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RIVISTA MILITARE 1893 TOMO II

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ANNO

XXXVIII

RIVISTA MILITARE IT A LI A NA

DISPE~SA VII. - · 1° APRILE 1893

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ROMA V OGHERA

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SOIUUIHO

LA POLVERE INFUME

delle materie contenute nella presente diSJiensa

NELL'ODIERNO LA POLVEHE INF UME NELL' OOIER NO COMBATTiMENTO . - Gozzi Doffroso, tenente colonnello di fante1'ÙL . . Pag. LA FA\!TERIA PUÒ DA l{ GE\!ERAL!? - Malavasi Celso, capitano ct"artiglierùt . . • I SEH VIZI. JYESPLOHAZlONE E SIC UREZZA. - De Chaurand ca.pitr.mo d·i stato maggiore. · »' IL CHILE (Continuazione). - M. G. B. •

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NOTIZIE POLITlCO-i\HLlTARI ITALIAL\'E NOTIZIE MlLITA.HI ESTERE:

L'esercito russo durante l'anno 1892 Piccoln cronac~1 NOTIZIE RIBLIOGIUFlf.Im

COMBATTIMENTO

)) 64.0 )) 656

)) 661

Le innoyazioni nelle cose militari una volta si seguivano con processo assai lento, perchè ristretto il numero di coloro che a scopo di studio se ne occupavano, e ristretto il campo che dal meno affrettato incremen to delle scienze e delle industrie era !oro offerto. Si può dire che una innovazione militare alquanto accentuata segnava un'era. l mezzi , in generale, di preordin<lre le fo r·ze e di combattere, erano quelli ~ i à in uso da lunga mano, e per un considerevole periodo di tempo restavano accettati con universale con · sapevolezza, e fgli eserciti in tempo di pace godevano gl i ozi e dormivano sugl i Gliori. Oggi invece, la ·pace ò url'.l lotta incruenta bensì, ma lotta affannosa ed incessante a cui la febbrile attività intellettuale del secolo costringe gli Stati militar·i, quel li, cioè, della vecchia Europa che vogliono conset·v~u·e il diritto di vivere. E guai a quello Stato che si lasciasse viMere dalla sonnolenza anche per breve periodo; si sveglierebbe'in tali condizioni d'inferiorità rispetto agli altri, da derivarne pericolo per In sua indipendenza. Si può asserit·e che le cose militari di terra e di mare hanno subito modificazioni più radicali nell'ultimo trentennio che non nei due ultim i secol i. Le proporzioni ognor più colossali che assumono gli eserciti sul piede di guerra, i perfezionamenti continui introdotti nel recluta37 -

Ali:'IO XXXVIII.


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I..A POLVERE lNFUME NELL 001ERNO COMBATTIMENTO

mento, nell'ordinamento, nell e armi, nei materia li tutti, nel funzion:lmento di tutti gl i elementi militari, devono necessariamente mnc1ilìrare a m'a no a mano il modo eli applicare i principi" tatlici fondamentali, · i qual i però rimangono pur sempre immutabili ; e co:>i noi vediamo con assidua vicenda i regolamenti succedere ai regolamenti, a tale da non potersi neppure affermare che « ment re spunta l'un, l'altro matnra » poichè l'ultimo germogli~to trova. il precedente appena in fioritura inci piente Ma ciò è t~eluttabJI.­ mente nP-cessario. Il moto è condizione ass.oluta di eststenza, ti pro~r-esso sospinge, e chi :-i fermn rimane calpestato dai sopravvenienti. È pertanto naturale che la scoperta di un nuovo agente di pro-. pulsione, pei suoi nuovi effetti e per l'attitudine che esso offre dt consentire per le armi portatili e pesanti _i perfezionamenti òa lungo tempo vagheggiati, abbia destato preoccupazio~i . ed. ?Pe: rosità in coloro che hanno la responsabilit à degli ord101 mt\Jtart negli Stati. e fervori ed entusiasmi negli st.11cl iosi d i co:>e h.elliche. I primi inizi arono subito e proseguirono alacremente ~tudt . e~pe­ riment.i , confronti positivi , e venn ero solleciwmente ~dl'actozwne del nuovo esplosivo più o mAno simile per \'uri eserci ti; i .se~ condi resero pubblico il frutto delle loro riflessioni e. induztont speculative, alcuni prematuramente, altri con esagerazioni che talvolla toccarono financo il ridicolo, altri in modo sobrio e razionale, tutti preconendo neces~arinme.n_te gli eventi e fino ad un certo punto pregiudica nrlol i, e sollevando problemi dei quali molti , per natura più ponderabili , ottennero già nna ac cell~ta sol~zion e, meutre quelli pei quali è necessaria la sanzione dell espenmento :;oltanto da una prova cruenta potranno essere t·isolti in modo vet·amente positivo.

Ptlr ragionare degli effetti t:1ttici derivanti dall'adozione del nuovo esplosivo, ci è d'uopo considerarl o sempre - e ne preveniamo il lettore - in uno alle nuove armi portati~i, poichè la proprietà più essenziale della bal istite non consiste già nel fatl<' di

LA POLVERE lNFUME NELL 10DJER.NO CO)fOA'J"rLMENTO

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esploderP. senza produrre fumo , ma ben sì nel prestarsi a quei perfe;~,ionarn e nti dell e armi, dei quali ~ià. da non pochi an ni era sentito il bisogno. Pre~so tutti gli eserci ti di Europa si facevano studi incessanti , .onde fahbri cnre armi portatili che consentissero un tiro rapido più efficace mediante il minor calibro o la maggior velocità iniziale, epperciò la maggior giustezza prodotta dalla maggiore J'adenza, ma la poh•ere nera non possedeva le quali tà. ba listiche necessarie a realizzare queste esigenze, e malgrado innumer e,roli tentativi di goveru i e di privati il problema rimaneva insol uto; quando ad 11n ttìntto l'inv enzione del nuovo agente distrusse quasi tutte le diiiieoltà, offrendo inoltro una nuova proprietà da ness uno preveduta ne cercata, quella dell'assenza di fu mo . Abbiamo detto di considerar·e il nuovo agente in uno alle armi porU\lili · perchè fin ora, per quanto consta, probabilmente per ragioni finanziarie, presso ne:>sun es er·~ito si tratta di cambiare imminen temente il materi11le dell e artiglierie, e queste si limitano ad impiegare il nuovo esplosivo con gli attuali ~annoni, riducendo proporzionalmente la carica per ott~ner e gli st essi eJl'elli di gittata e tensione di traiettoria che colla polvere fum igena, senza cambiare tavole di tiro nè graduazione degli alzi.

•

** La denominazione di polvere in fume per noi in Ita lia è propria , perchè il velo azzuiTognolo, leggieru e fuggevole, prodotto da condensazi one di vapori acquei che sviluppa la deflagrazione della nostra balistite, non è percettibi le, secondo le condi zioni :-~tmbsfe. riche·, se non a distanze- 200 metri in condizioni favorevoli che sono trascura bil i relativamente alle esigenze del combattimento. E di ciò Rbbiamo motivo di and11r li et?., poichè non dapper·tullo altrove succede egual mente. In Francia , per esempio, la tan to. strombazzata polvere Vieille, la qu:1le non ha che una potenza eguale a metà di quella della nostra balisti te, pare che sviluppi un fumo assai più vi sib ile. Molti sct:ittori militari fra ncesi ne tengono


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I,A POI,Vli'RE INFUME N ELL'ODIERNO CO~IRA'fTIMEN'l'O

con to, ed il colont?ello Cr·ouzet, in·uno scritto dello 'scorso anno ("), ammette che il fun10 della loro pol vere è visi bile a 4.00 metri.

LA POLVERE INFUME NELL'ODIE I'LNO CO~!BATTIMENTO

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* "· Relativamente al suono prodotto dal nuovo- agente, fui'O no scritte molte frasi drammatiche, e venner·o faLLe descrizi on i di fut uri estet mi nì nei quali il silenzio e la morte impereranno così terribi lmente, che solo il pensarvi fa accn pponare la pelle. Ora le leg~e n de sono :;fatate, ecl a tuLLi è noto clie il suono prodotto dalla polvere infum e è soltanto più secco e stridente eH quello della polvere fumi gena. Siccome un proietto al l'incirca identico, sp in to da forza di natura consi rnile, esce· dall a canna colla stessa veloc.itil iniziale o qua~ i, noi pensiomo cbe debba l' nria es:>erne sospi nta presso a poco con la stessa l'orza, ed il rumore della detonazione debbo perciò ' trasro ellersi a di stanza presso a poco colla stessa intensità. La prog ressivit.~ nella combustione della po lvere e la minore qnantità di qnes ta imp iegata, potrà produrre fo rse qualche differ·enza. ma è questione di un po' più od un po' meno chè non può avere grande importanza per le distanze di tiro usate dalla fanteria. Pare che colla po lvere france3es ia no percelli bili fino ad 800 metr·i tiri individuali, e lino a 1400 le snl ve di plotone. È quindi da ritenersi che la maggiore o minore intensi tà di trasmissione della detonnione del nuovo esplosivo, non cambierit in modo sensibile le condizioni del futuro comba ttim ento, e che a qne:>LO rigua rdo le truppe, e specialmente l'artigl ieria, dovran 11 0 lottare colle stessA diffieoltà che incontravano pri ma, Cjlra ndo ud ivano il snono senza vedere il fumo, rimanendo f11 orviate cin:a la dir ezivoe e distanzn da cui il suono proveniva, diflico ltà cruali: gl j echi , In varia in te n ~itù del fuoco . la distanza, la direzione e viol enza· del vento, l'alberatura, le coltivaz;oni , la plastica del terreno, la direzi one dell e valli , ecc.

(i ) Que; to stt11i io vtJnne co mp'la to nel fehtl.raio i892.

Dopo il fumo ed il suono veniamo alla va mpa. Col nuovo esplosivo la vampa del fuoco di fu ci leria pare non sia percetti bile di giorno al di là di 4 50 metri, r~tl una distanza, c;oè, dalla ·quale il tiratore. è già. perfeuamente visibile, per cui la vampa non eserci ta alcuna azione den unziatrice in sostituz ione del fumo soppr·esso. Nell'artiglieria, in vece, ih r:-~gione del maggior volume e per l'assenza del fumo che prima lo attenuava, •il lfl mpo è pi ù intenso e sfolgorante, e quindi per·cctLihi le anche all e di~tanze normali di Lit:o di quest'anna . Di sogna però avvertire che esso è cosi istantaneo, che potrà ben sì rivelar e all' incirca In posizi one d<t cui partono i colpi, ed anche la direzione della li nea , rna non baster·a a· precisare i punti della posizione nei quali i pezzi si tro vano. Sarà però sempre un indizio importantissimo, che co ll'aiubo del cannocchi ale farà rivelato in un tempo più o meno lim itato il collocamento del le batterie. Queste, per ovviare all'inconveniente, dovranno riconere al puntaroento indiretto, come è raccomandato dalle lVonne genetali per l'intpiego delle tre a?'nti, ogni qualvolt~ ciò non pregiudichi l'osservazione dei punti di caduta. Occorre altresì tener presente che, oltre alla vampa, a den unziare la posizione dei pezzi, alle distanze non ~ra n di e in determinate condizioni di suolo, contribu isce altresì talvolta il polverio sollevato presso la bocca dalla violenta commozione dell'aria prodotta dallo sparo.

* "* L'as;;enza di fumo , si ò detto, rend<m\ più ditncile la drrezione suprema. Questa dillìcoltù non può evidentem ent.e tr iferirsi. al co- · mando ìn capo dell'esercir.o, po ichè la sua altissima direzione si esplica: prima colla preparazione all a ~ n errn, e poscia nel campo strategico e nel logistico ma non nel tattico.


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LA POLVERE .JNFUME NELL'ODIE RNO OOlllBATTIM,ENTO

Pei comandi di armata . la direzione ha per base ~li ordin i e le direttive del comando supremo, i rapporti delle avanscoperte di cavalleria' e le informazioni proven ienti da al tre font i anche non militari, si esplil:a, coll'indicare ai corpi d'armata la direzione di marcia, il luogo da raggiungere, ed alcune diretti ve per l'azione il più del!e volte molto generali. ~el campo tattico i comandi d.i armata, e quelli pure di corp() d'armata, anche prima d'ogg1 , per quanto disponessero di un fRvorevole. punto retrostante 'eli essen'at.ione, assai difficilme.nte potevano d<1 esso abbracciare colrocchio rinforzato dal cannocch iale, tutto l'esteso e sinuO&o fronte tenuto dalle loro t.rupp r . ·se il tempo era secco, e. la plastica e coltivazion e del terreno lo consentivano, potevano nel periodo della preparazione , scorgere la di1;ezione di qu<1khe colonna nemica , mediante la po lvere da queste sollevate - e lo potranno ancora - e seguire il dise)?narsi della siwazione iniziale, per meno delle esplorazioni di cavalleria e di altre info,·mazion i. Una volla poi avviato il combattimento veniva loro fatto, in un ambito più o meno vasto ~econdo la configurazione del ter- ' reno, di mantenersi orientati de v.isn sul medesimo-, di seguirne le fasi coll a guida d~lle linee d1 fumo, e di paterne dirigere l'andamento. Ora l'esplorazione tattica del la cavaller·ia sarà p iù difficile · epperciò meno fruttevole, molti suoi avvisi non giÙngeranno o giungel'anno in completi o inesatti o soltanto quando non saran no .più utili, e la guida delle linee di fumo mancherà completamente; onde un reale aumento di diflìcoJ[~l per la direzione di grosse unità. l)uesta, dovrà quindi essa pu re limitar:3i a dividere il terreno in zone di Azione fra le unità minori, ' e ad emanare delle direttive abbastanza larghe e non sempre obbiettive, ognuna delle quali avrà tuttavia una influenza decisiva sull'esito della. lotta. Essa rimarrà 'nell' ince1·tezza fino a che l'azione non sia decisamente impegnata, lino al pnnto, cioè, nel quale, anche con l'impiego di risen•e generali riesce poi diJTìcilissimo e spesso impossibi le il modificarne l'indiri zzo. E quindi al r:riterio dei comandanti divisional i, e molto più a quello degli altri comandanti minori giit giù fino al capita no, cbe rimane affidato l'indirizzo di svolgimento del combattimento, e questi ,. in ragione della maggiore indipendenza di nzione, do-

vranno esplicare ma ~gio re iniziativa nello impiego dei mezzi di cui. rispettivamente dispongono, onde anche senza ordini dettagli ati e senza preventivi conceni, unifor·marsi alle direttive ricevute traducendone fedelmente in atto gli intenti. ~fa perchè ciò avvenga, occon·e che gli ullicial i tutti siiu1o dotati di superiori . l . qualità intellettuali e mo rali; occorre studio indefesso, un1tit pre'stnb ilita di metodo, affiatamento e cameratismo fra le tre armi , onde nel momento supremo il cadere della bend::J, col dolore del danno. non ci riveli la vergogna della inferiOI'it.à: Giova notare, che se l'assenza di fum9 r·enderà più difficile la direzione superiore, essa per contro faciliterà invece il còm'pito esecutivo dei comandanti di bauaglione e di eompagnia sulla linea di fuoco, poiché e il nemico e le posizioni da esso occupate non snranno più coperti dn un velo p1·otettore.

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LA POLVERE INFU)!E NELL'ODIEltNO CQ)lBATTTlblENTO

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Abbiamo accennato che le esplorazioni di cavalleria nel campo tattico saranno rese più diffici li e meno fruttevo li; ed invero il-tiro senza funio, più lungo ed es;1UO, agevolando notevolmen te le sorprese dovrà indnne le !ruppe sia in marcia cbe in posizione ehe durnn te i preli minari del combattimento, ad un servizio di sicu. rezza m(\lto pitt attivo e largo che per lo passato, costituito non soltanto da pattuglie di caval leria, ma altresì e per la magg ior parte da pattuglie di fa.nteria, alle qual i tutti i terreni sono .accessibi li, che possono più facilmente occultarsi, e che dispongono .di un'arma colla quale colpisce senza essere vedute. È quind i da r itenersi c~h e pattugl ie ed anche maggiori reparti di cavalleria esplorante, s'imbotteranno ovunque in piccoli gruppi di fantaccini invisibili , che col loro fuoco impediranno loro di avanzare, mantenendoli a rispettosa di,;tant.a, costringendoli a lun gh i gi1·i, ad esitazioni, ad incertezze, a perdite di .tenwo, e togliendo loro di vedere con gli oechi del general e i dellagl i ch e li interessano, cioè forza e posizi oni dell' avversario. Si obbiella che malgrado ciò dei gruppi eli cavali eri audaci potranno sempre . forzare il passo, e, giovandosi della loro celerità·di mosse, com-


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LA POLVERE !N'FUME NELL'ODIERNO CO:!.fBATTIMENTO

piere delle rapide e brevi scorrerie colle quali r·aggiungere il loro inLento, ma a noi pa re che questa eroica in iziativa per parte di drappelli iso lati non sarà. molto frequente nè fortun r~ ta, nè si possa tenere per regola comune. e questo per la considerazione che pochi fa nt.ac~: ini bene appostati , possono agevolmente e per ampio l'fl.gl{io di azione, col loro fuoco a ripetizione, sbarrare in modo assol uto il cammino ad un reparto di cavalieri parecchie volte ma;i!.!iore, il quale è molto visibile ed ha limatata la scelta del terreno da percor-rere. Il fatto di essere soggetta a ricevere fuoco senza po~er vedere da quale parte gli provenga, deve sensibilmeme ,-morzarc l'ardore di ca"alleria gi un ta sul terTeno in cui bazzicano fa nterie nemiche. e rendere pi ù pruden te la sua audacia. È poi indubbio , che colle nuove armi le perdite della c<~ val­ leria esplorante sa.ranoo molto più ril evan ti che per lo passato (1). '(.

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Per la defi cenza d'i nfo rmazion i da par·te della cavalleria, e per l'assenza delle linee di fu mo onde, come accennammo, riuscirà più difficile il compito direLtivo degli alti com andi nel campo tattico , acquistano maggio re importanza i palloni frenati come mezzo di esplor<lzione, il servizio del telegrafo elettrico da campo e quello dei telegrafi oLLici c;ome mezzi di .rapide comuu iL:nzioui ma ci sembra che qneste risorse non possono sufficientemente supplit·e. '(.

* * L' impiego degli areoslati in guerra rimonta allo scorcio det secolo scorso, a pochi anni , cioè, dopo che i fratelli Mongol-

(t) Ci sia permesso di esprimere il vot.o, ~~110 nelle ordinarie esnrcitnzionl tatt.iche a partiti contrapposti, i rerarti in servi zio di sicurezza siano sempre muniti di cartucce a balistite.

LA POLVERE INFOllE NELL'ODIERNO COMBAT'rll!ENTO

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fier ne fecero l' invenzione. Essi furono utilizzati dagli esercttt fran cesi a ~la ubeu ge , a Chal'let·oi, a Fl eurus, a .\l agonza, ecc. e poscia in questo secolo man mano da quasi tulli ~ li eserciti del mondo, ma il loro uso non died e mai risultati spiccatamente positivi. Collegati alla terra per rne?rzo del telefon o, i pall oni frenati costituiscono tuttavia tllt mezzo di esplorazione, e possono divenirlo anche di corri:;pondenza, mediante le segnalazioni ottiche diurn e e nottui'Oe ('l) ma ad onta di tulli i perfezionamenti introdotti in queste macchine fìno ad op-gi , il loro impiego presenta ancora i segu enti in co nr e n ien ~i princi pali : a) ~ on conviene l'ascensione qnando la velocità del veot(} supera 8 metri per secondo , perchè le oscillazioni òella navicella tolgono nltrim enti di poter fare le os:>ervazi oni. b) Le esigenze ·di tra:>porlo e di apprestamento ne limitano l'ampiezza , e perciò la po Lenzialit;l di elevazione, la qtwle è al tr:esì in ragi one del peso del cavo di ritegno. L'elevazione massima dei palloni frenati militari può raggiungere 500 metri, ma in generale essi non vengono innalzati a più di 3 00-~·00 metri. c) La diOìcol tà di largo rifornimento òell'idrogeno, se questo, compre:>so in cilindri, segue l'areostato nél parco; o la maggior perdita di tempo e la necessità di presenza dell'acqu a sul posto , se l'idrogeno è prodotto volta fl volta snl carro generatore. d) li ragguardevol e tempo che si richiede pel ~onfiamen to , non inferiore a tre ot·e 1onche per gli areoslati da parco leggero. e) A· cagione dei pt·oietti con spolette a tempo, gli areosta~i devoni teneri>i lontano non meno di 5000 metri dalle artiglierie da campagna. distanza qu est.a troppo grande per una esplorazione un po' minuta. Inoltre questo mconveniente, combinalo con quello della scar'ia eleYazione, fa si che il piano di espio-

(i) Durante l'assedio el i Parigi i Francesi, sebbene senza pr·atico ri sultato, fecero studi onde impiegare l'areostato tlome mezzo ofTensii'O, :\rlattanclolo al lardo di bombe. Tali sttvli si proseguono Luttora in i\ merica. Nel 1.84.9 al l'asscrlio di Venczin, gli Austriaci diressero sulla pinna 200 piccoli palloni. portanti ognuno, una :;rnnatn con mi<:cia a•:cesa; se non che il vento che prima era favomvole cambio di un tratto. ì I>alloui ritornarono d'on.lu eran o stati lanciati, ed il danno rischi6 rli toccare nglì a•sedianti ·anzichè agli assedi nti .


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LA l'OLVERE INFOAIE NELI:oDIERNO OOMBATT lMENTO

LA. POLV~.!:IW INFUME NELI)O OIERNO COMBATTU!E N'l'O

razione cade sotto un angolo molto acuto, ciò che dà lnogo a troppi angoli morti , onde non è visibile quanto si asconàe J ietr<' boschi, fi lari d'alberi, siepi , case) fos si, pi eghe del terreno, a r~i n i, ecc. /) Se le ascensioni sono eseguite più vicine all'artiglieria nemica, devono di necessità essere di breve durnta per isfuggire al tiro dei pezzi. Gli esperimenti ai quali fin ora fu sottoposto l' impiego dei pal Ioni frenali in guerra , co:>ì com e oggi ne e organizZ<llO il servizi o, starebbero a provare, che pei combtttlim enli manovrati essi non costitui.;cono tale risorsa positiva, sulla quale un comandante poss:1 fare larf,(o nè sicuro assegn<lmento, mentre saranno sicuramente molto utilizzabili, corÌi e i colombi , nella guerra di nsscdio. Per essere impiegati CllJ1 vera efficacia in servizi o tattico presso truppe mobili , occorrerebbe che gli areostati f"rr nati potessero eseguire le ascensioni per maggiore durata ed a minor·e distanza dall'artiglieria nemi ca , e perciò che la loro potenza di eleva-:zione fosse tale, che il tiro da diri ger·si sn di ess i eccedesse quello con sentito ai p ~zzi coll' Inclinazione massima anche n coda di aiTusto inLerrata. " .li problema sarà cor11 pletamen le riso lto, cruanrlo si sarà trovato il modo di dirigere i palloni liberi nell'oceano aereo . Di proposito ci siamo alquanto csLesi su questo argo mento, parendoci uti le combaucre l'illu ~ i o ne che sernbi·a f;n·si str·ada, che nell e future guen e si a serbata una parto lattica molto importante agi i areostati .

con materiale volante roggiunge la rapidita dì 4 chil 0metri all'ora in terreno ravorevole. Con questo materiale sono tuu avia rrequenti le interruzioni di comuni cazione, a cagione della esilità del Olo e del via vai dell e truppe, ma la nuova polvere nè le nuove armi non ne modi fi cano punto l'impiego . Per ragioni di vario ordine, lo sviluppo di questo ollimo mezzo di corrispondenza nel campo tallico -è però assai li mitato, in confronto dei bisogni del com battimento.

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** È noto come il tele~ rafo el ettr-ico da campo sia uti le anche durame uo com b attiment~ manovrato, onde ma ntenere in pronta comunicazione i coman di superiori colle truppe più lontane. Esso presenta il vantaggio t'i levante, della facolt1t di collazionare con facil ità e spedi tezza il dispaccio, e di lasciare traccia del me- , destmo. L' impian to delle· stazioni è faciliss imo, e lo stendimento

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* * Hi mangono i telegrafi ottici. Gli eliogra fist i furono utilmente impiegati , fra gli altri, da~ li Austriaci nell il region e ba lcan ica, da Skobelelr in Asia contro i Turco manni deli'Akba l Tekè da•1J'Jnglesi nell'Afghan ista n, nell,t campa gna di E,;itto e poscia' in ~u ell e del Sudao del ·1884- ·1.881>, dagli Italian i in Eritrea, e 1·esero utili servigi; ma dall'esam e delle condizion i in cu i vennero irnpi et•a ,., ti' si può forse inferire <~h e essi tornano più utili nel servizio strategico e logistico, in mont agna, sull e coste, per cavall eria io avanscoperta ove ma nchi il telegrafo ele ttrico, nella guerra di assed io, che non nel campo tattico per combattimenti con truppe mohili . Nelle comuni cazioni coll 'el iografo, che con apparati mobili o da cam pagna possono otteners i fi no a 30 chilometri non rimane traccia· del dispaccio, ed in oltre al suo pronto impiego si oppùn gouo sovente difficoltà topografiche per l'impianto de ll e stazioni , ed atmosfer iche per l'esercizi o dell e corrispondenze . Neppure l'el iogmfo costituisce quindi una risorsa , con la quale prontamente e con sicurezza p~rare alle diffi coltà che, nel servizio delle informazion i e comunit;azion i, indiretta mente so no so rte nel campo tattico con !"adozione della nuova po lvere e delle nuove armi Restano i tel egrafi ottici secondari. I mo1•imenti dell'uomo non si distinguono al di là di 800 metri. Una bandiera di 0,80 metri dj lato è riconoscib ile fino a 3000 metri e. nelle notti serene. i fuochi colorati fino a 4·000 metri. In Fran~ia la fanteria ha ba.ndìere per segnalazioni lin o alla distanza di 11000 metri. e lanterne-


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I,A POLVERE lNFUliE NELL'ODIERNO COl!BATTIMENTO

LA P OI, VERE lNFUME NELL'ODIERNO COMBATTIMENTO

segnali p~r la nolle IÌQO a 3000 metri . Germania ed Austria hanno pure dotato le trnppe di altri mezzi per segna lazion i ottiche secondarie. ~oi ·plaudiamo di gran cuore alla recente introduz ione in tutto il 11oslr'O esercito, ùelle segnalazioni con band iere già in uso per gli alpin i, con un sistema così semplice e pratico - sebbene alquanto lento - che è veramente adallo per le truppe, e che, se non nndiamo errati, potril rendere utilissim i servigi - con economia di ordinanze di cavalleria , di velocepidisti , di barche- per le comu nicazioni degli accampamenti coi coma ndi, per quelle delle truppe di sicurezza sia in stazione che in marcia, per quelle di truppo di terra con has1imenti, ed anche, entro nn ristretto limite, per quell e fra scaglioni di truppe impegnale in combattimento. E però ci pare debba riuscire utile l'esercitfll'e frequentemente le truppe in occasione di manovre, a servirsi di questa riso1·sn per le celeri .comuni cazio ni. · Ci auguriamo ven ~a sollecitamente <tdollato altresì un sistema per le ~eg nalazioni secontlarie notturne.

su di un punto in attesa del compiersi di atri offensivi o controffensivi di altre tr·uppe su altri punti (·l). L'essenzà ve1·a della guerrA è l' ofrensiva, e ehi vi rinunzia volontariamente, rinu11zia al l'elemento preeipuo di vittoria. Il primo vanta;:gio dell"olf.:msiva sta nel fa tto che chi assale dimostra a chi si difende di sentirsi o di creder;;i più forte di lni , e perciò solo acquista su ài ess<rsuperiorità morale. Questo vantaggio esiste nella lotta fra due uomin; come in quella fra due eserci ti, ed è stabi le, perenne, ind ipenden te da ordinamen ti, da formazi?ni tattiche, da arm i o po lveri che abb iano o no raggiunto il maggior !!rado di perfezi one. Chi si difende subisce incotHt:iamente o suo malgrado questa superiol·ità improntata dalla natura, e fino dai preliminari nella lotta sarà aognstinto dalla perplessità e dall'ansia di sapere su quale pun to verrà attacca lo con. le maggio ri forze, punto la cu i scelta invece è in perfetta halia dell 'atta ccante. L'oJI"ensiva è la risoluzione vigorosa di assal ire il nemico , df slog~iarlo d<llle sue posizioni, di romper·lo, di subire qualsiasi perdita pur di afferrare la vittoria; la difensiva è la determinazione non di a[errare la vittoria ma di non subire la sconfitta. ed implica per se stessa minore altezza morale . . Oltre alla scelta del pun to l'ai.Laccante avrit altresì quella. del momento, ch'egli snp ra dissimulnre con finti attacchi, o siccome possibilmente la sua az10ne decisiva sarà diretta su di nn sagliente della linea nemica , cosi egli potrà. contro di e;:so impie· gare un numero di funli maggiore di quello della difesa, per il faLLo che la linea che circoscrive è più ampia di quella circo scr·itta . Alla di fesa , che lino all"inizio dell'ul ~imo per iodo igno1·erit il punto del vero attacco, occorrer-il di essere forte su tulli i punti della linea, mentre il riparto di forze dell'attacco sarà fino dal principio corrispondente all'obbiettivo prescelto.

'f.

** Prima · di entrare in disami ne più particolareggiate, vo~li amo tentare di svisc.erare alquanto una grave questione di ma.ssima, e di rispondere in morlo cat~gorico a questa domanda yhe da due anni corre sulla bocca di tutti: La polvere infume, conferisce essa vantaggio all a o[ensiva o alla difensi va ~ ,\ nzi Lutto giova osservare che la parolit « 1lifensiva >>, presa nel suo significato a;;sol uto, non pu·ò es:>ere applicata al carattere di nessnn combattimento, neppure a quello eli truppe chiuse in' una fonezza nell'ultimo periodo dell'assedio . La difensiva assoluta , o passiva che chiamar si voglia, è radiata rlal r.odice delle operazioni mil1tari . Tranne casi eccezionalissimi di imperiose esigenze topografìche, o di co nd izion i di assoluta inferiorità numerica o morale, il combattimento difensivo non può essere che: o temporaneo in attesa di tr-uppe retrostanti che devono entrare in azione, o parziale

(il Cogli e;te>i fronti >l i l>:ltlaglia degli attualì eserciti, e la varietà di tet·•·cno , rlt. localitiL, di coltivazioni che lungo i medes1mi s'incontreranno, ~1\'I'Crrà indu bbiamente che il partito il qnalc ha l'iniziativa dell'attacco, spontauenmen te o pe1· coazione assum;t pat·ziale e tetnpor:UJca atlitÙdine difensiva in tal uni punti, senza che 1>er questo, lino nd un dato.Jimitll, muti il carattere complessivo iniziale impresso ;~ll'uzionc.


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LA POLVERE INFUME NE r, L'ODlEllNO COMB ATT!Mli.NTO

La difesa soverchiata in un pun to rlella linea è quasi sicuramente bnttut~t rlappcrtnlto: l'attacco vi ncitore in un sol punto è quasi sicuramente vincitore dappertutto, perché da quello irrom pe nella posizione, divide il nemico, lo disordina e lo batte d' infi lala o da ter~o . La di fesa proluoga la designa al nemico i limiti laterali della occupazione, o(frendogli quasi invito a gi r·arn e le ali con truppe di rincalzo mentre co ntinua il combattim ento frontale. Ù:{ni sbalzo in avanti dell 'attacco, determina nn abbassamento nel tennometro morale della di fesa. Il fuoc o eli éll'tiglieria dell'atlacço, basta sovente a sco mpaginare tulla l' o r~o:n nizzazione di una linea difens iva Questo, in tesi gen erale: ma la difesa ha pure le ~;ue risorse, e può avvenire- e cun lt~ nuove armi avverrà ben sovente- ch'essa rimangn preva lente, ma se non è immediatamenlc seo.., uita da energica i1Zione co ntro!Tensiva il vantaggio generalmente non sari\ de- • cisivo, perch é non è successo proprio l'insuccesso dell'avversnri o, fino <l che q 11 esto non sia ridotto alla impotenza. Slanno a vantaggio della difensiva: La scelta della pos izion-e~ per cni questa normalmente sarù favorevrole per campo di vista e di liro, per appoggi alle ali o sul fronte, pP.r protezione di terreno naturale o preparala contro ~ l fuoco nemico . La immo bilità della linea di fuoc o. 11 più r·istrello impiego degli alli di manovra . La faci lità di rifornimenti d i munizioni. La min ima necessi tà di frammischiamento dei reparti, onde riesce pi ù facile é ord inata l'azione direuiva degli ufficial i. La misurazione o eslimn ione preventiva delle distanze da i pun ti più importanti. Il tempo disponibile per· assettare a difesa la posizion e, od il · modo di procacciarselo mediante una avandifesa temporeao-iante ..,~ ' che obblighi l'avversario a taste;:giar·e e schierar·si. L'effetto morale che sul principio dell'attaceo devE~ produrre .sulle tr·uppe dell'aggressore, il ricevere proietti senza poter scorgere ancora da qual punto gli provengano. La facoltà , derivante dai vantaggi della posizione, di occupare

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LA POLVERE I NFU!IE NEL!.'ODIE RNO 00l!BA1'TIMEN'r0

un fronte più e~teso di quello che non lo comporterebbero le forze, ciò che obhlil!:a l'attaccante ad estenrlere pure il propri ') se non vuoi rimanere avvil uppaLo. La protezione naturale o artifici;de fornita ai tiratori, la quale paralizza la prevalenza numerica del fuoco nemico, coll'ofTrirgli bersagli limi tati e poco visibdi. La continuità del fnor:o di fronte alla intermittenza di quello dell'avversario , dovendo questi, sotto l'azione continua di quello della rlifesa, sospendef'lo ondP. marciare per a'' vicinarsi. Gli eiiatti magJ:!iori del fuo co da fenno, diretto da appostamenti protetti, contro un aggressore che, o marcia ::: Ilo scoperto, o per far fuoco sosta alla veu tura in punti poeo o nulla coperti. L:assenza rli fumo d;~lle due pat•tr, che r·ende libero il punl:lmento e cOO$~nte maggiormente a chi si trova in posizione favorevole, di approfittarne onde aggiu stare con precis ione i suÒi colpi non solo sulla linea nem ica, ma altresì ~ ui sostegni e sulle accor- . renti riserve, non più occu ltate rlnl fumo della linea di fuoco. L'importanza maggiore ch e, per l'aumentata potenza del fuoco , acquistano le localilà costituenti appoggi di una posizione difensiva, sia per la protezione otferla dai loro ripari , sia come basi o perni di manovre contmffensive. Il maggior valore che, pel pi(t ra pido liro, nell' unità di tempo rim11l1e conferito alle difese accessorie di località. QuesCi vantag!!i, già prima rilevanti, saranno rilevantissimi colle nuove arm i, per cui si può gi udica re che la poiYere infume facili tando l'impiego del fuoco, riesce rea l mente più vantaggiosa ali !l d ifens iva locale che non lilla offensi va. La conrlòlla ideale del combattimento sarebbe qlti ndi: manovra offensiva, e fuoco difensivo per respingere il primo urlo, stremare l'attacco e riprendere subito l'inizi ativa; ma il nemicu non spingerà i'amabilità fino al punto di prestar:>i al nostro gioco, poichè il tt MessiP-urs les Anglais, tirez les premiers )) anzichè cavalleresca cortesia sar'ebbe oggi stolida col pa; e co.si quando egli occuperà una posizione favorevole, e non ci riesca di trarnelo fuora manovrando, o di avvolgerlo, o di sch iacciarlo con l'arti"lieria, bis_ognerà rassegnar·si ad attaccarlo ed a vincerlo, rendendo efficienti l')

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L à. POLVERE IN FUME NELl.,'ODIERNO COMBATTIMENTO

tutte le nostre forze materiali e morali, e sobbarcandoci a perclite veramente gravi ssime . Ma la villoria così cou quistaLa avrà ge neralm ente pienezza di effeLti.

Gli attacchi frontali , si va ripetendo, con le nuove armi sono divenuti impossibili . Ammettiamo di buon grado ch'essi sono divenuti di dilrici lissima riusc.ita, se non ausi liat.i dall 'azione di artiglieria da quella di. manovre avvil uppanti, ma, pur tacendo che la 'parola impossibile non è rnai stata accenata nel dizionario di truppe reqlmente dotate di virtù militari, ci pare di dover osservare, che un attacco avvol. gente o di Oanco se è tale r ispetto nlla intera linea, e però l'rontale per il tratto di lin ea: a cui direuamente si riferisce, e che perciò, se bbene oifr:·\ dei vantaggi eontingenti di relativita sull'altro, co ntro nn difensore previden te sarà soggetto tuLLavia a quasi tutte le stesse lamentate co ndizioni d'impossibilità. Questo difenso re anzitutto avrà scelto una p'osizione che ab bia qualcuno almeno dei cnraueri vanlaMiosi che si richiedono, e, ad ogni modo, avrà disposi() afrornn •· forzamenti sui tianchi, ripiega te le ali, col locale le risen•e in posizioni opportune, predivi sate più linee di flLOCO a gradini se la posizione lo conseme, in una parola: avrà sul fianco un fronte organizzato . M;; in gene1·ale questo fianco sarà protetto da appoggi od ostacoli naturali che faciliteranno il compito alla difesa .

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* * Per attenuare le gra,·i pet·dite derivanti dall' oiTensivn con le nuove armi, si parla molto, da qua lche tempo. eli attacchi notturni. È però da riten ersi che questi attacchi non possono prestarsi che per atti localizzati contro determinnti punti speciali, oppure per secondari e operazioni preventive o complementari, inte:;e a preparare una data situazione per importanti combattimenti di umi sue-

. LA. POLVERE INFUME NELL'ODIERN O CO~IBAT1'1MENTO

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èessivi, o a determ inare e rendere positivo l'esito di un .combattimento precedente o vice\'ersa pnralizzarne in parte gli effetti; ma, secondo noi, nella gu erra campa le non sa rà mai da consigliarsi un attacco notturno organico di grosse forze con ampio fronte, anche sul terren o del quale si conoscono dai capi i deuagli. · Questi attacchi sono molto pericolosi pel morale delle truppe che vi si im pegnano, tanto più con gli odierni sistemi di reclutamen to. Anr.he truppe solidissi me, agguerri te, vittoriose, di nuLLe sono accessibili al panico. . Si citerà la battagl ia di Tell el K€:bir, ma essa fn combattuta in condizioni topogra uche, militnri e politiche così speciali, da non poter sen'·ire di norma per tru ppe e teatri di guerra di Europa. Si ricorderanno pure Levico, Kars, ma queste operazioni nottume entrano appunto nella classe dei co mbattimenti parziali o localizzati ~i quali sopra accenniamo , e furono eseguiti r:on armi• che non .avevano la perfèzione delle al.l:uali. La' condizione sine q1ut non di riusci ta per un attacco notturno è-la sorpresa: ora, non vi ha esercito in Europa che, fermo od in marcia, non si guardi con Jìtti cord0ni di sicurezza , specialmente di notte. Chi attacca di notte deve fnrl o a Lorme; pur dovendo muovere deve rin unziare a qua lsiasi alto ordinnto di man ovra ; onde le sue mosse so11o colpite da peccato originale. Chi è attaccato , ill\·ece. oltre al vantaggio di essere sempre prevenuto da i ~uo i repar ti di sicurezza, ha allresi quello di agire da fermo, in posizione, col solo fuoco, senza quasi bisogno di manovra alcuna . Nell'attacco noltumo, noi Lulli lo abbiamo e:>perimenta to alle manovre, appena lasciate le strade si perdono fino dal primo istante ali ordini e leaami tattici c le direzioni di marcia, a cagione del "' l'> l'oscuriti1, su qualsiasi terreno che non sia perfellamente unito e scoperto , e gli ullìciali non avendo più moòo di farsi riconoscere, tanto più che il silenzio è indispens11bile, sono impotenti ad eser.citare menomameote il loro u!licio direttivo. . Si potrebbe forse attenuare questo inconvenienle applicando alle nappine 'o ad altre parti dell'uniforme degli uilìciali, eventuali distintivi fosforici non percettibili da !unge, ma acl ogni modo riuscirà sempre diflicilissimo e pericoloso l'impiegare grosse fo rze in 38 -

AXIIO

xxxnu.


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IjA l'ÙLV.EltE . INF O}IE NlnLL10DIERNO CObtBA'l'T!MEN'!'O

combatlimento notturn o e l'ollenerne positivi risultati, anche se potessero attaccarsi vistosi segnali fosforici ad ognuno d&i soldati avversari. Con le arm i a tiro rapido, le famose camiciate hanno fallo davverò il loro tempo.

A.d P.ludere gli effetti del fu oco cresciuto in efficacia per la nuova polvere e le nuove armi, vi è chi raccomanda di dare grande sviluppo anche nell'offensiva all.t forLi (icazione da battagl ia. Noi non saprem mo trovare opponuna questa raccomandazione, la quale, nlmeno per truppe impegnate in un attacco, ci sembra contenga una inconseg uenza. Chi atlncca si propone di gi ungere al più presto sulla posi.,ione nemica , e perciò deve far fuoco ed avanzare, e non inutilizzare sollo al fuoco nemico tempo e fucili per smuover ten·a con criterio difensivo . Senza contare che la no&Lra fanteria non è dotata di. uten sili per trincee, e che stante la maggior penetrazione che le nuove armi consen ton o ai proiettili, si richiede la massa coprente di maggior spessore ed occorre perciò l'impiego di maggior tempo nella costruzione. Può ri uscire opportuno sollanto in cerli casi a truppe impegnate in un auacco il coprirsi con trincee ; come per esempio per l'occupazione di zone scoperte l'ra l'attacco frontale e quell o girante, o per reparti che devono mantenere cornbattimenro temporeggiante fino a che non si pronunzi in altro punto il vero attacco ; ma anche io questi casi l'atto del trincerarsi olTre norma al difensore per giudi~ar·e che da quella parte non gli verrà il vero attacco. L'improvvisare trinceramenti per fanteria nell'ofl'en:;iva può recare utili senza inconvenienti, soltanto quando si tratti di assicurarsi il possesso di posizioni conquistate, se si presumono ritorni offensivi di forze considerevoli ; oppure si vogliano organizzare prontamente a[orznmen ti di accolla in una posizione retrostante per parLe eli truppe di seconda o ter·za lin ea, mentre quelle di prima linea iniziano lo spiegamento e l'attacco.

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J,A POLV!lRE INFUM E N'ELL'ODif:nNO COilBAT'f UIEN'l'O

~ella difensiva &i oll'riril sempre l'opportunità d1 impr·onrisare

trinceramenti e sul fronte e più indietro e sui fìanchi, onde a''"iun 01'> gere valore ad una po:>izion e, c riteni amo dov ere imprescindibile il_ farlo, sempre che il tempo o i mezzi non difeLti no, m9- qu i pur·e grova osservare che i trincet·am enti ~i scor·gono singolarmente da lontano, segnano al nemièo la posizione eù ampiezza del la nostra linea e tolgonl) si possa utilizzare il va ntaggio consenlito dal nuovo esplo3i\'O, di occultare fino alle minori distanze la posizione dei tiratori. (Cmt~imw)

Gozzr OonRoso Te11ente colollnello tli (cmteria

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LA I'ANTElUA PUÒ D ,\ ll. GE::-IERALd

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59G l<

* .. La Ri·vista di Ji'unte1·ia, non è. assai let ta o almeno non è letta come si dovrebbe dagh ufficiali delle altre ar mi, e ciÒ è male : è male, perchè il leggerla. serve a farci r ecipr ocamente conoscere e quindi a cementare il cameratismo; è male,· perohè in essa, con forma semplice, elegante e corretta, spesso s0no trattate questioni vitali, . questioni d i cui gli estr~nei all'arma molte volt e ignorano }:esistenza e che pure dovrebbero çonoscere tutti, perchè la vit~or~a non è la somma di risultati parziali analiticament e ott1m1, ma nn risultato sintetico di atti, se pure non ottimi, però armonicamente coordinati.

A PHOPOSITO Hl U:'< .\nTICOLO DELLA Rf l'IS1' A 01 PAN1'BlUA

~

L a Rivista di Fanteria (1), prendendo argomento da una notizia, che portata dai giornali fu immediatamente smentita, ma che, per poco fosse il buon senso dei lettori, di tale smentita non avrebbe avuto neppure eli bisogno, pubblica un pregevole scritto intorno alle qualità che si richieO"gono a 'coprire gli alti gradi della gerarchia militare, ' per dedurne che, non solo sarebbe assurdo escludere a priori dal generalato gli ufficiali che percorsero tut ta la loro carriera nell'arma di fanteria, ma che anzi in ess1 s1 può, per tale fat to, avere presunzione risieda la maggiore attitudine. L 'articolista argomenta assai bene nel porre la tesi. Questo premetto non perchè egli abbia duopo che io lo affermi, ma per prender forza e rimuovere ogni preconcetto. Nella discussione però, procedendo per confr onto, dice co~e ·alle quali occorre risposta fr anca e sincera. Come assa1 bene l'articolista si esprime, su cer te cose non basta dire, non è vero, ma occorre alta levare la voce. .

** Nei pr imi t re a.sterisch: l'articolista pone _la q~1estio~e di massima, che cioè, il comando differenzia nei var1 grad1 per natura più che per estensione, e che però nell'affi dare un. comando, più all'at.l;itudine rispondente alla natura del co-· mando nuovo. che al modo come fn disimpegnato il pre.., cedent~, deve~i por mente.- E ciò sta bene, non v'ha ormai ufficiale colto che ciò non comprenda. P assa quind i ad esporre le ragion i del suo scritto e: allo, dice, a gove>·nw·e

sugli altri devono satir·e colo?"O che hanno senno e ·vir-tù di gover·nanti, bioncti o br·u,n-i che siano, e g nesto pure è giustis.

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simo, non v'ha chi . nol veda. P er ultimo, lamentfL il reclutamento degli ufficiali eli fanteria, perchè compr ende lo scar to delle altre anni, e il r isentimanto con cui deplora il fatto ha piena ragione d'esser e, cc.me è razionalissimo che, se v'é in (antm·ia chi da fondala ragione di l't'edere, possa con degna capacità ese-n:itcwe le i)i/! alfe ( tm'(;ioni eli comando.

salga q'uanto p-iù alto p·uò e sa. Lo spregio poi di cui dice essere circondatit la f~mteria, (l)

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rchhraio 1893, an no Il , rnscicolo Il (Xli clelia serie).


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LA FANTERIA PUÒ DAR GENE1iALl '?

LA FANTFRIA PUÒ DA& GNNERALI?

non è, e nessun ufficiale d'altra. arma, potrebbe, se non cadendo nel ridicolo ed appalesandosi vano) presqntuoso ed ignorante, non apprezzare altamente il sapere ed il valore dei suoi colleghi, e giudicandoli unicamente dalla mostreggiatura, reputarli tutti a sè inferiori; se uno ve ne fosse, questi, per ciò solo, non potrebbe mai aspirare agli alti gradi, chè anzi il !asciarlo investito di uno qualsiasi anche basso, costituirebbe già d'i per sè un danno agli interessi generali.

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•. tesi se non coloro che attraversandolo non perderono di vista l'insieme del quadro generale.

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" * Ciò prem~sso, le argomentazioni, con ·cui l'articolista giunge alle sue conclusioni, non rispondono alla questione preposta. L'articolista non considera che due categorie di ufficiali, quelli di fanteria e più specialmente quelli provenienti dalla scuola militare di Modena e quelli -d'artiglieria da campagna provenienti dall'Accademia militare e Semola d'applicazione. Perchè questo? L'errata -notizia diffusa pei giornali asseriva forse che fosse unico titolo al generalato il provenire dall'artiglieria da campagna e prima dall'Accade_m.ia militare'? Oppure per questi h1 carriera· è age· volata, r.esa più rapida onde gil~ngerè ancor giovani all'elmo piumato? E la. cavalleria, e lo stat~ maggiore, perchè non lì pone nel confronto? Ove lo avesse fatto, specie per quest'ultimo, l'argomentazione sua non reggeva., e però non alla conclusione cui è giunto, henchè non formulata, clÌe cioè la. fanteria è la trafìla più logica pel . generalato, ma ~~ questa invece sa.r~hbe giunto, che dalle premesse potevasi attendere, che cioè: solo chi è atto alla lunzione di comando an-

nesso al graclo eli generale iii deve giungere. Il comando eli generale entra nella categoria delle azioni eli carattere sintetico quindi è faeoltà innata, mentre il periodo H.nalitico che lo precede richiede sopratutto buona vo~ lo n tà, ma ovunque lo si compia., Ìnai' f~U'à assurgere alla sin·

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)

Non entro a discutere sulla presunzione della maggior o minor sapere che puossi stabilire fra coloro che escono dall'Accademi<L o dalla Scuola militare, perchè la ritengo inopportuna, e perchè non si può Q.agli studi compiuti in una scuola prima di 20 anni indurre ciò che sarà l'uomo a 50, chè, gli esami subiti, checehè vogliasi dire, non saranno mai da soli una garanzia di S!\pere, potendo sotto una maschera ' dotta acquistata anni prima, coprire una crassa ignoranza. - Si contano a diecine e diecine, ufficiali di tutte le armi e provenienze che, per esempio, senza aver compiuta la scuqla di guerra, sanno di stgria, di organica, logistica e tattica assai più che altri ehe pur presero buoni punti in detta ·scuola. .Se così non fosse nella classe degli ufficiali il livello dell'istruzione sarebbe troppo basso. Così non entro nella tesi circa la permanenza ai eorpi che favorisce la pratica, perchè mentre l'articolista spiega ciò •che per pratica intende, non dimostra poi che questa non degeneri fa.cilmente nell'empirismo che lamenta, e perchè così argomentando verrebbesi alla conclusione che 'l'ufficiale eli stato maggiore è quello che avrebbe minori titoli al generalato, il che non posso dire che sia, se la maggioranza dei' sommi non lo ritiene. . Vengo invece alle tre considerazioni: tRttica, strategica e logistica. Tattica. È esattissimamente espressa la caratterist1ca dell'esercizio dei supremi comandi militari, anzi soggiungerei che la rapidità di decisione è proporzionale all'importanza \ dell'atto, alla potenza del mezzo e però sorge la necessità che lucida ed esatta sia la. percezione, ciò che, come giiL dissi, richiede mente ,sintetica. Ora. l'articolista parlando dell' ar.tiglieria la considera <lt •


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),A FANTERIA PUÒ DAR GENE RALI ?

modo suo, cioè non la studia nella battaglia, ma come ad un poligono, cioè sen?Ja inquadrarla nel campo tattico con missione tattica, non tecnica. L'errQre proviene dal fatto di considerare l'apparenza. Sarà vero che jl comandante di batteria è alla scacchiera, come dice l'articolista, e che il comandante di compagnia non può spesso vedere tutta la sua compagnia, ma d~~ ciò non ne provengono Iè. deduzioni sull'estensione del fronte ·o la profondità di schieramento che egli ne trae, nè quindi la maggiore possibilità d'esercizio nel comando, senza tutto direttamente vedere. Nell'azione tattica lo decisioni si basano bensì su ciò ohe avviene dalla propria parte, ma assai più ancora su ciò che avviene dalla parte nemica, e anche prescindendo dal fatto che il comandante di batteria deve por mente eziandio a ciò che si svolge sui . fronti delle truppe laterali amiche, sul campo tattico il fronte va misurato su tutta l'es~ensione ove avvengono fatti nei quali è impossibile intervenire. Ora il fronte è più esteso per chi si trova in un corridoio o per ohi guarda. da un foro praticato in sottile parete? La stregua a cui l'articolista valuta il fronte della batt~ria non è quella del comando di una batteria nell'azione tattica, ma del comando tecnico; a questo il comandante devo avere g ià educata ed istruita la sua batteria, che nell'azione tattica funziona e serve di mezzo ad esso comandante per portare -la. sua azione ovunque arrivano i proietti dei . . suo1 cannon1. La rapidità colla quale i proietti dell'a;tiglieria giungono uei lontani e spesso velat i punti del campo di battag lia, determinando la possibilità e però .il dovere d'intervenire . afferrando momenti fuggevolissimi, impone una prontezza somma di percezione ed una fu lminea decisione, a cui, per contro non si può arrivare che esercitando l'occhio e la mente alla concezione sintetica, la quale fa discarnere, nell'intricato sYolgersi degli atti, quegli obbiettivi che più direttamente colltmano coll'obbiettivo generale del comba..t· t imento.

LA FANTERIA PUÒ DAR GEN ERAL1 9

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Una lontana nube di polvere, l'oscillare ~1-nc!{e minimo di una linea, il r allentare o accelerarsi del fuoco di fucileria in un punto, l'accorrere dei grossi ecc. ecc., sono fatti che al comandante d'artiglieria non debbono sfuggire e da un minimo indizio deve prontamente intuire la situazione e d ec,idere, chè altrimenti l'artiglieria perde il primo dei suoi fattori di potenza, la rapidità d'intervento. A ciò esercitandos i, chèl ove nol facoia mànca al suo dovere, non mi sembra possa essere meno efficace nè. meno diretta che in altra arma, la preparazione all'alto comando perchè il generale, come bene d ice ì'articolista deve sop;oa tutto saper cog liere a YOlo le occasioni favorevoli. Circa la mobilità delle due armi l'articolista non è esatto: _la fanteria è mobilissima, ma, datole uu .impulso, quello, o ben poco da quello diverso, rimane; l'ar tiglieria è più lenta, .. cioè a meglio dire le V!'ltture d'artiglieria sonq lente a collocarsi, ma la batteria presa posi~ione è mobilissima nel suo agire, perchè cambia obbietti vi, interviene, si sottrae acl un semplice comando, e però <:olla massima rapidità. Ma neppure il dire che perchè lente le vetture non occorra prontezza è esatto, perchè, chi inizia la battaglia? ehi · ne for ma l'ossatura ? è l'artiglieria; verranno indicate (seppure) le località e gli scopi, ma l'occupare presto ~ bene le posizioni, subito iniziare la battaglia secondo lo scopo generale è dell'artiglieria, che però anche dall'inizio, mentre è ancora buio l'orizzonte, deve sapersi orientare, e, intendiamoci, rapidamente. N eppur <) ltesto panni non sia compito che import,i un semplice esercizio tecnico, non atto alla preparazione all'alto coma-ndo. P er quanto si riiiette a l comando diretto, è vero che l'ultima snodatura dell'artiglier ia è il pezzo e che nella bat· teria so:no sei, ma il pezzo è un elemento complesso, comprende materiale, c~walli e uomini per ognuno dei quali si producono attrit.i speciali e si richiedono criteri special i. L'uomo nella batteria ò presso ~L poco una parte di meeça,uismo, ma ha. vita, ha mente, h~ cuore, e quanta forza.


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T, A FANTERIA P UÒ DAR GENERALI ?

di comando si richiede per man tenerlo, non inquadrato, calmo, attento, sotto l'attrito immenso del pericolo, a non sentire il quale neppure ha il vantaggio dell' entusiasmo? È vero che l'ultima snodatura è il pezzo, ma la batter ia ha la linea dei peài (il cui fronte può. giungere oltre i cento metri), avantrÉmi, reparti cassoni, anche senza contare la batteria· di riserva, il parco divisions.le, ecc. A tutto, senza vedere, deve aver mente il comandante, mentre non deve un istante perder di vista ciò che si svolge nel campo tattico e rimanere costantemente tatticamente orientato. E così senza scendere a pa1·agoni, posso io pure dire che non reggono gli argomenti addotti per escludere che, sulle tre car atteristiche fondamentali delle funzioni tattiche del generale, cioè comandare senza vedere, rapidità di decisione e comando complesso, la fanteri a è dell'artiglieria scuola migliore.

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LA l'ANTE RIA PUÒ DAR GE NF.RAL l ?

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capitano d'a1·tiglieria ed tm capomle di fanteria, rid ucendo

il compito di quelli al tiro contro un bersaglio noto, non li r accolgo; solo dirò che, i primi san no sempre ove tirano e quello che fanno, senza di che non tirano, e con pochi colpi possono fare assai più bene nella mente del comandante in capo, che i secondi, aggirantisi relativamente Yicini e però rischiaranti solo un breve tratto dal campo t-attico. N eppure gli ar gomenti intorno alla considerazione strategica, possono pertanto reggere, oppure sembr eranno reggere . per ohi, profondo conoscitore dell'arma di fanter ia ha dell'ar tiglieria una conoscenz-a non esatta nè completa, ma sol0 la conosce dal punto di vista con cui ne parlano coloro che non la studiarono, trincerandosi dietro l'ormai luogo comune: è arma tecni ca.

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' Strategica,. - Chi è che, avuto sentore del nemico, va a scrutarlo lon tano, lo costringe a spiegarsi ad appalesar e le sue intenzioni, lo obbliga a combattere se non vuole, lo arresta se avanza, permettendo alle colonne amiche di disporsi a combattere secondo un concetto che la situazione, per tal modo chiarita, consiglia? Chi è che protrae l' inseguimento, imperlando il riordinamento, ove conviene al nemico? Chi è che copre e permette la r~tirata nella direzione strategicamente più conveniente? E l'artiglieria, o almeno tutto ciò è il compito di questa arma. A queste funzioni, mi pare che, più dello scovare il nemico vicino nascosto (compito dello pattuglie), si r ichiedono criteri d'ordine strategico, si richiegga conoscenza lucida della situa zione strategica generale e pronta per cezione e decisione del modo come mE~glio raggiungere l'obbiettivo. I paragoni poi poco cm·te ~~ che l'm·ticolista f'a lrct un

maggior·e d'a1tigliel"ia ecl nn sottotenente <J.i (ante1·ia, '«-n

* * Logistica. - Qni l' artipolista, mettendo in luce quanto torna a suo va.ntaggio, tace di quanto si riflette all'ar tiglieria.. Non nego che nella fanteria l'ufficiale si addes tra alla conoscenza intima delle difficoltà logistiche, e che le marcie, per essere ben condotte, debqono alla fanteria soprattutto por mente : ma ciò non toglie che campo pure vasto ad esperienza logistica non abbia l' ufficiale d'arti· glieria. Muover e, sostare e rifornirsi. L· art iglieria marcia colla fa.nte1:ia e però le sue andature a questa s'informano, all' iniziarsi dell'azione sorpassa le colonne colla maggiore andatura consentitala; abbiamo perciò la varietà. L'arti_: glieria deve arrivare passando anche per luoghi pressochè impervii, e arrivare intatta e al completo; i cavalli non sentono il moral e mH. neppure l'onore, e, mentre sono nn mezzo, sono pnre un nttrito per chi non \:l eflperto; il materia! ~ presenta puro i suoi attriti, e gli espedienti s' im-


LA FANTERIA J' UÙ J)AR GI<:NER ALl ?

pongono così di frequente che si. può dire sono di regola, del resto basta aver veduta una batteria in manovr a tattica per darsene conto . L'art~glieria sosta, ma sosta con tre elementi i cui bisogni sono diversi. L'artiglieria si rifor· nisce e anohe r ifornisce g li altri corpi, il suo servizio lo· gistico si stende molto addietro e per diverse linee: materiale, munizioni, viveri, uomini e cavalli. Se l'esperienza logistica sn di un solo ordine di bisogni è superiore a quella che si svolge su ordini molteplici e vari, può $tare la conseguenza che l'ar tiglieria è alla fanteria in condizion i inferiot i per apprendere: se ciò non è, quanto l'articolista concludendo asserisce, non è esatto.

..

* .. Sull'ultimo argomento della parte mor~le, certo la fanteria ha molto cam po, specie pel numero, ma non al grado che le assegna r articolista, perchè anche l'ar tiglieria .ha pure vasto campo. Per giungerf' a tenere fermi al pezzo, sell"~a entusiasmo, degli uomini sotto la pioggia di fuoco, per farli uscire dal coperto e per avmu:are ai pezzi o per portar e munizioni o per sostituire mancanti, per mantenere quell'ordine rigido, rigoroso, quell'assenza di atti di individuale iniziativa, occorre gran de impero morale, ne questo lo possono dare legg i, regolamenti e neppure l'istrnzione: occorre la conoscenza del cuore umano. E per giungere a ciò. non basta conoscere i più minnti pregi e difetti delle bocche a fuooo . · Si sa di capitani d'artiglieria che ebbero ai primi colpi dispersi i loro uomini, e si sa di altri che seppero tenere sotto la morte i loro, che decimati mai cessarono di far fuoco. Non è quindi la conoscenza del materiale che basti t"l> çornanda,re l 'artiglieri~\ .

T.A FA N TER IA P UÒ lJAR GENERA[,!?

.. * * Concludo io pure. . Non è coll'offuscare gli altri che si accresce il proprio splendore. I confronti riescono sempre odiosi e anzichè avvalorare infirmano il proprio asserto. · La fan teria ha tutti gli elementi per efficacissimamente compiere la preparazione al generalat.o e il dimostrare che ~ vi deve giung ere chi ha mente adatta, può farsi direttamente, alta alzando la voce e il cuore. Lasciamo di considerare la carriera dell'ufficiale come una scala a piuoli, in cui ognuno cerca scavalcare l'altro; ma tutti, ciascuno nell'arma che per inclinazione ed attitudine ha scelto, cooperiamo concordi atlo scopo ultimo, senza curarci delle piccole ambizioni o vantaggi personali. Salirà chi sa e· può. La fanteria coi vantaggi acquisiti alla scuola d i g uerra , cogli esami .a scelta, ecc., ha mezzo a grande selezione nella quale gli ufficiali si valutano per quello che sono, non per la loro 1 provenienza, e chi vale sale. Non facciamo, con. continui lamenti, come quella madre che fatte le parti di un dolce ai figli, lamentossi di esserne r imasta priva, e avendog liene ogni figlio dato un pézzetto, finì per avere lei la porzione più grossa. MA LAVASI C ELSO capitano d'at·t.ìglierilt.


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l SERVIZI D'E SPLORAZIONE E SICUUEZZA

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·1. Scoprire il p:ù che sia poss!IJile di dati riguardo al nemico (ubicazione, forza, disposizione, intenzioni} e tener d'occhio il nemico dopo l'incontro con esso, impedire al nemico anaiQga condotta., è il primo fa llore del successo: elude l'inlluenza del caso per mezzo della previ sion e, t·isparm ia gli sforzi inuttli , prepara tranquilli tà all'animo e al discernimen to . 2. La cavalleria per le sue qualitit di mobilit;\ e rapidità è specialmente adatta a comp iere sul teatro' di operazioni servizio dì esplorazione e v1:gilcmzu (2).

a. La cavalleria compie servizio di espLora::ionc, spingendosi verso il nemico , e tanto sul dinanzi delle ~aggiori truppe operanti qui1nto lo permeue l'entità di forza che abbia disponibile a 1ale scopo (oss ia t[uanto è la durata e il valore della re~i stenza che può opporre la sua forza di sponibil e, e quanto è il tempo che questa può star da sola, priva delln attuc1zione dei , servizl·in più dei pt·opri), o tanto non solo, ma anche quan to sia sufficiente a dar tempo alle maggiori truppe retrostar. ti di prendere conveniente schieramento . Cerca dì scopr-ire il nemico e ollenere notizie sulle sue forte, sulla loro disposizione, sulla probabile loro condotta ; riconosce anche condizioni di terreno, dubb i t~, o di popolazione, o di risorse. (Può talvolta servire per assicurare in precedenza il possesso dì qualche punto importante). 4. La cavalleria compie servizio di ri,qilanz-a, tenendos i attorno alle truppe,· alle quali è addetta. nel 'raggio tattico di queste. Le tiene avvertite sulla presem:a. del nemico pro:>sìmo, e le ragguagli a sul conto di esso; impedisce al nemico di scoprire dati su quelle stesse truppe. 5. Il servizio di esplorazio!!e ha còmpito inleramente attivo; quello di vigilanza, còmpito, in certo modo, p~sivo . 6. Ad effeuuare la lontana esplont.=ione sul di nnanzi delle armate . sono destinate le divisioni di cavalleria. che hanno ot·ganicamente perfetta attitudine tnLt ìca e logistica. Tal e servizio di lontana esplorazione ha nome di alianscoperta. Indirizzate egualmente alla esplorazione le ·cavalleri e di due eserciti avversari, necessario lo scont1·o fra di esse, lasciato da ciascuna delle due parti, il còm-

(l ) Questo sunto \'emi prossi mamcn ~c, co:l \:dizione riveduta, pubulicato. Esso tratL:l doi c.ombatli menli delle espLorazior1i e dello $ludio del terreno, c contienBtemi e svolgimeu li di esercitazi oni pratiche. (!) Sono caratteri naturali dell'arma d i cavalleria : 1• l'indipendenza delta uolonla del caua liere dalla fatica dell'organismo che fa il maggior !a1oro (cavallo); onde essa ba capaciti!. di com piere gli atti più audaci e risoluti, o i più ragioueroli nl'lle fJ.si cl'itiche; carattere, ·al quale può anche aggiungersi la gagliardia ?rwrale derivante dal domlnto di un organismo temibild (il cavallo); 2° la (o1·za di impulsione, clovuta alla sua velocita combinai!L colla sua pesante ma.ss;L(c"valieri c cavalli); pur cui essa risulti!- arma JlrOilrht per l'urto: e, como tale, agisce a guisa di proiettìlc ; sceglie opportuuo il momento di agire e non agisce che risolutamente; 3° l« rapidità aella. sua aziOilC: Essa, in breve durata di tempo apparisce, varca

gli spazi battuti, raggiun:::o il nemico guadagnando iu velocitil, urLa., ottiene effetto;. si raccoglie, insegue o S(Ompare; ,. la (orza di resisle1~za nel movimet~lo. da cui essa. trae attitudine a comoiere operazioni lontane, e in breve tempo; · s• la (aci.tità di ~ollra-r·si dall'azione, scmpro per la ccleritiL sua disponibile, di sottrarsi e ricomparire per agiro in punti e momenti opportun i; G• ìl .rapido (onder3i, so J)ri m eli ricchi mezzi, di allenamento, di cu re. La cavalleria dunque, come arma di urto, di movimen to, di opportunita, può venire Impiegata e sul campo di btlttaglia, c, fuori dei campi di battaglia complessi, in imprese speciali condotte alla lontana: - in questo caso: per esplorare. o riconoscere, o tenere, estesamente, o prosto, c per tempo, un terreno od il nemico stesso; - forte sempre, essa, della sua c;1paci tà di combattere, muoversi, sottrarsi. La cavalleria è arma combattent6 e per eccellenza arma esplorante.

l ~I~RVILI

D'K~PtORAliONE l~ ~~t~R~llA

(Da/sunto dell'Istruzione« d'arte militare» impartita ai signori sottotenenti di caual/eria presso la scuola di caua/leria ( l ).

Natura dei servizi di ésplorazione e vigilanza.


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1

pit.o di vedere a distaccamenti minimi (pattuglie di scoperta) e assegnato il soste~no prossimo di questi' alla minor possibi le forza (pochi $f[ttadront esploranti), dom<l:ldato da ciasc una delle due parti il successo nello scontro fra le due cavallerie alla preponderanza di forza tenuta raggruppata e sottomano. è naturale considerare che l'avanscoperta sia condoua da riparti di cava lleria aventi in sé t'entitd tattica adaLLa a sostenere un combattimento regolare, ossia fra br·igate o divisioni di cavalleria fornite di artiglieri a a cavallo, la quale è pur necessaria per portar· sicu rezza ùi riuscita contro qualsiasi impedimento nemico. '7: L:t esplora::ione p1·o.ssùna s:Ji dinnanzi delle grosse colonn e marcianti , di corpo d'armala (o divisione di fanteria), è disimpegnata dalla cavalleria di cor·po d'armat<l (o divisional e), la quale allora propriamente chiamasi cavall1WÙL esplo1·ante. Alla esplornzion e prossima comincia ad unirsi còmpito di vigihnza; e in modo tale che l'esplorazione pros~ima stessa tanto più cede campo alla semplice vigilanzn (ossia il servizio diventa tanto pi ù passivo) quanto più dall a fronte volta al nemico si va verso il lerreno dove sono meno probabi li le offese di esso ('1).

(l) Il regolamento d( .servizio i n g11erra cosi si es()rirnc: • Scopo della cavalleria esplorante spinta innanzi <111 una colonna in marcia <compbsta cl~ lle tr(l armi) è di· scoprire il nemico, riconoscernc le forze e le disposizioni, e ioformarne in tempo. Non lo spetta la protezione della colonna perchè a ciò provvede la avanguardia. La cavallet·ia esplomnte, senr.a rigidamen te legarsi ari unrt d•Stanza !Issa dalla colonn<t, la procede di r[uanto occorre, secondo il terreno e la situazione, por poter adomllire il suo cOmpito. Alla esecuzioM del suo mandato provvede tenendo la maggior parle delle forze riu nite sulla stessa direzione seguita dalla colonna e spingendo paLtuglio di sco· prrta sui punti che più ·importa riconoscet·e; opera coxnc un riparto in avanscoperta, Pùr quanto è consentilo dallo 5copo plù limitato che deve conseguire c dalla zoxw molto p!u ristretta di tPt·reno nella quale de,•e S\'Oil!ere la sua azione. • A questo proposi to è conveniente accennare che la cavalleria esplorante non ù da considerarsi come ona avanscoper ta in scala rxdotta (come talnni vollero esJII'lmere) per quanto essa opel'i come un riparto in avanscoperta: - t'avanscoperta è libera nelle sue diret!l·ici di ma1·cia, e adatta te me disposizioni esclllsivame!lte alle p r oprie1·agioni di incontro col mmìco; la cavalle1·ia esptomnte è vincolata atta di?·eltrice <ti ma1·cia della colonna ret>·osttmle, se non per t'effettivo pe1·corso, certamente 1'ispello a t coprimento delk• colom1a, e alla espklrazione del 11emico (atta i n una cer chia tanlo estesa da permettere alla colonna di p1·eparai'Si al combatumtnto. La marcia di un grande ri-

parto delle tre armi ammette già. nn progetto deliberato, dedotlo dalla conoscenza della situazione : - so la situazione non ù stat., svelata. eia una avanscoperta la cavalleria, che sarà. poi cavalleria. eS]lloran tc quando il grande riparto si sarà deciso a marciar·e, compie a tutt;t prima una specie di servizio, di avanscoperta; intanto il

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I!IER.VIZI D ESPLOR.AZ!ONE E s;CUR.EZZA

l SERVIZI D'ESPT.O RAZIONE E SICUREZZA

S. Ii vero servizio di oigilan:a attorno alle grosse colon ne marcia nti è fatto dR poca cavnlleria acl esse lasc iata (uno squadrone o mezzo squadrone al corpo d'annata, un mezzo squadrone o un plotone, alia divis ione di fanteria, i qual i prendono nome di {ra · rione di cavalleria di testa dell'avangwL?·dia); e pnò essere tal ser vizio coadiuvato dal la stessa fan teria l'l). 9. L'avanscoperta non può essere ·velo alle armale retrostanti: per coprir troppo essa sarebbe debole in o.;ni punto e perciò non varrebbe, perch è propria nd essere sfonda ta dove il nem ico voglia. Tien r'iunite, come si è detto, le forze in nuclei ave11ti entità !altica (brigale di cavalleria con artiglieria a cavallo, divisioni di cavall eria) e la minor quantità ne dir<lm<l per attuare la csploraz ;one (sqnad?·oni esplù1'anti e pttttttglie di scoperta) . Questa esplorazione, condotta nel modo pi(L atlivo; ossia senza soslo, tentennamenti, disguidi, faLLi allo ~copo di predn che non sia imporlartLe . 'l O. L'avanscoperta dunque non pu ò illud ersi di scoprir·e o arrestare ogni minimo riparto nem ico che con reciproco scopo di esplorazione venga ad incontrare la distesa della sua fronte. L'avanseoperta tende, sopra ogn i cosa, a scoprir·e i granrti riparti del nemico, tollo ciò che es,;a faccia in più di questo è srcondari o. 11. Se qualche minimo riparto nemi co, pattngli :l ad esem pio, ~~ riuscito ad attraversare la fronte dell'ava nscoperta, s'incaricheranno ·la esplor·azionc prossima e la vigiln nza clte attorniano le colonne, di respin,.,·•erlo, irn1Jecli ndi di. vedere ' attrarlo ·in a<wua to ' ,. precludergl i scampo; ed esse potranno farlo con migliore fortun a ch e non l' avan~coper t.a , distrib uite cn:ne sono. nel lor0 li milalo spazio, con più uuiforme densiLù, meno ~u ardinghe rispt>LLO alla even tualità di avere a fronte , non prea nnunziate, co nsiderev oli ~,..

granclc riparto ~osra. Al!ora Dfl(luut.o traltnsi nou di una r.ona rislretla compm; a fra l~ altre occuparr o fra gli osLar-<lli naturali (r.ome pt•r cs~mpio una val!" la alpiua), ma dt un esteso tc;~ t.ro <l'ù(ltJr;tzioni t!OI'e v.,ric pos,;ollo essere le direzioni rli p ovcnienz;\ del nenuco o Vilfie !t; di t·czit•lli ti'H\'ttn~:lt<L che il gr·an de rip:nlo possa scegliere (come Per esompio l'eslen;ion~ aut.isl>llltl) a.tl uno sbocco alpino!. So la zona i: risrrolta c il progetto e di marciare avanti, allora la '":mscOJJerta nel scn~o pruprio dt:lhì parola puo non esservi, e ciono uostnntc lo. Gavallcr·ia che p r~cedc la coloana ù pro'lriamcnte cavalleria esplor~nte nel SPnso detto sop•·:t. • ,. ( t} • La {ra::ilme d' cavalltrìa di le.~la aell'avangua;·dia o incaricata del fiancheggiamento pro>suno, e se o~c·Jrrc, (fel collegamento colle colonne laterali. ,. 39-

•NNO XltXVJII.


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l SERVIZI D'ESPLORAZIONE E SICUREZZA

forze nemiche, perchè è l'avanscoperta che qtteste segnala, e sìcure che a portata sono i. !!l'Ossi delle colonne per far da sostegno. '12 . L'avcmscoperta insomma è una grande rete a larghe magl ie, che incontra lun)!O la distesa di un'ampia fronte, i pesci grossi, la esplm·azi0111e p1·ossima e la vigilanza sono pi_ccole reti n fine maglie che incontr'lltlO, intorno a li mitati spazi, i pesci piccoli. Collo stesso peso dì canapa una sola granJe rete a fip e ma~l ie no n si potrebbe neppu r nsa1·e tanto sarebbe propria ad essere sfondata, nonchè dai pesci grossi, anche dai pesci pic~oli. 43. Nuu è da credersi Lutt.•via che l'avanscoperta non possa anche riusr.ire di velo alle grosse colon ne retrostanti: ten ere il servizio di esplo razione ben dC~ ppresso (il uemico, corpo n corpo con lui, pesare in cessamemente sulla sua cavalleria così da todierle auche il pensiero deli' iniztativa, è salvaguardare le retrostanti truppe perlino dall'aV\'icinarnento dei più esrli tentacoli nemici . H . Aver presente la differenza che corre lrP a·vanscopcTta, esplora.zi'Jne pTossùnrL, e vigilanza, capi re il sen:>o attÌ'I)O o paswoo dell'incarico con sideralo e la maggiore o minore estensione da atLrihuir·si al :;enso allivo dello stesso incar·ico consideralo, è tutto quanto occorre, può dirsi, in più del raziocinio proprio, per definire i n modo sicuro l~t condotta di un riparto qualsiasi nella attua· zione di uno dei tr·e servizi suddelti. ProposiziOne questa che fa sistema coll:t norma astratta generale di aver sempre ben presente lo sco-po pr·efisso e di tenervi costantemente indirizzato il proprio modo di rel-(ola rsi. Cosi: trattandosi della condotta dell o pattu glie, saranno le considerazioni fatte sopm che la defi nirann o in modo adatto alla nat11r., e •di'incarico speciale dell e mcde:;ime; trattandos i del di ·tacco di organi d1 esplorazione e di vigi lanza fatto da un ri parto di cavall_e ria, sa rit la responsabilità del 1·i pnrto stesso piutto:>lo rispetto ad esso che ad altre truppe a cui addetto la q~1~le farù propo rzionare i mezzi di esplora zione con quelli di vrgllanza ; ecc. ecc:. 1i>. Esempio: una. pattuglùt di scope1·ta, in un sistema lontano di <~vansco~erta, non perd e tempo a bada luccare con altra pattuglia nemica: la vede e (} in co ndizione per darle addosso? l'a di non esser vista per non Lracli r sè e i repnrti che l'hanno distacca ta. osserva, manda avviso maga r·i all'indieli'O; e intanto pro-

I SERVIZI D'ESPLOII.AZIONE E SICUREZZA

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seguo secondo il mandato stto ; una pauuglia invE>ce di fiancheggiamento di un:1 colonna .mù~ianw vede un'altra pattuglia nt~m ica; dove tenel'la. a bada. darle nd.dos:;o, Lrarl<L ìu agguato ; eli minarla insomma; e lo fa colla sua forza se sufnciente, o avvel'lendo un maggior nucleo a sua portata sul quale la attira. · 46. Altro esempio: un gruppo di cavalieri , le cui qualità di eli, . sce1·nimento e di intell igenza si debbono ritenere personificate nel loro comandante, hn incarico dì esplorazione pre~so il nemico'! il comandante. tolto un solo cavaliere con sù, nvnnza ed esplora, in persona, l'orizzonte; si fa segniré dal rimanente del nucleo a distanza, che secondi l'nvanznta, copeno; un analogo gruppo ·ha incarico di semplice· trasferimento (c sia per portare un mes · saggio), attraverso terreno nel quale può incon trarsi il nemico ~~ due cavalieri saranno ancor·a l';Hti precedere per la vigilanza) ma ' il comandante starit col nucleo principale: e ciò per :a ragi one di non scittpare lungo Lutto il parcorso l'anenzione sua propria e anche di nou porsi in stato di meno vantaggiosa sicurezza. personale. n. Altro esempio: uno squadrone esplorante sbalestrato isolatamente in un ampio terreno di manovra, lerriL molto a scopri7·e 'nuclei nemici eli entitit (da squadroni in su), e, ulteriormente, a tenerli d'occhio per pararsi da essi , meno a non essere p_roprio visto e :;egnato da piccoli nuclei nemici, mobi le come esso è,. e instabile perchè scevro di responsabilità immediata verso altre truppe attigue. Uno squadrone di testa dell'avanguardia di un corpo d'armata terra arnhe molto a scoprire nuclei ne'mici di entità, specialmente :.e altra canlleri<t amica in p'iù non è innanzi (nuclei nemici, da riparto anche maggiore dello squadrone, in su), territ moltissimo ad .avverti re la prossimità di essi , te1Tà. in: sommo !!rado a non lasciar possib ile l'esplorazione a piccoli nuclei ne~1ici , ad aggnantarli interamen le se si anici- · nino ad esso o alle truppe sep uenLi . · 11 pr-imo squadrone avra un -certo ' numero di pattuglie dì scope1·ta, una perspicace pattttylìa di ptmta innanzi fun go la sua direLtr·ice di marcia, un un servizio di {iancheggiam<~nto ridotto a poca cosa se gli con, viene consérvare le forze 'e marciar rapido; il secondo aVI'it fo rse


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SJHWIZI

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D E8PLORAZIONE E SlCURlU,ZA

l SERVIZI D'ES PLORAZIONE E SICUREZZA

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minor numero di pattuglie di scoperla, una piìt aLLi 1•a ancora pauuglia di pun la, ma specialmente condut'l'il servizio di vigilan:ra sni {u:wchi, denso ed eOìcace.

Organismo del servizio di vigilanza. 18. Organo per l'attuaz ione del sennzw di vigilanza attorno ad un riparto rl i fanteria o cavalleria sono uno o due o più indi vidui, (certamente sempre nel minor numero possibi le) distaccati dal riparto stesso, in condizione: ·l 0 ) di aver possil:>ile un ùuon campo di osservazione verso il nemico mentre il rimanente del riparto stù, o marcia, al coperto; ?•) di essere in costante collegamento col rimanen te del ripal'to sia per mezzo cie li ~ vi,sta che per mezzo dell'udito, uti lizzando, se occorre, quniche individuo . sta· hilito nell'int ervallo; 3°) di essera il pi ù che poss ibi le riparati al la osservazione nemica. ·19. Ditlicilmente si distacca ll n individuo solo per non !asciarlo ab~andonato alla sua sola energia morale, e, se tratlas'i di ca-· valleria, pe.· non !ascia rlo soggetto alld ritrosin v rtl nitrit·~ del c:wallo isolato (òi truppa). Tre o più individni possono talvolta es· sere insieme distaccati, megl io che due soli, se lo richiede la dif~ rtcoltit di ossennre estesamenLe e minutamente, e di tenere il col~ l.t)gamento colritnaneute del ri pa rto. 2o. Chi.amasi, l'o rgano d· attuazione del servizio di vigilanz<J , pnnta, (ianche!Jgùtto!·i , coda, se il riparto invigilato è in marcia ; t1edette se, fermo, in sosta o in stazio ne. La pttnta, o la coda, pereone la strada che c seguita dal ripa rto, e si tiene a distanza dal nucleo ch e l'ha distaccat·t , o che è ad essa più prossimo, di « '200 300 passi se di fanteria~, di« 500- 1000 passi sedi cavalle· ria »; c patl!t!Jlict di punta o di coda, ossia composta di tanti individui, in numero maggiot'e di due, quanti occorrono per assicu · i·are osservazione e co ll egamento . l fLanclwgqiufoti marciano pa· t·:riJelaplente alla co lonna quando il terreno lo perme t~a . più vicini ad essa di quello che la punta, o la coda, perchè meno agevole e il collega mento e perchè, regolat'tnente, verso il tianco è più pronta

l'azione della colonna; sono della entità di drappelli (drappelli fi,ancheggianti) se meno facili sono la osservazione ed il c~ll~gamento · e più infestato temesi dal nemico ~l .teneno: .o sono spt~l.t, cr~ando la marcia si svolge lungo terreni mgombrt, nella ent.tta d1 pattuglie (pattuglie fiancheggianti) a perlustr·are per .buon tr~tlo le strade ché si. distaccano lateralmente da quella segmw. dal nparto. t e vedette sono collocate attorno ad un t' iparlo, dentro il limite di , distanza fissa to per la vi gil anza in marcia, quando il ripnrto sosta per breve durata di tempo (rr eno clell'occorrente per aver va n· taaaio di disporre regolare sistema d' avam.w;stt} (ferma.w p·ro · te~:) ; sono tassativamente a non piu di 20-30 passi dalla prima frazioné di troppa in set·vizio di sicurezza (piccolo posto) se i l riparto -è i-n sta:ione. In questo ultimo caso però è veramente Lutto il piccolo po!!tO (iu forza. di un capo posto e ~1-.1. uomini se di aiorno del doppio se di notte) da considerarsi in gervizio di n ' . vedella; assegnatagli quella forza p1w i camhi della l'edetta e, inclusivamente, per la più complessa osserva1.ione e per il piit esiaentè servizio di coll egamento se :;ppunto il piccolo posto è spi~Lo più infuori di quello che sarebbe un organo di vigilanza durante ìa marcia. E il piccolo posto è avanzato sulle retrcstanti truppe « 400·800 passi » (:300·600 metri) se di fanteria . di pi ù se di cavalleria. 2 1. H limite di distanza dell 'orga no di attuazione del Se!'VIZIO d.i vigilanza del nncleo di forza relro:>tanle è acìatto a l'arie circostanze: di collegamento immerliatc (colla ~ isl<l o co l suono, e come eccezione colla,corsa o col galo ppo), di ut.i lizzament o òa parte del nucleo di fot·za retrostant e rlelle sue qualità di comba ttim ento (nna Yedetta c-h-e scopre terreno per 50,0 metri ed è a 300 metri da l nucleo retrostanle rende disponibili 800 metri, verso il nemico segnalato, al nucleo .relrostanle) (•l J, di coprimenlo negli ordinari terreni coltivati, di spazio.disponibile per a~i~·e, e. in marcia , di di5Lribu zione,degli spazi disponibili per agire, ìungo il terrenopercor~o . ecc. Capire :.nche queste ragioni è prepara.rsi facil e e ben adatta la (·l ) Il ReuoJa.mento 11i so•1·vizio itl !:\tt orrn dice: «La c\i~ lnnzn alla quale ùoJvo no essere $~inte le p~ttuglie o i di$lìlw~menti !ian~ heggianti , dev'essere almeno late eia gat·;ultire, la. colonna dalle ;;orprcsc del ~uoco ncmtco. •


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1

l SERVIZI D ESPLOnAZIOKE E SICUREZZA

1 SERl'IZI o' ESf>LORAZlONE E SICUREZZA

61n

s~elta, per e"empio, del pu nto dove pone, in qualche caso pra.

25. ·Gli -inten•alli fra gl i organi di vigilanza , lungo la fr(lnce

t1co, una vedetta. della distanza alla qunle spingere una pu nta in

stessa di vigilanza , debbono essere certamE>llle tali che il terreno innanzi alla linea sulla quale qu elli orgnni si tl'ovano di$posti sia senza interruzion e osser vato; sarà comeniente noi1 la5cial'si trarre a fa1· tali intervàlli eccessivamente ristretti per non dover impi egare e stancare truppe oltre il giusto bisogno . E quelli orgiln i potranno andw non sco rgersi recip rocamente e soltanto incrociarn la loro osser·vazione; se per·ò essi sieno piccoli· posti è ta:;salivo che debba essere sempre loro nota la ri spettiva posizion e. 26 . Il Regolamento stahilisce ch e, quando il co llegameuto non pos~a farsi direltamente a vista, vi si provveda con quakhe uomo lasciato indiet-ro dal nncleo anti.~tantc (o che si dinliuu iscano le distanze nor·mali \: ossia , è l'organo di vigilanza (o, in generale, eli osservazione) che deve ass icurare il collegam ento;. il oede1·e vale se si traduce obbligatoriamenle nel ri{m·ire. I fianchcgt;iato1'i spinti a perlu strarP- IJlHI slr·ada laterale non snra nno m~,ti costituiti da me no di tre individui. anzit:hè da dne, se di cavall eria: due diretti ad osse1·vare. uno incarìc:·lo del coiiPga mPuto, e che sta al bivio, se di fa.nteria , e invece un pò innctn.zi n lla st?·ada latm·ale, se di i·antl· leri a (il cava llo !(olo, al bivio, si ecei ta duraute il pa~ s agg io del ri · parlo, e cade nel fosso). 27 . LAarmi che possono com piere il servizio dì vigilanza sono la fa nteria e la cavalleria . L'artiglieria non vi è adatla perchè non ha mezzi da destinarvi, e, rispeLt.o a sè stessa, perchè non ne lrartebbe possibili tà di util izzare il suo modo di combattimento che richiede segnalato il nemico mu lto da lontano. Ed è per quest'ultima ragione che il se rvizio di vì:;rilanza fatto auor·no ad artigl ieria da altra truppa vuole in questa tru ppa una condolla tulla spec iale, la quale, fa sistema col modo di attuazione del servizio d1 seo·rta. 28. L'auuazione del servizio ùi vigil anza è possibil e anche per i nuclei di minima forza qual i le pattnglie (4 }.

nn caso speciale ch e metta un r·ì partò di cavalleria nella condi -

zione, di non aver terreno adatto per agire se non di forti in forti dìs tam~e, ecc. e(:c . 2.2. L' uhicazione di una vedetta, il peréo1·so di un fiancheggiato re, possono, pi1't che cii rado, rich iedere vero senso d'art ista 'per la loro scelta . rliiTicife come questa è in prati ca, soggetta a mille ci rC<>stanze, e importanlissìma per· la responsabili là del servizio cho • ne 'dipende. ~C' Ila ì,;truzi oue de l personale di truppa elevo esservi dedic~ta cum sp_ecia~e e costante; e non è da credersi che il personale dt IJ·uppn dlletl.l d1 qualitù adalte: il contadi no, per istinto ed abitud in i, è elemen toutilissimonello studio ed esame delteneno ed è. raeile piegare la sua atl ituòi ne al servizio di vigilanza ·se, qua~do s1 esce collo ~ qunrl rone in esercitazione pratica, si tenrrono desti in lr~i l' in teressam~n:o e l'emulazione per mezzo di partì7i controppostr rapprcsenlal l. . '23. Ch e, ~rw_ massima, le di stanze degl1 orgn ni di vigilanza dal r1parto che lr drstacca sieno fissa te più piccole per la marcia ch e _per la stazione è naturale; ma in marcia si è successivamente 50 c,_ get i.Ì ài VUI'i gradi di COp rimen to del te rTCI)O il quale muta ad Qcr~i istante, in stazione.si ha ·libertà di milizzare, snlt.err·eno che n~n varia, le dire7.ioni meno coperte: e può allo ra ortenersi. .col l'avere gli organi di vigi lanza pìlr avftnzati, maggiore latitudine di comodità al ripano fermo. SUL Gl i Ol'gan i di vigilanza non sempre devon•J ritenersi diretla mente col legati al nuc_leo principale delr· ip t~ rto; mn, per la neces~ilà chr _essi si tengano spinti più lonlano di quello che permeua 11 loro dr relto collegitmenlo, po""ono es$ere distal\Cn ti da frazioni L~nt~-t~ ava_nzate dal riparto stesso. E saranno ~flora, queste fraZIMit wcrll'lcate del camb io regolare di c1uelli organi , facendovi pnr turno, :>e possibile, adempiere al gravoso sen•izio In loro forza . . Queste ~tesse frazi oni, in n umero di clue o tre se occoiTe, .. successivamente legaLe per dipendenr.a e anche per cambio t:e,.,olare. Cosi le _g1·an gu:_n·d ie d'avampo~ ti, tan to pih !;C di cavalleria, poss,mo_drre specmlmente falle per tener· spinti loui:Jno i piccoli post;. •

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(t) ]}antico Regola mento di servizio it• gumT.:J. llssa.Vll la distinzione dello pattuglie in: piccole con forza fra due c otto se di fanteria e due e sti se di cavalieri~, mc<tie con forza l't ·a otto-sedici :;e <li fanteria c sei-ùudici o0. tli c~tvalleria; {II'Osse con fot?.1 ft•a sedici c il Jtloton~ se di rnutr.rin c dodici r. il plotone• se tli

cavalleria;

comanda.t.J d; un capo-pattuglia: soldato, capOI'alo, sotttlfficìale o ufliciale.


616

l SERVIZI D' ESPLORAZIONE E SIC URE ZZA

I SERVIZI D' ESPLORAZIONE E SICUREZZA

'29. La condizione che assoluta mente deve essere soddisfatta nella or~an i zzazionc di un servizio di vigilanza è quella (giil accennata) detta p1·onta e agevole cornumcazione), della immediata comun icazione, fra gli organi della vigilanza e i riparti retrosl.anti: quelli devono poter ll'asmettere subito e facilmente ogni :lotizia 1·iscontr~ La , a costo magari di aver 1Jerciò meno estesa e pe1'(etta la osserva..:wne. Gl~ organi di vigilanza sono gli occhi del riparto, ten uti ad rma .certa drsta.uza,. avanzati: se il riparto sùbito non sa quello che esst vedono, tn utrle è per i l riparto stesso di aver stab ilito quella di~tanza, da.fla q.uale esso appunto si ripromette vantag~io. Qua~do l organ~ dr vrgrlan~a per circo:5tanze di terreno no n poss:t co m spondere. drrettam.en.te!Ìcol nucleo che lo tien di staccato, potrà, ~s~o. me t ~e r.e 10 Lennedrarr per la trasmiss ione degli avvis i, rnn. lJUeSIi rntermed ran no u sa ranno ma i in numero maggiore ùi due . « ·s,al~ppnzzare :. fra organi di vigilanza e nuclei retrostanti è tra·Ii'rsi nspctto al nemico, se non visti da esso dappr·ima in parte 0 interamen te, per meu o del rumore e del1 ~1 appar·iscenza; muoversi per portare avv iso è rinnegare l'utilità di aver gli organi di vigilam:a dt qu el lauto avanzati !

Organismo del servizio di sicurezza.

_30. L'organismo del servizio di sicurezza è basato sullo sca~hon.a~ento delle forz e secondo nuclei vieppiù gr·ossi ò di,;costi , e lrller'J dr cedere alfe comodità lor·o, quando più ritinHi indietro della ft·onte. L'entitit di ogni nucleo pmporzioqato alia distanza del sncces:>ivo: cosi che la sua resistenza possa durare fino alf'intei'Vento del soccorso . 31: Sotto. il pu11to di vista dell'impiego tattico le colon ne sono scaglr onatc tn ,grosso e cwangnartlia (o retr ogucu·d ia) . . ~!2. L :1 a>·anyt~anlia ('l) (o retrogun rdia) ha il co mpito di assrcurare li grosso dnlle so rprese, e perci ò di rendergli meno faticosa ( l) •· ln goncr·nlcl rJu asiMi ri rJarto che m:u·c.i verso il ncnti('O none lh '1 •11·1 •; .· ... . · · ·· . s · , <.n c,t . :..' ·. a ' za, ul avoug unrrl ra ". 1•: il nuovo regolamento di • s~r vizio in gucrTa , eire fls~a tale propor~lonu, mentre rJ uello precedente porL.wa da '/ • ad ' /a.

dcllrt su ro·" ·

1

617

la marcia; si impegna col nemico per snperarne l' intoppo, o ~er farne spiegare le fo rze e dimostrare le intenzion i, guadagnando m· tanto tempo e preparando l'attacco successivo del grosso. 33. Per tr uppe ferme, il :>ervizio di sicurezza è disimpegnato dalla disposizione di ao(tmposti. . . · 34. Possono compiere servizio di sicurezza tanto la lanter ra che la cavalleria, che l' artiglieria; la fant eria in modo perfetto, la arLi<7lieria se considerata da sola, quando le sono propizie speciali c;ndizi;ni di teneno rli n ione (cosi ristretto da incanalare obbliaatori amen te le oO'ese nem iche sotto i suoi fuochi concentrici} e, ~e unita ad altra arma, come efficace aiuto per questa ~ la cavallerin, imperfettam ente soddisfa al servizio di c;icurezza. 35. Una avanguardio di cavalleria (accettato pure nella parola avangum·dia il senso generico di truppa che copra un maggior riparto, in marcia o fermo, con incarico di sicurezza) una_avangu:rrdia di cavalleria non può sostenere tutti i còmpiti che spettano ad una avanguardia di fanter1a. Himuove bensì gli in toppi· nemici alla marci a tranquilla del maggio!' riparto retrostanle o allontana da questo stesso riparto, che sia in sosU:l o in stazion~, le otf~se n.emiche; ma non può impegnarsi in a:: ioni dùnos f·?'atwC' per: la~· spl~­ aare al nemico, di cavalleria ('1 ), le sue forze ed in tenz10n1 , o rn M . • azioni tempm·eggianti per prepn rat·e l'azione del maggwr rrp~rto , loaorando il nemico in prematu i'O spiellamento: attacca; o resrste, o sempt·e attaccando; schiva di imp e~narsi e allora aspetta 1'l maggior r iparto, essendo in luogo conveniente ; oppure si ritrae per riuni rsi con quello; difficile situazione in enlramb i i casi (2) . (t) Cavalleria, isolata non voige azione ·•·egolcwe di combatlimenlo, eta cavallo, che con1ro cavalleria. Da cavallo, contro fan teria, agisce colla sorpresa. . (2) Le circostanze qui accennate, inducono n considcra~e che. torse .u~l c~rt>o dr cavalleria potrebbe far ;t meno di distaccare un avanguardra per rl servtzro <l~ sr~u rezza propriam ente detto. se il corpo d i cavn.lloria m:wciasse con tutte lo forze nun~te, potrebbe o "cttar sol tan to parte di sè contro il nemico molto inferiore o trovarst sub1to tutto disp~n ib il e se tu tto le sue fo rze fos~c•·o necossat•ie,. lasciato minor tempo a. vantaggiO del nemico. E questo è 1'avviso d<ll gcnenala Uonte, che puo dr rsr capo d t una nuova scuola,' francese, nella conrl otta della cavnllc,·ia. A. vrebiJe .arrestr c ~cosse nella sua marcia il corpo tutto riunilo ? Non corto tali da distruggere tl vanraggto della sua riumone, se pure la 11arLo, distaccatn. soltanto a momento opportuno, per sopraffar~ il nemico non rosse inter:tmcnte sicma lli sé nel gua.dngnure r;oleremento :1ll'rnnanz1 terreno per l'attacco. L'al'ang.uardia, è ve ro, sct~!l:li onand o, in certo mollo, l<t tensiorw degli animi <liminuisce que.sto al grosso; tanto l'liù perfetto però, e, per consogucnza, tranquillar:te, potreb!Jc farsi il servi~io eli vigilanza o di esplorazione.


618

I SERVIZI

o' ESPLORAZIONE

E SICUREZZA

36. Se pure potrir tal volta vedersi uno scaglionamento delle forze

anche per i riparti di cavallet·ia, per esso si dovrà ammetter~ come rngione determinan te il bisogno di portar lontani gli organi di vigilanza. Ed è secondo tal criterio che pu ò tuttavia spiegarsi l esistenza del plotone di cavallena distaccato in estrema avan.CJilct1"dia, fi no ad ora consen'alo nei regolamenti esteri . Noi dobuia mo cominciat·e a ritrarre qu€'sla c.onclnsione che lo scao·lionam enlo , per l'> il servizio di sicurezza , della cavalleria, se ve ne sia bisogno, deve impiegare il minimo di forza, compatibilmente colla necessità di ten t· avanza to il servizio di vigilanzn . poco atta com'è la cavalleria a permane:·e un certo tempo mantenendosi in condizione di entrare da nn momento nll'nltro in combattimento, senza soiTriroe nel suo primo muter·iale, il c;n-nllo ; e perciò :1 ece~sario com'è il frequ ente cambio degli orj!ani avanzati di essa. 37. Lo scaglionnmento per· la sicurezza è comunemente fissato sulla base che, in marcia, sin di:-;taccato pP-r OO' ni ri1larto da. '; S a'/G della sua forza. in avan[ltwTclia (1), o in fiancheggiamento, e non con frazioni minori dello squadrone se trattasi di cava lleria, e che le parti le quali successivamente s1 seguono formino in certo modo maglie di una c~itena co ntinua, la quale pos:'a lissarsi per la resistenza all'appiglio tattico presentato dal terreno lungo la estensione di essa; in stazione sieno distacr.ate, in avamposti, secondo ciascu na dell e varie direzioni mi nacciose, una o due sol e aliquote della forza (e, ancora, non con frazioni minori dello squadrone), tt distanze, successive, _maggiori che in marcia, perchè nna logamente a quanto vale per il se rvizio~di vigilanza, si ha allora libertà di scel ta, sul terreno che non ''ar·ia, delle condizioni, che esso presenta favorevo li alla resistenza, e deve essere lasciata alle truppe maggiore comoditit. f.a forza cl.est;nata in avamposti , mgguagliat.a , per massiOla ad '/ 6 - ' / 3 di lJn ell a disponibile se di fa nteria, o anche. meno se di cavalleria; ma, in ogni caso , adatta ~di'esten sio ne del fronte coperto e al gmdo di reiìistenza i·ichiesto. 38: Essendo in stazione, la libertà di scelta sul terreno delle i"''

( l ) l ,e coJrulizio ni morali roropri•• e 11••1 nClm io.:o in llui~cono '[•nr f:u· variar e, fuori 1lclla pmporzione, la fOrla delle a \·anguar<lic; cosi anche influiscono lo contlizio ui

indicat;~

1lr terreno attigue alla di reLtrice di nJarcia.

I SE RVI ZI. n't·:SPLOHM'.IONE _ E SICUREZZA

619

. . ·. l e e·so presenti hrorevoli alla resisten7.a (o , più scmcond IZ IOI)I C l " ' • · · ' del .Il ·oo") fa dedurre che allora puo rncancarsr pltcemente: a n azt "' ' servizio di sicurezza minor. ft·nione ò.elln forza totale lun go una . t . ne di fronte F di f{nesto, tr.nuto c.ont<l dal regolapari es ~lnsto le, r. ' sa da ·;· della forza si:-~ per l'avanguardia mento, 1 qua 11:> 3 .a . • che pe•· (•li avamposti stanter..hè la estensrone della f, onte ~ontro la q;Jal.e ~osso no a5pt•t~arsi oiTeso nemiche minor.e è pe.r un np_ar~~ marciante, incolonnato parallelamente. ad alt_n, e, rn ~~asstm,, edotto dalla situazione nemica (non SI marcta se non :)1 ha uno scopo,' e lo scopo non può esse.re stato prefissato senza una certa conoscenza della situa7.ione nemrca) . . . . .. 39. È il nuovo regolamento di «serviZIO rn guer ra J> che stab~lrsce là indivisibilità dello squadrone prescrivendo che e~so ~o~ d'stac: chi da sè frazione alcuna della sua [o:-za con còmprto dr . ~•cur~r.Zct della parte rimanente. Prescrizione nn rea davver? . ~allo :.qua.~ t o~e ai riparti maggiori è ammèsso scagli~namento .~' st cnre~za.: e per.~ chè, quanto più i riparti sono grossr, tanto ~ru lontam. anno bt soano di avere gli organi di vigilanza affine d1 ~uadagom tem,po ~ Lr~var luogo per agire con ve nienten?e.nte; ed e anche perche ne_~ nostri terreo; si può attribuire alla entrth squn~roo e, appunto , not malmente, efftcac.ia possibile e sufficiente d1 az10ne. . . &.O. È il suaccennato modo sa ltuario come, lungo l.a marcra , rl terreno effettivamen te percorso presenta condizion i.var.'e _pe~· la re· sistenza e anche posizion i convenienti o no per l ~rt_rgl~er~a, che in(\nisce sulla condotta delle scorte assegnale ad artr glrerra Jll marda: ciò che si veùrà in seguito. .. .i, 1. Il regola mento di ~ serv izio in guerra» stabr.hs·~e C?~e sistema di avanguardia, il seguente scaglionnmento, '.n mar~ra, pe~ i riparti elementari delle vari e armi, preso a base rl regg•mento ·

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€25

l SÈRVIZI

n' ESPLORAz· ION' "'"'

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~ ~Testa dell'avanguardia

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3 plotoni

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' Gros"o dell'avanguardia

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3 compagnie (Continuazione, vedi n1L1ne1·o p•·ecedenle)

Grosso

" battaglioni 100-~00

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Retroguardia

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Costituzi<!)ne della base di operazione.

5 squadroni 200·100 pl !iÌ

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621

l~ SICUREZZA

· Punta

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(Continua) D1•:

Cn.W .R AI\'D

CapiiatJo à i $Ialo 1naggior e

Pisagua, notlembre 1879 . - Il '26 ottobt·e ·1879 sedicimila uomini si imbarcano aì campo di. An Lol'agasta. I Peruviani lo ignorano. Il 2 novembre sbarco cd occupazione di Pisagna, mentre le navi da guena tengono in silenzi o i forti le truppe in num ero di 2000 sbarcano a no1·d della città. Il rimanen le del corpo di spedi7.ione sb'a rca alcune migli a n sud . l due sbarchi riescono ambedue non ostanle l'opposizione del presidio boliviano che è r·icac. ciato nell'interno. 18 novemb1·e. - Presa della corvella peruviann l'ilwmayo. I Peruviani e Boliviani ri uniti ad Iquique .(H ,OOO) intendono converger~ su Dolores pochi chilometri a sud di Pisagna per alta c· cat•e i Cileni ed in caso spingersi a nord su Tacna e Arica ove Lrovasi il grosso delle forze alleate . . l Cileni gi ungono per i primi a Oo lores e vi si stabiliscono ; l'avanguardia attacca la dalle truppe di Iqnique le ha tLù il '20 novemb re.


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IL CBlLE

11. CHlLE

· l Boliviani si nLlrano sul loro conOn e·. I Pemviani rimasti si ratio1·zano a Tarapaca; il 26 novernbre resp ingo no nn allacco cileno, ma isolati sono obbligati a ri fug iarsi sui fianchi della Cordigli era e di la a nord su Arica ove giungono jn uno stato di clissoluzione spavento_so. La provincia di Tarapaca è occupata con ciò defi ni tivamen te dai Cileni che vi si stabjliscono e vi organizzano un governo proprio. Dicerni.J7'e 1879-ma?·.:;o 1880. - Una rivoluzione nel Perù rovescia i presidenti Prado e Dal.o. I Chil eni seguitano ad afTorzarsi sull'orlo settentrionale del Desorto di Atacama. Sitttaz ·i onuli qennaio . ~ UOOO Peruviani occupano ,\rica. Altre for~e boliviane sono a Tacna e ,\requipa. [ Cileni decidono sbarcare a nord di queste truppe e is0larle spingendole a sud. Sbarcano incontrastati a Pacocha, occnpano Moquegua, il 2'1 marzo ballono gli alleati a Lo5 Au1 e si vol•1ono a .'eles a esl di Mocjuecrua v n sud su Tacna . La marcia è faticosissima in regione desertica e di sabbie mobili sicchè devesi lrasportare l'arli)!li eria per mare. Nessun tentativo dei Peruviani per opporsi tranne il combattimento di Buenavista. Sul rio Sama l'esercito cileno è concentr·ato il 'l O maggio ,1880 con tando •l ·1622 uomini di fa nteria ·1200 » di cavalleria ~- 0 cannoni. .26 maggio 1880. -Battaglia di Tacna vinta dai Cileni contro posizioni fortifica te a.forze uguali . Combattimento di fronte , a tta~co centrale, buon im piego di riserve da parte dei Cileni . Gli alleati si riti ranojn disordine su P urio e la Paz. Arica difesa da cir~.:a 3000 l) ~ ruviani e rortificata con numerose ope~e è pì·esa di viva for·za il 7 giugno. Intanto la llotta bombarda il Callao e blocca lo ILa la costa peruviana. · A qtteslo punto la guerra sembra al termine se non r.he l'orgoglio dei Boliviani e dei Peruviani tenuti in parte all'oscuro dei fatti success i non vuoi cedere. Si decide <rui.ndi l'invasione del Perù.

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Terzo Periodo.

La campagna di Lima. Nel giugno '1880 dopo la battaglia di Tacua ed Arica la sit~a­ -zione si presentava agli occh i degli estranei alla lotta come sen~­ mente pregiudi cata . Il Perù e la .Bolivia non avevano potuto ~~ . tanto tempo organizzare un eserci to capace di ten_ere ~on prob~b_,_ lità di successo la campa~na, uno spaventoso drsordme amm101~ stratiYo e militare li dominava, menlre l'esercito cileno oramar completamente organizzato e l'orte i~l complesso ~li pi~t cl~e iiO.OO~ uomini , animato dai recenti soccess1 aveva per se tutlt glr elementt della vittoria. Alla notizia della disfatta di Tacna i Boliv iaui avevano deposto Daza. che così imprudentemente li aveva trascinati alla guerra e ritirate le truppe dietro la Cordigli era abbandonavano il Perù alle. propt·ie forz e, limitanùosi a guardare i pa.,si della montagna che nessuno pensava ad attaccare . . . 1 Peruviani animati irtvece dall'ardente entus1asmo del ù1ttatore Piérola , succcduto a Prado fuggito in Europa colla scusa di provvedere armi e sollecitare l'in vio di due corazzale, costru ile ma non pagnte ancora e rimaste perciò sotto sequestro. decisero di resistere fino ao-li estremi, tentarono infrutluosamente un'alleanza coll'Argentin; o-ià. imperrnata in quislioni di Ct)n(ine col Chile, ri cercarono aiuti in spagna,?'.)arm:lrono nuove truppe e si accinsero a difendere seriamente il loro paese. . . Dal canto loro i cileni decisero di spingere le loro operaz1ont• fino nel cuore del P€:rù, occupare Lima e il Callao e dettare le condizioni di pace nella capi tale stessa dell'anti co vicerea~~ dei Pizar_ro_. Il la voro di prepat·azione di questa campagna dectsrva occupo ti periodo dal oi uano al settembre ·1880 e pqò così riassomersi. Ope1·azim~i 1~arittùne. Il Callao era stato bloccato fino dall'a~ prile e rappresentava un obbiettivo importunti ss im~ essendo d prim.o porto militare del Pacifico, l'unico dopo Valpara1so del le co-

I


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IL CHILE

sle meridionali atto a servire di base per una Jlotla . Lo difendevano ·13 batterie, di vui ~~ corazzale, armale in complesso di 50 cannoni da costa di gran potenza e dai resti della squadra peruviana cioè le corvette Union e Oroya, il vapore Rimac catturalo ai cileni e una cannon iera guardacoste corazzala Atalmalpa. La squadra di blocco comprendeva le corazzate Blanco Encalada e Htutsca1' (riparato dalle sue avarie} la cervella O'Iiiggins, gli incrociatori T.oa e Anqamos, due torpediniere d'alto mare lanafJI6eo e G1balcolda (nomi di due eroine araucane). Un tentativo della Oualcolda. per entrare nel porto fu respinto (l O aprile}. (nfruttuoso per la forma del porto fu . pure il bombardamento (22 aprile). Il blocco ininterrotto fu uniforme e senza inciden ti fino alla notte del61uglio, in cui l'incrociatore Loa assalito da barche torpediniet·e ru celato a fondo. Lo stessa sorte toccò alla gloriosa Co~;adonga il '' 3 settembre e provocò un nuovo bomLaròamento' inutile il 22 settemiJre, dopo che il blocco ritornò monotono e inerte. Operazioni di terra. I cileni con colonne volanti respin gono le bande di partigiani che infestano il paese a nord di Tacua e stabibiliscono quivi la loro base d'operazione. I per·uvinni CO!ìlitniscono a Lima un esercito di riserva, riuniscono a Arequipa 5,000 uomin i per minacciare il fianco dei cilen i, si niTorzano e costituiscono an campo trincerato a Cborillos sulla costa a circa 30 ch ilometri a snd dei·Callao. Ripresa delle operazioni of{~ll.\Ìve da pm·w de~ Oileni . Fn1 Tacua ove erasi concentrala la massa principale ci len;l a Lima ultimo obbiettivo della campagna corrono circa 900 chi lometri lunlo{o la strettissima costiera del Peni, rinserrata fra il Pacirìco e l'orlo alti«simo dell'al tipi ano del Titicaca e di Cuzco . Qui le montagne sono addossate gigantesche all a costa àn cu i le cime non distano orizzontalmente che di kO chilom etri al massimo e bench é il terTeno siil abbastanza r i ~c o e alberato mancano str'ade longitudinali, nè t\ dato crearlo che mercè lavon immensi ed in taluni punti pressochè inesegtr ibil i. Lo studio atr.ento di questa zona da per·correre per raggiungere

IL CH!LE

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l'esercito peruviano aveva for temente impressionato lo stato maggior:e cileno riluttante a lanciarsi in questa im presa. che co n nemico vi~ilante e audace anebbe presentate enormi difficoltà. Fu deciso pertanto di tent.are prevalendo:;i della padron::~nza del mare una prima impresa alla scopo di impedire che i dipartimenti del nord . pernviani potessero concorTere ad aumentare le forze di Lima e forse per piegare il Perù ad una pace . Infatti il 4 settembre sottn gl i ordini del comandannte Patrizio Lynch, inglese naturalizzato cil eno e gin noLo per il suo corag9 io e la sua coltura , un corpo di 2GOO uomini delle tre armi salpava da Arica e scort<lto dalle corvette Clwcabnco e O'lfig[jins suarcava il giomo ,IO senza os taco li a Chirnuote, circ<t 3 gradi di latitudine a nord di Lima . Questo corpo tagl ieggifl ndo, cl istruggendo fe rrovie e telegrafi, sequestrando armi e denari, l.in 7 milioni di piastre e baucono te in un sol colpo, co rreva le coste del Pet·ù settentrionale lino a Payta sul confi ne attuale del Per·ù co l Ecuador e spadroneggiava fino al '1° novembee senza incontrare res istenze di graudi entità. I l 4o ·novembre Lynch ca.rico di spngli e ritornava nei pressi di At·ica, dopo avere gloriosamente eseguito il suo còmpito, dopo avere impedito ogni fOt'mazion e di truppe regolari nel Pen1 settentrionale, 1·iportando come risultato delle requisizwn i 29,000 stel'i 1ne, 8 o 9 milioni di piastre e dei bastimenLi carich1 di zucchero, riso, cotone e tabacco e lasciando le autorilit dei dipartjrnenti alle prese con nna formidabile insurrezione agri cola dei Cinesi, impiegati nelle piantagioni. Guerra da partigiani codesta, adatta n quei paesi , impo%ibile ai nostri, ma sempre maraYigliosa per gli cfl'eu i c per I'audacin, in- · somm" un 1·aid marittimo. I ntanto la Gran Breltagna e gli Stati Uni ti avevauo offerta la loro m ediazione; le trattati ve diplomatiche tra sciunte per qualche tempo condnssero ad una conferenza in Aricn. Il 22 ottobre converHH~ ro colà i rappresen tanti dei bell igeranti e · dei mediatori, il 2':>ottobre si posero dai Cileni le basi di un trattato in questi termini : cess ione al Chile de i terr itori tulli a sud del 22o parallelo, compenso di danni , indenniti~ di guerra di ~O milioni di piastre; occupazione provvisoria di Tacna e Aricn. 40- ANNO XXXVIII.


lt, CJ:ÌI!.E

[l 27 ottobre rifiutati tali patti ì negoziatori alleati si ritirarono e le operazioni furono riprese. Uu corpo di 25,000 Cileni era pro nto ad Arica, altri ~10 ,000 a Tacna, altr i 10 ,000 costituivano nel Ch ile l' armat<t detta del centro .

Il eorpo di spedizione si cosLitui in questo modo: Comandante, generale Baquedan o. Capo di stato maggiore, colon nello Barbosa. l" divisione 8600 uomin i, general e Vill agran. 2• » 8900 » generale .Josè Sotomayor. :3• :. 8300 » culonnello Pedro Lagos.

25800 combattenti con 88 cannoni , più tutti i traini, ser·vizi e personali non combattenti. l i ·l t) novembre IR 'l" divisione imbarcavasi ad Ari ca e senza co nt rasto sba r1:ava il '15 presso P iseo a circa ,, i:>O chilometri da Lima, il 27 novembre la la bri gata della 2" di visione si imbarcava a sua volta c portava un rinforzo d i 3400 uomini al Villagran. Finalmen te il ri manente delle lruppe partiva su :!8 trasporti con una squadra composta del Dlancu Encalada, il Coclm:tne, l'O' Higgins e le cannoniere Abtao e .lfagatlanes il ·14· dicem bre per andare a sbarcar e a Ch ilea 4.5 ch ilometri a sud, di Lima. Il piano di Baquedano era di arrivare a Chilca quando Yillagran giil in marcia per terra fosse alla sua portata, divisione di forza codesta compatibile solo contro un nemico demo ralizzato come i Peruvi:1ni e l'!lsa necessaria dalla scarsezza dei trasporti marittimi. Bnquedano il ·18 di cembre a P iseo veniva in vece a conoscere che della divisione Villagran soltanto la ·1" brigata (Lyneh) si era avanzala al nord. Ri chi amato Yillagran lo ··imandava al Chili e imbarcata lo. 2n brigata sull e nttvi da guena pr·enrleva terra il giorno ':H a Chilca. L'ultimo quadro della lotta si disegnava.

I L CHILE

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P?'CtJar atiGi di difesa dei flernviani.

.Piéi"Ola aveva deciso di concentrare le sue fo,~;.e al sud di Lima e là in una grande giornata campale decidere la guerra . Certo il concetto era tutt' altr·o che diiiprezzubile: battere l'esercito cileno, staccarlo dal mare era opernioue che se r·i usciva rilomav:l d' un colpo al Peni il possesso di tulte le pr·ovincie fino a Tacna e fo rse non un uomo dell'esercito cileno anebbe potuto sa iYarsi sulle navi della flotta per ann unziare il di sastt·o. Vedremo po i l'esecu zion e di questo concetto, pet· ora basti dire che nessun mezzo fu trascurato per assicural'si il successo con IJUegli elementi (~ h e si avevano fra mano. Per mara Piérola tentava di formare \wa nuova squaqra con navigli europei elle sarebbero usciti uel Pacifico con bandiera argentina, ma i: governo deJla HepulJbli ca del Plata non si prestò a tali sotterfugi; fallito il tentativo non ebbe il coraggio di ordinare si tentasse di sbloccare il Calluo . In terra coi con tingenti riuniti a stento formò un esercito di 25,000 uomini distribuiti in tre corpi , che egli chiamò pomposamente armaLe del Nord, del Centro e del Sud. Questa formavasi ad Areqnipa sotto gl! ordi ni del colonnello Della Torre e non aveva mai potuto sorpassare i 6000 uom ini tenuti a bada da debol i distaccamenti cileni . Quella del Centro e quella del Nord si costituirono a Lima quantunque :;arebbe stato meglio che la seconda avesse trovato modo di opporsi alla temeraria scorreria di Lyneh . Ciascuno di questi due corpi quantunque non co mprendesse che 'l 0,000 uomini era diviso in 5 divisioni. Il gran numero di ufflciali peruviani sorti nelle rivoluzioni in .. terne ed il desiderio di dare a tutti un pos to distinto vossono soli spiegare questa strana organ inazi one. Le truppe bench è mal equipaggiate avevano buone armi ed una disct·eta i ~ t.ruzione. . A conlatto di queste truppe regolari si era costituita l'armata di riserva, già accennata. agli ordin i del colonnello Echenique forte di 1O o ·12 mila uomini, mal istruiti, mal disciplinati e in via di dimi-


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11, CHÌJ,E

nor.ione anzichè di accrescimento . Vi erano inoltre 2,000 uomin i di truppe regolari al Callao. Alla difesa di Lima fu provveduto in modo che merita uno special e acconno. Si costruirono due forli a nord- est ed a est della citlà e si preparò a sud un ca mpo tr·inccrato dife nsivo sulle posizioni di Chorrillos e ~liraOol·es, Chorrillos è un piccol o porto n 12 chilometri a sud di Lima formato da uno scosceso promontorio detto )Jorro Solar che si spinge nel Pacifico sollo la latitudine l Z0 ·l O'. Da questo promontorio una linea di alture sabbiose si spinge verso la Cordigliera separando i corsi del l{imac e del Lurin e formando ver:;o quest'ulti mo a sud un fronte tanngliato che in compl esso assume la forma di quell'opera di fortifi cazione dcua a como coi fianchi appog).(iati al Mono Solar a or.cidenle ed ai lìanchi nudi e imprati cabili della grande Cordigli era ad oriente, qui impervia e sprovvista di alue1·i e di ~equa. Su qu este alture i Pe1·uvfani costruirono una linea formid abile di trincee e batterie prote u.~~ su l fronte da numerose fogate ·nntom,lti che per uno sv iluppo di ~13 chìlometri cir~a e-le guarnirono coi ~3 mi la uomi ni dell 'e,ercito regolare che erano disponibili. Al centro dell a tanagl ia eli questo fronte a corno era il villaggio di S . .Tuan . Più a nord, a 6 chilometri da Lima, una seconda linea di opere costituiva una specie di fronte semicircolare che oppog ~ iava i fìanch i ai villaggi rli MiraOore;; e di Tebe. Dietro questa linea si doveva appostare l'armala di r·i:;erva coi suo i i 0,000 uomini. l>iiese accessorie, fabbricati disposti a difesa guernivano le due linee riunite fra loro dalla ferTovi a Lima-Ciwl'l'illos ('l ). La posizione era come si Yede ottima avendo il fianco deslt'O for tissimo ed obbligando quindi i Cileni a slac~arsi assai dal rnnre per fame l'aggirarnen to che in Ol!ni modo sarebbe lungo e ftllicosi;;simo. Una volta irn pegnaLi i Cilen i se avessero avuto la peggio si sarellbero trovati in tristissime condizion i.

U,

ClllLl~

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Ona vigoro5a di f'esa accompllgnata da un' abile co nlrofl'esa dal centro sarebbe stata invero esiziale, ma come si vedrà i Pèru· viani non fece ro nò l'una J'al!ra cosa.

Battaglie di Cltorrillus ,• .1/imflores .

La sera del 'i l dicembre 1880, il telegrafo ·tnnunzi ava lo sbarco di Chilcha e prima del mer.zodì del 22 anche il telegrafo cessava di funzionare. li 2.4, dicembre un distaccamento eli 500 Cileni r isali va il Lurin liberando il fianco destro e :;:,;ombrava clai nnmerosi esploratori nemici lino a )(auchay circ~t 'Zo chi lometri dalla cos ta. Il 25 ed ii 26 di cembre lo prime ri cognizioni di cavalleria erano spinte verso s..ruan; nei giorni s ucce~s ivi tutta la. costa ed il fronte era riconosciuta; un di staccamento di 2000 uomini il 6 gennaio girando per le pendici della :cordigliera arriva all'altezza di Lima Tutti questi prelin1i nari, a cui si opponeva no con poche fucilate i posti nvanzat i dei Penrviani fecero rico noscere la necessità di attaccare di fronte le po..;izioni di Chorrillos . Il generale Baquedano decise perL;l nto eli puntare vigososamente su S, J oan (centro della linea nemicaì tendend,J occupate lA ali , Finnlmente il 4~ gennaio fu deciso l'assalto per sorpresa ed il ger.erale Baquedano annunziò la partenza con nn proclama di cui diamo io nola la t1·a.duzione.

~OT A. Ecco il proclama :

Ufficiali e sotdaii,

(t) Un giornale dì Panama descrivendo minuziosamenle le linee di Charrillos e i\11· rallores dopo l;t lJa.Ltaglia diceva: Nessuno rli coloro che hanno visitato quelle r>osi-

r.ioni si può pcr::;unrlm·e come sia stato possibile prenrlerle d'assalto in poche ore.

Le \'Ostre fatiche gtanno per terminar\•. p,.,. ftnnsi rlue anr• i eli una g uerra :H:t:anita più contro il .ch,crto dlC •:ontro !!lì uou1 iui, av111.c saputo ras~cJgn~rvi :1ol aspcltarc

, l'ora !Ielle hattaglir! >.o t.tnpo;:t,i a rigorosa rlisci plillll il ni <lìs:tgi iloì campi. 1\ur:mtc lu l>Onose marcio attritvarso l•; sn.hhìu l!l'llt;iat<; d:1l , o h- , o:olla turtu•·a rlo)ILl sete pi iJ t~rril~ilc, avele impamtu a vin•:erc .


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1L OHIJ .E

IL CHILE

Perciò quando avete trovato armi pronte alla resisten7.a diet1·o fossi c trinC(IC o su monti iMccessll>ili o prototti da mine tradit.rici, avete ma•·ciato all'assalto fermi, lmpcrt urbahili e risoluti come vinci tori. 01<\ il Peru si trova ridotto alla sua capit<J,Ie dove dit il triste spettaco lo dell'agonia Ili un popolo. E siccome esso ha rilìut,'lto d'ac.:ettare al momento opportun o Ja sua condi~i<~ne di vinto noi veniamo a cercarlo nei suoi ultimi rip;tl'i per an nioutarc l' orgo::: lio ~ l'in vidia di un popolo cbe il Chile ha sempre vinto per valore e gencrosìl;t, Vincitori di Pisag ua, •li San Frimcisco, di T:lrapaca, di Aujeles, di Tacna e d' A••cia, avnntl! Avanti ! Andi:uuo a compiere la missione sacrn conllolataci dalla patria. Qui dietro queste toincoo. debole ostacolo per voi, rroverotn il trionfo e il riposo c la~ili sul suolo nmnto del Chilo a centinaia di miglia tli qui i \'Ost ri Cat'i vi aspettano; vi vi1•retc rerpclunmoute protetti dalla vostra gloria c dall'amor..: e da l risretto dci vostri concittadini. Dom .. ni, all'nlba, voi attaccherete il nemico e piantando sulle• sne trincr.e il bel vessi ll o tl'iColom cilouo, troverete :1.1 vostro fianco il vostro generale iu cnpo, $1lp~ rho di nlanclnro alla patria assento il ~aiuto del trionfo ripetendo con voi: Viva it Chìte. AIANUF.I. DAQUtW ANO.

All e ft. '/ ,pomeridiane di quel giorn!) ' l'armata l'orte ùi 23, 13\1 cnmb:'ill enti era pronta a marciare e alle J la prima divisione si meltcvn in marcia; la fan teria in Lesta e la caval leria alla r·etr·oguardia. Ln marcia ~i etTettuò Sll tre colonne ~enza incidente, i 'Peruvinni fidando sull' iuazione cilena dei giorni precedenli non a~=evano spinto truppe di sicurezza che a 2 chil oll1etri da i lr·incernmeu ti. Le truppe alle~.' /, erano segnalate e òa tutte le linee peruviane partiva nn nudrito fuoco di fucileria e di arliglieria. f Cileni erano così disposti : estrema destra divisione Lynch ìOOO uomini - estrema sinistra diYisione Lagos iiOOO uomi ni e flolla cilena - centro divisi one Sotomayo!· 6000 nomini - t'i serva or·igata Martinez. La divisione Lynch attacca vigorosameute, apre il fu oco a fr.oo metri e alla baionetta occupa le posizioni d'estrema sinistra peruviana; il centro peruviano accenna a un co ntrattacco ma è fermato dal la brigala Martinez lanc·iata a tempo invece della divi sione Sotomayo r, gi unta in ritardo per erro ri di mai'Cia. · La divisione Lagos tratlien e il nem ico alla sin istra . Alle U entra in azione la divisione Sotomayo r· e. brillantemente occupa, le posizion i del er-ntro pel'uviano. r Pel'llvian i ~~ danno in pnr!e ali a fu ga, in parte ripiegano ~n Chorrillos.

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Alle nove i Cilen i occupavano tutta la linea pernviana eccello Chorrillos, ove i)OOO Peruviani comandati da l ministro dell:1 guena Iglesias assaliti di fronte da Lagos, di fianco da Lynch e ~lar­ tinez e bombardati dalla squadra · i difenderano snl Morro Solar e nelle case del paese. La lotta accanitissima durò lino alle due del pnmerig.(!io .e fn forse l' unico epi~od io militarmente inr portante della hatlaglia . La superiori tà numerica e morale dei Cileni Onl per trionfare e alle tre, dopo dieci ot·e di combattimento quelle truppe, che da 22 ore marcia vano e combattevano poterono riposare sul campo · conquistato. L'esercito di riserva non s'era mosso dalle linee di Miraflo res. Quella giornata costò ai Cileni 800 morti e circa 2;500 feriti, ai Peruvia nì 2000 morti (quasi tutti a Chorrillos), f5000 feriti e 2000 prigionieri ; dei loro 22,000 11 0mini 6000 sol i ripararo no a Mi- raflores, e circa" 20 ca nnoni cudch·r'o in potere del nemico. li ~ i o rno :13 Baquectano invi<wa Ult parlamenwr io oll'rendo un at·migtizio eli ~· 8 ore e di questo approfittavano i ministri e~te ri per oJl'rire una mediazione, naturalmente rilìutat.a dai Cileni che l'olevano e potevano dettare patti da vincitori . Qnesti tentativi diplomatici condussero lìno alla mallina del 'l u gennaio. Fosse malinteso, fosse mal animo, senza denunciare l'a rmistizio convenuto, alle 2 dopo mezzodì di quel giorno i Peruviani iniziavano un lllOVimenLo oiTensivo P~'~' l'estrema sinistra e ben presto il fuoco da tulle le linee di .\l irallores . L'est rema destra cilena ( 4500 uomini in tutto) era In sora sollo mano <Il coma ndante, il qnale trovavasi appumo sn quell'ala per riconoscere il terreno e le linee nemiche . E-;sa tuttavia resistè fo rtemente per r icacciare il nemico nei suoi tricerarnenti; ben presto però giungevano ri nforzi , primo nn reggimenLo di cava lleria che fece prodigi di valore, poi la briga ta Martinez, poi alcnui battaglioni di Lynch venuti quasi nll a co rsa da Chorrillos. Dalla difensiva passa ndo all'nll.acco all e {1. rnez?.o i Cilon i si avcmzavnn o contro il centro e la ~> ini s l ra nem ica incendiavano lVIiraflor es e poco dopo ~.i impadroni\'<1110 de i trinceramen ti cen trali pun tando ~osGia risolut;lmente s t~ Tebes ( s ini ~ tra peruvi~1na) ove si baw~-


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IL OHU.E

v;mo ass:•i bene le Lr·uppe del presidio di Calino venute per ferrovia n rinforzare la difesa . Alle o di sera i Cil eni occupavano anche le linee di 1\liraflores. Piérola fu~giva verso la montagna, il gio mo ·16 gennaio Lima e Calino si arrendevano a ùescrizione. La guerra era finita. Però la pace, fra vari incidenti, fra cui l'~ccupazione d~i pLtnti principal i degli altipinn i da parte di truppe cllene e la costrtuz•one di un governo provvisorio, ru conclusa soltanto il .20 ottobre 1883, fino alla qua le epoca tulto l'alto Perù ed il hasso a sud del Rimac fu occupato tranquillamente dai Cileni. Colla Bolivia. la pace fu conelusa il 118 gennaio 1882. l palli prinr:ipali sono tJ UCSLi : li Perù cede nl' Chile a perpeluità e senza condizion i il dipartimento di Evrapoca fino alla Quellrada di Eumarones. La Bolivia cede Lutti i ler'l'ilori a OI'Cide'rrte della linea di òisplnvio and ina. Le provi nei!" di Tacna e Ar-ica rimarrnnno p~r 1O ~nn i al Chile . Trascorso questo termine il snff,·agio del po pol o deciderà l'ulteriore sorte delle provincie, in Of{ni r.a~o ti pae:>e, a cui saranno anness i definitivamente, p.1gherà all'altro on'indenniLn di 50,000 lire. · Il Chi le rimetterà ai cred itori del Però, il 50 per cento dei prodotti dei depositi eli ~n ln itro allora scoperti liuo a estinzione del debito o esaurimen to dci rlepositi . L'isola di Lobos resterà al Cbile fino alla vendita di ·l milione di ton uellate di grano. Così il Chile aveva aiTermata la sua pot enza ma!'lttJma e poteva aspirure al dominio del Pacifico n:er·idionale. (Continua).

M. G. B

NOTIZIE POLlTICO-MILlTAR! lTALlAN E

li 2·1 corren te, dopo uoa Yiva tli 3cus~ i <, ne d1m1ta p<Hecchi giorni, la Cr.me1·a ha approvaLo, con 'H n voLi con tro 128, il progetlo eli legge sulle pensioni, dopo avere introdollo nel progeLLO primitiro vttri emendamenti fra cui alcuni :t favore tlei rn ilitnri. Inoltre fu mes~o in cltinro un punto imporwnti ~simo ed è che ne~su no pensa di togliere ai ca~ pila ni il sessennir, di fa vore. Cosi ridouo, il pr')~etto di lègge sulle pensioni ha pcrclnto mollo clelia sna aspr~1.za, e $empre più appare chiaro quanto mnle a pruposito sia st~•lo nresso innanzi eome ostacolo nll'approVll?.ionc della legge sull'avanzamento. P erò for:;e non tutti gli emendamenti di cn i il progetto medesimo è su;cettihilc vennero introdotti in Cl\SO drdlo Camera ed alcnno nncor·a ne attende cla] Senato: pet' esempio crediamo che occorrerà modiOcare le disposizioni dell'articolo 22 relative alle ritenute da farsi ai sottuffiziali cd ai ca rabinieri; delle quttli gli onorevoli Grandi e Moceoni hanno- mostrnto gl'inconvenienti 'otto vari rapporti. . rn forza di quest'articolo. a comincinre thtl ·l 0 luglio, deve essere fatta la ritenuta ai sotluffìcinli tutti ed ai cara:Jinieri; inoltre agli. uni c agli nItri doHh c,;sere ritenuto il ·l O per cento sugli assegni di prima nomina e sugli aumenti per promozione. Avremo dunque per prima conseguenza che i sottuffiziali nominati dopo detta epoca saranno sottoposti a due ritenut.e, mentre i loro collcgbi più anziani ne subiranno una sola. Siccome poi la legge non fa eccezioni, ' si dovranno sotlO porre a riten uta per la cassa di prevideuza i sergenti dei plotoni allievi urtìciali di complemento, i qunli (si ~a ant.icipatameuLe) non frtrnnno carriera che rlin diritto a pcusionr,. Ma v'è di più ; n rigor di leggt~ <;i dol'!'à fare la dop pin rilcnuta il\l'nllic\·o carabinillrc tJI'Omoo;so carabinir.ro! Si dovr;'• f;'\l'n li\ rite'lllli•


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NOTIZIE POLITICO·MILI'l'ARI l'rALIANE

ai veterani e agl i iuvalidi, passati nei verer,•n•· e " negli invalidi appunto perchè non \'tllmo in pen sione! . Questo in linea di gi~lstizia ; dnl I:Jto poi rlella COIHilbilitb sin·~ ne ntenute potrebbero quas• dil'si di sastroso Riso, . . . •ite colono . .. . ·. . . . . . "'nera •mpiMltare appo~ ~n tuttt ' giOrnali di contabilità, nei rendiwnti oeali al1 Citati. 1101. e rrassun ti ecc cc . . . • <:> c .• e tuttoct 6 per c~nq1ane e in tempo di 7uerra !J~o~·~o per _giorno. Non c'è bisogno d'altro per intuire tutta a, ~~~pl.~caz•ooe dr q_ttesto congegno, c fa r voti pcrchè in Senato ci Slcl. ·clu rip~ta, eon p~n fortnoa, le giusr.i~sime osserva7.iOili fatte in propo:.r to dagli ooorevolJ .\ioceuni e Grand i. u

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• *• La questione dello maiversaziooi lx!Dcarie ello turbo' pc . t . •• 1 :~nto tempo i 1 , · 1 ·1 · . avort eg•s OliVI , pare gntnta nJ una provrisoria soluzione o ·l ntl un n In nga sosta . • '' meno Nella sedu ta del ~O l'on. Gio litti, presidente d(JI Consiolio resentò nIla Calli era la : elazJOoe del ~'ispe.zione governati va sulle ban~h~ ed un elenco delle sollerenze cambw ne ch iedendo cl 1e l' - . d' . eu menti fos df · , ' . . , e~am e l questi do. se e ento a una CommJSSICJne nommata dal presidente dcIla Camcra. ' 'o · Nr· . ·.. ·w'-' . Il. •cotern propose di dare · · Il I[Uest~ · " Co , mmrss• one un mandar.o ' Imitato, per fare In luce su tu tte le voci corse e raccolte s· da t l'h 11 ' , m pure . . ~lna s ampn ' e o, su lle relnzioni ba nca rie di alcuni uon,·,n· IJt1cr. • 1 poLa discussione vivacissima dnrù due SNinte c fini coll'a . . IJna·i 0 , · . d' ' ppr ovaz10ne . , :; u a mmc ' tlll 01'(1mc del "iorno fll'èsentato dall'Oli G . . d' . c a · • d . , .<> . • •· ' · UICCit11' IOI ~L.nto a.l go\·er no, ., con Cui sr da •ncarico al presidente della Camexa di nommarc una Comnussione di sette membri oc r)Cr e·' n· i documc t' · • r · :;., 1 mare . , n' pre~en tatr..e. fa re_ le indagini che crederà necessario er n~cet ~are le res~onsaiH lita poli tichc c morali, astcnrndosi dnli ' inter~e­ · ud'IZiarw. · · , n•re 1 C}uanto c competenzn dell'l1' U tùr 1· "" ·~ g1

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* * Sorvolinmo sulle nltre discussim~i d' imporranzn secondnria ch ' ebltlli'O lnocro nlfn Cn rnera · . ' ,. "' . · ' c not 1:1 mo so 1o, per ti sul) carattere militare un liltrrrogaz:one dcii 'on. Sllrrt\flli n" a Il, on.. Pelloux, min i"l{'il del.!,: guena. "

NOTIZIE POLITIC0-1\III.ITARI lTALIAN J::

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I l deputato voleva sapere pr.rchi~ sin . stato nbolito il polverifìcio di Sc.afati, che cosa s' intend~· fare di quello sta hilimento c se verrà soppresso nuche il deposito di polvere di S:~n ta Maria . Rispose il ministro che il polverificio fn abolito pe•·chè mnocava il lavoro ad e$SO adntto, cioè la fabbricazione delle poh•cri nere da fucileria c da artiglieria da campagna le quali furono nbolite; per fabbricnrvi la polvere bianca si dovrebbe •mpiantanri un nuovo macchinar io. Gli operai però non furono licenziati, ma collocati in altri stabilimenti . ~ou è ancura deciso a qual uso l'ex- polverificio di Scnfati possa essere destinato. Il deposito di Santa Maria non può per orn sgombrarsi per sovrabbondanza di dotazioni . Un' nltra interpellanza :~1 Ministro della· guerra fu annunziata ma non ancor:1 svolta ed è dc:ll'on. Toaldi , il quale vonehbe che il l'llini~tro " spiegasse i suoi intendi menti a proposito di una rec.enle circolare .ai coma ndanti di corpo d' :~rmata riguardante il li mite d'età degli ufficiali del regio esercito. » Probabilmente questa ci•·colarc è soltanto l'occasione di cui si vale l'on. Toalùi per ripetere, in altre parole, interpella11ze gi1l mosse da altri deputati, nè proba bilmente l'on. l\linistro della guerrn potrò rispondere qnestn YOita di[l'orentcmente dalle al tre. Alcuni deputati non hanno ancora capito che il ri tiro della legge suìl'avanzamento per il voto del Senato contrario 11i limiti tl'etù, non ha ristretto le facoltà del ~liu•stro , ma gli ha invece la3ci:Jto quelln maggiore libertà che gli danno le leggi vigenti. Il ~·Iinisll'ù può collocare a riposo o in posizione ausiliaria qua lunque ullìciale si trovi nelle condizioni dì etil .stabilite dalla legge sulle pensioui e ~n quelln sul ~ervizio ansi l i :~rio . E siccome nppunto il voto del Senato indien il desiderio che l'et[• sola non sia il criterio nssoluto pe1· 'JUC.~ti c:olloca6renti fu or i tlel servi1.io nttivo, così colla ritata circolare il Ministro hn chiesto ai comandanti di co1·po d'armata se tra gli ufficiali da essi dipenclenti ve ne fossero alcuni che, avendo raggiunto l';ltà necessaria per il collocamento a riposo o in posizione di sm·vi:;;io ausilinrio, si trovassero, cruantunque pltL giovani, meno idonei di altri a continuare nel servizio attivo, per il complesso dello loro facolt.à fisiche, morali, intellettuali e militari. Nou :;appiamo che co ·n l'on. Toaldi potrebhe osser vare in con. trario, snlvo vol,osse sostenere elle i più giovani devono restare in servizio fJn chè vi rcsk'\no i più \'occhi, c i più ve.cclti dr vono restarvi lìnch ~ non sieno !'!.Abiliti pet· legge i limiti d'etil. TI '26 rnnrw 1:1 Camer(l, rlopo avHre :.pprov:ìlo, IJll:l:;i ~e tWl di ~cn s­ sione1 la pl'oroga n tutto maggi o dd biln ueio dell'entrnJa l) di quello


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N01'1ZIE POL11'lCO·MILl'rARl•l'l'ALlAN!i:

della spesa, si ù 11ggiornnta per le ferie pasquali e ripiglierà lavori il 1O aprile.

NO'l'TZ IE POI,1TICO-MILI1'A R1 l'l'AJ ,IANE Sl.IOi

'l

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a capo del governo, cuì nou fa il ton o di dnbit:wc ci1C sieno impari ali:~ grande responsabilità che loro inc.ombu di fronte nl paese, il quale noa rifiutò mai i sacrifizi, CJ uanrlo gli furono cl1iesti iu nome . dell a .dife~a n:Jtionale " . l

Uno dci pri mi progetti da insci'i\·er:;i nell'ordine del giorno, quando la Camera r·iapra ~c sue _1'edute, sarà (gio\'a spcrarlo) il progetto di legge sul reclutamento. Questo progetto ha supertllo felicemen te lo stndio clegl i esami negli ullìzi e nella eommissione od orn, modir.clltO leggermente in al<:nne parlt del tullo accessorie, viene alla Carnorn sotto i migliori :wspiei , ~ cco m pngnatn da nna cl<dwrata relazione del· l'on. Afnn dc Ri ,'era , nel la quale si riconosee e si dimostri\ tutw l'impo1·tanzn rlel medesimo c i vantaggi dtc dalln sua npprov;l7.ione ne ridondet·anno ni cittad10i ed all'c,;ercito . TrnUM<i infatti di nu progetto che hn per isJ;opo di aumentare i l uutnt\1'0 dei militari istr ui ti, incorporando ogni anno tutto il contingente eli leva ·disponibi le, ;1tto a con1battere, in gnis.a da rendere in seguito pos5ibile di ringiovanire l'c5ercito com ponendolo di minor numero di e i ~S$Ì ; di conciliare fra loro, fin do1·e è possibile, le e~ i ge nzc sncinli o fin an1.inric cnn le militari, mediante un ben armonizzato sistema di ferme; di adottare uu più rn1.ional e e progrndito .sistema di_ esenzion i a fn1•orc del le famigl ie, <.li facilitazioni agli studenti, ai cii tadiui re:;identi nll'esttiro cd a r1unnti f1·erruerttnnrlo, .liberamente o nelle scuole, il tiro a seguo nazionale, hanno acq uistato, prima di e.;serè :~r­ rnoluti, i rudi menti dell'istruzione militare; r.nalmente di rendere pO$· sihile una scel ta ottima sotto tutti i rnpporti pure nccelurando le operazioni di leva. fl aggi ungere questi scopi è un hi:;oguo vi,•amente :;entilo, c che ad e:;si il prvgetto pienamente risponda ce ne affi In non solo la compe tenza delle persone che l' lwuno co mpilato e ùei mini:;tri che l'hanno preseutll to al Parlnmeuto, ma pure •ruella degli · onorevoli depu tati che giil lo eia mina1·ono negli ul'6zi e nella corqmissione e gl i si dichi:.. rarono iu massima fa vorevol i quasi all'uni\O imità, nonchè la qotta l'elnzionc dell'on. Afan rle H.ivern. Ce1·tameote altre leggi devono concÙI-rere con questa per provvedere n tutte le esigenze materinli e morali di uu intel ligen te apparecch io milita re, rrnnle ai nostri giorni è J'ichieslo dai ('.ontintii progre,;$i dcll<1 ~c ienza H dell'urgnuica; ma q su questo t!elieato argomento (1liee il rol~tOI'C) la eQ mmi s~ i o ne (:Qnlida. n~li sennn c nel patriollisrùo degli uomiui cl1e so nu

* *

• l

Un1 altra interessante relnzione prcscotnta in questi giorni è quello dell'on. Bettolo ::ul bilancio della marim• per l'esercizio 1893-91L L'ou. rela:ore co mincia eoll'csnminnre !n parte !ìna uz itJri;:~, conrrontanrlo partitamentc le spese pel detto c~c rc i 1.io con quelle pc1· l'estJrci7.io pre ~ ceden te, rilevandoue le dill'erenze e tl'accinndo co~ i le linee geuernli del bilancio. · Sgombra,to in tal modo il trm·eno dell;• parte ~os tanzi a l e di ogni reln~ zione di que:>t<l genere, pri111a di veniro aii 'P.sam e particolnre dei singoli c~pitoli, l'on . Bettòlo rassa iu breve rn ssegna tutto •1unuto il no:stro ordinamento marittimo. tanto risptlltO ~Ti e rasi del suo svolgirnent•>e alle condizioni attuu li della sua potenzinlit:\, come riguardo nlle conùìzioni cbe lo possono rendere capace di rispondere uou solo allo scopo supremo deli;1 difesa nazionale, ma pure al !ìne di as~ i curare nlla nostr11 bnndiera ed all'economia dei n o~tri trAflìci una legittima inllue'lza. Prende egli n punto eli pa rtenza i l periodo ne f11 ~ to di depcc'imen_to della nostra mariua milita•·e, c:he corse da l ·1866 al ·1873, anno m cui, apostolo del sentimento della neces~i tù di costitui re uua ma rina, fu il compianto ammiraglio di Saint-Don. che scosse colla sua voce, il paese; ri fà la storia da quel glorioso morneuto ad orrgi, col'l'ed:mdoln di cifre che aumentano dnl 1884 r. uo all'esercizi/ ~ 888-89, per dim inuire poi dal 1888-89 :ti no~tri giorni . Passa quindi ad esnminare quanto si è rntto nello stesso tempo all'estero e specinlmente in Francia, vaglia le questioni che tuttora si dibattono sulle varie specie di navi e sul loro im piego , esamina la questione del naviglio ausil iario e tutte qoclle che si riferi scono alle telazioni tra lo Stato e l' industria pri v1ìta relat1 va mente alle costruzioni navnli e all'armamento della flotta. Insomma espone tutti gli elementi che possono servire di hase ad una larga o feconda discus~ sione delle condizioni della nostr<l mariua d'i cui pur troppo' il pubblico itali~no por,o conosce c, da rpwlche tempo. meno si cnra.


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NOT12·IE POLITICO ·MIUTARI 'ITALIANF;

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** li Sena to tenne nella quindicina poche c brevi sedute, nessuna delle quali si distinse per importanti discussioni o per notevoli incidenti; il 29, appro\'ata la proroga dell' esercizio provvisorio, s'aggiornò senza indicazione di data e sarà convocato a domicilio. Sembra però che una discussione interessantissima si apparecchi sul progetto delle pensioni già approva:o dalla Camera. · Non so lo le disposizioni dell'articolo 22 rehuive ai sottufficiali ed ai carabinieri, delle quali abbiamo parlato in principio, saranno probabil mente modificate, rna pare d1e al tre molto più importanti, anzi essenziali del progetto, incontrino nel Senato vive opposiziQni. Non vogliamo per ora entrare in merito, uè fare pronostici; esponiamo brevemente da cronisti lo stato delle cose. · La cf'lmmissione permanente di finanza si t'adunò sotto la presidenza del senatore Perazzi ed iniziò l %a me d~l progetto; messo in discn~sione il tito lo primo, che concerne l'operazioue finanziaria ed è la base del progetto ste::so, le si dichiarò in massima contraria con grande maggioranza di voti e nominò relatore per IJUesta parte l'onorevole Saracco. Si pas~ò quindi all'esame del titolo seconLio che concerne le modifìcazioui ed aggiunte alle vigenti leggi sulle pensioni per gl'impiegati civili e militari. Vai'i artic.oli di questo titolo furo:1o pure vivamente comhattuti; le ragioni dei pensionati militari ebbero valenti sostenitori nei genera li Mezzacapo c h.icotti, membri della commissione; quesl.'ultimo fu nominato rèlatore con ·mandato di fiducia. La commissione sospese la discussione sul titolo terzo, che si riferisce alla cassa di previdenza degl'impiegati civili e militari di nuova nomioy"e ciò per aver tempo rli rac~ogliere tutti gli elementi necessari a hen giudicare se e come questa ·cassa .potrà funzionare. Finalmente si p1·ese ad esame·il titolo quarto che neppur e5so andò esente da appunti e se ne nominò relatore lo stesso senatore> Ricotti.

..

** Le città d'Italia si apparecchiano a festeggiare, specialmente con opere di beneficenza, fe prossime nozw d'argento dei nostri Sovrani. Alle feste di Roma darà un carattere di solennità speciale e, diremmo quasi d'importanza politica, la presenza dell'imperatore di Germania

. e quella dell'arciduca Ranieri, rappresentante dell'imperatore d'Austria-

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NOTIZIÈ POJ.ITICO·lliiLlTARI ITALIANE

Ungheria. Io onore degli Augusti ospiti avrà luogo il 2·\. apri le, uell<1 piazza d'ttrmi di Roma, la rivista di un corpo d'armata (due divisioni di fanteria-, una di cavalleria, due reggimenti di bersaglieri, due di alpini, due di artiglieria da campagna ed uno di artiglieria da fortezza) sotto gli ordini del tenente generale Asinari di San Marzano. O! tracciò si troverà riunita per il ·l • di maggio nel golfo di Napoli tutta la squadra permanente (rinforzaza dalle navi della divisione di riserva, che passeranno in armamento il •l • di aprile) per I'endere gli onori, allorchè Sua Maestà il Be, accompagnato dagli Augusti ospiti, s'imbarcherà per una gita nel golfo. La flo tta sarà su tre divisioni, comandata laprima dal viee-ammiraglio Principe Tomma,;o, la seco nda dal contrammiraglio Corsi, la terza dal contrammiraglio Gonzales. Sorvoliamo sulle feste di m1rattere specialmente civile e popolare, come sarebbe la gara str11ordiuaria di tiro a segno, il torneo e simili, e conchiudiamo che In popnlazinne d'Italia, e specialmente quP!Ia di Roma, si ~p.parecc;hiann a mostrare, nello stes:>o tempo aii'EUI'opa quanto grande sia il loro affetto per i nomi Sovrani, e qnnnto apprezzino l'atto di stima e di simp<1tia che i Sovrani delle potenze 11lleate (specie l'Imperatore di Germania che interviene m persona coll' Aug11sta :;UII Consorte, porgono in ·quest.a occa:>ion<l alla Dina:;tia di Savoia ed alla nazione italiana. Roma, il 30 marzo •1893. ì\1 .

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NOTIZIE MILITAR I ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

L'esercito russo durante· l'anno 1892. A.nche durante !'anno 1802, l'amministrazione della guerra proseguì col consueto impegno <~ svilnppare il piano precedentemente stabilito, dì correggero gl'inconvenienti verificatisi d urante la guerra clel 1877-78, mediante una graduale e paziente trasformazione nella compagine dell'esercito e nel sistema generale di difesa. Onde assicurare ai confini la mobilitazione, agevolare l'offensiva ed offrire un valido a.ppoggio alla difensiva, da anni la Russia si è creata una triplice linea di piazze forti, opportunamente collegate coll'interno e fl.·a di loro da strade ferrate ed ordinarie, le quali favoriscono il celere concentramento delle truppe verso la frontiera. Speciale importanza hanno a questo riguardo le ferrovie Bielostok-Lomgia-1\:Ilava e Bielostok-Lukovo, che si stanno costruendo in Polonia, e i tronchi ferroviari: Smerinka-1\f oghilev e Slobodka-H.ibniza, aperti all'esercizio l'anno scorso nella circoscrizione militare di Kiov, verso il confine austriaco (Rivista mitila1·e, agosto 1892) . Durante l'anno stesso furono assegnati 95 milion i di r ubli pel miglioramento delle ferr ovie dell'impero, parte dei quali fìgurano sul bilancio di previsione pel 189:-3 (v. Rivista milita;re, febbraio 1893). Anche i corsi d'acqua furono utilizzati in questo senso, creando una piccola fl.ottiglia sulla Vistola. Oltre a ciò, nel 1892, venne decretata la formazione

64 1

di compagnie torpedinier-i fluviali, limitata per ora a quella di sole due compagnie : una per la difesa della Vistola, l'altra per la difesa della Nareva (Prikas 226). Contempo· raneamente si attese a regolare convenientemente e stabilmente il sorvizio delle piazze forti, pubblicando uno speciale 1·egolamento per l'armamento delle fortezze, e nominando una. apposita commissione per l'armamento stesso (Prikas, 233). Pet· presidiare e servire le varie linee di for tezze con un nucleo di truppe perfettamente conoscitrici del terreno ed ammaestrate nel ser vizio da. fortezza in guerra, l'amministrazione militare russa venne formando negli ultimi anni un gruppo speciale d i lrv/{Ype, dette da forle~za. Questo nucleo, che costituisce una delle specialità. dell'ese1·cito russo, consta fin dal tempo di pace di truppe di fanteria artiglieria, e genio, di drappelli gendarmi e pompieri da fortezza. La fanteria da fortezza, la quale rappresenta il nerbo di tali truppe, è costituita e si trasforma in guerra come la fanteria di riserva, della quale faceva parte. Essa ne fu separata nel 1889, per vieppiù specificarè i suoi compiti, e nello stesso tempo, liberare le truppe di. riserva dal servizio nelle piazze forti, onde renderle completamente · disponibili nelle operazioni in campo ap'e rt;o, in unione alle truppe attive. Durante il decorso anno 3 nuovi battaglioni fanteria da fortezza furono creati (Rivista, no· vembre 1892) cioè: di Grodno, Libava e Riga-Dii,namtmd (ora denominato Ust-Dvink). A.ncbe l'artiglieria da fortezza venne aumentata del 2" battaglione artiglieria da fortezza di Sebastopoli, della 3" compagnia di Vladioostok e della "compagnia di J(uscha, nel Transcaspio (Rivista, marzo 1892 e aprile 1893.) . Venne inoltre completato l'armamento dell'artiglieria da fortezza, coll'adozione, per quest'artiglieria e per quella d'assedio, di cannoni a tiro rapido da costa e da caponiera da 57 millimetri, come pure di cannoni leggeri da 8 pollici e mortai leggeri da 9 pollici. Si ricorda qui che l'esercito russo possiede, oltre l'art iglieria da fortezza, 5 batter'ie, dette da sortita (vilazocniia), le quali sono -esclusivamente assegnate alle fortezze dello Stato, ed in 41 -

ANNO XXl\"111.


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NOTIZIE MILITARI BSTBRB

guerra tr uppe truppe tate di

si trasformano in 16 batterie da sor tita: queste non ebbero cambiamenti durante l'anno 1892. Le del genio addette alle fortezze furono invece aumenuna compagnia torpedinieri per la piazza forte di Vladi-/;ostok fii'visla, ottobre 1892). Si ricorda ancora qui di un'altra specialilià dell'esercito russo, le compo.gnie .zappato?'i da fortezza, create durante il 1891. Tenuto conto delle variazioni sopra indicate, e non calcolando le 2 compagnie torpeclinieri fl'uviali sopra menzionate (in guerra 4 compagnie), le truppe destinate esclusivamente al servizio delle fortezze const'a vano al l o gennaio 1893 co1~e segue:

NOTIZIE MILITARI ESTERE

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9 compagnie torpeclinieri da for tezza (4 nel Baltico, 4 nel Mar Nero e l a Vlacli~;ostoh) . 2 sezioni aerostatieri da fortezza (d i Varsavia e di O;~,ovez) . 6 telegrafi da. for tezza. 6 sezioni piecioni messaggeri.

Genda1·mi. 17 drappelli gendarmi cla fortezza.

Pompiei·i. Fanteria da {at'te:lza.

1 reggimento (di Oz o?;ez) su 2 battaglioni, totale 10 compagnie (che in guerra si trasforma in r eggimento di 5 batt a.glioui). 29 battaglioni su 5 compagnie (in guerra 29 reggimenti su 5 battaglioni). A?"tiglieria da fortezza.

53 battaglioni su 5, 4 e anche 3 compagnie, totale 211 compagnie. 10 compagnie. 3 distaccamenti. 5 batterie da sortita (in guerra 16).

Genio. 9 compagnie zappatori da fortezza (in guerra 18 compagnie). 4 sezioni (quadro) zappatori da fortezza (in guerra 4 compagnie).

14 drappelli pompieri da fortezza. Come vedesi la H.ussia, sotto il r iguardo della preparazione çl.elle truppe da fortezza, è venuta acquistando nna precedenza incontesta.bile sopra gli altri esereiti. P er l'ordinamcmto e lo scopo le truppe eli ?•ise?·va. della Russia sono di una impor ta.nza affatto speciale. Nella R ivista eli marzo 1893 si sono accennate alcune particolarità caratterist iche di q Lleste truppe; nondimeno sembra ut;ile ricorchtrne qualcuna. Sarebbe inesatto paragonare l•·l truppe di r iserva della Russia a.lla nostra m ilizia molJile od anche alla Lanclwehr tedesca. Esse effettivame·ate co:>t.ituiscono un potente esercito di 2• linea, composto di t r uppe di fanw ria, artiglieria e genio, non molto dissimile da quello di l" linea; giacchè .il personale ò reclutato, istruito <~ mobilitato, come nell'e. sercito di l " linea, dal qmtle differisce soltanto nella forza tenuta alle armi (circa ' ., eli quella del piede di g uerra) e nel numero delle unità quadro, e relativi comandi, mante.nuti in pac& (soltanto '/, delle compagnie e batteri~ e ', , dei battaglioni). Anzi, in questi ultimi anni si cominciarono a riunire i battaglioni (q nadro) di fanteria, che costituì vano l'unità tipo d'allora, in reggiment.i (quadri) su 2 battaglioni, a raggruppare al01:ini di questi in brigate di 4 reggimenti (future divisioni del t empo di guerra) e crear e gli


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NOTIZIR ll!LJTARI ESTERE

appositi comandi di brigata. Durante l'anno scorso altre 4 brigate fanteria di riserva (45•-48•) venner o formate nella R ussia europea coi 16 reggimenti di riserva 178°-193", contemporaneamente trasformati da battagl~oni in reggimenti (Rivista, gennaio 1893). Altri 4 battaglioni (quadri) di riserva vennero trasformati in altrettanti reggimenti cacciatori (attivi) di Finlandia su 2 battaglioni ciascuno, e riuniti in una " brigata cacc~atori di F·inlancl·ia » ; inoltre tutti i battaglioni (quadri) fanteria di riserva della Russia europea furono portati alla formazione di 5 compagnie (Rivista, novembre 1892). Anche nel Caucaso che ha le sue truppe di riserva a sè, si applicarono analoghe disposizioni; così si creò una 2• bdgata fante't"ia di 1··ise1·va del Caucaso, trasformando alcuni battaglioni di riserva in reggiment i su 2 battaglioni, e si unificò la composizio11e dei restanti battaglioni, trasformandoli tutti su 5 compagnie ( Rivista, marzo 1893). La provincia (Oblastj) del Transcaspio, divenuta_ ormai una regione militare autonoma (Rivista, maggio 1890), di congiunzione tra. le circoscrizioni militari del continente europeo e quelle del continente asiatico, che fino ad ora non aveva truppe di riserva, ne fn provveduta dur ante l'anno scorso colla crea~ione dei 2 battaglioni di ]{vscka e Gleoh-Tepe (llwista, mar~o 1893). Anche i battaglioni ft-.nteria di riserva di Tobolsk, To1nsk, Omsk e K1·asnoiarsk, stanziati nella Siberia furono portat1 a 6 compagnie e su.- birono notevoli varianti oirca le unitit ch'essi debbono formare all'atto della mobilitazione (fU·visla, marzo 1893). Circa l'a1·tiglieria di riserva è a notarsi la creazione di una s• brigata (di 7 batterie), avvenuta nell'anno scorso, cosicchè attual mente si hanno 6 brigate, tutte stanziate nella Russia europea (2 su 7 batterie, 4 su 6). Riassumendo quindi, le truppe di riser va al t• gennaio 1893 constavano delle unità seguenti.

NOTJZI.li: M.ILlTARL 14STERE

A. -

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Fanteria.

Europa. 28 reggimenti (quadri) su 2 battaglioni di compagme, riuniti in 7 brigate. 52 battaglioni (quadri) su 5 compagnie ciascuno. l battaglione (quadri) di .rh •kangel, su 9 compagnie.

Cm.tcaso. ·8 reggimenti (quadri) su 2 battaglioni di 4 compagnie ciascuno. 10 battaglioni (quadri) su 5 compagnie. ti sia.

9 battaglioni (quadri} su 5 compagnie. Quindi in totale 36 reggimenti e 72 battaglioni. Ogni reggimento o battaglione della Russia europea forma in tempo di guerra un reggimento di •.l: battaglioni, eh~ entra subito in campagna e l battaglione separato, che resta -· momentaneamente sul posto di formazione; quindi, trascnrando il battaglione di A1·kangel (quasi locale), si hanno allora nella Russia europea 20 divisioni fanteria di riservà (80 reggimenti), più 52 battaglioni separati di rincalzo, cioè eventualmente altre 13 divisioni. (V. Rivista, gennaio 1893).

B. -Artiglieria (tntita in Enropa). 6 brigate, con un totale di 38 batterie. Queste batterie all'atto della mobilitazione danno origine a. 104 batterie su 8 pezzi Ò332 pezzi), ripartite in 21 brigate-su 4 batterie (l brigata per divisione) e 5 batterie autonome (inoltre altre var ie batterie di comple'nlento).

,


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NO'l'IZIE MILITARI ESTERE

L'eccedenza dell'a,rtiglieria rispetto alla fanteria di riserva fa ritenere non lontano il tempo della formazione dei quadri di altre grandi unitit di quest'ultima arma.

O. -

Genio (tutto in Europa)

10 compagnie zappatori. (5C compagnie attive di alcuni battaglioni zappatori·. All'atto della mobilitazione ogni compagnia for ma 2 compagnie zappatori di riserva, totale 20 compagnie, da assegnarsi in ragione di una compagnia .per divisione fanteria di riserva. · La cavallei·ia di comp~mento durante il 1892 subì qualche· lieve cambiamento variando il numero delle sezioni in alcnni qttaclri. Inoltre va notata la tendenza manifestatasi di accentrare maggiormente questa istituzione e di voler a tal fi ne nominare un comandante speciale delle brigate cavalleria di complemento e dei depositi di rimonta. Al l" gennaio 1893 questa cavalleria consisteva m: 1 brigata della guardia qi 3 quad?·i, 7 brigate di linea su 2 quad1•i, 1 quad?"O di complemento del Caucaso. 'rotale 18 quadri di complemento (in ragione di 1 per ogni divisione cavalleria) ciascuno di 3 (o 4) sezioni; con un complesso di 58 sezioni (una per reggimento cavalleria), ognuna delle quali all'atto della mobilitazione forma pe'l proprio reggimento due squadroni di marcia e più tardi un terzo squadrone che resta in riserva.

Esercito attivo. Anche nell'esercito attivo ebbero l.uogo notevoli variazioni. I nnauzi tutto, allo scopo di faci litare la preparazione alla guerra, di sollecita.r e la mobilitazione e di avere fin dal tempo di pace gli organi necessari per la direzione delle truppe

NOTIZIR MILITARI ESTERE

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in tempo di guerra, in ognuno dei comandi delle circoscrizioni militari di confine (Varsavia, Vilna e IGev vennero create tre direzioni speciali (Rivista, ottobre 1892) : una incaricata degli studi relativi alle truppe, alla mobil itazione e alle infoJ:mazioni; una seconda degli studi relativi a llo stato materiale delle truppe, all'amministrazione, agli ospedali ed alla mobilitazione dei ser vizi- sanitari; una. terza infine, degli studi relativi alle comunicazioni militari. Il concetto prevalente in R ussia per compensare la lentezza relativa colla quale si mobilita l'esercito, a causa delle grandi distanze e della r elativa scarsezza delle comunicazioni, oltrechè ad un concentramento intensivo di truppe ai confini fin dal tempo di pace, sembra S:ia quello di rallentare la mobilitazione dell'avversario e disturbargli r adunata., lanciando, all' inizio della campagna sulle sue comunicazioni, gròsse masse di cavalleria, sostenute dai battaglioni cacciatori. Le truppe cacciatori destin~te in Europa a ricevere tale impiego constano di 5 brigate, provvedute a tal fine nel 1889 di appositi parchi volanti con cartuccia (Rivisto , marzo 1889). Durante l'anno scorso a ciascuna brigata vennero inoltre assegnate 2 batterie leggere, in modo che ora queste brigate · sono divenute al tutto indipendenti e capaci di agire da sole a parecchie giornate avanti la fronte dell'esercito operante. Anche per le truppe di Finlandia, destinate principalmente alla difesa delle provincie del Baltico, e provvedute g ià della. voluta ca.va.llerìa fin qal 1889, mediante la creazione d'un 1·eggimento dragoni di Finlandia, durante l'anno scorso si creò un 1·eggimento d'arUglie1·ia speciale (di Finlandia) su 4 batterie (Rivista, luglio scorso) ed una b1·igata cacc:iator·i (di Finlandia) di 4 reggimenti, su 2 battaglioni, tolti, come si disse sopra, dalle truppe di riserva. Di modo che in quella regione della Russia, retta autonomicamente da leggi e truppe speciali, si hanno fin d'ora gli elementi per la formazione, forse non lontana, di una divisione propria della Finlc~ndia, che sostituisca la 24" divisione fanteria, già stan?.iata in Finlandia c, durante l'anno scorso, passata. a formare il XVID corpo d'ar mata. Alla


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NOTIZI E MILITARI ESTERE

NOTIZIE MILITARI BSTERE

costituzione di questo corpo, in Dorpa.t (circoscrizione militare di Pietroburgo) concorsero la 24·' divisione fanteria sopra detta (non inquadrata nei corpi d'armata) e la 28" tolta dal I corp1:l d'armata, unico dei corpi d'armata di linea della Russia d'Europa restato fino ad ora con 3 divisioni. Ed in tal modo durante l'f:.nno scorso ha avuto pieno compimento il piano di ridurr-e tutti i corpi d'armata di linea alla formazione di 2 divisioni; coll'apparente intendimento di formarli in tempo di guerra tutti su 3 divisioni, facendovi concorrere come ' 3° divisioni, quelle delle truppe di riserva (20), e quindi colla ipotetica probabilità della formazione non lontana di altri due ç:orpi d'armata. Oltre alle due divisioni 23• e 24' sopra dette, altre truppe furono avvicinate verso le provincie occidentali dell' impero; la 1" d ivisione fanteria (XIII corpo d'armata), coi suoi quattr o reggimenti, da .Mosca si trasferì a Smolensk; la 40" da Saratov sul Volga a Bobruisk, nella circoscrizione di Vilna, restando come era autonoma (non addetta a nessun corpo d'armata. ; il 46° reggimento dragoni, appartenente alla di visione cavalleria del Caùcaso, da Vosdvigenskaia (Caucaso) venne trasferito a Plozk (Polonia) ed incorporato nella 15" divisione cavalleria, per costituire il quarto · reggimento di quella divisione, recentemente formata con tre soli reggimenti (Rivista, novembre 1891). In seguito ai cambiamenti sopra indicati al l " gennaio 1893 si avevano 21 corpi d'armata, di cui 3 su 3 divisioni fanteria (corpo della guar dia, co~·po dei granatieri e corpo del Caucaso) . I 20 corpi d'armata della Russia europea erano i seguenti: l corpo della guardia, su 3 divisioni fanteria e 2 divisioni cavalleria, 1 corpo dei granatieri su 3 divisioni fanteria e l divisione cavalleria, 13 corpi d'armata di linea su 2 divisioni fanteria e l divisione cavalleria, ~5 corpi d'annata eli .linea su 2 divisioni fanteria. senz~~

cavalleria (I, Xill, XVI, XVII e XVIII) (l ), con un tot?!e, nella Russia europea : di 42 divisioni fanteria incorporate (e inoltre una divisione, la 40• autonoma), su 4 r eggimenti (meno la 110 che ne ha temporaneamente un 5°) forse primo embrione di ulteriori formazioni), e di 17 d~visioni di cavalleria regolare (tra cui 2 della guardia), 15 delle quali (di linea, formate su 4 reggimenti (3 regolari e l cosacco); e inoltre (non inquadrate) 2 divisioni di cavalleria cosacca, su 4 reggimenti cosacchi. Ogni divisione fanteria è provveduta per regola di una brigata d'artiglieria di 6 batterie montate ; ogni divisior;.e cavalleria di 2 batterie (regolari o cosacche) a cavallo. Un'altra specialità di truppe che può rendere segnalat i servigi ai confini in caso di guerra, è quella delle gua:rdie di finanza. Queste truppe le quali constano di 28 brigate (2) (24, ai confini occidentali cioè) circa 30000 uomini, sono militarmente costituite ed ogni anno, in proporzione sempre crescente, chiamate per prender parte alle manovre autunnali (Rù;ista, giugno 1889). Sul finire dell'anno scorso si è t rattato (e la cosa può realizzarsi quanto pr ima.) di togliere queste brigate dalla dipendenza del ministero delle finanze, nella quale ora si trovano, per passarle a quella del ministero dela guerra, come parte integrante dell' esercito. Circa le tntppe cosacche non avvennero notevoli variazioni; furono create 3 sotnie (squadroni) separate del Don (Rì~ista luglio 1892) e altri 2 battaglioni Plastuni (fanteria cosacca) del Terek (Rivi sta agosto 1R92), e fu inoltr e modificata la composizione delle 2 divisioni cavalleria cosacca del Caucaso, le quali ora risultano cosi costituite:

(l) Esist.- inoltre u'altra clivisione cavalleria (13•) a disposizione del comanda nte l~ circÒscri?.ione militare eH Vnrsavin. (2) Ogni brigattt in citt·a tonda ha: 30 urfìciali, :1000 uomini e t,.OO cavalli. All'atto aella mobilitaz ione coi t,oo uoinini montati si fcll'ma nn ?·t?(}f!i tnento di confine, coi GOO a JJicdi alcune comp;,gnie.


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NOTIZIE MILITARI F.STERE

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NOTIZIE llllt.ITAR I ESTERE

l.

regolare il r eclutamento equino; come pure la conseguente nuova ripartizione dei tenitori cosacchi. Quanto alle truppe irregolari indigene è da notare la trasformazione della milizia del Trauscaspio in una di'l;isione (2 sotnie} montata Turkomanna. Oosicchè al l" gennaio 1893 di truppe cosacche ed irregolari indigene si avevano :

l

A. - Riparti cosacchi impiegabili in una guerra europea.

l " Divisione.

1° reggimento montato Kubanski, del territorio del Kuban. l' brigata l o reggimento montato Urttanski, del territo' rio del Kuban. l" reggimento montato JOwpe?•shi, del territorio di Kuban. 2• brigàta 1" reggimento montato Gorsko ,lfosdosksti, del , territorio del T erek \'

Comandati aUa divisione. Don. l " battaglione a piedi Plastuni, del Kuban. 2" Di?;isione.

(' l o reggimento montato Eiski, del territorio del Kuban. 1' brigata ' 1° reggimento montato Poltavski, del territorio del K uban. l" reggimento mo. ntato Labinshi, del territorio del Kuban. 2• brigata 1° reggimento montato Kavkaski (1), del ter) ritorio del Kuban.

' t

Addetti alla di-visione. R eggimento irregolare montato del Daghestan. Notevoli sono le disposizioni emanate durante il 1892 : per accelerare la mobilitazione dei reparti cosacchi di 2° e 3• bando, da chiamarsi in servizio in caso di guerra; per

( l ) (]ut•,Ln :-,•::;.:iiiU'IIl•J ,. t'O n:tO•I:tln prc.iiO la t,ri,.t••la rt.> ..;u;rhi, Hl, u l:•t:l. •h- i Tt:ut· .;t· a ~;un.

Piede. di pace

sotnic (S<Jttadroul)

Piede eli l(UCrra

so tnie (;q uà llron i )

2 reggimenti su 4: ·sotnie (in guerra su 6) . 17 reggimenti (in guerra 52} > 113 su 6 sotnie . 102l 3 sotnie separate (in guerra 33}. 3) Con 8 batterie a cavallo (48 pezzi) sul piede 22 batterie (132 pezzi) sul piede di guerra.

s/

) _12'

357

i

312 \ 33 !' di pace, e

Kuban. 10 reggimenti su 6 sotnie (in guerra 30) l reggimento su 4 sotnie (in guerra 3) . 4 sotnie separate (2 della guardia) '11 quadri di reggimenti a cavallo di 2° turno (solo in pace) .

l

180 \

l: 196 l

Con 5 batterie (26 pezzi sul piede di pace e 30 sul piede di guerra). Inoltre (d'impiego locale) 6 battaglioni plastnni su 4 sotnie, cioè 24 sotnie a piedi {in guerra 14 battaglioni, totale 56 sotnio a piedi) .


652

Terek . .

B. Piede di pace

sotoie (squad roni)

l'iedc di guerra sotnie (squadroni)

2 sotnie della guar dia 2 ', 4 reggimenti su 6 sotuie (in / guerra 8) . 24 : 26 ' 4 reggimenti su 4 sotnie (soltanto in guerra) - 1 Con 2 batterie a cavallo {8 pezzi in pace, 12 in guerra).

Orenburgo.

o r eggimenti su 6 sotnie (in \ (' guerra 1~) . . 18/ 90 42 104 3 r egg tmentl su 4 sotme 12 \ 12 2 • 21 2 sotnie separate Con 3 batterie a cavallo (14 pezzi) in pace, e 6 batterie attive (36 pezzi) e una di complemento (4 pezzi) sul piede di guerra. Ural. 3 reggimenti (in g uerra 8 ) . '. Sotnie della g uardia, d'istruzione e separata .

16! 3

19

653

NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MII,ITARf ESTERE

45!

47

2

Quindi le truppe cosacche event ualment e impiegabili in una guerra in E uropa (cioè quelle montat e soltanto), risultavano al l o gennaio 1893 : di 268 sotnie è 18 batterie a cavallo (90 pezzi) sul piede di pace ; di 754 sotnie e 36 batterie a cavallo (214 pe.::~r.i ) snl piede d i g uerra.

Riparti d' impiego locale.

Cioè i reparti cosacchi della Russia, asiatica (meno i cosacchi d'Astr akan) e delle tn1ppe irregolari indigene, erano al l o gennaio 1893 : aj cosacchi d'Astr akan, Siberia, Semirecensk, Transbakal, Amur, Irkutsk-Yenissei e Ussur: Piede di p:tcc

Piede di guerra

sotnie montate . -:. 37 107 sotnie a piedi . 11 33 batterie a cavallo . 2 (8 pezzi) 3 (18 pezzi); b) truppe irregolari e milizie permanenti: sotnie montat e . 25 25 sotnie a piedi 2 , 2

L' Opolceine. Ultimo scaglione dell' esercito russo è l' Opolcenie o milizia ~territoriale (Landstu1·m) . Per questo impor tante elemento della ·difesa nazionale, che prestò g ià segnalati servizi nella campagna del 1812 contro Napoleone, quando non era se non una leva in massa, fin dal 1890 vennero stabilite delle chiamate ann uali per l'istruzione e creati (benchè di forza limitata) i quadri in numero eguale alle unità. da formarsi in guerra (d1··nsgine, ossia bat taglioni, a piedi e a cavallo, batterie, compagnie zappatori e di marina) (1), incaricati d'istr uire i militi chiamati all' istruzione in tempo di pace, e di conservare il materiale delle unità da formarsi all'atto della mobilitazione (Rivista, aprile 1890 e marzo 1892). Durante l'anno 1892

(i) Cioè 640 drusgine (40 chvisioni fanteria}, 80 so tnio 11. cavallù (20 rcgglmonli cava lleria), SO batterie e 20 compagnie zappatol'i.


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NOTIZIE 1111LJ'l'A'Rl ES'rE'ItE

NO'l'IZIE MILITARI ESTERE

poi, vennero emanate le norme per la tenuta dei ruoli dei militi (Ratniki} delle 1 classi più giovani e fu decretata la costituzione di divisioni e brigate (Rivista, novembre .1892), e successivamente stabilita la composizione organica delle unità. e comandi della milizia stessa (Rivista, marzo 1893}. In Russia, più che negli altri S tati d' Europa, le manovre autunnali asst1mono un'impor tanza speciale per le g randi masse di truppe che vi si fanno concon·ere, particolarmente di cavalleria. Anche l'anno scorso, sotto la direzione del generale Gurl~o, ebbero luogo manovre d i cavalleria coll'intervento d i 106 squadroni e 9 batterie a cavallo (54 pezzi). Egualmente furono chiamate alle esercitazioni le truppe di riserva e delht milizia; quelle di riserva presero .inoltre parte alle grandi manovre sotto Ivangorod (Rivista, g iugno 1892). Furono pure convocate per le esercitazioni l~ so tni~ di 2" bando dei cosacchi del D on e d'Orenburgo, richiamandole dal congedo. Questo primo esperimento di parziale mobilit,azione diede buoni r isultati e quindi pare che la chia,mata delle truppe cosacche per l'ir,ttruzione sarà fa.tta in avvenire su scala maggiore. L'impegno che il governo russo mette per ar mare le truppe del nuovo fucile viene dimostrato dalla recente creazione di una Commissione pet'I?Ut'l'tente per l'a,·mamento, dal riordinamento ed aumeuto del personale addetto alle fabbriche d'armi dello S tato, dalla ordina.zione di fucili fatta all'estero (Rivista, febbraio 1891), dalla eccezionale attività impressa ai vari stabilimenti, e più. dalla eloquente cifra assegnata all'uopo nei bilanci, la quale quest'anno soltanto è di 29,607,000 r ubli (Ri-v ista, febbraio 1893}. La Russia possiede ad e-suberanza gli elementi per completare i suoi numerosi quadri. Basti qui accennare i risultati delle operazioni di lev~L dell'anno 1891, forn iti dal numero 262 dell'In-valido t 'W;sr:;, 1892. Per l'anno anzidetto fi gurano inscritti sulle liste di leva delhi l~ussia europea ed asiatiCéL 8'79,455 g iovani (oltre a ciò 25,111 giovaù.i delle popolazioni iridigene del Caucaso), dei C)Uali 260,000 furono ammessi al servizio (Caucaso 2400);

526, 7~2

655

giovani (Caucaso 18,866) furono assegnati a1 due bandi della milizia (1." bando della .Russia c,uropea e asia tica 211,191 g iovani, del Caucaso 10,275} . Secondo il grado d'istr uzione, il quale determina la durata del servizio obbligatorio alle bandiere, una parte del contingente viene così classificato : 477 giovani con istruzione di l" grado (obbligati ad l anno di servizio) ; 2655 giovani con istruzione éli 2• g rado (obbligati a 2 anni di ser vizio}; 15,526 giovani con istruzione di 3° grado (obbligati a 3 anni di servizio}; 172,671 giovani aMlfabeti (obbligati eventualmente a fare l'intera ferma di 5 anni di se1:vizio a lle ) rmi). Il _c ontingente di leva per l'anno 1892 venne fissato a 262,000 uomini (nel 1891 'fu eli 260,000), a cui vanno ancora aggiunti 2400 indigeni del Caucaso (altretta.nti nel 1891}, destinati ai reparti ind igeni (attivi e di riserva) di quella regione. Durante l'anno scorso venne inoltre cambiato il tempo della chiarnata dei giovani avanti i consigli di leva, fissandolo al l " ottobre, invece che al P novembre; e il tempo della incorporazione delle r eclute nelle truppe, fissandolo per la metà di novembre, invece che al l" gennaio. Chiudiamo colla t est uale traduzione delle parole di nn autorevole periodico tedesco {La Kolnische Z eittmg, del 21 gennaio 18 93, N. 57). « L' ese1·cito ru,sso r·icevé negli uUimi anni nuovo inc-i·e« mento su tutti ·i rami. Le g1·andi unità, come le unità « tattiche -venne1'o 'l'aff'orzale ed aumentate, media11te sposta« menti di truppa e displ)si::ioni organiche ·venne agevolata « la mobilitazione, e al tempo stesso si lav01·ù con arclore « pet• elevare il sentimento m orale e il g1·ado d' istr;·uzione « delle truppe e clegli -ufficiali. Il r·isttltato non si ('ece at· « tende1·e, e pttò clù·si che coltd il fJ.'t,ale r itenesse di dover « ancora inconlra?'e sttl campo eli 7Jallagl·ia l'eser cito 1'Usso ~< clel 1877-7 8, dschierebbe cl' andar'e incont1··o ad 't.tn ter« ribile disinganno. »


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657

NOTlZIE .MILI'fARI ESTERE

(Auf allen Gebieten ist di e russische V ehrkraft im letzeu .Jahr gofordert worden. Die grossen Verbande wie die taktischen Einheiten werden verstarkt und verm~hrt, durch Truppenverlegungen und organositorische Massnahmen d ie Mobilmachung erleichtert und zugleich nac.h Kraften daran gearbeitet, die moralischen Krafte and den Bildungstand der 1Yiannschaften wie der Offiziere zu heben. Der Erfolg ist nicht ausgeblieben, und wer glauben mochte, dem Heere von 1877-78 auf dem Schlachtfelde wieder zu begegnen, w_ii.rde eine furchtbare Enttauschung erfahren). 0

Roma, marzo 1893. CERROTl capitcmo.

Piccola cronaca. FRANCIA. PROGRAMMA GENERALE DELLE MANOVRE AUTUNNALI.

.2a e 3a 1·egione. - Il 2° e 3o corpo d'armata manovreranno di concerto sotto la direzione del genernle Rillot (membro del consiglio superiore della gtJerra). Il 2° corpo avrà le sue 2 divisioni attive (3a e 4.") ed UJW divisione di riserva formata con elementi della 2u regione; il 3° corpo si · comporrà di una divisione attiva (5a), di una di riserva tolta dalla 3a regione e di una brigata attiva probabilmente formata con truppe della marina. A queste manovre, che saranno le più import~nti e che termineranno con la solita grande rivista passa w dal presidente della repubblic:t, prenderà parte anche la 1a divi:;ione di cavalleria. Durata: circa 20 giorni, compresi gli spos1amenti per In formazione delle unità di manovra. 5a e na regione. - Le divisioni attive eseguiranno manovre di divisione. 6• 1·egione. - Le divisioni :12", 39a., i 40• e reggimenti regionali! 46o

e. H:i:~o ed i battaglioni ca.cciatori :L 0 , 2°, 4° e 9° manovreranno in base alle disposi;.;ioui che sarà per dare il comandante del 6o corpo. Nella ·1~" divisione si aggiunger(• ad ogni brigata un regl!imento di riserva. Di coneert.o con queste brignte a tre reggimenti nwnovre1~anno i battaglioni caeeiatori di riserva corrispondenti 11i battaglioni attivi 2o e t~o. La divisioni~ dei Vosgi eseguirà, come nel 1892,' aceantomimcnti c ma.novrc speciali cd avrà aggregati i battaglioni eaeci11tori di riserva corrispondenti al 10", H)o e 17° battaglione attivo. 7a regione. - Il comandante del 7° corpo :lVrà a sua disposizione, per le manovre, una divisione e 2 brigate di •·iserva formate nella 7" regione, la 28" brigill.n attiva di fanteri11, il !5-1 o regionale ed il 2{" battaglione cacciatori. 8", 9• e .f6" te!rione. - Urw sola divisione per ciascun corpo d'armata eseguirà inanovre 'di divisione : eiascurw brigata della divisiom: sarà su · 3 reggimenti, 2 attivi ed 1 di rise t·v:~. Vi saranno inol tre in eiascuna regione manovre di brigata fatte da una brigata di ri$ena formata nella regione stessa. - i3" regione. - Manovre eli divisione per una divisione attiva; manovre di brigata per 2 brigate di riserva formate nella regione) ' ua TegiO!le· - Manov··eranno 8 reggimenti fra attivi e di riserva, più la brigata regionale~ di Lyon; oltt·e alle rnanovr:Speciali dei gruppi alpini. 15" regione. ··- Una divisione ,di riserva eseguirà manovre di divisionr~; due brigate attive manovreranno per brigata. f gruppi alpini, come nella ua regione, eseguiranno le solite manovre speciali in alta monl:lgnn . .18a regione. ·- Manovrerà la 86• divisione attiva, costituita s~1 3 brigate mediante una brig:.lta di riset·va; mentre un3 2" bt·:gata di risena eseguirà manovre per suo conto. Tutte le predeWl manovre (salvo lJuC!Ie tra 2° e 8° corpo) avranno una : durata media di circa H) giorni. Nei COL'pi d'annata 1~, 4°, 10°, H 0 e 12° non 3VL"anno luogo manovre di divisione nù di brigata. r reggimenti di riserva saranno costituiti isolatamente ed etlèttueranno eset·cizi nei dintorni delle guamirrioni, del la durata di 5 "iorni. Cl "' pertanto le caratteristiche delle tnanovre di quest'anno Due sono . 1° Grande estensione nella forrnai iotw di unità di riserva (reggimenti, bngate e divisioni} .. 2oEsperirnent.o su vast.a sca la ddl'aecoppiarnento temario di rrueste . unità con quelle attive, avendosi: cot-pi d'armata a 3 divisioni (una di riserva); divisioni a 3 brigate (una di riserva); brigate a 3 réggimenti. Manovr-e d:i cavallm·i(l. - Le di visioni 2• e 6a eseguiranno manovre


NtJT!ZH; MJLITARJ E STERE 658 della durata di ·12 <~iorni (non compresa l'andata ed ii ritorno) sotlo la di" De Je,-s<\ presidente ~ rezione del generale del comitato di cavalleria. Le brigate di corpo d'armata ~·. 5•, 9-', 10•, H·• e H!a ;;amnno riunite per e$eguirc IHanovt'P, d'insieme cleli a durata pure di 10 giorni. Esse formeranno 2 divisioni di 3 brigate ciasc.una (4•, 10" e 1l" - 5\ ga e 123 ). Il generale d' Espeu illes, comandnnte la {ia divi ~io H e di cavalleria, nvrà la direzione di queste manovro. Le brign te delle divi,;ioni 3", ft,a e 53 (nove iu totale) ù ttttte le alt.1·e briguto di corpo d'armata (tredici) eseguiranno nwnol'rC di hri/Zata per la durata di 8 giorni , non comprese le ma1·ce d';mdnta t\ di ritorno. Tuue le brig<ltC di cnvn lle~·i a rli corpo prcndPrnnno parte, n seconda del bisogno, alle manovre che avranno luogo nei ri~pettivi corpi d'armata.

L n .çqu.adm. attivtt del Mediterl'rmeo i.• partita il 20 marzo dn Tolone per fare un ;Liro sulle coste d' Algot·ia c del Levante. Toccheril dapprima i SOJ!ttenti porti d' AIgorin: Algeri, Bona, Bougie e Phtlippt~vi lle, nei t(unli le va rio divisioni soggi orru~ ranur. per ci rca 8 giorni riuncuùosi poi a Bonn per recat·si tutte insieme a Goletta. L' intera fl otta riunita farà poi rottn per Alessa nd rin e cti lù, o tutta intiera o frazionata , tocchcril i porti di Porto -~nid, Gi ~ll':t , 13eyrouth, Rodi, Smirnc· c del Pirno. Dal Pireo la squadra ~i dirigt:ril su Tolone, doYe giungeril probabil mente alla line di maggio. Dui·a nte questa t:ampagna In squadra esegui1·it numerosi esercizì di guerra tXll coneorso delle difese mobili di Cot·sicn e cl'.\ l~cria. La squadra è t;osì composta:

/" divisionr .

Cot·azzate: Form·idabte (v ice-ammiraglio Yigncs, eornandante delia squadra), Courbet, Redoutabtt• lnt~rocialo t·i: Ct•cille, Co.~mao, Paucon, Le.qer. Torpediniere: Audacieux, Téméraite. 2• ttivisione.

Corazzate : Hoche (t;ontrammiraglio Bour~eois), Atnil'lll !3awlin, Amiral Duperré. lncrocialori : .Jerm /3(1.rt, Lalrmde, Vautow·, Levril'l·. Torpedini ere: Knbytr., Com· em·.

tol0Tl7.1E

MILI1'AR1 ESTERE

659

3• di·visione.

Corazzate: Devastation (contrammiraglio Dupont), Marceau, Neptm!l'. (ucrociatori: Davoul, Trmule, Vatti_gnies. Torpediniere: Dmgon, Ottra.gan. La squadm di riseroa d.el Mt:ditermneo. - H -l 0 aprile lo squadt·a eh riserva sa r~ nrmata con ell'etti vi al completo, sullo ste8SO piede della squadt·n nttiva. Il pet·6onrdc che, all' uopo, è atteso a Tolone dai vari po1·ti ù di i200 uomini ci rca. Questa sq uadra si comporrit delle seguenti navi: Corazzate: Richeliet,, ColbPrt; Guarda-coste corazzate: Cninum, Tndmn]Jtable, 'rtJrriblt•: Incrociatori : Ji'orbin, .Miln n; Avvigi tot·pedinicri: Flh hc, Dague, Dragonne; Tol'pedinierc: Ourage, A.qile, Aventuner, Eclair. Le prov viste di rnunilioni da guena e di r.arhorw procedono in modo che la squadra pomt c.sset· pronta a salparn il 5 di aprile.

La legge sui quadri. -

Seguitano ancora le discussinni sulla

nuova ~

.lei des cadres.

La commissione dell'esercito sembra disposta a co ncedet·e ci~n l'aumento dei quadri, più di quanto lo stesso ministro Freycinot domandava nel suo progetto di leg:,te, accettato in massima dal nuovo ministro genera le Loizillon. [nfatti, mentre il progetto ministertalc portereiJbe in ogni reggimento fanteri a l'aumento di un muggiorc c di tre capitani , la commissione vorrebbe .aggiungervi un tenente colonnello, 2 capitani e -L2 subalterni. Ciò J'isolvet·ebbe parec:chie diflicn ltù inerenti alla formazione dei reggimenti di l'iservn; il reggimento attivo conserverebbe un ltlnente r.olonnello pronto a prendere il comando del reggimento in Cjualunque circostanza; il capitano te3oriere ed il capit<•no di habitleme1~t del reggimento attivo non sarebbero distolti, all'aLLo della mobilitazione, dai ioro uffici per prendere il comando di due compagnie del rcggimanto di riserva, cedendo, in un momento <:osì delicato, le loro ~nansion i ad uffieialt della riserva, probnbil mente poco pratici e certamente non al cort~ente delle varie operazioni d'uHìeio. Coi 12 suhalterni si avt·ebbe immediatamente nei reggirrwnti di ri;erva per ogni compngnin un subal!erno in attività di servizio. Uno dei membri della comrnissiene, M. de Mont.fort. non contento di ciò, proporrebbe anche l'a nrnento di un se-


660

661

NO'l'IZIE MILITARI ESTERE

condo comandante dì battaglione per non distogliere il MaJor (relatore) dalle sue attribuzioni col · dargli il comando di uno dei battaglioni del reggimento di r·iservtL _ Par·e che la commissione ed il nuovo ministro Loizillon siano venuti ad un accordo per il quale si creerebbero 72 maggiori e 72. tenenti colonnelli in luogo di H4 maggiori, fermò rimanendo l'aumento dei capitani portato dal progetto. Il progetto ministeriale contiene fra le altre proposte la creazione del grado di genera le d'armata. La commissione dapprima si oppose a questa innovazione come pure allo aumeulo dei limiti d'età dei generali, che ne era una conseguenza nàtunlle; ma poi è ritornata sul suo voto, cd ha adottato l'istituzione del nuovo grado di generale d'armata, respingendone però l'aumento dei }imiti d'età.

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

a) Recensioni.

La guer1·a ci:vite chilena net 1891 . - Studio storico militare di Eugenio Barbarich. - Torino, Ca,;anov:~. Prezzo L. 2. Mentre sulla nostra R-i·vista Militare pubblicavasi uno studio storico sul Chile dalla sua scoperta ai giorni nostri, ci è pervenuto in dono questo imeress<1nte libro, dovuto allo studioso traduttore degli studi tattici sulla battaglia di Custoza del Bilabnlck. Quantunque lo stndio sia condotto · dal Barbarieh eon scopo applicativo, In parte storica vi è trattata con ampiezza forse maggiore di quella dw lo studio in corso di pubblicazione sull:~ Rivista, oramai compiuto, si ~ra proposto. Il li bro quindi riuseirà di non comune interesse per tutti gli studiosi, specie per coloro i quali non conoseendo il t'ldesco, potr:~nno trov:~re in e:;so riassunti tutti gli elementi che fau no meritarnente stimato il libro del Kum: Der Bi:irgerkrieg in Chile. La Rivistct Mili tare ha poi una speciale ragione per essere l;eta di questa pubblicazione; poichè essa e <{nella da più mesi iniziata nei suoi fascicoli, si completano H vicenda e possono senza :dcun dubbio. for·nire materiali per uua intera conoscenza di un paese remoto, che per la sua posizione marittima e geografica può considerarsi come l'Ita lia deii'Amer·ica meridionale. Certo le fonti alle quali i due autori h:~uuo attinto sono le stesse, }lttesa la searsità di docu menti eh~ illustrano quelle lontane operazioui; m:~ l'organismo dei due lavori è cosi differente che possono essere di r·eciproco sussidio.


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Il libro del Barbaricll poi, beu scritto ed edito r.ou cnra, è meritevole di invoodi1.ionata lode e di fàSscre raccomandilto in spccia l modoagli studiosi.

..** Telemet?·ia. - -'lanuali Boepli. Milano. L'editore Hoepl i ha ti \'Uto questa rollii , come suoi dirsi, la mani) felice. Nessuuo più del Bertclli per lungn pnllicn eli opera1.ioni to po~ grafiche, coogiuntn nlla conosceuza dei bisogni militari , ern in grado di condeu$are io breve spnzio tntto rruauto è utile a SDPl'!':>i circn la misura celere delle di~tauzc . li manualetto è quindi riuscito perfetto e noi ei augnri:nno cile tutti i nosr.ri r1 l'O ciali r~bbia n o 11 leggerlo per fonnar~i un 'irlea esa tta dell:'l importnuz::~ della telemet.rin e dei mezzi n cni si può rieorrerc per clare una ~olu zione prn tic~~ a l diflicile problema. L'autore nnlla sua introduzione dirn ostr11 l'importanza dell:1 rruistioue· in termini p reL~ i s i c chia ri. Egli d•ce: " Per quanto si progredisca negli studi circa il miglio• ra rn cnto delle armi da fuoco, il !Jisoguo di misura re indirettamente « delle distanze sul teatro delle operazioni militari e sui ca mpi di bat' taglia si farà pur sempre seutire im perioso per quanto iu diversa « man iera dnll 'oggi e dal tempo trascorso. « Un Le•npo con fucili ad auima liscill, di i7 millimetri tl i ca libro, c con uua ('anucci:• di 8 grammi ùi polvere e 25 di proictLi le, a « 300 ml'lri si aveva un effetto qu:~si nullo, giuare corre, parabole c molto :\l'c:•te, spazi lw uuti contro uomin i:~ piedi od a cavallo brcvis~i rn i, « e di qui ne ven iva che la grad uazione dell'alzo anche alle piccole c distanze, aveva uu valore c:~pit:~ l e; sbagliare l':~ lzo d'una tacca, va • levn sbngliare sicuramente il he•·saglio. - Col le arm i nd anima ric gata , colla riduzione dei ca libri, colla maggior potenza delle poi veri « impiegate, si andò mano mano ottenendo !!ittatc [)iù lu naiiC ve lo· v t) , ' cità ini:dnli nssai m:-tggiori e quindi traiettorie più tese e, naturo l« meu te, spazi hattuti più ampi. Conseguenza di ciò minor necessità· << di precisione nella graduazinne dell'alzo alle piccole distanze, ;ti pttni O· • che iu oggi, per esempio, con nn fucil e rlel ca libro di mi ll imetri « 6 e mezzo, con una velocità iniziale di circa 71O metri con una • pnl lottoln di piom lro rivestita di maillechon, c con nna' cnrtucci().. G. Bet·telli. -

NO'I'IZ!E Tlilll.lOGRA T'I CHE

NO'flZIE BIBLIOGRr\ FICHE

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t::rricata a bn li ;. tit~ e tlel peso rotaie di grammi '2·1,:), la prirrr:-t tacr·;·, dell'nlzo sc1·vc :;iuo ;1 .\.00 metri ~ <:ou tro fanteria in ~·i t•• li rom~~ ' c l;lt;C.a di comu~ttinwrriO, pur\ t·:::;ìlrC utilizzntn :;iuo :• 000 metri . • Tali essendo le cararte•·istiche della futura n•·ma colla rpwle mu• niremo le nostre f:mterie, so ne potrà dedu rre che risu lt:J pcrfott,'l« mente inutile di conoscere con precisione se il bet·snglio sul quale • spariamo dista da noi 200 pi uttosto che ~00400-500 met•·i. Basterà • spianare orizzontalmente il fucilo. per essere siçnri. contro un ber• ~aglio collocato sopra un pinno oriuontnlc che ci comprenda, di spazi zare tuno il ll·;~tto compreso tra la bocca del fncilu ~~ nOO metri Il lontano. « Ma io voglio concedere fii più, "' la storia di questi ultimi ,,nnl, << in fatto di applic11zioni balistiche ce ne avverte, voglio cioè ammet· " tere che si possano ancora fare conce;;sioni urrnonicissime fr·n i ca· « libl'i, la forma ed il peso dei proiAt lili, la potenza delle poi veri, la ,. forza di resistenza delle canne da fu cile c così via; voglio am« mettere velocitù iniziali che anivino n -1000 metri, traiettorie che <l appunto su di un ch il omt~tro, non si elev ino da terra oltre 2 metri « (snpponcndo io sparo in posi zion' ~ di n rr~'l'm.), e •]l•i ndi ::pa;~,i battuti « sarei per diTe f:tvo losi. 'l'urto questo non a l ter:.~ menornam•mte la so· ,« stanza della futun1 nece;;sit:'r di va lutare indirettamentn lP distanze « sul terreno, in guerra. •< \' i sarà certo un limile minimo per i ca libri dellt· ar111i; le e.~ pe· ~ rienze forse lo trovet·anno; dico forse perchè non è a:>solu to elle si • debba in sill'aue discipline cadere ncll ... esngerazione. Ba:~tll nn sem· « plice accenno, alla portata di ogni pacifico borghcs<>, per Ctlmpren· ' • dorc. di che 5i traLta. ~ Contro un proieuile lancia1o nell':rria, alla l<tW marcit• faranno • sempre ostacolo la foo.a di graviti• e la resistenza dell'aria. Il peso , « e ht forma del proiettile debbono dunque trovar modo di adauarsi, • per qu:mto possono, a quelle esigenze contra rie. Si tralla, per la per· « con·enza di un dato spazio, di lusci:lre il proiet tile il minor temp() « possibile sotto l'innuenza della grnvit:'r, e qui abbiamo la r·ieercn della « massima velocità; se pos~iamo dare ad uu proiettile una velocità ini· « ziale cbe ~ti n eome a a 2 rispetto aù un'altra velocità iniziale, l'al( zione della gravità, entro per esempio rnillc rnctri di gittat:•, lw assai << meno tempo di ngirc nel primo cn~o che nel seeondfl, 1: quindi si « ottiene una traiettoria meno :Hcnta, uno spuzio batl.uto più grande. « Entra in argo mento la polvere per In qualo si ce1·cn il massimo sviluppo di ga::, il mino1· ;;pMio d:r nccupnre nella cnrtll eeia, la minor « potenza dilania trict'.

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NOTIZIJ.; UIIJLIOGit-\FICHE

' Stabilito il risultato che si vuoi ottenere rla un proiettile, il suo !)Oso entra come im portantissimo j auore, e col poso la sua forma ed « ~~ :uo v~lu.rn e. Come volume, il minor possibil e e la miglior dispo<< srwmc d1 l~n~a' pe1· p_oter vincere la resistenza dell'aria; come peso << IJilCI tuuto mdrspensalHle,. per otlenH re i risultnti o1J'cnsivi di cui si « Hhhisogna. « Stabilito un peso di ·12 :zrammi per un proiettile può p:ITI~rn che !a res~ste_nw dell'a_1·ia sar:i tanto minore quanto più allungato sarà « rl ~ro1~tttle, ~a . CIÒ h;t un limite: per la posi~i o nc che prende il Pl'O!Ottdc nell arw durante lu sua corsn c per l' uceresciuta sua su« perlicie totale, un proiettile allungato e ~ottil e come un feri'O da ca lza, « presenta cout_ro l'aria 11 na superficie ben più uoteYo)e di quella dell o • stesso peso d1 tnet:lllo foggi ~to . con maggio1· grossezza e cou minor ' lunghezza. « Quindi non è a credere che il problcnw che va alla rieerc.1 della « più gnmde radenza di tiro sia efletlivmnentc indeterminato. Non si « potrà per esem pio scendet·e al tlalib1·o 4 millimetri dal 6,5 come si fece da l calibro '10,35 al cnlibt·o 6,5. Vi sarà un limite. toccato il « (j ualc, non si pot.rà moccanieamente comprimere tanto u~ pr~icttile « da. poter contenere quel d,ato pe.so necessario entro quel minor 1xJltww ' volut.o, per vincere eflìcacemente la resistenza dell'a ria. , « Tu ~ti gli _st~~i in_ materia tenno no dunque ad ottenere i maggiori spazi « battut1 posstblh, evllando gli scogli della gnwi tù, e della resistenza dcl. - ~'ar_i~, c eere_ando di deludere il peso col volume miu ore dato ai pro« 1et.t1h. Deus1ta, volume, peso velocità, penetrazione si incarieano ancora <c per anni parecchi, di pl'Ovvcdero materia agli st.udi ed alle cspuienze di « una innumem lcgionn di matclllaliei, di chimici, di meccamci di ar' maiuoli. c :\1a tuttociò sposla, non uwta di un punto il bisouno di misurare « indirettamente e celeremente le distanze in guerra, ~ia a scopo del « t1ro_ e del combattimento in gcnme. sia a 3copo logistiw o di granrle ·« tattlCII. « La questione, in fu turo, sarà spostata. Quella certa traietto•·ia del -« p~·oiettil e s:el·i.co, che oggi noi deridiamo, assomiglia pressochè a quella ' d ~ un proiettile ogivale, con diametro di millimetri i0,35. II punto ·• eh partenza, il pu nto di caduta, il vertice dclln parnbola, t.utto è simile: d_i d i~erso non c'è so uon la distan1.a del punto in bianco; il -« punto 1n b1anco a 400 metri pel fucile r.hc fece la campagna del oc 18(18, si spo5terà poni:11no a 1600 metri se diamo alla parahola del « Vr.ttcrly l'altezza della pantbola con pl'Oiettile sferico: domani, ad «

NO'rlZIE U1 BLIOGRAFICUE

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, uguale altezza di parabola con proiettile compresso uscente da una , c:tnna calibro millimetri G,o, si ottcn il un punto in bianco a chilo« metri 2 e mezzo dalla bocca del fu cile; rna le tre parabole saranno « simili, ed avr·erno sempre piccoli spazi battuti e bisogno di conoseere « quasi esattamente le distanze fra tiratore e bersaglio. J. . a cosa uscirft « per esempio dai limiti oggi compresi fra i 300 ed i :1600 metri, ed "' entrerà nei limiti fra gli 800 ed i 2000, e più tardi fo1·~e fra i WOO c e 21)00 metri. «E quello che vale per la fucileria vnle anche per l'artiglieria da cam· « pagna, da posizione, tln costa. ( È semplicemente assurdo il supporre che agli studi balistici che pro« gradiscono tanto in oggi, da sopprimere la graduazione dell'alzo fino a c mezzo chilometro dai tiratori, seminando la morte certa su di una wua c di terreno larga 500 metri sul fronte di battaglia, non facciano ora cd , in futuro riscontro studi tattic: !ali da far propendet·c la vittoria al duce « più manovriero r i~pe tto a quello che maggiormente si nfllda alla potenzn « lJru tale del pio111ho. « La taLtica del combattimento indubbiamente-prender;\ forme più larghe, . c mosse più spigliate, formazioni che tendano a :-minuire l'efl'etto miei• diale del tiro. Sa•·à la !.attica odierna, forse, ingrandita, mi si permetla c la similitudine, ad una scala doppia. ì\la la proporzionalità scalare non c avrà nulla a che vedere colla realtà della situazione. Anzi le maggiori « renderanno nulle le misu re loro fotte a vi~ta , nulle le misu re delle « distanze fatte a base di tiri di prova. La polvere senza fumo renderà in · « molti casi, e specinlmente nelle giornate molto illu minate da l sole, « iHusoria la misura delle distanze fatta col pendolo e basantesi sulla c trasmissione del suono. • Dopo questa splendida introduzi'Ollc l'A. csamin:t le condizioni in cui si eseguisee il tiro col nostro rncile \\'ettel'ly e ,;i st.:hiera ttsso luto sosteni tore rlet tiro individmde eri a questo proposi to Csl~fl in una Jrase meritevole di essere rilevata. « È inconte:> tahil (~ che levnodo altrui l'arbitrio di scegliere il fug<l gevole momento dello ~catto, noi diamo di frego a tutta l'imponanza « che si dà ad un puntamenw esatto. nd uno scatt.o avvenuto per la « lenta pressione e non Medo si possa sostenere l'uti lità d' un fuoco «n salve. L'effi c:1 ci:~ di uu ti ro h sa lve e costi tuita dalla somma del« l'ellìcaci:t 1li ti ro rli ogni individuo: orn ogni singolo soldnto Yien « po~ to nelle peggiori condizioni eli puota mento e di st.:atto: le sno <l prohèiuilitù .li colpire saranno minime e minimo il risultato del tiro. « È pnre indubbio c.he il fuoco a sal\'e ha una su perioritit morale


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XOTl ZIJ:: BIBLlOGRAFICBE

NOTIZIE IH'ilLIOGRAFICHE

<< sn quello a voloutit individuale ma Cl'edo elle sul nemico dia m<'lg« g1or scossa morale il vedere dne s(}ldnti stramazzare nl ~ uolo fr<J le « sue ri~h e, che non il verlere sull 'o 1'i~zon te una lunga striscia di « fwJco s·~guiw da un snooo potente e rimbombante snl campo di

Per informazioni, mezzo tardo ed inefficace; Per mezzo dell'alzo, quasi sem pre inattu:~bile; Con carte topografìche, inut.i le nelle scale del 25,000 e t\0,000 essendo necessarie almeno levate di tipo catastale; Col suono, che può servire soltanto in alcuni rari casi per· eseguire tiri di prova; . A vista, il meno esatto di tutti , che l'autore non es1ta a pon·e, · dimostrandolo luminosamente, assai rnferiore al metodo del suono. A fJUesto puntO la ne(essità di un telemctro per la ·r::~nteria è dirno- . strata e l'A. imprende l'esame dci sistemi ~so. P reso fJ Uindi in ras~egna i V<~ ri telenwtri in n~o. li r:1ggru ppa. a seconda dei "ari ::istemi, con mirabile r.hinrezzn tJ ,;enza alenno sfoggro di l'ormole inutili; e descrive in modv sommario liloto quello custioèo Le no,dengl;, qunuto quelli diottrici e eatarl.iottrici \'~ l.;m, Siemem, M ad~cn, R oka~antlic, Weldon. nc~ ta, Pleban•, ParraVJCJOr, Wettern, Salmoiraghi, Amici, Ganticr, Goulier, Lahbez c Jfagn~ghi. (l libro, al qunle tributiamo un vero c !'>inccr·., elogio, t~ rmina rou un rias:muto che seuza contrasto può dir:;i la sinte:;i della Ìlltl!l'il telernetria e che ripro<luciamo per intero, gicnri che la lettura di IJ.nesti brani reoderit tutti i 110stri ufficiali convinti della impurtanw c della utilitù del grazioso libretto del Bc!'lelli. « li problema della mi~ut•a indiretta delle distan~e iu guen:~ novcra « uu grosso nu111ero di studiosi e ce ne promette altrettanti. . « Fra le applicazioni geometriche, In più adoperata è quella dr « tracçiare 1m trinngolo rettangolo, misurando direttamente il cateto « minore e l'angolo acuto ad cs· o ndiacentc; e quest<l soluzione, tanto «per basi vertirn li che orizzontnli. « Poco u:;a to il triangolo isoscele e pochi ~s irn o lo ~caleno e que« st'ultimo più adoperato per tclemetrìa da cosrn. « Quale tipo di telcmetri :1 busi lisse il di sta u~iornetro da cnnuooe « e da fucile Plebani ( l.~ e 28 metri). « Quale tipo tli tdemetri che danno la dist:mza moltiplicando la « bnsc varinbi le per un t'<tttore coswnte invariabile, qu ellù Weldou pcl « qua le la ba,;r~ viene moltiplicata per ~O o per ~~o come nel tclemetro « nuvssel. « i\feceanicamente e matematicamente gl i autostadiomet.rr Plebaoi « per le curve tomoicle c rntJsoidc 11 per l'applic.,zioue geometricn dE'l« l'altezza rncdiono proporzionale fra .i segmenti dell'ipotenusa; il te« lemetro Gautier pel prisma usato qnnle rnicromctro ottico e per « l'uso del segna le naturale, il telemetro Amici pel' le fclici~sime ~p­ « plicazioni ottiche.

« batta~lia. « Se le leggi di puntamento vengono manomtJsse, convien dire che la teatralità dell'nione la vince sugli angoli di liro e sugli spazi batoc tuti. « Nei tiri a salve si fa a lìdauza col caso, coll'apparato sceuico, col rumore, colle medie che si vogliono strappare da un grosso numero di proiettili lanciati. Magici ausi liari t·rtti qu:mti! b Più avanti il Bcrtelli, col raro buon gcuso pratico che lo ha distinto anche q nando era collabor·Jtore di rruesta Rivista mU·ita·l'e conclude: c Ma tulle le fanterie si sono pigramente, fata lmente, adattai!• alle inc• fluenzc morali e materiali che imperano nel tiro a segno e nel eom« ballimento re:lle. « Epperò tenuto ~;onto della vista non sempre chiara, del polso mal« fermo, delle distanze incognite che ci sepa r·ano dal ber·saglio, dci fu ochi • m m~ssa, d.ei feriti e morti n~i nostri ranghi, della polvere, del sangue • ehc Cl affiUtsee al cervello, de1 polmoni e del cuore che fa n tumulto nel « petto, del•·umor·e che ci intontisce, noi spnrituno, spariamo, spariamo « ancora, eppoi ... in fine della cnmpagna una statistica ei dirà che pro« clucemmo un ferito ogni 33:3 palle lanciate e noi saremo contenti, • perché quella è la media di prima e sarà la media delle batlaglie fuc ture. « Ed è a questa stregua che è ben saggio e ben ragionevole il re« clamare un alzo solo e lhso ad un puntamento dnlla posizione di « pronti. « Fra i massimi angoli di elevazione e di abbassn men to dell'arma, • fra i massimi angoli di devinione laterale, abbiamo tutto quanto ci c può occorrere per colpire nemici in ordine ch iuso c aperto, coperti ( e seoperti, fanteria, cavalleria, \lrtiglieria, pontieri; infer·mieri e tutti (( quanti, cd n priori si<lmo sicuri di avere appunto il 3 per mille di « ti1·i utili. • Ma non è a questa stregua che le fanterie debbono far sentire la • loro forw in bar taglia ..... • Es:1minata poi l'importanza nel tiro della misura esatta della distanzn del bersaglio l'aut.or·e esnmina i modi di misurì.lre tali distnnze in uso nell'esercito che raggruppa cosi: oc


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NOTlZlE l.llllLlOGltAFICHE

NOTIZ IE BlBLIOGl\AF! CllE

« ~ella sua speciali !~ notevolissimo il telemetro acustico Le Bouleugé. «Come risultati di celerità, nei telemetn eia mare il Siemens im« piegò p~ r ogni osservazione ·Il u~ il Parr:n•icini 22v, il Plebano 3511 • « rra gl i ~ Itri telemetri il tem po impiegnto oorrc e varia fra i 2 «e i .l minu ti prim i. « Nell e esperienze rli velocità comparate, il distanziometro Plebnn i «misurò in 2',2'2~ ed il telemetro Gautier in <i-'22' . « Come errore nell'apprezzamento della distanza pare che pel mo« mento ci si contenti dell'1 °/ 0 nei tele01etri da CùSia e del 3 °/ 0 lìuo « a ·1600 metri per telemetri da fanteria.

Rivistf,! ma1'ittima (marzo). G:u·•1ll i. - Rapidità c sicurezza dello evolnzioui di una forza navale. Gelcicb . - La determin11zione del puuto. X. - Le torpediniere. Zeri . - Giovanni di r crazzauo. Brave11:1 . - I ntorno all'Africa. Salvati. - Vorabolario di polveri ed e~plosivi. Soliani. - ScritLi di Willi ...n Froudc. Cronaca.

M. G.

n.

b) Bollettino bibliografico.

Giornale medico della R. marina e del Il . e.~ercito (febbruio). Sforz<l. - Sull 'irnmunitil e sulla g u :~ri g i o ne delle m<llllttic infelt ivc. ·Sc<ll';lno. - Sordità verbale. / nernardo . - Ferita per esplosioue Ji ca rtnn;ia n sa ll·e. Ger vasio - Analisi del l 'a~q u n del polvcriucio di Foutaua Liri. Rivista medicn . >> chirurgi,·n. >>

l. Sommario delle Riviste militari italiane. Rivista. d'artiglierùL e genio (febbrnio). Botto. - Progressi della cartografia rnodernn io Eur<'pa. Istruzione tedesca per l'artiglieria a piedi. Cal ich iopulo. - Probnbilità .!el tiro dell'artigl ieria da cost.'l e della marina . Mi ~cellan ea (l mport:m ti: ~:speri menti Krupp ron cannoni a tiro celere. .- I l cun·igrafo. - I l telefoto). ~oli zie. Bibliografia .

Ri ,ista di {ante1·ùt (fehhraio) . Piemonte Reale cavalleria. La f1tnteria può dar geoend i? Note sul reclutamento ( l'assegnnzione). Le perdite u~ i futuri combattimenti. Varietà. Cronaca . BibliogrnGa.

<lnatomico-~i sio lugi ca .

de_r mosifìloput.ie;•. Croce Hossa Italiana. Varietà . Bibliogralìa. >>

2. Ordinamento degli eserciti e difesa degli Stati. - Théno:. La Frontiere, 1870-1882-1892 . - É n:;cita la seconda edizione c.on nn piano gcuerale del sistcmn difcn!ii vo fran cese.- Parigi, Rouam . - Sulla Revue du Cerete militain N. •14, vi è un' importaute notizia snlle tende clc' invel'no sperimentate con huon :;uccesso dall' esercito russo. - I mportan tissimo lo studio del com:mdaute Le Prince Sulla necessità e s1d ·modo di o-rdinate nn e.1e1·cilo coloniale (rancese (.Journa1 des

Sciences Miliiaires. ~·t arzo). S1tlla prepa-razione alla ,querm dell'esercito nmo ba interessan ti articoli il Militiir Wochenblatt (muuori :22-2·1-). - Per le manovre ctut·unnali e grandi manovre fmncesi, vedi llfi litéj.r Wochenùlatt, ~. 2·1 e P.rog1·ès e Avenir Jlt-ilitcL'ire. Marzo.


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XOTI ZI E ll t llLI OGRAI'l CH i;

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3. Arte militare. - i\'I:~ggior Krebs. Esempi storici della _qu.erra di fortez!a. -Berli no, l\ l iuler. - Nella Stratégie de maTche (Jottrnal de.~ Sciences MiWa.ires. Mar1.o) il generale Levnl ncccu ua J:!ii• alle co nclusioni dei suoi :< tudi. Finom esso ha iote5o di dimostrare: r hc il corp u d'armata n tre divisioni è 11uello c~h e meglio rispon de all e esigeo1.e di ogni nntnra delln strategia e della tallica..

4. Storia militare e generale.

- Schweizer. Storia della neutra.lita svizzera., FÌ-,• ueufeld-Huber. È uscito i l primo ''olu mc che va riai tempi antichi al 1618, pace di · ' Vestfalia. - Il c:tpitano Pelat h:1 ir1iziato sul Jou.nwl des Sciences Mititaires, nn importante studio Sulla campagna de,qli l11glesi nel Sudan (•188~ -85) . Questi l'a tti, che ebbe ro wut:J parte uelln n o ~ u·;) im preo;a coloniale eri · t rea, sono narrati con prcci;ioue i11 segu ito a uatT< ìziooi di t.e; timoni o~.: ula ri , qua li il colonncli(l Wilson ed il gcuel'ale Brackenbun' . - Hucenti:;sirna pubbl ic<~zio ue !.a gtterm del popolo sulla Loù.·a (Volhkrieg an der Loire) per Fritz Hoeuig. È u5citù il pri mo volume cou ca rte P sc.hizzi; l'opei·a è di f! n111de m•,Je e redatta su documenti ufficial i iuediti.

5. Marineria. Deve l'A ustria costl'uire navi ,quardacosle cd Ùl qual modo 'l r. 'i mportante que::tione è svolta (:on molta eompetenza sull' [ntemational Revue di mar1.o. - Les grandes manoeuvres de 1892 per Ardo uin-Duma ret.- P arigi, Houam. l~ il riassnuto delle eorrispo ntlenze del Temps, assai interessan ti. - Leonardi Ca ttolica. 1'1·attato di navigazione. Livorno, Giusti . -

N OT I Z IE BlRLIOGRAI'lC HE

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È :;t:~ to ado ttt~ to come lihro di tc~to nell n nnstra Accademia uaYa le e questo è pron della hontit del lihro, frntw di :<tuJ i accu r:~ti e di urw pratiCH >:pecinle fatta dnll 'a lltore nella diffìc.ile matcr-in.

6. Tecnologia militare. - \'oti :tmo come as5ai originali e iut ere~sa n ti i seguenti ~ ni co li : Generale Wille. Nuove armi. (lnternationale R l'VUt' di mal'Zo. Sch iit;:, direttore dclln GrttS011 Wer k . Ri:;poste ai direttori delle ol'fi· cine di Saint Chamoud , Co m mentr~· e Creu ~ot. lnten wtionale Revue di marzo. Stu:nt. Segnalazione elett1·ùxr ton palloni in Jou.rna.{ of the U. S. f usti -

tution. Marzo. Scoli.. l mp·iego lattico delle truppe del genio in ibidem. - Nn ti amo dIl q u akh c~ tCrl l r o un fol'te risveglio negli studi dcii:\ fort i li c~li:iooe ra mpale, specie per parte degli e::erciti minori r he s~ r ano trarne j!rancl i l'nn t~ ggi . Sc•no reco nti ~s im c le pub blic(lzioni se· guenti: Cr:tinician u. Nou wrs cle fortifìcati!mt'. volume III. F01·Mfì.cntiwu pasagerrt ar.tualcl. Bucarest. s !JCecù' Degui:'e. Troi tci de /OJ'ti ficatinn campale. Br uxelles. I due auwri prcdeui ritengono n cce~sn t·io che tutti gli uffi ci<1li co· nosca no l' influeuzn delle nuo ve nrmi e polveri sulle fortifi cazioni OC· cn ~i o n 11 l i per e:<sPre in grndo di farne q uel largo impiego che, a loro ay,·iso, eS$e dovranno avere nellp guerre future. - l.n Rev1te dtt Génie (li 0 fnscicolo del •1892) reca interessanti notizie :;ul uuO\'O materiale da pont·i cl'avangnatdìa tlell'eser.·ito france:;e.

7. Varietà. - Nell'ultimo fascicolo della Revul' du génil' leggesi una complet.1 bwgrafia de l gene1·alc Paidlw1·!1r• ltJttn all' Acadt'mi e rl' i nseription;; . --·-··~

Per la Dinzione

Lo nov rc o CrsoTTI maggiOnJ M. ~1 . 1 i u ctll'ltatfl

D I~ MAr<r.H! C: A tH . n .

çerl'rtt• .


ANNO

XXXVIII

"

RIVISTA

~1ILITARE

ITALI ANA

DISPENSA

VIII. -

16 APRILE 1893

ROMA V OG HE RA

E

N R I CO

TlPOGRAFQ-EDITORil


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SO~UHUIO

CASA SAVOIA

delle materie eonlennte nella presente dispensa

2! aprile !868 -

. / .

CASA SAVOIA - C_. Fabris, tenente colonnello . . . Pag. 673 LA POLVEf~E 1\'Ji'UME NELL' Ol.HER\'0 COXIBATTii\iE~TO . (C:ontin.). - ·Gozzi Doffroso, tenente colonnello di fant~Jria, 700 DEI TOBNEt DJ CASA SAVOIA NEL SECOLO · XIX -

s.

Ghiron .

)) 742

NOTlZIE MILITA fU ESTE RE: · Piccola cronaca NOTIZ I E BlBUO I~llAFICHE

aprile 18!13

l'ì,·esquc acquidt eundo. (Mollo del Conte \'er<lc).

. , 709

I SEHVlZ! D'ESPI.O BAZ.IONE E SICUREZZA. (Contiuunzione). - De Chaurand de Saint Eustache, maggiore di fanteria )) 723 IL CliiL'E (Coutiuuuzione). - M. G. B. • 732 NOTlZU!: POLITICO-MILITARI ITALiANE

2~

» 7~i7

L

~Verso

il mille, quando il dissolvimento, rrodotto nella soc.ietà europea dall'urto della civilti1 germani ca colla latina, stara per raggiungere il massimo grado, appaiouo su Ila soglia della storia gli antenali dei principi di Savoia, mentre ccl·cano eli contenere l'anarchia feudale, che ora ma i tr:wolge,•a il reg11 0 di Borgogna. D'allora in poi :>i svolgono con meravigliosa logica le vicende di quella storicn famiglin. Dalle alpestri pendici, su cui prima si formarono i suoi dominii, es~a segue I'O n sil'uro occhio le tempestose vicende a traverso le quali si ricosLiluisce la sor.ietit europea: vi si frammischia arditamente: ne asseconda coll'al'lni e coi negoziati il corso: unisce l propri destin i all.t causa dell'o rdine e della civillà, e ne raccoglie, prev isto ma grandi oso premio , la devozione di uo intero popolo, che le afliòa In tlltola de i snoi dirilli , e clell'onor suo J.lazionale.l l Sovrani di una piccola co ntea in gremilo all e Alpi, vicarii del ~Imperatore in Italia, signori fe u<lnli. monarchi assoluti, re costituzionali, politici irrequieti , va l orn ~ i g11 CI'I't en , esperti cap itani, diciotto con ti , qtuttl.ordici duch i, no,•e l'e si succedono per nove secoli di storia non interrotta, e mal grado la diversiti.l dei tempi e 4a- ANNO

xx.um.


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CASA S AVOIA

CASA SAVOIA

degli uomini traspare in loto l'impronta comune, dovuta acl una tradizione costante di governo, alla ~ua le tutti si conformano. Tenaci, perseveranti, come il popolo tra cui ebbero origin e, ricongiungono lentamente e fati cosamente gli sparsi framment i del loro domin io feudale, ne allargano la cerchia, ne riformano il governo, con una sicurezza d' indirizzo, e secondo un disegno , che sì direbbe nella mente previsto, tanto logicamente si svolge, se non fosse il risulta to dell'abilità con cui sono mi surate le relazi oni tra il 'presen te ed il futuro. del giusto equilibrio saggiamente tenuto tra il sentimento della realtà e le elevate aspirazioni , e d•~lla fid ucia che la moderazione ed equanimità del loro governo ispi rano nei popoli.IQuei prin cipi afiaccianotalora pretese che si direbbero snwdate:-se~tono il bisogn·o di disti nguersi nella folla feudale: vogliono_essere principi d'Acaia; si vantano eredi della corona di Cipro: Carlo Ema:JUele I aspirava al regno deg_li Allobrogi : Carlo Emanuele IJC si fa riconoscere re di Lom bardia: il conte Verde non patisce ell e il suo vess;Jio dalla croce bianca sia escluso dalla sala in cui debbono sventolare soli gli stendardi imperiali , tanto si sente pari all'Imperatore: Amedeo VJ confida a Bemabò Visconti che tra un an no fa rebbe parlare di lui, più che di qualsivoglia altro principe del suo lignaggio, e che, non riuscen:logli , egli ne mot-rehbe dal dolore. Sono lampi del futuro , che ispirano la fatidica divisa del conte Verde: J' at(l,ns mon asf.1·e: sono confu:;c rivelazioni destate dall'intuito de l l'avv~n!re: sono gli eccitamenti che vengono dalle forti convinzion i e guidano ai risultati sicur·i. I tempi non smentirono i sog ni ambiziosi di nessun di loro. {1~Iossi da Ltuesta fe de profonda nei loro de~Lini, quei ;;o vrani non tralasciarono mai dal fn'mmischiar:;i alla storia di tuUa l'Europa ) Happresentano una parte essenzial e nel drammaticc> episod io di Canossa: due secoli dopo so no potenti-in Inghi lterra e nelle Fiandre: intervengo no arbitri tnt le replll.Jbli che el i Venezia e di Genova per ridonare al con~tn c rcio la tranqnillitit turbata dalla guerra di Chioggia: cena no di ;;edare il di:>siclio tra i re di Franc ia ed i duchi di Rorgogna; s'inframmellono pacieri tra Carlo VI{ di Francia ed i :;uoi ribelli va:;5alli: dtiudono lo scisma provocato nel concilio di H·tsilea rlalle pr·ete:;e rescovili e d:-~l l'amb iz i o ni mo n ar~hic h e del Papato. tr::uiizione, iniziata nella piccoiR cont.ea orig inaria,

crea una preziosa esperi_enza per· apprendere come siano da domi nare gli avvenimenti che si svolgeranno più tardi sovra un Lea t.r·o sempre più vasto e più compl icato, '3 he abbraccieri.l. l' intera Europa. Poichè col successo crescevano le amhizion i, mn cresceva. anche la sapienza nell a scelta dei mezzi, e l'auilitit nella co ndo l.ta , che piegandosi alle difficoltà dei tempi ed alle contingenze della storia non perd ette mai t!i vis ta lo scopo fin ai<', e lo raggiunse con passo lento, ma sicur9 . Ampiezza di vedute politiche, netta coscienza cl ei. procedimenti storici, scopi ben delinit.i, sforzi tenaci e per;;cyeranti, sagacia nella scelta dei mezzi, abilitk nell' irnpiegal"li , guirlarono casa. Sav•Jia ~~ tr-averso le peripezie di nove secoli di storia, erl impressero alle loro vicende una meravigliosa nnili1 d'insieme, sicchù gli avvenimenti d'oggi trovano rag ione e r i~t:ont ro in quelli del passato . ed indissolubi lmente si collegano ad essi . \

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_{~pe~ta la_ stit_'pe ilei c_arolingi }_ :;p•u:ven) p~esto anche gl i ultrmr nsul tatr de1 ten tatl\'1 eon ctu e~~ ~ avreiJIJero l'oluto ricomporre la società enropra troppo sco;;sa fla ll' urto della civiltù germanica. wlla latina . Il capriccio dei prepote nti non più contenuti da alcun freno, ~~o me nel re:c;t.o del l'Europa im perversava an che sugli ondulati pian i del Giu ra e d,el Pie monte, ove eran già sorti i regni di Borgogna e d. fLali:1J Fra le r ui ne d'un edificio politico Ol'<ìllHti sfa~ci ato , ci appa re la(sevel'él figura di Umberto Bianca.m•1no, il signore delle ren to horgaLe ,;par,;e ovunque dall e rive del Lemano e tlcl l:ti!O rli Neuclt<ì.tel nlle l':llde meridionali del 11onte Bianco . In qnell 'epoca d1 dritti manomessi e d'aristocrazie trionfan ti ci :;i presenta come il moderatore supremo ecl il grau giustiziere, cil e, elerandosi ai piit alti cancelli di gi usti7.ia e d'ordine, tiene qrtale norma di eoudotl.;t la visione dei fu turi tempi in cu i l'onda dell"anitrdtia feudale sarebbe stata con tenuta e vinta . Perciò l'imperatore Corrado gli af(idò l'incari co di reprimere l'arroga nza della baron ia sradroneggianle per tulte le


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vallate dell'antico regno borgognone, dall' Isère a Payerne ed a Morat, ed a lui diede il comando dei contingenti, dalla lontana Tuscia e dai piani Lombardi chiamati a combattere le schier·e feudali. I drappelli dei catafratti cavalieri italici eran condotti da Bonifacio conte di Toscana e da Eriberto arcivescovo di Milano, e si raccolsero nella valle d'Aosta; guidati dal conte Umbe1·to Biancamano, seguendo il suo stendardo, su cui raccoglieva il volo l'nquila sabauda, attraversarono il nevoso monte Giove, l'odierno ot·nn S. Bernardo: piombarono alle spa lle della coalizione feudo.le," In vinsero ed aprirono la via a Corrado imperatore di G·ermania per ricondurre l'ordine in Borgogna. Otto secoli dopo i contingenti di tutte le province d' Italia si raccolsei'O di nuovo · sotto i vessill i di Vittorio Emanuele, e difenden do l'indipendenza italiana combauevano per la causa della libertit in Europa.j Lasciamo ,agli eruditi eà ai genealogisti il bisticciarsi sulle origini d'Umbert o Biancamano. Se il Guichenon lo crede Sassone, e della stirpe di Viti chindoJ dovelle suggerirglielo la Duchessa reggente, che nelle an tiche cronache aveva letto del padre di lui, il leggendario Beroldo. Era costui il figìio di Ottone III imperatore ed il campione dei dritti e dell'onore imperiale: come l'antico Ercole della favola, anche Beroldo, a quanto ne raccontava il popolo, percorreva la Germania perseguitando i prepotenti e tagliando la testa all'idra feudale: si diçeva perfino che un giomo avesse dovuto uccidere l'Imperatrice ed uno dei Grandi, la cui temerarietà era salita al punto di violare illalamo imperiala. Infine, SO\'erchiato dalla prepotenza feudale, Beroldo aveva dovuto ricoverarsi in Alorienna, ove mori presso la torre, i cui ruderi sopravvivono ancora in faccia a S. Giovanni e conser·vano il suo nome . Tlmberto gl i fu fì.glio. Fin qui la leggenda: e ~'I n dama Rertle, figlia di En rico IV di Francia e nuora del duca Carlo Emanuele I , nelle sue t.mvagliate vicende, dovette spesso rammentarsi dell'on esto Beroldo, il campione dei dirilli sovrani contro l'arroganza dei Grandi , quando era anch'essa cost1·etta a difendere l'integrità del ducato di Savoia contro le minacce del cardi nale di Richelieu, dci Principi cognati e degli esei·citi spRgnuoli. Più che il desiderio di ripescare nel re · taggio clegl,i Imperatori sassoni i dritti eventuali alla corona del Sacro Romano rm,pero a 1\vore di cRsaSavoia, la gratitudine per il

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vecch io cavaliere dovette muovere la Pr·incipessa, quando ne volle rinverdito il ricordo nelle ist.orie del Guichenon. Cinquant'anni prima lo storiografo Goffredo della Chiesa avea · rannodato Umberto 13iancamano all a famigli a d'Mduino d'Ivrea, l'ultimo re nazionale d'Italia, lo stesso di cui restò cosi viva l'immagine nelle tradizioni popolari, che la leggenda del Canavese gli ascrive l'origine d'ogni cosa buona. Gli sforzi dell'erudito scrittore rispecchiano manifestamente le idee dei :moi tempi . Allora Cal'lo Emanuele l, preconendo I'<J,vvenire, avrebbe voluto redimere ntalia dalla dipendenza straniera, c restaurare l'antico regno d' At·duino. Intatti la tesi del la parentela tra casa Savoia e l'ultimo re italiano dei tempi medievali, risor3C col Napione, il precursore dell'unità italiana sotto lo scettro dei re Saba udi, e quella Lesi fu da lui trasmessa al Balbo ed agli scrittori del nostro Hisorgimento. E come queste, altre undici ipotesi furono proposte e sostenute accanitamente dagli eruditi e dai genea logisti, stupiti della potenza cui da un punto all'altro assurse Umberto Biancamano nella storia del regno di Borgognn, ed in qu ella dei tempi medievali. A che giova spinger le indagini oltre i confini che dividono la reale dalla storia leggendaria, e l'accatastare pergamene per prolungare la nta delle generazioni note · coi nomi di pet·sona~gi fiochi o leggendari.? È inutile sforzo quello di rico:;tituire memori tl e fatti irrevocabilmente perdu ti , e pericoloso ri:>chio il voler portare nelle delicate indagini il riflesso delle passioni o delle abitudini dei tempi posteriori. La si ngola re potenza di Umberto Biancamano non ci può far meraviglia poichò risponde ad un'epoca di profonde mutazioni , nella quale, scioltosi ogni altro legame sociale, ognuno che a vesse bl'accio fo rte e .mente sagace si potea far strada nel mondo : ed a lui può giustamente far capo la famig lia Sabauda, poichò co n lui, vindice dell'ordine sociale, e condottiero degli eserci ti italiani , si aprono e si riassumono ad un tempo le gesta dei suoi successori . Pl'esso ad Umberto Biancamano, nella cronaca delle origini, sorge Adelaide , la ;1/nrchesana ddl' A.Lpi Cozie, che portò nella casa di Savoia i dritti suHa pianura del Piemo nte. Essa appartiene alla genet·azione successiva a quella d'Umberto: vide gli aiPori della vita comunale in Italia, fu suocera di Arrigo lY impera.tol'e, cotnempot·anea della contessa Matilde e di Gregorio VII , ed


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amica di S. P ier' Dam iani, il quale colla rettorica cfa uSII'ale dci tempi suoi la chiama·n1 (( novelli\_ Iaele destinata a fìacccarc i vi zi del clero, come l' anti ca aveva percosso la ;;uperba cervice eli Si:;ant. , Agli :m Sltoi era stato aLTidato il difHcile governo d"una dell e .Harche d' Italia, quella che era costituita a gua r'dia dell 'Alpi occidentali . Secondo le idee che reggevano l'ord inam ento pol itico ideato da Carlo Magno, là si accumulnvaoo le difese del Regno ila lico, si raccoglievano gli eserctti in caso di guena, doveasi tener tes ta alle invasioni nemiche. Era un paese di co nfine, si. slemato militarrnente per essere il b a l u <~ rdo dcll'in li?I"a peni sola. Più tardi dalla sua positnra ebbe nome di Piemonre. Divenuto ered itario, il governo della Marca pa~sò di genera7.ione in generazione fin o ad Adelaide, ulti mo rampo llo di una stirpe di guerrieri. \'edova di due mariti, il padre avrebbe desideralo di congiungerla all a famig lia dei eonti di Saluzzo, ma i Grandi vollero che andasse sposa al Oglio d'Umberto Bianca mano: sicché l'azione moderatri ce, e la so rveglia nza sovrana dei co nti di Morienn a e manhesi d' ftalia si es te.~e sopra nn non breve confinium tra i due regni cr ftalia e di Borgo;ma. ed i principi eli Savoia furon costitniti gu<mliani delle porte d' Italia. Per primo Arrigo IV imperatore dovette chiederne il passo al la Marchesa, quando s'avv iava a Canossa pe r rarvi ammenda dell a ~ rave co lpa di aver soslen.ut.o, lui che si vn.ntava erede del l'I mpero di Roma, l'annrcb ia feudale camulfa ln coll a veste sacerdotale. Sulla porta del castell o di Cano.,~a du e do nne con rortavano il derelitto nell'onta cui sog~i u ce v a. La sposa Berla di Savoia e la suocera Adelnide. La gentil Berta, già oltraggiata da Arrigo nei giorn i dello spl etFlo re col pi,·Lvi le degl'in sul ti, se 11 e scordò in quelli della sventura : lu. poten te Marchesa s'inter·posr, ascoltata consigliera, tra l'Imperatore eJ il Papa . Così anche in quei tempi ferrei la donnil sola po ten medicare ~render men ~"''avi . le fente falle all 'orgoglio uman o. Di quell'episodio, uno dei più solenni nella storia medievale , la marchesa Adelaide ehhe in (:ompenso, per la parte presavi, una regio11e in Borgognn ricca d,,: o.r;ni ben di Dio. Finchè visse, la )larchesa conservò tutto !"ascende nte, che molli

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anni di potere le concedevano. Sotto i suoi occhi cominciò a sollevSlrsi l'onda del\' insunezione comunale, ed ella non se ne accorse: vide i vescovi montare in superbia, come dicono i vecchi cronisti , e cercò di riconà url i al dovere, ma non comprese che dietro essi si sollevava il veechio municipio ital iano. Quando quella principessa chiuse la lunga e gloriosa sua vita, col t'isveglio citL:Jdino, cominciava una nuova epoca per l'Italia.

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Il dissolvimento politico, cominci ato ollr'Alpi, invadeva anche la pianura Padana, ove coll'anarchia feudale andava intrecciandosi t'i nsurrezione comunale. Sicchè, nel ri mescolio profondo che ne venne, i duchi , i marchesi , i conti , e quanti nitrì la politica imperiale sbppe preporre alle province itali ane per mantenerne la compagine, videro levar:; i di co ntro non solo i vassalli maggiori e minori per llsurpare dritti e potenr.a, ma perfino le pleb i cittadine, e queste vantar le vecch ie libertà. ed i nuovi privi - legi, impugnar le armi pet' far valere gli uni e gli allri e nell'ingenuo slancio di quella inaspettata rivol ta ctnre l'incarico ai vescovi ii i dirigerla . Fu un periodo di confuse mischie, d' individuali combattiment!: ognuno assaliva credendt) di difendersi, ognuno soggiogava per non essere s o~gioga to; per· aver fautori ~d appoggi moltiplicavansi le. concessioni eii i donati vi, ed eran concessioni e do ni falli coll 'altrui, sicchè ne uscivano nuove ragioni di guerra e di contese. La ragione del drillo audò scompll rendo, rimase sov rana la fo rza; per essa, ovunque nna rupe la protesse, sorse una nuova signoria . feudale, e no n conobbe limiti all'esercizio dei suoi cap ricciosi \'Oieri : sicchè le città per di fe ndersene si cinst:-ro di mura, instaurarono un governo adatto ai tempi ;n cui vi vevano , f'bbero individualità disl.in ta, e nell'orbita cittadina si svolse gloriosa una nuov;t fase della storia italiana. Sulle ruine del règno borgognone erano già sorti i Oelfìni del Vieonese, i conti di Abs burgo, di Kiburg, di Zoeri ogen, di Pro-


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venza, di Borgogna, del Genevese, àel Fossigni e cent'a ltri , e contendevano ai suecessori di Umberto Biancamano i clritt.i e l';~u­ toritil onde li avea resi deposi t~ri l'Imperatore. Ed anche al di qua ùdi'Aipi, e più sui monti e sulle coll ine cile al piano, pullu lavano sif!norie maggiori e minori: i marchesi del )Jonferrato, di Saluzzo, di Busca, di Ceva, del Carrello, del Bosco e molti altri ancora s'erano divisi si fattamente il suolo dell'antica Marca d'Italia. che oggi gli eruditi non arrivano a numerare le sovranitit ed i diritti, nonch è a segnare i conGn i dei loro dom in ii. La Je~­ genda, stupita nel vedere ad un tratto spnntare così rigogl iosa vegetazione di sorrani, ce lo spiega narrando del vecc ltio Aieramo, ch'eulJe sette !ìgli e tra loro di vise i possedimenti suoi. E mentre in furiava l<1 prepotenza -'di tutti questi nuovi principi, ogni città ed ogui borgata cercò di difender5ene come meglio seppe opponendo la resistenza delle bastite, .dell e torri, e dei propri petti all e loro seo rrerie, ed andando a snidarli dai loro castelli qua ndo si rendevano troppo molesti. Una volta che gli Alessandrini pot.eron mettere le m:llli- ar1dos.so al marchese del Mon l'errato lo (~h i usero in una gahb ia e ve lo tennero linchù visse . Sorpre:>a dalla mare~t della doppia anarehia in Ita lia, m-sali w dagli innumerevoli signori sorti oltr' ,\l pe, l'autori tit di cnsa Sa\'oia andò declinando, ed i dom inii del Piemonte andarono perduti. In quei tempi medesimi perfino Federico Barbaross:•, il temuto paci(icatore della Germania, quando sc.ese in Italia, si trovò impotente e doveue fuggi r·sene coi danni e colle bell'e. l conti di Savoia s'appigliarono all 'Alpi, e tt·incerati nelle loro vallate come in una cittadella imprendibile, tempore-ggiarono, anda:ono stu diando le nuove congiunture, pronti ad n,;cire dal loro baluardo, appena ne vedessero il come . Fu rono tempi di raccoglimento s&vero, e di pericolose esperi enze. Ciò deve sempre avvenire di rac..:ia alle gravissime per-· turhazion i, in mezzo alle quali In storia prepara nuove ra·si al progresso della civiltit. Come sull o scorcio del secolo passato la Rivoluzione frn ncese colse aWi mprov vi ~ta la Corte di Torino, e. la rese inerte r~ e lla rigida rete di nna situazio ne fatale, cosi sul principi o del xn secolo la sommossa fendal e e la cittadina, sorprese i conti di Savoia ,

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che si u·ovarono per breve tempo sha lestrati dinnanzi alla novi tà dei casi, i quali tra,formavano si no nell'intimo loro le eondizioni pol itiche e sociali dell'Europa. Come Carlo Emanuele IY , me~so alle strette tra la prepotenza dei proconsoli francesi e l'egoismo dei generali ausiriaci, si trovò inerme innanzi Uf.!li uni ed agli altri, cosi, seicento e cinquanta anni pr·irna, Umberto lll., trovatosi alle prese coll'insunezione comunn le c colla volontà dell'imper·atore tedesco Federico Barhnrossa, non seppe o non potè, nè sostener· l'una nè far ri:>pet tare 1'<11Lra . Siccltè i Comuni viderP in lui un nemico, e l' Im peratore lo pose al bando d&II' Jmpero, e lo dichiarò decaduto da ogn i autoritit. l due principi, vi;)suti a tanta distHnza d'an ni, in epoche Belle quali la foga degli avve nimenti trascina gli uomi ni , cercarono en trambi nella solitudine del chiostro, e nelle mistiche con templazioni conrorto ai cordogli , de i quali furono loro prodighi i temp i difficili ed il governo dello Stato. La Chiesa li co ntò tra i beati . Ma fu breve periodo, qua~i d'ori l-lntamento e di trasfor.nwzionc. I u quel conlùso mondo , nel quale vissero i successori di Umberto ll l il Beato, comi nciavano l!ià a delin earsi le nuoYe direzioni che prendevano gl i avvenimenti, od i caratteri della nuova società. : sotto nuove for·me si potea ri prendere l'iildirizw moderatore d'Umberto 13ianea mano , e frammischiandosi alla società dei baroni feudali intervenir tra loro per frenarne la. prepotenza, cercando armi e mezzi di guerra nell'odio ch'essi destavano tra le genti della citta e della campagna.\! conti di Savoia si associarono al mo\' imento comunale senza però !asciarsene tra\'olgere: largi rono liberlit ed immu nitit e seppero fal'le osservare: protessero i deboli contro le vessazioni dei forti, le città contro le pretese dei Ye3covi e le molestie dei baroni feuda li , i vassalli minori contro le cupidigie dei maggiori: rispettarono le costumanze loca li~ dellero libero sfogo alle virtuali tà proprie di ciascun organismo politico che si sottomise loro per averne protezione; seppero concilian;i l'affetto del popolo e dell a nobilti1. che ricorsero a loro come ai tuto ri dell'ordine e dell a ginstizia: in t~rnp i di violenza seppero mantenersi immnni di crudeltit: e uenchè avessero veste P, contegno fe udale, seppero creare uno Stato pieno d'energiR che sopravvisse ai tempi feudali. Era un'assoctazione spontanea di po-


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poli, di ciLtadini e di signori feudali, cementala dalla fidu cia degl i uni e degli altri nell'abiliti! dei principi che ne aYel'ano il governo: e questa associazione, con Inngo lavorio dur:1Lo per un paio di secol i, ridonò ad ,\ medeo VI !l la pr.dron:1nza sovrana su tu tto il territorio, sul qua le erasi gii1 esercitata l'azione moder,llrice lii Umberto Biancamano e di Adelaiòe di Torino. Fu un lungo ma intenso movimento di nn nessioni plebiscitarie, manifestalosi tra il secolo xm ed il x1v. ma Ili. nostra fantasia gode nel vederl o con gi ungersi a que ll o che noi •1860 ri unl tutla l' T1 alia in un solo Stato. Le correnti, che si rivelano nella fiumana della storia. molle volte procedono inavvertite per lunghi anni, per emergere ad un tr·atto con ;;ubitanei scal li c con avvenimenti im previsti . I l mondo comune li spiega con gros~olaoa parola, ascrivendoli al Caso, e, se ne trae vantaggio, alla Forluna,: colui che si coml'iace nell' indagare il passato ~cop r e ch'essi hanno profonde e lonlane ragioni nel tempo, e si maturnno con lenta, ma logica, progressione.

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ISul principio del xr secolo il ducato di Savoia era coslituito : aveva nome e con s i s te n ~a nella stor ia europea, cosicchè Amedeo VIII mnlò la corona comitale, eredi tata dagli avi suoi, in quella ducale, conservata dai suoi discendenti lìoo allo scorso seeolo.\ Il lavorio di formazione po litjca era passato per diverse fasi, rego late dalla sagaeia politica dei governanti e dalle necessilà dei tempi. Le vicende storiche dell'Europa segui rono tale via da sn lvaguardare il nascente Ouc.1l0 e da permettere il tranquill o processo della ricomposizione, desiderala dai popoli ed assecondata dai so · vrani. Posta in equilibrio ~ullc alpi Cozie, la potenza di Casa Sa~ voia potea bilanciarsi impunemente, indagando senza fretta le probabili tà della sua futura. ospansione. Mentre la burrasca fe udale vieppiù impervers(LI'a sni piani del. Pi emo nte ~ i co nti di Savoia miravano al versante opposto, al paese che si stende a settentrione del lago L em~mo, ed alle apriche ond ul azioni del Criur·a. Vi si stabi li rono lentamente colle mosse ca lco late di nna prudente stra-

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Legia, per mezzo di neg-o~.inti opport un i, di vantag~i osi malr.i~oni, di spontanee dedizioni, e di tan to in tanto colla ~ucrra:. p111 che nuerra erano cavalcate feudali, come lo volenmo 1 temp1 e le co;tnmanze. Dai turriti castell i uscivano a decin e, a ventine gli uomini delle schiere feurlali e si raccoglievano per muovere ad o~te sotto il comando del poten tissimo conte di Savo ia. Himanevano raccol te iinch è chtrava l'obbl igo del mili tare servizio, pe r una quaranti na di giorni o difficilmente di più, sicchè la pnrLi.L~ ri ~1ette~ vasi all'anno ~eguent.e : era guerra di scaramucco , ~ lllS1d1e, d1 battaglie interrolle, di sangui nose sorprese, di ass~d1 raran;en l~ efficaci . Amedeo Yr, quello che fu detto il graude, e mtorò oll1· Alpr la potenza della famiglia , in trenl'otlo anni di governo. prese. parte personalmente a truntad uc~ssedi atee engins et ~ntWh~1ws, d1ce. un cronista conlemporaneo . ~la nell'alterna vicenda de1 n snllalr la vil tori a fin a!e rirm1ncva.à' colui r:he, seguendo un indirizzo prelissato, sapeva approfittare d'ogni con giuntura, e preparare alla ~on­ Lana ~l i avvénimen li . (>nei sistemi di guerra, inl'ram mezza ll da laboriose trallative) durarono as~ai più a lungo che non sta. durato il predominio delle abiludi ni feud~li : i principi di Savo.ia si edltca~ rono alla scdola di quelle loue perenni e peren nemente 1n terrott~, r cu i rischi divisero sempre coll'armi in pugno , ed alle ambagi d1 quelle negoziazioni arrnffate o dilatorie, cui cercavano di da.re impulso efficace. Dell' esperienza acCJuistata seppero ~pprolil~ tare nei secoli venienti per sfugf!:ire alla mortal.e ~s10n e der monarchi di Francia, e dei padron i della Lombardra. 1 -.......Nel p1·ocesso battagliero del periodo di forma~~e, i eonti Savo ia s'erano sc:o ntt·ati sui pian i di Payerne e d1 Morat co1 c.o ntt d'Absburgo. Mu ru una semplice avvisaglia:-poi gli Absburgo cominciarono a spostarsi verso oriente, passando con lento moto .dalla valle del Heno a quella del Danubio, chiamati dalla grand e e nobile missione conciliatrice Ira le diverse slirpi, che abitano l'Europa centrale. Fra le due case di Savoia e d'Absbur~o, s'intro · mise l'in:;urrezione sv izzera, ed elevò una estesa harnera tra la con tea rl i Savoia e l' Impero, proprio quflndo gli Absburgo all'errarono la corona imperin le. Gli eserciti delle dnc l'amiglie prin cipesche tomarono ad incontrarsi sni campi di bauaglitt della Lom · bardia nella prima mcli.t clel secolo scorso: quando glt :\ bsburgo,

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deviando dal cammino segnalo aila loro fatale missione, si lasciaron o altrarre dalla riccl ,o;,za della valle Padana. La guena arse allora vivissima per un secolo e p1ù, nè cessò, finchè gli eredi degli Absburgo , rivolli di nuovo gli sgua1·di l'Orso i paosi oriental i, no n lasciarono ai principi di Savoia la cura di prote~gere ò di gnidn re le sorti d'Ital ia. I duch i di Borgogna avrebbero po tuto essere perico los i vicini ai conti rli Savoia, se alle povere pendici delle Al pi non avessero preferito, come era nat urale, le ubertose piaoure del la vallata renana ed i doviziosi paesi delle Fiandre, ove incontrarono le gelosie e la nimicizia della mona1·chia di Francia ; ma più pericolose ancora per l' in tegritit dei dominii saba udi erano le tendenze assorbenti di questa monarchia, che valica ndo le Cevenne e lo Ardenne, cominciav·a già ad invadere le va lli clel Hodano e del Reno . Le succes:- ive catene del Giu ra furono dai conti dì Savoia considerate come la naturale barriera dl.li loro Stati, contro la crescente potenza di !fuella monarchia. Perciò essi cercarono con gli sl'o1·r.i durati per tutta la meti1. del secolo Xli i , di rendersene pad1·oni. Quando voll ero girarl a d<l set.ten trion e, trovarono l'ostacolo dei co nti d' ;\ bsburgo. e delle stirpi tedesche della S\rizzera; ma vi riuscirono invece d n mezzogiorno risalendo per l'avv:1llamen to del llourget, e per la vallata del Rodano nella valle Romey, e di fronte per l' insellatura che sta. tra i due laghi del Lemano e di Neuchàtel, e per la vallata dell'A. in. H pos~esso della Bresse o del Bugey coronò quelli sforzi . Sicchè i conti di Savoia si poterono credere al sicuro contro la crescen te espansio11e della fami glia feudale, che impersonando le aspirazioni e gl i interes:>i della nazione f1·ancese, aveva raccolto sotto il suo governo gran pa1·te della regione che .si' stendeva dall a vall ata del la Loire a quella della Senna. Ma l'equilibrio creato dall'occnpnione del Giura fu rotto quando il re di Francia, sulla metà del XIV secolo, divenne padrone del Delfinato òi Vienna e con esso d'u na delle porte alpi ne, e tlelle pendici italiane inlìno ad Oulx. Quale co nto facessero i re di l?rancia di questo pQssedimenLo lo si può dedurre dal titolo che prese l'erede della corona sott.o la vecchia monarchia. I conti di Savoia avrebbero potuto affrontare la Francia, e contendere ai suoi re il ciriLLo di sostituirsi ai Del fini, in golfandosi in nna terribi le lotta

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senza risultati, malgrado l'appog ~io dell'anarchia feud ale, sempre pronta a divampare in Francia . Il dnca di Borgogna si provò pi.ù tardi a tenere ques~a via, e vi rimase :;chiacciato. J!'u l'ultimo e.d Il più brillante tra i campioni dell'aristocrazia feudale : un caYal!ere del medio evo attardatosi sul cammino della storia; il suo contegno non poteva adattarsi ai p1 iocipi di casa Savoia, nè alle recenti nè alle remote tradizioni della loro sto ria polilica . · Essi potevano, precorrendo i tem pi, prepararsi di qua delle Alpi un nuo vo Stato per compensarsi dell a perdita di quello che vedevano minacciato oltremon Li: ma l'rammisch iandosi alle confuse vicende delln storia italiana del secolo xrv dovevano evitare i_ rischi e la febbrile attivi tà delle signorie ital iane, per non perire, com'esse, esausti dagli sforzi di una vita troppo affrettala . .Perciò allesero, temporeggi o.rono, ma provvidero elle non nndasse perclu~a ness n.na delle combinazioni dalle quali poteva veni re vantagg1o a1 loro tuturi desti ni. Protetti dalla barriera del Giuro , che conservarono fi no ni tempi di Carlo Emanuele T, si occuparono nel dare ai propri dominii maggior co mpattezza che non l'avessero per l'addi etro. Fecero come l'atleta c~h e in aLLesa della lotta, si raccoglie e concentra le proprie forze. Coll'accruisto del Fossigny e del Gen evese colmarono le interruzioni di conti guitù. territoriale, e:;isLenti nei loro dominii d'oltr'Aipi; coll'occ upaziene d' Ivrea e del Canavese congiunsero gli 'sbocchi delle due .Dore nella pianura, e p1:epararono strategicamente il campo delle loro fu Lure guerre. La p1anura del Canavesano era la gran piazza d'adunaLn , protetta sulle due estremiti.t dalle fortezze d'Ivrea e dì Pinerol o: se ne staccavono due vie per piombare sui due fianchi del nemic:o, se cercava d'invadere i possedimenti d'oi Lr' Alpi: e per esse il dife nsore aveva libero giuoco dì misurare le finte e i colpi a fondò, ·secondo che volesse vibrare l'une e le altr~ per il Vallese e per la Tarantasia, ovvero per la Morienna. Come se lo fi guraro no il giuo<:o strategico i conti di Savo ia del ·secùlo xtv , e tale fu tradi?.ionalmente attuato dai loro successori, Vittorio Amedeo II nell'epoca della Snccessione spagnu ola, e Carlo Emanuele Hl in quella della Succes:-ione austriaca, le 1ruali furono l' una e l'altra importan tissimi episodi nella lunga serie dei tentativi fatti dalla monarchia di Francia per stabi lirsi solidamente in Italia.


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Poi, per non essere travolti nelle confuse vicende che agitavano ilt va lle Padana, e per non comp1·omettere i loro futuri· destin i in essa, i conti di s·avoia collocaronfl i pri ncipi d' Acaia in Pinerolo, come vigili sentinelle per sorvegliare quanto vi succedeva , e come sicuri depositari degli interessi di r,tmiglia per aiTerrare ogni opportunitil di ricostituire l'antieo (!,lmin io della marche$a Adelaide, i cn i dritti erano stati solE"nnPmente consacrati, quando Pietro 1I di Savoia,. sul finire del secolo xn 1, pose sul suo stemma la ~roce bianca del Piemonte nel posto della vecchin aqnila coll'ali spiegate ... Anche in Italia allo srninnzzamento prodotto dall'insurrezione comunale e dall'anarchia feudale, ed al cozzo tra i due eL:merui che avevano animato l'una e l'altra, succedeva un periodo di riordinament.o e di ricomposizione, e prendeva nome eti aspeltv dn!le Signorie. Ii Piemonte sono questo riguardo .si trovant in :;ing::> hre posizione rispetto al moto che s'era manifestato nel resto della vallata Paclana. I marchesi del Monrenato e di Saluzr.o non sapenn10 con~onere a quel lavorio di riordinamento, conciliando la trad izione feudale, clw formava in loro una seconda natura, C(lgl i interessi cittadini a vantaggio dei quali svolgevasi la nuova fase della storia italiana ; e tuttavia disturb:nano trualsiasi tentativo di ricomposizione politic:t che non p:trtisse da loro. A volta loro i Visconti di Milano, minacciati o distratti dalle SignoJie elle so rgevano nel Veronese e lungo il Vo, non potevano mimre al Piemonte. Sicchè la storia di questo paese si sarebbe arrestata in nn periodo d'impotenza , e quindi di debolezza e di decotllposizione. Le cittit per uscirne ricorsero ai conti d i Sà,•oia colle dedizioni spontanee del x1 v secolo. Eppure seguendo le fas i di questo' movimento plebiscitario, elle da nn momento all'altro trascinò nell"orbita dell a politica sabanda la eìttà e le bo1·gate del Piemonte da Biella a Nizza IIHil"ittima, da Cherasco a Cuneo; ·più cile le vicende di una grande ondata prodotta dalla situazione .-; torica, pn.rrà di intravedervi le manifestazioni di un concetlo po litieo s;1g-ac;emente attuato _approfittando eli quell'ondata. Le annessioni, vol ute da una strana confessione cl'impotenla politica, cominciano col preparal'fJ cla Biella e da S. Germano a Viù una vasta base al la futum potenzr, dei conti eli Savoi<t sulla pianura pi.emonte.se elle sta a setlent.rione del Po. t quello il primo passo , cui succ~ede l'altro della separnione tra i due

marches:1ti di Saluzzo e del Monfenato, i più potenti nemici che si potessero temere nel Piemonte. Cherasco sulla imboccnLUJ"a della val di Tanaro, e Poirino allo sLocco d'Asti, potevano tenere a freno i signo1·i del !Vtonfenato; i marche:o.i di Saluzzo furono èhiusi da una ferrea cerchia, chn annodandosi dall'un dei capi a Pinf}rolo., dall'altro per Savigliano e Cuneo anelava a finire in val di Stura, e di là dell'Alpi scendeva fino a Barcellonetta. Entro qtrella cinta j marchesi eli Saluzzo erano r·idotti all'impotenza. Arrivati a Cuneo, i principi di Savoia amh irono uno sbocco sul mare, ebber Nizza. Così-andò formandosi, e tale fu il complesso di paesi pei quali . Amedeo VIli ottenne il titolo di Ducato: un nucleo forti ssimo nelle vallate alpine, una barriera difensiva nel Giura, un att.e~giamenlo offensivo oramai nettamente designato in Piemonte, e la monarchia eli Franc~ia minacciosa sul fianco.

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v. Amedeo VIII ebbe mezzo seeo lo circa di governo e vicende assai · avventurose: sovrand di uno Stato che poteva eornpetere con quelli dei duchi di Borgogna o di ~:lilano, e per!lno col regno di Francia, qu:d'era in quei tempi, s' interpo~e negoliatore di pace ·tra il re dì Francia e la baronia lumnltuosa di qnel paese: fu all~ato di quel Re contro il dnca di "Borgog-na, del Dnea contro i Fiamminghi, dei Veneziani contro i Vi:>con t.i, paciere tr<L il marebe.;e di Monferrato ed i signori di ~lilano: il suo scacchiere politico abbr-acciava gran parte dell'Europa, dal le foci della Seuna fino alla pianura padana; e da l[uelle del Reno alle sp iaggie di Provenza. Dei principi italiani emulava la sagacia profonda e l'attività inesauribile: della stirpe sna ebbe le doti di bnon soldato sul campo eli battaglia, e eli pe1·spicace negoziatore nei viluppi diplomatici, clre nell'epoca sua non ruron pochi , nè poeo complicati. Un bel giorno , p1·eso dalla sccltica stanchezza ch e assale gli no· mini di Stato, la stessa che avea sorpreso Silla prima di lui, e doveva sorpr-endere CRrlo v dopo "lui' :tddolorato per la perdita


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della moglie; fugge dal mondo ed avi.do di solitudine e di qui ete, si fa monaco a Hipaglia, stlll e amene rive del Lemano; là di monaco diviene Papa, e dopo di..aver tentato r. nche lui la riforma della Chiesa, rinuncia al Papato, pon fine ad un lunghissimo scisma, e muore cardinale a :;7 anni sol11mente. Il periodo di Amedeo Vllf malgrado tan ta vivacità di avvenimen ti personali segna una ::pecie di sosta, anzi nn vero momento d'equilibrio nella storia politicn degli Stati di C<~ sa Savoia. Nq i t'O di Francia, nè i dnchi di Milano potevnno disturbarli. La marcia offensiva della monarcltia francese era arrestata dalla reazione feudale, che minacciava di sconuettere di nnovo il fascio d.ella naz ione penosamente riunit(l, e cta! la inva;;ione ingle-se che ne aveva approfittalo per rinnn vn n~ la soggezione normanoa. La ribellione della nobiltà francese contro il potere regio ritardò di nn secolo il cammino della storia in Francia . Gli assalti prepamti nel Dèlfinato contr(l]a contea d ~ Savoia furono interTotLi , o non più ripresi fino ai tempi eli Luigi Xl e di Carlo Vlll. L'aLte nzion e dei Visconti di ~l ilano em distraila dal!' improvvisa tra -;formazi one della repubblica di Venezia, la quale , obbligata a dinm ire potenza coutin ental e. di un sot colpo pose la mano !ì u tutta In pianura padana fino all' Adda per imped ire che altri se ne im parlron isse. In questo momento di sosta sembra che Amedeo Vfll riassuma il passato e prepari l'nvvcnire: lo si di rebbe bifronte come l'antico Giano. Compiè l'opera di p1·eparazione all e future lotte, e sbozzò le prime lin ce della politica italiana. Oesickraxa di possedere Ginevra e Vet·celli, indispensabili per la sicurezza dei suoi Stati . Non potè, o !100 seppe rendere stab il e il suo domi ni o in Gin ovt\1 , come non lo po terono n0 i suoi autecessori , nt·l i snoi ~ucce:; so t·i , che vi si provarono almeno una ventina. di volte. fino alla sorpresa che volle fa rvi Cado Emanuele I. La cill~t che diede i natali a Calvino ed a Gian Giacomp ltonsseau si mantenne indipendente. Invece ad Amedeo VIU riuscì d'aver Vcrc:elli ' colle(Ta .... ndosi ai Venezian·, contro il dnca di Milano, e l'ebbe in seguito alla bauagli n. di Maclodio, quella stess!~ che rese celebre il Carmagnol!l . Vercelli rimase per lungo tempo città di fro ntiera , sicche i duelli di Savo ia lo tra5formarono in un bello e fone arnese di guerra, contro del

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quale vennero spesso a spuntarsi gl'i slanci delle truppe spagnuole, cbe movevano dal Milanese. In complesso Amedeo Vlii attese a rinforzare lo Stato ed a migliorame ie istituzioni, pitt che ad estenderne i confini : e quando sno figlio Luigi lT, voleva impadronirsi del paese posto tra la Sesia ed il Tici no approfittando del cangio di dinastia avvenuto in Milano, ove gli Sforza succedevano ai Visconti etrli (tli scrisse dal chiostro di Ripaglia: è bene l'ingrandirsi e l'ampliarsi , ma per ottenerlo son necessari bnoni titoli , truppe istruite e. danari per pagarlej1fsaggio consiglio non fn seguito, e poco mancò che i duchi di Savoia non subis::;ero il destino ,!eg li altri principi italiani nell 'urto ch e avvenne ll'a Francia e Spagna. cruando queste due Potenze si contendevano il dominio dell' Europa occidentale. Le at•mi, estremo aiuto cu i null 'altt·o rimane, li salvarono. La vittoria di S. Quintino ridonò ad Emanue le Filiberto gli aviti domini; e poichè egli nello smunt.n paese ho n trova va i danari per assoldare un esercito, come era l'uso negli altri e più potenti Stati, facendo suo il concetto del .\l acchiavelli, affidò agli abitltn ti ({ la conservazione ùel priuci pe e la difesa Llella loro patria». l precedenti sto1·ici, le attit udi ni del popolo , l' a~Teziou e ai l ~rn sovrani, la tradizione diligenremcnle col li,·nta per un paio d1 ,;ecoli e pi ù, concorsero a ;;vi ln ppare gli ordinamenti militari di Emanuele Piliberlo , immedesimanrloli nell a vita nazionale: e le milizie piemo n te.~ i . dopo di aYer·e difeso l' i n t·~gri tàdel loro paestl ron Lro g-li assalti della Francia , divennero il perno della lotta pel' l'indiper~denza italiane~ '

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VI. . La mar~i a pr·ogre$:-i Y<l della monar~hia di !?r·ancia verso lo Al pi, mterroLla eh d i :'ì~ idii interni e pill 1.:1 rdi w iata da lln lotLn. inlrapres:l per frenare hr coergi~<t potemm della Sp11gna , ricomin Giò con Enrico TV, e continuò per tutto il secolo xm, imitando i Pl'Ocessi metodici con cui allora si assa livano e si prendevano le 4~ -

ANNO XXXVIII.


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fortezze. Parallele, approcci, sorprese, trattative, slraLagcmm i, imboscate, attacchi di viva fo rza, astuzia e valore, ogni arte fu impiegata nel tena ce' duello. o"a una parte combattevano abili scltennitori come Enrico IV, il car·òinale di Richelien Lui ll'i XIV Louvois; dall'altra i duchi Carlo Emanuele I e Vittorio Amedeo IJ , nei quali si ri specchiano le rloti peculi:u·i della loro famiglia: aUivit.à instancabile. perseveranza nei p1·opositi, fermezza indornita nei giorni avver5i, fede incrollabile nell'avvenire . Agli sforzi falli dalla politica france;;e, ùurar1Le il secolo xm, per annettere il 'Piemont e al regno di Francia e per stabilirvi la piazza d'adunaLa delle forze che do\'evano padroneggiare la vallata Padana, e l'Jtalin, i duchi di Savoia s' opposero arditamente. Lottarono colle armi e co!l'astuzia: svverchiati reauirono in sisteaero senza l.regua fìnchò loro rimase la vi ttori a finale; respinsero gli avver:>ari oltre la cerchia alpina, e recinsero di solitln e sicura barriera i clominii itolinni. Er·a il risultato di un a gran de trasfo!'lnazione avvenuta nell'indirizzo politico dei principi di Savoia , lìn da quando il successore di Amedeo VIII trasferì da Chamh~ry a Torino la sede del governo, e d<li pae:>i d'oltre Alpe al Piemonte il centro di gravita dello Stato. Il marehes.nto di Saluzzo, rimasto senza sovrani , provocò il conllitto che durò per cento venr.isei anni nno alla pace cl'Urrechr. Il re di Francia. per tenere un pi ede d i qua dell'A lpi , e Carlo Emanuele r, per essere padrone in casa sua, volevano il Saluzze.;e. 11 Duca lo fece occupare senz'a ltro, ma non lo potè conservare senza dare un compenso alla Prancia colla cessione della Brosse e del Rugey, cioé 1iei dominii d'oltre Rodano. Cattivo eon traLLo , gridarono i soliti s:~ ggi dnlla vista corra, i qu ~l i anche in tlnei tempi misuravano a spanna e quartarolo il valore dei territori , che servono di base alle transazi oni tra Stato c Stato. Eccellente contratto, dir·emo noi , i quali a tre seco li di disrnnza. vediamo compiuto il la vorio politico di cu i allora era ordita la tl'iHUa. Trent'anni dopo il cardinale di Richelieu volle rimediar·vi. e riconqui stare una delle por·te per entrnre in Italia. Non bastand~gli le nrmi, ricorse a~li n7gnati: cercò di mettere le mani addosso all a persona del Duca co l quale non era nllor·a in guerra, e di '

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sorprendere a tradimento e rende1·si padrone della capitale dei stwi Stati: non essendogli riuscito, occupò Pinerolo senza alcun riguardo al diritto delle genti, e non volle più restituirlo. Guada,~nalo quel punto d'appoggi~,- éontinuò a spinger innnnzi le otfese durante quel periogo di incertezze fl cti guerra civile , che afllisse il Piemo_!lte, quando vi divamparono le ultime battaglie della lunga lotta combattuta Lra Francia e Spagna per l'egemonia dell'Europa . La sorella del re di Francia, divenuta reggente òi Savoia, oppose alle arti volpine ed alle ingiuste violenze del cardinale Richelieu la resi:>tenza passiva della donna e gli scotti irresistibili della maòre , che difende i dritti dei propri figl i. Le r·iuscì d'impedire che il duc11Lo di Sa voi a fosse conglobato eol regno di Francia, o presidiato dalle armi fr:1 ncesi . Non potè sottrarlo alla 'protezione non chiesta della corte di Parigi , cd alla sua. petu lante ingerenza, la quale, con Lui ~ i XIV, si rnntò in burbanza capricciosa, e divenne il'l'efrenabile, quando tlnel Re uni al possesso di Pinerolo quello di Casale, vendntogli dai Gonzil~n. Con quelle due fortezze egi i cred eva di tenere la monarchi a eli Savoia nelle strelloie di una morsa, ed ;~l.lendeva il giomo in cui l'avrehue veduta scendere n patti. Quel giorno non vonne, ed il duca Vittorio Amedeo IT la strappò via clall'in g iii ~L:l ;;trNl.a, ma ebhe bi so-gno di selle anni di :;forzi pPr ;:nirlnre i presidii francesi da Jlj_ nerolo e da. Casal e, L' di tr crl it~ i per rico ndurre i confini dei suoi Stati dai dintorni di Su<a nl valico del )Jonginerra. l11 (prei tem pi , in t>ni 1' <11'le Lenevu )!ran posto , ed i principi ria:;wmevano in nn 111ntto le loro gesta e lo f;tce\'ano :;colpire in bronzo , ~~·e medaglie rn m mentano i rnoment.i supremi della lunga loua , che ar::e tra i re 1li Fntnci;l e,l i duchi di Savoia per fis sare i limiti dei loro ~lati ed il raggio della loro autori l.it sovrann. Ln prima ,J i t:nrlo l!manuele l sc;·ive oppo1·tnw• sotlo ad un centauro, t:he e-am mina ..:oll'aria trionfante in un cielo tempestato lli stelle: la second:t lli Eu rico T\' di Francia, e per la logica della :>loria potreu lle e:-:sere :.t nc.l1e attribuita ai tempi del cardinale Richclitlll, rappre:>enta El'c.olè t:he t:o lla clava picchia il centauro, e uella s..:ritta >-i le~;-ge opJIOTLtmins: la terza celeLra :la v;ttpr·ia di Tt>rino, e solto a Fetonte che (Jl'ecipita nel Po, dice:


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m e·r,qi~wr E1·ùllLnv. I contemporanei che si rammentavano dell e amb iziose pretese del Roy Soleil, doYevan.o leggere quel motto con un senso di satirica compiacenza, che in gran pane ci sfug:.;e. La vi ttoria di Torino determino la crisi definitiva di un lungo periodo di lotla: con essa furono r·acco lli i frutti dei sacrifici e dei dolori serenamente all'r·onlati da pa recchi~ge n eraz i oni, e della costanza serba ta dai principi di Savoia nel sostenere il sentimento nazionale, e la i?dipendenza politica degli Stati aiTiduti al loro governo . Il duca Yt ttorio Amedeo H volle che qnella vittoria fosse consacrata coll'erezione della basilica di Superga; ma secondo la mento sua, e la coscienza del popolo, quella basilica torreggianle sui co ll i torinesi rammenta qualche cosa di più grande che: la semplice villoria: è il monumento innalzato alla conqui sta dcll'indipen. denza politica, ottenuta dalla tenac·itit e dalla sagacia dei principi, dal valore e dalla per:~everanza del popolo. . . Tn la disfida gettata da Carlo Emanuele I e la vttlona definitiva di. Vittorio Amedeo Il corse più di un secolo: ed il periodo delle guerre uguagl iò in durala. quello clelltt pace. Lo soldatesche, co i costnmi dell'epoca del Wallenstein , correvano e ricorrevano il paese: abbandonavano una provint:ia , che vedevano deso lata dal le loro depredazioni tumultuarie, per recarsi a devastarn e un'a ltra: l'avidità dei capi e le passioni sfrenate dei gre· gari più che ~l'i nteressi 5trategici regolavano la condotta della guerra, sicchè il .P iemonte, breve paese tra il piede de:I'Aipi, quello delle coll ine del Monferrato e la Sesia, ebbe a. sofl'rirne dt~­ ramenle. Le cronache <l quando a quando sollevano 11 Yelo che ncopre i dolorosi ricordi dell'epoca che corre dalle sco rrerie del Lesdiguières a quelle del Catinat. l Pi emo n !i,~i, duramente provai i clalle tristi vicPnde, sopportarono con animo impHterrìto e teoaco i duri sacrifici loro impo5ti « pe1· la difesa degli Stetti, r/elte pet·sone, delle sostanze ed antica libe1·tà •J, come diceva. un edillo di Carlo Rma.nuele l ; e quando Vittorio Amedeo Il nel l 6\.JO pl'l~s e << l'eroica e crenerosa risol uzion e di anischiare lutti i :$UOi Stati l;) pi uLL.osto dì condiscendere alle dur·e ed inique condizioni, coll e quali vo lea Ja,l?raucia rendere com e preca1·ia la sua sovran iw, il popo lo ne ha celebrato l'azione con pubb lici applausi, co n i viva oi ca il duca di Savoia, chè dopo lu liberazione di Vi enll a non s'ù

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udita un'allegrezza più universale. » r.osi è scrilto ~n u~a lettera dt quei tempi. E quello stesso popolo plaude11te st atlollav< poi nelle file della mil izia e co nfermava sui camp i dì battagli a e tra le· per·ipezie dì una lotla assa i contrastala 1' :-~p pi anl'O l'lrapp:lto al l'entusiasm<' del primo mom ento . Inl'alli quell'entu siasmo sgo rgaya da ;n sentimento profondamente rad icato , e rìspecch iava la coscienza dei supremi doveri che incombono ad un popolo: senza di ciò anche l'entusiasmo r. vento che passa e che non lascia traccia. Le istituzioni militari fo ndate da Emanuele Filìherlo, ' (tcr.inc.chr non si viva a· caso 11 ri spondevano a merav iglia ai senti menti risvegliati dalila condona politica viva~e ma patriottica dì CHio Emanuele I: nella lunga lol.ta d'un secolo andarono fecnndandosi, s'immedesimarono nefle abitudini del popolo, risposero nlla fiducia dei sovran·i e salvarono il Piemon te dalla soggezion e politica che travolse il. resto d'Italia. . . La milizia, guidata dai prìn ~ipì dì caso. Savoia, ebbe principale, se, non unicà parte, nelle guerre sostenute allora dal T)iemonte contro ~li eserciti assoldati di Francia n dì Spagna: e se una gran parte dei suoi ricordi non fosse andata !;marrìLa, come avviene tra ~ente che opera più che non racconti, noi vi leggeremmo pagine simili a quelle che resero rrloriosi ali eserciti fran c e~ i 'di fro nte alla invasione straniera, e gli estJrciti tedeschi nella gnerra d'indipendenza dalla soooezìone napoleonica. La storia ha un ;;acro dovere di ricercare e di illoslrare quelle pagine accìocchè si sappia dì quale valore sieno le istituzi oni militari qnando si compenetrano con quelle del ·paese, e tJ Uando rispondono ai sentiment i di un popolo che ha larga coscienza della propria per~on a lì t.à cd incrollahìle fede nei propri destini. "

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Gli eserciti l'rances1 dopo il '17,1[) varcarono aneom le Alpi , e sceser:o in· Pi emon te lalora alleati e ta l orr~ nemici: ma non vi erano più gn,idati dagli stes:>i moventi. che ònvano ìm pul ~ o all e ~olda­ Lesche di, Enrico l V, del cardimde di Hicheli en e di Lui gi XIV. La


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guerra del -i/ 33 colle battaglie di Pa1·ma e ùi Guastall a, l'iiHa· sione avvenuta sulla rnet;\ ùel secolo, collegata col mal riuscito assedio di Cuneo tl deeis<l sulle tupi deli'Assiella: la stessa an nes-~ ion e del Piemonte all'impero fran cese, f'rntlù del la vol(llllit iiTesistibile eli N:lpoleone,. sono avve nimenti che sorpassano la cerch ia delle idee politiche seguite dalla Corte di F1·a ucia nel secolù X\' 11, e malgrado le lo ro parvenze mirano all'assetto politico dell'I1 nl•a. l cardini della politica europea si erano sposlati: la lenta tra la Francia e la Spagna chiusa: Napoleone commise nn anacronismo quando volle im itare la politica di Luigi XIY; perciò l'edilìcio politico creato da lui oltre· i confini deJla Francia non ebbe vita. Le sorti del Piemonte si trovavano oramai fatalm ente conne:>se co i destini di tullo il rimanen te della penisola, i cui popoli erano chiamati a rivivere nell'orhi<a della storia europea . . Ad Amedeo Vlll rimonta il meri to dei primi passi nella poli tica itali ana della sua famiglia. Egli suggerì a sua figlia, la pe?·jelta pud·ica, e pruba vedova òi Filippo .\[aria Visconti, d' indurre il po: polo milanese, da cui non era solamente nmata ma veMrata, di· eono i contemporan ei, a por:>i sotto la protezione del duca di Savoia: L' intervento dello Sforza e la mancanza di soldati del duca Luigi II impedirono un av1•en imento che avrel.JIJc impres!;O alla storia del nostro pae;;e altra direzion eda quella ch'ebbe nei tempi di Lodovico il Moro. Ma la spinta era data e lo SIJOstameutu dell a capital e dimostrò ii cambiamento dell' indirizzo politico: non più equiliurio d'interessi sui due versanti delle Alpi , ma cure precipue ver:;o i domini italiani . Era risultato del progressivo anmeolo di potenza della mooarch ia francet:e. l duchi di Savoia si senti vano spioti verso oriente, ed obbligati a cercare appoggio oltre la Sesia: l'appoggio venne a mancar loro quando, trascinati da considerazion i speciali e da mi seri interessi, i duchi di MiInno ; e dietro a loro i prin cipi italiani , :si get tarono in braccio alla Spagna od alla Francia. Carlo Emanuele I , che viveva nei momenti in cui In Spagna ùi Filippo Il era polente, l!Uanto e più della Francia di Enrico IV , dovette cercar di moderare l'una e l'altnì. Così. (a, ch1: ha eta (m·e con più _qmndi, che non samw et non sentmw la ffÙisti:ria, (uorchè queltn <li'l cnnnone: donde il stùl agitarsi in modo

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che illustrò ed intorl>idò cluc secot1:, etl il suo contegno, ch e a torto fu paragonato con quello di un capitano di renLnra pinllt>sto che con quello di un print ipe di vecchio sangue. Lo stosso contegno t~nne più tardi Federico Il di Prussia e diede per·sonalitù e r,o: scienza al suo Stato. '- In seguito, declinando sempre più In. p'otenza della Spagna , Vittorio Amedeo Il fu obbligato a cercare un appoggio in Europa, e· specialm ente in ln ghilleiTil, contro la soverchianza di Luigi XIV. La storia deve pon·e l'opera sua c qn~lla del popolo piemonte:>e presso a quella degli Olandesi e di Gng!ielmo d'Oran ge: egli n'ebbe in premio, oltre al la Sardegna ed al titolo regio, anche il basso Monferrato, l'A lessandrino, la Lomell ina e la Val di &esia: Carlo Emanuel e !Il, il suo succes ~ore portò defin iti vamente i confi ni del regno lino al Ticino: c da quell'epoca io poi alla condotta politica rlei re di Sardegna ftt apr)l icnta la voiCJnre !eun n genda del carciofo che si mangia foglia a f'oglia. Grossolana immagine suggerita dalla gelosia degli altri Principi italian i, i ynali da parte loro~ dimenti chi dei grandi interessi nazionali, si arrabattavano presso lo slraniero per conservare i l'rammenti del piccolo reta~gio lasciato loro dagl i avi, t'per essu sacrifìcavauo l'Italia. Questa gelosia, senza sal var loro, condusse alla servitù politica il paese sul principio del xv1 secolo, sp inse i prin cipi itnliani a colle~~·si c?ntro. ~ado Emanuele l. la:sciò isolato il Piemonte in faccia ali esercito ùel generale Bonaparte, e rese inutile lo slancio di Carlo Alberto e dell'e:;ercito piemontese sui campi della Lombardia nel 1848. / È· l'antichissimo spirito muni cipale, r.he sopra.vvi :sse al mutar dei tempi: nudri to di ricordi clnssici , ed ignaro della sloria po~teriore a Roma ed ai comuni medievali , tentò di sco mpigi ia re d lavorio di rico mposizionc che andava facendosi nel nostro paese ad imitazione di tulti gli al tri , gli tolse ener)! ia ed espose l'Italia agli assalti delle c.upidigie altru i. --'tten altro pensiero e-;ce dall'insieme d~gli avvenimenti a !l'il verso i quali ~i svolsero gli ultimi due :secoli della storia di casa Savoia,. ch e la riassume e la collega in dissolubilmente. 1 successivi ampliamenti \lei regno , aV\'enuti nell o scorso secolo, sono gl'indizii d'un movimento, che interrotto da lla grande per-


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CA SA SAVOIA

L11rbazione prodotta dalle vicende napoleoniche, riprende li suo corso in questo secolo, o lungamente preparato, prec.ipila acl un tratto tra il ·18t>9 ed il HnO~ Carlo Emanu ele I ne in trnvi1le il pen ~iPro an imatore, e lo proclamò tra le peripezie òel suo regno: ~icchè gl' It.aliani lo compresero, l'applaud irono, e l'incoraggiarono, mentre i principotti 1l' l tal ia lo contl'ariavano. Vittorio :\ me · deo II ne fu i ~ pira to . quando sul fi nire òol xvu secolo parlò in nome degl ' interessi di tutta l' Tta lin, un •secolo e mezzo prima f:he nel congresso di Parigi si levassè il conte di Cavour, minist ro del re Viuorio Emanuele, e chiese che la peni:;ola, di chiarata neutrale, cessasse dall 'esser campo delle altrui co n l~se . Ln. precoce proposta non trovò appoggio: sicché, mutando d' indi rizzo , colle sue guerre Carl o Eman uele IH ebbe per unico scopo quello di mantenere l'eqltilibrio tra i sovrani d' It.al ia per stabil ire un sistema politico allo a garantire l'indipendenza della pen isola : egli anebbe voluto nltuare il programma di Lorenz•l dei M ed it~ i evitando gli errot·i di Lodovico il Moro. Così i sovrani di casa Savoia si ponevano sulla carreggiata della storia italiana , e cercavano di riprenderne il cor::o per assecondarne lo svolgimento. Ma l'an imoso re Cado Emanuele non poteva prevedere la null ag-gi,ne politica in cu i sarebbero caduti i principi italiani davanti ai nuovi tempi ed alle minacce belli cose della Hivol uzione francese, nè la gelosa indifferenza co n cui lasciarono che i suoi successori si dibattessero contro l'invasione straniera. · ·Passato l'uragano napoleonico, fu ripreso il ril o della ~ Loria tenendo conto anche dell' esperienza acquistata in quell'epoca . Poichù nel le nuove condizion i _po litiche del nostro paese non bastava più l'equilibrare la potenza degli Stati tra cui E>S!iO dividevasi : bisognava collegare tra lqro i principi mediante i patti 1li nn a federazione, che a vesse per isco po d i redimere e d i preservare l' Ital ia dalla so~~ezio n e strani er•1. J'Ia appun to la presenza dello strani ero slabili tosi in Ita lia dopo il '18H·, la necessiJit della l!Herra contro di lui: e sopralotlo l'es.isterna del Papato temporale fra i principali ital iani , rendevano diffi cile la conclusione del patto · federale e più aneora ùi ossenarlo scrupolosnm ente se fosse stato co ncluso .

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SAVOI A

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Invano. il polente ingegno del Gioberti tentò di rendere possibi'le lo strano paradosso in cui stava per avvolgersi la stori a italiana: invnno la spada di Car·lo Alqe:·to voll e recid erlo. La reallit n1ppe l'inr.antesimo: mentre l'esercito del re di Sartlegnn \'inceva a Goito. il re di ~Gpo!i geloso di lui, e clell'importanza che gli dava la vittoria, il Papa, inopportunamente memore della sua missione cattolica e ci'istiana, rompevano i patti federali. La locri ca dei fatti condncevn l'hai ia all'unilit sol.! o lo scettro di casa l> Savoia . -un nuovo esercito francese ~cese in Italia ed aiutò il compimento. dei suoi destini. Fu quello nn importante momento , nel quale la Francin, chiuso oramai il periodo .della poli tica di Enrico IV e del cardinale di Richeli eu, volle iniziare un nuovo periodo politico, quale er·a già stato profetato da tal uno dei suoi uomini politici lin dallo scorso secolo, ed è caldeggiato da tutti col Mo in cui i pregiudizi o l'abitudine ai ricordi di Luigi XIV non fan no velo all a mente. l!'u veramente una visione del fut uro qnella che spinse l'i mperatore Napoleone ITI a volere che al ricordo d_ella nostra risurrezione politica s'unisse il nome dellà Francia, e solamente i nosLri posteri potranno gi udicare se il preteso visionario non intuisse l'avVtenire assai pil:t chiaramente dei sospenosi politici che lo consigliarono più tardi e lo sostituirono) e se non sarebbe $lato miglior cosa l'assecondare un movimento che era fatal mente segnato nelle grandi linee della storia, auzichù osteggiarlo, o rallenLarlo con ingiuste gelosie. l - Il nostro popolo non pot.evn. sfuggire al processo di ricomposizione cui tutte le altre nazroni eut'opee aveva1lo soggiaciuto duran te il periodo moderno: e gli \lvvenimenti compiutisi in un decenn io avevano le loro rndici nella esperienza e nei tentativi di un paio di secoli, nella storia del popolo piemontese conservatos i belligero, anche quando la fia ccona della pace intorpidiva gli alrr·i Italian i, e sovratullo nel passato di casa Sa,·oia . Per questo l'opem del riordinamento nazionale, ricondoLta sulla :;ua carreggiata giusta dalla sagacia di re VitLorio Emanuele e dal volere degl'Italiani, precipitò nei periodo che corse dal 18[>!.) al '1870; ed il ristab ilimento del 1·egno d'[l'alia sotto lo :;ce ttro di casa Savo ia e colla capital e in in L\oma ri nssume in splendida sintesi un lungo periodo di storia


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CAliA S AVOIA

CASA SAVOIA

ital iana, lo dit un iLà e logico svolgimento e prepara sotlo sicuri nnspici l'avvenire del la nostra patria, ed il trionfo nell e Ione future. "

con venticinque ann i di guerra quasi conlin ua: ed ebhe ragione di mutare in quel giorno la corona dnc~·ll e in quella dì re. Stabili:.n nna solida barriera verso la Francia , i re di Sardegna si assisero decisamente Lra i Sovrani d' Ital ia, o volse;o alla sistemn· zione poli tica della pen iso la le cure e rauiviti.t instancabile, merr.è le quali erano riusciti a costituire ed r• consolidare il loro Stato ereditario. Per un secolo e mezzo, da Carlo Emanuele Il la Carlo Alberto, i reali di Savoia cercarono la solur.ione al diflìcile·problema dell'indipendenza italiana: nè lo poterono risolvere ~ nchè non lo separarono dal concello feder:;tivo . ~Iilano e Novara rup pero !"incantesimo a; un fun esto paradosso che aveva all ucinato gl i I taliani fin dai tempi di Lorenzo dei Medici e di Lodovico il Moro. 11 motto <1 rtalia e Vi ttorio Emanuele » ri co ndusse In storia nostra sul suo carumino r ego l ~ 1·e, e· legò indissoluhilmentc i · desti ni del nostro popolo a quelli della Dinastia che ci re~ge . La coscienza di questi legami si rivela nell 'affettuoso cntusia5mo con cui gl' Italiani oggi uniscono i lorò voti al ricordo di uno dei pi •·, g!)ntili tra gl i avveniment i di cas:1 Savoia. È rico noscenza verso i Principi che consacrarono tradizioni , all'etti , pensieri, potere e vita alla gt·::tndezza d'Italia , è alfelto profondamente sentito verso dì loro, è fiduc ia nella sapiente audacia che rese popolare il ~otro: S(~mp•te nva.nt·,; Sat'OÌ<t..

VII I.

DaUa cupa vallata di )lorienna, in cui si mostrano ancora, presso la ·Charbonière, gli avanzi dell'originario castello di casa Savoin , essa mosse i vann i, e Mila sua p1·i ma evoluzione compreso lutl.a la. contrada che si stende su i due versanti dell' Alpi, dalla Sàona, dall'Tsère e dal Roda no, alle dLte Dore . Soprafatta per un momento dall'anarchia feudale, ne seppe uscire, e con cinque secoli dì provvìrlì sforzi e dì pazìenJì cure ricompose in un solo Stato i popoli di due nazioni diver se, e seppe cosi bene cementarne l'unione, che il patto, allora segnato, durò lino ai giorni nostri , quando l'inl:lessihile lem.,e della storia venne a strapparlo. Ma ancora nel l8i-8 nella r"ò convalle di Pastrengo, ancora nel •18::>9 sull e disputate collin e di S. Martino, i valorosi figi i della Savoia resero Lesti monanza col loro sangue alle prom esse fatte dagl i avi di seguire a battaglia il So\'l'a no, ovunque avesse levato il suo · ar·dimentoso vessillo . Al labo.rioso periodo di formazione ten ne dietro quello di consolidamento, e ru segnalo da ll a lunga lotta sostenuta eontro la potenza espansiva della monarchia di Francia, che non trovava limiti :lll'assorbirnento dei minor i Stati, i quali attorniavano i :;uoi dorniniì . Il tenace duello cominciò nel secolo XIV, !(Uaudo i conti di Savoia credevano suf(icìente schet·1no alla sicurezza dei loro Stati ìl possesso del Crìm·a, e lo vi der re:;o vano per l"insinuarsi de: la Francia nel Delfinato : continuò nell'alterna vicenda delle devastatrici invasioni c nelle mpide risco:;se fin o al secolo scorso. se pure non si riprodusse anche sul principio del nostro, quando il generale Bo · napart.e, coll'impnlso che gli ven iva ùal sno ge11io guerri ero. in · va"'e il Pit~m o n le, e col Piemonre l' Italia e l' Europa tutta. II momento culminante della lottrt è segnato dal giorno in cui il duca Viuorio Amedeo l l col trat.tato d'Utrecht. respinse delìnitivament.e In Franc.ia oltre la sommità della cerchia alpiu:•. L'ave\'a pagato

c.

FAB IH S

Ttnente colonnello.


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J, A POLVERE lNFUME NELL'ODIERNO COIIIBAT'rlllENTO

LA POLVERE INFUME NELL' ODIERNO COM BATTIMENTO

(Cdrtti-lluazione, vedi numero p1·ecedmte)

. Esaminiamo ora quale inll uenza la polvet·e infume potr'tl eset·ctLnre sull'impiego delle tre armi, considerata ognu na in se stessa ed in rapporto alle altre.

,. * * Ogni perfezionamento delle arm i da gello, smi nuisce necessariamente l'importanza della cavalleria come arma da urlo. Se già le armi a tiro rapido con polvere fumigena, avevano reso prrssochè i mpo~sib il e alla cavalleria il caricare con successo favorevole fanteria non disordinala, questa d'ifticollà rimane rng)!uardevolmen Le aumenl.a ta dall'impiego della polvere inl'ume. No i tutti lo abbiamo constatato, ai tiri di combattimento nella ·12" lezione ( tit·o a ripetizione co nl.ro cavalleria) dopo i primi spari il l'ronte è coperto da una densa nuvola di fum o che più non consente si scorga il bersaglio, il sol dato spara puntando per appros~imnzi one , e ciò non ost~1nt e si hann o a 300-400 metri risultati che oltrepassano Lalora il 30 per "lu· Contro cavalleria che, allacea

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bensì rnpida e per sorpresa, ma che presenta lnllavia il più ampio dei ber:>agli, si fruirà del più importante beneficio cil e ofi're l'as'enza ùel fu mo: quello di conferire massi ma efTicacia al fuoco accele ra to ed a ripetizi one. )Ienlre ~rima , all'avanzars i degli sc1ua · dron ì. il so ldato dopo i primi spari continuava il fuoco in preda ati un comp;l tibi le orgasmo, prodotto in buo na par.te da l rumo che gl'im[:lediva di vedere se i fot·midabi li cava li eri avevano dalo d volta o gli piombavano addosso, ora inrece avrà ugio di sco!·gere seuza interruzione il bersaglio , che più si farà grosso quanto piLL avanzerà, e sicco me ù ragionevole il presumere che in tal i condi zioni il :>uo fuoco saril hen aggi ustalo e perciò cllicacissimo, cosi è a ri1enersi che le ca riche, anche se eseguiLe con estremo vigore e per reparti successivi , avranno pocl1is3ima probahililil di arriva re a fo ndu, arrestnte <'la to rrenti di piombo. Su que.sto argomento è stato scritto in Germania: <l. Happresen · « tiamoci che il fantaccino vedrà or.1 le masse ~e rmte della cava i« leria precipilarsi dirette sopra di lui, im pavide nella loro com(\ pattelza, la lancia io resta, e che vedrit decrescere rapidamente « lo spazio che le :;epara da lui ; e dovremo pur convenire che « l'effello morale di una ca rica aumenterà del ~.:ento per cento. >: L'argomentazione a pr·ima vista sembra convincenle, ma ha uu difetLo capitale: quello di tenere conto egualmente dell 'efi'ello morale, e più, materiale. che produrrà snlle masse ~e rrate dei cavalieri , la linea degli int.:olumi fantaccini che, alr rettanto impavidi e sicuri del fallo loro, le Ju lminernnoo con una. va langa ininterrolla , di proietti dei quali , per la distanza a mano a mano sempre minore e l'ampiezza del bersa)!lio sempre maggiore , ben pochi falliPanno il segno. Il fatto positivo e questo: che un plotone ordinato di 30 fuc ili iu quabia si formftZione , pnò sparare con sicura cllicacia iSOO colpi su di nno squadrone di 100 cavalli che lo c;H·ich i dalla distanza di 400 metri e pure am mettendo una bassa percentuale di etTetti 'Jlili, ha la cerLezza di distruggerlo prima ~; he IJUesto giunga a portata d' urto ; e che una co mpagnia eli 4. plotoni può perciò mandare <L vllolo le ca r·iche ;tvvo lgenti di pi ù squadron i. Un vantaggio 110 11 frequente, ma non disprcwlbile, polril ritrarre la ~;avalleria da l fatto, c.he d·ora innan:~.i una cortina di


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LA POT.VERE INFOMF. NELL'ODIERNO OO~IBATTUlENTO

fu mo non toglierà più di scorgere riparti eventualmente disordinati dietro la linea di fuoco, e di proGilarne se il terreno e la si • tua~i o n e glie lo consentono. Per co ncl udere, esprimiamo l'avviso: che sebLeue alt un comandante intelligente, ardito e faror ito dal ter-reno, la nuova polvere non vieterà d i tenersi opportunamente appostato su di un'ala del co mbattimento od in altro punto opportuno, onde cogliere al volo la prima circostam;a per agi re coi suoi s4uadroni, tutt.avia ci pare che in avvenire, meno che per la ~co perta , l'espiorazionc e l'inseguimento, doHil fars i più raro e meno potente l'intervento dell n cavalleria snl campo di battaglia. La cavalleri a, va of.( nor più perdendo il carattere di arma di linea .

Mentre per lo passato, coi tiri direlli , l' artigl ieri<Lche per prima apriva il fuoco sull'a ltra già in posiz.ione, ved&va sollecitamente. a . ~~ag iou e del rumo rivelatore . sparire il vantaggio rilevante inerente a tjUC:>la prioritil di azione, specie se l'a vver5ario era num f- ricamt:nte o per calibro più forte, or1 inrece la durata di tjuesto van ta ~gi o :'; arà più prolungata e tal volta decisiva poichè l'avvcr:>.n rio tlovt·ù, sotto il fuoc.o pilt o meno rapido, cercare e scoprire i rela:lil•i uel'Sagli. Una volta quest i fi::sati, però, essi rimarranno stabilmente e netta mente allo scoperto , ect il tiro sarit per le due parL i più esatto ed, occorrendo, più rapido , ciò che aumenterà ragguardevolmente gli efl'elli del fuoco e le reciproche perdite. Che se l'a rtigl ieria ch e pr ima apre il fuoco sull'altra fa uso di · Li ri inil.irell.i, il suo vanLaggio sa r ~t tale da cosLringere spesso l'avversario ad im mediata riti rata, solto pena di pronta lli.:;truzione. Ne deri1•a, che per conseguire il va ntaggio, ora mollo maggiore, di aprire per la prima il fuoco e rego lare pm· !a prima l':llzo, l'artiglieria dovrà più che mai rnett.er:>i in balleria al coperto, ed all'uopo, anche pei Li ri direll i, le ocwrreril in massima di rinunziare a farlo con gli avantreni attaccati . !:ori l'assenza del fumo, per la vi sib il ilit e vu ln en1bililil di uua linea di arLiglieria. acquista m:tggiorc importa nza lo schermo del terreno , c perciò, più che per lo p:l!;Sato, essa senlJri:t il bi sogno d i chiedere pi ù accuratamente p ro tezion~ all e co ltiv a :~.ioni ed alle pieghe ed accidenti dd suolo, non tra~ c u rando il più liel'e dettngl io, specialmente nel primo peri odo rlel eomba ttimento, nel qna le è :>uo obbiettivo ~~hiaccia re l'artiglieria avveri\aria: e lj Uando non le l'iesca di tro1'are una posiziont> snlla quale utilizzare la cresta militare, o giovarsi dt~ l l e co ltivazioni, le torn erà utile ed anche necessa rio ricorrere al i;\ erezione rapida eli ~ pa lleg giam e nti sebbene coll'impiego delle spoleue a tempo ancl1e il vantaggio derivnnte da qnesli e-;pedienti sia oggi meno sensib ile . l?ra gli :>tu1liosi ch e hanno lraLL;Ho rli r~o•lestc qu estioni , è pressochè unanime il parere, che ~ta n te il mnggiore all'etto che l'a r·ti gli eria può oltenere dai ~ n oi tiri per l'assenza del fumo, essa dol'rit apl'i1'e il ruoc:.o a di~tan;.: r, maggiori che non quelle adottate fi nora di 21100-3000 mel ri . Senz1 menomamente disconoscere l'autcrilù e competenza degli

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J,A POLVE RE INFOME NELL 0 0 1ERNO COMBATTlliiE N'l'O

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* * Per l'arti glieria la !Juestione è assai più compl e~sa. Mentre orima il fumo rivelava la pos i~i on e occupata dai pezzi, esso però ~opriva nello .;tesso tem po i dettagli della occupazione, specialmente in terreno pianeggiante. Nei duelli fra le due artiglieri e, il fu mo proprio e tjuello dell'avversa rio toglie\'a la vista dell e rcci · proche o~c u pazio n i, c perciò rendeva spesso ditlicile il punta memo e l'osservazione dei punti di ~:aduLa dei tiri corti anche alle med ie di:;ta nze e pi u ancora quella dei tiri giusti e dei lunghi mol estava t'azion e di interi riparti quando, per la direzione del vento , e;;;;o veniva spinto a m:mo a mano dinnanzi ai pez:t.i attigui, ed il fu oco riu· sciva stentatamente esa tto e l'•H'zatamente lento, anch e per artigli l·ria impiegata a grandi m a~se. Per ovviare a tJ UesLi inconven ienti si r icorreva ai ripi eghi , se il terren o lo consentiva. di allarga re gl'intervalli , scagl ionare i pez~i o i reparti , stabilire posti di osservazione esternamente ad una dell e ali come pei ti ri ind iretti. ma Lutti quest i ed al tri espedienti oltre che non eliminavano compl eta-mente gl'incon venienti esistenti, ne creavano di nuovi. Inoltre essendo comuni ai dne partiti s1 risolvevano iu una minore potenza dell'arma.

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I. A. POLVRRE IN I•'OME NELL 'ODI ERNO CO)lllATTIMEN'l'O

LA ,pOLVERE 1INFUME •N•E r.r,'ooiERNO CO!IBAT'l\l'l lEN'rO

autot·i di questi! pre,·lsione, dichiariamo franca men te, che gli argomenti addotti in suo appoggio, non ci bann@ inspirato la convinzione ch'ossa debba avverarsi. " Se le batterie finiJra limitarono l'inizio del fuocc, alle distanze ma;;sime precl ~ttP, non è g.ìit perchè o il proprio fumo o la deficiente portata r,lricace dei pnzzi , non consentissero loro di tira•re anche a distanze sensibilmente maggiori, ma bensì, secondo ~oi, perchè oltre il detto limite per batterie da campagn:1 non riesce in generale più visibil e ch iaramente il ber:;11glio tranne in condizioni speciali di atmosfera e tli sfondo, e diviene inoltre difficilissima l'osservazion e dei punti· di caduta e perciò la rego lazione e rettifìca~ione del tiro. Ci conforta in questa opini one il fatto, che ai poligoni d'artiglieria, nei qunli il terreno è sempre favorevol~ , nella esecuzione dei tiri di campagna anche alle distnnze normali e per tiri diretti , si fa uso sovente di castagnole per additat·e alle batterie la posiz-ione del bersaglio, e malgrado ciò avvi e_ne pure non i.nfrequentemente, l~he le batterie dirigano il tiro su qualche altro oggetto che scambiano per il bersaglio. L'asse nza del fumo, che prima denunziava inintenottamente la posizione, ci pare debba consigliare e ro,·;;'anco imporre di avvi-, cimu·e il t.iro anzichè di allontanarlo, mancando uno degli elementi più visibi li che prima segnalavano il bersaglio. Neli' azione offensiva, mentre le battei' ie com hnttono l'artiglieria nemica accaparrandosene il fuoco , la fanteria , sott.o quest.a protezione, dalla posizione di ammassamento e:>eguisce avr~nza nd o, prima lo schieramento, poscia la l,!larcia di avvicinamento, e giunta l'avanschier,, a quel li m i te~, determinalo dnlle at:cident:-~ lit.it e coltiV<IZioni del terreno, oltre il quale l 'elli c~u~. ia .:li fuoco della fanteria nemica le riuscirebbe rnolto dannosa, apre il fuoco di preparazione dopo il quale inizia l'at.tacco. . Da questo momento , tutta l'artiglieria., o la maggior p<ute di essn, abbia o non abbia soverch iatn il fuoco dell'artiglieria nemica, deve camhiore di bersaglio e tirare su lla fanteria; ma siccome alle distanze superiori a ,1500 metri questi bersagli di fan lt'ria distesa e più o meno coperta sono nella maggior parte dei terreni insufficien-temente visibili per ottenere su di ess.i un effetto :>ensibile, cosi e:;sa donà il più delle volte avanzare fìno a 1500

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me~ri

circa dalla fanteria avversaria. A questa distanza l' artiglieria ha anco-ra' superiorità assoluta sulla fanteria ('1), poichè questa non può etlìcacemen te c.ontrobattel'la, ed a stio schermo non ·le rimangono che le risorse eventuali del terreno o quelle della mobilità e delle formazioni. I rapporti di potenzialitrt fra le due armi in questo secondo periodo del combattimen to si prestano però a qnnlche consideraziorìe. · Se è vel'o che le qualità balistiche del nuovo fucile ita'liano gli conferisco no una velocità iniziale di 7~1 O metri ed una tensione tnle di traiettoria che dà GOO metri di spazio battuto, si può ritenere che , · pnr tenendo conto degli errori nella stima delle distanze e della minore ampiezza che il bersaglio -ofl're alla vista, il limite del fuoco ellìcace sarà . virtualmente esteso (ino a 7- 800 metri , e quello della efficacia r•Jedia fino a 'l 'l 00- ~1200 metri eontro tr-uppe che per attaccare devono avanzare e perciò seop1·irsi. Ora se :si rìllette che l' alli neamento' tattico -topografieo di coni battimento non corrisponde mai allo linea retta, ma contiene sa lienti e ri entranti , e se a ·ciò si aggiunge che le due linee fron Leggiantisi danno luogo dùrante il periodo dell'attaeco ad inevitabil i Jluuunioni in vari punti, se ne deve iuferirc che l'artigl ieria la quale lJa preso posizione a ~1000 metri dalla fanteria avver;;a ri:-~,. potri1 facilmente venirsi a trovare, durante le \'icende dell'attac(~O e per un tempo più o meno lun go, con reparti di fanteria nemica a 'l 000 metri o meno di dis tanza sul fronte o su di un ti·anco. Nelfe nostre Nonne yenemli per l'impiego delle tre antà e dètlO al N. 26 : « Alle grandi di:;.tanze del tiro di fucileria, la fanteria lottà in condizioni svantaggiose contro l'artil{l ieria. Essa deve tendere perciò a raggiungere senztt sparare le medie distanze di tiro, etile quali può giit loLiart: in hnone cond izioni, e. spinge,·si poi sollecitamente alle pier.ole, ovc il suo J'u oco acquista una decisa prevalenza. » E questo, coll'attua le polvere e gli attuai i fuèilì _

(l) Quèsta supe rio t·ilio. sarii an cora pi (J virtua le cu i nuovi s !J rapnds r;!Jr~ sono allo studio, intesi <\ IJompcn;are 'g li errori d 'al zo . .\.5 - ANI\0 XXXVIII.


LA . POLVERE JNFUME XELL10DIERNO CO)!JlATT(l!ENT O

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J,A PO!.VERE INFOM E NELL'O DIERNO COMBATTIMENTO

Il regolamenlo per le manovre della fa nteria tedesca è più esplicito .a' questo riguardo, e stabilisce che nel combattimento di fanteria contro artiglieria, gli effetti che a ··1 000 metri produce una linea di fanteria, sono eguali a quelli che subisce da una linea di artiglieria di eguale ampie7.za. Quindi, se, come abbiamo più sopra dimostrato, si ammette che un reparto di fan teria possa, durante le vicende del combattimento, scivolare fino a l 000 metri ed anche meno da una artiglieria avversaria, e stesosi in catena rada, con la protezione della vegetazione o del terreno , dirigere sn essa dei fuochi n tale distanza molto più ellkaci c:he non: lo fossero per lo passato, e senza che il fumo tradisca il punto del suo appostamento, bisogna convenire che l'artiglieria in una seconda posizione di ·l i:>OO metri iniziali dalla fa nteria nemica corre già dei seri pericoli. Si paleserit forse talvolta in avvenire il bisogno di assegnare alle batteria, <' una scorta eli fanteria, anche quando esse prendono una posizione che non sia ad un'ala della. linea di combatLimento, all orchè il terreno immediatamente antistante, per essere rotto o scuro r6uda possil.Jile a riparti anche piccol i di fanteria nemica, l'appr>slarsi a l 000 metri o meno da i pezzi. In questo secondo periot1o dell'azione l'artiglieria, oltre al Lempestare le linee e le riserve della fanteria nemica, dovrà altresì rovesciare gli ostacoli che si oppongono all'avanzare della propria, bombardare ed incendiare villaggi e cascine tenuti dall'avversario, apri r·e breccie nei muri di cinta, in una pa rola eostil.uiro l'ariet e della fanteria, come nel periodo che precede l'azione la cavalleria · ne costitui sce i tentacoli. Come facilmente si comprende questa bisogna non è lieve, eppure non è ancor tutto. Accadrà. il più sovente che dalla posizione di 'l oOO metri l'artiglieria non possa più cooperare colla propria fanteria senza pericolo di colpit·la, quando qnesta si avvicina sempre più all'obbieLLivo, e soprntulto quando giunta a ·l 50-'100 metri dalla posizione, messe sulla linea tutte le sue risorse esplica ure\•emente la massima intensitit del suo fuoco e si prepara all'assalto, ne! momento, cioè più critico, sanguinoso e decisivo dell'nzione, nel momento dello sforzo supremo al quale tutte assolutamente le forze disponibil i devonò concorrere. 8 indubiLato che l'artiglieria vorrà pure avere il suo

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posto n questo banchetto della gloria, a_ ~uesto. olocausto ~i sangue per l'onore della .cara teiTa che Cl c patn_a , e. ch_e . m previsione av1·~1 già incominciato ad avanzare per 1scagllon1 Imo a 8-700 metri dalla linea nemica, sia per agevolare col suo fuoco l'esito della crisi risolutiva, sia per poter coronare prontamente la posizione appena questa espugnala, onde rendere più efficace l'i'n~eguim ento a fuo co o per rende1'e van i gl' incipienti ritorni offensivi di masse fresc he nemiche, sia per sostenere la ri tirata nel caso di non riuscita dell'as&altc, . Ammettiamo senza sforzo che in quest'ultimo periodo dell'azione, la fanteria nemica sarà abbastanza ocwpata da vicino, da non _rimanerle tempo di osservare batterie che prèndono posizione ad 8-700 metri , ma non è men vero però che a questa cli:;tan:w. colle nuove anni, brev i manip~li di fantacci ni potranno col loro tiro preciso ridurre agevolmente ed in poco tempo alla impotenza una linea di artiglieria, non più avvolta in una olimpica nube di fu mo protettore. Oalle cons id era~ i o ni che precedono ei pare poter dedurre: che pei duelli fra artiglierie la nuova polvere ha aumentalo le dil'ficoltà di impie"o tattico dell'armn, aumentandone però l'ell"etto, 0 l'importunzn, la rapidità di Li1·o, e le perdite; e che d'ora in- . nanzi mentre il periodo di preparm-: ione per la ricerea delle posizioni e dei bersagli sarà forse più lu ngo , quello invece della loLLa sarà più breve e più decisi vo. (J uanto all'azione di artiglieria cont1·o fanteria, l' assenza di rumo dalle dn~ pat:ti bscia. im mutato alle grandi distanze la prevalenza della· prima su lla seconda, mentre a meno ùi 1tiOO metri l'ar·tiglieria clovrit agi1·e meno libem e molto più cautelata che ·. perlo passato, perchè colle nuove armi entro questa zona divenuta pericolosa il vantaggio è moltÒ aumentato per la fanteria, la quale più faci lmente muove e si occulta: Qnesto rapporto di relativa potenza fr a le due armi, subirebbe forse sostanziali moèlilicazion i a fa vore ùell'artiglieria, qualora veoi.:>sero adottati ~li scuù i-corazza in istuùio presso lalun i eserciti, da anneLLer.:>i ni pezzi a protezione dei servem i, a so miglianza di quanto già si pratica pP.r taluni pezzi delle marine da guèrra. Questa difesa resistente all e pallottole da fucile e da shrapnel


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l'OLVEH E INFOM E N RtL' OD l ERNO COMUA T'l' HIJ<:JST O

ed ai framme nti d1 granula, renderebbe l'aJ'liglìeria verameBle arma di linea, permettendole· di manovrare più li bera su qualsiasi teneno e da qua lsiasi d.istanza dalla fan teria nemi ca, e di prendere una parte più auiva, diretta e coordinala agli altacch i di quest'arma, co lla quale verrebbe ad avere una più sp iccata coesione. Ma le dirficoltà di vario ordine inerenti alla adozione di questo immegliamento, for·se faranno sì che esso rimanga allo stato di desiderio. Conviene aggiungere, che col nuovo esplosi vo l'artiglieria realizza una diminuzione di circa ·l 00 chi logrammi per ogni cassone, ed il corrispondente spazio; ma qu esto van taggio non crediamo possa essere utilizzlÙo con l'aumenta1·e il munizionamento, perchè non compenserebbre fo rse le reln 1ive modilicazioni al ma' teriale aLI ualo che all'uopo $.ilrehbero necessarie.

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D~l TORN ~I ~1. CA~A SAVOIAN[IJ~R(OlO XIX

. .. .. in nosLri Prenci sumprn S'unian hell ìci spil'li o dolci 1emprc. ~tt.n" i' t·: t. t.tC:«.

(C'ontinna) .

Orl n l" ''' lo 11 07.7.~' rli Vitlorio l•:m:lnttole 11.

Gozzr Oou-•··noso Tenente colonnello di f'unl el'iu

Antichissima è l'origine dogli spettacoli cav<tllercsuhi , di giostre, tornei, caroselli o simili. Nei tempi r emot-i sì davano per lo più tra cavalieri che si disputavano una dama, o per terminare qualche illustre gara al cer tame dell'asta o della spada, o per decidere colla sorte dell'armi cont.ese di qualche conto. Ognuno ricorda i giuochi istituiti da Achille, dopo la morte di Patr oclo, fra i quali i torneamenti di cavalli. quelli delle bighe e quadrighe, dell'ast-~t e dell.1 spada, dì cui parla Omero nell'Iliarle. Anche i romani, come si sa, si dilettavano di simili spettacoli. Vuolsi che gli arabi, ;tllora pit\ innanzi che gli occidentali nelle vie della civiltà, recassero le feste militari <tlla forma da noi conosciuta nelle ridenti va.lli dell'Andalusia, donde la vaghez~a di ~ imìli esercizi si comunicò agli altri popoli, onde nel secolo rx sì. fre· qu.e~t~- e 11'!-icidiali era.no i torneamenti che il papa E ugenio II pnvo dell,a sepolt ùra eeclesiastica coloro che vi perdessero la vita.


DEI TORN.b:l DI CASA SAVO I.~ NF:L SECOW XI X

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nEl TORNE I DI CASA SAVOIA Nl':f. SECOLO XIX

I tornei fwrirono speciah:nente sotto Carlo Magno, alla cni -presenza si combattè •quello celeberrimo tra Rn_ggier~: Rodomonte, .Jfandricardo, Marfisa, ecc., del qnale cr lascw nn'im mortale descrizione L udovico Ariosto; come altre troYi nel Tasso e nelle storie d'ei cavalieri enanti. Posti a custodia dei passi d'Italia, costretti a combattere spesso, ad essere in arme e pronti sem1Jl·e, è .natu~ale. che i principi di .Savoia si dilettassero, nelle br~v1 pac.r, dt SImili nobili e;;ercizi, e acquistassero per questt gran fama nel mondo. E alla Corte sabauda accorrevano scudieri ed araldi ad irnparar gentile,~a o cavallerif.t, >'"' vi accorrevano cavalieri da lontani paesi. Che · più? Furono i cavalieri che accompa<Ynarono a Costantinopoli Giovanna di Savoia, figliuoli~. o . d'Amedeo V, quando andò, nel 1325, sposa ad Androm co Paleologo, che primi insegnarono, coll'esempio, ai greci le criostre ed i tornei. Nè ciò basta; il vescovo di Grenoble, d'una- delle più illustri e nobili prosapie di Franc.ia, volendo educare a buona scuola il nipote suo Piero dn 'l'errai!, domandò in o-razia nel 1487 al duca Carlo il guerriero, un pòsto di p~ggio alla corte di Savoia per ~nel giovanetto, che fn poi Baiardo, il cavaliere senza macch1a e ~enza pann.t: · Ricordare qui anche brevemente, mentre sta per teners1 un torneo in Roma in onore dei nostri Sovrani, a cui partecipano quattro Principi di Casa Sav~ia, tt~tte le .feste lnilitari di simile genere che,· nel corso d1 molt1 secoh, eb?e~·o luogo all'a Corte di Savoia, sarebb.e t1·oRpo. lungo; l~.l 1~­ miterò ad accennare ad alclme, pnma dr d1scorr ere pm distesamente di quelle tenute nel secolo nostro. E come oggi i nomi di Savoia e di Roma si congmncrono per questa nuovf.t festa militare, il caso vuole cl~~ l~. ~rima giostra di Casa Savoia, di eu~ sia giunto a no1 ncordo, fo::~se tenuta appunto nel lugho 131~ a H.oma, nell'aperta campagna, e il premio dell_a picca fos~e r iportato da Amedecr V il Grande, che venne mcoronato d alloro_dalle . dame, per le prodezze compite durant~ tre gior:ni, in eu~ ebbe morti sette corsieri, e ruppe quindici lancie, contro 1 giostrator i più forti e celebrati del suo tempo.

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Chambery, Borgo in Bressa, Pont d'Ains, Pont de Vele, Pont. Beauvoisin, Rnmilly, Belley dapprima, poi Carignano e Torino furono i testimoni delle prove di valore dei principi Sabaudi nelle giostre savoine, che ùopo il secolo xrv, dimesso quasi l'uso de' t orneamenti, vietati dalla Chiosa, perchè sanguinosi, si correvano spesso lnngo l'anno, e per solito a Natale, a Pasqua e talora ançhe alh~ festa del Pre· cursore . E Chambery vedeva nel 1347 un g iovinetto, tred icenne appena, prender parte acl una giostra il giorno dell'Epifan ia, e nel 1348 lo rivedeva, seguito·~ da altri undi<:i cavalieri, tutti, come lui, vestiti di verde, combattere altra giostra, che durò tre giorni. I quali t rascorsi, le dodici dame, che da. nn palco avevano assistito al combattimento, andarono dal giovine ·cavaliere e gli dissero : « Monsignore, senza adu· lazione, voi siete stato il primo fra i migliori che tenner. campo, e perciò vi giudichiamo il premio » ; ed egli rispose : « Signore, vi ringrazio » ; ed accettò il bacio, ma. lo pregò a rimerita.r dell'anello i signori di villars, d'Entremont e di Courgeron, affermando che· n 'm·an più degui. E le daui.e cosl fecero, obbedendo ad Amedeo vi, che dal colore di lui prediletto, ebbe il nome di Conte Verde; ed ogni anno, no' suoi. o in paesi stranieri, tenne campo in qualche giostra, dando del suo valore sempre maggiori prove. Degno figliuolo di lui fn Amedeo VII, il Conte Hosso , che all'assedio di Bourbonrg nel 1383 fiaccò l 'arroganzf~ dell'inglese conte d i Hedington, e raccogliendo il guanto del millantatore, menò nel torneo colpi tremendi al conte di Hedington, al conte di P embroke e al conte di Arundel; fatto che r ese assai popolare col prologo al dramma omonifi?.o il mio amieo Giacosa, il quale seppe, con molta maestria far sì che il pubblico, senza assistervi, segua con ansia febbrile le sori:.i delh~ perigliosa sfida. Un celebre torneo fn quello bandito da Bajardo Hel 1499 a Carignano, per far piacere a Bianca di 1\:[onferrato, vedova di Carlo i l Gtt&l'·l'ier·o e a una dama di lei, a.vvenentissima, la signora di Flnx:ai:3, nel quale Bajardo t'eco prove


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DEI

'rOJ~NE J

tll CASA SA VOlA 'NitL SECOLO X lX

pi1\ mirabili che quelle eli ogni ~dtro, e il premio, che em il manicotto della :;ignora el i Fluxas, al quale pendeva nu mbino, fn giudicato a Baj•ardo, ma. egli lo ricu:;ò, prote· ::>tando che la dama, a cui il manicotto appaJteneva, ne avent tutto l'onore, e la damt~ gentile accettò il manicotto e giudicò il rubino do,·esse aver~"' il signor di Mondragone, primo cavaliere, dopo Bajardo. Altri tornea.menti ebbero luogo nel secolo decimosesto, finchè scoppiò la lotta tra Carlo V e ]'rancesco V, di cui fu spesso campo il PiemontE>. Quando Emanuele Filiberto, che pur a\'eva dato prove d'alto valore quale espertissimo cavaliere nel torneo tenuto in Prancia., uell'oceasione dei suoi sponsali uou llia.rglwrita, ~orella di Enrico II, ebbe compiuto il riacquisto c~ ella mo· w.w chia avita, altre cure lo attraes::>ero. I mar~:~iali eserci:.>.i vennero ripresi ai ternpi di. Carlo Ema· nuelc I, cho t,rovò lo Sta,to sicuro e fiorente, ed ebbe campo a .most,rarsi torneadore pì.ù valoroso e destro di quoll'e ti~. Sonvi ricordi di tornei, di giostre e di caroselli mirabilmente orclinati: a Chambery nel 158i5 pel ricevimento dì Cris!iina, infanta di Spa5na, figliuola eli Filippo II, sposa al duoa Cad o Emanuele ; nè mancarono i canti dei poeti: fll por tali nozze che Giambattista Guarino scriveva. il Pasto1 · Piclo, nel cni prologo, dopo essersi inchinato all' « altera figlia di quel mona.rca a cui nè anco quando annotta il sol tramonta)), il poeta prosegue : « Sposa di quel g-tu... n Duca .\1 cni senno, al cui pf>tto, alb <-ni Commise il Ciel la. cu ra Dell 'italicbc mura. "

d<>sll~t

Due ann i dopo altre feste consimili per la nascita di Vittorio Amedeo, e nel febbraio del 1G20 altra g iostra in piazza Castello per le nozze di Vittorio Amedeo, prinuipe di Piemonte, con Crìsti1Ht di ]\·ancia; e l'anno prin1a, a Nttt~tle, v'r.m sta.ta, fra altre, la con ·e,·ia clell'umuo U?'Mato.

DEI_ TORNEI

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CASA SA VOIA NIU" SECOLO XIX

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Fu in questo sec()lo che vennero in voga i balli figurati (ballets) e i caroselli; e troppo spazio ci vorrebbe ~~. ricor dar!i tutti : mi li.mit<Jrò c1uindi ad accennare alla festa a cavallo rappresentata nel 1650 per le nozze dell'Elettor e di Baviera con Adelaide di Savoia, intitolata : « Ercole domator dei mostri, e Amore domator degli Ercoli ». invenzione del conte Filippo B. ::\:[a.r tino d·Agliè; come d'altri consimili furono autore Carlo Emanuele I, il figlio di lui, principe Maurizio, e Arrigo di Savoia, duca di N emours, che aveva fama del più destr o, del più galante, del più spiritoso uomo del mondo. Negli ultimi anni del secolo xvrr, e per molta parte del xym, il Piemonte fu travagliato da continue guerre, e non si parlò più di tornei, di giostro, el i caroselli, fino al secondo quarto del secolo attuale. Il granduca Alessandro, principe ereditario di Russia, era di passaggio a 'l'orino nel febbraio del 1839, e Carlo Alberto volle festegg iarlo, fra a ltri modi, ordinando per la sera del 21 febbraio una giostra nel teatro regio. La platea del regio teatro - narra Cibmrio - era stata convertita in arena cinta da uno steccato, entro al quale dovevano i cavalieri a ciò deputati compiere gli esercizi di giostra e di cavallerizza a ciascuno assegnati. Attorno ai cinque ordini da' palchi, ed alla superiore galleria, giravano altrettante file di candelabri a tre braccia con accesi cloppieri; in mezzo alla sala brilla.v~1 la gran lnmiera di cristallo. In quel vivissimo splendor e di luce, emulo della diurna, vede vasi ogni palco affollato di spettatori; nè mai comparvero in più magnifica pompa e la beltà di cui fn larga natura alle gentili nostre concittadiue, ed i riéchi abiti, e le care gioie con cui cosi bene conoscono l'arte d'avvan· taggiarla. Due brevi salite semicircolu,ri guidavano al palcoscenico, trasformato, per ~ura degli egregi cavalieri Pelagio Pala.gi ed Ernesto Melano, in una seconda sala ornata all'intorno dì colonne d'ordine corintio, f~lternata da statue 0 t~::stoni,


DEl TORNEI 111 CASA \,AVOlA NEL SECOLO XIX

DEI 'l'OitNEl D l CASA SA VOlA NEI.. SECOLO XIX

con una ricca ghirlanda nel fregio sostenuta da borchie d1

figure di quadriglia, seppero accomodar e così perfettamente ogni moto de' loro cava.lli al tempo segnato dalla musica, e senza lasciare apparire il menomo sf'orzo, riscuotere così pronta obbedienza dai ben frenati corsieri, che pareva, se non rinnovato il miracolo degli antichi centauri, muoversi almeno con una sola volontà i due corpi, e che per comun giudicio non si potevano desiderare uè migliori cavalieri, nè più aggrazifl,ti. Prima che finisse la festa, due udb:iali della scuola d'e,quitazione fecero ai loro cavalli eseguir vari passi così minuti, c~sì gentili, così rispondenti al ritmo della musica, che tutti ne pigliarono inestimabil diletto, maravigliando che a tanta perfezion d'obbedienza potesse per forza d'arte ridursi un animai generoso, e eli sua natura impaziente. Scesero poscia nell'arena il marchese di Pamparato capo della giostra, il capitano Vagner, il cavaliere d'Angrogna, ed il cavaliere òella Marmora, capi delle quadriglie, i quali eseguendo con somma f~1.cilità varie figure, e vari difficilissimi passi d'altà scuola, dimostrarono quanto fossero valenti nell'arte cavalleresca. Per ultimo un' entriLta generale dei cavalieri delle tre quadriglie impose termine alla giostra nel modo con cui si era incominciata. . Non mancarono alla bellezza di quel raro spettacolo, nè la ricca bardatura dei cava.Ui, nè gli abiti di velluto a colori diversi, ma leggiadramente compartit i, d isegno del valoroso nostro pittore Goniu. L'esempio di questi abiti lo pigliava il signor Gonin dalle foggie usate a.' tempi di Francesco I e di Carlo I i·e . d' Inghilterra; nè disavvedutamente operava scegliendo abiti d'età diverse, poichè in uno spettacolo di tal natura doveva mirarsi all'effetto teatrale, piucchè alla fedeltà. storica. Nulla. insomma mancava da nissnn lato, nè alla bellezza, nè alla magnificenza cL'nna festa ordinata nello spazio di così pochi gio1:ni. Dopo la giostra, S. M., insieme coll'Altezza I mperiale

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metallo. •· . Levavansi all' intorno vari or dini di panche a foggia cl1 anfiteatro, dove sedevano gli uffiziali dei reali eser cit i, ed una eletta schiera di persone dei due sessi che non avevano potuto capire nei palchi. . _ P endeva dal so:ffi.tto una prodigiosa quantità di lustn dt cristallo, e la luce che riflettevano, mista ai colori dell'iride, rispondeva degnamente alla l uminaria da noi giH. descritta. 'Ai due lati estremi dell'anfiteatro erano disposte dl1e co~pagnie di mnsici dei reggimenti che formavano la guarnigione della capitale. . . In mezzo ergevasi una fontana d1 marmo b1anco sostenuta da delfini. L'acqua zampilhwa a breve altezza d~l mezzo d'una conca, e riversavasi in una sola mappa a fogg1a d'ombrella in una vasca infer iore. Altri zampilli uscivano {fal capo dei delfini. E ' non è . a dire q~al rip~.so foss_e pe~· ()"li occhi e per la meute de' rJgnardantl quell unmagme dt heta frescura, infra tanta calca di spèttatori, fra così pro_ . digiosa quantità di lumi. Alle otto ed un quarto comparvero nel maggtor palco reale le L oro Maestà accompagnate dall'eccelso Ospite, e dai duchi di Savoia e di Genova. Ebbe allora cominciamento la festa. Componevasi la. medesima di vari esercizi di giostre, quali sono le corse del dardo, dell'anello e delle teste, e d'alcune figure di quadriglia atte a provare l'eccellenza di chi l~ es~gu~va nel 'r isolvere i più diJnci li problemi dell'arte d' e~mta.z10ne, . ~ la somma perizia di chi sopraintendevf!. all'ordmamento d1 così nobili esercizi. Erano i cavalieri della, g iostra sotto al comando del mm~­ chese di Cordero d i P amparato luogotenente colonnello, · divisi in tre quadriglie; P Tnglese, la Fr9tncese, l'Italiana. Le due prime eseguirono le corse del dardo e delle teste. La terza aggiunse a qnelle d ne corse la corsa dell'anello. Ol t~·e a CÌÙ le une 0 [e a.ltre Sl mostrarono COSÌ bene iJi vane

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URI TOHNET DI CASA SAVO I A N'E[. SECOLO XIX

IlE l TORNEI DI CASA S.>\ VOlA NE r, SECOLO XIX

Valeggiavn. la beìla. Anna l'Eus ino, (l i Fidanzata d'Andronico, con eletto Drappel di caYalieri e di le{:!'giadre Nobi~ douue movea scco a i porti Dell'aug·nsta. Bisanzio ;. e il dì Clhe tutt:t La cittit dai qu attordici rioni Festeggin,·a le nozze imperlali, L' ippod c·oruo sovente iusangoinnto Dai Verdi coug·iurati o dagli AZ%UJTi, (:l) Facea tcat•·o di piÌl :..>-n'i ludi.

di Russia e coi Reali Duchi, scese nell'anfiteatro, e :-;i degnò d i conversare alquanto coi cavalieri. Intanto le persone, che si trovavano ne' pa.lchi pa»S<1nmo nella galleria delle segreterie, nella rotonda, e nella galleria delle armi, detta di Beaumonl, splendidamente illuminate, ove si disposero in due file, affine di ricevervi le L oro Maestà., e S. A. I. il Gran Duca, principe ereditario di Ru::;sia. Gli augusti personaggi vi giunsero poco dopo, e la brillante ad.nnanza non si sciolse prima della mezzanotte. Tre anni dopo Torino assisteva a uno spettacolo assai più grandioso : al torneo cors,p in piazza S. Carlo per le nozze di Vittorio Emanuele, duca di Savoia, con Maria Adelaide di Anstria-Lorena. Ilo accennato piCt su a i ctwalieri che, accompagmmdo a Costan tinopoli la figliuòla d'Amedeo V, insegnarono ~Li g reci le giostre e i torneameuti; ora nella festa per gli sponsali del futnro Padre della Patria, si volle onorare la memoria dei procli Stefano Dandelet, Ugo dì P al ucl, Aimone cl_i B eau voir, Pietr o de la B eaumc, Arrigo Bavczany. Pietro de Verise~:, e Stefano Reynovdi, che sulle rive del Bosforo tennero alto i.l nome dei cavalieri della Corte di Savoia. E colla Corte, col popolo fest.ante, l' onorava pure un poeta, Felice Romani, che nel suo Carme, scritto per gli augusti sp01'1sali, così cantava : " Salve ancora, o Toriu, perocchè se i F ra l e gemnte, onùo s'orna. il rl'ladmml Serbato al (;riu di qu~'st.a nobil Coppia, La maggio r gemma l E tu di rio<· bi arrNii Venturosa o r ti ammanti, e le uottuc·n o Ocnb re a llegTi d i raci e di ea.rol e, E di scenici lutli: c tu le pompCl ))e' tornei rinuoYelli, emulatrici Delle garo de' prodi a.perte un g·iorno Nell e Cor t.i Saùaude, e scuole ;d forti, D'Ocddente, non m en che d'Chrcnl<•, D'onore e cortesia. Pc1·occhù rtn:tndo

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Stupiauo ai uou aue:or Yisti c.:ertumi E <J.i novelli cos t.mni i mulli G l'f!C: i Dell'ampie gTaùinate, i11tenti al s uono

Df'' giocondi oricalchi, all'abbagliante L uccicar degli usbc1·gh i e dolio fnscie D';1.uro e nrgonl:o trapunte, e :li le asti p:r:1.v i Spenautisi sug·li e lmi o sugli Sc}udi, .\i cozzanti c;nalli o ai ' 'oltcggianti Cavalier por la lizza ; o d' in usato Di lvtto Ri son tian scu0tcl'e i poll.i <~uando dal trono sorride<• la hclla Sonau;J. al miglior colpo, e quaudv ig-uuda La bia nca ma n del! 'odo rato guant.n Stotulens i ;J] har·io rl c' (;ampiou pt·ost.ra t o Sui se1·ici ta]lpeti, eri nlti int.orno Erano i gTidi dp' g·nciTier plaudeuti, E dei COl-tesi rnenestt·elli i cant,i. n

E dopo il poeta, lÒ storico. Luigi Cibrario, che descrisse in un suo libro le feste torinesi, così narr a l'episodio dei cavalieri nostri alla. Corte bi:r.antina, e cosi descrive il torneo che ebbe a soggetto quell·apisodio: Regnava nel 1.325 [~ Costantinopoli A.ndron'ico Paleoloo-o il Giovane, in Savoia Ocloardo il Liberale, figliuolo d' ·Amedeo V. · Aveva Ocloardo nua sor ella chianuLta. Giovanna, la qua.le eonvie~e dire che di virtù e lli bellezza larg~mente sfolgoreggiasse, poichè eli sì lontano vennero a. proferirle la . r (l )

·~nna

d i Savoia, ligliuola d'Amedeo v, imperalricc <li Costanliuopo li.

(~) Cclcbl'J fazioni SOll.o gl' irnpcralori l!i~antin i.


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D~:l TORNEI 1) 1 CASA SAVOIA NEL SECOLO Xl~

fede e la mano del greco monarca gli ambasciatori d'Andronico . Conchiuso il parentado, s'apprestò l'eletta sposa a partire con un seguito di cavalieri e daxlle degne · della grandezza della sua. stirpe e della imperiale dignità di •mi era rivestito l'augusto consorte (1). Andarono coll'imperatrice in Grecia quattro dame, sei damigelle, sette cavalieri ed un gran numero di scndieri, e tre frat ì minori che facevano l'ufficio di cappellani. Altri vi si giunsero di P iemonte e di Savoia che non avevano personal servizio presso ]a medesima, e fra loro era il signor di St-Laureut . L e feste con cui fu accolta la novella Sovrana. eli Costantinopoli !:iuperarono tutte quelle di cui s'aveva memoria. I gentiluomini di Savoia della Bressa, del Vallese, di Vaud, del Viennese, del Piemonte che avevano seguitato la principessa, fecer o pel loro valore e la loro intrepiditit m.ar avigliare quei gr eci, tanto infatuati delle proprie glorie, tanto scarsi estimatori dell'altrui merito, i quali confessarono d'aver irn para.to da loro in quella occasione il nobile esercizio delle giostre, de· torneamenti e cF ogni altra armeggeria. Egli è appunto d' una di qnelle feste militari. date dai gentiluomiui di Savoia al cospetto d' Andronico Paleologo e deLla giovane sua sposa che si è volnto r appresentare il simulacro nel tor noamento ordinato a celebrar e le auguste nozze di Vittorio Emanuele e di Maria Adelaict... ; nè più bel soggetto poteva scegliersi di quest,o, nè adattarsi ad occasione -più fausta. Nella piazz~ di S . Carlo, ben degna per la sua belle:..:za e regolarità di adornare ogni più gran capi tale, era stato costmtto sni disegni del merit.amente lodato architètto L eoni un nobile anfiteatro, a cui faceva centro il monumento delll'immortale E manuele Filiberto (2). ( t) Come ru impclat.ricc, muto, se<:ondo lo stile gre~o, l'antico nouw, c prese quello d' Auoa. (2) r;a;sc maggiore dell'olissi era di metri !l:l; il minore <li 6;;.

DEI TORNEI DI CASA SA VOlA NEL SECOLO Xl X

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Al piano teneno era stato voltato un giro d'archi graziosi ad un tempo e arditi, sotto ai quali s'accoglieva un gran numero di spettatori in piedi, disposti sopra un pifmo inclinato che dava a tutti abilità di vedere. Sugli archi s'alza vano varii ordini di gradini, coronati da una galleria scoperta. leggermente declive, ehe terrninava poco sott.o al piano nobile de' circostauti. pa.laz:à. All'estremità nord dell'arena s'alzava la magnifica loggia Reale, sormontata da una fama e ornata in sul frontone dello stemma eli Savoia. Vi si aveva maestoso accesso per due scale dalht parte esterna. L 'in!;erno era parato a dl'appi bianchi e rossi; quattro statuo d i eroi della stirpe di Savoia ornavano · gli angoli e rappresentavano Amedeo VI, .imed~o VII, il principe Tommaso ed il principe Eugenio. Il parapeLto era coperto eli tela <l'argento. All'es~rem ità sud dell'arena, e còsì di faccia al palco reale, s'alzava un vasto palco scoperto, dove stavano le musiche militari eli più r eggimenti. La costruzione dell' anfiteatro nra solido ecl elegante; le scale per dar l'accesso alle var\e parti erano state distribuite con tanto sonno, che non v'ebbe in sì gran calca di genti, e furono da 20 mila persone, nè disordine, nè confusione; nulla ·avendo poi ' nè l'autori t~L polit~ca, nè il vicario ed i sindaci della eitt.à pretermesso . pGrchè niuna disgmt~ia, anzi. uiuna conkal'ietà. ticemasse la graridezt~a e ht bellezza della festa con Lanta spesa e con tanta fatica apparecchii~ta. B granclc e bella riuscì veramente, t~tlchè destò non solo l' nniversal cont,outezza, ma l'ent~l­ siasmo, e i forestieri furono unanimi nel riconoscere e proclamare, che in nessuna delle più popolose metropoli si sarebbe saputo ordinan~ di tal genere uno spettacolo pit\ splendido e di più fortunato riuscimento. Al to0co comparvero nella loggi.a r eale le LL. })il\[. e gli Augttsti ~posi, cogli ospiti eccelsi, il Principe ereditario di Lucca ed il Principe di Carignano. Gli Augusti Sovrani ricevettero al loro giungere CJ_uelle ardenti dimostrazioni di riverenz~L e cl 'affetto che sono una delle rincompense più dolci del bel governare.


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DEl TORN E I DI CASA SAVO IA :\El, SI!COf.O XIX

L 'anfiteatro era gremito di spettatori, e sulle prime qua!). tro gradinate facevano bella mostra l nnghissime file d i signore vestite con singolar el ega.nza , le quali con gra~c.io s i ombrellini si facevan riparo èl.ai raggi del sole, _che risplendea in quel giorno per retere limpidissimo. Era una vista di rara bellezza quell'onda bianco-rosata che qua::;i aiuola di fiori occupava i primi ordini del vasto anfitea!;ro. Le finestre della pia.zza tutte adorne come !"anfiteatro di una· cli'visa bianca e . cil.estra, vedeansi folte di genti. Al ~r e molte rniravansi spuntare èl.ai campanili, dagli abbaini de i tetti, dalla specula dell'Accademia. Poichè le lor o Maestà. furono swJute, uscì dall' oppost;a parte nell'arena, preceduto dalr araldo e dai trombettieri e ::;egnitato da' SltOi S(!udieri S . A. il duca. di GeJlova, Capo del torneo {1). Ent il Principe ·abbigli~Lto all' italiana d' un vellu to cilestr o, ed avc<L su.lle sp<dle un m<mtelletLo dello stesso panno e uolore, uoll'orlo ric.;amato d'argento. In capo aveva un berretto t.ondo pnr di velluto cilestro con otlo d'ermellini, e cavalcava. con tanta gra~ia e diguità, che fu accolto con plausi vivissimi. Prt!~ i gli ordin i del L{e, introdusse e presentò a S . .M. le qua.d.l')glie che dovevano 1ìgurare nel torneo, distinte, parte in savoiardi e piemontesi, parte in e:-.tvalieri di quattro ordilli che fiorivano in principio del secolo x 1v, e di cni akun i t.uttora. fioriscouo. Erano quattro quadriglie : La prima di cavalieri dell'ordine d i CosLantino, e di cavalieri dell'ordine d'i S. LELzzaro. (~uelli con assisa biimca, questi uon <Lssisa verde-chiaro. L a :;econda di cava.lieri savoiardi, vestiti metà a drappo d'oro, met.à a velluto di color violato. La terza di cavalieri piemontesi, metà. a drappo di seta r osso, metà a velluto verde ::;curo. La ljuarta di cavalieri di H.odi a drappo scarlatto, clivi-

(t ) Ferdinando di Sa,·oia.

DEI TORNBl DI CASA SA VOlA NEL SECOLO XIX

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sato di croce bianca, colle valdrappe de' cavalli lunghe e della stessa divisa; e di éavalieri dell'ordine francese della , stella a drappo d'argento, colle va.ldrappe gialle lunghe e st13llate. Sfilarono i cavalieri innanzi alla loggia reale, ed uscirono quindi t utti dallo steccato. Rientrò poco stante la prima quadriglia, ed eseguì varie figure di carosello; il che fecero successivamente la seconda, la terza e la quarta. La diffi coltà -di questi equestri esercizi con costante felicità superata, il muoversi che faceano in va.rii sensi, or di passo, or di galoppo, ora di spron battuto, prendendo ad ogni stendersi del cavallo, larga parte del campo; e il bizzarro avvicendarsi di chi con·eva e chi posava, e l' aggrupparsi e il disciogliersi, e il rigirare l' uno attorno dell'altro, e il mescolarsi, e il confondersi e il diradarsi, e il formarsi a spire e a-stelle, senza mai uri inciampo, un urto, un errore, un indugio, in sì hmgo spazio di · tempo e con tanta varietà di figure e di passi; e tutto ciò senza che una voce di comando segnasse nè tempo nè forma alle molteplici evoluzioni, cosicchè piuttosto che da libera volontà pareano muoversi da. segreta forza di ingegnosi meccanismi; queste, diciamo, rarissime prove d'arte somma., eli una somma perizi a, parvero a tntti, com'erano ver amente, rnaravigliose. T erminate le figure di carosello, uscirono varii cavalieri d'ogni quadriglia, preceduti da S . A. R. il Duca di Genova, ed eseguirono, con non minore destrezza~ la corsa del giavellotto, delle teste basse ed alte, la corsa · dell'anello, ed il difficile ::;alto delle lmrriere coll'abbattimento contemporaneo della testa, prima nno per volta, poi molti insieme. Primeggiò in tutti questi csercizii il principe Ferdinando, dando nella giovane età sua mirabile esempio ai più provetti; ed a lui ed ai cavalieri suoi seguaci e suoi fortunati imitatori, non mancò il lusinghiero conforto degli iterati applausi unive1:sali. Schieraronsi poscia le quadriglie intorno all'arena., e lasciarono libero il campo alle prove della quadriglia particolare del Duca di Genova, le quali furono con grande 46 -

ANNO XXXVIII

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DE! TORNEI DI CASA SA VOlA NEL SECOLO XIX

consenso d'animi, e con singolare contento, ammirate ed applaudite. Infine tutta le quadriglie insieme riunite riprodussero le figure pat·titamente da ciascuna quadriglia eseguite, ed in quel numero d'oltre a cento cavalli, nulla s'ebbe a desiderare nè in quanto a bellezza di cavalcare, nè in quanto a precisione di movimenti, talc~è si può dire che la festa sin da principio magnifica, andasse con progressione continua sempre crescendo, senza che l'arte e la fortuna col fallire in benchè menoma cosa al proposito, venisser o mai a mostrarci quanto sia difficile la perfezione. E però la memoria. di quel maestoso e giocon do spettacolo, che insegnò quanto abbondi di forti ed aggraziati cavalieri la terra subalpina, non cadrà mai dalle menti nè dal cuore di ohi ebbe la ventura d'assistervi. Terminato lo spettacolo, il Duca di Genova salì alia loggia Reale, ed a nome de' cavalieri del · torneo offerì alla Regina, madre fortunatissima, alla Real Cognata ed alle LL. e RR. Archiduchesse, eleganti mazzi di fiori. Scoppiar ono in quel momento più vivi i segni dell'universale contento nella numerosissima assemblea, la quale tutta volle in tal guisa associarsi a quel simbolo, a quell'omaggio. Ebbe poscia il Duca di Genova un pensiero che onora il suo cuore; e fu di uscire ne' medesimi abiti alla testa dei cavalieri per la città, percorrendç> le vio più popolose, affinchè quei molti che l'anfiteatro non era stat o capace · a ricevere, si godessero almeno, come un sapor del torneo, nella vista de' valenti campioni che avean fatto prove sì belle. Eccovi ora i nomi dei torneadori; vi passeranno innanzi casati illustri della nobiltà. savoiarda, piemontese, ligure e sarda; nomi che da secoli son .sacri alle armi; .alcuni r esi poi· illustri e cari non solo all'esercito ma all'Italia, poichè appartennero ai camerati di Vittorio Emanuele nelle guerre della indipendenza italiana, e saliti ai gradi supremi, ebbero la fortuna di guidar e sui campi di battaglia, da Goito a Porta Pia le generazioni che combatterono per raccogliere in una le divise membra dell'Italia. (Continua). 8. GHIRoN.

l ~I~RVlll

D'[~P10RAllONE E~fCUR~llA

(Con/imwziMte, ·vefti

4~.

n.nme~·o

precedente)

Le varie parti prendono nome reciproco di !J?'o~su del ripar'IO e avnnglw?·dicc o di grosso (lell' awnynrwclia e tesra cldt'a llangv c~nlia . La relazi•>ne di reciproci tà c.he lega queste varie parti deve appunto es::;ere presa per b 1se quando debhasi considerare la t:on:dotla di un riparto ciuali fi c('lto con uno di quei Ol)mi. · 4-3. Gli zappatori del riparto marciano coll'avangnardia o col grosso dell' a va n ~u ard ia . H. Per i riparti di armi combinate (grandi ripa r"Li) si è ''isto prGceclen temenLe r.ome ù composta l'avanguardia e qual i sono le ·rt!lative distanze. QLJi o c~co rre accennare soltanto che il battaglione di fa nteria (colla compagnia zappatori del genio) di testa dell'avan· rJila?·di a, nella mm-eia della divisione di fa nteria e del corpo d'n rmatuì sarà a. nn 300-500 pa:>:-:; i dietro le fn1zioni di ca valleria di testa dell'avangu;u·dia , e marcia tutto riunito preceduto com'esso è da quest<l •:av:llleria e da quella esplor.1 me. i-:>. È in teso che nelle marci e dirette da l nemi co verso l'indietro, rimane ;llla r etrognanlia 'i l r:òmpito che ha l'avanguardia nelle _ 1nar·cie vol te verso il nemico, e così nell e marcic di fìllnco, alle colonne finncheggianti.


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I SERVIZI D'ESPLORAZIONE E SICUREZZA

46. Il Regolamento di servizio Ù!- guerra stabilisce per le truppe in stazione la seguente d:isposizione di auampo.~ti : Fanteria

.

Gran-guardte

.

.

l da un plotone a

. (

una compagnia

~

circa 2000-3000 passi (1500-2500 metri)

distanza: .

Rtse~va. dl avampo-

stt distanza : Corpò di truppe :

Cavalleria

~ interi battaglioni o mezzi battaglioni circa SOOO passi

alcuni squa.- stabiliti ai nodi dronì (sepadelle princirati) pali comunicazioni

(2-5 chilometri)

a;

~-7 . Agli avamposti può essere aggiunta, se il terreno vi è adatto, una certa quantita d'artiglieria (V. § 34): poca; che stà colla riserva d'avampost!, e, ben di rado. in parte, con qualche granguardia. -~8. Un nucleo di truppa, della forza di un plotone o meno . a maggior ragione che lo sq uadron e se tratLasi di cav:1ìleria, non può prosciogli ersi dall'essere continuamente preparato ed nttento, co l SLtddividersi ponendo una avanguar·dia. Non glielo permette la sua limitata entità.

Combinazione dei due servizi di vigilanza e di sicurezza.

\. l

49. I due servizi di vigilanza e di sicurezza vengono naturalmente a combinarsi in to rno ad ogni riparto, marciante o fermo, in vicinanza del nemico. E il doppio incarico rimane assegnato alla medesima enti tit di truppa (di avanguardia o fiancheggiante, o in avamposti). 50. Per la cavalleria, nella suddetta combinazione dei due servizi ha valore quasi esclnsivo il servizio eli vi gilanza; e lo scaglio-

l SERVIZI D'ESPLORAZIONE E SICUREZZA

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namento successivo che si verifichi è più fatto per tenere utilmente avanzati gli organi di viAilanza che per attuare servizio di sicurezza propriamente detto. (V. § 36). 51. Nella frazione di cavalleria di testa dell'avanguardia di un grande riparto di fanteri a devesi special mente ravvis·ore il còmpito della vigilanza, al quale la frazione stessa currisponda per rpezzo sia della punta, che di fiancheggiatori o di drappelli o pattuglie fiancheggianti; ossia, quella cavalleria di test a, più che altro, è da considerarsi come un nucleo di forza capace di fornire successivamente quei vari organi di vigilanza. (V. § 18). 52. Non è tuttavia da esagerarsi l'accenato criterio col quale giudicare una avanguardia di cavalleria. Per quanto tal criterio di· penda dai fatto che una avanguardia di cavalleria non può che risultare in difficile situazione rispetto ad eventuali azioni di com · battimento, occorre cionoslante ammettere che l'avanguardia stessa Può, con vantaggio intervenire insieme agli organi elementari di vigilanza, senza impegnarsi in combattimento, per mezzo di destre manovre, riuscendo a far svelare esplicitamente al nemico entità di forza, disposizione, intenzioni ; può cioè, badalnccando attorno al nemico, agglomerarlo, pori o in guardia, obbligarlo a tradirsi (•l ) e così trarre utilità appunto , in tempo, dalla distanza che intercede fra essa e il grosso retrostante. 53. La riun ione di duecòmpiti di vi·gilanza e di siCilrezza·ra sì che, comunemente, la loro attuazione vien compresa sotto il nome di servizio di sicurezza. J'erciò ogni servizio di sicUI'ezza, rifet~ ito sia a truppe.in marcia che a truppe in stazione, riguarda semp1·e sul terTeno d11e zone: una, esterna, di osser1;az"ione, l'altra interna di sictttezza.. 54. Le snddetle due zone, me}{lio sono distinte e possono corrispondere ai bisogni di un perfetto servizio di sicurezza, quando questo deve premun ire truppe in stazione, stabile come allora è la (t) Questo d~streggiarsi attorno alle rorzCJ che del nemico si abbiano innanzi, deve essere norma di condotta istintiva tlella cavalleria, di qnalunque ripnrto si tratti, nel ~ervizio di vigilanza. ~~ con tal destreggiarsi che si f;l. rinnire, ugglomer(Lre, quaut.o di nemico si ha innanzi, o si ri esce <t farlo dispone convenientemente rispetto a maggiori forze proprie, o amiche retroslanti, o a trario verso di queste in cnLtìvc condi· ~ioni per resistervi o fuggirne.


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Il l

l SERVIZl D'ESPLORAZIONE E SICUREZZA.

scelta del terreno. E perciò allora può, minor aliquota della fo rza: essere adibita a tal servizio. Per truppe in marcia quelle due zone cambiano continuamente sul terreno ; onde obbligano ad un pi ù intralciato servizio di sicurezza; e ri chieggono in questo ma~g ior forza. (V. § 40). 55. Trattandosi di avamposti dati da sola cavalleria e che, per ci•·costanze di terreno persis tenti in un esteso raggio o per vincolo immediato con ;il tre truppe, debbano es-;ere stabiliti secondo una disposizioue che più si avvicini a quella fissata regolarmente per la fanteria, le gran guardi e, pet' quanto disposte in modo conveniente per agire al bisogno, se, in grado ben minore, sono da considerarsi come organo di resistenza, di quello che trattandosi di avamposti di fanteria pet'chè specialmente hanno il còmpito di tenore avanzati, in buone condizioni per l'osservazione, i piccol i posti, tanto più devono avere ubicazi one, nei casi pratici, fatta di pendere da quella dei piccoli posti . 56. L'esame che si è qui fallo, per quanto minuzioso, della natura dei vari servizi, di esplorazione, vigilanza, e sicurezza propriamente eletta, ha lo scopo di indirizzare la mente a discernere il vero senso in ciascuno degli svariatissimi incarichi che possono trovar luogo nella alluazione pratica di tali servizi. E non sarà mai abbastanza ripetuto che la conoscen za del vero ~en so dell'incarico proprio si traduce in risolutezza, economia di forze, semplicità di azione, faci lità. e rap idità di riuscita, nitidezza di risultato; qualunque sia, per quanto minimo, l'incarico 'stesso. Minimo in apparenza: per·chè da un semplice pi ccolo posto ben situato, da una semplice vedetta ben disposta, da una semplice gran-guardia ben collegata , da una semplice testa di avanguardia ben condotta, può interamente dipendere talvolta l'incamminamento e l'esi to di una grandiosa azione. Ed è proprio l'ufficiale di basso grado che vi concorre, nei casi pratici, sia per.:wnalmente che per mezzo del personale di truppa da lui preparato nel corso ordinario del servizio per mezzo della razionale istruzione impartita ai suoi clipeo· denti; ond'è che superfluo non può essere quanto concorra a rendere giudizioso il suo criterio e illuminala la sua intelligenza.

l SERVIZI D'ESPLORAZION h: E SICUREZZA.

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Attuazione del servizio di sicurezza in marcia. (V. llertolamento rli serviz·io ·i~t gueiTq,).

57. Uno stradone rettilineo , iilli lnto fin da lontano colla vista, se è comodo per un grosso marciante. non ù <ldatt.o alla corri spondente mnrcia dei suoi riparti di sicurezza avanzati (punta: e, se per fanteria, Lesta della avanguardia), e perciò e buona regola, tullavol ta che possibile, che la pttnttt (o mngari anche la testa dell'avanguardia) marcino fuori dello stradone lateralmente: non perciò meno guardinghe e vigil i, la punta. arracciandosi sovente sullo stradone. Se il te rreno lateralmente allo stradone non può percorrersi, sarà aumentala la di:->tanza della punta (e della tesln dell':wangua•'di a), e .saranno percorsi, con più rapida ;1ndatura i traui in pendenza verso il nemico, cotJ andatura lenta i tralli in contropendenza: LanLo pi ù ut ili pattUfJlie o d'rappelli che tengano maggiormente avanzata la vigilanza e, alla loro volt a, a queste stesse norme infvrmino la loro condotta. 58. II comand(tnle della testa d'avanguarclia dt {anl~ruL o della avangua?'dia eh cavalle1'Ùt si tien sempre pronto a raggiun. gere la punta per portan'i il co ntributo della sua osservazione personale, e, di ce il IJegolamento: « st:t di soli to fra la t.est.a ed il grosso dell'avanguardia )) . AIl' ingresso obbligatorio di una località sospetta (villaggio o bosco) vi si fa precedere dalla punlrt rinforzata o da una apposita pattuglia; e, a lUl.lf\ prjma, egli sosta, mentre la avanguardia avanza ~enz a rallentare la marcia ed egli dirige l'esplorazione del luogo . 59. Sarà sempre utile evitare di attraversare villaggi, per non inconere in agguati e non mellersi nella condizione di non poter agire all'allo specie se si e di cavalleria. Seguire sempre stmde esterne ; e intanto far esplorare il :uog-o. Nei boschi, servizio denso e minuto di pattuglie di vigilanza. 60. Possono chiamarsi fiancheggiatori gli individtti, nel numero · di due o tre, che marcino parallelamente alla col onna o che ne


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I SERVl 'll D ESPLORAZ10NE E SLCUR.E7.ZA

siano distaccati per perlustrare una strada laterale, ma che sieno ad essa costantemente collegati colla vista, o direttamente o per mezzo di un individuo intermedio. Sono d·rappelli ficmcheggianti i nu cle i di forza che marcino parallelamente all' avangnardia, rl i conserva eon essa. Le pcttt·t~glie fìanclwgf!Ùtnti hanno lil•ertit di pet·co rso nella sfera tlel còrnpilo loro. 6'1. Il còmpito dei {innchegg·iat01·i o dei drappelli e p'attuglù! fiancheggianti presenta in pratica molta dil'(icoltil. Segnalati eorne sono i gt·ossi riparti nemici dalla esplor_azione più avanzata, ai fianch eggiatori in gene1·e resta specialmente il còmpito di scoprire i piccoli riparti nemici (l), di sorprenderli, tenerli lontani dalla colonna, accalappiarli, trarl i in agguato. Per i liancheggiatori quindi è tanto più necessaria l' abilità di beu giudicare del terreno, di indovin are subito le condizioni, i punti propizi per l'osservazione, le linee di facile e sicuro percorso e di buon collegamento colla colonna, le linee favo.revoli all'eventuali$ loro azione di c0mhattim.Ojn to non sol.o. ma favorevoli pe r tener dap· prima a bada ciò che di nemico si presenti loro contro e poi per trarlo a cadere dentro l'azione cìi una parte della colonna, parte che pur si Lrovi in buona conditione òi terreno per agire (e questo ha tanto maggior valore se trattassi di cavalleria). 6'2. 1 dmppelli {umclteggianti o i fiancheggicttO?'Ì e le pattnglic fiancheggianti sono distaccati dall' avanguardia . . 63. ·I cl?· appelli fiancheggùtnti ch e debbono avnnzare parallela· mente alla colonna, marciano di conserva colla avanguardia e ne dipendono continuamente. Usano anch 'ess i le normali misure di vigilanza. Pensano essi stesi' i a ' mantenet·e il costante collegament o colla avanguardia diret.tamente o per mezzo ùi pa~tu g li e inter· medie .stabilite. Ed è ri<;pello a questi elementi , i quali matciano di conserva colla w lonna, che deve essere considerata la prescrizione che l'avviso delle no vilà. importanti sia da essi comunicato al comandante del reparto dal qua le sono distaccati. 64. I fiancheggiato?·i distaccati a pef'l ustmre un,a strada laterale

(l) È certo che i piccolì rljJarti nemici cercheranno di avvicinare la colon na nHn·· dante piuttosto sui fiauchi che all" Lesta di essa. \V. ~ 17).

l SERYlZI o'BSI'LOltAZIONE E SICUREZZA

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(regolandosi come è detto al § 26) e le pattugli~ fiancheggianti, incorrono nella dirficile ci rcostanza di perdere la loro allezza rispetto alla colonna e anet rarsi rp!anto più si spingano lateralmente, motivo per cut essi p o~sono meglio adempiere al loto mandato se costituiti di cavalleria la quale pnò usare velocità di andatura doppia (e anche tripla) di quella d13ll a colonna, per quanto pure conceda alle soste per l'osset·vazi one e ai raHentamenti di prudenza. I 1 fiancheggiatori e le pattuglie Jiancheggianti distaccate si spingono tanto làteralmenle da potet· rientrare nella colonna alla coda dell'avanguardia; ossia, se di fanteria, possono spingersi a distanza metà della lunghezza della colonna di essa. Il rannodamento alla coda dell'avanguardia può essere fatto sotto gli ordini di un sottuffìciale distaccato insieme ai primi finnchegg iatori . 65. I fumcheggialori uou debbono lasciarsi tra tTe fuot·i dalla sfera del propr·io mandato: spintisi a 300·500 passi (per modo di dire), quando nulla vedano che accenni al la presenza o alla prossimità del nemico, tornano prontamente indi etro. Se al contrario, hanno scoperto il nemico o qualche indizio elle ne accenni la vigilanza, ne fanno tosto avver tita la colonna. Se il ne· mico non li ha scorti fanno al soldato di collegamento il segnale convenuto e si ripiegano lentamente senza perdere di vista il nemico. Il soldato di collegamento ne fa tosto avver·tito il primo ufficiale che scorge della colonna . Questi volge subito verso tal parte il suo plotJne (suppo"to che si tratti d i colonna di fanteria),- disponendolo in modo che, eseguita la r icog nizione del nemico, possa proteggere, occorrendo, il fìan co della colonna; in pari tempo manda avviso al comandante di questa dell' avvenimento. Se invece i fiancheggiatori si accorgono di essere stati scoperti dal nemico, e il nemico è incah~aote, fanno fuoco e si ritirano : il comandante del plotone che, all'allo di tal segnale, trovasi più vicino allo sbocco della slrada laterale si regola come è deLLo sopra. Non deve però essere escluso come caso ben più vantaggioso, che i Jiancheggialori quand'anche scorti dal 'nemico, non facciano fuoco, per non esprimere di avere maggiori lf·uppe a portata; e intanto l'acciano ugualmente avvertita la colonna, un riparto della IJUale meglio così ri esca ad agire per sorpresa contr·o il nemico stesso. Nella istruzione dello squadrone in


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I SERVI ZI D ESPLOR AZIONB E SICUREZZA

I S.ERVlZl U 3SPLORAZIONE E SICUREZZA

campagna non è mai troppa la cura che si possa porre nell'addestramento dei solda ti in ques to servizio di fia ncheggiatori . 66 . La pattu,qlia fianch'' [J[! iante ha molto maggiore latitudine nella sua condotta che non i semplici fiancheggiatori , distacca ti lungo una strada. È libera di maggiormente allontanarsi da lla colonna e di scegliersi conveniente percorso; e specialmente, si trova nel caso di poter utilizzare con vantaggio il terreno e la situazione dell a colonna marciante nel senso accennato nel precedente§ 61. Osservato il nemico, la pattuglia, sia essa non ancora statane scorta, manda ad avvertire la colonna laddove il nemico semhra dirello , o I ;'L donde alla colonna stessa può <'.onveni re di agire; e intanto si df:lstreggia per ben osservare o porsi in imboscata: se stata già scorta dal nemico, manda ad avvertire ancora la colonna laddove la pattuglia stessa potriL trarre di etr•>di si! con magg iore uti lith il nemico, e si destreggia ancora per tenerl o a bada, riunirlo , spostarlo, attrarl o dietro di sè, come e meglio convenga e le sia possibile, r, fa fuoco soltanto quando il nemico sia incalzante, per segnalarlo, o i suoi colpi le prorneuano buon ri sull.ato, decisivo su tutto il nucleo nemi~o . 61. La pattuglia fiancheggiante non deve rifuggire dal combattere, purchè sempre dopo mandato avviso: qll esta sua tendenza al comba ttimento non sempre avrà corrispondente l'eguale tendenza avversaria, perchè il nemico al'ritlà interesse di vedere non di comh:Jttere. E perciò la pauuglia dovrà adauars i a trarre anch e vantaggio da questa differente tendenz:1, avenòo appunto presente che, rispetto ad una pattuglia nemica, essa rappresenta una magl ia della ristretta e fì.tta rete che quell a pa ttuglia deve nccalappiare. 68. Le misure di v i g il am~a della pattn!fl-ia fianclwggiante devono compensarsi col còmpito di osservaziotie che ha la pattnglia stessa e col bisogno che essa Ila di poter destreggiarsi contro il nemico per coglierlo in imboscata o Lral'lo in agguato. 11 capo-pattuglia marcia perciò alla punta TI servizio Lullavia di questa pun ta può talvolta P.ssere utile che non sia continuativo, come quando da vari punti, ad intervallo, co nviene spingere la propr·ia osservazi one sul teneno, e gli intervalli sono per esempio dep ressi e scoperti. Allora il servizio di punta verrà fa tto da due punte che alternativa-

mente si inoltrino, e muoya no una solto la vigilanza dell'altra intanto ferma. 69. Per quanto si è dello, occorre che le patt-uglù~ fianch eggianti abbiano gna certa quantità di forza. L'uni ca ragione che tende a 1arle piccole è la limi tata forza dell'ava nguardia. Questa limitata forza è anche 1·agione per cui il comandante di una testa di avanguardia deve saper essere parco nel distaccare organi di fiancheggiamento, e, specialmente, deve saper distribuire il servizio. che può dare la su a forza dispon ib il e, conveni entemente lungo tutto il percorso durante il quale sa che non sarà raggiunto da altra forza. (Glj individui distaccati rannodan dosi successivamente in coda alla ('O lonna di squadrone, ne mantengono costante la forza ; diminu iscono invece sempre più la fo rr.a dello squadrone d'avanguardia o di Lesta d'avanguardia, se la colonna in coda alla quale esse devono riun irsi è di reggimento, o maggiore) . È perciò che il com11 ndante della avan guardia deve pensare lìn dal principio dell a marcia al distacco successi vo degli organi fìanc lteggianli: e debbono per lui essere allora di norma la interpretazione della carta, la conoscenza della situazione, il giudizio indulliro del LerTeno. (Contintw) DE CH AU RAND nE SAr JXT

EusTAcru:·

,1/aggior e ai (ante1·ia.

-


7 32

IL CBILE

IL CHI LE (Continuazione,

·vecl~ ·nmnt~·o

precedente)

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Ln collt.::ione conternpomnea del« New YoTk He1·ald » redntla d<t un corrispondente speciale che sposò forse un po' troppo la causa di .un o dei partiti. È solo dall'esame di tulle le fonti e dal loro confronto che la narrn ~iooe puè riuscire equan ime; c~i proveremo, senza la sicurezza ·di rinsci rvi.

11 Chile dopo la pace col Peru avea veduto la sua prosperi tà acnotevolmente e quantunque la generale r.risi e.~onomica dell'America meridionale, lo avesse in parle colpilo, solto la presidenza di Pinto e di Santa Maria si aHiò a quel largo òomini•> marittimo che n•rli spetta nel Pacifico meridionale. Basta notare che nel ·1883 esso aveva H O navi da commercio con LOnnellaggio totale d i tonnellate 6'1,000 e nel 1890 esso nn contava ben ·191 con Lonoellatc 90,783. Sfuv• iti I>er fo rtuna alle co nvulsioni periodiche che di lan iano l'America spa~ nuola esso doveva a sua volta risentire gli orrori di una guena civ ile, la tJUale e per gli armamenti perfezionati e per il suo speciale svolgimento merila uno studio particolare . Il periodo di formazion e della costituzione ( 18 t 8-1833) e le lotte posteriori non avevano mai provocato atti che meritassero il triste nome di guerra ci vile. cre ~ cers i

Niente di più difficile dello scrivere una stor ia contemporanea come quella dell'l'u ltima guerra cilena. In vero le numerose fonti da cui può trarsi la narraz.ione, sono quali afrretlate, qunli partigiane e mal si prestano "ad essere integralmente seguite. Notiamo fra le principali: Kunz. - Der Bii?·ge1·lwieg in Chili!, opera ammirabile per copia di notizie e larghezza di considerazioni, ma elogiativa io sommo grado per uno dei parLili e pel distinto ufficiale tedesco che lo condusse alla villoria Lamiranx . - Une cmnpafJ?te de h1tit jou1·s, lavoro riassuntivo. · di recente corretto sul .Jotwnal cles sciences milita·ire in base a nuovi dati. La relazione Hf/lcwle dell'ultimo periodo delta ynena (spedi zione eli Santiago) redatta dal generale in capa, dell'esercito costituzionale Del Canto e dal suo capo di stato maggiore Korner. De Si lans. - La gtwrre cit,ile au, Chilì nella Reuw~ ma1·ittime et coioniale, imparziale ma incompleto. Schaumann. --- Dte mil-itar ischen E1·eigniss<~ 1)Uh't·encl des Chilmisclten Biirrge1·krie,q in Jaii?'IJ 1891 , memoria brevissi ma compilata su nolizie di uflìciali di marina tedeschi.

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NOTA. (.!uauòo IJUOSLO lavoro era C:OIIl1J iuto abbiamo ai' Ulo couoscenza di un recente lib ro: Rarbarich, Lt' gue1To civile chlleno, Tori no, C'.asanova i893 inleso specialmente acl illust l':tre militarrncnte questo periodo di storia del Chilc. Questo lib ro tratt:t in mas $ima par te delle oporc del Knn z e del Lamiraux dilfcrisce in J1arocchi punti dalla nostra uarr~ziooo, c ciù diperHin riai <~ar:tttcrc speci:rle apolo)!etico che dicemmo av~re il lilrro rlel Kun1.. Certo l'e>nmo •Ici documenti ufliciali ancbbe risp~ rmiato all'egregio autore Qualche inesattezza Tll' l racconto della g norra; a questo licri menrle fanno però ri scontro no tovoli consici<Jra~.i"ui tattiche che dimostr;ul o nell'au tore unn. non comune coltura mi lil!H·c. li nostro cò mpito non essendo che quell o di compilarE~ note storicltc c trarnc roncl usione eli t utt'<tltra irHJole eh~ quelle mn,estr(~I'Oimente espos te dal llarharìch, norr ci permette di entrare irr un cs.1mc di qncsto lihro, sotto molti aspelli cnmmenrlcvolc

c

raccomauJahilè.


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11;. CHILE

I l '18 settembre ·1886 don Josè Manuel Balmnceda era eletto presidente della repubblica dal partito liberale. Il suo programma di governo progressistn e la sua abile politica gli avvicinarono ben presto tutti gl i uomini notevoli del su o·partito e i primi tre anni di governo furono sotto ogni aspetto graditi e lodevol i. Nel ·1889 il presidente manifestò tendenze più personali; si vide che esso proteggeva la candidalUra a presiden te di un sno ministro San Fuentes per le elezioni del 189'1; si accentnò il suo disaccordo co ll e Camere. Nei gennaio del ·1800 Balma ceda congedava il ministe•·o ben chè godesse dell a fiducia del Parlamento e lo sostituiva con un altro composto di suoi ~.miei personali: nè contento ne formava nel matt. n g10 un altro ancora più devoto e che riportò un voto di sfidur.ia ussolulo dalle Camere. Tuttavia il rifiuto formal e di votare il bilnn cio delle entrate impose la ricostituzione di un ministero parlitmenr are. Appena votate le leggi fi nanziarie i ministri si dimisero per le p•·essioni del llalrnaceda (ottobre •1890). Ma il ,,. 'gennaio il governo per il bilancio delle spese tt·ovavas i oi nuo,ro nella impossibilita di ottenere il voto delle Camere. Bal111 >1ceda non credette necessariosottomellersi al cong•·esso (riun ione delle due Ca mere) e contrariamente alle prescrizioni statutat·ie li ssò di sua proprin rolontit il bila ncio delle spese, la cifra dell'ese•·cito e gli stipendi di questo, che aumentò il 50 °/ 0 • Al tempo stesso pro0lamava lo stato d'assedio e la ditlatnra. I. due rami del Congresso segnarono allora un atto in cui dopo avere enumera le le violazioni alla costituzione del presidente, a termini dell'articolo 2"i della costituzi one lo dichiararono deca duto. dando ma ndato ai rispenivi presidenti di prendere le misure ne~ cessa rie pel ristabilimento dell'ordine. Qu es ti presidenti si diressero al capilnno di vascello Oon <:iorgio Monlt che accellò la missione di ricondurre alla legalili1 il paese ed il presidente. l~li u/Ji ciali di marina ;;a lvo poche eccezioni se~ uiron o la. parte congress ista sperando nel concorso dell'esercito. Questo ridot :n al piede di pace constava di circa 5000 uomini con 950 u.11ìciali· la guardia nazionale poteva arri vare ai 53000 uomini ; la mnrina' da gnerra non contava che 2473 marinai con 36 navi (di cui sole o

....

Il. OHlLE

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cornza te) con un complesso di 75 cannoni e if7080 tonnellate di srosra:mento. Balmaceda ayeva p1·ovveduto a tempo a sostitu ir: co~ per~o n e a lni dovute i capi d i fede du?bia , i~faui due tentativi d• prun unciamento (22 genna1o e 17 npnle) fallirono. . L'est.>rcito dunque rimase fedele al presidente e Balmaceda pote il ·7 gennaio rispondere al messaggio del congresso (5 gennaio) con un manifesto col quale assnmev,, la dillatura. La rotLur.• completa non pot~va dunque trovare term ine che nellt} ostilitit aperte. È criocoforza con fessare che la parte ones ta della nazione si sch ie1~ò subito conlro il dittatore fo rman do una giunta di govm·1w, composti del Monlt pranominato, di Valdes Silnt vice presid ent~ del Senato e di Ramon Rarros Luco presidente della Camera de1 deputati. · . Il pRese tutto infiammato da patriottismo prese part e altlva alla lolla; la stampa, il clero e le donn e stesee si unirono alla causa del cungrèsso e ,!ichiararono senz'a ltro Balm aceda essere un tiranno. In pochi giorni eccetto gli imp iegati, i fun zionari e gli ufftcial i dell'esercito tuHi gli abitanti erano schierati nell e file del partito •:on gressi sta . Balmaceda d'allora in poi avrebbe potu to vincet·e, trionfare. vincere ancora, ma il paese s.Hebbe sempre stato deciso a ric.uperare la libertà. · Alcune giunte esecutive composte di senatori c deputati formate _ in previsione del colpo di Stat o per dirigere il movimento segretamentr , fu rono di grande aiuLo. Uomin i fa coltosi co me Ewnrds c Ir rara~.aha l misero le loro :::ostanze ;t disposizione del co ngresso, diplomatici e ba nchieri come ~latte e Ross mi sero in Rurnpa In loro opera intelligen te a servizio della causa legal e. Primo atto dei congressisti fu di legalizza rè l'in surrezinnc delhl St{Uallra ponendo a hordo del 131aiH:O Encalada i pre~ id e nti dell e due Camere. A bordo del Bianco fu org::mi z;~,ato il piano di guerra che pttò .-o;;i ri ~ ~;; um e r,;i : Cercare un porto di rifugio a nord dell'Atacama, ord inan'l un ese rci lo al sicum, togliere :11 di! latore ogn i forza sul mare eù o ~ n i lllezzo n. rap ide ma 11ovre, e in line r1uand o si fosse ioni attaccarlo nel Cltore dell a sua poLenza.


736

I L CHILB

IL CBILE

La costituzione fisica del Chile imponeva e ravoriva una t11le linea di condotta (-1). il partito congressista aveva potuto riunire queste navi: Corazzata Bianco Encalada eomantl ante Luigi Gogni. ., Ammiraglio Coc:hrane comandante Fiorenzo Dav. » Hua~car comandante Josè SanH Cruz. " Incrociatore rapido Esmeralda comnndante Saverio Molinn, Corvetta O'Higgins comnndant.e Pi etro Gacitua. t> nnoniera Magallan es comandante Gioacchino Hurtado. Corvetta Ahtao comandante Alberto Pahnu; qur.sta nave aeco mpa gnavn le guarrlie marine in viaggio d'istruzione e doveva giungere nel mese di marzo . Que$le navi coi loro nomi ricordavano i trionfi dell a guerra di li hernione e della guerra peruviana (Vedi Ili vista militare, feblJraio e marzo). Due avvisi torpediniere A1nmùaglio Lynch e Ammi?·aglio Condell erano a Pun ta Arenas (Palagonia cilena) venendo dall ' frlghiltena. Questi si dichiararono pel dittatore; col piroscafo lmpe?'Ìal costitui rono la squadra balmacedista . Grazie alla loro grande velocità e ai mezzi di rifornimento di Valparaiso ess i sfuggirono costantemente alla Ootta congressistn . Coman dava il /Jync!t il ca· pitano Fuente;;, il Condell il capita no ~1 oraga e l' Tmp1'1·ial il capitano di fregata Garia .

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I congressisti requisirono subito alla compagnia sud-americana di navigazion e i piroscafi : 4 con cagna, Caohapool, Lima1·i e Ama~vnas, pi~ tordi nnche il ilfràJJo, e il Copiapò ; pt·escro pure 1 traspot'lt dn guerm Dio-bio, Condo1· e Jlira(lo~·e.~; accrebbero del settanta per cenl o il soldo di trHt o il pe rsonale della marina che prendevano parte all a campag na; gl i uffic iali e i macchi nisti tuttavia rilìutat·ono l'aumento e si oiJIJiiJ.!<H'Oil<' a uon accellare nl; promozioni ne compensi fin cliè poteva durare la lolla. Prova di ùisinteres~e cn mm en ~evol e' Le prime istruzioni furono assai l'agh e, consistevano nell ' occupare· la provrn cia rli Tarapac;ì e spinJ.!ersi u sud. Fin dal ·IO .genn?io ·venne quin ~li tolto l' inutile blo(:co di iral parai~o e fu dectso dt trasportare la sede della giunta nelle estreme p1·ovi ncie del nord. Il giorno S fu faLlo il calcolo dell e ri sor:->e disponibili e qu este oltre la flotta riducevansi a .dodit:imila pia;tre in carla monetala, quindici giorni di viveri e cariJone, duecento uomini òa· sbarco traLLi dagli equipaggi .. Per bt·evitit dividererno 1n capito li le varie operazioni prepa ratorie.

n) Preliminari. NO T.\. ~~·ron~amento si cakol ò da alcuni h Pitcomaoo corntl flll'JlC<Iiniera :1. d iSf'IJ:<izio 111• del diUatoroe. !.a f'it.·onw.go una I'Ccchi;l corvebta perul'iana non cm in istalo di tc11ero• l'al to mare. Nc;s vua di qu~sle nav i era stat:t SCI(l'etam~ntc Ol'tlinata !1:1 Ralmaceda.

Cfr. con Oarharich. Gue•·•·a civile chitena., pag. t!J. Lamiraux. Une canltJa~ne •le hui t jonrs.

Balmaceùa contava inoltre di ricevere due corazzate in arma · mento in [?raucia (Forges et chnntiet·s de la Jlt'!diterrau&e) ma tali furono gli ostacoli opposti dagli 'ageuti del congresso che quelle navi non poterono partire.

(i) Vedi

Jlivista

militiwe, i6 ~eonaio ·189~.

'•

Sull'Ac:Jitca!Jna il g10roo 9 viene selJne~ lra l o un carico di quattromila e ciutJuecento fuc ili Mannlicher ..;enza rnlli.Jizioni spediti dalla fabbrica di Steyer a f.h lmaceda, lo ste3so giorno su un'altro vapo·re veniva SeiJUOstr.tta una lellera di caruhio all'ordine del orov~mo di cinqnet:cntomi la piastre e :;i imha rca'no una cinquantina dr ufficiali dell'esercito devoti al congre:)SO. , L' l.! gennaio I'A concagna recntasi _a Quin tcro $barca citiiJUUnla soldati che l'itnno pr i g i o ui t~ r o il pre~ idi o di venticinque uomini e fòrrna una larga razzia di riverì e bestiami . L'A ma=onM insegu ita da!I'Esmera.lda 0 caaurala il oi orno ·15 dopo ~barcati a. Ca l<bra i rinforzi dittatoriali diretti a lqt~que. 47 -

ANl'iO XX XVlll.


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IL CHILB

Il ·12 è dichiarato il blocco di Iquique, il 20 qu ello di Pisagua. Il Ca~hapoal e l'O' Higgins imbarcano a Coquimbo quattrocento volontari. L'Huasc{l.1' il H sbarca con alcuni uomi:1i a Tall~l. la guamigione di centoventicinque uomini si arrende e diventa il nucleo di un baLtagliono di volontari. Il Cachapoal seguito dall'1imaz:onas riesce il 20 gannaio a Caldera a fare prigioniero il comandante della piazza e la sua scorta, taglia il cavo telegrafico di Valparaiso, a Ch ati:~ral determina l'insurrezione e la formazione eli un corpo di volontari. li ·19 gennaio Pisagua .p~r la ~erezione di d~1e uffic!aU s~bal­ temi è occupata, la guarntgwne d1 una compagma del 4 d1 hnea, sessanta artiglieri si arrende, dopo avere fatti prigionieri gli ufficiali. Il distaccamento del 4° di linea passò Q.i congt·essisti, ma, fa tto notevole, nel resto della campagna non fece nè ricevette mai fuoco dalle altre compagnie del reggimento rimasto balmacedisLa cruantuQque si trovassero spesso di fronte. . ·. . Il 24 aennaio. il colonnello Stanislao del Canto, uno de1 capt più , stim~.i dell' ese.rcito regolare venne a porsi agli ordi?i del congresso; di guamigione a Tacua non aveva abbanrlonato 11 suo posto che dietro minar.ce d'arresto del dittatore. ,

b) Combattimenti p~l possesso

della provincia di Tara.paca.. Il 2~1 rrennaio Canto alla testa eli duecentocinquanta uomini o ' respingeva l'attacco tentato dal colonnello Valenzuela (fratello del comandante del Cochrane) con tre compagnie di fanteria; una batteria di quattro pezzi e ci nquanln cavalieri della guarnigione di lquique contro le posizioni dette Alto dell' Hospicio. Il 23 gennaio Yalenzuela ripeteva l'attaccq ma anche questa volta in.utilmente perchù concorsero alla difesa le mi tragliatrici del M agallane~ e del (acltapoal opportunamente postali.

IL CfliLE

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In questa condizione di cose era impossibil e assicurarsi il possesso di Pisagna essendo inuti le tentare dì stabilirvisi Onchè non fossero allontanate le truppe di Iquique e di Arica (·1). Il 23 fa·-rmba:·cata la guarnigione ed il 26 benchè ad un l~l­ tùnatum di Valenz uela avessero risposto i cannoni del Cachapoa.l la città tu abbandonata. · Il ÌJ[aqallanes rimase però a bloccarne il porto. Il 27 gennaio i trecento uomi ni imbarcati a. Pisagua sul Cachapoal agli ordini di :BaJTOS Luco occupavano Huanillos o vi prendevano sei cavalli, i primi dell'eserc ito congressista. Il 28 i trecen to uomin i eran o dinnanzi a Tocop illa, sbarcavano, se ne impadronivano facendo prigioniero il governatore ed il pre·· sidio (cinquant.'lcinque soldati) e prendendo altri nove cavalli. A Taltal il Cachapoal si riunì t:oll'fluascar e ai 2 di febbraio r\pt1esa la strada del nord; .l'esercito congressista in tutte rtue:st.e fazioni éostie1·e si· trovò avet·e acquistato centocinquanta uomini':. di fanteria e t1·entacinque di cnvalleria. Il 3 febbraio intanto l'lmpe?·ial più veloce e meglio armaLo dél Citchapoal aveva sbarcato a sud di lquiquc trecento uomin i dell'esercito dittatoriale com andati dal colonnello Robles. · Il giorno 4· tutta la flotta era riun ita a Icjuiqrl'e meno l'Esmc1·alda che in crociera nspeLta~a verso le teJTe magellnniche l'Abtao. · · ~ulle le truppe èlell'eserci to congressista forte di seicento uomini erano riuni te e fu deci so eli ri conquislare Pisagn a. Pisagna domi nata dalla posir.ionc dell'A Jto dell' Hospicio era difesa da Valehr.uela installato in que,lla posizione con trecento uomini di fanteri a e 4 cannoni. I congres~isti (seicento uomini) all 'alba del i:> febbraio staccarono e con fnzione brillante lo sloggiarono. Il frutto di questa vitlor·ia moralmente fu gran de, materialmente gr·an,lissimo perchò si presero i quattro pezzi cl'artiglier·ia colle munizioni e i quaclrnpedi, duecentocinquanta fanti che passa• rono all'esercito congressista, circa trecentocinquanta minatori che .

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(t ) In alcune opere rc~c11ti male inrot'mate fu (letto che l'evacuazione Ili Pitia[!Ua obbc Ju·ogo pe•· resa senza 1;olpo ferire rlopo il tenlaUvo cll Valenzuola del 23. Ciò· c Inesatto, perehè l'attacco dell'Alto dell ' Hospicio ùi Pisagua fu eseguito il ~t e come abbiamo detto non riuscì.


740 .

lL OHILE

si arruolarono e portarono così le forze a mill eduecento uomini di fanteria , quaran:.a cavalieri e quallro pezzi. Con queste fo rze Can to mosse contro Tquique dal lato di terra. Colà vi era il presidio comandato dal colonnello Soto forte di mille uomini ed il corpo di Robles (trecento uomini). · Quest'ultimo avanzatosi n Oolorcs vi fu battuto e obbligato a ripi egare; il H> fe bbmio Soto c Robles erano a Huara (55 chi lometri da lquique). Attaccati dai congressisti li respi nsero su Pis<tgua,· ma i! comandante Montt informato che in quel giom o a Iquique non vi era che cinquanta uomin i di pres idio sbat·cò le compagnie (la sbarco e si impossessò della città Lrovandovi armi e munizioni. [) colonnello Solo tosto retrocedeva, era il '18 a [quique e vi entrava ma furit)samenle cannoneggiato dall' Aconca,gnct, dall'Esmeralda e cleliAbtao, allora gi unti dal sud portando il battaglione ft>rma tosi a Chanaral, dal Blanco Encalacla e clall'll1wsca1·, fu pP-r intromissione dell'ammirrlglio inglese Hotham, che troravasi colil, co'stretlo a ritirarsi. Alla sera del H) Soto era rimasto con trenta 'uomini e l'eser · cito congressista si ri nforzava di quattrocentocinquanta soldati del diuatore di:>erlati da lui. Per rimanere padroni del la provincia di Tarapaci1 uisognava liberat·si di Robles che intanto aveva ricevuto rinforzi da Tacnn. ed Ari cn . l giorni del 20 al 'i'7 febbraio fui'On o passati a riordinare le forze e t1·asportare a Iquique i battuti di , Hua1'a; il '27 i congressisti con ·1600 uomini, 4 cannoni Krupp , 2 mitragliatrici e un mezzo squadrone di cavall eria si mettevano in marcia lungo la ferrovia Iquique-Pisagua. Incontrarono Robles a l)ozo Almo nte a 40 chilometri da Irjuiqu e il F marzo. Dopo varie marci e \'ennero alla lolla il ì marzo; il disastro dci

(i ) Questo perit>do, come 't udlo In cui l'opom del Kòrnc•· è meno m;~nifesl.a , ven ne lasciato in molta oscnrit.i dal Ku nz (op. cit~ta}. Quindi numerose notizie cbe traggono origine dal ~uo libro :;ono spcs,;o tmvisate o errale. Co rr. l.amiraux 0{1. ri41tn d ll' di lrcrisce notevolmente eia quanto qui est,ouia•no.

IL CHI LE

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dittatoriali fu . completo; ·l'l cannoni, 4 mi tragliatrici, 800 fuci li, furo no il trofeo dei congressi sti nelle cui file passarono 380 uomini. Le perdite totali furono di c.irca 100 mol'li e 350 fe1·i ti, cifra enorme se si calcc.la che furono impegnati poco più di 2000 uomini . Il 7 marzo la prov incia di Tarapaca era conquistata e la base di operazione costitui ta. l n Cfuel frattempo un colpo di mano ardito ft·ut lò la cauur·a del Maipo, pirosr.afo di ttal:oriale carieo di ann i, cavalli e viveri diretti alle provincie del nord .

Conquista delle provincie di Antofagasta. e Arica. . Ordinamento del governo congressista.. ~a provincia di Antofagaslit era occupata da 3000 uomini sotto

gli ordini del colonnello· Camus. Questi si era mosso per aiutare B.o ?le~, ma avrertito da i fatti di Poso Almonte ripiegò ben presto e nunt le sue forze ad Antofagasta . Quivi approiittando della rapida demoralizzazione delle fo rle dittatoriali si presentava il· colonnello Del Canto con 1200 uomini , Ca~us fn_ggiva {2 1 m:n·zo} sulle Anilc e per la Paz e l'Argentina arttvò pot in pieno inveruo èl Santiago. I congre5sist i erano padroni delle miniet·e di salnitro·e d'argento, ~ancava però loro ogni mezzo di sussistenza e decisero quindi di Impadronirsi del distretto agricolo di A rica, difeso dal colon nello Arcate che aveva riunito ad Aricn 300 nomini. . Ii 5 aprile il Cochrane intimava la resa di Arica ch{' si etTelluava rl su~cessivo giorno() e un nuovo ha ttaglione dell'eserci to dittatoria le veniva ad ingrossare le forze costituzionali. · Il .giorno '12 si costitttiva un governo provvisorio :1 d Jquique. Il Chl!e oramai era diviso dal deserto di Atacama in due parti cile non potevano riunirsi che in modo violento. ( ContimUl). M. G. B.


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743 il limite ·di età prescritto dal!'articolo stesso; in questo caso però il militare avrà diritto di conoscet·e i moti vi del procedimento. Questo testo ~~ abbastanza chiaro. 1J governo ha di ritto di COJiocare a l'i pOSO ufficiali che SOUO in date condizioni di servizio anche quanrlo non rnggiungano i limiti di età sopra indicati. È una facoltà molto larg:~, ma non è co!pa del Ministro se; in seguito al rigetto dei limiti d'eti1 nella legge d'avanzamento, questa facoltà a cui egli voleva rinunzia1·e gli è rimasta. Premesso ciò, la risp(ISta all'onorevole Toaldi veniva da sè. • Non avendo ottenuto (disse l'onorevole Pelloux) che i limiti di etù fossero stabi liti pet· losrge, e dovendo considerare la situazione nella quale si tro\•ava il governo per questo fatto, ho \'O iuto vedere se fra gli ufficiali, che hanno raggiunto i limiti di età stabi liti dall'articolo 1° detta Jegge sulle pensioni ve ne fossero di quell i che dovessero essere colloc.~ti a riposo prima degli <1ltri per minot·e attitudine. E mi pAre che la circolare, fatta io p1·oposito, sin nn omaggio al concetto che non debbasi aver riguardo unicamente ai limiti di età. • Infatti che cosa chiede il Ministro in questa circolAre? Chiede unicamente di sapere quali tra gli uffi ci a li che si trovano nelle condizioniuiudicate' dalla legge, siano q uetti che, pur essendo più gio,·aui, h&nno maggiori !ragioni di essere eollocati in posizione ausiliaria o a riposo, di quelli più anziani di età . A qu~sto punto avendo l'onorevole Toaldi giustificato la sua interpellanza cou argomenti riferentisi ntte condizioni specin li dei singoli ufficiali, l'ooorovole Pelloux replicò: « Come uomo di cuore posso anch'io consentire in certi argomenti dell'onorevole Toaldi, come L\iinistro detta guerra non posso assolutamente consentirvi, • e continuò ·mostrando la necessiti• che la rotazione dei ([Uadri abbia luogo, non solo per ragioni auinenti alta forza, alla robustezza dell'esercito, ma anche per gli impegni presi dal go,·erno rispetto agli allievi delle !'l:uole Jllilitari. Queste ragioni di un'evidenza palmare persuasero pienamente la Camera, sicchè è sperabile che non s'abbia a toruare per la tetza volta sullo stesso argomento. NOTIZIE POLITICO - lt!IT.ITARI ITALIANE

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NOTIZIE PO LITI CO-MILITARI ITALIANE

Il 10 corrente si riaprì In Camera e l'onorevoln T.onld i :;vOI$e uu'iut.errogaziooe all'onorevole Ministro rlella guerrn per snpere quali siano gl'intendimenti di lui « a proposito di una recente circolare ai : comandanti di corpo d'~rmata, rignnrdante i limi ti .:l'età degl1 ufficiali del regio esercito. » Quest'interrogazione ave\'a qualche cosa d'analogo ad altra f;,ua il mese scorso dall 'onorevole Pap«dopoli, alla qua le l'ooorevolc..)i.inistr.o delll\ guerra aveva risposto in modo molto c.hiaro'1e'd esplieito; s·e ntendosela orn ripetere, -rispose nnche più chiaramente ecl esplicitamente, di guisa che sui suoi intendimenti al riguardo non è più possii.Jile dubbio nè equivoco. Ed anzitutto, siccome pare che nella mente di qualcl1e dHputato ci fosse molta oscurità sulle leggi cbe regolano la materia, il )Jinistro cominciò a cit:ll'C l'articolo 1o dell:1 legge sulle pensioni militari che dice: . « Hanno il diritto di collocamento 11 riposo: a) gli ufficiali generali o gli ufficiali superiori dopo 30 noni di servizio; b) gli uflìciali inferiori dopo 25 anni; c) i militari di truppa dopo 20 aoni. Per far valere un tale diritto devono inoltre essere raggmnt1 1 limiti di età seguenti; per i generali e tenenti geuernli, 60 anni ; p~ r i maggiori generali , 55 anni, per gli uffi ciali superiori, 52 anni; per gli ufficiali inferiori, 45 anni. » L'articolo 3 della legge dice poi che il governo ha facoltà di col locare a riposo, per anzianità di servizio, i mi litari che contino gli anni di servizio fi ssati dall' articolo ·l, quand'nncbe non ral!giungnuo

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* ...

Ad un'altra interrogazione rispose il Ministi'O della guerra nella se- ' .duta dell'4L


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NOTI7.JE POI,I1'1CO -MII.l'fARI ITALIANE

L'onorevole Bad ioi voleva ~apcrre quali fos~ero gl'intendimenti d~ l .Vfin istro circa il trasloco di due polveriere in sede più lontnnn dalla ci ttà eli Tori 11o. Rispose l'onorevole Pcllon\ che l'nbicazione di qnclle po lveriere non presenta alcun pericolo es>CHdo esse molto lontane dnll'abitato, ed anche percM l' una non è che un derosito proHisori o, l'nltrn non lw che piecola quantità di polvt!re. Tuuavin qu:~ndo il municipio eli Torino faccia proposte, i l goveruo ù disposto ad entrare iu trattative. Il Hi poi l'(m . .M ini$ti'O della guerra rispose ad un ' interrogazione (lcll'onore\·ole Agnini il quale voleva 6aperc come :;'intenda pnH'vedere per rl'gnla rizza l'C la posi:tillne degli ul'neiali lltn mogi i;•ti scur.~ pcrm e~~o

È nlllì qne~ ti on e che i11te res~a vi vo mcnl.e non poclt i nell'e$Orcito e tll'ge eli vedere risolta; cretli~tmo rhe nessuno lo desideri più del Ministro; ma nIlo str1to allnalH delle COl;r., non ò pns~ ibi lc prenrlere determinnzione alcuna, fin chè non :;i vetla l' !'Sito d<'l progeuo di ICJ.(I(C prc:;entnto dal guarda~ i g illi per la precedenza obbligatori n del matrimonio ci \·ile ~u l religioso. Così rispo~e il ministro cd aggiunse ehc, ~e 1 :~ legge (Jresentata uon incontr< tsse l'a pprovazione del Parla nwnto , avr~Jbhe studiato i proV\'cuirnenti da preudersi. Dnte le leggi vigenti, non crede di pr.oporrc una .~ana tor i <l, ma la proporrit tosturhè ~i<J re~o impossihile il ripéter:;i del tUale clte si vuole sanare. Non facciamo cenno dcll'in terrogaziouc dello ~ tes:;o ou. Agnini ai !\1 inistri cieli 'i nLerno e della guerra sull'i111 piE'g•J della truppa nel mantenimento dcll'ordin() puhblico; interrognzi•Jne il cui i Mini:;tt·i nega ~ rouo di rispondere perchè concepi ta iu tefl nio i poco eonveu i t~ll l.i. Notia mo d i p<\,;>Mgio l' io tet·pellauza ~ lell'tmo rc voi e B,mi la i cd a Itri al ~Ti ni stro degli alTari esteri Stll lo sciog li meulo del Con~igl io muni cipale di Trie~te . a c:agionfl (d i ~:esi) de l propos iti) nwni festnto (]i votare una so111 ma o favo re eli un OS('izio di 11 om:~. siccome nmn )!gio ai· uo:;tri Sovran i iu occasione delle loro uozze tl't•rg-ento. Rispo:;e l'onorèvole Brin tl'lltta r~i di un auo· di po h ti~;n iutcroa (kl governo au~t riaco , :11to che tifngge ari ogu t •~ pprezzam eu to di :~ Itri {!(~ venti. Gl'interpella ti non furono :;oddisfillti, mn evidentemente l'onor('vole Brin non poteva rispondero iu ~dtra maniera. Negli intermezzi delle interpnllnnze la :~:une ra ha d i~cus~o un progetto di riordinamento del geni o civil e. ~h e

NOTIZIE P0L JTIC0 -1lfii, JTA HJ JTA l. l ANE

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'1-

•* 11 Senato ha ripreso le sue sedute il '12 apri le e lino da lla pri ma cominciò e conrlu~se a termin<l la discu;;::;ione generale della legge sulle convenzioni marittime. Il giorno seguente ~i passò alla discussione degli articol i, alcun i <lei r1uali fu rono approv:1ti scoza con•rasto; sul l'articolo 4° cile costituì l'a In :.:.t.:oglio principa le, JHire cile fra il governo e l'uffizio <.'e ntrale tlel Senato si sia venuti r.d un componimenti), cosrcchè havvi molta proiJabil ilit chfl, contrnr·iame1Hc alle prim e previsioni, il progetlo di legge venga approvato. Simile componi1nento p:l!'e che si vnda stllbileudo sopra un altro progetto di legge clte interessa molto pi ù i militari: quello sulle pen- · siooi di cui ci siamo occupati pit'L vo lte. È qnn ~ i certo che importanti rnodificazioni a f<ll'ore dei miliwri vem1uno introdotto in questo progetto, :>e pure oou si stralcierà dal m,~Je~ imo tnttn la parto che rigulll'da le pensioni militari per fMn e oggeuo eli un di:;cguo Ji legge speciale; il che· sarebbe rorse 1;, soluzione tn igliore.

..** . Nei primi di aprile fu distribuita la rclnzione dcll'onot·evole ])elvecchio sul progeuo di legge sul tiro a seguo, che vorrà probabilmente in discussione nei primi del prossimo rnaggio. Questa relazione premette che tale progetto discende naturalmente da quello presentato alla Camera tlal MinistClro Depretis nel marzo '1 88:1, il quale, approv<ltÒ poi da lla Carnera st~sa c dal Senato, fu tradotto nella legge del 2 luglio :1882. · Siccome la relazione ministeria le ha svolto con mohn ampica.a c precisione le ragioni che con~iglinrono la. presentt1zione del nuovo progetto, così l'onorevole relatore della Commissione, che quelle ragioni trova giuste, e riconosce oppot:tune le modificazioni alla legge in vigore, limita il suo còmpito ad esaminare e riassnmere del progetto stesso le linee principali ,e, proponendo allo Camera l'approvazione del medesimo, conchiude: «Stabiliti buoni principii, sarà faci le ottenere buoui e duraturi efl'etti. A molte particolarità provvederà il regolamento. Guai se p~r troppo pre-


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NOT1Zl.E P OLlTICO -J>fiLITARI ITALIANE

cisare fos~e tolto al governo il modo di applic:u·e le modilìcazioni che solo daii':Spe~1enza p~ssnno r~sultare consigliale. • Parole d'oro che potrebbero applicarsi a moltt proget11 di legge. Un'altra interessante rel:17.ione, di cui abhiamo già dato un cenno nelltt punrata precedente, ma che solo in questi ultimi giorni venne in dominio del pubblico, è quella dell'onorevole Beuolo, sul bilancio della marina. Essa cont~ene varie proposte di riforma nell'amministrazione dell'armata, fra le quah vanno segnalate quelle che riguardano l'accademia navale e la !era di mare. Per qu~ta, l'onorevole Bettolo, vorrebbe da1·e una grande eslensione al volontanato stante la specialità del servizio marittimo cltc rich iede inclinazioni e allitudini speciali. L'opportunità di quesla riforma sfarebbe nel fatto che numer·osi conc:orrenti si present.ano sempre quando s'indice un conco•·so per mozzi per rorpedinieri c via dicendo. ' Uig~ardo poi all'accademia navale l'onorevole relatore propone che le si tolga .11 carattere di collegiù preparatorio, e le si din quello di istituto eli pcr~ez10namento per gli studi della marina da guen a. E un'idea che parte dallo stesso principio per cu i da molti, non sen1.a buon_e ragioni, s'invoca una radicale riforma dei collegi c scuole milir.a r·i per l·eserctto.

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Da molt?:tempo non abiJinmo parlato della colon in eritre!l in omaggio · al pro\•erbJO • nessuna nu0\'3, buona nnoY:J, » ma orn avendo dn l'oute sicura interessan ti noti?.iH sulla situazione della colonia e dei paesi circouvicini, crediamo opportuno darne un cen~o ai lettori. Nell'interno dei nostri possedimenti tu tto spirn tranquillitit ed acquiescenza delle popolnzioni al nuovo ordine di cose. I di~sidi ~ra . tribù e tribù si com pongono per opern del governatore e degh offictalr residenti nelle diverse regioni, le razzie sono cessate, la pastorizia e l'agricoltura rifioriscono dovunque, nn sentimento di sicurezza, che incoraggia al lavoro, si fa strada fra le tribù che vivono all'ombra della nostra bandiera. Solo il commercio stcmta a rll vviarsi c ciò per le condizioni dei paesi circostanti alla colonia. Nel Tigré abbiamo, come al solito la guerra civile.

NOTIZIE POLI'riCO-Ml LITARI ITALI ANE

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Mangasciù dèbole ed inerte non s11 far valere la propria autorità e neppure usufruire i successi. Quando tempo fa vinse ed ebbe nelle m11ni Ras Alula ribelle, pareva cbe dovesse an ni~n tarlo, iuvece gli perdonò, gli lasciò un certo numero di soldati e di fucili, gli assegnò una rendita e gli diede signoria sopra non regione, che fertunatameute è lontana dai nostri confini . Mn quivi il vecchio avventuriero si risanguò, raccolse a ttOI' llO a sè sbandati c malcontenti e levò di nuovo la bandiera della rivolta. 1\fangascià gli mandò cont1·o due degiac, Bainnè e Abaè, ma Aluln li attaccò di sorpresa, li batte e li pose in fuga, poi si ritirò nei 111onti dello Avergallè. Ora Mangascià raccoglie nuovi soldati, scrive amichevolmente al go· vernatore dcli'Erir.rca, raccomandandosi 11lla prote;:ione italiana, e solle· cita il capitano Dc Martino, giit •·esidente in Adua, di raggiungerlo a Macallè; rna il governatore, vista l' incertezza della situazione, ordinò invece al De .Martino di rientrare ndla colonia, assicurando in pari tempo Mangascià che, anche in assenza tlel residente, sarebbero continuate le amichevoli relazioni o non gli sarebbe venuta meno la benevolonza del nostro g9};f/JIW· ; Ili•' Frauanto altri capi minacciano di seguire l'esempio di Al ula. Uas Sebath nell' Agarnè si aggira irrequieto nella sua prov incia, incerto se recare aiuto a .Mangascià o tentare un colpo in favore di Alula. Lig Agos, un nuovo avventuriero, si ~ggi ra fra i monti di Belesua e Pian del Sole con una banda di qualche centinaio d'uomini . È evidente che, in simili condizioni, i traffici coll'Abissinia non possono avvinrsi; nè diversa è la situazione rispetto al Sudnn, il cui traffico non Massaua era una volta così fìo rcntc e profìcuo . Al d; qua di Cassala tutto ù tranquillo; sch iere di rnahadisti passano in vista della nostra frontiera, ma a rispettosa distanza. Al di là di Cassala s'hanno notizie di rivolte e di combat.timcnti continui. Durante lo SCOI'So anno la posizione del califfo Abdallah a Cartum si era andata rinfor;:anùo, ma in pr·incipio di quest'anno un nuovo Jn(lhadì alzò la bandiera della ribellione sul Nilo flia nco e si avanzò fino all'isola Abba. Abdallab mandò successivamente contro di lui molte forze che però non riuscirono ad abbatterlo; adesso il califro si è rivolto per aiuto ad El Zachi emiro del Gullabat, ma questi temporeggia, incerto se combattere il ribelle o imitarne l'esempio. Osman Digma batte sempre le steppe verso Suachim, predando greggi ed armenti senza tuttaYia impedire un piccolo commercio tra Suachim e


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NOTI71E l'OLIT!CO- M ILITA.RI ITALIANE

il basso Atba ra. Finora non si t: mai accosttllo alla valle del Buca com· presa nei nostri confini. [ n complesso adunque la situazione è earatlerizzata all'interno da quiete·perfetta, ubbidicnin o un certo relativo bc nessHrc~; Hll 'esterno:ma rcie, collll'omarcie di bande, discOt·dic, combìiLtimenti, minaecie lourane; qu ind i necessità di vigilanza per proven ire possibili attacchi.

NOTIZIE MILITARI· ESTERE

*"'* In ocer1sioue delle nozze d'nrgHnto dei nostri So Hnnì, le nostre popoIM,ion i fanno quasi un nuovo plebiscito; il quale trova specialmente la stw espressione nel concorso generale c ~ pontaneo ad un·erte e sottoscrizioni il cui prodotto, giusto il desiderio espt·osso d ~i Sovrani stessi, sa rti devoluto a scopi di beooficenzn. Autorevoli intcrpctri dei ' en ti menti della nnzione intiem fu rono il SeJwto c In Cn mera che votarono all e LL. Ml\f. nn indirizzo espri mente alrctto e devozione, c degua rappresentante di tutte le citti1 d' Italia, nelIn gio ia delle feste che ~i preparano, sarà la capitale. )fa, se nei rapporti inten1i l' espressìone del sentimento nazionale as:n1mo il can1ttere di uo nuovo plebiscito, nei rupporti iot~rnazio ual i l'espressione stessa, che dimostra i vincol i tra il paese e la di nastia, assume una vera impor tanzll politica, perchè :~u me1Hando la fi ducin nella soliditù (Ielle nostre ( ~ tituzioni anmt>ntn il credito del paese stesso. Ed import:nm, significnto :melle maggioro ha In simpatica 11 d e~ i o ne, i l concorso di quasi tutta l'Europa a Ile nM. tre feste. L'l nghi lterrn, I'Austri:1, il Pnrtognllo, la Hussia, la Grccin, il Montenegro sono rappresenta ti da principi delle r.:~ se regnanti, molli altri Suni da ragguardevoli per~onaggi. In Germania dal suo Tmperato1'e. ..\ lui !~.pe· cia lmeotc gl'lt:tl iani sono riconoscenti, perchè h:J cinto l'esempio, ha il merit•) dell'iniziativa . Frattanto abbiamo lòJ ripetizio ue del fatto di cui l'Ita lia è nud<~ta superba l'anno scon:o, rpw ndo tutta l'Europa concorse alle feste di Genova. Oh non è un paese le cui forze pesino poco sulla bilancia de ll'equilibrio curopc·:>, oon ì• Jlll paese ~: he per 1:~ sua politica e la sua tendenza susciti diffidenze c nutipntie, quello a cui da tanta parte d' Europa ,i fn nuo tali dimostrazioni di simpntia e di fiducia ! E uon può es~ere un governo che couduca il paese al precipizio quello che hn / / red iu i in mano quando simili fnt ti avvengono.

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Horna, :16 aprile 1893.

C. M.

·Piccola cronaca. AUSTRIA-UNGHERIA.

Ordinamento.

Ilniornale militnre ( Veronln'Un_qshlatt) dnl 2~· marzo disponi' che i tre

eorna~ldi d'ispezione d'artiglieria della Bosnia Erze~ovina vcnga n~ nra

dcsi•nlati col numero ~ntic h ù col luogo della loro res1denw. Inoltre 1\ eomando d'ispezione N. 3 viene lrasfcrto da Banjal~ka a ?erajcvo. Dal comando d'ispezione N. 'l di. slanza a ScraJevo ?•pe~?eranno !utte le batterie di montagna della Bosma ; dnl comando d 1spez1one N. - dJ stanza a Mosla t' tutte le ba tlerie da montagna dell' Erzegov ina; ~nfin,e d~l comando d'ispezione N. 3 di stanza a Scrajevo tu tte le compagme ù artiglieria da fortezza della Bosnia E1:zegovina (XV corpo d ':1~·mat~) : Battaglioni della Landwe.hr Cislrilano. - Con d1sposJZJOne del 25 mar~o 1893 il battaglione N. 34 è st:llo lr:~sfel' to da _Berau~ a Praga, c farà parle dell'So reggimento, mentre il 28° bal1:<1ghone dJ stanza a Bud,veis il quale fnceva parle dell'So reggimento, farà ora parte del 7• reggimento di landwch r. Istruzione.

Disposizioili t·ircu. l'istnuionc delltJ reclute .. - Il Miui5ter? della gue~ra ha prescritto che quelle reclute, le q un li al g10 nge~·e at c~rpJ ,· enga ~o gl~ ­ dicate fisicamente meno alte delle· altre, ,·cngano nsparmwtc al pnncJpiO dell'is!ruzione, In quale dov rà essere rigo1·osamente progressiva. in modo che le ~·eclute non abbiano a so!l'rire da ll 'istruzione stessa nò fh JCumoute, nè moralmente ma si abituino a poco a poco alle fa tiche cfolla vita militare duranle i ~rimi mesi di servizio. Se non saranno sufficienti otto set~


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NOTJZJF. UILIT ARl ESTEitR

ti ma ne, l'istruzione delle reclute potrà esso re portata a 10 e perfino a i ~ settimane. Il giornale militare la Reicltsweh1· dice che non si debbono considerare queste disposi1.ioni emanate solo dal punto di vista umanitario, ma che in vece devesi sco1·gere in esse In tendenza di c poter raccorcinro, mediante « una istruzione individua le più :~ cc urata in principio, il periodo di tempo « occofl'ente per l' istruzione complessiva del soldato. Inoltro, queste di« sposizioni hanno per iscopo di diminuire il. numero di riformati pet le c straordinarie fa tiche sopportate e poter cosi ottenere' un aumento degli • effettivi e diminuire il numero delle imperfezioni fis iche che dùnno di« ritto all'esenzione dal s.ervizio militare, oc Sono disposizioni queste che sognano un avviamento alla adozione • della forma biennale la rruale porrà il disposizione dell'esercito un nu• mero ognor crescente di uomini bene istruiti cd alti alla guena. a

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NOTIZIE Mll, ITARI E STERE

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valleria egli prese pm·te alla campagna del i 866 contro la Prussia nei combattimenti di Liebenau, di Podol di Icin e eoprendo la ritìratn dell'esercito austriaco nella giornata di Koniggri.itz. · Nel i866 dopo la campagna egli venne promosso tenente generale e nel i 869 ispet1o1·e generale di cavalleria, della quale si può dire che egli sia stato il riorganizza tore. Nel -1874, a soli 48 anni, venne promosso generale di cavalleria e nominato comandante del corpo d'armata di Budapest, comando che egli tenne fino al giorno in cui venuc collocato a riposo, carico di onori e di gloria. L' Austria ha perduto un uomo il quale, bcnchè lontano dalle file dell'esercito, er3 ancora l'anima di quell'arma di cui fu il riorganizzatora spezzando le antiche tradizioni dell'equitazione militare e gettando le basi dell'odierno suo impiego nella guerra moderna . FRANCIA.

Personale. Il genm tlc di ca·valleria barone Edçlsheim Gyula·i. ..:._ Il ha 1·one Eùelshcim, morto a Budapest il 27 del mese di marzo nacq ue a Carlsru he il 26 maggio '1826 e 3 i6 anni prese servizio (JUale cadetto •nel l\·eggiurcntn dei cav~ lleggcri austriaci N. 5 (divenuto ora iJfOo reggìmènto di dragoni). Nel 18(1,3 venne p1·omosso sotl.otenenl.e, nel 1847 capitano di fan teria, ma pochi mesi · dopo venne trasfcrto nel 6° reggimento corazzieri col quale prese parte alla campagna iu Ungheria del 1848-49 e si distinse per i suoi atti di valore rimanendo anche ferito alla battaglia di Ràkos. Appena ristabilito s'imbarcò sulla fregata la Venere e prese parte al bombardamen to di Ancona nel maggio 1849, ma poi ritornò in Unglicria e combattè valorosa mente a Neusatz, a 0-Bocse ed a Hegyes meritandosi la croce di cavaliere della corona di fen·o. Promosso maggiore nel 1850, tenente colonnello nel !8tH e colonnello nel !856, a soli t1·ent'3nni, egli istruì il suo {Qo reggimento di ussari con metodi nuovi •:Ile gli valsero la fn ma di eccellente comandante, fama che egli non smentì durante la campagna del 1859 nelle battaglie di Magenta e Solferino. Promosso brigadieré dopo la ca111pagna e nominato cavaliere degli ordini di J.eopoldo e dell'o1·dine militare di l\i11ria Teresa egli venne incaricato dell:1 formazione di due 1·eggimontì Ji cavalle1·ia di volontari che egli formò secondo metodi nuovi,~ che segnarono un vero progress~ nell'impiego dell'arma di cavalleria. Col grado di maggior generale, comandante dì una divisione di ca-

Sttssidii atle (am~:glie de·1: 1·ichimnati . - Il prefetto della Senna ha ripartito fra le 20 ma·irie~> di P~ rigi una somma importante vot:~ ia dal consiglio municipale e destinata alle famiglie dei riservisti territoriali e dispensati.·attualmente sotto le a1·mi. Una somma di 70 mila lire ti destinata ai risot·visti e territoriali delle at,mi speciali presentemente 1·iuniti. Un' altra somma di 70 mila lire sa ~·à impiegata per le famiglie 'dei dispensati (sostegni di famiglia, fi gli di vedove, ecc.). Quest'anno pe1· la pt·irna volta saranno ammessi a partecipare a questi sussidi anche i giovani soldati am mogliati o vedovi con prole. Tali sussidi saranno distribuiti sulle basi seguemi: una lira al giorno alla moglie, 50 centesimi per 'ogni figlio o ascoudenlc incapace di' guadagnar da vivere. Ponti d'cwanguar«.t.~. - L' ulti ma dispensa della Revue du genie contiene una notizia assai particolareggiata sui ponti d'avanguardia, dci quali questa rivista foce già cenno nella punta la del 'l 0 novembre dello scorso anno. Àttesa J'irnporlnnza che questo speciale materiale da ponte può avere nell'andamento delle operazioni militari, c.·ediamo opportuno riassumere i dati forniti dalla ri1•ista francese. Sembra che la prima idea di dotare le truppe d'aYanguardia d' un maleriale da ponte leggero sia dovuta al generale Sau~sier, generalissimo in caso di guerra dell'esercito francese. Lo scopo da l'aggiungere con questo Jnaterinle è det.to n.elle condizioni generali che stabilivano un apposito concorso fra gli ufficiali del genio:


752 trovare un tipo di ponte di compagnia assai leggero perchè tutti gli el.ementi possano essere trasportati fuori delle strade su due ve~Lure ser~tte da 6 cavalli, che avr:sse solidi ti! tale da sopporto re un peso dt 600 oiHlogJ·amrni per metro corrente, e capace di sostenere il pass~ggio di ~n cassone del pezzo da 90, la vettuJ·:J più pesante del treno dt combattimento (2,:300 chili). . La lunghezza non doveva essere rnaggion: di Hi metri potendost per lunghezze maggiol'i triJ i Hl u i 4~ metri riunire il materiale delle due compagnie divisionali o delle tre compagnie del corpo d'armata. Il concorso delle origine a 38 progetti fra i •1uali fu concessa la .maggior considerazione a un ponte in acciaio del capitano Dcrisme; ~e non che la Commissione uon trovandolo in tutto co rri~po ndco te alle estgenze del servizio, studiò essa stessa un ponte in legno e acciaio; o i due ponti fu. . .. rono sperimentati ncll'ottohi·e scorso a Versailles. Ciascuno di ~u csti ponti si compone essenzialmente dt c:ìl'allett.t mohll1 a tl tte piedi molt:o stabili, sui •1uali si g<.'tta una impa l cnt~ , t.unn in acci:lifJ nel sistema Devisme, •:on assito in legno e ghindumonto in ncciaio nel ::<istema della Commissione. Nelle esperienze rli Vcrsa illes si t. ratt:1va di supcrnro un fo:;so di HJ.met.ri di lunghezza c 2,50 di profond itù. I due ponti hanno egualmente provato 13 loro soliditù poichè furon o sotLomessi a uno sfot·zo molto su~riore a quello che in campagna avrebbero a sopportare. Infatti :o tJ·uppe pas:>arono al passo cadenzato e al passo di corsa, e invece di carri del treno di comb3ttimonto, vi passarono vetture da parco pesantissimi'. Solu che il pont.: in legno e acciaio fu gettato in 23 minuti mt:ntro rruello,in solo acciaio ne ricl1iese 35. Fu quindi proscelto il primo di questi ponti, anche porchè i pezzi in legno sono più facili a ripa rare c: a sost; tnire. In se_guito :1 'luostc esperienze il generale Saussier. hn dichi~!·ato ch.c 1 1 problema potcasi 1·itenerr) perfettamente risolto, ed ha mamresta~o 11 desiderio di veder dotate di rruesto matet·iale le truppe che prenderanno parte alle pro~si me grandi mano1•re. . . .. : . Ufficiali dell' intendeuzr1. - Come c noto Il. co t· p? del.l m.tendenzn. n~ f rancia recluta in gran partt' i propri quadl'l fra 1 capltant e magg10n delle armi comballe~tti mediante appositi concorsi, le cui modalità vengono, volta per volta, stabilitl1 dal mini:;tro dell<t guerra. . Nell'ultimo concorso lùstè avvenuto, si è notata una gn:ntde a!l1 èJCIIZ3 di giovani capitani delle at·mi co mbat.tenti, parecchi tlei qua li provenienti dalla scuola di guorrn . L:1 spiegazione di questo f:\t.to sta tutta nei grandi vantaggi di carriera

NOTIZIE MILITAR! ESTERE

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che offre in Francia il servizio dell'intendenza, rispetto alle condizioni d'avanzamento delle armi combattenti. Infatti, gli ultimi capitani ammessi r.,ome adjvint.~ in quel corpo, saranno ;romossi ufficiali superiori al massi mo dopo tre anni di grado; se ne è notato taluno promosso dopo poco più. di C[Uatti'O anni; tfuelli invece delle armi combattenti non sono pt·omossi, se a scelt~, prima eli W o H anni, e se ad anzianità non prima clei 16 anni di grado in medin. ' La stampa francese, pur t'iMnosccnt!o le ragioni di questo fat.to, non si astiene dal deplorare che, in tal modo, ottimi elewenti, i quali potrebbero rendere segnalati servizi nel ca mpo delle operazioni militari propriamente dette, vengano souraLti all'esercito aUi\'O da un scJ·vizio di carauere puramente amministrativo. ManoiJT'e ctm ·qtU1d1-i. - Il ministro della guerra ha deciso di d2.re in quest'anno un più grande sviluppo alle manovre con quad ri e di farvi partecipare gli ufficiali della riserva. Tutte le divisioni di fauteri11 debbono eseguire tali manov•·e, con racùltà di sostituire alla manovra di divisione due manovre di brigata, sia per avet· mezzo di dare una certa progt·essione a certe esercitazioni, si:1 per evitàre le difficoltà che in certe regioni pott·ebbe presentare In riunione di numeroso personale. Inoltre i quadri dei reggimenti regionali stanziati nei governi mil i ~.ari di Parigi e di Lione prenderanno parte ad una manovra di brigata. Per quanto si riferisce alle unità di 2a linea, avrà luogo una manol' r:l con quadri di divisione o di b1·igata di riserva ucl territorio di ciascuno dei corpi d'armata ·l 0 , 4°, 5°, 9°, 10°, H 0 , 12°, 16° e 17°. Per la cavalleria avranno luogo manovre con q uadl"i per parte delle divisioni la, 3a e lJ:" e per In 6a brigata dragoni. Le esercitazioni avranno la durata seguente, non compreso il tempo necessario per l'andata. ed il torno: Manovre di divisione: 5 giorni Manovre di brigata: 4 giomi. Esse avranno essenzialmente per iscopo di ~tu diare la tattica dell'unità inquadrata, le formazioni di marcia, di combattimento e di accantonamento. Dovranno avere un carat.t.ere del tutto pratico e non daranno luogo ad altre scriLturo all'infuori di quelle che in guerra vera sarebbero necessarie; cioè ordini generali e diario sommario delle marce e delle operazioni . , La composizione del personale è stata determinata in modo che tutti gli elementi che comporta l' unit.à di manovra siano rappresentati. Tale personale comprende :

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4 llll0 XX.XYill.


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NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOT IZIE :MILITAR I ESTERE

Per una divisione : l generale di divisione 1 capo di S. M. della divisione 1 ufficiale di S. M. od ufficiale ù' ordinanza :1. sotto-int.endente militare 1 generale di brigata ~ 1 ufficiale d'ordinanza · 1a per ounr· br·rga 1. colonnello o tenente colonnello ì per ogni a 2 maggiori ~ reggimento, :1 colonnello o tenente colonnello comandante l' art igl ic~r iu 1. capitano del genio 1 ufficiale superiore o capitano di cavalleria. Per le manovre di brigata il personale è quello sovra indicato per una brigata, con l'aggi unta di: 3 ca pitani di fanteria per ogni reggimento 1. ufficiale superiore o capita·no d'nrtiglieria ·1 ufficiale superiore o capitano di cavalleria. Viagg·i d:i st.ato maggiore. - Saranno eseguiti in ciascuno dei corpi di armata t o, 2o, 5°, 6o, 9°, H 0, 12°, 1ao A 17°.

5o Che vi ò dunque una metà della fanteria con carico di 2.9,668 chilogrammi ed un'altr'a metà con 28,7-18 chilognmuni; 6o Che alleggerimenti tuttora in istudio ed in prova tendono n l'idurre il peso di altri 3,387 chilogrammi ; 78 Che perciò coll'adozione di queste ultime modifica1.ioni, il carico sarebbe ridotto a 26,281 chilogram mi per una metà, ed a 25,33! chilogrammi per l'altrn metà della fanteria. Tl canale di comunicazione tra il Mm· del Nord cd il Balt·ico. -'- Storit~ del suo svil'!tppo - Sua costtnzione ed importanza economico. e militare (PubblicazioM di C. Desekc, edita a Lipsia ed a Kiel dallà Casa Lipsius o Tischer, con 3 carte c numerosi schiz?.i. - Prezzo marchi 3,60). Questo èanale, la cui costruzione è in corso da parecchi llnni, taglia la penisola del Jutland, att.ravorsando l' Holstein ; e:;so avr·à una lunghezza di 98 chilometri od una larghezza molto maggiore di quella del canale di Suez. Sarà un vero canale marittimo, non occorrendo alimentarlo d'acqua artificialmente. A· questa grande opilra che fu incominciata dall'impera. tore Guglielmo I nel 1887 si lavora oggidì alacremente c si ritiene che per l'estate del 1891$ sarà condotta termine. Siuora manca1•a una mcmo1·ia stampata eire t.ratta:>se iu disteso di rfHCsto ca nale c della sua importanza sotto diversi aspett.i; solt.anto no erano apparsi qua e là cenni piuttosto delicien ti su diversi periodici. Perciò la recente pubblicazione c veramente interessante. Si comincia con un riassunto rotrospcttivo della storia del cunale, a datare da circa 500 anni addietro fa cendo nunrziono dei 16 proget:ti diversi che precedettero quello ora in co;-so d'esecu1.ione ; segur! quind i la descrizione del progett.o de!initivnmenw adottato dal governo, corredata di uno 5chizzo d'insieme. È messa in rilievo l'i mportanza dell'abbrevia mento di comunicazione tra i due rnari od indicata la spesa necessaria per la costruzione (156 milioni di marchi preventi vati nel p1·ogetto). È utile specialmente per il tecnico il c:,witolo che tra t)a dello svi l u pp~ di questa ope1·a la quale rich iede uno sca vo di 70 milioni di metri cub1 di terra e che sarà munita alle estrentil.:\ delle più grandi chi use che vi siano al giorno d'oggi. Oltre l'importanza politica cd economica del canale, la )1emoria ne mette pure~ in rilievo l'importanz<l militare, argomento quest' ultimo trattato con certa competenza dall'autore che già appartenne all'esercito come u ffici~ le .

GERMANIA

fl carico del soldato d·i fcmteria. - Una. interessante mcmoriu sul carico del soldato di fanteria c :stata recentemente sottoposta all'esame della Commissione del bilancio fornui.t.a in 5eno al Reichstag. Dalla detta uwmoria si rileva : 1.o Che il carico attuale, compresa la tenda con guarnizioni rl' otto rH' è di chilogrammi 3i ,253 ; questo è il peso medio, accertato mediante pcsatu re in più corpi d'nrrnata, e in detto peso è compresa la vanghetta; . 2o Che coll'i mpiego dell'alluminio, il peso il diminuito di 200 grauHnl nella tenda, di 400 nell a borrnccia (ancora in esperi mento), di 42~ nell;; gavotta; totale della diminuzione chilogrammi 1,025. Resta il pcw medio di chilogrammi 30,228 ; 3o Che sostituendo la razione viveri di riserva tenuta in pace con una razione che viene soltanto distribuita in caso di mobilitazione, si dcclucono ancora ;)60 grammi, rimanendo così il peso medio di 29,668 chilogrammi ; (ko Che il peso del.\11 vanghotta, portata soltanto da una metà degli uomini di truppa, t! rli 950 gnnnmi; resta qui ndi, por chi ne è senzn, un peso medio di 28,718 chilogrammi ;

SPAGNA.

11 ministro della guerra, generale Lopcz Dominguez, ha sottc.posto alla fi rma di S. M. la Hogina Reggente, il decreto che modifica radical mente


NOTIZIE :t.!lLl'rARl EST.J;:RE 766 l'organizz11zione militare, e che andrà in vigore il 1° del prossimo luglio. Eccone le principali disposizioni: 11 territorio della Spagna si dividerà in sette regioni, o zone militari , ad ognuna dello quali corrisponderebbe in tempo di guerra un corpo d'armata. Queste regioni porteranno le seguenti denominazioni: t a Nuova Castiglia ed Estremadura (otto provincie); 2a Siviglia e Granata (otto provincie); 3o Valenza (sei pl'ovincie); /~a Catalogna (quattro provincie); 5o Aragona (cinque provincie) ; 6• Burgos, Navarra e Vascongadas (sette pl'ovincie); 74 Vecchia Castiglia e Gallizia (nove provincie). J..e isole Baleari, le Canarie, il territorio di Ccuta <~ la piazza di ì\lelill;l coi presid i minori, formeranno quattro comandi generali alle immedia t~ dipendenze del ministro della guerra; i tre primi sotto il comando d1 un generale di divisione e l'ultimo, di un generale di brigata. I comandant.i in capo dei corpi d'esercito, che saranno nello stesso tempo capitani generali del territorio compreso nella rispettiva regione, avranno sotto il loro comttndo tutte le forze in attività di servizio e di riserva chosi trovano nella regione stessa, tutti i servizi e stabililllenti militari inerenti, cd avranno altresì le attribuzioni, la giurisdizione c le prerogative, di cui oggi sono in vestiti i capitani generali dei distretti. fn ogni corpo d'esercito, vi sarà un comandante in 23 della categoria dei generali di divisione, che sarà un sotto ispettore delle truppe attive Il di riserva, come pure delle zone di reclutamento della ri5pettiva regione. Restano perciò soppresse le capitanerie generali ed i governi militari che esistono attualmente. Finora non esistevano in Spagna, nè corpi d'armata, nè divisioni, nè brigate in tempo di pace. Le truppe erano, e l9 saranno lino a giugno, ripartite fra ~8 comandi militari detti capitanerie genert1li, delle quali i 2 nella penisola, la i 3a nelle isole Balearie, la :l((• alle isole Ca~m·ie, la ton nei presidi d'Africa, costa settentrionale dell\farocco, la 16" all'isola di Cuba, la 17• all'isola di PortoRico e finalmentH la 17a alle isole Filippine e ì\larianne.

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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

a) Recensioni.

, L' aereostato Higginson per segnnli du cmn.po (dal Journal of' the United Se·rvice Institution). Lo studio princi pale dell'ingegnere militarP e uavale sull'argomento di cui questo articolo tratta , fu sempre quello di raggiungere la massima possibile altezza del punto di trasm issione d.e~ :;eguali. . . Dapprincipio fu rivolto il pensiero alla convesstta delle nobt, e s1 credette che un racruio elettrico proi e tt<~to con nwia vieenda su quel le, 0 0 l. . potesse servire d'utile medium ai segnali di campo : ma g 1 svant11gg1 che ha in sè tale sistema sono evidenti. L'uso dei razzi non all're minori svantaggi, e non si presta per una conversazione di terra e di mare. Un grande passo fu fatto quando si t:omp1·ose l'utilità dei palloni frenati, dai quali, mediante bandiere, lampade o altro, fa r conoscere i vari ordini od avvisi; ma .mche tale sis te~ esigeva che l'aereostato fosse di (Jrande dimensioni, dovendo sollevar seco il peso della fune, della na~icella e ciel personale addetto ai ~eguali . Tuttavia ciò presuppone una calma di vento quasi eccezionale: e abhenchè quando il pallone è in alto la sua stessa g rande~za <:oncorril ~ tenerlo fisso, tuttavia è noto come sia dif!ici lc, se spira un po' di vento gonfiare un aereostato di vaste proporzioni : e si com prende agevolmente a quale peric.lo vi siano esposte le persone in caso di borea impetuoso ·o d'uragano . Alcuni anni or sono fu sperimentato un ,pallone illuminato a lnce


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NOTIZII•: BIB LIOGRAP'!CflE

elettrica, il quale permetteva che tanto il personale addetto a Ila trasmissione dei segnali quanto buona parte dell'apparecchio, rimancs~cro in bosso . Per questn eliminazione di peso, l 'n.-rco~t:Hn puù cssert' rli proporzioni rclntivamente piccole, e tale da potcrsi trasport-are, gon fi are e dirigere a piacimento. Il sistema è il seguente: Nell' interno del pallone (formato d'un tessuto trasparente c gonfiato con puro idrogeno) vengono collocate, l'una sull 'altra, varie lampade che s'accendano med iante un filo elettrico il cui apparecchio - in terra - permette di stabilire o d' interrompere a piacimento l' irradiazione dell'aereostato. Variando alternativamente la lunghezza e la brevi tà degli scatti luminosi, come per esempio :;i opera col sistema l\'lorse . si possono stabil ire lunghe e ch iarissime com unicnzioni. Esperimenti di sill'atto genere furon fatti con un pallone frenato dn ll200 a ' 000 piedi cubi di capacità. La prima dimensione è più acconcia ad espc~ rinr enti di terra perchè l'aereostato può sol lev11rsi oltre a •1000 piedi; la seconda, pel peso e per le dimensioni, giova meglio a segnali rn11rittimi. Il tessuto che più ~i presti alla fabbricazione dì cotali a ereos:~ ti ò uoa sottile tel<1 battista che spalmata d'una vernice ehiara, riesce trasparentissima. Il tasto che stabilisce il conwtto e l~urico è, uella for·ma, simi le a quello d'una ruar.ebina Morse: ma tale tla poter re· sisterc ad una forti ssima co rrente come è quella c.lre occone per le lampade degli aereostati; esso posa sopr<• una tavolett;1 in modo ciJC la luce pMsa ottenersi e togliersi a un tratto o ;mche dunH·e continua; v'e inoltre un contatore che segna la ''aria intensità della corrente: cosicchè se un fi lo si rompe, la diminuzione di potenza elettrica è immediatamente iodic11ta. La r11piditit poi dei segnali dipende dalla maggiore o minore sottigliezza dei carboni_ che s'usan nelle lampade ; più e~!'i son sottil i e più rapida è l'azione. Le lampade comE' ho dello sono sospese l'una su ll'altra ad urt apparecch io in form a quasi di scala; una potenz11 di almeno 8 candele tlà huoui risul tati, e negli esperimenti fattisi in Inghilterra i segna li furon visti a •16 miglia di_ distanza. Questa forma ~ peci;1l e di scala riesce convenientis~i ma sia por il poco suo peso, si~ per~hè può essere introdotlil r,,_ cilmeote nell'imboccatura del palloM la qunle, come è noto, mi sura appena pochi pollici rli diametro; deU<J sca la per mezzo d' una carrucola ì~ alzata in mezzo all'aereostato quaudo questo sia gonfiato. Il canapo conduttore~ Llel!'elettricità è della più alta iruportnnza ; /1 esso è formato di vari fili di rame in guisa ehe abbia la mas:;i111n

NO'rlZIE BJBLl08RAFlOHE

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flessibilità, ed è fasciato d'un isolatore im permeabile. Il primo canapo pesava 4-0,66 su 500 piedi dì doppia lunghezza: quello fab~t·ica to da~ o-overoo del Belgio ne pesnva 30 per la lu n~hozza medestma : altn o . . . . progressi hanno ridotto il peso a proporz1onr mmor1. _ Le batterie elettriche adoperate dal signor Higgi nson coosrste\'ano in venticinque accumulatori lunghi quattro pollici su 7 1/s di larghezza. Nelle esercitazioni militari che ebhero luogo a Cork, essi fu rono caricati a Londra e spediti per mare sul luogo, senza che si sia riscon· trata la minima diminuzione di potenza. Pet· gonfiare l'aereostato giova - tanto sotto il punto di vista economico quanto per la faci le applicazione - adoperare gas idrogeno puro com presso in tubi d'acciaio. Negli esperirneOLi che ebbero luogo n Chatham (·1883) l'aereostato fu gonfiato con idrogeno che aveva servito a Suakim durante la guerra egiziana; orbene, il gas non aveva perduto nulla della sua potenza pnmitiva. Destò in tutti appremione e sorpresn, clnpprincipio, veder collocato l'apparec:chio illuminatore all' intr.rno invece t\he all'esterno de.ll'aereostato: e tuttavia tale sistcm<~ (:mcorchil in parte ne avvenga diminuzione nell'intensità della luce) ò sotto ogni aspetto il migliore. Il ratto cl;e l'incadescenza dei filam enti luminosi non cessa immediata-· mente coll' interrompersi della corrente, pnò es~er hene spesso cagione, ove si tratti di lam1~atl e messe allo scoperto, 1li confusione nei segnali: mentre con le lamp~de col locate internamente i fili, non vedendosi, ne vien di conseguenza che tale inconveniente :sparisce. Si,. temuto nuche che per la loro posizione le laru pade potessero esser causa d'ncc.ensione del Baas. L'esperienza lta d imostr~ to tale supposizione infondata. . . Se, infatti, all'imboccatura d'una bottiglia piena d'idrogeno s'avv1cma una candela accesa, il gas s'accende hensi, ma superfkialmente soltanto; e, per eonverso, la candela si spegne fJuanrlo la si faccia penetra re nella hottiglia: e ciò perchò l'accen~ofie ester n :~ altro non è se non il pr·odotto della combinazione dell'idrogeno con l'ossigeno dell'atmosfera nel punto in cui !]ucst'ultimo !ambe, direi qua:;i, la superficie dell'idrogeno : mentre nell'interno tale combinnzione sparendo, l'accensione si rende impossibile. Potrebbe supporsi ehe nell 'aereostato si trovi, accidentalmente, una combinazione d'ossigeno e d' idrogeno la fJUI\I e possa Jar origine allo SCOJ>pio dei fra ai! i rr\obi di vetro; ma l1tl1 m es~O pu re W le· ipotr,si, l'espe~ "' che l'urto prodotto tlull'infrnogersì del vetro, d'trienza ha insegnato strugge contemporaneamente i lìli incandescenti e interrompe a un tratto la corrente, prima elle ne avvenga esp.losione alcuna . Del resto


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NOTIZIE BIBLJOGlUF!CJiE

NOTIZIE ni llLIOGRAFIOHF.

la comhin:t1.ione d'aria e d'idrogeno in :~ e reostati di sin't~ tto genere ù qut~si impossibile: in primo luogo perchè, com'è noto, fJu n~ti hanno l'imboceatura legatn: secondariamente perchè, c.ostruiti cornu sono, al hl più piccola dilllinuzione di potenza sollevan te, si ripieghr•·ehhero prima di sali1·e. ~oo ha del pari ragione d ' e~serci il timore che una scintilln elettri ~::~ traversando un ambiente ripieno di ~a s nossa esser Ci\(r\) ione di "nìvi t' conseguenze: giacchè 1iell'apparato del signor Higgiuson lu corrente non può susci wre alcun scintillio esterno dappoichè il caua po conduttore è asso lnt:~mente isolato. ~o l :::istema degli aereostati Higginson scompaiono inol tre gli ostacoli che t:~lor~ sorgevnno per 1~ va rin configurazione rlel ~ u o l o: giaccht'J se, per ipotesi, un ~olle od un bosco si frappongono fra duo stazioni, ciascuna di esse può giovarsi d'un proprio ncreostato c stahilire così una perfettn comunicazione. Lo stesso dicasi d'una oave cbe, chi usa, per esempio, in un cerchio di scogli, desideri pnl'lare con altrn nnve :~1 di là di quelli : giacchè l':tccennato si stem:~ permette di swhilim nna comunicazione oltre :11 li nea dell'orizzonte. Per quanto si riferisce all 'ipotesi cbe un pallone avvisatore possa· essere preso di mira e fa tto preci pitare coi proiettili dal nemico, gli esperi menti fatti in Germania han provato e::;~er quasi impossibi le !'olpirc un aercostato lìnchè non se ne conosca esauameote e 111 di:-;tauza e l'altezza: e che, in ogni cnso, prima che il nemico riesc11 a pnHtare, al giusto angolo di elevazione i cannoni .contr'esso, l'uereostatn ha il tempo eli fare i propri segnali e di scendere rapidamente illeso. Come ho accennato, l'apparecchio trasmettitore permette uua corrente elettrica a luce continua , e questo vnntaggio è di nn valore inestimabile: giacchè in tnl guisa l'aereostato, per la forte di fl'usione di luce cbé proietta sopra nnn vastissima supcrlicic di terreno, pnò anche servire come rli faro a truppe clìe debl>ausi conceu t.,·are o distendere in un dato luogo prestabilito. ~egl i esperimenti falli a Chatbam in ottobre del ·1885, si ebbero su tale proposito i seguenti risultati: l'aereostato nsceso in una notte buia a eircn •150 metri diffondeva lner. sufficien te da permettere ch e chi era in ba.;so po tcssl~ le~gere senza moiLu stento i caratteri del Times; n 500 piedi p•·oiettava distinta sn 1 suolo l'ombra dègl i aereonauti. Della duplice. utilità dell 'aercost.ata a luce eleuriM si ebbe unn p rov~t maggiore negli esperimenti fatti in ago;;to dello scorso anno a CorL Il paUone avvisatore si muoveva illuminaH!lo il campo del le manovre, , ove gli iuge~ne ri del genio fa cevano intanto costruire il ponte sul fiume, 'V

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per il passaggio dell'esercito. Finito il ponte, l'nereostato sol i ed an· nnnciò: Ponte costntito e pronto pr.tssagg·io truppe. Queste sopravvennero imm ed i~tamento, lo t.raversnrono, attaccarono il forte e lo presero. Allora l'aereostato annunciò: 1Vcm.ico sconjìtl{) e forte JJreso. · Il primo modello del pallone frenato Higginson fn presen t.·uo :dia Wat· Depm1~tme~tt of the inventi<nls Exhibition, e intanto che vi rimnneva esposto una Commissioue d'ingegneri del genio ne feeo una relazione al governo. Mentre il modello era esposto :1 Sontlt Kesington, si fecero alcuni espcnmenti cou un aercostato di circa t\.000 o 5000 piedi cu bi di capacit~ · :tll'Aibert Palace, Battersea . Altri esperimeuti vennero fatti nel gennnio 4886 ad Aldershot mentre imper versava un turbine notturno di neve che :1ccecava. Un:~ com pago in si era posta · a tre o quattro mi glin dal campo e ad onta della neve fittissima e della nebbia, i segnali si lessero r:hillf'amente e fu nd essi rispost11. Si noti che, al suo discendere, il pallone fu trovato coperto d'uno strato di neve cristallizzatD, il che dover:~ nece:;sariamcnte :~ver diminuita l'inteusitù dell a luce. Nell'autunno del ·1887 ·il go ,•e 1·oo dfl l Belgio adottò il sistema Higgioson e questi - rich iestone dnl ministro delln guerra gcucral e Pontus - si recò io persona ad ,\ ntwerp per assistere a l primo esperimento, che chbe luogo b notte rlel '26 alln presenza del Mini~tro, del generale Wau verm11us, dell'ispettore genernle della fortczw di :\ otwerp e di vari uf!lciali o rn pppresent~nti di Ru,siaJ d'Olanda c d'altro nozioni. Oli ufficiali s'er11no spa rsi in vari punti delle fortilìcnioni poste nel circuito telefonico e furon loro mandati parecchi messaggi. Il primo diceva: Pot·te d' lférenthals de Berrhem, voyez-vous dist.enctement signattx Bn~ce, répetez déphhe paT téléphoue. S·iyné générat Wau'Vermans . La domanda fu letLn r,hiaramente e trasmessa ai vari punti di stazioue. Trn ;litri par·ec.chi, fn anche comuoie.Hto l'ordine ~eguentB: J<.'nvoye:::; nn hnta i/lon au. f'ort l. Signè mj nist•re guerre Pontns. Tmti gli ordini e gli avvjsi furo no perfcftamente compresi . J.e sta7.ioni del l'esto llraoo relativamente ,·icine trn loro (cinque chilometri eirca), gi<1cchè scopo di tali esperimenti era quello di constatare la precisioue dei seguali, d'onde In nc,·essità di trasmetterli snbito ai vn•·i punti del circuito t,elefonir:o. Questi esperimenti (durante i quali non nccaùde il minimo errore d'interpl'et~ziooe), ci semhra provino a surlìcienz11 l'utilità degli nereostati Iliggiosoo illumin:1ti iuternnmente a luce eletti ca e sarebbe forse :1 de,iderllrc cile nnehe il nostro governo prendesse in esame tnle sistema se, t'Ome ci sembra, e~so possa riuscire utile ali' P.~~~rcito , e alla marina. AMos B! :>eO~TINJ.


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NOTIZI E OlBLIOGRAFlCHB

b) Bollettino bibliografico.

l. Sommàrio delle Riviste militari italiane.

NOTIZIE BI BLIOS RAFICHB

Giornale medico del R. cserciro e della R. marina (marzo). Perassi . - Resezione di 110 piede. Fe:J. - Corpi stranieri nell'inte1·no del bulbo ocula•·e. Rennati . - Il bitartrato potassico in ehinu·gia. Randone. - lJn tricnnio rli servi~i o chirurgico all'ospedale rnilitnre di Torino, Rivista med ic11. )) chirurgirn . ))

Rivista d'artiglieria e genio (marzo). Botto. - Progressi della cartografia moderna iu Eurepa. Calichiopulo. - Probabilità del tiro del l'artiglieria da costa e della marina. Metodo di puntamento ind iretto per l'artiglieria da carnp:~gna, del capitano von Brilli. Miscellanea. Notizie. Bibliografia . Rivista di {ante1·ùt (mar1.o). L'esercito è fatto per fare la guena. li fascino del comando L'armamento attuale delle fan lorie. ll diritto di punire. Varietà. Cronaca. Bibliografia.

Rivista marittima ( rna1·zo). Garelli. - Rapidità e sicurnzza dnlle evolm:iòui di una forza navalo. Gelc;ich. - L\1 determin:1zione del punto. X. - Lo torpediniere. Zeri.- Giovanni di Verazzano. Bt·\lveua. - Intorno all'Africa. Salvati. - Vocabolario di polveri ed esplosiv i. Soliani. - Scritti di William Froude. Cronaca.

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dermosifi lo pati e<~.

terapcutica. di servizio merlico militare di igiene. Varietà. Oi bliografia .

2. Ordinamento degli eserciti e difesa degli Stati.

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Neue ?nilitiit·ischc BliiUer di aprile. -

dalla Jlussù.J. (llfctnovrc

Corrisponden:e. militari

d'ùJ~twno).

- Ide-m. Cons·idcraz·ioni msse wlte manovre francesi del 1892. - Strefllew· (aprile). Tl servizio di due ltnrti . - .Takrbiicher fur die deutsche A. und M. (aprile). L'estm;·ito iUttiano nel secondo seme.1tre del1892, notizie di fatti avvenuti con poche considerllzioni di ordine generale. - Idem. Osse1·vazùmi sulla ot·ganizzazicne e istn~zione delle (or2.e milita·l'i svizzere. 1 - 1lWitaert Tidsfc'l'i(t dan e~e. "-" fa scicolo. La n01·ganizzazione dell' esercito svedese. - Revue M. de l'Étrangm·, marzo. Riordina.mento dei comandi dell' circoscrizioni milit-ari di confini in Russia. - Revu~ de Cava.lerie, marzo. Continua lo studio accuratissimo sulle Rimonte e rin(ot·zi di cavalleria nelle grandi armate napol-eoniche. - Generale Vsticrbon-Nefedov ic, p•·ofessore alla ~cuoln di guerra di Pietrohurgo. Notizie militari st~ll' Attstria-Ungheriu. Pietrohurgo, tipogralia dello stato maggiore. - Opera voluminosn e ricchissima di notizie sull'esercito austriaco, comprende: L 'Popolazione. Rete ferroviaria e suo impiego militare.


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NOTI?. lE llJBJ,IOGRA FJ CJJB

IL Ordinamento militare. Mobilitazione. Forza inquadra bile. Schieramento. Forze difensive. Fortezze. III. Teatri di guerra. I Carpazi. La Galizia. La Buteol'ino. La 'fransilvania. -Notiamo una nuova legge sull'ord in:~mento di un Conseit s·upérùmr de la gut.l'l'e ·in Fmncia.

3. Amministrazione militare. -

Servizi d'intendenza.

- Organ der m1:titdr wisu nsclwftlichen Ver·ein, ::\0 fascicolo del 1893. Intendente Gu1·th. Viveri consel'vati, considerazioni sulle migliOJ'Ì conserve alimentari per uso militare. - JahrbiU;lter der deut..çche Annie (aprile). Bilancio dell'esercito e detl(' 'lli(tl'ina in Russia. -Si ricava che la spesa complessiva ordinaria è di 232,937,030 rubli per l'esercito lj,9,892,893 per la marina, eioù (t. milioni eli rubli in più pe1· l'esercito e 2 milioni in più nella marina c hi~ nel 1.89~. - Revist.a cientifica militar. Dottore Ramo n Poggio. Le, salute del soldato, lettero ad un colonnello di fanteria. Fascicolo ·15 marzo: T.,e cucine ,. la 111'eparazione degli alirnent·i.

4. Arte militare. Neue m:ititiirische Bldlter, di apriiH. r: espe1"ienza deltrJ ,quel'l'e colon·ia.l-i. I ndicezione dei problòrni da risolve1·si in q ucste guerre. - Organ der tnilitiir wissenschaftlichen Vereine, fascicolo 3° del189:1. ~i aggiore di stalo maggiore Minarelli-Filzgcrald. Moltke e la sua influenza sulle operaz1'on·i delta compagna del 1804 (con una tavola) . Considerazioni . strategiche. - Sch-weizel'ische Monatschl'tft. La dif'esa orùm.tale della Svizzera e l' impo1·tanza del Luziensteig. - Romcmia Militara, febbraio. Capitano Druuescu. La fanteria t•tt meM. - Lungo c minuto studio tuuico, orgunico c morale. - Un vecchio corazziere. Aforismi po1· la. -i. e r. cawlleri.a. Vienna, Seidel. - Lodatissi rno per l'ol'igiualitù e concisione. -N. M. La tattica dell' ese1·cito francese. Berlino, Eiseusclunidt. Molto raccomandato.

NOTIZIE BIULIOGRAFJC HI!:

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4. Storia militare e generale. - Nmtc militib·ische Bliitter, aprile. f primi combattimenti dell'cmnattl del Heno, 1870, 4n ricordi persona li di un ufficiale francese, traduzione dalla Revue d1t Cerete mìlita.ù·e. - Idem. Pe·r la storia del cm·po di 1·iserva pntssiano sotto Blucher (1806). - Idem. La ,querra nel Chile.- Considera1.ioni sull'opera: Die Entscheiclungskiilfnpfe in Chilc, pubblicata dnlln Reichswehr. -Idem. Sull'esenito fmncese.150 anni fa. - Considerazioni sull'arte di combattere e sullo spirito dell'esercito francese nella guerra di succl!Ssione d'Austria. - Jalwbiuher (ur die <le-utsche Al'tltee (aprile). Bothmer. L'a$sedio di Hildesheim nelù~ gv.crm dei 30 anni (J(j;-J:.J-34), da documenti inediti. - - Tùlskf1·it-Kt·igsvetenlwps Aladenicens (marzo). Note storiche sugli atti dì ècwlo XII d1tmnte la swt permmumza. in Twrch·ia. - lilternssa111e. - EstwUos m'i.lilares (20 ·marzo). Assedio e batta.ylin d:i Pavia, per Al'l·:ìiz de Coscolerena. -Annesso alla Revista cientifica militm·, si pubblica uno studio del conte Francisco Anue sulla Campa,qnn del1860 ·in Ro(J'mia ed in Ital-ia. - Schulto. ll margravio Lu:ig·i Guglielmo rl·i .Bad11n e la gu.erTa contro la.li't·ancia l693 a.l 1697. Karlsruhc, Hielefeld , 2 volumi con molti documenti inediti. - i\laslovski (traduzione di Drignlski). La guerm dei set-te unni serondo i documenti russi (5 vol.). Berlino, Eisentchuscdt. - Teneilte colonnello Sprin.gcr. La guerm ~w·cq· russa. 5° periodo, Vienua, Honegen. - 'fhéodore Duret. Ilistoire de France de 18ì0 à 1873. Parigi, Charp"mier. - Re-vtte clu (;ellie (gennnio-fcbbraio) . Le~ {O'T'tezza di Custt'Ìn dtmmte l'ocC?,pctzione francese 1i98-18U, dietro ricerche negli archivi flcl genio francese. - . Revt~e de Cavalef'ie. Continua la bella pubblicazione del Carnet de la Sabrotoche. Il fascicolo .di marzo comprende: Unct criticn dell'esercito francese nel1i36, fatta da un nnonimo ed estratta daH' Archivio degli all'ari esteri francési e .lt·cggirnenti di cavalleria del1793, secondo i documenti dell'epoca.


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NOTIZIE UIBLIOGRAF ICJ:JF.

5. Tecnologia militare. Notiamo un nuovo libro di fortificazione: Maggiore Clarkc, inglese, col titolo: Fortifìcatilms-its past achitvements and future pro,qress. - Revu~ militaires de l' ÉtrangPr (marzo). La nouvelle artillerie de camJia,qna K'·upp. - ld~m. Les tl'oupes de chernin~ dr fer de l'a·rmée au.stro-IIOII.fJ'I'Oisc. - Revue du. Genie (febbraio). Nttavo si.stema. di ponti mobili .~rorrevoh per flrscnrlli, doks, ccc. - Tdc m. Le manovre d'assedio di Ma,qonzcb nel1892.

6. Marineria. - Ammirnglio Bat.o;ch. Ca·mpo d'azione della murino. tedesw. Berlin", P:tl' lel. - ()perB storie;, e ·politien pi ù ehc tecnica. - Rcvue mal'ilime c coloniale (marzo). L'élat cu;tucl de ta mw i'll r. 1l1:

France. - l dew. Ln flotte des Étctts u,~is, dall'inglese. - Maul'icc Loir. La marine Fmnçaise. - Opera illustrala di grau lusso in 25 fascicoli con 250 incisioni e 36 tavole. Parigi, Hachtltte. ~i raccomanda per le belle illustrazioni dello navi francesi c come opel'a d'arte. - Benko, capi tano di fregata. Viaggi delle i. e r .. nal)i autilu~; rd Aurora, 1884-1888, nelt: Asic' at·ientale (Sia m, Coma, Asia, Giappone). Vicnna, Gerold. - Pubblicato d'o1·dine del ministero della marina austriaco. - Bectin. État actuel de ta mm·ine cle gue.rn·. - Annuario delle potenze marittime. P~rigi, Gauthwr-\'illars.

ff'H'ITC cn

7. Geografia - Colonie - Viaggi. - Militiir Wochenblatt. Fascicolo annesso (Beicheft), N. 3 e !J, del1893. Viaggio clel11W{Jgiore Drygalski in Russia. ·- Importantissimo, contiene: Prefazione. - Da Odcssa a Batum. - Ne.l Transcaucaso. - Ai piedi del

NOTIZIE B!BLI OGRA 'FICHE

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Caucaso. -Sul Don. - Presso il generale Dragomirov a Kiev.- Considerazioni. . _ Hauschild . Cvse militari, popoli e paesi dell' Ettropa meridionale. 1 vol. Spagna e Portogallo, II vol. Italia. - Berlino, _Echstein. . . . . _ Not.~ie sul Dahomey (V . France militairl', Avem1· et Pto,qres mtl1ta!l·e, i-H) aprile). . . . _ A1ia1'ia. Carta dell4) comtmicazi1mi postali e {erromar1e clelf Austnatlngheria e dei paesi bnl.canici, alla _se:~ la di i: ~_700?00., ~rienna. . i _ Revista Tecnica de In{ant~rttt, N. 7. h aggw nll tsola Socottm o, d Carlos Pisieda. _ Draghicescu. Note per la stat·ùt del basso Da.nv.JJio e del/{r. cost1L do. Vama ad Odessa.. Bukarest. .. _ Sauvin. Un re,gno della Polinrsia. - Le isole Ha.wrti. Pa~·1g1, PlonNourrit. · -v," S~!Z",'ÌO eli geografia re,.._,,ionalc. Parigi, - Auer hacl1. [Je pla..tea t~ l-mTmn. v v Berger Levrault. Comprende: . . J<~squissc dc la rògionc lonainc. - Le l3arro1s: - Les nnnexes d.u Barrois: los pays d'Ornois ot de Blois. - L~. Bass1gny l~na tn, le pa~s des Vaux, la Voide, le Verdunois, le ClcrmonlOlS, lt~ Doruto1s.- La :alleo de Meuse. - Lcs Còtcs de Meuse. - Ln Woév re.- Le pays dc Ha1e. Le Ja1·nisv. Le plateau de Briey.- Lo Xantois et le pais de Vaudémont; la valléc de la Moselle; le pays Mcssiu.- La Vosgc; lo plat~au de Meurtheet-Moselle: le Saulnois; la Loraine allemande. - Concluswn. . - Il B~llettino della Soc·ietà geo,graficn italirmn. (febbraio) ha pubbh.~aU~ tn una memoria del defun to capit~tno Octt iui irnportantis~imi dati sngh . itinerari da Asmara verso sud. Il contribut•l del v:1loroso ufficiale alla co noscenza della nostra colonia che ora si pubblica dimostra quanto frutto avrebbe potuto trarsi dali:~ sun infaticabile :~ui vi tà anzi tempo spenla.

Letteratura militare - Varietà. - Neu.e m·ilit.arisclte Btatter (aprile). Lt' vitct milita.re russa nell'A sia. centrnte. - Interessante descrizione dei costumi mssi ai confini della Persia. ...:.... Tdem.. L'obbligo del servizio milita.re l! l' ecl·uet~.Z'imir. popolare. - R(ldzwieteik, numeri ·125, -t ~6. Seguito dell'importante racconto: SuUa gHmde via di Srnolev.sko.

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N01'1ZI E 111 RL!OGRA FICHE

-Notiamo un nuovo gìom alc francese intitol<tto: Lacur·iosité militairc, d'histoi1·s, de litérature et du bibelot miUw.ires. Dubois, Parigi. - Esce tutti i mesi c pubblica domande e risposte su tutto ciò che è relativo alla stOt·ia m il it~u·e(unifor·m i , armi, ecc.), a. letreratu•·a militare, [l documenti poco 11oti o inediti, ad estratti dì opore divenute rare, alle collezioni militar·i, ecc. Le doma ude e le ri ~poste sono inserite gra tuitamente. - A. H. L'-armée t!t ln cavr~lerù~ ·italiemws. Parigi, Berger Levrault. L'i ntonazione simpatica del libro ò n~anifestota nclln sua conclusione: « L'armée italienue est une armée vi1•ante, ambit.ieuse dc prend rn rang, ardente au tra vai!, cn pleine évol ution de progrès. Ell1! a sans doute les défaut,; dc sa jeuncsse: le culle exagér·é de la forme, l'exubOrnnce des pratiquc:; I)Xtcrieures. Cola eneom. c'est le rH Oli vement et c'e5t In vie. On ne pcul port.er sur· elle uu jugem~nL dèfinitif; mais c.:u:< rrui, tl'aprè.s les idée, banalcmenL r~çues, la considércraicnt commo une qnanLité negligoable, se tromporaiontlourJo:nent. Elle n'a c ~ rlainement pas la p11ìssance de l'organisatiou, de l'al'lne mon~et du nornbm; in l11i rnauque surtout. le nol'f de l ~ guerre: l'argcnt. Mais elle a l'impulsion IIJMale·. elle a l'àme; le r·osto n'est plu.s qu'un0 affairc tlo budget. •

ANNO

XXXVIII

OI'(Jllnedes amateurs

RIVISTA MILITARE ITALIANA

DISPENSA

IX: -

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1• MAGGIO 1893

1 l

Per la Di·rezione Lonovrco OrsoT'l'I

ROMA VOG H E RA

DEMAR CHI CARLO,

gerente.

E N R I CO

TIPOG RAFQ-EOITORE


769

LÀ POLVERE INFUME delle materie contenute nella JÙ'esente dispensa

- NELL'ODIERNO COMBATTIMENTO

( ContinuazionP. e fine. vedi numero precedente)

LA·POLVERE INFUME NELL'ODIERNO COMBATTIMENTO (Continuazione e 6ne). -

Gozzi Daffroso, tenente colonnello

di fanteria.

: . . Pag. 169

I SERVIZI D'ESPLORAZIONE E SICUREZZA. (Continuazione).

- De

Chaur~nd

de Saint Eustache, maggiore di fanteria » 792

Esaminiamo om quale influenza la n nova polvere e le nuove armi potranno esercitare sul combattimento del la fànteri a.. Un primo vantaggio inestimabile raggiunto sarà questo: che stante l'ampiezza dello spazio battuto - 600 metri - il soldato non av!'à più hi:;ogno di gl"aduare l'alzo nè stimare le distanze entro · quella zona nella quale, la vicinanza del nemico e l'intensità del fuoco producono maggiore l'orgasmo e minima l'attitudine ad occ:u. parsi di altre operazioni che non siano quelle di ca1·icare, puntare e sparare, se p nre la seconda di queste avrà ancora a quel punto la sorte di essere tenuta in considerazione dalla truppa. Nè vantaggio minore è quello, che stante la diminuzione di peso e di volume delle nuove cartucce, la dotazione individuale de! soldato sarà aumentato fino ad oltre '160 colpi. !\'la l'innovazione ver:1mente nuova e grande è quella della trascendente potenza che l'assenza di fumo eonferisce ai fuochi acce. lera-ti ed a ripetizione, alla eflicacia centuplicata dei quali rimane in avvenire devoluto l'esito dei comballimenti. Con la nuova polvere non sarà più possibile, come lo era ,pel pa.ssato, eseguire al coperto tutti quegli atti di manovra che prima il fu mo della linea di fuoco occultava alla vista de~li avversari nei terreni piani, e sarà tolto alla fanteria il pratico benefizio di poter

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DEI TORNEI DI CASA SA VOlA NEL SECOLO XIX (Co otinuilzione). -

) 804

S. Ghiron

IL CHILE (Continunione). -

M. G. B.

825

839

NOTIZIE POLITICO-MILITAlU ITALIANE

>)

NOTIZIE MILITARI ESTERE

)) 848

NOTJZLE BI.BLIOGRAFICHE

)) 8[\2

49 -

.!d'IliO XXXVIII.


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LA • POLVE RE INFU?.fE l\'ELL'ODIERNO COn!llA'l'TlMENTO

misurare le distanze per mezzo del suono, sebbene anche prima esso fosse conseguihil e soltanto coi fuochi a salve. Per l'arti:,:lieria questo vantaggio rimane irnmul.al.o, percllè soppresso il fumo ri mnne la Yampn. . Lo irnbos<;ate e sorprese in genere trarranno vantaggio dalla ns seuza di fum o, poichù se tesa a lfualche centinaio di metri, la loro azione occultata sarà più prol ungata di quello che non lo fosse con la polv ere fumigcna, c:he ai primi spari ne rivelava la . posizione: ed in generale con la nuova polvere, anche per la fanteria, cl1i prim a apriri1 snl nemico il l'uow aiLJuanto coperto e dalle brevi di stmze, acquisterà ~ u eli esso uu rilevante vantaggio. Una esi!!euza creata dalla nuova polvere è questa: che appunto per la occ;l ltabi lità del fuoco, dnra nte l'avanzata sarù ind i~pen ~a­ bile nella magg ior parte dei terreni. coprire il fronte con pi ccole palluglie di scoperta <;Il e precedano la marcia di aYvicinamento. fìua. a. ehe la linea nemica non sia chiaramente designata. E questo paLLuglie noi vorremmo, in ma:o;sima, guidate da u!li cinli muniti di binoccolo nel qnn le il raggunr·ùevole ingrandimento ros·e pospo:>to all'esteso c.ampo visivo . Ci sia consentito di esprimere, per analogia, il volo: che per qualsiasi repa rto in marcia, non inferiore alla compagni;r , coll'estrema punta di avanguardia, debba per isti tuto trovarsi uu ullicin le, poichè avviene non raramente che il contegno poco intelligente dci due soldati di ptHll.a, inllnisca 1-(randemente sull 'i nrliri'l.zo dei preliminari di un co mbattimento.

* * Lo svil uppo normale di un combattimento oll'ensii'O di fan teria inquadnHa. è il seguente : I battaglioni di prima schiera dalla posizione di ammassamento fnori del eaggio di tiro dell'artiglieria nemica, cioè a non meno di 3000 metri da questa, ricevuttt la maggior qnantil.tt poss ibile di muni1.ioni , iniziano avanzando io schieramento sotto la protezione di tntta In propria artiglieria, che, dur<Lnte il pass1ggio dell:t fan-

LA l'OLVERE IN\~UM E NELL'ODIERNO CO~!BAT'l'IMENTO

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teria dall'ordine di marcia a quello di am massamento, generalmente .avr1t raggi unto l'a rtig! ieria dell' avan:,:uardia. Le truppe di nva nschiera esegui scono la marcia di avvici namento prenòenclo formazione da comlJatlimento subito o poi secondo meglio conven~a. con catene pih o meno rade e più n meno lente seco nclo che la si tuazione sia riuscita piìt o mnno nellamente designala da ll'opra dell'ara nguardia, ed avanz:mo !'enza sparare z< anche nE'Ila zona del fuoco della fucileria nemica , lino a che qneslo non inlli~~a tali per- dite da costringere ad aprire il fuoco con pat'le delle truppe». § ·185 del Hegolamen to. A questo pu nto i sostegni tarderanno poco acl entrare nella linea di fuoco . ed i grossi ~ i avvicineran no. ~ . Questo fuoco di avvicinamento dev'essere tale « da rendere 1Jos.sibile l'aYanzata lino al limite dell e piccole distanze, dove al battaglione inqnadr·ato conviene di mettere in azione tutte le sue forze per soverch iare l'avversa rio con un fuo co intenso ». ·, Acquistata lJnesta po..,.sibilitcì le t1·uppe di nvanschiern avanzano, simn ltanen mente o per iseaglioni, perrorrenù<' succes~ ivamente di . cors1t i maggiori tratti possibili e ferm<tndosi volta a volla per far fuoco. Verso i oOO metri i grossi sono giit incorporati nella catena. ed i ballagliooi incominciano il vero fnoco intenso di prep<H'aziooe, cb e deve sO\'erchiare queHo della difesa . Conseguita questa prepondera nza, l'intera prima schiera continua a<l avanzare a sba lzi, rinforzala a man o a mano da tntppe della se· concia schier<l, e perviene lino a Hi0-200 metri dalla pCl:;izione ne · mica ovt~ è ragginnta dal resto della :;eco nda schiera, ed eventunlmenle dalla terza se esiste, e quivi , se la clif'esa re::ist.e, tutta la linea apre un fuoco intensissimo, disponendogi ad assal tare, se, ciò malgrado, il nemico non sgombra. Questi, se non :1 odinmo errati, sono, in succinto , gl i alli essenziali di manoVI'a per nn attacco secondo il regolamento.

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* * Ila quanto precede, e da tutto il contesto del regolamento slesso, si dovrebbe in [erire che truppe atlaccnnti, nella maggior parte

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LA POLVERE INFOME N ELL ' ODIERNO COMBATTJMliNTO

dei casi, determinati dal terreno - e noi prendiamo a base il terreno comune in Ita lia - dovranno iniziare il fuoco a distanze chfl il regolamen to non può determin-are. ma che si può indurre dover essere dai 900 ai 700 metri , e fors 'anche più, poichè e a qtte:>t.e ò i ~tanze che culle nuove armi la difesa esplicherà già una rilevante eflicacia della sua linea di fuoco appostato e protetto. ··. Se la nostra congettura non è errala, ci pare che questo punto meriti quaiche ril1essione. Occorre partire dal concetto, che la difesa avrà scelto una posizion e che oiTra qualcuna almeno delle qualità vantaggiose che si richi edono, e che la sua linea di fu oco sarà coperta per natura o per arte: chè S!:', per rara eccezione, questa protezione non esiste affatto, i tiratori faranno fuoco dnlla posizione di « a tena » presentando un bersa~li o la cui super·fic ie è di 1 6 decimetri quadrati se completamente scoperto. Dall e esperienze di manovre noi tutti sappiamo come, anche prescindendo da lle cause di plastica c di v~getazi on e , sia poco percettibile. già alla distanza di 600 metri un bersaglio che si presenti in queste condizioni di ;\mpiezza , e come lo sia poi pochissimo in condizion i di ampiezza minore (coperture} o di distanze maggiori; e sappiamo altresì che le distanze superiori a 000 metri, per l'uomo a terra, sono sempre sti mate con errore di eccedenza. Seoza tener conto delle più o meno ingegnose tabel le di vul· nerabil iltl, sul conto delle quali ci conserviamo alquanto scenici, dovendole consid •)rare come ideali, perchè necessariamente compilate facen do a~Lrazione dal variabile terreno con le sue .variabili coltivazioni, ci pare quindi che questo primo fuoco, incominciato da una parte delle truppe a 900-700 metri, e fo rse più, avrà eiTetti minimi, non potrà conferire la possibilità per l' avanzata successiva, e ad ogni modo non compenserà le maggiori perdite derivanti dalla mi nor protezione di terreno rispetlo all'avversllrio, e che con · questa preparazi.one lontana si corra rischio di sprecar tempo e munizioni , di subire perdite senzn inHiggerne. di indicare anzi tempo al nemico la direzione del nostr·o vero attacco dandogli agio di provv&dere, e di trovarci poi , al termine di "questo periodo iniziale, nella si tuazione invariata in

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LA POLVERE JNPU ME NELL 0UIERNO COMflATTIME NTO

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cui eravamo prima d'incominciarlo> quella, cioè, di dover nvanzare nelle stesse condizioni d'inferior·ità sotto il fu oco nemico per alcune cen~i n aia di metri ancora, per poter ~i nn gere ~d esercita re un'ntione preparatoria efficace col nostro . Una volta ammesso che solamente ver,;o i 600-500 me tri è conseguibile la preponderanza, semhrerehbe apportuno il prescindere dal fuoco prima rl i quel li mite. 11 trauo di terreno che divide l'att;rccantc da questo limite, egli deve percorrerlo nd ogni modo con o. senza fuoco preventivo,' sot.to il fuoco non scosso della difesa, e subirà certo minori dan ni relativi, in ragione della ma}.(gior celeritil, rlella mobil ità e degli efTelli morali , percorrcndolo Ln tto in un fiat o o con una o doe soste brevissim e fatte a scopo di riposo, impi egandovi in tutto 5-6 minuti , eh!;\ n'on con parecchi sbalzi alternali da fuoco, impieJ.{andovi un tempo di gran lunga mng~i ore, e no n trovando sempr·e terreno favorevole agli appostamenti. Dopo· le e~peri enze di poligono, pare che anche nelle sfere rnili ta•·i franc1·S1 prevalga il concetto d' impie~are nella difemiva i fu oco i a sal ve all e grandi . distanz~ f J J)l;l, questq non e ragione per cui noi dobbiamo imitare questo concetto nel la otrensiva, che anzi essa viene a corrubO l'are la no~tl'a tesi. L'efTe llo morale di un fuoco ahbnstanza in tenso il quale, entro un dato tem po , non conseguisce di di minuire l'intensità e gli ef- fetti del fuoco della .difesa, sarebbe certo deprimente per le truppe dell'attacco, ~o uvinte che questo pri mo fnoco che subiscono e ~ he sono impotenti a paralizznre. sebbene abbastnnza efficace, non rappresenta tuttavia che il dolce preludio di quell'interessante concerto a pi ena orchestr·a, che dovranno godersi attraversando i 900-700 metri che ancora ie separano clnlla posizione nemica. Questa momentanea constatazione della loro insufficienza, può scuotere in anticipazione la loro lìdueia.nnche sul vero fuoco che devono poi imprendere ·a 500 metri, dal quale è invece necessario che tutto si ripromettano, e che perciò non deve essere moralmente pregiudicato. Potrebbe quindi sernbmre miglior consiglio, lo avanzare celeremente in cateua ordinaria, e senza fermi'l rsi a far fuoco per quanto 1·ilecanti siano le pe1·dite , lino a non più di 500 metri


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LA POLVERE INFOME NELL'ODIERNO COMBATT!hfENTO

dalla linea nemica e quivi, ausiliati poi sollecitamente dal grosso, imprendere a catena rinforzata un ro busto fuoco di preparazione che, a tale dista nza, e In su a efficacia in tri nseca, e la prepon deranza del numero , potranno rendere prevalente anche su nemico abbastanza coperto {'1). (l principio rond.amentale è questo: che la òifesa hct lllll'malmente il vantaggio nell'impiego del fuoco,, e questo vantaggio non può essere paralizzato , se non · quando l'auacco sin giunto a tale pro5simiLà, da rendere virtualmente effi cie nte la sua superiorità numerica e morale , col rendere positivi gli effetti del fuoco . L'elemento di a zio n ~ nel primo periodo del combauim enlo dev·'essere l'avanzata, non il fuoco, e questo periodo non ter mina se non quando il fuoco dell'attacco , malgrado i vantaggi di appostamento della di l'esa, incomincia ad essere realmente efflcace. Il fuoco lento a volontà, vicino o lontano, meno ch.e quel co mbattimento temporeggiante, non ci sembra più nazionale. perchè implica la rinunzia volontaria al vantaggio della rapid it.it di tiro, che è pregio del le nuove arm i e pegno di vittoriosi eiTelli, e perchè col moderno soldaLo si convertirà tosto in fuoco acct>lerato anche senza e cootr·o il comando; come del pari non razionnl e ci sembra. l'impiego del fuo co cele.re ed a ripeti~ion e - cioè della massima nostra potenza - a 'distanze dalle quali la poca visi bilità e po•:a ampiezza. del bersagliÒ frust.rano l'nti litit dei suoi efTetti. In uo:1 parola, noi riteniamo che colla nu ova polvere e le nuove

(4) Non ci dissi muliamo il sorriso che sfiorera le lahhra dei bnlisUci alla lettura el i questa propos ta. Sono ancom recenti le parole scr!tte da uno dci più autore,·oli fm di essi, il quale, sta per l'attacco che per la difesa, consiglia col fucile atlua le e cartucce a balistite, di fonnaro la catena r inforzata. prima rli giungere a. meno di ·l~ metri dell'avversario, e di rare molto uso, a quest;~. cl istanza, di fuochi accele t·a t i cd a ripetizione. Non vogliamo entrare qui nel dibattito relativo alla errtcacia del fuoco - e··cli quel fuoco - a tale dist:~nza contro nemico in posizione, cioé f:ti'Orevolmmlt.c appostato, e chiediamo soltanto quos to: ammesso che tutti i sold:tti illl llinno vista da lince e•l alzo :1 c;~.nnocchiale, dov'ò il torreuo, in Italia, ecce1.ione fatta elci poligoni o delle creste alpine. che per concliT.ioni di topografia. e di colti v:1zio1H) consenta di p11nlare a !200 metri o piti, su di unn catena appostata • a terra ? '

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LA POLVERE l NFUMF. NEJ,L 0DIERNO COMllA'l'TlMEN'l'O

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armi, per conseguire risultati positivi nell 'oiTe n ~iva, il fuoco dovrà essere rapido e vicino o non essere. A.il ogni modo per fuochi a distanze supet·iori ad 800 metri da usarsi erenlunlmente in speciali condizioni di situazione, di bersagl i, ùi terreni, non sapremmo ammettere clte quelli a salve, nei qtwli f alzo è regolato dngli ul'lìciali.

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* * A cominciare da G00-500 metri tntt a zona di spazio h:lltuto - la fa nteria dell'auacco dnrante gli sbalzi of1're bersa~lio mollo evident.e all a fanteria nemica; e tali saranno pure durante gli appostamenti pit'l o meno brevi che seguoM ad og ni sbnlzo, sia percht\ il !\uno non copre più le linee , :>ia pcrchè il terreno , non olTrirà sempre a qneste sufficiente protezione, sia pcrc:hè i periodi d' immobilità oltre che alla fanteria nemica, olfrirauno :lltresì' più facil e oLbi cttivo di tiro all'artiglieri:1. ' La rinessiooe che la difesa in qhesto' periodo pot.ril tirare tutti i suoi colpi obbiettivamente mirati, e che perciò i suoi ti ri saranno di retti a preferenza sugl i nfficiali, ci fa esprimere il vivo deside1io che venga stabi lita per questi una un iforme da campagna che si confLmda da longi co n quella della tru ppa, come, • per ragioni d'ordin e più gene raie, vorremmo rimossa dalla untl'orrne degli uffi ciali e della trupp;) ogni sorgente eli lnecichio i.JaioneLte bruni'lo inn sLnte dalla. truppa in servizio di sicurezza, trofei, placche, sciabole e foder i corruscanti. Con In n uova polvere, la questione ci sembra più importante di crn cll o che a prima vista. non appaia .

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* * Circa questi appostamenti success1vt, o soste che chiamar si vogliano, è da osset·vai·e che non sarà ngevol e cosa per ~li uffìciali, lo smnov crne ripetutamenle la truppa sotto al fuoco ne-


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LA POLVERE IN FU!IE NELL'ODIERNO CO~fBATTU!E lì'TO

LA POLV!!ltE l NF UME NELL'ODIERNO COMDATTIMENTO

mico per farla rìavanzare, tanto pi ù che in questa fase del combattimento. il framm ischiamenlo dei reparti lattici è già nn fatto compiuto, gli ufficial i non possono più esercitare il comand o !\lJÌ loro d i p~n d enti naturali e diretti, e non resta più alcun segno vi sibile di divisione di reparti . Il regol:~mento tedesco dice su questo argomento: « È diflìci le mettere in movimento una linea di cacciatori che si è formata dietro solidi ripa ri; la difficoltà cresce dopo ogni sbalzo, e perciò non hiSOJ.!na usare di qu esto espediente se non con estrema circospez ione . '' Ed ecco come l'opportunità di qneste soste è giurli cn ta cn u slava rudezza dal generale Dr:•gom irow: « Lo sparare celeremente e da lontano è indizio di truppa i~no­ r·an le; il fermars i per spantre mentre si marcia <~o ntro il nemico , è ind izio di debole;::zfl . l n realta il tiro non è (~he un pretes to; il sos tare è prodotto da m<mcanza di cora)!gio per l'assa lto alla baionetta. » Il nostro regolamento che pur· della no rm e così preziose per gli assalti, tace a qu esto riguardo, c indica soltanto l'avanzare a sbalzi al ternnti con brevi soste a fuoco , come uni co mezzo per mantenere la· prevalem;a del fuoco acquistata colla preparazione più lontana . All'italiano il coraggio non fa. difetto; questo, vivaddio, è un vanto cho nel>snno ci può contestare; ma il ~oragg i o non basta: la disciplin<>, l'afOatamento, l'addestramento, la coesione sono pure necessari e non s'improvv isano . Dobbiamo tener presente che in guerra OJ!ni compagnia aHà. due uflicialì subalterni di complemento sn quattro, e tre quinti della truppa composta di ci ttadini che appa rtennero all'esercito per un tem po più o meno lungo e da un tempo più o meno remoto, che lasciano il cam po o l'oiTìci na, la lettura del giornale e l'associazione politi cq , vrngono equipaggiati ed armati a precipizio, e senza il pili breve periodo di transizione so no avviati al reggi mento che non è quello eli cui ;.:iit fecero pa rte, e nel giorno stesso in cui vi giungono può avven ire che debba no partecipare ad un combattim en to ... ... . Non condividiamo :1 feti cismo dei bali stici, cirr,a la sicur ezza dei m i ri fi,~ i ofl'eLLi utili che si conseguiranno con le masse · de i proietti - come se il fuo co non fosse molestato - lanciata dagii

appostamenti succe.ssivi a quello del fuo co di preparazione 1500 metri. La preponderanzn di fuoco . se acqu istata. potrà essere prontamente paral iz;r,ata da altri rinforzi, tralli da lle riserve dei punti meno minacciati, che il di fensore eventualmente metterà io linea; e non è poi dogma che l'artiglieri a dell ' :~ltacco debba sempre riuscire a schiacciare quella della d•fe.-;.1, per rivolgere poi i suoi tiri su lla pn.;izione tenuta dalla fanteria; talvolta invece succederà il con trario : perchb la difesa, dalla sua posizione fissa, a nà ma)!gior agio di scrutare accuratamente il lerr·eno in giro se ~u endo di · ligentemen te qualsiasi indizio di rnmo re o di poh·erio, e di apr ire per prima con le sue batterie il fuoco diretto o incli rello, più _probabilmente occu ltato , sull e balleria nemiche. Potrà altresì avvenire che l'a r t i~ l ie ri a della difesa, consta.tata la propria in feriorità, ces~ i in buon punto il fuoco H si rna:~che ri , per riprenderlo poscia con priori tà d'iniziati va su q11 ella dell 'a ttacco quanclo ~iunge sulla secondll prevedibil e e prevednta posizio ne. Polrit anche. la fanteria della dil'es:•, visla la preponderanza avversa ria, ~go m ­ br;ll'e i pnmi meno forti della linea , per nndare ad occnpare un'al tra po;;izione prepa rata più indietro dalle sue r iserve , lasciando però sui punti più forti e coperti. snfficienti nucl ei per contrastare v i~orosamente col loro fu oco l' ulteriore : \\·a nzare del l'attacc.o, e darle trmpo di organizzare la ;;econda resistenza atta a lo~orarlo poi co mplet;lmente e consentirle la co nLroiJe n~ iv a quando e;;so dovrà ricominciare da capo con un nuovo avanzare, un nuovo fuoco di prepara7.ione, ecc .. ecc. ' }lolte ra!!ionevoli considerazion i ed ipotesi, la determinazione della cui plausibil ità dipende dalla si tuazione e dal terreno, in · ducono a ritenere che la fanteria dell'allac<:o, anche dopo acquistata una prima preponderanza di fuo co a 500 metri, malgrado le · ingen ti masse rli pro ietti che potrà lanciare sulla posizione nemica, e le favorevoli combi rw7.ioni di fa~c i di traiettorie, avrà da supe · rare ancora gravi s~ im e di llico ltò. prima di r iusr:i!'e a far s ~om ­ br~re la posizione col fu oco, o di giungt.:re a portata di assalto da essa. Durante queste soste a mano a mano più prossime a ll 'ago~tnato ap· postàmento nemico lo slancio e l'enercia che :1ccompagnarono l'avan-

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LA POLVER.E INFU~1E NELL' ODIERNO CO)IBATTDI E!'\TO

LA l'OLVE itE l NFOME N ELL'ODIERNO C0 11BATTIMENTO

zata fino all'appostamento del fuoco di preparazione dal quale tutto si sperava, oaturnlmentf\ si raffredda , na sce l'esitanza , il soldato non ù già più padrone dei suoi nervi, la disciplina rlel fuoco cade nell'o bblìo, e l' ellìcac i ~t ne rima ne problematica . Non illndiamoci: c1uei soldati ch e hanno trovato modo di coprirsi - e assa i :-;pesso non saranno i più. - mirano forse ancora; gli altri d:liL1 po.sizioo0 di «a terra>> per l:1 maggior pane act:elerano e5ager:llfl.mcnte il tiro senza m i mr ~ e for:'.e neppur puntare, dominati dal l isti nto della con ser vazione il quale li ecci ta febbrilmente e li ill ude che :;parando il pi ù celeremente difendono meglio la vita . Del re;;to, con lo za ino che gli preme le spalle, con il cheppi che posteriormente contrasta col Lelo a tenda ed impedisce di alzare la testa , ed anteriormente colla visiera toglie di poter puntare, con tutto il sistem:t di ciughie t~ h e gl'insalcicciano il torace . con le m•)lLeplici cause, anche minime, di s uo lo ~ di vegelazione ehe saltuariamente in terceltano In vista del bersag lio bas:>o d<LVanti ad una linea di ti ratori, si può el-(li pretendere o sperare dn l soldato ansante per la Mrsn esegnita, che. nuche in condizioni morali che siano normali, esso tiri appena mediocremente dalla posizion e di « ~ terra » la quale pu re. indipendentemente da tutte le predette conflizion i sfavorevoli , non si presta di per se stessa alla esecuzione di un buon ti ro? L'adozione della po ~i7.io n e di \{ a terra & venn e sicuramente sugoerita ' non "iit dal concetto di ottenere nn tiro eiTi cace , ma da ~ n quello d.i diminuire le perdi te: essa è dovnt,,, cioè, ad un criterio difensivo. Nel constatare che questa posit.ione è inadatta pet· l' ulfensiV<l, tanto più se la tmp pa è muuita di zaino, e togli e al fuo co buona parte della eflìca~ ia che al'l'ebbe in ragione delle distame, non ci pet·itiamp di as~eri re che, qual unque sia la :'tngione, non è frequente in Italia trovare terreno In cui coltivazio11P. e struuut·a consenta a due linee di tiratori « a term » a non meno di MJO metri, di eseguire coscienziosamente l'una su l'altra un fuoco mrrato . Si dirLL: ma se il so ldato non vede, rleve sparare dalla posi7.ione di « in ginocchio » e mag.1ri anche da quella di« in piedi. » Ciò è è vero, ma è un vero so lamente teorico. ~ ella pratica , l'abitudine

rcgolanumta1'1nente contratta e l'amore della vita, corroborati dal

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criteri o difensivo che con la po~i7.i on e di« a terra ~ il regolamento sanziona, renderanno fr ustranea questa prescrizione . Noi riterremmo allo di progres::;o tallir:o, il precetto ri ~.:orosa ­ mente os:'ervato di non usa1·e in massima, per far fuo co, ticlla po' siziooe di « a LEl!Til )) se T\00 al le rlistanze inferiori fl 1·00 metri , salvu le eceezion i g- iustilìcate da speciali cond izion i di terreno e di coltivazione . Acl ogni modo , si a o no effi cace il suo fu oco, è i.n dnbitato che già a i:iOO metri il solòato proverà nn a estrema rilnuanza ad abban donare un appostamento raggiunto con tan ti pericoli . per andare ad all'rontare pericoli ancor·a maggiori, e che in quella allu:dità molli dei suoi nfficia li. gia messi l'uot·i di.comball ime nto, non saranno più là a rianimarl o, ad ecc itarlo col virtuoso esempio del loro eru i ~mo .

Sembra qnincli giud izioso ilrite!J ere. che <l . smuovere più fa :~ il­ mente le truppe da qneste so;;le, entr·o la zo na di 500 met1·i, sarà neces.s:trio il più delle volte l'intervento di riparti di rin calzo i quali , profillancto della c i rcosta n ~a che il fu oco ne mico è i rn pegnato, truppe già appostate, avauzino celeremente fino oltre l'a ltezza di que:ste, tra s~;i nanà o le seco fino ad un altro appo::;tamento più avanzalo, e mantenendo così inalterata ment e. vi,·a la fi amma dell'oll'ensi,•a . dell' avanti, ad ogni costo, e se mpre avao ti. Noi vorrem mo che qtfesto sistema, reso possib ile dn pi ù accurato add estram ento !-(inuastico, fosse addotta lO come nonna fi s;;<t regolamentare per l'esecu?.ione dei tre o quattro sbalzi occorrenti per avanzare da GOO n ·i 50-·100 metri dalla posizione nemi ca. Ci pare che ne deri verebbero vantaggi rilevanti anche d'altro ordine. . Qua nte meno soste si fara11 no, c quanto pi ù hrevi, tan to mino re sarà il tempo durante il quale le t ruppe ri marranno esposte al fuoco della di fesa . Specialmen te negli ultimi 500 metri le soste dovrebbero farsi possibilmente soltanto quando il terreno olTre un appostamento favorevole. e nella sola mi sura e col solo scopo di riprendere fiHtO e dare tèmpo di avanzare all e tmppe di seconda schiera , che do vr-an no essersi man mano oguor più avvicinate, e solo l'ultima,


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L A POLVERE IN F OMU NELL'ODIERNO COMBATTTIME NTO

LA POLV ERI:: INFU.ME NELL'ODIERNO COMBATTI MENTO

quella a '150·100 metri dovrebbe aver st:opo di fuo co breve ed intenso. Quanto più l'attacco, spec!e se non validamente appo ~gi a lo da fuoco di artiglieria, sarà condollo celeremenle, tan to maggiore sarà la .depressione morale del difenso re, tan to minore la sua possibilith di parare con nuovo truppe, tanto minori lo nostre perdi te.

ndottare la linea di colonne di sqnndre affiancate, oppure In catena ' fitta o rada secondo le contingenze e secondo che il fuoco nemico' è distribuì lo sul fronte. ' ·

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** Circa le formazio ni da adoll arsi da so,;tegni , grossi e truppe da rincalzo in )!enere nello avanzare sotto il fuoco, il regolamento con larghe vedute lascia la più ampia fa coltà ed iniziativa ai comandanti di riparto, consigl iando anche lo avanzare in li non· spiegata sollo l'azion e dell'atti glieria nemica. ~I o lti prediligono coma form aziC'ne meno vnlnerab:le, quel la di brevi colonne ·affiancate ·mat•cib.nti alla stessa al~ez.za (Jiuea di colortn e) . Anche uon vol endo tener conto della aumentata penetrabilità dei proietti col le nuovo arm i, oceorre co n ~ iderare , che simile formazione oll're il vantnggio di minore vulnerahili tà, solamente quando il fuoco nemico è dirello nor ma l men~e al nostro fron te, chè se invece è diretto ob bliquamente, r.iò che succederà su molti punti della liu ea perchè, come ~ iàaccenn ammo, i frouti di combattimento sono naturalmente :>inuo:;i, in tnl caso con ques ta formazione si pre,;enta ;d fuoco nemico una linea continua ed inol tre profonda. Norme tn ssative a questo riguardo sarebbero da nuose. Si può solo indicare, che le form azio ni devono co rrispondere all' essere o no sotto il fuo co dell'arti1-:lieria . alle distanze dal nemico, alla protezione dalln sola vista o anche òa l fuoco che offre a mano a mano il terreno r.el LJ·n tto che si deve percorrere.-Se il riparo è basso ed ampio, sarà op portuno avanzn re in lin ea su due righ e, sebbene le truppe siano così meno alla ma no e le coltivazioni rendono difficile la marcia ordinata e inducano a deviazioni ; se il riparo è stretto ed alto èonverrit la colonna; se non vi è protezione di sorta, co nvena

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** Giacchè siamo sull'argomento delle truppe di rincalzo, c.i sia consentita una breve considerazione sulla opportunità dei sostegni. Anche nella oJTensiva, :>econdo i criteri dominanti , il combattimento p rei iminare o di tasteggiamento si inizierà a riltwanti distanze, mediante r,ntene rade, poichè in questo periodo il fuoco intende soltanto a chiarire con esattezza mngg iore di quella consentita alle precedeuti esplorazioni di cavalleria. dove e come l'avversario ci aspetti. Il combattimento è dimostrativo, In catena · non deve aver bisogno di essere urgentemente ri nforzata. ed il ... sostegno che le sta dietro a '150-200 metri passivamente esposto a parte dei tiri diretti sn di essa, ci pare non risponda nd evidenti esigenze, e che perciò in questo periodo del combattimento si possa sopprimerlo senza inconvenienti , anzi col vantaggio di evitare delle perdi te morali e materiali , che con la radenza delle nuove arm i saranno più sen sibil i. La r ileva nte lontananza del grosso, in questa fase, non im plica debol ez~a, alleso il carattere esplorativo del l'azione. 'Nel periodo successivo, fatte ch iare le disposizioni del nemico, l' atLaccan te ,;i anrici na fino a portata efficace, nell' inten to di acquistare qnivi preponderanza di fuoco sulla difesa, ed imhastila la linea di fuoco colla prima catena, deve rinforzarla so ll ecitamente col grosso onde conferire nl fuoco la necessaria consistenza. e torna perciò indi !Terente che a questa imbastitura giunga oppur ioni no un minuto più presto, il debole r info rzo dì questi sca..,l ' . o mtermedi. Ci pare quindi che colle nuove armi il sostegno non sarà un , elemento necessario nello spiegamento per il combattimento. E si può forse assel'ire che non lo era neppure prima, od almeno


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LA POLVEitE TN'FUME NELL'ODJER~O COMBATTJMENTO

che nella pratica non corrispondeva all'ufiicio per cni è istituito, dappoicltè l'esperienza delle ultime campagne, e quella delle no~ tr e m:\movré, dimo;; Lrano con costante nlfermnione che non appena è iniziato il fuoco i sòsLegni si fondano nella c.atena, per . cui tanto vale non averli e fare addirittura la ~~a tena più forl.e fino dal pri ncipio, evitandosi con ciò !'iniziale frammischiamento dei rep:wti nella compaj!nia. · Per le compagnie co;;titncnti le ali est reme di una linea di comh:1Ltirnent.o, l' e:;i~t.e nza dei ' sostegn i ci sembra però giustifi chtn. Nella difensiva, in vece, l' ist ituto del sostegno nulla ha perduto della sna importanza, ;pecialmente di fronte a terreno più o meno coperto, e le ragioni ne sono orrie.

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* * J; ulLimo appostamento a 1!50-100 metri dal nemico determina il pun to culminante dell'at tacco. I n questo momento -la fanteria non pnò di massima fare più alco n a$segnan1ento sul concorso dell 'n rli gl ieria, contro la linea di fuoco nemica, a meno elle le ·batterie eccezion nlme n te possano tirare nncora a .percussione. c deve ba~tare a sè s te~ga _ Es!'a , però, sul trallo prerlesigoato del fronte ha in linea IUlle le sue risorse, poichè la preponder·anza di fuoco non si acquista e mantrr.nc collo sparare il maggior numero di cartucce con poche truppe, ma bensì co n r impi egare il magg ior numero di fucili ; e in qnesto mornento occone altres\ aver pronte il ma ggior nnmero di bnionetl.e. percbè il fu oco da quest' ul tima sosta, o decide dell'esi to favorevole del l'attacco, o serve di prepnrazione all'a::~allo, ed il fru~ile da arma da gello :>la per· di,reni rc arma ùa urto . Dn crnes ~· ultimo <1 ppostameuto le truppe dell'attar-co. di mas · sirna superiori a f[LHIIl e dr> ll n difesn., aprono tosto il fuoco a ri petizi one. IJuale misnr.1 nni:t l'eflicacia di q'n esto l'uoco 'J B.apidità c precisione sono elementi che dillìci lmente nel tiro

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LA POLVERE J NFUME NELL 0DIER?\O COlllBATTUIENTO

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possono connaturarsi, ed anzi tendono ad elider~i, ma oltre '' ciò questa mi ~ nra è sopratutto determirrata da elementi morali. Il cannone co l suo a[f;J sl.o di l'e rro o di leg no adempie inse nsibile il suo uf'lì cio. nè ~ l i b<1 1.t.e il polso, ma l'afl'nsto del fuc ile è _ l'uomo. a(fusto semovente clre pensa c palpita. All' attrito delle dure prove di questo periodo dei co mhallimento, ed agli eccitamenti negatiYi dell' i;:;tinto di co nscn•azione, nelle tcmpre non adamantine è giiL completamente svaniw la ..;erenità eli spirito destala dai proponimenli iniziali , ed n. sfidare con la necessaria ca lma i peri coli , no n rimane che l'amor di patria ed il sentimento elevato del dovere pei Hnn volgari, il g rad~ più o meno intenso d! abitudine all'obbedienza per gli altri, cioù per la gran massaOra, ci pare chiaro che se è possibile - e deve esserlo il guidare o trascinare reparti lin o a quest'u\l.imo appostamento ed anche oltre, non lo f~ altrett.an to il pretendere, non diremo spontanea e serena la disciplina del fuoco, che il soldillO non lw culla nell' Oiimpo. ma so ltanto una qualunque pon!lerazione e coscienza dei propri atti, da uomi ni che si trovano in tanta am bascia di :.piri to e di cuore. da uomini il cui animo è agitalo dai più stranrdin:H'i sentimenti. dul ie più tragidte impressioni, da uomini eir e, nel maggior numero, da molto tempo non sono più. ab ituati al l'ord in e od èl lmeuo n qu ella obbedienza passi va ehe poò supplire alla ur.lic.eoz:l di al tre virll'r_ E questa ohhedi~nz;~, tanto piir ~0 11 gli aii.IHlli abbreviamenti di ferma, occorre quinùi far sì. malgrado vi ostino l'ambiente politico e sociale, d' inc ulcarla al soldato cosi viva e prol'onda, ch e <il richia111o da l co ngedo per mobilitazione ei ne ri sen ta ancora istintiro e d11 tn inaute l'ascenden te, e ne ri pren da immediatamente l'abitudine come eli <~OS:l nut.nrale ed inelnltnb il e, ed a questo eiTetLo nessun mezzo mor·ale t' materiale dev- P.ssere trascurato. Ed a proposito dei mezzi materiali ;llli a questo intento, non sappiamo -resistere al desiderio di eitar·c le seguenti carutleristiche par·ole che il ~e n e rale Bronsard von Scbellendor!T, del l'esercito germanico , scri veva Io scorso anno: « Nu lla c.on tribuisce maggiormente a co nferire l'abiturline dell 'obhedienza, qunnto gli eser-


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LA POLVERE INFUME NELL'ODIERNO COMBATTIMENTO

LA POLVERE !N(•'UM& N ELI.'ODI E RNO COMBATTIMENTO

ctzl esegui li con precisione e rigidezza, durante i quali il soldato mette assolutamente ed esclusivamente a di sposizione del suo superi ore, tutto il suo essere materiale e spirituale, i suoi sentimenti, il suo vigore ri sico . Gli esercizi sono la vera scuola dell'abnegazione ». Queste parole contrastano stridentemenLe co l sentimento d'individualismo che ora invade e pervade, ma concordano con quel vero e solido spirito mili tare, dal qual e possono dipendere 1'on01·e e le fortune della patria. Per !e ragioni anzidette sembra dunque doversi ritener·e, che quantunque cosi vicino, il fuoco rapidissimo da quest'ultimo appostamento, sebbene non più di sturbato dal fumo, non ottenà quei miraco iÒ;;i effetti materiali , gent:ral mente preveduti ed attesi in base alle esperienze di poligono ed ai ca lcoli teorici. Rimane però sempre da aggiungere agli efieui del fnoco per parte dell'attacco nel tratto prescelto ad obbiettivo, la prevalenza numerica, e per ultima risorsa resta la baionetta che è pur sempre l'arme degl' invitti, e che malgrado tutti i perfezionamenti delle armi dn getto e del loro modo d'impiego, è pur sempre quella la cui mercè si potrà effettivamente sloggiare il nemico dalla sua posizione quando, malgrado tutLo, questi perfezionamenti risultino impari all'uopo .

quattl'o righe - due a terra e due in gi nocchio . - La difesa è riuscita, durante gli sbalzi del l'attaccan Le, a mettere pure sulla t inea w tte le sue rimanenti risor5e, e contrappone su egua l fronte tirat.on su due righe, dietro ripari natu rali o artilìciali, in numero corrispondente alht melil di quelli dld l'att.acco. Sup poniamo così ad occh io ~ croce, che il valore nella posizione e la potenza dei ripari della difesa siano relati vamente ra•muardevoli e che la massa scoperta dell'attacco costituisca un ,..,.., bersagl io stabilmente visibile, qua uro vo lle maggiore d i rruello della difesa. LR supposizion e non ci pare nè inverosimile nè improbal,ile. Con siderato che 10 questo caso non vi può essere errore d'alzo, e che perciò la causa materiale che maggiormente possa influire su gl i effetti uti li del tiro, non può consistere che nella di fTerente altezza e prol'on dittt del bersaglio, concediamo alla difesa il 4 per cento eli colpi utili e l' ,1 per cento all'attacco. Dopo un breve periodo eli fuoco r·apiJo, l'attacco constala che l'intensità di fu oco della difesa è diminuito di metà, e giudica perciò averle inOitte perdite eq uivalenti a metà della forza, ma in pari tempo si accorge alr resì di aver pertluto metit della forza propria. Quale deter·minazione prendF>.l'e?. Continuare il fuot.o, sarebbe l' esaurimento reciproco senza scopo; retrocedere, sarebbe la distrnzioue accompagnata dall'umi liazione; cessare il fuoco rimanMdo sul posto, sarebbe l'assurdo. Non vi ha più scelta; o bere o all'ogare: non rimane altro partito che utilizzare la superiorità nu merica e quel la colletti vamente morale che deriva dalla qualità d i attaccante, ed assa ltare vigorosamente aiiR baionetta, poichè solo l'assalto può essere soluzione e salvezza. L'esito? Il destino è in grembo a Giove. Oppure supponiamo che appena giunto l'atta!:canle all' ultimo • appostamento, il difensore per evitare le perdite cessi il fnoco coprendosi alh meglio dietro i t·ipari , cleterminato a riprenderlo poscia non appena l'aggressore cessi il proprio per assaltare o rili·rarsi; che farà l'attacco? La risposta non può essere che identica alla precedente.

... * * Sarebbe inconsulto ed esiziale il riten ere che, come da taluni si va asseverando, con le nuove armi e con le nuove polveri, l'esito eli un attacco non possa essere deciso che assolutamente ed esclusivamente col fuoco, e che perciò gli assalti alla baionetta siano da relegarsi nel museo dei gloriosi ricordi. Si offriranno nei casi, e non rari ssimi, nei quali questi assalti costi tu iranno l'unica soluzione possibile . Un a truppa impegnata in un attar.co trovasi allo scoperto, o quasi. all'ultima sosta - '150-'100 metri - dalla p_osizione nemica, ove completala con tutte le sue forze di rincalzo, può esplicare su un dalo fronte la massima densità. di fuoco, r-ioè su

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li: identica sarà in tutti i casi, più o meno simili ai' due qui e:::.posti, nei quali la protezione del terreno compensi per la di fesa la inferiorità numerica e mo rale, e l'attacco non avendo la potenza di farl e abbandonare la posizione mediante il fuoco, l'aggiramento o l'azione dell'artiglieria, venga a trovarsi nel bivio: o clelia ritirata che equivale al disastro sicuro , o dell'a9salto che, come tutti gli atti di sperati, può produrre e disastro e vittoria. Lo ripetiamo ftn che a rischio di u:;rgire il lettore : la difesa aven do sempre la scelta della posizione, e potendo sempre procurar;;i con una avandi fesa tem po re~g i a nte il tempo per afi'orzarla, godrà sempre il vantaggio del migliore impiego del fuoco. Contro nemico che da una posizione si scopre solamente per quel tanto che occorre onde pun:are e sparare, gli elleLLi del fuoco - tiro di guer·ra- posso no essere assolutamPnte minimi, e l'attaccante, nna volta impegnato , arl un improduttivo logoramento dovrit preferire di giuocare la carla dell'assalto. Le perdite sa ranno enormi , ma la guerra è la guerra. A render·e, se possibil e, meno gravi queste perdite negli assalti , non sappiamo scorgere che due espedienti di li mitato effetto: far deporre gl i zaini onde la tr uppa assalti più celeri? e con maggior slancio ; lasciare sulle ali e saltuariamente sul fronte della linea, nlcuni reparti che continuino il fu oco fin o a che possono fado se nza colp ire i compagni assaltanti, e ché cessata questa possibilità si slancino a lonJ volta sull a posizione n~mica. MCL questa sol.l r-azione to:,{ lie vi~ore e compattezza all'assalto, e poi. in quel trambusto nel quale è rollo ogni legame ta ttico mentre le decisioni occorrono prontissime, sarù ogli ciò fattibileL ... Per ragioni tattiche e mora li stimiamo dunque si debba ognora iuculcare al soldato, ch e nella punta della sua baionetta r isiede la eJ't?·ema mtio, il rimed io virile per togliersi da qualsiasi gi nepraio) per superare qualsiasi resistenza, specialmente pei combattimenti di locali tà. • La tendenza al coltello, che è uno dei vizi privilegiati p'itt b;trbari e vituperevoli .del la nostra razza, può diventare una virtù per la difesa delln patria. L' ullìcìale però. dev'essere ben convinto, che a meno si tratti

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LA POLVERE l NF O)!E NELL'ODIERNO COMBATTIMENTO

.di sventare un agguato teso a breve distanza, di operazione notturna, di respingere un assolto per sorpresa, o di alt~·i c~si -aiiatto speciali, un attacco alla baionetta contro truppe sull anr1so .ed ancora ordinate, non preceduto da vigorosa preparazione col fuoco, anco se eseguito con estremo slancio sarebbe una stolta temerita. Per la fanteria, come pe1· la. cavalleria, colla potenza delle nuove .armì l' urto non è un atto indipendente .

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* *

Ouesto assalto dalo dall'u ltimo appostamen to perchè il fuoc o .int; nsissimo non è bastato 'a :midare il nernico dalla sua posi:tione calle nuove nrmi sarà invP.ro un atto ben rude. Quel tmllo di ~150- •100 metri da percorrersi solto un formidabile fuoco di .nemico appostato, può ben delìnirsi senza metafora la zona d.ella strage. La tru ppa dell'attacco sentirà dall'appostamento scrosc1are ·sul suo capo dei veri nragani di piombo; e per a ssnlta~·e ~ov~·à af~ fron tare allo scoperto uno strato ininterrotto di pr01et11 d1scost1 orizzontalmente fra loro non pi ù di 30-50 centimetri . Il pi ù dei solclati penseranno che avanti a sè e dietro a sè c'~ l~ m?rte; per poco che siano o si lusinghino di ess:re. coperll ,. l ~gotsmo 'individuale suaaerirà istintivamente a molli rlt loro dt nmanere .0 ve ~i trovano o solo una solida coesione .morale l'esemp1o ero1co ·de•>li ullicialiJ ed un fiero spirito offensivo eminentemente sviluppa7o in tutti, potranno strappare tutte intere e simultaneamente queste masse dal lo ro appostamento, ed indurle a preci pitarsi .testa ba.o;sa e baionetta calaLa sulla posizione nemica. 'ra il predicare nelle conferenze e negli articoli di. R.iv.ist~, ·che solo nella indomita oiTensiva sta il segreto della v1ttorw, ti .consacrarlo nelle prescrizioni del regolamento di esercizi, non •basta per conferire ad un esercito l'attitudine a questa aggres~i va ..0 sanouinosa ofTensivn; occorre altresì e sopratutto che essa es1sta <> nello spirito di questo esercito, che gli sia (:aldo sangue gorgo~ ,glianle nei tegumenti , che gli venga inoculata lino dal tempo d1 {')1')

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LA POLVERE INFUME NELL' ODIERNO COMBATTIMENTO

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La POLVERE IN FU)IE l\"ELL'ODIERKO COMBATTIMENTO

pace col conformare ed essa le abitudini, i costumi, le pratiche eli servizio, tnlto l'indirizzo dell11 istituzione, tutti i fattori della vita organica militare ('1); occorre sviluppare al più alto grnòo iregli ufficiali la stima per la loro nobile 10issione, l' energia e fierezza del car;\tlere, il desiderio di azione, l'amor sublime di patria, l'ardore della iniziativa, il sentimento rigido della disciplina e quello generoso del sacrificio, il coraggio consapevole dell e responsabili tà. Solo a questo prezzo con~eguirà l'esercito pru· dente audacia e sapiente fo rtuna. •,; Ma questo spirito viviflcatore non potrebbe aleggiare in un esercito nel qual e l'altezza morale fosse vnlnerata da cause estrinseche, in un esercito continuamente discusso da partigiane passioni e che avesse la triste convinzione di essere tollerato nel proprio paese come un male inevitab ile! ... . .. Il valore di una massa non è che la risultante dei valori individuali; ma per rendere potenziali questi valori, l' inquadramento, la discipl ina, l'addestramento, non sono sufficienti, occorre rapire il fuoco al cielo, occorre una accurata ed alta educazione ~orale che abbia fondamento nella nazione; poichè un esercito fornilo n dovizia di virtù militari farà miracoli anche con armi mediocri , mentre il più perfezionato armamento poco vale in mani meno elette.

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positiva, quasi che la scuola tallica allnalmente in onore fo~se oeaativa o ideale. Essa ha per bandiera lo studio clelia teco1ca del fuoco, bandi era sotto la quale ognuno che abbia intelletto spon taneamente si schiera. Nella nostra pochezza, per l'amore si ncero che portiamo all'esercito, plaudiarno di gran cuore a questo cenno di risvegl io degli studi militari in Italia, dei quali da un decennio si deplorava il torpMe, ma vorremmo che per meri tare veramente il nome di po~iti va, questa scuola non dimenticasse neppure p'er un istante, che gli elemen ti fo ndamentali del comballimento eli fmHeria sono le armi, l'uomo, il lerre.no , e vorremmo clfè il grande amore per il primo di questi elementi , non favori:;se il tli !Tondersi del concetto di sminuita importanza clegi i altri tlue, e specia lmente dell'ultimo. La balistica è una sirena ammaliatrice; s' i n c~omincia col con.cederle un so1Tiso e si fìnisce co l dimenticarci ebbri nelle sue braccia. In gene1·a le i dotti in bn l isti c~ quando affrontnno la· tattica della fanteria per convogliarla nel fiume maestoso delle loro tras.::endenti cognizion i, fan no troppa astrazione d:ll terreno, e architettano predicati, ma!'sime, preceu i ingegnosissimi, che spesso però 11 !1 a prima appl icazione pratica, il terreno con In sua vegetaz.ione e la sua in erte ed eterna potenza sfata e disperde, come fa ,il sole delle nebbie mattnLine sui prati.

,. ** Oggi, piena di giovanil e baldanza c guidata da vivaci ingegni , si fa largo una scuola che speciosamente s' intitola della tattica

(l} Questo studio fu compilato nel robbraio ultimo (1892}. 11 nuovo regolamento dì istruzione e di servizio interno per la fanteria, pubblicato nel maggio, con tiene giil parecchie disposizioni informate a quest.o spirito che noi vorremmo densamente trasruso in tutt.o l'esercito. Salutiamo questo primo passo qua le promessa di magsio ri ardimenti, che valgano a soastoiare l comandanti di riparto dalle cocciute tirannie burOCl'atichc ecl amministrative, Sterilizzanti qualsiasi ardore d'iniziativa e eli operosità, o costringano tutti, anch e l piu altì, ad entrare sinceramente in questa corrente rccondatrlcc, considerandola elovtttamente come un progresso ed un bene 1er tulLI, e non come una àiminutio cap!tis. Non è per() soltanto e maggiormente la fanteria, che abbisogna di por.>i sollecitamen te nel nuo''O indi rizzo.

Vogliamo e>primere un'altra con siderazione - che la potenza delle nuove armi ci sembr a giu stifi care - sul rapporto tra In forza e l'estensione del fronte. Il re"olamento di esercizi dà come normale per una bri!!ata inquadr~ta che debba svolgere con intensità nn auacco decisivo, una fronte di 600 a 750 metri e che siccome il r·egolamento stesso pone come regola tassativa che, dato il segnale dell'assalto il comandante deve lanciare nel l'azione fi n l' n!tirno uomo: ne viene eli conseguenza çhe prima di dare il segnale) egli avrà fatto avanzare lino all'ultimo appostamento tutto qtwnto gli rima-


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LA. POLVERE lNFU~IE NELL 0DIEHNO COM:BATTllllEJSTO 1

neva di forza disponibile. Ora suppos to che a quel punto sia stato posto fuori combattimento un quarto circa della forza totale, la densità del fronte rim atT~l pm· sempre di 5-6 uomini per metrolineare, una densiti1, cioè, eccedente di circa un quarto quella ch e è utilizzabile per esplicare Ia massima potenza di fuoco . Chèse poi si riflette che la densità sarà inegunlmente riparti ta sulla linea dell'attacco, cioè mi nima nèi tratti del fron te designati per )'attacco dimostrativo o finto attacco, e massima nel tratto stabilito per l'attacco decisivo o principale, si dovrà. co n ~lud ere che in questo ultimo tntLto la densità potrà essere di ·1O.i!12 uomini per metro lineare, cioè eccedente di circa tre quarti quella utilizzabile pel fuoco . Considerando che lutli questi uomin i eccedenti saranno nella impossibilità di fa re uso della propria arme, e che quanto più si offrono truppe in mass:1 al tiro nemico così vicino, di altrettantosi aumentano le nostre perdite, si vien e forse nella convinzione, che la regola d'impegnare fino l'ultimo uomo nel momento decisivo, può. come tutte le rego le, andar soggetta ad eccezioni.

,. * * Per quanto riflette il combattimento difensivo della fanteria coa le n nove armi. ci sembra che i criteri sul modo di condurlo, siano giit implicitamente emersi, - almeno i più generaii dalle considerazioni esposte su l combattimen Lo oll'ensi vo.

,. * * Da questo ragionamen to, se esso non è errato, si può arguire~ che con le nuove armi, nei futuri combattimenti, la direzione superiore sarà meno virtuale mentre rimanà maggiore latitudine ed iniziativa ai comandanti minori; che i preli minari del co mbattimento saranno più lunghi, più rapida c decisiva l' azione,

LA POLVERE

INFU~IE

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NELL 0D1EBNO COMBATTUIENTO

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maao-iori le -erdite, più disastrose le ritirate, non-rinnovabili co n le ~~esse tru~pc gli attacchi non riusciti, più grandi. P~l'. tutti le difficoltà montli e materiali, maggiore la somma d1 vt.r lu occorrente all'esercito; c che perciò dobbiamo dedicarci co~ mstancabile fervore alla scuola di tiro, alle esercitar.ioni tatt1che, all'addestramento disciplinale, ad un'alta educazione morale nostra e del soldato, che ci renda atti alle esigenze della guerra moderna. . Noi auguriamo: che invece di tante esercitazioni de~ bal tag.ltOn.e isolato, cl1e·· è l'eccezione c ci abitua ad uoa taLL1ca d1 esped1~nt1 , spicciola; sbrigativn , basata sulle risorse del concel~o pro.pno e indipendente, siano più rrequenti quelle de~ bat~gltone mqua: drato _che è In regola e ci addestra alla tatllca p1u gr~ve e coot.dinala al concetto al trui, quale si richiede pei grand1 combattimenti; che le esercitazioni siano sinceramente scnoln c non esame per gli u!Ttciali che le diri gono cd eseguis~ono; che ve~ga . prosc1·i tto l'uso eli esi gere, dopo fa ti cose eserc1taz1on 1, eh~ l ulf1 Wl. le riferisca sulle medesime con relazioni scritte, le qual1 nessuno leaoe ed in .renerale so no compilate ad gswn clelphini; che esno "' · d' l sendo quasi impossibile possa avvenire nn ~ot~b~tttmento .~ q~a ~ che importanza senza partecipazione d1 arttgherta, le escrcJ~az1om ordinarie di guarnigion e si faccian o per re~ola con r~part1 del~e tre armi ove ciò è possibi le, od almeno con fantena ed arllo-lieria: che stante l' opportunilà e la potenza che con le nuo~e ~rmi ha. acquistato il fuo co dÙ'en:->ivo, venga la nostra fanten.a sol!ecitamente provveduta di utensile da trincea; che ''engano. l'l- . , mosse tutte le pasto ie burocratiche e territoriali , tutt~ le ddTi~ colt~t, tulle le prescrizion i non assolutamente n ec~ssane, .le quali tolo-o no sovente che il co1·so annuale delle istruzton1 ne1 corp1 , po:sa svolge,·si con graduale regolat·ità ; che venga .studiata ed emanata una legge, la quale dia facoltà alle truppe d1 ll_lanov~m:~ su qualsiasi terreno di proprietà privata, nelle epoche tn cu1 c10 non reca veri dan n i ali' agricoltura. (;ozzr 0,\ T!FH OSO '/'eneut,e co!o,metlo at 1l0 1·eggimentu (nnteria.


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l SERVIZI D'ESPLORAZIONE E SiCUREZZA

I ·~ERVJZl D'E~PLORAZIONE E~ICUR~ZZA (Continuazione, vedi nwme1·o pt·ccedentel

70. Il servizio di vigi lnnzn dinnanzi ed intorno all e gros~e colonne è fatto specialmente dalla ca·vatle?·ia di testa dell' avangnardia (plotone o me:r.zo squad rone per la divisione di fanteria. mezzo squadrone o uno squad rone per il corpo d'armatn, squadrone di testa dell'avanguard ia per la di visione di cavalleria). Questa cantlleria d istacca i fianch eggiato ri e le pattuglie fiancheggianti (v. § 511) , organi i. ~Juali si rannoclano alla coda dell 'avanguardia, oppure, se prestabi!Jto . alla testa ùel gro~s o della coloo n:1 nel modo detto al prece~lente § !H. Questo serv izio dell a cavalleria riguarda dunque la vr:olarrza laterale alla ava nguardia. Il servizio di vigilanza che ~oss~ ancora occonere l ateral m e nt~ al gt·osso è fallo o da p att u~lie lorr11tr. riai gro>so stesso, o da drappelli fian chegg ianti costi tu iti da fant eria. o por anco da veri riparti di fanteri a mandati sul fian co ad occupare t0mporanearnente po~izioni adhlle per la sicnrezza. TI. Come già si è accen nato in massima nel § 29 df:.ve semp re essere data la massima importanza alla immediata ed agevole comun icazione delle notizi e dalla pu nta c dai drappell i fiancheggiari ri alla estrema avanguardia, dai fiancheggialor·i e dall e pattng lic fi ancheggianti alla colonnn. La com unicazione dirella colla avanguardia deve essere convenuta inizi'aimente per suoni o segnali ; la comu ·· nicnione. co lla colonna deve essere, in OHni momento, fa cilmente 1

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disponibile, fatta come è per mezzo del percorso. E la paLtuglia deve avere il merito che la suddetta cond izione sia sempre sodd i~ sf'alla, anche a costo che meno estesa e l'ncile ne risulti In sua osservazione. Quest.n condizione, de1 e 05sere cur·a di inculca r b e n~ al personale nel la istruzione di campa)!na; e tanto più è da insistervi r.rnltandos.i di uomini ·a cava llo, i qua li molto faci lmente, correndo dietro ad una ''iemmigliore os~erv azio ne, si lasciano trarre a slep-arsi da l r iparto interessa to alla vigilnnza, cosi da rimanere, essi in nria, il riparto scoperto: questo per di più privo del concorso dell a loro forzn. 72. A proposi to di collegamento, vien ripetuto ch e, lungo ~ trade intrica te, fra punla e avangu:: rrlia, fr:t avan;Iuardia e grosso retrostante, debbon farsi marciare individui incaricati di mantenere la costa nle comunicazione di retta. Qn e~ Li indi vi d ni. destinat i dalla punta , o dalla avanguard ia; in generale, sempre dal comandante del riparLO che precede rispetto alla distanza c:onsiderata. No;J devono tuttavia aumentnrsi tropp·o le ma ;;li e di queste catene di collegamento: le l[uali stancano il pt~ rso n ale, o funzi onano ma le togliendo esattezza e allendibilit à alle trasmissioni : due individu i intermed i fra punta ed ~strema avanguardia saranno il più che si metta a costo di raccorciare molto le disranze. 73. L:1 avanzata clelia panuglia di pnnta e del grosso 1·e tro ~ tante può avvenire, govente, per essere saltu ari<~me ote vari e le cond izioni del terreno attra versato, e per ess(>re già &tato ~>egnaJato, in prossnl~ità, il nemico, a sùalz! di diversa andatura. In un trallo di strada che nttraversa terreno ingombro e coperto, la pattuglia di n e lenta.. e invece il o$!rosso ha interesse Pltnta cammina ò"Uardin"a di c~tm minar lesto se le condizioni non so no adatte al la efficace a7.io ue che si rich iegga dnlla sua forza; in un tratto di strada che attraversi terreno sgombro e scoperto (e nda tto acl efficace azione per parte della forza del grosso), la punta JUHn·.erà celeremente, osservato presto il terreno, affine di :liminuire la possibilità di es sere sco perta dal nem ico; e invece il ).!l'Osso avanzerà lentamente se vi può avere condizioni buone di Azione e il nemi co può essere già edotto della sua presenza, e se gli occorre compensare la rapidità dello sb:tl'l.O faLLo attraverso il terTcno coperto. Dunque: la punta andrà in fretta dove il grosso marcerà adagio; e viceversa. E


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l SERVI ZI D'ESPLO RAZIO NE E SICUREZZA

dunque ancora: regolarmente, se il terreno è, a tratti alternati, dillìr.ile e ingombro, e facile e sgombro, punta e grosso marceran no a sbalz1 simultanei, rapidi e lent i, e la distanza fra essi compresa si manterrà. costante: --::- termine di paragonA medio , questo, s'intende. 71-. Come il com ballimento è lo sct,po finale di ogni operazi one, e perciò la condotta rli ogn i operazione deve essere intesa a preparare il com hatti meoto nelle più propizie condizioni, co5i, nel caso speciale di una marcia. qualsiasi ,ripm·to de&e mm·cùu·e in moclo da t'l'ovm·si in ogni momento nelle migt·iori condizioni ?'ispelto all' eventuale incont1·o col nemico . Questa proposizione per crnanto ovvia, ha grandissimo va:ore , ed esplicito, rispetto alla condottn di una avanguard ia o lesta di avanguardia , e an che di un drappello qualsias i fiancheggian te o dista cca to per una qnalun<rne trllslocazione. l~ sollanto co ll 'aver sem pre presente quella condizione e coll'arlatta rYi il proprio modo di procedere che un comandante di avanguardia,(e può fare tal servizio anche il subaltemo ,di cavall eria, se in caricato dal comandante ti tolare dello squadrone eli far da gu ida di manovra) può adempiere bene al còmpito sno. « Io qui mi inoltro; il nemico può esser là? se vi è, come è meglio che si troYi lo squadron e? deve sostare fin che quel la tal pattuglia mandi aYYiso '? » -- oppnre: «il terreno sarà là in tal condizioni ; per non produrre arresti sulla marcia, dovrà lo squadrone distaccare subito qualcuno innanzi ? » « percorrerà questi vari tratti a sbal1.i ? >> « dovrà Lenere da quella parte oppure no? » (( se il nemico si present.'\ con fone inferior·r alle sue, come conviene allo squadrone trovarsi? se con forze uguali o superiori ? dunque come avanzerà? >> ecc . ecc. Certo è che il comando di una avanguardia non è fa cile; ha for te importanza e responsabilità; richiede occhio. criterio , intuizione, attivi Là di mente, trae vantaggio dalla conoscenza della situazio ne e dall'apprezzamento del te rreno. Nelle eserc itazioni di campagna molta. cura deve essere posta nel prerhlere pratica in tal servizio, e si ricorrerà per·ciò a varietà di percorsi ed <1 fortuiti incontri; l'esame della situazione risultante è in ogni caso il mi glior insegnamen to ed il miglior giudizio.

l SERVIZI D 'ESPLORAZIONE E SICUREZZA

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Attuazione del servizio di sicurezza in stazione (avamposti). 75. La 1·iserva cl' (wamposti è il vero elemento di forza, nelle

disposizioni di avamposti, a cui speua la resistenza o l'azione di combattimento (cavalleria); ed è secondo tale scopo che la riserva d'avamposti sceglie, adatto, il luogo dove stabilirsi sul terreno, accampando o biV<\ccando qnivi, oppure io prossimità; :~ccanto ­ nando se senza· frazi onarsi; la cnval leria valendosi soltanto di qualche tettoia, tenenclo sempre metà dci cava lli pronti. 76. Le g1'Cm gtba?·die hanno posizione obbligata rispello a quella dei pi cco li posti ; dietro di essi a 4·00-800 passi se di fa nteria. La posizione dei picco li posti , d'a ltra parte è imposta dalla condizione che sia estesa, minuta e facile la osservazione loro. 77 . Il nome di gran !f1W7'dia può essere mn ntenuto , e noi lo consideriamo anche rispetto ad un a disposizione d'avamposti di cavalleria. Come pure possiamo ravvisare nella pa rola piccolo 11osto 1 il senso di 1)edetta distaccallL dal nucleo di cavalleria, per la vigilanza ,v. § 20). 78. Come già si è detto nei §§ 29 e 7'1, qui viene ancora. ri petulo, che conclizioni essenziali per l' ut ile funzionamento di. qualunque sistema d'avamposti sono, anzitutto, la pront.a ed agevole comunicazione fra piccoli JJ08ti e gran ynarclie, il sicuro collegamento fra i piccoli posti conligui.la facile relazione fra gran gunrdie e riserve. 79. La comunicazione rra i piccoli posti e la relativa gran guardia deve contare sulla Yista dirclta , e magari sulla trasmi ssione di suoni verbali, in termediario al massimo un individuo. Nè assol utamente , essendo i pi ccoli ,posti di cavalleria, devono questi allribni re il còmp i ~o della comunicnzione ad avvisa tori che si muovano a caval lo (-1). E i piccoli posti ùevono perciò considerarsi (i) Potrit occort'l!('<!, talvo lta, ma. ben (li rnclo, che, per (J tlalchc no tizia coro p tcss~ . il piccolo posto mandi alla gran guardia un avvisatore. E ~arà quanJo tr~lL<tsi di riparto importante sopraggiUnto ino JJi nal:tm cn Lo di nanzi a.l picco lo posto: circost.~oz<t rat·a, se In esplorazione "vanzata, le paL tuglic di scO JlCrl a, l posLI rt'avviso, adempiono heoc al loro incarico.


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T SERVIZI D' E SpJ,ORAZlONE E SICUREZZA

tanto vinco lati alla gran guardia da essere piullosto propensi a veder meno, mantenendo buona comunicazione colla gran guardia, che ad allontana r·sene per raggiungere luoghi meglio propiz i al l'osservazi one. Onesta necessità va tenuta in sommo conto quando, a tutta prima, una gran guar·dia distacca i suoi picr.o li posti: questi debbono avnnznre restii ad allontil narsi dall a gran guard ia, e se il terreno poi proprio richiede che essi stieno più innanzi; il comandante della gran guar·dia, rir.onosciuta ta l convenienza, potrà adattanreli, ma spostando concordemente nnche la gran guardia. La stessa condizione ha sommo valore nella notte : per cui allora la distanza dei piccoli posti potrà essere mini ma . 80. Un riparto di cavalleria di forza non snperi.ore a cf ue sq uadroni ha interes~c a premunirsi per non troppo divrdere la sua forza, se deve sCJ:;tare, co n sempli ci nuclei d'osservazione (posti d'avviso\ . Coi t:imanente della sua fo rza si considera, es~o stesso, co me una specie di gran guardia o riserv;, di avamposti, ossia li bero di minori comodità che se fos~e salvnvuardato cht un per.., retto sistemn d'avamposti. 8 .1. Per la ragione 1:he la suddivisione del le forze è tanto più per In cavalleria, dannosa, on ripart o di cavaller·ia in avamposti può aver in teresse ta lvol ta a tener:> i ri unito in un luo~o forte che r ic h i e~ga limitata fot•za per la difesa e che pnr presenti facil itil di sbocco ('l); quivi guardarsi cùn posti , appiedati , armati; meuere soltanto posti d'avviso al largo sulle li nee di possibile a\ anzat a nemica. [J Hègo lamento di esercizi per la cavalleria {tomo ~t') uscito prima del nuovo regolamento di servizio in ~n etTa lasciavtt già per l'appunto ca pire la convenienza che un riparto di cavaller;a in avamposti non nbbta da frazion.arsi in gran guorcli e, deboli e disagiate (vedi §§ 35 ~ 36 e 55) r1portando, a proposito della « istruzione tnttica dei piccoli ripani )) come uni co esem pio di e6ercizio di sicure.zza il seguent e : « Lo squadrone fa p:nte ùegli avamposti di un corpo di cavalleria; tien e tre pl otoni riuniti e asserragliati· e dà con l' al tro

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l SERVIZI D' ESPLORAZIONE E SICUREZZA

alcun i posti d'avviso l): mentre l' edizione provvi soria dello stesso Regolamento portava invece il corl'ispondente esempio cosi concepito : « Lo squadrone è distaccato da un co rpo di cavall eria in avamposti; mette due ploton i di gran guardia e tiene gli altri due come risena )> . Il nuovo Hegolamento di « Se1·vizi o in guerra » al N. 56 sanziona tale criterio nelle «.Norm e speciali per gl i avamposti di un corpo di cavalle ria» . 82. Un ripartò di caval leria in avamposti (corrisponda esso a gran guardia o <t riser va d'avamposti) deve tenere quel tanto di uom ini, e di caval li , sempre pronti, che occorra. impiegare contro il fortuito avvici nam ento di piccoli nuclei d'esplorazione nemica . Può dar ripose• e nutrimento, succ.e::sivamen te, a quel tanto di cavalli e di nomini quanto esso possa, pur mantenendosi assicurata la condizion e di essere colla totalità d~ lle sue fol'ze pt·on to ad agi re nel modo da esso prefiss~Lo contro offese nemiche. Il tem po che terrà in conto sarà quello !asciatogli disponibile dal sistema di osservazi on e stabilitosi intorno. 83. I posti d'osservazione e di vigilanza, di cavalleria, saranno cambiati almeno ogni 6 ore, e non, preferit.ilmente, di notte. 84.. Il modo di stabil irsi del grosso della. forza di un ripnrlo di cavalleria in avamposti è certamente diverso se trauasi eli periodo diurno o di periodo notturno, se tra ttasr di riparto solo o di riparto legato alla sicureua di all're truppe, maggiori , retrl)stanLi (oss ia di riparto che funzioni allora da gran guardia) . Della differenza di condotta fra gior no e notte è sta to detto a proposito dei combattimenti (l ). Se il riparto non ha responsabilità ver;;o l' indietro non deve mirare che nlla propria sicurezza anch e a costo di ridursi a difesa interamente passiva nel limite di tempo di cui può disporre lo sviluppo delle offese nemiche o durante il quale non possa contare sull'inlen'ento di

~

Veniva allora deson to dai • caratteri delle azioni no tturne • la seguente proposiziono: • Un riparto di cavalleria, io sosta., mentre di giorno s~lie unn località che permetta la migliore azione da cavallo , per eveutuale combattimento, alla forza dispouil!llo, di notte sceglk ra una località che permetta la migliore resistenza locale, per una eventuale difesa, alla miooro quantiti1 di uomini appiedati. Co ndizione di somma impor tanza per qualsiasi riparto di c:wallcria spinto in servizio d'esplorazione •. (i)

({) .n pa~e di Roletto si pr~.,; ta come oscmpio per tale disJlO$izione, sul dinanzi delia POSIZIOne di Pmcrolo.


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SERVIZI D'ESPLORAZIONE E SICGltEZZA

truppe amiche. Se ha responsabilità Yerso l'indietro o dopo un certo guadagno di tempo può contare sul conr:orso dei t ip:\rti retrostau ti , la sua condotta deve es~ere attiva, e tale anche contro superiorita di forza nemica: in questo caso. fatto nssegnamento sul destreggiarsi manovrando e·· su ll' •Jtjlizzamento, ben studiato in precedenza, delle condizioni del terreno . 85. Il piccolo posto mantiene costante allenzione per mezzo della lìeclettct. Ma tengasi ben presente clt e qnesta detìe (m· corpo col piccolo posto e in neS$U n caso esse rne uistaccata più di una trentina di passi. Il capo del piccolo posto vet·ifìca le ossen•azion i dell a vedetta e le trasmette alla gran guardia: e questa trasmi ssione deve ammettersi, come già si è detto, immediata. 86. Seguala'ta dal piccolo posto alla gran guardia la presenza di qu alche nucleo nemico, il piccolo posto cont inua a mantenersi appia llnto, contento se il nucleo nemico penetrerà verso l'intemo del sistema d'avamposti. So il piccolo posto può ripromettersi dni suoi tiri risu! tato conipleto , anclte se essendo di cavalleria, se ne va le di sorpresa quando il nucleo nem ico giunga a conveniente portata . Ma se il piccolo posto Ji cavalleria, non può cosi ben contare sui suoi tiri, abbia o no numero di nomi ni superiore al nucleo nemico pure di cavalleria, deve lasciare che questo si inoltri il più possibile: allora, uscendo fuo1·i , si destre;rgia secondo la sua fot'r.a; ossia, o ntt:icca direttamente, o cerca di trarre so tto la azione della gran guardia il nucleo nemico, cercando pero di farlo obliquamente al proprio collegamento colla gran guardia, allo scopo di meglio illudere il nemico, il quale abbia un certo orientamento sulla situazione. Il piccolo posto dunque vien naturalmente ad intenclersi , tanto più se di cavalleria, trasformato in piccola pa ttuglia quando, scorto .da un nucleo nemico, gli occorre destreggiarsi per dar addosso a questo, o agglomerarlo e tral'!o soLto la nzione di sorpresa della gran guardia. 87. La gran guardia si stabilisce al coperto. ·in lnogo {atO?·e'DOte per agi1·e. Essa quindi, se di cavalleria, non deve mai pensare a saltar fuori per piccoli nuclei nemici, ma deve tenersi interessata ad agire sul posto, per sorpresa, magari col fuoco, prepnt·atalc buona direzione d'azione dell'a bile destreggiamento del piccolo posto o dei picco li posti. E questa condotta è relativa , si

I SERVIZI D'ESPLORAZIONE E SlCUREZZA

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ricordi bene, ai piccoli nuclei nemici; segnalati invece da altra via, per tempo i. ripnt'li nemici di certa enti tiL. 88. Se ad una g1·an gn(J;rcli a è segnalato un riparto nemico di forza superiore all a propria (per esempio da una sua pattuglia di scoperta d'avamposti) e se tal forza le si è raccolta di contro solto la pressione dei piccoli posti, la gran guardia, qualora piLL non le sia disponi bile vantaggiosa azione per sorpresa deve contare sul concorso della riserva d'avamposti. Se la gran guarclia è di cavalleria. la sua condotta è diversa (V.§ 52): avvet·tita dapprima la forz a retros tnnte, il riparto nemico è con opportuna manovrn tirato sotto la azione di quella; non avuto margine di tempo per far avvertita dappri ma quella forza, il riparto nemico è tirato in direr.ione divergente dalla forza stessa ( l) e intanto a questa è mandato avviso della manovt'a, cos ichè la forza intervenga con adeguata entittl, non sorpresa essa all:l sua volt~L Questo sistema di condotta della gran guardia impone al suo comandante la perl'e ua conoscenza delle condizioni òi collegamento colla for·za retrostante non solo, ma di quelle di Lutto il terreno adiacente (\'. § 8·i ). Epperò il comandante della gran guardia di cavalleria deve, appena stabil ita la sua gran guard ia co i piccoli po5ti , interessarsi a conoscere quelle condizioni, e farne oggetto di rapporto, se oecorre al comandante della forza retrostante. 89. T posti di 1'iconoscùnent<, non sono altro che piccoli post rinforzati: hanno perciò còmpito e condolta paragonabi li a quelli .dei piccol i posti. 90 . I pos.ti d'avr,iso non hanno inc11ric(l minuto come quello dei piccoli posti, ma, nella natura loro tengono della esploro.r.ione: non devono cioè penlere il meglio delln osservazione a. riscontrare o impedire il passaggio di un minimo nucleo nemico, il quale invece sarà arrestato sulla linea retrostante di vigilan1.a; devono aver occhio all'avanzarsi dei riparti nemici d'entità, quelli esaminare e studiare, trasformar.~i se occorre, a un certo mo-

(l) Se il nemico ,·olosso proseguit·e a modo suo si :~ssog;letlere bhe :\ essere colto di ltanco o alle spalle.

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l SERVIZI D'ESPWRA710N E E SICUREZZA

l SERVIZI D'ESPLORAZIONE E SICURE2ZA

men to in palluglie di scoperta , ma lìnchè è possibile tenendosi attaccati al proprio punto d'osservazione ben scelto, mandando utili notizie, considerandosi capaci in qnalunque momento di far . salvo ritorno anche per mezzo di un largo giro. 94. Le pattuqlù.J eli scopm·ta d' a·vmnposti, hanno compito si di esplorazione, ma non debbono disconoscere che, facendo parte del sistema. d'a vamposti , sono perciò anche obbligate a destreggiar:;i, incoot!'ando nuclei nemic, in modo che questi riman,.,ano . o accalappiati. E in vista di favorire questa ci1·costanza, che conattribuire come a quelle fianche,.,aianti in un viene a tali paltu!die ...., ùO ord ine di marcia, una certr1 entitù di forza compatibilmente con quella disponibile del riparto che le distacca. 92. La pattnglia di scoperta cl'avam posti può agire come il piccolo posto, di sorpresa col fuoco. ma tanto più è tenutn in questo caso a rendere avverti ti magari in precedenza gli ava m· . posti per non destare esa~erati allarmi. Quando scorta, deve pur essa destreggiarsi per trarre il nucleo nemico contrapposto dentro gl i avamposti dove già que5ti sono stabil iti; e deve lanto ~iù L\rlo obliquamente, come si è detto per i piccoli posti , se gli a1:amposti sono di fanteria. 93. Per la pattuglia di scope1·ta d'avamposti, in defin itiva, sta, quan to si è detto per la· pattuglia fiancheggiante nei §§ 66 e 69, temlto però conto che essa piLL fa cilmente di quella può trova rsi a segnalare anche riparti nemid d'entità. 94. La pattnglia di scopet•t<t d' awmposti è distaccata o dalla riserva d'avampost i, o da una semplice gran guardia durante, o dopo, lo stabilimento degli avampo:>l. i. La palltlglia distaccata dalla riserva d'avamposti ha compit() più ampi o di 'quello della pattuglia distaccaLa da una gran guardia . Una gran guard ia, d'ordinario distacca una pattuglia di scoperta mentre si reca a posto, la quale, pert:orrendo una linea _di o3servazione avanzata rispetto a quella dei piccoli posti , secondi colla sua vigilanza lo stabilimento di questi specialmente quando fnuo, in ten·eno difficile, :)uccessivamentc, un piccolo posto dopo l'altro. La pattuglia di scoperta distaccata clurante lo stabilimento degli avamposti deve appunto tener con to nella sua condotta, della precaria posizion e nella quale ancora si trova no gli elementi che stanno disponendosi in

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avamposti; ossia , incontrando un nucleo nemi co deve tenersi il pi ù che possibile legata alla linea giil perco1·sa, e lungo quella deve cercar di trarre quel nucleo. Se invece la pattuglia di scoperta è distaccata dopo st abiliti gli nvr~ mnosti, allora ha lil>erlit intera di man ovra per quanto il terreno permetta e· pe1· quanto sappia essa utilizzare il te1·rcno stegso rispetto alla disposizione degli avamposti . 95 . Agli avamposti di fante ria viene d'orclinnr·io assegnato un riparto di cavalleria il qnale stù colla riserva d'avamposti ed è impiegato a somministrare i posti ò.'avviso, le paLLuglìe di scoperta e il servizio di corrispondenza . \.:16. Gli avamposti son o str~biliti per divisione. Una clivisiooe di fanteria potrit destinare in avam posti., pe1· esempio ' nn re"n gimento di fa nteria e mez7.o sqnadrone di cavalleria; potrà anc.he destinarvi artiglieria, la quale star:·\, d'ordinario , co lla riserva di avamposti . I ri pa rti inferiori alla divisione si rr.golan(l secondo In propo rzione giiL detta: quelli di cavalleria, tenuto c.ont.o delle norme ;.{i:l espresse nei §§ :n e 76: ~17 . Il comandante degli avamposti destina: e di stacc:1 i ri parti di gran -guardia, e indica loro approssimativamente dove dehhono ~ tabilirsi e qual tratto di fron te gu ardare. . 98. Ogni comandante dì gran-guardia, gi un to sul luogo statogli indicato, vi an·esta la sna truppa in fermata protetta. Riconosce sped itamente il terreno: vi dntermina la. linea di piccoli posti ; il numero e l'nbicazione di ess i, e il sito preciso per il nucleo della gran-guard ia. Stabilisce a sit o i piccol i posti; distacca pattuglie per riconoscere la situar.ione delle gran-guardie Interni i c collegarsi con esse. Nel caso non vi rosse cavalleria esplorante manda anche pat- , tuglie di scoperta verso il nemico. Dispone nel luogo prescelto il po8to pm·ticola1·e, di goard ia, colle relaLire vedette verso i piccol i posti . Rettilìcn poi la situazione dei piccoli 7 posti , e in armonia con questi, ancora se occo1Te, ljuella della gran-guardia. Manda, in ultim o, avviso dettagliato, per scritto, al comandante degl i avamp o~ t i .

. 99 . La j'eTtrwta protetllt non è altro che la sosta rli un ri parto il qllalc conservi la disposi7.ilme di sicurer.za _che aveva e~s en do in ;, 1 -

ANNO )(XXVIII.


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l SERVIZI n 'ESPLORAZIONE E SICUIIE?.ZA

marcin, completala, se è necessario, con qualche pi~colo posto o qualche vedetta (v . § 20). :J 00 . Lo stabilimento dei picco!: posti può es~e re fauo in \·ari modi: · a) Mentre un a patt.ugl ia di ~copert a ~econda co l f, IJ O movimento il pr~gr· essiv o stab ilimento dei pi ccoli posti , il comanda nte del la gran guar,lia conòuce_r:on se IUUa l;1 forza destil)ata ai picco li posti e progre:>sivamente li stabilisce , mnrci;ì ndo l un~o la linea di osservazione colle rni::;nre di sicurezza, proollanrlo dPI percorso per fornire indicazione ai capi-posti . Qr1esto modo ri r.hiede che si nbhia disponibile un certo tempo e che il nemit·o non sia troppo Yicino : è ntile con personale poco istruito, e per esercitnzione. b) Il comandaute della gran guardia Ya in persona a stabi lire successivamente ogni piccolo-posto, ritornando ogni vo lt a nlla gran "uardia a prendere In forza occorrente. Questo modo ba la llualitil · del pr~cedcnte: gli ù però pref~ribi le se la lin ea di osservazione. è piuttosto scoperta. · · c) La forza destina ta ai piccol i posti, e giil fi ssata per ogn i piccolo posto, marcia a distanza i'ntermedia fra la lin ea d'osservazione e la gran -guardia sot~o la cor)dotta, del capo-po:;to ultimo a stabi· lir:;i (e perciò il più ani'.iano). Ii comandante della gran-guardia IO· glie co n sè il capo _rlcl primo piccolo posto . e gli spiega sul sito ii modo di di,;pòrre il picco lo posto, poi fa avanzare gli inrlividui asSC1 nativi. Chiama qu ind i n sè il coman dante d ~ l seco ndo piccolopo.>to, o sèguita corne pri11ra. Se la linea di osservazione è piuttosto scoperr a pnò mQ.rciare.cgli stesso tenenòosi indi etr·o delht linea d' o.;;servnziorw •fra i sncce:;;;ivi picco! i posti. Qn esl.o modo dà guada;mo dì tempo rispello al precedente. d) I piccoli posti ~ ono ;lvviat i a sito per co nto loru. Questo modo è possibile con perso nale istr·ui to; e utile p~r coprire _rapidamE-nte la gran gllardia; è facile se il terreno non è inrricalo. Richiede necessaria, come nnche il precedente, la rettifica falla poi dal comandante della gr:1n-guar·dia. 101. Tn ogni cnso il coma ndil nte della gran guardia stnbi li sce i piccoli posti seg-uendo il modo pi:l con.ve nienle ri spetto al terreno e alla situazione. Il regolamen to dice che il comanda nte dell a. gran _guard ia ·« mentre questa si tiene in fermata protelta, riconosce il

l SEUVIZI n'ESPLORAZIONE E SICUHEZZA

8()3

terreno e stabilisce i pnnti che essa e i piccoli posti devono occu pare • . s~ qni sono stati esaminati alcuni modi, lo si è fatto per addimoslrare quanta, anche un comandante di gran guardia, nbhia latitudine di condotta nel semplice stabilimento dei piccoli posti, e quanto per conseguenza, possa dirsi sempre importante avere criterio pt·atico, occh io al terreno, conoscenza òella situazione. Lo stabilimento dì una gran guardia di cavalleria può informarsi alle stesse norme, se anche si considerino per essa posti d'avviso invece che piccoli po:Hi.

(Continua) Or:

CHAUR.\~D oE S.\I~ T EustACHE !llaQgiore di (aultria.


DEI 'toRNEI DI CAS.\ SAVOI A SEI. S ECO LO XIX

805

A.1·aldo a ca·v allo

BARBERA 2•, maresciallo d' alloggio nel reggimento Genova cavalleria.

D[l TOR~[I IH ~1\~A ~AVOlA N[l ~[tOtO XIX

T1·ombettier·i a ca·vallo Tredici soggetti del reggimento Genova cavalleria.

Quadriglia di S. A. R.

SPECCHIO DEL TORNEO DEL 1842

S . ..\.. il Ducn di Genon1 Cn 1•o d e l Torn eo

e ai stwi o1·dini

S . A. R. il Duca; I quat tro capi-quadriglia, I quattro porta-Stendardi delle quadriglie; e I tre scudieri di S . A. R. Nella giostra fimde la quadriglia di S. A. R. figurava Ìll testa di tutte, e vi prendeva parte il Porta·Bandiera. di S. A . R., invece di uno degli Scudieri che custodi la bandiera.

ir~~,mecliali

Il marchese Dr P AMI>ARÀ, primo Scudiere di S. M., Luogotenente-colonnello di cavalleria.

Quadriglia ·prima.

Scuclieri di S. A. R. per ·il To1·neo

Ordine di C oshnttno.

Cavaliere REmGIO PAN!SSERA, capitano, Scudiere di S. A. H.. Cavaliere AL.l!'ONSO DELJJ..\. MARMORA, capitano d'artiglieria, Scudiere di S . A . R. Marchese DELLA IwVEttE, capitano d'artiglieria, Scudier e di S. A. H..

Po?"la-Stenda?··clo

Po1'la-bandiera di 8 . :1. H.

Cavaliere Dr GEmrAGNANO, maggiore di cavalleria, scucliere di S. S. H.. M. l'a·r•U;L-corr·i~c.

fu s tamp.ti O •

-

co•~ <)i~ tl o

!'iolla dispcus:~ Vlll, dt•l ·16 ap1·ile, a t>ag, 71i, linea o•)COnda,

• inrocc eH •. tm el•!LtO. ,

Marchese Scxrr, capitano nello stato maggiore generale, primo Scudiero di S. A R. il Duca di Savoia. Cavalieri

Conte P IO LA CASELM, sottotenente in N o vara cavalleria. Cava.liere SEYSSEC. L uiGI, ten ente in 2° nell'ar tiglieria. Conte MARAZZANI, tenente nello stato maggiore generale . Cavaliere SoMAN, tenente in 2~ in Savoia cavalleria. Signor LAUGII~ tt, ~uttotene nte in Aosta cavalleria. Conte MoN'l'.k:V.Rccnro, capitano in Nizza cavalleria. Signor BAr.r,occo, tenente in 2° ·nell'artiglieria.


806

DEl TORN E I DJ CASA SAVOIA NEL SECOLO Xl.IC

Barone MA~GIA!l.DI, sottotenente in Nizza cavalleria. Cavalier BoYL, tenente in l" in Novara cavalleria. Conte CEREsor,E, tenente in 2• in Novara cavalleria. Cavaliere FEI>Ettrcr, tenente nello stato maggiore generale. Cavaliere CuarA, tenente in l" nell'artiglieria. Ordine di S. Lazzaro

Capo quaclriglia

Cavaliere SALASCO, maggiore di cavalleria, primo scudier e di S. A. R. il Dn·.:a di Savoia. Cavalieri

Conte BnuNETl'A, tenente in 1• in Savoia cavalleria. Cavaliere Busc.aE'.l'TI, tenente in 1• in Genova cavalleria Signor Bovrs', tenente in 2" in Genova cavalleria. . Cavaliere AmnALDI 2', sottotenente in Genova cavitlleria. Conte DAvrco, sottotenente in Piemonte R eale cavalleria. Cavaliere GALLI, sottotenente in Piemonte Reale cavalleria. Cavaliere B.olLBIS, sottotenente in Aosta cavalleria. Cavaliere S.L'I"TAGADIO, sottotenente in Genova cavalleria. Cavaliere SAvomoux, tenente in 1° in Genova cavalleria. Cavaliere PoRQVEDDU, capitano in Nizza cavalleria. Cavaliere REBAUDENGO, sottotenente in Savoia cavalleria. Cavaliere CLAVESANA 2•, tenente in 2' in Piemonte Reale cavalleria. Cavaliere BARBAVALtA, sottotenente in Genova cavalleria.

Quadriglia seconda. Savoiardi.

Po1·ta· Stendardo Cavaliere P:t<~s DI VrLLA1l:ARINA SALVA'.L'OHE, maresciallo di alloggio nelle Guardie del Corpo.

OEl 'fVR~J::I 01 CAS A SA VOlA NEL SECOLO Xl X

807

Canalieri

Signor VIARA, sottotenente in Nizza cavalleria.. Signor CAJtDERINA, capitano !!ello stato magg!Ore generale. Conte Dr S. MAHZANO, sottotenente in Piemonte Re~1le cavalleria. Cavaliere SPINOLA, sottot.enente in Savoia cavalleria. Conte FnANCHELLl, sottotenente in Aosta cavalleria. Cavaliere CASANOVA, sottotenente in P iemonte Reale cavalleria. Cavaliere Cavaliere Cavaliere Cavaliere Marchese Cavaliere

CuGIA, Effisio, tenente in l o nell'artiglieria. Carmu.A, sottotenente in Nizza cavalleria. AvoGADRO, tenente in 2~ in Nizza cavalleria. D.r :R&vEr,, tenente in l'' nell'artiglieria. Cocco~no, sottotenente in Genova eav.alleria. R rcoAnDI, tenente in 1° nell'artiglieria. Capo quadriglia

Cavaliere Dr CASTELBORGO, maggiore in :\avara cavalleria, Scudier e di S. A . .R. Cavalieri

Conte DELLA CtWèSA, tenente aggrega.to a Genova eavalleria. Bar one SoLAlW, tenente in l o in Nizza cavalleria. Marchese L ovERA, sotwtenente in Novara cavalleria. Cavaliere LA RoccA, capitano nello stato maggiore ge· nerale. Conte Crrnnrs, tenente in l o in Aosta cavalleria. Cavaliere GnÉSY, tenente in 1• nell'artiglieria. Cavaliere RASHH, sottotenente in Novara cavalleria. Cavaliere Cr,AVESANA, tenente in 1° in P iemonte H.eale cavalleria.


808

Il B I T ORNEI Hl CASA SA VOJ A NEI, S ECCI LO XI X

Cavalier e BJ.~UNET1'A 2", sottot enente in Nizza cavalleria. Barone LA FLECHE, capitano nello stato maggiore genera.le. Cavaliere 'l'EULADA, capit ano in Novara cavalleria. Cavaliere SArELLANI, sottotenent e in Nizza cavalleria. Marchese R rcc .umr, sottotenent e in Savoia cavaller ia.

Quadriglia terza . Piemontesi.

P orta· Stenda?" do Conte S.~~:YSSEL Vittorio, capitano d'artiglieria.

Conte RoDEltTc, eapitano nello stato maggiore generale. Cavalier e ScLOPrs, tenente in 2° in P iemonte Reale cavaller ia. Cavaliere DEr,:&USE, tenente in l" nell'artiglieria. Conte DBVtLLE, tenente in 1• in Savoia cavalleria. Signor ST!t.ADA, sottotenente in Savoia cavalleria. Cavaliere CALLABIANA., tenente in l " in Novara cavai· leria. Cavaliere AMA'l', sotto tenent-e in N om ra cavaller ia. Conte Coccrro, sottotenente in Novara cavalleria. Conte Dr BrsiO, sottotenente in Genova cavaller ia. Cavaliere SrGNoms, tenente in 1• in Genova. cavalleria. Cavaliere FrLirrr, sottotenente in Genova cavaller ia. Ca.valiere I NciSA 1", sottotenente in Novara: cavalleria. Capo-q·Macldg lia

CGLva:liere D' ANGHOGNA, maggiore nell'artiglieria.

J)El

'TOBNEI

Hl CASA

S .~VO IA

N E L S E COLO XIX

~0 9

Cavaliere Dr VrLLA~IARl~A, ~"rancesco, tenente nello stato maggiore g enerale. Conte Dr VILLAMAJtiNA, Bernardo, tenente agg. in P iemonte Reale cavalleria. · Marchese DE RoussY, sottotenentc in P iemonte Reale cavalleria: Conte R rcCAtmr, sottotenente in P iemonte Reale cavalleria. Cavaliere D r CE R VIG~Asco, tenenl;e in l " in Nizza cavalleria. Conte PETH'TI, capita.no d'artiglieria. Marchese Dr CoJt'rANZ8, capitano d'artiglier ia. Cavaliere DELLA V AT,LE , tenente in 2° nell 'ar tiglieriiL. Marchese Dr MEAN.o\., sottotenente in Aosta. cavalleria. Cavalier e GALA'l'ERl., t e.nente in l" in Aosta cavalleria. Conte BAIWN, t enente in 2 · in Aosta cavalleria.. Signor "'f.(..T aGNER, capitano alla scuola d'equitazione. Conte V.1.HNOXE, tenente in 1'' in Savoia cavaller ia.

Quadriglia quarta Ordine di Rodi.

Capo-rJHach'iglia

Conte SA)IBUY, sottotenente in Genova cavalleria.

Cava.liere TECCHlO, sottotenente in Genova cavalleria. Marchese ToRNIEl~Lr, sottotenente in Aosta ca valleria. Cavaliere B ARA1'1'IEIU, sottotenente in Piemonte Reale cavall eria.


810

DEl TORl\El DI CASA SA YOIA !\EL SECOLO XI X

DE I TORXEI D l CASA :'A \"OIA ::\El. SECOI.O XIX

dardo, di un porta-stendardo e di N. 24 cavalieri divisi in 12 . per costum8.

Cavaliere MANUEL. tenente in 2• m Piemonte Reale cavalleria. Cavalier e MoRELL , t enente in l " 1n Piemonte Reale cavalleria. Cavaliere PaU: 2°, capitano nell'artiglieria. Marchese Paru 1", t enente in 1° in Nizza cavalleria. Cavalier e L uDA, sottotenen te in Genova cavalleria. Cavaliere Dt P RaLOioro, tenente in 2" in Genova cavalleria. Conte Dr S. FRONT, oapitano in Savoia cavalleria, Suudiere di S. M . Cavaliere AnmALDr 1", sottotenente in Genova cavalleria.

....

Ordine della. Stella

P m ·ta- Stenclm·do. Conte Dr FERRERE, eapitano in Savoia cavalleria, scu· diere di S. M. Ca·valie1·i

Cavaliere Dr TER.~ENGO, capitano d'artiglieria. Marchese Dr BER~ Ezzo, tenente in 1• in Savoia cavaller ia. Conte Dr MrLLE:;mo, sottotenente in Piemonte Reale ca· valleria. Cavaliere Pmf~ 3', sottotenente in Nizza ca.va.lleria. Conte MARIO, sottotenente in Savoia cavalleria. Conte B.ul.oNrs, sottotenente in Aosta cavalleria. Ca.-valier e THgLT.UNG, sottotenente in Savo ia cavalleria. Conte Dr SoNNAZ, capitano in Novara cavalleria. Cavalier e D t GATTINAltA, sottotenente in Genova cavalleria. .Marchese D[ CAJtAGI.IO, tenente in 1° nell'artiglieria. Cavalier e VALFRÉ, capitano d'ar tiglieria. Signor R rzzARDI , sottotenente in Piemonte Reale ca valleria. N. B. - L e quadriglie erano composte d i un capo - sten

..

Dal 1842 in poi vi fu un periodo d i sosta in questi esercizi di famiglia di Casa Savoia: non più tornei, non giostre, caroselli, ma un apprestarfl di armi e di armati , in attesa degli a.vvenimenti, che non tardarono a maturare: i tornei cn 1enti di quel periodo si nomarono Goito, Pastrengo, Santa L ucia, Peschiera, Novara da prima, poi Palestro, Montebello, Magenta, Solferino, Castelfidardo, Ancona, Volturno, - Gaeta, Custoza, nei quali, spesso vincitori, alcune volte vinti, gli italiani si batter ono con valore sempre se non con pari fortuna. Fu solo quando l'Italia era ormai quasi tutta unita, che fes teggiandosi nel 1868 le nozze di Umberto e Margherita di Savoia, si corsero due tornei: uno a Torino, l'altro a Firenze. Sul primo F ederico Sclopis seri v eva: « Un'anima forte osa sfidar la fortuna, cd un ingegno pos· sente la padronegg ia. Così fu di Emanuele F iliberto, decimo duca di Savoia. A. lui per malaugurata combinazione di uomini e di <'ose era venuta meno l'antica. s ignoria di s ua Casa; ed egli, spogliato de' suoi dominii, poneva unicamente la sua fiducia in Dio e nel proprio valore, e sceglieva ad impresa un braccio nudo coll11. spada impugnata, ed il motto: Spoliatis aNna super·sunt. Gli r imasero le armi e seppe valersene, • « Capitanando truppe straniere, egli mantenne la Corona ad un R e e ricuperò la sua. Mentre E manuele Filiberto arditamente combatteva per Filippo II, ed a null'altro anelava che ai cimenti ed alla vittoria, F ilippo II stava inerte a mirarlo, e faceva voto d i non mai più esporsi neppure ad nn remoto pericolo. Era il principio dello sfacelo della


81~

DEl TOlt~EI ù l CA~.\ S:\VIJI,\ :1'\cl. Sf.COI.O XIX

l.ll': l TORNEI DI CASA · SAVOIA !SEL SECOLO XIX

dinastia austro-spagnuola, ed il principio del rigoglio della dinastia di Savoia. Quella si estinse, consunta da viziosa ignavia; qu~sta vide rampollare i suoi rami nudriti di lunghi e gloriosi travagli. « Come non di rado avvenne.. dopo sì lun.2:a bauerra si cercò un pegno di pace in un'alleanza di famiglia tra principi dianzi nemici. Ed Emanuele Filiberto ebbe in is posa Margherita di Francia.. Ciò che non era. se non un prodotto della politica riuscì come se fosse stata una scelta di felice inclinazione e di ma.turo consiglio; perocchè Margherita era distintissima per i pre?i della mente e del cuore , e rinomata per la coltura dell'ingegno e per l'eleganza dei modi. A lei tributarono meritata lode i piit lodati scrittori, e la chiama.rono decima tra le Mnse, quarta fra, le Grazie e fio re delle l\'Iargherite. Sarebbe qui fuor di luogo il toccare di qmmto essa fece in pro dei buoni studi; ma non si debbe tacere che ella fu tanto cara allo sposo quanto amata e riverita dai sudditi. . « A queste solenni memorie s'ebbe ricorso nel disegno dei festeggiamenti per le regali noz~e di un Principe valoroso e di una preclara Principessa, stretti di sangue come d'affetto, e destinati a felicitare questa patria tanto alla loro stirpe devota e fedele. Si pensò di rinnovare quei nobili e gagliardi giuochi nei quali s'erano altre volte mostrati valenti i piemontesi. Frequente mensione troviamo negli antichi nostri annali eli siffatte rappresentazioni, gradite ai Principi , che talvolta se ne tolsero cura particolare, come . fece l'illustre duca Carlo Emanuele I, che ne lasciò bozze e ricordi; gradite al popolo, che s'affollava in piazza Castello a godere di questi spettacoli, come è a vedere in nn quadro che sta nella regia Pinacoteca. • «Non si può a meno di approvare che pel carosello offerto ai reali S posi siasi fatta allusione ad una tra le più celebri epoche della lVIonarchia di Savoia. E, come nel torneo del 1.842 per le nozze di S. l\L il re 'Vittorio Emanuele H, entsi ridestata la memoria dell'andata a Costantinopoli eli Giovanna di Savoia, sposa all'imperatore Andronico Paleo~

J

logo (1327), ora si decise di r iferirsi al ritorno di Emanuele Filiberto negli aviti dominii. ed alla di lui venuta in Torino (1563), dove entrò ae3ompagnato dalla sua consor te, la quale, come già si è detto, por tava il nome di Margherita. Questo nome fu reso singolarmente insigne da varie Principesse della Casa di Savoia, ed ora ~i colora di nuova luce, poichè di tal nome è fregiata Colei che sul primo fi orir della vita ha già saputo acquistarsi cosi g iusta lode e cosi universale simpatia ». (< lVIa, se il pensiero ritorna s ul carosell o del 1842, e non si pelÒ s:;ostare dall'immagine di .Ferdinando d n ca di Genova, che vi stava a capo, di qnel F erdinando di cui uinno dei cavalieri italiani potè mai dirsi (per usare i versi del più splendido e cavalleresco tra i nostri epici} : « O più bel di maniere o di ::;emhianti, <<

O più eccelso ed intrep i()O di co re » .

Ecco ora i nomi dei torn eadori:

CAPO DEL CAROSELLO

A l suo seguito:

:::>.A. R. il principe T oMMASO m SA VOIA, DucA DI GENOV.-\ il generale conte Luigi A voOADllO DI QuAREGNA - il luogotenente colonnello cavaliere Roberto :ifonuADI LA YRIANO ~ il luogotenente colonnello cavaliere Casimiro BAr,no - il cava· llere Clemente VERASIS or CASTIGLIONE.

Quadriglia spagnuola. Il marchese Luigi 0oAK.D1 DI BAG·~ASCO - AvoGADRO DI CASA)(OYA conte Paolo - BEg'J.'ONE J> l SAMDUY cavaliere Vittorio - · BErtTOin\ZZONE s ignor Giuseppe - CACfiERANO


811

111.:1 TOIII\.EI l>!

CASA

SAVOIA N El. SECO LO

XIX

n'OsAsco conte G iuseppe -- CAr~vr conte Erasto - CALLF~Rr signor Tommaso - CANERA DI S ALASco cavalie re Vittorio - CAS'l'ELNUovo DELT,E LA.~ZE conte Carlo - CESANO ~icrnor ~ie~ro · Cor,LONGO signor Eugenio - Da~Eo s ignor"'Antomo - D.1morun nc CAs'rELMAG::\10 cont e B oniforte ·-- FronE signor .E'er dina.ndo - GXNr signo r Carlo -- Gron.Gr signor S tefano - - L ucrANO signor Augusto - MaNDELLI signor Vit... torio - MASrNo signor Gi uscppe - .MORELLI conte Carlo . ~OMIS Dr PoLLONE cavaliere Camillo - N oMis DI P oLLONE cavaliere S piri to ·· P ANIZZA signor Angelo -- P EURONF. m S. MARTINO ca,val iere A r turo - PE1tR01-'E DI S . M.anTINO conte Paolo -- Prs1'AlUNr s ignor Stefano- PoN:;,ro-V AGLrA cavaliere Emilio - P oNzro- VAGLTA signor Giulio - RADI· CA1'I DI B J.toSoLo cavaliere Arialdo HrPA DI MEANA cavaliere Alfonso - S'J'EFFENONE signor T eodoro - STERPONE signor Edoardo - VmNor,A signor :E'ilippo - ZANOTTr signor F ederico.

Qnadriglia ita liana . Il conte L odovico ~LmA ZZANr VIscowrr -- AtLARA sig nor Ernesto BERTONE .oc SAMJH;Y conte Ernesto B osco sig nor Giova nni - CAsANA barone Augusto _ GE.LBBLUNI bar one F rancesco Cor.T.I DI FELIZZANO cava liere Giuseppe - Cos'l'A Dc 'l'ItrNrrA conte Carlo CnoTI'I nr Cosncn,coLE conte A lfonso - DEANGELrs signor Edoardo _ DELLA CHIESA DI CrszA~o marchese L odovico -- ENOELB.RED sig nor Giuseppe FERREJ.to DELLA MAR:\I.ORA m arehese T ommaso - F owt'.\XA s ignor Alfi:edo - G Anu1"rr nr B~;STAGNO conte Guido ·- G AT.};'r'l'I signor A rturo_ (}En,·Jurx DI S oNNA:G cavalier e Giano - GrAcom:LLI signor Santi_ Ln'1'A' MomGNANI cavalier Gianfranco - L UNEJ., nr ConTEMIGLIA cavalier Lanfranco - .àLuNoNr D 'lNTrG~ANO nobile Luig i - MAn:riNr Dr OroAf,A conte Enrico --· MIRAil'JOHI conto_ Vittorio - MoRI sign or Valerio - PASTA .signor Giovanm - PoNzA DI SAN MAR'l'INO conte Coriolano - RADI-

DE l

·:oRNEI

III CASA SAVOIA NE L SBCO LO XIX

OA'l'I DI MARMonr.ro conte Emerico - R ANuzzr c onte PietroRrGNO~ cavalier Enrico Rossi signor Michele - R UB"Eo signor 'l'eofilo - S A.J,A signor E rnesto - SAU MBEN.E conte Guglielmo-- S CARA.\tPI DI VrLLAXOVA marchese Ferdinando -·Sco'.l'Tr-DouoLAS conte Emanuele - - SoBn,ElW DEr.r~A CoSTA cavalier F ederico VrcKoTA. signor Agostino.

Quadriglia fiamminga.

n cavalier Luigi LA~ZA VECCHIA ÙI B um - MAH.'l'J.N Dl MoN'rl: cavaliere Ippolito - ANTON'Accr s ignor Corrado BARALIS signor Giuseppe - 13o1\o signor Carlo - BILLZlO signor P ietro C.ARACCIOLO signor Alf\mso CASATI conte Giorgio - CAIS cavaliere Alberto - CAIS cavaliere G ius eppe - CttOTTI cavalier G us t av o - DoGLIOTTr siguor Felice l!.,IJ,LCCHI signor Giorgio - F}{.ANCESJ<:'l'TI conte Manfredo - G HJLAUI conte S cipione - lsOLA signor lVIar coMAGNOcAVALJ.O conte G iacinto ·- MARANA marchese Antonio - :NLuwzzr signor Agostino - 1YIATTIOLI nob ile A tt il io - MEscamnr signor L odovieo Mo~Trco?\E signor Domenico - N EGRI signor Ca.rlo - N EGlW s ignor Scipione -PaDERNI signor Felice - RAFFO conte Giuseppe - Ro~T GTJIA signor Eusebio - S oLAROLI cavaliere Carlo Al berto SNAUDI sig n or Vincenzo 'l'osc~u signor Luc iano VALFRÈ cavaliere L eopoldo - VrmNo signor Felice --- VIVAL.ot PASQL'L\. marche::;e Pietr o - ZuccHt signor Angelo. Il torneo durò tre or e. Cominciò colle evoluzioni sva:riatc delle q uad riglie divise, continu ò coi g iuochi della freccia, dell'anello e delht rosa e lìnì con altre evoluzioni. eseguite dalle q uadriglie · unite. I cavalieri ebbero larga messe di a pplausi , i g uali furono poi vivissimi per g li Aug us ti Sposi e pel R e Galantuomo, non solo durante il torneo, ma per le vie, prima. P. dopo, considerando 'l'orino i giovani P rincipi come figli suoi. non solo p er nascit a. ma per affetto.


8 16

DEl

TOH~El

DI CASA SA VOlA NEL SECO LO XIX-

DE! TORNEI DI C\SA SAVOIA NS:l. ~ECOI.O XIX

Fl 17

GIOSTRA DI CAVALIERI ITALIANI in occasione delle faustissime nozze di

Dopo 'l'orino, Firenze, allora capitale d'Italia, volle festeggiar e le nozze dei nostri Principi con un torneo. Firenze gentile, che alcuni secoli prima, regnando Piero de" Medici, aveva veduta una giost-ra famosa, che Poliziano i !lustrò, cantando:

s . .~. n .

con S . .-\: R. la Prlnclpt>81ia Jlargberlta di San•ola

" Le gloriose pompu c i fieri ludi Della Città che il freno allenta, e stringe Ai magnanimi Toschi. .... »

:E'u Amedeo, duca d'Aosta, ad offrire agli Augusti Sposi lo spettacolo bellissimo, che venne eseguito nel pomeriggio del 6 maggio. Con gentile iuspirazione, si volle in esso fosse ntppresentata la nobiltà delle principali città d'Italia, onde le quattro quaclriglie ebbero nome da Firenze, Torino, Milano e Napoli. Bandito il torneo, le iscrizioni fnrono assai. numerose, onde abbisognò limitarsi alle prime e scegliere solo 110 cavalieri. Il torneo fu così ordinato e diviso, secondo appa.re dal cartello che r iproduco testualmente :

lTIDber to di Savoia Principe di PieiDoote

fatto in Firen7.e il

(i

maggio lSGS.

Direzione oentrale.

F&rcrrrGNONI m C A.ST ET.LENGO conte cavalier colonnello ]' e-derigo, prinÌo scudiero di S . M. B EnAum m P.liAWRMO conte cavalier generale Eugenio. l\fwHELozzr J\{oNE~l'A. GrACOliHNI conte cavalier generale 'E ugenio. CoRSI)<! marchese m L AIA'riCO cavalier Pier-Francesco, scudiero di S. 1\l. P As sERINI conte cavalier Luigi, storiografo.

MANIFESTO. I tornei, le giostre, le barriere (cXt'l"i "Ottsels) furono, fino dai tempi rla noi pitt lontani, tra gli spettacoli i più graditi al popolo italiano; nè vi ha storia di città governata a repubblica o a monarchia, in cui manchi ilt·icordo di qual che festività di tal genere. Firenze in ispecie fu rallegrata da sollennissime giostre, che degne furono di esser cantate in rima da Luca Pulci e dal Poliziano; ed è noto come arte fosse di governo pei sovrani Medicei la ft·equenza di magnifiche feste, nelle quali sapevano accoppiar e il g usto più squisito alla ,splendidezza regale, cercando all'uopo il concorso dei più eminenti artisti 52 -

.~NNO XXXVIII.


818

/

DEl TORXEI DI CASA SAVOIA XEL H:C:OLO Xl X:

e poeti, così per gli apparecchi e pei meccanismi, siccom e per la poesia e per la musica. Era per conseguenza ben naturale che ~n entre Fi re n~e si apprestava a festeg giare, come si conviene, la ben sor tita unione di due P rincipi nati da una stirpe di eroi, altro Principe della stessa famiglia, cavalleresco, non meno dei suoi gloriosi antenati, dovesse correre col pensiero ai militari esercizi per afferire all 'augusta. coppia una cosa che degna fosse dolle tra.dizioni domestiche . .ì.VIessosi perciò n ell'animo di presieder e ad una. giostra in cui la nazione risor ta 'ad unità fosse in tutte le sue parti rappresentata., t rovò dovunque fa.cilo adesione, e potò riunire quattro numerose rtnadri.glie che, composto di cavalieri di tutte parti d'Italia, prendessero nome da quattro delle principali citr,ù.. Nè gli mancò il eoncorso del munieipio fiorentino, il quale corrispose volenter oso al desiderio del Prineipe S ahaudo; ben convinto che q uesta esser doveva. la più splendida e al tempo stesso la pi~L grad i t~t t ra le altre feste per un popolo che sent_e il bisogno di ritemprarsi a forti sensi pe1' esser pronlio a compi ere le g rand i imprese che debbono riportare l' Italia al posto do--o-utole fra le nazioni. Per correre questa giostra fn stimato opportuno che non ùovesse proporsi la rappresentazione di uno stor ico avvcn i.m'e nto, perchè d if!icilissi mo, se non impossibile, sarebbe stato il t rovarne qualcuno che non sapesse di cosa muni(; ip~tle, e nel quale le ùiverse provincie che costituiscono la intiera nazione avessero potuto trovarsi insieme ra<.:colte. F u giudicato poi con venicnte c1 i sceg liere per i costumi la seconda metà del secolo decimoquinto, per la ragione che, se per avve11tura erano in quel tempo mcn ricche le nostre vesti c non sfoggiavano per ornati soverchì, erano per altro sclliettamente naz;ionali, n è vi si erano mescolate le foggio venute d'oltremonto, e che soltanto cominciarono ad usarsi fra noi. in conseguenza delle sventure italiano, C] nanclo straniere genti corsero acl invadere il bel paese. L UIGI PASSEil[NI.

IJ EI TOltl'\E l I)I CASÀ S AVOIA ?-~EL SECO LO XIX

8 19

CAPO DELLA GIOSTRA S . ~"'- . Il. Il Prtnc lpc .-\.1nedeo Duca d'~-\.osta.

Seguito eli S. ; l. R. MrcHELozzr :ìYioNE:t'A GI.>\.COMI::-<I conte cavaliere generale E ugenio, direttore - MoRRA m LAVRIA.NO conte luogotenente colonnello Roberto, aiutante di campo - CAS'r.IGLtoNE conte Clemente, scudiere - ARESE conte luogotenente Achille, n f'fi cia.le d'ordinanza.

Quadriglia di Firenze.

Capo q·uad1·iglia LAUGIEl~

cavalier colonnello Enrico.

POì·ta

bandie~·a

L AuronRccmr Alessa.ndro. AYMONrNo capitano Carlo - B..\ ccr cavaliere maggiore Andronic.o - DE B o.JANI Giov. B attista - CAMBIM.Y DwNY ~onte luogotenente L uigi CAUHEGA BERTOLINI marchese Francesco - CAsA'l'( cavalier maggiore Alessandro - CAs_TET,r,r luogotenente Giovanni - CECCONI capitano Valdemaro Luigi- Cl'r'l'AD'l~LI,A VmoDAltZERE conte Alessandro CITTADELLA VwonARZ"ERE conte Gino - Consrnr marchese Andre:;~> ConsiNI marchese Pier Prancesco - CoitSINI marchese Cino - Cos'l'ANTlNr luogotenente .Ferdinando ·DELI,A CuocE luogotenente L uigi ·- F ALcror,A. luogotenente Ocloardo - F RANCHETI'I barone E ugenio - GANDOLFI ca· pitano Antonio - GENTIT,B-FARINOT,A marchese luogotenente


8:.10

SA

D F. l TORNEI D l C.•..

SA VOlA NEL i>ECOLO XIX

CeHare - INCONTRI marchese Carlo - LEOPA.nm luogotenente Cesare LOMBARDI capitano Prospero Cesare .liAINONI D'lN'l'IGNANO capitano St~no - ìvfARTtN D'0RFEXGO capitano conte Giorgio i\'i:AnTINI BERN.~RDI cavaliere Francesco - PAPAI!'AVA conte Alberto PATERNò duca. :N!ario - RrccHE'l''l'A luogotenente Guido - RoNCAGLIA cavalier <"!Onte Giulio DEJ,I.u\ RovEl1E marchese capitano· GinsE::ppe - SANMINIAl'ELT,t cavaliere Ranieri SFouzA0ESARlNI duca DI Bosro- SFORZA-0ESA1UNI duca Francesco V or.l'J luogotenente E rcole - V oLPI luogotenente E rnesto-

Quadriglta di Milano.

i\.Luuo cavaliere generale Gustavo Adolfo.

Dl!:l TOR:-;EI DI CASA SAVOIA NEL SECOLO XI X

821

.chese Giuseppe - MANARA Filippo - MENGHINI Cesa re Mrol'Tr-MrGLIAVACCA Giuseppe - DELLA RovERE capitano cavaliere Edoardo - Tnonr BENTIVOGLIO capitano Antonio - T uRATI E rnesto.

Veneti BAGA'l'I- VALSECCHI Giuseppe - Bos.ET,LI maggiore Fran·cesco - B1.tANDOLINO conte Annibale - CoMPANs DE Bl'tL.CBANl'EAU marehese Carlo CoNl'I BARBARA.NA eon te Alberto - CoN'l'I Emilio - CoSTABILI marchese luogotenente Ercole - FA.LSINA capitano Marco - Gn;sTi conte Carlo Felice - GREPPI conte l\tlarco - MARCHJ<~sr DE' 'l'ADDJ<:r capitano Malachia - MARCHI luogotenente Augusto - MAJJ · 'TINI luogotenente Carlo - P AI?ADOPOU conte Niccolò P uLL~: conte L eopoldo Troozzt Giuseppe V uEmo C arlo - ZExo conte Alessandro.

Quadriglia. di Torino.

SABTIH..-\NA cavaliere luogotenente colonn ello Frances<.:o.

Porta banclier·a 'l' arvuLzro marchese capitano Giacomo.

Lomba1·cli D'ADDA marchese Emanuele - BELLrso:m marehese Giuseppe - BAGATI V Af,SECCHI Fausto - B oSELf,r capitano Fabio -- CAOCLA. conte Gaudenzio - CASTELBARCO ALBAXL conte F ilippo - OoT..LI DI F ELizZANO conte Corrado - CoSTABILI marchese Alfonso - GALUZZI luogotenente Cesare bmA r..nr Angelo - MAr~oxi Massimiliano - MALl'AN'l'I ma.r-

Capo quad1·iglia MARAZZA:XI conte cavalier e Loclovico.

Por·ta ùandiem CA.nnù DEI.T,A TnrNI'l'À. conte Cado. ALLARA maggiore Ernesto - D E ANGET,IS luogotenentE;~ Edoardo -- BEH.TONE DI SAM.BOY' conte Ernesto - - BESTAGNo conte G uido - B osco luogotenente Giovanni - CASANA l uogotenente Augusto CJU,EBRINI barone Francesco DmALA conte Enrico - Dr CrNZAXO marchese Lodovico ·CoLT,I D( FEr.czzANO cavaliere Giuseppe - CRO'l"l'l DI CA.Sl'I· -GLIOI,E conte A lfonso - ENGEL~'RED capitano Giuseppe FERm-:Ro DELLA MARMORA marchese Tommaso - FoNTANA


82:2

DEI

T ORNEI DI

C.~SA

SAVO lA NEL SECOLO Xl X

caYaliere Augusto - GALLET'ri luogotenente Arturo G&nn.ux DE So~NAZ cavalier e Giano - GIACOllELLI luogotenente Sante - LITTA MoDIG~Axr cavaliere Gianfranco L uNEL oavalier e Lanfranco - :JiArnONI capitano Luigi MmAr'IOlti conte Vittorio - MARI luogotenente Valerio PASTA luogotenente Giovanni - PoNZA Dr S . lV!A.Ln'rNO· conte Coriolano - I{ADIOA.TI DI l\Lu"t:r.WRLTO conte Emerico RANUzzr conte Pietro - RrGNoN cavaliere Enrico - R o.ss1 luogotenente il{ichele - 11.un&o capitano T eofilo - SALA cavaliere Ernesto - SALilliBENE conte Guglielmo -- ScoTTIDouGLAS conte Emanuele - SoBRERO DALLA Cos'l'A cavaliere Federico - VIGNor.o luogotenente Agostino -- Dr VrLLANOV.-\. marchese Ferdinando.

Quadrlg lla di Napoli.

Principe ·Dr MoLITERNO.

Sotto-capo qttadTiglia Gor.rRE cav. colonne.llo Luigi. l )or-ta bancljera

BARAcco barone Maurizio. A.\rATO cavaliere maggiore Luigi - BELGIOIOSO cavaliere Gerardo - B ossr tenente Francesco - BnuNEl'TA n'UssEAUX cavaliere Carlo - C..uETANI principe DI PrEDIMON'.l'E Onorato - CA.RACC!OLO CASTAG~ETO d uca Gaetano - CurnoPA.SSI t:huseppe - DEL GALDO duc<L Antonino - GAZZONE luogotenent~ Giuseppe GESUALDO principe Gh1seppe - GESUALDO principe (figlio) G1USOGCIA duca Luig i .....:. LEVI. l uogotenente Ulderico - L ucHrNr luogotenénte Pietro -

D El TORNEI DI CAS \ SA YOIA :"!!;L

SECOLO

:\lX

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J\IA.cAaro-ME1UIE1' lnogotenente A.ugusto - NoLLI barone Giulio - R A.DICATf nr MAmto&t'ro cavaliere Ottobone DE R ENZIS cavaliere Michele - R rccanm conte Emanuele _ RrvADEBHO marchese Edoardo - .OE H.ossr DI SaNTATIOSA cavaliere T eodoro - RusCHi Lorenzo - Duca m SANT'.~u­ :P~O Luio-i - DE Smo cavaliere E nrico -· SotwcLr,o Aclulle Sr'INE~I.r :ì\brcello --- DE S TA::;IO cavaliere Giovanni VEGLIO DI CASTEr.r.ETl'O cavaliere E ugenio ·- 'frlANSO marchese "Pietro - ZASO'l''l'[ luogot enente Giusepl_)e. I costumi deì torneo risalivano alla prima metà. del se:colo xv: le quattro citttl. gareggiavano per la splendidezz~ degli abiti, la. ricchezza delle armi e delle bardature : il costume del principe Am~deo era tolto da nn fluadro del Pollaiolo. R aramente il vastissimo prato del Quorciono alle Cascine vide tanta folla, come in quel giorno, onde si ebbero a deplorare alcuni spiacevoli incidenti, chò molt.i provvisti di biglietti non trovarono il posto che loro spettava. Suonano le fanf~u·e a.ll e tre ; ed ecco in carrozze di ga.la, Vittorio Eman uele, il principe Ji:Jreditario, ln. principessa Margherita, le sue dame d'onore, i generali e gli alti dignitari dello Stato; ed ecco gli applausi superare gli squilli delle trombe. Subito il tenitor e del torneo, il Duca d'A.osta, si presenta al padiglione reale ed attende ed ottiene r ordine Sovrano. Allora a briglia sciolta ritorna al suo p9sto. Prima divise, poi unite, le. quattro quaclrig lic eseguiReono vari esercizi B raccolgono t utte larga messe d'applausi: applausi frenetici alla qnadriglia di Mihmo per le elegantissime evoluzioni, esegtlite alla perfezione, e quando, con géntile e delicato pensiero, le quadrìglie intrecciavano sul campo, torneando, un M e un U; le iniziali degli Au· gusti Sposi. Seguirono i salti alle siepi: applaudiLissimo il principe Amedeo che d iede prova, in tale esercizio, della sua valentìa di cavaliere; poi le corse dei giavellotti e Llegli anelli. I n fine tu t te le q nadriglie unite eseguirono la danza ~lel torneo, quindi si presentarono di nuovo al palco reale


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DEI TORN Ei DI CASA SAVOIA NEL SECOLO XlX

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per prendere commiato, fra gli appÌausi e gli evviva della folla, i quali a ivennero maggiori allorchè il principe Amedeo. sceso di sella, s' avvicinò all'Augusta Sposa e le offrì un mazzo di fiori. L e ovazioni del popolo accompagnarono lungo la via il Gran Re e Umber to e 1\IIargherita. ( Contin·ua).

S.

GHIRON.

IL CHI LE (COllti m.a:::ione. ·vedi 'I HWtn·o prcce!lenle)

Preparazione alla campagna decisiva . ·Avvenimenti nel mesè d'aprile.

Per garanti rsi da possibili sorprese , ai congressisti occorreva: •1° Occupare il lembo meridionale dell 'Atacama. 2° Dislrugger·e ogni forza navnle del diltatore . Al primo scopo pervenne il col onnello Holley, fnt.uro mm1stro della guerra. Questi sbarcava il '23 aprile a Caldera e l'o.~cupa r a senza colpo ferire, il 24 era dinnanzi a Corrizal , il 25 a Copiapò. Le truppe dittatoriali fuggirono per ordine del presidente oltre le Ande e la spedizione trovossi così ad a vere ac<rnistata la costa, cioè la parte più pe1·corribile del deserto. Intanto il giorno 22 il .Hlanco Encalada staccatosi dalla sqnadra che Yele~giava per Corrizal e Copiapò era rimasto di ganrdia al porto di Caldera in-;ieme al piroscafo Biohio . Alle 4· del rnau.in o del 23 attaccato dall ' .4lm1mntc Lynch e d:~ l 1' Almi?·ant.e Condcll era r.olato a fondo.


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IL ClllLE

·~OTA. Di questo ratto che menò ~rande rumore in Europa riJ)oo·liamo la narrnzio ne tl ettaglì:ota fatta dal tenente di \'aScello francese L>e Sìlans e raccolt:ula te>timoni 1lella cat:ostrufc: • l. 'alfaire de Ca ldera c.s l, la premiòl't! où l'o n a vu dan~ u n comb:tl récl la torpille Wh!lehe:trl manii'e.st(•o· scs cffots dcstru~tout·s . La victi me, le r.uira:;se Blanco-Eiicaladct , est otn rwvi o·e en rer elCI 3,500 ton neaux, à 2 hélices, qui clnl o dc 1875. Il est mun i rle plusic11rs cloisons ét.anchos, mais ato moment du combat, ccll es \'.iéta ient ouv el'tes, et lorsqu'on donna l'ortlre dc Ics illrmer, l'équipage obéit sans se presser, t.nnv(lincu qu'il ~·a gissait d'un excrcìce. Celte circon>lance explique la nlJlirlilt) avoe bqueiiP. le h;\tionPnl coula. Aulaut que l'on eu pcu t juger par le~ rarlJlorls conlt'tldietoire.~ <JUi ont r•nru, il ne re\· ut ~u·uue sen lc torpillc • T..: 22' a nill&91, iL 6 hcurcs du matin, l'esc;tclre insur·go'c, compust!c cl tt /Jlanco/;'nculrtct(f., clu llur.t.• ctr?', do la cannonièru ;l!aqrtUan~s, des deux gnmrls trnspo rts Cacl!apoal e t Aconcagu<t, et du petit tr;Jnsr>o rt Hi ouio, prcnni t possession ~ans rosistanca du port de Ca ldera . A 9 henres, l ~ meme jour, le lltutscm· repartait avcc le .lfagalltmes t't les rlcux transport> chargés de troupes JlOur ·;'cmparer de ('..arrìsal, p11rt situé Jlltts au su1!, lai»ant le Bla·•tco- Rttcalaaa et lo fliob o mouillùs it Caldera. L<> lcnllem(lin "ers ~ hc ~rc>, la catastrophe se produisnit. L'esenfl rillc dtt gou,·crnemMot avait ,; t6 pré vcnttc t(,, l'attaque'clc l'csca<lre insurg.;e s ur Caldera (il est bon de rema rquer que, t1ans cotte guerre, les tlenx partis etaient :::onoirnlcmcnt très hlen ren.>eignt·s snr les moul'ctnents de l'aclvcrsaio·c:), ut son d ollf, le cap i taino de vais~cau Mor~:ra . qui comman.1nit en rn~lllf) temps le CMtdelt, a1·ait r.;solu dc profl ter dB l'occnsion potu· tcntet· une surprise. • Comme les b:ltimants ,·enant de Valparaiso cntrcnt g,;n,:ralrmcnt it Caldera par la poin tc Ca ldera et la poìntc ColiCI<~, letto sud, il snpposa CJUC l'escad rc au monlllage pren do·a rl des précaulion~ pou r se ga o·d~t· clc ce c.:M, et il vlnt :w contrai re par le nord . en l onge~nt de lrès pré< h1 t:<ìt" est cio la hai c pour n'étro IMi aperçu. La nn i t étaìt ,·· clnir(·e par la pleine l un~ qui llevait stl co u1:hur à ~ h(Hll'es dtt matin. Cottc ·maoocuvrc lui JIOrtnettail. don c dt) no pas se lai;;scr apcrccvoio' clans Il! rn)•ron ncmcnt d ~ I:L lurw et de juger <le la <lisposition ot dn nomhrc do.~ h:ìtimcnts qu 'il aurait a combattre. Il n;gla :<a vil!l,;,>;e dfl maniore il se tron••er $Ur lo lieu de l'aetion ver~ 4 heures rlu matin. Comme il l'a racontt! lui mèmc, il comptait qu'it cettc heure les oflicie rs d~ scrvico nurniont abanrlo nné le soin de continuer la veille au~ aS JJirant$, C]Ui, suivant son op iruon, n·auraicnt pas lllafifJUr.i de ~·endormlr. • r.u pian dait parrnitement combino : l'nssalllant•\vitait la,survei llance pro ha h le qui d()vair. ,q 'ell'ecluer du c•jlu de lrt Jlointe Calclera, ,il ne se montmit pas dans lo rayonncmcnt de la lune, il J)Ouvait au coutrairo reconuaitl·e l>arfaitemen t son ohjccllr, il dissimulnit la silhouette <le Se> navires en les faissant se Jlrfljeler sur la c<ite, et il choisissalt l'heure ou l:t •·c:iiJe llcvai t Hrn le mnins ertìcacc il hord des navires en llcmis.

• Les t1eux torpillcurs se pre:;cnt~ot en lignn dc (ile. il.s vo ient un seui cuirassé qu' ils o·oconnaissent r>our le lllauco-Bncalad't ott l' Atmirante-Cochl'a ne (CIJS tleux na,·irc.~ sont identiq uesl et l~ 11etit lransp'ort 1Ji111Jio. NotB avrons vu eu effet crue le reste dc l'cscath·e a\'ait cnntintll; sur Cao-risal. lnissan t le JJlauco et le Biobio ~t la ~o~arde c!e Qlldera. LP Conde/t avance en climinuant Ile viteS5e, et. parvenu, a une dist.'lncc estimèe rle ~00 a 150 mètre<, il !ance une torpille par li.' tuhe avan t. Le commanflaut " ora:::a avait fait lui-memc de la passcrollo le commandemont de • fcu '· • La torp ille J)asse n. l'~ r'l'iure du ettio'<'tSSè. On avait immédiatcment :tprès lo lancement mis la f)aoTC J)OUI' venir s tJr triborrl et prosentcr au culnrsso; le- llanc cl e uftbo rd. A\l.<s itl)t f'J ue le bfo.timen t est e n ho nne posi~ion pour tirer, l es ol'ficiers r:lt<rrgt)s des ru he< de h:ìbonl ront feu succ<lssivem en r. Aucunc dc •·es deux torpill es ne pm·;r n n,·oir

IL CHILE

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attcinl le ma.nco. Le Cu!ldell <J uitta alors le dramJl dc l'ar.tion a tonte ,·itc~se, tandis qne le Bianco, rèvcil lé de sa torpour rllrigoa it sur lui le rcu de ses canon:. iL tir rallit lc et de scs mitr:tìlleusos. Mni;; l'atta•JIIC a\'alt t1té lellemront hoattenduc et le ilflnouemcnt rut tellomcnt r·api<le qu 'il put tircr :t poinù quehJues coups, et s i mal a-;sur6<, que le ColldPU ne recut pas uo seui project.ilc. , Le premier torpilleur t;tait à 500otJ600 mPires tlu cuiru.'t;, lors<Jue 1!1 Lyuc/t entre a ;on tour cn action. népétant 13 manocnnc 11u Colldtlt, il s'avance a tout.c vucsse el tance, à une di;tancc dc fOO métrcs sa to rpille avanl, qui, mat régléo•, coulc pres(Jlte tutss ilòt. Puis, i•tJ\n t vonu sur ll'ihorrl et n~~sant io 50 mè trO' dn lJianco, il f;oit reu par le p rcmier tu ho d11 loftdor,1. La torpill e altcignit le cui o·~'tsse an·d··ssous ctu r~d uil, entro Ics maeliines et In chauffcrie, et, tlcux on Lrois mlnntes après , le JJiauco co ulail il pie. Tout en avan('Uili,IC t..ynch a vai t ouvert snr son ad versa ire un reuuOUI'I'Ì ([e scs ca non~ a tir rapido, qui tn:t ou !>lessa S loommcs, don t un ofllci~r. Il t•e.;-ut luì-mt'mc 4 projcctiles qui n'entlommagèr-ent pas s~ coq ue, mai~ lui hles;;érent 4 hommes lo:;;<!r~mont. Le Co'lldell ne tira pns. • l.e cuira~:;,: litait :1marn; sur une houo'•(' N u'avait pas assez dcprl'»ion JIOUr o.pJ)arcl iiAt'. La sou!e mnn<JClll' re que put orolon<wr le commandan l. rut de mctlrc une ma chlue cn ;wan t et l'a uko en mTi•!rc, pour cssayer rlo pn'•scnlf11' ~ou .; tra\'O;ou x to:·pillcurs. Il n 'amil Jlas sos fllcts j.Jaro-torpilles, •Jui <;t.,il'nL rcstt:s il l'ar~enal •I O V:!l p:traiso, au J)Ol\V ir du go tl\·ernement. Quin1.e minute.; s'o'coulèrent co trc J,• tnoment où l'nlarme fut donnce, eL celui où il s'ahim:t d:ons les llot.; !30 hommc> <'fl\•iron trouvcrcnt la mort dans ceLte cata>trOJlhC. '1'11us !es m•'caniclens, saur un seui, furent uové$. Le commandant Goni rut rc~ueill i Jlilr un cauot du IJ•ohio; le d<'Jlnl ~ Lueo. mèmhre do la junte gou ,·c rnement;\1\•, rut ,:g:llomcnt san v,: par un canot do 1:c mèmc transport. L 'ùqui pa~e du lllauco S(~ co m;IOSail · tic 2i 0 hommes, 14.0 cnviron so satt''<1rent. • Le cuiras~ r~.sl:t roucht' sur SOli nane cio trihord. eoulc rar 18mèJres de !ond, ~a vor<!UC de misaine •·mergcaot •·crtir~rlemeHL de~ mèlr•'~ <'nvir·on. Sa bfc.-;_>ul'j', lfll'.sunjo dcux ou trois jours apr~s l'èvi·nement par le scaphandre •l'un oa\'iro dc :ruerl'l' ètranger. a\'ai t la forme c\'nnc ell ipsc irn;guloco·~ dt• l 'l ml!t rcs Ile long sur l m.sn •le. lar::•·, ce <Ju i somble conforme :rux thuories !(o•n•'ralcmcnt admise ..; sur 1<·.< clh't> flt'S exJllosi fs sou.; l'eau. Le centro ri o l't~llipse c.~t a a rnutres cn\'ir·on ~u r l':tro·i<ire du gt·au<l mfot, et it une proron lcur <le 2"'.G0 a~ mùtrcs noH le.ssou; Lln In lignc de ilùtt:Ìi~on . I;aSJlect dc la dè.:hirure ~emiJh· hien iudittncr f]n 'iln'y d eu qu'une scule cxulosion, qien que l'ortìeier Ile •Juar t a hort.l llu IJLO.II(.O.ait ero rcm:lr<JUCr que le h:itìment a ,:té touché doux fois. Le commaml:mt ~lor.1ga, do Ctma,ll, l'a!fìrmc ,;galemeut. llais c~ttc opinion t~st eornbnttuc [Jar le rupport sommaircdu t:ommanllant Goni, d n IJI<mco , ceri t aussi lòt :111roi; l'o'•vòncmenL, ain., i 'ILHl l) Il' llllC no t~ rltl cmnman l:ult fin J,yncl•. " l.'a lfair<l IJUe no tu vcwms (Je relatOI' n 'aJlporti! pas une lumié re uO\J\'~IIo $\lo' la · valeur relative dos IO")lillou rs et •Ics cuirnsse1<. La I:LChe du Ltftlch et ilu Co•Hlctl a el•i extrèn em ~nr l<tcil it•'~ l'<lr le.; circnnstan~lls; le cu irass<i nu se ~at·•h i t p~s. Par \es molirs très k'gitime.s ljUe uou.~ :1\'0HsdìL~ plus haut, les ofllcicr.s se croy:lit\nt si hl<ln à l'abrr d'une surprise, IIUO des fum•:e.; ayant •'tè apcr~lli'S du cote du lnrgc, \'Crs 3 h l/2 da matiot, on pensa qu'c!les apparto:oaient a rl';nttrcs MtimcnL-> dll l'e~cadre. Le rapport riti comm~nrtant rai t foi clc ce lte s~curit6. • On peut seulement en ~o nclu rc, ce Qui n éle di t ot c'cr it pnrlout. llU'il sora ex trélll!ment dangereu~. cn tomps de g uerro, tic Jlasser In nuit 3U mouillagu flans un·e rade ouverte, qt qu o, dan; le cas oir l'on sern ohligé de le (aire, il sera indi~pMsable dc s·cntourer de lilets pare-Lorpille.,, ol d'avoir cles grand'gar,Jcs bien or:;nnis,:es. • Dopo l'azione le torpediniere si ropar~rono solto la punta del Faro dl Caldera e ritornarono a giorniJ a constatare la petxlila tlcl Bianco. VisL~ la sua perdi t.~ si nn-iarono per usc.rc da l porto ma si imhattel'lliiO ne ll ' Aco•tcagna c si disposero per l'alta cco. La comparsa inopinata dì una co ra1.z~.1n ing lese (il IVar spite) che es;i credettero l' EsmeralcL!l li o!lhligò a ri 11iegaro in tutta fretta su Valp:rraiso.


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IL CHILE

Dopo questo l'atto i mi nistri del B ra~ile, dell a Francia, e degli Stati Un iti proposero un convegno a Santiago e procurarono so 1vacondotti a parecchi in flu enti congress isti . L'8 maggio Balmaceda causa un preteso attentato interrompeva le trattative. Alla fine di maggio nuove trattativ.e per parte del contrammiraglio americano ~I ac Cann furono aperte: il governo d'lquique propose un armisti~iQ fino al 48 settembre epoca in cui Ralmaceda scadeva da presidente, Balmaceda rifiutò . A questo punto non rimaneva che organiz~a re definitivamenle nn esercito e car.ciare il di ttatore colla forza . I n questo lavoro di ordinamento brillarono le doti del colonnello Korner , al quale l'entusiasmo cileno decretò tutti i mer itati elogi . Korncr, sassone e parente del famoso poeta tedesco, era nato il ·1O ottob1·e ·184.7. Sòl.dflto d'artigl ieria dopo Konìggr[i.Lz, era tenente in seconda a Ueaumon t. nel ·1870; ferito leggermente a Sedan po tù co mandare i suo: pezzi al hloccò di Pari gi e a Le Ma ns. Capitano nel 181H e professo re di tattica alla scuol a di artigli eria e genio a Berlino ern stato ri ~ hi es t o dal Chil e come riordin atore degli isti tuti mili tari. -:'1el gennaio ~1 8tH era tenente colonnell o diret tore della ~cuo i a di guerra cilena,ana loga alla nostra accademia mi litare . Chiamalo da Balmaceda si rifiutò e si ri unì ai cn ngressist i. Per rignardo al colonnello Holley fu creato segretario generale (Generai 5ecretiir) nel maggio del ·189 1 ed in tale posizione seppe compiere mi racoli di energia. Centro dell'esercito congressi5ta era Iquictne e colà si man ifestò l'opera di Korner, la quale può riassumersi in breve in questo: Costituire, organizzare, istruire nove reggimenti di fa nteria e due battaglioni autonomi, una colonna cacciatori(rilleros), quattro squadron i, e tre battaglioni d'artigl ieria. · Organizzare e provvedere H tutti i servizi ausiliari e ammin istrativi occorren li per éostituire di quelle truppe tre brigate dell e tre armi che po tessero opet·are come :re piccole divisioni. Affiatare questi organismi , armarli e renderl i atti alla guerra. manovrata. Quest'opera de~ r e l ata nelle sue linee generali il 27 ~giu g n o pok 1

I L C RI LE

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essere compiuta per i pri mi di agosto , mercé la per.severante in. telli genza di Kom er, l'efficacissimo concorso della marina e del governo provvisorio, l'entusiasmo per la cn usa liherale di tutti i cittad ini delle provincie settent:·ionali. Un altro tedesco il do: t. Page organi~zò il serv izio sa ni tario in modo commendevole. Ai mater·iali d'artiglieria mancnnti provvide la fonòeria Tar·:1pacà <t'Iquique. Ai 3 di luglio il Maipò portava da ll'Europa nuove armi e munizioni . Si ebbero atlora 0000 fucili Gras , 380') Mannlicher, 600 Com blai n e Reminglon. H! cannoni di cui 6 da montagna Krupp, 2 da campagna pure Krupp, G delli alla ()riève 'da 60 mi llimetri fusi a J:m:1. al Lempo della gu~rra peruviana . I fu cili avevano un munizionnmento di 400 colpi e l'artiglieria di ~1 50 colpi, ·per "/ 5 granate e '/ 5 shrnpnels. Cur<l to il riforn imento delle mun izioni , sopp ressi gli zaini, confezionate 30 ,000 razioni rl i riserva speciali, non rimaneva ui pr·imi d 'ago~lo che in traprendere la guerra. Dal canto suo il dittato re non istava inel'le; ordin ava navi corazzate in Europa che non giunsero (~1 ): armava soldat i, rimclleva in assetto i forli di Yalparaiso , poneva aguardia del Coquimoo 600 0 uomini, 4.000 nelle provincie meridion ali a Concezione per timore di torbidi, o1·dinava due divisioni forti di 15,000 uomini bene armaLi e ben equipaggiati a Yal parai so e Sanliago agli ordini dei gegerali Barbosa e Alceruca. 11 piano di guerra fu semplice da parle dei congre:>sisli: sbarcare presso Valparaiso, hattervi le for~e presidenziali pr·ima che si riunissero per la lunga via di terra, poscia liberare il Coquimbo, in ultimo rivolgersi all e truppe di Concezione. La lotta si impegnava così a forze uguali . ['are che Ba!maceda non avesse mai inteso oppors i allo sharco; essendo impossibile guardare tanta distesa di costa, ma volesse al-

Il) ~; nota l'odi:;:;ea della corazzata P·r esiaente Pinto che ,·iaggiò tu tti i po r t i d'Eurvt•a :;enz:• poter cosli tnir~ mai un c<[uipJgg io per re<·ar.;i Ili q ,ili.


sao·

11. CII!LE

trarre i congres;;isti fuori dell'azi one della Jl olla e batterli compie lamentò per terra. Di tjue:;to pe1·iodo deci,;ivn delln ~nerra drm:~mo notizia traducend o la.

Relazione del capo di stato maggiore colonnello Emilio Korner al comandante in capo colonnello Stanislao del Cauto.

IL CHILE

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Sqtia !rone Liher La•.l n ·1. Comartdan te, tenente colon nel lo Alessandro Valcnznela ' ( 150 uom ini). Squadrone Carabinero;; del i\ucte n. :3. Comandante. tenl'ntc colonn <' ll o do n Cesare Montt ( 130 uom in i) . 11' batteri a da mont·lgnn. de l batta gli one n. ·~. Coma ndante . .mag' giorc Carlo:> Hurta'lo (80 uomini1 • ·l' comp::l;.!llia de: l gen io. t:oma n dant~, ca pitano Augu~Lo Flru na (50 uomin i). · Amhnlanzn n. l . Ca po. dott . Enrito lleformes. Parco delln pri1na hri ~!a la . Capo, mng!!iore Camila.

Sig1w1· cnmand(mte in cupo. Il IJ•riya ta .

Dopo che venne stabi lito, in !'el-!ui to acl attento esame di tutte le ral!io ni favoreroli e contnn·ie, di eseguire una spedizioue al centro de ll a potenza diuatoria le, ,·enne ezia ndio ordinato di im barcare l'ese,rcito costitt11. ionale sulle nav i da.gnerra c sui traspo rti a va po re della nostra fl ott a per scendere nel porto di Val para iso e marciare su \"alparaiso stes:>o. L'nrmata d ' oper~zi o n c era cosi cosl.tnita: Comanclante in capo, eol ounello Stan i.s lao del Canto. Capo dello stato magg iure, ministro della guerra, do tt. Adolfo Holley. 11 18 :.;en naio verrne nominato un segretario general e e chiama to a tal posto il Lenente r.olounello Emil io Ktirner . che era con ciò inca ricato ùi i ntrapr·~ n d ere la direzione del ~nbinel to del capo di $lato ma~git)l'e . l /w i[/ al. a. Com <~ n da rr te, tenent e c,ol onnello doli . A nn i bai Fria:>. Aiutnnt e di r:am po, magg ic-re dott. Aurelio Rergun o. l\e:!girnento Constitucion n. l. Comandante , Lenent e colonnello l gnazio Lopl'1, (8 1O uomini). Reggimento lqnique n. ti. Comanda nte, tenente colonnelio Enrico Bernnle:> (IGO uom in1). R~ggime nto Antof:1gasta n. 8. Coma ndant e, tenente colonnello Roberto Goni (5~J~ no min i) .

Co1nand:1 nte, colonnel lo don Salv·1Ò0r Vergara. Aiu1ante di campo, ma~giore M:m uel Poblete . lte)!gime nto \"alpa raiso n. 'Z . t:omanda nte, teneule ~ol o n u ello Fl orc11W Baeta (iitiO nom ini) . ne;.:gimento Atacam a I l. •I' O . Comanda nte. tenen te colonn ... llo GiorJ!Ìo Bouen (869 uomini ) . H f;l~g im ento Clr anarnl n . :;. t:omaudan tc,tencnte colo nn ell o \" incenz<~ Pa lacios (4.:)0 uomini). !3atlaglione Huasco n . li . Com:l!ldante. tenente colonnel lo Elia 13t>.rtio (n GO uomi ni) . SlfU<Hi t:one lancieri 11. 5. Comanda nte, Lenen te t-~t l <nlne l l o Beniamino \er).!<ll'a ( l/t() uom ini). StJuadronn guide n. ~- . Comandante. tenente colonnello \i ncenzo Del Solar ( lìO uouJ;ni) . (z• baLleria dn rnou!agna del b;,tlaglioue 11. ] . CoUl nndant e, t E: nente co lonn ello H_,, llcrto 1\enarcl (l :io uomini) . 2• comp::~].!ni' del ,!.!enio. Comandan te. capitano E.!Hanlo L'.tt\ill (4·0 uorniui) . Atnhnlanza n. :!. Capn. doti. Lai gi t:halo:; . Parco della 2' brigata. C.tpo, capitnnu Plrilipp~. Tl! ll?'i.qatn.

ComarH1an to Lenente colnun allo, En rico del Cant o. Aiuta nte di ca mp·) tenente co lonnell o. Erari;;t o (; at ica .

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IL CHILI!

IL CB ILE

Heggimento Pisagna (N. ~) . comandant~ tenente colonnello , .J osè Echeverria (730 uomini). Reggimento Taltal(~ . .i,), comandante tenente colonnell o, Giovenale Ban (llH5 uomini). Reggimento Esmeralda (N . 7) , coma.ndante tenente colonnello P:ttrizio Larnain (750 uomini). ' Bat teria Tarapacit (N. 9), comandante tenente colonnello. Santingo Aldunate (.1-7'1 nomini). . Squaòrone granati eri (N. 2) , comandante tenente colon nello Rodolfo Ova lle (·120 uomini). Battagl ione :"{. 'l d'artiglie ria , comandan te tenente colonnello, )Januel Artùzar· (2z0 uomini). Bauaglione N. 3 d'aniglier·ia, comandante tenente colonnello, Belisario R.ivera . :3• compagni a del genio, com,lndante capitano, (~ iulio Piderit (37 uomini). :3• compagnia ambulanza , capo comandante, dottore Alfonso Kl icJ,mann. Parco della~~· brig:rta, comandante capo maggiore, Agui lera . . Colonna cacc iatori 1 maggiore Padi lla, a Con con ~ , :· . . (nlleros- colonne l tenen . colon n. Rojas, a PlaciJJa1 1·>0 uomm1. Parco di riserva, tenente colonnello, Riccardo I arall. Bagagli, tenente colonnello, An tonio Zavala. ' 'l " brigata 202~· uomini . . •C'orza l ol a le. . . .\ ',)• b· rrgata :1029 }) Ì brigata 3/3 1 Totale uomini . ~l281· L~ 1• brigata, che fin dal ·l O· luglio era dislocata nei distretti di \"all enar e Frcirina (Coquimbo) ed aveva il còmpiLo di riconoscere ins iem e agli squadroni : Jibertad, granati eri e cara binieri, le posizioni dittato ria li dell a Serena, per inquietar·e il nemico ed impedire cl1e si rinnovassBro le operazioni del principio di luglio , si imbarcò il li) e l(i nel porto di Huasco sui Lrasporti .fconcagtW. e Amazonas, accompagnati dall 'incrociatore Esmeralda e dalla cannon iera !lJayntlane.~. Questa flotti glia parti pel sud nel pomeriggio del giorno 16 stesso. La :2• lwigata ;;i era im barcata nei giorn i 9, 10 e ·Il in lqnique \

3a

833

sui tra s por~i Maipo, Cachapoal, Copiapò, lsidm·a Cm~sin, Lima?-i, e Abtao, accompagnati dalla corazzata Coch?-ane e dalla corvetta O'Higgins, si di resse a Caldera il giorno l -1 per imbarcare la 3• bri gata. Colà giunta eseguì l' imbarco dal ' 4 fin o alla mattina del 16 agosto. Perché l'imbarco ed il viaggio si eseguissero nel massimo ordine possibile, venivano emesse le seguenti norme. (Seguono atmne norme toyistiche importanti che tralasciamo per brev'ità). _ All',l pom. d~ l giorno '16 questa parte della flotta partì pel sud . Il riparto delle truppe sulle varie navi e l'ordine di marcia è indicato negli annessi 4 e 2 che fanno seguito a questo rapporto. In viveri per· l'esercito la lloLLa trasportava 300,000 ra1.ioni, di cui 50,000 già pronte per il trasporto in sacchi. Il 17 a sera l'incrociatore Esmemld.a si allontanò dalla flotta dal suo posto presso la 'l a brigata per anelare a sparare ·3 colpi dinanzi a Val paraiso. Questi dovevano senire dì segnale che 4.{) ore dopo le forze co,;tituziorrali atterrerebbero a Qu intero. Il ,19 a mattina, compita la sua missione, esso tornò alla squadra . A mezzodì del ,19 l'intera fl otta si riunì all'altezza del parallelo di QuinLero, a circa 60 migl ia dalla costa, dove era già staLo prestabilito l'incontr·o. A bordo' della corazzata Cochran1i trovavansi il presidente del governo provvisorio, il comandante in capo e il segretario generale; fu rono riuniti i comandanti di brigata per r icevere gli ordini per lo sbarco del giomo 20. Furono pure compilaLi i proclami alle truppe ed equipaggi del · governo provvisorio e del comandante in capo. Dopo ciò la flotta si avviò coll'avanguardia in testa nella notte ver"o Quirrtero. La divisione ii'<tvanguardia doveva trovarsi aliP- 4 ant. a Quintero per riconoscere il luogo e far esplodere eventualmente le torpedini poste dal nemi co. L'or·dine di battaglir, della fl oua era quello indi cato nello specchio d'imbar·co .

53 -

ANNO XXXVIII .


.11

834

1

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IL CHILE

Specchio d'imbarco clet~: ,qsel'cit o

Porto d'imbarco 1

Nome del trasporto

Numero dei posti disponibili

l l

l'

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Numero 1'\umero Durata l'ìumero delle sbarco deidi viaAgi delle una imbarca- dello di una imbarcazioni imbarca- imbarca~ioni portate zione zione con truppa rimorchiate a bordo

Numero delle scule

Il

d'Imbarco

l

Huasco

Amazooas

1500

2

8'

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lt

1,

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4

2000

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7

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Copiapò

1000

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Reggimento N. 1 Reggimento N. 8 Squadrone N. 2 battaglione artig liet>ia Quarlier generale Genio Bagagli

uomini

800

1~0

·t20 60 30 '1000 1000

150

-

'lO

'170

-

Reggimento N . 3 Bagagli

~100

Artigliel'ia N. · 2 ' Reggimento N. 1

~00

.

Reggimento N. 2 Bagagli

-

-

Effettivo

R eggiment.o N . 6 Squadr one N. 1 S quadrone N. x 4 pezzi Ambulanza N. 1

-

l

8

trasportati

-·-

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2

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-Riparti

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Calctera

835

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Aconcagna

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I L CHILE

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' Huasco

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costituzionale sai bastimenti delta .flotta . <l

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40

200 500

-

800

Heggimento N. 10

800 500 8000 150 800 200 130

Reggimento N. 11 R eggimento N. 5 Squadrone N. 4 Reg·gimento N. 4 Artig lieria N. 3 Squadrone N. 5 Quartier. generale Ambulanze

Artiglierie

8 200 200

GO

4 cannoni

30

8 8

-

80 15 40 200

-

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80

Con 4 ca nnoni

-

Reggimento N. 3 Reggimen lo N . 9 Reggim ento. N. 7 Artiglieria N . l QuarLier gene!'ale Bagagli

600 800 275

-

C.walti

40

10

20

8 9

8

60 40 50 8

Con 3 cannoni'

9 8

'1 5)

3

BO

130 . 10

-

Con 7 cannoni

'

l


836

IL OHlLE.

Le istruzioni per lo sbarco furono ·le seguenti:

,,

19 agosto, ore 4 pomeridiane.

te truppe ricever·n nno ol!gi dopo il secondo pasto tre razioni giornalieri viveri a secco da conservare nel tascapane. Alle. 2 del mattino sarò. di stribuito minestra in brodo, calTè e una razione di ca r~e cotta, questa da tenersi pure nel tascapane. Alle 3 tutte le truppe saranno pronte per lo sbarco. La fanteria avrà ·150 cartuccia per uomo. 'Ordine di sba·rco. L'avanguardia sbarcherà 300 uomini del reggimento Pisagna imbarcati sul Bio bio; qu ~sti , protetti dal fu oco delle artiglierie, occuperanno quelle posiz.ioni da cui può éssere dominata la sp iaggia di sbarco . Il grosso sbarcherà in 4 serie: Reggimento Constitucion, genio, cacciatori della ,,. brigata . - Reggimento Chanaral della 2' brigata dai trasporti AconcagM e Cachapoal. 2" Squadroni Libertad , granatJerr, carabi nj,er:j.; lancieri e guide. - Ba lteria Hurtado della •l" brigata. - Batteria Armstrong della 2a dai trnsporli .4.concagua, Cachapoa, A mazonas, 1lfaipo, Lima·ri e A.btao. 3• Reggimento lquique c Antafoga&La dai trasporti ~Aconwgua Am.azon(ts. - Heggimento Chnnaral, Atacama e Huasco dal Ca~ chapoa e dal Liman:. - Le ambulanze, la cassa di guerra e •1 razione per le truppe staccate. 4-0 La 3• brigata dietro ordi ne speciale del comandanL~ .

'o

lhvùiorie delle j"O?·ze-sbcwcate.

.

Le truppe della 1• serie, appena sbarcate, si r iuniranno a mezzodì della strada dal porto a Quintero; e cioè reggimento Costituzione, e cacciatòri sulla strada dal vecchio porto a Concon basso . Il comandante del genio ta g li en~t la linea telegrafica \'ina del Mar-Quintero e provocherà il brillamento delle inine eventualmente disposte.


\>

IL CHI LE

837

''

LI I'e),!gimeoto Chanaral_si riunirà sulla strad~ Quioterò-Colmo. Nessuno ·deve entrare néllé case o allontanarsi dalle righe. Le forze nemiche-devono essere att;1ccate alla baionetta con im.. piego· diJuo·co di artiglieria e fucileria dalle na\•i. . L'inseguimento fatto esclus.ivamente col fuooo. . I!. p'rimo hattagliol)e di ogni reggimento dovrà .oarciare fino alla ·'prima· posizione dominante della strada' assegnatagli e ivi attendere il secondo, che c_on esso costituirà l'avanguardia della brl, gata, Ques!a avangu~H·dia sarà su biro rinforzata da una .compngnia ., del genio attrezzat:-t che dovrà procur:-trsi St\bito materia!~ da ponti. O.gni avangun rdia dovrà avanzare fino nil' Aconcagua (fiume) contro ConcoÒ , bas;o . e medio verso i punti sennati tntdo, e prepararsi il ,.pa:;so. Il capitano Saro for·ni rà alle !ruppe dél genio il mezzo di · uti'lizzare le imbarcazioni òelle navi . Lo squndrone Libertad e la balleria llurtado · seguiranno· I'M'anguardia della ,1• brigata; Io . , squadrone guide e la batteria Armstrong quella della· 2". I due squadroni manderanno pattuglie ufficiali per esplorare sui fianchi a'èUe avanguardie c. he si riuniranno a quesre ai guadi dell' Aoon,ca~~a.

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Una paLLuglia dello StJnadrone Libertad batterà la v.ia di Porto Viejo a Concen· basso, e una ·dello squadrone gu ide quella' da ~ Q.uintero a Concon alto. ·c.on éruesnl · pattu~lie marcieranno le compagnie del genio per preparare, ..se possibile, i guadi. n grosso··clei dile squadroni segnerà · le stess~ strade fino a · raggiungeréJrle avang!lardie di fanteria con cui lascieranno le bat- · te1;ie per ceì·care po·i di impadronirsi della via sinis~ra dell'A-con, · cagua e si arresteranno sulle strade che conducoi10 a Vina del Ma11 ' fac ~ndo perlu.sirare da pattuglie ufficiali verso . Vina del Mar, Quilpuè e _Sàlto: Un m~zzo squadrone guide si; spingerà su Liucoche con un distaccamento 'del genio per 1~mpere· la linea telegrafica e la fer~ rovia.

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In caso d'incontro col nemico gli squadro_ni eviteranno ritiran. dosi ·.il combattimento fìnchè noiì siano a portata delle avan' gunrdie, che avvertiranno, cosi in tempo, lascinndo pattuglie di •' r.Jt: . · oss'èrvazwne:


., 838

839

IL CHILE

I grossi delle brigate si formeranno in colonna sulle stradè stesse delle avanguardie e le seg uiranno in form azione ài marcia. Le ambulanze seguir(lnno i grossi che trasportei·anno pure la l'azione viveri fresr.hi. Lo sq uad1·one carabini eri, rinforzato di 4- squadriglie di cacciatori a cava llo e · 4 distaccamenti di truppe del genio montate, distaccherà un terzo della forza su Colmo Manzanar e San Pedro, le· altre forze in parte su Quillota e parte per Pucalan a Nogates . Pattuglie uflìciali cercheranno di raggiunger-e-le stasioni di San Pedro, Quillota, Santa Cruz ed il tunnel di San Pedro, e distruggere ferrovia e telegrafo. Lo squadrone gronatieri per Puchuncari si spi nge1·à a nord fra Kogales, Pusu.t ur e la Ligna. Le pattuglie si terranno in continua relazi one e fara nno pervenire notizie ai loro gr?ssi. Dirigeranno su Quinlero tutti i veicoli e an imali da tiro che incontreranno, .si servir·anno degli abitanti come j!uide e osta~gi. In' caso d'incontro co,! nemico i 2 ultimi squàa1~ni si · ril 'i.ireranno in buone .. posizioni, e · appiedando i cacciatori, si difenderanno co l fuoco, coll'nvvertenza di lasciare il mass:mo numero di uomini a cavallo e continuare il riconoscimento del nemico. Col oro che desiderassero en trare nell'esercito cosJituzionale sa· ranno condotti a Quintero e Colmo. È loro però imposto presentarsi con cavalli da seJia ·e armi. Lo squadrone lancieri resterà a Quintero in attesa di ordine colle altre tru ppe della 2• brigaL!l. La 3• brigata concentrata nord della strada Porto Viejo-Quintero, a ori eme del paese, allenderà ordini. Il capitano di stato maggiore Lazo darà ai comandanti.delle colonne indicazioni sulle direzioni e località indicate. Ii quartier generale del comandante in capo si rormerit a Quintero (Hacienda) . ,

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Finnato: (Contint~a) .

HonNEI\.

M. G. B.

NOTIZIE POLITICO-MlLITARI ITALIANE

Le feste per le nozr.e d'argento delle LL. 1\ii\l. i Sovrani d' Italia ast.utta la cronaca della tt~indici na·. Il concor~o europeo, l'entusiasmo del popolo italiano, la riilìs'&' mililar·c nella piazza d'armi di Roma e l'esposizione navale nel golfo di Napoli c nell'arsenale della Spezia; s~no delle feste medesime i carutteri più s~ l ienti. Fu detto d<~ gionHI!i italiani ed' esteri che il concorso ufficiale dei rappresentanti di tutti o quasi tutti gli Stnti d' Europu alle feste per ~ ~~ nozze d'argento dei Reali d'ltalia fu una grancln dimostrazione in favore del principio monart:hico; noi non disconosciamo che questa sia uno dei significati di questo concorso, ma diciamo che non è il solo. L'altro significato è una grande dimost1·ar.ionc di sim patia all'Italia ed alla sua politica. E di ambedue questi significati ci l'nllcgriamo. Crediamo che rneriti di essere rilevata la dimostrazione di simpatia alla 'politica italiana. Nè qui vogliamo accennare alla politica spcci1de di que$tOo quel girbinet.to, sibbene a quella politica generale di pace e di eoncordia fra le nazioni, che l'Italia segue da oltre un lrentennio. Non è più il tempo in cui gli italiani, 11vendo la patria in brandelli, spiavano attentamente qualunque scissura intemaziona le per mettervi dentro il cuneo, sperando che da uan ri 1•oluzione . o da una guerra, comunque cominciatu, ne potesse in fine risultare qualche benefizio alla so rbono..c_~!llpletarncnte


84Ò

NO'l'lfllE l'OLl'l'lCO·l'lllLITARI ITALlANE

patria loro; oggi l'Italia una e i1,1dipendente è elemento d'ordine e di tranqùiHità in Europa, mantenendo così la promessa fatta da' suoi patriotti, quando cercavano di persuadere l'Europa a renderei giustizia. Diremo di più che il popolo italiano è legame, è termine medio di fratellanza tra i popoli; nessuno meglio di esso è adatto a questa missione; prodotto di quasi tutte le razze cut·opee, ha simpatie per tutte, antipatie per nessuna. Di qui _la politica di concordia e di pace che ci è tanto naturnle, purchè ci si lasci vivere seeondo il nostro diritto. A questa politica, a queste tendenze, che l'Europa comincia a conoscere ed app~:ezzare, dobbiamo la 'i mpatic'a dimostrazione dell'anno scorso a Genova in occasione delle feste colombiane; a qtu~sta politica, a queste tendenze dobb!mno la dimostrazione europea per le nozze d'argento dei nostri Sovrani. Ambedue le dimostrazioni hanìw in fondo lo stesso signi. ficato: s9no i Sovrani europei·che si rallegrano col nostro re e i popoli europei che si rallegrano eol nostro popolo della posizione che abbiatilO acquista to nel eoncerto europeo. Ma quanto si è vistò io questi giorni a Roma assume un significato speciale per la specialità del luogo. Non diremo che sia il riconoscimento di fatti irrevocabili c ùi . diritti supremi da .gran tempo riconosciuti, ma è del riconoscimento un'affermazione nuova e ,solenne. J(.

** E il meri to principale di quest'affermazione risale al giovane imperatore di Germania, alla potente nazione ch'egli rappresenta. Quindi per l'uno e per l'altra gl'Italiani rieonoscenti fanno · in questi giorni voti di prosperità e di gu1 odezza unitamente a quelli che fanno per i propt·i Sovrani e per la propria nazione. , L'alleanza nostra colla Germania non avea bisogno certa mente di manifestazioni lusinghiere comù questa graditissima, della visità dell' imperatore tedesco, pe'r guadagnare l'opinione pubblica in Italia, perchè non vi è oramai frit noi persona rillessiva che non sia convinta dell'indiscutibiie necessitù di mantenere, francamente, lealment.e, nell' inte1·esse della pace in genere, e della nostra sieurezza in ·specie, la posizione presa da molti· anni nrlla politica estera. E' però ineontestabile che questi atti di cortese rigual'do e di considerazione, forse superiore ai nostri meriti, hanno l'efficacia di rendere simpatica e cordiale nell'opinione pubblica quest'alleama, e di radicarla

N OTIZIE POL!TJCO-MI LlTARI ITAf, IANE .

841

anche negli animi, dopo ehe nella mente fu già maturata e considerata una convenienza, una necessità polit.icn. Chiunque rammenti 'Ja nostra situazione in Europa quando prevaleva una politica indecisa e basata sui cri teri astratti di un'effimera indipendenza, che si tradUeeva in un vero isolamento, e poi considera ir miglior:~mento raggiunto gradua lrnflnte rnercè l' indir.izzo positivo se-gtiito -da vari ~ nni, non può a meno di provare un sensodi legittima so_ddisfazione; considet·a la nuov-a situazione che cominciò a delinearsi . ne( i870 e si aecentua ogn i giorno di più, non può n meno di convenire che l'alleanza a cui ci siamo decisi, anche troppo, ta1·di è per noi la più naturale, la più sicura, la più proficua. Qual è la nazione che nel 1870, alla vigilia di compiere i nostri destini piantando la band ie1·a nazionale in Campidoglio, .ci confortò all'ardim'ent0$11 risoluzione, mentre l!Sitavamo du bbiosi,ed incerti perchè avevamo scolpiti nell'animo fatti e minaecie eh e t.utti ricordano? Fu la Germania; fu questa pi!derosa amica che dopo un lungo raceoglimento dedicato a studi profondi, a lontana e gagliarda preparazione, uscita ai cimenti delle battaglie feee stupire il' mondo, ed oggi ha con noi mill(~ .interessi comuni fra cui uno pe1· noi supremo: l'Italia una e indipendente con· .Roma capilale. Quale fu fra i Sovrani d'Europa quello d.1e, per il primo venendo in 'Roma, ospite del nostro He, mi5e il suggello della sua potenza trionfale sulla serie dei ·plebisciti italiani e sull'augusta parola del Re stesso che dichiarava Roma intangi bile? Fu lui ; il giovane ed ardito Impera to1:e di Germania. Chi, in questa fausta occasione delle nozze d':~,·gento dei nostt·i Sovrani, prese l'inizi ativa,~diede il nobile esempio d'intet·venire personalmente per affermare un'altra volta in faeci a al mondo la sua fraterna amicizia per il nostro Re e la sua simpatia per il nostro paese 'l Fu lui: Guglielmo Il. Al suo esempio specialmente si deve il ·concorso di quàsi tutta l'Europa, per mezzo dei suòi rappresentanti alla solennità ·delle nostre feste, concorso che dà alle med.esime un' importanza politica di cui l'Italia ya superba. L'Italia una e indipendente con Roma capitale è oggidì un interesse germanico. Non c'è bisogno di di !·e altro. Questo spiega tutto . .Mostra la ragionevolezza de.i recipt·oci sentimenti ed è arra della loro durata .

. ... ~

*

Le LL. MM. imperiali di Germania giunsero a Roma il 20 con nu-:meroso seguito. Gi:ì vi si trovava S. 1\f. la Regina :Maria Pia cti Portogallo,


842

~OTIZJE

843 razione e di ammassamento in piazza d'armi; il peL"fetto all ineamento e l' immobili.tà nei ranghi durante la rivista furono ammirevoli. Lo sfìlame~to fu bene eseguito, sopra tutto dai reggimenti di. fanteria che richiamarono l'attenzione dei Sovr·ani. Tu tte le truppe serbarono uu coute<rno . l o mappuntabi e. Dopo la rivista il Minis!J·o della guerra, incaricato dal Re di farsi interprete pr·esso le truppe dell'altissima soddisfazione dell' Imperatore e Sua, pubblicò il seguente ordino del giorno: « Le Lor·o Maestà l'Imperatore di Germania e il Re, nost.ro Augusto ~ovrano,, ha~no arnmira~o il co~tegno militare, perfetto delle tl'uppe nella rtvista d oggt, la preciSIOne der loro movimenti e la · corretlezu.. nello sfilare. « Sono orgoglioso di manifestarvi un tale altissimo encomio, che deve essere per voi di grandissima soddisfazione e per tutti di :;omrno compiacimento. » >KOTI ZIE POLITI CO-MILITARI ITALIANE

POLITICO-MILITARI ITALIANE

l'arciduca Ranieri raN11·esentante dell' Imperatore d'Austria, il granduca Vladimiro rappt·esentante dell'Imperatore di Russia e molti altri principi e personaggi illustri rappresenlanti dei rispettivi sovrani e capi di govemo.Altri giunsero ed alcuni il giorno appresso. Cosicchè alle no1..ze d'ar·gento (22 aprile) tutta l' Eur·opa era rappresen tata: la Germania dalla coppia imperiale, l' Austria, la Russia, l'Ingh ilterra, il Portogallo, la Grecia, il Montenegro da membri delle dinastie regnanti, la Baviera, la Sassonia, la Spagna, il Delgio, l'Olanda, la Turchia, da inviati speciali; gli altd Stati dai rispettivi capi di !Pgaziooe con missione speciale per la circostanza. Questi ospiti cosi autorevoli per· se stessr ~ per· la loro rappresentanza c l1) migliaia .di altri stranieri intervenuti a Roma per conto proprio hanno potuto ammirare, non solo il carattere diremmo quasi intei·nazionale di questo popolo, che è amico di tutti festeggia, purchè lo si lasci in pace, ma s'entusiasma per chi lo ricambia di pari amicizia; non solo hanno potuto constata re quali profon de radici abbia nel senti mento pubblico italiano l'alleanza germanica, conveniente per calcolo e popolare per merito dell' Imper·atore, ma hanno potuto toccare eon mano un altro fatto, altrettanto incontestabile quanto Roma· è intangibile: nell'esultanza con cui tutta l' Italia ha festeggiato un giorno di allegrezza nella· vita domestica delhtdinastia, gli11swanieri. hanno avuto la misura di quanto fo rti sieno i vincoli che uniscono gli italiani alla Casa dei loro Re. La dimosu·azione monarchica, assai più che i rappresentanti dell'Europa, l'hanno fatta le popolazioni italiane ; fu detto egregiamente che hanno fatto un nuov.o plebiscito c noi aggiungiamo, come pat·ticolarità non senza valore, che chi l' ha fatto più solenne sono Roma c Napoli. Quest'espogizione di sentimenti popolari non hn r·ivèlato a noi nulla di nuovo, rna in faccia allo straniero fu un esposizione di concorciia e di for·za ; epperciò altamente ce ne rallegriamo, pt'rchè solo la forza riconosciuta è base dell'influenza o dei dir·itti. E per questa stessa ragione e per molt.e altre ancora ci rallegriamo della buona riuscita della rivista. Era slato r·accolto neli<J piazza d'v.rmi di Homa un intiero corpo d'armata (8 reggimenti di fanteri a, 2 di bersaglieri, 2 di alpini, 2 di artiglieritl, 1,~: di cavulleria, 1 br·igata del genio, la legione alliev i carabinieri, il collegio militare). Queste truppe vennero passate in rivista il 24 aprile dalle LL. M~J. I"Imperatore di Germania e il Re d'Italia, poi sfilarono davanti ai medesimi, aii'Imper·atrice, alla Regina , ai rappresentanti degli Stati esteri e ai loro seguiti. La regolarità e la calma avevano presieduto ai movimenti di prepa-

'

.

Dunque la r·iv.ista 0· pienamente riuscita. Ecco per noi n'Lilitari il fatto più importante di queste feste; esso valse a ristabilil'e (se pure era necessa rio),.i~Jaccia ai rappresentanti dell' Europa, il nostro credito mili' tarjC chE<, pubblicazioni partigi~ne a.vevanQ.,teU:iatG di -scuotere. Esso valse a mandare in fumo le speranze di chi aspettava i risultati della rivista per trarne argomento contro il sistema d' istr;uzione inaugurato dall' attuale amministrazione della guerra. La rivist~a è pienamente riuscita, quantunrrue si trovassero sotto le armi i soldati dell'uhi 111a leva, a cui, con poco rispetto all' intelligenla proverbiale del nostro popolo, si era predetto un insuecesso colossale. E si noti che, se il contegno della truppa in gen.ere fu ammirouile, fur:ono però i reggirnenti di fanteria, cioè le truppe dell'arma rappresentante la ìnassn, quelle che più si distinset·o nello slìlamento Il che subito dimostra che, per la massa, il sistema d" istt·uzione adoltato è suffi ciente; e, se lo è per la massa, a nessuno saherit in testa di dire che non lo sia per i corpi composti di gio,·ani scelti. Tutti vider·o benissimo che, se in paragone della fanteria di linea ebbero allineamenti meno pet·fetti i bersaglicr·i, ciò dipese dalla necessità i.n cui si trovarono di rallentare il loro pas;o abituale per mantenere le distanze; c tutti compresero che se allineamenti meno perfetti della stessa fanteria ebbero prll"Cgli alpini, ciò dipese dall'essere questi soldati avvezzi a camminare per le montagne, spesso per due e più spesso per uno.


8-14

NOTI ZIE l'OLI T ICO ·MI L lTARl IT~LlANE

' l

Dunlfue dell 'esito della rivista abbiamo 1·agione di rallcgrarci sotto tutti i rapporti. Certo una rivista non ha l'importanza di una gnmde manovra e molto . meno di un successo in battaglia, ma è sempre uno dei mez;:i migliol"i por gi udica re in tempo di pace delle qualità di un e~ercito . E che questo signifi cato ali'C3ito di !!Da rivista, i nostri alle:Hi ed anche i non alleati ce lo diano, può dedursi rlalla solennitù con cui si fauno le riviste in Germania, in Austria, in Russia e in Francia.

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1:

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** 11 27 aprile l' Imperatore e l' Imperatrice, i Sovrani (Fitn lia, il Principe ereditario, altri Princi pi c ris p•~tt.ivi seguiti, partirono per Napoli, dove la popolazione più espansiva e più vivace d'Italia fece loro , unn àccoglienw nn che più clamorosa che quella di Roma. Qualunque altra citlil d'llidia, da Torino n Palermo, avessero visitato, essi avrebbero trovnto ovunq ue gli stessi sentimenti; solo l'espressione dell'entusiasmo :m·f~bbe variato in ragione dd diverso carattere degli abitanti .

845

Coine nella piazza d'a rm i di Roma 11hbi:nno mosti·ato all'a mico del n~stro r~, nll'nlleato del nostrò pa~e i ca mpioni del nostro esercito, così nel porto di Napoli gli abbia mo mostrato i campioni della nostrll Ooua . Anche, a proposi to di questa, alcuni giornali avevano messo innanzi le più strane affermazioni e, accennando nll:~ rivista navale del i &38, dicevano che oggi non saremmo più stati in grado di fare la stessa bella figura. Anche qui l'esito sbugiardò le stolte profezie, nè poteva essere altrimenti. Non una sola delle navi che figu rarono nella rtv1sta navale de\ 1888 manca dai quadri del nostro n:1viglio, nè potrebbe ragionevolmente mancm·ne'trattandosi di navi che hanno pochi lustri di vita; ma se di quelle alcuna non ne manca, altre invece sono, dopo quell'epoea, entrate ad accrescere la nostt·a potenza navale. Il Ruggiero di Lcmrin e la Moros-ini, già allo1·a varate, furono dopo· d'allora ultimate ed hanno già fa tto parte della .squadra permanente. L'Umberto, la Sicilia e la Sar-de,qna, va rate dopo d'allora, sono in pieno nllestimento c ra pp rescnt:~no da sole un potentissimf• aumento di forza. Non pnl'iet:emo degl'incrociatori di 1a e 211 classe che dal -!888 in poi SODO Stati Vlll'ati e COmpletamente allestiti, · nè delle numerose torpediniere che da quell'epoca sono venute a far parte della nostra flotta. . · . , ' . In quanto ; l numero delle navi tonutè in arma rhento, f)asti il dire 'che abbiamo recentemente mandato una divisione nell'America del sud, un'altra nell'America dél nord, c per l'esposizione na vale di Napoli abbiamo potu to agevolmente rinforz:tre la nostrn squndrn permanente con una terza divisione che costituiva 'la divisione di riserva. Se non fosse che della flotta, jcome dell'esercito, importava golamente esporre i campioni, non ci sarebbe stato difficile fnr entrare in squadra una quarta ed anche una quin ta divisione.

•* Non ci ferme1·emo sulle feste ch'ebbero luogo in Roma per le nozze d'aroento; non ùescriveremo i ricevimenti del 22 aprile al Quirinalc, ne sfilata delle associazioni davanti alla reggia, nè il pranw di go la in cui l'I mperatore e il Re fecero b1·indisi improntati alla massima cordialità, ma scn;:a :~ llusi oni politiche. Ometteremo per bt·evità gl'indirizzi della Cnmcrn e del Senato c le risposte del Re. Sorvoleremo sulla visita degli imperiali al papa, su quelle ai monumenti, sulle gite (ti castelli, sugli ilpplnusi ehe :i acco mpa~navano. ovunque, specie ~~u ~ndo si mostravano unit.i ai nostri Sovr8m, c ,cosi n'pprcsentav.rlW, l un 10ne di due popoli destinati a fa re. molta, strada insie ~e. Lascieremo od altri i teatri, le feste da ballo, 1 gm·den party e perfino il magnifico torneo susseguito dalla spet tacolosa sfilata degli antichi cavalieri pet· le vie della ci ~tù . Assistendo a quella sfilata, a quella evocazionc d'altl'i tempi e d'altri costumi, vedendo, e magari ammi rando quei tipi, quelle ormi, quelle foggio di vestire, ci si aJl'a~ci ò alla men t~ )Immenso distacco tra siffaui personaggi e il pop(l\o de1 loro tcmpt, onde noi "llbellati pet· anti francesi abbiamo mot·morato: beneùclla la primo rivoiuzionc francese che questi pcrson~ggi ha r_iùo.uo all.o stato di comparse; benedeuo il popolo che da C[uCSil feudnt:m c1 ha hberalo l

!': OTIZIE POLl1'11:0·MIL IT A R l I TALIA !\E

1

La rivista navale o (se wsi non vuoi chiam:ll'Si) il passaggio d•)i Sovrani di ·Germania e d'Italia sopra una nave da guerra seguita da altre navi da guerra, davanti la linea della squadra permanente rinforzata della divisione di riserva, ebbe luogo ln mattina del 28. Non descriveremo Io spettacolo imponente dci colossi schierati e delle agili torpediniere, nè le belle manovre della Lepanto (su cui erano imbarcati i sovrani), dell'Umberto c delle altre navi in movimento, nè la cornice unica di quelle rive affollate di popolo c delle caS(} ad anfìteatt·o eone finestre ed i terrazzi gt·emiti di spettatori plnuùenti, a cui fa cevano eco gli evviva


847

NOTIZIE POLITICO·MILITARI ITALIANE

NO'riZIE POLITICO · MI U TARI ' ITALIAN E

dei marinai schierati sui pennoni, e le musiche e gli spari d'arti!llieria; non seguiremo i sovra ni nella loro gita di andata c ritorno per l' inca ntevole golfo, nè in quella che fecero il giorno app•·esso a Pompei: la città greca che il Vesuvio coperse di cene1·e per conservarla, affinch'è nella pienezza della civiltà moderna si avessero tutti i dati di confronto con una · civiltà ,li diciotLo secoli addietro, e affinchè presso alle lotte della vita si avesse lo spettacolo vero e genuino delh1 pace pe q~eiua. Che co~a è il golfo di Napoli e che cosa è Pompei tutti lo !1-appinmo. A noi qui basta notare che l'esposizione dei nostri mezzi d'azione sul llHHe riuscì splendida come quella dei nostri . n~ezzi d'azione sulla terra.

sua viva compiacenza per i movi menti delle navi, pe•· la riuscita dei tiri, per il contegno dei cannonieri e dei ma•·inai. Il Re ha inC3ricato il ministro Racchia di esprimere al l'armata con un ordine del giorno la sua alta soddisfazione. Così le feste per le nozze d'argento ebbero una chiusa es,sen~ihlmente militare. · La stessa sera i nostri Sovrani, dopo un affettuoso congedo dai l~ro Augusti Ospiti, p:wtirono per Roma contenti del popolo, dell'esercito e dell'armata e gl'Imperiali di Germania partirono per Berlino attraverso la Svizzera, persùasi che l'Italia è un'alleata milita•· mente forte in terra e in mare e politicamente sicura, non solo per lealtù di Re e di Gov~rno, ma per sentimento di popolo. c. i\1. Roma, i 0 maggio •1893.

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,. ** La sera del 30 aprile gl' Imperiali di Germania e i Reali d' Italia lasciavano Napoli per Spezia, ove giungevano il 1o maggio fra gli applausi di quella po polazione operaia e marinara . La visita all'arsenale di Spezia che, per l'amico, per l'alleato non ha' segreti, fu il complemento della rivista nella piazza d'armi di Roma e della sfi lata davanti alle navi della squadra nel po•·to di Napoli. A Spezia l'ospite imperiale ba potuto vedere, pigiate nelle due darsene, assai più navi pronte dì quelle che abbia visto in squadra a Napoli e, se in questa cittù un reggimento di marinai fe~ ala al suo passaggio, a Spezia la fecero tre. li che .d imostra che, so le na vi ci sono, i marinai non mancano. Dicesi che l'imperatore stesso acesso manifestato il desiderio di visitat·e quel pr,imo nostro sll.lbilimento marittimo, il cu i impian to risale a Cavour e mostra in pa t·i tempo l'ardimento del piccolo Piemonte e il genio divinatore del suo gran ministro, che apparecchiò all'esll:emità del littorale dell'antico Stato, l'arsenale alla llotta italiana che non esisteva ancora. È naturale che a Guglielmo II, così intelligente e studioso di cose militari, dovesse riuscire dì grande interesse la vista di una delle più moderne e migliori piazze marittime e (lerto doveue esercitare su di esso un certo fascino il simulacro di attacco e di difesa di una delle più importanti opere di questa piazza. Gli on. Pelloux e Racchia Ministri della guerra e della mai'Ìna, si erano recati precedentemente sul luogo per le necHssarie disposizioni ·ed hanno accompagnato l'Imperatore e il Re nella visita all'arsenale ed assistito con essi alle varie esperienze. Ad ambedue l'Imperatore espresse la

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' 848

NOTIZIE MILITARI ESTERE

AUSTRIA-UN GHERIA.

Promozioni. - Dal Bolleltino ( Verotdnun_qsblatt N. 17 del 27 aprile 1.89.3) delle promoz,ioni semestra li fatte nell'esercito togliamo i dati seguenti: Vennero promossi a grado superiore due membri della Casa imperinle c cioè al grado di mnggiore di cavalleria l'arciduca Francesco Salvatore, al grado di capitano dei pionieri l'arciduca Ferdinando. Si hanno poi le seguenti promozioni: Promo~so al grado di Feld1.eugmeister: il Feldmarschall Lieutenant barone Merkl, capo sezione al lllinistero della guerra, continuando nell'attuale sua carica. (Data d'an;.ianità, 29 ottobre 1885). Promossi al g1·ado di Feldma rschall-Lieutenlnt, continuando nell':lltuale loro posizione, i maggiori generali: Cavaliere von Pohl, comandante 1'8" divisione; Guglielmo Stanger, comandante la 6a divisione; Giorgio Georgevits de Apadia, comandante la 163 brigata di cavalleria; Nobile von Wannisch , comandante la 1.7" divisione; Cavaliere von Seracsin, comandante la 24" divisione; Vittorio Say, comandante il III distretto della Landwehr ungherese. Polak von Zdirad01·, comandante la :t9a divisione. (Data d'anzianità del primo promosso 4 maggio 1.888; dell'ultimo prom os~o 1o novembre 1888). Furono promossi maggiori generali 22 colonnelli. (Data d'anzianità del primo promosso 30 aprile -1885; dell'ultimo promosso 1.8 dicembre i887). Nel seguente specchio sono riuniti i dati circa il numerù. e l'an7.iauìtà relativa, degli altri promossi nelle singole armi c nei singoli corpi.


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A colonn elli AHl\1 1

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A cap1tani

A tenenti !

CO HPI

anzianità dell'ul timo promosso

N.

Stato

A inaggiot· i

A ton. colonnelli N.

anziu nila. dell'ultimo

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dell' nl timo

promosso

l'l'O lll O~SO

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<~nzianità

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dell'ultimo promosso

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amh•uità dell'ultimo promosso

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9 mél ggio 1887 14 maggio 1889; -

5novem. '1890 10novem. ISUO

m~gg10rc.

anzianità

(ij

(3)

J

19 'novem. 1890 41 ma:-rgio 1889 54 m aggio 1882 141 1maggio 1887 247 maggio 1880

Fanteria c cacciatori.

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l

6 mag-gio 1890 : 5 n ovem. 1~8~ 'l 3 maggio '1881 37 novem. 1886· 53 gennaio 18 '!)j (~)

(6) 11 mnggio ·1882 2u maggio 1885 :~~ se ltem. 1888

(2)

u genoaioH~no

7·n ovem. 1 "'90 4. Ina ec crcrjo '1889 l

Genio .

3 ma ~c m :r jo 1889 10 nov e m. ·t88 1

l

Pion ieri n eggim. g rafìsli

j fe rrovi~ l ·i

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2 novem. 18901 1 maggio 1889 l

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7 uovem. 1886

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u lscttelll. 1890

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·i lnovem. 1886 - 1

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(l) Frt~ ques ti (2) Fra questi l3) Fra q uesti (4~ Fra q uesti (5 Fra qncsti (6 Fra q.u cst1

3 1nov em . t ll8t

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10'1

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234

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7 a scelta eli cui l'ultim o h<l l'anzianita ! 0 ma!!!!io 18!)0. 2 a :celt<l tli cui l'u ltimo ha l"<mzi;ulila ! 0 maggio !890. H a. ~co lta oi cui l'ult imo ha l'nn7.iani!à t <> no,·cmbre i&;.s. 3 a ~q·elta di cui l' ultimo ha l'anzi<l nit:'t i 0 lll<Jggio !882. 2 a scelta ùi cui l'ultimo ha l'<lllziauità 1° novembre ~ t\82. 3 <l sce lta di cui l 'u lli_rno ha l'anziani tà ! 0 maggio 1887.

..

:~aggio 1883~~(owm. :35i

l

18891


•

850

NOTIZIE lt iLlT,\Rl ESTk: RE

FRANCIA.

' '

Riunioni mnichevoli degli uffiàali di riservo c dc ll'e.~(!rt:ilo territo,·io.lr..L' istnrzione ministeriale dell'8 aprile 1889 conti·me le disposizioni rl'lfl · tìve alln sviluppo delle cognizinn i militrwi dei qurulri detta 1'iser1Jrt e rletr esen:ii.o tcl'ritoriah. Quc::tc disposizioni però si riferiscono cscl11sivamcnte agli ufficiali chiamnti a corsi d'istruzione nei co1 pi di truppa. A complemento di queste disp'lsizioni, cltc ra pprese nt ~tno l'impul~o u ffici:~l e, è sorsa in crue~ti ulti tui tempi in Fn.IDr.ia l'inizi ativa pri vlll:J, lH r1ualc ha inaugtu·nto riunioni amichevoli fra ufrtciali di riserra e ter· ritoriali , nIlo scopo appunto di mantener vivo lo scambio delle idee e rnfTorzarc sempre meglio i vincoli di c:uncnttismo frn tutti gli uffìcin li in congedo non solo, ma andiC Ira qut!Sti c qttclli dell'eserci to nttivo. Sono perciò org~nizza t.i luoghi eli convet·s:niooB e di ritrovo, ove sovente sono invitati ufficiali dcll'c:'lerclto attivo :1 tener delle conferenze su qunnto di nuovo si manifest.~ nell' ambito della vita e delle discipline rnilit.nri. Il generale Saussicr lw favorito questi sponlanei rHggruppnmenti di ufficiali che tanto giovano all'omogeneit<ì dcll'esercit.o, ed ha proposto ìd :\finislro delln guer ra di riconoscere a queste associazioni la qua litit d t associnioni mililllri, c eomc tali auto rizznrle ~ funzionare. Il Ministro Loizillon non solo ha aderito nl la propost<1 del gencrDle Saussier, ma ha cinto :d lo ste;so /:(bOcr·a le S:liHSier la f:~c;o ltà di concedere, ogn i 'lualvolt:~ lo cred:•, simili autoriaazioni nella regione soggetta al suo comando. Divii'IO a·i m.edir.i militrtri di pmtù;ar!l la r:licntdrt r.ivile. - Il mrmslt'(l deila guerra Loizillou con circo)ure del ::!0 marzo J.a vietato ai tnedici militari d i esercitare l:~ pratic:1 della clientela ci,·ile a pngamP.uto, r t'5« :;endo, in prirH~i pi o, elle i med ici mi li tltri possono bensì coatliuvarc i « colleg hi ci vi li ncll'est;rcizio tlell:1 loro benefica professionn, rna non « debbono rar loro una concorrenza cltc è inclegna della qu:ditf• di ul ' fici11io. • Licenze ai soldoti per scopi agrìroli. - An<:hc quest'anno il :\Iinistcro delln guerra ha Rut,orizzata la concessione delle solite licenze ai milit;•ri · per venire in aiulo degli agricoltori durante le diverst: rnccolle (falciatura, mieti tur:~, vendem m i:~).

NOTIZl t·: lllLITARI ESTEHE

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Le domande degl i ngricoltori debbono sempre esser tl'nsmesse e approvate dai prefetti, rimanendo ni capi di eot·po tutta la l.atit.udinc a con.cederle nei limiti consentiti cJ:-rlle esigenze del servizio. Nuovo ·re-volver per _qli ufficiali. -Le fnbbriche d'ar111i hanno termina lu la fnhbricnionc dei nuovi revo lver a piccolo calibro modello t 892. 1~ stato stabilito che ogni uflìciale provvisto di questo revolver abbia diritto a 36 cartucce a t.it.olo gratuilo e a 90 cnrtucce a titolo ònet·oso c:d . .colate al prezzo rli 6 centesimi ognuna. Pel"'nessi pernwncnti ai sottufficiati. - Ull(J circola re del l\lioistro della · guena richiama l'attcmione dei comandanti di cot·po sulla ·~oncessiooe del permesso permanente fì no fl un'01·a ùopo la mczzanouc a una certa ~ategoria di sottufliciali . Notando come una soverchin larghe7,za abbia prodotto speS$0 dculi abusi, fa osservare che quel limi le ;d permesso pet·mouenle deve ess~re consideralo come li mite massimo. da non raggiungere se non in casi ''eramente degni di speciale considerazione. Conchiude poi che è necessnrio tenet· presente essere in facoltà dei comanclunti di corpo eli togliere qua l~iasi permesso pel'lnunente qu:mdo le esigenze del ~ervizio o la condotta del milit;1 re ì•mmesso a ft·uirne lo consigliassero.

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85~

NOTIZIE lltRLI OGRAPICBE

NOTIZIE BIBLIOG RAFIOH E

a) Recensioni.

Mhnoircs dn généml Radet d'aprè~ se:; papiers personnels et les archi1Jes d' État. Pa1· A. Oombier, Saint- Olond, Bel in Fréers. La Francia si è d11 qualche tempo arricchita ~oche di troppo da lle· memorie· di uomini politici e generali, bisogna tuttavia riconosc11re che nesmoo meglio dei fran cesi riesce a dare un cara ttere attraente ed un• valore letterario a questo genere di produzioni. Dai tempi di Luigi XIII e Xlr, della Reggenza, di Luigi XV c· XVI c della Prima Hivoluzionc a oggi è tale il numero di qneste memorie che è possibile J'i co~ ti tu i re esattamente la vita della Francia dal· ·16i.i0 a l 1850, in tutti i suoi dettagli. Una nuova serie molto più recente di tali memorie è quella dei gc· uernli del Primo Impero e può dirsi che in quei ricordi eroici i francesi a!Jhiono cerC..1 !0 consolazione e conforto per i recenti disa$tri. Gli editori non hanno manea to di trarre il loro vantaggio della corrente manift!>tatu ~i nel p~ polo francese in questo ~e uso - disotterra ndo cd· arnpliancln tutti i manoscritti che erano rimasti per molti anni nell'oblio. Il volume delle memorie del genera le Rndet compillito in parte sn!!li srriui del genera le, in par·e su documenti degli :~rchivi, hn tuuaria uno speciale valore per gli avvenimenti notevoli di cui egli fu spesso parte. TI generale Radet era nlìto nel ·1762 da una fo rnigli<• di media con dizione di Sterwy sulla i\losa . Ernrò gio\'anissirno nl ser viz io militare e servì Jìuo al c!ì8l.i come· so ttnflì c i a l r~ dopo di che fu uominato Garde gén~rn l e des eaux et dc:;. f,Jrèt~ di Vareunes.

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Agli albori della rivoluzione era uffìcinle della guardia nazionale e 'Capil<lno dei cnnnonieri di Varenncs. Quando ·Luigi X VI nella 5tH\ ·fugn ai confini del 2·1 giul{nO -179•1 fn ;~rres tlltO , a S. t Méntihould H.adet incaricato di custodirlo a V<Henncs e tentò di , favorirne il pas-saggio a ~footmédy. I suoi cannonieri ed il popolo l'ohblignrono però a permetterne il ritorno a Parigi e accn:;atolo di incivismo lo portarono al trihunale rivoluzionario di S.t :\lihiel. Liberato si :~ rru olò e sfuggì alle convulsioni polìliche battendosi ai confini dorc trel 1798 ern già colonnello di ~a valleria nell'armala di Sa udra e Mosa. Nel 1798 fu tr11sferto nella gendarmeria, la quale deve :• lui Ja s.ua organizza.zione e le riforme inspirate dalla sua energia. La rivoluzione nvevn creato nell'interno della Francia uno Sll1to penoso di disordine nella pubblica sicurezza; bande di bri~nnti, specie nel mezzodì, compic,·ano non distur bntc atti fe rocissimi. Una truppa -di polizia fortemen te ordinata aveva dinuanz.i p gè ampio r.nmpo d.1 -distinguersi e non meno grave fu reso il compito dall:l legge ucll,1 ·coscrizione ('1798), che aumentò il numero dei. mnlvinnti co i numerosi renitenti alla leva - che ;;ornrnavano a centinaia e mi·gliaia ( 1). La genda nneria ebbe dunque morlo di distinguersi; in A\'iguone ·ove per la prima volta Napoleone l e Radcl si videro, quegli seppe -subito apprezza re le emineut.i qualit:ì rli quest'ul timo. Nel 1800 Hadet ern ge nerale di brigata e ordina\'a la geotlarmeria in Corsica , nel l.tegno I1alico, a Nnpoli, Genova e l:toma sul sistema france!;e superando grnve difficollà . (Er11no i tempi del cn rdinale Ruo·o, Fra Diavolo e altri). Nel ·1809 fu inc:~ricato da Mioll is di prenderò Pio YU a H.oma -dopo il decreto di ces:~azion1: del governo temporale (16 maggio 1809). La difficilissima e del ic.1ta impresa viene narrata dal Radet iu pa;gine inteJ'essanti oltremodo. Il Papa trntttl dal Quirinale nella notte dal 5 M 6 luglio ru accompagnato dal H.ndet lino a Firenze. Questi ebbe a compenso il titolo di barone dell'lmpero e una pen sione ùì 4000 fr~tochi. Nel ,1813 reduce d'Italia fu nomioMo Grand Prel'tÌL de la Grande .\.rm1!e.

(·l) Nel ·1890 a questo rig ua rdo fu pubblicato uno s[ll ~ndido studio tle l dott. Schmeisser. Il rilraltari alla ~oscrìzionc so tto Napoleone l. (Ocih eft 2 e 3 tlel ,1/ititiir Wocheublctt.tì.


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NOTiZIE BIBLlOGRAFlCHE

N,OTIZlE BlBLlOORAYICHE

, Le memorie .di Bndet per gli avvenimenti del 1 813 - 1 :~-ns hannl) una graudissima e specia le impor tanza. )lai pi u.ura più fedele e più viva dell'eserci to n<~ poleouico ad Haoau, a Dresda, a Lipsia che snl taccuino del Grand Prevùt O\'e ogn i giorno era segnato il uumero dei di::.ertori, fuggiaschi, ritardawri. Ci tiamo :;olo uu brano unportantissi rn o relativo al fatto d'a rmi di· . Culm. Dopo In battaglia Radet troYò accampnti in un bosco 800 uomini sbandllti riuuitisi alln meglio. Alla rnattinn succe~siva mandò ~oltlnti per ricondurli <d grosso delle truppe e ben 300 di quegli infel ici fu rono trovati morti Ne fu ordinato il seppellimento. 'In t(Uel momento arrivò I'Irnpèratorc chiese eire cosa ·ros~e :11·, venuto e gli fu detto: Souo nmmalati che vengono lJ·aspor tati « all 'ambulanza. « All 'indomani mi trovai al suo lerer· ; t>gli domandò me pre:;ente « lll medico capo dell'esercito come m:.i ,.i fossero tanti ammalati e • se la pc;ste od un'altra epidemia dominngse : ricevcue un no per " r isposta. Allorll si volse a me e di-;se: Dunque, Hadet, ehe co,a • cr~uo qu ei malati ehe avete ! :~sciato ieri sul la stradn·? Sire, ri ~posi, « erano soldllti morenti di sposstllezzll non di pe$te; di 800 ne ~ono " morti 300 nel loro bi va eco ed io li ho falli sotterrare. • Egli fece :.lcuni passi, gua rdò torvo. il m ~dico c continuò la sua « udienza >>. \Ili ,18 15 Radi!! erli a Waterloo e vi fu ft:rito due Yolte. Dopo 111 seconda caduta di :\'upoleone il governo provvi$orio u·;tttr:uue Hatlet al suo posto fino al ritorno del Re. Degno di menzione è r1uanto Hadet disse dopo la seconda Rest:wrazione : • lo non riconlerò che due eMe priucipali di fJtHinto ho fatto per « t·e~e rcito. L'uno il il mio ordine gcner:.le alla gendar meria e llll'eser' cito di mettere la coccarda bianca e fare at.to di sottomissione. L'or« dinP. è mio e io ritengo verrà approvato da ogni huon francese; in " Of!lli caso è qua le mi usci rl ~ ll a pen n ;~ e dal cuore. e lo spirito dE'l« l'esercito era ancora tale che non fu senza pericolo dnre un ordine<< ~imi le e farl o c~egui r·e • . La seco nda cosa è di pot:o ri li 4~ VO. [ Borbon i nou perdouurouo a Hndet In . sua dllfezione dci l S15 ~ anclti~ il ricorrlo delle :;uc n•Ì:l7.ioui (;{Hl Pio VII non fu dimeuiicato. F.'u dègr11dato e dal TriiJuo<de di gn~rra di Be:s:tuc;on coodetnunto a 9, anni di pri;;iùllill . Luigi X. Vfii lo grn iò nel 1818 t~ Il :t tkt rnllr i fra i 5uoi il 28 ~c t­ temhre 18~5.

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Le sue memorie, ap punto per lo speciale c~O'Impo in cui egli ebbe aù esercitare le sue funzioni militari, non manche ranu~ d1·?c.cupare. un poStO distintO nella coiJezioue numerosa deg\i SCflltOI"I StOriCI del pl'llllO Im pero.

b) Bollettin o bibliografico .

1. Sommario delle Riviste militari italiane. R·ivisl~ d'artiglieria e genio (marzo). . Botto. - Progres~i della ca rt•)grali:. moderna rn Eurcpa. C;dichiopulo. - Proh8 1Jilitil do\ tiro dell' nrtiglicri:~ da costa e del la mari nn. . . Metodo di puntumento indiretto per l'artiglieria da ca rnpogna, dc\ coprtano von Brilli. Miscellanea. Notizie. fi ibliog rHiìa.

Jli'llista di f'u.ntet·ia ( rnnrzo). L'esercito è fatto per fare l<t guerra. 11 fas0ino del coma ndo. L'armamento atlmtle delle fa nterie. li diritto di punire. Varietà.

Cr.onaca . Bibliografia. Rit,ista nwrittirrut (aprile). Bettini. - Sul la protezione dnlle navi da gncrra. Zeri. - Lodovico dc Yarthcnw. Cuuiberti. - La nafta e la torpedinier:~ 104-S. Gclcich. - ~'l oto d i del la nnova n:wigazionc astronomica. Salvati . - Progressi recenti uclle macchine marine. Sulvati. - VocoiJOiario di poh'eri cd esplosivi. Cronaca. - Bi bliografia. 1

J

Giornale medico del 11. esercito e dellct Il. marina (marz0). Perassi. - Resezione di \m piede.


NOTIZI E BlRL!OGR.AFICHE

Foa. -Corpi str11niori nell'interno del bulbo oculare. BennaLi. -Il bi tartrato potassico in chirurgia. Randone. ·- u n tricnnio di servizio chirurgico all'ospedale milit:ti'C di Torino. Hi vista merli cll. l' chirur!!i'·" · )) rlermo~ i filop< •til'H. terapoutica. di servizio 111edico milita1·e. di igiene. \' :~ric tù .

Bihliogralìa .

2. Ordinamento degli eserciti e difesa degli StatL B1·esle1'. L'esercito degl·i Stat,·i Uniti dell'America del No1·d, Lipsill, Ruld. · L'autore è il diretbrc ri<JII'Accademia militare deiiJ .Stato dell'Ohio ed il libro e mo ltÒ i utc res~au te.

- · La lihreria Pel;•'!z di Tolcdu ha riunito in uu unico vol ume gli studi pubblicnti dal comaud:llltO del cor po di sta to maggion) spagouolo Frauci sco Larrca y Liso col titolo: La M·ynnizac1:on mìlita1· 'de Espcma. Questo libro eomprcndc i ~egnenti argoment.i, tutti eli interesse pe1· ;,;li ~tudios i di c:ose militttl:j: Discn:;sioue del sistemn 1l'ordina rnent(J mi litare che couviene ali;, Sp••gD<I ( l'autore si dichi a r~ pel sistema territ(Jritde). Determinazione della rorzn necessa ria ;;Ila Spagn<•. Divisione territoriale rnilit:ll'C in 9 regioni e sua importanza. Come deve costituirsi l'esercito di pr ima linea . (L'autore propone 60 reggimenti fanteria a 3 battaglioni, 3 reggimenti coloniali 20 bnttu glioni cacciatori a '6 (~ompagnie, ·12 !Jau.~glioni confinari, 28 reggimenti cava lleria ;, 4- ~quadroni, uno squ:tdrone delle Flale:tri e 2 di Afriea, 7!) IJa ttcric da campo, 12 du morJtagm•, () n cava llo - 12 baueric di artiglieria tl<l fortezza - H hMwglioui del genio).

NOTIZIE BIBLIOGRAFICfiE

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C:ome deve costituirsi l'esercito di ri::cn ·a :. Reclutamento; ·Costituzione dei quadri ; Mobilitazione e radu11M:1: Epilogo .

3. Arte militare. Stt·atéyn de ?na?'che del generale Levat. ImpoTtance et pratiqm de t' étude du te1'1'cti1i (\'. Jounwl de:> sciences militait·es), aprile. - Il tmspo1·to delle poi Peri senza fumo ( \'. {n'Valido llusso, N. 59). - L'az1:one e l'imp1·eyo delta cat·aller·i-a nelle f!ltC1'?'C dell'epoca napoleon-léa. -Sono con:-:idernzioni ~toric1,-tattich e di un (]istinto ullie.iale rus~o. l\Iarcof, cd hllnuo un notevole interesse, poichè ci permettono di formnn~i un e~altù critèrio delle idee predomiuDntl nelln cav1t lleria ru s~a (V. Voiemrii S t;on vi.k rli nprile).

4. Storia militare e generale. Colonnello Ponchalon, Souteni1·s de [JtWTe, Pari;,;i. Lavanzellc. L'autore era l'-<tpitano di fanteria a Wissemburg e a Sedan. 11 ~ settem bre en•devt~ c rientra v~ a Parigi do,·e prese pa rte nli' assed1o comandando nn battllglione. I suoi Som:eu:it·:- 1100 co ntengono novit~, hanuo però l'impronta 11'una mente erruilibrnta e scevra dn IH'Cconcetti. Egli seri ve : <(. Anjo ~ml'hu~ la « déraite ~e tr:m~l'orme en une l1'genrle glor1ense! Il sulht de ln·c le t1tre • des ouvrages pant,; d:ws ces dernière:; années pour ::c rendr_c compte c des teudanees de:. :Jutcnrs ~ donner sali:<faction à 1:~ vani t!· nauonale co ' trasvestissant la véri ti· . • Stegliamo fra le tante una bella pal!ina che :;i ri feri:;ce 111le re::pousabilità dell'auno wrriblle. oc Le gouveruement, eu d~·; larant que l'agnl!ldisscment. dc in .Pru~se • et la flirnwtion dc l' Allerntlgne cn troi ~ lrou~:nus (:taiCrlt de~ fmts « av11ntageux , ne pou,·ait pas , sans se cont.rcdire, l'òclnmer au pay~ « uu eonconr:' pln~ actil' nu service militaire. Anssi In prcs:;e eL les


858

cl.:·pnt•'•:; dc l' opposition - Ics mùmes qui, pnr uue :unère ironie rlu ~ort, devai~nt fonner plus tlll'd le gouverncment de la Défènse twt1onate - s empa r~nt dc 1:ette dòclaratiou, rcprochaien~ au lllinistre <' rlo la guerre de dehHmtler a•t pnys des saerilìce~ inuti les et lfl forcaient • it des GOueessio u~ !JUÌ ruinaicut son svstème milit.1ire. " " Si Iii sitnatiou lllllt<;riello rl e notre n;·mce laissait il désirer, quelle • était :;n u deur mol'il le ? " Dnns Ics der~ii•res nou,··c:; t!lti précédèrPnt la guerre; l' opiniou puiJI 1 qu~ ~em_bl~tt prendrc i1 tùche de d ém or~li:;er l'arméc par le peu • de consldcrlttwn dont ellr~ l'r.ntourait. • Les cln:;:;es riehe.s se dt;::;intr'ressaieut de:; eft ose:; militaire;; et • détournnieu t leu ~s _en~·~ n.ts du mr;tier des arm e~ . La grande mnj ori té « de la nauon cons1deraJt l armt'·e colllrne uue rr'union de m 1~ rcHtwi rc~, • co mmc une ge r~tla rmeric où l'on élait pa yt' 7>om· 11e {aire t11e'r ci la ~lace di'.~ aut1·es. Le joumalisme et la littòr:nnre dramatiqne ridieu« ll::~• e nt l ~ ~o ldat. Tout le monde déscrtait l'arrn•;e ; on 1·acheta'il ses • H ; et .I'.Etat r;omb_lait_ le,; vitles produit,; pnr l'exouération au moycn de In luneste tnstt tuuon du I'CillpiMement. " I.o pe~·sounel des olliciers so ressent.ait de l' titnt sotia l du p~ys. « Le developpement dcs amlJitions personnclles , le favoriti sme <ll•:tieut amoindri le seotiment du devoir. Après les snccès de la • ca mpagne d'Italie, m:dgrti Ics fautes commise; . l ' inutilité du traYail ' ~~·avait ét•\ que lr?p [~l'éconi>'ée; le; quelqncs oflìcier;; rrui se Ji vrnieut « a dei' t.rnvHux. mJlltllll'll: eo rctir:rieot plug d'ennuis que de profit ; « on p la l ~nu t <ut ceux (lUI pal'l::tieut de l' orgaoi~ati o u n1 il ita ire dc fa « Prussc. nnb 1 tlisait-on, on .~ e déb?-o!dllera toujom·s 1 « L'é l 11 ~, à l'intelligence de nos soldats ne devaient- ib pas suOirc « pour va1 oere une arméc IJn 'ou assi milaiL presq u<' it un~ gat·de nationale! • Quaut it l' instmctioo pratiq ne, elle cc,nsistait n marH.euvrer sur ( lr·~ terr:t in d'c:\ereiee de !11 gnmi~o o,' ù exl\Cuter des mouvements de « pnrade; la pr···pa r~t ti oo it la guerre, surtout daus la rilvnler ie, était presquc nn Ile; le~ rnnnwu vre~ mt'·me:; du ca mp de Clt:ìlons u'!\1aieot • •p•'un proc.\dr: d' iustru ction dacctuenx: IOtll titn it sncd ìé à l' eiTet « dr!cor·aur. aa punora mn. • l.es fantasius d' .Ùrifjuo, les aventures du Mexique, ~ vni&nt rait « perdre dc vue les prineipes de k1 grn nde guerre : l' instrnct?'on 1!~i litni1·e su.p6r'ieur e d'un yrnnd nomtwe d' o(ficie1·s qéné·rallx étnit <

«

11.

NOTIZIE I:!IBLlOGRAFJCJ:IE

KOTJZJE BIBLIOGRAFICHE

mcomplète. • Lt'. persooucl des ofli tit' r" S 11hultcrne~ él.l'lit le meilleur ,'Jé 11 Hmt de

l:i59

l'armée; lts pertes con;itlérabb •r••'il a subies t(:moignco t qu' il a fait tont son dc,·oir. L'enoemi lu i a rendn justice eu Mclar11 nt <e que les CllJ 1·es inftlrieurs de~ onìeiers de l' :ml1ée frant;aise avaient fa it preuve d'uno grande ~o l idité et nvnieot dtl coustammcnt il ~ a ltauteur de lenr,:; J'oncti on:;. » Si, uwlgré l' ini'érinrité de notre nrttl lene, les « pertes subics pnr l'ennemi peodant In pr<'mière partie dc la guerre « ont E'ti\ aussi fo rte~. il fn ut l'it tlri buer il ces olliciers •ru i, paya nt de , leurs per:: on ne~ . cn trai naicnt le:; soldals rlans une vigoureme offen;i,·e et n;pnrnient nin~i les l'autes commise; par le haut commandement, qu i préconisa i1 nne tnctique dr•fensi ve. « Après Sndowil. l r~ ,; Obser·oations sw· l'in., lruct-i on somma·ire po1w LM éombals, qtHl uotre minist1·e •le la guerre (marr.\clull ~ ici), (h paraìtre, a ,·nicn t cuntrib11t! il corroborcr l'o pi nion d.· a prè,; 1 3~Jne Il~, par snite dc la prépondéraoce du feu. l' <tttaque tllre~tc prc·:;en l.att , de~ difficnltés i us urmo n table~. Ce rlocumenL contena1 t cettc afhrmation : , Anjourrl'hni surtout, :ll'tlt lf's arme.; nonvclles, l'nvnn tnge appartieni à ia défense. » nllirmntiou coutrnir·t) aux pr.inGipes primord ians d~ la t[u;tique, affil'lll fltion ant·rfra,nça'i.~c pOlllTUJ-.Je dtre, « qui paralysait l' élan rle 11 0s soldnts, nous faif.>ait rornpre ;wec_ les tt·aditions cl' o ll'c u ~ l\'e, d'(lttnqne de vive force. am.r1u elle~ nous <tVJons dù tant de snccès, et ln i ~:>ai t ù l'en nomi les rnoyeus CL 1!:! temp::. d'~x ·•cuter toute:; ses comhinnisons stnllégiques N tnc•ique~ . c Le maréchnl N ici pos;;éfhtit d' émincntes qualité,;; mni ~ . sort:mt Ju w:nie, il (\\'llit, si jc pui:> rn'CX.IJI'imer aiusi, « Ics ti(• faut,; . de Sf\S qua lités. » Lcs oll iciers dn génie ou t foi dnns leur q•nne; Jls w nt naturèlleml!nt porte,; ù consirlérer l e~ J'ortilieatiOib, de quelq ue uature ~ q n'elle ::oicn1, co111mc le 111eilleur rcrn part contrc l' invnsion et les attar1ues de l'cn nemi; de là ù prccooi:5er uue tactique d•'feu..;i vc, il n'y a r1u' un pa :; Pt ce pn:; n rnalhen rcu~emcu t et··· fram:h i eu 1870. ~ • Les progn.\,; de l' arme111ent ne peu veut rnodili er l:t !lll:tique qui « se ré~ n mH toujours clan,; l'aotiqnc for111ule : « Ote-toi de 1:·, que j e m'v mette.

~

_ ..Lo stato ••tnggiore germ;mico hn pubblicato il -15° fascicolo dei suoi J(riegs_qeschitliche Einzelschr i(ten (studi staccati di stori:J mi litil re) . Esso trntta della fortezza di Longres e e/ella sua azio11e 11ella guerrtt llel ·1870-74. - Barone Dcllord, Mémoires militaires, Parigi, librerin illustr:tta. 2\e :Sono fnt.ti estratti e lodi dnlla stnmpa svizzera c francese. Fra i 1·icorJi più interessanti notiamo quello del passaggio della Linth ne11799 a nnolo, passaggio che viene così narrato :.1 generale )las:;ena nelrappol'to Ji Soult.


860

NOTIZ IE BIBLIOGRAFI CHE

• ........ ·160 nagcu rs, nrmés de lanccs, pis!olcts et sabres, réunis vis-flvis de 'Schiinis, et sous la conduitc de l' :~djuda n t-major Dcllnrd, tra' vcrsnient la rivière, battaient la chnrge et portaient la terreur dan~ le « camp des Autrichiens, enlcvaient Jes postes ennemis qui defendaient « le point projeté pou r le passage, et faci litaient pa~ cc mou vement, aussi hardi qu'cxtraordinai1·c, le moyen de lnncer ;ì J'eau Ics 1Jarques, « et de Jeter sur ln rive droitc le bataillon dtls grcnadiers; cela s"exér.u« tait, limdis que le commandant Lapisse, chargé de l'nttr,quc du centre, « contenni! d'une rive à l'nutre les troupes dr 1·enfort fJui arri vaicnt il « l'ennemi. /

.«

• Je parlt:rai avec plaisir.... du citoyen .Dellard, adj udant-major des • nageurs, ainsi que cles dix officiers qui, fr la tetll de ces hommes intréc pides, contribuèrent d' une mtlnièrc si distinguée :1 11 succès de la « droite; .... « .Te demande le grade de .. . chef de bataillon pour l'adjudant-major Deltard; ... quant au x autres ollìciers qui se sont distingués dans les « joumées, particulièrernent ceux commandant les n:Jgours, il serait « juste rrue la premièro plttcc va.cante dans le grade :<upérieur il colui r qu'ils occupent leur soit confénie; ils r out méritée par Ics son'ices • ossentiels qu'ils ont rendus. •

«

5. Geografia - Colonie - Viaggi. Il Tidikelt· Tou!lt·Gourom, e t'A lqetia del colonnello CrouzeL l n questi giorni mentre le intenzioni d(~i francesi sul possesso Jel Touat non sono ben conosciute non è privo di interesse questo articolo del .Tou·rnal des sciences militaires (aprile). ' - La situazione dell' Jtaha meridionale e della Sicilia di fi·onte a Bisert~1 è stata trattata dal Bicberstein sulla fntemationale·revue iiber die geM1mmte11 armeen und flotten di aprile riportando il sunto delle interpellanze Dal Verme, Colaianni t t\asi ali:~ Camera dei deputati.

6. l etteratura militare - Varietà. - Si è iniziata a Pnrigi una pubblicazione mensile inti tolata La plume etl'épée sotto la direzione dol gene1:ale Jung, 1t un period ico istruttiro e di1·ertente che hn questa divisa:

:\OTlZlE BI DLIOORAFI CHE

86 1

, Glo1·ifìer le passé, honorer le présent et prepnrer l'avenir. • Il num.ero del t oaprilcriporta la lcuera in datn del ? norealc anno Vlll del «eneralc Lacuée al celebre Tou r d'Auvergne in cui gli annulll.Ì3 che il primo console lo ha d('corato del titolo di Primo S.'·:~nat~cre d~ll:~ repubhlica. Ne riportiamo un brano come saggio dello stile do1 temp1: « E n lhant mon rcgard sur les hornme5 dont l'arn}(je s'honore, je vous t ai vu, cit.oven, et j'ui dit au prernier consul: « ba Tou;·-d' Auvergnc Con et, nè dans la famill e de·T urenne, a hérité c de sa bravoure et de scs vertus. C'est J\,n des plus ~ncìens olliciers de « t'a rmée, c'est celui qui comptn le plus d'actions d'eclat. Partout les , braves J'ont nommé le plus brave. , ~ odeste aut:ont qu'intrépide, il ne s'est nwntré avido que de gioire et a refusé tous les grades. c Aux Pvrénées oceidcntales, le général commandant l'arméc ras~ sembla to"utes les compngnies de grenadiers et pendant le reste dc la «' guen e m~ leur donna poi n t de chef. Le plus ancien capitaine devait. com · « mander. C'etait La Tou r-d'Auvcrgne. Il obtiit, et bientot après ce corps « Cut nommé pnr les ennom i;; 1 :~ Colonne infernale. (Un de ses amis n'avait f[II' un r.ts rlont les bras ét:~icn t nécessaires à u ·sa subsistance; lu con;;cription l'nppelle. La Tour-d'Auvergne, brisè « de fatigue, ne pcut travailler, mnis il peut encore se battre. Il Yole à c l'armée du Rhin, remplace le Gls de son ami, et pcndant deux cnm ,, pagnes, le sac sur le dos, toujours au pmmier rang, il est à toutes c !es alTaires et anime les grenndiers par ses discours et son exemple. « Pauvre, nwis lìer, il vient do refuser le don d'uM terre cyue lui c ofl'rait le chef de sa famille. Ses moeurs sont simples, s:~ vie est so~re. « Il ne jouit cyue du rnodiq ue traitemen t de capitnine ù la suite et ne « se plaint. pas. « Tant de vertus et. de talents appartiennenl ft l'histoire, mais il ap« , part.ient au premicr con>ul de la dev3nccr. » Roger de Bemwoi·re. Annunire ilt~Lstré de l'armér. fhm~·ais'! ·189:3. Parigi. Plon et NourriL Viene mollo lodato dal la stampn militare frnncesc, contiene carte della dislocnzione f1·ancese c tcdesc:~ e delle piazze for-ti della Francia e dell' Alsar.ia-Lorena. - Razwiedtci k N. 128. - R<•cconLi della stcppa l co,lmucrhi. Molto interessante. - Agenda mi litflirc snissr:. q,n anno. Nouchfttel, Att inger. Comprende: c Un cnlendrier nvcc éphérn1!rides militaircs fori bien choisies et des


862 « «

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l\OTIZIE BIBLIOG&AFICHE

plllces blanches pour insci·iptions; un résurné dc l'organisation milit.aire suisse; cles notions générale; sur le service eu général; su r !es marchcs et transports; sur Ics logements; sur l'armement, Ics munìtions et le tir; sur l'vutillnge et. Jes traraux du génie avec; jolis dessins explicatifs; su ,. r équi pement et l' hnbillement; su1· le servi ce sani taire de l'administration postale; sur la ju::.tice mil itairc, sur les chevaux de servicc. Il comprencl, en outrc, des prescriprions concernant le livret de service, -le t.ableau des écoles milit.aire3 pour les troupe;; des Ire ~t Ife drvisions eu 1893, un n!su mé de t'Amwaire militaire fédéral et dc la répa rtition de l'armée; tout cela réparti cn 1.6 chàpitres formaut un cn,:emble bi1m coordonné cl un airle·mémoire de poche fori instructif. Il est précédé de·quelques feuillets en noir pour notes provisoirès et suivi de fc!uillcl> cl'éta t' nominati!'$ et rle feuillet::; nt blanr.

Per /(t Direzione L on o vroo Orso1'Tr

DE'VIA RClll CARLO,

ger ente.

..


ANNO

XXXVIII

RIVISTA MILITARE ITALI A NA

D ISPENSA

XX. -

l o MAGGIO 1893

ROMA VOGH ERA

E N R I CO

TIPOGI\Aro-EDITOIIE


863

su li .11:\ Ili o delle rnaterie eontenote nella presente dispensa

DIALOGHI SUGLI ESERCIZI DEI RIPARTI A CAVALLO

PIALOGHC SUGLI ESERCIZl OE[ RIPARTI A C:A VALLO.

- Augusto Al visi, tenente colmmrllo di ct~valleria. . . . Pag. 863

I.

DEI TORNE-I DI CASA .SAYOlA NEL SECOLO XIX (Conti, nnnziouc c lint>). -

S. Ghiron .

NOTI.ZrE POLITJCO-MlLlTAHI 11':\LlA:\E NOTJZL E MfLITAJU

EST EII~~

NOTIZIE IHBU Ot;HAFI CHE

) 885

)) 922 )) 92i » 93R

A. - S icuramente; discorrere del regolamento dHlla ca· vall"eria a quasi dne anni dì distanza dalla sua pubblicazione, può essere tut.ta.via utile; forse più. utile che non sarebbe stato parlarne subito, perchè dopo r esperienza f~ttta è pit\ facile di vedere quali parti richiedano ancora dì essere perfezionate. Anzi l'esperienza fittta può gio\·are, comunicandoci le nostre impressioni, a farci vedere se qualche cosa non sia stata malamente interpretata o malamente applica.ta, affinchè si possa. evitare per l'avvenire il ripetersi de' medesimi errori. · Ti dirò ;mbito, a scanso di equivoci, che mi sentirai spesso battere lo stesso chiodo : sempl ificare ancora. E ciò non per ispirito d i critica malintesa. Nessuno pitl di ~ne è conviuto che col nuovo regolamento si sia fatto un gran passo avant i; ma poichè spesso a rne, e credo anche a te, è toccato di :entir lunghe geremiatli sull'eccessiva semplificazione del 'l'orno II, io credo che il miglior modo di dimostrare che la semplifica7.ione non è sta,ta eccessiva, sia di far toccare con mano che si sarebbe potuto sempli·n.care molto ancora, se ragioni di opportunità, ch e certo hanno un grande valore, non avesser o sconsigliato dal fare tutto il ·passo in una volta.


8() l

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D!Al.OGHI SUGf.l ESEIW IZI HEl RIPARTI A CAVALLO

DIALO GHl SUGLI ESERCIZI DE l RIPARTI A CAVALLO

'fu dicevi, dunque, che le avvertenze II e III, poste iu fronte al I Tomo, non sono state da tutti esattamente intese, e mi hai anche raccontata, la barzellebta di quel tale, che, nell'applicazione del II Tomo, si era del tutto dimenticato di qu ~lle avvertenze.... sol perchè erano ripetuto anche nella prima pagina di questo. Pur troppo è così : disgraziatamente, di ufficiali che studiino i regolamenti come vanno studiati, non~ ce n'è quanta. ve ne dovrebbe essere: con questo non voglio ,dtre che non ce ne siano. Un po' la colpa è anche del modo come, per il passato, sono state fatte talvolta quelle eh~ dovevano essere conferenze. Ti ricordera.i cer tamente del buon tempo antico - - antico così per modo di dire - quando uno deg li ufficiali leggeva in fretta, aspron batt,nto, i r egol!1menti n uovi guardando ogni tanto l'orologio, e gli altri ufficiali, annoiati di quel perditempo - lettura per lettura, avrebbero potuto farla da sè, a casa loro, con più calma e con maggior comodo - non aspettava1,1.0 altro se non che fos~e giunta l'ora presqritta. ' Che ne rimaneva nella mente degli ufficiali ? l\feno di

dobbiamo quindi limitarci ad insegnar soltanto ciò che è di uso più frequente. .. , Io però vado ancor più in là; e dwo che quand .an~b.e questo tempo l'avessimo, sarebbe sempr.e. mol~o me~ho , Impiegato ad insegÌia.r bene le cose semphc1 ~ d1 ~p~lwaz10ne più comune, che non à cer.care quanti cas1 mai s1ano pos·

:Ron

~~-

~

Ora le cose, fortunatamente, si son poste per altra via: e di questo dobbiamo veramente rallegrarci. Tanto per cominciare, adunque, rispondo a cw che mi hai detto circa l'opportunità o non che il regolamento specifichi soltanto gli o~·dini fonda·mentali e le formazioni p,itì semplici e più f'requenti, e che non faccia cenno delle altre che possono occorrere in casi eccezionali, lasciando ai capi di applicarli· qL1ando le circostanze ne richiedano o ne consiglino l'impiego. Vedi. Se noi avessimo moltissimo tempo a disposizione per l'addestramento dei riparti, potremmo sbizzarrirei a cercare tutti i casi possibili e a far la manovr etta apposita, per ciascuno di tali casi. Ma questo tempo non lo abbiamo ora, e a maggior ragione non l'avremo per l'avvenire, quando la .ferma della cavalleria sarà . ancor più ridotta:

. . . - sibili in guerra. E dico così · non soltanto per chè questa rntnuta casts~tc~ conduce ad' 'una lenta atrofia del criterio de' comanda~ h , 1l cui operato dipende in tal mo.do · p_iù ~~ uno sforzo d1 memoria, che' da un esercizio d1 razlOCllllO. --:- non soltanto .perchè di ' 1solito avvien~ eh~ ~uando. Cl s1at_llo ben bene preparati · su tanti e t ant1 r~as1, 1l nemwo fimsce appunto col presentar.ci un caso nuovo, che nella nostra ,sap1ente previdenza non avevamo pre~isto - ma p~rch~, sopra tutto, sarebbe inevitabile il p~mc?lo . ~he, a fu~~a d1 ~ercar~ tutti codesti casi particola.n, l'mdirtzzo dell 1stru~l0ne Sl allontanasse da qu:ella semplicità di c?ncetto e ~l esecu~ zione che deve presiedere a qual1-1nque atto d1 guerra: e quindi a qual siasi atto della preparazione in t empo dl · l t pace. È inutile : siamo cosi fatti noi. uomm1, specta men e quando, chi più chi meno, abbiamo dovuto passare un certo numero di anni in qu~lla ?·o·!hl'ine che fino .a poco fa opprimeva anche noi e della quale ora, ora fort~natame~te, ci andiamo liberando: di élue cose, l'una semphce, pratlca, ma nuova l'altra complicata, inutile, ma seguita e mantenuta per 'tradizione quand'anche non ci sia ~n per~hè quest' 'ultima finisce con l'attrarre spesso l attenz10ne e l'attività più che quella: e senza saper come e perchè, e senza riuscire neanche a spiegarlo a noi stessi, poco per volta dimentichiamo il vero scopo a cui l'opera nostra deve mlrare e ci mettiamo a dirittura sopra una falsa strada. cito un caso che un mio amico, degno di fede , mi ha raccontato. Un O.iorno in una piazza d'armi gli venne fatto di fermarsi : lung'o a guardare un reggimento d'artiglieria, i cm

Ti


DIALOG HI SUGI.I ES ERCIZI DEl RlP fL RTI A CAVALL O

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possono ser vire per molti casi.. Del resto si può s_empr~ far uso di brevi {'rasi d'o1·cline ch1are, alla portata di tutti, le quali non abbiano bisogno di commento. . · Non è la prima volta che mi è occorso di sentire questo

DI ALOG HI SUGLI ESERCI ZI DEI RI PARTI A CAVA L LO

quarantotto pezzi giostrava:no con una cert.a precisione al comando d i un solo. C'est beau; mais ce n'est pas la guer'?'e -· diceva il mio amico, dopo avermi dimostrato, come quattro e quattro fanno otto, che quello era tutto ternpo p·erdu~o, _ e che molto meglio avrebbe potuto impiegarsi, addestrando ancora di più le batterie a quell'impiego rapido, ard ito~ intelligente, secondo le mosse e g li atti delle altre armi, che oggi più che mai è necessario. , · ~· e.• Non ti vengono in mente i nostri famosi scagJ.ioni di una volta e le contromarcie di tanti anni fa? . ' D i questa pere siamo ancora. un po' impegolati anche noi: e non è quindi male, anzi mi pare un gran bene; che il regolamento tagli corto per liberarcene interamente. B . - Tutto questo va bene. Ma la necessità di quei certi ordini e di quelle certe formazioni di . cui il r egoh'l.mento non fa cenno, potrà pure pr esentarsi all'atto pratico; ed io non so come, in tali casi, a causa della rap idi~L con la quale la nostra arma eseguisce i suoi movimenti, si possa evitare l'incertezza e il disordine. A. Ma è proprio q uesto che io n on credo. Nel mio rn,ezzo r eggimento - cito il mio mezzo reggimento non per citare me s te~so, ma perchè, naturalmente esso è il riparto :::he io meglio conosca nel mio mezzo reggimento, quando gli esercizi di squadrone erano stati tatti con cura, non è mai avvenuto che sia derivato disordine· in quei pochi casi nei quali un comandAnte .di squadrone, abbia dovuto ricorrere ad un movimento eccezionale ; e cosi pure non è mai capitato a me negli esercizi di mezzo reggi mento. Naturalmente perchè disordine non nasca, è necE-ssario non soltanto chs i propri d ipendenti siano bene addestrati negli esercizi r egolamentari, ma anche è necessario che il superiore, allorchè debba eseguire qualcuno di tali movimenti, sia chiaro nell'esprimere ciò che v uole: molte volte ìl mezzo di esprimersi chiaramente glie lo danno i comandi che g ià esistono, i quali opportunamente combinati,

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.,

che tu dici. '' In qua.nto alle forme ed alle evoluzioni - dicevano alcuni r ibattendo ciò che io affermo - esse devono esser nec:ssa·rie e s'tht'ficienti; il che, in altre parole, significa che un b uon regolamento di esercizi deve contener tt~tte e soltanto quelle che possono occorrere in g uerra. . . Ed è quÉfs to appnn to che io contesto: perch_e l'elenco. d~ quelle che possono occorrere in guerra, . se _v1 co_mprendl anche quell'e che possono esser necessan e rn cas1 affatto eccezionali. diventa così lungo, che io non so dove andremmo a trovare Ù tempo per insegnarle. Noi seguit iamo a ragionare con criter i di altri tempi, quando una gran faccenda era quella di studiare il modo come tenere occupttti i soldati. O~a le cose sono interamente cambiate. E poi nota: ammesso il principio che tut te le formazion~ che possono occorrere in guerra debbano trovar~ p~sto m un regol!!-mento, ne avverrà questo, che le evoluz1om del regò:llàifueuto non parranno mai sufficienti : e più se ne avranno, .. e più si desidererà eli averne. Insegni~tmo bene ed intelligentetnente le cose plU necessarie: per le altre, nei casi rarissimi in cui potranno occor· r ere tr overemo modo di cavarci d'iqtpaccio. C~·edi tn che un provetto suonatore d i piano, il qu~le a furia di pochi e se m p lici esercizi, :::na eseguit~ con perf~z1one: · abbia acquistato g ran rapidità di occhio e d1 mano, s1 trov: poi molto imbar azzato se gli si pone sul leggi~ .una ?arta d1 musica che non conosca ?- Egli la suonerà a pn rna v1sta : pot r!l.nno mancare certe finezze, ma strafalcioni grossi non ci saranno. Il pianista è il r ipar to; il pezzo che gli si _d à 11. suonar e, è la frase d'ordine che il riparto deve esegUire. Naturalmente è necessario che alla difficolth dell'improv-


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DIALOGHI SUGLI ESBRCIZI DEI RIPARTI A CAV.AJ.LO

visare, non · si agg[unga anche la difficoltà d'interpretare ciò che il superiore vuole. N ~n dirmi che il paragone non calza, che. nel nostro caso si tratta di dare a l capo il mezzo d[ maneggiare la. sua truppa, e che a ciò servirà sempre il pr~dente addestra1 mento, mercè il quale basterà _poi il solo COJ.lf~ndo all'atto pratico: non dirmi questo, perchè mi obbligl1eresti a ripetere le stesse ragioni che ho svolte dianzi. B. - A mmesso; tiriamo innanzi, e per evitare il pericolo a cui tu hai a.ccennato, facciamo conto ché. quelle avverlienze siano s::Jritte a lettere cubitali in testa ~l Tomo 2•. 'l" lw sentito dire tante volte, nelle nostre cou'Y.ersazioni: « la tal cosa non è conforme al principio che cl~i comanda ~< guida, la tal altra. infirma il principio ». · Ma, insomma, spiegami un pò bene codesto principio, al quale tu dai tanta importanza, e di cui ti vali sempre per approvare quello che ti par ben fatto e per criticare quello che ti par fatto male. A.. - Ecco: per me l'ideale d'una. cavalleria bene ist~uita sarebbe quella che, -avendo cont inuamente l'occhio al capo che ha davanti, sapesse, senz'altro, marciar e quando quello si pone in marcia, fermarsi quando quello si ferma, c~m­ biare direzione, quando q nello cambia. direzione, cambiare andatura ~uando il suo capo la. cambia; insomma quella che formasse come un tutto col suo comandante, di gnisa che questo non avesse da pensare che al terrenç> che deve attt·aver·sare ed al nemico che hçt davanti a sè: talcbè, la~­ ciandosi addosso all'avversario nel momento più oppor tuno e nella direzione più convenien te, egli fosse sicuro di avere a tergo il suo riparto col centro dietro a lui, alla medesima sua cadenza, coi cavalli disposti allineati e paralleli al suo e che formino una linea compatta. . E per _ottenere questo è necessario e basta · che nel pit1 pwcolo npar to - il plotone - la truppa sia addestrata in tal modo ,da seguire il suo capo senza comandi o se()'nali · . o ' che nello squadrone i comandanti dì plotone si regolino rispetto al capo come in ciascun plotone la truppa fa rispetto

DJAI.OOHI SUGLI ESERCI"ll DE I RIPARTi A CAVALLO

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al comandante di esso; che neL mezzo reggimento i comandanti. di squadron'e seguano allo st esso modo i~ co_~andant~ del mez?:O reggimento; e c:osì sn !itt fino al pm grandt riparti. l' · · In altri termini~' è necessario e basta che ueg l eserOlz~ '"'l'"'" truppa sia addestrata a quel modo; che negh d el pl ot one "' · · t · eser~izi di squadrone, sempre che esso si ~rovi spt~ga o, l comandanti di plotone si tengano paralleh fra loro ed a~ l té"a O'iusto intervallo mantenendo la cadenza d l coma.nc an ' o . ' . t . comandanti lui; che negli esercizi d1 mezzo reggn~.e~ 0 1 di squadrofi.e siano abit~ati a ~·egolarsl nspetto a~ c,oman~ dante del riparto come lll ogm squadrone fanno l coman danti di plotone rispetto al loro capo, ecc. . In tal modo ci saremo messi sulla buona_vla per rag . che ti ho detto esser gmugere que Ila ·semplicità ùi manovra . . er me l'ideale di una cavallena lStrutt_a . . · to · ciò 10 · nass · nrno ne Ila frase· p' Tnt · · C'l" . •• comanda .gt"uìa.. Da questo principio fondamentale discende: . . che nel plotone sarebbe assurdo il mettere la guida a un'ala; .. che i ripiegamenti debbono farsi dal centro e gli spieD'amenti sul centro; . . . . che le conversioni, i. cambiamenti dl direzlOne debbon? essere regolati sul principio che il cen~ro appunto . - ll quale, come sempre, deve seguire. la gu_lda e conservarne la cadenza d 'andatura - debba 1Il ognt easo tenere una cadenza ben determinata; . . che nello squadrone sarebbe ass~rdo fìs~ar~ un nparto • . e pretendere che ali altn plotolll SI• regolassero t> • . d l. d"UeZlOlle su di questo: nnica r egola il capo che marcia mnanzl e

t:t

che guida ; d ·1 comandante si che qualunque sia il riparto, qu~n O 1 . . . _ allontani dal suo posto, per una r agwne qualslasl, Sla nel · nel r eale l'istruire. sia nell'esercitare, sia · . combattimento. . . debba ~~mpre, ne<Osun caso eccettuato, far si sostitmre nella. sua funzione di g uida; . . . che .· . . . . finisco qni perchè credo d 'averti dimostrato.


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DIALOGHI SUGLI E SERCIZI IJF:L , RII'A RT ! A CAV,If.LO

non essere semplici frasi quelle ·h . ~. . s tre discussioni· " c·h" t l .c e spes:so ti Cito nelle no, " "' a cosa e · t ., ·. . fo rme <Ll principio ». uon rana. tal altra e conP erchè - intendia moci b · , . se tu ammetti il .. . . en.e prima d andare mnanz.i. . prmclpiO devt esser log· d le conseguenze· se wo, e ammetterne ' . " · non 1o ammettr è me()' l. h .. . d Iamo pr ima su di esso. ' o IO c e c m ten-

B. - Sta bene quello che mi d ici· · la cava.lleria d bb . . ' ma ro non vedo perchù . e a propno esset· condotta a . l d non V l sono i comand. 'l . . q!le mo o: A - s·· . l: non Vl sono l segnali di tromba.? . l, uomandr, segnali d i tromba . ·-· . .. . pos:sono essere belle e buono cose in piazza d' nel combattim . armi. n?n. sempre potranno esserlo tutti, la prese::od~em i oo,lt~ll~rc~e. Il tumulto, l'agitazione d i l u par t1 uhe operan l' · tt . o su . unttata. zona di terreno non p su quei mezzi· ch" . er~e , eranno plÙ di fare assegnamento · ~ "' 111 piazza d'a · · · applicabili. ' rnu not trov1.amo tuttavia Educando ed istrnend 0 1 t ho :d t · . a rnppa a quel modo cl1e io ti e to, sr possono ndurre tutte le difficoltJt. a , l - la gu ale non è tan to ·d . . . cl uesr;a so a ar ua a VIncet"'l eh ·1 · Id segua il suo capo cl . . . ::; e 1 so ato • w I cap1 m so t t' 0 1·d· . me. seg~Lano i capi di riparti superiori: in t 1 ] . tanto più gravi all'arma a ~~c o l malm~~SI, g!l equivoci, modo di nos ra quanto pm r aprdo è il suo T . manf'J;l'are, saranno in gran parlie evitati d · u ncorderar certame.ut 1 o·olament 0 . e o le quan o venne fuori il r &( 0 . • qualche oppositore di esso _ il 1:' aveva giustamente inte~o . l . . . . qua1e LOrse non il reaoJ• t . f' d "' l pnnmpro fondamentale su cui b amen o sr on a - si fer mava a. d. . . . surarne q ualuh d. . ... : . Jsoutet ne, a cen . . e rsposiztone mmuta, sol perchè cues ~~~a cobnbtraml. alla r·outine seguita fi no allora: le critch~n~: Cl :sare ero . sta te se si fo --· d . l . . . . . s:se pensctto che chi vnol .lo sco eve vo er e l mezza chl v l ·r . . po le conseguenze. . ,, , uo e l prmci.pio deve accetb.rne ., · ·

C~des~o a me sembra così chiar o e così 1 . . quasr ml v ien timore eh . l . og H:o, che . e IO, co continuare su que"t non abbia a correr rischio d i f, . . :-.·O porta già aperta. s orz"Urmr a sfondare

'l

.

qnasr t ono, una

DIALO GHI SUOLI E SERCIZI DE J Ili PA R'rl A CAVALLO

87 l

B. - Ammet tiamo p ure ed andiamo in nanz i. Son qui col regolamento in mano e vado sfogliandolo per chiederti alcune spiegazioni qua e là. Trovo scritto che lo spiegamento deve durare meno che sia possibile (10). Perchè questo? Io capisco che un ripar to mentre si spiega è in una situazione critica: ma è questione di distanza: se io comincio lo spiegamento molto per tempo, la situazione critica scompare, ed io posso trovarmi spiegato a breve distanza dal nemico, in modo da evitare che l' urto avvenga prima che io sia in g rado di accettarlo. A. - S ì, questo che tu d ici sarebbe giusto se non a,·essi dimenticato una circostanza essenziale; ed è che quando nn riparto d i cavalleria si spiega, specialmente se è un ripa-rto di qna certa forza, perde quasi ogni attitudine a. manovrare. Da una parte la convenienza di tenere un ordine raccolto, adatto a manovra, quanto più a lungo sia possibile. a fine di dar l'urto in quella d irezione che più ci conviene contro un bersaglio q na le è la cavalleria avversaria, mob i~~ di sua nat ltra; dall'altra, la necessita di avere sufficiente distesa d i terreno prima di urta re l'avversario, fan no sì che chi comanda, per usufruire di quella convenienza per quanto può·, e rispettare qnesttt necessità per quanto deve, sia indotto appunto a fare che, una volta deciso lo spiega mento, questo duri meno che sia possibile. Certo che se le condizioni in cui trovas i la cavalleria nemica, per ragioni di terreno. siano tali che essa abbia poca o punto liber tà di manovra, allora q uelle due opposte esigenze non esistono più; •ma q uesto è un ca.,;o speciale. Ciò fa vedere quanto sia difficile per l'ufficiale di cavalleria determinare con precisione - quasi istintivamente il momento in cui deve spiegare il suo ripa.rto : se troppo presto, la cavalleria avversaria, valendosi di m·di1Li p iù J~acaolti, pnò cambiare dirt>zione alla sua marcia, per urtarci in condizioni più convenienti per lei o per schiv~tre la direzione nostra per lei troppo minacciosa; se troppo tardi, si pu6 correr rischio di essere urtati in flagrante spiega-


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DIALOGIII SUGU ESERCIZ I DEl RIP\IIT1 A CAVAI,LO

ment~, o per lo meno di non avere, dopo lo spiegamento sufficrente spazio davanti a sè per sviluppare la velo .t,' d' an da t ura ch e e• necessaria all'urto. Cl ~t B. - . Sicc~è•. dunqu~, . r it.ieui anche tu che nello spiegamento ~1 trov1 m cond1zwnr assai qritiche quella delle due c~vallene, ;a quale non faccia a tempo a portare le sezioni d1 coda all altezza delle sezioni di testa? Asso~ato eh_~ un riparto di cavàlleria, perchè possa a~rere l~ ma~su~a efficacia d'azione, debba spiegarsi a tempo g~11slo, ~n clzre~wne uonveniente e solleeitamenle, non ne vwne d L conseguenza che un riparto, guanclo non abbia potuto fare a tempo a portare le sezioni di coda all'alt del! · · . ezza . ~ sezt~nr c1l testa, debba per ciò solo credersi in. condizlorn. <'~ssar critiche.

A: -

~assai crit~ca l~ condizione del riparto qllando la cavalleria av:~rs~na, già spiegata, si presenti in modo che vada a urtarlo lU dt~ezione obliqua; ma quando in vece il riparto che non ha fatto a tempo a spiegar si, abbia la sua fron te parallela· a quella del nemieo, la disposizione a scaglioni ' che per forza stessa delle circostanze ne deriva _ gl' o-l'1 . . . 1 scao ~n~ st subts~ono quar1do nascono; non si fanno nascere ~.61 h bera e~ez~~ne ·- non è poi così critica come da molti :s1 crede e sr afferma. Basta infatti che tu · h l . . penst c e a testa del nostro riparto noo. puo esserP. urtata se non da un corrispondente tratto dell~ fron~e ~emica: il resto della fronte avversaria. che è· a.l· d1 fuon dt . tall~ t.ratto, pnò; è vero, minacciare d'avvolgmlento le a h delle nostl·e sezioni di testa· 1na 1 t · · h • e nos re sez1onr c . e stanno indietro a queste• se ;;'ono a b'l t . 1 n1en e ~utd~te, Sl tro: ano c~nveuientemente di!>poste per avvolgere, a loro volta, 1 .&rattr della fron te nemica che tendono ad avvol~ere le ah delle nostre sezioni eli testa. Qm. c~lza una parentesi. Si sente spesso dire che la cavallerra e estremamente vulnerabile sui fianch 1' 0 t . . ra ques o ·: uo ess~1:e ~ pu~ a.uc~e non essere : e mi pare importante che su cw 1-lt abbtano rdee ben chiare, affinchè non avvenga,

D!AI.OGHl SUOLI ESERCIZI DEl RlPARTI A CAVALLO

ts73 ·

come tal volta, avviene che, per tema di pericoli immagi~ari, si ecceda di prudenza a scapito dell'arditezza. Se un riparto è in colonna, un attacco di fianco - cioè in direzione normale alla sua direzione di marcia - può metterlo in g rave pericolo . .Ma se il riparto è già spiegato, questo gran pericolo non c· è più. Chi mira ad attaccare eli fianco - cioè, ripeto, circa · in direzione perpendicolare - un riparto di cavalleria avversario già spiegato, si trova di fronte ad un bersaglio che può sfuggirgli rapidamente e facilmente. Supponiamo, ad esempio, due squadroni opposti : supponi~mo éhe lo spiegamento -di · quella delle due parti che vuole attaccare eli fianco l'avversaria sia fatto ad una d istanza di 200 metri da questa. Poichè la fronte di uno ::squadrone è di una cinquantina di metri, i. quali alla carica si percorrono in due o tre secondi, si deve concludere questo: che per lo squadrone il quale voglia attaccar di fianco l'avversario, può bastar e un ritardo o un anticipo di due o tre secondi -- cosa ff.\ci::" ! lissima - perchè vada incontro all'eventualità o che l'avversario abbia già oltrepassato la. direzione della. carica e allora ·questa batte nel vuoto - ; ovvero che l'avversario abbia ritardato - ed allora non soltanto la carica batte nel vuoto, ma anche il riparto che la eseg uisce corre il i·ischio di esser preso esso di fianco. Ciò che veramente può mettere in condizioni critiche un riparto di cavalleria già spiegato, non è tanto un attacco di fianco, con fronte perpendicolare alla sua fr onte, ma piuttosto un attaccoin direzione obliqua, a.llorchè la fronte avversaria sia disposta in guisa da poter facil mente avvolgere l'ala nostra, cioè in modo che tutte le forze nemiche possano far sentire l'azione loro su una.delle nostre ali prima ·c he l'altra ala nostra possa efficacemente entrare in azione. In altri termini, a direzione più efficace d' attacco contro cavalleria spiegata, è quella che è obliqua rispetto alla fronte sua, in g uisa che con nn punto della nostra fronte si possa colpire l'estremità d i un'ala del nemico.


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lJIALOGHI S UGLI ESERCIZI DEI

R I PARTI A CAYALLO

Naturalmente nèl prendere questa direzione obliqu . . necessario t ener conto del camm. h l' a, e nel f rattempo. mo c e avversario farà . Come vedi l'attacco c · . ' · osr conceprto è d'ffi · cost detto atcacco ·d . fi . men l elle del r anco . ma è t tt . . p erchè si .possa rittSCl·t·e ' 1 . u avra a.ssar d ifficile . · a co prre l' , . · · g tnsto, cosi come fa il . av' ersarro m tempo c' è bisog no di molto occahc?ratdo~·e colla selvaggina al volo: · · · c ro, r molt· b T · · E per questo che il . ' d Il a..a l rta manovn era. . . pm e e volte cro che v'è l' . d fl a are e dr non cercare il difficile . . c r megho mente sen z'altro e ce d' ' e .dr attaccar e fro n tal' rcare r consen-mre il b con I 'animo sopra tutte> . o non s uccesso l'impeto: anche in q -t el por con la compattezza· e con · ue, o, e cose sempl' · mrg liori. ICI sono sempre le Ora ad un'altra questione E ~o . . . domanda: perchè il l . "' no ro che faccro a te una mento da fen no? r ego amento tanto insiste sull' allineaCerto non dirai come quel tale " h · . . spondermi senz'altro · p j · · . , ' c e trovava logtco ri~ . ere le qualunque 'r . t . . rpar o, Sl sa, deve essere allineato. Se non fosse che per questo. anche sembrare una pedanteria·· ~ alline~mento . potrebbe la sua rag ione n ella ne 't' '. non e, perche esso ha. soldato l'o d. l cessr a, d r far sempre presen te a l . r rne ne quale deve d . dJ r arro. esso è l ca ere a <I Osso all'a vver. a r appresen tazione o-eo t · . . multan~ità e di quella . b ~e r wa dr quella si. . . compattezza dt ~forz · Il . cond lZIOlll sta. sopra tutto l' ffì,-, . r, ne e qualt nostra arma. e ~a.c ra del supremo atto della Questo allineamento si deve

.

n~lla marcia d! lronte ffi h. .contmuamente lUanteuert~ ' a ne e s1 po~-a. ess alla. carica E no · d . '"" er sempre pronti fi . n e pe antena. che in que-t . no a ciò che può sembrar edanteria. :s ~ g~unga. per-

golameuto fa. notare cl p .. . . con t aglOne rl re- . • le se I Itpartr sono bene add -t . Lermandosr devono risulta18 . H' . e,., ratL p t .: . . a meata senz'altro (l3j. . o r,L sembrartt che ro ecceda nell . ~ . alhneamen to. e potr.' l . . .. o lll:ststere su co.desto • cl· anc 1e vemrt 1 rn t d· . 'l f men e t obbtettarmi che in g uerra il terreno e l uoco dell' a.v versario rompe1!

DLALOGHl

~UGLI

ESERCIZI DEl RtPAll.TI A CAVALJ..O

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ranno necessariamente le forme, e la cavalleria non potrà mai sperare di giungere così allineati sul nemico. I o ti r i:;pondo chb quand'anche ciò che tu dici fosse v~ro, non sarebbe ragione sufficiente per insister meno sull'allineamento e sulla compattezza. · In guerra qualche soldato di fà.nteria, può, se fiacco di nervi e d'animo, perdere talmente la tramontana, sotto l'azione del fuoco, da non puntare più e da sparare a casaceio. Non per <J nesto si cessa dall'insistere con ogni cura nel farne un bnon t iratore. P erchè? P er una ragione molto sem plice, che il buon senso suggerisce e che nessuna astruseria metafisica varrà mai a distruggere. Ed è ehe se io ho dieci in tasca e ne perdo cinq ue, mi resta pur sem pre qualche cosa; ma se ho cinque e perdo cinque, non mi resta più nulla. Codesto mi par chiaro. L asciando ora da parte le digr~ssioni, ti dico che se spesso av viene che l'all~neamento, si perda e si perda p ure la . compatte.zza , ciò deriva generalmente da questo, che. ndn si ha cura di mantenere quel piccolo intervallo tra staffa e staffa che il regolamento prescrive (13). N on bisogna credere che affinchè una fronte possa dirsi compatta, debba comprendere i cavalieri strett-amente pi- , giati l'uno a.ll'altro comP- acciug he in nn barile. Con la fr onte prescritta dal regolamento dì eserci:;:i, rimane fra staffa e staff~t un intervallo cl i Vf\nticinq Ue Centimetri circa. che non è stato lasciato a caso. Quest' intervallo si deve mante.~ ere, appunto petchè esso è fatto apposta affinchò i cavalli si m uovano più comodamente, siq, più facile mantenel'li nella g insta direzione e alla g iusta cadel}.za, atfinchè inoltre si mantengano più tranq uilli ed al galoppo ' non :;i urtino. Spesso, in v eGe, ho visto in pratica il mal vezzo di fare scomparire a bella posta qnesti leggieri intervalli, in omaggio ad una compattezza malamente intesa. B. - Ecco: ci siamo a quei fa.mosi archi. a. quei famo:>i


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DIA LOGHI S t' OLI ESt:RCI Z I DE l RIPART I .l CAVA LLO

r agfSi, eh~ proprio non capisco come c'entrino in una evoluziOne dr cavalleria. E poi sapresti dirmi parchè, circa le andature. vi debba e~ser~ una ditrerenza tra le conversioni e i cambiamenti d i dlrez10ne, perchè, cioè, mentre in questi l'andatura desi~nata nel comando cor risponde all'andatura della o-uida m vece nelle conversioni essa corrisponde all'andatu; a eh~ deve tenere o pre;ndere il g raduato d'ala ? . A. - S u quest'ul~imo punto della differenza di andat ura, ro credo che tu abb1a ragione, ' perohè pare anche a me che' la conseguenza di ciò debba essere un po' di confusione nella testa della g uida, come del resto, all'atto pratico, spes~o ~o oss~rvato anch'io : spesso ho visto che nelle conv~rswnr la g utda prende l'andatura del comando e non qu ella dt un g rado inferiore. A me p~r~ che per le conversioni si sarebbe potutO" dare

u~a prescnz10ne analoga a quella che si è data pei cam-

biamenti di direzione. . Capisco ?he _nelle conversioni -

in cui il raggio su cui SLl cui gira ~ero-c~mbramentr d1 d1rez1one .- non si possa far galoppar e la otuda. E ~e ~1e rendo ragiOne, perchè, volendo fiu galoppare la gUlda, non si potrebbe a meno di andare incontro ad uno di questi due inconvenienti : 0 si prescrive che ess~ tenga l'andatura reg olamentare. e allora, quando anch~ nesca a . tenerla, su un raggio tanto stretto, l'ala marmante, obbhgata ad un galoppo troppo alluno-ato t · d" d" . o , non po ra a men? 1 _rsordrnarsi e di restare troppo indiet,·o ; ovvero,_per 1mpedrre questo, si prescrive alla guida un'andatur~ non regolamen tare (chiamo cosi tutte le andature. la cu_r _cadenza non corr isponde esattamente ad una di quelle t re t1prche,_passo, trotto, galoppo, date dal reo-olamento) e~ a~ora. sr nuoce all'ordine e alla r egolarità d~lle evolu~ ZlOm, perchè è difficile che le guide possano conservare esatta~ente una cadenza che non è delle abituali. Cap tsco questo: ma io credo che la qnistione sarebbe stata risolta se, in vece di dire, doversi le conversioni ese-

gt~a la g_urda e_se~p~e ~olto minore d i quello

Dl A LOGUl SUO I.! ESERCIZI DEl lHPARTl A CAVALt.O

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guire di regola al trotto e al galoppo (15), e dover quindi la gnida prendere andatura inferiore di un grado a quella che il riparto a veva o che è comanclat~, si fosse eletto doversi le con versioni eseguire se m p re al passo e al trotto, intendendo che queste siano le andature da tenersi dalla g uida durante il movimento, salvo poi ad aggiungere che compiuta la conversione, la guida debba riprendere l'au_d at ura che aveva prima di convergere. Quanto poi a quegli archi che a te non piaccÌOilO, elevi convenire con me che se non si stabilisce nn r aggio minimo - al di5otto del quale si debba e vitare di scendere sempre che si possa - nei cambiamenti di fronte ava,nzando, come pure nei cambiamenti di rdu·ezione è impossibile che i ripar ti si mantengano ordinati, specialmente alle andature più veloci, e che negli ordini in colonna si eviti l'arresto delle sezioni che stanno dietro, prodo tto da un insufficiente avanzarsi delle al i interne delle sezioni antistanti. Per esempio. supponi uno squadrone in colonna di pl(•toni :· è chiaro che se nel cambiamento di direzione, l'ala in terna del plotone d i testa non sgombra il terreno girando sopra un arco sufficientemente la rgo, è impossibile eseguire il movimento; perchè dovendo l'ala esterna del plGtone di testa- medesimo percorrere nel giro una. distanza molto maggior e che non sia la d istanza fra plotone e plotone, sA l'ala inter na non sgombrasse, il secondo plotone urterebbe contro· quello antistante. Questi sono i d ue criteri con i quali son determinati i raggi dati dal regolamento: regolare cioè le andature delle diverse parti della fronte, impedire g li arresti .nei cambiamenti di direzione. ' Ma nota che quelle figm·e non devono indurre a credere che si debba sempre g irare su quegli archi : il regolamento lo dice con chiarezza, che quando a ltre circostanze non impongano diversamente . ·- ad uno svolto di strada non sono padrone io di fare .il raggio che voglio; nè sono padrone io di r egolare gli sposta.menti del nemico in modo che al


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DIALOGll l S UG LI ESERCI ZI DEI RI PAaTJ A CAVALLO

mio riparto non tocchi a fare un g iro troppo stretto cambiamenti di. direzione ed i cambiamenti di fronte a anzanclo, c!1e si fanno generalmente per prendere una con veniente direzione di attacco contro quel bersaglio mobile che è la cavalleria nemica, debbono eseg uirsi su un dato r agg io minimo; il che vuoi dir e che non è errore l' eseguirli sopra un raggio maggiore, quando sia conveniente e net;essario. ·~~ tuttavia importante che i riparti abbiano una chiara conosuenza del modo come avviene il movimento quando si g ira sopra quel dato raggio minimo : e questo si può ottenere facilmente dall· istruttore, quando egli, prima di èOmand are il cambiamento di direzione o il cambiamento di fronte avanzando, si metta sul prolunga.mento della fronte, in quel punto che dev'essere centro del moYimento, H faccia a.ttenzìone che la guida - - il capo si deve sempre f~tr sostituire nel suo posto di guida - si muovtt. con un raggio non minore della lunghezza prescr itta. Anzi,. giova negli esercizi dello squadrone che l"ìstruttore faccia in modo che i comandanti di plotone si convincano, pra,ticamente, della necessità. di girare su guel determinato arco minimo, affine di evitare gli inconvenienti a cui ho dian~i accennato. Apro qui un· altra parentesi. 'ri ho detto che il capo. <Jnaudo istruisce, o quando, per tm a r agione qualsiasi, deve allontanarsi dal suo posto, si debba far sempre sostituire, affinchè i ripart i siano abituati a seguire sempre la guida senza p unto preoccuparsi di ciò che avviene lateralmente. Ciò è per me cosa tanto importante, che negli esercizi di squadrone, per accer tar e che realmente i plotoni fossero cosi addestrati. ho talvolta consigliato - dico consigliato, non ordinato, perchè del metodo d'istruzione è arbitro il comandante di squadrone, a P,p atto che raggiunga lo scopo ho consigliato, dicevo, che a un dato segno prestabilito in precedenza fra l'istruttore e qualcuno dei comandanti di plotoni, questi si allontanasse dalla linea della marcia di fronte, affinche si potesse accertar e se r ealmente il sno

DIALOGHI SUGLI ESER.CIZI OEI IUPART I .\ CAVALLO

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ripart o lo seguisse senz'altro e senza punto preoccuparsi di ciò che seguitavan o a fare i plotoni laterali. B . .._ Qui al N. 20, poichè ho visto che nell'atto pratico le distanze e gli intervalli non sono sempre mantenuti come si conviene,- avrei desiderato che il regolamento avesse accentuat o maggiormente la necessità di mantenerli intatti. A. - Tu dici che le distan7.e e gli intervalli si mantengono troppo poco : a me sembra, in vece, che si mantengano troppo. Mi spiego: supponiamo un r eggimento in linea : per qual ragione io metto un intervallo fra squadrone o squadrone, anzichè formare una linea r igida senza intervallo di sor ta? o meglio, per esser più esatto, per qual ragione fra due comandanti di squadrone collaterali io lascio magg iore intervallo eli quello che non sia esattamente la fr onte .di uno squadrone? Metto l'intervallo appunt o per questo : che siccome nella marcia, per quanto si fa.ccia, non è sempre possibile, per ragioni di terreno specialmente, che i comandanti di squadrone tengano rigorosamente e geometricamente la dir e- . zione, nè sempre è possibile di evitare, neppure sopra un piano di bigliardo, che i plotoni si allarghino un po' o si restringano - così se questo intervallo non esiste.sse, ogni più piccola oscillazione di uno dei riparti dovrebbe necessaria mente comunicarsi a tutti gli aUri, e sarebber o continui urti ed ondeggiamenti, cause di disordine. Mentr e, in vece, se . nella fronte vi sono piccole snodat ure, le quali concedano a ciascun riparto una certa elasticitiLin un senso e nell'altro, le cause di urti o di ondeggiamenti di tutta la fronte saranno perciò solo· assai ridotte. Dunque questi intervalli - per quanto paradossale possa sembrart i a prima vista la fr ase - sono fatti precisamente perchè non siano mantenuti : stabilire quegli intervalli, ed esigere che essi siano poi esattamente manten~1ti, è lo stesso che formare una fronte rigida. È inteso che gl'intervalli di cui parlo, e che rappresentano vere e proprie snodat nre, sono quei quindici passi che 56 -

ANSO ~XX \"1 11 .


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DIA LOGI!I SUGLI ESERCIZI DE I RIPARTI A CAVA LLO

si lasciano nella colonna doppia , quei dieci passi che si lasciano tra gli squadroni nella linea spiegata e quei dieci passi, in fine, che nella linea di colonne rappresentano la differenza fra l'intervallo regolamentare e la fronte di t re plotoni. Tali inter valli appunto non si deve esigere che siano ri' gorosamente mantenuti, perchè tanto varrebbe non lasciarli. Supponiamo, ad esempio, che nella linea spiegata uno dei comandanti di squadrone, per ragione di terreno od altro, si sia scartato nn po' dall'esatta direzione, spostandosi alquanto verso destra; ebbene gli altri squadroni che hanno conservato la direzione giusta, ciò che hanno di meglio a fare è che questa direzione giusta seguitino a mantener la. senza punto preoccuparsi dello squadrone che l'ha perduta, il quale la riprenderà tosto che potrà; mentre, in vece, se si pretende che l'intervallo debba rigorosamente rna1~tenersi, per ciascuna volta che uno squadrone si a llontan i dalla giusta direzione, tutti gli a.ltri cinque saranno costrett i ad allontanarsene anch'essi. Ciò che ho detto per l'intervallo r ispetto alla direzione, si può egualmente dire per le distanze r ispetto alla cadenza. Di distanze ve ne sono di due specie: quelle - .come sarebbero, ad esempio, le distanze fra plotone e plotoneche, per q uanto è possibile, devo1<o essere rigorosamente mantenute, affinchè in . ogni .caso di spiegamento lo squa· drone possa presentare una fronte ordinata e compatta ; e quelle altre che rappresentano \ma suodatura nel senso della. profondit.:ì., suggerite dalle .inevitabili variazioni di cadenza di questa o quella. unità, siano pure leggerissime, così come le snodature negli intervalli sono suggerite dalle oscillazioni inevitabili nella direzione di marcia dei capi riparto. • Anche queste distanze che ra.ppresentano snodature, sono fatte .precisamente perchè non siano mantenute. Perciò, allorchè uno dei riparti abbia alterato la cadenza, il .pretendere che gli altri .conservino le esatte distanze, è dar prova di .non aver le idee chiare sullo scopo per cui

DI ALOGH I SUGLI ESERCIZI DEI RIPA RTI A CAVALI.O

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.queste distanze son fatte, è un voler trascinare tutti i rip~,~.rti a commetter e un errore o a cambiare la cadenza continuamente, sol perch_è uno di essi ha commesso un errore .o è stato costretto, per una causa qualunque, ad alterare · la cadenza, sia pure pet· brevissimo t empo. Perchè un riparto si mantenga ordinato e compatto, è necessario che tutte le guide mantengano rigorosamente la .dir ezione e la cadenza. Qnei cer ti inter valli e quelle cer te distanze sono fatte appunto per facilitare questo, sono fatte .a ppunto affinchè ciascun riparto abbia mezzo di non farsi influire dagli errori degli altri e di non farsi trasc~nare dagli a.l tri. B . - L eggo qui nel N. 21, alcune norme che si riferi-scono all'esecuzione della carica. A me, francamente, paiono belle e buone nonne. Ma come av viene tuttavia che molto spesso l'esecuzione della carica manchi di ordine e di tran-quillità? · A. - È vero: ciò che dice il regolamento nei N. 21 e 22, a saperlo leggere, comprende t utto quanto è necessario di conoscere per fare eseguire convenientemente la carica alle proprie truppe. Il i:egolamento, infatti, dice che perchè una carica riesca .efficace. è condizione essenzialfl che i riparti si avanzino al galopp~ con tranquillità, or dine e vigor ia; e altrove, nel N. 93, dice che lo squadrone dev'esser e esercitato ad ese,g uire la marcia di fronte a celere andatura, o:umenlandola g?·adato:mente, perchè questo è il modo più pratico per abituare uomini e cavalli a mantenere la calma nelle righe .quando il riparto debba irrompere alla carica. Una car ica. ben eseguita, secondo il mio parere, dovrebbe procedere così : anzi tutto vorrei che il comandante sapesse .così r egolar si, che appena eseguito lo spiegamento, potesse dar subito il comando per .la car ica ; vorrei cioè che il suo ·Occhio foss€' così esercitat o, che appena lo squadrone si scopra - cioè appena assuma l'ordine in linea -· possa immediatamente colpire. A questo modo egli potrà valersi, per la carica, dello slancio che già hanno gli ultimi ripar ti


DIALOGHI SUGLI ESERCIZI DEI Rll'AR'!'l A CAVALLO

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l>IALOGHI SUGU ESERCIZI DE l Rll'.lltTI .A ÒAVALLO

che giungop.o in linea, e potrà evitare il non lieve inconveniente chè, ~opo avere eseguito lo spiegamento a celere andatura, debba poi moderarne la foga, a fine di non correr rischio di, giungere sul · nenlico con cav~~lli già spossati é privi del vigore necessario. Du:O:que prima ragione d'ordiné nella esecuzione della carica, è il non spiegarsi troppo presto: il che non vuol dire che convenga spiegarsi troppo tardi. Ma non basta. Supposto che lo spiegamnto sia fatto in modo che tosto che esso sia compiuto, èonvenga dar e il comando per la carica, è necessario che la guida aumenti gradatamente l'andatura: in tal modo si dà tempo di spingere i cavalli pigri e si dà .mezzo di trattenere i cavalli più ardenti. Si sa : in un riparto non tutti i cavalli hanno la stessa lena e la stessa natura. In tal modo, allorchè, accelerando· poco per volta, il riparto sia quasi giunto a sviluppare il massimo della sua velocità, allora - e non prima - deve darsi il comando ca1·icat. Dare il comando prima produèe inevitabilmente un turbamento nelle righe : onde il riparto perde di coesione. A questo modo - - che è niente altro poi, se non ciò che · dice il regolamento, giustamente interpretato - allorchè il capo sa.ppia guidare e svilupparè bene con progressione l'an· datura, e allorchè i cavalieri, bene addestrati ùell'istrnzione individuale, siano padroni de~ loro cavalli e sappiano gradualrnente spingere i pigri e abilmente t rattenere i più ar· denti, quell'ordine e quella tranquillità, a cui tu accennavi, de~ono potersi ottenere facilmente. E giacchè sono su questo, aggiungo che per me sarebbe anche desiderabile che cessasse quel mal vezzo di gridare _ripetutamente Sa?Joia. Capisco che si dia il grid o quando si penetra nelle file nemiche; ma non capisco che si ripeta continuamente nel frattempo, allorchè è necessario sopra tutto che il soldato si concentri e veda come e chi deve colpire e come prender parte nella mischia. Il grido ripetuto tn~ba la coesione e la compattezza. La

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carica' silenziosa riesce meglio: basta sperimentarlo per convincersene. ·Tu mi dirai che nell'atto di supremo cimento, il grido di guerra ripetuto possa dar vigore agli animi men robusti. J?er questo io ti dò ragione se parli di fanteria: in quel momento, per la fanteria, non vi è la foga del cavallo che trascina: e n ell'irrompere sul nemico è necessario qualche cosa che sferzi gli animi : non è così per il cavaliere già · lanciato a :tutta corsa. Quest'osservazione non è sfuggita a coloro che hanno compilato quell'opera veramente magistrale che è la serie dei ' n ostri r egolamenti n uovi per la fanteria e per la eavalleria; -in fatti nell'esecuzione della carica hanno scritto che il sol-dato clà il grido di guerra SavoùL; nell'esecuzione dell'as·salto di fanteria hanno detto, in vece, che il soldato si sla;ncia quanto più velocemente può sul n emico, dpetendo ·.a gran voce il grido di guerra Sa,voia! Savoia! B. - Dopo tutto questo che mi hai detto, non mi paiono :molto chiari due periodi del N. 2(i (Norme per l'esecuzione .dell'attacco). . TI primo. è là dove dice: « Contro cavalleria già spiegata -« conviene tener la truppa al. trotto guanto più a lungo è ·« possibile, e dopo un tratto corto di galoppo giungere sul « nemico con potente urto. Se in vece si presenta l'oppor..<.< tunità di piombare snll'avver!>ario mentre esso si spiega · « o Manovra, si approfitti di questa causa di debolezza, -<< ·anche quando per raggiungerlo si de-bba percorrere una -<< maggior distanza al galoppo, perchè in tal caso la pro-« babilità di riuscita aumenta con la celerità dell'attacco ». Non già che non si capisca ciò che il Regolamento vuol -dire,, ma mi pare che se la cavalleria, determinato che abbia -dì spiegarsi ed eseguito lo spiegamento, debba. senz'altro, prqfittando della spinta che deriva dallo spiegamento stesso, .accelerare l'andatura gradatamente fino alla ca.rica, mi pare, -dico, che Sarebbe statO pit\ esatto Se nel regohLmentO si. :fosse scritto così: « Se in vece si ~resenta l'oppor.tnnitìJ. di piombare snll'~v-


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DIAI.OGill SUGLI ESERC IZI DEI RIPARTI A CAVALLO

« versario mentre esso si spiega o manovra, si approfitti « di questa causa di debolezza anche quando pe;• j'a1• ciò, « si debba, prima dello spiegamento, percorrere qualche

« tratto al galoppo, perchè in tal caso la probabilità di riu« scita aumenta con la celerità dell'attacco >> . L'altro periodo - si tratta delle norme per l'esecuzione dell'attacco contro fanteria (pag. 19) - è questo : « Se il « terreno non permette l'avvicinamento al coperto, si deve, a « causa del fuoco dell'avversario, partire al galoppo a grande « d istanza, e quindi aumentare gr adatamente la celerità, in « modo che il comando di ca?'ÙJal sia dato solo per far « prendere la prescritta posizione delle armi ». Ora, se ho bene inteso, mi pare che tu vorresti che sempre, sia contro fanteria sia contro cavalleria, si debba seguire la norma di aumentare gradatamente la celerità, in modo che il comando caricai sia dato un momento prima che la. celerità. della carica sia raggiunto. Sicchè questo periodo sarebbe stato più esatto e più conforme al principio che tu hai sviluppato, qualora avesse detto soltanto: « Se il terreno non permette l'avvicinamento al coperto, « si deve, a causa del fuoco dell'avversario, partire al o-a« loppo a grande distanza ». o Ti pare? A. - Certo. B. - Meno male! comincio ad aver ragione anch' io qualche volta. (Continua)

AUGUSTO ALVISI 1 tnmte coll)l!rlelto eli cavatlt!·ia

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DEl TORN[f Dl CA~A ~AVOlA N~l ~E(OLO XIX (Ct1111inua.:iio11e e (tne. vedi numero p1·eccctente)

Il primo torneo d~ Casa Savoia a H.oma fu quello del 1883 per le nozze di S. A. B.. il principe Tommaso, D uca di Genova colla Principessa Isabella di Baviera ; e fu tenuto in quella piazza di Siena, dove, trent'anni prima, se ne tene· vano altri due, il 14 settembre ed il 24 ottobre, da due squa.dxoni dell' 11° dragoni fr ancesi, davanti al gener ale d'André. Questa volta invece erano cavalieri italiani che correvano, in_. suolo italiano, per nozze di P rincipi italiani e davanti al sovr·ani d'Italia. Eccovi lo specchio del

CAROSELLO A ROMA. 3 maggio 1.883.

Direzione Cor~Lr DI

F Er,rzzaNo cavaliere Giuseppe, maggior generale. CoLONNA Marcantonio, duca d i Marino. Dnr,T,A RoVERE marchese di Montiglio cavaliere Ettore, tenente colonnello. SPon.zA. CESARINI duca Francesco. BoNE'.rTL cavaliere Ulisse, tenente colonnello m Alessandria cavalleria. ÙDESCA.LC.B.I principe La.dislao. Dr S. GrusBPPE barone Benedetto. ÙTTOBONt Mario, duca di Fiano. GnAziOU D. 1\fario, duca di Magliano. BosELLINI cavaliere Carlo, ma-ggiore in Saluzzo cavalleria.


S8C

DEI TORNEI Dl CASA SAVOIA .KEL Si,;C:Or.O XIX

lVIALvoTTI cavaliere Giulio, maggiore in Firenze cavalleria. CA.VAGNARI CmAGL!A GoNZAGA marchese L uigi, colonnello aiutante di campo di S. M. . G rA.COMl<u.Lr cavaliere Sante, maggiore in Aosta cavalleria. CoWMBELti cavaliere Luigi, maggiore in Nizza cavalleria. PA.PAF.A.VA CARRARESE cont e Alberto, maggiore. ÙTTOLENGHr cavaliere Maurizio. ME!!icaccr signor Michele. V LTELLEscm marchese Pra.ucesco.

CAVALIERI CHE PRENDONO PARTE AL CAROSELLO E LORO DIVISIONE IN QUADRIGLIE. S. A.. U. . 'VITTORIO .EIIIA.NIJE LE P r inCiftC di Napoli, P rincipe ereditar lll.

Scudieri Os:r:o cavalier e E g idio, tenente colonnello, vice-governatore di S. A. R. lVIo&ELLI DI PoroLo cavaliere Alberto, addetto all'educazione di S. A. R. CoLLI D t FELJ.ZZANO cavaliere Giuseppe, maggiore gen erale.

A.1·aldo ÙDESOALOH( principe Ladislao.

Poda Stenda1·di Bose:r~Lnn

ua.valiere Carlo, maggiore. Muvo'L"rr cavaliere Giulio, maggiore.

Cavalieri cd. seguito di S. A . R. CoJ.ONNA Marcantonio, dnca. di iVIarino. PAPA.~'AVA CARRA.RJ~SE conte Alberto. ÙTTOLEKGHr. cavaliere Maurizio. SFOltZA. CESA.RINI duca E' rancesco. CAV AnNAit.L marchese L uigi.

DEl TORNEI DI CASA S .~VOIA NEL SECOI.O XIX

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À:PAN DE RrvEltA dei maruhesi di Villanova ca.va.liere Giovanni. QuARTO DEt Duc.Hr Dr BEr,(aoroso cavaliere Giovanni·. UNGano marchese Enrico. MoLITERNO principe di MARZICOXO.

Quadriglia d'onore DELLA RovERE dei marchesi di MoxTIOLlO cavaliere Ettore, tenen te .colonnello. BoNETrr cavaliere Ulisso. tenente colonnello. BosA.XNI conte Pietro. GrACO)lELLI cavaliere Sante, maggiore. CciLOMBERI cavaliere L uigi, maggiore . DE GREGO.IttO marchese L eopoldo, maggiore. CANTAMESSA signor ]i'rancesco, capitano. CRo:e.t'r Dr CosnGLIODE nobile Carlo, capitano. B oNo signor Carlo, capitano. DE BEr.r~EGARDl~ di S. l:3An.Y conte Rnggero capitano. CoLoNNA don Fabri:r.io, principe d'AvEr,r~A, tenente di complemento. . SAPELLI di CAPRIGLIO, capitano conte Enrico.

Prima quadriglia. Capo-q uad1·ig li a. B oNo Carlo, capitano in Nizza cavalleria.

Pol'la- tenda1·do CoNVERSANO conte Giulio ACQUA.VLVA.

Cavalie;·i SAsso Pietro, capitano in Savoia eavalleria. BIANCHI Ercole, icl. Nizza id. RASPAN'.l'INI Achille, id. id. id. BAltA'lvrrERI Dr S. PIETHO, conte Paolo, id. id. id. BENEDETTO Agostino, id. id. id. R AT'ri Emilio, tenente id. id. ALBERTARIO Giovanni, id. id. id.


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DEI TOR::-<El DJ CASA SA YVlA NEL SECOLO XIX

Movrzzo Dante, capitan o in Savoia cavalleria. CouLA.N'l' Adolfo, id. id. id. Rrccunnt Antonio, id. id id. Toccr Pasquale, id . id . id . PRIOLA Nicolò, id. id. id . GA.RIGLIANI conte Vittorio, id. id. id. FALJ,E'I."l'I DI Vrr;LA'FALJ,ll:'l''l'O E DI Vo·rTrGNASCo conte Melchiorre, id. id. id. BAI-DONI cav. Giuseppe, id. id. id. STEVENSON Giacomo, id. id . id . fuNUSARDI Vittorio, sottotenente id. id. SA.NDRINr Alfredo, id id. id. CA.N·TONI Vittorio, id. id . id. SA.NTI Cesare, tenente in Piemonte Reale id. . FERRARI Italo, id. id. id. CA.VALCHIN:C GAROFor,r barone Gregorio, id. id. id. CoLONNA don Prospero, id. id. id. D anrNr Giuseppe, id. id. id. PoDESTÀ Stefano, sottotenente id. id. V1Ncr conte Carlo, id. id. id. BENZONI marchese Gaetano, tenente in Savoia id. SE~Nr L uigi. Rossi E ugenio, tenente nel l o artiglieria. EMANUEL Luigi, id. nei corazzieri. VELZI Rodolfo, id. in Lodi cavalleria . SEitRAGGI Luigi, sottotenente di complemento in Firenze cavalleria. PERETTI Augusto, tenente nell'8" a.r tiglieria. PASQUALI Giorgio, id. nel 1° id.

Seconda quadriglia.

CctpCI-quad7 'ig lia BELLEGARDE m S. LAuY conte Ruggero, capitano in Monferrato cavalleria.

Pm·ta-Stendar·do Signor GroRGI Paolo.

DEI .TORNEJ DI CASA SA VOlA NEf. SECOLO 'XIX

CavalieJ'i. NERI SEnSESI I gino, capitano in Monferrato cavalleria. GERBAIX DE SoNNAZ conte Carlo, id. Piacenza id. MEsCHIEltl Lodovico, id. Aosta id. ·c ERJWTI Giuseppe, tenen te in Savoia id. CAS'l'IATI Giuseppe, id. id. id. ARBORIO GAT''l'INARA. m GATTINAitA marchese Carlo, id. id. id. ORIGO Clemente, id. Genova id. CANDIDA CA~ZAGA Carlo, id. id. id. SARTI Adolfo, id. id id. SA.LVA'l'ORI G. B attista, sottotenente in Novara id. BARo::-:r Giovanni, id. id. id . CON'l'I Desiderio, id. id. id. Onsr Stefano, tenente in Aosta id. ARTA Arturo, id . id. id. · Snwzzr Don R oberto, id. id. id. GAJ~LE'l'TI or S. CA'l'ALDO cav. Ruggero, id. id. id. AsrNAHC DI BERNBZzo cav. Carlo, sottoten ente in Milano id BoRsAH-ELLI DI RtFREDO Camillo, id. id. id. BRACORENS DI SAvomoux conte Uberto, id. id. id. B-A'J''l'I Annibale, sottotenente id. id. PANDOLl<'I Fabio, id . id. id. MASI Fausto, tenente in Montebello id. DEL RE Giuseppe, id. id. id. PrA'fTI DAL Pozzo Carlo, id. id. id. ÙE:~t!PINI Giorg io, id. Vi.ttorio Emanuele id. Dr LoRE'l'O Enrico, sottotenente in Piacenza id. CALLACCHIONI Mari o, id. id. id. MA.nzoLr Francesco. CoRsi S cipione, ten ente in Piacenza id. PANCARO Francesco, id. nel 1• artiglieria. CAPPA BAVA Giuseppe id . Lodi cavalleria. CrcERI Alessandro, sottotenente in Roma id. -LArl''!' MADCGNANr conte Vittorio, tenente i n Genova id. BEJtUNGEJu: Adolfo, id. n el 3• artiglieria.


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DE I TORNEI DI

CASA

SA VOlA NEl~ SECOLO XIX

Te1:za quadriglia.

Capo-quad1"igli a. Capitano CoLo:-<NA D. ]'abrizio principe d'Avella.

Po-r-ta- Stendardo CoLONNA DI STrGLTAXO D. F erd inando.

Cavalieri DE!.LA Cnom:: conte Rodolfo, tenente in Foggia cavalleria. MAnTrx Dt MoNT ù BEcCAlUA conte F erdinando, id . Milano id. R uspor.L dei principi GAT.EAZZI, id. F irenze id. VERANI MASSLN barone F elice, id . id . id. BoNAOOortsc Gugliehi.1o, sottotenente id. id. RoMEO Giovanni, tel1ente in V ittorio Emanuele id. P 1CCH!Ol'f( Angelino, id. id. id. .M:ARSELLI G ilberto, id. id. id. DE RAniONDI conte Vittorio, id. Foggia id. P!GNATELLI Ettore, sottotenente in Saluzzo id. BrtUNATr-1'RoTn Giulio, t enente in Monferrato id. CaNf: Carlo, sottotenente id. 1d. O DETTI Dr MAltOORENGO Fabrizio, id. id . id . . Pu.CEN'l'IXI Vin cenzo, id. Alessandria id. D E DoMINlClS \'incenzo, tenente id . id. CA.LC.\GNO Rober to, id. L odi id. Por. Luigi, id. id. id. DA ZARA. Paolo, id. id. id . L oMBAHDtNL Antonio, sottotenente id. id. CnroNE'rTC Oreste, id. id. id . MoNCADA. DI PA'l'EnNò Francesco, id . id. id. GARDtNr Vincenzo, id. L ucca id. Pror.A CASEJ,J;I Antonio, id. id . id. DE C.ur.rANI. D'An.zAGO n obile Luigi, tenente 111 Ca.serta id.

DEI TORNEI

D! CA SA $AVOlA N E l. SECO!.O XIX

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B tLLA.Nt Candido, t enente in Roma cavalleria. GARELLt Guglielmo, id . id. ir1. R .A.TTAZZt Al essandro, id. id. id. C.A.VE Eugenio. T IBE!t[ Francesco. B ER'.NKE'l'TI Cesare, sottoteuente complemento m Gen ova id. DE MEDICI Giuseppe principe di Ootta.ia~o.. . DE MEPICt Edoa.r do, tenente nel l a.rt1ghena. CLEJ.nco Enrico, id. Genova cavallel'ia. . . . G mccrARDINI conte Carlo, id. ndl'8" artighena.

Quarta

quad~iglia

Capo-qttadr'ig lùt. Dr CAPluo·l,tO conte Enrico. Ca pitano 0~AnEr.r..r "

Pm·ta-stenclarclo Fl~ANCESCHETTI Aristide, Sottotenente complemento.

Cavalim·i Lon.ENZI Orazio, capitano in Firenze ~.avalleria.. . R rccHE'l'TI m V .A.LGOitlA conte Guido, 1~. L~c~ 1d . GaiS m P IERLAS conte Giuseppe, id. ] ogg1a 1d. NATOLI A.n tonio, tenente L ucca id. v ALFRB D.r B oNzo Filippo, id. L ucca. id. RE Rlccardo, id. id. id . L UDA m Con·rEMCGLIA conte Massimiliano, id. Caser ta id . BANCHET'l't Angelo, id. id. id . DAL P ozzo conte Alfonso, id. Piacenza id. Rossr Felice, id. id. id. ScarAvoNr Girolamo, id. Guide id . MAT/ VEZZI m~ :1\:(EDIGI cont e Giuseppe, id. id. id . FoRMIGINI c~~rlo, sottotenente id. id. Mosc.Hnfr Giuseppe, tene nte id, id. PE'.Cl~.ON:E: Nicolò, id. Roma id.


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DI>! TOltNE I 01 CASA SAVO I A NE L Bb:CO LO XIX

DEl T ORNE I DI CASA SAVO IA N E L SE(;OLO XIX

LANGER Federico, tenente in P iacenza cavalleria. BELLe G. Battista, sottotenente id. id. CxsA D! GnEsY Alessandro, id. id: id. CARPANO Eugenio, id. id. id . SoLlNA Gaspare, tenente in Novar a id. SERRA A11gelo, id. id. id. BELLOFA'l'TO Carmine, id. id. id. LECCA Demetrio, id. id. id. ELIA Umberto, id. id. id. CAncamro DEr Cow1'I 1f.A.k\.Vor:n Francesco, sottotenente in Lucca id. CANTON! Artm o, tenente in :E'oggia id. S. MAR'l'INO n'AGrA ~ conte Umberto, capitano nel 14" artiglieria. Dr DoMrNrcrs Cesare, tenente nell'8" id. RES'l'A E milio, id. 10° id. DEL CA.JUJTTO Dr MoNcmvELW conte Alberto, id. P iemonte Reale cavalleria. P AGLlA.NT! Alfredo, id. P iacenza irl. Gm.aRA Carlo, id. Lodi id. Prcozzt Nicola, id. Novara. id. Locuncro Antonio, id. l" artiglieria. AxaELtNI Fedele, id. Novara cavalleria. Ed ecco ora la. descrizione dei costnmi : Cavalim~i

Italiani.

Cappello o feltr o a pane di zucchero tronco con grande piuma. Colletto bianco a risvolti, corsetto con allotto di felpella violetto, rosso, bleu e ver de a seconda degli spezzati di quattro. I n petto l'aquila dorata di Savoia. Manicone quadrato e. sotto manica liscia in rosso, giallo, bianco o lilla a seconda. del corpetto. Calzoncini, trousses, di raso eguale alle manich e con tiracche uguali al corpetto. Maglia in seta eguale al corpetto. Stivaloni a mezza coscia, paramani, cintura con. bor chie

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dorate in cuoio naturale. Spada a coccia all'italiana, pugnaletto.•

.

Colori delle quadriglie .

Italiani , 2' e 4'. 2• F elpella verde con raso bianco. Felpella rosa con r aso bianco. 4• Vellut o pensee con raso giallo canarino. Velluto ·vieil-01' con raso gr~<;-pe?"le (lilletta). Cavalim·i Ba·varesi. Cappello ad ala stretta e stesa colla coppa a1:r~tond~ta e spiegazzata (chif{onnée), penna alta, diritt a e ng1da, dlagonalmente dall'avanti all'indietro. Colletto con latt uga, chiuso molto alto e rimontante. Collane o catena al ; ono coll'arma di Bav'i era a scudo di loranghe bianche e azzurro (bleu) sormontato da corona r eale. Corsetto con faldina, alotlo, più ricco e lungo eli quello delle quadriglie italiane.l\:lanicone lnngo :- manch~ pe-rclu e :maniche strette e pieghettate, con sbuffi a colon pur e ple· ghet tati. . Calzoncini, tr·ot~sses, a rigoni a colore vano, maglia del colore del corsetto. S tivaloni a mezza coscia, con speroni dorati, cintura della spada in cuoio naturale con borchie dorate. Spada dell'epoca in cuoio naturale. . Guanti di pelle di camoscio con paramam m cuow naturale. Colori delle quadriglie.

Bava1·esi 1' e l a Raso Raso " 3" Raso Raso

:r.

bianco e raso celeste chiaro. forte con raso azzurr o cupo. giallo forte, raso con rosso ciliegia. bleu forte con r aso giallo for te.


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DEI TORNEI DI CASA SAV OIA. NEL SECOJ,O XLX

1l costume di S. A . il principe Vittm'io Emanuele.-

Cappello, a spicchi depressi, in velluto azzuro (gli spicchi e le piegature leggerissimamente marcate) con bottone. centrale alla sommità, filettature laterali e longitudinali in oro. Tesa dura., orizzontale, corta avanti e dietro, alhtrgantesi proporzionalmente ai lati. Perle (~ pietre preziose della fornitura di S. M. la Regina, disposte a seconda delle filettature d'oro longitudinali e sul bottone centrale. A sinù;tra del cappello da un hugo fregio si stendevano a m&.zzo e ricurve attorno diagonalmente ricche piume. Corsetto a vita, a maniche strette e ma.niconi pendenti, con superbi ricami in oro fino, fatti su velluto, rappresentanti il tradizionale nodo d'amore dell'Annunziata e del Ferl di Casa Savoia ecl artisticamente collegati coi fregi della croce dei Santi Maurizio e L azzaro. I ricami disposti longitudinalmente sul petto. Il colletto dritto: era quello di guerra, essendo a frappe quello di gala. I calzoncini e la maglia in seta azzurri. Gli st~valoni a calza a mezza coscia erano fatti di pelle di camoscio di colore nat urale (quasi un caffè chiar o) con merli e bordatura in seta ed oro ; ricami ai lati e bottoniera con fregi e cuciture in rilievo. Il fondo iLveva una fasciatunt della stessa pelle . dello stivale. Il portasperoni era all'antica con canturino a staffa. Gli speroni erano dell'epoca di Carlo Emanuele II. I paramani dei guanti, il fodero della spada e la cintura erano della identica pelle di camoscio degli stivali. Cost-ume del Di?·ett01·e del Carosello. - Il Direttore del Carosello vestiva un costume all'italiana, del modello delle quadriglie italiane, ma fatto di r!cca stoffa di broccato in seta nera ed oro. Le fodere dei maniconi quadrati e le guarnizioni nonchè le magli:e di seta erano di colore viola. Era un costume semplice, serio ed elegantissimo. Costume cleUa q?,adtl'ig lia d' onor·e. - I cavalieri della

qtladriglia d'onore vostivano abiti della st,essa. foggia di quelli dei cavalieri. Una metà di essi indossava il costume italiauo in stoffa di broccato d i seta bianca ed oro : e -l'altra metà. il costume bavarese in. broccato di seta. rossa c oro. Il rimanente dell'abbig liamento non diver siiicava da quello dei · cavalieri delle qnadriglie : ma era adornato pilt riccamente con galloni e passamani d'argento e oro nell'insieme e nell'alletto a faldino.. I calzoncini, b·ousses. er<~.no iu raso e broccat,o. Le maglie colorate a seconda delle foder e dei manico n i e corsetto; · in celeste, rosa., o lasciate bianche. Il guanto di pelle di camoscio col paramano di cuoio naturale come gli stivalini ed il foder o della spada italiana. Capi rtuacb·iglia. - I capi quadriglia avevano per distintivo una ricca :;ciarpa da sinistra a destra eoi colori della l{ea.le Oasft cl i Savoia, col bianco e cel(~Ste dello stemma. di Baviera. ( 'osl-ume dei l? ·o?nbettiel·i. - Una metà dei trombettieri aveva il costume italiano di lana azzurro cupo - razzurro di Casa Savoia - della stessa forma e t<tglio dei cavalieri • italiani. Sopra. al vestito ogni trombettiere aveva in seta azzurn. una grand e C:l'·"ac:ca (in ter mine ecclesiastico pianeta) alla rnoschettiera. eon grande aquila d'oro e scudo colla croce di Savoia, d i metalìo riportato vi sopra. L'altra mctù. dei trombettieri aveva l'abit;o dell a forma di quello dei cavali eri bn;varesi con cas.acca a.v(mte sul petto lo scudo della Casa di Baviera, a lasanghe azzurre e bianche sormontate da coromL reale. Le trombe erano lunghe. come si vede nei dipinti dell'epoca, come si può vedere a Siena per le feste annuali. Ogni tromba portava açtELCcato e spiegato uno stenda-rdo o drappo azzurro e t'Os:oo cogli ::;etuli rispett.ivi di Casa Savoia e Baviera. I trombettieri erano in numero di 18. Di questi, otto con un caporale avevano la copertina della sella rossa con guernizioue azznrnt: ed altri otto col rispettivo caporale !'i7- ANNO ~XXIII.


H% ,

O&l TORNEI D l Il A SA SA VOI A NEL SECOLO XIX

avevano la copertina azzurro-scuro con gueruizione rossa. ti mo~ello era lo stesso di quello dei cavalieri, ma le parti metalltche erano in giallo. Costume cle·i valletti. - Cappello gng10 all'italiana a pano di. z~cch~ro con fascia d'oro, intramezzata da due picc?l~ stnscte dt seta nera. ed oro e lunga penna di fagiano. ngtda sulla sinistra. Giubba o corsetto di lana. grigia all 'italiana con allotto lungo, manich(\ strette di lana rossa e manicone quadrato foderato pure in rosso, colletto grigio alto con sonaposto un largo colletto bianco a lunghe punte rovesciate, cint.ura rossa a mezza vita con borsetta rossa - della forma dell'epoca - cadente sul davanti. . Sul petto, come usavasi pei famigliari delle case priuctpesche, appuntato lo scudo coH croce d i Savoia. croce bianca in campo rosso. Due striscie rosse an dav~mo, sul danmti, dal colletto alla eintura. I bottoni erano di metallo bianoo e chiudevano la giubba, che era aperta sul davan ti. [ calzoni r ossi pendenti al ginocchio. Il fondo aveva lo stesso p·~mto di colore della fodera del manicone. Calze cenerine. Scarpe bass~ scollate con linguetta sul davanti. . Le bardattwe. - Ogni cavallo ave\'a la copertina e la 1mbraca del colore del corsetto del cavaliere. I cavalieri italiani, il costume dei quali era tutto in velluto, aveano per conseguenza le copertine dei cavalli in velluto rosso e oro, in verde ed in oro, in felp ella con gallone bianco, in bleu ed in oro. L a briglia, con testiera e frontale guernito aveva due stemmi metallici con corona reale di Savoia e croce per rosette. L'imbraca fatta a festoni a pizzo aveva 6 stemmi metallici eguali alle rosette per guarnizione. Il pettorale portava un grande stemma reale metallico, collo lettere I. T. intrecciate in argento, circondato da due fregi d'alloro in oro.

D E! TORNEI DJ CASA SAV OIA NJ>C S "COCO XIX

897

L a sella inglese era ricoperta da velluto rossò per bavaresi, e azzurro per gli italiani. La copertina era arricchita da gallone doppio, gallone a greca vieil-o1· e di velluto di coloro carico a seconda de"'li . . b spezzati dr quattro con stemmi eguali agli angoli. Nelle testiere delle briglie non vi erano penne. I cavalieri bavaresi avevano, come si disse, il costume tutto in seta, e così pure le copertine ; le imbrache per i cavalli. L a disposizione delle parti metalliche era la stessa che per gli italiani, ma q n este erano costituite da una sola parte dello stemma di Baviera, la testa di leone sormontata da corona regia. Le copertine di seta del colore degli spezzati aveva il gallone v ieil·01", e le stesse lettere I. T. con corona reale in argento, e frHgi d'alloro in oro agli angoli destro e sinistro, e lo stesso dicasi per il pettorale. L'imbraca con 6 parti metalliche era frastagliata a merli. Anche qui il gallone era bianco per il colore giallo, e d'oro per il rosso, verde e azzurro. , Il car. osello di Roma nel 1883 fu spettacolo eo-reo-ia. o o mente nes01to. L'ampio anfiteatro rignrgititva di persone ed era per sè stesso uno spettacolo sorprendente. Sulla cima delle bo-ra. d1nate, attorno, sventolavano stendardi tricolori e bavaresi, r etti da trofei di armi e di stemmi. Due di questi trofei, all'ingresso dei cavalieri, issarono uno stendardo bavarese ed uno italiano del 1650. n palco reale era elegantemente addobbato in velluto rosso- cupo e frangie d'oro, tutto circondato di fiori. L'arrivo delle LL. MlVI., della Duchessa di Genova, della Principessa Isabella, del Principe Tommaso, del Duca di Aost.<t e del Principe di Carignano fu salutato dalla fanfara e dalla marcia reale da tutti i concerti. Colla famiglia Be'ale era pure il principe Arnolfo di Baviera. Le molte migliaia di persone che assistevano allo spet-


DE:J TOI!~El Dl C... SA SAVOIA ~El. SECO LO XIX

tacolo, si sono alzate, ed agitando i fazzoletti ed i cappelli hanno .fatto alla Reale famiglia una lunga ed imponente rlimostrazìone. L'araldo, principe Odescalchi, seguito da due trombettieri , si recò al trotto sotto il palco reale, prese, a cappello levato, gli ordini di S. :.\L, che recò subito ai cavalieri. L'entrata generale dei cavalier i fn salutata da acùlamazioni vivissirne e prolungate : ripetute poi ad ogni istante dalle varie tribune, mano mano che loro passava innanà S. A. l~. il principe di Napoli. Presi gli ordini e fatto il salt\tO, S . A.. e .i capi quadriglia scesero da cavallo e offrirono fiori alla Reale famiglia. Risaliti a cavallo, cominciò il torneo, il cui programma si svolse fra un crescendo di applausi e di ammirazione. L'uscita dei cavalieri dal campo fu salutata da unanimH evviva e battimaHi fragorosissimi. E il ritorno delle LL. 1\iM. e della reale famiO'lia da villa t:> Borghese al Quirinale fu una nou interrotta ovazione di popolo plaudente.

Le sorti di Casa Savoia e dell' Italia sono cla anni strettamente congiunte, fuse assieme, onde festa o sventura dell'nl1l:l. sono gioia o dolore dell'altra. A ciò vien. fatto di pensare, riflettendo che per le no;:ze de~ Principi nostri furono tenuti, nel 1868, due t ornei: uno nell'antica capitale del Ragno, l'altro in quella città gentile che cinse per aleuni annl la corona di capitale e la depose con tanta dignità e senza rancori, e il terzo, per le nozze d'argento dei Sovrani, ha luogo ora in Roma.; e cosi. nelle tre città che segnano il punto di partenza, la breve fermata e il lieto e sospirato arrivo di Casa Savoia e dell'Italia. sulla gloriosa via dell'unità e dell' indipendenza della; patria. Torino, culla della casa sabauda, c{ttà guerriera, celebrava il ritorno di Emanuele· Filiber to, il secondo fouda-

DKI TO&ì'\Et Dl CASA SA TOI ,\

"EL SECOLO XIX

l-199

tore della dinastia; I!,irenze, con gentilissimo pensiei:o, de· siderava i torneadori rappresentassero il fior fiore dei cavalieri dell'Ital ia moderna; Roma, che co' suoi monumenti abbraccia tanti secoli di storia ·dell'uni verso, pensò fosse bello presentare sul piazzale di Siena tutto il ciclo storico di Casa Savoia: i Conti, i Duchi, i Re di Sardegna, i R e d'Italia. Otto secoli di storia, , simboleggiati da coloro che furono i capi delle r1uattro epoche distinte, sfileranno sotto ai nostr i occhi, e sarà sp~ttacolo degno di Roma, e degno dell'antica illustre Casa Sabauda. L e quattro fasi adunque che hanno determinato l'evoluzione storica di Casa Sav6i~t in q nattro distinti periodi, formeranno le quattro quadriglie: I Conti (1027-1410); i Duchi (1410-1720): i R e di Sardegna (1720-1861): i Re d' I talia. I Conti saranno rappresentati dal primo di essi, quell'Umberto I Biancamano, di cui Feliee l'tomani nel suo Carme per le nozze di Vittorio E manuele e Maria 'Adelaide, cantava: " (~uivi in migliore etatc una rifulsc Candida croce entro vermiglio scudo Che congiunse i dispersi, o riverita, Su cento e cento s ventolò castella, E di fulgi(li rai sparsfl la culla Del prode Umberto dalle bianche mani "·

Lo seguirà il pr imo duca Amedeo VIII, cui terrà dietro il primo Re eli Sardegna Vittorio Amedeo II, e verrà quarto, ma degno di CJUella schiatta di guerrieri e di eroi, che compiva i destini cui la sua Casa era chiamata, il primo Re d'Italia, Vittorio Emanuele II. Umberto, il primo dei diciotto conti, sani. S. A . R. il Duca d'Aosta; Amedeo VIII, il ca.po dei quattordici Duchi, sarà, S. A. R. il Duca degli Abruzzi; Vittorio Amedeo II, col quale s'apre la serie degli otto Re di Sar degna, sarà S. A. R. il Conte di T orino. · Chi ideò il torneo, s'avvide tosto, che non era possibile rappresentare i. Re d' Ttalia con Vittorio Emanuele, di cui


9()0

DEl TORNEI DI CASA S..l.VCIA

N~L

St>t;O I.O XI X

DEl 'rORN El DI CASA SAVOlA NEL SECOLO XlX

90 1

è troppo recente la grave perdita, nè con Umberto, vivo e regnante. Allora fu pensato rappresentare tutta la gloriosa. Casa Sa.bauda col Gran l'viastro dell'Ordine supremo del1\~nnunziata, onore che spetta a S. M. il R e e che nel torneo sara affidato a S. A. R. il P rincipe Ereditario, che "J>Orta. anche il nome del Gran R e. La prima quadriglia veste i costumi della Corte di Umberto Biancamano, che brillò dal 1013 al 1056; ed è così for mata: Araldi con capi ara.ldi e trornbettieri; Sassoni col relativo capo in costume del 900; .F'anfara col relativo capo in costume del 1000; Capo quadriglia in costume del 1000.

Archibugieri con relativo capo in costume del 1600. La t erza quadrìglia rappresenta un momento tra il 1684 ed il 1730, e sarà così composta:

F igura· I.

Figura II.

Cavalieri e relati vo capo in costume del 1000; Paggi e paggio port~Lcorona in costume del 1050 ; Umberto I Biancamano con cavalieri del seguito e porta stendardi, uomini d' arme col relativo capo, in costume del 1050.

Figura I. Capo fi gura e cavalieri in costume del 1700; :Paggio porta corona e paggi ; Vittorio Amedeo II; Cavalieri del seguito; Cavalieri porta stendardi; Granatieri con capo.

Capo figura e cavalieri in costume del 1750; Alabardieri con relativo capo ineostumc della fine dell700. L'ultima quadriglia sarà così. formata : Capo qmLdrjglia.

Figura II.

TORNEO

Capo figura e eava.lieri in costume del 1200 · ' Arcieri col relativo capo in costume del 1300. La seconda quadriglia rappresenta la Corte di Amedeo VIII, in uno dei momen ti pil.\ brillanti del suo potere, che dur ò 48 anni; sarà così compost3. : Capo quadriglia in costume del 1400.

PER LE NOZZE D' ARGENTO DELLE LL. MM .

Figura I. Cavalieri e capo figura in costume del L400; Paggio porta corona e paggi in costume del H:òO; Amedeo VIII il Pacifico ; Cavalieri del seguito, porta stendardi e uomini d'arme col relativo capo in costume del 1450.

F igura Il.

Dlrezl orae d e l Torneo.

Di'l'ettore. - L oxOHL comm. Fabio, maggiore generale, ispettore generale della cavalleria. Sotto-dirett01·e. - }yLuxoNc u ·h'l'tGNANO nobile Stefano, colonnello, comandante la 3• brigata cavalleria. Seguito del dù·etlore. - DE GnEGOitiO marchese Leopoldo, tenente colonnello cavalleria, posizione ausiliaria. -- RICCI cav. Carlo, maggiore d i cavalleria, capo ufficio ispettorato cav~lleria. - PAHROCHI<;'rTt nobile Costanzo, capitanq di cavalleria, addetto ispettorato di cavall eria. Po1•ta-sten dar•do. - GTACom:'rTr siggor Amilcare, capitano regg. cavalleria Catania.

Capo figura e ca.valieri in costume del 1500; /


902

DEl TORI'>EJ DI CASA SAVO IA !>.EL StCOLO XIX

D El TORNEI DI CA SA SAVOIA NEL SECOLO Xl:"

t• Po'rta-bancliera. cavallo. U •n h •· •· l o

Jt i n n c n ru a n ., .

2" Pm·ta-banmera. -

90 3

BASSI Gniclo, capitano artiglieria a :Yiarchcse .Mv1·r-Busst.

.

(S. A. R. il .Duca d'Aosta).

.·'-'egt~ito.cEnEL CèLV. Vittorino, tenente colonnello st.ato ma.D"· o g10re. -- onte DELT,A SomrA.GLIA. - ANTUWttr marchese Vincenzo. - CA.N.EVAao conte Carlo. - CARREGA. B.1HtTOLINI nur chescdoi Principi di Lucedo. -- CoRro marchese T ullio. CoRSINr dci Principi Don Neri. - Dr FuASSI~E'l'O conte Massimo. --- PEr.Lt FABBHONL cav. Giovanni. - Sn1ozzr marchese Pio. - -· 'l'oitRtGIANI HHt.r cheso Ca.rl.o. - To.l:tltrGIAN"I marchese Luigi. /o Porta- slenao:rdo. - A~·AN UE RnrERA uav. Gio,·auni. tenenlie colonnello ar tiglieria territoriale. ?" Porta-stenctar·clo. - A~n:ci signor Ignazio.

Por·ta-cor·ona. 1° Paggio. 2n Paggio. .!]"

Paggio.

4" Paggio.

RArr•.rs signor Piero Alessandro. Po·rENZTAN( signor Gino. Rusror.r signor Augusto. R u.F.FO DI C.\LA.BTttA. signor Baldassarre. l\L\..BESCOTl'I signor Colombo.

A rnc-dc' o Il i.

(S. A. R. il D uca degli Abru ;~,;-~,i ) .

·seguito. -

Marchese Ttnvt;r.zro. - CaN'L'OKI nobile Costanzo . -Cavaliere S cHElBJ~ER . - .. Nom·,1 cavaliere Aldo. - · SAr.V! commandatore Paolo. -- Ii-ANuocr signor Cesare. --·· 0 LrVETTI signor Augusto. - ì\LutoNr ingegnere Emilio. MA.ttAVELLI signor Ci1·o. - BAFFr<H Alessand ro: tenente ca· valleria. -- BoNAN1\'I conte Piero, tenente colom~ello mili zi.a territoriale. - LEONE Gaetani, principe di . Teano. --- p AsocrNo conte P asolini.

P or·ta-cm·ona. - - R oEsrJER FJtA~~ signor Francesco. 1" Paggio. Bo~:sLEit F.R.A~z sig nor Lnigi. 2° Paggio. 'l' u.twFn signor Renato. 8. Paggio. 1\Lu~zor, J. signor Auhille. 4" Paggio. AGOSTINI signor Gast.one. ,\ruld i.

Capo .'h·atdo. - DoGT.rorn cavaliere Giuseppe, tenente colonnello reggimento cavalleria ·Umberto I (23). 1.• Araldo. - GANDOLFI signor Alberto, capitano reggi mento cavalleria Saluzzo (12•). 2° A-raldo. - ERBA-PIO signor Cesare, ea.pita.no cavalleria comandato Ministero guerra. .1° Ar·alcl(). - BE~ZONI marchese Gaetano. capitano reggimento cavr-t.lleria Savoia (3'l 4• A?-ctldo. - P RINE'l'TI conte Emma.ilnele.

(S. A. R. il Conte di Torino). ~egttito cti S. A: U. - DE ZraNo barone FEDERICO, capitano r eggimento cavalLeria Genova (4•). - NEGRONI conte Gu.ooMo. - ScoTTI avvocato CA.R.Lo. - DI S.uiBoUNY conte ERNESTO. LuCERNA DI RoRA conte MAURIZIO. - Conte C.>\.B.Rt DETJLA TRIN.CTÀ.. - Marchese VrvALDDA DI CASTELLINO. Conte AvoGADRO m CorJLOBIANO.- P a..LAZZO n'ORMEA conte VINCENZO. - BnASOORExs DI SAvornovY conte TA~CUEDI, capit<ìno di cavalleria. - - AKDHE!S barone Vittorio. - SALINo conte AL.L<'REDO. -- Bnt.:NETl'A n'UssEAux cont,e BtrGENio.


DEI

TORNEI

DI CASA SAVOIA NE I, SECOLO XIX

t• po;·tQ.-ste'itclardo. -

SFoRzA U)lBER'l'O, tenente di ca-

valleria . B uLGARINI F ERDINANDO, tenente reggimento cavalleria Firenze {9 °).

Pm·ta-cm:·ona. -

r paggio. -

DANIONE sig. GrusEPPE.

FHJ<~ZZA sig. EDOARDO.

2o paggio - Ar.otsr sig. FAUSTo. .1• paggio. - :J:Lwn(('H sig. GroVANNL paggio. - Sig. G ALL.AR.U'I. 0

Graua Jla~tro deii'Ordhtt• Snt•••emo d e lha SS

PO'i·ta-gonfalone. - GALLONE Gro. B ATTISTA, principe eli 1° pcrf'ta-stenda:rdo. - GAE'r.-un: P AoJ,o, marchese di J annnace. , 2" poi'la·slenclardo. - L unoLF con te (JBERTO.

Por·ta-co,·ona.- AvoGADRO m Qu1NTO sig. CMHt'<URO.

t• paggio. 2• paggio. 3" paggio. 4• paggio.

T uRCIII sig. U a-o. - SETTIMI sig. MAssnro . - GIO\'ANDETTI sig. AR1IANIJ. -PoNTECORVO sig. Guido.

Figura I.

.-\.nnun:.r;hat••·

(S. A.. R. il Principe di

1

905

Marsico :Novo.

2° po1·ta-stenda,·clo.

-/

DEl TORNEI Dl CASA SAVOI.>. N EL SECOJ"O XIX

~apoli).

Seg·uito eli S. A. R. - l\fALvEzzr DE' MEn.ccr marchese GIUSEPPE, capitano di cavalleria. -- Avoa.ADRO DEGLI AzzoNI conte FnANCEsco, capitano di cavalleria. DomA FitAN· cEsco, principe d'Angri, duca d'Eboli. - SERitA FRANCESCO, principe di Gerace. - PmNA'rET,J,r GrusEPPE, duca di Terranova e Monteleo11e. -- 0 .-mAVn'A GrusEP~E, principe di Sirignano. - G.mTAN! N !COLA, conte d'Alife. - SALuzzo FILIPPO, principe d i Santo :i\'Iaur o. -- SANFEL1CE L u rGr, principe di Viggiano. - DR r,A G·ANDARA marchese GwsEPJ':&~.- H-AVA· scHmRr FmscHc cont.e 'ENzo. - D El' B AJ~?IO cont e G ru sEPPE. - . DUS)fET DE SHOUitS dei mçt.rchesi J_, uHH. -- DE Ttrsms dei baroni GIOv..u~~r. - .BoNANN'O F RANCEsco, principe di Linguaglossa. - Srr.vEsTm dei baroni AGoSTr~o. - Crro FERI>lNA..'mo, Conte di 'rorrecuso. - nF; Vrrr ANGUISSOLA .s ignor MICHELE. - DE G.H.EGonro DmGO, marchese di Squillace. GruN'J.'r barone Nrcor,A. - M ..\SCI.\.REr,r.r barone GrA)IBATTISTA. - FoRQUE'l' sig. E JtNES'l'o. -- C.u>czzr nobile CRESCENZO. 0 AOACE ::;ig. T~:ono.n.too . - ScHUERMANN sig. AR'l'UHo. AvATI del marchesi UGo. --- LEONINO barone DAVIDE. - Bon.n.o:~omo conte :E'EllO. .i\fo~CAÙA m PA'.l.'Ji:it'NÒ l!"'RAN~r;;sco, conte di Cammarata.

Cava lieri del re. Capo figura e cavalieri. V essillifero. Littori. Cento stendardi, rappresentanti le cento l.ltttà d 'Italia. Quattr o porta targhe a cavallo. Stendardi. Paggi porta corona. Paggi. Gran Mastr o dell'Ordine dell'~nn nnziata.

Figura II. Cavalieri della Regina. Capo figura e cavalieri. La Direzione del Torneo, m costume del 1650, sarà così composta: Musica a cavallo con capo; Trombettieri con capo; Direttore; Cavalieri del seguito; Cavaliere porta s tendardo; Moschettieri a cavallo con capo .


906

DEI TORNEI DI CASA SAVOIA NEL SECO LO XIX

DIVISIONE I.

Quadriglia prima. Capo quad:riglia.

DEI TORNEI DI CASA SAVOIA NEL SECOLO XIX

907

SANTASILTA Emilio, sottotenente 19 cavalleria. PIE.RAX'roNr sign or R iccardo. SFoRzA CESARINI signor Lorenzo, tenen te aspettativa. QuEftrNI signor Eru~sto, tenente complemento. C.A.MuccrNc signor Emilio, id. id . CoR'ri signor Gaspare, tenente capitano cavalleri<.L. CALABR:F:Sl signor Paolo. BAsEvi signor Erminio.

LonExzr cav. Orazio, tenente colonnello scuola cavalleria. Carallieri.

CoARDI BAG:\AS(;o nr CA.RPEXETO Vittorio, capitano 2 ca· valleria. BALDoNr Giusepp e, id. id. CoAHDr BAGNASCO .DJ CAJ.trEKETO Edoardo, id. 14 id. CoLo~NA principe Prospero, id. complemento id. PALLAV[C f~ f signor Umberto, id . cavalleria. BAlli:Wl Luigi, tenente id. l id. R u.R.ro Sforza Nicola, id. 1 id. TRAXLER Arturo, id. l id. G umoBoNr Simone, tenente l cavalleria. VrNcr Carlo, id . 2 id. CaCHERA~O DI Bnrc.HEH.A.Sro Emanuele, id. 2 id. Ca.PitiLLc ]'ederico, id . 2 id. F ALCHE1"1'I Bartolomeo, id. 2 id. llhssiNI Filippo, id. 3 id. CoLONNA L uciano, id. 3 id. Cnn Carlo, id. 3 id. A&K'.A.Bor.m Pietro, id . 4 id. CoRst R omolo, id. -1 id. MAMOLI Cesare, id. 4 id. S·1'RANEO O ttavio. id. 4 id . PA \'ERT FoNTANA Lionello, id. 4 id. NICoLrs m Rol3rT~ANT Edmondo, id. 5 artiglieria,. C·tu-JBA GHrSl•:r~r;c Carlo, · sottoteuente 3 cavalleria. . l\Luwzzr Giuseppe, id. 7 id.

.l

Quadriglia seconda. Capo r1uad1·iglia. 'rosRr,Lr cav . Ernesto, maggiore 22 mwaHeria . Ca·va l l-ier·i.

.RrNAWI Luigi, capitano 10 cavalleria. PANCARO Francesco, id. 3 ar tiglieria. SoDANI Paolo, id . 13 iò . MEs·n .urs m GRAor.rA Adolfo, capitano 19 artiglieria. P AJ,Eu.Mo Francesco. id. 11 id. DELLA CRoCE H.odolfo, id. 11 id. ScHIFJ;'I Osio, capitano 4 artiglieria. RuBrN DE C1mYLN Gustavo, id. 6 id. NAtM Emanuele, id. 7 id. QHENAL Giuseppe, id. 8 id. DouGLAS ScoTTI Pietro, id. 8 id. SAJ.\IBUY Yittorio, id . 10 id . SAN )fAH.TDW nr VALPRA'l'O ltaul, id. 13 id. VARINI Ettore, id. 19 id. R roor Virginio, id. l al'tiglieria.. Oor-r,o:HIA::\0 Ottavio, id . id. Trt.A.XL:F:a Paolo, id . 3 id. NEGRr Alfredo, id . 17 id. CAPAccr A rnolfo, id. 19 id. 'DrmrNI l!""ilippo, id. artiglieria, campagna. V.u.EN'l'DH Giuseppe, id. id . id .


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DBI 1'0RiSBI

Dl

C .~SA

S.\VOIA

DEI TORNEI DJ CASA SAVOIA NEL SECOLO Xl){

NEL SE COLO XIX

N OlHLI Dino, tenente 3 g enio. CASANA · barone Roberto, capitano artiglieria camp agna. BEcHELLI Sahatini Enrico, sottotenente 5 cavalleria. BELLOT'l'I Francesco, id. 5 id. •r osn Luigi, id. 19 id. E J~EFAN'l'E Ferdinando, · id. li3 artiglieria. BouRBON DEL J\:Io~nE principe Carlo, sottotenente artiglieria milizia. territoriale. P AW01"l'r marchese Vittorio. Signor PASCAL:F~. Ar.F.ANr DANZE:rTA cavaliere Bar tolo. RA.SP.ONI DEJA,l<: TESTE signor Giuseppe.

909

RAGUSA Adolfo, tenente 24 cavalleria. J.JAUR-ICEfJT,A Gaetano, id. 13 artig lieria. DALL'AcQUA Antonio, id. 13 id. VECCHIAREI,LI Giuseppe, id. 13 id. PrccoNr Emilio, id. 14 id. MoRELr,r Attilio, id. 2·7 id. CoRDELLA Ernesto, id. 27 id. / MARCONI Amedeo, sottoten ente 7 cavalleria. RuscoNr Giulio, id. 20 id. MARSIA.r Giorgio, sottotenente M. T. C. MrsEROCCHI Aristide, furier e m~tggiore 13 artiglieri~t. Signor MANTOYANI. Signor Co.:-;n 'l'eodorieo.

Qua driglià te rza. Qua driglia quarta.

Capo lfUacl;riglia.

Capo qttadriglia.

MEsCHIEJU mw. Lndovico, maggiore 9° cavalleria.. Ca1,alieri.

0.A.N'l'ONI Arturo, capitano di sta.to maggwre. 'r.ASSON ì Giulio, id. id. SoLIN.A Gaspare. id. 5 cav. · F.~1..'B r Bernardino, i d. 8 id. DE DoMn<rcrs Cesare, id. 12 artiglieria. SrcARDI :&,rancesco, id. 18 id. CaLABRINI Carlo, tenente 6 eavalleria. PoGGI Sebastiano, id. 6 id. PANnor,l<>r 'fobia, id. ·7 id. 0HAN'rRE Ugo, id . 7 id. BouFFIElt Vittorio, id. 7 id . FERREm Carlo, id. 8 id. MusA.T'l'I Guido, id. 8 id. P IGNA'l'ELLI Pompeo, id . 10 id. E~ro CAPODILIS'rA Giorgio, id . 13 id. GuEr.:~'I cdnte Vittorio, id. 15 id. . MANARA Livio, id. 19 id. Vrrr Liberio, id . 19 id.

P ARvorAssv cav. Giacomo, maggiore 12 cavalleria: C01oalìe1·i.

C..nlPANI.NI Vico, cb.pitano di stato maggiore. Fabio, id . di fanteria. ZoRZE Gian Domenico, id . 23 cavalleri a. F aD'fNI Umberto, id. 1.3 artiglieria. . GHrsLIERr marchese Alessandro, id. 1.4 id. CHELI Art uro, id. 14 id. ZECCA Alberto, id. 18 i d. NoB'I:Lr Emilio, id. 19 id. C.unciA, id. id. N ICOLA. Agostini, id. id . PERA1~0N.lm Alberto, tenente l l cavalleria. G A'RIBAI-DI Giulio, id. 12 id. BRUNO m 'l'oRNAFORTE Cesare, id. 12 id. FrGAROLO m G.ROPPELW Giulio, id. 12 id. DAN'roNr Ugo, id. 14 id . ~AllfPART Carlo, id . 16 id . CaNNONlERE Alfredo, id. l artiglieria. RANIIl


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DEI 'l'ORN ET DI CASA SAVOIA NEL SECOLO XIX

CAPuccr Germano, tenente 2 artiglieria. NoJHr,r Giorgio, id. l3 id. GRAzror.r Francesco, id. 13 id . SrniLLA Alberto, id. 14 id. NoBILr Corrado, id. 27 id. J\Lu,VANJ Enrico, id. 27 id. GrnoL.I F ederico, id. 27 id. CAt>Poxr TJtl~~CA Carlo, sottotenente 12 cavalleria. c.~~ERA Dr SALASCO Alessandro, id. 12 id . FJ:U.NCATI F erruccio, id . 16 id. Signor Ar.o1S1 L adis1ao . Signor BArtBERcs. C.aLABRBSr Franuesco, S. T. C. Signor Co~tJ't Cesare.·

DIVISIONE II.

DEl TORNE I DI CASA SAVOIA NEL SECOLO XI X

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AvoGADRO ur CoLLOJ3!'At\O Alberto, tenente 13 cavalleria. MARULLI F abio, id. 13 id . AnToM Camillo, id . 13 id. I~crsA DI!:LLA R ocCH:E'!'TA Enrico, id. 14 id. BoNo Cristoforo, id. 15 id. ANDltErs Camillo, id. 18 id. P ADULLI Giulio, id. 18 id. · BoRROMEO Costanzo, id. l8 id. MAauLLl duca Sebastiano, id. 23 id. VrrA.LE Lazzaro, id . 23 ici. LA.liBERTIXI Arnaldo, 13 ~ntiglieria. NA.Rno~"E Carlo, id. 13 id. RrccroLio Gian Felice, sottoten ente 15 cavalleria. Dr GEN'OVA m PE1"rrNENC+o Eugenio, id. 15 icl . CrvrT·A Carlo, id. 17 id . GruN'!'I L eonardo, id. 18 id. SERVA.Tr Antonio, id. 19 id. VALJ,r Giaunetto, id. di complemento. Signor SERVADlO Arturo. CozzA. conte Valerio.

Quadriglia quinta. Quadriglia sesta.

Capu qttadriglia.

Capo quadriglia.

N..n>ODANO c~t v. Giovanni, maggiore 11 cavalleria.

Ca·1;aliel·i. PEcolu- GmARDJ conte Guglielmo, maggiore 78 fanteria. ::\iEnLI·MIGT.JE'I"l'I Giulio, capitano 13 cavalleria. Losacn Arnoldo, id. 14 id. SmrrrA L uigi, id. lo id. BEKEVEX1'ANO DEr, Bosco Alfredo, id . 23 id. BALBO BER'l'O ~J.: Raimondo, id. 13 ici Consr Scipione, i.d. 13 id. BnuNA.n B.nrico, .id. 1.3 id. Cnoof: h·eneo, id. 13 id. .:.\fom~r,r,r Gregorio, tenente 1.0 cavalleria. BcscAREl"l'r nr l~Ull'k'IA Gustavo, id. 10 id.

D'OnoNE cav. F ortunato, tenente colonnello 11 cavalleria.

Ca·valieTi. ELIA Vittorio, capitano di stato maggiore. PALIERI Consalvo, id. l l cavalleria. LoNGO Eugenio, id. 11 id. CALcAGKo Roberto, id. 11 id. MONTESPERELLI conte Ottor., id. 11 id. Bozzx Angelo, · id. 11 id . DRA.Go Giuseppe, id. 11 id . LANGER Federico, id. 20 id. L ANGER Gaetano, id. 21 id. 5S - A:-.:-oo xxx nu


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DEI 'l'OitNEI Dl CASA

SaVOIA

NEL SECOLO XIX

RA.TTAZZI Alessandro, capitano 24 cava.lleria. RoDoC.H\A.CCru P aolo, ten~nte 1° id. SEssA Guido, id. id. SoLARI Filippo, id. 9 id. F rLo Ernes to, id. 9 id . CArtrGNA.NI Carlo, id. 11 id. LroY Carlo, [d. 11. id. C.aMPI-LAW<..c Carlo, id . 11 id. BAcCAltnH Arrigo, id. 11 id. P oNINSClU conte Micislao, id. 11 id. ALulERT( DI .BErnAsco Amedeo, id. 11 id. QUESADA Eugenio, id . 11 id. CosTr Silvio, id. 11 id. LANZI F rancesco, id. 24 id. PERAZZI C armelo, .id. l " artiglieria. KLEm Giovanni Battista, sottotenente 11 cavalleria. Lo:BBIA Arturo, id. 11 id. F :J<JBlìAitC S allustio, id 11 id. TEsiO F ederico, id. 11 id. V ALLE Fiorentino, sottotenente complemento. AnLER dottor Vitt orio. Signor G umr B enedetto. Signor R ossr Sco·rrr.

o

Quadriglia settima. CapÒ quad1·ig lia. V roLA 'l'emistocle, capitano 12 cavalleria.

Ca·valieri. DE CHAURA.:\D DE S. E us·rACHE E nrico, capitano stato magg1ore . BoERI Camillo, id. 9 cavalleria. CoN'l'E Ettore, id. 16 artiglieria. CEvA DI NooE~L'O A lessandro, tenente 16 cavalleria. SouTo Alno, id. 1'7 id. MAKFREDINI Luigi, id . 21 id.

DEI TORNEI 'Dl

CASA

SAVOIA NEL SECOLO XIX

p A.NDOLFI Giorgio, wnente 21 artiglieria. PAoLuccr Guido, id. 23 id . DE M.A.RGHELUTA Carlo, id. 24 id. MENEGHINl Fausto, id . l artiglietia. .MoRRA n 1 L AV.rtLANO, id. l id. Bm.LAoo.ar 'r ullo,· id. l id. D'ArJESSA~mno Antonio, id. 8 id. FnAN-znn Giuseppe, id. 11 id. Nnwo Ippolito, id . 20 1cl. Prscrc&r,Lr 'l'A&G<.H Giacomo, id. 24 id. VrDALI Emilio, id. 27 id. P ALLA.VICC\[ Roberto, sottotenen te 6 caYalleria. .MAzÉ DE LA RoouE Paolano, id . 14 id. l!..,ANO Guido, id. 21 id . GA.LLEl"J:I Carlo, id. 21 id. JANNEiir;r Cainillo, id. 21 id . CARTA Angelo, ici. 23 id. DEL F .A.Jmno Z effi.ro, id. cavalleria. TARAN'J$ LLI A lessàndro, id . 13 artiglieria. Z.nroJ.o Gius~ppe, fnrier~ maggiore 11 cavaller ia. JYL..NGLOXE Francesco, id. 11 id. TAGJ,JABCE ·simoue . id. 11 id . Rsso Frascesco, furiere 11 id. • ANGET,JNI Fel ice, tenente milizia territoriale. SiO'nor Vnor,cNI Alessandro. b Signor DE MA.GIS'l'Rrs Bernardino.

Quadriglia ottava. Capo q-uadriglia. J oNAS Alfredo, capitano 16 cavaller ia. l

Cavalie1·i. · NATOLI 4-n tonino, capitano !) cavalleria. LoMBARDINI Antonio, id. 24 id. .PANDOLli'INI Pier Filippo, tenente 6 id.

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DE l

·~o ltNE I

DI CASA SAVOIA NE L SECOLO XIX

Rosst-ToESOA Alessandro, t enente 16 cavalleria. Dr Sol!l!A. Carlo, id. 20 id. BARATTA. Carlo, id. 20 id. C.A.LDER.A.RI Guglielmo, id. 22 id. 'rn.ACAGNI Andrea, id. 22 id. C.ABJtON CEvA Ottavio, id. 22 id. MoN'l'EDO Guido, id. 13 artiglieria. .Bn.EGA..'I'ZE Giovanni, id. 13 id. SmcoNA Silvio, id . lo id. Tmozzc Croce Camillo, id. direzione artiglieria Roma. lVI.Enrct GrAN Angelo, id. artiglieria cavallo. CHtARl Carlo, id . 4 genio. · BrASOLI Aldo, sottotenente 5 cavalleria. SATu\RIS .Emilio, id. 6 id. D.JJ:vo-ro R iccardo, id. 10 id. . DE Gn.ES't.'r Carlo, id. 13 id. · PJ1:NSA Dr MAJ1SAGLIA Evergisto, id . 15 id. R osSE'l"l'I Giuseppe, id. 16 id. EMo CAPOnJWJTA Lionello, id. 17 id. CAS'l'ELLC Paolo, id. 20 id. CELtl<:SOLE Giovanni, id. 20 id. CuGINI L uigi, id. 22 id. GumrcrNr Ferdinando, furiere maggiore 11 id. F LLIPPI Carlo, sergente 11 id. TAGLIABUE Francesco, id 11 id. Signor DE ANGELIS. Signor ANDERLOl'{I. CANTONI dottor T ullo.

. ~d ora s~lute a voi, o nobili cavalieri, circondati da Prin-

'

.

?lPl August1 venuti a prender parte alle gioie di Casa Savoia m questa Roma capitale d'Italia. ~e i tempi sono mutati, e le trombe che chiamano i ca· vahen alla giostra, non trovano più voi vestiti dei colorì

DEl TORNEI DL CASA

SAVOIA NEL

SECOLO XIX.

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della vostra dama; se non puguate per un suo sorriso, per un "suo bacio, non è meno bello perciò lo spettacolo che offrite. Quelli che vestite sono i colori d i Savoia, .falla nobil e illustre stirpe di paladini, di eroi, di cavalieri e di crociati -sorride a voi razzurro cielo d'Ttalia. vi bacia il suo sole; Yi segue lo sguardo del Re cavaliere. della R egina, cui sorride ogni grazia vi acclama un popolo uhe ha fede in voi, suoi validi difensori, e :;a che se altri suoni di tromba vi .chiamassero.,' accorrersto anche più festosi d'oggi al vecchio grido: Savoia ' Savoia.' ; Ed ora correte, o nobili cavalieri, arrida a voi prospera la sorte, e saluti molti d i voi l'Italia s~1oi capitani, come ;nelle guerre dell'indi penclenv.a dclht pa.ttia, salutava capi dei yincitori di Goito, di P alestro, eli S. Martino, di: Ca,stelfì..dardo e d i Gaeta i torneadori ci el 1842. Sa.lute, o cavaJieri l

••• Questo a.rticolo era pronto per esser stampato nella se-:.conda dispensa dell'aprile, ma r agioni di spazio hanno con·s igliato la direzione della Rù;ista a divtdcrlo e inserirlo in varie dispense. Ora, poichè il Torneo fu corso, non sarà discaro ai lettori trovar qui, unitamente ai cenni sul buon esito che .ebbero gli antecedenti, anche quello che ebbe l'ultimo. Alle or e 3,30 la Corte entrò nella Villa B orghese, e alle '3,45 le carrozze reali, dopo aver fatto il giro della pista .circolare, fra g li applausi interminati degli spettatori, si ·fermarono sotto il palco reale . Il principe Doria con tutto il Comitato, cui si aggiunse ' il sindaco e il presidente del Consiglio, on . Giolitti, andò incontro ai Sovrani, a ricevcdi al piede della scala; e mentr e gli A ugusti personaggi salgono alla tribuna, (un .chiosco immenso di form.a circolare, adcrno di arazzi ai


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DEl 1'0 RNE l DI CASi SAVOIA :>E L SECOLO XIX

lati e di· gran piume alla cima), la moltitudi'ue dalle o·radinate applaude, applaude sempre freneticamente, gli uo7nini agitando i cappelli, le signore i faz zoletti. Quando tutti i grandi per sonaggi che si aspettavano hanno preso posto nel grande palco regale, nno squillare di trombe fece volgere impazienti ventimila teste d~lla parte dell'entrata del circo, ove un drappello di otto trombettieri a cavallo annunziano l'entrata degli M'aldi. Il capo- araldo, vestito in costume medioevale, con l'elmo sormontato da due ali d'aquila e con la ma7.7.a rilucente nel pugno, si avanza s,e gnito da. quattro antldi. Sopra ral'·matnra hanno la veste bianca, con guarnizioni di azzurro e di rosso e le gualdrappe ornate di aqnile e di croci, che sono di Savoia. Il capo ha ricamato entro uno scudo azzurro sn l petto le parole : Je atencl mon ast?··e e la chimera. Ginnto in mezzo all'Arena si v olge con i quattro che lo. seguono verso il palco rea.l e. Tutti e cinque alzano le mazze in segno di sah1to e poi si a vanzano vers0 il palco, fermandosi di fronte acl esso. Quando l'applauso fragoroso che ha salutato la loro apparizione s' è calmato, l'araldo capo (colonnello Dogliotti) grida ad alta voce levando il capo verso i Sovrani: « Maestà, vi facciamo noto, che Loro Altezze R eali : il Principe di Napoli, il Duca d'Aosta, il Conte di Torino e il Duca degli Abr uzzi deside~·ano prender parte al Torneo che si terrà. in onore delle Vostr e ~ozze d' a rgento. Essi e i cavalier i che li segu ono vi domandano che vogliate dar loro il campo libero . e franco. Mae~tit, lo concedete? » Il Re accenna eli sì con il braceio e la H.egina assente con il capo, e l'a,ralclo volgendosi agli spettatori grìd~t tre volte: « Udite! udite! ' udite! il campo è dato . » ~mmediatamento i quattro araldi galoppano ai quattro punti dell'Arena e volti al pubblico ripetono a voce. alta: , Udit!'l ! udite ! udite ! il campo è dato. L e trombe squillano, gli applausi risuonano, gli araldi

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DE I TORNBI DI CASA SAVO IA NEL SECOl.O XIX

tornano all' ingresso e si mettono alla testa della grande sfilata. Sfila il gruppo degli araldi; otto trombettieri s'_av~nzan~ dal lato opposto della tribuna reale. Ed ecco_ ~ Sasson~ del 900; sono venticinque guerrieri a. piedi, segmt1 da venti mnsicanti a cavallo, in costume del 1000, che snouano una ma.rcia guerriera. ' . . . P assa il secondo gruppo, che forma la prnna quadngha: sono trentadne cavalieri col uapo della prima. divisione (co-· lonnello Gennari) in costume del l 000. Umberto Biancamano: costume del 1000 : è S. A. R. il Duca cl' Aosta, coi lunghi capelli spioventi di sotto l' elmo . , s~lle spalle~ è bellissimo, ed un a.pplanso vi vis~imo. lo ac coglie, lo accompagna man mano che passa. m gn..o per andar e al palco r eale. Precedono einquc paggi, lo segnon~ vari cavalieri in .· costume del 1050, duo porta stendar di, una squadra d'uomini del 1050. . La seconda qnadriglia veste i. costnm1 del 1200, la segue una squadra di arcieri. La terza quaclr iglia veste i costnmi del 1400, la segue un pag gio che porta la corona ducR.le in un cuscino rosso, dietro a lui altri quattro paggi in costumi del l450 Amedeo VITI il Pacifico veste il costume del 1430, lo seo·uono nove cavalieri; Arnedoo VIII è il Duca degli Abruzzi: b lo accolgono grandi applausi. Poi due porta- stendardi, una squadra di armigeri del 1450. La quarta quadriglia porta. i costumi del 1500, la segue un gruppo eli archibugieri in costume del 1600. Il quarto gruppo è formato dalla direzione del Torneo, che indossa costun~i del 1650. · Precedono ventici.IHJUe musicanti a cava.llo, vestiti in color marrone di dne· tinte, chiara c scura, ca.ppclli di feltro e mantelletti. Due trorubette a cava.llo. Il direttore del T orneo, generalo Longhi, gran cappello di feltro con pinm11, giustacuore e casacca spaccata sulle spalle, mì}ntelletto spagnnolo. Il sotto direttore colonnello Majnoni. Il colonnello De Gregorio, ideatore dell'ordinao


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DEl TOHNEI !H CASA SA VOlA' NEL SECOLO XIX

mento storico del Torneo, il magg ior Ricci e il capitano P arrocchetti. Un por ta stendardo, capitano Giacometti. Stendardo azd urro con stella d'oro. Dieci moschettier i a cavallo armati da guerra. La quinta quadriglùt por ta i costumi dol principio del 1700. I tr.e~t~ue cavalier i sono preceduti dal capo della seconda dlvlSlone, c~lonnello J ar aczewski. Un paggio porta la cor ona regale chwsa, su nn cuscino Yerde: lo seg uono quattro paggi. Re Vittorio A medeo è rap presentato dal Conte di 1'orino. elegantissimo; lo seguono t redici cava.lieri dai costnmi var i.ati, dell:is~ess~ ~o~gia; dlte porta s tendardi, nn dra~;>pello d1 granatten vJst1t1 alla Federico. L a sesLa guadr.iglia, eomposta di trentaclue cavalieri, l l<l i cos tumi del 1750. Chiude un gruppo di ~tlaba,rdicri in costume dell~:t fine del secolo scorso. S i pr esentano nell'arena due vessilliferi r omani ; li seg uono, qua ttro littori, e poi gli stemmi dell.e cento città, portati da vallett i in costumi del medio- evo: sono cento. v~sti.ti venticin~~e d'a.zz~u-ro (colore di Savoia), venticinque d1 bmnco, ventwmque d1 rosso e venticinque di verde (il tricolore nazionale) . l!,ra i primi duo g ruppi, e i secondi, quatt.ro cavalieri portano quattro targhe sulle q uali sono scr itte: la data òel matrimonio dei Sovrani, quella delle nozzo d'argento. il motto del R e « R oma intangibile, » e quello della Rcgimt « Sempre avanti. Savoia ! » La settima <) uaclrig lia è composta eli trentad ne cavalieri con abito d1 Corte moderno. P orta la corona ferrea nn paggio, in costume del med io-e~.ro ; .lo seguono a ltr i q uattro paggi. " Il Gran l\fae~tro dell'Ordine Supremo della S S . A nnunziata , che è rap presentato da S . A. R. il Principe ereditario, veste il costume del pr.i.noipio del 1500. Quando entra nell'arena il Prinripe di Napoli, coll'aria

DE l TORNEI Dl CASA S A VOlA. N E t. SE COLO XIX

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disinvolta, scoppia un fragoroso applauso: è ? ello m quel costume ricchissimo e si mostra perfetto cavaliere; segnono due aiutanti, cni tien dietro un g ruppo di gentilu~mini in costume del cinquecento. Ca.mpeggian<.' tre stendard1: quello di Savoia, il secondo è quale era il manto del Gran Maestro al tempo di Emannolc Filiberto, il ter7A) il gonfalone e bandiera italiana con stemma reale. -L 'ottava quadriglia, in costume moderno di Corte, è formata da trenta.due cavalieri del Re. Entrati i cavalieri torneanti, i Principi vanno sotto il palco dei S ovrani. I quattro paggi porta- corona schiera~i .in cima alla scala, stanno addossati al parapetto della tnbnna reale. Otto quadrig lie sono nell' arena e salutano i Sovrani. Poi la quattro quadr iglie della seconda divisione escono dall'arena e lasciano il campo alla prima. Il' comandante, colonnello Gennari, si colloca in mezzo all'arena e dà il segna.le delle evolu7.ioni che incominciano con grande precisione e grand issimo effetto. Seguono quaclriglie, formazioni per quattro, . per otto, per sedici, poi catene, evoluzioni, fra gli applaus1 del pubblico , desta entnsiasmo la figura dellA. stella, formata da ·raggi di trentadue cavalieri ciascuno, che g irano intorno al perno, formato dal comandante. . . Dopo finiti .i loro esercizi, i con toventotto cavalle n della prima divisione si dispongono in una sola linea e sa.lutano i Sovrani, alzando la mano. E scono e alla p .-ima succede la seconda diYisioue, la quale, pu re, eseguisce i snoi esercizi e riscuote larga messe . . . . . d'applausi. Poi tutte le quaclriglic rientrano; 1 P rmctpl co1 loro seguit i, si schierano davanti ai cavalieri, allineati colla fronte al palco reale. Il generale Longhi dà un segnale e la fila di. quei duecentocinquantasei cavalieri, coi loro segniti, araldi, porta· stendardi, i Principi alla testa, partono eli galoppo e vanno a fermars i sotto i.\ palco, g ridando tre volte, snl cenno dato


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DEl T ORNEI D I CA SA SAVOIA NEL SECOLO XIX

dal Principe ereditario, dal Duca d'Aosta, dal Conte di To1·iuo e dal Duca degli Abruzzi: Sal)oia! Jfomento bellissimo, commovente. Re, Imperatore, i Principi, la. Regina, l' Imperatric~, le P rincipesse salutano, il pubblico, in piedi, applaude e agita i fazzoletti, i ca.ppelli, le trombe squillano : il vecchio grido, che risuonò su cento e cento campi di battaglia, elettrizza. Le Sovrane, i Sovrani, i .Principi si sono alzati, fra. gli applausi generali, quando i cavalieri coi Principi alla testa orano schierati nell'arena in faccia al palco reale. Il principe Doria, invitato da S. M ., ha condotto e presentato al Re tntti i membri ·del Comitato. Il Re ha. voluto ringraziarli partitamente stringendo a ~utti la mano. Poi, salutato dal Comit1.Lto, dal Sindaco, dai l\1iniscri, discese la gradinata che mettnva sulla, pista circolare e montò iu uarro.:za con l'Impera.tore. I corazzieri hanno preceduto i d ne Sovrani ; il Principe ereditario e il Duca d'Aosta che a->pettavano si sono collocati agli sportelli, e dieb'o a. loro i seguiti rispettivi. L <t Regina e l'Imper atrice sono state del pari scortato dal Conte di Torino e dal Duca degli Abruzzi e dai loro segni ti. Il ·pubblico accompagnò l'uscita con applausi frenetici. La Regina di Portogallo e la principessa L etizia sono state scortate dalla direzione del Torneo e dietro all'ultima carrozza di Corte si è formata la sfilata di tutte le qua· driglie in ordine, dai guerrieri del mille ai cavalieri dell'epoca attuale, ed hanno accompagnato i Sovrani al Quirinale. Lo spettacolo del ritorno per le vie di R oma fu ciò che di più. f~mtastico si poteva immaginare, accresciuto dal contrasto fra le carroz7.e reali e i cavalieri e la folht assiepata e plaudente. A. stento, lentamente, il corteo da villa Borghese per piazza del Popolo, il Corso, via :N'aziona-le giunse a Pa.la7.7.0 reale.

. DEl TOitNEI DI CASA SAVOIA J>IU. SECOLO XI X

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Precede,ra un pelottone di carabinieri a cavallo, veniva poi la carrozza del R e e -de.ll'Imperator~, dietr~ ~ui cavalcavano i due dei Principi in costume co1 cavahen del loro seguito, poi la carrozza della R egina e dell'Imperatrice ~o.n · i due altri Principi pure coi cavalieri dei loro segLUtl; terza la c:arrozza della Regina Mttria Pia colla principessa . Letizia, essa pnre seguita da cavalieri del Torueo; infine la carro:;;za delle due Duchesse di Genova cogli altri ~a­ valieri del Torneo. Quando il gruppo dei coraz11ieri, galoppando, entrò nell'atrio del Quirinale, e seguirono le carrozze con quei gruppi di cavalieri dai costumi smaglianti, ricchi, dai cavalli bellissimi, l'effetto fu stupendo. E non meno bella era vedere la folla che plaucliva e gridava evviva. ,Passate queste prime cauozze, le altre si a.rrestarono u n poco in piazza del Quirinale, o si. fermarono pnre g li altri cavalieri del 'rorneo. Intanto entro il cortile del QLlirinale la scen~t era stupenda; i cavalieri useirono dall'atrio, entrarona nel cortile e facendo fronte verso l'atrio, i Principi avanti tutti, stettero lì a vedere sfilar le carrozze e a salutare le P!·iucipesse e le dame; in una carrOI>lZa due di que~te bat~er?no l.eggermen te le mani. ai Principi che erano d1 buon1ss1mo umore e che alzando la. destra fino all' alto della testa gil:ando la palma verso il loro viso, S<dutarono le due dame con molt,a grazia o garbo indescrivibilc. P assate tutte le carrozze, i Principi in testa, e dietro i cavalieri uscirono; appena a.ffacciatil>i al portone, li accolse un applauso fragoroso ed un evviva g enerale. · E fra gli applausi procedettero fino verso la fontana e l'ol;>elisco dalla parte della Consulta, dovo era ferma la colonna degii altri cavftlieri, e volsero per via del Quirinale seguiti dalla fol!it phmdente.


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NOTIZIE POLITICO-MH.1TAR1 I'l'AT.lANE

NOTIZIE PO LITICO-MILITARI ITALIANE

Partiti da Spezia gl'Imperiali di Germania, coml' abbiamo nar·r·ato pun t t~ tu precedente, durò nncor·a per crualche tempo in Italia l eco _delle l·este e nella stampa nazionale ed estera clu 1·arouo i cornm ~u tr s.u Ile_c~ u se e . sugli efleui ~ella visita di :Guglielmo .l[ al uos~~ o . UC', pot l attenzron~ pub~!tea m Germanin, anzi in Europn, fu nt· 1-t~ tt.J _dn ".n fa.tto polrtrc_o dr alta. importanza: il rigetto deì progetto mrl~ta 1 c yer P~' te del HeJChstag e Jl .;;ussegucnte eli quell'assemblea· in Itolra, l a_1.1 enz1one pubblica fu attratta dalla discussione del bila~cio delln manna. . Ques_tn co·n~~uciò ~Ila Camera il giorno !~ c si chiuse il -12·. Fu la dJ SC t~ ss ron: P~ ~ ar~pra del bilancio della marina che sia stata falta da moltr anm. C1o drmostra che gli sguardi del Pal'lamento si rivol"ono al mare, alla lunga diste~a delle nostre coste non sufficientemeut~ difese, alle _rn~lte. e. grandi ~ost1·e cilli•. 1~1a rittime esposte ai colpi di ma~o ~ ar ~opr usr del ~cmr~o. E .co mm~1a a farsi strada in pae 3e la cosc.enz3 delln~ nuova srtuazronc rnternazionale cr"~ta · . - ' .... d.ag1·1 avveurmentr del l810_e delle sue conseguenze militari inevitabili. Se primn per la rnostra · ' . • srcurezza, bastava e~ere forti in te 1· 1 ·~"• "~desso 1liSO~"~nn esser·e •Or·tr rn terra c in mare. . e Gli onore,·oli Fortu nato, Pul lino, )lorin , De Martino, Afan H ivera p~·e~er·o la p~u·?la_ risct~o.tendo ~pplausi, specie l'on. i\forin , e pr<'n un~ ~ranrlo eln.iJoJ ~ tr d 1scorsr tn cnr Jurono ampia mente discusse tutte le più 1m pon nut1 qtust1ont. \'el,ln ~r.dnt:1 del ''O pre·e s l:1 pnro1a l' on. K.tH.:ciJ ia, ministro della ~oli a

De

m~rina .

s:c.orn pincquc vi va mente dell'ampia discussione. , L 1 0te n·s~n r he t_utti gli orntori hanno dimostrato per 111 nostra marina d,, · cm • · cg 1·t nota ·l guerra · · .· l' i ·~pecc lll.a l'opinione . · e i desiderii del p·ac·s·e , m c •c e 1 U ~ll o rl coni' IIICIJUento che noi dobbiamo essere forti sul maro.

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Il Ministro dice che un'armata potente !':m\ di _f(rllnde ausilio anche per l'eserci'to, che oe traer·à forza od indipendeor.a. O :>~erva che 1'<1rmata iwli:ma è dotata di ottimi elementi e l' [t11 lia può vivere sicura sul suo ·coraggio. Certamente le riduzioni che si dovenero introdurre nel bi lancio della marina sono dolorose; ma esse non scema rono il valore morale c la forza della flotta. · Dimostra che la proporzione del personale tra il piede di pace e quello di guena non è notevole, di maniera che la mouilitazioue ~i può fa re solleci tamente ed f.gevolmente. A~sicura csscr·c ottime le condizioni del l'armata per ciò che ha trauo nll'nrtiglicria navale ; e, pnr ricouosceudo la irriport;lnza del naviglio an~iliario in caso di guerra, crede che non convengn esagerare i ser vigi d re e~so può rMrl ere. · Conclude all'ermando che nonostante l'e~iguità del bilnucio dcii:~ nw L'~n. R.acchi:t, esposte le clirficoltà che si oppongono ll ll'unilìcazione · della legge del rccluwmcuLO, dichiarò di non potere prendere nn impegno formale in proposito, nw accettò l'orcline del giorno come uu invito a continuare gli studi relati vi al grave argomento. L'ou-. Beu.òlo os;ct·vò che il St~rvizio delle navi è orn co:>ì specializzato da, richiedere necessariamente una ferma lun ga nel per~ona l e ; quind i la parità di tr.:.uamento non potrebhc rnggiuogersi nellfl dn rata dell a ferma. ma piuttosto riccrcarsi in una riduziùue della durnta tlel periopo tli riserva navale. Accettò pertanto :Hl t:h' egli, come raccomaudnziooe di studi, l'ordine del giorno dell'o'l. ,Han ,le Hi veea, che, messo ai voti , venne ;~pprovn to .

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* * Non parleremo delle di~cu:;sioni minori, nè delle interpellanze sulla pioggia e sul bel tempo (a nche queste ebbero luogo real mente), nè di quella dell'on. Agnini sull'azione del governo nelle contr·over·sie fr·n capitale e la voro e sull'iutervcu to rlclla truppa alle medesime; interrogazione che si svolse fra i rumori della Ca mera per l'intcmperan7.a di linguaggio deìl'interpellaote, ed ebbe dal presidente del Consiglio una risposta giusta sì, ma non soddisfacente per chi l'avea provocata; sor voleremo sull'interrogazione dell'on . Cirmcni intorno alla questione d'Egitto a cui rispose , in m,odo soddisfncente, l'on . Brin, o noteremo di pussaggio quella dell'on. Verzillp all'on . Pellloux sulla chiusura del po nilìcio ùi Capua, sol tanto per dire che si grida tnllo il giorno di volere economie e si fanno poi interpellanze alla Ca rnera per In chiusura di un panificio, di un po i-


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924.

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DEl TORNEI DI' CAS.\ SAVÒIA NEL SECOLO XIX

vcrifìcio, di nn magazz ino qua lsiasi, per il licenzi:nnento di nn cco tinai11 di operai, per il co llocamento a ripc,so di lHfa ventin:1 di uffi ciali l VI•J:(I iamo però fermarci nlq uanto sulle conseguenze della propo!'la dell'an. Fortuoato, fatta du rante la discussione del bilancio della marina relnti\'ll ai milioni da togliersi nJ:<1 guerra , per d11rsi alla ·mariua; conscgueuzo che forse lo stesso Fortunato uou ~i aspettava . Questa propo~ta peccaYa della Lase. Infatti per dimostrare che conviene togliere alla guerra per dare alla marina, bisognava aozituuo ~imo;trare che, se la marina ha poco, la guerra ha di troppo. In vece l on. Fortunato prese le mosse dall'insuffìcien7.a del bila ncio altunle per dodi:·i corpi d'a nnata e flisse: " ridnceteli a dieci e date il t·ispa rm io alla marina. » • Si poteva agevolmente ri~pondere che, se l'attuale bilancio è insu rfìciente per dodici cnrpi , quello rid9ttr1 pe1· dare il I'Ì $pn rrni o ad oltri snri.• insnrfl cien te per dieci; ma i ch iosatori trovarono &ubito una scapp~to ia: non si tr11ttn, dissero, di passare al bilancio della marina tutto il rispnrmio ri sultar11e d<dlo scioglimento di due corpi d'a rmata, ma il ri spMmio diminuito della somma necessaria per rinforzare i rima· n enti. l~ così venne rimessa in càmpo la vecchia questione dei dicci' o rlei clodiei corpi d'arrnat.1, che ha giù .la coda long<) come le ser·pi e rin~s,·e sempre come le t~ste dell'idra. Alcuni giornali per ve<~chi o amore d<'ll n tesi presero a sostenerla, scordando di e~::;e rsi recentemente nd le"Tati che il bil:mcio della guerra ros~e ~tat.o con-solidato in ·246 milion i; ~oco preoccupandosi dello scon volgimeu1o del materiale (pre>ciudcndo dauli 0 ell'etti morali) che porl.erehbe seco lo scioglimento di due comandi ùi corpo d'armata, quattro tl i divisione, otto di brigata, sedici reggimenti di fanteria, due di bersaglieri, quattro di en valleria c qnauro di lll'Ligli~r.ia con tutti gli an nessi e connessi; trascurando an·auo le rngioni po!JtJchc abbastanza forti iu un paese do1'e ciuà gra ndi e piccole fann o ~ ucs ti one se si tog l i~ loro un caporale, un usciere, una gua rdi a di hnanzn, e non cons•dcrando ehe la relativa debolezza dell' nrrnl113 e le dirfìcoltà eli riparHvi rendono tanto più preziosa la forza dell 'ese rcito, su l qu:~le oggidì iucombe la difesa non solo della fronticrn wrrestre ma di gran partfJ della marittima. A~tri gi?rnal i si attaccarono alln questione per spirito di partigianeria c m1sero 10 cn 111po voci tendenziose di disseosi fra i membri del "'3hinc~to n yroposit~ della qnestione medesim~. Queste voci, assai più che 1 rog•onamen tJ or11mai accademic:i rende\'auo necessa ria una dichinrnzion ~ dn parte del capo del gabinetto, e questa venne pronta, chiara ed esplicita.

NOTIZIE POLITICO - MI LITARI lTAL IAN g

925

Nella seduta del iO, interrompendo la discussione del bilancio della marina l'ono.revole Giolitti dichiarò che il Ministero considera consolidate nella ~roma ora bilanciata le spese por la guen 3 e la marina. Non si può scendere al disotto di questi limiti, sen7.a danneggiare la com pagine dell'esercito e dell'arrua~a. Circa ad aumenti in un prossi mo avvenire, ~ difficile dare una risposta. Certo la nostra finanza è in via di miglioramento, ma prima di aumen~are le spese dobbiamo coprire il disavanzo, per dare al bilancio la stabilità necessaria. . . , . , • oc Riguardo allll riduzione del numero dCL corp1 d .armata (d1sse l onorevole Giolitti) dichiaro, nettamente, a nome del gabmetto, che non crede• utile nè possibile tale riduzione. La questione è così posta: convengon? meglio quadri numerosi ed uomini che sieuo stati di meno. sot.t? le armi, o quadri insufficienti ed uomini che :;ieno stati un poco cb p1u sotto l~ ' ln·mi'l Io non sono tecnico, ma credo che la priuHI tesi sia la vera. No • abbiamo biso(1no di buoni quadri, di ufficiali abili, colti, contenti della loro posizion;. Il governo ò adunque contrario a qualsiasi riduzione del numero dei corpi d'armata. » Pare che .queste dichiarazioni avrebbero dovuto ba~tare e non. meraviuliare alcuno di quanti sanno che cosa si11 coerenza nel propno progr~mma e solidarietà fra i membri di un gabin.etto; ma !'.onorevole Prinetti finse di casca•·e dalle nuvole come se le ud1ssc per la pnma volta, siccbè costrinse il presidente del Consiglio a ripeterle accentuandole anche mauuiormente il uiomo appresso ed aggiungendo che, essendosi formato 00 o • d . il gabinetto con un ministro della guerra il quale creueva e ere e ~ ~ dispensabile il mantenimento dei dodici corpi d'armata, doveva appanr chiaro che, in siiTaLta questione, tutto il gahinell.o è d' accordo.

Fuori delle discussioni parlamentari non si ebbero in questa quindicina avvenimenti di grande imporl;~nza. Noteremo, per debito di cronisti; che il 6. maggio ebbe luogo, al . pol.igono di Tor di Quinto in Roma, l'inaugurazione clelia gara straord~nar~a nazionale di tiro e della 7" gara provinciale di Roma. Ambedue nusctrono notevoli per concorso c abilità dei t,ir·atori. La solenne distribuzione dei premi si fece il Hl, alla presenza di Sua Maestà il Re. . · . Noteremo pure che ai primi del mese venne annunr.tato, e fece ot-


9:.!6 l.

927 NOTIZIE POT.-ITICO·MILITARI ITALIANE

t ima impressione nei circoli militari, che nella prima quindicina del prossimo settembre avranno ìuugo grandi manovre in Piemonte fra il I e il Il cot·po d'armata, solto la direzione suprema del generale De Sonnaz, comandante del l V corpo. Trattandosi di due corpi d'armata a effettivi rinforzati, queste manovre avranno una certa importanza, sia per il numero delle truppe che vi prenderanno parte sia per la regione dove si svolgeranno. Nello stesso tempo le truppe degli all.ri corpi d'armata s·eset·citcranno nelle mnuovrc di campagna, secondo il sistema che già fece eccellente prova l'anno passato. Nello stesso mese di settembre avranno luogo in Lombardia manovre di avanscoperta fra i reggimenti di cavalleria che cambiano di gunrnigione. Ln direzionH delle medesime sarà alfidata al generale (;,ozzani di San Giorgio. È alle ~iste una vivace e interessante discussione della legge sulle pensioni in Senato, ma assai più interessante per noi milita1·i :;n ri1 la prossima discussione del bilancio della guerra alla Camera; discussioni} che tutto dice dover essere amplissima, éosì da :>oddisfare tutti quelli che sull'amministrazione della guerra hanno qualche cosa da dire o da domandare e il cui ri~ultato finale probabilissimo sarà un'aperta r solenne riconferma uella fiducia del Parlamento nell'onorevole ministro che, in mezzo a tante difficoltà, regge Gon mano ferma il dicastero della guerra .

Roma, il 15 maggio 1893.

c. )[.

.NOTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRIA-UNGHERIA. Ordinamento.

'Au.menti nei qtwdri della Land,weh'r Cisleitana. - S. M. l'imperatore con decreto del ,1O marzo Hl93 ha pu ldJiicato nel Verordnungsblatt n. ·l O per la landweln·, in dLlta ;H marzo, ha sanzionato i seguenti (~11 mbinmenti nell'onlinnmcnto della Landwehr Ci,;lciwu\1 . Al comando superiore della Landwehr verrà addetto Llll colonnel lo del r:uno delht gi usti~ia miliwrc (O bersL-Auditvr). - I comandi di laudwehr ed il comando per la difesn del paese con sede ad Innsbr!LCk avr;·,nuo un aumento nel personale della giustizia militare e dell'iotendeoza militare, e precisamente il comando di laudwehr di Josephsta;lt nn intenden te milit~~rr in pitì, il comando di l.emberg · un ufficiale della giustizia milit.1re in più, ed i <:omandi eli Cracovin e ,Ji I unsbruck cia:>cuno un nflìciale •lcll:-. gi ustizia militare ed un intenaeote militare in più. Coi quatLro hattaglioui di Landwehr ~. 79, 80, 8'1, 82 verrà fo1·m aLO il 23o wowimeuto di ftmlerin di LaUtlwehr coo sede a Zara e cosi pure i t> ,IO battaglioni di tiratori n:-.zionali (lcl Tirolo c del Won rlberg saranno formaLi in 3 rcg!!imeo ti con sede ad Inusbruck, Bolzano e Trento. Il primo reggimento <1vrit quattro, gli altri due invece , solo tre ba ltnglioni. Gli stati mnggìori dei 'reggimen ti avranno iu tempo di pace l'aumento eli un tenente di vouovagli::~m r. nto; lo stato tnllggiore delle mezze lH'igate, cln for marsi in caso di mobilitazione co n battaglioni di riserva, ,sarà in avvenire così eomposto: ~ ufficiale superiore 59 -

ANl'\0 lXXVIII,


l. 928

aiutante maggiore

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NOTIZIE )JlLlTARI ESTEltE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

1 ufficiale r.appatore

•l caporale di contabilità 4 conducenti ~ vivandieri 3 aucodenti ·13 c.1 ralli . I quadri dei battaglioni aYranno un aumento di: •l ullicia le subaltemo 2 sergenti 3 capor01li 4. <lppuntati 6 so ldu ti e 2 sottufn cioli contabili dimodoc.h6 il loro eiTettivo sar·à di 9 uffi ciali e di ·H 2 uom ini di truppa. I l h:utaglione .s:1rà di viso in tempo di pace io 4 ~ ompagni e con 2 ul'lìcia li 4- SOl l li ffi CÌill i 22. uomin i ·l sottul'fìciale conta bile •l trornbetticre. All'ispeLtcre della ca valleria della Landwehr (colon nello Iooak) verranno addetti un tenente ed un piantone d'ufr. t:io; e gli stati mag11:iori dci reggimenti di cavalleria di Landwehr avranno an aumento di un ufficiale subalterno quale ~i~tante maggiore, di un trombettiere e di un sergente conlabile. L'ufficiale d'a mministrazione del reggimento, i l quale fi nora ua tr· nente o c:~ pitauo, avrà in av venire sempre il g rado di capitano . I du~ I(Uatl.ri d'istruzione, in cni sono di visi i reggimenti di c.wulleri:r della Laudwehr, avranno un aumento, doè il 1" quadro, di un capitano di 2a clu~se . di ·1 5ubaltcrno, ·1 caporale, 3 soldati mont:lti e 4 a piedi cd ti ~o q u ~dro avri1 un aumento di 3 soldati montati c fl. soldati a piedi . ln tal morto il primo qua(lro d'istruzione si comporrà in avvenirù di: 1 ufficinli 45 uom ini di truppa c (1.2 cavalli il secondo quadro d'is truz i one~ di : 3 uffkiali 45 uomini di truppa e r~~ cavalli

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.e tutto un reggimento rli c.:wll lleria dell a landwher di: 12 uffki:1li 100 nomini 1:' 97 C.(lvalli. I quadri dei tiratori nazionali a raYailo ,·cooero aumentali di nn uffi· .ciflle suballerno e conteranno: 8 ulficiali 90 uomini di tmppa o 80 caYalli da sella . I tiratori a canll lo della Dalmazia vennero aumentati di un ufficiale ·

.e di un uttendcnte.

Lfl forza di guerra de;,!li ::;quadroni di complemento sori! in aYve.nire la se!l:ul:lnte : ·1 ~ilpitano di 1a CillS~O 4 capitano di 2" classe 5 ufficiali snbalterni ufficiale contabile ·l ufGciale d'amministrazione ,1 ·veterinario con grado di sottuflìcil11C 2 sergenti ~O ca porali trom belli ere no ;;olòati montati •13 soldati a piedi •l SOltll fii da le conta bile 4 caporale scrivn uo 4 mnniscnlco 2· sellai 1O all~odeuti iin totale 228 uomini e '197 cavalli. 1

Istruzione. Jllanou-re nell'anno 1808. - Ai co m:~ndi territoriali furono diramate 'le seguenti disposizion i per le m:~no VL"e che doHanno :wcr luogo qnesto .ànuo in Austri3-Ungherin. . . In Ungherin, il '2•, 3o, 5° c ·13" (jorpo d'annata faranr~o dapp~nna ma,novre di divisioni contr:1pposte, la divisione di cavallerrn d1 V1enoa ed >~ma divisione eli cav:tllerin mista f:~r11ono manovre di divisione delln


NO'l'IZIE 930

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MILITAR I ESTERE

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NOTIZIE MlLITAlU ESTERE

clnrllla di otto giorni, poscia con quei corpi d'armata c quelle divisiouf si ft~ ra noo grandi manovre . . Pre·so il •IOoeJ'-Ho corpo d'armata in Gal i z~a avrauno luogo manovre d ~ ~o? ce.ntr~men to ((:oucentrirungs manover), manovre delie rispeuiv·~ d:vrsronr dr cavallerr~ della durata di otto giorni, indi manovre di corpi d armata contrapposti . ~d 7~ t:o.rpo d'armata, dopo alcune ma novre di concentramento ed esercrlazronr della brigata di cavalleria di pendente, arrà luogo una manovra fì uale (Sdnss mano1·er} della dnl'ata di due soli giorni . . ~c l 6°, so, '12°, r.•. go, H 0 e ,,. corpo a nanno lnogo manovre di divrs1one e nHinovrc di IJrigatc di c:1valleria. . N~l ·1_5° corpo d'a rmata e uel comando militare Lli Zara si f:l rauno csercr tnzrolll cnn le tre ;1 rmi . . Il reggi m en t~ pioni.eri farà delle esPrcitazioni di gcttamento di ponLi c dr passaggt del DanubiO con barcbea Klosternenhur·g ed a Krems, ·impioga n~ o uella pr i m~ loca lità iì 3° ed il 5°, nella secouda il '2o ed il 6" hottagli_o"e; nilmtre 11 4" batt;lglioue, 2 co m p~gn i e del ,,o c duB compagnie del 5~ ba n.u glto~ e pre nderanno purte alle grandi manovre in Ungheria co11 o eq utp~gg t da ponte divisionali. Infìnc uua com pn~nia del ·lo battaglion ~ pionieri prenderà parte al lo mllUOV I'é del ·1 o• c dell' ·l ·l o corpo d'nrmata iu Galizia. . D:~l regg~men to f~rrovie ri e telegrafisti verranno eseguite eserci tazio 11 i dt .f!U:llch~ r~nporta11r.r: nella Ba ss:~ Aust.r·ia a nord del Dauuhio. :1 nsc~vtstl rlel 2•, -3°, i)o, 7°, ·l 0°, ·1·1o e ·13• corpo d'armMa sono ri chtamnll per la durata di 20 giorni; quelli del i •, .\.o, .6• so, go, 120 e l ,\.0 corpo . . !'arauno Q . chiamati per due periodi rispcllivamente di i 3 e c1·1 ,• G grornr ue 11 1 del 22" f:m teria, il quale è sraoziato nel comando militare .d.i laro, non presteranno comple~siva meote che ·16 "iOrui di SCfVIZIO. o Le manovre termineranno: Nel 2•, 3°, 5° c ·13° corpo d'armata il 2·1 $ettemb rc. l\'el o~ o•, H 0 , 6°, S0 e 42° corpo il 7 settemb re. Nel 70 corpo il ·12 settembre. Nel !~ 0 , go o H 0 eorpo il 5 settembre. Nel '1° corpo il 2 settembre. Ne115° corpo e nel comando mi litare di Zara il fi ssare il termiulJ delle manovre è lasciato in facoltà dei rispettivi comandanti. I·l 2o , ·Jo , ·'"o e ·J3o • corpo d' armata faranno uso rli polvere senw fnmo .

GERMANIA

.r 1·ichiamati per le rse1·citaziom della truppa. in congedo. Secondo -te disposizioni pubblicate dall' Anner Veronlmwg;;blatt per )'esercito prus~iaoo sono richiamati :~Ile esercita1.ioni 60,000 riservisti di fanteria e 60,000 di laudwehr·, 2700 c.1cc.iatori, 10,000 uomini d i ·artiglieria da c.,mpagoa e ·l 0,000 ~i cavalleria, 5000 d'artiglieria da fortezza, 3000 pionieri, 600 nomini della brigata ferrovieri, 226 areostieri. l 'elemento eire dal persouole in congedo della cavalleria deve essere passato all'artiglieria, sarà possibi lmente preso dalle classi più giovani della riserva . Nel treno prendono po rte nlle esereit<lzioui 3880 riservi::tì per '16 giorni nel co rrente magxio, 750 riservisti di .cavalleria per 20 giorni e 'l 000 uomiui per la formazioo e di di stac camenti di sanità durnntt:l ·l '2 o ·1 :l giorni. {n totale sono richiamati H7, 186 uomini. Le esereitazioni si fanno nel periodo di tompo decorrente da l 1• <lprile ~Ila . incorporazione delle rec:lute d te ha luogo vcr~o il fine di settembre. Le particolareggiate di:;posizioni sono cura dei comandanti di corpo ·d'ar mata, o delle autorità superiori di ciascuna Hma, previo accordo coi detti comandanti. I n queste disposizioni devesi tenere presente oome priucipalc punto -di vista l'istruzione personale della troppa. Grande ese1·cita;;1·one d'assedio e grandi e.sercitazioni di 71ionie1'i. - Nella seconda metà di settembre avrà luogo una grande esercita-zione d'assedio, di cui crasi già fa uo cenno nella dispensa V di qnest.a Rivista. L'esercitazioM sarà eseguita presso Thom, solto In direzione di un .quartiermastro superiore da destinarsi per cura del capo di stato maggiore generale del l'esercito. Le tru ppe di raoteri:l, C<lValleria ed artiglieria da r.ampagn~ dìe vi dovranno concorrere saranno prese .dal II e dal X.Vll corpo d'armata. Nello stesso periodo di tempo si faranno due grandi csereitazioni di ·pi'onieri, una sul Reno eù una sul Modcr, a v~lle di Strassbnrg. Le disposizioni in proposito saranno dato dall' ispC!zioUf} generale del ,genio e delle fortezze. Fo1'mazi.one d·i batterie di landweM ùt .Baviera. - I richiamati ~er esercitazione, appartenenti all 'arti glieria da campagna di landwehr


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NOTlZIE MILl'rARI ESTERE

di 1° !Jando erano stati sinora incorporati nei riparti dcll 'cscrcitù attivo; nel corrente anno cs~i verranno per la prima voltn l'ill l'i ti in h:ltlerie da campagna di landwehr, durante il periodo di richiamo p('r le eserci toziou:, swbilito di ·t ·i- giorni . le batterie così formate saranno comandate da capitaui clell'e~ercno pcr maueute, i q u:~li al'l'anno agli ordini uoo o due tenenti per eiasenno e quattro o rinque ~o nufficiali dell'e3ercito per manent.u stesso. arauno chiamati a queste ese1·citniooi, oltre il ctir ri~po ndeute numero di uflìciali del congedo, 325 uomini di landweilr de l I corpo d'armata, Ira i quali 33 sonurtìciali e 315 del Il , tra i rruali 37 ~Ol· tuffìciali . Terlllinate le mauo\'fe di divisione, :-;egn(rauno quelle di co rpo di nrnwtu che si svolgtmmno nelln zona ad ovest dello S te iger w:~ld; a que:;te prenderà parte ll oche la divi~ione riunita cli c:~ v1l llcria. Mo vimenti nell'alto pe·rsonale. - li gener<J ic Mee r.<c heidt·Hill l c)s~em c;omnndaote il corpo d'armiltll della Gu:mlin (Berl ino) h11 c;hicsto ed ottenuto il suo enllocumento a riposo. t stllto nominato in sw1 vec;e al comando del corpo d'a nn ata il v genera le \,\'ioterfelcl gi.il mmaudante Ju 20n tlivisiouc. . l giorna li ::t ll ll rtHziano clte anche il generale v. AIJJedyll, l:onwo· dantc il VII corpo rfarmata (Yllinster) sarà quanto prirrw col locato a riposo. Per iL progetto di ri(ormtt militanJ. - Ln relazione della Cocnlll is::;ione iucarie<Jta d'esa minare il progetto mi litare s\·olge i ~eg n c nti pnuti: I. Parte. - D1scussto:-;E DEl l'RIKCIPIJ FO:\ OAli E~TAL I DEL I'HOGETTO . l o Il rondamento del progetto - la situazione politica della Germania all'estero - la forza degl i eserciti di Francia e di ll nssia. 2° Svolgimento del còmpit.o della Commi::sione - le obhiczioni contro il progetto nel ~uo complesso - le singole .controproposlf!: a) ferma lHeuuale, senza 11omento della 'rorza in tempo di pacu; b) rcrma biennale coo limitato an111en to dell:1 f0 rza di pace; c) :lllmento tlell a forza di pace, con mauteni mentc> dc-dia fcrmn trieun:dt!; d) sistema a milizie. 3° Portata finnoziaria del progetto - q ue~ ti oni $nbonlin:lttl: prcveuti vo doll:1 spc;a portata dal progetto e preventivo dell'im puo amministrazione milit:1re -- mHina -:-' miglioramento delle p<lghe si tuazione Goanziaria generale - clausola F1·an kens1 ein .

NOTIZ IE MILITATtl ESTERf•:

IL Parte. -

Dr~cussJ ONE:

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SPE:CI.\I,IZZATA.

Paragrafo t o del prog~uo - la forza pre~cntc. del tem po .di_p~c~­ la forza presenu~ consideralft <-.ome forz!l medr::1 - d e tet nHI~ttZI OOe · d·t -oùufficiale in or(/anico · :tumento della forza presente 1

de' po::. 1 , " · " d · 1 d' ce _ la ferm:~ biennale - adozione della mc e,;1ma egge -: a~o~~ooe di essa in unione colla rll\lenninazione della forza pre~ente dt ace - ferma della cavllllerin - para~raro '2o dnl_ prog~uo -:- l q ua~tt ·•1omento d'or":tnico det rn~gunenu fauterta pauag.1·lODI· d't fanteria ' t> ~. · • d' . h · · 1· ero de' ·old·Hi ope r·1i nuove tormn10lll at1 - aumento c1 nn m ~ ·' ·' . ·t1 g 1·1en<l · da fortezz·t formazioni di riserva della r.av:~ Ji cna nno,·e . ' · formazi oni d':migliet'ia d:~ c:Hnpagna. . Trovllnsi inoltre fr:1 gli anncs:;i della rnloz10ne: . . . · · :, r·volte ali •trnministl'azione 1111h1are H nspostc alle ) QuestJom valle t , , . . il Wurtmedesime _ quistioui riguanl;rnti In Sassonw, la Bavter<l, tenberg - rel:1zionH della sottocommissiot1.e. . . , . , , H.e ola·ment~ m;il'itrLri. - Per ordiuc eh g:l iJJoetto e ent~ato.lll c,pcrimegto 'un uuovo regolamco'to tl'nserc:izi. per la ~avallena, '.l q uale, · essenrlo ,,~ l lo •~ 1 "~ 10 cl 1' pro o•~otto • ha pur · v1 ·0•rorc etleLtiVO S IOO ,1 uuovo1 o.rdine. Le autorità militari intcre;;sate dovt·uuuo, fi~w alla da.ta de. ~ • gennaio •1890. riferì re 3 ll'i 111 p:ratOI'C! media nte appos1tt ra pportt su Ila prova fatta col nuovo progetto rll •·e~oln mento. . .. . . È stata ristampata e distribnita Iii Parte rv .Jelle r!Jspos~Zl~OI ~er"~~ Ma teriale d,'art1'glie1·ia da campaf1na; la vccchw Pa1·te l\ e ,opptcs,, ~ rimane in nso soltanto l'appendice cito \' Ì era anne,;~a, rtguard:~ute ' freni a corda .

GRAN BRETTAGNA .

Cavalle·ria r w manry. _ J1 riordinamento di questa c<tvalleria ter. · le, d'1 cn1 . · :lu'·b1···n notizi;~• •n sno tempo, ha avuto. la. sua allullntorw .. 1 o dato ' .. . zione al •l o d'aprile. Ra mmentiamo che la nlonna ha ~o usJst.JLO nel nordinare i reggimenti iu squadrLHli di ·l 00 c:avnlieri, det qt~ah. u~n me~o ·di 70 devono e,;sere efficienti . I regg11ncnt1 ~ono st:1t1 costJtnl tl m .' ~ , brigate, ad (~ccezionc del reggiJnCutn Pembrok~hire cl~e, .u:-lla mobJ~.~­ tazione è asse(Yuato 1lllc dil'u;e tli ~lill'ord Unvcn. Qu tncl 1c1 delle btt· gale sono asse~oate come cava lleri:l divi ~innalc e le altre tre alle goar-


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NO'l'IZIE MILITARI E S'rERE

nigioni di Portsmouth, del Western llistrict, di Do,•er e del le clifr~t· della costa meridiona le. Fra_ dt~e a?~ i gli squmfroni che non <l hhi:Jno ragginoto fa fo rz;~ di 70 cn val ilel'l eff1c1eo te potranno .~ssere disciolti . Fo?·tifìca::;ioni. - Il diparti mento della gu en~ ha eman:11o ist ruzioni aiTinchè ~i proceda subito <~ll'arm:1men to d~lla nnovn ba tteri:~ recentem en i~ co~trui ta a Barton' s Poin t, presso Sheerness, In rrualc f:mzion erù a gu1 !l f~ l. ava m pol' t~ :-~Ile d if~sc del 'farnigi e della 1\fedwny, poichè comand:l l 111gre~so th ambo 1 fiumi. L':trmamento consisterà iu dul' pezzi ùa 9,2 pollici e due da H polf1ci, tutti n retroc~ll·i r<~ . Il

naviglio.

La n/~ ::;_ione delle ·11wno'V1'e dc /1892. - È stato puLblicato il rap· pol'to ull1cw le sulla oc Mobilitnione pa rziale dello flotta , Il manO\'l'e del •1892 ~ soli to :1d apparire mol to in ritardo per coincidere, 11 qtH•I che pnre, con la se>siooc anoutl le dell'istitu to degli architetti na vali . Non va dubbio du~ l'esperienza ncq uisit.a ~lle manovre nnnno iA in · fl ucuzi marerinlmeute In costruz ione delle navi sin nel tliserrno rre. . ,. l'l ,.., ner~ 1e .S ill lll mo Il parti t:o l<~ ri di costruziont:. Co~i , nd osempio, . il preseu te Consiglio ha deciso rostruire venti cannoniere, o controtOrpcdiniere, rli tipo perfezionato, sei del le quali fu1'011n (ll'dinutn l'an no sc?r;;o, mentre il rima nente sarà messo in cantiere uon appena le prime se1 ~a i'Mln o state speri mentale in mare. Quc:>t:t è u1la conse)!nenza dil't!tta delle m<~oone di questi ul ti mi <~ nni , nelle qnali le torpc dinit·r~ hanuo me~o in evidenza, da untl parte le loro gi'undi ahit.ndini e dn!l'altra le corrispondenti li mitaziooi . Da qu(l::Lo punto di vi~ta nou \'i ~ono state m<~i mn nov re cosi i.strul· tive come quelle del l'tlo uo sco r~o. io cui il prohlema c~sen ziale ertl di doterminarc il valore :;tr<~ tegi ro della torped iniera non come unità indiper pendente di comlJnltimcuto che sostiene operazioni di ~<>uerri<rlia . ~ propl'lo couto, ma come fattore ausi liario nel conflitto di ~! ruadt'!' di alto rnnrfl . .E vero .;Ile uno rlei due partiti s~rehue stato ugu~ l meutc ~o­ prn!Tntto dall'a ltro anche se unu vi ro,-:;e stnta ne;wclie una torpecl inier;t. I'Jlli è pur verv cl1 c la minnec: ia delle torpediuiere ritnrdò uotCI•olmentP le opernioni del part ito più forte, e fruaudo quc:>to c!Jiw riunite lo su'' due fl ott~ ne ci rcoscrisse ancora la li!Jertù d'azione: e solo qu ando l\' wrped 1n10!'H furon6 sop[Jresse, opert1zione che in guena vera ~nr c b l"' ~ t~ tn rn ollo nwno f' peditn, le fl otte del rart.ilo più l'orte acquistarono Jl vrJr O comando del mare Da dò la condnsione clw unn potenza

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NOTIZIE MlLITARl ESTBRE

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navale di prim'ordine piuttosto che fondare la sua prevalenza navale sulla torpediniera che è J'itenutn ossore essenzialmente l'anntl del_più debole, deYe cercare i mezzi di conseguire la più proota_soppr_essiOne delle torpf.'diniere nemiche c qu indi ahhoudare ncllll costruziOne d1 quelle navi che sono più adn tte a conse~u i rc qne~t'obietti vo.

RUSS IA.

Creazione de/.l''ispettor-ato delle rimo·n te e C(walle·r-ia ~i ·rù>en;~ . Dopo la morte del gr11ndnca Nicola, i::pettore gem:ralc d1cavallena: le sue attribuzioni fu rono disimperrnate da una sezione • cava llena », ISti tuita allora espressamente press~ il Nlinistcro della gue1:ra. Sembran(~O pertanto cbe il servizio di ri monta c qncllo d~lle bl'lgute canllen a di riserva non proeedessero eou so( ld i ;; fa~i o o e , veniva recentemente . (Prickns N. 3!}) istitu it.tl nna ispezione tli que~ due ~cn•izi e nominato « ispettor<~ delle rimunle c de\1 1~ brigate cavullerw d1 n serva » 11 tenente aenerale Strukov (eo111aodante la ·la di vi:;ionB c.avn llcria della gunrd1a), :ecoodo ro 1liniooe ùell::l swmpa tedesc11 , il migli0rc gener11 lc della ctlvalleria russa . Chiamata dei 9·ise1'ViJ;ti al/'i~tnt:;ione . - Que~t'nnno è stato stabilito di chiamare all'i5truzione i riserv isti di fanteria e d'nrtigl ieria (montata e da fortczzn) della Ru ssia europea e del C<~ucaso : 4o che hanno compi uto il servizio atti,·o nel •1883, con una permanenza alle bandiere, in generale, mag~io rc di 3 <~Imi; ~ o che hanno compiuto il servizio attivo nel ·1888, dopo una permaneuztl alle ban-diere, in generale, minore di 3 anni. La durara del l'istruzione è : a) rli 2·1 giorno pci ri::c,·visti d'a rtigliP.f'la delle due cla:;si, come pure pei risen•isti di fanterill che servirono meuo di 3 ::1nn i (_cla:;~e ·1888_; - b) di H giorni pei riservi:ni di l'a nteri11 che servirono p1ù d1 3 ann1, Nella Riu·ista del mese di gi u~ no '18\l'2 e~senJo 5i trnttato in rnodo speciale delle ch i <~maw all'i:>truzioue dci riscrvi:;ti della Ru!.'sia, si ricordò che esse rlatnuo dall'anno 1887, e che ad ogni (:hiamata couv~ugon o in media ol tre 85,000 uomini. Ln prc!seute sn rHIJhe <Jniorli la settimi~ delle ch i11mare; eppcrciò -può ritener>i che In Hussia disponga fin d'ora di ei1·ea 600,000 r iser visti, convenieutemente prepara ti alloro mandato


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NOTIZIE MJLIT,\Rl ESTERE

NOTIZIE MILITAR! ESTERE

di completare le unit~ tlcll'eoercitu comha ttente in caso di guef!'a e di crearne delle uuo,·e di 2a linea. Cambio di nome di cillà e di truppe presidiarie. - Con Impe· rinle B.escriuo è ,;tato :;tahili to c;lle la città di Dorpat preucla il nome di Yu1·iev, lil città di Diinnbur·g, qu ello di Dvi osk (dc;lla Ovina) e la fortezza di Dlioamund, il nome di fortezza Ust- 0\•iosk (foci dell<l Dvinu). In cf) uscguenza di ciò, tn tti i com:mdi . stabili mcuti o servizi del l' am ministrn:\ionB milit<ll'C, co nie pn re i hattagliou i e co rn pagn ie ·d'a i'tiglieria d11 fortezza e le corn pa,,mic torpedinieri chfl si ll'U\'ano nei trB lnoghi :;opra indicati, prendono i.l nome corrispondente alla nuova denomiuazione ·dei ~ili di ,ed~ .

nominniooe di re•rui men~u cavalleria di riserva n ...... Sa rit fì;3at~ dal ~linistro della o::~uerrn la residenza ed estensione !orale che dovra avere ogni rcggim<;)n lo. . . , 1t mi~sione dei reagimenti attivi di reclutare direttamente 1\ per;:.o"' e' tener1o ·m atttvtta · · , f'100 ,l·l passa"'"'IO naie daroli istruzione oo . nella riset:va. Quindi toc.cl1eril ai rr!ggimeuti di .ris~rva. preud e_r~t . q~testo personale e tenerlo cl:~s:;ilì cnto in si~naziom ~II prunn . e d1 ~econd~ riserva, coll' indic::tziooc dei corpt rh provootem,~ ..e cl.~l l e loro s~e­ ciali attitmlini, per rispondere prontamente nllfl v.~tte.es~genze riAI ~ -r vizio. Appa rtengono pn rimenti a questi reggi menti di ns::r_,·n l!.l lr~­ zioni d i statisti(' a e d i re(ruisizione. Lo struadrone della ~1u1orca, oh t~ alle sne funzioni di corpo :ntivo autonomo, a\'J'it pui'e quelle :c:p~uanh ai rerroimenti di ri5erva per quello che ~i r iferisce alle tru ppe dell arma

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SPAGNA. H iorganizzaz·ionc della cet l;allM'ÙL - A far te m po d!l i mese di giugno del •1893, l'anna di c;wall eri n nell n pen i>ola sarii co:>titnito dalle IHtità . sPguenti : ·l 0 Lo squùdroue di senna re~:de . '2° N. 28 reggimenti attivi. 3° • 7 squadroni di :;çorta e ordinanze. 4-" » 3 ~tabilirneut i di ri monta . 5° » .i- depositi di cavall i stalloni. (io » 2 se7.iooi aù cl ett~ al 2° e :j.o deposito. / 0 i> 1 ·i reggimenti tli risen >a. La C<1V<l lleria dell'cs<!rcito regionale delle Baleari sa ni f1Jrmata da uno squ ~ drone di eaccifllol'i ; nelle CauariH c:ontiouerit In sezione monwta delle gunrdie provincin li.' Nei possedimenti \ford .- \f'rica continneranuo, comA in pussato, ad c;;servi lo ~q ua dro n c ll la seziooe di cncciatori che presidiano rispet· tivameute le pi<izze di Ceuw e Mclilla . I t·eggimeuli alti vi consttlranno di tre squadroni efl'ettivi e dei quadri di un qunrto squadrone. Il reggi meuto di M aio rc<~ prenderà il nome di c cacciatori di Trevi';;'o • 26° reggimento cava lleria. l re:;tanti rt!ggimenti auivi e le nnitit di esistenza ll ti tenorr~, t·onser veraono gli attuali nomi e uumeri. Lo squadrone cl1e si crea per presidia re le Baleari, port.erà il nome di « sqnMlrone regiona le carciatoi'i di ~·biorc<l » . l nuo vi reggimenti di ri ~e l'l'a prenderanno .la nnrnerazionc progressiva <.lall '11 al ·i .\. e la ùe-

in quelle isole. .. Il quarto sq uadrone, di soli IJ uadri, fo rman(l? parte della nmta reagimento, :1 lt.ernerà il pcrsouale con quello ùegil al_trl ~·ln_<~d r·onl 111 tu~ti i servi 7.i che pos~a t\sse!'fl chiarnato n presture. ti r~~gl~HmLO . . Qnaudo 0 bbia tuo:.ro l'orgonizzazione genera le dell os~rcllo m gr a mh unità, ~i destinera nno ad es:;e i regg.imeuti di t::l ','a llen~' cllfl lor~---~-ot·~ rispondono per organ icu dotazion_e: dct restanti s 1 IIH'tn: I.nn:Io. dtv i ,JOn~ hrignte di caYallnriu 11 01ln nnsura delle e~Igenze d t:>Ltuztone o <l1 0 d l Le z,1ne eli reclutamento dell'arma di c:~valleria sa rnnno fì~sate a . . . . )Jinistcro della guer rn. Restano :;oppresse le attuali sotto ispezioni e le conHnlSSIOlli tl1 statist.icn •e eli l'l'fJUisizic)II C. Or(((lUico di 11 11 roggilllCiltO in tempo ui pac.e: . . . . ·l ~olonnello - •l tcuente eolounello- 3 comnud nntt (}llo.ggrori) -:9 c~pitani _ ;\;) tenenti - .\. :;ott.otenenti - ·1. rneù1cr, - '1. el~rnost ­ nicre _ 3 \'P.terinnri - •l scud1ero -- •l artn a1uolo - ·l . ::.ell.uoH scn::enti - 38 brigarl ieri - ·13 trombetti eri - l O t~lanlsca lclu 3 fabb~·i fn ciontori - 9 C<lV:J iieri di ·l• classe - 29 dt 2a _classe 39 cavalli di nrficiali - :300 di truppa - 3 veuure (cnrt'l). Organico di un reggimento sul pierle di rruerra: . . . •l colonoeilo - •l tenente coìonnel lo- 3 comnnd:mti (magg10n) 9 capit3 ui - ·15 tenenti - .\. sott~llcnenti :- .\. ~~.edic~ - _·1 .~cudiero _ 1 annaiuolo - 1. sellaio - 2b sergenti - 6ò bn:.rnd1e11 - . '16 tromhettieri - 16 rnnuiscilkhi - Lf11bhri fuciouLOri - ·IH cavaher i Ji ·t· da~sc - .j,(j,j. di :tu classe - .j. t Cll\'a ll i d'ufnciali - oOO cavalli di trn ppa - !• vetture (cal'ri) . campa~na .


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NOTIZIB IJIBLI OGRAF!CIIE

NC)TJZ fE BI BLTOG RA FICI-JE a) Recensioni.

Della leva. sui giovani n~ti nell 'anno 1870 e delle vicende del Regio Esercito dal l " lugho 1890 al 30 giugno 1891. - H el, ~ ione a S. E. il ,\ linistro d, Jia gucrrn. - Homa, ti pografia Ccecliini, 1893. Abbi:11no ricevuto in qeesti gi()rni 1:~ relazione sra mp:~ ta, che il commenda tore F._Decchi, direttore ~cner:~lo delle lere c della truppa , ha presentato al Mm1stro dc•lla ;;uerra. sui risultati del llJ opernioni dellu Je,•a sulla classe 1870 e sùllo r icende del Hegio e~e rcito d:d 'i" luglio '18HO :11 30 giugno 181H. . La relazione giunge all:~ lur.e con un certo l"it:ll·do, ma senza investign!·e. che non è il nostro compito, le cagioni per le quali ne è stata rirm·dntn la pubiJlicnionc che possono es:>crc ed a n~i sil r:1nno C•' l'l<J meote plausihilis-irne, per pa rte nostrn è il caso di esclnmo re: meglio tn rdi che mni! tanto più cho, a q uauto ci consta, la pubhlicat.ione delle reln ioni annuali rip1·emlerà il suo natura! corso e ben pre:;to sarà pubblicata quella sulla cl:1sse 187·1. La r elazione, co me quelle sul lo precedenti lel'e, è divisa in due parti cd ha set allegil tl : nclln prima si dù eouto dei rigul t:1 t.i della lev;1 S11 i giovani nati nel :1870 ; nella seconda si d1seorro drdlc vicende dell'esercito dal 1•Ju?lio ~890 ai _30 _!!! ugno 18() 1; gli a lle~ati contengono quadri, prospetti e rhmo~tra~Jnnl mercnt1 ali:. materia della l'l'lnione. Abolendo il proelllio, le cu i notizie potcl'ano essere e sono state comprese nella sccondu pa rte, c:l ist.riiHJPndo la materia con ordine più rigoroso sfrondandola delle pru· ti supedlue, ecouon'Jizzand,J gli spazi, si ò potutn ri~ durre la rela:done ~i formato e di 111ole con minore spes.1 e seuza sca pi io delle pa1·t1 sostanzwli. . C_hc a~z i la relazione abb1·aùciando anc1Jo quel primo periodo dcll'amrrnrustr:mouc Pelloux che va dul fnbbraio al luglio 1.8!H, dà purticol fl.reaginta ragione di tutte 1,! di;posizioni adottate pe1· tenere nei lin1it.i del bilancio la forza alle armi, pc1· rendere meno dura l'applicazione incsora-

bile della Jecr(1e di leva , per riformare il sistema rlelle rn!Terme con pn}oiio, per aumenH~1~e il numero dello c:lassi nscritt~} n ~la m~lizia mo!>ilf! . Sarebbe lungo enumer~re i miglioramenti mtuor1 mtrodott1 nell a relazione, accenniamo ai principali : li rag"ruppamt•nto de' dati slati:>lici per regioni sloricht>, raggrupr)amento ~~i~ udottato ncllr~ l}uhblicazioni stati.;tiche uffiei~ li rlcl Regno e ~ ' <> · 1· r che fa 1;i literù ~ui 1 td i le o;scrv:w.ioni etl i con1'1·onti elH~ occorresse t 1 ·are agli studiosi; . .. . . [1 raggruppamento per corpi d'annata c per d'v.ISIOlll ~elle quote_d_ t iuscrilli somministrate da ciascun distretto :Jlle vane arm1 e spemallta di SCJ'Vizio; L'aver m<m tenHla la ,;uddivisione per cit·contl::u·io non solo nel qua· dro crenp.ralc riassuntivo dei risultati deJla leva, 1ua anche nei prospetti indic~nti la statura degli inscriui o le malattie che diedero luogo alle riforme, suddivisione questa tanto utile nell'interesse degli studi autropometrici. Oi llne;;ta relnzillne pertanto noi fa remo, come tli con5ueto, una breve recens1onc.

PAfiTE PRiì\!A. Ili w ltal-i dellrt le va.

In crencrale può dirsi che i ri:-ultati proporzionali della leva sulla classe el870 si sono mantenuti quasi eguali a rpwlli oll.enuti nella leva precedente, fatta ecce~ione per la 2a catego1·ia d1e ha presentnt.o una diminuzione flell' 1,3H per cento. G1i insc1·i Ili sul le liste d' cstra6ionc della classe -1870 furono 303,897; ment.1·e quùlli della leva sulla classe '1869, am montarono a 365,026, con una dill'erent.a in più di H ,129 uomini. L'esito di leva dei 353,897 uomini fu il seguente : Cancellati . 5,728 cioè 1.)63 per cento Hiforrnati . (H,309 » 17,32 Himanda ti nlla prossima l ev<~ . 81 ,374 » 22,99 Dichiarati ren itenti . 19,436 » 5,49 Arruolati o computati nel contin· gente di 'l " categoria . 8:1,923 » 23,:15 Assegnati nlla 2• categoria . . :1.7,-152 » 4:,8;) Jd. 3a id. . 86,97ti » 2(1.,57 353,897

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NOTIZIE BlBLlOGRAFlOHE

N OTIZIE liJ BI..lOG RAFlC II E

Inserii/i .sulle liste.

Renitenti.

Ln diminuzi0nc riscontrata'\i nel nmnero degli inscritti sulle liste di estrazione non dipende esclusivnmente da un minor numero di nascite avvenute nell'nnno 1870, perchè >otto ffllesto riguardo la differenza sarebbe di poco più di ~{()0() inscriui , ma in mnssimn pnrte cle:·iva dal minor n umero di gio1·ani riportati in capolista como rimandati da leve precedenti o come omessi , nonchè dal fallo che il numoro degl'inscrilli cancellati dalle liste della levn di terra, perchè concor renti a quella di mare, è andato aumentando per effetto del1[1 leg·ge '12 luglio 1888, co n l:1 quale vennet·o allargate le condi~ioni richieste pe•· concorrere alla len1 marittima .

Rispetto ai renitenti crediamo o ec:es~ar io avvertire eh ~ alc u~i inco•·: rono nel reato di rcnitent:a per ignoranza del loro anno d1 nasctta ; altn sono inscritti nelle liste, mentre non avrebbero dovuto figurarvi, perchè morti precedentemente, e non poterono ~s,e re ean?elln ti p~r el'l:one~ indicazioni negli atti di decesso; qunlcu no compnnsce fra 1 rent tentt mentre ha -adempiuto nlLrovc all'obbligo coscrizionalc ~vendo chies.ln la insci'Ìzione in un comune differente da quello di nasCita, e 1 mumcipi lrascu rat·ono di fHI'\' le pratiche yr.es~ri.tte per evita•.·e \e. doppte iscrizioni. molti sono sconosciuti , mollts::tm t 111fì ne sono m:;cl'l ttt che trovansi all'estero ove hanno emig r<.~Jo per ce•·care lavoro. 11 numero perciò di coloro chA ~ci e ntementc si sottraggono alln leva è limitatissimo; la qual cosa prova che il set·v ilio :11ilit.nre si è reso meno pesante e che è compenetrato nelle consuetudini'della convivenza sociale Per ridur~·e il numero delle dichiarazioni eli renitemu pronuuciate in ogni leva dai con~igli di levn converrebbe insistere n~li nch è d:'. par~ dei municipi si usasse la massima diJigenza nel comp1lare le h·te d1 leva e nell'epurarle poi, n tempo opportuno, d ~ qu~gli inscritti che indebitamente vi lìguraoo; e, si··come fra gli iosc1·iui emigrati molti ignorano le facili tazioni lo•·o accordate dalle vigenLi disposizioni per ri$pOHdere alla chiamata alla leva, così converrebbe pur~ fa r risultare 11uelle · disposizioni da speciali nvvertenz1~ npposte, per curn ùei ·sindaci, sui precetti di presentazione all'esame definitivo cd all'atTuolamento: Come nelle leve precedtmti le provincie che ebbero uu maggtor numet·o di renit.!:ltlli . fui'On o Genov:.t,· Napoli, Sa lcmo, Potenza, Palermo, ·Livorno; e quelle che 11eebbcro un minor nuutero furono Siena, Arezzo e tutte le provincie deii'Rmilia.

Riformati e rirna.ndati. Co ~tinua la diminuzione, per qu11nto lieve, ch!:l notnsi ormni da pareccln anm nel nu mero dei riformati, la cu i proporzione da 17,M è discesa a 17,32; si è ~r~b per. contro un aumento di circa l'uno per cento nel nu mero de1 l'J intlndtttJ 9l la ventura leva per I'ii'Pdibili ti.t, lo che ha contribuito a rendere inferiore di 0,86 la quota pt:rcentuale dc<>0 li inscritti riconosciuti abili ed an uolati nelle tre ca tego1·ic. . Le imperfezioni, tnnlnute P. deformità che furono causn di rna!!'"ior numero di riforme furono q uellc SlCS5H risu lta te nelle leve prcccdc7l~i e cioè la deficienza di svil uppo toracico 12,00 per cento ~u l nu mero dci riformati, la deboleua d1 costituzione 6,90 ; le ernie viscerali Ci,(H · i gozzi antichi e volumino;i :J,tH; le congiuntiviti cronicltè 2,84; le al:erazioni organiche e le malattie insnnabili del globo dell'occhio 2,58. Dei rimandati alla leva successiva 72~HO lo fut·ono per inferrnitìl presunte san~bili, 6227 per difetto di statura, 99 perchè riconosciuti inabili . i~ visit:1 all'estero c 2o38 perche non si presentarono per legali mot.Jvt. Notasi in generale che ad un massimo e <td un minimo numero di riformati eonispondc rispcttÌI'Ilmente un massimo ed un minimo num~ro ~i rivedibili e v.i c~ ver~a; la tJual cosa dimostra che il maggiore e 11 mmore numero dt r1 forme o l'ivedibilità non dipendono dal rna<>gior o minor rigore ustlto dai Consigli di leva nel pt·onu nciare le Jo~o decisioni , ma unicamente dalle buone o cauive condi:~.i oni fisi che della gioventù di alcu ne provincie.

A.rruolnti in ;a,

j"

e B" r·a.tegoria.

Il contingente di P categoria al termine del 2° periodo ddla .leva non fu di 82,000 uomini , a quanti cioè avrebbe dovuto ascendere gwsta \a legge 2 luglio •1890; ma di 81,923 essendosi verificare 77 delìciem:e ch.e non ~i poterono ripianare per mancanza di uomini, in alcuni mandamenlJ, qa trasferit·e dalla 2a alli• 1. a categoria. Esso risultò composto di:


S42

Milit:ll'i giù al servizio Militari passati iu 1" categoria per libera elezionE- e ammessi alla part.em-a per anticipazione Capilist;•. I uscriui nati nel i870. Surrogati di fratello.

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NOT IZIE ll tBLIOG ltAFICHR

NOT I ZIE HI BLIOGltAFICHE

4,649 399 1:.1611:3 ():{,054 178

8·1,923 Dedotti i militari già al servizio o che ollennero di ritardarlo, i nHtlati, i carcerati, i disertori, ccc., vennero dai distreui militari asse~nnti ai corpi soltnnto 7v,607 uomini di 18 categ01·ia. Di essi però vi rimnscro deuuitivamente asr.egnati 68,407 giacchè gl i altri 7200 CC.!\Sarono dall'appartenervi in seguito alle rifo rme c alle rivedibil itù pronunciate in rnssegna specia le e ai trasferimenti in 3a categoria. QuaULO agli assegnati alla ;3a ca tegoria la cui proporzione da 24,4() t:l ascesa a 24,o7 crediamo co nveniente ricordare che parecchie 1•olte abhiomo nv titO occasione di rieonoseere che il numero dngli esl:'ntati dn l servizio di 1• c di 2a categoria in ogni leva (nu mero che ra ~gi ungc qtJ:J.Si In. mctit di C[llC'lli Jichiarati inoMi al S(Hvizio milìtnrc) c eccessivo, e che <Tttind i occorrCvél prov vedere a diminuirlo onde assicurare la 1·ego ln1·e costitut.ione dell'esercìto. 11 .Miui$lt'Odella guerra tenente generale Pelloux si propose infatti di trova re ln soluzione di così grave quesito, ma per meglio raggiungere l'i ntento volle esserCJ confortato dal parere di uomini competent.i e fece nomlnam con Hcgio Decreto dd 28 giugno ,189:L una com1n1:;s1one composta di membri del Parlamento, di ufficiali generali e di funzion;~1· i dello Stato. Le conclusioni eui questa commis.';ione credè di addivenire furono in gran parte 3ccettale dal Ministro e conc1·etateuel progetto di legge sul J"eclut;llnento che è ora dinnanzi al Parlamento, e di esse è fntto un bn•ve ria.;sunto nel la relnzionc che accompagna il progetto di leggo stesso.

Per eseguire t•I tte le operazioni dclln lov:1 i consigli tennero comples5ivnmentc 6252 sedu1o, delle quali soltanto 908 furono presenziate da entrambi i consiglieri provinciali. Dinnanzi a queste cifre non possiamo a meno di osservare clw se ora i consiglieri provinciali intervengono rare voll.c nll1• sedute dci consigli di leva, non vi ìntcrvenanno assoluta mente più llualora fosse approvata la propostn faltit nel disegno di leggo dianzi citato e dovessero cioè seguire il consi~l i o di leva mobile. È q~ndi da :wgurarsi, anche sotto questo aspetto, che il Parlamento approvi la propost:• di mandui'C in giro 50itnnto i membri militari del consiglio, vi:;to che ad ogni modo i membri elellivi nou potrebbero essere costretti a prondervi pa.rte.

PARTE 2". Ji'OI'Zlt

La forza degli ufiiciali doll'esereìto pel'lnanente in servizio effettivo e in disponìbìlit:\ cd 1n nspettc1ti va ora ' pres. ;o a P•)OO egu:.1 le a quelln risult:.1nte alla stessa data dell'anno precedente e c:ioi! di ·14,70;) uflicìali, dei quali :1.4,528 in servizio eiTettivo !: -177 in disponihilitit e in aspettati va. · Di essi erano: 2 Generali d'e3ercito m; Tenenti generali . 102 Maggiori ~enerali. 9 Colonnelli brigadieri :333 Colonnelli . ft.43 Teneut,i colonnelli 983 .Maggiori 4,43:3 Capitani. 5,890 Tenenti. Suttotenen~i

N otizie varie.

Ogni anno si rileva un miglioramento lento ma costante 'nel grado rl'istl·uzione della nostra gioventù, miglioramento che vien rappresentato da una dimin uzione dell'uno per cento n(~l numero degli anulfnòeti. In poco più di due anni passat.ì sotto le nrmi il numero dei mili tari analfabeti si ridnce a circa la metà. Infatti la classe 1868 che, rruaudo andò sotto lo armi, contnva il 42,99 per cento d'illetterat.i, nl :30 giugno l 8(H ne aveva soltanto il 2~t ,9o.

deU' t!SC I'Cito.

2,M.ì;)

H ,, 70ti

-

Gli ufficiali a m mog li ~ ti dell'csm·cito por munente che al 1" luglio ! 890 erano 3708, ascesero al 30 giugno 189'1 a 3840. . Gli ufficiali di c0rnplcmeuto dcll'oseJ·c1to permanente da (~:867 asceascesero al 30 giugno 1891 a 5179; !!UClli ()iTettivi di milizia mob il ~ che col tempo dovranno scornparit·e, da :mg :ii ridussero a 3H; quelh di complemento di milizia mobile da 3M)(~ ~mmrmtn1·o~o. n 380.8! quel!~ dì milizia territoriale da 58:{8 salirono n 5876, quell1 m posJzwne d1


944

NOTIZIE l3!BUOGR,\ FICHE

servizio ausiliario da 2q,93 ascesero a 2574 e infine quelli di risen •a da 4252 raggiunsero la cifra di 4286 . . In complesso adunf!ue gli ufficiali in congedo sono 2203~- dci qunli occorrerebbe conoscere l'attitudine fisica l! la capaei til per poter sapere r1uale assegnamento può farsi su di essi in caso di mobil itazione. l militari di truppa ùcseritti nei ruoli del J·egio esercito ascendevano al 30 gi ugno 1. 8~H a 2,824.,:{67 cioè: 828,455 nei ruoli dell'esercito pP.rnwneute, r.45,004 in quelli dcll:t milizia mobile è ·1,547,908 in quelli della milizia territoriale. Alla m edes i m:~ data dell'an no 1890 i rnilitnri di t•·uppn rrsccndcvano in complesso a 2,8•17,523, di cui 823,501: rrppartcpev:mo al l'nse,·cito permanente, :{t)8,:3H8 alla mi li ~ia mobile e 1,625,621 all a milizia territoriale. Degli 828,11-55 uo111inì appartenGnti nll'Hsercito permanente al :lO giugno 18~H , !~0'1,396 erano di i' catt:gori~, in confronto eli 386,H(I.2 dell'anno precedente, ciò chedimost1·a come la p:nte ist1·uita dHII'esercito, sia in continuo iucrcmouto che ùiventeri\ llmLo maggiore coll'adozione della categoria uniea. L'n umcnto di 76,60(5 uomini che si riscontra nella forza della militi<t mobi l(;) deri vu dal diiTorimcnto del passaggio delle classi 1857 e 1858 al1:1 rnilizin territoriale, stabilito eon ;;peciali provvedi menti legislativi del 28 giugno 18HO c 28 ~i uguo 1891 e trova pet·ciò una corrispondente dimiunzione della fo rza della milizia ten ito1·inle, diminuzione che ascende a 77,71.3 uom ini. Per portare poi un incremento al la forza della milizia territoriale furono elevati, con legge del 28 giugno •189! i limiti degli obblighi di servizio dei milit.ari di Ja e 2a r:atego1·ia delle clns,:i 1852, :1.8;)3, i 8i>4, 1855, 1856 e :1.857. La forza sotto le armi cw di 253,841 uomini cioè 5487 di più di'll'anno innanzi. Questa sola differenza hasllwebbe da per sr a bulla!· giìt molte d~> ll e opposizioni partigiane fatte al si:Hema della forza ma3simll c minima. Gli uomini di trup[Ja tlcll'escrcito permanente er:1no t·ipartiti D()i gradi seguenti: SouuiTicinli. 24,285 Capora li . 132,52·1 Soldati . 671,649 828/ko~i

Lo maggiore clifl'erenza che si 1·iscontra nelle cifre dei si11go li gradi

NOTIZIE BIBLI OGRAFI CFIE

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in confronto a quelle dell'anno precede~te_ d~rìv? ~a~ ·fotto c~e i vice· brigadiel'i dei reali carabinieri e i cnrahmter1 ~fletti VI. non_Cl an_o sulle passate relazioni compre~i ri"p.ettivamen~e f1·a 1 sottuffJCI311 od 1 capotali, ma sibbene fra i caporali c soldatt. . .. . . . Qui occorre oss~rvarn eh•: l'aumento della for~a d1 nn h;-;1a mo?1l~ d1 cui si è tenuto parola è •·iptu·tito m tutte le arn11, e cl~e ~a !orte dtmmuzione che sì riscontra nella fanteria di linea c bcrsagh_en _c appa_r~nte c non reale poichè in passato vi si comprendeval}-O tutt1 gh uom1111 non istruiti i quali ascendono a 6·1,4~-. . Dei 445004, uomini di milizia mobile erano: '10,278 Sottufficiali 3i ,272 Caporali q97,M)4 Soldati Vf5,004: militari di truppa della milizia tenitoriale nl 30 giugno 189-1 erano .così distinti: H ,8>1G Sottufficiali. ;JG,940 Capol'al i · · . · · · · · · · 52l ,H)2 Soldati " ÌÙ ì:;t.nntl Militari ~cJdctti nl servizio ferroviario c tele7,78n <q·afico . . . . · · · · · · 8,190 Gueardie dì città, carcerarie e di linanza . Uomini mai chiamati sotto In armi per la 942,02o istruzione ·L,i)lJ.7,908 Di fronte alle cifre dell'anno precedente :;i nota una forte diminu~i~-~e . dal fa r,.parte della nnlwa :po1che. menu·e co l 3J' d'1cem hrc 1890 ces~rono ·· . J · .t . l 86 016 uomini appartenenti alla classe •18o'i stai! conge ati tern or•a e , . 1 1 " · i8~7 in modo assoluto per etil, non vi fpccro pas~aggJO ptlr contro e c a~sl :> -e 1858 di milizia mobil.: come si è eli ;;opra :~cccnna to . . . . . Però questa di!T0renza oramai i: scom p~ rsa_ per efl~tlo ~~~ . p•ocedtmento che, come abbiumo giit deLi o, tel'ra vtnco late vl sei VIZIO alcune .Classi oltl'o il 39o anno di et;ì.

An··uol();mentì -colontO;r·i e ria-mmiss·ioni ·in servizio. · · 1 norl nven·;o ancorn alcun obbligo di servi~io gj arruoI "tovanl c 1e " ·u 30 · l!! • · ese1 · ..C·lo -1890 al gllllarono volontanamcnte ne1 regto l , dollo lucrlio ·l!! " • gno 1891 fu,·ono 3509, ai quali aggiunti i t.~,2Q, che sebbem: l! vessei o


NOTIZIE B!fiLIOG.RAl'IC HE

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NOTIZIE B LRLIOGRAFICHE

preso parte alla leva militare e fossero stati ascritti alla 2a c 3" categoria passat·ono alla 1." per libera elezione, si ha che il numero di coloro che spontanea monte vennero sotto le armi ascese a 3929 la (rua le cifra è quasi· eguale a quella dell'nnno precedente. · Accennasi nella relazione che << allo scopo di agevolare l'anuolamento « nell'arma di cavalleria di coloro che per professione, per attitudine e « per inclinazione si sentono porta ti ad irnprcndere servizio, e di f<'re in • pari tempo una specie di esperimento per avviarsi a ridurre la ferma « per la ca vallMia • venne prescritto, con legge del 28 giugno 189:l numet·o 316, che i cittadini i quali avesset·o contralto l'anuolamcnto volontario in detta arm:1 sarebbet·o stati vincolati alla ferma di anni 3, anzichè a quella di anni fL Dal 1~ g.ennaio al 30.giugno 1891 chieset·o di fare il servizio quali volontan dt un anno ·1(1;)2 giovani, de' quali 84,4, giudicati idonei vennero arr.uolati e gli altt'i 608 giudicati inabili ~~ premunirono. Degli 8M arruolati, 448 chiesero di ritardare il servizio fino al 26o anno e 396· d' irnprendel'lo il 1° novembre dello stesso anno 1891. Tali cifre corrisi)ondono all'incirca con quelle degli anni precedenti. Essendv state sospese dal .1\finistero della guena nel :to semestre dell'anno •1891 le riammissioni in servizio dei sottuflìciali nei reaaimentt di cavalleria, di artiglieria da costa, da fol'!ezza, da campagna, d~ montagna ed a cavallo, e nei reggimenti del genio, in vista del rilevante numero di sottufficiali che, al termine del corso d' istru~ione si sarebbero av.u.ti ~a~ plotoni allievi sergenti istituiti per le armi suddet;.e, la cifra dei mthtan m congedo illimitato riammessi in servizio ell'ettii'O risultò inferiore a quella dell'anno innanzi, e cioè da :328 discese a 291. ·Riparti d'istruzione. . Il_31 ot~obre ~lell'anno 1.890 ebbe termine completamente, con gli esami dr nparaz10ne, rl corso d'istruzione di 2239 aflievi sergenti ammessi nei :ari, reparti e plotoni nel novembre dell'anno 1888 e ne' primi mesi nel! anno 1.889. Duranti;! il corso avvenne fra essi una diminuzione di 491 per i seguenti motivi: 12f rifornH1ti per rassegna speeiale e di rimando, H> prosciolti dal servizio, 8 trnsferiti alla 3a categoria, 6 pa~sati ndl 'accadem i~ o nella scu?la militare, 313 passati aHe compagnie del reggimento, per inettit~dt~e,. p~r cattiva condotta o per negligenza, 2 passati alle comp~gnic d1 dJsc•phna, 10 condannati. al carcere o 111la reclusione, 2 disertori, H mol'ti; di guisaehè coloro che ultimat·ono il corso furono !748 dei

'

9H

quali HrJ3 vennero p1·omossi set·gcnti, 'UH passa1·ono ai corpi col grado maggiore per non aver com piuto l'anno di caporale, 74 passarono ai corpi per non ave1· superato l 'e,~rne e 10 furono rimandati al .corso successivo. Dci Hì6!t. risult;:lti idonei a coprire il grarlo di sergente, Mi vennero cl;:lssifieati ottimi, 930 buoni H 393 mediocri. Gli allievi sergenti ammessi ne' vari rcpar·ti e plotoni alla fine del l'anno ·1890 e ne' primi mesi del :l89:l fnrono 269;{ cio6 2-16 di m~no .delh precedente ammiss ione. l milit:H'i stati amnw.>si nel novem bre dell'anno 1889 nei plotoni al1ièvi ullìc:iali di complemento erano ridotti al 30 giugno ·1890 a 880, ·.cioè 2H di più dell'anno antecedente, e di essi ()98 risultnrono irlonei, 72 inidonei e HO ce;;sal'llno d~ll a qualità di all'ievi ullìciali. Il iJ settembre -1890 fur ono istituiti nuovi plotoni all,ievi ufficiali di complemento e d<d 1° novclll bt·c dello ste,;so anno vi furono ammessi 877 giovani, di cui 58 diminuirono per varie eause prima del 30 giu~no 1.891. . r.ome n!1biamo altre volte accennato l'aumento di allievi ufllciali che si accenl.u:l o~ni nnno, fa preV(Jdere che in bt·t've volgere di tempo sa rà -assicurato il r·ifornimcnto dei quadri degl i ufficiali di complemPnto. ~i· capora le

Uaftèrme cd impùJghi ai sottufficinli -- Matrimoni.

Le rafl'erme senza premio eoncesse dal 1. o luglio 1890 al ao giuguo ·1891. furono 3646 cioù Ci9·1 di più dell'anno innanzi. Dal giorno in eui con la legge :1.4 giugno :l874 N. 1973, furono istituite le n1ll'crme con premio Ono al 1. 0 luglio -1890 ne furono concesse .36,188 ma eli esse a quella data ne figu t·nno H.),088 Nell'esercizio lìnanziario -1890-1891 ne fnrono concesse altre 2398 mentre le concessioni .dell'anno preeedente ammontarono a 2937 e ne diminuirono 2'{89, di modo che al 30 giuguo 1891 es3e ascendevnno a ·18,~97, cioè (1,9-1 di meno dell'anno avanti. È questa la seconda volt(l che :;i nota una diminuziane nelle concessioni di rafferme, diminuzione derivata dalle economie introdotte nel bilnucio della guerra, e dal fatto che nei me,.:i di maggio e giugno ·1891 non fu ammesso alcun 'militare alla r·aiTerma con premio pet·chè si erano proposte delle modifJcazioni alla leg)!e sul rechi. tamertto, nella p1H·te c:he riguarda le rafTcl'lne, col disegno di legge che fu poi sanzionato il 28 giugno 1891. Al30 giugno :l891 si trovavano in servizio 2260 sottutlìciali che go(]evano la ran·erma triennale con soprnssoldo di lire 109,50 ·de' quali 1334 vi et·ano stati am m!ls'i durante l'esercizio 1890-91 ; 1342 che erano


NO'l'IZlll:

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NOTIZIÈ BIBLIOG!U PIC HE

vincolati ulla raiTepna annuale con goprassol,Jo di L. 219 e 1220 ciH~ godevano il soprassoldo annuo di L. 365. Di fronte ai ri~ultati dell'anno- precedente si ha un aumento d<!i sottufficiali con soprassoldo di L. -109,50 di 626, in quelli con L. 2-1 9 di 75 e in ~;uclli con L. 365 di H5. Le concession i ò' impi~>ghi fatte nell'anno ai sottuOìciali ::;ono aumentate, giacchè e!>se agcescro a -199, mentre in quello decorso am monta;·ono a 183. Dei 199 soltulnciali, •Ù-l furono nornin:1ti :>crivani local i ru!ll"ammiuistrnzione militare, 16 vennero collor-11ti come uscieri nelle intendenze di finanzn, 13 come iuse1·vicnti te l eg1·~fisti, ·12 come uscieri alle amministrazioni provinciali e gli altri nelle va rie amministrazioni dello St,1 tO. Come pmdevamo il numero dei sottufficiali in . uttcsa d' impiego va di ~ nno in anno aumentando. lnfalli . mentre il 30 giugno ·1889 era di 638 c l'anno successi~o di 855 al 30 giugno i 89i ascese 3 945. Sappiamo che il Min istro della guerrn ha già rivolto tutta la sua att.ènzione ~u questo fallo per veder modo di ripararvi . l matrimoni avvenuti da\1° luglio ·1890 al 30 giugno 1891 nei sottuffic:i;Jii, c.'lporali e soldnti furono M-·1, cioè 44 in meno dell'anno precedente. Al 30 ~iug no 1891 il numero complnssivo dei militari ammogliati tultora in servizio ascendeva a 2283, di cui 780 nell'arma dei c:~ rabi nieri reali e 491. nei distretti, mentre alla stessa data dell'anno innanzi quel numero era di 2HH .

lShùnnate aUe anni per istn,t,zione. Il risultato delle chiamate all'istruzione dci militari di 1a categoria della classe 1865 e della classe 1864 rinviati daiJa precedente chiamata,. e dci militari di 2a categoria della classe i 870 e di classi precedenti rinviati da altre chiamate stabilite con regio decreto dell'H giugno 189-l fu il seguente: · l militari di :ta cat.egoria che ~tvcvano l'obbligo di presentarsi il 1o lu · glio 189i (f<tnteria e bersnglieri) e il 1. 0 agosto 1.891 (alpini) ascendevano a 48,236; e di essi risposero nlla ch iamata . 38,533 cioè 79,89 per cento furono rimandati ad nllra chiamata . 2,000 4,15 fu 1·ono dispensa ti dalla chiamata . 5,71.3 , H ,84 mancarono senza giustificato motivo 1,990 4,12 ,

48,236

WO-

949

JJIULlOGRAFlCHB

Dei 38,533 che risposero alla chiamata, 49-l vennero c~n.gedati ~er rimando, ·143 fu rono deferiti :li tribunali, percl.lè pr~sentat1s~ d~po ~ ottavo aiorno 18·17 furono rinviati, perchì• affctll da uuperfczwm lls•che guaribili coÌ tempo, c ga rimtlndati o dispensati per aver prestato un magaior servi1.io in Afric,'l. ,. . ·~1.) 989 " Perciò coloi'O che en·ettivamcnte ricerctlero ]1!\trULIOUe f~1rono .' . , ' nella proporzione del 7!J..,61 pe~ cento sul uumero deglt uoullll 1 che avevano l'obhligo di p•·esenllH31. , . . • ,· . [ miliwri di 2• C.'ltegori:• che ave\'llUO l obbl1go d1 presentar~\ l 1 { o settembre ·189·1 (•>cc:ndevano a 1 8,72~i; e di,.,essi: . . ,. , . , risposero nlla chiamata. . . ·16,13~ moe 89,31 pc• ~-ento fur ono rinviati ;,.1 altra chiamuta 0\u l~,8~ veuncru di~pensati dalla chiamat:J 683 3,Gn 2,10 3(\3 mancn rono seuza giustificato motivo :/ 18,725

100-

..-=

Dei ·16 i:3I.1- che rispMero nlln chiamata, :l l !l vennero congedati p~r rim:•ndo, '7i6 furono rinvinti, pcrcltè :~ll"<> U.i d•• impcwfP1-ioni fis•~:hc ~uan· bili col tempo, H 9 v<•noPro defcri~i ai tribun:lli per cs::ere ?"~ntt dopo · · o c·l c1·IS811o. . • rei 11 ·c·· c lor( 7 rnonron 10 o ' ~' tw· etlettlramcnte l'ott:n-o "torno ~ ' · 1u '' l Q Il p po1·zion•• riceveuero l'isu·uwlue rurono · :J,:) u ne n ru · · dcl\'82 •87 . per cento sul nu1ncro degli uomini che avcv:~no \'obbligo di pn)S()ntai:SI.. . Non tutti i mnnc~•uti alle chiamate furono •\enunciati co~1e talt :n ll:lbunali, perclt~ di essi prima .lei 31 dicemb•·e. ·~ 891, r.~-48 d1 •ta c:negorta e 44 Ji 9.• categoria !(iustifìcarono la lo1·o pos1:r.1one. . . Come in ppssato ci dobbiamo anche_q~csta . volta ralleg1:are pe1, ~ risultati su e.sposti i quali dimostrano aHcvJde_nza che l·~ nost1 e popola zioni sono ossequenti alle leggi; c ne danno s!c.uro allìdamento r.l~c, nel giorno della prova, risponderanno con In 1Mdes1.n~a ~uona volonta e con lo stesso :slaocio ad un appello fatto per mobtllt3Zl0ne.

Prmnozioni - P1wi;;ioni di.~r,iplinari- Condmme. Dal :lo luglio i 890 al 30 giugno !8:.i a:vennero n~ll' esercii~ 32,57~ promozioni fra i militari di truppn (1310 d1 meno del!_ an n~ precedeu_te), 19 esoucraLioui volontarie o d' autorità dal gt·ado d1 fun~re magg •or~ e furieri; 201 ~uspensionc da souulficiale; 703 _rct_ro~ssiont, delle q ualt 1.35 dal grado di soltufficinli; e i 47 rimoziom clt cu1 8'• dal grado ora citato. . di di~Cl. do d"1 tempo passaro•l O alle COnlJlU!!llie NeJ medesimo perto v


950

NO?'!Z!E llll!LlOGRAFICHE

plina 931 militari, di cui 320 dop0 espiata la pena per rrm o; edentra•·ono per condanne negli stabilimenti militari di pcnn 884 militari, dei quali 153 nei rcclu~ori, 3US nelle compagnie reclusi e 4i 6 nelle compagnie carcerati. Le cause della condanu:1 furono per 285, la diserzione, per 2~9, l'insubordinazione, per 29, hr prova r·ica:.::ione, per 149, il f•u·to c per 192, reati diversì. · Registriamo con vcr·o co mpiacimento il fatto delln scusihi le diminuzione verifìc<rtasi tanto nel nurnHl'O dei militari passa ti nelle compagnie di disciplina, quanto iu quello dei militari entrati negli stabtlimenti mili tari di pena. Anche il numero dei disertori ha subito una sen,;ibilc diminuzione poichè dal ·1° luglio 1890 al 30 giugno 189·1 furono dichiarati tali 57! militari, di cui 308 giù trora vansi alle armi e 203 cr:mo reclute della classe •18i0 dtc non risposet·o ~]la chiamata souo le urmi; mentre nell'anno precedente i diehinrati disel'lori asct~sero ;J G37.

Invii in congedo, ra.~segne di ·rimando, 7)(tssa,q!ri all1' 3" t:a.legoria., e mO'l't-i.

Nei me~i di agosto e setternhre 1890 furono iuv1aL1 m congedo illi mi t<rto 2064 militari della classe •1868 con obbligo di due anni di set·viziCJ, ft9,'1lj.0 delln classe ·1867 con obbl igo di tre an ni di ~ervizio, 5405 della classe ·1866 appartenenti quasi lutli ;1lla cavalleria; c dal i 0 luglio ·1890 al 30 giugno 189-1 fu rono congedati 1M,6 mi litari vinco- . lati alia ferma di 5 :Jilni, eccetl rwti i carabinieri; c 1:159 di questi ul timi. In :>~gui to a vnri pro vvc~d i rnen li ndottati dal t.eucute ge ne rlt lt~ Pclloux, non appena assunta In dirc1t.ione degli affitri deila guen il vennero, inoltre in vinti in congedo illimi l.ntn P.Cr :mticipazinne 217-1 rui litari di truppa eh<' tt·ovavunsi in deten ninlltC conflir.ioni, e mandati in licenza sn·aordinaria in attesa del congedo i llimitnto moltissi mi altr· i, tra cui W:) che avrcbher·o invece ottenuto soltanto un anno di licenza di conva lescenza . Per appre-lzare la giustezza dei critet·i da cui fu mosso il rn io istt·o della guerra nell'emanare tali provve limenti e per misurame l' importanz:r invitiamo i nostri let.tori nd esamin<rrc l' intoressantc parte della relazione in cui si tratta dei congedi illimitati per anticipa1.ione e delle licenr.c sl r<:~ol'di ­ nal'ie, non consentendoci lo spazio di diffonderci, co me von cmmo, su questo argomcuto. - Dci militari S\ltto le al'mi sottoposti a rnssegna di rimando, dal 1° luglio •1890 nl 30 giugno 18tH, -19!)2 furono invinti in licenza di eon-

NOTIZU: IHBLJOGHAF !CHE

95 1

valescenza, c 31!66 furono congedati in modo assoluto,. ess~ndo 1·is~ ltati inid(lnei al servizio militare, tra i quali 40 per malabttc dtpe~denll _d a~ servizio stesso. Nelle due r<tssegne semcstt·ali inolt•·e vennero nconos~ll~lt inabili c co~gedati in modo ~ssoluto altri 302 militari che trovavanst m 'congedo illimil.ato. . . . . . .· .· · 1·l <'"tl"e cl1e motiv·m)no la n for ma dct• suddet.t.l nnht.n11 m . ~ . ' . • LC fHIUCLpa sono quelle stesse degli anni Jl:1ssnti e cioù le nlterazronr organrche rlc~l'apparato respiratorio, ]o ornio vigcerali, le mal<~ ttie del cr~ore e del pen cardio, le lesioni dell'npparat.o visivo, l'epilessin, l'ollgocm_rt1, ecc. . • . Notiamo pe1·ò con compiacinwnto la diminuzion_e s.P~s rb_rl_~ v?r·tltcatasJ nelle 1·i for me in seguito 11 rasseg na di r inHlDdo, po1chc 1 1111htan sotto le armi riformati in rassegna di rimnndo furono nell':tono del)orso 4fl.20 l' quelli in congedo illimiUtLO 762. . . . . _ Durant~ il periodo di tempo della relazione d1 CUI Cl occupl3mo st ebbero 934 militu ri di 2" t~ategoria e 2fi;)8 di P categoria che fecero pasalla 3a ner orli (lrl.ieoli l:J1) e 9() della legge, cifre di gran lunga )lls3,;aio ·~~ . t' o . l. d l feriori n quelle dell'nono precedente; v~lon ta ri :cn_uero ero:cro tl ' ·IO Ol ·1 . 1'1• 09 1~' 1 '1 l r' t.u~ l· ·r collo•'nt• a n poso P !!1Uh rlat1, v8 .t rnmes~ l " ser VIZ i 1·1are, v< • • '" · . , • pensione di rifo rma c !)/J. cancellati d_l'l~ r uoli per condanna ...l~ 31 ,d1~ cembre 1890 inoltre vennero congedati m modo assoluto lll _vn_tu dell a_rticolo t • della legge sul reclutamento 86,016 militari di qualsHtSt categorw che risullarono nati nell'nono •1851.

1?

..a,-

_ Nel periodo di tempo sovraindicato i mili_t.1ri di lt·uppa morti sott~ le armi ascesero l'l 1898 cioè i02 in più di quell1 del prec~de1~1.e nono: Dt essi ne morirono 35 per cause di ser vizio, 1863 per cause md tpcndentr dal servizio e 91 per sui0idio, con un aumento di (i su icidi di fron te al numero .. . . dell'anno precedente. La proporzione per mi lle dei -1898 rni li t(_'l'i rnort.r. so.tlo_ l~: a r~nt ~l •.d~l­ \'8,29 sulla forza medi:l ricavata dalle gtornate d1 e llell r ~ l.t.J dr set ~ t7.IO. Qui ci arresli~mo esprimendo l'a ugurio che que~tn t·~censrone abhw,, SL~ non alt.ro, servito ad invogliare i cultori di cose mrlttnn a leggere ed esaminare la intcress:nlle relazione di cui abbiamo p:11·lato.

b) Bollettino bibliografico.

1. Sommario delle Riviste militari italiane. Rivista d'artiglieria e genio (11prite). Gonella . - S ui regolamenti de\l'aniglieria da campagna.


952

NOTIZIE BIBLIOGR.AFICHE

Rocchi. -La fortiGca?.iooe passeggera. Del Pra. Esecuzi one delle scuole di tiro. Miscellanea. Notizie. Bibliografia. R i"rùta di rantC?'ÙI (<l(Wi lc). Jn C11i si parla di telemetri . L:addestramento tallico dell:• fanteria fran cese (con cinque figu re). L ar111amento attua le delle fanterie : .Fr,·Jnc1·(l , S 1·· 1'Z%. era, German1a, · .[ngt.ilterra, Turchia. NotE\ ed appu nti: La fo rmnzionc del plntooc di fanteria (con due fi gure). La prorn o~:ione n caportde. Gli aiutanti mauoiori in 2o. Yarictù : Il trionfo romano. Stati:>tiche militari . ...~ CrontH·a: Armi, munizioni e tiro. l\fiscellanea. Rassegna della stampa mili tare.

Rivista nuw ittùnct (nprile). Bet~i ni . ~ Sulla protezione delle na l' i da guerra.

Zert. - Lodovico de Varthema. Cuniberti. - La unfta e la torpediniera 104-S. Gelcich. - Metodi della nuova n:wigazione astronomica. Salvati . - Progre~s i recenti uelle muct.:h ine marine. Salvati. - Vocaholario di polve1·i ed esplosivi. Cronaca. - 11ibliogrnlìa .

Gio1:nale mediw del R. esercito e delta R. maJ•ina (marzo). Pernss1. - Resezione di un pi ~d e. Fea. - Corpi SL1·anieri nell'intemo del bulbo oculare. Bennati. -Il bitar!J'nto potassico in c hirurgi~. Rand onc. - Un triennio di servizio chinn·gico all'ospedale miliw1·e dJ Torino. Rivista medica. >> ehirnrl-(i··a. »

d e rm os ilì loputic <~.

• '

terapcutica . di se1·vizio medie{) mi litare di igiene.

Varietil. Bibliografia .

NOTIZIE

BIB LlOG R~ FJCHE

953

2. Amministrazione e legislazione militare. Dupain. C administralion militairc iwlienne, son organisation et son fonctionnement en temps de paix t!t en temps de guerre. Parigi, Lav:lllzelle. EstJ·auo ~~ a ll a Revuc dtt service de t'intendance militn.ire .

3. Ordinamento degli eserciti e difesa degli Stati. Farqttlwnon. L'ord·inamenlo ·milila·re più t~datto per lrt difesa dell'im pero (.Tounwl of the U. S. l., aprile) . È. un I.J elli:;silllo lavoro in cui ò studiato con mnlto amore ed nccuratezza il problema militare inglese. Capitolo L Hagioni dell'apatia degli inglesi nellfl quistioni di Ol'dioamento militare. Capitolo l f. Funzioni e potenza delle forze inglesi di temJ e di mare. Capitolo III. L'ordi namento militnre dell'impero ingleso deve provvedere mol:c forze per le opernzioni on·ensive. C11pitolo IV. Difetto delle truppe volontarie e dolla milizia. Capi tolo V. Proposte di un nuovo ordinnmcnto. - Ordinamento dell'esercito se•·bo. Vedi Revue dtt cerclc militail·c del 30 aprilE'. - Ordilwmento del servizio nl'lle {1Jrtezzc e deLle truppe relntive in Russia (Revuc militaire de /' Étmnger, nprile).

4 . Arte militare. L. liru.n. ~t~ fusil, la wimsse et le boucier ( Spectateur n~il·itaire, ! 0 maggio). - La tru;tique des gnerns d1t moyen ci,qe (in ibidem). Esamina le battaglie di Navarette (-1 367, aquitani c inglesi contro spagnuoli), di Pont de Lu:;;;nc (·13G9, francesi e inglesi), di Ponl\'allain (! 370), di Chisò (1373, grande vittoria di Du Gucsclin sugli inglesi). - La difesa territoriale della Svizzera. Il problcuw. è svolto con tutta 'l'ampiezza deside1·ahi le e con profond ità di vedute ncll'.Jah?'biichel' fiir die deutsche Année w1.d .Marine (muggio) dal tenente eolonnello Trobenius. È :;e~ui to dn un impo1·tante studio sull'ordinamento della difesa avanzata svizzera durante la mobilitazione e la radunatn. - Sk11.garewski. L'auacco di fanteria. Pietrohurf!o, Behkc. - L'azione dei proiettili dei fucili di pircolo calibro in confronto coi p1·oiettili a.ntichi di piombo dal p1w.to rli vista 1111:dico-militure. (Neue ·Militiirische Bliitter, maggio).


95-l:

955

NOTIZ IE 13IDLIOGRAFlCHE

NO'l'IZIE lltni.IOGRAFICH&

5. Storia militare e generale.

MiLtler. L'opera consta di 2 volumi: il primo ~rr~d~to di carte e schizzi, assai interessante, ha veduto la luce a1 pnm1 del mese di maggio.

La difesa della tcsut di ponte di Presburgo (!809). ( Orqan der militiù· Wiss. Vere.inc). - Cesare Sinopoli. Noti! di 8loria di lctteratw·a militare. Modena, Società Ti pogt·afJca. È un libretto di ci rca -1 80 pagine compilato con intento didattico ad uso :aegli allievi della scuol11 milita1·e, modestamente, mo o1·dinotamente collo scopo di indicure i nomi più salienti della letteratura militare. Non potremmo ceno prctendére con tali intenti di t1·ovan: in questo libro un'opera d'arte, ma si:uno liet i di t1·ovare in que!lt'opera tutte le doti di una buona guida elernenta1·e del111 materia. Ordine, chiarezza, conci sione, scelta ilccurata delle notizie e dei nomi illustrati, nulla manca a rendere il libro utile, di facile e piacevole letltl rn. Gli nrgomenti stessi trattati ne sono di per sè una prova: f. E1il greea. - J.linde. -- E1·odoto. - TucididE'. - Senofontc. Au toi·i minori; II. Età romana. - Ce~are . - Sallustio. - Polibio. - Arriano. Frontino. - Vegezi o; III. Italia, secoli x111, XII', xv. - Colonna.- Spinelli. - Martini; 1\'. Secolo X\'t. - Mncchiavelli c Tartagli3; V. (~li ingcgnei'Ì militari del 500 ; VI. Secolo xv11 ; VII. Il 1\fontcc.ucco li ; \'UI. Secolo X\'lu; IX. ~eco lo x1x; X. ::::crittori mi litari francesi.- Tu renne. - Vauban. - Feuquiùre~ . Folard. - Puységur. - Guibert. - Napoleone. - Marmont. .Tomini.- La Barre Dupa rcq. - Thiers. - Dufour ; XI. Scrittori militnri tedeschi. - Federico IJ . - 13ulow. - Lloy1l. - Clausewi tz. - Arciduca Ca rlo. - Sotto tenen te Enole Piffe?·i. Oli l'mberli tli Savoia. Storia cd entusiasmi. Roma, Artcro. - Arcu.t. Il libro defJli u.Lani, storia dei reggimenti ulani tedeschi e Zwen._ger. Il libro dell'artiglieria, st.o1·ia dell'aniglieria brandeburghese c prus~iana, ambedue editi dal Pi'dtrnan di Colonia . - bnmich. La bottct,qlia di Zorndor{ (guerrn dci sette anni) il .'25 tJ._qosto 1758. Berlino, Speycr e Peters. - Hoenig. La .9ue1-rct clel7JU[10lo sntla Lvire nell'in·vemo 1870. Berlino,

·6. Marineria. ].(~ ma:tinn ·russcb per Ale.~snnclro 1l!-l:kailovitc. Pietroburgo, Zinserluig. Splendido album contP.ncnte i"iB disegni ripro?ot~i in cr?mo!~t~gralì~. · - Lwnbert de Saint Oroirr;. Essai sut t'lnstmre de l adm:tmstmtwn de la mm·ine enPrance. ( 1 68~) - -1762) . Paris, Lévy. . - Vice ammiraglio Colomb. S"'7.?i sulla clife.scL navale del Regno Umto. Londra, Allen. - G. (',osl~. Le sanciennes lrOttpes de la marine {rmu;aise. L'ul_Li_ma parte dell' importanlc studio !;torico Ì! comparso sulla Rcvu.e rnantnne et coloniale (aprile). - Cile cosa é tma flottn offensiva? Ne . deve possedere tw.a l'imper~ tedesco? rnteressantc e h reve articolo dei Neue Militàrische Blalte1· d1 maggio.

7. Tecnologia militare. Il camwn.e cll~ campagna tlell'avve1tire del colonnello von Wuich .. Conferenza tnnuta in Vienna il -10 marzo !893, riassume ~utte le fas1 della qui.;tione che ha nel decorso semest-re tenuta I)Ccupata la stampa militare (Organ der mifitiir Wiss. Ve1·eine., fase. 4). . __ Le gmndt fertooùJ siberia.ne. Ved i JarbiU;her {ii,r dte Deu.tsche Annee, maggio.

8. Geografia - Colonie - Viaggi. Capitano Pimodan. De Goritz à Sofia,. Parigi.' Cluu?pion. _ Guida il/ 11stmta della Bosnia e E1·zegovtna. V1enna, Pest, Lipsia, presso Hartleben. È compilata sulla traccia di 7 itinerari e cioè: L Bosnisch B1·od.- Scraievo ; 2. Metkovic. - l\Iostal'. - Seraievo; :.-·. " 3. Lasta. - Travn ick; 4. Travnik. - Jaicc. - Jnblanica; 5. Doboi. - Siminam; 6. Dolnia Tuzla. - Zvornik c Dolgia Tuzla. - Brska;


956

1'\0TIZIE UIBLIOGRAFICHF.

7. Brska. - Samac; ed è correda ta di una bella carta al 7u0,000, della piantn di Set·aievo e numerose incisioni. _.:._ Jt ttscito il XV![[ volume (penultimo) rl ella monumentale Geografia Universale del Réclus, col t.ilolo: Arneriqnc rlu Sud. [. Les R~gion s Audines. Pnrigi, Hachett.e.

9. Politica e diplomazia. Fonrnier. - 1\:fousienr d e~ Bismarck et Madnrnc Adam. Parigi, librel"in della Nouvelle Hevue. La tesc;it,nrn di q uesto libt·o è benissimo indi1:a tn in questo breve cenno che no dib l' Avenir milit.aire : _ .M. Hippolyte li'ournier nous préseutc pour ainsi dire la quiutesscnce de ccs Leltres sur la Politique éxtérùmre f(lle .Madamo Adnm publie .wec tant d'éclnt, dcpuis douze ans, dans Jn Nouvetle llevw... Dans cettc lutte do droil. con tre la force, q tti s'est tPrminée pnr la rléfnite du chancelier si longternps vietoricux, unHfon11ne, une Fran(;aisc n combatt.u au prcmier rang. La prcmiére, qu:~n d tous,en l"rancc memc, croyaient nu génie du tout puissanL prince dc lìisuwrck, elle a d(;nonc1! la f3i blesse de ~on car3Ct(~l·e et la caducité de son oeuvre. Elle :1 d1!voilé les pieds d'nrgile du colossc, elle a noté tou1es les impcrceptibles cscillations qui on t précédé son efl'roy;~h le chute. L' histoire de ct:tte Ghute, dans s;~ progression déterrniné(1 por iU.me Adam a1·ec une précision qui tieni de la science et de la prescicncc, prcnd J'intéret pu issant d'un dr<llllC. .M . Hippolyt.e Fournier a joint ì• ses l umin euse~ analyses - p1·écedées d'une m~g i strale inll·oduction - de longs extraits cmpruntés aux Lcttres suda Polttiqtte extiriuere. Son livrc - un régal pour !es paLriotes- s·;~­ dresse ;~ussi <i tous ceux qui, cn Europe, s'intét·essen t ù l' histoire poli tiquc dc uotre quart de siècle. - Boguslawski. - Reicltstng ed e~ercito, una pnrola contro lo spirito dipat·tito a proposito delln J·ecente discussione del progelto milila1·e. Berlino, Eisensch mid .

IO . Letteratura militare - Varietà. Tenente colonnello Wagncr. - Jfottke e ll1iihlback sotto 'il vessilln tww, 1837-39. Saggio hiografieo militare sul periodo traseot·so da Moltke nell'esercito ottomano, sulla sua opera e ~ ulle sue corrispondenze. delle~ mozzt~

NOTIZIE BIBLIOGR:\fii:H E

-

La stm·ù1 del ,qmmle stato ma,q[liorr. tedesco dal '1 808 al '1870. -

(V. Mihtii1' Wocla:nblatt N. 37, 38 e 39).

- Le camet dc la salwetache, brochut'<l3 Bcrger-Levrault, Pnrigi. Di questa el eg~ n te pttbhl ica~ion c hanno rilevato J'importanzn i period ici , fruncesi militari e non crcdiarno jnutile riportat·e la notizia dill'usa clw se ne legge sul Progrr:s militaire, spet·ando che ben presto un'a rditn iniziativa possa anehe io {lnlia fnr na3curc una soeiet~ di eult.ori dell'arte o della storia roilita1·e patt·ia lanto ricca di ricordi e di helli$sime pagine. Au milieu des splundeu1·s de l'Expositi on universelle de -1889, l' gxpositiou toutc spéciole d11 Ministère dA la guerre, dans le palais i111provisé sur-I'Es'planadc dcs [nvalides, obtint un <)dalant stH:c~s . .Tu3q tt'au derniet· jour, les gloricuscs reliqucs et !es pittOI'esq ue~ souvenirs do notrc passé militaire. qu'oo ti'Ouvait groupé,~ dnns sa partic rétrospcctive, ne ccsserenl d'ètre i·tudiés par les connaisseu rs et enLouré:; d un public no nbn:ux manifestemenl symp.. tique il cene éi'OCnlio n Jes armées rl'autrcfois. Aussi, dès la ciOtu re Je I'Expositiou, vit-on s'org11niscr une réunion périodique, présidt!e par le grand pl'intre Meissonier, rlont le but était de préparer <~ t d'ohtenir la créa lion t.l'un ~~lnsd(l dtl l' rl'nnée. nù seraient t·cconstit.uérs, cn permanPnce rt avce Lou :\ les Mveloppe,nent;; comportés pat· un ctablissernent nat.ioual de ce genre, ccs bcllcs salle;; de I'Exposition milit;sire réll'ospcctil't', :111 seuil des•1uellcs on lisait: .-h tx anciennps armées fmnra-ises! Cotte sociét1i, lOute privée, tt'<lrtisLes, (l' :unateu rs et d'oJfkiet·s, ava il ù se choisir un nom de .if?J.Ul'l'e: elle prit pour emblèmc de ses rechen·.hes spé<:tales et de son double but - mi li tairc et artistique - In 'sabretaclte, l'un des accessoires !es plus coq uets dc nos ancifms uuiformcs. Les pr<;cicuses ép:tves, armes, équipemeuts ou unifornws. recucillies depuis lougtc111ps par Meissonier et doni il a tiré un si merveilleux parti dans scs l:tbleaux, ètaient destintles por lui ;·, forrner lé noyau inilial des collections rcvées. Des pot·traits authcntit(UCS, de nornhrcux dessins ou Hstampes du temps, une bibliothèque spéeiale anraient eompltité l'ensemble de:: dt)Citments historiqucs mis ù la dispositiou du public. Le grand arl.ìste mnurut quelqucs jour;; il pcine après ••voir remis le projet d'organisation du rnusée au ~f inistrc de la guerre, qui voulut bien lui promettre de l'cx3mi ner avec un intér~L partieulier. Fidèlc au souvenir de son illustre présidcnt, h1 &tbretaclw lui donna pour successeu r E. Detaille, son élève favori, et depuis lors elle atl(md, sans :;e décourager, quo les pt·éoeeupations du présent. laissent it ttD Ministro de la guerre le temps de fairc la p11rt du passé. Uenftlrcés par des adhésìons nouvdles, les sociétaires continuenl à recueillir dnns l!!ur,; ~ollections pct·sonnelles ou


958

NOTI Zm

RIBLIO ORAFI C BE •

à reclsercher partout les matél"iaux utiles ÌJ lo constitution fu ture d' un Jfu.sée de l'année, méritant de òevenir pous· l'histoire de l'armee ce qu'est déjè le Mt~ée d'artillerie pour l'histoire de l'armernent. PeuH!tre est-il permis de voir là le germe d' une grande société d'as·cbcologic militaire fran~;a i se, capahlc de préludcr aux travaux officiels, qui ne sout point enc,s·e entreps·is, sur un ,:ujet qui touclse cependa nt d'aussi près ;Ì l'histoire de la nation. Quoi qu'il adviennt! de ccs espérances, ò' asscz. fréquentcs dcmandes de I'C!lseignemcnts adresst'~cs n te! Oli !el membro dc la Sabretuche par dcs oJiìciers ou des a rti ste~ occupés do !ravaux histori.que:;, outre qu'ils c:onlìrment la société dans sa croyance ù l'utilité' permanente comme à l'àpropos nctuel du rnusée dont il s'agit, lui ont inspirè la r>ensée d' utiliscr provisoi rement quelques-uns dcs matériaux écrits déjà réuni:5, en choisissant pou r les lectours de la Rcmte dii ;;avtller-ie parmi les docurnents qui peu vent intéresscr leur ar me. La Revue de cavalerie ttyant bien voulu faire gracieux accueillt ceue oi'J'rc, toute de bonne volont1!, lll publication dcs dor:uments eommuniqués par l:t Sociòté de oc La Sabrctnche » a commencé daus 80U numéro de janvicr 1893, où ils sout g1·uu'pés sous la r uhrique Caruet de la Sabret.a.che. Un cerlain nombre d'exemplai res du Camet seront tires r.haque rnois i• pal"t pour facil iter 111 div ulgation des notices. cornme anssi pour faire eonnaìtre le hut de la Société.Los fascieules dejanvierJévrier et rnars ·1893 onHlùjb paru.

ANNO

XXXVIII

~1ILITARE

RIVISTA

ITALIANA

DISPENSA

XI. -

1° G IUG0TO 1893

6

Per la Direz·ione L ono vrco CrsoTTI ml'ggi(}re M. M., itlt al"içn to

~~

ROMA 0P.MARC HI CARLo.

ger·e1tte.

(

V O GH E RA

E N

R IC O

T IPOGRAFQ-KDITORE


!)59

delle uwlerie coul.eunle uella 11resenle dispensa

QUISTIO~I

QUES'l'IONI PI1ATICHE- Saladino, maggiore cl'çtttiglieria Pag. 95ç) · LA DIFESA DEL LlTTORALE - G. Biançardi, colonnello >> 967 DIALOGHI SUGLI ESEI1ClZ[ DEI RIPARTI A CAVALLO. ·(Continuazione) - · Augusto Alvtsi, tenente colonnello di ca·

n,

valleria. CHILE. (Contimmione). -

))

M·. . G. B.

•

98fi

1009

1

)) ·1022

NOTlZ[E· POLITICO-~llLlTARI lTALIA~E.

NOTIZIE M:lLrTAlU ESTIWE: . a) L"nssicurazioue. dei militari ·in· ser vizio in Isi'Ìzzera. )) ·1 029 1032 .b) Piceola crou;1ca .. ))

NOTIZIE

BWL!Ot;f{AFICUI~.

1

PRATICHE

L' artiglieria da campagna ed il suo impiego nelle manov1·e con le altre armi. N elle manovre a cui ho preso partH in questi ultimi · tempi, ho avuto occasione di constatare un fatto a cui forse non s'è posto mente finora e che ha grandissima importanza: il modo cioè cl' impiegare le batterie quando il terreno immensamente. alberabo intercetta non solo ai pe:;;zi qualsiasi visuale, ma non permette di distinguere con 'sicurezza quel che avviene a distan:;;a di poche centinaia di metri. - . Nell'interesse delle operazioni da compiere è naturale che chi ha sotto di sè un certo numero ·di batterie le voglia in1piegare al più presto possibile, e poichè è chiaro che il terreno o non si presta o non permette dei bei tiri è anche naturale che chi comanda dica. di ricorrei·e al p untamento indi1"ello. Enunciato lo scopo che si vuol raggiungere ed il modo 'per riuscirvi, l'artiglieria si tiri da sè dagli impacci · in. quanto a dettagli di esecu:;;ione. Ora, è appunto questa possibilità di tirare, anche valendosi del puntamento indir~tto, che spesso manca e fa dire talvolta agli ufficiali d'artiglieria ehe in quella data situazione non si potrebbe far fuoco. Qui dunque è il perno della quistioue: E troppo ciò che ·si chiede all'artiglieria o é l'artiglieria che non sa sempre càuarsela? . '

61 -·

A:">:'iO XUI'Jf[


960

ctUJSTIONI l'R:\'l'lCHE

Non è improbabile forse che pel desiderio di riuscire, sentimento naturale e legittimo, si ritenga qualche volta nelle manovre di pace, dove è così difficile arrestarsi a tempo nelle supposizioni e valutare d'un colpo tutte le difficoltà del terreno, che l'artiglieria possa e debba saper andar da per tutto, e che basti dirle di (l;ndare o tirare perchè essa vada, veda....... e vinca. La gran di:fficoltà per le batterie sta appunto nel poter andar da per tutto e nel poter tirare da q;1alunque posto ....... se si vuole realmente che da quelht data posizione il tiro sia utile. Come possibilità di raggiungere una posizione molto elevata o precedut~t da, una zona di terreno molto cliHìcile, · la bontà dei caval( i ed il loro allenamento, l'abilità dei conducenti, l'energia dei comandanti di batteria e degli ufficiali, e più che altro l'educazione morale delle batterie, leva potentissima che esprime lo sforzo massimo di cui esse sono capaci, possono in un dato momento opet'are dei miracoli. JYla in qna.nto al tirare da qualsiasi posizione, e tirare non solo per far rumore o per ottenere un effetto moole, ma per ottenere risultati almeno almeno . discreti, convie.né} thre. diverse riserve. Prima, condizione perchè ' un tiro a puntamento indiretto riesca è quella che si veda il bersaglio. e che il comandante la batteria possa osservare il risultato dei suoi colpi. Ove questo non si verifichi, si potra.nno sciupar munizioni, m11 il risultato o sarà nullo o sarà da attribuire ad u,n intervento provvidenziale di cui nè il còmandante la batteria, nè i suoi pnntatori hanno il merito. Ideale delle batterie dovrebbe t~sser quello di splendidamente tirar da per tutto, ma di non abbandonar mai nulla al caS(.', e tirar da una data posizion e solo quando si . ha il convincimento, la sicurezza, dirò così la coscienza che di là si può tirare, e che per qua1ito difficile il tiro per un complesso di circostanze, pur tuttavia se non splendidamente, si hanno · almeno le tali e t~Lli probabiliti1 di colpire. N elle manovre di campagna, grandi manovre e manovre co1 quadri, dove manca il fattore P1·oieltile, e non si può

QU IST!ONI PRATfCHE

961

quindi controllare se tutto quello che si fa è giusto, si nota talvolta una tendenza forse un po' spinta :riel voler che le - batterie tirino da qualunque posizione, ed una 1·iluttan:za per parte dei comandanti di batteria nel tÌl~are in certe date circostanze. Un ordine troppo tassativo dato nelle manovre, può falsare le idee sull'impiego dell'artiglieria in campagna, e la pretesa degli ufficia1i d'artiglieria che si tiri solo quando .si vede bene, · condannerebbe molte volte- al silenzio le batterie, prezioso elemento di forza e di vittoria. Male a mio avviso il non voler talvolta tener conto delle obbiezioni sollevate dagli ufficiali d' artiglieria: male indubbiamente m~.ggwre e senza rimedio, quello di aver delle batterie sottom~mo e non poterle utilizzare petchè non ve ne è il modo. . :E'ino a questi ultimi anni l'artiglieria da · campagna ha tirato unicamente .contro bersaglio visibilissimo dirìgendo ad esso direttamente la lin·e a d i mira dei pezzi: ·è il tiro .così detto diretto che rappresenta il non plus ult1·a della semplicità. Da dodici anni · o poéo più è venuto in voga il punlamen to indi?·etto, e v' è stato un momento in cui v'era una febbre per inventar sistemi nuovi di puntamento. Questo tiro a puntamento indiretto ha avuto fautori ed oppositori ; ha, toccato l'apogeo della gloria nel 1890 in cui fu scelto come criterio per giudicare della abilità delle batterie nel tiro; poì ebbe minore importanza e fu considerato come tiro di -ripiego. L'opposizione v'è stata ed è naturale, ritenendo molti che se da una data posizione non si può .mirare direttamente al bersaglio, convenga meglio non occu:parla e cer carne un'altra, anzichè perder tempo e ricorrere -ad istrumenti speciali, non tutti pratici nel loro impiego. Certo è però che col puntamento indiretto si utiiizzano ora posizioni da cui assolutamente non potrebbe far fuoco coi soliti mezzi di puntamento diretto e si possono recare gravi danni all'avversario pur avendo tutti i pezzi riparati dalla vista del medesimo. È questo un progresso grandissimo, ed ora che i sistemi di puntamento sono perfezio-

si


962

QUISTJON I PRATlCUE

nati e. c?e gl~ t~:fficiali hanno acquistato familiarità coi me.des1m1, ogm ddìì.coltà è scomparsa, e delle batterie eseg~Iscon? talvolta dei tiri bellissimi pur essendovi davanti at pezzi un trayersone molto alto o un ostacolo !}Ualsiasi che nasconde affatto il bersaglio Dagli splendi.di risultati dei polig oci si passa poco dopo alle manovre d1 campagna e qui tutta l'abilità cessa. Si dà l'ordine all'artiglieria di tirare a puntamento indiretto l:arti~lieria se .non p rotesta, brontola nn poco e r itiene ~h= l ordme non s1a. sempre esatto, o almeno non sempre attuabile. Ufficiale d "artiglieria da molti anni e p artio-iano del _ t · d· fi o puu amen t~ m Iretto· .n~• da quando la novità degli apparecchi proposti e la comphcazi?ne di taluni sistemi erano p iù. fatti p~r spaventare che per mcora.ggiare, trovo che hanno ra~~~ne i comandanti di partito n el v olere che le batterie tu·mo ~nche .d~t una posizione che presenta tecnicamente d ~lle dt~colta, . ma . che hanno anche ragione i coman danti ~~ battena o dt bngata, se allo stato attuale della quistioue . l fanno osservare che di là non si vede nulla 0 eh . . d' e per o meno t 1 ttro è 1 molto esito problematico. L' appare~te c?~tr~ddizi~n.e di questa asserzione è spieg.ata d.alla d1 vers1ta d t condizioni in eui trovansi le batterie a1 pohgom e quelle invece che presentano molti terreni i n Italia.. ~e batterie fanno ai poligon i il puntameuto indirebto con. d~smvoltur~, sveltezza ed esattezza : llÌÒ perchè una v oha Imparato tl meccanismo di un dato sistem. J' · .ffi 1 · a, un10a d t ~o tà che la esse hanno di fronte è il piccolo ostacolo che 1~1t~rcetta. .la visuale dei pezzi. Ma pochi metri a destra o a sm1s~ra ~eU~ b.atteri~, o tal volta stando an che semplicemente m .t)led1 d1~tro 1. pezzi si vede il bersaglio ed è presto tracc1ata la d1rettnce del tiro. .A causa della distan:>.a e delle condizioni speciali di l uce vi potrebbe essere talvolta qualc?e ?ifficoltà di visibilità e quindi possibilitù, di errori in d1rez10ne ; ma, appunt o p er evitare qualsiasi dolor oso equivoco, si eccede in precauzioni: si fanno mettere bersa!!ll' 1nolto Vl.Sl. bl.ll' e 1nolto es t est· ; se n e .tavon .(.' ·scc l'in~

QUISTION l l'llATICHE

96~

dicazione facendoli disporre bene in luce o r icorrendo a fumate, ecc. E l'osservazi one dei cblpi è favorita alla sua volta da un concorso di circostanze propizie, tra cui basterebbe solo questa, e cioè che trn la. batteria ed il bersaglio la vista non ammette restrizioni essendo il terr en o liscio, piano ed u nif'o·rme e non essendovi il benchè minimo ramo d'albero 'che rompa la continuità v isiva di qu ella zona. U scite in vece di là, e i l comandante di batteria che ha r i· scosso il plauso di tutti pel modo brillante come ha diretto il suo tiro, si trova molte vol te di fronte un'alberatura fittissima, filari di viti, cascinali ed anzichè pensare a cercare la posizion e intangibile del n emico, è' g ià molto se riesce a v edere quello che ha pochi p assi davanti a sè. Questo è a mio avviso lo scoglio in cui urtano le batterie nell e manovre di campagna e quello in cui potrebbero urtare in gnerra; non è il tecnicismo che loro manchi in qu ell'occasione, ma le disorienta l'apparizione inaspettata. di un elemen to che è per loro un' incognita; di cui nessuno ha mai lor o parlato, e che n on è troppo facile affrontare con sicurezza d i vittoria. Nei poligoni infa tti, a girare molto, si trovano a stento tre o quattro posizioni da cui' eseguire il p untamento indiretto; e poichè le rare pieghe di terr~no non sempre intercettano la visuale a tutti i p ezzi, per ·quanti esercizi si facciano, si ricorre eternamente a qualche vecchio t nwersone rimasto per caso in piedi o a qualche piccolo lavoro in terra fatto in passato da qualche reggimento da for tezza. Così essendo le cose, credo non si possa fare un appun to serio alle batterie se alla vista, di n n ostacolo impreveduto, esse esprimano l'avviso che non si possa tirare, non essendo l:\empre sufficiente conoscere la direzione approssimativa in cui può t rovarsi il n emico e la sua distan za da noi. D 'altr a parte dovendosi accettare il terreno come è, le batterie debb ono p ure imparare a fare fuoco in condizioni difficilissime se vogliono coadiuvare le al tre armi e non esser e condannate all' inazione, quando assolutamente non v ' è mod o di trovare una posizione conveniente. Il problema da risolvere


964

\

965

QU!STIONI PRATICHE

QU!S'l'IONI PS ATII.HE

c~n.sis~e adunque nel tentar di conciliare queste due condizwm che sembrano in opposizione fra loro, e cioè : , l~ Valer~i per qualsiasi operazione 'da compiere delle ba:ttene che s1 hanno a disposizione; · 2o Istruire le batterie in modo clie anche in · terreno molto , coperto il loro concorso riesca utile, e se non si pos · sono avere grandi risultati, si riducano almeno al minimo gli effetti del caso.

me percors1 m qnest.i ultimi tempi ne esistono abbonçhmtemente qua e là per l'Italia, ed è doloroso d ire che se le batterie do ve~sero tirare in condizioni simili non s~t prebbero cav<trsela. Dunque o si ammetta clw quando il terreno non si presta , le batterie se ne stieno inopexose; o se questa è un' eresia, si dia loro modo di assuefa-rsi alle diflicolti\ che il t iro in queste cond izioni prHsenta, accettando, in vista del gran bene che se ne può ritra.rre in avvenire, i non · grandi sacrifiei finanziari che l' attua7.ione della proposta stessa richiede. Con la nuov::t. disposizione della chiamata delle redute in mar7.0, le semole di tiro non cominciano che il 15 giugno, ed in vari poligoni anche dopo. Sarebbe quindi a.ucora possibile studiare e concretare in tempo le nonn<~ direttive a cui a ttenersi sia per la condotta del fuoco che si. ritiene più opportuno prescrivere; e dare modo alle batteriP, di allargare la loro sfera d'azione, permettendo loro fin da que· st' ~t-nno di tirare in terreno vario. intersecato da piante, ·a lber i ed ostacoli. Qnest' esercizio - è appena il caso di rìtevarlo - non risolverebbe del tutto il proble-ma e non se ne potrebbe dedt~rre che qualunque sia la natura del terreno le batterie possano e debbano far fuoco sempre; ma g li ufficiali ed in ispecie i eomandanti d i batteria e di brigatx'l. acquisterebbero 'l'occhio che ora loro .m anca; imparerebbero :CL lottare contro le dif:fi.coltà vere della pratica e possibilmente a. superarle, e più che altro, con l'esperienza acquistata sarebbero più in gr~do di ora di dire se realmente da una data posizione si può oppur no tirar.e. Questo loro parere -- che sarebbe desiderabile potesse essere accolt0 come dato di fatto dai comandanti di partito nelle manovr e ed in guerra - gio· verebbe certo per l' andamento di una data operazione, e per stabilire fin da principio se l'a,rtiglieria possa oppur no essere impiegata, ed in caso affermativo, come ed in che quantità. Ove per mancanza di. mezzi non si possa tirare ai poligoni, come realmente cap!terà di dover tirare in campagtuÌ,

Ad un simile risultato si potrebbe un O'iorno arrivare l h' . b ' o.tre c e occup~ndosr. anche con più .amore e più impegno dr quanto ora si faccia del puntamento indiretto. trasformando a mano a mano i nostri poligoni in mod~ da pas~ sare dall'eminentemente facile all' eminentemente difficile. Ora, · di ·ogni poligono si utilizza pel tiro una zona centrale c~mple~amente arida.' deserta e priva di qualsiasi vegeta~~o~~; .Il contorno eh questa zona rappresenta i così detti hmrt~ del campo che n~m. è dato oltrepassare per non andar e mcontro a reclami, osservazioni, pagamento di danni ecc. Non pot~ebbe . l' amministrazione militare acquistare 0 prendere m affitto nn tratto di terreno coltivato ed a ·pre· ferenza molto albe1·ato e far che in esso si sbizzarriscano le b~tterje a tiraro- in modo molto simile a quello che dovranno ~are in_ prat~ca.? _Per ms tutta la quistione e in questo punto; 1 nostn polrgonr non rappresentano il caso vero e reale. e run ci danno nemmeno una pallida idea delle difficoltà che il tiro e il puntamento possono, preseutare. Si sostituiscano ad essi p~co. per_ volta terreni quali l'Italia presenta in molte regwm; SI educhino le batterie ad OO'ni sorta di difficoltà,. e f~~ qualche anno esse avranno pro~redito immen· samente pm che se s'adottasse un nuovo proietto od un nuovo can 1~one di g ran lunga. superiori agli attuali! Ignoro l'accoglienza che questa mia proposta. - detta.ta da un profondo sentimento del dovere e dalt amore vivissimo per l'arma a cui appartengo - potrà avere, ma mi pare opportuno . sollevare q uest.a q uistione, perchè la si d i senta e possibilmente si_ provveda. Terreni come gue1li da


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QTIST!Ol:\1 P IL~ TI CII E

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l'e~p~rienza ~elle batterie e degli ufficiali ·in questa vitale

qurst10ne . sara. s~t~1pre scarsissima, e per quanto in terreJJ o coperto sr ordmr m guerra di far ·dei tiri indiretti, si con su_ meranno delle munizioni, ma non si potrà fare nessun assegnamento sull'efficacia del nostro fuoco. · SA"LADINO .llttfj')iò•·r Iii

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I•:Jlii'I'Ùt .

LA DIFESA DEL LITTORALE

Uno sbaglio di apprezzamento, od anche una valutazione semplicemente esagerata, basta il più delle volte per traviare fatalmente il giudizio pubblico intorno ai più interessanti problemi d'indole tecnica. Cosi accadde fra noi nella discussione intorno alla difesa littoranea, che non fu apprezzata secondo il suo r etto carattere, nè trattenuta entro i suoi giusti limit.i, ma bensì svisata ed ampliata al punto rh rendere diffidente il pubblico e lo stesso Parla.mento, inducendoli a credere che per essa oc· ' corrano opere gigantesche e spese colossali, come quelle profuse prima d'ora per le varie fortificazioni costiere. La S pezia, la Maddalena, lo stretto di Messina, Gaeta e ~raranto, sono pochi punti str[ttegici, arHenali e passaggi, il cui sicuro possesso è indisp~nsabile per la tutela ed il rifornimento della flotta; mentre che la dif~sa littoranea mira a ben altri scopi, e per essa bastano .me:r.zi difensivi ben più semplici ed economici che non qnelli richiesti a d iretto sussidio della marina da g uerra. E la, diff'erenza è tanto più rimarchevole in quanto che non siamo ancora certi che le difese fin qui allestite per quest'ultimo scopo, rassicurino a sufficienza la nostra marina; mentre dall'altra parte, col perfezionarsi della tecniea militare, riesco altrettanto più facile organizzare e ine~tere in azione mezzi sufficientemente potenti ed economici per la difesa littorn.uea.


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J, A

DJFES~

DEL LIT TORALE

L In pr imo luogo, la difesa del littorale è una misur a di sicur ezza preventiva, che interessa egualmente tutti gli Stati marittimi, abbiano, o meno, aspirazioni marinar esche, perchè mira a salvaguar dare le r icchezze, la navigazione ed i commerci. Essa contribuisce per ta l modo all' incremento della prosperità pubblica, nel tempo stesso che raffor za il prestigio militare e l' indipendenza politica delle nazioni, incutendo egnèllmente a qualunque siasi avversario. La sua importanza. è adunque tale da reggere al confr onto con que lla che s'attribuisce alla stessa mari n~ da g uer ra; e la sua grande utilità rende ingiustificabile l'abbm1.c1ono in cni è tenuta presso noi. f!: bensì vero che, lnugo il littorale italiano, sono st~tte stabilite numerose stazioni eli torpediniere; ma queste, lasciate isolate, sono incapaci di esercitare una valida tutela, e potran no a mala pemt funzionare come sen tinelle a vanzate, ehe all'accostarsi di un incrociatore n emico saranno costrette d i battere in ritirata. e rifugiarsi in por to, a meno di sacrificarsi in nna lotta tr oppo diseguale per ri u~c ire di qualche profitto. · Questo provvedimento vale tutt'al più per confermare l'e· Yidenlie necessità di tutelare il littorale italiano; ma l'analisi tecnica dimostra che esso non è in grado di -corrispondere in guerra alla comune aspettazione. Costituisce un'ingente speStl. improficua, e n ulla più; mentre che, debitamente completato da altre risorse tecniche, potrebbe di vcntare la base eli uua solidissima tutela, di tutte le nostre coste.

IL I risultati immedia.h che si possono conseguire con nn ben coordinato sistema di difesa del littorale, sono : a) di prevenire, a.ll' inizio d'una guerra, le sorprese e

LA DIPESA DEr, 1.1T T0Rjp. t::

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le incursioni del nemico, rendendo per tal modo sicuro e regolare il richiamo dei militari dal congedo, nou che la radunata. delle truppe sparse in r egioni prossime alla costa; b) d' impedire, duran te la guerra, le aggressioni da mare contro le ferrov ie littoranee, gar an tendo così la sicurezza delle comunicazioni e g li eventuali spostamenti delle forze della :lifesa.; c} di contrastare efficacement.e l'attaeeo che squadre secondar ie potrebbero tentare contro i porti e le città marittime, salvaguardando così. queste dal bomba1·damento, dalle taglie vistose e dalle raz?.ìe; cl) di rendere impossibili i piccoli sbarchi e d' incagliare di tanto l' inizio dei grandi sbarchi da procnrare cer tamente alle truppe mobili clelia difesa il tempo necessario per accorrere sul punto minacciato. Oltre a ciò, una difesa littoranea ben organizzata, procura ancora i segnen ~i vantagg i: e} di evitare che in tempo d i g uer ra s'interrompa il corso della navigazione e del commer cio marittimo ; f ) di offrire dovunque un r ifugio a navi minacciate da forze preponderanti; · g) di lasciare piena mente libera la flotta di attendere alle grandi operazioni di guerra, e specialmente a quelle di carattere offensivo, non avendo essa più da preoccupar s1 della difesa immediata del littorale; h} di diminuire notevolmente la quantità delle truppe necessarie per la sorveglianza e la difesa delle coste; i ) finalmeme, di poter risparmiare molte for tificazioni interne dispendiose, come quelle di Ozieri per la Sardegna, di C:1Stro- Giovanni per la Sicilia, di Capua per la Campania, e simili, prima d'ora suggerite per gt~ran t ire le provincie più esposte agli ar.tacchi da mare, e implicanti tutte l"abbandono, sia pur temporaneo, al nemico, di tutta la costa, colle sue città, podi e ferrovie. Il complesso di questi v~mtaggi non è certamente una quantità trascurabi.le, dal punto di vista degli int,eressi g:e· nerali del paese; e merit<t aclunqne che ci occupiamo di de-


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LA DIFESO DEL LlTTOKALE

finire il modo con cui assicurarne il ra.ggiung imento. col minimo possibile di spesa.

III. La difesa del littorale, per poter corrispondere allo scopo col minimo di spesa e colla maggior garanzia di durata. deve risultare dalla combinazione dei mezzi mobili di terra e eli mare, vale a dire esercit o e torpediniere, con quelli stabili rappresentati da. artiglierie opportunamente installate sulle coste. È evidente che ciascuno di questi elementi adoperato da solo sarebbe assolutament.e impotente a raggiungere lo scopo. Le torpediniere non oserebbero affrontare le navi più veloci ed armate appositamente per dar loro la caccia: mentre potrebbero in quella vece tener testa direttamente a lle grandi corazzate. Le artiglierie, per dominar e il mare da sole e poter battere le corazzate sino a notevole distanza, dovr~bbero essere numerose e di gr an calibro, nè potrebbero quindi moltipli· carsi lungo tutto il littorale, tanto per l' ingente spesa. quanto per il gran numero di ar tiglieri molto esperti che occorr erebbero per il servizio. Olt r e a ciò, esse non basterebbero per garantire la costa dagli attacchi nottumi e per respingere truppe sbarcate di sorpresa. L e truppe della. difesa, per opporsi ad uno sbarco, hanno bisogno di poter arrivare in grande numero sul punto minacciato, prima che l'invasore si impossessi stabilmente della costa; condizione che non si potrà realizzare se altri trovandosi prima sopra luogo, non saprà. incagliare le operazioni della flotta attaccante e guadagnar tempo. Pur associando due a due questi elementi, non è ancora possibile di soddisfare pienamente lo scopo, quand'anche si adottasse per le artiglierie il temperamento di scemarne il calibro; per potE-rne accrescere il numero, e proteggere così. un'estensione maggiore di costa..

LA DIFESA DEL LlTTORALE

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I tre elementi riuniti si completano invece, e possono benissimo far fronte a tutte le prementovate eventualità di attacco. Le artio-lierie di medio calibro, pnrchè abbiano traiettoria molto rad~nte, bastano per sbarazzare il mare dagli incrocia· tor i, dalle contro-torpediniere e da tutte le navi dotate di grande velocità ma leggermente corazzate sui fianchi, ed a macrgior rao-ione da tutto il naviglio di trasporto. Esse imo b portano spesa piccola per sè stesse, come per 1'l l oro ~~nizionamento 13 per i lavori d'installazione; e alloro serviziO bastano pochissimi uomini, nè occorre speciale perizia. Le torpediniere, eli notte possono anche da sole formare le sentinelle avanzate d~lla difesa; e nel giorno , una volta garantite dagli assalti delle contro-torpediniere, mercè il concorso delle artiglierie costiere, diventer ebbero un avversario terribil e per le pesanti corazzate chE~ volessero accostarsi a controbattere le batterie di terra. Il combattimento loca.le così impegnato dalle corazzate contro le artiglierie e le torpediniere della. difesa, rivelerebbe indubbiamente le intenzioni dell'assahtore, e darebbe tutto il tempo occorrente alle forze mobili di terra per accorrere e r eprimere qualunque t-entativo di sbarco. . Questa soluzione del problema permette adunqu~ d1 usu: fruire al massimo grado del vigore e dell'entus1aS~110 -~l tante forze locali, t\ltrimenti disgregate ed impotenti a dl· fendersi; mentre d'altra parte rappresenta il. modo più ra· zionale, sicuro ed economico di provvedere ~dla tutela del - littorate. Così, e non altrimenti, gli antichi Stati italiani avevano provvisto per garantir e i l littorale dalle in~m:sioni barbaresche. Essi mancavano bensì di forze manttune, ma allo scopo concr eto d'impedire gli sbarchi arrivavano p~re col sistema delle vedette costiere, stabilite entro torn erette lungo l'int ero littorale, con determinato intervallo di poche migl.1a dall'una all'alt.ra torre. E compito delle vedette era di segnalar e il nemico e eli trattenerlo nello sbarco abba-


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LA L•LFESA DEL l l TTORALE

stanza a lungo per poter chiamare a raocolt~ piLt numerose forze, e rivolgere quindi l"offensiva contro l'inva.sot·e. IV.

Col~a preindicata organizzazione della difesa lit.tomnea. non

s1

potrc\. presumere di paralizzare d'un colpo un'iutiera

s~u~dra ~a:ale che attacchi di viva forza un porto, od una

Citta manttlma.

Però anche in questo caso le artiglierie, quando steno

?PP.o~·t~~ame~te appiattate sulla costa per ~·iuscire quasi tnv~s~bih ed mvulnerabili, avranno pur sempre l'efficacia su:ffimente per colare a tondo, od almeno far allont.a.uare dal punto .attacc~to, t:1tte le navi debolme:r..t e corazzate; e la lotta SI r estrmgera così fra le grandi corazzate della sqna· dra attaccante ~ le torpedinier e della difesa ; alle gul:Lti si potrebbero aggmngere, in non. lontano avvenire. i b1tttelli sott.o~arini, oppur anche altri sistemi più semplici · di torpedmi affi~ate, con promessa di vistoso premio, ai marinai e. P~~caton dell~ n~str~ spiaggie, fidenti che maneggieranno srmth strumenti d1 distruzione con risolutezza e bravura non. minore eli quanta ne spiegarono i greci coi lor o br ulotti. /

. D~l. resto, una· f?r te squad ra navale che si impegnas,;e m sllfatto combatttmento sulla costa, rimarrebbe esposta all a sua volta a ll e sorprese ed all'attacco della flotta av~'ers~ria, .e molto probabilmente fini rebbe per essere colta m d1sordme e battuta anche da for ze minori. Cosi avvenne a Lissa;. dove l_'appig~io al . combattimento, dato da poche e deboli battene costtere, mgeuerò il disordine della batt~gl·i~ e la sc~ufi.tta della. nostra flotta, malgrado la snpanonta del nav1gho e l'eroismo di tutti i combattenti. V.

In ordine generale, una difesa costiera bene organizzata avr ebbe per noi lo stesso effetto che ebbe in Prussia nel

LA lllFESA DEI. I.I TTORALE

1870; vale a dire di paralizzare completamente le minaccie ai nostri porti ed ai nostri commerci. Più ancora, essa ser· virebbe a definire chiaramente qmde sia la sfera d'azione riservata alla flotta, ed a distinguerla nettamente da quella spett.ante alFesercito. P or essa, scemerà comparativamente l'importanza delFarmata, quando nella stessa guerra concorra anche l'azione dell 'eser :;ito; ma di ciò non avranno a dolersi uè la Nazion.e, che sopporta le spese per entrambi, nè la marina stessa, che troverebbe il suo compito logieamente circoscritto a potrebbe affrontarlo con maggiore con · fidenza. La marina saprà. nettamente a quali esigenze corrispondere, godrà d i piena libertà d'azione, non avrà a preoccuparsi dei pericoli sovrastanti a Palermo, Catania, Napoli, Cagliari, Civitavecchia o Livorno; e soprattutto n on gli succederà mai di finire, coi suoi baldi marinai, fra le miasmatiche fortificazioni di Roma. come già i marinai frau· cesi dovettero consumarsi nella difesa di Parigi. Finalmente, la stessa marina dovrebbe favorire la r ealizzazione di un siffatto piano di difesa del nostro littorale, perchè in tal modo essa potrebbe andar sicura eli trovare sempre, in gran copia, in ogni porto mercantile italiano, il carbone, i viveri ed i rifornimenti necessar i per le sue navi, rispar miando somme considerevoli per la raccolta preventiva di tali materiali sin dal tempo di pace, e per l'organ izzazione e difesa dei relativi depositi. Alla sua volta, l'esercito pur e trar rebbe notevolissimo vantao·gio da una ben sistemata difesa costiera, anzitutto o ' per la sicurezza delle operazioni di mobilitazione e dei trasporti lungo le ferrovie littoranee, e in secondo luogo percbè scemerebbe d'assai il bisogno di destinare completi corpi d'armata dell'esercito attivo a guardia delle coste, mentre vi supplirebbero perfettamente corpi di milizia, pur difettando essi eli anni a cavallo. Infatti, quando la costa sia ben preparata a difesa,. ed i tentativi di sbar co si svolgano <)uindi con maggior lentezza, all'im·asore non riuscirà p~ssibile di gua.dagnare ter-


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l>A D IFESA DEL LITTORA LE

r~no nell_'intenw, ~è agevole di mettere in azione le proprie rrsorse dr cavallena e artiglieria, e nemmeno di fortificarsi alla spiaggia, prima che il difensore lo raggiunga con forze abbnstanza numerose per r.icacciarlo in mare anche mercè la semplice a:>:ione della fttnteria.

VI. .Nla qui sento esclamare : dove lascia lo scrittore al!ar· mista, l'egida del diritto delle genti ? . ... Ri_sp?ndiamo che in fatto di guerr~ si potrebbe essere m.tahst~, e r~ssegnarsi di buona voglia a tntte le disgrazie; ma lusmgarsr che l'incanto e le ricchezze delle nostre città marittime, abbiano da valere come talismano per calmare la foga e lo spirito di rappresaalia dei nostri avversari an. l o ' z1c 1è ad acuire i loro ::tppetiti, sarebbe biasimevole ino·ennità. n

Diamo. uno sguardo a l!e spiaggia di tutte le potenze europee Impegnate nelle gare .internazionali, e vedremo che non un sol punto d' importanza militare o commerciale fu da loro lasciato senza congrua protezione! Scorriamo il golfo di Lione; e troveremo la costa :fitta di fortificazioni, prodigate ad esuberanza persino; esuberanza che spiega a sufficienza l'attitudine eminentemente offensiva che si propcngono i .marinai di F rancia in una guerra contro l'Italia. E non devono gli italian i fare altret~anto p_er la sicurezza di tanta parte del loro paese, per la d1fesa d ~ i~portantiss~me località strategiche, e per dare alle operazwm della flotta qnella. indipendenza dal continente e quello slancio in mare cui la nostra marina aspira con baldanza non inferiore cer tamente alla francese! Il diritto delle genti sarà. lama affilata quanto mai vuolsi, ma fino a che manchi il braccio che la deve vibrar e :fino ~~ che non sia costituito un tribunale interna~ionaÌe che oltre al sentenziare possa anche colpire, esso rimane diritto <ostratto, senza corpo nè efficacia; e la :fiducia in esso, riserva ai creduli ben tr isti delusioni. ·

LA

DlF~SA

DEL LlTTCIRALE

975

P er l'avversario nostro il colpire Cagliari, Paler mo o -Napoli e l interrompere le fenovie littoranee, sono imprese cui corrisponde la h1singa di sommuovere le isole e buona parte del continente, di paralizzare la mobilizzazione di parte dell'esercito, di incatenare parecchi corpi d'armata alla difesa costiera, di impedire l'invio delle riser ve all' eser cito di frontier a, di sconvolgere insomma., sin Jall' inizio della o-uen·a, l'ordine materiale e morale delle nostre opet·azioni ~ilitari, turbando non meno intensamente l'ordine politico ed economico della n.a:>:ione. E poichè in difetto di una difesa littoranea riuscirà tanto più facile eli raggiungere questi scopi, anche con poche navi secondarie, cos~ dovrem? ~t­ tenderei che l'avversario moltiplicherà siffatt1 attacchi , mcoraggiato <tppnnto dalla relativa sicurezza, e dall'entità dei risnltati presumibili. La repubblica genovese lottò similmente ·ad oltranza contro le consorelle di Pisa e Savona, e Ìe paralizzò per sempre; ardì perfino di tentare la stessa impresa _contr_o Venezia; e potrà. la moderna Italia invocar e a sua dtfesa tl dir itto delle genti? L 'opinione pubblica del mondo intiero penserà che il diritto delle genti sarebbe invocato ben fuori di proposito; tanto più. quando gli altri Stati attorno a noi hanno fatto enormi sacrifici per provvedere opportunamente alla loro difesa littoranea, c quando si calcola che l'import o di una sola grande coraazzta basterebbe per munire tutto il nostro littorale e per salvaguardare così il prestigio ad un t empo dell'esercito e dell'armata.

VII. N el provveder e alla propria difesa., una nazione deve preparare tali forze, ed i tecnici devono escogitare tali mi sure, da assicurare l'incolumità del patrio suolo qualunque possa mai essere il numero e la potenza degli assalitori, e all'infuori della cooperazione diretta eli qualsiasi alleato. 6~

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ANNO XXXVIII


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LA

DIFESA DEL LITTORAL'F:

Or bene, trattandosi di pr oteggere il nostro littorale, oseremmo noi, per andar sicuri, presumere eli mobilizzare uua flotta decisamente superiore a quella di ~utti i singoli Stati d'Europa? E nel'"caso d iverso, dobbiamo SLlbordinare la condotta politica ed economica del paese, al valore relativo della flotta? N o! rispondiamo, così non deve essere per la dignità e per l'interesse stesso del paese! La nostra flotta sia for te di numero in ragione delht nostra ricchezza, e più for te sia ancora per buona prep~mt ­ zione ed ardimento ; ma piegare la bandiera alla stregu<• del numero delle corazzate, equivarrebbe a rinnegare ll't dignità e la fierezza di quei sentimenti che hanno pori..a.to casa Savoia dalle 4~l pi a R oma, e pei quali i nostri patriotti dall'esilio sono pervenuti al Campidoglio. Pur troppo si è verifìc<tto, parecchi anni or sono, che UlH~ grande potenza m<trittima avesse fatto desistere il n ostro governo da ce1~te velleità politiche, forse poco ragionevoli. coll'intimarci il bombardamento di Napoli; e ben vorremmo che tal voce fosse destituita d'ogni menomo fondamento: ma anche la lontana possibilità di siffatta coercizione, dovrebbe bastare ai nostri uomini di Stato per riflettere sul le tristi conseguenze d'una condizione eli cose politicamente insopportabile; conseguenze tanto più deleterie ìn guanto che la generazione, che si espone o si piega a siffatte inti· mazioni, s'avvia a perdere ogni suscettibilità d'energia morale, e finirà col mettere a repentaglio le sorti della patria. In tali contingenze, la for tificazione, o per meglio d ire la preparazione di acconci mezzi t ecnici, coi quali incutere a gualsiasi assalitore, previene le mina.ccie, rinfranca l'aziono politica e infonde sicurezza in tutti. :8 un còmpito che la scienza lia sempre disimpegnato in favore dei deboli, e che l'I talia ha ora torto eli disconoscere e di rinnegare dopo tanti precedenti storici eloquentissimi. L 'artiglieria è come vigile sentinella sempre pronta ad entrare in azione; e se oggi rende il saluto ad una mwe amica, domani è in grado di squarciare i fianchi d'una fio tta che rechi offesa alla nostra bandiera. Per tale prerogativa,

t.A DIFESA DEJ, LI1'1'0RALE

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d ella pronta utilizzazione, e per la sua g rande potenza d'effetti, l'artiglier ia è la p ill sicura pr otettrice delle frontiere d'uno Stato; e, come tale proprietà sua viene riconosciuta nella d ifesa alpina ed in quelb degli arsenali marittimi, così non vi è ragione per disconoscerla quando trattasi della difesa littì ranea, ladclove il computo le r iuscir ebbe ancora più facile. . Però. nè le alleanze, nè qualsiasi nuova prospett1va politica possono giustificare l'abbandono in CLli sono lasciati presso noi gli s tndi e gli a.pprest~menti indispe~1~a~ili. per la difesa di tanti punti important1 e v nlnerabthss1m1 del littorale. Già troppe volte l'Italia ha esperimentato i rischi dell~ fortuna politica, per non comprendere che è tempo o~·amat di reggersi da sè; e ·che non potrebbe nemmeno susststere alleanza dig nitosa e lunga fra na~ioni potenti e otvili, quando mancasse una perfetta consonanza di propositi ecl un equo pareggiamento di mezzi off~n~i:ri e difen_si.~ i. . . D'altronde i danni attendtbth per le o1tta ed 1 port1 marittimi-nostri, costituiscono un per icolo t roppo palmare e .t roppo gra.ve perchè qualunque alleato possa m~i a,;st:mersi la responsabilità di salvagnardercene ; che anz1 , se 1~ suo oonsiglio fosse disinteressato, dovrebbe lui stesso fars1 sol~ lecitatore di congrui provvedimenti, onde non correre tl rischio d'immobilizzare una par te della propria flotta per stare a gua'l:clia delle coste italiano.

VIII. Ma le ostinato coutrarietà. all'adozione d i una difesa sistematica del nostro littorale hanno un legittimo appiglio nell'entità della spesa all'uopo occorrente~ Anzitutto osserviamo che il sacrificio pecuniario non andrebbe senza corrispettivi, in pace ed in guerra, e che la ~ombinazione proposta è stata diligentemente studiata dal lato tecnico non solo, ma anche da g nello economico, in-


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LA DIFESA DEL LITTOR ALE

LA OlFESA DE L LlTTOR.ALE

spirandosi appunto alla situazione attuale difficilissima dell'erario pubblico. È poi evidente che tale situazione non migliorerà altrimenti col lasciar affievolire sempre più la nostra potenza militare e politica, e col rifiutare i provve· dimenti indispensabili a garantire le nostre ricche città marittime,.le vie di comuni.ca~ione, i commerci, e l'integrità. stessa del territorio; in una parola col fare una politica debolissima. Che se la nostra, situazione economica decadde notevolmente da una decina d'anni a questa parte, ciò non è statotanto per il numero e l'estensione delle opere pubbliche, quanto e più per aver trascurato ogni concetto parsimonioso nelle costruzioni, come per la tarda e meschina rimunerazione che da .esse ritrae lo Stato. In secondo luogo, osserviamo che dovendo la for~a del proposto sistema di difesa scatnrife dall'opportuno concorso dei tre mezzi di combattimento retroaccennati, che non dell'entità di ciascuno di essi preso isolatamente, .la loro combinazione darà di necessità il risultato massimo: col minimo relativo di spesa.. La nostra marina possiede centoquaranta torpediniere leg· giere, le quali, come è rimasto provato dopo le più recenti manovre dalle marine straniere, non potrebbaro .s eguire la flotta in alto mare, perchè non reggerebbero a velocità superiori alle 12 miglia, e riuscirebbero pertanto d'imbarazzo nella navigazione, più che di utilità nel combattimento. È prevedibile adunque che per l'avvenire, nella composizione delle squadre, saranno surrogate le torpediniere leggiere con altre di maggior tonnellaggio, adatte per l'alto mar e, e l'utilizzazione di buona parte almeno delle prime nella difesa littoranea riuscirà quindi sommamente opportuna; tantopiù che in tale posizione potranno pur sempre cooperare colla flotta, quando questa si trovi nei mari vicini. . Sotto questo aspetto adunque, ,l a spesa probabile si ridurrà a qt~ella necessaria per predisporre i punti di stazione . di tali torpediniere; spesa che certamente non sarà molto in-

gente, quando si approfitti opportunamente degli scali esistenti. Le artiglierie da destinarsi alla lor volta a guardia del littorale, basterà a.bbiano l'eguale potenza di quelle che trovansi a bordo di tutte le navi veloci del tipo più moderno, colle quali esse dovranno principalmente lottare. Orbene, fatta astrazione di qualche cannone del calibro fra 14 e 16 centimetri che tali navi portano a prora e poppa per il t iro in caccia, la loro dotazione più cospicua è formata con cannoni da cent. 10 a 12 per l'armamento dei fianchi, e con una serie di mitragliatrici e cannoncini a tiro rapido, quali bastano per dar caccia alle torpediniere non corazzate. Analogamente dovrebbe bastare, per le batterie litto1:anee, un'armamento misto di pezzi fra 12 e 14 ceut. e d1 cannoncini a tiro rapido e mitragliatrici, destinati i primi all~ lotta contro le navi, e gli altri a quella contro i palischernu .e le truppe sbarcate. . In rao·ione poi della celerità di t iro ommai raggmnta con. o siffatte bocche da fuoco, anche il loro numero può essere ndotto d'assai; talchè potrebbero bastate, per ogni. ba.tteria, una coppia di cannoni, ed una di cannoncini o mitragliatrici a. seconda del caso. Cannoni di grande calibro non sono indispensabili per tali batterie, poichè la lotta colle grandi corazzate è riservata, .come già si disse, alle torpediniere della costa. . P erò anche i cannoni di medio calibro possono assera resi sempre più potenti. coll.'adozione di proiettili caric~i ~'esplo: sivo dirompente, e coll'aumentare la massa dei protetti stesst e la loro velocità iniziale, com,e nei cannoni Armstrong e "" Canet, dove supera già i 1000 metri per secondo. . Con tali condizioni di tiro, basterà l'effetto di un proietto ' solo per mettere fuori di combattimento una nave mediocremente corazzata; notando per di più che crescendo la velo, .cità del proietto e la radenza della sua traiettoria, diven~a tanto pit\ spedito e facile il puntare e colpire un bersagho mobile. Finalmente, l'installazione d'un siffatto g ruppo di bocche


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LA

D I F~: SA

DEL LI TTORALE

da fuoco dovrebbe farsi a ridosso di roccie e di maschere artificiali di cemento, disponendo i cannoncini entro toi·ricelle corazzate a scomparsa, per modo da non presentare mai un bersaglio sa.Iien te, e di poter quindi considerare le batterie al sicuro dal tiro delle navi, già per sua natura piuttosto incerto. Ogni batteria dovrebbe poi essere adattata in modo da trovarsi sottratta al pericolo d'un colpo di mano, da parte di truppe sbarcate di soppiatto; con ciò non vi sarà bisogno di un presidio speciale di sicurezza., e basterà all'uopo il semplice personale d'arti()'lieria adibito al s~rvizio de.i pezzi,. ridotto esso pure al mini:o, mercè i perfezwnamentl che s1 potrebbero oramai applicare anche da noi nello studio e nella preparazione delle batterie e cl i tutti i materiali d'artiglieria. Colla scor.ta di. siffatti elementi, è facile arguire che la proposta orgamzzazwne della difesa costiera non esigerà grandi spese, tan~o 1:erc.hè si fonda sull'utilizzazione di parte a.lmeno d~l ~a .f!.otttgha d1 torpediniere esistente, e sull'impiego delle m1h~1 e,. quan~o e più perchè le batterie costiere avranno pochi p~r.z1 d1 medw e piccolo calibro, con un personale minimo d1 servizio. . Senza voler es~ere assoluti in fatto di preventivi, posSla~o. p~r altro. ntenere che la spesa per la provvista delle art1ghcne e de1 relativi apparecchi e munizioni, si ~to·o·i­ r~rà sulle cehtomila liro per batteria; ed a ragione dilo~pca non d~.vrebber~ assolutamente importare più di tanco, 1l lavoro d·Installaz19ne o le opere complementari d'ogni batteria. ~ P nrtroppo nelle fortifica.z.i oni fìn qui costruite, la spesa ~er .la parte accessoria ha sempre superato di parecchi multlph quella fatta per gli organi attivi della difesa. ma l'errore è sta~o oram~i. tanto deplorato, che par lecit~ di sperare un po d1 res1p1scenza da parte del nostro cor po del genio militare. Circa al numero infine delle batterie e delle stazioni di torp~diniere da allestirsi, non vi è neppure di che allarmarsi; esso non sarà grande perchè le moderne artiglierie

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possìedono una portata molto estesa, e una sola batte.ria: o tutt'al più una coppia, dovrà bastare per la difesa eh C1ascuna località. :-ii riman-à in ogni modo assai lontani dal centinaio ~i milioni messo innanzi da coloro che amano esagerare 1l preventivo della difesa littoranea per compromett.erla .nella considerazione del pubblico e del Parlamento; e s1 puo star certi che p er essa baster~~ una parte soltanto della ingente spesa prevent,ivata per lo fortific,~zioni interne delle mag giori isole e delle pro vincie più minacciate.

IX. Ad illustrare la tesi suesposta, dell'insufficienza cioè delle semplici torpediniere nella difesa littoranea e della nece~­ sità di farvi concorrere l'artiglieria costiera, varrà pnre 1l fatto seguente. Pochi anni or sono accadde, alla nostra marina, durante un corso di ma.novre lungo il littorale toscano, il caso di un gruppo dì torpedinier e bloccato nel porto di Livorno da un solo incrociatore, armato adeguatamen te per dar caccia appunto a siffatte torpediniere. È questo nn f~tto. c~e potri~ ripetersi in guerra presso Lutte le nostre staZlom littoranee di torpediniere, se non viene adot tato verun ~rov: vedìmento,:per rimediare alla constatata impotenza d1 tah mezzi difensivi, di fronte ai moderni incr ociatori; un solo dei quali sarebbe rimasto, nel uaso concreto, padrone ed arbitro di Livorno. Modificare le torpediniere esistenti per dar loro delle proprietà difensive, non è material mente possibile; n~ ~arebbe un rimedio ecOJl;Omico quello di escludere dal serv1z1o tutte le torpediniere che gia ' si possied ono, per surrogarle con altl'e di mole maggior e e cora:r.zate, capaci di sostenere la lotta in condizioni non troppo disparate. Oltr e a ciò il difensore non può accontentarsi del semplice equilibrio delle forze, esso ha bisogno di assoluta pre-


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LITTORAL ~

valen za sulle r isorse dell'attaccan te; e alla guerra, la prevalen za pitl sicura ò p ur sempre quella derivant~ dall'ap p ogg io immediato dell'artigl ieria; e n el caso di Li vorno è cer to che avrebbe bastato il tiro di un cannon e, per sbitrazzare il mare dall'incr ociatore che teneva in scacco un a intera flo ttiglia; o q uanto meno l'avrebbe fat to allon tanare di tanto, da paralizzarne tota.lmente l'inDnem:a s ulla man ovra d elle torpedin iere. Il caunone ha sull'orizzon te delle acqu e il suo liber o ~;Jd assolu to impero; e d'altr a par te le n avi sono un tropp o f ragile sostegno p er non a.~nmansare, n ella lotta, anche i temperamenti più animosi. E beusì vero che nelle imprese marinaresch e mol ti capi tani hanno spieg ato una grande energia di animo nell'affrontar e temerariamente colla propri a n av e il fuoco di batterie costier e; ma analizza.ndo i fa tt i si scorge che ordinariamente a lla risoluzione d'at taccare aveva precedu t o una g iusta comparazione dei mezzi difensiv i propri e di quelli offen sivi delle batterie, in modo d'andar sicu ri che alla n ave r imanesse sempre aper ta la v ia dello scampo. Quand'invece i l cann oue domina la costa, ed è risaputo che i suoi proietti p enetrano e squarciano anche i fianchi mediocremente corazzati, allora l'incrociator e d 'alto mare si ram menta che l'ufficio suo più impor tante è in mezzo alle alt re navi della squadra , riconosce d 'essere prepara.to meglio p er l a battaglia navale che non per l e pi.rator ie e le suaramueeiLI di spiaggia, o finisce col trovare con veniente di camb.iar tattica, non valendo l a pena d'immolarsi per la tenue soddisf~tzio:J?-e di m olestar e qualch e p unto i nabbordabile dellittorale. E il cannone insomma, che r ichiama g li s pavaldi alla sana rag ione. B uon per n oi adunque che a L ivorno si è potuto vederenelle man ovre di pace, qu ello che in g uerra sar ebbe r iu scito fatale alla città' ed al l)restio-io d elle n ostre armi )· ma ' b non indug iamo a t rarre, da quell'ammaestramento, il debito p rofitto, poiohè i provvedimenti d'ordine tecnico n on si possono improvvisare, e molto probabilmon te un' nlter iore dilazione riuscireb be di g rave pregLuclizio a lle nostre sor ti

LA DIFESA DE L LITTORAI..E

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x. Consideriamo finalmente se il concetto della difesa immediata all~ costa, o p er imetrale, come snolsi dire, ecl il si-stema da n oi suggerito per la costruzione e l'ttrmamento delle batterie, hanno adeguato riscon t ro in Italia e presso altre nazioni_ Da n oi è prevalso finora il concetto della d ifesa r iportata all' interno, e così ad Ozieri, p er l' intiera Sar deg n a, a Castrogiovanni per la Sicilia, a. Capua per la Campania., a R oma, e. perfino a Pisa. f u p roposto, per i l r imanente della costa t~rrena- È u n sistema enormemente costoso, che imm ob ilizza masse considerevoli di t ruppe, e ch e abband ona all'arbit rio del n emico la n avigazione, il commercio e t ut te le r icche città, i porti e le r isorse della costa. La s ua giustificazion e sta nel presupposto d'avere a lottare pi ù che contro un semplice sbarco, contro un' in \·asione addir it t ura da mar e, la quale tenda ad impadron irsi stabil mente del territorio. Tale presupposto è politicamente infondato, poi·chè la soluzione della g u erra sarà disput ata su altri campi che non sia il n ostro litt or ale; e il conseguente siste ma d i d ifesa, quan do fosse retd izza,to, si dovr ebbe qu alificare c~me d isastroso, tanto per l'ingen te s pesa come per la r ovma materiale e 111orale che riserva alle .n ostre floride città marittimeQualche cosa di simile si ebbe in an imo di fare an che per la d ifesa, della frontiera alpin a; ma poi non si osò ~i abbandonare le 'fortezze impiantate dall'antico, a mezza v1a ·da.l con fine ; ed ora si è stati trascinati, dalla fo rza delle cose, ad erigere nuove fortificazioni a portata di cann one dal territorio str aniero . Qualora fosse stata riconosciuta snbito l'utilità della elifesa p erimetrale, e si fossero eret te fortifir~ azio ni di piccola


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I.A DIFESA DEL LITTORALE

mole ma r obuste, come erano state studiate e proposte a tempo oppor tuno, nelle località più aspre, sfavorevoli alla marcia ed allo spiegamento delle truppe invadenti e delle loro colonne d'artiglieria, l'Italia avrebbe avuto, da oltre dieci anni, la difesa alpina organizzata in modo efficace, con poca spesa e minima dispersione eli presiclii. L'esempio di quanto s' è fin qui passato presso noi a proposito della fortifica~ione alpina, dovrebbe valere adunque a persuadere chi di ragione, della necessità di provvedere alla difesa del nostro littora.le prima di impegnarsi in qualsiasi spesa per eriger e fortificazioni nei presunti ridotti della difesa interna. E d è poi conveniente che le opere di for tificazione non presentino più gigantesehe masse d i muratura e eli terra, onde non dare tr oppa fac il e pr esa a.gli attacchi, e perchè ta.li elementi di costruzione hanno perclnto qualunque potero clifensi vo dopo l'adozione delle moderne granate-torpedini. Istruttivo iu proposito è l'esempio della piccola Humania, la quale, eli fronte a l colosso moscovita, lungi dal perdersi d'animo, ha fortificato la linea fluviale del Ser eth, per la lunghezza di sessanta chilometri, mediante opere di costr uzione robusta ed economica, quali si conciliano coll'impiego delle artiglierie d i medio e piccolo ca.libro. Le due posizioni estreme di tàle linea, for tificate a gnisa di estesissimi campi tr incerati, e la testa di ponte dol centro, sono com plessivamente armate con 500 bocche da ftlOco, d i cui un quinto cir ca da 12 ~entimetri e il r imanente di piccolissimo calibro; ed il personal o necessario al servizio delle batterie è calcolato a poco più di 1500 uomini, bastando per la massima par te delle bocche da fuoco le squadre di \lne e di tre serventi. Ed a ragione i tecnici considerano che la barriera così alzata contro r in vasione moscovita è tale da sconcertare tutti i metodi d'attacco possibili colle arm i a t tuali ; essa fa alto onore ai corpi tecnici eli q nel piccolo Stato, e compenserà lautmn ente il popolo rnmeuo dei sa crifici tanto coraggiosamente affr ontati.

Auguriamoci adunque che l'amor eli patria inspiri egual mente i nostri corpi tecnici, e spinga l'abnegazione del P arlamento sin o a decretare, per la protezione del nostro littorale, quello che la piccola Rumania non esitò di spendere per la difesa del suo confine più minacciato. Roma., 19 marzo

G.

BIA!\CA"RDI

Co to?wet'o

l


DI AI~OGHI

DIALOGHI SUGLI ESERCIZI DEI RIPARTI A CAVALLO (C,onlimu&::i one, vedi n umero p r eceden te)

II. A. -

Sapevo che tu non eri molto fautore delle innovazioni sostanziali apportate dal nuovo regolamento neo-li ~sercizi del plotone, e che molto rimpiangevi l'abolire che SI è fatto dei movimenti per quattro, perchè- così mi hai sempre detto - se essi presentavano qualche inconveniente, aveva.no ~uttavia la ~oro ra.giou d'essere. Ora che il regolamento e stato sperunentato, persisti tuttavia nel credere ai pretesi inconvenienti che derivano dalla costituzione del plotone in due squadre ed a quelli cagionati dalla necessità di rompere dal centro - quei tali inconvenienti secondo cui la colonna di via per raddoppiare e spiegarsi sarebbe nien~emeno co~ tretta a por tarsi prima al centro e poi eseguire Il raddopp1amento e lo spiegamento con gran perdita di tempo? P ersisti tuttavia a credere che quest.a divisione in due s~uadre sia causa di difficoltà e di complicazione n ell'appiedamento. e nell'eseguire il ctietro f ronte sulle strade ristrette? Se hai a mmesso il principio che chi comanda gnida, devi"

SUGLI ESE RCIZ I DEI ltlPARTI A CAVALLO

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ammettere - come ho già avuto occasione di dirti in una altra nostra conversazione - elevi ammettere le conseguenze di esso. E poi, d opc• l'esperienza ormai fa tta, esistono realmente codesti incon veniellti ? Il plot one è in colonna d i via per due, poniamo sopra un lato della strada, e deve raddoppiare: non so vedere che perdita di tempo ci sia nel fatto che il plotone si debba prima spostare un po' con obliquo p er portarsi in mezzo. Il plotone deve spiegarsi. Allora : o il terreno ai due lati è inaecessibile, o è accessibile da uu lato solo, o è accessibile da ambo i lati. N el primo caso fare lo spiegamento da una parte sola o farlo da ambe le parti, cioè sul centro, è perfettamente lo stesso : tanto nell')ln modo come nell'altro non si può disporre per lo spiegamento se non della larghezza della strada : se si perde un po' di tempo a spostarsi verso il centro, se ne guadagna poi, per il fatto che il movimen to di spiegamento si può fare nello stesso tempo da ambe le parti. P el secondo caso- quando cioè il terr~no sia accessibile da un lato solo della strada - si può fa r lo stesso ragionamento : si perde un po' di tempo a spostarsi, ma questo tempo ~i gt1adaa011a nel movimen to di spiegamento. Nel terzo caso, infine, quando cioè, il terreno sia accessibile da ambo i lati, lo spiegan:iento sul centro si fa mcontestabilmente più presto. D unque dov'è q Llesta g rave perdita di tempo ~ C' è pùi la questione dell'appiedamento: se ne poteva fare argomento di appnn to al r egolamento provvisorio, non al r egolamento defini tiv o, che tale questione ha risoluto nel modo più. semplice e più spiccio. Circa il dieb·o-f;•onte, credo che ormai dopo l'esperienza fatta, non s~a neanche più il caso di parlarn e, perchè il movimento procede speditamente, nè più nè meno di come si faceva prima.


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D JALOG ill SUGLI ESE RCIZ \ DEl

RIP.~ !t'l'l

A CAVALLO

Considera in vece .l.a grandissima semplificazione che nella manovra ha apportato il fatto di avere un sol modo di spiegamento e ripiegamento per tutti i casi, in luogo di tutti quei modi e di tutte quelle complicazioni che si avevano prima. B . - Su questo punto sono ormai con vinto, benchè da principio anche a me le novità abbiano fatto un certo effetto non gradevole. Piuttosto - è qui che vogl io mettere a prova la tua coerenza ai principii - perchò si sono ammessi i movimenti per obliquo? / l. - Sicuro : se degli obliqui si fosse potuto far di meno, sarebbe stato meglio, perchè è certo che durante l'obliquo la truppa non segue più il suo capo come negli altri movimenti. Ma una rondine non fa primavera: d'altra parte se tu pensi un po' al modo eli fare spiegare avanti lo squadr one dalla colonna di plotoni, ti accorgerai che all' obliquo si è necessR.riamente costretti, afiinchè il. 2" plotone possa uscir e dalla colonna e raddriz?.:arsi senza che il l" debba portar:::i molto avanti. H - Appunto perchè ci ho pensato, e l' ho anche praticamente sperimentato, nii sembra che in questo spiegamento si possa far di meno dell'obliquo. Infa.tti, come tu ben dici, la questione si limita al 2" plotone, perchè per il 3° e per il 4° non c'è alcuna diillcoltà ad eseguire il movimento col cambiamento di dir ezione. Fa sopra un pezzo di car ta un disegnino in iscala. che rappresenti due plotoni in colonna, la f1·onte dei quali sia di venti passi e la distanza fra i quali, da prima a prima riga, sia anche di venti passi. Se il 2 · plotone, per usci1·e dalla colonna, eseguisce prima nn cambiamento di fronte diagonale, col raggio prescritto di trenta passi, fino a che la guiclf.t si~L all'altezza dell'ala destra del l 0 plotone, ed eseguisce poi un cambiamento di fronte diagonale a sinistra, sempr e col raggio di trenta passi, fino a raddrizzarsi, il suo movimento può essere compiuto senza difficoltà a venticinque passi circa avanti al punto dove era la fronte

DIALOGHI SUGLJ ESERCIZI DEl RIPARTI A CAVALLO

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del l " plowne. Questo puoi facilmente verificarlo sul diS'egnino. P uò nascerti il dubbio che il movimento della 2a riga del lo plotone non sia abbastanza sollecito, da lasciare sempre terreno libero a.l movimento dell'ala marciante del 2° plotone. Io ho esperimentato la co:;a: alle varie andature il fatto non è mai avvennto. A. - Proverò anch' io, o se realmente non v· è nessun inconveniente, mi arrenderò a quanto mi dici. perchè non ho punto r idea preconcetta chE< il regolamento non possa essere per fezionato : e poi tu sai che di tutto ciò che possa apportare nna nuova semplificazione, quando sia. praticamen te utile, io_mi convinco molto facilmente. JJ. - Così pure - vedi che ora radicale divento io - ~on ti sembra che, a voler r imanere rigorosamente nei principii stabilil;i, bisognerebbe che nou vi fosse se n on nn solo spiegan}ento della colonna di vi!L e della colouna di plotoni : quello avanti '? P er gli spiegamenti in altra direzione, Slovrebbe bastare un semplice cambiamento di direzione della testa, seguito da uno spiegameuto avanti. Si potrebbero così abolire: lo spiegamento di fianco e lo spiegamento diagonale della colonna di via - i quali, del resto, dallo stesso regolamento son considerati come affatto eccezionali (85); lo spiega.mento successivo, che, come nota il regolamento (89}. non ha quasi impiego che in occasione d i parate; lo spiegarnent.o d i fianco e, se vogliamo, anche quello diagonale della colonna di plotoni (9 1 e 92). A .. - Mi associo a questo che tu dici : e vedo con piacere che la tendenza alla semplificazione è più attaccaticcia di quanto io non credessi. Senza dubbio, codesto sarebbe stato necessario a voler fare il passo completo. P erchè - ragiòniamo nn poco - tutti codesti spiegamenti artificiosi, quando è che potranno occorrere? O quando la cavalleria nemica ci sorprende - quando, cioè, noi non abbiamo più il tempo di raddrizzare la co-


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DIALOGHI SUGLi ESE RCIZI DEl RIPARTI A CA VAT~LO

DlALOGHl SU GL I E StmClZl Di<ll HIPARTJ A CAVAU,O

lonna prima eli spiegarla - ; ovvero quando noi si voglia sorprendere l' avversario, valendoci fino all'ultimo delle pieghe del terreno, e adattando lo spiegamento al modo come v iene poi a r isultare la colonna rispetto alla direzione di attacco. Sono circostanze speciali codeste : e perciò, in omaggio ad una delle famose avver tenze del T omo I , queste formazioni, che non sono cer to fo ndamentali, avr ebbero potuto esser lasciate da parte. Del r esto, a pensar ci su bene, - e questo l'esperienza me l'ha confermat o - tali formazioni non hanno nulla di speciale, che non possano essere eseguite benissimo, senza ttlcuna preparazione, da uno squadrone che sia stato accn-' ra tamento addestrato in tutti gli altri movimenti. Il r egolamento non ha forse voluto fare il passo troppo lungo, partendo da un buon principio, che le riforme più proficue son quelle che si fanno gradualmente e non 1:t salti ; e se questo è, mi pare che abbia avuto rag ione. Ma come si bizantineggia su quelle bazzecole e quanto tempo ci si perde ! Andiamo avanti, poichè diversamente potrei anche aver l'aria di d ire sempre le stesse cose. Auguriamoci che in una ristampa del r egolamento - la quale però non vorrei prossima, perchè il ·troppo ca.mbiare n uoce ·- s1 facci~1 ancora un a ltro passo in questo senso. B. Prima d'andare avan ti, vorrei sentire da te che cosa pensi di questo che io dico circa l'allin eamento dello squadrone. Combinando quanto dice il regolamento nel N. 75 circa l'allineamen to, con quel che dice il N. 93 circa la mar cia di fronte, mi parrebbe logica conseguenza del principio questa, che, allorquando i comandanti dei plotoni non siano bene a.llineati debba essere assolutamente proibito ai graduati, d'ala di ciascun plotone di cercare di rettificar e l'allineamento regolandosi sui plotoni attigui. A. - Certamente. Vedi com'è fecondo di conseguenze e come agevola formarsi idee ' chiare l'assumere un principio

semplice com~ g uida d irettiva, ed a CJUCllo coordinare tutto, per quanto è possibile? . . · C erté~mente : così nell'allineamento come nella marc1a, 1l plotone non deve fare che rego lar::;i snl suo capo, checchè av~enga dei plotoni attigui; perchè a questo modo potrà bensì darsi che da fermo o in marcia la fronte dello squadrone non costituisca una linea retta. potrà. bensì darsi che nelle marci~ in linea spiegata per una varia?.ione di cadenza o d i direzione, qnesto o quel plotone si~t più avanti o più . indietro deg li altri od abbia rla.gli allit·i un intervallo che n on dovr ebbe avere; ma quantio ciascun plotone segua il suo capo, allora si avranno :3empre i singoli plot oni ciascuno bene allineato o ben compatto, e gnindi a lJuegli errori sarà cosa. fa.cile por r iparo; men tre so s1 rwm:re a mez· .:-mcci. e ad ar.tifizi, · se si d imentica il principio, si corre rischio che n on. soltanto i q un.ttro plotoni non formino più una massa complessivmnente compa tta, ma che ancho in ciascun plotone la compat te7-z<~ sia scounossa. . Questo principio che ciascnn plotone segua 11 suo capo - il quale principio trova la su~ ~1pplicazione su su fino ai più grandi riparti - lo vorrei veclero applicato con insistenza continua e con rigida coerenza. Vedi - non scanùa.liz?.arti se ti parlo sempre del mio mezzo reggimento: quali esempi posso portarti se non. quelli del riparto che meglio conosco? - nel mio ~ez?.:o reggimento ho suggerito - dico suggerito, non ordmato - che il comanda.nte dello squadrone. negli esercizi, faccia a bella posta r allentare o accelerare la <mdenza da qualcuno dei pl~­ toni, lo faccia a bella posta. divergere alquanto dalla direzione, affinchè possa accertarsi se il principio è _se~u~to sempre, o se il plotone, in vece, contrariamente al prmctpw_, abbandoni il suo capo per seguire lo trnppe latar alt. Di questo credo abbiamo già parlato in altra nostra c~nver­ sazione; ma h1 cosa è per me così imp01:t<mte, che non t1 deve stupire se spesso ci ritorno su. . B. - Poichè si.amo nel tuo mezzo reggunen to, segniti.arno a parlarne. 63 -

ANNO XXXVIII.


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DJAL.OGHI SUGU HSF:IWJ:.IL DLH RIPA R1'J A CAV ALLO

So che qualche volta nelle tue manovre, gli squadroni da te dipendenti designavano come esploratori del terreno anche ufficiali, mentre il regolamento parla di un certo numero cJ ì soldati e di cavali i appositamente istruiti. !1..- Premetto ohH il regolamento vuole che vi si1mo questi soldati 'appositamente istruiti; ma non proibisco per nulla ci si valga anche di uffici al i, allorchè si S"tima che l 'apprezzamento del terr eno richieda capacità e eonoscenze superiori a quelle che può avere un soldato, quand'anche molto intelligente. La ricognizione rapida del terreno della carica, ricordo di aver letto non so dove, è un'arte che si va perdendo come qne.lla del dipingere sul vetro. Tn mi dirai che il bisogno di ufficiali esploraLori del t erreno si souto specialmente allorquando si hanno masso di cavalleria.; od è vero: per le cariche di uno squaclroue, nolla massi n'la parte delle circostanze, trattandosi di piccoli ostacoli, potranno bastare i semplici soldati. Ma io ho consigliato agli sqnadroni che a,doperino qn~~l­ che volta gli ufficiali, affinchè questi in tal modo si preparino a lla rapid~t ricognizione del terreno della carica per r]ltei casi in cui si troveranno con riparti superiori; e che .li adoperino sopra tutto quando si tro,-ino ostacoli di una certa entità. Voglio dire: canali o. corsi d'acqua. ingnadabili o H fondo molle, i quali soltanto in alcuni punti pennetta.no il pas saggio- Voglio d ire pure q uelle cupe, come assai frequentemente si trovano in q n es ti terreni nei dintorni di A vorsa, le qnn.li spesso per lunghissimo tratto costituiscono un vero e proprio ostacolo insormontabile da cavalleria, tanto più notevole in quanto che dell'esistenza di esso un riparto non si accorge se non allorchè vi è proprio sopra, ed anche perchè spesso neppure le ca,rte lo seg nano in modo conveniente: si cre<le di trovare una strada e si trova, in vece, una vera forra profondamento incassata a pareti t·ipidissime. (~ Llosto dell'esplor~:~.z iono del torrouo della carica è argomento importantissimo, giacchè di duo avversari ~i trova sempre in condizioni vantaggio:-;e colui che conosce gli ost<~-

DlAI.OGHI SUOf.l ESERCIZI DEl RIPARTI A CAVALLO

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coli che ha davanti. Specialmente quando questi siano insuperabili, chi ne conosce l'esistenza e l'entità, può opportunamente valersene per portfLre l'urto in quel tratto di terreno in cui più gli piaccia e in q nella direzione che gli paia più conveniente. Naturalmente bisogna sempr e fare una distinzione: v1 e un'esplorazione del ten-eno immediata, cioè fatta a piccola distanza dai r iparti che. operano, per segnalare quei piccoli ostacoli a superare i quali basta spesso esser e avvertiti poco prima o basta auche un lieve allontanamento dalla direzione che prima si seguiva: vi è una esplorazione del terreno un po' più lontana, più largamente intesa, la quale non si propone gi;i, di scoprire la presenza di questo o di <]nel muricciolo, ma di determinare, sul terreno che si ha dava:q.ti, la zona o la direzione, che, per la loro praticabilità., meglio convengono alla cavalleria. P er quest'ultima specialment e ci vogliono gli ufficiali; essa trova larga applicazione durante il combattimento in unione con le altro armi, n ei periodi di attesa della cavalleria: quando si tratti di r iparti di una certa forza - per esempio un reggimento - non ci dev'esser nulla da stupirsi che questa esplorazione sia affidata non pure ad un tenente, non pure ad un capitano, ma ad un ufficiale superiore a dirittura, quando le, circostanze richiedano nn occhio lungamente esercitato_ B. - E le pattuglie di combattimen to? Il regolamento dice che esse devono essere distaccate sulla fronte e sui fianchi per sicttrezza del riparto e perchè possano spiare le mosse e le intenzioni dell'avversario e riferire. ~ questo ?"i{m'i'f'e che non mi va giù: perohè io dico che quando si è a breve distanza dal nemico, le pattuglie di solite non avranno più il tempo di riferire. E a.llor a? A.. - L'osservazione che fai mi par molto giusta. Il riparto di cavalleria che opera, sia esso un semplice squadrone, sia un ripar to di forza molto superiore, ha di fronte a sè due nemici: quello che vede, il quale potrà a


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DIALOGI11 SUGL I ESERCIZI DE l RIPARTI A CAVALLO

DIAJ.OGHI SUG!,I ESERCIZI DE l RI PARTI .A CAVAI.LO

tratti nascondersi al suo sguardo, ed un nemico che nOn vede, il quale potrà anche n on esistere. Rispetto a quest'ultimo può bastare qualche pattuglia opp or tunamente collocata - vera e propria· pattuglia di sicur ezza - per avvertire in tempo, caso mai da certe date direzioni, da, cui sono possibili sorprese, il nemico si presentasse : queste pattuglie, quando le cond izioni del terreno le richiedano, devono essere ridotte al minimo possibile, o devono essere collocate lateralmente e anche verso il tergo - perchè no? L e altre pai;Luglie non sono che segnalatrici delle mosse · dell'avversar io. È naturale che quando il terreno per lunga distesa a.ttorno al ripar(;o che opera permetta di veder ehiar a.mente i movimenti del nemico, esse siano perfettamente inqtili. Necessarie sono, in vece, quando, come è il caso più generale, il terreno clavaut.i presenti degli avvallamenti, pei qu ali il nemico possa di tanto in tanto sottrarsi alla nostm vista e cambia,re l'ordine de' su oi riparti e la direzione della sua a.vanzata. Questo è u n caso hequentissimo, nella campagna romana, ad esempio. Ed allora, siceome le pattuglie di solito non hanno il mezzo di. riferire, è neuess:tr.io di r icorrer e a <rualche modo semplice d i segnalazione. · Fra i tanti modi, egn~tlmonte buoni ed egual mente ap· plicabili, pnrchè siano estreri1ameute semplici, io ho esperimentato questo con buoni risultati. Il r iparto manda fuori in pattuglia di combattimento tant.i uomini qmmti sembra che più o meno siano g li squ~~­ droni !:.Vversari. Questi u omin i, riman endo sempre nella direzione che va da noi al n emico, devono segnare con la loro disposizione la fronte e l'ordine con cui si trova Lwversario e la dire· zione in cui esso marcia. U nemico è in colonna eli plotoni, c i segnalatori si d i · spongono uno dietro l'altro; il nemico è in massa, e i se·

grialatori si d ispongono quasi a oontatto uno aecanto all'altro; l'avversario si forma iu linea di eolonn e, e i segnah.ttori si éLllarga.no ; l'avv ers<~r.io s i spiega, e i segnalatori prendon~) maggiore .intervallo, opp ure fanno colla sciabola un segnale convenuto. Perchè questo modo non induca in confusione - i l qual modo, ripeto, non pretendo ohe sia n~} l'unico, nè il migl iore, nè sempre applicabile ·- è necessario, naturalmente, che, in vece di manda.r fnor.i pareechie pattuglie, si preferisca d i mandarne una sola, a bastan,za forte, e gu idata da un ufficiale.

III. . A. -- Siamo ora agli esercizi del r eggimento e della brigata.. , Ti d irò subito che, anche in qu 0sta, parbe, q nantnnq ne la semplifieazione rispet to al p11ssato sia stata assai. consider evole, io avrei desiderato una semplificazion e maggiore. Coloro cui sembra che null1L possa farsi quando il rego. lamen to non prescriva tutto mìnuta.mente, avrebbero probabilmente trovato qualche cosa a r idire: ma io avrei lascia,to che si sbiz:;o;arrissero ndle critiche, perchè sono .intimarn ente cònvin to - e mi pare di avertene l unga.m ente ' parlato in altre nosbre conversazioni - che di una cosa. sopra tutto noi abbiamo bisogno : i l culto del semplice. l!~ ne abbiamo bisogno bandira le artifìciosità, le quali ci fan dimenticare che P esercito è f~ttto p er la g u erra.: ne . abbiamo b isogno, perchè poco Ì?: i l tempo a nostra disposiz.ione; ne abbiamo bisogno, infine, perchè è f uor di dubbio che pochi esercizi semplici, soven:te ripetut i nelle più svariate circosta.n ze, eseguit i in telligentemente, dandosi ragione di tutto ciò che si fa, e facendo in mod o che anche gli altri quest~1 ragione se la d iano, sian o snfl:ic.ienti per mettere così i ripa.rti n ella mano dei capì, che questi possano fondatamente esig er e drt quelli che senz'altro 1mprovv1smo

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DIALOGIJI SUGLI ESERCIZI DEI RlPAT!.Tl A CA VALT,O

allorchè s.l tratti di ricorrere ad ordini e for mazioni ecce· zionali. Questa è preparazione più. efficace che non la ricerca minuta di tutti i casi possibili. . . ~o~rente a questo principio, io avrei omesso, tra gli ordml. m co~onna del reggimento, quello in colonna doppia; avre1 bens1 conservato tutti e tre gli ordini i n linea· non facendomi poi trascinare dall'amor della simmetria 'nelle formazioni avrei conservato soltanto queste: ' la colonna di via dalla colonna di plotoni e dalla massa; la colonna dì plotoni dalla colonna di via e dai tre ordini in linea; la massa dalla oolonmt di plotoni e dai due altri ordin i in linea; . la linea di colonne dalla colonn~t di plotoni e dagli altn due ordin i in linea ; la linea spiegata dagli altr i due ordini in linea. Questa filza di formazioni manca di simmetria. Ma ~ facile trovarla una certa simmetria per aiutare la memoria. Basta enunciarla così: ~· Dalla colonna di via si forma la colonna di plotoni E' r ec1procamente. 2• Dalla colonna di plotoni si forma la massa e la linea di colonne e reciprocamente. 3• Dalla massa si forma la linea di colonne e la linea spiegata e reciprocamente. 4• Dalla linea di colonne si forma la linea spiecrata e . e remprocamente. · 5" Infine altre due fo rmazioni sono: la colonna di vi1~ dalla mass~, ~ la colonna di plotoni dalla linea spiegata. Il parche d1 queste semplificazioni ti risulterà evidente - a mio parere ·- da una chiacchierata che ora ti farò in generale, e poi da un esame analitico che far emo insieme de' vari numeri del · regolamento. B. - L 'ascolterò volentieri. Ma intanto: se tu credi che

.DIALOGHI SUOLI "RSERC!Zl DEl RIPAR'fl A CAVALLO

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o certe formazioni siano inutili, o perchè nell'addestramento de' tnoi SIJ.nadroni n on lo hLs<.Ji da parte? .1L - Non le posso la-:;ciare da parto. Prima di ~utto, perchfl io armnetto bensì che, nelfinte?'esse dell'isl? "t6zione e null' alt1·o che p m·· questo interesse, anche i regolamenti sia.no disenssi, in quanto che sono precisamente tal i feconde discussioni, fatto sempre nelle dovute formo, che spesso additano a chi sta in alto la necessità che i regolamen ti siano moditì.cati; ma ammetto pure - e su questo non vorrei transazioni -- che il regolamento è un codice da a.pplicarsi, diciamo pure intelligentemente, senza piccinerie e senza pedanterie, ma d~.~ applicarsi integralmente, coscienziosamente od onestamente. F inc:hè una cosa è scritta nel regolamento, io posso desiderare, posso far voti perehè no sia tolta, posso scrivere e farmi iu quattro e seccare il prossimo, come ora faccio con te, per persuadere gli alt1·i della couYenienza che ne sia tolta; ma finchè v.i è scritta, a me sembra che nessuno possa arrogarsi )'autorità di tirarvi su un frego. E poi, in secondo luogo, ilnchè nna formazione è scritta nel r ogolamen\;o, i mi ei superiori hanno tutto il diritt:) di esigere che i riparti ::ti miei ordini anche a prendere· tale formazi one siano specialmente addestrati. 'E così 'pure penso che come non ho il di ritto di tirare un frego sn una cosa ehe è scritta nel regolamen to, allo stesso modo non debbo permettermi di fare delle aggiunte al regolamento, pl'lr impastoiare i mioi dipendenti là dove g uest.o pasto io han voluto togliere, con meditato proposito, coloro che avean capacità, maudato e potere di farlo. Permettimi anche qui un po' di digressione. Io - - se ho ben con1preso lo spirito onde i nuovi regolamenti sono infonnati - credo che uno dei concetti fondamenlali di essi sia stato questo: vi sono cose che devono essere esoguito così e non altrimenti ehe cosi; ve ne sono altre le quali possono e devono essere lasciati:} al criterio di chi deve eseguirle. Queste ultime non devono formare oggetto eli regola-


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mento, o perchè impossibile regolamenta.rle, o perchè non giova regolamentarle : tutt'al pilt su· di. esse si può dare, quaudo convenga., qun.lcl..~o criterio g enerale, qualche consiglio, che non limiti però la facoltà d i bre come meglio si crede. ?a ciò risulta, come conseguenza, - e a me que.sto par cl:naro, se non prentlo una vera can tonata. - che se io mi permettessi di fare aggiunte al regolamento p.er prescrivere m che modo debbano essere eseguite cose sulle quali il regolamento non ha creduto opportuno di dare prescri;;;ioni, farei atto di aperta violazione contro lo ~pirito del regola~ento, commetterei atto di disobbedienza alla volontà. preCisa, e solennemente prnmulgata, delle supreme autorità m ilitari, e darei un mal esempio d i d isciplina ai miei inferiori, nè_ pi\t nè ~r:mo di quello che darei se non richiedessi l'apphcazlOne r1gorosa di quellB cose per le quali il regola mento ha crednto bene di pres6rivere come debbano esser fatte. Ritorniamo alla nostra discussione. Un r iparto di cavalleria allorchè sia nell'azione - marci o stia fermo - deve tenere quell'orùine che gli concede hL massima liberi'Kì. di manovra : quest'ordine ò la massa. Pq_ò <Wvenire eh~ la marcia in massa non. sia possibile, per ragi?ni di terreno: a llora si è costretti a prendere a ltro ordine. E un male necessario: male g ià, se s i è costretti a rompere in colonna di. plotoni ; male magg iore, s~) s i è costretti a . r ompere in colonna di via. Nè basta : anche noi momenti che i mmediatamente preeedono l'urto, l'ordine iu massa è quello che meglio si presta alla manovra: lìnchè si è in massa., si ò padroni di far quel che si vuole e si nascondono pit't facilmente i propr i cliseo-ni all'avversario. o Può occorrere tal volta che, nei momenti prossimi all'ur to, il fuoco. d ell'avversario o il terreno rotto e impedito imponga.no cl1 allargare c1uesLa massa e di venire a lla linea di co· l orme. Da. questo risulta che gli ordini veramente fondamentali

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sono la massa e la linea spiegata : e poi lacolonnadi plotoni, a cni ricorro quando soi1.o cosLretto, dall'angustia del terreno, a rcsLrinO'ere la fronte o quando così facendo trovo opportunità. 5 eli mascherare i miei movimenti; e la linea. di colonne, a cm ricorro quando debbo allargare la fronte, perchè il terreno o il fuoco del nemi co m'impediscono di manovrare compatto. Dunque, a rigore, gli. ordini fondamentali sono quattro soli. A che serve la colonna doppia? Ordine di manovra non è, perchè come ordine di manovra, è meglio ada~ta la massa. Capisco che, in certe circostanze, essa possa g10vare come ordine di attesa, cioè qnando vi sia una coper tura del terreno, sufficientemente alta, ma, per contro, non abbastanza larga per mascherare la fronte della massa. Ma basta questo per elevare la colonna doppia a dignità di ordine fondamentale? Vi è poi la colonU(1 di via: la quale non costituisce ordine da manovra, m~1 ordine di marcia per gli spostamenti: ad essa, quando si è nel campo dell'azione, non si dovr ebbe neppure louta.namente pensa.r o: può essere imposta per attraversare una stretta, ma è un ripiego fugace, al quale si è costretti di ricorrere, e che si deve tosto far cessare riprendendo ordine più adatto appena di u~ dalla stretta. Vediamo adesso lo formazioni del r egolamento. N ei numeri 142 e 143 abbiamo la formazione della colonna di via dagli ordini in colonna c dagli ordini in linea. Dalla colonna di plotoni sta bene: può capitare quando in manovra s'incontri uno strangolamento n ella stretta che già. si sta pei·correndo. La formazione della colonna di via dalla colonna doppia è superflua. La formazione dalla massa la capisco, perchè in mànovra può capitar e di trovarsi di fronte ad una stretta assai augusta. Ma le formazioni della colonna d i via dalla linea di colonne e dalla linea spiegata mi paion cose tanto eccezionali, ed anche tanto facili da improvvisarsi da riparti bene addestrat i, che se ne potrebbe addiritura far di meno. Passiamo alb colonna di plotoni. Circa la sua formazione dagli ord·i ni in colonna e dagli


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DIALOGHI SUGLI ESJtRCIZI DEl RIPARTI A CAVALLO

ordini in linea non c' ò che dire ; tranne che, naturalmente, si. potrebbe far di meno clRlh formazione dalla colonn1.t clo~pia, como v m:e, quand o :;i volesse sp ingere la sempliiioa.zwne fino ad abolire dal regolament.o tutto ciò uho è artificioso - dal regolamouto, che dovrebbe specificar solo g li ordini e le formazi.oni di mo più frequento - si potrebbe far di meno del le form~L>~ioni di cui è cenno nella lettera b) del numero 1.47. Siamo alla massa. È evidente che la formazione della massa ~all.a colo~na di via ci sia nel regolamento solo per amor d1 snnmetna : d unque ui si potrebbe tirar su 1111 frego. Circa la forma<:ione della massa dagli ordini in linea, mi pare che non vi sia null a da semplificare. Solta~to osservo, incidentalmente, che qua e là capita spesso, 1n questo forma.zioni, d i leggere : " il tale squadrone, percorsi tanti passi, si forma ecc. ». P erchè lo sq tHtdrone? non v'è ht guida davanti al reggimento? Capita pure di leggere (pag. 110) : « volendo esegui re « questa formazione in direzione obliqua o perpendicolare « a quelL1. in cui marcia la colonna, il comandante del re o-« gimento fa prendere alla testa di colonna la dire:.~io1~e « ~oluta _ecc. >> Altrove si legge (pag. 110 e 111) : « quando « Sl vogha formare la mass.~ in dire~ionr: obliqua, si fa « cambiare d~ direzione allo l:iquad rone eli base ecc. >>. Perchè questo ? E superfluo: è iuteso che se il reggimento deve sempre seguire il suo capo, la direzione nella quale deve prendersi il nuovo ordine, non· debba e non possa essere altra se non quella che t raccia la guida. Vodiamo ora le formazioni della linea di colonne. A me sembra che d i tutte queste forrna,zioni si sarebbero potuto co.nservare : quella dalla colonna di plotonj, ma soltanto ndotta allo spiegamento ava,nti (Fig. 3'7") - non è lo stesso regolamento il quale dice che gli spiegamenti diagonalmente o di fianco devono considerarsi como a·imp iego poco frequente? e allora l'avvertenza III? - ; quella, se così ti piace, per mezzi reggimenti su due linee (J!'.ig. 38"} quando manchi lo spazio o quanrlo si voglùmo fare a ttacuhi

DIA LOOHI SUOLI E SERCI ZI DEL RIPARTI A CAVALLO

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successivi nella stessa direzione; e quella su due linee scaglionate (Fig. 3!)~). quando manchi . il tempo per avere tutti gli sc1uadroni s ulla. stessa linea. J\111 mi pare che :;i sarcbbo potuto far cl i meno di ammettere nel 1·egolamento h1 formazione della. linea di colonne diagonalmente {Fig. 40'), come pure le formazioni per mezzi reggimenti in linea di coÌÒnne diagomLli (J!""ig. 4P) e la fo nna?..ione delh1. linea di colonne di fianco (Fig. 42a). B. - Qui mi pare che tu esageri nn po': hai preso l'aire, e non ti fermi più: non mi par tendenza a semplificare questa, mi sembra che sia un po' di mania demolitrice, perrnettimi la frase. Fermiamoci un momento su queste formazioni delle linee di colonne diagonali per reggimento o per mezzo reggimento, e della linea di colonne di fianco. Prendiamo la formazione della fig. '.1:0'. So bene che tu mi dirai: se <~ sinistra avete spazio per eseguire la formazione, avete fatto male a marciare in colonna di plotoni: di quello spazio dovevate va.lervi marciare in massa. E sta bene. Ma vi è anche un altro caso, che lo spazio ci sia, ma che non convenga profitt~Lrne . Supponi, per esempio, che a sinistra della Jine~L su cui si trova la colonna di plotoni ci sia un rialzo, molto efficacemente battuto dai tiri d'artiglieria od anche dai tiri lunghi di fanteria; o percha non dovrei profiLt<Lre della bassura per ripararmi e per avvicinarmi al mio obbiettivo al eoperto più che sia possibile? A questo modo tu vorresti escludere qualunque scherma del terreno : e non è certo a questi lumi di luna, ora che il fuoco è tanto efficace, che si possa rinunciare a questo, per una tendenza a semplificare, lodevole senza dubbio e perfettamente giustificata, ma che, come tutte le cose di questo mondo, non dev'essere poi spinta all'esagerazione. Lo stesso regolamento codesta scherma del terreno la v uole; tanto è vero cho a pag. 113 dice questo: « Come principio, in vicinanza del nemico il reg« gimento adopora sempre che pnò l'ordine in massa: usa «l'ordine in colonna di plotoni o quando attraversa una


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DIALOGIII SUGLt ESERCIZI DB1 RI PAilTI A CAV .olLLO

UIALOGUl SIJ6Ll ESEilCIZI DEI RIPARTI A CAVALLO

« st_retta, o pure quando tale O?Yline gli ofJ';ra l'opfJOl'b"nitr(. « d·t nasconde?'(] i p?"OPI'i movimenti all'avve;·sario )>. . A . . - Sta bene; t:,i_ fitccio perù notare anzi tutto uho per gmstillcare la forma:;r,tono della fig. 40•, tll devi ammelitere non soltanto, come hai ftLtto, che sulla sinistra della colo~n~ vi ~ia quel riaho di terreno efficaueménte battuto dat fuoch1, ma a.nche che n destra del la colonna non vi sin. spa.zio d i sorta : pcrchè ~;e lo spa:;r,io c' è, io non so per~hè tu non deb_b a marciare iu massa, e, nel momeut.o buono, fatto un cambiamento d i fronte, spiegare i l t no reggimento.

esem pio - del CJ uale convenga. di profì.ttare per nascondere i p ropri. movimenti all'avversario ; poi, che (_lncsta bassura n on sia abbasLanza ampia per potersi rnuòvere in mass<t; poi, ancora, che vi sia nell'alto un effioace fuòco o che vi sia terreno impedito. lVIa non basta : perchè costituire g li scaglioni di mezzo reggimento, se l'u.tt~tcco non ò immin ent e~, qnf1ndo poss i~tmo p ermetterei <~ncora di marciare in linea d i colonne anzichè in linea spiegata? Se questo spiega mouto diagonale a. scag lioni fosse fatto per disporsi subito iu linea spiegata, se ne comprenderebbe almeno il. perchè : uon sarebbe u n perd!ù snfficientH per far batten<.Lre questa forrna:r-ione tra quello di u so p iù freq n ente, m a u n p orchò, almeno, ci sart>bbe, e si comprenderebbe. Così com'è, ti movimento della Iig. 4 1 .non :;i capisce qnan<.~o possa t rovare (r·eqtte1~te app lica~ione, tranne che no n :;i voglia arzig ogolare in tutt i i modi. 'l'i pare ? JJ. - V cn\.Jnente pare anche <t me. F orse il regolamento lo ha messo per non fare il passo tutto in una vol ta.. :1. --- Anch'io penso cos't. lVIa se codesta, considen.t.zione -- che h a certo un gran p€1so - vale per dimostrare ehe u na qualche buona rag ione il regolamento deve averla avu ta per non spingere la semplificazione fino a tal segno, non vale però a dimostrare che una maggior semplifìca.zione non sarebbe :;tata pos~;ibile. Audiamo avanti nel nos tro osa.me. Circa la formazione cl ella linea. di colon n e da.gli altri due ordini in linea, rni pare che ci sia poco da dire, benchè, a rigore, non possa atl:èrmarsi che sia d'impiego frequente la formazione della linea di colonne dalla. linea spiegata; una volta spiegat<t la truppa, non c'è, nel caso più frequente, che la. carica, e dopo di questa, secondo che essa riesce o no, vi è l'i nseguimento o la ritirat~L. E dico nel caso più f req nente, perchè !Lrnmetto, ma sol tanto come ecce:;r,ione, che possa, tal vol t!.~ avvenire che l'ordino in linea spiegata si sia. \lovuto a.HSU1lll)re forzatamente prima del tempo opportuno, a causa specialmente del fuoco

:ID poi, a ~ar~e questo, ammesso puro che tale spazio a destra. non Cl s1a, sta sempre il fatto che per cse()'uire la 10rmazione della fig . 40• ci vogliono 440 passi alm:no : siccom~ poco più d i 400 ce ne vogliono per eseguire la forma.ziOne della fig. 37"' o a llora perchè non s1 · escO' · . . ' • • 0 UlSCB pnma un semplwe cambiamento di direzione della testa e poi ~o spiega.mento solito avanti, in vece d'introdurre un movimento nuovo? A ~ag. ,5 il regolamento non dice che lo s pieO'amento a_vaut1 pu? an~he eseguirsi qna.ndo la fron te da l~·endersi s1a u n po ~bhq ua alht direzione della col onna, o quando un~ par te _dr quest-a abbia già leggermente cambiato di dire?.lOue? li._ - P erchè questo movimento nuovo bisogi1a pur farlo p er 1l caso della fig . 41 e per quello d ella 6.g. 42. A . - Come se io a-mmettessi la necessi tà di questi due movimenti che tu cit_i ! Il movimento della fig. 42 può, è vero, essere necessano in qualche caso : ma, via. ammett~rai ci:e ll di tale semplicitit, che ci. si poteva. proprio r~s~arm1are la pena di farne oggetto di apposito eserClZlO.

Quanto p oi al movimento della fig. 41, ueppur n eo-o che possa trovare applicazione in qualche caso ; ma con~iclcnt uu pò quale numeroso concorso di circostanze sia n ecessar~o perchè questo caso avvenga; prima di tutto, è n ecessano che vi sia un t ratto di terreno - una bassura, per


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DIALOOIII SUGLl ESEttCIZI DEl IUPART! A CAVA L LO

DIAI.OG III SUGLI BSlWCIZl Dt.:1 ~!PARTI A CAVALLO

d'a.rtiglieritt; e allora, in queste circostanze, contrariamente a ciò che accade n el caso più comune, può benissimo avvenire di dover poi ritornare dalla linea spiegata ad uno dei due altri ordini in linea. Aggiungo ancora che la formazione della linea di colonne dalla colonna di via ll56 a) l, come pure la formazione dell a linea. spiegata dalla colonna, di via [ 159 a) \ stanno nel regolamento soltanto per ragion di simmetria. Nell'uno e nolraltro caso il regolamento stesso dice che bisogna formare prima la colonna eli plotoni. Ora quando la truppa sia esercitata a :formftre la colonna di plotoni dalla colonna di via, e quando sia esercitata a spiegarsi dalla colonua. di plotoni o a formare la linea di colonne, che bisogno c'è di esercila1·la anche appositamente alle combinazioni eli questl movimenti? L'esercizio verrà da sè c1uando neH<.L manovra occorrerà di. dovere applicar0 tali combinazioni. Venia.mo alla linea spiegata. Anche qui mi sembra che siano troppi i ca.c;i previSti dal regolamento. Quello che ò esseu:àale, è lo spiHgamento in linea dalla massa e dalla linea di colonne. Tutto il resto è secondario. Lo spiegamento dalla colonna di plotoni avanti ptlÒ darsi che occorra allorquando si sbocchi da una stretta. Ma in q uesto caso delle due l'una: o vi è !ìpa7.io e t émpo sufficiente davanti. a sè, ed allora di là. dalla stretta, per pot.m·e impiegar le forze con simultaneità, conviene di formare la massa od anche, dato le circostan?.,o, la linea di colonne; oppure questo spazio o questo tempo non vi sono, ed allora non ne può nascere che un a.ttacco a scaglioni. Intendo dire con eiò che .l'esercizio dol forma.re la Jinea spiegata avanti dalla colonna d i plotoni ò superfluo: tutt'al più può essere limitato alla formazione della linea spiegato<\ per mezzi reggimenti. Circa la formaz ione della linea spiegata dia.gon~Llo dalla colonna. di plotoni, è a.ncho q uesto nno di quegli esormza di cui si potrE'-bb€' far ili meno per le medesime mgioni

che .ho detto parlando della formazione della linea di colonne diagonale dalla uol onna di p lot,oni. . Si.cchè, tennLo conto di ciò oho ora ho detto; osservando che lo spi.eg11meuto di fiauco ùalla colonna di plotoni è considerato, dallo stesso regolamento, come di impiego af fat to ecce7.i.onale ; tenuto couto, infine, cho la colonua doppia potrebbe togliersi dagli o•:clini fondamentali, come l1 0 clia.nzi detto, mi. pare che tutto il numero 15!) del r egolamento potrebbe essere ridotto a questo : dalla colonna eli plotoui formazione degli scaglioni per mel\ZO reggimento avanti, quando le circosta,uze impongano di spiegare subito una parto delle for?.e eli l~L dalla st-retta prima. che si. abbia modo rli rifornu1re la massa o la lmea ùi colonno. Circa i camùiamenti di fronte dalla linea spiegata, francamente, io sarei ancor piì.1 radicale. Allorquando lo spiegamento sia fc1tto a tempo ~ebito, _ed in cl ire~ione conveuientc, la, necessità di fare fortt cambiament,i di fronte non può, non devo presentarsi. Possono l>ensì cou fre<]nen7.~t presentarsi. le occa~ioni. d~ fa.r _ le~ge­ rissimi cambiamenti di fronte, affine d i. cadere m cln·e7.Ione obliqua, convenientemente, su un'ala clell' avversario, in modo di. colpirlo in pieno con un pnuto della nostra fronte. B. - Qncsto suppone che non si sia commesso un errore: ma :-;e l'errore di spiegf.usi. troppo presto è stato fatto, non vuoi che il rogolamento snggerisca il mez~o di ripararvi ? . L - - A mc tutto ciò che risulta dalle figure ,~8, 49, 52, dà r idea eli. nn a serie eli sottigliezze, dit l'idea di cose che noi abbiamo ereditato, pl:lrpetuandole, dai. tempi nei. quali la carica era csegnit~L al trotto, e nei quali per conscg uen~a, la moderat.a. andatura permetteva ancora, quando lo spiegamento ora. stato fatto in direzione poco opportuna, di cangiare disposizione, pur sognit<'l.ndo acl avere i riparti snffi. cientemente a Lla mano. llfà ora, puoi immaginare tu che una llnea di sei squa droni, lanciata a veloce andatura, a cui il uemico si pre-


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DIALOGHI SUGLI ESERCIZI DEI RIPARTI A CAVALLO

DIALOOFII SUGLI ESERCI7.l DEI RIPARTI A uA VAI.LO

senti in direzione di un'ala, possa ancora eseguire un cambiamento di fronte ad angolo alquanto forte? Non ci f<tcciamo illusioni: in quel caso che avverrà? Avverrà che gli S<Jnadroni i quali si trovano alrala più. dil·ettamenLo mi..: nacciata, si scaglieranno sul nemico immedia.t.amente; 0o-li altri li raggiungeranno come meglio potranno. Il r imedio per metter riparo a tali errori, non è già quello di formarne argomento d i esercizi : ò in vece quello di evi taro che gli orrori si commettano, f~Lcend o lunghi ed intelligenti esercizi delle cose giuste e non delia cose errate; che se poi g li errori si commetteranno, unico modo di ripararvi è di faro assegnamento sull'animo, sul criterio e sull'iniziativa dei comandanti in sott'ordine. È quest'animo, è questo 01·iterio, ù questa iniziativa, che vogliono esser e sei·iamente oclucali: f.are i casucci, è fi.tre opera vana. Anzichè impiegare .il tempo ad insegnare· come si r iparino gli errori, ò meglio .iusistere a.cl insegnare ciò che è necessario per non çommetterli. Che diresti se per insegnare ad un soldato como si fa ad eseguire un salt.o da una certa altezza, si cominciasse col fargli vedere come si fascino le gam.he rotte ed i piedi .slogati? Meglio è di impiegare tutto il tempo ad insegnargli bene e gradualmente come si fa a cadere in terra sulle punto dei piedi con lo gambe piegate. 8. - Tu dici benissimo : ma forse tu parti da un idea.le di cose che è molto lontano dalla realtà. R icordati che quando comparve il regolamento d'esercizi, ci fu chi disse che, a causa della sua brevità, i giovani ufficiali non l'avrebbero compreso. Gli uomini bisogna prenderli per qnello clre sono, non per C(ttello che dovrebbero essere. · A . - La solita storia! I soliti pregiudi::r,i! Il ·solito d iscredito eli noi stessi ! Ma credi tu che negli eserciti i quali han fama di avere ottimo cava.llerie, gli ufficiali valgano, per intelligenza., più elci nostri? mppure, vedi, hanno regola.menti assai più sommari dei nostri, il tedMco e l'austriaco almeno ; tuttavia g li ufficiali li comprendono e li applicano bene. Ciò avviene essenzialmente perchè colà, si fa dovere a l. su-

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periore di concorrere con la sua istruzione tattica e con la sua esperienza a sviluppare accuratamente l'istruzione ed il criterio degli inferiori. · Siano pure ottime le scuole quanto si vuole - ed ottima, cer tamente, è divenuta la Scuola di P inerolo, ed ottima continuerà certamente aù essere, perchò ha ricevuto finalmente e continuerà ad avere quell'impulso moderno e giovanile che le mancava - siano pure ottime le scuole: ~a se nei reggimenti l'istruzione ed il criterio degli ufficiali non sono coltivati con cura assidua ed amorosa, il buon seme gittato nelle scuole n on darà frutto. È una curiosa pr etensione la nostra : vogliamo che i giovani sottotenenti arrivino ai corpi che conoscano già tutto! Si sa: la gioventù è proclive a godersi i più begli anni de1la vita; nè si potrebbe pretendere che così non fosse, nè sarebbe buona cosa, poichè un esercito triste è un tristo · esercito. · Ma a tutto vi è tempo: e quando l'insegnamento venga dai ~uperiori, senza pedani;erie, senza piccineria, senza saccenteria, anche l'ufficialetto, a· cui la gioventù sorride rosea, e a cui la vita martella forte nei polsi, piglierà gusto a vedersi coltivata la mente e l'animo e qualche ora saprà tr ovarla per applicarsi. Ma, in vece, se li abbandoniamo a se stessi, se non.ci .curiamo di loro, se la.<>ciamo che l'intelligenza che hanno si irruginisca, abbiamo poi il diritto di larnentarci che questi -ufficiali, divenendo un giorno capitani, manchino di alcune delle quali t~~ che sono loro necessarie? Grandi risultati non si raggiungono se non con cura paziente e continua; è necessario che ciascuno mètta a disposizione di tutti quel po' d'intelligenza che madre natura gli ha dato e quel po' di cognizioni che ha saputo accumulare. La scuderia, la caserma, lo spO?'t sono belle, buone ed im.p ortanti cose: ma a nulla valgono se non ci sono due dita di cervello qui, e se qui, nel cuore, non vi è qualche cosa che batta forte ....... Una conversa>~ione sul regolamento d'esercizi è andata a 6' -

A~NO XXX \'111.


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DIALOGHI BUGLI ESERCIZI DEI RIPARTI A CAVALLO

finire in un predicozzo, come dicono i _così detti spiriti forti. Ma tant'è: il regolamento d'esercizi - o se meglio ti piace, tutta la nostra istruzione ed educazioné del tempo di pace -· deve preparare capi arditi e intelligenti per il tempo di guerra; gente che . abbiano cervello e cuore; parlare dunque un po' di queste due cose quando si discorre di regolamento d'esercizi, non è po! un ~oler cacciare a tutti i costi Pilato nel pater nostro.

I L· C H I L E

( Continna)

AuGusTo ALvrsr 7 encnte colonnello di ca vallel'ia

(Con!in~'azione vedi di.tpensa IX i

Lo

SUO/l'CO

·in

0

maf]gio)

o~~int(WO.

Il programma dello sbarco subi in pratica alcune modificazio ni. La- Ootta tratta dal vento e dn lle correnti durante la notte al largo, si trovò alla matlina del 20 dieci miglia al nord di Quintero di fronte a Zapalla. Di là si arrivò soltanto nlle i ant. dinnanzi a Quintero e non si potè cominciare lo sbarco che alle 9,30. Questa per·dita di tempo di 4- ore ebbe una notevole influenza sulle operazioni del primo giorno e di tutta la campagna. Alle 8 ant. del 20 l'avanguardia avea riconosciuta la spiaggia e sbarcato il reggimento Pisagua, il quale chetamente occupò il paese e l'altura di Centinela. La guardia del porto (26 uomini) si era ritirata all'approssi marsi della flotta e aveva rotta la li oea telegrafica di Valparaiso. Dopo che il Bio-bio ebbe dato il segnale che il porto era libero i trasporti entrarono nel porto stesso e in iziarono lo sbarco alle 9 ant. Alle 1O ant. si posero in marcia .il comandan te della 2• brigata col reggimento Chanaral e 150 uomini del reggimento Atacama e un mezzo squadrone Guide e la 2" compagnia del genio verso Colmo -;ul\a strada di Las Tres Palmas.


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\

IL CHILE

Il resto della 2a hr·igata potè mettersi io cammino solo alle 3 pom. sulla mada della hacienda eli Quintero e del gruppo di case di Dumuno. L'a.vanguardia della 2" ·brigata n1ggiunse quas i la cavalleria nemica e gli prese una mandra di pecore di 3000 capi, che da Quintero venivano condotte verso il sud. Occupp le case di DunÌuno e spinse gli avamposti sulle -alture rl.ominanti la valle della Aconcagua, ma non potè occuparle che verso il tramonto di modo che non potè passare il li.ume e d isimpegnart~ il compito assegnatogli. La 1• br igala ultimò lo sbarco alle 2 pum., spinse il reg!!i -mentq Constitucion in avanguardia sulla ' strada della costa in direzione di Concon basso. Alle 4 pom. il comandante intraprese la marcia nella stessa direzione collo squildrone Libertad e, contro gli ordini del Comando, anche collo squadwne carabinieri . Alle S di sera arrivo col grosso a Concon basso sulla r·iva settent,·ionale i.lell'Aconcagua dove raggiunse l'avanguardia. . Lo squadrone Libertad ebbe, all'arrivo al lìume, a ricevere alcune fucilate dal nemico che occupava la riva meridionale dt~l , fiume cot:~ for~e noteyoli. . . Questo ci fu accertato dagli abitanti, i qual i avevai1o vedu to occupare da l).umerose truppe nemiche le alture dominanti la riva meridio[\ale arriv!!-ndo da V;tlparaiso e -Vìna del Mar. ..\Ile :fl) di sera tutta la P brigata era unita a Concon bas~o. La 3• brigata potè ul~imare lo sbarco alle l O e mezzo di notte e ·. alle Hl. si pose in marcia nel seguente ordine. Reggimento Pisagna, reggimentò, Esmeralda, l battaglione di artiglieria, reggimento Taltal, ''· battaglione Tarapacà. Lo squa.drone granatieri fu mandato prima verso J)ucuncari. Appena ht brigata sì mosse cominciò una fitta nebbia la quale fece ~ì che i due. ultimi riparti della eolonnn perdessero la strada. . Invece di s~guire la . brigata si diressero verso la costa e all'alba del 2'1 si unirono alla prima brigata. La mancanza di gui de e la nebbia ritardarono la marcia della 3" !)r.i::p ta s.icchè essa arrivò appena alle ,3 pom. :.J ile case di Quintem. Colà ricevette ordine ili incamminarsi su Colnco, cosa che successe alle 'i e mezzo pom. Alle ense di Quintero alla a• bri-

IL . CHILE

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gata si unì lo squadrone lancieri e fu dato l'ordine di raggiun,gere la sua brigata allo squadrone grnnat.ieri. 21 agosto .

Alle r di mattina si era osservato dalla posizione della ,, .. brigata, totalmente nascosta al nemico dalle ondulazioni del terreno, che le truppe dittatorin.li aumentavano e reparti delle varie armi si avanzavano e rinforzavano tutto il fronte occupato sulla loro riva. Per costringere il nemico a smasl~herare la sua artiglieria il comandante della 'l a brigata ordinò che la batteria· Hurtado facesse un fuoco lento sulla fanteria numerosa. Alle 7,30 la batteria apd il fuoco da un'altur·a ad oriente della strada, senztt avere rispo:;ta dal nemico benchè alcuni ben diretti colpi dell'artiglieria da montagna e di una mitragliatrice Hotchkiss nelle sue file avessero prodotte perdite costringendolo a ritirnrsi a maggior distanza e a nascondersi dietro alle pieghe del terreno. ' Venne dato l'ordine di aprire il fuoco ad un riparto di cacéiatori (rifleros) armati di Mannlicher sulle case della riva meridionale del fiume in eui erano annidate truppe nemiche per scacciarle e senza gravi perdite riconoscere i guadi del fiume . Quesw fuoco ebbe per risultato di far abbandonare le case e di lasciare acce!·tare che i guadi erano in buono stato . la 2" brigau1 aveva bivnccato con un battaglione Chanaral nelle èase di Oumuuo mentre il grosso si attendava fra questa località e Quintero. Alle l~ ant. fu pur spedito l'ordine di avanzare ed alle 7,30 arrivò coll'avanguardia sull'Aconcagna. Poco dopo arriYò pure il grosso (alle 8 un quar·to), la batteria Arrrtstrong aprì il fuoco. A qd~ll'ora il nemico cominciò a poco a poco a farsi vedere sulle rive meridionali del liume inziando alle 8,·10 anche esso un fuoco di artiglieria durato per eirca un'ora senza risultato. La ricognizione' del guado di Verdejo, dove la b':igata doveva pa~sare il fìume, assiCllrò che il passaggio era possibile senza pericoli pur-chè si trav~rsasse il fiume in reparti aventi non più di ' HS metri di fronte.. Siccome le truppe ne~iche si addensavano di fronte alla strada di Colmo non sembrò possibile J'orzar·e il passo senza pi·ima domi-


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IL CHII,E

nare c.oi nostr·i fuochi In sponda nemica il che non poteva farsi a causa della lentezza della marcia dell'artiglieria da montagna. Prima di potere spiegare un fuoco soverchiante su l nemico sarebbe trascorsa più di un'o ra ed egli avrebbe probabi lmen te rinfor·zato il suo fuoco; il fuoco d'artigli eria in principio non ebhè inoltre gli effetti che sP. ne aspettavano poichè i cartocci costituiti da una mescolanza di polvere da cannone e da mina, (i proiellili venuti d'Europa erano senza cartocci e inneschi) e bruciavano irregolar·mente sicchè i colpi erano incerti, forse anche per mancanza di esercizio della tnrppa poco istruita . D'altra parte la marcia delle truppe, che dovevano forzare il passo, si compiva lentamente. La 2• brigata si riunì alle 9 ant. ; la 3a briga ta appena alle ~10 alle altur·e di Dumuno, malgrado avesse avuto l'ordine di unirsi al più presto :dia 2''. Si doveva cerr,are di pre venire in ogni modo con tutte le forze di sponibili un attacco su Colmo , e richiamnrvi l'attenzion e del nemico con fuoco di artiglieria e di Mannlicher e proteggere la posizione con tro possibili attacchi delle truppe dillatoriali . Un ufficiale di stato maggiore, maggiore Cruz Vergara, che fu mandato alla 'l" brigata per riconoscere la sua situazione E> la strada fra la ·l" e la 2• brigata, ritornò alle 9,25 ann unciando che di fr·onte alla :Ja brigata non vi era quasi nessuna for~a nemica, che nessuno sembrava accorger:-i di quPi la brigata nascosta. r.he i reggimenti Taltal e Tarapacn si trovnvano dietro quella brigata, che il passaggio alla foce dell' Aconcagua era buono e che fra le posizioni della P e 2• brigata vi era un'eccellente :;trada. In segnilo a queste informazioni il sottoscriLLo, che fino all ora era stato all'ala sinistra, domandò al colonnello Del Can to che era a Colmo, il permes~w di porlar$i all 'ala destra per riconoscere personalmente e, nel caso che si potesse, di passare il fium e a Concon basso. Il comandante in capo approvò questa idea ed o~· servò che aspettava il concentramento del grosso per da re gli ordini necessari. La 211 brigata terminava al lora il suo con centramento . All 'ala destra l.rovavas·i il grosso della fan teria (reggi men ti Canaral , IIuasco

lL CI1II..E

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e .Hacama) , al cent:·o l'artiglieria e alla srnrstra il reggime nto Yalpararso . Le guid.e e i lancieri si trovavano dietro ~l .centro. Alla 3a brigata era giit da~o l'ordine di avanzare e possrbrlmente accelerare la marcia rlell'artigli eria. Alle 9.58 arr·ivò il sottoscrillo all'ala destra. La batteria Hurtado aveva una posizione sull'altura contro le case di Concon bass~ e continuava un fuoco lento contro i pochi nemici che ave\'a d1 fronte. Il rom:mdante Frias era ai piedi dello altnre ver:;o la riva del mare ove trovavas: l' intera l a bri~ata e l chilometro più al nord era la 3a brigata. Il comandante Frias aveva ricono!>ciuta la posizione nemica. mentre ma ndava verso il lìnrne i ~ noi dne squadroni ordinando loro di passare il fiume . li nemico fa ceva un fuoco debole senza efTetto a causa della di:>tanza . Il comandante riteneva perlan t.o di non ;!Vere di rronle che pochi~sime forze. 11 momento era opportuno pet· unn olfensiva rapida. Il sottoscri tto ordinò che la :Ja briga ta passasse ai guad i più pros,;imi al mare coi re)!gimenti Costitnci on e Antofagasta in prima linea e lqniqoe in riserv:t. La cavalleria doveva segnire il regg im~o(o Iquiqne, l'arti glieria doveva avvicinarsi al nemi co, attra rn e l a tte'nzione a ument ndo il fuoco e ba llerlo appena si prese ntava. Al tempo stesso i regg imenti T:dtal e Tnrapaci. dovevano scendere verso il fiume favoriti dal loro polente armnrnento che permetteva di tenere sgombra ln riva opposla. Per impedire ·che il nemico occupasse colle ri:;en'e le alture a sud di ConGon basso, n mezzo di semafori fu ordinato :di'Esmeralda di prendere parte all'azione e battere quelle alture fì nchè le truppe costituzionali uoo le aves~eru ùccup<tLe. 1 re"oimenti Costitucion ed ..\nl.ofag;tstn ricevettero inoltre due ,.,.., vu ide del paese ciascuno. 1'> Prim a di iniziare la marcia fu avvertiLo il comandante in · capo. [ lavon di sbarco avevano ritardato il lavoro di approvvq.(ronamento a bordo, di modo '~be la 8" briga la il 20 agosto non-, aveva avuto la razione consueta nell e oré pomeridiane, poir.hè ;nessuno ' credeva che avrebbe potuto inizi are lo s b:1l'CO prima del sopra ~­ ·giun gere della noLte. Per questo rnotiv() il comandante della bri-


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IL Cl;i!I,E

gata ereòclte necessario di fermarsi sulle alture di Dnmuno. circa dnl la 2• briga La per rinnire i suo i ~omini

a nn miglio di di~tanz:; e fare il rancio .

La situazione però non permetteva rit.ardi. . La :>.• briga ta ave1•a le fo rze necessarie per dife ndere la posiZIOrt~ della sponda destra cleii'Aconcaqua insieme all'a rtiglieria della 3• brigala, però uu'oll'ensiva in qnel momento era impossibile pel concentramento delle forze nemiche. D'•lltronde l'ag~ l omera ­ zion c delle trup pe in quel punto lasciava duhitn re che eli fronte alla 1• brigata non ;ji trovassero mol ti nemiei e parve perciò mol!o proh;dlile che e::;:a ro~se in huon e conrlizioni per intraprendere il , proposto al.ta c:co

La. battaglia di Concon.

La ,,. brigala iniziò subi to J'esecnzioue degli ordini ri cevuti. Traversò i guaèli non pi ù profondi di l metro nel segnente ordine e in colonna di inarcia : il reggimento Conslitucion ·dJe inviò i stroi tiratori scelti CO!Ilro le case cla cui partiva nn ben nutrito l'uoco di fu cileria; i reggimenti Antofa~asta e Iquique senza far l'uoco; f!l i squ·•droni Libertà e Carabinieri. La balleria Hurtado coi suoi quattro pezzi ed una ilel!e sue mi tragl iatrici Hotchkiss ::barca1e dalla ll otla servita dai marinari comandati tlaltenente Luig-i Gomc..; prote..;se l'a vanzata della fa nteria tirando su l nemico che mostravasi sull e alture di Concon med io. ( rei!gimenti Talta l e Tarap·•cit non ebbero alcu na occn:;ione di far fno co du rante il pas:;aggio. L'artiglieria nemica lino allora occupata dal fuoco della :2n brigata co m i n<~iò a volgere il suo fuoco sulla ,,. brigata rropri.o quantlo i 'llOi rlltimi so ldati pa~sa V<H)O il fiume senzn perdi1e. L'unico ritartlr.> fu quell o dovuto all a necessi tà rli toglier~i e mel.· tersi le scnrpe. All e .f'l e 20 <~u rnin ci ò d passaggio; all e '' '' e i)() .si forrnav.a no sull'altra riva i re)!gimenti Costitucion e An1ofngas ta.

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Mentre il reggimento Taltal ed il battaglione Tal'apacà si disponevano ad entrare nel fiume si mostrarono le truppe nem iche che aveva~ o occupato di nuovo le case dinnanzi alle ·loro posizioni , che si stendevano da Henaca a Concon medio. L'eserr.ito dittato riale sembrava preparato ad una strenua difesa con tullo il grosso delle sue tl' uppe. Il fuoco della rtotla sembrò a1•ere di:HOILo i comandant i nern1C1. dal prendere una posizione avanzata in cui avrebbero potuto im pedire alla bri gata di fante1·in di salire le alture di riva sin istra. I due reggimenti si impadronirono delle alture senza sensibili perdite e si disposero ad avanzar·e di fronte contro le linee ne· miche, senza avere, nel superare le. diffico ltà del tenen o rotto e scosceso, in alcun modo disordinale le loro formaz ioni. di co mbat. timento. Il reggimento Iquique si riunì indietro ni precedenti sulla ri va sinistra alle ;12 e Mi. La cavalleria ricevù l'ordine di volgersi . verso la costa utilizzando il ten eno per coprirsi e di ava nzar~ il p iu presto possi bile sull' estrema :da ne mica . Essa doveva raggiungere l'a ltezza delln testa della fanteri a, la quale do1'eva pertanto volgersi a<! oriente e convergere verso la sinistra dell a li nea di battagli a. Per non e.:;sere colpito dal l'noco dell e navi _il regl!imento Cost it11cion innalzò la bandiera sulle alture occupate. Le forze nemiche intanto si ritraevano lentam0nte sulla loro linea di difesa, già occupata dai grossi. Siccome il terreno sa[i,·a sempre questi. dominavano tutto il campo ad oriente e ad occidente fino a Las Petras. Scopo dei primi reparti del primo scaglion e della prima brigata . em di oltrepassare di questo spazio dominaLo e r<tgginngere l'altipian~ che segnava In po:;izione principa l ~ del uernico . 11 reggimento Antofagasta alle '12 e ft.i) renne a prendere pane all'azione e all''l pomeridiane era schi erato sulla sù1istra del reg gimen lo Co:>titncion. Frattanto il reggimen to Iquique ed i due :;quadroni Liberlù e Carabinieri si erano posti in marcia :;ull a strada da Goncon ba~so a Renaca per prendere posizione dietro ed a destra dei precedenti che. dovennq attaccare di ft'l·llte le li nee nem iche. li movimento fu effellnato in breve tetn po e sent..a gravi òanni


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IL CHILE

mentre una batteria dittatoriale di 7 pezzi da campagna veniva a coprire l'ala sinistra nemica. Dopo vari tentativi resi van i dalle difficoltà del terreno e dopo che la cavalleria nemica in possesso della strada di Renaca si fu ritirata più indietro queste truppe attnccarono alle 2 e 30 l'estrema sinistra d i tt.ator ial ~ . Successe allora che il reggimento Iquique bersagliato dall'artiglieria , stanco della lunga marcia cominciò a piegare dopo essere giunto n 200 metri da l nemico . Questo momento era critico per tutta l'a la destr.1 stanca di una marcia di ·l ?) ch ilometri in ten·eno diffi cile e co ll e scarpe pi ene d'acq ua, scarsa di mu nizioni e fronteggiata d~ un nemi co forte e num eroso . TI reggimento Taltal e il ballaglione Tarapacit che :• vevano avuto ordi ne di schierarsi a sinistra della ·l · brigata furono chiamati in soccorso dal comandante ciel reggim ento An tofagas ta qlÌando ;r iun gevano nel l' intervallo fra qnesto corpo e il 1·eggi mento Costitncion. I due reparti entrarono in azione, Taltal direllarnenle i.n rinfo1·zo verso sud , Tarapacil più verso l'estrP.ma destra. Il reggimento Chanara l prol~ngò la sinistra unendo così le tlne parti cl~ ll ' armata costiluzionale. Sotto l'all acco contemporaneo di questa linea la resistenza del nemico cedette. All e 3 e 4.5 l'ala si nistm dillatoriale era in fuga. l'artiglieria presa e la ritirata su Vina. del Mar minacciata. rntanto il comandante della 2a brigata appena si fu accorto che le tmppe passavano a Conco n basso, aveva ord inalo al re~gi m ento Chanaral di passare il fiume e coprire l'ala sin i~tra della J• brigala . ll reg~imento ese:; ui sub ito l'ordine t1·aversando al ;ruado di Verdejo che il comanda nte della hriga ta colo nn ello Verga1-a aveva riconosciuto personalmente. Si cco me poi il reggimento era in formn ione rli combattimento non potè seguire l'andam ento IOrluMo del guado e traversò il lìume coll'acqu:t quasi fin o al coll o. Il 3o lo regg imento Ch anaral guadò, gli altri furono trattenuti da un ordine del comandante in capo che aspettava l'arri vo dell a 3" brigata, specie dell'artiglieria per intraprendere l'al tacco con tutte le forze necessarie e con s i c u rez~,a di buon esito. Il t!eggimento Chanaml si trovò perciò in nna critica situnzione sulla sinistr:ì del liu me avendo sofletto per•lite sen<;ibili e avenclo trovato un terreno im ·

IL CHI I.E

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pacciato e difficile. L'energia cl el comnndante trionfò però di tolto e potè eseguirsi l'auacco . L'arrivo dei re)! p-imenti Val para i,o , At acam:~ e Hu as.~o, che p:l :>sarono il fium e più ad occidenle tol;;e dn O!!n i incertezza . L'artigl ieria della 3• brigala ma n mano che arriYa va concentrava il fuoco sul nemico senza potere però impedire che il tra nsi to del· l'.o\ concagua desse luogo a qualche perdita . Si sarebbe forse risparmiato il snn ~n in oso combattimento che ebbe luogo di fronte a Colmo se In 2• brigata ~iu nta sull e alture a nord di Colmo ~ i foss e fermata in difensiva fi no a che non foss e ginn ta la 3" brigata. In questo caso sarebbe stato facil issimo che il nemico avesse avuto il tempo di riu nire le sue forze e altaccando rompere la barriera che lo tagliava fuori da Vina del Mar . La scontìtta perciò non sarebbe stata tanto decisiva nè completa. L'attacco della 2a briga ta e l'azione concentr·ata dell'artiglieria della 2" e 3" occuparon() tanto il nemico che i reggimenti Esmeralda e Pi sagua potei'OnO passare il nume tranquillamente. · lJ reggimento Pi sagua passò di fronte a Colmo e il reggimento Esmeralda ltn po' più ad o1·iente in località assai per icolosa . L'arr1vo del re~gi mento Esmenllda cne si vol se contro la destra nemica deci se dell'esito dell a giornata, cosa che l'altacco poco preparato del reggimento Pisagua non aveva potuto far~. . Le tre prime compagnie Esmeralda comparvero 1mprovv1se sulla destra nemica e salva rono il reggimento Pisagua da una ritirata e da. un attacco nlla haionettn dei dittatoriali e oramai :;carse(J{riante di munizioni. Fu o:-servato in questa circostanza che ql;e~to corpo seguendo l'esempio della 2n brigala ;;i lasci? tJ:a ~ci~ nare dalla peleri tà di tiro del )[nn nlicher a fare uno sc1 up1o <h mun izioni. La tìne della batta~ l i a :;i do \'C alln 1• bri)!ala . Una ;!ra n parte delle troppe nem iche che si eran o ba ttute coi i·eggirnenti Atacama, Val parai~o e Pisagua appena sapu to che la ri ~i ra l~ .al su~l ~ra .L~­ gliata si sbandò ; ciò spiega il gran . numero dt pn.g10n1en fatt• ID quel punto del campo di battagli a. IJ uelle truppe s1 trovavano nel- . l'alt.ernntiva o di cedere le anni o l'ii'u giarsi sull 'alta cima del ì\lorrOJiegro ch e domina tullo il terreno :la Coneon a Quilpuè sfug·, gendo agl i squadroni gnicle e lan cicri.


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IL C"f!ILE

Questi squadroni passato il fi ume dietro al reggimento Esme-

ral.~a e n~n pole~ano. pr~ndere. parte all'azione, si geuarono perciò

ali msegutmento m dtrezwne dt Paogabillo dove a causa della confusione poterono prendere prigioni 5 10 uommi e 30 ufficiali . La sconfitta sr11la destra nemiea era alle 4, pomeridiane eompleta, appena poca fanteria c cava lleria potù ritirarsi su l Mono ~egr~. L'~rt·tiglieri a, i parchi, le impedimenta fu rono presi con Jne~;ttmabtle :an taggio dell'esercito costituzionale che cosi acquistava cannon t da campflgna e mun il.ioni . A! le .4 e ::30 ~~. ulti~e fucilate risuonavano su l campo e le urigate commctavano gm a nformarst. La 2" brigala e il ,vrosso della 3a sulle posizioni dittatoriali , più a sud sulla strada (:'olmo-Yina del Mar era il reggimento Esmerald:.1. La cavalleria era spin ta su Qnillota e Limache. , L'artiglieria, le ambulanze e il quartier generale si r iun irono a Colmo. La ·l· briga ta non lazciò che distaccamenti per rinnire "li " sbandati e raccogliere i fe riti. l i grosso si avanzò su Renaca per inseguire il nemico . Sir.corne poi si era saputo che il re_a-gimento dittatoriale Chillan era .stato veduto in qur.lla direzione pr·eudere una pos izione din ant.i a Valparaiso , si sospese l'inseguimento; li J'eggi mento Constitucion e lo squadrone Libertà accamparono a Renaca ed il resto all' incontro delle strade da Col mo e Conco n basso a Vina del Mar . 11 vetLo~a gl.i amen to dell e truppe presentò qualche dilli col tà, poichù le raz1?n' n secco da alcuni erano state consumate, da altri gell.ate. La razwne proDLa pel tra.'>pOrlo non potc essere can eff" Ìata per mancanza di mezz i, nou essendo:;i potuto imbarcar-e q ~~d rup~di pel cat'reggio . Solo :di'u ltim'ora un trasporto ii Dittnwrsch1· arrivò caricato con 200 muli, ma cruesti fnrono sbarca ti, mettandoli in acqua, e giunsero a riva nuotando in _grande c(mfusione, siccltc fu appena poss ibi le prendere qriell i per l'artig lieria e i parchi. Si era, pure fatto a fi danza col le riso rse loc:di, ma le diffico ltà. i ritat·di dello sbarco, l'avere do1•nto ca mbia re ord ini ed il loro n~n esatto adempimento non permiscrc. le requisizioni . D'altra parte il consumo et.:cessi l'O di munizion i da pàrte della fa nteria e dell'artiglieria nella giornata del 2·1 obbligò il coman-

Il. CHlLE

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dante in capo a dare oi·dine che tut.ti i quadruped i fossero impiegati nel rifornimento delle munizioni. i potè tullavia fa r giungere qualche vettovagliamento e im piegare l'ambulanza presa alle truppe dittatorillli sul camp'> nel servi zio sanitario. Una parte notevol e di munizioni fu rifornita nella notte, ed all'alua del 22 le truppe della prima brigata avevano già pi it della met~t del loro munizionamento normale. Più difficil e ru :1 rar attendare le truppe, poichè in principio .del!'at.i·)l)e esse avevano lasciate le tende. La prima brigata le aveva gettate neii' Aconcagua; Taltal e Tarapacit le f!vevano agli accampamenti precedenti; gl i altri reparti le avevano lasciate per istrada per potere più ce!eremente entrare in nzione . Le truppe iiovettero perc iò soiTrire molto il freddo, e quantunque distaccamenti si reca$Sero a raccoglier·e le tende smarrite fino al 22 non si poteva contnrc di averne. Questo stato di cose non si poteva riparare, mentre che essendovi molte pecore e bu oi nei dintorni la mancanza di vetlova ;I~i e ru meno ·do l oro~a . .22 agosto .

L'avanguardia della prima brigata aveva osservato che durante tutla la notte del 21 un inin terrotto movimento di treni aveva avuto luogo fra Santiago e Valparaiso. :'iccome la cavalleria e il ~ e n i o non avevano potuto spingersi all ' intenuzione (lelle ren ovie ern n ri tenersi che uumerosi rin forzi fossero rau i affini re su Valparaiso. e non era improhauile che vi potessero pure arrivare truppe da Concez ione. intanto, sicco me si tratta va di continuare lt~ operazioni contro Valparaiso e nl più presto possibile addiven ire alla riunione della fl otta e dell 'esercito, il sottoscritto alla mallina stahi li di arrestare nel le sue posizioni la pri ma hrigata fìnchè fosse raggi unta òal! a seconda e dalla terza. QuestO COnl'.elll.ramento fu UltimatO alle 0 1'6 ·10,28 ; è pur e n ell"antimeri~gio si potè portare il munizionamento a ·120 colpi per fucile e G4 per cannone. La pron .isla di ca rne fresca era suOiciente pel ~·ettovagli am en to dell e trnppe . ..\ Ile IO e 80 g; unse dall'aiutan te rli campo della prima uri-


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IL CHILE

gal.a, Walker Martinez, la not izia che Valparaiso e Vina del Mar erano interamente sgombre da truppe dittatoriali e che i movi menti ferroviari della notte avevano avu to per scopo soltan to di riunire tutto· il materiale n •tnbil e a Santiago. Era assai verosimile infatti che il nemico avesse il progetto di utilizzare tuili i mezzi per una battaglia decisiva. Per approfillare del momentaneo iso lamento di Yalparaiso venne dato ordine alle truppe del genio di di struggere quanto piu si poteva sulla ferrovia tra Quillota e Li mache. li comandante Ovalle ebbe pure ordine coi suoi due squadroni (granatiel'i e lancieri) di avanzare contro Vina ilei Mar e occuparla se fosse possi bile. La prima brigata ebbe ordine di seguire la cavalleria per occupare per due ore le alture di Renaca. Il fuoco di fa nteria aperto da Yina del Mar sulla cavalleria dimostrò e;he le notizie avute erano inesatte; fu dato allora l'ordine di concentramento su Vina. del Mar per atlaccare la guarnigi one di Valparaiso prima che arrivassero l'inforzi. Le brigale occuparono : la prima Henaca, la seconda e terza Passo del Gallo, da dove si domi na Vina del Mar, Salto e Quilpuè. Nella notte seguente si osser·vò un nuovo movimento ferroviar io intenso, ma questa vol ta fra Quilpuè e Valparai$0; tutti ·i treni andavano verso la costa e nessuno ritornava; si desumette da ciò che la guarnigione era stata già rinforzata. Avemmo allora notizia della poca fedeltà e intenzione di battersi delle truppe ditl.atoriali ; l'atracco di Yina del ;\far sembrò perciò poter riuscire fru ttuoso . Per questo scopo alle ·l 0,41.> di sera venne dato questo ordine : «Domani alle 4 ant. le tl'llppe prenderanno queste posizioni: « prima br·igata Alto de las Cruc~s a sud della strad<L che conduce a « Punta de las Salina:>. L' <~rtiglieria delle tre brigate riunita a)!li or« clini del r.omandante Ortuzar prenderit posizione su lla medesima « altura per mantenere un fuoco vivo sul terreno fra la Fabbrica « di zucchero e il forte Callao. << Seconda brigata su Buana Yìsta di fronte a Vina del Mar. «Terza brigata in riserva dietro la seconda. «Il colon nello Vergara, comandante delle due brirrate cercherà n

IL CHIL'E

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«di impadronirsi di Vina del Mare Forte Callao, inizia ndo l'at · « tacco alle 6 anl. « L'a ttacco ri chiede il silenzio e In so rpresa. Non si farà fuoco ,< per quanto è possibile. La prima brigata rim ~rrà sulla difens iva « fino a nuovo ordine. L'artiglieria seguirà l'aLtncco in modo da «dirigere i fuochi sui pumi ove l'attacco incontret·a maggior << resistenza, e · pri ncipalmente contro l'artiglieria nemica, se «questa entrerà in azione. Il comando in capo sarà colla prima << ~brigata. >>

23 agosto. Le rir.ognizioni falle e la chiarezza della notte aiutarono tanto la marcia, cbe la st'r.onda e terza brigata erano all'alba nei punti designati. La posizione di r ina del i\lar, quantunque solo leggermen te ror'lilìcata, imponeva prudenza alle colonne d'attacco; tuttavia le truppe di ttatoriali, appena ebbero scorte quelle costituzionali, si ripiegarono sulle alture a occidente di Forte Callao. Dalla posizione della prima brigata si osservò benissimo questa ritiral.a su \'alparaiso e le nostre artiglierie attesero solo il momento dell'avanzata per aprire il fuoco. Però l'avanzata non ebbe luogo , essendo imprudente attaccare la posizione di pieno gio rno. Sì iniziò allora un cannoneggiamento senza risultato. Le truppe dittatoriali , quantunque fornite di ar·mi di maggior portata, non riusci rono ad avere nessun vantaggio, essendo ilifeuose le spolette nsate da esse, siccbè non avvennero che perdite insignificanti. Alle 9 antimeridi'ane vennero i comandanti della seconda e .terza brigata e spiegarono come essi ritenevano impossibi le l'attacco. Fu quindi di sposto di continuare un lento fuoco e di riunire a consiglio i comandanti di brigata.

Tronchiamo gt~i il1·apporto deL colonnello Ko1·nm·, pe1· far conoscere la situazione in quel giorno conie la espone magistralmente il generale Lamiraux. (Contim~a). M. G. B.


NOTIZIE POLITICO- MI!.ITAlll ITALIANE

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NOTIZIE POLI'fiCO-MlLlTA RI ITALIANE

Chiusa in Parlamento, colle chiare ed esplicite dichiarazioni del presidente del Consiglio, la questione i nopportuna ment~> sollevata di una riduzione nel bilancio della gueiTa per venit·e io soccorso a quello della rnnrina, continuò nelltt Camera la discussione dei ·bilanci; nel Senato quella della legge sulle pensi<'ni. Grandi concioni pro e contro questa l e~ge si avvicendavano nell'alto consesso e richiamavano sopra di sè l'at.tenzione pubblica incerta sull'esito della lotta; ma :nelln Camera pareva che si navigasse nel più sicuro dei mari possibili, perçhè assuefatti alle clamorose scene di ~~ui è spesso il teatro, poco si badava ai batti becehi quasi personali e s'u questioni allatto secondarie,. che :lVevano luogo nella discussione dei bilanci. Quando improvvisamente la nave rninisteriale urtò contro uno scoglio, non segnato, diremo così, nelle carte idrografiche: il bilancio di grazia e giustizia, ch'era st<tto approvato articolo per articolo, fu respinto a scrutinio segreto. È il primo caso di questo genere che succede da quando si è costituito il Regno d' Italia; e ci porterebbe :roppo !ungi rieercarne le cause prossime e remote; diremo solo che progetti di riforme, apertamente dalìa maggioranza invocate c segretamente temute, fu1·ono causa non ultima ui questo incidente affatto inaspettal{). Dal che ne consegue che un M inistflro, se vuoi vivere lungamente, certe riforme (massime quelle che, utili nell'interPsse generale, ledono interessi loca li) deve !asciarle invocare ma non porci mano e neppure prometterle a breve scadenza, salvo ehe la situazione fosse così eccezionalmente favorevole da poter tu tto osare.

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Ma >c complesse e in parte imperscrutabili furono le cause per cui il bilancio di grazia e giustizia venne respinto, semplici· e chiare ne furono le conseguenze. La stessa sera (1.9 maggio) si radunò d' urgenza il co nsiglio dci Mini:;tri e fu deliberato di dimettersi. Il pre:;idcntc onorevole Giolitti si recò subito ad informarne S. ~l. il Re. La risoluzione del M!niswro ern logica e dignitosn, quale doveva aspettarsi dalla coerenza de' suoi membri' e sp, cialmcnte del suo presidente, che da due giorni prima s'era dichiarato solidale col Ministro della {Juen::t, nellfl questione del numero dei corpi d'armata ed ora non poteva lasciare cadere isolntamente il Mi nisLro di grnia e giustizia_ Ma Sua 1Iaestit considerando che, per ragioni speciali, il rigetto del hi laneio di grazin e giustizia non implicava alfatto un voto di sfì~Jn?i". v e.rs ~ la politica generale del Gabinetto, decise di non accettare le ~u~nssJO.lll ~~ t.ut.ti i :\finist.ri, sibbene quelle soltanto dell'onorevole Bonacct ti cu1 btlancio f)ra stato respinto, ed invitò il prcsidC'nte del Con~iglio di fargli prop·osle per complèt<tre il Gabinetto. . . . . ln seauito a ciò l'onorevole G:olitti ofl'erse il portafoglto dt gt·azta e gmstitia atsenatore Eula e quello delle finnm:e (tenuto fino nllora interinalmente rlall'ouorevole Grimald i, ministro del tesoro) al sena tore Gagliardo. I quali avendo accett.ato Sua Maestà fìr mò (24. rna~gio) i relativi decr~ti e Giolitti ne diede co1riunicazione alla Comm·a 1l g10rno seguente aggtungendo: ~ ( TI programma co: quale il ~li nist.cro ~i è presentato, prima al Pae.~e, poi al Parh~mcnto, rimane assolutamente immutato. . . . c ])i tale p1·ogramma 11na parte fu svolla con 1hsegm d1 legg~ che stanno davanti al Parlamento, l'altra parte sarà svolta con altn dtsegm di legge da presentarsi. . . , Nella presente sessione c prima dello vacanr.e. csttve, e nss!~ lu.tamente necessario cbe si abbia la votazione di tutti i btlanct e che s1 m olva la questione del t·iordinarnento degli istitu ti di ·emissione. . , Nessun Ministero che abbia la co"'cienza del propno dovn~e potreb~e consentire di rest.nre al potere senza r.he il disordine che oggt regna m materia di circolazione sia riparato. , 11 non 1isolvere questa questione esporrebbe il CJ'edito del nostro paese ad un vero disast1·o. . c 11 Ministero ha consentito di ripresenti\I'SI alla Camera, rna per adempiere al suo ditlicile còmpito ha necessità di sapere se abbia o no la ():i -

ANNO XXXV III.


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NOTIZIE POLITICO · MIL11'ARI ITALIA:t\'"E

fiducia della maggioranza della Camera, e noi invochiamo un giudizio chiaro ed aperto. >> Dopò qut~5te parole, che furono vi va mente appia udite a sinistra, l'onorevole Fortis presentò il seguente ordine· del giorno ~J·ie svolse dandogli un senso di tìducia nel Ministero. << La Camera prende ano delle dìchia1·nzioni del Governo e passa all'ordine del giorno. » · Sopra eli esso s'impegnò subito una discussione viva e confusa che continuò tutto il giorno appressò e diede luogo ad importanti dichiarazioni dii parte del pt·esidente del consiglio e dei vari capi dì partito. llilesso linalmenle ai voti venne approvato con 227 voti favo1·evoli contro 72 contrari e 24 ast<!nuti. Questa votazione fu pe1· il Ministero una vìtto1·ia anche maggiore di quella che il pubblico si · aspettava; da essa il Gabinetto uscì rinforzato per la lotta che da qualche tempo dtira e sembra farsi sempre più vivi\ nell'aula ~enatoriale. ·

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NOTIZIE l'OLITlCO-JIIILITAnl ITAI;lANE

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nuerra da parte dell'onorevole Squittì, il quale voleva sape1·e qualche

~0sa di preciso sullo scoppio di una polveriera· avvenuto a Ma:;saua il 23 aprile. Rispose l'onorevole Polloux non trattarsi veramente dello scoppio di una polveriera, ma :;olo di quello di un piccolo magazzino di deposito; .essere fortuito lo scoppio e piccolissimo il danno. Egualmente spiccio fu il ministro della guerra nel rispondere ad · una :interrogazione del deputato Ceri<llla-Mainel'i sul modo di provvedet·e ad .alcun!'l categoril'l di veterani che, a parità di merito, non godono dell'annuo a~segno di eui godono altri. Notò ronon.,vole Pelloux che la somma di cui il governo dispone a quest'oggetto è molto limitata per soddisfare a tutte le richieste, e che davanti alla Camera stanno due proposte di legge d'iniziativa parla, ' mentare - le quali, quando fossero approvate, permetterebbero nwggiore larghezzu . L'in terpellante non fu soddisfatto, ma alt.1·a ri?posta noupotevn aspet,tarsi.

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Durante la crisi continuò alla Camera la discussione dei bilanci in via puramente amministrativa. Ciò fece restare in pe~tore a par1~ce hi onorevoli i discorsi che avevano già preparato sulla politica estc;·e. Non mancarono in v1~ro Je solit<~ interrogazioni dell'onoJ·evole Ban:ilai e di qualche altro sul contegno delle autorità austriache vt\rso i patriott.i it<'lliani nei paesi dell'Italia irrcdenta, ma l'onorevole Brin, ministro degli affari esteri, trincerato nella sua po~i;.:ione dì semplice ammini;;tratore, ricusò perfino di dare quelle risposte evasin~ che avea dato altre volte e che sono le sole possibili a simili domande. Più · compiact·nte fu l'onorevole Hrin nelle tjuestioni ahicane in eui diede all'onorevole Antonelli tutte le spiegazioni desiderabili. Notel'emo che in questa occasione pres1~ la parola l'onot·<wolc generale Dal Verme, del quale sono noli gli studi sp!lCiali in sifl'atte questioni, e difes~) anzi lodò l'opm·a del governo in Africa, in tutto con forme ai suggerimenti della commissione d'inehiesta; opera i cui risultati, modesti ma soddisfacenti, si mostrarono nella piena sicurezza e MI gt·aduale aumento di benessere della colonia e1·itrea; sicchù può dirsi eh e la nostra piaga ti' Africa è quasi sanata. Un'interrogazione rispet.to all' Af1·ica toccò anche al ministro della

La stessa sera del voto di fiducia in una riunione dei deputati della maggioranza, ch'ebbe luego al palazzo della Consulta, l'onorevole ministro della guerra frlce impo1·tanti dichiarazioni. Egli disse anzitutto di desiderare una d1scussione ampia e profonda -sul bilancio del suo Ministero; assicurè) 'che, nè la legge sul recluwmenw nè quella sul tiro a segno, quando siano approvate, porteranno aumento sul bilancio della guena, ed espresse i l desiderio e la spei·anza che questa ultima possa essere discussa dalla Camera p1·ima delle va.:. canze in sedute antimeridiane. In quantò alla promessa legge di riordinamento dell'esercito, il mi. nistro assicu1·ò che si tratta di riforme amministrative abbastanza importanti; è un progetto che richiese lunghi e diligénti studi, ma oramai ·si t1·ova pronto, e sarà presentato prima delle vac:mze, non già pe1·chè si speri di farlo discutere subito dal Parlamento, ma perchè possa esserlo dall'opinione pubblica, la quale così avr1t avuto campo di affermarsi prima che si apra la discussione parlamentare. A. proposito di siffat.to progetto il ministro dichiarò che l'economia abbastanza ra"i'Uardevole dalla sua attuazione.· sarà tutta deem ' risultante · stinata a rafforzare i servizi più vitali dell'ese•·cito e a completare gli ar-


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NOTIZIE POLITICO-MILITARI ITALIANE

mament.i, ed ebbe pure cu ra di soggiungere ch'esso non lederà alcunodi quegl'interessi locali che :>tanno tanto a cuore delle popolaziom e de' suoi l"<lppt·e-.;;entanti; dichiarazione questa efficacissi ma in un paese come il nostro, don! gl'intet·essi locali chiudono la via a tante benefi che riforme, c (jualche vollu pure la chittdono (diciamo il vero) a provvedill1enti disastro,i. Pe•· esempio noi siamo persuasi che, se la proposta d ~ ridurre due cor(Ji d'armata fosse re<llmente sottoposta a una votazione della Camera, incontrerebbe non solo le palle nere di quanti onoJ"evoli hanno a cu ore gl' interessi dell'esercito, ma pure qiu~lle di qun nti hanno. pau ra che venga soppresso un comando, un uffizio, un reggimento, un battaglione, una compagnia, un ulliciale, un soldato nel loro collegio. Nelle città di pi"Ovincia a cui si togliesse la guarnigione, dopo che hannofa bbricato i quartieri a loro spese, si solleverebbero le pietre. Non tutto il campanilismo c'è per nuocere. Conchiuse il ministro che la prossima discussione del bilancio dell:) guerra, se sarà f~tta com'egli la desidera e la spera, mostl·erà che le nostre condizioni mililll ri non sono oggi inferiori a quelle che siano sta to mai e se qualche cosa può scuotere il morale dell'esercito è il vederne sempre posta in discussione la costituzione fondamentale. L' ad unanr.:~ accolse con grande soddisfazione queste brevi, ma interessantissime Jichiarnzioni del ministro.

N0TI7 IE POLlTl CO-MlLITARl ITALIANE

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** .. Diciamo orn una parola sulle espet·ienze di tiro che si annunziarono -prossime. Colle armi attuali di piccolo calibro ed a ripetir.ione è di somma importanza conoscere quale influenza può avere la maggiore o minore cele•I"it:ì di tiro nei tiri collettivi di guerra; e ciò non solo per regolare la disciplina del fuoco, ma anche per la soluzione di al tl"i problemi, fra cui principalissimo quello del mu nizionamento; a tale scopo è già in corso un esper·i mento presso tutti i reggimenti di fanteria, il quale sarà susse.gui to da altri due che avranno pe1· iscopo speciale; 1° di determinare, su scala assai più vasta che non siasi fatto finora, l'inOuenza che possono avere sui tiri collett.ivi di guen a gli e1·rori più o meno grandi nella valutazione delle distanr.e del bersaglio. 2° di determinare l"influcnza che può avere negli stes5i tiri collettivi la maggiore c minore abilità dei til·ntori, tan fo nel caso in cui le distanze siano valutate esattamente q uant.o nel caso in cui sieno più o meno errate.

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* * Jh·a le più i mporl.~nti disposizioni d'inte re~se militare emanate in questo periodo di tempo, notia:no anr.itulto la chiamata alla leva dei giovan i nati ncl 1.873. L'apertura delle operazioni è fissa ta pel 5 giugno. L'estrazione a sorte comincerà· il 3 agost,o; le visite e gli arnrolarncnti d~gl'inscritti avranno principio a datare dal 5 ottobre; la chiusura della sessione è fissnta poi 1.5 gennaio ·1894. Per rinforzare gli effetti vi, durante le grandi manovre c le ma novre di campagna, di cui abbiamo pttrlato nella puntata precedente, saranno ch iamati alle armi i militari di :l" categoria della classe 1867 di tutte le armi, e quelli di 1.• categoria delle classi 1862-83 di mili?.ia mobile per costituire ·4 reggimenti di fa nteria c 1. battaglione bersngliel"i in Sieilia e i reggimento di fanteria in Sardegna. Durante il periodo delle manovre la forza dcll'eserc.ito soLLo ]l} armi salirà a 33t> mila uom i~ i.

I l :28 ebbe luogo l' iila ugLH<tzione dell'ossario di Pnlcstro, ertltto a .cura di un eomitato in c nore dei cadnti uei gloriMi com batti menti del 30 e 3,1 maggio ·1859. La ceri mon ia riuscì imponente, degon dei faui che si volle com memorare e dei morti a cui ~i ,·ollc rendere {) m ng~iu . S. M. il Re si era fatto rappresentare da S. A. R. il duca .d'Aosta ed il Ministro del1.1 gnerra dal gene 1·:~ 1 e Tcstafochi . Erano presenti ntppresentanze del Scuato, dello Carnera, 1iell 'esercito, della .m:~ ri na cd una rappresentanza speciale per ciascuno dei C{)l·pi che hanno preso pa rte ai detti combattimenti. La Francia e l'Austria, i cui morti in quelle memonmdc giornate sono r<tccolti nello stesso oSSll rio, voll9ro rendere omaggio a questa tomba comune, iuvinndo la pi·imn per suo rapp1·eseutante il generale Fabre, uno rlei combattenti nella campagna del '1859 e ·del eg:~ n d o la ·seconda il colonnello ·De Pott, adde tto militnre all'ambasciata austrouugnrica pres;;o il Re ·d'Ilnlia. Appena inaugurato l'o::;snrio, tennero applaudi ti discorsi alla folla


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NOTIZJ E POLITICO-MlLIT ARl ITALIANE

raccolta attorno il monumento un senatore, un deputato e un ufficiali~ dell'esercito; applauùiti ~simi parlarono poi il rappresentante franrese e l'austriaco, l'uno ricordando gli antichi vi ncol i di am icizia la cui memoria non è ancora spenta nè io F1·anci~ nè in Italia, l'altro traendo buoni auspi<·i pei nuovi che uniscono l'Austria all'ftalia, dalla pietà con cui gli italiani ba~no raccolto le ossa dei nemici di. altri tempì d~mdo loro sepol tura nell'ossario comune. Sopra una delle facci o del monumento (costituito da una base qn~­ drata su cui poggia una cupola-ohelisco dell'altezza compl essiva tl·i trenta metri), si leggo questa bella iscrizione: La ··r eligione della pat?·ia - che ?'accoglie- sia augurio di fratellcmzct- alle nazioni. Di fr~tellanza sì, ma non di pace perpetua, perchè sarebbe la pa<:e del l'ossario.

NOTIZIE MILITARI ESTERE

Roma, 31 maggio 1893.

c. ~I.

a) L'assicurazione dei militari in servizio in !svizzera. Vua qn<~sti ou e d'attuo lità, h1 ([uale tende a prender posto 1wl sistema legislativo che governa l'orùinnmento milit:ne svizzero, merita d'essere portata a conoscenza del pubblico mil itare: all'uopo non •-rcdinmo di poter meglio HSporre )a COSa che Vll lcndoci di una COrrispontlllnzn del Jo11:rnal dr: Genèl)(:, alla qua le farem o seguire rrurtlchl'l altra uotizia spigolata aitrovc. Oltre le socictit priv~tc di :;occorso ai militari feriti o malati, vi sono due istitu7.ioni parallele, clte si completnno a vicenda c forse si combineranno. L'articolo ,18 della Costituzione fed erale dice: « l miliwri, i quoti pel fatto del servizio federale perdono la vita c o vedono :tlternta in modo permancutc la loro sa lute, hnnoo dritto « a :;occ.orsi da lla Conl'erlerazicne, per essi o per In loro rnm iglin, se c< trov:m;;i nel bisogno. )) In rapporto a questa disposizi one la legge 13 novembre 1 8 7~ concedeva di diritto una indeon ità a qunlunrp1e milita re il rJnale, in seguito ~ farita, muti l ~zione o malauia diventasse incapac.e a guarlngnar la vita per un certo tempo o in modo permanen t.e. Questa indennità è concessa nel c.aso che il militare infermo vivesse in tutto o io parte del suo laYoro, c 4uando la ferita , la mutilazione, ma l a tti<~ o infermità sieno conseguAnza del combattimento, della fatica , d'accidenti o d'influenze morbose durnntc un s~rv izio federal e. Se il militare è stato ucciso in combattimento od è morto in seguito alle


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NOTIZ IE Mll.ITARI E STE RE

sue ferite od a malattia contrattll durante il servizio federal e> la sua fa miglia ha diri llo ad un' indennità se è provato che il defunto sovveniva in tuuo o in parte nl suo manten imen to mediante il prop>.·io lavoro. Le indennità consistono, in :;ommc pagate un.1 ~o la volta quando l'infer mità è passeggera, in una pensione annua qu11udo è permanente ed in caso di morte. . La .spesa che la Confederar.ione sopporta per questo titolo è coperta Hl pnmo luogo co l redd ito d ~ l f ondo degt·i inval-idi (!.>,836,370 lire, alln fin e del ·187'1), e poi con somme portate in biloocio. Il F ondo G1·emts> parimeute destinato agl'in valirli, raggiungeva }1 11 :1 stessa epoca 5,286,536 lire, ma, secondo lo intenzioni dei donatore, gl' intere:>si devono essere ca pitalizza ti e In Confederazione non può di sporre di questa risorsa, risenrata pt>l caso d i guerra. Lo stesso può dirsi del F ondo f'edl!1'ale d1' Winkei1'ied (758,0·1 O lire), cui la Confederazione non pnò tocca re se non dopo aver provvisto :~ !l e indennitit prevedute dal la legge •1874 , e cho non può essere utilizzato altrimenti che per supplementi di pensioni. Par<l llelarnente a questi soccorsi ufliciali, si è introdotta da par·ecchi anni un' assicu1·azione, privnla erl ofllciosa, con tr·o gl i accideuti dei militi in servizio. Era f.ttta per· cura della compagni;l La Zm·ich . "\ll'inizio di ciascun ~ervizio si chiedeva agli uffìcinli, sottu r!ìciali e soldnti se consentivano ad assil:nrarsi contro gli accidenti che potessero sopraggiungere durante il servizio: non era considerato come accidenté :~ltro ehe il danno che co lpisse l'nssicurato per. cau sa irnprovvisa e>.teriore e violenta, intaccando lu snn integrità fì sicn : eecezionalrneute i colpi di sole erano considerat.i t'Ome accidenti. - O~rni ma lattia contralt:l dur:~nte il servizio o pro\•eoienl<' dal sen·izio ~ra e::clu~:t dail'a;;sicurn·tone, meno largn clelia le;!ge federale so ;presto pun to. Quest'assicn1·azione era uu' iutntpre:;a priv:~ ta, ma la gerarch ia militare s'adoprava a farne propaganda ed a raccogliere i 1;rernii in nome d e ll r.~ compagnia; ciò ciH~ non era molto corretto. I versamerlti dei ~ol da ti che acconsentivano 11d assicurarsi erano prelev<lti sul loro soldo. Già a varie riprese al.;uoi membri dell'Assemblea federale aveYano espresso il desiderio che questa assicurazione fosse orga nizzata dalla Confederazione stessa , sin nssegnando essa i versa menti chiesti ai militari, sia sostituendosi alla Z1t1' ich nell' ammiui strarc il capitale d'assienrazione. Nel ·189 1 il dipartirnunto militare (M ini swro dell3 guerra)

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incaricò di stud ia re la q uestione una Commissione di specialisti, la qua le si pronunci() unau ime per l'Mga oa mento deli' assicu rn ione per opera dello Stato. Sono stati proseguiti stu Iii in qnesLo senso. Il dipartimen to militare , nel rap porto intorno :lll a sun gestione pel '189·1, diceva che quasi tu tti 1 rn il iLari intervenuti ~d le m:movre, quelf'anno, si erano fatti assicurare, e giud icava come debito d'onore per 111 Conferlerazione di prendere <l suo c.1 ri c~. seoz:~ la par tecipazione io d! vidu ale di ciascuno, l'assicn razioue genera le dei mi li tar i con1ro gli nccidenti; riservnndosi però di regola re altrimeuti le penliioni e le indeunità. · E la rclatira Commissione ric~l Consiglio Nazionale, rilev:mdo questi apprezzamenti dit:eva: << La misura delle indeuuitù fissata p~r legge è c così mode~t:1, ed è legata a tante esigcuze e condizioni, che i militari • preferiscono ancora l'assicurazione, la quale ofl're loro vantaggi molto • più grandi, anche a costo di dorere :~ttiuge rc dalla lor·o 1asc:~ ...... . « Noi posiamo In qucstioue se non !\in convenie nte r ivedere la legge fed erale 48711. sulle pensioni, nel senso di uo aurnllnto rlclle iuden« nit~ , facendo va lere il principio dell' as:;icurnione c:on nu a eonve« niente partecipazione tanto da parte della Coufedenlziofl e rrnuuto d<t c parte. delle tmppc. » geco, iuGne, il Wsto della determinazione adottata dalle Ca mere nella loro ultima $CSsione: • Il Consiglio federale è nntorizzato a far « pagare dalhl cass<l feJerak per l'a uoo Hl93, i premi pngati dianzi « dalla truppa por l'ass icur:~zione rontro gli accidenti. Gli è aecordato l all'uopo uu credito di .70,000 lire. Inoltro il Consiglio federnle è invitato a sturliarc le rruestioni seguenti e riferirne a tempo oppor« tu no: a) se, ed in qua l modo, le truppe svizzere rlevono es5ere c assicurate contro gli accidenti e le malattie, a spèsc d~lla Confede• razione per b durala del servizio; b) se, ed in qual modo, la legge « sull e pe n ~ioni del 113 novemb re •187.i dcv'e$sere riveduta nel senso « di un equo an mento delle pPnsioni e delle indennitit mi litnri; c) se t ed io qua l misum la quota :~nnu a del presid io prelev~ to stdla tasBa « d'esenztooe eia: servizio militare pel l'ondo degl' inv:didi debba essere « aumentata ; se vi hn luogo a presentar proposte su tali questioni, • alle Camere federn li. » I n conseguenza, il 25 gennaio, il Consiglio federale ha incaricato _ il suo di parti mento nnlitnre di concludere con la società d'assicurazione La Zlwich urt contratto che assicu ri gl i iudividni chiamnti al servi zio pel '1873. Ecco le basi e~senz iali di questo con tratto:


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NOTI;(.IE l i! LITARI ESTERE

N OTIZIE MI LIT ARI ESTERE

L'assicurazione comprende gli ufticiali di qualunque grado , glr ufficiali istruttori, i sottuflìciali, i soldati, le reclute, i domestici d'ufficiali, e i segn<•tori dell'élit.e e della landweh r. Essa si riferisce a tutte le lesioni corporali sopraggiunte durante il servizio ed iu occ<l sione del servizio. Sono escluse le chi<1mate sotto le Mmi per repres$ione di torbidi, interventi federali od occupazioni della fronti era . L'assicurazione com prende i colpi di sole, non le ma lauie interne. Il premio da paga rsi per gl i ufficia li, sottufficia li e soldati dell' ùlite e delln landwehr è di 90 cuntesimi per uomo e per · senizio. Gli scudieri e plllafrcnieri dei 1lepositi di l'irllontn e della regia federale sono assicurati per tntL:t la d ur:~ ta del loro arruohtmento per un premio che non deve superare L. 2 ,50 . Il dipartimento militare pagllerà pe•· quattro acconti trimcstra li un premio provvisorio bas11to sulla somrna di 70, 000 lire. li dPcou to definitivo si farà nl la fin e dell'an no. l.a compagnia paga , iu caso di decesso, immediato o durante l'anno, rru:Jndo il defunto l~ sci a unn vedova , dei Ggli, nnteuati o sorelle, o padre, o m~ dre , 5000 li re per gli ufficin li di qualunque grado, 3000 lire pei sottnffi ciali e solòati. La compagnia p~ga le stesse indcnu;4\ io caso d'io\•alidità totn le c a vita, e la metà in caso d'in v~ liditt• p3rziale. Quando ooo v'il~ che invalidità passeggera l' indennità giorna liera è ùi 5 lire per gli ufficiali e di 3 pei sottuflìcial i e soldati. La valutazione del grado •l'invalirlità è basat.~ sui principii abituali nei contratti di questo genere. Tutte le coutest:l7.ioni tra !'ammillistrazioue militare e la compagnia fanno C[lpù ad utw commissione arbitrale di tre membri.

** 'f.

'

Lll rJne3tioue trovasi ora a que:>to punto: non mancheremo rli nel suo uheriore svolgi menr.o c nel suo definitivo assello.

~egui rln

b) Piccola cronaca. A USTRIA-UNGHERIA.

Ordinamento. Jliorganizzazione delle tmppe tecniche. - Con decret.o 21 nprile '1893 contenuto nel Verordnunosutau N. 18 del 27 aprile, è stata compiuta la

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trasformazione dei reggimenti del genio in battaglioni pionwn, iniziata lìno dal novembre del_lo scorso anno e di cui venne trattato ampiamente nella puntata della Rivis/.1.' milit(lre del 1.6 dicembre. Con l'altuale decreto vennero sciolti definit-ivamente gli stati maggiori dei due reggimenti del genio e •1uello del reggiment-o pionieri e sott1·atti i pionieri dall'alta direzione del capo di stato maggiore dell'esercito. Venne nello st.esso tempo creala la carica di tspetlore generale dei pionieri il qu:Jie dipende direttamente dal ministero della guerra, di cui ù organo eoadiuiOI'e, come tutti gli altri ispet.tori generali. La carica di generale ispettore è sta la allidata al colonnello au,iano di stato maggiore Lntscher, fìnot·a capo di stato maggiore del V corpo d'armata (Pt·essburg) ed il colonnello Hrinner, finora comandante del reggimento pionieri, venne nominato Steltvertreter (sostituto) dell'ispettore generale. Infine con bollettino del 27 apt·i le 1893 vennero Jate tutte le disposizioni relative al pen;onale uffi ciali, rese necessa rie dalla suaccennata trasformazione. Con ciò hanno cessato di e3istere i due reggimenti del genio ed il reggimento pionieri ed è compiuta la rior~anizzazione delle truppe tecniche, di cui nella pu ntata della llioistu mill:tarc già sopra cita.ta. Dal l 0 maggio 1893 non si lwmo più che ufficiali dello stato ma_ggio·re del genio e la truppa dei pùmie1•,; composta di 15 battaglion i autonomi, (uno per corpo d'armata), ciascuno di 5 compagnie, di cui 4 compagnie pel ser·vizio di campagna ed una per la guer•·a d'assedio. Giov:J a questo punto osservnre come il Ministero non abhia creduto nece.ssario di adottare i l •·aggruppamento in battaglioni speciali delle com pagnie dest~na t e a!Ja guerra d'assedio, pcrchè nell'attacco delle piazze forti le truppe tecniche sono impiegate per compagnie od anche per riparti minori, non essendo loro compito di eseguire completa mente tutti i I:Jvori, ma bcnsi specialmente di dirigerli ed invigilarli. LI giorno '27 aprile tutti gli uiTiciali del rcggimetHo pionieri si riunirono a banchetto, al quale assistettero il capo di stato maggiore dell'esercito Feldzv.ugmeisLe1· b<trone Beck ed il nuovo ispettore generale dei pionieri colonnHIIo Latschcr. · Il Feldzeugrneister barone Beck rivolse parolu d'nddio al reggimento che ebbe per ben Banni alla sun dipendenla; fece risa ltare la necessità dell:J trasformazione delle armi tecniche dovuta alle esigenze della ·gueJTa rnodf>rna, la quale da una pat'1C richiede per le operazioni campali truppe tecnidte in nu mero sulliciente c con uniformità d'indirizzo e d'istruzione,


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NOTIZIE MILITARI ESTER E

NOTIZI E MILITAI!.! ESTERE

mentre dall'altra sono diminuite le esigenze della guerra da fortezza, erivolse infine calde parole di lode al 1·eggirnento e specialmente al suo CO· mandante colonnello Rrinncr. Giornali autorevoli parlano di un aumento della truppa dci pionieri da 15 a '18 battaglioni in un nvveni1·e non lontano. Onori da rendersi all'attuale capo d·i stato ·maggiore detl' esercito Feldzen· gmeister barone J1eck. -- Il Verord111w,qsblatt N. 20 in data i 3 .maggio 1893 contiene le seguenti dispo~izioni emanate da S. l\f. l'l mperatore circa gli onori che spettano all'attuale capo di stato nwggiore dell'esercito. Egli ha diritto r1d un posto di gwmlia davanti aIla propria abitazione e, nei viaggi per servizio, ad una compagnia o :1d un mezzo squadrone d'onore alla stazione, sia all'arrivo che ~lln pnrtenzn. Ol!re a ciò, al suo arrivo sarà ricevuto dal comandante del presidio e dagli ufficiali più eleva ti in grado dei diversi corpi. Al seguito del capo di stato maggiore, durante la sua pel'lnanenza nella guarnigione sat·à comandnto un ufficiale· subalterno per ogni ;:1 rma. l post.i di guardia comand ati da ufficiali dovranno saluta1·e colla ltandiern e suonare la mnreia .genera le; le guardie 'ai palazr.i imperiali renderanno gli onori !'enza che la musica suoni e senza abbassare la bandiera. All'arrivo del capo di stato maggiore si dar11nno tre squilli di tromba. Jn una parola all'attuale capo di stato maggiore dell'esercito spettano ora gli stessi onori dovuti :li Ministro d!!lla guerrn, mentre gli spettavano prima quelli dovuti ai comandanti di coqJO d'armntu. Dislocazione. CamM di guM·nigione.

Dopo le mauovre avranno luogo i se-

guenti· cambi di guarnigione: Fante1·ù~ :

3° reggimento da ]( losterbrnck a Vienna. ~~· id . da Vieon:1 a Iglau . 7° id. da Klagenfurt a Gi·az. ··H 0 id. da Iu nsbruck n Bndwei:t. .a o id . da Linz a Ionsbruck. nn id. da Lubiaua n Klngcnfurt. ~70 . id. da Graz a Luhiarlll. 28° id . da Praga li Linz. 32° id. da Bndapc:;t a Plevj le. 36° id. dll There~ìen:>tadt a Heichenberg. .\.40 id . da Plevj le 11 l?iìn fkircben.

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5~ 0

reggimento da FUnfkirchen n lludapest. ici. dn KnschJu a Uogvàr. id . da Ungvàr a Vicona. id . da Vienna a Knschan. id. da lludweis n Praga . id. da I glou a Klosterbruck. Oacciatm·i: Oel reggimento cacciatori t i role~i: '2° battaglione da Yicoua a Ne\•csinje. 7° iu. da Vienoa a Bri xen. go it!. da Brixen <1 Viennu. go id. da ~evesi nje a n overeto. ·JOo id. da Rovereto :1 \'ienna. Dei bntt11glioni indipendenti: il ·1° va da Theresienstadt a Bihac', il 2° va da Jo~eps tad t a Kllad en, il 7° va da Tnrvis a Gorizia, il ·l4° va da Bihac' a Reicheuberg, il 20° va da Gorizia a Tarvis, il 2i0 va da Stultlwei ~seuburg e Budapest. Cara llet'ia : 3 sq undro.oi del ·14• reggimento dragoni da Dobràn a Klattan. 5° reggimen to ussari dn Vienna a Pressbmg con distaccamenti n Neusiedl am See, n S. Gcorgen, a Tyruan, BosiJ)g Modern. 6° reggimento da P res;burg a Rzeszòw, con distaccamenti a Trzesòwka, Kolbuozòw, Scdgiszòw. 1° reggimento da Hzcszòw a Vienna. 13° id. da Butlopest a KecskemeL con uno squndrone distaccato n Sernjewo. ~ 6" reggimento da Rzeszòw a 11udapesl. 4° reggimento ulaoi da Lemberg a Zolkiew. Il ~o battaglione del reggimento ferrovieri e telegralìsti sa t·à tras l'et·to da Klostemeuburg a Korneuhurg. 65° 66° 85° 9·1o 990

Marina. Hadiazìoni di navi. ·- Il ministero ha radiato dalla lista della flotta le due nuvi Mlne1··va e Gemse. .Prote e dali del« Satellit •. - L'iucror.iatore tor peùiùierc Satellit,

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~OT!ZIE ~lll. ! TA RI ES'T ERE

NO'l'IZIB mLTTARI ES'l'ERE

costruito ad El bi ng d~ l signor Schichaurper conto del go\'erno aust.riaco, ha faLLo le prove di macc hina. · I principali d<1ti dalla nn ve sono: Lunghezza metri 6i,20 Larghezza (( 8,20 Spostamento. tono. 800 Forza di rnncch inn cavalli 1~6 00 Pe3o corn plessi vo delle macchine e caldaie . tono. ·17:"1 Peso delle medesime per cavallo iuùicato kg. J7,5 Rivol uzioni delle eli che . 280 L<~ velocità media ottenuta correndo sopra una hnse di 80 rniglin. contro grosso mare e fvrte veoto, fu di miglia 2~ ,86, il che dà rngione a supporre c:he, senza le speciali sfavorevoli circoswnze di tempo, la velocità sarebbe staLa di miglia 22 mezzo, ossia 2 mezzo più dello stipulnto. Durante le prove il Sat~llit era in pieno carico di comhattimentO , ma le carbonerie ernno riempite solo a due terzi della loro capacitù . ta Commissione di acce ttazione espresse la sua soddisfaziooe pel funzionnment.o delln maceltina e spec.ialrnente circa l'nssenza di rumori e di vibrazioni. Il SatelUt si rec~erà a Fola.

FRANCIA.

Riunione ippica per gli ufficiali di 1·iserv(~ e delt' esercito ter1·itoriale. Anche questa riunione, che ha por iscopo lo swdio e la pratica dell'cqllita.zionc per gli ufficiali della riserva e dell'e~er ci to te1Titoriale è sorta pnr iniziativa privata di taluno di C$SÌ. Si è fondata a Parigi un'associnione col t:tolo Réunion ·ir1pique la quale dispone di un maneggio privato, ove in determinati giomi si attende all'istruzione sia individuale cl1e in ripre$a. Oltr·c a ciò sono organizzate delle conferenze ed istruzioni teo1·iche sulla conoscenza e sull'impiego del cavallo. Il ministro della guerra ha pienamente approvato gli scopi c il modo di funzionare di quest.a associazione che si ripromette tanti vnutaggi materiali e morali pel miglioramento dei quadri di seconda linea.

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Pensioni mil1tari. - Riassumiamo dallo Spectatetw m.ilitaù·e del 1o maggio 1893. Il Par-lalllcnto ha presentemente nllo studio un prooetto di legcre tendente a migliorare le non liete condizioni che Oflf!Ì son fatte ai miìi~ar-i che perdono in scrvizjo In vita o l'attitudine nl lavoro. L_a relazio?e ~in massima favorevole all'adoL:ionc del pt·ogetto. « Non « btsogna, dtce Il J·elatore, contestnre il diritto alla pensione a un mili<< t<~ re e~ lpi to da un'infermità p1·ovenientc da m ~lattie contagiose alle « qualr e SI:Jto esposto per ragioni di set·vizio. « D'altra parte un uomo che, esposto all'acqua al freddo mentre i! in « sentinella o durnute una 111arcia, contrae una pleurite tubetcolosa. è « giusto ri mandarlo a cnsn senza pensione col pretesto che v'era ~ià « in lui il germe della tubercolosi? Certamente no. Avcrn il o-en~e. « sin p_ure, 111~ s'egli non fosse stato esposLo alle intemperie, la ~uber~ « colost non s1 sarebbe forse rnanifcstnta. » Se il progeu.o .di .JeggH verrà approva~o alle cause che dan di1·itto a -~ens~one venanno aggiunte le ferite causate da alli di valore cornpiu'ti ·~ cr ~·costan7.e _estranee a un servizio comandato; le infHrrnitb provementi da lle fat1che o dai pericoli del servizio militare, dalle malattie -eo~ta~iose epidemiche ? endcrniche alle cruali i militari sono esposti per ragrone del lo t·o se1·vrz1o o dipendenti infì ne da un fatto deter minato dal servizio :mche quando il germe esistesse prima dell'incorporazwnc. Pruwozioni. - L' Echo de Pal'is, gene1·almente Lene informnto su quanto si riferisce :ti Miuistel'O del la guenn assicura che il mini ~tro Loizillon !J:1 disposto eont.rari arnento a rpwnto si prntica l'a sotto il .s uo pre~ecessore che non si fac-eiano più l•! pì·ornozioni a data fissa, ma che e~se abhrn~o luo~o frecp_wntern ente per ripianamle vacanze tosto ehe vengono a ve1:1ocar_sr. Egh. non vuole, che si mantengano posti vacanti per par~cchl mes1 affìnchc non sembri che le economie si facciano crravarc sullo 0 st1pendio df1gli uffic:ia li.

SVIZZERA. l

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Fo1·ti(ìcaz·ioni . - Il Consiglio federale ha domandato per le forLificazioni del passo di S. Mantice nn credito snppletii'O di 250 000 lire in numeoto a quello di 2, •100,000 Jire~ tato l'<~nuo scorso 'dall'As semblea federale. La Na:rionalzeitttn[J dice cbe questo danaro è destinato all 'acquisto


NOTl~IE

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NOTIZIE MILITARI BSTEltE

rli fond i, speci»lmente di boschi, situati entro la cint:1 fortifi cata o sulle · vie d'accesso. Se la Confederazione non li acquistasse, pur dovrebbe espropriarli parzialmente, per poter vi imporre servitù, e dovrebhe pagare annu allllente ai proprietari considerevoli indennità : si troverebbe a Ila li ne co:; trelta a procedere ad una completa espropriazione dopo avere impiegato in pura perdita somme considerevoli. In quanto al preventivo dei lavori , esso è stato ca lcolato così rigoro~a meote da non potersi sperare che lasci qualche margine pei sudetti acquisti, a meno che si vogl ia transigere colla potenza difensiva di tutto il sistema . Probabilmente fn rono queste gr:wi considerazioni che indu,:sero il Consiglio i\'azionale, nella sedu ta del 25 marzo, a votare senza discussione il credito c!l iesto. · lntatHo i lavori di fortiCicazione a Lavey procedono attivamente ed i cantieri di Savatan e 0Hilly formicolano d'operai principalmente svizzeri. I due forti gnr:l))no pr·o.osimamente collegati da un sentiero tagliato nella pnrete roccio~a che domina il villaggio di .Lavey e i bagni: si procede n forza di dinamite. La coda dei j'att•i, de t T·icino dello scono · antunno. - I o conseguenza degli atti d'indigciplina ~ccad uti a Rellinzona tempo addietro - dei quali fu riferito in questa cronaca - il capo del dipartimento militare (ministro della guerra) ha promulgato, in data del 1\1: febbraio, un o1·dine di servizio che sarà letto alle truppe :~ Il a loro entrata in servizio e sa rà nllisso nelle caserme e negli accantonamenti . In esso, dopo aver ricordato che l'eserci10 e la sicurezza del paese richiedono, sovra tutlO, una streua disciplina, e che i gt·aduati devono dare l'esempio nel dove1·e e devono punire qualuncrue infrazione, si conclude così: • gssi (i graduati) fa ranno io modo che la giustizia « sia rispettata dapertuuo e s'asterranno del pari da qualunque tratto « indegno dei loro subordinati » . A quest'ordine si collega la punizione degli arresti ed il biasimo inflitti a quattr·o u!Ticiali istruttori- due ca pitani e due luogot.eneutii quali, dimentich i dei loro doveri, avevano ingiuriato alcuni soldati ticinesi durante il corso . Così pure, in rapporto ai fatti accaduti, il c11po deli 'arma di f:mterin ha stabilito che, qn11 lu nquc militare creda avere a dolersi dei trattamenti d'nn superiore, tlebLa indirizzare il suo reclamo al superiore immediato del gn1dnato contro il quale è di retto. Chi attendesse la fine del servi1.io per C(n er(~ l arsi sarebbe passibile di pene disciplinari. Gl·i efl'ettivi dell'ese1'C'ito. - Secondo il rapporto del dipartimento

M!Ll'l'AIU €S'l'EllE

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mi litare sulla sua gestione nel 1892, gli cO.'e tti vi dell'esercito federale al ·to gennaio ·189!1 erano i seguenti . Le otto division i del l' Elite con tava no ·1:J.1 Y2 ·~ uomin i, tra uffi ci;d i, sottn ffìci ali c so ldati, così ri parti ti : 9i),3'2·l Fanteria . fl ,•l Q;) Cavalleria 1 9,~3.;. Artiglieria 7,355 Gr u io. ~ .60 i Servizio sanitn rio. ·I ,HO Ammiui~traziouc . 8·1 Ufficial i giudiziarii La Lwdwch r c.ontava 8 1,!18i.i uorn iui, dci qnali: 59,108 Fanteria . 2,07!) C:walleria . 112,036 Artiglieria . B,601 Conio . 2,909 Truppe s:~ nitari e 5i17 Ammi nistraziouc .. Il Laurlsturn couta vJ: '2,8·1:2 Ufficiali . 1.o·:w Sottufficiali . 263,91-·1 Soldati . Ossia in complesso: 13•1,ft.24 E lite 8-1 ,480 Landwehr 273,773 Landsturm 4.86, 682 Totale App1·ezzamenti sull'eset·cito s&izzet·o . - Benchè giù ri portati da parecchi giornali, crediamo opportuno dar posto in questa cronaca ai giudir.i formulati da due eminenti personag~i sull'esercito svir.zero. L'editor~ della Deutsche lkcue si rivolse al deputato gladstouiano sir Cbarles Dil kc per avere il suo parere sulla C(llestioue del disarmo e sulla situazioue militare eu ropea . Nella rispo;;ta il Dilke, accennando all<:~ Svizzera come al suo idea le da l puuto di vista miìitare, così si esprime : « La Svizzera ha regolato il suo ordinamento mili tare in maninra • che ecu una brevissirnn durata di servizio nttii'O e s pr>.~e minime, « il suo Bsercito può essere quali fi eat.o come BCrellentc : la sua arti« glieria è Jegon di nota e i suoi til'(l tori SQJ.t.CI. i migliori del mondo. <' Io immagino che gli eserciti tedesco c: fcaocese s:1 r:1 nno trasformati 66 -;- AliNO

xxxvm.


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NOTIZIE mLITARI ESTERB

N O'l'IZIE MILITAIU ESTERE

poco per volta in rnilir.ie, secondo il model lo svinero: ciò dimi « nuirebbe io larga misura le spese cci i co riclti che i grandi eserciti « impongono alle popolazioni • . L'edi tore della Deutsche ller;ue sot.toposc, allora, l'opinione del Dilke nl l'apprezzameuto dcl luogotencutc generale v. Bogn~ l aws ki, il quale così si espresse: « Io po:;so souoscrivere all'opinione di sir Clwrle:-: Dilke intorno « all'esercito svizzero, _in <rue:>to senso: rho ho imparato 11 c.onosccrc « aiJbnstanza la fanteria di questo paese per potei' Htrermarc el1e gli « svizzeri, data la breve istruzione del le truppe, ottengono eccHIIenti « risult:Jti . Mn nessuno pnò far·e più di l(ll:tnto gli si<i concesso dai « mezzi di -cui dispone. Le trnppe svizzere d:!nuo tutto quello che « possono d~ re ; nHt ciò uou ù abbastanzn per nn grnndc esereito il « eu i obbiettivo in guerra deve essere sern pre l' ofrcnsivn. L'esercì to svizzero non è clte un escn:ito di milizie. Non può essere il caso di tra' sformare il sistn111a milita re dE-lla Germania o di al tro ::>tato del ~;o n­ " tinen te sul modello svir.r.ero. Sir \,hm· Ics Dilke loda specialmente « l'artigl ieria svizzera. L' is tr u~io ne dei <:nnuouicri dell'artiglieria da « campagna è molto più facile di cruella dci fucilieri (fanteria di linea). " Essa , quindi , si può fa1·e in un tempo di servizio ristretto » . La- Commissione pel ?·im·dinamento de/l'eserci.to. - Questa Commissione ha di::;cnsso nelle sue ultime sedute (·la metù di lllllrzo) ltt proposta, lt.mgamente motivata, del colonnello Feiss, tendente H por tare l'ciTettivo dei bauaglioni di fanterin a •100 uomini. Il tenente colonnello Weber obieuava l'i mpossibilità di trasportare un intero battaglione con uuo stesso treno ferrov iario: nondimeno la Commissione ha votato l'aumento con -17 voti contro •1O. La p!·opost:~ del \\'eber di montaee i c.,pit.ani di fanteria, sopprimendo il cavallo ai medici ed ai quanicrmastri di hnttnglione, è staln respinta. Il numero degli squadron i di Dragon i è stato portato per l'dite da 2.4- a 36: la soppressione delle Guide è stata rcspintn: l'effettivo degli squadroni è stato mant.enulo di 12·1. nomini (1). Il nn mero delle batterie att~ccatH è stato port.ato da 4-8 a 60; quello delte batterie da mon tagna da 2 n 6 sn sei pezzi. In ogni divisione mezzo IJatt:~glionc di zappatori, •l eq uipaggio da ponte cd ~ c.ompngnia ponticri.

Ambu lanze 52.,; ossia 32 nell'élite (8 per corpo d'armata) e 20 di riser va (5 per corpo d'armata). Amministrazione : ~ co mp:~ ~mic per corpo d'armata, costituito di i 8G uomini, di cui 130 dell'élite e iSO di riserva. Queste det;isioni souo rinviate nd una Commissiono di redazione (colonnelli Feiss c Kelle e luogotenente ~:olonn ello Weher). ll progetto non sarà pronto prima rfella sessione di ~iugno . Tl reclutamento nel 1892. - Il reclutamento che ha avuto luogo nr:l l'antunno •1892 ha dato i seguenti risultati: Sono stilli recluw ti 2365 uomini nella T di Ybioue, '2059 nella II, 2 !58 nella ITl , 499·1 uelln LV, 223~ nella Y, 4958 nella YI , 214-0 nella YU e ·1806 nell'VIII. Totale 16, 7H, cosi distribuiti: Fant.eria . •12,620 D1·:,goni r..'21 .j.l. Guid~ . Cannonieri 52~ Treno artiglieria d:~ cnmpa!Jna 662 8•1 Artiglieria dn rnoutagn~ d:t fortezza . 13·1 22·1 da posizione 129 Soldati da parco. 205 Treno da prtl'CO • Artt-ficieri . 4.8 366 Battaglioni del treno. !~ ·1 4. Zappa tori ·133 Ponti eri ·128 Pionieri Truppe sanit.,rie. ~60 ·15.} Truppe d'ammini$trazione

«

( l) Parlando rl i

Sflii!Jdi'OIIi

nale in compagnie di 3'•

c inletiO

cavalieri.

riferir·;i ai [>,·;lg-on i, poiché lo Guille souo Ol·di-

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,....... INDOCINA.

La politica t! le imrrese colouiali segnano da qualclw tempo in Franeia nn risveglio di attivitil . Men tre si dis c ut.~ con molto cnlorc dai corpi legi-

slativi e dalla st.'lmpa la costituzione d'un Ministero delle colonie e d'un esen:it.o coloni:lle, giungono notizie d31l'Indocina, p('r cui sembr:1 che si estendano anehe nel Cambodge e neii 'Annao i conn itti di confine, nou :mcora sopiti nel Tonchino. È già molto tempo che i Francesi. I{Uelli almeno del cosi detto partito


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NOTIZIE .MIJ,ITARI ESTERE

NOTIZIE MIL1'J'ARI 1\S'rBRE

coloniale, pensa no di estendere verso il Siam il protettorato dell 'Annan; e le pretese iu rruesto senso sono state più o meno li mitate, se~;o odo i di versi momenti di fortuun, che ha <li'ULO la politica coloni:t lc in Francia. La pretesn ma~~ima fu quella espressa dal Gamicr, che tra i primi h:~ c::plorato il bacino del .\Iekong rrua odo disse che I'Indocina er<~ una mano, le cni ciur1uC\ rlita (i cinque fi umi. principali) dovevano essere francesi, In quul coso signifìt:ava ridurre tutto lo Siam :1 protettor:llo

Le eonmnicr1zioni tlnvia li snhiscono quiudi in quel puuw un'interruzione, e bisogo:~ girD!'e l'ostacù lo per terra . A tal nopo sono destinate delle ·C-a nnoniere srnontabili le quali fra non ruolto vern1nuo sperimentate.. Mentre procedc\'auo le opcrazioui tlel IJas~o Mekoug, altre forze francesi ingrossate con con tiugeuti annaniti, pnnivarro tla H u~, capitale del1':\nuan, e si dir'i:!evano pnre al ~I ekon!{ pel suo alll ueute di sinistra LeBang-Héen . Anche qncsta colonna Ira proceduto all'occupazione dei posti siamesi senza incontrare resistenza. Se n.on che, ver~o i primi di maggio corse voce di nno scontro av1·enuto pres;;o Kong fra le truppe franco-:~nn:rni tc c nn<r tribù laotina . Questa voce è stata ripetu ta da di5-pacci pervenuti :-rlla legnzion'3 del Siam a Parigi, c ulti mamente confe rmata dal Lanuessan ste5sO, qnaniuuquc i particolar i oon siano Wrti hen precisa ti ; mn p:~ re eire, in complesso, lo scontro sia stnto sfavorevole ai francesi . .[1 ca pitano Thoreux. ù stato fatto prigioniero c la truppn bloccntn. Il governo dello Siarn, por mezzo del la sun legazione di P:-rrigi, fa le più ampie did1iarazioni d' essere all'atto estraneo a ta le ineidentc; fa sapere che le tribù del Laos, -gente feroce, se molestnta - hanno u.ua dipendenza quasi nom inale da l governo ciel Siam, il quale ha le migliori iutcnzioni di regolare ogn i verten7.:'1 tli <.:online :Hnichevollllcnte. La stampa francese però uou presta ai<: nn :~ ft~d e a simili dichinrazioni pacifìche. ritiene ehe !.1 corte di Bnngl<ok al imeDti le ostilità, i5tigata a ciò, dagli iuglcsi, che da molto tempo lavorano ad esteurlere la loro influenza nel Siam. Già da parecd1i giorni ilt ra~por to I'Annanitc è partito da Tolonc cou 22.). uornru i di fanteria di mariua; ed ora l:r sq uadra dell'estremo-oriente, appena ginnta al Giappone, ha avnto ordine di rerarsi nelle :~eq u e dell'I udocina, per parare ad ogui eventrralitir . Intanto nello Standat·d di Lond ra d&l 23 si leg)!OOO i seguenti com menti nllo ~contro av,enuto tra i francc::i c In triùù laotina. " Che faeevano i francesi nclln nrllc Ùùl Mcko11g? Il cnmpo di bal« taglin non è entro i limiti del territorio fr·aoce:;e . Ln Frnnci11 in que:>to « alTare f;1 la pane d e l l 'nl{grc~so re. b: non solo in vade il pnese, ma « quand o le trihù selvagge si difcnrl ono, In Fr:~uc i<l dichia ra che il « Si~ m ha oltraggiato la nn ionc fr:mc'lse, per istignzione dell' Ingltil« terra, e che dovril subire q nella sorte r he essi ltn uno giù stab il ito in « prccedenz(l . « L'Iughi lterra ha anc h'essa una qnestioue di fronti ere da regolare col « Sinm, rn:1 essa lo r,, tr·:mqn illarncntc e in modo sodclisl'aeente.

fr~nccsc.

Mn le dichiarazioni ufficiali sono ~tate più moderate. Prima lìony, poi Hi bot cd in ultimo Delcassé hanuo dic.hiarato :~lln Camer:~ ehc il Mekoog, dali :~ sua uscit:t d!~ll~ China fino :~ll 'en trnta nel C:nnborlge de,·c scgo:tre il minimo limi te possibile rlei possedimenti rnmcc:>i; c qu e~ to crmcetto eomplt!tn va in uu bauchetto utlìcia le il Ln n ne:;~an, governatore g~ n c ra l o dell' lotlociuu, dicerrdo eire egli carezzava il sogno d'unn gran linen l'orrovinrirt, che dn l Tonehiuo. seguendo lu linen del Mnkong, traversas:-c ' tnua 'la pcuisolu Ono all 'estrnrniti1 mcridiouale della Cocincina. Non pertanto da parecchio tempo (rneste dichiar:17.ioni non ot·nno :;tal!J coul'c rmate da alcuna :nione per part.e della Franci;1, sa lvo alcune operazioni di ricognizione luogo il bncino del Mekong. Sembra nn1.i cho un funzi ouario francese !\1. Massie si sia suicidato appunto perche, iu co r~g­ ginto dalle dichiarazioni energiche, <.: be venÌI'::lllO da Parigi, assumeva in nome della Francia un ':~ ttitu dine olfensiv:~ , al i :~ cJunle non poteva poi nnifDrmarsi per l':rssolnta ma ncanza di me.zzi in cui era 1:-tsciato. Or:~ sembra dw si ri prenda 1'11zione. Verso la fine di marw 11. s. il Launessan, in ~egui to ad istruzioni venute dal siguor Dclcassé sou.osegreta rio per le colonie, iniziava una operazione militare per occupare la riva si ni~tra del )ilekong. Un piccolo corpo rli ·180 uomini, composto di truppe indigcnt' c iuquadratecon elementi europei sotto il comando del capit:rno Thoreux e sot-to In diroT.ionc di un funzionario civile partiva dal Camhodge e ri ~a li vn il basso Mekoog. l i primo aprile i fr~ncesi s'im padronirono di Stcmg-Trcng scTI7.n colpo ferire, poiehè il couHllissario siamese :;i ritira va in seguito a uu<r sem plice ingi unzione. Pos<:111 , l asc i <~ ta una piccola guarnigione a Sterng-Treng, la pi ceola eolonnn seguitnva n ri~tdirc il l\.lekong fino a Kong,di cui purc~ s'impndro11i senza incor11.r:1 re resistenzn . j mportnute è la posizione di V.ung roichè qui vi il linmo l'orma dello rapide, che non è possi bile risalire.


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NOTIZIE MILITARI ESTERE

« La Francia dovrebbe sottomettere le su~ pretese ad una com m1s, sione mista; altrimenti ess:~ :~v rà tulk'l la re:>pousabilità di quanto potrà c sopraggiungere ·a Bangkok in caso d'anarchia . • Dci giornali fran cesi t::tluui, come la Fr·ance ilf'ilitai're c l 'l~cho de Paris consigliano il Goveru o ad agire cuergicamente, 1101ue ùi tronca re la questione ai suoi primordi, indicando la CllpitH ie del Siam, Ba ngkok, come obbiettivo per oLLenorc prontamente la des id t~ rat a pacifi cazione.

NOTIZIE · BIBLIOGRAFICHE

Bollettino bibliografico. l. Sommario delle Riviste militari ital iane . .Rivista d' artigt-ie1·ic~ e !Jenio (;1prile). Gouella . - Sui regolarnonti dell'artiglieria da Hocchi. - La fortiri c:l7.ione pa1'seggera . Del Pra. - Esecuzionu delle scuole di tiro. :Miscellanea. Not.izie. !libliogrllfJa .

c:~mp:~ g n :~ .

Ri-lrisla di f"antena (aprile). In cui si parla di telcmetri. L'addestramento tattico dell a fanteria francese (con cinque figure). L'armamento attualù delle fnnt.erie : Fnmcia, Svizzcrn, Germania, Inghilterra, Turchia. Note. ed appun(i: La formazione dd plotone di fanterin (con due figure). La prornozione n capornle. Oli aiutanti mnggiori in 2°. Vnriek1: l i trionfo roma no. Statistiche milit'l:'i·i . Cron:-aea: Armi, munizioni c tiro. 1\l iscellanca. HasS!',gua della stampa militaro.

Rivista marittima

(m :~ggio ) .

11ota. - Architeuura uavale. ~1azza . Del diritto di g:ueiT;t. Cunibcrti. - La nafta c In LJrpedirr ier:J l04 - .S. Ca:;a. - Cii ar~e nali della ltegia marina. • Soliani. - Sulla resistHnza nl moto dùlle navi.


1046 Vecchi. S:~ ll•nti.-

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

Liric:1 popolare mnri unrcscn. Vocabolario el i poh·eri ed e~p l osiv i .

Cronaca. Giornale medico del R. esercito e della R . maritw (ma r~o). Pcrassi. - Resezione di un piede. !•'ca. - Coq)i str:lllieri nell'interno del bulbo ocular·e. Ilenn:lli. -Il bitartrato potassico in chirurgia. Randone. ·- l)u triennio di servizio chirurgico all'ospedale militare dr Torino. Hivista medicn. » chirurgil'a. » dermosifilopatica. » térllpeutica . cli servizio medico militare » tli igiene. Varictù. Bibllogra lìa.

2. Ordinamento degl i eserciti -e difesa degli Stati. -È terminato sul Jottnwl of 1-he U. S . f nstitut'Ìon il saggio rlel maggiore Adyc sul migliore sigtema di ordinamento militare per l' imJJCI'O in_qlcse. Di questo impo r umti~:; iino lavoro speriamo poter da re quanto prima nn sunto. - Costituzùnw e tattica dell'esercito {1·mwese . - Berlino, Eisenschmidt, 5 marchi. - As~ai co mplet:~ e dellaglinta. - Dell'ordinamento, recltttamento e mobililllzione della cavt~llel'Ù' nel/t' Ru.~.~ia I'!Lropm t: 11el Caucaso, tratta a lungo la Vojennoi Svon~ik nei numeri di aprile e m:~ ggio . - t nnncu za chdl' introd uzione del sen;-izio di dw: anni nell'esorcito ~ nstro- n ngar i co (Streffleur, maggio) .

3 . Arte militare. - Cos/!itt~zionr: (! tatticn dell'csm·cito fmncese. - 11erl iuo, Eiscn!'chmio lt. - :1:: l'opera più recente e completa del genere. 5 marchi. - l. mponaute stndio sulloitnw.l deg sciences mililoil:es (mnggio) sull;1 lsl·ì'UZ-ione tat/!icn degli ufficia-l-i ; esame dei vari sJsliWli seguiti e cri tic:~ liri 1emi tattici c strategici di Criepeukerl, Gyzrcki c v ,!rdy clu Venr o i ~ .

NO'l'lZTE

nJRLlOGit,\FICHE

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- Sullo stesso Jotwnal il generalo Leva i ir:~ ttn di qu esti nrgomenti : Servicc de p1·otection et sect~ritJ. - Mnrches dc wvaleric. - Marches dc l'infant.erie nwntèe. - Jlfal'Chl'.~ de nnit.. -Legione e falange. Stnrlio t<~ttico ~to r ico di Schneidcr. - Berlino, Weidmauu. - Lettow - V01·buk. L'impiego e il coosumo degli uomini nelle _gramdi battaglie dell'ttltinw st•col.o. - {V . llfilitiil' Wochenblatt, n .i ·~2, 43 e JH ) . - È siat:~ pubhlicata la p:~rte 3a Jell'opera già da noi annunziat.a del Maslovsk1: La _querra d~i seue anni secondo le fonti russe, Lradn· zione iu tcdcsc.o di Drigalsky. - Berl ino, Eiscoschmiolt. - Comprende : Le operazioni di Saltikov c Buturl in. - Le operazioni di TscMnitsce\Y contro Berlino. - Assedio di Colbcrg; ed ha sei sc.hizzi ns:-:ai interessa nti.

4 . Storia militare e generale. - Generale 1'iwumas. Pa.ris-1'ours-Bordeanx . .,...- Paris, lihrairie illustr6e. -È un'opera po5turna, iu cui è riassuntn l'op!{ra di riorganizzazione dell'artiglieria nel 2• periodo dell:1 campagna dr,] ·18'10. Il Thoumas, dirett.orn del materiale ù'aniglicria al Ministero della guerra prima a Tlarigi, pot a Tours e Bordeaux durante la guerra, ha esposto, cou profonda cognizione della materia, le diflkoltà e gli sforzi che occorsero per dare alle armate della Hepubb lic:~ le ·127 batterie che coi reggimenti di marcia e i volontari protrassero la sconfi tLa defi nitiva per t.anti mesi. - La campagne d.es · angl-aìs au Soudan (conti nuazione di precedente studio sul Jo-m'1lal des sciences 1itilitaires) . Nel fascico lo di maggio di questo giornale comprende !e opern?.ioni dall'anivo di Volseley in Egiuo alla fine d~l ,1 884~ qunndo ern in iziata la spedizione su Cartnm . -Sull' Or_qan der mililiir-'lòissenschaftlichen Vereine (V fascico lo) vi è uno studio di estremo interesse del tenente: colonnel lo di stato maggiore austriaco Schneider col titolo: Ccwatteria avcmti. Esso esamirH1 tutte le marcio ed operazioni della cuvalleria prussiana dnl la Mosella alla ì\Iarua· ('17 ngosto-26 agosto ,1870) e la mar('. ia a Nord $n Sellan , con tnle copia di notizi e, carte c considerazioni da costituire un vero modello ùi studio su questi fatti, i qunli, benehè noti , tH31 la voro dello Schucider vengono posti sotto una uuoya hrcfl e destano vivissi mo in teresse ai cultori della scienza militare; 5 grauùi pian i completano il lavoro e )() reudouo oltrem.odo istruttÌI'O.


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NOTIZlE BI BLIOGRAFICHE

-Sulla Voj ennoi Svomil.: ;lì maggio un ìuteressantc studio sintetico dì Pctrov sune !JUC'ITC russo-tw·cfw. - Beitz~:nsuin. La auer m del 1022 ~u ll ' altò Heuo cd in \'est fa li a e la battaglia di Wimpfen. - )l onaco, Zi pp<~re r. - 1lfoltke: Storùt de/lrt gue1Ta contro la Danimarm 1H48-49, edita ùal grande stato m~ ggi ore germanico - B·~rlino, .JlitLier. -Sulla TJeutsche He1~res Zl~itung, n.i :l:), 36, 37 , :38 c 39 intcrc:>snnti notizie sulln eampagna dci Prussio:ni n1~i Prte8i Bassi del 1787.

5. Marineria. -Sul Joza"'utl o( the U. S. lnstillttion ( maggio) notiamo un' i ntcrc~­ sa nte conferenza sulla n tili zz:~z ionc delle navi mercantili conte incrociatori in guerm, dr. l tenente C:rutchler della m::~rin <1 ingiPse. (Jucsta confereuza ha d ~ to lnogo ad una notevole discussione snll'argomeoto, a cui h:muo pre,;o parte il vice-ammiraglio ~ic l 1 o l soo, l'nmmiraglio Salrnon, l'n rn mirnglio Long ed il princi pe Luigi. di Bat · tenberg. - .DaiJOvitch. Dizionario tecnico e ncw.tico di 9J1(!1'ina in .} lingue : italiano, fra ncese, inglese e tedesco. - Parigi, Bu1·ean du « 1acht •. - Goldclwt. Les n<Jutres, 'étude juridique el historique ùu droit. mariti mc. - Parigi, Burcnu du « Yacht ». - St~:n:;el. flelgoland e la flotl(t tedesm. - Berlino, Ulridt .

6. Geografia - Colonie - Viaggi. - Cm·isier. Irnpress·ion.~ coloniales ('1868-18H2}.- Pnrigi, DergerLevriiU lt. Le lunghe osservazioni fatte dall'A. nel ~ 110 soggiorno di ben 2(1, anni nelle col;~ie francesi , gli han no suggerito questo libro ver:uneute interessante e pratico . Eccone il sommario : 1. La Patrie. - 2. Considérntious générales.- 3. Lcs anciens n\gimes. - 4. L'émigration et l'i mm igration. La qucstion des bras. 5. No~ colonics agricoles et lu crise ét:onomique. - 6. Coloni sntion pratique. ~foyens dc transition. - 7. L'éd ucation colouiale. - 8. Aperc:us ~ tati stiq11es raisonné:;. - U. Ln Gnyane françai se en ·1889. ''O: Les Hiv i òre~-d n -Sud en ·1890. - ·1·1 . Le Congo franc.:.ais c n '1892.. - ·12 Les graodes compagnie:; de commerce. - ·13. Couclu:;ioo s.

NOTIZJR BIBLIOGRAFICHE

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7. Politica e diplomazia . - Cot.tin. L'A.nfJletcrl'e devant .çes atliés (1793-·18:t.\.). ·- Toulon, Ane Miuègue.- Quibet·on. - GurHieloupr.. - Egyptc. - ~aple:;. ­

ve r~e

Cndi~ . Quc~to lihro da eonJIJattimeu to, usc:i to dalla penna del direttore delln ReVlUl ·r rftrospel;tive, hn de:;fa lo rruakhe l'llnlOJ'(l a PMigi ed ha appa,:sionato parer.ch io gli auitni dci nemici della triplice all eanza . Eeco come viene giuJicoto in Frnncin: « Le:; dernie1·s él'énemcnts tlu Maroc, et snrtont de ]' ggypte, n'ont « guère pu se produirc que du consentement de la Triplc·AII iauce, ( dnos I ~q ucllc la Grande - Brel.<lgne se mhl e dtn~ défi oiti vemeot enu·ée • Lo broch ure ~uo ~ 1. Paul Cotli n, tlirccteur tic la Re~ue t·étro-_ • spective, vicut dc fa ire pa rnìtre sou:; ce ti tre: L' 1ln,qleterre devant ses « Alliés moctre au x trois pui:;;s[IUCcs <.:outioeotale.;; Ctl q ne cotHc uoe <<en tente cordin le a ve<: l' Aogleterre. JWe est nn rdqnisitoire énergique " et pl (~iu ·Ù(~ curienx. tlocumcut:;, groupant. les preuve~ des eri me,; ~c­ (( compl;s pm· Ics Anglais à Toulon en 09:3, fl i\nver:i en '17H4, it << Quiberon et h la C) nadeloupc eu 1795, eu Egypte dc 'li\JG i1 ·1800, « à Nnples en •1799, il Cnùix et it Cabrera en 1808. • C'est la premièrc fo is qu'on présente un tcl cusemble de faits. • Ils prouvenl que l'Auglct.eiTC n'c$t pas moins redoutablc pou r ses « amis q ue pour ,;c~ conemis; In prerriièt·e condi tioo do vie et de pro« spérité, polli' elle, est la rn ine de se~ voisins, quel,; qu' ils soient. <<Le:; avance;; raites par le cahioet b;·it:~nnique h cclui de Berlin "n'euièvlmt rien dn jugcment porté, le •16 jnin '181)1!., [1111' M. de " Bi smarck : <( Pour les in.tù rùt~ nll emand:;, l'accroi:;semcnt dc l'auto« cratic aoglaise sur mer o~t plus daogerenx \ uc le:; Cosaques ». Let<< tre il J'T<~nteurr~l). ' << On eu peut dire autnnt ùcs iotérèts de toutes les un tions du con« tinent ».

8 . Letteratura militare - Varietà. -Segnaliamo sulln Dettlschc-i kmee-Zeitung una tradu~ione in te· ,fcsco dell'artic.olo pubblicato dalla nostra Rivista: T:a fortificazione,

t'atl,iglieria e lct d·i fesct delle coste nel loro stato nttuale. - É imminente a \"icuua ( Braumiillen) la pnbblic:ni•mC degli Scritti


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NOTIZIE Bl llLI OGRAFICIIE

scelti dell'arciduca Carlo, fatta per cu ra dei snoi figli: arciduchi Alberto c Guglielmo. r.omprendcrit 6 volum i, di cui diari10 il contenuto: -io vol., con ritratto e una tavola : Introduzione. Principi della grande guerra pei generali dell'esercito austriaco . Prescrizioni per l'istruzione in campagna clcgli ulficiali austriaci. Principi di strategia. - Parte fa, Princi pi. Loro applic.azione acl un deter minato teatro di guena. 2o vol. : Principi di strategin . - Parte 2", Storia della campagna del ~ 796. 3o vol.: Storin della campagna nel 0 99 in Cì-ermania eù iu hvizzera. · ,~o vol. : Scritli storici minor i: Per la storia della ca mpagna del ·1792: a) preliminari; b) La cam · pagna clnl 26 aprile al ·l • giugno ; c) Assedio di Lilla- Jemnppes - La ritirata. La battAglia di Flenrus. Storia delle guerre della rivoluzione (1 79~ -~1 797) . La guerra pcoinsulare. Sgu11rdo alla guerra del ·181 2. » • del ·18.f13 -H- i,o Germania , Francia e Itali n. [)o vol.: Piccoli scritti mili tari. Su lla gncrra -Spiri to della guerra. - I nfluenza dolla civiltà sul. 1":1rte della guerra.- Del valore delle nni ~à io guerra . - Della fa nteria. - Della cnva lleria. - Dell'ar tiglieria. - Dello sta to m:~ gg i ore . -Contro le forme normal i in tattica. - Attacco e difesa di una strE;lta. -Dell a l.wionetta. 6° vol. : Ricordi e notizie varie. Considerazioni religiose. Afllrismi. Autolliogralì:-t. - I oteressauti articoli dello Strefll-eu1· (maggio): Laa;. La missione .çocia.le dell'ufficiale. Dangelnw·ict. Sulln pnrtecipazione dei militari n.lln stmnpa. . - È uscita la ,18" dispensa della 6a edizione dell'opera mag1stralo rli Oi~hl e Koner: Vite~ dei Orec·i e dei Ronwni. L' iniziativa della ripubb]i Gazione !>Otto fo rma acces~i hil e a tutti 1li quc;;to enor me lavoro è dovuti' all ' Engelrnann rl i Rerlino. li tenue pn zzo (-1 marco per faseicolo) invoglierà certo gli studiosi a possedere uno dci mi gliori ,;tndi snlla vi ta rlegli antichi il hitn tori rl' Italin e delln Greci<J.

NOTI ZIE DlBLlOGRAFICHE

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- Chélunl . Les cwmes frrmçaises jugdes 7m1· lcs habitants dc l' A1ttriche. - Parigi, Plou. È un lnvoro importante e docnment:1to che dà uu'es ~tta idea del-

i

l' impressione che i tedeschi ric;evcttero delle armato francesi del Cousolato c del l'Impero . Citiamo fra i doc,;menli più euriosi una lettera scritta il <17 dicembre ·1800. da un nlficialo oriundo tedesco al servizio francese, di cui ec.co alcu ni brani: «Ce patriotisme bnnnl, grossicr, ca:-:s:1 nt, ccs rnanières do r ustres • qui, dans !es promières anuées après 1:-t Hévol ution, caractérisaient K tonte~ les armées frnn~aises, ont ètri depuis longtemps abaudounés oc par l'oOlcier frau~ai s et sont 11njounl'ltni w usidl\r1;:; par lui comrne oc par faitement ridicmles. oc Personue ne s'occupo plus òe politiqnc; l'ollicier rtipnblicaiu est « devenu tok:raut et nH!me inclill'c!rcnt i1 toute opi uion politirJue, quelle (< rru 'elle ~oi t ; aujourd'ltui , au contrai re, il pronti ù tàche de so reo• d re ag6able et sociable, · en pa y:; enrwrni, par llns manières distin« guées ei des formes ai rn ab les>> • « Depnis longtemps dòjà, les soldats fra nr~.ni s n'enlèvent plns, en pas« san t par les villes et les villages, les objets dilficilement tran ~ por­ « taules . lls ont rernarriU!;, à la ruaniòre d'ngir rl u gf\néral Moreau, « que l'on aYam:erait fort vite, et pnr cooséqueu~ ils laissent de cùt1i « tout ce qui ne peut les garantir con tre le froid ou con tre la fai m. oc On YOit mai ntenant quanti t1\ d'entr·e eux qni soni revct.us de bio u a ses de pnysaos. de pel isse~ eu peau de mouton on <m peau de bète « sauYage; d'au trcs sont all"ublés de la plns singulière façon et porten t , de longues baud~s de lard , des ja mbons. des morceaux de viande « suspendns à la ceioture. Ce sout lir do v1;ritables g<wdes- mangcr c ambulants. D'a ntres marcheot le corps g:~ roi tout au t.our cle pai ns • et dc bouteilles de viu . Ces pn!c:llltions- là, le soldaLn'oublie jamai:; « de les prendre, car il ne sa i t pas si Ics hasards rle la guen e ne le « je;teroot pas dans quelque endroit où il n'y aura rien à rnnnger. « Leur sac re>W, cependant, aussi mince qu'il était au début de la «campagne ; eu fai t de numéraire, la pc\nurie est égalemcnt grande <<et lcnr bourse est plate; cela ne les e mpèche pas d'allumcr leurs « pipes :m~c dcs bancozettel on bil lcts de In hanqne de Vienue, aux« qucls ils font une vérit.ahle cl1 nsse. Je coniliìis quelqu 'un qui, pour ( deu x écns, a achet6 i1 dcs hussards frn nr,nis un lot dc bancozettel ( repn!senlil ll l la valenr de r~, oo o norins et qui , dans lem intr.ntion, « ne dcvaient servi r qu'à allu mer leurs pipcs. Par la destruction sys-


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NO'I'!Zll>: 11U L100 UA II!C llE

NOl'IZm IHBLlOGRAF!CllE

de ce pa pier-monnaie, de la part des frnoçais, la bnnque «de Vienne réalise des b(;aéGces considérables représentnnt des som• mes fnbulouses. « \"oici la raison de ce fai t : /e soldat (mnruis croit que le bnn« cozettel ne vaut pas plus que [t~; assignats. de la néMlntion. Il «ne connait d'aillewrs pas de plus _grand ennemi ~>IL?' lC1'?'C l[ tiC le • papier-mont~a'ie, et si cela drpendait de lui, volontier$ il entrepronr, dra it uno croisado ù trnvers le monde pour le Mtrnit·e. « Scollruel-.. est uo endroit situo; sur la parti e oricn talo-du lac Cltiem · « sée, lequel s'écoule ici par une petito ri vière. Au mi lieu de ce lac con voit dc pntites lle~ dou t l'une pon e un convent oln mligieuse; et « l'nutre uo couvent dc frè res. Ce sont les couvents dc Fm11ernoth « Cl de l{C?TCntve?'t h . « l.orsrprc l'ailc gaudre fn•nçaise passa par ici, ne trouv:mt a b~o ­ « htrncot rien ir manger snr terre ferme, les troupiers jetòrcnt l e ur~ · • reg:. rds :;ur los grosse;; IJittisses de tleux ronvents. Ils se tli saicnt « l[lle lil-bns on trouvera it certninement cles grenier:> d'abonrlnnco), fl e~ cc ca ves et rl e~ bnsses·cours bien ga rnis. • Mnis cornmcut )' arriver, car les moine:> avaieut fait disparaìl.ro, « on plulùl nuiru vers la rin opposèe, toutcs les en1bareations, croyn ut • ainsi etre il l'ahri du pi llage? oc Lcur ex.cell(;nt appetit leur inspira des ick es de génie. En troi::; « tcmps ils eurent. abattu rruelrp1es arhres dans la forèt voisiuc. A vcc « les troncs liés ensernblc par des branches entrelact\cs, une espèce de « rndcnu fut vi te construi t et mis à fl ot, et, quelques instants après, c une vingtnine parmi uos troup ier~ les plus téméraires nav iguaient « vcr~ les ìlcs fortnut"·e;;. S'i l ~ ~ont arri •e; à hon port, c'est qu'ils ont 'vraimcnt cn dc la chance et une chance ext.raordinai re. Bicu entcndu, « ill' y ont trouvé ùes vivres en telle quantil<!s qu'après s'ètre rnssaor siés ils ont pu rapporter pas mal dc provisions ù leurs ca rnaradcs « rcstés sur la rive ; mais jc me Ggure l'eifa remeot des bons moinos, «se croyaot en toutc sécut·ité eu raisou de la distnnce qui les S(!pa« rait du rivagc, nu moment où ces hardis navigateurs leur tombù« reni. ninsi du ciel >> . Questo è uo hrano u' tll!a relazione del curato eli Eisencrz in Stiria in data 7 gennaio ,187'1. • Le l'rançais est exact au se n'ice, mais hostile à tonte <~on trnintc « mi lituire lnns<ruinc eu ce r1ni eoncerne les exig13ncos StH:ondni res llu « rnétier dc soldnt. ( En eutnmt chez le paysau, il vomit feu et Gammes et n'eu Onit

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« pas ·de dicter des o nlr~s ponr le bon erHreticn dc sa personne ; mais

« l!imatique

lui f<1il bou accueil, qu'on lui montre nne fi gure an~­ qu'on maoireste de l 'crnp ro5~C t nent à le servir, il sullit de « quelquc,s bonnes raisoos ponr npaiscr >'H the bouil lon uaut.e, a.pl'és « qnoi il se c011/cntr- géniratemcnt d!! f'ort pc n de clwses. ' Il aimc la proprcté au-dl.ls:;u;; dc ton t, et ~cue haiJitude est, eu • eiTet, la cause dc sa robuste sanlé. 'Jamais il ne se clwrg•: l'cstomac dn plnts trop lom·ds ou absorhés «eu trop gr·nndc qua otìh\ el r'nst lit, panoìt-il, lu sou rce des graudes « racultés de sou espl'i t cL de son corp~. 11 li est toujours rnohi lo, gai Cl dispo;é aux plaisir:;, mais mème «se; amnsements oot toujour:; un ee rLain rnpport a~·ec la guerre. «Il est un grand ami du viu et df! l'nmour. Le premier le rend « fo u et irr supporlahln, le doroior lui fait enrploycr Ics moycns les oc plus terribles pour nni ver il sns lins ga lautes. « Mèrn n en pays ennerni, il ro'spocto les 'ltltoritòs indi:;(ènes et les « ha bitant.; •l' une posi tion sociale supùrienre, mais il n'e:-;t pas syrn« pathiqne an sirn ple pny$an. « .La l égi~re Lù et la rnéGance sont se~ fll iblcsses prédomiuao tes ; la ( reeouoaissance et ln gratitndo occupent le premier rang rlan$ In série << de ~es vertns ». Il libro •~ poi ricco di episodi, aneddoti e giudizi oltremodo cnratteristiei su lle armate napoleouiche. « lorsqu'on « naot.e,

: O CS$ Oc

Per la Di·rezione LoD o vrco C rsoTTI

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DEMARCHI

CARr..o, gerente.


ANNO

XXXVIII

RIVISTA MILITARE ITALIANA 1 DISPE~SA

XI_!. -

16 Giuรง;~ o 1893

ROMA VOGHE R A

EN R I C O

. TlPOGn AFQ-E OlTORE


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ERIT.REA MILITARE

delle materie contenute nella J•resenle dispensa

E_RITREA MlLlTAilE.- Gaetano Ettore Giardino, tene11te Pag. 1055 L' I talia, se non m'inganno, guarda da qualche tempo con piu

DIALOGlH SUGU ESEilC:lZl DEI RI PARTI A C:AVALLO.

(Coutinuazioné e fine) - .Augusto Alvi si, tenente colonnello di cavaller·ùt . . . . . . . . . )) ·1 09·1. IL CHILE (Continnazione e fìue). - M. G. B. . ·1•103 LA RIFORMA .MILITARE. IN

GERMA~[A

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IL GENEflALE ~fWl CO FELICE BAROFFIO. NOTIZIE P OLITICO-àiLL!TA IU

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NOTIZIE MlLlTAR.I ESTERE

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sereno e fidente animo alla sua nascente colonia: le ostilità recise di opinioni contro questa povera Eritrea, spesso eccessive, talora non basate su alcuna conoscenza dei luoghi e delle cose o motivate da ragioni ben estranee ai difelti della Colonia, si sono raddolcite: le discussioni più vivaci che r·agionevoli, le opposizioni qualche volta piu sistematiche che coscienziose, gli apprezzamenti tanto più rettorici quanto più incerti\ han fatto luogo ;Jd una più ~alma e ponderata considerazione del' problema coloniale italiano, a meno rumorosi ma più utili studi intorno alia question e, a più moderata e pi ù modesta, ma più efficace e p1ù seria operosità. per la riu·scita dell' impresa. Nè qo esta calma succedutn alla burl'èlSCa potrebbe alcuno, senr.a mo lta arroganza di giudizio e senza fare ingiuria alla Naz.ione, al.lribu ire ad apatia o ad indifferenza della madre patria verso la sua prima colonia. Uastano i sacrifici che 1' Italia fa luLLora per l'Eritrea per escludere in modo assolato una tale indifferenza. La causa dell'evoluzione compiutasi nella pubblica opinione va t·icercata in questo fatto semplicissimo e naturale: I'Eritr·ea è più nola, lo scopo dell'impresa non è più una chimera inafferra bile. Quanti hanno fede (e la schiera va _ fortu natamente ogni giorno rafl'orzandosi) nel successo del la nostra impresa coloniale debbono rallegrarsi di qtlesto primo reale vantaggio ottenuto, non dall e chiacchere ' d'alcuno, bensì dall'evidenza delle cose, sull'incredulità e sulla sfid uciR di moltissimi : l' Eritrea ha guadagnalo coll'essere conosciuta; l'Eritrea ha con67 -

ANNO llXVlll.

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ERITREA 'MILITARE

vinto da se stess~, senza artifìzi e moslr'andosi qual'è~ i suo1 gmdici troppo severi - fortunato mutamento l Il corruccio quasi generale co ntro l' im presa e1·a intoppo all'opera, scoraggiamento malinconico a quanti all'opera si dedic<Ìvnno con fede e con amore: lo sguardo benevolo della nostra patria è poten te aiuto al lavoro, è a chi lavora lieto incoraggiamento, è arra sicu1·a di pieno successo l Dell'aver fatto conoscere agli italiani la coloni a italiana va data lode agli scienziati (pochi pur troppo e brevemente dedicatisi allo studio della colonia) che visitarono queste regioni , e, prima ed avanti a tutti , all'opera dalla Reale commissione d'inchiesta qui venuta nel 189 1: opera mirabile se si considera che venne in meno di due mesi compiula. - L'alto intelletto e l'ope rosit~t meravigliosa dei personaggi del la commissione suppl irono alla scarsità del tempo: la scr upolosità delle osserva7.ioni, l'attività e la profondi tit delle investigazi oni, la coscienza, colla quale questi studi furono compiuti , l'equanimità, colla quale si giudicò la colonia , dettero per risultato sicurezza dei criteri e ferma imparzialiti.t dei giudizi, che sono raccolti nella relazione generale sull'Eritrea diretta nel novembre 11·89,1 dalla Real e commissione a S. E. il ministro degl i affari esteri. - Quei criteri e quei giudizi, ai quali davano autorità non solo l'alta considerazione delle persone che li espri mevano, ma ancor più l'abbondanza e precisione dei falli e !'acutezza e profondità dei ragionamenti, da cui erano sufTragati, resi di pubblica ragione, convinsero gli increduli, t'assi eu raro no i diffidenti, incoraggiarono i fìd uci o si, rasserenarono l'animo di lutti . Oramai è attestato da voci autorevoli che dalle infeconde arene dell'Eritrea si possono trarre vantaggi agricoli non dispregevoli , che i territori italiani in Africa sono nel la maggior parte suscetti· bili di proficua colonizzazione agricola italiana, ch e Massaua per la sua posizione non ha preduse le vie al commercio coll'interno, principalmente col Sudan Orientale. Ora il commercio non prospera ancora, e povera è stata finora l'agricoltura: ma il commercio non prospera, benchè in modestissime proporzioni cominci ad avviarsi, a causa del l'insurrezione Madhista, e la povertà del: l'agt·icoltura era causata dalle condizioni politiche, non da incle-

ERITREA MI LITARE

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menza di clima o da sterilità di suolo. Tanto è vero che nei territori dove è garantita la sicurezza dal Governo italiano le cure della terra hanno subito preso il soprav1•ento rl1>Vunque sulle cure delle armi ) 0 rigogli ose produzioni e rimuueratori raccolti f<inuo lieti i pacifici agricoltori. Clima salubre, ten eni fertil i, posizioni favorevoli all'avviamento di commerci, è lecito sperare senza troppa presunzione un prospero avvenire per h~ colo~i ~ _nos tra, poi_chè a dominare gl i eventi poli tici in favo re ùe1 poss1 b1h commerc1, alla sicurezza rlelterritorio, alle opere utili ~ i viabilità , intende con amorevol i cu re, alto intelletto e ferm a cos tanza' ch i è preposto al ,"Overno della colon ia. . . . Come si<L ora provveduto alla sicurezza dei nostn terr1tort eritrei . e quale sia l'opera sp iegata qui _dalle no~tr~ truppe .. è quanto cercherò di esporre il meno pegg1o che m1 sw. poss1blle nelle modeste pagine che seguono.

CAPITOLO I.

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Truppe della Colonia. Le truppe di cui la colonia attualmente dispone per_ la_ su~ si~ curezza e per la difesa dei suoi terri1ori~ ~ che ~ e1 gt or~l di pace attendono COn solerzia acl utili e SV[I I'I~li ·l·a ''OI'I _a p;·.o hlto e con economi a notevole del bilancio , sono d1 p1U specie. 'l hanno truppe italiane, vi hanno truppe indigene regolari comandate da ufficiali italiani, vi hanno bande assoldate o non, comandate. da capi indigeni sotto la direzione di ~ilìciali italiani. Le tru~pe 1 ta~ liane, per la maggior spe~a che 1mportano ~ per le d1fficolta relativamente aravi di impiego che ofTrono 10 paragon e . colle truppe indigen;, furono man mano rid~ tte_ al minimo po~sib_de : la loro proporzione ;~ttuale colle tl'llppe 10d1gene è quella mdlspensabile ad infondere un salutare rispetto della nostra forza e~ a CJarantire la sicurezza della colon ia. Le truppe indigene regolan e le bande non sono certamente esuberanti ai bisogni , ma, con


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ERI'l'ltEA MILITARE

una savia disposizione di esse, con nn ben ordinato serv1z10 di attivo informazion i, meglio dirette, meglio armate e meglio munizionate che non i nostri probabil i nemici, occupando saldamente punti di grande importanza mi litare, esse bastano, rorse uu po' strellameote, alle esigeme della sicurezza e della diresa. Bastano, ben s'intende, a provvedere ai casi probabili, nei quali si debba r·icorrere alle armi; chè a provvedere a tuUi i casi possibili non basterebbe cingere la colonia d' una muraglia della China. Fu dello e ripetuto a sazietà clte in Africa nulla è prevedi bile: popolazion i irrequiete e turbo lenti , capi sfrenatame nte ambizios i e perpetuamente variabili; al lavoro preferita l'incursione e la rapina come mc1.z i di sostentamento , non è rlill'ìcil e comp rendere r.ome la più oc~il a~a c c h iar~vegge nte pol itica debba qui vivere, dirò cosi, un po grorno per grorno e trarre nonne svariatiss ime dai casi e da ll e circo~ tanze del momento per preveder·e, quando può , e più spesso per prov vedere a quanto non potè essere previsto. Si può oramai l'at·e .a~se:n a mento in ogni caso su.l concol'$0 delle popolazioni , all e qun l1 d (,.overn o nostro ha dato s1curezza ed agio di dedi ca rsi nll'agrico lt.nra ed alD1 pastorizia, dalle quali tmggon(} un)agiatezza che si può dir r icche;;,za in paragone :lei la fame dei tempi passati: a contenere i razziatori impenitenti di oltre confine, le nostre truppe hanno al loro attivo morale i comballimenti vittoriosi di Agordat , IIalat e di Serobeti: i nostri forti sono là per togl iere dalla monte di chiunque la più lontana speranza di una qualsiasi ri.vendicazione di territorio. L'elevato prestigio , di cui godiamo, aiUtando l'efl'ettiva potenza delle armi, si può axe1·e fiducia nella sicurezza della colonia, e spetanza di esit~ favo1·evole, a caso dato, se qualche complicazione dovrà risolversi l'armi alla mano .

CAPITOLO II.

Truppe Italiane. Le tr·uppe italiane nella colonia constano attualmente di: 'l compagnia carabinieri reali, '' ballaglione cacciatori su 6 compagnie,

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compagnia cannonieri , id. zappatori del genio, id. specialisti id . e degl i occorrenti servizi di treno, sanità, comm issariato, ecc. È un ver·o peccato che l'impiegare qui truppe italiane in operazioni di guena sia reso difficile da mill e questioni di viabilità, di · ,,etlovagliameoto, di celeriti1, di clima. Che si possano fare delle marcie anche di notevole resistenza con truppe italiane, e ben inteso in region i di clima tem perato como l'altipiano, non è dubbio : la marcia su Ad ua e le operazioni contro lima lo hanno provato, ma hanno provato altresì che si in contrano spese enorm i e che diflicil mente :;i può ragg iungere la celeritil di mosse . che è indispen sabile contro un nemi co leggero, celere , mobili ssi mo come quello che abbiamo a combattere. Diffici lmente du nque si potrebbe fare qui delle truppe italiane un impiego hrilh1n te, nel senso ehe si annette R queslft parola parland o di opcnt'l.Ìoni di eampagna: ad esse è quind i neeessarinmente riserb<HO l'ul'ficio importantissimo di sussidiare i capi saldi della nostra. difesa e di ispirare colla loro presenza un g i l}" ~O grado di rill essiune n chi unque avesse vellei tà di tentare con intr·igh i eli sollevarsi ad nlt.ezze uun con ~e n t i te dalle convenienze no st.r~. Quest'ufficio allo ed importantissimo non offre però presumib il menle grandi probab ilit it, nè certo frequenti occasioni, alle nostre truppe italiane rli Ìlllpiegare le loro armi e dj spiegare il loro ''alo re; ma nltrc benemerenze per epere più modeste bensì _ma di non minore importanza od util ità, hanno i nostri so ldati nell'Erit1·ea . Qui la fra~:e : «poltrÌ?'<' nelle ca.Yerme », tanto abusata a denigrare ingiustamente l'esercito, non avrebbe alcun significato e non otterrehhe neanchu il menomo successo rettorico: qui l'en ergia parti ta dalla testa si trnsfonde intiera ed e~ ual · mente, sebbene più mode:;tamente, potente fin o al più umile membro di questo corpo, che lavo ra alla rormazione del la colon in: qui, è O'iustizia dil'!o alto e chiaro, si lavora, si lavora, si lavora. " . caserme, ch e lo ospitano, il soldato italiano le ha fatte Quelle col suo lavoro; quelle fortezze, che e~ li clovrit al caso difendere, il soldato it.aliano le ha erette colle :me mani: quelle strade, che ampie e comode si apron o alle comunicazioni fra i punti più importanti àella colonia, il soldato itali ano le ha aperte colle sue


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bracciA . E non !ante, neppure adeguate, ricompense lo hanno invogliato al lavoro, ma il dovere . Col so ldato italiano cooperarono è vero, ed in questi ultimi tempi più efncacemente che per l'addietro , le truppe indigene a tutti i Javor·i, ma egli diede il lavoro più proficuo, egli diede l'esempio; esempi<•, che sta tra i fattori più importanti, che concorsel'o a vincere nel so ldato indigeno la r ilu ttanza al la\'oro. Ai palazzi colonial i ed a tutte le costruzioni militari di 1\'Iassaua e dei presid i vicini, alla costruzione, alle riattazioni, all'esercizio della fe rrovia Massana Saal.i, ai forti di Snati, alla strada Saati-Asmara, ai fòrti di Ghinda, ai forti di Asmara e di Cheren, ai pozzi dovunque scavati, alle strade dovunque aperte, alle costruzion i dovunque erette, dove non ha portato il soldato italiano il suo contributo efficacissimo di lavoro, di intelligenza, di volontà? Talnno osserva, e non fn ori di proposito, che al nostro soldato in Africa occorrerebbe dare una tenuta più elegante, diciamo pure, più appariscente che non sia l'aLLuale tenuta di tela. E vero: la uniforme del soldato c più ancora quella dell'ufficiale italiano dovrebbe essere più adatta a colpire l' immagi nazione di questi popoli . Vi osta no dirficoltà non lievi, è vero altrettan to, a cagione dei diversi climi nel le va ri e parti della colonia, a cagi one dei limitatissimi mezzi coi quali si può qui provvedere al mantenimento della proprietà nelln. tenuta: ma pure converrebbe studiare e trovare mezzo di co uciliare 'queste esigenze. Parve a qualcuno che la nostra modestia abbia fa tta buona imprèssione sugli indigeni, ma la maggioranza non divide qucsl' opi nione. Anzitutto co minciamo a dire che in 'Abiss inia la modestia non la si conosce neppure di vista né per gli abiti, nè per gli alli, nè per le parole: il più misero dei pezzenti si dt·appeggia nei suoi cenci colla maestit d'un p1·incipe; il più trascurabil e di tutti i capi non si mnove, neppure per compiere imprese alle qual i i testimoni sono per lo meno superflu i, se nnn ha un codazzo di soldati , di clienti, di servi: è cosi: boria e vao ilit, vanità e boria: l'atteggiamento è posa, In parola è van to, il muov ere è incesso, !'e3 teriore è tullo. Potrebbero qui venire i più alti ministri dei più potenti imperi del mondo, ma se arrivano senza un metro di durlindana o senza un briciolo di uniforme, conteranno sempre

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meno del più modesto carabiniere, che porti sull'elmetto il suo va1·iopinto pP-nnacchio: se uno doi nostri corazzieri arri vasse un bel giorno in Adua, in alta uniform e·, sul suo gran cavallo bardato fo scommessa dieci contro uno che soLLomette il Tigrè senza colpo ferire. Dico per dire, e non penso neppure per sogno che sa.rebbe bene vestiro della corazza d'acciaio e dell'elmo dorato le nostre truppe in Africa: est modus in 1·ebus : ma mi pare ch e qualche cosa di più estetico e di più degno della tenuta di tela si dovre~)be poter trovare.

CAPITOLO III.

Truppe indigene regolari. f

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La nostra giovane colonia ha la fortuna lli possedere delle tn1ppe indigene regolari , quali ce le possono agevolmente invi diare molte delle più vecchi e coloniE', formate dai popoli più sperimentati in materia di colon izzazione. Nessuno, di quanti vennero nella colonia, che non le abbia ammirate: nessuno, deali ullìciali che la comandano, che non ne sia en tusiasta. R. Commissione d'inchiesta, riferendo sui caratter i morali e fisici degli indigeni, fra i quali noi reclutiamo le nostre truppe, cosi si esprimeva: « ..... d'indole leggera , fan cinllesca, imprevid ente: d'ingegno sveolia to, ma fa n c iu ll e~c o al prtri dell' indole, e incapace di nlcun con~epimento o disegno va!>to e compl esso: alieg,·i, cial'lier~ , irre~ quieti, spensierati t.utli, massime gli abissin i: rispet.t.osr dell~ forza, convinti che, se non nell'armi, pure, per un ass1eme dr qual ità, di cui non si rendono forse ragione esatta, il bianco è tanto superiore a loro che vano è lottare con lui, che alla lunga egli sempre pre va le, e che meglio è pen; iò ubbidi~·g li senz' altro, massime qu:1ndo, com'è il caso nostro , dal regg1mP-nto suo _non si hanno ch e vantaggi. Al lavoro tulli più o meno sono npugnanti, ma pi ù di tutti gli abissini ....... ; vanità grande banno

La


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tutti e cupidigia di doni, ma più di tutti gli abissini. 'Prodi tulli, salvo forse i massauini, i beni-amer e gli habab, nel momento del combattimento, se bene diretti e finchè arrida la speranza della vittoria; di energia durevole e ferma incapaci tutti, di energia momentanea ed a scatti capacissimi tutti, e più di tutti gli abi ssini .....•. Frugali per necessità e per natura....... Fisicamente sono snell i, slanciati, asciutti, nervosi, sebbene magri e malaLicci : con un pugno di dura e un po' d'acqua rimpozzata, che trovano per via, percorrono lunghe dist-anze, ca ntando e ballando, e passano gran parte della notte più a chiacchiera re intorno al fuoco che a dormire e riposarsi; agili, leggieri, camminatori valentissi mi tutti, ma più di lutti gli abissini .....•. Quantunque, per il vitto migliore che i nostri so ldali indigeni possono procurarsi colla paga e gopratullo per la scelta scr·upolosa che se ne fa nell'arruolamento, le qualità fi,siche delle nostre truppe siano .assai migli ori delle sopra esposte, e q namunque le loro qualitit morali abbiano ricevuto il corretti vo della ,disciplina e dell' immediato contatto nostro, pure dai caratteri generali sopra esposti si può dedurre abbastanza esattamen1e quali siano le nostre truf'pe. Il complesso delle qualitit degli indigeni, « guerrieri nati, veri soldati di ventura » (R. Commissione d'inchiesta), e la circostanza del trovarci fra popolaz:oni cristiane e mu sulmane, fra loro nemiche per antichi odii, con diversità assoluta di interessi, ha offerto a noi il modo di formare delle truppe regolari di valore non dubbio, di eccezionale resistenza , e di fedeltà, sulle quali si può oramai fa re assegnamento: qualità oramni troppo note a tutti, per·cbè mi occorTa qui fare inutili ri petizio ni. Lll disciplina di queste truppe ha fatto, dalla loro formazione in . poi, progressi ta li da stupirne queili stessi che nutrivano maggiori speranze in proposito: fu lavoro arduo e che richiese molte cure e molta costanza: oramai il successo è ottenuto. Gli ascari. si sono mirabilmente adattati alla disciplina nostra, alle nostre manovre, e perfino ai nostri lavori: dei veri pt·ogressi insperati. Chi avrebbe ·detto che la fanteria indigena avrebbe imparato a marciare in piazza d'armi al passo cadenzato? Chi avrebbe

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dettò che cogli ascari si sarebbero formate delle vere e buone fanfare come le attuali~ Chi avrebbe detto che colte truppe indigene e col loro lavoro qnasi esclusivo si sarebbero costrutti dei forti, fatte strade con lavori di mina, e perfìno stese linee telegrafiche? Eppure tutto que~Lo si è ollenuto, senza scosse, senza turbamenti. senza alcun guaio . Io non sono d'opinione che questi risultati si debbano al fallo di aver noi persuaso e convinto il soldato abrssino che l'ozio è il padre dei vizi e che il lavoro nobilita l' uomo : anzi credo che della nobiltà del lavoro sian così poco convinti gli ascari da preferire ad esso qualunque marcia, qualunque esplorazione, qualunque perigliosa avventura. Ma si sono invece persnasi che quello che l'italiano vuole, Dio Io vuole, si sono persuasi che si può essere eccellenti soldati e compiere opere eli pubblica uti litil: li ha per$ua~i l'esempio d~t , soldato italiano; li h~ persuasi l'assistenza continua ed al bisogno l'esempio dei loro utìiciali. Oi truppe indigene regolari aul>iamo ora J. battaglioni di fan· teria, 2 squadroni di cavalleria, 2 batterie d'artiglieria da montagna; inoltre gran parte ilei conducen ti della compagnia treno e numeroso personale nella compagnia zappatori del genio. Fanteria , cavalleria ed artig! ieria indigena formano il vero nucleo di forze coloniali per le operazioni di guena. Più praticamente utili dellf' tr·nppe italiane, perchè più celeri, più mobili, pi ù r·esisteoti, con bisogni senza paragone infinitamente minor·i ; mollo meno costose, assai più adatte alle operazioni di qualunque genere in questi terreni talor~t dilncilissi mi: più solide e più sicure delle bande assoldale, colle quali hanno comuni le qualità precedenti, perchè indi pendenti dalle ambizioni e da lla mutabilità dei capi indigeni ed assai più rl iscipl inate per l' immediato continuo contatto e per il comando diretto , che esercitano su di esse gli ufficiali italiani.


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ERIT.R EA 1\flLlTATm

§ :J. Fanteria. So è vero che negli attuali eserciti europei e nelle odierne operazioni guerresch e in Europa la fanteria è la regina delle armi, a molto maggior ragione la fa nteria indigena tiene lo scellro e r.inge corona fra le lruppP della colonia e nelle operaz ioni gnenesche nell' Eritrea . All'azione preponderante, che la fa nteria europea porta nelle battaglie, ed al pi ù largo contributo di sa ngue che vi paga, e che le danno diritto all' altn consider·azione di cui gode, la fanteria indigena aggiunge allr·i requisiti che, òata la natura dei terreni nei quali si deve agir·e, date le difli coltlt di strane, di acque e di tisorse loc:ali, dato il nemico ch e si deve combattere, le confet iscono sulle altre nrmi indigene una assoluta ed incontrasta1a prepondenìnza. a La !'nnteria indigena è ottima per le scaramucce in montagna, dotata' di gn rretti d' acciaio, rli vista e d'udito acutissimi , sveltissima nelle sali te e nelle. discese, destra nell' appialtarsi, senza bisorrni n né imped imenti . E però ol tremodo di llìcile man tenervi l' ordine ed impedirle di esaltarsi, di scoprir:;i con grida, di disperdersi e sfuggire di mano a ch i comanda >>. In queste poche pa role la H. Commi3sione d'i nch iesta per l'Eritrea esponeV<l il suo sintetico gi udizio snlla fa rlteria ind i ~e n a, c tal i sono vernmente le ottime qualità ed i no n lievi difetti di e,;sa . Ma i difetti della fanteria indigeun sono inerenti ai carattere g('nerale dogli indigeni, epperciò non ne vanno esenti lP. altre armi , eccezione fa Lla forse dell'artiglieria, la qual e recl uta per intero il suo personale fra i sudanesi, i qual i hanno qua lità meno brillanti, ma carattere più calmo eà energia più ferma che non gli ab issi ni. Le ottime IJmtlitit., per contro ; sopra enumerate sono be nsì possedute in egna! gmdo da~li ascari delle altr·e armi , ma meno occnsioui e minore fac il ità trovano per esplicArsi con eguale eiTicncia e con eguale potenza, a cagione dell' impedimento d~i quadrupedi e del ma ter·iale, a · cagione dei bisogni, nei ([uadrupedi maggiori che negli uomini , ai quali

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conviene soddisfar e. Nei terren i più. a:;pri e d illi cil i, dove sentieri sono int ralciati continuamen te di arbusti, di cespugli , di spine, o dove, come talora acr.ade, i sen tieri Hon esistono affatto, la fanteria penetra agevolmente sempre, poco perdendo della sua ce l eri~1., mentre dilficoltà grav i e talora insuperabili vi troverebbero i cavalli ed i mu li pesanti della caval leria e dell' artiglieria; ed in quella specie di guerra di brigantaggio che diede luogo finora e probabilmente darit luogo in avvenire alla grande maggioranza del le nostre operazioni, tal i sono i terreni che nella pluralità dei casi ne sono teatro . Gli itinerari, che offrono li mitate riso1·se di acque , sono pienamen te perconibili dlnta fante ria, mentre i numerosi quadrupedi della cavalleria e dell' artiglie ria ri chiedono imp~::rio samente la copia di acqna occorrente a di ssel.a!'li ; le lunghe distanze pl'ive d' a.cqmt si possono l'aei lmente superare col la fant eria, che si porta da sò la picwla provvista d' acqua occorrente, cosa del tutto inattuabile per le armi a cavallo, a trasportare al seguito delle quali l'acqua necessari a infinite carovane sarebbero insufficienti. La celer,itit· di marcia dell a fan teria, nei terren1 rotti e montani, che come è clello :>arno no sempre il teatro più probabile di operazio ni, è di poco minore dell a celeritit della cavalleria nelle prime marcie: per marcic lunghe, continuate, disagiose, qun ndo la celerità si complichi colla resistenza, la fanteria può superare la cavalleria , della quale non ha da soddisfare alle assai più numerose e più gravi esigenze, della quale non deve parare i possiliili e non lievi inconvenienti ; in tull i i casi la fa nteria per celerità e per resistenza prevale con notevole vantaggio sull'artiglieria indigena, in qualu nque terreno. La potenza del fuoco di fa nteria è certamente mino re del la po tenza, specialmente morale, del fuoco di artigl ieria : ma vuolsi tener presente che i nemici nostri per lunghi au ni ancora non avranno alcuna possibilitit di portare in campo artiglie ri e, che sia necessario con altre artiglierie controbattere, e che la nota tattica abissina di avviluppamento è t.nle che dif'li cilrncnt c oiTriril. ai tiri della migl iore artiglieria bersagl i compatti di masse, sui quali le granate e gli shrapnels abbiano J'avorcvole oc(:ns ion c di esercitare la loro azione micidiale. I nemici nostri si pr·esenteranno in campo ar-


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ERtTREA

~!ILI1'ARB

EIUTREA MlLITAUE

mati di fucili escl usivamente, fncili di vario modello e di varia potenza, alla huona conservazione dei quali ed alle necessa rie riparazio ni mancarono probabilmente i mezzi e gli artefici , con mun izionamento sca rso e non di rado difelloso :1ppunto per la vari&Lil di modello delle armi e delle munizioni. Contro un tale nemico, senza ave•· pensiero di mette:·e in dubbio l' eflica1:ia e lo straordinario effetto morale dell'art iglieria, è lecito concludere che la nostra fanteria ben armata ed ollimamente munizionata possieda una sutlìeiente superiorità di potenza di fuoco. L:1 polenza d'urto della cavalleria montata su cavalli egizilHl i è certo grandissima c porterebbe un fa tto re di decisa preponderanza in numerosissimi casi di combattimento; ma dove si trovano fra questi 1nonti, fra queste balze, fra queste boscaglie, duecento poveri metri di terreno tale, che :su di e,;~o po~sa la cavall eria eseguire una carica·? La pianura del Seroò ed il Barca: al l' infuorr nu ll a. Inoltre: ru dello e ripetu to che la nostra fanteria ind igena ha un'esuberanza tal e di slancio, da costitu ire pe.rliuo uu vero e proprio difello; ma c1uesto slancio perchè non dovrebb e dare risultati eccellenti impiegalo nell'urto, e perc.hè non dovrebbero le baionette poter emulare , non dirò certo eguagliare, la potenza d'urto delle lancie e delle sciabol e'? In conclusione : se alle fanteri e europee nel combattimento l'arti)llierin e la cava ll eria sono ausiliari, potenti si ma ausiliari, nell'aziono, della quale essa sostiene il magg ior peso ed il maggior sacrilìzio, è leciLo di ro che alla fa nteria indigena la cavalleria e l'artiglieria sono bensì ancora ausi liari potenti, ma che essa, quando tali ausil iari le manchino, ha in sè requisiti tal i da soddi:;fare pienamente da sola alle esigenze tutte dell'azione, ben in teso sempre in questi terreni e di fronte a t:1 li nemici . La nostra fanteria indigena, come è già deLLo, è formata sn quattro bat,taglion i di 4 compagnie ciascuno: ogni compagnia cont.rt 200 fucili divisi in due mezze compagnie. Il capitano coma uda la corupaO'nia o()'ui mezza è comandata da un tenente : il capitano ha un sottufficiale per tenere i registri dell'ammin islnmone e delln contabilità della compagnia. Alla formaz ione delle trnppe indigene ogni ·compagnia aveva inoltre quattro soltu1lìciali it.a li a~i istruttori, ma essi non trovavano posto ben definito nei rangh1, l')

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creavano difficoltà di gerarchia fra i graduati, e sp e cir~lmente di fronte agi i ufficiali indigeni, e, vorittt dolorosa ma constatala, non serbavano sempr·e e tutti qnel contegno che è necessario per ispirare negli indigeni un' idea elevata ed una stima ossequ iosa ve1·so di noi: fu quindi riconosciuta un iversalmente la con venienza di levar! i dall'organico, conservand o il solo sottufficiale contahile . Gli ufficiali della ranteria indigen.-:. conoscono tutti assai bene le loro truppe, poichè qu:~si Lutti svno da oltre quattro anni in Afr ica, e Lutti hannt) avuto agi o di apprezzare il grande valore delle trnppe che essi comandano. La truppa è armata clrmoschetto Vetterli M. ·1870 e di pucrnale-baionella , ed ha un munizionamento permanente di 80 cartucce, di cui 40 porta nella cartucciera sciolte ed altre 4.0 tiene nei pacchetti quale riserva. L'uniforme è assai semplice; in testa il Larbusc, simile al fez egiziano; abiti: un paio di pant;1!oncini di tela bianca, che scendono poco nl disotto del ginocchio, ed una cam icia pal'imenti bianca, ser. r·ata ai fianchi da una fascia colorata di lana, su ll a quale si affibbi!l il cinturino e si cinge la cartucciera di cuoio l'osso. Si stanno studiando alcune rnodilìcazioni a questa uniforme; ma all'infuor·i del tarbusc, il quale riguarrla un po' troppo l'uniforme dei soldati eo'rziani di poco ~O'radita memoria, poco e poco radicalmente si n ' potriL modificare il resto, questa tenuta essendo adattissima alla speditezza ed alla leggerezza delle truppe che la_vestono. È da osservarsi ancora che tale uniform e si veste negl i ordinari servizi in guarnigione, in piazza d'armi e nelle parate : in marcia e specialmente nel le operazio ni di guerra , gl i oggetti d'uniforme si riducono in pratica al t:<rbusc, alle armi ed alle munizioni. ~

§ 2

Cavalle1·ict.

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La cav<ìlleria indigena, sorta dallo sdoppiamentl• e dalla lrasfonnazione dell'antico Sq'tbad1·one Esplorato1·i (orda Kajala), è formata su due squadroni, i quali, secondo le tradizioni della cavalleria italiana, prendono un nome invece di un numero, e si


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ERITREA

MILI~AR R

chiamano Squadi'One Asmara e SquadroneCheren, dai centri ove furono formali e presso i quali hanno stanza normale. Ogoi squadrone, oiLre al personale ·indigeno, ha un piccolo numero di personal e di tr·uppa italiana, necessario n inquadrare ed a mantenere ordinati e compalli i cavali eri indigeni . La cavalleria in digena è montata in parte su cava lli egiziani, ed è la parte che costituisce la cavalleria òa caric<L; in pHrte su muletti abissi ni , ed è la parte che costituisce la cava lleria da esplorazione. cavall eria, se voglinmo , più mode~ta , ma certamente e più frequentemente più utile, per le ragioni di terreno avanti esposte, della sua più brillante sorella . Ogni squadrone è comandato da nn capitano, coadiuvnto da tre ufficiali subalterni: gli ascari misti arabi ed abissini , forse migliori cavalieri g-li arabi : le armi. lancia, sci abola, coltello da caccia, mosch euo da cava ll eria mori. 1870 o pistola a rotazione a seconda cbe i cavali eri sono montati su cavalli o $U mu letli , che so no graduati o semp li ci asca ri. L' uniform e semplice, e stupenda, è quella del;'antico squa· drone esploratori; pnnta luncini bianchi serrn ti sotto nl ginocchio in gambali di tela; camicia bianca serrata ai lìanchi dalla fascia colorata di lana; giubello bianco; tarbusc ornato da una le(wiera O fascia a vivaci colori, che, annodata da lato, casca in frangia a destra del viso . e da una penna di aVYolloio eretta dalla parte sin istra. La penna ha talora lu nghezza in verosimile e la colpa è degli avvoltoi che hanno ali smisurate: ma gli ascari sono belli da dipingere . Compito natu rale di questi due reparti si è eviden temen te, in tempo di pace, quell o di vis itare le tribù per·iferi che e quelle interne lontane dai pr·esidii stabili, per mantenere viva dovunque l'azione del governo, sorvegliare i capi, assicurare le popolazioni; ed in caso di guerra essi debbono essenr.ialmente provvedere alla esplorazic:Je lontana ed a molestare il nemico in lutti i modi possibili: ora, le brillan ti qua lità intrinseche della nostra cavalleria indigena ci allidano pienamente che essa in ogn i occasione, saprà conlinuare le splendi de tradizioni dell'an tico Squad1·one Esplomtm·i, il quale em il braccio del govern o fra le tribù soggette, ed oltre i confini insino al Gheralta si spinse ad infondere il desiderio e la speranza della protezione italiana. l')

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§ 3. A1'ti,q li 1wia. Abbiamo nell' Eritr·ea due batterie da montagna su 4 pezzi, che reclutano il loro personale esclusivamente fra Sudanesi, i quali , di maggior statu't{e di maggior forza muscolare, che non ali abissi ni, sono più adatti al maneggio dei pezzi; di maggior calma : fermezza nel combat timento, sono più adalli all'impiego di tale arma . .Bene organizzate, ottimamente isLI'Uite, le nostre batterie indigene manovrano con ordine perfetto , prendono posizione e si mettono in balleria con tutta la rapidità desiderabile; fornite di quadruped i eccelleu ti ed esercitale con cura, ri~ pondon o , On dove è umanamente possibile, allo scopo ideale di segui re la fan teria indigena in campagna per qualunque Lerreno. L'uniforme dell'artiglieria non differisce di mol to da: quella della fan teria. ind!gena; essa porta il colore dell'a1·tiglieria italiana, ed alla fasc ra dr svariati tolori ha sostitnila la f:1scia gialla. Ogni batteria è comandata da un capitano, coadiuvato da due subalterni, e da nn certo numero di graduati italiani. A rassicurare i timorosi, che ravvisano grave pericol o nostro nell'insegnare agli indigeni il servizio e l' impiego delle artiglierie, riporto qui l'autorevole parere, registrato nella relazione dell~ Reale Commissione d'inch ies ta, relnzione più volte citata, perche documento ·pregi evo le di studi e di osservazioni. « Molti, e non senza qualche ragione, reputano pericoloso o almeno imprudente addestrare gl'indigeni al servizi_o dell~ artiglierie, perchè questi, defE:"zionando, potrebbero s~rvJ re ~a. IStruttori al nemico. Gli Inglesi, infatti, non affidano rl servrz1o delle artialierie agli Indiani. <~Premesso che il ser·vizio delle artiglierie esistenti nei fo rti è da noi affidato esclusivamente a cannon ie1·i itali ani e che l'impieao de11li indi(reni si riduce a quello di serventi e di. con ducenti <:> o (") nelle batterie da montagnn, conviene osservare che CIÒ che trattiene i nostri even tuali nemici dall'impiego di cannoni nel com· battimento non è già la diWcoltà di procacciarsi istruttori, ma


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ERITREA MI LlTARE

quella di procurarsi il materiale, di mantenerlo in buono stato di servizio e di provvedersi di munizioni. « I nfatLi, con le 1:etazioni che ora gli Abissi ni hanno con l'Europa, faci le sarebbe per loro procurarsi chi inseg ni la manovra dei pezzi; non così l'aveJ'e i cannoni, le muni-zioni e gli operai capaci di mantenere il materiale in buono stato. « I noltre, pel loro .modo rapido e disordinato di marciare, per il pessimo stato delle vie, per la loro tattica di comba llimento,. le artiglie.rie sarebbero agli Abissini cagione di debolezza più che di forza. È vero chP. forse non conoscono nncora Lutti i pregi del cannone da montagna, il qnale, se non può tener dietro alle mosse rapide delle fanterie abissine, può però essere trasportato in posizi<)ni di diffici lissimo accesso : ma è proba bile che, anche se valutassero esattamente i pregi di questo can none, essi non se ne servirebbero. La loro tattica di combattimento, che consis te nel circondare il nemico, con rapida mossa, cou grande superiorità numerica, e piombargli impetuosam ente addosso da tulle le parti come rovi nose valanghe, non com porta l'uso di artigl ie1·ie sul campo di ballnglia. « Ad ogni modo, è certamente possibile che qu alche indigeno, molto intelligente, che noi addestriamo nel servizio dei pezzi da montagna, possa essere capace di fa re da istruttore, quantunque noi non gli insegniamo che a fare da servente Il da conducente, giacchè i capi- pezzi gono graduati italiani. ·Se non che, pri vandosi degli indi!!eni nel serv izio dell'artiulieria da mon ta"O ,. n ,... H' J)isognerebbe rinunziare add irittura al vantaggio. per parte nostra, di po ter portare artiglieri e in campo aperto; poichè batteri e da montagna, servite da militari italiani, oltre all'i mportare una spesa considerevole, fl<ln sarebbero in grado di prestare un eiTicace con corso alla fan teria indigena, in vista della rapidità delle mosse di quest'pl tima, cui le prime non potrebbero tener dietro. « Inoltre, tutto il personale indigeno addetto a l ~ arti glieria è musulmano, ed è assai difficile che gli eventi ci mellano in guerra con altri musulmani all' infuori dei Dervisci, i quali sono odiati da i loro correligional'i d'Africa. » Questo il giudizio di autorevoli personaggi, dopo il quale o ciascupo è rassicurato o non varrebbero certo a rassicurarlo le

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mie parole ed i m1e1 argomenti. È vero che uno di quegli stessi personag)!i, ed uno fra i più studi osi e di ligenti, in un suo libro di impressiorl~ e di r icordi , scrive: « Qual è il mancamento più grave deg-li incligeni, quando hanno a combat tere contro gli Eur?pei? Questo: che se anche ahbiano le artiglieri e o possano facilmente procaccia rsele, non sa nno come se1·virsene. L'addestrarveli non sa di imprudenza? E può essere senza nostro danno ? Lo aug u1·o, ':la non lo credo . » (~hiiTIN I Nell' Af?·ica italiana). Ma questa è un'impressione, per quanto degM di ri spetto e d1 con si~eraz ione, tutL'aiTatto personale e che non parmi possa infirmn re 1! parere rassicurante ufficinlmente espresso dall'intera Commissione.

CAPITOLO l V.

Bande. Oltre le truppe regolari ita liane ed indigene, di cu1 s1 è avanti discorso, la colonia può disporre per la sua difesa di circa tremila fucili di bande, a parte delle quali solamente si corrisponde n? _assegno di nn terzo minore di quello corrisposto alle truppe indlgllle : altr&bande sono a mezza paga, al tre non hanno assegno alcunò . Se si eccettuano poche bande, che han no sede nell'interno delle regioni da no i acquistate, queste truppe sono in oen~!'ale disposte lnnho i conflni della colonia e formano, per c~si d1 re, una cerchia di avamposti alle nostre frontiere. Se dalla banda minuscola di Moharned Zibibi , ca po di Zula, percorrendo la linea esterna della nostra occupazione ed arri va ndo alla banda di MoÌ1amed Hamed, Canti ba degli Haùab, si volesse!·o ad una ad una enumerare le bande di confine. farne cono-scere i capi e l' importanza e l'uffic io, l'enum erazio ne rit1scirebbe prolissa e di scarso interesse per ciii non ha grande conoscenza di queste popolazioni e di questi luoghi; d'altra parte delle bande di confine avrò migl)?re occasi one di dare qualche cenno parlando 68 -

ANNO XXXVIII.


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ERITREA M!Ll'l'ARE

delle residenze, dalle quali quelle bande dipendon o. Le poche bande, dirò così, interne, le quali si riducono alle bande del Carn escim ed a qualche piccola baqda dei Ben i Amer e del Barca, non otl'rono per la si.::u rezza della colonia speciale interesse, perchè se ne debba fa re speciale rnenr.i one. Le bande sono com poste di uomini armati sotto il comando di capi indigeni, che sono in genera le capi dell a regione nella quale hanno stanza: sono quindi truppe regional i, che conservano ancora, e,ccezione fatta naturalmen te delle razzie, delle estorsioni e di altre simil i imprese, i caralleri delle truppe abissine. Alle band e non fu, nè sarebb e stato poss ibile fa rlo, impartita alcun<l delle istruzion i di manovra e di combattimento , che si impartirono con successo all e truppe regolnri indigene: nIle band e non fu inculcnta quella discipl ina, come noi l'i ntendiamo e cbe chiamerò europea, che fu con tan te fatiche inculcata alle truppe regolari , ed hanno qui nel i una disciplina lor·o speciale, bensì assai migliorata da quella puramente abi ssina , rna non del tutto sistematica e ben definila. Cio nonostante le bande del Camescim furono negli ultimi tempi impiegato utilm ente in lavori stnù!ali e nella costruzione del forto di Acl i Ugr·i, vincendo la decisa rcpugnanza al lavoro del" ;;olrlato abissino, e questo giova a provare che anche fra le band e le idee nostre a poco a poco si fanno. strada c vincono le inveterate abitudini indigene. Certamente non deve tornare gradi tissimo al soldato abissino, nè di fac ile comprensi one, il regime nostro; quando mai ad un sol· dato abissino assetato è st.aLo proibito di valersi del latte della prima mandr·a, che incontra, ad estinguer Ja sete? Quando mai ad un soldato all'amato è stato proi bi to di prend ere una capra, a chiunque appartenga, onde soddisfare all'imperi oso appetito? \ Il governo italiano è il go~·e rno protettore della povera gente, ma il soldato non ha più la libertit di prima , nè i privilegi dei tempi passati: » lo pensano e lo dicono : ma lentamen te apprezzano anc:h' essi la beneflca azione di un tale regime, vedono il loro paese crescere in benessere ed in. agiatezr.a di cui anch'essi fruiscono, c si vanno adat.t&ndo alle nostre esigenze el i moderazione e di di sciplina. Truppe meno solide e meno sicure dell e truppe regolari in-

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digene, perchè non dii·ellamente comandate, nè direttamente in contatto continuo con u(li ciali italiani, e perçh è non possono non risenti re delle ambizioni, delle turbolenze e delle variabi!ità generali nei capi toro, pure, attentamente vigilate dagli ufficiali . italiani , dai quali sono dirett.i, e legandosi di giorno in giorno più strettamente agli interessi del loro paese, di cui sono i primi difensori , posso no rendere, e rendono infatti, servizi di notevolissima importanza. · ln omaggio alla verità, non si può disconoscere che, nei tempi della nostra espansione, le bande ci resero servizi di gran lunga superiori a quelli che ogl{i hanno possibilità di renderei. Gli ambiziosi, gli scontenti , tgtti quelli ehe null a avevano da sperare e molto da temere dai nostri nemici, si raggrupparono intorno a noi, ci fornirono informazioni preziose sulle genti e sul paese, e ci dettero un concorso efficacissimo all'occupazione delle region i che presentemente occu piamo. Ora la col onia ha confi ni stabi liti e nessuna ulteriore espansione in progetto, e le bande hann o cessato di avere l 'importante e per noi prezioso carattere di fuoru~citi, che a noi si appoggiavano per la redenzione dei loro paesi: hanno bensì ancora, quando non le turbi no sconsigliate ambizioni o t.enehrosi _raggiri , titttò l'interesse di appoggiarsi a noi per ~arantire la sicurezza delle loro regioni, le quali, essenrlo in generale regioni di confine, tutelano a loro volta la sicurezza generale della colonia. Le bande, in conclusione, meno costose ed in più circostanze meno impegnanti delle truppe regolari, provvedono, soLto la di rezione degli ufficiali resirlenti . ai servizi im portanti ssimi di informazioni e di vigi lanza ai nostri estremi confini, e nei bisogni della difesa possono fornire un contingente notevole di armati, interessati alla !olia per la sal ute del lo:-o proprio paese. CAPITOLO Y.

Disposizione generale delle truppe nella colonia. Chi faccia p~ragone numerico fra i nemici , contro i quali è possibile che un giomo o l'altro si debbano difendere i nostri pos-


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sedimen ti, e le Lt·uppe a nostra disposizione pet· la difesa, le quali or· ora abbiamo term inato di enumerare; chi consideri l'estensione ~el.le regioni da difender:;i; chi consideri la lunghez~m della periferra, . lu ngo la quale conviene esercitare fa nostra virrife attenztone e contro la quale le minaccie possono presentarsi in due direzioni diverse, gli Abissini da sud, i Dervisci dn ovest, non è difficile concluda che le forze nostre sono sca rse in pararrone dei possibi li bisogni , e forse ad dirittura impari allè esigenze della sicurezza e della difesa . 1\'l a la con siderazione di molti altri fattori di forza, concorrenti ad aumentare i nostri mezzi di difesa, pnò e deve cei'tnmente modificare radicalmente un tale giudizio. Di alcuni di questi fai.Lori nbbiamo già discorso: il prestigio delle nostre nrmi, la superiorità di armamento e di munizionamento delle nostre Lrnppe, l'interesse che hanno, per il benessere con noi acquistato, le popolazioni nostre a prestare alla difesa tutto il più attivo ed efficace concorso. Ma altre ragioni di debolezza nei nostri p1·obabili . nemici ed altri argomenti di forza per noi conviene considerare ancora . Dal Tigrè, sia allo scopo di rivendicare il possesso di territori già. dipendenti da quella regione ed ora da noi occupati, sia a scopo di incursione c di rapin11, sia per smania guerriera, pos· sono veni re a noi le più probabili e le più gravi minaccid. É vero che il Tign::, gia preparato alla decadenr.a dalle continue rruerre esterne ed interne dei tempi passa~i, ha nvu t;:> in que~ti ultimi anni a soffrire terrib ilmente il flagello delle malattie e della Jame, delle guerre non meno e3iziali, e che la sua popolazione ha fa LLo p~1· conseguenza grnndi passi sulla via dell'esaurimento: tuttavia se il Tigrè fosse unito e concorde potrebbe darci preoccupazioni non lievi . .Ma è egli pos.>ibile che il Tigrè sia mai unito e concorde 1 Il sentimen to di nazionalità non esiste, o, nell'ipotesi più lusinghiera pei Tigrini, se esiste, e sofrocato dalle ambizioni personali dei capi, ciascuno dei quali non al Tigrè, ma alla sua propria posizione ed alla sna propria potenza rivolge i su oi pensieri e le sue aspirazioni: e lu maggiore potenza eli uno cssenòo agli al tri motivo di ge losw, di invidia, di odio, sono incessan ti le discordie, le ribellion i, le congiure, le guerre, che lacerano e lacereranno probabilmente sempre quella provincia. A )Jan~

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gascià, cui spetta la suprema autorità e cui so rride l ~ prospettiva della corona reale tigrina , .Alula è spesso c<mtrano, talora ribelle: molti capi min ori sono mal soggetti , sia per desiderio d'indi pendenza, sia per indecisione nel pigliar parte per l'uno o per l'altro dei partiti : mol ti onrleggiano e temporeggiano e ter~ giversano fra Man gasciil. e Men eli k, rra Mr,ngascii'l ed 1llula; moltr serbano o cercano serbare contegno prudentemente neutrale .onde mantenersi aperta la via per appoggiars.i a noi, quando le circostanze e gli interessi loro lo consigliassero, a ciò principalmente indotti dal lo spettacolo di prosperità lnrl!r~, benchè incipiente, che ofl'rono le popolazioni ell e ~o don o del nostro regime. Non è dubbio alcuno che parecchi di quei capi parteggJCranno al caso per noi, fin quando noi sapre mo dar loro argomento di crederci più forli : nell a marci a su Adna le nostre bande, che érano all'avanguardia, :;i trovarono in breve ad avere più che dupJicnte le lOrO (OI'Ze, poicbè oltre /~000 fucili tigrini, in vista · dell' inferiorità e dell'impotenza di Mnhgascia e di Alula e per prepararsi titoli di merito verso di noi nel caso di una nostra occupazi one, non ave\'nno esitalo ad ofTrirci ed a portarci il loro concorso: e profferte di adesione raccolse pLtre in tale circostanza lo squadron e· esplorator i nella sua puuta verso il mezzogiorno del Ti rrrè. È q~indi lecito fare assegnamento sn qiJesti fatti probabili.: cl.le il Tigrè per le sne discordie intestine non sa rà che assa1 drffici lmente ·in grado di portare co ntro di noi Lotte le sue forr.e: che. se all 'inir.io delle ostilità il nostro contegno e le nostre dispo~izioh i ispirera nno ai nemici !'. tessi l'opinion e che noi poss iamo riuscire i pi ù forli, non sarà diftìcile staccare da loro ed alleare a noi parecchi capi con non pochi fuci li : che, ad ogni modo~ anche durante le osti litn e nei momenti in cui la for tuna sembrr dichiararsi per noi, non è impossibi le che cnpi arnbi<.iosi , insoddisfatti o gelosi o scontenti, si rivolgano a noi colla spemnza di av ere poi, ad openll.ioni fi nite, il nostro nppo7gio per soddisfare le loro aspirazioni e ragJ.(iungere i loro ideali. Tale complesso di circostanze s ussis ter~\ probnbilmente per lunghissimo tempo ancora, perchò non in mesi nè in anni si mntn i! carat· tere irrequieto e turbolento di un popolo; per lunghissimo tempo ancora il Tigrè avrà quindi in se stesso cause intime di debo-


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lezza e di estenua1.ione, le quali rendono assai meno temibili le minaccia che dal Tigrè ci potrebbero venire. Da ovest, per pane dei Dervisci, non hanno forse avuto line con Serobeti le scorrerie e le incursioni a scopo di razzia, ma sono ?en p~co probabili le invasi oni su grande sca la, che pongano 1n. per1colo la sicurezza di tutta ·O di parte della colonia . Anche 1 Ocrvisci, come i Tigrin i, benchè in modo diverso la v~l'ano al l?ndmmi serimento: il loro dominio inumano e dis(ruggltore che 1ncarna tutte le barbarie del più feroce oscu rantismo riduce bensì alla miseria più squallida le popolazioni che vi son~ soggelle, ma affama ad un tempo il crudele domin atore e 11li ha preparato fra quei popoli larga e meritata messe di odii !~tenti ma pertinaci, pron.ti a . diva.m~are in ri volta alla prima p1·op izia ~ccasio~e. I dogm1 re1Jg1os1, 111 nome dei quali (benchò il fanatismo d1 un tempo si possa dire ridotto agli estremi e la Jeagenda religiosa dell 'insurrezione mahdisia sia stata ; fatata colla n~orte del mahdi avvenuta senza che il mahd ismo abbia compiUta coll'armi la promessa conversione del mondo alle sue cr·edenze) i Dervisci eontinuano o mostrano di continuare la toro lott.a per la fede, e proseguono invece la loro opera di bar barie li mettono in guerra coi Senussi, setta potente dell' islami smo. All 'o;lio dell e popolazioni soggette, all' urto dei Senussi, alla prostrazione frequente della fame, se si aggiunge la guerra continua che con t1·o di ess i portano gli Anglo -Egiziani, è permesso di dedurne non esse1·e pro babile che poten ti invasioni di Dervisci si rovescino sulla nostra colonia. Qnest~, per .sommi .capi , le cir-costanze che, producendo debolezza n~1 nostn pi'Obabili nemici, tornano per naturale riflesso ad a:cres~l~ento della nostra potenza: restano a vedersi ancora quale dispoSIZIOne delle nostre forze e quali provvedimenti concorrono ad aumentare la sicurezza dell'Eritrea. Evide~temen~e le fo rze re~olari di cui la colonia dispone sar~bbero msuffic1enti .ad occupare soli damente tutti i punti adalli a d.1fesa.ed a s.barra.re tutti gli aditi per i quali i l nemi co può minacCiare l nostr: terntor1: l'esiguità di tale forza impone adunqu e eli ten~rl~. concentrata in nuclei potenti ed in pochi punti scelti fra 1 plll adatti e convenientemente mu niti.

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I noltre. la diversità di direzioni, cblle quali l'attacco ci può proveni re, consiglia di collegare fra loro questi pun ti con facili e comode com unicazioni atte ad accelerare quanto pi ù possib ile il concentramento delle forze volute sul punto minacciato . e di ma ntene1·e nella larga zona interposta fm questi capi snidi di difesa erl i nost1'i confini, e lu ngo tutta l'estensione di essi, un attivo servizio di vigilanza ed una fitta rete di informazioni r,eleri c sicure spinte oltre con!ine, le quali ci diano modo di conoscere i pericoli che r.i minaccia no, e ci dinno tempo el i r iunire le foi'Ze e pt·eodere le disposi1.ioni per la ùil'esa . A. questi principi i s' in forma la dislocazion e delle nostre tntppe nella colonia. Ma!>saua, capitale dell'Erit rea (se è lecito usare cosi grossa parola ad esprimere co~a ancora cosl modesta) , spi nge avanti a sè due forti bal urdi: Asmara e Cheren, il primo contro le turbolenze del Tigrè, il secondo contro le incursioni dei Dervisci: e questi duo pu nti principa li di difesa sono guarniti d:t for ti pr·esidi, sono muniti di opere poderose, sono largamen te provvisti di munizioni da guerra e da bocca. Cheren ed Asmara alla loro volta spingono verso la periferia dei nostri possedimenti i posti fortificati, o presidiati ancora da truppe regolari , di Agorcl at, di Adi Ugri (Godofel assi) e di Halai: ognuno di questi posti é presidiato da una compagnia indigena e, men tre è sostegno alle residenze piu lon tane, si trova al caso di fu nzionare come mag11zz ino avanzato e come punto d'appoggio ali .:t difesa mobile e manovrata nei nostri territori. Ai confini. ultime scolte, non più appoggiate n truppe regolari, ma a bande assoldate, gli ufTicial i italian i residcuti fra le popolazioni nostre estreme, p1·ovvedono ai servizi di vigilanza e di informazioni, e vegliano alla sicurezza dell<t colonia. Le residenze di ufficial i italiani , c.he fan no cer·chia non interrolln alla colonia, sono: Saganeiti neii'Oku · leknsai, Adi Qnalà ne l Se1·aé, Mai Mafalis nel D embel~1s (DecaTecfil), Mogolo nei Bari a, Ticsé negli Habnu. Buone strade da noi co5trulle od in via di costruzione collegano fra loro i centri principali di difesa di Asmara e Cheren con Massana e fra di loro, e soddisfuno alle osigenze di un pronto concentramento: linee telegrafiche collegano a questi punti princi -


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ERITREA MILITARE

pali i posti avanzati di Agord at, Adi Ugri ad Halai , e di linea telegrafica, per la sollecita trasmissione delle informazioni, fruiscono le residenze dell ' Okulekusai e del Serné: le altre residenze per esigenze speciali di maggiori mobilità e por· altre considerazioni di varia uatura non ne sono, almeno per ora , provviste. § 1.

RRITRBA MILITARE

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tJfassat~a.

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A Massaua hanno sede normale il governo civile della colonia ed il comando delle regie tr·uppe in Africa - dico sede normale perchè il governatv1·e ed il co mandante le tJ·uppe fanno frequenti es~ursioni sul l'nltipiano a maggiormente co noscere i nostri territori ed a più intim1mente conoscere le popolazioni soggette ed i loro bisqgni, e perchc nei mesi d'estate, nei quali il clim a di l\'I assaua paralizza, og ni attività umana, il governatore porta per breve tempo la sua sede ad Asmaru. • A i\Jassaua hanno pure sedo le direzioni dei servizi d'artiglieria, del genio, di sanith. e di commissariato, il tribunale mi litare, il co· mando della compagnia reali carabinieri ,. il comando e due come mezza del balta!!:lione cacciatori. •oa~'~nie n " Presso 1\fassaua, o alla costa o lungo la via fm la costa ed il ciglio dell'a ltipian<>, sono scaglionati vari presi d i o distaccamenti .o posti armati: così ad Archico tiene presidio un comando di battaglione indigeno con 2 compagnie, con:stazione dei renli carabinier1 ed ufficio telegrafico; ad Otumlo una compagnia indigena, che fornisce un distaccamento ad Assab eli 50 ascari , ed un posto a!l' isola di Noc1·a, in entrambi dei qualì siti tiavvi pure una stazione di carabinieri; a Moncnllo mezza compagnia di cacciatori, che presidia pure il forte Vi tto rio Emanuel e; a Santi ha sede un battaglione indigeno, che fornisce un distaccament•> di 1 compagnia a Gh inda ed un altro egual e ad Az 'l'eclesan nel Dembesan, e posti armati lungo la strada a Dogali, ad Hamassat {fra Massaua e Saati) a Sabarguma ed Arghesana (fr·a Saati ed Asmara). Saati è collegato a Mnssaua dalla fer·rovia, e quasi tutti i presidii no· minati hanno ufficio telegrafico A stazione di carabinieri.

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Tutti questi presid ii, eccezione fall a per Ghinda e per Az Te clesan, si potreb bero comprendere sotto la denominazione generale di presirlii della costa e costi tuiscono, direi quasi, una riserva pro nta per gli avveni menti che posso no agitarsi sul l'altipiano: ad Arch ico incombe per altro permanentemen t.e la vigilanza sugli abi· tanti dell' Assaorta, i quali ai tempi dell'in cbiesta sull'Eritrea, erano « brioranli iocorrecraibili o me11lio non ancora corretti, » ed ora, o nonostante qualche correzione, foriera di altre pi ù severe all'occorrenza, me1·itano sempre una speciale attenzione. Il tenere metà dell~ tru ppe italiane a 1\Iassaua è necessi tà imposta di esigenze imprescindibili di economia, a cagione dell'enorme costo ciel trasporto da Massaua ai presidii dell'a ltipiano dei generi occorrenti alle truppe bianche: d'altra parte mediante il cambio annuale fr11 le compagnie caccia tori che stanno alla costa è quelle che stanno ad Asmara ed a Cheren, si rende meno disagioso agli italiani il soggi orno nell'Eritrea : col risveglio però del ln prnduzic•ne locale sul l'altipiano venendo a ces~are In neces~i tit di provi'Cdere al vettovagliamento con trasporti dalla costa, potrit accrescersi la proporzione degli italiani ~ei presidi stacca ti e meglio ancora tale provvedimento potrà conven ir·e ove si venl'lc•a nel concello di concedere ai distaccamenti stessi adeguati terreni da sfnrttare. Massaua, sede del governo, capo e cuore dell a colonia, è in modo nssolu to re);a inespugnabile dagli attacchi dei nostri probababili nemici dall e opere difensive di Taulud, di Gherar e di Abit el Kader: d'altra parte saranno certamente ben tristi le nostre condizioni se un giorno dovremo essere ridotti a difendere Massaua - og ni probabi lità di t;de even to è del lutto nll'infuori delle logiche previsioni dell'avvenire. Snati. testa della iineea ferroviaria, e da cui si bi fo rcano. le vie dirette per Asmara e per Cheren, ha due fo rti, in b11 onissime condizioni <!Dell 'essi per la difes a /')l')


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ERITREA )fiLITARE

ERITREA MILITARE

§ 2.

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Costitu,iscono il presidio: due compagnie di cacciatori, tre compagnie indigene col comando di battaglione, uno squadrone di cavaller·ia indi gena (squadrone Asmara acquartierato nel villaggio di Nuova Peveragno) ed una batteria d'arti'glieria indigena da montagna: inoltre vi hanno distaccamenti di cannonieri per il servizio delle artiglierie del forte, del genio, di sanità e di sussistenze per i loro rispettivi servi6i: sezione di carabinieri comandata da un tenente, ed ufficio telegrauco. Oltre queste forze, Asmara ha direttam ente sottomano alcune bande assoldate: quelle del f.> rn essirn (Degiac Sabatn, Barambaras Menelic e Cantiba Tedln) con nn elTettivo di circa .wo fucili risiedenti ad Amba Derò a quattro ore circa di cammino; cruelle eli G·rasrnacc Gu usa (50 fuci li) risiedeùte n Zazega a due ore di distanza: q_nelle di Fitaunni Tesamma e di Belata Barakì. ciascuna di 25 fucili r'isiédenti in Asmara stessa. Dalla semplice ispezìone di queste forze, cl1e si appopgiaoo a fortificazioni di alto valore intrinseco ed a buon nucleo di artigli eria, si può dednne che ,\ sma ra è in grado non ~olo eli resistere non agli assalti di nemico sprovvisto di artiglieria, ma è io grado di sostenere con colonne mobili la difesa avanzata, e di manovrare attivamente anche contro nemico numericamente mollo superiore. La strada fra Massaua ed Asmara sarà in breve compiuta, ed . agevolerù, al caso, il pronto invio di soccorsi in uom-ini, viveri, munizioni: quanto prima si darà opera alla strada che da Asmara si wllegherà per Az Teclesam eol tratto .già esistente da Cheren ad Eleberet, e questa agevolerà le reciproche comunicazioni con Cheren, ed il <:elere accorrere act Asmara della compagnia indigena distaccata ad Az Taclesau a 6 ore circa di cammino. Le truppe più lontane, che al bisogno potrebbero essere chiamate in aiuto cti Asmara, sono senza. dubbio quelle della costa, le qual i, valendosi della ferrovia fino a Saati, possono in due giornate, anche le truppe italiane, giungel'\'i senza sforzo soverchio. Ora, dato pure il caso poco probabile che per difetto nssoluto di informazioni non si conosca la minaccia prima che il nemico passi il . MaÌ·eb, e fatta pur·e l'assurda ipotesi che gli invasori spazzi rio via davanti a sè senza arrestarsi le difese successive della resi-

Asmara.

Alula, al quale l'occupazione italiana ha tol te le sue belle case d'Asmara e la sua provincia d'oltre ~lareb, quando ·è 1n vena 'di sognare rivendic.azioni o piuttosto di ingrandirsi agli o cc~hi dei suoi coll'espos izione di grandi ideali patriot.lici , si comp iace spesso di dire che egli deve finire i suoi giorni ad Asmara: e può darsi: non certo però di malattia odi vecchiaia. Forst>, al caso. muterà di parere lungo la via, che lroveri~ seminata a dovizia di acutissime spine: se mai , lo convinceranno all'nnivo i cannoni del forte Baldissera colla loro eloquenza irresistibile. Asmara le spavalderie non cura, come le armi non teme: nè il più ardito e fantastico dei sognatori oserà mai spernre di porre piede in quel baluardo della nostra colonia. Asmara, come fu già detto , è il capo saldo della nostra difesa contro FAbissjnia, appoggio e base alie nostre operazioni, al nemico ostacolo formidabi le, quand'anche la difesa mobile avesse perd uto ogni mezzo di agire. Le opere di forlificazione consistono nella forte Balclissera, nel fortino metallico (sistema Spaccamela} di Nuova Peveragno ed in un campo cintalo di muro a sec.:;o, del quale non occorre par lare perchè la sua importanza nella difesa scompare di fronteall'im portanza ben maggiore del forte Baldissera. Questo sorge sull'al. tura dove erano le misere c~panne del villaggio di Bet-Maci:t; l'altura naturalmente scoscesa era in buona parte inaccessi bile, 1:opera nostra la rese inaccessibile nell'intera sua periferia , eccello ch'e io un brevissimo tratto , sul quale più ::-pecialmente fìssano le loro formidabili gole di bronzo i nostri can no ni. l i forte che ha vasto dominio di vi:-;ta e di tiro conliene nel suo interno alcune casermel.te per le truppe ilaliane che l.a presid iano, magazzini d i vettovaglie e di munizioni, e si sta studiando di porvi il ricovero degli ammalati e di provvederlo di una cisterna. Anche ora però l'acq ua non può far difetto al l'orte , ai piedi del quale in -ogni ep<1ca dell'anno ve n'ha a suiiicienà per uomini e quadrupedi.

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denza itali ana di Adi Qualà e del presidio di Adi Ugrj, essi non potranno mai raggiungere l'Asmara in meno di tre giornate di marcia: il che è quanto dire che Asmara nell e peggi •1ri circostanze ha sempre tempo largamente sufficiente a ricevere i necessari rinforzi ed a disporre per un'efficace difesa.

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celeremente soccorso dal presidio di Az Teclesan e da Asmar<ì stessa . D'altra parte giova ri peLare che queste due piazze forti sono centri d'appoggio per le nostre manovre ed operazioni difensive, ma sono troppo ben munite perr.hè un nemico spr•>vvisto di artittlierie osi mai cimentarsi direttamente con esse, neppure nelle sue imprese più ardite: più probabilmente si verificherebbe il caso di incursioni assai spinte nei nostri territori, ma mantenute sempre fuori del tiro dei cnnnoni di Asmara e di Cheren, ed in tali casi i presidi manovranti a difesa troverebbero nei forti validissimo , sostegno, come valido sostegno avrebbero da essi i presidii di truppe regolnri più avanzati e le bande di conlìne agli ordini degli ufficiali residenti, alle quali truppe per la loro posizione spetterebbero le prime azioni per difendere la colonia e per opporsi con ogni forza ai pro~ress i dell'invasore. l')

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3.

Cluwen. Se ben poche sono le probabilità che Asmara abbia a respingere dalle mura del suo forLe gli assalti abissini, minori sono certamente quelle che ha Cheren di esser falla segno agl i assalti dei Dervisci . Tuttavia anche Cheren è piazza forte e munita. Il forte di Cheren, costrutto dagli Egiziani e da noi riutlato e sensibilmen te migl iornto, consta di un ridotto in vetta ad una coll ina scoscesa e quasi inaccessi bile da nord , ed a pendio dolce verso mezzodì, pendio sul quale, chiusi da muro e da trincee sono co~trntte caserme é magazzini ad uso del presidio. Il ridotto è munito d'artiglieria: l'acqua abbonda sotto le mura stesse del campo trincerato. Cheren è sorella d'Asmara: ha verso il Sudan e contro i Der visci le stesse mansioni che Asmar·a ha verso il Tigrè e contro gli Ab issini, e dispone quindi di forze eguali o di poco inferio ri a , quelle di cui dispone Asmara. La presidiano infatti: una compagnia cacciatori, tre compagnia indigene col comando del battaglione, uno squadrone di caval leria indigena (squadrone Cheren) ed una batteria d'artiglieri:l indigena da montagna: ha anch'essa distaccamento di cannonieri per il servizio delle artiglierie del ridotto, e di staccamenti per tutti gli altri servizi già enumerati per Asmara. · Cheren , nnche quando la comunicazione d, ire~ta fra essa e Santi per la conca di Maldi sarà migl_iorata o resa carreggiabile, non può avere così celeramente come Asmara soccorsi da Massaua, ma, eccettuato il caso eccezionalissimo di azione contemporanea ai nostri danni per parte degli Abissini e dei Dervisci·, può avere

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A.go1·dat. La costruzione di un fortino e l'occupazione di Agordat con truppe re)::ol ari ha speciale importanza perchè, ollre ad assieurare in modo definitivo "i Ben i Amer, olTre asilo sicuro in quelle reoioni alle trihù dei Sahderal e degli Alghenden; le quali dalle loro sedi prossime a Cassala e troppo tormentate dalla vicinanza dei dervisci emigrarono sul nostro territorio e cercarono la nostra protezione, e concorre a rendere maggiormente sicura la via di Cassala, per la quale potrà affluire alla colonia n os~ra l'importante ' commercio del Sudan Orientale. Il forte eù il presidio di Agordat sono ancora valido appoggio alla residenza di Mogolo nel caso che questa dovesse di fendersi da invasioni provenienti cla Cassala, ed alla residenza di Mogolo quel pr·esidio 'può portare efficace concorso mobile per rospingere incursioni a scopo di razzìa, come fece con successo felicissimo r anno scorso a Serobeti: ultimo presidio regolare ver~;o i dervisci; costituisce una difesa avanzata eli Cheren e di\ Chel'en può essere rapida~


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ERITREA MILITARE

La strada da Agordat a Cheren si svolge natnralmeote faci le lino a Val Bogu, di dove per la vall e ripida e stretta del Oongolàs sa le alla conca di Chercn: questa salita era aspra e malagevole, ma presen temente è percor::m da un ' ottima strada costJ·uttav i dalle· nostre truppe: cosicchr. le comunicazioni fra Cheren ad Agordat non offrono ora di ffi coltà di sorta. Sulla riva sin istra di quel tratto di Barca, che nel giuguo ·1890 fu teatro del comballimento e della strage, che costituì la nostra prima vittoria sui seguaci del Mahdi, e su nn poggio modesto, che offre però sul'lì ciente dominio sulle pianu1·e che si stendono verso ovest, sorge il fortino di Ap:ordat, pre~idi a to da una compagnia indigena e mu niro di due mitragl iere.

Adi Qualà e di Mni Mafelis. Il suo prC':;idio non è che di una comp;1 gnia indigena e di uua stazione rli real i carab inieri, e le sue artiglierie non co nstano che di due mitragli ere, ma la forza naturale della posi'l,ione e l'opera in t.e ll i~e n te che fu posta a rafforzarla. ed a mun irb1, meritarono al forte di Adi Ugrì per pan e degli indigeni il nomi ~ nol o di Mand ifarù (l uogo iuaccessibile) : nè tal e giudizio dato spontaneamen te dagli indigeni .;ul valore del nuovo fo rte di Adi Ugri, potrebbe essere contmddelto dal più severo critico eu ropeo . Adi Ugrì ha faci li comunicazion i con Asmara, da cui dis ta circa nove ore di ca mmino : a Scichet Ciove la via s'inerpicava fa ticosamente per monti di difficile accesso, fu studiato e messo in opera un traccia to assai comodo di strada, per cui nessuna difficoltà presentemente si oppone alla pr.ontezza e celerità delle comu nicazioni.

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§ 6. Qualche mese addietro la compagnia indigena in distaccamento a Godofelassi, era accampata presso il villaggio e non aveva nè trinceramenti nè posizione difensiva : ma ragi on voleva che dacchè si occupava qu el punto lo si occupasse in modo solido e sicuro, da poter servire da app o~gi o e dn magazzi no ava nzato. E con saggiR di spo s i~ i o n e fu ordinato lo st11 dio e più tardi l'esocu7.ione dell e opere nece~sari e !l dare a quel punto solidita pari alla sua imporlanza. Scelta con molla cura e dil igente e fo rtunnto studio la posizione, la compagnia indigena colà di presidio, coll'opera quasi esclusiva degli ascn ri e solto la esclusiva direzione dei suoi uflic iali, vi eresse un forte che risponde pienamente al le desidera,bili condizioni di sicurezza e di potenza. L' opera sorge sull 'altura dove un tempo era il villaggio di Adi Ugri , ora completamento abbandonato, e dove nei tempi presenti era una fitta ed intricata boscaglin, della qual e fu lunga ed ardua fatica sgombrare il terreno. Adi Ugri, posto sulla strada chiamata del Negus, domina ·largnmen te la pianura più vasta del Seraè, nel la quale convergono molte ed importnnti comunicaz ioni proven ienti d'ol tre co nfine da SE, S, e SO: costituisce una buona di fesa a va n· •Za ta d'Asmara e serve di ba:;e e di ::ppoggio alle residenze di

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H alai.

A terminare l'enumerazione dei presidi di truppe rego lari nella colonia non oecorre più che accennare Halai , presidio di una compagnia indi gena distaccata da Archico, la quale colla vicina residenza di Saganeiti ha comune l'azione di sorvegli anza e di sicu rezza verso l' Agamè, e con essa concorre a contenere , chi udondoli fra Archico ed il mare, i turbolenli popoli deii'Assaorto .

CA PITOLO Vl.

Vigilanza alle frontiere . Falle le dovu to proporzioni, la disposizione generale dell e fo rze sull'alti piano potrebbe all' ingrosso paragonarsi ad un sistema di avamposti : Asmara e Cherr.n, riserve; Agordat, Adi Ugrì, Halai,


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gran guardie ; avanti a queste, una cerchia non inLerroua di osservazioni ed all'occorrenza d1 prima difesa, che direi corrispondente alla linea dei piccoli posti, se non facesse eccessivo contrasto a questa denominazione la potenza dei nuclei, che tale , linea costituiscono. e le impor'lnnti azioni ch e tali n nclei possono , anche da soli, disimpegnare. Le riserve e le gran guardie sono formate di truppe regolari e risiedono in posti fortificati, come è stato deuo; all e frontiere non si hanno forti, che sarebbero d'incaglio piuttosto che d' utile ad un serv izio che t·ichiede grande mohil ità. e libertà d'azione, ed il servizio è alfidato uon più a truppe regolari, ma a bande comandate da capi indigen i, sotto la direzione degli ufficiali ital iani residenti fra le estreme po· polazion i a noi soggette. L'ufficiale residente costituisce quasi da solo il personale ita· liano o r·egolare dell e residenze: in qualche caso ha un a piccola scorta personale di qualc~tl ascaro regolare, e, quando vi sia telegrafo, ha uno o due telegralìsti italiani. « Gli ufficiali residenti dovrebbero raccogliere e trasmettere alla superiore autorità, informazioni d'ogni specie; provvedere -alla sicurezza delle strade e delle propr·ietà, nei limiti del ter·r itot·io del rispellivo distretto, mediante l'impiego delle bande assoldate da loro dipendenti; assistere e sorvegliare i capi dei v1'1Jaooi ,.,.., ' dell e trubù e delle bande assoldate; estendere e rafl'orzare la nostra influenza; in vigilare e provvedere che sieno osservate 'per parte dei capi e delle dip endenti popolazioni, le ordinanze emanate dalle aut~ rità superiori; lare da giudici con· ciliatori in vertenze di poco momento fra indigeni; curare la r iscossione dei tributi ed il pagamento del soldo alle bande; avviare e faci litat·e, in base all e istruzioni che ricevereb bero. tulto quantò in avvenire potesse agevolare l 'a~ r icoi Lura, il commercio, l'industria ed in genere la prosperità della colonra » (rel azione della Reale Commis:;i one d' in c hie~ta sull' Eritren) . . Se nelle « informazioni d'ogni specie» è compreso lo stud10 dettacrliato e dili ~crente delle regioni di frorHiera, non mai . abba~ ·stanza ben conosciute, tali sono in realtà i doveri , che :ncorn.bono agli ufficiali residenti, doveri svariatissimi ecl importanti,

che diflicilmente permelleranno a quegli ufficiali il tempo di annoiarsi nelle loro .;ol itudini vernmenté eremi tiche . .Le regioni e le popolazioni estreme del nostro effettivo dominio, che fann o cerchi o ai nostri possedi menti da l paese dei Oancal i sul Mar Rosso a sud di 1\-Jassaua lì no a R.as Casar a nord di Massa na stessa, sono : l' Oknlekusai, il Seraè, la regione dì Tucul e il Dembelas (Oecfl Tesfà), i BaslJ. ed i .Bar·ia, i Beni Amer nomadi snlla destra del medio Barca , i Maria e gli Habab. L' Okulekusai difende tullo le vie che punterebber o sulle nostre comunicazioni fra Asmara e Massnua, e fronteggia direttamente I'Agamè; la sua posizione e la sua forza fanno deli'Okule· kusai una dell e nostre più importanti regioni. Sn di essa e più specialmente sullo Scimenzana, non ma:1ca di avére d~lle cupide mi re Ras Sebat, signore dell' Agamè; uomo furbo , l. ergtve rsatore, diffid ente e notol'io per mnla fede {e certo è più difficile acquistare notorietà per malafede in Abissinia che altr·ove per rettitud ine e lealtà): ma alle geniali risorse morali del signore deiI'Agamè ed alle sue asp irazioni, I'Okulekusai contrappone, oltre ai ,1500 fucili di llegiac Batta Agos (di per sè stessi superiori alle forze deii'A ~nmè, e dei quali noi paghiamo soli 300), l'appoaaio im mediato del presidio di Halai, il sostegno meno diretto, 0 m: non meno sicuro della nostra potenza, e la direzi one dell'uffic iale italiano resideute in Sagan eili. In tali condizioni , I'Okul ekusai è un nostro baluardo sicuro, , capace di resistere validamente ad ogni inv~s ione ten.dente al centro della colonia atlt·aver~o le sue ten·e, m grado dt portare fjere min:Jccie sul fian co delle invasioni che ci pervcnisser·o dalle vie che, allraverso il Sernè, tendono da Adua ad Asmara. A Saoaneiti, dove. ri siede l'ufficiale italiano, e dove havvi stazione tel;grafica, risiede pure Oegiac lla tba Agos, di gran lu ~ga il pi ~ potente dei nostri capi, il quale, come ho accennato, d_tspon_e dr 1iJOO fu ci li , ed è oggetto di odii non lievi da parte der cap1 del i quali odii Io le.,ano a noi con interessi quasi indissor iorè " ' o . .. tuhili. In caso di bisogno , attorno all'autorità italiana rn Saganettt si raggrupperebbero all'incirca 2000 fucil i, che, ben munizionati da noi. costituiscono una forza formidabile contro le mal provvedute , orde ab issine. Alla residenz:-t dell' Okul ekusai spetta la 69 -

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sorveglianza ed il servizio d'informa zioni nel seLLoro di frontiera segnata dal T. Muna e dal T. Belesa, fino alla confluenza di questo nel Mareb, laddove cominr.ia l'azi one della residenza ...del Seraè. La residenza del Seraè ha la sorveglianza del tn1tlo di frontiera segnata dal Mareb dnlla co nlluenza del Belesa lino alla con · fluenz11 del T. Mai Ainè (Obel) ed è la sorgente più diretta, più celere e più feconda dell e informazioni del Tigrè. L'ufficiale italiano risiede in Adi Quali! , poco addietro dall'imponente posizione difensiva del ci~ lione di Gundet, che sbarra normalmente la via più fa cile e piu battuta da Adua ad Asmara : la residenz:t italiana è, si può dire, il primo pun to abitalo e tranqu illo che incontra chiunq ue venga a scopo di commercio o di alTari dal Tigrè nei nostri possedimenti; vi allluiscono quindi largamente informazioni e notizi e d'ogni specie, che, a mezzo del telegrafo, il residente può trasmettere celerissimamente alle autorità superiori . La residenza di Adi Qnaia ha un appoggio irnme<liato nel presidio e nel forte di Adi Ugri, posto a sole quattro ore più <uidietro; ha davan ti a sè la fo rtiss~ma posizione del ciglione di Gundet, già nominato, sulla quale può eserci tare una prima non trascurabile difesa ; ha alla sua dipendenza diretta le baode di Barambaras Tesfu Mariam, di suo fratello Tesfanch iel, e del defunto Grasma(~ Marè, circa 200 fu cili in totale, ma pei bisogn i dell a difesa si riu nirebbero intorn o alla res idenz;, i fucili di Aitò G1tlgia dell'Adi Golbò (Coain) ed i fu cili di proprieltt privata sparsi nel la regione, ecl i fuci li di 1woprietit privata dell o :;tesso Hnrambaras,J'ès fù 31ariam, i lJuali lutti riuscirebbero'a tr·ipli care o poco meno il numero di fucili di cui la residenza normalmente di:>pone. Il trauo di Mareb, che dalla confluenza del Mai Aiuè, si stende ve·rso ove'!st fi no a .\lai Oaro ed oltre, do,•e il fiume prende nome Socca e Gasc correndo fra regioni non più en·eltivamente da noi governate nè per la maggior p:~ rle esplo rate , è sorvegliato dalla resi·ieoza italiana nel Deca Tesfà, recentemente istituita. Qnesta residenza esercita la :ma azione sulle regioni dell'Arresa, del Dembelas, e di Tucul : spinge la sua sorveglianza sull'Adi Abo e sullo Scirè, regioni turbolenti e ben provviste di fucili , dalle quali partirono :sempre principalmente le più grandi razzi e a danno dei Baso

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e dei Baria : è in posizione tale da poter costituire una seria minaccia di lianco sia per le invasioni dirette contro In colonia altraverso il Seraè, sia per le iocur;;ioui dirette contro ! Baria, le quali punterebbero ezia nd io sulle comunicazioni fra Cassala e Cheren, rendendo malsicure le vie natura! i del nostro commer·cio colle regioni del Suda n; concorre colla residenza nei Baria a contenere i ladroneggi dei Basa, i quali , espertissimi in rapine e non retti da capi autorevol i e riconosciuti , sarebbero dispostiss imi a turbare la quiete ed il tranquillo sviluppo delle popolazioni a. loro vicine con ag){ressioni continue benché piccole, se non temessero dei castighi che il governo nostro potrebbe loro inlliggere. Nei futuri giorni prospet·i della nostra co lonia dovran no in oltre partire dal Dernbelas le comun icazioni che ci metteranno in relazione direLta col Ghedaref e col G<1llauatJ l'endendo, secondo il giudizio di persone competenti , impossib il e a qualsiasi :litro posto di far concorrenza a Massaua nel commercio co n quelle ricche regioni. Inoltre ancora le tribù Beni Amer, agli nrmenti delle quali durante la stagione nsciul.l.a le pianure di Sciagalgul, Bir Giagarit e Ferfer rìfìutano i pascoli sufficienti, salgono C<llle lot·o greggi fra le popolazioni cristiane del Dembelas, fra le quali, solto l'egida del governo nostro , largamente tollerante verso tutte le -credenze religiose, troYano ospital ità e sicurezza. La residenza italiana nel Deca Tesfit è stabilita a Mai Mafelis nel Oembelas ed ha a sua disposizione le bande di Cagnasmnc Cafei di Arresa e di Ai tè A.jelom del Dembelas; può inoltre contare sul concorso dei fuc ili di Cantiha Manna. di Mai A.lbò, ad una biomata di marcia addietro a Mai Mafelis e sui ruc.ili di pt·oprietà privata sparsi Ilella regione. Essa ha il suo appoggio naturale sul forte di Adi Ugt·ì , benchè si trovi più avanzata di una giornata e mezza di marcia: è la residenza di conlìne fra le popolazioni cristi ane e le tribu musulmane della nostra zona di fro ntiera e form a il raccordamento tra le residenze poste verso l'Abissinia e la residenza di Mo.~olo stabili ta contro i Dervisci. residenza di ~1o go lo estende il suo raggio di vigilanza dal Gasc fino a Carcabat sul Barca med io, ed è certamente la residenza che ha maggior tr·atto di conrine .da guardare, e sulla quale pesa per intero il servizio di osservazione, di informazioni e di prima

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difesa contro le incu rsioni dei dervisci . La sua azione si esercita su Beni Am er, Baria e Basa e le sue informazioni si spingono lìno a Cassala. Come alla residenza del Seraè, trovnndo:.i sulla via principale delle comun icazioni, afl1uiscono le notizie dell' Abiss inia, così a quella di Mogolo, per le identich,e ragioni di posizione, afOui~cono le notizie dal Sudan: notizie che, avute rapide e sicure, hanno dato occasion e alle nostre armi eli due combattimenti e di due vittorie: Agordat e Seroheti. Alla residenza di i'l'logolo e atTidata l'azio ne imporLantissima per la colonia eritrea di mantenere sicure le comunicazioni e favo_rire l'avv iamento dei commerci fra Cassala e Cheren, e quindi fra il Sudan e ~I assaua, commerci dei quali la colon ia ricaverà un giorno vantaggi pregevolissi mi. La re· sidenza di ~l ogolo ha appoggio sul for1e di Agordat, dal quale dista ut1a giornata di marcia per strada facile e piana , ed ha a sua disposizione tre bande, sulle quali può fare sicuro assegnamento: la banda degli Ad Ornar, co mandata da Mohamed Ocut Aroda, composla ·di 100 fu ci li che fecero ottima prova al fuo co di ~erobeli, nonostante l'assenza del loro valoroso c.apo, che in quei giorni trovavasi a Massaua; la banda dei Baria Egh ir, coma ndata da Arei uold Agaba, composta di ·l 00 fu cili, i quali si romporG'rono benissimo e valsero a respi ngere una razzia di abissi ni, lentata al prin· cipio dello scorso 1892, con accanito combattimento, nel quale Arei uold Aga ba riportò molte, gravi ed onorevol i ferite, e Degiac uold Israel, dell'Adi Abo, comandante l'orda razzi ntrice, fu ferito gravemente in una coscia, senza riuscire per alt.ro a compiere la progellata rapina: la banda dei Sabderat, comandRta da Ali Nurin. eroe quasi leggendario ed act:rrimo nemico dei dervisci, il nome del quale basta e da re garanzia solidissima del valore della banda , e le gesta del quale furono riassunte in brillanti pagi ne da Ferdinàndo )lartini (Nell 'AlTrica italiana, cap. Xl X). Col servizio atti \'O e hene stabilito di pronte informazioni. che la residenza di Mogolo ha saputo con cura e con intelligenza organizzare, e con le forz e, di provata fedeltà e va lore, che es~a ha a propria disposizione, se non possono , come 110 dello altrove, considerarsi forse linit.e con Serobeti le incursioni dei dervisci a danno delle tribù da noi governale, è lecito per altro contare su nuove vittor ie, che ci con-

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sentano di respingere ancora vigorosamente qualsiasi nuovo 1en tativo che contro di noi sia per m<inifestarsi . J)a CarcabaL, dove cessa l'azione della residenza di ìHogolo, fino alle s p ondt~ del Mar Rosso, il nostro confi ne, dopo l'occupazione inglese di Tocar e lo sconfitta di Osman Digma, è meno soggetto a probabili allacchi od incursioni: ciononostante compiono il nostr.o cordone di sicurezza e di sorveglia nza , la banda degli Ad Ocut. comandata da Mahmud Scerif Assanai, e stabilita a Serit. alla . confluenza del Dari nell' Anseba , e la banda dei Maria. comandata da Jbrahim " ohamed, le q uali guardano la zona compresa fra I' Hombul e I'Anseba . Dall' Anseba :11le spiaggia del mare esercita la sua azione di governo e di vigilanza la residenza d.egl i Habab, la quale, oltre una piccola scorta personale del residente, di spon e di circa un centinaio di fucill agli ordini del residente , e sotto il comando di Mahmud Hamed , Cantiba degli Habab. E così è compiuta la cerchia di posti ava9zati , vigi lanti sul confine a.lla sicurezza della colonia, i qual i d'1i Oankali a Ras Casar, pe1· tutta l'estesissima nostra fro ntiera non lasciano un palmo di lerreno inesplorato, ne un adito mal custodito alla colonia.

CAP ITOLO VII.

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Gli ufficiali italiani nella colonia. Giunto ,presso al termine di queste brevi e povere pagine, io sento bensì di lascial'le incomplete tralasciando di esporre e di dettagliare l'opera degli ufTìciali italiani fprofusa a benefizio della impresa colonial e ital iana: ma ad elogi adeguati ai meriti la mia modesta penna sarebbe im pari assolntamen te, e d'altra parte io so che agli uiHciali italiani unico ambito p1·emio è la loro opera istess~. Nei tempi che corrono, io so che poche soddisfazioni sono riservale all'ufficiale pei giorni di pace; ed in attesa di giorni di glori~, che egli per la prosperilà della patria, agognante come le


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E1UTREA MILITARE

altre nazioni la pace, non si può neppure augurare, io so che molti severi giudizi, molte opposizioni, molte prevenzioni non giustificate, gli seminano di spine il senLiero del dovere: ma io so pure che, cpme l'ufficio le in Italia, nulla curando i giudizi severi, prosegue in crollabile l'opera sua, che sa rà solo apprezzata il giomo della prova, cosi l'ufficiale it~liano nélla colonia, non per le lodi che gli potrebbero essere prodigate, e tanto meno per quelle che io potrei qui registrare, ma per il bene solo d~lla nazione e per l'incremento dell a coloma, dà \'Oienteroso e prodigo tutta l'operosità della ~ua mente e del suo cuore, che sarà solo adeguatamente apprezza ta nel giomo del successo. Tullavia (me lo con~ en tnno gli ufftcial i della colonia) mi parrebbe troppo grave mancn mento non riportare qui quanto la Reale commiss ione d'inchiesta nell'Eritrea ha scritto sul l'opera loro: « Abbiamo visto i nostri ul1ìciali, dal p;ù oscuro so ttoten ent~ ai benemeriti-comandant i di zonél,, c irc o~dat i dall'afi'etto e dal rispetto di tutti; abbiamo visto che sono riusciti, con pochi mezzi, a sollevare ad altissimo grado il presti gio del nome italiano e ad assicurare alle popolazioni, che non vi erano abituate, una giustizia onesta e adallata ai sentimenti e concetti loro, senza urtare i nostri: abbiamo visto fi nalmente con che larghezza di vedute, con che versatilità d'ingegno, con che elastici tà di .a ttitudini abbiano saputo e sappiano compren dere un ambiente tanto diverso dal nostro , e studiare, proporre ed attuare i mezzi migliori ond~ possa presto il paese trarre partito dai_ sacrifici sopportati finora.>> Altri elo ~i, non meno si nceri, nè meno alti, tri butava Giorgio Schweinfurth agli ufficiali italiani n~i suoi scritti sull'Eritrea: ~;ed de hoc satis. Giova per altro constatare che non è cosa facile àd ul1ìciali, nuovi alle imprese coloniali, di una nazione del pari nuova alla colonia, consegu ire sull'opera loro benevoli apprezzamenti , espressi da così autorevoli persone.

CONC LUSION E. Così come ho cercato di esporre semplicemente e brevemente, si è provveduto e .::i provvede alla si'curezza dei nostri territori,

conci liando, qunnto fu possibile, le esigenze della difesa e quelle della più stretta ~co n omia . .sfatate oramai le leggende del clima micidiale, delle popolazioni barbare, delle belve feroci, ch e rendevano a pare r di taluno inab itabile la colonia; smentite dalle prove le dicerie che an·erma vano in modo asso luto la sterilità del terreno e l' im possibil ità della colonizzazione, l'hn lia troverà nella sua rolonia fertile campo ' alla sua emigrazione e larga ri compensa ai suoi auua li sacrilizi, quando la :;icnrezza e la tranquillità saranno acqui site a queste regioni, mercò le cure assidue e l'opera volonterosa del!a presente Eritrea militare. La t(Ua le sa perfe ttamente che il suo lavoro è lavoro di sola preparazione, e a.d altro non anela , che al celere raggi ungi mento del giorno. per essa e per la patria lietissimo, in cui potrà apri re le braccia all'Eritrea agricola e C()tnmerciale. ,VIa le colonie no n si fanno in un giorno : tempo, pazienza e per::;everanza occoneranno a rrtggiu ngere lo scopo: non importa ; usciti onuimi dalle incertezze , prodo tte 'dalle opposizioni vive, acri, ingiustificate, òei tempi passati, lo scopo non può più sfuggire all'opera nostra, indirizza ta con serietà e coscienza ad una meta ben defi nita: meta che saril Lanto più presto e più sicuramente raggiunta, quanto meno sarà posta in dimenticanza la verità ineccepibile, colla quale la commissione Stlll' Eri trea conclude\'a la propria relazione, alrermando che « la fortuna coloni ale d' [talia da molte e complesse c;•use dipende, ma, più che dn. ogn i altra, dal senno e dal carallero degl'I tal iani . » il

GAETANO ETTOI\E GIAilDINO

Tene11te


!JIALOGIII SUG U ESERCIZI D.El RlPARTf A CAVALLO

DIALOGHI SUGLI ESERCIZI DEI RIPART1 A CAVALLO (f

( Conlinua:;ilmo c fine, vedi n tlm fro p1·rccdcnte •

I V. (). Questa parte l'} uarta che nel r ogohunento provvisorio era :·lq uanto rig ida, troppo tassati va , ò stata resa molto più elastica nel regolamento definitivo del ·91 ; ma io credo che forse una maggiore elasticità non nuocerebbe. ~o non credo che, ad esempio, posStLorclinar•ùtmente convenire di ripartire in tre schiere un grosso corpo di cavalleria (divisione, brigaLa). P otrebbe darsi benissimo che le condizioni del terreno. lo scopo da raggiunger e raccomandasser o un d ispositivo diver:;o. Capisco che in tutta la. redazione di CJUesta parte quarta abbondano i gu1,e1Ytlmenle, gli in massima, ecc. ; ma t.u sai meglio di me che - triste frutto del metodo d·addestramento finora seguito o del volere tutto minutamente pr es crivere - tutti noi, dal più al meno, siamo proclivi a trovare il tassativo anche là d ove non c'è, e a non dar tutta l'importan~r.a che meritano a quegli avverbi e a quelle par ticelle condizionali, che hanno appunto per iseopo d i render e .elastiche cert e disposi?.ioni guanclo l'elasticità è necessa.ria. E poi, vedi, a me pare che qtlando nelratta;ç_co di grossi

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cor pi nou ci siano modalità prestabilite, si otterrà il vantagg io di potere nascondere il proprio gioco all'avversario, e gli si impedirà meglio di prendere misure preventive che va.lgano a sventarlo. H o visto quasi sempre che nelle manovre d i uavalleria le schiere si sco n tra.no con le ,schiere corrispondenti avversarie. Questo è un giocare a carte scoper te, è un legar si preventivamente le mani. Per m~ la. tattica delle schiere sembra che debba essere semplificata di molto, ed esser ridotta ad un attacco successivo d i scaglioni opportunamente lanciati contro il nemico in quel modo che le $peciali circostanze suggerira-nno. A questo modo anche un altro vantaggio, essenzialissimo, si potrebbe ottenere, e sarebbe questo: di mettere cioè il comandante in capo nella possibilità di d irigere sul nemico i vari riparti come meglio crede, mentre che con rattuale sistema le schiere sono abbandonate ai loro capi. D. - Codesto che tu dici mi fa ricordare di quella lunga recent e discussione sorta, in Germania ed in Francia sull'opportunità o no di stabilire un ordine normale d'attacco. Come in tutte le cose, anch e in ciò è questione di mi· sura. Aboliamo il vino, perchè bevendone c'è il pericolo di ubbriacarsi o di guastarsi lo stomaco; no, io dico; facciamo di essere sicuri che it vino che beviamo sia buono e beviamone con moderal.ione. Così è. Se tu mi dici « facciamo un ordine normale d'attacco da « applicarsi rigidamente in tutt e le circostanze » io t i rispondo no; ti rispondo sì, se mi d ici « diamo dei consigli « abbastanza elastici che non leghino il criterio e la libertà « di nessuno, e ehe con lievi modificazioni possano essere « applicati in molti casi. >> Non io cet1ò ho predilezione per lo schematismo ; ma non io, neppure, sono d i quelli .ohe spingono all'esagerazione la massima. dell'operare secondo le circostanze. P erchè - non ci facc iamo illusioni - sul campo di battaglia, per un complesso di ragioni, delle quali è superfluo io ti parli, sono pochi gli uomini che conservino tutta la loro serenità e tutta la lor,) prontezza di giudizio per sa-


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DIALOGHI SUGL I ESERCIZI DEI RIPARTI A CAVALLO

pere immediatamente comprender e quello che si ha da fare. Gli eqnivoci sono frequenti. C-lualche intesa prestabilita è meglio che ci sia: naturalmente, r ipeto, è questione di misura. D regolamento, in sostanza, a chi penetri nelle rag ioni delle cose, che dice? Dice questo. Voi avete una d i visione di. cavalleria con la quale dovete attaccare il nemico. Or bene una riserva in mano al capo la volete lasciare, affinchè egli abbia mezzo d'inter venire con un nerbo di forza che abbia qualche efficacia? Se qnesto è necessario per la fanteria, lo è tanto maggiormente per la cavalleria, la cui azione è {issai più rapida, il cui d isor · dine d opo un attacco è assai più g rande, la cui facilità di far fronte ad un altro nemico, una volta lanciata in una data dire~ione, è assai minore. La questione dunque è ridotta u vedere soltanto se la parte rimanente, una volta detratta quella che, come riserva, sì vuol lasciar e al comandante, debba essere ripartita in una schiera sola ovvero essere costituita in due schi13re. L a. cavalleria combatte attaccando; nell'avanzare si scopre alle ali e ha sempre bisogno di guardarsele con una par te delle sue forze- quando ben'inteso, ciò che non frequentemente avviene, queste a li non siano protette da ostacoli:che una delle almeno abbia bisogno di g uardarsela, questo mi pare fuori d i discussione. Dnnque ecco le tre schiere. Secondo il concetto che ti ho detto, la seconda schiera deve sostenere e guardare la prima ed essere avvinta alle sue sorti. Il suo posto più opportuno, quando sia possibile, è fuor i di un' ala della orima schiera. • C. - S ta bene. Tu mi hai in pa rte convinto. Ma, però, asc·.Jta: se n oi potessimo di primo lancio gettarci con t utte le forze r iunite sull'avversario, av remmo mezzo di dare un colpo solo assai efficace. Non lo facciamo, perchè ci trattiene dall'appigliarci a q uesto partit o la preoccupazione ·- e nou ·dico che sia prudenza fuor di posto -· che lanciati all' attacco, il nemico possa con forze fresche intervenire nell'azion e e avvolger e un'ala.

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E sta bene: ma come per fare una frittata ci vogliono le ova e ci vuole una padella, perchè così il nemico possa far que-sto ci v~g liono delle forze fresche e ci vnol la possibilità che egli possa manovrare. Se le condizioni son tali che evidentemente codeste forze fresche non le abbia, che evidentemente il terreno o una sorpresa da parte nostra rron gli permettano che, anche avendole, possa farle manovral'è, o allora dov r ò anche far le schiere ? Evidentemente no. È quello che avviene per lo scaglionamento in profond ità d i un battaglione che va all'attacco. Ohi non ha id6a ben chiara della ragione per la quale esso si scagliona in profondità in una avanschiera e in nn grosso, è indotto a far sempre questa suddivisione, quand'anche le condizioni speciali in cui si trova il battaglione non la rendano necessaria - l'avanschiera è fatta per rendere possibile l' avanzal;'"a del battaglione fino ~l limite piccole distanze dove - e non prima - è opportuno in massima di fare entrare tutte le forze in linea. Ma se nn ter reno coper to ti permette d'andare di primo lancio fino alle piccole distanze, c,ommettorai l'ingenuità. di dividerti in av:anschiera e grosso? Così è pure per le schier e. Io ammetto benissimo che nella mag g ior parte dei casi la ripar tizione in ischiere sia opportuna: ma che mai nelle manovre si presenti un caso in cui non converrebbe, ma che mai si faccia che tal caso si presenti, è questo che io dico poco conveniente, è questo che io dico ci trascina dritto allo schema, alla morta forma, quando della forma non si conosca intimament e la ragione. D. - Se è questo che tu vuoi dire, io non so datti torto. Vedi che siamo d·accorclo molto pirL che non sembrava a prima vista. C. - Jj~ che ti pare degli squadron i di rincalzo? Essi, come dice il regolamento (N. 194), collocandosi generalmente dietr o le ali della. . prima schiera, hanno per còmpito di gettarsi, per propria iniziativa, sili ripar ti neml Cl che riuscissero a rom pere in qualche tra.tto la ·prima


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DIALOGHI SUGLI ESERCIZI DEI R IPART I A CAVALLO

linea, come pure per propria inizia.tiva di intervenire nella mischia nei punti ov~ p~nda incerto il risultato. Ora tutto questo va bene. Ma io ho veduto alcune cariche nelle quali il galoppo della prima schiera sollevava tale soffocante polverone, e impediva tanto di vedere, sia pure a pochi metri di d istanza, che quei poveri squadroni di rincalzo, brancolanti come ciechi, sarebbero stati al caso vero nell'impossibilità assoluta di adempiere il còmpito loro. E allora a che scopo tenerli ·? D. - E, a mia volta, ti domando: interpretando nel loro spirito le prescrizioni del regolamento, hai forse ragione di ritenere che questo ti faccia nn obbligo_,~'reciso di tenere gli squadroni di rincalzo, anche quando, per le condizioni speciali in cui avviene la carica. essi non siano in grado di adempiere il còmpito loro·? E videntemente no. In questo, come in tu tte le a.ltre cose, quando ti trovi di fronte a speciali circost,anze che il regolamento non ha voluto o non ha potuto prevedere, fa come il tuo buon senso ti detta e sei sicuro di far bene. C. - Un'~l tima questione - questione lunga - · è quella dell'artiglieria a cavallo. Ho sotto gli occhi il III fascicolo dello studio sulla, tattica dell'artiglieria campale dello Schell. Ecco, in breve, che cosa dice circa l'impiego dell'artiglieria a cavallo. Per il combattimento, conviene che al momento dell'urto l'artiglieria, tutta riunita, sia sul prolungamento di un'ala, molto infuori e poco dietro all'ala medesima. · Ma a questo risultato si può giungere in due modi: o avanzarsi direttamente con la cavalleria contro il nemico, mandand o l'artiglieria alquanto in fuori, ovvero contrapporre direttamente l'artiglieria a ll'avversario e, facendo perno del movimento la posizione dell'artiglieria, spostarsi in fuori con la cavalleria. Quale è il modo migliore? Nella generalità dei casi è il secondo. Ed è il secondo perchè se l'ar~igl ieria è stata éollocata sin

dal principio in modo d i bD>ttere direttamente il nemico, se cioè si è dappr ima mandata avanti l'artiglieria di fronte al nemico e poi, mediante n.bili mosse, si è spostata la cavalleria - anzi che operare inversamente, cioè mandare l'artio-lieria molto infuori dalla d irezione d'assalto e lasciare t:> che la cavalleria assalti diret tamente --- si hanno parecch'1 vantaggi. Eccoli. Se dopo aver mandato avanti l'artiglieria a _prender posizione, spostiamò le due prime schiere lateralmente, nell'intento di avviluppare quell'ala nemica che non è direttamente battuta dalla nostra artiglieria, certamente il nemico cercherà, con un cambiamento di fronte, di opporsi all'urto avviluppante che la minaccia; con la qual cosa se la nostra artiglieria fu dappr ima collocata in modo da battere direttamente il nemico, noi indurremo la cavalleria nemica a presentar e il fianco alla nostra artiglieria e sottrarremo la nosti·a cavalleria dal fuoco dell'artiglieria nemica perchè questa sarà mascherata dalla cavalleria del suo pctrtito. . . Ma v'ha di più. Procedendo a q':esto modo, s1 ha 1l vantao-o-io di poter tenere l'artiglieria poco lungi dalia strada : e ~~esto dà sem pre grande sicurezza alla. divisione, perchè anche in caso di disfatta la linea di ritirata non è compromessa. . . . . C'è !a questione dell a sicur ezza dell'art1ghena; e cer to rl vedere quell'artiglieria che per la prima si porta direttamente avanti. contro il ~1emico e forma il perno su cui si appoggia poi il movimento della cavalleria, può urtar.e · contro parecchie viete idee: può sembrare che quell'artig lieria sia mandata in bocca al lupo. . Ma ciò non è, per poco che si pensi che se la cavallena nemica volesse gettarsi sulla nostra artiglieria col principa.l nerbo delle sue forze, avrebbe ben presto a pentirsi del suo operato, poichè non sarebbe ancora giunta sull 'artiglieria che la prima schiera nostra la coglierebbe in posi~io~e conveniente per avvilupparne un'ala. Quella parte p01 d1 cavalleria .nemica, che sottraendosi all'urto di fianco , continuasse il suo assalto contro l'artiglieria, sarebbe messct in tale scom-


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IJIAI.OGHI SUGLI ESE RCIZI DE: l iliPARTl A CA l'ALLO

piglio dal{Ltoco di questa, che con,.pochi squadroni de.lla terza schiera unitament e alla scorta, se ne compirebbe la disf~tta. Il nemico che avr à intrapreso il movi mento contro l'artiglieria, lo interromperà quando si vedrà minacciato di fianco -·- dico così, di fianco, per attenermi al linguaggio comune -- dalla nostra prima schiera, poichè sono le mosse di cavalleria che più di tutto lo interessano. Nè è lecito supporre che il nemico, dopo cominciato il movimento contro l 'artiglieria con tutte le sue forze, lo voglia proseguire con una piccola par te di esse, perchè in tal caso l'assalto decisivo che egli darebbe contro la nastra cavalleria potrebbe fallire per insufficienza di trupp~. D. - T utto questo che tu dici, ripor tando dallo SchelL è bello e buono : ed ammetto anch'io che in alcune circostanze convenga operare come lo Schell consiglia. Ma non capisco perchè tn abbia portato la discussione su questo punto. Avresti voluto che il regolamento avesse elevato all'onore di massima genemle tal procedimento, ed avesse sancito che fuori di tal procedimento non vi possa esser salute? No uerto: saresti in contradizione con le idee che mi hai manifest.'l.to a proposito della ripartizione in schiere. O che forse il regolamento ti pro ibisce d~ seguire tale procedimento ? Guarda un po· la cosa con larghez:r.a, e ·-- scusami non- t'impuntare, perchè un' idea ti sembra buona, a voler che tntti gli altri pensino e facciano come te. Il r egolamento che cosa dice ? « La posizione dell'arti« glieria dev'essere s0elta in modo da permetterle di bat« tere il n emico quanto più a lungo è possibile senza in« ~aglia re lo spiegamento della cavalleria e senza essere « incaglia.ta nell'esecuzione del tiro. « L 'artiglieria. . . . . . C. ~ Un momento, perdona se t'interrompo. F ranuamente io non so che voglia intendere il regolamento con quelle parole : « battere il nemico quanto più a lungo è possibile senza incagliar·e lo spiega:mento cleUa ca1;aUm·ia e senza esser·ne incagliata nell'eseC"uzione del tiTo. » Se l'art.ìgliérìa ha ocGu-

OIAI,OGHI SUGLI ESERCIZI DEl lllPARTI A CAVALLO

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pato una posizione, poniamo davanti alla fronte, purchè questa posizione permetta di battere il nemico quanto più a lungo è possibile, io non so capire per qual ragione si debba parlare di quelle due altre condizioni. Senza inc~tgliare lo spiegamento della cavallyria? Ma la cavalleria si spiegherà come potrà, da. un lato, dall'altro, da en trambi: l'appoggio che le dà una fronte d'artiglieria è troppo importante per lei perchè essa cavalleria non abbia tutta la c0nvenienza di non mascherarne l'azione. . Senza esserne incagliata nell'esecuzione del tiro? Ma sarà la cavalleria che con le sue mosse non dovrà incagliarlo questo tiro; non la posizione dovrà esser tale che questo n on si<t incagliato. Tnsomma la posizione dell'artiglieria sia scelta in modo che essa possa battere il nemico quanto più a lungo è possibile : la cavalleria, valendosi dell'appoggio di tale posizione, pensi come meglio può a: casi suoi. D. - Ammettiamo 0he di quei clue incisi si potesse far eli meno e tiriamo innanzi. Dunque, proseguendo nella lettura del regolamei1to: « L'artiglieria vien di solito assegnata alla prima schiera « e sta verso quell'ala donde può entrare più prontamente « ed efficacemente in azione per sostenere lo spiegamento « e l'attacco della propria cavalleria ». Sta verso quell'ala, ecc.: durante il combattimento. Non è detto che essa debba essere mandata ad un'ala: ad un'ala l'artiglieria. potrà risultare anche facendo, come consiglia lo Schell, che prenda posizione davanti alla cavalleria e direttamente contro il nemico e che la cavalleria poi si sposti in fuori . Circa poi il far marciare l'artiglieria avanti alla prima scJ:liera, è esplicitamente ammesso dal capoverso cho vien -d..>po. Insomma, sembra a me, che il regolamento, senza aver v oluto prescrivere nessun procedimento rigidamente tipico, non esclude che si possa fare come dice lo Schell e come tu vorresti fosse sempr e fatto.


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DIALOGHI SUGLI ESERCIZI. DEl R IPARTI A CAVALLO

Però -- e questo dico, perchè non mi piace di far cavilli da leguleio a.llorchè sostengo unii. tesi. - mentre trovo che anche l'idea dello S chell può trovar posto nell'interpretazione del regolamento, riconosco che questo posto lo trovi un po' a disagio: che col rendere meno prescrittivo qualche concetto, il regolamento avrebbe potuto accentuare un po' ~1eno la predilezione e:vidente per idee che sono appunto quelle che lo Schell combatte. Cosi, per esempio, alla pag. 157, io avrei detto in questo modo nel 4° capoverso: ,, L'artiglieria può far sentire il suo effetto anche durante « l'attacco quando la sua posizione ?'isulti abba~:anza stac« cata dai fianchi della cavalleria >>. In tal modo la questione che qui discutiamo sarebbe rimasta impregiudicata, perchè la posizione dell'artiglieria può risultare staccata dai fianchi della cavalleria sia quando la cavalleria . si proponga di procedere direttamente sul nemico, mandando rartiglieria in fuori, sia quando in vece l'artiglieria sia mandata direttamente innanzi e la cavalleria faccia il movimento in fuori. AUGUSTO ALVISI 'l f'tl<' nle colan·nello di C((Valltda

IL CHI LE (C•mlim.wziorw

ved i nume1·o 1i?'ecedente)

«· Si1ué au fond d'une gr·ancle l.Jaie très ouverle, face au nord, « Valparaiso est adoss'ée à un haut relief qui l'enveloppe de snrtes « de falaisos dc 400 à 500 mèLres d'éléntioo . « La eMe est défendue par plusieurs ualtflries eL par rle ux forl~ « nux ~eux extrémi tès, le fori. C.allao à l' est, le forL Faro ft l'oue~l. «A l'est età hauteur dn forL Callao, s'élend Vinn del Mar, !e <c long d'un ru isseau lorrentueux. C'est tt 2 kilomètres environ de· « vanl ce ruisseau qu'étaitl'armée constilulionuelle le 23 nu malin. « Oans l'étranglemenL enlre Vina del Mar el la mer viennenl « passcr la grande route el Ja voie fen ée de Santingo-Conception. !t Une autre roule venant de Santiago, plus accidentée et !Jeaucoup « moins entretenue (la vieille roule), aborde Yalparaiso droil du « sud au nord vers son extremitè est. «Ce sonl l e~ deux seuls accès de la rille au HfJrd. ( « Jl s'agissnit dùnc d'en lever de hante lulle Vina del ll ar et les 4< hauteurs en anière, et d'èlre maìlre de lrt roule neuve ne San« tiago pour enu·cr à Valparaiso de gré ou de f!lrce. « On se croyail d'autanL plus en mesure d'y arriver qntl les ren<< sei g nernen~s envoyés de In F e brigade, ltHJtlel le étail en avant <c des autres depuis le 2'1 an soir, assuraienl que tous les Lrains c< qu'on entendait la nuil circuler sur la voie ferr<~(~ lransporlaienl 70 -

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ASil\0 XXX\'111


IL CH!LE

IL CHILI>.

« ver,.; Santiago l'a rmée dictator·iale, laquelle préférait reporter la

sition que l'on aurail à enlever pour enLrer a Valparaiso par le vieux chemin Nuit aussi forte que celle de Vina del Mar. << Toutefois elle n'était pas preparée, ~ t il fa llai t, agir par su rprise pour qu'elle ne le fùt pas. « Obligation don c d'arriver vile ::J U point décisif: Alto del Puerto, au nord de Piaci Ila. « Ce n'était pais facile. Il n'y avnit pas fie chemin di rect et, pour gagner lllncilla, un long détour de ~,5 kilomètrès au moins était nécessaire par une roule qui , à proprement parler, n'en éLaiL pas une, surtout la pluvie su rvenant. et celle-c i était à crnindre. {{ Et puis, c'e,;t peu de chllse pour une arrnée entr;1ìnée que de faire 45 kilomètres, l'affaire de •12 heures: mais ce n'était pas le cas, avec des volontaires sa n,;_apprentissage prèalable. Ils voulaient bien se battre, mais ils ne savaienL pas que, poru· se battre, il faut sonvenl s'astreindre il des marches forcées . « On ne pouvait donc pa"' songer à enlever d'un coup ces 45 kil,omèlres, il fall ait deux jours et pcndant ce temps l'ennemi qui, lui, n'nvait qu' nne très petite distance h parcouri r allail s' install ar et se fortifìer à Allo del Puer·to, comme il l'avait fa it à Vina del Mar. » Dooc , sans surprise, on avait chance cl(~ se retrouver devant l'armée dictatoriale dans ·les conditions où l'on était au moment méme. Il fut donc conven o que, pour tromper les génét'aux du diclateur, on se porterait en marche rétrograde su Qu ilpue, dans l'allitude de gens qui veulent profìler de ce qu e l' intérietU' est dégami de troupes ponr y tran:>porter la guerre. Ce serait J'acte du •l er jour. Le 2 8 jour, on se reposerait pour remettre les troupes en état, renouveler .:es munilions et les vivres, puisque, de ce moment, il fallait renoncer à. l'aide de la !l otte. Le 3c jonr, on opérerait le gra nd rnouvement tournant crui devait rnener de la ronle neuve à la vieille. Le 4° jour enfin, à J'aube, on serait sur Alto del Puerlo. C'èlait une entreprise risquée, mai s on comptait sur l'energie des troupes pour réussir dans ce coup de collier.

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« gue rre à. l' intérieur. « On fut détrompé. « La 5ÌI.uation était dèlica te, dilftcile mf) tne. '~ « En admettant que, revcnant sur leur idée, les chefs des briga« desse décidassent a impol'ler de ha ute lntte Vina del )Jar et Val· « paraiso, c'était un désastre pour ces deux localités, qu'on allai t « mellre à feu età sa ng ; c'étail nn effet dangcrenx à prévoi r pour «la discipline et la moralité de cette arméc ne mineurs, très dis<< sposés à se lancer, mais ayanl le tem pérnment rude et violent « àes popu lations du Nord . 1 « On so ngea un instant à se réembarquer età descendre \ur In « llotte, au- dessous de Valparaiso; mais outre qu'un débarqu e« mem au sud était, de l'avis des marins, une opération à ne pas « tenter, le retour sur !Juintero, dans les conditions . où l'on se « trouvait. n'étai t pas sans danger. ,,, « JJ ne restait plus qtÙJne Jécision à prendre, c'était d'entrer à « Valparaiso p:H' le sud et parla vieille route> au ·!ieu d'y ent.rer par Vina dei Mar· et le chemin neuf de Santiago : toul. en toul « cas, valait mieux qne de restct· dans l'inaction sur le platean. « C'est à ce dernier parli que l.e commanclanl de l'armée s'n r« reta. On avait la chance, ou d'ètre suivi par l'adversaire et alors «de lui livrer combat dans une position moins prép:uée ò. la rés i« stance, ou de gagner par surprise la roule vieille et peut-èlre « d'en trer à Valparniso par surprise, car les généraux dictatoriaux « pouvaien Lsuppo,;er qu'on a\•ai t l'mtention d'aUer droit sur, an« tiago, en ce moment cl épourvue de troupes, et la première ch<l ncc « était celle qui semblait la plus probabl e. «Le grand òcuei l étaitla pet·te de la base d'operation s; on se « sépnrait de la Ootte qui ét<rit le refuge er1 ca s de retraite .et oir se « trouvaient !es seules resso urces du corps d'armée en munitions « et vi Hes . [ci nous allons emprunter, en les résumant, les lrès intercssan te's décl uctions du chef d' état- major: « Le pian que l'on adop\ait, dit-il , ne pou vait complet· sur un succès qu'il la condit.ion d'ètre exécuté il l'improviste, car la po{<

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IL CHILE

Seg1te i l 1·apporto f(orne1·. Il primo giorno d'operazione era il 21 agosto. il• Per eseguire una così difficile manovra dava11ti ad un nemico attivo bisognava assicurarsi una base e fu fat ta marciare la SEIconda brigata $ U Quil poé. Essa doveva là prtJndere posizione, minacciare la fe rrovi a di Santiago, interromperla verso Quillota e preparare quanto occorreva per ricevere le altre due brigate che dovevan giungere n t:~ l pomeriggio e nella sera di quel giorn o. La prima brigata doveva attendere l'arrivo delle ultime munizioni e vettov<t glie, sbar~ale con gravi stenti a Concon basso . L'artiglieria e i parchi dovevano riti rar:>i pei prim i. La flotta fu avvisata di non sbarcare altri materiali o ricaricare tutto ciò che non avesse potuto partire per le trupp e alle "dieci di sera·: La pri ma brigata doveva fare una marcirt dimostrativa per attrarre l'attenzione del nemico e invogliarlo ad attaccare. la terza brigata doveva rimanere nella sua pcsizione finchè la prima non si fosse ritirata su Quilpué e dopo volgersi i1ella stessa direz ione. Queste marci e dovevano essere· ultimate non più tardi .dell 'alba del 2ti . La seconda brigata occupò Quilpué e mandò la cavall e:·ia .su (juillota, ma questa non potè interrompere la fenovia. La terza brigata fn più felice, potè rompere la ferrovia n Salto e l'are prigionie1·i . ' Da qui si apprese che nelle ultime 24 ore ,13 treni con più di 8000 uomini f•·a cui alcuni Indiani, erano gi unti da Concez ione a Valparaiso. Più tardi , che il dittatore era /iella mattina a Quillota e ~he i generali Barbosa e Alcerreca e il mini stro .Banados Espinos<\ erano in Valpamiso. Si appresero pure le triste condizioni morali delle truppe dillatoriali il cui numero in Valparaiso raggiungevo i 20,000 uomini. La ritirata della prima brigata fu dil'fìcili ssima per il LeiTCDO rotto, scosceso e cedevole e durò tutta la notte con grande stauchezza delle truppe.

IL CHI LE

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agos~o.

Per facili tare il riordinamento e l' approvigionamento ed in vista dell'inver~si rnile caso di un attacco del nemico (rimasto fino allora assolutam ente passivo) l'annata rimnse riunita attorno a Quilpué. Si potè fare un sostanzioso rnncio per le truppe e n posare . Una colonna delle tre armi intraprese una 1·icogo izione su Pena .Bianca che fr uttò molti animali da Liro . Le truppe nemiche rimaste nei pressi di Pena Bianca resero necessario un attivo servizio di sorveglianza. Si sbarrò non polendolo interrompere il tunnel eli Limache . Nel pomeriggio, vis to che la marcia verso Las Cadenas sarebbe di giorno facilmente osservata ru ordinato che la marcia venisse iniziata alle 'l ,30 antimeridiane del 26 colla seco nda brigata in testa dir·ett.a alla Hacienda di Las Palmas ove avrebbe ricevuto ordini. La terza brigala doveva partire alle 2, ~0 e la prima alle 3,30 in retroguardia. All a sera piovve dirottamen te e le truppe vennero con ciò a perdere una parte del riposo e a spossarsi maggiormente e fur·ono obhligat.i a separ·arsi quà e lit con inevitabile frammischiamento (4).

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aqosto .

La marcia cominciò con tristi auspici . La seconda bri gata in vece di essere pronta al sorgere della luna ritardò di un'o ra e mezzo ponendosi in marcia soltanto alle tre. Il ritardo venne ancora aumentato dalla poca abitudine alle marce del reggi mento di testa ! Atacama) . Questo corpo forte di circa l 000 uo-

(il Questo spieg<l perch~ la tmrcia lunga non più di 3 chilometri, di cui 20 per arrivare a La> Pa lmas riusci tanto lenta e disastrosa.


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I L CfliLE

mini non potè sgombrare che alle qu attro avendo fatto due piccoli all inutili. La terza brigata non potè perciò muoversi che al. far del giomo e la prima bl·igala non si mise in marcia che alle 6,30. I dittatoriali sembravano avere a causa della pioggia. rilasciata alquanto la sorveglianza sicchè le colonne di marcia sfilarono non disturbate dinnanzi alle posizioni nemiche. Lo stato orribile della strad a (non era che una mediocre mulattiera) diminuì a sua volta la velocità di marcia sicchè la seconda brigata non arrivò a Las Palmas che alle nove e la terza S()ltnnto alle due pomeridiane. Alla prima brigata venne ad unirsi di sua spontanea volontà lo squadrone dittator·iale ussari di Collipulli comandato dal maggiore Tullio Padilla, che prese il nome di squadrone di Colmo nell'esercito costituzionale. La prima brigata dopo questo fausto avven imento arrivò a Las Palmas alle 3,30 pomeridiane. Quivi fu emanato il seguente ordine prevedendosi che le difficoltà della seconda parte della marcia sarebbero state assai più gra vi. « Ore 3,30. La seconda brigata ripartirà per Las Cadena:; alle « 5 pomeridiane e prenderà posizione sui due lati del la grande « str'ada dove contro Alto del Puerto terrù :1vamposti assai flui. « La ter'za bri gata sarà pronta per seguire la seconda alle 6 e la «prima a seouire la terza alle 7,30. « La terza brigala accamperà a nor·d della strél da òa Las Palma ~ a Las Cadenas. « La seconda al sud c dovrttnno prote~ge rsi rispettivamente dalla parte di Salto e da quella di Casa bianca. « Il comandante della colonna traini prender·it tutti i buoi e pecore che potrù. « l parchi seguir·anno i traini . Il comandante capo marcerà col grosso della seconda brigat<L » La cavalleria era pronta in massima pat'Le sulla strada quando ricevette quest'ordine. Lo stesso squadrone Libertad aveva battuto uua strada più breve ma meno praticab ile sul fianco destro; perciò riprese la strada di Las Cadenas a circa due mi glia di

I L CUlLE

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Las Palmas e rimase là fino a sera in servrzro di esp lor·azione. I :.{ranatieri e i lancieri avevano ricevuto ordine all'una pomeridiana di ra;.rgiuugere per la più breve la strada Casablanca ValpaJ:aiso per sovprendere un distaccamento di H>O o 200 cac ciatori dittatoriali i quali erano occupnt.i a req uisire animali in tutta .la regione e portar!i a Valparaiso. La marcia da Las Palmas a Las Cadenas fu eseguita in 4 ore senza diflìcoltà sensi bili dalle fanterie. Il fa tto però che la notte era oscuri ssima e che le ::trade già. c·t ttive erano state rese pessime dal temporale ciel 25, J'itnrdò la marcia della seconda brigata in modo che le altre si vi nero co~ trette a frequentissimi alt. Per questa r'agione molti ritardatari erano an.cora all'alba lungo la strada invece di essere già ai campi designati, costoro erano stati soprall'aLti dal .sonno e avevano dormito là dove era no cudù t.i. 27 agosto .

Alle 8 antimeridiane l'ordine di accampare era eseguito nell'intento di muovere poi contro le posizioni di Alto del Puerto consirlerata come ch iave clelia difesa nemica. Dalle ricognizioni esegu ite nel mattino si era per·ò riconosciuto che l'esercito dittatoriale conosceva perfetlamente lo scopo della marcia dei costi luztonali e si appresta va a sbarrare a questi la via di Valparai so . Per impedire elle le troppe non fossero attaccate nei campi il reggimento Atacama fu sp in.to sulle alture a nord -est di Las Caùenas rinforzato còn riparti di artiglieria da campagna e mitragl iatrici per difendere quelle alturo in caso cl'auacco. I gra , natrr.ri e lancieri r·iceveuero lo stesso mandato ver:>o Casablanca ; gli squadroni li bertarl, carabinieri e ussari verso Qurlpuè Salto è La,; Palmas. 'siceome si erano potute riunite molte vettov<~ glic fu deci so di lasciare alle truppe il tempo di fare il rancio e consumarlo. · All e 2,30 pom eridiane i comandanti di brigata si riunirono al


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quartiere generale e fecero conoscere che le truppe eraoo interaramente pronte e desiderl)se di attaccare ma che conveniva lasèiare ri posare una notte. Fu quindi deciso di attaccare il nemico il mattino del 28. Alle 8,30 pomeridiane fu emanato il seguente ordine: '( I halmacedisti tengono Alto del Puerto e sembrano in m;mero uguale a noi. La loro artiglier·ia si ,:: postata sui due lati della strada e sbarra l' intero campo di battaglia occupando pure il piede delle alture e le pendici meridionali dei coll i fra La" Cadens ed Alto di Puerto. Le case del fondo dell a va ll e non sono occupate e nemmeno i boschelli ai pied i delle al ture. L'attacco della posizione sarà fatto domani all'alba. « La terza br·igata occuperà le alture di Las Cadenas di fronte ad Alto del Pnerto e ad oriente delle case di Placilla per proteggere l'artiglie ria che si apposterà sn quelle alture e per servire da riserva. « L'artiglieria ~ella pri ma e terza bri gata riconoscerkl stasera le posiz ioni assegnatele per iniziare e preparare l'attacco . Il comandante Ortuzar ne prenderà il comando disponendo pure delle truppe del genio e farà preparare i necessari accessi c le posi1.ioni « L'artiglieria osserverà quell a del nemico e non apri rà il fuoco che insieme ad essa cercando di ridurla il pi ù rapidamen te possib ile al silenzio. « 'La prima brigata alltl i) pomeridi qne si riunirà in fo rmaziono) chiusa alt' ala sinistra per attaccare Alto del l'·nerto di front e. Come punto di direzione territ le case della sommiltt di questo colle. « A si nistra essa no n dovrà spi n ~ers i oltre la strada da La:; Cadenas a Placilla. I ri parti della brigata bivaccherann o a sud nell'altura. ' « La valle dovrà essere traversata con celerità. per gettarsi nell'angolo morto. « La seconda brigala starà in formaz ione chiusa dietro la prima e la seguit•à •a 500 metri. essa dovrà spingersi a si nistra e nvvolgere la clestra nemica .

. « Questa manovra deve eseguirsi a misura che progrediril l'attacco della seconda brigata. « La terza brigata (riserva) dovr·it proteggere pure la destra della prima. « L,1 cavall eria (~ uide e lancieri) rinforzata cogli usseri agl i ordini del comandame Solar si terrà come ri serva della seconda brigata ad occidente della strada di Placilla e seguirit la marcia della fanteria proteggenclone la sin istra. « Gli altri squadroni agli ordini del comandante Ovalle si uniranno alla terza brigata e spingeranno ricognizioni verso Salto e Las Palmas e si regolera a seconda delle evenien:1.e del c.ombattirnento. · « l parchi si tòrraono a OJ'iente di Las Cadeoas in ordine di nu mero . r trai ni si ri uni'ranno dietro ai parchi. << TI comandante in capo sat·à colla terza brigata. « Appena Alto del Puerto sarà occupato la prima br·igata si riordiuerà. sulla via Casablanca-Valparaiso , la seconda sulla strada della ~ uova Scuola di marina, marceranno poi riunite su Valpar·aiso . La terza brigata aspetterà ord ini. 1>

Ba.ttaglia di Placilla. .

1:e operazioni ordinarie subirono notevoli ritardi sicchè le truppe non er•i no ancora al far del giorno ai punti prestabiliti, ma il nemic/n"on fece nessun tentativo di disturbare i movimenti quantunque li vedesse tulli . Quanùo lo schieramento alle 7 antimeridiann fu termi nato fn ordinato alla prima brigata dì spostarsi verso oriente ed avanzare verso la valle prendendo formazioni d'attacco . TI reggimen to Costitucion avar.zò a destra , il reggi mento Iquique a sinistra e quello An tofagasta in riserva . Però nella marcia il primo si diresse al eentro della posizione nemica, il secondo più_ver.so oriente ed il terzo entrè nel vnolo formato si perdendo così la brigata la sua riserva.

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lf. CHILE

I L CBILE

~a brigata avanzò fin o a ~00 metri dal nemico senza fa r fu oco. Essa aveva attraver.>ato nn ter1'eno difncile rotto da fossi e i1·to di siepi sotto il fuoco dell'artiglieria nemica , cile le causò molte perdite. Da questa prima pos1zrone avanzò la brigata ver3o le 8,30 sa lendo le fald e della posizione avversaria solto un fu oco vivissimo ed in un terreno assai dirrì cil e. La seconda brig.tta si vol se ad oriente della ;!l'<ln de strn da ma per copri rsi dietro alcune alture si spinse tanto a ;;inistra da non potere assolutamerlle servire di rinca lzo alla p1·ima ma unicamen te per girare la destr·a nemica. Le consegu enze di qu esti cambiamenti non si fecero attendere. La pri ma briga la, la meno numerosa delle tre doveva servire d'avanguardia nell'attacco e le altre due più fort i dove\•ano essere lanciate sui punti rico nosciuti dec isivi. Essa non poteva resistere a.ll'enormt- fuoco nemico ma avrebbe avuto ri serve pronte su c.ui contare se le istruzioni dettagliate, le quali erano accompagnate da un gra fico d'attacco fossero state seguite. Era inu tile mandare ordini al comandan te oramai uscito dalla sua vera direzione. Il fuoco nemico spazzava così spaventevolmente il terreno che fu necessario appoggiare verso destm con altre forze. Una parte del reggimento Huasco ed il reg!{imento Yalparaiso poterono soccorrere soli i rellgimenti Iquique e Antofagasta nella lotta ineguale . Il grosso della seconda brigata si volse contro le altu re ,uò-est di Placilla e la sua artigli eria vi prese posizione ed aprì il fuoco ma dovè sospenderlo essendo mascherata dal reggimento Jquique. La fanteria avanzò fin o all a destra dittatoriale e com parve sulle altnre insi eme alla cavall eria inviata dal co mandante in capo. In quel tempo la situa?.ione del reggimento Costitucion era critìna come quell a della sin istra della prima b ri ~a la in genere. Fn necessario fare entrare in azione la brigala di riserva, in iziando !l mo,•imento coll'artiglieria ed il battaglione Tarapncà. Questi appena giu nto nella valle andò a rafforzare la destra del re"11imenw ,.. ;') Costitucion. . Le perdite di quel ba uaglione che manovrò come se fosse in

piazza d'armi furono enormi, perdetle quasi la metà dell'effettivo ed ebbe tutti e tre i comandanti feriti. I reggimenti Pisagua e Taltal che lo seguivano appoggiuono più ad oriente e meglio coperti ebbero assai meno a solTri!'e. L'arrivo del reggimento Esmeralda che si gallava sul fia nco si nistro nemico decise il combatti menu• su quella parte del campo , mentre gli sqnadroni J,(Uide, lnncieri e ussa1·i con una bril!ante carica si impadronivano delle batterie da campagna, organo princi pale della resistenza nemica . Alle '10,25 le truppe del cen tro comparivan o sulle alture e rompevano anche là ogni resistenza. · Vi fu un momento che i nostri reggimenti al tempo stesso ll ·Sinistra, al centro e a de:;tra att:1ccavano ed erano in pericolo di fare fuoco gli uni sugli altri. Questo per:icolo durò poch i minu1i. I Balmacedisti furono completamente battuti e i nostri uffi ciali si misero subito •a riordinare le truppe. Questo però riuscì dil'fi cile perchè al centro delle posizioni nemiche i reggimenti erano fra mmisch iati non solo fra loro .ma anche col nemico . Per faci lita1'e l'operazione ftl ordinato di riunire le truppe ove si trovavano agli ordin i degli ufficiali più anziani presenti. Alle 4 l ,30 il sottoscritto guidando la cavall eri a all'i-r..Eìeguimento era gi unto alle alture di Las Hamaditas ricevelw lsl notizia coe in Valparaiso si tr·ovavano solo il battaglione Angeles e uno squadroneA'ndarmi. Fu ordinato di accelerare l'avanzata co~1 quanto era disponibile. In quel momento a mezzo di pal'lamentari venne in ti mata In resa. Alle '12 ,30 entravo io Val paraiso e alle ·l ,30 pomeridiane del 28 agosto si terminavano le ostilità con alcuni co lpi tirati d a li :~ torpediniera Al1nirdnte Lynch sul reggimento Costitucion. L'intero esercito llittatoriale era alla sera scomparso e la llotta era riunita al l'n rmata costituzionale ( 1). Di t tato riJ.Ii uffic. truppa

(i l Per,iilo delle battaglio d1 Con con fra morti e feriti Id .

id.

di P lacilla

. . . . . .

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Costituzionali uffic. truppa 69

iO!

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· Il. CHILE

IL CHILE

Al 29 agosto venne da Santingo la notizia che il dittatore aveva dato il comando dell'esercito al generale Manu.el Baquedano . Al 30 marciò il sottosc ritto sulla capitale per acquartierarvi le truppe della seconda e terza brigfl ta. La prima restò a Vnlparaiso . Per completare la pacifìcazione e l'ordin e nel paese occorreva scogl iere i corpi dittaLoriali di Coquimbo e i meno numerosi gruppi sparsi qua e là; il che fu eseguito entro due setlimane da S. E. il Min istro della guerra. Snnt.iago in dicembre

~1 89 !1. EliiLIO K 6Rì'\EI\.

Pochi giorm dopo la battaglia di Placilla la giunta pt·ov viso ria di governo insediata a Yalparaiso riceveva la notizia del suicidio di Balmnceda . Terminava cosi brevemente e sanguinosamente qu es to dramma sulle cui ul time conseguenze non è lecito ancora oggidl sentenziare. Il Chile ha ripreso per ora il suo governo normale sotto la presidenza Don .rorje Mon tt.

VII. Considera.z ioni. Queste note sparse della storia di una colonia spagnuola. ell e ha acquistato una cosi spiccata nazional ità. nell'America meri dionale inducono a trarre alcune considerazioni sullo sviluppo e sulla vita del popolo cileno. Unica regione continentale del mondo che possa competere coll'Italia e colla Grecia per lo S\'iluppo delle coste rngguagliate alla superficie del territorio , il Chi le si presenta in una eccezionale condizione geogt·atica. Tale posizione geogr·afica del Chile, separato da un' immensa catena montuosa dagli altri territori del Sud America e messo alle prese col mare come unico mezzo di com unicaz ione rapida e fa ci le col resto del nuovo mondo, ha avn~o un' immensa inOuenza sullo sviluppo della sna storia.

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Non una delle pagine, che abbiamo tentato di delineare, ha perciò potuto sfuggire al l egnm~ logico, che setTa in modo indissol ubi le lo sviluppo dei popoli alla natura fisica delle loro sedi d'elezione. (Tii Araucani indomiti accennano all'unifi ca7.ioue poIn ori(Tine " :0 tente che impone normalmente sui suoi abitanti un territorio d;t cui è difficile l'immigrazione; piu tardi la rapida trasformazione dei coloni spagn uo!i in popolo a caraLLere distintissimo dimostra gli effetti di una forzata acclimatazione. È dunque logico che nel l' istori a del Chi le debbansi trovare, come difalli esistono, tuui i tratti sali enti della vita dei popoli usciti dalla civiltà spagnuola; come al nord il Messico , cosi al sud il Chile trnccia a linee decise quella storia che pi ù confusa si ritrova i n tulle le provincie america ne della coro na del re Caltolico. La sloria del Chile, per effetto dell'ambiente in cui si svolge è il canevaccio su -cui sono accennati tutti i tralli della vita dell'America spagnuola , in altre colonie parzialmente e più intensamente svi luppati. La !!nerra d'Araucania secolare mantiene vive le virtù guerriere dei pt:imi conquistatori : la conqu ista lentn, faticosa tempra il cara ttere facile all'obbl io d i sè dei popoli meridionali; In necessità di crescere e raiTorzar;;i e l'abbandono della madre patria obbliga i coloni a foggiarsi una vita indipendente. .\ misura che gli anni passano l'elemento colonizzatore si individua, synìna , si accl imatizza ed una t'azza che non è spagnuol a, nè ar·aucana, ma veramente americana. cioè intierament.e nuova afferra il dominio della colonia. All'assoluto a!Iermarsi di quella razza ('1750-'1800) corri sponde la degradazione della madre patria od a quella razza , che alla moda francese potrebbe dirsi creo la, si deve esclusivamente la guerra di liberazione nel Chile ed in tutte le colonie. ~ o n un nome che non sia di coloni stabiliti da anni nel paese fì gura in qnell a guerra; e questo dimostra essere om:ti gettate le basi di umt nazionalizzazione spiccata ed impos~ibi l e il reg ime di dipendenza coloniale. Fisicamente il Ci leno e più prossimo alla Yankee che nllo Spa-


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gnuolo; moralmente esso ha già al principio del secolo una Cflrat ter:istica pr·opria, delìnita . Liber·ato il paese, assodata la patr·i r~, l'azione del clima così vario . della poca produttivi tà relativa del suolo, si fanno ancora sentire: sobrio per ner.essit<l, lavoratore per bisogno, il cileno non può ne deve seguire l'esempi O' dell'argentino e del peruviano , del co!ornbiano più di lui favoriti dalla natura , esso dovr·it ri uscire moral mente più indurito alle seduzioni, più ricco di ener·gie atti ve, più freddo. -:- Il mare rmmenso che da ogni punto del suo territorio ei vede lo rende intraprendente, altivo e più cogitabondo dei suoi fratelli. E cosi che egli evita le lotte quotidiane dell'insurrezione popolare, che tenta ia conquist.a e la ricolonizzazione ( passi la parola\ dei territori ai quali può giungere il suo de.siderio. Tutle queste virtù, queste at titudini hanno però bisogno di affermar si ed ecco la guerra per nvi<1na che viene arl nssic.urare il predominio del Paci_flco rneri'diona le ai discendenti di Valdiva . Il coraggio dei compagni di Villagr;l, le al.litudioi guerriere dei vecch i coloni òi Imperia!, di Puren , di Araato rifulgono e lo srolgers i di nna guerra esauriente, per le difficoltit enormi e quotidian e · che si debbono vincere, comprova che la nazionalitit sorta ad· oc<~ i ­ dente dell a Cordiglierin è compal ttr, vigorosa, esuberante di energia, perseverante. Quella guerra lung:\ ha però il grande svantaggio di dare ai ci· leni mire di espansione terrestre ed ecco li infatti spingere la loro bandiera Lricolore verso la Terra del Fuoco , verso il Perù, sulle Ande. -- Ili qui un disagio, un uno di interessi , il mi litarismo dominante, l'avvi~mento alla vila consueta delle repubbliche ispanoamericane, nna spinta al dualismo fra gli abitanti delle terre c:~lde e della zona temperata ; di qni la convulsione della guerra civile, cozzo inevitabile di due co rrenti, opposte; per fortuna del Cb ile la bianca stella che splende sul quadrato azzurro della sua orifiamma conduce alla vittoria il partito popolare, il partito nazionale, il partito del mare in una parola . È sugli spazi sterminati del Pacilìco Australe che d'ora innanzi devesi espa ndere la vita di questa nazione giovane e vigorosa. Il ciclopi co taglio dell'I stmo di Panama verrà, speriamo, a coronare

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IL CliiLE

IL CHILE

ripo~are a Valparaiso tutte le navi che vorranno correre le acque azzurre del gran mare ciel Sud dirette al continente austmle, alle isole incantate dei palmizi e 'dei coralli, come a S. Ft·ancisco poseranno quelle rivolte ai lontani com merci asiatici . A quel dominio deve giungere il Chile perchè nulla gli manca ai grandi commerc i ; non nn ' prodotto natur'alc d ifetta da Ari ca alla Palagonia; dai tesori metalliferi di Atacama e Coquimbo ai ccù·boni di Porto Montl, da lle uberlose messi della valle dèll'Aconcaj.!ua ai bos~hi reali di Arnuco, il Chile ha tutto ciò che può occorrere per fare delle sne spi11 ggie il grande mercato australe e talla la sua vita storica lo trasc ina a quella meta; lino le stragi della guerra civi le gli additano la via del mare come quella da cui viene la libertà e ht potenza. A noi . italiani. nati sul mare, protetti da monti che possono beu dirsi le Ande di Europa , che abbiamo tanta varietà di prodoiti , tanto estesa gamma tYclimi, a noi che pure abbiamo come il Chile vulcani maestosi e Iso le gra ndissime e fiorenti & costo ridenti e sviluppate, che vfldiamo su l nostro suolo la palma a mezzodì e la betullA. a settentrione, sorti da poco a spiccata nazionali ta non d~e esser·e discaro leggere a grandi linee la vita di que l popolo 1i'Vente quasi a.i nostri antipodi . Come la spedizione delle gole di Uspallata nelle forme e negli efTeLLi mo lto somiglia a quella di Marsala, la nostra vi ta esterio re dovra ugualmente assom igliare a quella del Chilc. S11l ma re ci attendono trionfi e vittorie, sul mare la ricchezza e !a potenza : in termediario fra il ''ecchio mondo europeo e quello antichissimo asiatico spetta alla nostra bandiera tricolore sventolare arbitra sul mare in.terno, come " quel paese che fisicamente ci rassomi:.(lia spetta essere l'intermediario fra il nuovo monrlo ed il nuovissimo e far correre ad un rtltro vessillo tri colori:', il Grande Mar·e. Noi vi giungeremo ben presto, ma a patto che ci sia comurte la divisa dei cileni .

J' opera obbligando a

'l'rabaio y corclura

M. G.

n.


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L A RIFORMA MILITA RE I N GERliANIA

LA. Rl~ORMA MIUTAR[ JN GI~RMANIA

L'importanza assunta dall'argomen Lo ci consiglia n raccogliere, dai docum enti uflìciali in un solo scritto, i principali dat,i e le considerazioni di maggior peso ~he dal punto di vista militare vi si riferiscono.

lu ogo di sottuflìciali mancanti possono essere mantenuti so ldati in più della forza di pace . l volontari d'un anno non sono compresi nella forza media. § 2. Dal ·1o ottobre ·1893 in poi le armi combattenti sat·an:Jo costituite: la fanteria su 7-11 battaglioni (ora 538); la cavallet·ia su 4.77 squadroni (ora 4.Gi.> ); l'ar tiglieria da campagna sn 494 batterie (ora 434.) ; l'artigliet·ia da fo rtezza su 37 battaglioni (ora 3·1}; i pionieri (l 00 compagnitl) sn 2-f. battaglioni (ora 20) !83 compagnie); . i fetTovi el'i (27 compap nie) su 7 battagli oni (ora 5) ('18 compagnie); . il treno ( 65 compagnie e 17 sezioni) su 2·1 bauaglioni (ora 2 1) (u!f compagnie). § ~L I paragrafi ·l e 2 della l,egge sulla iorza di pace del 15 luglio '1890 (rissa vano la fo rza massimi~ compresi i sottnffi c'ìa li in ~-86. 983 uo~ i e il num ero sopramenzionato delle unità sino al 31 man;o l804) restano al ·1° ottobre 1893 aboliti. § .f.. La presente leg.ge si estende alla l:$aviera in- forza del Patto federale del 23 novembre 11870, ed al Wlirttemberg a tenore clelia Convenzione militare del :1H e 25 novembre '1870. 1

PROGETTO DI LEGGE SULLA FORZA DI PACE DELL'ESERCITO TEDESCO. (22 novembre 1892) .

Motivi e linee generali del § l . La forza di pnce (FTiedensprèisenzstèùke) dell'esercito tedesco in caporali, appun tati e soldati (Gemeinen, Gef?·ldten nnd Obrwgef?·eiten) é stabil ita, quale forza media annuale, dal 1° ottobre 118H3 al 3·1 marr.o 118H'l, in 492, 068 U'Jm ini . Gl i Stati dell'impero, che hanno un'amministrazione per la guerra, concorrono a comporla in proporzione della loro popolazione: Tale forza media si basa sul suppos to che le truppe a piedi siano in generale trattenute alle armi per due anni. Il nnmero dei sot.tufficiali, come già accade pe1· gli ufficiali , medici e impiegati militari, è stabilito ogni anno dal bilancio. In

pro~etto.

mo tiv i del progetto sono pt·iocipalrnenle due: l'avvicinarsi del 3·1 marzo ·1894., ~caden za prevista dalla l e~>~>e 'l 'l marzo ·1887 lasciata intatta dall a successiva legge '1.15 luglio 1890, e il persistente bisogno ò.i aumentare le nostre forz e: la superioritit che ci eravamo procacciata adottando primi l'obbliao ueoerale al ser" vizio è omai svanitn . perchè le potenze lim itrofe hanno applicato quel princi pio con maggior intemitit; nè sono stati suHì" cienti i parz iali aumenti e.rea ti da lla lerrae '1890 per " (.J •l o lualio t> rislabi lire la nostra primitiva sicurezza. Così la legge francese li> luglio 1889 ha fatto salire la forza di l') l)

1

\')

7{ -

Al'ò:\0 1XX VII!.


11 20

LA R !FORllA MILITA RE lì:\ GllRliA NI A

pace media dell 'ultimo Lrienn i.o n (:\'1 0,000 uomini; il ,i·•.ontingenl.e del ·1890 ammontò in cif'ra tonda a 2:Jo,ooo, cioè 10,000 reclute in più di quanto fu supposto; il numero degli uomini istrnili a rotazione completa di ~i.) anni, dedotto il 2i5 °/ 0 , ammonterà a ci r·ca 4· ,052 ,000. Quanto al fatto che nel '18H2 il numero dei riscontrati abili fu inferiore a quello voluto dalla legge, esso non. merita grande attet_JZione, è risultato eccezionale dovuto alla guerra del ·Uno, del qualesi ebbe riscontro nnche in Germrmia. Simile straordinari~ risultato hl\ avuto in Francia la legge 18 marzo ·1889 sulle raO'enne, destinata a provvedere una temuta diminuzione nei sottuffì ciali quale conseguenza della minor clorata del servizio; dal '1888 al ·189·1 il num ero dei sotlufliciali rafJ~rma ti si ò raddoppiato e fu necessario rnodific:nre. nel 180 l , quella legge uel line di puler sodd isfare a tulle le domande . Tùtti gli altri provvedimenti militari recentemen te pre5i o in via d'essere introdotti , dimostrano con questi .ora citati che la Fra n~ ia ha giit messo n prolitlo dell'esercito tull e le forze disponibili del paese. Con pari sollecitudi ne ha proceduto la Russia. La sua forzn di pace da 9'20,000 uomini , che_ era nel IR89, nel ,l892 snli a 987 ,000 , dei qual i circa ·l 00,000 soltanto sono dislocati in ,\sia. li contingente del 18!) l si può calcolare in cifra tonda, cerLi di · non esagerare, a 28'1,000 uom in i, dei quali 2·1 ,000 tralli dalle province asiati che. A rotazione ·~omple la eli 2:~ an ni , rau a la deduzione del 25 °/., il numero ilei :>oldati ru ssi i.-truiti sal irà a 4,'>~6 ,0 00. Talcllè se la Germania vuole p•Jter attendere cou calma qualunfJn e attacco, se vuole con::;enrb,re la propria .intlipendenza, dove trar partito di tulle le forze offerte dal paese, In occorre un ordinamento capace di inquadrare tutti gli abili , di mantenere al l' eserci to le sue attun li ottime qualilit intri n;:;eche. La crcaz.ione di nuovi quad ri sul la foggin. degli esistenti per tu tti gl i auili ancora in eccesso richiederebbe, almeno per quanto llù trallo alla fanteria, una spesa troppo forte, e per contenere ltuesta fra l imiLi non troppo onerosi dovremo versare quell'eccesso negli esisten ti quad ri, scorc iand o la durala del servizio por tulle le armi a piedi (compresa l'a rtiglieria montata, escluso il tr-eno} e adollando

!.A RIFORMA MILITARE IN GERMANIA

1121

spe0iali misure che permettano di rendere l'istruzione più intensa . Fra queste hanno speciale importanza: !'awnento di jo1·za delle singole uni ta (~peci e di fan terin) affìnciiè dorante la incorporazione delle reclute non si vengano ad avere alle armi meno soldati istruiti di quelli che si hanno col sistema in vigore; la crenzione di speciali quad1·i (q·narti battaglioni nei reggimenti fanteria) alto scopo dr liberare le truppe da quei ser·vizi secondari ch e ora ne disturbano l'i struzione . Dopo due anni e in circostanze ordinarie gli nomini dell e tr uppe a piedi sarebbero inviati in li cenza in nttesa di congedo (Zwr Disposition betM'laubt) nè più essere richiamati nel terzo anno, poiché è intendimento del governo di non modificare il priu cipio del servizio LT'iennale sanci to dall a Costituzi one. L'aumento cJ.j fo rza nelle singole unità e i nuovi quadri special i,_ ora menziow.fli quale conseguenza del servizio biennale, e tutti gli · altri aumenti progettati, fra i quali assai considerevoli quell i 4i nuove un ità nelle anni speciali, sono climostrati nel seguente specchio:


l

l.

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~

1122

J,A RIFORMA MILITARE IN . GERMANIA

Awnent.i p1·ogettati e l01'0 riparto

l

'!

) p,...;. . . . Fanteria.

Sassonia.

. .

Wi.irttember~.

·

Bavtera . . .

Caccia Lot·i

.

~ Pruss ia .

Snso;onia. Baviera .

lp,.,,.;. . . .

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1H

348

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21

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-

-

Dislr et.Li.

-

-

-

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-

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-

- - 1~ Pl'u!':'sia .

Cavalleri u

. . Sa!3sonia. . . · / W i'll'ltember·g. , Baviera . .. .

26

-

-

:1

-

16

2

l

Art i!d ieria da campo

) Sassonia. p,.,,.;. . .. ..

-

HG .lJ:l1 (i()

5

i-17

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206:!

-

. 24-6 H

Wti rt.Le mbet·~.

t·

Baviera .

2S

2

1- - -1-

A r lig-lieri<J da fot·tezza

i

p ,..,.,;a . .

Sas~o rì i a . . . \~(.i ~·Lternberg.

BcJHera .

. .

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21

63 J·J6 i· l

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20 --w~

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2'!•

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2

5 :!:~

·12 i19c>0

Truppa

cavalli

13:~ { 12 quarti bAttaglioni e una scuola sot8 \ tufficiali bavaresi.

286852 26292 16296 42M9

-

173 quarti battaglioni.

371989

-

20

-

-

-

l -...-

l

-7

'l

(iU

-!39-i- ~ lt 404'

7

-

--

5351

l

400 8 squadroni nucleo per riserve. 50 1 404 3 squadroni (1 reggim ento.

52670 150802 1 4346 4172 l 2728 2~04 7548 7312

854

67378 1650

ro ~3

3804

-- ro

-

•

3108 51 batterie ('17 brigate). 3 id . ( t . id. ). 180 id. ). id. (1 180 il 336 !• 6 id. ). id. (2

~

9168 '1974 1228

4'134 323 302 592

~ 1-

l ~80~

-

-

1-

-

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-

12370

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t180 50

..

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li''l, - - ~l,~:·

di truppa

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1-~_,_·)(_)'{. ~--7 '152 3

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fORZA TOTILE BIUKCIATl

Nuove uuitil

-

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51 !liSO 3108 3 Ufll 180 180 :H2 3 3:16 6 1Hi8

17 l 1

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1222

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QUANTO NE SPETTA ALLE NUOVE PROGETTATE UNITÀ

P:-- r- 1-

x:!!) :1()\J

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5'~!)i}.)

14·7;3

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-Tm(Jpa Cavalli -

-

:'as><o n ia. . . · Wii.rlt?.mber g . -. Ba,tet a . . .

(rias:;nnto da parecchie tabelle).

266 ,418!)1,. :H.- 1 5:375 Hi 2l07 42 ;,279

1:33 12

- -

-

lm piegal!

~led ici

H83 84 '>6 i 50

-

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lr;

{1'(1,

TOT.\Ll Am!E="Tl

jurnciali

1123

LA RIFORMA MILITARE I N GERMANIA

--

.

63 batterie (2.t brigate).

1 compagn ia.

-;

47132 3932 262:::! 6339

1;;;-il '1 924 1380 2848

--

60025 129908 1-

7 2t compagnie (6 battaglioni) (3 reggimenti).

l~

1-

4

id.

26 compagnie.

.

18464 1382 2762 23 107

37

499

(1 battaglione).

37

-


1124

1125

LA RIFORld:\ !IILlTARE IN GERMANIA

Ufficiali Medici

Pionieri.

·

·

·

Prussia . . . Sassonia. . . \:Vi.irltemberg. Ba vict·a . . " .

l

2

2

=l - l

9

8

-----~ n

74-

(l

10

1

96

!'Ìli'.'VIl llllil(\

-

l

1 12 ccmpngnre (3 batlRglioni).

~

td.

:~

io!.

11!135 !};jl)

:>OfJ

(t hattagl ione).

.

'171:3_ ____,l___

compag11ie.

l

15087

- l3:Ui8 hattaglioru) ( l re~gimento).

ll

1

Ferrovieri .

' ~ Pr·ussia . . . Sasson1a. . . . · Wlirtt~ mberg. Bavtei'a . . .

4

53 Aeronauti Prussia .

T!'eno

.

4

4

_J

7 corupagni·~

'l

id.

305 l :):3

1

id.

-i82

com pa~nie.

4208

- l9

4

140

1

Prussia . . . Sasllonia. . . wurttemberg. Bavtet·a . . .

l

18 1

759 i.>6

1lcompagnia. 1 Sezioni traino per· l'ar l rglier ia da fo r1 tezza. ::!

21

6254 493 :3 19 l:!;!<!

- - -- ------ ----------1--------1 8:W8

PrussiA . . . Sassonia. . . Wi.i~temberg . BavierA . . .

l

. Formazioni speciali

U

2t82 :180

41

t:l:l 15-1-

2849 11- - - - - - - - -- --

Ufficiali non ai r eggimenti

-

Prnssia Sa!'\sonin

l

\...--·-~--

. . . .

wu.~ttemberg-.

BaviOJO . .

.

Per le ispezioni 5~ e 6" d'arti~.dit:ria da fortezza e per la brigala r<! ITOvier i.

.

Pcussia .

.

.

. . . vVi.irttemberg . Baviera . . .

l

Sas~onia.

·

Impero tedesco

6 :~

8 '75

--------- - -Totali.

r)s

1714 121

l

-o l 2~;!

~~;8-l

------179 16

-------~-----

44:!257 40:JH!~

2:lli40

9 30

64617

23i·

5708ì7

4U2'l


112G

LA fi!FOHMA Ml tlT,\RE IN GERMANIA

L'aumento della truppa si compone così:

SoldaLi, appuntali e caporali SoLLuffìciali

Attualmcntfl Nel proge tto

Aumento

4·20,031 66,952

72,037 1 i ,85/

4·02,068 78,809

Truppa . 486,983 :)70,877 83,89 !~ Per ottenere un tale aumento di forza, si dovranno incorporare annualmente, non conta ndo il reclutamento suppletivo, 60,000 recl 11te in pi ù dell 'attuale contingente. ripartite. in cifre tonde, a ques to modo: Ca vallerin .250 Artiglieria a cavallo Fanteria, ecc. . 40 ,700 Cacciatori 1,080 Artiglieria montata ~ 8, 500 A1tigli eria da fortezza . 3,.240 Pionieri . 2,400 Furrovi eri ed aeronauti 1 1,050 ,, j 3 anni di servizio '750 1 reno . .. 6 mes1. a·t serVIZIO 80 Soldnti operai ( Oekonomie- Hanclwerker) 1,9i:>O Totale aumento reclute

60,000

'

.. '


112H

~fiLI'l'AitE

1-A RIFO R.)fA

e ahili aUe armi.

1Ywn e1·o snpposto

--- -

-

-

- · -- -

l. A !'econdn r!ei risultati della leva per l'onno 1890 furo11o: a) nrru nlal• (eJrnprt>~i !!li nrr unlat.i ~up pl èlivHm e n tt>, Sac hersat~).

.

l

(l) In IOiah' furono assegnati nel tS90: alla B>·sat:.resn·ve. . . . . . 85363 :t i Lnndstur·m l . . . . . . 110!70

l

.

.

.

.

.

.

.

.

.

. .

.

Heerordn·mo): al E rsatzréseroe . . . . . . . al Landsturm 1° bando quale r.esiduo

c) assP.g11ati per· rleficenza di sta tura siuo a melt'i 1,54-: '

a lla E rsat:reserve al la

Lancf.~tu rm

i • bando .

Somn~a 2 . 3. Da aggiun ger·e l' uno per cento sull'aumento della popolazione v~ r.ifìca ­ tosi dal 1871 al '187;>, pe1' f'SSsa r e dai 1 r isultati d el 18!l0 a quelli del 1893 . .

Somma· 'l, 2,

;\ f!'g iungeudo

~!

Sassoni a . . W l.i J'Lll:' rnb et'g Bavi_era.. .

Somma totale

VENTURO

rlci quali, qualora sc ne armo l as:;~,-o come é detto al numero ~: Prussia . . . . 31ù81

7:l1

i

Sasso 11ia . •

885

l

, So mm<'l l . . 2 F r 11 quelli s tati asseg néil-i alla E t'Batzr•eserve o al L ànd8 lw·m e1·ano al>iri e pn tnvano es~ er e inc•11·porali (1); a) nsseg-nali alla E rsatzr eserve pet'<·hé i11 sopr annumer o (~ 40,1 d e l Wehr /,) a~>!:'egna l.i per abilità condir.1nnnta 1§ 4fJ,2 b del Wehro,·dnwt[J, § i ,2 del

195533

·J250S

u) llri'IIOII11.i volOillari (...Sr:l u,_i i vololl· lari di un Hnno: P ru~!'ia '7000. Sassnnia 600, Wfu·l tembertr 4-30. Bllvi_<"l'a 7iill) c) l'ima:>t i in !'Opr annu lnP r n . . . . .

ord nwtu

0 S S 1:: Il l' A Z l 0 ,\' l

BA VIERA

PRUSSIA

-

1129

LA RlFORl iA l !ILITARE IN GERMANIA

IN GE RMANIA

Wi.it'ttemiJct·g

Baviera . . .

255~

:l381

-~230

1'l5;"!fl72

l,,

t•imal·rel, bero .

l

l

Hl8

11013 1

108H

31:)21 523

304

:308fi

-155~87

rn 11uesti 153287 nomini sono com nresi: L tu.Lti i rHspcnsat.i per m.o \ivi ·di famig!ia ; ~- l(f l ma1J 1Ii per d1fettl fiSICI permanenti; 3. cfi statu t·a Inferiore a mcl.n 1,54; 4 . gli inaLi li per l!J I'r>tti fisici tr•mporaneì: :.. gli inabili per ma ln tti!· insanahi l i · ·

l

la •1i ~tu in corpornìonc non é prel'ìsla ' nemmeno 11el fn t urC>

3307

120

21 4

310RJ

l

25M

l

!l!r

55 lO

190193 ' li l78 l 10706

30573

218650

F A 8 1 SOG~(! OJ H f.':CL UTE I N CLUS O I L R EC L.UTA ìVf i•: NTO

2-'t-9000

UO ~llN I.


1130

LA R.!FORMA ) JlL!TARE IN GERMAN I A

LA RIFORMA MILITARE IN GEIU!ANIA

fl prospetto _sopra riportato mo:>tra che la Germania può dare tale aumento dr recl ute col necessario reclutamento suppletivo del 6 °/o senza che sia necessari o diminuire le alluali condizioni di abilità tisica, senza restrin gere le attuali dispense per motivi di fami;.:lia; pou;à però occorrere di abbassare il limite di statura da metri •l ,57 a metri 1 ,1$4.. . Istru_P-ndo annpalmen te 285,000 reclute (non con tale quelle suppleLJve), e 0000 circa volontari dì un anno, la (;ermania. a rotazione compiuta di 24 classi -con la deduzione rlel 25 °/,. e , ~on contan do l aumento progressivo degli abili in propor·zione dell aument_o costante della popolazione - avrà superato d'alquanto la Francw~ la quale ha già incorporattJ quan to le era possibile, ma rimarrà inferiore, benchè non di molto, alla Rnssia. L'importanza però di simili numeri eompl essivi degli uomini stati istruiti non è ' molto grande , men tre ha grande importanza la som ma delle classi ~iovani prontamente disponibili, per i colpi decisivi, ha grande ~mpor_tanza la superi orità del contingente annuo per nu mero e per rstruz10ne. La German ia si trova ora nel bisogno di ringiovanire la sua principale massa combattente. Altre misure con ~o miul n li furono solloposle all 'approvazione del Parlamento. Ritenere la cifra della 'forza bilanciata (Friedenspriisenzsta?·ke) non più quale massimo della forza etfettiva, portando in bilancio le economie ri sultanti dalla loro diO'erenza; le economie fntte nei '14, giorn i tra il congedamento della cl as~ e anziana e l'incorporamento delle reclute (Re!mttenvakanz) servireb· bero per mantenere sino :Ù 1• febbraio. le reclute suppletive (Nachm·satz) da chiamarsi assieme alle altre, a fiu e di non raccorciare ulteriormente il tempo destinato all'istruzione, e il cui numero potrà ammontare, come fu detto , al 6 % del totale. Fissare tale forza medi){ bilanciata (soltanto soldati, appuntati e caporali), pe1· ci nque an ui. non più per sette, periodo corrispondente a quello delle elezion i pol itiche e del censimen to. Fissare il numero dei sottuffic iali annnalmente, come si fa ora per gli ufficiali , medici e impiegati militari . Ampliare il corpo dei cadetti, le scuole dei sottuffi ciali e le scuole preparatorie alle scuole dei sottufficiali. Aumentare la paga ai raiTermati (Kapitulantenlohnnng). Adollare un premio all'11ltO della ralicrma (Kapittdal

1131

tionhwulgeld). Aumentare le spese per le esercitazioni di tiro e di combattimento. Accordare maggiori spese per una conveniente istruzione degli ufficiali d'artiglieri a in. congedo (Bem·lanbtensland), da campagna e da fortezzn..\.nmentare le speso per esercitazioni delle classi di truppa in congedo a seconda del loro successivo incremento. Al posto de ll 'attu~Je 2a categori n (ETsatz?'llser·r1e) rimarrebbe un numero limitato di uomini con leggieri di!'etti fisici da i ~truire in speciali servizi, per esempio, di ammi nistrazione, di sanitit, ecc. Le spese emergenti dal complesso progello, aumento degli organici e servizio hiennale, sono così previste in cifra tonda: Ordinarie

Prussia Rassonia . Wùrttemberg Baviera

M. ))

))

»

!~9,600 , 000

4,930,000 3/:?20,000 7)2oo;ooo - - --

.\I. 64,000,000

Strnord in arie

M.• 49,300,000 )) 7)800,000 }.) 3 '000 , 000 )) (i ,800' 000

- --M. 67,800,000

Tn quelle ordinarie, da coprire aumentando le entrate dell'impero, non sono comprese le spese per aumenti di. pensioni. Se il progetto diventa legge pel ·l• ottobr-e 1893, si potrit ~ptt cominciare il passaggio :d sistema di servizio biennale co n il reclutamento del ;1893, con qnello del '1894. lll trasformazione sartt ultimat<-i per quanto ·riguarda. i con tingenti; per qnanto ha tratlo a tutti gli altri provvedimenti la transizion e non potrù dnl'<i re ol tre il 3·1 marzo ·18U9. (Continua).


IL GENERALE MEDICO J,'ELICB BAROFF!O

' 11 :32

IL -GENERALE M'E:DIC OFELICE BAROFFIO 1

'l?D

Il 13 corrente si spense a Roma nn' illustrazione delht scienza, dell'esercito e del paese: il maggior generale medico Felice Baroffio, capo del servizio sa1.1 itario nell'es< 1rcito italiano. Nato a l\filano nel 1825, fu dapprima soldato di leva in · un regg imento austriaco, poi milite nei volontari lombardi del 1$48 e l'anno appr~sso fn 'ammesso :ç.el corpo sanitario dell'esercito sardo. In questo, diventato poi esercito italiano, fece tutta la sua carrie1:a grado per g rado, preudendopar te alle campagne dell'indipendenza e alla spedizione di Crimea. e disting uendosi sempre, sia in pace, sia in guerra, sia n egli ospedalj, sia presso h~ truppa attiva, per intelligenza e merito scientif1co, per zelo al servizio, per amore agli ammalati affidati aJle sue cure. Noto fin da giovane in Italia ed all'estero per pubblicazioni pregevolissime, ebbe incarichi importanti e missioni onorifìche riguardanti il servizio sanitario fr~ cui noteremo quella del 1864 a Ginevra,, quale plenipotenzim·io italiano alla èonferenza internazionale per la neutralità dei feriti e del personàle san itario in guerra, e l'altra per la conferenza nuovamente t enutasi nel 1868 allo stesso scopo nella stessa citta.. Notiamo pure che, nel 1867, fece part~ della giunta ordinat ric~ della VI sezione del Congresso internazionale

1133

di statistica in Firenze e, nel 1872-73 fu membr o della Commissione reale italiana per l'esposizione internazionale di Vienna. Era generale. medico dal 1887 e ispettore capo di sanità militare dàJ 1892. Rivestiva anche la carica di membi·o del C~nsiglio superiore di sanità del r egno, . ed ultimamente era stato nomimtto presidente della Commissione per il con. corso al premio stabilito dalle LL. lVIM. i Sovrani d'Italia, . per il migliore ritrovato per il traspor_to dei feriti dal campo ' di battaglia · al primo ospedale. Serivendo per milit~tri, non tralasci eremo eh~ il dottor Baroffio aveva avuto la menzione· onorevole a San Martino, per assistenza prestata ai f~riti, sotto il fuoco nemico.

. Il tempo e lo spazio non ci permettono di dare un cenno completo delFoperosità scientifica del BarOffio. Nessun campo dello scibile medico egli lasciò inesplorato, e nella sua specialità medico-rnilit~~re, nessuna questione, nessuno st n dio trascurò; conservando sempre, fino all'estremo della vita, ' quell'amore alla scienza, quella sete del progresso scientifico che, f1no dai primi anni del suo esercizi.o, l'avevano collocato fra i più distinti membri del corpo sanitario. Assai voluminosi·sono gli scrjtti che di lui ci rimangono ed alcuni possono dirsi realmente opere eli polso e di lungo stuçlio. Altri minori si trovano sparsi nel Gim·naÙ di medic-ina milita1··e del quale egli fu, fin da g:iovane, -collaborat ore atti vissirno, e pi1ì tardi zelantissimo d irettore. Trc~ rami dell'arte sanitaria specialmente coltivò: l'igiene, la ·chirurgia, Foculistica. Dei suoi la.vori di argomen to igienico, citer·emo quello intitolato: Dell'alimenta.~ ione del soldalo (in collaborazione col dottor Guagliotti), e l'altro intitolato: Consiclentzioni s·ulla necessità di modificare i l ti1)0 fisico rniWare. De' suoi lavori di a.rgoment o chirurgico, basterà che 01-


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lL GENERALE MEDICO F ELICE BA&OFFJO

tiamo per tutti l'opera: Delle ferite d' m·mi da fuoco e quella: Compendio di chù·u1·gia eli gue1·ya (in collaborazione col dottor Sforza). l\1:olto più numerosi sono gli scritti che riguardano l'oculistica, ramo ch'egli coltivò con maggiore predilezione. Citiamo : Diagnosi medico-legale dell'amau1·osi; Numerazione e notazione delle tenti; imperfezioni della rif,·azione; Abilità ed inabilità al servizio per lo stato della. vista; Emet·alupia e ri{1·azione ipeY"'melropica, ecc., ecc. Molti altri lavori abbiamo ancora del dottor Baro.ffio, ri:liettenti l'ordinamento del servizio sanitario, il trasporto dei feriti, ecc. ecc. Nè è tra le minori prove della sua grande attività, una raccolta eli tutte le disposizioni regolamentari, relative al servizio sanitario militare, sia in pace, ~ia Ìll guerra, n~etodicamentente ordinate e commentate ; raccolta che fu. per molto tempo utilissima guida per i nosti·i giovani medici militari. Anche la statistica sanitaria .ebbe nel Baroffio un distinto cultore. La prima statistica sanitaria dell'esercito italiano che vide la luce nel 1867 fu appunto da lui compilata. Illustre quanto modesto, amato e stimato da quanti lo conobbero e specialmente dal corpo sanitario militare di cui era capo venerato, il generale Baro:ffio lascia larga eredità di affetti e di rimpianto.

NOTIZlE POLITICO-MI LI TARI ITALIA NE

. Il. 3 con:ente si è chius:t in Senato l:t loun per la legge sulle pen5IOnr, che, m prospettiva dll tanto tempo, pesava come una nube carica d'elettricità e vi. . . sull'orizzonte clelia politica interna . Fu lotta lun"a ~ vrssrma m cui l'opposizione in Sena to provò tutte le stw forze e at~ceò il Ministero da· tutte le parti. A proposito delle pensioni, si trasse 111 campo la politicn estern, r1uella ir]'ter·nrt, quella fìnanzinrin, l'indus,t.ria, ~l commerci~.' le ~pese miliwri, il .numero dei corpi d'armata, l rudrnzzo dato ali 1struz10ne dol lrt educazroue della truppa. Fu notevole . che circa il numero dei corpi d'Hm}lta fu es press<.t , generulmeute, anche dagli oppositori l'idea ch'esso or:1mai fosse intangibile. Il :-:enatore Blauc, g!à ambasciatore a Costanti nopol i, disse però unn novità, che cioè, quando sr trntt:tva di formare i due nuovi co rpi, le potenze alleate ci banno sconsigliato li al . farlo , perchè quest'au nrento ci avreh~e iudebolito. Finora gl i oppositori dell'ordioameuto su dodici corpi avevamo sempre detto ,, contrario; :tvevano cioè sempre. dello clte le potenze alleale ci avevano consigliato di formarli , :~nz i ce li aveva no im posti. Di (rueste due afl'Emnazioni contrarie, l'una vale l'ahra e ambedue (se potessero stare assieme), fflrcbhero il paio. Non v'è bisogno di ripetere (dopo che lo dissero e Crispi e Rudini e Giolitti) che le potenze alleate non ebbero a consigliare nè a sconsigliare tale formazion.e perchè non fnrcmo interpellflte, nò vi ern motiYo d'interpellarl e. Notutmo l.a cos:t soltnmo per mostrare che f[ualche volta l'opposizione porta a dn·ne delle grosse anche agli ex-diplomlttici. E ci por·ta molto più spesso gli ex Ministri. Tra le frasi più rimbombanti e più vuote, prouuuziate in questa diswssione, ve n'è una dell'on. Saracco: oc Si dà all'Italia la nazione armata, ma le si toglie l'esercito. » E che differenza, propriamente pnrlando, ci trov<J l'ex ft'Iinistro tra 72 -

-~NNO XXXVIII.


NOTIZIE l'OLITlCO-MILlTARl l'l'ALIANE 1136 un esercito morlerno in formazione 4i guen a e uoa nnzione armata ? Diciamo propr~amente parlando. perchè qui è lUtLII que,;tione d' iuten.Jersi. Nazione :~rmaw, nel 1870-7•1, era non solo quella di Gambetta, ma pure qutdla di ~:lollke; l' una era nazione male armata, cioè tolta :;u in fretta e in furia senza quadri, senza materiale, senza istrur.ionc e senza educazione; l':~l tra era nazione bene armat.'l, cioè con buoni quadri, provvista dt tutto, istruita ed edu<:ata in tem po. Or bene, è questa e non quella che s'intende dare all'Italia. E questa può chiamarsi, a piacimento, tnnto esercito, r[uanto nazione armata. Come a Dio piacque, si venne ai voti e l'intiero progetto, modificn to in va rie pn rti d'accorcio tra la commissione del Senato e il Ministero, fu approvato con 137 voti con tro '"' 3. Tra le parti modificate "' è quella che riguarda le pensioni ri Hi militari, ai qu3 li furono lasciati tutti i vantaggi di cui godono auual mente. 11 progetto venne tosto ripresentato all'altro ramo del Parlamento u ne fu nom inato relatore l'o u. Boux., il quale compilò soliecito.rnenw In ; ua relazione favorevole al medesimo, cosil:chè il 'l Il- con ·ente pot~ veni re in discussione~ alla Camera che lo approvò tal qnale l'nven modificato il Senato. Fi nita la lotta per le pensioni, .la calma rien trò nell' :m ia senntoriaie. Mol ti senatori partirono da Roma e gli altri procedettero tranquillamt'nte alla discussione di leggi di secondaria im portanza . Ii .u. corrente, esaurito l'ordine del giorno, il Senato sospese le sue sedute.

,.* ,. Nello stesso tempo contiuua va àlla Camera la discussione dei bilanci, interrotta da piccole interpellanze che diedero luogo a dibattiti abh<~ stanzn seri, ma di cui non possiamo occupnrci. Fra queste, una deli'on. R.izzo circa i provvedimenti da prendersi pei matrimoni militari nou autorizzati. pors!'l occas ione ad una notevo l ~ risposta dell'on. ~lini s tro della guerra. Giova premettere che l'on. Rizzo partiva dall'erronea ipotesi c:hc il nuovo Mi nistro di grazia c giustizia, senatore Eula, voles:;e ritirare il progetto di legge sulla precedenza del matrimonio civile, nlla cui approvazione il Ministro deìla guerra aveva dichiarato essere :>uhordinotll una disposizione sul matrimonio degli ufficiali.

NOTI ZIE POLIT l CO-MILITA&l l'rALl ANE

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Rispose anzitutto il Ministro rli grazia e giustizia ch'egli mantiene il concetto informatore del di~egòO di legge sulla precedenza del matrimonio civi le, e che intendeva soltanto introdurvi alcune modificazioui nelle parti accessorie. Con ciò l'interrogazione dell'on. Hizzo veniva a mancare di base; ma l'ou . )l inist.ro della gnerr~ ne tolse occasione per ripetere, in modo ~ n cbe più accentuato, le dichiarazioni già da lui faue in proposito. Ass;curò anzitutLo l'on . Rizzo del suo vivo desiderio di provvedere ad uno stato di cose che turbn la pa~ di molte fn miglie; siccome però, per gi ungere a qÙe,:lO scopo, bisogua essere sicu ri che gl'inconvenienti lamentati non si ripetano per av,•enire, così, prima ch'egli proponga un provvedimento qualsiasi, deve interven ire qualche fatto -che premunisca contro gl'inconvenienti medesimi; e questo fatto non può essere se non una legge che irnpougn la precedenza del matri monio civile sul religioso . Se il Ministro della guerra dovesse proporre un suo speciale provvedimento, UOll pon·ehhe f"al' altrO l'ile presCIItll l'e nn progettO per St(l:biJire questa precedenza nei matrimon i dei mil itari . Ora dal momento .che il guardasigilli ne ha presentato 1;110 di carattere generale, sarebbe strano che se ne pregcntasse, nello ste~so senso, 1111 :~ ltro di carattere spe.ciale per gli ufficiali. Respinse poi energic~men te il Ministro ogni allu:.ione a speranze .che le sne parole ave:;sero mai potuto far nascere di un possibile indulto, precedente al detto pt·ovvedimenù> legislntivo. Egli ha sempre tenuto, io proposi to, lo stesso linguaggio. sia in Parlamento sia ai propri elett.ori . Nella circolare eli retta ai comandanti di corpo d'armata, nello scorso mese di aprile, la rrnnle si vuole che abbia ratto nascere {jUeste speran1.e, era indicato ch iaramente lo scopo, non giil di proporre un indulto, ma di rispondere ad uu quesito della commissione parlamentare incarica ta di esaminare appunto il progetto di legge sulla precedenza del matrimonio civile. Conchiusc il Ministro dich i:~ra ndosi lieto che il risultato di CJuesta circolare fu di mettere in chiaro essere il numero delle unioni illegittime assai minore di quello che si temeva . if

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Torna in campo l'Etiopia. La pubblicazione fatta dai giornali francesi di uon di chi:~rnzi one inviata da .Menelik ni vari govemi europei, per t~v vertirli che ha denunziato il famoso trattato di Uccialli, il quale lo metteva nomiual·


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NOTIZIE POLITICO-MILI'J'ARI ITALIANE

monte sotto il protettorato dell'Italia, ha fatto nnscere il du hbìo che la nostra situazione i11 Alrica sia grandemente peggiorata e circondata di pericoli. È un dubbio infoudato. La situazione ri mane t[Ual tlra prima della denunzia del trattato. Nello stesso documento pubblicato da i gìorunli frnucesì, ì\Ienclik ha cura di dichiarare che con lJnesta denu nzia non illtonde menomare afl'<~tto la sua amic1zia coll'Ital ia; c' fJ ne5ta dichiarazione la crediamo s inc~ra percbè ci pare ch'egli non abbia nessu n interesse a menomarla . · Agginngìèlmo che la denunzia (valida o no} era faci lmente provedibile, anche senza le sobìllazioni fran cesi, da l momento ch'erauo insorte contestazioni ~nll'jnter petrnione del tranuto. 11 protenon•to dell'Ital ia sull' Etiopia non fn mai eO'ettivo. Esseudochè Menelik non voleva ri conoscerlo, e a noi non conven ivn far· glielo riconoscere per forza; la denunzia del medes imo non muta dun(1ue lo stato reale delle co!'e. Certo è notevole e non piacevole che la Francia sinsi preso il disturbo dì paralizzare la nostra innuenza in quel le regioni e v1 s1a riuscita, ma d'altronde che cosa dovevamo faro per impedirlo tl per vincere le renitenze di .l\'leuelik? · L'opioione pubh lì ~;a in Parlamento e fuori sì f}, l'ispetlo :~ Il a politica nfricana, spiegnt.a ahbastanza: restringere, per ora, In nostrA azione· ai _possedimenti eritrei, ass.icurandoci la quiete all' interno e la sicu· rozza dalla parte del Tìgrè. E questo si ot.tenne. Si dice che l'obbielti\'O dell'Italia doveva essere quello rl i nrrivare fin o all'Barrar, In polpa dell' Etiopia ; lo crediamo anche noi, ma questo conceuo do,reva prevalere al primo momento, oppure pren· dendo occasione dall'eccidio della spP.diziooe Porro. Ora è inutile discorrerne. Non re~ta più che invìgilare perchè il malvolere di ~{e n e lik. non abbia rìfle:;so sui rapporti che abhìamo stabili to co ~ Tigrè e impedire per quanto è possibile che l' indipendenza, cui tiene tMto Menelìk, non si u·uduca in una di pendenza da altri, a danno dei nostri interes5i. Intorno alla denunzia élel tra ttato coll'Etiopia l'on. Antonell ì lw presentotll un'intt:rpellnnza iu Parlamento, poi la ritirò tl'ovando miglior Ol'· casione di pal'larne nella discm;sìone del bilancio della .guerra, al ca· pitolo: sp·ese pct· t• A[t·ica. Sullo stesso argomento il sena tore Artom interrogò in Sonato l'ono· revole Drin, ministro degli all'ari esteri. Questi rispose ammettendo la de..nunzia e facendone la storia. A qucst.a denunzia il nostro governo ha ri-

NOTlliE POLJTICO -MILI'l'AIU ITALIANE

-spo"to che, il trattato essendo senza limite di durata, può essere modificato di comune accordo, ma non denunziato. Quest.o vale a salvare il diritto. Aggiunse poi l'onorevole Brin che lettere di Menelik a questo proposito sono giunte nIl a regina d'Ingh ilterra, all'imperatore di Ger111ania, al presidente della repubblict~ francese. Non consta che sinno giunte, quantunque ne fosse segnala tA la spedizione, al· l'imperatore d' Aust1·ia-Ungherìa e all'i1nperatore di Russia. La regina Vittoria e l'imperatore Guglielmo hanno già risposto a re Menelik associandosi pienamente alla nostrn dichia razione. Le due lettere saranno avviate allo Scia per nostro mezzo, e giil abbiamo nelle nost1·e mani quella .della reoina 'Vittoria. Dn Vienna abbiamo dichiarazioni che lo stesso pro cedìme:to sarà tenuto, se all'impera tore d'Austria -Unghel'ia gi ungerà la lettera di i\lcnelik. L'onorevole Brin conchiusc : « Ora sti:Hno attendendo l'esito del negoziato, di cui è incaricato allo Scioa il dotto1· Traversi. Le nostre intenzioni sono moderate ed amichevol i; SE\ il re Menelik, eompl'endendo il suo interesse, manifesterà, come le prime informazioni date dal dottor Traversi fallllO prevedere, propositi ragionevoli, l'aecordo reciproco non sn1·ù dìfl'ìcile. Ma se altrimenti fosse, la nostra situazione in Africa ù fortunnt ament.e 111le da non darci preoccupazioni, ed adotteremo una politica adattata alle nuove circostanze. » Queste importanti dichiarazioni del ministro degli esteri furono accolte con generale soddisfazione.

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* * Nella seduta rlell'8 il Ministro della guerra hn presentato alla Camera \m progetto di legge per-spese straordinarie dn ìnscri\'ersì nel bilancio del ~893 · 9~, e per l'alienazione di armi portatili e ca rtuccie fuori modello. Le spese straordinarie nscendono in complesso a L. 9,680,000 fra cui un .milione per acquisto di materiali per l'a rtiglieria dn ca mpagna, nn mì.)ìont e mezzO per armamento dì fqrtìfìc:;zìoni 6 cinl[llB OlÌIÌOnÌ per fab · brieazìone di nuovi fueilì. Gli nttunli stari7.Ìarnenti in bil ancio essendo L. 236,:320,000, coll'ag~iun ta delle sommo sopra in dicate, si rÌID<llle .ancora ne lla spesa per la guel'l'a consolidntn in 2.4.6 milioni. .Median te le modìficazioni all'ordìnnmento dell'esercito, il cui progetto ~E legge snrà presentato in questi giorni nlln Cn m e r:~, si ouernwno gradatamente sensibili economie, pnrte delle quali potranno essere consa. .crate al nuovo <~rmamento. lu f(\Hlnto alle armi ponatìlì e alle munizioni. dì cui si chiede l'aliena·


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mento, esse da gran tempo non fanno più parte della nostra dotaz ione perchè o~amai si ha, iu armi modello 1870 e ·1870-87, il quantitati v~· necessarro per armare tutti gl i uomini che si conta d'inquadrare c le relative munizioni di balistite; anzr ne resta ancora una riserva. . Ciò P?Sto, le vecchie armi e le vecchie c:~ rtu cci e, non ~olo pos~ono ahenars1 senza pericolo per ritrarne qualche utile, ma è necessario alienarle per ~gom brare i magazzini.

*** Il ·l O cor:n iociò alla Camera la discussione del bilancio rlella guerra ". fu_ ampu1 c p ~·ofo u d a, quale da tutti si desiderava e le cit·cow.tuze nclucdevano. Gli on1tori, come al solito, erano inscriui secoudo lo distinzione: iu favore, contro e in merito; ma questa distinzione, uti le forse peli' l'ordine di successione degli oratori, non fu man ten uta nelle· cose dette, sicchè non ne terremo .conto. Apri il fuoco l'cm. Colombo cou un discorso decisamentf'l contrarioall'attuale_ammiuistrazione della guerra e forse anche più ai discorsi precedenti dello stesso deputato. Infatti mentre prima sosteneva che si de~ve .ridt~ rre _ il numero dei corpi d'armata per aument;rre l' eO'ettivo· det r1m ~nent1 e .rare, nello stesso tempo, sul bilancio della guena, rilevanti e~onom te, ora , mutata base al suo progra mma , sosten ne che le eco nom1e possono e devono farsi senza diminuire m enom;~meutc i ~ uadri, .anzi rafforzando! i. Come si com pie questo miracolo? .Lasciandol soldati a casa e mandando gli uffici ali :~ scuc.la. Queste idee notevoli per la loro eccen tricità, spec1e in bocca a un deputato di destra, raccolsero qualche applauso all'estrema destra eall'estrema sinistra, ma apparvero alla Camera cosi str:~oe che non vi sarebbe stato bisogno di ~on ruta'rle. . Segui nell'aringo l'on. Marazzi, conten to in genE>re rlel l'a mm ioistrnZI ~ne del_la guerra,. ma fisso sem pre più nell' idea dell 'attuazione piena e r_mme~hn tn del s1stema tenitoriale. L' (•n. Ferrone di San )1artioo, uo1co rtmasto ~ difendere i dieci corpi d'armata, sollevò per un momento la ba~dtera d e~ la riduzione, . crivellata tante ·volte da lle p:~ll e nere dell11 Camera. L on . Borsarell1 parlò supilrficialmentc di molte cose , specialmente di campi e di manovre, e lasciò sfucrc>ir,;i qualcbehre · (el l corpo di stato maggiore. e.~>' :s poco m ·1 s u~·ata a Il''rnd'll'l~zo L'onorevole Torraca Ieee, a proposito del bilau('io del la guerra, un IJel dis:orso_ sulle alleanze, che forse aveva preparato per la discu::sionc d~ l .bil11ncJo degli clStcri e gli era rim~sto in petto pcrchè il ~Iini ste ro ern·

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allora in cris1; quanto all' amministrnzione cÌella guerra, si limitò a voti ed auguri. Due notevoli discorsi, che ci Juole di non poter riassumere, pronunciarono gli onorevoli AJan de n\vera e Dal Verme. Ambe•lue cominciarono dal combattere la riduzione di due corpi d'armata, e lo fecel'O con ragioni cosi eflìc.'lci che non sapremmo esi merci dal riportarle, se non fosse che questa discussione b:~ dimostrato essere oramai la detta riduzione un'idea morta. Noteremo invece che l'o n. Afan de Rivera ha opportunamente contraddetto le fnl se asserzioni sul malcontento che regnerebbe nell'eserci to, c che l' on. Dnl Verme h~ coraggiosamente ~ IT,·ontatl• la questione delle compagnie gro6se o piccole per rapporto all'istruzione della truppn. Egli non ebbe flifficoltà di affermare che con compagnie ristrette, non solo il comando in guerra riesce più faci le, ma t' istrn:r.ione in pace si fa meglio, ed addusse a · sostegno la propria esperienza efl esempi efncaci ssirni. Sorvoliamo snl di:;corso rlell'on. Di Marzo che, per via di confronti, dimostrò spendere l'Italia per il suo esercito proporziona lmente meno · degli altri paesi; su quello dell'od. Mel ehe sollecitò il M~inistero a provvedere al riordinamento della giustizin penale mi litare, e su qsello dell'on. ~fasi che accennò alla necessi tà lli fortificare alcuni punti deboli dei uostri conrini e sollecital'e la fabbric~zione del nuovo fuci le; veniamo invece al discorso del ~linistro della guerra. « «

L'on. Pelloux prende .la parola il 12 in mezzo alla più viva attenziont! della Camera. Esordisce dicendo che era necessa ria una larga discussione intorno ai nostri/ ordinamenti militari per assicura re la Camera ed il paese sulla prepsrazione del nostro eserci to, ou de dissi pare, in proposito, voci en onee corse e che si fanno correre tuuora. Ma , prima di rispondere ai diversi or:~tori, deve fa re del le considerazioni d'ordine generale. E cosi è lieto di constatare, come ebbe già ad osservare l'on. Pais, rP.Iatore, che coi mezzi disponibili , si è fa tto molto, e che la via seguita dal frove rno, in CJuesti ultimi anni, è la migliore perchè si allontana, in eguale misura , dagli estremi. Quale fu il programma militare dell'attuale ministero? Su per giù, fu quello dei ministeri precedenti, rada eccezione di quella parte che si riferisce al consolidamento della spesa. Dopo di avere esposto, sommariamente, il programma, chiede quali obbiezioni vennero fatte al


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NO'TIZIE POLITICO-MILITARI l1'ALIANE

medesimo qunndo fu enunciato e qu11ndo lo illustrò è sviluppò nel discorso elettorale di Livorno. Allora, pocbe o nessuna. Solamente, qualche tempo dopo, vennero fuori voci, dubbi e ac-eu~e. che fecero credere alla esistenza di un partito preso. E qui accenna alla campagna b11nrlita a favore della madna e n danno dell'esercito, 111 qunle campngua conduceva nd uno sconvolgimento completo del programma che ci eravamo imposto. Ma, per fortuna, capitò i~ tempo una esplicita dichiarazione del presidente del Consiglio, la quale tagliò corto a proposte che nou potevano essere menomamente acceuate. Urw di minuzione di spesa sul bi lnncio del la gnerra, non è possibile, non è nem meno dn discutet·si; come è inuti le dich iarare che i nostri ·ordinamenti militari sono illl'a tto indipendtlnti dall'orientamento della nostra politica estera. No, noi da ll'estero uon abbiamo, in proposito, nù si tollererebbero suggerin:cnti co n ~ i g li o · miuaccie. , Egli, che ha passata gran parte della sua vita nell'ammiuistrazioiiC militare, del la quale conosce minutamente tutti gli ingr·ana,rgi, può a'fl'ermare, con sicura coscie~za, <;he, se non è tutto completo, tuuo perfetto, la Carnera e il paese possono però essere pienamente soddisfaui dell'opera dei loro amministratori. Ha ~en tito a dire che gli eserciti 'si possono unprovvisa re, men tre ciò non può nvveoire delle navi. Il vero si è che nou s'improvvisa no nè navi uè eserci ti; o almeno è certo che gli C$erciti impro,vvisati non possono ca mbiare le sorti di una campagna. Relati vamente al ridul'l'e l'esercito, non è nemmeno a parlare. Hidu rlo di poco o di molto, vorrebbe dire ricadere iu pieno 1865, tutto sconvolgere, tutto negare, tutto distruggere. E per quali ragioni ridnrlo? Non possono es~ere che ragion i politiche, o finanziarie, o tecniche. Le ra~ion i politiche sono contrarie alla riduzione; le tìnauziaric non reggono; sulle tecniche si potrehbe discutere, ma le conclusioni non sarebbero favo revoli alla riduzione. A co loro poi che. come conseguenza della riduzione, · reclamano l'ingrossamento delle compagn ie, il Ministro risponde che questo risultato si pu ò sempre ottenere con uua se mplice disposizione ministeriale perchè le compagnie, in tempo di pace, e nel periodo della forza minima, venissero accoppìnte. Ciò in tesi geuerale,; ritiene però che a questa misut·a non si debba mai venire. Si è anche detto che, nllualrhente, l'esercito si trovn in condizioni meno lmpne del passato. Asserzione più gratuita di questa non si è

NOTIZit,: POLITI CO·MI LI'l'ARI IT ALIANE

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mai data! Per forza, quadri, meccanismi di mobilit~zi one, materiale ecc., il nostro esercito non è mai stn to in condizioni migliÒri . ' In qnanto al ridurre a died i corpi d'armata , dice che qnesta idea - ed è lieto di constatarlo - non :ntecchì nè alla Camera nè al Senato. Anzi, non è serio parlarne. Certe cose, basta annunciarle, percltè cadano da ~è . Del resto è ind iscntibile che dodici corpi, presenteranno. al momento della guerra, nn ell'ettivo maggiore di dieci. Passa ndo alla forza massima e alla fo rza minima, dice che uon è una sua invenzione, ma ~;he è un Yecchio sistema ed nn vecchio fatto. ·La leva in rebbraio l' abbi11mo avu ta per molti anni. Del resto chi vorrebbe oggi spwdere -12 milioni circ11 di più per tenere una forza mnggiore nelle caserme in tempo d' inverno? , Lo si volle da alwni trova re in contraddizione pen.:hè, nel 188~ , sostenne che cou nn hil11ncio di circa 2•12 milioni si poteva provvedere al completo ordinamento dell'eserci to. l:ì li oppositori reclamavano una cifra dni 220 ai 225 milioni. Ebbene : se si ' detraggono le spe~e d'Africa ~ quelle rt-lative alle rafl'erme, non siamo lontani da questa ultirua cifrn. 1 E, a questo punto, cogli<mdo occasione per rispondere a coloro i quali vorrebbero un aumento di spesn per rinforzare le compagnie, dice che scopo delle compagnie grosse è quello, come ebbe n confessare ultimamente il generale Caprivi, di prendere immediatamente l'offensiva, nella qual condiziooe l'Italia, per :>mt fort.uua, nou si trova. Continua dicendo che ha dov11to con dolore prendere alcune ri ~o ­ soluzioni - sped11lmente quellò relative nlla posizione ausiliaria e al coll,lcamento a fiposo - ma ciò per supremi interessi e per mantenere le buone qualità dei quadri, ed aggiunge che queste riforme non caaionarono alcun malcon tento, come risulta dagli stes~i nobilissimi di~corsi pronunciati dai deputati mili tari duran te l'attua le discussione. Invece un enorme malcooten to verrebbe gettato nella nostra ufficialità se avvenisse la soppressiontl di due corpi d'armata. Si è parlàto dell'armamento, all'armando che il ministero trascurava la fabbriéazione del nuovo fucile. Ciò noo è vero. Io (dice il Ministro) promisi di fnbbricnre centomila fucili nll 'anno e mantengo la mia promessa. Del resto, tengo a dichiarare ed in modo assoluto che, se scoppiasse impro,rvi samente· una guerra, noi potremmo intraprendere con sicurezzn unn ca mpagoa perchè il nostro · Vetterli è :mcora nno dei migliori fucili. Dopo di aver ac:cennato, ai nostri magazzini ben forniti, al materinle di :Jrtiglieria, abbondante e perfetto, oiJc risen·e di polvere, al


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NO'l'lZIE POLJTlCO · m Dl'rARI ITALIAN E

NO'l'IZIE PO r, ITlCO·MlLI'l'ARl ITALIANE

trnnf1ui llante stato delle no~ t.re fo rtificnioni,. ec~. , ~il:hiara che. presenterà, prima delle vaeanze. un progetto dt not·dtnmnento rnll1tar~, inteso, fra le altre cose, a trasformare i distretti e a mutare l'nmm1· nistrazione.

fatto di sostituire ai vari campi di manovre le manovre di campagna per tutti i corpi. Relativamente ~gl i ufficiali di Stato maggiore, nega alcuni a ppun ti fatt i dallo stesso oo. B ors :~re ll i . .All'on. Da l Verme fa osservare che il sistema delle lic.;enze straordinarie, a mezzo stipendio, non può adotta rsi che modific11ndo la legge sugli stipendi. Riconosce, rispondendo all 'on . Di Mat·zo, la necessità di avere ottimi sottuffit:iali c conferma che le condizioni di delinquenza dell'esercito sono di gran lunga migliorate. Trova giuste ed opportune molte osservazioni dell'on. Mel relative agli stabilimenti militari di . pena . Conchiude, dicendo che non potrebbe reggere l'amministrazione della· guerr11, in momen ti difficili come i presenti, senza il largo e . si ncero apvoggio del Parlamento. 11 suo p1·ogramma, noto alla Camera, può riassnmersi nei seguenti termini: bil;lncio consol ida to in '2 ·~ 6 milioni, mantenendo fi sso l'ordi namento; riforme organiche, destinando le eco nomie a miglioramenti nei servizi principali del l'eset·cito ; forza minima in pace; fon a massima in guerra; unico eoutingente; educazione nazionale militart:; sistemazione defì nitin de l l';~ va uzarnen to . E termin.:1 : « Ho detto sinceramente alltl Carnern quale sia il vero st~ to del le cose. Ho detto l;.~ verità su tutti e !'! U tutto. Ed ot·a attendo tranquillo i l giudizio della Ca mern. I ntanto, la riogrnio della sua !Jenevolenza • . La Camer-a, che aveva accompagnato il d i~corso del Ministro 'con vivi segni di 11desione, lo corouò in fine con applausi rrnas1 generali .

Qui finisce la pri ma parte del discorso de~ Ministro. Ln :;econ•la è de.stinatn a rispondere ai vari oratori che l'hanno precedu to. L'oo. Pelloux dice anzitutto che non si capisce come l'on. Colom bo possa proporre una diminuzione di 20 o 3~ milioni ~ul bilancio del!a uerra, quando tutti convengono che non s1 possa discendere al. dr~ 11 sotto dei 24-ti milioni, senza diminu ire notevo l m e 11tt~ la potenzltllrta difeu:>i va del nostro ppese. Si oppone alla soppressione delle dircr.ion i territoriali di artigl ieria e genio. Hiconosce che le fabb ril:he d'arm1 s iet~o eccedenti al' bisogno, ma uon può , pel momento, allro~1 tare sill'attn r1uestione. I n quanto al sistema Ji mobi litar-ione, prelcrisce il misto, sistema presrelto d'acconlo col ca po dello s1ato lllù ~· gior genera le. .. . Contcstn 11ll'ou. Colombo di aver nggrnv1ota la postztone Jcglr uffi çiali stretti da unioni irregolari . Qulluto alla legge ~ ul l e pensioni, che l'on. Colombo ritiene da nnosa, fa osservare che, per essa, la cou· dizione dei c11pitnni come degl i altri ufficiali, non è pe~g ior11 t:1. Nou ammette la ftlrma di un anno, propost:t dallo 'stesso deputato, se non io seguito " speciali conclizioui personali e socinl i di tllluui S•lldati. Dice all'ou. :Uarazzi che il reclutament-O territoriale è il sistema dell'av,•enirc, ma, pel momento, non può nllm~rlo . Divi•le l'opinione dell'ou . ual Verme in ordine alle forniture dei· viveri, essendo contrarissimu ai grandi impr65ari. Ritornerà, se lll Camera lo vorri1, all~ foroitura per corpi, che gioverebbe grandemente all'erario, :~i soldati ed alla moralità. CreJe che sarebbe poco conveniente abolire, come ha proposto ta· luuo, le musi~.:he militari, l·he sono 'lua:.i il nesso fr~ l'esercito e le popolaz.ioo i. .. . Convieue coll'oo. :\lei che :;i po:>sauo introdurre utd t r1forrn e 1u3lla amministrnione della glllst.izia militare e ci si proverà. Risponde minutamente all'on. Perroue .di San Martino sull11 que~ tiooe dei qu11dri , della forza, dell a leva in marzo , ecc. eec.: fa o;;serva re nll'on. Borsarelli che i molti richiami di clnssi dipendono lla l

... * * Dopo questo discorso la discussione era natlll:almente esaurita. Parlarono ancora per lo sviluppo dei vari orJini del giorno gl i oratori che li avev11no presen tati, e alcuui di quegli ordini del giomo, acceLtati dal Ministero, vennero approvati dall<~ Cnmera. Fra essi not.iamo quello de(l'on. Soc~i perchè i solda ti ll OH lìgurino più da c.umparse nei pubblici .;pettacco!: e nei diverti menti carnevalcsehi. Altri, dopo lo svi· lnppo vennero ritirati; ma non può dirsi abbiano dato luogo a discorsi del tutto inuti li, perc.;hè propugnM•Io ì!ldi rizzi c rnisurc opposte, nel tempo stesso che l'una elimìnavn l'altro, ser']ono tutti insieme n diinostrare quanto sia giusta ed opportuna 1y 1a di mezzo segui la da l Ministero fra le due oppos te correnti. Fina lmente prese la p;~ ro l a l'on. Pais, relatorc della Giuntn. rispondendo ai vari oratori éhe avevano mosso appunti alla sua rela-


NO'l'IZIE PO I,lTICO·MI LITARI ITALIANE

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NOTIZIE POLJ'l'ICO·!Il LI'fARI IT ALIAN E

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fucili, ai forti di sbanamento, al servizio del la Maddalena, ecc. t>cc. :\Itri or:~ tori parlarono nello stesso senso e il )li oi~tero rispose che acceuava di buon ,.,"•·ado le raccomandazioni e si sarebbH adoperato di attuarle nei lim\ti del possibi le. A proposito della fabbri cnzioue delle nuove :~ rmi dichiarò che può e;;;ere intrapresa immediatamente la fabbricaz ione del nuovo moschetto per la c:~valleri a c ri petè che la fnbhri cazione delle nuore ann i in genere è limiwta dalle coodizioui del hi lancio. Se si vogliono più di centom ila fucili all'nnoo, bisogna darne i mezzi ; ma non c'è ragione di sforzare In fabbricazi one, perchè il fucile attuale è abbast:mza buono. Una discus~ioue viva e confu~a s'impegnò sult·apitolo che riguarda i carabinieri; chi li vuole anmenUtti, chi rliminuiti, chi criti ~ il modo di impiegarli. Presero pm·te alla discussione tre .Ministri: IJuello dell'interno, 'luello della pubblica istruzione e quello della guerrn; il quale ultimo ri battè l'asserzione dell'on. Nicotera, il quale ave1':1 detto che, coll'attuale sistema di ralfe1·me, fra poc:o saremo senza carabinieri. Le statistiche, rispose il Ministro, provano ciJe non c'è 1ruesto pr•·icolo; ovc ci ros~e si provvederebbe.

zio ne, e dopn di esso parlò ancora una xolta effi~cemeute il Ministro della ., n«uerra ' confutando moltP, cose deue dai \"ari oratori nello sriluppo de~li ordini del ~iorno. La discussione genera le si chiuse con u u voto di fiducia in questa maniera : dopo rhe il Ministro della guerra ebhv finito. s'a lzò l'onorevole Giolitti presidente del Consigiio e, fra l'auonzione geucmdc. disse : « Quando si è discnsso il bil:lllcio della m ~r i n a di~;hi a rai che, ~ulle leggi dell'ordinamento dell'amministrazione dei i<J guerra, tullo il Mipistero era solidale. Di.chiaro ora che il voto che si dà al 'Ministro della guerra riguarda l'.intero Gabinetto». Dopo ciò venne posto ai voti od approvato a grande m:~ggiorauza il seguente o•·dioe del giorno proposto dall'on. Del Yecch io e da altri depulnti : ' La Camera udite le dichiar:1zioni del .Ministro dell:1 gnerrft, pass:t :~Ila dist:ussione dei capitoli ».

Questa clìscus:;ione comiuciata il 1·~ va per le lunghe più di quanto :;i creclevn, e dà luogo a discussioni vi1·c c interessanti l'.U molti cnpi toli. Fio d~l primo propo~e un ordino del giorno'l'on. Afan del Uivern invitante il Gover no a migliorare le condizioni degli scrivani l oc:~li. Quest'ordine del giorno, accettato d:-tl Gov-erno, fu npprovato. .Poi gl i onorevol i ~Jocenni e MtH'in · risolJe,·arouo In questione dei criteri per l'avanzamento; il primo deplorando la cad ut:~ del ' relatifo progetto di legge c facondo voti per la sua ripresentazione; il ~econdo C•)m])'ctlendo la perma nenz:l in attività v·ita dw·ante nei gl'Uernli d'arma\il é la di~posi r,ioue elle vieta di fare ~o rnina a tal grado in tempo di pnte. Tornò pure in cn mpo lt~ proposw di togliere da Pinerolo la. scunla di . cavalleriil e si ricordò che l'on . Pelloux l'aveva n!tre volte fatta egli stesso. Rispose tosto il ministro della guerra essere vero clw aYca ester nato quest'i de:~ ciuque anui or sono, ma che se non :1\'el'a potuto elfetmarsi allor:~, molto meno lo potrehbc adesso. Basti il dire che per ~miliare sede allo snwln, occorrereLbe :~vere a tro,,·are uno stDbi limento come quello di Pinerolo, per la co~t mzio u e rlcl qunle ::i dovrebbe ~pendere 110n meuo di dne milioni. Su l c:1pi10lo aTmi d'a1·tigliwia Il genio parlù a lungo l'on . Af~n de Hivera , dimostrando la necessità di provvedere al mn teriale di queste :n· mi secondo i l progresso d ci tempi, e facendo vnrie raccomandllzioni rel'atiYe :l.lln rc~ui$iziou c dei quadrupedi nlla fahbricnzione dei 1

'f.

* * A l momento in cui chiudiamo fJUesla rassegna la discussione dei capitoli continua, e du 1·erà forse ancora qualche giorno; ma l'esito finale, cioè l'approvazione del bilancio della guerra a granrle mag~ioranza, è certa . . Xon ricordiamo che la di ~cus5ioue de l bilancio c\elln guerra abbia mai occupate- tante sedu te e destato nel paese così vivo interesse. Lo steS$0 avvenne per la discussione del bilancio della marina. La co~ a çi ò di b'uon augurio per il nostro nvvenire militare, perchè ci prova che, se le nostre condizioni finanzia rie c'impongono una momentanea sosta negli armnmenti, il paese è altamente compreso della nece5sitù di essere forte, e alla soluzione del grnu problema di a vere In maggior forza possibile coi mezzi di cui pos~ia mo disporre intendono tutte le

menti. Roma il 15 maggio ·1893.

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r.. }[.


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NOTIZIE MILITA RI ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

F RANCIA .

Bilcmcio della fJU81"1"a. - Il bilancio della guerra per l'esercizio 1894 comprende fra spese ordinarie e straordinario la somma di L. 636,70,1,030 di cui 584,227,630 per la parte ordinaria, 1$2,(1,74,000 per la parte straordinaria. Vi è quindi un aumento di più di 2 milioni su quello del l'esercizio in corso: è da notare però che il bilancio del 1893 era in diminuzione di ben 23 milioni su quello dell'esercizio precedente. L'e!Teuivo che ha servito di base alle p1·evisioni del bilancio o1·a presentato comprende: 28,6Hi ufficiali, 536,048 uomini di ll"llppa, •141.,059 cavalli, ossia in più dell'eserci7.io 1893 : 2nì ufficiali. 83l'H uomini di truppa, 534 cavalli. Le cause d1 questi aumenti sono principalmente In creazione eli 2 1 compagnie in :1.3 battnglioni cncciatori, aflìne di completarli a 6 compagnie, secondo la legge :1.887, c di un reggimenlo di cavallerin oltre un nuovo rinforzo in cavalli concesso all'artiglieria. C1·eazi011~ di d-ne nuovi 1·e_qgimenti di cavalleria. - Per la completa asecuzione della legg•} 2o luglio :1.887, modificata il ·18 febbrai o :1.890. restano aneora da creare quattro reggimenti di cavalleria: il .g o corrazzieri, il Ht,o uss1wi, il 31o e 32° dragoni. Il Ministro della guerra ha determinato pel mese di ottob1·e In forma -

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zione del H/, nsseri e del 3·1o dragoni. Il primo di quusti reggi menti verrò organizzato ad Alençon e il secondo al campo di Chalons. Gli eff~ttivi di questi re)!"gimenti saranno quelli previsti dalle tabelle annesse aIla leggo del 1887 ossia di 829 uomini e 722 cavalli. AIla stessa epoca sarà costituita la 73 divisione di cavalleria il cui quartiere generale ~errà provvisommente stabilito a Meaux. Il 32° dragoni verrà formato nel '1894 e il 14o reggimento corraz1.ieri sul principio dell'anno '189~, non essendo, oe1:upabile prima la caserma che per esso si sta costruendo. ll1·ecltllamento Te_qionalt•. - Il sistema di reclutamento è previsto dal)'articolo H della legge 24 luglio 1873 che prescrive : «L'esercito :1ttivo . è reclutato sull"in~ieme del teJTitorio della- Francia. » Questa disposizione pe1·ò che - presa nello stretto senso - contlnrrehbe all'applicazione pu1·a del reclutamento nazionale, ha subi to una interpretazione sempre più tendente all'applicnzione dol reclutame ntr regionale. Specialmente dop'l la creazione dei reggimenti 1·egionali e la concentrazione delle truppe di copertura nel 6• corp.., si può dire che il reclu1 tamento nazionale è rimasto solo per nlcuni corpi e frazioni di corpo dislorati nel!" E llt, per l'artiglieria di moutagna, per le tru ppe d'Africa e pel corpo del genio. .Ma •ruantunque si sia voluto adott,nre il criterio del reclut.ament() regionale- della mini9M dispersione - non ~i è creduto giungere fino all'estremo limite di incorporare gli uomini nel loro luogo di residenza. 11 ministro F1·eyr:inet ha seguìto la norma di incorporare gli uomini di levn, con due o tre anni di servizio, nel 1·eggimento della suddivisione di regione più vicina alla propria, se sono destinati alla fanteria; in un corpo della regione se sono destinati alla cavallerio , all' artigl ierin, al treno 'o all'amministrazione. Quanto agli uomini con obbligo di un ~ol anno di servizio essi restano nella propria suddivisione di regione se di fanteria, o nella circoscrizione di. co1·po d'armata se di un'nltra arma o corpo. Cc•mè vedesi sotto il passato ministero è st.ato seguito il sistema regionale per quanto poteva consentirlo, e forse anche più, l";,rticoìo di legge sopracitato. E noto per altro come la mobilitazione sia stabilita con criteri puromente regionali, essendo che i riservisti sono destinnti a raggiungere il reggimento più prossimo al loro domicilio. A questo sistema si è rimproverato, e ultimamente con qualche insistenza, l'incouvaniente di raccogliere talvolta nello stesso reggimento caporali, sottufficiali ed anche 0


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NOTIZl l!:

~IILTTARI

ESTEHE

qualche ufficiale provenienti dallo ste~so luogo di nascita. L'au torità del superiore si ritiene in questi casi possa essere minorata dalle precedenti relazioni sociali, specialmente se il superiore provenga da una classe meno elevata che quella dell'infer-iore. • .\la t-ale argomento non è stato preso seriamente in Cùnsidera7.ione dalla stampa competente, sia perchè ogni reggimento raccogliendo i riservisti da un territorio, che non comprende meno di i 50 o 200 comuni, sarà ben raro che un graduato si trovi a comandare gli uomini del proprio cantone; sia perchè sopra tutli gli argomenti di questo genere prevarrà sempre la condizione essenziale di oner•ere .la più sollecita rnohi lita7.ione possibile. Non sappiamo se l' attuale ·ministro della guerra intenda apportare cambiamenti al sistema seguito dal ministro Freycinet, per quanto si riferisce al reclutamento dell'esercito attivo; solo sappinmo che p~r l'esercito ten·itol'iale il ministro Loizillon ha ristabilito le circoscrizioni . di bnttaglione - tre per ogni suddivi,;ione di regione - disponendo che i CJuadri vengano assegnati a circoscr·izioni dill'erenti da quelle, cui appartengono i rispettivi dipendenti. .Effettivi - quad1·upedi. - Secondo le disposizioni in vigore, i reggimenti di cavalleria sono <tUtorizzati quante volte le condizioni delle. caserme lo permeuauo, ad oltrepassare d'un certo numero di ca valli l'organico regolamentare. Questa disposizione, che aveva la sua ragion d'essere, allorchò i cavalli giovani dei c0ntingenti di rimonta, mantenuti nei depositi temporanei, erano in forza fra gli elfettivi dei co•·pi, non ha più valore oggi. Sia per questa ragione, come per la penuria di f01·aggi in quest'anno, il ministro della guerra ha stahilit{) che in breve tempo gli effettivi in cavalli dei corpi di cavalleria siano •·iportati nei limiti fissali dalla circolare del iO novembre ·1892. ~ I co1·pi aventi dei cavalli in eccedenza dovranno anzitu tto liberarsi, con larga applicazione di riforme, dei quadrupedi poco atti al servizio di guerra. Se dopo questo provvedimento resteranno ancora in più dei cavalli 1·ealmente buon·i se ne darà avviso al Ministero affincbè possn con questi ripianare le eventuali vacanze che vi fossero in altri corpi.

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NOTIZIE B IBLIOG RAFICH E

a) Recensioni.

Lavo·ri

.~tor·ico - militari

di jJ-foltke. - Storùb delta .(Jt,el'l'a contr'O la DcmiPubblkato dal grande stato m:•ggiore (sezione storica) cou una carta d' insieme, lì pil:mie !~ schizzi. Berlino, M.itt.ler . La guerra del ·1 8~ 8-4 9 in D:mim:-~r·cn appartiene al numero di quelle che hanno occupato l'attenzione degli studiosi a cagione degli avvenimenti politici contemporanei e delle grnndi guerre po$teriori eh~ hanno ass:~i più largamente dato campo a studi e considerazioni. Anche adesso 0o-li avvenimenti del ·18·lR-.i9 nou destano certo prol'ondo interesse e questo . sarebbe un valido argomento per •·i t,enere che quest 'opera poteva lJenrssi mo non essere pub!Jiieatll. Il defunto capo di st~to maggiore tedesco aveva compi lato l'oper11 dal · ~ 862 al ~ 877, dopo che lo :>tato maggiore danese :t ve va pubblicato nel ·18671a ~to ria del1<1 guerrn del 18,\.8- 49, sicchò egli fece gr11nde tesorò di questa pubblica1.ione. ~ella prefazione poi è detto che se il marescia llo avesse creduto di pubblicare quest'opera, non avrebbe certamente· mancato di rifa rla e riordinarla completamente. Oall'esnme comparativo delle due opere risulta che, all'infuori della hauaglia di .Fredericia, nulla vi è nell'opera di Moltke che oon fo sse prima perfllttnmente noto e si cercherebbero invano considerazioni nuove e originali. Anzi in taluni perchè si riscontrnno diver~e inesnuezze , m:mcanzn di particolari, di armoni:1 e d'ordine specia lmcntH uelln parte politi·ca, che richied(wa un lavoro più accnrnto. Quest'opera storica puù tuttavin classificarsi molto al disop•·a di quella suIla c11m p11gnn del ·1870-7·1 tnnto pAr le co nside rn~ioni critiche quanto rnana, 1848-49. -

72 -

ANNO XXXVIIJ.


llfi2

NOT!ZlE BIBI, !OGRAf'lCHE

anche ocr 1'esatLCzza storiNt b:1sandosi essa su na n:~zi oni sincrotH! delle due porti, il chè no11 potevasi fa re per la campa~na del ·1870-7'1.

Bisogna poi notare nella fo rma dell'esposizione nna novitit. Mentre !\lolrko uoll'opera •1870-71 parla come comandante supremo e •rnns1 mai o di rado accenna a persone, in questa che esami niamo, esso 11011 solo raccoul<l i fatti :~vvenuti in dett.Jglio, aoc'1e uel la sfer;~ d':~zion e dei mini mi riparti. ma entra ant'lte nelle q uistioni personali e loda, bi:~ s in111 e discute, :tppeo:~ le ci r·costauze dell'azione per mettono all'a utore di trnrre couclusion i e apprezzamenti. Qnei<IO accade specialmente pel g'lnera le von Prittwitz, la cui posizione ora diffi cile tnnto che diiTici lmente si troverebbe l'uguale in altre <·ampagne.ll genera le prussia11o rlnve\·ll in vero ser vire dne padroni che 11 0 0 oascondcwano i loro opposti desideri: il governo eli Prussia e i capi deli H confederazione germaniea , ed in tale condizioni\ v1 sono molti ntti che militarmente sono biasimevoli ma che in quelle contingenze erano necessl1t'i e resero Prittwitz più che nn generale, una vittima della politiC:!• c della diplomnzia ed imposero che la guerra io iziatasi senza spirito offensivo si elt iudes:;c con uua sconfitta dei più forti a Fredcrici11. Ogni goernr, dice (: lnu;;eviti, è la prosecuziootl dcll11 politiea di uuo Stato con altri mezzi; orbene non può essp,n•i :;:uerra irJ cui, come io qncsw dane$e, 1<1 politic:1 prevHif!n su ògni altra cosa. La politica dl•lla Germa nitl uon aveva nè unità d'iodirizzo, nè forza, nè ch iarezut d'in tenti c ta l() quale era 1;, confeder.-,zionfl ri:;nltò la cnmpngna , deltrdl'. iorloci$a, sl egat:~. l.n guw·a del 1 8 -~8 ..~9 puù anche insegnare che non si devo fare troppa lìclanz:~ sulle alleanze e sulle confederazioni, poi_ chè nel corso degli even ti si d:tnno i~tanti decisivi che pOS$000 porne in for~e la Continuità e l:t O$istenza . Nou manca neppure però io quell'epoca una tr:tccia delle idee eire dominarono dn 60 anni in qu11 nella poÌitiea prussiana ed anche :1 rruesw ri~uardo la. storia è istnrttiva per vedere i pas~i che fu rono fatti in 45 anni. Lo gucn& •Jel •18fJ.8-~9 co mprende due ;:oli gro;;~i fatti d'a rme, l·· b.. tt:tglio di Schleswig e di Fredericia, tut•.i gli altri avvenjmeuti nott so uo c;he piccoli com battimco ti che ' se utili a cono;;cere, nnn rnerit<lnO certo uno studio profondo. l\'foltke ~ i occupa , è \'ero, di tutl,l rlettag li at~rncnte, m ~ esso ltn avuto per iscopo priucipalmente, nell'esaminare anclltJ le cose minnri, di dare nn e$empio di studio storico. l~ eorto che il Mo!tko del 186'2 aveva già consi derato le cose dall 'a lto, ed ò nltrer.-

NOTIZIE mnUOGRA 'FlClm

115:.:

tanto cer·to che Moltke ste'so ha irnparato molto dagli eventi del ·1848-i-9 servendosi poi nel ·i 86+ degli studi fatti. Si può quindi , tutto compreso, ri tenere che fra le opere storic.he di :\Ioltke conosciute questa sia la migliore. n libro h:~ inoltre importanza da altri pon ti di vista. Vi si trOY:I la lista comp!eta di nomi che occupaYauo nllora i minori gradi della milizia e che ebbero poi grandissima importanza : von der Taund, Steinmetz, Zastroiv, Bonin, ecc. - Si r·icouMcc auche dai minor i nvvenirneuti d'allora q uelle qualità che brillarono poi in segu ito in qu..i gcuerali . Non m:~ nc.ano poi nel l'opera aneddoti, considerazioni mora li , e profonde vedute organiche; siechè l~ lcttur:~ ne riesctJ allo spirito estre· mamente accetta e proficua. Per dare un'idea dello stile citeremo quanto ~Joltke conclude a propo~ito del combattimento delle alture di Diippel il ·l :1 aprile 18~9: « Pel modo con cui il combattimento era stato co nd'otto contraria( mente agli ordini del comandante in capo al le truppe tedesche l'acq ui~ sto di una posizione pressochè indifesn dal nemico costò , oltre n due «cannoni, una perdita doppia di quella iollitt:~ a ll'<tvvers~t rio sceso iu q campo con tre soli liattaglioni. ' ..... Le truppe erano giovani, ma l i:>truite, in pnrte addirittura re« clute che non avevano mai sentito il fuoco. ( S uccedt:Ùe quindi che i serventi tli una batteria tenuta alquanto in' dietro si posero sotto gli :~ ffu sti per cercnre un miglior· ri p~ro dal « fuoeo..... • I n combattimento per·ò i soldati avevnnv coraggio, resi.~tenza e u buoua volontà, sopratutto gli ulficiali stando sem pre. alla te~ta da" vano un eccellente esempio. « Lo stt·aordioario numero dci morti e feriti dil al riguardo la m• glio're assicurazione. « Uua a;:;sai .buona impressione fece la compat·:;a del giovane pri11ci pe "Alberto di Sassonia (l'attuale re) fra le truppe st1 ssoni iu nn momento «in cui esse erano sottoposte al fuoco più vio lento. - L:• sua tranquilla • prudenza e la sua pro~euza ina>pettota gli actruistarono subito l'all'etto • e la stima di tutti e preconizzarono in lni le qualità che pi 1ì tardi lo ' distinsero come genMa le. » A titolo di curiositit riproduciamo poi la costituzione di una-divisiolie di riserva (rnarzò ,18·}9) , in cui la Confedernzione, lllt!~s i i rilìuti di fornire nuovi arenati della Prussin e degli Stati maggiori, aveva cercato di ri unire le forze t] e~li Stati minori.


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NOTIZIE

BIBLIO GR~ F I CHE

Assia elettorale '2 battaglioni ~ pezzi. Nassau 3 )) Lussemburgo. Limhurgo. 2 squadroni 6 pezzi Oldenburgo 3 IJauagliou i 8 Brun&wiek 2 sq uadroni 2 Schaum bu rg-Li ppc. 1 Walcleck 1 Assia-Homburg '1, di batt~ gli one. Di questa bella di visione, com posta di 13 1/.1 hHUaglioni armati cd istruiti in modo l'aritl, di,.. sqnadroni e di 18 cannoni non-tutti uguali, unica forse negli annali militari, aveva il comando il generale assi11no n aucr. Gli errori del 18}8-'9 furouo però largamente evitati nel ~86 <i e la sconfitta di Fredericia ~rovò il suo compenso nella traverst~ta di Alsau e H elle operazioni di DCippel.

NOTIZIE BlltLIOGRA F ICHE

Cipolloni. - Le acfrne dell'ospedale di Portovenere. Rivista medica. » chirurgir·n. oculistic11. ''natomico-fìsiologìca . dermosifi lopntica. terapentica. d' igiene.

2. Ordinamento degli eserciti. Jl 1icrdinomento dell' eset·cito svedese. - I o Rew-e M. de l' Étranyn·

(maggio).

3. b) Bollettino bibliografico. l. Sommario delle Riviste militari italiane. R1.vista d'a?·tiglie?'irL e. genio (maggio). DtJ Feo. - Il rui uimo calibro del fucil e. Hoc<: hi. - La fortifica zione e i nuovi mezzi d'oll'cs<t. Bonagcmtc. -Condotta del ruoco delle artiglierie d'assedio. Bucciantini. - Proposta rli modificazione a finimenti. Miscellu oca. . 'o:i1.ie. Bihliografia. Rivista marittima (giugno). Astuto.- Cen tri difem;ivi marittimi e tipi dì mozzi. Cuniberti. - La nafta c la torpediniera .1 0·~ S. Solìnni. -Progressi nelle macchine marine. S. R. - Le rotte transatlantiche. Cronacn. Giornale med1'co del R. esercito e dellu R. mm·ina (~pril e). Randone. - Un tricnnio di servizio all'ospeda le mìlitHe di Torino Carta. - Apparecchio di disinfezioni . Barbatell i. - Cura del cru p c della difterite.

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Legislazio~e

militare.

Troviamo in extenso nella Revue de Callale·rie (maggio) una e.ir· colare del geenrale Loizillon per gl\ esami di ammissione alla scuola di, guena francese: il livello di coltura richiesto Cl se mhra nssni elevato e se gli esami corrispondono ai progrll mmi se ne deve desumere un allo coneetto degli ufficiali , che desiderano essere bn~vé tés.

4 . Arte militare. - La gtte-t're de masses. - Pl'emie?' étl6de . - P?'épm·ation stratégique des actions déC'is·ives. - Deuxième partie. - Guerre de 1870. - Discussion du pian d'opérattOOS rranoai, . - P arigi, Beaudoin. - U. Allason. La pol·vet·e sènza'{umo, le nuo'~>e armi e la. tattiw. - Torino, Casanova. Il libro scd ito (;()n quella C{ltnpetenza che tutti ricooo;;çouo nell'autore di tanti pregevol i ;c-ritti m ilit~ri, quali l'Impiego dell'artiglieTia in guerra, la Polvet·e lienza fumo, In Geo.9ra(ìa m·ititM·e, può clelì nirsi una brillnnte. serena e convincente nll'ermazione di questo principio espresso ilal Maillard: « Si la poudre sn ns fumé~ permet dr voir elair snr le champ de br·-···


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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

taii le, il ne font pas q u'elle obscurcJsse le,; iuées au poio t dc fa ire « croire que les opérations cn goront profondemerll modili ces: de!llaiu, « comme en .tout temps, la. guerre restera le grand tlrame qu'H IIe a été « nvec ceu.e dill'clre ra~e que le~ aeteur~ ;;ont pourvus d'engins plus " puissants. • Siamo certi cile que,;tn un OI'O libro IIVI'h tuue In fortunn c:he si merita. - Schmidt. Tlf1wco d'a·r tifj l-ie rù~ ùt combatt·imento, e Roeh helen L' impiego e la contiotta di grand1: nwsbe d'artigliet·ia in Or!Jtm, der militiir-tlfissens.- Vereine (6" fa5CiC>Jio) . - Hoenig. tudio tatl'ico sul combattimento di llozerieulles nella battaglia di Gmvelotte. - Trad uzione del c1cpit:lllo di f:1 nteria . Torino, t.ip. Suba lpinn. !l traduttore ha f~tto precedel'e l'opera eli Tlo!• n i ~ da un cenno politico militare sulla guerra . li lavoro è interessaute, ricco di 1•pisod i e di aneddoti, illustra una pa r·t•: prc,;~oehè o~curn delln gioro;l tll del ·l 8 a~osto ·1870, forn i~ctl importantissime considernzioui sn i ··orn ~~~ ttirneuti nei bosGhi. f.a te~' t·icr~ dette !J rt.ene del medio (:vo. - E poc;~ delle eroe in tt~. (V. ·pect. mi/., ·l " giugno). - Skugarevski. capo di stnto maggiore della guardia r nssn. L'attacco della fanteria. - Cr·i~ic; c del regolam e1110 r·nsso sugli eserçizi della fanteria (in russo). - Impiego e consttnw della cavalle·t:ia nellauunpagna del180u. (V. in Jah1·biicher (u1· die deutsche A1·mee, giugno). - PetermtiiHl. Custoza, in ibidem. - Studio di un'azione wttica di cava llerin sul campo di ba~taglin . - Tettau. ll serv·izio in g·uet ra nllll' esercito ru,ç so.- Berlino, Lie bt:l. «

5. Storia militare. fl combattimento e l'ùwestùnento d·i Fredericia, i n Revue militaire de t' Étra.n,qet;. È una recensione pa rticoiMeggiata dell'opera dello stato mAggiore danese sulla gnerra dei ducati, (Dcn Dausk tydskc Krieg, 1 86,~). opern ehe iniziata nel 4890 ha terminato di vedere 1('1 luce nel ·l 893. L'l operi!· zioni llttorno n F,·cdericia hanno speciale irn portaoza per In posizione delln pinza, chi:~ ve del transito :;ul Belt tl'n l'isola di F iooi a e lo Jutlàud .

NO'rJZIE BIXlLIOORAFI CHE

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- J:Jio_qntjì.<Hli La 1'otw d'Auvergne (V. Spett. mit., 1o giugno). - Hiogm fì.a del generale .E.~pagne morto lt Es#ing, per 1l generale. Thoumas (V. Revue de cavalm·ie, maggio ·1893) . - O'Connor Morris. - Napoleone, uomo e soldato: la wptem.a.zia militare dei 1'Ì1;oluzùmari (mncesi. Londra, Putnam's Sons. - Codm:.1w Ropes. - The Compaing of Watertoo. ldem. - Wichr. - Napoleone l! Bernm·dotte nelta wmpagna del ·1818. Berlino, Cronbach.

6. Marineria. Guil\'art. - Études surla théorie de la grancle guerre. - l n Revue .Mcwitime et Colon-iale, maggio . - Durassier et Va lentino. - A·ide 'lrtémo·ire de t'ojfù;ùw de marine pour 1898. ?0 anno, Parigi, Baudoin . - Gli incrocialot·i ed il loro impiego nelfe [!rmuli gu.erre marittime moderne. - Neue Jlfililiirische Rliitter, giugno.

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7. Tecnologi'a militare . .Yett cun di {orti{icatiune. (\'ol. ili). Fo,·tifi.caBuk.arest. - Comprenrle : organizzazione de11n fortificnione, organizzazione difensi va delle posizion1, a ttncco e difesa delle fortifì cazioni cflmpali.

Grai niciance. -

tiunea pasage1·a actuala. -

8. Geografia -Colonie - Viaggi . (;all'arei. - Les colon·ies (1·ançaises. - Parigi, Alcan. - Houtier. - !.e M.cx ique. -- Parigi, Le Soudier.

9. Politica. Tnllicl1et. - Duplice e triplice. - Perchè s·i debbamo acc1·esetwe ancora i pt·epar·at:iu·i mi litari .. - Lausanne, n endw. - Cottin. - i,'Anglètern de-t>ant scs all'id!$. - Parigi. - Rev1Le rétrospéctive. - Snmsoo. - La Russia sotto A lessandt·o [[[ e 7>r·ima di Itri (in tedesco) . ...,... Traduzione inglese di i\forriso o. - Londra, Fi ~he r Omd in. - Hohen Hobinson. - ilfemor·ie di Giacomo Br·,idge;, pr·trno duca di Chandos ( l 650-1720) . - Londra, Snmp~on Lon .


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NOTIZIE BIBLIOGRAFICUE

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-

l O. Varietà. - Direz·ione gener·ale di .stat·istica . - Stat·istica de lla r.mt:gm zione 1:t.ul.1·ana n el 18 91 e appunti di statistica comparata dell'em:igrazione dall' Eur opa e dell'imm1·graz1'one in Ame1'ica e in Australia.- Rotn:.l,

Ti pografia dell'Opinione. - L'importaute questione dell'emigrazione di cui molti pa rlano con poca cognizione, è in modo scientifico precisa ta nei suoi ell'etti da questo notevole libro; uon è malo consultarlo per avere idee precise iu argomento di così 11itale interesse. - Le caTJalcate degli esplot·atot·i dà 1·eggiment·i cosacchi del Caucaso nel dir.embt·e 1892. - .Veue Militiirische B liittM'. - Giugno. - Lobeii-J:1 rotzky. - A nnuat·io rlei p1·og1·essi dell'at·te 1n-ilitm·e ('1!) 0 anno ·1892). - Berlino, \Ti ttler. Questo vo lume dell' interessante collez ione fon data dal Lobell comprende: I. Notizie sull'ordi na mento Jegli eserciti nel ·t 892 - Belgio, Danimarca, F r11ncia, GI·ecin , German i:~ , Grnnbretagna, Italia , i\Iontenegro. Olanda, 'l'orvegin , Austria, Po1·togn llo, Spagnn, Rumania, Russia, Svezia, S vizzer:~ , Sed>ia, Turchia . II. Progressi nell'arte del la guen11. - 'l'otizie sull11 taltica clelle tre armi, su lla guerra d'a,;sedio, sulle arm i pot·ta tili , aniglierie, fortificazioni (-t 890-92), ferrovie, ae rost~tica militare, letter:J ture militare e storica.· III. Avveoi menti milit11ri nel 189·1-92. -G uerra civile del Chi le - Campagna tedesca in Al'ri((a - Guerra del Da homey - 'l'aerologia - Indice alfabeti<:o. - f.a stenografia n er1li ttsi militat'i. - Vedi Deutsche Heeres Zeituny - 7 giugno. Per la Direzione

L onov rco CrsoT'.ri vuaggiBrt li. M., inuricoto

DEMARCHl CARLO,

perente


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