destinata a reprimere lè aspirazioni più o meno legittime. 'Fra esso e,d il resto della popolazione esisteva un distacco talm ~nte accentuato che la relazione fra un mi litare ed un borghese veni nl segnata a dito; ed al primo fruttava rabuffi e punizioni ed all'altr·o diffid enza ed isolamento . Dal momento che un uomo indossava la divisa del soldato, veniva in certo qual modo divelto dalla famiglia che l'aveva cresciuto, dalla società che l'aveva educato ;_sì questa che quella perdevano tutti i loro dir·itti su di lui, ed egli tutti i suoi doveri ver:>o di esse. Il regolamento di disciplina ICI esprop1·iava totalmente della sua volontà, lo riduceva allo stato di auto ma vivente ; e, alla menoma p1·otesta, i digiuni prolungati , il c1·ottooe, i ferri incrocicchiati provvedevano immediatamente a soffoca re in esso ogni velleità di r ivolta. Insomma era semi nando terrore che si doveva raccogliere rispetto ed obbedienza, coraggio ed abnegazione ; era in virtù di un regime basato sull a violenza fisica e morale, ch e la fo1·za bruta doveva diventare la legge suprema del soldato, l'ordine del giom o il suo statuto, la caserma la sua patria d'adozione. Ecco sbozzato a grandi linee il :carattere predominante e la natura delle mili zie an ~omatic h e di quei tempi , per le quali in
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pieno anno di grazia 4894- , tal un i non si peri tano di emettere un gr ido di ammirazione e di rimpianto 1... Si rimpiange il deeadimento e la tendenza all' ibridi smo di questa grande istituzione, senza punto riflellere che ciò che per il passato era forse una dura e indeclinabile necessità, oggi sarebbe un deplorevole anacronismo ; :;enza voler riconoscere che i tempi son mutati e che ciò che io un'altra epoca non umil iava oggi umilia, ciò che in altra epoca si tollerava oggi provoc_a 1.. . Non per nulla nei nostri nervi e nelle nostre vene si sono accumulati gli stigma embrionali della vita Lurbioosn vissuta dai nostri avi, e che noi abbiamo ereditato sotto forma di sensibilità iperestetica e di eccitabilità emozi onale irrefle ssa, come anche di rapi. d1tà di percezione e di attività di pensiero. Non per nulla il nostro organismo si è fa tto ben più impressionabile e vibra nte ch e una volta non fo sse l ... (·l). Tutto nel Cosmo insensibilmente si modifica e si trasforma ; il mondo morale come il materiale, il mondo delle idee come quello dei fatti. Tutto ciò che è condan:1ato dal tempo, tanto nell'ordine mate · (l) Eeco in quali termini viene svolto questo CO(Icetto da uno dei nostri scrittori militari più autorevoli : · • Anche gli eserci~i soggiaeciono all'azione delle nuo,·e idee, come dimos~rasi dai • chiari segni del tempo. Le correnti della società moderna premono ed irrompono • da tutte le parti, c le antiche moli mili t.a ri sono divenute carcasse che ranno acqua • e vogliono entrare nel bacino di raddobbo. J,o sviluppo dell'istruzio ne, la razionac lil.à del comando, il rispetto all'opi nione dci comandat i, Il campo aperto alla discus• sione ed al merito, la compiuta dislruzione di qualunque sorta di pri<lltgi, il ser· • ''i:zio militare obbligatorio coi nece;sari correttivi, l' individualismo che vrende il • nome d'i niziativa e di responsabilità (diffuse prr tutt i i gradi della gerarchia); la « tendenza a dtstruggere qualunq ue coS? elle possa separ3rc pro ronda mento H sol• dato dal cittadino e costituire l'eserci to come una casta nel paese, ecc., sono indizi • evidenti che gli eserciti si vanno tra~rormaudo con la società. E fanno bene, ed è c questa 1·unica condizione di vita 1 • Non ignoro che molti militari pavent.ano questo nuovo indirizzo, rimpiangono il • passato. il qual e. vorrebbero ristorare o ~on attiva con trad izionc o cou pnssi va re• sist.enza. Molti di ques ~i conservatori so no uomin i Ili buona r.ade c di sincem ,·irtù, • rispettabilissimi per qualità militan, mn non sì potrebbe parimont.e affermare che c' sieoo compresi di cert~ necessita create da lle muta to cond izioni sociali. « No), pei primi, riconosciamo l'aggiustat ezza di alcune osservazioni e la ragione• voiezza di certe preoccupazioni della vecchia scuola, ma, dove•ldo scegliere, optiamo • per gU éserci ti presenti, piuttosto cho per quelli del privilegio, deli' iguoranza e de l • bastone. • MAIIS&LLI,
La quel'ra e la .ma
SIOI' ÌO..
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riai e quanto· nel morale, presto o tardi deve inesc•rab ilmenle perire : e chiunque voglia ostinarsi a puntellare un edi fic io, cadente per le ingiuri e e per il peso degli anni, non può correre altra sorte che q nella di rimanere sepol to sotto le sue rovme l ... 4.
Allorquando il ~oldato veniva co n modi violt::nti e brutali plasmato alla vita militare, al citlaàino si poteva dare e si dava impu· nemente dello straccione, di .canaglia al popolo. · Eran o i tempi in cui i fanciulli si educavano a suon di .ceffoni e scappellotti, i contadi ni e i domestici si trattavano a -colpt di scudiscio. , Erano i tempi in cui le classi diseredate non avevano di ritti da accampare, perchè impotenti a fal'li valere. Ma oggi l'encelado pù· polare ha rialzato la te~ta; conscio della sua forza , vuoi rivendicare le sue ragioni e le rivendica ad usura. L'idea dell'ugua~lianza nello Stato, proclamata solennemente per opera della grande rivoluzi0ne del ·1 7~~ · .va abbat~endo ~ t_ravolcrenrlo nella sua corsa trionfal e pre~iudtzt tnYeteratt. fiscahta e feudalismi tr,1dizionali, tirannie d'ogn i specie, pubbliche e domestiche. Ognuno, per quanto ba:;so si trovi nella scala sociale, sa di aver riacquistato la sua autonomia personale, insieme a quella della sua casa e della sua famiglia. Credete voi che un padre, il quale oggi non permette più ad uu maestro elementare d' inlliggere una punizione corporale al suo (idio che è un fanci ullo, vorrebbe accordare codesto diritto ad un c~porale, quando il sno fanciullo è già fallo uomo ? Non è po~sibile neppure il pensarlo. .. Per poco che si conoscano le leggi che ~oYern ano lo s\·olgtmento dei fenomeni social i, non si polrà a meno di con\'eni re che il fo n· damento dei nostri costumi e della nostra civiltil ormai consiste .sopra tutto nel rispetto della pe.rsonalità e ~~Ila ~i~nità.i.ndiv.iduale: in altre parole, ciò che oggi st pretendB e tl dll'lllO .d ogm uomo di appartenere a sè stesgo. ·
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A proclamare la rivendicazione di questo dirillo supremamente umano si leva prepoten te la voce della coscienza universale, che s'all'et·ma e s'impone malgrado tutto; e l'esercito non poteva , nè · doveva rim<,oet·e so rdo all'imperioso nppéllo. vuesla r ivol uzione maravihliosa che abbiamo veduto e vediamo tulLora compiersi quotidianamente sotto i nostri occhi, questa rivolnzione che ha rialzaLo t nostri servi di faccia a noi ed avvi•;inato noi ai nostri figli, era assolutamen te impossibile che si anestasse sulla soglia della caserma. Lo spirito del secolo sta nell'aria che respiriamo, sta nel sole che c' illumina e ci riscalda; a~i sce come un contagio, si diffonde come un ·epidemia. Inutile chiudergli la porta in faccia; presto o tardi e:~ so riusci rà a farsi largo allraverso a tutti gli o.;tacoli. Eù ormni a noi, classe c01ta ed intelligente , non resta che facilitar~ !i il cammino, se pur non vogliau)O rimanere alla coda del movimento sociale ed esser trascinati nostro malgrado dalla marea montante del secolo. · Se uon è quindi nostro òovere, è per lo meno nostro interesse lo stigmatizzare con tutti i mezzi che abbiamo alla mano lullo ciò che rassomiglia a quei principii degradanti e odiosi, sui quali si incardinavano le istituzioni sociali dei nostri antenati. Certamente che questa condanna deve suonar dura all'orecchi o di quei pochi superstiti del ve<:chio esercito, che il gttlf-stremn del peosiet·o moderno non ha potuto riscaldare alla nuova fede. Nè io mi stupisco punto al pensare che essi as~ istano ora trepidanti allo svoigersi delle inaudite metamorfo'i che si vanno compiendo nell'antica loro famiglia . È ben naturale difat~i che il vecchio vegga sem pre raggiante di luce !'epoca in cui si tt·nvò inquadrata. la sua gioventù; dappoichè fn in quegli anni cotanto rimpianti che la magg iore atLività della cellulll cerebrale fe' sgorgare le concezioni più vigorose della :,un iutclligeoza, ed il rigoglio delle giovanili passioni destò palpiti indimenticabili nel suo giovane cuore ! .. ~on è quindi punto a mer.lVigliare se, nell'età nella quale l'intell euo d'ordinario s' in torbida ed il cuore rallenta le sue pulsazioni, l' uomo, che non vive omai piti che per le sue memorie, {}uri fatica a persuadersi che i sul)i fi gli sappian far meglio di lni ,
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e scambi volentieri per la fine del mo'n~o ciò che non è che la fine delle proprie idee. Perciò non mi pare davvero il ca~o di preoccuparsi sul serio delle querule lamentazioni di questa gente serni-fo:>silizzata, nel . cui cervello, già in via di rammollimento o di ossificazione, idee nuove non possono. più penetrare, massime :>e in aperta contradizione con quelle che da lunga serie di anni v'hanno preso stabile domicilio. Ed errerebbe, a mio avviso, di gran longa chi ritenesse le loro cr·itiche èle loro proteste quale· ti n portato della esperienza della vita e della pratica del mestiere, mentre non rappr·esentano che un fenomeno fisiologico dì senile degenerazione psichica.
(Continua). DOTT. PrHRO
MonoN!
maggtore medico nella riserva.
'l .
NOTIZIE POLITICO-MILITARI ITALIANE
La' Camera riprese le sue sedute il 2 aprile. Fino dalla prima sequta l'on. Ministro dellà guerra presentò v~ri progetti di legge cd altri l!.è pt·esentò nelle successive; non trascorse poi quasi nessuna seduta senza che da destra o da sinistra si facesse al Ministro stesso qualche interrogazione. L'interpellame più implacabile e incontentabile fu, come al solito, l'on. Imbriani a cui però il Ministro rispose sempre con una gentiezza e chinrezza straordinarie, con una pazienza eroica. La prima interrogazione che J'on. Im brinni fecé insieme all'on. Zabeo e ad altri deputnti riguardava la morte del soldato Evangelisti avvenuta a. Padova, per caduta da Cl:\ vallo, nel maneggio del reggimenJo ca<valleria Savoia. Il' Ministro diede lettura del rapporto pervenutogli. Secondo questo, l'Evangelisti, recluta in ritardo, aveva grande rip~gnanza a sa lire a cnvn llo e grnnde difficoltà a tenercisi. Caduto ripetutamente, l'ufficiale che presiedeva all' istrm;ione, non accortosi che fosse ferito, lo fece sempre risalire, 6nchè caduto di nuovo e non reggendosi · in piedi, fu ndagiato sopra un materasso e condotto all'ospedale. Quivi morì il giorno dopo per commozione cerebrale senza ferità éste,rna. Il fatto deplorevole pro\' a grande leggerezza nell'ufficiale che presiedeva ·all'istruzione. il quale fu posto sotto processo e renderà conto del . suo operato, ma non vi furono sevizie di sorta come raccontarono alcuni giornali . . Un'altra interrogazione dell'on. lmbriani riguardava i collocamenti Jn posizione ausi liaria , che, a pat·ere dell'interrogante, erano fatti a capriccio. Rispose l'on. ì\linistro che per la posizione ausiliari:~ esiste una legge la quale è sempre stata da lui rigorosamente osservata. Egli
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non ha messo alcun ufficiale in posizione ausil iaria di autorità, benchè avrebbe potuto farlo; ma non ha potuto nè può negare il collocamento in tale pos'zione ad ufficiali che lo chiedano e ne abbiano at:qui$tato· il diritto. La posizione ausiliarin fu istituita affine di mantenere a disposizione 1lell' esercito quegli ufficiali che, pur nou riunendo tnu.i i requisiti, 11uelli lìsiei sopratntto, per continuate a servire nei corpi, potessero però essere ancora utiliz1.ati per servizi sedentari. Sotto quest'aspetto l'on. Ministro ha sempre considerato la posizione ausi liaria e da questo punto di vista è sempre pat·tito pci collocamenti in essa e per richiami dn essa; imperocchè non pochi ufficiali lw richiamnti, appunto pc_r compiere codes~i servizi. La terza interrogazione dell'on. Imbriani t·iguarda la fabbrica d'armi di Torre Annunziata. Egli si l<1gnava perchè si fosse diminuito il salario degli operai e la fnbbric.1zione dci fucili. Se si volevano . fare economie dovevano farsi altri menti e al~rove. Un' interrogazione simile è stata fatta qualche mese addietro da altri deputati a proposito dell'arsenale di Torino, ed anche ultimamente so ne occuparono i giornali di r1uella ci ttà, ven'3ndo a conclusioni rispettivamente eguali· ed oppgste a quelle dell'on. Imbriani. Sono curiosi questi fautori di economie fino all'osso, anzi fino alla midolla dell'osso, i qu;oli indicano sempre generosamente le ossa altrui. Ad ogni modo, l'on l\Iiuistro della gue!'ra assicurò J'on . I mbriani che il salario agli opet·ni di Torre Annunziata non si è diminuito·, ;:olo venne diminuito il compenso ai cotti misti per la muggiore fncilità acquistnta nel fare i loro lavori. Non è diminuito neppure ( per ora al meno) il numero déi fucili da fabbricarsi . Solo l'anno venturo, se non si aumentano i fondi, converrà diminuirlo. A questo proposito l'on. :llinistro assicurò anche gli onorevoli Badini e Nigra che neanche a Torino si diminuirà il iavoro fino al ~ 0 luglio 189~. Quanto alle voci correnti circa progetti di commettere fabbricazione di fucili a c~se estere, il Ministro disse che ntdl~ fnrà senza sentire il parere della Camera. • * ~è qui finirono le interr.lgazioni ùell'on. Imbrinui al Ministro della guerra; un'altra gliene volse a proposito delle promozivni negli ufficiali dei distretti, pretendendo che in dnnno loro fo:•se stnta violata la legge. Rispose pazientemente l'on. Ministro che la legge d'avanzamento ri-
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sale al ,1853 e, poichè i distreui datano dal ~ 87,1-72, così la legge di avanzamento non l ~ comprende. Alla promozione del personale dei di-- ~tretti si è sempre prov,•i;to con poteri discrezionali. I criteri da cui si è partiti si trovano in vari CircoiMi ed Atti ministeri:1li, i quali rispec•;hiano gl'intendimenti dei diversi ~\'lini s tri. Quando l'on. Mocenni assunse il portafoglio della guerra, ha trovato che i ca pitaoi dei distretti avevano ritardata di circa due ann i la loro promozione rispetto agli ufficiali di pari grado nei corpi attivi. Questa differenza nelle promozioni degli uni e degli altri evidentemente dipende dal diverso genere di servizi che pre~tano. . L'on. Mocenni non discute i criteri che ha trovato, ma dice che la differenza di due' anni l'ha ridotta nelle ultime promozioni a undici mesi, sicchè gli pareva quasi di meritarP-. il rimprovero opposto a quello fattogli dall'on. Im briani. Rilevando poi una frase dell'interpellante, che cioè gli ufficiali snpeperiori, per avf;re la voce più gr:tve e più profonda si fncessero, più facilmente sentire , il Ministro lo a ~sicurò di esse•·e sempré st;1to disposto ad accogliere e di nvere sempre accolto i recl<Hni giusti, sia che provrmgano da ufficiali superiori sin che proveng:Ìno dagli ultimi della gerarchia milit:~re.
Ancor unn e coll'on. Imbriani abbiamo finito. Se ne dimentichiamo qnalcheduna, i lettori che ne hanno abbastanza, ce ne sapranno forse grati. Egli interrogò nncora il Ministro della guerra sulle inttlnzioni sue circa il congedamento dei rimasti sotto le armi della classe •1869, alcuni dei qua li hauno intCt'I'OtlO i IOl'O studi e \'OI'rebbero riprender! i. ni ~pOSC Ìl ministro ricordando le dispo;izioni gi~ date per i l congedameuto parr.:ale di questa classe, promi::e di w mpreode1·e Dl!i congedandi per ragioni speciali di famiglin anche coloro che hanno riOI' Uto interrompere i loro studi e conchiu!'e che, :~ppen:~ le condizioni dell'ordine pubblico lo permettano, si congr.deranno tntti.
Ma l'on. Imbl'iani non fu il solo ad esercitare l'eloquenza del Mini,, stro della guerra con quo~idiaoe interrogazioni, vari altri vi eonco1·se•·o " fra questi vi fu uo deputato, l'onorevole Uogaro, il quale non trovò di suo gusto la promo1.ione di un colonnello n geuerah e domandò al Ministro come poteva· essere promosso chi era stato qualche tempo in disponibilità per motivo disciplinari. Rispose l'on. Ministro che una punizione subita non è sempre d'ostacolo ulla promozione di un ufficiale, il quale può esserne meritevole 48-
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NOTIZIE
POLJ TICO• ~IlUTARl
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quantunque una volta abbia mancato, e tale era appunto, per giudizio unanime della Commissione suprema d'avanzamento, l'ufficiale a cui si riferiva l'on. Ungaro. Conchiudcremo con un cenno su di un' interrogazione d'altro argomento un poco più degno di essere portato alla Camera. L'interpellante fu l'on. Pais il quale intetTogò il Ministro della guerra sulla distribuzione delle forze militari in Sàrdegna c sui proHedimcnti che occorrono per la difesa dell'isola. Risposo l'on . .Mocenni riconoscendo coll'interpellante cho ragioni militari indurrebbero a far dare la preponderanza a Sassari nella distribuzione di detlt! forze ; però ragioni ('conomiche imp<'dirouo finora di trasportnro da Cagliari a Sassari ti comando della brigata. Il Ministro si riserhò di provvedere u questo 1·iguardo c di stud iare lo formazione di battaglioni ~ard i composti di uomini che, dopo avere servito sul continente, provvedano oli a difesa dell' isola. Accennò pu re all'eventuale form31.ionc di un campo trincerato, per il quale sarebbero in corso gli studi.
I progetti di legge presentati a Ila ~;amcra dall'onorevole Ministro della sono: i 0 quello· per il nuovo codice penale militare; 2° quello per la leva sui nati nel :l874; · 3° quello pei matrimoni degli ufficiali. Del primo, già discu.sso e <l(lpi·ovato nell'altro ramo del Parlamento abbiamo fatto cenno nelle precedenti rassegne c ne riparlcremo quando verril in discussione alla Camera; :JUu:tlmente si trova all'l!saJDO degli uOìzi, nè vi è dubbio sulla sua definitiva approvnionc. · Il secondo, identico a quello per la lev:J dell'anno scorso e preceduto d:J una bel13 relazione dell'on. Grandi, fu approvato quasi senza discussione. li terzo è in questi giorni vivamente discusso negli uffi ci. Crediamo che convenga riportario testualmente : • Art. L - Gli uiTiciali del regio esercito, in scrvi1.io attivo, non possono contrnne motrimouio, senza avere prima ottenuto il Regio nsseo timonto. r Art. 2. -Per ottenere il Regio assentimento, è condizione ossenziale lo avere eompi uto il 25° anno di età. « So l'ufficiale non ha ancora r\lggiunto il 33° anno, dovrà eompro,·are che, in caso di morte, è assicurato alla vedova c alla pl·olc un capitale di ·li re iO,OOO.
v •guerra \:
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· « Art. 3. - L'ufficiale che Mnl.r:Je matrimonio senza avere ottenuto il Regio assentimento, sarà revocato dall'impiego, a termine della legge sullo stato degli ufficiali 25 maggio 1852. « La rcvoca~:io ne avrà luogo senz.1 il pa rere di un Consiglio di disciplina, ma dietro dichiarazione del tribunnle supremo di guerra e marina, la quale affermi che il matrimonio fu contratto in contravvenzione ·:alla presente legge. « ArL. 4-. - Un decreto reale determinerà le nonne da seguirsi per 1a costituzione del capitale, di cui all'art. 2, e per l'eseguimemo della ·presente legge, che andrà in vigore il i 0 genna io ·1895. « Art. !'i. - È abroga ta, in quanto concerne l'esercito, la legge 3i 4uglio i87i, n. 392, serie 2&; però lo rendite, vincolate a tem1ini dell'art. 2 di detta legge, non resternnno sciolte dai vincoli ipotecari esi'Stenti; che nei casi e modi stabiliti rb gli atticoli 5, 6 e 7 della legge ;precitata. » Questo progetto è accompagn:Jto da un· aecurata reliizioM ministe·riale. La legge vigente (dice la relnione) intesa a procacciare alle fatniglie degli ufficiali i mezzi per viver~ con decoro ed assicurare, in caso '().i morte, la sorte della vedova e degli orfani, çlà luogo nella sua pr:~ ìtica applicazione ad inconvenienti, che comprovano com'essa non sod·disfacia interamente ai concetti di giusta temperanza fra i diritti civili e ~li obblighi militari. Questi inconvenienti, 1·iconosciuti durante un ventennio, rendono in·dispensabile che la questione venga di nuovo esaminata, per risolverla -eon ci·iteri più conformi ai bisogni degli ufficiali e :Jlle condizioni del •nostro tem po. A questi criteri risponde il progetto sopra riferito, al quale -<ruando sia legge, farà se.gnito un regolameuto ovc s:Jranno stabilite le •maggiori c.autele per l'accertamento di tutte le condizioni indispensabil i ·-ad assicurare l'onorabilità dell'unione. < Questo progetto inspirandosi ad un'ampia libertù, rimette in m:Bsima la decisione del mall·imonio all'ufficiale stesso in un'età in cui, per le sue ··condizioni fisiche, morali ed intellettuali, per il grado di cui è rivestilo, per il giusto apprezzamento che può fare della sua cat·J'Ìera avveni re, egli è nel caso di giudicare imparzialmente la propria condizione -economica, la convenienza di contrarre ma trimonio, gli oneri che ne .-conseguono. ( Alla maggior larghezza, consentita da sill'atto principio, dovrà perÒ . ·:far riscont1·o una severa e scrupolosa cura nel reprimere le infrazioni ~Ila legge; la quale, appunto concedendo tanta libertà, deve ritenere
NOTIZIE POLl'riéO -'lt!ItlTARI ITALIANE
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NOTIZIE POLITI CO ltllLlTARI ITAL IANI::
in modo ineccepibile che di ogni contravvenzione ai suoi dettami, _sia responsabile chi la commise, senza alcuna attenuante ' . Fn qui In relazione. È difficile prevedere quale sorte sa rà riserbata, al progetto che incon~ra opposizioni, a dir vero, non inaspettate. Questo solo può dirsi che la legge vigente ha hisogno assolutamente di essere mutata o radicalmente modifbata e che il progetto ministeriale, qualunque accoglienza sia per fa rgli il Parlamento, ha le sirnpatié dell'im:mensa maggioranza degli ufficiali.
Oltre gl i accennati progetti di carattere essenzialmente militare, altrequestioni di carattere politico, ma importantissime e tali che dalla loro soluzione può dipendere anche l'indirizw militare del paese, si sono di-scusse negli uflì zi, nelle Commissioni e Souocommissioni della Camera; sicchè può dirsi che l'interesse delle discussioni parlamentari in questo. periodo non fu nell'aula ma negli ufGzi. Di queste discussioni poco possiamo dire, non essendo lecito dtìdarsi,. in argomento così grave, alle notizie incomplete e contradditorie date dai· giornali. . · Certo si è cbe, mentre nelle Commissioni pei bilanci della guerra edella ma rina vari com1n isSàri proposero di I"e.>pingere le note di variazion~ presentate dall'attuale l\linistero c portanti un'economia complessiva di circa otto milioni sui bilanci preventivi della guerra e della marina, present.~ti dall'ammimstr:~zione precedente; mentre la maggioranza delle~tesse CommissiOni e per essa i rispetti vi relatori, accettando a stento. queste economie, ospressero chiaramente e recisameute il parere ch'esse· debbano avere un carattere u·a nsitoeio e limita1·si soltanto al prossimo. bilancio; nella Commissione invece detta dei quindici, inca ricata di esaminare i progetti fìnanziar i, proposti dal governo e dei quali abbiamo datoun ce1..no altra volta, insiste nel chiedere che sui bilanci della guerra edella marina venga fatta complessivamente un'ulteriore economia di venti milioni, oltre quella portata dolle note anzidette. Le trattative fra il governo e la Commissione, per venire ad un com-ponimento, flnora non approda rono a nulla. Chiamati, intervennero nel· seno della Commissione ste$sa il · presidet;tte del Consiglio e i Ministri '·della guena e della marina. Quivi l'o~torevole Crispi con breve e lucido linguaggio, esaminando l'argomento nei riguardi interni ed esteri, dichiarò. che il goveruo non avr(.l bbe assunto in alcuna guisa la responsabilità (Ù ulteriori economie nei bilanci militari, o pose termine alle sue dichiara-
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:;:ioni dicendo di contìdare che la Commission,e, nel suo senno e nel suo atriottismo, avrebbe rinunziato alla sul\ p~·o~~sta . . . . . .P Gli onorevoli 1\locenni e Mori n, estendendosi t n co~s1derazi~n,' tec~1che, -si uni formarono ai conc~lti espressi dall'onorevole Cnspi; anzi l.onotev~le Moi'in aggiunse che si sentiva quasi turbato per le economie da e,so gia introdotte nel suo bilancio. . ·t . Ritiratisi i ministri, la Commissione si è t.rntteuuta a d.lscutere ' te~ore delle dichiarazioni ministeriali, le quali hanno lasciato profon~a . , . t! ma non pa re che sieno riuscite n far recedere la Commts· nnpresswn ., ' . : ; -sione dalle sue prime dehberazJOOL . . . . . . L'onorevole Vacchelli relatore di questa CornmJ;;swn~ ~UI .P'~v~cd~ . ·a .· ]1a "·1à presentato la sua relazione che SI dJstnbmra, d•, <>' d.,· ,mentl. l'manz1.11 . domani (1.6 marzo) alla Ca mera . Sulla pre,·edenza da a~::.J o no -eest . · · .· a pro'sima ba•..alla diséussione di questi provvedllnenLI SI annunzia un ~. . <tagli a parla menta re. ~
... * Fra le disposizioni militari di maggiore importanza emanate in questo ·periodo notiamo le seguenti: . . . . . . . È stato disposto perché vengQ.llO' rinviati in congedo Iihmitato ' nn. r i a catel7oria della classe i 869 che risultino legalmente ammo~ l.t Jart <J o . · · · 1 · . · · n spec1ah :gliati, gli studenti universitari ed altn nuhtan c 1e trovwsi l . . .-condizioni di famiglia. Vennero portate nlcune modificazioni alla bardatura della .c:va11ella~ armi ..a van. capi. d.1 vest·,.a rio della truppa nelle. .altre . . .c alla diVIsa Jegh . ffì ·,l" d'artiolieria e del genio nella miliZia lemtonnle. . u JCI.I 1 v · l' onto de1 ra Vennero pubblicate le no:me e i programmi per avanzam . -òionieri ù' arti!.tlieria. ~ Vennero chiamati agli esami d'idonelta aIl' avanzam ento , , per il HS <l'o ago io prossimo, i tenenti commissari. . - V~n ne soppresso il consiglio. d'~rnministr~zio.nc presso, la se~ ola cen~ trale di tiro d'artiglieria e costltlll.ta una . di reziOne . delle espel!enze ' ~iriè con proprio consiglio d'ammtulstraztOne. . . , . . .- . .V . bblicate le norme per le scuole dJ tJro d arllgheiia, el!e ennero PJ . · 0 17. ·1 30 settembre 1n . :avranno luogo nel corrente anno, fra tl :l m~go10. e 1 • • 17 varie località ed alle quali pl·enderanno parte mpett.'vnmentc l re.s~Jmenll montaona a cavallo e Le battene trasformub1h. v ' . l" d' . r . d li .da campagna, da Venne determinato che, per dar modo agli uffiCJa ' a~·tJg Jena ~ a ·t··. te ·r·Itoi··,,le di perfezionare la loro istruzione teonca e pratica, lffil IZI3 l " · "o · d' · -sieno ammessi a frequentare la scuola di tiro che Il 21 .reggimento ar . · al po1·1gono ù.1 Bracc1an · o, dal 19 luoho al 19 aoosto. <tiglieria est>gmra o o v
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI lTAI..IANE
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Chiuderem·o questa breve rassegna notando due fatti dei quali si è parlato mohll e si. pada ancora nel mondo politico e milita1·e. L'imperatore Guglielmo che soggiornò qualche tempo ncll'lstri:~ . donde faceva frequenti escu rsioni sull'Adriatico, si recò il 7 corrente a Venezia ov'ebbe un convegno col nostro Re. Cordialissime, anzi entusiastiche furono le accoglienze della popolazione vene7.iana <ti due Sovrani, che si fermarono due giorni a Vcnezill, poi l' Imperato1·e di Germania ritornò ad Abbazill in Tsiria e il nostro Re ritornò a Roma passando per Firenze dove, unita mente a· S. M. la R~>gina, si recò a far visita alla Regina d' lnghiltena che da qualche tempo soggioma nella dotta cit.tù . L'alt1·o fatto è un colloquio del nostro Re con un giornalist~ francese. Sull'autenticità di questo colloquio, che ancora oggi è commentato da tutta In stampa europea, sorse dapprìma qualche dubbio, ma, non essendo intervenuta alcuna. smentita nè retti!ìca, deve ritenersi autentico. Con parole nobilissime il nostro Re espresse i suoi sentimenti pacifici. ed assicurò ch'erano divisi non solo dagli imperatori di Ge1·mania ed. Austria suoi alleati, ma 'pure dallo Czar. Quanto all'l tali a, nulla è più lontano dai suoi desideri e contt·ario al suoi interessi che · una guerra, niente è meno vero che la sua pretesa avversione alla Francia; nazionr alla quale ci legano tante memo1·ie, tanta . somiglianza d'indole e di costumi, tanti ,·incoli di s:mgue. Se gli stessi sentimenti di amicizia, anzi di ;.ffetto, che nutre l'Italia verso la Francia si nutrissero in F.rancia verso l'Italia, es~i potrebbero dar luogo ad accordi molto utili ai due paesi massime sul terreno economico. Vere nel fondo, quanto dignitose ed ellìcaci nell'espressione, le parole del Re Umberto meritavano di trovare un'ecO"di ~impatia dal!'altra partedelle Alpi cd era spet·abile che la trovassero; ma così non fu, almeno a giudicarne dalla stampa. La maggior parte dei giornali francesi, dopo. aver detto tante volte che il popolo italiano sarebbe amico della Francia. ma lo trascina in senso contrario il Re,' dicono adesso che sarebbe amico. il Re, ma non lo è affatto il popolo. Notiamo la cosa e non facciamo commenti. Roma, il 15 marzo 1894,.
M.
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NOTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRIA-UNGHERIA.
condo notizie della Reichsvehr (N. 602) in: Se ·n 1 ut! corp't d'armata: negh uest'anno avranno luogo gran d'l manovre '. . . . q ., v re nell'interno delle dtvtstom. altn s,olo mano . . . tra osti sarnnno fatte: Le manovre a cot·pt d. an~.at~ ~\r'r:au . " Landskron fra il I corpo l o nei dintorni dt Bomtsc 1- l , .
(}randt
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mlmOvle. -
(Cracovia) ed il IX (Jo~efstadt). T ·k" 1\-Gylleband. Capo di stato 'l l . ·po Il F M .-. x H l d. d Coman ll l co t , • , :~ Ù IX corpo è comandato dal genera e ' maggiore colonnello D Elvc~' . l' ·tn~o J!ln(]f1iOrC colonnello Steinsberg. . . · e Croy apo c1 s ,.,. " o!!> cavallena pnnclp . . : li d .1 (j6 (Bud·Jpcst e Kaschau). . '. Lobkowitz Capo di stato 2o in Unghen a fra t1 lo e t , . 'l F M L. pnnetpe ·· Comanda tl {J,o corpo 1 · · d ,h del Qo corpo è il F · ~1. L. 11 sw· 'tzer Coman an.., maggiore colonne;. o tnt. . . mao<>iot·e colonnello Schemua. Kovàcs von l\lad. Capo dt stato o~:>l anche nell'So corpo (Praga): . d' . nata :Jvranno uogo ' Il Manove d1 corpo ll 11 .. C di stato maogiore colonne o 0 l\{ conte Grume. llpo .1 F Cornandan l e 1 · ,. • • von Koller. C 1 N 8 del Personal· Vero·rdnungso · . Tl .. · .l' lt personale Mo'Oimento nel a 0 . : F z M barone Gustavo von n.omg 1 zdtt, è stato collocato. f·a '''tcna· P?so . ~ '.ll ,: n. to 'l riposo è fatto mediante ' . 1! co ocame ispettore generale d1 an · ·'·t(ttt ' co , lla quale l'imperatore nn. t d· l Verordnungsu . . lettera, pub bil Ca a a . . . l' se t· v·,zi prestati cost m pace e specw 1 grazia il genera le de1· lunoht o . che in guerra. . l Wannisch (comandante della :l7a diIl F. M. L. nob. Gughe mo .von , tt ti va . per un anno, in seguito a visione fanteria) è collocato 10 a,pe a · sua domanda. l ra divisione i 1 maggior genera le E' nominato comandante del a l 53• I.Jrigata fa nteria. . comandante della no b. Ermanno von .l>okornv. aià o u '
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NOTIZIE MILITARI ESTERE NOTiZIE
GERMANIA.
Congcdamenta di militari anziani ed incorporazione di reclute. L'Armeeverordnu.nffsbU!tt pubblica un ordine di gabinetto colle seguenti disposizioni : L'estremo limite di tempo per il congedamento ·della classe an7.iana sarù il 29 settemb•·e corr. anno, le particolari disposizioni relative al congedamento sono di spettanza dei comandi di co1·po d'armata e, per l'artiglieria da fortct:.:a, spellano all'ispezi<lne generale della medesima. Per quni 1:iparti che intervengono alle esercitazioni autunnali il congeda mento della predella classe avrà luogo, di regola, nel secondo giorno dal ritorno dt essi alle rispettive sedi e, per eccezione, nel primo o noi terzo giorno. Quei :;oldati Jel treno che furono incorporati por servizio di sei mesi in maggio c~ in novembre i 893 saranno congedati rispettivamente il 3i ottobre corrente anno ed il 30 aprile •1895; glj altri soldati, pure del treno, sa ranno congedati il 29 settembre. Per l'incorporazione delle nuove reclute in servizio coll'arma, si arruolerà la metà della forza in organico dei seguenti riparti: battaglioni. fanteria compresi i quarti battaglioni, battaglione cacciatori del 1\'Ieoklenburg, batterie trainotc, hauaglioni artigliet·ia da forte1.za, battaglioni pionieri, buuaglioni dAi reggimenti ferrovieri, sezione nreostieri, battaglioni treno; i raffermati però saranno compresi soltant<> nella propor?.ione dell~ vacanze prodottcsi. L'inc.orporazione negli !litri reparti ò stabilita dalle cifre seguenti: per ciascun baltaglionc cacciatori su piede rinfor7.3lO almeno 283 uomini per il battaglione cacciatori della guardia . 250 per ciascuno df!i battaglioni 'cacciatori su piede ridotto.. 2;)8 per ciascun reggimento cavalleria su piede rinforzato . i60 per ciascun reggimento cavalleria su piede medio e ridotto almeno '11>0 per ciascuna batteria a cavallo su piede rinforzato almeno 35 " 11 medio almeno. 32 11 » • ridotto al meno. 25 per ciascuna compagnia treno per il servizio di Il mesi (1} almeno . 38 (Il Ques ti·uomin.i che rlc,·ono tlrestare 6 mc>i eli servir.io sar~nno ehiamnli noll'autnnno t S~t. e nella r•rimav~ra t805.
~IILlTARl
ESTERE
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Jnohre, per :rinforzare d'uomini le scuole di tiro d'artrg!'ieria e la compagnia d'esperienze della commissione d'esame d'artiglieria, o?nu~~ delle batterie trainate ed a cavallo deve arruolare un uomo m ptu della quantità sopra accennata e ciascun battaglione artigliet·ia da fortezza, 9 uomini in pitì. Tutti poi i riparti di truppa devono incorporare la metà del personale stabilito dal loro organico in soldati operai. Gmndi manotre dei due corpi d'arma.ta bavaresi. -Nel prossimo autunno avranno luogo grandi ·rnanov•·e dei due corpi d'armata ba va'resi nella zona di confine dei rispettivi territori. Le due divisioni dd 1 corpo faranno dapprima per 7 giorni manovre di brigata e di divisione e successivamente per 3 giorni manovre di corpo d'armat.a, vale a dire a divisioni contrapposte, oppure a due divisioni contro nemico segnato. . . Le tt·e divisioni del II corpo faranno per quattro gtornt manovre di mezze brigate contrapposle, poi pet· lJ, giorni manovre di brigate contrapposte ed in fine per 2 giorni manovre di divisione Clllltro nemico segnato. Una divisione cavalleria fot·mata ~u tre brigate c:on una brigata ar- . tiglieria ~a campagna ed un distaccamento pionieri farà. cser~i ta~i oni per 6 "iorni, prendendo in seguito parte afle manovre dt 3 gtornt del I corp~. Presso quest'ultimo avranno luogo speciali manovre.di ca~a~ leria a seconda del prescritto della parte 2a del regolamen to dt servtzto in campagna; e presso il Jf corpo, un viaggio d'esercitazione di cavalleria. Così pure la divisione cavalleria fa rà, prima delle accennate manovre, un viaggio d'esercitazione. Si farà pure un viaggio del corpo di stato maggiore generale e, pres~? il I corpo d'armata, un viaggio di stato maggiore alle forte7.ze che g•a dÒvevasi eseguire nel 1893. Tutte le manovre si cA'ettucrunno nel limite di tempo dal 6 al 20 sattembre. La partecipazione dei rruarti battaglioni di fanteria alle medesime dipenderà dalla maggiore o minore possibilità di portare al.completo la forza dei baUa"lioni, mediante personale richiamato dal congedo. In caso che non vi riesca, i battaglioni rimananne alle sedi assumendo il servizio di presidio. ·Il ritorno delle truppe ai rispettiv i si ti di guarnigione è stabilito per il 29 &ettembre, giorno segnn.to come limite estremo per il congedamento. Bacchetta d1: nuovo modello per fucili. - 11 minigtero della guerra ha adottalo una nuova baccht>ttlt p·cr fucili, es:;endo stato constatato che il nettn toio sino ad ora usato danneggia assai l'intcmo della canna, parti-
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~OTIZIE
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_MILITARI ESTE RE
colarmente la bocca. La nuova bacchetta è d'acciai~ con un rivestimento di legno, confezionato in modo da assicurarne la durabilità e còsì aderente all'acciaio da non dar luogo a scheggiature nell'adoperare la bacchetta per la pulitura della canna. M.arina. l
Prove di macchùw. - Dal ministro della marina sono state ordinate per ~a corrente primavet·a le prové di macchina delle corrazzate di;·t a classe Wewenbw:g, KwfitTst Friedrich Wilhelm, delle corazzate di ~i' classe Hei~dalt, Hagen e dell'incrociatore di 3a clas~e. qe{ion, cosicché le dett~ navi potranno entrare m se1·vizio attivo fin dalla prossima estate. La Heimdall farà parte della flottiglia di corazzate che si formerà dal 1o agosto in poi.
BIBLTOGRA.FICHE
a} . Recensioni.
. Della leva SUl giOvani nati nel 1872 e delle vicende del Regio esercito dal l o luglio 1892 al 30 giugno 1893. - Relazione a S. E. il Ministro ·della guena. Co(llinuazioue e (ine. -
Vedi dispensa del t• aprile 1894.
Ferrne di uno e d·i due ann·i .
Con l'au mento portato al numero èlegli uomini di ~ • categoria .o si conserva l'attuale durata dell'istruzione, ed in CJUesto caso è d'uopo farvi corrispon_dere un proporzionale aumento del bilancio in ragion ~>. del maggior numero di uomini clie si 'istruiscono; o si conserva inalterata la spesa ed allora è necessario diminuire la durata dell'istruzione. Poicliè nei tempi che corrono ~è vano p~rl:~re di un aumento di qualsiasi spesa, sia pure diretto allo scopo di acc.rescere la forz11 bilanciata, così la soluzione non può essere dubbia: la categoria unica trae seco la diminuzione della durata d'istruzione. . Ciò ha fatto ,obiettare che çol sistema della categoria unica la mag. g-iore quantità si ottiene a scapi to della qualità. Sorvolando su tale ~u'estione molto èomple;sa ed anche ardua se trattata astrattamente ci limiteremo a·d accennare che è sempre rneglio avere dei soldati che hanno ricevuto l'i~tr uzi ooe per uno o due anni di quello che avere ùei militari di 2.• categoria che l'h~nno ricei'Uta per soli pochi giorni. Riconosciuta la necessità di adottare la categoria unic11 con una · minore durata d'htruzione, il Ministro della guerra, non ritenendo ancora giunto il momento opportuno. per attuarb con la ferma dì due
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NOTI ZIE BIULIOGRAFICB E
anni, ce1·cò .un tempe1'amento e propose che alcuni uomm1 servissero tre noni, nltr·i due ed altri uno. E, piuttosto che affida re alla cieca sorte la desìgnnzione di tu tti coloro che dovevano assumere unn ferma più breve, del . inspirandosi nd un sentimento di equità ' con la lett<>e ~~ ·10 aprtle ·1892 N. 01 propose, e il Parlamento approvò, che, indipendentemente dal numero estratto, gli :;rruolati in 1a categoria nella qual ità di rimandati per rivcdibilità dalle leve sulle classi 1870 e 187·1 dovessero contrarre la ferma di uno o di due auni. '. . Il M.inistro della guerra fu indotto a fa re talr proposta per la con· srdera zr~oe ~he i rivedibil i rimangono per uno od anche per due non t " 1ocent S(: convenga loro di dedicarsi ad una pr•ofessio nc, ad « nn'n r·te, ad un qualsiasi genere di occupaz!one, che potrebbero es« sere poco dopo costretti ad intt>rromperc pel fatto dell:~ riconosciuta « loro abilità al servizio mil itare; t in secondo luogo perchè se essi so~ o nrruolati r!tornnno alla vita di cittadini nno o due an ni dopo de~ l~ro ~.o.e~oet ; ed anche perchè risultava che i militari provenienti da t rtvedtbtl t sono sem pre per valore fis ico inferiori agli nltr·i. ln seguito a t~l e pr·ovvedimento dei 426.~8 rivedibili stati arruolati i~ ·1• categoria, '•4- .\.:\. assunsero la ferma di un anno percltè pro,·entvano dalla leva sulla classe 1870 c 820~ quell<1 di due anni, essendo stati rimanda ti una. so!a volta da li~ leva sulla classe •1871. Con la precita ta legge del 1 O aprile ·1892 fu inoltre data fa coltò ~ 1 Ministro della guerra di concedere la ferma di due anni in base al numero d'~strazio~e, a una parte del contingen te di .f • ca tegoria, ma senza prec rsarn ~ Il numero, perchè allorquando fu sanzionata la de tt~ le;rge non conoscevasi a qunl numero sa rebbero ascesi, alla chiu sura delle operazioni dt~lla lev:~, gli arruolati in ·l• c..1tegoria, nè tampoco potevnsi allora f>recisare il numero di coloro che avrf'bbero . dovuto congedar,;i dopo uno o due anni f{llnli rivedibi li. A ~c~rta.to l'uno e .l'altro numero, venne determinato ~he per 40,000 uomtnt dt 1a categorta nati uel18ì2 l:l fe rma fosse limitata a due anni.
Ribasso {en·o'l>ia1'-io pe1· gli i~sct·itti di leva.
E noto che g.li ioscri~ti di leva rlevouo recarsi a proprie spese nel ca poluogo del ctrcoodano per essere sottoposti alla visi ta eu all'arruo· larueiuo. Siccome spes>o accade che gli ioscritti app~ rteoen ti a famio-lie bi sognose non l1aono i mezzi oè pel viaggio, nè pe1 loro sostent~mento, co~ t•. JU Parlamento e fuori, si è più volte elevata una voce per esortare t! governo a provvedere affinchè tal i spese foss ero o di minuite,
~OTIZlE
BIBLIOGRAFICHE
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od eliminate .del tutto. Il generale Pellonx non lasciò in~ sco ltata tale voce; studiò la questione e si convinse che per ovviare al lamentato inconveniente due vie potevano seguirsi : o disporre che gli insc,ritti di le1•a non fo ssero più obbligati a compiere il viaggio dal comune al capoluogo del circondario, mnndando invece in giro il consiglio di leva; od ottenere dalle società ferrovia rie un ribasso sui prezzo di· trasporto a favore degli inscri tti. Per il primo di questi provvedi~neoti occorreva una legge e difatti fu compreso nel diseguo della nuova legge :ml reclutamento; per i l secondo, che in <Htesa dell a soluzione più radicale presentava un carattere d'urgenza, vennero iniziate delle trattative con le società ferroviarie per cercare di conseguire che gli ioscritti di leva possano otenere il ri basso che si concede ai militari. In seguito a silratte trattati ve fn solo po~sib ile oltcnere d;llla societil esercente In rete adriatica, in Yia di esperimento per la classe •1872, e limitatamente alle provincie delle Marche il rilt:~sso del 60 °/ 0 per i percorsi superiori a •15 chi lometri nelle sole vetture di 3• cla~se. Sopra 3702 inscritt.i , ehe avrebbero potuto frui re del ribasso ferroviario, ne fruirono elreui va mente 182~. Dopo t&le esperi meuto, che fu r:nolto bene nccolto dalle popolazioni, s~ la ·nostrn parola nvesse valore, noi no o e~ iteremmo od esortare l'attuale Mini:>tro del la guerra di riprendere quelle trattative, e finc:hè, la que:;tione non sia risoluta driTerentemenle con un voto del Parlamento, di procurare di f<1r concedere l'invocato ribasso ferroviario, che pur si accor·da agli elettori politici che esercitano il diritto di voto, a coloro che SNlo chiamati a prestare un tributo personale io sen ·izio ael paese.
Visite presso i distretti prima. della chiamata della classe.
Ip studio che continuamente si fa al Ministero della guerra per migliorare in ogni modo possibile il serv izio delia leva si ri 1•ela nuche dal seguente provvedimento: 1 Per ottenere, che in occasione della chia mato sotto le armi della clas~e, In permanenza dei militari presso i distretti fosse ridotta al minor tempo possibile, e per agevolare le operazioni di asscgnnione e di invio ai corpi dei mil ita ri oradetti, rendendo anche possibile un più tl iligeote es::tmt' dei militari medesim i, fu disposto che quel lt di essi i quali ritene:::sero di non essere idonei al servizio potessero p1·e. sentarsi al rispet-tivo distretto di leva ed anche a quello di residenza prima della chia mato suddett_a, ond'essere subito visitati .
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NOTIZIE l!IBLIOGRA FICHE
NOTIZIE BIBLI OGRAFICHE
I militarj presentatisi ascesero a 4920, dei rruali 2636 furono confermati idonei nella visita passata al distretto, e gli altri 2~84 vennero sottoposti a rassegna prima della chiamata, lo che dimioui notevolmente il lavoro cni . dovettero attendere i di:Hretti dopo l'arri vo delle reclute sotto le 11rmi. Di costoro 380 vennero ricoofermati idonei , 760 dichiarati rivedibili, ~ì in vi:~ ti in lic:enza di conva le~cenza, 1077 riformati. Di fronte a tali risullati uon possiamo non associarsi a quanto è detto nell" relazione, cioè che essi • furonç> veramente soddisfnceuti, quan• tuoque i militari do,-essero recarsi a proprie ~pese al distretto, e che « mi;,(l iuri saranuo quando il provvedimento potrà essere più conosciuto « ed apprezzato ».
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lnsc1·itti ·S1tlle liste. A riguardo degli inw·itti sulle liste devesi soltanto far ril e v~re che in seauito alle rnodificazioni state apportate al regolamento sul reclutarne;to con R. Decreto del ~7 n~osto 189 1, N_ 502 i commissari di leva poterono cancellnre d<~ll e liste anch~ co loro che vi e ra~o s t;~ti in~ scritti indebitamente, mentre in pa~s ato t11le fncolt;i era r1servata m consigli di leva.
Riformati e rimandati. Risultato della leva.
I risultati della leva non si sono mantenuti, come s.emprl', pressochè eguali a quelli della leva precedente. Le cau~e della differenza devonsi ricerca re ne !l 'adozione della ca t3gori a unica e nella prescrizione fatta di mandare in conto della leva ~u ll a cla~so 1872 le decisioni emesse riai consigli di leva duran te il secondo periodo della leva stessa. A tale prescrizion·~ devesi infatti attribuire l'MI· mento che si riscontra uef uumM·o degli inscritti sulle liste d'estrnione, dei caneellati dal le liste stesse, e degli assegnati allo 3• ca tegori a, nonchè la diminuzione verifJcalasi ùel numero de1 reniten ti; alla categoria unica è dovuta la forte diminuzione della 2• categoria, poichè in questa furono arruolati solo i capi lista p1·oven ienti da leve precedenti cui speLtavn tale categoria; all'una'e all'a ltra ca usa è infine dovuto l'aumento che si nota · n~~ Tiumero dei riformati, dei rimandati e degli arruolati in ·Ja categoria. Di ciò dovrebbero pertanto tener conto coloro che, pe1· fare degli studi in materia di leva, volessero fare dei confronti fra i risultati della leva sulla classe 1 Ri!l e quelli di leve precedenti. Gli inscritti sulle li~te d'estrazione ascesero :1 :372033 e di costoro furon o: Cancel lali '137~ 4. cioè 3,69 per cento Hifornmi 6.1.227 1ì ,26 » Rimandati alln leva successiva 826H1 » 22,23 Dichia rati reniten ti 20099 5,4i » Arruol11ti e computati nella ·l a categoria 9863.} 26,li1 Anuola ti in 2• categoria 1970 , O,l\3 Anuo!ati iri 3• categori::t 90692 24 ,37 • :n2o33
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Le imperfezioni, malattie e deformità che furouo causa di maggior numero di riforme sono le medesi me del le le\'e pas~ate, cioè la deficienza dello sviluppo toracico, le ernie vi~cerali, la debolezza di costituziboe, le congiuntiviti, i gozzi; ecc.; e come sempre il' maggiore numero di I'iformati risultò nei circondari di Sondrio, Cagl iari, Aosta, Alghero, ecc , e il minor numero io quelli di Treviso, Venezia, Isola d'Elba, ecc. Notasi cho io generale nei circondari in cui si è avuto un mas:>irno o un minimo numero di riform nti corrisponde anche un massimo e un minimo numero di t·ivedibili; dalla qual (:osa è lecito argomentare che rruel m:1ssimo e quel min imo non dipendono dnl maggiore o minor ri ~o re usato da akuui consigli di leva nell'emettere le decisioni riguardanti gli insc:.ritti, ma solt:~nto delle c11ttive o buone condizioni fisiche tlelle popolazioni di quei circondnri. Nella relazione sono indicnte le ragioni per cui venne sostituito un unico elenco ai tre elencbi A, B e C, dei quali i primi due servivano pt!r decidere sulla idoneità degli inscritti di leva e il terzo per quella dei militari già all e arm i. Con questi tre elench i distinti accadevano due ordini di inconvenienti, • imperocchè nella parte nella quale gli eleochi B e C conte. « nevano disposizioni identiche, l'elenco C si presentava come una non • necessa ria ripetizione dell'elenco B; e nella parte in cui differiv:mo, c l'applicazione di uno o dell'altro elenco daYa luogo a decisiOni dif• formi per la stessa imperfezione o malattia. secondo si trattasse di uu ·c.ioscriuo di leva, o di un militare alle armi o in congedo illi• mitato. ,
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
NOTIZIE BIBLJOGRA Fl CHB
Onde togliere tnle disparità di criteri ed anche per evitare talune incertezze nell'applicazione del predetto elenco fu adottato un elenco unico come trovavasi giù da noi stabt lito per la regia marina e come praticasi nuche in Austria-Ungheria, in Francia ed in Germania.
Nel medesi:no periodo di , tempo dei mi li tari m:~ncanti alle ch i :~ mate per istruzione residenti all'estero ne furono amnistiati •\ts.\., dei qu:di ~14 ri mpatriarono e dei W .che non rimpatriarono 2 soltanto pagarono la somma di L. ·l 000 prescritta e gli altri 38 prova?'ono di essere indigenti. I renitenti e i militari residenti nel Regno vennero ammessi all'amnistia nel modo seguente: Fu concessa piena amnistia eotto quattro mesi dalla dat.'l del Regio Decreto del 22 aprile 4893 a 485 renitenti e a 65 1nilitari mancanti alle chiamate per istruzione, i quali erano già stilli o furono dopo la pubblicazione del decreto in parola condannati ad una pena restrittiva della libertà personale non eccedente i ~ei mes1; e fu rono diminui te nella stessa misura le pene superiori a quell;'l ora indicata a 55 renitenti, a 6 mancanti alle chiamate suddette e n •l 06 disertori.
Renitenti.
Il minor numero di renitenti si ri"contra, come nelle leve passate, nelle provincie dell'Emilia, delle )Jarche e dell' Umbria. Laddove iovece è forte l'emigrllzione, come nella Liguria, nella Basilicata e nelle Calabrie è anche conside1·evole rl numero dei renitenti. A proposito dei renitenti si accenna che con R. Decreto del 22 aprile .f 893, N. 192 venne prorogato di due anni il termine per fruire dell'amnistia stata concessa con altro R. Decreto del 23 agosto 1891, N. 494 ai renitenti delle varie leve di terra e di mare nati in anni posteriori al ·1851 fino n tutto il ·1871 ed ai militari del regio esercito e dell a regia marina stati denunciati mancanti o disertori per inobbedienzn alle dtiam:~te :d le armi per istruzione i rruali risiedono fuori d'Europa; fu rooo rimessi in tempo n fruire dell'amnistia i renitenti e i militari ora citati rt!sidenti all 'estero, ma in Europa; venne estesa l'am nistia ai renitenti della classe 1812. ed :~i militari che venne1·o dichiarati maoc3nti pet· inobbedieoza alle chiamate alle armi pet· istruzione dal 23 agosto 1891 al 22 aprile 1893 ; e fu accordata l'amnistia sotto determinate cond izioni anche ai renitenti di leva, ai disertori ed ai militari mancanti alle chiamate suddette residenti nel Regno. Ai renitenti di leva residenti all'estero furono coo ces~e maggiori facilitazioni, poichè mentre costoro col decreto del 23 a~osto 4.89•1 potevano esset·e 11 mnistiati senza obbligo di rientrare nel Regno sclt.anto nel caso che fosse ro ri form:~ ti per ta!une determinate imperfezioni, col sncce~s i vo clec:reto. poterono essere ammessi all'amnistia i riformati per qualsiasi imperfezione o infermità purchè fo5sero nati all'estero fuori d'Europa o vi avess~ro stabilito la loro residenza prima di aver com.piuto il 15o anno di lltà. · Dal •l o .luglio •l 89:2 al 30 giugno 1893 furono ammessi all'amnistia ·1076 renitenti r6sidenti all'estero; di cni 622 rimpatriarono e vennero arruolati i11 ·fn categoria; ·~3 1 furono arruolati in 2• o io 3a eategoria e di e5si ;)29 rirnp3triarouo, 9 non rimpatriarono, ma paga fono 1 :~ ·somma prescritta di L. 1 000 e 93 non rimpatriarono e provarono di essere indigen ti; 23 iufìoe furono rifo.rmati rimanendo all'estero.
Dei 98634 uomini cl!e risultoron.o ll!'ruolati iu 1• C;'ltegoria alla fine delle oper:~zion'i della leva soltamo 89839 ne rimasero efl'ettivamente assegnati ai corpi, perchè dalla cifra ~ i 9863!1 devoosi dedurre i militari già al servizio o che ottennero di ritarda rio, i morti , i ca ree, r:~ti , gli incorporati nelle guardie di finanza e i disertori. Fatto il confronto con i dati della leva precedente si ha che nella leva delln classe 1872, in seguito all'adozione clelia categoria unica , vennero assegnati a1 vari corpi •l 032!3 uomini di più. Vennero inoltre assegna ti ai corpi. con gli uomini della classe~ 872 altri 5634 militari della classe 481·1 che erano rimasti a disposizione del Governo, per modo che la cifra degli .uomini ricevuti dai corpi ammontò a 95,1-73. Nella relazione si accenna che per m~glio provvedere al recl utamento dei reggimenti di fantllria di linea e dei bersaglieri col sistema comunemente chiamato di reclutamento nazionale, fu dis po~to che, a cominciare d:dla classe •1872, aoc/Je le tabelle di reclutamento dei reggill.lenti suddetti f0ssero st<•hilite nel senso che gli uommi ùi ciascun distretto dovessero sempre essere diretti non già agli stessi reggimenti qu~ luoquP- f(,sse la loro sede, ma sibbcne alle stesso sedi qualunque fosse il reggimt>nto che vi si trovasse di guarnigione. Furono riformate in pari ternpo le tabelle di reclutamento in modo che in nessun caso un inscritto potesse rimanere assegnato in un reggimento di stanza 49 -
ANXO XXI·IX.
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NOTIZI E lll BLlOGRA FICHE
nel capoluogo del distretto di leva; c si procurò di abb rev iar~ per quanto era possibile il percor~o ferrovia rio degli inscri ttì di alcuni di~trcui per recarsi al proprio distretto di leva. :\'ell 'intento poi .dii non distogl iere i gt·nd uati dal le propt·ie anribn r.ioni per istruire uom :ni che nrrivano isolatamente sotto le :~rm i , in tem po non pro::;sirno a quello stabilito per la (; hi~mata ge nerale dell a clns~e, venne prescritto che gli arruolati in P ~tego ria prima di tale chiama~.:, non dove~sero essere avviati isolatamente ad Ul? Co1·po, :;.(~ anche rosse loro spettnto per etfetto delle disposizioni in vigore, ma invi ati in lict nza straonlinaria fìno alla chiamata generale snddett:t. Per la 2a categorin, ridl)tta a soli ·1970 uom ini perche vi furono aseritti soltanto gli individui chr. uc aveva no il diritto pel numero e5tratto i n leve onteriori , occorre accenn<~ re che. sa h•o pochissimi, tutti gli altri circondari ebtero, sehhenc in proporzioni molto ristrette, uomini arruolati nelll1 2" catr.goria. Per le stesse considerazion i di ordine morale e giuridico svolte già in questa rivista nel parlare della p1·cecdente rel ~1zione, venne disposto che per tutti i titoli pei !'p.1~Ìi c :;tabilita l'assegnazione :\Ila 3a ca tegoria fosse appl icato il pronedimento adouato nel la leva sulla cla:;~e •187·1 per soli· tre di essi, c che cioè gli in>critti aspiranti a tale benefi<;io, .dovessero tutti pr!)sfentnre ~l w n:;iglio di leva, insieme agli ;~lt.ri documenti pre:;critti, noche il certifìcoto deli'avvenuto m:~trimonio legale fra i loro genitori, ed .occorrendo drgli avi. Questo pron•cdimcnto non potrà che riscuotere l'una nime approvazione, poichè set·ve di stimolo a molte famiglie a regoluizzare 1:1 foro · costituzione di fronte alle leggi, col matrimon io <:i\·ile dei geni tori ; eri inf<1tti dai dati contenuti nella relazione se ne vedono su bito gli effelli, inqn:mtochò ben 208 inscriui stati assegnati alla 3a C'ategori:~ avev<~uo i genitori che contrassero matrimonio legale dopo la pubhlicnzione del provvedimento di cu i · tr<ltta si. A questo proposito si accenna nellét relazione al forte aumento verilicatosi uel numero dell e a s~eg naz i oni alla 3a cMegoria accordata a fìgli natnrali l eg~lmcnte J~ ieon osci uti, il quale numero da 2~8 e 272 è a~ceso a 534. c Tnle aumento, oltre che ad un el'entuale maggior numero di Ogl i « nall1n1li, che potrebbe anehe r.ssere avvenuto per gli ioscritti 1111 ti • · nel •187'2, si può r:~giooevolmente allribtùe all'obbligo fatto di pre« se.ntare il cPrtifìclltO di mllt!·imonio dei gen itori, poichè è evidenLe « che gli inscritti a spir~ nti alla esenzione i quali non furono 1n gr11do " di presta re il ·ceni fì ~to oradesso ottennero l'esenzione come fìgli
NOTIZIE BIBLI OGRAFICHE
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naturali, mentre se non fosse. stato fatto Ulle obbligo sarebbero stati .., ritenuti io base :1illl semplice situazione di fa miglia, come è presu·• m1bile che sia accaduto pel passato, .quali figli legittimi. » Non possiomo poi tt·alasciat·e dal soggiungere ?he le .a utorità pre~ 1fettizie nell'nccomp<lgnare tali dati furono concord1 nel rtlev?.re che la numero di matrimoni unicamente eccle-• ec:: • d ove si verificava il macrgior ·si~ s~ici, il provvedimento in pa~:o."~la ebbe un risultato pratiCO :1s:>:u :soddisfacente.
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No tizù, 'Oal'ie .
Nel fare il riassunto della precedente relniooe accennammo .eh~ :poteva fori\! are o7getto di studi speciali. il fatto .che !l numero de1 n·~orsi contro le decisioni dci consigli d1 leva l'lsolutt . favore~olmen.te 'perchè le decisioni stesse furono riconosciute irregol\11'1 Ya_d1 anno 1n anno aument:mdo e t11nto che mentre nella leva della cla,se •1869 ne -vennero risoluti fa vo revolmeute nella propon:ione di 2·t ,38 per cento , in quella dell:~ classe •1872 la percen u~ale ns~se a .~4 ,70 per ce~to. 'Apoarisce rlalla relazione di cui orn ?l ocçuptamo che l~ causn prm, ~i pal~ di ~i iTatto nn mento deve ricercilrsi • .n~ Ila mngg10r l~rghezza « di ct·iteri usa:a dnlla Commissione c dal Mtmstdro nelle ulume leve '« nel giudica l'l~ dei ricorsi :wanzati dagli in ~critti per ottenere l'esen'« zfone cinl servizio di ·i a c di 2• categorin , nei c~si :in cui risultava · -« che l'esenzione era stata loro negata dai consigli· di leva perchè t~ ... tuno dP,i .documenti comprovaote il diritto di esenzione invocato m '« te~lpo utile era sta to presenwto tardi va mente, .n~eotre il r~lllrdo non ,. era imputabile ai ricorrenti ». mn alle a~t~nta .comunah che non ·si erano interessate alla sorte de1 loro amm1n1StratJ. Emerge altresì che il b'linistcro della guerr:1 h11 già _rrovve~ uto per -ovviare al su accennato inconveniPnte .raccomandando a t prefetti e sotto ·prefetti e11 alle autorità comunali «di portare sul ~cr~·izio in ~è?er~. " della leva e par~icoiHmente su ·quello dell e esenz10111 dal i\erviZI~.dt ·« 4a e di tza categoria, tutta l'attenzione ueoossaria per .tutelar~ l m-c teresse dei cittadini nell'esercizio dei diritti loro concesg1 d11lla !egge, '« coll'informarsi della coodi1.ione loro e col prestarsi efficacemente per -« fare ad essi ottenere i documenti nec.essari. » Le spese oec.orse per l'esecuzione di tutte le operazioni dell~ l~v~ :ascesero complessira mente a L. '2,010,00·1 2•1. D~l confronto de1 "art -titoli della spesa con quelli della precedente leva nsulta una economia
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di .L. 82.~61. nelle spese per indeouità di viaggio ni sindaci e segre-· tar~ ~omun~ ll dovuta ~l provvedimento adotlato di far visitare gli in· scrtttJ per comune llnztchè secondo l'ot·dine della listo di estrazione etJ,na .~~~g~io.re .sp~sa eli .L. ~57,028 30 nelle spese di marcia per l'in~io degltnscnttJ 01 dtstretu e da questi ai corpi, dovuta al ma.,oior numero di giovani stnti arruolati in :l• categoria. "" Prima di lascinre ùi parlat·e della relazione sulla leva ncceoniamo che per eseguire la l1-1 va i consi~li ten nero 6987 sedute, di cui soltanto 883 furono preseozi:~t.e da entrambi i consiglieri provinciali· che gli ioscritti vishati per delegazione nel Regno ascesero a f 0767 .' chedegli inscritti residenti all'estero 452 vennero visitati presso i re"i' consolati e 2862 ouennero di e3ssere arruolati per procura; e cl1e 1j3. • giovani furono chiamati a nuova visita presso un altro coositrlio di leva e di essi soltanto 6 vennero riconosciuti abili ed arruolati. '
Delle 'l!icende del R. esercito dal 1° l?tgHo 1892 al 80 giugno 1893. Forza dell' esu-cifo.
Al 30 giugno ·1893 la forza com plessi va degli ufficiali dell'eserd t() permanente io :>erviaio efl'e tti vo e in disponi bilità od in aspeLtativa era inferiore di 41 ufficiali a quella risultante alla stessa data dell'anno precedente, cioè ascendeva a 14705, dei quali ~ U59 erano in servizio effettivo e 246 10 disponibilità od in aspettativa. Di essi erano: geoe r:~le d'esercito ~ , tenenti generali 50, maggiori ~enerali 90, colonnelli 3-i1 , tenenti r.o/onoelli 377, maggiori 950, cal'i:taui H 78 , tenenti 6136, sottotenenti 2582 . . Lunga riuscirebbe l'enu merazione di tutte le notizie, riguardanti gii ufficia li , che possono desumersi da i prospetti riportati nella relazi one~ 111a noi, !imitandoci alle principali, noteremo che le nuo\•e nomine a souotenente as~:.esero a 705, le promozioni a ~ 332, i collocamenti io posiziono di sen•izio nu ~ iliuri.o a 397, quelli a ri poso a 11 9, quelli iJl. disponibilità od in uspettntiva a. 254- , le morti a 1 i 6, lo dimissioni vo. lontarié a 20, le dispense dall'efl'ettività di servizio 11 50, le rimozioni, le rivocazioni c le caucellazioni dai ruoli per condanne in complesso. n 52, e infìne che essendosi nell'anno concesso il reale assentimento <li contr3rrc mlllrimonio a 399 ufficiali, al 30 1;;iuguo 1893 risultarono. 39 ~5 urfici:~li ammogl iati. · .Gli ufficia li di· complemento dell'esercito permamentc da 5538 au- .
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NO.TI:IIlE BIBLIOGRAFICHE
lliOTIZIE BIBLIOGRA FICHE
mentarono a 59~~ ; qu elli effettivi di mi lizia mobile d~ 24.0 si ridus.sero a 180; quelli di complemento di milizia mobile da :1945 discecSe~o a 3877; quelli di. milizia territoriale, fra cui figurano per la. .pt·tma volta !tli uffìcinli di cavalleria per effetto del regio decreto 1·l -luglio 4 89~ . N. 378, da 5844 discesero a 5797; quelli in po5izione di .servizio ausiliario da 2057 diminuirono fin o a ~ 549 ; quell i di riserva -da 5037 raggiunsero la cifra di 5837. ' · · Riunendo l ~ cifre .sopra descritte SI h:1 che la forza dell'li ufficiali . c 19 congedo è di 23182, superiore di 53 1 a quella ri ~u ltante alla stessa ,·data dell'anno antecedente. I.a fo rza complessiva dei militari di truppa ascendeva al 30 giu~no ··1893 a 3,155,036 cioè: 8·18255 nei I'Uoli del l'eserci to permanenttl , ·52Ho'2 in quelli della milizia mobile e della milizia speciale dell'isola -di Sardegna e ·1,815329 in quelli clelia milizia territoriale. Alla medesima da ta dell'anno • 892 i mililari di tru ppa ascendevuno 2,989H 3; di cui 823953 appartenevano all'esercito .permanen te, .525168 alla milizia mobile ed alla mil izia speciale di Sardegna e ·~ .!H-03'22 alla milizia territori11le. La J.lroroga dell'obbligo di servizio della classe 1853, ai termini -della legge 28 giugno ·1891 , della CJUa le si è più volte parlato in · ~ues ta rivista , è la sola ca usa del forte aumento verificatosi sulla .forza complessiva dei militari di truppa e nel numero dei militari della . milizia territoriale. Il numero degli nomini sotto le armi al 30 giugno 1893 risultò ·di 252117, con un aumento di 22606 di fronte a quello dell'anno pre. -cedente; al quale aumento ha costantemente contribùito il mnaiJ'ior l:> O m1me1'0 ùi ioscritti del ln classe 1872 stati arruolati in 1a categori~. •· Al 30 giugno 1893 gli uomini di truppa dell'esercito pet·mam ente -erano ripartiti nei seguenti gt·adi : Sottuffìcial i 25, 751 Caporali 1 33,37~ . Soldati 659, •133
:a
818,255
.·· Quelli della milizia mobile e della milizia speciale di S11rdegna ~rano:
Sottnfficialì Ca porali Soldati
~ 4. 665 ·54,650 4.55,1:17
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
NOTIZIE BIBL!OGRAFICI1E
Quelli della milizia territoriale erano così distinti: Sottuf6ciali ·14,353 CAporali . 69, ,j. 71> Soldati . . 5.\.5, .\.69 Milttari addetti al ser vizio ferroviario e tclegratko :1. 5,89~ Guardid di ciuà, carcet·arie e di finanza !),':130 Uom!oi mai cbiamati alle armi per la istruzione 1,160,9 JC. •1,81 5,329
A1-rnolamenti volonla?'i e riammùsioni 'in se-roi:;io. Dal ·1• luglio •1892 111 30 giugno ·1893 si annoiarono come volon-. tari ordin~ri 359() giovani, BU passarono dalla 2a o 3" alla ,,a categoria per libera elezione e 368 illimitato furono. . . mil itari in couaodo o nammessi in servizio. A differenza dell 'a nno precedente ù risultato nn aumento nel numero degli Hruolamenti volontari e dei pas sav<>~ l' l. l . 01:) per J~e r~ e ez10ne perchè le ammissioni nei plotoni d'istruzione per· gli all1evt sergenti 0011 furono limitate come nèl cor;o d'istruzione anteriore. . . A proposito degli arruolamenti suddetti nella relazione è ricorda to. che per fA cilitarli e per risparmiare spese e disturbi ai cittadin i fu· stabilito che gl i aspiranti all'arruolamento volontario. nati nel Heano. 1"> non dovessero presentare I';Hto di notorietà per comprovare la loro. cittadinanzn, nè quello rei ati vo allo stato libero. Oode raaaimi<rero poi . d' 00 o una rnagsMre l'pe 1tezza nella risoluzione delle domande. dei giovani . che aspir~no ull'<trrnolamento volontario ordinario nell'arma dei realic:~rabini~ri venne determinato che tali domande non do\-e3sero più trasmettersJ a l comando generale dell'arma pe r la sua appro~·a zione, mn fossero in vece risolute ,direttamente dai comandanti delle Jerrioo i o de i distretti n1ilitnri ni quali sono presentate. ,., Nel medesimo periodo di tempo su in'dicato dom:-~ud,l rono ed otten-. . nero di potere contrarre l'anuolamento volonta rio di un anno· 2·18q. giovnni. Di cost11I'O 900 avevano già coocorso.alla leva .e vennero a m-. messi. a contrarre tale arruolamento iu forza di ecceziona li disposi-. zio ni.
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R·iparti d'istnt::ione. Dei 2693 allievi sergenti swti nmmessi nei vari plotoni d'istruzione nel novembre 1890 fino ai primi mesi dell'<.mno •1891, risultar~no, ~l termine del corso d'istruzione idonei nl grado di /'ert!ente 4 9.}8 .g1o~ran1.' dei quali .\.63 vennero classificnti ou~ mi.' .97~ buoni e l~ i ·l medwcn. Nel corso d'istruzione che ebbe pnoc1 p10 ti ·l 0 gennato ~ 893 ven. nero ammessi •1887 allieri sergenti. Per evitare però l'i nconveniente, verificatosi in passato, ~i molt1 allievi che alla fi ne del corso, nou riescono idonei a consegUire la promozione 'a ser<rente per la poca Httitudinc che essi dimostrano alla carriera delle ~ rmi, fu prescritto che io detto corso d'istruzione, gli alliev i potessero bensì e:;servi ammessi in numero illimitato, -~~~a ~h~ Ili loro ummis~ionc non fosse Jefìniti v:J :;c non dopo trascorsi 1 pmTII otto mesi del corso e qnaudo aYcsscro clnro gli esami da capora ~ e e occorrendo q·uelli di rip~ r:izion e, per fare in ~1d e oee:JS•one uua n gorosa scelta c cor::ervare cosi nei plotoni quel1 1 soltanto che pe~· pr_ovat11 atLitudine avessero dato sicuro afCic.ln~ncnto ehc potessero d11:en•re ottimi sottuflìci<d i. Venne determii1nto altresì che gli allievi che uon avessero superato l'esame di capo'r11lr, ovvero aves~ero otteuuto un ~~ cl:~ ssificazione poc.o ~oddisfacento e tale da essere ntern~t1 _u on 1done~ a proseguire il servizio fossero sv incol3tl ~la ll a. fer ~Tl3 d1 cJDque anm 0 prosciolli dal senrizio se fos:;ero volootar• ordtnan che non avessero ancora concorso ~liu le1•:~ . Qu' cade in acconcio accennare che essendo rima::to dimostrato con l'espe~ienza, " non e~sere opportuno nell' interes.~e del :er_viz~o. e. del11a " di~ciplin 3 , di trattenere a lnngo sotto le a~m1 ~Jualstas t miltta.te c.1e • abbia a:;suuto una ferma maggiore rlell'ord 1nano per co ns~gUJre un c determinato scopo. :~l qunlo poi per circo·tanze sopraggJUnto .uon abbia altrimenti potuto :~spira t·c, venne ùispo~to che,. ••~ eccez10n.e • dei reali c<Habiuieri, tutti i milit:11·i vincolnti alla ferma d1 cmque aum, " i quali per incapacitA, per mnn c ~lil ~ ttitu dine. fb ica .od .intell:uua.le, per incondotta o per qtwlsiasi altro mo ti vo s 1~no g1udtcat• •n~ltl a " pre:>tare gli specinli ~m·vizi o a rim;merc ne1 corp1 o l'cpa_rtl pe1 « lJUnli dovettero ,, 55 11 mr.re la l'erma ste.;s:•, po:>snno o.ttener~ tl pas« sa•"'i<' nl la ferma che a.l e;;si sMcbbe S [J :ttata per latw tli leva » • · Ve~~~: co:ì conHn~n~ta, lino al 30 gi nguo ·1893, la ferma di cinque :1nni in altra di rniuore ct'urata a 886 mi litari. '1891 nei plotoni I rnill tari stati ummess1· ne1 novern lJr'c dell'nono •
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NOTIZfE BIBLIOG~AFICHE
allievi ufficiali di complemento erano ridotti al 30 giugno 1892 a 731 , e di essi 491 ottennero il grado cu i aspiravano. Nei plotoni allievi ufficiali di complemento che furono istituiti il 4. ottobre 1892 nella VIII compagnia di su~~Ì$tenza e nella scuola d'8pplil:azione di san it~ militare, vennero ammessi nei mesi di rtovembre e dc!cemhrc 935 giovani, dei quali 82 cessarono per ~-ari motivi dnll'ap. pa rtenerc ai plotoni or;ldetti prima del 30 giuguo dell'anno successi vo, ~ O vennero promossi sououenti veterinari di complemento c ~ 62 ven nero promossi sottorenenti medici di complemento. Restnrono quindi a percorrere il corso d' istruzione 68~ allievi .
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NOTIZlE BlllLXOGR.é FICHE
rono soltanto ~i 'militari della classe ·1867 ascritti ~i reggimen~i . di. fan.. teria di linea, bersaglieri. alpini, alle comp~g ni e permaneott det distretti e ai recraimenti del genio e di artiglieria da fortezzn. e d:~ ros~a 0 ~ppartenenti a c73 distrètti, ai militari della cl~sse .·1861> ".' .~ rt~gl1err~ . da campagna, da montagna e a cavallo appar t~oen tr a tuttr ~ d1strettr . e ai militari di fa nteria di linea delle classst 1862 <' ·IH6:l 11ppartenenti al distretto di · Cagliari. . . I risultati fìnali di tali chiamate sono sr11ssuntr nel segue~ to quadro: Esercito permanente
Mìlìzia mohilc l
Totale
l
l ~~ ~ -i ·~~
Rafferme ed im.piegh1: a1: sottuf!iciali.
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Dal 1o luglio 1892 al 30 giugno 1893 furon(l ammessi 2256 mil itari alla rolrerm11 di un anno senza premio e venne accordato a 58 soldati di rirnauore sotto le armi rtnali atteudeoti di ufficiali. Al 30 giugno :1893 erano tuttora in vigore 7'2U rafferme cou premio, state concesso in ''irt~ della legge H. giugno ·1874, delle quali fruiVIIno 4007 militari. Allu medcsirnn dvtn del 30 giugno 1893, 6164 militari gorlevano iuoltre dei premi di rall'ernia stati accord:1ti in base alla legge del 28 giugno •189·1, - 270·1 fruivano del supra~soldo di L. 109,50 •1282 di quello di L 219, ·- 1557 di quello di L. 365, - e 95 sottufficìali godevauo ancora della differenza fra l'abolito soprassoldo di L. 450 c l'a umento dell'llssegoo giornaliero di paga . Per gl i impitlgh i. ci\'il i accordati aì sottufficiali non dobbiamo fare altro che rimandare il lettore a quanto abbiamo pi ù volte scri tto su questo argomento poichè con tinua la deplorata diminuzione del numero delle coucessioni faue in nn auno c l'aumento del numero di quelli che rima ngono in attesa d'i mpiego. Le. n ne discesero da 16~ a ~55 e E)li altri ammontarono da 1H5 a 1208.
Ch'iamate alte armi per istruzione. Vnric chiamate a1Je armi per l'istruzione degli uomini di 1a e di
2a categoria in congedo illimitato vennero siabilite p~r l'anno 1893. Senonchè, non essendosi poi ell'eltuate parecchie di esse, perchè, per nw:oni saoitane ' .vennero sospese, le chia m~te all'istruzione si limitao '
Numero degli uomini che ave: - .: vano l'obbligo di pr<.>sentarsr 42,01..,
~:
l'iumerol
• Q. '""
a:o.
-- , ~-,-- - UGS -
143, H:3
Presentatisì a ll'istr uzione . . 2H,622 70,'f0 1,21() 88,89 :30,838 70,99 Rinviati ad altra chiàmala pt'Ì· 2,676 6.36 ma della presentazione
2:l 1,68 2,699 G.21
Oisvensati dnlia chia~a ta prima della presentaziOne . . 8,052(19,H 8 1 5,92 8, 1:33lt 8,i2 . Ricevettero l'istruzione . . . 27,733 65,91 1'1:30 . 8:2,60128,86:3 66,44 Mancanti senza g iustificn t<? rnotivo alla dala di 15 g r<:J r ml dopo l'invio in congedo Jlltmitato . . . . . - - · · 1,72>14,101 48 3,51 1,i73 4,08 Giustificarono la loro posizionE' 'prima del :Jl dicembre 1 t~!):J. 8811,,09 :22 l ,61 1 uo~· 2,0 Res tarono i manca n~i ~ffelli vamente J enJJnciatr a1 tr 1bu 1 26 1,90 8ti9 2,00 nali . . · · ·1 8 ~:31 2,00
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Militari e inscrilti d·i leva resident•i all' estero senza. regolare pet·messo. Dai vari provvedimenti riportnti nel!a relnziooe emorge. r:h iar~me~lt~ -che in questi ultimi anni l'nrnminiSil·azlone delln guerra S I e rn_olto Hl . tero$;:atn alle sorti dei ei ttadiui residenti all'estero c che ha po,to ogni
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XOTlZI E lliBLIOGRAFI CHE
NOTIZIE BIBLIOGR AFICHE
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cura per faciliwre loro l'adempimento dell'obbligo della leva e del servizio militare.
Notizie val' ie.
È difatti cou questo intendimento che· venne conce~so con rer•io Je. creto dell ' -H giugno •1891 ai mi lituri di •fa e di 2a categoria doll':sorcito pe rman~ntc e della milizia mobile, i quali si trovavano all'estero scuza 11. ~rescn tto nn lla ost.1 clell'an torit;ì militare, di poter regolare la loro posr.zroue p~r mezzo d.elle regie autorità consolari, purchè comprovassero d!. esser:e 1n g;nrlo ~~ provvedere n! proprio sostentamento, e non fos~ero gra sta tt condnn natr, anche solo in contumacia, per mancnnza alle driarrwte alle arm r o per diserzione. Con lo stP:-;so regio deereto fu 11uche concc~sso ai citllldini "iit inscritti ~ulle liste di le1•a per ragion i di eti1, i quali i'i reearono :dl'es~ro dopo il JO gonn~io ~nll'~nno in cui compivano il '18° anno di erà sen1.11 la pro:;cntl.a. lltllor·rzzazrone. della prefellura, di poter regolare fa loro posizione, purche non fossero g1à stati diehiarati renitenti . . Dal giorno in cui vennero em~nati tali provvedimen ti floo al ilO grugnù •189:1 , furo no ammessi t1 rego lare la loro posizione 5646 militari e •1422 cittadini giù inscritti sulle liste di leva.
Nel periotlo di tempo cu i si riferi5cc la relnziooe, le promozioni . nei va ri g r<~di dei militnri di truppa asl:e~e ro a B ~~ .o 14, le esoncrtl ziooi YOlontarie o d'autorità a 2·'f, le ~o$pe usio ni a 214, lo retroccssiolìi a 756, le rimozioni a !.lO; - entr·at·on o 11elle compagnie di fliseiplina Il ·l o militari e negli sttobilimenti milila r·i di pena al tri 873; · - vennero dichiarati disertori ' H5 uomini, di c:u i 265 erano mili tari già sotto le armi e gli altri erano inscritti di ''" categoria della dnsse ·1872 c.:he non risposero alla chianww ; - furono mandati in congedo illimitato 41,400 militari o invia ti in li ~:e n za straordina ria 33 ,332; - pnssarono alln 3a catogorin, in virtù dell'a rtirolo 95 della legge sul reclutamento 6.J.2 militari e iu virtù del succes;;ivo articolo 96 altri 3·120; - fecero pa:;saggio alla milizia mobile 86,696 militari c alla milizia territoriale altri ·l Ol ,077; - ouenoero di es~e re prosciolti dal serrizio mi litare 2.i. volontari ; - fu rono tolfoc:~ti a riposo e giubi lati 690 militari c :t rnmcssi a pensione per rifornHt :oltri 2; - Yenuero congedati in modo 11ssoluto 3'11.)7 militnri nati nel J8;i3 che avevnno ouenuto rli essere trnsferitÌ alla ~1· ca tegori a in virtù dci suddetti articoli 05 '3 96; - e infine ·100 militari fu rono cancellati dai ruoli del regio esercito · Poo iaino termine a questo riassunto esprimendo la lusinga che esso, se non ad altro, possa a \'Cr servito ad invogli are i cultori di cose militari a leggere integralmente l'importante relnioue.
Rasseg.'Le di rimando, e tJW1'ti.
Dei milita l'i $Oito le armi ~ottoposti nell';tnno a t'llsseona di rimando 2.35 ve?uero tr?sferiti acl nltro corpo, ·l fece pas$aggio nl corpo dei veteranr, •Il ·12 IUI'ono inviati in licenza di convalescenza tino all'iuvio in eongedo illimitato; ·l 170 furono pure inviHi in licenza di con va' lescenza ma per un periodo variabile di tre, sei, nove e dodici mesi ; e il·~ 9Z vennero congedati in modo nssolnto essendo risultati in idonei al ~ervizio militare. tra i quali 32 per cause dipendenti dal ser vizio. \!elle due rassegne semestra li vennero inoltre riconosciutr inabi li e co ngedati iu modo assoluto 11ltri 36 .~ militari che trovavansi in ·con- . godo illi mitato. . I milirari di truppa morti sotto le nrmi dal ·lo luglio 1892 al 30 grugno ·1893 fu rono ·1.1.·15; mentrt' nell'anno precedente ascesero a · Hì05. Hegistriauro con vivo compiacimento la notevole dim inuzione alla qual!', collie il detto nella relazione, ha certamente contr ibuito iÌ rit11rdo della chiama t:J sotto le armi cieli<~ cla~se ·187:2. Dei H i:j deceduti, 2~ morirono per Cll use di servizio, ·1 2H per malt.ttia, ,~() per IDfonuuro, 'lo furono uccisi e 80 si suicidarono.
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- V. Ferliga. - Delt't~tilità dei cani nei servizi di guerra.. - Firenze, Ciardi, prezzo centesimi 50. È un piccolo o modesto libretto di 38 pagine, modesto di form:~to, di titolo, di argomento; però degno di speciale menzione. [n un momento in cui l' :~ rte militare non contenta di porre a suo servizio l'elett ricità, gli arcostati, la luce, i colombi, le locomotive stradali, i velociped i sente il bisogno di ricorrere ~Ji ermi d<~ guerra, alle corazze impenetr~obil i per la fanteria e tante altre hellc cose, questo libro è degno di attenz.ione. L'avvenire può solo essere giudice se l'appl icazione di tant.i accessori ad un'arte, il cui primo elemento è l'uomo, sia stato utile o si sia tradouo in un inu tile logorio di energie, in un lavoro di mosaico bizantineggiante entro su di un muro mal fermo. Og{ti accetta ndo i fatti quali sono, questi libri sono utili, tanto più quando modesti, como quello a cui accenniamo, non antepongono l'accessorio ull'essenziale, l'ausiliare alla for·za principale, e in breve spuio raccolgo no quanto può servire
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
di guida pratica nell'attuazione di idee, che alla maarrioranza sembrano ee feconde e solo a pochi solitari sterili. L'autore è in pieno possesso del suo argomento e lo svolge in modo rapido, conciso, e al tempo stesso completo; una parola di più avrebbe data eccessiva importanza all'argomento, una di meno non avrebbe trattato la quistione sotto tutti gli aspetti. Alla modestia del libro ed alla forma ordinatissima diamo sincero plauso augurando che l'autore possa in argomenti più vasti e più fecondi darci saggio maggiore del suo metodo raziona le di esposizione. L'indice dettagliato di questo libro riassumendolo interamente può dare giusto criterio per apprezzarlo. Ad una paginetta di storia , segue un cenno diremo psicologico del cane, a questo l'esame delle sue attitudini ad essere utilizzato nelle tre azioni militari:: marciare, sostare e combattere. Da questo l'A. possa ad esaminare le ùoti necessrtrie al cane militare, le razze estere e nostrane che meglio le possedono, i sistemi di alimentazion~ più acconcio. Dopo e;so esam ina la progressione dell'istruzione di un cane militare, dagli esercizi preli minari intesi a rendcrlo obbediente, elastico, vigoroso, agli esercizi di marcia, di esplorazione, di vedetta, di staffetta, di rifor- · nimento munizioni, di ricerca di feriti. Infine l'A. propone il modo pratico e veramente razionale tla seguirsi in un esperimento presso di noi colla minima spesa e col n~ iglior resul-· tato possibile. .M . G. B.
b) Bollettino bibliografico
NOTIZIE BIBLIOGRAF IC HE
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Rivista di fanteria (gennaio). Note al regolamento d'istruzione per la fan terin. Sa lve, bnionett~ . Le origini dei mar•~scia\li di Napoleone. Notd e appunti. Varietà. Crouaca. B ib lio~rafìa . . Ricista marittima ( marzo). Pagan ini - Fototopografia. Mazza - Della neutralita. Vecchi - Un Cockrane della marina va porienL Gelcicb - La scienza nautica. Raineri - Sul disastro della Brandenburg. Notizie. Bibliogrnfìa. Supplemento - Le applicazioni elettriche alla esposizione di Chicago. Giornale medico de/.L'esercito e della marina (febbraio). Lastaria - Delle ndeniti inguinali. Cognetti - Paranoia primiti va cronica . Rivista medica. » chirurgica. anatomo-li siologir.a . ) dermosifiiopatica. terapeutica )) tossicologic-11. tr.cuica militare. » di igiene.
l . Sommario delle riviste militari italiane. W o-i:;ta d'artiylieria e genio (marzo). De Zeo - I cannoni da campagna del generale \Ville. Una visita all 'e~posizione di Chicago. 'nigoami - Ponti d'avanguardia. Clavarino - Puntamento indiretto. Miscellanea. Notizie. ni bliografìc. .
2. Ordinamento degli eserciti Sul JourMt des .~ciences militaires il generale Philebert ha pubblicato un interessante lavoro col titolo: Dernier effort. La te>i di questo lavoro presenta una notevole importanza siccbè ci semhra conveniente riportare alcune sue frasi che accennano all'intento dello stuùio · condotto d'altronde con forma sobria e chi~ra . Riferendo~i all'esercito francese l'autore dice: c ~on si può negare
NOTIZIE B!BI.lOGRA FI()HE
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NOTIZIE BIBLIOGRA'PICHE
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estremo inte;esse anche per noi, che forse zoppichtamo dello stesso piede, la'1etturo ne riu scir·à quindi proficua ed interessante . -; Sull'esercito egiziano notizie importanti sulla Deutsche Annee Zrittw_g del 7 aprilll. - Sulla Revue de cavallerie di mar~t.o Yi è un interessante articolo sulla cavalleria italiana corredato di figure ed in~;isioni. Questo lavoro descrive l'ordinamento della nostra c<1vallerin in relazione anche colle altro parti dell\ ·:;ercito, lasciando qua e lit scorgere qualche inesattezza, ne indic:a le uniformi, i gradi, la di::; locazio n ~ e t~r~ mina, per or;., rilevando giustamente che la cn,·alleri r~ pre~~o d! not SI trova in condizioni sfavorevoli per l'istru;.;ione.
«oggi che l'Idea della neccssitù d'unti istruzione so!.ida e reale infor·mi lo «spirito dell'esct·cito francese. « Ebbene malgrado gli sforzi di tutte le buone volontà, m11lgr·ado le «conferenze della Réunio•! de~ ofliciers, malgt·ado le pubblicaziani della c Ilevue militaire de l'Entranger, non è l'orient.azione vera quella che « si è presa e, come 25 anni fa, noi do.bbiarn o t:iconoscero che in Francia « non vi è una unità di direzione paragonabile a quella che presiede alla • vita ed ai destini dell'esercìto tedesco. • Poichè non possiamo chinmare uni t~ di direzione della nostra vitr. e q dei nostri desti ni l'anarchia oscillante, irresoluta, incoerente che an« dando senza posa da un estremo all'altro, spesso alln mcrcè di nn par« larnentarismo più o meno incosciente c ~empre ignorante dei nostri « bisogni , piii spesso operante a CtlSO senztl pensiero capitale, senza metodo « senza piano prcstnbilito. «Questo stato di cose, temibile per il presente e per l'avvenin:, ci « preoccupa dappoichè il nostro esercito ha ricominciato l'opel'a di riordt· c namento, di cui dopo venti anni non ha potuto venir·e a capo e più le « nostre forze materiali aumentano, più dtvengono moltitudini. più l'e' sercito ed il paese si confondono in una sola ma ~sa , il pericolo « cresce. c Oggi come contare sul coraggio ed il valore di queste folle che non « hanno di militare che l'apparenza 9 Quando tutti sono ~ o ldati, nessuno « lo è pi ù perchè, come lo dice la pnrola, la carriera delle armi. è una « professioue, non un incidente della vita. «Come di ogni altra cosa la qunlità delle forze militari decresce iu l ragione inversa del numero; si la folie du nomb•·e n'avait 71tts fait te c jeu d!i nos tendances égctlituù·es, nous attrions compris déjà que la iplàs• sancc militaire n'augmente paJ indéfiniment avec l' elfectif des trOUfJCi l quand'anche una soln volontà potr.nte come quella di Napoleone pre« siede al la fusione incessante della materia. « .. . L'esercito troppo v'aste non é più un esercito perchè i sentimenti ( nobili che possono animare un e.sel'cito n!" sono tuuodì caricati dalF in« vasione dello scetticismo, dell'interesse personale, della paura della re« sponsahili tì.l. » Lo studio a questo punto passa :~d esaminare l'azione direttira, chn secondo l'autore è nulla o poca in Francia, citando le pa role di Moltke : c La nostra forza sa rà nella direzione, nel comando; la Francia può invidiatcela ma non l<1 possiede. » . Su <tueste bnsi gli nrgorncnti svolti dal generale Ph ilebert sono di
3. Storia militare e generale. Sul Joun w.l des sciences militaires(mar~w) il tenente colonnello Hourùcau ha iniziato uno studio sulla campagna del Mes$ico che promette di t·iuscire assai interessante nella sua concisione. La parte pubblic:tl~ fi nora comprende un' introduzione, · una SOnU11lll'ia descrizione geogriiUCll del Messico, ordinamento delle colonne spedizionarie, servizi d,i sussi$tenza e di rifornì mento. - Foucarl. La rlé(cnse 1wtionale dans le nord de 1792 à'/802.- P:~rigi Lechevalier. -Sulla Deutsch~ Jfeeres Zeitun_g, N.; 23, 24 e 25 tm interessante studio critico sulla battaglin di Zorndorf 25 agosto 4.758. Al N. 27 considç.razioni importanti di Hocnig sulla giornata di Beaune la Rolande. ~ Boguslaw:;ki. Storia della gt~etTa di Vandea clal/793 al 1796. Berlino, 1\'littler. ·_ Scucklcr. La gtW'I'll elci Pru.~siani in Olanda nell'cmno 1787, con carte. - Berlino, Luckhardt.
4 . Geografia, Colonie, Viaggi. Ferrand. Ln frontière franco-italiennc entre le -mont Thabor et le Petit Saint-Bem ard-Grenol1le-Gratien. Studio orografìco con panorami, ed incisioni interes:;anti. _- Villa. Lo stato indipendente del Congo e lcHolonia italiana. Vedi Bollèttino del Ministero de,qli e.~teri. marzo. - Abbiamo preso conoscenza di un nuovo interessante periodico, la Rivisttt Geor1mfica ·italiana edita dalla sodetà Dante Alighieri; vi figurano come collabot·atori i nostri geografi più noti. Il fascicolo III perYenutoc come saggio contiene: /
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NvTlZIE BIBLIOGRAFICHE
Memorie originali - La Cascata delle .bfarmore (G. Pennesi). - Volumetria dell'isola. dell'Elba (0. 1\farinf:lli). Cartogrilfìa - .Materiali per la Storia dell(L Cartogra{ùl italiana (G. 1\larinelli).- Una nuov<t Ca:-ta del grupgo d4!l Monte Bianco (0. Marinelli). L' ' An.née cartographiq ue • e la Cartografia. itaHana. Cronara geografica (dottor Fr. M. Pasanisi). Notizie.- Geo.q.rafia, :l/atematica e Fisica. - Antropogeografùl. - l utlia. - Regioni non italiane. Cronaca scolastica. Personalia - (A. M.). Recensioni. - Sommier S., Una cima vergine nelle Alpi Apuane (G. Ma· rinelli). - Giannitrapani tenente colonnello Domenico, Cm·ta della p·rovincia di Fi·renze (G. Marinelli). Spoglio degli articoli geogm,fìci di alcm~i periodici esteri. Auguri di prosperità sinceri alla nuova consorella. -L' eserc1to e l' avvenu·e del Chile in Neue Afilitiirische Blatte1· di aprile.
5. Varietà. Siamo in discussione di leggi sui matrimoni. e non è male rilevare dai giornali francesi quali matrimoni vantaggiosi siano fatti dagli nf-· fi ciali in Ft·ancia. Le affezioni bellicose delle dame francesi sono note ma il colmo è in questo avviso di un giornale serio il Progrès militaire di mercoledì 28 febbraio ! 89~ appena ora capitatoci sott'occhio: c ì\fariage, jeune fìlle , jolie, i 8 ans, bien élévée, fam. très honorable, « ~00,000 francs de dot désire épouser capitaine très jeune, garnison c env. Pt~ris . c Écrire post. t·est. M. Louis B. bureau i 6, Paris. Rien des ag. c Discrétion - Très sérieux. , Senza com menti!
Per la Di1·eztone Lonovrco CrsoT TI •no.ggiOf't M. M., int4ri.cato
bEMA R C HJ
CARLO,
gerente.
IL MATRIMONIO DEGLI UFFICIALI
Sul limi tare di questa importantissima questione ci si para dinanzi il sno aspetto giuridico. Volel'lo evitare una cosa sola significa: che non si capisce o non si vuoi capire che una questione di tal natura, una questione che deve regolare l'esercizio del primo bene civile del ci ttadino, è essenzialmente questione di rapporti giuridici, che con norme di dii'ilto dev'essere risoluta. Dati di fatto e intendimenti di ragion· pratica non potrebbero mni - anche quando fossero in contradizionc con l'affer mazione giuridica - condurci ad una soluzione difl'erente da quella a cui per via di diritlo si gi unge. E - ci affrettiamo subilo ad aggiungerlo - sostenendo in questo caso la priorità assoluta dell'elemento giuridico, noi obbediamo soltanto a ragioni di lo-gica, ma non intendiamo menomamente disertare il campo della ragion pratica, e ridurci in questo rifugio come nell'unico punto inespugnabi le: chè, anzi, ci lusinghiamo serbare i migliori , o almeno i più efficaci argomen ti, a sostegno della nostra te~i liberale, appu nto sul teneno dell'opportunita e della convenienza pratica. E quindi. preghiamo di volerei seguire nella disamina giuridica della questione, anche coloro che riten ~on gli .argomenti d'ordine pt·ntico uni ci determinanti d'una giusta soluzione. Anche ad essi, e forse ad essi specialmente, è indispensabile la nozione esatta delle condizioni di diritto, se intendono - razionalmente- sacrificade a li ~ condizioni di fatto, poichè non si potrebbe, logicamente, oppugnare con ragioni di oppol'tunità un pt·inci pio, senza, almeno, conoscere l'essenza e la portata di questo principio. 50 -
ANNO XXIII.
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I L MATRIMONIO DEGLI UFFICIALI
A talun i, veramente, non fa buona impressione sentire i militnri a parlar di diritto. Son coloro a cui tu ttora - in mezzo a qnesLo turbine di democrazia rinnovn.trice - sorride l' idNtl e della rl isci plina milit;J re quale nell:1 vecchia sua forma era concepita. Per es;;i la disciplina militare è affieYolimento di volonfl è diminuzione di personalità; per noi invece acni l'i deale nuo,:~ s~rr.id~ - ~ .foJtun ata mente siamo in buona· compagnia - la d.JSCJJ)I111~t lllihtare è suhlimazione di energia morale, è all"ermaZJOne altissima di personal ità. .P er no~ d~~que non è un male che il militare conosca e parli de1 propn dmttr; solo es igiRrno che ne parli bene, paiche da ll'esatta nozione di un diritto procede sempre un sentimento fortissim o di dovere. 1 . ~oi studieremo prima in tesi genera le l'ingerenza defl 'autoritil m materia di matrimonio, e quindi applicheremo le risultanze del nostro studio alla .s0cieta milit are, procurando di tenere tutto il ma gg ior conto possi!Jil e di rrnelle speciali es igenze che ad ossa sono in erenti, per vedere llno a che punto il con~.etto cho regola, in questa maleria, la societil che ci porta , può subir restri- . zion i nella sua applicazione alla nostra farniplia mili tare. ...
* * Senza dubbio Lutto ciò che ha tratto alla costituzione della famig lia interessa ai pio alto grado la socieLit. E avuto ri"uardo all.e gra vi co nseguenze ·econom iche, politiche, social i, ec~: . che possono derivare da qualsias i sistema di nnioni ma trimon iali. si comprende come in nessun'altra materia J.o Stato si sia sentito attra~to a~l all"errnare .la propria ingerenza come in questa dei ~atr1rn0111. S1 trana non . solo di un interesso nnzionale di un 1nter~sse soci;~!~; si. tratta nientemeno che dell a prosperi~à 0 de l decaclnnent.o 11s1co e rnorale della 1·ar.za; si. tratta del compito più elevat~ che potrebbe competere alla fun zione etica dello Stato. Eppure l'1ogeren7.a dell'autorità in materia di matrimoni s'è costantemente atTestata di fronte alla liber11 volontà dei contraen ti ed ha ~olo .saneito ~1uei .lievi impedimenti affioche~ cc l'inespert~ ,,0 • Jon lft dei g10vanJ fosse guidata nella celebraz ione di CJuest'attO
IL !IATRIMON"IO DEGLI UFFICIALI
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:Supremo della vita civil e. » lnvano i più grandi economisti hnnno dimoSll'ato quflnta copia di mali provengano da matrimoni improvvidi, invano igienisti e medici han leYal.o alte grida contro l'unione di esseri condannnli a propagare nella razza i germi er~d i ta r i della tubercolosi e della sifilide: la libertà individuale in questa materia è· stata riconQsciuta come cosa sacra, e perciò .come unico determinante di diriHo positivo. Uno Stato - celebre nell a storia per la nega?.ione d'ogni libertà individuale - volle anche la costituzione della fam iglia ·sollomettere alla ragion d i Stato; e, una voltn aiTermato questo principio, fu condoùo - per· inesorabile ne.~ess it it di logica fino all'esposizione snl Taigete. l~u certo. atto barbaro di quel barbarissimo Stato; ma fu neeessiti1 di governo completare coll'inumana repressione un'ingerenza che sarebbe certamente riuscita manchevol e nel campo preventivo . l\ia oggi, di ssipato rlalf 'orizzonte delle nostre lihert(t il concetto <lello Stato i111radente il campo del libero svolgimento individuale, :oaai non è ammessa alcuna inQ"erenza dell'autoritit in materia di l)l'l .. .matri monio, all'infuori dei lievi impedimenLi sopramtlntov(lli, e , di tutte quelle garanzi e rormali che tendono unicamente a dare alla celebrazione del · matrimonio sol-ennità di atto civile importantissi mo. Ora è egli pos::iùile che questo conceuo:giuridico, così reci~a mente liberale, possa ca-.a biar natu ra nel suo passaggio dalla so.cietil civile in quella milil.are? Per avere una gu ida sicnra nel i"ormuf·arr. la risposta a questa .domand a, sarebbe qui necessaria un<l profonda disamina delle relazioni , che debbono intercedère fra dil'iLI.o comune e diriuo mi litare; ma poichè ciò ollrepasser·f<hbe di molto i limiti consentiti a un articolo di ri vista, ci riserbiarno di trattare in altra ·CÌrcosl.anza, t:t 1.l1'0{essO , fJ UesiO punto della ques tione ' e qui Ci limitiamo a riassumerne per sommi capi la·sostanza. Le fonti del dirillo, e i concetti giurid!ci fondamentali di una dete1·minata società debbono essere certamente gl i stessi a. qualunque parte o funzion e dell'organismo social e si riferiscnno , senza di che non vi sarebbe nessun principio di giustizia sociale, Jlessun principio di organ izzazione di Stalo . E quindi se libertà
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IL MA TR.IMONIO DEGLI UFFICIALI
è il primo principio che vige nella società civile, libet'là deve essere il primo principio di dirillo nella società militare. É nello
stess_o. m~do eh~ ragion i socìaii d' ordine superiore impongono· . · restl'JZJOnJ alla libertà politica, ragioni inerenti all' esistenza e alla saldezza dell'esercito impongono restrizioni alla libertà dei militari . Ragioni inerenti all'esistenza e alla saldezza rlell'esercito badiamo bene: non che il soggetto giurid1co sia differente, che il mìlìtar_e possa essere credulo meno degli altri cittadini capace di libertà, poichè, anzi, oggi più che mai il carallerc di mili tare dev' essere considerato come la piu completa inte<>razìone del cittadin?; e. quindi spetta a lui una personalità civile perfetta come SI add1ce a perfetto cittadi no. Da ciò segue necessariamente, che una volta stabilita nella societit civile la libertà delle nnioni matrirnonìalì , non sì può la: s_tessa. li bertà ~egare _ ai militari se non quando provato che questa h ber ta mette m pencolo l'esistenza e la saldezza dell'esercito. Ora neppure i piu accaniti parti giani della tesi autoritaria vorranno so ~te~1ere un ar~omento così strano, il quale ci porterebbe alla stran1ss1ma conclusJOne che l'esercito non debba essere formato di cittad ini. ~.valeva la pena p~~dica: tan~o - come p~rla to del pensiero poht1co moderno - ltdemdicaz10ne dello spirito nazionale coo lo spi rito militare; alfaticat·si a togliere all'esercito Cin le ultime tracc~ di quel_ cara.ttere di casta pt·ivilegiata che aveva nei tempì andat1 , par pot ven1re alla bella conclus(one che chi entra neiJ'~sercito deve sp~g.lia t:si della personalità civile che spella indi. s~m tamente a tu~t1 1 Cittadini! Evidentemente a questi assurdi si gwnge quando Sl vogliano sostenere teorie alfa tto contrarie allo spirito dei tempi . Onde. noi non possiamo a meno di concludere . che la vigente legge sul· matrimonio degli nlfi ciali è le<rae arbitrari~; è malo uso ~i a_utorità sociale, e quindi una Jegge"fa quale regolt questa materia In senso pi ù liberale, dovrebbe essere accolta come vero atto di progresso . _ N~ si cerch i di eludere questa conclus ione giuridica con quell(} sp:c10so argomento_che sembrò quasi la ragione del le ragioni a clll ebbe la paterm tà della vi gente legge « l'ullìciale che vuole · « ammogliarsi· senza obbedire alla legge, è padrone di lasciare
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DEGLl UFFICIALI
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l'esercito. >> t;n si mile argomento si può solo discutere pel rispetto g randi~si mo ch'è dovuto all'illustre uomo che ne fu carn -. pione, ma lo spirito dei tempi ha oramai percorso tanto ca mmino da ridnrre · certi ;argomenti alle condizioni di stridenti anacron ismi. Quando noi concedessimo per lmone simili ragioni, diventerebbe 3ssolutameote superfluo parlare di diritto e d'equità; torneremmo al quod p1'incipi plawerit legis habet 'f,lgrrt em, e a noi non resterebbe che dire: Amu~.
,. * * Si dice: codeste cose che voi aiTermate nel campo giuridico saranno bell e e buone; ma dovete tenere pur conto delle ragioni d'ordine pratico. E sia pure; discutiamole codeste ragioni d'or. dine pratico. tasciamo da pat·te la questione dell'onot·abilitit del matrimonio, la quale con quella del vincolo dotale non ha proprio nulla a .che fa re, la quale non è in discussione e non deve nemmeno essere oggetto di discussione. Si ha tutto il diritto di esigere che l'ufficiale non debba contrarre un matrim onio che per rngioni d'indole morale non sia conveniente alla sua posizione; e si ha tanto piit forte questo diritto, allorquando, tolti i vincoli cl:altra natura , non gl i si' richieda in sostanza se non questo: che anche nell'unirsi in matrimonio ad una fanciulla, ricordi quel rispetto ~he deve a sè stesso ed alla divisa ch e veste. E a quel disgraziato ~ he cotesto rispetto a s8 stesso di mentich i e domandi di unirsi in matrimonio ad una donna che un gentiluomo non deve sposare, si ha tutto il diritto di rispondere: signor mio , il rnatrimonio che vi proponete di fare e l'ufficio vostro sono incompatibili: ad una delle rlue cose dovete rinunziare: a voi la scelta. In codesto argomento dell'onorabil ità dell'union e il vincolo dotale non entra, perchè preso di per sè, non dà, nè può dat't>, garanzie maggiori di quelle che anr.he senza il vincolo dotale il · ~egislatore può assìcurar::i. Noi qui , per deliberato proposito , vogliamo evitare certi punti scabrosi; diremo soltanto che se si
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facesse la statistica de_lle d?mande di matrimonio al le quali l'a$s en so del potere tutono, du·emo cosi, fu negato- od alle quali tale ~ssenso avreh be dovuto esser negato - sì troverebbero in magg1or numero i casi in cui di dote la sposa ne avea troppa, · ~Cl · ·upo lo,o - nel! ' accer'I.:Jre .e lo sposo ' o non era stato al'bast ' . anza ID che mo~o cotesta dote cospicua le em pervenuta, 0 non era andato ad 1ndagare se code.) ta dote non rosse una copertina ~orata per_ades~H re un lettore compiacent e all'acqu isto - di unlibro le CI II pag111 e erano già state sfof{liate. :\la tiriamo vw . . . . . . . ' 'f
* *
S.i c~ ice : la _do_te è necessa ria - non i mporta chi dei dueconJU;.u la costnu,sca - per dare garn nzia che essi possano decor~samen te -so.steoere le spese della famiglin. È essenzial men le· garanwt matenale, se non garanzia morale. . ~oi qui lascia~o stare le ra,:(ion i che potrebbero ~arcr so ttJg~1ez;~,e : e P~~-c 1 ò_ non ci ind ugiamo a dimost.ntre che . cotesto· devOI'O • che g l ''L . d1. .per sè è cos,t · , 1· CUJ· 1·llllJLI · · sono molto elastici e . molto. mal de(i oJ tJ, dillicilmente si può concr·etar·e ·rn un mr· · . . . , mmo dJ bllanc10 att1 vo necessario perchè codesto d · f d d' . • ecoro, m on o, 1pende essenzralmento dalla lunghezza del passo in •·appo rto alla lun ghezza della (1am ba che lo fa·' lasc ·a no · t ' . n . 1 1 qut s are qnes_ta ed a~tre r:lgJOnl , ed entriamo nel vivo della questione, che vogliamo . . d1scntere . . senza . . astruserie e serven doc·1 d.1 esemp1.· D1 tott1 1 matnmon, 1 quali ,. per dir cosi d' . . , . f01.mano 1·1 cnmpo _az~on~. d~lla ~egge, bis?gna intanto escludere quell i nei qual i, d~ ~r.op~ 1el~ del! ono e d~ll: <~ltro degli spos i, vi sia quel supplem ento d1 redd 1to ch e la legge rrt.1en e necessario . 1_1 ca1~po di ~zion~ della legge dovrebbe dunque estender~i a tnttr que1 matnmon r che per efl'ett.o dì essa posto eh , __ . .·• . . ,, e e.~sa potesse e:s,.,er l l:>pettatn, non 51 lal'ebbero ·, che - · t'a ·el)bero 1nvece · ., -~ 1 , t se la legge nou vi fosse. quattr'o individui·· Tizio · e . . gi niamo , ' ' C·'11'o , Se mpr0010 )• 0 .1·a imma . lev10, 11p1 pres1 dn l vero e che riassum ono le più salienti e numerose va rietà della spe~ie .
It. )!ATRIMONJO PEGLI UFFIC IALI
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Tizio è uno di coloro, di qnei fort unati, di cui si dice, nel co- · mune linguaggio, cil e hann o la tesr.a a posto: è abbastanza aVYeduto per comprendere che col suo stipendio soltanto non potrebbe assumersi la responsabi lità di metter sn famigl ia senza porre sè stesso e la famigliola nel la necessità di andare incon tro a sacri fizi ed a l{tJa lcosa di peggio. J!er costui il vincolo dotale è perfettam ente supcrnuo : perch è ci sia esso e non ci sia , egli non farà. ·' la sciocchezza, se: così vogliamo chiamarla , di contrarre un matrimon io che non abbia un'adeguala hase finanziaria . Caio, invece, non ha tull a questa aV\'edutezza : preso di intenso all'etto per una fan ci ulla , non sa, o per eccessiva affettività o pe1· inesperienza della vita o se rogliamt~ anche per inconsideratezza, nel momento critico , far e ampio posto alla ragione, non non sa rendersi esauo conto di tu tta la gravita ciel passo che sta pe1· fare: egli ama quella fancinll a e vnole ad ogni costo farla sua moglie, e la to~l i ere hbe in mogl ie senz';dtro se il vincolo tlolale non ci fosse. Jla c'è la qui»Lione della dote. Che fa Caio? O d'accordo co i parent i della. stta fi danzata l'a co mparire una dote cbe non esiste, in harJJa alla logge e a ch i l'applica; o, se non ha mezzo di f<Tt' questo, ricotTO ad uno stro;~,zino. il qnale, depositando la dote. ne percepi se.e ~ ~ ·interessi e di pi t'l un premio, relativamente vistoso, che assotti':.d ia ancora più le giit scarse risorse di cui dispone la farni gli uola; o puro, nel la pegg iore ipotesi, quando non riesea a deludere la legge con una di ttUe:'> te scappatoie, la infrange senz'altro e sposa alla chiesa la donna del suo cuore. Che effetto ha ottenuto il legislatore nel caso di Caio? Nessuno. Cioé, \rer·amerue. nn elfetto lo ha otLcnuLo ed è qu es to : ·o ha provocato il sussidio del lo strozzino per la simnlnzione del titolo, con grave danno di quegli stessi interessi ch'egli leg islatore voleva garantire e rendendo pi u grave la posizione di colui a cui vanta,ggio egli vole\'a esercitare la sua tutela; ovrero, nel caso de! matri monio l'eligioso, ha messo due giovani esistenze nell a più dolor·osa situazione che giam mai men te umana possa immaginare. Ai sacririzi che il marito deve imporre a sè stesso ed alla sua fami glia per il fa llo della rist.rett.ezza del sno bilancio, si aggiungono tulli quegli altri -ci limitiamo a parlare di sacritizi materiali soltanto - che derivano dalla necessità di dover vivere spesso
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lonlano dalla moglie per sottrarsi ai r·igori del colonnello e per evitare d' ioconere nell'acc usa di concubinaggio, che ufficialmente si lancia, come una sferzata , sul viso di un galantuomo e sul vi so di una povera donna, che il più delle vol te è un modello di sposa e di madre. Abbiamo accennato ai sacri(izi mater·iali; potrem mo qni aggiunv gere la lnnga serie dei sacri fìzi morali , e potremmo rifare qui una lunga e pietosa sto ria , che tulti conoscono o do vrebbero conoscere ~ i tante sofferenze atroci di cui è causa, unica causa , una le~g~ mumana; inumana tanto, che neppur coloro i quali hanno ufficio di app licarla possono volerne l'applicaz ione rigorosa . Ma la')c iamo da parte il serrtimento, perdtè non si abl1ia a dire che noi discutiamo col cuore o non colla testa una cosicletta quistione prati ca . . Tra gli estremi di Tizio per. il quale la le~ge è supernua, e di Caio per il quale o é inutile o e dann osa, vi è tutta nnrt serie iniP-rmedia di casi, vi è tutta. una zona grigia, per la qual e potrebbe creàer·si che il vi ncolo dotale sia provvido o almeno sia praticamente proV\'ido . Koi riten iamo - ci assumiamo di dimostra rlo che per molti di qnesti casi se n•Hl ~ inutil e o dannosa, la legge che prescrive un vincolo in quanto a dote è . empli cemente immorale. Due tipi :>pecia lmente tr·ovano posto in qu esta zona. Il primo è Sempron io, che si diverte a far· l'amore coll e raga7.ze per bene, tanto per passare il tempo, sicuro r,he alla stretta dei conti - a quella stretta di conti, alla quale ness un galantuomo, qunndo ha da fare con fanciulle a modo, dovrebbe potersi,sottrarre. scaric.andone su altri la responsabilita - la provvida le~ge delle. 40,000 lire, che non ci sono, gli porrà le spalle al sicuro e gli permer.teril. una ritirata in regola, o che 11 lri:teuo agli occhi ;noi sembra tale. Il secondo e Me1•io, che con le ragazze per hene comincia co l fi.lare il sentimento, ma in cuor suo non escl ude la poss ibilitit che presentantlosene il caw, possa ottenere qualche cosa eli piu che nou sia nn colloquio d'amor·e al chiaro di luna: tanto se 1<1 dote non c'è- ò la legge stessa che la vuole - nessu no potrà far to rto al povero Mevio se egli non è in grado di riparare al ma le I';HLO ! Ora noi dornapdiamo : è gi usto. è morale che l' i sia un a le~~e la quale protegga coteste azioni '?
IL MATRlMON!O DEGLI UFF ICI A CI
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Ma andiamo ancora innanzi , perchè ci piace di esnurir la nostr·a tesi e non rogliamo che si c1·eda ciò che non è, che in codesta rivista di esempi , tacciamo con intenzione premeditata, òi quell i che ci potrebbero dar torto. E clt,po il caso di un Tizio, di nn Caio. di un Sempronio e di un .\1 evi o. dobhiamo anche discorrere di un altrv caso . r1 i un Sulpicio. iltrna le (• come tra coloro c.he son sospesi, il quale non è co~i ·nvveduto da evitar·e un passo improv vido senza qualche cosa eire lo freni : il quale non è così inten· samente innnmorato éla essere disposto nd affrontare quella qualsias i soluzione che pos!'a condur·lo a i'ar sua per sempre la donna a cui vuoi bene; il qua le, infine. non ha spinto le co5e tan to a,•anti da non potere più dignitosa mente •:ecedere da un passo, che in fìu dei conti richiede la li bera vol ont i\ delle due parti. E per que!; to cnso, non c'è che dir·e. la tutela e::erci tata dal lef!islarore potrebbe esser provvida. Ma se coresra tutela e:;ercitata a favore di ch i non sa fortemente im porro il cervell o al cuo re, di chi non ::.a fortemen te prendere una decisione qualsiasi . de,,' essere dn uoosa e molte \'Oi te perfino crudele con uomini nei cui polsi il sangue balte for temente e viril rnent.e; ma se cotesta tutela deve servire n vngheggini di profc;<sione, alla cui opera si deve la hrultn nomea d1 liber· tini onde noi tutti più o meno siamo macchiati: allora io dico. senza esitazione : vi a la tutela, e sia libet·tà completa e non si gcemino i dit·itti civil i dell'uflì ciale, che è un ciuadino come tnll i gli altri, per un vantaggio parziale ch e c a~sai discutibile e che troppi mali pr_oduce d'al tra pa rte per potere essere in qualche modo apprezzato. Di necessa rio non c'è che questo: che !'esercito non può e non deve tollerare che si facciano matrimoni i quali non siano rigida· mente onesti; non può e non deve tollerare ul'ficiali che, ammogliati o no. vengano meno alla digniti1 dell'ufficio loi'O. E si ri$ervi quinrli l'autorità mil itare di òare l'assenso al matrimonio, concedendolo o negandolo soltanto dopo una r i ~Jo rosa inchiesta sull'onora hi lita ~pecch i ara della sposa. E ben venga il diniego se questa onorabili tà :;pecch iata non r.'c, appartenga la sposa ad una mod e~ ta famiglia borghese e non abbia che mezzi modesti, o apparten~a essa ad una famiglia patrizia e sia imbottita di cedol e di rendita . E dopo il matrimonio l'i ~ia la rcpres-
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IT, MAT RUIONIO DEGLI UFFICIALl
sione, se la reppressione occorre. E sia benedetta la repressione tan to all~t·~hè essn colpi sca l'uffi ciale che, strello nelle angustie una , famtglta num. erosa e prtva di mezzi , non pag h'' 1·1 mo deslo • c?nto del macellato, e provoch i delle parole ingiuriose al suo indinzzo, e tanto .all orchè essa colpisca colui che, r·icco 0 acriato di casa sua, abbt~. la vani~it di sfoggiare un lusso che non ; uò sosten e~· e: e pereto abbasst sè .ste5i'O col fare cose che i veri gentiluomm .· U0 na. 11 ..t non ·fann. o. Questo .d . sia. ; .ma. .non sia una tutela ehe 11p a ~ pm .ovvte co n ~ ' eraztont dt clii'Jtto; e che per sè, alla stretta det contt, non ha nemmeno il merito dell'efficacia. Sia l'lifficia le tu tore di ·sè ste" · Libertà dunque. . • :,~"o, ~, ·., ~ .. 1Lll· SO 1O ti r ~spo n sahtl e delle proprie azioni ; e chi de,·e comandar·e ad alt.n. nella tempestosa ora del combattimento, in quell'ora di 1mma nt l'e:;ponsabili tà, c!'i suprem o dom inio sui propri nervi e su quelli degli alt:i, impari anzilutlo a comandare a sè stesso nelle battagli e quotidian e de lla esistenza .
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intendiamoci bene. Noi abbiamo voluto cominciare dal con lutarc qn:ll e ragioni .che i sostenitori del vinco lo dotale ape;._ Lam ente co n le~~a~o ~ dtfesa di esso. Ma non è punto detto con questo che not l'ltentnmo essere cotesta h< ver·a 1·.•1!--, ·, 0 r1e da CUI· • • ti vwcolo dotale trae la sua origine. .·· .Noi . . abbtamo . . sompl'e riten uto, e riteniam o tuttor·'1, '/~J1 e la• sua orr ~t n e il VI.nco lo ~otale non la debba punto al desidei·io del legr ~ lato re dt .eserct tare una tut ela sul matri monio derrlt' rr· . ,. '· d' n LI ! Ciil l e neIl• mteresse 1 CJuesti tuteh< disèutibi'e -- anzt· quando . . • ., d ..~ nno,,t non. c mutde , ~ a che per lo meno rileverebbe nn a buona intenzrone - no1 .a ?bia~o sempre ritenuto e riteniamo tuttora che la s,u.a, vera ong t?e,.' l. vinco lo dotale la debba all'alleanza tra un h' O:>so.lano preglllatzto ed una greuezza non meno gl'osso lana. . .li pregiUdiZ IO, che ci piace enunciare nell a sua forma pir'naJ.!I ~~nte, per tpmn lo solito coloro che l'all'ermano cerchino di m11.1 e la forma. e Hn11110 g 1·lll lO . garn , , ' tn snst;lf!Zil' ~ CJue<, L .o ·· l'ttiTt'cr'al / ~ ~ fl onte al . ne.rn.~co :aie meno di quello ch e varrebbe se fosse ~ ~apo lo; qutnd t tl utile ehe di uftìci:di ammogliati ce ne siario
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meno che è possibi le ; quindi è utile un frepo che tenda a non far crescere el i irop'po i! numero dei molrimoni. Ora noi lasciamo stare da parte tutla una folla di argome nti di natora psicol ogica, i quali , con geuLP. ch e si è fissalo un chi odo nella testn , tanto non varrelll>ero ;1 sradicarl o. Noi diciamo solamente che oggi la gn erra non si fa con piccoli eserciti costituenti un ll casta a parte di cittadin i, ma si fa invece con tutta la parte vali.la del paese, la quale ;l]]' ora del pericolo lascia le occupazio ni del tempo di pace ed im pugna le armi contro il nemico: è vero o non è vero che qne~to nucle(, per· manente dell'esercito e v;iil piccola. co~a ri spetto alla massa di armati che si avrà in gucn a, e i;empre più picl:ol a andrà di ventando per fatai legge òi evoluzione? Se qu esto è vero, come è realmen tB vero, all ora noi non comprendiamo perchè costoro non faccia no ciò che la logica vorrebbe, non esprimano <:inè il desideri•> di avere in ~uerrn tutLo un eserci1o di sca poli, e :;i limitino n voler che di scapoli sia composto soltanto nna piccola parte di quél piccolo niJcciolo che si ha in tem po di paee. ~oi non discutiamo se nn secolo fa, cinquant'an ni fa, potesse .essere utile o no, per il vulore morH ie del l'esnrcito, quest<l specie di cel ibato militare, causa , come lutti gli altri celibati, di vita ariòa di alletti . cn usa. come tulli gli altri celihali, di corruzion e e di pervùrtimento delia natura uma na ; perch è, r.ome tuui gli altri celibati, co ntrario appunto alla natun\ dell'uomo 11· cui . stato nor male è lo slato di tn arito e di padre: . Noi non discutiamo questo, perr.hè non ci piace di intralciare la nostra tesi cop argomen ti che clirett.amen le non la riguardflOO . E neppure ci occupiamo di andare a cercare nei vecchi l'a tti della storia esempi che po5sano smentir e codeslo prel!i udizìo, perchè ben sappiamo ch e in nrgomen li compl e~si come qnesti , l'e.r:pm'Ìmentum crtt~is, condizione necessaria perchè il ragionamento in~uttivo non cada in l'allacia, è assai dV.:~ :le da 1rovare e da ri prodursi. N•>i diciamo ed in sist.iamo ~u questo : che null a proY<L la ve · rità .di quello asse no che noi · abbiamo chiamato p re:.; iudizio ; e che nella guena di domani, in tutti i paesi del mondi)- piaccia
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o non piacci a a chi vng beggia co testo strano celibato militare vi s~rà u? i~tiero ~opolo di figli e di spose e di madri t1·epidantt nell ansta dell attesa, come prima vi era un certo numero d~ madri ed anche un certo numero di spose che aspett:n·ano gw rnn lmente il Lollettino del campo di battaglia con l'an 0(Joscia nel cuore per il figlio lontan o. E co me ieri la visione di una testa bianca, di un venerando viso ;li madre, im pal lidi Lo dalle lun <1he vegli e, non impediva che 1:uomo coraggioso si lan cia-sse ~nel fitto della mischia, e cadesse coi nomi d'halia e di mamma sulle labbra·; così domani all'uomo coraggioso, viss uto nella venerazion~ _costante della sua dignitit, non sa r-iL certo catena al piede la vt ;;tone sorridente di una bionda testolina ricci uta. E in codesto ambiente, che voi dimostrate di non comprender'e, vorres te fare ar·tilìc ialmente attecchire quel vostro tipo di mercenario di altri tempi, col Cllore incartapP.corito dal celibato? )}la via .
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** E diciamo ora di quell'altro ordine di mottvt al quale il vincolo dotale deve la sua origine. lu sostan za il ragionamento che costoro soglion fnre è questo : col crescere dei mat!·imoni rra gli uflic!a li , il cumulo delle pensioni alle vedo\'e ed ai fiaJi verrebbe a diminuire: quindi è bene che ci sia un freno il quale al moltipli carsi dei matrimoni si opponga. Si vuole, per alleggerire le linanze dello Stalo , che gli ufliciali nou prendano moglie? Ma al lora il legis latore dica addirittura che l' i1fficiale fra gli obblighi speciali del suo stato ha andte tjnello di dedicare soltanto a Venere vagabonda i suoi amplessi. Almeno cosi avrebbe messo interamente al sicuro le finan;~,e dell o Stato ed avrebbe il merito della sincerilà 1 Sol tanto avrebbe poi il dovere di spiegare la disparit-à di lt3ggi che fa pei :;uoi runzionari civi li da un lato e per noi dall" a hr·o : a quelli permettendo il matri mon io senza alcun vincolo. pure assicurando una pensione alle vedove ed ai figli senzf~ punto preoccuparsi se per questo l'onere delle finanze s'accresca poco o moll o; ed :1 noi im ponendo derle lim itazioni per· q1~e lle
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medesime preoccupazioni di bilar1cio che per gli altri si pongono a tacere. Qt1esta disparità dovrebbe spi egarci; e t<lote altre an ~ora sul,le t:~nali non ci indugiamo, perchè troppo ampia diventerebbe la parentesi. E crediamo che a dare un a spiegazione di questa e di tante altre diver:>it.1. si lroverebbe imbarazzato davvero. Ma tor·niamo in carreggiata , che tJui la di gre:>sion e diventereb be lunga assai. Io..;omincia rno col dire subito che in materia di pensioni ~ se dobbiamo esprimere liberamente il nostro pensiero - noi le vorremmo ''ed ere interamente a!Jolile, mediante, ben s'intende, nn eq uo a~~c resc imento di s1ipendio, il quale lasciasse margine, a chi ha voglia d; pensare all'avvenire, per un premio di assicurazione su una di quelle società indiscu tibilmeule solide dell e quali ora davvero non c'è penuria . Delle pensioni non siamo punto teneri ; r;ome non siamo teneri di qualsiasi altra forma di tulelil che tenda ad infiacchire l'energia e la previdenza dell'individuo. Nel caso spe1~ia i P. dell e pens ioni esse hanno un inconveniente- che per noi è gravissimo- nella catena che stabiliscono Ira l' individuo e lo Stato: ed è que~\à catena l'origine di ,parecch i mali , la cui ver·a causa si suole andare a cercare dappertutto tranne là dove essa è renlmente. Ma di ciò discorreremo fors e in altra occasione, a!Jbiamo voluto dichiarare questo, perchè non ci fo ssero attril.Juiti idee e pregiudizi che non robbiamo. Or·a noi diciamo: o acceuate il princip io de lla pensione nel sen so che lo Stato dehba lui provvpdere alla ve.~chiaia dell 'individuo , e, in date c.oudizion i, venire in soccorso della vedova e della prole - ed allor·a dovete accettare ft'ancamente questo principio, con tutte le sue conseg uenze, non dovete vi ola rio con limitazioni nell'ambito di le;rgi ben piit importanti, non dovete subordinare ad una questione di uìlancin una questione ben piu alta, che toccn nientemeno i diritti CÌ\'ili dell'nfliciale e che può esser causa, come ò causa rea lmente, 1li danni e di inconven ienti, ch e non sono neppur trad ucihili in cifre. Ovvero vi preoccupate - come è giusto preoccuparsi - dell'onere che alle finanze dello Stato proverrebbe dal togliere qualsiasJ vi ncolo dotale al matrimonio col sistema di pensioni come è attualmente costituito ; etl allora a.bl)i~te il coraggio di saltare il fosso , di cambiare cotesto sistema di
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pensioni e dire una buona volta che voi vi assumete di pensare alla vecchiaia dell' indiriduo - funzionario ci ,•ile o militare che sia non al bene~ s e re della vedova e della p1·ole: e che chi vnol pigliare moglie e mellere al mondo dei figliuoli faccia il comodo suo, ma non si aspetti che, lni morto, lo Stato pensi aò allevarglieli . Cn a soluzione come questa noi la comprendiamo; ma non c.omprendiamo la solu~ione nella qu:1 le abbiamo persistito fin qu i. Ancora un ' osservazione su questo argomento delle pensioni . Di obblighi dello Stato in fa tto di :nilitari ammogliati - di(}inmo milita ri 10 genere. non ufficiali in specie - non c'è che que:->to, il (1uale tutti 1·iconosceranno come giusto e come necessario a pen~a rci su bene, dagli individualisti più intransigenti agli statolatri più accentratori; ed D che la società ha il dove!'e di provvedere alla famiglia di coloro che in difesa di lei lasciano in onerra la vita, o ne r itornano cosi malconci da. non potere piùt- lavorare e!ficacemellte. lt questo un dovere che alla societit 1 . spetta, ci sia o non ci sia una leùe delle pensioni; de bba lo Stato farsi l'assicuratore obbligatorio degli individui o debbano questi con la previdente loro inizinti,·a pensare alln ·vecch iaia loro ed all' avvenire dei Ogli. Se questo è l' unico obbligo della società in fallo di mi litari ammogliati, e se quest'obbligo si 1·ifcrisc" non soltanto al piccolo numero degli ulficiali , ma a tutta la gente valida che prende parte alla guerra, noi non sappiamo vedere quale t~pprezzabile importanza, sotto l'aspetto fina nziario, po,;~a avere, sull'entità di rruest'obbligo, una qualsiasi misura rcstrittiva, che tenda a li rni tarf\ i matrimon i degli uflìciali so ltanto e non quelli di- tutti i cill adi ni , i quali, se val id i, pure si lt'OYeranuo nelle file combattenti, e pei quali , :;e soccombenti , la societ.r1 dovrà pur provvedere. E tanto più in~t.pprezzabil e ci pare, so tto l'aspetto fin anziari o, una misura restrittiva, in quanLo che l'obbligo cho abbiamo dianzi accennato, la società lo assume in un momento di crisi eccezionale. Venga la vittoria; e sarà il vinto ch e insieme con tanti alu·i pesi fi nirà col sostenet·e anche questo: Che se vittoria non ~a rà · Dio sperda i1 vaticinio - troppe cose il vinto nella. guerra di domani perdern, perchè qualche milione di più o di meno po:;sa elevarsi ad una qnistione che met·iti di esset·e discussa.
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Prima· Cii lasciare qneslo argomento c1 sia concessa una di- chiarnzione. Noi abbiamo sostenuto la Lesi liberale, perchè abbiamo fede che in un reoime ·di libertà , libertn vuoi essere il primo principio ~l'ogni 1~lazione sociale. :'l'la non vorremmo e:-se_r-e frn in~esi: e che aV\'enisse a noi quello che è giit avvenuto a1 sostemton della d,ottrina positiva in materia penal e, la qunle passa , a gi udizio del volgo, per dottrina d' indulgenza, mentre in sostanza essa è dotLrina di estremo rigore sociale. Noi ''o:;(liamo che la libertà massima sia condizion e di Yita '- anche per gli onlinameoli mi litari, ma a ciò non si spinge cer, taineute il biso~no di vagheggiare nna disciplina più blanda; <~l contrnrio noi vogliamo che il concetto di disciplina militnre s'ade1·ga sem pre p.iù a principio di inesorabile necessità_- Re n?~ che a questo punto In vecchia scuola giungeva con tmpet·atlrt assol uti procedenti - per rin di indiscntibile nu torit_à - dal l'allo; noi vi f(iungiamo por vin di conceui procedentt dalla co'scienza slessa degli associati. Per noi. in sostanza - qualunque società si consideri - è sempre lu, lihera volontà degli a:>sociali che s'organizza a principio d'autoritit: altra fonte per questo principio, oggi , non sap· piamo più vede1·e. E se vogliamo che ancho in materia di di sciplina mit:tare l'ambito dell'autoritit si riduca nei più r·istretti limiti possib ili , c1ò vogliamo appunto perch è in quel ridotto lo basi della discipiJna posino in~ro ll abili, e la pratica ne ;eman i inesorabile. In una parola, noi vogli amo che la dif;ciplina perda quanto è più possibile in estension e, atliochè possa giungere a un ideale di intensità. Il pt·ogello mini steriale sul matrimonio degli uflìciali a questi concetti altamente libel'ali s'ispira, e noi l'abbiamo accollo come la buona novella recata alle nostre più calde e costanti aspirazioni: Non ci dissim uli amo che in questo progetto di legge molti temperamenti vi sono i quali presterebbero materia a lunghe di-
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scussioni; ma per noi è cosi grande il passo compiuto con una prima affermazione del concetto di libertà in una materia Lauto sacra alle persone degl i ufficiali; è così grande avvenimento la rei ntegrazione di tante famiglie mi lilari nell'onore e nell.e conse~ uenze civili del matrimonio, che non esi tiamo n considerare quei temperamenti come cose d'ordine secon~ario , le quali fors e, oggi, r~ppresentano una necessità di transizione fra le dnre restrizioni che vigono e un più completo ideale di libertà. Non sappiamo se, nel momento che · corre, i nostri legislatori vMranno sancire col loro volo la nostra capacità giuridica all'esercizio di così essenziale libertà in quella misura che ci viene ri con(lsciuLa dal nostro capo responsabile. Ma se anche per fatali tà di eventi quesLo progetto di legge dovesse oggi soccombere, lo spirito ch e ne forma l'essenza non sarà disperso per questo. Quando certi concetti sono lanciati nel campo delle pubbliche discussioni 11on cndol)O più; e acl e!;si, come ad atti di progresso già compiuti per virtù di pensiero, la vittoria in un avvenire non lontano è, in ogni modo, ascicurata. F. H.
LA SOCIETÀ DI PREVIDENZA FRA GLI UFFICIALI DEL REGIO ESERCITO E DELLA REGIA MARINA
HL' A SSlCU~AZIONK DKL KISCHIO DI GUERRA
l Che cosa è la Società .ui Previdenza. Suo sta.t o presente. Suo sviluppo detravvenire. Dovrebbe sembrare ormai superfluo il dire che cosa sia la. .Societ!.ì. d i.Previdenza tra gli ufficiali, dopo che nell'osarcito e nell'armata sono stati a più riprese diffusamente d istribuiti statuti, circolari e libretti di propaganda, e dopo che i giornali militari hanno dat~ frequenti e particolareggiate notizie di essa. Ad ogni modo è un fatto, che moltissimi ufficiali ne ignorano tuttora l'esistenza, perciò prima di addentrarci nell'esame della questione che form a il principale scopo di questa memoria, non sarà inoppor tuno dire in succinte quali siano le sue origini, i suoi scopi, e l"intima natura del sno ordinamento tecnico ed amministrativo. La Società di Prev idemm, ideata nel 1890 da un g mppo eli ufficiali in congedo, non sì può dire che sorgesse d' un tratto dai loro studi così perfetta, come uscì Min erva dal cervello di Giove; il primo statuto proposto la costituiva bensì sotto la forma, che tuttora conserva., di Società di H -
AN ~O XXXI~
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L A. SOC . 0 1 Pll.Jo:v. l'IlA. 01.! Uf'F. DEL R. J0:5:•.RC. E Il.
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Mutuo Soccorso; ma limitaYa il suo campo d'azione ad un servizio di pensioni e di sovvenzioni, e prometteva in linea. principale ai soci, dopo dodici anni di appartenenza al so. dalizio, una pensione vitalizia a partire dal cinquantesim.o anno d'età di lire 500 a 1500 annue, con diritto di riversibilità a lla vedova ed agli orfani; e tutto0iò contro il pa· . gamento del ten:ne contributo mensile di lire tre. Queste 'troppo laute promesse, basate più sul desiderio che sulle ~eorie m'ltematiche della previden7.a, furono per fortuna subito riconosciute erronee dal primo consiglio d'amministi·azione della Società, presieduto dal gen. Guaita, il quale, chiamato persone competenti a coadiuvarlo, porlò allo statuto sociale radicali riforme, che vennero con ()_Ualche vari n.nte approvate dall' asso!!lblea gonerale dei soci nel mesu d i giugno 1890. Col nuovo statuto la Società ingrandì va il concetLo, sul ().Utl.le si ·e1;a da principio costituita ; stabiliva che i fondi so.; iali si tenessero d istintL a seconda dei fini , Clli dovevano ser vire ; estendeva le opera?: ioni alle a.ssicurazioni di ìndeanità. in ~cas o di morte; affermava sempre più il <:arattere di. mutuo soccorso dichiarando gratuite tutte le cariche socia,Li · e riformava . completamente il servi;,;io dello pensioni, mettendo la promesse in relazione coll'entità. dei contributi in ba:;e al principio della più pura m utualità: U u nuovo consig lio d'ammin is trazione iniziava , nel 1891 pre,;so il · l\fiuister o d'ag ricoltura, industria e commercio .le pr<ttiehe per ottenere il rieo noscin~ento giurid ico, e, vcrs() la metà dell'anno stesso, iuvita.va i soci a cominciare il ven;amento dei contr ibuti nella cassa sociale. Al principio del 1892 S. M. il Re si degnava. ac~ettare la presidenza onoraria della Società, il principe di Napoli la vice presidenza onoraria; tutti i titolari delle alte cariche militari del r egno accoglievano con ben evolenza la proposta di essere n ominati soci onorari ; le LL. EE. i IYiinistri della · guerra o della. marina (il. tene nte genemle P elloux o l'tLm· miraglio Saint 'Bon) acùordavano alht Socie t~L speciali favo ri, non ultimp quello del serviz io di riscossione dei concrib uti
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n1ediante le amministrazioni dei corpi; la commissione conosultiva per gli ~stituti di previdenza, mercè l'opera ed .il valido appoggio ·del com m. Basso, la cui competenza U: materia di assicurazioni non ha bisogno d i essere messa qm in evidenza, approvava lo statuto della Società dopo averlo ·~mendato in varii punti; il Consiglio di Stato, con espres')Sioni .molto lusinghiere per gli amministratori, emetteva voto favorevole pel suo riconoscimento giuridico e finalmente un decreto r egio in data 9 n ovembre 1892 la eresse in ente morale. Può quindi d irsi che da questo giorno incominci il suo -periodo di vita ufficiale; essa ottiene dal Ministro della guerra che i soci ufficiali in congedo siano ammessi in caso -di malattia neg li ospedali militari alle stesse condizioni degìi · ufficial i in servizio attivo; stipula una convenzione col'l'Unione Militar e per far convergere in un solo intento le forze della cooperazione e della mutnalità; dà opera at tiva per una vera organizz~tz ione della. previdenza fra g li uffi'()iali a qualunque arm~ ed a qualunque categoria. appartengano, ed a questo ' scopo ottiene l'emissione di un s~condo ·decreto regio, mercè il quale possono essere ammess1 nella -società anche oCTli allievi degli istitut i militari del regno a . -semplice istanza dei geni~o ri e gli ufficiali pensionat1 con speciale facilitazione. In questo periodo i soci vanno aumentando g radatamente, per modo che in marzo del 1893, come appa.i·e dall'elenco .allora distribuito all'assemblea, sono in numero cl i 570 ed {)r a r aggiungono il migliaio; contemporaneamente le riserve · ·che al 31 dicembre 1891 erano appena di lire 4550 circa, ·ed al 31 dicembre 1892 d i lire 13600: hanno raggiunto al 31 dicembre 1893 la somma di lir e 40680, al 30 aprile 1894 ·quella: di lire 55000 circa. In base a queste .cifre può dirsi che la Società procede '()011 manifesto sviluppo, non però così rapido come si sar ebbe potuto sperare. Le cause di questa lentezza, che non è poi 'totalmente a r impiangersi, perchè giova, se non altro, al :regolare assetto della sua amministrazione, sono da r icer-
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carsi, in pri~o luogo, nel fatto che la Società sorse in un. momento in cui rUnione Militare attraversava una crisi,. ormai felicemente superata, la quale aveva arrestato completamente nell'ufficialità lo spirito di associazione; secondariamente poi nel difetto quasi assoluto dello spirito di previdenza, che si riscontra specialmente nella classe degli ufficiali ed in generale nell'intera cittadinanza italiana, pressola quale l'assicurazione sulla vita trova serii ostacoli in deplorevoli pregiudizi. Gli anni decorsi dalla prima costituzione della Società. possono perciò essere considerati come costituenti il periodopreparatorio di una impresa, che potrà in avvenire rispondere efficacemente al suo mandato e contribuire col potentemezzo della mutualità a tener vivo lo spirito di cameratismoed a promuovere nel campo della previdenza l'unione di tutte le categorie di ufficiali. A raggiungere tale intento basterà .che duri la progressione, che si è manifestata fino. ad ora, nelle operazioni da. essa fatte . coi propri soci, lequali si compendiano nei seguenti dati: In lcnnita :u<icuralc in •as-> Ili morle
al 31 .dice::nbre 1891 L. 109457;22
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marzo
1892 )) 260280,45 1893 » 566481,07 1894 )) 633997,8;)
Ren li lP. ''ll:tli7.'c nnnu c
L. 21128,27 43845,31 » 78652,87 )) 86093,38. ))
IL Carattere economico della Società, suo ordinamento tecnico ed amministrativo. La Società di Previdenza non è una. società di assicura- · z1om sulla vita. Le vere Società eli assicurazioni sulla vita possouo essere, private o mutue; esse hanno oggi t utte lo stesso ordina-
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mento tecnico; la diff-"erenz•'l, fm di loro è soltant~ d·i (or·m_a -ed è precisamente quella che passa tt·a una soc-'ieta ord~nana ed una soéielà coorperativa; perchè le mutue non sono alt1·o -che vere e prop1·ie coope1·ative di assicurazione; it .cara.t~e~~e .economico di queste consiste p1·ecisamente in ciò che l eserctzw ,de1lla indust1·ia si fa non solo nell'inte1·esse dei soci, ma anche ·COl toro concorso... P er conseguenza la cltffe?·enz~ r:a le so·cietà per az·ioni e le m~ttuc eli assicMra.zion~ SL ?'td·u~"reb'he .alla proprietà clel capitale sociale o fondo eh garan.zta, ~h.e nelle prime appartiene a persone est1·anee alla _m·~t-tu~ltta, ·acl un gruppo di capitalisti, e nette seconde agh stesst assicurati (1). . . . . . .
Ma il éapitale di garanzia fornito dagh az10mst.1 rwh1ede ' ·una rimunerazione tanto maggiore., guanto più forte è l'alea ·che corre; quindi in generale l'assicurazione presso le so<eietà private costa più cara, che non pre~so l_e mu:.ue e questo maggior prezzo si paga sotto forma eh tanffe pnL ele~a~e o -di limitazione nel riparto degli utili o eli altre condJztom più o meno onerose della polizza. . . . Però nell.a storia delle assictwazioni vi sono dtmost-r·a~ta?u
-effwacissime pe>" provare, che il capitale di ?aran~i~, al. m~ mento della costituzione di una società, non e condtztone -mdt.spensabile aU'esistenza ecl al buon andamento di questo gene;·e -di intmprese; quando il numero dei ?"ischi è sufficientemente .esteso sin da l p1·incipio, pMÒ anche f~mziona?"e un'·int1·ap1•esa di assicurazione.senza un fondo eU garanzia, perchè il danno -effettivo si avvicina tanto più, alla ·media p1•estabilita, Q~6a~to _più ampio è il gruppo etei rischi assictwati (l); è t~~ta v1a mdispensabile che essa si premunisca fin da prin01p10 contro un momentaneo scarto dalla legge di mortalità. È perciò, che alle società mutue, che si costituiscono senz_a -capitali di garanzia, è fatto obbligo di adottare la. ~ndt .zione della riduzione ai soci delle indennità prestab1hte o quella della rettifica delle tariffe, qi.lanél.o la riserva matematica risulti insufficiente a mantenere le promesse; il con( l} 1.. ZAMlt~n•~o. L'i ntrOIH"esa delle nssictl'l·azioui .
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LA SOC. D t P IIEV. FILI GLI t;I' P . IJJ:: L IL E,S EI<C. J:: 1<. H A R!);A
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senso dei soci a soppor tare questo sacrifizio corrisponde> appunto, sotto forma che è propria della cooperazione, all'interesse che la società dovrebbe pag a.re come rimunerazione del capitale di garanzia, qualora d ovesse farselo imprestar e. Sta poi alla società di adottare un ord inamento. tale, dA. allontanare più che sia possibile il pericolo d i tal.i riduzioni o r ettifiche, anzi da r endere possibile in una serie. di anni la costituzione di una riserva di previdenza, che. sarà poi il vero capitale di garanzia. Vi è anche un'altra ragione, che rende meno necessaria. per una società mutua ìa costituzione iniziale d i un fondo . di garanzia, ed è la seguente. L'inel-ustria delle imprese assicu1··at1·ici p1·csen:a qttestotralto caratteristico .che si esei·cita, di regola, cullo stesso capitale (ontito dagli assicurati; esse lt·asjormano i p1·emi riscossi in som?ne assicur·ate. Quindi il capitale di garanzia. serve totalmente a co;::rire : il rischio ~.:he il (anelo clei premi non basti a jò·r nire i capitali o le 1·endite assicurate, sia. che la m o1·talità reale non cor1·isponda a q·uella ipotetica. della la~;ola, sia che il (anelo dei JYr·emi non fn~tti l'interesse supposto nel calcolo delle ta~·iffe, ecl il rischio che l'addizionale del pr emio lorclo non basti a paga1·e le spese dell'imp,·esa, (1). Ma le conseguenze di questi rischi non sono mai tali da. portare una immediata per turba.zione n ell'azienda e da impediré il suo funzionamento; esse hanno nn effe tto quasi latente, che va crescendo d'importanza durante un lungo periodo d'anni e che può essere rivelato dai bilanci tecnici abbastanza in tempo, da permettere che vi si port i sicuro. rimedio. Nonostante le d ifferenze sopra.ccennate anche le mutue· sono t:ere e pr op1·ie società comme~·cial.i; ..... il caratte1·e clt, inlrap1·esa indusb·iale è comune tanto alle società per azioni, fJ.Uanto alle mt"'tue, e queste pure come qualunque società coope1·ativa, a pa1·te il di·ve?"So caratte1·e economico, sono·
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istitttli eli speculazione ;..... l' inlr< 7.presa essendo il ('onùa'rnent? comune alle due forme, iL lttc,·o ne di1;enta lo scopo ; e tl l uc1·o si può manifestare sotto ùue aspetti, come nella società cooper·atù;a in gene1·e quale inle1·esse e dividendo del capitale sociale, o come nelle coope1·ali(;e eli assicU?"azione . . . , quale dimint~zione di premio (~) . · . . . Per conseguenza alle ordmane sometf~ d~ assiC~.I~Zl~nE, : tanto private che mutue, non compete li titolo clt v;tth tlt di P'' ·v idenza ; (juesla designa~ione ~~o~lo 1.: ag~, adoperata COSÌ in gener e, indica tm or·dtne d '!Si?.h i.ZLOm che hann~ comune ttna tendenza ecolwmico sociale, ma che sono assa~ diffm·enti per' la l01·o nat·wra gitwidica. !l r·i~ore .non P_O~ sono dirsi istituti eli p1·evidenza se non q 1.J,ellt dat quah f'u esc~uso ogni scopo di lucr·o, con't.e ad esempio. /.e ~wst1·e casse di dspw·mio, le società eli mutuo socco~so e sLrmlt. (1_). . E siccome è stato cost<mte intend1meuto dm fondaton della societit cl i previclenzf.t tra gli n t~Bcia.li di es~l uJere ~n~ hmque idea di lucro, sia pe~· p.arte ~eg_li. amrnimstraCon s1a per parte degli stessi assoCLati, cos1 st e dato alla n uova istituzione il caratter e di società d i mutuo soccorso. Le società di mutuo soccorso naturalmente li mitano d i molto il valore delle indennità assicurate : con che sentono anche meno delle mutue il bisogno della costit.uzione in iziale d i un caoita.le di o-aranzia, ed hanno perciò comune ~olle mutue la~condizion: onerosa della eventuale r iduzione delle promesse ; esse però hanno un campo assai pi ù va~to d'operazioni, quello delle sovve~zioui, giaccl~è sono clua~ mate ad adempiere aù una funz10ne econorrnco morale d1 natura assai più delica~a. che le mutue generalmente sfi orano appena o non toccano affatto. I risparmi che realizzano le società di mutuo soccorso va~ n~ integralmente {come per le mutue} ripart iti agli . ass?mat1 sotto forma d i utili, o meglio ancora, da esse sono 1mpu~gat1 in servizi speciali. che rispondono alle svariate esigen~e ~el~a vita economica ecl in sovvenzioni straordinarie alle fam1ghe (l) L.
ZAMMARAI\0.
L'in l?·tlp·esu delle Msicu.ra:iolli.
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dei soci; perciò la forma che prendono le società di mutuo soccorso corrisponde meglio di qualunque altra all'associazione di una speciale olassA di cittadini che appartengano press' a poco ad una stessa condizione sociale ed abbiano comuni i bisogni cui provvedere, come i rischi da affrontare; perchè offrendo ossi una selezione speciale, sarà più facile studiarne i fenomeni demografici . Nelle società di muLuo soccorso anche l'impiego dei fondi è sottratto alla speculazione, perchè ad esse sono proibite quelle for mo aleatorie d'impiego, che sono consentite alle società cooperati ve. P er !.'eliminazione di ogni spirito speculativo le società di mutuo soccorso trovano più facilmente il concorso disinteressato e l' opera gratuita delle persone filant::opiche, cui sta a cuore il benessere di una speciale categoria di cittadini; <JUindi la loro amministrazione acquista un andame~t~ parsimonioso , in confronto . alle ingenti spese che ncluedono le altre società d'assicurazione; la stessa pro· ~u~ione degl~ affar~ che a queste, siano mutue o private, e d1 grave dispend1o e rende perciò sempre più costose le opera7.ioni a danno degli assicurati, per le società di mutuo soccorso è esercitata spontaneamente dai soci stessi. Le società di mutuo soccorso si applicano con successo ai piccoli contributi, mettendosi così alla portata di tutto le borse ; esse promuovono l'iniziativa privata di chi ha una posizione relativamente precaria a provvedere alle contingenze fuLurE' e non escludono l'aiuto filantropico di chi si sente sicuro del proprio avv1:mir,e; esse infine· godono di speciali vantaggi giuridici e fiscali. Quindi è a sufficienza dimostrato, che la forma di società di mutuo SOCCOrSO è quella che meglio si adatta ad una SO· cietà. militare come la nostra, la quale i~oltre potrà sempre fare assegnamento sopra quella speciale forza di coesione che deriva dalla solidarietà, dal cameratismo e dallo spirito di corpo che caratterizza la classe degli ufficiali; e nelht comunità dei loro interessi, nella analogia delle situazioni, troverà alimento costante di prosperità e forza sufficiente
E L' ASSICURA7.10N~; DWI RISCill<l D I OUE~RA
per affrontare la soluzione dei problemi che maggiormente li interessano, il più importante dei quali è certamente l' assicurazion/3 del rischio di guerra. L'ordinamento della società di previdenr.a tra gli ufficiali non è però da confondersi con quello delle società di mutuo soccorso operaie. Il riconoscimento di queste, in for za della legge 15 aprile 1886, è unicamente dovuto ad un provvedimento che emana. dai presidenti dei tribunali civili ordinari ; i quali non hanno il mandato di analizzare le disposizioni statutarie per acpettarsi della loro maggiore o minore bontà, e generalmente non hanno la competenza tecnica che si richiederebbe per farlo. L'ordinamento delle società che ripetono il loro riconoscimento giur idico da un Decreto Regio, come la nostra, è inveee soggetto all'esame critico della Oommis~ione con· sulti'v a per gli istituti di previdenza, al parere. del Con:ig lio di S tato ed alla definitiva approvaziOne d1 u1~ uffi.?w tecnico governativo; esse per conseguenza danno a1 soc1 le maggiori garanzie possibili, circa l'immutabilità degli scopi cui tendono; perchè le varianti allo statuto sociale non sono lasciate al capriccio delle assemblee. ma per divenire esec.~tive devono riportare sanzione sovrana, che non è concessa se non dietro giustificati motivi e solidi criteri.
III.
fondo pensioni, fondo assicurazioni , fondo sovvenzioni. Si è detto che la Societa di previdenza è stata basata sul principio di elimina.re completamente nelle sue o_perazi?~i qualunque idea di lucro, non solo per parte degh ammuu· stratori, ma auche per p~trte degli stessi associati. Non sarà fuori di luogo accenna,re qui i.n succinto a quelle particolarità dell'ordinamento tecnico, che affermano questo principio ed a quelle delicate combinazioni per le quali anche
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snc.
1)1 l' f!E V. F!!A GLl UF~·. DEL R . Es":UC . F: Il. ~IAl!lXA
i fondi delle pensioni e delle assicurazioni servono al mutuo soccorso. Fondo pen.~ioni. - - Gli economisti moderni (ad eccezione dei socialisti) intendono, che lo spirito di previdenza debba nascere dalla libera iniziativa individuale; eli più essi ammettono che in casi speciali e per certe categorie di persone lo Stato possa r endere obbligatoria l'assicurazione; ma, a differenza dei socialisti, non ammettono, che lo Stato si faccia esso stesso assicuratore. L e nuove correnti di idee jn fatto di economia, sociale portano, quindi, alla abolizione della Pensione lii Stato, la quale deve la sua origine ad una elargizione sovrana; la trasfor mazione nel sistema delle pensioni portata dal nuovo progetto di legge segna appnnto colla ist1tuzione di una Cassa di Previdenza un primo passo su questa via. Si crede opportuno accennare a queste eircost~•nze per far risa! taro, come l'istituzione del fondo pensioni della So. cietà di previdenza non parte da un'idea ristretta, ma si informa a larghe vedute e moderni principii economici; essa precorre i tempi racchiudendo in sé i germi di una equa soluzione di quell'arduo problema, che tuttodi più. complicandosi per effetto delle nuo.vc armi, il cui valore non da al tro dipende che dal numero, preoccupa, ora le menti degli · statisti sì in Italia che fuori a causa specialmente dell'onere ingente e sempre più grave, che ne cleri va all'erario. L'istituzione del fondo pensioni risponde però anchè alle e;;igen?.e odierne, perchè l'attuale sistema delle pensioni eli Stato provvede all'av~enire di quei soli ufficia.li, che pos· sono raggiungere un certo numero di anni di età e di servizio, ed in moltissimi casi, quand'anche siano conseguite queste condizioni, non vi provvede che in parte. Difatr.i è noto che, tanto maggiore è il grado raggiunto nel servizio attivo, tanto più gravi sono le conseguenze che gli ufficiali e le loro famiglie risentono dalla differenza di trattamento fra la posizione di attività e quella di riposo. Quindi per quegli ufficiali che, privi eli beni eli fortuna,
E L'..!S;JCURAZ10:-E DEL HlSCIIIO DI GllEltKA
sono costretti a fare assegnamento unicamente sul loro stipsndio, è un dovere il supplire colla loro iniziativa alle eventuali deficienze future e cautelarsi in tempo con atti . ai previdenza, facendo fruttare il più efficace dei coefficienti che influiscono sul gioco della mutua] ità, quello cioè che - deriva dalla giovane età. _Disgraziatamente è appunto nelle età più giovani e nell'ambiente di ' vita spensierata, quale ò quella militare ed ' in un paese come il nostro, avvezzo alla vita facile, che è ' più difficile ripromettersi un serio avviamento alle pratiche 1 di previdenza. E appunto per vedere di invogliare i più. giovani, che venne creata la tabella A, la più favorevole d i quante siano state finora offerte dalle compagnie di assicurazione e dalle società di mutuo soccorso legalmente riconosciute, perchè ispirata ai principii della più pura mutualità, calcolata al saggio del 4,25 u /,) e non gra~ata di alcun sopracciLrico, essendosi ritenuto snfficiente l'erogare alle spese d'amministrazione la sola tassa d'ammissione. La funzione della mutualità in una cassa pensioni consiste nel ripart;ire, a favore dei soci rimasti, le q note corrispondenti ai contributi, e relativi interessi composti, d i quelli che muoiono prematuramente o che lasciano la SocietfL prima di avere mggiunte le condizioni, che loro dànno diritto alla pensione promessa dall'Istituto stesso. Basta accennare a questa circostanza per vedere a colpo d'occhio quanto sia mal fondata l'abbiezione presentata da _q ualche ufficiale, che, cioè, l'utile promesso dalla tabella A non sia superiore a rtuelto che si am·ebbe ver-sando l e quote mensili ad ~ma cassa di risparmio e capitali~zanclone !)li inte1·essi. Si è già provato in altra occasione, come questo sistema di impiego dei risparmi non costituisca ancora uu vero atto di previdenza secoudo i principii economici moderni, e come trattandosi di piccoli contributi sia impossibile trovare un sicuro impiego a lunga sca.denza, all'interesse composto del · 4,25 •;.,; si dimostrerà ora con qualche esempio pratico in
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SOC. lJ! rRF.V. F R.-\ GLI UFI'". IJEL H. ES EfL E ft. MARINA ,
quale proporzione il gioco della mutualità faccia aumentare il capitale accumulato, in confronto di ciò che può ottenersi dai soli interessi. compùsti di una annualità pagata per una serie di 40 o 50 anni. . Usando la formola che dà quest' ultimo capitale si trova, che impiegando presso una Cassa di r isparmio ad inter esse composto al 4,25 °/. un contributo mensile costante di lire fire, si accumulerebbero in 40 anni lire 3776, in 50 lire 6220. Invece, secondo la t.abella A, un ufficiale che si as0riva a 20 anni di età al fondo pensioni riceve dopo 40 anni una pensione di lire 8 14,54 annue e se attende a farsela liquidare dopo 50 anni riceverà lire 2844,18 annue finchè vive. Queste qt?-ote di pensione, tenuto conto del numero di anni di v1ta probabile du rante i qual i potranno essere percepite dal socio pensionato e del saggio d'interesse 5 o;., corrispondono ·ad nn capitale accumulato di lire 7685 dopo 40 anni e lire 19,950 dopo 50 anni; somme queste che potrebbero essere pagate ai soci in una sola volta in luogo delle rispet;tive pensioni. Confrontando questi valori capitali con quelli sopraccennati si rileva, che l'effetto della mutualità ha prodotto in 40 anni un capitale più cho doppio, ed in 50 anni nn capi· tale più che triplo, di quello c.he si ottiene coi soli interessi composti. Il calcolo della mutualità per la tabella A è stato fatto in base alla legge di eliminazione complessiva dei pensionati dello Stato, quale si è verificata nell'uudecennio 1868-78; il saggio d'interesse è stato scelto, più. basso di quello che si ottiene ora dall'impiego dei fondi in titoli ,di rendita dello Stato allo scopo di rendere più facile la costitnzion~ di una riserva del fondo pensioni, che valga a prevenire le conseguenze di una probabile convet:sione àella rendita o di uno scarto della legge di sopravvivenza adottata. Una volta costituita tale riserva gli utili dèrivanti sia da uua eliminazione (quale difatt i si verifica) superiore a quella prevista dalla legge sopraccenuata, sia dal maggiore iuteresse che si ricava dall'impiego dei capita.li accumula ti, ven-
E L' ,\ ~SICU!!A;r.lv)I;S Dt:L RISCHiO DI Gt.:ERRA
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gouo ripar titi ai soci che vanno in pensione; cosicchè .le quote di pensione promesse dalla tabella A sono inferiori a quelle che effettivamente saranno pagate ai soci. V'ha poi un'altra sorgente d'aumento delle quote di pen.. sione promesse, che deriva dal modo con cni è stata studiat-a. l'applicazione della tabella A, cioè dalla condizione che la liquidazione dell&. pen:>ione di diritto non si fa d'ufficio a data fissa, ma soltanto in seguito a richiesta del socio. Questa condizione fa sì, che chi non si trova in bisogno, ha tutto l'interesse di attendere a domandare la liquidazione della pensione per vederla aumentata. Faccia.mo il caso di un ufficiale che si ascriva al fondo pensioni a 26 anni; esso acquista il diritto ad ottenere la pensione dopo 30 anni e percepirebbe lire 323,82 all'anno; però se attende altri 5 anni a domandarla otterrà lire 557,03 all'anno; se invece se la fa liquidare a 65 anni d'età, gli saranno corrisposte lire 1007,93 ~nnue finchè vive; inoltre maggior e sarà il numero di anni durante i quali avri\ versat-a i suoi contributi, maggiore sarà pure l'aumento che otterrà sulle dette pensioni, derivante dal riparto clegl i utili. La condizione sopraccennata portf.t a ritenere che molti soci, i qnali abbiano raggiunto gradi superiori e si trovino in condizioni agiate e senza impegni di famiglia, possa,no essere indotti da spirito di camera,tismo a non domandare mai le quote che loro spetterebbero, !asciandole a beneficio del fondo pensioni per essere ripartite a soci più bisognosi. E che questo sarit per accadere, lo prova il seguente fatto e si cita qui con vera compiacenza, che, cioè, molti ufficia li superiori facendo adesione alht Società, si sono ascritti al fondo pensioni mossi unicamente da sent imento di vera filantropia, giacchè od hanno dichiarato esplicitamente di rinunciar e a qualunque sussidio, ocl hanno fatto intendere tacitamente quella rinuncia colla circostanza, che l'avanzata età lascia loro ben poco a sperare dall'applicazione della .tabella A. Tenuto presente l'effetto che produrranno in favore del
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l .A SOC . DI l'ltgv. FRA Gf, l U l'E". DEI, P., ESE RQ. E R. MARI"A
fondo pensioni la mutualità, il cameratismo, la filantropia ed un saggio impiego dei capitali, si può al gior no d'oggi arguire, secondo le più modeste previsioni, che le qu ote cl i pensioni indicate dalla tabella A si troveranno all'atto pra· tico aumentate del 20 •, 0 • Fondo assicw·a=ioni. - Le tabelle di questo fondo sono state calcolate al saggio del 4 "/ . in base alla tavola di sopravvivenza della popolazione italia.na maschile, ed i premi puri sono stati sopraccarica.ti del 7 o;., allo scopo di ~tte· nere un margine per le spese di amministrazione : difatti l'articolo 28 dello statuto sociale prevedendo qualunque eventualità, dà facoltà al consiglio d'amministrazione di. prelevare dal fondo assicurazioni una pa.rte dei contribu ti versati, fi n<;> alla concorrenza del 5 "/o; g iova però osservar e che il Consig lio d' amministrazione ha, fin dall' anno scorso, rinunciato a questo prelevamento, perchè ritiene d i potere esnberantemente far fronte alle spese d'amministra· zione colle sole tasse d'ammissione e tasse fisse. Se oltre a queste circostanze si tiene conto che il coefii.ciente di sopravvivenza di una classe scelta di cittadini è semp~:e maggior~ di quello me~io della intera popolazion e, che l mtere'3se n cavato dalle nserve è stato fino ad ora in media del 5 "/ . ed il valore di borsa attua.le dei titoli dello Stato assicura un interesse molto maggiore del 4 ·; . che le eliminazioni extra morte sono sempre fortissime "e che la Società non corrisponde alcuna indennità su questo fondo ai soci defunti prima éli avere oltrepassato il 18" mese di associazione, si ammetterà facilmente; che anche questo fondo, non solo sarà suscett;ibile d i costituire una riserva di pre· videnza nella proporzione del 10 °/ 0 della riserva matematica, quale è prescritta dall'art. 31 dello S tatuto sociale, ma offrirà un largo dividendo di utili alle famiglie dei soci. che si troveranno in condizioni di fortuna da dover fare 'asse.gnamento snlla indennità assicurata; quelle famigli e poi che si trovassero in condizioni da potere tacitamente rinunciare it questa indennità, mercè l'applicazione dell'articolo 22 dello statuto social~ hanno modo di contribuire ad un'opera fìlan-
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tropica !asciandola versare dalla Società al fondo delle sovvenzwnt. Fondo delle sovven:;ioni. -- L 'infortunio può toccare tutte le por te ; ed a ripararne le conseguenze qualche volta è impotente la previdenza più illuminata. tanto individuale che cclletti\a. È perciò che la Societa di previdenza tra gli ufficiali si è organizzata in modo da poter provvedere anche a questi casi straordinar i con opere, che sono più proprie della ben eficenza che della vera previdenza; e con ciò i fondatori della S ocietà hanno fa tto cosa, che non può e non deve riguardarsi' come lesiva dell'onore, o quanto meno del pres tigio, che la classe cui essi appartengono deve tenere al· tissirno. Nel momento storico che noi alt? ·a1;e;•siw1ta, si dit·ehuc qttasi esser·si proclollo nella coscienza rlei popoli modentt un movimen'to, in virtti del yuale Gm·li alli di assislen=a, che 'una 'voUa erano conside1·ati GOme clel clominio della Ve?le[icen~a spontanea, sono cliven'uli ve1·i di? ·ilti ve1·so la collettù;itd. Informandosi a questi principii 1ft Società di previdenza ha ammesso anche l'assegno di sussidi temporanei ai soci, che dopo aver lasciato il servizio attivo possano trovarsi in cr itiche circostanze, ed ha adottato la massima di non abbanclonare la famiglia dei soci defunti dopo àvere pagata l'indennità assicurat~, ma di assisterl~L in caso di bisogno cou sovvenzioni alla YedoYa, che po:;sono essere anche Yitalizie, con bol."":;e d i studio per gli orfani eco. ecc. Cosi agli ufficiali pensionati accorda anticipazioni, :;enza interesse1 sulla pensione che godono dallo Stato ; così a tutti gli uffici<di in congedo ha procurato sulla propria garanzia il credito presso l' Unione militare, il ricovero negli ospedali militari ed· altre agevolezze. In fine sullo stesso fondo delle sovvenzioni la Società, prestando la sua opera sempre gratuita ed il suo prestigio di ente morale riconosciuto, ha organizzato dei servizi speciali, che non escono dal campo della pre\·idenza,; basti.a c·
E L'ASSICURAZIONE DEl. RISCHI O DI GU ERR 11.
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cennar~ qui a. quello solo dell'assicurazione collettiva contro
i casi fortuiti offerta con speciali facilitazioni a tu tti gli ufficiali del R. esercito e della R. marina soci e non soci.
IV. Esame dei sistemi adottati in generale per Fassicurazione del rischio di guerra.
· L'assicurazione del rischio di g uerra era fino a pochi anni addietro r espinta da tutte le compagnie private 0 mutue di assicurazioni sulla vita, perchè le tavole di mortaìità sulle quali vengono calcolate le tabelle dei cont ributi non tengono conto in modo speciale di tale rischio. P erò dopo che la più gran parte delle nazioni civili ha reso obbligatorio il ser vizio milit~re ea organizzata la difesa del paese sul principio della nazione armata, le compagnie che fanno pagare il premio costante per il caso di morte, si . sono trovate, dapprima, in obbligo di concedere agli assicurati chiamati in servizio in tempo di guerra la intera riserva individuale contemporaneamente allo scioglimento del contratto in corso; in seguito, l'assicurazione del rischio si è impostA. loro come una vera necessità ed allora essa è stata organizzata nel modo stesso che è generalmente adottato per l'assicurazione dei casi fortuiti, teneudola cioè ben distinta dall'assicurazione ordinaria sulla vita, facendo pagare un contribul;o proporzionale al capitale assicurato, ma indipendente dall· età di chi l'assicura; da ultimo la concorrenz,a da una parte, e dall'altra le idee mantropiche e patriottiche, che anchè nel campo della assicurazione acquistano il carattere di criterio sempre più ess~nzial~, hanno sviluppato lo studio di questa delicata operazione, e per opera delle più potenti societli mutue, cui stava a <more il provvedere ad un servizio strettamente connesso alla difesa nazionale, questa forma di assicurazioni, specialmente in Germania, si è venuta organizzando nel modo più ra-
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zionaJe, secondo i principii della previdenza e della mutua.lità, chiamando per di più a concorrervì tutti gli assicurati di una stessa na;-,ione. Procedendo per ordino nell o studio di queste diverse fasi per le quali è passata l'assicurazione del r ischio di guerra, daremo f}Ualche cenno dei vari sistemi adottati, i quali si possono riassumer e in numero di quattro, cioè: l" ripartizione pura e semplice del fondo fo rmato colle quote pagate d~Lgl i assicurati al!" atto della mcbilita:;r.ione : 2· assicnr a::r.ione più o meno condizionata di tutto . o parte del capitale assicnn\to in tempo eli pace, mediante un concribnto unico di guerra; 3o assicurazione integrale del capitale assicurato m t'empo di pace mediante un coutributo annuo r elativo al rischio di guerra; 4o assicurazione così d~tta gratuita del rischio di guerra, colla quale, cioè, il cap itA-le assicurato in tempo di pace è pagato, anche se la morte avviene per causa di guerra, senza sopru.premio o contributo speciale. Col primo sist<\ma l'assicurazione del rischio di guerra ha adottato press·a poco la forma primitiva cd elementare, con. la quale ha cominciato ad a.gire l'intrapresa delle assicurazioni in genere, · forma mutua che poteva ùhiamar~i razionale, quando l'importanza del rischio era a11cora. un'in cognita; le famig lie dei soccombonti in gnernt ricevono una parte del fondo formato dagli associati proporzionale alla q nota sborsata; nelle condizioni della assicurazione è fissato generalmente un lim ite ~mperiore per il capitale che sarà loro pagato, ma n essuna sicurezza può essere oifert.'l. :mila entità minima del medesimo. Questo sistema non richiede capitale di garanzia, nè ri::;erve; quindi può convenire ad una ~ocietà che sii~ appena ~ll'inizio delle sue operazioni; dif~ttti la Popolare di Milano, mterpellata dal Con=?iglio d'amministrazione della Società di previdenza, rispondeva nel 1890, che era disposta a stud~a?·'e una assicw··azione speciale clel rischio di g·ue1' 1'a sul szs!ema cti 'i'ipa,·tii·e {ra le (amir;lie etei mm·li le somaw :;2
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(orma_te dai p1 ·e~i, mentre dichiarava di sospender e lo po. h zze m tempo d1 g uerra e di pagare in caso di morte durante questo tempo la sola riserva mat emn.tica. Questo sistema rudimentale può essere adottato indipendenteme~t~ dalla assicurazione ordinaria sulla. vita; però sono ranssnne le compagnie che assicurano il solo r ischio di gL1erra; e la ragione è chiara; l'indole di questo rischio è tale_, che . no_n . amm~tte la speculazione e d'altra parte noH offre l lant1 d1v1dendt dell'assicurazione ordinaria sulla Yi~a · quiudi in generale le società private assicurano il rischi~ di guerra congiunto al risohi o ordinario el i n1orte · è o·iusto 'l d' , o 1 ne che esse non han fatto del oontributo dì guerra: 1111 oggetto di speculazione, poichè tntte o quasi tntte (la Suisse dt Losann~L non l'ammette) ammettono l1\ restituzione dì quella parte che, dedotti i sinistri, risultasse esuberante allo scopo; tuttavia la specnla.zione si esercita iudirettamenLe dag li agenti, col fi·l.r luccicar e l'assicurazione del rischio di guerra. come condizione ecce::>.ionale. ~a . Genevoìs_e di Gine\ra è forse la sola compagnia per azwm che asswnra anche il rischio d i guerra non combinato coll'assicurazione ordinaria ; però questa operazioue, ~he . ess~ basa appunto sul principio della rip<Lr~izìone ' del tondo d1 g uerra tra le famiglie degli assicurati defunti fino alla concorrenza di 100 volte il contributo paO'at-o è limita.ta ai soli militari svizzeri. o ' Col secondo sis_tema l'.assicurazi.oue èlel risehio di guerra, quantunque assoo1ata all'assicurazione ordiua.rìa sulla vita. tuttavia è tenuta completamente indipendente da questa nei modo seguente : appena ha avuto luogo la dichiarazione di guer ra l'assicurazione ordinaria viene sospesa per tutti coloro, che trovavausi precedentemente assicurati ~ che sono designati a prender vi parte ; essi sono accreditati dell'integrale riserva matematica e souu contemporaneamente obbligati a versare un contributo di guerra, che varia dal 2 al 5 o l o del ca p i tale assicurato a seconda della categoria milital;e cui appartengono. Questo sistema ò oggi adottato quasi esclusiva.mente dalle
E L'ASSICURAZI ON E D T; L RISCHIO )) l OUERRA
Sl l
<:ompagn ie per azioni, le quali per ò ne fauno oggetto d i libera contrattazione, applicando ~mche sistemi e patti diversi a persone che si trovino in èondizioni identiche; al.èune di queste compagnie (la Gresham di L ondra per l'Italia e la F ondiaria di l!"irenze) si riser vano di fissare l'out ità• del premio di g uerra allo scoppiare de.lla medesima, .condizione onerosa questa., perchè laseia adito alle compagnie di imporre patti g ravosi, nel momento in cui l'assicurato n on è più libero di sciegliere; altre facilitano l'assicurazione .del rischio accettando (la Générale, la Nationale, l'Unione le Phénix di Parig i per la Sviz:r.era) in pagarnentodel premio <li guerra i l valore di riscatto della polizza o CJuello della riserva matematica, oppure ammettendone il pagamen to ra.teale o dopo la chiusura delle ostilità. (Baloise- vie); quasi tutte però limitano la loro t·esponsabilità, accettando l'assicurazione per capitali. che non eccedauo una data somma, ed ammettendo la r idnzione eventuale del capitale assicurato, qualora il fondo di guerra costituito dai contributi r isultasse insufficiente a pagare le indennità assicurate; il limite massimo di questa riduzione è fiss ato in precedenza nella misura di u n -terzo dalle compagnie francesi sopramenzionate, nella misura del 50 "f. da.! le Assicurazioni Generali di V cnezia e dalla R iunione Adriatica di sicurtà di T r ieste (l ) ; però queste ultime due compagnie o qualche altra come la Concordia di Colonia limitano il contributo pel rischio di g uerra al 2 ''/00 del capitale assicurato, ma ai militari di professione lo fauno pa.gare anticipato, cioè all'atto dell'assicurazione in tempo di pace. Il s iste m~L di cui si tratta, presenta già un miglioramento -sul precedente, e l'assicnra:r.ione, entro certi limiti, offre una maggiore garanzia., g ia.cchè non è basata esclusivamente .sul fondo speciale for mato coi contributi di guerra, ma trova in prima linea, il concorso della riser va. indi>iduale, .s econdariamente il fondo di garanzia della compagnia assicuratrice ; esso ha però il difetto capitale di far pag~u·e tutto ~l) lJollcllii!O
dri!TniOIIt' .l/ilil11re .!cl
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no\·embre
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in una volta od in breve spazio di tempo il costo del r~schio ai soli individui chiamati a prestar servizio in tempo dt guerra. . Vi sono pur anche delle società mutue che conservano questo ststema per l'assicurazione del rischio di guerra, come ad esempio la Società di assicurazioni di Lipsia che fa paO'areil 4 ", o a guerra finita e la Oaisse de rentes Suisse dt'l0urigo, la ~u~le .fa pagare un contributo dell'l 0 , o all'ingresso nella, someta.; m generale però le società mutue, come ad esempio le banche di assicurazione di Stutgarda e di Gotlu~ limitan~, molto r~zionalrnente, l'applicazione di questo si~ stema a1 volontan ed ai cittadini, che possono essere solo e:entualmento chiamati al ser vizio militare e che allo scop pu'l.re della guerra si trovino già assicurati per un capitale in caso di morte . . Col terzo sistema l'a~sicurazione del rischio dì guerra nposa sopra una base p1ù larga che nei precedenti, perchè chiama a concorso tutti gli assicurati che sono obbligati a prestar servizio in caso di g uerra, rende-ndo per essi ~bbliO'a toria la de~ta assicurazione, inoltre perchè riparte l'onere de:ti . . 6 ass10urat1 sopra un lungo periodo di tempo, sia col far pagare ad essi un soprapremio annuo, sia coll'impegnare allo stesso scopo gli utili provenien ti dall'assicurazione ordinarif.t; la bàse riesce anche più larga, quando le dette prestazioni non vengono restituite a quei soci, . cho durante -l'assicurazione non abb iano corso il rischio di guerra, ma rimanO'ono acquisite allà società per la costituzione e successiva'=> alimentazione di una riserva speciale; poichè in tal modoanche con un soprapremio tenuissimo la società in un periodo di tempo relativamente. breve può metters i in grado di far fronte a qualunque perdita per quanto considerevole. Questo . sis.tema. è .il migliore che si conosca ed il più adatto pet m1htan d1 professione in genere e per o·Ii ufficiali in servi7.io attivo ed ausiliar io, di complemento'=>e della mi lizia mobile ; per esso l'assicurazione del rischio dì g uerra non è più una cosa distinta, ma è strettamente connessa coll'assicurazione ordinaria sulla vita, e presenta questo van-
1::1 :;
t.aggio, di re'ndere accessibile a tutte le borse il pagamento -del contributo, come ne r ende più cer ta l'esazione. Esso è stato in~mgurato nel 1888 dalla Banca d'assicnra.zioni sulla vita di Gotha., la più poten,te società m utua della Germania, la quale ha fissato il soprapremio annuo nella m isura del 3 "' uo del capitale assicnrato; ed è stato seguìto • .a breve intervallo di tempo dalle principali società mutue . della Ger~ania, come ad esempio dalla Società Gener ale del .granducato di Baden di Karlsruhe e dalla Banca d'assicurazioni e di rispa.rmio di Stuttgarda, le quali fanno rispettivamente pagare un sopra premio del 3 e del 2 " 1 "" pei militari di professione e per g li ufficiJ li. È da notare poi, cJ1e que:;te società mutue ammettono in caso di bisogno di poter intaccare pel pagamento dei sinistri anche il fondo degli utili, che dovrebbe esser e ripar· tito a date fisse, chiamando così a contribuzione anche gli :assicurati n on soggetti al rischio di g uerra e con questo .iritendono appunto di fare assegnamento sui sentimenti patriottici d i tutti i cittadini. In Franeia si è costituita da tre o quatt ro anni una so.oietà mutua, la Mutuelle Mìlitaire, che ha. affrontato il problema dell'assicurazione clel solo rischio d i guerra e contemporaneamente del caso di morte o di infermità provenienti da fer ite sia in tem po di g uerra, sja in ser vizio in tempo di pace, mediante un premio annuo proporzionale al .capitale assicurato nella misura del 10 "foo per la marina e le truppe che dimora,no nelle colonie (fuori dell'Algeria e -della Tunisia), del 6 Q ·'•• per l'esercito atti vo, del 4 ", .o per .la riserva dell'esercito attivo, per l'intendenza milita.re e p er gli ufficiali d'amministrazione, del 3 °/•• per l'esercito l
territori~tle .
Questa società d'indole militare è probabilmente sorta n eli'intento d ì far abbassare il costo dell'assicurazione del rischio eli O'nerra in Francia, dovo è più caro che non alt rove., perch è le comp~gnie che avevano assicurato il rischi~ di g uerra nel 1870 a pochi militari, subirono allora g ravt p erdite ed in conseguenza elevarono il premio di guerra ad un prezzo molto alto .
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Per la c~n~orrenza viyissima che si esercita continuamentefra le soc1eta mutue e le compagnie per azioni le q r ·_ ce d · · . , ua .l a V J .n aSl c?p1a~o 111 ~utto ciò che apparentemente 0 r ealmente glOva agh. asswuratl, si è veri:ficato che qualcuna pure fra queste ultrme h~ adottato pei militari di professione il sist~ma. ~el pren:10 annuo; così la Teutonia di L ipsia che ch1ede 1l _contr1buto del 4 "' .·o•> del capitale a's· t · . . . • . · :; l Cl.Ua o, pero 1mpone una tarlifa spec1ale sopra elevata, facendo per ta1 1~ odopagare un secondo soprapremio, uhe naturalmente è anche inversamente proporzionale alla età dell'assicurato . cos' 1 G . d' S . , l a che fa pao-are il '"'9. u! ' •• , ma ~tn1me tt. e 1 ermama 'd · 1 tettmo . o · eventuale del capitale as'-'icur·ato ·, cos' l G:.er a r1. nzwne . . ~ . 1 a 1 ma.llla ~ New-York, l'Union di Londra ed altre che fanno pao·are 1l 3 o' •••• per• l e qua1·1 pero· questa asswurazione · . o speCiale. ha poca ~mp~rtanza, appartenendo esso a Stati nei ~uah o non ~s1sce 1l servizio obbligatorio o questo ha una lmportan>r.a mmore.
Re~ta a dire .del quarto sistema secondo il quale l'assicuraZione del nschio è offerta sen2a sopraptemto, · d . . . di guerra · e assn:ne l~e~·cto rl ca.rattere di assicurazione gratuita. N on e . qu.1 Il caso eh parlare di quelle compagnie privateo. pe1: az1.om, che promettono l'assicurazione gratuita del nschlo d1..guerra; esse trovano nell'elevatezza delle tariffeo nella pm o meno equa ripartizione degli util. · · t . 1· · 1, cu1 sono clnama l g l assrcurati, il corrispettivo del mao-O'l · o . l . r l'ISO 110, . 0 0 qnan d.o non lo cerch1no nei sottintesi delle formolo d 1 . e con · tl..a tt o ., l'·a m b'rgu1't'a d'1 queste per alcu · . . , - nH compagme, comela forma Illusona con cui è presen ta.t ' l a par. . . . .. . a a l pu bbl wo teCipazwne agli utll1 mediante l'applicazione di una "A · ' t' l t d l o t.K>rt. a so~ra e eva a . e 10 lo in media, è stata segnalata da scritton compet~ntr .(l) e no~ è il caso di fermarvisi altro; per le comp~gme pnvate la gratuità si risolve, in ultima analisi nel t~ghere ~on u~a ma~o quel che si concede coll'altra: di più siccome Il caprtale d1 garanzia degli a-z ionisti è chiamato
(l) L. ZAM:.I.AILI NO, OpCI'a citata; C. VIVANTV., opera citata.
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a coprire un risch io maggiore, ne viene d i conseguenza, che questo finisce per essere pagato dagli assicurati in misura anche superiore a quella, che è ammessa da.l secondo sistema, col quale l'assicurazione di uui trattasi è tenuta completamente distinta dall'assicurazione ordinaria ;;-ulla vita. Vediamo come :>i comportino le :>ocietà mutue che promettono L'assicurazione d i g uerra g ratuita. L 'Iniziat.iva d i Genova n.on fa pagare supplemento di premio a quei soli assicurati, che prendano parte ad una guerra, nella quale sia impegnata l'Italia, pe;· obbligo di leva; il suo statuto provvP.do alla costitu?.ione eli uuo speciale fondo di riserva pel rischio di guerra, e l ' indennità assicun:tta, oltre la riserva matematica, viene pag~Lta. n.ei limiti consentiti da questo fondo; se questo non basta, la società promette di farvi cc,n tribuire possibilmente anche il fondo degli u tili ; di più se l~t morte si veri:lica entro i primi sei mesi r estituisce semplicemen te i contribn ti ricevuti, se nel secondo semestre paga solo la m et~L de1la somma assicurata. Le grandi societa nui.tue della Gennan i~t assicurano gratuitamente e senza restrizioni il rischio di guerra a q uelli, ·che prendono parte ad nn a guerra per obbligo eli leva o come non combattent.i, purchè rassicnrazione sia stata conclusa almeno un mese prima della mobiliLa.zione, impegnando a questo scopo in tntto od in pa rte il loro considerevole fondo degli utili. - Vi sono poi alcune società mutue., che hanno il caratter e · di vere società di mutuo soccorso, come la Cassa di previdenza sviz:zera, la Cassa d i assicurazioni in caso di morte del Ca,ntone di Berna e la Società. di assicurazione dei funzionari ed impiegA,ti f'Hderali svizzeri, 1e q nali assicurano gratuitamente il rischio di gnena ai loro associati obbligati a.l servizio in tempo di guerra nella loro patria; le prime due vi provvedono con nn fondo speciale creato a. mez~o di elargizioni dei privati o con prelevamento ùa.gli utili ed alimentato cogli ntili spettanti agl'i assicurati pe l rischio di
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g~erra; la terza mediante sovvenzioni del governo federale SVIZZero. Alla esposizione dei vari sistemi adottati per l'assicurazione del rischio di guerra facciamo seguire qualche considera.z ione d'indole generale, che sono la conseguenza di quanto siamo nmuti esponendo. · I n generalo gli agenti delle società di assicurazione sulla vita che hanno estese le loro operazioni in diversi- Stl~ti tentano di far credere, che le compagnie da loro rappresentate, sono meglio in grado di far fronte alle conseguenze di una guorra, perchè difficilmente si presenterà il caso di una conflagrazione generale; q uindi, secondo loro, o~frono maggiore garanzia per l'as:>icura.zione del rischio di guerra, di una societf.~ che operi nel territorio di una sola nazione ' tanto più poi se questa societit limita le sue operazioni con elementi mili tari. Questo è argomento specioso, perchè come abbiamo visto tutte le soc1età, :sia per azioni sia mutue, fanno dell'assicurazione del rischio di guerra una operazione affatto indipendente dall'assicurazione ordinaria sulla vita ed hanno cura di ripartire le conseguenze _d ei si:q,istri di guerra a carico dei soli assicurati contro questo rischio speciale, tenendoli per di più distinti per Stati. L'assicurazione del r ischio di guerra non può o non deve essere oggetto di speculazione; per conseguenza è un servizio più adatto alle società mutue che non alle compagnie private o per azioni. Essa è di interesse nazionale; quindi anche per questo aspet~o meglio si con viene alle, mutue, ed è in conseguenza di questa considerazione, che le grandi società mutuo della Germania chiamano a contribuzione anche gli assicurati non militari. P erò presso le stesse società mutue l'assicurazione . del r ischio di guerra non e accordata: ai militari di professione ed agli ufficiali, che mediante il pa.ga,mento di un contributo speciale unico od anuuo, ed anche quelli che solo eventnalmonte possono essere chiamati a prestare servizio
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in tempo di g uerra, sono in certo qual modo obbligati a pagarlo mediante il rilascio degli utili. . . L'assicuraàone del rischio di guerra non può du·s1 veramente gratuita fuorchè nel caso gi~t rilevato, in cui la riser va che vi provvede, è formali<~ collo elargizioni dei privati o col contributo d.cllo Stato; però una società che faccia assegnamento su que;:;ti cespiti, uon può più avere il carattere ordina.rio commercifl.le, che h}tuno le mutue, _.-m a deve assumere quello di società di mutuo soccorso, ed escludere perciò ogni idea di speculazione e di h\Cro limitando a cinque o tutt'al più a diecimila lire l'ammontare dell'indennità da pagarsi in caso di. morte. L o Zenner (·Saggi di stat·islica 1Jtaie111,afiva, Lipsia,, l869), nel r iferire g li studi fatti a questo scopo da una com miss ione nominata dal clipMtimonto militare in Svizzera, la quale proponeva la fonà.a.%Ìone per iniziat.i.v~~ dell'esercite~ di un istituto d'assicurazione sulla vita, d' azione ci rooscntta alla Svizzera, con riparto deglì nt.ili senza soprapremio pel rischio d i guerra limitat o a lire 1.0,000 (1), colla creazione <}i un fondo specia.le (oltre la riserva; mediante il prelevamento del 5 "i" dei premi di tutti gli assicurati. e l'an ticipazione per parte dello Stato dei fondi occorrenti p~r il pagamento delle indennitfl. nel caso ehe la guerra scopp1a~se prima della costituzione del fondo anzidetto, dic.h iara ch.e un istituto di questo genere costituis··o l'unica vta per n~ solvere completament,e la questione tlelra.ssictn·azione d1 guerra. colla. felice cooperazione dello StatO, dei militari di professione e dei civili cho hanno per legge obblighi di servizio, e colla opportuna ripartizione dei rischi di guerra fnt diverse generazioni. In Fr~nci.a come abbiamo visto il problema è ~tato affrontato con la cr eazione di. una societi~ mutua militare che assicura il solo rischio di g uerra mediante premio annuo. . In Germania, dove l'assicurazione d i Stato venne adot(·1) QuesLo Htituto ;tv rcbbo anche dovuto I•rovvcderoJ all 'assicur;.~zione di gucrr~ o~bli gatori~ p~i so!t'fa'i, me,diante la rite1111ta rli una giom:tta di soldo all'nnno, onde lasc1are in caso di morte I'indennito di lir·c WOO alla famiglia. ·
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tata su vasta scala, oltre alle operazioni g ià menzionate, che fanno le grandi società mutue è stata istituita poco dopo il 1870 sotto la direzione del governo nna Cassa cfassicu?'aZ'ione m.utua militaJ·e, alla quale tntti gli ufficiali sono obbligati ad assicurarsi; il capita le assiomabilo senza visi tè~ medica, mediante contributo annuo, varia da 500 a 20,000 marchi, e non viene pagato, se dal giorno dell'adesione non sono trascorsi due anni, durante i quali sia stato soddisfatto il contributo. {,a Cassa ha avuto clal R eichstag una rlolc~ zione di t? ·e milioni per pro vvedere alle spese cl'amministra::ione e crea1·e un fondo eli rise;· va; essa assictwa tanto il ;·ischia eli guer1·a che qt~ello di servizio in tempo di pace in base acl tma tw·ijfèt molto mite; ci6 nonostante le sMe operazioni pt·ogrediscono m ollo lentame-nte, pe1·ché in gene· rale fassicu~·azione di Stato i.spi1·a poca confidenza alle popolazioni interessate (l). Presso altri Stati sono anch e ::>orte società di mutuo soccorso milita.ri per assicurare un'indennità in caso di morte agli nfficiali, come l' Army mutnal aid Association. degli Stati Uniti e la Società fra gli ufficiali d'artiglieria in Spagna, le quali hanno adottato il sistema primitivo della ripartizione. Anche in Italia gli ufficiali del R. esercito e della R. marina hanno per proprio conto preso Piniziati.va e affrontato il problema, a lmeno per quanto riguarda le loro persone. La Società di previd1mza ha adottato fino dalla sua for· mazione il secondo sistema, cioè del contri buto unico da pagarsi a gne3rra finita nella misum del 5 ":'., della indennità ' assicurata con restituzione d i quella parte che risul- · tasse esuberante allo scopo; si è già avuto occasione di dimostrare (2), che l'ordinamento tecnico della Società è tale, da garantire il pagamento integrale della iudennitl:~ promessa, èLnChe (]uando la mor te avvenga per causa di guerra .
h ris, i$8~, pa~. 61. (:!) Ve•! i ti giornalo 1.' /lati a mi/tiare e 111m·i11" numero 47 !Id 20
{1 ) Le monileUi' c/i!S CISS!t'l'illlCII.t -
~prilc ~~~$.
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n suo carattere di socieM, di mutuo soccorso la re~~e specialmente adatta alla orga~ izzazio~e di questo se~·v1z.10 secondo il terzo e piLt perfeztonato ststema del premiO rateale; ecl essa in seguito al voto della assemblea, ~he nella sua r ecente riunione ha espresso il des iderio d1 :edere t rasformato iÌ premio unico di g uerra, nell'intento d t agevolare il servizio di assicurazioni, che eventualmente potrebbe essere chiamata a prestare in conseguenza del nuovo progetto di legge SLll matrimonio degli ufficia li, fa~à bene a risolutamente avviarsi per la nuova strada cost1tuendo una riserva special~, che può essere form~tà. da t~na par~ del fondo sovvenzioni, dagli utili spettant1 a1 soct soggett1 al u··schio di "'o·nerr!t. e da u n tenue cont.ributo. annuo. . . .. Ci riservia mo di es porre in un prossimo art1colo. 1 cnteru tecnici che po~sono ser vire eli guida per la sohuaone dell' importante questione. 13.
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LE GRANDf MANilVR~ TEDI~S~H~ N~:LL'AUTUNNO '18 ~ J (Conlinuaziùlle, v eilt 1W1liCI'O
p·rccellentc1
Manovre in Alsazia di corpi d'armata contrapposti. L'estrema punta a greco ùel territorio alsaziano, nn cruadrilatero largo ch ilometri ·15, profondo ch ilometri ·1 O, limitato a nord da lla Lnuter {'l) e da lla forestn di Bien, a mezzodì dallo Selzbach e dalla foresta demaniale di Hagenau, a levante dal Heno e a ponente dalla ferrovia lungo il piede dei monti Lrovandosi interposta fra le localitit ove ebbero luogo le riviste clel XI V corpo (Karlsruhe) e del XV (Strasbnrgo), per:chè priva di foreste , di rnorili, di grossi centri abitnti o d'altri impacci alla manovra, fu scelta per l'azione di quei llue corpi contrapposti . La pi ccola estensione del terreno, la mancanza di di visioni di cavalleria per la ricognizione lontana, la permanenza delle truppe maoovranLi negli stessi o quasi negli stei>si bivacchi, le azioni tattiche accad ute s11l medesimo terreno inlluirono però n rendere le ma novre imperia li in Alsazia non così varie quanto lo furono in Lorena. Il X\' corpo , C0perto dalla 50" brigélta di fanteria stata trasportata da Metz n Bischwei ler, da suoi accantonamenti attorno St.rnsbnrgo doveva marciare due giorni ('1:1 e Hl settembre) per· (~) Lungo ques to fi umicello, fra Wcissenb urg r• La nl orh nr;< ~i ve lono tntto r~ re ,·e;tt?i(•.di rrucllc_ liuee tU_ \Veissembtll'll le crnah do,·er.1uo impi'·Jirr. ne_;li nlli•nl $~Ot'Si
secJJ!I, J·mgre;so tu
frJHC~:\.
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ra<:raiuncrere il campo della manovra; il XIV corpo accantOO<llO "" n a lKarlsruhe e più a su d ne era lontano una so la tappa ma doveva attraversare il Reno per gi nngervi . Supposto generale dall' Il al l4 settemln·e. - «Un'armata dell'est, la quale procede a sud del ~ l en o, ha raggiunto il corso del Reno pri ma ch e un'armata dell'ovest sia giunta a c.ontrastare il pas~auio di quest'ultimo fiume » . Snpposto speciale pel partito est. - « Il XI V corpo, ala sinistra dell'armala , ò in marcia da Stoccarda per Pforzheim e Ettlin v11en '· nel o"iorno ·Il ha raa..,giunto con le sue punte il Reno ( ._. di fa ccia a Lnulerburg tlo \'e t.rovasi una portiera: nel giorno secruente de\'e i\•i atLraversare il fiume e continuare la sna marcia su" Wci:.;scnburg. « A monte di quella portiera la ~:avnlleria non ha trO\'aLo tracce del nemico, ha però udito essere egli giunto a Strasburgo. l ponti sul Ren-o, lla quello di Selz sino a qnello rli ~eu -Fre istett. compresi sono i nservibili. « Il XTII corpo {supposto), i·l quale aw·aversalo il Reno il giorno ·l 4 presso Mnxan, marcia sn Bergzabern, ha mandato un · distaccamento - hattgl. 4 . '/ , :,quad. 4., batterie 2 - ad Hagenbach per coprire il suo fianco sin istro . Tale distaccamento (effettivo) è posto agli ordini clel comandante del XIY cor·po ». Questo distaccam ento ru costituito con i quattro b:-tttaglioni cacciatori, delle due t:ompagnie della scuola sollufficiali di Ettlin or•en ' dal 20° rearrimento dr·agoni e della brigala a cavallo del no ·~ c:~ .J4° reggimento artiglieri a. I cacciatori fu rono trasportati in ferrovia a Berg ed a Lauterbu rg, ove giun sero ver;;o le ~H dell'H settembre per accantonan•i; le armi a cavallo si recarono ad Hagenbach per via ordinaria e pel ponte di )'faxau .
Ordine del Xl V co1·po. Q. G. Ettlingon, :Il setlcmbn•, ore li. << '' · Truppe nemic.he iìono giunte a Strasburgo . 11. corpo d'armata attmverserit domattina il Heno a ·monte di Lauterburg per dirigersi a Weissùnhurg.
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LE GHA N DI
~IANOVRE
LE GRANDI MANOVRE 'l'EDESCIIE NELL'AUTUNNO TEIJESCEE N ELL' AUTUNNO . 1893
2. IL passaggio verrà protelto occupando la linea Neeweiler :\·~ othern: la 2~· divisione all'a la sinistra, In. brigata cacciatori : d1staccn ta dal XIII corpo e che si muoverà domattina alle 5 d:~ ~agen ha~;~1, all'ala destra. Alla 29a di,risione spetterà ancora l o ss~rvaZJOil e (supposta) .verso Ke~l e Strasburgo, sulla spon da dest1a rlel Reno; alla Lmgata cacciatori l'esplorazione verso sud e verso ovest. « 3. l'el )!Citamento del ponte, ecc fnrono date .al comandante dei pionieri speciali istruzioni. : ~·:. ~oman i nlle o co m inc~ rà il passaggio deila fanteri a dell a 0 .... 9 dn ~swn e sn b.arche accoppiate a po nente di Jlliogen, soste. nendo il passaggio con artiglierie postale presso la foce della Murg. <: La fanteria si troveriL pronta allo sbocco nord di Elchesh~tm (punto P della cat·ta al 40 mila ~nnessa) in modo è.he il pnmo l.lattagl ione possa muovere all e 4 ver~o le ba rche solto 1 ~. condotta dei pio?ieri . I battaglioni si seguiranno a mezz' ora d mtervallo. Le ultnne truppe della 2!)a divi sione dovranno in ogni modo essere per le 9 all o sbocco nord di Elches heim.· « Yerranuo date particolari disposizioni pel 112• reggimento, pel terzo battgl. del .J4.2o reggimento e per l'arLiglieria di ,•i. sionnri n. . « Il gros~o bagaglio della divisione venà raccolto provviso· n amente (suppost<J) a Durmerlreim, dove pnr·cherà. . . « 5. La .28" d i ~isione, con In 3• sezione del telegrafo di corpo d armata, grungera alle 7,4o con una lwigata dì fa nteria e ~on. i'arti ~ li e r i a n. . ovest d ~ Au, due ch ilometri a oriente del punw N con l altra brrgata e Jl re$!gim ento di cavall eria nell o stesso sito alle 8 ,30. « La .28a brigà ta di cavalleria ri poserù presso ì\'I orsch dall e 9 in poi . • << L'n r~ igli er i a ~i co rpo, meno la terza brigata di batterie del 30° regg.rment~, St troverà al le 7,30 alla biforcazione della strada Au, portiera rl t Lauterburg con quella F.lche:::heim portiera di Lauterhnrg (pnnto N). « ll grosso bagaglio della .28a diYisione della 28n brioata di cavalleria e dell'artiglici'ia di corpo, compreso quello del!~ terza
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brigata del 30° 1·og·g imento , parcherà (supposto) sulla piazza d'armi di Forchheirn. « 0 . Domani dalle sei in poi mi tt·overò alla portiera di Lnuterburg (punto M) dove ,·errà gettalo il ponte d'equipaggio . « 7. Ii primo scaglione delle colonne munizioni (supposto) mi.IOveril domattm a per Ettlingen .
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« Tl comandante
...
vo N SCHLICBTIN G.
»
Ordini special i stati emanati dal comando del XlV corpo per le operazion i del '12 prescrivevano ancora: « 1. Pattuglie ufficiali munite di \'eloci ped isli e una compagnia del ·Il ':!. 0 reggim ento verranno gettate sulla sinistra del Reno alle ore 4· alla portiera di Lanter bn rg (M) : le pattuglie esploreranno verso Hatten, Niederri:idern e Selz, la compagnia proleggerà la costrnzione del ponte. « 2. I l rimanente del ba ttaglione del '11 2• reggimento e la seconda brigata di batterie del 30° reygimento artiglieria giun~e1•anno alle 4,&.5 alla IJi('orcazione N; gli :11lri due hattgl. del H 2° reggimento giungeranno a detta biforcazione alle 7 ,HL « 3. L!• prima e la terza brigata di ba lterie do! 30• regg. artigl. si troveranno in pos izione alle (1., 30 sulla sponda destra · del Reno appena a valle della foce della Murg (punto S della carta} nell'intendimento di Jmpedtre al nemico di sboccare da ?lllinchhausen e per eontroballero l'artiglieria nemica che appa risse sulle alture di l\lothern . Il 3° baltgl del H-2° reggi mento proteggerà rrue:st<t. artigli eria con tro la fu cileri a nem ica . « 4. Dorante la notte venanno congiunte telegrafi camente le seguenti quattro locali tà: ove si getteri• il ponte ()1 ), ove attraverseranno il fium e le fanterie della 29~ divisione (R), la posizi one d'artiglieria alla foce della Murg (S) e lo sbocco nord di Elchesltr.im {P) >). Snpposto p e1· ·il JWrt ito O'CP,St . - « Al XV corpo d'armata proveniente da St. Dié, destinalo a rinforzo dell'armata dell'ovest, giunto il ''O settemhre col grosso a Stra~burgo e con un dislaccamento (6 battgl. , 4 squad. , 2 batteri e) a Bischweiler fu fatto conoscere in Strasbnrgo :
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LE GRANDI MANOVRE TEDESCHE NEiTJL' AUTUNNO
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« ·1. L'armata dell'ovest è in marcia verso il Reno e la sua . ala destra è giunta, 1'8 settembre, in Saargemi1nd. « 2. Le avanguardie di un ::orpo d'armata nemico, proveniente da: Stuttgart, sono giunte, il 9, a Pforzheim. Più a sud fn segnalata soltanto cavalleria. « 3. I ponti sul Reno a valle di Strasburgo sino a qnelìo di Selz inclusivamente sono stati resi inservibili., « Nel giorno '1'1 a sera, le punte dell'avanguardia del XV corpo raggiunsero Selz e Nieclerrodem e le truppe più avanzate del grosso - diviso in due colonne per Wanzenau e Hordt - Drusenbeim. lliscbweiler e Oberhnfen . Nella giornata gli fu comunicato che forti colonne n.emic.he erano statt'l viste, il ·J O, in marcia su ll a strada Pforzheim Et.tlingen. « Il comandante del XV corpo decise tuttavia di continuare nel oiorno '12 la marcia verso Lao terburp-. Incaricò la sua avan"' . guardia - 59a brigata , ·lo• reggimento dragùni meno il secondo S!JUHdrone, brigata a c~wallo del 3·1 reggimento artiglieria - rli impedire, se pos;;ibile, tentativi di passaggio d.el Reno. Prescrisse alla sua colonna di destra - 60• briga ta, nno squadrone del '10° dragoni, prima e seconda brigat a_del ~15° reggimento anigl ierla, terza compagnia pionieri con equipag:;:io da ponte divisionale - eli marciare verso Beinheim, sboccando con la testa di colonna alle 7 da Drusenheim. Alla colonna di :;in istra - 3,1• divisione (10, 5, 6) di mareiare per Sufflenheim verso Forstfeld, sboccando alle 7 da Schirrhofeo. AIJ'artigli!!ria eli corpo (8) ordinò di seguire la colonna di sinistra sino a Bischweiler e poi di marciare per Drusenheim sino a Roppenheim . .li comandante del corpo disse che avrebbe marciato con la colonna di destra n. La decisione del XV cot·po di continuare la sua t;narcia con obbiettivo Lauterburg era giustificata dalla speranza di poter giungere in forze ove sembrava che il corpo nemico avrebbe tentato di attraversnre il Gume prima eh~ grossa parte di questo fossa sulla sponia sinistra, tanto più che la brigata d'avanguardia trovavas i già così avanzata da poter tentare qualche atto per ritardare il passaggio delle prime truppe dell'avversario. Ad ogni modo premeva al coma~dante del XV corpo di fa r attraversare a tutte le sue lt.'uppe la foresta di Hagenau prima che l'avversario ~
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· fosse giunto in forza a padroneggiamo gli sbocc!ti. A meglio definiì·e· il compitO del XV corpo nella giornata del iJ2 e ad.obbligarlo a · quanto sembra, ad accelerare la sua marcia gli giungeva nella notte dell'H al '12 il seguente telegramma: « Ztveybri.i.cken, 11 settembre, ore 18. - Ricevuta notizia sul). marcia verso Lauterburg. SemlH'a che l'ala des tra del nemico abbia oggi ~!traversato il Heno. Impedisca passaggio ala sinistra_ oppure ulteriore rnM·cia verso ovest. La colonna pit:t meridionale dell'armaU1 deve giungere il ,1:3 setLetnbre a WeissenLur'g. Il com(;ndante dell'armata dell'ovest »" -Qiornata del 12 settembre. - Data la situaz ione delle truppe nella notte dall'H al 'L2, i temi assegnati e le disposizioni prese dalle due parti, la riuscita dell' impresa a favore dell' una o dell'altra si appogginva al possesso delle alture adiacenti a -Mothern, o poteva esserne ravorevolmente influenzata, alture · che erano nello stesso tempo maggiormente vicine alle truppe del partito ovest e al tratto di fiume s,celto pel passaggio òal partito est. Questo avrebbe da esse potut'o proteggere etlìcacemente l' operazione, il partito · ovest avrebbe potuto se non vedere e bat' tere tutto il tronco di flume stato scelto - stante il MothernWald d'alto fusto - al meno dominare col cannone la pianura di larghezza varia, non molto coperta, in qualche punto poco prati,~abile per' acquitrini , che sta fr·a Mothem e Lnuterburg, fr a le boscaglie ]ungo il ~urne e il piede delle alture. Tenendo fermo · su queste si surehbe guadagnato tempo per spiegare il resto é)ell'e truppe del XV corpo convergendo a destra, convergendo a sinislra se del XIV. Già la sera deil'4 1 erano passati per la portiera di Lau ter_bu'rg suJia sponda sinistra drappelli rli fanteria e un dt'appello di pionieri. La fa nteria tirò nella notte qualche fucilata sulle , pattuglie di cavalleria spedite da Selz; i pionieri stabilirono un · filo telegratlco auraverso al Heno sostenendolo a .meLà lunghez.:a . con un ' alto palo driz7,ato su un banco di ghiaia. Le operazioni per il grosso passaggio cominciarono nel mattino successivo con qualche ritardo s,ùlle ore state previste dall' ordine, i giomali .non dissero se per mancanza eli sufliciente luce .che avrebbe reso poco sicuro attraversare la cori·ente con
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ANNO X XXIX.
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molte imbarcazion i tuLLe io una volla carich·e come dove~ vano essere, oppure per altri . motiv i. Verso le 6, mentre la brigata cacciatori stava per ra)!giunge rc la posizione 08 a nordest di Neeweiler ove rimase ferma tutto il mattino,· al la portiera di Lauterburg era gin passata una compagnia con i vel ocipedisti. Dopo le sei cominciò il passa~gio delle fan terie della 29" di visione iu faccia a !Hotherrr adoperando circa 60 barche di lamiera (d'equipaggio) dell e qual i 56 accoppiate bordo a bordo , senza tavolato (Uebe?''Set.:rmaschine~ , mosse cla 6 remi compresi i due di timone, e le allre sciolte per la sorveglianzn del passaggio. In ogni viaggio si trasportava circa nn battaglione e ogui vi ag,:!io completo durò non mHno di mezz'ora. Le barche accopprate erano state prepai·ate in precedenza in una lama della sponda destra. Le fanterie appena .passate si recarono a guernire le alture di Mothern , gli utTiciali erano appiedati perchè i cavalli non poteron o e~sere passati con le Uebel'set::maschinen. Le batterie che si trovarano in posizione presso la foce della Mtll'g &bbero occasione di fare alcuni colpi, ver.5o le ·6,41.>, con tro piccoli ripar li di fanteria e cavalleria nemica che procedevano, sulla sponda opposla del Ren11 , da Schafl'hausen verso Mothern . I lavor~ pel getta mento del pont e alla portiera di LauLerhurg comir)ciarono verso le 6,30. Il fiume .contenuto da argini in froldo con scarpata di pietrame vi ha specchio di 250 metri , corrente abbastanza veloce, acque magre e fondo sodo poco buon tenitore. Vi furono impi egati 4.1) barcoui, 'qualche caval letto contro la destra e la grossa portiera del commercio contro la sponda sinistra; il materiale fu quello dell' equipaggio speciale tolto ai francesi nel '1870, assai più ro:)usto del materiale regolamentare prussiano, stato fatto scendere da Kehl, ove vien r.onservato, nei giorni precedenti e stato ricoverato in un a vasta· lama A ltwa.sser della sponda sinistra appena a monte della località stata s.cella. Jl ponte fu ultim ato ·in ore 2,20. Concorsero al gellamento del pon1e e al passaggio di ''Iothern nove compagnie pionieri (4 del battgl. N. H , 3 del ballgl. N. H e '2 del battgl. N. H>) . Era h prima volta che si gettava un ponte sul Reno in occasione di manovre imperi<lli e però l'operazi one assunse agli occhi di molti una
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importanza superiore alla sua difficoltà intrinseca. Alle 8,40 _cominciò il passaggio delle tmppe alla presenza di S. l\1. l'imperatore -e alle '11 circa tutta ):l 29" divisione, l'artiglieria di corpo e la brigata di cavalleria erano su lla sponda si nistra (tJ). ' La 59" brigata~ avanguardia del XV corpo, da Selz dove aveva pernottato si era recata col suo grosso e con l'artiglieria, sin dalle -6 del mattino, allo ScMferhilbel sp ingendo un distaccamento sul fianco destro verso Mothern, quello eire fu accolLo a cannonate ·dalleartiglierie postale alla foce della Murg, come fu detto. Le pattuglie del ~ 5o dragon i avevano avvertito in tempo del pass\lggio - -cominciato in Il e della presenza della brigata cacciatori a Neuweiler; ma, o la quan tità delle truppe nemiche che già si trovavano sulla sinistr·a del Heno o la distanza alla quale si trovava n ~ll e prime ore del mattino il grosso del XV corpo, per,;unsero il -comandante della 59a brigata a ritirare il suo distaccamento spe<lito verso Mothern e di r·imanersene in aspettativa sullo Schi.iferlltibel in attesa di ordini superiori. Alle i 'l fu suonato il fine dell a manovra. J Il XV corpo, collocati gli avamposti sulla linea 126, nord-ovest <li Schaffhausen,, Schii.ferhiibel, Rothberg e GUckenberg si pose, parte a bivar,co, p~rte in accantonamenti ristretti, con la 30a divi:sione ad oriente di Eberbach, la 3·1• divisione a nord ài Niederrodern, l'artiglieria di corpo presso Forstfeld, un battnglione e uno squadrone col quartier generale a Selz. Il XIV corpo , visto che il nemico non accenna\'a più ad avan- . ·zare ne'Ila giornata , si mise parte a bivacco parte in nccantonamenti ristrelli con la 28a divisione a Salmbach, la brigata cacciatori a·Niededant.erbach , la 29• divisione a Mothern, la brigata di -cavalleria a Schleithal (estrema destra), l'artiglieria di corpo a Scheibenhard, il comando e i magar.zini a Lauterhurg; gli avamposti occuparono la linea Siegen, Ta u benber~. Hollenberg, Miinchhausen. Partecipato al comandante dell 'armata le mosse fatt e nell a (l ) !'ìotizic incerte lasciano supporre che qualche riparto della brigat., di ca,•alleria ·abbia sperim entato di pas~are il n ono, ·a valle di Lauterhurg, rra i'ieuburgweiler e No:~burg •servenl!osi <lello ba rche tt e pieghevoli possodute da ogni ·reggimento. Ri·vista -<L'artigliàia c genio, 99, /ft, 14.1. Un piccolo piroscaro dcll'ufllcio idrogranco di Mannheim, agli ormeggi presso il ponto d'eq uipaggio. avrebbe trasportato l'im peratore per .assistere a quel l'esperimento.
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· giornata e le posizi oni raggiunte, giungeva , al comandante de~ XIV corpo nel pome r i~gio il segueo le telegramma: « Getme-rsheim, 12 settembre, ore 15. - R icevuto comunica-. zione dell'avanzare del nemico da sud . A rinforzo del XCV corpogiunger~~ oggi, ore <17, la rimanente parte (battgl. 7 '/ ,, bat· torie 4-) dell'a di visione di sinistra del Xlii corpo u Niederlauterbacb.'- Il comandante deU'm·11~ata dell'Est. » Giornata del 13 settembre. - Il ·terreno sul quale dovevano. incontrarsi i due corpi d'arm.1ta è costituito da piccole dorsali e colline le cui creste o vette si alzano, senza una grande difl'erenza · ' d'a lti~ udine fra loro, di ,w a GO metri sul fondo delle vallnte dell aLauter e del Selz. Dalle dorsali , che sono tondeg;.(ianti, a campi poco alberati e senza impacci, si ha libero e vasto campo di vista sulle contigue e lontane altre dorsali, ma non sempre nei vallonc~l li interposti dove anche i vill aggi contornati da orticelli e frutteti sono in massima così nascos:.i da non potersi scorgere, tranne· Oherlauterbach , all a distanza di qualche centinaio di metri. È terreno minutamente rotto ( l ) che, in relazione alle attuali gittate,. non ofi're sufficientemente es te ~i campi ·di tiro e quindi poco favorevoli margini difensivi, frequ enti linee e copertu re assai adatte per la sorpré'sa e per l'attacco . Non è così spacctaiÒ alla vista· come· le larghe e mo,:bide forme dell'al tipiano lorenese, ma c,ome questo· . non presenta ostacoli di qualche momento alla praticabilità di tutte le armi. 11 xrv corpo, stato rinforzalo come fu detto di una intera à ivi -' sion e - (36. 20, 2ft. dti quali 7 '/., O, 4) erano segnati, decise· di nllaccare in questa giornfll.a il nemico . « La 28a divisione doveva oltrepassare alle 8 la ·linea degli avampos ti e marciare per Siegen e Kai denhurg su Niederrodern; la d ivisione cacciatori doveva ragg iungere alle 8 Oberlauterbach e marciare pure su Niederrodero . Alla 2!}' divisione fu ordinatu di· prendere posizione di aspeuativa presso ~I othero, quale perno. della com·ersione. L'arti glieria di corpo fu inviata al Giickenberg e la brigata di cavalle ria fu messa in marci a verso Biihl (sud-ovest di 1\.rottweilet:). » (!) C11nrrontarc la c.1rLa al 40 mila per re mano\·re del t2, 13 e H· settembre con lo all re nl &O mila per lo manovre in Lorcna.
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,_ Quest'ultima avendo ben prima di BUhl incontrato· il nemico si ·raccolse nel fallQ ad aspettare a ponente di Kaidenburg. Il comando del XIV corpo fu assunto per la manovra del ·13 da Sua .ftfaesk1. l'i mperatore. « Il comandante del XY corpo ordinò alle sue truppe di pt·en, ·dare per le ore 8 posizione di aspettativa; la 30• divisione al RothJjerg, la 3'1" sulle alture presso 1\.rottweiler, l'utiglieria di ~orpo sull'altura ·194- a sud-est di Krottweiler e una brigata - for· mata da un reggimento tolto ad ogni divisione - doveva collocarsi .al crocevia ad ovest di Eberbach. a mo' di riserva. Era suo inten · -dimento di attender·e in questa posizione sino alLe 8 e se non <1 ltaccato, attaccare egli stesso . Di sua persona si. collocò presso l' ar· -tigliena di cor·po. :» Sulle notizie giunte al comandante dE: l XV corpo prima dell'ora :fissata, concordi nell'affermare esse re l'ala sinistra dell'anersario fer·ma p1·esso Mothern e l'ala de::;Lra in movimento verso Siegen , dec:ise di muovere oiTensivamente e con forze superiori contro 4' e.strema destra dell'avversario; la 3,1' divisione dorava at!.accare .avvolgendone l'ala destra; la brigata di riserva con l'artiglieria di 1}0rpo attaccare di fronte, procedendo per la hassura ad ove~t del -Giickenberg. Alla 30~ di visione f11 ordinato di front eggiare gli at>taccbi provenienti da Oberlauter bach e da Winzenbach. · Ma mentre la 31" divisione con la brigata di ri5erva si allontal()avano dalla raccolta posizione assunta dal XY corpo e-costringevano la 28• divisione spiegatasi fra Siegen e il rio Elder a retro ·c~dei·e vflrso nord-.est, giungeva in Oberlauterbach la divisione -caceiatori con l'artiglieria di corpo del partito nord : si impegnò v-ivace il combattimento di crueste truppe co11 la 30• lung•) la :schtena del Rothberg e il movimen to di ritirata e di inseguimento .presso Siegen fu sospeso. . La29a divisione intanto udito il cannone si muoreva da Mothern, :senza frap porre indugio giungeva a Winzenbach , e s(?o~ca ndo ad ~vest di questo villaggio si spiegò verso le alt ure occupate dalla .aoa divisione. La sua artiglieria non trorando posizioni adatte nelle adiacenze di Winzenbach fu costretta a raggiungere, mat··ciando verso nord-ovest attraverso il vallone vista dal le fanterie avversarie in p(lsizione, le alture verso il Tnubenberg. Ma l'al-
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tacco delle fanterie della 29• di\•ision~ fu cosi inatteso e fll condotti) con tanta rapidità sul fianco deHa 30• che questa fu costretta a ritirarsi sulla schiena di Kberhof (sud di Eberbach) e decise il comandante del XV corpo a ritrarre da Kr~ttweiler la sna ala sinistra per aiTiancarla alla 30" divisione, prendendo posizione difensiva con tutto il corpo d'armata riunito, a c11vallo della rotabile Oberlauterbach :'i iederrodern, fronte a nord. • Du rante l'accennato movimento di ritirata, verso le '14, In brigata di cava ll eria del partito est (nord), tentò di attaccare l'ala sinistra de! XV corpo . altacco giudicato non rius·cito perch èmentre stava sp ie~andosi fu contrattaccata d'improvviso e furio samente dal regg imen to di· cavalleria della 3·1• divisione. A'nch& al l'ala oppos'ta del la battagl ia (est) riuscì ad un reggimento di cavalleri a del Xl V corpo di attaccare con successo riparti d i fanteria della 30• divi sione, ' mentre si ritiravano. Ma il contrattacco così felicem.ente iniziato da parte del XIV co rpo non ricevette ulteriore svolgimento contro la posizione difensiva assu ut a dal XV poicbè - era vicino . il mezzogio1·no ....:. si suppose essere giunto al suo comandan te il telegramma seguenle: « Germet·sheirn, 18 s~ttcmb1·e, ore 1! . - Le punte deÌl'ala destra del nemico si sono ieri arrestate a ponente deila strada Annweiler, Nied Schlellenbach. L'armata dell'est si riunisce sulla linea Neustadt, Landau, Winden per impedire lo sboccare de~ nemico dai monti. Prevedendo imminente :a battaglia V. S. met- ' terà subito in marcia la 13a divisione (cacciatori) verso Schaidt. ll XIV corpo copririt il tianco sinistro dell'armata. a mezzogiorno della foresta di Bi en. - ' Il cMnandante dell' an11ata dell'est :. . « Ricevuto ' nello stesso tempo notizia che fo rti masse nemiche ave\'ano occupa to Weissenburg, il Xl V c.orpo fu costretto a raccogli ersi dietro una linea d'avamposti la cui linea di piccoli pos ti toccava Sch leithal, !?rauenbe1'g, sbocco nord-est di Siegen, sbocco snd-est di Oberlauterbach, altura ·160 sud-ovest di Winz~nbach SchiiJerhubel, mettendosi a bivacco: con la 2xn divisione fra SalmLach e ~ièclerlauterbacb, la 29"·presso ~fothem , la brigata di cavalleria e. !:artiglieria di ·corpo presso ScheibenharcL
LE GRANDI MANOVRE T EDESCHE NELI: AUTUNNO
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8?.1
« Nel pomeriggio del 13 il comandante dell'armata dell'est partecipava ulteriormente che il XIII corpo d'armata. fra Winden e Schaidt, trovavasi a fronte di truppa nemica occupante Oberotterbach e Schweighofen, probabi lmente venuta da \Veissenburg e che il Xlii corpo aveva constatato che il nemico giunto in Weissenbnrg non aveva proceduto verso sud-83l oltre _ Altens.tadt. (( Il XV corpo d'armata v!sto che l'avversario era retrocesso dalle parti di Lauterbuq~ mantenendo tuuavia occupati il Giickenberg, il Rothber.~ e lo Schiiferhiihel. mise a hivac~o la 30a elivisione presso l\ iedderroclern, la :~ 14 p re:; so JHih l (ad ovest della 3Ò•), l'artiglieria eli COI'po pr·esso H:'llten, coll ocando avamposti sulla linea : altura '160 (oriente di Eberhach), ·1\H- a sud-est di K.rottweiler,· al Le hberg, e sulla gr. rotabile di Weissenhurg ». Nel pomeri ggio si suppose esser giunto al :i uO comil llflante il ~telegr amma :
« llintenveidenllwt, 13 settembre, 01'C 8. - Le avanguardie dell'ala destra dell'armata dell' ov~st raggiungeranno ogg i Weissenuurg e Bergzabern . Intendo attaccare élomani nemico se~nalato ad ovest di Winden, Landau, Neustad. Il XV corpo coadiuverà muovendo risolutamente verso La.nt.erhu.r~. La brigala cacciatori (4- '/, battgl. 2 squadroni), in marcia da Lcmbach ad Hnnspach ha ordine di giungere in questo villaggio alle Il c di rimanere aoli ordini di V. S. - Il coman<lanu~ dell'cmnata dell' or:es t "'». ~< La brigata ;:acciatori fu fatta procedere sifll'l ad A~chbach St'l1ndweiler ove pernottò >> . Giornata del 14 settembre. - Il compito stato assegnato al XIV corpo per questa giornata, coprire il Oanco sinistro dell'armata, la subita diminuzione di forze, la notizia che il nemico a fronte aveva ricevuti rinforzi, consigliarono al comandante del XIV ~orpo di assumere, con le truppe che gl i ernno rimaste ('::!4, •19, 20) nna attitudine difensiva.
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LE GR ANDI MANOVRE T E DE SCHE NELL' AUT UNNO
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Ordine del XV cor·po d'm·mata.
Ordine del XIV corpo. I.auterburg, .{3 settembre, ore t 5,30 << L Weissenburg fu oggi occupato dal nemico . La nostra armata, la cui ala sinistm si spinge sino ·a Winden, aspetta domani una decisione. Il XIV corpo prenderà posizione 11 sud della foresta di Bien a copertura del fianco sinistro. « 2 . La 28 4 divisione (12, 2, 6) sarà domani all e 5 raccolta ad oriente del punto ·183 a sud 'di Niederlauterbach oçcupando il Taubenberg; la 29a divisione (·12, 2, 6) a nord del punto ·i 72, ad oriente del Holleoberg (Winzenbacb); l'artigli er·ia di corpo (8) alla cappella (sud) di Neeweiler. Gli avamposti rimarranno fermi. Compete alla 28a. divisione riconos .~ere verso Weis,;eni}urg. . « 3. La brigata di cavalleria ('l :>), co mposta dei reggimentiH .•, 20• e 24• dragoni e di un reggimento provvisorio (3 squa droni del 22" dragoni e 1 squadrone del H• dragoni), ricono· scerà verso la linea Hun spach ~icderrode rn tenendo il grosso dietro la 28a divisione. « 4. dalle 5,30 in p~ i mi troverò sul punto H i a nord di Neeweiler. La sezione telegrafica di cor·po d'armata provvederà to;;to al col legamento ft:a questo punto e la località di raccolta delle 283 e 29a divisioni . « 5. Il grosso bagaglio della 28a divisione, della briga ta di· cavalleria e dell'artiglieria di corpo si raccoglierà presso l\eulauterhurg, quello della 29• divisione ad oriente della stazione ferroviaria di Lauterburg. 6. Il primo scaglione del carreggio (traini e colonne) r imarrà in Au.
«
« ll genemle comandante vo~
LE GR~NOI llANO'r RE TED ESCHE N ELL'AUT UNN O
S CHI.I CHTING ~ .
Contro questo schieramento mosse il XV corpo nel modo che appare dal:
Nierlcrriittcrn ,
·l ~
se ttembre, oro t8,2Q.
« 1. Il nemico occupa con grosse masse Niederlauterbach «. e l'llothern ed ha avamposti sulla linea Siegen, Oberlauterbach, « Win1.en bach e }Hinchhausen. « 2. La nostra armata procederà domani dalla fronte Weis« sen bu q~ Bergzaber'·n per attaccare il nemico stato visto sulla « linea Neustadt, Landau, Windeo. Una brigata mista è oggi « giunta a rinforzare il corpo d' armnta: alla stessa Yiene asse« goato uno squadrone del reggimento ula n i n. 4 5. « 3. Il corpo d'armata (34- '/., Il , 2ì ) (l) m uover~t do« mani verso Lautenberg divi:>o in tre colonne: , a) la colonna di destra {30• divisione ed arti glieria di corpo) (4 5, 5, '16) da Niederrodem su 'Vinzenbach, lnsciando sull a sinistra Eberbach. L'artiglieria di corpo dovrit segui re la brigata di testa, nei modi che saranno indicati dalla 30a divisione; b) la ~olonna centrale (3.P· divisione) 4il, 4- , 6 da Biihl per Kubelmuhle verso il Rot.hberg, lasciando Eberbach sulla destra; , c) la colonna di sinistra (brigata cacciatori) (!• '/., 2, 2) ('l) per Trimbach, Kaidenburg verso Obed aulerbach; si collegherà con l'ala destl'a dell'armnta {supposto). l< 4. La punta della colonna destra oltrepasserà la linea « degli avamposti , pre.sso il punto ·160 (est di Eberbach) alle (< . 6,30 ; la punta dell a colonna centrale la oltrepasserà presso '& l'a.ltura HH. (sud-est òi Krottweiler) all e ore 6. La punta della « brigata cacciatori paS681'Ù per lo sboc1;o, nord di Kaiclenburg « alle 6,45. « i). Le singole colonn e pro\'Vederanno da sè alla espio« razion e e alla loro sicurezza. « 6. Io marcierò con la colonna centrale. « Il comandantt: yene1·ak vo:-.
llLVME )).
(l) Le due bat terie a>segnate alla brigata cacciato ri t'r:tno segnate .
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LE GRANDI 31A~OVRE TEDESCHE N E LL' AUT Ul\NO
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La colonna centrale del XV corpo giunta al Rothberg senza rtvere incontrato l'avversario, prosepuì p,er la dorsale sino aù urtare in pieno, ver·so le 8, contro la occupazione del Tauhenberg. Qui erano state scavate alcune trincee, terTe,no assai sorrtcc, messa in balleria la brigata della 38• divisione cui !\i aggiunsero ben presto, più a nord-esi , quelle di C()rpo d'armala state chiamate in tempo da Neewe iler . La colonna centrale del partito suù mise in bn tteria sulla dona le a nord di Eberhach, spiegò le sue fante ri ~ decise ad attaccare e mnndò a chi edere dalla · colonna di destra le batterie dr corpo d'armata che co n quella marciav<~no. La posizione del Taubenberg era così ben guarnita , il terreno da\'anti cosi scoperto, le batterie della difesa tanto numerose e già da lungo tempo al fuoco che la colonna centrale fLl costretta a riti rat·si. La 28" diYisione, partito nord , rimasta fi nora pronta in gran parte io.l cope rto del Taubenbcrg inseguì l'avversario procedendo sul pendio orientale della do r·sale, non molestata e non vista dalla 30• divisione la quale aveva appiccato combaltimento con la 29° ad oriente di Winzenbach, e· riuscendo a trattenere stante il do minio del terreno mediante qualche piccolo ripal'lo in pos izione la co lonna caccii.tlori estrema sinistra del partito sud che cerca va di avanzare attorno Oberlaur erhaeb. A questo pun to, verso le ·l O e mezzo, ftl suonato clas Gctnze Sammel cui seguì la critica dei tre giorni d'operazione fatta dall'imperatore e la comuuìcazione del 9?'0ssissimo IJolleJ,tino delle variazioni e promozioni necessarie per gli aumenti d'organico dél 1 ottobre imm inente . Cosi cché ognnno se ne ritornò alla guarnigione sodd isfatt.o 'dell e manovre esegu ite e sicuro dell' impi ego cui avrebbe dovuto attendere nel success ivo anno militare. L'impe~ ratore, i princ.ipi, ltllli gli ufficiali al seguito o invitati si imbarcarono a Lanterburg per recarsi direttamente a Stoccarda senza rivedpr·e Karlsruhe. -
LE GRA)<DJ M ANOV RE T EDESCHE NELL'AOTONKO
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Manovra. in Svevia. di divisioni contrapposte . Tutte le truppe del XIII corpo d'armala {vurttem), tranne il reggimento N. ·126 di guarnigione a Strasburgo che a\'eva preso parte alle manovre col X\' corpo, si trovarono iì ·13 settembre concentrate nella zona lunga '14 chilometri da Ludwigsburg a 8toccardn e larga· quasi altrettanto da Fellbach . estremo orientale, a Weil im Dorf, estremo c,ccidentale. Cinque battaglioni , tre reggi_menti di cavalleria e uno d'artiglieria da campagna erano nelle loro guarnigioni (Stoccarda e Ludwigsburg), gli allri ri parti furono ar.caotonati parte in queste città, nel resto in una dozzina eli Yiilaggi sparsi. 11 giorno .J4. fu consac rato agli nl timi preparativi per la parata e pe r la g·rande ri tirata con le tìaccole (Zap fenstt·eich) in onore dell'impemtore del giorno succe:";sivo. :Nell a giornata del 10 le truppe non ebbero a percorrere grandi distanze per recarsi sulla pinza d'armi di Cannstaò t ove ebbe luogo la mostra; la mas~ima dislanza per·cor·sa da truppe a pi edi; andata e ritorno, fu di 18 chi· lo.metri; il reggimento di fanteria che si trovant accantonato a - Ludwigsburg il più lontano eli tulli da Canns tadt vi fu trasportato . e ricon'dol.lo a casa in ferrovia. Finita la pa t'a la furono diramati gli Ot'dini per la manovra. Giornata del 16 settembre. - Sttpposto generale·. - « Un corpo d'armata del sud in marcia da Mclzingcn e Tnbingen ha raggiunto, nel 15 seuemltre, Cannstadt e Stoccarda e con le :\\'anguard ie Miihlhansen, Zazenha u~ en e Zu ll'e n ha u~en . Un corpo d'armata del nord in marcia da Heil bronn e Oellrinf,{e n è giunto nella sera dello stesso giorno con le sue punte a Luùwigsbur·g e Ossweil >> (distanza fra le avanguard ie dei due par titi chilometri 6) (l ). Supposto per la divisione (26") del sud. - « Il corpo d'armata ha occupato con la l' di vision e di fanteria nella sera del ·15 Cannstad t, le cui avangunrdie si trovano a Miihlha usen e Zazenhamen; con In 2• divisione e l'a rtigli eria di corpo Stoccarcla; con la 4.• di visione · Feuerbach e vVeil im Dorf, le cui avanguardie si tro(l ) Non si annette alcun schizzo.
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L E GRANDI MA N Ovm: TEDESCHE N ELL' A UTUNNO
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vano a Zu!Tenhausen e Kornthal; le colonne (viveri e munizioni) state assegnate a quest'ultima di v i ~ i one si trovano a Berghei m. » Fronte supposta chilometri 8; colon_ne 2 chilometri dietro l'ala sinistra.
Ordine del co1·po snd. Q. g. Stoccar•la, t5 ~cttcrnorc, 20,&5, << ·1. Le punte di un co rpo nemico, il quale sembra abbia marciato per l\'J arbach, hanno occupato questa sera Lud wigsburg e Ossweil. « 2. Domattina flttnccherò il nemico: « 3. La ·l' divi :>ione, la quale sta gettando un ponte sul Nekar presso Hofe o, marcierà su Ossweil. « 4. La 2• divisi one con l'a rtigl ieri a di corpo marcierit in due C•llonne per Zazenhausen e Zo!Tenhausen su Ludwigsburg r imanendo ad ovest della ferrovia. L'artiglieria di corpo verrà asse- · gnata alla colonna di sin istra . « 5. La 3" divisione ma rcicrà• per Stammhein su Pfl uatelden. n « 6. Le punte di fanteria, muoveranno in avanti all e 8,.15 da l\Jlihlhau sen. Zazenhausen, altura 30·1,6 a nor·d di Zu!Tenhausen; alìe 9 dn Slammh ein. « 7. Il secondo scaglione delle colonne mun ~z io ni (parco d'arti glieria) e del treno avanzerà con la testa sino a Degerloch. « 8. Durante l'avanzata mi tToverò con la col onna di sinistra della 2• division e. '>
Ordine della divisione (2") sud. FeuerlJacb, i5 sc:tembre, ore 21!,30. (< ,;J e 2. (Ripetizione dei punti '' , 2, 3, 4. e i> dell'ordine precedente. « 3. E mio intendi menLO di radunare domani ~ :l e 8,30 ia divisione nella bassura nascosta a sud- ovest di Stamm heio . « 4. La colonna di destra (6, '/ ., 3, ;J compagni a pionieri) muovendo all e 6,30 da Feuerbach si pOtterit pei; Schlotwiese, tenendosi a ponente della fenovia Stoccarda Ludwigsburg, a Stammheim, occupa ndo questo villaggio con avanguardie. l'tlantenersi
L B GRA NDI MAX OVRE TEDESCHE XELL'AOTUNNO
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collega ta con la 2• divi sio ne. Riconosr.ere nella direzione stazi one ' ferr. Luòwigsburg l> llugfelclen. Ri ti rare gli avamposti da Zull'enhansen lJuando sostituiti dalla 2• divisione. « 5. La col onna di sinistra (6, '/., 3, ·l compagnia pionieri) marcie rit alle 7 da Kornthal per Neuwit·thshaus sino a ponente di Stammheio. Coprirsi verso nord e sul fia nco sinistro . Riconoscere verso la linea Pnugfelden Ml.iglingen. « 6. La brigata di cavalleria (9 squadroni) mu(IVendo da W eil -im Oorf alle 6,30 marcierà avanti sino all'al tura 349 a no rd-ovest di ~Hiu ch in gen (i5 chilometri in totale) . Ad essa è affidata la sicurezza del (ianco sinistro dell o. rlivisione e dovrà riconoscere verso Asperg, ~·Jarkgronin gen e Sdl\l·ieberdi ngen . « 7. Il grosso bagagli o (supposto) parcheril alle 8 immediatamente a nord di L~euerbach. « 8. Le colonne munizioni e del treno (:>npposte) rimarranno pres:;o Bergheim. J\lanòerilOno partendo alle 8 mezza , co lonna munizioni d'artiglieria e mezza colonna mun izioni di fa nteria, e un ospedale da campo alla stazione ferroviaria di Korothal. « O. Io marcerò con la colonna di destra . Alle 8,30 ma ndare a prendere ordini a sud di Stammheim. " < Il tenente genentle: I' ON I.JNDRQ UIST. >> Situazione alle 8,;10 pel Jla·l'tito swl. - te Le pattuglie hnnno vista una colonna nemica di lnlle le armi in marcia da ~~gloshei m verso il ·pnngefelden , la cui testa o!trepassò la ferrovia· all e 8. ~t La divisione (:3" elci supposto, :zua in realtlt) ha debolm ente occupato Stammlteim e l'altura a nord del Seewolcl e si è ammassala a stHl di qnesla li nea coprente. tt La brigala di cavalleria è a sud dell'altura :H.() a nord- est di Miinchingen. " L'ala s ini ~tra della ·oz• divi sion ~ (segnata con bandiere rosse) ba la testa all'altura 30 l ,6 a nord di Zull'enhausco. Suppostv pe1· la divisione (2i•) del nord. - « Il corpo del nord, il quale aveva mis,;ione di impedire al nemico l'occupazione di Stutt,~ra rt, saputa la città occupata dec ise di prendere posizi one a Pflugl'elden, Lndwigs burg, Osswcil per aspettarvi nel pomeriggio del 16 seuernbre la sua 3a. divisione e attaccare di poi il nemico. ì\l a giu nta la notizia che il partito sud sta geuando, nella nolle fra
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LE GRANDI MAYOVRE TEDESCHE NELL'aUTUNNO
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L E GRANDI 1\JA!\OVRE- TEDESCHE NELL'A UTONNO
il •15 e il •16, un ponte sul Neckar presso Hofen,. dà incarico nlla ·t• di visione (27•) di preparare a difesa il fron te sud di .Ludwigsbnrg e la schiena a sud di Ossweil; l'artiglieria di corpo, gia in Ludwigsburg è pronta ad essere impiegata a seconda delle mosse del nemico. Un reggimento di fanteria della divisione ( l) è stato mandato all o Sch loss Favorile a disposizione del coman dante del corpo d'armata . « La ·l" divisione ha pernott-ato in Heutingsheim, Geisingen e Gross-lngersheim, le colonne munizioni e i traini in llesigheim . Al mattino de l ·16 settemb re, movendo dalla posizione d'ammas samento fra Osterholz e Ludwigsburg mentr·e la testa era a Osted10lz, ricevette aVI'iso, all e 8,,15, dalla divisi0ne di cavalleria spinta innanzi , che lo Seewald e Stammheim sono occupati dal nemi co . Contemporaneamente gli giunge un ordine dal comandante del corpo d'armata secondo il quale In divisione poteva dispo n·e di una brigata di cavalleria e di 2 batterie dell'artiglieria di corpo situate ad Eglosheim . » ,
Ordine della diui8ione (-1•) norri. Altura a nord di Pllugfelden, :16 sottombrc, oro S,tri.-
• ·1. Stammheim e il boschetto See sono occupati dal nemico . « 2. La 2/" brigala di cavalleria e 2 batterie dell'artiglieria di corpo sono state poste ai miei ordin i. « 3. Il reggim ento di fanteria Kaise1· Wilhelm si prepari ad· una strenna difesa sulla linea 1\omerhi.igel Pflugefelderì. « -L La 50" brigata di fantm:ia si schieri a sud del Osterholz in posizione di aspettativa con l'ala destra :~Ila strada Asperg Pflugefelden . « 5. La 21• brigata di cavall eria vada a Moglingen, copra il tìanco destro della divisione e riconosca nellfl. di rezione di Miin· chingen e la slrt1da Zufl'enhausen Schwieber·dingen . « 6. L'artiglieria stia pronta nella bassura a nord di Pflngefelden, sn entrambi i lati della via Egloseim Pflugefelden . « 7. Le due compnRnie pionieri vadano sulla dorsale a nord (i) Si allude ~l reggimento fanteria N. !'!6 di guarnigione a Slrasburgo.
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di Pflugfelden a costruire ripari per pezzi dove loro verrà indicato. « 8. La sezione di sani la (supposta) si metta presso la J agerhau s. « 9. Il grosso bagaglio (sJpposlo) rimanga presso Heut i n ~she im. « 11O Le colonne muniz ioni (supposte) si conducano a nord di Eglos heim. « 1'1. I traiui (suppos ti) si facciiliW avanzare sino a Bi eti gheim e l'ospedale da ca mpo N. :1 (supposto) sino a Eglosheim. « :12. Rimarrò sino ad ulteriori ordini sull':tltura a O(lrd di Pflugfeld en. « Jl tenente genemle VO~ i\[CKl SCH -1\0SE~EGK. » Situazione del pa:rtito "o·rd alle 8,45. - « li reggimento di ca\'alleria della divisione è nella bassura ad ovest di Pnugfel den ; le sue pattuglie dicono che Sta mm heirn e l'altura a nord del bosch ello Se~ sono sempre occupati dal nemico e che dietr·o a questa linea si stanno ammassando truppe. (( La divisione si ~ disposta sui punti statile indicati e lr, brigata di cavalleria marcia da O.>terholz verso Mo_l'l li ngen, « A nord del boschetto Oster sta la 9a ballé:ria del reggimento .arti glieria Principe Lu itpoldo di Baviera e gli uomini con le bandi ere occorrenti a segnare un reggimento, forz e a disposizi one del direttore . » Tranne queste e le bandiere che a nord di ZufTenhausen dovevan o rappre:;entare la testa dell'ala si nistra di una divisione supposta del partito sod, testa di ala sini stra che non ebbe occasione di mostrarsi snl campo di battaglia, le fo rze che effettivamente erano schierate a fronte erano : 9 hattgl. , :J2 squacl. , . 8 batt. e 3 com p. pinnieri pel partito nord che doveva stare sull e difese, -1 2 battgl., 8 squad., 6 batt . e 2 comp . pionieri per il partito sud destinato .ad attaccare. Alle 8.3::) il partito nord cominciò, com'era):(li s1alo ordinato, n. costruire ripari per cannoni sulla sch iena a nord di Pfiugfelden ed a scavare qualche trauo di trincea sulia sinist ra del fron te pel regg. Kaiser Wilhelm, il qual e vi si doveva alleggiare ad . Una stren ua difesa. Alle 9 il parti to sud si mosse dal suo luog-o di radunata per attaccare ht posizione Il terreno interpos!o fra i du e partiti, il Langes Feld, è leggerissimamente ondulato, assai aperto, senza impacci alla manovra
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LE GRANDI MANOVRE Tl~DESCHE NELL' AUTU NNO
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di qualunque arma e di qualunque massa; è luogo ove gia accaddero centinaia di eserci tazioni militari. L'attacco vi si svilnppò con tutte le norme sugge rite dai regoi:Jmenti; il fuoco fu comin· ciato a grandi di$Lanze e ru intensamente proseguito; ad ogni pezzo furono dati almeno 50 cartocci, ad ogni fante 50 cartucce; nn incontro di ca"al leria ebbe luogo fra Mogliogen e ~liinchingen. Ma gli spellntori, a piedi e a cavallo, a~co rsi in buon numero dall e due ci llà di Stoccarda e dì Ludwigsburg, per ammirare le truppe e j:(l i alti personaggi convenuti sul campo> rese impossibile lo S\'iluppo ord inato dell'attacco vicino; lo schieramento iniziale dei due partiti, gia noto in tutti i suoi particolari sin dalla vigilia, tolse alla manovra un'altra parte di interesse. Undici battaglioni, compreso quello d'artiglieria da fortezza si im barcarono lo stesso giorno a Ludwigsburg per torna1:e in ~ u ar nigione : nel susseguente ·17, i rim anenti tr€' battaglioni di fanteria. ancor lontani da lla loro sede ed i pionieri, ~rann e una compagnia 1·imasta per rimettere nello stato solito il camp<> dell a parata; il 20° dragoni e il '13" artiglieria da campagncLdi s!anza ad Ulma vi furono a ll re~itra spo1·tatì (ch ilometri ·IOOl in fe rrov ia. Per i giol'n i d'arrivo e di pa1·tenza dalla zona di arlnnata fu conisposl.o all e truppe la ilfa·rschr:c·rpflegung, cioè viveri paga ti alla mano o provvisti atl econom.ia dai corpi; per i giorni di acca ntonamento fu corrisposto il vitto dagli abitanti presso i quali erano alloggiati, con i quali tuttavia erano corse pre~ edenti tra ttatiYe ('vereinha?·te Qnm·tienupflegtmg); alle truppe cbe non si· mossero d:~lle loro caserme fu dato soltanto la grossa rnziune vi1•erì. l foraggi furono esclusivamente prelevati dai due magazzini permanenti dell e sussistenze , di Stoccarda e di Ludwìgsburg e da cruesti fu tolta ancora la paglia da lettiera per que i comuni che non hanno des'iderato di fornirla. Ogni cosa fu predisposta nell'intendimento di aver riguardo allo scarso raccolto dell 'annata. Gli ospedali di presid io delle dne più volt.e menzionate città, qualche letto messo a disposizione ne~li osped11 li . delle borgate più cospicue, quattro carri per mnlati (due ogni partito\, i medici militari dei corpi e gli aiutanti d'ospedale che si trovano in ogni compa:zn io, squadrone e batteria provvidero al servizio sanit ario. (Continua).
GIORNATE DEL 5 E 8 .SETTE MBRE
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GIORNATA DEL 7 SETTE MBRE
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NOTIZIE POLITlCO-MlLITARl iT ALIANE
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I! l:worù p ~rl a m e n tnro llella 11 uindicina fu la discussione rloi bilanci . Si cominciò con quelln del bilaneio dei lavori pubblici che non diede luogo a not.evol; incidenti, ~a l vo il solito fenomeno per cni si vede fautori ardenti di economie diveutnre pt·oclighi ~cia larqu ato n quando si tn 1tta di sostenere o pmporre opere pubbl iche chn interessi no il loro collegio. Seguì la ùi ~r :t ssi on e del bilaucio della marina r he fu lung11 e viYi s~ima. Alcuni tleputllti combatterono la riduzione di que~to bilancio propost:l cl nll'attuale Ministro, in confronto del llilnncio prllcedente, e sosteone,ro che le ridnzioui di s po~11 ::n nlcuui ca pi toli dovevano· andare a benefizi o di altri, non a benefi zio dell'erario, perchò il bilancio della mari na uel ~u o complesso è iusu.llicien te, non esuberante ai bi::;ogui dell'a rma l<i. :\ costOt'O rispose facilmcme il ~·[in i~tro della mai'Ìnll) oo. )forio , che le t·iduzioni introdotte ernno provvrsorie, imposte da lle imperiose oecessilù dejla lioanza e l i~ i tate probabil mente al l'eserciJ.io 18\.l.J-95. Frattanto fii sen ·izi io soll'ere.uza si provn Jtlerit il meglio possioile con uo migliore t'i pn rto delle spe::;e e coli n più scrn po losn economia. Pilì dii'n <'ili a permatlcre furono co loro che, sul bi lancio tl ell~ marina ch ietl . . vano ulteriori riduzioui e uon è colpa certo nè dell'an. Morin , uè déll'oo. flenolo, relatore del ùetln bilancio. se nou riu ~ci rono a persunderli tutti. Personale. materinlo, :;cuole, arsenali, :>t.ipcndi. iudenl'tit~ , soprassoldi , tutto fu atwceato: nè può twgar:;i r he qualche vo lt~ l' attacco ro~~c ben di n~lLO e ben<' scelto il punto di mi t':t . f ece uO:t ccrt:l impre~s ioo e il diseorso dell'an. Farina ljtWndo dissfl che si largheggiava in indennità e soprnssoldi, non tnoto cou danno dell'erario quanto con danno .della di~ci p l in;1, creando incompati hili abitudini di lnsso ; 54 -
ANNO lXXIX .
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NOTIZIE POLJTICO·MILITARI IT.ol.LIANE
NOTI ZIE POL lTfCO-Mll.lTARI ITAT, lANE
che non si può consentire nel.l'aumeuLo degli ufficiali dell'armatll, prima che sicno tolti da terra tutti coloro che vi passano anni ed anni; che gli :n·senal i devono essere ridotti e gli eq ui paggi ilumentati; che bisogna f:~ r na,·ignre il più possibile, perchè la guerra di mare non è più una guerra da colpi di mano, c la pr~>pa rnione non può fat·si che con nn lungo ti rocinio, tenendo sempre a bordo urfìcia li c marm:~ i ; che u ua hnona ma rin<t non l'avremo mai, finché continueremo a desola rci per una torpediniera che si perde; che solo al mare e al pericolo si formano i comttudanti di nave e i marinai.
'Bisogna operare uniti e risoluti contro il nemico, n.on n~pet~n r~ di visi per la miserabile ragione ehe nou si :;a dove • suot :doi'Zl. s~~ ,ranno di retti. Un mio mae3tro di sch e rm ~ mi diceva sempre : · « St l'l· solva ; chi para muore». Parole che e~primono una gr:mde verità : c nche ·in un campo assai più vasto che la pedana di una sala di scherma • . Questa parte del discorso tiell'on. ~fiuistro clelia marina fece poca impressione :~Ila Camera, perchè non ~i tnntava ~irP.ttameot.e .di lire e ·Centesimi; ma ne fa molto al militare che vede 10 essa ufhcwl meote -dichiarato ed in termini abbasta nz:~ reci::i, un dissidio tecnico incon.ciliabile sopra un punto e~senzia le. Questo dis;idio nou è nna novità per chi segna lo svolgimento delle idee qnnle appa risce dagli scritti dei nostri utfici.:di di marina, in rivi;te fl in gioro<~ l i, c quel che è pcgg•o, non è ristretw al Ministro, e a qualche c~ Ministro, è dissidio di due ·scuole. Una ba per capo l'on. Morin; l'altra non lta capo r i co no~ ciuto , .mn vi appar1engooo forse la maggior parte dei nostri ammi ragli ed .ufficiali di mariua. Noo diremo qnali c.;onsegucnzc po:;sa a1'e 1·e questo dualismo tecnico · ·in tempo di guerra, ma non possiamo wcere che curniucin acl.averoe .delle gravissime anche in tempo di pace. Alternandosi al MnllS.tero . della marina gli uomini dell' una e clell 'nltr:. scuola, la preparaziOne alla guerra non può procedere se non a sh:clzi. Bnsti notare che l'ono-· , revole Moriu non ebbe difficoltà rli dire che, per couto ~ u o, avrebLe Jatto a meno ;ìnt:he dell e l'ortifìcazìoni della ~:Iaddaleuu, e che non ~pen derà un centesimo per aumentarle. 01·a tutti sanno che, per quelli del· l'allra scuola, le (ortiGc~uioni della ~f:cù da l ena sono il perno del sistema, la condizione sine q11a non per poter agire. Noi non ci clichiariarno nè per una scuola, nè per l'altra, quantunque più inclini a quella dell' on . Mori n. ma notiamo come fatto assai grave questo fondament.,le dissidio.
,. ** nisposc a wni gli upposi to•·i l'on. c\lini!'-tro rlelln marina, ammettendo la nectJss itic di molte riforme, ed esponendo il modo <!Go cu c mtende attuarle, ma respingendo assolutamente eogn i ulteriore riduzione del bi loncio; per l'attuazione del le sue riforme partirit dai segnenli criteri i. Nell'orclinn orga ni co, trasformare i nostri sen•izi in hase ~ l di:>centramento e 11 llo re:>ponsabi lità; nell 'ordine amministrativo, proporzio-: nare i controlli all'utilità che possono arrecare ; uell'onliue militare .e tecnico esigere che tutti i mezzi c tutti~ le azìoni conveq,pno allo St:opo di f<ti'Si trovMe foni il più possibi le, al momento opportuuo, nel punto più conven ientè. l due primi criterii sono abbastanza chiari. 11i~pelto al terzo, l'onorevole Ministro espose le ~ u c idee sul modo di condurre la nostra futUI'll guerra marittima; idee da· lui giù ahrc volte accennate ne' suoi discorsi pal'iameotari e che giova conoscere, am i gioverehhe che gl i nomini rom pelenti discutessero a fo ndo, pere hè da! l' adouarle o 1ion aciott11rle dipende non solo la condotta di una eYen tnale guerra marittima, mll pure in grau parte il modo di prepa rar\'i~i . Ecco a questo proposito le pnrole del Ministro; ( Hispetto al lato militare, dirò che dobbiamo limitare le nos tre spese a quelle soltl forr.e che sono concen trabili immediatamente ed utilizza bili : sn que;;to punto io 'ln'i t1·ow in di;;~idio inconcitiab-ile con coloro clw, consideruudo la distesa delle nostre coste, si lasciapo àndnrtl , alla mani<l di difendersi dap pertutto . Così finirebbero col renderei impotenti ovunrrue contro nn nemico concentrato. « N011 ere cl o c.; he In nostra di ft~s~ ma ritti ma de hha essere intesa a questo inodo. Lo dichiaro con tutta In sicurezza che viene da una incrollahile eonvinzione. Sono partigiano convinto delle controiTensive.
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** Tornando poi alle questioni di bi lancio, ecco la chiu:'a del di~corso ·dell'on.- Ministro: «Il bilancio che vi prc3cnto è il mezzo termine tra le esigenze della finanza e quelle della difesa. Con ulteriori riduzioni si and rebbe incontro a pericoli, che la più volgare prudenza ci consiglia tli ev·itnre ; .chiedere una riduzione subito, sareb be . chiedere lo sfa celo clell'ar.ruata. Se qualcheduno è pronto ad assumersi t(nesta responsabilità, ·venga avan ti. Io seguirò l'opera sua e.o n la morte ncll'n nima, perchè
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so ch'egli preparerebbe la sventum e il disonore di qualunque ammiraglio fosse chiamato a comari dare nel momento del pericolo; preparerebbe la scoofiua ingloriosa della marina ita liana» . Queste ultime p<1t'ole del ~J.inistro fecero grandissima i m pressione sull'assemblea e diedero luogo <ld animati commenti. Sottò l' incu iJO di esso, la Camera lasciò che il Ministro sedesse senz:~ un n pplauso, nè una stretta di mano ; ma l' f} lfetto si vide poi ai voti cile vu lgono più degli applausi. **1<
Al discorso semplice e militare del Ministro ten ne dietro rru ello bri-l lante dell'on. Betrolo, relatore del bilancio; quiudi si ch iu~e la discu~ siootl generale e si venne ullo svolgimen to dei va ri ordini del giorno, fra cui ve n'er11no ta luni es primenti il desiderio di ma•rc.,iori ecd'homie · bO "' , ma l'on. Crispi, pr·esidontc del Consiglio, intefl'cuenJo nella discnssiune eri nppoggiundo colla sua autorevole parola quella del Mi nistro della marina, li respiosc nel modo più reciso, accettando solo quello. dell'on. Tor·w rolo che sonava così : « La Camera, ud-ite le dichim·a· zioni del Goven w, passa alla discussione degti nrticoli. » L'on. Compans vi oppose l'ordme del giorno puro e sem pl ice, e lo mantenne an.clle quando tutti gli altri ritira rono il loro. Non volel•a che fosse detto avere ln Cnmern udito le dicbiarMiooi del <>overno. L'ordino ciel giomo pur·o e semplice awmdo. per regolame~to · In precedenza, sovr'.esso si fe ce In votazione pe1· appello nominale, o il risultato fu 277 voti contrari e 53 fnvorovoli. )lesso quindi ai voti l'ordine del giorno Tortarolo, fu appronl!O per alza ta e sed uta. . Qt.Iesta :oL~z i one,. per le. circost<~ nze che l'avevano accompagnata, e per 1 nomr d1 molt1 vot:1U tr contro l'ordine del giorno Compans, non <t l'e vn corto il car<Jttere spiccato di uÙa vittorin del governo suWop . posizione; ma a darglielo pensarono gli stessi oppositori intr11nsigenti, provocando il gioruo appresso un Ms in ùiem, che fece stupire il paese. Ultimatn appena la discussione dei capitoli de l !Jilant:io della mariua, venne proposto dall'estremn sinistra che prima di pass:1re. ad nltri bilanci si discutes:;ero i famosi provvedimMLi finnnziari. Si oppo~e il prcsident.e· del Cons iglio osscrv~u do con ragione che,. per ben giudirare clelia necessità di questi provvedimenti, orn ueces-: sario conoscere pri ma lo spese a cui conreni,·a far rronte; llltto al
più si potevano i provvedimenti stessi discutere prima t.iel bilancio ·del tesoro e di qnello dell'entrata, onde, come termilll.l conci liati\'O, proponeva che discussione ne cominciasse il ·15 m-aggio. - Non fu contenta !'estrema sinistra c p1·orocò in proposito una nuova ''otnzione per app(Jilo nomina le, il c.ui risulrato fu quasi id entico a .quello ·del giorno precedPnte. Votarono per il goveruo l'on. H.nclini e l'oo. G-iolitti; fu compagno nella o;coulìtw al l'on. Cnv:-~ llotti , l'oo. Znuardd li ed i suoi pochi se,guaci . Per ta l modo, se la prima votnzione si riferi va eselusivamente al bilancio doli:-~ marina e potcv<t inte1·preta rsi soltnnto come un:~ prova .che nessun partito (salvo l'estrema sinistrn ingro:;sntn dai di spersi) :~vova avuto il coraggio di votare un ordine clet. giorno che indirett:~ mento. potesse fa r supporre nella Camera il desiderio di ulteriori econo. mio sul bilancio della marina, la seconda vota1.ione ha mostrato chiaramente che il govoruo pnò contare sopra una grande maggioranzo per la .approvazione di tutti i bilanci , compreso quello della guerra .
*** Prima di lascia re il br lancio delIn marina dobhiamo ac~enuare ad una .altra questione importantissima che nella discussione del medesimo ven ne sollevaw; etl è che le nostre forze di te rra e di mt1re non furono mai consideraLe da un puuto di vist;~ abbastanza elevato per abbraccia rle Mlle loro reciproche relazioni, in rapporto allo scopo comune e <l Ì compiti speciali dr essr· nei di ver5i c:1sì di gut'HTn che possono capitarci. Gli ufficiali dell'esercito parlano o scrivono doll'armnta C{)me di cos:~ sul cui .concorso fanno pochissimo nsseguamento, r(tiasichè fosse destinata ad <()perare nell'Oceano Pacilleo; gli uffit:iali dell'armata non si occupano affatto dell'esercito, r1uasi che fosse destinato ad operare nel mondo della luoo. Nello rispettive manovre e nei rispctLivi pia ni di guelTil l'esercito -e la flotta si dimenticano a vicenda. Questo fatto, già notato uell11 relazione dell'on. Bettolo, fu messo io .ril ievo da v:Ìri oratori durante lll cli;;cussione. L'ou. Gr:aodi disse che fra gl i ufficial i qi terra e di mare regna poca intimità di r:~pporti e che ciò si verifica special men te nei rnpporti uffì cit~ li; aggiunse che mai nulla si fece per :~ffiata re CJ uesti due grandi riparti del le forze nazionali e per dar loro un indirizzo comune, che mrzi talvolta si agi come se :;i mirasse nl J'effetto opposto. Altri deputati andarono più oh re; cercarono il rimedio e di5sero che
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in queste condizioni di cose vi è un rimedio solo: dare all'c~ercito e allallrmata un ca po di stl1to maggiore comune. Combatlè recisamente quest'idea l'on . i\iorin, i\Jinistro della marina i l quale disse che non si può dividl)re l'am ministrazione rlell'armatn da 11~ sua prep nr~zioue al la guel'l'a; che un capo di stato maggiore comune non potrebbe se uon dnre consigli a nn Ministero e all';~ltr·o, fo r:;e non seguui nè dall' uno nò dall'altro; che nessun generale e nessu n arnmira<:<lio oserebbe assumere il doppio incarico, salvo forse qualcheduno p~co pratico dell'uno e dell'aln·o ramo. Non si può discouoscere la forza di qnestH ragion i, ma dall'altra parte un provvedimen to ò necessario; lo s\·iluppo dell 'esercito e dell'ar~1 ata deve procedere armonicnmente e lu loro nzione in guerra deve essereco~b in~tn . N~ ciò può ottenersi, se, fino da l tempo di pace, lo sviluppo e l 1mp1ego d1 queste forze non si cousidera da un punto di vista co mnrle. E se ciò è vero dovuuqu~, lo è specialmente per il nostro ~ aese, d~ve qualunque guen~'l l'avvenire ci serbi, in qualnnque modo si svolgmlo le ope r~zioni, qualunque sin la parte rispettivamentu assegnata all'esercito c alla Jlotta, è certo che vi avranno gran parte ambedue. Noi qui nou abbiamo l'intenzione d'indicare il mezzo per raooinouerc· . c~ o lo scopo, m11 d.1c1n mo che queste> mezzo bisogna trovarlo, e intanto no· tiarno con piacere che la questione fu, per la prima volta, posta ne' suoi veri termini in Pit rlamento.
fanteria, se il municipio vorrà concorrere a provvedere l'alloggio che manea . L'oo. Dal Verme interrogò il ministro della marina sul rich ramo delle navi che primn erano di sUJzioue all'estero. Bisposc l'on . ministro di averle dovute richiamare per clcfic ieuzn di somme in bilancio. Appena o_e avrà i mezzi, rimetterà le cose nello stato di prima. Intervenne nella discussione il . r~residente del Con~iglio , il qunle affermò egli pure che, con grande dolore, avea dovuto annuire. per le imperiose neces$ità del bilancio, a richiamare le nostre navi dall'estero; ma le er.onornie che si sono l'atte su ctuusto capitolo non debbono durare a lungo; si troveranno io :~ It ri capito li e nollc riforme degli orgr-n ici i fond i necessa ri per ri portare il nostro naviglio armato al ·grado di potenza che nveva precedentemente. La terza interrogazione fu rivolttl al mioisti'O degli all'ari es1eri e vi diede luogo l'arresto c quindi l'espulsione del genera le italiano Goggia dal principato di }fouaco. Questo gener·ale, in posizione aus iliari :~, s'era colà stabilito avendovi i hcni di sua moglie, eù un giorno, a quanto ·dissero i giornali , recato;o.i a una locn lit~l detta la Turhia, press0 la quale manovra vano due battaglioni francesi. <1V3Va di là assistìto alla manovra. Per questo fatto era ~tato a rrc~toto e condotto a Nizzlì come reo di spionaggio; quindi la~ciaro in lihurtà, 111:1 e:;;polso dal territorio fran cese e dal priiH:ipato di Mocaco. · L'interrogazione venne fatta dall'un. Canegallo. - Rispose ·l'on . lllaoc, ministro drJgli alTari esteri, che è in facol tà del governo francese, come del nostl'u, rli espellere stranieri senza darne ragione. .L'uso che ha fauo il governo francese di tale r~col tù pnò essere ,oggetto di libero r~pprezzame nw nella Camet·a. rna non di reclnmo e perciò .il governo hn stimato piu rlignitoso non farne argomento di trattativa. Riguardo alle ci rcostanze del fatto, l'on. ministro escl use in modo assoluto che il geoemle Goggia r~hbia e~erci tato lo spionaggio . t'interpe lla nti~ pre.se. atto della risposta avnta ed osservò ch'essa conferma .l'opportunità rlell'interrogazione, con chiudendo che dopo ciò non resta se non ùeplorare alt:nncnte l' uso che il governo fran cese ha fatto di una sua facol tà.
• •* Il bi lancio della marina venne a ppovato a scruti n io segreto con 2,18 votr contro M. Poi si pa~sò al bila ncio rlell'interno rlel quale non c! occuperemo, accennando mvece ad alcune interrogazioni e rispo6te ch'ebberoluogo in principio di seduta, durante la discussrone dell'uno o dell'altro bilancio e che presentano un certo interesse militare. L'ùn. Di San Giuliano chiese al mi~1i s u· o della ouerra se e come· . d l:> ' mten a provvedere st.'lbilmenre all'aumento del presidio di C:llania, Ri s po~e l'on. ministro che comuni e provincie fanno a gnra per chie-'dere aumenti di guarnigiOne; ma è :m possibile soddisfare a queste do' mnode, mnssime in tempi ùi strella economia, perchè non si può aumentare una guarnigione $COza diminuirne un'altra. Tuttavia trattandosi di unn cittil che oramai supera i '100 mila abitanti , si vedrà. di fn re qua·lche co~a . In seguito ngli ultimi avvenimenti fu inviata H Catania una bntteria da campr~goa ; vi si lascierà. sta bilmente ; in progresso di tempo si pott·à forse anche accrescere l a
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11 26. ripreso• le sue sed ute il Senato, e in principio di sednt.a, introdoun ri ai senatori C1mizzaro e Tabarriui vicepre;;ideuti . entrò :-tpplnudito nell':-tula e prt>stò giurarneor.o il nuo>o senatore A. R. duc:1 degli Abruzzi. Dopo il giuramenw, il presidente del Senato, on . FDriui, ri volse al principe <Jue;;tc nobili parole: « Altezza Hr.alc! li Senato '' i lw espresso col 5u o plauso i suoi sentimenti e l'nlta HW <.:Olllpiacenza per vedervi in mezzo n noi prestat· giuramento c prende•· possesso del Yostro ~egg io . «Ogni parola attenuerebbe l'alto significato di rpHlStll rnanifestar.ionc. « A me elle ebbi l'r,nore di rice,·ere il \Tostro ginrameuto altro non rìrr11me se nou c:he, in nome del Senato, ring-raziare Su:-~ Maestà il n e che consenti che qu i veu i~te ; riugraziarù Voi . augus to) Priucipn,, ('be ue ave$te il pe n ~ ie ro , nflermaudo ehc, cot•ie i no >~ ri annali di qn0sto fn uo nuovo. ma i per lo innnnzi ac<:<tduto, t ranutn~eranno clurorolt) m emori:-~, i nostri cuori :;crucrauno incancellabile rieo rdo ». Il priucipc ri spose : c Ringrazio il Sena to per l 'afl'e ttuo~a accoglienza e serberò 1lì ~1n os to giorno un rit:onlo. che 511rù 5mnpre fra i miei più cal'i. « To ,;ono ben lieto, ouorevole pre;;ideute, che lei ,;tesso abbin ricevuto il mio ~inra mento. • Souo ben lieto, 0uorevol i senatori, di poter occupa•·e quest'oggi il mio posto presso di voi . salutaudon <tffettuo5amenle come vo~ tro collega •.
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11 bilancio delln guet-r:-t , aspettando la' discu;:;ioil\t' pubblica ncll':-~ula, n'ebbe già ta le neg li uffì;:i e :;peci:-~ lmente nella Gi unw genenl.le del OÌ]IlnCiO, che 111!\Ì non Si riCOrd:-t i'Hgua]e. Quando l'oo . P1tis, relo tot·e del bilancio della ~llo:l t'ra, presentò al'b Gfunta In sua relazione, s'impegnò sulla med esi ma una discus:;ione vi vissi tn <ì, in seguito alln rrunlc si delihl'rò d'invit[lre l'on. Ministro della guel'l'<l ro dare sclt iariutcnti sui seguenti quesiti: f o q ual i sieno le condizio ni dei nostri rnngaz;:iuì di corredo c .di munizionamcnto ; ·~o l[u&li sieno .le :>pese necessarie per le opere di fo n ificazionH ehc ancora res.1ano da eomp io~rs i . Inten·enne l'on. Minislro nel.,enn della Giunta t1 diede 11~ più ampio
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ed espiicit.e assicurazioni ,ul munizionamcnto, sulle forniture di vestiario, di oggetti di equipaggiamento, di viveri in conset·vn ccc. ecc., sul nuovo fucile, sulle fortìfie~nioni in genere e ~ ~~ quelle nlpine in specie, ed esibì i documenti che co m p•·ovav:-~ no quanto egli all'ermnva Espose ioune quanto sarebbe ancora necessario di fare per le forLilica;:ioni c l'armamento e conchiusc pregando i Commissnri di non dare pubblicità :1 cose così delic-ate. Le parole dell'on. Mìu i,;Lro Mocenn ì fcecro nlla Giunla la migliore impressione, tanto più ch'esse confermarono piena men te le ioform:•zioui date dall'ex Ministro Pelloux, circ:l lo staLo delle dotuzioni al principio del 1893 e agli aumenti che sì \'erifìcarono du r:~nte l'anno.
" ",. Partito l'on. :M inistro, s'im pegnò nel se!'l o dr. lla giunta una uuo1•a -discussione, il cui risnltato fut·ono rwovi quesiti proposti :lll'on. Minist ro. .LI qua le vi rispose all' in domani in modo cntegorico e le sue ri~postP. giova uotade perehè co;;tì tu iscouo un vern programmn del governo uelle varie question i militari che ~Ol1'0 all'ordille del giorno. Rispettò ui collocamenti in posi::ione di .~rnizio ausiliario, disse il ~l i nistro ehe la legge e le (Ji.sposi;:ioni vigenti devono essere applicate 1:on maggior rigore nel senso che detta po;ìziouc sia cou1;essa soltanto a tiucgli ufficiali c.hc, pur non potendo eon1 inua re nel !'ervìzio dell'e5ercito perrn:.neutc, sieno però in grado da pot<'r essere utilizzat.i per <t Itri servi;:i, t.auto in pace quanto in guc•rr<t. Quanto alle moclificazioni nell'ordinamento dell'c.~ercito, il Mini~~ro accetta in massima le economie proi'osta nel disegn(l di leg1!e dell'nn. Pelloux, da lui ritirato per introdurvi cpwlche modifìc:nionc c non <mcora l'ipresentato non avendo per o•·a la Camera modo e tempo di rli:~euterlo ed approvarlo. Cil'ca la soppressione della mwlrr tl'appliraz·ione, il Miuist•·o constata che le opinioni sono differenti. Si può studiare l:1 questione, ma per risolverla bisogna dal'e (lr'lma un nuovo indirizzo scientifico ed economico all' Ispeltorato di sanitit milit~re. Ad ogni modo, tcnttt.o conto della piccoln somma st~nziata oggi in bilancio per questa SCit ola c di quanto occorrerebbe qualora all'attuale si SoJst.iLuissc un :-tltro Si$tcmn di reclutamento degli ufficiali medici di complemento. la riforma non darebbe tale economia da meri1are eh, se ne t.engn eont.o. Quanto agli ·i~t'itut.i d'i.~l?"ttzione ed cclu(:nzirmtJ 1nil·itare, il Ministro ma· ni festò l'idea da lui v<ìghcggint<1, di sostituìro ngli nuunli un atmH:o unico,
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nel quale i giovani fo rniti di licenza liccalo o d'istituto tecnico, aspira nti alla carriP-ra. militare, riceverebbero un indirizzo ed un'istruzione uniforme, da completarsi poi nelle si ogole scuole d'applicazione. Questa riforma potrà produrre qualche economia che però nn d'ora non si può precisare. Risretto ai collegi militari, il Ministro si rimette alla decisione del la Camera. Sulla soppres3ione, o per meglio dire, trasformazione dei distretti militari, il Ministro ripetè di avere accettato in massima le modirìcazioni all'ordinamento dell'esercito propo::.tr- dal suo predecessore e, fra rpreste, anche quella relativa ai dist.retti. Indicare quale economia sarà pet· ri~ u l tarne è oggi difficile; ma, ponendo di fronte all'economia risultante dalla soppressione la maggiore spesa col'l'ispondente alla costituzione di nuovi,. organi di reclutamento, si può t·i:enere che l'economia defi nitiva oscilerft tra uno e duo milioni . Il Ministro a~t ta la soppressione dell' Uffiào di 1·evisione delle conu,bilità rnilit<~ri, alla quale però deve fare •riscontro la creazione di altri organi di controllo amministratii'O e contabile. Rispetto alla ,qiusti?:ia milita.·re il Ministro si è dichiarato decisamente · contrario a!là soppressione ,lei tribunali militari; gj può studiare soltanto )a loro riduzione. Quanto nl Tribunale St~pre;mo, non ha difficoltà di vedere se sia possibile e conveniente di fonderlo con la Corte Suprema di Cassazione. Ris[JCtt.o lìnalmente al nu{)vo ('w.:tle, il :.\l inistro ha confermato i suoi intendimenti già noti, cioè di proseguirne c acceleral'lle l:1 fabbricazione in ragione dci mezzi successivamente disponibili, e ciò sopratutto per ragioni morali e per alTrett!H'e l' unità d'armamento. 'f
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Dopo nvcre così dimostrato quali economie si pott·ebbero introdurre gradatamente nel bilancio d.ella guena senza compromr.ttere la forza dell'esercito, il ~l inistro dich iarò, nel modo più fermo ed esplicito, che il prodotto delle medesime doveva, per sua profonda convinzione, :~ervi rè a clnre maggiore incremento alla istruzione e alla solidità dull'esercl'to, diminuendo il pe1·iodo di foruo minima, col chiamare In leva a novembre' a~lcra nd o la fabbricazione dei fucili, e compiendo i lavori di fortificazione giit incominciati e più urgenti. Conclo iu;;e infine che, !JVC ciò non gli Ìosse consentit.o, pre fe ri r~bbe 1·inu nciare al mandato anzichi: man~~are alle proprie convinzioni. Su queste dich iarazioni s' impegnò un'altra discussione molto confusa
NOTIZIE PO LITICO·M ILITARI l'l'ALTANE 851 (benchè le parole del Ministro fossero state,chiarissime) della quale non diremo gl'inciden ti mn soltanto la fine, che fu l'approvazione del seguente ordine del giorno: « La Giunta generale del bilancio, preso atto delle dichiarazioni del Ministro della guerra, che ha dimostrnto possibili diverse economie e con· fidan do che egli saprà attuarle colle opportune riforme organiche c colla semplificazione nei servizi, approva il bilancio. , E dopo ciò non ci resta se non aspettare la pubblica discussione la quale si prevede vivissima, mn fìnirù certo come ò finita quella in seno alla Giunta, eioè coll':•pprovazione del bilancio, quale fu presentato dal Ministro della guerra.
Roma, 30 aprile i893.
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Reggimento N. 23 . Un hauagliooe da Budapest t1 Banjalnka. N. ~8. B;Ht.aglioni -lo, :3o e '~ 0 da Linz al Tirolo mcrithonnle con ·i battaglione e mezzo a Trento c mezzo IJauaglinne u Cnralcsc , Predazzo e Levico. Heggimento N. :31. Un battllglione da Hcrmannstadt a Bjeliuo. Reg~imeoto N 3'\.. 2 battagli oni da Leutscl1au a Kaschan cd a Nevesinje, il 'i1° battaglione da l(nschau a Lcubcha n. Heggi rn~<u to N. 35. Comando c 3 battaglioni da .Praga a Pil$en; 1 battaglione da Pra g~ a Gornzda. fi eggimento ~. 36 . .'~o batt.a){lione da Cattni'O a Heichenberg. Reggimento N. iO . Com11nrlo e 2 battaglioni da R zc~zo.>w c l bauaglione da Oe111bica a .Taroslau . Heg!(imentn . ' . H. •l battaglione da Kijniggr::Hz a Bilek. R eggime nto ~ . .\.:3. ·l battngl ione da Karanscbe; a \\·cis:;~ircheu ed uno \'ice versn. KeJ!'gimcnto ~ . 46. ,~o~~ 2n hnuaglioue :;i scarnhian9 tl'n Vicuoa e He~?girnento
NOTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRIA - UNGHERIA.
Cambi di gua1·ni,q·ione. - .\'el vent uro nutunno avranno luogo seguen ti carnl.Ji di gu~ t·n ig i one:
I. FAKTER!A.
Sch,'iu h l'li n n-:vJ aner.
Rep·girncnto N. 48. Co,mnndo e 2 battaglioni da Kornorn a Pre:-shurgo 'l battaglione da 1\ormoru a Tjrnau.
Hezrrim ento i\. il. ll 1\. 0 battaglione da Szntllmar 11 ~'li skolcz uu b~ tt a ì\fiskolc:.: a Sza tll mar et! il 2° battaglione da ~evesinjc a lll isk.olcz. Hcggi mento N. 9. Comaudo •1° e ~o banagliouc da Jaroslau, t~o balla glione da Radymno, tulli a Przemy:;l. 11 ef!gimento N. ·I O. Comando c :il battnglioni da Przemy:;l a .Taroslau, battaglione a P.adyrLLno. Heggimento iX. ·12. Il fl.o IJattagli ouo da Bilek a Komqrn. Hcggimento N. ~1 .}. Comando e •l o battaglione da lnnsbruck \1 Bolr.ano (una com p~goi a a Cle3), fl.• hatwgliouc da H~ll eon rlne cornpngo ic a .Franzensfeste, un~ n ~iederdorf e uni\ a Sillian; il 3° battaglione d::t llri)l.en e Franze.nsfeste a Rolzauo. Heggimcato ~. 15. Comando 2°, 3• e flo battaglione da Tamopol ·" ~rn~~· R eg~i m c nlo ~. ·18. 1° c 4° battaglione da Trento. 12° Jo Pergi ne a Tlieresien;:tad t. l{eu<•irneo to N. 19. Comando e ·l • batt<1!!lione da Yien'na c M battav gli oue da Haab a Kornorn , 3° b:1tltl glione rla Yienua a Rnab ; :2°,battaglione da Vienn~ a Bilek. Heggimen to ~. 2'1. ·1° ballsglioue da Czaslau ::t Kuttenlierg ; ~~o battaglione da Kutteoberg a Czslnu.
gliou;"d;~
n~
Reggimento N. 50. Comando c 3 b<ìltaglion i da· Sara.jcvo e l{og:1lira a Kronstadt Fogaras e Karlsbnrg; ~ batwglioue da Karl ~b urg a Kroustadt. l{~gg imento ~- 5:3 . .~o battaglione da Otocac ad Agram; ·l battaglione viceversa. Reggi raento N. 51J.. 2 hauagliooi da Olmi.itz a Teschen e Bielitz . Reggimen to N. 55. r.om ~ nd o C' 2 bn ttn~ l ioo i d ~ Lem!Jcr·g c '' batta glione da Brzczau a T<~rnopol; ·l batt<1glione òa Lemberg a Brzezan . Reggimento N. ii7. Com:1ud o •lo, 3° e 40 bntt.aglione rln Cr!1covia n Tarnow. B.eggimento N. 62. Co.>rnnndo da 1\ arl&burg a :'d ~ ros-Va S<ll' lt c l y ; 2 ba ttaglioni da Karlsburg a Broo,; c Kouj ica. . Heggimento ~ . 64. Comando ed 4 battaglione d:t Broo.s; due bn uaglion i da .\ brudbauya e Rjelina, tnlli a Sarajevo. lleggimento \. 67. Il 3° bauagliooe e~ il 2° ~i scambiano fra Ki.sSzehen ecl Epcries. fl cgg imeu to N. 68 . Comando e 3 battaglioni da Budape$1, Szo:nok ed Al·tovac H Vienna ; cl b~tt~g li oue da Budarest o S7.olnok. Heggimento ~. 69. Comando e ~ b~twg li o n i da Viennn n Budnpcst nltri 2 battaglioui dn Vienna a Stnh lweissanburg e Avtovac. Rog;!imeuto N. 7-1. Comm1do cd 'l battaglione d~ Trencsio nltri 2 battaglioni da Pressbnrgo c Tyrnau a \'ienna.
854
NOTIZIE MILITARI E STERE
Herr11imento N. n . Un I.Jattnglione dn Pressburgo a Treucsiu: il •1° l!H'l battarrl ione d<~ Crkvice a Castelnuovo. 0 Reggimento K. 73. Comnndo e •l battaglione da Pilseu, il 1 ~ battaglione dn Gorazda eri il .\.o da Eger, W Hl a P raga; ·l balta~lwue da PibE:n a Eger. . . . " . Reggimento ~ 71L Com:mdo ed ·l battaglione _da l heres1eu~tadt·· ed uno un 13ilek n .To~cfstndt ~ battaglione da Theres1enstadt a Kon1ggratz.. Reggimenlo N. 75. 111° battaglione da Castelnuovo_ a Crkvice. Heg!!imeuto N. 79. 2 bntlaglioni si scambiano fra ftUmeed Otocac. Reggimento N. 80. Il .}0 battaglione da Brod a Peterwardclll scambiandosi con nltt·o bauaglione. Hoggi mento ~- 82. Comando e 2 battaglioni da Kronstadt e il 3° hllita 0c•l ione da Fognras n Knrlsburg. Re!!"ìn 1en to N. 85. 2o battni!lione da Marm:nos-Szigeth si s<:ambia rol c., O ,}o a Ka$chan. Reggimento N. 8G. 'l lwttaglione d~ Banjaluk~ ed il2° da Th,}resiopcl a Budnpest; ·l battaglione dn .l:l ndapest n T he res10pe ~ . . ReggimentO N. 88. Da Bernun il .~o ba ttaglione st. scambta eon alu<o del reggìmeuto :' .Praga . Reggimento N. sçJ . 'l battaglione da Jaroslau a Przemysl. .Reggimento~- 90 . Comando ed ·1 bULtaglione eia Jaroslnu e t~o. ballnglìone da Przemysl a Hzeszow; 1 battaglione da Jaroslau a Dembtca . HE>ggimento N. 9:2. 1 battaglione da Theresìen~tadt a ?atta~o. Reggimento N. 94. Il t~ o cd il 2o battagl ione SI scambHlOO ira Turuau e Joscfstndt. Rcaaimento ~- ~8. Comando ed ·l battaglione da Joscfstadt 2 battaglìont'da Hohenmauth a Cz<1slan tutti e 3 ad Olmiitz; 1 battaglione da Josof~tod t n Bohenmauth. Reggimento ~. 100. Comando e 4 battaglione da Teschen; 2 baun glioui da Oielitz ed OlmiUz tutti e 3 a Cracovia. " B.egf(imeoto N. i O·I. 11 {0 hatL11gliooe sì scambia con altri del reggìmtJnto fra Agr11m e Petrìnj:L v
Il. FM\TERLI
2,0
BosKO
EnzEGOVF:SE .
fi ecroimeuto N. ·1. Comando •lo e 3o battaglione da Sarajevo a Vienua, ~~ s . battaglione rln Vienna a araJCYo. . . Reggi1nento N.~. Il 3n battaglione da BanJalnka a Bthac, ·1 batta·
NOTIZIE mLITAIU ESTERE
S55
glione e mezzo da Bi ha c a Banjaluka (sede del comando di règgimento ), m·ezzo battaglione a Gradiska-Bosniaco . Reggimenlo N. 3. Comando 10 e 3° batta~lione dn Dolnj -Tu zla a Budapest; il 2° bauagliooe da Rnd npest a Dolnj-Tuzln. Reggimento l\'. 4-. Comando ·1o e ao bntt<lglione dn ~Iostn r a Vienna, il 2° battaglione dn Yien na n Mo~t:~r. TI l.
CACCI ATOI\l I.\li'EHATORF.. I .cambi di guarnigione prevedono già la divisione dell'enorme reggimento cacciatori imperatore, a ·16 bnttaglioui, in !~ reggimenti d! ,~ b:\1t<lglionì elle <nTanno le seguenti dislocnzioni : •1° reggimento c<~cci;~torì imperatore. Comnndo quad ro eli battaglione di comp lemento; 3° e (lo battagl ione ad l'n usbruek, il -:to batwglionc (che finora era a Neve;;inje) pure iu I nuslwuck, il •l 0 hnttnglione a Bn·genz. 2° reggimento cacciatori imperatore. Qnndro eli battaglione di complemento c 7° bnuaglioue Il Brixen, comando tlcl reggimeu to 5•) batrnglione (che fin ora era a Bolz(luo e Cles), 6° ba ttug l iijt:~e (elle 'finora era a Pì\·a ed a Creto) e 1'8° battaglione tutti a Vienoa. 3° reggimento car.t:iatori imperatore. Quadro di lmtnglioue di complemento comaudo 'l ·l 0 e ·12° batta~lion e (finora a Cavailese e Predazzo) a Trento; 9° hattagl ioue a fi oYcrcdo; 40" buttaglione (finora a Yienn:l) a · Riva. 4- 0 re~gi rnento· t:acciatori imperatore. Quadro di baunglionc dì complemento e 13° battaglione (finora a Steyr) a Hall, comando del reggimento 14°,15° e ·!6° batt~glione (finora a Reir.Lieni.Jerg. Pilsen c Yillnh) a Linz.
B.HTAGI.t oxr CAcc:tATOIH (Dutouomi). N. •l da Bihac a Nevesinye. N. 4- da T:nnow a Przernvsl. N. 5 da BPiinn a Jagerod~rf. N. 9 da Bruck a. d. M. a Villnch. N. 'l O tl11 Vienua :1 Stevr. N. 13 da Tarnow a Bo~ hnia.
NOTIZIE
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NOTI ZIE l\11Ll TARI ESTERE
X. ·16 da lagerndorf a \liepolomiçe.
X. 21 da Brnk a. d. L. 11 13riiun. N. '23 da Konvca a Ahrudbnnya. ~- 28 da KarÌ.sbuq! a JlllrtnaJ;nstudt. N. 2.B da \fiskolcz a Leutschau.
v. CAV,\ LLI!HI A.
(a) Reggimen ti dragoni. Rt>"!!imento ~ - .\.. Sc.ambio di sq uadroui fra Traiskircheu e \leunkirchen ""' a Wiener-Neustadt. Reggimento N. n. Da Czernowi tz a .Hrzezan. {b) Reggimenti ussari. He•mimento N. 3. Da' Temesvar nd Arad. Vt? Re~gi men to ~- •l O. Da Stuhlweisscuburg a Xyiregyhaza. H.egginwnto N. H-. Da Nyiregylwza ~ Czernowitz. (c) Ulani. Heggimeoto N. ;1_ Scambio ùi squadroni fra Lancs~l c~ Zolynia. Re~gi mento N. :\.. Scaml{iO di squ~d ron i fra Zolkiew e Krcchow. Beggimeuto N. 6 da Prr.emysl a Jaroslau . Heggimento<:\. 7. Scambio di divisioni di squadroni fra Lem berg e Gros::-Mo~ti .
Reggimen to ~- H dn Jnroslau a Przemysl. Heg~imerrto ~- •12 da E ~segg a Stuhlwcissenburg.
VI. AnrrGI.IEHl .\. 1 reggimenti tlivisiooali ·1·1° e ·12° ::.i ::cnmbiano nelle guarnigion i di 13udape5t ed Oerkéuy.
FRANCIA. Scuo la mililltre di Sa·int-Cyr. - L'applicnione della lef!ge de'ttnadri porterà per na\urale conseguenza uu ~nmeuto rilen ntc nel numero degli allievi dcii~· scuol:~ · mi litare tli Saiut-Cyr, almeno pct' i prim i dn_e o tre au ni . Per far ft·oute ai bisogni n1\li dalla costituzione de' reggt·· menti di riserva oceorrerà di portare Ja :~50 a GOO il numero degli am t11c~si .
~!JLITARI
ESTERE
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Ora la scuola di Saint-Cyr non può ricevere questi 150 allievi in più per strettezza di fabbrica to. A rirnediare a questo inconveniente d'altra parte transitorio, i l ministro della guerra aveva proposto di applicare agli allievi del '1° aono il sistema d'ed ucazione già adottato per gli arruolati condizionati di •t anno, aggiungendo ad essi i d-ispensati, cioè quei soldati dostinati al servizio di ,l anno, capaci di di,·e· nire più tardi uffìci;1)i della t·iserv a. Era inteozione del ministro di distribuire gli allievi del •t o anno di Saint-Cyr a gruppi di (iO in unf.l decina di corpi d'armatn, co;;titnen ti un plotone speciale d'istruzione da es::;cr f!reso in sussistenza da uuo dei reggimenti di fanteria di guMnigiooe nel capoluogo Ji çor po d'ar matn. Questi plotoni, messi solto l'auLOrità e la responsabilità del colonnello comandante del reggimento, avrebl)ero avuti de' corsi speciali -d'istruzione teorico- pratica. Alla fine del ·1° anno di studi gli nll ievi avrebbero subito un esa me dinanzi nd una commissione speciale. Questo esnme avreb be deciso della loro ammissione al 2o anno di Snint·Cyr. ·. Le materie d'insegnamento sarebbero sta te: legislazione ed ammiuisu·nzione militare, ~rti g l ieria, tiro, fortifi cazione pa,seggiero , topogralì11, disegno e lingua tedesca. Ma nna seria opposizione da pa rte del mondo militare r. 1103 resisteuza accanita delle famiglie de' candidati, in pensiero per il benessere dc' loro fi gli, IH•nno fatto aborti re In di vis:Jta idea. Fu proprio un sentimento di debolezza, cosi si es prime /e Sp ectcLte!L?' m ilitai-re, « aver c voluto respingere la riforma d cii:~ scuola di Saint-Cyr; la guerra c mossn al progetto rlel generale ~le rcie r è stato senza rlu hbio un segno 1< molto app<orente di depressione dello spirito militare in Frn ncia. Bi~ sogna wnvincersi ehe il ' regime attua le della scuola di S~i nt·Cyr c.i (fornisce pin ttosto degli ufficiali clfemiuati, degni collaboratori di « Souhise. c;he si fecero battere così mi:;erevolmente a flossbaclt. an· « zichè dei rudi vincitor; ·di Vnlrny, Marengo ed Austerl itl. o de' glo« riosi vi uti di ~losca c \Y,,terloo ». Eù il ministro ha dovuto piegare alia corrente della opinione puhblica, ritirando il progetto di legge già pre.;entato alla Camt' ra dci deptllllli. Per suppli rvi ha escogitato il ripiego di costi tuire una ~pcr.ie di succursale della sc.uola di Saìu t- Cyr o a Vers;,illes nella c:~~erma del 20° battaglione Chasseur, partito per la rroutier~ deii '-E ' L, o a Ramhouillet ne' locali attualmente oceupati da' figli di trupp~. Assegnazwne al genio del senJ'iz·io pontieri. - Ln commis$ÌOne dell'esercito ha npprovato all'una:dimit?t il progetto ministc'riale clte ha 55-
AJ'INQ XXXIX.
l
l
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NOTIZI E li!L ITARI ESTERE
NOT IZIE MILI'JIARI ESTERE
per iscopo ùi trasfer·ire il servizio dei poatieri dnll'artiglieria al genio e formare due nuovi rc.zgimcnti artiglieria con i qnaclr·i dei due reggimenti pontieri. I 2 nuovi reggimenti avrebbero in compl e~so 28 b:lt· terie montate. Nello specch io che fn seguito, - an nesso al disegno eli legge _ è indicato il numero ed il genere delle bntterie che farebbero parto deiI'Hserci to attiv(l una volta approvato questo progcuo di l e;!g~
_ _,.l_"'"_m_c_r-:cr!e----co_>IPOSIZ~
~S PECIE 1----=--:edi. . . . . . Montale
. .
108
Tabella N. 1 della leg- " ~e t 4 luglio 1893. '
427
Ta ~e lla ~·
1;> Juglto a>
Da montagna
12
caval lo . .
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3
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A
deliA legge · '1 8~9.
Tabella A ddla legge 28 dicembre ·J888. Ta bella A della legge 15 luglio 1889.
. ( a pied i 1D tslaccate )
.
.)
fuori .-!alla. ~ montate 4 . . ). 16 Francia J ~ da montagna 8 T"tale deìle ballerie
Tabella A della le!!ge 15 lugl io 1889.
620
Secondo una disposizione compresa nell·anico lo 2o del rnnnzionato disegno di legge il numllro delle b:ttterie di ciascun:1 delle quattro categorie indicate nello specchio che precede potrebbe essere modificato per decisione ministeria lc; alla coudizionc cho il numero tota le delle unità non saril Stiperato, e nemmeno il numero (:omplessivo in uflicial i, graduati, uomini di truppa c tllva lli. l.'At•enù· militaire del 2,} correute dice a qut'sto proposito che, in vi~ta dell'aumento progett:1 to, l'a rtiglieria s'è giil provvista di ~uttil o quasi il materiale occorrente. Ma per quanto ri guarda le caseri-nF: pei due nuovi reggimen ti con tutti gli accessori necessari, eampi di manovre e di tiro occor-ret·à una spes:1 di () milioni almeno e quel f!iornale noo crede che • nello stato critico delle fìnnnze rrancesi • si pos~a r.opportnre questa n nov;t . spesa. E per conciliare l'aumento del'l'artiglieria con le esigenze fìnr~nziarie
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·proporrebbe di portare a 8 pezzi, invece di 6, le batterie montate da 80, escluse le batteriP- a cavnllo per le qunli le ragioni di mobilità s(lno la condizione essenziale. Secondo il disegno di legge iu questione l'a rma del genio sareLbe accresciuta di 2 reggimenti e il 5o rt<ggimento (ferrovieri) subirebbe una leggera Irasrormnzione. Reclntamento ed avanzamento degli uf(icùth di t·iserva e dell' eserciw tet·riton·a.le . - Il generale l\iercier nell'intento di provvedere al numero - ora insufficiente - di ufli ciah inferiori, necessa ri ad inquadrare in caso di mobilit:1zione le unità di riserva e dell 'esercito ter. riioriale, qu:~ ntuaque già, in virtù della nuova legge sui quadr·i, si sia provveduto :1 molte vacanze nei gradi di ca pitani e cnpi di hatla• glione, ha presentato un nuovo regola mento sul reclutamento ed avan~:amento degli uffìcio li di risen•a e dell'esercito terrritoriale. Il rP.go lamento è div i~o in quattro titoli . Nel '1o si tratta dell'ammissione al grado di sottotenente di riserva e dell'esercito territoril'llll .. Possono esser chiamati a copl'ire il grado di sottotenente deiln risen·a : a.) i soLtufficiali che han servito 3 anni nell'eserci to attivo ; b) i sotturficiali provenienti dagli uomi ni incorporati per un anno nell'ese1·cito auivo : c) gli antichi :t rruolati conditionnés. Sottoposti :1d un esame prelimi nue del comandan te della b ri g~ta viene loro designato il periodo dell'istruzione a cui devono :lS~i s tere prima d'ottenere la nomina. Poscia, una commissione speciale tenuto , conto dell'nttitudine tecnica dei caJ;ldidati e constatata per mezzo ài esame l'idoneità di essi, li propone al grarlo di sottoteneu te di riserva. Le disposizioni sov raccenuate vanno anche estese agli :~genti dell'amministrazione delle str:~ d e ferrate che possono concorrere al grado di sot· totenente di riserva del 5° reggimento genio (ferro\·ieri). .· Il· rego l am~n to sovracitato è segu ito da un decreto che stabilisce le norme per l'avanzamento; e sooo le seguenti: I sottoteneoti ài risen·a possono esiiere promossi dopo ~ anni di grado durante i q u~li abbiano compiuto due periodi d'istruzione. I tenenti possono essere promossi capit:1ni dopo 6 anni di grado du· rante i qua li abbiano com piuto 3 periodi d'istruzione. L'avaoz:t meuto nei due gradi su menzionati ha luogo escl usivamente à s1:eltn. ·l strnz ione su l servizio delle a·r ligliehe alle t·rnppe tLi {an ten·a di pnsidio n1; ' forti . - Pel servizio de' pez1.i nelle opere fortific.ate, il ministro della guerra ha emt~ nilte le seguenti disposizioni:
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NOTIZIE !Uli.ITARl ESTERE
Le ~ru ppe dì guarnigione in un'opera fortificata, incaricare o no delln difesa dell'opera, in caso dì guerrn , qualunque sia il loro eflettivo, devono ricevere l'istruzione necessaria :~ cci occhè possano t ra m~. in qunlsiasi circos t~n za, il maggior utile possibile dall'impiego del materiale permanente custodito nell'opera. · I comandanti superiori della difesa devono, nell'ambito del loro gruppo, regolare il modo d'a pplicare queste prescrizioni. L'i:;truzìone sa rà da w in massi ma da' comandanti locali d'a rtìgl ierin, · qua lunque sia il loro gr:~ do ed impiego coad iuvati da lle guardie d'artiglieria e dai guarda hatterie titolari ed ausiliari. Quando nell'opera travasi di presidio uo ri parto d1 artiglieria, l' istruzione da i mp;~rtirs i alle truppe di ra nteria dovrà limita rsi alle fun zioni ausiliarit~ del servizio de' pezzi. · Nell e opere invece, dove la fanteria sola costituirà la gnamigìouc, ess;~ dev'essere messa in condizione di poter esegnire il ti ro cori le bocche a fuoco dell'armamento di sicurew1 ; al quale uopo si abiliteranno n far da serventi due nomini p~ r caduoo dei vn ri servizi del pezzo, non cambiandol i mai dì posto. Gli ·nffì ciali devono ric.evcre nozioni so mmarie sulle regole di tiro dai coma ndanti d'artiglieria del . circo ud~rio , in gnìsn d'acquistare l'istruzione e la pratica sufficienti, · per comandare e dirigere il fuoco d'artiglieria. Ya1·iazioni numeriche n ei quad1·i di ttf{iciali supe1·ìon:. - Togliamo dali'Bcho de Pal'i·s del 25 aprile le varin1.ion i numeriche av 1•ennte in quest'anno nei qoadri degl i urfìciali su periori delle diverse armi .coufrontandoni~· la· composi1.ione cnn quelli dello ,:co rso anno.
I) I~SIGNAZIO.\E
DEl GRADI
Colonnelli IJ
.,:_en e~ti fo lonnclli
Il Magg 1or1 .
.
.
.
193 198 8G 93 77 82 36 3i 220 2))9 81 82 97 106 37 3ì i06~
'1071 12811297
r>514-0.l 142 v~s
Da que.>to quadro si deduce che gli aumenti dei quadri non sono in misura tale da permettere il 1·ingiotan·imento del corpo degli ufficiali ch e è da tutti ri conosciuta come una necessità. Basta infatti osserva re
N01'l ZlE MILITARI E$TERE
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come la permanenza nel grado di capitano è di 15 o ·16 anni nella fanteria e artiglieria, e di •12 anoi e niezzo nella caval leria per persuadersi di qu~:;tn necessi tà, alla quale cosa il detto giornale uon crede si possa giungere altrimenti che adottando la legge sulle 1·etr.aites pro· · portionnelles. Battaglioni chasseut·s à p icd. - Con decreto 46 marzo i ba ttaglioni chasseurs .J o, 9°, 20°, 25° e 26° re&identi a Verduu, Longwy, Baccarat, e Saint Mihicl sono stati portati da •i a Gcompagnie. Le 2 compagnie da formarsi in questi battaglioni avranno la composizione determinata dalla legge 25 luglio 1887. . . Non rimangono però che quattro battaglioni ~ 4 compagnie; i quali _ saranno portati a 6 compagnie nel corso dell'anno o iu principio dell'anno venturo. GERMANIA. Una disposizione d'isciplinaré. - La Krenzzeitung pubblica d1e l'imperatore, mediante apposito ordine di gabinetto, ha vietato agli uffi ciali dell'esercito germanico e della marina di pnn t:~re somme al totalizzatore nelle corse di cavalli. Questa disposizione è ritenuta quale con~eguenzo del proces~o per giuochi d'azzardo che ebbe luogo 3d Annover sulla fine dello scorso anno. Equ·ipagg·i amento. - Dopo accurati esperimenti il velocipede è stato regolarmente adottato anche nell'eserci to bava rese, determinandoao l' im piego nel modo seg~ en te: in marcia serve ~ ma nteoe~e la ~on~u nicazione u·a i diversi riparti di sicurezza; llgli avamposti sost1tmsce i cavalieri isolati nella tr3sntissione d'avvisi ed ordini tra i riparti: nel servizio dì tappa trova segnatamente impiego diminuendo assai il contributo della C9 \ alleria io cavalieri isolati; nelle grandi piazze forti il velocìpedistll assume interamente il servizio di messo, dispensandone così la cava lleria; io servizio di guarnigione infi ne disim peana il servizio di trasmissione di corrispondenza tra quartieri ed o . ufftci dive1;si. A. ciascun bwaglione di fanteria c di caccKHOI'l sono Msegnati due veloci pedisti ; .la macc h i a ;~ adottata è del tipo bicicletta. 1
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NOTIZIE llllLITARl E STERE
Marina.
U{~ci di dis t1·etti costie1·i.- - Un ord ine di Gabinetto dello scorso aprile rec.a una disposizione a complemento di altro ordine del 1893 che istit ui ,•a i distretti costieri (Disp. XIX della presente Riv~ta) . ..Ù menzionati · distretti viene nssegon to . uu u f{icio alla di pendenza dell'ispeuore e facente capo quale autorità marittima al mi nistero della marina. Agli uffici stessi è data la seguente denomiùazione, e sede : Uffkio distrettnale costiero I in Neufahrwnsse r per il 1• distretto, comprendente la co~ta della Prussia orientale cd occiden tale. Ufficio distrettuale costiero Il a Stettin per il 2o distretto, comprendente la costa di Pomerania c del i\lecklenburg. Ufficio distrettunle costiero If( a Kiel per il 3' distreuo, comprendente Lubecca e !<1 costa orientnle del lo Schleswig·Hol stein . Ufficio distrettuale CMtiero IV in Hremerhaven per il .\.o distretto, comprendente la costa occidentale dello Schleswig-Holstei n meno il ter· · ritorio dell'El ba. · Uf!ìcio distrettuale costiero V in Bremerhave~ . per il 5o distr etto com prenden te il"territorio dell'Elba e del Wescr. · Ufficio distr~ttuale cogtiero Vf a Wilhelmshaven per il 6o distrette, comprendente il territorio di Jade, la costa orieo wle di Frisia e l'i sola di Helgola.nd. Pr~vvisori.amente la sede del IV e V ufficio è in!Amb urgu; con :1pposrto ord10e sarà determinato il trasferimen to a Bremerhaven. J}finistero della marina. - Con altro ordine pure dell'aprile ven gono. aggiunte due nuove sezioni (Abtheilun orren) al ministero della manna: ' ·1° Sezione artiglier:ia, la quale com prende due sotto$ezioni (Dezernaten) e tratta gli alTari rela tivi a co~ truzion i d'arti(11ieria, amministrazione d'artiglieria e fortificazione delle coste: e • • 2° Sezione costi·nzioni, che, comprendendo p~re due sottose~iooi, tratta gli affari riguardanti le costruzioni di navi e di macchine.
NOTIZIE BIBL1()G RA FICE-JE
a) Recènsioni.
':n
telèf'oto. - Due mesi or sono, a Londr·a, dinauzi alle mnggiori rappresentanze dell'esercito e della marina, veoue pre!'cntato, dal signor Claudio Vittore flough tou, un apparecthio per se[.(nfllnzioui clc:tr·iche D1\vali e campali, a cui l'i nven tore -signor Bouglrton- ~~ ~ ÙlliO il nome di telèfoto. Dell' importanti ssima inveozirnr- ci pare utile riassumere un articolo Jel colonnello Gouraud,. pubblicato ,11el Jou rMt o( the Royal United Sertice lnstitltt'ion, giacchè ci semiJra che essa determiui nn notevoli: progresso sui sistemi di ('l)pidn segnnl<tzione nn ljui adottati, quali, ad esempio, le bandiere e l'eliogrnfo per le sc.lgua· !azioni di giorno, e il sistema Colomb per quellc da farsi durante la notte ('l) ; sistemi questi che nou sempre rispondono ni v11 ri bisogni per· cui sono posti io opera. E iu re111lù: la segnalazione per mezzo del le bandiere ha fatto ben pochi progressi , dal giorno in cui dal ponte della D:l\'e ammiraglia la Villot·ia, a Trafal gar, fu rono, con 32 bandiere e in 1:3 mMimenti , em:~nat i i colcbri ordini : • Engage t Ile enemy m&re closely •, ed ·• En,gland exspects eve1·y man w·ill do his dt~ty », c può Jir;i solo ~
l'ion si comprend e r.ome l'autore ùi questo studio, accco narHJo ai vnri sistemi di segnalazione, ometta di riCI:lrdare quello del signor Kigginson per mezzo degli aereoslati frenati, c del quale si e scritto nell'aprile dello scorso anno, in quosla Rivista. Ci sembra che rosse tanto più opportuno tcnerne J)Mola, in quanto, se non :moliamo er·rati, esso è pure - in massima - basato sui medesimi principi i dai quali parte l'invenzione dell'ammiraglio Co!omb. (!)
A MOS lllSCOCITINI ,
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NO TJZIE BIBLIOORAl"I CHE
che per esprimere oggidì i medesimi concetti basterehbero 27 bandiere e 9 movimenti. Certe condizioni atmosferiche, del resto, possono rendere assolutamente frustranea qualunque segnalazione esuguita con tale sistema, mentre è notorio che i colori delle handierP non si distinguono, in tempo d1 nebbia nnche leggera, a due chilomeu-i di dis tanz~. e che a qua ttro chilometri o poco più, ~ncorciJ è lo giornata sia serenn, i vascelli di una fl otta sono nell'assoluta impossibilità di discernere i segnali della unv!l ammiraglia. .Molto è stato scritto ~ul sistema dei f:tsci luminosi a durata lunga e breve, del Colo mb ; ed in vero esso è ancora gi ustamente adottato per la sua semplicità d'appl ic:tzioue, e perchè, quando specia lmente le navi siano provvi:>te di condensatori eiettrici, oltre a risparmio di tempo, si raggiu nge una distanza di sea-nalaziooe non oueouta sioora con ;:1trii " altri metodi . Esso, iool tre - come si leggeva in un opuscoletto pubbl ica to nel ·1866 - richiedo minor ingegno che non ne occorra pei vari movimenti delle bandiere, o dà con segu1~ntemente con minor frequenza motivo ad errori di trasmissione c a fal se interpretazion i : ma In sua rehlli \'a perfezionfl é ~ppu nto quella che serve a pone sempre pi1ì in ri lievo il progresso s':lgo ato dalla invenzione di cu i è argo- · mento il presente studio. In quan to all'eliogr:tfo, che, avendo il sole a sua disposizione è naturalmente - rn ispecie per la distanza - il più potente segnala tore che si r.:onosca, esso riesce perfettamente inutile non soltanto nei giorni annuvolati, ma persino quando, pet· nebbia alta o bnssa. il sole è lievemente impallidito: inutilissimo quindi nei eli mi permanentemente umidi e nebulosi. Hesta ad esaminare quali sieno i va ntaggi che sullfl al tro puù offrire la recente invenzione del signor Bonghtou. E, anzitutto, ù~ che consiste i l tele{olo? - Esso consiste nella apparizione istantanea dei segnnli Mot·se. Questi segnali nppaiono lu minosi e grandissimi entro a varie lampade, dalle qua li scompa iono rapidamente a seconda chA si premano o si sollevino i tasti di un apparecchio dt:lstinato a produrre, con la trasmissione dell' elettrrcit:i, l' incandescenza. Il telèfoto è formato di una combinazione di contatti elettrici (rac· ch iusi in una cassetta) i quali fa nno capo ad una tastiera; ogni tasto ha scritta su lla parte superiore, e in ear:ttteri romani, una lettera dell' alfnbeto od un numero, mentre nella parte postllriore 1111 ia stessa lettera o lo stesso numero, ma. coi ca r8tteri Morse sono riprodotti io alto rilievo èd in rame, con punti di platino.
NOTIZIE llliJLIOGUAFIC HE
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Quando il tasto è compre:;so, la sigla di rame in ril ievo stabilendo .un contatto, sviluppa nelle lampade l'incandesc-enza , e immediatamente appa1·isce in esse, luminosa e grandissima, nella stessa c perfetw forma onde è raffigurata di sotto nl tasto. U0o speeiale congegno fa sì che quando uno dei tasti è com presso, gli altri ri mangano perfettamente chin!;i e isolllti: di modo che Il impossibile t he due o più lampnde s i illuminino nello .ste::so tem~o, ciò e h ~:~ genererebbe certa e inevitabile confusione. Le lampade, le qunli h11nno la forma di quei pomi che servono di :11aniglie ngli usci, e sono sostenute da una larga rete eli fili metallici, che s'incrociano a foggia romboidale, sono inoltre fornite di un ritlessore parabolico, e di una lente collocata dinanzi e parallelamente ad esse. , Si comprende che, dato tale sistema, per· esprimere tutto l'alfnbeto e la numerazione M.orse oello varie loro complicazioni, accorrerebbero 535 lnmpade, e ci vorrebbe quindi nn apparecchio che le sostenesse, lungo nImeno 270 piedi inglesi: ma I' inventore è riuscito a restrin. gernc il numero a sole 53, ciò che porta, per nlltural conseguenza, che appena il gimbolo luminoso è scomp:n·so da una ·lampada, essa si riaccende immediatamente per esprim ere la configurazione di una altra lettern o di un altro numero, mentre l'ingegnoso apparecehio delle lenti o dei rill essori fa sì che l' iuterYallo d' ioe<~ndesceoza nei fi li tra un segnale e l'altro, rimanga perfeltamente invisibile. A ciò si aggiunga che per esprimere col tasto telegrafico tutto l'alfabeto .., la numcn1zione l\for:>e, occo1Tono '12!l movimenti, mentre col sistema Houghton basta eseguirne solamente trcntotto. . O.;s!;!n•ando poi con ntteo~i one il nuovo 11ppar ecchio, e vedendo come un tnsto solo per volta possa stabilire la corrente, la quale riproduce lurninusa e ingrandita nello lamp:tde la configur:w.ione dell e lettere e dei numen che di sotto ai tasti stessi è .;egnata ad alto rilievo, si comprende subito che ues;>tm'altra forma di lettera, se non quelln es pressamente volut11, potrebbe ri prod ur,;i nelle lnmpade: e in ciò stn apfJIIOto, io ispecie per la pratica cconornin dello spazio, l'importanza dell' invenzione Boughton. r\è si dimentichi che I'apparecclHo è fornito di 36 doppi magneti, il cui ufficio è quello - come ,;i è detto - di riprodurre, contemporaneamente all'accensione e l et~o~·ica, ma in caratteri roma ni e sopra uoa stri:;cia di carta che può essere conservatn come documento negli archivi, ciò che la t<tstiern va a mano 11 mauo significando alle larnpadc : mentre già altro cC'ngegno è ora io f:,bbricazione, il qua le iudicherit :wtomaticarncute J'orn ed il giorno della fatta com unicazione.
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La trasversale che sostiene le lampade può essere elev%1ta vertic.a lmente o post<~ orizzon talmente in qualsiasi luogo adlltto alle segnalazioni; es~a può essere stabilmente !i ssata apoppa, e prua, sulle J!a hhie, o in vari altri punti delle nav i: e poichè 11ueste ultime sono in continua comunicazione col litora le, e d'a ltra parte sono nella pratica i mpos~ibi lità l'li giovarsi dei canapi sottomarini per le comunic.1zioni rol J.Hie~l', così il tclèfoto potril rendere servigi ine.>timabili, servendo di complemento nl circu ito telegrafico che dai por.ti ~i dira ma entro al pao,;o :;te;so. Esso rP.nderà scrvigi eli non minore importanza alln ma ri na. Di~as tri, pur troppo, non mancano di ripeter~i ogni gioruo, ed es>i sono. una prova quotidinnn dell"urt\enza che rapide cd e~ane segnalazioni dt sah'ataggio sieno !Jl'esto sta bi lite. I vantaggi che risultnno dalla recente invenzione del ~ignor Boughtou emergono, del resto, da un semplice fatto: la sola pressionn d'un l<lsto h~1 'ta all n J'appresentnzione lonl:lna, preeisa e luminosa d'una leltl'!ra e oll n simultaut>a formaz.inne tipogralì ~:a e in caratteri romani, dello lettera stessa, TI signor Boughton n5situl'a èhe a (lue miglia e mezz9, in pieno giornCI, i segnali fur·ooo potuti leggere merliaute un cannocchia le comune; mentre di uottP, in condizion i normali ct: ·atmo~fern, i ~eg na li stessi si lessero dÌstiotomente :~Ila dist:Hrztl di sei miglia inglesi. BastandCI 111 <;onoscenza dell'alfabeto e della numerazione }ior~e . e il simbolo luminoso della lettera apparendo allo sguardo più limpido e si mu l~neo che uon si presenti sulle striscie di cart<'l d'una macchina telegJ·nfìcn, ne vien di co n se~uenza che, dato un abi le leggitore :dia lampada e un c~pcrto impiegato alla tastiera, le comunicazion i rwr mezzo del telèfoto debbano eseguirsi a,sai pi ù rapidamente che non si faccio per i dispacd telegrafici: ciò comprende ngevol meu te chiunrrue s'intenda oli telegrafia. I fi li ('1) che uniscooo la tastiera al le hllnpnde non avendo limitazione di lunghezzn, on'rono il vantnggio . che le lampade stesse pos- o ~Ofh) essere eol locate in qualsi~s i punto e. l' appa re~:c hio a qualunque· dr::tonza da esse. ìlledir~nte nu giro di un piccolo manubrio situato a lìanco dell' npparecchio, si ottengouo due spostamenti che determiuano due vurie cornbinnioni di contatti per segoalnzioni pri vate ed una terza per· (l ) Sono mcclliusi in un Involucro im(Jermeabite, e:t hanno. un diametro di •;, d pollice ingto<c.
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NOTIZIE BlllLIOGRAF!CIIE
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
qualsiasi combinazione di sigle, delle quali l'alfabeto e l~ numera· zione sono suscettibili. Alla tastiera, del resto, può essere a ppiicaw indifferentemente quàlunque for~n a alfabetica, e l'inventore si è valso di quella del .Morse soltan to perchè ndln sua semplicità d.i linee e d punt; essa si presta meglio d'ogni altr:~ alla ra ppresentazione facile e eh iara delle lettere. Conclud endo, si comprende agevolm6nte che l'invenzione di cui si è ten uto parola è assai importante e potrà portare note\'Oli vantaggi. A
o
BISCOi:\TI!SJ.
b) Bollettino bibliografico
1. Sommario delle rivi st e militari it a li ane. R-ivista d'artiylùria e genio (tnaJ·zo). De Zeo - I cannoni da campagna del generale \Ville. Una visita all'e-'posizione di Chicago. nignarni - Ponti d'a\'anguardia. ,Ciavarino - Punw.mento indiretto . ~lisce llanea.
Notizie. Bibliografie. Rivista di (an!ei'Ìa (aprile). Il portaba ndiera. · Vittorie e sconfilte. Dei metodi d'istruzi.)ne. Il comandante della ·com paguin. L'addestramento della faoteri:~. Cronaca. Bibliogr<~fia.
Ri·cista marittima (aprile). Airaghi --Sbarchi. Zeri - Maueo dn Bergamo.
NOTI.ZI E BIBLIOGltAFICHE
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NOTIZI S BIB LIOGRAFICHE
Parenli - Dal vecchio al nuovo continente e vice,·ersa. Bonucci - Ordinamento del corpo r~ali equipaggi. Notizie - Bibliografie. Appendice - II reclutamento degli ufficiali di marin11 in Europa.
Gio1·nale medico dell'esercito e della marino (febbraio). Lastaria :_ Delle adeniti ioguinali . Cognetti - Paran()ia primiti,•n cron ica. Rivista medica. » ch irurgie-il . » anat.omo-fìsiologic:L , dermosifìiopatica. t.erapeutica » tossicologica. tecnica militare. » di igiene.
2. Ordinamento degli eserciti Sulla Romani!J, M'il1tara di marzo abbiamo esa minato con uùeresse una proposta per risolvere la r1uestione dello ~tipen d io degli ufficial i, seguita da otto tabelle contenenti il quadro attuale degli sti pendi, accessori ed indennità date agli ufficiali au~ tro·ungaric i , tedeschi, fran cesi, italiani, russi, svizzeri, bulgari e rumeni. - Il genera le Levai ha iniziato sul .fournal des science:; militaù·es uno studio sulle truppe coloniali che sarà certamente molto importante. - Sullo stesso periodic'o (rascicolo di aprile) sono da notan: i alcune considerazioni sulle forze mi li ta ri rrances i e Jltre sul numero nellll com posizione e funzionamento dell'esercito. Queste nl timè dovu te ad un gener:~ le **· concl ndono cosi: • Ces inOuen~es pernicieuses du no mbre. qui s'étendent à tous l~s c modes et à tous les dégré5 de la préparation, vous avons reconnu « rru'elles étaient susceptibles dc peser également sur tous les moments «de l'éxécutiou. «Eu éaumér:~nt successivcment toutes Jes operations. il ne nous a « pas paru possible d'eu considérer nucune comme à l'abri des iucon« veni~nte de tonte nature l11tllché$ à l'éxagération des armtle>. Toutes « uous ont semblé y tronve r nu lieu d'un élemlo'nt de force une cause • de fa i!Jiesse, de trouble, d'irnperfection, et nous avons jugé . qne l~
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• système qui conduisait à de tels rés nlt:~ts était en opposruon, non ' seulement :~vec le but qn'on se proposait, mais avec 111 cvnception « mème de l'idée de la guerre, r1u i veut cles limites au nombre com me «il l'action, à l'e.\.ercice, à la re ponsabilité du commandemcnt ».
3. Arte militare. Venne di recente pubblicata a Bcrlirw da Eisenschmiclt una terza edizione dell'opera del co loo rwllo Ca rdinal von Widdern sui combattimenti nottumi nella guerra di campagna e d'assedio. - Di recente edizione: uu libro del capuano Fischer intito:ato: Eser·cizi tattici ai piedi dei Vos_qì. fierìino, Mittler. - Ammaestramenti mil itari del geueral~ voo Scherff. I. OssercaMzioni .~ulla batt.aglia eli Colombey Nouilly . Derlìuo, Mittler. - Importante articolo sulla Voennii Sbor·nik di aprile sulla ~ tra tegia della cavalleria e ~ nll a rlifesn delle co~te. - Il ri:wegl io degli studi militari in l ~ p8gp.a si f11 man ifesto: possiamo citare un nuovo trattato di arte militare del colounello del genio Banies y Coma:-, composto di 7 fascicoli : •1. Pol itica del ~ a guerra. 2 . Creazione ed ord inamento dcp:l i eserciti . 3. Tattica elementare dell11 tre armi. '~. Operazioni, mobilitazione c radnnaLa . 5. S!rategin. 6. Esplornioni, marcia, accantona menti e accampamenti. 7. Grande tauica. - La R evue m.ilitail·c dc l'd!mnycr· del mese eli nw rzo ·1 89·~ porta un corn pleto studio sulle manovre tedesche in Lorena nel ·189:3 di cui ~;i pillce riporw re per in wro lP. conclusioni relati\'e alla direzione delle m;1novre e alle condizione. in cui si ,.trovano i comandanti di rwrtito nelle grnndi manovre germaniche. « L'hypo the; e on idée générnle détermiue une :;ituation d'ensem ble, « •Jni 5ert dc hase à toutes les. opérations de:; manumvres. Dans lb • cas qui nous occupe, ceue situation appa3ait l'une il l' autre deux • armée~. ~ Chacun de deux. commandants de partis re~;oil sommairemen t « com nni catiou d'une idée speciale qui lui fait c.onnaìtre ~ ~i tnation c t·elfltive dans l'armee fl la(jUCIIe il appartieut, et lui assigtle une « ntission particulière, rentrnnt dans un pian générai arrè1t! par le • cotnmandaut de cette 11rrnce, missiou qui doit l'arnener u ~ tu rc llcmea t •· à rnanoeiJHer contre son aclversait·e.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
· << La rniSSion spécìnle nssignée aux chefs de partìs, le pian g6ooral « de commandant d'armée à l'éxècutìon du quel il doìt concouri r, les « nonvclles qu'il appreudra sur l'enne mi ; tels so n l les ùléments prin« cipa ux des clécìsìoos qu'il sera ameué à prend1·e au cours des npè. " ratious. Les deux com mandants de p:~ rt is seront ainsi placés tians « des condìtion: aussi voìsìnes que possìbie de celles de la guerre, et « leur coup d'rei!, leJtr facuho de décisiou trouvera l'occasìon de. « s'exercer de la manière la plus verì tablemenl ìnst ru ctì,·e. C'est cn· " core pour ~e rn pprocher de la realité quH le:> fo rces des deux. t>dver· « saìres sonl le plus souveot ìnégale:>. « Quels que soien l les · ré::mltats de chaque jonrnée de combltt, la « dì rection les co ns ìd è r~:: toujou rs < lcquis. Mais, tout en les t~ccepta nt, c elle ìntcf\·ien t aussitòt nuprès des deux parti s. suppose Ics évènement5 «qu i ont dtl se passer sur d'autres poìnts, modìfie la mìssìon que c chat:un dcs advt>rsa ires t~ reçue, les forces doot il dispose, ou sa « posìtìon relative dans l'armée doot il faìt partìe, introduit, en un « mot, une sìtuntìon nou velle. « On ne pe111 douter qu'en All emagne, comme dans d' ~utres pny~ . «la òirection conduìse les manrou"res d'après un progrnmme d'eu• sem hle arròté d'nvance. M~i s ella sait fa ire 1111 habìle usage tle.> « moyens donLelle dispose , ponr propo::e r oux deux partìcs des t h è m e~ « inléressant et varìé~. Elìe réussìt en mèrne tem ps à obtenìr que l e~ « situotìons s ucce ;~i\' es créé3 par elle s'ex!)liqnent, s'enchaioent, se « déduisen ts les unes des nutre:; d' u.ne fn çon rationelle, rt qn'aìnsi les « opératìous s~ tléroulenl daus lesconùìtions d'une ent;ère \Taisembl:mce. « La conduìte des mancennes à dou ble action est un 3rt ,·(iritable, « òù le$ All ernnnds paraìssent exceller. A ce point de vne; · ln cou« duite d'a ntrcs exercìc~es à rlouhle actìon, la Krìegsspiel et 110' :;:. voyage~ « d'éw t major, contrilme en Allemagne Jans uue largo mesnre, ù pre « p::tre1· et il fv rrnE: r tl t:l;~ llllO.; li i r~c t~ u ,· ; tic: mannHt vre; ». l
4 . Storia militare.
- Notiamo per la sua estensione e per il bel metodo con t:u 1 e condotta una :;torin della guerra dì ~o rveg ì a nel •181f• del capo dell'uff11;io storìcv dclloJ stato maggiore svede:;e G. Bjorl in, uscita di recentù rt Stocolm :~ (Nor:neol t) di cui dà nn' ampìn recensione la Riv1sta della Kr igs'Cele'Yikap s-Akademien dì Sto co lm ~ . - La Uoma·n-ia Mil'itara dì ma rzo porta nn riassunto storico olt:l ia situazione milìtnre europea nel ~ 893 . - ~l combaltìrnento di Etogcs '1.\. febb raio ·18H. forma oggcuo dì
NOTIZIE BIBLIOGRAF ICHE
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uno s.tudio del cnpita.uo Sothen in~egnante alla scuola di Potsdam , pubblicato. nel 5~ fast.:• colo del ~ 894 aunrs~o al i}Jilitii.t' Wochenblatt. L.a D~rrll~IO~e di quella importante giomntn che può dirsi rultima VI~o:'~ d1 Napoleone è as~ai bene condona e rivela unn perfettn coo~IziOne della rn~tena e de1 procedimenti dci due geuer:~lì Blùcher e ~apolc,o ue ehe s1 trov:~vnoo di fronte . . Su1 /l{ili tilrisch-Politische Blatte-~· di marzo leggiamo un bello , s~ud1o sul.a g~erra turco-russa ed un altro assai importaute su!l'arCiduc:t C,nrlo e Suvo ro" nell a cam pagna del 1 ì 99. . - HeJssmann (colonnello professorò all'accademia di stato rnng{!ìorc dì Pretroburgo). "' Krat~ìi cut:s istoriì Voiennova iscutra \;C srednie i novuìe viekn (Breve corfo d1. stona d~ll'arte militare. nel medio evo e nei tempi modemi). E nscrl~ la ~nm~ ~a1·te relativa al medio-e"o. L'autore accennat-e per somm.' cap1 l'e Js.lltuzi,oni mil.ìt~ri romane e gerrnnniche, lo sviluppo del fe udal1srno, e~nmma l arte mrhtnre feudale Jìno alla batt"·~l· d' B · ,, . . . "o la l uv ~ne,, d;~ un fJUa tiro smottu:o delle condizioni milita ri prima delle c r~c1~t~ n~gli. Stati. ~ivì l ì ~' Europa c yreS$0 i M<1giari, i .Mongolì, gli Atabt, esu mma mrlitarmente le Crocwte, la ~ueiTa dci cento anni le guerre dell'impero LìT.-mtìno, dei Bulgari, dei Rus:>i t' dei Tartari. ' Il libro originalissimo ò ol trenH,do interessante.
!·
5 . Marinerìa.
Bertin . Ét.at actuel de la marine do guerre. - Parigi, GauthicrVillars. Questo lnvor.o comprende due pa1·tì: la prima forma una serie dì rno· nogt:a uc destinaté a determin:~re l'impiego c la ripartizione nei sin11oli s.t:~tl ?elle grandi ca tegorie delle navi da guerra: - corazzate, in;roCIUton, nnvi di stazioni, .~ vvisi torpcdìniei·i e torpediniere. La ".econda parte dà la potenza attuale di ogni marina militnre, fncendo 1! confronto fra tuui i dati noti per varie fonli. Notizie interessanti su ll'aumento della flotta inglese sulle Deutsdw At·mee Zeilw~q del 21 aprile. - Sulle nuore navi da battaglia dì p1·imn classe in.,lesi, notizie sui fascic0lì dell' ~rmy u.nd Navy Gctzette di apri lt~. " ' - Sulla lnternatio11ale Rcvtw dì aprile piccola mono,.rafia di Ha,ion Oros, l~ slazione mariUima della :lf{lt:ldra russ:~ del ì\[editerranllo. ,.,
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
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6. Tecnologia militar e- Armi portatili.
.
'
L' Organ dr:1· mil. IViosenscha,(tlichen Verein ha pubblicato il resoconto ufficiale con tavole, dei tiri di prova eseguiti contro coraz.ze a Pola nel ! 893 novembt·e. Interessante. - T.:ttau. - Istr uzione sul tiro col fucile di tre lince russo. Hannover, Helving. . - Aubrat - Le t.ir de guen·e et l'organisation des champs de tir. Recue tt'artillerie di nprile. -La macchina volante del prof. Welluer, descrizione e critic.1 del capitano Huss. V. StreOleur di aprile.
LA ZONA DI ASMARA CIRCOSCRIZIONE STORICA
7. Geografia, Colonie, Viaggi.
DEL
- Importanti articoli originali sulla Rivista Geo_qra.fìcaiwliana di aprile fra cui: [l Mappamondo di Leonardo da Vinci ed altre c;onsimiJi mappe (M. Fiorini). - Yolumetria dell' isola d' Elba (0 . .Marinelli). - 11 Reno t.osco-emiliano (G. Giannitrapani). - Una singolarità l>arornetrica nella laguna veneta (0 . .Marinelli). - L'altezza della cascata della .Mal'll10re. - Lettera al direttore (A. 1\Iori). - Sul Bollettino dell<' Società geografica, gennaio-febbt·aio. - Da Villa Bella a Trinida d, relazione originale di viaggio, del prof. L. Balzan. Notizie riguardanti il Portolano della Costa al N. dellìume Giuba, del comandante E. Iocot·onato. ·- Ludovico di Hoclniel e In spedizione Chanlcr, lettera del capitano A. Cecch i. - La penisola italica, di T. Fischer, nota del console G. l\larinelli. - Domenico Maria Novara, Memoria postuma del professore F. Dorsnri. - Le sfere cosmog rafìche e specialmente le sfere terrestri (con una figura) del professore M. Fiorini. - Salmon. - Au pa ys de Touareg: Le massacre de la spédition Haucrs; !es Français à 't ombouct.ou, Parigi. Fa v~u·d. - Levasseur. - Lettico geografico universale. Bergcr Le:vrault, Parigi (opera in 50 fascicoli in-8• di ,4 fogli ci:~scuno). -Sulla Re'Vne Mit·itai·re de l'Ettanget· di mano, breve rnonogr3fia, geografico-t nilitare di Gibilterra con una 0arta.
MA RÉJ3-~fELLA SC'-NEGGIIIAU
Per la Dire.Z10IIe LoDovrco OrsoTTI mnggiure M. M., itt4;ar'icato
D e:M ARCHI CAR LO ,
gerenl' .
CON LE SUDDIVIS CONI IN
RELAZIO~E
TRADIZIO~ALI
DEL TERRITORIO
AI,LE: GENTI CHE ABITANO LA. CON'l'RADA
(Continua:i o11e. -
l 'eai Dispensa del {6 aprile).
A VVEH/fENZE PER LA P.H.O:\UNZrA E L' INTELL IGE:s'ZA DEl
.:\011:!
PlÙ . COMUNI
USAT!
NELT} OPERA
Pronunzia. - P er scriver e i nomi delle località indicate in quest'opera ho eercato per quanto mi era possibile d'in• tenderne prima il significato, quindi li ho scritti servendomi di un metodo costante di grafia, che è quello stesso da me usato nel mio Manuale leor·ico-pr·atico della lingua tigrè. In tal modo molt~ dubbiezze nate dal modo eli pronunziare, che anche qui varia da regione a r egione anzi da paese a paese, furono lasciate da parte. P er molti nomi di cui non ho potuto co11oscere il signi- · ficato, può · darsi che la man iera con la quaLe li ho scritti non corrisponda alla loro etimologia, tigregna, amharica, 5G -
Al'iNO XXXIX.
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L A. ZONA Dl A SMA RA
g heéz o di qualsiasi altra or ig ine possa essere; ma in · tal caso ho procurato di rendere, per quanto lo concede il nostro alfabeto, il su_pno esatto della parola come vien detta dalle per sone della !provincia. Confrontando i nomi scritti con il modo di pr:onunziarli degli indigeni il lettore tr overà talvolta delle differenze che nascono da contrazioni e da metatesi delle quali si compiace il volgo anche da noi: così p. e. in luogo di End'A buna-Ionàs sen tirà pr on unziare E nd' Oninàs; · invece di D e'baroa, D oarba e simili. In molti di questi casi ho segnato ambedue lo voci ; in altri, quando la corruzione è pienamente palese, ho r egistrato il nome secondo il suo significato. È difficile per n on dire impossibile senza u n alfabeto convenzionale r endere a. perfezione i suoni indigeni e perciò non è neppure da pensa.rvi: ma però è di una vera necessità procurare il modo che parlando con indigeni nsm possa cader dubbio sulle località indicate (l ). E poichè usando semplicemente l'alfab eto italiano, senz'altro, chi leg ge può trovarsi in dubbio sul modo come la parola debba essere pronunciata in quei molte~:ici ca~i in cui nella lingua nostr a una stessa lettera ha pm suom , cosi è eh~ anche qui ho usate le convenzioni del mio ma!;' . n uale, che ora n assumo. E ecl o. Quando portano l'accento circonfi(~SSO .«e, ò »debbono essere pronunciate molto chi use in modo che s1 avvicinino risp~ttivamente ad i ed u . H. Sarà pronunciata aspirata come la « c )) fra due vocali. dei fiorentini : s'intende bene che ciò non succede quando
(l) Per qucs t.-"1 stessa ragione non può cssr.r o s~guila In l!·:•sr.rizionc cl~i nomi indi ~•m i falla da;: li straniel"i, siano Jl Uril eminen ti. Oua n<to D. c. Vo· •·nc: Munw1~~·· s~n~ veva Az - GJ~eln·ei certamente si ser••iva del l'o•·togr:tUa kdusca, JlOlciHl a lllll •tahant quel nom<> suon:l. All-Ghebrài o cosi lo scriveremmo. Il à lilt~o degli oric~1t.alt c per
noi (li U vidn o al a nostro clw alla nostra .::, O<l ì1 dittongo c1 t1e1 tedesch i potrcllbe essere pronunziato rla un italiano llen rli vcrsamcntll Ila qu ello ciHl st rhlve, O\'il lgnorn<so Lf uCila •Ji ngwt o ·se, anche snpcndola, iguorassc che tale gra na fu cons~1·va ta per un VII no fe ticismo verso un cmlncn te personaggio.
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8i5 l' h segue il c ed il . g e serve come "·segno Òttografi èb per dar loro il suono duro davanti ad e ed i . . Q. Av rà sempre il Sl,lOllO di una c dura, pronunziata m~lto in gola e stringendo le fauci. S. R appresenterà sempre il nostto s d u(o come nella pa~ohi, sale. ' z. Segnerà invece il suono dell' s dolce itaiiano come· in · -;rosa. I due suoni invece che ha la z italiana. saranno in-dicati rispettivamente coi due g ruppi dz e tz cosicchè, ad -esempio, le due parole italiane « razzo e 'pazzo >> saranno trascritte così « raddzo e pattzo >>. · Per conservare alle letter e c, g ed al g ruppo se il' suono -che hanno in' italiano davanti e ed i anche· quando trovansi .a'Vanti ad una consonante ed in fine di parola verranno :sègnate coll'apostrafe : così p. e. mellàsc' . ; L a vocale raddoppiata , p. e. 8aadà, si pronùnzia prolun.gandola ma stringendo la fauci, quasichè si p,rovasse una ~erta difficoltà ad emetterne il suono, come- p·e r la lettera -«-ain ~ della lingua araba. L'accento t onico venne segnato in ogn i parola a suo posto. Significato delle parole più frequenti. --c redo tornerà utile :àl lettore conoscere il significato di alcune ·par ole, clie vedrà i n' seguito più Q.i frequente adoprate ad ..indicare riparti-zioni terr itor~aii od in composizione dei nomi propri delle -località: ~ru~dri. - Dalr antica voce etiopica mecle1· '(terra). P r oprianiente significa ter·?·itm·io e si applica ad una qualunque estensionè di terra, che per cond izioni particolari o per avvenimenti storici abbia assunto una carat teristica sua propr ia. 1Jultì. - Da guelletè (fondare, stabilire). È un~:~. determinata estensione d i territorio, sul quale per concessione sovrana si stabilì, si fondò una famiglia , una stir pe. Vi s·ono anche gultì d' altra origine, che sono specie di ·fondi o concessioni feudali. LA ZONA DI A"Sl! ARA
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addì o ad.
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Specie di comune in cui gli abitanti sono o si su p pongono di uno stesso sangue, di una stessa stirpe. Con la parola àd o aCtdì s'indica più par ticolarmente la popolazione ma. vi si comprende altresì il .villaggio ohe questa abita. ed il terreno d ipendente. decà, dechi, bel. -Discendenza, fìgliuolanza, progenie, stirpe, casa, abitazione, dimora. Talvolta assume il valore di famiglia, razza, precisamente come la parola casa italiana quando si dice p. e. Casa di Savoia. end o endà. - Significa pure casa, abitazione, dimora. È riservata però ad indicare l'abitazione di ragguadevoli personaggi, cbme capi temuti, santi venerati e simili. Più di frequente questa parola indica località . o ve trovasi una chiesa, un santuario con case per i preti ed i monaci. gazà o ghezà. - Significa abitato, paese; soltanto nel sensò materiale senza comprendervi la popolazione e molto meno l' idea di discendenza comune fra essi ohe è nella parola ad o addi. In generale oon questa parola s'indica località, ove si sono stabilite una o poche famiglie, divenute poi centro di popolazione maggiore, di varia origine e diversa provenienza. cosciòt o chesciot. - Villaggio di capanne vicino a terre coltivate, fuori dell'altipiano, sulle pendici dei monti e nelle valli deserte (baracà). Serve di abitazione provvisòria per gli agricoltori. dembe, demba, damba. -· Casolari di capanne con ampia zeriba, ove si raccolgono . nottetempo i pastori con le greggia e le· mandrie. -Sono abitati in alcune stagioni dell'anno soltanto. debrà, debri. - Dall'antica parola etiop,ica « deber » monte: attualmente debrà e debrì significano convento; forse per l'abitudine costante in questi p·a esi • di porre i conventi incima dei monti.
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amba. - Montagna che t ermina con un altipianò. addisc'. - N uovo. areghit. - Vecéhio. abbi. - Grande. nisc'tè, ni<Sc'tò. - Piccolo. ·lal4i. - D i sopra. tahtàì. - -- Di sotto. saàcl o saadà. - B ianco. tzéllim. - N ero. cajèh o cajàh. - R osso. Sellasiè. - Trinità. mài. - ...t\..cqua, torrente. · daarò. - Sicomoro. [eiassì o felassiè. - Convento, frateria. ghebrè o gabrè. - -Lavoratore. g1·at. - Campo, terra da coltivare. zabàu, zebdn. - Pianoro; letteralmente, dqrso, schiena. godò, codò, codù. - Collina. , bar·acà.- Luogo deserto, ,di's abitato, g eneralmente basso. collà, cuolla, quollà. - Luoghi caldi, bassi. (Dal livello del mare ai 1800 metri ,d'altezza). cor, qo1· - Valle. elà. - Pozzo. casei. - Prete. abba, abuna·. - Padre, Padre mio; titoli che si danno ai capi ecclesiastici ed anche ai santi fondatori di monasteri e santuari conosciuti col loro nome. chessàd. - Colle. ·ne(às. - Vento. af. - Gola, bocca. ain o ainì. - Occhio o sorgente. atàl. - Capre. bagghée. - Pecore. ciào o ciàu. ·- Sale. 6nd. - Antico.
Oarta dimostrativa del Marèb-mellàsc' alla scala 250000 -
L'annessa carta dimostrativa del Marèb-mellàsc.'-negghiàtG •
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fu posta ,a_ssieme e.. delineata dal mi0 tenente_· sig. Azzolìno. Uccelli, al qualé qui mi· è grato esprimer e tutta la mia riconoscenza. Gli elementi per comporla egli li desunse dalla carta,dimostrativa. dei paesi a Nord del Marèb e del Belesa .. . del capitano cav. Ciccodicola, dalla carta del Coh-ain capitano· cav. Gentile ' e da quella del Deca-Tessà rilevata dal tenente sig. Giardino. Questi nostri buoni camerati vollero con squisita cortesia perme-t tere al te-n ente Uccelli ed a me di servirei dell'opera loro, alla quale furono portate le modificazioni e le aggiunte necessarie affinchè la. carta nostra riuscisstt la più completa possibile e rispondesse-. · all'indole speciale del lavoro presente. P orgo ad· ossi ed ai . t.enenti 'cav. M;Ùlazzani e Fuso, che-. mi offrirono appunti é notizie, i miei p i~ vi vi ringraziamentì. I distretti (gultì) dell'Acchelì-Guzai posti nell'angolo·f~r mato dal Marèb e ·dal Mai-Beles11 sono spopolati e nqn fur ono ben riconosciuti e rilevati ancora. ~ perciò che perq,ue.sta parte, meridiona~e ,della provincia in parola il lettore non troverà tutte le indicazioni che potrebbe desiderare,
·ciRCOSCRIZIONE TERRITORIALE. .
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Non · esiste· neL Marèb-mellàsc' una suddivisione razionalede-l territorio fatta a s~op~ politico e 'so~iale, al modo comes;intÈmde- in 'Europa, e credo che di ciò non . si ~bbia neppure idea in tutta l'Abissinia, Nel ~arèb-mellàse' non si trovano provincie, circondarii, comuni o suddivisioni ana~oghe, . comunque si chiamino, c,on funzionari, magistrati e agenti' che dipendono da un potere centrale superiore. La denominazione Medr·ì derivata dall'antica voce etiopica medér (terra) e che propriamente _significa ter rit-orio,. si applica tanto ad una vasta, quanto ad una piccola estensione di :tertieno, . elle per .qualche . avvenimento storico· od
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accidente del suolo, del clima e simili abbia avuto una particolare denominazione. È dunque una designazione puramente geografica, che il più delle volte non ha nessuna relazione con le popolazioni che vi abitano; nè col modo con cui fu tra esse ripartito il paese. Sotto questo ultimo rapporto ha maggior ~val ore l'indicazione di Decà o Dechì, le quali parole significano famiglia, stirpe, disCAnd"enza, a seconda delle quali il territorio è ri~ partito. A.vviene 'per ò anche in t.al caso che il territorio non abbia delle ripartizioni regolari, direi l)_uasi simmetriché, come succede in Europa, e queste parole sono usate anch'esse ad indicare talvolta estensioni assai vast-e, tal altra piccolissime. Con esse si va incontro ad un altro inconveniente ed è questo: Ben di sovente un Decà si trova diffuso in- più. di un medrì o ha terre e paesi racchiusi nel territorio d i un Decà lontano. L e genti o stirpi (clecà o dechì) sono ·stabilite in un tèrritorio (medrì, in tanti gultì di maggiore o minore ampiezza ed importanzit. · Chiamasi gultì una determinata estensione di territorio (medd) posta sotto la giurisdizione di un capo o di u n ente collettivo o morale, che hanno il diritto ed il do.-.;ere di colt ivarla o farla· coltivare, di esiger vi certi tributi sia per conto proprio, sia per conto del sovrano e di esercitarvi un'autorità subordinata a quella del sovrano stesso o di funzionari da lui delegati. , Il gùltì insomma è la eoncessione dell'usufrutto di una certa parte di territorio data o pro tetnpOr'e ad una persona ben~merita o gradita, o permanentement~ ad una famiglia o stirpe (decà o dechì) o per dotazione ad una chiesa o ad · un convento. I guUi personali e quelli ecclesiastici sono generalmente passeggeri o per lo meno soggetti a conferma .ad ogni successione al trono: ·sono quindi poco importanti. Non 0osì quelli dati ad una. stirpe o ad una famiglia, che sono irrevocabili, tranne il caso di fellonia o di supreme e$igenze d'ordine pubblico. Questi gulU costituiscono quindi l'unica. suddivisione organica del territorio.
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A completare questo cenno con vien parlar e dell'Addì o ad, col qual nome s'intende una famiglia più ristretta, che possiede un territorio che fa parte di un guUì; famiglia legata con vincoli · di consanguineità alle popolazioni degli altri addi del gulti. L'Addi insomma è una specie del nostro comune, mentre il gulti può essere un circondario, una provincia e forse anche un r egno. Ma può -darsi che anche un solo addì costituisca un gultì se la popolazione non seppe crescere ed espandersi. Alla testa di queste due cir coscrizioni si trova géneralmente un capo ereditario t ratto dal ramo primogenito della famiglia. N on è raro però negli Adcli trovare dei capi elet· tivi. Questi capi prendono il nGme di Sciùm-gultì e ~i Sciùm·addi in genere: hanno poi diverse denominazioni di Aitò, Cantibài, Bahàr-nagàssì e simili, i pr imi: mentre gli alt ri sono comunemente designati con la par ola oltraggiosa di Cicà (fango) di cui furono gratificati, nel lungo periodo d'anarchia, dalle orde brutali che hanno devastat o il paese e si sono servite di questi u mili funzionari per smungere la popolazione. Al di sopra. degli Sciùm-gultì, al tempo della denominazione tigregna, stavano dei funzionari mandati dal ·sovrano, specie di missi-dominici, con poter i civili e militari chiamati generalmente Sciùm-negarìt (capi dal tamburo di guerra) e designati più specialmente col grado di cui erano rivestiti Degiàcc', Ras od altro. Le facoltà di rappresentante dell'autorità imperiale ossia di Sciùm-nega'rit erano talvolta concesse ai capi ereditarii delìe varie stirpi, agli Sciùm, cioè dei grandi gultì che venivano in tal modo ad essere dei veri sovrani mediatizzati sotto la suprema autorità, il più delle volte nominale dell'imperatore o Negus-a-Neg hesti. Questa pienezza di facoltà ebbe, come fu accennato altrove, per lungo tempo nel .iY!arèb- mellàsc' la pr incipesca · casa di Saàd-dzega ed ebbe, n egli ultimi tempi dell'auton omia, Ras Uoldenchièl della casa di Ad-dzega. Ma allorquando si parla di questi e simili principati etio-
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pici non deve il lettore immaginarsi nulla di analogo ai principati, ai governi europei. Qui ogni stirpe, ogni famiglia ha costumi, usanze, tradizioni sue proprie, con le quali sono regolati e giudicati . i rapporti reciproci degli abitanti in ciascun addì ed in ciascun gulti, e le relazionl fra loro degli addi e dei gultì. Lo Sciùm.addi, lo SciùmguUì e lo Scium-negarìt hanno essenzialmente, nella propria giurisdizione, l'incarico di mantenere l'ordine e la pace rendendo giustizia, assistiti da un consiglio di notabili e di capi di ordine inferiore ed appoggiandosi all'autorità della tradizione e del Fatha- Neghestì o diritto regio. Non si trova dunque qui nè uniformità di leggi, nè uni-', formità di ordinamenti interni, e può dirsi quasi che ogni villaggio si regga con norme e consuetudini sue proprie. Detto ciò non fètrà stupore il sentire che prima di Ras Uddu-Sillassi e Subagadis, cioè avanti il principio di questo secolo, l'Acchelè-Guzài non pagava tributo (ghebd), ma riconosceva la supr ema autorità dell'imperatore con un presente annuo, che consisteva in un tappeto ed in un fucile. Così pure i Bogos facevano atto di omaggio presentando annualmente all' Atziè sessanta vacche, cosa di valor minimo se si pensa all'abbondanza di bestiame che era allora in quella contrada, e null'altro. In conclusione i Bahàr- nagassi prima, i · principi della casa di Saàd·dzega poi, possono essere considerati come i giudici supremi della vasta regione, unita piuttosto da vincolo federale mantenuto fermo da ragioni di consanguineità e d'interesse, anzichè da. for me· sta.tarie rigide, rese salde da un ordinamento e da funzionarli stabiliti da una autorità centrale. Era dunque un'organizzazione assai libera, che rammenta quella patriarcale, e che perciò ebbe talvolta a degenerare in anarchia e dar luogo a discordie intestine finite nel sangue. Talvolta avvenne che, tempora,neamente, o l'una o l'altra parte del t erritorio fosse per breve t.empo soggiogata ' e taglieggiata da turbolenti vicini cresciuti di potere, come successe appunto all' Acchelè·Q-uzài ai tempi di Uddu-Sél-.
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lassi, Subagadis: ed Ubiè. Ma in fondo in fondo, pensando a ciò che avveniva al di là del Marèb, è forza concludere che in t~1tta l'Abissinia non è dato trovare nessun'altra re· gione corrispondente a questa, per estensione e per importanza, che siasi mostrata più compatta, più omogenea e che ·abbia saputo per conseguenza mantenere più a lungo la propria autonomia o la propria indipendenza. L'attuale Marèb-mollàsc' o zona d'Asmara, può, per quanto riguarda. l'origine della popolazione che vi abita, essere di- visa in due grandi regioni; una presso l'orlo dell'altipiano ed a N.E. chiamata D eca.-Menàb e l'altra, inclusa quasi interamente nella curva che fa il Marèb e situata a S .O. della prima , detta: Deca-Uarè-Sennasghì. Il ·. Deca-·Menàb è diviso in due parti che chiameremo pro· vincie: l'A.mazièn e l' Acchelè- Guzai; il Deca- Uarè- Sennasghì in tre che sono: il Seraè, il Coh-aìn ed il D eca. 'l'esfà. Per ciascuna regione e per ciascuna provincia. saranno .date notizie sommarie, ch.e facciano conoscere i legq.rni di sangue delle stirpi che vi abitano, le vicende politiche degli ultimi tempi, le suddivisioni in gultì ed addi, la popola.- . zione ed il tributo di cui ciascuua suddivisione era gravata in base all'editto di Atziè Iasù II di cui fu più sopra parlato; quanto insomma possa aiutare a comprendere l' ordidinamento sociale e politico del paese anteriormente alla nostra occupazione ed al decennio di dominazione tigregna. Se, ven uti per invito delle popolazioni sull'altipiano, sapremo accoppiare ~ · n·ostri interessi coi loro, rispettando, per quanto possibile, gli usi, i costumi e le tradizioni avite, è certo che n on solo le affezioneremo sempre più a noi, ma anche estenderemo pacificamente la nostra influenza ed il nostro nome per t utta l'Etiopia, che sospira _ da secoli tranquillità e g iustizia. P arlo naturalmente delle popolazioni, non cer to di. quei capi local1 fattisi feudatarii insaziabili, che non hanno altrò in mira all'infuori del gheb?"i, del fasàs e delle proficue raz·zie (zameccià). .
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Col rispetto alle costumanze locali avremo altresì il van. ta.ggio di non sentire, per lunghi an ni an0ora, 'il . bisogno di accrescere il numero dei funzionari, che, dato 1l nostro sistema di governo, sono in ~na colonia nascente più d'inciampo che di vantaggio. Un r esidente italiano con le facoltà di Sciùm-negarìt potrà tener e tranquilla e contenta un' intera. provincia, poichè a lui non verrà certo in mente di ribellarsi all'autorità del governo per rendersi indipendente, di riscuotere tributi per conto suo, nè di mostrarsi venale nella giustizia; colpe queste per le quali, soltanto, l'Abissinia trovasi da lungo tempo in tanta anarchia ed è ripiombata nella barbarie. . - È mia intenzione, tempo e lena permettendo, dt mostrare gli usi, i costumi, le tradizioni che erano norll)a al_ viver~ sociale e politico nel Marèb- mellàsc'. Ognuno cos1 potm vedere che alcune cose •·i erano ottime e molte buone e perciò degne di esser conser vate, se pure non vi mancavano le cattive e le pessime, da mettersi certamente da parte.
I. Regione del Deca-Menàb . 1 È stato ac(lennato più sopra come tutta la popoiazione del Marèb-mellàsc' sia di stirpe semitica e come pr etenda, per la massima parte, discendere da quegli ebrei che vennero in paese al seguito di Re Menelich I, figlio della regina di Saba o Ozièb e del sapientissimo R e Salomone. La tradizione, o, se si v uol meglio, leggenda tuttora viva e fresca nell'A.mazièn e nell'Acchelè-Guzài r acconta che fra _ essi emergeva Mènàb, della stirpe di Beniamino, forte e , valoroso g uerriero, cui Menelich diè il comand o· delle sue ·truppe. La sua discendenza avrebbe popolato il D eca-Menàb, che significa appunto stirpe, figliuolanza d i Mènàb ed ecco il come.
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b . fi . e re: o ~l~ d i Giacobbe (Deca-Jacòb) venuti con Men~hch st stabilirono da prima, per nn tempo che non è precisato, ne~. Marèb-:nellàsc'. La tradizione non dice per ~ual ca~sa ~10 avvemsse, ma è lecito supporre, da q ua.nto m segmto Sl vedrà, che al di là del Marèb la loro venuta non r iuscisse troppo gradita, È ciò si comprende facilmente quando si pensi al mu.tamento profondo, radicale che stavano per portare le leggi e le credenze mosaiche in un paes~ idolatra, il quale, sebbene la sua regina fosse stata sogg10gata dallo splendore di Gerusalemme e del suo re n on è. ~ credersi che per ciò solo fosse per accettare senz~ opposiZIOne alcuna le novità che stavano per introdursi. _F~tto. sta che la leggenda c[ fa conoscer clie quelli della tnbu dt R uben ebbero parte dell'Amazièn conosciu ta a ttualmente col noii}.e di L oggo-Cinà nel quale si stabilirono· q uelli di Levi le te'tre occupate presentemente dai Baro-hillè del D embesàn, i pae~i di Gheremì, A d-Abeitò e Co~sièn n~l Carnasc~n, dando inoltre orig in e alla stirpe detta Ram d1~u~a ora m Ambaderho (Carnascìn}, Asmara ed altre Io·· cal1ta dell'Amazièn. Gli ebr ei della tribù di, Giuseppe si sarebbero stabiliti n.el Saha:-ti e nel Libàn, quelli di Giuda nel Seraè, ' qùelli dt Neftah sarebbero penetrati nel Tig ràì di breve ora e non avrebbero lasciato discendenza dì qna dal .Marèb. · E cosi è completa l'enumerazione delle genti ebraiche venute con Menelich, poichè la tradizione dice che lo accompagnarono rappresentanti di sei tribù soltanto e cioè di quelle di Benàm o Benjam e per metatesi Mènàb di Robèl 1 d i L eni, di J udà, di J osèf e di N eftalèm in cui è . facile r ì: con?s~r~, leggerm~nte alterati, i nomi di ~ei dei dodici capt- stip1te delle tribù d'Israele. ~a le~genda popolare anzi dice, con anacronismo e per· sont~~aZl?ne, che sogliono riscontrarsi nei r acconti e nelle tradtztont . del volgo, . che Beniamino , R uben , L e'v·t, G'1ud a, . . G ntseppe e Neftah sarebbero essi stessi venuti con Menelich nel ~a~èb-mellà~c'.. Comu~que sia, la leggenda soggiuuge che 1 dtscendentt d t questt sei figli di Giacobbe seguirono
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Menelìch nelle sue imprese guerresche per sottomettere la Etiopia e racconta che Giuda, l!:Lsciata d iscendenza nel Seraè, passò nell'Amhara ove morì; così pure vi morì combattendo Menàb dopo avervi avuto un figlio per no~e Gumà. Anche Gumà fu valente guerriero ed anch'egli morì nell'Amhara combattend o; segno questo che lo stabilirsi dell'autorità della dinastia salomoriica è delle leggi mosaiche in in Etiopia ebbe a superar e g ravi difficoltà e che potè attenersi solo a mezzo d i persone venute dal settentrione. Gumà aveva pur egli avuto un figlio per nome Mereuì, il quale abbandonato l'Amhara, per il Volcait, il paese dci Baria, il Gherghèr e la valle Gundaber tina (Anseba), se ne tornò nel Marèb-mellàsc' e più propriamente in quella parte di esso chiamata presentemente D embesàn, ove si stabilii. Ebbe tre figli: Falùch, lVIalùch e Cialuch. Il primo rimase col p~dre e fo ndò molti paesi del D embesàn e del Carnascim. La sua stirpe si estese in seg uit,o assai largamente nell'O mazién e d iede origine per lin'ea diretta e primogenita alle potenti famiglie· d i Saàd-dzèga, e di Ad-dzega, che dovevano tenere a vicenda la sovranità sul Marèb-mellasc' e straziarsi fra loro in continue rivalità. Malùch emigrò a mezzodì e popolò coi sui discendenti il territorio chiamato in seguito Acchel è-Guzài' dal nome dei due fratelli suoi pronipoti, che vi si estesero con la loro prosapia. · Cialùch infine si stabill sulla sinistra del primo tratto del Marèb, in quello cioè nel. quale il fiume corre in direzione generale da nord a sud, e fu il progenitore della gente del Ma.r ettà. Prestando fede a questa genealogia, le popolazioni dell'Amazién e dell'Acchelè-Guzai si reputano, nella maggioranza almeno consanguinee ed assumono collettivamenté la . '· denominazione di D eca,-Mènàb o discendenza di lV!ènàb. Fu g ià · accenna to alt-rove come, se per la massima par.te la popolazione clel l\far eb -mellàsc' pretende avere queste ori. g ini semitiche, altre ne hanno o credano d i averne una diversa. Ciò si verifica anche nel Deea-ìVIenàb e forse in
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proporzione maggiore che nel Deca-Uarè-Sennasghì. Queste eccezioni saranno, a luogo opportuno, covenientementé segnate ed esplicate. Tali isole etnogra:iìèhe sono politicamente indicate dai cosi detti uistè-gulU o gultì interni. Chiamasi con tal nome un piccolo territorio incluso nel territorio di un gultì più vasto, ma dal quale è pienamente indipendente. · L'origine degli tdstè-gnltì è varia : talora sono antichissimi ed indicano lo stabilirsi di una famiglia in territor.io abbandonato o deserto; talora sono recenti ed indicano l'immig razione di gente guerriera in corea di sedi migliori o finalmente sono vere.colonie stabilite, analogamente a quanto praticavano i romani, in territorio ostile per tenerlo in soggezione. In condizione analoga sono i paesi autonomi, che verranno ad uno ad uno indicati e che trovansi in maggior numero nei territol'ii (ntedrì) di popolazione mis ~-'l~anto gli uni quaùto gli altri non dipendevano da nessun· capo comune, ma dal solo rappresentante imperiale (sciùmnega?·it) e ne è ovvia la ragione quando si pensi a ciò che fu detto ·circa là differenza di usi, costumi, norme e consuetudini secondo le quali vivono e si reggono i varii paesi. Della stirpe di Menàb sOJ;J.O nella n ostra -colonia altri popoli, sebbene fuori del Marèb-mellàsc'. Così le appartengono i Begiùch e gli Habàb, provenienti per la maggior part~ da gente emigrata verso nord da A d-Nefas nel Oarnascim. P rovincia dell'Amazlèn
. È stato già, con quanto fu detto precedentemente, accennato all'importanza grandissima che tiene questa provincia nella vit;a del Mar èb-mellàsc'. Prima che i turchi nel 1.557 s'impadronissero di Massaua e prima che gli egiziani nel secolo presente , pretendessero alla signoria del Senahì.t, l' Amazièn t rova.vasi al centro del Medrì-a-bahàr governato dai Bahàr-nagassì ptima e dai principi delle case d i Saà{l-dzega e di Ad-dzega poi. Ora
t ovasi al vertice del triangolo che t:ostit uisoe il Marèb-
~ellàsc'
di cui un lato è formato dall'orlo orientale
~ell'al
tipia~o, l'alt ro d a.He alture spopolate del ~arca . o Baracca a:d ovest, e la base dalla linea Marèb-Belesa-Muna. .. L'importanza dell' A mazién è immensamente ~rescmta dopo ia nostra occupazione d'Asm~ra, che tutto mduc_e ~ credere sia per esi;ere in un avvenn·e no~ lontano la vera capitale dell'Eritrea, come è sta~o precomzzato ed augurato da persone competenti in matena. . . .. 11 nome di Amazièn o Amasèn, eome dwes1 . 1'n~ comunemente, ha la sua origine in una leggenda gentil~- In_ un tempo lontano, di cui. nou si sa neppure ~ppr?ss1m~t1va_ mente indicar e l'epoca, viveva in Bet-.Maca, v1l_lagg10 sttua.to. sull'altura ove attualmente è il forte Baldtssera, un~ donna della quale fu perfino dimenticato il nome, a~sat ricca, 'mussulmana di fede e di stirpe B elàu, di quella sttr pe cioè, cui appartengono i Naìb di M~ncullo. . La leggenda tace pure il nome ~l s~o mant_o e quello di una sua unica figlia, che ella d1ede m moghe a certo Ezièn anch'egli mussulmano e d i stirpe Belàn,,. che cert<l.mente dovette essere persona ragguardevole e d 1mportanza se solo p er il suo nome ci per venne n otizia della suocera ·sua. . Infatti il nome di Amazièn o Amasèn pare ~ta _un~ semplice contrazione di. Jiraàt-E.zièn parole c_he t~nto lll ttgre quanto in tigregna signi~cano ~ Suocera dt ~zten. . Siccome costei era ospitale, generosa e d t gran ct~OU:l: pellegrini, viandanti e bisog~~si trovav~no pr~sso d1 _lel vitto, aU 0 ggio e soccorsi larg1t1 con amp~a n:un~ficeuza, e · poichè chiunque tornava da un lungo v1agg~o raverso a questa provincia, interrogato dove e presso ch1 aves~e ~w~ta ospitalità, rispondeva costantemente col dire ~a Amat-E~ten, ossia dalla. suocera di Ezièn, ne venne che 1l paese ~nma~ il territorio circostante poi furono comunemente des1guat1 . . col nome di Amazièn od Amasèn. Oonvien credere che ella fosse in vero assat splend1da poichè questo nome a poco a poco si estese tanto da 1:ag ~ giungere le spondo del Marèb ed anche sorpassarle; po1che
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ho sentito dire e ripetere che la gente dell'Amhara chiami in tal guisa. i paesi posti sulla destra del Tacazzè, e se debbo credere a quanto da qualcheduno . mi fu detto, negli estremi confi~i meridionali dell'Etiopia, gente del volgo indica con tal nom·' tutte le terre setten trionali dell'Impero. Però può darsi che a dare 'una così vasta estensione di significato a questo nome abbia efficacemente concorso il lustro dei pr incipi dell'Amazièn, che abbiamo veduti altrove portare il loro dominio e le loro armi vittoriose fino al Tacazzè ed oltre; analogamente a quanto, per hon uscire dai paesi etiopici, si riscontra nel regno del Tigrài, che pr~nd e il suo nome dalla provincia e dal territorio di Adua e di Axum sebbene comprenda altre e molte provincie come lo Scirè, l'Agamè, l'Aramat, ecc. (1). Ad ogni modo è certo che, nella maniera stessa, gli abitanti del regno del Tigrai chiamano Amazién tutto il territorio al di quà del Marèb-mellàsc' come lo provano i due aneddoti seguenti. Nella primavera dell'anno 1889 Debeb, consigliatosi prima con R as Mengàscià, col quale era allora in buona armonia, offerse in Acrùr ai nostri rappresentan ti, in cambio dell'appoggio italiano, il possesso pacifico dell'Amazién: e chiestoali cosa intendeva indicare con questa parola, rispose o che egli designava col nome di Amazién quella parte di altipiano, che ha per confine meridionale, appunto, il B elèsa ed il Maréb di Gundèt. Quando poi dopo il nostro ritorno da Adua, nella primavera dell'anno successivo, in mancanza d i Menelich che si attendeva ad ogni istante e non giunse mai, il gover no della Colonia sentì la necessità di trattare con qualcuno, venne nominata una commissione di ufficiali nostri e di ~appresentanti di Ras Mengascià. Avendo i nost.ri indicata la linea di Marèb-Belèsa-l\iima come quella des1derata dal governo coloniale, non fu dagli incaricati tigregni sollevata nessuna difficoltà e venne concordemente accettata, tanto · parve equa e naturale. (l) 11 complesso d i
tutte queste pro,•incic
chi~masi piu propriamente Ti~rt).
LA ZONA Dl tiSMARA
889
Peraltro, se avviene che per Amazién le popolazioni del T igrài intendano il territorio posto a settentrione della linea più sopra indicata, è· u n fatto che per il Seraé è Amazién solo quella a nord della catena d i colline conosciuta col nome di Moccàu- colò, che il lettore potrà riconoscere nell'unita carta d imostrativa, e che è il vero confine naturale di quest.:l. provincia a mezzodì. Abbiamo visto altrove come le popolazioni dell' Amazién vivessero in repubblica e come passassero in seguito ad un O'OVerno pa.triarcale, con cui veniva fissata la suprema pot> l . testà nella potente famiglia di Saàd-Azega reputata a pnmo()'enita della stirpe, la supremazia della quale venne altre~ .riconosciuta dalle altre provincie del Maréb-mellà.sc'. Nello specchio seguente saranno indicati i g·ulti e gli adcli della provincia e saranno porte le indicazioni promesse sulla popolazione presunta nel dicem bre 1892, ~l tributo d.i o~ni ripartizione territori<de sarebbe gravata m base all edttto di Atzié Iasù rr• e quanto infine può interessare di conoscere sopra le varie circoscrizioni. I paesi autonomi ·verranno indi cati nel rispettivo med:l'i cui appartengono, mentre i dati rifiette~ti gli uistè-gulti saranno posti in ultimo ed a parte. Ciò nasce dal fatto che sebbene i paesi autonomi, non avendo Seiùm-gultì., ricorr essero, per le diift~renze ~ode fra loro, al tribunale dello Sciùm·neaa,rit senz'altro e sebbene fosse preventivamente o fissato il tributo (ghelJri.) che ciascuno di essi doveva pagare (essendo per la varietà. di stirpe impossibile addivenir e alla rioartizione dell'imposta che g ravava. sul territorio nell'asse~ble~~ (mohal;èr), come avveniva nei gultì costituiti}, pure a difforenza d~gli u.islè-gultì, che pagavano il lqro tributo direttamente al tesoro imperiale, i paesi auéonomi lo versavano nelle mani d i un e;;attor~ (meslenès o meslegnà 1, che era mandato annualrn e;1te insieme ad una scorta (fa?·assegnà} a cavallo per riscuoterlo in ciascun meclri. S'intende bene che il mantenimento di guesti agenti punto discreti era a carico dei ·vari paesi. I pae:;i di scarsissima popolazione, o meglio i paes1 già 57 -
AN~ O X~ \IX
890
LA ZONA D l AS~tAB.A
LA ZONA DI ASMARA
abbandonati e che incominciano a ripopolarsi, saranno preceduti da un asterisco (•), e quelli completamente abbandonati, da due (••). Per i paesi che pagàvauo. il trib.uto in natura si abbia presente che il gabetà tigregno è una misura di capacità corrispondente, presso a poco, a 38 litri e che occorrono otto gohelà per formare u n enialàm detto anche con voce amarica daula.
l.[edrl
l'
Gulti
l
/ l)eca-Danscim .
1• 1\fagarca, 2° Ad- Danscim detto .anche per autonomàsia Decà-Dauscim. Possiede i ' 'ill:>ggi (coscio l) di Algatà, Mài- Sorù c
l
l
Nome rlegli addì compres i in ogni scompartimento
~Jilj.,\fahàn.
Deca.-Sciahai. .. l • Mor;ameràn, 2• Dzilgn- tzellemi, :3• Zabàn, 4• Ad· di Na il, 5" Aòdi-Eptès, 6" Addi-Fingii\i, i • Ad-To · clòi, 8• Ad-zu-Cristòs, \l" Ad-Ag·ài, lO Addi-Hailit. Vi erano tH'illln i ùuc pa.,si di Cosciaqò è di Dcmbe-Scitèl ma furono dislr utli da un in.,.,rHlio . Il gullì possiede i due ''ill:>ggi di Uas-deml>" e di Bcrt.hisé-"· loinò nel O.. c:l-Anndù.
l \ 'Molazzenài.
Decil.·Namrnén.
1° Zaq-zahà, 2• Medcàt-nebri, :3· Sciuil, 4" AdòiMolazzenài. 1• A.rldi-NamnHln, 2• Arbascico od Ab rMcicò, 3" Zabàn-deca-Zori>. :Sei t erritorio di q,uesto ~tutti sono inclu ~i i due v illaggi di Gudda.C.uddi e di Aì-fhcqit. Il primo app:~.r licne a l Deml>esàn, l':>ltro al Dce:~-Zariìi.
Ad-.Johànnes . Dersennéi . . Deca-Aandù .
1° Ad- Johànnes, 2• Debri - .Johannes. Dersennèi più il villagg-io di GamiJ presso l'An seba abitato •:la mussu lmani. l" Deca,.Aandil, 2• Mushar-Aràt, 3• Dubùr, 4'' Aghehà. Questo gulti
:~.pp:>.rtiene
ora a li:>
zon:~.
di Chcren.
• Ptli'OLAZIO~ R. Secondo le tradizi:oni locali la popolazione del 'neca.-llarlscim e del Der.sennl>i è originnria dell'Acchfllè- Guzài: quella del Deca-Nnmmèn, AdJoha1111es e :\lolazzenai dell'Ambara, quella del Deca-Sciahài dell'Assaorta, queEa {iel Deca-Aandi1, tiualm.-:nte, del Tigrài. .
Tmou1't. - T ntto il ì\lcdri pagava com plessivamente ":'00 talleri c!i Maria ·Teresa ali anno di tributo r llg-io (gbebri), che veniva r ipartito fra le v:IJie popolazhmi del territorio nell'a;;s 1mb lca dei capi gulti, che tenevasi in Addi-Na mmen ·ed al sicom'lro-sul t.or:·e nte Duà, il quale scorro frn. il Deca-Sciahili ed il Deca.'Da.nsclm. Il g nlti di Ad-Jolùnnes non concorreva al pagaamento del tribnto regio percl;è tributa.rio del convento della Trinità {Selassiè) di Saàd Am ba.
892 Med rì
LA ZOJ:5A DI ASMARA
Gulti
!\ome degli
~ddi
I.A :ZO:;'A D I ASllARA
compresi in ogni scompartimento Medrl
Dembesàn
solo gu ltì .
l\ome degli :~.ddi comp re9i in ogni .s compartimento
Gultì
l
1° Ad- Ta()lesà.n, 2" Dechì-MolHtrè, S• Uàra, 4• Ilechi-Gabrù, 5° Dich-dich, 6" Deca-Zorù, 7·• Ghèscinnscim, S• Hajelò, g· Gurità.t, 10• Ad- Accolòm, 11• Sciumnnegùs-tahtà.i, 12• Sciumanegilslalài, 13" Ciarasci, 14° Af-dejil, 15° Magarcà, 16• Amba-derhù, l 'l• Giangarèn paese nuoYo co- • sti·uito pochi anni fa da Cautibai Sciauisc' dei Bogos.
solo gulti .
.l 1• Ambà-derhò, 2• Belèsa, 3° Coasièn, 4° Ad-Zen,
ll
5• Gheremi. 6° Zaghér, 7• Uocchì, s· Quandèbba, g• Dafarè, 1·0· Dach-seb, 11• Add i- Sciahà, 12° De· · ca-Petròs, 13• Zab~ftàm, 14° ~lasfintò; 15• AdOngodà, 16°"" Ad-Areghit. Nel tèrr itorìo di •tu es to gu llì è incl uso il [lMSe di A<l-:\efi)s ùo nde trassero origine g li Ha bò.L.
Questo g ultì possiede i villaggi (cosciòt) di Dem, ba-Ghcrb èt. Ec'm1ù, P.ccalò, e Scindila nel proprio terr itorio c quello di Gu<ldn-Gnddi nel· Dccn· :\:Lm· m~n .
I Bet-Tacuè ti' Hal-hal traggono origine da quetlistrctto donde emigrarono da tredici genera-
~to
:doni.
PoPOL.UIO:XE. - La popolazione di questo distretto è bilingue parlandovisi tan to bene il tigregna quanto il tigrè, che sembra però esse1·c la lingua propria del paese. Pareicb e negli a ntichi tempi una colonia. a,gàu sia venuta in paese. Attual· mente la popolazione (esempio unico in tutto i l Ma.rèb-mellasc') ò divisa in due classi; nobili e plebei, detti i n questi idio mi, sciumagallè e ti{J?'è o machetài . .Que!~H ultimi però sono i padroni della terra, del s uo lo - I nobili sono llivi:;i dall a fì ern inimicizia che regna fra g li Ad-Elòs, Ad-Coflòrn e Ad-Tecla- Aimanòt, le tre grandi famigliE.', che p_ure vantano un'origine comune. Fra. loro il san~nc è corso 'a torrenti e non evvi delitto di cui non siano stati capaei per soddisfare l'odio e l'ambizione. Gli Ad-Tecla-Aimanòt si sono consumati nella lotta ed ora. hanno poco o punta importanza.. Per causa di queste contese in testi Qe gli Ad . Elòs vennero a noi e col favor . nostro divenne capo del distretto Adg u- Am bessa di. qu esto. famigl ia, comandante d i UDf.L banda di 300 fucili al nostro servizio. - Ma. egli, che pure av eva raggiunto una. g-mndczza insperata, col suo contegno superbo, prepotente, vendicativo, crudele ed intollerante d i ogni autorità obbligò il governo della Colonia a deporlo e relegarlo in Assab. Ad-Taclesàn, capoluogo del distretto, importante perchè comanda lo comunicazioni fra. Cheren ed Asmara c fra Cheren e :\lassaua per il ì\Ialdi, fu posto sotto un co mandante mili tare pe1· impedire anche 1~ rappresaglie e le vendette dei suoi satelliti e parenti, di cui uno, Fitaurari Ga'òr i1, tiene ancora la campagna. TnmuTo. -
TI ghel!rì (trib uto regio) p:tgato dal De mbesit'n t'ra di 750 taller .
POPOLAZIONE. _ La popolazione del Carnascim è un miscuglio di stirpi di. ~·aria <>ri gine e provenienza . .Fu g ià. detto altrove che quella d_i Ghcremt, Co~s1en e parte di quella d i Amba-dcrhJ si vanta discendenza di Len I~ Ad-Nefàs, d~v,en u~o uiste-gt~ltì e perci.J separato dal resto del dist ret to, ed a_nc~e ~~ altre locall t:t, fra -cui Amba-derhò, è stabilita la progenie di Mènàb assotttghatas1 ~u~ndo,, or _sono -due secoli e mezzo. in causa di contese f'. lotte fratricide ebbe or1gme l emigrazione degli Habàb .ed a quantu pare anche quella dei Regiuccbi. ~ Il _pa~e fu rinsanguato con gente venuta di fuori fra cui era. Ezar, antenato d1 Dcg1acc Sabbatù, oriundo dello Scirè. TRmuTO. -
Il ghebr'1 del Carnascim era di 1500 talleri.
Nota. _ Nei due grossi gulti del Dembesàn e del Carnascìm lo Sciùm-gnlt't e oeol s~o mezzo' il Mengbestì 1governo) aveva in di ritto maggiore ingerenza che al trove sugli Sciitm-addi o Cicà. Questi infatti rimanevano in car ica _un tem~ mdeterminato, fino a quando, ·cio~, incontravano l'unanime a~p~o:Vaz10ne d~l d1pen~ -denti e dei superior i. Mancata questa potevano essere destltUitl. e lo SctuJ~-gul_tt ·od il Ca!>O del Governo no!llìn:1vano altra persona reputata mentevole dell u ffic10 · · od altro. Anc1le qu1· pe ro• era ~ orma "'ene;senza t ene r conto di ragiom· ered1tar1e .., rate.' che, a prefe~enza, il successore fosse trat to dalla famiglia nella quale era ' precedentemente tal d ig nità.
\
LA ZO:SA DI ASMARA
8!14
LA ZONA DI A SMARA
Medrì
Gulil
l\om'e degli nddi compresi in ogni scomp:lrtimento
l
Deca.-A tescìm;
'
l
l
.
Secondo le ' 'tcende politichedei-
Deca.- Zerài
l
.
) ·
Taechelè- Ag-1 gabà.
la regione,questi tre medri hanno cost.ituit o un solo g ult\ col nome col!attivo di DecaAtescim, o ne hanno form ato t re distinti, uno per medri.
l' 8aàd-Chistim, 2• Addi-Sogdò, 3• Uoccbi-dubbà, 4° Daarò-Pau~òs o Caulòs, 5• Godarif, 6'*"' Gaggirèt; '7° Cosciòt 8' Saàd- Amba, 9 Addi-Mussa, cbe neg li ultimi tempi era stato agg regato al Tacchelè-Aggabà, di cui appresso. La popola- • zione ori unda di Ga.ggirèt sta. in Godaif. 1 o Ad-dtèga, 2• Ad-Debenèi, :3° Scimgìmnòcb, 4"' Ad-Absulùs, 5o Addi-Scimng allè, l)• Ad-Asfadà, 7' Addi-Mnranì, S'*"' Addì Jacòb, 9' Ad-Abeit\). od Aibetò. Addi- Bidèl ed Amasi paesi che>, autonomi da ~ran tempo, erano, sotto Xas-Uoldeuchièl, stati aggiunti a lle dipendenze di Ad-dzèga, sono inclusi in ques to territorio. - Ad-Abeitò è paese· autonomo. La popolazione di Addi-Jacòb ab bandonato sta in Ad-dzèga donde recasi a' coltivar& le proprie terre. 1• 8aàd-dzèga. 2• Ad- Ghebrù. ;! • Ad-Taclà i. 4• Adai-Còntzei. In <pwsta circoscrizione sono gcograficamen te inclusi gli iuste-gulti di Asmn.ro. e di Bet-:\Iaca popolati da g ente s traniera :t.ll' :>ltipi:tno, Bct-M:>.c~ pe ressere uoa colonia di llelilu è stata per molto tempoalla dipende nz:l (Il ~àib d~l Moncull().
"ome degli Ml•li compresi in ogni scompartimen to
Gultl
Medrì
1• Làmza (20 talleriì, 2• Adc.li-Cajèb (2 t.), 3• AdAbzamttt (SO t.), 4' Ad-Hacal'à (30 t.). 5• Adpagavano s~ Ecchè: non pagava tributo dovendo provvedere paratamente il al mantenimento della chiesa eli Maria, '5" Adproprio ghebr\. Zanà (SO t.). '1 ' Goorbait\ (10 t.).
1 paesi, autonomi,
Ad-Zaui\t' c OorbaaUi v er s:lvano ullimarnente il loro tributo ntlle mani del meslen ès del Dcca· Ate:.;.cim.
. . di NoTIZIE _ In questo territorio er;\ compreso il paese di Damba trJbttta.rJO . Debra-Bi;èn, e vi erano pure inclusi i paesi di Addi-Cas~ì c 'll~arhanù ~onsldera.tt come nistè-gultl. La popolazione di q uesto tert·itorio con~~~eras1 ~o~e d1.seen~n:~ della ~ribù ùi Giuda per la massima parte . Vi sono perv lram mJStJ altn ele e non bene precisati.
Medri
:-; 01ne
Gulti
de g li addì compre~ i in ogui scompsr tilll~nto
Gund'-Aulèlt Paesi autonomi; t • Sala-dnnrò (SO t.).· 2• Addi-GamlX>llò (15 t.). :1u 1\.ddi- Rassi (15 t.!. 4° Musqg·uàgh (15 ciascuno pagao r1<> Ad-t!t\bba-quaqè (15 t). 6° Chitm-Aulèh va il pro prio Cabassà-Ciuà (so t.). 'i" Abardà (30 t.). 8° Aù-Abncgbl!r {o ghebrì sop~u-a 4 talleri, o due ferghì, od una vacca a scelta tament.e. del paese). 9o Ad-Hammusc'tè {o 4 tlaller i o due fergh i od una vacca). 10' Ad-Guadàd {20 t.), 11" Addi-Lag·uèn (concorreva al JlUgamento del tributo con Saò.da Cbistàn.
t.:.
NoTIZIA STORICA. - Questo territorio ha un' importanza capitale nella storia det Marèb- mellà.sc' anzi di tutta l'Eritrea, perché qui fu per lungo tempo la sede del potere e perchè qui si svolsero le lotte fratricide fra le due case di Ad-dzègà edi Saad-dzèga. Qui pure avvenne ro i fa t ti principali della tradizione comune a. cominciare dalla nascita di Menelich l che, sec~ondo quanto essa racconta, sarebbevenuto alla luce sul Mai-Bclà presso Saàda-Chistàn. TmnuTo. - I tre medri pagavano in complesso 1500 talleri di tributo regio, eH cui i50 gravavano sul solo Decn-Atesclm, ed il rimanente era ripartito a metà. fra il Deca-Zerà.i ed il Tacchelè-Agga bà.
·l
l
I trilmti se gnati sono quelli che ciascun paese pa· gava al tempo di H.e Giovanni n () l\ :.\•endo potuto CO· nascere q uali fossero per c1Tetto dell'eùiUo di .\tziè Jasu Il.
896
J,A
ZO:>A
OI A$l! ARA
LA ZONA ~fedrì
Lògg6-Ciuà.
GuiU
.l
Nome .degli addi compresi i11 ogni scompartimento
Il distrPtto era dL viso in due pa rti disti nte; 1o
I 8aùl Calcaltl - 1° Addi-Saul (30 tallcri\, 2°~"'' Add!-Hallò (5 t.). 3' Assaldait (5 t.). 4' AdGhebrài (liO t.}, 5' J-li mbe rtì ("i'O t.). 6• Addi8aùl-Calcaltì ; Cafelèt (60 t. ), 7° Dedà. (25 t.}. S• Ahelà {150 t.). 2~ Tz éllimà. 9" Che.ranacodò (25 t.), l o• Tzelalé i30 t. l. 11 o Ogni paese era Addi -tzenà.i (30 t.). 12· Scerafùttò rJO t.): 13• autonomo e pa· Addi- Hajò (lO t .). 14° Scicchetti (150 t.}. 15• Adgava tributo se· di-Calcaftì (50 t.:. . · paratamcnte. Il Tzéllimà. - l" Debàroa c Doàrba. (155 t.) 2• Addi -Logg6 (t re gahctà di carbone ·da por~· ta rs_i in Adua per gli orefici del Negus), :3o Gaza-lamzà (concorreva al pagamento del tributo di Debaroa), 1" Addi-Bazabannes (30 t.}, 5' EmnHzèllim (60 t.) 6° Addi·Noboò {25 t. ), '1' Addi-Bàro (60 t.). 8' Amadir (50 t.). \) Ergùt (25 t.). 10 · Addi-IIarbò ;20 t.). 11. Dccatzanà. (50 t.). 12'*"' Senebw {15 t.). 13" EdagàAdehnà (paese tributario de l convento di Uon-herihqò, cui pagava 15 talleriì· 14' Addi -Gherèd (30 t .) 15• Addi Gbeddà (proprietà. particolare dell'Imperatore come facente parte dei beni dotali di Sebenè-Ghirghis figlia di Atziè Fasi!). 16' Cagobdà {30 t.). li· Ad-Abdzeghè (10 t.). ISo Addi-Conièl (15 t.). 19' Add i-Bel,lèh {lO t.). Paesi O?'a abbandonati. - l or... Addi-Ghelghil. 2°'~'* Tamagilà, 3"n· Addi-Abnin. 4"** Add iHacarùàb. La popolazione restante si · è stabilita in Addi-Ilaro donde si reca a coltivare le proprie terre. [ b·ihu ti sono quelli pagati al tem(>O di Ro Gio· v!Lnn>. non conoscendo qu~lli stabilit., con l' .,dttt.o d1 Atz1è Ja~u l!. ){olt.l paeSI pagavano il tributo i 1 natura. Co~l Ad·Ghebrài. o Addi-Garèlèl pagavano cut.alàn: d or1.o per c1ascuoo, Addi·Calca.lti 15 tal· ler~ " 12 ~utal1un d'o rzo, Abelà lU ou talam d' or~o e !\ g abeta d! nuele. Doda o Cheranacodò pagavano 5 eutalam d orz~ e du" gabetà e mozzo d i mio l•l per Ciascuno, SclCchetll 60 talleri o 30 eutal!un di orz~, Debaroa 5 tatleri, 50 entalàm d'orzo e dì >il\ o,gn~ casa do,·~va pagare un tallero :.l co 0 ,-ento 1 di E.nd ·Abba·Mata. Olt re a ciò Oebaroa in~icme a C n..za-la~nzlt. eri\ ohbliga_ta a li ' elà l o ro~alie al p~~ ~ag~m do pe1·sone emmento. Addi-Ld "g'' era com•> u VIsto) tassata di tre_ gabetil. di carfi'one. ' ·. P er ndurre i n taller1 la parte di tributo pagata in na.tu_ra fu calcolat_o che dnl principio del secolo 111 POI 11_ prezzo med10 _deH' outàlam d'or~o fu di IN tallen c del gabeta cb mu;le di q uattro.
DI ASliARA
897
NOT!ZlE SULLA POPOLAZIONE DEL CABASSÀ~CJUÀ. E DEL LoGGÒ-C!UÀ. - Ques ti dut> distretti sono abitati da popolazione mista. I Cabassà ed i Loggò sono gente della stirpe di Ménàb, mentre i Ciuà sono di origi ne galla. Questi ultimi, secondo le tradizioni ch e corrono ft·o. loro, sarebbero emigrati dall'Amhdt·a a l tempo di Atziè Susnòs o Melàch-Seghèd (1605-1632) ill causa. della car estia), delÌe pesti~D:>:.>· tellze e d!!lle guerre, che infi~rirono in quel tempo nella loro patria. Giunsero in questo paese devastando tutto sul loro passaggio e . qui si fermarono abbattuti e quasi distrutti dalla morìa, che li seguiva. Ora i Ciuà sono com!'letamente na tu ralizzati ed assimilati al restante della popolazione, dalla quale non si differenziano in nessun modo e non ò perciò possibile di distinguerli se non per le tradiziom e le memorie di famiglia . - I paesi seguenti sono esclusivamente popolati da gente della stirpe di Mènàb: :i• Abardà, 2" Addi-L6gg6, ::1" Addì- Tzetzàt', 4.' Addi-8ce,·ajoftò, ;;• Addi·Bajò, 6" Dcdà, 7° Abelà, 8" Tzelalè, 90 Ad-AbMegkè, 1.0' Addi-Hallò. ~ Questi altri invece sono esclusivamente popolati di Ciuà: i ' Addi .Bazahànues, 2" .tl.ddi-Gkerèd, 3' .A.madì r, ove sono anche alcuni della stirpe di MénàiJ, ,1• .T amagilà i superstiti del qu al paese stanno, come fu visto, in .Jddi-JJaro, s• Et·gùt, 6' 8ala-daarò, 7• Cagobdà, 8' CMtm-.Julèk con pochi origina rii di Add·i - Còutzei, 9• .tl.àdi-Rassì , iO• .Jdd:'-.il.bnegltèt·, con pochi oriundi di 8aadà-Cltistàn, ti' .tl.ddi-Cascì, 12' .A.ssaldaìt. Nei paesi qui indicati ove è poca gen te della .stirpe primitiva dell' Amazièn, questa non ba il possesso della terra, che appartiene senza eccezione a. Ciuà. - Negli altri paesi dei due distretti la popolazione è mista. In essi vi erano talvolta due Sciùm-addi o (;ica., . uno per og-ni razza; talaltra ve n 'era un solo per tutto il paese ora. dello. vecchia, ora deiJa nupva !ltir pe a seconda do!la. ' preponderanza di quella o di questa o per altre ·ragion i, che ora non è facile afferrare. Cosi. il Cicà di Scicchetti do': rebbé essere per lunga consuetudine un Ci uà. - In Ad(ll-Calcaltì in vece il Cica era elettivo ed era sceito in occasione della solennita della Croce (mascàl) nel mohabèr e r imaneva. in carica u n anno. - Anche in Saladaarò era. elettivo ma per antica ul!anza rimaneva in carica un mese soltanto. - La gente di Addi-Saùl e di Addl-Calcaltì appartiene in massima parte a lla stirpe dei Sala.bà ed è consanguinea di quella di Uocchi·Carnascim e pretende discendere da Levi.
Mc dr!
Gulti
No1nc degli addi comprcsl in ogni scomp;.t.rtimenlo
00
l
J 1~ormavano un so: lo gultì.
1• Uacarti, 2• Ze bitn-Anghè b, 3• Ad- Zammèr. , 1• Kmhectò, 2• 7.igbib, S" Ad-Araaòà., 4' Zalòt, 5° Ad-Ahdoròm, 6o Ad-Haniscia, '1° Codadi1.
POPOLAZIONE. - La. gente del Uacartì proviene da Amba-Sene iti nel T igrai ; quella del Sa.barti si dice discendenza di Giuseppe. Tn muTo. - Il gulti era gr~vato di 500 talleri di tributo regio.
LA
LA Z 0 :-IA Ul AS ll AHA
ZONA
DI ASMAIIA
S99
ùisté-gultì dell' Amazbt. ~Iedri
Clu Ili
1\ome cle.gli aùdi
com~resi
in ogni scomp:tttimento
Libàn . . . . . Cn solo gulfi ..
l
1• Uogl1erihgò è iviso in tre casali di Adtli-Zalài, .Ad.di · talttài e Deò1·ì o ve t rovansi la chiesa e poche case; 2• Grat-Ghebrù. . Il gu~tì possiede estesi terreni verso il Bare.'\ cou VJJiagg• di p:u;tori e di contadini fra i quali :\Jechllh.
PovOL.AZJO:SE. - Gli abitanti credono di essere in maggioranU~. discendenza ùi Yi s~ trovano_ ~e1·ò frammisti degli Agàu discendenti da alcuni comp:1gni dJ l1ab1·e- Terch~, capost1p1te dei Bog-os, che qni si fermarono;· ora s mo fusi col resto della popolazione e parla no anch'essi tig-regno . . TR JUUTO. - 500 talleri.
Gi~seppe.
Medri
Sèffai1.
UuiU
. Un solo g 11lt"l . .
!\ome d~gli addi compresi in ogni scompa•·limonto
l' Addi-Felestì. 2• Thala. 3' Addi-Nahabài-Calài. 4" Addi-Nahabài-tahtài. 5° Addi-Ciaàt. ()" AùGi u là, 7· Ad-Afarà. 8' Bambnqò. 9 Bet-Ga.brièl. 10• ~lerà.f-Tabòt. 11•*" Ad-Antzalà. Xumcrosi ,-illaggi <!i p_a stori è contadini verso il
finr~a~ (~a cm:
Arga1l~ Dembe ·uod ..GòOf, · AmbarfL
Add1-Eeh , con vasti territorii .
'
POPOLAZIONE. - · La popolazione dicesi discendenza di Ruben. TRIBUTO. - Per l'editto di Atziè Jasu Il il g-hebrì avrebbe dov uto essere di 500 talleri, ma da Re Giovanni era stato portato a '700. LuOG HI :SOTEVOLt. - In questo distretto è posto il santuario c convento detto Debrì-Andreà.s molto venerato in t u tto l'Amazièn. Vi si trova pure il g rosso paese di Mai-Al-bò fonda t~ una venti~a di anni or-. sono d~! vivente Cantiba-Manna, che ne è naturalmente . il capo. Egli lo fondò riu· nendo tntorno a sè dei fuorusciti in u n luogo prima ·d'allora deserto eù es 1>osto alle· scol'l'er ìe dei Baria quasi selvaggi, ma fertilissimo e naturalmente forte. - 11 nome d_el paese in ~igregna suona: Non v'è acqua; e difutt.i non ve n'era prima che CantJba 1-.ianna ' 'l faces~e scavare nella roccia il pozzo che somministr a al presente a cqua buona e s uffiCJente al paese. - Mai-Albò aspira a divenire iust.c-"ulti e ad esser s~iolto da i legami col Seffàa, nel territot·io del quale si trova seb~ene ag·li estremJ confini verso il Barca. T_RI.BUTO COMPLESSIVO DELL'AMAZÉN. - Riducendo in taJleri anche i gene ri pa· gat1 m nat_ura ~er . h·ibuto regio, calcolati :11 prezzo medio che ebbero dal pl"ilJcipio· del secvlo m pol, Il ghebrl complessivo di tutt.a la provincia dell'Amazèn ascendeva a talleri 7800 circa.
1:'\DICAZIONI
Gultì
Medri
. . Deca- Atescim .. Era gravato di 50 tall'lri di ghebri da pagarsi complessivamente dalle tre famigliP. dette di .Asmahà (}orottòm e Set·emèr. Vi è nel paese una quarta famig lia, quella di T;elelè, la quale pagava per lo stesso titolo un eutalàm d'orzo per ogni uomo adulto È popolato di Belàu ed è perciò che questo paese Bet=~faca .. ·J Deca- Atescim . fu s ino a tempi molto prossimi un ·gu lti dei 1\aib di ?.loncullo capi ùi questa stirpe, i quali avevano, in egual modo, altri g ulti in altre parti d 'EtiO(>ia come ad esempio: Bm1tì-tzdllim, le t erre chiamate (}ablà-calài presso Debaroa, quelle dette Ad-Aha1·è presso Addi-Uogrè, altre presso Corbari a ed altre terre c paes i nel Deca! Tesfa e tj'no nell' Entisciò e. ne l Serirò. BetMacà. era situata sull'o.\tura. ove presentemente è il forte I3aldissera donde, previo compenso, gli abitanti sloggiarono ai [>rimi di agosto del 1889 per lasciare . posto alle fort ificazioni italiane e fondarono un nuovo villaggio con lo stesso nome un po' in basso e ad ovest del forte. l)agava negli ultimi tempi 5 talleri di tributo. Ogni adulto pagava un eutàlàm d'orzo. La popo. . Deca-Zerài . . . lazione si vanta discendenza di Levi. \ Il primo di questi due paesi pa.g-.lVa 20, ed il secondo 12 talleri di tributo. La popolazione Add i-Bidèl . . proviene dal Dembesàn ed appartiene alla gente :\ Deca- Zerài . Amasi . . . dett.a Tatichè t zemfài consanguinea a quella. dei Bet-Ta.cuè provenienti anch'essi dal Dembesàn. l . ' Pagava 30 tallcri di tributo. (-iuesto paese fu Ad-Nef'as . . . Carnascim ' fondato da Asghedè della st.irpe di Ménàb prog enitore degli :Habàb. Paga.va SO t alleri. È popolato di Ga lla Cinà. Lamza .. _. Proprietà. perso nale dell"imperatore come parte Tzéllimù. .. dei beni dotali .di Sebenè-Ghirg his fig-lia. di Atzi~ Fasil ritornati alla corona. Pagava 30 ta lleri di tributo. IIR popolazione rùi.. Lamza . . . , . sta di Ciuà e di gente proveniente da Saùddzèga. I primi sono i possessori del suolo.
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~
LA ZONA DI
90(1
ASli!.~RA
901
LA ZONA DI ASXARA
Popola~ione
e numm·o dei capi. di bestiame vaccino ecl ovmo, ~he, secondo i calcoli più probabili, potewno trovarst neU'Ama:;én alla fine dell'anno i892.
.
.!!
]l E c
'"' Scioatté-Anseba Dem besàn
..
carnascim
"'
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<)
>"
o
l'i()
299
915
1200
2151
6406
954
836
3589
D eca-Atescim
175
318
1427
D eca-Zerài
200
338
895
1";0
215
789
L amza
128
195
520
cabassà-Ciuà
135
264
91'1
Saùl-Calcalti
340
821
1654
T zòllimà.
249
475
1031
u acartì
35
34
128
149
150
515
18
131
440
s ètraà .
63
!15
}()()
Mai- Albò
25
'76
110
T acchelè-Aggabà .
\
sahartì. L ibàn
..
'
148
246
A smara (Mussulmani del villaggio di Brnbaim) .
85
30
A smara (Gente avventizia del Mercato indigeno)
150
»
10
46
100
A d-Ne t';'ls
73
252
()20
A d- Aibetò
~6
98
305
A smara {Cristiani)
Det-Macà
'
r---
Totali
4219
- '1006
( l ) I ~!ussu l m :t.ni di questo villnggio sono per In maggior p:t.rte ope · ('.!) Oenle deailn al piccolo commercio. r:u.
'792 30
(l) (2)
))
21349
CEN'!'I'I
suLL'onDINAME~l'O r~TER~o DELL'..àMAzÉN.
Nel rnoment0 nel quale n oi siamo saliti sull'altipiano, i capi di paese (Sciìtm·addi) ed i capi di distretto (Sciùmgt~ltì) erano funziona.rii decisamente ereditarii, salve le ec~ cezioni che per ciascun territorio vennero rispettivamente , indicate. Lo Scitìrkaclcli per ò non poteva assumere rufficio senza l'aggradimento e Pinvestitura dello &iùm-guUì dal quale dipendeva; e questi a sua volta non poteva entrare in funzione s@nf:':a il permesso e l'investitura del Negus·Neghesti e per lui del suo rappresentante lo Sciùm-negarit del Marébmellàsc·, che, negli ultimi tempi, aveva sostituiti i principi indigeni. Ognnn sa che qnesti fu Ras Alula mandatovi con la facolt.à.. di Ras-bit1.1noddet, specie di « alter ego » che con feriva diritto di vita e di morte riserbato esclusivamente all'imperatore. Gli Sciùm-addi. dei paesi autonomi .e degli uistè·gultì r i. cevevano l'investitura direttamente dallo Sciùm-negarìt. Le cause che si riflettevano od interessavano due di così fatti paesi, od uno di essi ed un paese appartenente ad un grande gultì erano portate al tribunale del Ras e .così quelle per questioni sor·te fra due gultì diversi. Le ca.use di materia penale, che portassero pena. di mutilazione e confisca erano portate in appello al tribunale del Ras, mentre vi erano portate direttamente quelle per r eati pn11ibili con 'pena di morte. Gli Jciùm-addi in prima istanza, gli Sciùm-guUl in primo grado di appello, giudicavano, assistiti dal mohabér, in maÙria ci vile e ~ correzionale per le cause · che ' interessa. vano persone appartenenti al territorio posto sotto là loro rispettiva 'giurisdiz.ione. Questa massima era assoluta e così, a~che per il più futile motivo, se ·vi era dissensione fra due persone di due aclclt diversi la causa doveva esser portata a.l t ribunale dello .Sciùm-gt~ltì.. e se i contendenti erano
902
' ZONA DI · AS l!ARA LA
LA ZONA DI ASMARA
di diversi gulti a quello dello Sciùm-negarìt. Per evitare le spese e la perdita di tempo: che ne sarebbero risultate era però in facoltà delle parti, in tali .casi, di far risolver~ la ver tenza da un giudizio di un arbitro scelto di comune accordo, il parere del quale era inappellabile. Gli Sciù.m-gult:i .e gl~ Scitì:~n-addi degli uistè·gulti riscuoteva~o ess.1 stes~1 1l tnbuto regio (gheb1·i) dai loro dipendenti, ~ra 1 quah era stato r ipar tito nell'assemblea pubblica (mohab.er) e .lo ver.~avano nelle .mani dello Sciùm-negarit. Pe: 1 pae~1 (addL.J appartenenti a territorii (medrì) di popolazwne mista era stato fissato dall'aut orità imperiale una v~lta per sempre, il tributo annuo da pagarsi, il qual~ vemva ~ suo tempo ,opportuno r itirato da un esattore (meslegna o. me~lenès) m~ndato dal r appresentante imperiale. . Oltre. 11. tnbuto regi~ (g_hebdl, nel decennio dell'occupaZIOne t1gngna, la pron nc1a fu gravata di contribuzioni in nat~ra (Fasàs) ~er il mantenimento della truppa di ccu9 paziOne. Il Fasas era prelevato a mezzo deo-li Sciùm-ciddi o Cica coadiuvati in quest'opera da un aiut~nte scelto Ja loro stessi e conosciuto col nome di coaderè. N elle note seguenti viene indica.to il grado di cui erano rivestiti i capi (Sciùm) dei varii scompart;imenti territoriali · del!' Amazièn. l" Scioattè-A·useba diviso in sette gulti, di cui quello di Ad-Johannes tributario del convento della 'frinità. in SaàdAmba aveva due Scùìm ereditarii in Ad·J ohannes ed in Debrì-Johannes, che r icevevano l'investitura dal pr ior e del convento. Il mohabè1· si teneva in Ad-Johannes, lo Sciùm del quale ne era il presiden te. ' · Il gulti di Deca-Dauscim aveva tre Sciùm ereditarii· due pel paese di Ad-Dauscim, che è diviso in due parti dis;inte ' de>tte Gazà-addi-Eptés e Gazà-addi-Oncùr, il terzo per paese di Mogarcà. .Il mohabèr si tieni:) in Ad-Danscim e lo presiede lo Sciùm di Gazà~adeli-Eptés. Nel Deca-Scialuii e nel ilfolazzenài a capo del gultì trovasi un Cantibai ereditario e non vi sono altri Sciùm nè Cica. Il Deca-Nmnmén ha. pure un Cantibai capo di tutto il gultì, ma ciascun addì
il
903
aveva un capo eletto annualmente e detto perciò Aleqahamét, che entrava in funzione, previo riconoscimento ed investitura del Cantibai, in occasione della solennità della CrocH (Mascàl.) che r icorre il 26 o 27 settembre, secondochè gli anni sono ordinari o bisestili. ll povero e montuoso Dersennèi aveva un solo Sciùm ereditario. 2° De?nbesàn. - Era retto da un Cantibai tratto dalla st irpe degli sciumagallé o nobili, ma non può dirsi che questo ufficio in questo distretto fosse .ereditario. L e congiur e, le ribellioni, l'assassinio erano i mezzi coi quali nel nostro secolo si è sempr e aperta la successione al principato del Dembesàu. Inizia la serie Cantibài T edròs degli Ad·Elòs con l'uccisione di Esciàl, Cantibài in carica appartenente per nascita alla famiglia degii Ad-Cofl.òm, del quale usurpa la dignita. Per migliore intelligenza di guanto verrà detto ic ap-:presso è bene notare che Ad-Cofiòm sono il ramo primogenito della famiglia di Gabrù-Sillassi, alla quale appartengono pure gli Ad-Elòs e gli Ad-'l'ecla-Aimanòt ormai finiti di estenuazione nelle lot;te più volte secolari. All'usurpatore Cantibai 'l'edròs succede un Ad-Cofl.òm nella persona di Cantibài L eghiàm, fratello dell'ucciso Esciàl, il quale riceve l'investitura da Degià.cc'. Ubié; di cui ha seguite le sorti. IY!a a L egl,liàm tien dietro un Ad-Elòs con Cantibài Ghiluèt, il quale. naturalmente aveva seguìto la fortuna di T eodoro e trionfava con lui, mentre L eghiàm cadeva con Ubiè. Cantibai Ghiluét fu di una ferocia incredibile e venne ucciso da Ras Moldeuchièl e Degiacc' Mered suo fratello in punizione dei suoi orrendi misfatti, l'ultimo dei quali, che interessava più particolarmente i due fratelli vendica, tori, desta Yeramente raccapriccio. Cautibài Ghiluét per certe sue vendette verso la casa di Ad-dzega aveva strappata da una chiesa, ove aveva cercato asilo nella sventura, la madre di Ras Uoldeuchiél e due bambini figli- di lei ·e dello stesso padre da cui erano nati
901
LA ZON A DI ASMARA
Uoldeuchièl e :Mesed, allora assenti dal paese. Ghiluét condannò i tre infelici a morire di sete e di fame. Non contento di ciò, per infame derisione, faceva somministrar loro sterco ed urina quando negli orrori dell'agonia in v oca.vano .cibo ed acqua. A Cantibai Ghiluét successe Cantibai Nascéh degli Ad-Coflòm e figlio di Cantibài Leg hiàm, nominato a tal grado da Ro Giovanni, nelle cui file aveva militato insieme ai suoi fin da quando aveva dato principio alle imprese che dovevano condurlo all'impero, Per contrario g li. A d-Elòs vennero subito a noi e prima d'ogni altro Adga-Ambessa figlio per nulla degener e di quella belva, che ftl Cantibài Ghiluét. Ai primi del 1890, era morto in Massaua, ove si era rifugiato per terrore dell'avversario, Cantibài Nascèh, e così Adgu Ambessa potente di 300 fuoili, posti in mano di . persone a lui fidate e per la maggior parte suqi parenti, non ebbe più competitori e rimase cap.o temuto del Dembesàu. L a sua insubordinazione agli ordini superiori, le pretese di dominio che sollevava ad ogni momento e sempre maggiori, l'attitudine . d'indipendenza che veniva ad assumere ogni dì più, fino ad arrogarsi (cosa in~udit.a in Etiopia anche nei tempi della peggiore anarchia) diritto di vita e di morte cosicchè si dice facesse uccidere B eri nipote di Cantibài ~ascéh e certo condannò e fece togliere di vita 'un medico indigeno reo soltanto di non essere riuscito a guarire un suo parente ammalato, obbligarono il governo a disarmarlo e relegarlo ad Assàb. 3° Carnascim. - Distretto tranquillo, ove la popolazione, molto varia di origine, è r etta da ·una famig lia proveniente, dallo Scire e stabilita nel paese da sei o sette generazioni almeno. Varie persone a lei appartenenti riuscirono ad il~ lustra rsi ed a precedere ascendente sui proprii conterranei finchè Bachit, che aveva militato e combattuto valorosamente con Degiacc' Hailù, fu da questi proposto a Teodoro come Cantibài del Carnascim, il che venne concesso. Alla sua morte gli successe il figliuolo primogenito Sabbatù, che ebbe l'investitura da Re Giovanni, il quale lo tenne
I.A ZONA DI ASMARA
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sempre in gran conto, e lo regalò spesse volte di vesti di seta, d'armi d'onore e di cavalli bardati. Nei primi quattr~ anni del suo governo di quà dal Marèb anche Ras Alula tenne in g rande considerazione Sabbatù, ma in seguito cercò deprimerlo, cosicchè Cantibài Sabbatù si disgustò di lui e fu, a tempo opportuno, uno dei primi a presentarsi a noi, che gli demmo armi in buon numero. Gli fu concesso anche l'alto gr ado di D egiacc', conservando la dignità civile di Oantibài nel suo primogenito. e dando il titolo militare d i-Baràmbaràs al suo secondogeoito. 4• Deca-Atescim. Deca-Ze'l'ài e Taechelè·Aggabà. Fu già indicato altrove come questi tre territorii hanno, secondo le vicende politiche, ora for mato tre distinti gulti, come dovrebbe essere in diritto, ora un solo col nome col'lett ivo di Deca-Alescim dal nome di Atcscim comune progenitore di tutta la gente che abita questa contrada. I n i specie negli ultimi tempi 1 delle lotte fra la casa di Saàd-dzega e -quella di Ad-dzega i tre med1•ì venivano a costituire l'appannaggio di quel.lo dei capi delle . due fa mig lie, ch e riuscisse a trionfare dell'avversario. Non è possibile riassumere, neppure brevemente, la storia di queste vicende in questi brevi cenni. Basti accennare che tanto i discendenti di Hailù, quanto quelli di Uoldeuchièl vennero a noi e chieser o la nostra protezione sperando ciascuno di esser preposto al governo del paese e che, quando vider o la nostra indiffer enza verso . le loro pretese, cercarono ribellarsi ma non riuscirono nelrintento non trovando più seguito nel paese. Solo Abarrà, discendente di Hailu, fece qualche rumore, ma fu costretto ad allontanarsi e non se ne sente più parlare. 5° Lamza, Cabassù-Cinà, Zoggo-Cin4. - Per la Rromiscuità della popolazione questi tre medri non erano formati in g nlti e non avevano perciò nessun capo comune. Dipendevano in materia tributaria <la un esattore imperia.le detto 'meslenès o meslegnà secondo la deno~inazion e amarica e per 1a gjustizia del tribunale del principe dell'Amazièn 58 -
All'NO lXXXI.
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.LA ZONA DI ASMARA
prima e da quello dello Sciùm-negarìt pç>i al tempo della dominazione tigregna. · 6° Uaca1·ti e Saharti. - I due medrì formavano un solo gultì retto da un Cantibài ed ogni addi aveva . il proprio Sciùm. 7° Lwàn. - A.veva uno Sciùm ereditario. s• Seff'rlil. - I l capo di tutto il gulti portava il titolo di Baha1 ·-nagàssi ·ed era ereditario. Ogni addì poi aveva il proprio Sciùm. N q n faccia meraviglia vedere il glorioso titolo di Bahà>~ nagassi dato al modesto capo di un così modesto distretto. Durante l'anarchia iniziata da Ras Micaèl, l'ambizione e la vanità non ebbero in Abissinia più limite e fu visto chiunque riuscisse ad emergere alcun po' della folla arrogarsi i titoli più alti, specialmente quelli di carattere militare, mentre quelli d'ordine civile cadevano sempre più in discredito. E cost il titolo di Bahàr-nagassi cadde ancora più in basso di quanto abbiamo or ora veduto fino ad essere conferito al loro familiare di confidenza dagli innumerevoli Degiacù' (generale cam~ndante il corpo principale) pullulati dovunque, non si sa come. (Continua). R U.l!'ILLO P ERI:s'l CapiltltiO 11tl 4° balta!}li0118
il~di!}cni.
L'ESERCITO lTALIANO D'INNANZI ALl'EVOLUZIONE DEL PENSIERO 'MODERNO
(Continuazione. -
Vedi Dispensa del l 6 apri ln)
i:>.
La base fondamentale su cui poggia l'esercito al giorno d'oggi -è i1 servizio obbligato1'io per tulti; ed ' è precisamente in grazia di questo che l'esercito ha potuto assim ila~si e ren.dersi .acc~tt~
:al nuovo ambiente morale, creato dalle mvadent1 asptraztont ·della trionfante democrr.zia . Con questa legge supremamente logica e giusta vengono a li-vellarsi in certo qua\modo (almeno nella sfera delle istituzioni militari) le disuguaglian1.e sociali; e il povero paria dimenticato -dalla fortuna si rialza dall'umiliante posizione ·che ~li era riser·bala di fronte alle classt meglio favorite: con essa viene a sop· • •primersi una sorgente inesauribi le d'ingiustizi e e di ran~ori '.nel•l'atto stesso che si trasfonde nuovo sangue e nuova vtgona ad una istituzione che si avviava insensibi lmente alla decrepitezza. 11 soldato dell'epoca atLuale non si recluta piu fra le sole , -classi diseredate, ~a è l'emanazione legi ttima e completa dell'intiero paese e rappresenta perciò t11Lta la scala sociale dai .grattini più bassi ai più elevati ; egli non è più contami nato dal·l'immediato contatto di compagni prezzolati , venuti so llo le armi al solo scopo di \uc.ro personale ,~vendendo l a loro li bertà e il loro -sa ngue al migliore offerente.
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!.'ESERCITO ITALIANO
Il soldato dell'epoca alluale adunque non è più un bi folco, nè un mercenario qualu nque, cui la nati va ignoranza e l'abitud ine •;o ntratt~ fio dalle fasce ad ogni sorta di privazioni ed umilia'zioni, ottunde la sensibilita morale e fisica, l'amor· proprio ed' il senti mento òella. prppria personalitiL Se la brutalità del traltamcnto e l'ingiuria quotidiana poteYano inlliggersi al soldato, quando questo si traeva qua~i esclusivamente dagli stt'<l li più umili ed abbietti della società. e· quando nelle famigl ie e nelle scuole veniva proclamata. la sferza istromento d'ordine e di educnzione per eccell enza, oggi costituiréhbe un rivoltante anac;onismo, anzi un vero reato di lesa digni tà umana ; oggi che solto il r·ude un iforme del soldato, insieme al cuore incosciente del cont<ld ino, batte il cuore sensibile e generoso dell'art ista, del lellerato, del cittadino l. .. Una volta adottato il principio che ogni uomo, ad una·dat~. età, deve prestare il suo tri buto di per~ona e rli sangue alla patria, l'esercito, abbracciando nelle sue file tutti gli el em en t ~ del paese alti al le armi , si spoglia d'ogni carattere fe udalistico' e diventa la ve~:a e legiLLima emanazione dello spirito nazionale. 11 ~oncello medio-evale d'una piccola società armata incastrata nell a società, pe~· conto della qu:lle combatte e a cui domani al-l'occon enza s'i mpone, or·mai appnrtiene al la storia, e ad una. storia che, speriamo, non avrit ricorsi. Oggi nessuno delega più, ad altri la cura di difendere con le armi il proprio paese, e la gloria e il pericolo incomblJno egualmente a tnlli senza di sti nzionedi ceto . li giO\'ane inscritto però, come il veterano richiamato sotto lebandiere, col rivestire la divisa militare, non abdicano ad al-. cuno dei diritti loro col)sentiti dall e patrie leggi; il loro carattere· di ciltadini potrà sub ire qualche lieve restrizione, ma non potrà. mai essere neutralizzato, nè a~sorbito dalle esigenze della di sci-' plina e della suhordinazione militare. Il gorerno, aYOt~ando a tlè il compito d'istruire ed esercitare- . alle armi il liore della nazione, vjene durante questo periodo a sostituirsi all a fam iglia e, per taci ta convenzione, ass ume verso. di questa l'obbligo morale di attendere, in sua vece, non solamente alla sua educazione militare, ma di vegliar·e altresì al suo. benessere fisico ed alla sua conservazione.
DHhNZI ALL'EVOLUZIONE DE L PE~SIERO MODERNO
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Il caratter·e obbligatorio infatti delle frequenti visite mediche -che· si fan su bire ai militari, non ha. soltanto per iscopo di con-tfollare la loro validi ta fi sir;a e di opporsi alla diO'usione di malattie - ·~ontagiose, ma con esse lo Sta to compie anche uno déi doveri .:: he ba contrat.to verso gl"individui di cni ha alienata la. libertà, as-sumeodosi la responsabilità dei danni anche estranei a fatti di .guerra , che possono es~ere il portato delle condizioni di vita im .poste al la truppa. Per la medesima ra~ione non si dovrebbe di men ticare che 'l"eserci lo ha diritto alla sa lubrità dei paesi, eli cui gli s'impone In oresiòenza. In Italia abbiamo disgraziatamente non pochi paesi ·dove regnano endemiche le febbri miasmati .~he, ed altri ore, in ·qualche stagione dell'anno, si sviluppano costantemente delle ma· 1attie infettive a forma epidemica. Ot hene! Se graYi ragioni .-d' indol e mili tare e di sicurezza pubblica non l' impo ngono in modo ;assoluto, non si dovrebbero tener truppe di presidio in · codesti •luoghi , o per lo men o si dovrebbero temporaneamente allontanare :n·eJie stagioni pericolose. E queslas a~gia misnra preventiva apparirebLe ancor più ,aggia , :anzi necessaria , se, come nota giustamente il Coli n ('l), fos se 'Più co nosciuto di que l che generalmente non sia il fatto rivelatoci -da recenti osservazi oni che nei luoghi insalubri l'elemento militare soffre più del civile; e ciò per· la rag ione che i reggimenti rin ;oovati incessantemente dalle successioni dei ~ontin g(lnti 'di leva, -non possono acclimatarsi, come la popolazione sedentaria ai focolai tifogeni e miasmatici quivi esistenti . . Quando si tratta della sat'ute e della vita dei nostri giovani con'llaziona li, ogni altra considerazione più o meno util itaria o di op~or'luhic;mo deve ceti ere il passo . Gridino pure gl' interessati n. loro voglia; le grida degl'interessi 1ocali per tal modo Jer·iti non commuoveranno ;denno; ed il Go-verno non avrà punto ra:;ione di preoccuparsene, p~1·che, operanqo in tal guisa, non ra,che adempi ere agli obblighi d' un patLo ibilaterale, qual' è quello che sa di aver tacitamen te contralto eon le ;fam iglie rlei militari che tiene sotto le armi. E~s o non può infatti '(t) CoLtN, ;llalaàies
épiclelniquts.
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1
L E SE ROJTO ITALIANO
misconoscere il diritto che hanno codeste fa miglie a pretendereche quella. parte di loro che gli affidarono per addestrarla all earmi in difesa. della patria comune, venga loro, a ferma ultimata, restituita valida e robusta qual'era al momento della partenza dal· dome.stico focol•1re, non già logora ed ntTranta dalle rnalattie incon tra te sotto il pretesto d eli 'iSll'n zione e del servizio militar e ! .. ~
6. E dacch è mi è occorso sfi orare un a1;gomento che ha stretto rapporto con la scienza clt'io professo, approfitto volent ieri di questo addentellato che mi si presenta per sviluppare con una certa ampi e7.za una seria questione igienico-militare, cui fìn ara, in mas· sima, non si è creduto dare tutt.a l' importan za che si merita. Sta bene che l'istruzione della truppa io pia~za d'arme ed alle· esercitazioni tatLiche debba essere la principnle preoccupnz ione deic:api; non vorrei però che codesta preoc:cnpazione eccedesse certi· limiti e dominasse arbitra assoluta in o;mi circostanza di tempo é di luogo. Si comprende, ad esempio ; come sotto la sferza ardente d' u& sol e canicolare ò sotto un Ctlpioso ror e~cio di pioggia, non si possa n? nè debbansi troncare a mezzo le operazioni di guerra di fronte· al nemico ; non si comp1·cnderebbe però come, nelle id~n ti c h e circostanze in tempo di pace, non venissero sospese o rimandate lesemplici e~ercitazioni a scopo istruttil'o. Si è voluto ·a questo proposito sos:enere che per aver soldatf sani , robusti, allenati, sia necessa rio romper! i alla vi ta del campo ed abituarli agli strapazzi d'ogni ge ne~·e ; la scienza moderna per ò· condannn severamente la fallace tJ peri colosa credenza che l'uomo possa abi tuarsi ai reumatismi e ai colpi di sole, come .gradatamentesi abi tua agli e.sercizi gi nnast ici. . Fra la ginnastica ben dirella che allarga i· polmoni e svil uppa i~ sistema muscolare, e certe fa tiche straordinarie cui talvolta si as-· soggettano i sol dati a titolo d'csper;meuto e d'allenamento, fatiche· in co minciate per lo più a stomaco quasi digiuno e nelle or·e piÙ> pr.o pizie al rip•)SO, e compiute non di r·ado sotto r.ircostanze climati che sfavorevol issime non può esservi assolutam ente nu lla di co-
DINANZI A LL'EVOLUZ I ONE DF:L P ENSIE RO MODERNO
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mune. Le marcie notturne, quelle così dette di resistenza ecc . non induriscono un'organismo el i forte tempra e fiaccano quello di fi bra men che val ida . Non impunemente s'innigge ad un giovane Ol'ganismo la perdita del sonno e del nutrimento abituale, e co ntemporaneamente lo si assogget.ta a lavo ro più prolungato e più duro del solito. Non impunemente si slìdn l'ira degli elementi meteo rici pioggia, vento, u111iditit, temperature estreme. - Sul momento potrit forse apparire che il soldato so ttoposto a prova cosi aspra . venga fu ori vittorioso dal la lotta: ma sarau vittorie codeste clte, a lungo andare, scaveran no infall antemenle dei solchi indelebili nelle carni. Tali sfide potranno ritenersi indispensabiì i in momenti di 5U premo pe1·icolo , quando sono seriamente in giuoco i destin i del paese ; e naturalmente in L:ll caso non si di scutono. Ma condurle ad efl'etto in tempi normal i, per rnera esercitazione pratica, è, non esito a dirlo, opera da dissenhali , come quella che mette ad inutile repentaglio la salnle e la vita del, soldato (•l ). Questi , in apert[L campagna di guerra, sop porterit, ·se non volen_ti eri, almeno con rassegnazione qualunque disagio, quttlunque pr·ivazione, perchè sa ot1 immagina che l'i mp.eriosittLdelle circostanze lo esige. Ma quando (l) Kon passa, si puu dire, estate che la stamp:1. pcriorlica delle wi nci pali potenze militari d' F.n ropa non a iJ Dia a rc!llstrnre dei fatti disastrosi, av \'enuti a tn1ppc in marcia a scopo d' eserci taziono!. Tali fatti, anzichC un portato inevitabile della vita militare, rl 'ord inario non sono che la conseguenza del! 'imperi7. i<t, Ilei l'os tinazione, o della negl igonza dci capi ; stimo ut.ile citarne qualcuno, fra i tan~i di eu i mi trovo av~r p raso nota in questi ultimi dl•e o tre anni, so non ·altro a dimos t.rare ello qncsUL 1ma assorzion1; non è ne azzaròata, nC gr·ntuit\t. O:t una còrri ~ pontlenza al giorn ale il CafTttro di Genova, in da ta ifo. lt•glio •892, rilcv() le seguenti notizie ri gua rdnn ti un reparto di truppe francesi, di SL(IOlO. al nostro conllne : : ' « Mi giunge no.tir.ia che a l\Joulin ct. fr:t Sos pe li o e }len tnne, in seguito ad una marci:L di circa 4:l chilometri escguitn dal 6° battaglione dei Chassew ·s des Alpes, mom ono tre soldali e ne caddero ~.mmalali phi o meno gravemente un'ottantina. l Clwsse•~rs cLes Alpes che s i trovavano disL.~cca ti a F.>ntana, Saorgio e nraglio, _dovevano riuni•-si a Giandola e di la proseguire tutti in mo.ssa verso ~loulin et. Mo. (hsgrnwltamen tc codesto coogmngiment.o es;entlosi eiTettuat.o con U\Olto ritardo, la marcia JlC~ Mou linct non fu pòtu ta ri prendPro chu poco prima di mezzogiorno, sott.o la sferza <h un sole ar,Jetl li-;simo. 1 soldati ca•lcvnno come fulrn itlati c tre di c;si (Hcur:; cla iron, Ch:u·riérc éiùvt·clairon e Tcistierì mol'irono pri ma. d i giungere alla. tappa, (lrosentando tcnomoni d •npoplessia eerebr~ le. • Oalla Pral>fm·ter Zeitu.ng <Ici 20 agos to i 892 traggo la relazione (l ' una marci a <lSC· guita da nn reggimento bavnrcst) : . . , 11 rcggi1nento partit o ailtl G e rn er:7.o a. m. con una ternpct·atura di ~6 gradt , percorso in un'ot·a e mezzo dicci cltll omct ri, da Sommerhausen a Mark brc1t. l sol-
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questa necessità assoluta non esiste; q· uand'errli vede prodl.,are ' ' . • " ?l le sue forze e la sua ' salute in certe prove di resistenza di cui non arriva a comprendere l'utilità e il significato., la sua ragione non può a meno di protestare ed il suo istinto conservativo di ribellar.;i, tanto pirl che il. sentimenlo dell'intensità delle fatiche vien triplicato dal pensiero demoralizzante della loro inutilità, reale o , ~mpposta che sia. Ogni fatica, dice il Goltz> che appar·e inntile al èriterio semplice e dieitto del soldato, lo annoia e lo irrìtit: una dali, S[lossati dal caldo e dalla fatica della marcia. forzata., cadevano come mo3chc. In breve il LetTeuo rim;1s~ coperto di soldati caduti· che imploravano soccorso; pareva un carn110 di ll<lttaglia. Le ultimo notizie su questa disgraziata marci;L recano che ebbero . a dei>l••rar"i quattro morti, 200 amrn;1lati e 2i0 sbandati. ,. Il · Wue1·zbul'ge!· Jo·urnàt del 22 agosto, narrando questo disastr(), reclamava una inchiesta rigorosa ed una severissima punizione al coman<!ante il reggimento. . Nella lVuerziJul·get· Zeituny di Berlino del ii settembre l.SOUrovo che alle manovre di c:avalleria, eseguitesi due giorni prima r~ei dintorni di Postdam, eran morti per ecce"so di fatica ben l.7 soldati c una settantina si sambbero feriti cadendo da cavallo per la ~ran stnnchezza. Il giornale il ;l!altino di Trieste nel suo numero del 22 agosto 1892 riporta la notizia che, in un'csercilaziorie rnititar·e presso In Grott•~ di Adelsberg. carldero circa 200 soldati par insolazione, dei quali ben un~ici ne morir·ono! A caus.l rlel caldo eccessivo l'imperatore Fraritl!sco Giuseppe orr~inò la. so"ponsione delle grandi m:1novre del x e IX Cot·po, elle' dovevano aver luogo in Galizi~1! · , Nt!l nostro e;>crcito di fatti consimili_ è raro che se ne verificllin•l, penhè i capi san bene qu~nta. sia. la responsa.biJil,à che pesa su di loro a questo riguardo, sia. di fronte all'au torita militare superiore, come dinnanzi all'opinione pubblica del paese. Tuttavia neppur noi anil iamo immuni da questa lebbra. Bastrrà a dimostrarlo, ricordare la famo~a. marcia di due compagnie alpine (la 63• e la. ;~•) da Asiago a Bassano avvenuta sullo spirttl' del mese di giugno del i891. Ln partenza delle due compagnie doveva aver luogo verso la. mcz·r.auotte, di maniera da poter giungere a Bassano, con tlltta comodità allo 7 circa a. m. Verso sera pero un controrrliM rimandò la partenza alle .1- a. m.; ed infatti a Cftwll'om i soldati eran già pronti, in pieno as,, etto di marcia. Però, prima Ili far dare il s~gnale della. partenza, il tencnte-r.olonnello volle recarsi a fare un giro per le camerato; ert :wondole truvate molto in flisordrne, fece comandare una corvèe per .rifar da Citpo la puliwt dei loc;lli. Intanto le o:! ue compagnie, wn lo zaino in ispal la. stettero nd cortile, esposte al sole, fino alle 8 c meào ora in cui la trupra si mise in marçia. Fino a che si restò s~IJ'altipia.n·o, a circa Ìooo metri su 1 · mare, h marcia r>ro~edettn -benissimo, e IL mezzogiorno si giunse a Rubbio, senz'aver lasciato intlietro alcun soldato. Qui la truppa sperava di sen tir l'ort!ine del grand'alt; ma itwe~e. dopo pochi minuti di riposo, .fu ordinata la partenza esi cominciò la discesa so tto il solo, 1•er la' st~arta lutt;~ esposta. a rnczzogiomo, con una ternperatur.a di IIU<isi 50• c. Non tardo molto che l'eccessivo calore, ll!litamen te alla grande stanchezza, escr~itò su quei fort.i giovinotti la sua influcma deleteria. Di 200 uomini circa. n. 80 caddero in poco d'ora sfiniti sul la via.; e di essi due ne moriron? ·quasi subì to, e· dieci altri vennero salvali merce la respirazione a.rliliciale dall' infaticabi le dott. Fawwo medico !li Val1·ovina. (Conìet·e delta sera, 3·'• luglio '91). Tanto strazio <li carne ,\llnana, tanto spreco dt vite non avverrebbe sicuramente, se gli :mtori, i responsabili (e ve ne son quasi sempre) ven issero esemplarmente; inesorabihnente puniti. Accade invece di solito (specialmente negli eserciti che vantano
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fatica necessaria, foss'1!nche as~ai più dura, egli la sopporterà pa··zientemente {'l). Eppoi ammettiamo pure per un momento che con queste esercjtazioni spinte oll.re misura si possa riescire ad nccresc~re in questi giovani organ ismi il quoziente di forza e di resistenza organica, e renderli cosi meglio atti a sopportare i disagi della vita militare: ... ne con se~uirà forse che s'abbiano' esse a ritrovare come un cnpìtale ammassato e posto a parte per -quando si presenterà l' òcca··sione p1·opizia di utilizzarlo? .l\la non di certo; ed è anche poco serio il .s upp•)rlo. In siffatte questioni la nota giust.a non può fomircela che l'esperienza: e chiunque, non sopraffatto da fanatismi di scuola o di ~ mestiere, vorrà vagliarne serenamente gli ammae;s lram enti, non .tarderà a persuadersi che gli esercizi corporali esagerati non servono al presente e tan to meno all'avvenire. lunghe tm<lizioni) che, allorquando si verificano di questi cas.i disgraziati, si fa rli tutto per attenuarne la gr;wita, quando non si:~ possibile coprirli co l pietoso nlo del silenzio on® sottrarli allo sc;1ndalo della 1Hibblocita. 1E questo e un errore madornale in una epoca in cni il pubhlico pe1· (as o ]Jer ne(as, 11er· niritto o per tra v0rso, arriva a sapere tutto, ed il giornale è diventato un hisogno Qtl0ti<1iano della vita. Pretendere che dell'e~ercito non si debba parlar mai in nessun modo come se fosse un noli me tangere, un organismo a sé. staccato dalla vi.ta uazionale; adoperarsi ad impedire che i giorn;tli tllano publi~ìtà a dei fatti do loro>issimi come quelli che abl.Jiamo or ora descritti, non solo e il miglior nwzzo per lasciM c1·escere e incancre·nire il male, ma e aoche un mezzo eccellente per combattere c min~re l'esistenza dcll'i>tituzione stessa.' ' · Su qu(lsto proposito il giornale di noma L a Tribun11 (~i agosto i892) in 110 arti, colo firmato ,1/arius, fa delle considerazioni molto assennate, che parmi OllJlor~tlllO ri'prodnrrn nella loro integrita. ' . · • Se il gri·io d'allarme che pat'te dali:~ stampa dovesse essere sotTocllto, coloro che inorridiscono all'idea di qualunque appunto che si muove all'amministrazione militare, sar·ebhero ben presto sottoposti a più atroce martirio. · • trwecc di discutere stillo rno!la.lilà rlell'istruzione m!litare, sull'o[lportunitil. delle gro;.;e spe>e. sLil la convenienza di certe manovre o di c~rti sacrifici, la cosciema I>OJ)!)lave sarebbe ineluttabil.mentc con•iotta a esaminare non più i d~tta.~li ma la cosa in sé stessa; a ·criticare e a. c:onrlannare, non pjìl dei fa(t.i isolati. m:t addirittum tutta l 'islitmione. o.E noi cbe senza ipocrisie e da buoni patriotti, ami~1mo l'esercito e tiesidcriamo che viva cootrmto ecl orgoglioso dlll mandato. che gli si affida c che in e>SO non s'infiltri alcun seme di malcontento, e che nel tempo. stesso vogliamo che non dia al paese altra pr~occupazione all'infuori di quella <li mantencrlo, noi c;i ~entiaino in riovere e in diritto di non fare il silenzio su quanto é avvenuto, flno a che non si conoscano i provveJimentì presi contro coloro ché offe ;ero nel sololato italiano la clignit'il naz,onalo e l'um;inilit. . (il
JJas l'oli; in IVaffen. ein /Juch ii.ber /leerwesen ~md
vo:l Cotmar· Freiherr \'On der Goltt. - Berlin 188:{.
l>rieg(iihrung unserer·
ze;t.
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Quan te volle, allorchè trovavami di serv1z1o ai reggimenti (specie di fanteria), son rimasto rlolorosarnenté sorpreso nel vedere dei gravi processi morbosi svo l ger~ i insi dio:>am ente in individui gi un ti al corpo pieni di vita e di salute, e senza potere (a lmeno nei prim i tempi al.lribuime l'o ri).(in e ad alcuna causa apprezzabile, nè esteriore, nè individua le. Ebbene! Ap profondendo un po' le rice1·che, esaminando con diligenza il complesso òi circostanze che :.vevan preceduto lo sviluppo deila mnlattia, ben di sovente ho lìnito col trovare che il soggetto era stato sottoposto ad un eccesso di la \·oro materiale, ad un $1~1·menag e lisico, a cui il suo organismo era iJ11preparalo o che era addìritlura sproporzionato alla misu m delle sue forze. Anni indietro, in un reggimento di stanza in un a f! rande città del mezzogiorno, vidi prendere proporzioni epidemiche ad una febbre continua, che si presentavr~ p re~s'a poco co i caratteri della tifoide:.,. senza averne però il carauerist.ico andamento parabolico. Sebbene la malattia i11Jìeri;;se esclusivamente sui mi litari , lasciando immune a(fauo la popolazione civile, tuttavia le cause, che n'avean determinaLo lo svil uppo, si sottraevano alle ind:~ g i n i pi(l accu rate. Le cond izioni d'acquanieramento erano soddisfacen ti; camerate asciutte, spaziose,' bene aereate od illuminate, latri,l e lontane dai dormitoriì e scrupolosamen te ten.nte; ncqua abbastanza buona, ci bi. sani con l' aggi uo ta di una distri buz ione, giornaliera di vino e caffè alternati. Si praticavano disinfezioni quotid iane su tutta la linea; s'imbiancavano e si sct~ostavano perfinl) i muri delle r.amerate maggiormente colpite, si rinnnovavano i pavi menti. )(a tullo invano. Si provocò anche la disposizione di fare attendare il reggimento in nna buona loc:ditit fuo ri dell e mura di cinta ; ma i cm;i continuavano a mantener. ;i q·uasi stazionari, nonostante che la buona stà.gione (si er,t nella prima quindicina del mese di maggio) fiworis se l'adottalo provvedimento. Allora si ricorse come ultùnn ratio all'attuazione d' una proposta già più volte ventilata, ma a cui fino a quel momento l'autorità superiore, par motivi d'indole militare er:~si mostrata restia. Si fece rientrare la truppa in città, perchè l'a umentata temperatura atmosferica reudeva penoso il soggio rno sollo la tenda; ma si· sc•spesero tutte le istruzi0ni esterne, piazza ·d'arme, tattiche, bersaglio
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(nelle qual i erasi soverchiamente e ostinatamente ecceduto) riducendo tulle le esercitazioni ad una semplice passeggiata igi enica di pochi ehilometri , falla senza zaino nell e ore pi tì fresche del mattino . · L'atr uazione di questo provvedimento, sempli ce per quanto radicale .. fece sì che nel breve spazio di otto o diec1 giomi la malattia era sco mparsa del tutto; e il bel vermiglio della salute non tardò a rifwrire sulle guancia smunte e scolorate di quei poveri giovani ! ... Ed io dal modo come s'i niziò e procedette il peri odo decrescen te dell' epi demia, ebbi agio ·di risco ntrare un nesso tale, una relazione così intima ed evidente fra la sospensione del le fatiche e la cessazione della malattia, che non esitai un istante ad escludere che a qu esto bri llante risultato avesse concorstJ, anche in parte, una qu :~ l s i as i coincidenza fortu itn; senza dire poi che l'intervento di ques ta, tutt'al più, avrebbe potuto invocarsi in tutt'altra stngione, ma giammai nel col mo dell'esta te, che, ne i clim i caldi qua l'è quello di cui è parola, è il periodo in cu i lo stato sanitario delle truppe suole costantemente aggravarsi, com'ebbi già a dimostrare in altro mio lavoro fin dal ·i 876 (1) . La malattia, p1·ovocata e manten uta da fatiche eccessive, con la sospensione di queste viene a cessare e spegnursi per conseguenza logica e naturale; cessata la causa el·iminato l' effi~lto (2) . (l) M nR O~l : Li~ {ebbre eia miiiSma a Palerrno . (~) F: dimostrato scientificamente che le raticl•o
materiali clcterminano eoslante· mente nella no.~tra economia l'accu mulo di gran 11uantità di wodolli di scomposizione, di detriti orga nici, che finirebbero seoz<t fallo per al l.l>rarne l'e<1uilibrio fisiologico, se non venissero rapidamente eliHoioati. Ed JfltaLti, gli organismi snni c validamente co.> titniti •·iescono a sbarnzr.a•·si racil· mente eli ques te sostanze ill!lrJlni, da cui non rimangono che transitoriamcnlij in· quinati. Quaudo però; sia per dcboler.za ingeni ta, sia per altra causa t\Vcntuaie qualunque, qucsla sollecita-eliminazione non si veri fica, l:t presenza di quest.e scorie ~nimnli, ch'· colanti per la rete va.salc, non t.udera molto ati indurre malattia; e ciò probabilmente per la lrasformn7ionc di esse in sostanze tossiche amorre, analoghe alle p iO · 'lllaine, particola,·mente inroste alla vita llsiologica del principali tes3uti organici. F: a questa metamorfosi latente, le cui fasi graduali si souraggono ancora compie· tamento all'indagine chiuoi ca c m•croscopica, che io in clino ad addebitare molte delle forme morboso che vediamo SllC:>scggiare nelle file dei nùslri ;;olclati c che, presentemente:, sogliono p~r lo fliù meltc,·si a cari co ·lEII'agglomPramrn to, dell';un h:cnto, de lla corruzione delle acq ue potabili ccc. Attt·ibuisco ad c\SSfl la genesi di quelle lliccolcepi· demio che vedonsi talvolta sco nwarire in qualche corpo in sr:;uito alle grandi ma; novre o dopo nn luogo periodo di esercilaziòni raticosc, epidemie che restano confinale
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Paga to questo tenue tributo alla scienza da me professata, nella speranza che dalle mie parole, dettate da sald;;t convinzione scientifica e da sentimento. umanitario vivissimo, non abbia ad esser· riserbata la sor·te della voçt clmriantis in deserto, m'affretto (ch'è ormai tempo davvero) a rientrare in carreggiata. Dill momento che lo scopo precipuo del servizio militare, in tempo di pace, consiste nell'addestrare i cittadini all'uso delle armi, la caserma perde il carattere cupo e minaccioso d'un tempio de· dicato nl culto delìa forza cieca e materiale, ed acquista invece l'aspetto sereno e tranquillo d'una S (~uola, d'una palestra nazionale. E tale dev'essere considerata, abbenchè il fatto dell'obbligato?'ietà sembri in certo qual modo imprimere alla coscrizione la marca di un tributo , d'una pr;estazione personale. Qggi però che la logica governativa, drappeggia ta e nascosta sotto il rigido manto della lègge, ba proclamata obbligatoria per tutti anche l'istruzione elementare, .,dovrà,. non v'ba dubbio, grado grado cancellarsi dalla mente del popol o quel non so che di ser- . vilé che;per lo pàssato, sembrava aderisse all'idea del servizio militare. E 'quando le masse si saranno familiarizzate col pensiero .che la coltura intellettuale è un debito che ha l'indi,,iduo verso il proprio paese e che,ogn uqo ha il dover·e di educare e s'volgere, per quanto può, le forze latenti della propria intelli genza a profitto della patr·ia; tanto n1aggior·mente dovranno trovar logica e giusta la legge che costringe i cittadini a sviluppare ,ed imprimere una congrua nel l'in terno delle, caserme e attaccano di preferenza i soldati meno anziani e meno re,;istenti ai strapazzi. Cosi pure alla mede>im;t causa io ria llaccio molti dei pretesi casi d'insolazione, dacchc i veri colpi di sole, nei nostri clim•, son rarissimi; ed e tanto vero che queste cosidcllc insolazioni non sono che la fonsl':;uenza di raUche eccessi,•e• · che ad esse è ·specialmente predestinato il soldato di fanteria, il. qua le. nelle marci e, è molto piti agl(ravato dei soldati delle altre ·armi, sovracMiCO com'è del suo zai11o, de l suo fucile e di tutti gli altri accessorii che completano il suo equipaggiamonto. A mio modo di vedere le entità morbose dovute a questa causa (che i Franc.esi con felice locuzione, riassumono e comprendono nella denomi nazione di Sttrmenuge physi q ue) non si presenterebbero soltanto sotto forma eli ma lattie acute febbrili , ma S(}tto forma bensì di gravi pertarbamenti nutritivi a corso lento, con localizzazione ' elèHil'a sugli organi respiratorii e Sl)lle glandole li nflltiche. · '
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di.rezione alle ·Joro forze fisiche, a fine di rendere. r i$:petta ta e temuta la nazione all a quale appartengono. Avremo per tal modo una scuola civile, pet· mezzo _della quale i nostri giovani connazionali (specialmente quelli è he vivono sparsi per le campagne) verrann'> espropriati per causa di pubbli ca uti lità della loro ignoranza e potranno appr·endere a pt'ezzo di quali e qu~nti sacrifici l'I talia riconqui stò l'indipendenza e hr libertà; ad una scuola militare che insegnerà loro a difendere con le armi questi due suprem i beni d'ogni nnzione civile. E quando alle menti più torpide st sarà resa famiglittrc questa 'astrazione che si chiama Patria, e r1uando ogni cittadino chiamato sotto le armi vedrà viva. e parlante l'im magine di questa patria nella bandiera che sventola alla testa del suo reggimento, all ora si che potremo dir realizzata l'aspirazione del D'Azeglio, c.he, fatta l'I talia, rilevava con rammarico come gl'italiani fossero ancora a , farsi. 111 attesa di questo giorno avv~nturato, la cui alba radiosa ho fejle piena di poter presto salutare, compie opera utile e~ onesta chiunque, nella misura dellé'proprie·1forze, si adoperi ad infondere lo spirito dei nnovi t~mpi in seno alle masse, la cui i11erzia e refrattarietà intellettuale inceppa e r·itarda necessariamente il cammino del progres,;o, cammino inesorato, ma lento per' ostacoli e difficollil d'ogni mani era.. che incontra incessantemente avanti a sè. 1 Lavoriamo, lavoriamo senza posa a sgombrare dagli angoli più remoti le mnffe e le ti rannie del passato, onde i nostri connazionali d'ooni ordine abbiano a persuadersi che la coscritione militare n non è punto un s crv i ~ i o a. profÌlto d'u n individuo o d'una classe privilegiata, ciò che sarebbe un'ingiustizia ed un' umi liazione; ma bensì un servizio a vantaggio dell' intiero paese, ciò che vale quanto dire u·na prestaz ione che onora e nobilita colui che la compie. . . · D'ora innanzi l'obbligo del servizio militare non dovrà essere più considerato che come un turno di guardia, iii cni i più giovani rilevano i più·anztani di età nella missione di salvaguardare l'integri tà e l'in(lipendem:a della patr·ia. · ' Si deve qujndi nn<\ buona ''olia c~ssar dal considerare la coscri- zione qua.si una specie eli condanna a lavori fo rzal.i, e dal credere 1
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che la catena del servaggio fisico e morale attenda il libero cittadino gufla soglia temuta della caserma. Questi vieti pregiudizi è assolutamente necessario che vengano sradicati dalle menti delle nostre classi incolte; ed è n~stro dovere far penetrare in e5se la scinti lla vivificatrice delle nuove idee, e portar la luce del moderno ·diritto là ove regna la tenebra dell'ignoranza, del pregiudizio e dell'intorpidimento del sentimento nazionale. 8.
Perchè però questa scuola mil!lare possa recare con sè i frutti che abbiamo ragione di attenderci da essa , .è necessario sp,ingerla a:·ditamente per la nuova vie in cui già da vari an:1i trovasi incamminata. D'ora in avanti (ben dice il Morache) (") .l'esercito non potrà esser pilÌ un'agglomeran1ento di gente disgustata dalla durezza del trattamento. annoiata dalla monotonia degli esercizi militari, snervata dall'incessante forb itura delle sue armi e dalla cura meticolosa dei suoi oggetti di corredo; d'ora in avanti esso vorrà dire invece ist?'lftione. disciplina, momli:rzaZ'ione e finalmente migliomme11to {tSico. E in mezzo alle sue file che il giovane inscritto si convincerà che a lato delle soddisfazioni materiali della vita e delle ineguaglianze prodotte dalle differenze di fortuna, vi ha qualcosa ehe domina e davanti a cui ciascuno deve inchinarsi la patria e'il dot,ere. Egli vedrà 'i suoi còrnpagni prestarsi a tutti i sacrifici che impone la vita militare, non ter)er· mai in conte alcuno la vita, qnando si tratta di rispondere alla conlidenza che la soeietà ripone nei suoi difensori. Egli appartiene nd una grande famiglia, ove tutto procede con precisione, con ordine e metodo, ove il posto di ciascuno è ben designaLo e dove il dovere divien facile, perchè si può dire, é all'ordine del giorno! ... Ben a ragione suoi paragonarsi il reggimento ad una famiglia. Ma non e già la fam iglia d'una volta, ~on il padre nel suo aspetto (l) MonACII-E. 1/!fgiène 1nWtaire.
.solenne di Gi~ve tonante, avvolto per metà. fra le nubi, e' co.i fi~li silenziosamente aggr uppati ai suoi piedi e tremanti al corrugar dr.l suo ciglio. l~ 1"8. famiglia moderna, intorno a Cl~i si respira una · anra benefica e salubre di calma, di concordia e d.i affetto; è la fa.rniglia moderna che ha abolito i maggioraschi e le tirannie domestiche d'ogni specie , ed in cni legge suprema è l' imparzi alità e la . giustizia distributiva. · II p.erno sul quale è impiantata l'odierna famiglia militare, è sempre e sarà sempre la germ·chia, al pari che iri qualuniJUe -altra agglomerazione n"umerosa di perso ne; ma r.odesta gerarchia. non assorbe, non lede i dirrtti di alcuno, nè accorda privilegi di .sorta al più forte, perchè si valga eli essi ad opprimere il più debole; _l'ufficio di essa consiste invece n'ell'asse~nare i posti, nel mantener l'ordine, nel determinare i co.nfini alle attribuzioni di ognuno. Oggidì 'per conseguenza i rapporti fm superiore ed inferiore debbono e~sere improntati ad un sentimento di reciproca benevolenza, quale deve sussistere fra !persone che hanno piena co.. scienza dell'indole della I.oro··-missione· e della specialità dei loro doveri. . Il r·ispetto d'ogni singola personalitk1 genera ratietto e la stima vicendevole, due nobili sentimenti, due solidi legami che assicn. c_urano la coesione e la forza di qualunque associazione che voglia . .vivere e prosperare - Non è la durezza dei modi, non è la minaccia nè lampoco la ·severità della punizione che può trasfondere il moto e la vita nll'or· ganismo militare; dev'e;;sere la coscienza e la soddisfazione di adempiere dignitosam~nte -i l proprio O.overe a prò della patria. Oa questo nuòvo stato di cose emerge quindi come conseguenza diretta che la linea di d~marcazione fra uffkiale e soldato non può più essere cos_ì r~ci5a ed accentuata còme lo era per r1 pas5ato. Il superior~ cessa di essere un padrone dispotieo per trasformarsi in p,adre, in amico, . in educatore; e le sne cure, anzichè a piegar la materia. con h . violenza tìsica, · con la coer·cizione matenale, debb~no converger.e a do.mare lo spiri.l6 con la preponderanza morale e intellettuale. L'inferiore, dall'aliro canto, si spoglia della livrea del sel'\'o per l
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!}ESERCITO lT ALIANO
_rivestire l'assisa dign itosa dell'uomo che fa abnegazione di sè per imparare a servire util mente il proprio paese. · Lo che si può riassumere in questa fo rmola sintetica « comando sen.:a atu~rigia da 1ma parte; ob'bedìen.:a s.enza se-rvilità dall'altra ~. Questa gioventù che volonterosa corre sotto le bandiere a cQmpierc il suo tirocinio militare, non può essere ab bandonata al çapriccio, all'arbitrio per:;onale, alla violenza di ness uno; es$a, in· vece, ha pieno diriuo alla simpatia ed a( rispetto di Lutti, perchè per venire ad adempiere il penoso dovere che la patria reclama da lei, :;i stacca senza esitare dalla famiglia, dal paese nativo, sacriiìcando ad un tratto abitudini , affetti , interess i, tutto qu·an to, in una parola, rende bella e cara la vita a 20 anni 1••• ~ ell a nuova famiglia in cui essa entra a far parte, tulli oggimai sono rientrati nei èonfìni del diritto comune; e dove un tempo impera.''a in modo p ressoc~è assoluto ed inappellabile la volontà d'un uomo, oggi regna la Legge mite ed eunale pe1· tutti, alla cni maestà ognuno, senza distinzione di grado ' e di attribuzioni, spontaneamente s'inch ina.
9. Ecco però presen tarcisi un fatto, di perti nenza dell'ordine morale, che me•·ita d'esser preso nella più seria considerazione, siccome quello che può racchiuò ere in germe il .>egreto dei destini che si preparano al nostro esercito. Ques ta maggio re intimità, qu esta corrente dì mutu a benev.>lenza che sì stabilisce fra chi comanda e chi deve obbedire, potrebhe mai per avven tnra dt>genera re in una pe~ico l osa e deplorevole famigliarità?.. Questa profonda modi(i cazione, 'q(Jes to ravvicinamen to avveratosi nei rapporti esistenti fra i diYersi ord in i della gerarchia militare. menomando l'notoriLà necess;~ria a contenere ciascu no nei limiti della rispet!iva sfera d'azione potrebbe mai condurre a scal· zare il fondamento degli eserci ti, la Disr,iplina ? .. A risolvere il dubbi o che ci si all'accia ora alla men te, convien e accuratamente inYestigare in che modo si sYolga e su quali prrn-
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crpn fondamen tali 1;iposi questa gran foi'za coesiva degli eserciti che nomasi disciplina. Quarant'anni indietro l'ufficiale si traeva ancora quasi esclu '~ sivameote dalle file dell'aristocr·azia, o per lo meno dalle class1 meglio favorite dalla lortuna; e solamente per questo ~a~to trovnvasi giit in condizione d'eser~itare un certo preòomtnw sullo spirito del conwdino · e dell'operaio, sui q~ali non . er~ ~nco ra passato il soffio demolitore dell'idea ltnar~h1ca e qn 1nd1 rlg-.uat:davano il ricco· :;ignore come loro 5uper10re nato. Oltre d1 c1ò l'uffi ciale evitava con cura ogni occasione che potesse melterlo a cont~t.to tropJJO imniediato col soldato. II ser vizio interno di caserma iurau i pesava qua si del to lto sui sott' ufTiciuli, soi ·quali eserci tavano una lontana sorveglianza, u~a spec· ie di controllo p1·o f'cwma gli ufficiali subalternr. L'apparizione nelle camerate degli ufficiali uperiori, segnatamenle del colonn ello. costituiva per la truppa un vero avvenimen to. Al di là della :>oglia della caserma poi , a meno che non fosse per causa dir~lla di servizio ces5ava completamente ogni menomo rappono fra uffic!ale e troppa; eran , dne linee cl~ e. non s'. incont.ravan mai, neppure, snrei per dire, nei pubbltc• ntrov1, dappoichè l'e.:;pcrienza avevn insegnato al soldato di sfuggire i luoghi frectuentnti dall'uffici:dità. . . . . In con:>egueoza il so ldaw (come avv1eoe semp r~, cii ~utlo .c"'> che si somae all'azione analitica e miou1.iosa de1 nostn sens1 e delh nostra attenzione) lìnivu coll'abituarsi a considerare l' ufficia.le co me un essere d'una natttra divers•' dalla sua, ed alla smt immensamente superiore. Esso se lo rappresentava soLto l'aspello severo e minaccioso di un giudice inappellnl.Jile, nelle cui ~an~ vedeva abbandonati :;enza co ntrollo i su.oi destini ; e non è ~urndt a stupire se ad uno sguardo, ad una sempli~e inOessione d1 voce ·del SllO superiore, tulle le corde · del suo cuore v1brassero potentemente delle emozioni le più varie. Il se•rreto del comando, in una parola, consisteva nel distacco compie~ fra la cla;se che ordinava e quella che obbediv.a; il distacco genel'ava il timprè, e questo alln sua volta Lrasc1nava con sii l'obb e dien;~, a. il rispetto, la disciplina l Al punto però a cui oggi siam giunti sarebhe. direi qu:~si, as59 -
ANNO ~XXIX.
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L'ESERCITO lTALX:ANO
surdo il volere ispirare codesti sentimenti mercè la depress ione sensoriale, derivante da uno stato permanente d'intimidazione. Codestfl specie d'autorità fond ata sulla pama, oltre che non è più compatibile coi sentimenti d'uguagl ianza e d' indipendenza personale di cui oggi le masse vanno ,;aturandosi , verrebbe inevitabilmente a frangersi per causa degli accr·esciuti con tnlli fra i diversi anelli della catena gerarch-ica . Certe potenze ripetono la loro sol idità dal mistero di cui si circondano : nna volta squarciato il velo che le ricuopre, esse ben presto vengono ottacca te e demo[ite. Il credente in buona fede teme e r ispetta il suo buon Dio. perchè la sun immag inaz;one, riscaldata àal trascendentali:;mo delle pratiche e delle tradizioni religiose, gli e lo riflette, nella camera oscura della sua intelligenza, sfolgorante ni gloria, di luce e di onnipotenr.a: quando se lo vedesse dinrwnzì agli occ hi a tutte le ore del giorno , finirebbe cu li' abituarsi alla :;ua div ina presenza e col non darsene pensiero più che tanto !.. Sbakespear·e ha intuito e svolto assai felicemente questo fenomeno psicologico, allorquando fece dire al suo Enr ico IV: « [[ . popolo a forr.a _di possedere ii suo re, se n'è saziato lino alla nausen; e quella-.. reale presen~a che devesi economizzare con tanta cura. Riccardo l'ha in certo qual modo avvili ta per una comunicazione incessante e banale » (l). Ora nelle nostre caserme si Yerifi ca questo fallo . L'uffici a!e vive, direi quasi, a Lu per tu, coi suoi soldati , in mezzo ai quali passa la più_wan parte del giorno. Ai campi d'istru~ione, alle grandi manovre si asso~getta press'a poco nlle stesse pri'"azioni . alle stesse f.•ticbe del soldato ; mangia, dorme, si può dire, in mezzo ad es!'i ; una pietra per sedile, uri manipolo di pagiia per giaciglio . !utta la sua giornata si svolge in presenza dei suoi subordinati: stanco, o di sgustato da qualcuna eli quelle piccole traversie che in servizio si verificano con tanta fac ilità, difficilmente riesce a sottrarre a :;guardi indiscreti il malumore che lo assale, e da cui a ben pochi è dato difendersi; deplora senza reticenza i disagi e le
DINANZI ALL'EVO LUZIONE DEL l'ENSIERO MODFRNO
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-noie del mestiere, mette in discussione. con non troppa deferenza .ed imparzialità gli ordini e l'operato dei super-iori. Che ne deriva da questo ~ lato di co:;e? , · Il nostro soldato , per ignornnte che ::;ia, è senza dubbio dotato .d'una grande perspicacia naturale. Guidato da una !>pecie d'istinto, guarda, osserva, studia aneritamenLe il suo superiore ; riesce a -sorprendere le sue debolezze, a scuoprire i suoi di felti ; e ne profitta se può, quando non se ne bn rla. Qsesta coruunicazione incessante e banale (come direbbe I'En. -rico IV di Shakespea re) fra l'elem ento che comanda e ·q u ~ll o che ·Obbedisce, non può a meno di riescire a tutto detrimento di quel .prestigio indefinibi le che nn a volta irradiava luminoso da)!li sp len·didi distintivi del Comando, qnando qu esto aveva cu ra d' isolarsi .e di sottrarre all'occhio avido dei pro·pri dipendenti i suoi mo.menti di debolezz:•. ln conseguenza. nelle atttfn li nostre condizion i, é più che eYi·d.ente che l'autorità, 'confeTta solamente da l grado, v·.• da con pro- · gressione ognor piu crescen te logorandosi io modo ùa readersi ·insufficiente alla bisogna: eppereiò' che non potendo più essa conservarsi ali· ombra della minaccia e del terrore, si dov6t c.ercare .di rialzarla e rinforzada con qualch e cosa di più intrinseco , di :Più personale, . di più conforme all'attnale modo di pensare. (Contimw). ·
Dott. Pmno
~l o noNI.
Maggiore-medico nella riserva.
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VITTORIE E SCONFITTE
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-e che talvola era~o stati autori priocipalissìmi· dei fatti medesimi.
VITTORIE E SCONFITTE Lettera dell'onorevole E. Arbib·al Direttore della Riuista Militare-
Carigsùno Cisotti, Sarebbe da parte mia un allo di grande superbia. se mi dolessi, delle critich e fatte nl mio recente libro , VilloTie e sconfitte; nnzi ringrazio di gmo cuore Lulli quell i che hanno avuto la bontà d'occuparsene, e segnatamente il sig . C. Manfred i che ue ba scrittosulla Rivista del ,16 aprile. Ma .tu devi permettermi, caro Cisotti ,. in nome della ~ostra antiéa amicizia e della tua proverbiale cortesia> di rispondere ad_alcune censure, non dirette tanto a me, quanto· all'ider~ che mi sono permesso di propugnare. Se si trattasse della. mia persona, certamente saprei serbare il più assoluto e rasse-· gnato silenzio; ma quell' idea, lo dieo a costo di passare per vanitoso, mi sta molto a cuore, e poichè in coscienza, ne credo utile· la diffusione, desidero almeno difenderla con quella energia che deri va da una convinzione si ncera e profonda. Qual'è il mio gran torto anche secondo il signor Manfredi?· Quello d'aver dello che la gue rra, alla ~ar i di tanti altri avvenimenti umani , è governata nel tutlo insieme dalle sue vicende da leggi storiche invariabi li> le quali si possono desumere dallft esperienza del passato , e possono, una: volta stabilite, set·vire· di norma sicnra per l'avvenire. Meuendo innanzi e propugnando questo principio, l'ho io forse campato in ar ia? L' ho forse sostenuto svolgendo dottrine puramen te teoriche ed r..rbitrarie? ::'{ o; ho raccolto dei fatti, qual i mi furono forniti da coloro che li avevano narrati prima di m~
È la ript·oduzione costante, sebbene sotto forma diversa, di quei fatti che m'ha tt·atto a proclamare quello che mi sono pet·messo ·di ~hiamare le ·leggi storiche della guerra. Ora, per dimostrare che queste leg).(i non esistono, coover·rebbe che il signor Manfredi o al tri avesse la santa pazienza, non di darmi delle legnate fra capo e collo, ma di raccogliere ·e documentnre un'altra serie di fatti , ossia di testimonianze, di prove raccolte su altri campi' di battaglia, che dimostrassero tutto . 11 contrario di quello che ho preteso di dimostrare io. Allora la tegge storica non esisterebbe più, gincchè, tu lo sai meglio di me, ~cquis ta nome e ~utorità di legge, solo il fatto che, in condizioni ..analoghe, si r iproduce con tinua tamente nel modo medesimo . Mi spiegherò anche me ~lio . Io ho detto che le leggi storiche della :guerra provano che .l'unità del comando è fattore indispensabile .di vittoria. ·• Ho riscontmto o per dir meglio a.::certato la es;steoza o larip roduzione di questa legge io varie battaglie, citando numerosi ·esempi antichi e moderni di sconfitt.e dovute a moltiplicitit di comando, Trasimeno, Can ne, Nat·va, Rossbach. Jena , e al tri. Chi vuoi pro\'a re che la legge non esiste o che non · ha l'i mpor. 'Lanzll ch'io le h'• att1·i builo , deve citare un numero eguale di battaglie vinte malgrado l'assenza d'unità di comando. Parimente, io ho detto che secondo le leggi sto riche del la .guerra, la conoscenza esatta delle mosse del nemi co è fattore in.dispensabilo di vittoria, e che per tanto, senza quella conoscenza, .è quasi impossibi le vincere. Ho messo a ri:;con tro le due catastrolì delle Termopili · e di .Dogali, pt·incipalmente dovute al disprezzo di quella legge. A di stanza di sec;oli: Leonida e il gen. Genè non conobbero mai le :intenzioni del nemico, perchè non lo. spiarono con di ligenza, e .tutt'e due andarono incontro ad una carneficina. Ho t·ibattuto 11 chiodo a proposito delle campagne napoleo niche (confronto fra ·la diligenza di Austerlitz e la negligenza di Ligny) e delle nostre campagne del ·l 84,8 e del •1866; ho rich iamato l'attenzione de l ·lettore sui precedenti della bauagli a di Custoza o su quelli della .battaglia di s ., dowa, sempre in ordine alla legge storica dianzi
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enunciata. Chi vuoi negare la esistenza di essa, deve citare ur~ numero uguale di e:>em pi dni quali apparisca che anche con un catti.vo servizio di ricogni1.ione e senza il concorso di altre leggr' stor1che ugnalmente importanti, si vi ncono battaglie. )fa dunque, domanda il signor Manfredi ed hanno domnndaLO altri, pretendete di escl udere in guerra l'accidente {o1·tuito? Il caso , la fo rtnna? Ebbene, sì lo confesso . Questo ò il mio g1·a nde deli tto, e· se deliuo è, bisogna cvnvenire ch 'esso è :1dd il'illura mostruoso, giacchè dopo averlo commesso, non sento nell'a nima neppure l'o mb ra del rimorso e pentimer.to . Se la cri'tica mi vuoi condannare, e se il sign.or Manfredi. con una fo rma squisitamente cortese . mi vuoi da re ad intende1·e chesono un asino calzato e vestito, facciano pu re: ma mi consentano· d'esercitare anche in mezzo ai tormenti di cui mi reputa no degno,. il diril.lo delln difesa... Oh lo so ! È stata una gr·ande audacia, forse anche una grandeimpertine~za la mia di meaer·e av •nti questa dourina che contrasta così singolarmente con quella più comunemente ricevuta .. E chi siete voi, si può dire, oscuro borghese, elle avete la sfacciataggine di voler dare ad intendere alla gente il contrario di· Cfuellq clte fu quasi sempre insegnato ? Mettiamo ch'io sia degno di tutte le abominazioni ; ma non perthn to, mi sia lecito cii re al si ~ nor J[anfredi ed ad al tri che la pensano come lui, che io non ho inventato nulla di testa mia. ed in sornma delle som me, non ho che dedotto le conclusio ni d0i f~LLi . Non è nè mia colpa nè mio merito se da essi è venu ta fu ori la teoria. che nega la in flu.enza in guerra di quèllu che si eh ;ama e non è l' ac. cidente f'ortnito. Senza dubbio se si interrogano coloro che furono· balluti, essi troveranno r.he ciò di pese da accidente (ortttito , Ma se invece si interroga diiigentemente la storia, si trova ch e quello· che fu reputato n.asce re dal caso, nacqne in\'ece da nealiaenze CY da vizii organi ci. De Cri:>tofori s, ch e un altr·o giornale cmilitare m'ha buttalo in fac~ia suppone ndo ch'io non lo abbia mai letto dovechè invece è stato e r-imane nno dei miei più venerati maestri, dice anche lui, come prima avevano detto altri, che se gli ordini dr Napoleone fossero giunti a destino il n giugno ·1811>, n Watérl oo
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vinceva lui. Caso fo rtuito, dunque, se non arrivarono. Ebbene, nien te aiTatto. Nel mio libro ho cercato di dimostrare coi fatti alla mano, che questi ordini no.n arrivaron o, perchè tutto il ser"VÌzio era negletto, e lo era per vizi i intrin seci del nuovo es~ r c ito napuleonico. La famosa pioggia del 17, considerala da tan ti come c.aso fo rtui to della sconfitta di Waterloo, non tolse a 131iicher di compiere la ;;un àisaslrosissima marcia che gli consenti di ra~ giungere in tempo Welliogton. Caso for tuito, dicevano i francesi del 70 , la pioggia, il vento e la neve, . che impedivano ai generali di rice,'ere i rapporti e le ricognizioni ùegli aiutanti di ca mpo e delle pauuglie ; eppure, la stessa piogY,ia, lo stesso vento, la ste,;sa neve non · tol:>ero mai (sono l'alli non invenzioni) :1i comandanti tedeschi di ricevere con perfella regolarità tulle le notizie delle qual i avevano bisogno. )l i rendo esattissimo conto della SOI'presa che deve aver· provoca to lct enunciazione della lllia ardita dottrina. Sopratuuo venendo da me, che non ho autori tà di sona , deve es · sere sem brata uua bestemmia. E non di meno io vlnTei prega re tutt i quelli che la condannano sommariamente a fare pi ullosto nuovi ~tn di, nuove r icerche, senza partito preso, e co l ~olo ~copo d' indagare il vero. ()n e~ to genere ci i studi dovrebbe sedun·e ul1 uomo d'ingegno e di valo re come il signOI' ~lan fred i. Ci si metta anche lui e ci si mellano altri. Non ho mica chiesto la privativa dellil mia idea. Anzi ho detto nella prefazio ne che speravo che altri più competente e più dolto di me, s'invoglia sse di co ntinu:n·e meglio di me l'opera min . Perchè non farlo '? Perchè prE-tendere di troncare la questione, ,.con quattro sciabola te in aria? t1uardiamoli da vicino que~ ti pretesi casi {01·tztiti; analizziamo altJ'e trenta, altre q u ar:~nla bnttaglie, stndiamol e in tutti i loro episodi reali , in In l te .le loro connessioni con la vita ùei popoli che le combatterono, iri tutti i loro rapporti coi feu omeni soc iali del tem po in cui furono combattute, e vedremo che cosa ne verrà fuori . Crede forse il signoi· ManfFedi che se mai si riusci,;se a sradicurla del lutto la comoda credenza cie i casi fortl~iti , non se ne avvantaggerebbe molto la ed ucazione dell'esercito, non se iugagl iard irebbe mo lto il sen timen to di responsabilità di tutti coloro che sono preposti ad un comando, sia d'un plotone sia d'un'armata ? ·
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Ma dunque, domanda il :>i!! nor Manfredi, pretenderest e con la · vostra teoria di d~ re ad intendere che si può prevedere anticipatament e l'esito del le g-uerre? E non vi spavema il ric~rdo del g!'anchio preso da tutti n~l 1870, qua ndo si crerleva gene: ralmente che la Fran cia avrebbe batl.nto la Germania? Adagio coi tntti l Per esempio, fra questi tutti, sarehhe molto ardito chi includesse il geJ)erale Trochn, che scri,;se il suo libro nel '1861. ed il co lonnel lo Stoll'el che mandò i suoi rupporti all'imperatòre prima del 1870. V' ha di più; io posso afTermare che , qual i che fosse ro le op inioni della rn.ollitudine, non appena si ebbero le prime notizie della dislocazione dei due eserc.iti ru, dalle persone che se ne intewlevaoo, preveduta la viuor·ia dei Tedeschi. Yoglio a questo proposito raccontare un anedrloto. lo ero allora a Fire n z~, e fra nltre mie occ.upazion i, avevo nnche la eorrispondenza della Ga:;.::etta di Vcne;;ict Eravamo nel luglio, la gue rr;l ém dichiar<~ta, ·ma no n incominci :l ta. Un gitJrno, incontro in via Cavour il generale Gu idoui , all ora maggiore di stato m:•ggio re. addetto al comando d'el . Corpo, alla Lesta rlt>l qude era (;ovoue. Parlammo della guerTa . e Guirlotti mi spiegò, con molta ehiarezza, che dagli ~Lud i fat ti dal genera le sullà dis lncazio~e dC'I Ie truppe helligeran ti, ri,;rdt:11:a evideute che i Tedeschi sarebbero entrati in Fr:n1cia e avrebbero vinto le prime lwlla:.!lie... Non sa rei stato gior nali :;ta. se con quei dati 1.10n avessi imbastito una corrispondenz.u. Essa fu pubbl icata alcuni giorni prima di Woerth ed io.· cosi a hnoo mercato, mi feci un onore immortale. i\'on lutti adunqnll crede,·an o ali~ immancabi le vittoria dei. Francesi. Chll non si possano prevedere tutt.e le Yicende pa rziali, tutti gli episod ii quotidiani d' un<t guerra, chi oserebbe oegarlo? ma vi sono delle previsioni che, appunto in virtù dell e leg,:.ri stor·iche assodate. si possono fino ad un certo punto prevedere, esat tamente come al di d'oggi, grazie ai progressi delle sc.ienze fisiche, si può determinare, dove e come, quando e per quanto tempo imperverserà una tempesta. Si pnò prevedere, dico , che nn eser·cito il q uale sia affida to a 'due comandanti fra loro in antagonismo, è destinato alla St)onfìtta; .che un generale il qua le tra~curi il servizio di ricognizione e viva in una costante i;moranzn delle mosse
qel nemico, non ha nessuna probabilità di vincere: un esercito nel qnale il servizio d'intende nza sia trascurato per morlo che l soldati abitualmente rim:~ngono senr,a rancio o lo ahhi:tno troppo più tardi di quanto loro spe tti, fini sce per disorga narsi e per non essere pi ù adalllJ alla re~i:>Lenza che la gnerra esige ... M:~, dice il_ sig. )l anrreòi. le sono cose queste che h·aono tan to di har·ba, e non vnle\'a la perra di scrivere nn lib ro per ripeterle. D'accordo, quanto alla barb11; ma quanto Hl liLro, mi pare che possa non es3ere del Lutto inutile riconfermaro alcnni precetti che sono p t~rtroppo così spesso. dimenticati. Chi dunque può supporre che il generale Lctmarmora teoricamente ignorasse la ue~essi tù del servizi o di ricognizione sp into fino nl punt o di trovare il contatto col nemico '! Chi sa quante volte egli s te,;~o lo avrà ir.segnato ao..:li alt ri l E chi può imma:,!innre mai che il gener·ale Ger.è, ch'era pu re un uffieiale di gran merito, ignorasse nn principio così el ementare dell 'arte dell ;l guerra ? Ep pnr;e, uomin i come Larnarmora e eome t;enè. l'nnoa Custo'l.<l l'altro a Dogali, om!,-er,, di fare quello c.ho in teoria sr)pcvano certo che avrebbero dovnto fare. Che mal e dunque può esservi a tentare eli metlere bene nella testa rlegli ufficia li clell'esel'Cito e sopratutto dei giovani ai quali è principalmente dedicaw il mio libro. che qnando si violano le le)!)!i sL\)riche .clelia g uerra , la ~co n ritta ù inevitabile '? MeU i;uno pure r..he lt~ co.;e dette d 1 me. ahh:ano l tn t.o di harba: ma io sarò grato nl iii).( . Man l'red i se vonà indicarrni Ltn altro autore che ahbia tentato di mettere in luce, così come ho f<lLto io, le r.a use essenziali clellt viuoria e clelia sconfiua . l'osso es. >ermi i n ~annato, po s~o nver errato in più od in meno; po>so aver omesso ~dire cause delle qnali avrei do,•nto tener conto; ma che il mio povero lihr·o, come ill us trazione e dirno ~ traz i o~ e d'una vera e propria rlo ltt·in<\ scientifi ca. non valgil proprio nulla e nnl la aggiunga agli :>Ludi storico.·militari, mi pare in veriti1 un gindizio eccessr vamente severo. Non la fìni rei piìL. raro c ;sotti, se volessi r ispondere pun to per punto all'articolo del !>ig . .\'l anrredi . Tralascio. tinnque mc,lte delle o s~e rvazioni che vorrei pur fare. ]\'J,, a due addeb iti mi preme rl i r' ispo ndere. Perdtè non ho inclnso 1,1 ;;uperiorita numerica J'ra i fa tLori indi::;pensabil i della vittori a·Y E la superiori t:1 dell'armamento , perchè ?
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Rispondo ch'io non ho fatto né v o ln~o far·e un li bro di fantasia, ma un libro c.he fosse sopratutlo un esame di fatti , accertati ed inoppugnabili. Ora troppi faLLi dimostrano . che la superiorità numerica non è sufficiente per' vincere, perchè la si possa impunemente collocare fra i fattori indispensa bili della vittoria. t colpa mia se Alessandro ha battuto i Persiani, mal)!rado la sua in feriorità numerica '? Se gl' Inglesi hanno battuto i Francesi a Crecy e a Poitiers, malgrado la inferiorità numerica'? Se Fedet·ico ha vinto a Rossbach e Carlo XII a Nar1va , se bbene aves:>ero dinanzi nemici tanto superiori in num~ro? E non ha forse notato il sig. Manfredi che nella seconda metà della ca mpagna del 70, la superiorità numerica passò dalla parte dei Francesi'? E ad Agorda t di grazia ov' em la superiorità nu merica ~ Senza dubb io sarà sempre meglio essere due contro uno che uno contro due l Un capitano abile cercherà, di rnetterla sempre dalla propri a parte la :;uperiorit;\ numerica. · Ma che essa sia un fatto re indispeu sabile, st(Lndo ai (atti, nessuno può dirlo. È !o stesso per la superiorità dell' anpameot(l. Erano certo meglio armate le schiere dilCarlo il Temerario che gli Svizzeri che lo misero in fu•w a~:ma le Ìe truppe borboniche che i gari baldi ni i quali n ' mecrlio ,., vinsero a Milauzo; era migliore lo chassepot del fucile nd ago, mi· gliori ahimè le nostre navi del 66 che quelle di Teghetotf. Come si fa, dopo q~esli 'che sono fatti inoppugnabili , ad includere la superiorith dell'armamento fra i fattori indispen:;abili della villoria '? Ma è .tempo oramai el i concl udere. lo desidero vivamente che il signor Manfredi e quanti la pensano come lui si leviuo dalla testa l' idea ch'i o abbia voluto impAnca rmi a censore o maestro di chicchessia. Ho troppo il concetto della mia. inferiorità perchè albagie cii tal fatta alber••h n in'o nell'ani mo mio: Col mio libro Vilto1·ie •e sronfìtt· , ho tentato :'emplicemente di segnare una via che . a mio avviso, può essere hatlula anche da altri meglio di me, e che può essere feconda di utili insegnamt!nti. A costo di beccarmi la taccia di presuntuoso, oso dire che v'è qualch e cosa di met1lio da fare ' seco ndo me, che tentare di cli:;t.ruggere, con. n por.he pAgine, una dottriua vecchia !'e vnols!, ma ell e io mi gono industriato di luineggiare con la scort.a dei falli. V'è. di.;'o, da continuare gli studi, da accumulare le ricerche, da esami-
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VIT TORIE E SCONF ITTE
nare spassionatamente, non per vaghezza di ozio:;e pol emiche, ma pe1· desiderio ed amore di verità, se la dottri na regge o non regge. È a questo genere di studi, del rimanente piacevol issimi (magari potessi consacrarmi esclusivamente ad essi), ch'io mi permetto d'i nvitare anche il sig. C. Manfredi. Chi sa, che egli. dotato d'ingegno e di colt ura, non fin isca per riconoscere che si è forse afTreUato troppo a conda nnare il mio povero li bro nella sua parte sostanziale, ossia nella continuità e nella invariabilità dell e leggi storiche della guerra. Addio, caro Cisotti , c grazie delht Lua buona e cortese ospitalità. Perdonami e f,L che mi perdonino anche i letLori della Rivi'Sta della fretta con cui ho dovuLo scrirerti. Roma, ·l O maggio 1894 .
Tuo a(f'e.zionatissimo. E. ARDIB.
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NOTIZIE POLITICO·MILIT ARI ITALIANE
NDTIZIE POLITICO-MILITARI ITALIANE
Nei primi giMni rlcl me;;e si di;~.:ns;e ;dtiJa;;wuza trn nquill :~ m eute il bilancio de}!li niTari esteri . Rima rehevo le per eloquenza iucisi ''a e·per l' importanz:l delle ro:<e deu,e fu il discorso dell'on. Blanl· ministro tit'"l i n!lari esteri, il <ptale -:1 i soliti :ltL:lCchi <.:o nu·o la tri plic:c ; llcam:a rispo~e dimostrando che lo' nostra sol idarietà· d'interessi colla Germania data d;~ l trallato del '1866· colla Pru ,~i :~ e le nostre ouime roh•zioni coll'Am:tria data no cl:d ·1870. Lo SC<)po dell'n lleauza quale fu conchin;a nel ·1881-82 o r~ una gar:lllzin di p3ce cou liber·tit di fa re uun politrca nazionale. Se c1uesta politic.1 uon ahhinrt~o ~em pre sapu to od osato f~•rla , se ~ual che volta ei siamù I<J ~c int i distra rre (h mete raggiungibili per· c:orrere dietro alle ombre, non è colpa dell'alleanza nè, dt>gli 11 lloatL Non~ !l'atto d~ littorllle africano dni conflui del Marocr.o :d r:walc di Sue1. che uon ci ~ia stato olrerto. Abbillmo sempre rinntato e male ee ne iucolse perchè a!tri profluar·6no del nostro rilì n1o. Atlesso è inntile e pueri le la~ 03 1'.:\ 1.
Alle solite acc use d'ingratitudine ''crso la Fran<:ia il Ministro ri che appunto. o nlmeno specinlmentr., per nou spincere n quella potenz11, ri!ìutnnuno le o!Terte che ci fur~ono fatte. « L' 'ltn li n, accu:;ua d'ingn•titu dinA, portò dopo il '1870 il lntto ciel i ~ Fraucin per •Qolti ~ po se
élUnt
».
Oggi dobiJiarno appoggiarsi a chi difende lo st<Hlt quo, che non è il nostro ideale, mn è il mi nor male per noi . La triplice :dleanza as sicura i Oni pacifici dell' Europn centrale; ma es:;;) non c'impone òb · IJlighi, nè rispetto ngli armamenti. nè rispetto alla nostra condotta nei nostri particolari interessi. Questo discorso produsse buon a impressione nell11 Camera e nel paese e venne favorevolr'nente co mmentato all'estero.
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Nella discussione del bilancio degli esteri, sul quale furono portate tutte .le spese per l' Eritren, si trattò delle condizioni di questa colonia, le c1uali apparvero sotto un aspetto favor<!volissirno. Oramai è fuori di dubbio che l'altipiano per fertilità di suolo, per clima, por abbondanza di acque è tale da l'im unerat·e largamente il lavoro dei nostri agricoltori. Quelli che già vi furono condotti ci si trovano bene e vi esercitano quelle mirabili doti di so brietà o di attitudine al lavoro che nt fanno i primi co lonizzatori del mondo. La opera della colonizzazione .procede lentamcut<l, rn:.1 senza intoppi tnnto ' nella regione dei J3ogos qunnto in quella dell'A smara, e tuu.o fa spe· rnre un buon esito. Gli esperimenti fatti nelle stazioni dell'Asmara ' nel Sarae e nel basso Okulè Kusai diedero ri~ ulta tì promettentt. 11 Sarae special mente viene indicato come favorevolissimo all 'agricohnr:J, all' al lev11mcnto del bestiame, alle produzion i coloniali più rimuoe, rati vi. Da lla soluzione del problema della colonizzazione eritrea dipende l'indiri zzo dell'emigr·nzione italiana che ora va perduta nl rli là dell'Oceano nssorbita da 110 unzionaliti, più fo rti. Quest'emigrazione potrebbe ~.:ostituire un cen tro d' italia nità potente sulle rive del Mar Hosso, e questa possibilità che ogni giorno più diventa proi.Jabile, basta a giustifh:are tutti i sacriflzi l'atti dall'Italia per ryuella sua colonia. La tranquilli tà più grande t·egna nell'interno dei nostri possedimenti e non vi è ragione di tomere inva$ioni dal di fu ori. In questo momento l'Ital ia gode di un grttnde prestigio nell'Eritrea e in t.nui i pae$-i vicini. La vi ttoria di Agordat uon è statJ forse abbastanza apprezzata in h alia, mn lo fu molto bene in Africll. Grazie a que~ta vittoria noi abbiamo potu to di minuire in Africa il nu· mero delle nostre forze ed economizzare 783 mila lire. Nè siamo meno sicuri per que:>to; LUtto pol'la a crtdere che i dervisei non tenteranno uoa secouda prova , o, ~c la tenteranno, :rvrnnno lo stesso risultato, perché il vaiore e l'abiliti• dei nostri· ufficia li lwnoo ispirato tant.a fi ducia alle truppe indigene c alle popolazioni della zona di confine, che uou solo le truppe sotto le armi si batterebbero bravamente, rna quelle congeda te accorrerebbero alla ch iarnat11 . È notevole qnnnto disse a questo proposito in Parlamento, t.li scutendosi arpuuto le cose dell' Eritrea, il Ministro della guerra: « il go\·ernatore Baratieri hll cerca to di nccrescere anche, ove occo rra, le nostre f0rze ; in un recente campo d'istruzione, ha organizzaw, direi quasi, la
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m ilizi :~ mobile di quelle truppe. Ha potuto chiamare a sè buon nu mero di indigeni che hanno già servito presso di noi, che sono accorsi ~olon terosi, li ha tenuti •:i rra uo mese intorno all'Asmara e li hn esercitati colle nostre truppe. , Gli indigen i richia mati si ~ono port.nti benissimo e ·sono sicuro che nlln prima chiama ta verrebbero ancora a raliorzarci ed a servirei fedel mente •·
li 5 corrente è ;t:~to firma to dall'on. llresidente del Consiglio c d~llo ambasciatore d' Inghiltenn il protocollo di del imi tazione delle sfere d' influ enza italiana ed inglese nelle region i ciel golfo ù1 Aden. I negozinti ,·elativl vennero coQdotti a Londra, per il Governo britannku, da sir Thomns Sa ndersoo c da sir Ste u~rt Rayley, e per il regio Governo ùall'ambnsciatore conte Tol'nielli e da l cav . Giul io S ilv e~trelli . La sfera d' infl uenza italiana resta costit~1ita dall' Harrar, rla crua:;i tutto I'Ognden e cl alla penisola migertina del Gnardafni. Nella ~fe rn d' infl uenza inglese rimangono le tr:bù Issa, Gadabursi, Abr Anal, ,\br Gheragis, Abr Folgela, Al Gia bleh Unrsangueli e Dolbohanta. l Gl' im pegni commerciali rlel'articolo 2 del detto protocollo ci assicn . . rano il li bero transito nttrnverso al protettorato britannico, per penetrare nella nostra sfora d' influ enza, e ci 11 prono i porti inglesi del golfo d'A den·. Questa deli mitazione complet:1 quelle già stipulate coi protocol li del '24 m11rzo e ·15 ap ri i~ ~89 L
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** Il giorno 7 cominciò la discussione del bilancio della guerra. Giova premettere che, tenuto conto degli stati di previsione presentati e delle succe~;ive note di variazioni, gli stanziamenti ora proposti per l'esercizio 4894.-95 souo: L. ~17,920,000 Spesa ordinaria ( 15,080 ,000 Spesa str:~orli n a ri a Totale L. ~3 3 ,0 0'0,000 Questa somma in confronto dell'esercizio in corso di 2 t\.6,000, 000 (corrispondente al bilaucio consolidato dell'ex ministro Pellonx) presenta una diminuzione di •13, 000,000; prodotto per 7,328,000 dal passaggiio al bilanc.io degli all'ari esteri delle spese della· colonia Eritrea e per 5,672,000 dn vere economie, frutto di provvedimenti amministrativi in gran parte di natura transitoria.
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I difensori di siliatto bilancio si trovl\l'ono pertanto tra . due fu0chi : da una parte gl i aversari di questi 5,672,000 mil ioni di economie, fra cui l'ex Ministro della guerra, on. Pelloux; d:11l'altra i fautori di nuove e mag),!iori economie per una ventin:~ di milioni, domandate Jalla Gommi~sione dei quindici. Non mettinmo io nota qua lche ec~ntrico che credette dimo~trare la possi bilitit di spingere le ~onom ie fino a :lO o 50 milwni, nè c.oloro che propugnarono acc.1demicamente, in tesi generale, la di minuzione delle spese militari, per alleggerire i pesi dei contribuenti . Scese primo nell'arringo l'on. Grandi che, cou un asseunnto discorso, sostenne la necessità di consolidare la parte ordinaria del bilancio Jella guerra, il che porta come naturale conseguenza quella di riversare su alcuni cap itoli flel bil ancio ~tesso le econom ie che eventunlrnente si possano f:1re su altri . Segni l'on. Afan de Rivera, il quale non solo sostenne il co nsolida mP.nto del bilancio delln guerra, ma disse .che stava bene· consolidato in ~ 46 milion i, e criticò le diminu1.ioni portate a questa cifra. Venne poi 'l'on. Marnzzi, uoo di quelli delle economie fantMtiche. Non proseguiremo l'elenco dei nomi che è fn cile ma noioso, nè quello (!elle opinioni espresse che è lr1ngo, difficile e variatissimo. l\'on mai discussione del bilancio della gnerrn fu pi1ì lunga e più viva. Tutte le questioni furono tocc.ate: scuole, collegi, tribuna li , distretti, reclutamento, ordin:1 mento, avanznment.o, discentrameuto, levn a marzo e leva a novembre, carabi nieri e hcrsaglieri, corpi amministrativi e corpi contabi li, viveri e vestiar·io, magnzzini e fortezze, fucile vecchio e fucile nuO\'O, occhiate reti'Ospettive C! sguardi a!l'avvenire. L'on. Pll i ~ relatore iu. fJuesto bilancio aveva scritto un grosso volume in cui qualunque giorna le, di qualunque colore, trova una miniera di articoli inesauribile e CMÌ ogni deputato vi u·ovò il suo discorso c la Camera ha perduto l:~ sua seuimaua. Fece il suo grande discorso, com'è sol ito sempre io queste occasioni, l'on. Coh>mbo ed nn altro non meno economico in fatto di competenza m il it~ re, ma un poP.o meno ascoltato, l'on. C:om pans; trovò modo di fn r~i applaudi re per la forma smagliante, non per In sostnoza, l'on. Cavallotti. E di tanto in tanto scioppettarono come r:~cchette le in terruzioni tlell'ooorevole lmhriani. Insomma, quanto ~gli inciden ti e alla fisonom ia generale, la discussione del bilancio della guerrn, quest'anno, ebbe il carattere di rru~ll e che appassionano la Carnera e il puhblico ; qnanto alla sostanza, fn così confusa e 'jntricata, che non sa premmo dnvvero come raccapez-
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znrci p6r d:>rne un'idea ai lettori, se per fortuna qua11LO si è detto d' interes:3ante sotlo il rapporto militare non si riassumes~e in due discorsi: quello dell'on . Pelloux, ex ministro della guerra c quello dcll'nnuale mi ni:>tro, on. i\Itlcenni. Il quale rispose non ~olo agli importanti que,:iti propostigli dnll'oo. Pelloux, ma con squisito cortesia, diremmo quasi con pazienza eroicn, rispose pure alle domande, ni det-ideri espressi da molti. altri e perfino alle chiacchiere incoocludeoti di più d'uno .
L'on. Pelloux parlò il 9 maggio e il suo discorso può dividersi io . tre parti. ~ella prima difese eflìcacemente la propria amministra1.ionc dagli appunti che vari giornal i ed uomini politici gli avevano f:-~uo, esponendo quale era l'eserci to quando egli assunse il portafoglio e dimostrando ehe, malgrado taute ecdnomie fa tte, l'ha lasciato alla fine del •1893 in migliori couclizioni che mai. Nella seconda parte espose le sue idee su i nosu·i attua li bisogni, lo stllto delle nostro frontiere terrestri e marittime, la fabbFi cazione del nuovo fuci le, la ferma, 1 :~ forza hilanciata, le riforme Mganichc, le economiP ancora possibili . ecc. ecc..; assicurò l'on. Orlescnlchi che nessuna potenza ha ma i messo il dito nè il naso nei nostri armamenti e che non si s11rebbe ma i soll'erto che re lo ml!tte.-:,se; si fermò alquanto a polverizzare il castello delle ecouomie dell'on. Marau.i, cosa che potre!Jbe sembrare superllua, se uon fosse c:he, rispo ndendo a lui, rispondeva iodirett~rn en te a molti altri e couchiuse che bisogna conoscere gli intendirnllnti del governo su alcune importanti questioni, a proposito delle quali formulò alcune domande che costituiscono In terza parte del rliscorso. «· Sono stati ritirati i principali progetti di legge pre~enw ti dal ln preceden te ammi nistrazione e si diss1:1 per rnodiflcarli ; saranno ripreseutati? « Crede il ~iiniste rò oecessn ria una HUOVIl legge di avanzamento per definire molte cose, le quali sono ora in pieno arbitrio del potere · esecu· ti vo e ft·n le altre per riparnre a ~ randi ingiustizie, che sono state fatte nell'npplicazione dei criterii diversi per i vnntaggi da darsi alla scuola di guerra ed allo stato ma::giore~ · . • Crede egli, che per In necessaria elim iuaziooe di uffi t:i~li Ji ~er vizio :~ttivo si possa fare a meno del limite di età, i quali diano l' assict~rnione che, quando veni:;se a mancare la risolutezza nel Governo, l'energia vitale e la robustezza dei <[1n1dri di guena dell'esercito non flvessero a risentirsene ed assicu rino che la earriera degli uffìcinli progredisca in modo regolare?
937 « Yorrebbel'onorevole Ministro dirci ancbe il suo modo di vedere sulla questione del reclutamento, della ferma, della cotegoria unic:~, sull 'educazione naziona le? « Acceua le modificaziooi da me proposte circa l'ordinamento dell'esercito? « Come intende di regola re la fal.!hricazione del fucil e noovo, e le altre spese straorrhoarie? « Vo rrebbe infine dirci qualche co'sa che venga ad assicurare la Camera contro Hlcune prevenzioni che potrebbero risultare dalla relnzione della commissione generale del bi lancio, intorno allo st.ato del la nostra difesa, e delle nostre frontier~;? • NOTIZIE POLJTICO·lfli..ITARI IT.ALIANE
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* • L'onorevole ì\focenni mmtstro della guerra prese la parola il giorno H e, d(> po avere giustificato i cinque milioni e mezzo di eco nomie introdotte nel suo bilancio, dimostrando come ciò gli era stato possibile di fare $enza danno per l'esercito) imprese quindi a rispondc,·e ai v~t·i orator-i che lo avevano preceduto, dando all'uno gli sehiarimeuti richiesti> assicurando l'altro che ilVJ"ehbe tenuto conto de' suoi desideri, (lonno, ziando a un terzo che la quc:3tione d'a lui accennnta era appunto allo studio, 11ssociandosi a nn qunrto nell'espressione di un voto, dimostrando ad un quinto che ch iedeva l'impossibile. Così furonq. ot·dioatamente e rapidamente sbrigati gli ouore1•oli Grandi, Afan de Rivera , Murazzi, Arbib, Masi, Branca, Odesealchi, Mel, Luzzutto, Giorgi ui, Ru hini, Saporito, Colombo, ecc. ecc. Lo spazio non ci comente di ri portare che cosa a <:iascuno di questi nbl7in risposto il l\Iiuistro e neppure d'indicare sommariamente le questioni a wi si riferivano le risposte. Ne noteremo solo due ello ci smnbr:1uo più interessanti. A chi lo interrog11va sulle scuole militnri, l'ono_ revole Ministro ri potè quanto avea già detto n!la commissione del bilancio, che il suo ideale sarebbe un ateneo 'm ilitare comune :1 tutte le armi, ove fossero ·ammessi i giovani forn iti di licen1.11 liceale 0 d'istituto tecnico, per acquistarvi le cognizioni che sono ind ispensabili in , qualunque arma, donde poi passerebb~ro . nelle scuole speciali dì aniglieria, del genio, di cavalleria ecc. per acquistarvi" le cognizioni speciali per l'arma a cui fossero destinati. Ma. quest'ideale è diflìcile a raggiungersi e la questione ha ancora bisogno di essere studia ta.. Lo stesso dicasi dei collegi militari. Una soluzione radicale portante l'abolizione di tutti non sarebbe probabi lmente accettata dalla Camera . Ad ogni modo il Ministro cercherà di far sì che, ove i collegi rnilioo - .L"iNO XXXIX.
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tnri debbano continuare ad esistere, la loro s p~sa graviti per nulla o per ben poco sul bilancio dello Stnto. A coloro che lo interroga vano intorno alla conse1vazionc o nll'abolizione delle musiche militari il Ministro rispo::e che conservarle e ridurle a costar meno nou è possibile; abolirle non gli sc rnhr~ conveniente per ragioni d'ordine 111orale e di decoro che la Camer<~ non può disconoscere.
-!per il nostro paese, perchè signifJ chet·ebbe mettere sul lastrico 3,500 o 4,000 opel'a i circa. Quindi nni rlobhìamo continuare la fabbricazione del nuovo fucile che è tanto migliot·~ del Wellerly, anche per raaiooe morale. • "
Restavano le risposte ai 1fuesiti ti dell'ono revo le Pellou :(; ri :-r.oste che si pnò d ire costi tui ~co uo i l programma del ~l inistero e che perciò daremo quasi testnal m~nte. L'o norevole Ministro prem ise di aver trova:o l'esercito n ell~ condi- . zioui che l'onorevole Pelloux ha descrille in un documen ti memora · bile, la sua rel:~zione del 23 novembre ultimo scorso. nispettO Ili progetti di leg),!e ritira ti e alle question i che Yi si riferiscono, l'onorevole Ministro fe~e le seguenti dichiarazioni : « Onorevole J>el loux, Ella sa , e la Camera tutta sa, le fa:;i della l eg~ll di ava nz~mento. Ella , che era un colla boratore c.osì intel ligente dell'onorevole generale Ferrero, ha dovuto occuparsi, fi no dall'ammini stru~ioue del ~eneral e Ferrero, del disegno di questa legge; f(Ui ndi Ella sa che il l<'èrrero lo ha preseutato, che il Banolè-Viflle lo ila presentato, che il Ricotti lo lw presentato: Lei onorevole Pelloux, lo l,a pure presentato, con fortuna diversa, alla Camera ed ll! Sennto, e sa chu io desidero la legge d'av;,uzamento co me Lei In de:,ideravn; ma permetterà n mc di non ;1vventurarmi in un ambiente parlamentat'i:\ pericoloso; lasci a me In scelta del momento io cui potrò prescutare quel disegno di legge, imperocchè n~11 sia piaccvoie di sapore che, presentato, non sarebbe accettato. c Cin~'<l al progelto di ordinamento, confermo quello che hc già detto y una vol ta , che lo t·ipresenterò e sarà, ìn ma~sima parte, t~le e qduale a quello che lei ha presen tato; potrà esser vi una qualche aggm nt.'l iretta ad ottenere delle eeonomie. • In q nanto a l reclutamento, stia pur certo, che conservo tutte le mo7 dalità di cotesta legge della quale, se non fui collaboratore ncll'imrnagi \ narlr,, fui collabora·tore coll'onorevole ·Afan de Rivcra, che ne fu l'egregio relntore, coll'ooorevole Pinchia ed altri uel lungo lavoro che avem mo negli uffici. • Per quanto spettn alla fabbricazione dei fu ci li. Sarebbe un errore -/.... gravissimo so~pend ere que$13 fabbric~ziooe; sarebbe un dnn no anèora
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R.ispetto fì..nalrnente nIle diehiar~zioni fatte nella Commis~ione del bi4ancJo, l'onorevole )iinistro ùi:;se: • « ?u~ste dichiarazioni non le por~i scrittt.>, ma quando si parla con -conv1nzrone profo nd ~ ~i è sicuro, e mi appllllo alla lealtà. Jei sittrtori me1~bri della Còmmi ssione del bilancio se le mie parole non suon~rono ,p recJ~8rn e ute come quelle ehe Jp.ggerò : • Fui . concili··~te con<'edendo 6 mihoni subito, togliendoli da un -campo rmetuto, s_p,gohl ~o, i naridi to. E s~ rei nncor~ concilian te sf' lo po•tessl; mn la coscrenza, ti rlovere, mi di<~ouo che enumerate tut.te re ec.o•nomie, che l'onorevole Pellou x si proponeva di fare, e che io accetto · -s~udiando di aggi unget·ne 'lu~lcuo altra, intendo che le et:onom ie stesse steoo l;•scia~ al bila ncio militare per accrescere la forza bilanciata , cre-s~ere l rstruzronc e r~ ndere più breve po>Sibile il periodo di forza mimma; provvedr me n LJ che a mia convinzione sono neces,arì. · • « Accenn;r i a bi.-o!!n i della fr·ontiera, alle .strade militari della Liauria ·-alla Peloritao:-r. :r Ozieri, :r Camo~iova n ni. Aggi unsi :rll:r Commi~sion~ del bilancio e ripeto oggi alla C<1mera , che riu :~ndo il suo voto mi obbli.gasse a rrteuerc impossibi le qu11nto io pe r profonda convinzione chie·dev:r, io sa rei a ltre~ì convin to chP, restando al mio posto, agirei senza !fede ver~o me stes:;o, t[u indi senza fiducia nei miei atti. « Nessuoo può impo,rrn i di manca re a me stesso , ai mieì dove rì. ,
Dopo 'luesto dist:orso così preciso, così es:m rieute, fu chiu s:r la di-scus,;ione geuenrle, ri serv:rndo la pnrola al rel~tore onorevole p 11 i:; ch e parlò a lungo il giorno appresso {H); poi cominciò lo svo iCJimento degli ~rdi oi del giorno fr~ i rru:lli ve n'Prano di tutte le specie. ~Oramai -e1·n e~ Jd ente .che la ~I UCStJ o~e sa rebbe fi nita con uu voto po litico soprn uno dt questt OJ'olrrH del g1orno. Credevasi generalmente eire ci si s;1-· :rebbe arrivati sabnto (12); m:~ il numero degli oratori ins('rìui e la , lunghezza dci loro di;corsi fecero rinviare la ~oluzione a domeni c:~ . . La gio rnata pa~;ò abbastanza calrnn; l'onorevole Rudini rias;; unse m un di$cOrso molto studiato quanto era sw to detto in favore di una .politica di raccogl i ment~ e di economia, nella quale soltanto egli vede 4a sidme del paese ..\ ltn svolsero ordini del giorno nello stes~o senso,
NOTIZIE POLl't'I CO-MJLIT.ARl l.l'ALlA:NB 940 altri in senso contrario. L'onorevole Ferrari propose l'ordine del giornG puro e semplice ; l'onorevole .Mìceli pre~entò un ordine del giorno in cui si prendeva atto delle dichiara:;io-ni deL gollerno. Si alzò l'onore\'ole C.rispi il cui dì ~corso ricco dì ricordi patriottici. e di gravi considerazioni tenne desta l'attenzione dell'assemblea . •Egli si dichiarò fautore della semplificaztone dai se1·vìgi militari e di un ordinamento che si avvicini sempre più alla tel'l'itorialità, additò la nazione armata come meta desideraiJile, ma per ora non raggiungi · bile ; disse che tntte le potente desiderano sinceramente 1 :~ pace ma che tutte lavorano febbril mente ad aumentare i loro arma menti perchèla guerra può scoppiare malgrado la buona volontà di tuili; aggiuo~e che, anche in tempo di pace, se saremo deboli, non potremo fare uua buona politica. • Nel 1878 ci fu oll'erto Tunisi; nel 'l 882 una compartecipazione in Egitto; la nostra debolezza .ci ritrasse dall'una e dall'al tra sorpresa , c'impedì di fare una politica conforme agli interessi e alle aspir(lzioni del paese . • Ora ndi economie si possono ancora fare su l bilancio dHIIn guerra e si faranno; rna. esse devono :~udnre n benefizio- del bilancio stesso. L'amministrazione pa:osata aveva consolidato questo bilàncio to 24.6 milioni, la presente domanda nè di più nè di meno. L'on . Crispi conchiuse dichiarando di respingere tutti gli ordini del oioroo chiedenti -economie compi<>ssìvc sul bilancio, non che l'ordino del giorno puro e semplice e di accettare invece l'ordine del gioroG Miceli in cui <.i prende,•a atto delle dichiarnioui del governo . Il che. visto il tenore di queste dichiaruziouì, significava do\'ersi portare a favore dei capitoli deficienti di qnesto bilancio tutte le economie che possono farsi sopra altri capitoli. Ritir:~ti (Tii altri ordi ni del giorno, restarono di fron te l'ordine delo giorno pur~ e semplice e qnello accetwto dal g~verno. Sul pr!mo di questi, avente per regolamento la pre~edeuza, s.' fece .la ;otaztone la, quale diede ·199 voti contrari e 135 fa~orevolt. Cost l o~dme de~ giorno non accett.;.tLO dal governo fu resptnLO con una maggtoranza d1 64. voti. Colla stessa proporzione di voti fu poi approvato l'ordine del giorno che prende :~Ilo delle dichiarazioni ministeriali. . Oggi (14-), comi nci:~ la discussione dei capitoli e noi dobbiamo chiudere la nostra rassegna.
Roma, il H maggio 1 891~.
M.
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NOTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRIA-UNGHERIA. ·
· Bollettivo delle promozioni semestrali. - :'i umerosissime sono le promozioni semestrali di maggio pubblicate dai N.' 1.3 c 1.4 del Personal Verordnungsblatt. Esponiamo qui di seguito i dati più importantt di tale movimento. VenMro promossi a grado superiore i seguenti membri della casa ·<imperiale: S. A. I. R. l'Arciduca Federico, comandante del 5o cot·po d'armata, -da tenente generale a generalo d'artiglieria. S. A. l. R. l'Arciduca Ottont', tenente colonnello degli usseri reggimento N. 9, a colonnello in dello reggimento. · Si hanno poi le seguenti promozioni: Al grado di .1ene1'ale di cavalleria, il tenente generale conte Coloman .H uny.ady de Kt:\thely cerimoniere di S. l'II. (anzianità 27 ottobre '1880l. Al qrado di generale d'art(ql'ieria, il tenente generale Giuseppe Reich~r <Oomandante del :U,o corpo d'annata. (Anzianità 27 ottobre 1886). Al gmdo di tenenti generali, i seguenti maggiori generali : , Carlo Kost.ersitz von 1\larenhorst comandante della 1.0• divisione fanteria. . C:~v. i\Iassimiliano de Cnttinelli comandante del!:~ 3~· divisione fanteria. Cav. Ugo Bilimek \'OD Waissolm comandante della 32• divisione fanteria. Carlo Zaitsek von Egbell comandante della divisione ca\'alleria in Craco\'ia. Barone Guglielmo von Bothmcr comandanle della 31" divisione fanteria. Nobile Ugo von Klobus comandante della 27a divisione fan teria .
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NOTIZIE MII.ITARI ESTERE
Agugusto 1\fùlle.r di Ilheinwall comandantl\ della piazza dì· Komorn. Giuseppe Szvetic di ~emes-Sàgod comandante dell'accademia Lodovica. Conte Os1•aldo Kielman~egg (in aspettativa). Nobile Ermanno von Pokomy comandante della i 7• diYision& fanteria. Cavalier Emilio von :\rbter direttore dell'istituto geografi co militare. Nobile Guglielmo von Hirsch comandante della 49• brigat<J fanteria. (con destinazione da fissarsi). Ouavio de Navarini comandante della Sa brigata fnnteria (con destinazione da fissarsi). Cavnlieriere Lodovico von Kosak comandante dell'accademia Te-· rcsiana (i ). Francesco Hartmann comandante della 24" divisione fanteria. Ferdinando Dillmant von Dillm~nt comandante della 35• divisione. f:mteria. Ugo Fleck von Fatkhausen comandante della 38• brigata fanteria (con destinazione da fissarsi). Francesco Lehmann comandante della 6a brigata fanteria (con destinszioll.e da fissarsi). Al grafk di maggiori ge11erali, 42 colonnelli (2i di fanteria, 6 di stato maggiore, 7 di cavalleria, 5 d'artiglieria e 3 del genio) di questi 5 sono assegnati a com.andi di brigata di Land wehr ungherese, 1. al Ministero. della difesa cisleitana. Anzianitil dell'ultimo promosso: 21 novembre 1888. Nel seguente specchio sono riuuiti i dati circa il numero dei promossi e l'anzianità degli ultimi promossi nelle vuie armi e corpi.
(l ) Con decreto imperiale del i6 gennaio !894 all'Accademia militare di Wiener-l'ieutstadt.
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ridato questo suo antico no.11e·
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Armi e corpi
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944
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NOTIZIE JIILITARl ESTER-E
Scioglimento del cor so aspiranti 1~mciali super·iori. - Il N. 20 del Normal Vet·ordnungsblatt contiene le disposizioni per lo sciogli mento del corso aspiranti urfìcia li superiori. · Questo corso dura \'li fì nora 7 mesi ed era fr!lq uentato dai c.1 pitani di tutte le armi; aveva por iscopo essenziale quello di riconoscere 1'11llitudiue di tali capitani a divenire urficiali superiori. D'ora in avanti sarà sostituito da semplici esami ' che avran no luogo da aprile a luglio di ogni anno davanti ad una Commissione composta da un generale di grado superiore, quale presidente; da altro generale, quale vice presidente; da un urfìciale superiore di stato maggiore e da 3 ufficiali superiori delle tre armi. Gli esami dureranno 21 giorno ed in questo tempo gli aspiranti subiranno prove oral i o scritte e dovranno risolvere temi tattici sia :mila carta che sul terreno. Alla fine s11ranno inviati alla :;cuoia di tiro dell'esercito per 7 giorni. I ca pitllni d'artiglieria andranno invece alla scuola di .tiro d'artiglieria per un mese. Concorrono a questi es:1mi i" capitani chiamati per turno d'anzianit.;ì e di ppiù altri capitani che trovandosi nella prima metà del loro ruolo d'anzianità od avendo comandato per almeno due anni continuati la. compagnia, lo squadrone o la batteria, posseggono ottime CitHdità sin fisiche che intellettuali e chiedono spon taneament~ di essere assoggct· tati a questi esa llli.
EGITTO .
Lord Cromer, ministro- plenipotenziario britannico al Cairo, ha redatto anche quest'anno il solito rapporto sulle finanze, sull'amministrazione, sulla situazione dell'Egitto e sull'andamento delle riforme durante l'anno ~8 93. Del ra pporto, diretto al minimo ~ritannico Rosebery, i punti più in teressanti sono: Finanze. - 11 bilancio per l'anno 1893 si chiudeva con 268 milioni di entrata, 24-9 '/! di spesa e quindi con un avnnzo di 18 t/ 2 milion i, prodotto dal l'aumento delle entrate. L'eccedenza sarebbe statà maggioro. senza l'aumento di spesa per il man tenimento del corpo inglese d'occupazione. Esso costò un milione e mezzo più degli anni scorsi, perchè fu rinforzato con altri tre battaglioni, quando oel gennaio ·1893 ovvenne. if dissenso tra il Kedivè e l'agente diploma tico inglese, a.causa del mini~ .stro F11 kri scelto da quel principe. Si prevede che nel 1894 l'avanzo sarà solamente di ;1 milioni.,
NOTIZIE IIIILITARI ESTERE
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Esercito. - I recenti aumenti dell'esercito egiziano consistono: in uno squadrone di cavalleria, in due compagnie sudanesi del corpo a dromedari ed in quattro compagnie del treno pure o dromedari, con un totale di MiO cammelli. Questi quadrupedi furono riuniti in Uadi Alfa, alla frontiera meridionale del Nilo, per dare alle truppe suffi ciente mobilità, da pote1· raggiungere le orde dei Det·visci sulle vie che attraversano il deserto occidentale e fanno capo all'oasi di Kargiè. L'aumento delle truppe CO$la al bilanciO della guerra lire !30 mila. L'esercito egiziano consiste: Fanteria egiziana . 8 battaglioni Id. sudanesc 5 id. Cavalleria 8 squadroni Artiglieria a ca vallo i batteria Id. da campagna 2 id. Id da fortezza . fl, compagnie Corpo a dromedari 6 id. Treno 5 id. Il totale della forza dell'esercito, compreso lo stato maggioro, il commissariato ccc. :~scende a: Ufficiali, sottouflìciali e soldati' !5,863 Cannoni da campagna !8 Id. dél fortezza . 132 ~l itragliere Maxirn 4 Cava~li , muli e cammelli 2,736 Il costo dell'esercito per il corrente :~nno fu previsto in lire -12,298,000; tu ttavia questa cirra non rappresenta in realtà la somma necessaria per il mantenimento del soldato. Da essa occorre detrarre liro 598,000 per sussidi alle tribù amiche, il éosto dell'amministrazione della penisola sinaitica, quello dei vapori che fa nno il servizio postale sul Nilo; il mantenimento delle ferrovie di Assuan e di Uadi Alfa, . ecc. Detraendo queste spese dal bilancio della guerra, il soldat.o egiziano costa allo Stato lire 685 annue. Sul finit·e dello scorso anno sorse un conflitto tra il Sirdat· o capo di stato maggiore dell'esercito ed il ministro della guerra per ragioni d compet-enza. Un de.creto ministerialc regolò le attribuzioni di · quel ministero e poco ~lopo il Maher pascià, sotto segretario di stato alla guerra, fu sostituito da sir Edward Zohrab. Da quell'epoca, malgrado le spe1cinli condizioni in cui si trova l'esercito in Egitto,· le cose militar i procedono refWlarmente. Suda.n. - Il rapporto descrive la situazione generale del paese e
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NOT!Zlg
~IILITAHl
ESTEllE
pone in evidenza l'indiriuo difensivo tenuto pe1· massima dalle truppe egiziane di fronte ai Dervisci. Questi, sul principio del 1893 sotto il comando di Osman Digna, continuavano a molestare le tribù limitrofe a Suakin e Tocar, tanto elle le truppe egiziane dovevano sta1·e costantemente allerta. Poi in giugno Osrnan Digna abbandonò le adincenzo di Suakin e si stabilì a poca distanza da Berber. Dopo la sua partenza si manifestò una certa tranquillità nel pa&>e, che certo la sconfitta data dagli Italiani ai Dervisci ad Agordat non può a meno d i prolungare. Pioggia insufficienti e la mancata piena del Barca nocquero alla coltiv11zione e fu1·ono causa di miseri:t nel distretto di Tocar. Il commercio di gomma, di penne di struzzo c di avorio fra Suakin e Be1·ber e tra Berber ed Assuan continuò assai scarsamt:nte. Sulla fronti e1·a del Nilo i Dervisci furono più irrequieti. Un incursione improvvisa, che essi feeero nel giugno passato sul villap-gio dì Be1·is, il più m eridional~ dell'oasi di Kargiè, obbligò gli Egiziani a presidiame la località per proteggere da questo lato l'Egitto contro consimili scorrerie. Opere difensive si stanno costruundo sulla via di Arbain, oc ma la grande • quantità d'acqua, che recenti ricerche hanno dimostrato esistere nel dc• serto dell'ovest, rende difficile un sistem a difensivo,» hnsato sulla manca~za dell'acq ua per il nemico. Dal governo si studia il modo di stabilire una comunicazione telegrafie:~. con l'oasi. Nel no,:ernbre i Dervisci attaccarono risolutamente il posto avanzato collocato nel deserto di Murad, a mezza v1a tra Ko1:osco ed Abu-Hamed; il presidio di arabi irregolari, comandati dallo sceicco Saleh bey Kalifa, si difese c01·nggiosamente e regpinse il nemico. Pe1· quello che si può sapere la situazione interna del Sud:m non cambiò materialmente durante l'anno. Vi furono uno o due tentativi di ribellione contro il CaliO'o Abdulln, che facilm ente repres~e. sicchè la sua autorità vieppiù si consolidò. Ebbero luogo nuove emigrazioni dellé tribù occidentali ad Omdurmann ed il disg1·egamento manjfestatosi durante i primi anni del dominio del Califfo, semb1·a essersi fermato coll'accentramento dei Bagarra in Omd11rman e nelle principali ciuà del Sudan. Una ribellione nel Kordofan meridioMie fu soffocata e l'autontù del CaliO'o si estende· ad occidente sino ad el Fascer ed a mezzogiorno sino a Regiaf nell'Equatoria. A sud-est le truppe degli Italiani sconfissero i Dervisci ad Agordat, nel q.unle combattimento molti tra i p1·incipali emiri ~d un grande numero di uomini furono uccisi. Si dice che la vittoria degli .Italiani
N OTIZIE MILITARI ESTERE
947 abbia causa to grande ae<>itnzione in 0Lndurman e cl,e numeros1· nn· forzi siano partiti per Cassala. . Il r~ce1~tc arriro di bande dei Dervisci a Dougola indica una probabile ollens11'a sulle frontiere del Ni lo e del deserto. ~ncltt:~io~ ..~I n u~ rapporl~ amministrativo banno poca parte gli avvenimenti polttiCI, perc10 Il comptlatortJ !ord Cromer si l1mita ad osse1·vare ch.e per ora l'Egitto ha bisogno di t1·anquilità politica, più che di qualunqu; nhra cosa, per consolidare le riforme inaugurate con lauto buon successo negli ultimi anni . li consolidamento non può venire chednll'accordo t~·a ~ur~pei ed indigeni nell'amministrazione egiziana. Sebbene quanto fu nfento 10 questo rapporto, indichi come nessun male serio si sia fi nora p~·od?tl? nei diversi rami amministrativi del governo, pure non è possibile d1 diSSimu lare, c~ e g.li avvenimenti dello scorso anno, in quanto banno concor$0 a porre m d1saccordo Europei ed indigeni, hanno fino ad certo punto posto a repentaglio la soluzione regolare delle riforme ·essenziali a1 bcnesse1·e di tutte le classi della popolazione egiziana. · li rappo.no si chiude nella speran7.a che la concordia non sarà più tul·bata <> fi~1scc con le parole : ~il govemo del l' Egitto è mosso da un ' ~eccamsmo nrn mioistrativo così delicato ed è di una complicazione così « smgola,1·e da es$Cre maneggiato con la massima cura. ~c si pot1·ebhe, «senza mancare assol utamente di prudenza, esporlo ad urti frequenti ,. .
FRANCIA.
Proge~to.di bilanci9 della guerra per l'esercizio 1895. - Dalla seguente t~bella. ~~ rJievaun~ le c1fre portate dal progetto di bilancio delb guerra per l eserctz1o {89;) 10 confro nto delle somme accordate per l'eserci?.io 4894. ·--
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C•·eniti Crediti DifTerenzt) nel !Jilancio l 895 domandali ac.:ord~li per per l'esercizio !895 l"e;ercizio 189~ in Jllù in meno
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NOl'~ZIE MILITARI ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
La diminuzione nelle spese straordinarie ci dinota che il programma di spese stabilito nel ·1888 e pel quale fu fissato la somma di 770,731,000 si approssima alla sua com pleta attuazione. L'aumento notevole sul bilancio ordinario dipende essenzialmente dall'aumento degli ell'ettivi, i quali risultano dal seguente specchio, io confronLo a quelli del :189q.. Es~rciLo
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In massima parte il previsto aumento di ufficiali è dovu to agli effett.i della legge 2~ luglio 1893, la quale modificò la leggtl dei quad ri. L'aumento nell'effettivo di truppa, il quale è ripartito fra tutte le armi, ·e servizi, secondo quanto si legge a pag. 937 del progelto, è dal ministro ritenuto indispensabile per permettere d' incorporat·e l'effettivo delle <:lassi sotto le at·mi e mantenere gli effettivi necessari a ciascuna arma o servizio. Però è già noto, ed i giornali ne parlano chiaramente, che il minis1ro Mercier intende con tale aumento di provvedere ai bisogni che sorger:mno quando verrà approvato il suo pt;ogetto di legge sulle modilìcazioni all'organizzazione dell'artiglieria e del gemo, ed a rinfot·zare le compagnie del Go e 7° corpo in modo da portarle a 200 fucili , senza depauperare le compagnie dell'interno. E, difatti, l'aumento degli effettivi produce i più notevoli aumenti nel capitoli del bilancio riflettenti la fanteria e l'artiglieria, e per riflesso i'n quelli relativi ai viveri, al vestiario, ed al materiale dell'artiglieria (fabbricazione dei fucili), come appare dalla seguente esposizione degli aumenti che si verificano uei vari capitoli del bilancio ordinnrio :
949 Stato maggiore gene1·ale e set·vizio di stato ma agio re L.. 8!0,870 Controllo, intendenza, sta ti maggiori partieol:ri . )) 845,370 Soldo della fanteria . }) 8,287,140 Truppe d'amministrazione. )) 412,210 Cavalleria . )) 98:1. ,638 Soldo dell'artiglieria ) :1.,721,470 Treno . . 280,130 Gendarmeria 1.0:1.,200 Materiale dei vi veri . )) 2,:l37,890 Carne fresca ) 3,829,685 Foraggio . 3·12,250 Materiale del servizio di sanità- . D 169,255 Materiale del vestiario . , 3,509,002 Materiale dell'artiglieria , :i ,397,630 L'aurnAnto. dei credi t~ domandati ' nei vari capitoli rifletten ti il personale, non dtpende pero soltant.o dall'au mento degli effettivi ma anche dalle seguenti altt·e cause : ' a) Di minuzione dei 0/o di riduzione pe1· congedi, as~egni , ecc., che vennero portati: per gli ufficia li ed impiegati fuori dei corpi di truppa, dal 2,5 °/o all' 1. 0/o; per gli ufiì'ciali dei corpi di tt·uppa, dal 3,5 Ofo al 2 °/o; per le truppe, dall' 8,5 OJo al 7 o;o ; b) Aumento in quasi tutte le at·mi e servizi del numero dei richiamati della riserva e dell'esercito ten itoriale, per compiere un periodo d' istt·uzione. Bilancio della marina. - In questi giorni è sta :o distribuito il bi lancio del ministero della marina. I crediti domanda ti per l' esercizio ·1895 raggiungor•o la cifra di L. 277.5>1 6,3-H con uu nu mento sui crediti votati per l'esercizio iu corso di L. ·l 0,654, 783. Questa m ag~ i ore ~ pesa è tutta destinata ad aumento degli armamenti, malgrad o che m base alla legge del 1891, all'eset·cizio ·1895, si avreb bero dovuto asSègnare per il rinnovamen to della flotta 8,608,000 in più dei 1 6,2 ~ 3.000 già assegnati per l'esercizio in cor~o . Ed invece l'iusieme dei ca pitoli riferentisi a questo servizio dà, come cifra di previsione, la somma di L 7~,53-i,OOO, cioè uua diminuzione di 1,709,000 sul· l'anno precedente. Questa sospensione nella esecuzione dei lavori necessari al rinnovamento della flo tta im~ensi eri sce non poco gli uomini di mare fra ncesi, i quali vedono che tutto lo sviluppo degli armamen ti si fa a spese delle nuove costt'Uzioni. Essi vorrebbero iuvece che l'amministrazione della marina si con-
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NOTIZIE MILIT.A RI ESTE RE
NOT I ZIE MILITARI ESTERE
formasse pieuamente al programma votato dal Parla mento, massime oggi cho si vede, con quale febbrile attiv ità, l' Inghiltena ha messo in esecuzione il nuovo pt·ilgramma dell'ammit·agliato, per cui nel breve periodo di cinque anni, sarà aumentata di ben ·100 nuove n:rvi la sua flotta . Nè si dica - fa osserva re · il giorn~l e il Temps - che, per ragioni di economia, sia str•ta presa una tale risoluzione; perchè allora ogni e~ercizi0 nvrc!Jbe dovuto subire una riduzione proporzionale mentre invece le spese d'a rmamento, che nel 4894 erano 79,000,000 sono cresciute, per l' e~ercizio iu corso, fin o alla cifra di 95,500,000 li re. Piuttosto che tenere continuamente le forze navali sul piede di guerra suggerisce il sopracitato giornale, sarebbe migl ior partito rinnovare taute navi che oggi, quantunque in completo arnHl mcuto, bnnno pochissimo valore militat·e, tauto più che buona parte degl i as3egni stabiliti per l'armamento viene consumata dalla mnggior spe~a che im porta il soldo di mare da corrispondere agl i equipaggi . Promozioni netl'esen ·ito francese. - Togliamo drll giomale urficinl e della Repub blica fran cese i seguenti rlati riguardanti le promozioni avvennte in data dell'8 maggio corrente: . . d. . )r 48 a s~:l'il:~ . . . . .. Promosst maggwrt 3 · o capttant t cut. 17 d . .. , · o anztantla. Fanteria . ~ p ' . . . 130 . r . ) ·lt. 3' :l scelta . . romosst c~ pttant · tenen tr ( 1 cm . ( 87 3 d anziani là.
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1.} n scelta. . Promossi maggiori 7 capitnni di c.ui · 1 3 ad anzi:milà. Artiglier ia . ~ 8 a scelta. Promossi capitani 25 tenenti di cui . l 47 ad anzianità. ) 2 a scelta. Prorno;si maggiori 3 capitani di cui · {. i ad anzianttli. . . Genio . . 13 a sceltll. Promossi ca pi tani 8 tenenti di cui. . { 5 ad anzianità. · È noto come in Francin le promozioni al grado di tenente c.olonnello, , e ai gradi superiori à ratta unicamente a ~celta.
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GERMANIA.
Variazioni nell'alto pe1·son.ale miNiar e. - In aprile scorso venn e collocato :1 disposizione il teuènte genera le v. P.<~t ru nky comandar. te di Melz e sostituito nel comllndo dal maggior generale v. Spankeren . Yennero inoltre ~alloca ti :1 disposizione cinque maggiori generali comandanti di brig11ta. · Alcuni dali d' anziam;rà degli ufficiali . - Dall'Annuario mi litrwe ( Ancìennetiilsliste) stato pnhblieato come di consueto in aprile, ~i rilevano i seguenti dati: I colonnel li più anziòni sono in carico dall'autu nno ~1 890 ed hnnno nomina ad ufficia li fiatata tra il ·1859 ed il 66 per la fnntel'ia e la cavn l· leria, tra il ~1 861 ed il 63 per l'arti glieria da campagna, tra il ·1861 ed il 66 per l'artiglieria da fortezza, tra il •1861 ed il 62 per il genio. I tenenti colonnelli stati nominati tali nella pr imavera 189·1 sono sul punto di pa;sure colonnelli; i tenenti colonnell i hanno nomina ad uflì ci~ l e da tata tra il 186•1 ed il 69 per la fnnteri11, tra il ·1862 ed il 66 per la caYa l· leria , trn il186.l ed il 66 per l'artiglierit• da cnrnpagna, tra il ,1865 (~d il 68 per l'artiglieria da fortezza, tra il ·1863 ed il 68 per il genio. I maggiori più anzi;mi sono ufficiali superiori dall'inverno i 888 ed uf· fi cial i di pri ma nomina trn il 186$ ed il 71 per la fnn teri a e la cav:~ l leria, tra il 4866 ed il 70 per l'artiglieria da campagn a, tra il •1866 e il 72 per l'urtiglieria da fortezza, tra il •1865 ed il 7•1 per il genio. I ca pitani prossimi alla promozione sono in carica dalla prim:l\·er:~ 1'886 per la fanteria, cav3llcria ed artiglieria da campagna, dall'esUite ~ 886 per l'artiglieria dn fortezza, dnlln metit del 1885 per il genio. l.a da-ta dei capitani ad ufr.èioli di prima nomina varia dal 1870 al ~ 880 per la fanteria e la ~:a\•nllc rin, dal ·18()9 all'SO per l'artiglierill da c:nmpagnn, dnl i872 all'83 per l'artiglieria da fortezza, dal' 187·1 all'SO 1wr il genio. l u fante ria passano adesso capitani i tenenti del l'aprile ·1889, (souotenenti dal 4880·87); in cavalleria passano ndesso c.1pi tani i tenen ti del •1888 (sottotenenti d nl ·1879·85); nell'a rtiglieria da c:1m pagna è im. rÌiinen le la promozione per i tenenÌi che fnro no llOtnÌllllti tali nel sC I· tembre 1890 (sottotencnti rln l 188·1-87); in artiglieria da fortezza è immi· nente per quell i dell'apr ile •189·1 (sottotenenLi dal ·1883· 87); nel genio, per quelli dell'aprile ·1890 (souotenenti dnl 1880-87). I sottotenen ti più anziani sono di nomina del gennaio 1887 in fiHr 'terìa , del settembr·e 1885 iu cavalleria, del settembre •1887 ne! l'artiglieria da ca mpagna, da forteua c nel genio. · In Baviera stanno aspetwndo la promozione al grado super iore i cn-
NOTIZIE MILITARI ESTERE 952 pitani di fanteria del 1887, i tenènti di fanteria. del· ·i 889, sottotenenti di fanteria de1 1886. In Sasson ia i capitani più anziani di fanteria sono in carica dal ~ 887, i tenenti, in càrica dal ·1890, i sottoteneuli , in ca rica dal1888. ~e! Wiirtternberg l'avanzamento è pressochè equivalente nt>lle rispettive armi a quello degl i urfì ciali prussiani. In conclusione la rifol'ma militare portò per effetto un significa nte acceleramento nella nomina a capitano ed a tenente in tutte le armi cccettocl•è in cavalleria. Nuo'Vo regolamento. - Con ordine di gabinetto è stato a pprovato un nuovo regolamento d'e~erci zi per il treno e soppresso quello sino ad ora in uso. portante la data .del ·l Oaprile ! 890 (A1·meet erordntmgsblau, 25 aprile 4894-. . Maggiore s'O iluppo d'ist·mzione pe1· arcostie·J•i. - Si sa ùn fonte attendi bile che nel ventnro anno il numero degl i uomini di truppa che dai diversi ripa rti vengono comandati alle esercitazioni d'areostatica, sarà aumentato di più d'una metà del numero stes.so, essendosi con statnto che l'importante istruzione sul servizio areostieri non era sviluppata in proporzione della forza militare 1\ttuale. Si ha intenzione di far entrare in vigore per questi com:Jod!lti le stesse disposizioni che regol:mo la durata di servizio dei comandati quali telegrafisti milik'\ri. Cora:::za Dowr.: - Sulla fì oe del lo scorso aprile la corazza di stolTa del sartÒ Dowe fece riparlare di sè. L' inventore fu invit:tto dal Ministero dell a uuerra a sottoporre ad esperimento la su :~ corazza in presenza d' una co m ~issione d'uffic iali del Ministero, dello stato maggiore, d'artiglieria e d.el genio. Il Dowe che in prece~enti ~sperimenti~ fa t~i davanti ad invitati borghesi nel Wintergarten d• Berlmo, a vev:~ funziOnato da bersì1glio senza alcun danno indossando la corazza , si oll'rì dì ripetere la prova allo stesso modo, ma la proposta non fu accettata, la cornzu venne invece collocata contro un ceppo di quercia. A distanza di 1O p?.ssi furono sparati contro la medesima 14. còlpi colla carabina dci b~ttagl ~ on~ cacciatori , però con ·carica alquanto mi nore di quella ustw le ed • pro1ett1 ri masero confitti nella corazza senza che la superfi cie interna di questa presentasse tracce di traforamento. Non ostante il buon risultato dello es perimento, sembra però che non sianvt disposizioni favorevoli alla nu ova invenzione, sopratutto perchè l' interessamento generale è préferibilmeute rivolto alla diminuzione di carico del soldato. Festa anniver·saria di un reggimento in Bavilwa. - Il ,} o reggimento cavalleggieri bavaresi di stanza a Monaco festeggerà nel ventui·o settembre il •l ;soo anniversario di sua fo rmazione; per tale ricorrt:nza
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il Principe reggente ha donato o quel corpo 5000 marchi quale complemento per le spese. La co·razzata Kur(urst-Fr-iedrich W ilhelm. - Entrò in servizio e co minciò le prove di mn cchina nl fine de llo scorso aprile. Questa corazzatu di tipo eguale n quello delle tt·e navi Brcmdenbm·y, W i.ir·lh e Weis·Senbu·r·u (nncora incompiuta) l'imase iu co:>truzione per quattro anni (da l mnrzo Hl90). Tale in<lngio relntiva mente lungo fu ·cagiona to, da l fntto che il progetto di costruzione della nave subì, rHm nel suo complesso rna . nei pa rtieulari, p11 recchie modi ncnzioui ,;ncces5i ve detta te da i rupidi prog re~si della tecnica marittima ed in parte anche dall'esperienza acquistata iu seguito alle prove di macchina della Um ndenburg. Le inuovazioui a pportatc :mmen tarooo notevolmen te il costo totale che era stato prevcutivato per la costruzione •Iella cor:~ua ta, costo che allualmente am monta a r,i rca 17 milioni di m:u·chi . I.e innovnzioni adottate nella costruzione delle macchine fuooo !'perare che la nave al'!'à uoa velocità di 17 nodi all'ora. L'armamento, non ancora impost.uto. consta di 6 c:ullloni tlll 28 cautimetri nd 11nima lungn lla collocllr:;i a due { due in torri corazz:ltll gire voli e <'Operte òa cupole d'acciaio; di unn baueri11 secondaria di 6 cannoni da ·10,50 centimetri a caricmnento celere; di 8 caouon i da 8, 7 centimetri a c<trica mento celere; e di 2 cnnnoni da 5 centi metri pure a caricamento celere. La nave ha inoltre una fo rtissima dotazione di torpedi ni. Ha spo;;ta mento di tonnella te ~ O ,033, forza di macchiM nominnle di 9000 cav alli che probabil mente verrà aoco1·a elevata , ed nn equ ipaggio di 552 uomini. È costrnlta io modo da servire quale na ve a111mimgl ia. INGHILTERRA.
Il programma. na·valc in,qlese. - Quantunque il governo inglese non abbia fatto cono:;c.ere di esso che 111 soln. parte riferente~i all'esercizio fi nanziario 1894--9t), pur ~ i ~~~ che abbracc.erà un periodo di 5 anni e che comprenderà la costruzione di U O nuove unità navali . L'esecuzione di questo programma com incerà con l'anno io corso e terminerà al 31 marzo 1899. Tre anni e mezzo sara nno accordati per la costruzione delle corazzate, due auui e mezzo per t(Ut'lla degli incrociatori di 4• cla:;sc, due anni per gl'incrociatc·ri di 2~' classe, cd un ~tono pe1· le controtorpediuiere. · In q·uanto si riferisee alle corazwte, è previsto che la Renown ~arà ultimata nel 1895-96; la llfajes!ic e la 1l1a,qni(icent nel 1896-n ; 5 61 -
ANNO XXXIX
.NOTIZIE MILITARI EST ERE 954 delle uuow corazzate saranno ul timate nel ·1897-98 e 5 altre nel 1898-!19 . J)i que.sre ultime 3 saranno me-:se in cantiere l' anuo venturo. Il Pow&r{al ed il Terrible, incrociatori di .Ja classe saranno ultimati nel 1896-97, e due altri sa ranno messi in cantiere n~l •1897-98. Si nnnnnzia inoltre ~:hB altri incrocirotori eli ·l• classe potranno essere 111c:;si in can tiere :1 ~eco n rl a el i t:iò che sHril, in questi anni, progettato dn lle ' mnrine eli FrélJJCia H n ussin . Fra o"li inaociatori di 2• cla~se, i tre attualmente iu c3n tiere saranuo terminati nel ·1895-96 ; i 6 messi quest'anno in C11ntiere lo ~a · ranno pel ·1896-98; otto sa ranno ulti mati nel •1897-98 e ne 5ar;~uno messi iu ca ntiere·altri ~O nel ~ 896-97, per essere poi ultimati pel 4899; cioè un totale di venti$ette. Le controtorpedinieresarnnno io numero di 64-. ossiH ne llt~ proporzione (li 4. per ogni corazzata del la squad ra de: Meditcnnneo c della squadra della M: an ica. Sono tuttora in istudio i disegni di incrociatori di 3a clnssP.. l n riassunto - senza contare le controtorpedinìere e le. navi di cui i diserro i non sono stati ancora adottati -saranno messi in cantiere 13 nuove na~:>vi nel :1.894-9:5; 15 nel :1.896-97 e ne saranno ultimate li nel 1.895-96; 10 nel :1.896-97; i 5 nel !897-98 e finalmente 4 7 nel :1.898-99. Nuovo tipo di...corazzata. - L'ammiragliato inglese ha approvato il dise"no di una piccola corazzata, di costruzione tutta affatto nuova, senz: torri e barbette, rn3 corar.zata complatamente sui fianchi. Essa porterà i cannoni in un ridotto blindato interamente rnasclret·ato. . Caratteristiche de'i due grcmdi incrociu!ori < Powe'l'f'al » e « Ternbte , messi in cantiere qttest' anno. - Lu nghezza metri 152,40; larghezza 21,65; spostamento 1.2,200 tonnellate, macchina 25,000, velocità 22 nodi. Carico carbone 1,500 tonnellate, ar rnamento : 2 cannoni da 23 eco timetri, 1.2 da :1.5 centimetri o 28 di piccolo calibro. . Essi sono costruiti in legno e rame e dati all'industria privata. l disegni sono di White. Incrociatori ausili.a1'ii. ....:.... La marina inglese continua a studiare la questione dell'armamento delle nn vi mercantili, come incrociatori ausilia ri in tempo di guerra. Nuove disposizioni sono state impartite per costituire in alcuni porti inglesi ed in altri del le colonie, dei de po~i ti di artiglieri3 per le navi mercantili destinnte a fare da incrociatori · Venti di questi depositi saranno costituiti in Inghilten·a e 6 nelle ~o lonie, cioè a dire: a Devonport 8, a 'Voolwich 8, a Portsmouht IJ.:, a lloug-Koug 2, a Sydney 4. Tredici di essi avranno un armamento di 8 cannoni a T-R.da 12 ce n-
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ti metri ed 8 cannoni revolvers Nordenfeh-; gli altri i 3 avranno 8 cun-noni da :1.27 millimetri non a T-R. ed 8 cannoni revolvers Nordenfelt. Le navi mercantili delle cornpognic di oavigazione sovvenzionnte desi:gn:~te quali incrociatori ausili3ri si recheranno, se le circostanze lo richie.Jeranno, in questi porti a ricevere il h.>ro armamento.
SPAGNA. Ricompense milital'i. -Le ricornpeuse deli'esercito s p~gnuolo sono: •l'Ordine di S. Fern~10rlo, del Merito militare, dr Maria Cristl ua e di 'S. · Er·menegilrlo. · Ordine mil·itat·e di S. Femando. -Ha per scopo di ricompensare i falli d'armi segnalati ed eroic·i . Quest'ordine si di 1•ido in 5 cln~~i . 1La ·l• e la 3a sen•ono per premiare le nioui di guen';1 qualifica te come segnalate. Con la 2• e 4-a si ricompensa no le azioni eroiche e con la o•· ,ugualmente, ma 1flle$ta si concede ~olo ~i generali che sieno o capi di .trua HflH\ta o corpo d'armatil, o che comandino almeno nn(l divisione. -Questa sa reb be .dunque la più alta onorificenza al valore mil itnre. Le cinque classi di rrnest' ordine por t,'lno con sè' pensioni vita lizie, -.trasmissibili alle vedove e agli orfani. Il seguente specchietto dl!signa le varie ci.J ss~ dell'ordine di S. FP.rnando, nonchè le pensioni MlUlHI Ii · •inerenti. Pensioni ann uali. {• GRAD I E IMP!to;GHI ASSDIILA1'1
classcl:.~. classJ 3• classe~~· classcl5. classe
l;;;.,;,;/,......,
1•..
00
i
: Soldati e caporali
100 - 150
400 600
-
Primi e secondi tenenti
250
1000
-
Capitani .
375
15001 -
Sottufficiali (sargentos)
' · Magggiori, tenenti colonnelli e 1 colonnelli . . . . . . . ~
General i di brigala..
-
-
Generali di divisione e di corpo d'armata
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Generali in capo o d'esercito 1
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NOTIZIE l!ILITARI ESTERE
NOTIZIE MlLlTARI E STERE
Da qne:'tO specchietto si vede che all 'ordine di S. Fernando di -la e-
2a. classe si può !Ispirare da soldato semplice fino al grado di colonnello, e. che le decorazio.ni Ji sa, 4• e 5• classP. sono riset·vate esclusivamente aigenerali . Le vedove perdono la pensione se passano a seconde nozze ed i figli quando hanno raggiunto l'etit maggiore. Ordine del me1·ito militare. - Qu&t'ordine fu istituiLo nei 1864 per ricompens:~rt~ i st~r vizi speciali prestati dai militari. Con~ta di 5 classi o eroe; che sono: 1• La croce olmerito milita1·e, destinata a premiare servizi speciali prest:lli rl:~gli individui di truppa; 2• La c1·oce di f a classe per gli ufficiali fino al ~rHdo di capitano; 3• La c·roce di _.2a classe per i maggiori (comandantes) e tenenti colounelli; q.a La C1'0ce di 3• classe pei colonnelli; 54 La c1·oce di 43 classe chiamata pure Gran croce pei generali. Io ognuna di queslll clas,si la croce in argento poggiata sopra una placca, ò rossa o bianca secondo che i speciali servizi per cni venne· MCOrdat<•, furono prestati in guerra o in pace. Per merito di ~uerra si concede Df! li individui di truppa la ct·oce rossa,. senza _pensione. Que,;ta vi è annes:;a, qua ndo il soldato, capornle o souo ufficiale sia rimHsto feriw e se le feriw furon o gravi ID pe~sion e avrà ca-. rnttere vitalizio. Le pensioni varinno da pesetas 2,50 a pesetas 7,50 mensili poi caporali· e soldnti e pei so tt~flìcin li pesetas 25 mensili. LB croci Pilnsionati degli ufficiali sono concesse con gli stessi criteri e la pensione che si percepisce· è uguale alla semi differenza fra lo stipendio che gli ufficiali fruisc.ono all'atto della decorazione e quello del grado immediatamente superiore. La peo~ione si perde con la promozione o con l'us::ita da ll'esercito, conservando tutti naturalmente l'onore della de<.:Qrazione. Le croci pensionate si distinguono da pass.w~ di smalto nei bracci· della croce, che sono di smalto bianco nelle rosse e di smalto rosso nelle bianche. Le croci al merito milita re destinate a' premiare servizi speciali io pace, sono concesse per ricompensare gli autòri di opere, memorie, lavori e in venzioni ~ttinenti alla milizi~ . Secondo il merito di que~to genere di spe.ciali servizi, le croci sono· con pensi,me o senzn. La pen~ione può raggiungere il decimo del la paga o stipendio percepito all'epoca della decorDzione e si perde <[Uando :;i giunge nl grado di generale o quando per un mc•tiv·o qualsiasi si esce·· dall'atti vi tà d i servizio. Ot·d1:ne dd1a1"ia Cr-istina. -l/ordine miliwre e reale di Mari~ Cristina· è stato istituito per ricompeusare, in tempo di guerra, i meriti.dei generali,.
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ed ufficiali dell'esercito. Questa decorazione può anche essere concessa in casi straordinari in tempo di pace, cioè per atti di valore mi· litare singolari, che abbiano attinenza con C'juelli di gut~r ra . Questa decorazione, di 3 classi, c~nsistc in uno scudo di smalto con -croci, fregi ed iscrizio01 in oro od argento, secondo la classe della decof"llzione. Vi è annessa unn pensione equivalente alla differenza dd lo sti· pendio che l'ufficiale fruisce all'atto della decorazione o f[Uella del grado 1mmerliatamente superiore, sempre che però questa differenza sia minore della pensione assegnata aila croce di San Fernando nelle sue di~ti n te classi e nei diiTerenti ).!ra:ii, qualora l'ufficiale ue sia decorato. Ordine di S. Ermenegildo. - Quest' ordine ru instituito il •19 -gennaio ·18·15 dal re don Fernando VII, per ricompensare gli uffi-ciali dell'esercito e dell'armata per la loro costanza nel set·vizìo milttare. Questo motto è impresso sulla placca insieme alla figura del santo ~1 cu i quest'ordine è dedicato. Si rlivide in 1J classi: Croce, Placca e Gran ·Croce. · Per avere la croce, occorre avere servito llttivamcute nell'esercito -o nell'armata per 2r> anui; H5 :mni, di cui 20 almeuo nel grado di urficia le, per la placca e ,lQ anni di ser vizio efl'ettivo di nl'fic.iale per la gran croce. ' , La croce sempli<'.e ha la pensione di pesetas 375, la placca pesetas 687 -e la grau croce pesetas •1500 . I cavaliet·i Plllcca lumno dirilto al titolo di :;ignorìa c quelli Grnu Croce • .:~1 titolo di ecrellenza. STATI UNITI.
Tt nuovo (tlcile pe1· l'esercito e per la ma1·ina. - È cominciata la di-stribuzione dei nuovi fucìli Krag-Jorgensen alle truppe degli Stati Uniti. "Si cnlco'la che per la fi ne dell'anno rulli i reggimenti ne saranno provvisti, potendone le manifauure fabbrica t·e, in media, 4000 al mese. La fabbricazione delle ca1·tucce procede alacremente. L' A-l'my and lYavy .Journal annunzia cho sta per essere adottata una nuovu cartuecera, -che potrit contenere '100 delle nuove cartucce. Tutto ciò non inipedisce punto che, se le prove che stanno per farsi <lei nuovo fuc:te della marinn daranno risultati migliori di quelli avuti -col fucile Krag-Ji:ir'gensen, si sospeoderà la fabbricnziÒne di questi pet· -dotare e marina ed esercito del fucile riCO'nosciuto superiore. Le p"rove ·saranno fatte co'n canne costruite dalla mal'ina; gli inventori fornirannct .solo le culatte mobili.
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N(JTIZIE BIULIOGR.AFI CJlE
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
a) Recensioni. DEGlirs! -La (ortifìcation passagèl'es en liaison avec la tactique.- 2 voL con - atlantr. - Bruxelles, Vcissenbruch. Co.rne' tutte le altre parti. dell'.ar·l~ .milita re, la fortificazione passegger~t ~a. ~~~.\.~to profo,~de .mc·drficazrom ~~ seguito ai recenti prog1·essi dell a1tJgh~IIa ed a!l1.rnp1ego delle nuov1 polveri. Il primo libro, che da· qu~sto puunto dr VISta, abbia trattato nel suo insieme l'argomento e che . sa1:a accolto con soddisfazione è quello del capitano del genio bel"a 0 __ g~1s~. Nella .sua qualità di ))l'ofessore alla scuola J'appÌicazione art~ ghcrw e gepro ~ B~:_uxelles l'autore era in grado di t1·attare In materia coll' co~petenza. ed m extens.o, senza allontana.rsi dal metodo di esposizione· clna~·o, ordmato e s~mphcc, che è p1·oprio della dida:tica. . ~~-o~era const~ d~ du~ p~rti. L~ prima, pubblicata da qualche tempo c d!vr:;~ m 12 ca.pn?lr, puo nte~ers1 come In pane teorica e studia gli argo-· me_n,tl s:guenll: m.tluen~a ~e•. progres:;i dell'nrtiglieria c delle armi portatJl~ sul:ll• elemen~1 c~utut.IVI delln fMtiflcazione passeggera; studio del prohl.o e del.la .costituzione m rema dei trinceramcmr.i; difese accesso de : tracc1a~o de1 trmceramenri; rivestimen ti; blindamenti ; utilizzazione degÙ ostacoli e della copertu1·a del teneno sul' campo di battaglia: influenza del le .forme del terreno sulla fo1·tifìcazione; lavo 1·i <1i comu"nicaàone c distruziOne; attrezzamento delle truppe. Quesr.e diverse. ~ui~tioni sono svolte con mol ta cl!iareua, ma forse coll soverr.hw pr.oh.s~l~a; s1cchè si potrebbe desidera1·e una maggior concisionesu ,~olte. CfUist_IOD.I, ~h e n.o~ presentan~ che un. interesse retrospettivo~ c.osii.e d1s~usswn1 su1 prohlr, l enumerazJOne delle difese accessorie, i Ja 1•or~ d1 d1~truzwn~ avrebbero guadagnato assai nell'abbandono .delle cosevecchie e nell essere condensati l) l massimo g•·ado, in modo da preseniMe · solo le d1sposizioni oggidi realmente utili.
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In ogni modo quella prima parte non era manchev0le di merito e poteva rappresentare un completo co,·so di t?oria della forti ficazione passeggera. La 2a parte, pubblicata da pochissimo tempo porta il titolo: Applica· tions de la fortifìcation passagère ed ha un valo•·e inconlestabilmente superiore a quello della prima parll!, in quanto ehe esce dalla comune portata dei libri di tcsro e rappresenta un ve•·o, fecondo ed utile studio applicativo di un' ane che è ptr nat.unl sua e~clusivamente pratica ed applicata. , , Il libro si inizia con un capitolo: ~ La forti~cazione sul campo di battaglia , . In esso l' A. esamina le condizioni in (;Ui ,; ~svo l gono le battaglie odicrnfl e le caratteristiche principali della difensivn-olTensiva e deH'olTensiva, le sole f•)l'!ne che, giustamente, egli ammetta come tipiche nella ba L: taglia. A riguardo della difcnsiva-o!!ensiva, con giusta misura, esso esa mina i vantaggi che i progressi attuali nell'armamento ass1curano al difen sore di una posizione ed enumera i principi generali da osservarsi nell'occupatione di nna posh:ione. Questi principi :;ono così e>atti che è opportuno 1·iportarli per intero: • 1° Qualun•prc siano le misure adottate per rompere colla resistenza ' l'urto dell'attaceanle non si può urnmettere l'identità di mezzi su tutta « la posizione; ·" 2° L'or·dinamento a difesa d una positione su l campo difensivo, « qualunque si<~ il grado di resistenza che~ ;;i cerca di impri•node, non devo essere mai esclusivamente passivo; ' t 3° È indispensabile nella difen~iva-olTensiva di disporre di no « nucleo di forze il cui scopo unico sarà quello di fornire l'urto con ' troll'ensi vo. » Enuinerati questi aurei prin11ipi l'A. misur11 l'importanza, qu alitit , posiziouP, attitudine delle truppe di difesa; i compili dell:t t1·uppa impiegata nella prima linea di •life:;n, i mezzi di accrescere colla fortificazione campale la res1stenzn e la potenza, i lavori di comunieazione e distruzione. Un'importantissima quistione t1·attata a questo punto è quella uelle misure da prender~i dal difensore per sottrarsi al pericolo delle azioni avviluppanti, essa dal punto di vista tattico e tecnico è trattato in modo mogi$trale e eonciso. L'A . infatti dice : ' La puissance des armes actuelle; 1·enrl très sanglanles les attaques pu' remont frontales, su rt~u t lorsque le dt!fenseur n'a pns négligé de ren« forcer la position qu' il O!:CUpe, :lU moyen Jes l'flSSOUICCS de la fo rtilì• cation improvisée. rt est mème ndmis aujourJ' bui que l' assaillant,
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NOTIZIE BlBLlOGRAFICHE
"iOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
« pou t· vaincre la résistance du défenseLu·, doit diriger, indépendamment
c système de 13 defensive passive. En effet, le seul rèsultat qu~ l'o.~ , obtient est d'obliger l'adversaire à prolonger son mouvement JUSq a c ce qu'il ait atteint l'extrémité de la ligne de bataille. c Nous dirons clone: le disposition a prendt·e à l'a ile, et en dehors c de l'&ile menacée d'une ligne de bataille, doivent avoi1· pour buL de « {aire gagne1· du ten~;ps au dé(enseur, de 1·eta.rde-r le mouvement enveloppant « de l'ad~>ersc~ire, d'en augmenter l'a:mplitude, d'user et de déswmi·r les « troupes e-nnemies, d'assurer et de fat:iliter l'intervention d'une (or·ce «·act·ive, Téserve générale ou 1·éserve d' aìle, au moment oppm·tun » . . Altreltaoto · interessanti sono le norme per gli ordini d;1 em~na rsi nel caso che si stabilisca di dare una battaglia difeusivn-ofi'eusivu ; rifer iamo quelli di nn comandnnte di divisione: Egli indica come necessn ri : 1• La missione assegnata alla divisione. 2o Il fronte da or.cup3rsi e la ripartizione di questo fron te fra le briaate desi!l'nando il còmpito dì ciascuno. o (' . 3o Se occorre, i lavori specia li intesi a migl iorare In situnz10ne della divisione, la creazione di distacca menti an~iliari di l avor~tto ri, la ri pnrtizione delle tru ppe tecniche fra le due brig3 te. .~ o Il tempo ma:;simo che può 1\cco rdnrsi 3Ì lavori. L'autore passa ad esaminare il cò mpito della fortiiì caziono nella offensiva e con assai giusto criterio pone i casi in cui essa può, non deve, essere impiegata, sia dalle :~va n guardie per dar tem po oi grossi di •ri uovere occupando difen5ivamen te il terreno, sia nella bnttngli:~ preo " dett;~. A questo proposito egli dice: « Quoiq ne numériquemeot supérienr l'assaillaot ne pent engngr:r un «· attaqne décisive surtous les points de In positiou. Cela pro·. icnt de « la nt:icessité de satisfaire ;'l la double condition :>nivant : inve:;tir l<~ ,, défense on tout au moius neutraliser ses ell'orts sur l'ensemb le de <c la pcsition et posséder une su périnrité 'marquée au poin t ou se dé« none la crise. L'assail lant sern done concluite à fnire une inégale «. répartition de ses forces: une fraction sera chargée d'opérer coutre « le poin t décisif le rcstaut des forces sera consacré à l'att<Jque rlé« monstrative. « Le but à :meindre sur le front démonstratif est de meuacer, de c cootenir et drésser le défenseur. • Il fant òtre en me3ure de menacer le défenseur afìn de potnroi1· << le trornper et le fì x.e t· ·d~us ses positions. On atticndrn ce résnl·tat <c si l'on dorme, l'3ppnrence d'att:~~ues sérieoses aox entrepieses ten« tées en re~ard des pnrties dont on ne. cherche p3s à vai ocre la fo rce
«de l'attaque de front, un' vigou reux effort sur les llanc ou sur l'un des « llancs de la position défensivc, e'est-a-dire sur les parties les plus (aibles • d-e la. position. c A toutes les épOI(lles Jc l'art, on a reconnu_ l'efficacité des attaques « de fiano, aujourd'hui, les t.acticiens, Se basant SUl' les fai iS deS dernièt'8S « guerres, font de cette ulltV)Lle une obligation. Les grandes batailles << modemes O'nt été gaghées grace nu rnouvement envùloppant dirigé con tre c les niles ou l'une des ailos du défenseur. On pont prédire que dans les ·« guerres futures l'assaillant proutant de sa supét·iot·it.é, embrasserà _n c front supèrieur à celui de la dèfen~o el cherchcra à enveloppor son • adversai re. c E n présence d'une pareille t.endance, le defenseur do it mettro tout on • oeuvro pour renforcer les ailes de la po~ i tion sur lesquelle l'assaillant 'dirigera ses principaux efforls. « Les autcnr:> cla$sirrues, rl!connaissant l'importance des ai les de la « l i~ne de bataille. rècommandeut d'appuyer les extrémités de cett.e ligne « à de grands obstaclcs naturels qui mettent la position ù l'abri des « attaques enveloppantes. C'est lil une prescription 11ue l'on ne set·a « prosque jamais en mesure d' ÒIJ:;erver et 'dèfenseut· déja placé dans « les condition:> trés nvantagenses lorsque l'un dcs llancs de sa position • échapper~ d'nne manière absolu ttux auaques ·envcloppantes de l'adc versaire. Ca r albrs, la dircction de l'effo1·t pri.ncipal de l'assoillant • sera presque t·•ujours nettentent déterminè; c'est con tre l'ai le non c appuyée que l'enncmi dirigerli son aWHfUC décisi\'e. « Il imporle encore de remat·quer c1ue, quelle que soit la nature du « mouvement offensif dirigé con tre un des nancs, l'ad versai re com1?rendra « dans son attaépw déeisive la partic de la ligne de battaille correspon• daot à l'aile qu'il vent ·débordcr. c Autrefois, o'n à cherché ù remédier it l'absence d'appui pour les « flancs en faisant usage d'un crochet défensif. Celle disposi tion p ré~e nte • de mornbreux inconvéuients que nous ct·oyons devoir résumer. Le • crochet défonsir, ·quelle que soit son étendue, sera facilement envec loppé et débordé p3r l'ad,·crs3it·e. Le sai llant que l'ou crée à l'extré' tnité de la ligne peut exposer au tir d'enlìlade ou it un tiro d'echarpe ' très accentué, le:; deux br:~ nches du crochet. Enfin, celte disposi tion, «qu i à èté formcHement conJ:unnée par l'expérience, ne pel'lnet qué «de realisei· la dèfensive· passive, c\)st-a dire qn'ellc ne rèpond nulle• ment aux co'nditions que doit romplit· l'organisation des finn cs. « Le prolongeme'nt de l'ailc par ùes rései'ves apparticnt égalemen t an
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NOTIZ IE BIBLIOGRAFICHE
NOTIZJE .BIBLIOGRAFICHE
• de résistaoce. Il faut encore qne l'on soit em~ore eu mesure de con« tenir !es troupe~ de l'adversaire, si celles-ci pa'ssent à l'attaque. Il « est dooc nécessai re, sm· le front démoostrati( de s'assurer les res« sonrces de l ;~ défcnsivt:, c'cst-à-dire d'avoir recou1·s aux avantages de c la fortifìcation. • Questo primo ca pitolo termina cou un esempio di fortiGe<tz10ne campale sul fronte di una divisione che deve occupare difeusivamente un fascio di due strade in terreno eoperto. Il secondo capitolo rigua rda alcuni casi speciali dell'impiego della fortificazione -.amp~ l e e cioè: fÒrtifìcazioni :mlle linee di comunicazioni e di tappa, misure di sorveglianza e difesa dei luoghi di tappa, delle stazioni ferroviarie, dei tunnel, dci viadoui; l'org<mizzazioue e difesa di teste di ponte i mprovvisllte; la difesa di strette montane. Questa p:~rte svoltn in massima assai bene in fo rma concisa e ecu quella ginst:1 p1H'simooia ehe nell' argomeDLo si r ichi•~rle, ci è sembr:Jto nu po' manchevole per qnnu to riguarda le operazioni di UJontagna. L'au· tore, ~:ertnmen te in un pne:;e come ii Relgio, non aveva d'uopo <li occupa rsi molto di questa parte, ma la sua rara competenza ecl il modo eon cui souo trattati gli altri argorneoti lasci<~no in noi il ramm;~ri co di non avere potuto a rnpi ~ m e nte coooscere le sue opinioni ed il frutto dei suoi studi intelligenti in una qui$tion e che presso di ooì ha un s upre m ~ in -
Presa di possesso dei settori d'investimento, Priocipii generali dell'occupazione e afforzameoto di una linea di . blocco, Principi i generali dell'occupazione di un setto•·e, Ripartizione delle truppe nei settori, Convenienu di non modi fi care tale riparto nel corso del blocco, Affo1-zamento di un settore, Lavori da eseguirsi sulle comunicazioni, P rinci pii da o~sen'arsi nel blocco di piazze gigaute~che. Quest'ultimo argomento, non mai tranato per lo innanzi è una serie ai belle e ponderate deduzioni tattidw, avvalornte rla numerosi esempi e citazioui e costituisce una vera novità per gli studiosi di ~t rte militare. Esso ci è sembrat.o uno stu dio degno di auenta e prol ungata medilaziooe e ci auguriamo che anche p1·e:;so di uoi tJualcuno dei no5tri ufficiali prendando le mo:<se del lil vnro cl~! D e~ui:;c possa spi n g~re ancora più· nvanti le ricen~he uella soluzione di un p1·oblema, che è sonza d11bbio uno dci più gr.mdiosi e dei più difficili delle guerre moderne e eioè l'attacco delle grandissime piazze, chfl difendono i con fini non sbtu-rati da · catenh alpine dei grandi Stati d'Europa.
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t ere:;~e.
1.1 ter1.0 c~pitolÒ trutta de.lln fo rtìli cazioue ramp;1le nelle lin ~;e di blocco ·e non e,;itiumo a tlich inrarlo veramente rnngi:;trale. L'autore esami nate le diffìco!tit tlell'~ttacco regol;~re per l'en•Jrmità elci mezzi rich iesti nelle moderne J(ncrre fa larga parte al hlocro uei si:;temi d'attacco delle pinzzc esistenti, entrn nell'obicui\'O ~tu dio dei ~eguenti punti importanti: forze ne~es~a rie per op•:rare il blocco effiG~tCP.; \'aria1.iooi di densitit delle, truppe di blocco •lull'inizio alla fine dell'i o\'rstim~nto; investimento dci grandi campi trincernti. Os~erva poi cou acume e molta giustezza ~:he gli esempi di Metz c P;lrigi uella ~ampag11a del ·1870-7•1 non pos,;ono dare un giu;to criterio rlel rapporto che può esi$tere fra gli investitori e gli investiti e conclude che: il b loc~:o amaver:..;a un periodo critico lì n-.hò l'assediante no o a vrit sta bi lito tutto l'investi me n to; riuscito a questo le forze dell'assedinnte potranno essere diminuite quasi alla· metà di quello che aùoperl\fouo per metro lineare i Prus:;iani a. l\ietz (4 uomini). · Esamina poscia la eccezionale difes:J di Plewna e pas::l n <dio sLUdio dPi seguenti argomenti: Sud clt visiooe del terreno in ~etto ri,
I o eomplesso non esitiamo a dichiara1·e il lavoro del capitano Deguise armonico, complete,, ordina to, c ad esprimere il senso d"llla vi va so·IJisfa zione procurata dall'esame d~l secondo volume, che ricchis:>imo di inseonameoti nuO\'Ì el utili, costituirà, a no~tro 11vviso, un prezioso aiuto" agli studiosi di arte militare ed no titolo di merito molto onorifico all'autore. Per noi, sembra che l'elogio migliore che po~sa far,;i di questo secondo volume sia questo: es~o interessa e può imuire wnto il comandante di grado elevato, .;ome l'uflìcia le tecnico, è n ti le al Lutti co come all'ingegnere. Io lt11 lia poi , ovc malgrado i lodevoli tentativi dello Spaccamela e di pochi altri , i libri di fol'tifìcazione dimenticano nello sviluppo rleJie mi, nuzie tecniche e nella risoluzione di problemi di ingegneria più o meno sapieo tt:, l'es;enza della guerra, qu<Jstcr libro potrà ser vire molto opportunamente di modell o, incarnando nella mente dei nostri uffi ciali del genio il concetto che In guerra è op.}ra di uom ini, di intelligenze, di volontà più elle di materiali c di ingegn0$C ·teori e matema tiche. M. G. n.
N:OTIZI;E BIBLIOGRAEICHE
NO~IZ~E BIBLIO(JRA'FIOHE
b) Bollettino
b~bliografico
l. Sommario delle riviste militari italiane. Hiv ista d'artiylùria e ge~io (marzo). De Zeo - l cannoni da campagna dei generale Wille. Una visita all'esposizione di Chicago. nignami - Ponti d'avanguardia. Clavarino- Puntamento indiretto. Miscellanea. Notizie. BiiJiiogr~fie.
Rivista di fanteria (30 aprile). L'iniziativa venti secoli fa. Gli eserciz·i pel combattimento nell'istruzione individuale. te conferenze. Per i gnmatieri. . Il suicidio. La scuola Jel cara nere. Note ed appunti. • Varietà. Cronaca. Bibliografia. ~i vista marittima (maggio). Bouamico. - Strategia navnle. Pm~qualini - Sni ventilatori elettrici. , Cipriani ·- Le torpediniere nel comb.attimento di $quadre. Page,.- Amministrazione del corpo RR. Equipaggi. Notizie varie. Il clima d'Europa. nibliografia. Appendice.
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de l'étranger di aprile e continuerà nella successiva. Finora sono esaminate: la circoscrizione territoriale ed il· reclutamento, \a ripHrtizioue e \'ordinamentO delle truppe Ìll Sette corpi d'annata, l'ordioam_ento speciale della fa.nteria, cavalle1·ia, artiglieria, genio nella penisola e fuori. - Cons·iderazioni .~ul nuovo ordinamento svizzero nella Retnte du cerete militaìre N. n.
3. Storia militare. Genevois. -· Lcs dernières ca·rto·•.tches: Willersexel, Héricourt e Pontnrlier. Parigi, Le Soudier. · È -un grosso volume eh r. racconta le vicende della disgraziata armata dell'Est, la battaglia di Willersexel, le operazioni ver::;o Bdfort e l'internamento in Svizzera. L'A. analizza in base a numerosi documenti gli errori e le cau~e della catastrofe con molta severità e con imparzialità. - Remin iscenze dell' inSIL1'1'ezione e delt' ocwpazione delt' E?·zegovina. Vedi Ne ue Militiirische Btiitte.r di maggio. - Fuchs. - La sewndct gue1·ra pnnica e le sue fonti storiche: Polibio c Livio, considerata dal punto di vista tattico e strategico. Viener Neustadt-nlnmrich. - Piccolo ma intere::;santissimo stud io. '· - Generale Quistorp. - La storia dell'annata del Nord nel18J3. 3 volu mi. Berlino, l\iittler, opera di molt') valore ed assai meditata. Il primo volume cornpreude: · 1. ta situazione politica. 2. La pace. 3. Il piano di campagna di , Trachenberg. :L La radunata dell'armata del Nord. 5. Comando del principe di Svezia . (Bernadotte) e suoi progetti. 6. Piano di campagna di Napoleone. 7. ·Paragone delle forze. · Negli alt1•i due volumi sono per estesò narrate le opera1-ioni eseguite fino a tipsia, ove l'armata del Nord concorse alla famosa giomata dettà battaglia delle uaziooi, ed alla cadu ta Ji Danziga difesa da Da\'Oust. 1
4. Arte militare. 2. Ordinamento degli eserciti - Uno studio completo e deltagliati~simo del nuovo ordinameo~o dato llll'esercito spagnuolo nell'auttmno '1893 u·ovasi sulla Hevue mi-
È st~ta puublicatn in tede:$CO dal Konegen di Vienua l'opera del gQ.ner.ale Skugarevshi: L'attacco delia{ùntM·ia, molto nota ed importante. - It vettovagliame'nto degli es'erciti di Fede1·ico e di l\'apoleone, dell'intendente militare Aubry. Parigi, Lavauzelle.
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NOTIZIE BlliLIOGRAFICHE
NOTIZIE BIBI.IOORAFICHE
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5. Geografia.
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' La casa Drevet · di Parigi ha iniziata la pubblic3Zionc di una Bibl-iothèqtw alpine mil'itaire, accolla con molto favore in Francia. Sono già t1sciti questi volumi: · La Blottière - Mémoire milita·ire concernant ies (1·ont·ières de Piemont, Prance 1~t Savoie. Pari~.- Excursions ed ascens·ions <l'hiur dans la montayne. Maigoien - /Jonrcet et sa famille. Cha brand - La guen·e dans les Alpes. Marchese di Pezay (•l n0-1777) . - Descr1:p!'ion militaire des vallées des Gt·andes Alpe~S. Quest'ultimo ha ~peciale interesse per dare notizta esatta del lo stato dei grandi va lid1i. al pini all'epoca delle grandi guerre di montagna del la seconda metà del secolo X\'111. - l confini: swl-oriental1; francesi e le tracìizioni· popolari nei d·i,partùnenti delle Alpi in Deti.tsche Heeres Zeit1mg del :28 aprile. - La Ru.çsia occiderJ;tale e la Polonia come teatTi d·i guer·ra, studio accurato e molto scientifico sullo Jalwbucher (ur die Dentsche A.t·mee und .Marine di ll-prile. - Le carte attuali russe di Obermn yr.r (in .Jah?'bùcher (u1· die Dwtsche Armee un<l llfarine di .aprile.) e la chiave per leggere le carte russe di Tettau (pubblicata da Helving-Hannover), sono due recenti lavori di iut~res;e geografico-militare, ('he troveranÌw posto assai proficuo nelle nostre biblioteche.
6. Marineria. - La v•ia ma'(ittùna dall'Europa a,lla SibeT'ia in .Detttsche Ar·mee ' Zeituny del 28 aprile. - La difesa delle coste anst1·o-unga·riche e la difesa costiera in Francia, sono i titoli di due pregevoli studi nella Internationale Revue di Dresda (maggio). - Ing. Hemiog - Die Kii.stenue?·theidigung, Berlino, Bnth. - Hildebrandt- S,qua·rdo strate.gico al Mecìite·rr-aneo in Jahrbit.cher fur die deutsche a-rmee tmd ma1·ine di maggio .
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' 7. Tecnologia militare.
- Un interessante studio sul le ferrovie a scart~mento ridotto dal punto di vista militare si legge sulla Revue milita·ir-e dd'Ét1·ange1· di aprile. Vi è citnto e descritto il materiale, sistemi Haarmann e Dalbo:Jt·g assai interessanti, specie per l'applicazione fatta in Germania ed Austria, oye si costituiscono veri paì:cbi di materiale fenovia1·io a linee ridotte per senizi di retroliuea con notevole vantaggio ecouomieo.
8. Scienze sociali. ...:... Pr-i.ncipe, governo e popolo della BtdgM·ia, è il 'titolo di un bel lavoro filosofico del dott. Boh, pubblicato dalla lntl!?'nationale Revue di ;prile. ' ' ' · ·· - La 7JOtenza m·il1:taTe e politica de,gli Stati balcanic'i di Lipossak, in St1'efflet~r di aprile. Esame delle condizioni politico-militari attuali della Rumania, Turchi01, Bulgaria, S'erbia. - Les B·ulga·res pa1· 1.m diplomate , Leroux, Parigi. - ltalùtn fì:na_nce and . ·i.talian anny in .:41'my and Navy . (;azette del 28 aprile, interessante. - La Belgique entn la France et /' Allernarrne, studio politico-rniIÌtare della fn!e·rnationale Revue di _~prile e maggio.
9. Varieta . · - Sulla ReNte clt~ cere/e militaire del 29 apnle leggiamo nn interessante racconto particolareggiato dell'a Ila rme dnto a Ila guar nigione di Parigi e della r i\;i:;t~ di Satory passata da\ generale Saussier. · -- l\laribert - Le r-oma.n d'un of~cier pauvre . È un romanzo psi, cologico, ben scritto e che ha riportato in Frau c.ia uu vero successo. - Constaot (primo cameriere di Napoleone l ) Memo·rie sùlta vita ',p1·ivata d1: Napoleone, su/.ht sua co1·te. e sulla s·ua famiglia, 4- volumi, Parigi -Gamier. E uscito il secondo vol ume, molto interessante, poichè fornisce molta luce sugli atti ed il carattere nell' imperatore al cui ser· vizio il Constant fu per •15 anni . - Sui grandi pmgressi della fotografia e sue applicazioni nella ri-
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NOTIZIE DIBLTOGRAFICHE
produzione di ca rte e disegni. Intere$sante studio del tenente colonnello austriaco Volkmer in 01·gan der m il. W issenscha(tlichen· Vereine, fascicolo di maggio. - La pauifìcazioue in campagna d; Ranier, sotto intendente militare in ibidem. - Mangianti - Le malattl:e veneree - Memento a.t: giovani -u{fià aU, P:u ma, Bauei. Di questo utile ed onesto libretto cì piace riportare il giudizio non sospetto di simpatill di un giornale francese: • Consacré à la façon de prévenir les traitrises de Vénus, aux" CJUellcs !es disciples de M11rs ont été de tout tem ps plus exposés qu'aux coups de l'ennemi, cet opnscule est uu avis ami cai iu:;piré « par 1 :~ pratique médicale de son art an docteur Mangianti . Ce que • !es compatriote:. du docteur appellent eocore le mal {rançais, • tandis que les soldat~ de Clwl'les VIII l'appelèrent le mal napol·i· • ta·i n, est J'objet de prescriptions prophylactiques adressées pàr lo c docteur 11ux jeunes officiers de l'armée italieone, afin qu'ils con« servent la santti uécessaire nu servicc de leur pays. Ce qui fait de « ce petiL livre un memeuto fort prHtirrue, c'e~ t rrue le doeteur meL • ù la portée de ch.acu u des intéressés, la façon de se soigner et de « de se guérir. Ou s~ it crue In honte du mal vénérien est une cles cnuses de son é fHi no ui~se rnent. A eet égard, rieu de plus dangereux: , que la punition suspendue sur le mal:1de: elle lui fait dis>imule•· << sa situation et le conduit il l'bopital p11r la ,:oic la plus doulou · c reuse et la plns sù.re. Combien dt> vie:; ont été gàtées par une dis· « si mul:nion de ce geure » . In occasione del 278° anniversario ,Jella morte di Cervantes la Rtvisla tecnica d·i {cmteria c cavalleria. spa,qnota ha pubblicato un bel ricordo per quell'illusti·e uomo dedicando a lui esclusivamente nno dei suoi fascicoli. Adomato eli splendide incisioni comincia con un gi udizid critico sul Don Chisciotte, scritto 1832 da Galla•·do, contiene un ritrallo, una biografia di Cervantes, la riprod uzione' del memo1·iale diretto al re di Spagna nel 1.590 per ottenerne la protezione, il facsimile della prima pngina della prima edizione del Don Ch.isciotte, bozzelli col tit.olo: Cervantes studente, Cervantes soldato, Cervantes scrittore. U n bozzetto col titolo: Ch·i: sàQtte e Sa.nr;io, altro col titolo: ll soldato cl'i TJepanto, due poesie inedite di Cervantes. f n complesso un lavo•·o patriottico, bello e ben riuscito.
LA.ZONA DI ASMARA CJ R COSCf~ I Z !ON E
STORICA
DEL
\-fl\HÉI3-~.rELLASC'-NEGGHIAU CON LE Sl;DDIVISTONC TRADIZIO~AJ,I DEL 'l'ERRITORIO IN REJJAZIONE ALLE GENTI CHE ABITANO LA CON'l'RAD A
(Continuazione, vecti numeo v•·ecedtnie)
Q
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Per la Direzwne Looo vioo Orso'r'rÌ Ot4ggiorc li. M.~ iMcGntar•
DEMARCH J CARL O , çerentf.
ReligioDe.
La grande maggioranza della popolazione dell' Amazén è di religione cristiana e segue il rito cofto scismatico. Som·i peraltro molti giaberti (mussulmani abissini) all'Asmara e nei paesi circonvicini di Godaif; Abardà, AdGuadàd, Himberti e nello Scioatté·Anseba, ove furono stabiliti e protetti da Degiacc' Hailù, motivo per cui sono co· noscìuti col nome di Lslàm-nài-Degasmati ossia: Islamiti del Degiacc'. Si trovano pure nell'Amazièn alcuni protestanti della Confessione di Augusta insegnata dai missionari svedesi, i quali hanno una sta.zione all'Asma:·a, una a Saàd·dzcga ed . una terza a Belesa nel Oarnascim, con un insieme fra uomini e donne, adulti e fanciulli, comunicanti e discepoli di 200 persone circa, senza compr endervi il personale europeo della missione. 6~
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ANNO XXXIX.
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LA ZONA DI ASMARA
Nell'Amazièn non vi sono caj;tolici indigeni ad eccezione dei pochi ascari di altre r egioni della colonia, che vi risiedono per ragioni di servizio e di quelle che con scarsi mezzi è riescito a raccogliere il R. P. Bonomi, cappellano del presidio di Asmara.
Provincia dell'Acohel è-Gnzài
POPOLAZIO~E . -
La t radizione r acconta ehe CJ. uesta bella pro v ineia fu popolata dalla d iscendensa dei due fratelli Acchelè- Giàn e 'raclè- Giàn discendenti di Malùch figlio di Menàb condottiero degli eserciti di Menelich I ; cosicchè la popolazione della provinc.: ia, nella sua maggior paree, si reputa consanguinea a quella dell'Amazien, che vanta, come fu visto, eguale origine. La leggenda non parla dei {igli dì Acchelè, ma narra che T aclò ne ebbe due, Guzài e Scimezanà. È dall'unione del nome di Acchelè con quello del primogenito di 'l'aclè che venne f'ol'Illato il nome di questa provincia, senza che si sappia perchè fu fatto così. Secondo una var.iante di questa tradizione, Acchelè e Guzài erano fratelli e Scimezanà un loro servo fedele, al quale fu concessa, nell'occupazione del paese, la par Le me· ridionale, che porta appunto il suo nome, in ricompensa del suo affetto e della sua fedeltà, che gli meritarono di essere considerato e trattato come un vero fratello. . Sebbene questa veraione possa sembrare ai nostri occhi per lo meno tanto onorifica quanto la precedante, pure la gran massa degli abitanti dell'Acchelè-Guzài ed in ispecial modo dello Scime:tanà la respinge e la dice ispirata dalla. malcvolenza di alcÙni vicini e dalla cupidigia dei capi dell'Agamè desiderosi d'impadronirsi dello Scimezan\'t· e che credono preparare la strada ai loro progetti mettendo in dubbio la comuna.n.za di sangue della gente di quel distretto con quella del rimanente dell'Acchelè- Guzài. OmGINE
DELLA
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TmBuTr- L 'Acchelè-Guzài fa risalire il ti·ibuto propriamente · detto reale (ghebrì-nài-Negùs) non all'imperatore .Jasu II, come l'Amazièn, ma a Degiacc' Ubié, cioè alla prima metà di questo secolo. .) Fino allora questa provincia aveva riconosciuta l'alta so· vranità dei R e d'Etiopia solo con un presente, che consisteva in un fucile ed in un tappet<>, di cui gli faceva omaggio annualmente. Sebbene vagheggiato nelle scorrerie di Ras Uoldusillassi ~di Ras Sabagadis dell'Agamè, che regnò sul 'rigrài prima di Degiacc' Ubié, l'Acchelè-Guzài non riconobbe mai la loro dominazione. Vennero, è vero, le t ruppe di Sabagadis dall'Agam è per sottometterlo, ma il popolo dell' Acchelè-Guzài inil.isse loro una solenne sconfitta in Addi-Da (MarettàSebbenè). Vinta però in seguito dalle truppe di Ubié aL Bel~sa, donde voleva cacciarle, la provincia dovette sottomettersi ad Ubié, il quale le impose un tributo che può dirsi assRi moderato quando si considerino la sua estensione ed importanza, l'energia della resistenza ed il carattere imperioso del vincitor e. Questo tributo chiamato in paese ascèh (plurale di sceh, -che significa migliaio), era: a) di uu migllaio di talleri per il Deca Acchelè, ossia per le tre famiglie di Acchelè (Selesté-uòd-Acchelè), che popolano lo Z ana.deglé, il Deca-Dighna e l'Addectì; b) di un migliaio per il Deca-Guzài o discendenza di Guzài, cioè per le cinque famiglie discendenti da lui (Hammusc'té-cleca· Guzài) ripartite nell'alto e basso Deca-Guzài, det to anche, per contrazione, Deg-Guzài; c) di un migliaio per lo Scimezanà e paesi adiacenti, cioè: MasàJ-uòd-Acchelè ed Acràn-uòd-Acchelè; cl) Egghelà·Atzin, Tedrèr, Marettà, Egghelà-Gura ed Enganà pagavano a parte e complessivamente altre due migliaia di talleri. Ne consegue che per effetto degli ordini di Degiacc' Ubié il tribti.to rt3gio era nell' A.cchelè-Guzài di 5000 talleri.
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LA ZO:\'A DI ASM .H !A
LA ZONA DI ASMARA
La ·ripartizione fra i paesi non si faceva per tassa fissa, ma per imposta variabile a seconda del numero e della ricchezza degli abitanti, stabilita d'anno~ in anno dai notabili dei distretti e dei villaggi riuniti in assemblea (mohabèr) a tale scopo. . Le altre contribuzioni riscosse in natura e dette Fasàs, ordinate per l'alimentazione delle truppe, variavano secondo il capriccio dei governanti e sotto Alula erano divenute più che esorbitanti. Cosi pure il tributo regio era stato man mano aumentato nel modo seguente per i varii territorii dell'~~cchelè Guzài; 1o Seleste-'uòclrAcchelè (Addect.ì, Zanadegle, Deca-Dighua) tall. 1000 2° Hammusc'tè-deca- Guzàì(A.rét, Zeba-Unti, Dechi-Zeri-Sennài, Dericièn, Ad-Adem, Matzehè) . )) 1000 3° Egghe.là-1-Iamès (Corbaria, Gnra, AulèhTzorù). » 1500
4° Egghelà Atzin. , . . 5° Ted,·èr .o Seleste-dechì-Dra1· (A.corén, t.fogonò, Hauentì) . · . 6° 7° 8° 9° 10°
no
})
))
Marellà (Sebené e Cajahtì) Scime:;anà .
))
LOggo-Sardlt ,
» » » »
Deggheèn
))
Ae~·àn-~tòd:Acchelè o Uòd-Acchelè-Acràn. ~11asàl-uòd-Acchelè o Uòd-A.cchelè-Masàl.
750 750 750 500 200 500 750
200 12n Bet-Matà. Tributario del convento di Debra Libanòs, cui pagava annualmente tre messé (1 messé di gabetà) di miele e da 2 a 3 gabetà di dura secondo la bontà dei raccolti . » Cosicchè in totale il tributo regio che veniva e.s atto negli ultimi tempi ammontava a tall. 7900 oltre il Fasàs e le imposizioni che i · capi mettevano per loro interesse pa.rticolare.
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ALTRE ST-IRPI CHE ABITANO LA PROV!NCLA.. - Il nome stesSO di Acchelè- Guzà.i imposto a tutta la provincia sembra indicare che la. stirpe cui essi appartenevano o fu la prima a popolare la regione o che la conquistò in un tempo, che -ora non ptiò essere determinato, e 'Vi s'impose in guisa da far dimenticare le popolazioni anteriori. Come fu già· detto, i due fratelli Acohelè o Guzài apparterrebbero a quella favolosa stirpe semitica, di cui si \antano discendenti per la massima parte gli abitanti del . Mareb- mellasc', i quali hanno completamente dimenticata ogni gloria anteriore per vantarsi di questa dubbia consanguineità con le tribù di Israele. Comunque sia, secondo le tradizioni popolari, sono progenie d i Acchelè le genti che abiLano i territori o medr-i seguenti: Selestè-uòcl-Acchelè, Uod-Acchelé-Acràn, UodAcchelè- Masdl e Bet-Matà. Discendono invece da Guzài le popolazioni à.ell' Hu.m mu,:sc'te-deca-Gu;:;di e de1lo Scime;:;anà. se pure quest'ultimo distretto non è popolato dai discendenti di Scimezanà fratello o servo Acchelè e di Guzài come da taluni viene insinuato. La gente del Mw·ettà appar tiene alla d iscendenza di Cialùch, figlio anch'esso di Menab, come fu visto altrove, ed ~ perciò consanguinea di quella dell'Amazièn e della pro.genie di .Acchelè e di Guzài. La popolazione del Logg6-Sa1·dà è consanguinea dei L òggò dell'Amazèn, ma non è come questa frammista ai GallaCinà. Altrettanto pare si debba dire della gente del Deggheèn, ma non si hanno notizie precise in proposito. Gli abitanti dell'Fiegghelà-H.amès e dell'Hegghelà -Hat~in proYengono dal Tigrài, ove presso Debra-Damo sta tuttora un ramo della loro stirpe detto di Hegghelà-Allesli. Pare che gli Assaortiui di Diòt e d'Idda dise;endano da un ceppo comune. F inalmente, la gente del Tedrèr sembra di razza camitica, affine ai Tzaurà, che trovansi anche fra gli H abàb. Certo Ahmed-Saadà padre di Deràr ne sarebbe il caposti-
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LA ZONA D I AS~!.\ RA
pite. Deràr ebbe tre figli : Acor€m, Mogonò ed Ha.uentà da.ì quali r ispettivamente provengono i tre rami in cui si di~ide questa popolazione, cui viene appunto data complessivamente la denominazione, estesa puranche al territorio da essa occupato, di Selestè- dechì-Derà1· o Drcw ossia: le tre · famiglie di Deràr. LINGUA E ItELIGtoNI. - Sebbene, come fu detto, vi sia anche qui differenza di origine nella popolazione, pure da. gran . tempo essa. è co:npietamente fusa e divenuta omogenea. per lmgna e per rehgione. L a lingua. è la tigregna che nell' Acchélè- Guzài si parla. con pronunc1a e forme dialettali distinte da quelle del r esto del Marè.b ~mell~sc' e molto più da quelle del 'l'igrài. La rehgwne e stata per secoli la cristiana cofta, che è tuttor a quella dell!l- gran maggioranza della popolazione. Ma :fin dal secolo xvr i m issionari portoghesi cominciar ono ad avervi dei neofì.ti, il numero dei quali ven né man mauo a.ument~ndo secondo che l'anar chia e le vessazioni dei capi t1gregm aumentavano. . P~re,. in ce~to modo che anche in materia di fed~ questa. provmcta volesse protestare contro i violatori della sua indipendenza poichè infatti anche i mussulmani vi crebbero di numero. Nell'elenco .dei paesi dell' Acchelè- Guzài, che fa seguito. quelli la popolazione dei quali è cattolica saranno indica ti col. segno (-1- -1-). posto dopo il nome; quelli ove la popolazlOne professa 111 parte la fede cattolica ed in parte quella. cofta saranno distinti col segno (-1-), I paesi, al nome dei quali non fu posposto alcun segno, s'intendono intieramente di fede cofta, purchè non sia espressamente indicato altrimenti. GERARCHIA SOCIALE. - La disc.:enden:;;a di A.cchelè e di' Guzài è considerata dalle altre popolazioni della provincia come di ~rigine. più distinta, più nobile e le è stata perciò s~m.pre nconos~mta una certa preminenza tanto più voleutlen quan to p1ù esse è stata generosa;, umana, fràtern a con lor o.
Infatti l'Acchelè- Guzài è rimasto per un tempo lunghissimo un paese di costumi semplici, patriarcali,. ne~ qual~ ogni famiglia, ogni tribù, ogni gente pensa~a a1 C.'l.Sl propr~ senza immischiarsi in quelli del vicino. Qm non erano ne nobili nè schiavi, nè capi ambi:;;iosi che si arrovellasser o di co~tinuo per allargare indefinitamente i confin i del proprio dominio. Ogni popolo di questa provincia viv.eva ~utonomo, ma era nello stesso tempo confederato agli altn per la tutela dell'indipendenza e della libe~tà comuni. Se alcuno d i essi era minacciato d"invasione il melacàt (l) dava l'allarme e suonava il chitèt (ordine di adunata), al quale rispondev-a pronto e volonteroso ogni adulto atto alle an_ni; e poich~ gli abitanti sono forti c valorosi ed il paese s1 presta assa1 beoe alla d ifesa, questa concordia fu per lungo tempo la salvezza dell'Aechelè- Guzài . . n d istretto minacciato·, nel quale av veniva l'adunata, non aveva altro obbligo oltre il mantenimento degli armati accorsi alla sua difesa. . Anticamente nella provincia non vi era nessuna gerarclua politica. Per trattare gli affari comuni, ogni. paese, in adunanza generale degli adulti (mohabèr), nommava annua~ mente un capo detto nabcwà, nabarò ed a~che al.ega- tamet (capo per un arino), il quale era p~u.ttosto. d prestdent~ dell'assemblea e l'oratore della comumta, amache persona mvesti ta di un 'autorità eff'c ttiva. Questo stato di cose cambiò alq uanto negli ul~imi, tempL D opo la conquista di D eg.iacc' U~ iè,. la. mala p1anta del la vanità che è stata la rovma dell·Etwpta, estese le sue radici a~che nel terreno vergin e dell'Acchelè- Guzài e vi furono anche qui dei seb-camisc' (persone con la ~amicia d i seta dist intivo dei dignitari), specialmente nella d1scendenza di ,: cchelè e di Guzài, con titolo di Sciùm, Grat-tzamà , • Canbbài ed anche di Ras .
1
(l) 1\on vi era no nega.,.·, , (tanlbm·i di gue n a) di~tintivo . dei. gJ·.anùi C~fJÌ mil itari:. :"e: Mnréh-mellàsc' lò aveva soltanto il Halillr·nagassi e poi 1 prtnc•p• c~c l l a c~sa ut :Salld " · t A.. u11 ~~• ltl ll"his~ima tromba di le o"no ' dir 1ttn e fascu•ta d1 pc lk o ·· d zeg~ . li mev...tca.
976
LA 7.0NA DI AS~!A RA
L 'antico e glorioso titolo di Bahàr- nagassi. cho era stato sufficiente ad un vero e potente sovrano, cadde così in basso d~ di.~enire co~unissimo fra i fa migliari dei capi sopra nomrn~tr e non fu reputa~o degno di portare camicia di seta colur che ne fosse investito, dovendogli essere disÙnti v o su~ciente una benda di seta (gamma) alla fronte. ' E ver? _Per:ò che tutti questi titoli rimasero il piò delle volte pn vr dt contenuto, sia perchè il paese d'indole e di tr~dizione profondamente democratiche non si piegò sovcrchramente davanti ai nuovi signori, sia anche perchè questi . a bastanza paghi dì pavoneO'giarsi a cavallo' vestiti furono . 6 dr seta, con la fronte cinta dal gammà e drappeggiati nel marghèf; e non pretesero dai loro consanO'uinei nè omaO'O'i 00 umilianti, nè atti di ser vitù. o Anzi pare che talvolta siano riusciti . di una certa utilità ai loro. co~paesani per aver potuto t ra.t,tare, da pari a pari · con gh orgogliosi e duri feudatari del 'l 'igrài, gl'interessi del loro paese. Questo, bene inteso, quando i titolati fur ono persone del paese, chè ben altrimenti andar ono le cose quando alla pr ovincia furono imposti o s'imposero signori fo restieri. ' Prima del nostro governo quasi in t utta la provincia tanto i capi dì paese, come i ca.pi di distretto erano nominati per elezior..e; i capi paese (sciùra- addi) nel solito mohcibe1·, i sapi distretto (scìùn·~-gttltì) dall'assemblea dei capi paese del distretto. r.'l g~n~rale s~ seguiva la nota legge di primogenitura, coswche m prat1ca. erano sempre ,riconformate le stesse persone. L'elezione però aveva luogo ogni anno, donde il nome aleqa- hamèt dato a questi funzionari. Ai tempi di Teodoro o di Giovanni gli Sciùm-gultì, come fu visto, divennero decisarn.ente ereditari, non avvenne più la for malità dell'elezione e furono innalzati alla condizione di seb-camisc', per la maggior parte col titolo di Cantibài. . Da allora in poi lo Sciùm-addi (nabarò, aleqa-hamèt ò · cwa che dir si voglia) ebbe bisogno per entrare in f1mzione
LA ZONA DI ASMJ.RA
977
del riconoscimento e dell'investitura. di lui, anzi lo Sciùmgultì poteva. ancho destituirlo, nel qual caso si riuniva di nuovo il mohabèr e si procedeva ad una nuova .elezione. Però anche l'assemblea pubblica, mohabèi·, aveva la stessa facoltà quando lo Sciùm-addì non si mostrava idoneo o degno dell'ufficio, al quale era stato innalzato. L 'elezione dello Sciùm- addì avveniva in giorno di solennità, vario secondo i paesi, ma sempre lo stesso per ciascuno di loro, cd erano preferiti il giorno della Croce, e la festa di S. Giovanni Battista. RrPAn:rmroxE DEL TEJUtrTORIO IN GULTì. - Ecco qual'era negli ultimi tempi la ripartizione della provincia in gulti ed il titolo che aveva ciascun Scium-gtùti; 1• Selestè- ulxl-A.cchelè diviso noi tre gulti di Addectì, Zonaclègle e DecaDighna ·dipendeva tutto da un solo Can· t ibài. 2• Hammusc'tè-deg-Gt6zài era diviso in sei gnltì: A1·et, ' Z ebà- Unti, Dechi-Ze?"ì- Sennài, Dé1•icièn, Ad- Adém e Matzehè. Arèt aveva due Cantibà.i della stessa famiglia e della stirpe che popola il gnltì; Zebà- Unti un Cantibài posto da R as Alula, certo Sahlè di stirpe straniera e la cui famigli<L proveniva dalla costa; Dechì-Zerì-Sennài era r imasto sempre, fino al nostro arrivo, libero coi suoi tradizionali nabarò ; nel Dèricien vi erano due Cantibài di una stessa famiglia ed appartenenti alla stirpe degli abitanti d<=!l gultì, dei <}Uali uno risiede-.;-a a Teggherèu e l'altro a :J:J:aartà; Ad- Adem e Matzehè ubbidivano ad un medesimo Bahar- naga.ssi ereditario. 3• Egghelà-)Iames ; tre g ultì: Corbm·ia, Gw·a, Aulehtzorù; governati ciascuno da un Ba.hàr-na.gassi ereditario. I tre gultì si erano spartiti fra loro i pa.esi dell'Enganà po· polati da stirpe diversa, che anticamente formavano un gulti a parte. 4° Egghelà-at::in. Vi era un Bahàr- nagassi ereditario per cias.:mno dei sette g Llltì nel quale il medrì era diviso, cioè: A ddì- Gahàt, Acld-t- Gorlclò, Calèti- Baaltièt, J.11ombo1·ò, ll1abrét, Sei'l!·ée ed _icldi- Barìn.
978 .
LA ZOXA ill ASMARA
5• Tedrè-r . Vi era un c . Acoren, J.Wogonò ed Haueutà~p~s~~mpunetò p e.t tre gultì . di
d' G or un tempo il tio o l rat-tzamà e poi q uello di C t'b ' ·. 6• V t . d' an l a l. J. 2etre la t viso in due gul tì. q Il d ' ue o etto ..:'1.' ·'""arett-'etSe"b ene. era retto da un Canti'b'. h. ai r osr ente a Dab ~ . l' l t c ta~ato l~farettà-Cajahti prima fu rett d er' . a ro gassi e pot da un Cant'b'. o a un Bahar-nal at. 7• &irnezanà Talvolta vi è stat 0 . .. un sol Canttbat per tutto il medrì . ma .. d. ' pm t sovente due . dei d ue gultì nel quale è a· . h • uno per Ciascuno tvrso c e sono· E' l D . ed Bnda-Zoàb-E:;ghì. ' · ne a- asczm. · t l
·a .
so
tibai.
Uòd- Acchelè Acràn. Un solo grult'l
retto da un Can-
. g• _Uòd-Acchelè-llfasàl. Un solo u , . ternton distinti chiamati l' D g,ltr ~omposto d l due il Uòd-Acchelè-ilfasal propria~U:nt:c~-Zoru-.:1/~asì e l'altr o un solo Cantibà i r . etto, rettr ambidui da . · n questa circoscrizione · . e,. co~preso rl. paese di .Matarà col suo circondario dett un tempo tributario del o Deggheen- Ooggher·à • convento di Abu A . d . na-. regam di Debra-Da.mo. La popolazione del . . " ctrcon ano dt M· ~ • • consangumea eh quella del De ' heè . . . ... a~era e come d'altrond · · d. gg n, dt CUI m seguito e e m wato dal no t ' w• L oggo-Sardd U l m~ s esso del circondario. na.gassi. . n so o gultl retto da un Bahàr-
no Deggheèn. Divì:>o in due gultì Gultì era tributario di Deb. -B. . . l ' . q uello detto Adcfì. ··b . ra tzen, altro detto A . 'b- , . era tu utano del convento a· ]) b . . . cca sceat . . l e ra-Llbanos C .~ d . conventr nomrnava nel gultì da lui di . ra:.cuno el curatore. pendente un suo pro12~ B_et-Matà. Era det;to anche: A· . , . due prmctpali paesi del a· , F mbeset- Gheleba dat me l'l.' ~ orma va u g lt' d l era capo l'abate d l . n u l e quale e convento di Debra L'b , territorio ed un tempo . . .- l anos posto nel , assai venerato In f . GrusnzrA E 'l'RIHUNAL r. - P er la i . . p~ese e uon. seguiva il diri&to consuetudi .· g ustiz1a ~ Acchelè-Guzài dal Fatha-Neghesti. nano regola to In certo modo . L'a-ssemblea degli adulti (mohabè,-) d' .
l
. Ciascun paese de-
LA ZOKA \Jl AS}I..\ RA
979
cideva sulle questioni insorte fra persone del paese, se si trattava di cose di lieve importanza. P er materie più gravi e nelle ·questioni insorte fra paesi di uno stesso gultì, abitati perciò da gen te della stessa st irpe, decideva l'assemblea. dei notabili di t utto il gultì. Quando nascevano contestazioni fra diversi gultì e specialmente quando fra gli abitanti rispettivi era differenza. di sangue e d i origine, anticamente le parti ricorrevano al tribunalè del Bahàr-nagassi, in · seguito a quello dei principi dell'Amazièn e negli ultimi tempi a quello del Negus e del suo R as- bitanoddèt stabilito di qua del Marèb. P AR.TI POLI TICHE. - Nell' Acchclè- Guzài si rammentano dal popolo con rispetto gli antichi Negus, che mai attentarono alla pace ed alla libertà della loro provincia; è invece esecrata la memoria dei Degiacc', R as, Negus, che vennero in seguito da oltre 11:Iarèb nel lungo tempo d i anarchia cominciato con R a s Micaèl e unito, or non è molto, con Debeb. • · Nelle lotte intestine, che agitarono il Marèb-Mellàsc' in questo stesso disgraziato periodo di tempo, l'Acchelè-Guzài, nella sua grande maggioranza., parteggiò per la casa d i Addzega. avendo perfettamente compreso che l'accordo con gli imperatori d' Abissinia, dietro cui si affaticavano i principi della Casa di Saad- clzega, avrebbe ormai fatalmente con· dotto il Marèb-mellasc' non solo a perdere la propria auton omia, ma anche la libertà. col dare, se fosse stato possibile il concluderlo, ad H ailù ed ai suoi discendenti un potere formidabile a forma feudale, come era già avvenuto da lungo tempo di là del Marèb. Nota. Kella. T:wola delle circoscrizioni del!'Acchelè-Guzài, che fa. seg ui to, come in quella dell'Amazien, i paesi popolati scarsamente sono contraddistinti con un asterisco ("'J preposto al nome, quelli abbandonati con due ("'"'). Questo metodo, sia detto per sempre, sarà seguito anche per le altre provincie.
980
LA ZONA DI ASlfARA
Me dri
Gulti
i\'ome de~~'li
. "
Selestè - uòd_l Addect.ì Acchelè.
a
dd. l
I,A
.· · .. · cornpre8l "' ogm scompartimento
1" hlaaraha. 2' Ad-li-Abàdr (+-!-). s• Addi i~hsaà.. _4o De~grit-ì\Ieret~. 5o Addi- Cajèh \+ J.
Zanadeglè . . . .
6 AddJ ·Anostt- t+ + l. ,. Oonnèt (+ J. l• ~agano.iti H-H 2' Degghirà.-Libeè 3 . Add1-Engofom (++l 4 o Acrur, . ove è la· . miSSione cattolica. 5' Lemamlè l+ ..LI . . *'6' .HeYò . . . (·J,- + l· ,.,. ' Add1-F1nnèh + J. '8"'· · Mat-Eln (++l· !)o "'Addi-Còntzei. · l 0 DI."'"S"·•· <)o l\·' · H ~ >al- emmacò. 3' Ad d ·- H· 1· d 40 d' ' ' l . •H l • A dISO -Addl. !>' Addì ·1-fauehi Otiest'uzt· • < 1mo paese con la t{lrra che n e dipende è . i\Iarett.1 . a mezzo col
(+ +1.
(+ +J.
Deca-Dighna . .
i+
, · dc Il11 Ch•esa . r Q.ueslo . . godti. e1·a anlicamento l n'bu.arw c l Ascm n, cuo poscia. fu tolto e IJttindi r estt't•• •'to cl• He Giovanni. ~
Hammusc'tè- Arèt deca-Guzai, ovvero Hammusc' tèdeg-Guzài, oppure Dog- Gu zà.i senz 'altro.
l o Al~i
J
Il paese Ili Auhinè solto il govel'llo del "' triiJUta.rio del convento di Dcl,ra-Uizèn. . ogu s <Jr:.
l' •Toconda. 2' Addì CaJ·èh l'+ ). 3o 1l\1asa · lèl1. • . ~ Menah. 5o Zcbàn- Zeghéb. (La chiesa cattolica. . che era. in. ··~cldi-Ca"·i èh f lt bl·ucJa . t a })er or- . ordmc del Ro Giovanni). l o Intò. 2" :\lài-Saadà :3' Errèt. 4• Contotafé. 5~ Aromà. G" Addi-Leggld. 70 Ca rni-~Iaà r.
Dechi-Zeri-Senniti.
'
Qnesli duo gu ltì ' sh · . t· 1 1 l) . .. ~ çpat a r ( tl éJ'tCI <Hl che s"i 1)tt! 1._
pon~ fra lot·o, appartengono a lla SLessa gento <~ foJ·-
Dèricièn, ovvero Dot·iciàn.
l
Gulli
ma,·ano. u n so lo gulti col nome colle tth·o di Z~bllil Bur prmt~ che 'R as .\luia facesse del Zobà-Unti u•o feudo per li suo J>rot.elto Sa!Jlè. ·
lo Teg-gherèn . 2• Amba.- Ce!ài. 3' Addi-Gheblè. 4' Ad,demtì. 5' Maartit. ()O Agamatén. '1o Chil t; Fe!oho. 8' Addi-Scianèt. g• :\Iai-Sghi.
AS~IARA
l\omo clegli addì compresi in
981 o~;ni ~comptu·timonto
l" Ferqà-Abaà, ossia; Mezzo-Abaà. L'altra metà. appartiene al Deggheèn. 2° Amba-Lolòt. 3' Cudò-Bòssoò. 4° Onil-Andòm. 5° Èmbàr-Aneddì. , 6" Addi-Ciaà. '1° Addi- Gobbisc'. 8• * AddiCherèn. !)o ** Addi-Gheddalè. 10• Ghèmbabà. u• Addi-Uohi. l o Coatit l+). 2• Addi-Oferti. 3° Addi-Ètcàt. Matzehè 4° Addi-Aueh i. 5° i\lergàtz- Maadarubà. 6° Amba-Cocqu(~t. 7• Neeltò. 8' Addi-Cuttà. !)• Berchittò. 10° Uanchèb. l l. '" End'-Ecchisc'. Egghelà-Ha- Egg helà·Gura .. l' Gura. 2~ Tucùl. 3' Nadaccoò; ovvero: EndaDaccoò. 4° Maeqhosà. 5" Addi- Neras. 6" Uttòh. mès. 7° Godeitl. 8' Addi-Guolguòl. 9• Zabàn-Scràu. 10• ** Addi- Mehetzùn. 11 • Enda-Selass iil, ove abitano pochi preti. Ad-,~dèm,
ovvero
Ciaalò.
Il pa.ese di Godei lì c cos i puro quello di Adùi-Gheni>. del gultl seguente sott~ il :-legus erano trìhutnrii del convento di Debra-Bizè n.
i++:. 2'
Daraà. 3' Scmdi. 4" i\là i Ha~sat. 5~ Auhinè. Go :\laa rdà (+ ;. 7• Bereheni:t. 8 • ì\Iendafarà. 9• Auatzù. 10'1 End'-.t.l ·' bl'' a -.._.,L <:;• l·,,_\ lll~ _Il" Addì-Uogara. l2ry Addi-Cantà. l So Embeito.
Zebil.-Unti
:Me dr i
zo=-A Dl
Dechi-G h e bri Aulèh-'l'zorù .
l" Corbaria. 2• Adùi-Ghenà . 3' Addisc'-Addi. 1• Denghil. 2' Amhùr. 3° Arattò. 4• Addi-Caretz. Ambeclue i gultl con nome collettivo ernno eletti e•·o. conosciuto pure col nome di Dechi-Admocòm. Per Ad<li-Ghenà vcd:1si la nota prèccdc nte. Abn/.IIIJè. L"Aulèh-tzorti
E:-;GA~À.. L'Egghelà-Hamès sotto l'ultimo regno aveva usurpato il dominio sul territorio chia.mato Enganà, i paesi del qu8le erano sta ti l'ipartiti fra i tre g ultì ' in' modo cho l'Eg·g belà-Gut·a aveva presi Afalbà. e Ca.jacòr o Cajàh-qor che dir si voglia; il Dechi-Ghebri quelli di ·Ad-Deca-Amharè e Deca-Nazò ora abbandonato; e finalmente I'Au lèh-tzorù il paese di Scssaà. Questo fatto era tanto pii1 strano in quantechè In. popolazione dell'Engana è di origine assai diffe rente da quella dell'Egghelà-Hamès e di tutto l'Acchelè-Gu~ài. Essa è simile a quella che abit<t il gulti di Gundot, come vedremo parlando del Seraè, e di quella. dell'Ailà. nel Cohain e sembra. il prodotto di colonie militari, provenienti dall'interno dell'Abissinia, nelle quali tutte le stirpi dell'Impero banno avuti probab ilmente i loro ra.ppresentanti. :'ìlon mi stupirebbe il sentire che a giustificare lo smembramento dell'Eugànà gli abi tanti dell'Egghelà-Hamès adducessero le rag ioni di possesso primitivo della terra, ove queste colonie militari si stabilirono. Ma questa è una pura ipotesi non avendo av uta occasiono di raccogliere informazioni a questo proposito. Anteriormente allo smembramento il gultì dell'Eoganà era. costituito nel modo seguente.
LA ZON~ DI ASMARA
982 Mcdrì
Gultì
l
E nganà . . . . . . 1
Egg·hclà. - A- Un solo gulti . t?. in.
:>rome degli addì comp resi in ogni scompartimento
r
Gu ltt
Ted!rèr o Te- Tre fam iglie ri udrèr, ovvero nite in~ un solo Selestè- degultì. chi-Drar.
•
(+ +).
l" Dabèr. 2• Félilh. 3• * Scsoè. 4° *' Tacalà-Abbi. 5• Ambeitò. (:i• Zaarrè. '/• BiètrHebòi. S0 AnaF arohò. !l• Eng helà. 10' Addi·Setà. 11' *' Addil3eLlè. 12• Addì-Da. 13• Uarachit-Abbài 14° Darachlt-N isc'tò (+). 15• Mai-Ah ù. 15" *Addi-Maruà i 17• Taurò. 18• lla li bò. Mal'etta- Cajahti . 1• Ghergherà. 2' Gh eddelè. 3" Aron . 4° Addi·Nefàs. 5° Goqna t. 6" Addi-1-'inuèb. 'i• Fag'.iài-
1\far eità-Sebenè .
Habì.
l
Altri paesi abbandonaLi da mollo lompo non ìurono posti in nota.
l
1° Hehàt. 2" Gubbò. 3• Amba-Acsaà. 4' Uog-rì1\lantil.. 5• B>treqà. o• Codadù. 7• Barechìt. s• Aùdì-A tal. !)• Entotlò. 10' Add i-Uatòt. 11° Ezgh iAtznrà. 12" :Embar-Hagodà . 1:3• Monùch- SaitÌ.l. H' i"iascià . 15° Addi-Serà u. Enda-Zoàb-Ezghi 1• Fegh ià. 2° Arùmo 3' Abfcsi . 4' Mesarrabà. ! 5o Madcrè. G" Zebàn-Zeg-hfet. 'i 0 Tzègguarò. S0 Addi-.Ancart.ì . !)0 Addi-Abàs. 10• Mairà-De· chi. 11 " Cef'a. 12' Ma'- cajèb. 13' Dzalà . 14• Cìaa. 15' Agrùf. l u' Addì- Bagghbcè. 1'1• Cbè&'ldAmba. 18° Zocollò. 19" Amba·lahà. 20• AddiAtill. 21° Salodà. 22" :\Iègheùdi-Ert''r. 23" AgàbGor ù. 24 1 Addi-Hezò. 25° Beddilè. 26• HeguàOnà. 2'i" Calcàl-Malasà. 28 · Addi-Corr'r.
Scimezanà. .1 Er.da-Dascim l
!'\ome ,deg li adcli compresi in ogn i scompnrlimento
Vi sono i~1 ques to teo...itorio altri paes i abbandonati thL lungo tomJ>O, che perciò non furono sog nati nc ll:>
1
Nota. Il distretto è assai bene popolato. In questo t.erritorio è incl uso Senafè un ,g iorn o g-rosso e popoloso paese appt~rten ente ai mussulmani del Snh ò, ora spopolato. Senatc era esente da l tri bu to, ma c.ffriva presenti in natura al capi dello Scimezun(t.
p1·escute nota.
Medri
NonzrA STORICA. - Kel!e g uerre fatte da Degiacc' Ubiè per sottomettere. l'Acchelè-Gnzài, nelle quali ebbe validi cooperatori gli abitanti del Seraè il. Ted: èr fu il territor io che ebbe a sothfrc maggiorment e sia per le spogliazìon; subite, s ra per In perdi ta della sua indi pendenza.. Ubiè infatti, por compensare il Seraè dell'aiu to prestatogli gli concesse il Tcdrèr in fen do. Re Teodoro lo restituì all' Accb elè-Guzài ma Re Giovanni pe r propostt~ di Alu la lo sottopose di neov~ al Sera è.
Nome dogli addì compresi in ogni sconipnrtimento
(+).
1° Adùì-Gahàrl. 2' Addi-Og baòs. 3J Cbiltè-Serheè. 4• Addì-Goddò. 5• Addì-:'>Iabrèt. (i• Addi-Ba rìn. '1• Momborò-C hilè . 8• Cuddò-Tza llà.m. 9' CalaiBaaltièt. 10• "' Addi-Casci. 11 • *•· Addi- Zèbà. 12• Addi-Mèsgàn.
l 0 Ghenni-Sabà. 2• :-.raahonò. :3• Atid i-Mahedà. 4° Merbèt. 5• Addi -~ebl'i. (i• Cor-Ciocomtè. 7' Addi-Guolguol. S' Agulaà. 9• Addàs. 10•. Enda-Johannes con la. chiesa e poche case per i preti. ll. Zortò. 12' Amba-Arbà. 13" ~faharàt lo.m. 14. Habanà t . 15• Zena- Fenà. lG• Addisc'Addi. (~u est' u ltimo è un gr·osso paese, assai popolato, costruito son circa 100 anni da ge nte di Ghennì-Sab1t , cresciuto ra 1>idame nte rìer gente accorsavi da tutto il med rì.
Gultì
- lllotlri
Sessaà. 2' Cajacòr o Cajah-qor H +l· 3' Addeca-Amh ar è. 4° Deca-Nazò. 5" Afalbà
Nota. Questo territorio è poco popolato. Per un a serie di sventure quali i cai.tivi raccolti, l'invasione ripetuta delle cavallette, le incors ioni dei Saho, le razzie di D<ìbèb si spopolò e non si è ancora r istorat o.
Mcdrl
983
LA ZON A DI ASMARA
Gulti
Uòd-Accbelè- Un solo g ulti. . Acran.
Noone degli addi cotnJ>resi in ogni sc<>mt>arlimeoto
1° Ghergherà. 2• Addi-Erbatè. g• u11cò- Au lèh . 4' Tzèl!im-Calài. 5° Asas<>. ()• Addi-Qu oalà . 'i • Adtlisc'-Addi. 8' Connetti>. !)" Ungobetò.
10• Chènèn. 11 " Addi-Sciohò. 12° Masàl-Acran.
13" Èntà.
98.!
Medrì
LA ZONA DI ASl!ARA
Gulli
:'~~ome degli addi compresi in ogni scompat·timcuto
Uòd-Acchelè- Uu solo g ultl di- I IJeca- Zet·ù,"!foas?. 1• Ma i·Gundì. 2' * Asadùr. ::\fasàl. viso in due cir3" Carni-mài-Ciào. 4• Bercà-Nenè. 5• Assetà. condari distinti o• Ebùh. 7• Cosciàt. s• Addi-Johannes. 9" ::\Jài· Rubà. 10" Natabà. 11• S..'ladà-Baa ttì. II. Uòd- .tlccltelè- jl:fasàl (propriamente detto). l • Addi-Refùi. 2" Daarò-Ghimè. 3° Encla-Gabèr. -!" ~.Ji. scigà. Questi quattro paesi formavano il territ orio conosci uto col nome di Cocabài. 5• Chésàd-Buroqà. 6" Tzetzén. 7" Afài-Ogulì. S• Addi11fasàl. 9" Gheasèh. 10• Addi-Carràu. 11• AddiHazò. 12• Saglèt. 13• Ad-Dabà. }4° Addi-A tal. 15• HoGsà. ]()• Sérahà. 17• Amba·Bedahàn. l 8o Addi-mài-Saaclà. 19" l\Ierarà . 20• Zebàn-Aualèh. 21• Addi-llachèr. 22" * Addi-Dèbdéb. 23" AcldiNeghdiò. 24" Gu rgùr. 25" .Momborò. 26o SaadhCorsG. 2·7" Rocoitò.
Nota. Deca-Zert'l-:\foasì pa.gava nogli anni di buon ra ..-colto solo un terzo del tribul~ as~egnato ~l gultì~ ~n quarto soltanto negli anni cat tivi. Il tribunale per tutto 11 d1stretto st teneva m Addi-Masil.l, ove aveva sede l'illustre famig-li a di Fussùh, che fu per .lungo tempo a capo del paese e conosciu to col nome d;- EndaCantibài-Ji'ussùk da que llo dell'avo glorioso. ~el territorio del Uòld- Acchelè-Masù.t è incluso ii paese di Matarà col suo Circondario chiamato JJeggheè?~- Uaggllerà, di cui fu già parlato nelle notizie ooenera li su Pro,·incia, la popolazione del quale è atiìne a quella che abi ta. il distr:t.to seg uente del Deggheèn.
i\Iedri
GuHl
Lògg-0-Sal'dà . Un solo g uiti. .
:'~~ome dogli audi compresi in og ni scompartimento
LA ZONA DI ASMARA
Meùrì
Gulti
Kom e degli addì compresi in ogni scompartimento
Addi-Gultì . . .
l" Ferqà- Abaà, ossia; Mezzo-Abaà: l'altra metà come fu visto, appartiene al gultì di Ad-Adémdel Deg-Guzài. 2• Addi- Uarehi. 3• Mài-Urrài. 40 Guzzabò. 5o Baàt-tahà. G" Baàt· tzullùm. Tributario del converlto di Debra-flizèn.
Accàb- S aa· t . . .
1
l • Bet- Sc1· amat'1. 2° Amba-Darià . S• Daatti-Ciamò. 4• Baatti. 5" Add isc'-Addi. Tributario del convento di Debra-Libanos.
Nota. n due conventi, ciascuno per il proprio gulti, nominavano come loro ·procuratore un monaco, il quale risiedeva n el gulti, ove nominava o confermava i capi civili. n mercato ed il tribunale, comuni per tutto il Deggheèn, si t enevano nella pianura di Mètzellài alle fa lde del monte di Guzzabò. Il convento di DebraBizen spartiva, a m':ltà del Negus, il t ributo di Addi- G ultl, mentre il Convento di Debra-Libanòs teneva tutto por se quello di Accàb-Saat, il qual e gultì però era obÌigato al Fasàs mentre Addi-Gulti ne era esente.
Gulti
Medrl
Bet-Matà, ov- Un solo gultì . vero Ambesèt·Ghelebà
l" Addi-Hcmmed. 2" Succùrn. 3" Merarà. 4" Lazat. 5• Mendàf-Ciomà.. 6° Ghirbàb-Tzelè. 7• Sardà. SO 'Cg ummù. 9• Aibatà. l O• Anfeooà.ll o Debar· Cbistàn. 12° Mai·Cenà. 13° Addi-Hamadò.
Nota. I gulti è poco popolato ad eccezione di Sardà, ove è raccolta molta. gente. Ghirbàb-Tzelè è villaggio abitato da mussulmani Saho, i quali non hanue> mai pagato tributo.
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Nome degli addì compresi . in ogni scompartime n to
l • Ahèz. 2• Debàr~fislàm paese di mussulmani Sahò un t empo grande, prospero , popoloso, quindi decaduto. S• Hain. 4• Ciaanadùcl1. 5• Metoqquàs. e• Ta rcà. 7• Addi-Marettà. 8• OnaUellestl.. 9" Addi-Tella. IO· Uograbò. ll° Fabè. 12• AregMn. 13o Mogoò. 14• Ambeset. 15° Ghelebà.
Nota. Il distretto è poco popolato. Il Priore del Conven to di Debra- Libanòs, che è situato in qu est o medrì, ne era lo Sciùm-gultl o meglio il capo feudale al modo stesso dì certi Abati e Prior i d'Europa nel Medio-Evo. 3
-
A!<l<O IIX IX.
l
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LA ZONA DI
.
AS~!ARA
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Uistè-guUì dell' Acchelè- Guzai. Ad di
·l Medri
\
Il\DICAZIO:-<I
l Questi
paesi furono costituiti in dote a certa Ascirà Deg-Guzài . . . . Cizorò Coss6sait figlia di un imperatore, di cui Tzedà. . . . . . Id. . . . . non mi è riuscito conoscere il nome. 1l g ultì Méssiàm . . . Id. . . . . era r imasto ai discendenti di questa Princi- ' pessa, i quali abitavano nel Tigrà.i Assagua.guì . Tedror . Apparteneva al gult-l di Godofelassi. End ' Abba- Tedrer .. Apparteneva certamente al Seraè, ma non si sa Sciugu ndò. con precisione a quale gult'1 ; ma. sembra probabile che fosse di Add.i-Monguntì.
LE GRANnr MANIIVR~ T~O~SCH~ NELL'AUTUN~~ f893. (Contilmazione. -
Vecti Dispensn. del t• maggio)
Osservazioni. APPUNTI STATISTICI SULLA POPOLAZIONE DELLA. PROVINCIA..
Da d.ati raccolti in vario modo, dal confronto con altre provincie del ' Marèb- mellàsc', per le quali si hanno notizie più sicure, pare che la popolazione dell'.A.cchelè-Guzài per la fìne dell'anno 1892 potesse essere calcolata in numero di 50 ai 60 mila abitan ti. F ra questi sono compresi circa set· temila cattolici e cinquecento mussulmani circa. Tutti gli altri sono cristiani-cofti- scismatici. I cattolici sono raggruppatj a nord nel Selestè- uòd- Ac· chelè, mentre i mussulmani so:q_o a sud, a Senafè ed in altri luoghi dello Scimezanà e del gultì di Bet- Matà special· mente.
(Continua). Rm'ILLo
PERINI
Capitano nel 4° battaglione inctigeni.
Le pagine raccolte sotto questo titolo tendono più a ricordare le modalità adoperate dai tedeschi in alcuni particolari del ·servizio, e · il loro modo complesso di manovr·are in campagna, che ad esporre una analisi critica delle operazioni fatte nell'autunno del 1893. Sono specialmente indirizzate à' coloro che poco conoscono linaua re·oaolamenti e abitudini dell'esercito tedesco, più a•,li ufficiali "iovani che ai m-aturi. Coloro che desiderassero cercarv i novità possono risparmiare la fatica di leggerle. Sul vettovagliamento. - Le leggi e i re'golamenti tedéscbi suiFammin istrazio ne delle vettovaglie alle truppe sono impron talé dalla ferma volon tà di sbarazzare l'amministrazione (ministero e commissari ati), ogni volta che lo si può senza scapito della eco• nomia generale, dalla gestione diretta delle vettova~ li e . Spett_a~za della amministrazione centrale è fissare e circoscnvere 11 dll'lttO delle truppe alle ·.vettovaglie, fissare -gli assegni in danaro che_ rappresentano quel diritto nella contabiliLà generale ; compete nza dell~ tl'up:le 13 lei sn1i cornan(bn ti tutte le pratiche nec~s sarie per convertire gli assegni in vettovaglie e farle pc~;ventre_ a chi spetta·'Vali oraani amministrativi vengono in· soccorso ·delle O ;"\
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LE GBANDl . HANO\'RE TEDEScHE NELL'AUTUNNO
'1893
truppe nel disimpegnare questa parte del servizio quando alle truppe è impossibile o non conveniente occuparsene. Non è certo cotesta •base eccletica, sistema ad economia (Selbstve?'[J~e,qung) contemperato da11a · forai tura · dirella, lffa,gazin verp~egung), ·~arattere esclusivo al servizio sussistenze tedesco; è la misura con la: .quale cotesti due modi si riuniscono per raggiùngere lo scopo adattandosi agli svariatissi~i casi della pratica, che non è sempre uguale a quanto accade in altri eserciti d'Em·opa. Ecco alcuni particolari indispensabili a conoscersi per apprezz_are tale misura. In guarnigione e negli accantonamenti di lunga durata il commissariato (intendenza) fornisce soltanto e di massima foraggi e pane; gli allri generi componenti la razione viveri (nikbualien) vengono provvisti dai corpi ad9~~rando . l'assegno loro spettante per · ogni giornata di presenza degli aventi diritto. Di tale assegno una parte è fissa, l'altra vat·iabile ('l) ed è determinata tri· me.stralm.ente dal comandante del corpo d'armata (commissat·iato di corpo d'armata)· sui prezzi correnti del mercato e sulla razion'e ordinaria (kleine Viktualien portion), quella che compete in guarnigione. . Negli accantonamenti di breve durata, nelle esercitazioni quando 5i pernotta f~ori della guarnigione, nelle esercitazioni di divisione e di _.corpo d'armata quand'anche · si . rientri in caserma,· in qua-: lunqu.e .altra esercitazione purchè si rimanga' fuori caserma più di ·,~ 2 ore, ecc. le truppe hanno diritto alla grossa razione ( g1·ossc Viktualien portion)o meglio ad un assegno supplementare viveri cor- ~ rispondente alla differenza di pre~zo fra la razione grossa e _quella ordinaria 1 al quaie assegno può ess~re aggiunto il pane in contanti' (Garnisonbrotgeld). Il prezzo della grossa razione vien determinato vo.lta per volta sui prezzi del mercato del mese antecedente e sulla
(l) L'assegno. viveri totale, oltre il pane si compone di: 13 p(ennig detra(ti dallapaga ( Lòhnungsabzug),; supplemento viveri di guarnigione (Garnisonverpflegung Szuschuss) variabile trimestralmente; per esempio pel trimestre in corso e per la Prussia varia fra 8 e 20 p(ennig-; supplemento. fisso di· 3 p(enrug (FriihstUckzuschuss]per.la colazione. Vi si aggiungono i piccoli introiti derivanti dalla vendita di rima· sugli di ~ucin:i e introiti straordinari. Le spese per gli attrezzi e' utensili occorrenti faimo· parte di un altro• ramo di amministrazione.
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qu~ntità dei generi fissato. dai regolam~nti. La·' quantità ael pane (Btotportion) e il suo prezzo· di contéggio non' variano. · · Con la grossa razione concessa alle truppe possono accadere parecchi casi di vettovagliamento a seconda del come la tt·uppa è ·alloggiata) caserma, accantonamento largo, a·ccantoname?to ristretto, bivaccò) a seconda dei desideri del comandante del riparto che manovra e delle disposizioni· del comandante di corpo d'ar:. mata. Se la truppa sta in caserma o in baraccamenti (campi stabili) amministra da sè l'assegno viveri, o, se non lo trova convenie~te, pe1· speciali condizioni del campo può !'ichiedere la fòrnitura in natura al commissà~iato. Se si intende di accantonare le truppe presso gli abitanti la. sciando a questi la cura del vellovagliamento (Qnartierverp~egung) . il commissariato prende accordi con le autoritàrcomunali interessate e le truppe pagano a queste direttamente l'ammontare della . grossa razione} comprendendovi si o no il pane; più la truppa è disseminata fra la popolazione; più il paesè è agricolo, più l'accordarsi su queste basi è facile; il vettovagliamento chiamasi con.: cordato (oereinbm·te Qu,artierverp~egung) e . gli accantonamenti larghi. Qurmdo non sia possibile l'accordo con· i comuni si prende dagli abitanti l'alloggio, gli attrezzi · da· cucina e là legna da ardere, quali sono obbligati di fornire, i viveri vengono provvisti ' dal,la jntendenza e le truppe confezionano· esse stesse n rancio; è modalità che viene di massima adoperata anche qu'ando ndn si ha tempo di prendere accordi; non si vuoi sparpagliare troppo la truppa, si marcia per esercitazione ~cc .} alie quali corrisponde l'accanto-namento ristretto (enge Quartiere). Il comandante di corpo d'armata nell'intento di rendere facile il vettovagliamento può aumentare in questi casi di 4 pfennig ·l'assegno della grossa razione, ma non può autorizzare cotesto aumento o far provvedere viveri in natura (tranne pane e for11ggi) a riparti di truppe inferiori alla brigata: una simi'le tutela di unità troppo piccole è da richiedersi volta per volta al Ministero. Infine la grossa razione viveri spettante a tt·uppe all'addiaccio deve essere, qual massima, fornita it1 natura dai' magazzini · del 1 còmmissariato, pe;·manenti ·od eventuali.
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LE GRANDI MANOYRB TEDESCHE NELL' A U1'U~""NO
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Per· le marcie sulle vie ordinarie (1), quando il trasférimento non l'isl!;uzione delh:. trupp\1 è sr,opo alla marcia, il regol amento prevede un assegno vetlovagli'e /issato annualmente dal Bundesrath, sui prezzi dei quattro principali mercati del novembre contro il quale gli abitanti e i comuni sono obbligati a fornir; il rancio bell 'e pronto (Qucp·tier·tJerpfleg1tng). L'ass~gno (M.anchw:rpflegtmg) è scom ponioile per maggior· comodità delle esiaenze militari in pane e viveri, in colazione, pranzo e cena ed è cal;olnto ~u di una raz ion e normale di marcia, uguale alla grossa razione ma .con 1000 grammi di pane invece di 750. Scopo di questa, come. lo e anche per le altre rnioni citate, è piu quello di calcohl·re l'assegno e di serrire quale punto di confronto nel caso di reclami che non quello di pretendere dai comuni e daoJi abi tanti i aeneri nella quantità .da e~sa _contemplati:. il regolam~nto dice espiicitament~ che gli o_!>pil~tJ d~vono accontentarsi di quanto l'osp ite mangra, pur·c!lè d cr bo sut sano e in sufficiente copia. Non si conf~n.de mar lo _scopo con i mezzi. I corpi pagano subito ai com~?r r_l vettova~lr~men to ricevuto. Anche gli utlìciali e impiegati mrlttart hanno drrrtto ad un sim ile trattamento . . La ~fa?·schv~1·p{legung costa di più della grossa razione, ma vi e c~ng r~n to l'obbligo da.parte dei comuni o degli abita,nti (2) di fo rmre 11 rancio, mentre con l'assegno della grossa razione i comuni sono liberi di accettare o non le c.ondizìon i ofl'ene (vettovagliamento concordato}. In quanto ai foraggi occorrenti durarite le- esercitazioni o le marcie per trasferimento, MaTschration in entrambi i casi, ven- · gono fomiti di massima , come in guarnigione, dal comm issariato o direllamente per mezzo de' suoi , magazzini (P?·oviantiimter) o
U> La tappa media regolamentare è eli lU km., drappelli con c:~vnlli di rimonra hanno tappo,.,~.i 1.5 c!1ilometr~. Dopo t•·e tappe, qualora se ne debbano rare pi1 di 4, si conta un socclorno, l sogg1orn! SI fanno cactere nelle domeniche o nei giorni festivi . 12) ~egolnno le prestazioni in natura nel paese per la rorza armata in tempo di pace· c10ò ''•tto, ~or~ggio e carreggi per IB truppe fuori dalle loro guamigionl: legge prus: s1an~ del ,2a glUgno 1.868 sulle prestaz.on• d'alloggio, stata estesa a tutto t' impèro; legg1_dell Impero 1.3 rellbrmo !875 e 21 giugno 1.887 sulle prestazioni in natura (lYatur~lleMt~ngs-Geselzt). Per le prcstaz!oni in natura, in tempo di guerra, cioò per o~ni P• estazwne, esclusa quella del servizio personale provvede la tc"ge 1.3 aiu"no !873
(K1·iegsleistun gs- Gesetz).
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per mezzo di fornitori. Nel caso però che la fornitura diretta non tornasse conven iente, ed è caso sempre da prevedersi, i foraggi possono .essere richiesti ai comuni, an che dalle stesse truppe o anche direllamente ai proprietari o infine requisiti, quando mancasse tempo per far eseguire IQ; richiesta del commissa riato o la volorttà di aderire alla richiesta. Le modalità per provvedervi nei diversi casi sono pure fissate dalla succitata legge. lnnne nei trasferimenti per ferrovi a, su piroscafì o con altri speciali mezzi lo :ruppe hanno diritto allo stesso assegno della ~farsclrcerpflegnt~g aggiuntovi un supplemento r;nfresco (E1'j'risclmng S.z1tsclmss), di 25 11{ennig quando il viaggio dura ininterrotto 8 a •15 ore, che ammonta sino a 1100 pf, e più quando dura ininterrotto 39·47 ore. Questo supplemento può essere pagato alla mano assieme all'assegno di marcia, può e:>sere impiegato dal comandante del trasporto per una di stribuzione in natura in luogo da determinare, può essere detratto assieme ad una parte dell'assegno per essere convertito in un vettovagliamento in natura a qualche stazion e di transi to per cura del commissarialo. Quando, in che modo, con quali variazioni alle norme regolamentari si devono vettovaglia re coi viveri e foraggi le truppe, è competenza del comandante di corpo d'armata; questi, determ inn ndo ancora, per mezzo del dipendente ufficio di commissariato, i prezzi delle razioni; vjcne nd avere larghissime facoltà per quanto riguarda il vettovogliamento, miusrate all'in~tro sso dal limite inferiore dei '13 p{. e del pane, stretta competenza di guarnigione. e dal limite superiore dell'assegno viveri in marcia fissa to dal Bundesratb . Nb si può dire che tutte le pratiche si accentrino al corpo d'armata invece che al Ministero, poir,hè i corpi hanno una larga autonomia e sono di massima abituati a pr·ovvedere da sè con gli assegni che ricevono o con i diriLLi loro concessi. L'economia ~ota\e del sistema non dipende da un accentramento del servizio in ques ta o quella autori tà, sibbene nel dare ad o ~nuna la parte che gli compete e nell'aver previsto molti casi, moltissimi assegni diversi, per potersi adatl!tre alle diverse ci1·costanze dei luogh i, - del servizio comandato e sopratutto per potersi adallare al tempo. Non è sistema semplice, ma non 'i v può nemmeno essere, perchè sono complicati di loro natura i casi stessi cu i si deve adattare.
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I n guerra è di norma che le truppe traggano le ra~ioni di guerra (Feldportion, Feld1·ation) dal paese nemico occupato. È massima senza eccezione che i comandanti di qualunque grado siano respon sabili della samt e abbondante nntrizione dei loro dipendenti, senza inutile sperpero. Non si danno assegni alle truppe per pagare quanto requisiscono, esse non devono mai pagare tranne che il danaro sia fr ullo di requisizione. I l caso migliore è quando il rancio vien preparato dagli abitanti, o che si possano trovare generi per farlo cuoce:-e dalle truppe; ogni riparto può macellare da sè; il pane può essere .fatto dalle troppe stesse; può anche essere cotto in ogni corpo d'armaLa adoperando la colonna forni da campo , . la quale tuttavia non è sempre capace dell e razioni occorrenti; ma la carne fr esca deve essere requisita o presa dagli stabilimenti spesso così lontani da non potersene servire. Io teoria_ i tedeschi pensano che marciando avanti si potrà vivere sul paese, quando si sta fermi sugli stabilimenti, quando si è molto concentrati fermi o in marcia, prima e dopo la battaglia, sulle 7 giornate di vetto vaglie al seguito (•l) ; ma nel fallo pensano ch e il problema potrà presentarsi ogni giorno diverso e che i comandanti dovranno es-
(!) Le vettovaglie di riserva di cui dispone u n corpo d'armata pr ussiano si compongono di: a) Vcltova>;lìc di ri;crva porta te dalle trup pe (eiserne Po1·tionen ttncl, Jiationen): 3 razioni viveri a secco per le tr uppe a piecl i, l'ar tiglieria da campagna e il treno, l prr la ca vall eria : 3 razioni avena per i cavalli da tiro, 4 o meno per i cavaUi da sella della cavalleria, i per tutti gli altri cavallt da sella. b) Vettovaglio di riser va a l segui to, date ot•ganicamcnte a l corpo d'armata (parco viveri) rna che possono essere ripar·tito al seguito delle dipendenti divisioni eli fanteria Ò di cui una parte può essere da ta alle divisioni dì ca,•allcrilt che ue richiedessero: tre colonne vivel"i (P.roviant-Kotonnen} ognuna di 54 car ri per viveri a quattro ca,·aJli più 3 altr i carri ; set te traini vettoYaglie (Ftùn-park-Koù>n!WI) ognuno di 60 carri piatti (requisiti) a due cavalli o 2 C<\rri oag3gllo; ogni colonna o traino è divisibile in 3 sezioni. Questi dicci reparti carreggio portano complessivamento viveri a secco, avena e farina, soltanto generi eli facile conser vazione, per 4 giornate del fabi spgno rti un intero corpo d 'armata c di una mozza division e di cavalleria. Anche le divisioni di fanteria di riserva (milizia mobile) ha nno orgaoicamon te t raiul a l seguito per 4 razioni viveri e foraggi. c) Le tru ppe devono inoltre avcro sni propri carri per la r.pcsa (LebensmUtet-Futterwa~en) l razione viveri freschi c l. ra.zione avena per domani; e ancora, quando possibile, una. scw nda raziono di carne in animali vivi. · La colonna forni da campo di corpo cl'armata consiste di !O o di 30 forni di ferro, sistema Parer, con il personalo occor rente a l loro funzionamento.
L E GRANDI MANOVRE . T EDESCH E
~ELL
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A U TUNNO
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sere pronti, quanto e forse più dei commissari, a risolverlo quotidianamente in modo diverso . . 11. compito del commissariato è di fornire quanto occorre a getto intermittente, in periodi. di pa.recr.hi giorn~, ~enchè brevi quanto possibile; ma è comptlo det c~mand~ntt d1. trasfor~are quel getto a larghi intervalli ;n getto gtOrnalte_ro ne1 l u~ght. o~e occorre . non è tanto l'ammassare le vellovaglte quanto li dlstnbuirle o: ni· aiorno cui spettano, che suscita difficoltà ad ogni passo. I regol:me~ti prussiani cercano perciò sin dal temp_o _di ?ace ~i esercitare comandanti di ogni grado in coteste spec1alt dtfficolta della distribuzione, dandone poca o nessuna responsabilit.il. ai commissari e molta alle truppe, · sparpa~liando la gente fra gli abitanti sotto tetto e a desco diver;;issimo con i loro pagatori (sottotenen~i contabili) incaricati di provvedere aH'esecuzione di pressochè ogni pratica. · Un altro particolare che obbliga i comanda~ti di trupp~ ad occuparsi di faccende amministrative e a contattt col paese _e co sl t~ tuito dai carri occorrenti alle truppe in marcia, nei campt o neglt accantonamenti (Vo rspann) pel trasporto continuativo od event.uale di b~gaglio, viveri e foraggi, a seconda della-legge sulle prestazi oni in òatura •13 febb r·aio •1875, già citata e del regolamento . . per la sua esecuzione. È noto che le armi a piedi non hanno in Germanta, · tn pace, nè cavall i, nè carrette pe1· i molti bisogni cui essi possono· servire~ beuchè le compagnie abbiano ora forza presente permanente• dt H-9-,165 uomini di truppa; che le armi a cavallo, com presa 1ar. tiglieria da campagna, hanno per lo scopo soltanto alcuni cavalli vecchi (K1·iimper) !llantenuti sul totale. 1 regolamenti fi ssano il numero di carri cui le truppe hanno diritti nei diversi casi; il Bundesrath fissa di tempo in tempo per oani città · o zona di prestazione (Liefe-rungsverband) una tari ffa l'l • • normale pe•· giornata o mezza giornata di prestaz1 one, se~z~ nouardo alla lunghezza della Yia, sui prezzi pagati dalla ammmtstra~ione dell e poste per analoghi servizi. Le intendenze posson~ aumentare nei casi particolari tale tariiTa sino alla concorrenza det prezzi del paese (o1·ts iibltche P1·eise) quando attestati dalle au torità civili; oppure intendenze o truppe possono procedere alla
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requisizione quando le trattative sulle precedenti basi non conducono ad ar.cordi. Si cerca con queste prescrizioni di assicurare in ogni caso il servizio adattandoli al tempo e alle differenti condizioni delle varie provincie ; tuttavia l'esecuzione della richiesta o della requisizione non è sempre così agevole come la richiesta dei viveri presso gli abitanti. Anche questo carreggio occorren te, come i viveri, il vestiario, ecc, sono dall'amministrazione CEUltrale considerati più quale assegno in contanti che quale assegno in natura, poichè i corpi posso no. sostituendosi ai comun i, percepire essi stessi l'assegno qoando provvedono mediante carri propri a disimpegnare il servizio; anche qliando lo di,;impegnano mediante i Krii.mper, cavalli in fi n dei conti di proprietà del governo, percepiscono '/3 dell'assegno. In Prussia è ammesso il principio di interessare i corpi alle economie da essi ottenute: benchè contrario a concetti di teoria pura, in pratica esso è modo assai efficace per poter addossare tutta la responsabilità di un dato servizio su chi lo deve eseguire, per spi ngere i minori comandanti ad amm inistrare bene il loro reparto, ba.se pre0ipna di ogni du-· revole disciplina, e per rendere la contabilità generale, preventiva e consuntiva , semplice. Non si ricorre mai in Prussia al ripiego eretto a norma ì:li comandnre carr i di un'arma a .servizio eventuale di un'altra, carreggio di uno o più corpi d'armata a servizio eventoale di un altro corpo. Fin che è possibile ciascuno faccia da sè. · Di fatto> il vettovagliamento per i cot·pi VIU e XVI ed annesse division i di cavalleria fu eseguito come mostrano, ne' suoi pu nti principali, le annesse tabelle I, H e III. In Alsazia e nella Svevia esso fu più semplice. , La tabella I mostra la composizione effettiva delle razioni vi veri come essa fu distri bui ta in natura dal commissariato nei giorni di fornitura diretta e la confronta con la composizione norntalP; delle razioni viveri ordina1'ia, ,q1·ossa e di gnerra. Il pane prussiano è di pura farina di segale, abbnrattata al :f5 °/o, pesa 3 kg. (.i. razioni) ventiquattro ore dopo essere stato sfamato ('l ) e dev'es(~) In casi speciali possono essere cotti pani di ! , 5 kg. (2 razioni} e il Minis tero può ordinare che si mescoli alla farina di segale una certa quantità di farina di frumento.
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sere distribuito prima di 4 giorni. Il pane bavarese e svevo è mescolato a farina di frumento. Il biscotto è fatto esclusivamente con quest'ultima, abburattata al 30 °/ 0 , ed è t:itagliato .in pezzetti così piCCOli da non potersi sbriciolare durante l ~rasporlL. c.am.e frese~, quando le truppe si trovarono lontane da1 magazzmt dt guarnigione, fu distribuita una sol volta.
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l
LB GRANDI ·?tiANOVRE · TE·DESCHE~· NELL'AUTUNNO
LE GRANDI ,MANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO
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~Zle manovre di Lorena (g_rammi).
Composizione ·della razione vive~·i
l
PANE
GROSSA RAZIONE:
~ ~·osse
Viktualienportion)
-----.-----1-----------~------~-----~ ·~
CARN.E
fresco
750 oppure
Grossa razione normale
4
750
5 6
750 700
7
750
250
fresca
lardo
250 oppure
150
orzo fagioli
in conserva conservati
riso
mondo
Annotazioni
ca!Tè farina
patate
sale
tostato
l
250(il
250
125 oppure
25
125 oppure
150
t"~:.f·
112,5
250
. 62,5
__
• l.' -
200
25
1500 25
15
750 750
25 10
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7i>O
25 25
15 1!)
25 25
15
125 150
250
8
legumi 1,
biscotto
62,5
225
(di riserva)
l
750
250 ' 250
750 750 5
375 375 750
6 7
200 150
' 125
125
:-
!~'
150
125
25
250
225 112,5
250
permesso variare o prendere promiscuamente rra··questi•e consimili cibi vegetali purche non (2) Composizione di razione prevista dal • Reglcm. ii.6er die NMuralverpflegung der T1'ltppen inl
Razione normale di guerra
750 oppure
150(3)
500
:~ì5
oppure
l W'"
l•
200(.1.) oppure
200
.
, 230
250 oppure
200
.
(di riserva)
15
90 oppure
1500
25
120
~ ·~ - ~---+---+---+---+---t---t---
(3J Invece di carne !)ovina può essere distribuito lardo, carne suina od ovina diminuita nel P.eso (~ Invece dì lardo può essere distribuito lo stesso pèso di carne affumicata bovina, suina od ovma. .
25 10
15 15 15
della grossa razione.
i l'l'
750
750 750
62,5
(l) È
Razione normale ordinaria
750 750
62,5
11: ~~ \
l f.
125 oppure
25
125 oppure
da non oltrepass:tre il prezzo.
250 oppure
25 1500
oppure 3 the 17 ZUC· eh er o
l
998
LE GRANDI MANOVRE TEDESCHE NE!>L'AUTUNNO
1893
La tabella II mostra i modi stati adoperati pel vettovagliamento durante tutto il periodo delle manovre in Lot·ena. L'in tendenza fornì vi veri in natura quotidianamente soltanto per i giorni 4, 5, 6, e 7 sellembre (6 e 7 setlembre per la brigata mista) all''\' III corpo; per i giorn i 5, 6 e 7 e per una parte delle truppe anche per i giorni 2, 3 e 4 al XVI corpo. Per un giorno in ogni corpo d'armata furono consumati i viveri di riserva portari dalle truppe. Per gl i altri giorni le truppe ebbero assegni viveri e provvidero da sè al vettovagliamento, prelevando il pane dal commissarialo quando il rancio venne confezionato nelle caset·me, oppure lo ebbero in r,ontanti quando il vitto fu fomito dagli abitanti. · Ebber·o vitto dagli abitanti le truppe dell'VIli corpo state sparpagliate attomo Tre viri, in circa ,l 00 fra villaggi e frazioni di villa!lgi, su di una zona lunga 30, larga 20 km.; altrettanto non accadde alle truppe del XVI corpo accantonale prima della rivista allorno Metz, le quali ebbero dagli abitanti soltanto alloggio, fuoco. attrezzi di cucina, e prelevarono come fu dello, i vivet·i in natur:1. dai magazzini di Metz .
' -
IIT. Vettovagliamento in natu1 a per l'VIII corpo. 1
...
l
4 settembre
"
RIPARTI
' l
Magazzini
tonz
1()a
Treviri
Requisitione
Tmiri tont
di
Mettlach
Cohnen
Treviri
Tre viri
Menig
Gr. Hemmersdorf
Losbeim Kettlach
Treviri Co111
Merzig
cavalleria. A Oescholz, Brilton FiJsdorf, Busendorf'
(4) Merzig, Saarlouis Briga ta mista Colonia
o 8,....
7 se tlembre
Ualsdotf
Cont
Ru'plingen
llettlacb '
Niedaltdorf
Tre\'iri
Honig•
~iedalldorr
limig
Ruplingen
(i)
'Saarlouis
Saarlouir
Kuhrnen
l
Ruplingea
Niedaltdorf Freisdorf
{2)
Bolchen
Riedalldorf Freisdorr
(2)
(H)
(2)
kolcben
Pange
Saarbriicken
Nie~altdorf
Tetercben
Bizingen
Le localit..1. di sosta dei riparti sono approssimati\'e. (2) Viveri c avena eh rìsorva portati dalle truppe. (3) Al flono e generi da bivacco per la divisione} di cavalleria A provvide il XVI rorpo. ('} Trattamento di mareia. \ L
(2)
Bingen
Dentingen toblenn
Nicdaltdorf Kbeuweiler
Waib elskirchen
(t)
'
8 settembre
l Magazzini l Requisi1ione l Hagauini l Requisizione l Kagauini l Reqaisizione l Maganini l Requisitione Con&
Dritten
Divisione
l
6 settembre
,
Or•scholz (l)
Divisione
l
Località dove furono preleva ti viveri, foraggi e ge neri del bi va eco
-
15• Di visione
5 settembre
,.
II. Modi adoprati pel vettovagliamento in Lorena .
. Settembre
1
1893
Operazioni Gua.rn igiene di Treviri
l -
l
adunata
3
rivista
l r1poso l
4
razione ordinaria, lgr. ruion. asasse~rno caserma. segno ca0 '
Truppe di altre guarni gioni
2
di
mat>cia
Guarnigione di Metz
l Truppe di altre gua rnigio ni Operazioni
5
marcia
6
l
7
8
9
l rilorn~
manovre
g~osso. ra~i9ne,··
j
---
grossa < {5• divi~ . gr. ruione1 razione, senna. e requtslztone, 16' iJ . maga.zziui di magazzini accantonaDiv~·s . cavall. A G bivacco e o mento. marciu . ' (,·h·eri di gt·ossa raz10ne, requisizione, riserva) c degli abttanti , ""' bivacco accantonamento di marcia Brigata mista ma g~z.zt.m
1
-
grossa razione, assegno, caserma.
gr. razione maga:nini bivacco (viveri di riserva)
grossa ra_zi?ne, magazztn t, accanto na me nto. adunata
grossa razio n~,. di rnagazzmt e marcia requisizione, bivacco
~
X VI corpo d'arma ta e Dio. çaoalleria B.
. -
l
rivista
manovre
In ogni casella relativa ad uno o pm giorni è indicata la competenza, il modo di somministrazione dei viveri e il modo dell'alloggio, lt'anne per i giorni nei quali fu corrisposto traltameolo di marci_a. · ' ·
'
l
eD
~
LE GRANDI MANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO
1893
1001
La profenda avena, fieno e paglia mangiativa, fu prelevata, per tutti i cinque corpi d'armata, dai magazzini di guarnigione o di / manovra, a causa del la siccità; anzi l'avena fu fatta giungere dal . l'estero, per· cura del Mini3tero, risparmiando più di mètà sul · . prezzo che le intendenr.e interessate avrebbero dovuto pagare coJ~perandole nelle loro provincie. . La tabella III mette a confronto, pel solo -VIH corpo, le località di sosta delle truppe con le località dove esse prelevarono dal com. missariato le vettovaglie ed i generi da bivacco (iegna da ardere e paglia) ,occorrenti nei giorni della l'orni tura diretta poc'anzi men. zionati. Mostra che, per· meglio rafTigurare il servizio di guerra e per dare al ·personale occasione di esperienza, fu scomposta la totalitit dei generi da fornirsi in due paNi: una, costituita dal pane, dall'avena e dai viveri di facile trasporto e conservazione, cioè da quanto potrebbe richiedersi in guerra all'afflusso, da prelevarsi dai magazzini permanenti o di rnanovra; un'al tra, cost~tuita dalle materie di gran vo lume e di non facile trasporto o conservazion e, da ricavarsi in guerra, quasi sempre, dalla requisizione direua . Tale partizione sarà nel caso vero variabile, cioè le truppe prenderanno dal paese quanto potranno e il resto dall'intendenza; nel le manovre la partir.ione fu fissa e anche i generi cosidetLi <li requisizione furono preparati dall'intendenza, ma in località (BeitTeibnngs'magruine) di verse da qnelle ove furono preiP-vati gli altri generi. In queste località, indicate dalla tabella nelle colonne « requisizione », fu prelevato : pel ~iorno 4. : fieno per la divisione di cavalleria e generi pel bivacco per 4 battaglioni; · pel giorno 5: come pel giorno L Le patate (compi. razione viveri) che mancav;:mo furono comperate ad econom ia dalle truppe; pel giorno 6: pat.ate, !leno e generi 'da bivacco per tutte le trupp,e ; pel giorno 7: carne fresca, patate, lìeno e generi da bivacco per tutte le truppe; , pel giorno 8: fieno e generi da uivacco soltanto per· le due division i dì fanteria e la brigata mista . tu. stessa tabella Iff mostra ancora che i magazzini iniziali ·di Conz e di l'r~viri ~ punti di partenza delle due tolonne di marcia 6!, -
ANNO XXXIX .
1002
LE GRANDl MANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO
1893
del corpo d'armata, furono spi nti nel terzo gi~rno. a Met~lach e a Merzig (~edi in seguito il numero di colonne vtven), che Il numero delle località di requi sizione e là quantità delle robe da prelevarst andò aumentando procedendo nella marcia e chè il 7 St:lttembre rappresen tò il giorno di massima difficoltà .pc! vettovngl.i~me?to: oltre al fieno e ai generi da bivacco tratti da tre locaht:; dt req 11 isizione diverse, fu· tra un c~ roe fresca e pnt~ t~ da una quorta località. Nel giorno 8, ultimo di bivacco, o~n1 dtfltcoltà ces~ò essendosi consumato i viveri e l'avena di ri:>erva e nvendost adoperato per i generi di requisizione anche il magazzino di Bolcil en. si no allora al servizio del xvr corpo . Tolle le località indicate dalla tabella Il[, quali magazzini perma nenti, di manovra e di requisizione, so~o -:- tran~ c ~osheim, Hal sdorf. Niedaltdorf e Ru p lin ~en - staztOtH ferrovtan e. SaarbrUken ~ Saal'louis, perchè tanto esposte sul fronte delle opernzioni si possono r-itenere magazzini stati scelti per e~cl usiva comodità di manovra; nello stesso modo è da considerare una certa qunntità di viveri in conserva Lenuti pronti nei magazzini di requisizione nel cnso che qualche riparto di truppa av~sse dovuto consumare, prima del giorno 8, per mancato vettovaghamenlo, le razioni di riserva portate dal soldato . Pel trasporto al seguito dei vivet i e della profenda pel domani. carri della spesa (Lobensmitteltvagen , Ftttlcnoagen), furono dati alle truppé deii"VHl corpo, al mattino di partenza dal punto di base (6 settembre per la brigata mista, 4 seuembre per le altre),, carri requ isiti per cura dell o. in tendenza in ragione di: 1 carro a due ~avalli per ogni battaglione o scuola solluffi ciali , ogni squa- · drone, ogni batteria montata o a cavallo, o ~ni compagnia pion ieri o per la sezione da poote div isionale; ogni squadrone o batteria a cavallo riceveLLe ancora 1 carro a quattro cavalli. Gli stati maggiori del le truppe e altri pi ccoli riparti non ebbero carri speciali. Pel trasporto della parte sec.ca delle razioni viveri c dell" avena per una giornata dai magazzini di ba5e o da quelli che successivamente li sostituirono ai carri della spesa delle tr·uppe, furoiw aHestite dal battaglione treno quallro colonne viveri (Proviant-Kolonnen), una per ognuno dei riparti: ~1 5• divisione con tullo il
LE GRANDI MANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO
1893
1003
'23° reggimento artigl ieria; 16• divisione con Lutto l' 8° r·eggimeoto artiglieria; brigata mista; divisione di cavalleria; colonne ch e si • trovarono pronte a marciare dai punti di base al ma,llino del giomo 4 per le due divisioni, e in quello del giorno 6 per gli :altri due riparti. Il carico dei carri spesa della divisione di cavalleria che presero ai magazzini di base 2 razioni viveri e avena sali pel primo giorno a ·l 000 kg. e 1250 kg. Tutti gli altri carri spesa e i carri delle colonne viveri ebbero carico minore e questi ultimi furono caricati, a giorni alterni, per generi (artikelweise) e per razioni (po1·tionsweise) . nell'intendimento di constatare i pregi e i difetti dei due modi. Per la sollecita di stribuzione alle tru ppe è certa mente van taggioso il caricamento per razioni; un carro a quattro -cavalli , da Proviant-Kolonne di guerra, quando ben caricato , può portare 900 a '1000 razioni viveri, oppure '150-'170 razioni foraggio; un carro a due cavall i, da Fuhrpa1·k-Kolonne, un po' meno. Pel trasp(lrto di viveri e foraggi durante gli accan tonamenti -e per le giornate ài trattamento di marcia quando le truppe non avevano carri per In spesa e colonne viveri e pel trasporto dei .hagagli per tutto il tem po furono requisi ti carri dalle truppe stesse. La paglia e h legna occonenti ai bivacchi furono trasportati su altri carri borghesi provvisti da! l'intendenza. Il servizio di vettovagliamento presso il XVI corpo fu pitL , semplice di quello ora citato, nè occorrono tanti particolari per -chiarirlo. I viveri e i fc.raggi, furono, tranne qualche eccezione, prelevati in Metz per i giorni 2, 3, 4 e 7. Per il giorno 8, siccome le truppe della guarnigione di Metz dovevano rientrare in caserma la sera stessa e altre dovevano imbarcarsi in ferrovia, fu dato il trattamento di marcia, lasciando che le truppe provvedessero da sè stesse. Nel giomo 5 furo no consumati viveri e arena di riserva stati presi prima che cornincinssero le manovre a 1\-letz. T;.dchè i tre m\lgazzir.i di manovra pElr ogni sona di generi, senza le rlistinzion i fatte presso I'Vlll corpo, stabiliti dal commissariato a Bolchen, , Waibelskirchen e a Contchen dovettero provvedere vettovaglie per
1004
LE GRANDI MANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO
1893
un solo giorno, il 6 settembre, e la legn a e la paglia per i tre giorni di bivacco, non contato qualche piccolo · complemento per : alcuni riparti. Le tre località, d'i cui due munite di stazione ferroviaria, fra loro lontane soltanto km . 3, 6 e 6, erano talmente vicine ai probabili luoghi di sosta durante la manovra da potere con ogni probabilità soddisfare a qualu·nque imprevisto, ci!'co, stanza che permise al comandante del XVI corpo di far consumare la razione di 1·iserva il giorno 5, quando la divisione , di cavalleria travasi in avamcoperta e le due divisioni di fanteria erano in viaggio fra Metz e il primo bivacco con pi·oba-:bilità di gitmgervi tardi in grazia della manovra fatta a mezza via: ossia nel giorno pel quale era più conveniente che le truppe potessero rifo cillarsi in qualunque situazione, col vantaggio di scaricare il. soldato di un impiccio per le rimanenti manovre. Pel XVI corpo non furono Mcessarie colonne viveri, ma sol' tanto can·i per la spesa e carri per i generi da bivacco; per questt scopi furon o requisiti : giorno 5 settembre: carri a cavallo o6 ; a 2 cavaÌli 2~ 0; a 4 cavall i 24. = carri 300; giorno 6 .settembre: cani a 11 cavallo 75; a 2 cavalli 1!) 1 ; a 4 cavalli 48 = carri 3~ 4 ; giorno 7 settembre: carri a ·l cavallo 46 ; a 2 cavalli 220; a 4 cavalli 48 = carri 3·14. Direttam ente dai corpi furono inoltre richiesti ai comuni od affittati carri pel trasporto del bagaglio per le giornate 5, 6, 1 . e 8 e ancora carri per la spesa viveri in Metz per i giorni 2: 3 e i·; analogamente a quanto accadde presso l'VIII corpo. In fine, in segu ito alla persistente siccità ed alla difficol tà dt trovare nel terreno destinato alle manovre la sufficient~ quantità d'acqua per bere e cuocere il rancio, il comand~n te del XV-l corp() dispose che si formassero due colonne di carri requisiti , con conducenti borghesi, totale ·l 00 carri a due cavalli, pel trasporto dell'àcqua da Metz ai hivacchi. Ogni battaglione ebbe giornalmen te due carri con ·16 a 20 ellolitr·i d'acqua, litri 2,::> a 3 per uomo. Ogni colonna fece due viaggi completi: la n. ·l recò acqua alle ti'Uppe pel giorno 5, pel pomeriggio del 7 e m ~ati no dell'8 sèh
LE GRANDI MANOVRE TEDESCHÈ NELt: AUTUNNO
1893
1005
tambre; la colonna n. 2 recò acqua pel mattino del 6, mattino del 7 e 'pomeriggio dell'8 settembre. I reggimenti avevano con sè grammi 5 d'acido citrico polver·izzato inglese per ogni litro d'acqua da bere, un supplemento di aceto concentmto e ancoi·a the e zucchero per coneggere e rendere aqgradevoli al palato le acque potabili. Sui bivacchi. - Il regolamento per le manovre imperiali di eor·pi d'arma ta con trapposti prescrive che le notti fra le giomate d'operazione devono essere passate al bivacco, che non si deve bivaccare la notte che precede o segue un giorno di riposo, non in genere la notte che precede la prima manovra; le competenze do, vute per bivacchi non devono superare il limite di noui 4 '/ 3 per tutta la forza effettivamente presente alle manovre, limite massimo che era di notti 3 '/3 soltanto prima del 1891 . Le competenze, per ogni notte di bivacco di posizione variabile, quale fu il caso nelle manovre in Lorena sono dimostrate in questa tabella.
•
1006
L E GRANDI MANOVRE TEDESOBB NELL'AUTUNNO
LE Gl!ANDI M ANOVRI!: T E DESCHE NELL'AUTUNNO
1593
·a
~~ ....
., ..., 0. ,.2
Legna (i )
~
U N ITA AV EN T E D IRIT T O
:c<.>
metri cubi
Ufficiale, dal comando ~i compagnia (anche se ! tenente) m su, o medico m1htare assimilalo. 40
jt
Og~i
1:
.
altro ufficiale subalterno, medico od impiegato . . . . . . . . . . . .
Sottufficiale o soldato . . . . . . . . . Battaglione di fanteria, cacciatori o pionieri
l
10
l
5
10
Reggim ento di cavalleria .
12,5
Batter ia o compagnia treno
3
Dis taccamento treno, s ino alla forza di mezza compagma . . . . . . . . . . .
1,5
Distacca mento più di mezza compagnia . . .
3
Stato ·maggiore di ;:ornando di corpo d'armata
1,2
Stato maggiore. di divisione
0,9
Stato maggiore di br iga La .
0,5
Sla.to maggiore di reggimento di fanteria, mu· s tca compresa . . . . . . . . . . .. .
1
StAto maggiore di reggimento d'artiglieria da campagna . . . . . . . . . . . . .
0,5
Sta.to m.agg.ior~ ~~i battaglione di fanteria, cacctatori, p10mer1 o dt brigala di batterie qunndo bi va~ca solo o con sÒltanto una ~ due compagme
0,4
Guarrlia isolata .
0,5
l
li
l.
La Jnslruktion iibe1· die Lagerung de·r Tr uppen im Frieden, cJ8.{.2 nel fissare la competenza aggiunge che quella della legna pnò essere aumentala nel caso di rigida tomperatura e diminuita qnella della paglia quando le truppe consenano per pitì giorni lo stesso bivacco: sono competenze relative all'addiaccio propJ·iaments dello, perchè quel regolamento considera so ltanto il Biwak,
l89i3
1007
il Zeltlaget, accampamento di grosse tende (4) pel quale son necessarie parecchie ore per melterlo e per levarlo, e lo Riittenlager o campo di capanne. È nolo che dopo la guerra di Francin fatta dai Tedesch i senza tende parve a molli fuori di Germania. che il sistema di nccantonare o di passar la notte all'addiacr.io fosse il più prati co ; ed anche i Tedeschi sono eli questo avviso quando si guerreggia. in paesi così r icchi di ottimi e vasti fabbricati e di clima meuo aspro di quello al quale sono abitu ati, quale è la Francia; ma sono di co ntrario parere quando il tentro cl' operazioni e spo po lato, povero ed ha rigido clima. Prevedendosi una guerra in cotali terreni , fu rono recentemente distribuite tende portatili; dappri ma alle truppe adiacenti nlla fron tiern russa; nel ·1890 i corpi d'armata V (Posen) e VI (Breslavia) esegui1·ono le manovre imperiali muniti di tende portatili ; nel bilancio della guerra 1892-93 fu chiesto un credito totale di quasi 9 milioni di marchi per provvederne l'esercito; nel ·1892 fu pubblicata la Vonclt•rift bct:reffend die tmgl)(we Zeltausriistwn.g e nelle manovre imperiali del '1893 tutte e cinque i corpi d'armata ch e vi presero parte avevano tende portatili. Ognuno locla i ser vizi che le tende portatili potranno prestare in guerra, pronti però a sbarazzarsene lascia nàole nei depositi o mettendole sui cniTi quando il vantaggio non corrispondesse alla fatica di pr>rlarle. Ogni soldato o sotturficiale d'arma a piedi porta un telo da tenda, un quadrato di stoffa impermeabile, lato di m. '' ,65, munito di fu~icella; un bastone divisirile in tre parti con bossoli e vi ti di pressione d'aluminio o tre picchetti: tot:1le kg. '! ,75 di peso qnando il telo è asr..iutto . T.' artiglieria da campagna porta le stesse tende riunite in sac,.;hi (Zeltsack) piccoli e grandi, cari cati· sui ca ni. ~la l'introduzione della tenda portatile non ha cambiato il :>ignifìcato amministrativo connesso alla parola Biuak; la tenda
({) La tonda {lllr soldati pesava 30 kg. (} ricovera,'a !5 uomini. Nello manovre imperi:tli del !891 i due corpi d'armata l c 11 bavaresi si servirono in parte di groSSI} tende anitlo~he alle precedenti ./las Zelt mocl. 181tJ p ~r i2·H 110mini; i corpi d'arm:tta. IV e Xl prussiani non avevano tend e.
1008
LE GRA NDI
~fANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO 1893
portatile è considerata in Germania quale riparo nei bivacchi contro le inlernperie. Cosiccbè i bivacchi delle manoHe imperiali devonsi intendere in Ital ia quali a ccampam~nti abbondantemente provvisti di legna da ardere. Non è prescrillo un modo regolamentare per drizzare le tende : si fanno per tre, per sei, per una intera squadra (Korpo1·alscha{t) , con due pioventi simmetrici a sezione trapezia, o con un lato rialzato verso i fuochi del bivacco come desiderano gli uomini o i superiori presenti . La çavalleria , che non ha tende, procura riparo agli uomini tirando a semicerch io :.Jttorno al fuoco dalla parte ove spira il vento su paletti e corde una siepe di paglia ; anche i t el i da lenda possono essere adoperati a costituire un analogo schermo contro il ven~o e un riflettore del calorico radiante. Sulle munizioni. - Le truppe ebbero una ricca dotnzione di munizioni; all'incina f>O cartucce da salva ogni soldato di fantèria , 10 ogni soldato di c:avalleri a, 20 ogni pioniere, i sottufficiali qualcunn di meno o cartu.:ce da revolver, a seconda dell'arma. Ogni pezzo di batteria montata o a caval!o ebbe 80 cartocci e relativi stoppacci (Vo·l'lage). Tutta la polvere era arume ('l). Gli ' stoppacci dell'artiglieria, indispensabili affinch é la carica bruciando faccia rumore, erano composti da fuscelli di legno lungh i un 20 cm. stretti a fascio mediante filo ferro e avvolti in un sacchetto di tela colone: sparando si sfasciano (?) Ilfischell'schen l/ol::bii.ndel) . Nelle manovre non fu fatto o simulato il rifornimento delle munizi oni, benchè i tedeschi attribuiscano una importanza affatto speciale a co testo ramo di servizio. L'ultimo regolamento d'esercizi per l'artiglieria ha portato a 9 il numero dei carri da muni1.ione che seguono immediatamente la baLLeria (Kleine ba-
LE GRANDI MANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO
1009
gage), quantunque essi siano ripartiti in due scaglioni (I Staffel)1 4 carri; (II Staffel), 5 carri; il primo scaglione, parte della batteria da combattimento {Ge{echt~tbatte-·l'ie ) , prende posto assieme aali avantreni non oltre 200m dalla lin ea dei pezzi; i se" epodi scaglioni , dei quali risponde il r.omandante de l~a b ri gat~ s1 ponaono anche quando il terreno è scoperto, non ptù lontam l "' ' 600m circa. Ogni battaglione di fanteria avrà in guerra quattro .carri c~r~ cee da compagnia mod. 1887, ognuno a due cavall1 a redm1 lqnghc, oppure U!l carro cartucce da battaglione di vecchio moello (mod. 59 e mod. 74} a se i cavall i. Spella al comandante el bauaalione di reaolare il rifornimento dell e munizioni l di l'l " eterminare àove devono raccoglie:si agli ordini .di un graduato 1 treno, i carri cartucce (anch'esSI parte del Kleme .lJaya.ge} dur nte il combattimento: in genere non più di 800 metri a tergo d Ila catena. I pacchi eli cartucce verranno portati , due o tre per u mo, dai carri alla truppa da soldati non impegnati a combattere. "nuno dei carri carLucce mod. 87 porta 50 cartucce circa per . o "n i fucile della compagnia ('l ) e pesa completamente allesltto e ricato verso i 'l 000 kg. , mentre i carri cartucce da battaglione · i vecchio modello pesano più di kg. •1·100 vuoti.
~
1
i
(l) Ogni caricatore pel fucile tedesco mod. 88 contiene 5 cartucce; 3 car icatori sono r iuniti in uo paccMUo di cartone; t5 pacchetti costituiscono un pacco, del peso d1 quasi 8 kg.; 5 pacchi vengono messi in una cauelta moà. 88 del peso di kg. 43; 8 ca.sselte e in caso di bisogno iO formano il caricamento del carro cartucce da compagma, cioè 9000 a Ul!50 cartucce da fucile, più qualcuna da revolver per gli ufficiali. L'equipaggiamento mod. 1887 fisso che il fa~ te todosco do,:esso po~lare con ~è .150 cartucce: 30 (due pacchetti) in ognuna delle g1bernc anter iOri, 9() (se1 pacchetti) m quella posteriore· ora mentre si studia il modo di ridurre di 7 kg. il carico l{Jtale del soldato (si avvlclnera' al carico del fante italiano, 27 kg.) si vorrebbe rirturre il numero delle cartucce portate dal soldato rla i50 a i~O ; ma non snrù agevole mettere lo 30 cartucce sni carri cartucce da compagnia.
(Continua). (l) Fu g iiL adoperata per i cartocci da salva rl'artiglicri;t una polvere afumo fabbrlcata a pos tn, piu facilmente inllammahilo •I ella Geschii.tzblatlchen1ndver, ello poteva essere accesa dall' antico C(tnnello (Scltlagrohr), detta Manove1·pulver. Anche le cartucce da salva sono di polvere speciale non cosi priva di fumo quanto quella per le · cartucce a pallottola. (2) Un Cllpitano d ' nrti ;dieria che ricevette in faccia cotesti rusc~lli proiettati rla un cannone perdetto gli occhi.
1893
1010
L'.E.SERCITO ITALIANO DINA!IlZl ALL'EVOLUZIONE DEr, PENSI ERO, ECC.
L'ESERCITO lTALIANO D'INNANZI ALL'EVOLUZIONE DEL PENSIERO MODERNO (Continuazione e fine~ 'Vtcli numero precedente)
'10.
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Con le tendenze iconoclaste del secolo si van rovesciando uJf a~ uno dai loro altari _gF_idoli d'una . volta. I privilegi, qualunqni s1a la fo r·ma sotto cu1 SI presentano, qualunque sia l'abito eh rivestono, vanno, sco mparendo rapidamente dall'agone sociale ed il tricorno del prete, la toga del magistrato. come lo stemm, , del patrizio e la spallina dell'uflìcia le, non so no pi ù su ffi cienti a \ rendere rispettabile una persona, se questa non è realmente ri- \ spettabile ed autorevole per sè mede:;ima. In un_ paese, come il no:;tro, dove la gerarchia sociale non è più, sarei quasi per dire, che una convenzione disputata, gli splendori della nascita, del censo e della div isa, o, in altre parole, l'aristoaazia del sangue, del danaro e dell'ab ito, sono insufficienti da soli a conciliare l'afTezione e la stima, ad impMre la deferenza ed il rispetto. Le distanze si co lmano, si scrostano gli orpelli e le diverse classi sociali tendono ognora più a mettersi su di uno stesso piedo d'uguaglianza; è il cara ttere eminentemente · livellatore dell'epoca presente che ci sp inge irresistibilmente e fa talmente su ;questa via ! .. Il potentè so ffio democrntico che presiede a tutte le manifestazioni , dell'odierna vita social r, ha fallo sentire la sua influenza pareg-
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giatrice eziandio sull'esercito , per quanto consei·vatore ~i _sua na~ tura; e ad esso si deve non solamente la legge che requ1s1sce tutt1 i cittadini idonei al mestiere delle armi, ma nn che l'altra <:he rende acces5ibili i gradi più elevati della :;terarchia militare a tutti gl'intélligenti e volon terosi, senza pretender più che si facciao precedere da titoli di rendita o di nobi ltà. Però per risponder degnamente alla fid ucia che la societù ripone in lui , l'ufficiale do vrà segnalotrsi per una certa superiorità dì mente e di cuore, e legittimare l'a utori tà del suo grado coll'educazione. coll 'istruzione e l'i ndefessa attivitit che so no i titoli nobiliari più s~lidi e più accreditati dell'epoca presen te. L'im parzialitit inoltre, la dignità del carattere e il sentimento' profondo del dovere , ma· nife:stantisi in ogni suo atto, co nfe riranno ad esso quel la supremazia iocontestata che j!li è assol utamente indi spensabile a poter esercitare efficacemente il suo mandato (ed e un rnantlllto ben arduo davvero, tfuello che consiste nel f;H· ma rciare intrepidamente incontro alla morte una massa d'uomini padroneggiati ancora in gran parte dall'istinto ultra-potente di conservnzione !l. Ben'inteso però sempre che l'uso delle suddeue qual ità si traduc.a per la sollecitudine indefessa a tutto quanto r iguarda il benessere fi sico e morale del soldato ; dappoichè è soltanto per que:.to mezzo che ci sarà possibile piegare all'obbedienza costante e indiscussa. gli animi della· presente generazione, riollosa per indole e per educazione a tutto quanto sa di dispotico e d'auloritario. È questa meta pertan to che dovrannl• mi rnre tulli gl' inten di menti. conve1·gere tutte le volontà, se si ''uole un esercito solido e compallo . su cui p')tet· contare con piena fid ucia nell'ora dei supremi ci menti. Un esercito tanto va le e può, quanto possono e val~ono gl i ufficiali che lo comandano : quanto più nobile erl elevato sara il modo di sentire e di comportarsi degli nfO ci:di , tanlo magg iore sarà' lo spirito e la forza di tutto l' esercito. Quando invece un corpo d'ufficiali in co mincia a lasciarsi nndare, ad occuparsi poco dei suoi nomini , limitan do~ i a comandarli e ad affermarsi èon del fra casso, il ~uo prestigio deca de rapidamente, la .sua autorità è latentemente minata., co m'è minata la coesione e la d-isciplina di tutto il reparto di truppa che ne di-
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pend~. I migliori soldati, come giustamente osserva il Gol tz, quando sono comandati da ca t ti vi ufficiaii, non possono dare che una truppa senza res istenza, senza slancio e, direi anche, senza fede. Il tipo dell'ufficiale che passava le sue notti n! giuoco e nei bagordi , e che facem consistere tutto il suo Yanto nel presentarsi, al mattino, fr~sco e guantato in piazza d'arme, è ormai, grazia a Dio, già ben lontano da noi. Per lui nell'esercito non c'è piu posto; co me non c'è più posto per gli nzzimntì e profumati Don-Giovanni a caccia perenn e di ~pianti avventure, nè pei pseudo-D'A rlagnan dall'aria spavalda e provocatrice. Quale autorità morale infatti, quale i~fl uenza potrebbero mai esenit.are siiTatti ufficiali sopra milizie composte in pane di loro uguali per educazione e coltura ? Essi non tarderebbero a perdere irremissi bi lmente tullo il loro presti gio, che come abbiam detto e ripe.tuto, ora non pnò più conservarsi se non a prezzo di una dignità inappuntabile di vita e co l lungo ed illuminato esercizio d'un arduo ufncio educativo. Certamente che era còmpito molto piu agevole comandare dall'alto d'un piedistallo e non scenderne se non in momenti determinati nella pl)mpa magna del potere illim itato e indiscusso. Ma, checch è se ne pensi e se ne dica, codesto potere ritenuto tanto efficace non vale l'antorità e n()n è punto sinonimo di essa, sebbene tnlvoltn ne rivesta il sembiante e ne raccolga frutti apparentemente consimili. Il potere riposa sulla violen1.a, l'autorità sul predominio morale; questa presuppone l<~ ~ ius ti zia ed il merito in chi l'esercita ed anche una certa intelligenza in chi la subisce; l'altro, per farsi valere, dev'essere accompagnato dalla. forza e la sua azione si dispiega di preferenza sui timidi ~ sugl'ignoranti. I grandi successi, segnatamente nell'ordine militare, piu che con la fot·za si ottengono con l'autorità·; ed a questa in special modo i grandi capitani di tntli i tempi. e di tnlli l luoghi attinsero il segreto per dominare e governare a loro piacimento accozzaglie di genti lll ·più dispat·ate per indole, per idioma, per ·razza . Ed invero lo studio del cuore umano c'insegna (e l'esperienza
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d'ogni giorno ce lo con ferma) non esser rari .coloro c~1~ provano, di rei quasi, un sentimento di a·cre voluUa nel res1,st ere ad un despota, uel ribellarsi co ntro t~n ti:a ~·n.o ; m.e.ntre. ali oppo:>t~ tutti , come per impulso istintivo Jl'l'esJsllb lle, .s mch1nan.o ~eve. renti al cospetto d'nn uomo cile, me;sa 10 d1spa~te la torza dt lo "rma con la Cll ·l i".. teacr"' ~~" '' ' ' s'impone ai suoi sollopostt . . . dol· · cezza dei modi, 'con la rettitudine del pen ~1ero, con la gJUsLJZia degli alti (-l ).
Il.
D'altra parte il rispello imposto dal fant~sma pauro,so d~.i regolamenti militari potrebbe oggigiorno a~stcnrare tu l t. al p tu la disciplina di guarnigione, ma sa1:ebbe tmpote,nt_e _a. londare una disciplina solida d i guerra; dappo1 chè quando l ~~e r. erto e ~tra in campagna, e sopralutlo quando combatte .su te~r~tono 1~em1 c~, all'autorità militare sfuggono di mano quas1 tuttt 1 mew ordinari di repressione. . . Noi tutt i abbiamo veduto, particola rmente m occ.agJOn? ?elle q?·andi manmwe au tu nnali , come dopo lun ghe mar.cte e l~t1cose - ~sercitazioni vengano ad affievolirsi nella truppa ti sen~1mento e te abitudini del I'ISpetto verso il superiore, fino a la~cwr desiderare qualche volta la deferenza del saluto regoli•mentare_. Questo princi.pio di rilasciatezza in guerra vera, e mas~un e dopo combatiimenti srorlnuatl, quando. è tanta' ·'a. pro~enstone a rovesciare sul superiore la respon snbtiJià dell mtortun to, non tarda a cangiar,;i in riottositit e in deciso spirito d~ riv.~lta. . Insomma è ~i n oco rorza persuadersi come non s1~t ptu P(:ss ~ bile con un semplice articolo dÌ rego lam ento mantenere ne1 lt·
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· • e· CO>-·l. con for~e a n••ura solQLtesto reno meno pstcolo)p~o ... .', che. non. si ,verifica •l' t _ ll'uomo ma pcrOno fra quelli ammal1 p1u o meno tn tellt~enlt, cl1 Cn 1 .11a ro ;~~;~om~~o rti ;uld,ome~licnro c asserv ire. Nell'allevamento dei g:ovan..c~vnllt, e.~~mpw, non si ottiene nuila se no:l a fot·za di pnzietlza e di buone. mamc1e, s~.,ueuo o una progressione continua e•l intell i g~nte: la b:utal ita e•i i mal1 tr~ttlamen tt Cllurlucono quasi sempre alla resistenza passtva ed osttnata. (!)
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mit~ del ri:>pclto e della sommissione questa corporazione che oggr. (sopratutto ?resso i po~ol i di razza latina) non ha sotto gli òcchr ch e esemp r dr emancrpazione universale c manifestazioni di pleto ra rivoluzionaria. A potere info11dere in essa l'abi to della disciplina e del lavoro lo spirito di abnegazione e di sacrificio, all'insufficienza del re~ go lamenlo . dovrà supplir:>i coll"autorità. personale e sopr·attulto coli e~empro del superio re, il quale solo può esercitare un' influenz a veramente efficace, per la rn~ione che il solda to rer,ola e m~)della .'a propria condotta disciplinare su qu ella che ; ede prat1care ar suoi superiori. Il Goltl, nella sua classica oper·a già più volte citata, scrive su ~<li p r~posit o u ~a bellissima pagina, che merità esser riportt~ la . per rntrero, rrc~a com'è eli assennate osservazioni e di preZ IOSI a mrnaestramen tr. • << La precisione e la puntuali tit con cui si procede, nell'esercllo ).!erma n ~t:o, all 'adempimento dei menomi denagli del servizio, n.on d1pende allatto da una vana pedanteria, nè da un esalrerato rrspetto per la tradizione. Essa ha in vece per iscopo di f~r penetrare nella mente del soldato l'idea del dovere per mezzo à'un prot.: ecl imento che sia al la sua portata. « L' ufficiale deve a pprenclere a fondo a fare il suo dovere nelle cose le più semplici e le più basse che più tardi non lo coo cerner:1 nno più per,;onalmente. ma che neces:'ita ch'e~l i conosca minu· zro:;amente, dappoichè è precisamente da questo che i suoi uomini lo y-iudicherauuo. « Que.sta mi.uuziosa puntua lità non deve mica limita rsi ai dettngli accessorr e d1 parata della vita riì ilitare ; necessita ch'essa si estenda specia lmen te a tuue quelle particolarità che si connetton più che coll ' ist ruzione, coll'educazione degli uomin i. o, « (juesto c;~ rattere particolare della vita militare tedesca produce, oltre l' id~a della n.~ce~sità d i compiere fedelmente il proprio dovere, un senltmento rl 10t1ma e completa comunità fra ufiìcial i e sol ·lati, Cfii flle solo può deri vare da un lavoro in comune serio ed equamente ri partito. . « Qualun!Jile uomo so tto le armi sa per esperienza che l'ufficia le non a bbandonerù 1n nessuna circostanza la propria sezione; che
D INANZI ALL'EVOLUZIONE DEL PENSI ERO }! ODERNO
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questa è come una famigli a che ha comuni tutti gl'interessi e di cui tutti i membr-i si terrnnno uniti di una man iera indissol ubile in faccia al pericolo ed all 'avversa fortuna. Il soldato si avanza con calma sotto il fuo co nemico, percbè sa che il suo vicino fa lo stesso che lui, che i suoi capi marciano in testa alla colonna e ch'egli non può abbandonarli ( 1). > È perciò che uno dei più grandi pensatori moderni (Darwin) ha potu to dire che la superiorità d~i soldati disciplinati sugli eserci ti sel·l)aggi e raccoglilicci r:sul ta pri ncipaìmente dalla con fidenza che ciascuno di essi ripone nei suoi compagni e sop rattutto nei suoi capi. Questa confide nza continua a sussistere anche quando la disciplina che emana dal regolamento non sussisre più, perchè nella sovracccitazione e nella con fusione della lotta non è più possiuile sorv egliame l'applicazione e tanto meno preven irne o reprimerne le infrazioni. L'all"etto e la gratitudine verso i su periori , ii sentimento del dovere e della solidari età, lo sp irito di emulazione e tutti gli altri :;enlimenli generosi, amor p'roprio, onore, amor di patria, cui fu educato il soldato durante gli anni di pace, vibreranno tutti all'unisono nei momenti di supremo pericolo e lo spinge· ranno irre:;istibilmente sulla via che mena al sacrificio, ma che conduce pure alla gloria ed all' immortali tit. Ben inteso per- altro che l'ufficiale non m~ n chi di r::dforznre nell'animo dei suoi uomini queste buone disposizioni , col mostrarsi pronto ad ogni at·dimento e pagando di perso na ad ollranza. Egli tluando si pre:>entn il pericolo, specialmente in tempo di guerra, deve espor3i anche più di quanto lo es ige lo scopo che si vu oi ra•raiun!!ere, mostrando un coraggio add irittura h01'S ligne, " . ai timidi, d'esempio ai valorosi (Goltz) . che serva""di sprone L'uf(iciale per tal modo, non più consacrato unicamente dal suo titolo e dalle sue spali ine, ma sorrello e rigenerato da un r icco corredo di virtù sue proprie, a forza d i essere conosciuto, potrà ispirare quel rispetto ch e allre volto non ispirava se non a forza di essere ignoto e conquistarsi cosi quel prestigio che in
W Got.T7., op. citata.
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passato gl i ven ivn conferto dall' uso esclusivo e talvolta,dall'abuso del potere. E mi gode l'animo al vedere come i nostri giovani ufficiali abbiano perfettamente compresa la difficile missione che la patria lorCI affida. l nfatti il loro l ivello intellettuale e morale si va elevando ogni di più che l'altro, e tu tti vediamo con quanta nobile emulazione essi procurino di sempre meglio corrispondére alla fiducia e alla speranza che giustamente vengono in essi riposte. li paese non può più concedere loro gli onori e i privilegi d'una volta; ma saprà ben rimeritare co l suo revert;nle ossequio , col suo affetto e con la sua ammirazione gli uomini che con ill imitato spi rito di sacrilìcio si consacrano all'educazione morale e fisica de i loro conc ittadini , fin ch ~ sul campo insegneranno loro come si muore.
E come sapp ian morire i n~s t r i ufficiali e i nostri soldati l'abbia m visto di ~g raziatamente pochi ann i indietro sulle arene infu•Jcate di Do!]ali, clove nn manipolo di proùi, sopraJTatto da una miriade di selvaggi , si lasciò tagliar tutto a pezzi sul posto pur di non inclietreggiare d'u n passo; i lo?'O cada'Veri giacetJano tutti in fila come fossero allineati l ... Malgrado l'enorme superiori tà numerica del nemico, non vollero, . come potevano, evitare il combattimento; credettero indegno di loro ritirarsi dinanzi all e orde fanatiche d'un ras abissino e si apprestarono impertE'rriti a morire da eroi l .. . Onore ai valorosi che fecero gotto sublime della loro vita per tener alto, anche fra mezzo ai selvaggi il prestigio del nome ita liano . L' Italia pianse la loro fine miserancla, ma in pari tempo si sentì fiera ed orgogliosa di loro e per loro ; perchè coll'ecatombe di Dogali acquistò la convinzione che nel ITICJ menlo del pericolo es'sa po trà fa re a fida nza con lo sp irito d'abnegazione e di sacrificio
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dei suoi figli , sicura che tutti in Lf'lell'ora suprema saranno al loro posto d'onore e fa rann o il loro dovere ad oltranza . · L'italia rigenerata non ha istinti bellicosi e non :•gogna punto a cintrersi la fronte di allori marr.iali; anr.i (e possiamo ai rlo " r.on piena co.:;cienza e legi ttimo orgoglio) non ho.vv i forse davvero paese in Europa che più del nostro sia ora alieno da avventure guerresche. Sarà forse il troppo san;.;ue sparso per luugo volger di secoli su questa terrn, hiit tanto disavven turata, ehe vi ha fatto germogliare ~e n t; m enti più rqili ed um an i che non altrovt: 1. .. Eppoi l' Ital ia ben !'a quant•) le ro:>ti la sua meravigl iosa risurrezione, per non essere disposta a gi uocarla improvvidamente su rìi un campo di battaglia . Ecco perchè non sarà mai essa che si farà provoca trice di· una guerra in Europa , tanto più elle per raggiungere le altre n a~ion i già cosi inoltrate sul cammino della civiltà , sente assoluto il bisogno d'una lunga era di pace e di racco. glimento. · F.ssa non chiede che di vivere e di potere: atleudere tranquil lamente al consolidamento dell'edificio erello con tanti stenti e fatiche E creJe d'aver hene il cl.i ritto di vivere essa che è ri soi'La da cosi poco tempo l ... Tuttavia non in tende menomnmcnte che que~ la esistenza le sia co~cessa a titolo quasi di elemo,;ina, e le venga rinfacciata ad 0 ., 11 j tratto sotto un'o nda crescente di ca ntumeli~ e d'ingiurie. Anch'e.;sa ha il suo amor proprio, la sua digni ttL di grande potenza <.la salvaguardare; e come rispetta la suscetti bil ità e i diritti de"li altri intende anche a sua volta d'essere t'ispeLt ata del pari e non servir di luclib rio ad akuno. Se malauguralamenle dovrà venire il gioruo in cui sarà trascinata a difen dere con le armi la sua uni tà e ind ipendenza, essi\ si gellerit a corpo pcrdnto nella lotta , risol ut<t ad usr.irne trionfante ad ogni costo. Nè ques ta è iattanz:l vacua e ridicola da fanciull i o da rod o r~ onLi , ma risoluzione fredda e ponderata ò.i Lutto un popolo, abJLualo ormai alla libertà e all' in •Jipencl.enza e pronto a tutto per non l a~ci arsele strappare da chi~c h ess i a. E se è vero che il coeHìciente mr. gg ioro nel va lutare la forz.1 di un popolo è l'ener"i:t del sentim en to ; se è vero, come sentenzia lo 1')
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ANNO XXXIX.
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Sluart· lVIi li, che ogni persona gni tlata ~alla fe de è una forzaso ciale pari a quella di cento pe r~on e che siao guidate solamente dall' interesse, proèediamo pur sicuri e tranquilli per la nostra via, perchè l'I talia ha fede nel suo buon dirilto, ha fede nelle sue forze, ha fede nell'avvenire che le riser ba il destino. Nè questa fede può venir scnss:1. dai gravi imbarazzi cconomico-fluanziarì che nel quarto d'ora che rorr·e ci premono d'og~i parte, perche nbbiarno la ferma convinzione che l'l.tnlia, questa vol ta come sempre, saprà far fronte con _onore a tutti i suoi impegni, ed anche perchè sapp iamo bene che per una J.(randc n..tzione, come la nostra. plaill d' argent n'est pas mortelle. D'nltronde una nazione che svilnppa con cosi sapiente progressione le proprie libertà e sa frennr ne gli eccessi; una nazione che nel concerto europeo è eleroenLo costante d'ordine, di moderazione, di pacificazione, ha il diritto di esis tere e deve esistere ; nè avvi nemico, per potente che sia, capace di manometl(lre e di annienta re un popolo, la cui storica evoluzi one si com pie in perfetta armonia con le esigenze dei tempi .
FRA l LIBRI DEL GIORNO P.
Dott. Pmno iVIonoNJ. Maggiore-mc>lico nella riserva.
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La O'Ue'1'1•a e il socialismo nel fut·uro - Messina G. Principato edit. 1894.- ...., Sicilia· Torino 1.894 -- G. P. SA.LERIO • Rivoluzione francese - Tra i manuali dell'Editore Hoepli.
GRA!.IANTIERI -
Al letto dell'ammalato abbondano consigli e speranze, nè mancano alla gran malata, che, secondo il convenuto, è la società attuale. Lo scrittore di (< Guerra. e socialismo nel futuro» reputando l'una e l'altro mali grandissimi per la società nostra. -« associa i suoi sforzi a quelli che intendono alla pace » e noi, che non lo conosciamo, riteniamo che sia sua professione unica l'essere apostolo d i pace, in caso diverso dovremmo · rassomigliarlo a padre Zappata, buon anima sua, che predicava bene e razzolava malè. Ciò premesso, esaminiamo il libro, uno dei ta.nti )spirati da un argomento oramai di moda. L o scrittore pensa che per schivare il socialismo bisogna consolidare la pace; dunque sia pace con noi e resti l'assetto sociale. qual' è, imperciocchè ogni. diminuzione a danno dell'individualismo predominante è un guadagno per il socialismo, . secondo il significato universalmente annesso a questa parola. L'imminenza della pace perpetua, vero miglioramento sociale, non è cosa dubbia per lo scrittore. Tutto vi tende ; << l'arrivarvi è conseguenza della teoria di causalità e della legge di evoluzione» è «legge di natura ». Parrebbe . quindi
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FHA l LIB1U DEL GIORNO
che, senza darsene per intesi, a noi debba bastar l'attendere. Ma no, egli vuole che aiutiamo la natura : tanto più che la. gqerra è una cosa «,nata per i bisogni dell'uomo, dimodochè « quando egli se n'è servito, e trova il oonservarla dannoso « egli più non l'usa, ed essa pel non 'MSO, declina e muore »~ Parrebbemi invero che se l'uomo non fa guerra, essa sia bella. e morta senza declinare: ma non g uardiamo tr oppo per il sott ile, nè su questo, nè sull'indagare se per fatalità storica o per volontà umana la guerra abbia da finire e non rim. . ' p1ang1amo nemmeno co~lo scrittore che colla pace non s'abbia da passare .d 'un tratto da nn letto di triboli in un Eden di delizie, perchè oggi non avvengono miracoli. Ecco : da. parte mia,. s.e dovessi esprimere un desiderio ,. p_er ora m1 contenterei della pace comunque ella venga, e 01rca l'Eden di delizie lo lascerei andare: solo mi limiter ei a chi~dere a chi scrisse il libro : se « la pace è presto realizzabile » dacchè « dopo la tempesta viene il sereno » e se la. pa~e renderà superfluo il socialismo, che cosa importava di scn vere « sulla guerra e sul socialismo n el futuro? » cioè su due cose che ~on si avvereranno? Lo capirei. che vi fosse biso?n~ del libro se lo scrittore fosse venuto a quelle conclusrom dopo lungo rigiro di pensiero. Ma per· lui la fatale scomparsa della guerra, e quindi l'inutilità del socialismo, s~n~ pre~e.ss e,_ stam~ate là, nette e distinte, nelle prime d1ecl. pagm1 d1 un h bro che ne ha più di 170, e date le premesse, queste ultime mi paiono superflue. , Forse non parvero tali allo scrittore, che aveva alcuni scrupoli d~ t~anquilli~zare. Per esempio un d'essi gli vien& dalla convmz1one che 1l mondo viva di lotta, lotta per la vita, lo S/:;-uggle (or· /;ife « che compr ende le relazioni di m'.ltUa dipendenza degli esseri organizzati, e non solo la vita del~-'individuo, m~ la pro~abilità di .lasciare un'eredità (?) » ed e « trasformaz10ne e v1ta ». Abohta la guerra, non sparirà. anche la lotta? ; Lo-scrittore, da 90nvinto individualista e liberale, è seguac~ delle dottrine aristocratiche del Darwin; e non potr ebbe sacri:fi.carle al consolidamento della pac\3 tra gli uomini. Però se ne sbriga facilmente coll' abilità di uno scolastico che .
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distingue e definisce: C'è lotta e c'è guerra; l'una è vita e l'al!ira « è sempre distruzione, morte )> . Se « la guerra è parte della lotta, ne è parte minima, per« chè appartenente all'uomo soltanto: la lotta è di ogni « organismo, come avviene di due animali che lottino fra « loro, l'tmo per uccidere o divorare l'altro ecc. ecc. » e ~<la guerra non è dell'uomo della caverna, ma propria del« l'uomo sociale e per bisogno speciale, è una special forma « di lottl~ in condizioni speciali dell'uomo sociale e riferen« tesi alla società )> ed una volta ammesse queste definizioni, rimettiamocene allo scrittore, e gridiamo morte alla g uerra ed ev viva la J.otta, anche se ne ha da soffrire la logica, che non comprende facilmente come la parte sia in contrasto col tutto, e continui ad esser e parte del tutto, mentre si cap isce benissimo che lo stato sociale sia causa di guerra, non essendo possibile la guer ra t ra d ue individui isolati e l onta.ni. Mi r ester ebbe invece qualche dubbio sul pericolo di tornare ' alle caverne abolendo la guerra. Altro che Eden di delizie ! ed a questo proposito non mi tranquillizza nemm eno il sapere di trovarmi a pari coi Lapponi, cogli E squim esi, coi Bodo, coi Dhimal, coi Lepcia, coi Papuas Arafura ~ con tante altre nobili genti citate nel libro, le quali, viva la faccia loro, di guerra non ne hanno idea. Ma non monta; passiamo oltre chè la via ne sospinge. A mmettasi dunque che il « confonder guerr·a con lotta» od il ritenere «indistintamente la guerra, come la lotta, necessaria alla vita )ì ci trarrebbe a dar ragione a P ierino Belli il quale dice: la guerra è male destinato a durare sino a che il mondo non si dissoìva. Non essendo noi autorizzati a trovarci d'accordo con questo Carneade, concorriamo pure « a far scomparire le cause che producono la guerra fra gli S tati che sono alla t esta della civiltà.» Avuta la pace, costituiamo un arbitrato per conservarla, perchè « dall'arbitrato, o assemblea, o tri« bunale internazionale, alla confederazione pacifica fra i -«popoli il passo non è difficile >); ed ottenuto questo, avremo « la diminuzione della rivalità tra le nazioni ed il disarmo »
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e dal disarmo migliori condizioni economiche e morali e quindi l'inutilità di foggiare la società secondo le dottrine social~ste.
La catena è ben chiusa, ma, a parer mio, gli anelli non sono a posto. l\!i sia lecito di chiedere se la confederazione pacifica tra i popoli non sia la base, piuttosto che il risultato, dell'arbitrato, e se la diminuzione delle rivalità. non sia avviamento alla confederazione pacifica piuttosto che conse~uenza di essa. Rimesse così a posto le cose, capisco anch'Io la possibilità del disarmo nella · situazione che ne emergerebbe, anzi crederei che sarebbero addirittura inutili le armi. · Se non che, cessata· la guerra, continuerebbe la .lotta: questo lo ammette anche lo scrittore; aggiungendo però che sarebbe « lotta intellettuale, lotta morale{?), solamente le forze avverse della natura saranno esse sole a richiedere « s~crifici umani ». l\1a se per avventura gli uomini destinatl a questi sacrifici, non volessero accondiscender vi? e volessero invece lasciare altrui il merito di affrontarli? ed a~zi_ costringessero gli altri ad addossarsi tale merito, ' ed essi s1 nserbassero solamente i frutt i del sacrificio? Non è poi troppo difficile che si avveri un caso simile: esso sarebbe il risultato di un egoismo troppo facile a manifestarsi dacchè la natura umana. non cambia., o cambia tanto lentamente che a migliaia di anni di distanza il complesso delle doti che la distinguono appare sempre il medesimo. In questo caso per un nuovo impulso ritornerebbe li guerra. e sia pure che la vogliamo chiamare guerra di concorrenza, non sarebbe meno guerra e si manifesterebbe con forme non 2issimili dalle odierne, che si vogliono abolite. . Cotesta conclusione ritorna involontariamente sotto la penna dello scrittore e lo eccita ad una proposta che gli ispira il Babba.ge: egli sprona i lavoratori ad associarsi in modo da divenire comproprietari del capitale voluto per eser- · citare il loro lavor o, continuando però ad essere lavoratori. Pur riservando il nostro apprezzamento sopra tale desiderio, · non possiamo celare che esso tende a confondere capitale e
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lavoro, ed a togliere una delle antitesi per le quali oggi si affligge tanto la società, e più si affliggono coloro che a dritto od a rovescio vogliono venirle in aiuto. Ed allora non si fa l'Autore stesso banditore di qualle dottrine socialiste che le sue professioni di individualismo non ci lasciavano prevedere? Ed allora a chè scrivere per evitarci un socialismo antipatico che « sotto la forma dell'eguaglianza avvera lo stato cinese, cioè, la ·più grande t irannide? » Quando la proposta del Babbage, adottata dallo scrittore, finisca di essere una tendenza individuale, il limite di una aspirazione, e divenga lo stato sociale universalmente adottato e voluto, non insorgerà contr'esso la volontà dei singoli per ottenere la distinzione ed il premio, che il loro ingegno, la loro abilità, o la loro diligenza l'invitano a chiedere? E quale forza potrà allora mantenere il sistema sociale contro gli assalti dell' individualismo rinascente, se non un potere centrale amministratore e regolatore del capitale comune, quella stessa forza che lo scrittore redarguisce dalla prima. pagina del libro? E nello stesso modo che il bisogno di tenere in equilibrio le aspirazioni individuali colle esigenze sociali dà vita a quel potere, così esso risorge fatalmente sotto la penna dello scrittore, e distrugge lo intenzioni da.lle quali egli era mosso a scrivere, nonchè l'intera tesi da lui premeSsc.L, cioè che la pace, voluta come conseguenza dell'evoluzione storica e della volont..\ umana possa bastare di per sè stessa a produrre tale miglioramento economico e morale da rendere inutile ogni altro camb iamento. E qnesta deso· ]ante confessione sfugge allo scrittore nelle ultime pagine del libro, ove è detto che la pace voluta dalla legge di evoluzione non verrà che in tempi ancora molto lontani, quando gli uomini avranno fatto amare esperienza di una organizzazione sociale, che ineluttabilmente apporterà dolori, t riboli e disastri. Il libro pecca sostanzialmente per una confusione di definizioni e conclude in una petizione di principii. Confonde milila?'ismo e socialismo, che hanno appena qna lontana rassomiglianza nella rigidità del governo, il quale però è
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tenuto da una par t e per mezzo della gerarchia disciplinare coll'elevato scopo di esigere clall'individ:uo sacrifici nobilissimi . per l'intoaresse sociale, e dall'altra da un potere centrale incaricato eli impedire che l' avidita personale nuoccia all'armonia economica e màteriale dell'insieme. Pecca nel credere che società militare e società industriale sieno due fasi s~ricamen te succedentesi nella vita di un popolo, mentre esse sono due funzioni contemporanee e necessarie di quella vita. Pecca nel distinguere artificiosamente guer ra da lotta, cercand_o di vedere nell'una le perturbazioni che accompag.nano ~l fen~meno, chiudendo gli occhi sullo scopo e sui nsultat1 finah del fenomeno compiuto, e procedendo in modo interamente inverso nel considerare l'altra, di cui vede solamente lo scopo ed i risultati e trascura le gravi xnine che lascia dietro a sè. P ecca nel voler far camminare di pari passo Bastiat, Salfi e gli scrittori liberali e lo stesso Spencer, eccitatori dell' individualismo e per conseguenza distruttori del principio di uguaglianza, con i sostenitori della pace, la quale non può che essere il prodotto dell'uguaglianza universalmente sentita, voluta ed attuata. Pecca infine nel sottoscrivere alla sentenza dello Spencer che la vita sociale impiegata nella guerra demoralizza, e che il regime del co.n tratto viva completamente nel rispetto altrui, senza accorgersi che lo Spencer si è arrestato tra le Pelli rosse quando ha concepito la sua società militare, e senza aver letto la- bella pittura che lo stesso Spencer in uno dei suoi S~ggi fa dell'ind ustriale, gentiluomo in società ed aggressivo dretro al suo banco di vendita quando si tratta dei suoi interessi materiali. Tra l'egoismo del soÌdato che aspira al nobile vanto di difendere da~la prepotenza altrui il suo paese e la società cui appartiene, e che per questa difesa arriva al sacrificio della vita, e l'egoismo dell'industriale che aguzza gli ·altrui desideri per trarne un vantaggio personale, io tengo per ora, e finchè ci sarà bisogno di difesa, al primo, tanto più che, se non vi tenessi, correrei ad arruolarmi tra gli industriali e mi sottrarrei ad una società in mezzo alla · ·quale si estingue la simpatia e s'ingenera uno stato di animo
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che porta al delitto come avverte lo Spencer, e lo scrittore rammenta, sottosegnando la frase. Grave e complessa questione ha toccato l'Autore; essa comprende tutto un cumulo di umani affetti, l'intera evoluzione dei rapporti sociali. l'insanabile contrasto tra l'iniziativa individuale e la vol<•ntà collettiva, contrasto di cui si avviva la storia, le softerenze plausibili ed immaginarie che travagliano così le· generazioni umane, come gli uomini, le utopie · più o meno stravaganti da cui, mal preparati od impreparati, siamo sorpresi nel nostro incessa~te desiderio di conoscere il futuro poichè del presente non sappiamo sentire che i mali. Ad esaminare così grave e complessa questione non basta l'adunare pochi pensieri di scrittori i quali colla novità delle loro vedute ci hanno colpito : occorre uu lungo coordinamento di fatti e di idee, e non lo rivela certo il libro che parla « della guerra e del socialismo nel futuro )). ~
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I tre asterischi, sotto la cui salvaguardia riposa il nome dell'Autore del libro Sicil·ia, celano una mente r obusta .ed abituata a meditare ecl a coordinare le meditazioni, un'indole osservatrice, un personaggio oramai esperto nel g\).ardare con occhio calmo e pacato uomini e cose , una mano abile nel disciplinare i pensieri e nell'esprimerli. Il libro risponde alle esigenze dei metodi odierni posit i vi senza inciampare negli abusi delle cifre statistiche, nella colluvie dei fatt i minuti, nel vizio abituale dei raccoglitori di osservazioni, i quali a titolo di imparzialità lasciano al lettore l'immane fati ca di districarsene come può. La storia spiega la compagine etnica dei Siciliani, il loro indirizzo mentale, e le loro abitudini : insomma descrive la lenta formazione della razza e dei suoi abitanti: un capi tolo spigliato, evidente, improntato del color locale, ricostruisce il paese agli occhi del lettore. Dopo queste premesse noi ci troviamo d' innanzi al Siciliano d'oggi,
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siamo preparati a comprenderlo e ad apprezzarlo, e parlo di quello d'oggi, vivo, vero , che mang ia, beve e veste panni, non del S iciliano dei novellieri, veduto a traverso l'immaginazione. Lo scrittore ne presenta parecchi 'tipi, che lui ha veduto e conosciuto, e che peunelleggia con mano fer ma e sicura. I tipi son parecchi e ne è da ta la ragione. « Se v'è un popolo i cui car atteri possono racchiudersi in « un tipo solo, non è e non può esserlo il siciliano, per « lA note r agioni etniche e storiche. >> Tutto il capitolo è un g ioiello di osservazioni delicate, di sfumature, e di schiettezza. Dati l'uomo, le tradizioni e l'ambiente, il libro passa ad argomento più interessante e direi essenziale : le· odierne condizioni economiche e soci&li della popolazione ; e finalmente descrive l'orig ine e lo sviluppo dei F asci, e l'agita· zione che produssero, ossia il momento attuale. Il riassumere non è facile, n è giusto, quando si tratta di libri succosi, concisi come questo sulla Sicilia. I concett.i ed i periodi si avanzano imperterriti e d isciplinati l' un dopo l'altro a distanza voluta, senza stacco, senza interru zione. li pensièr o che anima il libro è calmo, equo da un capo all'altro, e se ciò può nuocergli fi nchè dura l'eccitazione attuale, gli gioverà appena g li animi tornino con tranquillità alla ricerca delle cause 'dei mali che affliggon o la Sicilia. Le tre pagine in cui l' Autor e, arrivato alla fine del suo lavoro, si riassume sono un modello di stringatezza ed una mi- . niera di pensieri. Noi mal resistia mo al piacere di r iporta.rle. La natura del libro non comportava un'analisi minuta dei rimedi e l'Autore si limit.a a citare invece alcuni desider i, i quali si r iassumono nel concetto che, ridonata ali ' agricoltura F importa.nza e per . conseguenza i mezzi di svolgersi che le furono in un modo o nell'altro tolti o sviati, molte piaghe abbiano da r isanarsi, e che altre se ne rimargineranno se i volon tari ed involontar i mettitori di zizzanie impiegheranno invece l'opera loro a togliere i sospetti e · gli eq uivoci ove già il fervor natura le degli animi · troppo facilmente li solleva.
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•• Dal punto di vista delle guerre della R ivoluzione il libro, che abbiamo sottomano, ci interessava a più riguardi. Que· sto libro n on vuole, nè può, dare una descrizione delle guerre perchè considera d i preferenza la parte politica e legislativa dei rivolgimenti avvecuti i~ F rancia sul cadere dello scorso secolo: uè si può chiedere ad uno scrittore più di quello che egli ha intenzione di dare ; ma è però lecito d'interrogarlo, se, circa ciò di cui scrive, vuole dare quanto si conosce e si sa generalmente ai suoi giorni e quanto per còuseguen za si può richiedere da lui. La prima domanda che si presenta è questa: a chi spetta la r esponsabilità dello scoppio della guerra combattuta quasi senza interruzione dalla Francia dal 179~ al 1815? Lasciamo da parte il ricordo del contrasto latente fra le tendenze manifestate dal gpverno rivoluzionario e dalla opinione predominante in F rancia, ed il diritto pubblico in Europa, e teniamoci puramente nel campo obbiettivo dei fatti. L 'A. dice : l'imperator e d'Austria e il re di P russia, cedendo alle preghier e di Maria Ant onietta e dei fratelli di Luigi XVI, avevano stipulato a Pilluitz una convenzione, per la quale, r itenendo la condizione del re di F rancia degna dell'interessamento di tutti i sovrani d'Europa, e contando sul concorso di tutte le Potenze per metterlo in grado di agire con libertà, risolvevano di operare prontamente, con le forze necessarie, contro la rivoluzione. In r ealtà. avvenne che l'imperatore L eopoldo, tenendo conto dell'interessi, che egli aveva in P olonia,, ed in Turchia, non voleva essere trascinato in una. gnerra contro la Francia : perciò egli cercò ogni via per tranquillizzare la sorella, e, d'accordo col re di P russia, rispose per le rime ai fratelli d i Luigi XVI , i quali desidervano d i approfittare delle circostanze per esautorare questo ·re. Il ristabilimento dell'ordine e della monarchia in Francia parve bensì nel con-
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vegno avvenuto in Pilnitz assai interessante per i governi europei: vi fu espressa l'intenzione di richiamare sopra questo fatto la loro attenzione col proposito d'indurii a cooperarvi, ma solamente nel caso che essi vi si decidessero tutti, anche l'Imperatore ed il re di Prussia si sarebbero indotti ad intervenire attivamente negli affari della Francia. E notisi che si sapeva già che l'Inghilterra non solo non desiderava d'intromettersi negli affari della Francia, ma anzi desiderava che nessuno vi si intromettesse. L o stesso Thiers (capo VI) non dice più di questo, e tutti gli storici oramai stabiliscono come un dato di fatto la ripugnanza dell'imperatore L eopoldo ad impicciarsi seriamente n egli imbarazzi del re di Francia, e l'interesse che aveva l'Inghilterra nel lasciare che la Francia si logorasse tra le penpez1e dell'anarchia. L'A., riferendosi manifestamente al principio del 1792 avverte che la guerra era imminente : che intorno a Coblenza s'affollavano gli emigrati : che Austria e 'Prussia avevano firmato una convenzione per invadere la Francia con 250 mila uomini e che morto nel frattempo l'imperatore Leopoldo; il successore Francesco II, di spi1·iti bellicosi(?), si decise ad eseguire senza indugio la convenzione stipulata dal padre. · 11 fatto sta che l'elettore di Treveri impaurito per l'attitudine del governo francese, ed obbligato dalla pressione dell'Imperatore, aveva ordinato la. dispersione degli emigrati · dall'Elettorato. P er il contegno preso dal partito della guerra in Francia, Fimperatore Leopo~do concluse colla Prussia una convenzione di carattere difensivo, col proposito di esigere più tardi la libertà e la sicurezza del re Luigi XVI, una garanzia. al potere monarchico, e di più lo scioglimento dei Circoli giacobini: per appoggiare queste domande·Prussia ed Austria avrebbero messo in armi un centinaio di mila uomini in tutto, e non arrivarono poi nemmeno a tanto. Il partito monarchico-cost· tuzionale in Francia con una guerra di poca entità condotta celeremeute contro i principi elettori del R eno sperava di deviare l'attenzione dei
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Francesi dalla situazione interna, di porre argine alle esagerazioni e di consolidare la costituzione. Su quel pa~tito ricade la massima parte di responsabilità nella prepara:r.10ne de<Yli avvenimenti che condussero alla guerra. Il partito gi;ondino repubblicano, sostituìtosi violentemente al mo · ·narchico costituzionale, raccolse il germe della guerra da esso o·ettato e lo fecondò. Alla piccola guerra intrapresa nell'i~teresse di un partito surrogò il concetto di una grande guerra, che appar entemente doveva avere lo sc~po_ di pro~ paganda, e realmente doveva dare alla Fran01a _1 confìm del Reno e delle Alpi, quelli stessi che erano statt ogget~o degli sforzi tenaci, quanto inefficaci, di ~ui~i XIV. P~rOlÒ quel partito provocò la guerra, la fece dwhtar:are dall ~s semblea, e diede ordine agli eserciti raccolt1 sul confine d'invadere il Belgio e la Savoia.. L'invasione non riuscì. Gli emicrrati franeesi aiutarono da parte loro a r endere la o-uerra ~ecessaria ed implacabile; anzi si può dire che fecero ~crni sforzo per trascinare l'Europa intera nella lotta che r:rveva tra loro ed i loro compatriotti rimasti in Francia. L'A. ayverte che il re di Prussia ed il suo generale, il duca di Bruuswick, valutavano poco l'esercito francese che stava per opporsi a.i Prussiani : rammenta il laconico dispacci? di Dnmouriez che, paragonando le Argonne alle T ermopoh, si vantava di voler essere più fortunato di Leonida: 'Che invece girato da Croix-au-Bois, com~ lo fu ai suoi tempi. Leonida, si decise a condurre l'eserc1to a S. Menehould,· ove fu raggiunto dai rinforzi del Kellerman~ e de~ Be~noun ville: che il duca di Brunswick · appr ofitto del d1sordme ap· portato dallo scoppio di un avantreno nelle file_ d~i Fr.an~ cesi per farli assalire dai Prussia.ni, e che quest1 _rwaceta.tt per due volte e travagliati dalla carestia e dalla dtssentena si ritirarono. Se il re affrontò la guerra à coeur léger, il duca di Brunswick non ebbe mai gran fiducia nella buona riuscita; della ~pedizioue. Il Dumouriez, coraand~nte ~i ~n esercito r~c·. cocrliticcio avrebbe creduto opportuno d1 spn1gerlo ad ague oif~nsivamente, ed a ciò nulla gli pareva più adatto della
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conquista del Belgio: il fermo volere del min!stro della guerra, Servan, lo obbligò a portarsi sulle Argonne per difendere da esse la Francia. P erciò la famosa frase delle r:l.'ermopoli poggia sul vago, E~d è una invenzione après coup del Dumouriez, trovata da lui scrisse le sue Memorie. Invece tra il Bel~io e le Argonne egli perdette temp~: quando volle ditendere queste ultime, esse furono forzate. ll doppio assalto delle colonne prussiane a Valmy n on avvenne: anzi vi fu appena un accenno di preparativo all'assalto, accenno tosto interrotto dal duca di Brunswick, e tutta la azione si ridusse ad un lungo e poco dannoso scambio di C3.nnonate tra i due partiti fino a notte avanzata. P.oi c?m.inciò un periodo di trattative durate per parecchi gwrm: 1 due eserciti continuarono a stare a fronte. ma essendo principiate le pioggia l'approvigionamento dei Prussiani si faceva con diflicoltà, le malattie vennero ad infierire tra loro ed essi finirono col ritirarsi in gran disordine. Il risultato è il medesimo, ma i mezzi per i quali esso fu ottenuto sono assai diversi, a poichè la leggenda inventata d~gli i~teressa;,ti continua a primeggiare in questi ria~sunti dt stona, che sono i più conosciuti, ed alterano in senso della storia, è bene il tenerne conto acciocchè essi siano opportunamente corretti. Quella leggenda, accumulata dai vari partiti che via via predominarono in Francia, ha alcuni caratteri essenziali e per essi impedisce di comprendere nella loro verità effettiva · il processo del periodo rivoluzionario in F rancia e le sue . conseguenze in Europa. I caratteri sono i seguenti : Primo, rappresentare la F rancia vittima delle aggressioni di tutti i monarchi europei, perchè voleva fare prevalere la famosa divisa dell' uguaglianza, libertà e fratellanza: invece la g~~rra fu v?l.uta per i loro interessi dai partiti che .e~anst 1mpadromt1 del potere in Francia, e provocò la ?oahz1one europea solamente quando dimostrò apertamente 1l suo scopo, che era quello dell' annessione della Savoia e del Belgio alla F rancia.
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Secondo, dare alle guerre della Rivoluzione tutta l'importanza possibile, per scemare gloria e splendore alle guerre napoleouiohe. Si riscontra però che gli eserciti rivoluzionari n.ei primi t empi non abbandonarono le tradizioni della antica scuola classica. militare: lungo scheroieggiamento e scarsi colpi decisiv i: precisamente il rovescio dei ,metodi ~dottati da Napoleone, e :-~i riscontra pure che più tardi quelli eserciti si consumarono in una lunga g uerra di cordone da un capo all'altro dei confini Francesi senza notevoli risultati nè da parte de i francesi nè da parte degli avversari, all'infuori che del Belgio conquistato, perso, riconquistato e tornato a perdere dagli uni o dagli altri. E tutto questo è ancora il contrario di quanto fece Napoleone. Il sistema rivoluzionario teneva la propaganda e la rettorica come valido appoggio ed aiuto alle operazioni militari dirette alla conquista di un territorio. Napoleone invece occ~pava con rapide marcie il territorio sul quale aveva posto gli occhi, e poi si valeva dell' azione militare per sostenere la politica. Terzo, attribuire al periodo rivoluzionario il merito di avere compiuta la palingenesi sociale e politica dell'Europa, riformandola di punto in bianco senza che lei vi avesse fin allora pensato, insomma cominciare improvvisamente un'èra nuova dal periodo rivoluzionario francese strappando qualsiasi continuità tra esso ed il passato nella storia europea: Invece il movimento di riforma interna, sociale e politica fu necessità già avvertita prima di quell'epoca da tutte le monarchie europee, le quali avevano cominciato a darvi mauo con attività tanto maggiore quanto pareva loro che ·fosse consentita dal carattere e dagl'interessi delle popolazioni affidate al loro governo. In Giuseppe II l'impulso riformatore fu tanto da non essere superato da quello dei rivoluzionari francesi che egli precedette in ragion di tempo, e da provocare... una controrivoluzione nei sudditi per il malcontento seminato tra loro di tanto bene che voleva da un momento all'altro distribu,ire loro. Quarto, attenuare l'efficacia dell' epoca napoleonica, pre-
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sentandola, sec0ndo i par titi ed il loro modo di vedere, come contraria e nociva ai principii professati dalla Rivoluzione, ov-vero come una conseguenza necessaria e logica del processo r~voluzionario, di guisa che a Napoleone sia toccato piuttosto il merito di cogliere un frutto maturo, chf3 la fatica .di condurlo a maturazione. L'una e l'altra di queste maniere di presentare l'opera na.poleonica in rappor.to alla Rivolm:ione hanno del vero e del falso. Napoleone; colla sua energica volontà, in F?·ancia ricostituì l'edificio sociale e politico che prima di lui era stat o immaginato e disegnato dalle menti dei rivoluzionari, senza che potesse essere tradotto in atto, a causa della violenza dei par titi; (u<YI' eli Francia, colla violenza delle armi stabilì e mantenne la sittuLzione di cui la Francia aveva bisogno per condurre a termine Popera del suo rinnovamento politico e sociale. Il 12ostro poeta intravide il carattere di questo lavorio di provvida ricostruzione nell'interno, e di tumultuario tempo reggiamento nell'esterno relativamente alla Francia, quando da una par te ci descrisse Napoleone in atto di conciliare i dt'e secoli in.. lotta tra loro, e dall' altra si domanda ove sia la vera gloria del movimento affannoso destato e mantenuto in Europa per un ventennio da Napoleone. Certamente la rivoluzione francese è un avvenimento di primissimo ordine nella storia, ma non ne interrompe il corso ; esercita sovra essa influenza grandissima, ma non neutralizza quelle esercitate da altre correnti che contemporaneamente trascinavano la società europea: essa medesima è uno degli episodi del lavorio lento e difficile che trasformò la società medievale nella moderna, ma non è la causa di quella trasformazione. A queste conclusioni viene oramai lo storico odierno nell'esaminare e nel descrivere 'quel grande avvenimento, e se vi avesse pensato l'A. che ci dette occasione a queste osservazioni avrebbe modificato la frase, con cui nel cominciare il suo libro dichiara la rivoluzione francese, feconda di conseguenze benefiche pe1· il mondo inte1·o, come quella che ab· battendo i resti del vecchio edificio medièvale diede 01·· igine
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alle odierne istituzioni civili e politiche « per poi concludere osservando- che la rivoluzione, ch'era stata fatta contro il potere assoluto della monarchia, terminava col dispotismo più duro che la Francia abbia mai sofferto ». Ho voluto accennare a questi fatti, perchè il libro se lo merita. In esso so~o riassunti con chiarezza gli avvénimenti della rivoluzione francese, e per lo spirito che guida lo scrittore, non vi sono tutti gli sperticati hosanna che per solito si incontrano a dritto ed a rovescio, a favore di quanto di bene e di male accadde in quel periodo di storia. L'equa· nimità: e la calma del raccont o valgono bene la spesa che in una nuova edizione siano tolte quelle mende che possono più facilmente cercarsi, che trovarsi, in questa.
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. NOTIZIE POI.lTICO·MILIT.AR.I ITALIANE
NOTIZIE POLITICO-MILitARI ITALIANE
Chiusa la discussione generale del bilan_cio della guerra col rigetto dell'ordine del giorno puro e semplice e con l' aceettaziQne di un voto che prendeva atto delle dichiarazioni del governo, er·a lecito sperare che la votazione dei singoli capitoli avrebbe proceduto molto spedìtamente, perchè qucste drcbiarazioni er·ano stare molto esplicite. Ma cosi' non fu. La discussione dei .capitoli durò altri otto giorni e quasi due si perdettero sul capitolo primo, perchè le proposte degli oppositori, cacciatèdalla porta, volevano rientrare dalla finestra. Su questo capitolo, che riguarda il personale dell'amministrazione centrale della guerra e che imp.orta la spesa ~omplessiva di un milione e 800 mila lire, vi fu chi propose nientemeno che l'economia di un milione! Altri si contentavano di meno c, scendendo a poco per volta, Ministei'O ed opposizione avevano finito coll' accordarsi su un ordine del giorno dell' on. Torraca, che proponeva di stabilire la spesa complessiva di tale capitolo in un milione e 600 mila lire, cioè con 200· mila lire di economia, conseguibili gradata mente in modo da non turbare il servizio, nè ledere diritti acquisiti; ma a questo punto saltò in capo all'on. l\lartini di fare una domanda naturalissima visto la contentezza che aleggiava sul volto degli oppositori; a benefizio dr chi andranno queste 200 mila h re di economia 'l A beneficio del bilanciò stesso (rispos(l l'on. Crispi); non l'avete votato ieri ? Non avete preso atto delle dichiarazioni del governo, il quale ha esplicita mente dichiarato che tutte le economie possibili su · alcuni capitoli del bilancio della guerra dovevano andare a benefizio di altri riconosciuti insufficienti"! Queste parole furono un so ffio nella nebbia delle illusioni ed un · altro nel fuoco della discussione. 1.: on. l mbria ni gridò: ma allora è
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inutiie; non s·r tratta che di un passaggio di cassa. Precis:.~mepte, l'isposero altri. L'on. Prinetti p1·opose sul capitolo stesso un ec~nomia immediata di 50 mila lire a benefi cio dell'e1·ario, ·come protesta contro l' interpetrazione data dal governo al voto del giorno iunanzL Altri pure dell'opposizione, ma più ragionevoli,ammisero che quel vo!Qera dal governo giustamente interpetrato; però soggiunscro che la Camera, ha sempre diritto di ritornare su i suoi voti. « Non capisco (disse oppor·tunamente l'on. Crispi) a che cosa si r·iduca il lavoro della Camera se oggi si può distruggere ciò che si è fatto ieri., L'on. Rudinì osservò che il voto precedente legava solo la maggioranza, nè si poteva negare all'opposizione il d,iritto di presentare proposte in senso contrario; solamente chi avea vorato per il governo il giorno innanzi, mostrerebbe poca coerenza a votargli contro il giorno appresso. Dopo una discussione lunga e intr·alciata si fi ni per mettere ai voti l'or·dine del giorno Pr'inettì il quale fu respil!to, e cosi sulla questione principale fu tolto assolutameme ogni dubbio. i\ta neanche dopo ciò la discussione procedette liscia; si fecero ancora fjDestioni di lana caprina su ogni capitolo. Perfino l'inchiostro, le penne, gli orologi da muro, i campanelli elettrici e via dicendo eb~ bero l'onore di figurare nell'esposizione degli sciupi del ministero della guerra fatta alla Camera dagli onorevoli Imbriani e Compans, e non ci volle meno che la gentilezza straordinaria e la pazienza dell' onorevole Ministro della guerra per rispondere a tutte le minu1.iose osser·vazioni, le critiche in aria, le accuse infondate, le domande importune, che dut·at·ono per olt1·e una s!'ttrmana, come fuoch i a volontà e ad occhi bendati.
• ** Non seguiremo siffatta discussione perchè acqua passata non macina più, o questa non ha macinato mai. Ma per la cron:Jca, se non per la storia, dobbiamo notar·e uno dei suoi incidenti più caratteristici. Un giorno saltò in cnpo all'on. fmbriani di dire che vi sono centinaia di migliaia di razioni di foraggiò mangiate in contanti, e l'onorevole Nicolini venendo di rincalzo aggiunse, che a quest'uopo gli ufficiali se l:J intendono coi for·nitori militari e che talvolta prendono un tanto ~er chiudere gli occhi sul peso. Queste parole sollevarortò ·pròteste di indignazione da ogRi parte della Camera, ed avendo l'on. Nicolini accennalo a rivelazioni fauegli in altri
NOTiZIE l'OLITICO ~lo!ILITARI l~ALIA.NE
" NOTIZIE PO LITICO·Mq.. ITARI, ITALTANE.
tempi da!J'on. Mocenni, ora1\finistro della guerra; lè quali l'avrebbero ~uto.riÙato a dir~ ·quelle parole, ebbe dal Ministro stesso, in forma c~r trse, una sostanziale rettifica, equivalente a una formale smentita. L'onofévole l\focenni aveva ammesso i'n genere, la possibilità di. ,tal uni inconvèn.ienti, . ma non aveva accennato a ne~sul). fatto speciale salvo ad una, inulta che egli, essendo comand:)_nte di truppa, aveva inflitto. ad un fomitore e che gli .er~ poi stata dal ministero condonata. Non val la pena che ~i · narri la.storia di quella mulla, nè del s·uo. condonò; ma piuttosto domandiamo: è lecito prendere a base una conversazione privata su questioni generjche o sopra un fatto inconcludente, per riportarla svisata alla 'camera tre o quat.tro anni dopo, e e farsene base per lanciare accuse formali di malversazioni contro l'in. tiew corpo· degli ufficiali, chiamando in testimonio Io stesso.:Ministro? E per quanto riguarda le razioni foraggio, chi non ~a che l'ufficialeha diritto soltanto a' tante razioni quanti sono i cavalli che eflettivamente possiede, e cbe tale posse3so .è rigorosamente con$tatato con norme precise stabilite dai regolamenti? . . Ciò posto, . chi non' vede essere puerile il pensat·e che l' ufficiale si metta · d'accÒrdo ?Ol fornitore pe;· farsi pagare la razione i~ 'cont:mti~ mentre in tal. caso dovr~bbe provvedere qel proprio al mantenimento. de' suoi cavalli, spendendo certo più di quello che prenderebbe da1 fornitore? Chi poi non s; che, se un un ufficiale vuoi mettere il suo cavallo. a regime speciale, può essere autorizzato f. prel~v;.re la razione in contanti .s.enza .r.iéorrere al f~rnitore? Chi finalmente non comprenpe che se anche un . ufficiale pt·endesse dal fornitore in contanti, anzichè in ·natura, la razione che gli spetta, mancherebbe al regolamento ma non alla delicatezza, perché non defrauderebbe l'erario di un millesimo? Pur troppo la _pianta del pettegolezzo è nata nel nostro ·Parlamento. e cresce ogni gion1o di più. e si va avanti di questo passo, non >;appiamo dove si andrà_a finire.
sP.migr-atuite vadano a beneficio degli · alunni che i mprendono . il corso - degli studi superiori nelfe scuole militari, dove solo dovreuQero essere .ammessi i o-iovani forniti di licenza licéale o d'istituto tecnico. L'on. Afan de Rivera difende calorosamente i collegi, dicendo che, nelle attt.iali condizioni del paese, non sarà mai possibile avere dagli istituti e dai licei un numero suffieiente di giovani che scelgano la car. t·iera militare. Ritienech~ il mantenimento dei collegi sia.neces::;ario speciaL mente per il reclutamento degli ufficiali delle armi tecniché. Pet·ò nelle .attuali strettezze del bilancio, rieonosce che non si può destinare ai· col":. ,Jegi 1~ilitari la somma che ora assorbiscono; sibbene è neèessario,, con ·I·iforme amministrative ed orgamche fare in modo che bastino a se stessi; :gli studi _poi devono esset·vi riordinati in guisa che gli allievi, al termine dell'ultimo corso, siano pareggiati a quelli cbe hanno conseguito 1a licenza d'istituto tecnico. . _ Le opinioni dell'on. ministro della guerra a qùesto riguardo sono note, avendo egli dichiarato nella discussione generale che, data la si'tuazione, non può essere radicale come vorrebbe; sicchè promette sol~anto d'introdurl·e nell'amministrazione dei collegi e nell'ordinamento .J.ei loro studi quelle riforme che sono propugnate dall'onorevole Afan . ·de Rivera. Anche l'on. Crispi è della stessa opinione. Egli si àecorge che la sop: ~ pressione dei collegi sarebbe per lo meno impolitica; quindi le si dichiara ' .favol'evole in avvenire, ma non per ora. · In sP.guitci a ciò la proposta di soppressione venne re3pinta,.
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Fra le ·molte qu.estioni già trattate nella discussione generale e tor. nate a galla in quella dei capitoli vogliamo notarne una sola, vecchia, . a dirvero, e stravecchil), ma trattata nelle debite forme: quella dei collegi militari: Al relativo capitolo sorge l'on. l\festica il quale propone che i col:legi militari vengano del tutto soppressi e .)e loro. pensioni grawite e.
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.,. • * , Così esponendosi ad ogni capi tolo una teoria, un progetto, (qualche _ volta due) o almeno esprimendosi un desiderio, spesso sollevando un incidente e via dicendo, la discussione dei capitoli, cominciath il lunedì, .,giunse al sabato e ne restavano ancora vari del bilancio ordinario, pilt tutti quelli delle spese straordinarie; quando la Camera, avendo altre ~eo-,.,j ur,.,enti da discutere, deliberò di tenet·e giornalmente due sedute C>èl ~ .' • ' ·e dedicare al bilancio della guerra quella mattutma. Ciò valse ad aft't·ettare la fine, forse perchè gli ostruzionisti riserbarono il fiato per le sedute pomeridiane;_~icch~ la m~ttina di lun~dì, · '2i corr.,tutti i rimanenti capitoli del bilancio ot·dinario vennero approvati, -ed anche l'articolo unico dì legge che stabilisee la somma complessiva <lei bilancio stesso. (Vedi puntata precedente). Poi t·~pidamente si discus· · serole spese straordinarie. Al capitolo: armamento, l'on. Galletti presentò
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un ordine .del giorno con cui s'invitava il ministro della guerra ad accelerare la, fabbricazione e la distribuzione del nuovo fucile. Rispose l' on. Ministro rilevando come tutti, Ministero 'e Camera, siano d'accordo nella necessità di continuare e affrettare, per quanto è possibile questa fabbricazione; disse che ;>erciò aHebbe mantenuto, a quest'uopo, l'altualc ll~:mziamento, risen·andosi di studiare i mezzi pe1· accrescerlo. Intanto al { o luglio avremo già pronti 140 mila nuovi fucili e 30 mila nuovi moschetti. In seguito a ciò l'on. Galletti riti•·ò il suo ordine del giorno; tuili i capitoli delle spese straordinarie vennero approvati ed infine l'articolo unico di legge che ne stabilisce la cifra complessi va. Nel pomcrigio si ebbe la votazione a sc~utinio segreto, notevole per le inaspettate proporzioni dei voti favorevoli, avvegnachè il bilancio ordinario fu approvato con 229 voti cont1·o 98 e le spese straordinarie con 23:l contro 95.
* *.. Chiudendo con questo voto, che può dir:;i patriottico, una discus~i one lunga e vìvissima, la g rand.~ maggiorau7.a della Camera ha mostrato di sentire tutl3 la responsabilità che su lei pesava nel momento di deliberare intorno ai , mezzi fi nan1.iari occonent.i per la difesa nazionale. Così, ha postq fi ne ad un dibattito penoso che, perdurando più oltre, o chiudendosi in modq diverso, avrebbe infirmato il valore· morale di quest'esercito che sta in cima al pensiero di tutti. . _ La vittoria conseguita dal Governo non diminuisc-e gli impegni da esso assunti di portare, nell'amministrazione militare, tutte le economie possibili; ma si è ora mai sicuri che da queste nuove economie la forza e la compagine dell'asercito non soffriranno detrimento, perché le economie stesse andando 3 beneficio del bilancio, il risultato sa rà, non una economia propriamente detta, ma una migliore distribuzione di spese. Respingendo i tagli proposti a spizzico e a caso ed approvando il bilancio quale fu dal .Ministero presentato, la Camera ha voluto mettere il Governo in grado di dare alle economie quel carattere armonico, mancando · il qua le, non possono farsi senza danno; e con lo splendido voto finale ha dato al Governo stesso la fo1·za morale neces~aria pe1· affrontare il problema e risolverlo. Dopo la di~cussione del Lilancio della guorra, la C:arne•·a intrap1·ese quella di altri progetti di legge, non avente c:u•attere militare ma impor-
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NOTIZIE POLlTICO·M!LI TARI iTALIANE ·
NOTIZIE POLITICO·MlLlTARI ITALIANE
tantissimi; fra cui _quello sui provvedimenti finanziari, del cui esito fvremo cenno nella seguente puntata. Il Senato il questo f1·attcmpo non tenne seduta.
Fra le principali disposizioni d'interesse militare emanati! in questo periodo notiamo : { o Il R. decreto con cui viene approvato il regolamento pel la ~estione ad economia degli stabilimenti di sussistenza o dat:.re dal i~ lugh.o; 2o L' Atto ministeriale con cui sono indicate le norme per l ammts· sione ai bagni Ina•·iui e termali; . 3o Le modifìcazioni al servizio pel comando del corpo d1 stato maggiore ;
,
v ·-"'
.. .
4o L'ammissione degli ufficiali di co mplemento d art•ghena, a~•parte_nenti al 28• e 29" reggimenti alle esercitazioni estive dei rcggim e ~tl stess_1;
;:;o L'ordine di consumare le·scatole di carne in con~erva d• f<t~bn cnzione anteriore al ·1884:, riconosciuto in buono stato d• comerva~wne; 6o Le disposizioni •·elative al cam?io dei distaccamenti del gelllo.
** • Abbiamo parlato a suo tempo delJ!acco•·do conchiuso fra l' Ita~ia e l'Inghilterra per delimitare la rispettiva sfera ù'nz~one in Africa. Glllnse ultimamente notizia che il governo francese abb1a mandato al nostro. una not.a per e~pri mere le ri~crve della Francia sn quest'acc~rdo.. ~r~d1a~o che si tratti .di que5tioni più di forma che di sostanza, .nsolvlbt_h ramimente in via diplomatica; ad ogni modo, assieme all'Inghilterra, s1amo in buona compagnia. . . . . 11 27 corrente, graditissima, festeggwtlSSJma, giUnse a Venezia l~ squad ra inglese del Mediterraneo comandat~ dall'ammiraglio.Sey~ur. fu rono pranzi con reciproci inviti presso i~ prefetto e presso l ammu·agho~ brindisi, cortesie, luminarie in citt~. Non Cl fermet·emo su quest~ feste a cm . l' amicizia tra i due popoli porge frequento occasione e che perc•ò non pre: sentano più nullll di straordinario; ma abbiamo voluto uotarle perche questa espressione di cordiali sentimenti non smentiti mai ~è da una par~c nè dall' altra, ha la sua radice nella comunanza d'!Dteress•, la quale d1-. venta ogni giorno più Avidente.
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Rom_a, :3-1 -maggio 1894.
' M·.
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
FRANCIA.
Il ~wovo comandante eventuale dell'armata delle Alpi.- r-: on decreto m d:~tn •19 maggio 189~ il generale Coifl'é è stato nominato membro del Co~ siglio.;ure.riore_ d t gullrra con _i:;pezionc perrn~nente sulle truppe del H e 15 COI po, ti ch.e vuoi dtre comandante eventuale dell'ar· matll delle Alpi. Dopo il gene_t·ale Baron .Ber~e ch 'era d'artiglieria, dopo il generale Ferr_on d~J ge01o, è notata coo compiacenza dalla stampa france.;e fa nomma dt questo generale pro1•euiente dalla fanteria. rr. gener~le Co~~é è nlltO il 2:~ luglio 1833, e quindi . potrà restare nel! eserctzto delltmporl<lnte comando quattro anni prima di ramriun00 gere il li mit.c di età. , Souotenente di fant~ria nel. gennaio del i 855, sei mesi dopo, :~l l attacco delle oper·c b~anche 10 Crimea veniva promosso tenente, nel q~al grado facev:~ negl i an ni !IUCcessivi , le ca mpagne d' Ita lia e d'Afn ca. Promosso capi tano nel 1861 pt·endeva parte, qualche an no dopo, alla ~n mpagna t.lel Messico ed il 25 ottobt·e 1864 era citato all'ordin e del gtorno del cApo dello spedizione per cs~ersi distinto nel combattimento di Majoma il 21 settembre ~864. , Maggiore nel '2° reggimento zua vi nel1870, alla · battarrlia di Froe· sc~i~vil~c il Coill'o veniva ferito al petto ed al braccio sinistro. ~. fatto pn ~IOnt~ro , fu t:n.sportnto a ~umbuy in Baviera. ·Appena guarito fuggì, e rrentro a Partgr per la v1a di Deifort- Dij o n-Hever~ . ~l 7 ott?bre 1870 pr~mo~so ten?nte colounello, e destinato, prima all8 0 reggtmento fanterw d t marcta, c . po:,;cia :1] ·l 08o, alla batta,l ia n
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di Champigny ed alla presa di Boy si distingueva nuovamente, tanto che il governo provvisorio lo nominava il 18 dicembre colonnello, af· fidandogl i il comando dell'So reggimento di fanteria sopradetto. La Commissione della revisione dei gradi pet· altro, al termine della campagna, lo retrocedeva nuovamente a tenente colonnello come fece per mol ti al tri. De~ti nato al 122° reggimento di fanteria, era poscia incaricato òella formazione del ~ oi2° di cui prendevn il co mando come colonnello nel· l'ottobre 4873, comandò che conservò fino all'ouohre del ~ 879 qua ndo fu promosso gendrale di brigata. Il •18 febbraio 187~ fu chiamato al l'ilioistero t.lella guerra a reggere la direzione della fa nteria lasciatn allora vacan te dal generale Boulanger. . Come si vede il generale CoiiTé ha passa to i primi 30 anni della sua carriera esercì tando senza interruzione un comando attivo, ed è stimato oggidì espertissimo conoscitore del personale, abile ed intelligente nell'apprezzamento del terreno e nel maneggio delle truppe, ~ pe cia lmente della fanteria. Fu promo~so generale , di divisione il 5 maggio 1885 ed ebbe il · comando del 4o corpo d'armata il .29 dicembre 189i. F<!ce parte di numerose commissioni per giudicare importnnti questioni, come ad esempio: quella relativa all'armamento della fanteria ecc. ecc. Ultimamente copriva la carica di presidente del ct~ m i ta to di fauteria, ed è sotto la :ma direzione che quei comitato, dopo 3 me~i di lunghi studi, dava alla luce il nuovo regolamen1o. J1 nuovo comandante l'a rmata delle Al pi è fìsicnmente ben conservato, ed è inoltre conosciuto per la sua nll'abilità e squisita cortesia. L'Echo de Paris, riportando la notizia di quest..1 nomina, conclude con le parole seguenti: 'I nostri vicini rimarranno lieti dei rapporti , che potranno esser chiamati a mn ntenere con l'ufficiale generale in' caricato dell' alla sor v e~tlianza della frontiera. Dopo aver preso p:~ rte 'alla guerra del {859, il.,generale Coilfé ha disimpegnato parecchie m;~. c sioni in I1alia, e conta in quel paese alte e numerose conoscenze. La • sua azione sarà tale da evitare quei piccoli in ~; identi di frontiera che « eecitano l'opinione pubblica dalle flu e parti delle Alpi. • La ?·idnzione dell'art1'glieria nelle di'IJ1·s·ioni di cavalleria.- Su proposta del generale di Gallifet, il Consiglio superiore d_ella guer~a ha decretato una riduzione dell'artigiieria dr. Ile divisioni d• cava llerta indipendente . . . A somiO'Iiaur.a delle divi~ioni di cavalleria déllo guard ta, m Germania, ali~ divisioni di cavalleria francese non saranno dati che dodici pezzi (2 batterie) invece dei ·18 (3 batterie) fì nora ad esse assegnati.
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NOTHIIE MJI.:ITARl ESTERE
Il gen.<:lrale :\lerder è d'accoi·do col Consiglio superiore di guerra a questo nguardo, tanto più che una tale misura faciliterà )' o1•oauizz~zione dell'artiglieria da destinarsi allo sdoppiarnento de' due<!> corpi d armata dell'Est, col trasforrn:1re in batterie attaccate le 7 batterie a cavallo che r,ima.rranno disponibili.
GERMANIA.
. Va~ia.zioni n.ell' alto personale militare. - In ma~J;!io vennero 00• m10at1 1 tenenh gen':lrali, det quali tre a comandi di divi:iìone 13 maggiori ge?er~li ,. 1~ colonnelli di fanteria, 6 stato maggiore, 7 di, cavalleria ·l d arttgltena da campagna, 1 d'artiolieria da fortezza ·1 de·1 pionieri, 2 dei distretti. <=' Vennero collocati a disposizione due tenenti generali comandanti d' divisione ed il tenente generale comandante di ~1agdeburgo (sostituit; nd comando colle nomine sopra menzionaw), 12 maggiori generali e 6 colonnelli. · '· Bavù1·a- bilancio mtlilare. - Nel bil:mcio militare della Raviera stato pubblicato in maggio scorso, è stanziar~ pe1· le speS'e ordinari; La somma di: . . . . . . . . . . fire 66,9i3,33G.25 Per le spese ,straordinarie una vcdta tanto ·12,933,9.i 3.75 pensioni' 7 ., ..,7. ,., 3 •"" ,.J7 .75 Totale lire 87,8H,653.75 Tra le ·spese slraordinarie per una volta· tanto sono da notarsi i segue oti titoli : Dotazione di velocipedi alla fauteria di linea eJ ai cacciatori . . . L. 20,250 ·1 a rata vestiario ed ecjuipaggiamento per nuove formazioni di guerra. . } . )) 1,·1:>5,000 Esperimenti per l'alleggerimento di carico del soldato di fanter ia . • » 62,500 Fabbricati militari vari . ••• i> 3,38·1,250 Id. per alloggiaménto di sottuffkiali arnrno<>liati 0 in Ambérg, Augsburg, Laodshut, Sulzbach, Germersheirrì; 1a rat't . • » 25,000 Com penw di tre marchi a testa pe1· i richiamati che portino seco stivali in buono stato . ,. 25,000 Acuuisto di terreno per una piazza da esercitazione, ·ad nso del II- corpo d'armata, 2a rata · l 2,500,000
NOTIZIE :MILITARI ESTERE
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Circa l'acquisto di te1·reni ad uso piazze da esereitan'one. - A proposito dell'acquisto di terreni per nuove piazze da esercitazione, o per ingrandire quelle già esistenti , questione Mtualmente iu istudio, il rrlinistero della guerra ha stabili to i seguenti criteri di massima: " É indispensabile che le piazze da esercitazione per i corpi d'armata abbiano estensione di 7 chilometri almeno, atteso la lunga gittata delle armi ' Odierne e la necessità di agevolare il c.onvenieute 'Svolgersi .delle truppe nelle grandi esercitazioni. Il criterio fondamentale è di .fornire a ciascun corpo d'armata piazze da esercitazioni tali che si po~sa evi· tar~ la/necessità di aggravare gli abìtanti dei dintorni coll'a llojtgiamento di truppe presso di loro. Per ottenere questo ,intento devesi procurare che nelle piazze stesse siavi la possibi lità di meuere a sosta le truppe ; il corrispondente ingrandimento delle piazze già esislenti deve altresì avere per effetto di evitare i danni ognora crescenti. apportati dalle truppe ai terreni coltivi. Mediante l'ingrandimento ài queste c la form~zione d'altre nuove devesi appunto ottenere eli rendere le truppe indipendenti dalla necessità di fa re <~ssegnamento sulle risorse dei terreni finitimi. , ' Le somme occorrenti saranno stanziate nel bilancio militare del ven· turo anno. Canali d·i na·vigazione. - Il Lnntag prussiano vNò c.ontro li! costruzione del canale Dortmund-Reno che fac.e1•a parte integrante di un grande progetto di comunicazione trasversalE\ tra I' E i b~, il Weser ed il Reno, per le locali!à seguenti: Magdeburg, Haunover, J\linden, Bram$che, Dortmund, Ruhrort. In conseguenza tutto il progetto è, per ora, messo da parte. L' Allgemeine Militar Ze'itung che vivamente lo appoggiava faceva notare, circa l'importanza milit.~re economica delln grande opera, che, senza di essa, la regione oriental e della Germallia correrebbe pericolo di \'enire, io una futura guerra, taglinta fuori d~ l rnerc:llo mondiale. · Colonie. - .'\'el maggio sco r~o venne mandato alle colonie deli'Afric~ S. O. (sul fiume Orange) un rinforzo di cavalleria eomposto di 245 uomini. tra sottnfficiali eri a5piranti contabili. Il personale, reclutato tt·a i reggimenti di cavalleria io seguito a volouwrra domanda dHgli inrliviJui e con l'obbligo al servizio in Af1·ica per quattro anni , consiste in gran parte di al:;aziani e loreoe~i. Le paghe per sottuflìcial i variano d<~ 1.'200 a 1300 marchi ail'aqno (lira !500-1625); qur.lle pet· soldati ordinari sono di 1000 marchi annui (·1250 lire) e per aspiranti cootaiJili, 3500 marchi annui (4375 lire). ·
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
Marina.
Nttove torpedin ie·re. - Verso la metà -. , . che fu all'aminioistraziooe maritt' . l' dle~lo :,cor:;o aprde, cousegnnta. s~ate ordinate al cantiere Schichau':: l ·i;9~m_a d~ll_c otto torpediniere diede allll ditta Schichau nuove . -· : Il muustero della marina diniere, ordinandone :Joa d' . . oo,mmiS:.IOlll per costruzioJJe di torpe. IVIsiona e <Iella cnte.,.o .· D d tegorw S. Com piute queste il m t . l • . o_ ''a e otto della ca. ' a ena e torpedmter0 d Il Il m complesso di 9 torpediniere D e .· . . e a otta co nsterà ctrca 80 tOI'{)ednuere S .. . « I.e .nnJta di truppe sono 1'o' rmate e mantenute d 11 C, . r . · •f .• • ad ecceziOne de' baua.,.r ~ 1001 UCI 11er1 - a a on.ederazJOne ' « Questi devono essere composti di u . . meno che considerazioni mir,·ta . . . omint dello stesso cantone, a • . . n "' SI oppongano. fu c· l· . I· battaglrom e le compngn,·e • 1 1er1 >ono forn·t" d · . . . porziOne del personale disnou' b'l d Il 31 cantoni , IO pro1 t e opo la form~ · • ,. d • · feder;1f1. )) uZIOne e Corpi d1. truppe
INGHILTERRA.
costr uzwnt. · · - L'ar>enale d' D , .Nuove • . .· rnlragliato i piani di due nuov 1 . El evouport ha ricevu to dall'am· - sono solanlente des1gnate sotto 1.1 nome di L·innet N 1 l . nav1. s~e .. . e .~nnee N . .2 e saranno cl "lì . VIS I . Sono del tipò Torch ed Al . assi ICIIlt come llVSheerness. ert attuaimente in costruzioGe a Ecco le principali loro dimensioni . l rr· spostamento 1050 tono S . un.,. m. 56,35, lllt'g: m. 9 95 . - aranno nrmati con 6 ca .d ' ' ' ca.nnon i da 3 fibre T . R. quakhe m't r· : . . n noni a lJ: po! lìci; .J. , l rag latnce e Ùl due t b' l . . . Queste d ue navi sn ranno terminate l' . u l ancta-stlun . per aprtle del ·t R96. Costeranno ognuno f, 700,000 fire.
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SVIZZERA.
Riorganizza:n·on.e deH'cscrctto s~>izzero. - Dal 30 aprile la Commissione del Consiglio mzionale a Berna sta studillndo il progeuo di legge su l!!orgilnizzazione del le truppe. Finorg non si sa de' lavori della Commissione che quanto segue: . La Commissione ha accetta la la ripartizione del progetto su quattro basi: Élite, riserva , landwehr e laudsturm. Hn ahha~sa to da 50 a 48 anni il limite d'età del li!udsturm. • I l colonnello Gallati ha pre~en t a ta una proposta tenden'te alla centralizznione completa dell'ordinamento militare, e pereiò ad una redazione più precis:~ de~ li articoli 7 e 8 del nuovo testo. Ecco la proposta. ·to Soppressione dell'articolo 7° che fissa la ripartizione dei batt;~ glioni di fanteria fra i cantoni, e l'articolo s• CI)SÌ redatto. « Tutte le unità di truppa sono formate e mantenute dalln Confedernzione. • A que::to effetto il colonnello Gallati p1'Dpooe di domandare ~l Consiglio nazionnle la re\'isivue degli articoli militari (20°, '2·1°, 22o c ~3·) della Costituzione. L'articolo 20° sarebbe mqd iGcato co me segue : • Le leggi sull'orgaoizzaziooé dell'esercito e la loro esecuzione, l'istru· · zione mi litare nel suo insiemE', le nomine e le promozioni degli ufficiali, l'nrm~rn ento e l'equipaggiamento clelle .truppe· sono di competenza della Confederazione. , L'a rticolo 21 : « A meno che considerazioni militari "' si oppongono, i corpi di truppa devouo e~sere fot·m;~ti con uoulini dello stesso cantone.» L'articolo 2~: « ~leJi a ntc uua indennità da corri spoude1·si ai Cantoni, la Con federazione diviene proprietaria delle piazze d'a rmi e degli sw iJilimenti militari esistenti nei Canton i. , L'articolo 2:~: , Tutte le spese mili tari sono n carico della Confederazione. , Nel easo in cui queste proposte non fossero accettate, il colonnello Gallati propone di dare agli articoli 7° e8° della nuov~ legge in istudio la ~eguen te dizione :
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NOTIZIE MILITAR! ESTERE
Fortificazioni di Saint- Maurice.- L'armamento delle forti fi cazioni di Saint-Maurice, essendo qu11s i terminato, il Consiglio federale ha doma ndato :~ll'assemb leé1 fe~erale un credito di ·150,000 lire per la sorve· glinuza e la m~nutenzione delle opere ; un secondo credito di 30,000 lire per· la costruzione, a IJailly, di qu~ttro baracche destinate ad allotgiare gli uomini chiamati a' corsi d'istruzione, ecl un terzo credito di 45,000 lire per l'acquisto di casermaggio. Il personale di sorveglianza sarà composto di: 4 capo d'artiglieria, ·1 ufficiale inea rica to del materiale, ·l ufficiale contabile, f iutendente del forte, 5 sottuflìciali (2 aiutanti dell'intendente,_f C<lpo di sussistenza, 2 mecca nici) e 20 uomini di guardia. Quest'ultimi avranno una pag11 gior'na lier:~ di 5 fran chi. Es:;endo le casematle troppo lontane le une dalle altre e per ora troppo umide e perciò non ad:me ad essere occupate dai militari chiamati in servizio in tempo di pace, il Consiglio federale ha proposto la costruzione di quattro bnraeche ca paci di contenere in tutto 160 uomini.ln caso di guerra, queste baracche saranno smo ntate e trasportate nelle vicinanze del forte. sul le posizioni che devono essere occupata dalla fante ria, al la quale possono poi servire di rifugio.
NOTIZI E BIBLlOG Ri\.FICHE
b) Bollettino bibliografico
l. Sommario delle riviste militari italiane. . d' t' Ver·ia e genio (aprile). . lli-o'tsta· arDell'ord10amento ty ·b • degl'1 studi per· on li ufficiali del gemo. l ~1arzocc 'b 1.H - Il cavallo maremmano ne Ile batterie da campagna. Aunr .a 1 - l~ eaolo· per In determrnazro . . ne della carica nel tiro areato Z.trOO\·'o d l di proiezione fisso. f .e a ango o l'. . dell'elettricità alla sicurnza delle errovt . d Il 93 sistema arciduca Salvatore Pescetto- App_r.,azr~ue. Ottoleoghì - ~htra ghntrr ce mo e o , e maggiore Dormus. Miscellanea . Notizie. Bibliografie.
llivist~ di fanteria (30 aprile) . I 'iniziativa venti secoli fa. . . 'd l 'Gl.1 esercrzt . . pel ··ombattimento nell'istruzione mdtvl ua e. ~ Le conf~::renze. Per i granatieri. Il suicidio. La scuola del carattere. Note ed 11ppunti. Varietà. Cronaca. Bibliografia.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
IU.vista marittima (maggio). Bonamico. - Strategia navale. Pasqualini -Sui ventilatori elettrici. Cipri:mi - Le torpediniere nel conJbattimento di squadre. P:iges..- Amministrazione del corpo RR. Eltnipa•mi. :\'ot.izie varie. eo Il clima d'Europa . Bibliografia. Appendice. Giornale med'ico dell'esercito e della mm·ina (marzo-aprile). Il nuovo ospedale milit:1re di Roma al Monte Celio. Abbamondi L. - Un caso di sifi lide cerebmle precoce. Gnicciardi G. - L'alumnolo nella cut·a delle malattie veneree. . Alvaro G. ---:- Legatura dell'arterin ascellare in alto per ferita d!arma da punta e tagho e consecuti va disarticolazione scapolo-omerale. Madia G. -- Contribuzione allo studio delle ferite d'arma da fuoco al capo. · ~:11rasso G·. M. - Nuovo metodo di cura della tubet·colo5i polmonare. Sforza C.- Su lla profilassi della tubercolosi neali eserciti. La m~;ùicina italiana all'XI congresso medico int:rnaziooalP. Rivista medica. chirurgica. · di tecuica ' e servizio medico-militare. di statistica medica. Cougres~i.
2. Ordinamento degli eserciti H~1jnc.- L'.arm~e russe:---:- ~arigi, Lava~zelle. È interessante, percf1è conuene molt1 dati recent1sstml, cbe nella trasformazione incessante dell'e::erci to russo po~sono avere molto v:llore. - Ecco in succinto oJi argomenti trattati dnl libro, che porta eziandio numerosi schizzi ed' i~ cisioni: « L'a rmée russe à travers J'histoire. «_Le recrutemeot de l'armée: coup d'oeil historique. _ Les lois « ex1s~antes. - Organìsntion du recrutemHnt. - La· questiou des sòusc offìc1ers. - Les écoles militaires. - Grado.:; et hiérarch ie militaire. • Organisation d,u commandement et de l'a dmioistration de l'armée : • le ministère de la guerre, l'état-major local. - Le3 région,; 1pilitaires.
Nl.JTIZIE lliRUOGRAFICHE
« L'administration locale. - Le commandement des forteresses. - Le • commandement des troupes en tempi de paix. et eu temp> de guerre. « De l'infanterie: orgnn i:'ation générale de l'arme.- L'infanterie de « campagne ; t1·oupes de la garde, grenadie1·s, tron pes dc la ligne, chas« seurs, bataillons de ligne formant corps, troupes cosaques. - I nfan• terie de réserve. - Infanterie de forteresse. - Troupes de remplace'' ment - Troupes Jocale5.- Corps des douanicrs. - Tenue.- Equic pement, armemeut, munitions et vivrcs. - I ustruction, règ lements et " maooeuvres. « La ca va lerie : orgnnisation générale de l'at·mc. - La ga rde : les « troupes de ligne; les troupes cosaques, clivisions dP. r.avalerie, les déc pots, la milice. - Remante et production chevllline. - Tenue, équic pement et armement. - Instruction, rnanoeu vres et règlements. « L'nrtillerie: organìsation généra le de l'arme. - Artill erie montée, « artillerie à cheval, artillerie de forteresRe, formations dc n!ser ve et de • dépdt. - Sections de munitions CL pares d'a rtill erie. - Tenne, équi« pcment et arrnement. - ì\iatériel et munitions.- Instruction, ma" noeuvres et règlements. «Le génie: organis'ation genérale de l'arme . - Tronpes de cam' pagne, troupes de réserve, dépots, troupes d'instruction. - Parcs du « génie. - Tenue, 1\quipement, <J rmerneots et outi ls. - Instructions, « m:tnoen vres et règlements. - Etablissements ùn génie. « Les service,; auxiliaires: le service dc santé. - L'aumonerie. - Le « service des subsistances et le trnin. -La justice milita ire. - La gen · • darmerie. « Dislocation et emplacemenL-; cles corps de trou pe. c Arène sWlté~i que et eoocentration éventuelle d es armées: le terrai n « et son utilisation défensive. - Le développément ùu réseau ferré et sa , capacité o!Tensive. - Groupement des armées. - ll ypot ~èses slraté" giques. • La marine: la renaissance uavale. - Le mini;tère de la marine et c les comités. - Les écoles. Le personnel. - Le matoriel. - La 011tte l< de la Ral tique. - J.a Ootle de la mer Noire. - La llottille de la Ca" spienne. - La lt'ottille de Sihét·ie. - Ln fl ottille de 1'.\ mou-Daria.« Ln !lotte volontaire. » - La Re'liue d1~ ce1·cle m·ililaire dopo avere tratteggi:llo una parte dell' ordinamento regolare militare chinese trottando delle bandiere ginlle e delle bandiere ·ve1·d·1; ha iniziato uno studio sulle truppe irregolart chinesi Lian-Scien. Dal punto di vista del_l'erudizioue i l comp lesso delle n o tiz i,~è importante. 67 -
ANNO XXXIX.
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NOTIZIE BIBLlOGRAFICHE
3. Arte militare. La condotta detla guen·a nell'A (1·ica tedesca conferenza interessante tenuta a Ilerlioo dal tenente Moen;ker pubblicatll dal Mil'itar W ochenblatt.
- Lo stesso giornale nel Bei heft di giugno pubblica una memor-ia crit:ca di confronto fra Napoleone I e l\Iaillebois, in cui sono io giust<l misura confutate l ~> asserzioni del la l'Oro di Pierron « Commeut s'est • formé le genie militaire de Napoleon ~ cq • - Malo- La questi,on de Nancy et la dé(ense nat'ionale. - Parigi, Berger Levrault. Questo opuscolo-conferenza f una esposizione elegan te dei vantag'gi che ritrarrebbe Nancy dalla crenzione di un ca mpo trincerato. - Per legare la sorte di Naocy a quella della difesa della Francia il con ferenziere ha fatto abilmente conto colla impre~s iona bil ità parigi na che griderebbe: tutto perduto, se Nancy fosse invasa. Il ragionamento è giusto, m augual· mente applicabile a qua lunque città che sia dietro la regioue fortifica ta nella frontiera fru nco-germanica. - Le fo rtificazioni di Nam:y non tmpedirebbero guari la invasione anzi la faciliterebbe di minuendo le forze mobili disponib il~ - Gli avvcrsal'i dei campi trincerati non hanno disgraziatamente l'abilità del sig. Malo e siccome il presentare bene una tesi è avviamento a viocerla non ci maraviglierebbe se anche Nancy fosse fortifi cata, quao t~JO qne le fortificazioni della Mosa, della Mose lla e dei Vosgi siano già eccessi\'8. È interessante a questo proposito quanto elice l' Avenir militaire del 15 maggio, tanto applicabile anche da noi : «si l'on 11dmet que les cou- . • ran Ls de panique sont de nature à compromettre l'ell'ort patieut et « contino quc réclame uu11 guerre à coups de mill ions d'hommes, telle « que le conOit qui aurait lieu avec I'A,Ilemagne. le plus sage est dc ne « pas accepter la partie. Si le joueur le plus impressionnable doiL la '' pordre et le joueur le pl us mai tre de lui la gagner, il nous vaut mieux • planLer de:; choux que de bàtir des forts. « Ce qu' il faut à la France pour fHire avec succès une guerre telle « que le choc de plusieur:s millions de soldats, c'est uu eutraìneur · « d'homm~~S, Ta.merlao ou Rooaparte, qui, avec un despotisme de fer, « mène le tronpeau populaire aux ·&battoirs de la Moselle et de la Meuse, « sans a·utre souci que lP- caroage et la gioire. Ce Ta merlnu ou ce Bonac parte :;urgi ra-t-il un de ces jours? C'est furt possible. Dans ce cas, ce
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« n'est pas quelques fo rLifications de plus ou de moins qui pèseront dans « la balance, ni le sor t des cent mille ci tadins placés derrière. J ,
- Delle relazioni fra le disposizioni tecniche e tattiche nel pas$agqio di fiumi in gtterm, è il titolo di uno studio recente del capi t:~ no austriaco Neckarstahl. Vi è in esso il còntributo di studi re~enti e di date -esperimenta li interessanti. -Sullo Stn f!le!W di maggio uno studio del colonnello medico Fiscker :eol ti tolo : Set•tyizio sanita1·io d'i. prima linea nelle guer·re (utun. - Aubry. - Le t·evitaillement des a.rmées de F1·édéric le Gt·and et -de Napoleon.- Parigi, Lavauzelle. - Ln quistiooe del vettovngliameoto in campngna è una tlelle più importanti affida te agli stati maggiori ; i progre~si verifica tisi nell'ultimo quarto di secolo non possono però rendere inutile lo studio del pnssato. Sotto questo rapporto l'opera del sig. Auhry è assai importante. la essa dopo avere asaminato i pro~edim e nt i adottati da f'ederico, l'autore dil una sviluppo specia le sulle -ca m pague di Na poieone I dal 0 96 al 18·15. Le fouti storiche a cui f A. ha attinto sono: Jomini , Ségur, Th iers, von der Goltz, Bronssart, , von Schelltlnclot·f e gli intendeliti militari Vauchel le, Odier, Delapert'ièrc e lla ra tier.
. 4 . Storia militare. · · Abbiamo già annunziata la pubblicazione di un lavoro del prore-;sor Fu chs sulla seeonda ~Jnerra punica, (Viener - Nenstadt- nl um rich) . · - L'Mame di questo libro ha mhiam:lta vieppiù la nostrn ~ attenz ione per la rara competenza mi litare, colla quale l'autore, qu:nHunque -estraneo alla milizia, tratta largamente l'a rgomento, che, se .non intere~sa nte per l'epoca a cui si riferisce, rappresenta certamente uno 1:J.,i periodi militarmente pit'l importanti della nostra antica civiltà . L'a utore, cnn uri'i ntroduzione Ja rilevare l'importanza dell'opera e della guPrra annibalica e poscia esnmina i seguenti nrgomenti: « P ro~etto di opernzioni romano, ed io questo discute : lo s.:opo che aveva l'off,.nsil•a romana ed i suoi·. ptlricoli, i p:miti che si presentavano ai romani, l'adozione di un piano strategico difensivo di operazioni, la pre1lar11zione eli qnesto piano, la sua semplici tà, .le difficoltà cbe vi ~i opponevano. .. c Progetto di operazioni Cllrtaginesi. - Pericoli dell'in v:~sion e marittimn, vant:.lggi di· un' operazione terrestre, prepa1·azlone dell? bnse d'operazione.
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« Condotta dell'oll'ensiva punica, difficoltà del sno IUIZIO, opera di Annibale, probabile opposizione dei romani. Aonibale il Sllgunto, suiJ'f~bro, nellé Gallie. « La difensiva rom~na. Scipione al Rodano. Passaggio del Rodano per parte· dei cortaginesi. Annibale sul Po e· Scipione sul Ticino. Passaggio del Po. Ritirata di Scipione. I maga zzini di Cla5tido. La battaglia della Trebbia. ) HIJrn . - L 'esercito ed i mezzi di 911erra del G1·an Mogol nelle invas'ioni asiatiche. - Leida, Brii!. De Préville - Un _glorieux soldat- ilfac-1l1ahon - Parigi, Tolra. È un'eccellente biografia storica del defunto maresciallo, che sa rebbe impossibile r i:tssurnere; numerosi aneddoti veritieri ne rendono intHressante la lettura. Frn gli llltri citiamo questo del ·t 8~~8 quando Mac-Mahon comandava la soltodivisione di Tlemcen: " Sou souvenir est rest.é vivace dans le pays par l'èlau qu'il su t donne!' c à la mise en valeur de la contrée. « On l'associe volontiers là-bas à celui d'un ancien zouave nommé « Margaillan et qui eut.l'honneur de trinquer avec lui, à la suìte d'un « propos qui peio t bien le temps et les hommes. " Pres de Tlcmcen est un si te merveilleux. « La Saf-Saf, célèbre daos :;on cour:; ioféricur sous le nom de Sik-kak, « se précipitc d'u~e montagne par uoe série de chutcs enc:adrées d'une c luxuriante végétation. c C'était et c'est eocore le rendez-vons des Tlemcén iens pour Ics par« ties de plaisir. • Margaillnn étai t à dìner sous ies merisiers avec ~es amis, non 'oio • du général et d'un grou pe d'oflìciers en pique-nique, r1uand ceux-ci « manquèrent de sei. • Le général envoya un ai de de ca mp. «- ~argaillan, dit l'offìcier, le géoé1·al a onblié Il: sel, il vous en c d~mande un peu. « - Volontiers. Mais dites-lui un peu que Mnrgaillan du, Var a • oublié Je,champagne. • Le propos fut fidèlem ent rapporté au général qui s'empressa en " · riant de réparer l'oubli: • Et l'on ·montre encore l11 plnce où Margailìan et ?tlac-1lahon hurent · • cnsemhl e on verre de cham pngne • . Il libro termina colla citazione delle parole pronunciate dal m~resciallo qu:m do si dimise dalla presidenza della Repubblica: c J'ai la eonsolation de penser que, pt~nd antles cinquante-troìs années
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que j'ai cousacrées au service de mon pays, je n'ai jamilis été guidé par· d.'autres sentiments que ceux de l'honneur, du devoir e~ pllr ·un dévouement absol u à 1:~ patrie • .
5. Marineria. Il comaudanle Sturdee ha pnh hlicato sul Joumal of thc Royal U. Se7·-
-vice Ins titut'ion un suo lnvoro riconosciuto il migliore fra fJuelli presentati al concorso annuale per la med11glia d'oro col tilo~o: La tatt'ica piu conrenien.te per le attuali navi e per le attuali armi, applicata aUe .(lotte, ai gruppi ed allf. singole nav·i in azio"e. Que,..to l:~voro, che
rie6ce rli utilissima istruzione au.che ngli urficiali dell'eserci to, per la sua fÒrma coucisa e chiara, può riassumersi nei seguenti capi: Generalità sulle nrmi e sulle navi; Azione fra navi isoJate (corazznte di squadra e incrocilltori); Tattico. per l'azione di !lotte; Manovre di notte; Manovre delle nnvi nnsiliarie in una flotta ; Specchio dei principali combaui menti na vali e delle id~ di tattica navale principali negli ultimi 30 anui .
6 . Geografia, Colonie, Viaggi. Nel fa scicolo di aprile del Bollettino della Soc:ietà Geogm~ca notiamo ìa riproduzione della conferenza tenuta dal capìtaoo Bottcgo sul suo recente e celebre viaggio sull 'Alto Giuba, t•mto im portnnte per le numerose ·cogn izioni geografiche 3cquistate nIla scienza. - Studi sul lago di Cavasso nel Friuli di Mnrioelli assni importante nel medesimo Bollettino, fnscicol o di marzo. - L'Egitto moderno di Neumann - Lipsia, Du01;hler. Operll molto -elegan te e recente. - Ripot·tiamiJ dalla relnzione ufficiale annuale sui servizi della Colonia Eritrea il se•ruente brano sui la vori pubiJIici colà eseguiti : . o I lavori pubblici nella colooia, duranLe l'anno H~93, può dirst stano tn mas5ima rap presentati dai lavori stradali, invero i più urgeoti per agevolare il commercio, per aprire le ubertose c~nc h e interne all'ag1·icolturn, per risparmiare nei trasporti per unire politicamente e militnrmente l'al· tipiano col m·are. o
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Del triangolo fondam~ntale Sa11ti-Asmara -Cheren fu, gitì~to sul finire del'l'anno, completata l'apertura del lato Saati-Asmarn colla ultimozione della Ghinda-Asmara; sul lato Asmara-Cheren fino dal lu, lio crasi compiuto il tr:~uo più necessario, appunto pcrchò i l più diffkile rta Az-Te(:lcs:m al piano del Raloà; sul terzo lato Saati Cheren si attaccò e continua il J~vor~. i v~ pure sul tr~tto più urgente, da S~lla Ga lavaina vçrso l'acque· d1 Gh1rghrrllt. Lo studro poi del tracciato stradale sui re:>li•nti tratti dei lati del trillùgolo fondamentale 1\'lassaua-A smara-Cberen, al 3·t dieem-.. bre ~89 3, può dirsi completato. ' Fino da il'aprile ·1892 la diretti \'3 generale, data dal Governo Eritreo. per lo studio dei tracciati, mirava a poter trarre subito profitto dal lavoro f~tt~, senza pregiudica re l'attuazione più ~ompleta e deuuitiva, raggiungrbrle ~ol tempo. Perciò i tra~ciati di pendenze e curve devtlno esser tali che la strada di 3 metri possa dil•entare una carrettiera ordinaria, con posteriori allargamenti della carreggiata sino a 5 metri, le opere d' arte occorrenti lungo il tracciato sieno ora studi'lte, mn rimandata ]·'esecuzione. a strada definitivamente allargata: frattanto sin reso possibile il traino co.n qualche maggior sviluppo del tracciato ove tali opere dovrebbero costruirsi· ~ la_vori tutti eseguiti a~ economia , con mano d'opera in gra ndissima part; m~Jgen a (militare o non militare), iu piccolissima parte europea, sorvegliata tutta da soldati italiani diretti da ufficiali del "enio e qualche volta da ufficiali di fanteria. ç Approvato IJUesto progetto genera le dnl Governo Cen1r11 le, nel secondo seme:>tre dello stesso anno. si iuiziarono i lavori sui due lati Saa ti-A sm:~ ra , Asm11ra-Cheren del trinngolo fondn mentale ed alla fi ne del ·1892 si erano aperti : Sul primo lato (Saati-Asm·ai'3) clìilometri H> di stra d n fra l' Arharoba e Ghinda, chilometri 6,700 (intero tronco) fra I'Arbaroha e le Pom del ~i a volo; chilometri 5, 200 duIle Poa·te del Diavolo al l'Asmara (anche qu) l tntero tronco stradale) : complessivamente, su questo la to eransi aperti cb ilornetri ~6. 900. ' ' . S~l s~~ondo lnto (As m~ ra. Chereo) si attacca va il tratto più dirrìcile, & perc1ò ~m urgente ad apm s1, da Az-Tecle$an verso il piano del Baloà, . e alla fine del 1892 ne erano aperti chilof(letri 3,2 00. Sicchè complessi vamente alla fine del ·1892 sulla rete fondamenta!& ' erano :tperti chi lomeu·i ::10,100. Ecco le notizie particolareggiate del 1\1 voro svoltosi lungo i diver,;• tronch i nel1893. ArbarobtL-~hinda.-~viluppo Lotale40chilometri ; l:lrghezzn 3 metri, pendenza med1a 4, mass1mn 6 °/ 0 ~(ch ilo metri '15 er:too già costrutti
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ne\1892); fu ultimata alla fin e di dicembre 1893 sttll'intero sviluppo dei chilometri 40 (sicchè nel1893 aperti chilometri 25); costo al metro corren te: per VJano d'opera lire '\.,65; per attrezzi c e~ pl os ivi lire 1,70 .. Lunoo il percorso, ovc tornava opportuno, si sono costrutte accorcratoie, c:n pemleoza ùell'8 nl l Oo;o. :tbbrt'viando in tal guisa il cammino di chilomt!tri 8. Si trova acqua a Ghinrla, ai pozzi di Nabaret ed a Mai Lahoti presso Nefasit, donde rlovrà diramare l'arteria che, lasciando !!UIIa sinistra il Bizen, spiogenrlosi poi d n ~ord a Sud, r:1ggiunge1'à il pi11noro di . Al:t e da Cniocnr sc.cnderà neli'Oculè Cusai e vcr:;o Godofelassr, senza LHsogno di salire :tii'Asmara. A-rbaroba-Po·rte del Diavo lo . -Opera ciel ·t 89'2; ha gli stessi caratteri della prect'dente: uno s1•iluppo complessivo di chilometri 6,700; costò nl metro corrente com ples:;ivamente lire 5,30 . Questo tronco ed il precedente furono costruiti da squadre di inùigcui non militari, sorvegliati da ~uldati italiani. Po·rtc del Dia.volo-Asm(Lra. - Svilupp•l tou1le chilometri 5,200 (dei quali 5 liniti nel ·189'2); larghezza i) metri. Ultimata alla Hoc di feb lmtio ~1 893 con 3 ponti in mura tur:~ a tre luci, lunghi metri 12,50 cinscuoo. Ha una pendenza mai superiore al 5°/o; costò :ti metro corrente complessivamente lire 5, ·16; fu costruita dagli :tscari regolari e dalle bande, meno i tre ponti opere el i soldati (muratori) italiani. . Asmara-CheTen. - Avrà uno S\•iluppo totaltl di.chilometri 3l. E ultimato il sentiero (percorri bile ùai pedoni), che indica la tr a~cin della: strada dn co:;tr ui r,;i da Asmara sino :td Ambaderò: que$tOsentiero segue, generalmente, il tracciato della strada ;,ttuale, salvo le~giere varianti per diminuire le contropendenze, specialmente presso Radcbitos. Da Amhaderò a l A?: -Te ~le;;a n il sentiero non è ancora compiul.O. Da Az-Teclnsan , seguendo la conca del Baloà, si nvrà uno sviluppo complessivo di strada di chi lometri 2i , con pendenza rrredi:t dHI :J,'2t> e massima del 6 0/ 0, larghezza 3 metri. ·Al 3 t dicembre 1893 ne erano finiti ~ 9 (dn Az -Tecl es~n al colle di Zahalò). Dal colle di Zahalò il tracciato può dirsi finito fino n\ pia no del Baloà. Trovasi acqua ad Az-Teclesan ed alla testata della va lle Magurtad;H, ove è situato il luogo di tappa. Il costo al metro lineare dei 19 chilometri compiuti è di lire 0,50 per mano d'opera e di lire ·l, 70 per attrezzi cd esplosi vi. E da questa cifra e dal costo d::i trooclri precedentemente considerati, si può avere uu'idè:t appros:;irnativa d"'i rapporti iu cui stlllltJule s pese di costr uzione: •t • con ascari; 2o con a~c:tri e bande; 3° con.
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indigeni non militari; i qual i rapporti, volendo anche tener conto ad un di presso, delle dì rcrse difficoltà di terreno poi dì versi tracciati possono essere gro~solanamente rappreseut~tt così: 1' : 2,5 : :i-, •17. ' Dal pi11no del B::lloà \'Orso Halibarct fu ritrovnto un vecchio trncci<~t~ che t.iene $ 1~lla sinistra del Baloò. · Da Capanne d'Ercole poi ad H3hbaret fu studwto un tracciaro nuovo, il quale, contin uando in,.;. cinaozn delln mulauiera attuale, raggiunge, il tronco, già costrnuo nel ~89 0 , del.la ca rova niera che, rfa Halibaret per Hahi Mendel, raggmnge Chereu con un percorso dì chilometri 27. Saati-Maldi-Ch!Jr en. - Misurerà un percorso totale di chilometri ,1.30 circa. Dlt Saati per Ailet raggiungeru le acque di Gh irghirret; e di qui, pel piano di Snlomone, le sorgenti Aiu e. Sella Saga·ria (I'A.denna degli ind~geuit arriverà alla conca · di Talavaina, cun un pen:orso di chilometri 62 dalle acque di Ghirghin-et a Sella Galnvaina. Su. questi chilometri 62 è cpasi com pletamente aperto il sentiero che tndtca In traccia rlella ~trn ~a (la costrn ir;;i , la qunlc non avrà pendenze superiori al 6 °/ 0 con la solita larghezza rli ;l metri. Verso la metà del luglio ultimo scor3o si attaccaronò i lavori della conca di Tala1•ai na vuso Sella Sagaria (Adenna) e le sorgenti Ain e al 31 dic~mbre 'l R93. nella direzione ora detta, si erano aperti 5 chilometri dt str·ada e 2 erano io lavoro. Dalla conca di Galavaina per la conca di Ma ldi e Sella Mogasas si h~. per o•·a, la carovaniera costruttu nel ·1890; il tracciato della nuova strada l'ipiglia poi, st·guenùo la dor:;a lt:l che da Sella Mogas:.s, per la c~.st~ d1 ~onte Zahalò, conduce ~e Ha valle del HaiJrongaga. Tro\'asi ' gta ti .sen.llcro dt tr<tccia percorrihile a muletto, da Sell a 1\'l.ogasas, io tale dtre~ton c , fi no a moote Zahalò: di 'Jlli non resra che un hreve tratto da farsi per aprire il sentiero di traccia sioo nll'innesto col l'A~ ma r:t- Ciwren. È inutile ricorrla1·e che i diver"i pnnti sui varii tronchi sin ora nominati, fra i quali o è aperto o è in .studio il seutiero :li traccia, sono punti obbligati delle diverse arterie strada li, si<:cltè lo studio o l;voro fra d ne· di e$SÌ ò naturalmente . indipendente dallo studio o lavoro fra due altri punti ohbligati cons~cuti vi. Nel ·l 893 si sono don q ue cotnpl~s i. vameotc aperti ch ilometri 48 di strada. · Ed ecco ort~ él che pu nto si è porta ta , pressa a poco dal seco ndo semestre ·l ~92 :~ Il n fin e del ·l 89:3, la soluzione del problema strada l e nella nostra Colonin: · Sull'arteria Massaua-Asmara: C()m piuta in un nnno e me1.zo la Ghinda-Asmar:~, che per ora si completa con la poco comorln iuvero,
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ma pur rotabile Ghioda-Sbarga e umacon l'altra discreti che pel DigDigta porta a Saati. . . .. Sull' arteria Asmara-Che1'en: costrutto 11 tratto pm .difficile da Az-Teclesau al piano del Baloà, che per ora prose~ue• a Cheren con la earov:miera fatta nel 1890; sul tratto più facile Az-Tecles.an-,A'.ma.r:.t, quasi del tutto apel'Lo il cosi detto sentiero d~ t:nccw (oss1a l r.fletttvo e durèvole tracciamento) del tt·onco da C0Stflllr31. Sull'arteria che, provenieoto da Saati pel )laldi, Sella Mogasas e monte Zahalò, s'innestn alla precedente Asmara-Chereu, attaccato ~ compiuto per chilometri p il htvoro .del ~ratt~1 difficile dalla cu~C<t tlt Gala vaina in direzione 1lolle acque dt Glnrglnrrer.; dalla eone:~ dt GalaVltinn pel Maldi e Sella Mogasas, perora la carovaniera c~stmtta ncl1890. da Sella Mogasas all'innesto con l'.Asm:~ra -C h eren quast del tutto ~ peno il sentieri> di tr:occia. E appu nto su questo tracciato di all accia m en~o. (da Sella ~l og~sn~ per monte Zah;dò all' innesto coii'Asmara-Cheren) st Intendeva a1 ptt lll l del cor.rente mese di attaccare alacremente il lavoro con la mano d'opera che allora restava libera dalla Ghi nda·A~mara appena finita, nel mentre che, con pari alncrità, sarebbesi continuato nella clirezion? op~osta.' ùalln conca di Galavaina, per le sorgenti Aio , alle acque dt Glmglmret e a Saati. Ma le necessità di mag~iori :economie, e il desiderio e la cou\·enienza di non interrompere e riauact:are " sbalzi il lavoro, inrlusse a licenziare la mano d'opera rimasta libera sulla Ghinda-Asmara e rnccocrlicre lo sforzo finanzin rio (anche poco) sull'nl'lerin Saati-Mnldi-C hereo, nei tratto "ià in lavoro dalla conca di Galavaina verso le <1crfue di . "' Ghirghirret e Saati. . . . Ed a questo punto è ragionevole :>pr.rare che, pur ~ov.endost hmt : tare la spesa annua anche per questi lavori (sottò ogn1 nguardo cost necessari alla Colonia) , tro poco tempo la rete fondamentale delle strade sill ultimat<~ . Dalla sua approvazione nel ·1892, dll parte ùel governo centrale, a tuuo dicembre 1893 si sono ;; pese lire ·103.47•1,9·1 : il prezzo per metro conente uci diver,;i tronl:hi risulta dalle nntizie precedenti. E tali prezzi risolvono a favore e a lode di q uil:sti indigeni (che cert~ m~u te noi miglioriamo col lavoro} il dubbio espresso dalla R. Com mi:>Sione d' inch iestn, c.irca la convenienza della loro mano d'opera, che reput3va non dover riu.>cire a congruo rendimento. Snll n Ghinda-Asmara, ora finita, funziona già un sernzto di stradaiuoli; e così si fMà nnche sugli altri tronchi finiti. Questi strada-
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iuoli sataono anche i guardafi li del telegrafo e i guardaboschi : riuni ti in piccole squadre ai po1.zi di tappa, ordinati , armati, disciplinati milit9r·mente, saran no i nudei dei futn ri villa)!gi a vigi lanza e custodia del le nuove arterie strndoli, con vantaggio del commercio, che troverà ai pozzi abbe\•erat<>i perenni e tranquillo riposo, de ll'a~ricol tu ra che si stendt:rà intorno ai pozzi guard:1ti in terreno general mente p1·opizio ed in lo~éllità opportune agli scambi, infi ne con risparmio notevote pel servizio delle tappe. A.d agevolare ie c<>m nu icazinni dell'Asma ra col fo rte nostro avanzato di AJi-Ugrì nel Serac c colla stazione sperimentale di Godofelassi, il com andante del presidio di Adi -Ugrì ha fa tto costruire alcu ni ponti, tre 5ui tre ra mi del torrt:nte Debarsa ed uno sul torrente di Terarn ui. l ponti harrno da 3,50 a 4 metri di larghezza, sono in muratu ra e leguo somministrato dai no tiri e tolgono di mezzo l'interruzioue che tlllvolta si aveva dnrnnte il periodo delle pioggie. Oltre il pia no ge nerale delle strade, di cui si nora s'è par lato, nel 1893 dal nostro re.;itlente di Snganciti , t:olle bande nssoldnte doii'Oculè Cu::ai , fu costrutto il trouco Saganeiti-Maraaba, che toglie il maggiore ostacolo alln comunicazione coll'Asmara. E simile lavo ro ha compiuto il comandante il diswccamento di Halai coi :;uoi ascari, per s'~endere prontamente a )ia!J io o alla strada deii 'Haddas.
·questo studio astratto si innnlza a considerazioni più ele~ate per dimo· · strani l'esistenza di _una sola- e medesima legge immutnblle che governa gli individui, le nazioni e l'inu:ra umanità. È in com plesso un ltbro emmentemeote filosofico e !>pecnlativo.
7. Politica e scienze sociali. Tra ttato franco-german ico per l'Hinterla nd del Camer un. Yed i fllsciCI)Io di aprile del Bollettino della Società geografica. - Saintc Croix - La déduration de guen·e etses ef{et,ç immédiat Par igi, Rousseau. Il maresciallo Moltke io una sua lettern celebre dich iara: che la guerra fa parte dcll'ortlinc nelle co;e !Ha bilite d<1 Dìo c che la pace perpetua è non soln un sogno mn un brutto sogno. Questa fr~ se ~e r ve di pa rtenza all'autore per una discussione fi losolìc:a sulln qu i stio n~ così 1'-pes:;o dibattuta : la guerra è un bene od un male? Dopo 11 verc ~ M i i zza ta l'opiuione riei maggiori Hlo:;ofi e concluso eire 1<1 guerra tlevo ,essere considerata come un male, l'a utore studia come qnestn iden s pec n l a ti v~ della gr<mde geueralità degli uomini si sia tradotta in pratica e crnale ne fu l'influenza storicn. P<lS:>nndo alle coodi1.ioui attuali l'autore approfondisce la quistiooe del . dirittù di guerra e gli efl'~ tti im medinti della dichiarazione di guem'; da
8. Varieta. _Io occasione del centennrio deii' Ecole Polyter.hnique lo S~ectateur .,. · 1 tr·a cciata, la storia e lo svil uppo nel suo fascicolo del M ~~'Lta1re ne Ht •15 m a,~tgio. . . . . '1 ·h _ Le roman d'un offiCicr pa uv re. Pang1, Lav auzelle. 11 nn er1·· d · ·
_ Raillehache _ Souvcnirs intimes d'un ' lancicr de la gnr e Impe-
ri ale. Parigi, Ollendorf. . .. . . •· _ Sulln Voennii SIJornik di apnle un mtercssonte ortiCl•lo sull C»l stcnza degli umciali nell'eserci to ted~sco . _ Guillon. _ Les comp\ots militairos sous le c\lnsulat et l'empire. Parigi, P\on. . . , . .. . . Ecco come ne nfer1sce l Aven.t~· .Mtltlatre. « Dans une série d'épisodes drarnatiques qui nous promèn~nt de:; gar. de F ran ce au'··' c11•amps de bataille de l'Eu 1·ope, dcplns ' m>ons . le complot « de Rennes suscité p1•r Rernadotte en 1802, jusqu'à la déf.ectiOn ddlura~ rot , r. n passant par la tentative do Soult pour « en i 8 1.'*, e . se. ftme ·nornmer d.• 1 ·t oal en ! 809 rautcut· nous révèle le smgu rer «. etat arne ( de P0 1 .u., ' . . ral et, 1'l• · : e· Chemin faisllnt à propos de 111 cousptratiO D ?l , des ar me , . ' · éd. « combat )a lé~ende de-$ Philadelphes. Enfin , dans des complots m 1ls: . de To ~ rs et de Toulon en -1813, il <:ignalc les secoussrs CfUl • ceux l .. d 'l . l . , précédèren~ l"écroulen\ent de l'em pire. Avcc la um1ere ont 1 e~ _mre , des coins restés jusqu·alors obscurs, avec ses òocu~~o ~s nouvcaux.' c.e , livre apporle une con tri bu ~iòn à notre histoire m1ltt:mc. Il est ecnt , d'un stylc alerte el entrainant. • . _ Eritrea . - Una lettera di Schwein.{tlrth. - L' A{ticn italiana pu bblica la seguente lettera: Mlli-Maralcs li ~9 marzo 9'•.
La par·tenza di un corriere per l'Asma ra mi olTre l'.opp?rtu nità di co~ muniéarvi alcune osser vazioni, ci rca una st.radn prat1cab11e da_eam mcllt esistente fra Cheren cd il Dembelas, che noi pe•·corremmo ult11~amente . La lettera di presentazione da noi dovuta, alla squisita cor.le3ra del tenente Giardino, pcl capo del Dembclils, ebbe l'c!Ietto da notyrevedulù. Detto capo ci servì in tutte le maniere possibili prestandost con pre-
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
mure ai nostri più piccoli desideri. Gli abitanti furono amabilissimi verso di noi, sebbene stranieri e con grandissi ma- nostra soddisfazione constatammo che il Governo italiano gode, in queste regioni lontanissime dal centro, un prestigio ed un'autorità per nulla inferiore a quello che gode nelle regioni più vicine al centro della Colonia. Il nostro viao-o-io da Chet·en a 1\lai-!\fafales, effettuassi in O giomi per la via pi~ di~~~ta senza la minima difficoltà. Valuto la dìst3n7.a percorsa col nostro itinerario, a i40 chilometri fra le due locaìità suddette, distanza che in linea retta u volo d'.uccello, è dì 92 chi lometri. Duol mi ~~he le circostanze non rn' abbiano perm;'ssa una visita al glot·ioso Agot·dat. L' epizoo~ia che infieriva in quelle i·e?ioni tJUando partimmo da Cheren, non ci permise d'esporci alla perdtta delle nostt·e cavalcature c dei nostri mezzi di trasporto. . La maggior parte del nostro bagaglio lo caricamm'o su cammelli pure 1gnorando in che condizioni avremmo tro,·ata la strada. I nostl'i lrentasette cam melli, tutti Beni-Amer, t'esistettero alle fatiche conset·vandosi in perfette condizioni di servizio e di salute; mai durante la mia vita di viaggi trovai sì gran numero dì cammelli senza fiaccn lure di sott a. Percorrevano tranq uillamente senza sforzo veruno, da 4 a tj 2 chilometri l'ora in un terreno irregolarissimo, con un sentiero pochissimo battuto, in mezzo a folti cespugli spinosi. L~s~ia ~ m.o Chet:en il 6 marzo seguendo la strada cat'l'eggiabi le, opera d~gl~ tta.ltam per Ctrca H> chilomett·i sino al puntp segnato metri, 945 d nlt1tudme dalla magnifica carta dell'Istituto geografico di Firenze 6 chilometri a mon te del pozzo di Agad. Dn questo luogo ci dit·igemmo verso sud segu_end.o il sentiero, segnato sulla carta, che conduce al passo di Umrnarmt sttuato sul versante O, del monte Scialucù; &questo il punto estremo della regione rilevato dalla carta del suddetto istituto. Discendemmo da f[ Uesto passo \'et·so S nella valle e nel letto del torrente Escr<]; ne seguimmo la valle discendendo vet'SO S-S O, ed a 1.9 cbìl~metri da . U~mamit passammo poi luogo ove l'Escra prende il nome d! Barbaru; vt tl'Ova mmo qualche capanna avanzo di un· accampamento dt ascan che due anni fa tentarono, comandati, coltivazioni di dura; t.t·e chilometri più avanti, trovammo i pozr.i del torrente Sciotel. Da Sciotel arrivammo a Mansura dopo Jiciasette chilometri di marcia in dit·ezione predominante S -S O, tenendoci sulla sini3tt·a del torrente del quale attraversnnuno, dopo 6 ch ilometri, un affluente cite pro\'Ìene dalla regione del Lib:~n . Ammi1·ammo la fertilità della piana di Sciotel, ei,identernentc provata
;\'OTlZlE
lltULIOGRAFICHB
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dall' ttlteZ?.a della paglia ri masta dalle coltivazioni di dura e dall'erbe che crescono lu ~sureggianti e splendide. Oi r1un le immensa ricchezza agt·icola disporreste potendo riunire le acque dello Scìotcl in certi punti e col mezzo di dighe for mare serbatoi d'acqua perenni l l colonizzatori deli'Afrir,a centrale hanno fatto mit·acoli nel g:enet·e con mezzi simili. J cammellieri ci ron'dussero per una scorciatoia da Mansura al villaggio dello Sceicco Idt'i!>-Omar, capo di una tribù Beni-Amer, i S:deh· Hendo!l, figli di Salelt, in lingua Bedgia. Rimontammo l0 Sciagnlgol verso S E sino nl luogo molto ricco di acqua chiamato Sciagalgol-l\lianta, distnnte 8 chilometri dal vi ll:,ggio dello Sceicco Idris-Omar; qui vi le mandre dei Snleh-Hendoa vengono a bere ogni due giorni: è un luogo frequentato da miriadi di uccelli dni colori più fulgidi e svariati; in quc.~ta stagione poi accorronvi a migliaia, per bere, galline faraone, piccioni, francolini c pet'llici. Quando levammo l'accampamento caricammo un cammello di faraone, copt·cndolo Jcttenllmentc. Da Mantai rimontando il torrente· si arriva dopo i 3 l/3 ~;hil ometri olia connuenza rnahàber dei due rami che fo rm:mo lo Sciagalgol, sempre dirigendosi verso S S E. Il Ferfer vi sbocca in questa direzione cd il Catzetai dalla direzione sud. Sulla riva del r.atzetai, un po' a monte della connuenza, trorammo un foro nel )etio accanto a certe t·occie, dove l'acqua è in piccola quantità ma perrnanente; attorno a questo fo t·o rimarcommo altri buchi fatti nell'argilla dai cocodrilli, i rruali vi .si .sotterrano du rante la stagione secca. I nostri acquari olft·ircbbero loro dei bacini che sono dei laghi in pat·agone di questi. Rimontammo il Ferfer per 3 chilometri onde procurarci un migliore accampamento. L'acquét scorre nel Ferfer per un tratto di 5 chilometri in modo permanente. Restammo quivi t1·e giorni accampati. Le traccie di eleranti e di giraffe cranvi ab-bondantissime, ma i miei compagni di viaggio, sportmans appassionati, non hanno potuto ottenet·e che dclln selvaggina di secondo ordine; qualche antilope; cd in fatto di quadrupedi serii, qualche leopardo, e due s pc~;ie di iene cadute nelle trappole che avevamo tc3C. Quando si rimonta il Ferfer, proseguendo in direzione S S O e S si può :mivarc in 6 ore di cammino a Mai-Mafalis, ma il sentiero non è superabilc che da mu letti montati e da cammelli scarichi. A mezza vi:t partendo da Ferfer, si trovt~, un'acqua permanente chia mata Scenscelt~ie.
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NO'l'IZIE DIBtiOGRAFJCHE
Giorni sono io feci una punta in quella dire·~ione; giunsi al Messia m che è l'alta valle dell' Atai-Catzetai. In mezz'ora si arriva in fondo della valle ai piedi della discesa, ed in meno di un'orn si può fure la salita, a dorso di un buou mulo. L'altezza deve essere inferiore ai 500 metri. Si raggiunge l'nltura che domina a nord il villaggio di Ailè-Aielom, dello Lalai-Ghe7.à che dista da quest'ultimo di cin~a 5 chilometri. È questo lo spartiacque fra il Barca ed il Mareb che scende in direzione dall' E all'O e che il tenente Giardino ha così abilmente descritto nel suo lavoro sulla regione del Oeca-Tesfà da lui e.>plorata e conosciutissima (.f). Da Ferfer a Mai-1.\'lafa lis impiegammo dne. giorni di marcia ed all'incil·ca oro f i lf2 a cavallo di muletto al passo. Le guide ci diressero, dal Ferfer partendo dal nostro accampamento, sul Catzetai proseguendo sulla sun riva sinistra in di1·ezione generale OSO attraverso ad una mgione rlelle più selvagge, ove alberi ed nrbusti spinosi impedivanci la rna1·cif1 - p11ssammo colline, ondulazioni dai sentiel'i nppena segnati. 1l terrore c.li questa regione è 'l'acacià meltif'era, che arresta il viaggiatore ad ogni pas~o colle sue terribili spine doppie e curvate ad arno. Un'altra pianta che è nssai abbondante e che merita speciale attenzione dal punto di vi~ta della geografia vegetale è il goss!fpìum wwrrnalum, sola spcci~ di colone che esistesse nell'antico mondo; esso forma un arbusto da 2 metri a 2 1/r, di altezza con fiori gialli proprio al ·fondo del petalo, ·rnssomigliantissimi ai fieri delle acacie, genel'nlmente coltivato nel Dem bdas (q herbacet~m). · Il cotone propriamente detto non esiste che allo stato di aborto. Questa specie non si trovò a tutt'oggi che in tre loca lità divise fra loro da migliaia di chilometl'i: nella valle Dorigolahas presso Clwen fu scoperta dal Beccari, io stesso la trovai nel Darfur, fi nalmente Welwitsch la trovò nt~l Benguela dell'Africa · meridionale. Percorsi 33 chilometri in direzione ai OS O, accnmpammo ai piedi d' un seguito di coll i, vette a pendio poco ripido che costituiscono il confine nord del pianr,ro dei Dembelas e che seguono· una direzione costante ver~o O N O: l' Atalan-Catzebai superiore ne larnbe il piede desc1·ivendo più avonti una curva in direzione N, ivi riceve un piccolo tributario che scende da una gola posta fra due rocce.
(lJ Que.;to lavoro origlnatd fu puul•lic•• to d;illa nostra Rivista, 1lispensa del 16 ago·lltO 1~93.
NOTIZIE BlnLIOG RAFICHE
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La località è chiamata Otal dai Beni-Amer e Trungua dagli abitanti ·del Dembelas. . . Delle rrrandi cisterne naturali si sono fo1·mate f1·a le rocc1e nere ed rn parte co;erte da immensi cespugli ed amma~si di colocasia antiquormn che cresce spontanea, naturale. La pianta vi prende proporzioni addiriu~ra giga.utesche: . . . Dall'acqua di Otal salimmo l'altura domma~ te, ~~ venti mmut1, la salita non è ripida . .Dall'alto lo sguardo domma stnù a.d .Ag~rda~ e Cheren. Spiccano all'orizionte le bizzarre forme del!~ pnnc1pah montagne. Notasi lo Zalalè a forma di becco o d.i naso, la .mass~ •mponente dello Zadamba, il picco di ScialuCLl, ve1·3o 1l nord ptcco 1solato dello Sciallatè (Tacail) presso Adardè. . Da Otal a Mai Mafalis impìe~ammo quattr'ore e mezza a passo d1 muletto. La strada che noi percorremmo coi cammelli carichi non olTre difncoltà alcuna per divenire ottima strada carovaniera. Le erbe e soprat.tut.to le spine sono al presente i soli ostacoli ali~ marcia e sono convinto che i viaggiatori de1l'Arrica Australe non esiterebbero a percorrerla coi loro carri, tirati da buoi, carichi di venti quintali. . La natura parve prevedere l'impazienza dell'europeo c1·eando Il cammello che per molto tempo ancora sarà il ·principale ostacolo all'introduzione di simili mezzi di locomozione. Nel Dembelas la popolazione si accontentn di quanto basta ai propri bisogni; paese ricco per l'Africa, pove.ro per l'Eu~opa.' . . Gli abitanti si content-ano di avere 1 loro granai ptent d1 dura; il resto loro poco importa, l'estensione dol terreno assicura loro un raccolto facile e certo ogni anno. Si vede dallo stato in cui trovansi i campi, che la regione è da poco sotto la benefica influenza del lavoro. L'abbondanza eccessiva dei gassi e delle roccie nei campi sono prove palesi che la coltivazione è recente. . . . .. I mussulmani, numerosi nei villaggi e probabilmente iv1 rifu~1at151, per essere al sicuro sotto l'egida .d'una pop.olazione che vanlasi d ~ non aver mai pagato tributo alcuno a1 negus, SI occup:mo della sola mdustria locale: i co~oni del paese. Nel Dembelas non vi sono prodotti seri all'infuori di ùura e cotone indigeno. . . Ho osservato quivi molte carovane provenienti dal centro del T1gre, da Axum, da Adua e che vengono per prendere costì del cotone che serve al confezionamento dei . te~suti indigeni.
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE 1064 Il cotone del paese è di pessima qualità, non lo si accet.terebbe assolutamente in nessuno dei mercati d'Europa; ha a ~pena due centimetri di lunghezza ed è poco resistente. . I soli vantaggi che offre, sono il colore bianchissimo ed una morbidezza setosa. La coltivazione è facile ed in parecch i luoghi l'ho trovato in terreni incolti, fra l'erbe, allo stato naturale. Il fatto veramente interessante è che il clima e le condizioni di suolo nel Dembelas sono favorevoli alla coltivazione del cotone, che non· attende altro che una coltivazione pii: accurata · ed una scelta di qualità più pregiata nei mercati. Un altro fatto importante si è che nel paese esistono tessitori laboriosi, amanti del loro mestiere, sdegnati dai cristiani del oaese, il cui sprezzo per l'agricoltura od altro lavoro, è il più grande ostacolo ad infinito progresso. Eccovi il nostro itinerario percorso. chilometri 33 6 marzo Cheren-Sciotel . id. 17 7 id. Sciotei-Mansura id. 22 8 id. :Mansura-l\lantai id. i9 10 id . i\fantai-Ferfer . id. 33 il id. Ferfer-Otal . id. 20 i 4: id. Otai-Mai Mafalis
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LA ZONA DI ASNIARA CfRCOSCRIZlOi1E STORICA DEL
l\fARl~B-JJELLÀSC'-NEGGHrAU CON LE SUDOIVI:>IO~I TRAD(ZIO~ALI DET, TERRI TORIO I N RELAZIONE AI,r~:r; GENTI Of!E ABITANO J,A CONTRADA
(Continua;;ione, velli 1Wrne1·o pl·ececlente)
Dott. ScuwETNFURl'll.
II. Regione del Deca-Uarè-Sennasghì.
Per la ·Direzwne Lon.ovroo CISOT'.l'I maggiore .U. li. , incaricot4
DEMARCHI CAR LO,
gerenU .
La leggenda sull'origine semitica della popolazione del Marèb-mellàsc', come è raccontata. nel Seraè, nel Coh-ain e nel Deca-Tesfà, differisce, nei particolari, a lquanto ùa quella del Deca-J\[ùnàb. Qui, dove la popolazione ha. tendenze più aristocra tiche, non si parla più dei sei :figli dì Giacobbe venuti col oaiovinetto R e Menelich T, ma si tien conto soltanto dì .fudàle-menghist, di L euì- le- leqchiltinèt e di Henchn-le·t:::m· (e per metatesi :.\i&nàb), ossia _di Giuda per il regno, di Levi per il sacerdozio e di Beniamino per le armi. I discendenti di questi tre personaggi sono reputati nobili, mentre quelli degli altr i figli di Gia<.:obbe sono ritenuti plebei. P er ò è fj8 -
ANNO 3JnXI.
LA ZO::\'A D I ASM ARA
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cosa di semplice vanità, p~ichè fra sciumagallè e machèt non vi è, ad ogni modo, nessuna differenza giuridica. Ma, riton1andp alla leggenda, essa soggiunge che a B enàm, 0 Mènà.b, fu assegnata in possesso la provincia eonosciuta ora col nome di Acchelè- Guzài, a Le~lÌ l'Amazién, ed a J udà il Scrai.• con le terre verso il Baracà. Giuda, prima di seguire Men.ol.ich nelle sue imprese oltre il ;)[areb, ebbe dei figli che si stabilirouo nelle t erre a lui assegnate. Uno dei suoi discendenti, per nome Uarè-Sennasghì, ebbe Lre figli: Mai, lVIelegà e T esfà; fr a i quali, dopo la morte del padre, nacque d iscordia, talchò Tesfà, il più giovane, si ribellò ai fratelli. Questi ~i ?ollega ~ remo contro di lui, lo v insero, e l'obbligarono, tllSleme a t suoi seguaci, a trovare scampo nei contraffort i e nelle vallate oc:cidontali dell'altipiano, che vanno 11 degradaxe verso il Sona; regione allora del tutto d isabitata ma conosciuta ora, in gr.-1 zia di. h1i, col nome di D eca-'l'esfà (discend~n~a di 'l'esfà), la quale ò la. pit\ occidentale delle tre provmc1e in cui ò Jivi~o il Deca-Uarè-S ennasghì. Mai e Meleo-à vissBr O fra loro in migliore accordo, seh, Q } { • bene nella spartizione dell'eredità paterna spettasse a - at la par te migliore, essendogli r imasto in p oss~sso lo splendido Sera è, mentre Jl.felegà. dovette contentarsl del Coh-a.m. I discendenti dei figli di Uarè-Sennasghì dovettero certamente porre in oblio lo d iscord ie che avev<tno diviso gli animi dei loro progenitori. Si racconta, inf<1tti, che le tre provincie da loro abitate si costituirono, in seguito,_i~ _u~a specie d i confederazione, nella <)Uale la pace, la gltlsuzt~, ed il buon accordo, regnarono, per molti secoli, inalterat1. L e divergenze e le contestazioni che potevano nascer e fr~ loro, erano spontanea mente deferite all'arbitrato d i uno d_e,t tribunali seguenti: Arrasa, Mài-hLhàm, Mài.-Menò, lV.taJ-Gluf, Addì-Mongu nti, Godofelassi e· di quello di un a ltro paese, di cui non mi fu dato conoscer e il nome. E ssi venivano designati, nella confederazione, col nome d i Se oaU_è -~ddi hegghì, ossia : i sette paesi giusti. H tribunale da ad1rs1 era scelto di comune accord o fra le par ti.
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Erano, in tal modo, evitate le lotte in testi ne : contro le · minaccie, poi, e le violenze esterne, provvedeva l'adunata {]i tutti i validi alle ar mi della confederazione> in luoo·hi o determinati, analogamente a quanto f Ll veduto parlando dell' Acchelè-Gnzài; Se il pericolo veniva dal Ti g rài, l'adunata in armi si fitceva a B et· Gabriél ; contro i Baza ed i Baria, all'Arrasa; a. Godofelassi, infine, per gli eventuali nemici . che minacciassero da. nord e da est. In quel tempo, il paese si r eggeva a forma patriarcale .analoga a quella che nella stessa epoca aveva il Deca-1\fènàb; se non che, nel D eca-Uarò-Sennasghl, pare che si manifesta.sse di buon'ora il principio ereditario per le funzioni d i Scium·aclcll e di Scitua- gnlt1, ed il principio vi si estese anche .a.l possesso délla terra. Difatto, mentre nel Deca-Mhuib la terra di ciascun a.clclì è considerata propl'ietà collBttiva. dell'addì stesso, ed il molw.bèr degli anziani ne fa la ripartizione fra g li. abitanti a scopo di coltivazione e di usufrnt.to per un tempo determinato, che in ogni caso nou supera, i sette anni, nel Deca-Uarè-Sennasghì (pur rimanen do salvo · il princi pio che il possesso della terra n on può passare in persone stranier o alF adèl ì), fu, da tempo r emotissimo, in tutto il Seraè ed iu pa r te anche nelle altre due provincie, ripartita una volta per sempre fra gli abitanti che aveva l'addì in qnell'epoca, con facoltà in essi di passRrla in eredità ai propr i discendenti maschi. Tutto il Daca-Uarè- Senuasghl fece parte un tempo del Medrì-~L·:Sahàr, ed in seg uito riconobbe l'autorità della Casa di Saàd-dzega, alla quale, nella sua maggioranza, rimase sempre fed ele. Esso, come l' Amazièn, cominciò a pagare tributo regolar e agli I mperatori al tempo di Atziè J asù II (1729-1753), celebrato nelle memot·ie di questi paesi come epoca di g ius tizia, di quiete e di prosperità. In quel tempo, la Casa di Saàd-dzega aveva ra.ggi.unto rapogeo della sua. g randezza. Oltre il Marèb-roellàsc' essa .governava il Tig rà i, ove teneva un governatore residente in Adua, e spingeva sul Tacatzè ed oltre ancora, nel V ol-
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cait, le sue truppe comandate dai valorosi principi figli di Degiacc: Gabre-Cristòs. Es.;i, seguiti dal fiore della gioventù del Marèb-mellàsc' edel Tigrài, tenevano in rispettò i Galla, ormai padroni, almeno coll'ascendente assunto sui degeneri imperatori, dell' Impero, e mantenevano nell'antico territorio gheèz,. d'onde er a stata diffusa la civiltà nel resto d' E tiopia, l'ordine, la. pace, e la giustiizia, che er a, in qnel tempo, vana impresa. cercare altrove. A. questo stato di cose pose fine l'ambizione di R as ?.Iicaél. Con lui, invece, ebbe priucipio il periodo di turbolenze e di anarchia che venne ad agitare auche i paesi al eli qua del T acatzè, e può dirsi che forse non èvvi regione dell'Impero E tiopico che ne abbia sofferto tanto quantoquella della quale presentemeute . ci occupiamo, come ve· dremo a suo luogo.
Provincia. del Seraè. Questa bell-issima fra le provincie del Marèb-mellàsc', e. forse di tutta la Colonia, non s.i sa bene se tragga il suonome di Sera.ué, o, como dicesi più co'munemente, di Scraé, dalla parola tigregna seràh, o dall'altra sraiè. Nel primo caso, poichè la parola s~~àh significa Lavoro, il nome di Seraé parrebbe voler significare : « Terra, paese di lavo''atol'i ». Nel secondo, essendochè s-raiè snona, in italiano,. «-medicina mia "• si avrebbe una denominazione indicante la salubrità della contrada. Ambedue questi significati trovano piena giustificazione nei fatti, come sa chi conosce la provincia. Chi visita il Seraè, non ostante lo squallore e l'abbandono attuale, dai numerosi segni che attestano la cura con la qna.le doveva.· essere un giorno coltìvato, e dalla quautità di paesi ab- · bandonati e distrutti, che, ovunque si rivolga, tl:ova sui suoi passi, e nei quali doveva pur vivere una densa popo-...
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lazione, argomenta Fabbondanza nella quale dovevano vivere allora i suoi abitanti. Così pure non può esser e in alcun modo contestata la -salubrità della provincia, specialmente se posta. in confronto d ei quolld, che la cingono da tre lati, e del rigido A.mazièn, che le sta. a settentrione. Il Seraè gode di un clima sano G delizioso, e vi r egna un'eterna primavera. Appena vi si pone il piede, il pensiero rimane a!Tascinato dalla visione ·di quello che sarà per essere un giorno, coltivato da maui Buropee. N el tempo anteriore all'anarchia, il Seraè era diviso in tre grandi g·uliì popolati da tre rami di una stessa stirpe, ·ed erano i s_eguenti: l Q GuUì del Tacalà; 2" Gttllì clel Mài-Saadà (Tciadà, Tzadà, secondo le varie :pronunzie) ; , 3° Gt~ltì del iVlarag·us, ossia di quella parte del , territorio di tal nome appartenente alla stirpe di. .Mai, che verrà in seguito più particolarmente specificat<t. Mi sia qui permesso eli richiamare quanto fu detto al•trove, che cioè le denominazioni territoriali, topografìche, ~eogra.iìche; i meclrl, infine, non corrispondono sempre, anzi tutt'altro. alle circoscrizioni e suddivisioni per stirpe, per gente, per popolo, che sole hanno, in questi paesi, m;a .assoluta importanza. E cosi vedremo, parlando del Coh-ain, c~me nel 11-fara.gùs sia altresì stabilita una par te della stirpe dt Melegà, cosiche t utto il Maragùs (mecld) risulta diviso in due distretti, uno dei quali appartenente a l Deca-Maì,· e l 'altro al Deca-:Jielegà. . L'etimologia dei nomi dei tre gultl conferma l' impres.swne gradevole, che si riceve dal significato del nome dell' intera provincia. Infatti, TaC'alà significa : «paese eli coltiva~ioni, di p ictntavioni » ; Mài-SaadiL: « acqua chia?·a, limpida, punt )> ; Maragùs, infine, per corruzione ed alterazione di « mergùs )), che significa: ?"icco, attesta la fer tilità del suolo e la conseguente ricchezza dei suoi abitanti. I tre gultì erano retti a governo patriarcale, ed a ca p o
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eli ciascuno stava ui1o Sciùm-g ultì con titolo eli Aitè, aitò· (signore), il quale risiedeva a 'l'achità, presso Teramni pel Tacalà; a Deraantò, sul :M:ài-Gurdi, pel .lfài-Saadà; ad Arghesàna, infine, pel Maragùs. Ciascuno di essi era della stirpe stessa dei suoi sotto· posti, sui quali non aveva preminenza per altra raO'ione . o tra nne quella eli primogenit ura, che lo rendeva come il rap~~·esemanto del primitivo e comune genitore. Così pure si mtendevano collegate fra loro da vincoli el i consan o·uineitù. e el i origine comune, le tre famiglie dei tre Soit~m-gnJtì della provincia. Sventuratamente, nella famiglia che aveva in O'Ulti il 'r'. S d' o -ual- aa a, non rE>gnò mai nè la concordia, nè la disciplina domestica, nè il rispetto pel diri~to di primogenitura; virtù. per le q uali si mantiene e si accresce la potenza e l'a,utor ità delle case pr incipesche. · Essa, con le sue discordie intestine, . fu la causa preciptìa di tutte le sventure, che per tanto tempo funestarono il Mài- Saadà, in particol~tre, ed il Seraè in genera.le. E poichèdalle vicentlc di lei viene gran luce sn guelle dell: intera provincia, mi per metto di darne qui un cenno sommario. Senza risalire molto indietro nella storia, chè sar ebbe cosa troppo ardua e non necessaria a questo modesto lavoro, basti notare che negli ultim i tem pi del r eg no di Atziè J asù II, questa famiglia si trova di visa in due rami principali, uno dei quali, il diretto, rappresentato dai due fratelli Ta.clit ~d A.smacc' Ogbit, o l'altro, il collaterale. dalla discendenza di cer to Aité Semrèt. Fra essi, per discordie di cui le cause non sono bene conosciute, avviene umt seconda divisione del territorio del .ùfài-Saadà in tre gulti minori. (Altra divisione era avvenuta molte generazioni prima, quando si era staccato il gnltì. non molto importante cll Egri-:Jiaoàl). · Taclìt lm per sua parte il gnltì. di Addì-Quoalà, Asmacc· Ogbìt, quello che da indi in poi ebbe il nome di E nd·Asm<wc'-Ogbit (casa di A.smacc' Ogbit). Alla discendenza di .A.iw Semrèt sono assegnati gli attuali gultì di Assoguitr,
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Acldì-Baharò e Gabièn, i quali allor a ne formavano nn solo, detto> dal nome del figlio di S emrét, E nd'-Asmacc' ·J ohannes, ossia, Casa di A.smacc' J obannes. · , Ma ben a lt ri odii , b~u altre contese, do vevano divampare fra i membr i d i q~1esta fctrniglia , d urante l'epoca dell'anarchia, nel corso della quale si videro marciare g li u ni contro gli altri, colle armi. a.lla mano, schierati in campi opposti, e f'ierarneu~e uemici. A.itò Ca.flet, figlio di 'l'aclit, al quale, come f u visto, era toccato per sua parte il g nltì d i A.ddì- Quoali\. ~tveva· tolta in mogìie una principessa della Casa di Saàd- dzega, e figl ia a Degiàcc'Amde- .\imanòt. D a essa g li erano nati g nattro :figli: Gabro·Loòl, Gahre-Ding hì.l, Asseràt e Tocl.ù-Abbàl. Quando A ité l\:ficaél, divennto in seguito R as del · 'l'igrài e protettore delr Impero, si ribellò ftlla Casa di Sac'~d-d?:ega, della (1uale ora stl:l.to familiare, e che lo a.vcva innalzato fino al grado di Governatore di Aùua, fu mandato contro di lui, per ridnrlo al J ovore, prc~ci:>a.monto D egiàcc' ArndcAimanòt, co11 un corpo di truppa. Toclù-Abbàl, il p\tì. giovane ed il plU animoso dci fig l di Aité Cailèt, seguì. l'avo materno nel T.ign~i , e con lui combattè contro ::vGcaòl, spiega.m lo perizia o valore non e0muni. l\:fa la sorte delle M"mi non fn propizia al buon diril-to. A m.de A ima.nòt fLl vinto, e l'ingrato nipote si aifret~ò ad offrire i suoi servigi ad Aitò Micaèl, che premurosamente li accettò . ::.Uicaèl tenne l'oclù-Abbàl costa.ntomente prP.sso d i sè in tutte le imptese eli guerra, che, d i vittoria in vittoria, dovevano condurlo al grado di Ras del Tigrài, ed all'autorità illimir,<tta che si arrogò da sò stesso, proclamandosi pr otettore dell'Impero. R aggiunta tanta a ltezza, R as .l\fi_caèl volle ricompensare quelli che lo ~Lvev8..no ben servi to, ed a Toclù-Abhi.d , che g li era stato strumento efficacissimo di grandezza, con offesa evidente di ogni diritto, uso, co stume e tradizione, e con disprezzo del rispetto dov uto ai vincoli più sacri di famiglia, conferì il dominio di tutto il M à.i-Saadà, ricostituito per lui in un solo g nltì : inoltre gl i
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concesse il governo di quasi tutto il Seraè, con facoltà di prelevare, per proprio conto, il decimo del tributo regio. Qu esta potenza, r aggiunta calpestando ogni sentimento di equità ed ogni affetto domestico, servì di triste esempio per l'avvenire. Vediamo, infatti, dopo Toclù-Abbàl, la discendenza del quale s( spense con Gar emedhén, suo unico figlio, i nipoti di lui, Aitè Garemariàm ed Aitè Caflemariàm, rispettivamente discendenti dai suoi fratelli GabreLoòl e Gabre-Dinghil, contendersi ferocemente la supremazia ed il comando sul disgraziato paese. Ma l'odio divenne ancora maggiore, quando, morto in breve ora Caflemariàm, gli succedette, nelle pretese, il fratello Aitè-Cahsù .· Ai primi di questo secolo, quando TJoldu-Sillassi, riuscito a farsi nomina.re Ras del T igrài, venne in Adua, Aitè Garemariàm si affrettò egli pure a recarvisi, per rendergli omaggio ed offrirgli un presente di mille talleri. Ne ebbe in premio non solo il gultì di Addi-Quoalà, che, a vero dire, sar ebbegli spettato di diritto per ragione di. eredi tà. in linea di primogenitura secondo le consuetudini, ma altresì il comando su tutto il Mà.i-Saadà. Aitè-Cahsù, saputo il fatto, venne prestamente in AddiC~ucalà, ove era già tornato Garemariàm, e con buon nnmero di partig iani lo assalì nel luogo di pubblico mercato (.M:ài-lofo), e lo vinse dopo un fier o combattimento. Nella lotta rimasero uccisi molti soldati, da ambo le parti; nes· suno, però, dci componenti delle due famiglie. Ma poeo dopo, in un altro scontro fr:-t le due fazioni, avvenuto anche esso in paese, Aitè Cahsù rimase ucciso per un colpo di lancia portato contro di lui da un soldato di Aitè T esfù, figlio di Aitè Garemariàm. I discendenti di questi malvagi parenti, non riuscirono, per ò, nè allora, nè in seguito, a sopraffarsi l'un l'altro, in modo che una delle due parti piegasse il capo per .sempre; ed an~he al nostro apparire nel Seraè, li troviamo divisi da odi0 inestinguibile, ma tuttora mescolati e confusi nel gultì di Addì-Quoalà, ereditato dal loro comune progenitore Taclit. in un modo così intrica.to che metà di un paese
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appartiene ai discendenti di Cahsù, metà a quelli di Ga.remariàm; e la maggior parte dei paesi trovasi in questa strana condizione. Eppure non è a dirsi che non abbiano approfittato eli ogni circostanza propizia a sfogare il loro livore, poichè non solo colsero con premura ogni causa natural e che loro si presentasse opportuna, ma con astuzie, intrighi, ed ogni arte malvagia, ne fecero nascere ess1 stessi, quando mancavano. Mi~ non ò da credersi che solo la progenie di Taclìt si comportasse in tal guisa, poichè anche quella di Asmàcc' Ogbit e di Aité Semrèt non tenne contegno molto diverso. · È per ciò che si vede presentemente l antico grande gulti del Mài-Saadà sminuzzolato in dieci piccoli gultì, nei quali, per il ~odo come avvenne la successione al comando fra i membri della famigiia agnatizia, si manifesta la tendenza a trasformarsi in signorìe feudali a danno del diritto patriarcale anteriore. Da questi stessi avvenimenti ebbero origine le pretese della fam iglia · signorile di un gultì su terre e paesi di un altro gultl; pretese che quasi sempre sono fondate esclnsi' 'amente sull'effimero dominio o possesso che un antenato od un ramo della famiglia dei pretendenti ebbero sui paesi e sulle terre contestate col trionfare della parte politica, o dell'avventuriere a cui eransi associati durante il secolo e mezzo d'anarchia che ha travagliate queste contrade. Sebbene in proporzioni minori, pur tuttavia. avvenimenti analoghi si svolgevano nello stesso tempo anche negli altri due g randi gultì del Tacalà e del Maragùs. Principia con Ras ~Iicaèl la divisione del primo nei due gulti minori di Godofelassi e di Addì-:&fonguntì, ed avviene pnre in quel tempo lo smembramento del ::\iaragùs, al quale venne tolto il territorio di Gn.ndet, ove, per ordine di detto Ras, venne stabilito un corpo di truppa, composto di avventuriori pro venienti da ogni parte d'~t\.bissinia, sotto il comando di certo Heclrù. Fu pel momento un'occupazione militare, e null'altro; ma poichè, com' è uso abissino, le donne ed i fanciulli avevano seguiti i rispettivi mariti e
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padri, successe che in breve vi _si costruirono abitazioni, si formarono villaggi, e cominciò la coltivazione del suolo e l'allevamento del bestiame, in guisa che l'occupazione militare si trasformò in una vera coloni a. Nacquero contese fra i 'padroni del s uolo od i nuovi venuti, che, mortu H edric, erano comandati da suo figlio Acchilàs; ma i primi ebbero la peggio, e la nuova colonia si estese sempre più, finchè, al tempo di Degiacc' Ubié (18301865), il fi glio di Acchi.là.s, r icevuto un r inforzo di 150 fucilieri dall' E nganà, sottomise tut to rattuale g nlti di Gundet, . seaccianclone completamente i possessori primitivi. Como è naturale, rtueste popolazioni straniere al Ma.rébmellàsc' parteggiarono sempre per i l~as e per i N egus eli Abissinia, dai quali ebbero aiuti, concessioni e privileg i. Così T eodoro r iconobbe e legittimò lo stato di cose sta.biJi tosi nel gulti. di Gnndet, e H.e Giovanni, nel 18 75, permise che vi si addivenisse alla r egolare spartizione della terra, che venne fatta coi tradizionali metodi comunistici, · essendone stata assegnata a ciascuno una parte perfettamente equival-ente a quelln. degli altri, cominciando dal capo. Ma chi portò i colpi più crudeli <.JOnl;ro il Seraè fn Degiàcc' Ubié, succeduto a Ras Sabagadìs nel governo dol T igrài. Desiderando egli di estendere il suo dominio al di qua del 1\Ltrèb, invase il Seraè, il quale, stremato di forze e diviso d'animo, non potè opporre nessuna valida r esistenza allé numerose orde di lui, le quali fecero, in breve, della bella provincia un deserto. Gli abitanti rièotti a.ll' estroma miseria,, abbandonat i gli strumenti cla lavoro, si unirono a quelle, ed anch'essi, da t ormentati, si fecero tonnentatQri tanto più crudeli, quanta ma.ggiore disperazione a_vevano n el cuore. Ma mentre tutto piegava davant i a lui, e tutti trema.va.no al suo norne, Degià.cc' Ubi.é trovò una fiera res.istenui. n~ll"Acchelè-Guz~\i, il qua le, avend0 sapuiio fiaccare la potenz<t e l'orgoglio del suo predeçessor e nella sanguinosa giornata di Addì-Da, sperava di f<trC altrettanto con lui. P erò .Degiàcc' Ubié rese vane lo sue nobili speranze, poichè
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riuscì a domare la democratica provincia, rimasta fino a quel momeùto libera ed indipendente, come fu,visto altr ove. Il più valido strumento usato da lui per ottenere questo risultato, fu appunto il conting ente d i tr uppa che gli fornì il Seraè. Fra gli abitanti di questo paese e quelli dell'AcchelèGnzà.i , esisteva um~ vecchia ruggine per furti reciproci di bestiame, per risse; ed altre simili questioni, che in tanto sfacelo di ogni ordine c di ogni autorità non si E>rano potute convenientemente comporre, quan tunque non fossero mai degenerate in vera ostilità. Queste discordie furono a:bilmente sfruttato da Degiàcc'Ubié, ch e seppe eccitare ed infia mmare gli animi dei suoi nuovi alleati del Seraè, in modo che ossi, portando nella lotta, la fierezza 0 la crndeltù., solite a riscontrarsi in tutte le g uerre ci-vili, furono la causa precipmt della rovina dell' Acchclè- G nzài. Quest<1 cl epiorevolo condotta provocò, negli ::mimi degli abitanti la provincia soggioga.ta, un odio fer oce., che appena adesso comincia a sopirsi. A mantenerlo acceso fin o ai nos tri tempi, contribuì efficacemente il possesso del territorio denominato Selestè- decchì-Deràr, e,per contrazione, 'redirèl', Tedrèr, o 'redrà.r, secondo le varie pronunzie loca li. il quale. por esser posto sulla sponda sinistra del Marèb, sembr a appartener e, senza possibile contestazione, all' Acchelè-Guzài, cui fi uo a quel tempo aveva appar tenuto. Questo paese fu, invec2, da Degiàcc' UbiG ripani.to fra i vari g nW. del Seraò, ma in parti disugual i, essendochè la maggiore e mig lior parte di esso, con il grosso paese di A.dd isc'-Addì, lo assegnò al Mài-Saadà., dal quale gli erano venuti i più validi aiuti. Il ter ritorio, divenuto pomo della discordia fra le due provincie, fu da Teodoro r e$tituito all'Acchelè-Guzài ; ma da Ras Alula fn di uuo\'o sottoposto al Seraè. Come è naturale, in ciascuno di questt passaggi, le ire e le strag i si rinno varono piil feroci. Il fatto d'armi più ~anguiuoso che sia avvennto nella lunga con tesa fra le due pro vincie, è quello di Anabetta, successo nell'anno 1852, e raccontato così. dal Munzinger:
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<< Il nemico era penetrato nel Seraè con circa 12,000 no« mini e molte armi da fuoco : le genti del M.ài Saadà erano « rimaste sole contro di loro, con 8,000 uomini ed un forte « n uéleo di cavalleria. Il combattimento fu sfavorevole al « Mài-Sa.adà,, che perdette 400 nomini ed ebbe alcuni \il« Jaggi bruciati, mentre i vincitori !~sciarono sul campo « 800 morti ». Durante il regno di Degiàcc' Ubié, avvennero, nel Seraè, altri notevoli cambiamenti. A capo di tutta la provincia fu posto un comandante militare (sci'ùrn n egaril) tigregno, che mise stanza presso il convento di E nd'-Abba-Matà, con un forte corpo di truppa. Un altro corpo, di truppa, come fu g ià visto, composto di 150 fucilieri dell' Enganà, andò con le famiglie nel Gundet, a rinforzare la colonia militare coHt stabilita fino dal tempo di Ras 1\licaèl. Gli antichi gultì del Seraè si divisero e suddivisero ancora: esempio quello del Maragùs, il quale, benchè diminuito di tutto il tel:ritor~o di Gundet, si scisse nei due attuali' di J acòh e di Accolòm. ' Vinto ed imprigionato, Ubié si ebbe qualche momento di pace. N ello spopolato Seraè, accorse da varie parti, ed anche dal Tigrài, gente che chiese ed ottenne terra da coltivare. Qu esta immigrazione di forestieri fu più numerosa nel MàiSa.adà, appunto perchè maggiormente danneggiato e spopolato dalle passate vicende. l){a la tranquillità fu di breve durata. Era appena avvenuta la proclamazione di T eodoro, che già nel 'l'igrà.i sorgeva un fiero nemico della sua autorità in Negussiè, nipote di Ubié . N el 1856, N egussiè viene con un esercito nel :JVIarèb-mellàsc', lo devasta; ne vince il principeDegiàcc' Hailù che è costretto a cercar rifugio fra i Maria, e stabilisce Capo dell'Amazèn Degiàcc' Mered, della Casa di Ad:-dzega, fratello di Uoldenchiél, che, coi' titolo di Ras, ,doveva in seguito far tanto parlare di sè. Conforme a qua.nto avevano sempre fatto gli avventurieri del Tigrài, anche N egussé t enne per sè il Deca-Uaré-Sennasghì, che fece governare da Sciò.m-negarit, da lui nominati.
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È nota la potenza cui sali rapidamente Negussié, come son note le speranze sue di esser soccor so dalla Francia. In attesa di questi aiuti, egli, coi suoi partigiani, si tenne a preferenza sul Marèb-mellàsc', regione prossima al mare, donde ~ovevano giungergli, e precisamente pressoEnd'-AbbaMatà. E facile immaginare quello che abbia dovuto costar e al Seraè il mantenimento di lui e del suo esercito, e quale danno gli abbiafio an-ecato le crudeli esigenze della guerra fatta coi metodi indigeni. Venne in seguito la lotta fra Re Giovanni e Uao-h-sciùm Gobesiè, per la .successione di Teodoro, ed in ess: pre;ero parte attiva Degiàcc' llailù, della Casa di Saàd- dzega, che aveva per sè il Seraè, e Ras Uolcleuchièl, della Casa di Addzega, seguito dall'Acchelè-Guzài. Nella lunga contesa, terminata col trionfo di Re Giovanni, vediamo i due rividi star sempre in campi opposti, ma passare fac ilmente da quello dell'uno a quello dell 'al~r o protendente, a norma della for tunfL di lui e del favore in cui poteva salire il proprio .avversario. Giovanni, insospettito e sdegnato dei loro maneggi, finì per stancarsene, e li pose in ceppi ambedue. Uoldenchièl riuscì a fug~irue_ ed a cattivarsi la benevolenza del Negus nella battagha dt Gudda-Guddi (1875), combattuta contro gli Egiziani condotti dal colonnello Arrendrup, nella quale fece prodigi di valore. R e Giovanni, per ricompensarlo, lo nominò Degiàcc', gli conferì il governo dell'Amazièn fino al Moccàn-Colò, e gli diede l'incarico di difendere la frontiera settentrionale d' Etiopia, e di procurare di riprendere i Bogos, che l'anno prima erano stati occupati dagli EO'i0 ziani. Col metterlo a capo dell'Amazièu, forse REI Giovau ni i~~endeva di propizia~si quella contrada, in vista della guerra pm grave che stavas1 preparando coll'Egitto. Non poteva ignorare, infatti, con quanto sdegno e quanto dolore quella provincia aveva subito il dominio degli Sciùm-negarìt, che egli le aveva imposti dopo il suo trionfo su Uagh-Sciùrn Gobesiè e l'arresto dei dne p6ncipi indigeni. Ma diffidando sempre, e temendo veder risorger e lo sp1-
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rito d'indipendenza del Mar~b-mellàsc', n on ostante le sue dissensioni interne, non compì l'opera e mantenne l'occupazione militare tigregna nel Seraè, sia per couservare in soggezione il paese infido, sia per guardia del la linea del Marèb. Anzi, per evitare che un solo comandante militare ·potesse far causa comune con la popolazione e dichiararsi indipendente (cosa abbnstanza comune in Abissinia). vi pose tr e Sciùm-ueg<Lrit, affiuchè s i sorvegliassero l'un l'altr o, con quanto . vantaggio della provincia è facile immaginarlo. Re Giova.nn i, però, si era ingauuattl nelle sue previsioni. Uoldenchièl, appena giunto in pa,tria, si !t!frettò a mettersi. in r elazione cogli E giziani, i quali, promettendogli il dominio dell'intero Marèb-mellàsc', gli conferirono pel momento il titolo di Ras, e gli fecero dono di una corona di or o. La gente del Marèb-mellàsc' fu subito con lui. Con lni combattè a Gura contro R e Giovanni, e non ostan te la sconfitta subita da.gli Egiziani suoi alleati, gli rimase fedele nella lunga ed implacabile guerriglia da lui condotta contro le tr uppe del Negus. Qnesti lìberò il suo rivale Degiàco' Hailù, e glielo contrappose ; ma U oldenchièl lo vinse in una sanguinos.a battaglia combattutasi nel 1877 presso Uocchi-Dubbà., nella quale Hailù perdè la vita. Nell'anno successivo, Re Giovanni, seria mente impensier ito, manda contro. Ras Uoldenchièl un corpo di diecimila uomini, condotti dal suo valente e fedele Barian del Beesa, Ras del Tigrài. Ma anche Bariàn è sconfitto, e perde la vit<t in uno scontro furioso avvenuto nel marzo 1878, all'Asmara. L'Imperatore, allora, avvia trattative coll'Egitto, proponendogli la cessione dell'Amazièn, pnr di aver e Uoldenchièl nelle mani .. Ma, come fn detto altr ove, il Ra.s, che, insospettito di questi maneggi, trattava, la pace col N egus, v iene a tradimento imprigionato e relegato su di un"amba, e così il Marèb-mellàsc', rimasto senza capo e senza guida, cade definitivamente in balia dell' I mperatore, che vi mandò Alnla a governarlo con dominio militare. Questo, come si sa, durò dieci a1mi, ossia fino a.i primi
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giorni d'agosto 1889, epoca nella qual e le truppe italiane salirono sull'al tipia no. . Durante questo dominio, altri fatti contristarono il Seraè; principale fra questi l'editto di R e Giovanni, col quale, cla UI:l. giorno all'altro, venne imposta a tutti i suoi sudditi la. fede cofta scismatica. Per e:tl'etto di questo decreto, i numerosi mussulmani (giaberti) del Seraè, rimarchevoli per laboriosità ed onestà, presero la via dell'esilio, cosicchè la provincia s· immiserì sempre più, e sempre più si spopolò.
Gli avvenimenti, dei quali fn fatto un cenno sommario. produsser o nel S eraè d~e effet ti dep.lorabili, l'uno conse: gnenza dell'alt,ro: lo spopolamento, e la t endenza negli Sciùm-g nltì acl assumere contegno e pretese di s ignori feudali. L e lotte intestine nelle loro famig lie, rompendo le tradizioni c le norme consuetudina,rie, diedero il potere non a chi vi poteva vantar dir.i tto secondo la leo-o-e ao-naoo o t izia primitiva, ma a colui, cui· la forza, l'astuzia, o la fo rt una, avesser o concesso il trionfo. Donde nacque che l'nsur1)atore pensò esser bene proprio e personale quell'autorità, che prima era reputata dignità 1iberamente consentita dai consanguinei per il beM di tutti. Questa opinione dovè poi mettere in loro profonde r adici, quando, nei brevi momenti di calma, turbe avventizie venuero di fuor i a chieder terre, che furono concesse non più come ad uomini liberi che vi ave·vano diritto, ma come a servi da gravarsi a piacere. _Nel momento in cu i noi salimmo sull'altipiano, ecco quale era l'ordinamento politico-sociale del Seraè : 1° I tre g randi. gulti primitivi si trovano divisi in al tri molti, e le suddivisioni aumentano di numero man mano si procede verso sud e ci accostiamo Marèb. L a ' suddivisione è spinta al massimo grado nel l\fài-Saa,dà ; 2" I due g ultì. di Godofelassi e di Addì-l1onguntì, nati al tempo di Ras Micaèl, dal vecchio gultì del 'l'acalà, n e hanno originati. altri quattro, che sono : Doca- Oontzùb, AdAtchemé, Ghebré-!\faraìt, ed Ono-Mna-Hielà assai più pie-
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coli degli altri due, che boriosamente assumono il titolo di -Gultì dai guarantaquattro paesi (A.?·baàn-a?·batèn-acldi). I sei gultì del Tacalà non conservano fra loro alcun vincolo, e pagano il proprio tributo ciascuno separatamente ; 3" Il Maragùs e diviso nei due gultì di J acòb e di .Accolòm, di ampiezza presso a poco eguale, e di potenzialità economica equivalente. Conservano ancora fra loro un certo vincolo, poichè sono obbligati in solido al pa-gamento di tremila talleri di ghebrL Questo tributo complessivo è uguale a quello di cui era gravato l'antico gultì, prima che fosse diminuito del territorio di Gundet, èostituito da Atziè T edròs in un gultì separato, sul quale è imposto un tributo di 600 talleri; 4• Il Mài-Saadà è diviso in dieci gultì incastrati l'uno nell'altro, con paesi appartenenti in comune a due gultì. differenti,, e talora anche a tre: ha terre e paesi fnori del proprio territorio, nel Tacalà e nel Maragùs: è stranamente confuso di confini e di stirpi, mostrando con ciò solo quali lotte abbia sopportate, e quali gare intestine lo abbiano dilaniato: conserva nn legame comunt:~ fra i suoi gultì nel tributo regio di 3000 talleri, che deve essere pagato in solido da tutto il medrì., e di cui si fa la ripartizione nella adunanza dei Capi, fra i quali di sovente è causa di nllove discordie : i due gnl tì. di End'-Asmàcc'-Ogbìt e di AddìQnoalà ne sono i più ragguardevoli, e costituiscono da sè soli quasi la metà dell' intiero medrì, di cui si sono arrogata e si contendono l'egemonia; r/ La maggior parte dai paesi del Seraè è abbandonata, e quelli ancora abitati hanno scarsissima popolazione. N egli antichi tempi, la provincia •aveva da 300 paesi floridi e popolosi. Ora tutta la popolazione del Seraè oscilla fra le 1,500 e le 1,600 famiglie. Si ottiene, in tal guisa una densità media che varia fra le 5 e le 6 famiglie per addì, mentre tutto iuduce a credere, secondo i calcoli più modesti, che la media dei tempi eli prosperità non potesse essere inferiore alle 150 f~tmiglie per paese ; 6• La popolazione più scarsa si trova nel gnltì di
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Gundet, ove scende a tre sole famiglie per addì; la maggiore nel Mài-Saadà, ove g iunge alle 11 famiglie; 7" Nei gultì di End'-A.smàcc'-Ogbìt e di Addì-Quoalà, la popolazione è per la massima parte avventizia o stabilitavisi da breve tempo. E ssa è di origini e provenienze svariatissime: dell'antica stirpe che fondò il gultì, rimangono 9 o IO famiglie soltanto; 8" Tutti i Capi·gultì, eccezion fatta di quello di Gundet, del quale fu veduta l'origine, appartengono alla. stirpe primitiva che popolò il S eraè, o che almeno lo colonizzò, assimilandosi completamente le popolazioni trovate; fatto notevole se si pon mente allo guerre, allo invasioni alle devastazioni, ed alle prepotenze, di cui fu teatro la provincia; 9• Il gultì di D amba, conosciuto altre:>Ì col nome di Enda-Selassié, era tribut(u·io del convento di Dehra-.Nier ctn·ios; 10o Quello di Acl-J~lghèz non aveva Sciùm-gultì ered itario, rna trovavasi a libera disposi?:i.ono del. N egns, . etti pagava direttamente la sua parte di tributo; 11o Il gultì di Damba, o Enda-Selassié che dir si voglia, è conteso al S eraè dal gultì del Dembelas-tahtài (Deca . Tesfà.), ma· sen:6a che quest'ultimo possa esporre fondati ed accettab~li moti vi che giustifichino lo sue pretese; 12'' Molti gnltì del Seraè hanno in possesso paesi e terre nel Teclrèr e nel :.\farettà, con riconoscimento di Ras Alula o di Re Giovauui, ma con dolore e sdegno dell'Acohelè-Guzài, cui fLuono strappati al tempo di Degiàcc' Ubié e restituiti in seguito da Re Teodoro. L a maggiore e m iglior parte di qnest.e localit-à è posseduta dal Mài -Saadà; 13° Tutte le popolazioni del S eraè vivono completamente slegate, anzi os&ili fra loro: non hn.n•w nessun;1 autorità. comune, e sono rotti tntti i y.incoli dt>ll'ant.i ca uon:fcdc. razione, cosicchè non e:;erçi ta che scarsa influonza. nelle vicende del Marèb -mcllàsc', ed ò obbligato, in ogni ;nodo, a seguire la fortuna del più fo rte.
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l'·,.·, LA ZONA D\ ASMARA
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:Medri :'>fedrl
Tac-ala
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Gu!U
Gult\
Nome degli addì compresi in ogni scompartimeuto
Nom_e ctcgli nddi compresi in og!li scompartimento
Godofelassi 1° Godofclassi. 2° Teramni. su• Ad-dechi-Saiemti. 4°"* Ghenà-Balè. 5o"'" Gazà- Gobò. 60"'• Addi( Gulti- nàl-arbaà n-arbatèn a.ddi Gheddelà.. 7• Addi- Chian<J. B•** Addi- Sciù m- · Andì. !l ' Agoimà. 10• Addi-Gultì. 11°* Addi-Atossia Gulti di zénàch. 12°~* Addi-Cnsci. 13° Addi-Bigheddi. 44 paesi). 14 u Addi-Contzèb. 15° "Ad-deca Ghinuet.16• "'*}lariiun-:\'Iedhanit. l'i'•"' A bhi-Addì. 18'• •'EndAbba-l!:scò. 1!)•H Addi-Codò. 20°** AddiZentJ. 21•·n · Addi-Qnorrtd. 22°u Addi-Addà. 23"""' Addi-Sccchèh. 21•n Tre-Maci"ém. 25• *"Arcghit-Macrèm. 26'>.. T1.abalà. 27''~'• .\ ddiLagbmà. 28"'" End'-Amnlièl. 29•*'"· Addi-Belài. 30•"* Addi-Accolòm. 31 • )iài-)facciagàt. 82'1Addi·Acheilò. 33•"'* Mài-Sciabà. 34' Ga:r.à-Nazil. 35• Add i-Tzabà. 3u•u l!:nd'Abba Abdtt. S'i' Tahti:ti Atzenàh. 38° Tereò. :19°"'* Mafà-Lubsò. 1)0° **Cheptà. 11""' Csanrll. 42."' Coscièt. 43• .End'Abba-Durùch. 44'*" Gazà-Gosciù.
-*Addì Gahàd. 20•** Zabàn-Onà. 21• Addi-Ugrì · paese abbandonato nell'antica posiziono del quale fu per ordine <li S. E. il Governatore Baratieri durante l'armo 1893 costruito un forte dalla l ° Compagnia del <1° Battaglione Indigeno. 22• **Ad-Aharè. 23•* End'-,1bunà. 24 * Ana.-Gullè. 25°* Ad-Erbaà. 2G'**Tahtài·Ana-Gullé. 27' "' Addi-Bet-Negìts. 28•** Addi-::\!ài- Nabajùch chiamnto pure Addi- ~asacàl. 29°"* Addi·Omcàr. soo n Ad- Toccòs. 31' Addisc'-Add!. 32• Enda Jesits. 33°** Bigienò. 34°* Addi-Bùrebtì. 35ou AddiScerehtài. 36° Daarò Cohanàt. S'io Addi-Deg-giallò. 38° Sebahà. 39""'" Add i-Cotcjò-taht.ài. 40o '"*Addi-Cotejò- lalài. 41°\!;"' Addì Hambì. 42o *"'Addi-Atàl. 43''"'"'' End'-Erbansà. 44° Cudò Ambessa. 45°"' .. Addi·Uatòt. 4Gon Tenabùch.
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Il guHi l'retcnde il possesso di Addi-Sassar, A~bi Addi, Acldi-Soghdò, Donguabil, od Addi-Baro t err e con qualche casolare di contadini nel Saraqit (Decn-Melegil) che si oppone. - Pare in,·eee cho non 'l"i sia opposizione od alon~no non c cosi recisa per le terre u paesi di Ad-To ccòs, Addi-Bet-1\egtis, Addi-Omcàr, Addi-Mài· Naltajùch , Digienò, Addi-flOr c htl, Add i-Scerehtni, e d Adclisc'·Addl, che inrono perciò pos ti nel prese nte elenco sehùene anch' essi situati nel Baraqlt. Ad-Erbnil., Daarò-CohahanM, Addi Beggiabò, SebahiL ed i due CotoJò 3ono nel Mài-SMdà. - Il possesso di questi paesi, eccezione fatta di Ad-Erbaà esclusi\·o dell 'Addi-Mongunll, è a metti. col gu lti di DectL-Bncri, di cui in soguito. - Il Tleca-Ducrl contesta invec., all'At.ldi-Mo J1gunli il possesso d~i paesi di Gudli ·Am· bessa, Addì - llambl, Addi-Uatòt , Addi-A tà.I, Tenabùch, i qnali sono alluntrnenl.e spopo lati. Ai Cabesl'l o Ad·Zam.fà. sonn nel Cuollil11 gulli avanza pretese di possesso sui pnesi di ~la haii< e di Sciab. posti neii'.F:gghell\ e d i Addi-Rn•~i-Ma r eUit prim;t di D. Ubiè appartene nti alt'Acchelè-Guzl\i c.ho li reelama.
lr
Il gu lti pt·otoude al po ssusso dei segue nti [>no, i, che sono posti fuori del suo torritorio, ma che [>et· lo; lotte e le gum·t·o dolio <[IUl.li t\t pal"lato a suo luogo fut·ono realmc nto in suo dominio por un corto tempo. Addi-Oarfil nel :\faragt'ts. llll.brè nel Coh-ain. TurM nel )larctlb.. Asscgnagni, Fccciocll, Cu.ièh-adJi, nel Tetlt·t\r. End'·Ahba-Bur~ich è un convento di mon:1ci. rl lOtTi· torio s u cui ò situato è por vero dire " "l Mlli-~a:u.là, ma il convento dipendeva dnl gulti di Godofolassi. Addi..QuHi, Atzenàh, CS!looll, End"-Abba-Abrh\, Addi· tzahil, Cc>scill~ cd Addi·Bhlghcddi, paesi abbastanzn po· polnti, sono nel Cuollit.
Addì - Mongunti l" Addi-- ~fo ugunti. 2""!1; Aù-Abra.l tàm. :3' ~"1' AdGuilà. 4° Tahità. 5"• 4 Addi-Sciùm·Aptùi. 6' od ancho Mài**..\.ddi Aggarài. 7• Addi-A.ssabàb. 8 •• Go· Atacalti (Gultì mai"ò. \l'"'"' Adrli- Gabitl. lO' Ai- Cabesi•. ·n· nà.i arbaàn-ar**Ad-Zamçà 12°** Ad-Ttài. 13• A.bbi-Addi. 11° batèn addì). **Ahba-Heuò. 15'*"' Addi-Grat. 16° Neuòch· Zabàn. 17° Ad Abescià.. 18"** i\ddi Belàd. 19°
lDeca-Contzùb. [:;
1o Damba-:l.Iicc'. 2o"'* Addi~Ua.tòt. 3'** End'- Abba- Duocitl. 4ou Addi-Saallàb. 5o* Addi-Gandefèl'. 6°*"' Addi-Lamsài. 'i"** Addi-Cienaudi. Ogni paese pagava soparatnmont<> il proprio t l"ibulo. Gl i ultimi tre "paesi sono n e l Cuo lJ il.
1084
LA ZO NA DI ASMARA
ll(edri
Gulti
Nome dogli addi compresi in ogni scomparti mento LA ZONA DI ASMAI!A
l Ad-Atchemé .
1• Ad-Atchemè. 2° Sa.mhasàm. S0 Zammer. 4o"' AdAhescià . 5° Addeca-Taclà. ()o Da.ndièr. 1""' Addi-Gudatì. 8°* Errèt. \)oU Ona. l ()o Cbesàd- . Daarò. l l 0 ** Decorassi. 12° End'-Abba.-~latà. ISo** Ilaccasà.
Gultl
Medrì
Nota. Questo gulti è li più fertile, il più abbondante d'acq ua e il meg!ic. situato di tutto il Seraè. Enù'-Abba-111aHt è nn santuario posto in splend ida posizione.
Lalài-addi, :l!eghc lb.b, Addi-ll!:>.harnì, Addi-Harci•m, Dèghmomiòt, Ncdùq , Addi-Finn<)h , Abbi-Jehèl, AddiGure t lo . Cosc iòt, :=-H.i quù.qh, Ga?.ù.·Hedru, Aùdi-Jabù sono nel Cuollil.. Addi-Haudè l co n alcuno terre de tte Addi-Merebòd ed Addi·Conlzonàb :>.ppartencnti al gullì sono nel :l.!àiS:>.adà.. I.e torre di Addi-Contzonàb sono . a moU~ con l'End-Asmb.cc'-Ogbit.. I paesi di Aeldtì-Guhcbbò, BarJ·i:lh, Gortatti sono nel Tacalà.
l o* Addi-Heruà. 2o** Addi Ghedenà 3o"' Arldi-
Accolòm
Sciùm-Acchelè. 4°* Ad-dechi -arbaà.. 5° Dèrcò. 6° Lalài ·Dcrcò. "fo"'* Addi -Baharrègg'. So'll EndaG;; brièl. 9,,,.. Jamò.
l "* Ona Mna-Hièlà. 2• Addi -Agogà. So* 1\rahadò.
4o*"' :i\lehiim.
5o*~
Ad Zarnà. ()o**' Assaharti.
'lo** Addi-Badùm. sou Addi-Godbà..-\>Ou Addi-
Dòndil. Possiede il paese eli Aclcli-lltlre gg' a mo t'\ col ~ulti
Addì-Gonn bt ò nel Cuo llà. Le te rre del paese di J;:unò sono) mezzo col Ghebrèi\!arail Jamò, A nani t, Codò-Zebò, Ad-Nefu, Addi-Colotò, As· sahlì , Ad-Arcài, Addi-Scilloò, Cuhìr, Addi-uod-Dcrobi, Addi-Abàl sono nel Mb.i·Saada.
•li Addl-Quoalil. e q uello di Maharlò in parte egua le coi gulti d i Encl'-Asmacc'-Og bit e Addi-Quoalà.
Maragùs .
. Jacòb
l o** Addì· Ghebrù. 2<>1!1!! ?llà.i-Dedèm. S0 ., Addi:N!archegg-in. 4°*"' Addi-Gong-uài. ;:>o * Addi-A bagàt. 6' Arghesaua.. 'lo* Addi-Asorò. So"'"' Alidi· Samrài. 9o** Zabàn -Sabàu. lOo** Addi -Aragot. n o Ad-Attafà. 12o:t<» Garta.tti. ISo ~"' AddiHandel. l4°n Addù-Gubebb~. 15o" Addi-Sciaglà. 16<>"' Addi- Arcàm. 17<> Degbmomièt. 18° Lalài-adtli. l !:1°**Ahbi-Jehèl. 20°"'* Addi-Maharuì.
"'*
1° Addi-Heisc'. 2<> Addi- Scilémùn. S0 AddiH oojà. 4on Addi·JehennL 5011 11 Addì Coqhò.
()o*-"Addi-Belà. 'J'oH Ad-dec'-Abbà. So** Addee' Abùn. 9o• Addi- Gonnòt. lOo* Addi-Laghèn. ll 0 *"' Addi-Hesbài. 12o** Codò·Zebò. ISo Ananit. 14<>*<!0 Assahli. 15°"'* Ad ·Arci~i. lGo* Addi-Scilloò. l'lo** Addi·uod·Derchi. Ison Cu'tùr. 190"* Mà i Ciabà. 20'"'• Addi·Abàl. 21°" Ad Nefàs. 22ou Addì. Colotò . 23o** Jamò. 24o Codò·Azghebì.
Jami> tl'ovasi n~l ~li1i-Sandb. e le sue terl'a ~u.,st0 gulll la possiedo a metà coli'Accolòm clel :=-f.:u·ng tis.
Ona-hlnà-Hiclà .
:->ome degli aùùi compresi in ogni scompartimento
21°*"' Thieghclà b. 22°*"' Nedìtq. 2il 0 Addi Gurettò. 24°*"' Mn i. Quaqh. 25° Cosciòt. 26o* Gazd.· Hedrù. 2'1'0 Barràh. 28°""' Addi-Mahadà. 2gon Addi - Finnèb. i.l()o*"' Addi Jabù.
Ha pro teso pc l possesso del paosc di Noèh · 7.nbàn nel Tcdrè r-Decorassi e nel Cuollà.
G he bré· Maro.ì t
1085
Mà.i-Saadà End' - Asmàcc' (Hài-Teiadà, litiOgbìt. Tn.da m .. secondo le varie pronunzie calil.
lo-
l oH Addi-Remseggbèd. 2o*"' Ad·Abrabà.m. So* Det-Ezièn. 4°•*' Addi- Corài. 5°•* Addi-Bitùcb. Inoltre il g ultì possiede *"' Addi-Contzenàb a metà col Jacòb del Maragùs e metà dell e terre di Addi-Anchertì e di Addi-Uottelèch che per l 'altra me tà sono demaniali. · Yauta diriUo nl possesso dei paesi di On:>.-Gobài o di Abenàl situati noi Tedrèr.
1087
LA ZONA DI .A SMARA
1086
LA ZONA DI ASMARA ::\iedrì
Medri
Gullì
~ome d~gli
Gu!H
a dù i compresi in ogni scompartime nto
Komc degli addi compresi in ogni $Compartimento
Addì-Bnharù
lAddi- Quoalà
1° Addi-Quoalà. 2o Addi·Mennì. 3°* Addi-Jahèi. 4o Add i - Gana. 5°* Madià. 6°*"' Temeè. '7'** Addi Fejajù.I8°UHoò. 9o**Addi Ahohà. Possiede inoltre: "'* Addi-Uoferti assieme all'Assog uàr ed "'*Addi-Barègg' a metà con Ona.-Mna-Bielà. Nel tenitorio di Addi-Quoalà trovasi il ' 'eccbio conven to abbandonato di End'-Abba-Erèn ed anc he il paese abbandonato di Demba-micc' g ià gulti di Deb ra.Mariàm nel Coh- ain.
.Il o"'*' Addi- Baharò. 2on Addì-Carui. 3<>** AddiLubsò. I due primi di quest i tre paesi sono nel Tncalà cd il terzo nel :\1ara.gùs.
I l
1 ' Gab'icn .
-l
l
Possiede il paese abbandonato di Tacarii.-Cheiril nel ll!arngùs e meli\ del paese di Direò nel Ghcbrè-:\laraìt. - Ino ltre pretende al possesso di CoJ· · CJogoml~ nel Tcùr èr popolato di 30 famiglie.
l
Alidi ·L ubs ò <'
::t
me ti\. col g u ltì di Assoguàr.
Jo Gabiè n. - Il g ulti non possiede al tro paese ma questo è popoloso s ituato in I.Jella posizio.ue cd in terreno fertile . Inoltre ha molte o buone t orre, sulle quali paro che negli antichi tempi sorgessero paesi di cui a l presente non rimane più alcun vestigio.
lEgri-~facàl. .Il
Egrì-hlacàl. 2°*" Addi-Bus. - Anche questo gulti possiede nel Tacalà molto terre, nelle quali un tempo esistevano villaggi ora completamente scomparsi.
0 "'
N el J'tfài- Saadà. - l "**' Ad di Uehl. zo n AddiEràr-Ainì. 3on Addi-:Metaghèh. 4<>* Addi-Ciamài. ;)o Ona-Gabièn-tahtài. 6o** Addi-ì'Jos · sedà. "{o* Bet-Gabrièl. So** Addi-Ab bd r. 9°** Addi-Colaqòl. l 0<>" Addi-Edùcb.-Bet-Gnbrièl è for mato dalla Chiesa. e da. poche case per i preti.
Paesi e terre in comune fl·a i due gulti di End '-Asmocc'-1 Ogbite di AddiQuoalà-.
I du e tend ono p:.ese di ottanta
g ulti , oltre questi paesi e terre ne l Seraè precollettivamente al possesso del g r osso" ricco Addisc '·Addi nel Tedrèr popolnto da più di famiglie.
•l
l'
l
l Assoguàr
l
Nel Tacalà - } o ~fài-Lebits. zon Codò- Cierà detto anche Acldi-Gherèb. s on Deraantò. 40 Mahadò.
Nota. Nel possesso di Deraantò entrano in parti eguali con questi due guln al tres\ qu elli di Ad-Elghèz e di Deraantò-Deraantò era il Capoluogo di tu t.to il Màl-Saadà quando questo territorio negli antichi tempi formava un gultì' solo. Ora per effetto de lle lotte e delle convulsioni politiche si trova nella str~uìa condizione di essere solo per una. quarta parte indipendente. ·- Nel compossèsso di l\Iahadò entra per un terzo anche il gulti di Ona-~lna-H ielà.
l
'"
l o* Assoguà r. 2°*•1 Aùdi-tiofertì che è a metà col gnltì di Aridi-Quoalà . - Ha inoltre molte terre nel Mài-Saadù. Possiude metit di Addi-Lubsò ins ieme a\ gu!U di Add i-Bnh Drò.
l
l De raantù l
1
Il solo paese di *"' Deraantl> completamente spopola to. La gen te superstite sta LLttualmentc a Godofelassi. Le terre di qu esto pao:;e, una volta capoluogo del Mà i-Saadà, sono attualmente divise in quattro parti, delle quali una soht appartiene a questo gultì. Le altre, como fu visto, appartengo no u na per ciascuno ai tre gu ltl di End'- Asmàcc'-Og hìt, Addi- Quoo.là cd AddiEighèz. Possic•l e le terre di Don g ollo e di Ga4i\.-Ciaudùch ne l ::\lài· S:~oadà.
1088
LA :CONA Df
AS~IARA
l Ot-!l
LA ZOKA DI ASllARA
Modrì
Gultì
Damha o EndaSe!assié
l .,..
::-lomo degli addì compresi in ogni scompa rtimento
l
1° Damba _2°"' Addi-Enft. 3o"'"' Addisc'-Addi. 4o•'
Addì-Casei. 5°* Addi- Finnèh.
l l
1ou Add i-Elghèz. 2o~ Addi-Alsàt. So"'-' Addì Dardi. '1°""' Seghér-Dalè. 5M·* Det - :\1ariàm. l tre ultimi paesi sono nel pat-sc del Tacalà., ove il guiti ha pure, come fu visto, la compropriet.'J. di Deraantò.
l
Addi-Eighòz è a bbandonato, ml1 m sua v icinanz:1 è Stnto fondato il D l toVO villagg io di A<ldi·Scillo{l, dalla g tm to 'l'cnuta in cerca. di terre da co lt ivnro.
Deca- Bucri
o
BOCI'll
1~
scomp:~rtintent~
l 0 Assajabo. 2'"' Gl!ezà-Sciùm-Mnscalè. So* AddiGhcddàf. 4<> Ghezà.-Cherèn. 5o"- Ghezà-Dardim. (l•HII Ghezà-Absillassi. '7°*' Mài-Sciohò. 8°'* Ghezà-Chesàd. 9o* Cherèn. 10°• Derrieh-Cielà.ch. 11''" Addì-Hagqddi. 12°"* Ghezà-Terèr. 13°** Ad-Cinnghèr. 11°** Ghezà-ScitJm-Sugù. J;)o**· Addi-Gohòr. 1()0 *"' Addi -Nohoò. l'ton GhezàSelàu. 18ou Ghezà-Dahàr-Nagassi. 19°"'• GhezàSessòr. 200"'*' Archennt 21°"* Ghezà Cianclòeh. 22<>• .,; Atl-Teròm. 23<>*"" Saalbelnu. 21°~ ~ Golgòl-Assajabò. 256 "* Gheù-Cascì. 2G0 " • Ghezà - . Gabriòt. 2'7o*rlf Entalò. 28°"'* Addi-Cotejò. 29<>*"' l,'ecojà Carmèt. 30°""" Ghozà Sclùm Gal:Jrù. 31°u Arrntò. 32o**' Ghezà-Salem. 33<>*"' Ghezà.Sciilln Debbàs. 34.ou Addi-Agbcz~L 95°"'ll> Aùennà.
·1Gu ndet .
Gundot.
Primà di Re Giovanni g ulti dol Co nvento di Dcbt·aMorcur ios s ul Dega.-Tesfi:t.
Addi-Elghèz .
:\ome degli :1ddi compresi in ogni
Daarò-Cohanàt. 2° Addi-Beggh'iahò. S" Sebahà. 40*"' Addi-Cotejò- tahtài. 5oh - Addi·Cotejò-lalài.
6°"'" Af-mài. 7oH Addi-Uellò. gon Addi-Hambi. 9<' Cndò-Ambessa. 10°**' Addi-Uatòt. n on Te· nabùch. J2on> Addi- Atàl. I pnesi di Dnarò·Cohanitt, Addi-Begghinho, Sehahil. 011 i dne A1illi Cote.i ò sono a mcLiì. col g ultl di Addi·' longun LL Le terre di Af-:-f:ì.i c di Adqi-lJellò non sono co n ~c~ tatc. Invece gli allri paesi da Addi-l~ambi in poi vc ug uno dispu lati fra i due g ulLì di Doca Buc\'Ì tl di Add i-Mongunti. Porò sono $popo la ti tranne ÒudòAmbossn, ove negli ullimi te mpi si erano s tabilito alc uno famiglie provenienti dal Tigrò.i.
Nota. Questo gulti nel pdnc1p10 del nostro secolo fu conquistato da quello di Addi-:'1-fongnntì, che lo ridusse sotto ht su a sig·noria. Aitè .Jasà.b, pad1·e di Ligg; Tesfè (uomo che fu al nostro servil:io come Capo-banda e venne anestnto nel 1888 per g l'intrighi eli sua mog-l ie Uizorò Lemlern figi i a dì Ras Uoldenchièl}, a l ternr>o di Deg·iàec' Ubìè restituì il g ultì a l Mài-Saadh m<1 rimasero e rimangono ancora molte questioni sulla proprìe th C\ella tert·a da decifrare.
UrSTÉ- GUL'.ri DEL Srul.~ r
ADDI
ME!liti'
I ~OICAZIOl\1
Mài-Harmàz
Taca.la .
Con
1 fa.miglìe.
Addl-Tr.adi
Tacalà .
Con
4 famiglie.
Tacaìà..
Con
9 famiglie.
Addi-1\fnnnà
Tacalà.
Con
5 famiglie.
Addi-Garmà .
Tacalà .
Con l O famiglie.
A.ddì-Anucssò
-1Mara,"Ùs
· Addì-Barì .
:l
Coi tre paesi dipendenti Addi-Bailài, Guag uà.t e llladià.. Vi sono in tutto 1 famiglie soltanto.
.Addi-Cosmò .
i\lài-8aa.dà
Abbandonato.
Addì-Anoherti
Mài-Saadà.
Abbandonato.
Addi-Uottelèch
:Mài-Saa.dà.
Abbandonato.
(Continua).
R UFILLO
PERIN l
Capitcwo nel 4• battaglione
inclioeut.
DELLA CONVENIENZA DI
DELLA CONVENIENZA DI
DIFE~DER.E
l VILLAGGI ANCHE ALL'INTERNO
Quando l 'artiglieria riuscì a munire le proprie granate di spolette che 1!l.e garantissero la regolarità degli effetti, fece capolino l'opinione che la difesa dei villaggi dovesse limitarsi all'esterno, lungo la linea segnata dai vari r ecinti che di solito precedono i caseggiati, ritenendosi troppo pericolosa l'occ~pazione di <)_nesti sotto la t empesta d i proiettili scoppianti. Questa opinione non impedi che per molti anni ancora i trattati cli tattica e di fortificazione seguitassero ad occuparsi anche della difesa interna e del modo di organizzarla. Ora però, dopochè la granata. torpedine e le bocche da fuoco pel tiro areato hanno cominciato a. far parte dei mezzi di distruzione di cui gli eserciti campali dispongono, l'idea di abbandonare la difesa interna ha fatto grandi passi; tanto che alcuni, per non dire ~o!ti, e fra questi qualche testo di recentissima pubblicazione, pongono come assioma 9he di fronte alla potenza di tali mezzi vi si debba assolutamente rinunciare. Ho detto come assioma non a caso, ma pensatamente e dipendentemente dal fatto che finora non mi venne dato di udire o di legger e dimostrazione alcuna che valga· ad . avvalorare cotale asserto.
DIFE~ DERE l
VILLAGGI ANCHE ALL' INTERNO
109 1
Gli è appunto per questo che, nella mia qualità di insegnante, ripugnandomi di servire ai miei allievi un piatto di cui mi fossero ignoti gli ingredienti, pensai d i cercare io stesso la dimostrazione della cosa. Con mia sorpresa però, quando mi accinsi al lavoro, t rovai che tutti gli ar gomenti messi in campo mi conducevano a conclusioni affatto opposte a quelle cui credeva di arrivare. E siccome gli argomenti adoperati non mi sembravano in urto colla logica, mi venne sospetto che coloro i quali -asseriscono doversi rinunciare iu modo assoluto alla difesa interna dei villaggi, anzichè sviscerare la questione in tutte le sue parti, l'abbiano esa~inata s~tto il solo punto di vista dell'incremento delle oilese, e s1ano così venuti a conclusioni non abbastanza giustificate. Ciò succede ogni volta che all'apparire di un fenomeno nuovo si vuol dedurne nuove teorie, senza prima averne ben accertate le origini. La rapidità con cui la squadra inglese ridusse al silenzio i forti di Alessandria, considerata soltanto sotto l'aspett.o degli eft'etti ottenut i, senza tener conto di tutte le cause che possono avervi influito, come ·l'inferiorità materiale ~ organica della difesa. di fronte all'att::tcco, ~ond usse al~um dei nostri tecnici a deduzioni tali, che gua1 per la swurezza delle coste italiane se le loro idee fossero state integralmente applicate. . . :XCi par quindi lecito di supporre che gh avversan della difesa interna dei villaggi, analogamente procedendo, non abbiano anzitutto ponderato se l'importanza tattica di tale difesa sia così. esigua da poterne far e gitto per la semplice considerazione che la granata torpedine e il tiro areato l'hanno maggiormente compromessa; e che inoltre abbiano accettato questi nuovi mezzi di distruzione in tntta. l':sten~ sione del valore nominale cdn cui vengono smermat1 da1 poligoni delle esperienze, senza computare. lo sqonto non indifferente a cui forzatamente devono sogg1acere nel campo della pratica. È appunto cercando di ridurre gli elementi ora accen-
DELLA C:ONVENfENZA DI DIFENDERE l VILLAGGI ANCHE ALL'INTERNO
1092
DELLA CONVEXIENZA Dl DIFENDEilE I VILLAGGI ANCHE M.L' I N TE!INO
nati Ùelle dovute proporzioni, che come verrò s uccintamente esponendo, fui condotto ad opinare affatto in contrario a quanto . mi era proposto di dimostrare.
L'opportunità eli assestare a difesa un villaggio può presentarsi tanto nella guerra campale, che nella guerra. di assedio. Siccome però io ho preso a considerare la cosa. soltanto d i fronte ai mezzi di cui gli eserciti campali dispongono, così mi l imiterò alla discussione del primo caso. L 'organizzazione generale d i un campo eli battaglia, specialmente da parte di chi si ·tiene sulla difensiva, tende a soddisfare contemporaneamente a due condizioni, le quali sono contradditorie. Ri vorrebbe cioè aver e molta densità per r esistere all'urto dell'attaccante, e si vorrebbe altresì occupare una fronte molto estesa per impedire che l'attac· cante, presunto superiore in forze, abbia a spuntarne facilmente le ali. .Alfinchè queste, condizioni siano appagate simultaneamente è in dispensabile eli avere lungo la fronte alcuni tratti, i quali, attingendo forza dalle accidentalità del terreno, offrano l'oppor tunità di essere difese con poche truppe; sicchè la densità nei tratti liberi possa uguagliare, se non superare, quella che l'avversario sarà per apporvi. T ale opportunità è frequentemente oftèr ta dai villaggi; i quali, mentre presentano un ampio ostacolo al libero ed ordinato procedere dell'attaccante, danno validissimo appiglio alla difesa, per poco che gli elementi della fortificazione passaggera vi trovino applicazione. In questo caso l'ostacolo non è eli carattere esclusivamente passivo, come sarebbe di una. roccia. a picco, o di uno stagno, che di per sè eliminanò l'idea delrattacco. Il villaggio funge dirò quasi come una larga zona di difese accessorie, le quali allora soltanto si rendono insuperabili quando sottoposte all'azique efficace del tiro della d ifesa. Esso quindi non impedisce in modo assoluto l'avanzata dell'aggressore, ma ne rompe la coesione,. e lo costringe a
1093 .
prendere formazioni allungate ed a frazionarsi tumultuosamente per irrompere attraverso ai pochi passaggi, che a guisa di strette la natura dell'ostacolo e l'organizzazione difensiva conferitagli saranno per !asciarg li. L imitandoci quindi alla difesa esterna, per quanto bene intesa, ci priveremmo precisamen te di uno dei ~apitali vantaggi che il villaggio ci offre, e cioè quello di potere ·battere l'avversario nel momento critico della disorganizzazione in lui cagionata dalla lotta sostenuta per giungere sul limitare dell'ostacolo e dall'azione dissolvente dell'ostacolo stesso. Questa cr:msideraz.ione pare abbia d i per sè un certo valore per in d urci a procedere a rilento nel getta.re l'ostracismo sulla difesa interna; la quale, comunque imperfetta, avrebbe sempre per risultato di contendere più a lungo il possesso del villaggio all'avver;;ario. Possesso che tanto più noi gli dovremo contrastare quanto maggiore sarà da parte sua ·l'impegno per afferrarlo. 0 A questo proposito ben si esprime 'i l D elambre quando dice che si è sempre in tempo di abbandonare al nem1co ciò che eg li agogna di pìgliaroi. E che il nemico debba tendere a siffatta conquista è non solo naturale, mo. di imprescindibile necessità; sia perchè di solito il villaggio costituisce un nodo di viabilità che a lui converrà di posseder e e pel quale talvolta sarà forzato di passare; sia perchè il villaggio occupato da noi non soddisfa soltant o a.ll~t condizione d i permetterei di estendere la nostra fronte di battaglia, ma va più in là. Esso funge essonz ialmen~e da capo saldo contro cui viene ad appoggiarsi, a guisa di cortina mobile, la linea che si stende p, destra e a sinistra fra il villaggio e quelle altre accidentalità od OJ..>Ore, che più lungi si srtranno scel te od erette a tale ufficio. L'azione sua non sarà soltanto frontale; essa tenderà altresì a fiancheggiare gli intervalli ora considerati, e il fiancheg. giamento risulterà di dvppia natura: quello esercitato dal fuoco partente dalla sua linea principale di difesa, vale a diro
1094
DELLA CONVENIENZA DI DIFE~ DERE I Vli.LAGGI ANCHE aLL'Il~'TSR"N"O
dalla linea esterna, e quello· della controffensiva esplicata dalle riserve che si terranno al coperto all'indietro del punto d'appoggio e che freachissime piomberanno sui :fianchi 'dell'avversario là dove per avventura fosse riuscito a f<tr breccia nelle cortine. Questa dupplice azione del villaggio, mentre prova che l'attaccante, piuttostochè trascurare sift'atti punti, dovrà rivolgere i suoi sforzi principali contro di essi, ci dice anche essere indispensabile che tale azione sia durevole o tenacissima, o in altre parole che il punto d'appoggio cada in mano del nemico il più tardi possibile. Ora se noi ci limitassimo alla difesa esterna, non solo rinuncieremmo al vantaggio di prolungare la resistenza, ma ci metteremmo in condizione di veder cadere ad un tempo l'ostacolo, il capo saido e il ripar o; giacchè rovesciata la prima linea, il nemico piomberebbe diretto sulle riserve alla gola e toglierebbe alla posizio.Q.e tutta la sua forza intrinseca e :fi.ancheggiatrice. È bensì vero che i propugnatori della. sola difesa esterna intendono di far sorgere all'indietro della località considerata una seconda linea difensiva, presidiata da ap posite frazioni di truppe, col dop-pio intento di impedire al nemico, che abbi.z. attraversato il villaggio, di usçirne, e di servire di punto d'appoggio per contrattacchi offensivi. Ma anche indipendentemente dalla considerazione che mi parrebqe più logico sforzarsi di non perdere ciò che si ha già in animo d i voler riacquistare, vi sono a questo riguardo diverse osservazioni da farsi. Non sempre all'indietro del villaggio si troveranno accidentalità. del terreno che si prestino alla pronta organiz;~;a. zione difensiva di tale linea, e allora bisognerà ricorrere alla fortificazione campale propriamente detta, cioè a movimenti di terra, i quali richiedono molte braccia e molti attrezzi; cose queste di cui difficilmente le truppe intese a presidiare la linea considerata saranno largamente provviste. :M:a supponiamo che la linea abbia potuto organizzarsi ~
DELLA CONVENIENZA D l DlFENDll;RIS l VILLAG GI ,ANCHE ALL'IN TE RNO
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che sorga, come ~ice il D eguise, a parecchie centinaia di metri all.'indietro; ciò essendo permesso e consigliato dalla radenza di tiro delle attuali armi. In quegto caso che cosa avverrà delle riserve esterne, di quelle riserve che sono espr essamen te intese a concorrer e agli attacchi controffensivi, piombando sui fianchi del nemico che irrompe attra. verso agli intervalli? Non potendo tenersi a meno di 200 metri al di là della nuova. linea., esse, anzichè adossate alla massa coprente offer ta dal villagg io, se ne staranno discoste di' un mezzo chilometro circa; e quindi, anche trascurando la profondità del villaggio, arretrate di altrettanto dalla fronte generale di battaglia. Il che non potrà a meno eli andare a scapit o dell'opportunità e dell' impetuosità dei contrattacchi di :fianco, ai quali dette riserve dovrebbero essere votate. Presa · poi a rigua rdare la seconda linea come punto eli appoggio per riprendere l'oft'ensiva contro il villaggio, è lecito climandare da chi sar anno condotti i relativi contrattacchi. Potremo fare assegnamento sulle truppe respinte dalla prima linea? Ne clùbito; e ne dubito sia per le condizioni fisiche, mor a1i e organiche nelle quali si troveranno in quel momento, sia per l'esiguità della. massa che esse verran no a costituire; imperocchè non bisogna dimenticare che si cerca di trarre la massima forza dagli elementi fortinca.tori, appunto per assegnare alla difesa dei capi saldi il minore contingente possibile. Dovranno dunque le riservo esterne assumere tale incar ico? I n questo caso esse verranno sottratte al loro compito specia1e, che è quello d i tenersi pronte acl agire sugli intervalli. In altre parole, 0osì procedendo si verrebbe a per dere d i vista il principio che ha servito di guida nella organizzazione generale del campo di battaglia, il quale tende a for tificare i punti d'appoggio per conciliare le due condizioni di allarga,r e la fron te senza scapito della densità dei combattent i. Affinch~ adunque il concetto tattico dell'organizzazione
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generale abbia a trovare conveniente sviluppo è indispensàbile far sì che i punti d'appoggio, comunque costituiti, vengano dotati d i tale forza di resistenza intrinseca, ohe senza fare assegnamento su aiuti esterni, non abbiano mai a cadere per semplice attacco frontale; vale a dire che n on abbiano ad essere presi prima che al nemico · sia riuscito di sfondare le cortine che si stendono fra di essi. Ciò potrà condurre alla prigionia del piccolo presidio; ma tale sacri:fizio sarà compensato dal t empo guadagnato. per l'azione generale. Se Bazaine avesse tenuto il Corpo della Guard ia dietro o in prossimità dell'ala destra, la resistenza pertinace di S.' P rivat avrebbe probabilmente cangiato le sorti della giornata. Conseguentemente, qualunque possa essere l'organizzazione della prima linea, ossia del margine, mi pare che non debbano trascurarsi quegli appigli che l'interno del villaggio presenta per prolungare la ·lotta. Un'ora, mezz'ora di resistenza di più, che tenga un forte nerbo d i truppe impegnate contro il capo saldo, può bastare a dare ·buon giuoco alle riserve generali su altri punti della linea e decidere della, batliitgli~L. E che forti nerbi di tmppe possano essere tenuti in iscacco intorno a siuatti punti co lo dice S.' )farie aux: Ch€mes, dove pochi battaglioni si sostennero per ben due ore, obbligando due intere divisioni colle rispettive artiglierie a spiegarsi contro di essi.
D opo avere cercato di dimostr are quanto sia. importante cho l'organizzazione difensiva di un villaggio si estenda anche all'interno, vediamo se i nuovi elementi di distruzione di cui vanno, 6 andranno forn iti gli eserciti, siano ì'ealmente così t'3mibili ed esiziali da costringere seuz'a.ltro a rinunciare ai vantaggi tattici che dalla maggiore resistenza dovuta a tale organizzazione è lecito riprometterai.
1>EI.LA CONVF.N IES :t.A DI O lFENDEII8 l VILLA GGI ANCHE AI.L. IN'fER:-;0
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Qui naturalmente, non potendo fare assegnamento che su dati desunti dai tiri di poligono, è mestieri di proceder e per ipotesi; e quindi non è improbabile che le deduzioni riescano contestabili. T uttavia se noi volessimo, come alcuni pretendono, aspettare gli escmpt di nna campagna per pronunciar~=~ i nostri apprezzamenti, correremmo rischio di trovarci nella triste condizione di colui che dovesse pensare a cambiar tattica durante il combattimento. Sen::r.a entrare 'in un esame minuzioso del le proprietà. della oo-ranata-torpecline e del tiro areato, ne riassumerò . soltanto ciò che caratterizza il loro modo di agire nel caso speciale che ci occupa. La g rauata-torpedine che urti una parete resistente scoppia appena l'ha oltrepassata. I n questo essa non diiferisce dalla granata ordinaria. N e d ifferisce invece negli effetti eli scoppio, i quali si fanno sontiro in modo più violento e presSO(lhè in tutti. i sensi. I mpossibile quindi tenersi entro locali di. cni una parete sia esposta al tù·o di lancio dell'artiglieria. L e schegge però in cui essa gr.o.nat<.L si frantuma, pericolose per nn raggio di 30 metri e talvolta, se v'ha spazio libero innanzi al punto di scoppio, fino a 60 metri circa.. non hanno forza di trapassare una seconda parete. Questo basta per dimostrare che, anche facondo uso d i tale proiettile, L'azione delle artiglierie a ~;iro teso, formidabile sulle ~.:t\Se perimetrali, si renderà n ulla, o quasi, al di la di queste. Almeno fino "'- tauto che queste non siano crolh1,to e lascino a. nu-:lo le s u.cuessive. Al quale còmpito l'intero mnnizi<"namento di un corpo d'armata non basterebbe per pi ccola che fosse la. fronte esposta del villaggio. La granata torpedine per conseguen::r.a usata nel tiro dei cannoni prova nulla o ben poco iu favore della teoria di sopprimere la difesa inter na. Se così. non fosse , anche la difesa ester na no scapiterebbe grandemente, inquantochè dovr ebbe rinunciare ad uno dei pr incipftli vantaggi; quello ci'oè di poter tenere e far m uovere al coperto le riserve di settore.
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D ELLA. CONVF:t!I EN7.A D . DIFE1\DERE l VllLACGl.lllSCJJE ALL'Jl'>Tl·RNO
Resta. a considerarsi il secondo fattore di distruzione: il tiro areato. Il tiro areato può eseguirsi a shrapnel ed a granata od a granata torpedine. Il tiro a shrapnel, micidialissimo contro truppe collocate dietro trince1·amonti campali, non mi pare che debba essere preso in considerazione nel caso nostro, e ciò pel seguente motivo. Non ebbi a mia disposizione le tavole di tiro del mortaio da ln t·nsso, l'unico finora adottato, per campagna di tale calibro, ma suppongo che per questo gener~> di proiet tile non si scosteranno gran che da quelle in uso pel nostro mortaio da 15; tanto più che la gittata massima è pressochè pari fra i due. Pel nostro, l'angolo di caduta maggiore batte intorno ai 45° ; il che avviene proprio al limite delle gittato corrispondenti alle v~trie cariche. Cinquanta metri di meno bastano a far scemare d i 5° tale augolo. Dico questo per aver diritto di trascurare l'angolo formato dalla generatrice inferiore del cono di dispersione col suo asse, il quale dovrebbe a rigore andare in aggiunta a quello eli caduta. Ammesso dunque che l'angolo di caduta massimo sia di 45°, noi avremo che nel caso più sfavor evole lo spazio defilato sarà. eguale all'altezza degli ostacoli presentati dal villaggio. Abbastanza quindi per r ipa.rarsi contro tale mezzo di offesa. Mezzo di cui del resto l'attaccante difficihhente farà uso contro simili bersagli. Quanto alla g ranata le cose si prl~sentano diversamente. Per essa l'angolo di caduta a rriva talvolta, non da noi, ma a ltr ove fino a 70". Ciò mette il tiro areato in conci izioni di vincere ogni defilamento e quindi di colpire indifferei~te mente i difensori del margine come quelli delr interno. L'importanza del calibro poi, che oscilla fra 12 e 15 centimetri, perm~) tte di da.re ai proiettili tale peso e tale carica di scoppio, da far supporre che n essun fabbricato possa sfidarne l'azione se non provvisto di uonveniente blindamento.
t>EI,LA CONVE:-IIF.S ZA DI DIFENOBIU; l VILLAGGI ANCHR A LI.'iNTEitNO
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Nessun punto del villaggio sarà per conseguenza da con·siderarsi come al sicuro. Il tiro areato, bisogna convenirne, .costituisce un avversario \1eramente· temibile per la difesa interna. Tuttavia innanzi rinuuuiare a quest'ultima, convien .addentrarsi un momento nell'esame di talo genere di tir o, in modo di ridurue gli effetti alle propÒrzioni che saranno p er assumere nel campo della pratica. A questo proposito osserverò innanzi tutto che assai probabilmente la g ranata lanciata dai mortai sarà prov vista di spoletta, ad effetto ritardato. Mi induce in questa supposi·z ione il fatto che essa costituisce il proiettile inteso essenz ialmente a sconvolgere le opere di rlifesa ed a sfondare i blindamenti di cui si cercherà (avendone tempo) di provvederle. Se così non fosse, se la g ranata cercasse l'uomo allo scoperto, costituirebbe una superfeta.zione, una brutta copia ·dello shrapnel, che come già dissi si ri vola potentissimo contro le truppe protette da semplici spalleggiamenti. _ piò posto, quali ne saranno gli effetti su d i un villaggio? ·S e batterà su terreno libero, vi si sprofonder&. di qualche metro e, scoppiando produrrà imbuti di 3 a 4 metri di diametr o; ma gli effetti di scoppio verranno per così dire assorbiti dalla massa delle terre sconvolte, e si renderanno poco sensib ili sulle truppe che si trovassero in vicinanza. Se piomberi~ su di una casa, p1·obabilmenoo ne sfonderà tutti i palchi e, se esiste, anche la volta doli a cantina; ma -questa sua forza di penetrazioue, dovuta appunto all'azione ritardatrice della spo letta, ci priverà, bensì di un blindamento naturale, ma sofr'ocherà l'azione di scoppio; la quale, n on sufficiente a far crollare la casa, non varrà neppure a destarvi l'incendio, quando lo scoppio avvenga nei sotterranei. Più temibile sarebbe la granata se scoppiasse immediatamente dopo l'urto, giacchè in tal caso le sue scheggia .agirebbero a fior di terra; ma anche in questa eventualità hasterebbe a mantenerci nella nostra opinione il conside-
DELLA CONVENIENZA Dl DIFENDERE l VII.LAGGI Al'CHE ALL'INTE itl\0
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rare che ogni proiettile scoppiante fra quattro mura non. offenderebbe alcuno fuori di esse. Questo per i proiettili in sè. Per ciò che riguarda il tiroin generE} giova osservare che l'artiglieria in tanto agisce · per quanto vede; vale a dire che l'efficacia del suo tir"? è· dipendente dalla possibilità dì osservarne gli effetti. Ora, tolto~ il ca.so molto improbabile che il villaggio si trovi in posizione dominata dall'alt<;>, o che si sollevi a gradini sulle pendici di qualche altura, il nemico che cosa. ne vedrà alle· distan ze eli bombarclameuto? n contorno, se pure la vegetazione non impedirà. &.nche questo, e la sommità eli quegli. edifizi che per avventura superassero di molto la generalità. delle costruzioni. Ciò posto dove dirigerà il suo ·tiro? Se lo concentrerà sopra i fabbricati dì maggior rilievo, lascerit incolume tutto. il restante; se lo disperderà su tutta la superficie oecupata dal villaggio, i suoi effetti potranno per avventura recar danno ai caseggiati e atterrire la popolazione, ma non m timidire e. sca.c ciarne il presidio. Fin qui dunque nè la granata torpedine, n:: il tiro areato r iescono a convincermi della necessità di abiuxare al-· l'organizzazione difensiva interna. .Ma vi sono altre considerazioni da fars i. Cor~unque grande sia la preoccupazione di fornirsi eli mezzi atti ad espugnare punti ratl'orza.t i, quali si possono incontrare in campagna, l'obiettivo principale di un esercitosarà sempre quello di battere le truppe dell'avversario e di batterle allo scoperto, là dove si presenteranno sotto forma eli masse mìnaco..liose tendenti ad assaltare le nostre posizioni od a rintuzzare i nostri assalti. ' sifittti bersagli la bocca da fuoco pil\ potente e·' Contro ·il cannone; il proiettile più efficace·, lo shrapnel. Lo shrapnel, che nel 1870 ha figurato piuttosto porne un mito che come realtà, è andato di mano in mano guadarrnando terreuo sulla granata; cosìcchè oggidì quest'ultima ordinaria, sia torpedine, è ridotta a tale esiguità eli numer o presso le battet:ie da pote1~si quasi considerare come
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.:tm'eccezione nel .loro munizionamento. Destinata inoltre a servire da ancella, voglio dire a fungere da telemetr o per l'aggiustamento del tiro, si capisce come poca parte ne debba restare disponibile per i lavori di distruzione dei quali si preoccupano gli organizzatori a difesa delle località in genere. , Non è quindi per parte del tiro a granata eseguito coi ..cannoni che dovremo maggiormente temere. Quan to alle bocche da fuoco pel tiro areato, per darsi 1·agione dei loro probabili effetti, converrebbe avere maggiori dati di quelli che io possegga a riguardo della loro ·Organizzazione, della loro ripartizione fi·a. le truppe e del loro munizionamento. Su q~esto punto chi potrebbe dar regola finora non è ·"Che l'esercito russo e l'esercito svizzero, che realmente le hanno adottate. Dal canto dell'esercito svizzero si sa che i mortai da 12 fanno parte. dE5ll'artiglieria di posizione; la quale, raggruppata in 5 brigate di 20 cannoni {12 da 12 e 8 da 8) e 12 mor&ai ciascuna, sta alla dipendenza diretta del comando ·supremo, chA la impiega là dove gli sembra necessario di -produrre effetti decisivi. Dal canto dell'esercito russo: si sa che i mortai da 15 ·sono r iuniti in batterie composte di 4 bocche da fuoco e 18 cassoni {12 a 4 e 6 a 2 ruote) oltre l'affusto di riserva -e 5 carri da trasporto ; si sa che nonostante la greve massa d i .t raino ora detta, ogni pezzo trae seco 92 colJ?i; si sa inoltre che tutte le batterie sono riunite in 3 reggimenti; (l) ma nulla si sa del moclo con cui esse verranno ripartite fra le tr uppe ; sicchè difficile riesce fare q nalche induzione ·circa l'opportunità e la celerità con cui esse potranno entrare in azione. Comunque sia, si trovino queste bocche da fuoco riunite nella mano del comando in capo, o ripartite fra i corpi d'ar-
{l) P!<rc che recentemente ne siano stati creali nitrì 2 di due batterie ciascu no.
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mata, o fra le divisioni, di fronte alle masse enormi degli eserciti odierni e all'estensione che le linee di combattimento saranno per assumere, si può inferirne che il numero di siffatte artiglierie impegnate contro una località qualsia.si non sarà molto rilevante. Come non molto rilevantesarà il numero dei colpi disponibili a t itolo di bombardamento, dovendosene detrarre gli shrapnels, che pur si ha. motivo di creder abbiano ad entrarvi in larga . misura. 'rutto ciò, unitamente all'incertezza del tiro ed alla riduzione dei suoi risultati, dovute alle cagioni gi!i. esaminate, ci dà luogo a ritenere che gli effetti del bombardamento non abbiano ad essere così spaventosi, come l'esame teorico di un colpo ben aggiustato potrebbe far desumere. Per lo meno essi non saranno tali da impedirci di ricorrere a qualche espediente per attenuarli; non saranno tali da non permetterei di conservare quella calma, o almeno quello spirito di abnegazione che in fin dei conti si è.sempro preteso dalle truppe anche direttamente esposte al tiro del cannone. Certo non potrà evitarsi che qualche colpo fortunato, cadendo in mezzo a manipoli di uomini, ne metta fuori di combattimento una parte, e che qua e là divampino incendi; ma studio dèlla difesa sarà. appunto quello di osta.re a che gli effetti di simili accidenti non diventino di tale entità. da rendere vana ogni organizzazione difensiva. Del resto non devesi dimenticare che la storia ci fornisce esempi di villaggi disputati accanitamente anche all'interno quantunque in preda all'elemento più temibile, alle :fiamme. Elsasshausen, Froschwiller, Sainte- Marie- aux-Chenes, Saint Privat, Villersexel possono testifica.re qualche cosa in proposito. E qui è merito dell'opera aggiungere che i tanto temuti effetti della. granata. torpedine vengono a soffrire una riduzione non indifferente nel senso ora considerato, in quantochè da esperienze fatte in Francia risulta che la melinite non d~ luogo ad alcun effetto incendiario, anche a còntatto di materie in:fi~tmmab ilissime, come il :fieno.
DELLA CON VEN I ENZA Dl DIFE~DERE l VILLAGGI ANCHE ALL'INTERNO
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.•., .ì\Iessa dunque in bilancio l'importanza tattica di assesta.re i villaggi a difesa interna, coll'importanza dei danni che dall'uso dei nuovi mezzi di offesa possono derivare, non pare assolutamente che l'equilibrio debba rompersi in favore delìa seconda. Certamente il problema per parte del difensore si è fatto più arduo; ma ciò non significa che sia rimasto senza pos· sibilità di soluzioni. Tutto dipenderà. dai criteri ai quali la organizzazione difeusi va verrà informata. Alcuni credono che per difesa interna si debba intendere l'occupazione di tutta la massa del villaggio, sicnhè giunto il momento se ne abbia a disputare il possesso a palmo, a palmo, casa per 0asa. Sarebbe questo ::lOtto diversi aspetti un grosso errore. Richiedendosi un forte contingente per tenerli, si urlierebbe contro il prinripio tattico che mira a occupare simili punti per far economia di truppe; vi si agglomer erebbe una quantità di gente a cui sarebbe arduo di porsi a.l riparo contro gli effetti del bombardamento, giacchè sparsa dappertutto e nell'impossibilità di moltiplicare i blindamenti darebbe buon giuoco a questo genere di tiro; la difesa diventerebbe affatto tumultuaria e facilmente condurrebbe a carneficine, difficili ad evitarsi nella mischia corpo a corpo che l'assalto di ogni casa avrebbe per conseguenza. Perchè dunque la difesa interna abbia m;tivo di 'essere bisogna che si fondi su di un principio ben definito, che le ser va di guida nella sua. organizzazione~ e nella sua condotta. Il principio si è già accennato: prolungare la resistel!lza più che possibile, profittando del disordine e della stanchezza in cui verrà a trovarsi l'assalitore che, superata la linea esterna, si caccerà per entro le strette presentate dalle strade del villaggio. · A tale intento converrà disporre le cose siffattamente,
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DELLA COK YENIENZA DI
Dli'ENO~:am l VILLAGGI ANCHB ALL'I;-;TERNO
che i difensori del margine ritirandosi sgomberino al più presto le linee di tiro della difesa interna, e che il nemico, obbligato di passare attraverso al villaggio, resti a lungo esposto al fuoco di essa difesa. Alla prima condizione si soddisfarà provvedendo ogni settore di vie di ritirata speciali, che, sottoposte per un cer to tratto alrazione delle forze r etrostanti, se ne scar tino in punto opportuno, e sì da poter essere sbarrate con facilità, o per preparativi speciali, o per chinsura di porte 0 bar riere già esistenti. Quanto alla seconda condizione, lasciando a parte il caso fortunato ma raro che il villaggio presenti all'interno una · larga tagliata che si presti alla costituzione di un~ linea continua provvista di ampio campo di tiro; alcune barricate disposte in buon punto sulle linee fo rzatamente percorribili dal nemico, rinforzate da difese accessorie e fiancheggiat e da case non aggirctbili dovrebbero bastare all'intento. L'esiguità della mole presentata da una barricata ne farà un bersaglio assai scarso pel tiro areato. Quanto alle case fiancheggianti, si potrà cercar dì ripararle contro gli effetti più d iretti del bombardamento, cioè contro l'incendio, asportandone tutte le materie facilmente infiammabili e isolandole convenientemente dalle attigue. R esta a trovar modo di riparare dal tiro areato le t.ruppe che debbono guardare i pun ti ora considerati. A questo proposito giova ricordare che le truppe debbono esser e ristrette al puro necessario. Poche di numero e ricche di cartucce. Sarà con ciò più facile trovar loro qualche riparo, o almeno frazionarle così che, pur tenendole in vicinanza dei punti da occuparsi, il tiro areato, anche nella peggiore eventualità, non abbia a produrre tutto il danno che potrebbe arrecare se si pigliassero altre disposizioni. Del resto, quando fossero ben indicate le vie di relazione, le poche ·truppe destinate a tale ufficio potrebbero tenersi sul rovescio del villaggio, provvedendo a che sia · loro ra-
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pidamente trasmesso l'avviso di avanzarsi. Avviso che talvolta non sarà neanche per occorrere, inquantochò l'affievolirsi e il tacere del bombardamento basteranno ad indicare che la fanteria avversaria sarà giunta a corta misura dalla prima linea. Volendo però che le truppe intese a presidiare i punti interni si tengano in vicinanza di essi, e non potendosi qui fare assegnamento su blindamenti d'importanza, a mot ivo della ristrettezza del tempo, si potrà almeno ricorrere a ripieghi che mitighino gli effetti del tiro areato. Se l'eserc~to avversario facesse uso di granate con spolette ad effetto immediato e se le case ordinate a difesa fossero provviste di cantina, questa potrebbe -offrire sufficiente riparo, su p- · posto, come è probabih), che l'urto contro il tetto e contro i successivi solai basti a deter minare lo scoppio. In questo caso a facilitare l'azione della spoletta potrebbe ricorrersi ad una specie di blindamento sommario, disponendo in uno dei piani superiori uno strato di materie resistenti quali si potranno avere sottomano. Quanto agli effetti d i mina. assai probabilmente essi non sarebbero t ali da compromettere la saldezza di una casa. ben costrutta. Difatti secondo i tecnici per rovesciare un edificio, agendo all'interno di esso, occorrono da 150. a 300 grammi di violenti esplosivi, oppure da 500 a 1500 g rammi di. polvere ordinaria per metro cubo di capacità dell'ediS.cio stesso. L e granate lanciate dal mortaio russo contengono 5,700 chilogrammi di polvere ordinaria; quindi nel caso più favorevole per l'offesa, bisog nerebbe che il fabbricato per saltare m~urasse meno di 12 metri cubi di capacità, ossia fosse ridotto alle proporzioni pressochè di una cella. Quando pertanto non si voglia mettere in conto la sfortunata eventualità che parecchi proiettili cadano nello stesso punto, non sembra sia a temersi che la casa abbia a seppellire sotto le sue macerie i difensori ricoverati n ella cantina. Badisi però che questa non sia provvista di vino
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DELLA CONVEX IENZA 1)1 DIFE~DERE l VILLAGGI ANCHl!: ALI,' INTERNO
giacchè allora potrebbe accadere che i difensori fossero messi ancora più presto fuori di combattimento. · Un altro provvedimento e forse miglìore a cui si potrebbe ric.orrere indipendentemente dal modo di agire della spoletta sarebbe quello di erigere ricoveri speditivi, addossando alla parete di gola delle case daoccuparsi rotaie, o travi, od altri materiali simili, conyenientemente inclinati e ricoperti dal piede in su di uno strato di terra,. o di ~e tame, sicchè bastino a salvaguardare dagli effetti delle schegge c~e lo scoppio di proiettili cadenti più a tergo, ma in vicinanza, sarebbero p_er produrre. La parete della casa riparerebbe da quelli che scoppiassero entro di essa. Così procedendo mi pare che verrebbero eliminate anche le difficoltà di assestamento, per le quali soltanto alcuni consigliano di rinuncial·e alla difesa interna; difficoltà ~i pendenti dall'importanza dei lavori che di solito si ritengono indispensabili per tale oggetto e che richiederebbero non ore, ma giornate di tempo. Non occorrerebbe cioè di procedere nè alle vaste distruzioni necessarie per procura:rsi largo campo di tiro, :nè all'esportazione di tutte le materie incendiabili, nè' alla costruzione di rilevanti blindamenti. Al difensore poco importerà che il villaggio vada in fiamme e venga tempestato qua e là dalle granate nemiche, quando sia riuscito ad a pprestarsi e garantirsi buone vie di accesso e di ritirata, buoni punti d'arresto aventi azione estesa sulle strade percorribili dal nemico ~ qualche preparativo atto a guardarlo dagli effetti di scoppio del tiro areato durante l'attesa. Al che potrà provvedere in quelle cinque o sei ore che probabilmente trascorreranno dalle prime avvisaglie di avanscoperta al forte dell'azione sulla linea principale. Concludendo, a me sembra che qualora non vi siano altre ragioni che militino contro l'organizzazione difensiva interna dei villaggi, la granata torpedine e il tiro areato non bastino di per sè per farvi rinunciare. Certamente il villaggio __di fronte ad essi non presenterà più come in addietro
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i caratteri di una rp.assa coprente a:ffa.tto sicu~a, entr~ la
quale le truppe potevano tenersi e muoversi senza tema di danno; ma le offese, affidate più alla cecità del caso che alla oculata direzione dell'artigliere, non saranno tali da sgominare il difensore e togliergli ogni possibilità di resistenza. · Il bombardamento arrecherà danni materiali, ma non iscaccerà ,dal villaggio truppe bèn disposte e ben comandate.
Fm"rcE
MARIANI
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, LE ASSOCIAZIONI DI SOCCORSO ALI,E GRANDI lt.INOVR8
.LE A~SO~lAliONI DI SO~~ORSO ALLE GRnNDI MAN~VRE
Nella Y ConferenM intemazionale della Croce R os~a lenutasi a !torna nel ·1892, il Comitato ungherese, ha posto il qu esito: se fosse otile l' intervento delle associazioni del la Croce R.o5sa, alle grandi manovre mil itari c in qual modo esse doHebbero prendervi parte. Venne fatta una lunga discussione in cui si ammi se in m:Jssima l'utilità di tale intervento, ma non si polè veni re ad unll conclusione definitira , in causa della di\'ersa organizzazione , che hn la Croce Hossa nei vari p :~ esi. A buon conto,, l'a ssemblea YOtò la seguente proposizion e, fo t·mlilala dal sig. Odier del comitato inlernazionnle. << Considerando che la question e presentata dal Comitato un« gherese, non può fare nttualmente l'oggetto di convenzione << . internazional e, la V Conferenza emelle il voto che le societil « di soccorso dell:l Croce Ro:;sa si sforzino di intendersi coi loro « govern i per determinare in quale misura esse potrebbero es« sere amrneè\se a profitt:n e dell e gt~andi manovre militari per « l' istruzio ne del loro per:;onale >l . TI de.~ iderio del Comitato ungh erese e il volo della Y Conferenza, avevano la loro ragione di essere, ri<;pello alla maggior parte deg li Slati d'Europa, ma l'Italia, su questa via a\'eva preceduto e l' uno e l'altro. Infatti fin dal '1880, essendo Ministro della guerra, il generale Ferraro, l'associazione della Croce H.ossa, in tenenne all e grandi manovre, nell'a lto 1'\ ovarese, fac endovisi rappresentare dal comitz.,to dei cavalieri italiani del S. M. ordine di Malta.
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Una circolare, in daLa 2'2 lnglio '1880, firm ata dal presidente senatore En rico Guicciarùi, comu nicava il fallo :-.i comitati del HP-gno, meLlendone in rilievo l' importanza - e indi cando che quel primo esperimento era fallo per giudica re del la utilità. degli ospedali mobili e cle l modo di regolarne il serviz:o in tempo di guerra. 11 comitato dei 'cavali eri di 1\'lalta mandò la sua baracca·ospedale. la quale doveva funzionare a Gauinam dal 28 di agosto a Lullo l' l·l di settembre. Alla fine del l" e~perimento, il comm. prof. Al essandro Ceccacarelli, capo del serv izio sanitario dell'ordine di .Ualta, faceva un rapporto sul funz ionamento di questa baraeca-ospeda le, ·che ritengo opportuno di riassumere con qualche par'licolare, perchè ci fornisse alcuni dati intorno a questo ospedale da campo, assai poco co nosciuto, sebbene faccia parte tuttora, cosi com'era in quel tempo, del materiale san itario, destinalo a sussidia1·e in campagna quello regolamenl&re dell'esercito. La baJ·ncca-ospellale del Sov. Ordin e di Malt<l t:!ra disposta a forma di T e presentava la faccia principale a Sud per la esten sione di m. 50, p rolun ~a ndo s i verso il No rd il braccio minore pet: m. ·19. La superlì cie di terren o che occupav<l era di metri quadrati 500. All'intorno della baracr.a vennero ereae 1'2 tende di diversa fo rma e granclezz:t per uso di uf(ìci , corpo <li guardia , iso lamen to, magazzen i, guardarobe ed abitazil)ne del basso per$onale, l ~ quali uuitarncn te alla baracca circo:;crivevano uno spazio rli metri quadrati 9300. In fJ.Ueste dutl tavole sono rappresent:~te la bn racc:~. - os pedale in prospelliva e in piant a: Ma una sill'ntta costruzione, ca pace solo di contenere dai GO ai ·l 00 mal:1 ti , che richiede parecchi giorni per essere. inn alzata e che co n le tende succursali, carri di servizio, provvi sioni da bocea e tli med icazione e co rredo del personale · rnggiunge rebbe il peso non minore di trentamiln chilogrnmmi , avrebbe bi:;ogno eli ollo vagoni per il suo dislocamento e di 60 ca rri per il tra:>porto dalla ferl'ovia al posto di innalzamento,
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LE ASSCCIAZJON J DI SOCCORSO ALLE GRANDI MAJI!OVRE
LE ASSOCIAZIONI DI SOCCORSO ALLE Gl!.A!\Dl MANOVltE
non poteva riscuotere l'approvazione dei tecnici, ed infatt.i ru . giudicato non rispondente allo scopo, come o.~pedale mobile. Essa tuttavia ha funzionato egregiamente durante tutto il periodo delle manovre . L'in temo del · braccio grande della bararca fu diviso in tre compartimenti . Quello di mezzo della lunghezza di 4. metri , cor· rispondente all' ingresso fu lasciato libero. l due compartimenti laterali furono divisi in due sezioni, da una tenda tesa lungo i vertical i maggiori, a metà dell'altezza di questi, per meller·vi i lelli in due serie. Fra i letti fu messo all.ernativamen te un sedile tavola da notte e una cassa biancheria che conteneva tutto il materiale dei due letti laterali e il corredo pei due infermi coi necessario ricambio. Tre sezion i furono assegnate .alla medicina. e nna alla chi· rurgia. Agli estremi Est ed Ovest della baracca si fecero delle suddivisioni con tende per· allestire camere al personale dirigente ed a quello di amministrazione, ovvero per servire ad uso ufficial i malati. Nel compartimento di mezzo, si tennero pronte 4 barelle con copertura amovibile ed altri mezzi per raccogli ere infermi e lr-asporl.nrli alla baracca. :';el brnccio minore, facendo divisioni con tende, fu disposta la farmacia a drilla e la sala di opera.zioni n sinistra. Dietro a queste lo abit:tzioni pel personale sanitario, ed in fondo la cucina. Per l'isolamento delle malattie contagiose, furono assegnat& alcune lende situate ngli estremi del perimetro occupato. Una àelle tende accessorie fu destinata a magazzeno degli oggeui di vestiario c delle ·armi dei malll ti, però fu doyuto sgomber:11·e perchè non proteggeva abbastanza dalla pioggia quegli efl'eui. Una tenda grande esagona fu eretta contigunmeote all'ingresso della baracca per servire come stanza di yicevimento dei· malati. Nell 'insieme furono curati 66 infermi i quali ebbero una per· manenza media di cinque gio~ni e mezzo ciascuno. Niunt~ ca.tliva. influenza ebbero a risentire i malati, dalle grav;
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vicissitudini atmosferiche, poichè nell' interno del la baracca si potè ottenere sempre un conveniente grado di temperatura alzando ed abbassando le tende. Il servizio ospitaliero ha proceduto come meglio non poteva desiderarsi e tntlo il per:>onnle ebbe degli elogi da parte delle autorità militari. Ma come si è detto precedentemente, il materiale che viene a costituire questo ospedale da campo fu giudicato troppo pesante e trde da nl)u prestarsi n successivi spos lamenti. L'arredamento interno della baracca però è assai ricco e ri · spoodente ·ad ogni bisogno. Iu conse,guenza di ciò, se la baracca-ospedale dell'ordine di .Malta, dovesse essere chiamata a funzion are in campagna, S<ll'à migl ior· partito assegnar·ln ad un servizio che abbia un certo carallere di sta bilità e possibilmente allog:u·la presso qualche fab· bricato in gui:>a da poter conveni entemente utilizzare il ricco materiale sanitario e le ottime qualità del personale chiamato a servir;;ene'. Sarebbe anche di tuua convenienza studiare il modo di trasformare questo organismo poco ri spondente alle rapide vicende della ~uena moderna, mettendolo in condizioni analoghe a quelle rlei nuovi ospeda letLi someggiabili di cui pure l'ord ine di Malta possiede il tipo.
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Dal ·1880 al H~93 la Croce Hossa italia na non e più inteJ·vennLa alle grandi manovre. In questo periodo di tempo es~a ha subito In sua grande Lrl!· sformazionc P. ila piccola società privata è divenuta polente~ as sociazione. Come ta [c ha sentito che nuovi doveri le incombevano e fntL:1 più au tonoma, attese, còl maf!giore zE> Io e c;on pratico indirizzo· :1 1l a prep:nazione del suo materiale sanitario. Costruì dapprima quattro ospednli da campo in tutto simi li agli ospeda li da cnmpo regolamentari per l' esercì lo e approntò il materia le per H treni ospedali informnndosi ai migli ori mo· cl elli in nso presso gl i altri Stati d' Europn. Ma in breve s'accorse, che l'ospeda le da cnmpo éii 200 letti 71 -
At"JSO XXXIX .
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LE ASSOCIAZIONI Dt SOCCO RSO ALLE G&ANDI )fANOVR E
sebbene 'S uscettibile di sdoppiamento, er:a ancora una unità troppo pesan te per seguir·e i rapidi movimenti ·dell·e truppe, e divise ancora il mezzo ospeda le da duecento, introducendo il mo'dello da 50 lelli. An che que:;to, coi suoi grandi cassoni, fu riconosciuto· poco manegge vole e correggendo da una pnrte e modificando dall'altra. la Croce Rossa italiana, venne finalmente al :>no ospedaletto do. iSO letti, someg:tiabile, modello 180 l , che quest'a nno comparve alle grnndi manov re di Piemonte. Nè voll e che, il suo per::;onale andasse al seguito dell'eserci to, con poca conoscenza del prop rio serviz io e delle sue special i al- · tribm:ioni: es~a lo addestrò dapprima con istruzioni preparatorie e con moltepl ici escursioni falle port:~ndo materiale e personale o sulle ferrovie o in luoghi difficili, talvolta, come al lVIatese, privi di ogni ri:<orsn . In tnl modo e~sa quest'anno, potè seguire i movimenti dell e truppe manovrant i c.on nn treno-ospedale, 1111 ospedaletto someggiablle e un posto di soccorso. LP. dette nni tà del servizio sanitario vennero fornite dal sollocornitalo di Tor'ino e messe a disposizione del . sig. colonn ell o medi co cav. Horella, direttore di sanità del l l corpo d'arma t~. Esse eb bero ordine di trovarsi pronte a fun zionare nel seguente modo : Il posto di soccorw pc! giorno •l o setlemhre nella stazio ne ferrovi aria di Sa luzzo; L'ospedaletto ùi guerra som eggiaoile pel giorno 4. settembre a Busca; Il treno-ospedale pel giorno 2 settembre n Ceolallo. ln [utti pel giorno pre:soritto le unità eranç pro nte e cominciar·ono a funzionare. Posto rli soccorso. - Aveva. il materiale previsto dall'art. 33 del Regolamento pel tempo di guerra dell' Associazione ed il personale, tratto ùai volontari, regolarmente nrruolati, era C05tituito da un lenente medico e quattro uomini di Lrtl ppa Sebbene in qnesto caso ~pec i al e, il posto di soccorso di Saluzzo, si sia limitnto a prestare assist.enz:t ad 1111 macch inista affetto da ustioni alle mani e a somministrare qualche ristoro a
LE ASSOCIAZIONI DI SOCCORSO ALLE GRANDI
UA N OVRE
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pochi ma.lati, pure l' utilità di qu esto semplice organismo sanitario, è appnrsa . indiscutioi le, per il tempo di gu errn, quando i treni sa nitarii passeranno per le stazioni carichi di malati fe·r iti e i tr.eni ordinari saranno pieni di uomini, pigiati nei comparti menti, tolti rapidamente alle propri e abitudini, al imentati alla meglio e non scelti con quel rigore di visita sanitaria, che può .aver luogo solo in tempo ordinnrio. · Durnnte una fnziooe il posto di socco r~o Yenne n trovarsi in mezzo ai pa rtiti ~ombnttent i, circostanza.que::t:t che merita di es~ere menzionnt;l, perchC dimostra, come sia tutto nfl'atto teorica 1a distinzione di stabilimenti di prima, seconda e terza lin ea, .Che si dà ai varii organi sanitarii. L.a distinzion e appare ~o l o {)pportuna per (issare il posto che in massima, spella , ad ognuno -d i quest i stabili men ti. Quando io spostam ento della truppa lo ri chi ese, il posto di soccorso ru trasportnto ad Airasca, dove pure venne impinntato nella stazione ferrovinria. Si ded1w~ da questo clre anche l'espe· rimento pratico, ha sa.nzionato l'opinione, che lo sla'bilim ento in paro la debba esse re mohile o almeno mohilizzabil e sostituendo .a.ll'elemento· ten·itoriale che delle vnlte può essere chiarrìato n ~o:>tituirlo, un personale regolarm ente arrtJolrilo per il servizio auivo. Ospedale/t() di gne·1·ra smneggiabile. - :\ veva la capaci tà normale di 50 lett i e la compos izione in mnter:ale previ=-ta dall'nl'legato N. 3 alla I I Parte del Regolamento pel tempo di guerra :ed il personale segnato nella tabella Il del mede5imo H.egolamento parte I. ~Iancava solo il commissario amministrativo, che è stato re-centemente agg iunto all'organico. · Il primo impianto è stato fallo n Bnsca. in un locale (scuole -comnn;di) appena su!ficiente, mezzo in go mbro di pnnche e arredi . scolastici e quale veramente si presenteril al ~n so pi·atico. L' impianlo fu soll ecito e poch i malati poterono essere rioo ·vera ti i! gi orno 4 istesso. Una pa rte de i r,agliericcì fu di :; t o~a per terrn. nna parte io' 'ece potè essere acco modata ad uso di ver·o leuo improvvi~ato mediante l'uso di casse, pa nche ed a~si celle che vennero sollomano.
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LE ASSOCIAZIONI DI SOCCORSO ALLE GRAN'oi MANOVRE
Si pose cura speciale nella scelta dell'acqua, stante le voci . corse in precedenza che nel paese fossero successi casi di choJera; ma_ oltre la buona scelta, si distribuì ai malati alla tl·uppa solo l'acqua. filtrata. Venne usato il filtro a candele Chamberland che cqnispose pienamente fornendo un'acqua molto più pura di quella che si ha con i soliti filtri a cat·bone, dai quali pa~sano ce1·to, oltre gli organismi inferiori, anche quelli macroscopici , di~cretamentc or- · ganizzati. L'ospedaletto avrebbe potuto prestare convenientemente e largamente l'opera prop~ i a, nei . giorni successivi, ma in causa di nuovi ordini SOP.ravvenùti, il giorno . cinque successivo dovette sgombra!·e i pochi malati e trasferirsi a Saluzzo. Il trasferimento fu fatto con tre catTi del commercio, giacchè, sebbene l'ospedaletlo sia someggiabile, ivi pet· essere la strada buona, fu preferito, come· è sempre preferibile, il train() su tre carretti. Occorsero solo 6 quadrupedi, mentre il someggio avrebbe richiesto 25 muli, con relativi mulatlieri e una perdita di tempo, non indifferente per il carico. Sebbene in condizioni favorevoli, per il trasferimento da Busca a S'aluzzo, che' è uria tappa ordinaria, occorse u1H1 giornata ed il 1·itardo provenne da ciò, che essendo la strada ingombra dal canetgio militare, la partenza da Busca pQtè aver luogo solo verso mezzo~iot:no. All'arrivo in Saluzzo, anzichè scaricare l'ospedaletto e impiantarlo, nel locale che un ufficiale mandato innanzi, aveva preparato, si dO\'ette lasciar ivi per qualche ora il materiale sui carretti e andare alla ricerca di al-tro loc:tle, che meglio rispon-desse per ubicazione alle mutate esigenze del. momento. Metto questo in rJiievo, perché ·tali contrallempi e tali difficoltà rappresentano le cose al vero ed abituano il personale ad essere paziente e previdente, come ne mettono alla prova l'in· gegno e l'abilità nella ricerca di espedienti. Vantaggioso quindi per tulli, che in tempo di pace dei contrattempi abbiano a succedere. Alla tarda sera e nella notte l'ospedaletto . avrebbe già potuto
funzionare ,' ma gli aipmalati vennero solo all'indomani e nel giorno successivo, tanto da occupare quasi tutti i cinquan ta letti. Le infermità erano per la maggior parte di natura medica ; vi fu qualche non grave traumatismo e qualche altra leggi~ra affezione chirurgica. · · I.l servizio di ticevimento ammalati funzionò bene, queHo di nredico-chirurgo-farmaceutico benissimo ; il servizio di cucina €ra un po' l~nto; il · servizio di contabilità ben fatto. ., Lo sgombero dello stabil imento si fece, mediante il treno ospe-d~le; inviandovi gli ammala~i, l)arte a piedi, parte con mezzi di trasporto noleggiati. · D,>po lo sgombero, l'ospedaletto ru d! nuovo caricalo e dovette seguire h marcia della colonna, in attesa di ordini. Da Saluzzo si trasferì a Cantogn•>, dov,e il per:>onaie in mancanza di iocali dovette allendarsi. Servirono da tende pei soldati, i copertoni impermeabili foggi; ti a tenda col mezzo dègli alpenstok ; 11• person:de direttivo, usò pe1· ricovero della tenda da medica.zioue. .11 prelevamento dei Yiveri ' veniva fatto con buoni presso la impresa rnilitar?. Non essendosi più verifìcato il bisogno di impianto, l' ospe<'lalello per via ordinaria fu ricondotto a Torino. Le osservnioni che potei fare durante il breve funzionamento dell'ospedaletto, sono le seguenti : Il materiale è buono, maneggievole e· rispondente allo scopo ; li personale prescritto dall'or·ganico è sufficiente, ma non esuberante, eli guisa che, si dimostra insufficiente quello dell'ospedaletto da montagna militare (Istruzione per la mobilitazione del R. esercito, tomo l, . sp_ecchio N. 84) che non porta il commi:;-snrio amministr[ltivo, necessar~o. specialmente col sistema eli con- · tabilità attuale, che tiene l'ufficiale contabile, obbligato , pennanentemente in uffìcio e quindi nella impossibilità di pensare alle necessarie provvi:>.te. I tre med ici sono sufficien ti, ma con riue, come porta il suddello specchio, il servizio non potrebbe essere fatto altrettanto t·egolarmen le. Infatti quando c'è da pensare all'impianto e si ricev<tno in.
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LE ASS OCIAZIONI DI ! OCCORSO ALLE GRAND!
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poche ore 50 malati o fe riti, c'è ,da fare per tutti e tre i med i c i ~ è gia abbastanza grav.oso anche se è fa tto ogni terza Mlte. Aggiungasi poi che ogni grave operazione chirurgica , richiede tre medici, uno all'anestesia, uno operatore e l'altro as~istente, e l'assistente è tanto più necessario , quan te) più gli infe rm ieri .;ono poco pratici del loro servizio, com e avviene negli infèrmieri improvvisati in tempo di guerra . • Un'allra osservazione, già falla altre volte, ha avuto anche inqu e~ta circostanza. In sua con ferma. Si è visto cioè, che il locnle, che si ri chiede per un ospeda letto funz ionante, è tant•) vasto ed ogni servizio attinente è tanto complesso, ch e la cil'ra di 50 ammalati o feriti . apparisce più che ufficiente per co;titui1·e nnct ben. fun:rionante unitd sanitaria. Dietro questa osservazione si è deciso lo sdoppiamento del i. nitivo delle unità ospedaliere della Croce Rossa da 200 letti, co-· stituendo l'unità normale di 100 lelti. Per qne~ ta divisione, non vi. è da apporta re, che qualche mod~flr.azio ne alle tabelle organiche del persònale, restando il materiale tal quale era prima. Che s& invece si fosse voluto sdoppin re an che l'u nità da •l 00 pe1: farne due da 50, allbra conveniva addi venire ad una r iforma del vec.chio materi ale, oss ia occorreva sottostare ad un :.t spesa non ind iiferen Le. Ben s' in tende tuttnv ia che tanto l'unità da l 00, come quella da 50 qualo•a si trovin o in un sito . di qualche ri sorsa, possono. dare ricovero tempo1·aneo e soccorso ad una quan titit anche mnggiore di malo ti o feriti, ma questo costituirà. sempre un momento· eccezionale, di pendente dal. verificarsi di circostauze straordinarie. Treno ospedale. - L'attrezzamento di questo treno venne fatto al .bivio del Yallino, presso la stazione di Torino. con materi.ll & appartenente al ,1• tr·eno-o~pedal e (Torino). . Le vetture appartenevano alla Rete :.\Iediterranea ed er·ano io numero di uove, nou C•)mprcso il carro bagaglio e quello ùi scorta. Erano di 3" classe.' intercom unicanti e rispo ndevano ali & c.ondi zioni di ~>ui al :i. 76 del Regolamento pe l tra ~ porto sull e ferrov.i e dei fer·iti o m·1lati in guerrà eccezio ne fatt•l per l' il-
e. il turno di servizio notturno, a nch'esso indi spensabile
LE ASSOCIAZIONI DI SOCCORSO ALLE GRANDI lU.NOl'RE
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lumi namenlo . che non potevasi praticare c~e dall'esterno delle vetture e dei terrazzini. , La composizione della sezione- treno, che si mantenne per tutta la du rata delle manovre fu la seguen te : Yettura ~ . l . Alloggio personale direttivo; » » 2. Ufficio contabi lità ed ufficia li generali o superiori malati o teriti (8 barell e~ lettuccio); ~ » 3. Infermi di trupppa ·13 ' l.Jarel le-leltuccio; » » 4- . Td. )) » :5 . Farmacia e magazzino vi,·eri ; » » 6. Cuciua; » 7. Infermi di trup pa (1 2 bo.rell e·l elluccio); )) Alloggi del personale d i assistenza. non » 8. 'comandato di servizio ( Il? barelle-let· tuccio); ,» » 9. - ])'isolamento (Hl barelle-l elluccio) per in· fermi di malattie infettive o che per qual siasi motivo dovessero sottoporsi a speciale sorveglianza . Carro sco na . L'atlrezzamento fu l':•tto da l O ope rai dell e ol'ficine ferro viarie di Torino, i quali lavorando dal le 6 ant. all e ·12 m., e dall'-1 pom. alle 7 pom ., impiegarono per condurlo a termine due giornale. La sera del •l • settembre il treuo moveva da Torino per Centallo ed ivi giunto si metteva a disposizione del signor colonn ello medi co ca v. ~orel! a direttore. di san iht del JI (:orpo d'armata el i. mano-yra. A datare dal giorno 2 funzionò regolarmente sulla li nea Cental lo-Fossano:-Savigli ano, trasferendo gli am malati all'ospedal emilitare di quest'ulti ma cillà, posc ia fece servizi o da Busca a Savigliano, cla Saluzzo a Savigliano e finalm ente da Villafran ca Piemonte e Scalenghe a Torino. r malaii trasportati presental'ano quasi tutti delle forme leggiere ,· però alcu ni ù; essi er;1no feb bricitanti e richiedevano quindi ogni. rigua1:do sia nel colloco.menlo a posto, come nel trat· ta mento successivo . Anche questi però, all'uopo interrogati , tli))
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chiararono di non aver soiTerlo per niente, durante il breve tragillo. Noto tuUavia, per averlo prova to di persona, ch e nel treno . ospedale, quello ch e dà maggior molestia, non è l'urto dei repulsori, non è la sr,ossa sussultoria che ricevono le ba rell e dai montanti , nou è la manovra di carico e scarico, ma è là poca protezione dagli agenti atmosferici. Può dar·si che vi sin f<Uffìciente riparo dal freddo: un lungo ·soggio rno nel treno, di pi eno inverno non l'ho mai fallo ; ma è certo che per il caldo si ;;offre assai . Quando un treno sUt fe rmo in una. stazione sen1.a tettoia, di pieno meriggio e vi si trattiene lungamente nelle prime ore pomeridiane, è tale il caldo e l'afa, che soiTrono no n sol tanto i malati, ma ben anche i saui . No n è qui il luogo di dire quello che si dovrebbe faro per ovviare a tale iucoriveni ente; rna è il ca~o di rnetterlo in rilie vo, perchè i direttori dei treni -ospedali , quando assumono il delicato loro còmpito, provvedano subito a studiare almeno quegli espedienti , che possono essere sempre alla IMo portata. Del resto tutto nel treno procede abbastanza bene. Convèr:rebbe forse toccare l'o rgan i~:o per aggiunge1e un com · missa rio ammi cistratiro inca ricato pri ncipalmente della incella e della distribuzione viveri, cosa a cui non può allendere il 'contabile, troppo occupato nell e sue registrazioni e operazi oni aritmetiche a dir vero un po' co mplesse . Anche nel perso~ale inferiore occorrere bbe qualche nggiun ta. ma a tuUo certamente provvederà 1',\ssocinzione della Croce, Rossa, la cui unica mira è quella di oiTrire all'eseni1o combul tente un servizio completo, regolato dn urra ferma disciplina e distribuito nella pi ù larga misura.
Dott. G.
MENDI NI.
DELLO SPIRITO DI AGGRESSIVITÀ Lo spir ito di aggressività, che è uno dei principali fattor. della vittoria, e desso insiLo nel ca rattere e nell 'indole naturale di alcuni popoli od é frut to dell'edu cazione?
I. Le splendide vi llorie riportate dai Francesi. nel periodo napoleonico e quelle più recenti di Cri mea. e di L•>m hardia, mercè sempre un'a rdita offensiva, mercè ft~ri osi assalti alle po~izioni nemiche, diedero del loro esercito u'n ' all:~ idea; ingenerarono nell a opinione pubblica il profondo convincimento, che r1uello fos se il primo esercito del mondo, che quel modo di comballere audace ed a.ggress ivo fosse una sua specialità, conseguenza n atura le del ca rattere e dell'indole del popolo frances~. Em pure gen erale convinzione che virrù del soldato tedesco, rappresent ato fino a pochi anni addietro dall'austriaco , fosse la fermezza al fuoco . la saldezza e la costanza nel resistere ngl i urli dell'avversario . E come in tutte le cose si suole sempre esagerare, si giunse persin o a paragonare la lotta fra il fr·ancese e l'a ustriaco alla lotta secolare fra l'onda oceanica e lo scoglio. Il fur ioso assalire de! francesi, detto appunro {twia .IJallica, si assomigliò nlla violenza con cui i marosi, durante hl tempesta, insistentemente si precipit;mo contro gli scogli; la stnbilità di ques:i nlla fermezza tedesca.
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DELLO SPIRITO DI AGGRESSIVITÀ
Scoppiò la guerr~ del '1870 e l'Europa stupita assistè ad uno spettacolo inatteso . Vide quell'esercito tedesco, che r itenen dovesse es.s~re c'almo .e co~passalo; p.ieno di vita, ani mato da potente sp1n to d oiTèns1va, mvadere ard1tamente il territorio nemico . e Lrovatolo assalirlo aud:.cemente. Vide invece' cercare l ' avversano l'ese•·cito fran cese, ~ià un di €-Osi aggressivo, avanzare irresol uto titu~ante, sost~oere malamente il cùzzo dell'avversario, ripiegarsi ed 1nfine sfasctarsi. Ho detto male che tut ta Europa rimase. stupita, avrei dovuto dire solo la pluralità delle genti, quella cioè che siwle criudicare le cose superficialmente. La parte in telligente , asscnna~a d'ogni paese, quello che non si lascia così facilmente ingannare dalle apparenze e ch e va a fondo delle cose, aveva tenuto dietro· ai mi glioramenti dell' esercito tedesco, ne aveva ammirati i succes sil'i progressi e preved uto i fttluri trionfi. . Pi1ssato il primo momento di stupore, sorse nr.anime il dubbio di avere errato nel giudicare e spontanea venne nelle ·labbra di ognuno la se~uen te domanda : Afa quello spù·ilo Ji aggressivitrì, che tanto ahU1amo ammirato nell'esercito francese e·m poi desso conseguenza .na.tu?·ale del ca.mttere e dell'indole del popolo f1·an· cese, come st nteneljct o wm era che frutto dell'educazione? . Pèt" r i ~po nderc a questa dom~nda bisogna interrogare la storia; e:s~ regt,;tra tale moltiplicità di fatti, che oramai non c più pos· s1bde, che ne avvèuga uno senza che trovi il suo riscontro in altri avvenuti nel passato. Diverse saranno le modalità, diverse le apparenze; ma la sos).anza sarà la stessa; per cui stud iando attentamente un f~tto moderno, si può facilmente risalire alle cause, che lo hanno prodotto; così pu re studiando una data condizio.ne di co:;e, una situazion e speciale, si può già prevedere qual1 ne saranno le conseguenze. Non per altro si di ce che la storia è la gra n maf\stra della vita. · , Or bene, dedurre dalla storia, se lo spiTito di aggressicitd · che è uno dei principali /(ttto1·i detla ·!j·ittoria, sia insito nel ca: J:atter·e l} ne ll'ind~le nat1wale Ji nn quaic/w popolo, O?Jpu-re s·e sia fr·ntto cleU'edncaztone} co:;titui sce l'oggetto di .questo lavoro.
DELLO SPIRITO DI AGGRESSIVI:ri
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Dello studio della storia generale, che tutti abbiano fatto in. un'epoca più o meno rec-ente, qualche cosa ci è rimasto. Si saranno dimenticate molte date. parecchi faLLi storici, anche importanti; ma ciò che nèssuno può aver dimenticato si è che ogni popolo, che visse di vita propria, ebl1e un periodo di tempo in coi la su'\ potenza, la sua grandezza giunsero all'apice. Ricorderemo che tale periodo avvenne sem pre quando il popolo, es- · sendosi proposto un obbieui vo. un fine qualsiasi, rivolse per raggiun gerlo tutLe le sue·forvte, tutte le sue facoltà fisiche, intellelluali e morali e bene spe:>so Lrovò anche l'uomo di genio, che sep pe condurlo alla meta desìata. Ri corderemo pure ch e se l'obbiettivo si trovava oltre le fron ti ere il popolo diveutava allora so mmamente a)!gressivo e tale si manteneva fìn t>hè o avesse ragginnta la mel<L agognata o avesse dovuto rinunciarvi per circostanze qua lsiasi indipeiHlenti dalla sua volontà, o come si di reb be, per forza maggiore. Allora l'ardore · belli coso scema1'a, al periodo di intensa attività ne succedeva uno di calma , allo ~p irito di aggressività su beulrav.a la tendenza alla difensiva.
Tralasciando, per amor di brevitit, la storia antica, il glor:oso periodo romano, nonchè le invasioni barbariche, spigoleremo soltanto qualche fatto nella storia moderna . Chi non ricorda la grandezza e l.t potenza cui sali roua i Turchi nei secoli XIV, XV, XVI e XVI ? Spin ti da fanatismo religioso, gttidati da capi esperti e valorosi irl\'ascro l'Asia ~l inore, si impadronirono della pen isola balconica e si spinsero verso sud fino al.la noitra Otranto, a nod fino atle porte di Vienna. Spinti dallo stesso fanatismo, gl i Arabi :-,i di:nesero lungo la ç03ta settentri onale 'dell'Africa ed occuparono per piLI di due secoli Sp\).gna e. Si cilia. Gli Svedesi ebbero due periodi di mnggior potenza. li primo nel secolo XVII, quando animati da sentimento religioso protestante, gu idali da quella simpatica fi gura di Gustavo Adolfo, sbar- , carono in spli ,15m. alle foci dell'Elba ed i'nvasero le Germania sp ingendosi .da on lato (ino al Reno dall'altro lino in ~'l oravia, . li secondo snl principio del XVII ~ secolo so tto Carlo XII, vin-
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DELLO SPIRITO DI .AGGRESSIVITÀ
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st~ro con lui parecchie volte i Russi ed avrebbero certamente riportati altri allori, se al r·e non fo5SP. -venuto in mente la pazza idea di auraversart: la nemi~a Russia, per andare coll'e5ercito in Asia e colà ripetere le gegta di Alessandro ~lagno le cui imprese gli avevano sconvolta la mente. . I Russi, popolo giov11ne e vigoroso, furono sempre e sono tuttora em inentemente aggressivi, spinti dal possente impulso del Panslavismo e lo sar.10no ancora finchè o avranno raggiunto l'obbiettivo loro additato da Caterina II cioè Costantinopoli o vi avranno rinunciato di fr'onte alla persistente ed unan ime opposizione delle potenze Europee. [ Prussiaui furono sommamente o!Iensivi so lto Federico, ed i France:\i sotto Napoleone .
Ailalizzando i fatti, ora so mmariamente esposti , si potrebbero ricavare parecchi ammaestramen ti . In primo luogo questo, che lo spiri to di aggre5,;ivit.it si esplica sul campo tattico e sul campo strategico, per cui si ha un 'offensiva tattica ed un 'oll'ensiva stra tegica che sono complemento una dell'altra . Due splendidi esempi di offen siva li altbiamo io Federico Il ed in .Napoleone. Il primo fu sommamente offe nsivo nel campo tattico; si disse che pareva com mellesse _appositamente errori sul campo strategi co per corregg-erli su quell_? tattico. Il secondo fu sommamente olfensivo e e nel ~ampo tattico e nel campo strategico, anzi pi ù in ques to che in quello . Il Corsi nelln sua storia militare lo chiama addirittura: il · Dio dell'offensiva. Nestmno meglio di lni egli d·ice, seppe mane_q,qia!·e le masse, prevenire gli avvm·sari, vincere lo1·o la· mano, disorientm·li e costringerli ad accettare battaglia in condizioni lm·o s{avo1·evoli. Un secondo ammaestramenlo si ha in questo, che per agire oll'ensivamente non è indispensabile avere super iorità di forze; ma occorre a''ere un esercito anima to di buona volon tà, da ar· dente desiderio di raggiun gere l' in!ento, che si è prefi;;so; un 6.$ercito, che abbia fiducia in sè stesso, nei suoi capi e nella causa per cui combatte o che è chiamato a difendere. Meglio poi se sar·à guidato da un uomo di genio .
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Ma per avere nn esercito in queste cond izioni è necessario avergli saputo dare un buon indirizzo educativo ed og~idi oc corre inoltre una buona pr<>para7.ione alla guerra. Ne sono un esempio le splendide vit.torie t<>desche del ·1870-7,1. Il segreto delle vittorie fran~esi , più ::opra ricordate, di Crimea e di Lombarllia, sta nppunto nella razionale e buona educllzione data a quell'esercito In e~so, mo lto opportunamente , erano state co ltivate le gloriose tradizioni napoleoniche, si era saputo inspirare nel soldato l'amor della gloria e si era dato ad esso tale un'alta idea di sè stesso da in generargli nell'animo il profondo convi ncimento dell'assoluta superiorità dell"eserci~o francese sugli altri eserciti. D.1 ciò ne avven ne in !ui un certo sprezzo per tutto ciò che non era. francese ; e fu appunto questo :>prezzo per j.!li an•ersari, che rese i Francesi temerari. che diede loro quella forza moral e, che li spi ngeva ad a5salire l'ISolntameote le po ~ i zioni nemiche; che diede loro quello slancio, che fece più volte ripiegare le schiere russe ed -austriache . Ma dopo il 4860 comi nciò per quell'esercito un periodo di decadenza; nulla ancora trnpelava all'esterno; ma la disciplina trascurata, la educazione r ilassa ta, ne avevano minata la saldezza, e quello spirito d'ofl'ensiva, già nn di così potente, andò sempre più scemando di in tensità, ;alchè nel ·1870 venne completamente a mancare. È bensì vero che nei primi fatti d'arme, come a Worth, a Spickeren, la fanteria francese diede furi os i contrassalti; ma riuscirono atti slegati, che tutto al più si possono pa ragonare a qnei repentini bag li ori prodotti da subitanee va:npate, che si sprigionano da un vasto incendio, che stia spen ~endosi. Ed infatti anche qu esti atti co n-troffensi vi i>olati cessarono del tntto collo scompari re dell'e!;ercit o imperiale ; nè più si notarono du rante tutto il rest.o della c11mpagna, neanche quando, come sulla Loire e Hllla Lisaine, l'e3ercito repubbl icano si trovò di fronte a forze tedesche nnmericam.tmte inferiori. Un'altro esempio, per dimostrare che lo sp;ritt) di aggrt>ssività si può sviluppare in un eser~ito, mercè un buon indirizzo educati vo , ce lo olTre la storia milit.nr·e dell'Austria. Questa potenza non ebbe mai una miss ione speciale, .casa d'Austria andò sempre ingrandendosi a spese degli altri, sua cura ;;uprema fu sempre
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di conservare i territori, che andrlVa a mano a mano acquistnndo. più per mezzo di trattati che di vittorie. Il suo esercito non fu mai •arrcrressivo aveva ,.,, '· ma dopo il '18:)9, sull' e~em pio òi tTuanto •J vi~ to operar·e dai Francesi , volle nnch'essa improntare In propria taltica di uno sp irito d'offensiva ed a tal uopo, nel regolamento del ·1863 prescrisse che nel comballimento, la preparazione col fuoco venisse fa tta dall'artiglieria e che al momento propizio la fanteria, for·mata in massa. dovesse precipatarsi a baipnella spianata contro un tratto dell:1 linea nemi ca e sfondarla. Questa tattica fece l)llona prova nel 18(H. ~u i ca n1pi dauesi e ciò bastò, dice il Corsi, pm· far penetrare nell'onimo dei soldat·i aust1·ia.ci che quel modo di combaUere fosse il solo consentaneo alla natura _ed all 'indole loro e. che nessun 11emico avrebbe potuto d'aLlora ?n pot stare a loro petto. Rs~a però fallì due ann i dopo sui campi di 1
D o ~mia.
t tanto facile darla ad intenòerEI nlln ~ente l Non v'ha cosa per assur·da che sia, che non si rie:;ca a farla credere alle masse, tutto stn nel ~ape rl a presentnre bene. Fi ~uri nmoci poi se non torna facile far credere cose che s'lllelic:·.no l'amo•· pro prio e collimano all'interesse personale l Dal fin qni dello em·er~e chiaramente r.he i soldati di tut.li i paesi sono dal più al meno uguali ; che éiò che r·ende un esercito supPr iore ad un'altro è un buon indi rizzo erlucntivo, è il valore morale dei suoi ca pi, è la bontà intrinseca della ca usa che l'esercito difende o per cui è chiamato a comballere. Con r.iò però non s1 intende togliere ogni importanza all' indole special e di ciascun popolo; qnesla ne ha· anzi moltn. soltanto che non bi:;ogna considerarla come p:1rle principale neli' educazione; ma come secondaria. E mi spiego. Lo spi rito d'ofl'em;iva si b~'lsa essenzialmente snlle fo rze mo rali; ora queste hanno doppia sede nell 'uomo ; nel cttore e nella vivace immngina7.ione; il ·cuore è patrimonio comun e· rli tutti i popoli, · l' irnrrwgin:lzione vivace invece è nna òo te speciale dei popoli .meridior)ali , fra cui va annover·ato il francese. Conviene. inoltre -o~:;ervare che· mentre le forze morali, che hanno la loro sede ne! cuore, sono sempre
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salde, perchè basate su sentimenti nobi li e generosi ; qu_elle, c_h_e hanno la loro sede nell'immag inazion e, sono invece tnstabd1, perchè ba:>ate soltanto &ull e passioni umane. Queste .nltime f~ r·ze tendono continuamente od n crescere od a scemare, nel pnmo ca5o posso no portare all'entusiasmo ed anche al ~anatis~o , nel s~co nd o portano all'accasciamemo ed anche alla d1sperazrone. Queste due for·ze morali di natura diversa si trovarono di fro nte nel '187(}. All'aprirsi delle osti lità Francesi e Tedesc hi erano, almeno appar~ntemente, animati da spirito cl'ofl'ensiva. Gli _uni e gli altri bramavano venire alle mani; primi _erano sp1nti alla guerra da amor di gloria, da avidità d1 conqursta, da bramosia d i provare la presunta superiorità del loro eser·cit~ su quello tedesco. Ciò che spingeva i Tedeschi alla loLta erano tnvece nobili sénlirneoti quali l'.amor di patria, il sentimento del dovere lo spirito di nazionalità, potentissimo in loro in quel tempo, , poichè · era la prima volta r:hè ei·a loro dnto eli afferma l'lo apertamente Al primo urlo le fo rze morali francesi ebbero la pe~gio: all'enlusiasmo subentrò la sfiducia prima, lo ~gomen to por e dtetro a questo com inciò quel disgre~amento delle forze che condus::e nIlo sfacelo
ma!
Si pnò dunque affermnre con certezza che lo spirito di ·aggressività non è una dote speciale di un esercito qunl si <~ si. perché non e naturale con,;eguenza del caratter; ~ dell'indole di un po polo ; ma è frutto dell'educazione; che perchè questo spirito si manteu ga durevole, nella buona come nell'avv~rsa fortnnn, è nece:')6 :1rio che le forze rnoral~ su ?u.i si basa ~bb~an? la l? ro sede nel cuore. Noi poi, p.opol1 mer·1dwnal1 dotali d1 v1vace nnma.,inazione, possiamo al momento opportuno centuplicare queste for;e. coll'eccitare le passioni, col riscaldare la fantasia. Cosi, p~r ~sempio, l'amor di patria. il sentimen to del dover~ posso~o condurre ::~ll'eroismo, possono far trovore sul campo eh hattagl1 a le spo:,d ìe dei vinti allineate, coll'ann a ancora in pu.gno e .co l viso composto a fierezz<~ rivolto là da clove venne d nem1co, Come a DoCJali · ma erli stessi sentimenti , s~ vivificati dall'entu;:, '· ""
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siasmo per una santa ca usa, .se elettrizzati dalla presenza e dalla voce di un Duce · adorato, possono condurre un manipolo di prodi da )Jarsala al Yoltorno passando per Calata fimi, Paler·mo e )filazzo.
II. Da ogni studio , che si fa bisogna sempre ricavare qun l~he ammaestram ento; dallo studio OJ'afatto possiamo anche noi ricavarne uno mol to uti le. . Si disse che l'Italia nostra è un elemento di pa ce per l' Europa; crò è vero. Essa dopo nn luo go periodo di agitazioni , ne ha bisogno di uno lu ngo di par.e, per assoda re la sua unità, per· svilu ppa re i suoi commerci, le sue industrie e la sua anricoltu ra. Ci ò non toglie però ell e non debba provvedere alla pr;pria sicurezza costituendosi un esercito forte e disciplinato. Lo deve fare se non vuole perire. Siccome poi in lutti i tempi il modo mi·· gli ore di difendersi è stato sempre quello di assalire cosi nell'esercito si dev·e sviluppare un alto s pi~ito d'on·ensiva. Ma co!:lituire .un eser·cito, forte , ngguerTito, disciplinato, animato da potente spirito d'aggressività, non è cosa tan to facile, non è cosa c_h ~ possa attenersi dall 'oggi al doman i, con una semplice dispo sJz ro ne regolamen tare, né con una legge per quanto buona ella sia· L'esercito è una istituzione e le istituzioni , fu detto con ra )::ione, non sono come gli edi fizi, ch e si fabbri cano e poi subi to si 11dibiscono all' uso per cui fu rono costruiti; ma come gli nIberi, ch e si piantano, che si debbono cu1~are durante il loro svi'luppo e che solo a lunga scadenza se ne possono ricavare buon i frutti. Cosi per formare un buon esercit1l occorre un lavorio lun(7o mi · "' nn to, coscienzi oso ed accurato, un lavorio cui debbono prendere pane tutte le classi sociali; bisogna insomma prendere le mosse mol lo da lontano . Sicco me nell'e5ercito si rispecchiano le virtù ed i vizi della nazione , cosi bisogna prendere anzitulto cura di questa per poi avere buono quello; bisogna procedere come il buon agricolLOre, pre · parare prima il terreno poi piant:tre l'albero .
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Io esporrò qui in succinto quali siano i mezzi ch e ritengo mi· gliori per raggiungere l'intento 01·adetto, ad altri spetta il giudicare sulla maggiore o minore opportun ità dei medesimi. ,l o In uno dei discor·si dell a corona, pronunciati da Vittorio Emanuele a Firenze , questi ebbe a. dire che i popoli amano ed apprezzano le istitt~tzioni in ragione dei benefizi, che ne risentono. Queste parol e ci additano la strada da seguire. Si deve anzitutto alfezio nare il popolo italiano alle patrie istituzioni ed al suolo natio, dotandolo d i buone leggi che, men tre gli assicurano la libertà politica, gl i procurino anche un certo qual benessere materiale. 2° Nell'i ntento poi di avere buoni soldati, bisogna riordinare tutte le scuole dello Stalo , in modo da indirizznl'le all'unico. sc()po di produrre buoni cittadini, che siano cioè : A) Sani di corpo, robusti e fo?'li. La qual cosa si può ottenere curando maggiormente la pubblica igiene, e abituando gra~ dualmenle la gioventù a tutti quegli esercizi, che servono a sviluppare le fo rze fisiche, quali la ginnastica, la scherma, il nuoto, l'equ itazione, il tiro a segno, ecc. ecc. B) Istruiti. Il che si otterrebbe facendo impartire a tutti indistintamente l'istruzione elementare, e proc~rando il moào che anche lfl classi meno abbienti pos;;ano largamente usufru irne; l'istruzion e letteraria e scientifica, nella misura necessaria , a tutti quelli, ch e ne abbisognano, per iroprendere l'arte, il mestiere o seguire la carriera, che ciascuno si è scelta. ·C) Educati alla. religione de! dovere, al culto della patria, all'amore del lavoro e dell'~n esto , all'ossequio alle leggi, alla virtù dal sacrifìcio. Questa missione educatri ce entra nelle attribuzioni di tre cla5si di ciitadini, gli insegnanti, i ministri di regione e gli ufTiciali . Ma nessu na di queste classi disimpegna a dovere si nobile mandato . Non gl i insegnanti , nè i ministri di religione pcrchè, o sono persone mollo colte ed allora trasfor·man o la cattedra del loro insegnamen to in cattedra d'eloquenza, curano più l'arte oratoria che la sostanza, e questi non ricavan o alcu n frutto perchè si rivolgono all'in telli genza e non al cuore ; o sono poco colti , d'intelligenza limitata ed allora insegnano col sistema del catechismo cioè a domande e risposte, e nemmeno questi 7'i!-
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r icavano alcl,\n ff'Utto perché è alla memoria, che si rivolgono e non (Il<cuore. l mini stri poi della religione dominante, seguendo 1:esempio dei loro capi, frammischiano la politica alla morale e qu esta inasprisce gli an imi. li divide anzichè ingentilirli e migliorarli. Gli ufJiciali nemmeno disimpegnano bene il loro mandato e ciò per mancanza di tempo e di mezzi. 3° Preparato cosi il terreno, bisogna pensare alla pianta cioè all'esercito. La prima cosa a farsi si è quella di dotarlo di di un corpo di ufficiali omogeneo, colto ed educato. Soltanto allora l'esercito diventerà. una vera sc uola di virtù mi litari, complemento necessario dell'ed~lcaz i one cittadina. Sul reclutamento degli ufliciali vi sarebbe molto da dire; ma uscirei dai limiti dell'argo mento, che bo preso a trallare; dire solo che per dare all'esercito un unico indirizzo educativo è necessa rio darlo anzitutto agli ufficiali stessi il che pel momento è, impossibile causa la triplice loro provenienza. 4° Si dovrebbero improntare tutti gli insegnamenti militari teorici e pratici e la maggior par·te delle esercitazioni campali di un tacito spirito d'o1fensiva , in modo da infondere nell'animo di tutti ; ma iQ ispecial modo degli ufficiali, che dovendo combattere lo si debba fare sempre ofTensivamente. Bisogna convenire che gli attuali nostri regolamenti sono improntati a questo principio ; ma bisognerebbe fare Io stesso per gli studi superiori . .Bisognerebbe inse~ nare che in caso di guerra con una potenza limitrofa, il miglior modo di respingere la invasione si è quello di invadere noi stess i il territorio nemico. Il portare la guerra sul' territorio ·nemico arreca parecchi vantaggi; rialza anzitutto il morale deWesercito e del paese, ritarda più a lungo, nel caso in cui si sia respinti, l'avanzare delle colonne invadenti, danào in tal modo maggior tempo al paese di mettersi in istato di difesa. Se poi al caso ve1·o non sarà possibi le prendere noi l'iniziativa delle operazioni tutto non sarà perduto, resterà pnr sempre nell'esercito un intenso spirito d'offen siva, che si esplicherà sul campo tattico, che ci permetterà di opporre l'ofl'ensiva strategica. 5• Per ultimo bisognerebbe seriamente sviluppare lo spirito d'iniziativa nei nostri ufficiali, abituandoli ad agire da loro stessi, sempre in senso offensivo, ma sempre nell'intento di .assecondare
le mire dei superiori. L'iniziatiYa insomma deve essere intelligente e questa è il prodotto della lìducia in sè stesso, conseguenza naturale di una solida istruzione. Concluderò col dire, che solo mettendosi risolutamente sulla via di queste riforme, si riuscirà a far amare le patrie istituzioni ~d il suolo natio al popolo italimo, a cementare sempre più l'unione fra paese ed es~rcito, ad ollenere che in cnso .di guerra tolti i validi accorrano volontm·iamente alle armi per respi ngere l'invasore e mantenere integro il patrio territorio. È soltanto in tal modo c.he si potrà preparare per la nostr·a Ital ia quel tal periodo di g1·andezza, di potenza, che abbiamo visto, che fu raggiunto da tutti i popoli e che I'Jtalia nostra non ebbe ancora. Ebbimo è vero grande e potente · una Roma dei Romani, ebbimo anche grande e potente, nel campo morale, una Roma papale; ma se noi sapremo fare. potr·emo preparare per· le future generazioni un terzo periodo di grandezza e di potenza pel' la nostra Italia, potremo preparnre grande e potente una Roma degli Ita.tian·i.
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Palermo, 20 gennaio '1894. r.AnLo ALBERTO H.ovEnE m.aggi ore nel 5 7° fanteria.
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NOTIZIE POLITICO· lULlTARI ITALIANE
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NOTIZIE POLlTlCO-MILlTARl ITALIAN E
La prima domenic.'\ ùi giugno, festa nazionale, venne solenoizzata io Roma e nelle principali città d' Italia con riviste, opere di benefi cenza, commemorazioni pa triottiche. A Ro m:~ la rivista fu passnta da S. M. il Re, nella solita pinzz;~ del ì\facao e rmsci soddisfa cente soito tutti i rapporti, come pure lo sfìl ameoto che seguì la rivista. Poi, coll'intervento del Re, delle rappresentanze militari, di numerose associnioni e delle primarie autorità, venne deposta una corona sul monumento dei r.aduti a ·Dogali. In quest'occasione l'on. Baccelli tenne un breve ed elevato discorso, che, unendo in un solo pensiero i vinti di Dogali e i vincitori di Agordat, conchiuse così: « Su questo monumento eretto ai caduti di Dogali vi era finora 1 :~ palma del sacrifizio; o,ggi vi stia anche la coroua dei vincitori. Gli uni e gli altri ~ gginusero prestigio al nostro esercito. È giusto che questo mouumento sia gacro ai vincitori e ai vin ti >>. Con R. Decreto,. firmato la vigil ia e proclamato il giorno della festa. nazionale, fu tolto lo stato d'assedio nella Lunigiana. I l genera:e Heusch, cosi benemerito di questa provincia per 11 senno, lo zelo e l'energia con cui seppe ricondurvi l'ordine e pacificarvi gli animi, fu esonerato dalle funzioni di commissario straordinario, restando provvisoriamente 10 qualità di prefetto nella provincia stessa. Il governo del Re sarebbestato lieto di poter fare :lltrettanto per la Sicilia, ma le condizionj. della pubhlic.'\ sicurezza nell'isola non lo permisert' ~ n corn . Al tele-· gromma di omaggio spedito dal generale Morra , commissario in Sicilia a S. :M. il Re, in nome del popolo siciliano, per il giorn(l della festa nnzionale, il Re ha risposto: • I voti del po polo siciliano tor. nano sempre cari al mio cuore, perchè ispirati da forte nmor pntri<> e da fedele devozione alle istituzioni. La ringrazio di essersene reso inter·prete in questo giorno solenne e fausto per tutti gli italrani » .
Nell'ultima nostra rassegna abbiamo lasciato la Camera impegoatn nolla discussione ùei provvedimenti finanziari.· Dopo una settimana e più di discorsi più o meno accademici, si et·a at~rivati il primo giugno alla chiusura della discussione generale, ma con questo non si era .ancora a metà strada; t·estnvano da svolgere alcune dozzine di ordini del giorno prima di passare alltì discussione degli articoli, e non si sapeva nemmeno ancora se questa dovesse farsi sul progeuo del Ministero o su quello della commissiClne; quando l'on. Crispi, presidente -del Consiglio, vedendo che per questa strada non· si sarebbe venuti a -capo di nulla, avanzò una proposta che fece l'effetto di untl bomba. Eccola testualmente: ' La Camera, nell' intento di determinare pre· ·liminarmente fi no a qua l somma si possano elevare i benefici da coo·gui re con la riduzione del le sp~so, con ferisce ad una commissione di ·t 8 deputati nominati dagli Uffici, l'incarico di presentare, entro il 30 .giugno, le proposte di legge necessarie per la riforma dei pubblici servizi, .allo scopo di semplificare l'ordinamento di essi e d'intr<•durre nel bilancio dello Stato le maggiori economie possibi li, e sospende fino a quel :{tiot·no ogni deliberazione intot·no ai p1·ovvedimenti fìnanz1.ar"i ».
Questa proposta del governo, a favore della quale l'on. Crispi invocò dei precedenti, aveva forse il torto di venir troppo tardi; ma in sostanza era logica, abile ed onesta. Nei provvedi menti finanzi ari dovendo conta re molto le economie, .era evidentemen te logico che queste dovessero determinarsi pl'ima delle imposte, per poter quindi fi ssa re, con cognizione di causa, la somma residua a cni bisogna provvedere. Il governo pertanto diceva : « Poi ·Chè siamo tutti d'accordo sulla necessità di sistema_re il bilancio, c il dissenso verte soltanto sulla entità e l<J qualità delle economie e delle ·imposte, sospendiamo o~ni risoluzione e si n<'mini una commrss10ne parlamentare inc.'lricata di proporre, non più tardi del 30 giugno, i ·modi coi quali il bilancio dE!ve essere sistemato , . L'opposizione fu so1·presa e sconcertata da questa mozione che, se ac·Colta dalla Camera, avrebbe rimandato al sollione di luglio, cioè alle -ca lende greche i discorsi preparati sui provvedimenti fint.nziari. Si cercò anzitutto di guadagnar tempo facendo rimandare n due .giorni appresso (dal sabato al lunedì), la discussione della proposta del governo; il che fn ottenuto quasi senza contrasto; ma ciò non <bastava. Gli oppositori, volendo pregiudicare in qualche modo la que-
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stione con un voto sui provvedimenti .finanziari, insistettero perchè frattanto f'Osse continuata la discussione intrapresa e, affine di venirè al voto più presto, coloro che avevano presentato ordini del giorno. si affrettarono a ritirarli. Chi sa con quanto· sacrifìzio! Così però non la intendeva il governo che si oppose risol utamente al proseguimt>nto della discussione sui provvedimen ti fìn lloziari prima che fosse deliberato sulla nuova mozione; e fa Camera dopo un dibattimen to vivissimo diede ragione al Governo con 229 voti favorevoli contro 19.} contrari c 44 astensioni.
Ma questa era !'Oio un' avvi!:'aglia. La banaglia campale doveva aver luogo il lunedì (+ gi ugno) per l'accettazione o i_l rigetto della moziùne Crispi che abbiamo sopra riferito. In questo giornù la Camera era popolatissima e i pronnstici incerti. La seduta fu lunga ed agitata. I disco rsi dei vari oratori sulla proposta sospensiva del governo, ascoltati attentamente in principio, vennero in breve tronct1ti dalla impazienza della Camera. Chiuse la discussione J'on. Crispi con un br•lVe disco r~o preciso, conciliantissimo; malgrarlo ci ò le opposizioni riunite, sentendosi forti, furono irremovibili. Alla votazione per appello nominale presero parte ben 4-1~5 deputati e su questi, 225' approvarono la flroposta del governo, 2H. la respinsero e 6 si astennero. Non commentiamo questo voto. Osserviamo solo, come cronisti , che parlarono e votnrono contro il Mi nistero, Rudmì, Giolitti, Zanardelli e Cavallotti, cioè tutti i capi dei gruppi d'opposizioue. Tutti i deputati militari (salvo errore) meno l'onorevole i\Jarazzi , votarono per la mozione Crispi; l'onor. Sani si astenne.
La stessa sera i Ministri si radunarono a consiglio. Il .Ministro delle finanze, on . Sonnino, dichiarò di porr~ ii suo portafoglio a disposizione del presidente reputando che il voto della Camera colpisse appunto il Miois:ro delle finanze e il suo piano lìnanzi~rio. Risposo l'on. Crispi t:he di questo piano finanziario tutto il ministero s'era. dichiarato solidale. Dopo ))reve esame della situazione parlamentare, venne quindi deciso di presentare al Re le dimi;;sioni dell'intiero Gabinetto. L'on . Crispi si recò a tal uopo martedì (5) al Quirinal e.
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S. M. il Re prese tempo a riflettere, invitando intanto il Ministero a restare al suo posto per la tutela dell'ot·di oe e il disbrigo degli affari dell'ordioaria am ministrazione. Lo stesso giorno il presidente del consiglio annunziò ai due rami · del Parlamento le dimissioni pi·esentate e la risposta del He. e pregò tanto la Camera quan to il Sen:~to di discutere, in via am mini str~tiva, i bilanci cbe ancora restavano da approv:~ rsi. La comnmcnione destò qualche sorpresa , perchè in fi n dei conti il governo aveva avuto la maggioranza, e la proposta di discutere i bilanci sollevò le obbiezioni di cbi ne ha sempre per tuLto; ma il Parla mento fu del parere del Ministero dimissionario e intraprese subito ques111 discussione, che proredatte altrettanto rapida quanto era stata lenta quella dei bilunci discussi prima delle dimissioni.
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Restav~no a discutersi dalla Camera il billlncio della pubblica istruzione, quello dell'agricoltura e commercio, quello delle 6unnze, quello dell'entrata; dal Senato, qunsi tutti, com'presi quelli della guerra e della marina. "In se nella discussione di questi due bilanci mi litari Ja Camer:l dei deputati avea pet·duto quasi un mese, PSsi furono ambedue discussi ed approvati dal Senato nel medesimo giorno. Rispetto al bilancio della guerra, cominciò ad essere succinto e succoso il relatore generale Mezzacapo, che non credette opportuno di presentare ai suoi dotti colleghi, per relazione sul bilancio della guerra, un twttato d'organica comparata ad u ~o degli oratori parla mentari e dei giornali politici; ma, pas~ate. brevemente in rassegna le cifre, mostrata ne la differenza con quelle del bilancio precedente ed esposteue le ra[Zioni venne, senza divagare, a conclusioni pratiche e adatte alla situazione. Con siffatto bilancio (disse in sostan:>:a l'oo . Mezzacnpo) tuili i servizi restano più o meno in sofferenz:1; è quindi indispens11bile <:he sia reintegrata nel bilancio futuro la somma di lire 5, 67,1, 300 ver:>ata per quest'a ono, in via eccezionale, a ll'ernrio. Restringere gl i organici dei corpi e personali che non combattono, per ritr11rnc economie da impiegarsi in altri sHrvizi militari, è pos~;ibile e maga ri anche utile, purchè non si esageri. Ad alcuni, i non combattenti sembrano quasi superflui, ma non lo sono, perchè ::.ervouo a provvedere Cj LHtn Lo occorl'e 11i combattenti per vivere, muoversi, combattere. Senza l'uffizio di coloro che non combattono, sarebbe paralizzata l'azione dei combattenti.
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI ITALIANE
Sfrondare ciò. cbe è supet·Ouo e lasciare ciò che è necess ~rio deve essere il criterio di guida in ogui riforma. Senonchè l'enunziare un prin~ cipiCI è facile ma l'applicazione è difficile. Studi pàr ridurre uflìzi e per· sonali ne furono fatti parecchi al Ministero, ~d alcuni nnclw trarlotti in progetti -di legge presentati al Parlarnente e poscia ritirati con promessa di ripr·esentarli. In essi trattasi di trAsforma re alcuni organi di mobilitazione c di reclutamen to, di abolire qualche uffizio ammiui?trativo, ccc.; se ne sperano sei o sette milion i di economia , ma all'atto pratico sa -. ranno qualehe cosa di meno, tanto più che la trasformazione importerà per se stessa qua le be spesa, e non saranno econom ie a pt·onta cassa, perchè ogni trasformazione, di sua natura, importa tempo. Sul vestiario, sul casermaggio, suila provvista dei viveri e foraggi ecc., si potrà fare qualche altra economia; ma sarebbe illusione il credere di ricavame oltre due o tre milioni, che aggiunti ai pr·ece· denti dnrebbero un totale di l'ette od otto milioni. Sarebbe già un bel' ri sult~to per colmare altre 13cune del bilancio , il quale cosi rien· trerebbe nelle sue condizioo i normali per qu:wto riguarda il richiamo annuale delle classi per l'istruzione e le grandi manovre. D'altrn parte potrebbesi accrescere 'la parte straordinaria fìuo a ~O milioni, e migliorare l'ordinnria per quanto si riferisce alla forza bilanciata.
fare q:Jalche sacrifìzio per l'esercito. c Fortunati (conchiuse) i grandi uomini che crearono la nostra unità, perchè non hanno vissuto fino a ved~re lo spettacolo di un paese -che, appena uscito dal servaggio, trova troppo pesanti-quelle armi che gli diedero la libertà • . Questo discorso che fece vilJrarc, nel primo ramo del Parlamento, la nota patriottica in un momento di dolorosa apatia, fu coronato da meritati ed uuanimi applausi. .Forse sarebbero stati :~oche più meritati, ma meno unanimi , se l'on. generale Ferrera avesse fatto qualche applicazione pratica de' suoi elevati principii; se, per esempio, dopo avere affermato e dimostrato la necessitit di consolidare il bilancio della guerra, avesse indicato la cifra in cui questo bilancio dev'essere consolidato. Senza tale indicazione quanto può dirsi in proposito vale per la Francia, per la Germania e magari per la China come per l'I talia. Ma forse l'on. generale ~bbe soltanto lo scopo di sollevare in alto i cuori che ne hanno tanto bisogno, e questo scopo fu pienamente raggiunto. Dopo l'on. "Ferrcro prese. la parola l'on. Mocenni, Ministro della guerra, che rivolse al suo precedente oratore le più vi ve grazie per il suo t.liscorso, e ringraziò pure l'on. Mezzacapo per la sua relazione nelle ' cui idee generali dichiarò di convenire. E cosi, senza contrasto, il bilancio della guerra fu approvato. Nella stessa seduta, q nasi senza discussione, fu approvato il bilancio deli a marina .
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. Apertasi 13 discussione il giorno 6, un solo oratore prese la parola: l'on. generale Ferrera. Il quale pronunziò un elevato, patriottico discor>o, ascoltato da l Senato colla più grandro attenzione. I n nessun paese, come da uoi (egli disse), le questioni .mi litari sono date in pastur11 a persone che vi sono estranee; quest'anarchia mor:1le è la rovina delle istituzion:. La di scussione delle cose militari dovrebbe essere ristretta a poche persone eminenti nella gerarchia. Il bilancio poi dev'essere consolid11to, 11ffìochè il Miurstro possn, col conl>iglio di valenti gene~ali, oecupat·si esclusivamente dei problemi militari, invece di essere costreuo a perdersi in discussioni parlamentari troppo spesso infeconde, qualche volta nocive. Or.corre dissipare gli equivoci che si celano sotto certe frasi come quelle di nazione armata, esMcito difensivo, ecc. ecc. Esercito difensivo è espressione vuota di senso; la nazione armata, intesa ~eie ntifìcamente, noi l'abbiamo. Higuardo a Ile condizioni eco nomi che del paése, l'o n. generalo l<errero osservò molto a proposito che, se gl'i taliani spendono ~1 90 milioni in fumo di tabac<.:o, non sono così poveri come si dice e possono
*"' * ~ell 'nl ti ma punt:~ta abbiamo fa tto cenno di una Nota pr·esentata dal Governo francese a l nostro, relativa al trattato recentemente conch iuso tra l 'Itali~ e l'Inghilterra , per· la delimitazione delle ri spettive zone d'inOuenza nell'Africa orien tale; quale Nota conteneva riserve specialmente riguardo all'Barar, che il trattato stesso comprende nella zona d'influenza italiana. Ora venne annunziato che alla Nota francese il nostro Governo ha risposto con un'altra presentata nei primi di questo mese dall'ambasciatore italiano a Parigi al Ministro francese degli esteri. La Nota italiana ricorda che la protezione italiana sopra l'Etiopia, compreso l'Barar, fu regolarmllnte notificata alle ·Potenze nell'ottobre ·1889 a termini dell'art. 34 dell'Atto ge nerai~ di Berlino, e di tl).le notifica il Governo francese diede atto forma le. Il protocollo anglo-i ta-
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liano ha dunque per base uno stato di diritto già esistente e riconosciuto anche da Ila Francill, np l'Itlllia plltrebbe ora prendere atto di riserve o proteste che mirassero ad alterarlo. I ntorno a questo trattato r. d a quello conchiuso da Il' Inghi lterra_stessa collo Stato del Congo, era stata presentata rla vari deputati francesi un:~ interpellanza alla Camera; ma nello svolgimento della medesima non si parlò che del trattato del Congo e solo rispetto al medesimo, M. Hanoteaux. Ministro fran cese degli esteri, rispose. I giornali dissero che la parte dell'interpellanza relativa al trattato· anglo- it.aliano venne dagl'in terpellanti aggiornata d'accordo col Ministro stesso, avendo questi dichiarato che su tale questione e specialmente rispeuo all'Harar, a·ttendeva ancora dei documenti. Vedremo.
c) ì militari di 1a catègoria della clnsse ·1867 appartenenti ai corpt e distretti suindicati, che, chinmati nello scorso anno, furono rinviati ad altra istruzione; d) gli ufficinli di complemento nati nel ~ 868 ed ascritti ai reggimenti di granatieri, fanteria e ber~11gl ieri fatta eccezione di quelli che furono già richiamati in servizio altra volta c di quelli che proveoaono dai sottuffìciali dell'esercito pet·manente. Alla chiamata e deo . stinazione di questi ufficial i si provvederà col Bollettino. La preseutazione degli uomini di trD ppa avrà luogo al rispettivo distreuo la matt.inll del 26 luglio. Il congedamento avverrà non più tardi del 9 agosto; ,~o. Veone determinato che i militnri di •l n ca tegoria appartenenti alle classi anziane (classe •1870 per la cavalleria, clas~e ·187•1 cou ferma di 3 anni e classe ·1872 con ferma di due anni per tntle !e altre armi) i quali si trovino in licenza di qu~ l unque genere, esclusa la piccola licenza, !'ieno considerati come mand11ti in congedo illim itato per anti cipazione; 5o. Venne pubbli('ato: a) una nuova Iswnzione sulle armi da (t,oco e snl tit·o per la cavalleria; b) le norme per il passaggio dall'attua le al nuovo ordinamento amministrativo delle truppe d'Africa; c) un 11pposito fascicoletto coutenente ìa 5a serie di varianti ed aggiunte ali'Istntzi.one SiJ.lle mltnizioni.
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** Fra le più importanti disposizioni d'f·nteresse militare em11nate nella pri"ma quindicina di giugno, notiamo le seguenti: •1°. Venne l'lltto conoscere quali siano nelle varie armi gl i ufficiali che, per la loro anziani tà di grado, potranno essere inscritti sui quadri di avanzamento per l'anno 1895. E tale comunicazione si fece fin d'ora perchè le autorità militari, d11 cui questi ufficiali di pendono, possano portare la loro spedàle attenzione sui medesimi, onde• il giudizio che, a a suo tempo, dovranno esprimere sia informato alla perfetta conoscenza degli ufficiali stessi; 2°. Gl 'inscritti della leva sulla classe 48 7~ . i quali non poterono essere ammessi all'arruolamento volontari_o di un anno, perchè uou ne presentarono In domanda prima dell'estrazione a sorte della loro classe, furono rimessi in tempo a presenta r!:~. Essi dovranno soddisfare alle condizioni prescritte dalla legge sul reclutamen to e sottoporsi al pa· gamento della somma stabilita per l'anno in corso, dÒpo di che sar:moo (;OtBiderati come volontari di un <lllno; 3°. Vennero richia ma ti sotto le armi per nn periodo d'istruzione di •15 giorni: a) i mi litari d1 truppa di ·l a categoria del la classe •186:-l di tutti i distretti del negoo ascri tti ai granatieri; b) i militari di truppa di ~1 "' categoria della stessa classe ascritti ai reggimenti di fanteria o di bersaglieri ed appartenenti a quei distretti nei quali i militnri di detta classe furono lasciati alle loro case nelle recenti chiamate per St!rvizio di pubblica sicurezza;
La crisi durò dieci giorni, nel qual tempo l'on. Crispi cercò il concorso di vari fra i più autorevoli membri del Parlamento, e, se non r iu~cì ad ouenere che alcuno dei capi gruppo acconsentisse ad entrare nel nuovo Gabinetto, ottenne almeno da qnnlched uoo di essi la promessa di un sincero appoggio. Siccome, in fio dei conti, la mag· gioraoza il governo l'avea avuta, anche nella votnzione che avea determinato le dimissioni, e· poco bas!ava per rendere questa maggioranza più numerosa e più solida , cosi fu deciso che il gabinetto si ripresenw sse alla. C11mera, sostanzialmente lo stesso, ma con qualche modificazione richiesta dalle circostanze. Questa presentazione ebbe luogo il 14. L'on. Crispi presidente del Consiglio ann unziò, ·pri ma alla Camera e poscin al Senato, che l'onorevole Boselli passnva dal Ministero dell'agricoltura e c.ommercio a
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quello deUe. fina.nze.~ l'o o. Sonnino dal Ministero delle finanze a quello .del tesoro dt cut gta teneva l'interim; l'on. Barazzuoli assumeva il · portafoglio d'agricoltura e commercio. Tali erano state le decisioni del Re. Questo per le persone; questo al programma, l'on . Crispi fece s~ pere al Parlamento che i ministri riuniti in Consialio aveano ancora una voi t? mcd~tato ~ul. gra ve problema finanziario~ e traendo profitto dalle nlt1 me d1scusswn1 della Camera, e desidet·ando di trovare uu accordo con essa, avevano deciso di portare al primitivo pro<>ramrna le seguenti modificaziooi: ~ Il govemo rinunzia ai due decimi di aumen to sull'imposta fondiaria, che avrebbero dato la somma di diciassette milioni, alla legge sull'entr~ta che ne av~ebbe dato cinque e ad altre due imposto minori, il cm prodotto, untto a quello delle precedenti, :~vrehbe dato complessivamente la somma di ventitrè milioni. A questa deficienza si provvederà con economie e con ritocchi alla legge sugli spiriti . Il ~li,ois~er? mantie~e le.economie già annunziate le quali, fra leggi e ~ot~ dt varta~JOne at btlanct 189.}-95, nscendono a quarnntacinque milioni. Prende moltre l'impegno di fare altri venti milioni di economia sul bilancio ·1891>-96. Per quanto riguarda le riforme nell'amministrnione del la auerra e le economi.e ~ul rel~tr~o bilancio, il Ministro della guerra ha n~minato una commiSSIOne d1 generali incaricata di stu'diarle e proporle. ~ L'on. C ri~pi conchiuse: c Certo il compito che ci si appresta è diffictle; ma per gli uomini forti, pei pal'lamenti operosi nulla è impossibile quando non manca la buona volontà. E questa onorevol i collegh i, io ~pe ro che non. m~ncherà in voi. Il problema finanziario è il più grave, e q~ello da cut ?1peude la risoluzione di tutti gli altri. È debito nostro, è deb1to vostro dt risolverlo presto. >> . L~ Ca~e~a accolse con evidente 5i mpatia anzi con pla uso queste d1chwraz10nt del Governo ; quindi deliberò di continuare la discussione d.ei bi_lanci, riprendere la discussione dei provvedimenti finanzia t·i e rtrnandare n novembre la nomina della commissione dei ·18 che deve proporre le economie. Ròmà, 16 giugno 189~.
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AFRICA.
Convenzione anglo-tedesca. - Il ·15 novembre ~ 893 i rappresentanti della Gran Bretagna e del la Germnnia firmavano in Berlino una convenzione, che delinea in modo preciso il li mite della rispettiva zona d'influenza nel bacino del Niger (Africa occidentale), fra la costa di Guinea e la sinistra del Benuè, e ne prolunga il confine sino al lago Tciad. J tr~ttati del 1885, '1886 e 1890 avevano già tracciato, sommariamente la linen di frontiera tra la foce del Rio del H.ey e le c11sca te · del fiume della Croce o vecchio Calabar; la recente convenzione determina come iiegue la continuazione del confine : dalle cascate del Caiabar muove dappri ma in linea retta verso il centro di Yola, poi, a 5 chilometri da questa ci ttà gi ra intorno ad essa sino all'incontro col fium e Benuè, attraversatolo, il limite va dritto oll'intersezioue del 10° parallelo col •13<• meridiano (E. di Greenwich), quindi raggiunge la riva dd Tciad io un punto, distante 37' ad est del meridiano di Kuka, che, secondo le più recenti càrte, sarebbe il H- 0 • Ad oriente di questa linea sta la sfera dell' i nflu enz~ germanica; tuttavia essn non potrà estendersi al di là del bacino dello Sciari, e perciò il Darfur, Jl Cordofao , ed il Bahr el Gaza! S1Jno es<:lusi da ll' influenza tedesca, quand'anche nuove esplor:1zioni facessf\ro conoscere, che da quelle regioni scnturi scono degli affluenti dello Sciari . Per quanto conceme la libera navigazione del Niger e dei suoi af· fluenti, le due Potenze convennero di riportarsi all'Atto di Berlin.o del 26 febbraio ·1885. GioYa osserv:~re che la convenzione, testè conclusa, non ebt.e 11lcun . riguardo alle condizioni topografiche del terreno, nè a quelle etoo-
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grafJche o politiche. Si nota infatti che il sultanato dì Adamaua è rimasto diviso in due tra la Germania e l'Inghilterra, ed è tributario di quello di Sokoto, intiernmente compreso su l terriLorio inglese. Simile sorLe ebbe l'antico e potente regno del Bornu sul Tciad . La convenzione anglo-tedesca troncò ad un tralto le aspirazioni dei Francesi verso il Tciad, i quali coi loro sforzi tendevano negli ultimi anni a riunire il loro possedi mento Gahon- Congo al Sudan occidentale, passando per la valle dell' I!bangi e quella dello Sciari. Convenz·ione {r anco-gennar1ica. - Da pat·ecchi anni gli esploratori francesi avevano teo tato di stipul:~re contratti coi capi delle regioni situate nell' hintedancl del Camerun. Sebbene ai Tedeschi uon piacesse ques ta intromissione degli stranieri in un territorio che consideravano come soggetto a loro, pure essi nulla fecero per alfermare i loro diritti su f'juelle regioni, sia per non possedere quella attività febbrile che è propria dei Francesi, sia per mancanza di fiducia nella politica coloniale, sia infine per scarsi tà di mezzi. }?u nel 189.3 che l'esploratore von Stetten potè penetrare neii'Adamaua e eoncluclere nel luglio di quell'anno uu accordo con l'emiro di quel paese. Le trattative ebbero luogo in Yola ed ni Tedeschi fu riconosciuto il diritto di creMe nel sultannto delle. stazioni commerciali, ma non fu loro concessa alcuna giurisdizione e tanto meno un diritto di protetezione o Su.zerainetè sovr'esso. Esisteva lì no dal' dicembre ·f 885 un trattato di delimitazione della frontiera tra il possedimento tedesco del Camerum e quello francese Gabon-·Congo. Il limite si dirigeva ad oriente in linea retta dalla foce del Campo (che sbocco nel golfo di Guinea) fino al ·f 5° meridiano. I F rancesi proposero dur11nte le trattative di seguitarla verso nord, diritta al lago Tciad, ma i Tedeschi non vi acconsentirono e perciò il limite orien tale del Camerun rimase indeterminato. Dopo allora i Francesi, considerando come res nullius i paesi che si trovavano nell' hinte·rland del Camerun e tra essi i regni di Adamana, di Bornu ed il Bagh irmi, vi iuvi.-.rono numerosi e.-;ploratori, i qua li , partendo da l b11cioo dell' U ~a n gi o veu~.mdo da quello del Niger, conclusero coi capi di quelle regioni parecchi trattati alfermauti il loro diritto di sovra01tà su l paese che attraversavano. Con la convenzione anglo-germanicn del novembre 1893 sembrò alla Francia che passassero sotto l'influenza tedesc:~ quei paesi, che era ormai abitunta a considerare come propri . Per neutralizzare le conseguen7.e del tr·attato accam parono i Francesi ali accordi passati nell'agosto ·1893 tra il cap itano M1zou e l'emi ro di "· Adamau~. nonchè quelli.
antecedenti conclusi dal Brazza, dal Maistre e dal capi tano l\·Ionteil con altri ca pi indigeni della valle dello Sciari o dei diotorni del Tciad ('l). Scopo delle proteste fraocesi era non solamente il desi~e rio di accedere al lago Tciad, ma ben aneo e sopra tutto togliere l' interruzione territoriale esistenLe tra il possedimento Gabon-Congo ed il grande impero africano nel Sudan occidentale. Il aoverno tedesco decise di risolvere immediatamente la questione " dietro suo in vito, si riunirono a Berlino nel dicembre e gene perciò, naio scorsi due delegati francesi l' Haussman capo divisione dell'amministrazione delle colonie, ed il capitano Monteil e due tedeschi il Kayser, capo della sezione coloniale ed il Dankelman per definire la linea di confine tra Camerun e Congo. Il risultato delle conferenze fu mia nuova convenzione firmata il l~ febbra io 189 ·~ •.che si può riassumere come segue: La frontierll dall'imboccatura del flume Campo al •15° meridiano rimase quale era stata stabilita con l'accordo del 26 di ce rn~re •188i>. Da questo mel'idiano il confine fa ~ul a punta verso il fiume Sanga, poi volge a nord per una trentina di chilometri. Incontrato di nuovo il 15° meridiano lo segue sino' all'altezza del la città di Yola, uel qual punto la ' linea s' ioOette verso occidente, tagliando a Bifara il corso del Mayo Kebbì, affluente del Benuè, poi si rivolge ad est lungo il ·f 0° di latitudine nord. Nell'ultimo tratto forma il confi ne la riva sinistra dello Sciari sino alla sua foce nel Tciad. L'accordo lascia quindi alla Francia le citlà commerciali e luogh i di vettovagliamento per le carovane di Bania , Gaza e Kundi; che anzi per quest'ultima, situata sul 15° meridiano secondo le carLe attuali, la linea di frontiera le gira intorno verso ove!'t ad una dist~Jnza di 5 chi lometri. Il 71aoverno tedesco prima di ratificare il protocollo (2), seguendo il metodo iniziato pel trattato di commercio con la Russia, convocò quindici persona~gi autorevoli in maLeria coloniale, e tutti, meno tre, consigliarono di acceuare simile compromesso. L' impressione destata iu German ia d:~ f'juesto accordo fu ad esso sfavorevole; si considerava no distrutti i vantaggi ottenuti con la convenzione anglo-tedesca del novembre passato e che ai tedeschi fossero preclusi i paesi assai più fertili e produttivi del Camerun, come il Ba (t) un decreto pre<idenziale del 20 maggio t893 ra tificava tredici trattati conclusi nel !892 dal Maistrc coi capi dei paesi situ~tti nella region e co mpresa fra l'alto Ubangr, lo Sciari ed il Benuè. l giornali tedeschi posero in dubbio la vàlidità di questi t rattati. • (2) Fu ratificato il t5 m3r7.0 dai due goYerni tedesco e francese.
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ghirmi ed il Uadai; si accusava inoltre .jJ governo di avere affrettata la conclusione dell'accordo, · meritre av:rehhe . dovuto aspettare i risultai della missione tedesca Uecllll'itz, la quale, rimontati i fiumi Niger è Benuè, si trovava in quel tempo nella valle del l\iayo Kebbi, oltre Garra'ua nel quale sito era giunta· il ·13 settembre :1893 (l). Per confutare queste critiche appassionate il governo tedesco dichiarò, che se avesse troncate le trattative con la Francia, questa, in virtù dei trattati già stipulati coi capi, si sarebbe affermata sempre meglio sui territori conquistati e che respinse la proposta di un arbitraggio, perchè dagli arbitri la Germania !wrebbe conseguito molto meno di quanto potè ottenere direttamente. L'acquisto di una zona a tergo del Camerun, estesa quanto e forse più che 'il regno di Prugsia, è, secondo il governo tedesco, un successo diplomatico, la colonia non possedendo che 4~0 chilometri di costa, avr.ebbe verso oriente guadagnato un addentellato di 1200 chilometri in lunghezza per 300 di profondità. L'abbandono di Adamaua per parte dei Francesi e la rinunzia a molti dei trattati conclu~ì con gl'indigeni dagli esplorntori Mizon e De Maistre, hasterebbèro, secondo il governo tedesco, ad invalidare l'accusa che solo la Germania abbia a fare le spese de,l l'accordo.
Cant-inieri milita,ri . - Per effetto d'una disposizione ministeriale, l'esercizio ·delle cantine nelle caserme è d'ora innanzi concesso soltanto a milit~ri di truppa in attesa d' im piego. Regolamenti;. - È stata rist~mpata l'istruzione sul fue.ile •1888 ~ sulla relativa munizione; la vecohia edizione cessa d'essere in vigore. (Armee vero1·dnungs Blatt).
GERMANIA.
Oggetti di vestiario per congedati. - Uua determinazione ministe· riale dello scorso maggio stabilisce che gli oggetti di vestiario usa.ti da distribuirsi al personale partente in congedo dopo compiuti due anni effettivi di servizio o più, siano d'ora inòanzi conc~ssi soltanto a coloro che eornprovano d'essere sprovvis.ti di mezzi per procurarsi abiti da borghese, nonchè a quelli che) pure ~vendo i mezzi, non sono in possesso di tali abiti all'atto della partenza; a questi ultimi · però incombe l'obbligo di restituire i capi di vestiario milita~e non appena giunti al sito tli loro dimora. Questr. disposizione è stata data per motivi economici aventi rapporto col maggillr nmntJro d'uomini che i riparti di truppa a piedi debbono congedare in seguito all'adozione temporanea della ferma di due anni ed altresì pe1: impedire l'abuso invalso nei congedati di vendere capi · di .vestiario militare. {l) l.a spedir-ione Uech tritz è ritornata ad Yola richiamata da un dispaccio del governatore del Camerun (aprile !894).
Marina.
L'imite u'i {orzamento delle macchine pe1· na~;i da gue1·ra. - Nel ,corrente giugno il miuiste1·o della marina ha stabilito per tutte le navi da guerra in base alle cor:>e di prova un limite di fo rzamento di macchina in cavalli indicati ed un massimo di durata a corsa accelerata, limiti c,he non si debbono oltrepassare. Sono però escluse da que~ta disposizione le torpediniere.
' SPAGNA.
Cess?·one et( Gibilterm alla Spa_gna. - Da qualche tempo è oggetto di vivaci discussioni nella stampa spagnola ed inglese, la convenienza di restituire la fo rtezza di Gibilterrn alla Spagna, ricevendone in c.am'bio Ceuta su lla costa nord africana, dalla parte opposta nello stretto. Non sarà inu1ile dare uno sguardo a questo punto del Mediter· raoeo, per la sua forte postura, lin'o ai nostri giorni con!'ider:lto invul, nerabile. Ciò che può indurre gli inglesi a disfarsene e a scegliere nello s't.retto un altro punto, è la difficoltà tecuica di paterne fare una boona base di operazione e uu forte deposito di c.arbone per la mariua mei'C:Jntile e da guerra direua a Malta e alle Indie. Temesi a nche che le odierne artiglieri.e pos~ano averne grandemente diminuita la sua importilnza, tanto più che la fortezza trovasi completamenie dominata dalle fortificazioni spagnole di ·Aigesiras, che con ~annoni di una portata superiore agli 800? metri, potreblw in hnwe tempo ridurre al si.Jenzio le artiglierie inglesi, e smantellarue i forti. Fortunatamente per l'Inghilterra, la Spagna noti possiede nella Rua fortezza di Algesiras cannoni di tale pol'tatn, nè le attuali sue condizioni finanziarie permettono che essa ne venga per ora armata. La Correspondenàa de Esparìa, ha recentemente pubbli,:ato una serie di articoli a riguardo di Gibilterr~ e in uno ùi essi così si esprime: 73 -
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c A permauentt' vergogn~ per la no:;tra nazione, noi non abbiamo nè «forti, nè batterie netta baia di Algesiras e la fortezza di questo nomi), «non è che un nome vuoto, poich ~ colà non vi sono nè opere difensive, « n.è artiglierie, fatta eccezione di alcuni cannoni fuori u;;o, adoperati « soltanto per sa lutare il governatore d' Inghilterra, quando, egli va a , fare le visite di etichetta alte nostre autorità . E questo stato di cose • esiste fino dal ~ 81 O, quando alleati del la Gran Br~ttagna nelle guerre • contro Napoleone I, questa ci 'persuase a demolire i forti e te batterie « nostre, con la scusa che non cadessero in mano dei francesi, che , aHebbero poi minacciato Gibilterra! Se ora noi Yo les~imo rientrare in , possesso di Gibil1.erra , non sono necessarie trattative; noi abbiamo il « diritto di fortifìc:ll·e la. frontiera nostra inglese, nello stesso modo che « abbiamo fortificato la nostra frontiera franeese ai Pirenei. Fate i piani « necessari, ell'imuate con tutta urgenza le opere occorrenti, rispondete • energicamente alle rimostranza déli'I nghilterra e noi potremo sentirei " tranquilli C(lntro qualsias1 avvenimento e in pochi émni diventeremo i «padroni assoluti della baia di Algesiras, riducendo al silenzio i cannoni (di Gibilterra. Noi penseremo quindi al ricupero della rocca, anche in" tavolaudo trnttotive con l'Inghilterra . » Benchè si co mprt~nda un certo sen;o di afftlzione degli inglesi per questa roecir.. conquistata fitto dal 1704 e che essi difesero così strenuamen te nel memornbile :~ssedio sostenuto contro gli spagnoli e francesi dal ·t 779 al •178ì,' tuttavia per la grandissima questione del predominio nel Mediterraneo, comincia a farsi strada negli inglesi l'idea di cedere Gibilterra alla Spagna in cam bio di Centa che te sta di fronte sul la costa marocchina, 11 ciò spi nti essenzialmente dal fatto che Gibilterra come base di operazione. com() porto di ri fugio e di ri fornimento come dock, non risponde affatto alle odierne esigenze. La larghezza dello stretto di fronte a Gibilterra di ol tre 22 chil. permette a navi a vapore di passarlo impunemente fuori della portata dei cannoni della fortezza anche con vento e correnti contruic. Una piccola nottiglia di torpedimere potrebbe nottetempo entruc nello stretto, penetrare nelia rada e gettare l'a llarme nelle navi ancora te nel porto. Come deposi to di carbone Gibilterra non può teneroe io porto più di 20,000 tonnellnte, di cui la metÌI sui barconi ed il resto sulla riva, poco )ungi da l molo nuovo. Impossibile poi, o quasi, l'allestimento di qualche bacino di carenaggio, uti lissimo nelle guerre navali moderne, in cui lo navi possono ricevere forti avarie e non è più questo il tempo iu cui si pos~ano riparare stando lo navi in mm·e. , Oltre alla poca sicurezza che può dare un porto non suffiéieutemente protetto, giova tener conto che la flotta inglese, dopo una battngl ia na-
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ESTERE
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·vale nel bacino occidentale del Mediterraneo, non avrebbe una vera e ;grande base che nella madre patria, o a Malta, mentre i suoi interessi ·ne esigerebbero una nel bacino stesso. Nelsòn considerò sempre Gi biltterra come porto militare insufficiente e posizione di poca importanza. Come base di operazione preferiva Port ~la hoo più vicino alla costa di ;Francia e all'arsenale di Tolone. Ma Nelson non poteva prevedere il taglio dell'istmo di Suez e per recarsi alle Indie rendesi necessario all'In.ghilterra un porto :•ll' ingresso del Mt'.diterraneo e se non sarà Gibilterra, .potrà essere Centa o Taogeri. Anche la ragione del la mancanza assoluta d'acqua nel la fortezza, :Spinge l'Inghilterra a desiderarne il cambio con Ceuta, oppure a so·stituil'ia con Tangeri.
PORTOGALLO.
Alimentazione del soldato po1·toghese. - In un articolo pubblicato ·daii'Ordcm do exercito trovasi, lungamente dettagl iata, l'analisi. di un ·decreto reale, riguardante l'alimentazione del soldato portoghese, di cui ..ecco un rapido cenno : La razione giornal iera di pane varia secondo il grano impiegato per ,la sua confezione. E di grsmmi 50 0, se il pane ò fatto con frumento, ·MO grammi se con sega ta e 965 coo farina di ma1s. Il soldato portoghese, dotato di un buon appetito, preferisce per •qualità e quantità il pane ·di ma'is a quello di sega la. Il vitto del soldato portoghese varia durante l'anno, in ragione del 'lavoro e delle fatiche a cui è sottomesso . Si hanno tre tipi di razione .cioè: razione di conservazione o di guarnigione, che è la più debole, ·.razione di manovra e razione di campagna, che è la più forte. La ra~ione di guarnigione è costituita di derrate alimentari comuni, quali pane, carne, patate, riso, pasta, legumi e condimenti. La carne ·è di vacca o di montone e la si sostituisce spesso con 'carne fresca di tonno, con bac.calà e pesce secco. La razione di manovra è costituita .dalla razione di guarnigione aumentata della mettt d()l pe:>o ordinario -del pane e della carne, di cinquanta grammi di lardo o ~alsiccia e di ·Un quinto di vino. La raziono di campagna consiste in doppia ra~zione di pane e di carne, di cen to grammi di la1·do o di salsiccia e di trenta centilitri di vino. Ln gamella ha la forma rotonda e la sua .eapacità è di un litro e mezzo.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
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Giorn ale medico dell'ese1·cito e della ma1·ina (marzo-aprile) . 1~
NOTIZIE BIBLIOGRAFICH E
b) 1;3ollettino bibliografico
nuovo ospeda le miliwrc di Roma al Monte Cel io. Abbamondi L. - Un caso di sifil ide eerebrnle precoce. Guiccia rdi G. - L'alumno lo nella cmn delle malattie veneree .. Alvaro G. -Legatura dell'arteria ascellare in alto per ferit~ d'arma ·Òa puntn e taglio e c.onsecutiva disarticolazione scapolo·omerale. Madia G. -- Contribuzione allo studio delle fc1·ite d'arll)a da fuoco :al capo. Carasso G·. M. - Nuovo metodo di cura delIn tu be rcolo~i polmonare. Sforza C.- Sulla proOinssi della tubercol osi negli eserciti. La meùiciua italiana all'X{ con~resso medieo internazionalE'. Rivista medica. chirurgica. di tecnica e servizio medico-militare. di statistic.'l medica . •Congressi.
l. Somm a rio delle rivi ste militari italiane. Rivista d'artiylieria e genio (m:~ ggio). Figari. - Studi sulla deformazione elastica e ·sulla resistenza der materiali. Clavarino. - Raggruppamenti dei cannoni nelle batterie da campagua. Clavarino. - Circa il nuovo regolamento di istruzione e serviziQo interno dell'artiglieria. Spaccamela. - Sulla fortifi cnziooe speùitiva e sugli utensili dacampo. Marzocchi . - Torpedini terrestri. Miscellanea . Notizie.
' . Rivista di fanteria (3•1 maggio). l nemici dell'esercitn. Le uniti! organiche e quelle di manovra. Goito. La diserzione. Note ed appunti. Varietà. Cronaca. Bibliografia.
R:i1ì'ista ma1·ittima (Giugno). Segrè - Sir Walter Ralegh. Bonamico. - .Sulle manovre navali italiane. Tesi. - La marina mc1·cau tile ed i premi. DeAngelis.- Sull'ordinamento ed amministrazioncdcl c-orpo R. Equi@<tggi. Lettere. , ~otiz i e.
2. Arte militare.
-- I'l.ecentissima t!"aduzioue dello studio comparativo russo di .Martinow: La stt·ate.gia, ai tempi di Napoleone ed ai giorni n~stri, opera che '{>UÒ essere conside1·ata come. inspi1·ata dal tenente generale Leer ; ve-dasi sullo Streffleur di Giugno. I principali argomenti trattnti sono: l. Operazioni prepnratorie e cioè ordinamanto degli eserCiti, cm·atteri delle ~n·mate napoleoniche e sistemi d' istruzione e di educazione in es~e usate, preparazione delle basì d'operazioni, radunate strategiche, l{)repara:t.ione politica delle guerre e preparazione difensiva del territorio.
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i.-oTIZIE BIBLIOGRAFICHE
Il. Operazioni complementari e cioè preparazioni delle retrovie,. avanscoperte, collegamenti. III. Operazioni principali strettamente strategiche. Pa1·agoni fra i~ ! 809 e il 1870. IV. Differenze C;lrattoristiche ptw la strategia moderna e quella napoleonica : matorializzazione, unificazione nelle forme, democratizzazione· dell'arte strategica. V. l:'arallelo fra i l carattere della odierna strategia e l' indirizzo· generale della civiltiJ. - Segnaliamo una traduzione in rumeno fatta dal tenente colonnello De Vatry dell'opera di Clausevitz. Teo·ria della _qmnde guerra .. Bucarest, Gobl. - Sul1lW. Wochenblatt una serie di articoli sulla p1·eparazione alla· guerra della Svizzera. - Henry. - L'esprit de la guerre moderne. Pa1·igi, Berge1· Levrault.. È stata pul)blicata la seconda edizione di questo lib1·o che tratta: della scienza e politica della guerra ; della sua preparazione e direzione. - Antonio Zelletti . - L'ufficiale di complemento. Sinossi di istruzione generale per i plotoni allievi ufficiali secondo i programmi ministeJ·iali. - Anconn, 1\laMinelli. Il favore che questa ·nuova pubblicazione ebbe ad incontrare gene- . ralrnonte, dimostc.a chiaramente quale ne sia· la sua utilità, contenendo· essa tutto quanto deve osse•·e a cogn1zione dell' ufficiale di complemento· non solo, ma mollcplici notizie tali da renderla interessant.e anche agli• altri ufficiali. In essa vi può trovar materia l'ufficiale di fanteria,. come quello di tlrtiglieria; cognizioni vantaggioso l'ufficiale di commis-· ~ariato al pari di quello di cavalleria; quegli che disimpegna il servizio al treno d'artiglieria come I( Uello che lo presta al treno genio ;. ai parchi, agli ospedt~li da campo ecc., e per tutti serve a dare ideeconcrete del complesso organismo dell'esercito. È nostra convinzione che il libro in parola, possa pure riuscire· non solo come dilettevole lettu ra ai profani di cose militari, ma anche come sano confo1·to n quello spirito di militarismo così desiderabileoggi, che la marcata tendenza delle potenze a divenire nazioni armatosempre più s'impone. ' Se nelle contingenze del servizio, nella pratica della vita militare,. deve bastare, per cosi dire, uno sguardo al libro per richiamare alla. memol'ia le materie, nei momenti di esa mi specialmente, l' economia. del lavoro è provvida. Alìorn, per voler studiaré voluminosi libri, si· perde l'energia, si affastellano le idee, s'ingombra la mente e si sciupa.
NOTIZIE BI BLIOOR AFICHE
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tempo prezioso, mentre poche, ma efficaci parole, che diano la sintesi dcii a materia sono certo non solo più accessibili, ma an com più scultorie, più feconde. La .pubblicazione, è accurata, e compendia quanto può essere necessario ad esercit-are degnamente un comando infel'iore nell'esercito.
3. Storia militare.
- La sconfitta d~ V11kasso·vic a De_qo (1796). Saggio critico storico in Organ der M. W. Vereine di giugno. - Scritti scelti del/,'arciduca Carlo. Fu pubblicato il ~,o volume a Vienna. Braumùller. Riguai'(la le campagne di Spngnn, di · Russia e · del i8i3 al ·18:lo. -La conquista d'Al,qeri (1830) nella Revuc cl'artillerie di maggio, illustrata da una bellissima cal'ta. Questa seconda parte comprende le opernroni militari : Sbarco a Sidi Ferruch. C:ornbattimernto di Staueli. di Sidi Kalef. Assedio c presa del for te Sultan Halasi o dell'imperatore. Armamento e occupazione d'Algeri. - I combattimenti di Scipka. Sulla Voiennii Svor·nik di maggio. - Gli I. e R. Archivi di Vienna banno pubblicato un nuovo volume delle loro Mitt-heelungen, questo comprende: Slalia del cor7Jo austriaco Schvarzemberg. Legeditsc. - Considerazioni sulla storia politic<t tedesca dal 1849 al 18tH. - Vienna Seidol.
4. Manovre.
Lebautcourt. - La cavalleria nelle manovre imper·iati german·iche in Revue de cavalerie di maggio. - Les manoeuv1'es de cao1,lerie de Bleré in ibidem.
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NOTIZIE BIBLIOGB.AP'ICHE
5. Politica e scienze sociali.
t a quistio_nc del disarmo proporzionah~ come mezzo di sociale paciftcnzione dibattuta fin dal 1887 dall'Istituto di diritto inte.-nazionale · nelle sue sedute di Heidelberg è ~tn ta ripresa di recente esame di Komarovski c L01·imer e l'Intemationale Revue di giugno rende conto dello sviluppo di queste idee fra i cultori del diritto delle genti.
- 6. Geografia, Colonie, Viaggi. Lo nota Rivista l'TtaZ.ia nelle colonie da quindicinale è diveo!Jta settimanale, segno di poderosa vita e di felice fortuna. Il sommario del suo numero del 3 giugno è assai ricco e importante: 2-3 giugno. Due pesi e due misure a proposito dell'espansione fr:mcese in Africa. Tre milioni d'italiani. Oltre Alpe e oltre mare - Francia, Baviera, Montenegro, Persia e Tunisia. 1848 - Un morto che non è morto - Aneddoto mi litare storico, L. de F. Commercio fra l'Itali'l e il Montenegro. Società dantesche negli Stati Uniti. Vertcnza fra l'Italia e il flrasile. Al Quiriuale. Exequatur. Scuole italiane all'estero. Notizie commerciali. Camere di commercio italiane all'este1·o. Italia e Malta - Ordinanza di sanità. Banca di Genova. l lavori pubblici in Bulgaria. Austria-Ungheria - Importazione di vino italiano a Fiume. Belgio - Revoca di misure sanitarie.
NO'l'lZlE BlBLlOG RAFlCHE
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Germania - Certificati di origine in Germania. Lussemburgo - Esposi·t.ione internazionale dei mestieri e delle piccole ind ustrie in Lussemburgo. . Turchia - Ferrovia d'Anntolia, ferrovia Dedeaghatch -Salonicco, fer rovia in Siria, C:oncessione, le foreste dell'I mpero Ottomano. Sto.tistica del commercio del distretto consola1·e di Janina nel 1893. Bulgal'ia - L'industria in Bulgaria. Rumenia - Diritti da pagarsi per le operazi?ni di dogana. Trattati e convenzioni - Convenl'.ioni di com mercio tra la Rumenia ·e il 'Belgio. Stati Uniti - Il c.ommercio dell'olio e dei ~emi oleosi negli Stati Uniti. Varie - Agevolezze ai pirosMfì che cse1·citano il cabotaggio toccando porti esteri. Relazioni commerciali coll'estero - Borse di studio. Eredità giacenti - Successioni di italiani morti all'estero. - Hessler Le colonie tedesche dell'Africa (1894), Lipsia-Lang, terza -edizione elegantissima. Riguarda: I possedimenti nfl'icani (Africa tedesca del sud-ovest, Camerun, Togoland, Africa tedesca sud-est) - I possedimenti nntartici {Terra dell'imperatore Guglielmo, l'arcipelago Bismarck, le i!:ole Salomone, le Marscha\1) - Le isole Samoa. - . Bnumann - Alle so1:qenti det Nilo per il Massailcn•d, vinggio della spedizione al Massai, inviata dal Comitat.o antischiavista tedesco 189·1-93, Berlino-Reimer. - È stato pubblicato il 20o volume (anno t 893) dell'Annuario dei cambiamenti e p1·ogresso nell'arte della guena del Lobell. Berlino?f(ittler. - La guerra nell' Unyoro sull' Anny andNavy Gazette (9 giugno).
7. Varietà.
Un giorno nel campo di istruzione bulgaro di Rustsciuk, vedi fnternationale Revue di gi ugno. - Le ferrovie t1·ansiberiana in Revuè m.ititaire de l'lìtranger di maggio. Importantissimo.
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N01'lZIE BIBLIOGRAFICHE
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- Biblioteca minima militaTe popolare. Ecco alcuni o-iudizi su alcuni libri d_i questa biblioteca tt·atti da periodici militari fr~ncesi: La petitc bibliothéque militaire et populait·e est une collection d'ou' vra?es de pe_tit fot·ma t et de prix réduit destinée à vulgariser les • not10ns relattves h l'armée, à la guerre et à tout ce qui Ies touche. « ~e~ col~aborateurs sont très nombreux; !es miltaires y sont en majo' n tc, ~ats on y t ~·o u ve aussi des marins, des médecins, des avocats, « des deputés, et d au tres professions encore. ' Nous ne savons pas qui se cache sous·les initiales D. C. C'est un 1 phi_loso~he, quello que soit sa pro/ession. Dans la guerra e lo stato ' s~ctale ti se demande ce qu_e c'est que la guerre et répond que ce • n est a_utre chose que l_a CI'ISe. aiguc d'une lutte depuis longtemps « entamee pendant la patx. Il ttre de là plusieurs conséquences qui ne « s?nt pas toutes également justes. c·e~t un ouvrage d'économio poli ~ << tlque plutot qu' un ouvrage militai re , . Come opot·ano i gran{li eserciti: « Cc second ouvragc de la petite bibliothèque est· purernent milituire. Nous _recornn~andons la lecture du quatrième chapitre, qui donne les « ca_r~ctct·es_ du champ de bataille moderne, dont plusieu,·s sont bien sa rsts et bten ex posés » . · ' - Altre memorie del peri~do Napoleonico! De 1800 à 18-12. Un aide de carnp dc Na.poléon. Mémoires du (Tenéral comte de Ségur, Parigi-Didot.. ' t> - Croabbon. La science du point d'honnew·, Parigi, May e Mottecon. Libro scientifico, non privo di satire pungenti e ragionevoli. Segue la fioriturn delle memorie più o meno autentiche del 1o impero; ora è la volta dei Mémoù·es militait·es, du baron Seruzier colone! d'artillerie lùgère, Parigi-Baudoin. Queste hanno se non altro il merito di una ingenua vanità, ed eccone un brano per pt·ova. Si trntta della ritirata di Russia: << Déjà nous apercevions le Niémen; mais lorque nous fùmes Ul'rivés « à la tti_le du pont qu'il fallait passet· nécessairement, nous y trou« vàmes plus de quinze mille cosaques qui nous attaquèrent. (l) Je vis " clairement qu' il me serait impossible cette fois de résistel' à une troupe « aussi nombreus'}; mais, voulant faire au moins bopne contenance,, afìn « d'obtenir, s'il était possible, une honnete capttulation, je plaçai mon « infanterie dans un petit bois et me disposai à charger avec ma ca« valer·ie. .J'espérais que !es cosnques, voyan t notre résolution, s' esti-
N01'tZI!' BIBLIOGRAF I CHE
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rneraient heureux de nous obliger à nous rendre, et nous Jais;;eraient nous retit·er au quat·tier général de \'armée russe avec nos équipages c sans nous dépouiller. c Comme je donnais l'ordre de sonne1 · '!a ch<u·ge, je vis arriver un c cavalier russe en parlernentaire: il me fìt la pr·opositinn de meure , bas ler arrnes et de· me rendrc prisonnier· avec mon infa nter·ie et mes « escadrons. Je répondis que je voyais ma position avec calme, sans , m'en dissimular le danger; je déclarai que je me croyais effectivernent , obligé de me rendre pour consorver le rest des soldats qui m'avaient c été confìés; mais que je mou rrais !es armes il la main, ì: moins que « l'on ne consentit à nous respectet·, ìt laisscr il mc:; offìciers et à toute c ma trou-pe Jeut·s effets et leurs équ ipages. « Le parlementaire, aprè.; avoir écouté ma réponse, s' en retourne vers son chef· et rnoi, voulant voir les clispositions de mon infanterie et la rassure; en lui padr.nt'de la timidité que l'eunemi mettait dans ses prétentions, je me rencls au petit bois: je crois y trouver rnes f;•n« ta;sins, mais il n'y avait plus pe1·sonne; pendant CJLl O je songeàis it « leur ménagér une capitulation honorable, ces ìi1digncs soldats, ef« fra vés des nuées de cosacques qn'ils apercevaient de toutcs parts dans la plaine, s'étaient clébandé~ et. avaient tftché de gagncr le pont pout· « se sauver. On ne pcut se faire une idée de ma colère; j'étais furieux ! .Te quiue le bois; je t·eviens an grand galop ver·s ma cavalerie; mais... « je ne trouve plus personne !. .. N'ctant pl us retenus par ·ma présence, mes cavalier;; en avaient fait autn nt que J'i nfantel'ie, de sort que je me « trouvai sans troupe. Un seui hornme m'é1ait resté, il mérite qi.te je dise son nom: c'était un Alsacien, nommé Klein. c Dès que Jes cosaques reconnurent la défcction de mes soldats, ils ., )es chargèrent de tous còté~; tous !es foyard~ furent ropris et suhirent c ianomineusement la peine de leur ma nque de courage: tous furent dé0 « pouillés et traités avec la dureté ordi nni re aux cosaques. Quant à moi, , demeuré seu i à cheval dans le hois, on penso bien que je ne tardai pas « à etre attaqué. Une moltitude de ces misérables ennemi m'entoura, « essayant, pour me prendre, de m'abattre à coups de lancc: je parai « les premiers le rnieux que je pus avec mon sa bre Alot·s leur chef , leur ordonna de faire feu sur moi; six cosaques me tirerent à quinze « pas et je reçus quatre coup3 de ca n\bine (!). Mon cheval était tombé « raide mort, et.,ma jambe droite était prisc dessous; alors ces brigands « fondi.rent sur moi: ils me donnèrcn't ving-sept coups de lance, m'ar« rachèrent mes v8tements, me prirent. mes décorations, mcs arrnes, c c
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N OTIZIE BIDLlDGitAFICHE
« mon argent et mc dépoullèrent totalement. J'ai toujout·s pensé que « j'ai dtì mon snlut au froid exccssif qui t·égnait en ce moment: en
eiTet, mes blesseurs avaient mis mon sang dans une agitation extraor« dinaire, ce qui m'empccha de me trouver engourdi, malgré ma nudité; · • en meme tnmps ce ft·oid tenible, en me saisissaut, avail gelé t{)utes c mes blessures; le sang n'eu coulait plus; c'est ce· qui m'a sauvé. « Quoiquc je russe blessé de la manière la plus cruelle, le chef de c ces cosar1ues, voyant que je m'étais relevé, et jugeanl, d'après ma « riche dopouillc que j'étais un officier marquant de l'armée françeisc, « eut la barbarie de me faire marcber ainsi nu et à pied pendant tt·ois « lieues, p~r un froid dc vingt-sept it vingt-huit degrés, pour rcjoinÀre « le quarticr gènét·al de l'hetman •. Notes et con·espondance du général de Bailliencowrt snr l' ltalie P arigi - Firmin Didot. J~ uon esumazione di ro ba vecchia tra tta dall'obhlio, e forse alla moda fran cese un po' rafl'azzon ata dall'editore per far couconere anche i morti alla solita campagna italofobn. Il generale de Bailliencourt detto Com·col è morto nel •1869 aGrenohle comanda nte della 22• divisione. Comandò 'il 1\.0° reggimento di linea di oc:cupazione e dimorò a Roma dal 185·1 ~l ·1859; più tardi nel ·1859 fece pnrte del corpo eli riserva che arrivò in Italia, dopo concluso l'armistizio di Villn frauca . Di spirito ultt·a èooservatore e legittimista atTabbiat.o, devoto e quasi bigou.o, certamente non potè vedere con occhio benevvlo le novità che nel 1859 avevano portato in Italia al consolidamento di un nuovo t·egno. Quindi il suo libro non è improntato certo ad affetto per noi. Lo stesso t>ditore lo rileva dicendo: • Profoodément anachl! par ses origines à la religion catholique, • M. dc Bailliencourt était uo partisau déterminé du pouvoir temporel c des pnpes. Aussi, fut-t:e avec joie qu' il pa rtit ponr Home à la tète • de son régimcnt; et, jusqu'au moment où le Garibaldiens portèrent « alteinte illn roynuté de Pie IX pM la défaite des troupes pontifìcales à « Castelfi danlo, il ne ce::;sa de suivre :~ve c auxiété le progrès incessant • des lta liens daus la voie de l'unité natiooale. Nul doute que s'il « n'a vait été reten u p:lr !es obligations de sa carriére et par son amour f « pour l'armée fraoçaise, il n'eùt, à l'r.xemple des Lamoricière et des «. Charelte, mi$ so n épée au service d ti pap.e. La dé(aite des pontificaux . ( à Castelfidardo lui brisa le COOUI'; ses notes SUl' r· Italie qui s'arrètenl «·il celte épocyue exprimeut le sen timent~ de douleu•· et d' iudignation «
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
< qu' il ressentit alor.> et se terrnineot par los beaux vers que le Dt~nte, c dans un moment de fureur patriotique, jetait eu 3nathéme à la face de ' ses contemporains:
Veggio ... E nel Vica1·io stw Chn:sto esser catto .... A parte la stor ia così malmenato in Frnnr.ia e l'ortogr~fi,,, questo brano spiega l' indole ed il colore del libro. Ciò nonostante lo si pubblica e si coocludè che il generale di Bailliencourt conosce bene il carattet·e italiano ed aveva predetta l' ingratitudine di un popolo che i fr:lcesi dicono « nous avlons afl'ranchis eu le préser« vnnt d'une certa ine .défaite ». Un brano solo, per gli Itnliani che conoscono la sapienza politica e la bonomia talvolta ironica di Vittorio Emanuele, basta a far giudica re il · libro. Il generale racconta cosi il suo ricevimento a Mi lano dal re Vittorio Emanuele. « Le roi, dit-i!, encore couvert d'un-e noblc ponssière, dans une « tenue fort négligée, arfectait les posos rl'un cap it~ in e de hussards du « premier Empire : c'est, du moi ns, l'elfet q n'il mc produisit ... Donc. , jctant les yenx ;m plafond , relevaut In tète outre me.su re, le roi nous , dit.: «Eh bico ~ me:;sieur,;, je ne suis pas conteo t; vous oe devez ptts , l'ètre non plus, car vous ne faitc,: qn'arriver, et la paix. \'Ous eolève. • l'espoir d'assist.er it des victoires comma çelle,. que nous avons remc portées! Vott·e :trmée nous a rendu de grands sen rices; la votre et c la mienne ODI combattn commc deux SOOtll'S, je ne SUi5 qu' un , soldat, je u'aime pas les :\Vocats. Je tieus peu à un roya ume, jc ne , veu.x. quc des hatailles. J'avais bàti des cltùteaux en E1:pagnc: jc ero-. « yais fai re la guerre peudant deux ans; on ne mc la laisse fai re que c pendant deux mois ; j'espérais fai rl.' le tou•· du moode avec le::; soldats « frauçais . J'aurais voulu avoir quelque: ccìtes cassée;;, à conùition de • pouvoir coutiouer a cornbattre. « Cette guerre a été un véritablc carnage; le Autrichicus ont cert(li' uement perdu 50,000 hornmes. PotH' ma port, j'ai perdu 7,000 hommcs à San Mani no, et avec 20,000 hommes j'ai luttò con tre 80,000. oc Vott·~ empereur m'a demaudé dn secon r,;; eu l'espace de dix kilo« mètres j'11i conduit, rnoi-rni\rne, deux divisions sur So lferino . Ceue « imporlarite position ayant été enlevée nvant mou arriv6c par ~os in c trépides soldat, je revins sur mes pas•. je pri s Ics Autrìchiens en 11 3nc.,
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.... ~OTIZIE BlllLIOGRAF'ICHE U58 « des positions fureot prise5 et reprises cina foi, et c'est moi qui ai fait « tirar les dernier:; cou p dtl cn:1oo de la jouroée a vec 38 pièces en ba t' te ri e~ L'nrmée autrit:bienne est complètement dérooralisée; tl·ois géné« raux ont refu~é de marcher ; je ue puis me rappeler leurs noms ... . " ces noms sont si bnroques l rleux ont mard~é en arrière, le troisième « n'a pas marché du tout ... ils ont été destitués. Que fai re avec des « b. .. comme cela ? Je n'aime pas !es avocats, et vous, genéral ? « Mes collègues s'empres5èrent de touiber sur le avocats, et Victor " Emanuel. eKcité par cette approbation, se répandit en plaintes et en « menaces sur M. de Cavour, ajoutnnt « qu'il ne pendrait rien pour at« tendre, et qu'il lui ménageait quelque chose » . ·• Nous sortì mes, ajoute-t-il, ne pouvaut en croi1·e ni nos yeux, ni " nos oreilles. Les secrets du roi, de son mioistre, toute celte politique « de casse-cou eta it a decCiu vert. .. « Pour IJien comprendre l' impression produite snr nous par celte « audience, il est nécessaire de se rendre .compte que, pour la première • fois, nous trouvions en présence du roi de Sardaigne, et qua sa « fi gure et son caractère n'étaient pns alors devenns )égendu ire~ . Il se « présentait aux 5oldats fraoçais avec l'auréole. de la victoi re. Le sou« venir encore chaud de la bat.aille de Palestro (où il av:tit c!1argè ò. la tcte de nos troupes avec nne si grande audace qua Ics zouaves « l'avaient, par acclamatiQn, nommé leu.r ca pora l), nous le faisait re< gardcr comme "\10 chevolier des temps passés, joigoaut à la fierté « dn vieux saug de S11voie quelquc cho~c de ce je ne sais quoi qui c portait au delire l'enthousiasme des rudes soldats du petit caporal. « Quelle chute.! quelle d6silhisioo, et comme' le contrasta devenait " frappaot lorsqu'on comparait cette jactaoce italienne à la tenue « cor.recte et à la rnode5tie des chefs de notre arméll qui venaient ( de remporter: pour lui_, las victoires de Mage~ta et de Sol férino ! ». • Benone, benone l - La casa Plou Nourrit ha pubhlièato i Souvem:rs del maresciallo . Oudinot. scrini da sua moglie. Il più bell'elogio di queste memorie è . fatta nella prefazione da Ilo Stiegler che nt> ha curata, l' edizione. Egli dice: • Grande est la su rprise de ne pas trouver ce:; Sortveni7'S assaisonnés " de tr:jjts :;ati riques contra le proetutin , piment ò. ce genre d'ouvrage. « Les travers, les ridiéules et les faiblesses des hommes échappaient« ils donc à la pén6tration de la duchesse de Reggio, et faut-il croire · « que -tant de gens ont passé si longtemps devant scs yeux sans qu'P.lle
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
" levàt !eu r masque et discemat les c.ot.~; cachés ~e leur nature? Non, <r. cenes; sa lìnesse a scruté les mf')biles inavòué; et sa elairvoyance a dé« b1·ouillé le$ intrigues mystérieu;es. i\1ais, au risque de laisser croire « quP. sa perspicacité n'avait p~ s toujours été en éveil, elle ne voulut • j·amais di vu lguer des secrets qui ne lui appartenaieut pas et s' ex• prima avec réserve sur le COIDJHe d'autrui. Qui sait si cette scrupu" leuse discrétion n'avait pas été il la Cour sa prioci pale habileté t>t le « ressort de so n succès? Amateurs de scaudales, fermez done ce livre! « Son clwrme n'est pas fnit de méchanceté ». Fra. i numerosi aneddoti del libro ne togliamo uno che caratterizza assai bene l'epoca dei cento giorni. Qu~ndo Napoleone sbarcò dall'Elba Oudinot comaurlllV:'I a Metz. Questi sa che la guarnigione di Toul, in gran parte costituita dalla vecchia guardia, sta per rivol tarsi, cOI're a Tou! e riuoisee i suoi vecchi uf6ciali e dice loro: · « Messieur:;, daus les circonstnnces actnelles, je vi eos en appcler il <r. votre loyauté; · QO US marchons avec la cocarde bianche; je dois vous « passar en revue demain a va n t notre départ; pnr quel c1·i, VOiiS et la « tr·oupe, répondrez- vous à . mon: Vive le Roi ? , Un si lence absol u suivit ces paroles. Jamais rien de plus saisissant « ne se pnssn sous mes yeux. Cachée de1'1'ière un rideau, écrit la maré' chale, j'éta is restée témoin forcé de cettc scène unique. Deux tlam«. beaux d'a uberge l'éclairaient assez pour qu'on n'eu perdit rien; mais « leurs pàle,; rellets su r ces males et sombres visages étaieut d' un « e[ et ·indcscriptible Ce silence, tout expressif qn'il était, ne pouvai « etre adopté par le maréchal comma une répouse; je voyais l'orage · « pret à éclate.r; chaque seconde était un siècle..... Enfin, ccs mots • s'échappèrent de la poi trine du maréc ha~. c Eh bien! messieurs? » << Alors s'avança un jeuoe oHkier d'un grade inférieur et il dit: « Monsieur le maréchal, oui , il fa ut >ous réprondr·e, personne ici ne « me démentira; à votre c1·i de ' Vive le Roi! • la troupe et nous « to~s répondroos: Vi ve I'Empereur! - Je vous l'emercie monsieur », " répondit le maréchal; puis il les !Jalua et ils s'écoulèrent jusqu'au c deroier · sans qu'un mot dc. plus fùt pronont:é. ' « Jamais rien de cette scène ne s'efi'acera de mon souvenir; j'en « frissonne ancore et je la retrouve sous ma piume bien loin de sa « réalité saisissan te "· « Quelques jour;; plus tard, le maréchal étant parti po1•r Paris fut • .appelé par le géoéral Bertrand auprès de l'Empereur. « Celui-ci, d' un ton à moitié ironique et à moitié sévère, lui
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
« dit: « Eh bien! Monsieur le due de Reggio, qu'est-ce donc que « Bourbon'S on fait pour vous de plus que moi pour que vou s ayez. « sì bien voulu les ' défendre de mon ap proche? • • Je ne servirai personne, puisque je ne vous servirai pas, Sir<' », • dit Oudioot. Et il se reLira dans ses terre:; de Lorraine.
Per la Di·,.ez·ione Lonovroo CrsoTTI maggiore M. /11,, int(lric<lto
DEMARCHI CARLO, ;
gerente.