Skip to main content

RIVISTA MILITARE 1892 TOMO III

Page 1

ANNO

XXXVII

RIVISTA ìvlILITARE·

,,

ITALIANA

DISPENSA VJlI. -

1° L UGLIO 1882

i ,{

1 I

·'

ROMA V OGHERA

E

N

P. I C

T IJ'OGH A !'O- f!() ITOTif•: I

/'

I

O


SOJIJUHIO DI ALCUNE CONSEGUENZE DELLE FERME BREVI

delle materie contenute nella presente dispensa

/

DI ALC UNE CON'SEGUE\'ZE OELLE liE11ME lll-rnrr - Bianciardi, mag_qiorc . . . . . . . Pag . .-i89 l~IZIATIVA O DOVERE - E. Rabbini, capitano . » -~96 QUESTIONI I1EL:\T IVE ALL.\ EDUCAZIONE ED ,\LLA COLT UllA l\IILITAHE DEGLl UfFICL\LI - Francesco Roberti, cctpitrmo di stato rna_qgiore . . . . . . . . » ii09 IL TIH.O A SEGNO NAZfO:\' ..\LE 1'1~1 SUOI HAPPOI1TI CO~ L'ESERClTO. (Continirnzione e fini') . - G. Sala, mr,ggil)re nel 7° f'anterùt. . . . . . . . . . . . , 5~·1 I.E :'IJATElUE :'111 LlT,UU ;\!EG LI A'flUiff l DI STATO I\ TOHTXO . (Co111iouazio111•). - Pio Bosi, 111a9,qior1• I ~35 STATO l\Il LlT.\l.lE DELLA S \ lZZEJU )) ;jq,fì NOTJZIE POLlTlC0 -1\HLITATU ITALlAXE

IL GEXEH.ALI~ CEI1Il 0 Tl . l L GENEHALE S(N I. .

))

;j58

))

062

))

563

f\OTIZCE MILITA Hl ESTETlE: a) I.a c)limrrnta Jei risc rvi,;ti pr.r I' istruziorn: iu nussia

b) J,a nnoni orgau izzazione deli'e~crcito l.iulg11 ro . e) Pi ccol:i cronaca . NOTlZIE 11 [13 LJOlj HAFI CHE

» ))

I.

ti65 5fi9

]'

Dico /el'nie brevi e il lettore m' intende, perchè pnrlo di una fra le più discusse queslioni dei giorno; ma quelle stesse clic oggi si chiamano così, un 20 o 30 nnni fa non avevano , si può dire, nome; chè il minimo a cni allorn pareva si potesse giungere erano i tre anni, invece che ora è il massim<l : Lanto il mondo camminà I · Ora dnnque avremo ferme di due anni e anch e di meno. La cosa non è arrivala tutta ad un trn lto: si prevedeva, ma i;1tanto nessuno direbbe che la ferma di tre anni aveS$6 proprio avuto , non elle tutto il suo pieno asseuo, nemmeno l'approvazione universale. Maggior- · mente dunque ci devono preoccupare le conseguenze dcli' ultima riforma, che può dirsi radicale. Molle di esse, elle poco si fecero sentire o poco si avverlirono nel passaggio dalla forma di cinque a quella di tre anni, ora saran no patenti e peseranno di più: alcune troveranno la loro conl'erma in disposizion i o regolamenli, altre si vcri(icheranno nel costume militare dell'esercito , nella vii.a in Lima, spicciola, nel l'interno dei rel,(gimen ti, altre ancora si spargernn no ne! sentimento nazionale militare. ·

» G7~ » 580

TI.

E prima di tullo la disciplina si renderil sempre più impersonale. ()nel fascio de i sentimenti di deferenza , di rispeLLo, di arlel.lo ~he ~enerano spontan ea l'obbedienza e che si formava per un pi1:t lungo contatto fra superiore e sottoposto, sembra destinalo ad assollia2 -

ANNO XXXVI!, \ "01,. Il.

•


1

490

DI ALCUNE CONSEGUE;:,rn J>ELLI;: FERME IIU En

DI ALCUNE CONSEGUENZE DELLE FERME' BREYI

gliarsi di mollo: 1.alchè dal grado più che da ll'uomo qnei sentim enti dovranno essere ispirati: al grado più che ali' uomo si ubbidirà. E da ciò ne verrebbe la necessità di una discipl ina più rigida: non tanto per la gravitù delle punizioni, quanto per l'inesorabilità di esse, sia pure con lunga scala. Certo, questo modo di governo, che si allonlnna da ciò che pnò sapere di paterno, non rende il servizio miliLare gradito ai cittadini. Ma fino ad un certo punto è in nostro potere il non adottarlo inticramrnlé: perchè quanto pi it si insisterà sulle qualità rispetlabili dell'uomo nel grado, qur1nlo più saremo intran,;igenti nel non sopportare, nemme~o per poco, eccezion i a questo, tanto maggiormente quei sentimenti a cui dianzi acc(~nnava si faranno nni ver;;ali nella Nazione e visto il grado si crederà ad occhi chiusi e subito nelle vi rtiì dell'uomo ch e lo veste. E tutto questo porterebbe a ciò eh' io diceva in altro scritto della presente llivista, che cioè nel reclutamento degli ufficiali e nel loro mantenerli al servizio, deve dominare il criterio del la qualitiì su quello tiella qùantiLiL:

meraziohe: 'il difficile è lo stabilire la priorità di una piuttosto che di un'al tra. È dunque nelle principali che dovremmo insistere. Così • , nel promuovere a caporale, per prima cosa dovremm~ guardare alla naturale autorevolezza, che deriva dalle .forme fisiche, dalla forza, dalla voce, dal contegno in genere dell'uomo. E queste qualità dovremmo volere pure nei sott.' ufficiali; ~ mancando, essere _ ragione per non promuoYerli, anche quando una co?~otta _pacifica~ mente b'uona e i buoni esami sembran,i dar loro d1ntto a1 galloni d' argento: cl~ è per loro, a compenso di qualità naturali deficienti, non può invocarsi una educazione intelletluale e morale super1o~·e, come nell'uflìciale ; e· un sergente al quale pesa troppo lo zaino nelle marce, nelle faticJ)e, riesce più d" impaccio e di scandalo che di vanla•rnio. E que~;a preminenza di qualità natural!, ~erchè in poco _t~mpo si conosce e risalta nel!' uomo, si confà beD1ss1mo colla celenta ~on la quale dovrebbero esser fatti i graduai.i ;_ come, p~r ese'.11pio, se fosse stabilito che per esser fotti cap9ralt, non sei mesi, ma tre bastano. Certo, le suddette qualità possono dare disingann i e troppo scompagnarsi in seguito dalla buona condotta, specie nella part~ · mor,1 le: ma noi a Libiamo detto perciò che alla prontezza nel dare 1 galloni,. debba corrispÒnde{·e quella. dei toglierli quando occorra.

· Ili.

E cotale preminenza della qui!iti.L, io la credo utile .anche nei gradi della bassn forza : e spessissimo ho sentito dire ai cnpitan i : « meglio un :;olo sergente a!la compagnia, anche un solo caporale « ma1giore veramen1e buoni, che mol ti e poco buoni n. Cosicchè, per di rla co n frase di u·fli cio, anzicliè volere i quadri al completo con miscuglio di buoni e di cattivi 1 meglio è omeuere i cattivi contenlandosi dei pochi e buoni. Certame11Le che in tutlo ciò vi è, al sol ito , un limite, una via di mezzo: e graduati per fare il servizio hi.,ogna pure averne quantità suffìcienle: ora se io potessi suggerire modo per CQnciliare le esigenze quantitative con qu elle di qualità, direi che dovremmo esser pronti a fare i grad uali, ptonLi:;;;imi a disfarli, quando non vanno bene. Con questo avvicendarsi rapido di co:;e e di uomini, anche il movimento nei quadri dovreb/)e esser spiccio. lo credo che chiamati a esporre le qualità osiche , monili ed in· Lell eltuali di un graduato, presso a poco aneleremmo intesi nell'enu-

49 ,

lY.

,I

Q&nun sa che al successivo accorciarsi deìla ferma ha corrisposto ·via ;ia la sempl ificazioue delle istruzioni in _~enere e l'abolizione di quelle che meno sembrav~n~ necessarie a f~~m,~re il ~o!dato. Ma credo «adre.bbe in errore chi dicesse che p_erc10 110tens1ta del lavoro nei regoimenli è diminuita e che il soldato è meno occupato . - .n . . di pri ma. Perchè in quelle istr~zioni che restano s' 1~s1ste ma~· giormente e si vo.gliono più ampie e ben fatte. E se ,1 let~ore ncorda bene, Je ultime opposizioni che da noi e all' ~stero s1 fecero all'accorciamento della ferma, erano basate non tanto sulla pretesa 'impossibilità di ottenere un soldato sufficient~~ente istruito in tre anni , ma solla deficienza di edu cazione inil1tare che ne sarebbe


492

'.

-

,

' p 1 .A LCUNE CONS~GUE~ZE DE L!,E FERM'E BREVI

resnltata. Si diceva: alcune si possono togliere, le altre com-· primere in tempo più breve: e cosi si è fallo , confidando, per l'educazione, nella progressiva istru1.ione del popolo, nei grand i sentimenti nazionali. Quella maggiore inten sità di lavoro porta à due esigenze correspettive: da una ,parte alla rna~giore sicurezza nel comando, dall'al tra ad un pi ù prori to intendimento nell'esecuzione: ,che un milit.are, in quanto è superiore, sia sempre sicuro di ciò che deve esigere e far compiere ai propri sottopposti, che questi, per abitu· dine di rego le, siano pronti alla volutn intiera esecuzione. E cotale sicurezza nel comando deriva dalla perfetta conoscenza delle regole, e questa conoscenza è frutto assai pi'lì della ripetuta pratica di esse, che non clel loro studio rinnovato. Or tutto ciò , mentre si appoggia sulla 3tabi li tà delle regole, restringe sempre più la parte soggettiva nel comando stesso. Oltrechè il sentimento del dovere, lo 7.elo e l'affello che un superi ore ~ente per il reparto che comanda, lo porterebbe a fo ggiarselo nel modo che crede migliore. Da ciò una serie di prescrizioni che non urtano certo nei regolamenti, ma escono , da essi: non è generalmente un chè di differente, è un chè di più, frntto appnnto dei co nvincimen ti individual i del superiore, . dell a sua esperienza, dei suoi studi . E amrrtesso subitò che tutto qµe sto possa esser buono, a me non pare or.1 cosa pratica. Si ha app,ena ÌI tempo di compiere tutto quello che vogl iono' . i regolamenti; l'en ergia del superiore si esaurisce ad ottenere molte, in poco tempo , quella dell'i nferiore a pratic,i rlo .

V. Ma il punto più importante è quello ch'io diceva sulla stab ilità dell e r~egole._ _ Di re che tutto quello che concorre di rettamente e indiretta ment~ a fo rmare il soldato debba rimanere stabile é fe:·mo in tanta pro" ressione di cose e cli idee., sar ebbe una vera sciocchezza; e d'altra parte ognu no è d'accordo nel!' ammettere, e per ciò che abbiarflo ~

DI ALCUNE CONSEGU ENZE DELLE FERME BREVI

493

detto' e per tante altre ragioni, che la stabilità delle· r egole è una • èondizione eccellente perchè i fattori positiv i nel lavoro dell'esercito possano esplicarsi efficacemente. . .. Vedinmo dunque dove i mutamenti sono più necessari ed u~11i , dove meno: dove il bene del mutamento supera il male inerente al mutare: dove i_nsomma il mutare s· impone, dove invece un soverchio amore all'ideale ci può spingere a preferire il meglio nemico del bene. Parmi poter mettere in sodo questo: che dove è. meno pos~ i~ile resistere ai mutamenti , dove anzi è più spesso utile adottarli s1 è . ; .. nella parte strettamente tecnica: dove al con~rar10. (, ~lll necessario a tener fermo, è in tutto <cnello che cosp ira a lormre e man, iènere il morale dell'esercito. Fra questi due poli si racchi udono, parmi, tulle le disposizioni, tutti i regolamenti che ~overnano l'esercito, molti dei quali 'hanno· in se stessi e dell'uno e dell'altro car:ittere. Ed un'altra affermazione credo peter fa re con sicurezza: ed è, che tanto più la ferma sarà breve, tanto maggiormente i vincoli che st1fot1ono l'esercito alla nazione si stringeranno, e, ambedue si confonder~nno: si confonderanno dico, non maggiormente negli affeLti nazionali ,- che ciò da un pezzo è fatto, ma nel sapere, nel costume, nei sentimenti militari: talchè un mutamento nelle regole nostre avrà una lunga ripercussione, di Lem~o, di spazio , di persone. . · Ma i mutamenti nella parte tecnica si arre5tano alla memoria del ci lladino: quelli della parte morale s'i nne,;t.ano a tutta l'edu· . cazione nazionale, penetrano in es~a. Inoltre i mutamenti tecni ci si connettono spesso ad un oggetto materiale ed è quindi più facile apprenderli. Data uri'.arma nuova, ne conseguono una serie di mutamenti che dalla nomenclatura possono giungere fino alla tattica. Ma v~dete nella tattica quanta parte di morale ha. il nostro regolamento di esercizio !· Tutto quello, per esempio, che si otliene alla discipl ina del fooco: e la profonda differenza fra cuoprirsi e nascondersi: e il non ritirarsi subito se fallito un assalto, ma star fermi sotto 'il fu oco: ed altro, altro ancora.


494

495

DI ALCUNE CONSEGUENZE DELLE YERME BREVI

DI ALCUNE CONSEGUENZE DELLE FERME BREVI

'fnLto ciò, poco a poco si sparge nella nazione, e facei:ido una generazione di sentimenti , suscita un ordine di idee, çhe sono p'e r l'educ:izione nazionale, co me la parte pi ù robusta del carattere.

stesso peso deUe punizioni accum.ulate? E vernmenle i giudizi si

VT.

accumulano 't Soggetto eli esame se•rio ed acuto, credo dovrebbe essere questo pu nto . .Giudicare il responsabile dal resnltato , parmi cosa assai de-

•.

Mi pare !ogico e i fatti lo confermano, che quando una istitùzione è l'oggeuo per molti ~mni di riforme successive, li effetti di esse abbi an~ appena tempo di m~nifestarsi, sicchè gli uni si so vrappongono agli . altri e a vicenda si modifican o, rendendosi talora più acuti nel senso a cui le rifo rme erano indirizzate, tall'altra attenuandosi o mostrando nel resultato deficienze e lacune da prima non previste. Da alcuni anni, molti atti, molte disposizioni dell'autorità superiore hanno avuto in mira una specie di ricostituzione del morale dell'esèrcito. Fra· le p1·incipali io rneLLerei tutto quello che si è scriLLo nei regolamenti e nelle circolari per svegliare .l'iniziativa in· dividuale, per dare una liberlil ma~gi ore di go~erno e di azione ai responsabili di un resultato. I vecchi mili tari dell'esercito sanno quanto tutto ciò ha scemato, ha fallo, anzi , quasi sparire quella rigidezza di orari, di prescrizioni tassative che legarono in servizio il lavoro degli ufficiai i ed erano causa di molte punizioni. · Sarebbe ingiusto dire che quell'indirizzo di cose, che sembrava cùrarn pi lt la forma che la sostanza, non avesse in se slesso proprio niente di lnrnno: si è bandito, ·perchè non più consono ' ai tempi nostri, nè io.lo rimpiango. Pure se si confronta col. nuovo indirizzo , questo .si·può all'ermare: che il primo era. facilmente -ed immediatamente controllabile. Alla mancanza succ~deva. suhito la punizione e quesle si accumulavano e rèstavano come un delitto da · estinguere, o colta' succt-:ss·iva, prolungata buona condotta, o con qualche pena grave, o da bilanciare con qualità eminenti. · A Lale controllo sostituito ora il giudizio sul resullato dell'opera, siamo noi siéut'Ì che esso abb.ia sulla carriera dell' ufficiale lo

,,

licata. Non dico che, dato il resullnto buono, si debba ri~ t_racci,u.·: se fra i mezzi adoperati ve ne furono dei condannab1ll :_ a c10 cleve pens:ire il superiore che invigila il processo ~lell'opera. ~'la se il resuhato rosse deficienl.c, non si tleve anal 11.zare cprn11 La parte sia da imputarsi alla mancan1.a di hoon:t vc~lontà, quanta a quella di sàpere O d'intelligenza , quanta alle circostanze elle accom pagnarono l'opera del responsabi le? . . . Jn ogni moclo il gi udizio va fa tto, e fo rse nor me !,(eneral1 s1 potrebbero dare. Ed esso dovrebbe rimanere come ~locumento da pesare sulla carriera dcU'uHiciale; non sol.o, ~a s1 ?~treb,be stabilire qurindo nna pena debbn seguire sub ilo il g!ud1z10 S\avorevole. Non facendo così, panni possa germinare nell'eserc1to una specie cli apatia, una condotta inco lore , ~nirorme .s·~ che le inizialive, le energie anzichè ~veglinte ne restino mortificate. E tutto questo parmi sia reso sempre mnggiormente n?cessario dalla brevitit de!le ferm e: perchè con quelle lun ghe 1.1 lavoro prolungato ci poteva garan tire di più contro. le incguag).1a°.ze dei resùltati, e tnlli farli ·giungere ad un certo livello: se 11~t 1uziÒne del soldato che si farà in due anni si facev~ in tre, v_1 era dullque co me di più cli tempo nel quale i reparti a1:ret'.·at 1 potevano portarsi innanzi: ora invece preme che_tu'.t1 gmnga~o nel tempo . fo:saLo alla meta desiderala e per ciò e necessano lavorare pre$tO e bene. .l31ANCT ARDI maggiore.


INIZIATIVA O DOVERE!

INIZIATIVA

Stabilite i:iueste premesse, parrebbe che null'altro occorra fuorchè Ja raofonevole e diuturna pi·etensione che ciascuno compia il proprio dovere sia in pace, sia in guerra, e~sendo noto che 1:a~itndine rende facile ogni cosa e rende dimcile sollanto I.a deviazione da un atto con~ueto - e ben sapendo che sul campo di ~battaglia dò che i comandanti vorranno per forza è già determinato dentro di loro prima ancora che lo sappiano. . . . È ben vero che .ai più parrà_di essere libel'i_nella man1festaz10ne ~ del pensiero e di ogni . singola az:ione - senza pensare che la libertà da essi ostentata non consisle in -altro, come sentenziò lo Spinoza, che nella conoscen.za di una volontà, senza neppur sospettare la cagione che fa loro pigliare ciò che essi chiamano determinazione di loro scella - pur tuttavia, e per ciò soltanto, sarà ra•ro-iunto il notevole risultato che un complesso di menti educate · ad assumere ognora la responsabilità dei propri atti, porti sul campo di battaglia le abitudini stesse del tempo di pace~ abilm~nte risollevate alla di()'nità che deriva da una presupposta libertà di 1' . azione. Che_cosa è dunque J' iniziativa - che il regolamento d' esercizi considera quale fattore di buon esi.to delle operazioJ\i militari, e le norm~ generali per l'impiego delle tre anni, nel combattimento, chiamano dote essenziale per chiunque ese,rciti un comando·' in guerra? . . . In un recente scritto pubblicato nella 'Ri'!ìista milit(J;ré (,J), s1 le,,ge che l'iniziativa è la risoluzione 'intelligente che prende . un n~, inferiore di sua prfoata aiitorità, e che fcivorisce. la realizzazione dèllo scopo cui tendono i suoi capi. · , Se questa definizione è esatta, osservo che l'inizia_tiva così in.tesa non può esplicarsi nel cèmpito a ciascuno_affidato ne,lla parte ~or.,. male del regolamento d'eserci~i, essendo ivi nettamente e partitamente determinate le modalità di esècuzionè, ed il limite di teqipo concesso per tradurle in atto. · . · Neppure scorgo la possibilità. di invocarla. n~lle esercitazioni di iforhbattimenlo, poichè il campo di az/one in .cui e~se,.si _svolgono è

D DOVERE! I. .

I

In un esercito ben costituito devono essere nettamente definiti : 1 1 °) i doveri che incumbono a ciascun 0 , nonché i mezzi atti a conseguirli; 2°) il grado di responsabilità di ogni comandante nell'adempimento dei propri doveri: 3°) la ?omma di libertà concessa ad ognuno per poterlo razionalmente chiamare responsabile dei doveri che deve compiere. Ogni comandante per essere in grado di adempiere ai propri doveri, e di assumerne la responsabilità, subordinatamente ai mezzi di cui lo si fornisce ed alla libe~tà che gli si concede, deve ·essere dotato di colpo d'o cchio fisico - èli mente f'redda ·_ di · colpo d'occhio m·ilitare e di carattere. Per · tal modo, e non altrimenti, , sarà possibile risolvere tutti i problemi che possono rnn~ifestarsi - sia per l'esatto' adempimento di c1uanto prescrivono i reo-ola~ menti - , sia per modificare le disposizioni· regolamentari in rapposto alle varie contingenze di pace e di guerra - sia per agire contrarìamente alle dispòsizioni stesse, qualora le condizioni del momento lo impongano - sia inlìne per crea1:e nuove situazioni, là ove non sì è sorretti da ordini, direttive o prescrizioni regolamentari: purchè il fìne propostoci corrisponda ai bisogni reali, o concorra al conseguimento dello·· sr,opo comune.

r.i,

,

(I) N1tovo sistema d'istruzione -'- pel ~apitano di stato maggiore F. GlllEtl,I settembre 1891.

/

-~


498

. 499 -

INIZiATIVA O DO:VERE!

lNIZÌATIVA O DOVERE! 1

•

I

tro~po limitato per richiedere atti d'iniziativa nel senso snaccennato. , Rapportandoci alle grandi operazioni di guerra, la storia milil.élre insegna cl_ie sp.es_se ~alte _il pla_uso. ~p.ettò a cbi s~ppe disubbidì.re a tempo agli ordm1 dei suor capi, e che la villoria si ottenne appunto perchè si ope'rò · in opposizione alla realizzazione dello scopo cui essi err011eamente tende\'ano. V' ha di più - la cri tica condannò . ' \ soventi volte coloro che non sepparo :spezznre i· vincoli che in determinate contingenze ne .paralizzarono le forze . · Nel Jour-nal cles ~cien'cès milù ail'es .del settem bre ·11·89 11 (I) è riportala la seguente definizione dell'iniziativa. « Action de commericer le premier une chose, ou d'en donner la premiè/e id'ée. Droit de proposer cert:aines cli'oses, 'de les co1nmencer. Sorte d:e capacité partiçlllière, qni pennet à celui qui la possède, de concev-oir cert~iries idéès et doon~r le premie mouvemen t ù. leur exécution >> Laroiu;se: · . L'autor~ dello scritto, soggiunge: « mais' cette définition ne me donne pas ,pleine satisfaciion au point de vue de l'o bj~t special qùi nous occnpe, c,'esb·à-'dire an point de vue militaire. J'en oi" donc recherc·bé 'un anlre' plus prèèise, qne je .sòumets à l'appréciatìon dn lectenr. · · · · · ' << L'initiative, c'est 1'expr'ession utile d'une volonLé se ~ anifestant .!ibrement dans l'esprit gérié.r,lle de la regie, c'est à·dire ?an~ !'.esprit de !-Ubordination ..... Serrant de plus près la questi on, . Je}1ra1, sans. crainte .d'etre démenti, que l'initiative n'est que l'obe1ssance stncte, sous UQe form e, d'indépendance et .d'individualir& ' · purement appar·entes. 1 << ,Je m'éx.pliquer: l'obéissance est dans l' esprit qui vivifie, non !fans là le.Ltre qui tue. Vlnitial.ive cbnsiste. it faire de soi-memè ce ttt~e Je, ch~f, s'il ,en avait le temps et le moyens, ordonnerait en ra1son des· modi (ìcations ·qui se sont produites dans la sttnation et qui imposent logiqueme,nt une rnodilìcation dans !es insiructions . » . Dato uno scopo verso cui devono tender;e sia il comandante . in capo, sia ·i comandanti sottoposti, tutto si riduce a conoscere in· qual .mistrra ciascuno deve 9-ssu.mere la resp~nsabilità degli alti che I

U) lilude m or((le sur l'i niti((,tive - pat' un offlcicr supérieur.

oompiò rio pe1; raggiungere il conseguimef\tO d.i esso. Ora qtiesta .resp0nsabilità può, per ùn · supposto, essere con-centrata ali 'inizio ·jn una sola personàlita, ,e man mano· che si procede ,IieÌl'azio'ne, scindersi in moltiplicj altr'e - ma non è men vero che non appena questa suddivisione ha principio, ognuno deve non so.lo intuirt i, ma·.affèrrare prontamente quella parte che· gli éompete / e procedere. oltre, non già colla ment~ perplessa dall'idea di dover coonestare_le pro-prie azioni cogli ordini ipotetici del suo capo, ma libero nelle : . manifestazioni del suo pensiero, e coll'unico intento di co0perare, eÒi 'mezzi di cui dispone_, e sotto la sua in!era respo,n'sabilità, alla realizzazion e dello scopo comune . . · ·J Questa successiòne logica, la quale non esce dalla ceréhia dei do".éri . spellanti ad ogni singolo èomandante, si manifesta, sui ea:m,,po di battaglia, senza interruzione, naturalmente - così ap·, _punto come un corso d'acqua principale che per Cl)ndizioni specia.li del terreno si ramifica in corsi d'<tcqùa minori; e questi à lor·o· ·Volta in fiumicelli. · c&·e valore hanno in tal caso le de11nizi'oni suaccennate, ed i lo'ro. sottiatesi , al.lorcbè ci t.rÒviamo di fronte a svnria te 1-esponsabilità, . cbe s·i r~ggruppancr e si sp~zzanò, e~·nuovamente si ammassano .'.._ (fnasi direi inconsciamente, per la· naturf!: stess.a delle cose ---:- le quali lfan110 o.ensì rispetti,·amente una ,appare,nte libei·tà d'azione, ma clie in realtà dèvono (orzatamenle seguire una determinata èarreggij.l.la se non vogliono fuorviare dal retto sentiero? ed aìlorquando è noto non essere fattibile ciò ·~egua nei modi volnti ,'se ciascun cò·mundante non è dotato di 1 talmto ·militare, c.he in sè riassume .le doti più sop·ra accennate'? ! ·ehe cosa è dunque l'iniziativa? · . . « L'initiative est ~onc -bien l'essence de la vie » -- sogg.iunge il_ citato ·offi cier supérieur. . Non vi ·è nulla nella vita c.he ne rappresenti l'essenza; e nel mod,ò -istesso che all'antiquata· forza vitcile si sosti tu.ì il concetto che la vita è una funzione . chimica.,, così alla moderna iniziàtfoa ch è ' rappresenta .erroneamente l'essenza di tulte le doti n·ecessarie per comp;ere, devono essere sostituite quelle sole doti le quali so·no coI,1,siderate. da .te~po immemorabile come. una, èondìtio sine qiia · non per o_gni comandante, allo sc~po di poter c·orrispond_ere in

· j>[&i

...

,

'

.\

,,

J


500

INIZIATIVA O DOVERE!

ogni evenienza alle svariate e talune vol te imperiose esiuenze della 0 vita militare. Esse sono , come già si è prec; dentemente accennato : il colpo d'occhio fisico, la mente fredda, il colpo d'occhio militare, il carattere,. cosliluenti nel loro complesso il~talento militare nella sua più perfe lla manifestazione. Esse non sì possono sepa rare, nè comportano alcuna ìntromiss!o~e - nè dalle rispettive proprieLil emana verun ignoto p1-inc1 p10; ma sol o per esse si raggiun~e il risultato cli attuare con coscienz~ ed eflìcar.ia quei doveri di cui si ba conoscenza, inquantochè conoscrnte le modaliLil colle quali si deve eseguire un determinato lavoro, è chiaro che questo non possa effettuarsi ne.I modo richiesto fuo~-~hè da i?~ìvi_dual_ità aventi le condizion i volute per compierlo. C10 ap.pan ra v1epp1ù manifesto dal seguente notQ. esempio, e da una.succ rn ta analisi delle doti suaccennate. Il comandante della 2• division e a Custoza (le<1ato a Monzambano dagli ordini de! comandante il 11° corpo), vede ~he com inciano ad affiuire al poule di Monzambano sbandati e carri deJla ,1• divisione· giudica c01ì calma essere opportuno riunire tutte le sue tru pp; pre:;so_ quello sbocco per poter adop erarne una parte, se fo,,se necessario, a soccorso del generale Cerale - e poichè cresceva sempre la cal ca dei carri e degli .sbandati sul ponte di Monzambano, nc,n esita wi istante, passa il poute, conduce parte delle sue truppe aurnver,;o i campi verso In Brentina ed ascende sul monte Sahbio ne per vedere. _La graduale esplica,zione delle cloti inerenti al tal ento mililare . procede qui in modo tutt'affatto naturale. e l'azione complessiva che da e:;se ne deriva risponde al concetto che ogni comandante ~o·vrebbe aver (isso in mente.circa l'adempimento dei propri doveri m guerra. '

501

INIZIAT IVA Ò DOVERE l

.

11)

Oolpo d'occhio fi sico. / ,

L'imm~1tab ile principio enu nciato dal filosofo Aristotil e: nihil est · inte.llectn qiwd non firnrit prius in ,yensu, trova pure la sua pratica applicazione sul campo di 1;auaglia. Se infaLLi la potenza visiva dell'ufficiale (colpo d'occhio fisico)' e ii;i parte menomata, mancherà ad esso la prima <l elle facolt à indispensa bili perchè il suo intelletto possa valutare, come lo stalo reale delle cose lo comporta , le condizioni dell'at1acco e della difesa, che mutano in O;{ni istante -- nè il carattere potrit porre in auo ; giudizi form ulati, per preparare e poi cogl ier~ il momento opvortuno per attaccn re e contrattaccare il nemico e Qatterlo. Data cotesta deficienza egli dovrà. necessariament~ subordinare le sue risol uzion i ·ai limi tati, imperiosi e talune volte inesatti rapporLì che riceverù; ad una imperfetta lettura delle carte, ed all 'applicazione immediata di norme o principi tattici ch e mai concorderanno con la realtà del comhatLimento.

Mente f redda. La ìnentre fredda si può paragonare ad un obb iettivo il quale esposlo ai raggi di ~nce che emanano da un punto luminoso, ne converge i raggi emergenti in modo che l'oculare ne scorge la vi. sione netta. · ProcecJendo col paragone ne deriva, per analogia, cbe qua nto dal la potenza visiva cade sopra una mento non fredda , si diverge dopo averla attraversata, c·on azion~ identica a quella d' una le:1 te divergente sui fasci di raggi di luce. Ora egli è appunto per tale divergenza ch e un fenomeno non giungendo nelle sue gittste proporzioni là ove è solo possib ile poterlo afferrare ed estrinsecare, di esso .non oo;;sa esprimersi un giudizio esatto.


,'

502

.

Se ~?i. infatti o:ss.ervi;mo come si c~~p.or;anò coioro i quali d·ifettano 41 mente fredda, ril,everemo che il loto modo di agire è in _ perfetta concordanza coll'imposs ibilita. in cui trovasi· 111 facoltà intellettiva giudicante di vivificare adeguatamente !;immagine turbata ad essa pervenuta: Eglino , vogliono fai· tutto col che non fanno· · nidla. J lagioirnvole pertant.o che il Mare~ciall o di Sasson ia li coriside~ rasse com~ .aente citi _girn il .èf J)O · e non vedono 1~ìilta; e·NàpoIeone I, discorrendo d1 loro dich!ara·sse in modo catee1orico - la ncitur_ci.non a·vel'li /hiamati al comando di trnppe in gi;,errn, e c;,llci direzior~e delle 91:andi ·operniioni 'mititcwi per qnanto sapere, aciitezza d1. mente, CM·a;g!Jio o· altrci buona qualità, ·ai1&Jsero altronde.

Oolpo d'occhio militare.

.

,'

' .

INIZIATIVA O DOVEREI

INIZIATiVA · O DOYERE!

..ìl colpo cl'occhio militare è. quella.. facoltà dell'intel!ett.o mediante 1 la quale. :i l~a l'.at1i1udine a giudicare prontamente e con certetza '· le cond 17:10n1 deW~tlacco e. della dif~sa , sia nel periodo in cui si · ~rep~ra il c~mbattinwn,to, s:a a/l'inizio di esso o durn òte il · suo. svolgimento. ., ' 1 - ~~ possibilità ~i u-~·azione effi cace per· parte di · cotesta facoltà d;ll rn~ellet_~o es;;endo subordjnata all'!ntegrità rispettiva del colpo d occh~o. fisico,.~ ~ella mente fr~dcla,, ne consegue ,per ili.azion e la necessita ?ell I nt1i:no loro legame. Fr;rnro i.:he sia, J""azione siessn, essendo d_, natura comprensiva, si sfascia. Ma data pure l'(irmo~ia nelle part.1 , .se a 101:0 volta non ~a ranno sorrette dal ·càrattere, ciò che dal con~plesso ·delle mede,;irne proviene non ànà che un valore con'sult,vo sul campo ,di battag)'i a.

Oarattere. , Uomo, d.i cara~tere è quegl i cl'ie è ad un tem_pò paz'ìenle e corag. g1oso. L uomo d1 carnttere ha ognora il cMag-gio di essere ciò che la natura .In ha fatto. Esso è un pomo in"terò e _çompìuto, nel!Ò stretto senso della parola. ·uua ,.simile ··. · . natura:, cl'·uomo , ·,~ 1sta e g1.t1-:-

503

. dicata nelle s.ue giustè proporzioni una determinata sit~rn~ione di guerra, applica immediatamente la soluzione sofoministrata dal giudizio fatto , giacchè esso non è mai dubb ioso , irresoluto, perples$O. D'a quanto .si è accennato in questa prima parte, se ne desume: ,1 °) che su l carppo di battag-lia non hanno valore reale fu orché le sole azioni che . s-ono una clirella emanazione delle doti costituenti il talento militare; , 9°) che tutto ciò che da esse proviene non parte dai limiti d_ei doveri che una 11azione ha diriu.o di esigere da coloro ;1· cui affida .le r,roprie so~ti morali e materiali. · Se coteste affermazioni sono degne di es:;ere considerale .come as;iomi, induhitamente il corollario saril: ogni comandante di trupp~ in guerr~ deve essere dotato in modo Cerio di tafonto nii li tm·e; chi ne è privo, cadrà inevitabilmente col proprio peso specifico, per quanto si a il suo modo di pensare e di agire, fra la massi{ umana che fa fuoco ed urta. · ..... / i deficienti di taiento mihtare, per quanto ,dotti ess i siano, per quanto versati nei vari rami della scienza ed ftrle militari, non ' s9lo. non ~arann9 mai di sè buona ~-irova in campo. ma saranno, nella maggior par.te dei ~ , di grave nocu mento .al buon andamento della . battaglia stessa , poichè alla mancante co.mprensione chiara e sicura ·di un dato fe nomeno, es'si sostituiranno le · proprie astrazioni - al lavoro proficuo di chi è conscio del proprio ·valore, le ,arruffate concezioni del dilettante:- a quella potenza che limpidamente e naturalmente sgorga dalle commossè fibre del cervello e del cuore, cìò che · è accademico, artificioso. 1

II. Chi ha i n$e)!nato al capitano Helmuih , che una compagnia ptiò attendere imperterrita un reggimento ~i ca,'.alleria, e sbaragliario r.o1 fuoco distanza di pochi passi ? 11 _talent_o·militare! ·e soprastante ad esso il s.enti l)1ento di un : _dover:e da compiere, nettamente formula to e tassativamente imposto - la cavalleria nemica delie. essere ad ogni co;~to respinta. ·

a

ll


/

INIZIATIVA O DOVERE !

Nella ·battaglia di Bcaumont (30 agosto ·1870) il capitano Helmuth · del l'eggi men to 27° vede il 5° reggimento carazzieri francesi. il qunle dirigeva da principio la carica contro le compagnie 11 3 e 12\ volgersi rapidamente con una conver:;ione a sinistra e slanciarsi contro la sua compagnia, con gran disprezzo della morte; giuJica, colla massima calrna, essere pos,,ibile lascin rlo caricare a fo ndo. ed al suo pl otone di destra, tuttavia girato in gui sa che volgea le spalle ai corazzìéri, fa subito far fronte verso la cavallerin ; a Lutti fa reciso divi eto di raccogliersi a gruppi, anzi comanda ai suoi fucilieri che aspettino fermi l'appressar dell'avversario e non tirino se noll" a comando. Giunto a brevissima di$tanza, ordina una scarica che stende·a1 suolo, a quind(ci passi dalla fronte, più di ,, 00 uom ini e ·I 11 ullìciali, fra i quali il valoroso_comandante della schiera di cavalleria . « I superstiti si gettano in1< dietro verso la ì\Iosa e cercan~ di raggiungMe a nuoto, essendo • ingombri lutti i ponti, la riva opposta. » Tale splend ido risultato non sarebbe al certo stato possi bile seguendo le norme contenute nel nostro re 0 olamenlo d'eserci · per In difesa della compngnia in ordine sparso contro cavalleria . . Ivi infatti è detto: l'apparire ,letta cavalleria, masrhne se im1n-o·v·viso, non richiede, nè ammette disposi.zioni speciali. Jl comandante deUa compagnia la segnalci con l' avue1·1inie1ito: l'.AVALLEllIA, e si reca presso la t1~uppa più vicina. T-utti inastano senza comando la sciabolct baionettci. l e squadre in catrma ricel)ono la crtivalleria. r;ol /iioco; il sostegno si alteg_gia a rli/esa ·cont1·v gli stonni nemici, che oltrepassino la catena, o provvede a proteggel'e il (w.nco ,·sterno della conipagnia, se qnestci è d'ala. Per tal modo ·chi ha le doti necessarie per dirigere la difesa in tale supremo momento. vien posto forzntamente dal regolamento, \ io condizioni i11 feriori o.qoelle dell'ulti mo gregario. Se l'auacco riuscir.'!, egli potrà sempre dil'e : Grazie a Dio, ho fatto il mi o dovere, perchè così mi i} stato imposto. [ (i compar1nia in m·rlùie -chiusv . cosi sta scritto nel cit. regola.mento. evita in presen::a della cavalleria qua.lsia,~i manovra che lei obblighi a sospendel'e il (noco . Perchè ·r se si ritiene che dalla rnomemanea sospensione del · ftwco, com inciato a mo' d'esemp io a . grande di stanza, ne possa clerivare fra breve magg ior efficncia, con

I

INIZIATIVA O DOVERE!

505

aJLra disposizione meglio adalla la terreno, ·e subordinala all e improvvise e rapide manov l'e della cavalleria attaccante'? di fronte a tale arnta, pitì che contro le altre, una deci.sione mefl.iocre, abbracciata con prontezza, vafo assai più, che mia decisione ottima presa. in ritardo '- certo! ma migliore delle due è la decisione ott; ma presa in tempo. - Tn alcune ctrcostcinze, come per esempio quando difet1.ino le ,nnnizioni, e la truppa sia C?Sì scossa, da essere necessario di accresctrne ln /'orza di coesione con un più stretto contatto dei .rnoi efoownti, o l'r.ttta,cco rlelllt cavalleria si pres,mti avvolgente, può ~sse1·e opp~rt,mo di /orma?'la in qu,adrato, se la compagnia 1\ yirì in colonna., ossia in tale [orinazione-, da cui il passaggio al qnadratn possa aver lnogo con pronte.:rza e facilità. Se i'attacco è frontale , In maggiore e problematica co~siono va a detrimento dell'efficacia del fuoco - s'è avvol~ente può, i11 date contingenze, essere razionale, ma si osserva che se si ammetto una sospensione del fuoco ed una decisione ritenuta oLLimn presa con • prontezza di fron te ad ov~nti presupposti, non si co mprende pel'èhè si neghi tale facoltà a chi vede, all'alto reale dell'attacco, la possibilit.à di adottare temperamcnli suscettibili di respingerlo ço 11 mngi.:iori prob:il1ilità . . Nel pri mo auacco della .caYallel'in fran tese nella hatlngli :1 di ·v ioriville- ~l ars la Tou r, il capitano Hildebrand aveva spiegato iu linea le compagnie 6~ e 7• del 52° reggimento. Co.i fucili spianati aspetLaòo queste l'assalto del reggimento corazzieri della guardia che si frange impotente contro on tr-emendo foco accelerllo a 250 passi. Gli stuoli dei cavall i passano a briglia sciolta a a de:.lra ed ·a sin istrn di quel piccolo nucleo; la seconda riga prassian(i fa f'ronte indietro e foci la da tergo iI ncm ico . T11tlo ciò è nmano, e compren sibile anche dai prof~ni del:e cose militari . Ln . 1:1"enerale questa libertà di movim enti, qnesla sicurezza di fn- \ . tuizione noi la scorgiamo in tuLti i romandanti dn ranle 'la campagna del 70,-71 ; ed è da ritenere sia stata appunto la constatazione cli tale fenom eno, l'emancipazione, vel"ifìcalasi sul campo di battaglia, cta ogni nonna o regola fissa, che det.crminò il condouiero . 'tedesco a prescrivere ol'a, in µwdo perentorio , che ogni norm:ilità per il coml,attimento.è soppressa . 33 -

A)i)i0 XXXl'll, vÒL. Il.


506

[ i:-.

lNIZl,l'l'lVA O DOVER E!

Chi comrila le norme, non pnò, per quanto il sno spirito sia elevato, emant:iparsi completamente dall'antica credenza che consid,•ra.va la banaglia come un giuoco, e che co nseguentemente era na turale dovesse avere le sue norme e ref!ole fis1;e, fondate sul meccn nismo del giuoco stesso. Nel nostro regolamento d'esercizi, che Lratla la parte formale insieme con quella tattica. si verifica 'è vero, a tale riguardo un notevole progresso . (}ran divario corre in fa tti ,· fra la bo riosa pretensione di coloro i quali. tullo prevedendo, dimostrarano m.1Lematicarn't~nle 0ome, P,d in quanti tem,pi si poteva vincere una. battaglia - ed i criteri a cui s'informano le attuali norme.. Pn r· tuttavia l'emancipazion e non è co mpleta. Si è voluto seguire una via di mezzo, e si fu obbligati a rac<:omandare : <l che bisogna distif1guere ciò che lrn carauere tassativo <I e deve essere esegui to ser1za la henchè minima alterazione, da « ciò che ha carattere di se mpl ice am maestramento, e va in ter« prelato secondo le circostanze. » ) Miglior cosa, ·parmi, sarebbe stata- qnella di abolire qualsiasi nor m.ci o 'l'P[/o lci fì ~sci. Se noi infatti consideria mo che oramai in veruna gui sa si rie_sce a comprendere in rrual modo gli antecedenti che hanno prodott(I l.il uni fenomeni in guerra possano conservare integralm en te il loro carattere d' invariabilità. in altro momento , e come possa no i siissegu,entj m,rnifestarsi ess i pure in modo identico ai primi, cosa questa faULihile solo. e neppure in modo asso_luto, quando due . fo rze con po teozialilà note fo~sero l'uoa all'altrn i;orllrapposle ed agissero con direzione costante ed uni forme irnpul ~o - e non allorchè sono in azione svariatissime· potenze cli armi ed armati, un'infinita mollil ità di pensiero, LLM gradazione notevole nelle facoltà in1ellettnal i di chi diri vrre e comanda le rnas$e.. un'elasticità prodig.iosa nellft manifestazione dell e passioni, tem pi e luogi infine divet'si in cu\ coteste funz ioni si e!}pl icano - noi, ripeLo, difficilmente riusci remo a comprendere com e si possa ragionevolmente prete~dere di coordinare queste innumerevoli e disparate potenze, concretando nonne e 1·egole fisse per dare' ad esse una direzione cosi uniforme da ollenere ognora ed in modo sicuro un plausibile risullato ,

INIZIATIVA O DOVE-&E l

507

essendo noto che le sole cause dei fen omeni suscettibili di essere da noi conosciute non sono che altri fenomeni loro antecedenti, e che la invariahilità• ingeni ta non es iste nè negli an'tecedenti, nè nei susseguenti. Ili. Nelle an tiche eLtL i fanciulli avevano il dovere posto di nanzi 1100 stimolo. Il non adempierlo era un disonore « per e;;si, e compiendolo non facevano che il ptoprio dovere. » SmLES - Tl do rvere. N~n altrimenti si dovrebbe operare oggigiorno per quanto concerne i doveri che devono compiere i comandanti di truppe in guerra. Poichè l'iniziativçl non corrisP,onde, a tutte le es igenze, e la compilàzione di norme o regole fisse incontra serie dil'ficoltà, talora addiritlura insormontabili, sarebbe evidentemente più confacente allo ~co po che si, vuol.e raggiungere, tracciare nettamen te i dover i di oani ~omandante - renderli strettamentu re~ponsabili della loro !:) esecuzione, e concedere ad essi tutta la libertà necessaria per tradurli convenientemente in atto . . Cotesta liùertà., .come giiL si è açcennato, è effimera, inquantoch è l'abitudine ad agire in modo correlto, impedisce che sconfi ni. Ma è assolutamente indispensabile concederla aftìnchè chi ba la responsabiliLà dell'esatto r.ompimento di un dato dovere, possa in pari tempo scegliere li l:reramente i mezzi più adatti allo scopo. Io modo però imperfetto si raggiungerebbe. tale intento, se non fosse pure determinata la potenza del vincolo che lega ogni coman·danLe coi sottoposti, allòrchè questi debbono agire isolati poich è è noto che un freno morale può tenere vin colaL? con maggior intensità di uno ma teriale . La natura umana è cosi falla che quanto è maggiore la potenza morale del vincolato, altrettanto esso vi ncolo s'ingrandisce ai suoi occhi,. al pun to da pa. rali-zzarne La lune volte· le forze. , ' Ammesso pertanto un regolamento d'eserci.:i, contenen te esclusivamente la parte formale - un racle mecwn, contenente i doveri «

« agli occhi come


., 508

INIZIATIVA O . DO:VERE!

spettanti . ad ogni comandante - e, come loro . anello di c·~ngiunzione, ·un complesso di · tradizioni manoscritto, suscettibili di es~ere.ampliate e corrette dalla continua applicazione di esse, prima e per ogni grado in apposita sctiola normafe~di Lattica, e posci. a . . . . . nei re~g1ment1, ritengo che lo scopo sarebbe raggiunto. · Se s1 potè dire un giorno, con grande giustezza di ·raziocinio, che v'era q~alcuno di maggior spirito di Voltaire '- c'ioè, fouo , il popolo fran~ese; credo a mia volta di · non andare errato se , a~ermo che v'hà qualcuno di maggior talento di qualsia.si ~ompilatore di regolamenti tal!ici - ·cioè, tutto l'esercito italiano.

-·-

.

ijUl~~TiONI RELHJVll, AUA RDUL~llONR

,.

ED. ALLA COLTURA MILITARE DEGLI UFFICIALI

E. . R,ABBIKl, . ·capitano.

-È indubitato che l'esercito, come tulle le istituzioni umane, ha

i suoi mali,

·~

mali ch·e· taluni appen::r rilevano, e che ùltri iQvece esa- gerano imprecand·o alla c_orruzione ed alla decadenza. Comunque ·sia, essi esistopo e se la: loro entità non è ancor tale da corrompere l'organismo, non, è giusto il discònoscere }'influenza deleteria che potrebbero esercitare per l'avv:enire. Ed in realtà,_l'esercito li !lente, . , in alto si conoscono, ma nonostante l'operosità e gli sforzi int.elligenti di coiorò i qùali hanno sino ad ora indirizzato le cose della gue11ra, i rimedi veri non si sono applicati mai seriamente e com..pletamente, ·Perchè?'è forse la questione economica che s'impone? Non sempre, alcuni di questi mali e forse i peggiori, derivano da catise dfatto estranee alle condizioni del bilancio dello. Stato, come ad esempio , ié influenze dannose di alcuni interessi locali, l'indif.fer~ntisino che coslitui;ce il fondo del nostro 'èarattere italiano, quella certa sp~nsieratezza che ci rende facili ad accontentarci di un lieve vantaggio del'l'oggi; senza por mente ~Ila gravità del danno : cl~e-polrebbe conseguirne domr.ni, e finalmente certi pregiudizi e · ç,erte abitudini inveterate che dovrebbero aver fatto il loro tempo, ma che purtrtippo esercitan,:> anc.orà una ·rorte azione contro lo _sviluppo dello spirito militare odie,rno. Ed a rimuovere queste cause ·. riu.~cirà sempre,di dubbia effica.cia l'op~ra degli ammi'nistratori pei:. q1,1anto· energica ed intelligente sino a che essa non sarà valida-

'

,1·

\

..

'o


510 '

QUESTION I RET, AT IVE ALCA EDUC AZION E

mente sostenuta da una coscienza ill uminata nell'eserci'to e da forti e sane opin ioni nel paese. Pur troppo, in I talia, un'op inione pubblica sull e cose dell'esercito non esiste neppure, e non esisterà mai sino a che l'esercito continuerà a tacere. .,, Ora, a me pare che sia il caso di preoccuparsi di questo ~ilenzio, poichè se da un Iato può sembrare una prova di disciplina, dal]'altro esso può essere un sintomo d'inerzia e d'indifferenza. Proviamo a scuoterci, incoraggiamo gli ufficiali à coltivarsi e a meditare sulle questioni dell'esercito, a formarsi dell e opinioni proprie e stimoliamoli n rompere; come ~i suol dire. il ghiaccio, facendosi ad esporre francamente i loro pensieri, senza tema: di censura; chissà che non ne nasca una stampa militare nel vero senso della parola, un~ stampa che man.tenga viva una discussione seria e rispellosa che apra il campo alla lott.a, delle idee, nella quale le maggi ori intelligenze verrebbero naLurn lmente a form arsi centro di opi nioni su di cui potrebbero sicuramente appoggiarsi gli amministratori della guerra, e per le qua li, poco a!Ja volta, si desterebbe l' interesse nel pnbblico, la cui indifferenza naturale è ora aumentata dalla meschini tà dei concelti a cui s'informano certe malaugurate dispute so:;lenute da giornali incompetenti, od ani mati da' un gretto spirito di parte. E tanto più necessita di richiam:tre l'atteazione del pubblico e tener desto il suo interesse per le cose dell 'esercito, in quanto la vi ta cittadina per naturale elielto di questo lun go·periodo di pace in cui viviamo, tende all a moll ezza nel costume ed allo sviluppò del sen timento egoistico che, allontanando gli animi dai pensieri forti e generosi, deprime a poco a poco quello spirito d'abnegazione e di sacrificio che costituisce il · più grande elemento di forza in un popolo. L'esercito, fortunatamente, possi'ede ancora in alto ·grado questo spiri to d'abnegazione, troppe e luminose sono le prove che ne ha dato per revocarlo in dubbio, ma è innegabile che _a mantenergli ed accrescergli questo spirito , contribuirebbe grnndemente il destarsi nel popolo di un vivo interesse a suo riguardo. Il paese çertamente ama l'esercito ed ha per esso una stima profo nda, ma 'non basta che l'abbia, bisogna che gl ie la dimostri,

ED ALLA COLTURA MILITARFl DEGLI UFFICIA U

perchè è un curioso modo quello di stimare ed amar~, senza però occuparsi· dell'oggello della prop1·ia stima e del pr?prio amore. Del resto. non c'illudiamo, qnando un oggetto s1 adopera spesso, si ha cura ,di mantenerlo ssmpre in perfetto stato di servi1,io, ·ma quando invece lo si tiene cla pari.e in alle:;n di una possibile ma non probabile occasione di adoperarlo lo si 1rascura, o a poco a poco lo si dimentica. 1t il caso dell'eserci10 , poichè è inncgclbile che lo ~i manti ene c-0n sa~rifizi enormi , e la. sua ra~ione d'essere si.a solnrnenle nella po5sibil itil. d'unagnern1 , che mol li asseriscono po_s$a s~o ppiar:e, da un momen to al l'11 ILro, ma che viceversa non iscopprn ma, , grazi e al salutare timore che coi tempi che corrono meLte addosso l'idea cli por mano alla spada; dimodochè, vivendo lungamente !n sant~ pace il pubblico fini sce per disinteressarsi e delle armi e degl'. armati, at tratto pinttoslo dall' idell <li liberarsene che dnll' iòea dr curarne lo sviluppo . · F, diffatti, non sono pochi coloro i quali pensano seriamente ch e a questi lumi di civi ltà sarehhe ora di smetterla con le guerre che a parer loro si po trebbero evitar·e con po' di bLL.o na v?l ontà e con tanto vant:iggio morale ed economico dei popo~1 '. e ritengono in buona fede che se questo benedetto elemento rmlr .Lare fos~e un po' meno in1 raosigente si vedrebbero - presto· ri!ìorite le fi nanze dello Scalo e rialznle le condizioni economiche del paese. . Di fronte a questo amevolirsi tlella pubblica cosci enza perciò che rio-i.iarda la più grande delle istilnzion i nazional i, è di suprema n:cessilò. che l'a ttiiudioe .dell'eserc.ito s' informi al criter io di nna eoerrrica di fesa, affio chè ·ali' immiserirsi dello spirito militare nel paes: cootrasLi vigorosamente e s'imponga lo spirito militare nel l'esercito. E pérchè l'esercito assuma quest'attitudine, conviene ch e il suo morale si elevi a! punto da dargli coscienza piena ed assoluta delle sue forze e del suo valore. Per ottener quesLO non v'ha che un mezzo pratico: innalz-are il livello della ,coltura militare negli 1ilficiali. Con questo mezzo potremo raggiungere due scopi: 11° La rio-enerazione di noi stessi, che ci permetterà di spogliarci di Lutti qùei pregiudi:r.i, che come ho accenna to, dovrebbero ~


512

ED ALLA , COI._1'URA MILITARE DEGLI UFFICIALI

QUESTIONI RELATlV~ ALLA EDUCAZÌONB_

' gia aver fallo il tempo loro, e che invece esercitano ancora una vera e pr.opria reazione contro il progre:;sivo sviluppa deJl.o, spirito militare odierno; , 2° Fatti forti e·liducio;;i nei nostri mezzi intellellnali e morali; potremo efficacemente adoperarci nella lotta contro I' iner1.ia del~ · l'ambiente civile, èolla speranza di rinscire · a scuoterlo ed nppnssionarlo agli interessi nostri, che. in (ine dei .e:onli non sono altro ch,J i :-11oi. ·

. * "' *

-poiché s'è svolta specialmente in quel periodo di tempo nel· quale · tutti gi'i- Stati _d'Europa compresero le necessità di procèdere ad una radicale 'riforma nell'organizzazione delle 'loro forze militnri, che ur,reva di modellare sull' oru-anizzazione dell'e·sercito. vincitore n , .. . di Koeniggratz e di Sédan. Troppo naturale .quindi, che in un periodo cli sconvolgimento .di · · tutti gli ordini passati, in un periodo di tentativi più o meno felici nel quale urgeva di pens!).re . e v·adurre in atto al più presto, gli uomini eminenti di cui sopra non abbiano potnlo provvedere a _ tutti ali elerneÒ.ti -materi:ili, morali ed intelleni1ali che avrebbero ' dovuto costituire il nuovo organismo, ma abb_iano cominciato dal rivolgere luLL\ i loro sforzi alla materiale c.osti_tuzione di e~o. riservandosi poi col tempo di p,:ovveclr.re nlla sua educazione. Il male è ,che passala la febbi·e del r iordinam{lnto, inalzàto l'èdifizio; e non cessando per ques10 l'opera ·trasformatrice degli amministratort dr.lla gu_erra, ne son ,;enute sino ad oggi, tante_e tali modifica- ·. zioni che la mente .dei militari più distinti ha continuato ad esser · -'forse troppo occupata nella soluzione di problemi inerenti più alla costituzione , _dirò così, meccanica dell'ésercito, che alla sua educazi'one militare. Non è a dirsi però che i legislator'i · abb~aoo posta . in non cale questa importantissima cruestione rélativa all'_edilizio che si sono adoperar.i a costruire con- tanto amore, e nel fatto noi abbiamo oggi di dei qu'adri di provenien7.a accerta fa e qna,i uniforme, é•il cui livello di coltura non, è neppure paragonabile a qu~llo dei quadri del passato . Tnttnvia, il mecca~ismo ha occnpato le menti assai più dell'educazione ed anche del!' istruzione, le quali hann:o ~arnminalo alquanto e for.se troppo a rilento. _ Dare ad esse un vigoroso impulso, significherebbe. condurre l'opera al suo .compiménto., ed__ecco secondo me lo scopa al quale è oramai tempo di l'iv.olgere -tutti ! nostri sforzi. 1')

Q1talcheduno potri:t osservare che l'Italia ha pure avuto degli eminenti scrittori militari , i quali haun'o rivolto la loro inielligenza e la loro attività a condurre Goverpo e Parlamento nel campo delle riforme militari, dal 11866 a que;;ta pane, senza riuscire però a creare in paese un p·ubblica opinione rel'ativamente alle cose dell'esercito, e neppure a migliÒrare intell ettun lrTJente i quadri se non entro certi limiti e diciamolo pure abf5astanza ristretti. E non è a dire che questi uomini eminent;i abbiano soltanto scritt_o o pensato'; ma hanno anche agito, poichè la maggior parte di . essi ha raggiunto i sorrlmi gradi della gerarchia, Q si è trovata a coprir~ delle cari~e che _le hanno permesso di manifestare -tutta quanta la sua influenza; la qu:il cosa starebbe a pru\Tare se non 1 l'impossibilità . di rag;;iuugere i due scopi sovraccennati, certo l'esiste'nza di gmvi difficoltà. che s'oppongonq. al loro conseguimento. , Ebbene, non é vero; a questi scrillori eminen ti che pur troppo . si contano sulle dita, a questi be; èrùeriti che hanno ,studiato e lavorilto con fede e costanza foperioì·i ad oo1ni elocrio d·ubbi,i-'1no,· l'al.luale organizzazione dell'esercito per, la quale il p_aese ha dovuto piegarsi a sacrifizi eilormi: ciò che dimo:;tra come essi abbiano 5;a. pulo determinare una corr,ente d'idee militari nel pubblico, e questa corrente si è precisamente manifestata durante la cr·isi pe-r la trasformazione del nostrò organismo miiitare. . . ,. All'epoca attiva del primo ministero Ricutti, è i·onegahi!e che il pubblico s'è vivarnent0 int~ressa(o per le cose dell'esercito. · · In quanto al @glio,:amento intelleuuale dei qua dri, e certo che l'opera di quei pochi non è slata e non pote\'ti . essere completa, .

,,.,

e")

'

•

Alcuni scrittori, è vero, sono sorti in questi nltimi anni .a spezzare una la.ncia in favore di guesta benedetta educazione, in favore della coltuni militai-e e del sentimento morale che ne consegue; ma . ì

• I


' ED ALLÀ COLTURA. MILITARI~ DEGLI (!FFICIALI

QUESTIONI RELATIVE ALLA' EDUCAZIONE

a parer mio, hanno pr~dicato al deserto, sia. perchè i loro sforzi sono riÌnasti isolati, sia perchè ·le loro idee si sono mantenute quasi sempre i11 un campo di difficile attuazione. Hanno sognato rec!iitameoti ideali che a,vrebbero migliorato, secondo loro, le condizioni dell'ufficiale e quelle della trnppa , hanno còm),attuto contro qualsiasi riduzione della ciur11ta delle ferme, si sono_levati contro le malsnne ingerenze locali, contro le ch iesuole militari, co ntro l'altezza ·ai alcuni corp i, hanno pred icato l'u c•ua. ' r> gli11nza, la solidarietà, lo spirito di éamera-Lismo fra le v_ari e armi . lllnsio1ri-e semp're i:ll!sioni ! · '\

...

* *·

Al giorno d'oggi si ha un bel caml; iare sistemi di redulamento, se ne pottà ottenere nel soldato migliori o p~ggiori condizioni fisiche, ma relativamen1e alle sue foco ltà intellettuali e morali nulla 'di diverso pott·emo ottenere . La durata delle ferm e' {)O trà dimimtire ;tncora., non aumentare certnmente; inutile quindi rievocare quel certo tipo di soldnto dai lunghi baffi e 'chtlle la1'ghe spalle delle mili,,ie antiche. Il sottl!fficìalé ed 'il soldato d'una volta non li ritroYeremo più, è dunque in,uti le ,~ercal'li. · ' (ì fo clrtbito, ma ,non nego chi potrà forse venire nn giorno in cui pf r eff~tt? di un'educazione sempli~e e sana çhe saremo riusc!ti ad 1mpart1Te alle inasse popolari, si saranno f'orm ati il , cuore e la t rnente della .,gigventù prima che questa raggiunga le bandiere, In quel giorno benedettd, l'esercì to cesseril,_ di essere la così · detta scuola ' ~ella nazione e si lim.iterà a hmanere una semplice scuola d'armi e di militari discipline, aumentando così ed indefi nitamente il suo valore educativò, militarmente parlando . Ma quel giorno è di là da venire, e per ora urge di adoperare nel miglior modo possibile gl i elementi di cui disponiamo, prendendoli tali e quali sono senza preoccuparci troppo di quello che · dovrebbero essere. Ed anche le ingerenze locai\ :cbe rion v'ha dubbio inducono !'es sercito ad assumere forme e dislocazioni non interamente adatte alla /

f

51,5

~ua prep~raiione per la guerra, e forse anco alla sua ~zione · nella guerra siessa, ci saranno sempre e noi non potremo che re~istere ad esse sforzando.ci ad impedfre che i loro effetti si manifestino soverchiamente dannosi. , Le chiesuole in'vece ' potranno sparire, la solidarietà~ lo 'spirito ' I • d~ cameratismo , l'uguagl ianza fra le varie armi p9tranno manifestarsi in tutt~ la loro potenza, ma soltanto quando avremo rag. giunto lo scopo di elevare in tutti gli ufficiali il Vivello della colrt~ra . militare ad· ·un punto tale che li renda pienamente persuasi della foro uguaglianza intellettuale e morale. ' ~ Qui sta il punto cuiminanle della questione i·e!ativa al miglioramento intellettuale e morale dell 'esercito, poiche al· giorno d'oggi · l' _ingrandimento lielle forze, militflri e ,la riduzione delle -ferme han(\O portato a sostituire il numero alla buona qualiti1 . delle truppe,. e ne è ·venuta per ,naturale conseguenza , la necessità di un sensibi le migliornmento dei quadri. , 1 . Tutti i mali_d'indole morale debhono trovare il ,loro' rimecÌio in questo miglioramento e in nien te altro clie in questo. ', Siamo noi, uJficiali, noi, ai quali incombe il dovere ·ai ado, perar-ci con og~i nostro me~zo ad innalzare e f<;:>rtitìcare ìo spirito_ nostro pér renderci sicuri di rioi, per sviluppare in' 110i stessi lit fiducia nei ·mezzi di cui disponianì.o quand'anche Ìion si.ano i migliori possibili. f.aribaldi durante la spedizione · dei Mille,. non potendo fornire armi e munizioni agli i.nsorti gu idati da Rosolino Pi lo, scriveva a quest'ultimo: . « Un chiodo sulla pun1a di · un bas_tone è· un' arme eccellen.te << ,nelle mani d'un valorO$O I » · L'esercito italiano, non ~ì trova certa_mente nelle condizioni ' _degli io~orti di Rosolino Pilo, e per quanti siano ì suoi ' difetti, . è sempre un esercito giovane, numeroso, a~bastanza bene armato · ed ec1uipaggiato. · troppe e luminose sono le prove di devozione del solqato per revocare· in dubbio di poterlo gnidare sempre e dovunque, e nessuno che abbia passato qualche anno in mezzo ai pantaloni di tela può non essersi convinto che una ~esponsabilità dovrà ricadere sull'esercito, rela_tivamente ali' esito di una lotta; es5a

se

',

• I


·. \ •.

'f

ED ALLA · COL'fllRA MILITARÉ DEGLI- UFl"JCIALI

QUESTIONI RELATIVE ALLA EDUCAZIONE

'

. t

pe·serà tutta quanta s1,1i qua~1·i , dal generalissimo all'ultimo ·sottgtenente. · . I , Ora, è indubitato che se ·i nostri ufficiali, pre;;i in massa non , rappresentano a rigo_r di termini l'ele.tta della citta,dinanza itttlianà, se non sono tutti belli di 11sico, forti d' intelligenza, ·elevati per coltura, sono però ricchi di valore e capaci di qualunque sa~rificio. , ·/ ·. · . E nel fatto· i caduti-di Dogali erano c11rnsi tutti gio·van is~imi,' non si può dire che rappresentassero in Africa il fior fiore del.l'hOìci_ali\à itnliana, si con9scevano appenn tra- di loro perchè erano appena riùniti cg1ando caclder0, eppure si sono condotti da eroi, nè più e nè meno dei · vìeux troif,piers, che han-no lasciato la vita sui campi , di battagl ia del nostro riscatto. l\fa pur troppo il valore nò ri basta, anzi .oggidì, e forse molto più -chè non .·per lo pqssato, è terp _la massima di Napole<me il iran_µe: · « La première· quali tè du sòldat est la constance a supporter « la fotigue et les· privtitions, la valeur n'es t que la seconde. » E questa quali tà viene nel sbld,1to p er l'esempio dei suoi ufficiali , che non · gli deve mancare mai in qualunqué circo~5tanza· pèr grave o terribile che' si presenti; -D!'a, ·un tale e:;empio non ~ può ess.er dato che · da chi possiede un forte carattere, un:dede snlqa nella propria virtù.', Per formare gues-to carattere, per ispi rare questa 'relle, bisogna · che l'educazione e la collùra militare degli ufficial i basino su fo.ndame nta solide, e si svi lu.ppino incessa~temcnte: , Siamo noi ce_rti ·di aver gettato,queste fondmne nta n~lla s'cuola , possiany> noi dire di aver provveduto a questo svi luppo durante la carriera? I • Ecco la ·qùestione cl1e forfn 1 l'argo merito di qnes·to p·overo . scritt.Ò. · · · . I La toccherò di volo · per ciò che rig1rnrda gli ufllciali d' artiglieri~ e genio, perchè non ho vissuto la vita . dei loro reggimeqti e non potrei ·in alcun modo accennarne i difelli . Mi limiterò a dii;~ che b '_qtiestione e;;i.,te anche pe~· e;;.,i , se non cò-me ufficia li d' arti)dieria e genio, certo come uflic[a fi di carri;3ra i1f gene1;al·e, e ciò appnririt chiaro ove si consideri che

..

_ questi elementi eccellenti , .ben reclutati e lungame~t~. is·~rui.t! n~lle matemafrche discipli ne no~ sono troppo conoscitori d1 c10 · che costituis,:e la v·era col tura militare, cioè a dire' del modo . di impiegare in gue1T11 le forze riunite di cqi dispongono ~li ' esercit.i. . E di questo ·per gi un to: non si danno pensié~o alcuno, con. vinti come sono che la 'spécnlazìone scientilìc~ abbia conferilo alle loro menti un'attitudine speciale alla risoluzione di qual:sia~i ~prob lewa. . . . : Eppure, ·tornando a quel grande che ho già citato e.cco l' idea che egli esprime a qu_esto proposito nelle sue !D~m~ne :_ · , « La science: de Tolficier du génie, de l'officier d'artilleric, peut , «· s'apprèndre dans !es \_l',liLés, mais la con!rnissétnc_e de la grandy « tac.ticiue, ne :s'ncq11iert que pa1; l'experience et par. l'etucle dc « i'his.loire des ca1npagnes de tous !es .grands capita1nes. » · 01:a, come fa rla questa espe1·iénza che . consiste in_ u:u'ull ima analisi nel,la conosceniza ; degli uornin i e dei rr~ezzi;-se gli ufficiai i del genio ~ clell'a1tiglieria stanno cosi poco a contatto col!e ~ruppe: se.. oltre ' il gradq di capitano hann~ difficilmente .1' occa~101~e lii eo111andare i" lorq reparti in unione a quelli d'altre arm.1-, e rara"rne~te· p~i quella di assumere~'- ìl comando di unità :compost~ delle tre ar.mi, unico esercizio nel quale .sia, possibile di formarsi un p.o' di colpo cl'occl.1io, un po'· d\tbitud.ine al!a mano~ra, -un. _ p·o' d.i pratica conoscen'za della fanteri a· e della cavaller'.a, e dei mezzi moral i è matÌ-lriali ·che valgoni ,é~d elevaì·e : il loro graçlo d-i resistenza di fro nte ai per'i'COl'1, aJie fç1.tiche, ai dis:1•gi: inerenti · al loro impiego? .· , . . Non parliarnb poi dello studio, delle campagne d1 guerra., d~1 · · gi:andi capitani, del quale l'Accademia ·di .Toriuo· dà u_n~ pallidissima idea e che l'ufuciale o dimenti(a o ben presto, 41,,_tr:1tto . com:'è ·dalle mò lteplici occupazioni del suo servizio,, o tro:a modo di conlinuarc per propria iniziati va · guidàto 'però gener.~lm ente da uno scopo special.e quale ·è quello delle ricerche che .in teres~ sano l' impieio delle artiglierie e la costr:azi(>ne delle opere d1 di . dife~:i, el~01enLi questi sempre. au~il ia1·i, principali rpai ; vin~endosi o perclendo5i i'a guerr.:i oggidì come sempre , per nume1·?,


.. 518

ED ALLA , COLTURA MILITARE DEGLI U FFIC IALI

QUESTIONI RELAT!VE . ALLA ' EDUCAZIONE

'

.

esperienza ed insegnamento che debbono progredire ~empre senza · arrestarsi mai; perchè le attribuzion i del suo· comand.o da, sotto.le, nen te a generale di brigata va riano d' im po_rtanza ma non mai di natura. Il sottotenente , che comanda un plotone spint9 in r icognrz,one o che fiancheggia la marcia di una · pic'cola colonna, o che proteooe dei pezzi o che occupa una località, deve ave1;e le stesse prèoccupazioni per la marci:1 e per l'impiego del/a sua truppa che avrebbe il suo colonnello, se il reggimentò fos se chiamato a rappresentare rispetto ad unità maggiori, la stessa pane che il plotone può rappresentare ri spetto alla compap:nia od al battaglione. , Il sottotènente in missione isolata, od in condizione almeno da non poter trovare altre ri.sorse' immediate all'infuori di quelle che os·sono su,werircr]i il suo carattere e la sua esperienza, si trovfi P nelle .stesse_ condizioni ·di un gene!·ale di brigata che. comanda una colonna assai più grossa. Per entrambi, esiste l'eterno problema della guerra: incontramdo il nemiéo, che. cosa /<tre? , - · È questione ,di scala, ma la c,onclizione è precisamente la st~}sa ' ,. ; pE)r tutti e due. ·· All'artiglieria, ciò non può accà'dere; sia in 1rnfrcia. ché in posizione, essa è sempre protetta. Scelto il luogo dove le occorre di fermarsi, messa in batteria e regolalo il suo Liro, altro non rimane cbe di assistere allo svolgersi c,!egli avvenimenti . P~l coma.ndante di un reparto dj cavalleria il problema suaccennato esi'ste ·quasi sempre, ma nella generalità dei casi ò in suo potere il differirne la soluziònè poichè \a cavalleria dispone di un gran· mezzo per trarsi rnpidam·ente da un imbarazzo o da una sit\)azione fals·a, e queslo mezzo è la velociLit, mezzo che m.1nca al la fanteria per la quale i nHih-Umenti di crisi sono lun ghi, interminabili. ' Ed in questi momenti di crisi l'an1mo è sospeso, la mente turbata prova difficoltà a fissare il pensiero; la calma, tanto necessaria; si. perde facilmente e !'inqnietudine che ne consegu~ si comunica rapidamente dal ·comandante alla truppa. ' , E se per giunta, la truppa è stanca, se non ha ·mangiato, se è tormentata tratto tratto dal l'apparire di quii.lche cavaliere nemico ,

· qual ità e condotta d'uÒmini, anr.ich~ per impiego. di mezzi materiali. · E lo studio-vero delle ca91pagne di guerra, cl1e riguarda soprattnlo qu·esta benedetta condotta d'uomini, passa per solito in secondqlinaa presso i nostri tecnici mililari, anche i più studiosi. Eppure le cognizioni che ·ne risulterebbero sono di prima necessità per ufficiali che giu·ngono e spesso· ai sommi gradi della gerarchia milita.re, nei quali (; assolutaniente rìecessario che iÌ t.ecni/ .cismo dello sci,enziato ceda il passo alle qualità del condollie1:o. Tuuavia, -se la de(ìcenza, di ·coltura militare nello stretto si;,.n·L' ~ ficato -della parola, sarà ayverLita dagli ufficiali d'artiglieria e genio allorchè saranno per.venuti a c,e ni gradi della gerarchia militare, nei quali converrà che .si procurino e con molti sforzi queJJecocrni. . zioni di cui non ebbero campo d'arricchirsi nei gradi infériori, il' .male sarà limitato, cioè non si manifesterà per essi ohe a lunga scadenza e in fin dei conti. sarà sèmpre, un male · a cui e l'intélligenza e la buona vol,ontà· sapranno apportnre efficace rim~dio . .

,,. **

.' '

'519

<')ç)

""

.,

Il ma'le vero che risulta dalla deficenz~ di coltura militare nella ma:;s~ dei;_,"N _uffìciali, si manifesta per coioro i quali passano la maggior parte della loro carriera: in mezzo allé file file à' uomini non di' carri e èavaUi; poichÀ i carri' non si stanca~o , i cavalli re~sisto~o a lungo, _ed' i soldn~i ,seduti o- montati , sono ' in condizioni fisiche .e morali immensamente superiori a 'quelle dei soldati che marciano a piedi carichi di un pesante fardello.. _I_I ca.ratte~e, _l'~bnegazione, l'energia, · tutte insomma le-qualità m'.~1~an de!I ,uff1c1ale eh ? g!i :5ervono a mantenere elevata la 1< p1·emie1·e qiialite dii $Oldai » eroe la costanza· nel sopportare le fatiche ~ I.e pri'.a~i.oni ,_.sono doti che abbisognano di gran lunga più all'Uff1~ialE< d1 f~nler1a che no~ a qùelli d'artiglieria, del genio, ed anche d, cavalleria. . . . , 'Non :;i tratta per l'ufficiale di fanteria di possedere una coltura eh~ lo 1:enda atto sol~apto. al disi'mpegno d,el le sue f~nzioni negli alti gradi della g~rarctua, SI tratta .d'i una COitura che gli venga mano mano dall esperienza ~ropria e dall'in">egnamento de.i capi,

<')

le

\•

/


520

. -

QUESTIONI RELATIVE ALLA .EDUO,AZIONE'

se è·scorala da qualche cattiva notizia, èd essa le1ge sul V Jl10 e negli alti ~el suo capo un qualche segno di .tit1ibanza e d'incertezza, guai! guni ! In ·simili circoslanù il soldato fìssà l'occhio sul ;;uo comandante, pende · dal suo labJiro, e quel che è nell'animb dell'ufficiale si trasmeué nell'animo del soldàto per magnetico infldsso. Un'a~solula padronanza di sé stesso, è la più gran doie dell· uffic iale di fanteria;, soffrire- e non m~strarlo, esser preoccupalo e mani s'festare la più perfe'tta tranquillità, incoraggiare sempre e coll'esempio, ecco la sua missione. Questi doli intendiamoci bene, debbono. esser proprie di tutti gli ufficiali; ma per gli p ni occorrerà di mostrarle più pa.rticolarm·entenel comb~ttimento, mentre per l'ufficiale di fanteria, 9cc,orrerà di mostrarle sempre e dovunque . ·· È perciò che all'ufficiale di fanteria occo_rre a parer mio un'.educazione èd ·una coltura·militare superiori a quelie che - occorrono alle altre armi. E siccome la fanteria ò l'arma principale, e dalla sua solillità di.pend.e essenz:alrnente !;esito di una. guerr~ pùichè la cavalleria, l'artiglieria ed il genio, non sono che su0i ausiliari, non sono che mezzi posti a sua disposizione perchè meglio operi e si ·can·duca -nella lott;1, ~ di supremo interesse provvedere alla solidi tà ·dei ·quadri di fanleria, .a qualunque costo. La questio_ne aLÌunque ·che costiJnisce l'argomenlo di questo seri1.to, va posta es;;enz·ialmenle per l'ufficiale di fanteria . Vcdi amo quind i, se la prepàrazione di que_slo \1fficiale nella scuola e l'~mbiente io cui è chiama lo a vivere duranle la sua carriei·a, ~iano tali d,1 indi,,. izzarlo al èonseguimentu d'uno scopo di supremo interesse q11ar"è quello. di raggiungere un grado tale :di educazione e di coltnra che gli permetta di coniare sempre e dovnr1que sulla forza dell'animò suo e su.Ila lenacità dei suoi propo:;iti. 1

FRANCESCO llOUERTI cripit<tnO di st<tto nwggiore.

(Conti'Yl:1.~'ci).

IL 1IRO A SEGNO NAZIONALE 1

NEI

SUOI

R AP PORTI

o

CON

L'ESERCITO

(Continuazione e lìne)

Vll.

1

Non dubìtiamo punto, che, qualora la legge faccia· obbligo ai giovani, di determinate dassi e caL~gorie, di frequentarè il tiro a seg'no nazionale, essi non vi si acconcino tutti di lrnon grado : vi devono essere attratti dai vantaggi grandissimi che loro sonb fatti, _vi devono essere sospinti dal sacrosanto dovere di ogni buon cittadino di tenersi .pronto, d'animo e di co rpo , alla difesa della Patria e del Re. Tuttavi:l siccome \'ordine e la discip lina. possono venire · infranti da.qualche male avvisalo, così sarà opportuno che la legge sanzioni per ·sifaLti. trasgressori qualche punizione. É qtì:esto il lato più debole della proposta di rendere obbligaLOrio il. tiro a segno nazionale per i militari in congedo . Si pot.rellheru applicare le mnlle, ma esse sono fiscali e di esazione incerta e dispendiosa : nlla prigione.semplice e. di ri gore presso i corpi si potrebbe sostituire una temporanea det.enzione in un locale annesso ai comandi dei RR. carabinieri, dei presidi ò dei dislretti militari; ma allori1 il ma1Ìt~nimento dei puniti sarebbe a carico dello Sta.o e ne deriverebbe una contabilità complessa ed intralciata: si po~rebbero passare nei luoghi di detenzione comuni; ma a.Horn. le punizioni perderebbero il loro carattere militare, che . poi vorremmo 34 -

ANNO XX'X.\'IJ. VO(~. Il .


522

.

IL TIRO A SEGNO NAZIONALE

fosse ad esse conservato. A noi pare che le sanzioni penal.i·possano essere le serruenti : 1° I nomi di coloro che mancano una o due volte di seguito all'istruzione, senrn giustifical~ motivo, ~ian o pubblicati all' alb_o pretorio dèlla società., del municipio e sui giornali cittadini; 2° Chi manca nll'istruzione tre volte di seguito, senza giustificato motivo. deve frequentare il tiro a segno cinque giorni più degli al lri ; 3° Chi manca tre volle di segµ ito, dopo ·che gli siano state inlliite le due precedenti punizioni , è cancellato dai ruoli della società ed obbligato a rispondere alla chiamata alle armi, che deve aver luogo impreteribilmente nèll'anno successivo ('I),. ,i,° Chi non può provare d'aver frequentato le istr~zioni militari della società per 20 giorni compresi lJuelli di tiro, deve ri.;pondere alla detta chiamata, benchè non gli sia stata 1rrflitta nessuna delle precedenti punizioni. Perchè le preceden!i sanzioni abbiano valore è assolutamente necessario che siano con tutto rigore applicate e dalle società e dallo Stato. Se questo, per un solo anno, tralasciasse per un motivo quolsiasi, di fare la chiamalfi all'istruzione; se quelle, per una malintesa compassione o per riguardi persona li, non i_nlliggessero, fosse anche per ~ a sola volta, la punizione per ogni caso !;tabilita, l'obbligo diventerebbe illusorio, e tutti penserebbero tosto che le leggi sono, ma che nessuno pone mano ad esse, che le sanzioni disciplinari non sono altro che uno spauracchio da bambini. Come si è visto, non c'è più differenza fra le varie categorie ; a tutte è concessa la dispensa dalla chiamata, porcliè abbiano frequentalo nell'anno precedente il per:iodo d'istl'llzi°one sociale. Bisognerà solo aumentare la durata di questo, per d:J.re agio ai puniti . con le' sanzion i N.. ·1 e 2 di soddisfare alla 4.•: bnsterà all'uopo . prescrivere all'articolo 4 1 del regolamento , che il numero delle' •

I')

.

1

1

(f) Questo N. 3 potrebbe scindersi nei· seguenti: • N, 3. Chi manca . . ... è canee!. lato dai ruoli della societa, trasrorito di c,ttegoria ed obhligato a. ,tutte le istruzioni del periodo successivo. - N. 3-bis. Chi mane.a.· Ire volte di seguito, dopo d'. a.ver subito Je tre punizioni precedenti, è di nuovo cancellato dai ruoli della societa e chiamato impreteribilmente alle armi nell'anno successi10 con la sua nuova categoria,. Il N, 3 sarebbe a nostro avviso assai grave e ritarderebbe di troppo la chiamata alle armi.

' NEI

suor

RAPPORTI ' CON 1.'ESERCITO

523

esercitazioni non sia minore di 30 all'anno invece che di 25, come ora. Qualora si abbiano tali avvertenze, ci confarla la speranza che l'obbligo non divenga lettera morta; e che i soci inscritti al riparto milizia siano tutti assidui alle istruzioni : si riparlino- pure i 270 mila tiratori fra tulle le società; ciascuna ne avrà pùr sempre tale numero, da imprimerle quel rigoglio, che ora non ha. · Ci si obbietterà forse, che dal mettere tanti fucili a disposizione dèi liberi cittadini possono, in alcuni casi, derivare inconvenienti · per la pubblica sicurezza, in ispecie quando i soci sono -riuniti in a~mi pe~ le esercitazioni o pel' assistere in corpo e con bandiera a. · pubbliche funzioni. Ma questo timore ci sembra esagerato': che sono circa ,130 mila fucili sparsi in 118,1 ,1 mandamenti 'l Gli è dal 1889 che neppure il Ministro dell'interno si preoccupa gran fatto di dare armi in mano a·cittadini che, come quelli ascritti al tiro a segno, devono avere-il certilìcnto di buqna condotta conforme a. quello richiesto per la ordinaria · licenza di porto d.'armi (,1 ). Solo sarebbe ora necessario di togliere quella form~Htà, che obbliga. le direzioni provinciali a çhiedere l'autorizzazione prefettizia ogni quai' volta i soci del tiro a. se.,o1 no debb:rno uscire in . plotoni armati: tale facoltà dovrebbe essere continua, ma soggetta ad essere sospesa dai prefetti quando e_s:,i temano che la pubblica sicurezza ne abhia ad and~re ·di mezzo. Del resto cì sembra ormai tempo di avere un po~ più di fiduci a nello spirito d'ordine degli italiani e ne·I loro amore · alle ·patrie istituzioni: tale fiducia sarà per fermo un potente incit,u~ento al bene; compiranno l'opera i sani precetti e, quel che è più, l'esempio degli uffi9iali in congedo, incaricati della loro istruzione militare. Ma qui sorge il dubbio, se di ullìciali in congedo vi sia ovunque sufficiente numero e se, rend.endone più grave il còmpito, si possa pretendere l'abbiano a disimpegnare con ispontaneilà e disinteresse. Del loro concorso volonteroso, per la buona riuscita dell'i. ·stituzione, è luminosa prova l'esperienza di nove anni: delle società.

.-

- --.:-.~.--

(ti Circolare diretta 1'8 aprile t889 dal Ministero dell'interno ai signori• prefetti del regno, cìrca. le norme da ossenarsi per la c!>Sti,tuziono di plotoni. ~rmati presso le soéietà di tiro a segno e per il porto d'armi da parte clei soci.


025

· IL 'rlRO A SEG'NO NÀZIONÀ:LE

NEI •SUOI, RAPPORTI CON L' ESERCITO

di tiro, che mano mano si sono venute formando,. gli ufficiàli in congedo furono sempre e dappertutto i coadiutori indeJessi e, cruasi ,diremmo, l'a:nima; di modo che gli -ufficiali dell'esepcito attivo preposti, ovunque possibile, alla -direzi-0ne del. tiro ebbern sempre ad_encomiare lo zelo intelligente de' loro colleghi in congedo. Ohe sarebbe quando per legge fosse determinato -che, trii i doveri di questi, quello precipuo vi fos:se di p'restar.e la loro opera per ·l'incremento del tiro a segno? · Dove·ce ne sono molti, siamo sicuri che il comandante del di:.: stretto non avrà che -a· comandarli per tumo annuale: essi spender.anno ce1to tutta la loro attività e intell igenza, perchè il tiro a segno dia quegl'. importanti risultàii, per i quali fu istituito. Neppure il numero farebbe difello, specialmente se sarà' àppro- · vata la legge d'avaoiamento ora in discussfone, il -cui precipuo scopo dovrèbbe essere quello di provvedere le milizie di uliiciali, cui non ·facciano difetto, né la vigoria fisi~a, nè quella intellettuale. Ma' pur tropflo .di ufficiali in congedo non tutti i mandamenti sono provvisti 1n proporzione de' ·.loro abitaati; ve nè ha di q1ielli,. che speriamo non siano rùohi , i quali ne hanno pochi o nessuno: P1w questi il prot.Jema è dif1ìcile ,a risolversi, perchè non si·,può fissare per 'legge a siffatti ufficiali il luogo di dimora, se non compensandoli in- sùffic.iente misura de' dan-ni economici; cui dovrebbero sottostare. Quando però i compensì pecuniari dovessero oltrepassare certi limiti, meglio sarebbe disporre· che_ souumciali ò caporali maggiori, in congedo facciano le veèi di ufficiai,: di tétli graduatì dì truppa, ·circondati dal rispeu.o de' compaesani , perchè più istruiti piccoli proprietari per giunta, non vi 6~penuria anche ne' manda-'menti di poco conto. , ' ".In questi anzi il numero .dei soci del riparto milizia è forse più rispondente al grado di sottufficiale che dì uffìciale. Abbiamo mandamenti ohe contano meno di 6000 abitanti,-epperciò dei 270 mila congedati che, secondo ·le nostre proposte, sarebbero obb lignti- al tiro a segno nazionale, essi; a,,rebbero meoo di 50, dei · quali h metà solamente potrebbe essere esercitata per turno con le armi: ne comandano fo!·se_più, all'occorrenza, i sottufficiali dell'esercito .aLLivo . .E giacchè abbiamo fatto cenno dei piccoli mandamenti, n~n · è

. fuor di bogo l'osservare che l'articolo 4 della legge pone un ostacolo, talora insuperabile, alla costituzione delle societit. Anche renden'do ogni anno obbligatorio il tiro a segno nazionale per 270 mila -conaedati, non se ne riossono avere che 27 per ogni. 3000 abitanti in 1;pporto ad una.popolazione di 30 mili~ni. ?om:è ~ossi~ile che i piccoli mandamenti trovino tal numero d1 soci dei riparti scuole e· tibe1·0 'da raggiungere, con quello milizia. il pres<fritto numero di cento? Nel Tirolo e, nel Votalberg ,( venti tiratori che abbiano , oltre.passato i ,f6 anni, che paghino unalieve tassa, che dispon~ano di un campo di Liro, che ottengano il permesso dal presiden te dell a Dieta, gran maestro dell' ordin~, costituiscono una società, la quale elegge il suo capo, gode franchigia postale, riceve dal tesoro .del!~ S'.tato·fondi per fitto e compere di terreni, concessioni di armi e ?1 ~ munizioni, premi per-:;rare ("). ii Non possiamo imitare in t·utto quell.o speciale ordin'amento, ,ma perchè, anche dn noi, non si po, trebbero riconoscere quali società· costituite anthe quelle chè pot e'ssero contare venti o trenta soci e si trovassero in luoghi, le ci.i-i condizioni t9pografiche permettessero di costruire con ten~ué spesa i campi di tiro? Nelle Alpi, nell'Appenn ino, in mezz'o alle br'tì~hiere , sulle spia<rll'ie ?, ~o marittime , il'l prossimità di fiumi e di . tor·renfl , ( sorgono mandamenti e còmuni, scars·i cli abitanti, che già avreb. be'ro forse là loto società, se l'articolo ,i, non vi si fo,,se opposto. Facciamo dunqtle iì1 tal senso la nostra proposta, l'attuazione della quale ·ci sembra uria necessità, se propr'io s·i vuole che il· tiro a s1egno sia obbl igatol'io e sorga ovunque. Es·sa costituirebbe ad òani modo uri vero atto di giustizia, perchè la condizione ·dei 100 r.> soci non pu'ò essere soddisfatta: dai piccoli mandamenti, e, col p1'e· ténderè che-essi diano più di quello, che possono, si togliè loro il ' mezzo di prot~rarsl i vantaggi dalla legge accordati .

e

1

(i} Relazione <!ella commissione sul disegno di legge e Istituzione del tiro a seg_no nazionale, • presentata nella tornata del lO dicembre I88i alla Camera dei ·deputati.


,526

NEI SUOI RAPPOltTl CON L'ESERCITO

IL TIRO A SEGNO NAZIONALE

riusciranno, per molt.è ragioni, che credi.imo inutile enu~erare: ad esse bisognerà dare sussidi' e siccome non saranno tanto nlevanu . quanto furono sinora, diremo or ora donde si abbiano a trarre. . La piena attuazione però delle nostre proposte su~p.one che 1 ,18·1'I mandamenti italiani abbiano tutti il loro campo d1 tiro, e pur troppo ne sia mo ben lungi. Perchè questo ~l.esideratwn _divenisse presto un fatto compiut0, bisognerebbe che I mandamenti e le pro· vincie, i primi spccialmenle, si scuotessero nna buona volta e sen· lissero la necessilit di favor ire con Lutti i me1.zi, onde sono capa.e,, la costruzione ùei campi di tiro. Conosciamo le strettezze finanziari e in cu i si dibattono , ma volere è potere: i da nari delle lumina:ie, dei pubblici divertimenti, delle proc~ssioni .e di all r~ :ose inutili impieahino nel tiro a se"no; (ùranno 11 massimo degli mte, :,:, o :l' d . ,ressi pe' loro ammi nistrati, :issicureranno loro il me1.z? t '. e ucarst virilmente e di non venir distolti dalle loro occupazioni e metteranno in pratica l'r~n tico adagio utile _misoe7'1i dulc~ . . D'altra parte le spesP, d'i mpianto <l1 un ca mpo d1 t11·0 , nell:i maggior parte de' mandamenti_ che non _sia~o g'.·:rndi città:. ci pare no? debbano riuscire tanto osllche per I bilanci anche p1u malandati . Non sappiamo a quali conclusioni sia venula la Commission~, che appunto ora. sta ultimando il suo difficile lavoro , che ebbe per ,scopo di concretare norme per la costn11.icrne di campi di tiro, che alla massima sicurezza aggiungesse la ma~gior possibil e economia. Sap· piamo solo che le trenta società dell a provincia di Roma:. esclusa quella del la capitale, le quali funzionavano alla une del ,188:J , hann~ spe;;o in media L. I 04:9 ciascuna per il primo impiant? dc' loro p~ligoni. Che sarebbe mai tale somma, di cui solo un quinto è a car1~0 dei mandamenti e un altro quinto delle provincie "? Queste, a dir vero , rim 3 rre])bero un po' gravate, perchè i mandamenti, cui dovrebbero provvedere, sono parecchi , e più gravato sarebbe lo StalO obl,liaato a concorrere con tre quinti della spesa toLale. In gene~:le però i càpiluoghi di provincia e di cir~ond~rio ?d i mandamenti popolo~i, pei quali sono forti le sp~s~ d1 p~·1mo impianto, possiedono ormai tutti società e campo d, tiro: rimane ad istituirli in quell i meno popolosi. Questi , è inutile negarlo,_ s?n~ molti : nl 3·1 di cembre 11890 se ne contavano 11,144 sprov,,1sl1 d, sociefa e perciò di campi . di tiro èd al 30 settembre ,189 1 erano

vnr. Dunque neppure al personale dirigente è molto difficile provvedere:_resta a parlare della parte economica delle società, che è uno dei maggiori scogli , che banno costretto finora l'istiluzione a navigare guardinga e lenta nel mare procelloso . della finanza italiana: essa, quando riesca ad uscirne incolume non solo, ,ma a trarre da i passati tra vagli utili insegnamenti per la sua vita futura, avrà ben d'onde di fare col poeta Come colui, che con lena affannata Usci to fuor·del pelago alla riva, Si Yolge all 'acqua perlgliosa e guata.

Alle spese d'esercizio delle società provvede, per molte in tutto e per alcu ne in gran parte, il paga mento della tassa d'inscrizione e delle cartucce, fat to dal Ministero della guerra per tutti i soci del riparto ,nilù:ia ( 1). È dimostrato che, in generale, le società, se bene amministrate, potrebbero far fronte a tali spese quando più non ave$sero indigenti. Di questi non vi sareboe più alcuno del riparto milizia: di quelli degli altri riparti proporremmo fosse ridotto il numero, magari fino a zero, tuttavolta il bilancio ordinario non presen ti margine suliìcienle pér farne le spese. All' infuori di q~esto caso, a meno che il Miaistero della pubblica islrnzione o le provincie o i comuni non credano addossarsi le spese di qualche studente, non si dovrebbero concedere gratuitamente a chi chessia nè l'inscrizione, nè le cartucce. Che se si pensa .che, essendo i I tir.o a segno obbligatorio, i vari servizi. che ,9ccorrono, quali il forn ire le senti nelle, il segnare i punti , il dare i segnali di tromba , ecc. , possono essere compiuti dagli stessi congedati con nessuna o piccola gratificazione, ci si persuade rit ancor meglio che le entrate ordi narie bastano, per molle sociètà, a coprire le spese pure ordinarie (2). Solamente le società dei centri mollo popolosi non ci 1

(l ) l'iell'assegnare i sussidi alla società il Ministero tiene conto di divers i daU fra i quali, non ultimo, ma non unico, quello cui accennas i daH'autore. ' J\'. à. R. (2) • Per la ,naggioranza del le societit man,!amentall cli 300 soci I' entrata sarebbe · nella pluralità ùei casi, di L. 3252 e l'uscita di L. 29i0 , . - Discussion i sul tiro a sego~ nazionale, pag. 613 del periodico omonimo del gennaio l886.

527

!__ ,-


528

IL TIRO A SEGNO NA%10NALE

NEJ SUOI R·APPOR'l'l CON L'ESERCITO

ancora H .2 2: neppure. tutti gli altri, che già istituirono la soci eta·, hanno oggi ,il )pro poligono. Tuttavia, pur calcolando che le spese d'impianto .siano quasi doppie di quelle 'incontrate dalle società della provincia romana, salgano, ad esempio, a "800 lire perchè parecchi mandamenti non si ·troveranno forse in condizioni top.ograflche altreLLanto favorevoli , tuttavia. ripetiamo, la somma totale occorrente supererà di poco i due milioni : Pi e:-;si, ,J,200, 000 lire a carico dello Stato, 4,00 mila delle . Prov incie ed altrettante dei Comuni. Essendo ogni anno poste in bilancio 600 mila lire pel tiro a seano n , lo .Stat? p~trebbe, in tre anni, pagare la sua quota di concorso pel prnno impianto ed avere anr,iualmente disponibil i 200 milél lire per sussidì nelle spese d'esercizio delle società. importanti. Lo Stato .farebbe fronte in tal modo alle due specie di spese, che , speltano per legge ad esso: ma i mandamenti e le provincie come dovrebbero regolarsi? Alle spese d'esercizio, ovunque non bastino Ìe entrate ordinarie. non sblo dovrebbero c~mcorrerc con lo Stato queste e quelli, m~ pure tu.tli i comuni non sed i di società in proporzione aL numero de' loro l.iratori. Di questi, essendo il tiro ·obbligatorio, avranno tutli qualcuno, se non dei tre riparti, di quello mili.zia certa.niente, perciò sar~>be atto di giustizia costringerli a sì tenue concorso. , t~he se ci facciamo . ad esaminare le quote di ·primo impianto spettanti alle provincie ed ai mandamenti, ci persuaderemo pure ·che- fo tre an11i possono sobbarcarvisi senza troppo gravi sacrifici: spetterebbero~ questi "30 lire circa all 'anno ed a quelle tante volte questa somma quanl.i sono i loro ma'ndamenti sprovvisti di campi di tiro. Se dì questi le provincie avessero .tutte un egmi°I numero, basterebbe che esse bilanciasse.ro per rte anni 200Ò lire al p:ù in ognuno di essi ( 1). , Ma pur troppo tra le provincie esisie un forte squilibrio, essen. dovene talune, in cui la maggior parte de' mandamenti ancora. non

52~

h p_ensato al tiro a segno. Gli è per q~esle che le difficoltà finanziarìe si 'presentano maggiori, dovendo in ire anni, non solo mettersi alla pari con' le consorelle che ali' istituzione hanno già dato gro.nde &viluppo, ma compiere pure ciò che a queste rimane ora a fare~ Al compito loro tuttavia, ci sorride la speranza, abbiano con oani mezzo e presto a soddisfare, lanto più, ripetiamo, che le spese s;no 'limitate e che non dovranno più vagare nell'indeterminato come pel passato, mercè le norme direttive, che pare saranno fatte -quà:nto prima di pubblica ragione. · . . . Pei.'mandamenti il problema ci sembra di facile solur.rone, sia · perchè la spesa, come si è visto, è tenue, ~ia perch~ noi vorr~mmo ci concorressero i comuni dipendenti, che non abbiano proprie società. Taluni opinano altrìm~nti, fondandosi sul fatto che il manda-mento. -es~endo sede d·i società, ne ritrae un :effettivo reale van·taggio: Sarà, ma anche per essere sede dì pretura, stazione dei reali c~rabinieri, sede dì ufficio di leva, ecc., si ha vantaggio, eppure tutti i contribuenti concorrono nella spesa in parti proporzionali alle loro sostanze.

....

lX. ,

,,,

,,' Forse la nostra sarà una dolce ìllusione: forse i due milioni, cui abbiamo calcolato a:;cendere le spese di primo im.rJ.anto, ~ono insufficienti, sebbene siano il prodotto di spese medie, largamente intese, incontratesi da un discreto numero di società nella costru.zione dei loro campi di tiro. Supponiamo pure che noi siasi .in errore, ,e che In spesa complessiva sia del. doppio: il n9stro ragionalllen.to .non cessa per questo di condurre ad una soluzione prat.ica; solo varierà il tempo necessario per giungervi, invece di tre biso.gneTà impiegarvi sei anni, invece di ripartire due milioni in ·tre esercizi finanziari di comuni, provincie e Stato, occorrei:il ripartirne qnattrq in sei esercizi. L'importanza è che tutti si scu9tan.o CQl fer.mo intendimento di r iuscire alla meta. C'è qualche mezzo che valga, a vjncere gli avversari del tiro a segno -,e pur ci sono, a mettere in moto gl'indolenti a persuadere

1

. ({) Nella. camr1ag~a romana, assai poco popolata, rtt possibile cost'ruirn dei campi di tiro quas, con ()ocl11ss1ma spesa. Nelle alt.re parti d'Italia civ riesce molto difflcile. Da un ~alcolo ' fatto dal Ministero dell'interno risulta che la costruzione d i ttltti i campi dt trro ma.ndamental1 an~or,t mancanti, ìmportera urllt sr1esa che s'aggira fra i dodici ed ì quindici milioni. · N. d.R.

'

J,


530

NEI SUOI _RAPPORTI CON L'ESERCITO .

1(. TIRO A .SEGNO NAZIONALE

gl'increduli, a delerminare cui spetta ad allargare ·i cordoni della . borsa od a posporre magari altri pubblici' lavori-a quelli d'impianto -. del tiro a segno? Al santo scopo si sono falti mollissimi tentativi, ma gli effetti non corrisposero finora a!l'aspellazione: proporremmo . perciò se ne facc ia un altro, quello di rendere fin d'ora obblioatorio o il tiro a segno nazio-nale·per·quelle classi e ·caiegorie, onde abbia~o fauo cenno e di chiamare irnmiissibilmente alle armi tntti i con,1eo · dati di esse che, o per loro colpa o dei comuni o delle provincie, non lo frequentarono: meglio sarebbe se l'obbligo, purchè senza costo di spesa, fosse esteso a determinati studenti io vista d'una possibile riduzione di ferma. Si griderà da taluni all'ingiustizia; ma i più riconosceranno che lo Stato ha diritto d'impartire l'istruzione n:nl'itare nel solito modo, dove e quando solament<i gli ma~chino altri modi più 1~conomici,per gl'interessi generali e più comodi per iJtlelli particolari; che esso. ha fatto quanto era àa lui perchè la comodità fo:5se alla portala di Lutti, e che, se non ci è riuscito , devesi in altri ricercarne h1 colpa. Nè la spesa sarebbe grande chè, già ftrnziona\)do le società nelle cit.tà più popolose e già avendo molti giovani diritto alla dispensa, si può all'ingrosso calcolare che una metà de' richiamandi si affretterà a frequentare il tiro a segno dov'e:5so esiste e l'altra metà, pur rispond~do all'appello, sospingerà co'_suoi lamenti proyincie ecomuni a mettersi in regola con la legge, che lo ha istitt~ito. I congedati faranno da parte loro quello che fanno le classi dirigenti, còme s'è deLto parlando del volontariato d'un anno e de' rilardi alle chiamate. Sarebbero dunque da ·130 a H,0,000 i giovani cìie, dimorando in luoghi sprovvisti di tiro a se!!no, dovrebbero racrcri un n<rere ~., " F.>~ le bandiere, gli uni per ,t 5 giorni, gli altri per 28 e alcune mi· gli aia per .1:5: già altr..1 volta se·ne sono chiamati assai più. Che se, ciò nonostante, il Parlamento e con esso l'alluale ,Ministrn della guerra ritenessero', come si è det;o, «. che in questo momento, in cui il tiro a segno non è ugualmente sviluppato in tutto il paese sarebbe somma ingiustizia » tradurre in atto anche questa nostr'i1 proposta riguardante i congedati, potrebbesi firr d'ora stabi· lire per legge che fra tre, o_se si ·mwLe, f1·a sei wnni . iltiro ci 8egno sarà cinmialmente obbligatorio pe1· deterniinat.t classi e categorie e che .gli ascritti acl esse, i qitali non avranno vol1tto o potuto fre-

l

531

· quentàrl'o, saranno chiamati alle armi. Questo secondo mezzo non v·arrà, come :il primo, ad eccitare provincie e comuni ad un febbrile lavorìo, perché la mutabilità delle leggi è tale e tanta, che è invalsa 1 l'idea, che a mezzo novembre non giunge quel che tii d'ottob1·e fili; ma, se non tutti, molti ne saranno scossi e faranno qualcosa . Fors~ 1:'rnleresse dell'esercito e l'amore all'istituzione, onde discorriamo, ci fanno velo alla ment.e e non ci lasciano scorgere i gravi difetti delle Il'Ostre proposte. Con esse si viene forse a diminuire._ in · parte la libertà d'i un ·certo numero di cittadini, obbligando! i a far cosa che forse spon taneamenle non farebbero. Ma all'obbligo che ~oro imponinmo_,gi.à sono tenuti per legge: intendiamo solo modificare il modo, con cui vi si deve soddi sfare: e se tale modo, pur facendo gli interessi dell'esercito, riesce utilissimo anche ai cittadini, ci sembra che, dato e non concesso importi qualche lieve diminu- . zione di libertà per una classe di cittadini, la sarebbe di t;de natura da accettarsi ad occhi chiusi: si applicherebbe l'antico adagio il fine 9,iu-stifica i rnezzi. Neppui·e ci si può obbietlare che noi si voglia così, ci si passi la · parola, militari.zzare l'istituzione. Non togliamo ad essa alcun chè del suo carattere eminentemente civile: i prefetti, i sindaci, le direzioni provinciali, le presidenze locali devono compie1·vi gli stessi uffici. Forse con.verrà con queste ul~ime fare una più larga parte all'eleménto -militare: forse bisognerà eleggere in modo differente i ~embri ·di esse, perchè la maggioranza del riparto milizfa .·non si imponga alle minoranze degli altri due: forse converrà cessando gli uffici di presidenza dal le foro funzioni per un motivo qualsiasi , sostituire ad essi un commissario militare in analogia a quanto si opera per i disciolti consigl'i municipali. Ma que~te non sono modificazioni che intacchino ìl carattere ·dell'istitu.zione. A-ben altro intendiamo. Così com'è, essa ha tutte le sembianze di un corpo bene costituito in tulli i ·suoi organi principali, ma. per ·Ìtnperfezione di quelli secondari e per difetto di moto e di cibo, è anemico in massimo grado ed è costretto. perciò a tirare innanzi. vita coi denti. Noi vogliamo nutrirlo, farlo camminare con passo celere ed infondere nelle ~ue vene sangue arlerioso. · Quando il ti parto mili.zia conti ogni anno 270,000 soci dai quali, IÌo'n un 39 °/ 0 svogliato, ma un attivo e bàldo 100 °/0 frequ~nti in

!a


532

NEI SUOI RAPPOR1f! CON L'ESERCITO

IL '.l 'lRO A SEGNO r-:AZIONALE

tutti 1 giorni festivi le jstru.zioni ed i poligoni del tiro a segno Qa- · zi·onale, allora solo si p9trà dire che l'istituzi gne stia per r.aggiunger1;1 il suo scppo. La .vista _di q.uesti 270,000 giovani .obbligati, sia pure loro malgrado, a prncurarsi il mezzo pèr esg~re dispensati dai richiami alle armi e per essere lasciati alle lo_ro molteplici occupazioni', $usciLerà io spirito militare nelle. popolazioni. I giovani dai 16 a:i 20 anni di et~, quelli dai 20 ai 4,0 non compresi nei rnoli dell'esercito ed a,nche glj uomini più attempati saranno mossi da nobile emulazton~, si scuoteranno· dalla loro indolenza e s'inscrive~anno numerosi fra i sod contribuenti. !\folti de_! riparto rnil'izia, riconosèitJtisi abili tiratcri e nella speranzà cl-i divenir tali, non istaranno in forse per provvedersi a p_ag[lmento di ca,rtucce per ispa.rare un numero di colpi maggiore di quello regolam_entare. ·Molti infine di qJ.!elli ascritti · a classi o categorie, differenti da _que.lle obbligate -nell'anno al ti(o , · saranno at.trntti dall'esempio a farsi inscrivere nel riparto l'ibero, senza più badare alla tenne spesa per tassa d'insci:izùme e consumo di cartucce. Che se l'attuale Ministro della guerra trovasse modo di rendere ii volontariato d'un ani:1.0 iteces~ibile ad un maggior numero di gio,van.i secondo gl'intendimeqti da lui espressi come deputato ('I), se egli tr~asse modo, non solo di . prorogare a determinati stu_denti, ma di ridurre loro la ferma, non è a di l'e qu3cntp pi Lt numeroso sarebbe anche il rip irto .swole, i cui ::;oc i vorremmo allora non potessero ottenere i promessi va.-o taggi se non fossero stati soci contri:buenti e fréquentatori a,;sidui di almenò tre periodi d'istruzione delle societi1. Pift ni1meroso ancorlis sarebbe se la frequenza al tiro di tuui -i giovani fosse sancita per legge come nn obbligo;. ma pur troppo sarà di/lìcile _che ci si adrlivenga, "'benchè 10 tale nostro d·~:sideri'o siaii in buona compagnia .(2), Non ci ·sembra invece altretli) Relazione sullò stato ,11 previsione tHI~ spesa del Ministero rlella guerra per l'esercizio llnanziario -1890-91. Relatore oo. Pelloux. : (2) .. .. . . • Parmi evidente -che, se un tale servizio (ridu1.ione- della ferma) si potesse ren(lere alle 'popolazioni, ,vale la pena di studiare ecl occu11arsi un po' più della ginnastica e del tiro a segno. Io vàdo più in là e vi dico elle la generalìzzàzione del tiro a segno, o meglio la sua obhlfg_atorietà, anche per gli !tomini i~ c~1ige~lo illimi:tato, potril giovare 11d ;1p pn•stani no'of)era san ta . . .' .. . la sistem~zioo1)" cléi soccorsi da darsi in lempo <li guérra alfé famiglie 1.1overc rloi rWiiamati •.· Letter:t·lll'Ògr,1mma a.'. suoi elettori 11ell'on. Po!loux, 1luhblicata a pag. 233 . riel . periodico il Tiro a ~egno 1111.z ionule' clel 1890. · ·

,. ..·I .

538

tanto di1lfoile il rendere il tiro a segno nazionale obbligatori o per detetminate' cfassi ,e categorie di militari in congedo. Ma; pur troppo l'agg,ettivo obbligatorio suona sempre male a tutti gli orecchi: se 0osì fosse, lo si tolga dalle nostre. proposte; ne rimarranno pur sempre di utili e a nostro avviso attuabili, qual i le segu~nti: . : .· ,t 0 Si stabiliscano chiaramente, pei soci del riparto .milizia, . ohbl:gh.i e vantaggi immutabili, ecl -i secondi siano Lali che m·e;;si coi pi·imi in bilancia, questa rimanga almeno in bilico; 2°. Si trovi modo di rendere ai:.cessibile a molti il volontariato d'un arino e i\ ritardo alle· chiamate, richie.dendo che -tutti quelli eh~ vi àspirnno, abbiano frequentato ìl tiro a segno per tre perio~li; 3° 1a tassa d'inscrizione per· tutti i soci .del riparto· mitizia sia· pagata .alle societit dal Ministero rlella guerra, per concorrere a for"" nir _loro i mezzi. di far fro nte alle spese ordinarie. A tali soci siano. le cannccè, .a carico .di dettò Ministero, · distribuite t,ora:tni-tamente . nella quantità da noi fiss~tJ , ed a pagamento immediato quelle che si dovesse sparare in più; . 4°'Sià stabilito per legge,.-in modo immittabile, di qu;ili età e qual i categorie debbano ,essere i giovani da. chiamarsi ·ogni armo all·e · a,rmi ' pet; i:;truzione. Si lìssi aWuopo, pure per legge, un as:..: se;,no annuo ' e si determini' che su di esso no'n dev'essere . fatto D . nessuno storno , per impedire che le esigenze del bilancio, in Italia ~ltremodo tiranniche; s'impongano talv,:olta, suo .malgrado ; al · Ministero ~ . .. 1 · :, 5° J er cura del Ministero della gu·erra siano stabilite presso : coman"di -dei RR . carnbiaièri, o dei di'stretti o dei presidi, una do,.; - tazione vestiario ; perchè ogni; socio abbia una proprja uniforme, ed un'armeria in cui sia un numero di fuyil i uguale alla metà di queHd dei soci del riparto milizia; ,, 6° Si consideri come società costituita quella che conta da'30; o al più, 50 soci in su; per non escludere indireltamente dalla legge i p·iccoli mandamenti ; ì 0 Sia curato il .tiro a bersaglio, ma non meno le altre istrnzioni tanto interne che esterne, prescrivendone il numero e la


534 .

IL TIRO A SEGNO NAZIONALE ECC,

8° Sia cancellato dal ruolo dei soci quello di essi che,. senza giustificato motivo, manca più di tre volte consecutive alle esercitazioni; 9° Alle $pese d'impianto e ·di eserclZlo .concorrano, insieme allo Stato; alle provincie, ai mandamenti, anche i comuni che da questi dipendono e siano date norme fisse per le quote di concorso; 10° Si disponga che la sistemazione dei cnmpi tiro sia fatta con le norme di sicurezza e di economia regolamentare e che le spese superflue :;_iano frremissibilmente poste a carico di chi le ha or·din[!te. Nessun obbligo dnnque, ma anche nessuna spesa, come ai corsi volontari, onde si è' fatto cenno. Con questi sì è potuto .dispensare. il' 2,1 °/ 0 _d-e', richiamandi, noni>sta:nte i presidì, incaricati d'impartirli, fossero pochi in confronto dei comuni interessati; non c'è ragione perciò di dubitare che il doppio, e fol'se più, di giovani ap·profìtti del tiro a segno nazionale gratuito, per mettersi in grado di ottenere la dispensa. Così lo Stato, pur facendo r interesse dell'esercito, promoverebbe efficacemente l'istituzione che tanto gli sta a cuore. Occorre all'uopo chè esso faccia, di tutto, perchè i reparti · sciwle e milizia contino, non solo molti soci, ma io gran numero i tiratori. Ciò· può ottenersi, a nostro avviso, con opportune disp.osizioni, -ljhe riguardino gli studenti' e specialmente i congedati. Gli è da questi che si dovrebbéro prendere le mosse per l'incremento del tiro a segno. Per noi il riparto milizia è la pietra .angolare, la chiave di volta de!l'edificio: solo quando esso conterà i soci non più a migliaia, ma a centinaia di migliaia, che frequentino con assiduità il tiro a segno e ne ritraggano pro lì tto, solo allora si potrà dire che l'istituzione sia prossima a raggiungere il suo scopo. Allora lo spirito militare si propagherà ovunque ·ed anche i riparti scitole e libe1·0 gareggeranno pei· numero di soci e per valentia nel tiro col riparto -niilizia. G. SAI,A 1

Jlaggio1·e nel 7° fa.nleria.

LE ~IATEHIE IIILITARI ,NEGLI ARCHIVI DI STATO IN TORINO

(Con tinuazione V. dispensa del 16 giugno)

Mazzo 10° (lin. '1704 in 1705). 11

. 1. An. ,t704. 27 settembre. Nota delle truppe falle prigiomere alla resa del Castello d'Ivrea ai Francesi. 2. ,An. ,1704. Progetti del principe Eugenio per la continuazione.- delle operazioni militari dopo la battaglia di Ockstet. .3; An. ,t704. Memorie relr.tive ai progetti di eccitare una sollevazione io Francia. 4. An. "704. Progetti per sorprendere le città d'Asti e d'Alessandrià. . I 5. An. 1704 in ,J 705. Relazione dell'assedio ed espugnazione fatta dai Francesi del forte di Verrua da! 6 novembre 1704 al 6 aprile 1705. . . . 6. An. ,t705. ·14 gennaio. Conferf:lnza tenutasi in Vienna sul cattivo stato in cui trovansi le arm,Ùe cesaree in Piemonte. · 7. An. 11705. Stati delle rispettive armate e relazione di diversi piccoli successi pendente ia campagna. 8. A1i. '1705. Giornale delle operazioni della guerra pendente la campagna dal 7 g,iugno al 6 dicemhre _ 1


536

LE MA'rERlE MILI'l'ARl

NEGLI ARCl'llVl lH STATO J.N .TOHINO

9. An. '1705. èapitolazione per la resa di Montmeillan. 1O. An. 1.705. Memorie, progetti, ecc., per la difesa della città di Torino in caso d'assedio. 1I. An. 170,.S. Capitolazioni per la resa di Nizza, Villafranca, Montalbano e Sant'Ospizio.

,17. An. if 708. Giornali e relazioni delle operazioni militari pendenJe la campagna del "708. . , , ,18. An. 1709'. I\1emorio sullè operazioni -della campagna. ,Ì 9. An. 1709 . Lnglio. Lettere di S. A.. R. istruttive al barone di Rhebi'nder e conte Della Rocca per il · comando delle truppe destinate a far la campagna nelle valli di Pragelato sotto gli. ordini del, generale. Daun. 20. A1i. 1709. Relazione dell'assedio òi Brnxell es. 2,1. An. 17Hl . .27 liiglio. Relazione della battaglia d' Al menar. 2$. An. '17'!0. O ottoln'e. Memorie delle incombenze avute dal maì·chese d'Andorno per ,;p iegare al nrnresciallo Daun le intenzioni-delle potenze marittime circa al termine dell a campagna. 23. An. 17il ·I. Giornnlt3 delle operazioni dell 'armala alleata in .,Piemonte ed in Savoia. 24. An. ,1i 13. Ordini ed i~truzioni date da S. n. prima della sua partenza per la Si_cilia. 25. An. "7113. l4 nuirzo. Convenzione per l'evacuazione della Catalogna e l'armi$t;zio d'I1alia. (Manc~no i fascicoli 2G, 27, 28 e 29). 30. Ordine di M.r De Tnrenne per le disposizioni dei baLtagli?n i nella giornata di combattimento.

1

1

1

1

1

Mazzo IL0 ( cin. ,J706 .in ,f 7113).

1

· ·1 . A.n. ,1706. 20 settenibri. Ca·pitoli della resa di Novara al duca · di Savoia. - 2 . A?J. ,1706 . .24 settembre. Capitolazione di Milano seguita al campo di Corsico. 3. An. ,J706. Capitolazione di Barcellona. 4 . An . ,1706. Memorie sulla campagna 'di Catalogna. 15. An. "706. 8 dicem.bre. Capitolazione accordata da S. A. R. alla guarnigione di Ca5ale. ' 6. An. 1706. Relazione del barone di Lornay di una Lattaglia seguita in Spngna.· 7. An. ·1707. Progetti riguardanti l'impresa di Tolone. · 8. An. '1707. 25 l·uylio, Notizie circa l'impresa di Susa e ddla Perosa. 9.'An. 1707. Lettere e memorie sulla resa di Alessandria. HJ .. Relazione 'della · vittoria riportata nella battaglia di Audenarde: · H. An. -1708. 4 luglio. llillessi sulle difficoltà che s!incontrano alla nuova i·n,·asi,Jne della Provenza. '12. A.n. '1708. Relazione delle proposizioni falle a S. A. R. per la sollevazione degli Ugonotti. 13 . .iin. "708. 10 faglia . Articoli della capitolazione di Tortosa. H, . An. 1708. Stati delle truppe e disposizioni per le operazioni della campagna. . 15~ 'An. 11708. ,J 3 settembi·e. Istruzione del duca Vittorio Amedeo aJ: barone"di Schoulembotirg per portarsi' in Fiandra dal principe Eugenio. · · '16, An. 008. 29 settem.Me. Capitolazione tra il governatore di Por.lo Mahone ed il generale Slanh,1pe. '

1

0

(/

1

1

Mazzo 12° (an. 0:33 in O ,i,4-).

·I. ·,tri. n

~rn in 'I 735 . Progetti , orc1in i, relazioni e memorie cl.elle

operazioni dell'armata. nelle campagne 11733 in "735. 2 ..-Jn. "7,1/i.. Ordine di battaglia dell'armata. gallo-sarda in Lomhardia. 3. An. •I 733 in ·I 731-. Osserv:,zion i sovra la campagna nello Stato di )f ilano . 4.- :In. ,17:37. Relazione della resa di Nizza ai Turchi. , 5. An. ,f 7 H. !J · s1itte1nbrc. Relazione del generale Lascy, dalla sua par:lenzada Pietroburgo, a.I suo arrivo all'armata snlle fronti er e di S\'ezia. · 3:i -

A:'>NO XX~VI VOI,. 11,


538

NEGLI ARCHIVI DI STATO IN '.!'ORINO

LE MATERIE MILlTARl

6. An. ·174.2. 23 gi-iigno. Convenzione provvisionale fatta al campo di Collegara presso Modena. 7. An. '174,2. Vigliètti regi e memorie per far provvedere alcune piazze dei viveri con disposizioni per opporsi al passaggio dei nemici; con relazione delle operazioni della campagna. 8. An. 1743. 16 h,glio. Relazi.one della battaglia di Delt,ingen. trasmessa dal commendatore Solaro, amhasciatoredi S.M. in Francia. 9. An. ;J744. Pareri e memorie per le operazioni della campagna nelle riarti del Mondovì ·per soccorrere la cittii. di Cuneo. I

Mazzo 13° (An. 1733 in ,J786). 1

;J. Descrizione delle Alpi e Valli che costeggiano il Piemonte, principiando dal Gran San Bernardo sino al Tanarello, divise in venti scritti intitolati come segue: · 1. Sommario delle Alpi che costeggiano il Piemonte dal Gran San Bernardo al Tanarello. 2 . Della valle d'Aosta. 3. Delle valli di Ponte e di Cantoira. 4. Della valle di Dora. r\. Delle valli di Giaveno, di Cumiana, di Frossasco e di Lemna. 6. Della valle del Chisone. 7. Della valle di San Martino . 8. Della v;alle di Luserna e delle piccole valli di Bagnolo e di .Barge. 9. Della valle del Pc. ·IO. Della valle di Yraita. 1 1. Della valle di Macra. HL Della valle di Grana. ·1 3. Della valle di Stur·a. 14. Delle valli di Gesso, di Vermenagna e di Pesio e delle valli secondarie di Boves e di Peveragno. ,J5. Delle valli dell' Ellero, del Vallone, della Cot~aglia e delle · origini del Tanaro. ,f 6. Delle principali ~omunicazioni fre le valli Cismontane. 1

1

17..: ]){l,Ue valli di Dranca, di Faussigny, di Tarantasia e di l\foriana. ~ 8. Delle valli di Brianzone, di Neuvache, di Monestier, di Servieres e di ,Queiras. 19. Delle valli di San Paolo e di Meirones nel vicariato di llaJ'C0JIOnetta. . .I , 20. Delle valli della Tinea, della Vesubia e della Roja nel Contado di Nizza, e della valle di Triola nel Genovesato; colla notizia di alcune strade molto importanti per la guerra, le quali dal Pi@monte conducono di nascosto verso il mare. 2. De:;crizione della valle della Corsaglia, della valle del!' Alto Tanaro, delle valli delle due Bormida e della valle dell'Erro, colla spiegazione .dei rispettivi passi, strade, fiumi e torrenti e dei sili propri per·fa difesa. 3. Delle strade principali che dal Piemonte conducono nel Geoo:vesato e dei campi ·Offensivi che si' trovano in vicinanza di quelle frontiere. 4. An. '1733. Connaissances de l'État de Milan et des forces que ,t'empereur y avait en 1733. 5. Projet de campagne pour chasser les ennemis ·de la Savoie, et pencher de là dans le Dauphiné, Bugey et Lionnais. 6. A.ri . '17i3. Relazione fallasi d'ordine di S. :M. dei movimenti deUe armate fo Savoia e della situazione del :Monte San B~rnardo, 'Come pure delle mont:rgne attigue, valli, strade.• sentieri, loro situazione e natura ·d'esse nel Ducato d'Aosta; col regolamento da -Osservarsi per difendere quel Ducato e le is1ruzioni date ai rispettivi còmandanti. " ì. A.n. Vi 44. Récit de la défense fai te par !es contremines au siè.ge de la ville de Con i. 8. A.n. 'l'i.i-5. Memorie dei principali passi e strade che dal Piemot1te· condocono verso il mare andando -per il Contado di Nizza e per; il Genovesato .confinante collo =-Lesso Contado. 9. (Manca). ~o·. ,in. ;J 756 in ,J764. Pareri tanto del Congresso, che .dei signori cavaliere Pinto ed architetti Borra e Michelotti, con osservazi,0ni e risposte riguardanti la Cittadella; di Alessandria, e determinazioni datesi da S. M. addì 28 gennaio ,J76 I. -

-

1

1


5-(1;0

LE 31.ATERlE MILITARI

N EGLI ARCHIVI DI STATO lN TORINO

H. A.n. ,f757. Saggio d'istruzioni 1nilitari ed istruzione scientifica degli nllìziali di fanteria. -12. A.1i. 1177 1 in 072. Projets ponr S. A. R. monseigneur le Dnc de Chablais pour visiter~la Savoie et le Duché d'Aosta. ltineraire de Turin à Beaucaire. ,13. Extrait des ordonnances de France du 8 octÒbre 1774 et 3 novembre ,.1776 concernant le Corp Ro_yal d'Artillerie. H. A.n. '17"73. 5 giugno. Rinessioni circa il Forte di Tortona, esaminandosi se sia necessario di avere presentemente nna fortezza a Tortona e se convenga terminare le fortificazioni della Cittadella di Alessandria, e come possano queste ridursi a maggiore perfez ione. '115. A.n. '1777. Ohservations sur la constitution militaire et politique des armées de S. ~f. Prnssienne ; avec quelques anecdotes de la vie privée de ce monarque. 16. ,fo . 1777. 27 ottobre. Détai l des manceuvre.,, eL de tout ce que la hrigade de Savoie, cell e de Chablaix. et derni-brigade de la Marine, de garnison _à : rurin et à la Citadelle, ont fai t sous !es ordres de S. A. R. monseigneur le Due de Chablaix en qualité de capitai ne général; et de l'emplacement que chaque officier du haut état major occupait ù l'occasion que la dite troupe a exercé devant le lloi dans les prez de Vanohia le 27 octobre 1777. -17. )tn. ,f 778. Projet du Commandeur de ChaLillon pour _tirerun parti ·Lrè·s-avantageux de la Legion des troupes légère:,;. 18. Progetto anonimo del bilancio delle spese necessarie per mettere _l'annata di S. M. in istato d'entraÌ·e in campagna, e dt quelle che ·s i richiedessero per farla pendente otto mesi, ad effetto che un tale bilancio possa servire di norma per le disposizioni da prescriversi riguardo al piède dell'armata. Colla minuta di osservazioni falle dal caval iere D'AnLoni su tale progetto. 119. 11n .. 1'78~. 10 marzo. Réglement pour le service des troupes et_pour la police du camp de Yo lpia.n, ,•isé par W le chevalier CocconiLO; ~vec Jes projets tant des ins~ruction pour form er le dit camp, que des diverses inaiiccuvres de l'in fanterie et cavallerie; et l'État des .olìiciers du Corp Royal d'Artillerie et des munitions de '· guerre; avec le tableati des troupes destinées au dit camp, la pro~ 1

541

,gre~sion des ordres et des rnpports , depuis le capit-aine général jusqu'aux majors. . ., . . . 20. A·ri. '1786. 1Harzo . ProgeLto d1 regolamento per ri~sare _il piede di .servizio nel Corpo Reale di artiglieria coerente allo stab1·limento de!li 113 dicembre ·1783. ·

1

1

1

1

Mazzo 14°. (fin. '1603 ·in f735).

,J. fin . 1603 . .J ,J gl nnaio. Copia di una relazione falla dal Du~a 1

•di Savoia sulla scalal~ della città di Ginevra intrapresa dalle sue truppe addì 22 dicembre 1602. . . . . ·a 2. A.n. ,1622. Lnglio. Relazione dell'assedio della c1t_ta_ d,_ B,e1 ..,hen ·sur Je Zoom intrapreso dal marchese Spinola e D. Lui~? d1_\'el_a~co: · 3 ..4n. ·I 64-2 in ,J618. Relazioni e diari delle operaz1on1 md1tar1 ·del-Principe Tomaso di Savoia nella Lombardia e della s~a sped_i:zione di Napoli col titolo di generalissim~ di terra e _di m.are m Italia e luoootenente della Re 0 ina di Francia nel!' Ammiragliato. 4. An. :1691 in ,(697. Relazioni di faLti d'armi seguiti tra le flruppe imperiali e le ottomanne. . . . . . . ; • 5. ,in. 000 in 170i,. Lettere or1g1mtll dei duchi d, -"\ endome ~ della Feuillade e del marchese di Tessé dirette al comandante d1 -Fenestrelle riguardanti al cune notizie segrete della guerra che so-, :stenevasi dalla Francia contro il duca di Savoia. 6. An. ·J 703. Relazione della marcia dell'armata francese sotto il comando del duca di Vendòme per unirsi nel Tirolo all'Elettore di Baviera e di diversi fatti d'armi seguìti cogl' Imperiali. · 7. A.n. •1704. -IO /~bbr~io. Istruzione mandata "dall'irnperato~e · ,Leopoldo al _duca Vittorio ·Amedeo II per il comando delle due armate imperiali in Piemonte e nella Lombardia. 8. An. 1706. Relazione dell'assedio di Torino fallo dall'armata gallo-ispana, della valorosa . difesa e liberazion~ se?uìta per parLe delle armi austro-sarde , comandate dal duca V1ttono A.mede? JI e ,principe Eugenio di Savoia Carignano. . 9. An. 1707. 13 marzo. Capitolazione per l'evacuazione delle ,piazze della Lombardia dalle armate gallo-ispane, stata ratificata 1

1

1


542

LE MATE RIE MILITARI

NEOLl ARCHJVI DI STATO IN TORINO

da S. A. R. il duca Vittor:o Amedeo II, come generale supremo comandante l'armata im perial e in Italia. !O. 11n. 1708. :U agosto. Relazione di al~u ne operazioni militari, folta dal campo di Balboté. H. An. ·1709. Disposizioni della ~art.ia delle !r uppe im perial-t per la presente campagna in Piemonte e l'ordine che si deve tenere in essa di qua e di là dal Po, entrando negli Stati di S. A. R. ,12. An. 117"1. 14 e 16 settembre. Relazi one dell'attacco fatto dalle truppe fran cesi attorno il forte di Exilles, ed alture di Sa n Colombanl1 , nel qua le furono dalle regie truppe valorosamente respinte ed obbliga te a ritirarsi. ·13. A1i. ,f732. 29 e ,10 giugno e 2 lu,glio. Relazione del successo dopo fa par'lenza nella flotla spagnuola riunita nella baia di. Al icnnte e dei gloriosi progres$i dell'armata di S. M. Catt~lica nella conq uista, ossia ricuperamento della piazza di Orano in Africa; con un piano di del ta piazza e contorni. 14.. An. 1733. Articol i della ca piLolazione proposti dal r.overtore del C11stello di Milano per la resa del medesimo. ,15 . .4.n. 1733. Stati diversi relativi agl i alloggiamenti, sommin istranze e prepnrativi per l'assedio del Castell o di Mil ano dall'armata gallo-sarda, ed una memoria sul cerimoniale da osservarsi, nel ri~vimento di S. M. il re di Sardegna in quella città. "6. Relazione falla dal conte di Robilant della visira ,delle frontiere dello Stato . ;reneziano dalla parte del Tirolo e del Trentino·' con memoria e labelle delle dist~nze da un luogo all'altro e particolarmen te delle piazze e luogh i più notabili del ducato di Milano. ,11. An. 1733 . Leuere di vari gen erali a S. .\f. il Re ed al ministro concernenti le operazioni della campagna. 18. An . '1733. Ottobre e novembre. Ripartizione della marcia. dell'armata fran cese negli Stati di S. M. per le operazioni della campagna. ,19. An. 11733. 30 novembl'e. CQ.pitolaìione della resa della. piazza di 'Pizzighettone a S. M. qualora non venisse la medesima soccorsa a tolto 1'8 del successivo dicembre. 20. An. ,1733. 20 dicembre. 'Piano degli attacchi fatti al Castell0, di .\Iilano dalle truppe gal lo-sarde sollo il comando di S. M. il Re Carlo Emanuele. 1

)

543

21. An . ,1733 in cl73o. Progetti, ordini, relazioni e memorie rigiardanti le operazioni militari dell'armata gallo-sarda in Italia. 2t. An. "734. Nota dei generali destinati al comando delle truppe france:,;i in. Italia e snl Reno. 23 . .fo. ,17%. Relazioni diverse delle operazioni militari fai te in Italia dalle armi piemontesi e francesi, cd ordini di battaglia. 24. An. ·1735. Ordine di haLtaglia per l'armata francese dell'A.1lemagnn comandata dal maresciallo di Coigny. , 25. An. '1735. Ordine di battag lia dell\nnata imperiale in marcia verso la Mosel fa, con notizie delle operazioni dell'armata fran cese. 26 . An. ·I735. :iH f;:blmlio. Capitolazione della resa di ~1 e~sina alle armi spagn11ole.

Mazzo 15°. (.fa. 4735 in 04G l.

1. ..fn. ·1735 in, "736. l.,e1tero del duca di Montemar generale comandante le forze del re di Spagna nell'Ital ia. 2. :I n . 11736. Relazione di qnunLo è succPduto di più rimarchevole nell' h ai ia relativamente agi i spagnuoli dopo la concl11sione dell'armis1 izio stipulata l'anno 17:n tìno alla fine del me1lesimo. 3. An. ·I 736. Agosto. Cerimoniale di Staio concert ato in se~nito agli ordini di S. .\1. per l'evacuazione delle truppe degli alleat• gell~ piazze dello Stato milanese, ed inviato ai. governatori e comandanti delle mede~ime dal maresciall o di Noailles. 4. 1h i. 1739. luglio. Relazioni di alcuni fatti d'armi seguili tra le armate imperi.ti\>, ed olt.omana nel Banato di Temiswar. 5. An. 1740. O 11w1·zo. Relazione del genera le De Gages al l'in- _ fante O. Pilippo cli una vittoria riportntn. al di t:t del Panaro dalle truppe spagnuole contro gli anstriaci. _ 6. An. 117,1'0. Progetto di un si3terna generale di gnerTa in Lombardia per parte della Francia colla descrizione del paese. . 7. .-fo . n .t if. 16 gennaio f. fi agosto. Relnzioni di due hnuaglie navali seguite trn gl'ingle~i ed i fran cesi alla. vista dei cnpi 'l'ilwron e Sparte! . 8 . ..Jn. 174·1. Ragguaglio della tentativa fatta dalla squadra inglese 1

1


/

I

545

L~ ¼IA.'l'ERIE MILIT,'81

NEGLI ARCHIVI DI STATO 1N TO RI!'.0

comandata dall'ammiraglio Edoardo Vernon per la conquista di Cartagine, della levata dell'àssedio falla dalle truppe inglesi e loro imbarco per la Germania e della presa della fortezza di Bocca-Chica . dagl'inglesi. O. An. nf:1. Relazioni della presa di .G·logau in Slesia dalle armi prussiane contro gli ,1usLriaci • .accaduta 1'8 marzo e delle due battaglie seguile trn le due rispettive armate il 1O aprile ed il ,J7 maggio a ~folvitz e a CrasslaLL in Boemia. rn. An. '174 1. 3 .sette,nbl'e. Relazione del combattimento seguilo tra i russi ed i svedesi a Wilman,;trand e della resa della for:tezza ai russi. 1I. An. ,11u in 043. Relazioni è notizie delle guerre seguite nell'Allemagna wi francesi. ,12. A.n. '17,1:2. Pianta della cill,tdella di Modena, coll'indicazione degli attacchi intrapresi dalle armi combinate di S. M. il re di Sar· degna e della regina d' Ungheria. · · 1 13. An. 11742. Due copie di piante della città di ,Mirandola, una con gli attacchi fatti dagli sp,1gnuoli nel 1730 e l'altra con quell.i · falli coll'ar·mata. combinata di S. M. il re di Sardegna e della regina d'Ungheria; assieme alla capitolazione per la resa di delta 'r.illà in data 22 lttglio 1n.2. H. A.n. '174:3. ·IO aprile. Ordine di ' baLLaglìa dell'annata spagnuola a Rimini col piano di trinceramento della medesimo a Bòn~ deno. :15. An. 1711:2 . Gingno. Ordini di h,HLagliRdelle truppe di S. 11. H re di Sardegna e di quelle della regin:1 d'Ungheria nella Lom' . · bardia. 16. An, n .i.2. 8 gùbgno. Relazione d~lla pre,sa di Pisecb dagli . austriaci sui francesi . ·17. A1i. ·174-'.2. 29 gi·ugno e 22 luglio. Capitolazione della resa ci,l~ •le di Modena e dell,t Mirandola alle armi austrodette

,19. An. 042 in 1746. Rélations et rnémoires concei'nant !es -campagnes,du 'if742 et i1746. 20. An.: ,174'2. Scritto gi·ustificativo dèlla condotta tenuta dal -duéa di Monl.emar, mentre comandava l'armata spagnuola in Italia . 1

Mazzo 16°. (Jin . ·174'.? in 11718).

1

1

:J. -/411,. 11742 in 1174-4. Relazioni , notizie, memorie, piani, pro:getti e disposizioni riguardanti le operazioni militari diverse seguite -contr·o i grillo-ispani per la difesa dei lUl. Stati. · 2. An, "742 'Ìn 17.1,5. Lettere del principe di Lobkovitz, del ,conte Kaunitz e di altri generali austriaci, del signor De Villettes ,residente à' Inghilteri:a o· del_conte di Richecour relative alle tlpe. ,razioni militari contro i gallo-ispani ed alla spedizione della ~otta ~pglese contro Bastia. 3. An. if71,2 in 1748. Précis des carnpagnes faites par le roi -Cbarles Emanuel III et ses généraux avec des corps séparés pensdant la guerre d' (talie commencée en ,J 74:3. et finie en ·1748.

1

1

1

.(Coniiwiia)

1

Pio Bost ,llaggiore.·

1

1

u~

.

8. ,f a. 1742. 17 ago.sto. Meri19ria ·delle disposizioni fatte per la odi_a dei ~olli ~ passaggi che ,<l~lla Franci.a :en~o~o a ~bocc~rn . n a \'alle d1 Vra,ta, fatta alla Ch1anale, co, p1an1 d1 detti coll'i e aggi. . 1

~

,l


/

STATO MILITARE DELLA SVl7.ZERA

STATO IIILITARE DELLA SVIZZERA

Venne in questi giorni pubblicato il Rarpporto del clipa1·timento rnilitw·e feclerale sulla gestione del 1$91. È un documento di singolare chiarezza, dal quale apparisce quanto in. detto anno ·s 'è fatto dalla Svizzera in materia militare, nonchè l'attuale situazione delle forze e dei vari servizi. Il primo capitolo è l'enumerazione sommaria delle leggi, ordinanze, istruzioni e regolamenti adottati nell'anno. Notevole la legge del 26 giugno 1891, riguardante la creazione dei corpi d'armata. Nel secondo capitolo si accenna alle principali variazioni avvenute nel personale di comando e di amministrazione e se ne in'dicano i .motivi Fa impressi0ne e piace la gentile~;za con cui si ' parla di chi per motivi di salute, o di famiglia, o p~r anzianità di servizio ha dovuto lasciare il suo posto. Segue, in distinti ca,pitoli, un cenno dei passaggi dall'élite· alla landwer e alla landsturm, dei risultati della visita sanitaria e degli esami pedagogici ai militari, del reclutamento· dell'annata, delPordinamento e della situazione numerica dell'esercito federale nel '1891. Il sesto capitolo, che è il più lungo e il più interessante e sul quale intendiamo soffermarci alquanto, tratta dell'istruzione impartita durante l'anno, cominciando da q'!lella preparatoria che si· dà ai giovani · prima che vengano sotto le,

arre.i, _passando poi alle varie scuole pei quàdri, all) struzione delle reclute,. ai e.o rsi di ripetizione per l'élite, la landwer e la landstuhn, alle esercitazioni di tiro, alle manovre, ece. A proposito dell'istruzione preparatoria si 'dice che, quantunque la medesima, durante l'anuo 1890-91, uou differ isca essenzialmente da quella dell'anno precedente, pure vi fu. rono appor~ati importanti miglioramenti e si not a un progresso in vari Cantoni. La grande maggioranza delle auto rità scolastiche cantònali continua a portare tutta la sua ·sollecitudine nell'insegnamento della ginnastica e non si stanca di adoperarsi perchè sia eseguito quanto prescrivono le leggi, le istruzioni, gl'inviti e gli avvertimenti ai comuni e agli istitutori, che sono ancora in ritardo. · 1 Consigli cvi educazione di alcuni Cantoni hanno deciso di obbligare i comuni a procurarsi convenienti palestre di gin, nastica, una per comune od una fra più comuni vicini, ed hanno preso disposizioni perchè i giovani della seconda categoria possano ricevere ogni anno il minimo cli 60 ore di . insegnamento ginnastico prescritto dalla Confederazione. L'istruzione preparatoria, oltre la ginnastica, comprende la scuola del soldato è quella di plotone, l'istruzione sulle . armi e sul tiro e qualche piccola esercitazione di servizio di campa.gna, consistente in escursioni per abituare ia gioY~nt\l alle marcie e a; conservare, nelle medesime; l'ordine e- la disciplina. N_ell'insegnamento della ginnastica, oltrechè al perfezionamento corporale per mezzo degli esercizi elementari, si èbbe in mira la ginnastica pratica, consistente nel sormontare· oo-li ostacoli. Per le esercitazioni di ' tiro sono state as-. segnate a ciascuno 40 cartncce a palla. I risultati del t iro furono in generale soddisfacenti. Naturalmente l'insegnamento non fu impartito in modo l!lniforme presso tutti i Cantoni, ma dappertutto ebbero luogo, come negli anni precedenti, ispezioni ordinate dal Dipartimento militare e si vide che, a poco a poco, l'ist.ruzione preparatoria guadagna anche dal lato dell'uniformit.à . Èssa è dovunque diretta a uno scopo bene determinato; già


549·,

STATO ml.lTARE DELLA SVJZZ EltA

STA TO llliUTAr< E OE !,LA SVIZZ E RA

in molte località ha messo salde radici e funziona r egolarmente, presentando solide basi per un'organizzazione ge·n erale.

Parlando del corso di ripetizione dell'elìte, il rapporto dà i seguenti particolari sul nuovo f~tcile : La fab bricazione del nuovo fucile, trovandosi già abbastanza assicurata nel 1891 per poteme provvedere la III e la V divisione, si sono richiamati veri battaglioni per fare-un corso d' istruzione co l detto fucile e si è osservato che ' se i quadri e le truppe si sono famigliarizzati presto col nuovo r egolamento, anche più presto s i sono fan:i,igliarizzati col nuovo fucile. Si ebbe invero qualche difficoltà a far apprendere il punto preciso su cui premere per prod urre lo scatto, e per far apprendere a riempire il magazzino. Colla brevità del corso . d'istruzione n on fu possibile di far ben conoscere alla truppa tutte- le qualità dell'arma; non si è potuto procedere ad esercitazioni di tiro a grande distauza, tiro nel quale special~ente il nuovo fncile è snperiore all'antico, dimodochè non s1 è potuto dare 1111' idea alla truppa della tensione della traietttoria, Si trattava specialmente di rendere famigliare alla truppa la nuova arm,i e insegnarle a mirare nel tiro di scuola che quantunque limitato, era però organizzato pmticamente. . « Benchè i risultati ottenuti in queste ese.rcitazioni non permettano ancora di trarre conclusioni sicure sulle qualità del nuovo fucile in mano alla truppa, nè di fare co~fronti coi ·risultati del Vetterli così bou conosciuto da.i soldati nondimeno si è già potuto constatare che, alle stesse dist~nze e cogli stessi bersagli, i risultati del nuovo fncile spesso sorpassano o almeno egnagliano quelli dell'antico. I risultati sarebbero certo stati migliori se si -avesse avuto più tempo per gli esercizi preparatori >> . . Così dice i.l rapporto ed agg iunge altri particolari. .Al lettore, in \1omplesso resta l'impressione che gli svizze1•i_ . non sieno troppo entusiasti del loro nuovo fucile.

5-18

Fra le varie istruzioni pei quadri, ch'ebbero luogo durante l'anno, notiamo tre scuole cosidette di stato maggiore generale: la prima. per i capitani e tenenti che a.spirano ad entra.re nello stato maggiore; la seconda per i capitani di stato maggiore; la terza, avente principalmente per ogg'e tto last,ra t egia, per ufficiali superiori e generali. Ciascuna di queste scuole dnrò varie settimane. Vi fn inoltre un corso ferroviario, Ul} corso per telegrafisti, un corso rper il servizio di tappa, ecc. In quanto all'istruzione delle reclute, il rapporto del di,partimento militare, dopo avere fornito i soliti dati statistici, ha le seguenti osservazioni snl nuovo regolamento. Il nuovo r egolamento di esercizi per la fanteria si è guadagnato la piena fiducia e r iconoscenza di tutti i quadri, -per le sue importanti semplificazioni, per il suo ordinamento logico, per i suoi principi: chiari e precisi, sempre diretti al- , ,l'istruzione fondamentale dei capi e ·d ella truppa per il servizio di campagna. Non era però da sperarsi di vedere fino dal primo anno un 'applic::1zione precisa e nuiforme di t utte le sue disposizioni. A proposito di alcune di. esse le opinioni ·sono ancora d ivise e ne risulta la ne::iessità,. di ulteriori espe.rienze per determinare le parti del regolèl.mento di cui bisogna tenere più o meno conto nel corso dell'istruzione. Sulle esercitazioni tattiche il rapporto dice: Lo stato dei ·terr eni coltivati ha spesso impedito di eseguire convenientemente le esercitazioni di campagna. Si sono esercitate molto le r eclute nella marcia. Oltre le marcie di un giorno, se ne fecero di due e tre .giorni, alcune delle quali furono vere escursioni in montagna .faticosissime, combinate con manovre di campagna.

•


550

STATO llllLITARE DELLA SVIZZERA

STATO MILITARE DELLA SVIZZERA

. ..

)

In conformità della serie di esercitazioni di campagna stabilite fino dal 1889, la VII divisione doveva fare esercitazioni di brigata e la VI manovre di divis~one. Per soddisfar e a voti più volte manifestati, si è adottata quest'anno l'innovazione di far partecipare alle manovre le due colonne del parco e il battaglione del genio, anche per la divisione che non aveva da fare se non esercitazioni cli brigata; sicchè le due divisioni si trovarono a.l completo. Un'altra innovazione introdotta pure nelle manovre au· tunnali del 1891 consiste nell'aver applicato il nuovo regolamento d'eser cizi per la fanteria. La mobilitazione (dice il rapporto) superò per rapidità e sicurezza ogni aspettazione. L'entrata delle truppe in linea e il concen tramento delle divisioni si è eseguito in ordine perfetto. Il personale fu trovato di buona qualità, soddisfacente a tutte le esigenze dell'istruzione e del servizio; tuttavia s'è presentata la questione di sapere se, m~scolando maggior mente, sopra una più grande estensione dei circoli di reclutamento, la popolazione delle città e quella delle campagne, Felemento industriale l'elemento agricolo, i battaglioni non guadagnerebbero nelle loro qualità intrinseche. In generale però si può ·dire delle truppe eh' esse si sono mostrate zelanti e infaticabili. All'entrata i11 servizio il vestiario e l'equipaggiamento erano in condizioni del tutto soddisfacenti. Durante le manovre si è osservato un miglioramento nella calzatura rispetto agli anni precedenti, ma alcuni capi di vestiario minori lasciano ancora a desiderare. Le vetture delle unità di fanteria si sono dimostrate so· lide e praticamente costruite; i nuovi freni agiscono in modo rapido e sicuro. Agli stati maggiori vennero distribuite carte da.11'1: 50000; agli ufficia.li di truppa carte dall'l: 100000. Sarà bene (dice il rapporto) che negli anni venturi si distribuiscano a_tutti

•

551

<Jarte alla medesima scala, per evitare che negli ordini si indichino località che su di una carta sono segnate e nell'altra no. Le nuove mu.nizioni fecero buona prova. Gli ufficiali a -0avallo erano bene montati; soddisfacenti solo in parte si mostrarono i quadrupedi dell'artiglieria; poco soddisfacenti ,quelli dellè colonne del parco. IT servizio delle sussistenze negli anni scorsi fu general· mente buono; « ma quest'anno vi furono lagnanze perchè la truppa non r iceveva i viveri in tempo, ciò che è tanto , più deplorevole inquantochè le nostre truppe di milizia non ,sono rotte al servizio come quelle degli eserciti permanenti ed hann·o esigenze molto più grandi. Questa mancanza nel 1iervizio di snssist~mze dipende in gran parte dagli ufficiali dello stato maggiore, certo animati della migliore volontà ,e dotati di una buona istruzione teorica, ma che prendono soventi le cose da un lato poco pratico. » Non sarebbe forse male a proposito (continua il rapporto) <ii cominciare le manovre un poco più tardi per dar t empo alla truppa di cuocere la carne e non far lasciare l'accan tonamento se il soldato non ha una buona e forte zuppa sullo stomaco e un pezzo di carne nella tascapane. Si vede (diciamo noi) che queste milizie, anche se repubblicane e roon· tana.re, lianno molte delicatezze. Le manovre si possonò comin-ciare a che ora si vuole, ma non si ha la stessa libertà in campagna vera. Maigrado le fatiche (continua il rapporto) la .salute delle truppe s'è mantenuta buona; il servizio ·s anitario ha funzionato in modo eccellente. L a disciplina fu sempre mantenuta tanto nel servizio propriamente detto, quanto nelle relazioni col pubblico. Quasi tutti gli uomini che presero parte alle manovr e si erano fatti assicurare contro le disgrazie; alcuni però con qualche ripugnanza, rincr escendo loro la spesa. « In ques~a circostanza (dice testualmente il rapporto) n?n dubitiamo di a:fferm,are senza. reticenze la ·nostra opinione: t3Ssere, cioè, per _lo Stato un dovere d'onore, al quale


STATI) :11!!,IT,I RE DF.U, A SV!'l.lERA

STATO 'MILIT ARE DELL.A SVI ZZERA

la Confederazione non può sfoggire più a lungo, quello di prendere a suo car ico, senza partecipazione individuale degli. interessati, rassicurazione genei;ale dei militari contro i disgraziati incid~nti. Egli è vero che ciò porterebbe t\na modificazione nelle disposizioni che regolano le pensioni e le indennità.. » I servizi resi dai velocipedisti, tratti quest'ann·o dai battataglioni, non furono cosi soddisface1ìti come quelli clei velocipedisti volontari delle manovre precedenti. Bisogna ammettere che le difficoltà e le esigenze erano grandi, ma bisoCTna, • b pure confessare che il servizio d'ordinanza fatto dai velocipedisti uon funzionò nel modo clesiclert~bile. Buono in generale è stato il servizio postale, ma non sono mancate lagnanze e ciò provenne dal fatto che gli stati maggiori non hanno prestato a questo servizio tutta l'attenzione che merita. · Il corpo della gendarmeria fece il suo servizio con puntualità., tatto e circospezione. Grazie ad esso, le cantine volanti hanno funzion ato regolarmente, aclempiendò tutte le condizioni stabilite. I

Dal punto di . vista a1ilitare, l'istruzione e la capacità dei comandanti e della truppa vengono caratterizzate nel rapporto come segue: La fanteria, trnppa e comandanti, è gi.unta in pieno assetto al luogo di ràdunata e animata del migliore spirito. Bcnchè dal punto di vista della tenuta e della marcia le esigenze fossero molte, vi soddisfece completamente. L'esecuzione pra.tica del servi~io interno-dei corpi lasciò molto a desiderare. Ciò dipende specialmente dal fatto che .i sottuffiziali, ai quali si è obbligati di lasciare quasi esclusivamente la. sor, veglitmza di qnesto servizio, non sono abitua.ti a sufficiente iniziat iva. ., L ' ufficiale in campagna è già sovraccarico di tante altre incnmbenze, che, colla migliore voio~tà, non può sempre sor-

vegliare il buon andamento del servizio interno. Questo deve essere compito dei sottuf:fiziali. Il corpo dei sottuffiziali a cui si rimette questo compito non può cho guadagnare in autorità presso la trnppa, e deve fare in modo di bene adempierlo. « L o spirito della nuova tattica non sembra ancora essere passato in sangue al nostro corpo di uffiziali, ed è a temersi che, in un conflitto serio, i proiettili nemici insegnerebbero meglio che gli ammaestramenti e lasciare gli errori che ancora si commettono. L 'idea fi ssa di concentrar e in un punto grandi masse e portarle rapidamente sulla posizione del nemico, prima che questi abbi a potuto prender e lo sne misure di difesa, fa spesso dimenticare che un piccolo numero di facili, utilizzati in buona posizione possono fare grandi vnoti in queste masse . » Si è tr.ov11ta pratica l'innovazione, introdottn, quest'anno per la prima volta, di unire i due reggimenti di lcmclwer in una sola br igata. Il comandante della brigata combinata ha dimostrato che la landwei · _possiedo ancora ufficiali superiori che possono ga,reggiare coi. loro ri vn,li clell'él-ite, e che [1-1, landwer può ser vire ecce1lentemonte come rinforzo dell'esercito attivo. Ma se la landwt'1· <leve entrare nello di,·isioni e n_ei corpi d'armata, bisog na che i suoi capi e h1 sua truppa s1euo esercitati a manovrare in grandi. nnità.. Questo nuovo sistema di riunire i due reggimenti in una brigata offre inoltre il vantaggio che il direttor e delle manovre può, aggiungendo la brigata cli landwer all'uno e all'altro di dne partiti, creare delle situazioni nuove e nello s~esso tempo naturali. A quèst'uopo bisogna che la brigata di lanclwe1· resti raccolta a disposizione del comandante delle manovre, e che questi possa manùarfa come rinfor7.o a clii crede. In tal modo gli esploratori saranno obblig1-1.ti a faro un servizio più diligente e più conforme a quello che s i fa:·ebbe in guerra; cl' altra parte i capi prepareranno mo. gli~ ~l còmpito cho loro incombo in gncrra, se non sapranno ant1c1patamente di quale forza pr ecisa potranno <lisporre essi e meno l'avversario. 3~ -

AN1'0 XXXVII, \"0 1•• Il.


561

ST,\TO l lll.lT AHE Dh J,1. A SVlt.l.J::ltA

Le guide hanno fatto un servizio faticosissimo; erano poche e si esigeva molto; ma dis impegnarono assai bene il loro uffizio . I reggimenti di dragoni si sono distinti per punt aali tà ed abilità, nell' esecuzion e del loro m~ndato , tanto nel servizio di esplorazione, quanto in quello di sicurezza durante il combattimento. Essi hanno impiegato con molto accorgimento le loro mitragliatrici le IJUali hanno dato un nuovo carattere all'impiego della cavalleria. « Com e sempre, le batterie di ca.mpagna hanno fatto buona prova iu ciò che riguarda la loro istruzione, ln. lor o tenuta e la loro disciplina ; ma i capi Jasciaronù molto a desiderare nell'istruzione tattica. Sotto questo rapporto, essi non sono all'altezza dei progressi della fanteria. Si è osservato che nell' istruzione tattica , quale oggidì. viene impartita all' artiglieria, si fa. talmente astrazione dalle altre armi, cho l" artiglieria non è. poi in grado di soddisfar e a · ciò che si attende da essa. Il Dipartim ento militare non trascurerà di prendere le disposizioni necessarie a questo rig nardo ». Il rifornimento delle munizioni durante il combattimento non ha pienamente soddisfatto. A cp1esto ser vizio sarebbero più adatti uomini di landwer cho uomini dell'elile come .si usa adesso. Il Dipartimento militare studia la questione. Il treno d' armata merita, che si r iconoscano i suoi buoni servizi. L a misura presa di riparcire fino dall'entrata in servizio e per t ut ta la durata del ~edesimo, il treno di linea ai battaglioni di fanteria, e le divisioni dei battaglioni d el tr eno ai battaglion i del genio, a.lle compagnie d'amministrazione, agli. ospedali da campo, diede occasiono tanto ai comandanti di truppa di servirsi bene del loro treno, {J1.U1Uto ai comfmdanti. del treno di r endersi conto delle loro funzioni presso la truppa. L'istruzione tecnica dei pionieri di fanteria si 0 forse risentita del fatto cho il corso preparatorio ha avuto luogo per reggimento; ma ciò non ha incagliato il loro servizi o. I battaglioni del genio hanno continuato a farsi notare come vera t rnppa scelta sotto tutti i rapporti.

STATO mLlTAllE DP.LLA SVJZZERA.

555

L e truppe sanitarie souo venute alle manovre di divisione ben preparate dai corsi precedenti e hanno adempito il loro :servizio con zelo e abilità. Lo stesso dicasi delle compagnie <l'amministrazione. Il comando delle divisioni e delle brigate era in buone mani. La direzione delle manovre si è distinta per ordini chiari, emananti da situazioni semplici, ma si può forse os·servare eh' essi lasci.avano troppo poca libertà. d' a:,;ione ai .comandanti di divisione.

"

* * Dei corsi di ripetizione della lanclw er il rapporto del dipartimento militare nota che, seguendo il sistema inaugurato l'anno precedente, si fecero per reggimenti di due battaglioni ciascuno. Questi corsi hanno dato r isnltati soddisfacenti. La maggior parte dei Cantoni hanno fornito vestiario ed eq~ipi1ggiamento che non lasciarono n ulla ~1 ,desiderare. Per l'apparenza esterna, i battaglioni di landwer possono, senza timor e, mettersi a confronto con quelli clel1'elite. Tutte le relazioni sono concordi nel eonstatf.tre lo zelo· ·dei quadri e della truppa per mettersi al corrente di tutte le innovazioni ; « però si è potuto osservare che una gran parte degli ufficiali manca ancora dell'intelligenza ta1,tica necessaria per ben eseguire le nuove prescrizioni sul combattimento. Un terzo poi degli ufficiali subalterni deve es'Sere considerato come debole, o il cor po dei sottufficiali, -quantunque insufficiente numericamente, contiene esso pur e molti elementi deboli. » Il sistema per cui gli ufficiali superiori di landwe1· sono -chiamati alle scuole centrali insieme a quelli clell'elite ha fatto sì çhe, nella condotta dei battaglioni e dei reggimenti <li landwe1", si osserva un sensibile miglioramento. . Tutti sono d'accordo che, mediante corsi d'istruzione più lunghi od ap.che corsi egnalmente brevi, ma pi1\ di sovente ripetuti, si aumenterebbe mlor,o l' attitudine della lancl1ve;·


ST,\ TO MILITARE DELLA S\'IZZERA

556

STATO l!ILITAIIE DELLA SVIZZERA

ad essere impiegata in campagM. I reggimenti che hanno, preso parte alle manovre di divisi.one hanno provato quale p:1,rtito si pL1Ò trarre dalle truppe di landwer, quando ven-· gano con più cura istr uite ed esercitate.

.. * "

Continua il rapporto offrendo numerosi particolari e dati statistici su tutte le scuol~ e i corsi ch'ebbero luogo durante ranno, indi passa al Capitolo VII, Servizio sanila1·io e veterineti'ÌO, nel q nale si dànno non solo le tabelle indicanti lo, stato sanitario delle truppe e dei qnadruped.i dentro l'anno,. ma si acccenna a varie riforme ed esperimenti. Nel capi.tolo VIII, Commissarialo, oltre tutti j. particolari e dati statistici riguardanti lB sussistenze, vi è un cenno del modo. con cui funzionò la tassa militare. Il capitolo IX tratta della Giustizia 1'!Vililare ; il X del 1vlaie1·iale cla giie'l'ra : magazzini d'armi, di vestiario, depositi di munizioni, ecc. L'XI capiwlo, intitolato Topografia clel paese, dà ampi particolari sul punto a cui :;i trova il rilevamento della Svizzera, sulle carte pubblicate, su quelle in corso di pubblica.zioue, ecc. Il X II capitolo tratta degli Stabil'imenti militari : depositi di rimonta fabbriche d'armi e di munizioni. Tl XIII capitolo, intitolato, Pia:;::se d'armi parla di una visita fatta a tutte le piazze, d'armi di fanteria, dal punto di vista clell'introduzione del nuovo fucile e specialmente della possibilità di stabilire in esse dei campi di tiro per tiro da campagna. Dal XIV capitolo intitolato: Fo1·ti'(l,cazioni nazionali, ricaviamo le nozioni seguenti: I lavori eseguiti durante il 1891 per la difesa del Gottardo sono: _lirolo. Complemento interno del forte e scavamentodelle communicazioni sotterranee; Colle del Gottardo. Opere per fanteria e torrette corazzate; Anclermatt. éontinuazioue dei lavori per i forti Buhl e Bti.tzberg; armameTÌto completo di questi forti; comple-

557

!Dlent? dell'opera a_l ponte Valclbodeu; prosegnimeuto dei lavol"_1 alle strade d1 Batzberg e dell'Oberalp che sono quasSi :termmate; Obe1·alp. Cos~ruzi~ne di ricover i coperti per la truppa; Fu,rca. Contmuaz1one delle opere per fanteria ed arti:glieria; Si è ~n~ltre continuato il rileva.mento del terreno per le carte di tiro e molte esperienze di tiro sono state fatte a~ec de nove~ux engins (il Rapporto non spiega che cosa ,s1eno) e con differenti munizioni per fissare le tavole di tiro. . Si ~ono spesi 2,~85,000 lire sui tre milioni votati per questi lavor_1. Il mantenunento della guardia ai forti ultimati è costato 60 mila lire. . Il XV ed ultimo capitolo riguarda le fapezioni cl'armi che :S1 fanno annualmente nei comuni.

•

..


559 efficacemente, al mantenimento· dei patti, perchè malcontenta di essi e perchè rovinata. Potevasi temere che gli effetti <li questa lunga, antipatriottica campagna fo~sero . stati di diminuire, se non nel!' Imperarore, almeno nella popolazione tedesca la fede nella nostra lealtà e nella nostra forza, ma / le dimostrazioni così solenni, così ent~1siastiche ai nostri SoVl'ani, e per · essi all'Italia, vennero in buon punto a dimostrnre che quella fìducia non è affatto diminuita, e che ali' alleanza coli' Italia si dù ancora oggidì dalla Germania la stes$a importanza. che ,le si clava due o t1·e anni fa, prima che s' ina ugurasse la politica della lesina, prima che si ·facessero tanti tagli nei bilanci della guerra f1 della_ marina, prima che assordassero l Europa tanti nostri piagnistei. E questa fiducia della Germania in noi e questa stima delle nost1·e forze non potranno :;e non aumentare ora che la crisi econornjca, la quale da tanto rempo ci t1·av,1glia, pare che accenni a farsi meno grave, ora che la voce autorevole del presidente clel Consiglio ha lfroclarnato la neçessitù di non nttcn1.arn con ulte!'Ìori economie alla forza e alla compagine dell' esercito e dell' armatn, ora che, cessato l'c3sernpio che . veniva dall'alto, sono diminuiti i piagnistei anche al basso. , f nostri Sovrani partirono da l\ionza il Hl corrente, viaggiarono in incogrnto· fino a Magdeburgo; giunsern il 20 a Potsdarn e furono l'icevut.i dall' Impe1:atore, dall'Imperatrice e dal popolo fest:rnfe. Non diremo le col'diiilitit della famiglia imperiale, il concol'so e gli a·pplausi' .della popolazione, alle riviste, àlle manovre, al teatro; ~a non possiamo tace1:e i brindisi al pranzo di ga la, del 21 a Pots<larn, perchè 'i brindisi dei Sovrani sono, ai llOStl'i tempi, documenti storici che accentuano la situazione. « La memoria dell'accoglienza alTettuMa ricevuta nel vostro p11ese (disse r Imperatore ~i nostri Sovrani) e l'elogio che mi fanno di t•sso i militari miei camel'ati, i miei parenti e i miei sudditi che vi si re. canò a masse, aumentano in me il desiderio di rivederlo. « In Itàlia nacque l'amicizia Ira mio padre e il He Umberto, amicizia che è per me unn preziosa cm.iditi1; tanto più preziosa in cruanto che_è ca1·a al mio popolo. Sì, la bionda Germania è felice <l'i ospitare la ·hiuna Italia. » Jndi volgendosi ai nostri Sovrani conchiuse: « L'accoglienza che vi farù domani Berlino vi proverà che la capitale dell'impero tedesco è solidale in questi sentimenti con me, e solidale con essa è l' intiera patria tedesca. » Non può negarsi che questo brindisi del!' eloquente impera lore s'allontana molto dalle forme orùirwrie del convenzionalismo. NO'l'lZIE POLITI CO -MILl'rAlll l'l'ALlàNE

NOTfZIE POLITICO-MILITARI ITALIANE

11 fatto più saliente della quindicina, non solo in Italia ma in Europa, è il 1 iaggio dei nostri Sovrani in Germania, non tanto in sestesso, quanto per le pubbliche e sfraordinarie dimostrazioni cui diedeluogo per parte dell'Imperatore e delle popolazioni tedesche. , t Jn sè, per quanto è noto al pubblico, questo via•ggio non ebbe periscopo che una semplice e doverosa cortesia o almeno questo ·fu certamente Io scopo principale. II Re Umberto e la Regina Margherita vollero restituire all'Imperatore Guglielmo ed all'Imperatrice Augusta,. nella loro residenza estiva di Potsdam, la visita cortese e fami,cdiare· che questi fecero loro a Monza due anni fa. ... I sentimenti personali di vera e cordiale amicizia che legano i Sovrani d'Italia e quelli di Germania, e i vincoli d'affetto non meno, saldi che uniscono le due nazioni e dipendono non solo da recenti memorie, ma da interessi presenti e da speranze future, non lasciav/lnoalcun dubbio che i nostri S0v1·ani avrebbero trovato sul suolo tedesco accoglienze degne dc3gli ospiti illustri e degli ospitati; ma esse furonotali che sorpassarono ogni previsione, specialmente per la parte che v1 prese il pubblico; ful'ono una vera esplosione di sentimento popolare_ Ed è qui che consiste la loro inaspettata importanza. Non abbiamo bisogno di ricordare gli attacchi' cui fu soggetta in questi ultimi tempi l' allea1na italo-germanica. Tutti sanno che una parte (fortunatamente piccola) della nostra stampa ha fat.to i: possibile per di-mostrare ali' Italia che tutto il .nostro disagio economico proviene ·dagli obblighi impostici dalla detta alleanza, e per provare alla. Ge1·mania che1' It.alia, all'occorrenza, non avrebbe concorso nè volenterosamente, nè· 1

I

r.

'

,


\

560

NOTIZIE POLlTlCO -MILlT,\Ul lTA LIA NE

TI Ho Umberto com mosso rispose: · « L' accoglienza afl'clluosa chevostra maestà l'icorda, con delicato pensiero, cl ' aver ricevuto in Itali", fu larga mente rica mbiata da qnella che la Germnnia ha fono alla Regina ed a me. Ne ringrazio di cuore vostra rnac,t;ì e sua nwestiJ I' Impera trice, e bevo alla loro snlute, alla p1·osperità della loro cara patria e nel glorioso csP.rcito t~desco. » r.orne l'Imperatore aveva prcdettù, l'ingresso in Bcl'lino (il 22) fu un ingrosso trionfale, e il carattere, non solo intercli1u1stico ma internazinncle delI' :1ccoglienza fu accentuato d:il lc p:irolc con cui ·il /mf.lJmeister (sindaco) della ci ttà salulù ,il nos1,ro Re: • Con11111ania di diritti stringe <li reciproca si mpatia il popolo i1,1liano o il tedesco clic dopo lìere lolle hanno conquiswto la loro unità. » E alle parole del bo1·gomal-tro foce cc;o tutta la stampa dcclcsca, In quale fu unanime nel rilevare che non rnai la <:apitale dellll Germania s' è entusiasmata tan to per sovrani stranieri ; nù mai il popolo tedesco, nell' orgoglio che a1:compagna sempre la coscicnzu <lella propria fo rzn, farebbe simili dimostrnzioni per nessun altro popolo d1e non fosso l'italiano. Il 26 corrente i nostri Sovrani , dopochè S. M. il Re ebbe visitato e pas~ato in ri vista a Francoforte il 13° reggimento usseri di cui è capo onorario e ebbe visitalo assieme a S. ì\1. la Hcgina l'! rnperatricc Federico a Ha mburgo, ritornarono alla nv1le villa di .Moin:.L la C:unera tenne l'ultima sua sedutn il giorno fo. Per questa, I' on. Imbriani nve\'a prepnrato due ultimi razzi: un'interpellanza sulla promozione del generale 13aldissera e un'altra sul viaggio, allora immincnlo ,dei Sovrani in Germania, l\fa la Carnera, pct· finire meglio che non avev} vissuto, non volle ,;aperne nè dell' un,1 nò lidi' :iltra. E il merito di 11ues1a ,condotta dello Camc,ra si deve in special modo ali' on. suo presidente, che ,dcli' interp.ellanz:i riflettente il vi11ggio dei sovrani, incostituzionale per la Jorma e per la sostanza, non volle neppure dare lettura , nnzi·ne colse ·Occasione per mandare ai sovrani stessi, interprete del sentimento dolla Ca.mern, i più caldi auguri, nella circostanza nppunto delln loro partenza. Alle parole di lui tutti i depu tati applaudirono entusi,1s1.icamente, salvo ,due o tre dell' estrema sinistra ; mentre l' on, lmbriani , sotto la sferza ri i quegli applausi gridava: e i mie\ auguri no. » L'esperienza dimostrò .che non erano necessari aflìnchù il viaggio riuscisse folico sotto tutti i ,rapporti . . · Il Senato protrasse le sue sedute fino al 20 discutendo ed upprovando _ sem~a incidenti molte leggi già votate dalla Camera.

56 1

N Ol'lZIE POLITICO-MILITARl ITALIANE

Notevole fu la sednta del 19 nella quale il senatore Vitelleschi, con un 1ungo discorso a tinte fosche, <lCrcò di persuadere il Senato che avrebbe .-compiuto degnàmente la sua missione negando al Governo I' eserci7.io ,;provvisorio. Rispose colla consueta lucidità e abbondando · in cortesia I' on. Gioliti, benchè, in bocca a un senatore, la proposta di negare l' esercizio provvisorio accordato dalla Camera sembrasse per lo meno strana. 11 : Senato deci'se la questiono con 100 voti per !'-esercizio provvisorio e i6 contro, Conforme a quanto abbiamo in precedenza annunziato le nostro truppe , eseguiranno quest'anno manovre di campagno, escursioni alpine e grandi manovre. Alle 11umovre di campagna prenderanno parte tutte le truppe del regno, meno un numero limitatissimo destinato a fare il servizio tenito1·iale su ristretta scalo. Esse si eseguiranno clnl 20 al 30 agosLo dalle trnppe d'ogni . corpo cl'arrnata nella rispettiva circoscrizione. Queste manovre comprendono lo istruzioni ed applicazioni al terreno, dalle esercitazioni di compa gnie contrapposto, fino alle manovre di divisioni contrapposte. Le uniti\ e i corpi prendono parte a queste manovre come sono costituiti coi rispettivi ··stati maggi9ri. Per le escursioni alpine nulla è innovato al sistema finora seguito. Le grandi mcmovre si faranno nelle circoscrizioni dei corpi d'armata di Roma e di Ancona, sotto la direzione del generale Driquet, comandante il · corpo d'armata di Firenze. I due corpi d'armata di Rom.u e cli Ancona si costituiscono per le grandi man.ovro nella loro formazione normale su due divisioni ciascuno. Gli ~stati maggiol'i dei vari riparti rimangono costituiti come ora si trovano. Queste grandi manovre dureranno selle giorni. Già vennero emanate dal Ministero della guerra le disposizioni per la , chiamata delle classi dal congedo illimitnto, affine di rinforzare i corpi per le manovre di campagna e per le grandi manovre, nonchè per costituire una brigata di milizia mobile. l\l.


teuent~ generale nel 1871. Dieci anni appresso, nel 1881, . fu ,coÌlocato in posizione ausiliaria. Nel 1884 venne richiamato in S<:lr vizio e nominato giudice · del tribunale supremo di guerra e marina, carica che conservò-fino al principio del 1892 in cui fu collocato a riposo. Per vent'anni fece parte del comitato del genio militare; . concors6' agli studi e ai lavori per la difesa dello Stato; pnb-bliqò pregiate memorie tecniche supa ingegneria e sulle fortincazioni, nelle quali materie il sno consiglio fu sempre grandemente e meritamente apprezzato. . Fn eletto deputato nella XI legislatura e rappresentò iu Parlamento la sua ,città rnttale. Nella sua lunga carriern militare, ne' suoi hwori scientifici,.. n,ella parte presa alla vita politica, il generale Cerroti si mostrò sempre uomo di alto intelletto e seppe guadagnarsi la stima e la simpatia cli quanti lo avvicinarono. La sua. moi:t~ fu un lutto par l'esercito, lùtto al quale si a.ssociò tntta. la cittadinanza di Roma.

IL GENERALE CERROTI

Il 19 corrente mo1:iva in Roma il tenente generale Filippo• Cerroti. Egli era nati.., in Roma stessa il 10 febbraio 1819 · ed aveva cominciato la sua. carriera entrando CO.me cadetto nel corpo del genio militare romano nell'anno 1834. Ne useì. sottotenente nel 1839, fu promosso tenente nel 1842. Nella campagna del 1848 lo troviamo far parte del c9rpo· di spedizione romano che, sotto gli ordini del generale Durando, combattè strenuamente nel veneto <1 difese Vicem::a. Nell'ottohrE\ dello stesso an,no fu promosso capitano. L'anno seguente (1849) col grado di iuaggior e concorse efficacemente alla difesa di Renna contro i francesi. Durante l'assedio, promosso tenente colonnello, ebbe la carica di sottocapo dello stato maggiora generale della repubblica romanar . e in questa carica rese s'e gnalati servizi. Restaurato dai francesi il governo pontificio, il tenente colonnello Cerroti emigrò in piemonte, dove esercitò la sua professione d'ingegnere ed ebbe da.I governo sardo incarichi di fiducia. Nel 1859 fn riammesso in servizio nell'esercito piemon tese col suo grado di t enente colonnello; passò quindi nelle truppe dell'Italia centrale agli ordini del ge~1erale Fanti. Fu promosso colonnello nel 1860, maggior generale nel 1862;

IL GENERALE SINI

(

Il 18 corrente moriva a }1ilano, in ancor fresca età, il ten~nte generale Emilio Sini, comandante cli quella divisione mil;itare. Egli era nato a Caglia,ri nel 1830. Entrato giovinetto nell'Accademia militare di 'l'orino, neera uscito sottotenente nel 1851 e desti.nato all'll• reggimentofanferia; .nel 1868 fu promosso tenente nei bersaglieri, e feceparte del corpo di spedizione in Crimea; promosso capitano,. nel 1859, fece con questo gra:lo la campagna di detto anno.-


564

NECRO'r .OGtE

Percorse poi i gradi di ufficiale superiore nella fan teria e prese parte alel campagne del 1860-61 e del 1866. Nel 1885, pr omosso maggior generale, ebbe il comando . della brigata Pistoia. Nel 1890 assunse, col grado di tenente gen erale, il comando della divisione di P adova, d'ondo passò poi a quello della divisione di Milano. Il generale Sini era un và.loroso che si distinse per brav ura in tutto le campagne a cui prese parte. Nel 1855, alla battaglia della Cernaia, si guadagnò la· menzione onorevole (medaglia di bronzo al valor militare); nel 1860 ebbe la medaglia d'argento; nel 1862 altta meda.g.ì.ia dCbronzo per essersi dis_tinto nella repressione del brigantaggio; nel 1866 ebbe la croce militare di Savoia. La sua perdita immatura fo vivamente sentita da quanti lo conoscevano ed aumenta ih vuoto doloroso che da qualche ,tempo la morte fa nelle file dei nostri veterani.

NOTI ZI E MILITARI ESTERE a) L a chiamat a dei riservisti per l'istruzione in R ussia. Col Ptikas, N. 60, ('I) de.I corrente anoo venne prescritto di chia- mare all'istruzione i riservisti di fanteria e d'artiglieria (montata e da fortezza) del ln Russia europcn e del Caucaso, appartenenti: 1° al la clas)\e 188'2, che prestarono un servizio di 3 a 5 anni; 2° alla classe 4887, che io genera le servirono nell'escrcit.o :rnivo meno cli 3 anoi. La durata dell'istruzioue è: a) cli :2 1 giorno pei ,riservisti cl 'ortiglieria delle due classi, come pure pei .riservisti di fo oteria del la classe 4887; b) ùi -1,j. l,{iorni pel re:-Lo dei riservisti. Attualmente in 11nssia la durata complessiva del servizio militare obbligatorio è di 2J ao ni (dal 2 IO al 4,30 anoo d'età), cosi ripartiti : 5 anni in servizio ell'etti,·o; ·I 3 anni 11ella riserva dell'esercito (zapass armii) ; 5 :mni nella mi lizia (opolcenù). Per altro la legge relativa ::i que,;ti limiti di scn,izio, non darn che dall'anno "888, mentre negli aoni precedenti, cominciando dal rn74-, . la dnra!a del servjzio ern stabiliLn a 20 .i nni (dol '.2 1° al ,i-0° anno). durante i quali ~li uomini servi vano per 6 an ni alle bandiere, per 9 · anni ernno ·inscritti nella riscn•a (cioè congedo illimiliito) e per i:'> aoui alla milizia. Inoltre il regolamento sul r0clutarnento accord:i al i\1inistro delln guerrn la focolti1 di congedare gli nornini che sono :dle .:irmi anche prima del tempo stabili to; ond'è che oggidì la massa dei soldati resta , 1

,

1

(t) Invalido

1·u.sso N. 61,.


567

NOTIZIE hIILlTARI ESTERE

..566

N01'1ZJE hlILl'rA.RI ESTERI,;

alle armi soltanto 4- anni. Anzi vi lu un periodo di anni in cui, a , cagione delle maggiori proporzioni che venivano prendendo i contingenti annuali deil'esercito, la durata del servizio effettìvo venne ri. doua fino a 3 anni, ed nn tempernmento posteriore aumentava la dur.ita di permanenza alle bandiere, portandola a 5 anni per la fan. teria e per l'artiglieria montata, e a 6 anni per tutte le altre armi. Ad aumentare poi questa dispari tit nell3 durala di servizio alle armi, si nggiun;;e la circostanza che nel 188·1, venne limitato il contingente . annuale di reclute alla cifra di 190,000 uomini; cosiccliè per rio ro~·zare l'effettivo della riserva (zapass) in congedo, tanto da avere gli elemeoli necessari per portare l'esercito al suo completo di guerra, fu stabilito d'introdurre una nuova ca tegoria cli reclute, detta degli od-nolietni ,-(di un anno), destinati a servire un nono solo alle armi , restando po, inscritti per an ni alla risen·a. Prescindendo dunque dai volontari, la cui durata di s(lrvizio alle bandiere è di uno, due e tre anni, a seconda il grado d'istruzione, . si hanno, riguardo agli nomini normalmente incorporati nell'esercito pel fatto dell'estrazione a sorte e poi versali nella riserva (zapass) dell'esercito, le durate di permanenza al le armi, variabili da ,f a 6 anni. Il cotingente degli uomini destinati a restare un solo anno alle armi, · detto ' contingente complementare (dopolnite.lni kontinghent) ; è calcolato in · ragione di 25,000 a 35,000 reclute. Nel ·l 887, già cinqùc contingenti (di 22,000 uomini circn, tenendo · conto delle perdite) 'di qnesti mili1ari con un solo anno d'istruzione . (cioè oltre ,f 00, 000 uom 1ni) erano stati ri vers:iti nella riserva. Fn appunto in quel te:npo che il · Ministro della guerra gerierale Vannov:;ki, · trovò necessario di valer5i di una rlis1)0sizione del Recrolamento sul reclutamento, pubblicato nel 187,~ (articolo 23), relati"a . alla chiamata dei riservisti all'istruzione (da farsi non più di due volte durante il tempo della loro inscrizione nella riserva), e resta fino allora lettera morta per varie cause, tra cui certù non ultima quella delle · strettezze finanz iarie dello Stnto. E in quell'anno si effettuò la prima chiamata dei riservisti (due classi di leva durante 2 1 giorni) appartenenti ~oltanto alla fanteria , e fu pubblicato il rtigolamento di norma per la loro istruzione (·1). Per altro, l'anno seguente (·I 888) venne stabil ito di ch iamnre, non solo i riservisti di fanteri3 di due classi di leva, ma altre~i i l'iservisti d'artiglieria (montata e da fortezza), appa.rtenenti alle stesse classi (disposizione tuttora vigente), e fu in conseguenza

n

.

I')

1

(I) AU.a& N, 89, 1887.

-emanato un nuovo regolamento ('1 ), che abrogava il precedente. Taie regolamento vfmne modificato snccessivamente., nel 1889 (2), iu seguuito ,'\Ila riduzione della durata del l' i~truzione per la classe più anziana di fanteria, portata a soli H giorn i, e nel ·1~90 (:3), in seguitò ai risultati delle esperienze folle l'anno precedente . - Secondo il nuovo regolamento la chiamala dei riservisti all'istruzione ha luogo annualmenr..e presso i corpi di truppa (uella stngi,one autunnale) in base ad appositi elenchi , compilati dallo stato maggiore e comunicati da questo alle autori tiJ militari, incaricate delle disposi zioni esecutive in proposito. ·I riservisti chiamati si pn~sent:tno al comando del rispettivo distretto; ivisono indrappellati ed inviati ai corpi designati, dove ricevono il fucile e le muniiio.oi necessarie per l'istruzione, e, i più bisogn~si , alcuni capi di vestiario mili1arn, a compleìnento . di quelli portati dal congedo. Presso i corpi i risen'isti di fanteria s.ono riuniti in e;ompag:nie 6 battaslioni separati, ~econdo il numero degli individui, e i riservisti di artiglieria in batterie separate, formate su 8 pezzi. Questi rep11rti sono diretti ed istruiti da un personale destinalo dal rispetttvo comandante di corpo. · Pei riservisti di fanteria chiamali per 2•1 giorno, sono stabiliti 3·2 eserilizi, e 2,1 pei chiamati per H giorni, co~ì ripartiti : pel' 3 settimane

Scuola di tiro e regolamento di ·esercizio (individuale) ·15 esercizi )) Tiro al bersaglio . 5 )} Scuola di compagnia . 7 .Sèrvizio di sicurezz,a in campagna. ' » Esercitazione di combattimento di compagnia o batt:igliooe con nemico $egnato . ,1 »

per 2 set.ti mane

9 esercizi 5 ,\.

))

"

2

,1

»

Ad ogni riservista sono assegnate 1O canucce a sai ve e 48 a pallottola ·(32 pel corso di tiro ordinario . e 16 come riserva pel comau-dante del riparto). Inoltre ad ogni 10 uomini sono asse<Ynate. ,1o c11rtucce a pallottola pel tiro rii w,;:11. " {I) Prik N. :105, ISSS. (2) Pri/, N. i31, :188!1. (3tPr(k ~- 138, 1890.


',

568 ·

/

Pei ri:;ervbti d'artiglieria montata sono stabiliti 32 esercizi e cioè:: Istruzione del pezzo scarico (carica, puntamento e sparo) e istrnzione sul materiale . 15 èsercizi Istruzione del pezzo attaccato. 4» Istruzione nella batteria montata 2 " Scuola di tiro nella batteria smontata . 6 » -Tiro al bersaglio (di cui 3 esercizi preparatori). .i » Istruzione_sulle cognizioni geoeral i di servizio. 3 » Ad ogni riservista dell'artiglieria, montata e da fortezza, armato dr· revolver sono assegnate ,12 cartucct"! da revolver. Per l'artiglieria da fonezza esiste un riparto d'istruzione simile al •pret:ed eute. In virtù delle disposizioni prese da ll ~ Russia negli ultimi anni per In chiamaw dei ri'servisti all'igtrniione, e le analoghi~ dispùsizioni preseda pochi anni a questa parte rispetto ~lla chiamata degli 1iomini dfllla rnilizi::r, essa è venuta provvedendosi ,degli elemen ti adeguatamente preparati per I~ costituzione delle truppe èli seconda lioea, al pari degli altri grandi eserciti europei. Per valutare approssimativamente la portata delle di:-pogizioni che si riferiscono alla chiamata dei ri:;ervi:;ti, ri portiamo i seguenti dati. Dal "887 al ,18\J.I furono · d1ia mate all'i~truzione le seguenti clas;t di leva .

i:

I ANNI, I

,1

cuss1

l~-nA :[

È ~a notare che alla prima chiamat:i dei riservisti (anno ·1_887) non

furono convocate lè due classi rispettive dei riservisti d'artiglieri11 (montata e da fortezza), e ehe nei successivi anni lo furono tutte e due per la durata uniforme di 2,1 giorno, salvo la chiamata del ,I889, in cui i riservisti d'artiglieria della chisse ('1879) con più cli 3 anni di servizio furono convocati per soli -I!~ giorni. Inoltre i riservisti di fanteria deile due classi, llpparteoenti ai quattro. governi orientali della circoscrizione mil itare di Kiev ed al ,:,"Overno di . Ekaterinoslav (circoscrizione di Odessa) furono convocati, nel ,1888, per la durata di 26 giorni; e lo furono per la <l!_! rata di 28 giorni• i riservisti di fanteria delle ,Jue classi convocate J'annn ,I 890, appartenenti in genere alla Poloui_a e ai governi occidentali della circoscrizione di Kiev. Da ciò emerge che venne curata in modo speciale l'istruzione dei riservisti 11ppartenenti alle regioni di confine colla Germania e coli' Austria . . Circa il nu~ero dei riservisti chi:imati e presentatisi all'istruzione ,:isulta ('I) ch'esso fu di: · 52,970, nella chiamata del 1887; 98,080, » » ,1888; » , , ,1889. ,105,425, Supp_osto che questi contingenti di chiamati non siano andati an, mentando, si ha una media annua. di oltre 85,000 uomini, e pei 6 anni di applicazione delle disposizioni relative ai riser1 isti , un totale di ol~re 500,000 uomini, fi o d'ora convenieoternente preparati al loro mandato di completare le nniw dell'cserci10 combattente, in caso di guerra .e di crearne delle nr,ove di 23 linea. 1

·cus~r

DURAT'.'

lf:

:Jwanteria. e :irti· dell ' i:;truzionc (F:in[eria e :irti- clel l' 1~truzwnell 'I a"lieria con 3·51 pei ri·ervisti 11. gl te r ta con pei risen•i5ti I nni (li servi' meno d,13 ~nnt . . r. !'I zt0) di fanteri" 1 di serv1z10J d1,fanten:1

UELLF. CUIAUTB

56~

NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MILlT:.\Rl ESTERE

'- - -~-- -~ -11l

Anno '1887 O> • " .t,<388 (~) . 1S8!~ (3) .

! 21

21 g-iorno

11

-1877

11

18,8

11

1879'

11

1880

!H ." .

»

'1890 (1,) • 18~)1 (5) .

1881

·, 14

•

• '1886

21

•

1s92 (6)

I,

1~82

I 14

))

1887

2l

I. )

J)

.

(IJ P1·i/ia,s 18Si, \ .• 89. (2)

•

t888,

(3/

,

(lo )

4889, , 86. 1890, " 94-.

, . 63.

(5J (6)

489! , " 89. J 89:l, , 60.

giOl'llO

11.

1882

21

\ ~:

I

:: '

j

~) La nuova organizzazione dell'esercito bulgaro.

))

·~:::

))

188'>

/)

))

Le .forze militari della Bulgaria e della Rumelia orientale si rag' gruppano in: Eserdto di campagna e relativi complementi. Esército di riserva. ' Esercito territoriale. In tempo di pace non esistono 11uadri che per primi due eserciti. Fino ad ora l'esercito bulgaro com prendeva. '. (t) Sbpcnik, 1891, N. L 37 -

ANNO XXXVII,

vor..

li,

'

..,


570

NOTIZIE MILITARI ESTERE

· Fanteria. 2i reggimen ti di linea a 2 battaglioni (di fl compagnie) più una compagnia deposito. 24 quadri di compagnia. ,1 compagnia di disciplina. I n caso di mobilitazione ogni reggimento di linea formava 2 battaglioni attivi ed ,1 di deposito. I reggimenti erano riuniti in guerra in ·6 brigate di Il' reggimenti a i battaglioni. I quadri di compagnia fornivano gli ufficiali per l'esercito di riserva -costituito di 2t com pagnie, una per ogni circolo militare.

Cavalleria.. 4- reggimen ti a !i squadroni formanti una brigata con 1 squadrone salmerie.

Artiglieria e genio. 6 reggimenti artiglieria da cai11pagna ciascuno con 4 batterié da · campo e ,1 da montagna. Quadri per 2 batterie di complemento e 2 parchi di complemento. 2 batterie d'artiglieria da fortezza. ·1 reggimento pionieri- a 2 battaglioni di 4 compagnie. Colla nuova legge la fanteria conserv3,1 l'istesso numero di battaglioni ma si riunisce in 5 divisioni colle sedi in Sofia, Filippopoli, Slivno, Sciumfa, Rustciuk, Viddino. I ::H quadri di compagnia sono trasformati in 8 battaglioni di riserva a 3 compagnie e vengono aumentati 2 battaglioni di fanteria da fortezza. La cavalleria è aumentata di 6 squadroni isolati da impiegarsi come cavalleria divisiònale. Il comando di brigata esis.tente viene trasformato in comando di divisione. Per ogni reggimento d'artiglieria da campagna è formata una quinta batteria eia campo e sono formate 3 batterie di riserva. Ai pionieri sono aggiunti due batlaglioni ed il reggimento è trasformato in brigata.

~OTIZIE MILl'rARl ESTERE

571

Infine con ogni parco d'artiglieria di riserva sono formate 6 compagl)ie treno. ·1contemporaneamente a questo aumento organico s1 e compiuto un · cambiamento nella organizzazione formando come unità tattica le divisioni anche in tempo di pace colla seguente composizione: 4- r~ggimenti fanteria di linea a 2 battaglioni. i _ battaglioni fanteria di 3 compagnie. ,1 squadrone. 1 reggimento arLiglieri~1 da campagna a 6 batterie ('I da montagna.). ' 1 cÒm pagoia treno. ·1 Pan;o d'artiglieria. Di queste divisioni ve ne sono 6 più una divisione di cavalleria; oltre a ·queste truppe indivisionate sonvi: 2. batterie da fortezza. 2 » di riserva. 2 battaglioni fanteria da fortezza. 1 compagnia di disciplina. 1 brigata pionieri. In _e.a.so di guerra la nuova organizzazione dell'esercito bulgaro sarà d~nque di: ' ·~4- reggimenti fanLeria di linea . :U » di riserva } ·192 ha ttagl ioni. Cavalleria . 23 sr1uadroni. 48 ùatterie da campagna. Artiglieria . . » da montagna. 6 Treno . 6 compagnie. Pionieri 4 battaglioni. Ti·uppe da fortezza . 2 battaglioni fanteria e 2 batterie.

s7 • -

ANNO XXX.VI, VOL. 11.

I


572.

NOTIZIE MILl'rARI ESTERE

NOTIZIE MI LITARI ES'l'EllE

-rare; fruelle 'che hanno un ca1'attere mi$LO dipendono in pari tempo ,dall'autorità civile e da quella militare. Le società puramente civili non potranno i11dossare uniformi nè ~di:;tintivi militari e non potranno uscire in armi senza esserne auto•rizzate dal comando militare. Le societ.à miste e dell'esercito territoriale fru iranno, a titolo d'in·Coraggiamento, dei campi di tirq, e del materiale delle guarnigioni. I t1;1embri delle società territoriali godranno la rn1~zza tariffa ferroviaria nei viaggi motivati da riunioni di tiro. · In cinscuna società, ,i. sottufficiali, direttori lii tiro, riceveranno una ,uniforme dell'esercito. Ogni società civile riceverà 5 fucili pel tiro al bersaglio, e ,15 fi;icili -dì scarto, detti cl i manovra. · Ogni sotietà dell'esercito territoriale avrit 10 fucili o moschetti mo·dello 187,i- ,e ,i. revolvers. Le munizioni saranno pagate per intero dalle societii civili; alle so, ,detà territoriali sarà abbuonato il diritto erariale su l costo della poi-vere. Queste potraono inol tre ouenere a titolo gra tuito ogni anno 30 cartucce per ciascnno dei co111pornmti la soeietà. I bossoli metallici do·vranno essere i·estituiti. Si ritiene che i vantaggi concessi alle società dell'esercito territo,riale farà sì che molte società civili s1 at1iglieranoo a quelle.

e) Piccola cronaca. AUSTRIA UNGHERIA

Odinamento.

Le niio1;e sezioni da pont11 divisionali. - Le nttuali sezion i da ponte d'avanguardia aventi una lunghezza <li metri ·13,300 asseguati ad ogni corpo d'armata, verranno aboliti, giacchè esse non rispondeva no, nè per il numl:lro, nè per In lunghezza loro alle esigenze di_gnerra. Si avranuo invece in avven ire 28 • seiioni da ponte divisionali» for mate con nrnteriale leggero della lnnghc,zza di :l'ì metri, di cui è già incorn iucinta la costruzione. Come è noto oltre queste « sezioni ria ponte» i corpi <l'Hmat.a austroungarici hanno « due equ ipaggi da ponte • della lunghezza di 5B metri ciascnuo .

1

FRANCIA.

Stipendio dei capitani. - Il bi lnncio del ·I803 contieri e una domanda di cred ito, fatta da l Minister11 rlella guerrn « allo scopo di migl iorare Ili' condiiione ri<}i capitani anziani . » .La stampa francese ha :,ccollo molto favorevol mente questa domnnda riconosc:.endo « <J uauto sia nece,;sario circondare di prestigio e considerazione il grado di capitano, che ha acquistato oggi nna così grande importanza e che - specialmente in Francia - rappresenta una tappa molto luuga e spesso l' nlt.im,1 della carriera militare. Le SocùJtà, di tiro e di gùinastica. - In vista dell'importanza e del numero sempre crescente delle socielil per \'istrnzion1~ mi lit::im di tiro e di gi nnastica, il Ministero della guerra ha testè pubblicato uù regolamento, che determina . il concorso dello Sta to allo sviluppo di queste società. Per effetto di questo regolamento le societ;ì di tiro e di ginMstica puramente civili sono sottoposte alla vigi lnnza dei prefetti; l[UClle del- · l'esercito torritoriale e le società di tiro al ccmnone all'autorità mili-

GERMANIA

Stracle ferrate strateg'i.che . - Il governo tedesco ha domandato al Rèichstag un credito di fi.0 milioni di lire, di cui circa 12 per l'eser·Cizio ,189·2-93 come prima aumrn lità. Questi fondi sono destinati : ,1° Alla costruzione di ll!HI nuova linea ferroviaria da Roeschwoog -a Carlsrnhe con ponte sul Reno; . 2° Alla trasformazione a doppio binario della linea H.oeschwoog, _Haguenau ; 3° Alla posa di un setondo binario sul tronco Hàguenau-O lier,modern e sul tronco Obermodero-Saaralbe e Saaralbe-Beoestroff. 1

~

Marina.

-Il giorno O del maggio scorso fu varato a Danzica in presenza del ~'imperatore il nuovo incrociatore E, e battezzato col nome di T<ormoran. ' /

'


I

574

I

NOTIZIE MILITARI ESTERE.

.,. NO'l'IZJE llflLl'rARI E STERE

OLANDA.

E;perien~e .con_nuo,~o fucile: .- In Amsterdam è stato esperimentatry ~a _un~ Societa d1 trro m presenza di ufficiali superiori ed ingf)gneri il lt1t·1fe inventato dall'iraliano dott.·.Frollo. La · forza espulsiva di questa nuova arma avente calibro di•8 mm. è data dall'acido carbonico; il congegno, semplice e pronto consiste in un serbatoio collocato al disopra del ponticello e· luogo 'circa centi1~etri 25_per 5; que~to ~ contenuto l'acido carbonico p~r 300 colpi. Vnotato 11 serbato10 lo s1 svita e si sostituisce in brevissimo tempo con un a!tro pieno. Per fai:e la carica si gira da destra a·sinistra un manubrio, ~cu~re~do co_sì una camera .nel la quale si introdttce la pal-lottola, st r,chmde girando il manubrio in senso inverso e si arma il cane. Al tiro d'esperime~to sopra menzionato si fecero 35 colpi per minuto, traforando a 50 passi due. lastre di lamiera grosse due millimetri ciascuna. Dopo i 35 colpi la canna non aveva subito nè riscaldo, nè imbrattatura;

!n

RUSSIA . ,

,,,

Le istruz·io1~'i estive pei_1892. - A.. norma del prograJnma regola. ~entare_ pel r1?arto. delle. ist_ruz_io?i a1:n~iili'. delle truppe appartenenti ,t! le _varie a~mt, I.e ,.stru~10n1 d1V1dons1 1n invernali ed estfoe. Il periodo delle 1:ttruz10m estive ha la durata di 4- mesi (dal 1o ma,mio al ,f o_settembre), ed . abbraccia a sua volta due sottoperiocli, dettt~ uno de, campi parziali che si svolge in ,12. settimane, l'altrn dei cainpù general-i che dura. :i- :\Cttimane. Nel periodo ~ei campi parziali le truppe attendono all'imuzione inerente alla rropr1a arma, C nello stesso tempo a prepararsi per le istru-~ioni _co~1brnate colle altre armi; così : la (anter-ia si esercita nelle istru_z1on1 (compreso il hersaglio), di compagnia, di battaglinne e di :~ggimento; la ca_val~eri~ ~egli e~er?izi. di squadroue (sotnia), di regl') rmento e nelle eserc1taz1on1 speciali per l'impiego della cavalleria in grosse colonne; l'artiglieria nella prepnraziooe tattica della hatteriii e·

575

(!ella- brigati e nel!~ istruzioni special-i, mediante il tiro pl'atico ai po.figoni: Durante il periodo dtli cn mpi generali :;i eseguiscono esercitazion i -0ombrn~te rned(ante il concorso delle truppe di tutte e tre le armi. •Questo p~\·iodo viene chiuso coi così detti campi mobi:li e le grandi ma-niovre, fatti in terreni -diversi, nnn conosciuti dalle truppe, e riunendo queste in grandi unità. Per dare svolgimento alle istruzioni quest'anno si sono formati dei ,campi in tutte le circoscrizioni della Ru:;sia europea, come pure ·nelle provincie del Turkestan, Om,k e Transcaspio. Le istruzioni si ·vanno e8eguendo ,secondo le prescrizioni sopra indicate, sa lvo quelle ·piccole varianti di tempo richieste dalle singole condizioni climatologiche e di terreno delle varie circoscrizioni. Così per la durata dei ,campi parziali della fan teria delle circoscrizioni militari di Vilna, Yar~avia, Kiev ecc_. è stata ridotta a 7 settimane ed in cp1ella di Pietro·burgo ,a 5 settimane. I campi parz·iali per la maggior parte delle circoscrizioni militari ananno già avuto regolarmente il loro principio fin da 1 ·I O maggio. Quanto alle istruzioni spe<Yia.li a) Per l'artiglieria avranno luogo in .uno o più poligoni di ciascuna circoscrizione, coll'intervento simultaneo o successivo di tutte le batterie del la circo,criziooe per eseguirvi il ti ro 1:lurante un tempo variabile da 4 a 8 settimane; b) Per la. cavnlleria esse · hanno luogo iu . va rie località da · ,1 a l> ;di ogni circoscrizi,oue (cioè in 5 località nella circoscrizione di Vilua, :4 in-quella di Varsavia, !~ in quella di Kiev, ec.:.), col concorso, in :ciascuna località, di una o più di visioni cavalleria, durante il mese di settembre per le circoscrizioni di Vilna e Varsavia, e durante luglio ,e il prinr,ip.io di agosto }lelle altre circoscrizioni. A queste esercitazioni prende earte quasi tutta la cavalleria, cioè 2·1 delle 22 divisioni esistenti;' e) Per le truppe del genio esse ,hanno luogo nelle varie circoscrizioni, per brigata.· Le compagnie zappatori, durante le ultime du~ settimane prendono parte ai campi mobili per sussidiare le truppe nell'esecuzione 'dei lavori campali. Anche le truppe cosacche di 2° e 3° turno (in dispo(!ibilità alle prop.rie case) del Don, Kuban, .Terek, Orenburgo, Ural, Astrakan, Semirecensk e della Siberia sono convocar.e ~i campi cl'is.truzione, sta'.biiiti in' alcun i punti del rispettivo territorio . . , Rispelto ai camp-i generali le truppe verranno riunite in 78 campi. -Oueste riunioni avran.no luogo: nella circoscrizione di Pietroburgo, dalla metà di giugno 11:l 1O agosto; nelle circoscrizioni di Odessa (per tutte


577

NOTIZI E MlLlTARI ESTER E

576

NOTIZIE ìllILl'l'ARI ESTERE

le truppe), di Vilna, Varsa via, Omsk e C:iucaso (per la mao-11ior parte· 0 delle truppe) dal ,1° al 30 agosto; nella circoscrizione di °Kiev ctal 5 agosto al o settembre; in c1uelfo di Mosca dal •16 luolio al ,15 ,io-osio· in quella di Kasan dal '.25 lugl io al 2.5 agosto ecc. · Ai campi ' generali oltre alle truppe attive prenderanno parte anche il 77,,3 p. °lo dei battagl ioni di riserva. Concorrono inoltre ai campi· stes,;1 alcune sotnie delle brigate di fina nza. Il percento dèlle truppe di ogni circoscrizione che prendono parto ai campi general i, ri(erito al totale delle truppe appartenenti alle circoscrizioni stesse ò espresso come segue : ~

i')

Circoscrizione di P ietroburgo » Finlandia )) Vilna )) Varsavia Kiev Odessa_ » )) Mosca » .Kasan Caucaso Turkestan Territorio del Transcaspio )) Omsk ))

))

Battaglioni

Squadron i e sotnie

~R /(J -oj o

96 ¼

4-5

97 99 9K

90 97,G

100

1

98,7

99 96 ,f 00

Y'

Effettivi dell'esercito. - Dal rapporto del Co_nsiglio f~de1:al~ all'as_semblea intorno alla gestione del ·I 89·1, risultano I seguentt ellett1v1, est-. stenti il ·1° gennaio ·189'.2 . Élite.

Datteri e a fiecb e a cava lo

100 37 100 ,100 1

°/

0

93

73

ot,6

9·1

9 1,8 80,6 65

9,i ,,io3,6 63,6

100 ,100 ·100

- II III

iv V

,I.

))

b

,, )I

VII

» »

Vlll

))

VI

Uflìcia!i e soldati non incorporati nelle divisioni Ufficiali e segretarii di stato maggiore

in

Ci<) che equiva le media al 90 °/o di tutti i battaglioni di fanteria , all'88!3 degli squadroqi e sotnie e al 9i 0/ 0 di tutte le b,1tterie; per ceut(} · super,ort> a quello dell'anno ·189·1 ; per la fanteria del 0,3 o;.; per la cavalleria ciel' 2, ·I 0/ .,; e per l'artiglieria del 3, ,i- °Jo. I campi generali dove si riunirà maggior uumfiro di truppe sono quellr di Krasooe-Selè>, Varsavia,- Ciuguiev, Mosca ; .&fegibuge Kiev, Luzk e Brest-Litovsk:; i campi dove converrà una o più divisioni sono in numero di 2.3. I campi generali saranno ch iusi coi campi mobili, da svolgersi nel lasso di 2-3 settil)1ane, dietro programmi-prestabiliti , nelle circoscrizioni milirnri di Pietroburgo (in 2. zone), Vilun (3 zone), Varsavia (con grandi masse di truppe io ,i, zone), Kie v (•1 zona) ecc. In riassunto preudaranno parte ai campi mobili il 58 °/0 della fanter ia, il 60 °/. della cava lleria e il GO 0/ 0 dell'artiglieria che concorrono a~ · campi generali .

uomini ·I 6,368 ·16,86 1 ·I t,,60,1 H -,S!H » Hi ,9·15 » )) 16,588 .,, H>)i36 ·13,798 •

I divisione

96 7!~

mo

si

SVIZZERA.

Totale

\

j

1

»

2,791

»

,t52

uomini ·128,.H)9

Questù effettivo en, ripartito tra le vario armi nel modo seguente: 1 iore e divisione ferrovie . Stato marr< uomini 96 t>V Fanteria . » 93,039 Cavalleria » 3,008 » ~8,80·1 Artiglieria » 7,38(> . Genio . l,5% i) Truppe sanitnrie )) ·I ,500 » d'amministrazione. , 75 Ufficiali Lii giustizia.

.

Tot:ile

uomini ·1 2.8,!~99


• 578

NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

U[l progetto di legge sul riordinamento della fanteria, preparato per . -e.ura del colonnello Feiss, è stato già comunicato per preavviso ai capi d'arma ed ai comandanti di corpo d'armata -~ di divisione. La conferenza di Berna pare abbia pure discusso intorno all'impiego della Jandwchr nell'ipotesi d'un riordinamento del la fanteria - pro- babilmente rispondente al progetto Feiss - e sia :;tata concorde sui · punti seguenti : 4o Divisione dèlla landwehr in due categorie: la prima fornirebbe .,.una terza brigata alle di:t;isioni d'élite; l'altra fornirebbe le truppe di tappa e di deposito ; 2° Il ' numero dei ba1tagliooi di marcia della landwehr sarebbe ·COSÌ ridotto a metà, ovviando all' insufficienza dei quadri. Nello stesso tempo la divisione di fanteria sarebbe rinforzllta. È notevole questa tendenza della Svizzera ad ingrossare le maggiori unità ùel suo esèrcito. Ha testè raggruppaio le sue divisioni in corpi d'arm~ta le sue di visioni. Pure sembra che il ' ,· ora vuole iuorossare e ·terreo'o montuoso della confederazione non sia molto propizio all'impiego ,di ()OSÌ grosse unità.

'

Landwehr. Stato maggiore generale I•'anteria Cavalleria Artiglieria Genio. Trn ppe sanitarie » d'amm inistr:azione

-H

uomini

59,75·1 2,986 '11 ,867 3,284 2,705 497

)) •

» » ))

» ))

Totale

·- - uomini

81,'104-

uomini

2,962 8,255 264.,9:H

Landsturm. Ufficiali Sottufficiali Soldati

)) ))

Totale Elite . Landwèhr Landsturm

uomini •128,499 )) 81,104 » 276, ·161

uomini 276 ,16~ 209,603

Totale generale uomini 485,·764

. Modi fìcaz~oni organiche. - Dura nte i giorni ·12., 13 e H . maggio comandanti di corpo d'armata e di divisione si sono riuniti in con• ferenza, a Berna, sotto la presidenza del colonnello Frei capo del dipartimento militare. Non è riferito con precisione lo scopo di tale conforenza; ma i giornali affermano che, fra altreJ.cose, vi si è discu·sso il riordinamento delle unità tattiche, risultandone la necessità d'una generale revisione delle attuali unità. In conseguenzc1, il dipartimento . militare avrehhe risolto di affidare siffatto lavoro di revisione della legge miliLare che regola la compusizione d; i corpi di truppa ad una .commissio11c preseduta dal colonnello Frei e composta dei colonnelli Feiss, capo dell'arma di fanteria, Miiller, divbionario, e Keller capo dell'ufficio di stato maggiore, e del tenente colonnello Weher, uffiéiale di stato maggiore addetto al di parti mento. 1

579

l


NOT,ZIE UIBLIOGRAFlCHE

NOTIZIE BIBLIOGRAFICH E

581-

Cronaca (Repubblica Argentina , Austria, Chili, Dan imarc3, Fr11ncia, Germ11ni1,, l_nghilterra, Messico, Olanda, Portogallo, Russia, Spagn:i,_ Stati Uniti, Tunisia). Giornale medico del R. esel'cito e delta R. mar·ina (maggio). Articoli notevoli: Saroli. - Della genesi del pensiero . Aprosio. .- Inumazione ed incinel'azione dei cad,• veri in guerra. Relazione medico-statistica miliuire per l'a_nno ,f 890 . Conferenza iuternnziouale della Croce Rossa. Servizio sanii.ario mili k1re nel Senegal. 2. Amministrazione militare e· servizio d'intendenza.

a) Bollettino bibliografico.

I. Sommario delle Riviste militari italiane. 1/ivista d'artiglùwici e genio (rnaggio). Zanoui. - Defilamento. - Proietti carichi di poknti esplosivt Pieruci;i. - Lo squadro prima. Le\'it,-ky. - Ioconveuienti dei caunoui l11nghi. i\liscelfanea . Notizie. Ribliografia. Ri, ista di fanter ici (maggio). La topografìa. Ona frase di Bugeaud. La fanteria nella guerra di for tezza. La tattica francese. \-ariotà . Cronaca . Rassegna della stampa mi litare. Rivista marittinui (gingno). Soliaui. - Sulla resistenz:i al moto,delle navi. Prasc:i. _: La marina da guerra di casa Savoia dalle sue origini in poi Gerrn . - Le reti para:;.iluri. Bravetta. - I ntorno al l'Afri ca. Salva ti. - \'ocaholario di polveri e d'esplosivi.

- I rapporti amm1m,nr1Hil'I fra l'esel'cito e le autoritit muuicipali e governative in ordiue :igli attnali :;istemi di reclutamento sono molto ben discussi nel lo studio Le rccntlemcnt régional - Spectatetur mililafre, 15 giugno. . - Bell;i confernnza snlla Alimentation des troupes en campagne. Revu.e du service de l' lntendnnce, 2° fascic:olo ,(892. Sul medesimo fascico lo interessante il Fonctionnement cle la bo1ilangel'ie de campagne d'un corps d'armée. - Grassmann - E.çperim,mti sulla conservazione delle carni congelate, Berliuo, Pnroy. 3 . Organizzazione militare.

Die Titrkische Welwkmft imd die Armeen dei· Balkan.staaten è il titolo di un b61 libro pubblicato a Vienna dalla cosi, editrice del la Reich.~wehr La questione orientale, nou mai risoluLa, prnoccupa gli uolllini politici ed i mil itari e perciò è utilissimo conoscere quanto in quel libro è contenuto, per avere esaui dati tl'a pprew1meu to. P er ognuno dei paesi Turchia , Bulgaria, fi umenia, Greci,1, Serbia e -'Jonteuegro 6$$0 fa ' eonoscere : Un cenno storico militare - Uu cen no geogralìco-politico - L'or-diòamcnto militare - Il rcclut~mento - - La forza e dislocazione di pace dell'esercito - Le norme principali di mobilitazione - I car.itteri tecnici e morali delle truppe. - Le Gnanze ·e i bilani:i militari - La forzii e composizione in guorr~.


NOTIZIE BI BLI OO!lAFICHE

. 582

NO 'l'I7.IE DIBLIOOltA F!CliE

4. Strategia. - lnttJressante lo studio del ~aggiore Bernhardi, addetto militare · germanico a Rerua, col titolo: Lo studio delle guerre di Fedtrico II e tua . importanza militare nell'arte militare co11temporanea (Berlino, Beiheft del Militi:ir Wodienblatt). - .È uscito il fa scicolo degli Studi sulla _quena di Verdy du Vemois che conrluce fin o al termine delle operazioni preliminari al · confine e la Deutsche Heeres Zeitung ne fa già uu largo ri11ssunto critico nei suoi numeri del 15 e 48 giugno. . I~teressante pure al riguard~ l'Hrticolo : La fisiologia del combattimento · 10sp1r11to d"I libro del Verdy (llfilitiir Wochenblatt -l5 e •18 giugno).

3°

5. Tattica. Meritevoli di un attento esame sono due memorie originali apparse . sullo Streffeetw di giugno: .lsnrborn. - Studii sull'attacco di fanteria. Christl. - Sul tiro dell' art{qlieria da campagna. - Pubblicazioni recenti di tattica: Ta!.tische Aufgaben nebst Losungen - Smdii applicativi di E. C. Vienna, Ilraumtiller. - 1'aktikaiifgaben di F. C. von 1-1:, •IO temét, •1° fascicolo, YienÙa, Kreisel Seidel. - Colonnello Sp0h1·. - Zur Taktik der Zul,:unft, Berlino, Bath . - Dott. Carlo Pelers. - Combattimento e spedizioni in Africa. Ber, , fino, Walther. ·

6. Storia militare. - Notiamo i seguenti lavori interessan ti: Les divtrses organisations des armées de Charles le Téméra-ire (Spectate1w · militaire del H> giugno). • Co,nbattimenti contro i ri·voluzionari del giugno ·1848 in Pra,qa (Jahrbu. ,cher f'ibr wie deutsche A1·rnee und 1l'1arine, giugno) . - Vennero puhblicate le di"pense 30 e a1 dello Schlachtenatlas des -,uimzehnkn Jaltrlmndert dal Biiuerle di Vieuna.

_ La Nitova Antologie, {·1o giugno) ha uno studi? st~ri_co. sul Mare· · sciallo Macdonaltl del Franchetli , finora però tale stu~10 s1 hm1t~ ~ù una recensione delle memorie :mtobiognifiche testè pubhhcate a P ar,g, dalla casa Plon e Nourrit per curn ciel Rousset. . . ,. . . _ Histoire aAnnibal par le colonel Hennebert, Pang1, F1~mm D1~ot. Interessante per la forma elegante del la narrazione e la n cost~uz1on.e _· di molli particolari. Notevole s pecial mente la terza guerra punica e il racconto della giornata ùi Zama. . . _ L'eùitòre Casanova ha pubblic:ito, inserendolo nella Biblioteca militare alpina, la seconda ed izione dell'aureo librelto ~el colon~ello Massonat Fatti militari avvenuti stille Alp-i marittime.. Il ltbro ormai no- · tissimo merita veramente di e,-sere letto da tutti coloro che dovranno continuare la nobile mi~sione · di difendere l'alpestr,e baluardo ital~co. . L'idea poi della B-iblioteca ~ilitare alpinn è_ de~oo a ~ostro av~1so. di encomio e di incoraggia mento per lo scopo u11le, 1strutt1vo ~ pamowc~ · che si propone, attesa anche l'importanza degli altri _lavori pubbl1ca1.1· ed in corso di preparazione, che citiamo con vero piacere : .. - Massonnat. - Appunti sulla guerr:a di montagna, 2a ed11.ione. · - Saint Simon. - Histuire de la guerre dcs Alpes (11H-). - Baretti. - Guida pratica allo studio della geologia . - . . . . . - La neutralità dell'Alta Savoia e del Va! lese . - De Rourcet. - Mémoircs milituires sur la frontiére des Alpes. . - . . . . . - La contea di Nizza, antico baluardo d' Italia ecl il versante fr:rncese delle Alpi occidentali . - È uscito il fascicolo Mll'opera magistrale di Springe'.·: la_ gue'.r~ · ttirco,russc, in Europa ('1877-78) che tratta delle operazioni dai pr1m1 di ago$tO al 5 settembre. · , Gel le e Knaff. - Il blocco della fortez:::a di Lussembui·go fatto dall eser· · cito francese (1794-95). Lussemburgo-Buck - Esaùo resoconto di un episodio poco noto · delle guerre della rivoluzione francese.

7 . Tecn~logia militare. - La casa Niel'$traz di Liegi ha pubblicato un volume del Dr. Putre.1Js c-01 titolo La costruclion des casemes. Tratta delle costruzioni mi li~ tari nei -Joro rapporti coll'igiene pubblica e. militare ed è ~l. ~ias~u~to d'. studi fatti durante un decennio dall'autore, 11 quale pubblico I pnnu suoi lavori al riouardo nel 488'.2 sulla Revue militaire beige. - Gli ingegneri , l:)


NOTJZIE BIBLIOGRAF!Gllt:

NOTIZIE BILIOGR AFIGHE

militari lo cousnlteranno certamente con molto frutto, 'trattandosi di opera ·in c;ui si è tennto calcolo dei più recenti progressi scientifici. - Sandier - De..l' attaque et de la déf"enes des places à l' époque a,ctuelle. Parigi. - Bcrger '"evrault. _ - Niveau conchylioùle è il. titolo ,cli un lavoro assa i originale del capi1ano Gilberti comparso sulla Revue d'aitillerie ai giugno, ecco come definisce l'A, il suo nuovo livello , • Nous nous so rn mes demandé si l'onne pourrait pas construire un « niveau de pointage tel que: « ,1° l'angle fait par l'a x.e de la réglette _porte;fiole avec la base clu « niveau pftt ètre obtenu ·par une lecture directe sur un seu\ Jimbc « gradué, et sans veroier'; _ « 2, 0 la précision permise par cc 11i veau fiìt de ,1 minute; «·30 il fClt aussi sirnple de mesurer un an.gle que de le donner. « C'est la solution dc ces rrnestions que nous présenlons dans ce mé·• moire·; il contient le prirn;ipe et la description d'nn modèlc de niveau « que nous proposous. - La criptof'onir.t ed il oriptofono, applic11zioni mi litari. - Nuovi apparati, progressi e esperimenti (Revista cientifico 1nilitar ,1° giugno), - Utilità milito re delle ferrovie a scartamento l'idotto (M.ilittir Wochen blatt 15 e ,18 giugno).

8 . Marineria. Lei Sicilia-nella. battaglia di Lepanto, di G. Arena primo. Messina, Giuseppe Principato. ' ~ Questo volnrnc, col quale, la Bi:blioteui ·storica sicilicina ha iniziato ·le sue pnbblicazioui, ebbe .la sua prima edizione nel ,iss,1. L'autore, . scegliendo 1Ìn argomento d1e doveva richia mare l'interesse dei dotti, volle illustrare la parte avuta dalla gloriosa Sicil ia nella memoranda batt11glia, v11 lendosi al l'uopo non solo dalle cronache contemporanee ma di documt1nti che, per la loro rarità, potevano dirsi pressochè ignorati. 1'hé01'ie du Navire . par Pott1ml et 11. Dudebou/., iogenieurs de la marioe, profosseur.,; a l'Ecole cl'application du Génie Maritime. - Paris, Gauthier-Williìrs. · [I volnme III di questo importante trattato cli ;1rchitettur11 navale, di . cui fu già fotto cenno nel fascicolo cl i dicembre •18\lO, tratta del' movimento cl i rullìo sulle onde, del movimento rettilineo orizzontale diretto e . della resistenza del le carene.

r

585

- Interessan ti panigooi su lle forze navali degli Stati europili leggonsi <nella Déutsche Jleeres Zeitimg del ,} e dell'·l I giugno.

9. Geografia. Colonie. Viaggi.

'

'

,., {

- . Sul bollettino della Si1cietù Geografiw vi, è la relazione del viaggio nella Ter;·n dei Danakil del copitano d'art·igbieria italùwi .Bottego. La relazione interessante in sommo grndo è la prima che riguardt una luno-a ~splorazione dei terreni interp'.lsti frn le nostre colonie,• e -fa de<> • •• plorare che· i mezzi troppo li•.n itati nou abbia:1.0 permes:;;o un viaggio prn Juogo, che il nostro ufficiale a1Tebbe certamente condotto a buon fine col1'energi11 infaticabile che lo cl istingne. -Sul BoUettino del Ministero degl,i a/{r1ri esteri interessa il ra pporto del R. Console in Guayaqnil costituente una breve e succosa monogrnfta dell'.Equatore. -- L' Egypte et ses proànces perdu!1S par le colo nel Clui-illè Long. - Pal'is. - .LibJ de la Noiwelle, Revu.e - Tratta dellr1 situazione politica internazionale dell'Egitto; interessante es,endo l'opera di un ex-cnpo di stato maggiore di Gordon. . Importante per i dati che se ne possono tr,nre: L' Algél'ie en 1891, .di Burdeau. - Porigi. Hachette. : - La Bevue clii ;,~,:cle i}lilitaii'e lia pnbhlicll.tO nel mese di maggio e · ,giugno un lungo stLtdio Siblle vie di p,metm.zione nel Marocco.

13. Politica e diplomazia. Segnaliamo di buon grado gli studi: - La qu·istione 11w.rocchù1a e la sna importanza JJoli t'ica-inilitaJ'e (Jahrbuche( fii.r <he deutsche cwmee 11nd marine). L' equil'ibrio europeo, saggio politico "fltilitar,J clel colonnello Go·iran. '(Nuova A.ntologin 1 e '15 giugno), ' L'egregio e notissimo scrittore dopo avere esam inata la :;ituazione politica europea in base alle armonie e rlissonanze politici.te esi;;tenti,, 'dopo .avere trntteggiata la potenza delle flo tte e degli eserciti dei maggiori Stnti e gli ai ttti che quc,Li potrebbero trnrre dai più piccoli, dopo avere con ·quella rara competenza militare, che tutti gli riconoscono, abbr;) cciata in ·u1ùgrndro la si tuazione strategico delle grandi masse armate in una 1


586

guerra europeo, conclude con parole che ci sembra necessario riportare· per intero. « È l'a~co~do rranco-russo adnnque che minaccia la pace di Europa, non la tr1pl1ce alleanz11. La quale se avesse avuto mire aggressive, nvrebbe approfittato del momento in cui la Francia er.a miltitarmente più debole e politicamente isolata, ed allora l'avrebbe assa lit11; considerato altresì ~he chi p_rende l'iniziati,1a dell'offesa raccoglie sempre qualche vantaggio strategico - mentre chi politicamente ha tlclle mire difensive, corre pericolo di dover subire il danno di lnsciare l' ini ziativa militare all'avversario . « L'Italia può adunque senzn scrupoli serbnrsi fedele arri i Imperi centrali, sicura di lavorare veramen te per la t:a usa della pa:e. Il suo riliro diill'at:cordo con le pote11ze contrali per starsene isoln1a, o come suol dirsi neutrale,'.non farebbe che incoraggiare le ambizioni franco-russe. La neutralità sigoifìc.1 sacrifizio cl i interessi, non soppressione dei medesimi, percbè l'esistenza di essi dipende dal fatto e non dalla volontà <leal i uomini. -:-. .La. neutrnli~à aduo_que è perniciosa. L'accesso dell'Italia poi alla pol1t1ca francese indebolirebhe la lega degli Stnti centrali t: costituir~bbe di _p~r sè stessa la realizzazione di uno parte dei disegni di espansione poh11ca della Francia, indurrebbe questa a tentar la rivincita, incoraggerebbe lo rivendicazioni italiane c;ont.ro l'Austria, per le '[ttfili noi ~vremmo bisoggo di una preparazione mi litare beo più larga e costosa; ,_n una parola sarebbe il segnale d'una guerra generale. ì\Ia di fronte a tale pericolo quale partilo adotterebbe l'Inghilterra ? «_Appoggierà essa la politica franco-i tali11na? Ciò non potrebbe avvenire se non nel caso in cui Franciu o fta lia prendessero con essa sullo <1uestione di Oriente ac,:ordi contrari alle mirc della Russin, od in tal. t:aso ~i rista bilirebbe evidentemente l' alleanza dei tre Imperi , cht: vigeva m passato, e I' It.alia rimarrebbe frustrata nelle sue speranze _e sottom~ssn a)la Frnucia. Oppnre gelosa della supremazia che Francw ed It.il ,a nn,te prenderebbero nel Mediterraneo e la minaccerebbero cosi in_ Egiuo co me a Malta ed a Cipro,_l'Inghilterra potrebbe essa stessa farsi fa utrice dell'accordo dei tre Imperi; allora Francia ed f'.alia sarebber_o ~rnndemente danneggiate. Noi poi potremmo un bel giorno trovare, di fronte ali' Austria senza pottlr coatare sull'a ppoggie della Francia. _ ~< Ad_unq~1_e il ri_ti ro dell'~tafo dalla triplice alleanza segnerebbe il priu?1p10 d1 un e~-a d1 flnttnaz1oni, che ci costringerebbero r1 fare la più mccrta, la più belligera, la più pericolosa ed insieme la più di~pendiosa delle poi iti che.

587

NOTIZIE B1BL100.IUF1CHE

N OTIZIE BIBLIOGRAFICHE

, Ma si dice: l'Italia soffre ecooornicamonte. Per ora questo è certo; ma si deve rifl ettere, clu• le maggiori incert~zze che si :ivrebbero, cambiaudo politica, ed i più imminenti pericoli di guerra c~·cerebbero una situazione economica ben altrim,mti critica che non sia la pr~seote. Del rosto la facili tà di smerciare in Francia le nost~e m_atene prime ci pror.urerebbe forse qualche m_aggior ricchezza, ~a : '.bndirebLe le catene della nostra servitù economica . La louo per I esistenza, invece, aguzzerà il nost.ro ingegno, ci insegnerà a proporzion:ire i:neglio la produzione .delle materie prim e e dì quelle li,vornte, a perfez,on~re i nostri p;·odotti manifouurnli, a redimerci, in u1rn parola, dall a schiavitù commerciale. O l' Jtalia ha mota vitalità da vincere la prova, ed allora div,mterà veramen te gr:incle; od a.vrà questa vitalità se gli uomini politici cesseranno clal l'accarezz11roe le debulezze a scopo di popolarità, e la esortP.ranno invece a soffrire e lavorare; che _se _n_on avrà questa vitalità, il suo foto è deciso: servir scmJJre vrnc1u·1co o vinta I « L'unione con le potenze ceotrnli , .idunque, deve essere la base di una politica durevole •. . . . . k queste cleduzioui, frutto di un logico e matema_t~co. raz1oc1mo, _e dell'a pprezzamento esattissimo degl i ionumerevoh dati d1 un c-0mphcato problema, ci associMno e crediamo che coo trari~mente, a quanto vuole as~erire la morlesti11 dell'autore, coloro che s1 sarnnno procurati il piacere cli leggere ,111ello sludio iiarauoo convinti della necessità di quelle coocl usioo i. . - È stato pubblicato e trnrlouo in francese il volume 9° della Bi· blioteca minima militare poz1olare - La neutralità della S1Yiz.zera. /

Il. Letteratura militare -

Varietà.

- Sono noteYoli : Uno stu<lio sul l'impiego delle fen-ovie per scopi tattici del capitano Joste1i (.Jahrbiicher fiir d·ie Deut.sche armée ·imd marine). . - Gelteime Erktmdim_gen (spionaggio militare) cli Krembowski. Pi etroburgo, Berezovski. . . . - _Le recensioni della Nuova antologia ( 15 giugno) sui volumelt1 pubblicati finora dal111 .Biblioteca minima popolare milita.re. - Schrobsdorfl. - Vademewm di letteratura per t'ufficiale _ted~sco: Dusseldorf, Schrobsdorff. È un catnlogo sistematico delle pnbbhcaz1on1 recenti di scienza ed arte militare.


' 58~

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

- -È comparso pei tipi di Mittler a Berlino il 1° volume della collezione delle mernorie di 1lfoltke di cui sono già usciti : i volumi II, III e IV. Questo è intitolato: Zur Lebensgeschichte. P.iù che la storia della vita del maresciallo può ritenersi un comples.so di materiali per com· p11m la e per fare bene conoscere sotto tutti gli aspetti il carattere, le abitudini, la vita di Moltke. Gratéolet. Souvenirs de l'armée d11. Rhin. Parigi, Baudoin. - Libro a sensation, romanzo retrospettivo più che storia, non ha interesse che per la descrizione della vita dei francesi prigionieri di guerra in Germania. · - Il generale Thoumas ha pubblicato pei tipi del la casa di Calman Lé vy i Ricordi militari cli Vietar Diipuy, capo squadrone degli ussari ('1794.-'18•16) di cui vien lodata la narrazione della vi\a dei gradi inferiori dell'esercito m)poleouico . Conie contrapposto al le memorie dei grandi marescialli sa rà utile consul tare quest'ope_rà da clii voglia interamente ricostruire l'im portantissimo periodo storico mi li tare del I impero. - Sulla Reichsweht del mese di giugno Jeggonsi interessanti art~coli sui : Bisogni e desideri della cavallerùi tedesca. - Un manuale dell'arte del 1moto con 2,1 illustrazioni del prof. Eider è stato pubblicato dal Mittler di Berlino. 1

/

ANNO

XXXVII

RIVISTi\ ·1VIILITi\RE ITALIANA

DISPENSA IX. ·-

lG LUGLIO 18!:l2

Per fa Direzione L onovrco CrsoTTI

ROMA DEMARCHI CARLO,

.ge rente.

VOG H E R A

E N RI C O

TIP0i.1nA F(t"' 801TOBE


SOIUl,\RIO IL NUOVO REGOLAMENTO OlSER JZ1

delle materie conlennle nella presente dispensa

E

L'ISTRUZIONE TATTICA DELLA FANTERIA

IL NUOVO REGOLAME~TO D' ESEHC1Zl EL' 1STRUZIONE TATTICA hELLA FANT EHIA . -

L. Gay, 11wfj_qivre Pag. 589

- --

QUESTION[ HELATLVE ALLA EDUCAZIO~E ED ALLA COLT UHA l\JILITAHE DEGLI UFFICIALL (Continuazione e

fine). -

- -

Ferruccio Roberti, wpitano di stato maggiore . » tì08

CONFERE\Z:\ IYI'EH~AZIO\ ,\ LE DELLE ASSOCIAZIONI

DELLA CROCE · HOSSA. - Dntt. G. Mendini, capitano medico . . » 627 f.E .\TATEHlE ~ULITAlU \EGLI ARCHJYI Dl STATO IN' TOHINO. (Continuazione). - Pio Bosi, maggiori! • 639 t\OTlZIE POLITICO-MILITAIU ITALIANE

)) 652

NOT17,rn MIL1TAIU ESTE nE: a) La <piestione militare in Germania » b) La spedizione militari~ britannica sulla costa di Guinea » e) I cnni dn guerra nell 'esercito austro-ungarico » d) Pie.cola cronaca » NOTIZIE HIBT.IOl; RA FICHE --- ·- -

656 657 660 66:3

» 67·1

·-·· .

Il nuovo regolamento di esercizi per la fanteria, testè adottato molto opportunamente, stabilisce che scopo degli esercizi è la preparazione dei capi e delle truppe al combattimento. .· Questa verità, riconosciuta e sentita da tutti, non era m~i stata sancita nei presenti regolamenti cl'esercizi, ed è forse per quella omissione che si vide talvolta gli esercizi teùdere ad un rigido foru;i.alismo, bello e piacevole in apparenza, ma che non sempre era l'espressione della realtà del combattimento. Esso perciò segua un reale progresso; le posizioni, le formazioni e i movimenti, tanto individuali, quanto collettivi sono sempre inspirati allo scopo accennato in principio. La distinzione fra formazioni e movimenti di carattere tassativo e atti di semplice ammaestramento, da interpretarsi secondo le circostanze, già accennata nell' abolito regolamento provvisorio in data 11 ottobre 1889, è ora meglio 38 :_ 'A NNO

XXXVII, 1'01.. ) f.

(


590

IL NUOVO REGOLAlllEN'l'O n 'ESBRCIZI

in evidenza mediante la ·d1stribuzione della mater.ia contenuta nel testo. Ogni specie d'istruz-ione infatti, da quella individuale a quella di più battaglioni, è suddivisa in due parti, la prima, che si pu6 considerare di carattere formale, comprende le posizioni e i movimenti individuali, le formazioni e i movimenti collettivi in ordine chiuso; la seconda ha essen-: zifilmente carattere di ammaestramento e co.mprende gli esercizi per il combattimento. Per quanto rigua.rda la prima parte, bisogna convenire che non si poteva desiderare maggior proprietà e semplicità sia nei comandi che negli atti; lo stesso però non si può dire della seconda parte, specialmente per quanto concerne l'istruzione del plotone e dei reparti superiori, e ciò, non già perché il modo di agire cli. quelle unità, additato dal regolamento sia difettoso; ma unicamente per la mancanza di norme pratiche particolareggiate relative al metodo da segu~re nello svolgere quelle istruzioni. Poichè è abolitt), definitivamente l'Istruzione per l'arn::maestramento tattico clelle t?·uppe cli fanteria in data 15 maggio 1872, non ostante i notevoli pr,ogressi che il nuovo r egolamento segna sui precedenti, mi pa.re l'istruzione tattica della fanteria, per effetto della precitata abolizione, ne abbia a risentire pregiudizio. Fin da quan'do era stato adottato il regolamento provvisorio io temetti un regresso nell'istruzione tattica, e i due anni di esperimento di esso non fecero che conform~tre i miei tiinori. A mio credere, perchè un r egolamento di eserc1z1 riesca praticamente a preparare i capi e le trnppe al combattimento, non basta che adotti posizioni, formazioni e movimenti appropriati allò scopo, e che dia delle buone norme di guida per il combattimento, ma occorre che contenga altresì il metodo che si deve seguire per svolgere le singole istruzioni, il . quale metodo poi dovrebbe esseue tale da costringere l'istruttore .a rilevare sempre in modo chiaro e senzè~ dubbi le proprie convinzioni intorno agli atti che

•I

E L'IST!iUZIONE TATTICA DELLA F ANTERI A

è in prdci~tO' di far compiere, affine di staqilir~ e ~u1.nte-

I

r

[.

~ere fra foi e i suoi · sottoposti quella corrente d'mtelhg~nza indispensabile al buon andamento di qua,l unque operaz10ne di guerra. ~nche nelle abolite istruzioni per l'aimnaestramento tattic.o, . il libro ch~e trattava degli esercizi ed evoluzioni regolamentari e loro applica,zione al terreno co:1teneva solo le norm'e per l'ammaestramento del soldato 1sol~to ~ de~ gFnppo a va,lersi opportunamente d~i vari ostacoli ~ ripari del -terreno, e siccome mi occorse d1 vedere che gh esercizi in terreno vario di plotone, di compagnia, di battaglione non rispondevano sempre allo scopo di . pr~pa1:ar~ convenientemente i capi e le truppe alle eserc1taz10rn d1 combattimento, ogni qualvolta si trattò di cambiare il regolamento di esercizi ho sempre- sper~to di. veder colmare quella lacuna adottando un metodo d'1struz1on~ rer le ~se~.citazioni in terreno vario del plotone e delle umta superiori. · Se Ù regolamento d'istruzione e di servizio interno per la fanteria, del quale, a quanto dicesi, se ne attende una nuova edizione conterrà ancora la prescrizione colla guale è vietato ai c~mandanti di « fare aggiunte Yerbali o per « iscritto ai reg~htmenti, come pnre di prescrivere _s~eciali « procediinenti O metodi ~'istruzione ai comandanti 1~ sot« t'ordine » è facile preYedere come si svolgeranno nei reg~ ginienti gli esercizi per il combattimento di plotone, d1 compagnia ed anche di battaglione~ (1).

H_

{!) Questo scritto ci pervenne prima che fosse adollato delìnit'.vamentll nuovo Regolamento d' isl-ruzione e di servizio i;ilerno per la fa.n tena, 11 quale co>i pre-

scrive: . , - . • I re"olarnenti <lanno bastanti .norme direttiv,e Jler 1',educaz1one e per _I addest1 a0 .' mènt; delle trnppc. E:;si sono informati_ al conc~tto_r.h_e tu~to ci~ ,eh:- e. ~n~e;-nuf~ • che non ti·O\';t applicazione sul cam110 eh batt-~g_l1a, e danno,o , p~rche. ?1stool .< , , quanto ' e più importante e gitta ombra nello spanto del _soldato sn c10 che ,,h ,, • realmentP. necessario. . . • J comand::.nti di corpo e re autorità sureriori hanno quindi_il dovere d1 asteners'. · • assolutamente dal rani qualsiasi aggiunta verbale o per iscritto, la quale o,rneno~1 « la libertà che apposit:imente vien lasciata. nella scelt~ de' pr_ocediment1 e dù metodi, , ,ovvero teuda a introclnrvi prescl'izioni che con proposito rne<htato sono state escluse•.

!

f

Nola. della Direzione.

(


592

593

IL Nl10VO REGOLAllENTO D'ESE RCIZI

E L'ISTRUZIONE TA'l'1'ICA DELLA FANTERIA •

Oggetto pertanto di questo studio è io svolgimento di alcune considerazioni intorno all'ammaestramento tattico della fanteria, mettendo in evidenza gli inconvenienti che si verificheranno, esponendo in pari tempo quei provvedimenti che a mio gìudizio si potrebbero adottare. Per la parte formale, riconoscendo pregevolissimo il nuovo regolamento io non me ne occuperò, e limiterò quindi le mie considerazioni agli esercizi per il combattimento.

-0ontenute nel regolamento, io credo che sarebbe stato !meglio prescrivere che questi esercizi dovessero sempre essere ,sv9lti dal comandante di compagnia o quanto meuo da un ufficiale. · Tali· esercizi dove~do essere preparatori a quelli di plotone e di compagnia, affine di .s tabiÌire fin da principio fra il comandante di compagnia e i suoi dipendenti quella corrente cli intelligenza di cui ho già fatto parola, è bene che fin da essi il comandante la compagnia cominci a manife.s tare ai suoi dipendenti i 's uoi giudizi e le sue convinzioni. Si noti che nelle attuali condizioni dell'esercito è assai difficile di trovare nei graduati di truppa le qualità necessarie per svolgere questa istruzione. Secondo me è molto se .si otterrà che comandino bene il loro reparto secondo le inte~zioni del comandante del plotone o della compagnia.

· Istruzione individuale.

Gli esercizi da compforsi consistono: a t nella. classificazione e valutazione degli ostacoli e ripari del terreno e nello insegnare il modo di usufruirli; · b) nel far compiere al soldato atti di comba,ttimento in terreno vario utilizzaado gli ostacoli che incontra. Per gli esercizi del' allinea a) il regolamento dà delle massime per gli istruttori e subito dopo traccia il metodo, che es~i devono seguire per la loro esecuzione. Pregi di quelle massime e di quel metodo sono la chiarezza, e la semplicitit L'istruttore non ha che da seguirele norme tracciate dal regola.~ento per essere certo che i suoi soldati faranno proprie le co11vin~ioni di lui. Confrontando questa parte del regolamento di esercizi con quanto al riguardo era detto nelle abolite istruzioni per l'ammaestramento tattico si rileva una eguaglianza di criteri e di metodo, e solo si osserva che, mentre nelle seconde l'istruzione doveva e$Sere sempre vigilata od impartita da un ufficiale sotto la direzione e responsabilità del comandante la compa.gnia, nell'attuale regolamento essa è fatta · dai singoli istruttori delle reclute, i quali sono sempre graduati di truppa. Trattandosi di una istruzione per la quale si richiede neH' istruttore un retto criterio per la valutazione degli ostacoli del terreno, malgrado la chiarezza delle massime

Esercizi di plotone.

A differenza dei regolamenti precedenti sono com presi sotto questa denominazione gli esercizi di squadr?,, che prima facevano parte dell'istruzione individuale e di riga, e quelli di squadre riunite. Per gli esercizi di squadra il testo, dopo di aver accennate che i movimenti per formare la catena e per formarsi nuovamente in ordine chiuso devono normalmente eseguirsi di corsa ed eccezion;lmente a passo affrettato, dà le norme e i comandi per distendere la squadra; per la marcia; per allargare o restringere gli intervalli fra gli uomini; per l'àppostamento della catena ferma; per cambiare di fronte . . e per serrare la catenf Nell'esecuzione de1}a marcia e nell'appostamento della catena ferma si trovctno nor.iu.e di guida all'istrutt9re per r,ichiamare in modo speciale l'attenzione dei soldati e sono: -« Durante la marcia l'istruttore fa notare alle reclute, co~e, secondo il terreno, ora sia opportuno ma.rciar di fronte,


594

IL NUOVO REGOLAMEN'l'O D'ESERClZI

ora per fianco e per :fila, ora di procedere a file serrate, ora formarsi di nuovo in catena; come nei movimenti di fronte gli uomini possano aumentare o diminuire . gli i.n tervalli fra loro e alcuni ripiegare momentaneamente dietro gli altri. « Fa eseguire egli medesimo, con gli opportuni,comaudi, le trasformazioni che si riferiscono all'intera squadra, erichiede che quei movimenti i quali riguardano solo alcuni individui siano da questi. eseguiti senza comando ». Fermata la catena « il capo squadra esamina e corregge ad alta voce l'appostamento e la posizione di ciascun soldato, affinchè le . sue osservazioni serv~no di ammaestramento per tutti ». Confrontando quelle norme con quanto era detto nelle abolite istruzioni per l'ammaestramento tattico, al paragrafo « Metodo da seguirsi per l'istruzione del gruppo », io credo preferibile il metodo tracciato nelle abolite istruzioni alle poche norme del nuovo regolamento. Là era prescritto che per fare questa istruzione la compagnia si dividesse in uno o più drappelli a cia~cuno dei quali doveva destinarsi un ufficiale subalterno istruttore e uno o due sottufficiali; che in ciascun drappello si dovesse formare un gruppo manovrante di 8 a 12 soldati, e che gli altri dovessero assistere all'istruzione come spettatori. Da ciò. si deduce che la compagnia formava tanti drappelli quanti erano gli ufficiali subalterni presenti al.l'istrnzione. Ora invece, non essendo prescritto di tenere dei soldati che assistano come spettatori, e dividendosi il plotone, secondo la sua forza in due o più squadre di 8 a 12 uomini ciascuna, l'istruttore della squadra non sarà più un ufficiale, ma bensì un sottnfficiiile ed anche un capontle. Non basta, colle abolite istruzioni, le esercitazioni del gruppo avevano il doppio scopo: di completare _e perfe,zionare l'istruzione individuale e di ammaestrare i capi gruppo: col nuovo regolamento invece questa ist,ruzione no~ tende più all'ammaestramento dei graduitti di truppa,

E L'J.;;TRUZIONE T ATTICA DEl,LA FANTERIA

595

perciò, data Fattuale condizio:q.e loro è facile. pr~vedere eh:, per quanto .impegno spi~ghino i_ comandanti d1 c?mpa~m~ nel preparare i loro istruttori, questo , ramo 11n~o1tantissimo dell'istruzione militare non potra svolgersi come sarebbe desiderabile. . Se ~i ciò. si aggiunge poi la eccessiva concisione adottata nuovo regolamento nel cl.are le norme di me_todo P_G~ gli istruttori, mi pare sia dimostrato che per gh eserc1z1 di squadra si verificherà un regresso. . . Passando agli èsercizi del plotone (eserc1z1 con le squ.adre riunite) il regolamento si limita a indicare il rneccamsmo di' manovra. Criteri di massima da, osservarsi sono: a) che la, fronte normale del plotone in catena sia a~prossimativamente il triplo di quella che esso occupa m line~ . b) che per occupare una fronte minore o maggiore o a•·1mentare gli in· della normale si debbano res t.rmgere ,

·a:i

I

.,

.

tervalli fra le sqaadre; e) che sotto· 1·azione del fuoco il plotone disteso non cambi ma.i gli intervalli da, fermo e che, occorrendo aum~ntare O diminuire. la fronte, gli intervalli debbano variare durante la marcia. . Appositi capitoli contengono _1or1:1e . precise e p~rti~olareggiate relative ai fuochi da esegmrs1 ed al lo:o 1mp1e~o.' norme di condotta per resistere contro cavalleria, modah~a per avanzare a sbalzi e moclaliti.L altresì pe1~ l'assalto e 11 contrassalto. In nessuna parte però è indicato il metodo che deve seguire l'istruttore per svolgere questi e~ercizi. . , All'atto pratico perciò molto probab1lm~1~te _s1 vedra che: anche andm1do in terreno vario, gli eserc1z1 d1 plotone ~1 ridurranno al semplice meccan~o cli .m~novra ~ome ,m piazza d'armi. Sarà molto se l'~struttore s1 ferm~ra a. e_sa-:minare la disposizione dei singdli individni cons1derat1 isolatamente: · Come ho detto rn principio, anche le istrnzioni per l'am-


596

E L'ISTRUZIONE TATTICA DELLA FANTERIA

IL NUOVO REGOLAMENTO o'ESERCIZI

maestrnmento tattico non co~tenevano alcun metodo per le esercitazioni di plotone applicate al terreno, e se questa istruzione ha sempre lasciato a desiderare lo fn per ·quella lacuna. · A mio credere, più che la materiale eseçmzione degli atti indica,ti dal ·regolamento varranno a istruire i soldati e i graduati di truppa )e considerazioni che il comandante del plotone saprà esporre intorno agli atti stessi. Così, disteso che sia il plotone in catena, 11011 sarà raro il caso che, per us1ifruire convenientemente le accidentalità del terreno, una squadra sia di alcun poco più innanzi di quella attigua; che gli intervalli fra le squadre non siano eguali; che una squadra sia tutta raggruppata in un punto mentre un'altra avrà dbvnto adottare una formazione più _ rada della normale; che dei soldati, alcuni siano a terra, altri in ginocchio ed altri dritti, per cui se l'istruttore, con opportune considerazioni, sapesse mettere in evidenza tutto quanto -avrà rilevato, mostrandone la opportunità, io credo che il risultato sarebbe tutto a beneficio dell'ist.ruzione del plotone. I n conseguenza avrei desiderato che, formata la catena, il regolamentç> prescrivesse al comandante del plotone: a) di esaminare ad alta voce la posizione delle. singole squadre, non che quella · degli individui in ogni squadra; b J di mettere in evidenza il valore degli accidenti del terreno; e) di far rilevare l'estensione della fronte del plotone, la formazione delle squadre non che gli intervalli esistenti fra esse. , Se la eccessiva fronte del plotone disteso fosse di ostacolo per fare quelle considerazioni in modo da essere inteso da tutti io non vedrei alcun inconveniente acchè si facesse serrare il plotone e, dopo di aver accennato alle correzioni necessarie, lo si distendesse nuovamente. Sebbene nel nuovo regolamento non sia prescritto di tenere dei soldati spettatori, nemmeno negli ~sercizi indivi-

597

duali, io sono del parere che questo metodo già in vigore prima dell'adozione del regolamento provvisorio sia da ad~ttarsi ancora tanto negli esercizi individuali quanto in quelli di plotone e delle unità supesiori. Cosi, negli esercizi del plotone in ogni compagnia si potrebbe formare un plotone di manovra comandato aa un ufficiale e la rimanente forza disponibile dovrebbe costituire un drappello di spettatori, al quale per cura di un ufficiale subalterno, oppure dello stesso comandante di compagnia., quando non si avesse un ufficiale disponibile, dovrebbero farsi quelle considerazioni che l'itppostamento e gli atti del plotone daranno luogo. Al termine di ogni esercizio poi il comandante la compagnia dovrebbe riunire operatori e spetta,tori e riassumere in modo chiaro le sue osservazioni. . Affine di ottenere che tutti possano ammaestrarsi, sia cqlla pratica dell'esercitazio1ie, sia col pres:,are attenzione a quella degli altri, avvalorata dalle osservazioni e correzioni fatte dall'istruttore e dal comandante la, compagnia, sarebbe bene che gli spettatori si alternassero cogli operatori. Passando alla marcia del plotone disteso si verificherà talvolta che per usufruire convenientemente gli ostacoli del terreno, una squadra marcerà distesa mentre altre marceranno serrate oppure di fianco; che gli intp·valli fra le squadre ora aumenteranno ora diminu ranno; che a,uche la fronte del plotone aumenterà e diminuirà; e che le squadre di ala saranno costrette ;,. staccare o no qualche soldato per il collegamento coi reparti attigui o per la sicurezza dei fianèhi. Anche l'andatura del plotone varierà dipendentemente dalla conformazione del terreno, poichè, mentre in - · terreno noperto si potrà marciare all'andatura ordinaria, in terreno scoperto e sotto il fuoco del nemico si ·dovrà proèedere a sbalzi di corsa, la cui ampiezza potrà variare al'tresì a seconda. della natura del terreno. Tutti questi fatti, eh~ si riscontrano negli esercizi pratici, e ohe naturalmente cambiano col cambiare delle loca-

..

.

,,

(


598

E L'I,STRUZIQNE 'rAT'flCA DELL A FANT E,;IUA

li, NUOVO REGOLANENTO D'RSERCIZI

lità in cui si eseguiscono, devono formare oggetto di speciale attenzione per l'istruttore e di considerazioni e ossèrvazioni da farsi ai soldati e graduati di truppa al termine di ogni esercizio. Di qua la convenienza di introdurre nel regolamento una prescrizione di guesto tenore: · Durante la marcia l'istruttore osserva e richiama l'attenzione dei soldati : a) sulla formazione delle singole squadre; b) sugli intervalli delle squadre; e) sull'estensione della fronte; cl) sul collegamento coi reparti attigui o sulla sicu·rezza dei fianchi; e) sull'andatura; f') sull'appostamento del plotone allorquando viene fermato. Il drappello di spettatori, durante la marcia dovrebbe col: locarsi in sito tale da veder bene tutto il terreno di esercitazione, e per cura dell'ufficiale incaricato dovrebbero farsi pure acl esso le considerazioni e osservazioni accennate per il comandante il plotone manovrante. Anche qui, finìto un esercizio, il capitano dovrebbe riunire operatori e osservatori sul sito di manovra ed esporre a t utti le sue osservazioni. In modo analogo dovrebbero svolgersi gli esercizi di difesa · contro cavalleria. Non v'ha dubbio che, venendo segnalato un attacco di cavalleria, la~ i1atura del terreno sul quale è appostato il plotone influisce assai sulla condotta da tenersi. Un ostacolo insuperabile ,dr1lla cavalleria, mentre guarentisce in modo assoluto i tiratori, conferisce a mantenerli in quello stato cli calma che influisce in sommo grado a ben regolare il fuoco loro, e quindi in questi esercizi deve es: sere cura di chi li dirige di mettere in evidenza il valore speciale degli ostacoli non dimenticando di far notare che. quand'anche un ostacolo non sia insuperabile dalla caval; leria, basta · a costringerla a frazionarsi ed a rallentare la

..

i

599

sua andatura per togliere alla carica gran · parte della sua ·efficacia. Quanto s1 e detto, circa il metodo da seguire per insegnare il modo di appostarsi del plotone, in cat~na e per marciare, si può applicare per analogia anche agli esercizi di difesa contro cavalleria. In caso di attacco improvviso mentre il plotone è in ordine sparso, gli esercizi pratici a poco giovano. L'idea della superiorità che l'arma a caricamento rapido dà a'i fantaccino e la convinzione che una fanteria la quale « conservi « sangue freddo e fermezza e fa,ccia razionale impiego del « fuoco, non ha nulla da temere da attacchi di cavalleria per gud.nto _numerosa » si acquistano non cogli esercizi pratici, 1l1a bensì in seguito ai risultati del tiro individuale e d-i combattimento e mediante l'abilità che il capitano e gli uf :6.ciali della. compagnia .spieghe1;anno per infondere nell 'animo dei soldati le loro convinzioni. L 'assalto e il contrassalto essendo atti d'indole essenzial. mente morale, sui qmÌli la natura del terreno non deve ·e non può esercitare alcuna influenza, non avrei nulla da aggiungere a quanto in proposito è detto nel testo per gli esercizi del plotone. Io ho la convinzione che con un metodo d'istruzione tale ~a costringere sempre ufficia,li e truppa a fermare l'attenzione sulla conformazione del terreno su cui si agisce e sugli atti del reparto manovrante e da stabilire e mantenere quella corrente d'intelligenza che dovrebbe e'sistere sempre fra chi comanda e chi deve esflguira i c.omtmdi ricevuti, ripetendo gli stessi esercizi cambiando sempre terreno, si riuscirà a moltiplicare tanto i casi che si potrebbero verificare nel com):)attirnento vero, da abilitare gradnati' e truppa a far fronte a quaJunque evenienza. . Acquista quindi una speciale importanza la scelta del terreno su cui svolgere i singoli esercizi, e se, dopo la premessa, per gli esercizi del plotone, il regolamento desse alcune norme intorno alla s:::elta del terreno per quanto rig uarda l'estensione, gE ostacoli vari e loro a1idamento 1;ispetto alla


600

Il,

NUOVO REGOLAMENTO D 'ES ERCIZI

direttrice di attacco, io vedrei la cosa 1ion solo non superflua, ' ma bensì utilissima, di gran giovamento per gli istruttori ed efficacissima per. il buon andamento degli eserèizi.

Esercizi di compagnia. . Nella p1'emessa, agli esercizi della compagnia il regolamento dice che, eseguiti gli esercizi preliminari relativi al meccanismo dei singoli atti in ordine sparso, formino oggetto di questa istruzione lo svolgimento razionale e progressivo degli atti del combattimento e il conveniente iinP,iego dei fuochi in ordine . a un supposto tattico semplice e chiaro. Scopo principale di queste istruzioni deve essere l'addestramento dei quadri. · Poscia accenna i criteri di massima dello schieramento ·per il combattimento in quanto rillette il numero . dei plotoni da mandare in catena e la estensione di essa, dipendentemente dal compito affidato alla compagnia. Dopo ciò passa alla formazione della catena, prescrivendo che il comandante la compagnia dia, prima ai capi plotone le opportune indicazioni sull'ampiezza e sull'andamento della fronte da prendere, sul ,tratto della linea nemica da affrontare, e sulla direzione di marcia da seguire. Se nel combattimento vero si può ammettere, che il capitano sì debba limitare a fare quelle comunicazioni ai soli comandanti di plotone, non si può ritenere lo stesso nelle esercititzioni che si fanno per istruzione, specialmente nelle prime. Io sono perciò di avviso che nell'istruzione il capitano debba per prima cosa far conoscere in modo chiaro a tutta la compagnia il mandato affidato ad essa, che faccia un esame particolareggiato del terreno di manovra, dal quale emerga il valore degli ostacoli e il modo di utilizzarli, e che esponga infine le sue d,isposizioni, la ragione di esse e il modo di comportarsi dei singoli plotoni.

E 1,'1sTRU:tlONE TATTICA DELLA 'l'ANTERIA

601

Il regolamento Ì1on contenendo alcuna prescrizione, al riguardo, potrà verificarsi : a) che qualche capita:10 non fari alcnna considerazione, con danno evidente dell'ammaestramento della sua compagnia e spe(\ialrnente dei suoi graduati, perchè così operando non riuscirà a far conoscere il suo modo di giudicare e di agire dalla quale conoscenza ha essenzialmente origine lo spirito di iniziativa che il regoìamento vuole sviluppato in tutti i gradi; · b) che anche svolgendo tutte le considerazioni che si credono utili all'ammaestramento della rispettiva compagnia,, stante la. mancanza di norme regolamentari, non sarà raro il caso di divagazioni eccessive, non senza tacere che quella iniziativa potrebbe incontrare ostacolo nei comandanti superiori. Quanto ho e::;posto circa la formazione della catena, per analogia, è applicabile a tutti gli atti che la compagnia deve compiere ed anche alla scelta della posizione per il sostegno. · Forse il compilatore del regolamento, per lasciar campo ai comandanti di reggimento, di battagiione e di compagnia di spiegare nel modo più conforme all'indole e alle qu~lità personali di ciascuno le loro qualitù, e capacità militari, non hf1 creduto di entrare astrattamente in particolari com, plessi che acquistano forma concreta solo quando dalla teoria si passa alla pratica. Ri{iettendo che, anche in passato, le esercitazioni di compagnia applicate al terreno, al pari di quelle dei reparti s~1periori, generalmente non si svolgevano in modo razio, na,le, se non costituivano una effettiva perdita di tempo, io so1~0 convinto che ciò proveniva dalla mancanza di norme al riguardo, ond'è che io ritengo, non s-olo conveniente, in.a indisp3nsabile che siano intercalate nél testo del regolamento. Esse dovrebbero indicare: 1° Qua.lità, e ampiezza della località per svolgere gli esercizi cli compagma;


602

IL NUOVO REGOI.A!IIENTO D'ESERCIZI

2° Criteri .di base per utilizzare i vari ostacoli del terr eno; 3° Spiegazioni da tarsi dal capitano cioè: scopo dell'esercitazione, descrizione e valutazione deo:li . o .accidenti· .del . terreno, e modo di utilizzarli, determinazioni sue e ~tti-da eseguirsi dai singoli plotoni ; 4° Modalità di esecuzione degli esercizi ~ qontegno del capitano r elativamente alle osservazioni e correzioni che fossero del caso; 5° ·Considerazioni e osser vazioni da farsi dopo l'esecuzione di ogni esercizio, indicando il luogo, il momento e come debbono essere svolte. Non si dovrà omettere altresì di prescrivere che, affine di moltiplicare gli ostacoli da utilizzarsi, si debba, sovente ca~biare localitit di manovra. Solo quando il capitano giudicherà avere la sua compagnia raggiunto il voluto grado d' istruzione si potrà limitare a far compiere quegli esercizi che avrà in animo ,di svolgere, facendo solo conoscere a i capi plotone lo scopo dell'esercitazione, l'andamento e l'ampiezza della fronte da prendersi, il trat to della posizione nemica da afii'ontare e la direzione di marcia da seguire, e ciò per la ragione . che questi esercizi acqn:istano in questo periodo il earattere di applicazione delle regole e massime imparate, nel primo periodo, il cui carattere sarebbe essenzialmente teorico-pratico. · · Al penultimo alinea del numero 148 del . testo è detto che « la compagnia inquadrata in un battaglione che debba « svolgere un'azione intensa, occupa una fronte còrrispoi1« dente circa _ad una volta e mezza la sua fronte in linea », e subito dopo aggiunge che « nelle esercitazioni è in ere. ' o « nere conveniente di non scostarsi sensibilmente da questa « fronte ». · Con tale criterio~di massima è tolto il dubbio che si nutrì generalmente in passato ci~·ca la ampiezza della fronte dipendentemente dalla forza clella compagnia. Soventi volte difatti si vide nelle esercitazioni compagnie della forza di appena 70 uomini adottare una fronte

E L' ISTRUZIONE TATTICA DEU,A FANTERIA

603

c~e appena s! poteva prestare per una compagnia della forza d1 guerre. La soverchia tendenza nelle esercitazioni di pace ad esagerara la fronte e a svolgere azioni prive di efficacia, perchè mancanti di intensità., esige che il comandante la compagni_a port~ speciale attenzione su questo particolare e perciò vorrei che 11 regolamento facesse obbligo a l capitano di far constatare volta per volta alla sua compagnia la relazione ~he p~ssa fr~ la fronte della catena e quella della compagnia m ord1~e cluuso, accennando sempre le ragioni, ogni qual volta s1 dovesse scostare dai criteri di massima accennati dianzi. In terreno_ coperto, il regola.mento molto opportunamente prescnve che, nell'eseguire lo schieramento e la successiva marcia avanti, la compagnia debba farsi precedere da qualche p~ttuglia, ma non fa conoscere la forza, la distanza a cui si devono spingere e il modo di funzionare. Mi pare che se qualche cenno di norma si fosse intercalata e con esso qualche cosa altresì circa le considerazioni ~ osservazioni da svolgersi prima di staccare le pattucrlie e dopo l' . . b eserc1taz1one per ammaestrare i suoi graduati, anche sotto -questo aspetto il buon andamento degli esercizi e l' istru• ,zione ''della compagnia ne riceverebbe giovamento. Nel parlare degli esercizi del plotone ho detto che in oani compagnia è possibile avere forza sufficiente per formar: il reparto manovrante e il drappello di spettatori. Stante l'esiguità. della forza disponibile delle co.mpagnie in tempo di -pace,_ ~1_te:1eudo utile avere gli spettatori anche in questi · eserc1z1 s1. potre~be prescrivere ·che, mentre una compagnia opera, un-altra nmanga spettatrice sotto la direzione del proprio capitano. Le due compagnie dovrebbero alternarsi néllo svolgere gli esercizi. . Quando poi, in seguito al congedamento della classe an- · z~ana, si dovesse~o riunire più compagnie per formarne una di manovra gli spettatori potrebbero costituirsi daal{ ufficiali e ~ai . ~racluati di truppa che non hanno impie;o nella, compagnw, d1 manovra distinti in dne drappelli, uno di uf-


E r .'1STRUZION8 TATT I CA ,11E1.l,A FA:,iTJ.::t:I ,\

1

60!

JL NUOVO RE<;Or.AMENTO D E Sl1.RCIZl

ficiali, l'altro di graduati di truppa, i primi dovrebbero star~ sotto la direzione del comandante del battaglione, .i secondi sotto quella di un capitano. In questo caso le considerazioni finali dovrebbero essere svolte dal comandante del battaglione.

Istruzioni di battaglione. .

Quanto ho esposto per l'istruzione di compagnia è applicabile altresì a quella dei battaglione, coll'avvertenza che stante l'estensione di questo, non potendo il maggiore vedere e provvedere sempre a tutto, è necessario che fra lui e i comandanti in sott' ordine esista quella intelligenza continua atta ad impedire i malintesi e la titubanza nel- · l'operare. L'eseguire in piazza d'armi esercizi di battaglione in ordine sparso, a mio credere, è un contro senso, un perdere il tempo, già scarso, con detrimento dell' istruzione. degli ufficiali pei quali più specialmente si fanno. La scelta della località di manovra acquista in questi eser cizi un'importanza grandissima e pur troppo le condizioni dei terreni in prossimità dei centri di guarnigione formano l'ostacolo principale al razionale sviluppo di essi. Molte volte, per trovare il terreno opportuno sarà, necessario percorrere parecchi chilometri di distanza. Piuttosto che fare l'istruzione in un terreno poco adatto, nel quale si finisce per falsare il criterio della manovra, mi pare sia preferibile sacrificare unlt parte del tempo n~l per~ correre le distanze e limitarsi magari ed eseguire ogm volta un solo esercizio. Io sono persuaso che val meglio una esercitazione fatta bene anzichè due svolte in terreno difettoso, do;ve si fosse costretti a ricorrere a continue supposizioni. Le località per la manovra dovrebbero essere cercate ed esaminate bene dal maggiore pri!}1a di risolversi a condurvi il battaglione. Egli perciò, quando non è impedito da altre

"I

I

I f I

(i05

occupazioni, dovrebbe recarsi .sulla località prescelta col suo ai.ùtante maggiore e là st,abilire il genere cli esercitazione cl.a· farsi e concretare le disposizioni da dare e gli atti da compiere. . . In tal guisa quando vi condurrà il battaglione egli non avrà e;he. ·da spiegare ai suoi dipendenti quanto )la in animò di i;ompiere, cli dare le conseguenti disposizioni e cli invigilare all'esecuzione ·della, manovra. L'esame critico al termine dell'esercitazione acquista pure ·un.' importanza maggiore e dovrebbe essere· argom1:1nto di speciale c~m. del maggiore. Cominciando dal primo schie1:aniento del battaglione il comandante dovrà richiamare l'attenzione degli ufficiali: a) sulla distanza della posizione del nemico nel momento in cui si forma l'avanschiera; b) sulla quantità di trnppe mandate in avanschiern e sulla loro distribuzione; e) sulla estensione della fronte, sul collegamento delle varie unità in avanschiera fra di loro e colle altre truppe .attigue; d) sulla forza, posizione e fornutzione del grosso e sulla . relazio11e cli esso colle truppe in avanschiera. Nel compiere gli atti di còmbattimento pm· procedere , all'attacco della supposta posizione nemica 1a sua attenzione sarà rivolta: a) al modo di avanzarsi dell'ava.nschien1; b) a quello del grosso; e) al momento in cui i sostegni rinforz<3ranno la caÙna e alle modalità cli esecuzione; _ cl) al momento in cui anche il grosso raggiungerà la catena e alla sua formazione. .Trattandosi di a,zioue difensiva dovrà essere argomento · di specia~e osservazione: a) la conformazione topografica della posizione da di- · fendere ·e il suo valore militare; . · b) gli obblighi che sono imposti alla difesa dipendentemente dai modi di att,acco dm potrà adotfa1'e il nemico; ·39 -

Alò'.'i<) XXXl'II, \'Cli.. Il.

"


, 606

IL NUOVO RE.GOl, A~lENTO D'ESEitCIZJ

6ùì

E L' ISTRUZIONE T,1TTJCA DE ~LA FA!>T Ell!A

e) lo schieramento del battaglion~, pel quale dovrà far notare: 1° l'ampiezza della fronte e il suo andamento; 2" la forza, distribuzione e disposizione delle truppe d'avanschiera ; 3'' i\ posto occupato dal grosso e )a sua formazione; 49 il collegamento coi reparti attigui, o la protezione dei .fianchi, se trattasi di un ba,ttaglione di ala; _ dl il contegno del battaglione nei vari modi d'attacèo prescelti dal nemico. -IL combattimento purar;i.ente difensivo dovendosi proscrivere dall'istruziono del battaglione, e, dovendosi sviluppare, anche stando sulla difensiva, l'abitudine ad agire controffensiva,mente, · il maggiore, caso per caso, dovrà indicare le modalità di esecuzione per il passaggio dalla difensiva alla controffensiva. Si ca.pisce: che la mancanza di un partito contrapposto, il quale coi suoi atti imponga alla difesa la condotta da tenere, rende questa parte dell'istruzione difficile ed anche imperfetta; comunque sia è bene di farlo sempre, motivarrdo il cambiamento di a ttitndin~ con opportune supposizioni, affine di fa1: scomparire gradatamente la tendenza a rimanere passtvamente sulla difensiva. Espostò pertanto il suo giudizio sulla situazione e i suoi intendimenti per l'esecuzione dell'esercitazione, il maggiore dà i suoi ordini e fa cominciare la ma,novra. Durante il suo svolgimento, egli dovrà osservare: a) se le compagnie d'avanschiera operano concordemente e se la loro azione è sempre in relazione alle inten.zioni del_ com'a ndan te del battaglio;1e; b) se l'attenzio~e pratica dell'esercizio metta per avventura in evidenza qualche difetto nelle prime disposizioni e q_u ali modificazioni convenga adottare. In base alle sue osservazioni, ultimato l'esercizio, il maggiore dovrebbe riunire subito sul sito tutti gli ufficiali, affine di esporre loro quelle osservazioni e quelle considerazioni che crederà del caso, per rendere l'istruzione più

]H·o.ficua. Nel caso cli gravi errori, sarebbe opportuno far .:ripet~re resercizio. Gli esercizi del battaglione, avendo essenzialmente per iscopo l'istruzione degli ufficiali, e siccome le località opportune per farli sono scarse, in ogni reggimento, anzichè ·formare tre .meschini battaglioni, io preferirei che si facesse -normalmente un battaglione con tutta la forza disponibile ..comandato successivt,mente ora di soli ufficiali del primo, ora da quelli del second o ed ora da quelli del t erzo bat·taglione. In tai modo, mentre si abituano gli ufn.ciali a comandare reparti che si scostino il meno possibile dalla forza -di guerra, si avrà un certo numero . di ufficiali, che, assistendo come spettatori, potrebbero far tesoro di quelle con--siderazioni che il comandante del reggimento o chi per esso ·farebbò durante l'esecuzione dell'esercizio. In questo caso il colonnello, ed in sna a.ssenza l'uftìciale più elevato in grado, dovrebbe fare le osservazioni e con:Siderazioni finali a. tutti gli ufhciali del reggimento. ( Continita).

L. G.ù :Il a g !}

I

r I

i,,.,.,,_


QUES1'10Nl RELATIVE ALLA EDUCAZIONE, ECC..

~UE~TIONI R~tATIVE AUA EDUCHION~: ED ALLA COLTURA MILITARE DEGLI UFFICIALI {Con1inuazione e fine}

Il souotenente di fanteria esce dalla scuola militare di Modena,. o dalla scuola· dei sotLùfficiali di Caserta. L'esistenzà di quest'ultima deriva dal falto che nell'esercito il.a.;., liano un terzo dei posti disponibili nel grado di sottotenente è riservato per legge ai souufliciali, ciò che obbliga a scegliere annualmente ed ammettere acl un corso biennale d'istruzione, un numero considerevole di giovani tratti dalle file dell'esercito, in mezzo alle quali sì sono venuti man mano segnalando per molli requisiti, e segnatnmente per buona condowi, e per aver dnto prova di possedere una discreta coltura. Disgraziatamente, il livello di questa collura è in generale cosi basso, che nella m:1ggior pari.e dei cosi il fortunato esito degli esami, è dovuto più all'indulgenza delle commissioni esaminotrici che al merito personale dei candidati. Ne consegue, che per quanti· sforzi sì facciano .in seguito dagli insegnanti durante il corso biennale di qnes!a scuola, il livello di coltura degli allievi non s' innalza per solito che ad un limite medio, che ·non risponde certa-mente a tulle le ésigenze di una posizione tanto onorifica qual'ù, quel la del!' ulììciale nel!'esercito permanente.

609

Per l'ammissionè alla· scuola ~i Modena invece, si richiede ai ~andidati un livellò 'di coltura alquanto superiore a quello dei sot · .- tuffi ci al i della scuola di Caserta. A Modena, sono ammessi gli allievi del 5° anno dei collegi militari , e quei giovani borghesi che per titoli o per concorso ,d1esnmi 1:isultano idonei. Il cor:;o degli studi è attualmente biennale anche in questa scuoi~. ed i sottotenenti che ne escono in età giovanissima sono destinati a cop1'·ire i due terzi <lei posti disponibili nelle armi di fanteria e di cavalleria. La scuola di Modena è quindi il maggior vivaio d'uf!ìciali che possieda l'e::;ercito, ed è perciò che Lutti gli amministratori della guerra sono stati per essa sempre larthi di cure. Ma pur troppo un'_alterna vicenda di corsi regolari ed irregolari , di corsi ~riennali' ,e bi.enn ali ed un continuo cambiamento .d'indirizzo, hanno fatalmente pesato su questa scuola dalle sue origini sino a questi ultimi ,tempi, e parmi a:;sai lungo il cammino che essa dovril ancora per-correre prima di r11;.rniungere lo scopo pel qual13 è stata istituita. Gli elementi buoni che essa riceve sono pochi, molti i mediocri; ,ed è accertato che la maggior parte dei primi è rappresentala qa . giovan,i borghesi amme5·si per titoli o per concorso d'e:;ami, mentre 0 !)a minor parte è rappresentala dagli allievi del '> anno dei collegi. Nè questo arrecherà meraviglia per poco che :;i riflett.a. alla difficoltà di trarre un buon partii.o da giovaneui fatti entrare in èollegio a 12 anni, eta nella rruale non è possibile di formnr5i un'idea del loro carattere, delle loro tendenze (i siche, intellettuali e morali, per. indirizzarli ine,orabilmente ad una carriera che la mnggior ,parte di essi sarà costretta a seguire, voglia o non voglia, inquant9chè appartiene a famiglie che per titoli di benemerenza hanno ot- , \tenuto dei posti di fovore nel collegio, dei quali si sono valse per dare ai loro figli una po,izione ri,peuabile in società nel minor · tempo e col minore dispendio possibile. Di questi giovanetti poi, il lìor fiore è destinato all'accademia militare di -Torino, uon mai alla scuola di Modena, la quale raccoglie la massR accontentandosi di riceverla com' e, senza discussio·ne di sorta. La stretta cerchia. dei programmi in cui rimangono circoscritte 1


610

QUES.TIONI RELATIVE ALi,A EDUCAZIONE:

F~D ,\f,LÀ COLT URA Mlf,ITARE DE GLI lWF'!ClALl

-

le idee e la quasi completa .,segregazione dall'ambiente sociale, limita I.e facoltà intellettuali di questi giovani, il rigor~ della disciplina mil it:.ire applicata senza tanti riguardi, ingenera nel loro animo, ancora inadatto a comprenderla, una specie di collera sorda ed uno· spirito di rivolta, che si risolvono in un'avversioue alla vita militare, che questi giovanetti confondono colla vita del collegio. Essi p_ortano a.dunque alla scuola di Modena un contingente di1:emo così di piccoli blasés, poco istruiti, molto ·indolenti, pmttosto, viziosi , e tutt'altro che disciplinati. La libertà relativa di cui ;odono alla scuola di Modena, ed ili trattamento più serio e più adegualo alla loro età, influisce beneficamente sull'animo loro, migliorandoli senza dubbio, ma· non ah p.unto da potersene rip:-omettere degli ottimi risultati. La impossibilità inoltre di giudicare del loro sviluppo fisico du-· rante l'aèlolescenza, induce a ritardare d'anno in anno il <')oiudizio, relativo nlle loro condizioni fisiche sin,) all'epoca d~l loro passaggio, alla scuola di Modena, ove per solito vengono ammessi anche. se d1° statura affatto insul'ficiente, in omaggio al diritto d'ammissione che hanno acquisito con cinque anni di corso nel collegio. E così alcuni di questi giovanetti escono sottotenenti verso i ,f 9' anni e raggiungono i reggimenti , a cui si presentano con delle faccesparute, e delle stature e delle compless'oni così meschine, da in-· generare un senso di pietà piuttosto che di ammirazione, tanto ne~ reg 6 imentQ che li riceve quanto nel pubblico che li osserva. I giovani borghesi ammessi alla scuola di Modena, o per tito li oper . concorso d'esame, sono per soliLo. provenienti dai licei o daal~ o istituti tecnici, e si trovano generalmente in condizioni intellellual~ morali e ftsiche di gran lunga superiori a quelle degli allievi dei. collegi militari. TuLtavia anch'essi lasciano alquanto a desiderare, poichè, fatte le debit~ eccezioni, si può a[ermare con sicurezza che molli fra questi giovani abbracciano la carriera delle armi unicamente perchèe_ssa pennelle loro di formarsi una posizione attraente in brevissimo tempo e con pot:a fatica, ed è innegabile che un simile torna-· conto è più atto ad allettare i peggiori cbe non i migliori fra ~li, studenti di liceo o d'istituto tecnico.

(j,11

-I<

...

**

Ora,· drito un reclutamento CO!iÌ difetto:-;o, ed 9n limite di tempo tosì ristretto com'è quello di due anni di ' corw, rimane pienamente 'dimostrata la impossihiliti1 in cni trovasi la scuola di Modena di f'o rnire ai gio v.ani ufliciali che debbono raggiun~ere i reggin'lent.i , una saldh base ài coltura e d'educazione, poggiata sopra principi fondamentali pienamente compresi e fortemenle radicati nell'animo loro. Se. ne può concludere adunque, che la preparazione dell'ufficiale di fanteria nella scuola, è affal.lo in sufficiente; vediamo ora se il suo sviluppo si·a tale da riempire le lacune lasc.iate nella sua prima educazione, ~

* * li, re•rcrimento c1uesta sc~nola cl':.n mi e di militari discipline, è DC, ' veramente una scuola per· tutti coloro che hanno l'onore di appartenergli ? Distinguiamo: il reggimento è una scuola in tutta l'estensione del termine per uno solo dei due elementi di cui è costituito: 1!1-~ruppa, non lo è affallo per i'altro , che è il piìt importante : gli uf'ficìall. Non lo è affatto, inquantoGhè al solda to s'insegna Lulto nel 1:eg_gimento, all'ufficiale nllDn s'insegna nulla. -._ Quello che impara, lo impara da sè; p()ichè nessuno frn. i suoi supei·iori trova mai il tempo per dedicarsi coscienziosamente allo sviluppo della sua educazione e della sua coltura, Al ,reggi111ento, l'ufficiale serve, ec.co tutto, Eppure l'idea che il reggimento dev'essere una scuola continua e costante -per l'ui'iir.iale è fnori di dubbio che il legislatore l'ha eo-ncepita e l'ha tradolla in una prescrizione regolamentare, n~lla quale è detto che annualmente, e soprattutto nel periodo invernale, debbono aver luogo nei reggimenti e nei presidi delle. conferenze, i:ielle quali l'istruzione dell'officiale deve trovare un incremento <li .sviluppo; modesto se vogliamo, ma cost:i nte e progressivo.

'-.

r


.. 612

QUESTIONI RELATIVFJ ALLA EDUCAZIONE •

ED ALLA COLTURA .M)LlTARE DEGU · UFFICIALI

6.13

,-

· E qu_este conferenze si tengono, non v'ha dubbio ; perchè dunque esse non conseguono affatto lo scopo, anzi lungi dall'arrecare un vantaggio, sembrano falle apposta per arrecare del danno '? Per la semplice ragione che una conferenza, intesa come pur troppo bisogna dire che la intendiamo noi militari, o consiste semplicemente nell'arida lettura di un regola.mento o consiste in uno studi0 fatto da un ul'fi~iale, ed esposto ai colleghi del reggimento o del presidio. · Nel primo caso, la conferenza è per lo meno inopportuna essendo evidente l'a inutilità di leggere un r~golamento a persone che hanno giiL rohhligo di conoscerlo in Lutti i suoi particolari, perchi~ contiene le norme relative al disimp·egno delle loro fum}oni. Una lettura aridìÌ di un art.icolo dopo l'altro, seuza un commento, senza un'illustrazione, come ~e gli articoli del regoli1men to fossero stati creati di punto in bianc() per mero capricc io di un legislatore qualsias i, non solo è inutile, ma è dannosa, inquantochè _amme'ue implicitamente l'idea che ove non fosse cos'tretto ad ascol · tare la lettura dei regolamenti l'ufficiale li metterebbe assolutamente iri non cale, ed i suoi st1perion non saprebbero trovare l'energia st1flicient~ per imporgliene la conoscenza. · lJ na delle due: o tenere delle vere confe1:enze sui regolamenti, addentrandosi nello spirito che li informa, allo scopo di farli apparire nella loro vera essenza, che consiste nella sintesi ·di tutte le evolu1.ioni del pensiero militare prodotte dallo studio, dall'osservazipne e dall'esperienza, ed allora le conferenze appartengono ad un orçline d'idee elevato e perfettamente in ,armonia collo scopo da rap-giungersi, vale a dire l'innalzamento della coltura e deil'edttca.: zione mil'itare dell'u(lìciàle; o rinunciare a quest'ardu,J compito e limitarsi ad imporre all'ufficiale l'obbligo d'imparare 'i dettami re· golamentari senza discuterli. Nel secondo caso , vale a dire quando si tratta di uno studio fatto da un ufficiale ed esposto a suoi -colleghi del reggirnentò o del presidio, la conferenza, o è il frutto d'una copiatura più o meno felice " brani d'autore, 1·a qual cosa -accade specialmente quando le di vari conferenze sono imposte per ordine , sliperiore e debbono essere scritte e consegnate per un'epoca prestabilita, oppure la conferenza ·_,....

çun$isle in uno studio fatto realmente e seriamente da nn ufficiale che si è ·proposto uno scopo vero e reale nell'intraprenderlo. Se iI lavoro non è che una copiatura di vari brani d'autore-, e ,questo accade nella maggioranza dei çasi, rie risulta, che, lungi dal· l'essere proficuo per chi l'ha fatto· e pet· chi l'ascolta, riesce di danno gravissimo al ~entimento morale, poichè s'ingenera. nell'ufl'ufficiale Ht meschina idea della facilità di gabhare colleghi e su- ' peri ori , gettando loro della polvere negli occhi. Se la conferenza è uno studio serio, ess·a ha spesse v91le il di, . ' fetto di trai.lare d'argoment.i che richiedei·ebbero una conl'enierite preparazione nell'uditorio per essere intesi con profitto. Ba,ramente insomma, si ha occasione d'ascoltare la lettura d'un ,lavòretto modesto. rignardanle il nostro mestiere, e che pur elevandosi qu~ e là nei concetti, laséi in mente qualche cosa che possa ·servire a qualcheduno.

lJa questo stato di cose non !)UÒ consegilire che una crescent.e ins~fficenza di coltura negli ufficia·li ed una prova indiscutil.J'ile di questo ci è fornita dalla resistenza che evidentemente incontra \o · spirito d'iniziativa individuale a penetrare nell'ambiente dei nO$ll'i reggimenti di fanteria . . E nel fatlo è un periodo di crisi quello che nt)i auraversiamo at~ualmentc, un periodo di transizione nel qnale ferve ancora la lotta Jra i due sistemi d'accentramento cioè e di di5centramento delle v~rie funzioni del comando. Il pri!'Ilo sistema negazione assolutct di vita vera, perchè, lungi dal coordinare e dirigere l'azione propria delle varie parti dell'organismo, le neutralizza, col· sostituire ad e,,:;e un':izione unica, cen-: -trale, che ·1e fa vivere di una vita rille$:;a , automatica , iriconsciente, , dalla quale deriva per gl'inferiori il danno gravi_ssi·mo della a/bitudine di declinare sempre ogni re.sponsabilitit attendendo ordini in l°'ogo d'agire, e per i superiori la impo1sibilità di riconoscere, ed apprezznre le qualità dei loro dipendenti e quindi cli servi rsene nel miglior modo possibile al momento del bisogno. Il secondo sistema, che è.il più rnzionale, il più adatto allo svi-

~


' 614

ED ALl, A COL'l'URA ~l!LITAUE DEGLI vFFlC IAl,l

QUESTIONI -RELATIVE A.LLA EDUCAZIONE

lnppo delle energie individuali , senza pregiudizio dell'azione sintetica e coordinatrice dei cori1andi è il sistema dirò così nuovo, perchè esso non è per ora .rappresentato ufficialmente che da.Ile avven enze del regolamento provvisorio <l'esercizi per la fanteria (,I) . Questo rrgolame11to ba segnalo un passo gigantesco, nna riforinn radicale del pensiero nel campo dell'istruziont> e dell'educazione militare, perchè impone l'osservànza di un principiò tutt'allro che nno,'o, st} si. vuole, anzi vecchio- come gli esercii i·, ma purtroppo abbando:1:ito del tempo. che ogni grado cic,ti, deve avere intera ed as,olula una respon$abi!i1 à propria. Senonch è ispirandosi al conccuo che, nei limi ti della propria ·sfera d'azione, o~ni comandante di riparto debba pensare ed ,1µ,ire a modo suo, senza esser disturbato da indebite ingerenze per parte di chicches-,ia, i compilatori del ni1ovo regolamento sono partiti Jal p1:incipio che in ogni coman dant e di repnrt.o f'si,; ta una. per;;onali1à c;1pace di pensare ed agire secondo un criLerio proprio formato col1'.esperienza e col la ril1essione. Orbene . si vada in piazz.1 d'armi, si vada alle· taniche, ;;i vada all' istruzione delle recl ute e si vedrà che, su per giù, tuni fanno le stesse cose; :--ia perchè, a scanso d'equil'oci, i comandanti di corpo ]1anno espresso in precedenza il lor.:. parere, che 1)0, scois dire fl stato dato o è stato preso almeno come un ordine, sia , e soprallutlÒ, perchè la manr,auza d'in iziativa che abbi:1mo avuta sempre, e la poca fiducia nelle ri sorse individuali di ogni sin~olo coma nrlaute di reparto, non ha permes,w a ti.lite le intelligenze di formarsi dei criteri propri, indipentlen ti dai crit~ri altrui. Quindi, anche lasci:tt.a libera di fare, la niag~ior parte dei comandanti fa quell o che ha sempre fatto, col la sola differenza che prin1a il da far:;i era deuagli 1 tamente pre;;aìtto, ed ora invece è lasciato alla responsabilità individuale. Ne consegue che l'nppl icazione del rego lamento attraver,a, come hò detto, un period'Q di crisi , e non diverrit realmente vera se non quando tulli saranòo in grad o di comprenderne lo spirito, vale a dire I'

(il Questo regolamento p ro vvborio è gi;'t sta to so.,tituito <l,t un rego lamento rleliniti vo ma il principio ciel rispetto ftlle attril)nzioni r!ei vari gra,ii ·de lla gerarch ia imposta dal regolamento prov visorio dovrà co:1tinuare ad in[orm,inl la condotta ilei gòli comandan Li d i reparto .

s 111 -

l

615

_' quando il livello della colturà si s:1rà. Lalm ente elevato negli u['fic;iali, .- da ispirar loro una saldà fiducia nelle risorse del proprio intelletto e delle proprie cognizioni personali, come pure nell'intelletto e nelle cognizioni perwnali dei loro dipendenti. Urge .adunque una riforma, poichè, al giorno d'oggi , gli eserciti debbono rnppresentare l'intera forza viva delle nazioni, dipendendo dalla sorle di quelli l'avven ire di queste,. e quindi è neces,aric, che a cost:toire gli eserciti concorrano tutli i mezzi di cui di,;pon e un paese, mezzi intendo e mater;ali e morali. , Nun·basta che una nazione dia per l'esercito una gran porte delle sue rendite; occorre clte gli faccia parte delle sue migliori ,in telligenze e gli dia il più gran numero possibile delle sue hraccin. E, nel .caso nostro, per fornire ([Ueste intelligenze per provvedere cioè ad un eccellente reclutamento di quadri per la fanteria , occorrerebbe un:1 riforma pronta e radicale dell'attuale si,;tema, ed i seguenti copi· saldi doHebbero , a pare r mio, formarne la Lase: 1° Dare all'eserc ito una legge ·sull'avanzamento che assicuri - una carriera medin, abbastanza soddisfacente per la mnggior p:irte dei quadri, ed una carriera media relativamente rapida per quèlla pa:·te di essi che dia ·prova d'eccellere per qualità di carat,teree per elevatez?.a d'ingegno. ' - 2° Abolire i collegi rniiilari ed ammet.tere al la scuola di }lodena-s,>11.n.nto quei giovani borghe3i, che abb iano ottenuto alm eno la licenza lir;eale, o quella d'istituto tecnico, o che per concorso di ,e:;ami equipollenti a quelli sostenuti per ollenere 1' una o l'altra di dette li cenze, risult,ino idonei . 3° Elevare il limite minimo di statiira degli ammillendi mollo al disopra di quelh stabilito pt3r il soUato di ra nt.eriiL . 4- 0 Ri stabilire il corso triennale alla Sl~uola di }Iodena e renderne gratuita l'ammissione. ·. 5~ Togli.era ai. sottufficiali il diritto di concorrere per un terzo ' a, _po_sti di sottotenente nelle armi di linea, facendoli rientrare nel diritto coq1une d'ammis:,;ione per titoli o per esami ;dia scuo la di Modena, e restringere la miss ione della scuola di Caserta a formare gli ufficiali del commissariato e del corpo contabile. . Con una simile riforma non v'ha dubbio che il reclulamenlo dei qua_dri migl iorerebbe grandemente, e che la po~sibilitit di gettar0 •

_

1


616

QUEST~ONI HELAT iVE ALLA EDUCAZIONE

ED ALLA COLTURA lll l LlTARE DE GLI UFFICI ALI

nella scuola di Modena delle solide fondamenta di educazione e di coltura militare $arebbe grandemente acéresciut:1 p~r il concorso di nuovi e polenti fattori, quali sarebbero il maggior tempo disponibi le, la maggi01e istruzione dei giovani ammessi e la loro buona volontà di riuscire che sarebbe naturale conseguenza, dell' es- . sersi; in età atta al completo raziocinio, liberamente dedicat.i alla professione delle armi.

"

+. ·t

o ·uar~do av-remo fatto il primo passo, sarà facile il secondo; mi gliorata cioè la preparazione dell'a lliev.o nella scuola, sarit facile provvedel'e all'istruzione dell'ufficiale nel reggimento, perchè il continuo af!luire in questo di elementi colti ne renderi1 colto l'ambiente e togliendovi di mezzo quei pregiudizi che attualmente si oppongono al suo miglioramento intellettuale, facili terà l'applicazione di tutte quelle riforme che varranno a donare al reggimento la sua vera natura , quella cioè di una scuola d'armi e di mili.tari dis~ipline, tanto pel soldato cruanto per l'ufficiale. Intanto p~rò , urge di provvere a che questa coltura incominci a svilupparsi nell'ambiente reggimentale , traendo profitto , pbr ora degli elementi che vi si trovano, prendendoli come sono, senza discutere co·me dovrebbero essere. E facciamo presto, percl{è è ormai tempo che sia imparti.ta agli ufficiali , nei reggimenti, un'istruzione rnzionale che raggi unga lo scopo di perfezionarli sempre più, accrescendo in essi quelle coonizioni che fanno dell'uffìcial·e un nomo d'armi superiore di nome ; di fatto agli uom ini che dipendono dal suo cornaii'do. Attualmente si lascia che questa isLrnzione, l'ufficiale se la procnri da sè, poichè lutto l' interessamento dei suo superiori a Cft\esto riguardo si rùanifesla coll'apporre sul suo ,specchio caratteristico que~l.a laconica annotazione : Cerca, o non cerca, d'accrescere lr proprie cognizioni .. Non ~ forse questa l'espressione di un'indifferenza eretta a sistema·? 'No, no, abbiamo il diritto di pretendere che l'ufficiale accrnsca le sue cognizioni ed i sllp!ffÌori, suoi maéstri natural i, debbo.no pro-:

t

617

curargli il tempo ed i mezzi, debbono ammaestrarlo e adoperarsi in tutti i mo.di, aflìnchè eg li tragga profitto dai loro ammaestramenti; poichè è bene rammentare che, .,e nelle scuole civili il maestro non ba altro ·compito che quello d'insegnare e non è affar suo il costrin. gere gli allievi allo studio, non è così nella professione dell~ armi, poiehè in es~a gli inferiori hanno da essere istrniti dai loro superiori, i quali rispondono di fronte al paese del frutto che potranno dare tutti gli elementi che con tanto sagrifizi~ s'affidano all e loro cure perchè siano trasformati in validi strumenti di difesa . . Ed è.strano che nei reggimenti si senta questa responsabilita ·e ci si ndoperi tanto a sostenerla, ma ~o lo per ciò che si riferisce al- ' 1ielemento soldnto, mentre la si trascura, anzi non la si sente affatto per cio che ri;.;uarda l'elemento n(/icia.li. Lasciamo da banda l'ufficiale superiorè e, se si vuole, anche il capi tano, mà è una ben strana id-ea quella di considerare un subalterno, un ragazzo fra i ·18 e i 22 anui, come un uomo fatto di mente e di caral.tere, come un uomo esperimentato, un conoscitore del suo mestiere, dei suoi obblighi e dei sùoi diritti. Eppure è così; il soùot.enente arriva al reggimento, è assegnato ad una compagnia, presso la quale pre~ta servizio prendendo subito il s.uo turno, e cominciando la sua rc,utine di mestiere, e così co·l!lmelLendo i soliti eiTo ri, le solite sciocchezze, percorre la sua strada senza che. nessuno si prenda sulla coscienza la sua istruzione e la sua educazione nii litare. Chi ha le spalline, dell'i:;truzione ne ha avuta, e deve sapersi regol1.1re da sè; ecco quello c.he si pensa. Non v'ha dubbio che un simile pe1isiero va lasci11to da banda; la solidità del nostro organismo non può dipendere che dall'unione degli . sforzi concorrenti ad uno scopo unico, e perciò i·I colJeoa ed 11 superiore più colto o più intelligente, deve al collega e all 'inferiore 1!!-eno collo e meno intell igente tutto il suo appoggio . · Ora, non si può cer_tamente pretendere che un uomo si adoperi s~nza compenso alcuno e per semplice spiri to d'abnegazione a(l'innalzamento del prossimo suo; un compenso bisogna darglielo; · bi~ogna bene che si apra il campo all'attività dei migliori allettandoli eol provveiere in un modo razionale al migliornmer.to delia loro carriera. ~


6·18

ED ALLA CULTURA ll[L!TARE DEGLI UFFI.CIAÙ

QUEST IONI RELATIVE . AL LA EDUCAZIONE

619

carica più di 3 anni. E in fin e dei conti, gli uffici~lì superiori, provengano o non provengano dalla scuola di nauerra o dallo. stato . maggiore, debbono assolutamente essere in grad o di amrnaeslrare i loro dipend enti in Lutto e per tutto. Del resto, è sufficieme-r.he in ogni reggimento ci siano due o tre ufficiali superiori o capitani, abbastanza colti e volenterosi, e :il giorno d'oggi. grazie a Dio, ci 5ono e si può affermare. che c~ ne sono nnche di più. . 'In quanto alla difficoltà di concili~re le esigenze del sel'\' izio con una certa libertà che converrebbe di accordare atrii ufficiali non v'ha dubbio che la questione camb ia d'aspetto. " Non si tratla piu d'individui , si tratta d'un sistema che naturalmente bisognereb be cambiare od almeno modirtcare. Non è cosa impossibile però, e basterebbe, a parer mio, che il regolamento di servizi o interno ammettesse che ne! periodo invernale, dal conged2mento cioè di una classe sino all'epoca in cni le reclute en trano a far servizio cogli anziani, tutte Id istruzion i esterne e le ~interne fossero falle per bauaglione, eccettuate quelle d~ll e recl ute e degli alli evi istruttori, · .· Si P?t'.·eu.be cosi, in questo Jjerioào di tempo stabilire un turn o d, s~rv1z10 fra gli ufficiali che permellesse di renderne libera la ~ aggjor parte, affinchè potesse attendere a studi stabiliti e regolati tn mo~o razionale. . lii si O$serverà che l'ammettere un simile provvedimento si <l'n ifiche~ebbe rinu~ciare all'ioflnenza costante che· gli ufficiali poss~no es~rcitare sui loro rt>part i coll'allendere in persona a tutte quante le 1~truzioni, e che la fiso nornia prop ria dell e compacrni e . d1e rii l' ' ,, ' ve a,, Qpe~·a spiccatamente individuale dei rispettivi capi . nndrebbe · perduta.

Una legge provvida, li berale, che nssicura una discreta carriera re'ativamente uniforme ai buoni. ed una carriern sufCìcienLemente ra~ida ai ·migli ori, e nt tualment~ allo :-tud io presso gl i uffic i della Camera. (Juesta legge che ammette la limitazione dell'età ed una scelta applicata su di una scala relatiYam ente larga, farà rinascere molte sp-eranze espingerit i giovani uflìci:ili a farsi innanzi. Voglia Iddio che chi l'ha proposta trionfi perchè l'esercito ne ha assolutamente di bisogno. E una rolla stabilito un mezzo per raYVivare l'interesse di lulli, potremo crea re nel reggimento un ambiente educativo per gli urliciali , nel quale prescindendo da qualsia si con siderazione di grado sarà fallo larao campo all'atLività di ognuno e non v'ha dubbio r.he n d , da"li sforzi dei più intelligenti e volenterosi risulterà un oppio ~ ·1 . vantaggio , il migliornm en to cioè di loro stessi da un canto e I m10Jioramento di tutto l'ambiente dall'allro. n E ~he a qnesto si pos~a addiveoire, e presto, io credo possib:le. inquantochè le ragion i che si potrebbero. addurre in contrario: si riduco no e3senzialmente nlle seguenti: ,1° La dil'(icoltà di trovare attual mente in ogni reg~imenlo un certo numero di uflìciali che pos5a assumere l'incarico di ser l'ire da "Uida agi i altri nel l'indirizzo e nella colli vazione degli studi . "2° La diffìcollà di conciliare le esigenze (lei servizio già abbastanza gravose per gli uffi cia li in feriori, con quella libertà relativa che converrebbe di accordar loro afflnchè il tempo non facesse dife1to :1 Ila loro applicazione agli studi. Ora, in quan to agli ufficiali adalli all'insegnamento, adatti a ser,•ire da guida ai loro colleghi od inferiori non v'ha dubbio che nei reggi menti ce ne soni) , La scuola di guerra non è da ieri che è stata r,perta,· e.ssa data dal •1867 e molti sono gli uflì ciali che l'hanno freqnentata. Si potrà contrapporre che la magiior parte di que:,Li non è presente ai corpi, perchè riene impiegala nel disimpegno di fun zioni speciali, Non è vero, gli ufficiali di stato ma ggiore vanno e vengono dai corpi, e gli aiutanti di campo tra i quali molli vengono scelti f~a coloro che h:rnoo freque ntato la scuola di guerra, non durano In

. llispond~rò a quest'obb iezion e, che se gli effettivi delle co mpagnie '? tempo d_i p~ce sono cosi miseri che durante il periodo invernal e :,a~o ~bbl1gat1 a ~ormare d'u~ battaglione una piccola compagnia d un intero reg~1men10 un piccolo b:1t1aglione per poter fare un po' . d'.1,~cuo.la di battaglione o di compagnia o per poter fore un' eserCJtaz.ione d1 ;J o 2° grado e non crediamo per questo che la tiso~omrn .p,·opria delle compagnie vada perduta , non so veder raaione per e01 nrin . s1. te) I I ba formare una compagnia colle forze <li ogni"' sinO

o


62()

E D ALLA COl,TURA Mlf,l'rAlll': DJWT,J UFFJClA Ll

QUESTIONI RELATIVE .4LLA EDUCAZIONE

golo bnuaglione quando si legge il codi ce penale, il regolamP.nlo di disciplina, qun ndo s'insegna la nomenclntura del fu cil e e diciamolo pure. 'a nche quando si impartisc~no quell e interminabili l.ezioni· della scuola di pun1amen10. Durante il periodo invernale non ci sono che le recinte e gli allievi istruttori che possano esigere le cure degli ufficiali; e per le istruzioni delle reclute e degl i allievi istrullori non v'ha dubbio che ogni compagnia deve fare, da sè, unicamente ed assolu1amen1e d[l sè. ~la per ciò che riguarda gli anzian i, i qua;i hanno uno o' duè , anni di servizio, tutte le i:-truzioni invernali non· sono per essi che delle noiose ripetizioni. Non c'è motivo alcuno che queste ripetizioni siano fatte pP.r compagnia , impiegando ..:o3ì tu lli gli 11flìciali io tutte quante le istruzioni Prl operazioni ch e hann o luogo giorn almenie in un reggimento. Quel che si è obbligati a fare in piazza d'armi, nelle marce e nelle eserci1azioni varie, lo si l'accia nelle istruzioni interne; si radunino cioè tutti gli anziani di un battaglione sollo gl i ordini degli ufficial i di una sola compagnia, regolandone il turno a quel modo che più nppari rà convenienLe, e si dispensi no gli altri dall'inlervenire, riunendoli in vece ed occupandol i nello stndio, regolalo e direlto con razionale criterio da coloro che in ogni reggimento verrebbero pre· posti all'insegnamento. · ,Non c'è dubbio che gli ufficiali ne rica,,erebbero maggior profitt9 che non dal passeggiare inoperosi ed annoiati in piazza d'armi o nelle camerate del qnartiere. · Sembrerà un'eresia qu es ta di voler slabilire le istruzioni interne degl i anziani per baLLaglione durnnte "il periodo invernale, senza fare eccezione nemmeno per la scuo la di puntamento che molli ritengono cost;tuisca in fìn dei conti ·1a vera istruzione militare del soldato di fanteria come quella che lo prepara, dicono, a tirar bene al bersagl io. Ebbene, a me pare che la scuola di puntamento fati a come la facciamo, vale a dire con insistenza ma con poca cnra, è di un'utilità molto discutibile, e se ne ha la prova nel fotto che esaminando vari registri di tiro di compagnia, si trova che non v'è migli.oramento

sensibifo nei ri sult,1ti otlenuli dal soldato nel 3° nn no di tiro ri:;petto a quelli ottenu ti nel F anno. Le differe nze che risultano nelle varie lezioni di tiro indiviJnale. 'fra le varie compagnie, rion sono neppure esse moll o sensibili e nel ogni _!llodo sono in gran parte da attribuirsi , sia a.I diverso modo di :lirigcre la scuola del tiro pe;, pai·te degli urlì cia li , per naturale conse.(!uenz;1 della diversitiL dei lol'O cnralleri, si;i. alla \'ariabililit dell e to nrl izioni a1mosl'eriche incont1·atc dai reparti nell a esecuzione del Liro stesso . Anche le differenze talvolt;t enormi d;e si verificano nei ris ulta Li delle varie compagnie al tiro di combatLimento, non ~ono dovute a-d una differente prepar,1zionc dell e I.ruppe nella scuola di puntamenLo, ma lo sono piulloslo :i lla maggiore o minore abiliti\ degli uffic iali nei preparati vi in ereut; alla imme(l iata esecuzione de l tiro, l}bililil, intendo, nel ricorrere ad astuzie che non ::.on sempre lodevol i., Cn concln::ione, io ri1engo che l'influenza vera che gli ullìciali esercitano sull e loro !ruppe non si mani festa. cerlarn cnte in quel le lunghe ore <l'istruzioni interne, in cui si annoia Lerrihilm en1e il s_qldato, vuoi leggendogl i una »equt> la di articol i di regolamento cho bene _spe.,,;o non sono compre:;i nù da lui. nè (lai graduati stessi che lr leggono , vuoi con t. innando per delle ~i re a l'argli dirigere la linea di mira nel segno. Gli ulTìciali prese!}ziano queste islruzioni , partecipando della noia generale e niente altro. Parmi quind i miglior c.onsi~lio che annualmente, dura n!e l'in verno gli ufficiali di una sola compagn ia radnnino nelle camerate tuiti i disponibili del lrnL_Lal,!lione cd impar1isca no loro direllamente, le istruzion i prescritto, dirigano di persona. la scuola di puulamento, ~e vogliono ollenere dei buoni ri su ltali , spieghino essi il règOlmuen t.o rli disciplina .11 ~olòato, gli pnrlino dei suoi doveri e dei suoi diriui, ma gliene pnrlino loro, che saranno sempre più a,col tati e compresi di truel che non a.ccada quando le isLruzioni son fatte da graduali di truppa. E quando verranno impiegai.i per turno , invece di esserlo 1.ntli, cp1esti ufficiali disimpegneranno ie loro :ll°tribuzioni con amore e non presenzieranno lo istrnr.·oni interne limitandosi come fanno H) -

,\X~O XXX\'H, Y•JJ.. Il.

\.


622

ED ALI.A COLTURA MILITARE DEGLI UFFICIALI

QUESTIONI RELA:rlVE ALLA EDUCAZIONE

ora, a qualche interrogazione isolata o qualche considerozi one che lasr,ia spesso il tempo che trova. E non voglio dire con questo che gl i ufficiali dispensai.i dalle istruzioni , abuinno a disinteressarsi complelamente dei loro reparti ; rimane sempre ad essi il comando e l'amministrazione dei reparti ;;tessi, l'istruzione del lo reclute, quella degli all ievi istruttori; ci sono le rivi ste alle armi , al corredo, c'è l'istruzione morale , l'educazione per.5on:de dei sollufficiali, ci sono delle esigenze d'ordine disci plinare pi ù o meno n.ccentuate nelle varie compagnie, c'è insomma un campo aperto all'attività del capitano e degli ufficiali, che anche senza intervenire se mpre e costantemente a tutte le istruzioni interne ed esterne del periodo invernale permeue loro di eserci tare un'influenza pei·sonnle nella educazione dei loro reparti. l)uindi, un danno al costituirsi, dirò così, cli una Cisonom ia individuale nelle singole un ità organiche non potrebbe derivare da qnesta comunanza delle istruzioni interne fotte agli anziani nel periodo invernale. Non nego, che un dato sistema di disciplina si possa cu rare meglio quando si avvicina il so ldato in lutti i momenti della giornata e si può quindi fargli intendere la propria volontà in lntto e per lullo. • Ma questo è vero in marcia, ò vero ai campi, al tiro al bersaglio, all e manovre, è·vero quando si tratta d' istruire la recluta, è vero in tutte le operazioni àel periodo estivo , quando ciòè i repart i-hanno il massi mo della loro fo rza, mn nel periodo invernale è vero f-oltanto per 1·istruzio11 e delle reclute e per una parte del tiro al bersaglio, mentre non v'è dubbio alcuno che lo star sempre fra i piedi del soldato anziano durante il noiosissimo periodo invern:ile porla a raggiungere uno scopo solo, quello cioè di · far perdere all'uflìciale una parte del suo prestigio. Dunque, tornando al primo detto, pochi ufficia li del battaglione doHBbbero essere incaricati delle· istruzioni interne ed esterne degli anziani durante l'inverno; in ogni compagnia un.ufliciale solo addetto al le reclnle sono l'alt,, dire~ione del capitano, e lulli ~li altri ufficiali nel mng~inr numero possibile dovrebbero essere riuniti per al.tendere in nlcune ore della giornata a degli studi seri e razionalmente coordinati e direlli.

.,

623

~on occorrerà per questo 'd'istituire una scuola d1 guerra in ogni r e•rnimento, ma basterà. che sotto la direzione degli ufficiali superi;,~ 0 chi ·per essi, abbiano un modesto ma razionale svilup?o le principali materie che debbono costituire un buon corredo d1 coltura militate per l'ufficiale. Lo studio, per esempio, di unn c~mpagna di gt'.erra, ~'entre:ebbe. benissimo in un'invernata, e cosi qualche lezione d organica di tauica, qualche conoscenza logist!ca, la lettura ~opralt~tto ~i <rnalcbe libro concernente la vita e le costum:rnze dei gran.cli .capitani, il pronio dei loro caratteri emergente dalle oye~·oi1~m che hanno compiuto; l'esposizione riassuntiva delle prmc,pah opere militari odierne, affinchG gli ufli ciali abbiono un'idea almeno ~p.,p1:0ssimativa delle varie fasi che si attraversano dal pensi ero mtl1tare all 'epoca nostra, e via dicendo. . . È inneoabile che Lntto ciò sa rebbe immensamente da preferirsi alle noio~e passeggiate fati.e nei cortili, nelle ca~erate ~ ne~I~ piazze d'armi ove spesse volte non si trova posto nfl1 ranghi e s1 ti -0bblioati a farla da semplici spettatori. E durante q~testo periodo di studio aqnual.c bisog~e~·ebbe :ar. :-i che clli uJ'licial i lavorassero per davvero , venissero c1oe ese rc1 lat1 a risol;ere dei quesiti ta~tici e logistici, ma d'indole pratica e di. proporzioni modeste, e che nelle giornate di .buon tempo ven,~ser~ condotti in ilperla campagna a for dei rilievi a visi~ ad. eserc1tars1 in piccole ricognizioni, e nelIn lettura delle ca1:te;. s1 ~~1to~sser~ ~d .apprezzare il terreno in relazione con situazioni militar, stab1h1e ,clai Loro inse.,nanti sforzando si a risolvere presto e senza preoccu· pazione i pic;o\i que.5iti che verrebbero loro proposti, cosa che si otterrebbe facilmente interrogandoli familiarmente e spesso, senza mai aver l'aria di volerli assoggettare ad un esame. E oon occorrerebbe di accumular materia sopra materia, di riemoir loro la testa di molte cose e diverse, basterebbe che o)!ni anno"-si facesse qualche cosa, ma la si facesse per bene, con diligenza e con amore. .. . di Ii'lempo non mancherebbe certamente, se LuU~ 1 com~ndant, corpo si mettessero in mente che non è necessari~, a~z1 è. d.an.n~sissimo pel prestigio del grado il tener sempre tutti gli uffir,,ah 1n eo_ntatto colle truppe.


QUESTIONI RELATIVE .~LLA EDUC.AZIONE

~I)

Dall'applic;lzione razionale dell'o rdiì1e il'idee che ho esposto, ri-:sul t.erebbe,.-o a parer mio tre' grandi vantaggi; quel lo cioè di elevn rele condizioni mora li .tiel l'ufficialè per il sernplice fatto di avere inna lzata la sua coltura intellettuale, quello di fornire ai superiori in generale un mezzo pratico, fot:ile, ;, icuro di Cof)oscere i.I valore dei prnpri dipenòenti, vant~ggio questo di ~apitale.importanza', poicl1è non è poss ibile l'appliéazione di aie.un sistema di decentramentonelle funz ioni del comando, ove non ,;ia salda nei ·s~periori la liducia nell'opera degli inferiori, la quale fiducia è ingeneratn soltanto dalla certezza di ::iverli conosciuti e Lii saperli imgiegare all'atto del bisO@IJO a seconda· delle qualitit pe1~sonali di cui sono do;tati, e quello Gnalmente di porre i supe1:iori in grado ·di dnre un giudizio certo un parere coscienzioso ed il luminato, a\lorquando so110 ch iamati a decidere della carriera avvenire dei loro inferiori,, col pi'oporli cioè o non proporli per un avanzamento a scelta.

J\.1, LA COLTURA MU.l TARE DEGLI UFFlC IALI

Nella di ; 1ostraiione di qne.sto s1ato di cose che in parte è .c'o · ·'!1luòe anche alle anni speciali ho posto da banda gli ufficiali delle ~ILrearmì pei. quali l' influenza sulle Iruppe bdi minore importanza, · -e.m~ sono t{attenuto specialmente su ll'urficiale di fanteria, di questa .arnu ~osì uumeros 1da costituire il irerbo del l'esercitò, e nella quale d.om'ina l'elemento più difficile a governarsi: l'nomo, e ne ho con·Cluso .che il SUO reclutamento lascia alquanto a desiderare, che la -,pr~f>"ari1;,,ione precedente h sua nom ina ad urrìcia le è insufficiente, -e lo sviluppo dr,lla sua co ltura è affatto trascurato nel reggimento. Ifo qui ndi proposto ·i mezzi che a parer mio varrebbero a miglio.•mre , . o-randemen te il reclutamento e la preparar.ione cli questo uffi · -,cia:le ,. se"nalanclo posci-1 la necessità di provvedere intanto alla n • ..e'reazione di un. ambiente reggimentale istrutti1'0 eJ e.:lucativo: ~

'I-

" * 'f.

* *

1

I,

:Riep ilogando quan10 ho esposto in <ruesto povei·o scritto, ecco, che cosa ho inteso di dire: , I inali che afniggono l'esercii.o sono prodotti. da caùsc svariate· ad alcnne delle quali ·!soprattutto sarebbe difficile, per non dire · vano, il ten tare d'nppor rimedio. È giuoc,~l'orza adunque accettare le conaizioni co1~e sono e ·trarne il migl ior profi1to possibi le. Epperciò considerate le éose come Sì,rnno, vale a dire: una ten::dem:a continua a ridurre la ferma del soldato, un intere:se molto: limitato nel paese per ciò c\le ha tratto alla bontil degli ordina- · menti milita ri, e nna grande.avversione ai pesi (ìnanziari che ne·' rleriv,rnn, pare ,l' me che la cnra dd legislatore debba rivolgersi, soprattnuo alla bon tà ed al la solidità dei quadri, poichè è rn di essi. che graviterit l'edilkio immenso che costruiremo rapidamente all'atto d' una mol:li!i tazione. Ora se ·i nostri q'tiadri sono buon i, non sono però preparati_neh miglior dei modi possibili ,

Abbiamo avuto un regolamen to d'esercizì clie ha procìarnato il 'Prin~ipio dell'iniziativa in°dividuale, avremo (orse u'na legge liberale ,sQÌJ'-avanzamen to che aprirà un cE-mpo abbastanza largo nell a ca1:1·ier~ a c)1i vorri.t far5 i innanzi lavorando e studia.ndo; facciamo ·HO a:llrn' pa%o, intr<>.ducia111u nel rego_larnento di servizio intenro delle di.;posiiion i che diano modo di lavorare e studiare, anzi irnll)OÒgano a tutti ,audio e lavoro. In un· ambiente colto, si Leveranno le intelligenze favorite dalla ,n.at~ra, e luno·i n dnll'csser fat te segi'lo all' invidia, Gglia dHl l'igno•ranza, saranno seguì te ed ascoltate; . esse diri geranno la corrente .,dellè idee per le quali verrà sempre piu solidificandosi la compa,Àine · dell'eserci10. · Èco11 que,,t.o ho lin ito, non avrò forse espresso bene le mie idee, <enon avrò convinto alcuno ·dell'eflìcac ia dei rimedi che ho prc>posto:. ·non importa, a me basta di ave,: inviLato a r iflettere su di que.,ta ·importanli,ssima questione della coltura mil itare degli ul:!icial1. :se comeme altri molti ci riflettessero, ne risulterebbe certamente una·soluzione migliore e pi(L pratica della mia, o per lo meno V

,

,


626

QUESTIONI RELATIVE ALLA EDUCAZIONE, ECC.

•

:ru·alcheduno dall'ingegno più a.rdito,. é ila! consiglio più maturo, indicherebbe entro quali limiti converrebbe di tradurre in atto ciòche ho proposto, e segnatamente per impedire che dall'un canto il reggimento si trasformi in un ambiente troppo scolastico, e dall'altro che la coltura degli ufficiali continui a·d essere negleua. FEanucc10 ,RODERTI capitano di stai-o maggiore.

CONFERENZA INTERNAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI DELLA CROCE ROSSA

Nella V Conferenza internazionale della Croce Rossa tenutasi a Roma nel mese di aprile si sono trattati alcuni argomenti che interessano molto 'da vicino il servizio militare ed altri, che per il loro carattere &trettameute tecnico sanitario o di ordinamento int~~rno dell'Associazione, non .presentano per la generaliti1 dei militari grande interesse. Noi cercheremo di riassumere quelli, rimandando per quest1 il ·lettore :ille Riviste speciali,. che non mancheranno certo di da.rne ampio resoconto.

Il Comitato internazionale di Ginevra ha posto il quesito « Dell'attività marittima della Croce Rossa. »

La convenzione di Ginevra del 22 agosto 1864 pel mig-lioramento della sorte dei militari feriti negli eserciti in campagna, la quale conferisce la neutralità a1 person!!,le e materiale sanitario come pure ai malati e feriti, non fa cenno alèun~ per ciò che· si riferisce alla marina. La conferenza diplomatica che si è riunita a Ginevra il ,2Q ottobre 1868, .alla quale hanno pnre partecipato dne de-


628

C'ONFERENZ,~ IN'l'E fl N AZIONALE

legati d~l governo italia.no, ha tentato di colmare ·qu~sta · lacuna con una serie di articoli addizionali che doveva1~0 avere per effetto di r endere pari di fronte al sentimento d i umanità i soldati di terra e quelli di mare. Se non che questi ar ticoli, non vennero mai ratificati ed una pratica intrapresa dal Governo elvetico n~l 1873, nel senso cli ripr endere le negoziazioni relative alle g uerre sul mare, fallì diÙanzi all"' obbiezioni che ebbe a sollevare una grande potenza marittima, la quale avrebbe diehiè.rato che lo spettacolo degli abusi commessi a t erra. nel 1870, gli aveva dimostrnto necessità di apportf1re delle serie mod ificazioni ' agli artieoli addizionali del 1868. · La confor<mZèL intermizionale cli Oarbruhe :nella seduta del 27 settembre 1887 ha dato incarico al Comitato internazionale della Croce Rossa, sedente a Ginevra, di fare una inchiesta sullo stato della <1uestione e sulìo opinioni dei diversi comitati centrali ·intorno all'attività marittima della ·Croce Rossa. Il Comita,to centrnle doirAja,, dopo import,ìuti discussioni, deliberò di astene;r si dall'esprimere il suo parere fino a quando fossero note in proposito le idee delle grandi potenze marittime. La Russfo, disse che conveniva differire lo studio del progetto. La Germania, la Danimarca, l'Italia, . .l'Austria e ht Francia si sono occupate con vero amore dell'a.rgomento emettendo pareri che non sarebbe difficile mettere d'accordo . . L e altre potenz~ non hanno risposto. Lo studio dell'argomento in Italia venne affidato dal Comitato centrale ad una Commissione composta dei signori N obili-Vitelleschi, .A. Pascolato e Oerruti, vice-a111miraglio,· r elatore. La memoria redatta, da. questa Commissione è stata fatta cl 'accordo col Min:istero clella rn.a1"ina italiana. Iu essa non si dissimuhmo le difficolti.i. dell'impresa, ma si dimostra come si potrebbero ben conciliare i diritti della guerra con quelli delFumanità. Il servizio della Croce Rossa in mare e la necessità del suo intervento vi sono messi in cliscnssiope dall~L im possi- _

.la

DEGLE ASSOC-IAZ l('N l DELLA CROCE RO~SA

bil.ità· nella quale si tro;vano i belligeranti di recar soccono :.. ·ai naufraghi d urnnte e dopo una bat;ta.glia navale. L a qroce R,o-ssa dovrebbe ·intervenire con imbarcazioni differenti a seconda del luogo dove si svolge l'azione. Se una b,ittaglia navale avviene in pro~simità delle coste non sarà necessario adoperare bastimenti; qnalunque' legno si trovi in vicinanza, piccoli battelli a vapore, yachts, canotti a vapore e remi, ecc. · potrnuno essere utiìizzati. Dovranno essere muniti di tutti gli oggetti necessari .ai primi soc- . corsi, galleggianti di sal'rnmento, ecc. Queste imbarcazioni dovrebbero ina.lberare la bandiera della Croce Rossa insiem~ alla bandiera nazionale. P er le · azioni navali che avranno luogo al largo, la O'roce R<Yssa non potrà essere utile che mandando dei. b~stimenti ll,d accompa.gnare le squadre ed il numero di essi sarà sempre in relazione con le forze marittime ct'elle nazioni belligeranti. Tali bastiment i dovrebbero essere forniti di tutto il necessario per lo scopo che si p{·ef:iggono (~ non potranno essere arma.ti. A fine di circondare delle maggiori garanzie la loro a2fo'ne neutrale ed internazionale, la Commissione italiana, pr0po;e pure che avvenuta, la dichiarazione di guerra., le potenze .belligorttnti r ~ndano noto al Comitato internazionale· di Ginevra, il nome, i caratteri d istintivi eèl-il person.ale delle navi-::Croce-Rossa che fi.gnr.eranno nella gu!3rra · marittima. .'r, capitani dei bastimenti ed i delegati della Croce Rossa. imbarcati sulle navi di .s alvamento dovranno recarsi in soc.coiso d i ogni vaséello da guerra che sfot per sommergersi _ o incendi.arsi, qualunque ne sia la nazion:alità, allorquando ne s.a;ranùo richiesti con segnale eonvenuto. Circa il clelieato punto da risolvére se ·il comandante d i, , una nave che si somfoerge o incendia dovrà nel tempo stesso che isserà il segnale di soccorso, ammainare la Slht · .ba1tdiè{·a, nazionale, il Comitato italiano si pronunciò per la negativa . I naufraghi o feriti raccolti da una nave-Croce-Rossa


"·

·' (\30 '

.

'

DELLE ASSOCJA.ZIONI DELLA. CROCE ROSS-1.

CONFERENZA I NTERNAZIONALE

·saranno di fatto neutralizzati e non potranno più essere richiamati dai belligeranti. . In quanto al punto di sbarco il Comitato italiano emise il voto .che sia da preferire la terra più vicina e a parità di distanza, la terra neutrale. · Le navi- Croce- Rossa' potran!lo servire inoltre per ti-asportare a terra i cadaveri tratti dal mare o trasmessi dai vascelli da guerra. Esse dovranno sottomettersi al diritto di visita da partè dei vascelli da guerra che volessero accertare la loro identità e destinazione. Queste sono le idee propugnate dalla Croce Rossa italiana e in massima so~o pure quelle della maggioranza délle Associazioni estere come dimostrò la discussione fatta al.la conferenza. Es,,e furono poi con~retate nella seguenta proposizione del marchese De Vogué (Francia) approvata dall'Assemblea: << La quinta Con(ei·enza inteniazi:onale dèlle Società della « Ci'Oce _Rossa emette -il ·volo, che le potenze segnata1·ie clella « Convenzione cli Ginel)i·a s'intenclano per estendere i bé« _n efici di questa Conven.:;ioiw alle guerre marittime, nelle « c:oncli.zioni e n eèla misura c:he lm·o sono cvpplicabilù » . In realtà questo è il voto di tutti, nia senza una conferenza diplomatica resterà ancora per lungo tempo un pio desiderio. . In ogni modo la Croce.. ~ossa italiana, con nn senso pritico che le fa onore, considerando che climi Romae consulitur Sagun t1.1,m ex pugnatiir, ha già pronto il materiale per allestir e due navi ospedali. , In ca,so di ·guerra una speciale unanime deliberazione delle parti belligeranti, potrà, conce-dare forza lega,le ai voti della Conferenza di Ginevra del 1868 e così .a nche il soccorso marittimo potrà entrare nel numero dei fatti.

63 l '

Qiuesito presentato dal Comitato centrale italiano :

« È clesiì.lerobile che ogni Società clella Croce Rossa co~ rà,urtichi al Coinitato internaziqnale ciò· che essa ha fatto

e ciò che ha otten:uto clal Governo clel p ropr io paese, per . « ~ifo1·'?narsi alle decisioni delle confei·enze inte,·naz io« nqli? » <(

Questo quesito era stato sollevato dapprima dal presidente de.~ Comifato internazi.onale, il quale ·ebbe ad osservare giustamente, che mentre le decisioni della conferen:'za internazionale de'l 1863 a Ginevra, avevano un cara,ttere obbligatorio, invece le risoluzioni prese nelle conferenze successIVe non · erano che indicazioni, consigli, voti, che ·non . hanno forza statutaria, per il. principio ammesso da tutti, della assoluta autonomia di ogni società nazionale. Ora egli è ~erto data la particolare organizzazione della Croce Rossa dei vari Stati, che· non si può assolutamente prétendere, che le deliberazioni delle conferenze internai ziona,li ·, abbiano- a vincolare in quel dato ,' senso tutte le S:ò_ciE3tà. Questo sarebbe un danno. È indispensabile che siano accettati universa.lmente gli articoli della Convenzione di Ginevra, che sono i cardini dell'associazione, ma il ·pretender~ l'adozione universale di -tùtti i particolari. che regolano lo sviluppo dell'ente nei vari paesi equivarrebbe a mettere tali ostacoli al progresso dell'opera da renderne affatto tisica l'esistenza. . Mà questo certo non pretendeva il Comitato centrale italiano;- nè il suo relatore colonnello medico 'rosi. . ~ La relazione distribuita all'assemblea è abbastanza chiara p~r ~a·~ capire che l'intento del Qomitato italiano era quello çh fare in modo che tutte le questioni .importanti su cui le c~n.ferenz~ si andavano pronunciando, non fossero all'indomani abbandonate all;oblio, come p,er molte pur troppo av:

\

I


632

1

.'

Cé>.:--FEP.ENZA T:STERN AZ!OXA LE

ve1u1.e fiu qui, ma fossero tenute vive nella mente dei vari comitati centrali, mediante comunicazioni da ·farsi. al Co mitato internazionale. • · . La· sove~·chia. quant ità. delle pubblicazioni di. vario argo · mento a cl{i oggi bisogna a ttendere, la d~vèrsità della lingua, la scarsezza di rapporti diretti dei comi.tati tra loro, rendono invero difficile tenersi al corrente di quanto ogni nazione ha fatto, sui vari · a1;gomèn.ti. n el quinquennio ·che sepa'ra una · conferenza dall'altra. E d è appunto per sopf>erire ad un bisogno sentito da tutti, che il Comitato internazionale pubblica un bollettino sempre ricco èl ì utili notizie. In sostanza il Comitato italiano, sollecitava gli altri Comitati itd essere d iligenti nella comunicazione delle de. liberazioni di interesse generale, non g ià che vole.s se fare obbligo ai va;,ri · Comitati di denunciare ai rappre~entanti l!associazioli.e in Ginevra, quante bende erano state fa.bbricate nell'annata, o se tutte le pinzette erano stiLte n ichelate o le casse verniciate. Questo non è mai passato per la. mente di chi ha risollevato la questione fatta . dal signor Moyuier con la s ua 74' circola:·. e pubblicata nel N. ,78 'col Bollettin 'international (4-,prile 1889). Ma le decisioni di ordine genemle, alcune di or dinamento interno, quelle _d ei rapporti che corrono fra l'associazione e 1 eseroi'to, dovrebbero semprè essere comunicate a.i comitati degli altri paesi, perd1è è appunto d-alla conoscenza dellè' meqesime che. scaturisce quell'armonia di disposizioni che devono rendere proficuo il 'servizio sanitario in guerra. Ogni. associazione contribuisc~ con qualche studio speciale al perfezio_n amento .di un d.a to servizio ed i: risultat i . ottenuti e le ·esperienzè fatte devono essere di guida agli altri. N,on è qui come sugli altri servizi cli guerra; il principio di umanità nelle soJietà civili è al disopra delle ga:·e nazion~li e Ì1el servizio sanitari.o ~on vi sono segi·eti, ha fatto d ire ·il capo di una grande nazione, al suo rappresentante nella ~onferenza di Roma ·. '· · Dato q-q.esto principio, chi deve es.3ere l'intermediario, fra 1 vari comitati s3 non il comitato .centrale cli Ginevra? La

DELLE ASSOCIAZIONI OELLA CROCE ROSSA .

necessitii di avere ,l;l centro a cui far capo, per iscambio di :i'dee è ovvia; senza di questo l'opera cli ciascuno sarebbe ,molto 'più c~~1plessa e difficile: il progresso della istitu.., zion0 sarebbe molto più. lento e lò svolgimento del servizio sàìùtari'o non p9trebbe mai raggiungere quella uniformità cli~ ·deve essere nei snoi ideali, perchè è il mèzzÒ più ef"' :fioa'.ce per sopp'erire almeno in parte · alla enorme cleficenza , di soccorso sanitario che vi sarà sempre snl campo di battaglia. Eppure questi intendimenti, che .io presumo. avesse il · corn~tato italiano, hanno trovato dei forti oppositori in seno· all'assemblea oosicchè la proposizione del comitato italiano è' stata ~na delle più discns'!e. Si venne infine ad un accordo votando la seguente pro' · .posizione del marchese di Vogiié: « L a quinta éo_nferenza internazionale esprime il voto che . << i differenti comitati. si timgano al cor_rente dei loro lavori <<: e del seguito ché essi avranno dato a.Ile deliberazioni «·prese nelle conferenze in ternazio'nali ».

,,. * * Il comitato centrale d i Berlino ha proposto il segneute quesito: ·« .Quali misure fùrono adottate nei va,ri Sta.ti . ohe a~e« rirono· àlla con venzion'.e di Ginevra, . in , conformità delle . « deliber~zioni prese sulla VI questione trattata nella 4" con. « fe1:enza internazionale, per pl'evcnire l'abuso degli emb.l emi (< della Croce RoSSè'L dal rnn in poi? » , L'·abuso deo-li ~Hnblemi della Croce Rossa, , è fatto di tale . o . i!llp,Ortanza che ginstifica veramente lo zelo col quale i con1itàti di ·quasi tut~i i paesi se ne sono occupa.ti e in' parte preoccupati: Gli- o.bus i di que3t i emblem i si 'devono distinguere in tre categ01·ie: q•tJelli che ~tvvengono allo sc0po d i p nbblicità coi:1tnerciale; quelli che avve11gono da parte cli associazioni

.:.


.

._

-,

634

CONFERENZA. INJJ'ERNAZIONALE .

çhe non hanno lo stesso fine .della Croce Rossa; quelli èheavvengono in, guerra .. · Tutte e t:i,:e quest~ categorie di abusi danneggiano l'associazione ma in grado diverso. _M inimo é il danno che possòno arreèare le croci rosse adoperate dai fabbricanti di oggetti da medicazione, dai farmacisti, dai fabbricanti di prodotti igienici allo sèopo cli pubblicità commerciale. Infatti come può nuocere questo '? Sta bene che ~ sempre un abuso servirsi di una insegna che appartiene ad altri, ma siccome la Croce Rossa non ha scopo commerciale, così non può avvenire per essa della 9_o ncorrenza e questo abuso non le può fare gran male.Anzi io -a ndrei un poco più in là e vorrei chiedere se questo per avventura non giovasse agli interessi dell'associazione. Non serve· questo forse à diffondere in tutti i paesi e in tutte le cl~ssi sociali la notizia della esistenza della Cros~ Rossa? Non vale anche a presentarla al pubblico come un emblema tutelare? Io domando venia se faccio utL paragone un po' strano, m~ ques~a cosa, mi fa l'effetto d i quel S. Antonio che si stampa su certi r;pecifici, per diffonderne e raccomandarne l'uso alla nostra gente credula. Il santo è messo lì .per accrescere la virtù dello specifico; ma il -s anto per questo fatto non ci perde nulla, anzi qualc~e cosa ci guadagna nella considerazione · del pubblico e ad ogni buon conto, i religiosi di tutti gli Ordini, non hann_o mai avuto dispiacere che in questa guisa fossero onorati i foro patròni. · - Ma questa è una questione di° secondaria importanza e se l'ass9ciazione non vuole t~le abuso, te~endo ~he ne soffra ,il suo prestigio, è nei suoi diritti di ' r eprimerlo valendosi in Italia del privHegio che le accorda la legge. · Un, po' d~ importanza :maggiore ha invece l'abuso degli emblemi fatto da società che hanno altro scopo, come qtiello , dell'assist'enza agli infermi, o del soccorso negli infortuÌùi od altro consimile. Qui veramente è il caso della concorrenza vera, e questo la .Croce Rossa· non deve m alcun modo toU-erare, perchè se

...

DELLE ASSOCIAZIONI DELLA CROCE ROSSA

635

gli . abusi avvenissero su larga scala, farebb'e ro perdere all'assocìazione pel soccorso dei feriti in <YUerra la sua individualità'· e con essa il prestigio e 'l'ap;oggio delle classi sociali più elette. . Vengono finalmente gli abusi'che si commettono in tempo d1 guerra. E la questione di questi abusi è di ta.le e tanta importanza che i comitati di tutti i paesi faranno ass.ai bene a ~~nerla se~pre v~va.' perchè io ritengo che sia un argomento vitale per 1 assoc1az1one. · I ' , B.isogna considerare intanto che la q'uestione della neu. tr~hzzazioue di una parte delle truppe belligeranti, rich~esta da un sentimento di umanità, che si è finalmente impos.to, era·_ certamente nei desideri di tutti anche prima che fos·s~ concretata nella convenzione del 1864. Non è sol. tanto da- quest'_anno, che datano i sentimenti civili . nella popolazione europea, ma -la ragione per la quale non sì è venuti prima d 1allora a qualche cosa di concreto, nel sénso della .neutralizzazione di una frazione dei belli<Yeranti stava nella di~coltà di avere .da questi neutralizzattuna g;ranzia assol~ta, .che no~ ~vrebbero usato di questo privilegio, che a beneficio degli mfermì e non mai se ne sarebbero serviti a scopo bellicoso. Ed infatti ciò che si temeva ·é avvenuto e nella prima. grJande guerra che si è combattuta col pérsouale sanitario neutrali~zato, si sono verificati degli enormi abusi. Il ,.bracciale di neutralità ha protetto persone di tutte le classi socia~i che avevano interesse di trovarsi fra le truppe co~battenti, ma quello che è peggio ha servito a scopo gue1.t7esco p~oteggendo perfino degli in:(ormatori O dei fug- · • genti o dei traditori. ~a allora eravamo nei primordi di questo stato di cose e 1 f:att"1 _:iion si· potevano evitare. · Nella guerra successiva tu-.rco-rusM · . · minore avvenuti. m ·. ::;a pare ch e d eg1·1 ab usi· ne siano 4Ua.I).t~tà ed è anzi sperabile che in seguito non ~e avverranno affatto. ~ appunto per ottenere questo scopo che i comitati si agitano è .lavorano indefessamente. Ma l'opera loro, pe.r


DEI.I.E ASSOCIAZIONI l•F.:I.LA Cl!IICJ-: no<SA

.CONFERENZ A INTEllNAZIONALE

q uanto zelante: sarà semp1~e inferiore all'alto fine che si prefiggono. Il bracciale di neutralità deve essere circondato del maggiore p1~estigio; esso deve ~ssere · come una cosa sacra; chi ha diritto di portarlo ne devo essere estremamen te geloso c guai a chi lo porta senza averne la su periore autorizzazione. Se nella grande guerra futura, avvenissero degli abusi, per necessità bellica, la neutntlità, dovrebbe essere abolita; h~ Croce Rossa sarebb~ mor ta e forse non r isorgerebbe mai più. Ma allora chi potrebbe muovere appunto à un general e che non volesse più vedere uu bracciale, quando questo ùracciale avesse corerto un traditore? La guerra implica i supremi interessi della patria e un traditore può compromettere questi supremi interassi; dunque sarebbe giustificu.to ançhC\ chi sacrificasse tutti i vantaggi della neutralizzazione del corpo sanit,ario sull'altare del fine supremo della guerra che è quello di vincere. }fa a questi estremi non si deve giungere e spetta a chi organizza in tempo di pace l'opera della Croco Rossa, di prenclero tutte quelle misure. che sono atte ad ottenere ohe il segno della neutralità attraversi di' giorno e di notte ;1 destra o a. sinistra. lo file dei combattenti, inspirando sempre sentimenti di simpn.tia confortati clall~L più. granclo sicn rezza. Hanno fatto in questo senso tutto quello che devono fare i comitati dei vari paesi '? No certamente. L'aver portat,o la questione alla V conferen7.a è stato . ntile, come fo u tilo che sia stata posta nella confer~uz,1 precedente. Almeno ciò ha dato luogo ad una inchiesta e si sa che cosa ogni naziomi ha. fatto. Mn, appunto da <)_nesta inchiesta apparisce che moltli strada vi è ancora da percorrere. L 'Italia ò una delle nai>:ioni che si Lrovano alla testa di (1nesto movimento di tutela del simbolo di neutralità. Essa ha mH1 legge 30 maggio 1882 che concede all'associazione della Croce Rossa l'uso esclusivo (fatta eccezione per l'Ordine cli .1fa.lta) delle insegne cli neutralità; ha nna circo-

lare in data 11 novembre 1890 indiriz:.1ata dal Ministero dell'interno ai prefetti allo scopo di stimolare tutti i funzionari dello Stato a reprimere qualunque abuso e quello che. p~ù importa, ha degli articoli che comminano pene sever1ss1me nel nuovo codice penale militare. Inoltre l'associazione ha provveduto perchè in guerra il proprio personale abbia il bracciale contrasserrna{,o col nuo mero cli matricola del por tatore, col timbro indelebile dell'associazione e col timbro dell'autorità militare. Di più. il personale è munito d i uno speciale foo-l io di . o riconoscimento. L'Italia insomma ha vivo desiderio di ragg.inngere lo scopo, e mentre da un lato la, presidenza della Croce R ossa si adopera con tutti i mezzi per ottenerlo, d'altro cauto è coadiuvata nella sua missione da persone della marro-iore 00 competenza, fra cui mi piacB citare i nom i dei professori Buzzati e Ca,st ori dell'università di P adova i qm~li suH'argomento ha.uno scritto due memorie che hanno avnto l'onore del premio nel concorso bandito dal comitato internazionale ùi Ginevra. Ecco intanto qnali sono le proposizioni votate dall'assemblea in questa conferenza: 1° « Il nome e il segno della. Croce Rossa non possono « essere protetti efficacemente contro g li abusi che con « del1~ legg~ naz~o1\ali, che puniscano in ciascun paese, « ogm uso 1lleggitt1mo, colla prigione o colrammenda. 2° « Ogni uso è illeggitt imo se non è fondato sopra un << permesso, generale o speciale, concesso dalle autorità « competenti della Croce Rossa nel paese ove esso si « pratica ». A .P~rte che il socondo articolo di r1uesto voto fa una restrizione, che metterebbe in discussione la lec•ittimità 0 dell'us o d e11e msegue · clella Croce Rossa, non appena una delle parti belligeranti abbia varnato il confine del proprio paese, questo voto rappresenta qualche cosa, ma lascia sempr e la, questione aperta. ' Noi quindi esprimiamo il desiderio che, vi si torni sopra 4l -

AXNO XXXV II, \'O!•. Il


'

636

CONFECtENZA INTER::-.AZIONALE

e si concretino dei pr9vvedimenti legislativi 111 ogni paese, procurando per guanto è possibile di rendere uniformi le . penalità che si comminano ai trasgressori della legge. Dal punto di vista militare sarebbe necessario: 1° Che ogni militare che fa. uso del bracciale internazionale avess~ il suo foglio di ric~noscimento e il doppio timbro sul bracciale dell'associazione della Crocé- Rossa che ha il privilegio delle inseg4e e dell'autorità militare che ne concede l'uso nel suo servizio. 2° Che i modelli di braccia.le in uso foss,,,ro per quanto è possibile uniformi e colla croce tessuta anzichè sovrapposta per renderne più diflìcile la provvista abusiva. 3° Che i comitati centrali si scambiassero i modelli dei · bracciali in uso presso i rispéttivi eserciti: ( Conlùiua).

L~ HAT[UIE MIUTAIU NEGLI ARCHIVI DI STATO IN TORINO·

(Continuazione V. disp•Jnsa del t 0 luglio)

Dott . G. ìvimrnrnr Co.pita,10 11wJ:i co.

Mazzo. 17°. (An . 117~3 in '1744). 1. An. O 43. 12 febbraio . Relazione della battnglia seguita a Campo Santo tra le truppe austro-sarde ed i gallo-ispani col piano della battaglia e lo stato dei morti, feriti e prigionieri delle truppe cti S. M. il re di Sardegna. 2. An. 1743. Memoria riguardante le diverse disposizioni da darsi per il corpo d'armata cl;e potrebbe essere destinato ad agire nelle Valli di Stura e di Maira. 3. 11n. •I 7 43. Relazione giornaliera di quanto si è operato dall'armata accampata nella Valle di Castel Delfino , comandata dal marcnese d'Aix; compilala dal colonnello Moofort che vi fece le funzioni di maggior generale. i. ,An'. 1743 in '1744. Relazione e giornale in lingua tedesca dell'armata austriaca sotto il comando del principe Carlo riguardanti le ostilità seguite colle truppe francesi nella Baviera, e la ritirat\l forzo·sa di queste sull' Isère e sul Danubio.


LE MATERIE MiuITARl 640 5. An. 1744 . Gennaio. Relazione della ritirata delle truppe di S. J\i. dalla Savoia in seguilo ai fatti d'armi seguiti cogli spagnuoli . 6. An. ,17H. 10 marzo . Relazione del combattimento navale s,eguìto tra la llolla inglese sollo il comando dell'ammiraglio i.\latheus e quella comhinata di Francia e Spagna li 22 e 23 del precedente febbraio, falla dal capita no Corniscb del vascello inglese il

Gner nMy .

NEGLI ARCRl'fl DI STATO ' IN TORINO

641

Mazzo 18~. (An. Hi4 in -1740).

·1. A.n . ,174,.i . 26 norunbre. Relazione della ri1irat:1 delle truppe prussiane dalla citti1 di Pr.1ga state attaccate da quelle della regina ,d'Ungheria . 2. An. OH. Gio rnale, relaiioni, piani, stati e memor ie riguar danti l'assedio messo alla cittaclella di Cuneo dall e armate galloispane addì ·I 3 settem bre e levato li 22 otto ore, e le di fese fattevi dalla guarnigione . 3. An: 117H . in 11748. Lettere degli ammiragli inglesi Forbes .Byog, n owley e Medi e~· comand:inti la Ooua inglese nel }Iedi ,terraneo. 4. An. n ti> . Giornale cl egli ordini dati ai rispe11.i,·i reg~imenti .durante la campagna di quell'anno. 15 . An-. 4 740 . Relazione delle operazioni fatte nel ,1Ho dal corpo <li truppe comandato dal fu commendatore di Cim:ano nella Valle del Tanaro . 6. An. ,174.5 _ Due memorie informative del numero dei batta, glioni che rimasero a Montezemolo agli ordini del harone di Leu trum , dopo la part enza del commendatore di Cinzano e del n~1mero -ti della forza dei posti, ch'egli occupava nelle vicinanze d'Asti. 7 . .4-n. ·1745. Helazioni , progetti, piani e memorie riguardanti le dive1:se operazioni militari e falli d'armi sostenuti contro i galloispani durante la campagna del -174~.

.

'7 . An . ·1744-. 1JJa,r.=o. Relazione della visita falla dal maggior generale d'AudiberL, e del sentimento dei generali riun iti nvanti il. marchese di Susa per la difesa del contado di Nizza. 8. Jn. ·174-.1... 16 marzo . }Iernoria imutLiva al cavaliere Pallavic ino intorno alle disposizioni da farsi dal corpo di truppe che saranno sollo i suoi ordin i dalle parti di Sospello e di Saorgio, trasmessa da S. A. il marchese di Susa; ed altra memoria r imessa da S. )I. il re al con te Della Rocca relativa alla prima. 9. An. ,1-74.4. Apr'ile. Memoria rannata dal commendatore D-é rtola dopo l'entrata dei francesi e spagnuoli nel contado di ~izza sulla convenienza ~di sostenere i circuiti di Villafranca per la conserrnzione di quel porto . ·I o. .In. I i H. 23 ap 1·ile. C,1piLolazione per la re;;a del castello· di )lontalbano. ·11. ,In. ,I 744 , clal 2l lnglio al 2 i setteniln·e. Registro delle lettere scritte da S. E. il marche:ie d'Ormea a S. )I. ed a diversi particolari concernenti l'in trapresa e dire;1,ione delle milizie delle provincie del Mondovì, e le operazioni militari della campagna del 17,H. H. An. ,1744 . Agosto e settembre. Lellern originali di S ..\L il re Carl o Emanuele, della segreteria di guerra, del barone Lentrum, dell'ammiraglio Matheus e d'altri al marchese Ferrero d'Ormea, riguardanti la guerra contro i gallo- ispani .

Mazzo 19°. ( An . '17~-5 in '1747). 1. A.n. 11i45 . .llar:;o. Relazioni di1·erse di certo Rombò ~opra I \

passaggi del du.calo d'Aos1a. 2. A1i. 117t1S. Relazione delle campagne fatte in Italia dalle armate combinale fra ncesi, spagn uole, napoletane e genovesi contro l'armata austro- sarda.


642

NEGLI ARCHl'l'l Dl STATO IN TOR INO

LE MATERIE )llLlTARI

3. An. I 7.1-i:i. Luglio. Relazione dell'a;;sedio di Serravalle fatto dai gallo-i5pan i. 4. rin. -174,5. 2 agosto . Capitolazione della guarnigione di Serr,ivalle. · 5. A.'.i. I74,~. 2 settc~ibre. R isultato di un consigl io di guerra t~nu_1.os1 ~vanti S. , M .. in )fontecaslello relaLivamente alle opera 210111 da 1ntraprenuers1 nella circostanza che il nemico attaccava la piazza di Tortona, e che vi era ancora quakhe speranza che la medesima potesse sostenere alcuni giorni. 6. An. 17.i.o. 3 settemu1'e. Capitobzione accordata dal nemico rdla guarnigione del Castello di Tortona nell'occas ione che si è resa al medesimo; assieme ad alcune memorie concernenti li richiami falli per parte del generale spagnuolo sulla inosservanza deoli arti0 coli '.ì e 8 della predella cap itolazione . i. An. 171-o . .27 settembre. Relaz ione del fu llo d'armi se.,uito presso Monlecastello l.ra le lruppe austro- sarde ed i rrallo-isi;an i nel quale le prime sono state ballule ed obbligate a ritirarsi; stai; rit rovata fra le lettere intercettate aJ nemico. 8. An. ,174,5. Settemv1·e. Relazione degl i attacchi e resa del forte di 'l'ortona ai gallo- ispani. 9. An. 1740 . ottobre'. Relazione del barone di Blorrn,· dell'o · peraLo dal medes imo in esegu imenlo del la commissione ;ffidataoli da S. M. di porlarsi dall'ammirnglio Howley per sollecitare il ;itorno della Ootta inglese nel }Iediterraneo. 10. ~in. 1740. li ottobre. Risultato di un consiglio di guerra tenutosi al cam po di Popolo avanti S. M. in cui si sono discuss i i rneui da adotlarsi onde prevenire gli ulteriori progres::;i del nemico 11ei regi Stati, il quale aveva di già aperta la trincea aranti Alessandria; nssieme ad nna memoria relativa al precedente consiglio di guerra tenutosi il 112 settembre ,f 74.5 in Alessn ndria. 11. A.n. I 741:>. 2.2 ottubre. Relaiioue dell'entrala delle truppe francesi dal Delfinato nelle valli cedute a S. ~I. ·12. An. '174,:.S. Novembre. Relazione dell'allacco e resa del c;istello di Casale ai Gall o- iiipani. 13 . ..fn. I74.,,. 29 nocemln·e. Capilolaz:one della resa del Ca51:!l lo di Casale alle armi Ga llo- ispane.

643

14. An. -I 745 in ·1746 . Lellere intercettate ai nemici durante la guerra sostenuta negli anni suùdelli dalle nrmi Au stro- sarde contro i Gullo-ispan i. 15. An. 1716. Relazioni elci vari fatti d'armi seguiti tra le truppe inglesi e qu elle dél principe Edonrdo pretendente. 16. An. -1'746 . IO febbraio. llelazione delli senatori Grassi e ·sostituto avvocato fi scale generale Berruti :-ov ra l'affare del com· mendatore Derossi mn;rgio'i· generale nelle reg ie trn ppe lasciatosi ,orprendere dal nemico al campo di .Tousseau li 11O ottobre "743, e fallo pri).!ioniero con buona parte del reggi mento di Nizza e co ll a perdita delle bandi ere di esso. '17 . .·I n . -174,6. 8 mar:o . Cap itolazione della resa della città e castello di Asti alle armi di S. ~1. 18.· ..In. 17.f.6. Progetti e memorie per l'intrapresa d'Asti e la liberazione della Cittadella cli Ale,;sandria esegu itasi nel mese di marzo. 19. .in. J 7.f.G. 2 7 1,wr..o. Copia della t'apitolazione per la resa di Guastalla alle armi imperi:.di. 20 . An. ·I ì1-6. Memoria islrottiva al marchese cli San Germano maggior generale destinato al co mando di alcune truppe che dovc,·a no inoltrarsi nell':\llo .\JonferraLo di concerto coll'armata imperiale per oppor·si alle incursioni ivi fatte dai nem ici, seconda ti da alcune miI izie genovesi. .21. An. 1746 . .-l pritr, e may.<Jio. Reiazioni dell'assedio delln piazza di \'alenza e capitolazione della resa della medesima alle armi di S. M. sotto il com ando del i.,aronc di Leutrum. 22. A.n. ·1746. 1° m(l,ff'Jio. Online cl i hauaglia dell 'armata f1·ancese nella Fiandra. 23. An. 1746. H agosto. Copia della capitolazione della resa della città e castello di Piacenza nll e armi Austro- sarde. 21- . A.n. I i HL 2.J ar;osto. Capitolazione della guarnigione della fo1'lezza di Serravall e, resasi alle anni austro-sarde SOLI.o il comando del principe cli Lowentslem . 26 . An. -17,i,6. O settembre. Copia della convenzione provvision:de faLL:t dalli génerali del l'imperatrice e regina d' Ungheri,l colla serenissima Repubb lica di Genova nell'occupazione di quella città dalle armate au;,lriache; assieme ad una memoria contenente le ri• 1

1


644 .

NEGLI ARCHIVI DI. STA 'l'O IN TORINO

LE MATERIE MILl'l' ARI

mosu·anze faÙe dal conte di Canale ministro di S. M. a Vienna relative alla detta_ convenzionP. come lesiva all'onore e agl'in t~re.,si del re di Sardegrrn , più la risposta della Corte di Vienna e la replica perparte della Corte di Sardegna alla medes ima. 26. An . •I 746. 15 settembre. Capitola~.ione per la resa del castello di Finale dello castello Franco come pure dell'altro castel lo detto di San Giovanni alle armi di S. )l. 27 . An,. -174-6. 20 settembr,i. Copia della convenzione stabilita tra il marchese di Perreuze brigadiere delle arm,1te di Francia comandante n Ventimil,(lia ed il marchese D'Oria commissario generale della repubbl ica di Genova . relativamente all e artiglieri·è e munizioni da guerra l'Sistcnti in detto castel lo. .28. An. 17k6. 26 settembre. llela;,,ione dell'assedio de J'Orient. - ,nella Bre1agna intrapreso dalle truppe ingl esi sotto il comando de l generale Sinclair. 2\). An. •1746 in 174-7. Hl'la;,,ione della resa di Genova al learmate imperial i, e della rivoluz ione quindi segu ita, dalla quale risulta essere stata tale spedizione effellunta contro il piano di operazioni propo;;to da S. ,\ I. il re di S.irdegna e la concbiu,;a capitolazione lesiva del!' ono,re e dei suoi interessi .

.

.

1

Mazzo 20°. (An . 17Ml m '1747).

·I. Relazioni; lettere, progeLti e memorie riguardan ti le operazioni mil it ari e fatti d'armi sostenuti dall'a rmata Austro-sarda contro i Gallo-ispani nel Piemonte e nell 'Italia centrale e l'occu' paz ione 'di Genova per parte delle armi austriache. /

Mazzo 2 1°. (An. ,f 746 m ,1756) .

1

\

,I . in. ,f14-6. 23 ottob?!C, 1 e 4 novembrn. Càpito lazioni della resa alle armi di S. M. dei castel li di Ventimiglia, Montalhano e

Villafranca.

2. An. 1'HG . 23 novernbre. C:1pitolazione della resa della piazza · e castello di Tortona al le armi di S. M. il re di Sardegna; ass_ieme ad uno stato del la forza componente la guarnigione. 3. An. :17.i,6 . .26 nove1nbre. Isfruzioni al marclrnse Balbi ano .e luogotenente generale nelle armate di S. )I. per il com~ndo del le sue truppe che entrarono in Vrovenza. 4. fin '17/4,6 . 12 dic,milmi. Ragg unglio di un ufficiale circa la r ivolta scoppiata in Genova contro gl'imperiali , e relaz ione delle disposizi()ni date dipencienternente alla medesi ma da S. A. R. in , Nizza; con copia di un manifesto direLto agli abitanti di Genova il 7 gennaio 1171-7 dal generai Botta comandante in c~po l'armata imperiale. 5. A.n. ;J7,i.6 . .J 6 dicembre. 'apito lazione della resa della for_tezza dell'i'-ola di Santa Margherita alle armate comb inate. 6. 1in. ,J 746 . 18 dicembre. Capitolazione accordata dal conte della Rocca tenente generale e comandante delle regie truppe alla gùa:'n igione del castello di Savona in occas ione dell a resa del medesimo a S. M. 7. An. :Jì.i,6 in 17/4-7. Notizie delle guerre S•>SLenute dalle armi Austro-sarde contro i Gallo-ispani lino alìa conclusio11e del trattai.o di Aqu isgrana , raccolLe in un volume e scritle d:1 incognito a-utore, col giornale dell'assedio posto :-Otto Cuneo dai Gnllo-ispani il giorno ,t;~ settembre e levato il ~O ottobre 1174-i,; piìt due relazioni dei viaggi fatti , si creJe, dalla medesima per:Sona in l'iemonte nel 047 e nel ·I TiL 8. ·An. OP. Specificazione delle Lruppe imperiali ed inglesi destinate per la campagna del 11748. dipendentemente alla convenzione dell'Aia. 9. An ·174,7. 2B mlirzo. i'ìotizie ìntoroo ,d ia catlurazione falla da un vascello inglese di una parte di un convoglio di truppe francesi direlto da Tolone a Genovn. 10. An. 1747. 5 e 41 gingno. Relazione della resa di .Montai• llano è di Vil lafranca da lle truppe Austro-sarde , come altresi dell'abbandono ai nemici dell e alture di Ventimiglia. - H. Mi. "747. J gingno. C1p'ito lazione del la resa della fortezza di Montalbflno ai francesi . 112.' An. ,f Tfi. dal 5 gingno al 7 ltiglio . Copìe di diversi bi1

1

645


646

LE MATERIE MILITARI

glieui da S. M. il re diretti al barone di Leutrum riguardanti la guerra che si sosteneva contro i Gallo-ispani. 13. An. 047. 11 qùigno e l luglio. Capitolazioni dell a re:-a dei castelli di Villafranca e di Ventimiglia agli Spagnuoli. IL An. ,171~1. 19 tii,fjlio. Relazioni della vi'lloria riportatR sui Francesi dalle truppe di S. ìVJ. ed imperiali sotto il comando del conte di B,;icherasio al colle dell'Assietta presso Exilles; con copia di lettera dei generali francesi relative ai feriLi . I i5 • .1ln. 047 . .2-2 lnqlio. Relazione di un affare seguito nel viìfaggio De Vr,l in Fiandra Ira l'ala sinistra dell'armata degli alti alleati_e l'ala dritta dell'armala francese, che terminò con vantaggio di quest'ultima. Trasmessa dal conte di Canale. 16. An. 11747. SO ci9osto e l sett,milwe. Notizie dei movimenti dei nemici dalle parli del ·contado di Nizza e clelle frontiere del Dellinato, e delle disposizioni 'aate da S. M. dal quartier generale di Demonte. -17. An . 'iì47. Settembre . Relazione dell'opernto del distaceamento dei dragoni a piedi comandato dal marchese di San Germano iJer cnoprire l'alto Monferrato e la- comunicazione di Savona sul finire di settembre. 18. An. 047 in 1748. Copia di lettere concernenti le negoziazioni per il i;ambio dei prigionieri di guerra intavo late tra il cavaliere Sforza Pallavicino governatore di Savona e S. E. il duca di Richelieu generale comandante le t.rùppe francesi a Genova. Hl. An. 17.i,7 in f74,8. Relazione della campagna 1fatta dal barone. èli Leutrum dal tempo che l'armata combinata sotto gli ordini del conte di Broi.in ebbe ripassato il Varo, ed evacuala la Provenza fino alla pubblica7.ione dell'armistizio. 20. Lellere istruttive di un vecchio generale a suo figli uol o, ossia l'arte della gnena del re Carlo Emanuele I, dedi cata a · S. A. R. ·il duca di Savoitt. zI. An. "748. 26 mar ,;;o. Relazione della lentativa fatta dai Gallo-ispani di sorprendere Savona, nella quale hanno avuto la peggio. 22 ..fo. n ,rn. llelar,ione della spedizione fatta dall'armata Austro-sarda nella Corsica, e dei diversi combattimenti seguiti coi Francesi secondati da alcune mi li zie genoves i; assieme a copia 1

1

647

NEGLI ARCHIVI DI STATO IN TORINO

. ' degli articoli della capitolazione convenuti col signor Dada coman · dante le truppe di S. lVI. ed il cavaliere di Brons comandante la guatniaione francese di Nonza per la resa di quella piazza alle d armi Austro-sarde, e copia di una convenzione progettata al maresciallo di Bellisle per un ai:mistizio . . 23. An. ,174-8. 12 aprile. Manifesto pubblicato nel Piacentino -e nel Parmigiano dal duca di Ricbelieu comandante· le truppe Gallo-ispane in GeftOva . · , 24. ,in. ,1748. Aprile. Stati di tutta l'armala francese ai co, mandi del maresciallo cli llellisle. , '.25. An. ;t14-8. Aprile e maggio. Copie di iettere del generale conte di Brons a S. M., risposte della medesima; memorie in · - risposta ad un dispaccio della Corte di Vienna e risultato di un Consiglio dì guerra tenuto a!l'armata dal baron'3 di Leutrnm ; il tutto relativo alla spedizione determin ata da quella Corte contro la Riviera di Levante; ed alle osserrnzioni fattevi per parte di S. M. Stilla necessità di difendere le sue frontiere verso la Hiviera di Ponente e verso le Alpi onde impedire che i G·al loispani non pen~tras;ero per la seconda volta nell'lln li a. '.2"6. Tabella. delle distanze di molti luoghi dell'Alessandrino, Monferrato e (~enovesato . · 27. Relazione sulle comunicazioni del Delfinato colla Moria11a. 28. Relazione della carnpag·na fatta dal le galee di Malta e vascello San Giovanni contro i Barbarescli i. 29 . M.emorie e stai.i concernenti l'armamento e la difesa delle pi<1-1.ze e fortezze delle co;te di Francia nel Medi terraneo; con-due pia_ni delle coste di Provenza e delle spiaggie di Marsiglin. 30. An. ·1756. 1.2 /'e blwaw. Relazione della presa della 1:ittù; fortezza e porto di Geria nelle Indie orientali operata d~gl'In. · gle;i , 31. ;ln. ,1106. 29 gin_qno . Copie della: capitolazione per la resa della fortezza di San ~'ilippo ed isola dì Minorca ai Francesi; con altra copia stampata della stessa . i:)

'


NEGLI ARCHI VI DI STATO IN , TORINO

648

LE MATERIE MILITAR.I

Mazzo 22°. (Aìi: il7i56 in 070).

·l . An. •1756 in "762. Relazioni di diversi falli d'armi seauiti n nella,Boemia, Sassonia, Silesia ed Alsa1.i.a tra le truppe imperiali e russe combinate contro . i Prussiani, e delle armate · francesi con tro quelle del principe ereditario di Bnmswich, unitamente ad una dichiarazione della Corte di Ru~sia del li 23 settembre ,J 7i56 m:mùata ai &uoi mini.stri presso le Corti estere relative a quella guerra . 2. An. 1757. Ordine di battaglia dell'armata francese del Basso Reno, comandata dal mares'ciallo d'Estréès . :3. An. ·1757. 11, l.'3 e i8 giugno . Estrntto di lettere ricevute dal quartiere generale del duca di Cumberland stabilito a Bielefeldt riguardanti le ostilità seguite colle truppe francesi capitanate dal maresciallo d'Estrées; comunicato dal milord Bristol. ,i. . An. 057 ..26 luglio. Rel azione di una vittoria, riportata vicino a Hamelen al di lit del Veser, dalle armate francesi comandate dal maresciallo cl' Est1·ées sugli Annoveres i comandati cb i duca di Cumberland; trasmessa dal conte di Sarlir~na . 5. An. ·17157. 30 agosto. Relazione della bal.laglia seauita tra i Moscoviti ed i Prus6iani nei contorni della ciLLil di ,velan. 6. An. 1757. ti no vembre. Relazione e !)iano della battaalia n . di Rosbach nella Sassonia guadagnnta dalle armate prussiane comandate in persona dal re sulle truppe francesi e sedicenti imperiali comandate dal principe di Soubise; trasmessa dal commendatore Incisa. 7. An. 1757. 24 novembri}. Cop ia ·della capitola1.ione per la resa di Breslavia agli Austriaci. 8. An. 1757. Relazione della battaglia, morte e disfalla del ~abnb della provincia .del Ben){al dalle truppe dellA compainia rngle::;e, seconda.te da ,Jàffier Ally, uno ~egli ufnciali generali di detto Nabab, che gli ha succeduto; unitamente al trattato fatto ' tra il medesiiµo e la compagnia suddetta. 1

1

649

9. An . 1757 . .26 dice mbre -Rafguaglio delle operazioni militari dell' e~crcito france se nel!' Allemagna sotto il comando del maresciallo di Richelieu. W. An. "758. Lettere di ·milord Giorgio Keith m111·esciallo di Scozia, governatore per S. M. pr.ussiana a Neuchàtel, direi.le diii c:avaliere Ossario, le quali contengo no diver:;e notizie relative ai fatti d'armi ed alle operazioni mili tari di quella campagna dr.Ile armate prussiane, austro-ru~se, francesi, ecc., dal mese di gennaio a tutto novembre. 1·I. An. 1758. ,/ ,/ agosto. Stato dell'armata navale spagnuola néll'altacco da essa avuto a Capo Passaro (si suppone errata la data e che debba dire invece H agosto "7 18). '12. A.n. 058. 26 !-uylio. Relazione di un comballimento dato dall.' armala france.se contro le truppe cl' Assia press(• Sundershausen nella Germani;1. •I 3. An. 11758 . 2(j lnglio. Capitolazione della resa di Louisbourg a gl'fnglesi. · "4'. An. ·I758. 2:T aqosto. Relazione della battaglia seguita tra .J Moscoviti ed i Prnssiani nel Brandeburgo. :lo. An. ,J759 . ,29 maggio. Ordine di battaglia dell'armata frances~ comandata dal maresciall o di Contades in Allemagna. 16. fin . '1759. 111a,qgio e 20 nove1nbre. Relazioni di due combattimenti navali segnili tra i Francesi e gl' Inglesi , il primo alla Martinica ed il secondo all'a ltura di Bellisle. n. An . ·1759. 1° a.r1osto. Relazione di un fati.o d'armi segu ito presso Minden tra ie armate fran cesi e le annoveresi . rn. An. 11759. 20 novembre, Copia dell;i capitolazione della resa della città e cittadella di )lunster agli alleati. "9. ProjeL du chevnlier Piccono major d'infanterie pour em:pescher' et diminuer !es devastalions et les contributions de l'en- . nemi ,quand il a pénétré dnns les pnys et pour empeche on retarder ses opòr;itions sans extenuer l'armée et sans toucher la dot des ·places fones , 20. Connaissances militaires sur la Savoie er ses frontière s avec la France. - .·2,1. _Nouveau sysLèrne dont on peut represen ler avec des pions . dans le cnhinet le combinaisons de compos ition et d'arrangements 1

1

•

1

1

1


650

, LE MATERIE MILlT:ARI

651

NEGLI ARCH!Vl DI STATO ÌN TORINO

économiques tactiques et de ~ervice journalier d'une com·paguie et d'un bataillon pour la théorie, presqu'aussi éx,actement qu'on pourrait l'éxécuter avec des homrnes rnr le terrain dans la pratique. 22. ·O;;servazioni del cavaliere Castiglio i-Ovra la tattica~ le manovre militari. 23. Abrégé de la guerre de campagne sous le tilre de deyoir de l'nide de camp y compris les opérations que l'on fait dans les attaques, défense des places, bloci1 s et .armées d'obsenation, cH ec la jointe des maximes nécessaires à un officier; fai t pai· Th~seo lieutenant au régirnent d'artillerie. 24. Oescription de la vallée de Cluzon, on soit de Pragelas , contena.nt le détail de ses montagnes, cols et vallons, leurs chemins, avenues, passages et débouchés, ' 215. Jn. ,f761. 20 liiglio. Relazioni dei fatti d'armi seguiti tra le truppe del duca di JJrunswiçh e le francesi sotto il comando del maresciallo di Croglio e del principe di S0u!1isn nell'A.llemagna. 26. An. ,J7M. 1° ottobre: Relazione della presa di Schweidnìrz fatta dalle armate austro-russe sotto la direzione del generale Landon; unitamente al giornale stampato dell'assedio posto quindi a della piàzza dalle truppe prussiane comandate dal re in person n, e capitolazione della resa della rnedesi ma, in data 9 ottobre 'I,62. 2'7. An. '1762. 23 luglio. Relazione di fa1ti -d'armi segu1t1 a Sondershausen presso Casse] tra un corpo di alleali . ed un al1ro di truppe sassoni. 28. A.n. 1762. 25 agosto. Copia della capitolàzione per la resa della piazza d1 Almeida alle truppe di S. -~I. ca~mlica. 2H. An. 11766. Projet que S. A. sme monseigneur le prince éréditaire Charles Guillaume de Brunswick Valfembutel a comuniquè a lW le chev . D' Antoni le 20 aoùt 1766 il Turi~, rnr la supposition qu'on fo t dans le cas de défendre les Alpes du coté de la France, depuis le Montcenis, jusqu'au Col de Tende. 30. Cuida dei militari, ovvero massime morali, politiche e mi· litari per chi segue la milizia. . 3-1 . llègles p·our ]es manoeuvres à rangs et fìles serrées. . 32 . .fn. 1768 l2 o'ttobre. Mémoire sur !es débouchés du Dl'lu-. phiné qui conduisent en Piémont ou en Savoie: ' 33. A.n. '176~. 18 agostu. Estratto della relazione della resa 1

1

della Nuova Orlèans alle truppe spagnuole, comandate dal generale Oreilles;, trasmessa dal conte di Viry. 34. An. 11769. 21 dicembre. Relazione di un viaggio fatto in agosto e settembre per ri conoscere i posti adattali per formaré un piano di campagna di guerra difensiva per opporsi ai movimenti di un nemico il quale trovandosi nella riviera di Genova in circostanze poco presso simili alla campagna del ·17 4.15 cercasse d' lllvade.re i regi Stati piemontes.i. 35·. An. il770. Relazione del combattimento navale seguito tra le flotte russa e turca nei ma1·ì di levante il 5 luglio e di altre vittqr ie riportate dai Russi contro i Turchi nei fatti d'armi segui ti li 29 e 30 aprile, 113 e ,J8 Jnglio e ,1° agosto; trasmessa dai marchesi di Cravanwna e di Cordon.

(Coniinua) Pio Bosr Jtaggi ore .


NOTIZIE POLITICO - MILITARI ITALIAN B

NOTI ZIE POLIT ICO-MILITARI lTALI AN E ,

S. Jl. il Be è partito il 7 corrent.e da Roma per Jfoma. S. A. R. il Duea d'Aosta t.rovr.si da una quindicina di gionu in Inghilterra, oggello delle nwggiori cortesie da pa rte dcl111 Corte, del governo e delle popolazioni. Le LL. AA. RR. il Duca e la Duchessa cli Genova inaugurarono, nell'omonima città, ' il 10 corrente l'esposizione italo-arnerican2., che ò l':HtraLtiva speciale delle g1·a ndiose feste fatte da Genova per comme morai·e il quarto centenario della scoperla dell'America. Lasciamo a cronache pi ù diffuse della nost.ra la descrizione di queste feste e dell'entusiasmo (non nuovo nè inaspellalo) con cui furono occolli, nell'antica cittù repubblicana, i principi di Casa Savoia. Qui vogliamo soltanto notare che sede naturale di que~te feste era Genova, s'anco non aresse doto i nawli a Colombo, percbù fro lui.le le cittù italiane è quella clrn più seppe profitta re della scoperta di lui; quella che meglio delle altre strinse coli' Americ.'I relazioni com merciali; quell;i che meglio delle altre la conosce e può fnrla conoscere alle città sorelle. Ecco ciò di cui a nostro nvvìso può vantarsi ln Superba, anzichè di~cutere bisanLinamcnte se Colombo è nato al di qua o al di lit della Poleevern. È italiano; è ligure; è della provincia di Genova. Che v0lete di più? Il resto è questione oziosn. Jla nou è ozioso mettere in nlievo che, se tutta l' ftalia sapesse proli llare al pari di Genova dei vantaggi che pre~enta l'arare all'estero e specialmente in America milioni di connazionali, tutte le nostre città maritti me sa rebbero ricche e liorenti come e1·nno nel med io evo e come è Genovn attualmente.

653

E la ~ostra emigrazione che in quaiche località ci è fonte soltanto di discredito, in altre prospera ed è un elemento di prosperità locale perduto per noi, potrebbe essere meglio diretta e meglio accolta, mantenere colla patria più stretti lego rni e, avvantaggiando se stessn, giovare ali' Italia sollo tutti i rapporti, ma specialmente sotto il rapporto commerciale. Se confrontiamo il progresso fatto nel trentennio dalle nostre industrie, con 1o sviluppo raggiunto dai nost ri commerci, troviamo cho questo è molto inferiore a quello. Si sa oromai lavorare bene da noi, ma non si sa smerciare con eguale capacità. Si direbbe quasi che nel nostro organismo manchi qualcheduna delle qualità necessarie per riuscire in questi negozi. I soli genovesi sembrano avere ancora, se non intatto, meno avariato degli altri Ìtaliani il bernocolo commerciale. Ecco perchè diciamo che Genova è la sede naturale dell'esposizione italo-americana e delle foste per la scoperta del\'.America. Anzi vorremmo che fra tanti congressi, tanti concorsi banditi in occasione di queste feste, si studiasse seriamente la questione delle nostre relazioni commerciali colla terra di Colombo, a cui si rivolgono annualmente a decine di migliaia i nostri emigranti, e èbe da questo studio no risultassero alcune norme pratiche per guella politica coloniale che, indipendentemente dai governi, è fatta dai popoli col.onizzatori. Sepza di ciò, l'esposizione italo-americana e le feste colombiane non saranno che un'inutile pompa della nostra vanagloria.

..•.. Alla vigilia appunto dell'inaugurazione di cui abbiamo parlato avven·nero in America alcuni falli che pan•oro per un momento mettere in pericolo le buono' relazìòni tra l'Italia e uno degli Stati a cui di preferenza si rivolge la nostra emigt·azione. ' Trovandosi a Santos, porto del Brasile, un legno mercantile italiano, s'impegnò una zuffa tra la guardia di dogana e la gente di bordo. Il capitano del legno fu ucciso; le cause del conflitto e gli altri particohid non sono ancora ben chiariti al momento in cui scriviamo. Il giorno appresso, divulgatosi il fatto ·nella vicino città di San Paolo, la colonia italiana, che vi è numerosa, fece una dimostrazione per protestare contro le violenze usate ai marinai italiani. Ne nacquero gravi disordini. Una bandiera brasili3na fu strappata; la polizia e la folla attaccarono gl'it~liani, dist.russero l'uffizio di un giornale italiano e saccbeggiarnno una trnttol'ia cli prop1·ietà italiana. Appena l' annunzio di <JUesli falli giunse per telegrafo in Italia, l'o42 - , ANNO XXXVII, VOL. 11.

,


654-

'

NOTIZIE POLlTI CO-MlLITARI 11'ALIANE

piniooe pubblica se ne commosse, tanto più che è ancora viva la memoria dei rnn~sacri di . Nuova Orleans; il governo ordinò subi,to che le regie cnnnon1ere Veniero e Provana., di star.ione nel\' Arnerica meridionale, si ~ ettesse:·o a disposiz_ione del Ministro d'Italia a Ilio Janeiro per appoggrnre ali occorrenza 1 suoi reclami. Ma è sperabile cl1e non vi sia bisogno di venire a queste estremità percl1è il governo brasiliano ha. subito manifestato al nostro J'inlenzion~ di appurare i fatti e dare ali' Italia ogni legitti ma soddisfazione. Ndlo stesso tempo furono prese rni~ure rigorose per ristabilire l'ordine e pu nire i colpevoli. Anche cittadini priva ti del Drnsi:e si fecero premura di te!eorafore ad amici loro in Ita lia per calmare il risentimento nazionale, el!>d è notevole fra gli altri un telegramma ad Edmondo De Amicis: « Speriamo che i telegra mmi governntivi avranno mostrato l'alta sti ma che il ooverno brasiliano ha della colonia italiana, così bcncmerità e cosi util: ai dur. paesi. Vi preghiamo di dire ai vostri compatrioti che si guardino bene dal vedere nell'incidente occorso un •caso simile a quello rii Nuova Orleans: qui gl'italiani furono sempre amati. Noi deploriamo tutto quello che ,i avvenuto, e se vi fu eccesso dalle due parti, <',ercbiamo di rimediare al · mnle, di dimenticare e di fa rlo dimenticare. » Se la cosa è cosi, non c'è altro a dire. C'è solo da esaminare gpossion~lamen.t~ i fatti __e p_ro~vedere s_e.conrlo giustizia, Abbiamo al Bn1·ilc più d1 un mthone rl1talwnt ed altn ci vanno continuamente. Conviene evitare, finch è è possibile, tuttociò clie può essere causa di dissidio tra essi e le popo~ar.i_oni f1:3 ~u1 vi\•ono. Ton giova qui~di ad alcuno allarg:ire le proporz10m dell· mcidente, H se la faccenda può accomodarsi tra i due go"' verni, con reciproca sod<lisfaziooe, niente di meglio.

*** L'H corrente il comm, Ressrnann nuovo ambasciatore dell'Itulia a Parigi fu ricevuto da . .M. Carnot, presidente della repubblica francese, che aveva vicino a sè il ministro degli affari esteri ed al quale rimise le lettere di S. M. il Re d'Italia, che lo accred ilano come ambasciatore straordinario e rn'.nistro plenipotenzin1·io Jn quast'occasione egli pronunziò il segueULe discorso : ( .Legato alla Francia fino dagli studi della mia gioventù, attinoo dai ricol'di del passato e dul ie testimonianze di benevolenza. che non mt'rnan- · carono mai in questo nobile paese; la speranza di adempiere, second~ le intenzioni del mio Sovrano, la missione amichevole che S. M. degnassi di

655

N OTIZIE P OLlTlCO-MILITARJ ITALIANE

affidarmi. Animato da queste speranze, seguirò l'esempio de' miei predecessori allo scopo di stringere sempre più i legami che uniscono i nostri tlue popoli vicini. « Perciò portando i voti del mio sovrano e del mio paese per la prosperi1à e felicità della Francia, invoco il vostro alto appoggio e il concorso del Governo della repubblica per facilitarmi il compito, che è il più utile ai due paesi e in pari tempo ìl più conforme ai miei sentimenti personali., IJ presidente 1·ispose parafrasando quasi punto por punto il discorso dell'ambasciatore, e accentuando i voti personali per la prosperità del Ile e dell'Italia. Speriamo che alle pa role corrispondano i fatti e che cambi una buona volta il tenore delle notizie che ci giungono dalla Francia; le quali, per quanto ci riguarda si riducono a queste: da parte della stampa: insinuazioni ed ingiurie; da parte del Governo: for tificazioni e ferrovie strategiche al confine. Ancora in questi giorni, le gaz7,et~ francesi, e primo fra esse il grave e accreditnt0Jow·11al des Débctf.s, consacruno articoli all'incidente italo-brasiliano, nei quali,'senza che ancora si conoscano bene i fotti; e mentre la stampa dt'i due paesi int.eressati usa tanta riserva, danno senz'altro torto agl'italiani, rappresenta ndoli come un popolo di attaccabrighe, e se la pigliano col nostro governo, che sarebbe invaso da furori guerreschi perchè lia mandato due cannoniere a pro1.cggere gl'interessi e la vita dei nostl'i connazionali. D'altra parte, ha fatto il gi ro della stampa europea la notn ufficiosa dell'agenzia Havas, in cui si dice che i senaLori e i deputati delle regioni alpine fran cesi preoccupati delle ferrovie che gl'i taliani coslruiscono nelle vicinanze della frontiera, si propongono di chiedere al loro governo la costruzione cli nuQve ferrnvio strategiche per collegare le fo rtificar.ioni nella zona alpina. È proprio In storia del lupo a cui l'agnello intorbidava l'acqua, bevendo a valle nel Lorrenlc. Perfino i camosci sanno che da molli anni non si è costrutto dall' Ital ia un palmo di ferrovia nella regione alpina. Si capisco che il governo fran(:Csc avendo bisogno dei fondi per le nuove ferrovie strat.>,giche progetlate da M. Freycinel nell'alta Savoia, voglia preparare a. questa richiesta l'opinione publ)!ic.a; non ci sembra però necessario rapprese-qtarci come provocatori di misure, che qui non vogliamo giudicare, ma alle quali certo uon abbiamo dato nessun pret.esto. Roma, li B luglio 1892.

M.


., NOTIZIE MILITARI ESTERE

.

657

.

b)· La spedizione militare britannica sulla ~osta di Guinea.

NOTIZIE MILITARI. ESTERE . '

a) La questione militare in Germania.

•

L'Allgemeine Zeitmig del 28 giugno 11. s. ha pubblicato la seguente comunicazione del Norddeutsches Correspondenz Bureait: Nel progetto del ministero della guerra prussiano, da sottopoi:':$i all'esame del cancelliere imperiale, oltre al_l'aurliento di forza dei riparti già esistenti di fanteria, pionieri, ferrovieri e ireno, è studinta la formazione di un quadro di battaglione per ciascun reggimento fanteria e _Per ciascùn · battaglione cacciatori e tiratori dell'esercito (inclusa Sassonia e Stati della Germania meridionale). Pel momento questi quadri non saranno raggruppati in reggimenti o brigate. Per la cavalleria sono richiesti quadri per ·w reggimenti. L'aumento più considerevole riguarda l'artiglieria; tanto da campagna, come a piedi. ·· · La prima, compresa la scuola d' artigli~ria,. avi:à un aumento di 53 batterie con uno stato maggiore di brigala per ogni 3 batterie al· l'incirca . · L'artiglieria a piedi sarà àumentata di alcune ispezioni, di parecchi stati maggiori reggimentali e di 6 battaglioni, · Tutte queste nuove formazioni e questi aumenti di forza pre$ente in tempo di pace non supereranno il quantitativo di 32,000 nom.ini ed importeranno una maggiore spesa di 30 milioni di marchi per ogni anno bilanciato, lasciando fuori computo le spese straçirdinarie. Per contro viene adottata la ferma di due anni, facendo esclusione per la cavalleria e l'artiglieria a cava_llo.

Sul' finire del maggio ,189'2 un telegramma dalla costa di Guinea al Time;. di Londra annunci_ava che una spedizione inglese, partita da Lao:os verso l'interno per punire la tribù dei Giebù, la quale impe,div: il libero commércio tra la colonia ed il paese degli Joruba, era riu!iCita in pochi giorni a sconfiggere le numerose bande dei ribelli e far prigioniero il loro re. . . , . te dissensioni fra Giehù ed Inglesi rimontano a parecd11 anm mdietr.o. Nel 186 1 gli Inglesi, occupata la città di Lagos sulla costa di Guinea, attirar.ono nel suo porto la inag~ior parte dei ricchi prodotti, che :i'pbondano nei fertili paesi posti fra il fiume Niger ed il lago Tciad. In breve il commércio divenne talmenie fiorente che Lagos fu sopranoininata la Liverpool africana. Ìncari'cati del traffico delle merci , con la colonia britannica erano le genti del regno di Jornba, il quale dalla sponda destra. del Nige~· si estende ai confini del Dahorney. La sua popolazione, at11va, laboriosa e deditii in gran parte all'agricollura, raggiunge i 3 milioni di abitanti. ln'tèrposte' fra qu~sto regno e la colonia di Lagos si trovano le due bellicose tribù degli Egba .e dei Giebù. Quest'ultima fu in passato prov:veditrice di schiavi ai negrieri della costà, · ma ora, soppressa od almeno · proibita h. schiavitù, abusando della propria posizione geog1,aficn, im. poneva forti tributi alle carovane dei mercanti· Joruba, costretti. a tran. sita·re per il suo territorio per scenclen· alla costa, oppure per l'ltornare nell'interno del paese. Coll'andare d-egli anni questi diritti· di passaggio crebbero talmente da i·_aggiungere persino il 200 ¼ del valore delle mer-ci (1 ). Invano il governo della colonia tentò più volte . di venire ad un· accoi'do con le vicine tribù per ottenere una diminuzione nelle ta·sse, t~tto fu inutile, i Giebù rimasero ostinati nelle loro pretese, incitati"·a quanto pare dalla vicina tribù degli Egba. ' '.t\d inasprire gli animi avvenne nel 1890 un altro fallo. In _quell'anno e ·nel prec.eaente i regni di Ilaro e di Ado furono devastati dai .oaoineni,. ·che avevano ì'atto numerosi prigioniéri per servirsene nel saorilìci umani. Si rivolsero le genti di quei regni agli Egba, di cui . erano ·vassalli, per ricevermi · aiuti, ma questa t!ibù, anch' e:-sa alle 1

1

Hl ~econdo uria corrispondenza al Ternps.


NOTIZIE MILI'l' 4RI ES'fERE

658

NO'rlZIE ilIILlTARl ESTERE

prese coi Daomeni, non potè dar loro alcun ,soccorso. I re.di Ado e di Ilaro chiesero allora la protezione degli inglesi e questi, approfitt!mdc> dell'occasjone, dichiararono subito quei du~ regni soggetti alla colop.ia britànnica. Questa dichiarazione e l'accorilo intervenuto allora tra la Francia e l'foghilterra, col quale l'hinterland della colonia inglese di Lagus veniva posto sotto l'influenza britannic,1, pos_ero in gran sospetto le tribù degli Egba e dei Giebù,. temendo esse per la loro indipendenza. Per lungo tempo non vollero ammettere nessun sl.raniero nel loro paese ed ,il signor Denton, vice govern.atore di Lago:,, che si era · recato in Epé, a 6 chilometri dal confine della colonia, pP-r trattare sui diritti di transito delle merci, venne insullato <lai Giebù e dovette ritornare in fretta alla costa. Dopo allora i Giebù costrinsero gli Joruba a cedere loro le merci, per rivenderle in Lagos con grossi benefici. Tutte queste vessazioni rovinarono affatto il commercio della costa di Guinea. ed i netrozianti furono .obbiigati a contromandare le ordìnazioni fatte in Inghiltr.ma delle merci, che facevano venire per gli scambi cogl'incligeni. :C mercanti inglesi si rivolsero allora af governo della regina , percliè punisse i ribelli . • . Le istruzioni date al nuovo governatore sig. Carter, sul finire de!l'anno scorso, furono che egli dovesse agire energicamente, qualora le tdbù vicine non volessero definire la questione in modo pacifico. Appena il Carter giunse alla sua nuova residenza, inviò subi'to un intimazion~ al re dei Giebù di lasciare lihero passaggio alle merci, che erano dirette alla colonia o ne partivano, minacciandolo, in caso di rifìn to, d'i~vadere il paese. · Arrainn()'e,·a il Carter che avrebbe mandato in Epé un suo rappresen<>I> 1;) tante per stabilire il compenso, che la colonia~avrebbQ pagato al re, in , se,:ruito all'abbandono dei suoi diritti sulle merci. Q Le genti di Giebù non vollero ricevere il delegato inglese sul.le loro terre, ma inviarono il '14 gennaio •I ~\)2 in Lagos una deputazione di 22 notabili, i quali dovevano rappresentare la corte reale, il consiglio privato ed i ne_gozianti. Il ricevimento fu fatto con molta solennità. All'aprirsi della seduta il governatore in grande uuirorn~e e seguito da numeroso stato maggiore venne salutato dal suono dell'inno nazionale britannico e dalle salve d'artiglieria. ' La discuss10ne ru lunga ed assai vivac~, perchè i delegati del Gi~bù non volevano cedere. Essi accondiscendevaùo bensì a dare le chieste soddisfazioni, per l'insulto fatto al vice governatore Denton; ma si riserba vano il diritto d'imporre tasse sulle carovane. Sembra però che il ~

~

1

.I

659

, I ~~ gennaio l'accordo sia intervenu_to, perchè V~nne StÌpU alO UD tr_11t:ato, col quale i Giebù promettevano di non perc-ep1re le tasse rla! le caio,ane di passaggio ed il governo della colonia si ob~liga~a, qualora 11 patto fosse ' mantenuto, a pagare annualmente al re 12,oOO lire. . . . Quando giunse il momc.nto di firmare la convenzt0ne, sorsern nuovi ostacoli i dele(lati dichiararono d'essere illetterati, aggiungendo che se un Giebù avev~ fatta una promessa ciò doveva bastnre, nè vi era bisogòo che quella promessa. fosse scritta. . Insistendo i1 governa tore inglese nel volern sottoscri tta la couvenz~ne per poterla presentare alla regina, si venne ad u_n compr~rnesso: Il .trattato venUB lìrmato da due Giebù, che erano stati chiamati qu,,h interpreti dm:ante le trattative. . , . Due mesi dopo la stipulazione dell'accordo, le vie carovan1er~ e~·a_u~ di m1ovo chinse d~i Giebù, :id istigazione, anche questa ,volta dei v1c1~ 1 di Lagos~ venne resti. 'Ea-ba b ( • ,Un mes"'t'"'io , ve VO ' · inviato al re dal governatore V . , tuito senza essere stato letto. . governo inglese decise ll llora di agire energicamente, ta?to più che sembrava imminente una invasione·del tllrritorio della colonw per parte dei Qiehù insieme agli Egba. , . . . Il corpo di spedizione era composto di ·1200 uomini, dei 11uah ·I 00 indiani appartenenti i1l reggimento West-India. li comando venne assunto dal ·colonnello Scott. Il 12 maggio le truppe partivano da LaQos e tre giorni dopo, attraversata la lagu-na d'Ossa, entr~vano in ~pé, n?o senz_a avervi incontrato nn~ certa resistenza. Fermntes1 alqnanll g1orn1 10 Epo, continuarono poi la marciii ed il :t9 la col >rma s'impadroniva di viva forza della stazione d' Inaguscen , perde ud.o un ulliciale ed un. soldato inglese. . Il combattimento decisivo avvenne due giorni dopo nella grande foresta, che separa la città di Odé capoluogo dei Giebù, da~)i estuari della costa. Erano circa 7000 i ribelli, in parte armati di fucili Snider, che occupavano uoa posizio'ne <[nasi inaccessib1 le protetta da un li1rgo can,1 \e, mentre gli Inglesi si trovavano costretti a combattere' in un profon?o burrone circondato da uu lìtto bosco pieno di nemici. Dopo tre ore d1 combatti.mento, le truppe britanniche, attra vel'sato il canale con l'acqua sino alla cintola.e sotto un violento fuoco· di moschetteria, assalivano con gran impeto la posizione nemica e disperdevano i ribelli, facenc~o prigi~niero il loro re. Gli fogle~i ebbero 4. morti e i 'i fe riti, de' quah tre uff1, ciali: Le perdite del n;·mic~ sembrano superare· i 4-00 uomi!!i. Tutta la popofazione di Odé si disperse verso nord e gli Inglesi poterono p<rnetrare

n

1


660,

NOTIZIE MILITARI ES1'ERE

nell~ capitai~ dei Gi~bù, senza incontrarvi resistenz,a. Pochi giorni dopo, la~c.,ato un piccolo distaccamento in Odé, il corpQ di spedizione 'rien' trava nuovamente :n Lagos.

e)

/

t

cani1da guerra nell'esercito austro-ungarico.

Nella Rivista.•/Jtlititare del febbraio corrente. anno avvertimmo che il ~Ii oistero della guerra austro-ungarico aveva ordinato che ad ogni battaglione dislocato in Bosnia ed Erzegqvina venissero assegnati due · cani del la razza del paese e che erano in corso studi e prove per impiegarli con . utilità in tempo di guerra, sia pe!' il servizio di sicurezza e di corrispondenza, che per quello di riforniffienlo deìle munizioni e di ricerca dei feriti. Siamo ora in grado di dare alctrne notizie circa il sistema rii addestramento adottato, notizie che 11bbiamo raccolto da un lnncro articolo d.ella Reichioehr dd ,1°. giugno, nel quale sono anche dispos~e le · cons,<!erazioni che determinarono il Ministero alJ'.adoziooe dei cani per usi da guerra, nonchè esempi storici dei servizi da essi resi nel volgere dei tempi. Limitandoci a quelli a :noi vicioi ricordiamo che nell'esercito germanico alcuni anni or sono si fecero prove con cani e che esse riuscirono perfettamente, dando risultati ottimi, sopiatutto durante le grandi manovre del ·1889 e 18!l0, giacchè i cani ricscirono quasi sempre a ~r~smettere le notizil'l più celeramente che non le ordinanze a cavallo. Essi vçnoero anche acldeslrnti con buon successo per ~la ricerca · dei feriti. · · · · Nell'esercito f'rancese da qua lche tempo si fann~ 'esperimenti su luùga scala di addestramento di qani pr,r il servizio di vedetta, di pattn"lia, · di corrispondenza e di ricerca dei foriti e ciò con risultati ottimi /non si è invece riusciti ad ottenere risultali soddisfacenti nel servizio di rifornimento delle munizioni durante il combattimento. - In tutti i casi, di notte, ed in condizioni atmosferiche pessime i cani impiè"aii nel servizio di corrispondenza ·giunsero cogli avvisi alla loro desti~azione e, ritornarono poi aJ luogo di partenza con la ri;;posta. Nel servizio di avamposti i cani furono anche addestrati ad avventarsi contro fantocci in -uniforme prussiano.

NOTIZIF; MILITARI .ESTERE

66~

In. Algeria i cani vengono utilinènte· impiegati per la ricerca di sor- · genti di acqua potabile. ~n fine alcune prove fatt{l presso Tours diedero i risultati seguenti : una distanza di 6 chilometri lungo una stradri venne percorsa dai cani e dai Yelocipedisti in Hì minuti, da uomini a cavallo in 2,i- (percorrendo % della stradtf al trotto ed 1.13· al passo); a traverso i campi, una distanza di 3 chilometri venne percorsa dai cani in 7 1/, minuti, dagli uomini n cavallo in ,15 . . . _I cnni percorsero perciò; sia sulla strada, sia a traverso i campi 6, 6 metri per secondo 'il c;_he farebbe 24 chilometri all'ora; è però dubbio ·che riuscirebbero a conservare un' andatura così veloce per un'.ora intiera. Ora aoc,he nell'esercito ausiro-imgarico, come dicemmo, si lavora alacremente all'addestramento di cani per usi di guerra. Le razze che meglio si prestano sono incroci ~t·a il pointer bosniaco e femmine di· ra~za, qualuuc1ue, poi i cani da pastore; in fine possono servii-e ·utilment,e anche , i eàni barboni ed i bra.cchi. Essi vengono acquistati al-. l'età di 3 a, 4- mesi, vengono assegnati alle compagnie ~d affidati ad ' individui che si preseniano spontaneamente Ò che siano di professione pastori Q cacciatori, i quali dimostrino avere per l'addestramento pasfanè ed abilità. , Esso si 4ivide in due periodi, in quello fatto !nelle camerate della ' dùr~ti di due a tre mesi, ed in quello di camP,a,gna, della durata di .sei ad otto mesi. - Durante iì primo periodo I'. addestratore è solo ed u· lav.~ro di· addestramento va sempre crescendo da due fino a 6 · ore; nel secondo periodo i'addestrlltore ha un aiutante. L'addestramento di campagna si suddivide a sua voltn iJ? due pe- . riodi di uguale durata; nel primo periodo l'adde&tratore ed il suo ai~tante lavorano col cane da soli, nel secondo periodo il cane viene coildotto a tutte le esercitazioni tattiche della compagnia. L'addestramento fatto -in camera è una preparazione di quella da cq;mpo, intesa· ·a rendere il cane affezionnto ed obbediente. Pei: ottenere questo scopo gli :;i insegnano dei giochetti, come il dare la zampa, lo sdraiarsi, l'abbaiare, il ringhiare (brontolare) a bassa voce, il mantenere · silenzio 'àssolu10 e gli si insegua infine a saltare ed a raccogliere e porwre oggetti. · Il ringhiare a bassa voce serve nel servizio di ava mposti e di siéurezza per avvertire l'avvicinarsi del nemico, l'abbaiare serve nel .servizio ' di esplorazione per i casi in cui dal cane vçngano scoperti nemici nascosti per tendere unagguàto.

''

/,

/


662

.

\

663

· NOTIIIIE MILÌTARI ESTERE

NOT12JIE MILITARI E STE RE

Nell'addestramento di campagna si ripete dapprima all' aperto tutto ciò che al cane venne insegnato nelle camerate; poi lo si abitua a correre dall' addestri!tore ali' aiutante e vicev,ersa superando distanze sempre maggiori e ceréando il luogo ove essi si sono nascosti. Gli si insegna ad avvertire l'av ~icinarsi di nemici od a segnalare la presenza di individui nascosti coi m'odi sopra indica.ti, ed 11ttraversare fiumi al nuoto e lo si conduce a tutte le esercitazioni di tiro perchè si nbitui al rum~re degli spari . . Nel terzo o nel quarto mese di addestramento s, ripete ancora tutto ciò che fu insegnato al cane, ma in condizioni differenti, cioè all'imbrunire, nella notte, · in terreno difficile e in cattive condizioni atmosferiche. Io fi ne il cane prende parte a tutte le esercitazioni della compagnia, viene condotto ogni giorno da un altro soldato perchè venga a cono5cere tutti gli indiridui della compagnia, e viene addestrato nel servizio di corrispondenza fra reparti che s_taiionano e fra reparti in marcia. , Il procedimenro adottato è il seguente: L'addestratore scrive un avviso in presenza· del cane, lo mette in una busta appesa al collare, chiuJe la busta, e indicando la direzione da seguirsi , manda il cane dall'aiutante; questi lo riceve, lo accarezza, scrive una risposta e'd il ca ne ritorna dall'addestratore. Quando il caoè sia s!.ato sufficie nteinente esercita}o da ll'addestratore e dal l'aiu tante, si· ripf'te l'esercizio da uomini della compagnin ed in po_co tempo i cani possono servire benissimo per il sP-rvizio di _corrispondenza fra le gran guardie e gli avamposti. Per il servizio di corrispondenza fra . reparti m marcia l'addestratore si colloca alla coda del grosso della compagnia, l'aiutante alla testa ed il cane viene mandato dapprima dall'.~rno all'a ltro, poi questo procedimento viene ripetuto fra il grosso e l'avanguardia, fra il grosso ed i fia11cheggia tori, a distanze sempre maggiori, all'oscuro ed in fine anche fra còm pagnie differenti . Per addestrare i cani alla ricerca dei fe riti si procede nel modo seguente : L'addestratore si nasconde, il cane lo cerca, lo trova coricato a terra e_gemendo con la faccia rivolta a te~ra; c1uando l'animai~ si avvicina, egli lo invoglia ad ahhaiare (cosa che gli fu già insegnato nelle camerate) ed allora l'aiutante accorre, dapprima subito, poscia con ritardo, in modo che il cane impari a non cessare dall'abbaiare finchè l'aiutante non sia giunto. Tutto l'addestramento dura circa ·1 O mesi; esso richiede è vero pa·

·enza· -~d'. assiduità, buoni t;attamenti e sopratutto un iform ità di trat. . , \ . tamento da -parte dell'addestratore e e el suo a.ll~tan_tc. . . Ma aoa volta bene addestrati i cani rendono veri_ed 1mpo~tant~ s~r vizi; queHo di avamposti av'vertono l'avvicinarsi del nemico ai pie. 1· posti od alle oran ouardie, impediscono che pattuglie nemiche CO I '-' o . · !" · f , possano, inavvertite, introdur;ì nell'iutervnllo fra I picco I posti e _rd ' I~ gran guardie e gi ungere fi no al gross~, come 1~otrebl~~. avv~n1re sopratutto di notte; essi disimpegnano ott1ma?1eote il servizio d1 cor· rispondenza. fra i vari elementi delle truppe SI s_1curezza, li. qualuo:?~ or.a e éon qualunquti tempo; duranttl il combatt1 rne_nto po1tano av" .~1 fra le varie schiere ed anche f~·a le' varie _colonne ~·attacco, _sopratut:~ nelll\ guerra da montagna; infine dopo il combattnneoto, e ~- que: tt nobili animali che .può essere aflìdato con sicurezza e vantaggw 11 dlf· , fiéile ~~~ pito dell~ ricerca dei feriti . Zl

in

d) Piccola cronaca. AUST;R,IA UNGHERIA

lsP,_ettorato generale deli'arma dj cav~l_leria. - S . . M. 'I' imper~tore h~ approvato tina nuova istruzione per I i5pettorato ,generale dell arma d, cavalleri,a. Finora le sue ispezioni non comprendevano. che i ·~·eggimenti, la s~uola dei ca.detti e l::.1 scuola d'equitazione, or-a mvece s1 estenderanno anche ali~ bri<rate, in ispccial modo per quanto ha . trat~o al comand~ tattìèo .. Le not: ·cnratteristiche dei coma ndanti di brigata d1 ca valle'.·,a glt ·saranhQ perciò trasmesse dal Ministero affinchè possa ~pporre 11 suo giudizio. ' Ciò- fino ad ora non era possibi le giacc'1è il rlefunto ispettore. ge?era~e ' b;rone G~mmi;gen era meno anziano tli taluni dei comandantt d1 bn• gata aventi il grado di tenenti generali. . . . 1 Ca'ltlbi di guarn:i,gione. - Il i 0 reggiment? drag_oni d1 ~tanza a \~ ,1en_er Neustadt è partito per la sùa nuova sede d1 Ol1mLtZ ed e stato so~t1tu1t? dal ··4o )'eggimento di dn1goni che trovav:isi ad Eons. Nell_a s~conda r?eta di settemore il reggimento di fa nteria N. Si barone Bauer $ l portera da Vienna a Mostar e sarà sostituito dal reggimento N. 81 barone Wald~ $tatten,- che ba o~a un battagl ione ed il quadro di battaglione di complen:iento ad Iglau in Moravia e 3 battaglioni a l\fostar.. .


\

;

', '

665

NOTIZIE MILITARI ESTERE NOTIZIE !IILITARi ESTERE

I tre battaglioni _delle truppe_ bosniache di stanza a Vienna e quel.lo di stanza a Budapest saranno sostituiti ·da altri battaglioni della medesima truppa. ' · · Fortezza di Temes,,;àtJ·. - Coù decreto. imperiale del 23 aprile· ·1892 pubblicato nel giornale militare del 3·1 maggio (Ve1"01'dnungsblatt) la città di Temesvar in Ungheria è stata radiata ·dal numero di quelle fortificate. La fortezza. di T_emesvàr fu , cbstruita da Hunyady voivòd della Tnnisilvani11 nell'anno H,43. Nel!' anno 1552 venne conquistata da Beglei·beg Mhmed dopo una eroica difesa. Rimase per 1M anni iù potere dei turchi t: venne liberata dal principe Eugenio di Savo1a nel 04 6 ritornando in P?tere 'dell'Austria che ampliò la fortezza. Nel 18i9 Temesvàr ,•errne assediata_dal generale unghere~e VecsHy . èlal 25 a p1·ile al 9 agosto, giorno in cui dovette togliere l'assedio in seguito allà sconfit~a che il ·generale austriaco Haynau inOisse ai generali ungheresi Dembinski e Bem fra Temesvàr e Klein-Becskerek. La città di _Temesvàr conta ora 32,000 abitanti. Grandi manovre. - 'Alle notizte µubblicatè nella Rivista Militare del mese di giugno circa le grandi manovre fra il 4.° C(lrpo d'armaLa di Budapest ed il 13° di Agram aggiungiamo le seguenti ricavate dai p~riodici militari. La 3,1 a diyisione si radun~rà a Fiinfkirclien, la 3211 a Bouyhàd, la ,f g• b'rigata di cavalleria pres:;o Istvàndi (ad ovest di Szigetvar) ,;on le truppe speci~li, cioè due reggimenti d'artiglieria, due se;lioni di sanità ed un battaglione di pionieri col materiale necessario per gettare un ponte sulla Drava. Tutte le tr?slocazioni avverranno per via ordinaria. La fanteria si porterà da Budapest a F(tnfkirchen in sette, a Kaposvàr in sei, e a Bonyhàd in selle giorni, percorrendo' in media da 26 a 30 chilometri al giorno. . , . Si faranno durante le manovre esperimenti su vasta scàla circa il . rifornimento dei viveri in base al nuovo regolamento sul vettova<>liao. mento in guerra, di cui abbiamo· dato ,un cenno nella Rivista .Militare ~el mese· di marzo. Tele,qrafi,a, da càmpo. - Nella seconda metà di luglio gli ufficiali di cavalleria che hanno frequentato il corso di telegrafia militare, prende. ranno parte a_d esercitaz_ioni di collocamllnto di telegrafi da campo. Viaggio d'istruzione. - Gli ufficiali del corso, snperiore del genio di Vienna hanno visitati i forti di Predii, di 1\lalborghetto e della Flits_cher Klause. Essi si recheranno poscia a Pola ed a Trieste. llfanovm co'i qu{l(lri di cavalleria. - Ha avuto luogo una manovra coi qirndri di cavalleria nèi dintorni d_i Fiinfkirchen in Ungheria.sott? là

. direzione deH'ispettore generale dell'arma di C!)valleria. A clett:i manérvra, · che clurò 5 giorni·, presero parte 18 ufficiali- fra · superiori ed - inferiori. 1

' '

FRANCIA.

Bilancio della marina per il 1893. - Nel progetto di legge per il bilando generale del ·I893 la , spesa per la marina ' è prevista in · L. 22J,395,000, cioè L, 5,998,668 in più dell'anno scorso. . Dal paragone fra il nuovo, bilancio e·quello in coi·so si rileva un'è, èonomià sulle spese del personale,. ed un aumento sulle spese di 'mano d~ope~a e del ,materi~le: e dall'esame dei singoli capitoli si desumono le differenze che sono qui appresso indicate:

Cap. , 2. Spese per uffkiali naviganti ed equipaggi - L. ,1,000,000. », 9. Paghe per costruzioni + . " 1,539,300. > 18. Costruzioni navali, ed approvvigionamenti della flotta 958,-i-OO. , » 19. Acquisto di navi nuove dall' iuçlu$trfa pri.. vata » 1,4;15,203. >~ ,J 9bis. Acquisto straordinario di navi dal!' industria . · privata'+ . . . . . . . . . . ·n 6,000,000. » r20. Acquisti per le costruzioni ,nuove » 4,000,000. )> 21. Artiglieria ed armì - · . . » 1,000,000. \> r 22. Artiglierie, polveri e mun.izioni ,f ,000,000. io .23, Siluri i) . ,f ,000, vOO, • I » 2.1. Viveri » 500,000. . ;» 30. Servizio generale dei porti » 666,563.

+. . . . . ... . • + . . . . . . . . . . . .

+ . . . . . . . +. . . . . +

+ +.

•

'l'fo) ~·rogetto di legge. inoltre si autorizza il ministero ~ continua.re ad intraprendere la costru.zione dei bastimenti i cui nomi figurano lll 1;1pposito annesso che sarà ulteriormente distribuito; si stabilisce l"amrnontare degli approvvigionamenti da mantenersi da. u·n massimo di 1. 413,'600,000 ad un minimo di L. 62,00Q,OOO; ed infine. si autorizza iÌ ministero a consegnare all'industria privata, per essere utilizzati, ·il vecchio materiale che si trova nei magazzini fino al valore di L. 2;75Ò:ooo, il prezzo dovengosi calcolare sul valore per il quale gli industriali lo accetteranno. ·· La Camera francese ha chiuso con la seduta del 5 luglio la discussione dei crediti straordinari per la marina chiesti . dal ministro Cavaignac in special mo~o per armar le navi d1 cannoni a tiro rapido. e pet creare


666

NOTI ZJE MILlTARI ESTERE

una nuovn artiglieria. Questa discussione dette luogo a un vero duello oratorio fra il ministro e il lea.del' dell'estremn sinistra Clemcnceau. Dii 20 anni, esclama il mini$Lro, approvaste senza esitnzione, qun1uuque più ingente sncrific.;io vi si domandi per l'esercito di terra, mentre ogni vostr:1 esitazione la riservaste alla marina . Ora si trattn di sapere se, finalmente, siete disposti a dimostra re per la difesa mariuima lo ste::so patrionismo che dimostraste per la difesa terresire. La Camera approva con t3,t voti contro '.:.!3 il credito di 39,000,000 quale fu richiesto dal ministro. Nella stes~a seduta del 5 luglio la Camera ha :ipprovato all'unani mit:1 un credito straordinario su ll'esercizio 1892 di -18·1 mila franchi, per l'acquisto dell'isoln del Levanle. Come è uoto quest'isola deve servire a comp letare la 1lifcsa delln rada: di Hyères, settore mr1ritlimo del campo trincerato di Tolorn~. Le manoiwe navali del 1892. - È noto che non vi saranno, quest'anno, grandi manovre navali propriamente delle nel Mediterraneo; ma il periodo d'ist~·uzione dei 1~iscrv isti darit luogo a importanti movimenti delle due sqnadrr fran cesi con simulacri cli attacco e di dife,a e con un esperimen io parzia le di mohilit.azione. Le prime manovre si elTeuueranno dal ì al •I O luglio fra la squadra d'ev.oluzionr~ .del Mediterraneo, considerata come nemica, ~ la dife,a mobile di Tolone, che difenderà il tratto di costa fra Tolone e Marsigli·a. Le torpediniere della difesa mobi le in numero di sei sa ranno rinforzate dalle cannoniere corazzate 111itrnitle, Piiséc e 1lchéron. Da l :l8 luglio al 10 agosto avranno luogo manovre nuvoli· fra le isole di Hyeres e Villafraoc:i alle qua li prentlerà parte la squadra di riserva del Mediterraneo . La· squadra del Mediterraneo sarà rinforzat:i dagli incrocia tori della squndrn di riserva, e la difesa mobile sari, anch'essa complet11ta coo le torpedin iere del la Corsica e rlel l' Algeria. Queste manovre consisteran no ,:pecialmente in esercizi di Htiglieria e di torpediniere; si esegui ranno simulacri di auacco durante ire giorni, dopo i quali le due squadre si riuniranno alle isole di Hyéres . GERMANIA

Gara di resistenza ci cavallo. - Dopo le grandi manovre di que· st'anuo sari\ faua tra ufficiali tedeschi ed austro-ungal'ici una gara di rési5tenza n cavallo consistente nel percorrere la distanza BerlinoYieoo:l o vicever~a nel minor tempo possibile e senza cambiare cavalcatura.

NOTIZIE llllf, I TARl ESTERE

667

Entram bi i sovrani di Germania e d'Austria-Uògheria hanno stahiliw premi d'onore per la gara . Il premio dell 'imperatore Gugl ielmo toccherà n quello che giungerà primo tra gli ufficiali austro-ungarici, e viceversa il prem io dell'imperatore Frnncesco Giuseppe sarL, dato al primo tra gli ufncia li tedeschi. Altri premi iu denaro, saranno destinati a quei concorrenti che, dopo i primi, avranno impiegato minor iempo nel percorso . Intanto in ciascuno dei due Stati si ò formato un comitato di ufficiali per .§tabili re le regole del concorso e quanto ad esso si riferisce. RUMANIA.

Bilancio e ordinamento clell' es1:rc'i,to. - Il Jllonitor ul Os1,ei i\'. 17, del corrente anno, pubblica il ri parw delle somme stanziate pel bilanci,o della guerra, per l'esercizio ·1892- i 893. Fondandosi sul nuovo ordinamento dell'esercito rnmeno, ess~ serve a coostarnre l'attuale composizione dell 'esercito stesso. Il bilancio delle spe,;e del Ministero della guena ascendo a 38, 982,04-7 Lire (Leì), così ripartite : Amministrazione centrale. Stati ~aggiori centrali Giustizia militare Scuole . Stati maggiori dei corpi d'armata e delle divisioni C'orpi di trnppa. Siabilimenti e operni d'artiglieria . Stabilimenti e truppe d'amministrnzione . Servizi e truppe snnitarie . Ji'.lottiglìn . Equipaggiamento delle tr'uppe Materiale d'artiglieria, genio e da incendio. Risca ldamento e illuminazione . ~imont11 e foraggi . l\lission i, trasporti e ricognizioni Soldo di di,-ponibilità e riforma Campi d'istruzione e manovre . Processi e spese carcerarie . Trasporti milita ri per ferrovia . Totale

595,H5 60·1,052 233,6,t O 97i,ooo ,, ,325,413 18,733, 600 586,700 4.:23,500 !)90,4.42 1 ,506,225 4,355,000 ·1, 790,0 00 805,000 3,5113, 000 370, 000 50,000 4,480,000 48, 760 600,000

. 38,982,0fi.


,: . t .

668

NOTIZIE MILITARI ESTERE

La compo~izioné dei corpi risulti\ come segue: Genio: 2 reggGnenti, ciascuno su 3 battaglioni a 4 compagnie e 1 compagnia fuori rango. Fanter-ia: a) ,i battaglio~i c.acciatori, ciascuno su i comp_agnie e un plotone {. r.; b) 33 reggimenti (detti dorobanzi), éiascuno di 3 battaglioni, (1 permanente e 2 con' scambio) ('I) ed ;1 ploton~ f. ,r., 9 reggimenti hanno la ·musica; e) 2 compagnie di gendarmi. Cavalleria: a) 3 reggimenti di linea (Rossiori), ciascuno su .i- squadroni e plotone f. 1·.; b) 12 reggimenti territoriali· (calarasci), di cui .i- su ii squadroni permanenti e ,f coi;i scambio, e s·su -I squadrone permanente e 3 con scambio; · e) 2 squadroni ca:larasci, con s~ambio, della Dobrogia; d) 3, squadroni gendarmi a, cavallo; e) 4- squadroni treno .. Artig lìe1·ia: a) 12 reggimenti d'artiglieria da campagna: ti reggimenti di corpo d'armata, ciascuno su 2 batterie a cavallo e 3 montate; 8 reggimenti divisionali, ciascuno su 5 batterie montate. Totale 60 batterie (8 d'artiglieria a cavallo e 52 montate); b) •I reggimento artiglieria da assedio di 1O compagnie ed 1 pio~ tone f. r.; e) 2•1 sezi·oni pontieri; d) 2 compagnie e •I sezione operai, aclclette ai vari stabilimenti di artiglieria. ' Tmppe d' aniministrazione: · a) ·I compagn_ ia operai, addetta al laboratorio di confezionamento; b) 5 compagnie di su.s sis(enza, addette ai depositi regionali di sus·sistenza. Personale sanit(trio. _:. 4- compagnie di sanità e ·I sezione di sanità. Ji'lottig lia: a) 1 divisione degli eguipaggi.; b) De.posito e scuola della flottiglia.

Riassumendo si hanno le unità indicate nel seguente specchio: -~

.,e e "8,

·;;;

I-~

to g

"e

.'O

u

u,

o

ti:

·a o

ebl)

..=....

a.

~

"'

o

e:;

;:::

O'

e-:e,.,

I. .,

::,.<> ·20.<1>...

.~-g~

·;:: ~ ·~~

:§

i """'

g;;I

F=. _,

;13 9\l 396

, Fanteria di linea . · .

4 16

C:acciatori ~

di linea

.

Cavalleria Ì ' territoriale ~ da ~ampagna. Artiglieria ( da assedio e comp. operai. Genio. .

12

312\ 1

(t)

:1= 2

I

- 141

4 6 2

Gendarrpi . . Flottiglia, (una divisione)

2i 1

12

6 24[

. Truppe di sanità . . . . Id. d'amministrazione

--

54

GO

Treno

3

SVIZZERA.

"' s,raglionàmento delle munizioni. - L'as$emblea fe<lerale ha sanzionato il 29 aennaio 1892, un decreto il ' quale stabilisce una dotazione totale' I di 500 cartucce per fucile, la quale sarebbe scaglionata ne modo seguente : Munizionamento della fanteria. O

\

l .

·o

,,s

g"a ,.:... ~ Q....

z·~

O

'

s'c AGLI ON I

Colpi perogni'rucile

Dotazione iriividuale del soldat6 , . · · · '150 Nei due casSOlll ~i batta%1!o_ne (21-,000 cartucce) , 35 Nel cassone del parco dm s10nale . . . . · 17 f12 Nel tassone del parco di corpo d'armata . . 17 I t2 1 1

Totale sul corpo d'armata . Nel 'casson~ del pàrco di deposito , Jn magazzino.

i20'

Totale gen_erale.

500

(i) Cioé battàglioni il cui personale non presta un servizio continuato, ma dandosi

il cambio per turni.

669

NOTIZIE . ~tlLIT';A. Rl· · ESTERE

(t)

Compresi i 2.squadroni della Dobrogia.

43 -

~NNO XXXVII,

vo~.

.,

Il •

n ,11'2. 262 ·112


670

NOTIZIE MILITAR{ ESTERE

La cifra di 220 cartucce presso il corpo d'ar~ ata è sensi bi lmente ioferio~e a quella stabiliti\ in Francia (258) ed in Germ ania (262), ed è quasi uguale a quella stabilita in Austria (2H ), dove però si pensa di aumentare 1:i dotazione individuale. da tasca , del soldato ( 100). - Bisogna p~rò notare.cha presso questi eserciti si dispone, oltre il pàrco di cor~o ù ormat~, dt un parco d'arm11ta atto a riforn ire le truppe ben più rapidamente d1 c-0me potrà farlo il parco di deposito svi'zzero, i1 quale ha mezzi di trasporto limitatissi mi Si consideri, inoltre, che la cavalleria possiede presso il parco di corpo d'armata svizzero due cassoni contenen~i ci:iscuno 7500 cartucce ,da moschetto ed 8000 da revolver (parte destinata alle altre truppe montale del corpo) ; ma le armi speciali, non avendo cassoni da munizioni, dovranno riforn irsi presso a), scaalioni della fanteria. , " "

il'lun'izionamento deU' artig tier·ia.

SCAG L IO NI

~~

l

!Numero Numero di colpi di ~ cassoni per per batteria ba teria p.izzo

I

I I

P , esso · la batte,•;a. . . . . .

g É 2° scaglione parco (divisionale). .

<~

ce,.

3°

id.

id.

(parco di corpo). -

Totale presso il corpo d'ar mata. Parco di deposito . Magazzino al deposito

.

Totale generale.

6

(t) I 0261 171

2 2

\2) (! )

-

--- -

10

-=-

-;-

12

2861 47 '/5 286 4ì '/s 1598 :!66 1/3 244

/J

40 1

(3)1658 276

'/1

3500 583 1/ 5

I

L'approvvigionamento dell'artiglieria potrebbe ritenersi sufficiente se ,non si dove~se tener co~to della poca mobilità del parco di deposi to il quale non dispone che d1 2 casson i per batteria, mentre rrli altri eserciti hanno, inoltre, dei parchi d'armata. ~ (i ) Compresa la munizione degli avantreni deì pezzì e dell'a lTusto di ricambio (':!) Compresa la muniziono dell'avantreno del pezzo di riserva. . ·

(3) Com1m•sa la mun izione des tinata al pezzo di ri ~erva.

NOTIZIE BIBLIOGRAFICH E

a) La stampa periodica militare tedesca ed austriaca, Accennammo già in uno dei passati fascicoli l'importanza llssunta dalla stampa militare russa e come es~a. propostosi lo scopo di accelerare il movimento intellettuale nell'esercito russo, erasi pGrtata rapidamente quasi all'avanguardia deglt smdi militari per l'originalità di talune vedute e per l'intensità colla quale i vari autori si applicano a ricercare nuove regole e nuove deduzioni dai fatti avvenuti. Ci proponiamo ora di fn re un cenno riassuntivo del movimento letterario m ilitare p~riodico in Germania ed in Austria, i due paesi che colla Francia si disputano l'onore del primo posto per 111 quantità dei giornali e delle riviste militari io pubblicazione e che hanno certamente il primato per la profondit.à degli studi e· per l'iniziativa presa nel trattare le questioni più importanti. E qui noteremo anzitutto una differenza sostanziale fra la stampa mi• litare periodica tedesca e quella austriaca. ....La prima è in massima parte dovuta all'iniziati vi\ privata, la seconda è quàsi tuttn ufficiale e sovvenzionata dal Ministero della guerra o da istituzioni militari riconosciuta; la fòrma degli scritti, la scelta degli argomenti, il modo stesso di t-rattazione per contrapposti assumono un tarattere più scolastico, più dottrinalr, e regolamentare in Germania che in Austria. ' Gli scrittori austriaci sono in gran parte ufficiali in servizio attivo ed occupano, come presso di noi, i gradi intermedi della gerarchia ~ gli scrittori germanici invece appartèogono in massi ma alla categoria degH ufficiali deui zur Di.~position e pareochi nomi di generali e amraglr, cjuali Boguslawski, Scherff, Verdy du Vernois, Henk, figurano fra gli ordinari corrispondenti dei giornali e delle riviste. In Germania si pubb\ic,'lno i seguenti periodici :


672

. - NO'rIZIE BILIOGRAFICHE

. ·· . Il ll!lil·ita·r Wochen~latt (foglio militare settimanale): fondato nel ,1s,15, diretto ora dal maggior generale von Estorff. Esso esce due volte Ja settimana (ordinariamente il mercoledì ed il sabato) è compre11de una parte ~fficial~ _(movin'.enti di perso11ale, concessione di onorificenze) per gh eserc1tt prussiano, bava,rese, sassone e vurtemberghese; una parte_ non uflicia~e in cu~ ~hiarissimi $Crittori trattano argomenti 'per la ma~s1ma parte d1 arte milttare e navale e di storia militare; una piccola cronaca militare estera, divisa per esercito; ed infine un avvisatore uni· v_ers_ale in cui sono annotati: i matrilÌloni e le morti degli ufficiali, le r1ch1este _de_i corp~ milita1:i di .individui per speci::ili'servizi, gli avvisi commerc1ah che rnteres:;~no gli uffici::ili e l'esercito, le .offerte e le richieste· di cavnlli di servizio. ' Un supplemento mensile tien·e conto della produzione letteraria rnilit~re tedesc~, ed in parte estera, si'.a periodica èhe libraria. Il Militiir Wociienblatt puhblica inoltrn quasi men,ilmente un Beiheft (allegato), piccolo opuscolo in cui sono coàtenuti lavori di una certa mole su argomen~i ?i arte e sto~~a militare, scelti con cura fra i migliori che vengano scntt1. La collezione di quest.i Beiheft riesce in sommo grado iutere::;saute e dà un'al_tissitE/\ idoa della cultùra degli ufficiali tedeschi. · Pure . bisettimanale è la Deutsche Heeres Zeitung (gazzetta tedesca dell'esercito) fond:na nel 4875 e pubblicata dalla casa Luckhardt di Derlino sotto la dirèzione (per la parte militare) del capitano Hoenig, . noto per l'opera magistrale: Storia di Oliviero Cromwell e per numerosi' studi tattici e strategici sulla guem1 del ·187.0-7·1. A questo gior,nale non mancano collaboratori di valore e lo . còmpongono normalmente: uuo o due articoli di fondo su questioni di attualità (politica, a11e e storia militare) spesso continuati per più nu·meri , 11otizie militari in· terne ed estere sia per l'esercito che per 1~ flotta, recensioni bibliograliche ed ~nuuozi. Questo giornale porta· spe$SO notizie sull'esercito tedesco che veugo110 utiliuate poi da tutti i periodici militari euro pei, mentre 1,l Mil:itar Wochenblutt è assai più mervato. _L'Allg.emei!le Militélr Zeitung (gazzetta · militare universale) si puh?hc,Y a Dt1;fl1lStadt due. volte la settimana e si avvicina per la forma · ed 11 tont.enuto alla Deutsche Heeres· Zeitt11n[!,, che può considerarsi .come la sua sorella maggiore. . .. Da diéci anni si è inizia ta qna pubblitazipne mensile unica nel suo gem:re la lnternationale Ret•ue ùbe1· die~gesq,mmten .4.nneen und Flotten (Rivista internazionale degli eserciti e delle llo.tte ri unite);, ne è editrice la casa Babeuzien di Rathenou e direttor~ Witzleben-VéndeJstein . Questa

NO'l'IZIE BIBLIOGRAFICHE

673,

rivista pubblicll in varie Ìingue articoli di diversa provenienza: tedeschi, austriaci, fr~ncesi, inglesi, italiani, danesi, ecc. Tali articoli hanno la forma di studi o di corri$pondenze militari e rappresentano un lavoro coicienzioso ed assiduo tanto che la Jnternationale Bevue è un prezioso aiuto per chi, voglia tenersi al corrente del movimento intellettuale mili, . tare europeo. Per' dare un'idea dell'importanza degli argomenti tratt~ti riassumiamo qui Je materie trattate nell'ultin10 trimestre scorso (aprilegiugno 1892). '

Germania. Il granduca Luigi IV di Assia considerato come generale. nella guerra franco-pr'ussiaua. . Gannot1i Kru pp da 30 ,;m., 5 su affusti idraulici. : I:.a batiaglia ·di Worth; studio di combattimento. L'attuale stato del la difesa delle coste in Germani:1. . Nornié principali per una descrizione militare del terreno. -Il Reichstag e la marina: del vice ammiraglio von Henk . . I A1tstna..

L'inipiego strategico della cavalleria: del colonnello · Valter von Walthoiten. '. li giuoco· di guerra marittimo . ·•JJ. combattimento . moderno: del tenente colonnello Zaiaczkowski. L'avvenire delle torpediniere.

ltal·ia. Corrisp~ndeuze italiane.

Inghilterra. . Dorrispondenze inglesi. ,, l;a' ·potenza militare .inglese e la sua difesa. · .

S'1n:zzera. _Ì:or.ga_nizzazione del servizio velocipedistico svizzero.

Framcia. Le·~~noHe. d'armata francesi nel 1891. ' , Tactiqu~ ·de marche et de combnt d'un corps .d'armée.


674

NOTÌZIE BIBLIOGRAFi'C HE

Russia. La·forza militare russa in Asia. Danimarca.

Lo stato attuale delle fortificazioni di Copenhagen. Spagna. Il riordinamento dell'e6ercito spagnuolo.

Turchia.

H passo dei Dardanelli ed il suo vero stato attuale. Recensioni. Noi abbiamo più volte letto le· corrispondenzé it11liane firmate «· Pellegrino » e siamo rimasti' meravigliati del modo col quale esse sono rednttc: chiare,concise, con apprezzt1menti, e previsioni esattissime, esse sembrano l'opera di un intero ufficio d'informa.zioni poichè riassumono 1'nensilrnepte tutti gli avvenimenti politici e militari della penisola e dànno notizie così complete e precise da costituire per chi voglia studiare il nostro esercito una preziosa e ricchissima fonte di materiali che a stento potrebbesi ritn;ivare nei nostri propri giornali militarì e politici. Questo lavoro di un merito non comune non esce nè d'al nostro paese, uè da un ufficio di informazioni di uno stato maggiore estero; è il frutto dell'opera .assidua ed intelligente di un sol(\ ufficiale che confinato in una delle più remote guarnigioni della Prussia .orientale lavora con ammirabile energia. La Inter·nationale Revue rappresenta: infine l'iniziativa privata in una pubblicazion·e analoga alla Revue .~filitaire de l'Étrangèr per -la quale la Francia impiega molti denari e una sezione i'ntera dell'état-major de l'armée. Annuale invece è la pubblicazione dei Jahresberìchte uber die Veriinderungen und Fortschritte in .Milita,rwèsen (Annuario dei ciimbiamenti e dei progressi· nelle disciplipe milifari), iniziata nel 1873 sotto la direzione del colonnello Li:ibell. L'ultimo volume uscito si riferisce al 1891 e com prende: I. Notizie sulle modi'ficazioiii int'rodotte nell'anno 1891 nel'l'organizzaziorie, degli eser<:iti: tedesco, belga, bulgaro, del Congo, danese, egiziano, francese, greco, inglese, montenegrino, olandese, norvegese, austriaco, persiano, rumeno, russo, s\iedese, spagnnòlo e turèo. II. Notizie sui progressi della tattica ·dì fanteria·, di cavalleria ed

NO'l1tZU!: BlBJ;IOGlUFiOHE

675

.· ' artiglieria; della guerra d'assedio; · dell~ anni portatili; del materiale d'artiglieria e sulla letteratura storico-militare. · III . . .(\,ppunti per la storia militare dell'anno ,t'89,I ; avvenimenti suerresc~i ·del i 891; necrologie. ' · · IV'. "Indice alfabetico, L'imporianz.a di un simile lavoro è manifesta e l'utile cht: si può ricavare da tale pubblicazione non resta naturalmente limitato alla sola Germania. , l>i .~nere a.nalogo quantunque si pubblichi a fascicoli pressochè mensili è I' Archiv {ii;r ,Artitle1·ie, und Ingenieur Offìcìere de1· deutschen ·ilei~hshee:Cs che si pubblica ·a Berl'ino con carattere quasi ufficioso. È mia rivista tecnica per materia simile alla nostra Ri'vista d' Arti- , . glieria e Gen'ÌO, ma con carattere meno periodico ed informativo; può ritenersi una raccolta di memorie attinenti alla tecnologia mi litare orainata allo scopo di seguire il razionale sviluppo di que,;te materie. (Cori:tinua).

. b) Bollettino bibliografico.

· I._ Sommario delle Riviste militari italiane. R~~ista d'Artiglieria e Genio (giugno). De Feo. - SulÌa compilazione delle istruzioni pratiche di artiglieria Figari. _:_ Sui danni nei bacini di raddobbo di Spezia e Taranto. San Martino. - Illuminazione elettrica nelle batte.rie da costa. Zanoiti. - Strumenfo completo per levate a vista. Miscellanea. · - Notizie estere. - Bibliografia. · lti'l>ista d'i fanteria (giugno). L'imìi'iego della fanteria nella guerra di fortezza. Il reclutamento della fanteria di linea. ~etterè sul regolamento·d'es-ercizi per la fanteria. Giosuè, ' Varietà: II regolamento di manovra della fanteria austriaca. Le perd\.te in guerra. - Il distacco della guardia sotto Luigi XIV. Cronaca~ , · Rivist0t marittima (giugno). Solia!li. - Sulla resistenza èll moto delle navi. Prasca. - La marina da guerra di casa Savoia dalle sue origini in poi. G . , erra . .- ·,Le reti parasiluri. ·


676

NO'.l'IZIE BIBLIO GRAFICHE

Bravella . - Iotorno all'Africa. Salva ti. - Vocabolario di, 'polveri e d'esplosivi. Crooaca (Repubblica Argentina, Austria, Ch ili, Danimarca , Francia, Germania, Inghi lterra, Messico, Olanda, Portogallo, Russia, Spagna, Stati Uniti, Tunisin). Gfornale medico del R. esercito e della R. marina (m:iggio). Articoli uotevol'i : Sarol i. - Della genesi del pensiero. Aprosio. - Inumazione ed incinerazione dei cadaveri in guerra. Relazione med ico-statistica militare per l'annò 1890. Conferenza internazionale della Croce Rossa . Servizio sanitario militarn nel Senegal.

2. Amministrazione militare .

' La · Revite militai-re de l'Étrnnger (giugno) esamina molto iu disteso il bilanc'io della guerra 'in Germania pel ,t892-93, rilevando le cause dell'aumento apporw.to di circa 18 milioni alla som1J1a elevatissima dell'anno precedente, ·sicchè le cifre deii'e spese votate sono queste:

Bilancio ordinario L. 53·,i,,~ 06;447: 50 » straordinario» rn9,8H ,608: 75 L. 703,9-18,056 :25 .

- La Re'D ue du Service de l'lntendance .Mililaire (maggio-gingno) continua la pubblicazione dell'analisi critica ·dell'intendente M. Dupain sull'Ammin'istrazione ,nvi?itare itaHana e dello studio sul · funzi oirnmento dei {orn·i da campayna con esempi trntti dalla guerra francogermanica .

3. Organizzazione degli eserciti. Molto· esatto cd im portante lo studio sulle /'orze russe in Asia con · tenuto nel fascicolo di giugno della Internationale Revue, di cui diamo qua un breve riassunto.


,.

r ,.~

~

~

•

CrRCOLI MILIT A·RI

GOVERNI

in cui è clivisa

Abitanti

compre5i in ogni circolo

la Russia Asiatica

Il Turkestan .

. .

,, I

. ' ·,

·Amur

Omsk

.

.

Irkutsk

•

.

'

. .

Transcaspio .

Caucaso

. .

l

I

:I

.

I enisseitsk . . . Iakustk . ' Amur. . . . . . Coste del PacHìco. Transbaika l . . .

!

' Ural

tecniche

dj

artigliei:ia .

t,attaglioni squadroni compagnie

25 t/2

' 32

1:~

3

Il

.,

~ ....N

8

.

: ( 1,124,000 7,27-J,64-t

.

l.zj.

2-

H

I

(

:)

.

,2

tx, •

tx,.

700,000 2,961,142 .

21

12

~

1

6

.... o

.(i) ;., :i,.·

Tomsk . Tobolsk • 4,432,000 4,145,063 Akmoleritk . . Semipalalinsk . . . . . { Ursam Ada . Aschabad. . . . Merw . . . . . . . i 5,340,00~ 554;860 Kerki . . . . . ~ Stauroool, Terek . . Kuban: Tiflis . . . 7,285,0~0 !1:72 554 Baku, Armenia . . ' Coste del Mar Nero. . . I I

.

.

.

.t

~ .:ì

\

Cavalleria

H

.

. .

'l'l'UPPO

r------

3,145,000 '1,060,000

Amu Darìa . Irkutsk . .

Batterie ·

Fante~ia kmq.

Semirietscensk. Kokaud . · Samarkanda.Sir Darìa .

..

Superficie

I

I

Gt:TA RNIQIONE

I.

l;,j ,_

G

(>.

1

...

I '12

14

9

1·

126

90

·3

36

o

Il:. l.zj

,


,,

NO'l'IZIE BIBLIOGR>\.P'ICH·E

NOTIZIE , BIBLIOGR:A,FICHE

- .Asiai 'intétessanm è il sunto del Rapportb fatto dalla Commissione del bilancio francese circa l'ordinamento ·del ser11izio ospitalier.o ;nel, 90-oerno m·ilitare di Parig·i ed i progetti in corso cioè di alienare g)i osped_ali del Gros Caillon e di St. Martin ~ di impiegare i prodotti della vendita nell'ampliamento di quelli monumentali di Vìncennes e di V.al de Gràce. (Progrès militaire del 2-2 giugno). - Il Jo1trnal des Sciences illilitaires ha iniziata la pubblicazione <li un articolo che riuscirà interessante. per conoscere lo stato intimo dell'esercito francese ed ha per titolo: L'avancement dans l' armée en 1892. Finora hanno veduto la luce i due primi capitoli che, dopo aicuni preliminari storici, esaminano le cause che hanno ·condotto all'invecchiamento dei quadri. La- guestioI!e non mancherà certo di interessare anche nel nostro paese. 0

4. Strategia.

'

I

·- La parte dei' lavoro del generale Leval sulla Strategia pubbli·cato dal Joit-rnal des Sc'iences militaires di giugno comprende i seguenti argomenti : · La pratica e l'esperienza; Tr,asformazione delle combinazioni della guerra moderna; Diffìcoltà crescenti della direzioue delle masse. l\iez1.i per attenuarle. - Interessano- le· <.:onsiderazioni strategiche contenute nell'articolo della .I)eut-~che Ifeeres Zeitung (N. 50) intitolato Difesa delle coste frcinces'i,.

5. Tattica. -=- SÌ.llla Reinrn illilitaire Suisse è notevole JJno· studio sul muni.! .ziona~nerlit'O occorrente ad corpo d'armata. Osservando. che-il ·munizionamento svizzero è così ripartito :

un

Cartucce· per ogni ·soldato

col soldato , sui carri di battaglione. col parco divisionale . » » di corpo d'armata

mo

Colpi per' ogni pezzo

colla batteria . ·17,1 35 col parco divisionale . 47% 17t;2 » » di corpo d'arma,a , li7% 171/i Totale 266 i/3 Totale 2.20

ed attesa la re~ente deliberazione del eonsiglio federale che porta il numero: delle cartucce e dei colpi a 500 compresi depositi .centrali .

6ll9'

1:autore maggiore Manuel' conclude essere indispensabile che la fan-· teria svizzera porli il suo munizionamento nel corpo d'armata almeno' a 255 cartucce e l'artiglieria almeno à 292 colpi per pezzo. • Jj)e l'a Ri'Ve. -'- Les formationS' d:e marche du corps d' a1·mée .~uisse .. Ginevra, Georg. ,_ Sul .Touraat des Sciences ilfilùaù:es di giugno due studi: PreparaVipn du tiretir pour ·le champ de bataille e Quelques observa,tions sur le ser·vice dc l' artillerie de campagne. . --'· Sul M'i:litar Wochenblatt del 29 giugno leggesi un interessante confronto · fra le prescrizioni per l'attacco e la difesa nel , combatii;.. mento di fanteria in vigore negli eserciti: . tedesco, russo, austri_ac.o e fr.ancesè.·

s.· Storia militare. Annessa alla Reliue A-fititaire Snisse del 17 giugno è da segnalarsi una ·carta topografica del campo di batta.glia della Bert'.sina 26-27 e ~~ n,ovembre '18·12 colla indicazio~e delle posiz-ioni occupate dai due av,versari nelle tre famose giornate. . ' >= Nei Bevhe{t d-el IIWitar Wochenb.fatt è inserita una bella conferenza del capitano Scha:umann sulla guerra civi-te chilena. · - li maggiore di· stnto maggiore :11istri11co · ha pubblicato sulf' Organ der m'i·l ilar 'wissenschaf'tlichen Vereine uno studio sulla guerra del 1794 cqtredato da tav:ole contenente i piani delle battaglie di Tourcoing-, Ca@on. Fl·eurus, i combattimenti di Gosselies e di Rouveroy al passaggio de.Ila sa·mbra, uno schi-zzo d'insieme delle operazioni di P ichegru è J'ourdan e delle· operazioni- fra Sambra e ~Iosa. Il lavoro accuratissimo ·e ricco di considerazioni comprende: , '0'no sguardo politico-militare alFEuropa nel prhicipio del· 179i . -' Là guerra in Belgio ed in Olanda. (Situazione inizial'e e pi,rni d'opèraiiohe d·ei francesi e dei coalizzati. - Operazioni cli Coburgo, Piéhegru, Clerfoyt. - Resa di Landrecies. - Operazioni sulla Lys, J-a Sche-lda e la Sambra . ...,,_ Passaggio della Sambra .da parte dei francesi. ·..,,. A.sse~io di Ypres. - Le due bauagtie di Fleurus del 16 e 26 giugt10. ~ Ritirata dei coa.lizzati verso la Mosa. -'-- Offensiva di Jolirdan contro Clerfayt e ritirata di questo dietro il Reno. - Offensiva di Pichegru· cò'ntr-0 York e ritirata <li questo sulla Waal. ..... Campagna di inverno di ·Pich·egru in O\anda). Il lavoro di molto interésse storico e ricco di diati, di tavole, di notizie meriterebbe una tratluzione in italiano. , - iJfaslowski. ~Jateriali per la sfuria russa. Di fJU'esta grandios·à


680

NOTIZIE BIB~IOG&AFICHE

raccolta il Beresowski di 'l?ietroburgo ha pu6blicato un aitro volume: La · guerra d'inverno del 1705,1706. -: Fùisk ·militar Tidskrift (gjornale mi litare finlandese.) si occup~ da qualche tempo d'il lltStrare ·la storia m_ilitare Ff,nlandese con opportuni studi. · . . . . .NeC mese di maggio ha pubblica.io interessanti lavori fra .cui : I i:eggiment·t della Botni.-i, orientale dal 180~ al 1809. - Stoi·ia mil·ftar;e di Fùiland·ia nel 1812. · , - È stata pubbHeata a Karlsruhe in 2. volumi l'opera storil'.·" di , Sckulte: Il llfa,r_qravio Liiigi Gugli elmo di Baden e la guerra èontro la Francia nel 1693-97.. _La importanza di questo lavoro tratto da documenti origina.li è manifesia se si· riflette che le imprese militari di quel principe vennero finora li~nitate dai suoi b.iografi, alla vittoria di Slaurkammen contro i turchi (guérra dal ·I 683 al ·I 692) ecl alla guerra per la snccessiou.e di Spagna ('170·1-"706).

7. Tecnologi,a militare. . la descri.zione accurata cieli' attuale stato delle fortificazion'i, di Copenaghen leggesi nel I' lnternational Reoue d.el giugno. . - La Revue Maritime et Coloniale nei suoi fascicoli di maggio e giugno h~ uuo ·scritto assai compléto circa la nav(qazione aerea.di Dex e Dilios. Qnesti due ju:iegueri, convin1i che la navigazione aerea sarebbe feconda. di risultati, pro.pongono un sbtema razionale di viaggio · basato unicamente sull'utilizzazione. delle correnti aeree. Lo studio. in parola è. condotto con tale serietà di criteri scientifici che merita un' aLtenta considerazione, - Sùlla. medesima ri; ista trovasi distribuito in parecchi fascicoli uno studio storico sulle trU;ppe della ma,rina francese da.l I 622.al 1792, che è_; di un grande interesse sia dal lato storico generale come-dal la.to delle speciali notizie relative alla marineri~ francese. - Interessante il lavoro di Hmnilton, leuo .alla presenza del. duca di Edimburgo nella Hoyal United Servic~ Institntion, e riportato .sul relativo giornale di giugno, sulla Elettricità. e la sua applicazione ma1'ittima. - Attesa la crescente importanza industriale ' .del!' alluminio è di somma importanr.a il conoscere com~ si comporta questo metallo leg".' gerissimo in contatto colle sostanze alimentari . , Questo studio è stato fatto al labor~toriÒ del • Comité ·de l' lutendance »} Parigi ed i ._ri-

NOTIZIE BIB1,JOGRAFJCHE

681:

stiltàti sono pubblicati sulla Revue de l' lritendance Militafre (maggio. giugno). I chimici Luhbert e Roschev avevano annunciato · fino dal · ,~890 che il vino, il caffè, l'alcool attacc11vano J'allriminio; , dal le recenti ~esperienze risulta invece che~l'aria, 1: acqna, il vino, l,a birra; -il. caffè, il btte, l'olio, il grasso, l'orina , la saliva hanno sull'allumin'.io un'aziòne ìneompa rabilmente minore che sugli 11ltri metalli co, munì (ferro, rame, stagno, zinco). Il sale di cucina e l'aceto lo intaccano, ma così debolmente e producendo sali tanto innocui da rendere certi che l'alluminio verrà impiegato sempre su più vasta scala nel}' economia domC$lÌCa e nel l'industria. - Plessner - Uno sguardo alle gra.ndi invenzioni del· ventesimo secolo. ,io L', iwvenire della trasmissione elettrica a distanza. Berlino, DiÌmmler. L'autore, capitano dell'esercito prussiano, accenuat1 1 passi gigantes.chi della elettrotecnica e facendo assegnamento sul la combinazione del telefono, del radiofono, del fooografo preconizza merav\gliose invenzioni per comuoicare, scrivere, udire, vedere a distanza . .La lettura_è intei-essante ed istruttiva .

8. Marineria. Come è noto, in Germania nelle recenti sedute del Reidistag ebbero Ìuo"'O numerose discus:;ion1 sulla ;·narina milita"re germanica, originate • i:) da' richieste di speciali crediti fatti dal Cancelliere dell'impero . La qui~ stione assai grave è riassunta lodevolmenie e presentata sotto il suo vero àspetto militare sulla International Revue iiber die gésammten Anneen und Ftotten d~l vice ammiraglio ·von Henk. - Interessante ~ulla medesima rivigta l'articolo: L'avvenire. delle tor,pediniere. --_ Dell'importanza mili1are maritlima del ca,nale del Baltico al mm; del Nord e delle sue relazioni strategiche co!I' isola dì Helgoland parla la.Reviie Militaire de l'Etranger (giugno) rile\'ando come a canale com:piuto la Germani11 potrà far muovere sui · due mari senza difficoltà e senza perdita di tempo una formid11bile marina colla qu_ale bisogna fare i..conti in caso di una gnerrn . , - Oltremodo interessante è là discussione svoltasi in seno alla Royal United Services lnstitution in seguito ~Ila confernnza di Elowes : 'l>osto ed impiego delle torpediniere in guei•1·a. Vi hanno preso, parte gli a~miragli Long, Colomb, Horohy, Stewart; gli uffic.iali dimarina Vi lmot, Bacon, . Sturdee, Denìson; il costruttore Thorn y Croft. ,

{

,.

.-


' I,

682

NOTIZI1E BIBL10GRA1'IOHE

NOTIZIE 'BlBUOGRAFIOHl!:

...,. L' Anny a1ul Navy GazeU<J del 2 luglio reca un parallelo fra fa forza della flotta inglese nel 1886 e nel 1892. L'importanza dell'argomento ci consiglia di riassumere i dati fondamentali in questo breve speQchio. ~ Incrociatori e

Navi da battaglia

ANNO Numero

Tonne!!aggio

I

Velocità In nodi

1886

72

524870 · 16. 75

118

1892,

79

6437691

112

18

minori

Tonne!-- , Velocità in nodi Jnggio

Numero

- - - '---i- -- - i- -- - -,-m - as-si_m_a._ 1_ _ _ __

navi

-

I

-

-

~ -o-ss-im_a_

218774

10.60

454292

20.50

9. Geografia. Colonie. Viaggi. Notizie sulla situazione militare francese al Dahomey si leggono ~ul Progrès MititaÌ1'e del 29 gi ugno, . - En Algérie -Gényville. - Piccolo libretto edito dal Lavouzelle. È una monogràfia breve e popolare della parte meridionale della provincia di Orano. - La pnrte dello stu,dio geografico milital"e delt' Alta Alsazia pubblicato dal cap. Fisch sul Journal des Sciences Militaires di giugno tratta della zona degli alti Vosgi. - Harmant - La vérité sur la retraite de Lang-Son. - Parigi, Savine. Benchè i documenti abbondino su questo episodio della campagna del Tonchino, l' autore ha creduto necessario dilucidare la parte un po' oscura di quella campagna ed il stto lavoro ha un vero carattere storico. L'interesse che esso desta io Francia è accresciuto dalla probabi lità che hanno i francesi di essere trascinati nell' impresa del Dahomey più lontano di quello che vorrebbero. L'autore attribuendo a mancanza d'iniziativa I disastri del Tonchino conclude il suo libro dicendo: I <' L'initiative, a pour base la coofiance du supérieur dans son su« bordonn.é. La con!iance ne peut s'infìltrer dans l'armée qne par un • juste seotiment de réciprocité. EIÌe doit venir d'en haut. Que le su« périeur donne à son subordoooé celte preuve de confiance de lui • accordar toute l'initiative à laquelle il a droit, et celui-ci donnera

683 « sans réserve sa confiance à son chef, et dans ceue confiance réci« procrue, l'armée puisera cette Coree morale qui, à elle seule con• stitue le priocipal facteu r de la victoire ,. ' Tutto fa credere che l'A. nel suo libro non abbia in alcun modo esagerate e modifi cate le responsabilità degli _avvenimenti e deve riusciFe ,bene spiacevole ai francesi il constatare come l'iniziativa .di cui 1~eee t-11~10 dif~tto n~Jl'~~née te~r·ible non ·si sia gran fatto s viluppata m segmto nei gradi pm elevati del suo esercito. . ~ :Per chi -~eside:i. avere una notizia sommaria del Dahomey e della s'.tuaz10n_e polit1~0-m1!,tare in quelle regioni sarà utile leggere )'apposito $tud1,0 ,pubhhcato sulla Recue du ccrcle lrfilitaire del 3 e 10 luglio.

IO. Politica e diplomaiia. Ha ved uto la luce a Berlino (Schwabe) un libro col titolo: L' tra . d&lla pace ed il sistema d·i, guerra dell' a1:r1Jenire. L'autore, certo ~ergén, ha avuto la disgrazia di tirarsi addosso l'ira ddla stampa mi1'.tare, perchè po~e co~~ principio fo odnment.ale il bisogno di pace che sr manifesta nell uman11a e combatte la credenza che la guerra debba , essere una necessitò . . A parte le opinioni diverse, ma non peréiò meno rispèttabili , il li bro e~ ~ sembrato ben fatto, meritevole di lettura, condotto spesso con serietà e ferm ezza di raziocinio, e data la su;i importanza limitata non ci ~ sembrato meritevo le di tanti fulmini ed anche di tanta réc'lame. Citiamo le parole ~el !a Deutsche Heeres Ze1tun9 del 2:> giugoo per diinostr~r~ come ~1a 11_11erpre1a1a nel mondo militare tedesco una pro, POSta :di neutral1zzn1one dell'A bazia Loreua che ;;i travede nel lavoro del Bergeo. 1 « Che un tedesco possa pensare i~ la I modo è spiacevole; ma che ' esso po:sa entrare con tali idee nel cam po della pubblicità è una • offesa ai sentimenti di onore nazionale se l'autore ap partiene ad uno « stato tedesco •. . Un linguaggi? simi le nella sta mpa ufficiosa' militare è pressochè 1gn?1_0 presso tir noi'. ove per molto meno si gri derebbe al I' inopportunità, alla provocazione et sìmifia. I tedeschi ad ogni lontano ac~noo di conciliazione si mostrano più battaglieri detioro vicini d'occidente.

- 1n c?ntrapposto a questo libro la casa Mittler ne ha pubblicato

~ altro d1 Bogmtawski: La guerr a nel suo-'liero significato pèr gli

gli Biati e per i l popolo .


NOT!Zl~· BIBLIOGRAFICHE

ANNO XXXVII

.Il. Letteratura lnintare _; Varietà.

,

I

· Il Ruskii Jnvalid N. 109 reca· noiizie di un esperimento eseguito con esito favorevole di un;3 ferratura in alluminio fatto nel reggimento. dragoni di Finlandia e~ 'al N. f0.5 .. dà il resoconto di una marcia di 4-17 verste in 5 giorni fatta dagli ufficiali e dagli esploratori del reggimento cosacco Ataman della cavalleria della guardia. Al N. ,f 03 porta il programma delle esercitazioni delle truppe del genio pel ·I 892. - Sul· Raz'lJiedcik sono notevoli: La descrizione della stazione sanitaria mil'itare di Saki- in Taur1de ( N. 96) : - La casa Babenzien di Hatltenow pubblica a dispense un'opera di lusso interessante consistente in· tavole a colori di .tutte le varie unifonni degl'i eserciti e:µropei nel secolo XVIII e XIX. È uscito ora il 4, 0 fascicolo del 3° volume contenente 5 tavole, di cm d\amo. il titolo per far conoscere l'importanza dell'opera . 1 .,.- Trùppe anseatiche: ~volontari di Brema; cacciatore "'815. - - Italia : artiglieria a cavnllo e a piedi e treno dell'eseréito italìano sotto il principe Eugenio, •18•12. . · - Italia: reggimento dragoni d~lla guardia reale: hH 2. - Austria. : reggimento ussari Lichtenstein, 18·13. - Baviera: guardia del corpo, ,1835. . - L'educaz'ione per l'esercito e nell'esercito è il titolo di una lunga e dotta conferenza del colonnellù Graves stampata sul Journa·l o( the United Serzyice Instititt'ion. Si raccomanda per la praticità ·delle idee, per lo spirito di progressp che ispira l'autore ,e per la esattezza delle osservazioni fatte. ' .....:.: Nptiamo un importante articoio sul Prog·/'.ès mil'ita,fre del 2 luglio ' relativo al Commandement dans lés expiditions coloniales. ' . - Una memoria su IJlUcl~er e :;ul sµo carattere milit.arè può leggersi sul 1Hil'ifiir Wockenblatt del '29 giugnò.

RIVISTA: MILITA~RE ITALIAN /\.

DISPENSA X. -

1° AGOSTO 1892

0

c.~: e

Per la .Direzione 'Lonov1co CxsoTTI

:,

·maggiore M, M. 1 incaricaro

ROMA V

n ·E MARCHI CARLO,

-i;erenie.

o

G H

E

RA

E

N

. ·1 R I

TIPOGRAFO- !>DITO!\€

e o\ . J -i~

· •"t,j

I

\,

/


SOJUIARIO delle materie ·eonlenole nella presente dispensa

SLivVN11'ZA E PIROT (l)

SLIWNITZA. E PIROT. /\ Pag . IL NUOVO REG_OLAMENTO D' ESERCIZI E l' ISTRUZIONE 'TATTICA l>~LLA FA NTERIA. (Contiimazione e fine). L. Gay, ma,qgiore. . . . . » CONFERENZA INJ:ERNAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI .DELLA CROCE HOSSA. (Coutinuaz. e fine) . - Dott. G. Mendini, capitano medico » LA DINAMITE E LE ESPLOSIONI. - *,,. * . » LE MATERIE MIUT,ARI NEGLI AR.CHIVI DI STATO IN TORINO. (Continuazione) . - Pio Bosi, 111a,qgiore • NOTIZIE POLITIC0 -1\IILITARI ITALIANE

685

CONSIDERAZIONI 697

1,1o 72t 738.

)) . 751

NOTIZIE MIL~TARI ESTERE: ' a) Le stazioni haltes-repas .

.

b) ,La nuova ordinanza sui servizii territoriale, del le e d'esercizio ferroviario in !svizzera ·. e) Pie.cola cronaca

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

• » 756 t:, ppe

» 757

» 76·1 » 767

., '

È nolo che una delle ca use, o mPglio uno de' pretpsti della guerra del '18ì7- 78, fu per la Hnssia lit necessilil, più o mr no giustificata, di liberare dal gio),!o della Turc~hia i sudditi crisliani del la Bulgaria e delh llum elia . Il tr,ittato di Berl ino fece della Bulgaria un ·pr.incipato vassallo, e della Rumelia un:i provincia con ammini.strazione autonoma. tntlavia soggeua :illct sovranità della Porta. te tendenze della Bulgaria e della Rumelia a costiluirsi in uno stato solo cag-ionarono la rivoluzione rumeliola del 1880: il principe Alessandro di Batternherg, proclamato sovrano delle due Bnl· garìe,. mobilitò i primi due bandi dell'esercito e li concentrò in Humelia, pronto a difende re con le armi questa provincia contro un · possibile intervento turco La diplom,1,.ia da primtt volle in ciò vedere la mano della Russia ; ma ben tosto e bbe la sorpresa che la Russia appunto si rifiutò più energ icamente ad accettare i falli compiuti. Si aspettava che la Porta r ivendicasse con le armi i suoi diritti, tanlo più che gli avvenimenti della Bulgaria 1

{{) Tra le va.rie fonti a cui abbiamo attinto per la compi lazione di 11uc,;to lavoro, cl corre obbligo di citare più specialmente i Nette ·milihirisclie Bliitter del 90 e ciel 91. . 44 -

Al\i'iO XXXVII,


686

SUWNITZA E PlROT

avean di nitovo de;;l.nl.c le antich e aspirazioni d'ingrandimento della Grecia c. pi 1't ancora, della Serhin. Questa, gelosa delln vi<:ina Bulgaria, preLese che, a danno della Turchia, le si concEùessero le provinc~ dcli' antica Serbia; e per appoggiare le sue pretensioni e [e sue minacce.mobilitò le sue truppe allive. Ma la ]>orta, temendo di provocare un nuovo in lervenlo della Ru ~sia, non si mosse; protestò , come al solito, lasciando alle potenze firmatarie del Lrauato di Berlino il non facile còmpilo di definire le cose della Bnlgaria. Ad og11i huon conto mob ilitò un gro:sso esercito per <lare, se non altro, mag~ior peso alle sne proteste e tenere a freno la Serhia ~ la (~rec:ia: G0,000 uomin i fnrono concentrai.i ad Adrianopoli , per opera re. occo rrendo, co ntro la B11 lgriria; 40,000 ad lst.ib come minaccia contro la Serbiu ; i:>0,000 n .\Jouastir co ntro la Grecia; una riserva di ,l 0 ,000 uomini a Salonicco. Questa considerevole mobil i1azione di l'orze fece metler senno :1 i piccoli stnli balcanici. Jle )[i Inno compn>se esservi poco da :sperare da una J.!ll erra con la Turchi a: ma l'esercito era già n1obilituto: parve al re di non potere, senza clic il suo prestigio ne scapitas~e, rimettere nel fodero la spacla impugnala co n lant.a tracotanza e con tante min acce : si vol se ora contro la Bulga ria, imponendo al principe Ale:sa ndro o che questi ri mettesse le cose nel lo stato prim itivo, desistesse cioe dall'annessione della llumelia orien tale alla Bulgaria, on ·ero cede$se alla Serbia i distretti di 'l'm e di Widdiuo de lla .Bulgaria occidentale. Dopo trattative inutili, durato per <p1aL11·0 ~eu imano a Costantinopol i tra i rappresentanti delle grand i potenze, per comporre la vertenza fra Serbia, Bulgaria e Turchia , re Milano credette di non potere più indugiare senza correr rischio éli perdere autorità e corona. li ,14 novembre dichiarò la guerra alla Bulgaria.

T. Lo scopo politico tiella Serbia ern offensivo: impossessarsi dei distreUi di Widdino e di Trn , o per lo meno obbligare la Bulgaria a rompere l' unifirnzione già avvenuta con la Rumelia. Lo scopo militare dovern essere: battere l'esercito bulgaro .

ST,IWNITZA E l'lROT

687

Fin dal principio si manifestarono le consegnenze del poco accordo tra l'azione poli tica e l'azione militare. Le probabiliLiL maggiori di 1.Juon successo al pri ncipio erano infatti per la Scrliia. Sino alla prima intimazione di re Milano , la Dnl3aria a\'ea crctlnlo c.he la mobilitazione della SerhiR fos::;e una minaccia contro la Turchia, tanto è che quando tale intimazione avvenne. la maggior parte delle forze bulgare erano aucora in Rumelia, lontane dal confine serbo e inlenle a parare ad un' invasione dr~· Turchi che potesse partire dà Adrianopoli. La Ser bia poteva quindi aver da sua parte il vantaggio grandissimo dell'operar di sorpresa . ,\ gµi un~~si che il piccolo eserciLo bulgaro era appunto allora in cond izioni assai critiche di ordinamento e di disciplina, a causa dcll'irnproVYiso ri ch iamo di lulli gli uflìcia[i russi, il qua le ri chiamo lo avea privato ad nn tratto di Lutto lo stato maggiore. di tulli gli ufliciali superiori e di più d'una metil de' capitani . :\la re Milano lnsciò sfuggire il momento favorevole. Invece di dichiarar la guerra imm ed iatamente dopo la prima minaccia, perdè quattro settimane in negoziali inutili: nel frattempo la situazione politico-milita re andava cambiandosi in fav ore de' Bulgari. La Porta, più o meno palesemente, andavasi adatLa11do ai fatti compiuti , il che rende\'a disponibile per una guerra contro la Serbin l'armala bulgara che era in Humel ia ; il principe Alessandro facea im provvi~are for tifi cazioni e rafforzare il SUG esercito d'operazione con volontari e con uomini delle milizie; mentre dall'nllra purle gli :spiriti delle truppe serlie andavano logorandosi in quella lunga ed oz.iosa fermata al conGne, resa più molesta ed incomoda da una sla~ione ril,(ida e piovo~a. Un buon accordo tra l'azione politica e l'az.ione militare aHebbe ricl1ieslo, da parte della Serbia, che alla prima minaccia seguisse to::;to l'invasione, o che almeno quella fosse ritardata lino a che questa non fosse immediatamente possibile . Le conseguenze dell a ma11L:::rnza di tale accol'do si videro anch e nel piano d'operazioni della Serbia. Invece di proporsi come principale obbietLivo l'eserci to nemico, esso scelse tre punLi geografici : Widdino, Trn, Sofia. Ceno lo scopo polilico era appunto l'occup:izione dei cli strelli di Widclino e di Trn, e certo pure che l'occupazione della capitale poteva essere un mezzo per fare meglio valere le proprie pretensioni all'atto della stipulazione della pace: ma re-


688

SLIWNlTZA E PIR01:

SI.IWNI'l'ZA E PlROT

stava sempre come primo ed essenziale scopo quello di hauern l'esercito nH ersario: raggiunt.o questo scopo, le porle di Widdino e di Trn sa rebbero state aperte senza ;;l'orw. l\è diversamente andarono le cose dorante la campagna. L:1 triplice b,1tlaglia di Sli wnitzri avea non soltanto rintuzza ta l'offensiva de' Serbi, ma li aYeva ani:he tanto scossi che solta nto un rapiao concentramento più ind ietro, richiamando a sè anche I.i divisione distaccata del Timok, potea dare· qualche prohab iliti1 di ristab ilire le ,orti della guerra. Invece re Milano, non volendo abbandonare il tenitorio su cui avea me$S0 piede, e sperando sempre che per mezzo dell'Anst ri a si potesse conch iudere la pal'.e . o per lo meno un armistizio, non volle.che ritirarsi a pa:;so a pa:;;so, lasciando lutlavia sparse le sue tru ppe su larga diste:;a di territorio: e così l:1 divisione del Tirnok, operante R nord dei Dalknni e lontana parecchie marce, riceYea ord ini di tenersi a tutti i costi davanti a Widd ino, ed all'armata dell a Nischawa {forte di quattro division i), che opernva a sud delle medesime mon tagne, si ordinava di riwrda re e di r:il lenta re la ritirala per quanto fosse possibile. Le consng1tenze furono gna li doven no essere: le propo,te di pace si ruppero conLro \' incro llabile fermezza di Alessandro; l' esercito bulgaro, riunito, prese a sua volt.a l'offensiva contro il nemico diviso. riportando la vi ttoria di Pirot; il distaccamento con tro \\' iddino non ebbe alcun ri:-ultato, men Ire ,t 3,000 uomini <li più a PiroL Rvrebbero potuto cambiare rruell t1 sconfìtta de' Serbi in. una vittoria ed aprir quindi indirettamente le porte di Wirldino a re Milano. lT.

La Serbia potea disporre cìi circa li:i, 000 uomini di primo bando, di più di 25 ,000 di secondo e di altrettanti di terzo hanrlo. Per ass1cnrarsi nrw for te snperiorilit sul la Bulgaria, sarebbe sta to necessario di ndoperare per la guerra alliva tulio il primo bando e po:;siu ilrnente anche la ma:;;sima parte de,J secondo , riservando il terzo al !a sicurezza del l'interno ed all'osserva1.ione de' confìn i ai lati dell'armata di operaz ione. lrivece no n furono portati in campo che

689

53,000 uomini so llanio, cioù il primo bando,' e neppur tutto, et! al-

,1·,

cuni battagl ioni del secondo . Parve in Seruia elle le milizie rnm eli ote . non potessero prendere attiva pnrte al le opernzioni,. immobil izzate come erano dal le trnppe turche che stavan loro di fronte; che l' eseroito bulgaro, privo-dello ~Ln 1o ·maggiore e degli nfticiali rnssi , fosse un'accozzaglia di uomin i senza discip li na e senza condo l(.ieri, condannnta a sfasc iarsi n! primo urto. E ciò mentre il principe Alessandro facevaluLLo qnanto poteva per coudurre in campo il maggior numero di uomin i c!Je gli era dato di raccogl iere: COI COnCOl'$0 . del)e milizie e dc' volonta ri , gli riusci di mettere insieme 50,000 uomini·, .ai quali appresso si aggiL1nsero ancora 20 a ~H, 000 rumelioti, Altri no1cv1>l i in sngri'amenti offre !a campagna circa il frazionamento delle forze e la moltep li cità depli obbiettivi. Comin ciamo dalltt pa rte de' S.erbi. La ca tena balcanica divide il pt~incipato di Dulgaria in due parti: una, ma:;:giorn, a nord ; l'all1·;1; minore, n sud . L'olfonsiva serba aYéa dunque due teatri sn cui pot~re operare. T11 quello a nord sta fa for1eua cli Widd iuo, da cui il territorio prende nome, e sul qua le territorio la Serl1ia accampava pretensioni: i.n qnello a sud st1 il territorio di Trn, che r·e Milauo chiedeva pu re in compenso, e stR la capitale a·ell a Bulgaria. Quale · dei due teatri si dovea presceglì ere '? QuelIn meridionale, evidentemente; non gii1 perchè in es:~o 1m1 la capii.de - per quanto pure , queòta dovesse a vere un q u:ilche peso nella scelta - ma essenziàlmén~e perchè, secondo ogni probabilitil, lit si sarebbe incontrato il grosso dcll'eserci·to bu lgaroproveniente dn lla Rurnelia. Il teatro.a nord dovea pen~iò esser considernlo . come afTallo secondario. Stabilito poi che le operazion i dovessero svolgersi su.I tenlro di guerra meridionale, sarebbe si.alo nal.urnle che esse non fossero t·istrette ad una semplice azione frontale contro i ·1i.),00Q Jrnlg:tri, i quali, come scaglione avanzato, erano pre,;so il confi ne ser bo: a que$LO modo non si sarebbe fatto dte respingerli su l grosso , il quale era in Rumelia. Era quindi più conven ien te di profìl.Lare della sepa razione che v'err; tra lo scaglione ora detto e il gros,o dell'armata nemica , per aggi i·ar prima quello da sud, e dopo aYerlo sepa:rato dal gros:;o, gittarlo contro i mon ti; e posc ia rivolgersi, con forze riunite, contro il grosso medesimo, il cui arrivo a Sofìa, cìalla llu ·


690

SLIWNITZA E PlROT

meli a oricnlale, richiedeva non meno di seite od otto giornate . )I a la vic inanza c1i S;:ifia al confine (dne o tre giornate di marcia), e quindi la speranza di poter presto impossessa rsene; l'ignoranza in eui era il comando serbo circa gli sbarramenti ereui dai Bu lgari sul le str,1de adducenti aila loro capitale; il poco o nessun con to che ~i fa,:cva del gruppo occidentale delle forze bulgare; e più di tutto il conceuo, contrario ad ogni buonu ragion militare, di volere per prima cosa meltere saldo piede su l territorio che si volea conqni:;tare, indi1ssero i! ,~ornando serbo ri dispos izioni ben differenti . La divisione elci Timok, forte di '13,000 uomini , cioi~ un quarto circa di l.ull.è le truppe, fu inviata nel teatro di guflrra settentrionale col còmpito di occupare il distretto di Widd ino, prendere la fortezza e proteggere la Serbia da un'inva.,ione che truppe bulgare potessero intraprendere da quella parie. I l resto delle forze fu avviato per lo scacchiere merid iona le su Sofia, con l'inLento di dar battaglia davanLì alla capiLale contro il nucleo occidenta le di Lroppe bulgare che la coprivano. QLJesla separazione di forze e di obbiettivi non era strettam0n 1e ind ispensab ile: e perciò fu errore. La presa di Widdino e l'ocrnpnione di quel territorio, come giù facemmo notare, non erauo in quel momento cose di prima ìmporLanza ; il timore di unn inva sione in Serbia dallo scncchiere settentrionale era inl'ondato, perch è già si sapeva all'incirca q11,di e quante forze vi fossero . Ad ogni modo, quando si fosse credulo che un'offensiva enerµicn nello scacchiere meridionale non ba;;tnsse ad escludere la possibi li tà di una invasione in Serb ia dallo scacchiere setten trionale, si snrebbe potnlo accoppiare l'offensiva al ~ud con un'azione difensiva nell o scacchiere settentrionale; alla quale azione però poteano e doveano basi.are truppe del terzo bando, senz:1 a;;solti;.;liare il )!iil esiguo esercito d'operazione. Ma lo sparpagliamento del le forze non si limitò ,1 questo. Le quattro division i dell a Nischawa, destinate ad operare per lo scacchiere meridiona le, furono di,,ise in due mc,sse con obi,ie ttivi differenti: l'una, la principale, <li tre divi::;ioui, doveva marciare da Pirot contro Sofia: l'altra - divisione della )forawa. - ebbe il còmp ilo di procedere dalla Serbia merid ionale per Trn e Bresni~ . occnpare con parte dell e sue forze quesLi territori e trovarsi con le

SLI WNITZA E PlRO'l'

691

rimanenti a. Sofia per prendere parte alla hallagl i,1 cleci~iva, avviluppando cb sud il 1Jernico. Nolisi che dalle disposizioni date alla divisione della Morawa e dal fatto dd nrn1giore cam mino d1e essa avea da percorrere, dovea necessa riamente risul tar questo : o che la clivisi.one ora della non po1esse prendere parte alla battagl ia davanti a Sofia , o che l'armala principale, per dare tempo al distac·Camento, dovesse rallentare mollo la sua marcia e perdere cosi il vantaggio risultante dalla separazione delle truppe nem iche. Il principe Alt>ssandro, invel~e, operò con forze r iun ite per ,quanto potò. Fino all,1 clichiar:izione di guerra le sne trnppe eran divise in Ire nuclei : ,1i\,000 uom ini, quasi tulli di mi lizia , a nord dei Balkan i ; -la ,000, per due terzi di ,1• linea, a sud dei Balkan i, scaglione più avanzato verso il confine serbo ; Ml,000 nella H.umelia orienta le sull a linea Filippopoli-A idos. Dich iaratfl In guerra, il principe vide sub ito la necessit:t di ri,;olversi a raccogliere le sue forie conlro un so lo de' ,;uoi nemici. Quest'uno non poLeva certo essere l'esercito turco, che se ne stava tranquil lamente ad Adrianopoli; bensi l'esercito serbo, il qnale avea giil oltrepassata la fronti ern ed apertamente mirava a Widdino e So(ia. E vide pure la necessitit. di mccogliere tnLle le sne forze su nno solo de' due scacchieri : e quest'uno non poteva essere se non il meridionale , dal quale appunto avan,.:i vasi il grosso ciel nem ico . Donde la pronta risoluzione di porlare con tutta la celerilh pos.,ibile l' intera massa delle sue l'orze da campngna da lla H.umelin. or ientale verso Sofia, e di non de,Linare <:ontro le co:onne che s'avanzavano su Widdino e su Trn se non le poche lruppe inegolari che erano stanz iate in quei territori. Ma per ra.~giungere Sofia ~li occorrevano almeno sette ad otto giorni, ed il nemico non crn lonl;1no dalla capitale che di due o tre giornate soltanto . La riu;;cita del suo concetto dipendeva· dunque da due circostanze: lentezza rlei serbi; tenacia di resistenz1 dell e truppe bulµare antistanti a Sfdia . La fortuna gli sorrise: ma bisogna pur dire clte egli seppe rneri tarrie i favori .

I


692

SLIWNl'l'ZA E PIR O'!'

III.

ln conformi1il degli scopi ch e il piano d'operazioni si proponen1. l'e,;ercito serbo fu schieralo in t're gruppi: , O ·l L'armata della l\ischa wa ( divisioni del Danubio, della Drina e della Schumadja), fo rte di :32,000 uorniui , a Pirot; 2° La divisione della }Iorawa l!JOOO nom in i), da vanti a Leskowalz e Vlassitinzi ; 3° La divisione del Ti rnok co11 alcuni battng l1 oni di riserva (12,000 uom ini) s,ul Timok, da Negoti n a Knjasewalz. L' esercito ora dunque di spos10 sn una fronle di '160 chilometri. Ammelliamo pure che questa estensione nou fosse sproporzionata a~la distanza alla cruale si lrovarn il grosso dellè forze IJtdgare, g,acchè a que~te occorrevano non meno di 0110 o dieci I'>rriornate di • • • marcia pe r giungere al conline, mentre invece l'e"ercito serbo in Lre giornate avrebbe potuto ri11n irsi serrnndo al centro; e ammettiamo pu re che lo schieramento iniziale su una larga fronte ·desse il van t:iggio di fac ilitare il vettovagliamento e l'alloggiam ento delle tr uppe e permeuesse a quat tro divisioni di trarre prolìt to dalla ferrovia di 13elgrado e a tnlle le !ruppe, più o men o, di valersi delle risorse delle ricche vall i della Morawa e del Timok. lln er&necessario almeno prendere tali provved imenti che l'esercito potesse r iunirsi in Lempo per combattere. La marcia in una sola colonna è la piu semplice : e le co~e semplici sono quell e cl,e in guerra hanno mag.l!ior probab iliLi, di riuscila. La marcia per più strade fadli1 a lo schieramen to per il comba ttimen to , purchè però l'intervallo tra le vnrie colonne non oltrepassi un certo limite e il terren o frapposto trn l'una e l'al trn non imped isca gli spostament i. Queste condizìon i per l'esercito' serb? non eran. sodc_li sfa tte. Il paese è costitu ito da un altipiano rocc10so, a vali, prolondamente intagliate - spesso a gui~a di ang1~sli corridoi - le qn ali solo di tanto in tanto , come presso Sofili , P,rot, Trn, llaclornir, si all.1rgano a r.ostitu ir conche : le nr gliori strade seguono le valli: fuo ri di queste, il teri:eno è diffici le e povero di co municazioni: quelle poche non son o praticab ili che a muli

SLlWKITZA

~

{'Jll0 T

693

o a leggi eri carri del paese, quando pure la pio,l!gia non impedisca affatto il lransiLo. Talchò, teuut.o ~onto ell e sì era in pi eno noYcmbre, le operazioni rloveano nece.,$a riamente seguir lo valli . L'armala della 1" isc1Ht,, a (furi e cli quatll'O divisioni) dovca opera re nello ::;cacch iere meridionale. Non v'er;1 alcu na rngione perchè essa fosse ancora suddivisa: 4-0. 000 uomi ni sopra una buo na st rada possono in tem po u( le cs:;er coucentrati sulla test.a. Cerio che se l'armala avesse pot uto dì~porre di due si.rade abbasia nza vicine ( 810 chilometri al massimo l' una dall'altra). e se il terreno lrfl esse frapposto fosse stato facilm ente praticabile, non vi sarel,be staia ragione cli tener 1111.tc le fo l'ze sopra una strada soln. ~111 vie chesocldisfocessero a queste condizioni non e:-:istevano. Le due strade che conducono a Sofia, l'una eh Pi rot. per Sliwnitza, l'altra da Trn per Bresnik, sono per gran Lrallo lnn1a11e 20-30 chilometri l'una dall'a ltra e divi~e da nna regione montuosa pol'era dì com un icazioni. La riunione delle due colonne non era possibil e che nella conca di Sofi a, dopo Lre giornate di marcia. Fu dunqu e errore la !,: eparazione del l' annata della .Ni:-;chwa (Oan ubio, Orina, Sc hum,1dja e i\1orawa) in due colunne lontane, l'una formata di tre divisioni sulla strada di Pirot, l'al1ra, form ala dnlla divisione della Morawa, marciante per la strnda cli Trn. '1 a notisi che anche nella c:olon na seltenLrionale vi fu nuova separnzion e di forze: la divisione della Schumadja ru mandata per la strada Pi rot-Trn ,id aiutare la divisioue della }lora\\ ti, arrestata davanti alle posizioni Lri ncerate di Trn e di Wrnpze. In sostanza nell'a rmala ilell:1 ~iscbawa si fini con l'aver tre colon ne separate, la cui riu nione non polern avvenire che davan ti a Sofi a. Si inwntrò rcsiste11l. a a Sliwnitza : ed allora accadde che, pE)r la separazione delle forze. le due <livi:;ìon i del ('Qrpo p, incipa le, le quali marciavan o sn lla ~trada d1 Pirot, furono impo tenti a vincere frontalmcnle le dife5e bulgare, e che le divisioni della Sc.humadja e dell a Moraw:1 furono iucapnci a. dare un aiuto in tempo. Come per l'armata della Nischawa in grande, cosi in piccolo avvenne per la divi sione del Timok operante contro Widdino . Essa procedetle co ntro questa città per tre ,lr,,<le da Negotin, Zaj elzar e Knjasewat1., lontane l'nna dall'altra, a principio almeno. di una forte giornnta di marcia,. e separale da un altipiano ca lcare poco


694

SL!WNITZA E PlltOT

praticabile e ,:0110 da valli assai profonde. La colonna seuentrionale (:3,000 uomin i}, dopo aver comhaltulo al passo del Timok, giunge il O novembre davanti a Widdino. La colonna centni le (7,000 uomini), dopo aver sostenuto alcuni coml1at.LimenLi con risultalo poco fHvoreYole, si divide ancora in due parti, l'una delle quali il 17 giunge davanti a Widclino, l'altra da Adijlie è mandala verso Osmanlije a comlrnllern alcuni riparli di milizie bulgare che sembrava minacciasseto da fia'nco e da tergo il corpo d'assedio. 11 qua!e, pel fatto del dis1accamento ora dello e perchè la terza colonna, come ora vedremo , non prese pnrLe all'azione, si trovò ridoll.o a co~ì poche forze, che non potè intraprendere un vero assedio e dovelte restrin gersi ad un bombardamen to, inutile, con cannoni da campagna: l'assed io fu ~olo possibile appresso: tropp(l lardi, quando !,!ià i distaccamenti bulgari che tenevano la campagna, tl'veano avuto lempo di raccogliersi nella pinza e di apprestarvisi a difesa. La terza colonna infine \2,000 uomini), proveniente da Knjasewatz, fu respinta da milizie bulgare, e il 10 novembre dovette ritiral'si sn lerritorio serbo e non polè appresso prender parte alla campagna. Se il comandante della division e del Timok avesse tenuto le sue forze sopr;1 una sola. strada, non gli sarebbe stato difficile aver ra~ione de' pod1i <listaccamenli di mi lizie bulgare, avrebbe potnlo due giorni dopo che Hl'ea passato il confine essere davanti alle porte di Widdino, non dr,ndo tempo a quelli di ritirarsi nP-lla piazza e di apprestarla a dii'esa, e avrebbe costretta lfnesta nd nrrendersi alle prirne intimazion i. Ren diver:snmenle fece il principe Alessnndro nelle prime operaZ!Oni che condu:;sero nlla l)atLaglia di Sliwnil za . Benchè da lla stazione ferroviaria di ,f en ihan, te~ta di linea, egli avesse clisponi bili dne buone strade, quella per Sofia e qnella per Sarnakoff e Pernik, preferì di tenere tutte le l'orze riunile sulla prima, evitnndo qualu1111ne spn rpagliamenlo. Fu gue$la nna delle principali cnuse della vittoria di Sliwni1za. Appresso però, allorchò prese l'offen:siva, anche lui nelle operazioni che precedettero la bat1aglia di Pirol, non seppe eviLar l'errore dell,1 divisione delle forze: co~tituì tre colonne convergenti su Pirot : la principale sulla strada grande di Sofia (28,000 uomini); una colonna più a nord ('I 8,000 uomini) $nlla strada del passo di Ginzi; una colonna infine più a sud ('I ,I iOOO uomini) 1

SLIW.NITZA E l'IROT

695

per la strada di Trn e per i! Golemaglava. Qui gl' iuconvenienti della separazione erano per vero mo llù attenuati per ciò che le tre colonne eseguirnno una marcia convergente verso Pirot, con lo scopo di avviluppare il nemico, il cruale per il momento, rlopo la patita sconlìna, non pote<1 che tenersi alla difensiva. Tull.avia i fatti dimostrarono che anche in tali casi il buon successo può essere compromesso dalla sepanizione d1-:lle l'orze. La colonna centrale e r1uella settentrionale giunsero insieme davanti a l)irot ; mct la colonn a meridionale, non ostante tutti i suoi sforz i, dovendo percorrere un terremo assai diflicile, giunse molto lardi sul campo di ballaglia, e fu solo per la , lraordinaria ene1·gia del suo comandan te - - capitano Popow - cÌle essa potè prendere parte all'azione, attaccando e r igettando l'ala destra nemica.

n. Nella.campagna serllo -bnl grira , come sempre avviene, gran peso sugli avvenimenti ehbe il modo ond'era cns1iLuito il comando. Da una parte un giovane principe di 28 anni, il quale prima di salire al trono non ha avuto che il grado di tenente nell'esercito tedesco : è privo di esperienza di guerra, manca di una forte coltura mili Lare, non ha un vero stato maigiore . E pnre egli finisce con l'aver ragioae su i genera li serlii , maluri cli etii, di èsperienza e cli consiglio • .Perchè' Son molte le cause, ed al lettore lasciamo d'indagarle. Ma l'ra quesLe ciiuse non poco valore ha il comando. Era giovane il principe, privo di esperienza, di ctoltura, ma ~vea da parte sua due grandi,;;simi vantaggi :-ugli avver,;ari: l'un iti1 del comando, o l'nnilà del pensiero mi litare per dirla con la folice frase napoleon ica ; la nettezza nel concep'ire accompagnala ad un grande vigore nell'eseguire. Ben diversamente stanno le cose dall'altra pane. Re Mi lano è il comanddnte supremo, di nome almeno. Le funzioni di capo di stctlo maggiore son tenute dal mini stro della guerra, generale Petrowich: non prepanilo , non atto a quella carica, egli si restringe ad essere il consigliere per,;onale del re. Altro con~igliere è il plenipotenziario militare austriaco , tenente colonnello Pin1a. La carica di


696

S LIWNITZJ\. E PJROT

capo di stato maggiore fini sce con l'essere elfel.tivamen te tenuta dal tenente colonnello Alanaskowitch, il qnale nelle varie qui:;tioni che a mano a mano si presentano, cerca d'iufluire sul re per trnrlo ai suoi consi~(li pìutto,;to che a cruellì degli altri. Il comando dell'armata della Nischawa (le quattro divisioni opernnti a snù dei Balkani) è tenuto dal genera!e .Townnowitch, il quale nello stesso tempo è comandante del corpo principale marciante da Pirot su Solìn e comanclante an che della divisione del Dannbio. l'oicliù re Milano e i suo i tre consiglier·i sta nno con l'armata della ~iscliawa, il generale J owanowitch, cui spe11a pure la responsabilitit di tre comandi differenti, non ha alcuna li bertit d'azione. l~ il capro espiatorio predesignato. Dopo il primo giorno d! Sliwu ilza gli ò tolto il comando ed è sottoposto ad un cousigfio di guerra. Re Milano. che è giit comanda nte supremo, assume anche il ro mando dell'armala della Nischawa e del corpo principale, prendendo per capo di stato maµ-giore il co lonnello Topnlowicb. Ma riuanclo le cose vùlgono a male dopo Sli,ruitza, il comando supremo è da lui ceduto al generale Ho1:wntowicb; il colonnello .\l ilowanowiich, fino allora coma nrlante dell a divisione della Orina , ò nominato capo di stato nrnggiorc. Tuttavia il sovrano resla al quartier generale e non se ne allontana che più lardi , il 23, per andare a organizzare nuove forze a Belgrado. È difficile coucepire on comando più stranamente costituito: in dne settimane si cambian o due volle i co mandanti dell'armata della Nischawa e del corpo principa le: due 1'olte si ca mbia il capo di stato maggiore; anche alle divisioni del Danubio e della Orina si cambiano i co11rlo1Lieri. Tull i co mandano: nessuno ha antorit.il e responsabilità netta e<l intera . Ciò co,;tituisce la principale spiega.zione di quan~o avvenne

(Continna) .

..

" ..

IL NUOVO REGOLAMENTO

OISERCIZI

R

L'ISTRUZIONE TATTICA DELLA FANTERIA C1mti11 uazione e {111c

·~edi

1m111,ero

precedente.

Il combattimento del battaglione isolato essendo l"eccczione, mentre normalmente sarà chiamato ad agire inquadrato fra altri battaglioni u sotto il comando superiore del colonnello, io trovo conveniente che a cominciare dalle esercitazioni di battaglione si faccia sentire il giudizio del comandante del reggimento, il quale mentre varrà a da.re unità d'indirizzo alle istrnzioni del r eggimento servirit a stabilire e mant enere fra lui e i comandanti di battaglione quella perfetta inLelligenza senza della quale non è possibile svilupp~trc nell'inferiore inizia,tiva pronta ed efficace. Il ripic~go ctccennato al numero VII delle avvertenze rel!!,tive all'indiri zzo degli esercizi per addestrare il battaglione colla sola sua. forza e sotto il sno comandante titolare non lo credo conveniente, perchè, trattando~i di esercizi che si svolgono per istruzione degl i. uflìciali, l'appartenere i soldati costituenti il battaglione di manovra ad un reparto organico a.nzichè ad un altro non pnò esercitare influenza alcuna, mentre à della J'lassima importanza che gli ufficiali . manovrino sempre sotto il coma.udo elci rispettivi capi titolari, e che no seguano le sue considerazioni ed osservazioni.


698

699

IL N UOVO REGOLAME NTO D 'ESERCIZJ

E r,' JSTRU'l.JONE T ATTICA DELLA FA NTERIA

Solo, dopo alcuni esercizi eseguiti nel modo sopra inclimi,to, quando il metodo del maggiore nell'impiego del suo battaglione sa,rà. perfettamente compreso e imparato dai suoi ufficiali, si potrà ricorrere al ripiego predetto per magg iormente addestrare gli ufficiali nella pratica, degli esercizi. Prendend o ora in esame quanto il regolamento di esercizi contiene da1 N. 184 al 190 e dal 195 al 1!)'7 mi pare che, difficilmente, all'atto pratico gli esercizi di battaglione si svolgeranno sempre in modo da riuscire effettiva.mente ef fì.caci ed istruttivi. Quando penso a quanto ho visto praticamente nelle esercitazioni di combattimento mi convinco sempre più che, tanto per la compagnia, qna.nto per le unità superiori, sarebbero molto utili delle norme direttive relative al come si deve procedere p<~r l'an11rn1estramento loro. Difatti se il battaglione era tutto a p·o rtata del suo comandante normalmente si vedeva questo entrare nei più piccoli p;.trticolari di eompetenza dei comandanti di compagnia e di plotone, perdendo talvolta di vista l'andamento generale dell'azione e forse anche lo scopo principale; se poi, per le condizioni del terreno od altro, il maggiore non poteva intervenire direttamente nel collocamento o uol modo di agir e ddle compag nie dipendenti, non era ra.ro il caso di vedere che l'azione di queste si svolgeva non in annonìa alle intenzioni del maggion\ quindi non unità d i azi.one e un continuo grida.re, o mandare ordini, o modificare la disposizione delle compagnie, con grave danno dell'esercitazione e della disciplina. Questo ho visto mentre vigevano il regolamento vecchio e l'istruz_ione per l'amrnaestra,meuto tattico, e, siccome per q uanto nguarda il modo d i amnuiestrare il battaglione il nuovo regolamento non contiene maggiori nonne, è lecito supporre che gli inconvenienti che si veri:fic~wano prim~t si ripeteranno. Parlando della fronte conveniente ad un bath1.glione inquadrato, il regolamento dice che, come criterio genera.le,

si può ritenere. che con una fronto ragguagliata a una densitù cli circa tre uomini pc1r passo, il battaglione ha mezzo di ;,;volgere un' intensa, azione cl i attaeeo, e che, con tale densità, la sur.i fronte di combattimento r isulta all' incirca i tre quarti della fronte del l.mtta.glione in linea spiegata,. Questo modo di indicare l'estensione ddla fronte è pra. tico e ad un tempo elimina qualunque dubbio. •rutto sta che il comandante del battaglione si attenga f1 questa norma o lo faccia constatare sempre dai suoi ufficir.tli con opport uni richiami e considera~ioni.

Istruzione di più battaglioni.

« Neg li oserci7.i per il combattimento di una unità com« posta, di più batta,glioni, dice il N . 205 del regolamento « cli esercizi, sia inquadrata in a.ltr e truppe, sia isolata, « abbia o no il concor·so delle altre armi, valgono i precetti « dati dalle Norme generali p er l'impiego delle lre ar'mi . « nel cornlJallimento. « Qui si dànno, non come pn!scriztone, ma come sem« plice. guid,t, alcnni tiltri precetti, che riguanhno più « specialmente lo sohiera,mento e le funzioni delle varie « schiere. » A mio modo di vedere, tanto le norme generali predette, quanto i nuovi precetti contenuti nel regolamento, efficacissimi pel eomandante nel fare gli esercizi, non sono sufficienti per imprimere agli esercizi stessi anche il carattere di ammaestramento pei coma,ndanti cli biittaglione. Astra.zione fatta, dal nemico, che in queste esercitazioni è semplieemente supposto coll'indicazione della sua fronte, l'elemento che effetti varrn~nte eseroita influenza sulle disposizioni per lo schiernmento, e sugli atti successivi per at- taccare il nemico, o per respingerlo, è il terreno sul quale si opera.


700

Il, 1\UOVO HIWOLAM BNTO D'ESEHCJZI

Di qua la convenie11za di nn retto criterio nella sce!La cli esso, e r1uelht altrosì di mm. chiara, esposizione per pn.rt,e del comaurlante <lel roggimento, o della brigata, t enden te a far conoscere ai comandanti cli battaglione i suoi caratteri militari e 0ome si debba svolgere l'azione delle truppe per usnfruire opportunamen te le qualità vautaggiose. Scendendo p,>i ai particolari esecutivi si dovrà a1rnitutto spiegare come devono essere ch,posto le trnppe nel primo schiera.monto, facendone un ·analisi minuta., ed aggiungendo come dovrebbe avvenire il passaggio dalla for mazione cli ammassamento o di marcia. a CJ.Uella di schieramento. In questa occasione si dovrà far notare la estousiono della. fronte e la quantità, delle trup pe impiegate, Ja. distanza frn le schiere, e conseguentemente anche la profond ità tot a.le, non che la relazione fra le varie uni tà, sia nel ;;enso della fronte, sia in qnello della profondità.. In ultimo si dovranno esporre tutri gli aUi che si intende di compiere, tanto nell' offonsiva quanto nella difensiva, avvertentlo cli dare di ogni a tto la sua ragio1rn, afflnchR il criterio di chi comanda si trasfonda nell'animo <le()"li b esecutori in modo da farglielo immedosimare. Sebbene le istruzioni per l'ammaestramento tattico sieno r imaste iu vigore per ben 18 mm i, non mi è mai occorso di vedere svolgere nna esercita,zion o di pi1'.L battaglioni applicata al terreuo, eppure in cp1elle istruzioni era. ùetto: che dalla istrnzionc di plotone, sino alle evoluzioni di brigata, ogni. mossa di combattimento, dopo essere stato diligentemente imparata. snlla piazza. d'armi, doveva volta a volta. essere applicata sn quella specie di terrono, ove iu guerra pnò occorrerne lo eseguimento. Comprendo che le evoluzioni di brigata non sempre era.no possibili per la dislocazione dei dne reggimenti, e-i ohe per taluni reggimenti non erano possibili n emmeno quelle di tro battaglioni, ma il vedere che, anche lù, dove sarebl>e stato possibile, 11011 si facev~ino, .lascia supporre che al.tre cause vi influissern.

E L'lWl'RUUONE "l'A'l"l'ICA D ELLA FANT~ll.IA

701

A. mio giudizio la causa principale sta nella mancanza di norme diretti ve per l'esecuzione di quelle esercitazioni. Anche il nuovo regolamento di esercizi e le norme per l'impiego delle tre armi dicendo che « l'efficacia dì un a t« tacco, oltre che dalla fermezza e dallo slancio col qua.le « si esegnisce, dipende in sommo grado dalla simultaneità « con cui si svolge; simultaneità che difficilmente si può <1." ottenere se lo maggiori unità di truppa (reggimenti bri« gate) non sono freq uentemente esercitate a compier e i · « successivi atti de'll'a,ttacco )> sanciscono l'obbligo di fare frequenti esercitazioni per il combattimento di più battaglioni, ma pure qui noto la mancanza di norme direttive per l'esecuzione loro. Se per effetto di questa lacuna queste esercitazioni non avessero quello sviluppo che è richiesto dalla grande importanza loro, è facile prevedere il danno che ne risentirebbe la preparazione della fanteria e quella delle grandi unità di guerra ~11 combattimento. Sarebbe per ciò desiderabile che in qualche r egolamento o istruzione ministeriale si dessero delle norme direttive per l'esecuzione di questi esercizi. P er quei reggimenti e brigate poi che, per essere dislocati in più presidi, fossero nella impossibilità di svolgerli completamente, siccome essi hanno per oggetto d'istruire i comandanti di battaglione, e mantenerli, per ciò che riguarda la. loro azione, nel combattimento, a contatto del colonnello e del generale di brigata, si potrebbe r imediare svolgendo frequenti mano vre coi quadri di reggimento e cli brigata e tenendo frequenti conforcnze. S'intende che le conferenze dovrebbero essere tenute sempre dal comandante del reggimento o da quello della brigata secondo che si tratta di esercizi di reggimento o di brigata. Ta~to negli esercizi effettivi, eseguiti coll'intervento della truppa, quanto in quelli teorici eseguiti coi quadri, sarebbe conveniente che, a cominciare da quelli di reggimento, di 45 -

ANNO XXXVII.


, I

702

IL NUOVO REGOLAMENTO ù'ESEncrzr

tant o in tanto si facessero intervenire reparti cli cavalleria e di artiglieria. Con ciò io non avrei altro da dire circa l'istr uzione teorico- pratica del regolamento d'eseruizi, la, cmi applicazione dà poi luogo alle esercitazioni di combattimento, sulle qtmli ho pure q1udche considerazione da svolgere. ·

Esercitazioni di combattimento. Le esercitazioni di combattimento ha.nno per fine principale, dice il N. :l delle prescrizioni d'ordine, di ammaestra.re le truppe e combattere con abilità, svolgendo i vari aUi dell'azione cou logicf.t successione~ e con la raziomile appli· cazione dei .precetti della tattica. Tanto nel regolamento di esercizi quanto negli allegati, non è indicato un metodo per l'esecilzionc~ di queste eser citazioni. · Il regohunento fa assegnamento sul senno e s.u ll'esperienza dei capi, che, :fìuo a un certo punto, potrà imprimere alle esercitazioni quel carattere di verosimiglianza. al comba.ttirnento r eale che si vuol ottenere; ma siccome scopo di q nesta esercitazione è l'istruzione degli ufficiali o della. truppa, afiìnchè questo intento si possa, raggiungere mi pare che, se si avesse una norrrrn regolamentare, le esercitazion i. riuscirebbero meglio e lo scopo si raggiungerebbe pitì. fa_ cilmente. Le abolite istruzioni per l' ammae·s tramertto tattico delb fanteria per questo , rignardo eraùo più complete. In esse difatti si trova, come prenrnssa un primo ca.po, dove sono com pendiate, sa.Ivo leggiere modificazioni di dizione, quanto è detto nelle vigenti prescrizioni di ordine. In un secondo sono contenuté le norme o-enerali da osservarsi nell'esecuzione delle esercitazioni. "' Basta leggere qua,nto è detto r elativamente al gruppo por con vincersi che. seguendo quelle norme, è assai difficil<3 che

E L'1s·r1tUZIONE TATTICA DELLA FA NTERIA

703

all'atto pratico tanto i gra,duati, quanto i sold,iti, possano . compiere atti ehe non siano perfettamente in armonia colle intenzioni dei loro ufficiali e più specialmente del loro · capitano. - Per quanto rignanfa dunque l'istruzione della squadra i0 giudicherei conveniente che fossero richiamate in vigore le prescrizioni contenute nel § l del capo II delle abolite istruzioni per l'ammaestramento tattico in ciò che riguardavano le esercitazioni di combattimento. La parte caratteristica di quelle norme è: a) Divisione delle trnppe in dtrn parti: cioè opera.tori e spettatori; b) Incarico affidato all'ufficiale che attende all'istruzione degli spettatori; ' e) Classificaz'ione delle esercitazioni in rnanovra obbligata; semi-liber·a e libet·a; cl) Divisione dell'esercitazione in mornentì. L'esperienza di ben 18 anni di applicazione mi ha convinto c.he questo genere <li esercitazioni si facevano generalmente bene, e che soldati ed ufficiali vi iLttendevano con vero diletto. Passando alle esercitazioni di plotone e di compagnia le cose cominciavano ad andare meno bene. La ragione di ciò ·· io la attribuisco alla insufficienza delle norme contenute nel § 2. Sebbene il N. 90 dicesse che le norme , direttive per l'ammaestramento del gruppo erano pure applicabili al plotone e alla compagnia, all'atto prntico ben · pochJ le seguivano, perchè nel passaggio dalle esercitazioni del gruppo ft quelle di plotone e di compagnia, quelle norme dovendo subire delle modificazioni, le quali naturalmente dovevano essere concretate dal comandante della compagnia 0 da quello del battaglione, geu6ralmente si trovava più 'Comodo non tenere in alcun conto le prescrizioni del pred.etto N. 90. Si ripeteva quindi anche in questa esercitaziene il difetto accennato in quelle regola,mentari, applicate al terreno pei reparti superiori al plotone. Seguendo il testo delle abolite istruzioni per l'ammestra-


E r:1s ·1'RU'l.JONE . TATTICA TlEL!.A FANTERIA

704

Jf, NUOVO REGOLAMENTO n '.E;SBHCIZI

mento tattico, dopo le norme per lo svolgimento dell'azione tattica, delle varie unità, si trova in un apposito ca.po una, serie di esernpi di ese,·cizì, i quali, mentre uonferrrntno le norme predette, le completano in modo pnitico. L e esercitazioni delle uniti1 minori non dando luogo f1 varietà di combinazioni, il compilatore del testo ne.I formolare gli esempi di esercizi. h~t potuto <mtrare nei più. minuti particolari, il · che ~i riscontra in quelli relativi al gruppo e al plotone. I n quelli di compagnia invece, causa i mutabili ·fattori che entrano in azione, la cui rivelazione, si manifesta solo nella esecuzione pratic;a degli esercizi, lo svolgimento loro si fa un po' più generico, e meno _completi ancora sono ~ terni per le esercitazioni di battaglione, di reggimento e di briga.ta. Tnttavi.it, con un po' più di buona volontà. si poteva ottenere che l'esecuzione pratica di questi esercizi riusci;,se in armonia alle intenzioni del compilatore delle istruzioni; o dopo un certo numero si poteva essere certi che fra il comandante superiore e quelli in sott'ordine si sarebbe sta· bilita quella. corrente di intelligenza tanto necessriria al buon andamento di esse, specialmente pei casi in cui il com1mdante superiore, n on potendo provvedere a, tutto, doveva far molto assegnamento sulla inizi~ttiva individuale dei sottoposti. Io r icordo ciò eh~) successe nel 187~, quando venuel'o pubblicate le istruzioni per l'amma.estnuneuto tattico. Sebbene fossero già i.n vigore alcune disposizioni simili, quella pnbbli.ca.zione venne accolta con plauso generale. . Sul principio furono scrupolosamente osservate in ogni parliicolare, e subito si manifestò un evid<mte e sensibile progrc~sso nell'istruzione tattica delle truppe. 1\fa, come :=;ne· cede in tutte le cose umane, il primo entusiasmo andò via, vi~t diminuendo, al pnnto che negli ultimi anni molte norme non erano più osser vate. Gli ufficiali. incaricati di attuarle, facendo troppo a fidanza delle prime cognizioni acquistate, non si curavano sempre di rinfrescare la memoria rivedendo

il testo, a i.nvolonta,riamentc finivano per alterarne l'applicazione. Aggiungasi che, stante le eontinue pubblicazioni uf6ci,tli di vario genere, che attraeva.no continumnente l'attenzione dai capi cli corpo per lo conferonze dogli nffici,tli, d,1, queste fu generalmente bandita g uellit parte della istruzione per l'aromaestra,mEmto tatti.co che tnitta.v,t delle esorcit.a,:,,ioni applimtte al terrnno e di comba.tt,imento. Guardando ora le norme por l'impiego delle tr1~ armi nel éombattimeuto, che iu certo tJua.l modo dovrebbero dare l'indirizzo per le esercita1.ioni di combattimento, osservo anzitutto che se esse soddisfano interamente allo scopo di regolare gli atti delle grandi unitit cli guerrn, lo stesso non può dire quando tali nonne dovessero irnrvire di guida l'ammaestramento, e titnto meno lo possono nel . reo-ola.re o servire per le esercitazioni di battaglione e di raggimf~nto, a meno di. nno sforzo non indifferente iu chi intcudes8e formarsi nn metodo cli istruzione, pal quale occorrerebbe un lavoro piuttosto considerevoln. Questo compito spetterebbe al comandaute del r eggimento, essendo egli che regola e dà l'indir izzo a tutte le istruzioni del corpo; ma da, quanto mi è occol'so di vedcrn in passato, stante le molteplici sue occupazioni, dubito assai che possa.no venire concretate delle norme 1)l·ati.che pai comandanti di compagnia e di battaglione. Io perciò sono del parere che sia il caso di adot,tare al , ·riguardo un testo regolamentare. Come prep,trazione poi, e al tempo stesso, come complemento alle pr escrizioni di metodo, troverei conveniente che 1 nelle conferenze dogli uffi.ci,1li non si diment,icasse la preparazione alle eserc1 tazioni regola,menta.ri in terreno vario ed a quelle di combattimento. Queste conferen:;1e inoltre dovrebbero tenersi non già durante il tempo in cui ha luogo l'istruzione delle reclute, ma bensì nel periodo che corrH fra il congedamento della classe anziana, e l'arrivo delle r eclute. Non basta, a:frine di ottenere nnit;i.t di indirizzo, e che

si

I '

705


706

IL NUOVO REGOLAMENTO D'ESERCIZI E L'r,T.RUZIONE TAT'l'ICA DEU.A l'ANTgRrA

tutto proced_a a s~conda degli intendimenti del colonnello sarebbe des1derab1le che le conferenze fossero fatte dallo stesso colonnello. Presentemente è generalmente invalsa l'abit a··· d. f' fid r· . . u me l a · . a:·e ·mcar1co _di fare le conferenze et quelli fra gli ufficiali che sono ntenuti più idonei. Se ciò teoricamente può anda.re praticament. ., . . . , . . . · , ' ,e non puu d aie quei nsultat1 che s1 npromettono p ,} \ . . l' f''f' . I . . . ' ero w, per quanto u 1cia e mcancato sia C'tpace }Jer lit t . · . . . . . ' ' '! ia.n ,o pos::;a avere cli1:ett1_ve ~mu~e e precise,. non pofrà mai i nfondere ne{ presenti _lo spc1c~é1.le mod~ eh pensare e di i.tgire del colonnello. Qu1 non Sl tratta d1 eose astratte si tratt d .. • J • ' , • '" a 1 insegnare come ]e of'fi ne r,11 .1 • l'. . s1 t,ievono regola.re ~ · 1Struzio ' , ·111·, '" o.;'·t enero ch e . uup~ego ~el.le truppe av~en~lt come prescrivono i regolamenti ed ,t ::;~conda del cnteno personale del colonnello . . od istruzioni per · 11. d ovr eb b Queste conferenze . · " · gl·1· u1~1101a ero essere teoriche e teorico-pratiche. . Nelle prime sì dovrebber) · · · . . . · e esammare 1e prescrizioni regolameutan . , stabilendo in modo concreto · • 1·1. rne t,od o da seguire nel fare le istruzioni.

gli ufficiali.. co11dot.t1· s u l t er.. In ~Juelle. teorico-pratiche . .. reno m cu1 s1 suppone d1 voler t1na eserc1 , ·taz10ne, . p· . , . . · fare < senza . mten~nto della truppa, si dovrebbe ripetere loro il modo come s1 deve svolgere l'istruzione del gruppo; quella del plot?~1e; ~ uella _d~ll~ compagnia ecc. tenendo conto delle particolari eond1z10ru del terreno. di istruzione teorica è poss1·b1·1,,,., "' l t tt· · t'r1.·attandos.i .. · . rar o su n .1 i eue111, qualnnque sia lo stato defr, ' 1t· . . . d' .. . . .. . . '° co 1vaz10ne, e questo (1 _1 gian.~1ss1mo vantagg.10, perchè quando sì tratta d i esegmre le istruzioni si e' o.bbl1gè1. . t·,1 a 1·umta,rle . · .. praticamente . , ~ · m quelle locahta, dove le condizioni de[[.,.,, colt·1va,aone . · .o 1 · p e r me ttano.

. In ~ue_sto periodo di tempo non essendo possibile fare le rntruz10111 per compagnia d . . 1- ,. , , • . .. , e ovend osi. ~avente rrnmre tutta ~ .torza del rnggunentq p l~r formare una o due . . visto ohe . cornpagme, d l. 11ffi101a . 1·l (~ 1".. d. un · numero eccez1011almente bo·rar1de '' , e l gra uat1 non potrebbe prendere parte alle . t .· . , 1s ruz10n1 pra. ,

~··

707

tich~, mi pare éhe sarebb<~ il caso di completare l'istruzione · teotìca delle conferenze e quella pure teorica sul terreno colla esecuzione cli esereitazioni applicate a,l terreno e di eombattimento cli plotone e di compagnia, dirette dal colonn~llo · e coll' intervento d i t utti gli ufficiali non aventi comando, come spettatori. L e attuali disposizioni r(~golamentari non si oppongono a questo metodo di regolare' le istruzioni, ma., siccome non le prescrivono, generalmente non si fanno e <ruelle che si fannò non sono sempre l'espressione di un sano n1zioeinio. In questo proposito anzi osservo che al N. 81 bis del regolamento d'istrnzione e di. servizio interno è det,to che in questo periodo dell'anno, per faro a,ncora qualehe esercitazione di una cert,i importauzit si devono riunire tutte le trnppe del presidio. Niente di più g insto e di più logico di ciò, ma all\1.tto pratico le cose non vanno sempre logicamente: l'espressione presidio ha fatto credere a taluno che si dovessero r iu nire tutte le truppe, qualunque fossero le armi che le componevano e qualunque fosse h proporzione che da. quel miscuglio ne poteva nascere. Co!>Ì si sono vedute manovre di una microscopica com.pagnia di fanteria con uno squadrone cavalleria. In un presidio come <J.nello di Terni, applicando quel principio, si avrebbe una riunione d i una. m icroscopica compagnia, uno sqnadrone mivallm·ia e duo batterie d'artiglieria. È mai possibile un simile controsenso? Evidentemente tale non era la intenzione del compilatore di quel regolamento, e difatti, al numero 9 delle prescrizioni d 'ordine per le esercitazioni di combattimento è detto che « • sti.rndo al concetto che le esercit1izioni di com« battimento sieno l'immagine, per quanto possibile fedele, « delle operazioni di vera guerra si dovrebbe generalmente « em~are; nel combattimento di unità isolate, di aggiungere « alla fanterù1 ripa.rti delle altre a.rmi in t u tte le esercita« .zioni non superiori a quelle di battaglione. »


708

IL NUOVO REGOLAMEN1'0 D 1ESÉRCIZÌ

In via subordinata, e solo in casi spe.ciali, ammette che, di quando in qua ndo, anche nelle esercitazioni di batb1glioni isolati si aggiunga alla fanteria frazioni delle altre armi. Se, malgrado una norma, così logica e così chia,ramento esposta, si è vist o all'atto pra.tico una esecuzione in a.perta opposizione con essa, come è 1hai possibile sperare chu dov(·} non vi sono norme si pensi a concretarle in modo dtL colma.re le lacune. Come ho detto in princ1p10, il nuovo regolamento di esercizi, avendo annullata l'istruzione per l'ammaestramento tattico, senza pensare a concretare altre norme circa al metodo da seguire nel fare le istruzioni, ha, aperto una lacurrn le cui conseguenze potranno essere assai peggiori, di quel che è stato di constatare ora. P resentemente quasi tutti gli ufficiali sono impregm1ti delle norme tracciate dall'abolito ammaestramento tattico 0, per quanto possano aver snbìto dell.c alterazioni, nEJlla loro pratica applica7,ione, le idee generali di quel metodo non sono dimenticate, e, per quanto siano abolite, nell'esecuzione pratica delle istruzioni, visto che il nuovo regolamento non dà norme complete al riguardo, generalmente si seguirà ancorn il metodo abolito. Quella è l'esperienza e la pr,1,tica conoscenza che servirà di guida. 11:fa, quando coll'andare del tempo andranno scomparendo gli elementi che hanno messo in pratica quelle istruzioni, è vano illudersi, gli ufficiali che rimarranno, non avendo altra guida ohe il regolamento, è impossibile che l'istruzione della truppa possa svolgersi in modo conveniente. Io non voglio c011 ciò affermare che l'istruzione per l'am· maestramen to tattico, dopo 18 anni di applicazione, non fosse suscettibile di perfezionamento, tant'è vero che in altra parte detto. che le n orme relative a lle esercitazioni. , regolamentari applicate al terreno erano incomplete perchè si formavano alla squadra. Io avrei quindi voluto che in questa occasione della, ri-

ho

709

E L'ISTRUZIONE 1' AT TJCA DELLA - FANTERIA

~·

(

forma del regolamento di manovra si fosse proceduto a una ricompilazione di quelle parti delFammaestramento tattico che- hanno attinen7,a con quello, affine di metterlo in armonia con esso, fa,cendo scomparire in p,1ri tempo quei difetti che l'esperi<mza aveva messo in evidenza. Per vero dire qualche cosa si è fa tto intercalando qua e là qualche avver tenza, nel testo del regolamento e coll'allegato delle prescrizioni d'ordino, ma questo qualche cosa è t anto poco che fa desiderare Fa,bolito ammaestramento. Per ben attuare l'attuale regolamento cl' esercizi, i cui pregi cli semplicità e di pra.tiea applicazione per l'impiego delle truppe i11 gnern1 sono evidenti, troverei conveniente applicare l' f.tllegato relativo alle prescrizioni. d' ordìn.e, introducendovi delle norme pratiche di metodo per l' <~secnzione delle varie istruzioni. Così facendo si eviterà, la, indetermina,zione. Si pensi che le molteplici attribuzioni dei capi di corpo, assorbendo quasi tutta la loro attivil,à, anche i più intelligenti ed f1t.tivi nell'attuale stato di cose non potranno mai imprimere nei .loro dipendenti quell'indirizzo ohe è laseiato ·in loro faco ltà, e che, dato il cf.1so di uno negligente il da,1mo che può ricevere un reggimento è più facile immaginarlo cli quel che non sia l'esporlo in uno scritto desti. alla pubblicità. L.

GAY

Maggiore

===-··c..-_. - ~


·, CONFERENZA INTERNAZI ONALE, ECC.

CONFERENZA INTERNAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI DELLA CROCE ROSSA

(C:ontinunzioue o fin i vedi numero 11recedcule)

Il Comitato unO'herese ha proposto il Reguente quèsito:. o « Siccome lo manovre milititri che si fauno iu tempo d1 « pace tendono speeialmente ad assimilarsi. per qu~nt_o ~ « possibile alle condizioni della gnerra, cosi le assoc1~z~on~ « della Crooe Rossa, nell'intento di acguistare cogmz1om « pratiche, dovrebber o va.lersi di quelle occ~sioni, tanto « più che per tal mezzo esse potrebbero preo1sato la loro « sfera d'operazione in tempo di pace ed evitare in temp? « di guerra gli inconvenienti che, nelle gnerre precedenti, « diedero motivo a numerose lagnanze. « A nostro avviso, la V conferenza non potrebbe dedi« carsi ad un còmpito pil\ utile di quello concernente la << questione di sapere in qual modo le associazioni dell~ « Croce R ossa dovrebbero prender parte alle manovre m1« litari, sia col ma.ndare dei delegati, sia c.:ol mandare dei « distaccamenti militari. » · Sviluppando il suo concetto il Comitato ungherese pr~porrebbe di mandare a.lle grnndi manovre : un delegato capo ; due delegati in sottordini; una piccola. colonna d1 portaferiti, composta d'uomin i ancora soggetti al servizio

n:

711

appartenenti ufficialmente all'Associazione della Croce Rossa; una seconda colonnfl. di portaferiti volontari che si comporrebbe di abitanti delle località in cui si fanno le manovr e. Il concetto è molto pratico. I delegati che in tem1)0 di guerra devono a vere oontinni rapporti eon lo autoritit militari, in queste grandi esercitazioni farebbero quel tirocinio ohe è ·11ecesrrn.rio in ogui cosa per orientar.si meglio all'occasione e orientarsi sollecitamente. Tmpa,rerebbero pratica.mente il funzionamento del servizio sanitario militare e colla conoscenza cli esso, potrebbero dare sempre più razionale indirizzo _all'opera proJJr Ì.a, in tempo di pace intenta al lavoro di preparazione. In tempo cli gnorra poi saprebbero subito tenere il proprio posto e meglio potrebbero giudicare i bisogni dell'esercit.o combattente. Egualmente opportuna è l'idea di far intervenir.e una doppia colonna di portaferit.i. Infatti sopra un campo di battaglia il servizi o sanitario por quanto riccarnentH organizzato sarà sempre deficient,e. Per motivi logistici non si possono aumentare all'infinito le colonne dei portaferiti e non si può a mmett ere al seguito dell'eser cito tutta la falange umanitaria di quelli che àesiderauo di soccorrere i caduti. Di n ecessitù dunque la colonna sanitaria propriamente detta, non deve essere molto numerosa. Per compenso, questa colonna deve essen~ molto istrnita e ognuno dei. suoi membri deve poter essere trasformato in un piccolo capo servizio. Il giorno del bisogno, quando migliaia cli fe riti hanno ad essere levati dal campo e sistemati nelle ambula.nze, i cento portaferiti istruiti che seguono i grandi. reparti di g uerrn possono diventare mille, aggregandosi la popolazione del luogo, dirigendone i generosi ontusiasmi, regolandnue ed in· dirìzzandone l'opera.. Ma queste proposte così pratiche del Comitato ungherese non hanno trovato buona accoglienza da parte di tutta l'assemblea. Si è sollevata intanto una ()nestione pregi\l!hziale : « Ma se in molti Stati la Croco Rossa non è ammessa


712

CONFERENZA , JNTERNA7.JONALE

« al servizw in 1• linea sul campo di battaglia, perchè mai « dovrà in tempo di pace seguire le operazioni nelle grandi « manovre ? » E questa invero è una obbiezione forte. Si potrà dire che quelli Stati. fanno male a escludere la Croce Rossa dal posto ch e è veramente il suo, dal luogo dove essa è nata, ma non si può negare che una ,olta ammesso il principio di volerle assegnare solo un servizio territoriale è inutile far la' intervenire alle grandi manovi·e. 'rol ta però <) nesta. condi~ioue, negli Stati che interprel~ano l'opera delhL Croce Rossa nella sua vera e genuina espressione, facendola ser vire come di un sussidio all'insufficiente servizio sanitario militare sia sul campo di battaglia, sia n egli ospedali mobili, sia nello sgombero e nell'interno del paese, l'inter vento alle grandi manovre diventa nonchè una cosa. utile, una cosa. necessaria. Infatti che cosa si dovra mai fare di un servizio che nel tempest_oso _mar~ di un campo di battaglia, ha bisogno per rendersi utile d1 essere condotto e guidato come un forestiero in una grande città d ei cui abitanti non conosce hL ling ~a? In quei momenti supremi o si sa fa.re il pi,oprio mestiere e si è utili o non lo si sa fare e si è di ingombro. Ma forse parriL a qualcuno che l'ammettere alle grandi manovre un servizio vo.lonta1.:io abbia gualche cosa di anti~ilitar~. _Ta.le considerazione non rAgge, perchè questa specie di serv1z10 volontario si deve considerarlo come strettamento ~i~itar~ e si può seni/altro determinare, che i reparti mo b1hzzat1 délla Croce R ossa siano soggetti alla giurisdizione militare ogni qualvolta sono chiamati in servizio. T ant'è. la magg~or parte del loro personale, almeno in Italia, è personale d1 3" categoria a cui il Minist ero della g uerra ha fa tto la concessione di esonerarl o dal servizio nell'esercito combattente, purchè serva nella Croce Rossa. Anche in linea giuridica non è quindi un abuso sottoporlo alla giurisdizione militare. Ma forse si creerebbe un attrito col servizio sanitario del · l'esercito ... Anche questo è un dubbio al quale non si può dare im-

I

DE!,LE ASSOCIA ZIONI DELLA CROCE IIOSSA

71 3

portanza perchò l'opera tecnica può essere completamente separata, e ropern direttiva. cho spetta sempre al ser vizio sanitario milita.re, non può che essere gradita ad un personale che viene volontariamente a mettersi in questo ambiente. Una volta che la subordinazione non gli piacesse, questo personal e è libero di rifiutare il suo concorso. l\:fa la sua disciplina e il suo amore all'esercito crescerà, quanto più in cont atto coll'esercito noi lo metteremo. E infine un·a.ltra eonsiderazione. Alle grandi manovr e per consuetudine sono ammessi ogni anuo degli ufficiali esteri che vengono anch'essi per vedere il no::.tro ordina.mento e nel loro ultimo fine non hanno certo i sentimenti più amichevoli ; e perchè non ammetter emo a queste manovr e un delegato della Croce Rossa, che viene col solo scopo di vedere che cosa può fare a nostro beneficio quando saremo colpiti da una palla? A buon conto l'assemblea hn. votato la seguente proposizione formu lata dal signor Odier del Comitato internazionale. « Considerando che la questione presentata dal Comitato « ungher ese non può fare attualrnente l'oggetto di conven· « zione internazionale, la V co11f'erenza emette il voto che « le società di soccorso della Cr oce Rossa si sfoì·zino di in« tendersi coi lor o governi per deter minare in quale misura « esse potrebbero essere ammesse a profittare delle grandi « manovre militari per l'istrur.ione del loro personale. » Il Comitato neerlandese ha proposto il seguente <] nesito: « Del modo e della. misura in cui lo società della Croce « Rossa potrebbero manda1·e soccorsi nelle guerre lontane « e d'oltremare, se anche non vi fossero impegnate le loro « nazionalità. » La. stessa questione è st.ata. pure tratto ta nella conferenza di Carlsrùhe e allora nella proposta del signor De 1\fartens, fu adottata• nna risoluzione per la quale si riconosceva com e principio incontestabile, che in caso di gL1erra fuori dell' E uropa, per gli S Cati firma.tari della . Convenzione di Ginevra


D F.LLE ASSOCIA ZÌONl DELL A CROCE ROSSA

7,14

CON l(ll: RENZA. JNTEl!.NAZION ,\LE

aventi società, della Croce R ossa, il soccorso ~ii soldati feriti o malati ò assicurat o sulle basi genera lmente accettato e si rimandò alla prossima conferenza l'esame particolareggiato dal punto di vista pratico della proposta del Comitato centralo dei Paesi Bassi. Nella conferenza attuale la questione è stata allargata e si ò preso a considerare se convenga por tare il soccorso éi.ella Croce Rossa nelle guerre tra un paese che abbia aderito alla Convenzione di Ginevra e un altro che non abbia aderito, oppure nella guerra fra due Stati di cui n0ssm10 sia :fir matario ed infine qual'è il contegno da s~gnire nelle g uerre uoloniali. Nel caso di guerra tra potenze firmatarie d'oltremare, non cade ombra di dubbio; la Croce Rossa deve intervenire e tutt o si ridurrà a concretare nel caso speciale quale è il modo più convenien te di porgere aiuto; se basterà. inviare del danaro o se sarit più utile l'in vio di materiale sanitario o se infine converrà pure spedire sul luogo del personale. Nel caso che una potenza non sia concordataria, secondo il Comitato neerland,ese, si deve pretendere che il paese ohe domanda il soccorso delle associazioni si obblighi formalmente ad un iformarsi alle loro norme, per n on esporre il personale sanitario ed i malati e feriti alle consegueu?:e che possono derivare dalla inosservanza, dei principi di umanitl1. san;i;ionati negli a.rticoli della Convenzione di Ginevra ed inoltre bisogna tener conto del valore che può avere una dichiarazione simile da parte di un paese semicivile, che n on partecipasse al diritto uomune delle genti d'Europa e d'America. Si esclude poi og ni soccorso da prestarsi nelle gnen-e fra popoli selvaggi, percbè sebbene il sen timento di carità. imponga all'uomo di prestarsi senza considerare il grado di civilizzazione del sofferente, pure questo concorso v arca i limiti fissati alla - Croce Rossa dalla Convenzione di Ginevra. P er le guerre coloniali l'Associazione della madre patria dove prestare l'opera sua all'esercito, come se si trattasse di guerra europea. Il soccorso invece che potrebbero portare

715

le associazioni deCYli altr i paesi urta contro ragioni di ordine assai delica;, relative alle rivalità politiche che potrebbero soro-ere fra i paesi concorrenti al soccorso _e queste ragioni potr:ùbero portare complioazioni tali cl~ alienare le simpatie necessarie alla Croce Rossa per compiere l'op~r~ propria e farle perd&re quel carattere di assoluta neutrahta che le è indispensabile. . . Il · mezzo più sicmo di concorrere nell~ guerre ~oloma~i, per parte di altre assoàizioni sarà que~lo di porgere ll proprio soccorso alli,i Società della madre patn a col mezzo delle autorità militari della colonia. . Del resto per intendere ancora meglio le questioni solle~ vate in questo argomento nella discussione dell'assemblea, e stata nomLnata apposita commissione ed è certo che anche nella ventura conferenza, il quesito sar à ripresen tato. . Auguriamoci che allora non si facci~ più un~ _disc~ss1 o~e generale, u1::~ si concreti in modo pratrno e positivo 11 quid agencl'iim. . Il Comitato centrale Germanico ha proposto 11 segnente

quesito : , « Sull'approvvigionamento razionale delle ba.r~cche _d am~ <i: bnlanza tra,sportabi½i e sull' uso del loro ma.tena.le d1 eqm<< pao·<'Y iamen to nell'assisten7.!t internazionale ». . S 1~ \ nesto argomento fo discusso già nella 3• conferenza internazionale, tenutasi a Ginevra nel lS.<34, _e lit ~onfer~:1-za prese in quella circo:;ta.nza una determinaz1on~ circa l unpiego di una somma offerta da S . lYI._ la re~ma Au.gu.st~, imperatrice di Germania, destinandola m premio al miglior e modello di barncca d'ambulanza trasportabi~e. A. questo scopo fu aperto un concorso m ~ nversa nel settembre 1885, e a tale concorso furono am111ess1 ben 60 mo~ delli ossia 13 baracche compiute a grandezza naturale, 36 ' . . . modelli ridotti, 11 piani con descn z10ne. . Questa esposizione segnò un grande passo nella fabbnzione dei ricoveri provvisori o ad essa s1 presen~rono delle costruzioni veramente commendevoli sotto ogm rapporto, tali; da poter dire che fin d'allora era risolto il problema


716

..

DE LLE! ASSOCIAZIONI DEI.LA CROCE !lOSSA

CON FERENZA INTERNAZIONALE

dell'ospedale improvvisato e tra$portabile per r icovero di grandi masse di feriti o malati in loc~Llìtà sprovviste di ogni soccorso. Il g iurì internazionale, compost,o di persone della più alta competenza, ha assegnato il primo premio alla casa Cristoph ed Unmack di Copenaghen, per la baracca sistema Doecker e il. secondo premio alla Societii Tollet di P arigi. Il peso della baracna Doecker, incluso il pavimento, peso le stufe e le casse d' imballaggio è di 3490 kg.; il pavimento e le travature pesa.no 1070 kg., le stufe 140 kg. Il prezzo della baracca comple~ è di 3000 marchi (0750 franchi). E ssa serve per 12 letti. Un va.gone ferroviario da merci contiene dne bara.celie, e sulle strade ordinarie so ne può trasportare una con due o tre carri a dne cavalli. L a monta.tura e smontatura della baracca si fa in 5 o 6 ore circa con 6 operai. L'altra baracca premiata delhi Società dì costruzione dì P arig i (sistema Tollet), è costituita. da un'arma.tura di ferro fatta da centine ogivali cho vanno a collegarsi ad un trave mediano ruedia11te piastre di unione di ferro e chiavarde. Il rivestimento è doppio e consi:;te in tavolati di uguale grandezza adatt?.iti alla cur vatura delle centine. Hanno le dimensioni di m. 1,00 X 1,50. Sn di nua faccia. di essi è inchiodata una lamiera di zinco o ferro verniciato. (~uesti tavolati si incastrano assicurativi con chiavarde a vite nel.la incassatura della armatura cli ferro. Ogni ~volato pesa 15 kg. li'ra le due pareti resta uno strato d'aria di otto conti.metri. Vi sono d ue porte in cia,,cuna testata e in ogni parete longitudinale: otto dei tavolati sono muniti dì un telaio con sportello per la i.lluminazione e ventilazione. Il riscaldamento è fatto con umL stufa a doppia parete, posta nel mezzo della baracca. L ,i dimensione della sab per malati è di m. 14,60 X 6,00 X 3,80 Il numero dei letti che vi si possono accomodare è di 12; la cubatura per malati è di m' 11,60

Il peso ò di kg . G500; il prezzo è di lire 7800. L a mon' ·tatura si fa co11 4 operai in circa 20 ore. Il Comitato centrale germanico ha fatto rilevare la conv_enienza specialmen te della baracca Doecker, o l'assemblea, rwon~scendo i pregi di ttuesta baracca, ha emesso l'opinione che ciascun paese, secondo le condizioni di clima. di suolo. d_i abi~udini, eoc., scelga per i la7,zaretti trasport~bili quei tipo d1 baracche che meglio gli conviene. Il sovrano militare Ordine di iVIa.lta ha proposto il seguente quesito : «L'illuminazione elettrica per servire di notte allo so-om« bro dei feriti dopo una battaglia deve esser e forzata,1:ente « introdotta. anche nel servizio delle Societù. della Croce '«Rossa. . Si_ dovrebbe dunque già in tempo d.i pace prov« vedersi d1 apparecchi elettrici (carri con accumulatori). » Nella terza conferenza internazionale della Croce R ossa. tenutasi a Ginevra nel 1884, fu emesso il voto, che nell; guerre future le potenze belligeranti dovessero reo-olare il loro servizio sanitario nottnrno per lo so-ombero dei feriti e il seppellimento dei morti servendosi d~lla luce elettrica. I~ ~nella circostanza furono anzi fatti degli esperimenti p~at1c1 alla presenza dei congressisti. Al cuni volontari funzionav~no ~a feri ti; altri fonzionavauo da portaferiti; un ~arro illummante di una casa di Parigi, doveva rischia.rare il campo di battaglia e giran do per esso doveva agevolare al personale sanitario l'opera propria. Il terreno scelto era piano e non alberato. cosicchè a dir v~ro era un campo di battaglia, q uale in re~ltà sarà difficile di ritrovare all'atto pratico. 'f uttavia fu notato che il 0 a.rro illuminante girava con poca speditezza e che si producevano delle ombre assai lunghe se vicino alla sorgente l~minosa er~mo delle per sone o dei carri od altr o oggetto. L ap~areccluo era, come tutti gli apparecchi elettrici di costruz1one delicata e facile a guastarsi, oosicohè la seconda v_olta che si ripetè l'esperimento, dopo pochi minuti la luce si_spens~ e si dovette sospendere la ricerca. 46 -

AN.~O XXXYII .


CONFJ-:RRNZA JN'J'ER.NAZTONALE

L'utilità pratica di questo nuovo mezzo di sussidio sanitario, parvo così d nbbia, che, per quanto consta a noi, nessu,n e::;ercito in Enropa lo ha ~tdottato regolarmente per tide scopo. D 'allora in poi gli apparecchi elettrici illuminanti, mobili, si sono di molto perfezionati, cosicchè qualcuno ha concepito l'idea che ora possano realmente servire alla r icerca dei feriti. Lo ultimo esperienze sarebbero state abbastanza favorevoli. La sera del 4 marzo di quest'anno fu fatto un esper imento sul campo d i 'l 'empelhof presso Berlino, con un carro illuminante delltL lJairnle1· ·molor-en Gesellscha(t (CansttLtt). :B'u impiegato .nn proiettore della ditta, Siemens ed Halsche; lampade ad arco e lampado elettriche a mano, fornite dallo stabilimento meccanico E sslingen. Il carro illuminante aveva la forma di un carro comnn,} a quattr o ruoto. Noll' interno un motore a petrolio sis(,ema Daimler <lolla fo rza di 5 cavalli vapore ed una dinamo per 1a produzione cli una corren te d i 65 volts e di 40 ampère8. Il motore era del peso d i 200 kg. e il carro con accessori di 2040 kg. Il consumo del petrolio, 80 kg. all'ora. Il risultato dell'esperimento pare sia stato molto soddisfacente, ma non abbiamo sufiì.cienti notizie per poter formarci un'idea dell'utilità pratica di un simile apparecchio. Contro di esso tuttavia è lecito sollevare le seguenti obbiezioni: 1° È un carro di più che si deve trasportare al seguito di ogni d ivisione, posto che questo ca,n:o illuminante debba essere assegnato alla sezione di sanità. 2° Il servizio di ricambio degli accumulatori pnò essere molto semplice in una città, ma riesce difficile al seguito di truppe combiittenti. 3° L 'apparecchio richiede un per::ionale pratico esclusi· va.mente addestrato al suo maneggio. 4" I guasti si possono difficilmente riparare. 5° La spesa occorrente per un impianto di illuminazione di questo genere è assai rilevante.

DE LLE ASSOC IAZ IONI DELLA CROCE ROSSA

719

Tutte queste obbiezioni però dovrebbero cedere davanti ai vantaggi che si possono ritrarre dalla illuminazione notturna .di u~ çampo dì battaglia, sH non vi fo::ise il modo di sostituire agli apparecchi elettrici degli altri mezzi che valgano ad ot. tenere lo scopo, senza presentare gli accennati inconvenienti. Ma questo modo vi è, come il lettore può desumere dai risultati ottenuti nella seguente esperienza, fatta in R oma il 18 aprile del corrente anno. Fu scelta, per l'esperimento, una località fuori d i porta Salaria ad un chilometro e mezzo circa a nord, sul viale Pa· rioli presso la vigna Giorgi . L'apparecchio illuminante adoperato fu una lampada "\V'ells di v~cchio modello, vale a dire di <J.Uelle che non hanno l'asta lunga ar ticolata e ohe quindi non sì possono accendere stando gli uomini a terra, ma si deve usare una scala che fa parte degli attrezzi di servizio della lampada. L'apparecchio fu portato sul sito con una carr etta da battaglione. L'esperimento fu organizzato nel seguente modo : Un drappello di 20 soldati in armi e bagaglio simulavano altrettanti feriti. Dieci, precedentemente designati e provvisti per distintivo di una tabellina diagnostica rossa erano feriti in modo da poter camminar e; 10, contrassegnati con tabellina bianca, stante la qualità delle ferite non si potevano assolutamente muovere. Tutti furono fatti disperdere sul terreno circostante al sito di :riunione, con l'ordine ohe i feriti leggieri quando avessero veduto un faro luminoso, lentamente lenta mente , come degli uomini stanchi e feriti si fossero diretti su quello, ed i feriti gravi avessero atteso il soccor so dei portaferiti al posto dove erano caduti. Essi partirono circa mezz'ora prima che si accendesse il faro. La lampada era provvista d i due tubi di ferro a ciascuno dei quali si poteva applicare il beccuccio d'accensione. Usa,ndo il tub~ lungo poco più di un metro la lampada poteva esser presa per le due maniglie da due uomini e anche


720

COJ.'ìFER E N ZA INT&lt~AZIONALE

accesa essere trasportata da un luogo all'altro; usando in vece il tubo lungo circa 4 metri l'apparecchio doveva essere tenuto fisso a fonzionare in un sito. Fu scelta questa seconda maniera. La montaturn per il funzionamento non ha. richiesto più di un quarto d'ora. D riscaldamento del beccuccio, mediante la. stoppa imbevuta cl i olio di catrame ha richiesto un'altro quarto d'ora. D opo ciò il faro messo in direzione del vento, ha cominciato a funzionare ed ha continuato per le due ore che è durato l'esperimento, senza interrnz;ione. L e ma1tovre ernno fatte da tre solclrtti della compa.gni;t specialisti del genio, con molta facilità. Volio di catrame adoperato era di quantità assai scad<mte compemto al prezzo di lire 0,25 al kg. Il consumo in d ue ore fo di circa 10 kg . E'in dal principio dell'esperienza il tempo si ò messo alla pioggia e questa a tratti dirotta e accompagnata da discreto vento ha sempr e continuato. Ciò non è valso a spegnere la fiamma però col raffn-:cldamento del tegolo che protegge il serpentin o ne ha diminuito l'intensità luminosa. L a fitta pioggia faceva pure in modo che la luce a distanza apparisse mono viva. La ricerca. dei feriti doveva essere fatta da 9 portaferiti con tre barelle. Essi furono chvisi iu tr e sqmtdriglie, cia,scuna con 2 uomini portant.i una barella ed un cavo sqtrndriglia con hl, tasca d i sanitl'.t e la relativ,ì. lanterna accesa. Oltre la lanterna ad ogni capo squadriglia fu data. una comune torcia a vento accesa. Alle 9 fu dato il seg nale che inco minciava l'esperimento. Il t erreno illuminato dalla lampada appar iva nel seguente modo: P er un raggio di circa 20 metri un prato ineguale; alla distanza d i circEL 350 metri sopra uu poggio unct casa, di campagna colki pareti illnmiuate. Nella d irezione clell'A.cquacetosa una forte depressione del terreno, poco illuminata e

DELLE ASSOCIAZIONI D.l!:I,L A CROCJ> ROSSA.

721

r

'I

più innanzi mediocremente illuminato_ un _altro piccol~ poggio erboso con qtlalche fitto cospugho; a ~irca 300_ met1? nella direzione sud-ovest un' alti:a casa assiu poco 1llmmnata ma che si poteva d isting uere ; fra questi.l, <id il faro si svolgeva in pendio il largo vi11,le dei 1\fonti . P ar ioli, ~lbe~ rato e solcato sui fianchi da. froquonti fos::;at1 e montteell 1 di terra ; in. una parola il terreno doveva consid erarsi ~i difficile praticabilitù. d nran te la notte e no::1sL1no apparocch10 montato sopra carro o carrello avrebbe potuto percorrerlo nelle varie dire?:ioni, solo avrnl>bo potuto essere condott-0 1unghesso il viale. . . . . Ad esperi.enztt incomiuciatf.t n essuno cle1 20 fen tt era visibile a chi si tr ova.Vii, presso jl centro luminoso. Dopo circf1 20 minuti è a.rriv,1,to al foro il prim~ f~rit~; dopo tre qua.r ti d'ora i 10 feriti .leggieri er~no tutt1 g umti. L e squacl riglie dei cerca.tori, provvisti d1 bar ello ~wnn? invece tardato alquanto; cias1;una. però popo mozz 01',ì. e tornata con un ferito e due hanno fatto un secornlo via,ggio con risultato positivo, la terza invece è tornata vuota. AlClmi dei feriti fu rono trovati colla semplice luce del faro altri invece colla scorta clelle torce a vento sulla guida spe;ialmente del la.mento emesso dal ferito quando vedeva avvicinarsi la t orci.a !lel cercatore. Cinque feriti o nascosti nelle depression i del terreno o situati fra le macerie e lo alte erbacce presso la vigna Giorgi non sono stati ritrovati . Alle- l ù continuando b pioggLa dirottissima si è dato il seo-nale di adunata ed è finito l'esperimento. b . . . In conclusione il sistema esperimentato in cond1z1om atmosferiche pessime è appari!O in sostanza buono: i fe~·iti. leggieri e i gravi che potevano camminare . sono acc?rs1-~~ faro luminoso da un raggio di. circ~i un clulometro, 1 fonti impotenti a muoversi sono · stati ritrovati n ella proporzione del 50 °/0 . Infine è da notarsi che sotto la lampa,da, sopra una superficie di circa 100 metri quadrati, la luce ern così viva che


722

DELLE, ASSOCIAZIONI DELLA ' cROCE ROSSA

723

CONFEltENZA INTERN'AZIONALE

non solo si sarebbe potuto medicare un ferito, ina altresì eseguire qualsiasi operazione d'urgenza. Stando al villino Moresco (Villegas) posto a circa un chilometro e mezzo dal sito dell'esperienza anche durnnte la dirotta pioggia si vedeva un forte chiarore che a dire dei present~ si sa_r~b~e potuto dis~ingnere anche a distanza doppia,. La d1vers1ta fra gnesto sistema e quelli precedentemente accennati è essenziale. Mentre prima, sì 1~irava principalmente a trovare un 11pparecchio che potesse essere condotto ~n giro ~er il ~ampo di battaglia, in questa esperienza sì e. pos~o 11 !aro m un luogo fisso, coll'idef.t che possa servire d1 gm~a a1 numerosi feriti atti a camminare, i quali ad - esso s1 dovevano dirigere per trovare il necessario soccorso. Questo metodo ha inoltr{'} il vantaggio, di dar modo a i medici fer~i ~n. un sito di porgere l'opera loro, tranquilla.mente, · fissi m un luogo ben rischiarato e con tutto il materiale dei cofani e delle carrette di sanità alla portata di mano. Nè si trascurano i feriti gravi; le squadriglie di pqrtaferiti a tre a tre con una barelh1 <'} una torci·a a vento percorrono ~n -~utte l'.3 direzioni il oa,mpo di battaglia e raccolgono 1 pm gravi; nè con un materiale così leo·o·iero s~no mai arrestati da un piccolo fosso o da una ;~cola, siepe come avverrebbe di gualunque apparecchio a ruote. Nè si ritiene che sia trnscurabile il fatto che un faro a petrolio, del sistema da, noi adoperato, lo manovrano dopo che l'hanno visto una volta a funzionare, tutti i soldati e con tutti gli attrezzi non costa che cinque o seicento lire. . In _concl_usion~ il pri_ncipio di servirsi di buoni apparecchi 1llummant1 per 11 servizio sanitario notturno è ammesso d1.t tutti, ma la scelta di questi apparecchi deve essere fatta in modo da soddisfare tanto alle esigenze economiche quanto alle esigenze logistiche.

... *

,,

La va conferenza della Croce Rossa oltre essere stata utile agli internssi delle assoèioni per il prpficuo scambio di idee intorno ad importa,ntissimi argomenti come sono ,quelli · dei quali abbiamo dato un rapido cenno, ha pure dato motivo ai nostri sovrani di d imostrare ancora una volta il loro interessamento per la, sorte dei militari feriti in guerra. Il}fatti le Loro Maestà il Re e la Regina d'Italia hanno aperto un· concorso internazionale, offrendo uu premio di dieq,imila lire sul tema seguente: « Perfezionamento dei mezzi necessari per sgomberare immediatamente il campo d i battaglia, tntsportando i feriti dapprima ai posti di primo · soccorso, in seguito a.Ile sezioni di sanità e infine agli ospechli da eampo e ricoveri provvisori )). DoT-:roR G. )iENDINI C<ipita:nu nw!ico.

L'Associazio11c della Croce [lassa it:iliana lta ora. il seg uente lllateriale a disposi?.ic>ne ,lell'esercito in c,impar:na: N. Ospedali da campo da 200 letti . . Ospedali da campo <111 50 letti . . H . Tnini-o,pecla li da 200 letti l Trcn i-ospcrlali da 100 letti (Siciliaj .. . . . . Aml,ulanzit lluvi;tlt\ da 200 IP.Lli . . Po., ti di soccorso pni milit;1ri viaggianti in fer1·ovia . 35 :.. Magauini di rirorn imento. . . . . . . . . . . , 7 Inoltre l'as;ociazionc possiede in numerario un ratrimonio di lire 3i1'>9,023.86.

'\


... /

LA DINAMITE E LE ESPLOSIONI

725

. \

LA DINAMITE E LE ESPLOSIONI

(I)

Le sostanze esplosive (comprendendo sotto questo nome anche · la polvere) hanno un' imporlanz.a capita le in guerra e rendono grand! ser~igi all'industri.i. Il loro impiego si è oramai volgarizzato, P,:rche tull1 hanno avuto occasione di maneggiare almeno la polvere. C1onor'.ostante, da una trentina d'anni, la scoperta di esplosivi pi 1•1 potenti,. I~ loro ~ecMle appl icazione ogli usi <li guerra ed in(ìne gli allentati nvoluz1onan perpetrati col mezzo loro , hanno lascialo nel grosso pubblico un ' impressione singo lare. Si è quas i porl:illi a considerare gli esplosivi e specialmente la d;namite come agenti misteriosi di una pMenza formidabile, della quale si esagerano in finitamente le minaccia e i pericoli. La cosa è in realtà mollo più semplice che non la s'immagina, e i contemporanei tianno meno ragione di tremare davanti alla dinamite e al clorato di potassa, di quanto i nostri avi di tre sncoli addietro n'avessero di tremare da van Li alla s.ern pi ice polvere da sparo . Anche fatta astrazione dal loro impiego i11 guerra, i modern i es?l_o~i,,~ si appales:'.no moli.o più utili che dannosi, e gli scoppi pi ù m1c1dia l1 non sono 1 loro . Ben più frequenti e causa di maggior numero di mor'li sono «li "' scoppi delle caldaie a vapore e specialmente quelli del grisvn (,ras 0 delle miniere). li famoso aLlentato del Palazzo d"Inverno a Pietroburao non ha. i'.)

(:!j Riassunto dalla

Revue <Le Fainille.

' , I

follo che una ventina di viltirne; · si contano invece a centinRia le vittime di ·ciascuna dell e grandi' esplosioni di griso11,. Che cosa e anzi1utto un'esplosione ·? È il fenomeno che si manif;sta quando si pro,iuce im provvisamente un volnme gazzoso consiqerevole in uno spazio troppo ristretto per cont~nerlo. Ne risulta una forza espansiva. grandissima ~vi luppata in un attimo. Il gaz, per sful,!gire, può far scoppia.re le pareti qhe lo comprimono, o spingerP. innanzi con potenza irresistibile il pr&i.eJ tile r.he gli schiude la porta. QuPsta espan~ione subitanea di ga;,. è accompagnatii da. tuono ed effetti meccanici violenti_ }'lolte cause possono darvi l~ogo. Il vapore · ac11ueo rinserrato e portato ad un alto grado di elasticità produce i medesim i effetti delle esplosioni di polvere. . La forza. sviluppata da un·e~plosione fu uti lizzata dalla scienza, sia per rompere le roccie é IP- mas;;e metalli~he, sia per lanciare .i grandi distanze i proietti li delle nostre armi da guerra. l'er 11ueste esplosioni non accidentali , ma preparate, s'impiega semplicemente la reazione chimica che sviluppa istant:mearnenle un gr~n volume - di gaz a una ternpernt.urn elevatissimrt. Gli elfoUi ne sono forti per una quantità di materia relativamente piccola , e non si ha IJi;;ogno di àkun apparecchio nusiliario: non è necessario , per esempio, comprimere prevnutivamente il ~az come nei fucili ad aria, nè far scaldare i liquidi come nelle macchine a vapore . - Nelle esplosioni provocate da renioni chimiche interven gono sempre dr, una parte l'o:'isi1w no, dall'altra parte sostanze combustib_ili, per esempio, il carbone. Non s'impiega l'ossigeno allo stal,'. libero e gaizoso perchè a tal uopo, occorrerebbero apparecchi troppo voluminosi, e minori sarebbero gli dfe1ti. del~'esplosi.one. S'impiega invece l'ossigeno imprigionato in cornbrnaz1olll solide .o liquide, come l'azotato di potassa o salnitro, J'acid,> azo!ir,o o .ni~ trico, il clorato di potassa . Queste materi e e specialmente il salnitro (ch'e è quello impi egato da più tempo ed ba. bastato !ìno ai nostri giorni a quasi tutte le applicaziooi della guerra e delle industrie) possono essere rignardate come serbatoi d'ossigeno. Per ottenere !"esplosione si mesr.olano con una sostanza contenente carbone e solfo e si provoca l' azione chimica col calore o coll'urto. In questa breve esposizione di principi i si trova il fondamento di tutte le ri-


-

I•

' 726

/.

J. ..... . I

I.A DINAMITE E LE ESPLOSIONI

cel,te delle materie esplosive, pubblicate dalla stampa in occasione dei recenti attentati criminosi degli anarchici·. Cionond imeno, in qile.st.i ' ulLimi temp1, 'si sono fati.i sforzi. per soslil.uire le mescolanze ove il corpo tomburente e il combustibile si trovano a contatto meccanicamen te, con altre combinazioni pi1't in time, nelle qnal i un solo corpo racchiude tolti gli elemen ti della esplosione; cioè a d;re, in genel'ale, da nna p:1rte l'oss igeno associato all'azoto e dall'altra l'idrogeno associato al carbone . Tale è il carattere dell a nil roglicerina. del co tone fulm inanle o nilrocell uloso, del fulmina lo di mercurio e dr.I p;cruto di potassa. Tutta questa teoria delle tnflterie esplosiYe è di fresca da ta. Essa venne forrnnlata da M. Rerthelot sewndo i princi pii generali della chìm ;ca e della Ìermo -chirnìc.a. Fino alla fine del secolo scor:;o non si aveva alcuna spiegazione reaziona le òei fenomeni cs plo.,ivi. Ln scopert:1 òell e nrnterie che lì producono è dovuta non alla scienza ma all'empirismo. Il primo impiego del ~alniLro si fn ne! fuoco ,greco ai !empi del l'i mpero bisantin o; più tara i, nei razzi , :-i cominciò ad uti lizzare la forza im puls iva delle mescolanze di salnitro. Ponenùo un razzo in un tnho e infiamrì:iandolo dal lato chiuso di qnesto, esso veniva _spinto innanzi con violenza. Da que:;l.a osservazione nacque la racchetta o fuoco volante. Si ebbe in seg11ito l' idea di util izzare il rombo per spaventare il nemico. Un congegno aven te questo scopo è descritto cL1 R uggiero Bacone, e il linguaggio iperbolico di lni ·ci mostra. quanto l' immaginazione degli uomin i del secolo decimoterzo fos se slata colpita dai fenomeni degli al{enti esplos.ivi « Si può, egli dice, produrre il tuono e il lampo più vjolenti che qneÌli ddla natura. Basta uÌHt piccola qua~tità di mater:ia della grosse1.z t di on pollice per produrre un rumore e un bagliore spaventevoli . Si potrebbe forse distrul!gere una città, un esercito . È u·n prodigio per chi non conosce le sostanze è le proporzioni. >.) Altrove lo ~tesso Bacone dice: « Certe detonazioni scuotono l' udito cosi violentemente ·che, prodotte all'improvviso, durante la nolte, con sufficiente abilità, non vi sarebbe cii.là nè esercito capaci di re::;ìsler~ · allo spav,ento . I tuoni e i lampi delle tempeste sono nulla al p:iragone. Se ne può avere un' id,~a da un giocattolo fan -

727

LA DINAMITE E LE ESPLOSIONI .

ci~llesco 0 ,rnidì mollo comune, consistenLe in un sacchetto di t~la spèssa, none~iù grosso di un po llice e pieno di :;alnitro. La v,o,lenza dell'esplo,ione produce un rombo come -qt~ello ?el luono e 'un lampo come quello del fulmin e.» Quanle chiacchi ere per un _peLardo I

. .

..

. ,

· · ' .,u principio del secolo decirnosesl o si penso di ulrl1zzare I~ lt!rza propulsiva della polvere ponendo un proi.e~t.ile ~~I l.~bo .dava?t1 .al

' ,.

ra,zzo. Poco nppresso si fece un pa%o dec1s1vo . S1 mise 11 pr9,1et1ile direllamente davanti alla poln~re incendiata nel tubo. Cos\ ebbe luo•~o l'applicazione dello [orza pl'epulsin della polr~re alle_a1.'mi ' da ;uern:i , e questa forza, dapprim:i considerata come 1ncoerc1bile, venne cfo;ciplinalft. . La polvere da cannone, o in termini più generali la p~lvr,re, da ,giierrn, quantunque sia l'esplosivo più antico, è be~ 1110~1 dati es-'s.ere il più 3 empl ice. E~s:i \'Ìen costiLJ1,ta, come tutl.l sanno _da un ' miscuoÌio di salnitro di sol fo e di carbone. ' Nel:ecolo decimonono l'impiego degli esplosivi s'è ~eneralizzato , ·e per 1·arsi• un' ·1nea della che l' uomo , loro. importanza . , e dell'utilità . ne ritrae, ha,ta osservare quanto siamo per <li re. , .. Lasciamo un momento da parte quanto concerne 1arte m1lilare. S'impieaf!no crl i agen ti esplosivi nelle industrie per rompere le masse <li tndit; soli:li!ìcqte nei crogioli degl i alti forni; rottura , ·se.òz 1 Ja quale ogni ulteriore operazione sa.rebbe irnpossi~ile . L~ sempli,:e poh·ere nera non basterebbe ali uopo; so lo gli agenti esplosi,•i più eneryici, come la nitroglicerina, spezzano queste ma~se'. e riducono pure a brani il ferro già la~orato. Possono qurnd i impiègarsi per fare a pezzi r.ota ie di ferro vi e, p?r d1strug~ere.'. m~gari sott'acrpw, gli avanzi d1 un ponte . met,all1co, per 11~u~re. in frantumi costruzioni di ·qualunque specie. )ennero ndop iat1 1100 ' pèr rompere istantaneamente grandi. masse <~i gh iacc_io . Lo sgom·b.ro dell'ingorgo di -Saum~1r, che rninacc1:}va ct·1 ~a r ~tra~·1pare _Ja L~1ra, fu ottenuto colla dinamite. La dislruzione d1 boschi che si vogliano ridnrre rt coltura, lo schiantamenlo e magari il tr~ncam:~1to nett.o dégli alberi, lo spezzamento e dissotterramento. dei ce~p1 rnterral'., a distru,.i one degli scogli a lìor d'acqua e d1 quelli subacquei, la · ridu,.ione in pezzi di navi colate a fondo, sono tulle op~rai ioni che si si compiono mediante l'azione 'delle materie esplosive.


728

'

I

LA DJKAM11'E E L& ESPLOSIONI

LA DINAMITE E LE E S.PLOSIONI

ln(ì!}e il gran campo dell'applicazione degl i esplosivi è I' industria. minieraria. La polvere , il cotone l'ulminanLe e la dinami Le sono impiegali nelle mine; silt che si tratti unicamente di sm uovere le roccie sia che si voglia ridurle in fra mmenti. Senza ali agenti es~losivi una gn:n parte dei lavori d'ingegneria ~arebbe1~0 imposs1btl 1. Le grandi gallerie non avrebbero potuto essere scavai.e. La vaporiera non passerebbe le Alpi . La costruzione dei porti delle strade, delle ferrovie, si troverebbe arretrala e impos:;;ib il itata a progredire. La distruzione di scogli suhacqnei ha J)errnesso cli eser,uire la. n vor1 che, prima clell'invenzione del cotone fulminante e della dina.mite, erano ritenuti a.,solutamente impossibili . Quanto ai disgraziati accidenti che si producono nel!' impiego ~le~le sos_tan.z~ esplosive, essi sono rarissimi, c1na nclo lp1est'impiego e tatto_ g1u(~1z1 osamenLe· E qui giova osservare che gl i esplosivi più perfez1011 at1 ( la dinamiLe, il cotone fulminan te, la melinite) sono pure ; meno perico losi. La variet;\ delle combinazioni esplosive trovale dalla pratica. nou h,~ limiti. N<ii ci limiterem o solo a parlare dell e più note e più potenti, accennando successiva men te ai gaz e5plosivi, ai composti minerali esplosivi, ai composti organici es plosivi. Le pi ù terribili ~1escolanze gazzose esplosive sono quel le , in cui interviene l'aria. E il caso del grison che fa strage nelle miniere; un mi~cuglio _d'aria e di gaz illuminan te ha sovente . dato luogo a gravi esplo,,oni nelle fo gne e negli appartamenti; un miscuglio d'aria e di vapore d'etere o di petrolio ha fatto saltare in aria più d:un labor~torio. Jn tutti questi c:1si, il pericolo , il earaltere esplosivo. prov iene dall'a1,oto mescolato al l'ossigeno dell'aria. Le mescolan.ze _d'a'.'i~ . e. di polveri combusti bili hanno prodotto pure esplo,;10n, rn, c,d1:1l1 non solo nelle mini ere cli carbone, ma nei mulini e magazzini di farina. È a que::;to genere di esplosivi ch e appélrlengono i JJU;ncLastiti brevettali di M. Tn rpin. Sono mescolanze di gaz liqu~fatti . Qn~sti panclastiti avrebbero una fo rza teorica pari a quella dei prodotti pii\ energici, come la nitroglicerin<t e i miscugli di clorato di potassa con la polvcre-r.otone; ma la preparazione ne è malsana e l' uso diflicile. . La nitroglicerina, un etere azotico. è la pi t't energica delle so-

729

stanze esplosive . fas:1 è liquida, ma gela, cioè si solidifica al Ìfa:;~tlo di '1:3;' sopra zero. Essa. è velenosa. Esplode :dl'uno; la sernplice crllluta del vaso che In conLiene basta a fa rla esplorlel'e. Riparata dall'umid ità e dall a luce si conserva ii1definitamente. Vi. si può accostare il fuoco senza che esploda, sal voch è si tro vi iQ massa troppo grande. La sua fol'za teorica misurata dalla pressione ch'e~sa procli1ce al mornenlo dell'esplosione è, a parità di volume, dodici volte pi e grande che quel la della poi vere ordina.ria; a parità di pe:'io, sette vol te pi ù grande; smuove le roccie senza frantumarl e; dà effetti di proiezione inarrivab ili. È l'esplosivo in·dustriale per eccell enza , ma è troppo la cerante per poterlo im' egare nelle r, rmi iìa guerra. Si adopra raramente sotto forma pi pnra, ma più spesso sotto forma di clinam;te. Nel ,t 866 , in seguito a una serie di c;i tastrolì causate dagli $Coppi di nitrogli cerina a Stokolma, ad Amburgo, ad Asprinwall, a San Francisco, a Quenast si stava per rinunziare all'im pieµ;o di questa materia troppo pericolosa, quando un,) svedese, Nobel, ebbe l'idea di mesco larla con una materia inel'te. per renderla meno ~ensibile all'uLro , e diede a guest.a mescolanza il nome di dinamite. Egli qsservò che per farla esplodere bisogrrn.va ricorrere a capsule speciali , al fulminalo di mercurio.; ma che se ne oLl.enevano effetti gràndi 5simi. Dopo d'allora si e esteso il nome di dinamite a una. grande quantità di misr~ugli c1i niLroglicerina ed anche a miscugli sem:a ni troglicerina. Si conoscono più di venti specie di dinamite. Il loro carattere comune è di non esplodere nè per in fiarnmrnione per deboli urli, ma solo per mezzo d1 cap5nle che si compon , gono generalmente di fulminato di mercnrio. La dinami te ordinaria è formata da ùn rni~cuglio di nitroglicerina con no qual'to circa di si lice o di sabbia , o d'allume o di carbonato di rna.gnesia, ecc . La nitroglicerina che entra nella composizione della dinamite gela, come si t~ deuo, a meno di 112° sopra zero. In questo caso la dinamite non perde la sua proprieLiL, ma ci vogliono cHpsule più forti per l'aria esplodere. Scaldandola per ott.enere lo sgelo si ebbero spesso disgraziati accidenti. Il più gr,1ve si produsse a Parnrn nel 18,8. Un tenen te di cavalleria avendo posto sopra

n,~


730

'

/

731

LA DINAMITE E LE ESPLOSIONI

LA DINAMITE E LE ESPLOS10NI

un braciere nn bidone con entro un chilogramma di_ dinamite gelata, ne seguì uno scoppio che fei·ì. od licci se ventiquattro per:sone. Citiamo an,:ora le dinamiti a base mista, .come quelle che si formano con un miscuglio di carbone e di sabbia cap~ci di assorbire il ,t,;:; per¼ di nitr-ogligt:Jrina; si usano· pure miscugli di polvere ordinaria con una qnantilit di nitroglicerin,1 che varia dal '10 al tiO per 0 / 0 • Queste composizioni sono menu . energiche che la dinamite propriamente della. La dinamite è stata in questi ultimi tempi lo strumento per eécellenzc1 del le ~·endett~ ri1'oluzionarìe : perchè, mentre è l'esplosivo più potente, è in pari tempo il più facile a procurarsi, essendo d'uso giornaliero nelle cave di pietra e nelle miniere. L'allentato del palauo d'Inverno a Piemibu rgo è stato fatto colla dinamite. Si sa che i nichilisti rentarono di far saltnre la sala da pranzo dello Czar, mentre la famigl ia imperiale vi era riunita. · Un nichilista, lingendosi rigattiere, riuscì ad essere ammesso e impiegato nel palazzo. Egli ebbe una stanza a pian 1erreno che sì trovava sotto la s.ila da pranzo imperiale. Fino dal princ(pio si mostrò ghiotto di sardine sott'olio e ne portò varie scattole che mangiò cogli amici. Le scattole di sardine eran miste a scattole di dinamite. In tal modo raccolse vari r.hilogra~mi di questa sostanza·, e un bel giorno, poco prima dell'ora di pranzo, parli dopo aver di:;po:;to un movimento di orologeria, che determinò l'esplo:;ione appunto nell'ora in cni lo Czar doveva mettersi a tavola. Il fortunato ritardo di un principe che si aspettava da Cuori, sa lvò la famiglia imperiale, ma furono vittima dell'attentato dicianove o venti soldati di guardia. Il giorno dell'assù.ssinamento di Alessandrn rI. men tre lo si at· tendev,t sull,1 strada dove pa·s,ò realmente, si e1\t preparata sotto nn'alLra strada, per cn i era probahil<} cl1e pa:;sassò, llrllt mina di 30 chilogrammi di dinamite; la quale se fosse scoppiata avrebbe fatto crollare molte case vicine. La galleria di mina partiva da una bottega, dove un nichilista s'er,1 installato da molto tempo·' ed era stata scavata e costrutta con tutte le regole in uso nel genio militare . . La dinamite nera, miscuglio di nitroglicerina e di polvere di carbone fu spe:;so adoperalc1 dai nich il isti per le loro bombe. Essa

Jo fu anche più recentemente da Ravachol, nell'attentato di via · Clichy e prob,,bi lmente dall 'anarehìco che fece s~ltare. la t~·attoria Very. Questo , miscuglio che si chiama sebastite è più facile aa esplodere che fa dinamite ordinaria, per · la quale sono necessarie c,ipsule speciali. Si è pure frequeriternenLe fatto uso di mesco'!anze di dinamite con polvére· cotone. · La dinamite gom ma o gelatina esplosiva è costituita di 93 a 95 pàrti di nitroglicerina e di 5 a 2 parti di coliodion. Sì volle im~ie. garla in guerra perchè ha il vantaggio di re!>is1ere a.gli urti ed è. pvlenLissimn; ma è difficilissimo farla scoppiare. La dinamite ordinaria ù nn poco meno potente che la nilrogliceùna. lo nn foro da mina produce otto volte la pressione della poi. vere; la nitroglicerina la produce dodici volte; la dinamite gomma è polente quasi come la nitroglicerina pura. Il fulmicotone o polvere cotone fu invent1to da Schoenbein nel 1846; lkaconnot e Pelouze, fino dal 183:2, avevano fatto conoscere composizioni aoa loi!he. Non èun prodotto unico; se ne danno specie molto divPrse; si fabbricano tutte nitrifìcando la cellulosa sotto diver;;e forme: cotone, cartn, pa;.(lia, segatura di legno . Il cotone 1 fulminante conserva l'aspetto di cotone. Si comprime col 'torchio _ idraulico. Non esplode se non coml)resso; altrimenti brucia senza,. esplodere. A p:1ritit di pe,o non dii che un lavoro eguale a tre quar'li di quello della dinamite, perciò non può rivaleggiare con , essa nelle i11dustrie, tanto più che costa molto pitt caro, ed è meno facile a dividersi e dosarsi . ln compenso è molto adoperato negli u~i di guerra . ~iffatto impiego del fulmicotone era già nell'idea del suo inventore Sckoenbein; ma non potè suhito es:;ere adottato perchè questo esplosivo lacerava le parei.i dell'arma . Le esplosioni poi delle poi' veri ere di BoucheL e di Vicennes ( 1867) lo fecero abbandonare in - · Francia come tl'oppo pericoloso; lt:J esplosioni di Simmering (I 862) .. .e Neustadt lo fecero abbandonare in Austr(a. Fu Abel, un inglese, · .'che riuscì ad eliminare la causa degli accidenti, fabbricando la poi. ve1:e-cotone in pasta e comprimendola col torclù idraulico ('I 865). Allora le ricerche scientifiche furono riprese e dopo qualche anno riuscirono.

1

•

(


-LA DlNAMITE . E LE ESPLOSIONI

732

I,A DINAMITE E LE ESPL0Sf0Nl

In Fr<1ncia le l'icerche della Commissione per le ~osLanze esplosive e gli studi di .\f.Viei lle hanno condolto :dl'adozione di 1111 [)l'O· dotto della fami glia del le cellulo.;;e niLnHe, cioè dell,t famigl ia del J'ulmit·otone per il caìicamento del le armi da ~uerra; so, Lituendo la po lvere ordina ria .con 'l nesto esplosivo pi LL energico si poLè ridurre il calibro del fucile e accresce re la portata del tiro. Nello slesso tempo si adou.ò, per il caricamento dei proiettili la melinite, cioè a dire l'acido picrico. La sua potenza , molto su periore a quella della polvere orrl inaria, è in feriore ,Lquella dell a dinamite a peso eguale ma supe_riore a volume egua le, avendo maggiore dens:Là ; questo esplosivo pre~ent.1 d'ali.ronde più garanzia che la dinam ite , es~endo meno sensihile e pel'feltamente addatto all'uso cui è dest inato. L'aci do picrir,o (mel initc) è seuza dubb:o uno ~legli esplosivi meno peri,:olosi a man eggi,irsi. E:;so può bruciare in grandi quantità senza esploder~; pl'op 1'ietà impon anlis:;ima , vislo il pericolo d'i_ucen rl i nelle l'ablwid,e e nei magnzzini. L.1. questione è stata discu:;sa a fondo in occ,isione dell'incendio di una gran fui>brirn a Mance.ster. Le compngnie di assicnraz.ione sostenevano essersi prodotte nell'incendio esplo::;ion i di acido pi crico, e,istente nella fabbrica, dei guasLi delle quali c,se non erano responsabili. Dop•l un'inchiesta minuziosa si conchiu-;e clte neppure nel!' incendio l'acido picrico avevc1 potuto esplodere. · [n 0ompen, o però di que.:;tR sna buona qualiLit, l'acido picrico ue ha ur,a cattiva: espo:ilo all'urniditii si altera e può esplodere spon1.aneame11 te. Quando si cominciò ad impieg;,re la melinite nel caricamento dei proiettili , grav i accidenti si pl'odu;.,ero a 13ourges e a Belfort; .se ne attribuì Li causa al fatt Òclie qua 1chc proiettile era stato lù:'alo e male prosciugalo prima_di l'iempirlo . Il pir,rato di poti1ssa. al contrario dei!' acido piaico, esplode a 300 gradi molto più violenLemen LEJ ancora che di questo ed esplode anche a ~emplice contaito del f'noco, ci ò che lo rende pericolosissimo. Disseccato, la sua polvere s'infiamma, ecl andie a distanza può far esplodere la rna~;;a intiera. Fu probabilmente così ch'ebbe luogo nel ·186U J'esplosion~ di una casa in piazza della Concordia a

733

J?ari.gi. Siccome rruest'esplosivo non racchiude abbastanza di ossi-· ,:reno per una eombust.ione compl eta, lo si mescola con salnitro o . con clorato di potass,1. La sua forza però non sorpassa m nessun eàso la meltt di quella della nitroglicerina. Il folminato di mercurio è un corpo molto più denso che i precedenti: tre volte piLL che la dinamite, cinque volte più che la polvere ordi;aria. A peso eguale ù meno potenLe che la dinami~e, ~a ~ volume e,:ru,de sviluppa una forza superiore a quella d1 tutti gli esplosivi ionosciu ti. È il tipo degli esplosivi lacerant!. È se~si bili's si.mo all'urto. Impiegato in un cannone lo fa scoppiare prima che il proi eLLile abbia tempo ad uscire dalla canna. Cio~ono~tanL~ P~~ impiegarsi in quantità così piccol e che serve a I_anc1are ,1 pro1e~t1h nelle armi da sala . Un proiettile riempito dt quest esplosivo · dà un ·seauito d1 scoppi mollo mimerosi, nia i pezzi del proiettile vanni poco lontani perchè polverizzati. La sua combus\ion~ è -così inslantanea ,e he posato e fatto esplodei'e sulla poi vere ordmar1a, la sperde senza infiammarla _: ma ' se è contenuto ·in un inviltip~o qualsiasi, nli ora ha Iirngo _l' in.fiammazione. Pi~/ i.nviluppo è res1{slente, più lo scoppi o e v10lento. Queste qnaht<1 I hanno falto ad <lottare per le capsule, nelle quali si fa esploder~ ~oll'tu~to _e la sua esplosione provoca quella degli t!ltri corpi esplosJVI a cm s1 Lrova a coniai.lo. , , · . li fulminato di mercurio fu impiegalo da Orsini per le bombe colle quali foce il famoso atlentat,1. Egli agi con una Lemeriti~straordinaria e sembra impossibile che abbia potuto effettuare ti suo disegno. Comprò il fulminato in Tngliilterra e lo portò in Francia nel!; sua va\ioia· trovandolo umido, lo Ieee disseccare al fuoco del cl).minetto; poi I; v.ersò in piccole_bombe di vetro ch:lla grossezz~.d! un pugno ed invitò il coperchio. In ciascuna di queste ope~az1on1 ' aveva nvvegracli dl probabilità su dieci di saltare in arifl . TnLL1 ~anno come avvenne 1· attentato. Napoleone fu salvo per miracolo. Le piccole bombe al fulminato di mercurio lanciate da Orsini sono periwlose .e micidiali quanLO possa immaginarsi. Il vetro ridono in piccoli frant umi ferì un numero grandissimo di persone, delle quali molte soccombellero vari mesi apprèsso per ferite in apparenza leggiere, ma effettivamente terribili perchè il vetro s'era intìhrato nei ~

1

47 -

ANNO XXX·VJ!.


)

734

LA DINAMITE E LE ESPL0SI0Nl

tessuli e non era possib ile estrarnelo. Tra i fe riti vi fu Orsini stesso, ed r. appunto questa circostanza che lo fece scoprire e cauurare. Le polveri a base di clorato nou hanno poluto mai essere utilizzate efficacemente. l3arthollet dopo avere scoperto il clorato di potassa, voll e fab brical'e con esso una nuova po lvere da guerra ; ma un'esplosione avvenuta ad Essonues, che costò la vita a molte persone, ne fece sospendere la fabbr icazione. Nuovi tenta li vi vennero fatti nel ,f 870 e nel ·I877, ma egualmente senz,t successo. Inan e il ,J.i. maggio 1878 , a Parigi, un deposito di inneschi fulminanti, di questo clorato, desti nato a servire per giuochi di fanci ul li, fece sal tnre la ca.~ a, rovinò quelle vicine, nccise ·ID persone e ne ferì un numero magg iore . (I peso della massa esplosiva era di 6ft. ch ilogrammi , ecp1i valente a circa 220 ch ilogrammi di polvere ordinaria. La polvero clorala propriamente detta e formata sul modello della polvere nera ordinari a; il clorato di potassa sostituendo esattamente l'azotato di potassa o sa lnitro. Questa polvere è potente , ma meno d'assai che la dinamite e il cotone fnlmi nante, quantnnque più pericolosa. Questo spiega perchò ne fu smesso l'uso. Siccome è molto fac ile procurarsi il clorato di po tassa, così le sue mescolunze hanno spesso servito per auenl:l ti. Una delle più formidabili e foc ilis~ime ad oltenersi è spesso impiega ta dni nichilisti nrlle loro bombe . Si mescola intimamente il clorato di potnssa con zncchero i11 polvere e ver~anrìovi sopra acido solforico si de1ermina l'esplosione. Si mette per questo al centro della bomba piena di questo miscuglio nn tuhello di vetro contenente acido solforico, in morto che si spezzi lanciando la bomba. Lo bombe colle quali fu ucciso lo Czar Ael ssanclro U erano di questa specie. Lo Czar era aue~o dai cospiratori sulle tre strade per le qnali poteva rientrare in palazzo. Sotto l'una era stata scavala la mina di cui abbiamo parlato, sulle altre due erano ap po~ta Li i nichilisti col le bombe sollo il mantello. La prima bomba gallata sotto la carrozza scopp iò sen7,a colpire l'imperatore. La miglior. cosa snrebbe st.at.a fru~Lare i cavalli e via, come aveva fatto ~ apol eone nell 'aueni.ato Orsini; invece lo Czar, for,e credcn1!0 falli to l'attentato, voll e fermarsi e discendere. lo quel momento nn altro nichilisla gli gettò una bomba 1

LA DINAMITE E LE ESPLOSIONI

735

tra i piedi , la quale esploso istantaneamente, massacr:ando lo Czar, varie persone rìella sua scorta e lo stesso autore nel\ attentato. Qua:i sono attualmente, fra le materie esplosive, quelle che più si adoperano nei diversi casi~ Bisogna distinguere tre categor1e: ,t o le materie la cui trasformazione chimica istantanea si effettua per mezzo di un esplosione; prototipo di queste ~ il ful minato di mercurio; si utili zzano per spezzare le roc;cie e per servire d'innesco ; 2~ le materie la cui decomposizione ri esce, naturalmente e artifi cialmente, un poco rallenta ta , le quali , seguendo la direzionE\ della menoma resistenza, provocano laceramenti anche nei , metalli più c1uri ; queste sono le polveri forti e rapicle il cui tipo è la dinamite ; 3° le materie in cu i la pressio11e prodotta dall'esplosione cresce lentamente; que~te sono le polveri forti e lente il cui tipo è l'antica polvere da guerra. Quiste proprietà danno ragione dell'uso speciale di ciascuno di questi esplosivi. Abhia1no giit dello il perchè l'ind ustria preferisce la dinamite è l'arte mili tare la polvere cotone. Si noterà che la differenza di forza tra i diver:"-i esplosivi , benchè considerevole, non è tanto sproporzionata come si fìgura la fantasia popolare. Ogni giorno si legge l'annunzio di qualche nuovo esplosivo cen to volte più potente che la polvere ordinari a, dieci volte più che lo/ dinamite· sono in<renuità. La sci enza ha regole che le permetto rio di prevedere, anche prima dell'esperienza, la potenza massima di ciascun esplos ivo. Non ve n'è al ct)no che, pratican1ente , sorpassi la nitro~l icerina e dinamite gomma. Quasi tutti gli altri , panci a- stile, tebastite, picrati , clorati. le restano al disotto. Abbiamo detto che la dinamite svilupprt pressioni dieci volte pi ù for ti che la polvere ordi naria, ma non bisogna dedurn e che po:.sa dare efTelLi dieci vol te più grandi. Dal pt1n Lo di vista del lavoro effettunbile (considerazion e cap italo per le industrie) non vi è esplosivo che possa dare lavoro piucclic triplo di quello della detta polvere. Ciò dipen de dal [allo che la forza di pressione e la volontà di propulsione non somm ano in prati ca i loro effetti utili . Cosi un mu ro che la polvere fa reMle crollare coll' urto, In dinamite lo fa crollare per la disgregazione immediata dei materiali che lo compongono. È questa la gran ragioue per coi le vil~ time delle esplosioni di dinamite hanno sempre ferite più gravi d1 '

I')


./

736

L A DINAMITE E LE ESPLOSIONI

quello che sembra a prima vista . Tuua l'ossatura può essere inlalla ed essere_ <lisorg:1nizzata perlìn o la midolla nelle ossa . Si può essere colp1t1 a mor'le, senza avere la menoma fe!·iLa npparenLe. _Ma se gli effeLLi dell_a dinamite sono così potenti , non bisogna po r anche esagerarli. E difficile far sa ltare, per aLLenlrito una cas'1 hen coslrnlla. Far sai Lare un' int iera contrada sar;bbe 'assolntam~~1Le _imposs!bile . Non vi r. che lo Stalo il quale disponga di Laie quanl1L~ dr materrale esplosivo e mezzi di lrasporto addaLti e personale 1strn1Lo, quali si richied ono per· distruzioni così considere,,~li. L'i nesperienza d~'. d.inamilardi è in generale assa i grande, se si .iccelluano r n1 ch11J s11 !'Ossi. Negli ultimi attentali di Pari rri le materie esplo;,ive non furono collocate in modo da produ,~·~ lult~ il I.oro effello. vide iu quell i altentati la mano inesperta . _s agg1un~a eh~ ~11 anart hici non rurono fin ora capaci cli fabbrica re essi stessi I loro esplosivi . Questa fabbricazione è delicala e pericolosi~sirna per il manipolatore mal prati co o mal diretto. . Felice Orsini che fa seccare al fuoco il fnlmirrn to di mercurio e non salta in aria è un esempio che fino ra non ha trovato imitatori. Il nichilista che urcise Ale~sandro II fu vittima egli stesso della sua bomba . l~ec~ntemente in Svizzera un ailro nichilista rnsso, fu 1!1o rtalmcnl~ len~o· appunu~ men1,re rnnrrnggiava di queste materie. E rmmenso rl pencolo a cui sono esposti i dinamita rdi sia nella preparazione degli allentati si a nel loro compimento. Ila;ach ol non ha osalo sali re lino al qunrto pinno della casa di via S. Germain be11ch~ fos se il quarto piano che volea fa r saltare. e non osò sa~ lirvi per paura di non aver poi lernpo ad usc ire dalla casa primn del l'esplosione. Fabbricare la nitrogli cerina è cosa facile, ma trasforma rla in dinamite e sopratutlo fal>bricare inneschi convenienti è cosa che presenta mol1e diftìcol1 ii e linora ne,-sun anarchico vi è riu scito. Lo stesso dicasi del com primere il fulmicotone, che sareb be un:i. so.stanza mollo pericolosa nelle mani di quesla gente. DifoLLi finora gli. ana rchici -~ran cesi non hanno impiegato se non esp losivi rubati ner_ lahoralor11 o.nelie min iere, e di cui non ebbero nù potranno ma1 avere ch e picco le provvi sioni ; i nichi li sli ru ss i hanno adop_rnlo le polv~ri clorate, mollo fac ili a fab bricarsi, ma pericolos is· snne per eh , le maneggia.

Si

737

LA DINAMITI!: E LE ESPLOSIONI

Insomma, per far saltare il menomo edifizio pctbblico colle mura di un metro di spessore, ci vorrebbe più di un chilograrnma. cli dinamite, difficile a raccogliersi e tra,,portarsi imp unemente . Se gli . esplosivi si potessero trasportare colla carrella, non vi sarebbe bisogno della dinami te; basterebbe l,t vecch;a poi vere. A di re il vero, le atroci vendette personali a cui gli esplosivi scienti(ici hanno servito di mezzo, dall'aLl.cntato di Or»ini alla. disl.rnzione della tn:11.toria Verry, hanno un poco tnrbato gli spi riti . Gli esplosivi modero i anche in ma no de~.di Assass ini più ri soluli , non posso no essere pericolosi che per gl'inclividui. Essi non forniranno mai il mezzo per esercitare uo' azioneefTicace sulla società.

,,. ** Cosi di ce (evidentemen te per cal mare gli spiriti) lo scrittore francese di cui abbiamo traila questa monogralia; ma è lecito non dividere pienamente la su.a sicurezza. La fabb ricazione e il maneggio di questi esplosivi possorio popolari.:zal'si più preslo di quello che sembra credere l'autore, e quantunt1ue gli attentali non sieno pericolosi ch e per gl'individui, esercitano ellettivamente un azione sull e masse . Forse verrà tempo in cui la fabbricazione degli esplosivi sarit un mono poi io dei governi come quella delle monete, e si rneLterù. · tanto im pegno a im pedire la fobb rica;1,ione abnsiva cli queste materie, quante se ne melle o~gicli a impedire quella..wl1e monete fa lse: altrimenti , coi progressi della ch imica, co ll'istrm:iono che sempre più si di ffo nde e coili umori del popolo che sempre più si gnastano, le materie esplosive saranno fra pochi anni un ve·ro e grave pericolo per la società..

..

",.


LE MATERIE MlLlTARl NE GLI A'RCIIlVi. DI STATO lN TORIN O

739

5. An . 11779. 6 luglio. Relazione della presa di Granada dalla

LE ffJATERIE IIILITAIU NEGLI ARCHIVI DI STATO IN TORINO

(ConLinuazionc

v.

dispensa del ! G luglio)

Mazzo 23°. (A n. 1770 in

?I

1J 7%) .

, '1· A~. ·1770, Réflexions préliminaires de M. le co mmendeur d Anton, pour dresser un proget de défense: · ,10 ~onr les fronlières des États de S. M. depuis le Pelit Saint Bernard Jusqu'a11 ~font Cenis; 3° Pour les dites frontiéres depuis Je Mont Genevre ,·usqu'au Col, de I' Araenti c'!'P" · n v, ·3° Pour la Comlée de Nice· ,1° Po~!l' !es Appénins depui_~ _Ormea jusq u'it Ja Boquette. 9 ,.. , A.n.. ·1874-. , . Settr,,nbr1{·· Not1Z1e della d,.s'a' " •La dell' armata ollomana ~a1 Rus~1 sotto il comando del maresciallo llomanow. e della pace st,pulata rn conseguenza a Budjukanarschi. · 3. _1Ln. ,177'.. (J ottobre. llelazione della con quista fatta dagli Spa g~uoh della piazza della Co!oDia del Sacramento situata sovra il Rio della Plata e dell'isola di San Gabriele dipendente da •. ,. À 'I 777 e e::,sa. 4·. n. . . 16 ottobre. Convenzione conchi usa tra il luoO'ole· nente generale delle armi brilnnniche Burooyne ed il maaa·10 0 O · nerale del!' t no r ge' arma a americana Gates nl ,:ampo di Savatoga.

'

Il

r

squadra frances e sugl' In glesi. 6 . .in. 4781. /9 ottobre. Capitolazione conchiusa tra il general e Washington comanda nte in capo le forze combinale dell 'America e della Francia; S. E. il conte di Rochambeau luogo Lenente genera le del Re Cristian issimo etl il conte di Cornwellis coman dante delle guarnigioni d'Yorck e di G!owcester e 'l'omaso de Siinondo comandante le forze naval i bri tanniche; a termini di detta capitolazione tu LLo l'esercito britannico si rese prigion iero di guerra. Unita menfe ad uno slnto dei prigionieri. 1. An. 082. 13 settembn:. H.ela,,ione di M. d'Ar(:on dell'in cendio e distruzione delle batterie galleggianti dal medesimo inventate e messe in opera. all 'ns:iedio datosi dai co11federa1i fran cesi e spagnuoli al forte di Gibilterra, reso v.ino per la bella difesa del comandante inglese Elliot. 8. An. ·178'.2 . Connais:mnce, pour faire la guerre en Lombnrdie, avec cles remarqnes mil itaires sur la guerre de ·1733, 11'i34 et '1735 faites par le comm. Paparin d'Antoni major gèn<\ral d'infanterie, direcLeur gònéral des éco les d'arlillerie et de fortifica tion . 9. An. 1788. Luglio. Relazione di due bauaglie navali vitloriosamente date du lie forze navali russe alla notta ottomana sul Lirnan. 1 1O. An. 11789. 25 a_qosto ,i fi ottobre. llelazion i di combattimen ti navali seguiii nel mare J3altico Lra la flotta l'ussa o sved ese. .____/ 1 1·I . An. 11793. Stato appro.;simativodellc Lruppe franc esi esistenli da Cham bery a Tennignon . 12. An. 11792. InslrucLions pout· les oOìciers commandants des poste~ de frontière. ·13. An . 1179'?. 11 aprile. )Iemo ri a rimessa a S.M. il Ile-Vii to rio Amedeo I I[ nella quale si propongono alcu ne misure per preservare e gua rentire i sno i Stati dai pericoli a cui potrebbero andare soggeLLi per la rivoluzione scoppiata in Francia. H. An. -1792. 9 agosto. )femorie rigu 1rdanti il progetto di una invasione in Francia, letta al congre5so dei generali riuniti avanti S,. M. il Re, nel quale sono intervenuti Lulli i principi, il marchese di Ciriè, il cavaliere di Salm our, il conLe di llobila11t, il cavali ere di C_ourlen, il con le di St. André, il marchese di Cravanzana ed i I


740

LE MATERIE 'MILITARI

NEGLI ARCHIVI DI STATO IN TORINO

conte d'Hau teville; assieme ad un pro({etlo relativo e le determinazioni prese da S. M. il Re in tale circostanza. ·15. A.n. 1792 in 1795. Relazioni e notizie di_ver3e delle operazion i militari delle armale comb in ale e dei fa tti d'armi seguiti dalle parti del lleno contro le armate francesi .

· Stati di S. ;\'l, e nella, riviera di Genova tra le truppe austro-sarde e le frances i negli anni sudcle1ti. if.0. An. 178L 30 aprifo. Cap itolazione della reddizionedi Landv~ci~s alle armi imperial i ed olandesi sotto il comando del principe d'Oranges .. H. An . 179'i, . Stato delle truppe l'rances i destinate a formare tre accentrami:mti a Barraux, Lione e al Va ro. ·I2. liri. ,1794. 3 maggio. Ilei azione di alcuni fatti d'armi seguiti nei giorni 26 e "Z7apri lc ai posti del Colle Ardente e contorni . rn: A.n . 1179L 25 agosto. Capito lazione dell a resa del l'orle dell'Ecluse al generale comandante le truppe francesi Morean: · . U. An. 1(7\.H . 27 setlembre. Capitolazione della resa della piazza di Valenciennes alle armi fran cesi . 115. A.n. if794, . 2S oUobre. Cap itolazione per IR resa delle ar- · mate francesi della piazza du Sas de Gctnd. !16. An. '17U4. 11 magqio. Stato delle truppe austriache esistenti nei Regi Stati. · ,i7. V.ues générales et obscrvatio ns particnli ères sur le partie de la lign~ occupée par le·s troupes dn Roi entre le Gesso et le Tanaro et sur les positions opposées que tient l'ennemi. '18. An. ,J79i5 . 10 {r1bbraio. Stato delle truppe austro-sarde in Ital ia . 119 . ...tn. ,(793. / 0 yingno . Capitol azione della resa della fortezza di Lnxem burgo alle truppe francesi . 20 . fin. '17\l~. 30 lnglio. H.élatio iùlc l'affaire de S . 1c Anne. 211. A.n . '1795. 5 e 7 qinqno. Rapporti dei gen~rali }lontafia e Christ. 22. An. ,( 795. 17 qùtqno . Lettre du général baron De Vins à , M.1' le lieutenant général haron Colli. 23 .. An. 11795. JO gingno. Lettre du générn l baron :de Vim au Roi. 2.4,. An. 17!)5. 26 giugno. Lettre du général haron De Vins au généra:l bùon Co lli. '.i:l5 . An. '1795. Précis des aLtaques faites le 25 cl 27 juin 1795 pour les troupes aux ordres du géoéral haron Colli. 26. An. ,J 7Ui'i . 14 lnqlio, LetLre de S. M. le l.loi au lieutenant général baron Colli.

1

741

1

1

Mazzo 24°. (An. 1792 in 11795). 1

Questo mazzo contiene molte carte riflettenti le guerre combattute contro i francesi delle quali si citano le segtrenti siccome più importanti: ,1. An. 1793. Relati on des voyage entrepris par Alexandre Durafour d'ordre de S. A. R. le due 1ie Chab lais . 2. An. 1793. 11, 19 e 20 settemlwe. Rapporti a S. M. il re dal generale De Vins. 3. An. 1793 . 12 novembre. Description militai re du Yillage de Rirnplas. i. An. ,1793 _Memoria anonima contenente un piano di difesa dei llegi Stati e rifle$si dell'anocato Dti Caro ti sui mezzi cht adottarsi per potere continuare la guerra . 5. fin . 093. i2 stittemlm:. Ord ine del .giorno del duca di MonfeiTato comandante generale delle regie truppe nel ducato di Savoia. 6. An:. 11703'. 30 novenibre. Relazione della oppugnazione di Tolone intrapresa dalle armate comhi~ate nella quale le truppe di S. M. il Re di Sardegna si distinsero per coraggio e per disciplina. 7. 1111,. ,179::3. liiqlio. Insinuazione falla dal duca d'Yorck al la municipalità. e comanilante di Valenciennes e sua resa alle armi imperiali seguìta il 27 luglio . 8. An. 11793. 7 dicembre . Notizie della villoria ri pol'Lata dalle truppe spagnuole e portoghesi comandate dal generale llicardos contro i francesi nel Rossiglione. 9. An. ,1793 in 096. Relazioni, progetti, memorie e leLLere riguardan ti le diverse operazioni militari e fatti d'armi seguiti negli 1

1

,

Il

1

1


742

LE MATElUE MILIT,\RI

NEGLI ARCillVI DI S1'ATO IN TORINO

27 . An . 1791J . 20 lnglio. Leltre de M.r le marquis de S. L ,rarsan au comle d'Haoteville. 28. An. 1795. Tre lettere del marchese di San Marzano al con le d'Hauleville. 29 . An. '1795 . 7 agosto. Lellre du g{!néral baron Colli au général baron De Yi ns . 30. An. 1793. 9 agosto Deu x. lettres du génèral baron De Vins au général baron Colli. 3 1. An. '1795 . 29 settembre. Ml'moi re sur l'ùlat actuel et les positions de l'année ennemie en Italie. 32. An. 1795. 8 ottobre. Détail s sur !a l'orce el le service des troupes du département de Limor. et sur les posi tioos des ennem is. 33. An. ·1795. lVovembre. Rapport sur les papiers saisis à un courrier de l'ennemi en levé près de Monaco le 6 novembre 1795. 34-. An. 11795. 21 novembre. Cnpitolr.zi one della reddizione della piazza di Manheim delle truppe francesi sollo il comando del genera le Montaigu al conte di Wurmser genern le comandante le truppe austriache. 1

1

1

1

1

1

Mazzo 25°, (An. 17~HS in '1809) .

1. An. 117\15. Stati diversi delle posizioni e forza deli ' armata austro-sarèla capitanata dal luogotenente generale baron e Colli dei q11artieri generali di Uagnasco e Garessio e del la dislocazione eripartizione dell'armata imperiale negli Stati di S. ){. il re di Sardegna sotto il comando del generale barone De Vins; unitamente ad alcune relazioni della l'orzn, posizione e movimenti dei nemici. 2. An. 1796. 22 aprile. Relazione della presa di Ceva dalle truppe fran cesi. 3. An. 1796. 28 cip1:ile. Copia della sospensione d'ostilitit con ch iusa a Cherasco tra il general e in capo dell' armata fran cese Bonaparte ed il barone della Torre luogotenente gP,nerale di cavalleria ed il marchese Cosla capo dello stato maggiore deputato per p:wte di S. M. il Re di Sardegna.

743 i. An. 1796 . Relazioni di\ erse dei fatti d'arme segui ti nell' Italia tra i fran cesi e gli aus triaci (a stampa). q. An. 1796 . l4 luglio. Capito lazione della resa di Francfort dalle truppe imperiali alle armi francesi comandale dal generale di divisione Kleber. 6. An. 11t>7. 9 gennaio, 2, C e !J febbraio. Capitolazione della resa del forte di Kohl e della testa di poni.e di Uunninaa alle armi imperiali , e della cittadelJ,1 di Mantova alle armi franc:si . 7. An. .,1798. 3 agosto. Relazioni della batLatrlia na vale seauita tra le flotte inglese e francese nella bain di Abo~ki r presso .clless~ndr_ia d'~gitlo nella qnale gli ingles i riportarono una r.ornpleta vittoria; unitamente al pi(lno della posizione delle rispettive due flolle. · 1

1

1

8. An,- ,1798. Scritture diverse rigua rdanti le conquiste fa tte dalle regie 1ruppe sul territo rio ligu re, state qu indi rimesse alle truppe francesi il ,1G luglio dipendent emente alla convenzione st'1 pulatasi in .\l ilano tra gli agenti di S. ~I. il Re di Sardegna ; d il ge~erale Brune comandante in capo clell°armata fra ncese in !Lalìa· assieme a~ altre ~crilture riguardanti i pri gionieri di guerra, il lutto meglio descr itto nel!' indice posto in principio del fascicolo . . 9. An. 11809. 4: aprile. Lellera dell'arc iduca Gio,·anni d'Aus tria dirett.a ,al luogotenente co lonnello nello stato magg iore generale. cavalter~ di Sant'Arnbrogio, nella quale lo incarica di partecipar~ a S. l\~. li Re la de~isi~ne presa in seguilo agli ordini dell'imperatore d1 far passare il g1or110 9 nello stesso mese, i confini da latte ~e armate im periali sovra i rispetti Yi loro punti e che l'armata sotto 11.comando del detto duca avrebbe cominciale le osti!itit verso il Tirolo e I' Italia.

Mazzo 26°. (An. HHl8 in ,184,8).

i . .An. "6"7. Discorso del Presidente Baratta intorno alla ricu· peraz1one di Oneg lia occupata dall e armi spagnuole. 2 · An. if 6·14. Vera relazione dove brevemente s'intende cosa per cosa giornalmente ratta nella battaglia di Oneglia nel!' anno


NEGLI ARCHIVI PI STATO IN TORINO

744 16'1 4 di Antonio Bergonzio. cieco del Maro;· opuscolo stampato in Genova nel mm per Giuseppe .Pavoni. 3. An. 1600 in 1629 . Relazione dei successi militari seguiti nel contado di ~izza dal 1GOO al 1G29 contro i francesi. ,1. An. 1594. Di5egno della fortezza, assedio ed espugnazione di Bricherasio fatta. dal duca. C~rlo Emanuele I. 5. An. '1iS88 in ·1590. Momorie di Giacomo Fatioso delle cose militari occorse al suo tempo. (-i. iln 1553. Noms des rri·isonnier:'5 , seigneurs et gentilshomrnes. L'arma~ pris à la redi ti on du cha1eau de Hesdin dans l' Artois. 7. An,. Hì36 Pouvoir à M. de Castellane sergent de bataille. 8. An. 16ti2. 27 maggio. Capitolazione di Torino. 9. An. ,1657. 81 agosto. Breve re.lazio1ìe sull'assedio di Ales~ sandria postovi da.li~ armi di' Francia., Savoia e Modena nel ai orno iJ7 [u crlio e levato il '18 agosto '1657. Alessandria ,t 657, tipi di Antonio Francesco Sotd. H>. A.n. ·1628. 30 ottoùr11. Lettera del Re Luigi XIII al maresciallo di Crequi sulla presa della Rochella. Torino 1928, presso Vincenzo Monaco. H . A.n. 11640. 11 ltiglfo. Relazione della hattnglia data dall'ar. . mata di Spagna a qttella di Francia nel campo sotto Todno. ,12. A.n. 1650 27 gùigno. Capitoli accordati tra i governa.ton ~!_1 Ca8ale, Novara, Mantova, Vercelli Alessandria, Torino, Sa.nthia ed AsLi. ,13 ..fo. Hi 14. 21 dicembre. Discorso di Ale:;sandro di Rho sopra. il forte Sandoval fabbricato dal· governatore di Milano in faccia a. Vercelli (slampa) . H. An. ·1638. Relazione dell'assedio e presa di Vercelli. rn. An. ,1624· Manifesto del Re di f.rancicJ ai principi italiani circa il Ducato di Milano. ,16. An. 1624. Relazione della vittoria che le galere del serenissimo principe Filiberto di Savoia general issimo dèl mare per S. j\1. Cattolìca ebbero contro tre ga leoni ed un naviglio olandese, adcli 4 giugno 1624 in Barberia. Torino :detto anno, stampato dal Menzolino. n. An. 1672. Relazione della ricuperazione di Oneglia. 1

1

1

1

1

1

~

("J

•

V

1

1

1

1

'18. An. if6'il5. RelaLion du succès en l'aqui$t de Otaggio (oggi Voltaggio)' le 9 avri l 1[6'2fj. A Nice if6W. (stampato). · ~19. An. 116%. Manifesto e discorso.al vero di quello che è passato nell'incam minamento delle galee e perdita. della capitana di S. M. il Duca di Sa.voia (stampato). ,20. A.n. 1625. 21 maggio. Lettera di Falcro Revelli scritta ad Agostin~o Lascaris con la cruale gli notifica la presa cli Ventimiglia. ~1,. An. ,J 6'29. relazione del soggiorno fatto dall'armata francese s~l.lo la condotta del dnca di Guisa nella campagna di Nizm dalli 113· marzo alli ilO aprile if629 . 22. An. 11(>29 . Relazione della venuta dei francesi in Ni?.za sotto la condona del duca cli Guisa. · 23. An. ,1629 . 29 mar.zo. Relazionr. del!' incontro e combattimento avvenuto in Nizza tra gli spagnuoli ed i francesi. 24. An. ,1629 . 8 luglio. Lettera del marchese Pompeo Strozzi a Scipione Capilupi circa l'arresto del duca d'Umena. 25. An. "64-0. Avviso venuto di Parnaso nel mese di aprile (stampato). 26. An.. 1164-6. H.ehzione del campo sotto Orbitello li 29 giugnp "8,i-6; stampala in Tori no da Francesco Ferro fino. 27. A.n ·1G28. Capito li per la resa d'Alba. "' 28. Jln. 11628 ,Jfj maggio. Capitolazione della resa di J)ontes~ura. .29. An. 11(3'28. 3 ciprite. Lettera del conte Costantino Uadicati sulla resa d'Alba. ·30. An. 11636. 16 febbraio. Helazione del' con le Guido Villa sul fatto di S. Lazzaro presso Parma. 3·1. Lellre de M. le comte Denonville (copia). · 32. An. 4702. Copia di quallro letl.ere del duca di Venclòme. 33 ..4.n. ~iJ717. Punti del la capitolazione cli Temeswar (stampato). 34 An. nrn. Relazione deìla segnalata vittoria riportala. dal serenissimo Principe Eugenio di Savoia sopra i turchi. · 35. An. -17'17. Relazione dell'acquisto dell~ fortezza cli Prevesa ottenuta dalle armi della serenissiriiajllepubhlica cli Venezia sotto la condotta di Andrea Pisani. Venezia 47'17 presso Girolamo Albrizzi. :36. An. 17,17. Relazione dell'a.r.quisto della fortezza di Voniza. 1

1

1

745

·,

LE MATERIE mL\TARI

'

1


746

NEGLI ARCHIVI DI STATO IN TORINO

, LE MATERIE MILITARI

37. Raggua/:(lio della battaglia navale fra i veneziani e i turchi nelle acque di Zante. 38. Memoria di quanto è conyerlato (ra il duca di Savoia e il conle di Fuensalida. 39. Relazione dell'entrala delle lruppe imperiali nel Monferrato. 40. Progetto di memoria per la spedizione di B.eligionari nel Delfinato. · 41. An. 163'1. Marèia delle truppe ducali fino al Ticino prima del combat.Limento di Fr.1scarolo. 42. An. ,J 835. Memorie intorno gli avvenimenti che hanno preceduLo il combattimento di Frascarolo. Relazione di Castel Delfino. 44. An 11693. 4 ottobre. Nota dei morti alla battaglia di Marsaglia o di Orbassa no. 45. fo. 11693. Relacion de la batalla de Orbassan. 4,6 An. 11734. 25 maggio. Relazione della gran battaglia seguila a Hilon,lo nel regno di Napoli (stampato). ~.7. An. 1622. 18 aprile. Vittoria e disfacimen to delle truppe del signor di Sonbise (MnmpAto). 48. An. 1684-. 22 liiglio. Reh1zione dell'acquisto della città vec· chia di Buda (stampato). ,i,9. An . ;J6 17. 28 magg'io. Demolizioni dei l\asteJli d'Isola, Cos· sano e del )fanp-ano , 50. An. 11695. li luglio. Breve ragguaglio dell 'operatori nel'assedio di Casa le e resa alle armi collegrite. iSI . An. ,J 6tH. Relazione dell'en trata delle truppe francesi nel contado di Nizze e dei fatti d'anni indi seguiti. =>2. An. 1169,1. .26 mm·.zo. Ctipitoli tra i deputati di Nizza ed il mar:esciallo CaLinat, generale delle armale di S. M. Cristianissima. 58. An. ;169·1. Rela7.ione dell'asselìio po~to dai francesi al forte di Monlalbano presso Nizza. · M. An. ·169,J. Breve racconto dell'assedio di Vi llafranca. 05. An. ,169 I. Relazione dell'assedio dei francesi al castello di Nizza. 56. An. '1692. 4 aqosto . LeLt,era del maresciallo di Luxembourg a S. M. Cristianissima sopra ciò che è seguito .nella battaglia di Steen kerque.

'• 3.

1

747

57. A.n. ,1693 . .2 giugno Proclama del conte Caprara comandante delle armi Cesaree in Italia con cui s'intima ad ogni monferrino che sia al servizio della Francia di doverlo' lasr,iare. _58. An. ,J690. Interpretazione della lettera in data delli 20 maggio 1690 contro il sentimento del maresciallo Cntinat sulla resa della Cittadella di Torino e la piazza di Verona. ·59. An. ,1690. Relazione dei fatti d'armi seguiti nel contado di Nizza durante la guerra inLrapI\)Sa dal Duca di Savoia e suoi alleati contro la Francia. 60. An. J!ì,17. 16 agosto. Bataille donnée par M.r le prince Eugèn'é de Savoi e aux Tures après de Belgrado. 6'1. An,. '170i:$. 15 aprilo. Mèmoire au marquis de Carail sur la proposition faite par les ennemis de ne poinl tirer d'aucun endroit contre le chateau de Nice i1 condition que celui-ci ne tire point sur la ville, ni sur les la hourgade; remis au ruarquis de Seoanter. 62. An. H>37. (i marzo. Reqnète presenlée à S. A. R. le due de Savoie par Pierre Champ-Rouz concernant l'introduction des fa brigL1es dans les étals de Savoie. · f>3. An .' 1747. 20 rnagyio. Lettre d'un negociant anglais à son correspondant de Londres. 64. An. 003. 26 settembre. Lettere di M.r De Chamillard al principe di Yandemon La ~l ilano. 65. An. -174-6. fii dicemère. Letlre d'un ciloven oénois à son " e correspondant à Londres . 66 An. ,16\H . 22 dicembrn. C,ap itolazione tra il generale di Ca· tinat e,d il marchese di Bagnasco governatore di Montmeillan. 67 ·An. '1705 in ,J706. Jlernorie e lettere contenenti notizie della guerra. · · 68. An. 11746. 30 noi;emlmi. Cansoo nizzardo sur lou pa~sage dou Var de l'armado austriaco sardo . . 69. Aii. 11734. 2[) giugno. Relazione della sanguinosa battaglia dr Parma tra le armi alleate egli Austriaci. 70'. An. '1784. i 9 setternb·re. Rebuione distinta della batlaglia campale tra le armi alleate e l'armata austriaca presso Guastalla. 7.L An. '1734 . 9 febbraio. Relazione dell'asseòio, difesa e resa . del Castello di Tortona alle armi del Re di Sardegna. 1


748

LE 1!ATERIE MI LITARI

72. An. 173,i.. Vera e distinto. relazione della gran batlaf! Iia ram pale fra le armi fl il eate e l'armata austriaca presso (~uastal la. 73. An. 033. Rel&zione dell'assedio e del:a resa di Gera e del forte di Pizzighettone. 7-i. An. ·I 733 . Relazione di 1ullo quello d1e è segui lo del principio dell'assedio del Castel lo di Milano dalli 15 dicembre 1733 sino alli 29 dello stesso mese . 75. A.ri. 11706. Breve relazione di tuuo l'assedio di Torino da l 13 maggio al 7 settembre 1706. 76. An. ·1706 . 4 gennaio. Articoli delle capitolazioni stabil ite tra il marchese di Caraglio governatore del Castello di :;izza cd il duca di Berviçh per la resa dello sLesso Castello. An. '170·1. lO settembre. Lettera di un ministro di Vienna circa la rottura della par.e io Ital ia. 78. An. ·I 735 Tabella delfe truppe compo:1enti le armate guerreggianti in Ita lia. 79. An . :1642. Nullità. ed ingiustizia della condanna segu ila centro la città. di Alessandria per la somma di 286,000 lire a fav ore di Giacomo Bellone e compagni infermi . 80. Mòmo ire des offl'es f:. it.es de h part du roi Loui s XII I au due de Savoie pour le retahli ssement dù repos en I talie. 8 1. An. ·I 692. ~lan ifesto delle oblazioni fa tle da S. M. Cristianissima a S. A. H. il duca. di Savoia. 8'2. An. ·1848. 23 rnarz o. Copi a del proclnma del re Carlo Alberto ai popoli della Lombardia e della Venezia. 83 . An. 174.4. 19 ottobre. Notizie dal campo di Fossa no. 84 . 'An. 11691. 17 settembre. Notiz.ie da Asti. 85. An. OH- . 3 setw,nbre. ~01.izie da Cun eo . 86 . An. 1704·. 1-1 febbraio. Capituhllion entrc )1.1' le comte de la Roque colone! au règimenl de )lon feral -eL tro is nubois qu i promellent de servir en qunlitù sudite dans le rùg iment de Monfera't. 87. An. no7. i'i clice,nb·re. Capitolazion e per provviste. 88. An.17·16 6 f'ebbmio . Lettera di S. M. il Re ai colonnell i o comandanii di corpo circa i soldati che si derono congeda re. 89 . An. 1709. 25 novembre. Lettera del duca di Snvoia al conte della Rocca.

NEGLI ARCfllVI DI STATO IN TORINO

1

1

n.

,

1

1

749

90 . An. '1686. 15 m,aggio. Manifesto del conte Cnrl' Antonino Crivelli Scarampo comandante d'Asti. 911. An. 11703. 7 novembre. Manifesto di Reué sir de Frovillars , comnndanLe del Delfinato. 92. A.n. '170i:> . 13 agosto. Man ifesto del maresciallo Valli ere comandante io Savoia. ·93, An. "744,. 27 lii1lio . Eiiitto del re Carlo Emanuele III co l quale si ordina la conlisca dei beni appartenenti a co loro che si trovano al servizio delia Spagna. 94-. An 17H . 25 giugno. Manifeslo della Delegazione genera le di Clla mbery. 95. An. "7 1,6. l 6 agosto. Avviso del Podes tà di Piacenza . 96. An . 1691 . 10 yitigno . Man ifesto del Commissario francese Segenta Nizza 97. An. 169-1. 2'7 agosto. Manifesto del Commissario fran cese Bonval in Savoia. 98. An. 1746. 14 agosto. Avviso del Podestà di Pia cenzn. 99. An. '170 I. 26 settembre. Due lettere de l duca Vitlorio Amedeo li al hal'one d'Alex per leva ta di truppe. Il mazzo N. 26 contiene inoltre un fascio di carte senza data , delle quali si notano le seguenti: 100. )J émoire sui· l'établissernent d'un état major permanent relatif à la frontière des Alpes. ·101. Memoria autografa del duca Carl o Emanuele Il al Santena. rn2. Esposi zione della maniera più pron la for5a , media nte Ja quale un nemico ard ito potrebbe prender Genovn nello stato in cui si trova. :103, Rapporto su11a ·spedi1.ione navale a 'fl'ipoli. ,J 04. Lettera del duca di Savoia al colonnello Reedini;t svizzero. ·I 05. Lellera rineLten te la venula del Lesdiguières nell e valli di Pi nerolo. ·I 06. )l émoire ponr envoyer à M." IH Prince Cardinal. 4 07. Relazione sull'assedio di Valenza e combattimento di Frascarolo. 108. R6lation de l'armée imperinle cornmandée par le cornle de Collalto aver. ce qui s'est passé depuis son entrée dans le duché de Maotooe. 1

1

4$ -

ANNO XX XVI.


750 .

LE MATERiE MILITARI NEGLI ' ARCHIVI DI -STATO IN

TORINO

,109 . Relazione del succèsso delle armi della lega conlro l'Ecclesiastico. · l·i10 . lle!azione di ciò che è seguito nell'attacco fatto dai volontari , milizie è pochi dei drag.?ni verdi con tro 120 dragoni francesi. ,J H. Relazione del successo di Canelli. · ' ,i,i 2. Istruzione al conte Emanuele di Luserna invialo nel Delfinato (autografo del d.uca Carl1) E1nanuel_e I). ,J,J:3. Appunti sopra una relazione dell'assedio d'Ivrea. 114-. Manoscri tto relativo all'assedio di Verrua. 14Q . Breve relazione della presa d'Alba. 1,f 6 Memorie sulla bauaglia di Tornnvento nel 1636. H 7. Traltato di materia mi li tare diviso in undici capi, nel quale si tratta particolarmente della ricognizione di un paese. 1

NOTIZIE POLITlCO-MILITARl ITALIAN E

1 1

1

'

1

1

(Continua)

P10 Bos1 ,!Jaggio·re.

Mentre tace la tribuna parlamental'C, crediamo utile far cenno di un discorso che il presidente del Consiglio pronunziò il 18 corrente, in un ricevimento datogli da\J' associazione generale operaia di Torino. Dop·o avere ringraziato gli operai per la cordiale accoglienza, l'on. Giolitti li assicurò che in lui, nel suo collega dei lavori pubblici ed in tutti i membri del governo troveranno sempre degli amici. I prin<:ipi della vera democrnia, che formano la parte sostanziale del programma governativo, avranno tutto Io svolgimento possibile nel limite delle forze del gove·rno stesso; il quale fa appunto assegnamento sul lavoro, sulla previdenza e sul risparmio, per superare la crisi che attraversiamo . Tutta la politica del Gabinetto all' interno (disse l'on. Giolitti) s' informa a concetti che gioveranno a rialzare le sorti dei lavoratori in campagna e in città. Nostro scopo è ottenere lavorn per tutti, equa rimunerazione per tutti e sollevare in tal modo le sorti del paese. « In l(Uanto alla politica estera abbiamo un solo intento : mantenere la pace e stabilire cordiali relazioni con tutti i popoli vicini ». · Non può negarsi che il programma dell'on . Giolitti all'interno è più atto a sollevare Io spirito e svegliare l'attività del paese che quello sco· raggiante, diremmo quasi lugubre, delle economie ad ogni costo. In quanto alla politica estera, il programma dcli' on. Giolitti è sostanzialmente quello dei suoi predecessori prossimi e remoti; perchè, da gran . tempo, tutti i Gabinetti italiani si propongono di mantenere cordiali rapporti con tutti i popoli vicini. Speriamo che il Ministero presieduto dal1' on. Giolitti vi riesca meglio degli altri.

Le manovre estive avranno luogo quest'anno secondo un nuovo sis~ma, ma su scala anche più vasta che negli anni scorsi e spendendo , forse meno, perchè si è trovato modo di farle egualmente proficue, con I.


752

753

' NOTIZIE POLITICO-MILITARI 1TAL1ANE

NOTIZIE P0Ll'l'l CO-J.\1lLITA:-R1 ITALIANE

sistema più economico. Vi prenderanno parte le t.rnppe di ciascun corpo d'armata, nolla l'ispettiva cil'coscrizione territoriale, durante tutta l' ultima decade di agosto ed eseguiranno esercitazioni di reggimenti e di brigate a partiti contrapposti e di divisioni contro nemico segnato, possihilmentc nei dintorni dei presidi stessi. [n questa disposizione di esercì taro le tru ppe non lontano dalle rispettive guarnigioni consiste, in pàl'le, il sP.greto dell'economia del nuovo sistema. Non manc[,eranno le esercitazioni di avanscoperta che si faranno nell'epoca stessa dalle trnppe di cavalleria del III, del V e del IX corpo d'annata. Le grand i manovre propriamente dette avranno luogo nella prima decaùe di seucmbre fra le truppe. <lei VII e del lX corpo d'armata, i quali vi prenderanno parte nella loro formazione organica, salvo talune varianti nella compùsizione di alcuni riparti di truppe e di alcuni servizi e con l'agginntn d.i qualch~~ reparto tratto da altri corpi d'armata. Il VII corpo sarà inoltre completato con una brigata di fanteria di milizia mobile ed avrà in più un battaglione di bersaglieri, Le manovre si svo lgeranno fra Spoleto fl Foligno, e ne avrà Ja direzione superiore il tenente gene,.ale Driquet, comandante dell' Vllf corpo d'armata. Il. 6 settembre tutte le truppe che avranno preso parte alle grandi manovre saranno passate in rassegna da S. M. il Re su lla piazza d'armi di Foligno.

·prontamente alle · medesime, e si vedrù che franca la spesa di fare qualche silcrilìzio per ottenere fJl.lest i risultati. I richiami dal congedo, sia per concorrere alle grandi manovre, sia pèr altre istruzioni, sarnuno que:;t'anno anche più numerosi che negli , anni preced()nti e non possi:>mo se non rallegl'arccne. Questi l'ichiami risriondono nl concetto esprC'S$O dell'on. Pelloux uell'ultima discussione d.el bilancio della guerra: • Bisogna a vere possibilmente la maggior fona solto le armi nella stagione estiva propi;:ia alle esercitazioni, ed ottenerla mediante rich iami di classi frequenti e numerosi, anche a costo di ·diminuire ancora la forza nella stagione d'inve1:no, quando i soldati ' devono per la maggior parie del tern po starsene nelle caserme e non hanno istruzioni importanti. Così potremo, nella stagione in~ vernale, auendel'O con maggior cura all'istrnzione dello reclute. » Fra i richiami dnl congedo notiamo quello testé ordinato dei milital'i di 1. 0 categoria dell'esercito permaneuli3 e della rnili,,ia mobile di taluni distretti, ascritti ai reggimenti d'artiglieria da fcrtezzn o da r.osla, per un periodo d'istrm:ione da 10 a Hì giorni (;{O giorni pei caporali, caporali maggiori, sottuffiziali della spccialitù da costa), nel prossimo settemhrn. Se questo sistema <lei frequenti e numerosi richiami verrà seguito anche negli anni venturi, esso varrà a compensare in gran parte i danni della riduzione della ferma, che è conseguenza inevitabile dell 'aumento del contingente.

In principio di quest'anno sì temeva da molti che, stante I,~ cond izioni del bilancio, l'Italia avrebbe dato poco sviluppo allo manovrn estive e rimandate un'altra volta, come fece nel '1891, le grandr manovre. Non possiamo se non rallegr11rci che !'on. ministro della guena abbia risolto così bene il non facile problema di trovare i fondi. Mentre, presso tuui gli Stati militari d' Europa, si dà alle grandi manovre uno sviluppo sempre maggiore, era doloroso davvero per l'Italia il sopprimerle. Esse non giovano solo, come molti credono, n sviluppare, esercitandola, l'attitudiae dei capi; serv,rno ad esperimentare tutti i servi,,i. E in quanto alle truppe, niente vale meglio a rialzarne il morale, a mantenere vivo in esse lo spirito militare, che questi grandi simulacri di guerra. Si aggiunga il vantaggio di fal'vi concorrere uomini richiamati dal congedo, rinfrescando in essi l'istruzione e le memorie militari; tali . si aggiunga l'espel'irnenlo di mobilitazìone cui dànno luorro <) et11arnate e il benefi;:io di avvezzare i soldati in congedo a rispondere

Fre le più importanti disposizioni d'intere:;se militare pubblicate nella seconda quirrdicina di luglio notiamo il 1·egio decrnto che appl'ova I'lstr·uzione per in compilazione delle note caratteristiche degli ufficiali e dei sot.tufficiali. Questa nuova istruzione è inspirata in massima allo stesso criterio onde · sono informati tutti i nostri nuo-;i regolamenti: svilu pare nei capi il sentimento della responsabilitii, lasciando loro una sufficiente libertà d'azione. Conseguenza naturale di tale principio è chn j capi regponsabili debl)ano intenenire direttamente nel giudi,,io che si dà dei loro dipendenti, epperciò le note caratteristiche degl i ufficiali subalterni, che On qui erano compilate dagli uflìciali superiori presieduti dal comandante del corpo (sentiti con voto consultivo i capitani), d'ora in poi saranno compilate dai _capitani stessi del battaglione o brigata cui l'ufficiale appartiene, pl'(>sicduti dal maggiorn o tenente !:olonnello. Al tre importanti mudifica,,ioni che qui non possiamo enurner:rn.i introduce la deua nuova Istnizione, fra c;u i principalissima l'istituzione tli un libretto 1lersonale per c~iascun uffrcia le. Questo libret~o, da imp_iantarsi


\

7 4

NOTIZIE POLITICO ~MILITAUI ITALIANE

un1 anno dopo la promozione a sottotenente, deve servire fino al grado di colonnello. Esso è diviso in due parti : la prima contiene lo stato di servizio con tutte le indicazioni relat.ive alla cal'l'iera, arrli studi fo tti 1nissioni disimpegnnte ecc. ecc.; la seconda contieM i gi udizi delle auto'. rità compilatl'ici delle note caratteristiche e le osservazioni delle autorità superiori. Siffatto libretto, che sostituisce gli specchi triennali e specchietti annuali, contenà pertanto la storia dell'uffìciale dall'inizio della sua car~·ier.a; onde,, in un ~atter d'occhio, questa sarà nota a chiunque esamini 11 libretto. E questo un vantaggio grandissimo che non può a meno di esse~·e apprezzato ove si consideri che, cogli specchi e specchietti, penod1camente rinnovati e distrutti, non si poteva mai a vere davanti agli occhi se non un breve periodo <l.ella vitii del!' uffici:i.le. Ed .al va~taggio mora.le di questo nuovo .sistema, si aggiunge quello materrnle d1 un gran risparmio di lavoro e di tempo, . ~ttima ci se~bra poi la prescrizione dì far conoscere a quegli uflìmah, che maggiormente si distinguono per zelo e buon volere il giudi..:io favorevo le che li riguarda, Cùme, a richiamare sulla /etta \in quelli che ne deviano, si fanno loro conoscere le note sfavorevoli· ma non ~rri.viarr~o fino al punto di chiedere, come fece qualche gior~ale, che s1 nlas~1 copia del libretto. Troviamo anzi opportuna la prescrizione che vieta di rilasciarne copia od estratti. Il libretto personale d~1.di uffìciali ò, diremmo c1uasi, un documento di famigl ia che non deve ~servi re ad alcun uso fuori dell'esercito. . Di notizie politiche in questa cruindicina vi è grande penuria ; la politica ha anche essa le sue st,1gioni e io certi paesi di questo mondo, a Camera chiusa, tutto è tranquillo. L'unica noti..:ia che fece parlare molto i giornali è l'annunziata visita della sq uadra francese a Genova per rendere omaggio al nostro Sovrano, in restituzione di uuella fatta due anni or sono dalla $quadra italiana a Tolone, per onorare' il presidente Carnot. Questa restituzione di vi$ita, dapprima smentita, sembra ormai fuo ri dul~b!o e~ .avrà luogo quando S. J\I. il Re si recherà a Genova e pass?ra rn .r,v1;ta I~ nostra squadra e quelle che varie potenze europee (la Germanrn, l InglnltenJ e la Spagna) invieranno nel porto di detta città come trib~to ~i ammi razione al grande ligure che scopri l'A merica. La rest1tuz1one fatta a Genova in occasione di una visita diremmo qm'.si ~.uropea e causat~ .da ragioni a1fouo es.tranee alla politica, anzichè a Spezia, arsenale mantt1mo come Tolone e dove la sq uadra francese sarebbe slata sola a compiere un atto di doverosa cortesia, che solo ad

755 ' essa s1ietta, può forse sembrare ·non avente tutti i caratteri della .piena ....reciprocità; ma ,noi ce ne tenemo pagh i egualmente e daremo il benvenuto ai nosiri ospiti francesi, salutando l' avvenimento como ùn sintomo di prossimi migliori rapporti fra le due nazioni. Noi non abbiamo rancore di sorta contro la Francia. Alleanza coi ' due imperi centrali non significa per noi ostilità Yerso la Francia ; significa soltanto desiderio, hisogno di sicurezza ali' estero, per attendere alla rjcostituzione interna Se i francesi si persuaderanno una buona v.olta di questa verità, vedranno di conseguenza che manca loro ogni · buona ragione d,i tenere il broncio ali' Italia, tanto più che non lo tengono all'Austria. ' NOT!ZIE POLITICO-MI LITAR! ITA LIANE

M.

'\

,..


NOTIZIE MIT,ITARI ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE a} Le stazioni haltes-r.epas.

/

Le stazioni !taltes-rcpas - stazioni di vetlova,r,d iamento - che banno già fnnziooato più volte, e $pecia lmeute dorante gli esperimenti rii mobilitazione del "1° corpo, sono state definitivamente regolate con apposit,, istruzionr, ufficiide. Esse consistono in speciali mag~zzini che si stllhi liscono lungo le vie strategiche, profittando sia di locali del le stazioni ferroviarie , sia di special i edifki presso i porti militari. Questi magazzini conìengono depositi di pane, carne io conser.va, zucchero, acr1uavite e quanto è necessario in derrate cd utensili per preparare iI c:i ll'è ed una zuppa ealda . In alcune srnzioni provviste di buffels im portanti, gli stessi con. du.ttori dei bufl'ets possono essere chiamati a provvedere i pasti alle truppe di passaggio. Il regolamento prevede i più minuti particola ri di servizio, che ìe commissioni mi li tari di st11zione dn,,r~mio dirigere e sorve~diare. Ogni stazione è amm,uistrata da un ufficiale conwbile inc:iricato di distribuire i viveri provvisti per cura dell' intend<rnza. La cottura e !a distribu1.1one dovrà essere regolata con grande punttrnli tà, non essendo po~sibile fa r sostare i treni per più di un'ora per ciascun pasto. Si calcola che ogni treno di fante ria trasporti 1,100 uomini e 50 cavalli; ogni treno di caval leria 250 uomini e 2.50 cavalli; ogni treno cl' artiglieria 225 uomini e 225 ca,•alli. Sono prescritti tre alt ossia tre pasti nelle 24. ore, dei 1.rnali due di giorno. {l primo pasto si comporrà ·di 50 ·centilitri di zuppa con pane e 250 irammi di carne fr(:)dda; il secondo di 250 gram mi di

757 ·

carne fredda e 25 centilitri' di caffè. Infine il pasto notturno si comporrà di caffè 't11mperato con acquavite. Tali razioni sono identiche · tanto per gli ufficiali ehe per la truppa . Nei casi in cui per mezzo degl i :il t I,~ trnppe non potessero avere che un sol pasto, l'alt.rò pasto sarebbe sostituito con fo rmagg.io e sa· lumi prnvvisti la vigi lia della partenza . D'al tra p:1rte.g!ova ncordarn che I.e truppe porwn seco p:i ne, carne o mi ne:;tra condensata per dne giorni da rnusunrnrsi eventua lmente sul luogo di radunatii. Naturalmente 111 cucina degli hal t<is-repa~ deve essere molto speditiva. La zuppa sa rà preparata sollecitamente per mezzo di tavolette di brodo concentrato o rii zuppa com pres$a. Il pane è t:igliato ìo precedenza da uomini praLici; il caffè è preparato con apparecchi a filtro di 1000 razioni ossia 250 litri. · Appena viene aonun.ziato il treno, si versa il J, rodo in gav~tte di iO razioni disposle su lle tavole delle tettoie refettori. Gli uomm, nello sceJJdere cln I 1·agone portan seco cinscuuo la propria gavetta e si servono da sè. · · Nello stesso modo è disposto sul la tavola il pane e la carne. ' Il regolamento r11·pscrivc tutte le misure per il rnaòtenìmento del matexiale e l'impiego degli 11pparecehi, ecc.

· ,,~ La nuova ordinanza sui servizii territoriale, ,,. delle tappe e d'esercizio ferroviario in· !svizzera (l-f Nel caso di mobilitazione genera le s1 costituiranno: ' . I. Il servizio ten'itoriale, II. Il servizio. del le tappe, III. li servizio delle fe novie . _ Le ) rescriziooi relative ::-ubiranno le modificazioni çlle la disloc~. zione dcli' esi::rcito reuderà necessarie e potl'anno essere· estesi~ o nstrette: lo stesso dicasi· delle attribuzioni e del numero d'el personale c.he vì è adibito. 1.'l'l'OLO

l.

Servizio territoriale.

Comprende la sorvegliauza degl' in1eressi mi litari ali' interno, la p1;e- · parazioue del vettovaglù1rnento, il ricevimento dei eouvogli di evacuazioue e la protezione delle ri::trovie.


758

NO'l'IZIE MILITARI ESTERE

- Pel funzionamento di cruesto servizio la Confeder3zione è ri·partita in 9 distretti (arrondissements) territoriali, ed a capo di ciascun· distretto è preposto un comandante, coadiuvato da apposito person~le. ,li Dipartimento militare federale è a capo del servizio e lo governa mediante gli organi segue1iti: · a) Capi d1armi e capi di servizio. - Dirigono i seguenti stabilimenti, che già esistono, o da crearsi, nei varii distretti, e la sede dei quali è da destinarsi a seconda del fronte d'operazione: depo~iti di reclu te e·di trnppe; depositi di cavnlli; gtabilimeoti militari (laboratorii di costruzione, fabbriche d'armi e munizioni, poi verificii, ecc.); depositi di materiale,- arsenali e magazzini d'equipaggiamento; magazzini di vettovaglia men10 del l'esercito; osp~dali militari ed infermerie veterinarie. · b) Comandanti di d'istretti tet·ritoriali. - Hanno sotto i loro ordini le truppe nel distretto non as~egnate a comando indi pen<le'nte o non appartenenti all'esercito d'operazione, o non incorporate (reclute istruite, truppe di complemento, volontarii , landstnrm); nonchè il materiale 11cl esse assegna to. Attendono all'evacuazione del distretto ed al tra~porto delle risorse militari ali' interno, al manten imento cieli' ordine ed alla pulizia del distretto, e dispongono all'uopo d'un tribunale militare supplem~ntare. Sorvegliano l'esecuzione degli ordini di carattere militare e provvedono ai bisogni di truppe internate, prigionieri e disertori. Nella zona d'operazione sono sotto gi~. ·.01·dini del genernle in cnpo. e) In 'ogni distretto viene creato, uµ ,.f o:mandante di Landsturrn incaricato delle opcmizioni relati ve a qu·ei ta truppa, · ed è agi i ordini dir~tti ciel comandante de l distretLO. d) Autorità militari cantori.ali. - Col personale e gli organi dipendenJi e~eguisiiono gli .ordini del diparLimentq fedèrale, dei capi d'arma, servizio e distretto, e prendono senza indugio le relative mi,;ure per l'esecuzione, specialmente rigu~rdo al reclutamento e alla costituzione delle truppe, all'evacuazione e raccolta delle risorse, ai ) avori di difesa, alla fornitura di cavalli. e carri, ni prigionieri, malati e feriti , alla polizia ed ai soccorsi volontarii. e) Comanda,nti di truppe isolate. - Assicura.no le Jiiiee di rnppa, depositi e stabilimenti', io caso d' ,,rdine espresso, proteggono fì.inchi ' e le spalle dell'esercito .operante.

e,

NOTIÌIE Mlf,l'fARI ESTERE

TITOLO

759 '

II. - Se1•v,izfo cl:i tappe.

Ha il ma11dato di far pervenire alle truppe ciò che costituisce i I ri'forn'imen.o di esse, e di provvede1·e al sen,izio di evacuazione; disponendo ··ali' u~po ,delle ferrovit1, dei piroscafi e, ali' occorre,~za delle ~appe di' marcia. E l'organo che congiunge le truppe operanti col servmo .ter~ ritor,iale, ed il suo contatto con 11uest' ultimo si determina alle stazioni di tappa iniziai-i. Il suo ordinamento territoriale corrisponde, all'ioci('a ai cinque gruppi di ferrovie e piroscafì, di cui nel titolt.> seg~ente . . È,aali ordini del comandante in capo dell'esercito e sono suoi orgam: a) Un comandante in capo delle lappe'. il qua_le/ cumula possi?il.mente nella sua persona la funzione · subot·dinata d1 capo del seroizw trasporti, ed è il capo del :,ervizio, con residenza normale al G. Q. G. D\pende direttamente dal cap'o di stato maggiore e dà ordini dire~t~merrte al comandante della tappa centrale ed al ca,po del ser1nzio trasporti. Reaola il servizio e veglia :dia sicurezza dell'insieme. · b) Un co~andante della tappa cent,rale. - Rapprese/,ta l'ufficio amministrativo centrale, dipende immedia tamente dal comandante in capo delle tappe, e risi.ede al centro della rete delle t~~pe, don~e ~irige i col'.!vogli di rifornimento e d'evacuazione. Pel servlZlo ferroviarIO ha alla sua dipendenza ed alla stessa sede il capo pri1wipale dell'esercizio . . · (erroviario . . . e) I coma,ndanti delle l(Lppe d,,; riunione. - s.o~o.se1 e d.Ipendon~ direttamente dal comandante della lappa centrale, cli CUI esegu 1scono gli or:dini nella rispettiva ·1:ete1di tappe, la 1prnle corrisponde all'incirca ad uno dei gruppi ferroviarL - . Es.ercitano il comando sulle linee di tap~a della rispettiva retfl e provvectono alla loro sicurezza mediante un dI"' s1accamento di landwehr o di l:rndsturm che ù loro addetto, o con truppe .ausiliarie che hanno dritto di rc>quisire all'uopo. , ' d) I comandanti di tappe foiz,ial'i.- Sono 26, dipendono djrettamente dal coma ndnnte della t,1ppa di riunione della rete cni appartengono e sono in rapporto diretto cogli organi e stabilimenti del servizio territoriale. . e) .I wmandant'i dette te,ste d!i tt1ppe. - Sono nel numero e nelle =- localiià con \•enienti, a circa una giornata di marcia dietro l'esercito operante, e dipendono direttameute dal comandante della tappa cen~rale. Provvedono alla sicurezza della linea fino alla prossima tappl;I mediante un distaccamento di landwehr o di élite. .

'

'


760

NOTIZIE MILl'l'ARI ESTERE

NOTIZIE MILI-TARI ESTERE

. /) J. C~mandant1; di •tappe internìedie. - Queste tappe SODO create rn caso d1 b1sogDo o ai po uti di giunzione delle fi:,rroyie, o sn lle grandi strade nazionali a distanza d'una giornata di marcia fra loro: Vi sono add.etti distaccamenti di lnndsturm. - S11rà designa to un comandante specr:lle p1ir le grandi stazioni o per quelle ove sia gra ude movimento di truppe.

N.B. Quest'ordinanza abroga quella delli 8 marzo 1887, nonchè il N. 5 del l'istruzione pei rnm:rndanti di corpo cl' armata , del 2i no;vembre ·I891 .

e) Piccola cronaca. FRANCIA.

TrroLOJII. - Servizio ferrov·iario (e dei piroscafi).

In tempo di guerra dipende dal comandante in capo dell'esercito cd è:diretto dal capo del servfrio· dei trasport'i,, il r1uale risiede al G. Q. G. ed è s~t~o gli ordini del comandante in capo delle tappe. Egli dirige I' eserc1Z10 delle ferrov ie e dei piroscafi, dispone di tutto il relati 1·0 , materiale, e dà al capo del servizio tecnico gli ordini per la costruzione, manntenzione o distruzione delle linee. S_ono organi di questo Sf!rvizio : a) li Capo principale d'esercizio, residente presso il comandante della tappa centra le, a cui è subordinato pel servizio . Dipendono da lui: ·1° L'uflìcio d'esercizio (orarii , personale); 2° L' nlficio tentrnle e gli uflìcii di ripartizione del mattlriale circolante- ; . 3° L'ufficio di contrnllo dei trasrorti e della contabilità. L'eserciiio pel tempo di guerra ò predisposto, in pace, 1falla sez'ione ferrovie dello stato mag-giorn. Hcapo principale d'esercizio può, di sua iniziativa o per ordioe, restringere o sopprimere affatto i tr.isporti civili; · b) ~I .capo .del sertì'i':io tecnico. - Dipende~ rettamente dal capo del servizio dei trasporti e dit·ige i lavori di costruzioDe, manutenzione e distruzione delle linee, disponendo' di distaccamen ti del genio e di operai; e) I capi d'i grupp'i d'esercizio. Le. fenoviri e i piroscafi sono ripartiti in 5 gru ppi a capo· dei quali sono 11 Gùtra-Semp'ione ([), il Centrale (TI), il Gottardo (III), il NordEst (I~') e l'Unione svizzera (V) : nei quali, in tempo di guerra vengono mcbrporate le amm inistrazioni minori. A capo di ciascun gruppo è preposto un capo d' eserciz'io del g1'uppo (tenente tolonnello), dipenden te dal capo 'principale di esercizio, il qua le ne dirige il servizio.

.Espe1.·imenti sul servizio-di sanità in campagna. - Giù fin dal febbraio scorso il Bulletin officiel ha pubblicato l'istruzione per gli esercizi speciali di sanità in camp~gna. Per quest'anno sono state ordinate manovre speciali della durata di 5 giorni nelle vicinanze di Ilordeaux a cominciare <la i ,t6 agost,) prossimo. Q11este manovre dovr:inno riferirsi a t.uue le fasi di detto servizio. A cominciare dall'atto di raccogliere il ferito sul cmnpo di battaglia fino al suo an; vo all 'ospe,fole d'evacuazione; comprenderanno perci0 il funzionam ento dei posti di soceor:;o, delle ambulanze e degli ospeda li _da campo, nonchè il caricamento del materiale e dei feriti sulle sttade ferrate . Le formazioni sa nita rie saranno mobilitate con l'effettivo completo di gue rra tanto rispetto al personale che al materiale. I medici ·Jel 9°, 11 e 18° corpo - Tours, Nantes e Bordeaux - saranno a tal_ uopo riuni ti a Bordeaux . Le truppe occorrenti per ta li manovre saranno fornite dal presidio di Bordeaux che rappresenterù una divisione, e sarà provvista degli dementi ~unita ri d'un corpo rl'armnta. La direzione tecnico-sauitÙria è allidata al medico principale di ,ta classe Mornche, direttore del servizio di sanità del ,J5° corpo. Battellù pel passaog·io dei fiumi. - È in via d'esperimento un battello pel passaggio de' fi umi, inventato da un antico sott' ufficiale _ d'artiglieria l\L A. Tel lies, e perfezionato dal capitano ,\Vachi del 25° battaglione dei chasseurs à pied. Questo battello è costruito in modo molw' ingegnoso; si compone d'uno scafo in legno piegabile per mezzo di cerniera, e trasportabile .così sotto la vettura di compagnia. Per renderlo pronto all'uso basta un sol uomo e si armn iu un minuto. Lo scafo viene rivestito d'un involucro in tela molto resistente. Quest'imbarcazione non pesa _che 70 chilogrammi; tre uommi lo

°


762

NOTIZIE l\IJLlTARI ESTERE

trasportano senza sforzo sul le spalle; può 1,tare parecchi giorni som. merso senza deteriorarsi, ed è facilissimo il ripararlo. . !'_nò traghett3re 8 uomini per volta completamente armati ed equipaggiat1. Danùo ad un battaglione di fanteria quattro ·di qt1esti battelli , ossin uno per ogoi vettura di compagnia, esso può in pochi istanti portare · 30 fu cili sopra una riva nemica, ciò clH\ non è disprezzabile per iniziare uno sbarco di viva forza, e per compieni celeri ricognizioui. Di più questo battello trasportH facilmente i due cofani da munizioni, ossia 32 mila q1rtuc,:e, collocati sul la carretta di compagnia. Gli ultimi esperimenti, fott: per ordine del :.VIinistero della 0nnerra dalla scuola del genio di Versailles sulla ~losa, sembra nbbiano dati risu llllti soddisfacentissimi .

GRAN BRETTAGNA.

Sommario del bilancio dell'esercito pel 1892-!}S. - li numero di uomini sugli organici dell'esen;ito interno e di quello coloniale, per l'anno 189:2-93 , esclusi quelli che sel'vono nell'India, è bilanciato nella cifrn di I M, 073 con aumento di :J77 sulla cifra di 153,69G portata nell'anno' precedente. Nel sommario che segue le cifre esprimono i puri bilanci senza , tener conto degli stanziamenti suppletivi. Il totale pei Servizii atti'Vi e non atti'vi è per l'anno sorgente di st: n ,63•1,200, con aumento di st. 85900 su quello dell'.anno morenl tl di st 0,5t5,300. - Questa mi1ggior somma di st. 85,900 è il risultato dell'aumento in sette capitoli e della diminuzione in altri sette, due capitoli rimanendo ina lterati. Eccone i particolari. Nei senizii aufoi vi sono tredici capitoli, ci.9_è: Paghe per l'esercito: st. t'\,635,000, indt~cfendo un aumento di st. 2300 sulla cifra dell'anno precede!tte. Stabilùnentj, sanitari: st. 290, mo con aumento di st. 2700 sul I.Ji. lancio del l'anno antecedente. Là !ltiliz'ia (paga ed indennità): st. 535,000 - diminuzione st. 5000. Cavalleri a' l'eomanry (paga ed indennità): st. 74-,400; capitolo inalterato. Corpi clei wlontarii (paga ed indennità): st. 78·1,500; aumento di st. 20,500. , Trasporto e·rimonte : .st. 639,700; piccolo aumento di st. 8000.

NO'l'IZIE . 'MILl'rARl J;;S'rERE

763

Prov1)iste, {Òraggio, ed altre spese, sono valutati n st. 2,6.i-5,000, con aumento di st. ,i0,000 . . Vestia;·io: st. 8~0,000; capitolo irrnlterato . Munizioni e provviste da guerrn(acquisto e rjparazioni): st. ·1,84- 7,000; con diminuzione di st. ·I 00 . ' omèine, costn,.z·ioni è riparazioni è il capitolo in maggiore aumento (di st. 85,,iOO) ; st. 80'.2,'100. - L'aumento è dovuto alla cresciuta spesa in fortificazioni e caserme. Stabil'imenti il' educazione mi li tare: st. ·H 3,500; con aumento di st. ·i 000 . Miscellanea d·i senifaii attitn: st. -1:22,300; con diminuzione di st. 37,9%. _Salarii e spese per t'u({ìcfo della ,querrn: st. 257,800; con diminuzione di ·st. 705. Così i Se·rl)i.zii att·ivi importano un aumento complessivo di st.H O, 700. Il bilancio per le fabbriche di materiale è di st. 2,298,89,i- ; con diminuzione di st. 5(067. Intorno ai Serti'izi non atti1;i vi sono sohimente tre capitoli. · Quello reh,tivo agli U(fìciali in st. 1,527,700 include diminuzione ,di. st. 23, tOO. .·rt capitolo riguardante la Truppa, in st. ,1,385,,iOO; importa aumen to di st. ,j.600. · .: )1 30, lndennità di riposo, ad orfani e vedove. cec. è stabilito in st. '15~,100, con tliminuzione di st. 6000. · Così i Serv-izii non a~tivi importano sul totale una diminuzione di st. 2.i,800.

RUMANIA.

Nomine e promozioni di aenerali. - Il Monitorul Ostei, .N. 26 dell'anno correnrn riporta i decreti d.i promozione a generale di divisione · dei seguenti generali di brigata: · Barozzi Agostino aiutante, di ciimpo del Re, nominato comandnnte 4eJ .3° corpo d'armata, in sostituzione deÌ generale di brigata Racoviza, messo a ripoo.o; A.rion Eraclio, comandante del 2° corpo d'armata; - B11di~teano Co'stantino, com11ndante il 4° corpo d'armata ; Falcoidnu Stefano, cnpo d~llo stato m3ggiorc dell'esercito.

•

I


764

NOTIZIE MILITARI E STE RE

NOTI ZIE MILlTA'Rl ESTERE

RUSSIA.

S VIZZERA.

Creaiione d'un battaglione d'artigtier·ia da assedio. - Con un recente Prikas. del ministero della guerra (N. 137} verrne stabilito di for.m~re_a Krew, n_,)J) più tnrcli del •1° ouohre p. v., un bnu,,glionc di ar~1gherra ~la .a sse~ro: 9uesto battaglione avrit la com posizione e forza dei battagl1om art1glrcna da fortezz n sul piede <li pace, e sarà l(!lli~~r:rneamenle sub_ordioatù al conrnndo dell'.ir1iglierin da fortezza di K1ew'. pressù cui è conserva to tu tto il materiale del 20 parco da · assedio.

Crea:;ione di 3 sotnie cosacche del Don. - Con successivo Prikas (N: ·I U} ven~e pre3criuo di aumentare di 3 sotoie scp,1 rate il nu mc• ro dei reparti dr cavalleria da forni rsi dai cosacch i ciel Don , e ·r q ua 1·r 10 · conseg ucoza di ciò d'ora innanzi saranno: Piede di pace.

Totale sotnie

2 reggimen ti eo:rnc..:hi della guardia a ft. sotnie ·17 » " di linea su 6 sotnie 3 sotoie separa te . Totale ...

8 102

;J H3

Piede di grtcrra.

.,2 reggimenti cosacchi della guardia su 6 sotnie .

n2

»

»

765

d, li oe;i su 6 sotnie.

33 sotnie separate

·12 3·12

33 To1ale ..

3~7

. Creazione del reg,qimento d' artiy lieria della, Finlandia. __ Per II Jfu .dec'.'eto ta (P~'ikas H 8) la formazio ne (pel 40 ouoùre p. v. 3 1 piu lard i) d., un.regg,rnento <l'aqiglieria finlaud ese. Il re,rnimcn lo sarà

t1_~0

su_ ,i batterre; d1 queste, 2 sar,1uno prese dallél 24,a l);,icra: d'arricrJieria (di guar?igio'.ie ad HeJ;ingfors), la quale invece di 6 ba11erie, cime I~ altre brigate, · ne avevn rino ad or a 8, e 2 batterie sara nno· fo rmate a nuovo.

Deposito ce11/ralr tli restiario militare a Ber,w,. - I l consiglio federale hn pre~cutato al l'a~semhlt:,1 , il 13 giugoo, un messaggio nel quale si rife ri:;ce intorno all a ,;;0111ma di 2 18,000 lire, inscritta nel Lilau('io per quest'anno, e des1inata :dia creazione in Ber na d'un deposi10 c~ntrale di vestiario mili1are. 11 deposito dovrebbe contenere numerose categol're di oggetti cli vestiario, le quali ;ono nra (lis$erni na1e, a Berua, in diver$i locali; ciò che rende dir!icile la ,orvegl iaoza e il controllo etl in<:l ude no tevo li spese: inoltre gli ricccunati locali non ri~pondono a molte c~igenze di questo servizio, dal pnnlo di vi sta dcd le riparazi (Jni che ric hiede il materinlc che vi è raccolto. Secondo il progetto, l'edilìzio dovrebbe esse re l'Ostruito rn prossimi tà della l'errovia e c.ollegat.o ad essa dn 1111 biu:,rio di n; ccordnmeoto, e dovrcblJe contenere una lavanderia, un s,!ccatoio, una ca mera per la pulitura ed altre pel taglio, pe r In ramrnenrlatura e l'assortimento def!ii abi ti, 1111a c:irnuni di co111rollù, nn loca le per la confezione e specfo.ione elci paccl1i , un ufficio, una ~elleria, 5paziosi magazzini ed allri loc:1li ,econda ri . Il Landstunn. - Il con5igl io federa le Ira testé presen talo il segncule progetto di leµ-ge rel:1tivo al l'nrmamc11to, equipaggiameoto cd istruzione del landstnrnr . " I. La fanteria del l~1nd,;t11rm è 11rmata di fucilti. Rit:eve ioohre , delle rn unir.iooi , un cc.1u ipaggiarneo10 ed unn un iforme militari . • IL Uo'ordiuauz:\ riel con,iglio fcder:ilP Jeterni inerà q11:1 li oggeui il soldaio clic pa~sa dall'dite o dall:1 Jandvehr nel l.@l,;t11rn1 armato o non orrn:110, debba conservare o ca rnhiare; come pure q uelli che res1eraono ,;ua prupriet.~ e quelli che don·à re,;titmre allo Stai-O nell'uscire Llal land,;iurm. ( III. Il land:_;;turrn è chiamato ogni anno ad i;pezioni ed esercizi d'un giorno. 11 lands1urm arn1:1to può essere cliiamato nPllo stP~~o anno ::i quattro e~ercài d'un giorno ciasc;uno al rn:,, ;imo. Per q unuto è necessario questi esen:izi dovranno e$sere preceduti <la nna istrn· zione cl i quadri. • I V. I citwdini clie fann o parte del l:-1ndst.urm e sarnuno chiamati nello stesso anno a pili d'un giorno d'e~ercizio >aranno dispensati per tale nnno dal pagam ento della ta~sa r11ili l!lre •. 49 -

A:,'XO X:1.XVJI , \'()L. Il.


766

NOTIZ IE MILITARI ESTERE

La le~ge entrerà in vi!!ore appena · Jerendum. spirato ii tempo utile pel reV

- Si annunzia che il dipartimento ·1· mi Ilare h.i intenzione di a mare anc I10 del fuci le di piccolo n I rI dandsturm. c;a ro e .clns~i più giov,mi del

L'ora dell' Europo. centmfo. _ IJ · <lata ·f 7 giuguo ~ 892, ha chie.•to consiglio federale, con rapporto in . . ., a.ll'asscrnblea federale l'antor1·zz,1 1.rone di permettere alle J errov1e SYtzzere clte ado1tino l'ora cli zo11• dell'Europa centrale. · "

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE a) Il r om anzo della disfatta. ( La débacle di E. ZOl,A)

-

--==

Al Yolume dello Zola - mi diceva un amico - mancano due cose: · una carta topografica del teatro della guerra e un pinno a grande scala dei din1oroi di Sédan. Pror:,rio co~i : e ciò vuo I cl ire che qnesto romanzo s' olza fino aIla digni1à di storia . Storia tri!-'te da narrare ad un fra ncese, ma che un francese - lo Zol11 - ha n:, rrato, storico. I frao chi-1ir:1tori :ittorno ai quali il Stllltimen to nazionale cle' francesi ha fabbricato una cornice di loggt>n(la - l(\ggnnda piena di gesta audaci fino idi' eroismo, e di abnegazioui sublimi flu o al sacrificio sono dallo Zola bolla ti Il saugne io tre predooi più infesti ai loro elre al nemico, passanti per le r.ase e pei \•illaggi di Francia come un flagello di Dio. È storica la lc~ggenrla, o è leggenda ria questa storia dello Zola 7 Chi lo sa? Certo uessnuo r rima dello Zola avevo. osn to di' sorgP.re coutro la leggenda e pochi l' oserebbero anche ·adesso. La leggendo !lell' anno terribi le nam, di llllto il popolo in.,orgente contro l'invasore : lo Zola M IT/l rii fran cesi che preod,1no la guerra come 1111 affare, e li inc,1rna nel maguilìco tipo di Fouchar I, il macellaio am bulaute, che forn isce a gran prezzo la cnrne ai prussiani, eù a'fraucesi affamati rifìuta un tozzo ,li pane: i fra ucesi sono vinti, che diavolo! e i prussiani pag:1110 bene! li sentimento nazionale de' franee,i attribuisce il lugubre ,1pisodio della Comune agi' isti nti brutali di pochi malfattori seni:a patria e indegni d' a1•erne: lo attribu isce fino ali' oro e agli emi:;sa ri del Bismarck. Ma lo Zola cou una magi:-trale aoaiisi psicologica dimostra c.ome la Comune sia il logico epilogo dHI grao drnmma. e Mnnrizi o, I' avvocnto idealista, d' inrlole mitissima, imperialista convi nto, che si fa soldato per entu.sinsmo e fin isce, nel gran dolore della rovina, comunardo arrah· 49 • -

AN!\O XX~Vll.


768

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

biato, ultimo a restare su lla barricata finchè una baionetta · dei Versa gliesi non ve lo inchioda - questo Maurizio onesto sempre e della Francia aurnntissimo, anche quando ubbriaco di petrolio e di sangue la vuol vedere di:,trutta, è· molto diverso dai. malfattori della leggenda. È dunque una forte opera questa dello Zola. Più clie storia tessuta at· t.irno a un sottile ord ito di favola romanzes.ca, è storia salda per sò come se fosse scolpita nel granito; il rom1mzo non e' è, o non appare 11lla nreute del lettore, tutta volta al gran dramma della grnn rovina. Io uoo so quello che diranno di que;;t' opera i critici letterari: io non mi curo di sapere che cosa ne abbi~no già detto: io credo anzi che ne possano dire un gran male per il convenzionalismo di molti - di troppi! - episodi i: le mogli che arrivano di lontanissimo, attrav~rso uoa b:urnglia, ginsto a tempo per veder fncilare il marito, l'infermiera che si vede morire tra le braccia, ,111' ambu lanza di Rémilly, giusto il bavarese che l'ha strappata dalle braccia del marito prima che lo fuci lassero, il conducente e il serve1Ìte del lo stesso pezzo che trov11no modo di morire g\usto nelle braccia J' ui10 dell ' altrn in batteria, ì\'la urizio che sulla barricata comunarda è colpito giusto da I la baionetta di Giovanni, questi e mil le 11 ltri episodi del ronrnnzo sono del conrienzfonalisrno vero e proprio: quanti bei fìn11l i, in questa Débacle, per un dramma dnl genero dei Due sergenti! l\h che importa a noi? Dic:rno i .critici letterari qnel che sanno e debbono : noi cerchi,lmo nel libro m11gistrale la guerra.

..

• *

Dne concetti fondamentali inspirano la filosofia del libro: clll un canto l\fourizio - la ragione - ripete ogni tanto: « La guerra è la vita dei popoli: uon è una guerra di tutti i secondi la vita? E che ·cos' r; la natura se non la lotta assidua, la vittoria del più degno, la forza manteunta e rinnovata nel!' azione, h vitn rinascente s~mpi:e giovane d111Ja morte? ,, Ma dall' altro canto Enrichetta - il sentimento - si ribella alle idee del fratello e grida: << Atroce cosa la guerra! lo la esecro perchè è ingiusta cd ahborninevole. Perchè non dire le proprie ragioni e mettersi d' accordo? ·» E Mnurizio riba tte: « La guerra è la vita, è la legge del mondo. L'uomo pietoso ha inventato la giustizia e la pace, ma l'impassibile natura è lotta continua e massacro. Mettersi d' a.ccord(I? Sì! fra secoli!. .. Eppoi, la fine della guerra non sarebbe la fine del!' umanità? •

NOTIZIE BILIOGRAFICHE

769

Più. tardj, quando Parigi è io fiamme e In ro:iua di .Pran~ia compiuta, Enrichetta, che della guerra ha 'veduto gl! orro.rt e v, l~a. perduto il marito e vi perde ora il fratello, guarda I agomn della. ~rnnde cittò e maledice al la guerra, " ali' ~s~crand? gu~rra . •. Ma~r~z.10 eh:, morente, ha dinanzi agli occhi la v1s1one d1 tutti quegli ?no~1 · • No _ dice alla sorella _ uo, non imprecare alla guerra! Essa e buona, essa fa i I dover suo ... » · Ma c' ·è anche il ca pomi Giovanni, il vecchio soldat'.J,_ che ,ade~so si .ribella perchè vede moribondo, ucciso d~ 1111, ~faurizio, . \ amico suo, quasi fratello: « Non la difendere - dice -: e una sndicrn cosa la guerra ! » t · •) 11 · ferito ha un gesto vago e dice : e< Oh, per me! c 10 importa' Ne restano tanti altri !... E' forse necessario questo sala,so ! La guerra i la vita che non piiò esistere, senza la morte. )) « •.... Maurizio continuò : . . . , • _ Ricordati quello che m' hai detto I' indoma~ll d1 Sedan quando sostenevi che f]Ua lche volta uno schiaffo ricevuto laceva del hene. ·· · · ' E aggiungevi che quando la putredine invadev~ q.ualche m~~l~ro, mecrlio era vederlo staccato con un buon colpo d ascia che mortrne... Ebbene ! io sono il membro putrefatto e tu m'hai reci~o ...... , . ;< Si esaltava sempre più e non sentiva le voci supplichevoli d hn· richetta e·di Giovanni, atterriti. E c,)ntinuava a. parlare ~~e) C31o.re cieli~ fehbre un Jinrrua,wio ricco di simboli e scopp1ettm1te d 1mm~grn1. Er, O la par~e sana dett~ :Francia, la ragionevole, la rifl~s~iva, la c~rn paonuola, quella che era restata terra tel'J'a nelle vel'lta delle cose, i, • 1a par'te paz,za , la, parte delirante, quella che era essa che soppr11neva , . 'l'impero · · aveva viztata, · · · ,· .. e, 1·1 fl·1 "°ce1·c cJ1e 1a f1111 t11s1 , •avevano .. rovmata: . . e, Per farlo aveva dovuto 1iiantare il coltello nelle sue propne cara,'. m uno ' di' tutta sè stessa, senza sapere quello che s1· 1·acesse. lVla ci voleva strazio . . un bagno di sangue - di sangue francese - olo?aust? nefando, ~~cnfic,o -d'uomini vivi nel 1rran fuoco della fiamma pnnhcatnce. Oramai 11 d?lo" saht.o . fìuo ali ,agoma · .. Ja nazione · roso calv11rio ,era tutto croce (ì1.ssa espiava · le colpe e sarebbe~ risorta fra poco . . t cl. « - Mio vecchio Giovanni , tu sei l'ingenuo e il forte . .. Va, va· pren '. la vanga-e la cazzu~la! e smuovi i campi, e ri.fah hrica case':·; Me, t.u ha, fatto ]:iene ad uccidermi: io ero l' ulcera .che ti rodeva le ossa· «·' Deli'rò an~.ora, poi volle alzarsi e appoggiarsi coi gomiti alla fit~es~ra: « - Paric•i brucia: non ne resterà pietra su pietra .. . Ah! questa hamm.a che distrug;e tutto - che guarisce tu tto - io l'ho voluta; si! fo bene 11 .dover suo .. : )) . Ben ruggito, leone! 0


NOTIZIE BIBLJOGRAFIC HE

770

NOTIZÌE BIBLIOGRAFICHE

..

•• Cc,si è : lo Zola vede la guerra come l'hanno vedu\a tanti - da Tcmi·st1H:fe die gridava : No·i perivamo se non pei~ivmno., sino :il Hcigcl cl,e vedeva le nazion i alìioarsi nella guerra , come l'oro al fuoco entro il crogiuolo. E che t.rernendo ammae$Lramento a noi i:he ci dibn ttiarno nell'agonia cousuk1 d'una civiltà che Ll'Mnonta e nei vagiti im potenti d'una civillù d1e non è ancora ben DHta ! Chout~au « f'11ni:;1a, il pittore rli case, hel l' uomo e rivol"1ziorwrio ». « l'o ratore da osteria», <ftiando f:i locomotil'a corre tirandosi dietro i carri <la lwstinme pieni d'uomini come un barile d'acciughe, iu veisce conu·o la guerra e cli i l'ha volnta. Mauriào, non ancora fatto ai disagi della guerrn, bulla l'ia, in mnrcia, lo znino ed il fuci le, imprecando. Contro 1'11110, frequentatore as.sidno di comizi, eontro l'altro, educnto all;i scuola sentimenta le, insorge il caporale Giovanni, il conta rl ino laborioso che lrn folto il dover ;;uo a So lforino e in Africa. T( quandC> Mnurizio, sotto le minacce del cnpo rale clic gli ordina di riprendere il l'ucile buuato via, sc11gl ia n Giovanni l'epiteto di ,:ontadino come uu insu lto, Giovanni in nno $C8lto sublime d\ra . gl i risponde: cc Sì, appunto, io sono uu cou tadino, meutrc voi siete un signore, voi !... Ed è per qnesto cf,e voi si~tc ·un porco,' sì! un sudicio porco, ed io non ve lo mando mica .i dire. Quando s'ba dell'istrnzioue, la si mostrn 1 , •• Se noi siamo cont:idin i e bl'lltti, voi ùovrcJste essere d'esem pio a noi, percliè ne sapete più di noi! ... » E Maurizio, vio to, soggioga to. ri prende il fucile. E qua ndo Chonteau, nel treno, conclude il discorso tribunizio gridando: <e A morte le c,,rogne-che vogl iono che noi ci bnttiamo! ;>, il capora le Giovanni gl i grida: « - Per Dio! Non vi si rivo! ta il sangue (pia odo vi dicon.0-0lré i prussiani sono in casa nostra e che bisogna fouer li fuori ! » Oh, ben ru ggito, ben ruggito, leone! È il buon se uso del popolo che molto la rnra e poco chiede, iusorgen tfl contro i sofi smi dei tribuni che non lavora uo e tutto chiedono: ii l' insurrezione del la logirn contro le frasi fatte. Uu veilto di rcllorica parolaia stride a.desso nel mondo contro la _guerra, e 11duna comizi e conferenze : sia ! Ma questi Choutean e qncsti Maurizio, hanno p1rnsato mai al danno che producono togliendo forze a

gran

771

chi deve fare la guerra, prima d'essere ben certi che della guerra si

a meno'/ . I t •..· Possa farne -t d·1ce ·11 c~poralc Giovanni - nessuno c1 ha gusto a Jat e1:-,1. e O· " ' · ·1· . Ma« ct0 ..er non i tutta qnes .l'.,1 vuo1 d.. ne cIie, n<i n "' Ì deblrn prendere :i. . •schtal . . . 1 . . 1· lie ci· sco1..1•«rin c1oa ndo è !!:ià tn nto dilltc1le (11re t propr10 canag 1a e · · < ve ' , · v dovere ! » . · , f, "l. dio e che , . , Ì o dico· se domani uno dicesse che il mangiare e un ,1~ i · · . mrioar1 a biso"na' trovarn modo cli. faroc a meno, noi· potremmo . . o . meuerc1 . , .d D • se quel Tizio pretendesse di cominciare col guastarci lo stoi~1<1co ri ere. ma . , . , . .· d' w<>r d1mo. d da non renderci t)iù possibile ti rnang1a1e, p1una , : 1D trnl o ' .J , , ma insorrr<•' 1 meno noi non rn erernmo p1 u, , , o, strato e ·1e se ne puo' fare < , , • • , . mmo cont1·0 di lui e lo t;hiudercmrno in uu mao1com10. 1e I T · \'on hanno Ebbene : "li a posto\ i della pace sono come gue. iz10. . . , ., . , n . , . . , • • e vo••lwno elfomrna1 c1 cosi dimostrato clu~ d1 gnerr:i s1 possa 1are c1 met10 '.' . . , , t. da non saper fare la guerra: e se la pigliano fino coi g111ocattol_1 ùe1 b~m )1~ coi soldntini di· piombo e coi cavallucci cli legno : e vorrebbeio clrn; n~_a sc.hietti delle scuole elementari si di verti~sero c,olle bambole come e e. l)U ffom. .' mmette: . ,. , ,. l , t ·ovarsi rncscol:ita ChH cosa preparate voi alla patrw, se la p,,1t1ia eovra t in una e>,,uerra ? · .

1 ·

Perchè la "uerra bisogna sa perla fare . ., , • · " wl roin-iozo _ il oener.1le Bourga1n-De,le111 lle, , un eco qui - t , . n , 1· , ma domanda a un valoroso igoorante che sta saldo sotto la rn1 trag ia, contadino se la 'ìlfosa passa a Bnzancy : ___ « Stenay , M.ouzon, vattelapesca I (,,orne volete eh· io mi ci trovi con tutti questi nomi nuovi I » . - « Stupido paese! Sern pre monti ! Sempre b~sclu ! » ,..... « ì\fa, in nome di Dio, è la M:o,ella o la Mosa, quella lii, in·E

somma, » . d' ~ I E quando, compiuto il disastro . di_Sédao'. il ge.n~r_:ile cerca ,.: . ~a ~ varsi nel Belgio per uou eader png1oue dei tede~<,lu, e non !lesce. ~trovare Ia strada del Belgio : . , , ., - « Ma c'è da diveotar matto - escl(lma - con uu male~ctt? pac,e · · t'a tlo ..t ·· I l Bel11io 1', rn li. ·· s1 ,,veva Non s1. sa .rna1· co me sn1 i, . . , -come questo! ·paura di ca pitar\'l. dentro senza vo 1e1•e, ",. ·irlc~so che anda I c1 , · vo"lto o non c; è più L .. ,, . :. C(lme il Bonrgain, v.:.loro$i, No, non si vrncono guerre co11 .,,!.'enerali


773

772

~OTIZlE B1BL100RA1'1CUE

NOTIZIE BIBLIOGRAFlOHE

ma , ignoranti de ,: . . .t E non bastano a controbilanciare I . . '.neu'.I, che al valore personale uniscono il a partila i colonnelli resi mert, dagli usi della ,pace. sa pere, ma sono stati . ~ vedete voi questo colonnello J' y· . . d1pmge, pittore mae"tro I. . e '?emi , cosi come lo Zola lo . d " ' « e rttto, im mobile sul Il ,. i ue st rade lui alto e p 11 · 1 ' cava o, ali mcr11cio d ' a Ho come la statt a d Il d. ca vai o tremante alla bre· . . , e a isperazionc il . .I ' zzn mattrnale colle na · . . ' ire7,1one dell'artiglieria?» ' ne, aperte, laggiù , in d Egli vede l'esercito che « ca rica ali . serte, tace e sta Più ta ·J· I • , a mo1 I.e » e, colle braccia cou1 b" '· ' 1 o troveremo nell· I . I' mo de, sempre impassibile sotto la "raud· ,1 l<1ltag ,a ancora « imordùii » : più tardi ancor·, t . . lt> . we_ della mitraglia, aspellando ·•~ . 1· d' , 1uauc o il cnpi t:mo Be·1udo· 0 1· . s""ra e " 1 .irà che ~~ f·,I pena vedere .il mora I l r,(· ' in " 1 ~ , acco. · . "' . . . sotto , colpi nemici in I " ' . , . e eet> i uon11u1 esaun rsi ' · uno ie ore d atlt'sa in erte » . -, . « l o non h0 ord'1,m,· - » ripHteri1 « t ·· .. · . f m te a ricordare tr·1st1· ·s1·m . s o1cMnonto il colonnello t » ' " o a narrare t Q 11 ' · errata dei prassinoi sp . · De esercito che la rn azz.i f '. ezza e !llritoln c•ra bac t . ne II inerzia passiva delle ruo•e ' non a os·prtma • nella pace' • .dcntate che sono mosse: aspettalìa ord. . ' . i muovono se non E ,,r , - . . . . mi cruc5t oserc110 I o I ou1IDI non ven1 va110 ' · non venivano . pc ·I · ·I · d non sapeva 11uali <larr .• « s·t e1·iceva. cIie tra il "re ,e . cI Il ,oveva ' . . darne generale Ducrot avesse avu t Iuogo . . una . d1scuss·o . oene1 a ·e I\\ ,mpflen e il O sostenevn un piano o ~•taccav . li d , ne v10 eota: ciascuno · · '" ' ' a. . q ue o. el l' ,altro.· I' uno <l,ceva · n urata su :Mézières non e che In , ra r 1u po<:s1bil e fino d I · · stcneva che prima di ser' . . • . . . . a mnuino, l'altro so-. ,1, so non c1 s1 l'lt1r·1va Il ' l. . , . ' cl1 1·u·so. E s':iccusavano, ' su · . a t1 p11rno d'lll Jv' l esercito sarebbe stato conoscere nè il pae;;e nè la ··t . , ' re_c,procamente di uon , h , s i unzione vera doll'e . . . ,,erc1te> : e Il pC""iO e e e avevano rn11ione entr~ b' I E . o um I » l:>O • Il capitano lle,1udoin? Un bel Id forme, che ~ostiene il disagio d Il ;o ato, sei:np_rll corretto nell' uni poter cambiar camicia - ·I ,.6 a adme, ma s1 r1hella all'idea di non c rn 11anno a un rom 1 e a batw alia ma poi sta . . anzetto a notte prim n dpalle Il che fis cl;iano . err11· e' erlo,camento nella .battaglia ritto sotto 1'e · "' va oroso è · 11 · ama i soldati e non n'è am~to ,,, '1· mte ,gente, è moderno, ma nòu ·1 " · i!. " 1 non sa p· , ·I . , generale non ha voluto s·11 od. f . .1u e ie tosa lare percliè , ieroe 1 ucilarirh d . · . ' "' una ozz1na di sbanat1: egli non auida i soldht· 1· . d è} ' " I, l S pI tl ere · j' ·d rebbero: si è sempre ten uto . l', . ~ : i g~u asse, non lo se"ni. ci cca1 t. e neaat1vo "' E ·1 . i . tenente Rochas '! E positivo lui I E {' Id .. I tira dietro i:: • ~oseat, o amano . , beocbè, bur bero liene,1co mmacc1 1 d. . e se li avanti et coups de picd d l ' , . . i 1pre I sp11Jrrerseli ans e cul. Ma non capisce niente I o

Questo Rochas è il tipo megìio diseitnato e colorito dal gran pillore d'uomini o di cose: se protagonista del libro non rosse la rovina della Francia, si potrebbe dire che il proingooi5ta è proprio lui , Rochas . « Figlio d'un muratore venuto dal Limosino, nato a Parigi, repugnante ,.1 mestiere paterno , s'era arruol ~to a diciott'anni: soldato di for tunn; caporale in Afri ca, sergente a Sebastopoli , tenente dopo Sol. ferin o, aveva impiegato quindici anni d'esistenza dura e di vnlore

.

'·

..

eroico per conquistare ,1uesto gra1lo ». All'inizio della guerra sente p;irlare di « Prussia ingrandita dopo Sadova, di un movimeuto nazionale che la metten a capo di tutta la Germania, di tutto uu vnsto impero io form:11.ionc, riogioYanito nell'entusiasmo e nello sh1ucio irre~istihile dell' unità d,, cooquistnre; il servizio militare obbligatorio n,etteva in armi tutta la nazione, istruita, disciplinat11, ricca di materiale potente, rotta alla gran guerra, gloriosa ancora del [ulmineo trionro sull'Austria. E di contro a quPsta Germania la :Fraocia: ' l' impero vecchio ormai, trion fa ute nel plebiscito, ma putrefatto all a bnse, che aveva indebolito l'idea di patria rli:;trng· gendone la libertit, ch'era di ventato liberale troppo tardi e per rovina , sua, prossimo a cedère dn,·chè non ·poteva più ,;o<ltlisfare la bramosia dei pioceri che nvcva scatenata ; l'esercito, vnloroso per notura, carico degli allori di CriD1ea e ù'Iwlia, ròso dentro dalla surrogazione per danaro, sfibrato nell'empirismo della scuola ù' Africa, troppo cer to della vittoria per tentare il g1·,1nde sfo rzo d~lla nuova 5cienza ; i generali mediocri quasi tutti, divoniti dalle inviùie, e ignor:mti ssi1ni, alcuni; su di loro l'imperatore sofferente, iucerto, ingannato e ingannatore nel la terribile avventura che stava por cominciare, uell n quale tutti si gettavano a chius'occhi , senza prepa razione seria, in mezzo a un tumulto e :1 una confusionl\ come di gregge mer;nto (ti macell o. » Rochas ascolta. rimane stupefa ltO, poi sco ppi.i a ridere. , - « l\'Ia cosa mi con tate? ! E d1e cosa significano tntle qnestc sciocchezze? Ma non c'è senso comune e non val la penn di rompersi il capo a ca pirvi qualche cosa... Aud<1telo a dire a dei coscritti, ma non a me che ho ,,entisette anni di servizio l .. . Voi che s;1pete tutto, voi non sa peto questo : che a ~lazagran io aveva diciannov'a nui, e noi ernvnm~ H 3 uomini, e abbiamo resistito quat!ro giorni contro 12,000 arabi : e a Sebastopoli .. . e a Solferino ? Voi non c'eraYate : e allora

ma

perchè ne parlate? »


NOTIZ IE Brnfao'GRAFJC H~

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

775

a quei brandelli · tiicolori come se ne fosse '(estilo. Visse ancora un •IDI:nU to , coO'r occhi lar"ameote,a1)erti, vcd1m;lo• fo rse salire• nll'orizzonte o 1 t'> · ]. la vi::;ione vera della ~uerra, l'atroce lotta v11ale che b1$ogna su me come una legge, con ras:;egnazione e serietà. Poi dette un piccolo bal~o e se ne andò, nel sno sbigo1.timen10 di fancinllo, come uu povero piccolo essere, nn insetto giocondo, schiacciato dalle neecssili1 de ll 'enorme, impassibile Mtura. Con lui moriva una leggenda l)

La vittoria è certa per Rochas : e quando arriva la notizia di Mac Mahon battuto a Froescltwiller e di Frossard battuto Spicheren e di de Failly immobile, inutile, fra le due bau~glie « un immenso stu pore gli si dipinge nei grand i occhi vuoti di fanci ullo. e più di dieci volte ripete: - , Bc,ttuti ! Come battuti? Perchè battuti? • . Ma non disponi : - « Tutti i movimenti che facciamo e che uou si capiscono, è per tirar dentro i prussiani, meotre Bazaioe che li sorveglia li auaccherà in coda ... Allora noi li schiacciamo, crac J come ' questa rnoscn ! » . . I prussiani vincono, ,•incono sempre: e i francesi si ritirano, si·rit1rano sempr~ ! Ma Rochas non ne ha ancora veduto uno e appena li fiuta nell' ana la sua « testarda fiducia rinasce » : Poichè so 110 li, , ora, ' i prussiani, la cosa è sempl icissima : li batliamo ! « Poichè · ci si batteva, no11 era certa la vittoria? Egli no'n aveva nulla imparat~ e nulla. dimenticato: 1.:onservav11 il glor1'oso cli:,prngio ~el ?emico, I assoluta ignoranza .delle nnove condizioni della guerra, I ostmata certezza che un vecchio soldl'!to d'Africa, di Crimea e d'ltal i:i non poteva essere vinto, mai!. .. Ma la battaglia - Sedirn - prende nua cattiva piega: non Hoch,,s se ne sirnmeIJta: oc lo li aspetto, li ,lspetto adesso, alla baionetta! » La I.Jauaglia è perduta : « l\la non gli entrava nella testa che fosse la sconfitta aòcora. Tutto era tllfnhiato, ancbe il modo di battersi. Quella gente là non poteva aspettare dall'altra parte del vallone clrn si ,1nclasse 11 vincerli ? S'a vevn un beli 'ammHzzarne: rinascevano. Ma che sorta di stupida guerra era mai questa in cui i nemici si mettevano in dieci per schiacciarne uno, in cui il nemico si mostrava solo l:i sera dopo cli :wervi tirato fuori di strada con tutta una oioroata di cannoneggiamento prudente? Sbigottito, annientato, non av:ndo an c~ra capito nulla della campl'lgna, egli si sen tiva avvingh iato e portato via d~ q~alche cosa di superiore al '}uale non sapeva più resi s1.ere, beochc ripetesse ancora come un automa: / - « Coraggio, ragazzi, la vitioria è là! Con un gesto risoluto, aveva i-mpugoata la bandiera. Nasconderla perchè, i prussiani non l'avessero era il suo supremo pensiero . Ma beni;hè l'asta fosse rottn, la bandiera gli si ficcò tra le gambe ed eO'li fu a un pelo di cadere. Le palle Jìschiavano: eali sentì la mori:· strappò il ~rappo, lo schiantò, voleva distrugger[~. Fu in questomen~ tre che ferito al collo, al petto, alle gambe, egli s'accasciò in mezzo

a

.."'* È ·singolare com e lo Zola, ~1 00 soldato, abbia un'intuizione c~sì netta della auerra e dell'arte di condurla. Que;;to Rochas .che eersonifica la ,e;chia scuola dei soldati granitici contro il pe~·1colo, tu.no cuor'e O niente testa , è un uomo di carne e d'os;a che vive e respira nel romanzo, si mpl'ltico in vitii , ammirando nella morte! Ma non so~o gli uomini di questo sta mpo che possono, oggi, cond urre un esercito

-alla vittori11. Il.colonnello de Vioeuil ha l'intelligenza , ma ~li manca il fu.oco sac'.·o che trascina: il capitnno Ocaudoin sa la guerra lllll ignora I solcfat1: , il tenente Rochas è soldato - va loroso soldato - ma non cap1~cr, · nulla delln guerra: tutti souo valorosi ma à tutti manca f\n:.liche .cosa. È la fusione perfetta della Lesta col cuore che manc11 _e .~11~ e ne. -aria 0 "oi a voler vincere : è l'equilibrio• tra le f11colta dhs1che, . kI ce,,,. r:>l'> \Dlellettuali e le mornli ; è la meditala ;:1udacia: è la calma ar ente : e a guerra no\'a . d "' . E ,,ueiTa nova spi ra tutto il libro dello Zola: i critici letterari irano~ cÌie non sono veri quei soldati che con tanto acume assuriono a giudici dei generali: noi che nel rom:lllzo non cercl'.ia~10 1~ scuo!a ~et~ ' t-eraria, ma la verità militare, noi dieiamo che pochi hbr~, dei '.n.olt1ss1m1 che furono saitti , racchiudono più sottile e più tagliente cnuca delle operar.ioni francesi nel ·l 870 : questo libro mostra come non va ·faua 111 guerra . dall'altra r~rlH del Reno esiste~se un ingegno fol'te come quello dello Zola, e se que;;IO ingegno voles:;e e polesse SCIWHl'e un romanzo La vittoria:__ degno di quesL11 Dé.baclll : ,e quello ch e c1. h.a mO$lrnto . tfn francese dei viuti un tedesco StqWSSe mostrarcelo del Vll1CltOrJ: di contro alla piuura veramt!nte scultoria di quello che è un. esercito rimast.o indietro qa l prooresso milita re, un !iglio d'Anniuio sapesse scul' · esercito · marcrnnte · proores~o toriamente dipingerci '"un ali a tes t a d'ocrm l:> .

. Se

(<

se

l'.)

-' ·,

--


776

NOTIZIE B1BL10G&AF1CBE

N OTIZlE BIBLIOGRAPJCl:IE

m;litare; nllora sui due volumi riuniti potrebbe scriversi in oro la paro a,.- Guerra - ed aureo veramente sarebbe il libro. L msegnam~nto che a noi militari dà la Débacle è negativo: c'ioseoua come nou de v essere fatta la guerra: ma cruale proCorid .e mento d. o ammae~tra• ' non rr~eno, e quanta materia di meditazione profonda ! meE non. m?ot1aruo sul cavallo d'Orlando, per carità ! so l'ammaeslra.b ~to ·c11 viene d~ un p~cifi co borghese che ha veduta la ouerra sui 111101 campod1baua.,1Ja e t' . · I . . . "' v n anm copo., Aveva veutisette~ ano·1 .d.1 serv1Z10, Rochas ! D OH E:-!I CO

G UERR!Nl

Capitano di fanter i a.

b) Bollettino bibliografico. I. Sommario delle Riviste militari italiane.

llioista d'artiglieria e genio (giuono) . · e, • i· . · -S,S'.1 Ila co.mp·1.laz1omi delle istruzioni pratiche di arti•rlieria igan. m danni nei bacini di raddobbo di Spez 1·a T ' 0 '· San Mart" Ill . . , e aranto. , . mo. ummaz1one elettricii nelle JJatlerie da costa Z~oott1. - Strume~lo com pleto per levate a vista. . Miscellanea. - No11zie estere. - Bibliogra ria . De l•'eo

Rù,ii;ta di fanteria ("iu"no). L'impiego della fa nteria one!Ìa guerra di fortezza. Il reclutamento della fan teria <li linea. L~ttcr~ sul regolamento d'esercizi per la fan teria. G,osue. · Varie~: ~I regolamento d1 manovra della fanteria austriaca . - Le or dite ,o guerra. - Il distacco della guardia sotto Lui(Ti XV p Cronaca . o ·

Rivista di fan-tet'ia (luglio). La marciii a piedi. Lettere . sul i:egol~me~to d'esercizi per !a fanteriii. - l i fuoco di fuci· leria nei poligoni (con una tavola). La fan teria di linea. · La vittoria di Vion ville-Mars-la-Tour.

777

Varietà: Il velocipede nell'esercito francese. - Statistiche militari. Cronaca: Equipnggiamento. - Forza degli eserciti. -Armi portali. Ginnastica nelle scuoio. Rassegna della stampa militare: La neutralità della Svii.zera.

Rivista marittima (giugno). Soliani. -· Sulla resistenza al moto delle navi. Prasca., - La marina da guerra di Casa Savoia dall1i sue origini io poi. Oerra. - Le reti para sil uri. Bravetta . - Intorno all'Africa. Sa lvati. - Vocnliolario di polveri e d'esplosivi. Cronaca (Hepubblica Arge ntina, Austria, Chi li , Danìmarci1, l<rancia, Germania, Inghilterra, Messico, Olanda, Portogallo, Russia, Spagna, Stati Uniti, Tunisia). Giornale med·ico del R. esercilo e della R. mar ina (maggio). Articoli nornvoli : Sn roli. - Della genesi del pensiero. Aprosio. - Inumazione et! iocinera1.ioue dei cadaveri in guerra . nelnionc med ico-stati$tico militare per l'auno 1890. Conferenza ìntcrnazionnle della Croce Rossa . Servizio sanitario militare nel Senegal.

2. Ammi nistrazione militare Le paghe degli ufficiali e !fL loro insuffiàen:;a è il titolo di un luogo sludio della Romania Milita1·a di giugno. Io terossanle a lel!'gersi, contiene alcune verità delle qual i bisognerebbe tener r,ooto irr Humania e fuori. - Sulla questione delle Hafferme dei sottti{(iciali hanno oumerori cenni i periodici mil ita ri fra ncesi cd in ispecie il Progrès mititaire (20 luglio) .

3. Organizzazione degli eserciti . L'avanzamento degli ufficiali rnssi fvrma argomento dì un articolo dei Neue Mi l-i,tiirische Blàtter. - Sul Progt·ès militaire e sull 'Avenfr m·ilitaire del 9 luglio si leggono inleressanti noti~ic sulla ìnOuonza della decrescmza della popo-


778

NOTIZIE UIBLI00RA1i'ICl:IE

N01'1ZIE BIBLIOORAFI CHE

fazione· francese sul la. cosliluzioue dell'esorcilo · _ \ r·1 ·~ ono puro Ie mod"fi · .

1 waz1ou1 p1;opo~te c1rea _il progetto di manovre nell'estate e nell'autunno del ·1892 rn Francia . - i:onsidernioni analorrhe son ri o. , , o p i tote dalln Reichsweh1· (~7 e 2 1 luglio). - ~I _genernle Schn~idt ha pubhlicato n Berl ino (Liebel) un hel volume Ini.er rn lltolato: Der im K1'leqe. .· · · Dienst .des Infanter·ie - Unterof"'iciers ,, , - . . essant1ss11na e piena di elc,gi pel nos1ro e~erci to ò la ~~rio d ar1.1coh pubblicata dalla Dmtschc Heeres Zeitun? nei N. :;:J 04 su ll 0o nost1·c witppe alpine. · ' ·· - L'ordinamento dell'eserc.-to · · • eIunese e· riassunto dallo stesso eiornale nei N. M, 55, 56. v

4 . Strategia. _Jspir:rndosi al noto ~puscolo Jlloltkes f eldzugs Ent.1ni,·/' 1 66 ttil(l dic La.ge Benedek am 30 J uni wi,d 1 .foh 1S(ifi lo '.Spc t t . , .1. ta ·r ( 1 1·· I . , - c,a.eui m,11. , e . e , o ugho) puhblica uno ~tudio J;es fimtcs rte 111 . de Mollk1' campanti.e d. e ,f 66 · . . ,, :, . . . L' asscnnate1.1.a eh· talune deduzioni e la verit;·, ,rii alcune cons1derai1on1 lo rendono interess:rnte. , - In_seguito alla polemica sollevata in Gernrnnia circ:i In opere di· ~:a~1s~v1tz fra_ ~el_bruck e Ilernhardi, il generale Scheiff ha pubblicato ecente pc1 t1p1 della casa Bath uua brod1urc col titolo Velbr .. h e Bernhardi - Studio strategico Sll Clattset'itz . iter, .- Il Afililiir Wochenblatt ha tHminaLO nei uumeri elci 6 e 9 I .. "lto l'e,same G11~1co ,.· . del p1nuo . . operazioni per la campa?na del { 813 u d,. opo Drcsda, d, Gustavo Holoff. ·

d ,

5. Tattica. l mercssante riassunto delle idoe in viaorc in J?rancia , li'. . delle tre · I e, • • :.u impicqo arnn ne com Irnttimcnto si IHgoe nell'Jahrbii-cher fur d··() 1 deutsche Armee di luglio. " . - Sullo StrefP-eur di_ luglio è rin notar~i uno studio di lattica riel ~ul'o.nycllo Benda _sulla ist1'ttZ'ione della f'a.ntcr'ia por il comba ttimento . µuc. 1,dmente tu n gua rdo alle prescrizioni· del reuo Iamento . austro-unv garico. r -:-:- La giwrr~ d'asse~io ed il modo di attaccare e difendere le piazzo o1t1 moderne lormauo il soggeuo di uuo studio del capitano Sandier compar.;o sulla Revne du génù militaire, Tale studio merita spet:iale

779

menzione e il Militar IVocheiiblatt ne ha fatta una recensione assai benevola nei numeri del 6 e 9 luglio. - L'esame tattico cd il rncconto urfìciole del combattimento d·i Pa· -i.gi (30 marzo ~81~) leggesi Ml Mi/<itar Wochtnblatt del 20 luglio. 1

6. Storia militare. Le gènéral 1'/ai·ceau, sa ,vie cioile et sa '1'ie militaire è il titolo di uno stud io del deputato Par/'ait pubblicalo dal Calman-Lc\vy di Parigi; tale studio è notc,•olc per le nolizie inedite au tentiche che coutien~ e per l'ini.rodm.ione storica <'olla quale s'inizin. Citiamo 1111 brauo rifereutn ,i ad uu episodio poco noto trotto dal I& Jllémoires de Sergent. « li ctail d11n,; l'ordre qnc tont offìcier $upeneur nrrivant à Paris « fìL uno visite au Cmnilt'· de salut pnblic, et Mnrceau était t.rop ami « de la discipline pour mamp1er à ce dcvoir. Il rlevon~a mèrnc l'heure « dc, séauces; mai ,, le voyaot revèlll de son grantl uuiforme de gé~< ncral J, visionnain•, Ics hnissicrs l' invitèrcnt il :;'nsseoir, petHlant « quclqnes iostants, dt1ns la salle de la Convention. li y entra ùiscrè« tement, l' l se tint rluhout, reganlaut celte salle fameu:;e. Le bruyant << pnblic. d'alor~ conunençait i.i ga ruir les triliunes; des groupt:S de dc~« puté:; arrivaient prenrlre lcur piace. Les convcrsatious allaie111 gros« siss.-int.e!<, et tous les yeux se fixiiicot sur Marceau qui n'y pren.-iit « gH<le. 13ien tòt des reprc'::-entrnts se direut, en le d6signant du rloigt: « - Étonuez-vous douc que nos soldats ùprouveot des revers, et que « la gut:>rro civile s'éternisc, qnand on voit cles a<lole~ccnts cndoss,w « 1'1.1uifor111e des nos géuf\r11nx ! -- Les tribunes, il leur tour, s'on mo« lùrenl: - Voilà ceux: il qui l'ou confìe le soin de rnener uos cnfants « à la boucheriel voilà pourquoi nos défensenrs crient à la trahison ! « Ces n:clnmations furi eusr:s pou vaient bieo , eu se prolonge:int, tonrner « au tumnlle, et dojà troi:; des re.préseutant,:; s'élauçai1!nt du haut· de « la moutngue pour faire mcttr0 ii l'ordre <lu jour un sujct aussi « sca brcux. ~Iais, co ce moment, Bourbotte entre tlons la ~a lle et de« mande: - Qn'y-a 1-il donc'? - C'est il cnu~e de ce jeu1w oflicier « qui .. . - Bourbotte n'èconte pas le reste, il se pr<lcipite vers Mnr« l'ean IJn'i l rrer,sc sur sa poitrinc, qu'il embrasse en s'écrinot: « Marce11u I C'est mon ami ~lllrcenu ! - À ce nom victorieu:< , mille « cris de: - Vive la repnbliquc I - font retentir la salle. Les dépntés,


NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

78()

NOTIZIE BIBLlOGRAFlCH E

« descendus de leurs bancs, se groupent autour du jenne général en « chef. Dourdon (de l'Oise) monte à la tribune, bien que la sc\ance « ne soit pas encore offìcielleme?J t ouverte, et prononce les paroles « sui vaotes: - Citoyens représentants, voici le vaillant soldat, .le jeunc « et intrépide )larceau, une òes gloires du nom français, le vainq ueur « de Mons! Saluon~le de· uos Lravos, et pour d.3gnger l'i nciden t qui « vien de se produire, disons avec le grand poète : . . . . Dans les ttmes hien nées La ·valeur n'attend pas lo nombro dcs ,umécs I

- Lo Spectateur mi litaire (-15 giugno, ,1° e ·15 luglio) contiene uno studio interessante sugl i eserciti di Carlo il Temerario cli Borgogna. - Sul Jahrbiicher {iir die deutsche armee nnd mat·ine è a legger:;i lo studio del maggiore Kunz: Considerazioni statistiche e tattiche sulle 8 grandi battayl-ie d·i 1l1etz·. Il fas,:icolo di luglio riguarda la bauaglia <li Viooville-~:lars la Tonr. · - Da parerchio lem po lo Streflleur ha iniziata la pubblicazione di un:i monogr:i fia storica dei battnglioni confinnri, dovuta all'intendente della landwehr Gjukic. Essa riferisce al le guerre dlllla Turchia e dell'Aitstric~ dal 088 al 1791. · - Interessan te l'episod io della guerra Peninsulare ('I 81'1) pubhlic:itu dall11 lleoista, mili tar portoghese ( ·I O e 45 luglio).

781

. . . Eisenbatnen im Kriegsfalle è il ti- Studieti ii.be,· di e Reutigen . Foesten publllicato a Vienna d 1 ·t e, au ·tr1aco ' tolo di un volu~euo. e cap, au / chiarezza e pei dati srntistici nuda llartleten. S1 rac~omanda pe tratta la Deutsche [J.eeres Ze·i ttmy , merosi che esso contiene._ . - Del!' areonau t·i ca m·il·itare

1:

N. 57 e 58.

s. Marineria . . .. l' iù di due onni la Revue ma1·iD0po una lunga inte:ruz1on,e i i Pbr caiione del lavoro del comanl . e . le ha npresa a pu1l , time et co tonia . . . lato. Études histori,qi1es, de a mar1.n dante Cha llancl Arnauld, ,nuto ' . , . · .. to tratta della marina . . 1·1 ·I 60 studio oro imz,a , mititaire française' ' dei sette ann·i . durante la yuerra . 1 1 francese pn ma e . . , , . . è certo assai istruttiva a euura . 1 loro impie"O contenuto - Per • li uf!ict alt clell esewto o d . . più recenti e su o dello studio culle tot-pe. ini nello St1·eflLeur di l'.iglto._ . nel, / SB(ì e nel / 892, è il parallelo _ La <Li(esa del/. fngh1,lte1 ra (V ArmtJ and, Navy gazetle delle forze inglesi di queste due epoc1,e . . 9 luglio). . . . novnt che si costituirauno nel •189~ - Le sqiwd·r e i nglesi di ma . ~ l/e del ~-6 luglio. sono indicate nell' ,t rm.y and Navy ga"'e

7. Tecnologia militare. 9 _ Geografia. Colonie. Viaggi.

Sulla Revista tecm:ca de in{an te1"ia y caballe1·-ia di luglio è notevole l'articolo Les obsertaciones me/.eorologic11s en los expet·imentos bal'isticos . - Notevoli gli studi: - Fullerton, illodern Aerios na'Vigatitm. - Jotirnal o{ the UJJ.ited Seroi:ces Inst·ituNon di luglio. / - Le 'IJélocipédiste militafre. Piccolo manuale ad uso dei candidati a quest'impiego nell'esercito franc.ese. Pnrigi, Plon . Contiene norme per I.i lettura delle corte, indicazioni pel ricono:,cìmento dei comandi sia in marcia che in stazione. - Traité pratiqu e de vélocipédù mili/aire, secondo il r<'golamen to frno cese 2 aprile 4892 sulla co,tituzione del servizio velocipedi~tico, di L. n. Fanor. Parigi, Lavanzelle.

. . . • ·I O ~ 7 e 2,5 lualio) contiene la seLa Revue clu ce,·de m•,litatt e ( , . ..1bbiam~ accennato che la . tudio sul Dahorne y , • ·r · conda porte dt uno s. notizie , .: "'·l1e , ·nuesta seconda r1erisce rreo"rauc 1· . prima parte contenev a . . ~ oTta .- che condussero all'od,erna invece in sunto gli a,•ven1men1t m1 t

i,

situazione. . . . di ubblicati nel mese di luglio : - Sono notevoli i segue~t, stu ll'~ i ct centrale (Nw e Mi litarische - L'hinterl.and r usso-chmese ne s

B!atter). ola1"i neLL' Africa or·ienta te di Ri- Il compito deLle t,-uppe reg bl tt (·\3 16 e 20 lugl io) . cbelmnnn contenuto nel Milit<i,r Wochen a ,


782

783

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

NOTIZIE BJBL100R AF1CHi;

- Nei Massa·i è il titolo della relaziooe di vi:iggio di KallenlJerg da Ptrngani al Kilimandgiaro (Africa tedesca) pubblica ta dalla casa Jleck di Mon aco ; numerose carte od incisioni aumentano il pregio dell'interessante libro,

n un nuovo vol ume intitolato: li canncme d~ campagna de/L'avreni·re , . ,. : le critiche del presente, Bertino, Eiseoschm1dt._ - Le armi da guerra nel loro S'0ih1,p~o sto1:1co da1 temp-1, prn a.n ,ti chi al p·r esente è il titolo della nota enc1clo~cd1:i. del Danm1n ,tanto_rn~ , lto . della storia delle nrm1, Essa ha avu to I onot e di 1eressaote pm cu n · d Il una terza edizione intieramente rivedula fatta a Gera ~Sas;om:-1), a ~ -casa Untern sotto la direzione di Hoehler, ~[ corupo,ne ~I quaur~ ' ~lu mi ,, d1, ioO " O ,mc1~1 ·.· on1. . L:i c1·ediamo ind1spen~:1b1le m ogni lnbltotec.a -con pm ' ,militare, ,

IO. Politica e diplomazia,

Un:i recensione del noto articolo del generale Ma rselli pubblicato sulla Ni wva Antologia sul problema milita.re economico iLaliano ,-i legie nello St1·etffowr di luglio, La recensione non contier:e alcun apprezzamento sull'articolo, mn non St'mbrn ispirata certo a simpatia verso l'ltalia, poirhè mentre i vantaggi che la triplice trae dalla nostra allea nza sono appenn ncceunati , si fo litrgameote risnlr.are che io uoa guerra austro-italiaua la superiorità dei no;tri vicini dell'est sarebbe grnndissima, - Le drnit de la gue1'1·e, prima pane l es hosti lités, conferenze fotte al presidio di Greotihle d,d professore Pillet, Parigi, Houssc:i u lnteres!,:lUt.e per la rhiarezzn e la precisioue 1•i ù che per la novità, - Unn criti ca dell' ulti mn opera di Bnguslttw~k i La guerra nel suo 1'e1·0 sigmfi,cato per gli Stati e pe,· i popo/1 si legge nel 1llilitiir IVochcnblatt ('1 3 luglio) ,

IL Letteratura militare -

Varietà. Per la Dire::.ione L OD OV IC O C 1SOTT I

La Librai rie illustrée di PMigi hn pu bbl ica to un volume delle memorie del genenile Dellaros ; queste memorie iotc1-rotte daIla 111orte dell'autore vaono dal ·180() al ·1808, - Il l{enerale Thowmas ha puhblicata la qnarta serie delle sue 1:cmseries rrrilitaires, Parigi, Plon. Questo volume nel quole ;ooo trattati argomenti di sto1'i:i e di educazioue militare avrà certamente quel successo che han no le opere letterarie del genera le Thoumas, il quale accoppi:i all'erudizione uno stilc- brillante e pia<;evole. - Il genero lo W'i,lle, il qua le 1111 fotto sì largamente parla re di sè colla sua opcrn Il cannone da campagna dell'ai;-uenire, hn r isposto alle numerose critiche (specinlmeote francesi) che vennero fatte oIla sua opern

l o ·EMA RCtll CA RLO,

i,___

yerenre,


.

. ANNO

XXXVII

RIVISTA. MILITi-\RE ITALIANA

,.

.

DISPENSA

XI. -

.

ROMA VOGHERA

E

N R I CO

T !POG I\A FO-ED!TORE

'

>-

.

16 AGOSTO 1892


~O~IUlUIO

SLivVNITZA E PIROT

delle materie coulennle nella 11resenle dispensa

SU \VNITZA E PIROT. (Continuazione e fine). - / \ Par/, 785 L' ESERCITO FRAJ\CESE. - Angelo Schenoni, capitano . • ì91 LE FORTl.FlCA ZIO.\( DELLA SYIZZERA. - M. . . . » 806 I PlUGIONI FATTI DAl FRA NCESI ALLA BATTAGLIA Dl STAFFAHOA .MOBTI NEL QUATIT!EHE DELLA CAV ALLE RIA A PINEROLO •I 6\JO -'I 69•1. - G. Claretta. » 8·16 UNA PA GlNA D'ALTJU TEMPI. - CARLO SDLONI DA CLINMON1\ , T. Mari~tti, m"ggiore . , 826 I.E MATEHlE MHJTAHI NEÙLI ARClUYI DI STATO IN TORINO. (Continuazione e fìoe) - Pio Bosi, maggiore » 835 NOTIZIE POLlTICO-.MlLITARl ITALIA\'E

» 856

. NOTIZIE MlUTAIU ESTERR: a) Il nuovo regolnmento di mauoYr:t per la fanteria inglese • 860

NOTIZrE BIBLIOGRAFICHE .

» 870

(l }

Cm1l ilmazione e fi11r, 1mti 11um1•1·1) preredente

V.

Per qnanto manchevole, il piano d'opera1.ione serbo aHeLbe potuto riuscire se ave;;se avuto una esecu1.io.ne vigorosa. Tnvece questa fu fiacca e 1i1ulmote. E!-aminiamola brevemente. A principio della campagna , lntle le probabil ilit di buon successo stavano dalla parte nei Sel'hi , come giil ,1bhiamo altrove notato Essi aveano compiuto il loro schieramento, le loro for1.e pote vano riunirsi· molto pi1't p,resto di qnanto 1100 potessero le forze nemiche; · Sofia , difesa soltanto tfa ·18,000 uomini , era a poca distanza dalla front iera: sarehbe bastato che il comanclo Sf!rbo avesse operato co n risoluzione e con rapiditi! perchè potesse facilmente trarre vanta1,rnio da quella situazione eccezionalmente favorevole . lnvece le operazioni fnron lenti ssime, come se non ~i 1ra1t:1s,;e che di nna passeggiata rnr:;o la c:ipitale bulgara: le forze fu ron sempre più disperse per via, per <lare In caccia a distaccamenti di mi li1.ie. Fin dal primo giorno delle operazioni la òivisione dell a Scliumadja, che m:ircia alla testa del corpo principale (divisioni <lc!la 50 -

ANNO XXX \'I,


SLlWNITZA E PIROT

786

SLIWN!TZA E PI&O'P

7S7

_. d~lia Schumadja, giu~ta a sera sul campo òi battaglia , trova ~ià !'a

Schumadja, della Drina e del Danubio), è distaccata a sud per la strada di Trn per mandarla in aiuto alla divisioné della Mora1i·a. La divisione della Schumadja non trova di meglio da fare che di vider,:;i ancora in· due colonne - l'una per la strada di 'frn, l'altra per la valle della Sakowa - a fine di girare ad un tempo i Lrineeramenti di_Trn e di Wrapze. , li secondo giorno anche la divisione della Drina è distaccata:· è avviata nella valle del la Lukowitza ' per girare le resistenze ùe-1 pa~so di DragG man. In soslanza la sera del secondo giorno I' arma la della .Nischawrt occupa una fronte non minore di 40 chilom .; in due giorni, mentre le truppe bu lgare a marce forzate di 60 70 ehilom . vanno aHicinandosi a Sofia, le quattro divisioni serbe non hanno percorso che nno spri,zio da 4 a ,1:3 chilometri! Il terzo giorno la divi,iooe del Danubio, la sola rimasta snlla .strada principale, auraversa il passo di Dragoman, sgombrato la .notte dalle truppe avanzate bulgare, e si presenta verso mezzogiorno davanti ai trinceramenti di Sliwnilza; la divisione dell a Drina, distaccata nel la valle della Lukowitza, giunge troppo tar,ìi ·a Sli wn itza per potei·e es;;ere 'adoperata il giorno medesimo; la divi$ione dell,t Schumadja taglia Lrasrnrsalment.e per il difficile lerrcno del Grloslrnplan, ma non ostante gli sforzi slrilordinaÌ'i delle I.ruppe, riesce appena a giungere OP.Ila valle della Lukowitw . Il terzo giorno medesimo (·16 novembre) fu riunito un -consiglio <li guerra . .Il comandante dell'arinala del la ~ischawa so stenne che era necessario di attaccare il di appresso: eran del suo parere anche gli altri capi o consiglieri, tranne il comandante della divisione della Schumad,i a, il quale riteneva che per un attacco efficnce contro i trinceramenti di Sliwnitza occorressero tutte e quattro 4e divisioni. 11 re acc_elLò que:;t' ultimo partilo. L'auacco fu Mab ili lo pel giorno ·18: il dì appresso, n , le divisioni della Drinaedel .Danubio sarebbero state ferme, quella della Schumadja si sa rebbe portala dav1111ti a Sliwnitza, qu(~lla della Morawa si sarehbe avan zata lino a Bresnik per prender poi parte all'azione del ·18 allac:cando e aHil uppando da sud i difensori di Sliwnitza . . · Ma il .f7 un combattimento d'avamposli trascina la divisione del Danubio ad un attacco isolato; verso mezzogiorno altro attacco isofato della divi:;;ione clella Drina: .entrambi infrulluosi: lit divisione '

.

1if'

situazione cambiata. . . .. . Il ,18 nuovo att,1cco con infel;ce risullnlo : la d1v1s10ne della ~'lo. raw,1 da Bresnik non sa risolversi ad andar con lutte le sue [orze ·in soccorso del corpo principale, come meglio vedre_mo tra P?CO. Le trnppe serbe il '18 ernn già molto scosse: la magg1~r parte d~l(e munizioni giit consmn:1te. Non v'era ormai altro part1t~ .c.he nlirni·e per il momento · tutte le fo rze - compresa la d1v1s1one del Timok _ versn ~isch, per rinforzarle ~on truppe del secondo_ bando e riprendere quindi l'iniziativa perduta per effetto de' propn Brrori. Ma a que~to partito la superba· tracotanza del re non po1e:t piegnrsi: il ,1~l fece riprendere l'anacco:_ mal preparato e pegg io eseguito, e5so compì la di;;fat.ta dell'esercito :;;erbo. . ., Ì,a divis ione della Mora\\·a il n s'era impos~essata d1 Bre~n1it : li ,18 ed il ,19 essa veniva cosi a trovarsi in una situazione assai favorevole per e.,plicare un'azione forse decisiva nell.a lotta che · combatteasi a SliwniLza. Le tre divisioni del corpo principale av~ano te~tato inutilmente parecchi allacchi frontali. La comp.ar.s~ a~lla divisione della Morawa sul fianco si nistro dei difensori 1: 1 Sliwrnt:z''. ~m:ebbe forse potuto essere di effetto decisivo; come . el1ètt1 _decis1:'1 avrebbe potuto produ'rre una puntat;1 delht divisione m~des1ma d1l'etta su Sofii-1. Ma bisognaH sce!,(liere uno dei due part1t1, e quello __ . prescelto se~uire col massimo vigo re e con tutte le forze . I.r'.vece il comandante del la divisione, il , 8, volle tendere ad entrambi~ Il?n ,solo, ma tentare anche una terza -direzione per· Pern1K su ~oli~. -· .Accndde ciò che dovea. ac_cadere: non riusci a. spuntare __la res, ·tenza su nessuna delle tre direzioni prese. Il ,19 sparpag! JO ancora ~iù le forze, e per correre dietro a deboli nuclei di milizie, p~rd~tte di-vislil il sno scopo principale: il riparto mandalo vei_-so Sli~vn1tz~ fu tenuto facilmente a lmda da un dist.iccamerito nemico : ~11 alt~t . ·a e I)er ,.,a1unta nucl ei separati furono presto n·a otli· a11 a d'f 1 ens1v,, . . . 11. 20 la div{ ~i one perrlè Bre.snik che avea conquistato tre gwrn ; prim;1. · Per contro è mirabile l'energia che il comando supremo bulgaro ·sp·1eac\ d'tl ,1,. al :,>o 1,ovembre. Il grosso deUe forze bulgare e ru. n ' "" ' . · · ' ì' 9,· () meliote trova:vasi disperso in parecchi nuclei s11 uim_,fronte_ e 1 -~, <'hilometri:. i più -prossimi a Sofia ne cl1stavan ,1,JO ct11lomet1 · ,


788

SLIWNI T lA E l'lR OT

meno cli 4,00 i piu lontani. Per avere tutte le forze stil c· a·non b 1· d' . . . ,impo1 attag ,a I Sl,wmtza, in circostanze ordinarie e fondaod .· . ·

I" d · I ·· 0:,1 :;UI· ~o 1t1 at.1 sco ast1c1 della lunghezza delle marce, sarebbero occ,01..~e.. att , r~verso r~ueI terreno montagnoso e dil'ficile, non meno cl i du~

.~eu,mane, ti tfua l tempo avrebbe potuto ridur.,i di un paio di oior 1· adoperando il tronco di ferrovia poco produlti \'O che mette ,.,:p ~ J ·h E . , u o ,t · e.01 an.' '.pure il 20 a sera tutte le forze bulgare e rurneliote er.in g1a a Sl'.wn,tza .! In u~a settimana avean marciato giorno e notte : marce dt 60 c.hilometn sotto il vento e !a bufera costituivan la re-· gola: ~o reggimento percorse 95 chilometri in 32 ore; e dei 3000· uo~i~ , che ~vea, 6~ soltanfo rimasero per via. Decisamente quei poveri fouor, mora!,, tanto poco tenuti in conto ò teouli in contosolo a pa1:ole, turbano tutti i calcoli della logistica ortodossa r

VI.

Allorquando 5i ha possibi lità di farlo, conviene di non limitar"' · , • "r so. anto a respinger.e J av ~e1:s~rio od a scacciarlo da qua lche determinato punto:. conviene d1 dmgere le forze in modo che la vittoria possa essere prù decisiva che sia possibi le. Certo che ch i oira è rri-· rato: ma questa considerazione ha vnlore soltan to per chi O cre,:,1 che. sarà più debole nella battaglia che ne seguirà . ' ce .\ elle ?pera1.i.oni che qui esaminiamo, questo conceLto del mirare a trarre il massimo .va1~t11ggio dalla villoria ù del tutto trascurato. ?a una ~a1:te nor~ s., ~ma che ad occupare Sofia e Widdino: da lI altra,. I az,one sr lrm1ta a respingere fronl.nlmente l'invasore. Ahl11amo. giit notalo poi Serbi eli o po,·c11e., .J,,, •) 00() Ru1gar1· erano ad ovest d1 Sofia, affatto separali dalle forze della H.umelia orien1.ale (40,000 nomini), il concetto diretl.ivo defl'invasioneavrebbe potuto essere rruello di dirigere la somma dell e forze in modo da frapp~rs,. tra le due masse nemiche, impedire per prima cosa la loro ballere le truppe cbe erano ad ovest d'I ,s0 r,.l ,l e ' d.nun,one; · qu,~ t ri:olgersi, con le for·1.e riunite, sul l'altra massa della Rum.ella o'.·1en.tnle. Invece di procedère frontalmente per la strada P1rot ltwn,tza e dar co:,ì tempo alfe truppe avanzate bulgare d• ,. Il

è

SLIWNJTZA .E PIROT

789

Ti piegare concentricamente sull:i retrostante posizione di Sliwnitza, l'esercito serbo avrebbe pol.nto seguire col grosso delle sue fo rze la strada PiroL-Trn-B resnik-Sofia, lasciando sull'altra un suflì ciente nucleo - il minimo possibile - per coprire il passo di Drngoman. In ta l modo l' efficacia della posizione di Sii wni tzn per i .Bulgari -sarebbe stata interamente perduta. Certo che così l'acendo, i Serb i avrebbero cor5o qualche rischio, esponendo la principale loro linea dì comunicazione (quella del passo di Dragoman); ma il ri schio s:iirehbe stato interamente giustifi calo dalla grandezza del risultato al quale si mirava e dalla probahilità. che v'era di conseguirlo qnando si fosse operato con energia e con accorgimento. Quanlo ·ai Bulgari, ceno che nel primo concentramento su Sliwnitza ciò che sopratu tto interessava, era di upporsi al principale corpo nemico per la via più corta e pi ù presto che fosse possibile, a fi ne di coprire Sofia. M~ po ichè la sera del 118 gii, iH. ,000 uomini erano in posizione ed aveano giit in due giornate ranta~~iosnmente t·intuzzato gli allacclii nemici, la critica ha ·ossen·nto r.he sarebbe stato meglio se ~li altri 26,000 uom ini che erano per istrada dalla BL1lgaria orientale. invece che esser diretti su Sliwnitza, fos-sero stati avviali per Bre.snik ad operare sul iianco e snl tergo dei :Serbi, mentre le forze che eranq in posizione a Sliwnitza sarebbero passate frontalmente alle controffese . .Kon può dirsi che la critica si:1 stata fatta senza fondamento. Sarehl,e stato meglio certo. Ma non è forse nn pretender troppo , date quelle cond izioni t Lo stes~o appunto si e fal.lo al principn Alessa ndro per le opera~ioni che precede!tero la battaglia di Pirot. Si è deuo che invece di procedere fronta lmente al!e conlroffese, snrehhe stato meglio <li lasciare sulla strada grand e, Sliwnitza·Pirot, un corpo di ,10,000 uomini per inseguire il nemico e per ohu ligarlo a ballaglia, e con tulli gli altri ,i.0,000 disponibili per la valle della Lukowitza punt:ire trtt Zaribrod e Pirot, per tng liare la riti rata all'avversa rio e giLtarll\contrn i Bal!<ani. ~d anche qui la critica può forse aver ragione: ma anche qui a no, sembra che pretenda lroppo . Un'ultima considerazione sn questo argomento . ·n opo le tre giornate vittoriose di Sliwnitza, il 20 a sera tutte le forze bulgare erano gi unte in quella posi1.ione. (n vigoroso inseguimento comincia to il 2·1 (lvrebbe potuto condurre a rovina l'esercito nemico,


'' 791

SUWN ITZA B PlflOT

790

SL!WNITZA E PIROT ·

-orma i quasi sfasciato. Invece vi furono tre giorni di fermata, r quali dettero tempo ai Serbi di ripiegarsi su Pirot, rifornirsi di munizioni, rnercè i rinforzi avuti presentare di uuovo 34,000 uomini in posizione, fare intercedere l'Austria a propri;> favore. t certo che tutto questp fa l'effetto di un grave contrasto con l'energia dimostrata dal principe prima e dopo la triplice b,1ttaglia di Sliwnitza. Ma si deve tener conto deHo slato nel quale si trovan1 allora · il suo piccolo esercito ..\'letà del la forza avea combattuto tenacemente contro forze sovercbiant.i; l'altra metà avea Jìno allora eseguite marce lunghissime e faticose. l servizi funzionavano m:ile . Lui stesso, il prin cipe, /era asso1~ettato ad inten se fatiche per servi re d'esempio alle sue truppe. Gl i mancava uno stato maggiore. che potesse va lidamenle aiuwrlo. Lt caval leria non era atta ad un efficace servizio di esplorn.ione: sul nemico poco o nulla sapeva di certo. E poi ·µ-li stava sul fian_co [Juell,t minaccia della -divisione della l\Io rawa, su l cooto della lfUale non aven che ben poche informaz ioni.

VII. Sl iwni;,z.l e Pirot com inciarono con veri rombauìmenti d'i ncontro. t imp()rtanLe notare il contegno tenuto a Sliwn itza dal comando serbo, a Pirot dal comando bulgaro, · L'e::;ercito serbo il I(j noven~bre tosto che dette contro ai trinceramenti di Sliwn itza - l'esistenza dei quali ignorava, perchè rnancavn. un servizio ben ordinato di esplorazione di cavn lleria - si fermò: ·il quartier generale riso!l·ette di tener ferme le truppe il di. appresso, H, e di eseguire l'auacco il "8. Ma ecco che il n, per inizi ativa del comandante dell'ala destra bulgara - capii.ano Ren dere/I - s'impegnò improvvisamente la bauaglia. Il generale .lowanowitch avrebbe allora poluto o appigli,lt'Si all a difens iva, li·· mitandosi a coprire per il momento il passo di Dragoman, ovvero mettere in atto subito il disegno d'attacco stabi[ito pel ,JS, adat· tandolo alle circo:;Lanze: ma gli mancò la prontezza di mente che sarebbe stata neces:;;aria: lnsciò che una sola divisione, quella del Danubio, prendesse parte all'azione, e soltanto più tardi fece ese-

cruire un attacco dalla 'clivi:;ione della Drina .contro il cent~Ò nemico in modo affallO slegnto ilal l'altacco tenlalO dall'altra_. ::;e a:e,se 1 preso rapidamenlP, la riso_lu1.i_one d'impie~are tutl.~ .'.~r7:e. s1~~ni bili in una medesima d1rez1one, probabilmente le co,,e ~~'. el,be1 o state decise a favore de' Serbi. Anche una sempl1~e dilcsa del passo di Dragoman, con l' intento 'di raccogliere le !orze per avvolaere il dì appresso 1·a1a sinistrn. nemica , sarebbe stata, se 1_1on la ;icrliore certo una soluzione non inopportuna. Mancò I;: l~rmezz: d'ar:imo per afferrarsi nettamente al l'uno o all'alt rC> part_1 t.o: si adottò un mezzo 1.,~rmi11e, il quale non i'acendo nùllaconseg111re , compromise i vantagp,i che si ·sarebbero potuto 1n segu_ito ot~er~ere . Diversamcnle (>però il principe Alessandro nell.'l prir~_a ~ 101 nata ài Pi ro:. Il r,omlHlllimenl.o fu impegn:1to in segn1lo_ ali ITl~$pellalo incontro dell'avanguardia bulg-arn. con ht retroguardia serba. a sudest della citlii. Era il pomcri~gio. (rnpegnar balt.nglia con Lntt.e le forze. non parve opportuno al principe, perchè credett~ che sa~ rebh~ mancato il tempo per svolge1:la, e quanll'anehe r~ n:;1~lt.ato d1 essa fosse stato favorevole. \'ora tàrda avrebbe im~ecl1Lo d1 raccoo\ierne i rrntli. Senza esitazioni, prese il partito d1 ,~v1tar la lln~"tao1·1 .1 onlinò ·i11:avan<1uarJìa di non impegnarsi in vivo 1·ornlrn111" '' ' elle tulle " men lo, f'. di,;pose le forte :;i ammassassero a .t•" t.I)1·1 01,uetn., a sud- est di PiroL per entrare in azione s1multanearnente il ~il ap.presso. In questa ri:soluzione res_lò fermo anche '.u:mdo I avan= ouardia si ll"OVÒ impegnttta a fon(!O : non llll UOITIO. :,O\O le fu man n ,. · ·· .· , I I rJart,to preso: dato in soccorso. S1 puo discutere, se "' '110 e, 1 1· ma non 'si può a meno di·amm irare la pertinacia e la ;~ere.nza... Nellll. seconda e nella terza -giornata si ebbe a S11wn1lza l~ 1_0 che, con termine un po' srolastico , sogliamo chiarn.are ~r.,a b_a.ttaglia. preparata. Nell,t seconda giornata. il concetto Serbi lu <11 t.rat~enere rrontalmenle i Bulgari per mezzo della cliv1s1one del n_~n.n~)io: e di :11taccare e ùvviluppare l'ala sinistra nemica con le G1v1s1on 1 della Drina. e della Schurnadja, e anche con quella della. Morawa qualora giungesse in tempo. Que_sto -~oncett1) fallì perchè _l'e,;ec~~ zione fu precipitata, fiacca, scuc,ia. :senza aspeuare la di_mostia ziooe frontale, le \ne divisioni della Drina e della Schumad.llt at_t.ar.. ca rono il rianco sinistro nemico, avviluppandolo. ~fa la loro azione • cosi fiacca, la re~istenza dei· Bu Igari· cosi· lenace, clle e-~e fu ~.. dopù ·

:a

I:

~h,:

d


792

SLlWNITZA k: Plll01'

po.clie ore furono respinte. Si fn proprio allora che la division e del Danub io, da sola, LenLò un allacco fronLale. il quale non sollanlo andò a vuolo, ma fu addirittura ricacciato da una ripresa olfen;;irn dell'ala desLrn bulgara. Nella terza giornata ecco di e il corna11d<1 serbo cam bia il sno concetto . .Poichè nell e due giornate precedc:uLi l'ala deslra bulgara avea coo le sne 1·iprc,;e offensive ripetu lamenle minaccia to il passo di Dragoman, parve che persistendo nel primiLivo concOLLO d'a1ta1:co, si pone.,;se a ri schio la propria ritirala. Si deliberò quiudi di po,rtare l'attacco sull'ala destra del l'avvers.irio: la divisione della chumadja dovea fare una dimoslrazione contro la sinislm nemica, le divisioni del la Drina e del Danubio aLLaccarn e e avvilupparne la destra . Ma In .divisione del Danuh10 ru respinta . rigettala sul Dragorrwn eseparaL,1da quella della Orina; la divisione della Schnmadja. vislo l'insuccesso dell 'ala si nistra serba, fece bensì un vigoro:;o n1111cco contro la sinistra liulgar;\ m,t essendo sola, a nulla riuscì e fu re:-pinta. Anche la seconda giornala di Piro! ebbe il carallere di una bal Laglia prepa1·aLa. Al principe Alessandro sfu~gi a Lulla prima che la ri:solnzione del combatLimento dovea cen:arsi conlro l'ala destra nemica. J 52,000 uom ini che avea dispo;li hili furon divisi in tre parti: ,f 3,000 contro l'ala si nistra dell'avversario ; '.28,000 -conLro il centro; 41,000 sollanto con tro la desLra. Allorquando vers::, mezzogiorno, dopo le considerevoli perdite subite . dalla colonna centi·ale nell'attacco contro -l)irot, si accorse dell'errore e volle ri· pararvi , era troppo tardi: gli 8000 uomini della colon na r.entrale che ,-wea ancora disponibili, furono in fretta mandati al! 'ala sinistra, ma bastarono appena a spostare il nemico da quella parte. Tuttavia la battagli a fu vinla; ma non certo per merito delle dispo· sizioni d'attar.co. Come i Serbi a Sliwnitz;1, cosi i Bulgari a Pirot non ~eppero fare un razionr,le impiego delle riserve. Nell'una e nell'altra baltagl ia mancò da parte dell'attaccanle quel periodo di taste""ia rnento e di . l':'l"J ?rienlamenLo fotto con poche forze .Per chiarire le cose e scoprire il punto debole dell"a.Hersario: le Lruppè furono cacciai.e innanzi senza. che il comando si fosse prima formalo un concello sufficien temente chiaro della siLuazione.

S L lWNITZA E PIROT

793

Y[lT.

Sliwnilza era una po:.izione· difen sirn preparala. l i lerreno è -in ge1!ere ~copeno, ,, cupole tocdeggianti. La posizione, fronte a nord-ovest. d,il rio di Hlntor al ri o di Sli"·nitza . ha un'estens ione di 5 r,hiloin etri. la de:ma, mediocremente appoggia ta all e palud i ,del BlaLon: la sini stra, sufficienLemenl e protetta dalle paludi del rio d1 Sii wnitzri, è però fac: Imente a7girabile per le schiene prati cab il i del Wi sker. La posizion e è tutto intorno dominanle nei limiti della porlala <lelle armi. In complesso però è tutt'al tro che in allaccabile, specialmente qu'.l ndo si po3S,'l. porLare in azione una cerla quan 1i1a d'artiglieri a. [ bu laari l'aveano so lidamente fo rtifica la. Specialmente all'ala .sin i$Lra, i lavori in terra eran numerosi e robusti: molti trinceramenti a forti profili, ·generalmenle a tre ,irdini di fuoco , tre baL·terie, una ridolla ne! punto più alto ,1 nord -e5Ldi Wladornirowze . Anche l'al a destra era rinforzata con lrinccramenti e batterie: ma quelli erano ad un solo ordi ne di fuoco . Erl'ore tallico negli nlfor.zamenli fn che le ballerie eran o al la stessa altezza delle trincee per fanteria: ne avveniva che l'artiglieria era troppo es~,osta ai ·tiri della fanteria avversaria e che la fanteria bulgara non nvea Liro abbastanza radente. S'aggiunga che la for ma conYessa dei prolili ,generava angoli mo,:ti, i quali non eran IJallnt i, come avrebbero dovnlo essere, dà trincee basse liancheggianLi. L'ampiezza della po.~ izione occupata era eccessiva rispetto all a ,forza cbe si avea. Nel primo ·giorno di combattimento non si arna ·Che un·a densitit d'occupazione di due uomini e mezzo per metro, di ·tre nel secondo òaiorno, di 1ruattro nel terzo. Vero è che questo in'1 convenienLe era in gran ·parte attenuato dalla giud iziosa disposizione delle forze, che si fecero specialmente gravitare rerso le :ali, lasciando poco guernito il centro, giù di per sè fortissimo ; ma è anche vero che, a cnnsa dell'eccessiva fronte, i Bulgari non poterono ma i avere a disposizione suOìcienti r iserve. Fu ventura per ,loro la. poca energia e la poca risoluzione dei comandanti serbi. l')


794

A Sli:vnit1.a

SLIW:-IT ZA E l'IROT

i Bul)..'ari dettero nn bellissimo esempio di <life~:: . attiva. E caratterislica l'arditezza. e In persistenza co n la tJualc fin dal primo giorn o, benchè numericamente inferiori , mira rono a 1o gliere al nemi co l'iniziativa de' movimenti . Essi aspeua,,a no un auacco sulla sinistra fallo da tulle o quasi tut te le forze nemiche. Per sventare questo aua cco, rin dal primo giorno l'ala de;;fra uulgara prese di mira il ,passo di Dragoman , minacciando se11za posa la linea di ritirata dei Serbi. La difeso. dei Serbi a Pirol fa un singolare contrasto con qu ella dei Bulgari a Sliwn itza. La parte occidentale della pianu ra che a sud di Pirot si stende sulle dtie rive della Nischawa, è un terreno 11na e là paludo,o . Tutta la pianura è scoperta. Ad est, a nord, ad ovest è cinta da nna serie di collina a guisa dì anfiteatro. L' nrmala della ~i schawa, forte di quattro dirisioni (34.,000 uomini ), ne avea disposte tre in prima linea, una in riserva . E cioè : a sinistra la .divi sione della Schuinad,ia sulle alture; al centl'O la divi:;ione del Danubio, la quale occupava la cittit di l' irot e le alture a nord; a destra la division e della Orin a: la divisione della .\l o- · rawa, in riserva, dietro l'ala òeslra. presso Blator. La po:;izi oue era stnla ri nforzata, ma con sempl ici trinceramenti piisseg~ieri e buche da tiratori. Sulla sinistra, a nord dì Pirot. erano state co strulte alcune batteri e. Questa ci ti.\ era messa i~ stato di difesa . Tuua lo. pianura era ·ell icncen1en1 e blttula. Era una diqposizione farnrevole per eseguire vigoro~i alti controffensivi dalle ali contro i fianchi del nemico. Invece tull e le divisioni tennero un con.tegno alfo t10 passivo. Nel la seconda uiornata. alla divisione della .\forawa, ~peci à!mente, che era in r~erra a Blat~r, si ,offrì una fortu1:1ata occasione. L'ala sinistra Lulg1wa avea resp 111to I ala destra serl.Ja dall e alture a nord-est di Hasch nilz;i, ricacciandola ver;50 la strada di ~isch; ma non avendo fo rze ~11,n cionti, dopo questo risultato era staia ferinata nel suo tentati,•o di avvilu ppa mento. Ora essa offriva il fianco sin istro alla divisione· della Moraw,1 . Una vigorosa controffensiva intrapresa da questa avrebbe potuto produrre chi sa quali conseguenze, 01·a che tutla la fronte bu! gn ra era impegnata c·che al principe Alessandro non re- -

SL1WNITZA E PIROT

795 ·

stavano quasi più truppe disponibili. Ma la divisione serba non si , mosse. Lo scopo della riserva fu travisato e rimpiccin ito : coprir la ritirata . -

IX. Dopo i fatti di J>lewna erasi nell' esercito serbo ingenerala tale cieca fiducia nella strapotenza del fuoco, che nessun conto foc evnsi più della baio neua. Al soldato s'era detto che il suo fuci le era superiore a qualsiasi altro; ecl egli era r,onvinlo ch e il suo fuoco cel ere da solo dovesse bastare a dargli la vittoria . Gli effetti di quella educazi one tattica sì videro nella difosa e nell';ttacco. Nella difesa le truppe serbe aprivano il fuoco a dist:1nza grandissima - talvolta a quasi 2000 metri - ; sprecavano le munizioni; non diminuendo l'alzo col diminuire della di:0,tanza, i lirì diventavano innocui; il nemico si avvicinava; In fiduc ia nel fucile scemava; e anzi che ricorrere al la baionella, il soldato sì inviliva e voltava la sch iena . .Nell'attacco avveniva un fatto analogo: si cominciava il fuo co a gran _distanza, quasi senza avanz:mi o avanzandosi lentamente : pochi riparli si spingevano ~otto negli angol i mo rti ; ma invece di riordinarsi per nùaccare co:1 la baioneLta, rimanerano indecisi e si faceva no soprendere dagli ene1;gici contrattacchi de' Bulgari. Al Mauser-Mi lowanowit :h, onde i Serbi errino armali - con r~gione reputato allora il miglior modello di fucile esistente - i , Bulgari poteano opporre il loro Herdan N. 2, il cui va lore, come , arma, era di poco inferiore a qnell o dell'arma serba: una sua particolarità. era la bnionetta fissa alla ca nna del fuci le; i Bulgari so_slengono che <1uesla propri età della loro arma fu per essi gran de · vantaggio . La fanteria bulgara, educnta da !lussi, avea cieca fede nella uaioneua. Un altro vantaggio per essa fu qnello di astenersi dall'aprire il fuoco alle distanze enormi a cui i Serbi tiravan o. La faciìitil con la quale le riusci il prim,, contrattacco alla baionelln a Sl i,rnitza, la confermò nella sua fede nel l'arma bianca. Ed allor:i si vide sempre lo stesso fatto: rapido avanzarsi più che era possi bi le nlle · 1


..796.

SLIWNl'l'ZA E PIROT

..gr.;ndi e medie dislanze, fino a serrar sollo, più o meno protetti da un angolo morto, poscia, dopo essersi riordinati, un violento attacco al!a baionetta. Tutto questo par che, dia ragione al famoso dètto di Souworow. Ma non bisogna dimenticare che i Serbi façevano pessimo uso del · loro ottimo fucile . E neppure bisogna dimenticare i falli di Boemia e quel li di Plewna. Baionetta sì; ma tattica cieca e s1:apigliala, senza preparazione di fuoco, no. Diversamenle si dìt ragione ai ~pretesi novatori <lella scuola posi1iva, pei quali la baionella sembra cosa da méttersi ormai nei ferri veC'chi. Fortuna è che questa specie di positivismo non au.ecchisce fra noi. Il buon senso vive an_cora: ed esso ci fa vedere quanto poco fondamento positivo ab·-binno i calcoli di coloro che prendono a: base dei loro ragionamenti .gli°effelti che si ouengono ai poligoni . Per la scuola positiva nppunto possono essere utili questi dati. ·.Ciascuna delle due· parli sparò nei lfllattordici giorni della campagna circa cinque milioni di cartucce. Quanto alle perdiLe tota li. i Serbi ebbero 774 mòrtie4270 feriti; pocomenofuronoleperdite dei Bulgari. Ci vollero in media 11000 cartucce per mettere fuori di ·combattimento un uomo l Si dirà che i Serbi ed i BuJ,rari tiravano <) male, che per l'avvenire le armi saranno più efficaci. E sia pure: ma sarà difiicile che per l'avveni~e quel dato medio cla~sico del --tre per mili~, che tutti conoscono ·come efficaciit ·media delle arm i da fuoco, debua essere molto sensibilmente cambiato. Come siamo ·lontani dalle pretese conclusioni della scuola positiva, che qnaran l:i --o cincrn_an1a carLucce debbano in media bastare per mettere un .-uomo fuori di combattimento' •

...

L'ESERCITO FRANCESE

Dopo la guerra del ·1870-7'1 la Francia andò sempre profondendo-.. t_è~ i, dàpprima per ricostituire le sue forze militari e ~ - accrescer! e continua men te. Dalla ~ua inimicizia che perdu1-à da secoli contro la Germania, ' dall'umiliazione sofferta, dal bisogno di quella rivincita che il suo · orgoglio nazionale fatalmente richiede, deriva l'attività grandissima ch'essa pone da venti anni ad aumentare la sua potenza,, ed a formarsi un esercito possibilmente superiore a quello della sua eterna rivale; ond'è clte i mezzi sempre crescenti richiesti dal gt)Verno · per l'esercito furono sempre premurosamente accoròati dalia Camera dei deputati, anche con grave sngrifìcio del paese. Ed il pae~e, ben lungi dal venire a recriminazioni, comprendendo come la . prossima futura guerra possa mettere in que$Lione non soltari_to la ., di<rnità ma l'indipendenza o l'esistenza stessa della nazione, vuole · ~ ' che siano fo tti tutti gli· $l'orzi possibili purchò si . abbia un ~ser- · cito formidabile. La prima legge che cominciò. a mettere le ba~i della riorga111zza- · · zione µell'esercito francese fu quelht sul reclutamento, votata il 2ì luglio ·I872. Ma poco dopo, nel •I875, sia dalla stampa come · dalla Camera dei depulati fu espressa l'opinione che essa non provvedesse in caso di guerra una forza suflicient_e alln con,;ervazione · d~lla potènza della Francia. Eppure quella legge a completa rola, zione, ·ossia nel ,J 892, avrebbe portato la forza dell'esercilo ,;ul ,


• 798

L'E SF. RCITO FR ANCES E

799

L' ESERCITO FRANCESE

, piede di gnerr11 a 2 milioni e mezzo d'uomini , tenendosi pur conto delle perdite per ogni classe. Ma la Francia non ne era contenta . Il ministro della guerra Freyci oet, ~alito al ·p,>tere nell'aprile del 1888, ripete piìt volte alla Camera che la patria aveva bisogno di · 3 milioni di soldati istruiti in caso di guerra e _domandò cl1e una nuova legge vi prov\'edesse. Fu perciò che, dopo una lunga di ~cus. sione fra governo, Camera dei deputati e Senato , venne appron1ta la nuova legge di reclutamento in data 115 luglio :I 889 . Oltre questa altre cinque leggi principa'li riguardano lct forma. zione dell'esercito france.~e; quella sull'or~aoizzazione dell'eseri:ito del ~4 luglio ·1875; quella sulla costituzione dei. quadri e degli er, fet.tivi dell' esercito au.ivo e dell'esercito territoriale 13 marzo 18,,j, . modificata in qualche pa rto da altra del 20 lugli o ·1887; la leg7e d'amminìstrazic,ne del ·16 marzo 1882; la le~ge dello stato magl,!ìorr. .. generale.e quel la d'avanzamento . [n seguito all'esame di alcune di queste legg;; colla scortn d('lle ,. wbelle sulle forze milit ari della Francia pubblicate nel '18\)0 dal no5Lro corpo di stato maggiore; valendomi del libro del mnggiore ' Exner: L'Esercito fmn cese in tempo cli rtnerra e in tempo di pac;• tradotto dal capitano d'artiglieria Oppizzi; giovandomi di nitre pul,,· blicazioni militari sn questo ar:romen to; e servendomi di nlcnni dati che ho poloto ave,:e da fonte sicura; ho condollo a termine il presente scritto, il (filale mi è stato consiglialo dal pensiero r·he ' non rosse aITullO inopportuno presentare ai nostri ufriciali un l,rere esame sulla C(lSLituzione e sul le fo rze di un esercito che meri1a . souo mol1 i$Simi aspetti di essere da noi dil igentemente studiato. E poichè mi sarebbe sem hrata vana ed inutil e la se mplice esposizi one di r.ifre e di notizie qua e lii racc9lte, senza cercare cli eslrnrnc quegli am maestramenti di cui lo studio sopra un esercito strani ero può essere fecondo, ho voluto aggiu11gere ai dati di fallo quelle · con5iderazioni e quei confronti che mi parve sorgessero più naturalmente dall o studio del reclutamento e dell'ordinamento presi ad - es:ime, Lenendo sopratutto di mira ciò che può riusc.ir profiltevo!e . al nostro esercito ed al nosl ro paese . 1

Reclutamento. La nu,Jva legge di reclutamento del ·I 889 ha modificato c1uella del· ,1872 principalmente io questo, che cioè : ha ridotto il servizio aui,·o da o a 3 ann i; ha abolito qualunque e;;clusione dal servizi? allivo, . introducendo il senizio cli l anno per una parte del contmgente d1 leva'. ha limitalo il di rillo del volontariato di 1 anno ad alcu111 istituti della H.epubl>lica : . · ha aumentato la durata totale del servizio: portandola da 20 a 215 anni. ossia tìno al 46° ann o di età; .. ha infine introdotta un' imposta annualù di guerra per t_utt 1 1 rir,nno 5ciuti inabili e per coloro che fanno un servizio non minore 1

di 3 anni . . .. La Francia r.osì ha messo effettivamente in pratica il prmc1p10 fondamenta le dell'obbligo al servizio mi li tare personale. Gli esenti da questo sono naturalmente soltanto co!o_ro ch_e per infermità vengono dich iarati inabili n qualunque sen'~z;o_aL~1vo o_d ausiliario. Fra i dichiarati abili vi è però una ca tegoria ~1 giovani , quelli cioè che si trovano all'esiero, i_ ~ua_li , con da~e circostanze possono ottenere la dispensa daI sen'1z10 in tempo d1 pace. . I sostegni di fami glia ed altre categorie di giovani specificate -dalla legge, tra cui i li cenziati nelle sci~nze, nel.le le~tere, o~ appartenenti a determinati istituti nnzionalt, o funzionari d~lla pnb~ bl i'a i-lruzione ò dediti all'industria di co:;e d'arte; e cosi pure gli -ecclesia~ti ci che, insieme agli studenti di medicina e l:.rmac1a, sono assegnriti in tempo · òi guerra al s~n:izi~ ~~nitario ; non sono -esenti dal servizio _personale, ma ;;ono' 1nv 1nt1 in conge~o dop? un unno ; e, per alcune cate1,rorie di essi, soltanto in ragione d~ un detèrminato per ccnlo sul contingente ir,corporal~ per 1 3 ~oni .. · Inoltre il mini stro della gu erra, per tenere la !orza del\ esercito in tempo di pace nei limiti delle spese fissale dal bilancio._ è aut.o~ .rizzato a determinare , quando occorra, un certo _numero d, uomini fra .qu.elli clt e hanno est.ratto il numero di leva più alto, da congedarsi pure dopo ·I anno di servizio. . . . Ma poi tnlli co3toro, i quali, per qualunque mot.1ro d1ese11z10ne, \.,

!)

'

'•

•

..


·soo

•

L' E SE.RCITO FRANCE SE -

rivedi bilitil, l'iforma, ,issegnazione a servizi ausiliari otl a 'luella parte del contingente che vien mandata in congedo dopo un anno, non compiono gl' interi 3 anni di serviziù , son'o obbli gali a pagare :innualmente una ta ssa militare fino al 1° gennaio succesivo al loro passaggio nell 'eserci!O territoriale , val e a dire per '16 :inni. Questa imposta militare si co mpone di una quota lissa di 6 lire e il i una <ruota proporzionale al red dito stabile e mobi liare dell'individuo e dei suo: ascendenti e ne rimangono esonerati soltanto coloro che sono notoriamente privi di mezzi di ·for luna ed i riformati per ferite od infermità contratte in servizio . La durata totale del se rvizio è stata portata. come ho detto, a 2!j anni . Questi sono cosi sudd ivisi: 3 anni nel l'eserc ito at'tivo, ì noni nella riserva dell'esercito attivo, (i ann i nell'esercito territoriale, · 9 anni nella riserva tlell'esei·cito territoriale. In caso di guerra però il numero delle classi che possono essere contemporaneamente sotto le nrmi so no 26, essendo fa tta faco ltit al mi ni~tro della guerra di chiamare una classe anche prima del tempo ordinario. La maggior parte del contingente, chiamata prima po1'-:i-One. passa i primi tre anni interame nte so tto le armi; la sr:,cundlt po'r:;ione, compos1a di quelli che passano un anno solo sollo IP, armi , rimane o, disposizione per gli altri due, nel qual tempo ù oldiligata ad un altro breve periodo d'istruzi one. La durata del servizio conta dal 11° novembre dell'anno ìn cui ha luogo l'incorporazi one e questa non può avvenire più tardi del , (i dello sl!:'Sso mese. l II tempo di pace il passaggio delle cla~si dall'esercito atlivo alla sua riserva, e cosi via, ha luogo il :3 1 ollohre; però il (~ongednmento della clas~e più anziana sollo le arm i può essere anticipato o ritardato . r soldati o caporali di cavall eria che si nssoggettano a fare un quarto anno di serv izio nell'esercito atti vo restano po[ solo 3 anni nella riserva attiva, passando nell'esercito tenitoriale 3 an ni prima della propria classe. Sono· po i ammessi altri l'ia.,soldamenti <li :?, 3 o 5 anni in tulle le armi , come pure arrnolamen \i volontari di varia specie.

801

L'ESERCITO FRANCESE

T ui coloro che per qualsiasi motivo non prestano che un anno di ~:rvizio attivo, sono poi anche obbligati, co~ e ho giit de~to, ad un periodo d i /1, settimane di esercizi pri ma tl, far passaggio all a niserva. bbl" . Tutti oli uomini della riserva dell'esercito atti ,•o sono o_ 1gat1 a prende~' parte a due manovre, nei 7 anni, dell:1 durata d, 4: settimnne ci:iscuna. . . . E tulli coloro che hanno fallo passaggio :tll'eserc ,to terntor,ale sono soggetti ad un periodo d' istruzione di '2 seltimane. . _ Da tu ttEl queste chiamate per ,n:rnovre od 1~t'.·uz_,o.111 ~o~sono essere dispensati solta nto i sostegni indispe~s:1b1h d, h1m1).\lta ed in ragione non superiore al 6 °/o dei cli iamat, momentaneamente alle armi. . . Vediamo ora quali siano approssimativamente i risultati di questa leg~e di reclutamento. . . , . . Sopra una popolazione di 38,2,18,903 ab'.tant, (,l). la Fr a~c ,a dà in media 3•10,8-i-1 inscritti di leva (2), circa l' 8, 1·1 per mille, neppure I' 11 per cento. Gli assegnati all'esercito attivo di terra r.olla nuova legge sono annualmente 224,222 e sono cosi ri partili: Dispensati per motivi di fami glia (con •I anno èli servizio) . . . . . . · · · · · · !55,637 Dispensati nell' interesse delle scienze , arti ecc. (con 9,253 1 anno di servizio) . . . . . . · · 1137 ,85· 1 ,1• po rzione del contingente (3 anni di se~vizio!". 5,03 2a porzione del contjngente (con ! a~nod1.s~1·v1z10) . Volontari (che fanno 3 o più anm d, serv1z10) . . H- ,736 4 ,3HS con 3 anni di servizio . per motivi di ì - Contingente . · , fa miglia · 23\) cl1spens_at1 (c_on_ ,1 nell ' ·, nteres257 d' Algeria anno d1 serv1z10) ) se de 11 e scienze ecc. 118 1

l

Totale O) Censimento ciel i88i. (2) Media delle classi t883, 5! -

ANNO XXX Vll.

s~, 85, 86, Si.

. 224,222


803

L'ESERC ITO FRANCESE

802

T) ESERCITO FRANCESE

c'on questo contingente annno la forza dell'esercito in Lempo di pace si può calcolare in media come segue, loglil~ndo 1ruell i che dopo ;t primo o dopo il secondo anno di se1·vizio sorio inviali in congedo e tenendo conto delle ordinarie perdite annuali cui è soggella ogni classe : Classe ultima. 224-,000 >> penultima . 150,000 » terz' ultima 135,000 Eleme11 Li permanenti \ (gendal'meria ecc. com.. presi gli nfficiali) . . .1-7,000 rNon computab111 \\. ,.,o1ontar1. .rn ct·1geo1. e stra r1 91 OOO colle class i. nieri . . . . . . :t l ..000 Riassoldati della Francia · e dell'Algeria . . . 23,000 J 1

1

I

I

\

1

1

,

Totale uomini . 600,0ùO Al 1° gennaio ·18!)0 ne erano infatti solto le armi 59·1,.f-78 (,I). La forza preventivamente bilanciata però per l'eserr,ito nel ,1890 era soltanto di 2G,5(H nrfir.iali e 528,iO·I uomini di truppa , o;;sia un totale di ts::rn,205 trn ufficial i e truppa (2). A questo to tale vanno poi ,1gginnti ·1,680 zappa tori pompieri il i Parigi non ponati in bilancio perchè sono a spese di ques tct ciuà; rna, anche compren dendovi questi, risulta sempr,3 come la forza effett.iva al ·1° gennaio di quell'anno fu superiore di 34 ,563 uomini alla forza bilanc iala. È qu indi da supporre che la somma in enLraLa per la tassa mi litare, che ammo nta a circa :w mii ion i, a'trà trovalo impiego per lJ UCSLi 34-,500 uomini in più. · La forza prevista in bilancio per quest'f10 no 1892 è stata <li 27,~ni- ufficiali e 5"7,467 uomin i di truppa, ossia. nn totale di 54-4-,8.U ; non conosco però precisamente quale sia l'effeLtivo. Ora, siccomo la forza di un eiìercilo dipende in massima parte dalla SO(nma del bilancio messa a sna disposizio ne, è necessario esaminare quanto spende e quanto è disposta · a spendere in avveni re la Francia . 1

1

Tabella N. 3. (2) Taliella N. -12.

(!)

,IJ bilancio orclina1·io della ).{uerra dal ·1872 in poi andò sempre a.unien1ai1do. Giun to a circa 500 milioni nel ,[ 876, arrivò a 574, milion i nel 1886 e da questo anno in po i ha varialo fra un minimo di circa ,536 mi lioni ed un massimo di 385 milion i, che sarebbe appunto quello di quest'anno. Tale. bilancio andrà certamente crescendo negli ann i prossimi. Già il relatore della commissione per il bilancio del 189·1 dichiarò alla Camera fin dal luglio 1890 che fra qualche anno le spese permanenti per il bilancio della guerra aumenteranno di circa 30 milic, ni e ne adduceva i motivi. Con vie,ne ad:n nqne prevedere per la Francia un b; lancio ordinario ..ili 620 mil ioni in cifre rotonde . ,Quanto al bilancio straor1linario ecco come stanno le cose . Per la rico5tituzione del materiale da guerra furono dal T'tnlamento fin dal ,1873, messe a dispo~izione del ministero della guerra somme verl!menle ingenti , che si dovevano spendere di anno in anno a seconda del bisogno . Tali somme, effettivamente spese nei 'I ti esercizi · dal ·1873 al ·1888, giunsero ,id un totale di circa 2 mi li ard i e 2:24, milioni vi,24-3,833, 292, 17). Nel ,t 888 fu aperto un nunvo bi lancio straord inario e fissato dapprincipio a 370 mil ioni di lire, ma portato nel dicembre dello stesso anno a 770,73 11,000; della quale somma, da spendersi in sei anni , più di ,f 38 milioni Jurono accordaii pel "889, circa :180 milioni pel ·I890 e più di Hl8 milioni pel ,is9,1, onde ne rimasero ancoFa. per gli altri tre anni circa 342 milioni ('I). 1

1

1

1

(I) Per chi volesse farsi u11'idc.i degli ingenti sacrj[ici, cui si è assoggcttMa la Francia sia per diretta e pronta conseguenza delta guerr;i Ilei iS70. come per poter l'ialzare in seguilo le propl'ie fNZC militari fino al punto in Clli si_trovano oggi, posso·no servi re i s_eguenti dati : lndennitit di guerr,1 (pagata r,,tealmente alla Germania e soddisratta nella primavera del 1873. • . . . 5,500 milion i Indennizzi alle re~ ioni ~ella \?l'ancia che per l 'in- ) vasione straniera avevano dovuto sopportare 1 maggiori sacri fici, pagando contribnzioni di . . 300 id. · (in cifra dubbia guerra, ecc. . ma probabilSpe'se P\ll mantenimento dei corpi st.ranieri di oc~urnente inferiore al ,•ero). ·. pazione lino al comple to pagamento della 1n- ~ dennit;1 di guena. ' Spese di hi lancio ordinario in questi ultimi 20 ~nni ca1c·o1ata una media annuale di 490 milioni per i primi trcrlici anni e la med ia annuale di :l6i milioni per l' ultimo sett-nnio . . . . . . . . . W,29i id. Spese di bihncio straordinario fi i riuesti ultimi 20 anni 3,0l5 i<I. Totale . . . i9,H2 i<I.


804

L'ESERCITO FRANCESE

gore, le cifre sopra citate si modificheranno alquanto nel sens? di un aumento di forza e porteranno ad un totale di quasi 4,678,000 ùomini di coi 4, 182,000 saranno perfettamente istruiti, nessuno Mn poca istruzione, e sol1anto 500,000 circa ni ausiliari ~enza istr uzione (11).

(Contùwa). AN GE LO S CHEXOKI

1

1

i

' · sotto le armi MM,.i-78 (d i cui 20,660 ullic. comlJ.). _NeIl ei:.erc1 IO d' . . a 1spos1att1vo . 7.1000 . . 9.- 3-9. ,,103 Nell a riserva dell'esercito attivo . ,1,327,4-00 (di cni 9,600 id . id. ). Nell' eserci to territoriale . 4, 12 1,720 (di cui '19,063 id . id.). Nella riserva delre~erciLo territoriale . . 1,003,302 1

1

Totale .

- - -- -

,

. .i,276,003 (di cui 4U ,322 id.

id .)

dei quali 4·, 132 , 000 circa sono combaLLenLi e precisamente 2,08·1 ,000 del!' esercito di 4• line;i, ci r0a 2,071 ,000 del\' esercito teniwr iale (·1). E, per avere un'idea del valore di questa forza , aggiun gerò che del totale di ,i.,276,000 nomini 3,138,000 circa sono perfettamente istruiti , giit più di quan ti ne desiderava il ministro Freyci net, circa. 462 ,000 soltanto hanno ricevuto una istruzione non inferiore ai 70 giorni e 675 ,000 circa sono senza alcuna istruzione. Però a completa rotazione della nuova legge att~alrnente in vi1

(I) TabeJl3 4 bis.

805

L'ESE RCITO FRANCESE

Se la forza dell' esen:il,1 fran cese in tempo di pace è andala sempre aume1Hando dopo il ·1872 e se è sempre aurnenlato pure il bi lancio della guerra, andò di pari passo l'aumento della forza dell'esel'cit.o sul piede di guerra; anzj gli effetti dell;t nuova legge del ·1889 si fann o maggiormente sentire in quest'nlli ma forza specialmen te per aver esteso l'obbligo del servizio in modo che alla fo rmazione sul pi ede di guerra concorressero 25 classi. Esse11dosi daLo valore retroaLLivo a quella legge per tulli coloro che non avevano ancora oltrepassato il 4-5° nnno di età, fin dal ·1° gennaio 1890 cinque classi com plete, che avevano già il con~edo, assol uto, ossia 60 0,000 uo mini , istruiti ed a)!guerriLi dalla r.nmpagna del 1870- 7,1 furono mes:s i a di.;posiz ione del ministero della guerra; ond'è che fino dalla suddetta da1a la forza complessiva dell'esercito sul piede di guerra giunse a 4,,276,000 uomini così ripartiti:

Capitauo.

(I) TaccJJa 4 ler.


LE F01t1'l'FI CAZ10Nl l>ELLA SVIZZERA

LE FORTIFICAZIONI DELLA SVIZZERA

(Riassunto d~l!a Revue :lfililaire Sui sse).

Durante l\1.ltima sessione dell'assemblea federale, le qne~ stioni militari hanno assorbito gran parte dell' attivit;1 dei deputati, i quali discussero e votarono, i crediti supplementari, quelli per aumanta,re il personale d'istruzione dell'arma del genio ed infine quelli per erigere nuove fortificazioni a San Maurizio, n el Vallese. È appunto su quest'ultima questione che le discussioni furono più vive, prima al Consiglio nazionale, poi con estensione maggiore al Consiglio di S tato. Due opinioni erano di fronte, ciascuna delle quali aveva trovato i suoi difensori in seno delle loro Commissioni par · lameutari: chi voleva San Maurizio, chi voleva 1\fartigny. Secondo i primi non bisognava esitare e votare il progetto del Consiglio federa.le, con cui si chiedevano 2,100,000 per le fortificazioni di San Maurizio; queste, diceva.no i loro sostenitori, s'impongono sotto molti rapporti ; Martigny sarebbe certo preferibile, ma le risorse pecuniarie di cui dispone la Svizzera non permettendole d'intraprendere i lavori che esigerebbe una posizione così estesa, bisogna contentarsi di fortificare San Maurizi'o, l\fartigny ha indiscutibilmente il vantaggio di difendere con più efficayia, una prima violazione, del t~rritorio svizzero per la Testa Nera o per ìl San Bernardo. Cioè si po-

807

trebbe facilmente, appoggìati a questa posizione, bene forèificata, opporsi al passaggio di una, truppa che discendesse dal San Bernardo per rimontare la 'l'esta Nera e viceversa; cosa meno facile ad impedirsi dalla posizione di San 1\fau-rizio. Ma questo .è un caso isolato, 0, come d ice egregiamente il capo del d ipart.irnento militare, è impossibile scegliere una posizione che risponda t1ppuntino a tutte le ipotesi. San ì\faur izio è d'altronde, in ogni ipotesi, un'eccellente ·posizione. La stretta, vi è mol to 11ngustt1, ciò che permette di sbarrare, con poche forze il passaggio a forze molto maggiori; oltracciò vi sono, da circa mezzo secolo, opere di fortifica,zione ab hastanz;a importanti che sì tratta solo cli restaurare e completare. L'unico ineon veniente è di non potere, così rtgevolmente come a Martigny, sbarmre il passaggio ad un corpo che procecl11 all'invasione del Vall.ese, discendendo dal San Bernardo o dalla 'l'est11 Nera e impadronendosi dei passaggi d i Sanetsch, del Nawyl e della Gemmi. M.a questi passaggi di alta monta,g:ua sono facili a difendersi., sono poco praticabili, anzi possono dirsi impraticabili idf11tto al grosso materiale da g uerrn, e la situazione d i un esercito che rimontasse la valle del R?da.no, a vendo alle sue spalle un nemico ' sostenuto cfai torti di San Maurizio, sarebbe sempre molto 'Precari a. In queste ragioni dei sostenitori del San .Maurt.zio v1 e molto d i vero. Se poi si considerano le spese enormi che esigerebbe la messa in istato di difesa di um1 posizione così ·;vasta come quella di 1\.fartigny, si comprende facilmente perchè l'Assmnblea federale non abbia creduto dare la, preferenza a Martiguy, pure riconoscendo la sua superior ità rispetto San .Maurizio. - M:a vi era pure una terzii opinione, che non restringendo la 9uestioue tra San lvLrnriào e Martig1ty, ma, prendendo le cose da un punto di vista più elevato, attaccava il principio stesso del sistema cli fortificazioni che s'intende d'inau. gurare. .Quest'opinione fu d ifesa a l Cons iglio degli S tati


808

LE FORTIFICAZIONI DEl, I.A SVIZZERA

dai signori l\foheim di Uri e Schmid-Ronca di Lucerna, i quali domandavano anzituttr. uno studio generale, un progetto di fortificazioni completo, salvo a decidere quale parte di siffatto progetto convenga attuare per la prima. Fu osservato a questi signori che la loro opi~1ione viene un poco in r itardo; che· do,7 eva essere posta innal}zi prima che si spendessero i dieci milioni di lire per le fortificazioni del Gottardo, e che, ·Se si era potuto costrurre queste senza il progetto generale e completo, si può egualmente senza esso, costrurre quelle di s~m Maurizio. Ma essi rispondono ohe l'utilità delle fortificazioni del Gottardo saltava agli occhi e che le medesime ebbero l'assenti mento di tutti (questo effettivamente n on è esatto) i militari, ma che la com è differente per le for tificazioni di San Mauri.zio. Al Gottardo si trattava di creare nn v1isto campo trincerato faciente fron te da t u tti i lati; San Maurizio invece è nn forte di sbarramento; se la Svizzera si mette sulla via della costruzione di forti éli sbarramento per fare la difesa di cor done, non si sa dove e quando potrà fermarsi. Una volta presi in quest'ingranaggio, bisognerà fortificare i passi élel Ginra,, quelli dei Grigioni, quelli della, Svizzera settentrionale; essi ha,nno gli stessi titoli ehe ffan Maurizio per essere fortificati. P er ora si parla solamente di fortificare, d opo Sa,n Maurizio, L,rniensteig, ma le . circostanze e b logica dei fa.tti saranno più forti che la volontà degli uomini. Un progetto complessivo, concretato in forma di .legge, è dunque hì sola soluzione razionale, compatibile colle istituzioni svizzere e tale da calmare tutte le apprensioni . Esso avrebbe anche il vantaggio cli sottrarre le q L1estioni della difesa del territorio all'influenza di considerazioni politiche, le qnali possono variare da un momento all'altro. Insomma la questione (dicevano questi signori) non è matura; il m.essaggio è poco esplicito, i docurilenti che l'accompagnano dimostrano esistere, al riguardo, profonda divergenza di parere fra gli uon~ini competenti. Questa maniera di ragionare (prosegue la Rem,ie M.ilitaire

LE FO&T~FICAZION I D E I.LA SVIZZERA

809

Suisse), a parte qualche affermazione un poco troppo asso luta, è .in fondo molto assennata, ed è conforme a ciò che da ,tanto tempo si è detto e scritto sulle fortificazioni della Svizzera. · ~ La combinazione L uziensteig-San Gottardo-San :Maurizio è eacellente per sbarrare, sopratutto contro un attacco da ~md, le stq1de dello Spluga, del Gottardo, del Sempione. Essa impedisce ogni tentativo d'invasione dell'Italia da questi tre colli; i nversamente, fi no a un certo punto, copre anche l'Itali~t, perchè si oppone a che la spedizione di Bona:parte, risalente con un esercito francese il San Bernardo, ·possa il:in novarsi. 1Vfa questa linea d i for~ificazioni poco gioverebbe nel .caso, per esempio, cli un esercito francese che si portasse, per l'altipiano sviz?.ero, sulla Foresta Nera, o nel caso di un esercito tedesco che penetmsse in Svizzera per il fronte nord. , In ambedue queste ipotesi, lo stesso campo trincerato · del Gottardo ayrebbe ben poca utilità. Una volta che l'altipia,no fosse in mano del nemieo, l'esercito svizzero sarebbe facilmente bloccato in questo campo e non gli resterebbe altra a,lter nativtt che a~-r<mdersi o morire di freddo o di fa1.11e. Sarebbe dunque stato meglio fare meno sfoggio di gra.ndezza al Gottardo, contentarsi di elevarvi le fortifiéazioni necessarie alla difesa del fronte sud, fortificazioni r ispond enti nel concetto a un. · forte di sbarramento come quelli di San M~urizio e d i Luziensteig, e costrurre il vasto campo trincerato in posi7.ione più favorevole, che permettesse di metterlo in relazione con un sistema completo di d ifesa · della S vizzera. In sosta.nza ciò che si -è attuato al Gottardo è bensì la vecchia idea del ridotto e.entrale, ma invece di -attuarla d ove realmente esso avrebbe potuto essere utilissimo e far sentire i suoi effetti sulla difesa generale del paese, sì è attuata al Gottardo, cioè in condizioni rispondenti solo a un concetto di difesa locale; si è attuata non ,già dove la piazza potrebbe servire di più, ma dove costa e· disturba di meno, Queste fortificazioni sproporzionate allo scopo hanno già in

•

I


810

LE FOR1'1F(CAZ!ONI OELLI\ snZZBRA

parte pregiudicato la questione della difesa territoriale della Svizzera, su cui da oltre un decennio si discute vivamente nella stampa, e nelle conferenze che si tengono nelle riunioni d'ufficiali. L'importanza di tale questione non può sfuggire a, nessuno. Fino da quando si cominciarono le fortilica,zioni del Gottardo, senza un progetto completo, tutti, e i militari ,s pecialmente, senti va,no i pericoli di una decisione in un senso piuttostochè in un altro. Perchè in un progetto di fortificazioni n iente bisogna lasciare al caso, ma si deve considerare la, questione da tutte le pa.rti; si tratta sempre di un problema mol,to complesso. Difatti un sistema d'opere perma,nenti, tanto nell'insieme come nei pa1;ticolari, deve essere concepito e stabilito in base ttlle viste politiche, strategiche e tattiche che detterebbero il piano d'operazioni nel progrnrnma della difesa geuernle del paese. J omini diee: · « come una piazza ben situata favorisce le operazioni, cosi le piazze fuori delle direzioni importanti sono funeste. Sono un :flagello per l'esercito che s'indebolisce per g uernirle e per lo S tato che getta via i denari per tenerle in pied-i. ;, Gli esempi dei danni che hanno portato questa specie di piazze forzi e degli errori che hanno fatto commettere. nella condotta delle opera,,,-,ioni sono molt,o numerosi, ma non ò qui il l uogo di citarli. Sttibilire le fortificazioni secondo un piano ragionato, tenendo conto delle condizioni politiche, strategiche e tattiche clel paese, ecco un principio da ·:>sservarsi sempre e non crediamo che, in teoria almeno, possa avere contraddittori. Ma vi è un'altra considerazione da fare di non minore importanza. Se le fortifica,zioni possono essere di grande utilità per sostenere un esercito in campagna, esse non possono mai sostituire l'esercito. È questo che deYe vincere le battaglie, e vale meglio un buon esercito di campagna semm fortificazioni,. che fortifi cazioni formidabili ed esercito di campagna insufficiente. Non bisogna dunque ·elevare se non le fortificazioni strettamente necessarie, per lasciare all'esercito di campagna, alle trnppe mobili, la maggior forza possibile. E questo vale non solo per l'impiego del perso-

LE 'FORTIFICAZIONI DELLA s vi'zz1mA

811

nale, ma anche per .quello del materiale e delle risorse di cui dispone il paese. Esaminiam o alhi luce di questi principi fondamentali i sìstemi di fortificazione che sono ancora in presenza ' per la difesa del territorio svizzero, malgrado che la questione · sia già alquanto pregiudicata. Essi si 1;iducono sostanzial~mente a due : quello detto a cor-clone e quello detto della

viazza centt·ale. _Il primo suppone la costruzione di un seguito cli · opere su tutti i punti strategici delle frontiere. Ogni entrata del paese deve essere sbarrata in modo che l'invasione, da qualunque parte si presenti, trovi subito chiusa la via. Qaesto sistema presenta diversi vantaggi : anzitutto è l'incarnazione dell'idBa politica della Svizzera : la neutralità. :Esso risponde nel miglior modo possibile agli obblighi che ci. sono im. posti dai trattati. Indipendentemente poi da ogni rapporto politico, questo sistema fermando il nemico ,Llla frontiera,, permette una mobilitazione tranquilla e un migliore ordinamento della difesa. Infine esso risponde meglio di qualunque altro sistema allo spirito da cui sono animate le milizie svizzere, cioè alla pi;-eo:::cupa,zione loro di difendere i - focolari, ·al desiderio ·c1i non ablmndonare senz,1, combattere la menoma parte del territorio. Ma questi vantaggi hanno di. contro seri inconvenienti. Anzi tutto l'estrema frontiera non risponde sn tutta la · ,sua estensione alle esigenze di un \1tile foi:_tificazione. Sa:rebbe perciò gioco forza abbandonare certi punti per prençlere posizione pii\ indietro; in questi casi non vi è foco' lare ché tenga; l'interesse generale esige f'abbandono del territorio sfavorevole alla difesa. · Nè meno grave è l'inconveniente delle truppe d i gua,rnigione troppo numerose, che esigerebbe l'occupazione di questa serie cl'opere e sopratutto la dispersione delle forze .attive che ne risulterebbe. Non si ripeterà mai abbastanza : le fortificaz ioni per se stess~ sono nulla; è in aperta camp~gna eh.e si dec:ide la vit toria. Per ottenerla, importa mettere _in linea, nel momento decisivo, le maggiori forze' pos-


8 12

LE FORTIFICAZ101'1 DELLA SVI'l.ZEflA

-sibili. È questa una coi1siderazione d( capitale importanza, specialmente per la Svizzera i cui effettivi non s~ranno mai troppo numerosi. Jnfiue, col sistema a cordone, _ una volta che il cordone sia r otto, la difesa si trova senza appoggio per le operazioni ulteriori. A queste considerazioni d'ordine milita.re vengono in appoggio quelle d'ordine finanziario. Col sistema a cordone, la, costruzione dei forti dovrebbe farsi su tutte quattro le frontiere e porterebbe una spesa fuori proporzione colle risorse di cui dispone la Svizzera. La sproporzione si fa. rebbe senfo;e egualmente tra le forze che bisognerebbe P.ssegnare alle guarnigioni e quelle che resterebbero d isponibili per la guerra di campa,gna. Perciò, tutto considerato, il sistema di erigere fortificazioni su tutte le frontiere presenta più svanta.ggi che vantaggi. L o stesso argomento tratto in S U!) favore da.lla testimonianza ch'e:;so farebbe delle nostr e intenzioni di d ifendere la neutralità., è più apparente che reale; nessuno potrebbe dubitare di queste intenzioni qnitùdo il sistema adottato, anzichè un seguito di forti di sbarramento su tutte le front iere, fosse un piazzit centra.le risponde11te alle necessità della difesa da tutti i la.ti, In nessun caso però dovrebbero essere fortificazioni sopra una frontiera sola e senza . piazza centrale. Abbiamo gi~ detto che come' tale non può considerarsi il Gottardo, gualunque proporzione ,i dia alle sue opere. La pihzza centrale deve sorgere in un punto più o meno centrale del territorio; _suo uffizio dev'essere proteggere i magazzini, gli ·arsenali, i depositi necessari all'approvvìgio11amentÒ · dell'èsercito e potei· accogliere . eventualmente, il governo; deve inoltre servire di perno , alle operaz ioni dell'esercito ~ campagna. Il quale poi non dovrà limitarsi a manovrare all'appoggio della piaz~a, e se fosse costretto a rifugiarvisi, in caso di sconfìt~a, dovrà farlo solfanto allo scopo di riordinarsi, ricevere rinfoi·zi e ripigliare, in seguito, la campagna. •

'

I

•

I.E FO!t1'1FJCAZIONI t>ELLA SVIZZERA

' Il

813

sistema della pia.zza centrale, · nel caso speciale della Svizzera, è immune dalla maggior parte dei d ifetti che si rimproverano all'altro, ed importa, una spesa molt.o minore. Senza dubbio non protegge la mobilitazione come le fortifi.éazioni di frontiera, ma si può diminuire quest' incon.;eniente con disposizioni opportune nel sistema della mobilitazione stessa. · D'altronde la piazza centrnle non esclude t~tti i forti d i sbarramento, ma ne limita il numero e l'estensione. Basterebb~ qualche opera sopra i pas~i più importanti, capace di resistere qualche giorno, appunto per coprire la mobilitazione. · Non 'è _qui il caso di discutere la località do ve potrebbe sorgere questa piazza centrale; ne furono indic(l,te parecchie: Lucernà, 'rhoune, Sursee ed altre. La località più favorevole sarà quella che risponderà meglio alla difesa del paese nel suo insieme, rispetto a t utte le sue frontiere; saTà quella donde più facilmente si potrà provvedere al rifornimento de1l'esercito in uomini e materiali di qualsiasi (:lpecie, e dove più facilmente l'esercito potrà rifug1arsi in caso di disastro, senzft restare isolato dal paese. Ed ora ritorniamo · un momento al San Gottardo, o per meglio dire alla linea, in parte costmtta e in parte decretata: Luzieusteig-San Gottardo-San Maurizio. Che deve a{rsi della medesima, giudicandola alla stregua delle suesposte èonsiderazi9ni·? Che sia inutile nessuno può. dirlo. _T nttavia si è portati a ritenere che come linea ·di sbarramento verso un lato della frontiera è troppo; come sistema di .,f ortificazioni che risponda alle esigenze della difesa ge· nerale, è troppo poco. T roppo poco, perchè non soddisfa alla maggior parte delle ipotesi di violazione del nostro territorio. Chiudendo i' tre passaggi summentovati, si impedisce ogni congiunzione dell'esercito italiano con il tedesco sul territorio sviz' zero; si chiude' pure il passo a un esercito francese che vo. lesse, attraverso la Svizzera 'per i passi medesimi, invadere l'Italia ; nia l'utilità di queste fortificazioni sarebbe molto . minore e quasi insignificante, nel caso d i violazione delle


s,14

I

815

LE FORTlFlCAZIONl DELLA SfIZZERA

LE FORTlFlCAZIONl DE :.r,A SVIZZEHA

frontiere da parte della Germania o della :B'rancia stessa attraverso l'altipiano svizzero. Il campo trincerato del Gottarçlo, malgrado le proporzioni che1 gli sono state date, non può adempiere all'ufiìzio di piazza centrale, perchè è troppo isolato, troppo eccentrico rispetto alle · comunicazioni dell'al tipiano, troppo facile ad ' esse1:e tagliato fuori e bloccato nelle .sue posizioni, sieno pure inespugnabili. E sso non rap presenta quel punto cen trale di res1stenza; la cui utilità sarebbe, in ogni ipotesi, cosi grand·e·; quella piazza che offrirebbe, in caso d' insu ccesso; un luogo di rifugio in cui l'esercito batt uto possa facilmente entrare, facilmente rifornirsi e facilmente uscirne per r iprendere il suo uffizio in campo aperto. Infine non è possibile stabilire in questa località gli arse~ali e i magazzini, i laboratori che dovrehberÒ esistere in una piazza cen trale, e molto men o questa loealità è atlatta per essere Sède provvisoria del governo,1 s'esso dovesse mai abbandonare le sue sedi attuali. · Insomma, le fortificazioni delle Al'pi, quali che sieno, saranno.sempre troppo poco ri;,petto alla difesa generale della Svizzera; il Gottardo poi, non solo giova poco o nulla contro ogni a.ttacco da ovest e da nord, ma, in certi casi, potrebbe essere dannoso; volendolo far ser~ire come p iazza centrale, questo campo trincerato è una ver,1 ~ trappola. Lo stesso campo e le altre fortificazion~ che lo completano pec~arro poi di grande esagerazione, ove si considerino ,come linea di difesa verso il fronte sud. Inviare al San Gottardo, per il solo servizio del campo, 14 battaglioni delle nostre truppe attive, senza con tare l'artiglieria ed il g enio, e distaccare forze press'a poco eguali fra San Maurizio e Luziensteig, è un sacrifizio fuori proporzione con la forza complessiva del n ostro esercito da campagna e con lo scopo assegnato a questi forti e a questi distaccamenti. Sarebbero state snfficienti allo scopo opere di molto m inore importanza e richiedenti effettivi assai meno numerosi.

« E levando le grandi fortificazioni d el Gottardo e decretando opere importanti come quelle che si eleveranno a. San Mau rizio e più tardi a Luziensteig , il governo svizzero (conchiude la Revue militaire sv,isse) si è forse lasciato troppo strascinare dalla situazione politica del momento, degna certamente della più grande attenzione, ma che può modificars i a,nche prima · che le fortificazioni di cui ha provocato la costruzion e sieno in grado di rendere tut ti i servigi che se. n e a ttendono ». I

ivI.


l PRIGION I FATTI DAI F RANCESI ALLA BA'fTAGLlA D I S'l'AFFAROA

il 17 di agosto : e la domane vennero a battaglia i due e:;erciti. I confederati erano diciottomila, al ~retlanti i frances i. Il Saluzzo nella conosciuta sua histofre militaire du Piémont osserva che Villoria Amedeo commise qui due errori , come t eltamente avverte il Catinat suivant les mon·veinen.~ et l'imp(Llience de son dge, primo di non aver occupato nn'auti ca diga, co n che avrebbe potuto ferire nel fianco i francesi, secondo di aver lasciato tra le cascine e il grosso dell'esercito un lroppo vasto spazio, donde i fran cesi ebber:o mezzo di formarsi in bat ta!{lia sul fi anco della prima li nea dei nostri. I dragoni francesi scesi da cavnllo piombarono su i nos1ri con . tale ardore , che sopraffalli, si ritirarono. Rinfran catisi però tosto, , da assaliti divennero ben sì a~salitori, costringendo i fran cesi a recedere dalle casci ne che avevano occnpate. l i gunerale Saint Silvestre visto che tra esse eia lin ea piernonlese co rreva spazio libero spinsevi le sue schiere. Scortisi colti in mezzo, già cominciavano i nostri a ritirarsi, quando il duca feceli opportunamente tosto socco,:rere: e le cascin e tre volte prese dai francesi, tre voi te furo no riprese dai nostri. Catinatfu respinto, ma poco dopo, con arditezza. pari alla _perspicacia militare, fece occupare lo spazio libero dietro le cascine da maggi or ner!rn di soldatesca . I nostri vivam enLe assalili piegarono sull a cavalleria del c;enLro: le cascin e non più sostenute, furono, l'una dopo l'altra, occupate. Catinat cacciò indi la seconda sua ordinanz:i tutla intera contro le no:-tre ali : il che fu tulto: e diegli in mano la vittoria. La ritirala dei nostri peraltro,'nell a sc~nfitta ancor benigna, fu dal dnca, dal principe Eugenio e dal conle di Verrua protetta coi ca rabini di Savoia e col reggi mento dell e guardie . Dicesi che de' piemon Lesi ·e degli spagn noli quattromila rimasero morti, mille dngento prigioni e mille cioquece11Lo feri ti. Vuolsi che i francesi abbiano lascialo sul campo mille :-oldati . Se Vittorio Amede'J non avesse appanenulo a sch ialla di forti, la virtù soggeua al cimento in ,cui Lrovossi, poteva per icolare, poiché la sconfitta di Staffarda·aveva aLterTi lo il Piemonte ; prostrati gli . animi di tutti. }In il duca non lasciassi smarrire di coraugio ,., ' ed m breve potè essere in grado d'i nterrompere i progress i dei francesi . . l pri giooieri degli alleati erano stati raccomandati alla pieLà del 1

I PRIGIONI FATTI DAI rRANCltSI A LLA BATTAGLIA DI STAFFARDA MORTI NEL QUARTIERE DELLA CAVALLERIA A PINEROLO 1690-1691

È noto co me la prepotenza di Lu igi XIV avesse cosiretto Viuorio Amedeo Il duca di Savoia ad un irsi alla ìega d'A usburgo, conchiusasi nel ~686 tra l'Olanàa, l',\ustria, la Baviera, la Spagna e la Svezia. E parimenie saputo come i val desi dell e valli pinerolesi, to rnati in patria, non mancarono di pre5 tare valido soccorso al duca, a cui era pure stato promesso SU$Sidio dall'Inghilterra e dall'Olanda. .Dichiarata udu nqn e la guen a nel giugno del 1690, essa subito ecciLava in Lulli gli ordini della ciuadinanza un sentimento altamente patriottico . Persino gli ordini religiosi e il clero furono premu rosi di offrire al sovrano le loro argenterie e r.ose preziose. Il maresciallo di Catinat aveva porlato l'esercilo conlru Cavour, che assa ltò ed ebbe in breve, facendone passare a fil di spada i bravi difensori. Gli alloggiamenti del dnca erano a Villafranca di Piem onte, tra Cari gnano e Saluzzo, donde egli uscì p~r porsi alla campagna e per geltarsi tra mezzo ai due corp i dell'esr,rciLo francese, che stendevasi da Cavour a Saluzzo. Ma, svanita nei nostri e ne' loro alleati la speranza di separa re il Catina l dall'altrb generale francese, marchese di Feuquieres, posero essi . il campo all'abbazia di StaITarda 1

8 17

52 -

ANNO

xxxv·u.


'· 818

,.

I PRIGIONI FATTI ·DAI FRANCESI

nemico , che avev'ali allogiaLi nel quartiere della ~ava lleria che teneva a Pinerolo, sua residenza . _ Ma molti essendo,gravemente feriti, soccol}lbetlero, ed il numero . loro fu di duecento. e quindici, di cui ci conservò memoria il neçrologio di S. Donato di ·quella ci ttit che qui per la prima volta dopo ·du'e secoli di dimenticanza vedrà la luce. Poco imporla che si Lratti ta lora di nomi di semplici. soldati, e che non mancl1i al l'albo funereo anche il nome di qualche donna, !'orse vivandiera ; son nomi di valorosi italiani (piemontesi, bolognesi, milanesi, lucchesi, genovesi, napolitani), fiarninghi, w izzeri, spagnoli, tedeschi, ecc. ch e lasciarono la vita combaLLendo cònLro la prepotenza di un oppressore. E chi lascia piLt .o meno sponLaneamente la vita per causa sì nobile, merita sempré riconoscenza nei posteri. Ecco senz'altro il dpcurnento. 1Jfomo'i-re des prisonniers de la'bataiUe de Sta/{a11"de qui sont morts

'dans. l' a:ntel (!) de lei ca,1>alerie pendant le moy· de septembr<~ 1690.

/

,ìaques Rignon curè de S. Oonat. 1 septembre. Sebastien Crei Slamand, du régi1nent.Cabrera . )) Nata! Gravai de l\fo,i orque, du rè~iment de ~aple. 2 ,3 '» .Jean. Sane de Lod, d.u régiment de Savoye espaµ-nol. » '.;Jeali ·Ì:losse de Casal, pistoleng du régiment de Litte. 4 }) Anne Marie Doqnerin, du règiment Cabrera. 5 Antoine François G'reborio de Valence sur Po, du ré» giment d 11 due de Seste. . Pierre Alface de Bologne, du régi ment de Litte. Pagan SalbenLs de ·Suéde, dn régirnent Urbin. 6 )) 7~ » Jean Soldat aleman.~l, id. André Piater alemand, id. » Aus Urghster Dellh alemand, id. » . >> · Jean Estoldigha de Lucerne, id . Est.ienne Bonel, cnpiCaine de la milice du Mondovì. 8 )) 9 )) Catharine Boleschier alemande, du régiment Urbin. }> Renoit B.os espaguol, du régimentduducdeS. Pierre. 1

ALLA BATTAGLIA DI STAF'?ARDA

'819

· '9?e~tembre. André Tho~s dé' i'agnelle du bataillon de Seve, (cioè · . della Niella di Ceva). > Joseph Pleli alemand, du régi.men,t d'Urbin. » Joseph Galater!' du ~fondovì, capitaine dans le ba. taillon du ,Mondovì. , »' Chretien Sane, alemand, du régiment d'Urbin. .» Joseph .Palme de Dele, vivandier . ». Duschelmi Bramhille milenois, du régiment de Prolezza. ,Tean Pemple alemand, dn régiment Urbin. » Au.ser Baser allemand, id . » Jean· Frigùerot de Novarre, du régiment Lill.e. » Joseph, Palavesin de Cenes, id. » Antoine Alher:t de Luque. id. · » Dan:el Odin de S ..Tean de .Luserne. -~nloine Losa de Turin , du régiment des ,gardes. · » ,Jean Baptiste ~forge de .\lontrovero, de la milice de, Seve. >) Catherin e Staldelh allemande, du ré(7imen t Urbin. .» Marcelin Bon de Somrnerive du .·bois~ de la milice de Seve. · · » Fran?ois :lnastolfo de Milan, du régimè~t de Naples. )) Maur1ce Val'!'a , du régimenr d'Urhin . Dominique Rodrigues de Galica, du regiment de Litte. George Cramer de Rambourg, du régime11 t d'Urbin . Jea~__Scarzeba d'Ast, du régiment de Savoye. llasil1se Decquier alemand, du régiment d'Urbin. ' )) Jean\ Prou de Barj!e,-du régiment des fnsiiier$ . » Char'l es Franço is Fus clè Ga,;de du régime.nt d'Alli. .» Jacques Damian d'Ormée, de la milice èe Seve . ·» François Simator de Genes, d·u réo'iment des fusiliers. ". >. Miche! Porel de Castellinar, des milices de Scv~. )) J ean François Girard de Ca rei es, dn ré(7iment des fusiliers. e -· » Raphael , Si~lla de Ma~orque; du régiment de Naples. » Joseph Mar1an de Milan, du régiment de Litte. · /

/ .


ALLA BATTAGLIA DI STAFFARDA I

820

I PRIGIONI FATTI DAI FRANCES I •

septembre. Jean François Roux de i\lonLicello, des milices à'Alba. Miche\ Gnrbe de Terzol , du régiment Zloquateses . )) Anloine François, du régiment de Naples. )) Jolicoeur de Turin, du régiment des gardes. François Chelber alemand , du régimenl de Sexter. )) Guillanme $alomon de Cavour, paysan . » François Ranilei de Madrid, du règi~ent de Lom» bardie. Antoine 1:al de Gorla, majeur du régimenl d'Alei. » Joseph Marie Over0 de Milan, du régiment de )) Benissani . François Castiglio de ~Ialague, du régiment de Lom· )) bardi e. ;rean Odonodasso de Garez, Ji eu tenaot de la milice )) de Seve. Philippe Vessier de Turin, du régiment de Mondovì. » Simon Seinse allemnnd , du règiment Urbin. Barthelemy Corve de Mondovì , des milices du mème » lieu . Claudè Snudri savoy.,rd, ùu régiment de~ fusilicrs. )) .Joseph Velasques espagnol, du régimenl de Lombardia. Fran~,0is Bioas de Mayorc1ue, du régiment de :ìfaples. » 20 )) Ferdinand Hacez alemand, du rògimenl Urbin . )) Jeofroi B:iros de Cavoltr, paysn n. Bernarde Anze de Montall, des milices de Mondovì. )) Charles Carlos napolilai n, du regimenL de Naples. » Mich el Palmet ·atemand, dn ré~iment d'Urbin. )) Pierre Menroy espainol, du rè~imen t de Naples. » Roudescker alemand, du régimen Ldu prince Engè nE'. )) André Rovagne de Priouque. clu régimen l de Sa,·oye. )) ;reari' de Albert napolitain, du régiment de S. J>i erre. 22 }) Joseph Bee, dn régiment de Savoye. Jean André Passera, du régiment de Saluces. » Lanrent .Bri quarel, du régiment de Monferrat. » Jenn Baptiste italien , du régimeut de Mondovì. »

,17

821

'23 septembre. Jean Lavausin de Novarre, d11 régiment de Prelazza. » Dominique Loogni de Milan, du régiment de Colonne. Fraoçois Gorla, du rél,(iment de Prelazza. 24 » Pi erre Drove de Cune, du régimenl de Savoye. 14 » )). Jean Rivo, espagnol , id. .roseph de la Pieve, mulatier genois. '25 ~ D0mini4ue Grave, du régiment de Montferrat, » )) Charles Teraoce, flor:entin, du régiment de Colonna. ~iichel Carris de Favria, du régimeot de la Croix » Bianche. Jnles de Lee, napo I itain, du régiment de Colonna , '26 }) chirurg ien. Antoine B.avera, napolitain, dn régiment de Savoye. » )) .J ean Dapliste- PioLti , du régimenl d' Atei . l) Jean Frnnç_oi~, .;om. de Qneyras, de la milice d'Albe. Charles Sa lviati , de Milan, du régiment de Litte. » Pierre ll•qne, piedmontais, dn régiment des gardes. » -27 )) Jean Ruptiste de Cayre, id . Antoin e Reck, all emand , du 1·òl,!iment d'Urhin. » .Tean de .Barela, de Mondovì, des milices de Mon'28 » dovì. (( Antoine Camagne, piedmontai:;, du régiment de la Croix Bianche. )) A11Loi ne de Camera, savoyùd, du 1·ègimen t de Savoye. » Charles Anloine Fel'dioand de Soares, de Pizequeton, du régimen t de Lombardie . Estienn e B:i.rte, du b(ltai llon de Mondovì. » 30 \) Antoine Alberti, milanois, grenadier de le mestre de camp. .. )) Estienne Barcle de Montclair , dt1 régiment des gardes. Morirono ancora nell'ottobre e furono messi fuori d'ordine; al cinque, Antonio Dubois, capitano nel reggimento del Del1 fino· ' al diciassettr, Simo ne D' Arcour, soldato;


822 -

I PlÌIGlONl FATTI DAl -FRANCESI

. .al ventwno, Giacinto La l?erre, capitano 11el reggimento d~ Fiandra. _Quindi il buon vice cur:ato Jacopo ·Rign'on prosegue la serie:

ALLA BATTAGLIA DI STAFFARDA

. 9

» » »

Jfémofre des prisonnie1·s faits à- la hataill'e cle .'itafl'atdt q tà sont morts 1lans l' ha.utel de la cai,alerie,pendant le mpis cl' octobre •. octobre Augustin Valle de Cambiai, du régiment de Savoye. )) André Cue officier de Mondovì. » - Charles Carbolle de Milan. · Josepb Marin', napolitain. Charles Cape!, milanois, de la mestro de camp. Pierre-.2 Solario, milanois. id. )) 3 Jean Guelme Rivetta d' Ast, du régi~ent de Monferrat. )> Pasqua Nicolas Guiferrii de .Barge, de la Croi'x Bianche,. )) Nicolas Alberto de Luques, du régimenl de Litte. )) Primo Marie, Bone d'Asti. » Ferdinand Perantii, milanois, dn régiment de Ro-· bissona. ,i. » André Costa, de Verceil, du régiment. de Savoye. & •Jean Claude, Bom·ghigon, id. l,) 5 Emanuel Ansiba, napolit..,in, du régiment Colonna. » Charles François Rosti, milanoi;;. du régiment de· Lill.a. » Horace Dominique d' Alexandrie bolonois, du régi-· ment de Mondovì. )) Pierre M9lin, piemontais, du régiment de Savoye. )) 6 Nicolas Perreri, Monferrain, du régi1ùent de la Croix. Bianche. )) François Long, du régiment de Bahisane. 7 » Charles Claude. Monferrain, du régiment de Mon-· ferrat. » George Misset, suisse; du régiment d'Urbin , » Second Devico, de Turin, des gendarmes de S. A. R. ) foan Piotia, de Genes, mulatier du colone! de Ballizuna. » Dominique de JuHinian 1 du régi;nent des Gardes •.

»

·I

» » » 1>

» ,

))

'I>'.

16

»

» l)

» ))

» » ))

,,s

» ))

)) ))

))

20

))

» ))

»I

22 '23 24- '.' 25 2,6

)}

»

» ))

))

, 823

.Jacqués Antoine Scoln, de Mondovì, du régiment de Mondovì. De.ferident Bctttaleve, romain, dragon . Mare Sedna, suisse, du régiment d'Urbin. André Dioffeva, suisse, du régimentdu prince Eugène . Augustin Biondi, piemontais, du régiment de Monferrat.' .Jean Antoine Morobel, savoyard, de la Croix Bianche. .Joseph Alzar. du régiment du Due de Sexto. François Molina, du régiment de Lombardie. Joseph Grica, du bataillon de )londovì. )foreua, piemontais. de la Croix Bianche. Au1oine Mang;;, du ré!!iment de ~londovì. André Cavalié, dn bataillon de Mondovì. Michael · Boria, du régirnent de Savoye. .Jean Broglio, du bataillon de Seve. Jean Voena, du bataillon de Mondovì. Mi.che! de Cunca, du régiment de Lombardie. , Antoine Tarcan, paysan . François Berga, du régiment de Monferrat. Antoine Bras, du régiment de Mont.ferral. Charles Bianco, dl'agon . Augnstin Bus, des milices de Queyras. Defendant· Havar, du régiment d'Alié. ,Jacques Colombara, du régiment de Salusse Claude Carron, du régiment de Savoye. Charles Bonel, des milices d'Alba. • Pierre I?rapçois, milanois, paysan . . D(iminique Pois, du règimenl de Liue. Joseph Calcagn, du r{:giment de Mondovì. Jean Curt.ela, dragon d'Espagne. Jean Baptiste Yigoni, fusilier. ---· Pierre, fusilier. Joseph Francoeur, du r·égi ment des Gardes. Pierre Lamhert, du régiment de Savoye. Jacques Barel, du régimenr. de Litte .


' ··-----. 824

I PRIGIONI FATTI DAl FRANCESI

26 oclobre. Georges Bernier , du régiment de Caprera. 9-

-'28 3if

J ean de la Preva, du '\fondovi. Jean Garesia, du régimenl du Due de S. Pierre. Guide Mazar, dn règiment du Due d'Aantic. .Tean Terme. du régiment de S. Pierre.

)) )) ))

»

1Jfemoire des p(l;ysans morts à la Pol't.e d<i France que j'ai wuballié d'in.serer d-011,s leur lien. J ean Baptiste Perret, de Rival1a. .Jean Dominique Tarqnin , de Cumiana. 26 » Miche! Barole, de Rivoles . 29 » Marie Guise. savoyarde . 30 » Antoine Monferrat, dn Monferr:H. » J ean Dominif(ue Turinet, de Riva lta. 1 septembre Marie Boq11in. savoyarde . 2 » Antoinc Barera . de Rivolles . )) Bernarrl. du I ieu de Paysana » 2 Oaniel P.omeL, de Lucerne. )) André Crepe, de Rivaha. 3 » (;aspard Seche, savoyard. J ean Baptistc Pret, de Suze. o )) )) Nicolas Rude, de Lucern e. 6 )) 7 Antoine Ferré, de Jlìvfllte. )) J ean Lamberl, de Rinite. 8 )) Un soldat de la Croix Bianche donl. on n'a pas eu le nom.

23 aoùt )}

1

Jf em-oire des prisotmiers de la bataille de Staf{m·rle

qi~i sont nwrts dans l' C1;ntel de la cwval1wie le. mois de novembre I 690 . ·1

3 4,

5 7

novembre Anloine Cremi nati, du régiment de Chablais . » Michel Barel'n, fu silier . » J ean Borge. savoyard, viva ndi er. )) Estienne Ferrari , du régiment d'Albi. >) .lobe de Le)!o . du r{•gimenl de Colonna . )) l)ierre ,1 oran , id .

825

ALLA BA TTAGLIA D I STAFFARDA

'7

novembre Jean -Albert, du régiment de Savoye. » Pi erre Ferré, du régi ment de :\1onti'errat » Pierl'e Seve. dn rùgiment <les (~arii es . 4·1 » .Joseph Pi anta, rln régi ment d'Alhi. » Jean Anto ine Neri, <lu régiment de )1onl fe rrat ,12 » Pierre An loi ne Tane, du régiment <le 'aples. , » .fean Baptiste Succi. d11 régiment des Gnrdes. )) A nto;ne Cokin. pay:;au. 13 ,, J ean Sariaqui, du régiment de Naple,, .. 16 }) 19 Jean Bnpti ste Lnyeti. du régiment de Cbablais . )) John Garneri. d11 r&giment de Montferrat. '20 > .Tean Baptiste Salignac , dr., la vallée de Lucerne. }} .Tules Guore, dn régime,1t de ll ontferral. François Breda , de Co ll onna. » J ean François Lerme, des mil ices d'Alba. }) Harthelemy Daul, des milices de Mondovì. 1

'))

Jlenioire lles pri.~onniers de la bataille de Staffcmla qMi sont morts à l' antel de la cavalerie f)endant le mois de décembre ·1690. 1 décembre François Marie, dragon. )) Oetavien Costamagna, gendarmes. )) Bel le Nhnmeur, du régiment de Mootfe rrat. 2 )) 4 11 .Jacques Oedas, des mili ces de ,fon da vi. )) J ean Chelber, allemand, du régiment du due de 13 Se., ler, (o Seuter !). ,18 » Pierre Ri vas, d11 régiment de Naples. 119 )) F1:anço is de Albe rt, du r6gimen l du due de ~- Pierre. }) 26 Fraoçois Com, des milices d' Albi. )) 31 lVIaLhieu Gradan, du régi ment de Sauor d'E5pagne . 1691 .

1 janvier .3

\)

Antoine Corsi, du régiment de Colonna. Charles Gal , du r6giment d'A,li .

Cr .

CLAllETTA .


1

UNA PAGINA D A LTRI TEMPI

UNA PAGINA D'ALTRI TEMPI CARLO SIMONI DA CRElY.rONA

I.

- Noiosa questa vecchia generazione co.n i suoi lirismi asmatici del risorgimento nnzionale, co'suoi entusiasmi retorici dell' eroismo, co' suoi rimpianti e piagnuctolamenli perpetui! Dell~ vostre geste avete scritto ponderose, biblioteche, le avete strillate da tutti i tetti, dalla cima di tlllti i campanili; il li[lrO d'oro del patrioltism·o è VOStt'ò esclus,ivo patriinonio; vi sie1e circondati di leggende meravi~liose, niuno ha saputo mai più di voi far fruttare il tributo pagalo alla patria. Ormai dei martiri scampati ag,li ergastoli ed ai 'capestri, degli ,eroi superstiti delle pugne epiche, delle bauaglie titaniche, ne sappiamo troppo o troppo poco; dei libri di ricordi del 1848-49, del ·1 859-60, del 4866-67-70 n·e ~1bbiamo letti a miriarlì non ' Da escluso il tuo « Ieri ed oggi » (,I) sino a quel lo dell'Ada moli « San 1lfortino a 1'1enta.na » che è l'ultimo. Si assomioliano n - tutti: uran parte leggendaria, gli eterni luoghi comuni, molta teatralità , ma la fredcla storia che _analizza e notomizz,t riducendo tempi, uomini e 1

~

(1) Capitano Tgr.nsTOCLE MARIOTTI. - lel'i ed oggi; pagine autobiogi~flche di un soldato del risorgimento nazionale. - Roma, tipogralla Voghera, {885.

827

'fatti alle propprzioni umane, non l'abbiamo ancora . Ottimi vecchi, noi non vi negtiiamo le vostro benemerenze e ve ne serbiamo rispetlo e gratitudine, ma dovete pure persuadervi .che il vostro ciclo , è chiu;;o, innegabilmente con lutti gli' splendori della gloria e degli onori·, ed ora, già da qualche anno, :;i è aperto il nostro: lnsciate. celo svolgere liberi cLdla gramola del pedagogo. L'l1alia di o)!gi non è più·quella di trenta anni addietro; alle idealità, al sentimento, alla pQesia del le cospira1.ion i, alle ansie delle lolle per I' e;;is1enza della patria, sono succeduti, sul finire del secolo, la nuda reali Là, il freddo ragionamento, la prosa della vita quo1idiana, le qspre battaglie .per l'esistenza personale. La. politica allora tutta color di rosa, oggi è fosca , ognuno si sente rt disagio nel nuovo a1rbiente; si sono sollevati problemi giganteschi, paurosi; le idee di propriel.'1, di capi1a:le, di lavoro, di gi nslizia sociale sono sconvolte; l'essere e il diritto a vivere è inteso in altro morfo ·d'una volta; la miseria, la fame, la pellagra non si sopportano più rassegnati; il viro,; della ribellione serpe in tutte le vene e scopp;a brutalmente, insomma è tutto un vecchio mondo che crolla. Nè meno grave è il malessere interna1.io.. nale; e non ostante, gli idilli deliri pace ed i timori della guerra si reputano egualmente commedie: le dure esigenze della vita real13 hanno reso Lutti scettici e anche un po' cinici. - Figliuoli nostri dilettissimi, quanto siete più infelici di noi I · vediamo anche n~i· i nuovi lernpi, il nuovo mondo , ma quale la differenza nell'intenderli, nell'ada1tarvici, nel muoverci in essi I La fede in un miglioro avvenire dell'umanità é nella · grandezza della nostra patria, l'onestà, la par.simonia del ,·iver domestico e civile, alieno dalle cupidigie ingiustilìc<1 te di agi e di onori, la missione del cittadino spoglia di egoisE)lO, il culto di memorie sanle e fortissime, noi siamo convinti che sia religiont1 più confortante, più nttuos 1, più efficace del pessimismo, della disperazione e di tutta la vita animale dei bassi islinli personali. 'Vo: giovani nevrotici della fine del secolo, al primo intoppo, alla ,p rima contrarietà, alla prima fi~ima di unn malaltia incurabile, non sapelP. fare di meglio che dar di piglio ad una rivoltella e farvi s.altare in aria il cervello. Stup~en.io eroismo invero, al quaie noi non abbiamo mai pensato, nè pensiamo lontanamente! Noi irJVece prefe· riamo di vivere e di pugnare conlro le avversitit con lutte le nostre

/


,)

828

UNA PAGINA D' ALTRI TEMPI

forze, con tutto il nostro coraggio, e nella lotta portiamo un sentimento di fierezz;1 che ci nobilita agli occhi nostri e :igli altrui . Oh lasciateci, fig liuoli cari, i nostri ideali; voi svolgete pure liberamente il vostro ciclo; ma a noi lasciate le sante memorie del nostro; lascii1teci la convinzione che parlandone e scrivendone se ne po:;sa giovare la patria; lasciateci credere ancora col Foscolo che

UNA PAGINA D'ALTRI TEMPI

A egregie cose il rorte animo nccendono L'urne de' forti.

E di figli forti, fidenti, entusiasti, non curanti di sè, avrà ancora biso.!nO l'Italia nostra. Ch i può di re che non sia vicinissimo il tempo in cui vi abbia a destare da cotesto niarasmo di s~ellico Pgoismo l'atroce dilemma di Amlet o? Yoi lo sapete che oggidì il fulmin e della guerra non è preceduto più neanche <lai ba leno; la guerra assai più che in passato è flagello sterminatore, e non dovete ignorare che la posta di una pros~ima ~uerra per l' Italia potrebbe essere la sua indipendenza. 'la sua unitù, la sua libertit. Y,,i ~aprete fare. siamo certi. il vo~:ro dovere per conservare questi heni supremi , ma intanto non vi dispiaccia udire a quale prezzo e con qu:di sforzi fu rono e$si conquistati. ~on temiate che io imprenda a narrarvi la storia <lei nostro risorgimento ; non sa rebbe impresa da que,:;1e bred pagine aITrellate, cui ha po rto occas ione la recente mortè di Carlo Simoni da Cremc,na. Poch i dei leltori conosceranno chi esso sia, ma quando ognuno saprà . . . . . . il cor ch·egli ebbe, Assa i lo locla o più lo loderebbe.

lI. Carlo Simoni era nalo nel 18il0: fortuna amii.:a circondò la sua cul la, e la sna vi La in segui to, dei favor i del l' agiatezza, ma, più propizia ancora , volle essergli larga di tulle le migliori virLù domestiche e civili onde si onora.l'umana. natura. Figlio, marito, p,,dre tenerissimo, massaio solerte e liberale al tempo stesso del suo avere, rigido osservatore dei più elevati e nobi li principi di onestà 1

I .

829

e di giusti1.ia, amm in istrator~ della cosa pubblica integerrimo sino allo scrupolo. cuore aper to al le aspirazioni più generose, volonlil indom;1bile di tradurle in allo, proposili tenacissimi, febbre :1rdente e continua del lavoro, coscienza fiera di un nerbo noi braccio , sentì presto l'amarezza e lo sdegno delle miserie della sua patria, della sua Lombardia oppressa dal bastone stranit!ro. E cospirò, si strinse con i migliori per aITreuare tempi meno crudeli, meno obbrobriosi. La tirannia ubriaca della sua forw , inseviva colmando la misura delle feroci fo llie, onde que' migliori, di mani po lo diventano falan.\:e, divent.ano tullo in tero un popolo generoso che col coraggi o nella di:;perazione spezza le ca1ene su l capo del suo oppressore. E Milano compie il miracolo delle cinque giornate: sulle sue barricate fumanti . insa ngui nate erano non solo gli uomini, le donne, i fanciulli dell' eroica citi.il, ma stavano i petti di Lutti i pi ù int repidi lombardi. Era l~Lil pell o di Carlo Simo11i, il quale abbandonata la dolce co nsorte, abbandonato l'unico fìg liuoletto loro , un vero amore, d1 appena 9 anni, ai primi sen1ori della titanica rivolta era corso a Milano in compagnia di altri animosi, specie dei fratell i Brogg i che gli eran cognati . Su quelle ba rricate, per quell e vie bombardale, dinanzi a quel castello che vomitava fuoco ferro e strage, egli, ammiralo da tu tti, si meritò il nome di intrepido: terminata la pugna, fece ri torno al la su·a Cremona e fu membro operoso del comitato di guerra. « Tornati gli austriaci in Cremona, ogli col cuore sanguinante « pel dolore e l'an imo sf'avillante d'ira, così la breve necrologia « che tesse di lui, La Provincia, Corrien di Cremonri. dovette, « sno rna l~rado, prestarsi tl provvedere villo al nemico d' Italia « perchè non sacche~gia ·se la sua ciltà. Tristi giorni quelli, giorn i « di sacrific.i e di perigli che la famiglia del Simoni passò interri« IJil: ang11st.ie . » Segue ii dei:ennio, per l' Italia memornndo, della rabbiosa reazion e del di f: potismo, e Carlo Simoni} e si può dire tutto il popolo lombardo. come i primitivi fedeli di Cristo} si ritirano nelle catacombe, con la differenza però che questi ultimi, accesi di fede , pregavano; vedevano il cielo ed aspettavano rassegnati il


830

UNA PAGINA D'ALTRI -~'EMPI

0

UNA PAGINA D'ALTRI TEMPI

martirio per salin•i; quelli, nei sotterranei delle congiure, frementi atlìlavano I~ nrmi e si preparavano alla ri scossa:, Frauanto ·ognuno nella vita pubblica dava esempio di virtù, di fiera . nobiltà è risolutezza d'animo, di spìi'ito di sacrfrizio e, chi - poteva, anche di filantropia. « Tale virtù, cito ancora le parol e del necrologo cremonese, in c. Carlo Simoni trovava delle vibrazioni. che si spingevano sino al« l'eroismo . » Quando poi l'Italia fu risorta, il · Yalentuomo ebbe modo di dar prove costanti, sino alla fine della sua lunga vita, così dello 'spirito di sacrilìzio nel disiinpegnare i pubblici incarich I che le autorità e i concittadini andavano a g;ira di atrìdargli, come del s1mtimento della· beneficenza verso l'umanità sofferente.

III. Alla fiòe di quel decennio. la mi;;ura delle insanie crudeli degli oppressori fu colma un'altra rnlta, fu più colma di prima; il ~rido di dolore degli oppressi ornmai suonava alto e l'udiva · nel cielo il Dio degli infelici ; l'udiva commosso di là dat Ticino il piit generoso, il più grande dei re d'Ital ia . Nei rice vimenti di capo d'anno Napoleone III si duole con l'ambaséiatore :iu;;triaeo delle relazioni non più cordinli col suo impera:_tore; il ,16 dello stesso mese, riaprendo,i il Parlamento $Ubalpino, Vittorio Emanuele fa inlendera rìeramente di non essere insensib.ile al grido di dolo1·13 che gli giungeva da ogni parte deila penisola. Con tali auspici di una nuova guerra imminente per l'indipendenz,t sorgèva il ·1 859; e gli au5pici er.,n di vittoria per gl i ammae;;tramenti tratti .dal la ·esperienza, per la decenna1e preparazione d·et Piemonte, PJH' il poderoso aiuto di ~rancia. Le parole del re furon scintilla elettrica -~u di un immenso suolo minalo, ·e, continuando la metafora. il Lombardo-Veneto saltò in aria, al grido sommesso, ma unanime : in .Piem.onte, in P'iemont•, q)le armi. Si chiudon le scuoJe, si chiudono le università , in meno

831

di Uù ~ese voi non vedevate pi ù,in tutta la Lom bai'dia, specialme?te; un-o-io vane che avesse .oltrepassati i di.ciassette anni. Con lo strao,er~ ch/~ava loro Ja caccia, attraverso a peripezie ina~dit~, er~n vola~, t~tti Torino, e molti avevano anche dissimulati gh ann, ~enei:t'. facendosi crepère già dicia~settenni . Quanto era belln Torino 1t1 quei giorni percor$a a frotte a frolle da quella bal~a gioventù anelante armi e hmaglie, sollecitante, supplir.:inte d1 essere pront,amente , ~rruolnta nei r~g.(!imenti regolari. Nè i fieri_voti tardarono ad essere esai~diti, . . . Eccoli tutti quei giovani con lo zaino io_ is~alla ben c~ri~o, anz~ spesse volte sopraccarico riel bidone per rngiusta guerr1cc1uola d1 qualche graduato <li hassa forza ignornnle ('I). ~ccoii: · sp_ars~ .,_n tutti_ i corpi dell'eset'cito. marciare a testa alta 1mp~zie?t1 · di_ cimenti. Ecco I i, finalmente dinanzi al nemico, e sono rn lmea ci'.ca ventimila lombardi. Evviva, evviva! essi combattono e cadono m. trepidamente; sia benedetta la te ÌTa lomÙardn-veneta che li f11CCOJse infànti e Ii nutriva ; sia benedetta

a

f'inchè na santo e lagrimalo il sangue Per la patria \'ersato.

. E questo grido di evv'iva che proron_1pe 'spontane~, sin_cero d~ un ·petlo non lombardo, arrivi gradita e meritata ~est1mon1anz~ d'. ammirazione ai superstiti dell~ loita memoranda. a1 loro parenti·, ~ì loro con lerrnnei.

(Al Spiego questa fra~e . I contingenti _ Pi~monte,i, r'.chiamati , sott-0 '.e. ~r~n_i per , .1.~ guerra, avendo dovuto abbandonare famiglia ,e mteress,, nori e1an_ totn,1t1 ,a,_ reg~,. menti con entusiasmo ,qnantlÌnque adempivano virilmonte a tutti -, loro do1on. Es~, , davan' colpa della g11erra ai' lombardi. e quando potevano, glie· la _ra~eano. sco?,ta1:e, sia motteggiandoli, sia imponendo loro servizi pesanti. 11ra i motteggi, e !amosa 1 mgnma: siete venuti p er ·u l!a,·accllino, ossia rer mangiare a ~a~e.11:L _Ma_.r,peto, qu_est! eran lazzi e piccole soperchierie di qualclrn grogna1·d,. che I OffJCJalita r.ircondava I g,ovan, ·volontari di o"ni considerazione. Sono appena due o tre anni che uno eh quei . volontari. diventat; colonnello, traversava il ·cor;o di Mi lano _alla t~sta del suo_ reim'.mcnto. · Ad un tratto O"li salutando, si avvicina ad un vecchio <!alla barba bianca. :neva • riconosciuto il ;u~ c.apitano del ' 59 andato a riposo col grado di tene~te_colon'.iello. U vecchio' a mani .levate e con le lagrime agli occhi . dalla consola1.1one: • Non puo ·cre'dere, ripeteva, caro X, quanta compiacenz:1 10 provi nel vedel'ia 111 quel posto ». La . scena fu delle più com moventi.

Ha


;

832

UNA PAGINA

"'

UN A PAGINA D' AI,TRl TEMPI

n' ALTRI TE~ll'l

... . IV. I l figliuolo del Simoni, (~iovannino suo, bello come il sole di anima e di corpo, pieno d'intelligenza, di afJeui .gentili,, speranza cara degli anni tardi de' suoj genitori, non era più il fanciulletto del .184.8, ma un giovane vigoroso di venti anni, che studiava all'università di Pavia . Non appena egli disse: vado, il padre; che l'aveva caro più delle pupille degli occhi suoi, non esitò un istante a rispondergli: va, fig lio .mio, compi il tuo dovere e Iddio ti benedì.ca e ti accompa1,!ni. Giovannino si arruolò nella brigata regina, che, sotto gli occht del Re e puguante esso tra' primi , seppe conquistare )a g.loria delle due giornato di Palestro. Gloria ahimè sanguinosétl I~secondo giorno - 3 1 maggio - Giovaqnino fu raccolto cadavere sul campo di bnLtaglia: stringeva ancora il fucile e la sua faccia era ancora r.ivolta al nemico. Al terribile annunzio, Carlo Si~rmi e la sua eletta consorte non morirono di dolore. (n un attimo tutto i.I loro afiet to più intenso , tut.te le loro sper\rnze più care, l' unico scopo della loro esistenzn , . tutto in attimo fu atrocemente troncaLO! Ma non morirono di dolore. La rara bonià dell'animo, l'in).!ègno eletto, rispecchiati nella bellissima persona del loro adorato figl iuolo, tanto amore avevano ispiralo nella intera cilladinanza cremonese, che un decreto delle autorità volle ne foS!>e perpeLuata la memoria con una lapide nell'atrio del ginnasio liceo. .Ritorna per la prima volta il 3,1 maggio: Carlo Simoni si parte da Cremona e trae in sacro pellegrinaggio alla iontana Palestro per onorare la memoria del liglio suo. Credendo d'interpretarne il de:i;iderio, l'onora col fare larga distribuzione di beneficenza ai poverelli del luogo ed ai superstiti poveri della battaglia ivi combattutasi. Il 3,f maggio si ripete e si ripe\e ancora, e Carlo Simoni ripete e ripete ancora il suo pellegrinaggio sacro e le sue beneficenze. Cosi, e sempre così per trenl.atre anni di -seguito sepza mai mancare una volla sola, $i sentisse più o mèno disposto, facesse o non

.,

833

facesse bel tempo . Ogni anno diventava più vecchio , il 31 maggio scorso aveva 8'2 anni, ma per qnel pel legrinaggio egli era sr,mpre giovane e vigoroso . A Palestro non v'era, si può dire, donniccinola o raga:,;zetto che non 10· cono~ce;;se, dal sindaco all'ultimo degli abitanti ; tntt.i il 3,1 ·,. maggio lo aspel.l:ivano . i poverLeon più ansieti1 d'ogni altro; ed era n sicuri che sarebbe arrivato e qnasi credevano che quell'uomo non · dovesse mai m1Jrire ed avrebbe continuato in eterno ad anivare a Palestro il :j I di maggio. Tutti lo ch iamavano il signor Carlo , nè lo conoscevano ~otto alt.ro nome. A P,l!estro quando si diceva il signor Carlo, si voleva significare unicamente il Simoni, a cui nella mente di ognnno era associata l'idea della piel/1 e del conforto ai miseri . Oli è bello, è santo, i: arnminwole questo pell egrinaggio per 3:3 arini non ma i interrollo da umani eventi, nù da una vecchiaia .annosa. Bel lo per la costanza , santo per l'oggetto, ammirevole per i mezzi in<lirizzati allo ~copo. E bella è la venerazione di Palestro e di Cremona a questa tempra adum:1nlina di vegli ardo, a questo cuore instancabi le rìi filantropo. Egli rnorì pochi giorni or sono quasi inavvertitamente. Il sindaco di Pi.lestro e il comitato rìell'(hs:Hio non ~1 to,;to ne furono informati, spedirono alla vedova il seguen te telegra[))ma: « Dolorosamente colpiti fun esto annunzio perdita signor Carlo, << esprimiamo V. S. sentimenti profondo rammarico, fallo anche « più grave dalla impossibilit::1 di poter assi~tere pe1· assoluta ~ mar11:anza ili ternpo :ili' nltirno tril1ul.o d'affetto del comp ianto « benefattore. )) Come (1uesto, b1 vedova ricevette altri pal'ecchi telegrnmmi rli ·personaf(g i insigni cl1e portavano devoto tributo di compianto sulla tomba del ~eccl1io cospiratore, del soldato della libertà, del nobile patriota, dell'uomo dall'animo sempre aperto a tutte le idee,~ tutte I~ azioni belle, gentili e virtuose. E questo universale tributo di ammira1,ione e di compianto sia conforto per tutta la vita alla·nobile ,,ignora che fu compagna e che ,certa'men te coneorse ad alimentare le :'; fol goranti virtù <lell'norno egregio. 53 - A.~so xx xrn.


834

UNA rAGlNA . D' AL'fRl T E à!l'l

Con l'ultima volontà egli suggella le lunghe onoranze rese al dilettissimo figl iuolo, ordinando alla donria sua che siano largamente soccors i gl' istituti di beneficenza ed i poveri di Pal esiro. Di Carlo Simon i, sacratosi interamente per 8z ann i alla fam iglia, alla patria e a beneficare l'umani tà soITerente, si può affermare che compi la missione de!la vi ta nel la maniera più nob ile e piii de:,ma d'imitazione . Parlandone con qualche arnp ie7.za , noi abbiamo avuto l'intenZiùne di far opera educativa; se non vi ::;iamo riusciti noi1 è C(J]pa del fi ne, ma dei mezz i; otr irno quello , vuol dire che questi, cio1~ le qn alith dello seri ttore, so no state de ficienti.

LE ~IATE RIE ~IILITAB I NEGLI ARCHIVI DI STATO IN TORINO

Roma , ,1° agosto, 18!)~. 1

(Continuazione

e

fine V. dispcn$1\ tlr,l .1° agosto)

T . .J1All!OTTI maggiore.

Mazzo 27°. (An . H9::i ·in 1399). 1

,J . An. ,1,rn5 in 11583. lluoli delle riviste fatte alle truppe al se rvizio di S. ~l. Cristianissima in Italia per lo scaricamento dei tet

•

sorieri di guerra . 2 . An. ;JiS1S4. Ordini mi litari del duca Emanuele Filiberto all'armata imperiale . . 3. An. HS58. 8 aqo8tO. Discorso dell'avvocato Onorato Drago ·' di Nizza mandato al dnca di Sessa in tornò all' impresa di Provenza. 4·. An. 111Sti8. ':!..J ottobre. Relazione dei progressi fatti dal duca di Sessa coll'eserciJo di S. M. nel Piemonte <folli 2;1 settembre in cui giunse a Ravignano presso Asti, e poscia andò alla espugna- zior~e di C.entallo, Roccavione, Roccasparvera, Ca.vaglio, Sant'Albano ed altri luoghi dei contorni di Cuneo . _ 5. An. ,f557. l5 agosto . Manifesto del duca Emanuele Filiberto ~i suoi suddi ti· dato dal campo cli San Quintino dopo la vittoria da lui riportata sopra i Francesi. · 6. An. 1554.. Relazione del successo di una battaglia data il giorno di San Giacomo cioè il 25 luglio 1ij54 . , -7. An. HS54 . 25 agosto. Relaz ion e del successo ottenuto presso il Castello di llenty nell'Artois fra i Cesarei ed i Francesi. 1


· NEGLI A-RCHlYI DI STATO IN TORINO

836

LE )IATERll, MILITARI

6. An. iJ6 ·13. Copia del trattato stipul ato sotto Asti.

~- An. I l.>9J.. .26 notJembre. Breve del papa Clemente VHI al duca Carlo Emanuele di Savoia di congratulazione della presa di Bricherasio. ~). An. ·I iS94. Relazione a stampa e di:;egno della fortezza, assedio l:d espugnazione di Bricherasio fatta dal duca Carlo Emanuele di Savoia coll'esercito di S. M. Cattolica. :IO. A.n. ,n n,1. 2.2 ottobre. Breve del papa Pio V al duca Emanuele Filiberto di Savoia, col quale gl i dà parte della famosa vittoria di Lepanto riportata dai Cristiani sovra i Turchi. f ,i . Copia di un dispaccio del Lesdiguières al re di :Navarra tolto ad un wo gentiluomo. 1·? . .-1.n. n90. !J dicanbre. L,Lruzione al signor di Lambert pe1· ì'andata sua in· Ssvoia. 13. An. 159 1. Testo della capitolazione per la resa di Exilles. IL An. ·I fj92. Relazione di quanto ~i è passai.o in Provenza. I ,:> . An. I 595 . .2i ma_qgio . Breve del papa. Clemente VIII al duca C:irlo Emanuele di Savoia di congra.tulazione per la ricuperaiione di Cavour. rn. An. Hi96 . Disposition de M' d'Entremon pour une entreprise à ì't'~gard de Genève. 17. An. ·152,J ùi 1052. Minute d'istruzioni a diversi e di altre memorie relati v~ al la guerra del tempo, distribuzioni di truppe, ecc.

7, An . ·16'13. Relazione circa la restituzione di Alba. 8. An. 16 13. Lettera del commendatore Pasero per le ri$olu1

:zioni da·forsi per l'mpresa di Trino contro gli Spagnoli. 9. An. '1613. Articoli della capitolazione di Trino. '10. ,fo. ·1613. Relazione della presa di Trino. ,J ,1. A.n . ,J 6 13. Nota degli accorsi nell'assedio <li Pinerolo. 12. An. 161:3. Relazione del successo di CasseHi. 13. An. HH3. 25ma.ygio . Rélatìon de l'armée de S. A. étam :à Nice de la paille. H. An. HH 3. Man ifesto degli ul'fici ali di S. A. clte pre~ero '.'Alba. ,15. An. ,JGH.. B.ispo~t.a del duca Carlo Emanuele alla memoria del padre Fresia sull e cose della guerra. Hl. An. rn,1:.s. Relazioni varie sn ll a guerra contro gli Spagnuoli. n. An. -! 6 15. Relazione sull'i mpresa. del Marro. 18. An. 16H>. Attestazioni contro gl i Spagnoli nelle fazion i combattute sotto Asti per cagione del Monferrato. '19. An. "6116. l4 sP.lte111/1re. Helaiioni <l'el campo <li S. A. nella :guerra contro gli Spagnuoli. 20. An. ,15,16. Apposizioni contro D. Pietr(1 di Toledc. 21. Ari. ,J6-17 . .14 yingno. Copia di lettera del signor Du Bramet ~ M' De Cardé. 22. An. H5'17. Relazione dell'assedio di Vercelli. 23. An. ,16fì. 26 fi1bfn:aùJ . Relazione dell'inC-Ontro avuto dei ', ,duca li cogli Spagnuoli :1 S. Germano. · 21. An. Hilì. Lei.I.ere varie intercetlate durante la guerra ,contro gli Spagnuoli. '.25. An. 11623. 10 n01;embre. Capitolazione e manifesto del prin · ,cipe di Bozolo. 26. An. ,16:?2. Rolazione dell'assedio di Trino . 27. An. 1625 . C/)pia della promessa del duca di Guisa. 28. An. Hii5. Provvedimenti proposti dal duca Carlo Emanuele I per opporsi ai disegni dei (}enovesi (di proprio pugno dello stesso duca). 29. An. 1625. ,1 ayosto. Relazione della ritirnta degli Spagnuoli dal campo cl'..\ $li. 1

1

1

1

1

1

1

Mazzo 28·. (An. I 60Ò in ·I 6%).

Cont.iene mol i.i documenti che hanno tratto alla guerra mossa dal duca di Savoia alla Repubblica di Genova e contro gli Spagnuoli : si notano i più importanti . I. An. ·1600. 29 noDembre. Cond izioni sulla resa del forte di Santa Caterina presso G·inevra. 2. . Assalto e presa dell'Altare del Genovesato. 3. Istruzione al cavaliere di Beinette. 4. An. ,J613. ~:linute del manifesto del duca Carlo Emanuele 1 per la tutela della nipotma figlia del duca di Mantova. ~i. An. 116,J:3. Procura del P. Castiglione per accettare da S. :\. il duca di Savoia le piazze del !\'lonferrato.

837

1

u

1


838

LE MATERIE )11L1TARI

:rn. An. rnz5. H.elni one di quanto è occorso ;;oLLo Verrua. 3 1. An . ·1625 J(j 11•aggio. Accordi fatti in alcuni luoghi della Riviera di Genova. 3?. An. 16'.?o. Relazione di quan to è segu ito nello Stato di .\l ilano, mentre l'armata di S. )I. .con quella di S. A. R. vi entrò per far diversione degli Spagnuoli nello St:110 di Parm11. 33. lstrnzione al principe Tomaso di t[Uanlo deve tratlare col Pri nè ipe suo fratello e da rare per la sua andata verso Ceva e ~Iondovi. 3.i-. Varie lettere intercetta.Le ·ai nemici nella guerra conlro ll e11ova. 30. An . I620 . ~ota dei prigion ieri faui nella presa della Pieve. :16. Distinta delle tappe della fanteria e cavalleria del lle e di S. A. il duca di Savoia . :17. A n. Hì:25. Relazi one della e.api 1olazione di Taggia nella Rivi era. :"l8 . .1 n. I63ii. Relazione dell'assedio etella citlà e Castello cl i \"entimiglia. :30 . .fo. 162,;. 16 aprile. Relazi one ùella resa del Castello di (~ari . 40 . A n ·16.to. Nota dei luoghi ove furono condotti i prigionieri di guerra ge_novesi'. .1- I. ,t n. 162,i. O cipl'ile. Rel azione del fallo cli Ouaggio (oggi Yolla~gio) . f? . An. "6.2~>. 2a llì(tggio. Relazioni della presa•della città e del for te di Ventimigl ia. H. An. ,I625 . Jfar.:w . Relazione della presa di lloss i1,d iu ne. fd.. An. I6zi>. 7 ma,99io . Relazione dell'impresa della .Pieve. .V,. An . ·I625. 2:r ma,qgio.. Rel nzione della presa di Albenga. .1-6 . . tn. 16:2:>. Relazione di quanto ha fallo il serenissimo principe, dalla parte della l'ieve. ~-7 . J n. "6?5. H.dation de la prise d'Oneglia . .:1,8. An. IG25. Rùlation de la prise de ltL Pieve . !i9 An . ·I625. 14 ma9[JiO. Paui accordati alla citlà di Albeng:i nella sua resa al duca di Savoia. i50. An. 16%. i3 giiigno . Relazione del pr,ssaggio del Contestabile da Caprieta a Rivalt.a. 1

839

); r.G L! AP.ClllVI DI STATO 1:,; TORI:SO

· :)··1 . ·.-n1 i . 162:.S. l\dalion d'Al benga. 51. An. l li~:5 . o nwgyio . Rùlation tle la prise de Savigno ne et

comme il a c"•tc": seco uru r,t pui s apr(~s hrnié. '53 . .-tn. 1a2:,. Relazione della morte del trombetta del conte d'Ales. ·~ Distinta deìle bandiere conquistate a VoltaggioI . ,H . .-ln. I(ì z=-. • v.. , , I t·,. > ~ l)el'tz io ne cl i C[trnnlo ù snr~cesso dal 3 a;:;os10 a ;)i) • .i ~ 1. I' 11 ottobre nella guerra conlro ~!i Spagnuoli. 5(3 , . fn. IG?i.i. 1:o pi r, de la 11.'ltre t~crile au Boi. 57. An. IG:n. )Janifesto del duca di Feria sopra la fu ga tla w • J.

\

· <.

'

•

•

Verrua. 58. _I n. l.Gì=".., . ./7 no,c11il1l"I'. Fuitc des Espag nols du siè~e de Verru,!. · . . . . ·· o I 15·,r>· ');;J • . n. _, • -•>:)' 1,•0 ,·emure. llelazione circa le demol1z1on1 de, forti de:•li Spagn11oli a \'errua. . . 60. }n. 16'% . Nownu re. Helazione del folto ll'arm1 seguito al collr. di San Giacomo di \"iQla. . . , 6 1. ;l n . 16:2:i . r; luyl'io. Capi tolazione della resl1tuz1one del Castello e torre di Ovada. 6ì . Jn . i!G:2:.>. u; ap1"ik Capitolazione aeeordata dd la Pe:1~a . 63 . . In . !Gz:',. Snw··o, d"s :mnèe, cln lloi el de S. A. en I Elat V

de (;c\ne~.

(H, . .fa.

· I R" · 162:;. Relazione del successo della perdita del a 1V1era

di Ponente. , , . · (f; . .fa . 16:to. Ottobre. Relazione di un latto ù armi. 6u . An. t 635. Pareri del conte (;uido Sar~ Gior?io con osserva. · aro,·ne• di proprio puuno del duca Carlo Emanuele I.• ZlOfll a lll, l'> "' • 1° fii . . l.n. 163::i . 12 lnqlio . Relazione dell a presa d1 ~ov1 e l 1 Ovada operala dai Polcevereschi . . . G8 . .1n. 1(:jz1> . Relazione della venula rleglt Spagnuol i sollo Verrna .

.

·

t;\1 . A n. t 6z:j. 26 maggio. Relazione della resa del Castello di

Ventimi glia. 'iO . .-I n . IG1G . 16 mar.:o . Auloritit data dalla repubblica Genova a :W Doria pel riscallo dei prigionieri .

a·

,


840

NEGLI ARCIIIVJ 1)1 STA 'l'O 11"' 'l'OlllNO

LE ) IATERrn Ml LIT ,I Rl

Mazzo 29°. (An. '1626 in ,16on . 1. rl n. 1618. 1° giugno. Relazione della presa àel Cas tello di Moncalvo. 2. cin. 1628. 19 agosto. Relazionede!l'impresa di Roccavignale . 3. ;1n. '1626. 4 seltembre. fstruzione al conte della Trinitit sulla nuova riforma della milizia. 4 . . In. H528. 4 aprile. Relazione dell 'assedio e presa d'Al ba. f.L An. 1628 . 14 giitgno. Capitoli accordati dal conte Giovanni Serbdlone a Nizza della Paglia. (i . 11n. ·16'28. 7 aprile. Relazione della presa di Diano e de! suo castello. '7. An. 16:28. 1° gingno. Altra relazione di Moncalrn . 8. A.n. '1628 . 1" !Jùt,qno . Lista dei prigionieri presi a ~Ioncalvo . 9. An. ·I 626. 17 giugno. Lettera di Tobia Cosona al duca di Savoia circa i negoziali col papa. '10. An. 1626. Copia delle memorie lasciate da S. A. il duca di Savoia collo stato ,della soldatesca. in piedi .· ·I ,1. An. 1628. 5 a[1osto. Ilélation de ce qu i s'est fait aux harricades et forl de St-l'ierre en Piémont le 5 et. 6 aoùt 1628. 12. An. ,1628 . 1 l mag,gio. Capitoli della resa di Trino . 13. An. 11628. 1° 9iiigno . Capitoli della resa di S. Giorgio in Mon l'errato . ,14. An. ·1628. 3 giugno . Capitoli della resa cl i Yesme. ,15. An . 16z9 . Relazione dei falli d'armi seguiti nel Mantovano Lra l'nrmata imperiale e l'armata francese . Hi. iln. 11620. Memoria al capitano Sicardo di ciò che dovrit tratt;1re col_ duca di Michelbourg. ,J7. tln. '1629. 6 marzo. Relazione dell'attacco dei forti presso Susa. 18. Jn. 1G29. 22 mnrzo. Relazione di l'ì'izza . Hl. iln. ·1630 . .2.2 maggio. Relazione di Casale. :20. An . rn::io. 5 aprile. Relazione di Virle. 2'1. !ln. ,1630 . Note des passages qu,.il [aut garder en la province de Faucigoy . 1

1

1

1

1

1

1

1

1

1

84l

2z . An. '1(;30 . Note des lieux oiì sont ordonné;; le signaux <1ans la Maurienne ; e qui en a la charge 23. An. ,1630 . 7 ago8to . Relazione del ·mccesso o combattimento del Ponte di Carignano fr,1 'il duca Vittorio Amedeo 1 ed i Francesi comandati dal maresciallo De la Force. 2h-. ln. ,J6:30. 47 1,q osto .' Relazione che fa seg ui lo alla sw1cletta. 25 An.' 11630. 2B niw·zo. Manifesto del duca Carlo Ernannele I col quale comun ica ni suoi popoli l'invasione francese in Piemonte. 26. :ln. ,1630. 19 rnw· .: o . Lellera del duc:t ai Governatori. 2ì. llelazione dei negoziati col mastro di campo D. Gaspa re T0ratlo d' Aragon napoletano da l ~ergente generale di battagl ia Casanova. 28 . .4n. I n:rL .28 dicMnlm'. Copia di lettent del marchese Vi lla al d~1ca cli Savoia. 29. An. ,1630 . 3 9ennaù1. llelazitlne della presa e difesa di BeJ'vedere. 30. An. Hi36 . i\'kmoires pour Mont.efilan. 311. An. Hi37 . .22 gingno . C::tpitol i per la resa di Agliano. 32. An. ,163,. Mémoire de ce qu i s·e~L fa.il pour envoyer les 200 chèvau'.\'. it la marine . 33. An. '163i. Mémoire touchant l'armée de mer. 34. ,An. 16~{6. Verhal sur le retard du passage des troupes de Provence en Italie . 35. An. ·163·1 . Rèlalion pour Rome des succès de S. A. R. <lans l'État de Milan. 36 . .-1n. ,J ('i35. !) agosio. llelazione. del signo r duca Savelli data , a S. ·M. CHsarea sopra quel lo che e·succes;;o tra le annate in eletto gior no. 1 · 37. An. 1638. '27 nuu·..ro. l:apitol1 del la resa di Breme. ' 38 . A.n. '163!). ,f(3 sdte,nlmi Nota dei prigionieri di guerra domandati da Madama Re:i le in vi rtù della tregua. 39. An. 1640. Bil let que les Français jet.tèrent <lans Turin . 40. A.n. 1161-0. Considerazioni sul!' importanza militare di Yigevano. 4.,1. An. ·I tH-0 . 27 gingno. Capitolazioni della resa di ltivalta . 4-;2. An. HHO . .2B giugno. Capitolazion i della resa di Carrù. 43. An. ,1MO. 25 cqirite. Capitoli per la resa di Dronero. 1


842

.u .. An. ;16',H . 2,,f ottobre. Capitolazione del Castel lo di ltevello . 4:5 . A.n. Tortona. 4,6. A.n. Torton a. 4-ì . An. 4.8. fin. Tortona.

•l 642. 4 nocembre. Biglietto di M. de Longueville da 1 (H2. 25 Moe1nbre. C,1pitolaz;io nc del Cas tell\l di

·1642 . 4 novembre. Lettera in tercetta da Santl1 iit. ,[642. 11 novemln·e. Bigliello del marchese Villa da

rn . .{n .

·164-3. 1lfo_q_qfo. Giornal iere dell a campagna di Tortooa . 50. An. ·164,3. 30 aprii.e. Capitoli della resa della Cittadella

d'Asti. 51. An. HiH . 15 luglio . Cap itolazione per la resa del forte di Ceva. ,,2. An . ·I643 . ~ola degli ullìcial i delle armate di Francia in campagna. 53. An. 1164,5. 19 otlob1·e. No ta deg li ullìciali e solda1i dell a cavalleria di S. A. R. morti e reriti con cavall i morti e reriti nel combattimento segu ito presso l'Agogna nel ~ov,wese . i54. An. 1646 ·in HH-8. Diario della spedizione navale verso Na.pol i ed altre cart~ relaiive ai fatti di Orbetell o del principe Tommaso di Sa voi a. 53. An. 1630. Copia cli aggiunta al h eapitolazione d'accordo di buona vicinanza tra governatort delle fron tiere. 36 . An . ·163:2. 21 ottobre. Capitolazione accorda ta co l marchti,;e Gonzaga per la resa della Ciuadella di C'.\sale. 57 . An . 1652 .1 ° l nglio. Capitolazione dello.rnsadiCrescentino. 08 . An. ,J 652. (} 01.tobre. Pàreri del consiglio di guerra 1or111to in San Germano. · 5\). A.n . :J 605. Lw;lio. Relazione del passaggio dell':1-rmata al Ticino. 60 . Jn. l 6i:i8 . J)rogetto per le mani di S. A. R. nella cam pagna futura. 61. A n. H$::i6 . ./3 settembre. Capitolazione WL S. A. di .\'fodena generalissimo delle ar1ùi di S . .M. Cristianissima in Italia ed il signor D. Agostino Senudo governatore di Valenta per S. )1. Cattolica per la resa di qu.ell a p;azza . 62. :tn. -ltì58 . 23 lnglio. ,Relazione del la presa di Tri no. 1

r

NEGLI ARCHIVI DI S'tATO IN TORINO

LE MATERIE MILITARI

1

'

-

843

63 . An . 16i7. Memoria di ri;;oluzione presa a voçe col si onor conte di F uensalid'a per I.e truppe imperiali e per il qnartiere d'in- , verno di quelle di S. A. R. il duca di Savoia. 6-f. . A n. 16D!l . M;:rno;eritto co ntenente alcune massime da :;ol. dato proveuo. · 65. An. I G90 . Copie de lettre de )1. de Laray .\ M. l'ambassadeur de France . 66. A.n inHO . .24 maggio . Leures de M. de Feuqttières. 67. Jn. IG8L 5 8ett1mu1"e. Leure du gouvernenr de Pignerol à ~I. l'ambassadeur . 68. An. 1690. 28 luglio. Lettere del . capitano . Jmberti e del ' signor Fabrice. 69 . •{n . IG77. Tabella delle truppe destinate da principio dallo Stato di ,titano per il Piemonte poste in ordinanza dal marchese di Castel Rodrigo. . 70. An . 1672 . :'1inu te.;; de IP.tlres cì e S. A. R. le due de S,1voie au marqui5 de Lil'Orno, et au comte Catalan au sujet de la guerre dè 1:.ènes. 7 1. .In. 1673. 'Diverse minute di lettere di S. A. H . Carlo . .Emanuele 1I. circa la guerra contro Geuova. n. A11. ,( 60 I. Relazione del le cose occorse durante l'assedio . e resa primieramente dei forti di Villafranca, Mon tal bano, Sanl'Ospizio, ci1 tit e castel lo di Nizza nei mesi di marzo ed apri le di detto annli, scriLLa dal Romero . 73, A.11. I G90. 18 agosto. Relazione. del combattime.nto seguito all'Abbadia di Staffa.rda. 74-. A n. Hi90 . 18 agnsto . Reta·zione della bauagliadi Staffarda. 75 . An . ·l(FlO. 18 agosto . Relazione del co nte di Lo uvigny intorno 1~ battaglia di St~ffarda. 76 . 1ln . •I G90. Novemb re. Relazione della presa di Susa. 77 . Jn. Hi91. Gennaio. Relazione dell'en trata delle truppe imperiali nel ~Ionferr,it.o . . 78 . An. ,169 1. 27 gennaio. lli.sultato del congresso tenuto in Asti tra S. A. n. il duca ViLlorio Acne.eleo Il e il conte di Fuensalida coll'intervento del principe Eugen io. 79. A.n. , I691 . Memorie p·re$entate dall'ah,1te ,Grimnni al con~e. dì Fuensalidu. 1


844

LE MAT1?RIE MILITARI

80. An. ·169•1. 28 ottobri}. Reftexions qu'il y a ii fo ire sur le se,cours de .Momrnellian · dicLées par ~rr le com.Le de Louvignères; 81. An . ,1694. Agogto. Proclama del principe Eugenio di Savoin. ai Monferrini. 82.. An. ,169,i.. 29 dicembre. Risultalo della conferenza tenutasi tra S. A. H. il marchese. di Leganes e milord Gallowar. 8~!. An. 1695. Arlicoli proposti dal marchese di Cr~nan per Ja reddizione di Casale. 84. An. ·I 605. Capit1.1lation pour la reddition de la Citadelle, ville et chaleaudeCasal entre S. A. R.. et M.r le manruis de Crenan ·. 80. A~. ·1693. Gennciio. Copie di lettere del conte di Bem. t.6. An. '1693. 17 lùglio. Lettera del duca di Mantova all' in.viato in Francia Ballian( 87~ An. 1693. 18 lnglio. Lettera del :;ignor De Lauaye al re di Francia. 88.· An . ·1693. foglio. lJettere del ~ignor De Lournine inviato del re di Francia alla corte di Mantova . 89. A.n. 1693 . .2 giugno. }lanifesto del con le Caprara comarrdante delle armi imperiali in Italia.

NEGLI ARCHl Vi DI STATO IN TORINO

845

8. n. 17H. 20 agosto. Copie d'un e lettre ùcrite pnr M.r de Ponssilien à .\'J.1' le due de Vendòme. . 9. An. 1'i91>. 29 gingno . .:'{otificazione del principe Eugenio di _ Savoia alle popolazioni del ducàto di ~lilario. 1O. An. 1704. 21 lnglio.· Ristretto degli articoli della capiwla~ zione 'proposti dalla guarnigi'one di Vercelli per.la sua resa, e di quelli concessili in virtù dei quali si rese prigioniera di guerra al le . armi delle due corone (stampato). · H. A.n. '1709 . .24 liigti:o . Ordine del duca Vittorio Amedeo II al conte di Prelà di portarsi coi reggimenti Piemonte Reale cavalleria. e li due dei dragoni Genovese e Piemonte al luogo di Pavone per ivi accampare. 1

1

1

1

1

Mazzo 30°. (An. 1706 in -17,J9). 1. An. '1706 in 117f3. Lettere, istruzioni ed ordini del duca Vit-

1

torio A~edeo H al luogotenente generale barone di Schoulembourg. '2. Pianta della città di Carnle. 3. An. no. 16 o.gosto. Distintarelazione della segnalata vi ttoria ottenuta dalle armi cesaree sugl i Ottomani sotto Belgrado (a stampa}. 4. An. ,J717. 16 agosto . IVJation de la grande vìctoire remportée par les armes de S. M. impériale et catholique sur les· ot tomans sous Belgrado (a stampa) . ::i • .1n. :1719. !8 ottobre. C.apitolazione della cittadella e castel lo del Salvatore di Messina seguìtr: in detto giomo . 6. An. ,170 1. 1° settembre. Mémoire do.nné par M.1• le maréchal de Villeroy devant de commencer l'attaque du fa11hourg de Chiari. 7. Leltre de .M.r De Torcy à M.r Dù Prt'.· envoyt'! ex~·raordinaire du roi de France auprès du due de Toscane a Florence. 1

Mazzo 31°. (An . 1732 in '17,U.).

Contiene molte lettere e memorie manos~ritte relative alle cam.:. p~gne di guerra or.corse nello Stato di ~'lilano ed in Piemonte. Si notano quelle che rivestono uno speciale interes:;e. ·I . An. ,J73z in I 7:33. Minute di lettere del re Carlo Emanuele III - al cardinale di Fleury min istro di Stato in Francia. , 2 . .in. ,I 733. Lettere autof(rafe del marchese d'Osmex scritte dal c'ampo dell'armata reale a vari personaggi . .3. An. 1'733. 30 nowmbre. Art.icles de la capitulation de Pizziguetton. 4- , A.n. ·I7:33 . Memorie per gl'inclirizzi delle lettere di una corrispondenza in Francia. 5. An. 173/~ . 9 febbraio. Relazione dell'assedio e resa del castello di Tortona colle capitolazioni accordate in detta resa (stampato). 6. An. 17::JL Gingno. Stat.o delle polveri, palle, piombi e fucili ., esistenti nei magaz1.ini delle piazze del Piemonte. 7. A.n. :1734. 29 gfogno. Relazione dell'oatinata, aspra e sangninosa battaglia seguìta nelle vicinanze di Parma. Asti presso J.ntorrio Maria Tucais Gia?1grandi , stampatore e libraio. 8. An. ,J734-. 2fJ yiugno. Relazione del fatto d'armi seguìto a Parma · colla distinta numerica dei morti e feriti.


I

'

846 ·

NEGLI A1RCHIVI DI STATO JN TORINO

LE MA'l'ER IE MrT,ITARI

'9. 'rin . ,1ì3L 29 giugno. Rélation de l'i~ffai_re de hr;HL H> . kn. -l'i;.}fi.. 19 settembre. Relazione della gloriosa vittoria riportata dal le truppé al lealé nelle vicinat~ze di Gnastail:l sopra l'armata aust riaca. Torino, presso Ales~andro Vimercati starnpr:tore del Santo Officio . 1 I. An. 17:34. 19 s~tfombre. Relàzione distin ta della bauaglia campale seguita 'tra le arm i alleate e l'armata H.llSll'Ì aca COrl la peggio dell' ultima. Torino, presso Alessandro \'imercaLi, stampatore. d,el Santo Officio. . . ,12. An. 1173,L 20 setfombre. Copie de lettre ùcrite au marqui s de Ilivarol·du camp de Guasta lla. . ,13. An. 178:i-. Cr,pie de lettre à l\r.r le rnaròchal de .Noai lles à :M.r le due de Mantone. 1 !L An. 1131 . .Note du villages qu'on peut rJccuper pour des cantonnements à portée de Casalbuttano et des nav ilìes en dé!'\ cendent vers Cròmone. 1 15. An. 17:34. Stato dell'armat~\ spagnuola acquartierata in Toscano. HL An . .f73o. i 0 ottobre. Sota dei disertori condotti da Serraval le. ,17. An. ·1,35. 1lì gingno. Extrait: de la lettre de i\V le marqui s de Seneterre- n .M. ,. De Campredon dn ~amp de Bo,·igo. -18 . A.n. 117315. Deux rélations du camp au mois de juin. Hl. An. 030. 23 s1ittembre . Staio delle truppe di S. )f. sarda che sono, all'armata e ne i presidi dello Stato di Milano e del Piemonte . .20. An . 11,35. 4 otl(Jbre. Lettera del marchese di Cinzano alla segreteria di !!uerra intorno alle r iviste passate ai vari corpi. 2,1. An. "735 . .J8 settembre. Disposition des lroupes de S. M. dans les vallùes de Gavarde, de Sa lò et de Sabio. 92. An. 17:35. Notizie dell'armata spagnuola relativarr.ente aali l') attrezzi mili1ari sbarcati a Livorno per essere inviati in Lomba rdia . 23 . An . '['ì35 in ·1,313. Projet de rùparti ti,in des ·troupes du roi de Sardaigne daos l'É'.t;H de Mi lan et en Pièmont. 24. An. 11733. Instruction pour M.f le comte de la Pùrouse màrèch'al de camp de la cavalerie allanL commander le corps des troupes desti1)c'ies au blocao de Tortone. 1

1

1

1

847

.25. An. 11'74-2. Minute del re Carlo Emanuele III a S. A. H. il du~a di Savoia ed alle reali prin cipesse pendente la c:ampa_gna di Savoia. 26. An. "7Vi?. Lettere contenenti notizie diver::;e' dei movimenti d~lle armale spagnuole durante la loro occupazione della Savoia. 27 An. ,Jì4L Ottobre. Ilélation de I 'attaque des retranche · ments de No tre flame de l'Olmo le 30 seetembre ,1741-, avec la note des ollkiers tués ou bless(•s. 28. An. 17ML 11 ottobre. Ròlation de la bataille donnée à Jousseau dans la vallée d'Ouh. par les troupes de France sous les brdres du gC:·nt'.~ ral Lautrec it celle de Sardaigne commandées pa'i· le général De Rossi .

Mazzo 32° (An. ,17/4-3 in l'ì86). 1

1

Vi sono incluse varie carte, la maggior parte rillett.enti la guerra combatt uta dai Piemontesi contro i Gallo-Ispani. 11. An. 11'ì.1,:3. 42 febbraio. Helazione di quanto è segui to essenzialmente nella giornata di Campo Santo presso ModenR ricavala dalle lettere del maresciallo conte di Traun. 2. An. -174'i-. ,U luglio. Relazione dei movim enti dell'arma.La presso la Maclonn:-t di Pecetto. 3. An. 17/i.,,L 2 ottobri'. Rélation de la journèe de Mumzzo on Corriuni x. 3. An. 1741-. /(i ottolm;. Rr~lation cìn siòge de Coni dntée du quart.ìer royn 1_de Fossan . 5. A,1. "740. Istrnzìoni date dal Re Carlo Emanuele III a! conte di S1. Laurent primo segretario di Stato per gli affari interni. 6. tin . ,J7f}i_i. Varie lettere del luogotenente generale barone di Leutrum governatore dì Cuneo . 7 . An. 174i:i. J.2 settembre. Jfemoi re donn ue a Mr. le c~mte de Lantrec sur la situation d' Exìlle:-. 8. An. ,1743. Rèlation faite par le li éu tenant. généra l baron de de Leutrnm sur les cols du Pragellas . l\ An. "746. in 1,n. Rélation louchant l'éxpédition de I1 rovence . 1

1

_

f


\

NEt>Ll ARCHIVI DI STATO PI 'l'OR.INO LE :MATERIE MlLIT,UU

IO: Raccolta di diversi a1:ticoli di lettera del vicerè di Sardegna concernente l'appari1.ione di un armamei:rto algerino in quei mari . ,I ,( . .fa. I 'i6G. Rinessi del principe di .Brunswick nel deeorso del suo girò folto per le diverse valli che. circondano il Piemon~e, ridotti in idea di progetto per la difesa di que;;to principato contl'o la Francia . Hl. A.n. 11769. ,Journal de la campa~ne de 17t)9 en Lre les Tures et le Russes sur fos bord,;· du Dniester et en Crimùe . 13. A.n. ,J786. Copie d'un mèrnoire dn gl'.•nòral de ~1onpon ai dc de camp dn Roi Victor Amedée IfI , ::;ur les va llòes de Suse et d'Exil les. 1

Mazzo 33". (..fn. n9:2 in 1800).

forze. e p~sizion i del· nemico stazionato nella riviera di l~enova da v:1:ra:-:ze ad Albenga . 8. An t7~){,. S-1 diwnhre. Convention l'aite pàr le gùnéral haron Kray eommancl:int l'avant.ga rde de l'armée aotrichienne du Bas-Rh in; aver; le gt~néral Marceau commandant l'avatlt.gnrde fran cai se de l'armée de 81111b re ot Meure, l'u n et l'autre a111.ori$ùes par ie~rs oénùrau x en chef rò~pectifs. · ·9 . . ng:.s. IO _qingno~ Manifesto dirello élal generale au:;triaco ne' Vins alla Serenis,ima H.epnhhlica di Genova.. 10. An . -17flG. Relazione dei combattimenti segnìl.i 1·rale truppe piemon tesi ed i FrarH~esi da.I 1ì al ? i aprile . .,, ;I . An. 1,HG . 9 maygi,,. Relazione del fallo d' anùi ~eguìto presso }londovi il 2 1 aprile tra la cavalleri:f francese e dne squadroni clel reggimento dragon i del lle, e del iri. vittoria rla questi ri · portala; scri tln dal canonieo t;ra~:-- i cl.i Santa Cristina . ·,12. !In. 11%. J:, giugno. ArrengemenL concerlé ent.re le µonverneur d' :\l t'.ixanli re et le lieutenant colonnel tl'artillr.rie .\larrnont ai1le de camp de Bona parte gè11érnl en chef de l'arm.-·e il' [t;rli1i. "3. An. 4'79i. 2 /'e/Jbraio . Capitolaz.1onr. seguitù tra il m;1n·sciallo di Wurmser comandante in c:1po clell)mnata nnst.rinca in Italia ed il µenera le di divi~io11e Serrnrier comandan te del l'a rmata · l'rancese sotto Mantova. 14-. An·. 179!l. 14 maygio . Articol i della cnpitolazione faua dalla (1mirn iaione del fori.e rii Ceva. _,. h .,1:.s. An. 17Hfl. (;iugno. Pin110 prospettivo dell'a ::;sedio ilella ci ttàdella di Torino 1ennta. dal le al'tnnle au,;tl'O ·rns., e -;otto il comando del tenente gencralr. !J:none fio lùim (inci,;ione in rame) . 16. An. "7!1!l . 23 maygio . Capitola.1.ioue per la cittil di, Alessa ndria falla lr~ 'il generale Cardanne a ,nome della repuhqlica fran,cese per una parte ed i luogotenen ti gcne1·,1li Schnvekousky e Se chendorf a nome, il primo cli S. M. J'i rnperat.ore delle Ru s~ie ccl il seèondo di S )I. l'impel'11tore e re cl'Un.~heria. _ -17. An . 179H. S dic,,mln·,,. C,pìtolazione di Cnneo tra S. A. tfl. il principe di Lichten;;tein luogotenente genern le di S. )LC .:_-t~tltì 1 mandante l'as,;ed io ed il generale Clc~rnent cornandan te l;1 , 'J:1ìil'.z\i!n'1 . (a stampa). . .;, . .i "';, 1 .:1 8. An. \' fJ della Repnbblicn l'rnncese . 20 lt'rmidoro. 1 rlìdilln:, ·

De

4n.

1

1

1

Contiene varie earte rilletlenti il periodo della guerra combatlulòl contro 'i Francesi negli ultimi anni del secolo scorso, dell e (1uali si éitano le seguenti : ,J • .4n. '1792 in 1'795. Circa n. :HO lettere confidenziali e memoria! i contenenti notizie diverse della guerra seguìta nel Piemonte, nella S,1voia, nel Contado tli Nizrn e nel GenovesaLo fra le Lruppe auslro-sarcle ed i Francesi, e dei movimenLi rivoluzionari. 3. An. 1794. 14 11wgyio. Lettera del colonnello conte di Saluzzo colla qunle s11ggerisce il modo più acconcio di respit~gere i_nemic_i. :). An. 1,n:s. Proclamation au nom du peuple lran,.:a,s du G1 toyen Cassagny represen tant du peuple .en mission c~an,; le dùp:1rtement du Mont Blane (Chambery le,113 I ruct,dor an. :1 de la IL [• ·) · fi.. .Jn. ,179;j _28 ma.1·..::o. Lettern di Orazio Borrerrn i da S,ivona r,on cui informa la segreteria di guerra dell e mosse dei Francesi verso Ceva. , t,. An. ,I,% 31 1nnr~-:o . Relazione di un emissario giunto cla. ~izza circa le mosse dei Francesi lunfo la riviera e sulle Alpi marittime. . . G. Jn. ·17\J5 .' Memoria di Felic.e Vanzino di Cortemiglia d1 ri~ torno dalla gita da lui fatta in Provenza per esplorare i movimentJ dei Francesi. ' ,. A-n: 1"79:.i. Relazione del i;apìtauo di milizia Viglieui cin:a le 1

849

C:I

1


850

LE :r.!ATERIE MI L1TARI

di Luiai Colli e(renerale di brigata dato da Sa:;sello agli abitanti di ~ . Ponzane, Pareùo, Mioglia e suoi contorni con cui gli esorta a ri manere neutrali alla guerra. 1O. An. \'Il della Repubhli-ca france$e. 8 messidoro . Capitolazione del Castelnuovo e del Castello dell 'Uovo in Napoli. tO. 1in. VlÌI dellà Repu bblica francese. Convenzione tra il generale Berlhier e_d il generale ~1elas c_irca l'arm istizio da conchi nder$: fra le armate francese ed austriaca. , 21 . An. 1J799 Rélation de la retraile des troupes autrichiennes du duché d' AO $le. 2? . An. -17D9 in ·1800. Lettere e notizie di verse scritte e trasmesse dal maggiore general e conte di Revel al conte Corsi gran mastro deila Casa di S. A. ll. la principessa Marianna di Savoia duchessà del Chiablese, re lative alle operazioni militari delle armale colle~ate austro-sarde contro l'armata francese. . 23 . A1,.. -1800 . J8ginqno. Lettera del signorGregori aS . A. IL il Duca del Genevese in Sardegna, colla quale lo informa dell èi. vittoria riportata òai ·Fran,~esi sopra gli Austriaci nella sanguin o~a batliiglia sostenu1a nella pianura di Alessandri:i e della dura capitolazio ne che questi µ!timi dovettero acceuare. . • , 24-. An. 180·1. istruzione di Gioacchinç> Mural generale rn c_à.po dell'armata d'osservazione nel mezzogiorn o al generale La Vil!elle circa l'occupazio~e di Portoferraio. 1

1

Mazzo 34°. (kn. 4738 in '1'742) . 1, 2, 3, 4. e 5". Relazion i del conte-Fontana a S. M. ilR e Carlo Emanuele Ill sovra gli affari occorrenti nella segreteri adellaguerra . 1

Ma~zo 35°. (.4.n . "792 in •1800) . 1. An. ;Jj\)'2 in 1'7913. ri . tOO circa fra lettere, relazioni e me · moriali contenenti notiz ie varie intorno alle vicende della guerrncnmbattuta contro i Francesi nel Contado di Nizza e nella Savoia. 2. An. '1793. l7 aprile . Relazi,ine del fallo d'armi se):;uito sul Colle del Perus in vicinanza della' cillà di Sospello, fra no batta-

NEGLI ARCHIVI DI STA:TO I N TORINO

glione del reggimento Sardegna, un corpo di volontari, duecento cjrca di miliziotti del Contado di Nizza ed i Francesi . 3. An. ·1794-. Me.morie dei passaggi di cui, possono prevalersi i Francesi per portarsi dal. Ducato d' Aosta nella valle di Sesia, nella pròvincia di Biella e nel Canavese, lasciando ' da parte il forte di ' Bard. 4-. An, '1794 ..Tournal historique des opérations militaires dans ' le Comté de Nice depuis le 6 avril jour de rentrée deg Fran ~ais dans la Rivi ére de Genes jusqn,a~ 8 mai, or l'armée du Roi commandée par le baron Colli lieutenant général des armées·de S. M. I. _se retira au camp du Bourg·S. t Dalmas en P.iémonr.; fait d'après !es ordres et rapports qui lui servent.de preuve. · 5. An. ·1799 in '1800. Notizie della guerra trasmesse dai diversi intendenti, prefetti e giudici.

1. An. -18 ·1:3 . .2 gingno. Rélation sur la campagne de Russie. ~- hi. ,1815. 4 Z.nglio. Pi'éc;s de la surprise de~ cols d'Aigueb'elle d'Épine e du Mont du Chal par !es troupes austro-sardes, et ordres rèlatifs. ' 3. Ar, . 118Hi. 21 gingno, Détails fournis Hu gou rernement de S M:. le Jloi de Sardaigne par le ministre de Russie, au sujet de la hataille dècisive clu ,18 jnoin, remporlùe snr l'ennemi par ks marachanx due de Wellington et prince de Bliicher, apportés par le chev. de· Rittman courrier russe éxpédié par le comte de Nesselrode. 4. An. ,1815. Pastorali di alcuni vescovi del Piemonte co n cui si invitano i parroci delle IQro rispettive diocesi a can tare il 1'<1 Deum. per la villoria r iportat,t daµ- li all eati sopra i Francesi a Wate;foo il :J 8 giugno. ~ . -5, An, '181 5. 13 aprih . Ordine del giorno del generale Frimont dal quartier generale di Man!ova, circa il fatto d'armi avvenuto sulle sponde del Panaro fra gli Austriaci e le trnppe napoletane (a stampa) . · ' 6. A.n . ,13,19. 9 luglio. Capitolazione di Grenoble e notizie relativ~ ad es$a pervenute dal qunrtier generale del co nte della Torre, 1

/


853

LE MA'' l'ERIE MIUTARl

NEGLI ARCHIVI DI STATO 1N TORHIO

tenente generale com(tndanle del corpo d'armata au,;lro-sardo net Delfinato (a stnmpa). 7. A.n. :1845. 18 settembre. Relazioni a S. M. il"Ile Vittorio Emanuele I redatte dal conte di San Mar2:ano circa la spedizione di Grenoble. 8. An. '18116. Instructions pour les reconnaissances militaires et slati:stiques et levée topographiques à fa ire q.ans le lerritoire des Hauges en Savoie, pendant la C!!.mpagne de l'année courrante par le~ onìciers de !'état major général. D. A.n. "8"9. Prospetto dei movimenti esegu;hili sulla piazza Castello in 'L:>rino da ci nque battaglioni di fanteria ed un reggimento di cavalleria della forza complessiv:1 di 816 file. IO. iln. 1820 . 1° settembre Journal des reconnaissances militaires du fort de Lesseillon et ses flaocs latùraux en montagne, de la position de· Valoire en ~faurienne, de la lig1!e de dèfen se du ~font Ceni;; en 1742, de ia ligne de défense de.pois Rocciamelon ii la tùte das grandes traverses propo;;ées en ·181 \I, de la posi tion de l'Assiette, de celle du G-rand Vallon, d'une premiére ligne de défénse plus avancée et du fort d'Exilles. ·I ·I. A.n. ·I 8'2·1. 8 aprile. Ex trait du rapport envoyù par le génùral comte La Tour à S. A. Il. monseignenr le due de Génùvois , toudianl. le combat de No vare con lre le:; insurgùs. HL An. •18'iH. 8 ap1·ile. Proclama del generale à.nstriaco Bubna al di lui ingresso in Piemonte. 13. An. ·1828 . Relazione del le operazioni militari del!' armata rr.rncese sotto il comando del duca d'Angoulème. in Ispagna contro i rivoluzionari, e particolarmente della presa del Trocadero, punta di :;abbia che s'inoltra nel porto di Cadice, nel qual fatto d'armi il prin cipe Carlo Alberto di Savoia Carignano che figurava come voloutnrio nel 3° battaglione granatieri del 6° reggimento, diede provesegnalate di un raro va lore; e di gran coraggio, per cu i Yenne chian:iato primo granatiere di Francia. V'ha unito lo stato nominativo dei granatieri di detto battaglione, ed una poesia in lode dello stesso princir1e. · H. A.n . ,1825 . .J{J ottobre. Rapporto dell'ammiraglio Desgeneys alla segreteria di gabinetlo di S. M. .circa la spedizione nitYale a Tr:poli comandata da.I capirano Sivori.

,(5. :1,n. ·1825 in :J826. N. 5!- documenti relativi alla vertenza insorta fra il Re di Sar•degna e la Reggenza di Tripoli. '1.6. An. 1829. Pian de ca.mpagne contre les Turcs. 17. An. ·1830. Disposizioni ~la darsi in caso di un· invasione del Piemonte per parte di truppe straniere. ! 8.. An. ·I 833. Copia. dell'incàrtamenlo e5istenl.e nell'Archivio generale del llinistero della nÌarina. riguardante la spe,!izione a Tunisi di tre .fregate per asse:;tare le vertenze insorte per vessa-zioni commesse da quel Bey a. danno della pavanzella sarda « San ,Giu~eppe » patrone Figa.Ilo Gaerano, ed imbarco contemporaneo - in Vado di duecento cacciatori ~'ranchi destinati in Sardegna e posti a disposizione del comandante la squadra per serYirsene all'uopo (in tutLo ,JB3 docume.nti). '19. An. l8i8. A.kuni proclami e bollettini a stampa riferentisi .a41a guerra dell'i ndipendenw. · .20 . .4.n. · 18!~9. 28 aprile. Articoli convenuti tra il magg-ior ge. nen,le cav. di Cos:;ato per parte di S. M. il Re cli Sardegna ed il · luogotenente generale Thunn per parte di quello imperiale relativamente alrocc·.upazione della cittil e cittadella di Alessa nel ria da - lrtlmila soldati au"triaci , a termine dell'ari. 3 dell'armistizio. con.chiuso il '?.6 del precedente marzo.

852

1

1

1

Mazzo 37° (an. ·1708 in fi4-3) . ,J. A:n. 'i 708. in •17 1O. Registri di letrere scritte dal maresciallo Rehbinder a diversi ufliciali. 2. An. "7·13 in 11743. Registro di lettere scritte dal maresciallo Rehbinder a diversi ufficiali in esecuzione degli ordini di S. M. · il Re.

Mazzo 38° (an . 1589 -in ,, 795) . I . .4-n. 1589 in ,1592. Mèmoire d'Antoinc Honoré De Castellane ·sieur de Bésaudun, contenrint tout ce qui s'est passé de plus .remarquable en Provence depuis I' année ·I 589 jusqu'au 30 mars 1592.


85!

LÉ · MATERIE MILITARI

Nli:GU

2. A,n. -1768. Élat des genérau x, lieutenants-génér,1ux , majors génùraux, brigadier,; d\1rinée, colonefs, lieutenants-colo,iels; majors et capitaines de l'infanterie de S. M. le Roi de Sardaigne. 3. An. '1'79?. Varie carte riflettenti il marchese Alfieri di ~ostegno, maggior generale com~ndante provvisionale della S~voia. 4. A,n. ,f 79:3. Let_lE:re del luogor.enente generale marchese De Cordon. . ,j, .fo. "7~l3 . .Jonrnal détaillé du corps de troup~s soui les ordres du lieutenant gènéral marquis De Cordon. 6 An. ,, 794. Rapport dn colone! comte De Revel snr ce qui /est opéré vers la Tbuile dans la journée du I O juin ·I i9,i-. i An. 1795. Rélalion de l'affaire arrivèe le 2 1 juin entre les França i; et un détachement de la compagnie de chasseurs dn ré~iment de Gènévois, celle ùes chasseurs d'Ivrée et deux de 1\-Ìilices.

,

Mazzo 38biS (an. •1792 in 1860). 1

9. ·An.. 18+9. Spese occorse per l';irruolamento militare dei volontari . 10. A.n. 1849. Dono di una nappa di s~ta alla guardia na1.ionale , di 'casal_e per fregiarne la sua bandiera in premio della cs,ragg iosa resistenza fatta agli An:;triaci nei giorni 2i e 25 marzo. 1(.1! • An. t 8:\:-9 . CeJ'imon iaie, inviti ed al tre disposizioni a rig1rnrdo del funera le t elebratosi nella chiesa della (ìran Madre in Torino . pei militari caduti nelh-batlaglia. di Novara. · ·12. An. 18A.9. DeTeto del lnogotenenle generale del Regno per 1a'leva1a in massa dei citta<lini Lombardo-Veneti dagli anni 'l8aiJ.1-0, i i1tial i trovansi nelle provincie _non occupate d~I. nemi.co. . . ,. -13. An. ,184-9. Disposizioni intorno al serv1z10 dei carah1n1er 1 .. reali presso l'esercito in campagna. ·H . An. 1860. Settemln·e . Relazione a stampa del luogotenente gt:1nernle Manfredo Fanti snlla campagna di guerra nell'Umbria e nelle ~1arcbe. Pw Bosr

t . :J n. 1792. Précis de ce qne a été éxòcuté par lù génùral maj or

offeèhl'· au corps de troupes qui se trouvaient en S,n'oie, avec la garnison de Chambéry avent et lors de l' invasion du di.t duché de la parl de::; Français . 2. An. ·1798. Prùcis des principaux ùvimemens qui ont eu lièn :\ Turin depuis l'entrùò de~ Frun<;ais dans la Citadelle de celte ville. 8. An. V[ della Repubblica francese. 21 messidoro. Arreté pris par le génòral en chef Brune au quartier g<~neral de Milan. ' i. Frammento di descrizioni delle strade che dalla Spezia tendono a Nizza. 4. An. ,t84,8. ·Provvedimenti urgenti pel buon governo dell'ospedale provvisorio militare di Vercelli . 6. A n. 18,1-8. 29 maggio e 3 giugno . Lettere di Leonello Cipriani e di Cesare De Langier al professore Carlo Mal.teucci, scrille dal campo dell'armata toscana. 7. An. ,f8.t 8, Sussidi elargiti alle fam iglie povere dei contingenti :;otto le armi . 8. :1.-n . 184,8 in 184,9., ~lanoscritti, litografie e stampati diversi deil'azienda generale di guerra circa i provved;menti <lati durante la guerra dell' indipendenz:1.

ARClllVl Dl STATO JN TORJ NO

Jllaggiore. della ,·i sei ..oa .

1

I,

\


.' .NOTIZIE POLITH.' 0 -M ll.,!T A Rl 1TA t!A1' E

'

857

pronte per il varo, sono tutti sintomi che 9CCennano alla fine di quel malaugurato periodo di scorriggiarnento e di leziueria improduttiva, nel quale tanti, che pure diconsi uomini di go\erno, avrebbero disfatto l'e~ercito per non mantenel'lo e vendu_to la fl otta per for qualtrini.

..

NOTIZIE POL!TlCO-MILITARf- ITALIANE

La più bel.la notizia della 11uindicina si è ehe, du l'ante lo scorso mese di luglio, le riscossioni accertate dell'ernrio, per taluni dei princì. · ---pali cespiti d'entrata, supernrono di poco meno che cinque milioni quelle del luglio f8H1. Quasi tutti i cespiti furon o in aumento, specialmente quelli in. più stretta relazione colle condizioni economiche delle popolazioni. Ogni pronostico per l'intiera annata sarebbe prematuro, l'esperienza di un mese essendo troppo poca cosa per formare un giudizio, tu ttavia non si può negare che un risveglio esiste, e non parrà eccessivo tral're da esso buoni é\.Uspicì pel' 1'1\Vviamento della pubblica finanza. Cesseremo, -se Dio vuole, dal sentirci ripet<We ogni giorno clic bisogna ritagliare ancora sulle spese per l'esercito e l'armata, se si vuole salvare il bilancio dello Stato, e quel che è meglio, cesseremo non solo dal sentirlo dire, ma pure cbl vederlo fare. Bastò che Dio ci aiutasse con due discrete annate, perchè il paese ripigliasse lena; bastò che si cessasse dal predicare la sfiducia dall'alto, perchè ttlf.ti si rimettessero al lavol'o colle migliori speranze; ba~lò che .tacessero le geremiadi parlamentari sull:1 miseria del popol.o italiano, perchò non si gridasse pit1 /ì1;me in nessun.i città d'Italia. Sarà una casualità, ma una di quelle clie meritano 1 di essere registrate. Frattanto puro nel campo militare· c'è un risveglio sensibilissimo. Le manovre estive che si faranno l'ultima decadé d1 questo mese nella circoscrizione di ciascun corpo d'armata, le grandi 111anovre che avrnnno luogo fra il VII ed il IX corpo nella prima decade del mese venturo, la ristabilita slaiione navale nei mari dcli' America rneridionale, così necessai:ia per la protezione dei nostri connazionali e il mantenimento del nostro prestigio, l'annunziata messa in cantiere di tre nuove cornzzate, l'attività con cui si lavora attorno ad altre · navi che fra poco saranno

*" , E àl risveglio del paese nel campo generale del lavoro e in quello spe ciale dùll'altivitù militare, fa riscontro il risveglio della ('0$Cienza nn ionalee la ri1;onquista del tcrrcuo perduto nell'opinione pubbl ica dell' Europ:1 . Non si leggono più sui nostri giornali certi rngionamenti da mçndicante , che 'facevano arrossire, e sui giorna li d'oltr'alpe si 6 eessalo dal leggere la preèlizione della nostrn bancarotta a giorno lisso. Anzi v.:iri indizi dimostrano r.he l' Italia sta riacquistando la sua p,psizione internazionale, a cui taluni' volevano che, per economia, rinunzias5e e dalla quale, anche sen:1.a rinmuia, andava insensibilmente scadendo. La pronta e onorevole soddisfazione avuta dal .Brasile nell'incidente di San Pao.lo. le recenti straordinarie accoglienze ai nostri Sovrani in Germania e !'.imminente raccolta di tante navi da guerra straniere nel porto di .. ~enova per onora re la memoria di un grande italiano e la pres~nza del ,Re d'Italia in <fu ella città, sono fatti che dimostrano in quale concetto è oggioì tenuto il nostro paese presso i governi e le popolazioni straniere; sono dimostrazioni che lusingano l'amor prop1·io nazionale e alle qu::ili da qualche tempo non eravamo più assuefatti. Oramai pare accertato che i Sovrani si recheranno a Genova il 7 o l' 8 del prossimo settembre, cioè dopo la rivista di Folig;o, che tenà dietn> .al:e grandi mnnov re. Tutte le potenze cui venne partecipata la visita "dei Sovrani d'Italia all'esposizione ColornbiaM, ha nno fatto sapere al nostro ministro degli esteri che in quest' occasione ·avrrbberq inviato . ' iquadre navali a Genova. È dunque assic.malo ufficialmente l' intervento di navi da g11t'rra della Spagna, dell'Inghiltcrrn, della Francia, della Germania, dell'Austria-Ungheria, della Russia, dell'Olanda, e di vr,rì Stati cl' America r.:a éui gli Stati Uniti dcli' America del nord. A proposito dei quali noteremo che da qualche tempo essi abbondano in cortesia, quasi per farci dimenticare la tarda e magra soddisfazionn data pei lincia menti di Nuova Orleans. Infatti giorni sono il presidente H:irrison inviò al nostro He un cortesissimo telegramma per ringraziarlo del. - l'invio di una nave italiana alle feste che, per Colombo, si foranno in America, e un recente teleg1·arnrna annunzia ehe l'invio di que$ta .nave - saril ricaJnbiato coll'invio di due.


858

:!\ OT!ZlE POLIT!C(l - MIL lTARI lTALlANE

Delle prossim11 grandi manov re abbiamo già indicato, nella. punrnta prc~cedente, l'epoca, la regione dove avranno luogo e i corpi che vi prenderanno pa rte; notiamo ora alcune particolaririì riguardanti la forza, l'equipaggiamento, il munizionamento, il vettovagliamento. 1 reggimenti J i fanteria. in seguito al rinforzo che riceveranno doi ric~iamati delle classi :1.866-!867, avranno nna forzo circa la meri.I di <ruella stabilita ·per il piede di guena, cioè eirca 14()() . uomini per reggimento. Per conseguenza avranno pure in formazione ridotta il loro carrcuuio e il loro.equipaggiamento, cioè 10 carrette ogni reggimento invece dt'1.s Le batterie saranno tutte su 4 pezzi, 2 carri d11 munizionelad un ca rro da trasporto. I reggimenti di cavalleri:i saranno su 6 squadroni. I parchi divisionali avr:mno 2 carri per munizioni d' artigiieria e :3 carri per munizioni di fanteria, pÌù una carretta da battaglio;e. Le sezioni di sanità avranno IJ. carri per fe riti ed un rrl'lrro Ja Lra. ~porlo. Le ;;ezioni di _sussistenza un c;1rro da t1·aspor10 ed una carretta per la rispetl.iva direzione di commissarialo. Ogni soldato di fa ntoria di Jiuea e dei bersaglieri, armalo di fucile, riceverà 28 cartuccie da salve a poivero nera, e :12 cartuccie da salve a balistite. Ogni cavaliere armato Ji moschet.to, 24 cartuccia da salve a polvere nera. f carri per cartuccia dei parchi porteranno ciascuno 26,000 cartucc_ie. l pezzi da 7 della brigata delle truppe suppl(~tive ovrmrno 70 cortocc1 da salve a polvere nera e 2.0 a balistite; quelli da 9 avranno 60 dei primi e 20 d~i secondi. I pezzi tfa 9 delle brigare addette alle divisioni avranno 80 cartocci da s11lvo a polvere nera e 30 a balistite. Il servizio di vèttov:igliamento (pane, viveri e fo roggio) snrà fouo dalle sez'.oni di_ sus~istenza nel modo stabilito per le truppe in campagna. La rawme v1ver1 sarà quella normale, miglioratii, se i comandunti di C•HPO lo crederanno opporluuo, nel modo stabililo dalle disposizioni che dire1110 appresso.

Fra le più imporlanti disposizioni d'in teresse militar~ emanali! in questa quindicina, dobbiamo notare le nuove nonne per la composizione dt>lla_ 1:azione viveri in tempo di pace; le quali, mentre garantiscono la nutmume della trnppa secondc1 i criteri scientilìci, lasciano in p::ll"i ternpo

N OT IZJE l'OLlTI C0 -)11 1,l'l"ARl lTALI.Ac\E

859

la tanto desiderata elnsticità nella composizione deJJa razione slessa, allo scopo di renderne V8riato il t,ipo. Stabilita la razione unica per tutte le truppe (salvo i pontieri) e pre~ scritto che, in tempo di pace, i c-0rpi dovranno sempre prelevore la razione completa, salvo quando debbano consumare galleua in minestra o carne in conserva, si lascia in facoltà dei comandanti di corpo o di distaccamento la distribuzione di carne o ·di: past~ in più, nella misura , degli assegni che i corpi l1anno a disposizione per il mil{liorarnento del rancio, e quando queste distribuzioni non si fa cciano o si faccian o soltanto per una p;1rte delle quote disponibili, gli stessi comandanti impiegheranno il resto in acquisto di legu mi, erbaggi od al1,1·e derrate e generi di condimento, per guisa che la razione viveri venga preparata ora in un modo ora in un nitro, ed il rancio riesca variato, . Ai comandanti è lasciata fa coltà di acquistare i generi sul mercato, traendo il più largo prolìtto delle risorse locali secondo le diverse stagioni, e di fa re un giorno economia sulle quote disponibili per spendere il di più nei giorni successivi, purcbè in nne di settimana ·1e somme si pureggino. I medesimi sono pure autorizzati di regolare, seC-Ondo il proprio criterio, le distribuzioni di vino e di caffè alla truppa, in modo che non ' avvengano a cinte fisse, ma nei giorni di esercitazioni faticose o quando lo C?ndizioni igieniche sieno per consigliurlo, come pure in certe ricorrenze solenni, purchè non si oltrepassi in co1nplesso il numero annuale . stabilito. , Queste disposizioni, che conciliano nèl miglior modo possibile il benessere della trnppa con lo esigenze della fi nanza, cioè provvedono alla migliol'e composizione della rnzione viveri nei limiti di spesa stabiliti, e sono- d'altra parte picnaint!nlR, in armonio con la letlero e lo spirito del nuovo Regolamento su l sen·izio interno, fecero nell'esercito ottima impressione. M.


NOTIZIE MILITA!tl E STERE

NOTI ZIE .MI LIT ARI EST ERE

a) Il nuovo regolamento di manovr\

per la fanteria inglese. Questo libretto - nuovo per rnorlo di dirn, poichè è già in esperimento d:i riarecclti mesi - . sego:i pna vera rivoluzione nelle idee nlliciali, sia in quanto nll'addc,trnmentù, siu in quanto all'impiego della fanteria in guerra. Il regolamento porta, è vt:>ro, l'f\piteto di provvisorio; ma ciò den: intendersi golo nel senso di lasci,1rue in certo modo libera la di:,cussiooe acrl i · ulliciali - come rlis8e il si1,rnor Stanhope alla Camera dei Ò V , comuni - . poi ch'esso include « un notr.vol~ all?ntanamento da akune « rlellR idee preesistcnLj. in fotto di manovra ». D'altronde, la disq1ssioue delle questioni militari non è, in Inghilterra , no campo nuovo per gli ulliciali. In <Jttel paese esistono· da moltò 1ernpo truppe ausiliarie (m.ilizia, volontarii, cavalleri;i territo~ ri:ile), e gli uflìciali di esse nou sono vincolati da quei rigidi legami disci pii nari ehe, negli eserciti regolar-i, sonc, ,li freno ad .una trop po libera .discussione ; ciò vi ha creilto da un pezzo una stampa ed un'opinione militare affatto indipenrl<rnti, e p:H'e che le esigenze dei nuovi tempi comincino ,1 consigliare di tenerle in nn cerio conto. Il n novo regolnmento al suo apparire fu :iccolto con molta diffidenza e snhi llCri cP.,;$11rr ila parte di coloro che, leg-~ti alle viete forme con le r(u:ili le t_ruppe inglesi hanoo scritto pngine gloriose, non sen tirono ch'esso por1avn il sollio dm deve armonizzare i l· soldato inglese (·on le mut:ite condizioni dell':irnbiente. L',trrny an<l Na'lly Grczette, uno dei migliori giornafi militari li1 frustò con l'ironia dicend.:, c:.l1e « c:,raueristic.a prinçipale della uuorn guida alla ' glor ia è. la perplessità sen:w fino » .

861

- Mà a questo proposito bisogna notare che un regolamento nuovo lanciato nell'ambiente vec.:chio 'non può immanlinente produrre i suoi frutti poichè è uopo che prim.i esso trasformi l'nmbiente ed ~duchi lo spirito e la mente dell'ullìcia le nell'ordine nuovo d'idee. · · Ed orn cotes10 lavorio p3re cbe proceda di buon pa;;so; tanto che il Tfme.~ riferisce del nuovo sistema molto equanimem~nte, e con larghezza di vedute, in un sapieme articolo che crediamo meriti di es:-ere riassunto nei suoi' puuti principali. Fino a quando le grandi battaglie del -1870 ebhero mostrato che l'arm a a retrocarica apriva 11n'èrn ouova e che l'Alma e Gravelotte appartenevano a due rasi differenti dcll'arti\ gli i11gle;i stettero saldi nel loro si~tenv,; ed anche negli anni che ::;eguirono da ·presso il ,1870 In niaggioran,1a di essi rifuggi da l riconoscere che i grandi sncCe5si dell'esercito tedesco erano dovuti all'armonia del sistema d'addestr:imento dellé truppe coi nuovi mezzi di guerra. - Poi. si_cominciò man mano 11d accettHe la lette1·a dt'i regolamenti tedesd1i, ciù die non pot.eva dare risultati proporziona.li all'opera difficile e lahoriosa. Ora, iofine, col nuovo regolamento, si è nccettato, senza riserve, lo spirito 'del sistema 1edescov, cosiccliè, in nvve11ire. i wmaudaui di qu11lunquc grado devono es,è1:e educati a pensare da ,;è, agire secondo il proprio c1 itei:io, assumere le necess:irie re~ponsabilità, e coudur,i nell'azione non come macchine ma come esserf pensanti clie usino le migl iori anni dell'uomo - iutelligenrn adde,;trata cd energia di s.entimento - .per CQadìnvare il capo uell'Mtnazione del ,;uo di;;eg.no. Nè l'obbiezione che nelle guerre contro popolnzioni harbarn - quelle · a cni è iiiù necessa rio sia prepnrato . l'e:;ercit,i inglese ·-- :;i richieda maimior rioore di discif)lina e più prllcisn esecuzione e più• passiva ' 00 O · obbedienza, h:i reale fondam ento : poichè anche nell'esecuzione di un ordine esplicito e delinito le forze di un:i rnentP. illnrnina_ta e di uu carattere. 1emprnfo dall'esercizio dell'iniziativa, ,rn rl\nno guid:ite ad no'ob .. , bedienza ,;empre più perfew1. Tutti i cambiamen ti sono nel senso del la ,;ernplici tà e nelle r,agioe riau)mfonti l'ordine ch1'u.ço noo vi. è alcun precetto troppo scarso od o ozio::o. E l'ordine chiuso è crinteresso pecldiare per le fanter.ie, lllglesi Je qual i, avendo probabili tà d'affrontare nem ici ~P-lvaggi, contro cui l'ordint- sparso può non essere 11Ct'e:;sario, liaun o mnggior hisogno di . esercirarsi nei movimenti D con/atto d-i gom'i,ti. · Ma è uelle regole di comhnttimcn to 1;<)ntro trnppe regolari che sono stai e- portate le morlilicnzioni nrnggiori ; sempre prescindendo M quelle <li minore entità, come p. es. l'accre,;t.iuw disrnnza fra le righe, .l'ab-

'


---·-~·-----·\;: ----,---~------------862

Nv 1'1ZJ.1, }IILJT A HI E STE!<!,;

bandono del cootatlo derivante dall';.umento di fronle a~segna to ad ogni indi\•iduo (,la 001 ,600 a om,675); ecc. I.e rifoime mnirgiori ri levate ilall'ar1icr,li~t., del Times sono ciue, cioè: a) Rìconoscimentn del la necegsitii di spezz3re la li nea di fuoco in grnppi, ciascuno governato dal suo ,;omnndante abi1u11 le e formnto sempre dai medesi mi indil'idni; Il) L'as$ol 111a sparizione di uu ordine normale .d'attacco. .L' intlividualiti1 di questi gruppi. di queste 1mità di {uo co a) è dt"· terminata fla llu loro permanente costituzione, dalla .con l'i ,·enzn abituale degli uomini, dal •loro concorrere insieme. come ri pa rto nei va rii servizii; ed i: seg-nata dall3 rlistanza di 2 passi, nell"ordine in liuea llella corn pngllia, fra tali 5uccessive 1111i1ù. « Scopo d, 'llle:c:to orùin.:imento « - sono parole del regolamento - b di cooconere a ,n::intenere !;1 « coesione nella compagnin nella sua av,,nzat~ durnnte il periotJo critico • <lell'auacco; ossia ,tn 500 ya rds (,i57m) fino all'as~a lto della po~i <( zione. L'esperienz:i prova che c1uando i uervi so no a:;pramente sìor« za ti , molto mnggiori risultati possono conseguir:;i da soldati di comu ne <( coraggio i quali abbiano acquistato reciproca· confidenza dnll'nbitudin" « a manoHare 3ssieme, che non dai più valorosi c:he !]On obhi:,no « ri cevuto uu arldestr:unento di tnl natura ·». Questa unitù di fuoco sarebbe 111 sezione, circa 25 fucili, i quali dopo pochi giorni di camp:igna sarnnuo ridotti acl un gruppo di uomini: gruppo che perm:me sempre qualunque sia la forza della compagnia. Cn quante, allo con,-iderazione b), i diagrammi che suggeri,·ano la dis posizione delle trn ppe per l'a vanzala contro nna posizione uemi(:a sono spariti; e tulio il bagaglio regolnmentare rimane nella guida di poche regole generali: 1° Ordi ne in :3 ~chiere; 2° Distendersi per sezioni, cioscun11 compngni11 provvedendo ~1! proprio sostegno ; 3° La ,1• schiera <leve essere uguale alla somma delle nitre rlue. e r1ues1e uguali fra loro; ti, 0 r. 5° Norme intorno alle distnuze e agl'in tervalli; 6° Necessitù di spieg(lre a u1tti i comandanti in sotCordine, !ìno a quelli di ~ezione, l'obiettivo dell'auacco ed il modo di cooseguirlo. Quest'ultima nol'ma è determinota dt1I fauo che a 700 ~·ards (6f~ Om) dal nemico i capitani possono ancora governare le compagnie; ma a 500 (45itn) probabilmente i comandanti di ·mezze-c1,mpagoie saranno già intlipeo· deuti; ed a di,;tanze minori solo i comauda oti di sezionE· polninoo richi:unnre l'udito e l'f1tten1.ionc dei :oro soldati . - « Or se tutti questi

NOTIZIE MILITARI ESTERE

863 • comandanti conoscono perfettamente le intenzioni del capo comune, « lotti i loro atti porteranno l'impronta della di I ui Yolontà e tende- · • ranno nllo scopo cll'ei si propone quasi co-,i sicuramente come s'e!!li u potesse rra:imettcre loro istruzioni fresche ad ogni fo ~e <lell'ope~i • zi,)ne ». Al!'infuori di queste diretti,;e l'nllìciale non ha più. altra assistenza che le. sne cognizioni e In sua esperienza « poichè regole fìsse per « rnol' 1ment1 m presenzn del nemico ed azioni contro di esso non si « ·ponno sin liilil'e » . E sicc.om,~ un comandante deve adauare i suoi ordini alle circostanze del momeuto, il presente Hef)'olamento non solo gli lasciti la più ampia latitudine uella scelta dei m: zzi ; ma sct1rroudo i così detti ordini normali, incoraggia al mas, imo grado. I' indipendenza, del pewnero e In confiden :;a in sé stessi. ~fa per un $imile regolamento si richiedono ufTiciali ad ltoc ossia che ahbiano complet11 capacità di adempiere 31 loro mandato, sia come comandanti, :;ia come istruttori. Per fo re buoni <:omaodauti bisogneri1 sviluppare nei giovaui ufficiali il sc11timento della respoos:tbilità ~ rosa · nella ,quale l'odierno regolm11en10 ò rii valido ainto. - In quanto alle, capacità d'istrnire degli uflìciaii. pare sia un punto che fìn o ad ora i· stato negletto, poichè il regolamento stabilisce che <( i cònrnndanti di « corpo devono convincersi - prima d,e cominci l'addestramento di • campag~a - dte i capitani siano perfenamente ve1~sati in quautu • devouo msognare , . - Ma che capitani sarebbero adunqne cotesti , dei quali si pone in dn bl,io conoscano quelle elementari nozioui che :;'insegnano 11i soldati ? L'articolista del Times ri leva 11 011 poche rnend11 del libl'o, ma di carattere subordinato, e confida spariranno in una nuova e definiti\'.1 edizione. E conclude co l dire che ~e il rt!golamento nuovo non è perfetto è t:1l e, però da as~icurare all 'esercito inglese quelle qualità cni Moltke attri buì i gr11ndi successi della fanteria prnssi:ma nel ·1 8i 0: · « la iniziativ11 dei ca pi . in sottordine e lr, prontezza con eui ufficiali • ed uomini. sorpresi come rnrono d.~" feno111e111· nuon.· s,· adatlarono « a circostanze impreviste » . AUSTRIA UNGHERIA

. Fusione della truppa del genio con quella dei p·io11.1ieri. - Da i giornali_ militori rileviamo che la qu istione della fusione della trupp.a del .~en10 con quella dei pion ieri avri.1 presto una soluzione definiti \'a. A quanto pare S. M. l'Imperatore lta appro,·a to il progetto relati ,,o


8(ì.l.

NOTIZJE MILITA Hl RS'rE!rn'

compilato da u11n commissioM di general i sotto In presidenza del cnpo di stato m11ggiorc dell' esercito austro-ungarico feldze11gmeistcr barone Beck. progeuo di cui riportiamo le seguenti disposizioni: I due reggimenti del genio, i rruali comprendon o ciarnnno 5 bat1,1gl ioni sarebbt:ro 1ra$l'Orni:iti in ,1O battaglioni cli pionieri. Le unità provenieuti dal genio, aggiunte nife attuali truppe dei pio11ieri, sare!Jllero inca ricate in cnmpngna di tutti i servizi che fìnorn inc:ombono t:ioto alle tru ppe <lei geuio che a quelle dei piouieri. Uon tale fu sione, di cui n<>n si cooos(ono nncor11 e:sattamemc i pnrticolari verr~hbe faua gr11datn ther1te par ragioni finanziari e. N~llo stesso tempo, sa rebbe riordin:1to rn uuove bnsi lo stato maggiore del genio, <livideodolu iu ~ue ca lf1goric di ufficiali. Quelli dei fo rti ,·errebbero ad,letti allo stoto mnggiore dell'eserdto ed incar:c:iti io tempo di [)~ce, della costruzione dei forti e di tutti 1gli stud i che "i hauno auinenza, in tempo di gn crni, dell'attacco e •lella dif•!Sa delle pinle. Una seèondn c:11e0croria· fii ufficiali dello stato ma< n•iore del 1:)<reuio <:'>O verrebbe incaricata tiella co~lruzione degli edifici mililari e dell'esame dei progetti di costruzione di caserme per parte dei comuni, nonc:hi: della ~orvegliaozu dei lavori . Infine la mannteuzioue dei fabbrir:iti milit.1 ri cesserebbe tlall'cs;en; .iffi data oi corpi di truppa od n sprwial i rommissioni ammini"trati vP. o ne sarebbe incaricato un apposit,) per,-onal,1 d'nrnmioistrazione com1111$10 di uffici:tli del genio e di impiej!ati mili1:1ri tecnici. Collocamento a. riposo del {e/.clzP.nyme'ister d!i, ba1:one Salis Soylio. - A IJUeStO riordi1rnmentO del genio e dei pionieri p:1 re "ia ~Lrella mente col legat0 il colloc11men10 a riposo del feldzeug1neister barone di Sali :; Soglio, ispettore gellflrnle del genio il quale, a qwnuo a~se>ri~cono i giornali, si è mo~trnto recisameote avverso al progetto in tli~corso, progetto che ha tuttora 111olti a vver,rnri ,ja uelln st:unpa 1:liP. nel mondo militaré. Il feldzeugmeister ba rone di Salis Soglio è nàto il 19 febl,raio 1826 ;1 Cliur in Svizzera, fu nom iuato sottoleuente del genio nel 18:Hì cd l1a per,·orso in <fOe,;L'arrna tutti i grndi. · L'Im peratore, per ricompen~a rlo dei luoghi servizi re:;i, ha 11 rJi11a10 clie venga dalo il suo nome ad uno dei forti della piazza di Przemy~I in Galliz.ia di cu i egli ,i puù di re sia ::tato il creatoi"e. ,llclri na . ...:. S. )I. l'frnperatorc ha insignito l'arciduca Leopo ldo .Ferrl inando di Tosc[111:i-, :;ottotenente di va,;eello, della croc,i :il merito

NOTIZIE MlLITAlll ESTERI~

865

, militare per avere, cou grande rischio della propria vit~, salvato un marinaio caduto in mare e che stava per affogare. La decoraziooe ,·enne al giovane arciduca consegnata dall'ammiraglio barone Storueck in presenzo della squadra di ·manovra.

FRANCIA.

N1to1Jo tipo' di cannone a tù·o rapido pe1· la marina. Fin:ilmeote sembra adottato io Francia il tipo di cannone a tiro r~ pid0 per la fl otta . Una delle prime preoccupazioni del ministro Burdeau, nnll'assumere il portafogli della ma rina, è stntn appun to questa, di prendere uua definitiva ri;oluzione intorno ali ' nrtiglieria a tiro rapido, per la quale tanto vi\'a polemicn s'agita da molto tem po io Francia , e t.:mto vivace si rese alla Camern I' nltim[1 rliscussiooe sui credi ti supplementari. Finora la fonderia nazionale di 11uelle e le diverse officine della industrìn privata attendcvnno COlllernporaoeamente a trasformare in cauuoni a tiro rapido i cannoni modello ,J886 e ,J 8\),t, e a ,~ostruire parecchi ti pi di cannoni nuovi . Ora sembra che il ministro .Burdeau abbia deciso l' nnificazione dei tipi. approvando d'accordo coi servizi tecnici e coi rappresent11nti delle industrie private un cannone n tiro rapi do cli ~ O centimetri, il cui tu!Jo per la lunghezza e pel tracciato rnrebhe secondo il tipo della fonderia nazionale di 11uelle; e il sisLCma di chiusnrn e l'affusto ~econdo il tiistema Canet. Il ministro Burdean ha quindi stabilito di sospendere completamente all'officina di Ruelle il hivoro di tr:isformazione degli antichi cannoni, e sollecitare quanto più e possibi le la costruzione dei c11nnoni di nuovo tipo, rivolgendosi a tal uopo anche a tutte le officine dell' iudustria privata. Questa cleterminaziooc ha notevole import1mza, sia perchè risolve definitivamente una questione che era gi unta dentro e fuori la Camera al suo slilclio ncuto, e sia perchè si sentiva effettivamente il bisogno di sostituire con un ti po unico tutto il vecchio nrmamento della flottn , la cui varietà di tipi produceva inconvenienti gravissimi pel funzionamento e specialmente pc.I munizionamento dei pezzi . Cavalle·r-ia aUe manovre alpine. - Il generale barone :1erge, comandante designato all'arma ta delle Al pi, ha voluto sperimentare la 55 -

.1. :-INO X XX\'11.


866

NOT IZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

cavalleria nelle escursioni in rnontagoa. Gli squadroni del ·1" usseri, assegnilti per la durata d'un mese a quattro gruppi alpini, hanno superato i co lli e i passaggi più difficili dei .dintomi di Hriançon, rag<>iungeodo le altitudini di 2500, 2900 metri. '/' cav;lli di truppa hanno dimostrato una . straordinaria resistenza anche fra lH nevi, e fra le bn lze e i sentieri più scoscesi . Gli uomioi non lrnnoo su~it0 che pochi sini~tri accidenti; soltanto alcuni animali hanno pagato con la loro vita una provn che eni opportuno tentare. . L'incolumità derrli uomini s'è ottenuta col dar loro l'ordine di get~ . tarsi a terra non appena vedessero il cavallo adombrars i. I

GERMANIA.

Le ùpez·ioni d' fl1'1nata. - In data 27 giugno u. s. il principe.Leopoldo figlio secondogeni to del Heggente. di BaviHra è stato normuato ispettore della IV 11rmala ed il felrlmaresc1allo generale von Blumenthal ha lasciato questa ispeziooe ed assunto quella ~ella terza .armata, Cosi le ' cinque ispezioui d'armata dell'esercito gerr~amco r~sta,no :iffìdate ai generali nominati nello specchio seguente, ti qual.e 1.nd1ca ilnche la composizione delle <lette ispezion i e la loro se1fo prmc1pale.

_____ _ _ {

I Ispezioni i .

r·

arma t3 I

Il

II

I

III

Corpi d'armata

Generale Ispettore

I II IX X XVII

Princir;>e Alberto di

V VI XII

Principe Giorgio di Sassonia

Dresda

VII VIII XI XIII Genei·ale von Blumen-

Berlino

Prussia

Iv

j II I IV, I e II ba-

thal Principe Leopoldo di Baviera

V

I

Granduca di Baden

barese

I

XIV XV XVI

Se cl ,i

I!

Hanuovor

Monaco

Karslruhe

Il principe Arnolfo, ultimo figlio del Reggente e generale di fanteri.i, è stato uomim1to comaadantH del I corpo d'armata bavarese. Scuo la di f'ortificazione pe-1· sottu/fic:iali. - Presso la scuola di

fortificazione di Rerlino, ~tata istituita nel ,1888, venne recentemente

867 ripari.o per l'addestramento di sottuffkiali nei ll)vori di fortificazione. ,I sottuffìciali che frequentauo con buon esito ques10 corso, prendono la qualifica di Wallmeister, col grado di furiere maggiore. Essi . sono tratti dai battaglioni pionieri, debbono avere sei anni di servizio, dei qtiali tre da sottufficia le, e subire un preventivo esame di idoneità per essere a rn messi aI .corso. L' inse11nam11nto è fatto da ufficiali e da personale civile della scuola. . n sopra menz.ionata, ed anche da ufficiali in congedo e comprende l èorsi di: costruzione, macchine, fortificazione, topogrnfia, matematica, cogni'zi.oni tecniche, geo1Mt1ja descrittiva, teorie di servizio, lingua te. desca, telegrafia, disegno geometrico e plastica·. Ottenuta l'idoneità, i gottuffìciali rientrano ai battaglioni Hd a misura che si nH1t1ifestano vacanze, sono nominati Wallmeister ed ulteriormente promossi .1lla c:i rica di assistente- Pestitngsbauwartercol rango di ufficiale. Sono stabiliti in bilancio 2.65 posti di questi Wallmeister con stipendi da 1250 a 1550 m:irchi. 'Gli assistenti sono ripartiti come appresso: 1

1

Assistenti inferiori rii 2 11 classe posti 47 stipendio ,J500 rn. ))

•

,13

•

)~

47

))

2000 ))

))

superiori

2a

»

» ·19

•

l>

ij a

•

•

2520 » 3600 »

49

Sbarcv d1: supposti /'er'iti pe1· esercùazione. - Nello scorso giugno ebbe luogo a Kiel (ma esercitazione per lo sbarco di feriii, che non ·er.a ' mai' stata fatta dalla marina imperiale. Presenziava.no l'esercit:izione, stando a bordo del Kaiseradler, I' impera\ore, il granduca di Mecklembu rgo-Schwerin, l'ammiraglio, due vice-ammiragli, il generale- medico della marina ed il generale medico di laadwehr. · · L'esercitazione aveva per foodarneoto il supposto che la squad1:a formata delle corazzate: Feder1:co Carlo, Germania, PrinC'Ìlpe ìmpef'i.dle Federico 'il Grande, aveva sostenmo un combattimento ed era rientrata nel porto, dove, appena giunta, manda va Jrdine telegrafico a ,terra, perché fosse attivato il trasbordo dei feriti. · Dato il convenuto segnale dal KM,seradler, ciascuna delle dette navi scaricò 50 supposti feriti gravi rispettivamente sui sllgnenti vapori della :Nuo~a Compagnia di navigazione: Steùvmann, /3otticher, Gosslcr, Jtaybaeh; questi stavano ancor:iti in c1uattro diverse località: ponte


NO'l'IZIE MILITARI ESTERE

NO'l'IZ IE llllLl'l'ARJ ESTERE 868 Accademia di mariua, ponte presso il giardino del comrrndante di stazione navale, ponte Ghefìoo e ponte Barbarossa . A sorvegliare il trasbordo era1•i, su òascnn vapore, un medico ed un aiutante d'ospedale. Il trashordo dei feriti sui vapori era fatto cl:il persona le di ciascuua corazzata , e per portare i feriti dai vapori :i terra erano distrihuiti cinquanta soldati per posto con due sottuOiciali , più un buon numero di aiutanti d'ospedale e due medici che ri verlevano le fasciature e focevano quindi colloc:nr i fer iti nei c:1rri -arnbul.mze pronti nelle suddette loca lità, per il loro successivo trasporto uegli ospeflali.

RUSSIA.

Aumento di fanteria cosacca. - Il terri torio cosacco d<>l l<ubt111. oltre ai riparti di cavalleria e d'a~1iglieria a cavallo, ne fornisce pure di fanteria, consistenti in battagliooi cosacchi, detti batta!) liorvi J>lastuni di !~ sotnù~ (com pagnie) ciascuno; ripartiti' in brnaglioni tli 1° bando, i quali io tempo di p:ico si trovano in servizio allivo, e di 2° e 30 bando che si trovano in disponibihtil, cioè cogli uomini .ili,• proprie case, ma pronti ad accorrere ::d ia chiamata io pieno assetto di guerra . Fino ad oo-rri no il numero di 11uesti hat1aglio11i era di ·12, cioè 4, (1° "\.~) di 1° bando, 4- (50·8") di 2° ba ndo e finalmente 4, (90-12°) di 3° bando. Ora il Prikas 27 giugno (8 luglio), N. •158 del corrente anno, prc scri ve che il numero dei battaglioui di ·1° b:indo sia portato ù:1 .t a 6; cosicchè auu:ilmente questa fa nieria co:;acca consta dei seguenti battaglion i : 6 ( · .10-6•1) ùi ,t 0 bando; 1\,. ( 7°-1 O) , 2.0 ». ,i (~P-H 0 ) » 3° » ~

1

Sono cioil, 6 battaglioni io servizio iu tempo di pace e H impiega bili in càso di gtierra. . Venne inoltre prescritto che il numero degli uffici:ili dr.i battagliolll di 1o baudo sul piede di pace sia es:nale a qudlo portalo poi piede di guerrn degl i altri battaglioni plastuni , ciòè i3 nfficiali in Yece di 22. Ma·1w01·a d·i ca,calleria contro fanteria ed esercitazfone con JJOl· vere senza (umo. - I! giorno 8 (20) giugno il grauducn Vladimiro, comandante le l.ruppe della ci rco3crizioue militare di Pietroburgo e della guardia, nssiste\•a, nl campo di Krnsnoe-Selò, Ml una eserciw-

869

zion~ _eseguita da trnp pe del la guardia, e precisamente: una divisione di cavalleria con la rispettiva artiglieria (una batterfa a cavallo su ~ pezzi), contro un reggi mento fanteria sn I piede di guerra (·I 00 fì le per compagnia) provveduto di 3 hnllerie monta te sn 8 pezzi e di al.ouni squadroni di cavalleria (segnati) . Questa manovra aveva per Ì$COpo di esercitare la cavalleria ad attaccare la fanteria e l'artiglieria, e ffueste ultime a sostenere l'attacco -della cavalleria; e nello stesso tempo di studiare le formazioni di comBatti mento più adatte per le grosse unità di ca valleri:1 (brigate e di-visioni) nell'a ttacco con,tro fanteria nrmata del nuovo fu cile n piccolo .calibro. L'eserci ta1.ione venne chiusa con un attacco, eseguito dalla divisione -cava lleria su llll3 fronte di oltre 2000 passi (Hì squadroni in linea), .passando fra le file della fanteria e fra gli intervalli dei pezzi. Secondo il giudizio del granduca, espresso in una successiva conferenza, l'attacco fu condotto dal la cavalleria con grande rapiditù, ahi · litb e ri solutazz:1, gli squadroni essendosi spinti fino alle riserve più .arretrate del difensore (senza che un sol cavallo si rifiutasse) , e fu sostenuto dalla fan teria con fuoco molto disciplinato (a volontil e a salve) e mantenendo nelìe file ordine completo e calm:i perfe1tissima. Lo stesso giorno ebbe luogo nna esercitazione con tiro al bersaglio. Alla mnnovra presero parte due battaglioni con effettivo di guerra ed una haueria di 8 p1mi. li giorno seguente!) (2i ) giugno, il gr:iodnca assistè ad una e:;ercitaziooe wttica di due batt:igliooi contrappo,ni, uno della scuola di tiro -degli ufficiali e l'a ltro rlell' 87° reggimeu t~ fanteria, comnndato momentaneameute alla scuola stessa durante il temro del campo. Ad ognun'o dei battaglioni erano assegn.il.i due pezzi e uno squadrone. Questa esercitazione ebbe uno speciale interesse, essendo ambedue i partiti stati provveduti di cartucce co 11 polvere senza fum o. « Essa provò « èhe nd una versta (·1076 metri) di distanza, ed oltre, il, fumo della << nuova poh•ere è assolutamente iuvisibile, ma c!Je a distaozè più « brevi è possibile distinguerlo, qnautuntrue in modo assai debole. La « forza della detonazione è :i.Il' in circa eguale a quel la dell'antica .Poi' 'Vere, ma il rumore oe è più secco. Le ricognizioni e l'orientamento « durante il combattimento sopra un t,~rreno accidentato sono dive· « nute più diffici li, come pure la direzione delle truppe. Si è reso « più fn.ci le avvicinare il nemico senza essere veduti e la possibilità « di 'approfittare deilc sorprese è divenuta più grande ».


,'

NOTIZIE ,BI BLIOGR,\FICHE

NO,T JZlE BIBLIOGRAFICHE

a) Fucili. da guerra. La libreria E. Sarasino di Modena .ha pubblicato un fascicolo tlel capitano d'artiglieria Pistoj della scuola militare, intitolato: I sistemi di chiitsura e d'i, ripet,faione dei più recenti fucili da guerrn, e comprendente la descrizione dei sistemi Lebel, ~iiinlicher, Manlicher-1\fauser e Smith. .Le nitide incisioni che ornano il testo, il loro numero, la maniern con la qu11le sono opp~rtnnanrnnte distribuite nel testo, rendono facile la lettura di questo libro destinato certamente a generalizzare tra i nostri urticiali le cognizioni più esatte sopra il_ftlnÌionamento dei con. gegni di chiusura delle. arm·i .frimccsi, austriache, prussiane ·e svizzere. , La forma sintetica poi colla qnalé -sono esposte le funziòui dei vari i organi, l'esattP-zza del lingn11ggio tecnico adoperato, e la chiareiza della dizione sono pregi non comuni di que:;ta p1,1hblicazione, la quale se risponde allo scnpo che l'autore si è assunto, lascia però ·a desiderare che il medesimo sit1 completati> .coll'espres,ione di qualche apprezzamento, onde i,I lettore possa fa1·$i un criterio sulla bontà · relativa dei vari $istemi illustrati. b) Colombi viaggiatori. L'Am1naestramento di andata e ritorno dei colombi fatto in Itcilia ed i giudizi della stampa nazionale ed estera, considérazioni del cn-

valiere Giuseppe ~ialagol i, capitano del geuio, Roma, Società. Laziale tipografica editrice, ·I 89'2. - Tale · pnbblicaiione è stata provocata dal fatfo abbastanza strano di un giornale italiano, il Colombo rnessaggero,

871

voleva togliere il merito all'Italia di esser stata la prima in Eu.ropà ad effettuare ·alcuni nuovi · esperimenti di andata e ritorno con colombi, attribue.ndol;i alla Francia. Ora il capitano Malagoli rivendica efficacemente_;;!l'Italia il merito di esser stata la prima ad effettuare, . non_soltanto I suddetti esperimenti di andata e ritorno ma benanche di aver dimostralo che il colombo pnò fare grandi tragitti sul ma re e su ~uolo coperto di neve, focol1à queste negategli da<gli stranieri. In a~poggio alle sue. asser1.iooi l'autore dell'opuscolo pubblica il strnto. d1 .oltre_ una '. rentina di giornal_i italiani e strani<iri e persino amen,canr.' ~ai qu~h, oltre a risultare le prùve dei fatti, rilevasi pure eh.e I Iwl,ra e considerata la prima in Europa i~ fotto di colom!iicultq1·a applicata al servizio militare.

e) La stampa militare periodica

in Germania ed in Austria. ,(Con.timiazione)

. Un'altra importante pubblicazione tedesca é quella dei Neue rnilitii!'!sche Bliilte'.' che' sotto forma di un grosso fascicolo si stampano men~1tQJ.ente a D1evenov am Ostsee sollo la direzione (attualmente) di G. von ~l.asenapp. · -· _Que?~. p.ubblicaziont' risale al 187i, all:i rruale epoca prese il posto ,de! ·Jlfilitar-ische Blàtter, fascicoli di notizie militari conenti. I fascicoli attu.almente comprendono numerosi articoli ori"inali riflettenti_ qui_stioni di arte e storia militare, di tecnologia mDitare, di 'ge-0gral'w, d1 arte navale e spesso anche di politica e di attualilà. Vi sòno inoltre conispoµdenzc ·frequenti da tutti gli 'stati d'Eu;.opa Q da 1ualchn Stato exlra europeo, una ricca bibliogrnfìa (la rruale viene annualmente riassunta), una numerosa raccolta di piccole notizie ' militari ~i vario genere. _ Questa pubblicazione .ha carattere enciclopedico e tnie la sua imp~onta speciale <l:il grande-numero di soggetti trattati in ogni fascicolo e da.Il? b:evità dei )avori pubblicati, i quali se non riguardano soggetti Slotac~ di rado sùperano ùn mezzo foglio di stampa. . La natura di questo periodico è quindi tale che tutti vi possono trovare \l)Il articolo od una notizia che_li interessi, e ciò spiega la sua diffusione .verarnente straordinaria.


-,-,.,..---~---·--....._---:-:e-,---·..--------- ~~-

NO'l'IZIE BILJOORA FICIIE

872

NO'rIZIE BIBLIOGRAF ICHE

1 lavori di grande mole, e quelli di indole semi ufficiale lrovano il loro posto in Germania nei Jahrbilcher ffrr die deutsche A.rmee imcl Marine (Annali dell'esercito e della marina tedesca). Questo pubblicazione venne iniziala sotto la forma attuale nel ·1871 ed è anche essa il seguito di precedente pubblicozione trimestrale. Oggidì i fascicoli mensili abbastanza vol u:ninosi riuniti per trimestre, cost.ituiscono ogni anno quattro volumi completi. La direzione attualmente è tenuta dal tenente ·colonnello in servizio attivo Schnackenburg e la pubblicaz.ione ~ fotta dalla casa editrice Hath ùi Berlino. Come collaboratori in questa rivista, militarmente e scientificamente aristocratica, figurano i più noti cultori di arte, scienza e storia mililare quali il Boguslaswski, lo Scherff, l' lloenig, il Keim, il Verdy du Vernois, e si può Ji1·e che larghissima parte vi è fatta agli ufficiali del grande stato maggiore. Gli argomenti trattati sono ,tutti strettamente inerenti alle discipline militari, rotative alla guerra terrestre ed a quella marittimo ed una ~cvera crit,ica presiede alle pubblicazioni. La scelta accurata dei lavori da pubblicarsi, l'importanza cd originali1il della massima parte di essi, la cura colla quale non viene trnscuratu okun argomento di aLtualità, l'attenzione portata dalla direzione perchè non isfugga la minima incsatte1,Za, il carauern eminentemenle scientifico ed imparziale di tutti gli studi inseriti, assicurano a questi Annali uno dei primissimi posti nella bibliografia militare. La collezione dei Jahrbilcher rappresenta- indubbiamente sotto tutti gli aspetti l'irnportanle movimP,nlo della collura milit.are, che è venuto man mano assùgnando oll'esercito germanico, il primo posto che militarmente già gli, competeva dopo lo vittorie dell'ultima grande guerra. Nei .Tahrbiicher trova anche posto una ricca bibliografia, d.1lla quale abbiamo tr!ltto l'esempio por inserire un'analoga rubrica nella nostr:1

Rfoista, Mil'ita1·e. Questa bibliografia, dal titolo UmschatL in der Militiir Literat1ir comprende ogni mesij quattro parti: L Periodici esteri; 2. Libri; 3. Pubblicazioni marittime; 4. Indice delle pubblicazioni inviate con preghiera di fa rne cenno. ll capitolo l,iùr-i è un vero modello ,del genere, esso si occupn di recen$ioni severe di pubblicazioni militari. Può dirsi che nessun libro, militarmente importante, sia nell'ullimo ventennio sfuggito all'esame diffuso od· imparziale d1!i Jahrbiichcr, i

873

-quali costituiscono per questo solo fatto un prezioso sussidio agli ufficiali studiosi ed una guida sicura per seguire lo sviluppo vastissimo ed il progresso delle discipline mil itari. Non meno importami sono le pubblicazioni militari 111arittime tedesche. Sono notissimi i nomi della Marine Rwulschau (Rivista Marittima.) e degli Annalen der llydrograpltie wul 1m11·itimen Meteorolo,qie. La prima ha carattere militare-politico ed i suoi' lavori hanno l'onore cli freq uenti discussioni e traduzioni in Ingh ilterra e Francia. I secondi hanno impronta strctlamente scientifica e marinaresca, e dimostrano quale elevatissima coltun1 possiedono gli urficiali della nrnrina militare gennanica. (Continua)

cl) Bollettino bibliografico. I. Sommario delle Riviste militari italiane. Rivistn tCart·iqlieria e genio (giugno).

De Feo. - Sulla eompilaiione delle istn1Z1oni pratiche di artigliAria. Figari. - Sui danni nei bacini di raddobbo di Spezia o Taranto. San Martino. - Illuminazione elettrica nelle batterie da co~ta. Zanotti. - Strnmenr.o completo per levate a vist.1. - ~focel\anea. - Notizie estere. - Uib liografìa. Rivista di (anteria (luglio).

La marcia a pied i. Lettere -sul n:golamento d'esercizi per la fonleria. - Il fuoco di fucil eria nei poligoni (con una tavola). La fanteria di linea, La vittoria di Vionville-Mars-la-Tour. Varietà: Il velocipede nell'esercito francese. - Statistiche militari. Cronaca: E(JUipaggiamento. - Forza degli eserciti. - Armi portatili . Ginnastica nelle ,cuole. Rassegna della stampa militare: La neutralità della Svizzera.

lJivislli maritt:irna (giugno). Soliani. - Sulla resistenza al moto delle navi. Pra~ca. - La marina da guerra di Casa Savoia dalle suo origini in poi.


874 ,

NOTIZIE HlBLIOORAFICHE

Gerra. - Le reti parasill!ri. Br:n;etta. ..i Int-0rno all'Africa . Salvati. - Vocabolario di polveri ed: esplosivi. Cronaca (Repubblica Argentina, Austria, Chilì, Danimarca, FraMi:i, Germania, Inghilterra, Messico, Olanda, Portogallo, Russia, Spagna, Stati Uniti, Ttinis:a).

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

875

- Le ./()urnal des· Sciences militaires di luglio porta 1 seguenti capitoli <!elio st.udio del Lerval sulla strategia: XYill. Nécessité de la détermina tion des relat.ions entre les unit.és ' .'.Hl point de vue stratégicJ11e. XIX. Possibilité de constituer la Science de la guerre. XX. l\léthode rationélle. ·

Giornale medico del R. esercito e della R. nwrina (giugno). Brancaleone. - ,Grande ipnotismo in un militare. ~fondini. - L'illuminazione del campo di battaglia. Rivista medica (notevole una nota sull'influenza). » chirurgica (Primi soccorsi ai feriti). » ocu listicà. » anatomica e fisiologica. » dermosilìlopatica. di tecnica e, servizio. medico mil itare. » di igiene. Bibliografia.

2. Organizzazione degli eserciti. La Revue milita.ire de l'Étl'an.ger pubblica un com,pleto studio sulla costituzione delle truppe de~ genio nell'esercito ni.s.so (luglio). - lnteressant:i co,nsidernioni sullo svilu ppo e sullo stato ait.uale del!' Esercito austro-ungarico leggonsi sullo S 1re//lmr (ago~to). - Interessante a leggersi è il programma di i~truzione pei volontari cieli' esercito svede,çe contenuto nei Tidskrift della Konigtiche Kri,qsvetenka.ps Akarlcmiens di Stocldwlm. · - Dei miglioramenti da introdursi nel servizio del 11·eno nell'esercito gerrnanico trntta la Deutsche Heeres Zeitw11g nel suo nurnei'O del ~{0 luglio.

3. Strategia. La Re1iue militaire de l'Étranger si· occupa nuovamente del nuoro canale fra, it llfa.r del Nord ed ·il Baltico segrnllandoue l'importanza di front.e all'aumento della poténza navale della Ger·mania (giugno).

4. Tattica. . Il .Jou;·nal des Sciences militafres (li1glio) contiene i nteressanti considc.ràzioni sul fuocd di fcinteria nella difensiva. - Sulla Internat-ionat RevwJ di luglio legge~i un notevole studio sulle posizioni 111.ilitari con applicazione a quella di St-Prival. L'argomento è svolio con ranta concisione e d1iarezza che non pos$iamo trattenerci dal ri11ortare qui un brano ·di qnè:;to studio. llfouveinmt rétrograde de l'année française d l'issue de la. bataille' de Rez-onville: « La nuit venue, les Français étaient rnahres du charnps de bata ille; « l'étendue des pel'tes, 17,000 hommes hors de combat, témoigne de ·« l'énergie de la lutte de leur còté. Les perlcs des Allemands élaient encore -« plus considér:ibles. Urw grande confusion devait régner dans les corps 11 'qu'ils avaient successiv<'mcnt engagées. Dans cette sit.uat.ion il n:y avait -« que deux. partis à prendre pou1· rètnblir !es communications de J'armée ,« avec l'intél'ieur: ou attaquer l'ennemi et le rejeter de l'autre còté de' la « l\fosel le, ou se dérober par une marche rapide vers Briey, dans la direction «' du noni. Toute hésitation, tout. ret~rd devaient etre falals, car ils per« me1taient aux.. Allemands de s'établir sur la ligne de retraite des ·'(\ Français, ce fu t là le. rnoment décisif de la campagne. - « La première de ces combinaisons ne se présenta pas à l'~spl'it du « maréchal; il n'en est foit mention ni dans son mémoire justificatif, ni « dans le rapport que le soir mè du ·Hì il expedia à l'Empereur. O.o n'y . ~ trouvè également aucune trace cl u projet de mareher s11r Briey. « Il se dégage de ce rapport que, dans rappréciat.ion dn maréchal il"va - « se replier sous Melz et ne reprendre sa marche qu'après le ravitaillement< « de l'armée. « Ainsi ce n\)sl pas la crainte de ne pouvoir s'ouvrir la route de · « Verdun qui arrète le maréchal, mais se~lement la pénurie- des vivres « et. des munitions.


876

NOTI'l.JE flIB LIOGRAl'ICHE NOT(ZIE lll 8LIOGR1\ FICHE

« Il a. élé élabli dcvant le conseil de Versailles en 1873 que !es muni-

tion's eLles vivres étaient suffi$ant pou r continuer la marche. « Le marécha] le reconnait du reste dans son interrogatoire, et il rejelle « sur 11 0 défau L de rédaction !es assertions de sa dépeche au sujet du « manque des vivrc:;. « Dans ma pensée, dit-il, ce n'éLaient pas )es vivres qui rnanquaient e mais il fa llait lfls distribu~r dc fo çon à ce que Ics hommcs aient deu; ~ ou l.rois jours des yi vres dans le sac, de manière à nous débarrasser de « notre immense convoi'. » e L'assertion du maréchal relative ù la péuurie dcs vivres allait recevoir • un démenti .' Un~ parlie des voit,ures du gmud quartier général avaient « été décbargées dans là soi rée du :1.6, soitcn verlu de l'ordre de licencie« ment, soit pour perrneu.rc d'évacuer sur Melz le:; blesség de la jou rnée. e Dans le mou,·emcnl rélrogràde exécutk dans la matinée du 16, on ne « prit aucuac 111esure pout· distl'ibuer aux troupes ces deurécs qui avaicnt • élé déposées aux cnvirons de Gravelo\te cl au moment où l'on abandon-· « na1t celte posit.io11, on dut y meLli·c le fe 11 pour éviter c1u'clles ne 1om • bassent aux rnains de l'enuemi. « Dans le_procès-ve1·bal de pcrte dressé à cette oc.casiou 2,003,000 « rations de vivres de 1ou1e espècc, doni 50,000 rations de biscuits cl o: 625,000 ralions de sei, fu rent ainsi détl'uites « Les fa its qu i précèdeu1, ayant élé porlés a la connaissance du ma« réchal, il a répond u : quc la vraie cause dé1erminan1e du mouvement « ré~rogntde q11 ' il a ordouné a élé la dis,émination da ns laq11elle se trou« vaient les corps clan~ la soin:e du 16, et q11'il n'a pas crn, au point de « vue tactique, devoi r remettre l'a rméc on marche suns nvrir ré1abli « l'ordrc. D'après lui, le mouvement cn arrière du '17 n'a étéqu'une recl.i« fication de In lignt dc batnille, dans le bu t de rccevoir daus de meil« leures conditious l'enuemi, s'il se prcscn1ai1.. « ~e rnaré~h al a ajouté clans ~in autre moment ciue le mouvement sur « Bney aura1t nécessilé une conversion de l'armée, et que le convoi n'aurait pas pu su ivrc. • Ces raisons - dit le général Pourcet - eussent-elles élé suflisantcs « dans les conditions ordinaires dc la guerre, ne peuvcnt justifier la dé« termination du maréchal dans cc momenl aussi critique, alors qu'il n'y « avait pas un momcnt à perdre pour conscrvcr sa lignc dc retraite. e [~. L'année s'établit SIH' la l(qne Rozérieutles-Saint-Privat. - Après « avo1r annon(;é à l' Ernpercur qu' i1allait s'établir sur la ligne Vigneulles« Les:;y, le maréchal hésita devant l'exécution d'un mouvement rét.rograde « aussi prononcé, et se dét:ida à occuper le lenrlcmain '17, une po;ition «

877

e in.termé<liairc 6n avant du vallon . <le Monvaux, cntre Rozérieulles et « Saint-Privat. Sa détermination de rent.rer sous Mctz était. déja bien « arrctée dam sa pensée; car après avoir dicté les ordrcs qui allaieut

, reporter l'armée sur ses nouvelles positions, le maréchal s'adressont « à dAs officiers dc son état-major· leur dit : « Si quelqu'un d'eutre vous « voit quelquc chose de mieux à faire, je suis pret iJ l'ecouter. « il fout sauver l'arrnéc et pour cela rev1::nir sous l\Ietz. » «

Dn reste,

Celle réOexion qui laisse voir le fond de sa pcnsée n'éiai t guère e~

« concordance avec une dép(\che qu 'il adressa i, l'empereur, nu cam p « de Chùlons, le i7 aoù t à « extrait: «

4'• 28 ' soir et don L nous <lounons un

.J'oi établi l'armée du Rhio sur Ics position.; comprises entre Saint

« Privat et Hozériculles, je ponsfi pouvoir me rc~ettrc eu ma1·che après e demain, en prcnau t la dircction plus au nord dc façon à venir déboucher « sur

la gauche dc la position d' Haudirnont, dans le cas où l'ennemi l'occuperait en fo rce pour nous barrer la routc de Vcrdun et pour éviter « des combats inutiles qui relardent notre marche. » e Le pa rti auqucl s'l;rrelail le maréchal rendait bicn difficile l'exé« cution des projets ùe clépnrt. qu' il commuuiquait à l' Empereur. Rn « rcportant l'armée cn arrière des positions qu'elle avait conservés la , veillc, le maréchal laissait à l'eunemi tou te focililé pour venir s'établir « sur les roules d' E1aiul etdc Briey. De plus, loin dc diminuer !es chances « d' un rencontre,sa résolution rendail un co mbat inévitab)e pour s'ouvrir • un passage dans ,le 11ord. Le mouvement, du '1 7 n' a-t- il été qu' une « mesure préparatoire précédant la ren lrfo de l'nrmée sous .MeLz'? Ou, « commc le maréchal l'exposc dans son mémoirn justiOcatif, en s'établissant « sur les positions d'Armanvillers, se propòsait-il de livcr une bataille « défensive dans dc bonnes conditions tnctiq ues pour cléboucher vers le , nord après avoir inOigt: à J'.n~versa ire de grandcs pertes ! « Telle est !'alternative clan , Jaquclle on se 1.rouve piacé. « Si le.; avis qu' il adre:;se le 17 au soir à I' Empe1:eur; si la m1ss100 « 'r1u'il donne on rncme temps ù l'inlcndant en chef Dc Préval d'nller pré« parer des vivres à Louguyon et sur la lignc des Ardenne:;, semhlent « témoigner dn dé:iir de s'éloiguer dCI l\fetz, le res1e de sa conduit ne cot·• respond nu llement ù cotte détermina tion. Les ordres qu'il donne pcn• dant les jou rnées du 17 et du i8 peuvent seuls indiquer tJuelles ét.aient « ses vérita bles intcntions. · • S' il eut élé réellement dans la perisée du maréchal rie reprenare sa « marcite ver:1 l'inlérieur, tout l'inlérct de la position eut été pour lui « à la droil dc son armée, cote.i par où il devail déboucher et qui présene


,, NOTIZIE llIBLlOGRAFICf!E

87S

·NOTIZIE B1BL10G~AF1CflE

t~it 1~ posirion là . plus facile. Il y aurait piacé ses 1neilleures troupes, reserves, sa cavalerie. A11 lieu de cela, nous le vovons établir snr « le platflau de Saint Prìvat, la clef de la. position, le co.rps du maréeha_ « Canrobert, corps très éprouvé dans la journée du 16 et resté fort · in«· coinplet, aree une 8l'tillerie trés réduite, sans aucun pare, sans meme « d'outils pour s'établi11 solidement sur le tei-rain. · « Quant. aux· réserves, il les ·dispose à la gauche de son armée; sur !es .« hauteur_s' di(ficHement abordables dc' S.aint Quentin que couronnent « .des fort1ficntions permanentes. S:i cnvnlerie réleguée dans le fond du « v:illon de_ i'lfon v4ux, se trouve forcément clans l'inaction; lui-meme porte « son cr_uart1er générnl Pl_appeville. Ces·dispositions, bien loin d'incliquer • .un depart de ~felz, temo1gnent de la crainle de voir l'ennemi se glisser « entre la piace et l'armée. « fil. Ba/a-i/le de Sa.int .Privai. Pendant la journée du ·17. l'armée « s'établit en ba.taille sur !es eretes qui forment. à l'ot!est In berge du « vallon de Monv,oux. Sa gauche s'appuyait au ravin de Rozérieulles· «' sa. droi te s'etendait jusqu'au delà du village de ·Saint Privat, point cui~ « mmant du terra.in ent.re l'Orne et la l\foselle. C'est. en arrière de Saint « Privit rrue se déra.che du plateau le contrefort du Saint Quentin, encadr{! « ~a l les vallons de Monv:uix et de Saulny. II étaìt de la plus haute « 1mportance. dc demeurer maitre de là naissa.nce de contrefort, car le « rnouvement, de 'concentra'lìon que préparait en cc .m0mept menlC le ma·« réchal allait. ramener l'armée sur Jes lia.uteurs de Saint Quentin, et la « p.ossibilité de reprendre la marche vers le nord était subordonnée à la « pos_session du .,:cui débouché sur le pla~eau cru i allait rester entre ]es « mams des Français. I.l était dillìcile que ces con,;idération échappas$ent e, au maréchal; si rien dans les disposi ti on:;; qu'il ordoune, n' indique la « resolution de dNendre ù outranee les positions occupées pàr la· droite de « son armée, comment expliquer sa conclu.ite, si ce n est pas. la. pensée « anetée dans son esprit de ne pas quit.ter Metz? · « l V. Conclusions. - On peut \:1011c affirmer què I,) maréchal Bazaine :« ne s'est pa.s préoccupé d~ rechercher la •valeur $ti:atégicrue à attribuer « la posi ti on de Snint Privàt; qu'jl a eté miì par le seul désìr de se « so11straire aux étreintes cles Allemands en l'estant. à Metz. » - Interessanti discussioni sul tù~o normale rU guerra dell'artiglieria da can~pagna delfosercito austriaco occupano i· numeri delle Reicltswehr della secon>~.a qllin<licina di luglio. ·«

« ses

:ì

·

,

à

•,

5, Storia miiitare.

- Una critica-acerba delie operazioni della cauallerùi tedesca e del fun~ionamento dei vari comandi neì giorni 15, '16, '17 agosto 1870 leggesi sul J.ounwl des .Sciences Militaires. Jt interessantissima da leggersi tanto più · che l' A. conclude in questo modo : . . e< Le général Denécaga.ix, clans la guerre moderne, après avoir mont.ré - « !es prussiens doivent Jeurs vict.oires moins au génie de leur chef èru'à « une application logigue des règles de l'art de la guerre, a.j'oute: « Cette « logique com me leur sens pratique; com me leur esprit de suite... nous « laissent loin des combinaisons grandioses et d,es inspirations de Na' poléon Ier. lei nous sommes en présence d'une rnachine remarquable« ment montée, dont !es rouages, parfaitement agencés, fonctionnent sans « effort... Les ìngénieurs qui la dìregent leur font produire sans difficnlté « le.ur maximum d'elTet ut.ile » . Nous avons vu que les 15 et 16 aoùt la «· machine a été 1,oumise à bien des frpttements, à bien des à.:coups ;· elle • « a été en grand péril, et son effet utile a été nul, mais les rom:iges étaient si . . ,.,· p:trfaitement agencés que rif~n Ii'a et,é brisé. · · ,, « p nous pa.'raìt ré:sulter de cetté étude que ]es Alle,mands doivent . . t assez peu de reconnaissance au commandement prussien pour sa di: « rection des opérations !es 15 et -16 aoùt; il est de plus instructif pou1· « ,no.us de constater que !es machines !es mieux moutées n'ont pas toujours « un,fonctionnement irréprochable.; et puisque, disposant d'un méca« nisme admirablement perfectionné, l'état-major prussien n.-eu malgré « la victoire des défaillances, il n'est pas surprenant que le notre, si mal « òutìllé, · n'ait p~s t.oujours été iì ia hauteur cle sa tàche étant ' «· va.incu. « Loin de nous dans ces quelquel'- lignes la prétention d'ébranler le · ( piédestal que s'est érigé le grand état-majo·r prussien, mais nous avons « commencé à en atU1quer curie11sement la surface dam le but de dé( couvrir, après un examen plus étendu, s'il est ou non en faux gra.nit: » - Interessantissimi per la storia sono ì documenti pubblicati dal Mililiir Wochenblatt nei numeri 64, 65, 66 e tratti da.gli arch ivi del Mini. stero della guerra prussiana circa la batta,ql·ia di Pariyi del 30 marzo ·1814. Avevamo già accennato a tale pubblicazione .nel pas5ato numer.o della Rivisiti,


'.

· 881

NOTJilE BIBLIOGRAFfCHE

NOTIZI 8 I.HBLIOGRAFICIIE:

....,... NotiamÒ fra le pubblicazioni recen.ti ltJ seguenti: - Becher. - Federico [[ come principe ereditario a Neu Ruppin '173,!i, , t7t.1,2. Berlino, D,inke_r. - *\ Il Piano di gueri·a di J}[oltlce nel 186~ e la sitìiaziòne di Benedek del 30 giugno e al :l 0 luglio :l866. Berlino, Luckhardt. · - Compendio delle due giierre di Sle.~ia. - Monaco, Bek. - Con carta , d'insieme e sc~izzi delle bauaglie di Molvitz, Cotusitz,- Hohenfriedberg, Soor e Kesselsdorf. . . . - Coin71endio della ,guerra dei settb tinni. - Monaco, Bek. - Con carta del terreno comprendente: Pavia, Praga, Kollin, Rosbach; Leuthen, Zorndorf, Hockirck, Kunersdorf, Liegnitz, 'l'orgau.

La casa A 1·ta1'Ì-O l1a pubblicato nlJa scala di '1 a 6,000,000 u.na co rta ,delle ferravi.e de lla Riissia europ1Ja e dell'Asia mino1:e còile diciture in -slavo, in tedesco cd in francese. - L' istitu.to geografico di Weimar ha messo in YCndit.a una carta del.l'interno dell'Africa assai accu rata; essa, comprende la zona limitaÌa ·· dal. 19° di lat. su·d e dal H O lat. nord, cioè: i territori compresi nelle_ sfere d'azione tedesca, inglese e portoghese, lo Stato del Congo e Falto Nilo. - Notizie snt Dahomey militarmente interessanti troviamo sulla Rm;ue .~u Cercle MilitaÌl'e del 24 luglio.

1 '

8. Marineria. ~- Tecnologia militare.. - Uno studio originale del capitano francese Tlchard sulla resistenza òell'aria e sulle sue leggi rispetto al movimento dei corpi dotal.i,di velocita iniziale trovasi nella lleviie d'Artillerie di luglio. - Sulla ,medesima Revue. havvi pure· un& descrizione del fucile ilfannlicher da millimetri 6,~, con considerazioni sulle sue qualità balistiche. · - Leè1'l:> rnesi sulla Rer11e d' Artillerie la traduzione della memoria del Longbridge: Siill' applicazione delle mw:ve polveri ai cannoni di grande potenza. · - Considerazioni sul servizio aerconautico sulla Deutschs Heeres Zeil1.rng N. 58, n9. . . , __.:. L' Anny an~. Nav:1/ Journal,- e il Jfilitiir W ochenblatt del 30 luglio, i·ecano notizie sugli esperimenti esegui ti a Brooklin con un cannone sot~ toma.rino invéntato dall' ingegnere .J. - Ericsson. - - Molto interessante abbiamo trovato il libro, di cui si è di recente ultimata la pt1bblicazione dal Uatsch di Berliro coi titolo: Storia e _geografia delle ferrorie tedesche di . Mayer. ·

7. Geografia. .Colonie. Viaggi. La difesa delle còlonie aiistraliaiie comincia ad interessare gli inglesi; ~e ne hanno notizie sulla Army and Navy Gazette del 30 luglio. : - Importanti considerazioni sulla costituzione di un, esercito coloniale leggonsi nel Progrès Militaii'e (2a quindicina di luglio).

Interessanti note su Ila marina eia guen·;, e mercantile austro -1mga. 'fica leggonsi sul.la I11temational Rcvue ii.ber die _qesmnmten Armeen wul Flotten , di luglio. - Del pari interessa nte è lo studio ivi contenuto sulla 7,otenza marit#ma francese. , - Della probabile evoluzione dell/l mariner'ia trat.ta l' Anny and N(wy Gazette nei suoi numeri di luglio sollo il titolo: The 11:arships of the future. . - Pel programma dettaglinlo delle manovrn navali frnncesi nel i\1editenaneo e nella Manica, vedi Avewir ~1ilitcrire del 2fi e 29 luglio .

9. Politica e diplomazia. Schlief - Der Friede-i'n Europa, Lipsia Veit. La pace eu ropea è considerata in questo libro sotto il punto di vista economico e sociale. . Alcuni capitoli di questo libro· hanno tina import.anza grandissima e meritano un'attenta lettura. Notiamo fra i principali: La soliclarieti1 d,egli interessi sociali cd il diritto popolare in Europa; La guerra come elemento naturale e sociale; Stabilità. In quest'ultimo, sono esamina.te varie quistioni politiche, quella d' Orienle, quella dell'Alsazia e Lorena, quella dell' Italia ineden1a, quella della costituzione politica clell'impel'o austro-ungarico. Tutte queste interessanti questioni sono esaminate scientificamente ed imparzialmente dal punto di visl::i .sociale. Si~mo i:erti che pur non convenendo con 111olti giudizi dèll'autore, i lettori di questo libro saranno colpiti dalle origin'alità di talune deduzioni e conseguenze e dall'intrin~ico va lore ~cientifìco dell'opera,


NOTIZIE BIBLIOHRAFIOHE

La Revue du Cercle militaire ha pubblicato nei suoi numeri del 2~ e 31. luglio la tradur.ione di uno studio militare comparso sulla Nuova Antologia relativo alla neutrali tà della Svizzera ed all'opuscolo che sotto questo titolo fa parte della Biblioteca minima popolare.

IO. Letteratura militare -

Varietà.

Interessante studio psicologico ·sulla d,iscipl'ina leggesi nello Stl'ef/leur di agosto. - Abbiamo ricevuto da Rio do Janeiro i primi numeri di una nuova rivista militare col titolo: Rcvistlt da Commissao Techn,w Mihtar Con· sultiva. Questa Co mmissione creata nel luglio ·189·1 ha intrapreso una pubblicazione, che auguriamo prosperi e sia di efficace aiuto allo sviluppo delle cognizioni militari nel Nuovo Mondo. Ecco il sommario del 9° numero: . Artilhai'ia de campanha, por F. C. da Lin; Carabinas de Ce 6rnm,5, por J. Prrença; Um fuzil moderno, por A. J. Vieira Lcal; Commissao Tecnhica Militar Consultiva: Experiencias co'm fuzil de repetiçao; Correio militllr estrangeiro; Collaboraçao, por Moreira Guimaraes. - Il progl'arnrna dettaglialo delle manovre del 60, 9° e 12° corpo d'armala francese leggesi sul!' Avenir mititaire _del 26 luglio. - Pel' le mano-vre del 16° corpo vedi Progrès militaire, 30 luglio. - ,Il programma delle manovre e~tìve del!' esercito russo per l'anno i89i è compendiato dal Militar Wockenbl,att nel suo numero del 27 luglio. ;_ La casa Babenzien di Rathenov ha pubblicato lrc interessanti 1·0manzi storico-militari di Tanera coi titoli : In te1hpi difficili - I dragoni di Savoia - Gli ussctri di Baranyay e di Szekely. - Un dizionario militare russo-tedesco è stato pubblicato dal Mittle1' di Berli no, esso è opera del prof. Kodt·ansky della R. accademia militare bavarese. - Un romanzo milita re umoristico tedesco di Winterfeld eol titolo: Gross-Busekov ha avuto la fortuna di una seconda edizione - Jena Costenoble. Per la Direzione L onov1co C1soTTI Maggiore M.. M.,

DEMAR CHI -CA R LO,

gerente.

inuaricato


ANNO

XXXVII

RIVISTA. MILITA.RE ITALIANA

DISPENSA

XII. -

1° SET TEMBRE 1892

ROMA VOGHERA

E N R I CO

TIPOGitAFO•TWITOIITi


·SOIDIARIO

IL

delle mitterie contenute nella presente dispensa

SISTEMA OSPITALIERO MILITARE IN ITALIA E LA SUA TRASFORi IAZIONE , IL SISTE~'.fA OSPlTALIERO .MlLlTARE IN.ITALIA EL,~ SUA TRASFORì't(AZfONE. - O. Maestrelli, nuiggiore medico Pllg. 883 L'ADDESTJlAMENTO DELLA FA NTERIA. - Bonati Rinaldo, fonente .22° /imteria , . . . . . . . . . . . . » 905 L'ESERCITO FRANCESE. (Continuazione) -:-- Angelo Schenoni, ctipitano . . . . . . . . . . . IL TALENTO \HLITARE. _E. Rabbini, capitano. NOTJZ.rn POLITJCO-.MILIT.-\lU ITALIANE

· » 956

·NoT1zrn MILITARI ESTERE: a) Il Luzienst,!ig .

• 960

b) Piccola cronac~.

, 967

NOTJZlE . BIBLIOGRAFICHE

» 970

I. ' ' È noto come il soldato che cade ammalato ·- qualora non possa accedere, per' ragioni di luogo e di opportunità, Ii.è agli ospedali militari, nè alle infermerie · di presidio, funzionanti esattamente come quelli - viene ricoverato negli ospedali civili, ed a tale scopo l'amministrazione militare ha contratti in tutt11 Ital_ia con non meno di · 500 di tali luoghi di cura. Per dare un'idea della portata del fatto , poterò che .la media annua de' soldati accolti negli ospedali civili per il decen1110 1881-90 ammontò a 15,534, su 91,578 militari accolti negli ospedali in genere (militari e civili), ciò che equivale alla elevata proporzione del 17 °/ sul totale degli ospitati. Quasi. '/ . de' soldati entrati negli stabi- , limanti di cnra - a parte le infermerie de' corpi, da.lle 'quali faccio astrazione per la loro secondaria import;anza - viene accolto dunque negli ospedali civili, ciò ohe rappresenta, ·a parer mio, un complemento ,assai difettoso del no· stro sistema ospitaliero militare. 0

·• !ì6 -

AXNO XXXVII.


I E LA SUA TRASFORMAZIONE

Nè il fatto accenna a diminuire, quanto sarebbe necessario, poichè quel 17 % annuo medio fu per il quadriennio 1881-84, 16,4, per il triennio 1885-87, 17,5 e per il triennio 1888-90 1.5,6 °/ I nnmeri 16,4, 17,5, 15,6 non rappresentano davvero uua decrescenza rassicurante dell'espediente che mi piacque di qualificare subito come difettoso, e che perciò bramerei veder ridotto alle più possibili esigue proporzioni, e nel più breve tempo possibile, contrariamente a coloro che vorrebbero invece vedere oggi affidata tutta la ospitalità militare agli stabilimenti civili di cura, nella lusinga di realizzare ragguardevoli econom1e con la soppressione, o quasi, del corpo sanitario e degli ospedali militari. Che poi la ospedalità militare nei nosocomi civili sia davvero un complemento ·difettoso, per vari riguardi, del nostro sistema ospitaliero militare è ben facile cosa dimostrarlo. Prima di tutto soccorre il fatto della mortalità. Dalle due Relazioni medico-statistiche s·ull'esercito per gli anni 1889 e 1890, ultimamente pubblicate, risulta che la m_?rtalità de' militari fu

Ciò sta a dimostrare luminosamente un costante e non '.lieve -eccesso di mortalità militare negli ospedali civili, in confronto di quel!a eh.e verificasi negli stabilimenti militari ,pi cura. Tale eccesso, in quelle due relazioni, vuolsi attribuire principalmente « al fatto che ne' presidi sprovvisti ·« di ospedali militari e infermerie di presidio s' inviano .- ·<< all'ospedale civile locale solamente gli ammalati gravi, ·« non suscettibili di trasporto ; gli altri sono, di 1·egola, -<< inviati sempre all'ospedale militare più vicino >>. Io ritengo però che, se . tale ragione può essere, tutto al J>iù, un'attenuante della elevata mortalità de' soldati negli -ospedali civili, non può renderci conto di tutto il fatto, per tre validissime ragioni : 1° Perchè non è così assoluta la legge che sopra, essendo ·notorio anzi come negli ospedali civili s'infiltrino facilmente ,quei soldati neghittosi, che, con la scusa di mala.t tie, sot, traendosi alla diretta sorveglian'Za dei superiori, intendono . schivare le fatinhe del servizio, carpire licenze di convalescenza, stabilire antecedenti fayorevoli ai loro scopi non corretti: 2° Perchè, malgrado quanto ne dicono le due relazioni ·sopra ricordate, , anche negli ospedali civili vengono accolti di quelli ammalati lievi, che non dànno mortalità - come · -0ftalmici1 venerei ecc. - e che, essendo trasportabili, a ri.gore di quanto è detto, non dovrebbero essere inviati in que· luoghi di cura non militari: e notisi bene ohe ciò av.viene in una misura niente affatto trascurabile, poichè, da un computo fatto per il settennio 1882- 88, gli ammalati di ~quella categoria ammessi negli ospedali civili salirono alla non lieve proporzione del 7,3 °/ sul totale degli entrati; _p roporzione che, secondo il · ragionamento delle relazioni, .avrebbe dovuto essere == O. 3° Perchè infine, se non vi fosse altra ragione della , ;elevata mortalità dei soldati negli ospedali civili, che quella ,a q.dotta dalle relazioni ricordate, la rapida, regolare 'decrescenza che verificasi di anno in anno della mortalità sui nei nostri ospedali militari - e che fa tanto onore

0•

'

Su 100 usciti negli ospedali

Nell'ànno 1885.

'

885

lL SISTEMA OSPJTALIERO MILITARE IN ITAl,IA

884

,.

1886.

"

1887.

. :

Ne"li ospedafl civili

per

civili

ogni morto negl'i_ . . ospedali mthtan

16,8

26,7

1,6

15,3

26,4 .

1,7

14,4

21,1

1,5

militari

I

))

1888.

14,9

21,9

1,5

))

1889.

12,7

21,1

1,7

1890.

11,7

21,3

1,8

))

.,

Nel sessennio in media

-- - -- 14,3

23,1

0

·- -1 1,6

.Il


886

' IL SlljlTEMA OSPITALIERO MILITA.RE IN ITAf:,IA.

al servizio che vi si compie _:_ dovrebbe trovare il suo riscontro anche nella m ortalità dei soldati cnrati negli ospedali civili; ciò che le cifre di sopra 'pr odotte non indicanoa:ffatto. · Lasciando dunque da parte la ricerca di tutte le vere e complesse ragioni della eccedente mor talità militare nei. nosocomi civili, la quale divagher ebbe troppo dal soggetto che m i sono proposto di ,trattar.e, io ritengo eh~, coneesso pure il voluto valore alle attenuanti del fatto m~sse innanzi dai rapporti medico-sta,tistici uff}.ciali, il riconquistare agli ospedali militari il ;naggior numero possibile dei soldati che oggi si inviano in cura nei più svariati ospedali civili del regno equivarrebbe a deprimere - con grande vantaggio· umanitario e sociale -- la mortalità gen:erale dell'esercito. Vie.n e second9 il fatto econ omico ad appoggiare la mia tesi, ed a toccare invece , nel vivo quell~ -degli odierni sostenitori della trasformazione civile del servizio sanitario militare in temp o di pace. Un conto semplicissimo, fatto i:p. base della degenza . media, dei soldati negli stabilimenti . militari di cura e n egli ospedali civili, nonchè del costo medio in quellì ed in questi della, giornata di cura, serve ottimamente al mio seopo. Dalle Relazioni medico-statistiche :/ulle condizioni sanitarie dell'esercito si ricava che, rig uardo a degenza media. individuale degli. ammalati accolti, ospedali militari e ei vili si equivalgono, risultando essa in media, per il sessennio 1885,90, molto pross1ma a venti giornate tanto nei primi, che nei secondi. La differenza sostanziale sta invece nel costo d ella giornata dì cura, il quale - secondo dati relati vi al biennio 1887-88, che potei ottenere dalla dìvisione statisLica dell'ufficio di rev·isione - nì.entre negli osped~di militari ammonta (tutto compreso) a L. 1,18, per gli ospedali civili oscilla fra g li estmmi assai disgiunti di L . 1,00 e L. 2;34, ma in media non può valutarsi inferiore a L . .l,50. Apprezzando om queste cifre di costo giorna.liero in fnn210ne delle 20 giornate di deg enza media già constatate, se·

887

E LA SUA TRASFÒRMAZIONE

può dedurre ·c~e ogni soldato preso in cura verrebbe a negli ospedali militari L . 1,18 >< 20 » civili » 1,50 X 20

== L. 23,60

=

» 30,00.

Ogni soldato curato negli ospedali militari, invece che nei civili, rappresenterebbe adunque una economia approssimativa di L . 6,40. Sping endo ora il calcolo fino a valutare questa eco·nomia ·media in funzione del numero di militari entrati · :in media a.11' anno (15,534) negli ospedali civili, si trova .che, riv endicando i medesimi agli stabilimenti militari di ,cura, si potrebbe realizzar:e la vistosa economia annua di L. 6.40 X 15,534 L. 99,417,60. · 1'1..~rnettere possibile questa compli~ta rivendicazione sa.rebbe illudersi, non con oscere la costituzione e lo spi1rpa. ' , gliamento dei piccoli presidi del regn o; , ma vagheggiarl~ per un · terzo, per n1età, per due terzi anche, non è poi ,cosa da sembrare fuori dei limiti del possibile, ed anche -r idotta a qu.este p roporzioni rimarrebbe sempre cespite di .economia n on disprezzabile, molto più per d imostrare quant o · ,siaho fuori d el v ero coloro che si attenderebbero un ri;:spàrmio vistoso dall'inversa trasformazione dell' ospeda:lità. militare·, passata per intero cioè agli stabilimenti civ.ili di ,otlra. Non c'è timore di andare errati di troppo asserendo, , .che, · se i1 quinto dei soldati che abbisognano di · essere inviati all' ospedale ogni anno, pel solo fatto di venire accolti n ei nosocomi civili, auziehè ~ei militari, possono por·una mao-O'iore spesa di circa 100 mila lire annue in 'tare . Ob , cifra t onda, qualora anche gli altri~; 5 di soldati curati n egli · -ospedali militari dovessero passare agli ospedali ci vili, quell'eccésso di spesa annua dovrebbe salire, molto prossimamente, a.Ila rispettabile cifra di'/, milione! Qui non se n ' esce: ii conto è semplice e molto chiaro e non_ troppo adatto ad alìmentare le illusioni di qualche facile innovatore. ciò non basta ancora. ·vengono in' terM linea a dar alla tesi che sostengo le 9onsiderazioni disciplinari.

==

Ma


888

IL SIS1'EMA 0SP1TAL1ERO MILITARE IN ~TALIA

È indubitabile che fra tutti i militari ammalati e ri-coverati neglì stabilimenti di cura,· quelli che più sfuggonoalla regola disciplinare sono gli accolti negli ospedali civili Sn 100 soldati che entrano nell'ospedale, 17 si dileguano alla diretta sorveglianza militare di tutti i giorni, di tutte le ore, sparpagliandosi in più 'd i 500 ospedali civili diversi, nei quali certo il freno disciplinare non è· la cosa che più li conquida. A proposit o di ciò anzi, ecco tutto quello che, dispone l'articolo 127 del Regolo:tnento sul ser1;izio sanitario militai-·e (3 aprile 1887). « Allorchè per mancanza d'ospe« dali militari, o ~'infermerie .di presidio, gli ammalati mi« litari vengono accolti negli ospedali civili, devono, quando· << è possibile, ey,sere collocati in camere separate da quelle, « degli altri ammalati (§ 599). • « Gli ufficiali medici dei corpi del presidio s;no in ob« bligo di esercitare una particola.re vigilanza sui militari « infermi in tali ospedali, qualunque sia il corpo cmi questi « appartengono, e di ogni grave .inconveniente rilevato, se « riguarda la disciplina riferiscono al comandante del pre« sidio e se riguarda il servizio tec~ico iuforrnan~ il di« rettore dell'ospedale militare principale. D;vono però « astenersi dal fare osserva,zioni e dall'emettere consigli di. ~ carattere ordinativo verso i curati e le direzioni degli « osp~dali ·civili (§. 600) ». Ma da questo alla continua, attiva, efficace sorveglianzltdisciplinare cui il soldato è sottoposto negli stabilimenti militari di cura, cqrr~ un gran tratto, e mentre in questi gli ufficiali medici si sentono come in casa loro, e possono disporre quanto meglio reputano nello interesse della clisci•p1ina, negli ospedali civili, pure agendo con tutto lo zelo iinmaginabile, sono sempre tenuti a tutte le restrizioni cli colui che è destinato ad agire, in casa altrui; restrizioni che, come può vedersi dai paragrafi. ora citati del Regolamen fo, non sono nè poche, nè di poco rilievo. Per conseguenza quanto più si giungesse ad assottigliare il vistoso contingente dei soldati accolti negli ospedali civili, tanto più s'avvantaggerebbe l'esercito nel senso di rì··

· E LA SUA TRASFORMAZIONE

. · conquistare alla vera regola disciplinare quei molti soldati che, ogni anno e per circa 20 giornate in media ognuno, se n é emancipano quasi totalmente, insinua,ndosi ed occultandosi in quei luoghi civili di cura. In quarto. luogo infine non va dimenticato il danno, tecnico che l'attuale larga ammissione dei militari negli ospedali civili rappresenta per il corpo sanitario militare, al qu.ale, per essa, viene a sfuggire un rilevantissimo materlale clinico, · degno · d' osservàzione e di studio. Cqn tutto ciò mi sembra dunque di avei: dimostrato ~bbastanza chiaramente, quanto la ospedalità militare nei nosocomi civili sia complemento assai difettoso del nostro sistema ospitaliero militare e· eo~e la sua riduzione a proporzioni il più possibilmente limitate sarebbe cosa umanitaria, economica, utile disciplinarmente e tecnicamente vantaggiosa al corpo sanitario militare, il quale, che che se ne dipa oggi1 rimane ancora il mezzo migliore cli curare il più _economicamente possibile, e sempre nella fì.tlsariga della di,, s-ciplina, i 90 mila soldati che, in media ogni anno, han . bisogno di fa.r capo all'ospedale per guarire dei loro mali.

II. Ma come riconquistare agli ospedali militari -i soldati inviati agli ospedali civili, in presidi ove non esiste alcuno , stabili'mento militare di cura? La rispostét è sem_plicissima: · creandovi delle infermerie di presidio, di potenzialità pro. porzionata all'entità dei· presidi. A tale riguardo devono ségnalarsi dunque ,con vera compiacenza .le Norme ver la instituzione e l'esercizio clelle inf'errnerie cli pres·idio emanate dal Ministero della guerra fino dal 1883 (Atto 87 .del Gi01°nale niilitare di quell'anno) e consacrate più tardi nel Regolamento sul ser,vfrio sanitario militare d~l 188( con , le quali si mira appunto a disciplinare e facilitare la diffusione dell'utilissima instituzione la quale-si afferma già


890

IL SISTEMA OSPITA.LIERO !!lLl'rARE , IN ITALIA

con ottirp.i risultati nei 32 presidi militari ove è oggi · messa in atto. Ma la desiderata diffusione è per adesso troppo limitata, inquantochè 32 infermerie di presidio · in tntto il r egno sono ancora ben poca cosa per poter raggiungere, se non completo, almeno in gran parte, lo scopo sopra a.nnunziato. E si che, per quanto toccammo del lato economico a suo luogo, è a presumerè che la rivendicazione desiderata sar ebbe tale da sostenere :finanzia~iamente il prìmo impianto dei nuovi ospedaletti presidiari· occorrenti. Quanto poi sarebbe sem plice ed economico ad un t empo il rea.lizzare fa eosa, almeno in quei presidi che sono sede di distretto o di comando di qualche corpo di truppa, secondo le Norme del 1883 ammettono (1), e nei quali l'o· speda.le civile locale accoglie, annualmente in media, più di 100 ammalati - bastanti a giustificare, per lo meno, l'impianto di un'infermeria di 4" classe (2) - lo dimostrerà il dettaglio seguente, i di cui numeri rappresentano medie annua.li relative al biennio 1889-90, ricavate sui dati offerti dai §§ 2 delle Relazioni medico-statistiche dell'eser·cif.o degli anni 1889 e 1890 ulliim'a mente pubblicate, e per quello che riguarda i prezzi della giornata di degenza, dalle convenz10m che g li 9spedali militari hanno con i d iversi ospedali civili citati (3).

g:~~ ·- Divisi on i mjlitari

di • regola, affidate a questi; altrove lo sono a' quel corpo che, per le 11iù opport.un e con• dizioni di stabilità e di accascrm»mento, meglio può sopperire alle esigenze dell.i loro « iostituzi one. , (2) § l: -,. Esso (le infermerie di presidio) sono di più classi e la classe è detenninat,i • dal numero degli infetmi che devoro r icoverare '.ordinariame11te o <falla importanza • locale. " (L'Allegato A delle Norme stabi lisce poi la classi!icazione delle in fennede di pr esidio attualij. (3) Que:;ta media, per quel che ha riguardo all<J colonne 2 e .1,, sono rilevate dai~§ 2 cJclle, /lelazionl medico-statistiche dell'esercito per gli anni i889 El i890, u lti ma1n cnLe ·pulJll lica.te, e per ciò che ·conc~rne i prozzi segna ti nelh .colonna 5, dalle convenzi oni che gli ,orpcdali militari hanno con gli ospedali civili citati nella colonna 3.

.e::~

q

e

' '(orino.

i87

Novara

,62.

Alessandr.

1 '

1

·a ~

I'

·i?:.

ll- -- i - - - l- ~2-.-

ij

1- - - ~ - -

3

!

Distretto n1ilit,ire

- ··

o comaÌ1do di corpo

~

esistenti nel presidio

o .!=°o

i- 4- ~="-'~ ~-- -·- 6____

l

I

840

~ Er: 'E·g_~ 0

- 1

Vercelli.

299

·1,40· Distretto militar'e

Ivrea

209

1,40

Id .·

Voghera

269

1,30

Id.

TorLona.

157

J,25 Reggimen. fant.

A $tÌ

142

1,20 I Reggiment. bers.

Aqui.

141

:1,25 Regg. artig. carp.

1,50 Distretto mililaÌ'e t,50 Id,

C1nieo. ·

767

Cuneo

198

.Milano.

495

Como

' 148

Lodi.

106

1,50

Id.

Bergamo

236

t ,48

Id.

Vigevano .,

185 (a)l/tO Regg. ar'lig. cam.

Brescia

6t6

Piacenza.

251

Genova

258·

· Verona

251

Bologna Norme: • Nelle sedi dei rlislretti militari le infermerie

, ; .

o~pcdau civili ~-;& 1 icever.li un r:~ ~ ~.:;:::: contmgentP-annuo l :;:È'..:l · ,~ a. di soldati " Osuperiore a. 100

~~.:

'.farlo va (.{} § 2 delle dette

891

E LA SUA TRASFORMAZIONE

l I 730 Conegliano

1398

~.011 0 ,

Rayenna.

I,

661

7:24-6

l

172

1,65 Reggim.

Ferrara.

592

2,00 Oistretlo militare

Reggio Emilia

314

·I,4·0

Id.

Modena.

282

1,60

Id.

Forlì.

2l1

2,00

Id. ,

Faenza .

168

2,00 Reggimen. cavai.

Rimini

106

2,00 · Reggi men. fant.

3935

(a) 'Malatlie chJrurgiche con cura antisettica lire

<z.~~.

I

alpino


892

~~:: . ~-~·5 Ospedali civili -e ""., ~ .=~ riceventi un ~r~~ ~:.:3-g contingente annuo ~i.~ ~e:~ ~~ -~ di ~oldati ·- o o · superiori a tOO ~ "" ~.:=~.o .i::

-

Divisioni militari

~ ,

. . . , <)

o,:i

u

"'

2

i

i4-

3

I

È

~

oE~

Distretto militare

~'bDU

o comando di corpo

+-'o:,

U~',;j

esistenti nel prcsirJi,,

al

"" I

5

6

I I

I Riporto

Ancona ,

7216

Chieti

Firenze Livorno

-

I'

3935

-

.-

223

1,50 Distretto militare 1,25

Id.

-

. Campobasso

::!06 128

1,31

Id

629

Pistoia

160

;1572

Sp~zia

73-3

Id. , 1,60 Reggimen. fan t.

-

LUCCA.

229

2,00 DistreLto militare

Pisa

197

1,70 Regg. ar tig. cam.

-

-

Pesaro

'158

I I.I

Foggia

828

-

-

Roma .

263

Perugia

747 ' 153

Foligno

Sardegna. Napoli.

637

Capua.

-

/

-salerno

-

4-90

Catanzaro

184

Palermo .

589

Messina

261

t,60

-

1,30 Regg. artig. cam.

.-

-

184

1,25 ·Regg. ar lig. cam.

Benevento

"115

1,50 Distretto militare

-

-

-

141

1,50 Distretto militare

-

-

l7l

Bari

221

-

Taranto.

-

'

Caltanissetta . 188

-

-

e

I

-

-

- TOTALE . 14528 . I,

I

I

6760

'

1

Proporzione

I

1,30 Distretto militare

-

893

E LA SUA TRASFORMAZIONE

IL SÌSTE MA OBPlTALIERO ·~fJLlTAR E JN ITALIA

= 14528 : 6760 : : 100 : 46,5.

Dal'. quale dettaglio si rileva, che raddoppiando appena le scarse infermerie di presidio ora esistenti (32), col crearne

una presso ognuno dei distretti o comando di corpo . segnalati nella 6" colonna,, allo scqpo di . rivendic~re ad esse i s9ldati ammalati che s'inviano oggi ai corrispondenti ospe· ''dali civili, segnalati nella colonna 3", si verrebbe ad assot.;, tig,l iare già quasi della metà (del 47 °/ l'annuo contir1gente di militari attualmente ricoverati nei nosocomi civili, realizzando così per metà il vantaggio umanitario, econ9mico, disciplinare e tecnico, che dimostrai procurerebbe la g,raduale soppressione della ospedalità militare negli stR~ bùi,menti civili di cura. ·, Dalle cifre poi raccolte nella 5" colonna del dettaglio che ,_ s0pra si pnò, in special modo, arguire il reale vantaggio ~ economico - tanto apprezzabile nella odier na neoèssità di ' economie mili tari - ohe si ritrarrebbe dalia accennata innova~:ione; inquantochè esse rappresent ano i prezzi della : g-iornata di degenza nei corrispondenti ospedali ci vil'i, tutti superiori al costo medio della giornata di cura negli ospe. d~li militari (calcolato come vede-mmo a lire 1,18 t utto compreso) e tanto da r aggim1g~re talvolta quasi il doppio di questa media giornaliera, . Non dico poi se il moltiplicarsi delle piccole infermerie ;- presidiarie - dopo la buona prova del primo passo ora, s.~udiato - potesse spingersi fino nei presidi ne' quali esistcmo ospedali civili, che accolgono anche meno di 100 am-· mal~t i militari all'anno (per esempio fra 50 e 100, e dove , esistono o distretti, o, se non sedi di comando ' di corpo, forti distaccamenti di truppa; che allora, per i dati offerti àalle due Relazioni meclico-statisticlie sull'esercito p er gli anni 1889 e 1890 ultimamente pubblicate, si può arguire eh; la rivendicazione vagheggiatll. agli stabilimenti militari d i-_ cura della spedalità militare, attualmente svolgentisi µ ~gli ospedali civili, diverrebbe cosa presso che completa. 0)

I


894

r

IL' SISTEMA OSPI'l'ALIERO !IJLI'l'ARE IN ITALIA

III.

'-.

Nè a questo solo scopo vorrei serbata la diffusione delle infermerie presidi arie ; che la bene int esa instituzione panni potrebbe _divenire addirittura il .cardine della radicale trasformazione. del nostro sistema ospitalièro militar;, nel senso 9di~rno del, più largo e ben inteso discentramento. E mi spiego. È _a~sìoma _inconc~lSSO d'ig iene, che, a parità, dì ogni altra cond1z10ue, d1 due collettività omàne, accolte ciascuna sotto unico tètto, anche se n elle più lodevoli condizioni di salute, quella più numerosa:· risentirà . prima e pÙt intensamente: che non la meno numerosa, dell'influenza. sempre nociva. delhi c,o abitazione. e -dell'ambiente spe~iale che questa prepara. L'uomo che abita in comune si costituisce c1.rnsa di male p~r sè e per i v icini, ed il m1mero dei cÒabitantì è i~ p/ incipale' coefficiente del danno; · talchè, se questo può rimanere ancora .trascurabile in comunità di. pochi, cresce rapidamente in collettività sempre maggiori., qualora l'arte non inter venga ·ad attenuarne la' ,portata. La ~toria delle abit~zioni collettive, di qual unqué specie ~sse siano, ~ là per provar e all' evidenza questa leo-o·e, e l' indirizzo odierno 'della igiene ad esse applicata trutto· rivolto a menomare il danno di. questt) speciali d.imore, con assottigliarne e rarefarne il pil'i possibi,le la popolazione che 'sono destinate ad accogliere. . . Ora , se 010 vale ' per collettivitÈL sane ' a· mao-o-ior l'''0-J 0lle bO ne, dovrà essere vero per collettività umane ammalate, come quelle che popolano gli' ospedali. Più ché dal semplice miasma dell'affollamento, come nelle abitazioni collettive d,i :s_a ni, n egli ospedali · occorr~ difendere i ricoverati dal mezzo · nosocomiale, che è cosa ben ·pi ù complessa e dannosit, perchè ha per coefficienti, non tanto la viziazione dell'aria · per insufficienza di spazio e di ricambio, come il miasma d ~ll'affollamento, quanto l'infezione ed il contagio · 0

/

I,

E LA SUA ·TRASFOR)iAZJONE

895

~er i quali si effett1;rn la diffusìone delle malattie più gravi, . quanto anche l'infl'uenza morale dell'ambiente, nient e affatto trascurabile. , · ,0-iò stabilito, è ben chiaro che qu~nto più l'ospeda.le sarà c0mple_sso, popoloso ·ed affollato, tanto più il mezzo nosocomiale, o, per dirla con' il Barthes, il clima patologico ne influenzerà sinistramente i ricoverati, ed il quoziente -della loro mortalità sarà il più significativo esponente di questa azione deleteria. _ P,erch<\ questa veritit si facesse strada nella mente d i t utti e d1venisse la inspiratrice del moderno rinnovamento ospi· taliei·o, occorsero scempi inauditi d i vite preziose, avvenuti nei vecchi ·grandi ospedali, che accennassero al grave male ,ip.erènte a queste masse compatte di sofferenti; occorse il caso che facesse veder e, di quando in quando, come uuacircostanza qualsiasi, oapace di rompere la consueta compatteJ.:za delle g randi. collettività di ammalati, fosse giove- vole all'esito delle malattie, malgrf1do che ù1 apparenza · potesse sembrare no..-:iva; occorsero gli effetti meravi'gliosi _ed inattesi ottenuti, specialmente n elle ultime grandi guerre, 90n la grande dispersione degli ammalati e feriti ; occorsero infine i recenti studi sui germi morbosi, cha ne dimostrassero e tutta la aiffosibilit~t a mezzo di ci uanto circonda ·1· am,µialat,o ed f1 · h~i s·erve, e la propagabilità da individuo ad individuo, e h intensità progressiva nel nuocer,e in conseguenza della loro fruttificazione favorita da adatto a~biente, come quello dei grandi ed 'affollati ospedali. Ma alfi.ne fu compreso che il miglior modo di combattere il mezzo nosocomiale era appunto il discentram:ento lo sminuzzamento cioè dei grand1 e popolosi n osocomi, i~ più p iccoli e meno popolati riqetti di ammalati; e così i -~uovi ospedali a sisterria sparso, e fino alla loro più franca ~spressione del cotage system, la, vinsero per · ser~pre sui v:ecchi ospedali ad accentramento, condannati ormai, .ed ir:reparabilmente, a s0omparire. Nè è a dire che quanto si verifica oggi, in fatto di mor~ nostri stabilimenti militari di cura nòn stia in .

,


-

'

897

. IL SISTEMA QSP(TALIERO MILITARE IN ITALIA

E LA SUA .TRASFOU.MAZIONE

.armonia c,on i principi adesso ,enunciati. Riferendosi ad un periodo di . tempo da non t roppo traf?corso, sufficientemente esteso e perciò st atistic~mente valevole - al settenio 1882-88si· trov~ infatti che

~gurano dei r icoverati che, per la natura della loro malattia (oftalmici, venerei, inviati in osservazione), non danno mortalità, o la danno in modo tutto affatto eccez onale e trascurabile. Se la proporzione di questi ricoverati fosse eguale, rispetto al totale degli entrati, nei tre gruppi già stabiliti di luoghi militari di cur::i, poco importerebbe rilevare il fatto; sarebbe una quantità negativa comune, che non in. fluirebbe per nulla sul valore relativo delle cifre di mortalità propria ad ognuno di quei gruppi. Ma la cosa non sta veramente così : gli entrati oftalmici, venerei ed in osservazione, che non danno mortalità, si trovarono in vece, rispet'to all'insieme degli entrati, durante il.settennio 1882- 88, nelle seguenti diversissime proporzioni :

B96

Morirono

Entrarono in cura

~ .,

zc

~= ~

O)

., ,e

>

I. Nei 12 ospedali militari maggiori (a) (con entrata media annua superiore a 2000militari) . .

I

II. Nei 18 ospedali militari minori (b) ( con entrata media annua inferiore a 2000 militari). . . . . . . . .·

270998

154H2

5033

2302

-g;; -..-1f:

~~

1,9

nei 12 ospedali militari maggiori » 18 » » minori nelle 32 infermerie presidiarie

1,0

24,6) per 100. 28,9 edegli entrati 16, 7 J in -totale

I

Il I. . Nelle 32 int-ermerie di presidio ( coh· entrata annu-a media di. poco.- p,iù c-he 300 soldati. · ·

Ciò porta che gli entrati non capaci di mortalità, essendosi verificati in così varia proporzione nei tre g~uppi di 74508

1044

1,4

I I

·

f quozienti di' mortalità espressi nella 3• colonna di questo specchietto, messi in relazion.e della diversa potenzialità degli stab~imenti militari di cura costi'tutivi i tre gruppi in cui -quelli furono repartiti, autorizzano dunque alla conclusione .che la' mortalità sui ricovei'a(i si ver'ifi.ca in qv.,esti stabilimenti in :·agione diretta della loro forza o popolazione consi,eta. 0

Nè I~ proporzioni di mortalità accennate qui sopra sono .ancora quelle che meglio valgono a porre in tutta la sua -evidenza quest~ fatto importantissimo; e ciò per la ragione :seguente. Fra gli entrati negli stabilimenti militari di cura . (a) o'sperl_ali principali rii Torino, i\lilano, Verona, AÌessanrlria., Brescia, Piacenza Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, ed ospedale ~uccursale di Caserta. (b) Ospedal! principali di Geno_va, Pa~tova, Novara, Livorno, Perugi;, Ancona, Chieti, :Sal~rno, Rari_, Catanzaro, Messma, ed ospedali succursali di Savigliano, Mantova., Ud111e, Venezia, Parma, Gaeta, Cagliari. . I

stabilimenti militari di cura, devono avere servito a diluirne diversan;iente, . diremo così, la mortalità sui ricoverati, gij, constatata di sopra, rendendola così meno propria ad un raffronto rigoroso fra gruppo e gruppo. Conseguentemente, per rendersi conto più esatto del va.lor.e comparativo della mortalità v'3rifi.catasi nei noti tre gruppi d'ospedali, sarà più esatto indagare in qual misura la vi si verificò più specialmente nelle classi di ricoverati che, per la natura ·delle loro malattie, danno normalmente la quasi totalità dei casi di morte. Orbene tali classi è no.. torio che sono quelle· degli affetti 'da .malattie mediche e. degli entrati per malattie chirurgiche. Vediamo dunque ,quale ne fu la mortalìtà, nei noti tre gruppi di stabilrmenti militari di cura, durante il sòlito settennio 1882- 88.


\ 898

E LA

IL SISTEMA OSPlTALJE&O M.I LITA&E IN ITALIA

-

--

mediche

TRASFOIOfAZIONE

899

mi sembra, che vagheggiare per l'avvenire una graduale sostituzione di questi con quelle, per il bene dell'esercito e dél paese che, a que.llo confida le sue più preziose esistenze (1).

PER MALATTI~

I

sua

In totale chirnrgiche

'

li - dah E~tra_r~:>no.in cur8:: m1l1tar1 maggiori

I

~ei 12 ospe- I

~11323

20424ft

!

nei 18 ospedali militari minori .

80926

28i81

109707

nelle 32 infermerie presidiarie .

46804

15292

62096

I

4706

3 15

502'1

!

2139

1M

2293

993

-51

1044

-

. . . . 15292·1

Morirono effettivamente: nei 12 ospedali militari maggiori .

nei 18 ospedali militari minor i . i;ielle 32 infermerie presidiarie . - Morirono su '100 entra.ti : nei · 12 ospedali mìlìtari maggiori .

I

3,1

0,6

2,n

nei 18 ospedali militari minori

2,6

0,5

2,t

nelle 32 infer mer ie_presidiariè .

2,1

0,3

·1 ,7

I

t

I

I

I

Le nuove tre serie di proporzioni esprimenti le mortalità sugli entrati per malattie mediche, per malattie chirurgiche e pel totale di questi due gruppi di mali, e più . che tutta la serie relativa alla mortalità per malattie mediche - come quelle chè procurano la gran maggioranza dei decessi negli ospedali militari - stanno a conferm~tre, in modo ari.che più chiaro e rigòroso, il fatto già annunciato più. sopra: che cioè votenzialità e mortalità sono di?'ettamente p1·oporzi'o nali nei nostr i 'stabilimenti milita:l"i di ctwa.,

od in altri termin( che' quanto più. ' ·questi sono abitualmente _popolati e complessi, tanto più è elevata la mortalità. che vi . si verifica sui ricoverati. Se dunque è statisticamente d_imostrato che le infermerie di presidio - le più piccole collettività di militari ~tmrnalati - sono quelle che fanno migliqr pro'va, in confronto · µelle più grandi rappresentate dàgli ospedali militari veri e propri, e specialmente dai maggiori, niente di più. logico,

IV. Ma il fervore delle aspirazioni pe,r il rinnovamento ospi/ taliero militare cliscentmnte, quale è quello da me accen- nato, potrebbe essere gra,ndemente intepidito da difficoltà economiche di tale eutitit èla non poter essere superate nè (1) A ((U(\Sto punto occo1T(i far fronte alla obiezione che si fa al riguarclo dei bassi quozienti cli mortalità sugli entrati 1ielle infermerie di presidio. La blliezione si é che _i'ielle informe!'ie prcsidiaric la mortalità deve essere necessariamente minore che negli Qspe(lali militari, non per mel'ito intrinseco cli cpiei luoghi di cura, ma: 1° per il disposto dei §~ 54\. e 565 ciel Reg'Olarnenlo del servizio saniki·rio niilita,re che dicono: • l militari alTetti da malattie che si possono a prima giunta prevedere di lunga • durata, o che possano esigere provvedimenti medico-legali, devono essere dai corpi i direttamente inviati all'ospedale militare più vicino (54~) .... Non dovendosi nelle • .iofennerie presidiarie fare normalmente proposte a rassegna, per i malati che ciò , richiedessero, come anche JJ<~r quelli la cui malatti:t assumesse carattere di croni• cità, si dovrà in tempo provvedere al loro traslocamento al più vicino osp(~(lale mi, litare...... » /t.65) . 2• Prr il <l isposto pure del § 545 <lello stesso regolamento elie dice : • Jn casi straordillMi d'in~ombro (delle infermerie prcsicliarie) pel quale i locali ed , « il materiale fQ$;ero insufficien ti, saranno traslocati all'ospeda l<i militare pili vicino • gli infermi che. per la natura ùella loro malatti,,, possono, senza inconven ienti, soste' nere il trasporto , . A .vero dire però questa obieiionc, benché ln1sata su fleterminate disposizioni regolamen tari, 110r chi è pratico clel servizio negli o,pedati militari, non si impone troppo è' si presenta più s[ledosa che effir.ace, perchè i casi prev isti dai§§ 54-4, e 565, all'atto pratico, si riclucono ;1 ben piccole propol'zioni, cla non po t.erc arrivare ad inOucnzat·e sensibilmente in meglio il cruoziente cli mortalità sugli entr:1ti n11lle infcrmerit cti presidio, à scapito del 'corresr1el.Livo quoziente negl i ospedali mi litari. Difatti, dalle· Jlela,zfoni ·medico-statisticlie sull'esercito ,1eì i88i e !888 (allegato 7) si ricava. per esempio, clie i traslocati dall0 infermel'ie di presidio furono in t:ru el biennio appena 5i5, sulla bella cifra di 22~2i entrati nelle medesime; ciò che porta alla proporzione annua rninim~ ciel 2 •/ 3 traslocati por mo enti:at.L E notisi bene che in quei tt·aslocati sono compresi quelli preveduti eia! § 5/r.5 del Rt1golamento sanitario, i quali non sono il mirror numero, e come infermi che se,iza. incon.venienti possono sostene1·e un trasporto devono anche essere ammnlati non sospetti di mortalìtà, e percio casi di trasloco an • tagonisti e compensaLOt'i cli quelli preveduti dai S§ 51,r,. e 565 cieli o stesso regolamento . Volendo clun11ue att.rihuirc anche \lna certa in ll uenza al le disposi.zioni regolamentari citate nel manu,aere l):.1ssi i quozienti di mortalità propri ,ille .infermerie presidiarie, certamente tutto il fatto non si può spiegare con quella iunuenza, e non res ta perciò c/rn riconoscere come coefficiente· non duhbio dc l[medesimo la hmitatis,ima potenzhditil. di quei luoghi cli cura, elle se ne còstituiSce la pili efficace condizione igienica a le>ro specialmente inerente. 57 -

ANNO XXXV!\,


\ 900

II, SISTEMA OSPITALIERO MlLlTARE IN ITALIA

ora, nè in avvenire, atteso le altre e più imperiose esigenze dei bilanci militari. Ed · invero, le obie7,ioni economiche contro il moderno sistema ospitaliero a disoentramento furono sempre le più gravi ohe si posero i,nnanzi e le più costanti, ma sempre anche, è giusto aggiungere, furono confutate vittoriosa.mente e dimostrate più speciose che attendibili dai sostenitori della grande innovazione. Non sarà mal.e citare qualche fatto ir~ appoggio . di questa verità. Il Rochard, onde sventare la grande obiezione economica relativamente alla studia.ta tesi del rinnovamento ospitaliero generale di Parigi, nel sno dassico rapporto sulla costruzione degli ospedali, fatto. alia Società di mediciM pra tica, nel 1883,- sosteneva, che con la somma spesa nella cost,r uzione dei due grandi ospedali Lariboisière e .H otel-Dieu, si sarebbe potuto circondate Parigi di una cintura di 16 ospedali, secondo il nuovo sistema a discentramento, di 500 letti ognuno; fondare 24 ospedaletti di soccorso entro la grande metropoli, e creare un ben inteso sistema di trasporti per !'l,ffimalati e ferit i a questi diversi ospedali. La dimostrazione matematica, di tutto ciò era· .in breve la seguente: L 'ospedale Lariboisière costò L ' Hotel-Dieu costò .

L. ~0,445,143 » 60,000,000

. In totale i due grandi spedali costarono L. 70,445,14;3, mettendo a disposizione dell'umanità sofferente non più di 1000 letti in complesso. Con tanto tesoro ,s i sarebbe potuto fare: 1° 16 ospeda.li a sistemasparso, di 500 letti ognuno, che, a L. 5000 a letto, avrebbero dato letti 8000 e L. 40,000,000 di spesa 2° 24 ospedaletti di soccqrso di 100 · letti ognuno, che ~ L. 6000 a letto avrebbero dato letti 2400 e L. 14,400,000 di spesa In totale

. letti 10,400 e L. 54,400,000 di spesa ·

E LA SUA TRASFORMAZIONE

~01

3° S\),rebbero restate ancora L. 16,045,143 all'assistenza pubhlica., :per stabilire il s'i stema di trasporto sopra detto e per, provvedere il materiale occorrente. . . Così con ·70,000,000, invece di procurare 1000 · letti soltanto, e posti in cattive condizioni igieniche, se ne sareb . bero potuti procurare 10,400 in ottime condizioni ed in perfetta armonia, con i moderni principi di igiene ospitaliera. Il Tolìet fa un conto consimile. Egli dice ohe 13 grandi ospedali di P arigi - eccetto l' Hotel-Dieu e le cliniche contengono letti 5600 ed occupano una superficie compless~va di circa 40 ettari. Orbene 1a vendita di questa superficie a L. 150, in media, al metro quadrato, frutterebbe la ingente somma. di L. 60,000.00, non contando il costo, non trascumbile davvero, del materiale di demolizione. I 5600 ammalati ricoverati negli ospedali suddetti poti,ebbero essere collocati in 18 ospedali suburbani, a padi,glioni staccati, secondo la moderna tendenza, i quali costerebbero al massimo - se costrùtti secondo il noto sistema -ogivale dell'eminente ingegnere -- L. · 1,400,000 ognuno, -OQmpreso il prezzo dell\uea, e complessivamente L. 25,200,000. R esterebbero dunque ancora disponibili L. 34,800,000, senza contare l'immenso vantaggio igienico e sanitario ottenuto COl;l. . la innovazione . Ora, io domando, dietro questi colossali ed eloquentissimi esempi, dovremmo ancora sgomentarci di fronte al problema economico per la, trasformazione desiderata~ Io. ritengo oheno, purchè questa.' venisse condotta grado a grado, e da persone pratiche e davvero illuminate. , Io non ho cognizioni sufficienti cli tutti gli ospedali ~ilitari del regno, per sapere adattare ai medesimi una serie di casi adegnati alla sagoma dei due maggiori testè citati, e poter dimostrare cosi economicamente possibile la trasformazione desiderata del nostro sistema ospitaliero militare; ma se è lecito da un fatto ben conosciuto presagirne li possibilità di altri consimili, m1. sia concesso ap-


\ E J,A SUA TR.ASFOltMAZIOJSE

902

lL SISTEMA. OS PITAl.lERO M!LITARE IN ITALIA

plicare lo stesso sistema di ragionamento del Rochard e del Tollet al vecchio ospedale militare di Firenze. Un filantropo all'americana - - che vuole il ben fare a,ccoppiato al tornaconto - offriva, pochi aun.i fa, di quell'informe ammasso di fabbriche e fabrichette che costituiscono l'ospedale militare :fiorentino, settecento mila lire sonanti ed un'area per ricostruire il nuovo ospedale, il valore della quale si calcola completasse il milione. L'amministrazione militare però non trovava conveniente l'offerta, e l'ospedale militare di Firenze rimaneva, disgraziatamente, dove e quale è. Se non mi è permesso conoscere e molto meno discutere le ragioni che non resero accetta la proffer ta, mi sia lecito esamina.re cosa sarebbe avvenuto, se l'amministrazione avesse concluso il contrt1,tto. Prima di tutto sarebbe scomparso un ospedale vecchio, male ubicato, peggio disposto nelle Yarie sue parti e senza prestabilito concetto, a sistema accentrato, difettante in ogni più n ecessaria disposizione di ambienti per la efficace cubatura, l'attiva ventilazione, il corretto riscaldamento, la. giusta ripartizione degli ammala.ti; primitvio addirittura per quel che ha r iguardo ai servizi della distribuzione dell'acqua, dell'allontanamento delle immondizie, dell e disinfe. zioni, dei bagni, dei mezzi cli segregazione e di tanti altri accessori di prima necessità nei nosocomi ben costituiti. Insomma un a.ltro avanzo di un' epoca molto pietosa, ma poco igienica, uhe ormai è al tramonto, sarebbe scomparso, travolto nel rinnovamento invadente dell'ospitaliz:r,i:izione in Italia; e sulla sua. area infetta, ma opportunamente risana ta dal piccone demolitore e dalla posa di novelle fondamenta, sarebbero sorti moderni fabbr icati, ad uso di abitazioni signorili, con grande vantaggio igienico del quartiere più simpatico ed ormai preferito della bella F irenze. In secondo luogo poi l'amministrazione militare avrebbe potuto disporre del valore cli un milione, per procurare ~n nuovo e più corretto ospedale militare, o meglio - 111 armonia con le tendenze moderne del più franco disoen-

903

tramento - un sistema di infermerie od ospedaletti eccen- · trici, di limitata potenzialita, ben costrutti e provvisti, secondo i dettami ultimi dell'igiene ospitaliera odierna. Difatti, l'ospedale militare di Firenze, come attualment e è costituito, è capace di una massima forza di 300 letti; di tanti dunque avrebbero dovuto esser capaci i nuovi fabbricati per sostituirlo. Costruendo tre infermerie od ospeletti moderni, di 100 letti. ognuno, a L. 3000 a letto - come il Tollet, per esempio, ne costrusse in .Francia, inch1so il prezzo dell'area - si sarebbero sostituiti i 300 letti del vecchio ·ospedale con altrettanti posti in condizioni lodevolissime, mediante la spesa di circa 900 mila lire. Per arrivare al milione ricavato dal contratto, vi sarebber o rimaste .ancora 100 mila lire, onde provvedere alla costruzione del fabbricato di direzione centrale dei tre nuovi locali. Sia poi che questi dovessero essere aggruppati sopra 'tm' area comune e coordinati ad uu unico centro direttivo, sia che dovessero esser posti in tre punti diversi della periferia delht città, più favorevoli alle esigenze delle varie frazioni del pr,~sidio e funzionare in modo autonomo, come singole infermerie presidia.rie, od a guisa degli ospedali reggimentali inglesi - ciò ,::he sarebbe stato anche più consentaneo al franco discentramento ospitaliero voluto oggidì in oo·ni modo l'utile del cambio fra il vecchio ed il nuovo b non sarebbe stato davvero discutibile. Anche qui può affermarsi che la innovazione avrebbe .alimentato se stessa, mentre la riduzione conseguente della mortalità sui ricoverati nelle nuove infermerie ne sarebbe -stato l'inestimabile vantaggio umanit.a1·io, come la diminuzione della degenza media, indubbia pur essa, avrebbe determinato un compenso economico durativo e valevole a -sopperire ad ulteriori e più perfezionati impianti. Ora, previsioni e conti simili a. quelli adesso fatti per la trasformazione ospitaliera militare in Firenze, cr edo potrebbero ripetersi. niu lalis mu,tanclis, per molte altre località, come Napoli, Milano, Torino, Bologna e via dicendo ; e forse nei nuovi calcoli si potrebbe anche troYare un margine econo-


\ 904

IL SISTEMA OSPI'rALlERO lflLITARE I N ITALI.A , ECC.

mico usufruibile per la diffusìone graduale delle infermerie ~ilitari ~no nei più limitati presidi del regno; le quali mfermene, per quanto fu detto in antecedenza, devono riguardarsi sempre come i principali e più efficaci mezzi per raggiungere il completo discentramento e la desiderata trasformazione del nostro sistema ospitaliero militare attnale. Bagni cli Casciana, 25 giugno 1892.

D.

MAESTRELLI maggio/'e 1nedico.

r.

•

Uno scrittore anon imo, trallando recentemente della edmaz-ione del soldcito (·I), ha voluto spianare la via al significato della parola istrnzione: - - istriiire, -- e~li dice - significa edw;cire, perchè tutti gli esercizii, essendo determinati dnlla volontò, richiedono l'intervento immediato della intelli gcnzn. Il concetto ò un po' vngo, perchè non dà un valore os'>oluto ai due termini islntzione eLl ed·tiwzione; ma, per concretarlo \'aut~re sog-g;1Jogc che consacrarsi interamente all a educa7.iontl del soldato rnol dire coltivare in lui le qual iltt fi3iche , le faco\t.a intelletti 1·e e le doti dell'animo per go,,ernnrle e indirizz;1rle ra,, , ,zionalmenie al bene. Il Lenenle Cissey, invece, in un bellissimo studio sulla istrtizfone myionaf.c1, dellci fanteria (2) si propone cli dimostrare che l' uffi~iale è 1.~trnttore, quando fa ch:I soldato un istrumento intelligente, ed è etliicatore, qunndù trasfonde nell'umile gregario _quel!' impulso passionale che gli fa sentire fonern ente, anche nelle circostanze più avverse, la nobi ltà e I' imporlaùza della sua mi ssione. Ma le dassificazioo i in silfolla rna.teria sono, a {I) Joun1al des sciences milil,ai1·es , février, -1892. (2) !biti, ann<'e, .[891.


906

,I

1

parer mio, un lusso rettorico o di forma: la sostanza è questa, che per fare rli un ciuadino un soldnto; di un uomo, un valid o strumento di guerra, bisogna, anzitut.lo, conoscere il terreno in cui si vuol seminare e t.ra tt:-1re nel modo più acconcio la materia prima per rac~ogl ie1·e iI profiLLo maggiore. Addestrare il soldato vuol dire prepararl,, alla 91w'1'a e h prepcmizione alla .r;nerra sarà efficace quando i fattor i che co11corrono all'addeslt'ament() della ·truppa non ci faranno dev iare dall'ob iet~ivo. principal:. Solo informandoci a questo principio potremo 1mp1egare efficacemente tutto il valore inLrinseco dell'elemento« uomo», tale valore ha per fondamento !'esplicazione concorde delle forze di men te e di cuore delle sinaole individualità per l'impulso della istrnzÌo ne e della educazi~nc che noi vi abbiamo trasfuso; è il frullo del nostro lavoro e, per conseguenza, ha una virtual it.à proporz ionnta agli sfo rzi e alle cure con cui noi ci siamo adoperati per coltivarlo. . C!ò pre~esso, domando: quali sono i mezzi più opportnn i da 1mpl(~gars1 per ottenere dal soldato il massimo valore intrinseco ') A_ quali_ principi i deve informarsi la condotta di chi ha il comp ito di islnu re ed educare solda li Y · Senz~ la prete;;a di dire sempre co,;e di pratica attuazione, persuaso d1 11011 elettore sani principii di scienza militare, perch é mi mancano e l'esperienza e la co ltura necessaria per poterlo fare, mn con la intenzione modestissima di r.sporre qualche idea intorno all'addestramento deila fanteria, credo che i criteri ai quali devesi subord inare l'ammaestramento della truppa :;iano i segn énli: « L' addesframento del soldato deve mirare essenz-ialmente alla 1n·eparnz 1one per la gnerrn. » Tutto ciò che si allontana da questo principio deve essere considerato superfluo e, quindi, dannoso. 1l re.~ola1nent,> d'Mei-cizii per la fanteria tedesca è inspiralo a questo concelto; infatti nella concl usion e della Parte 2• i! dello che < l'addestramento della truppa sarà stato fauo.razionalmente « se ~ssa saprit quanto richiede la guerra, e se sui campo d.i ,, battaglia non avril a mettere da una parte quanto ha irnpa« rato in piazza d'armi n ( 1). (I) llerr d 'eserc. per la f cint. ted. - Paite Il, pag. ~09. 1

907

1

L ADDESTRAMEN'l'O _DELLA FANTERIA

L ,IDDESTRAMENTO DELLA . F.A N TERJA

Anche il nostro re,golm1~ento d' esercizii dimostra l'importanza ehe devesi dare alle' sole forme fond~mentali,. che sono di uso .comune nella pratica di go erra e las_cia al criterio ed alla ini ziativa dei capi · di applicare in modo speciale, ma · senza farne -oggetto !l'istruzione, tutte quelle che possono convenire in cir· coslanze ecceziçina.li. Una circolare fra ncese dello stesso anno mc.comandava ai comand:inti' di corpo di tra scurare, nella istruzione della truppa, tutto ciò che essi stimavano supernuo e il nost1:o nuovo i·egolamenlo· cl'eserci.zii fa capire, fin dalle prime pagine, che il formwlismo e la simultaneità dei movimenti non sono sempre la guida migliore rÌell'addes~l'flmentc>, anzi _prescrive di richiamare .ali' os- . servanza del regolarnenlo co lorp cJ1e, per un malinteso spirito cli manovr,1, pretende~sero la rigidezza anche negli . atti elementari <lei combattimento. · · L'arcidu;;a Giovanni d'Austria-Lorena, combattendo gli sforzi irrazional.i di quelli che volevano imitare la rigidezza di parata ·dei prussiani, disse: « I' nutomalismo in Prussia procede di pari passo « colla rnzionale preparazione allagu errn; là si addestra e ~i ednca, « e la rigidezza meccanica abitnale è un lusso che quella nnzione ~< può permettersi senza portar nocumento di sorta nll a vera scuo la « del soldato . Chi è ricco può spendere il suo denaro in cose su<• perflue senz:1 ri sentirne danno; tn ttnvia ~µli diven terebbe più. « ricco astenendosi dall e spese di capriccio » (I). - Io non pon go in dubbio che il nostro elemento « nomo )) :ibbia le qualitrt indispensabili per dirnntarb nn valido slrnmenlo di guerra; ma credo ~he se anche la èoitura intel lettuale fosse , in generale, più elevata di quel che non sia e/Tellivamenle, il superfluo, nella istruzione della tri.lppa, oggi sarehbe più pernicioso che per il passato. Due fatti di una importanza non lieve mi hanno indotto a crederlo e sono: la tendenza alla riduzione della ferma, e l'adozione della polvere senza fumo. La riduzione d,el la ferma, giit iniziata · con i congedamenti anticipnti, ci costri ngerà a compiere l'istruzione del soldato in un tempo minore é, perciò, . il lavorp _di preparazione aumenterà; l'adozione della polvere senza fumo ci obbligherà a · (i) Verti la

Educare? •

conferenza. dell'arciduca Giovanni cl'Austria-Lorcna: •

A,Jdcsti:are

ovvero


908

/:

modificare le forme tattiche odierne e a sviluppare maaaiorm ente l'iniziativa indiv iduale. Ma non mi pare fuor di propo~~o il dire per quale altra ragione il ~òmpito dell'istrutLore e dell'educatore , oggi ha acquistato un valore particolare. Un tempo, quaiHio, all'apri1'si di una· campagna, le classi in congec~o erano richiamn le sollo le armi ; quando, come avvenne tra noi, lo spirito della redenzione della pat.ria ali1ava feb brilmente sulle ~1~ss~, !I· rito.rn? sotto le bandiere era. una gio[a . per tutti , perche ~ nchia~at1 dal' congedo uene spesso avevano la compiacenza d1 trovarsi nl fianco degli stessi nf!ìciali che li avevano iri i. ziati nella vita_militflre; ma se oggi si mobilitasse l' esercito i richiamati dal congedo sarebbero p~r noi un elemento nuov~ co l quale, per conseguenza, dovremmo, per così dire, af(ìatarci durante l'azione. E se la guerra non avrà per implllso un o-rande interesse nazionale, già da lunga pezza latente nello spirito :1elle masse, se per l'alleanza con un'altra potenza si dovesse tutelare le sorti ùi uno Stato come forza ausiliaria, si dovrà fare un minore assegnamento sull' impulso ~orale del soldato; quindi ]' impi ego di esso sul campo di battaglia sarà meno efficace se l'educatore. lin diii tempo di pace, non avrà concor:;;o con tulle le sue · forze all a preparazione del!' t10mo l)er b (')"ue1'r"u. Per compensare in_pari.e lo ;;vantaf'gio di non avei'e ai nostri ordiui, nella guerra futurà, gli si.essi individui ai qn:ili abbiamo co~sacralo le nostre cure, parrn i che un altro principio possa acqu.,s~are ~n.a s~e.ciale importanza nell'addE\stramenl.O ed è: l'wii/i>rmitn delt md-in.zzo ediicativo o;;servato rigorosamente da tuttr secondo il proprio raggio d'azion e. , . Questa 1mif'o1·mità non dev'essere confusa co.1 /orinafomo: essa è l_'esnressionc di principii generali applicabili all'elemento ~omo, ti.quale deve riconoscere nel $1.lperiore, più che l'individuo, I espression.e della autorità .. L'individuo è il pun_to di partenza, la ba.se, merce la quale, per un atto riflesso, la mente procede inconsciamente verso la generalità. . Potrà ~ernbrare a taluno che non sia C?Sa facile il far capire la idea astratta dell'autorità morale che s'impone per mezr.o del grado; ma la difficoltà vien meno, quando si considera che l'astrazione dell'individuo si riduce a generalizzare l'esempio che è sotto .,rli occhi . . ." d.I tUlll..

909

L'ADDESTRA}IENTO DELLA FAN TERIA

L'ADDESTRAMENTO DELLA l•'ANTE&IA:

Diflicilmenle si farebbe cnpire chi dicesse ad un soldato: voi do ,vete astrarre, voi dovete obberlùmza a.ssoluta ct.ll' iclea della. superi orità., a,stmzione /'allei (lei questa o da quella 1Je1·sona; ma , invece, raaaiunaerà lo scopo chi, con un lin guagr.:io famigl iare e con i'1n o esempi pratici , saprà dimostrare che do,•e c'è un'accolta di persone deve esservi un capo che concentri in sè l'autori tà e, quindi, la possibilità di indirizzarla ad uno scopo. Nella vita civile_il capo è il padre, il direttore, il presidente; nell'esercito è uno, il g1·aclo: - è .assol uto non come persona, ma come:< ente», perciò l'obbedienza non ha un valore proporzionato ill imitata. Chi è certo di avere instilal grado; non è relativa, lato nella mente del soldato, - pervia di esempi e di confronti, il principio della autorità impersonale, si sentirà vieppitì stimolato . ad operare rertamente, perchè ha posto sè stesso davanti agli occhi degli inferiori come esempio viven te. L'esempio personale ché rispecchia l'alta idea del dovere, la cura costante verso i proprii dipendenti, il ricordo di episodii ·guerresch i, nei quali il sentimento delht disciplina assurga a culto, a devozione, son() lutti elementi che, per le vie della mente e del cuore, ' condurranno il soldato all'idea astratta del grado. Alla t1ni/ormità dell' inchriz:ro eclnccitivo, nell'addestramento della truppa , dev~ conciliflrsi nn rrwtollo' raz'ionale nell'ùnpartire l'istru,:ìo1w. Per le ragioni già esposte, noi abbiamo bisogno di utiliz1.are scrupolosamente la brev& ferma del soldat~, scegl iendo il metodo che si riti ene migliore per i:struirlo presto e bene. Ora, siccome più facilmente si impara e più difficilmente si dimentica ciò che si è assimilato per mezzo del r,1 ;t,iocinio, la qualità che lo Scharohorst considerava come la più importante, - pen,mre forlernente enaturalment:e, - ha nel principio in discorso un'ampia applicazione. In Germania (•ggi, - come trent'anni or sono, quando era in ~roga il metodo del Waldersee, tendente a coltivare il criterio di guerra, - il lato più caratteristico dell'insegnamento ini li tare consiste nella grande cura che si ha di fare appello in ogni circostanza all'intell igenza del soldato (,1 ). I. vantaggi che si traggono da questo metodo 'J

._, , ,

.. ~

ma

(i) KAUI,!lAflS. -

Rapport.o sull'esercito gernuinico, pag. 6,

9, i3, 32.


L'ADDESTRAMEN'l'O DELLA FANTERIA

I L'AD DESTRAMENTO DE LLA FANTERIA

· vanno a proliuo non solo del soldato, ma anche dell'istruuore. In.fatti questi, per dimostrare a' suoi dipendenti la ragione degli atti, delle forme o delle evoluzioni regolamentari, è 'in oh.bi igo di conoscere perfet1nmen1e ciò che deve far capir~ agli altri, chè se i soldati non sanno dnrsi ragione di quel che fanno, salvo poche eccezioni, vuol dire che l'istruttore non ha avuto o l'attitudine o la diligenza n·ecessaria per insegnare. Ammesso però che I' i'strullore sia tale perchè fu riconosciuto idoneo ad esercitare il suo grado, è fuori di dubbio che la necessità in cui si trova di scegliere le idee, le parole e gli atti più acconci iier adattarli al le intelligenze anche più limitate, gli acuisce la mente, lo fa padrone della materia da l.raltare, gli rafforza la fiducia di sè stesso e gl i cattiva quella dei suoi dipendenti, i quali, in breve, anche nella isiruzione lo giudicheranno superiore. Con questo metodo, inoltre, l'istrnLtore, essendo costrello a coltivare il criterio dei soldati, impara ad apprezittrne le qualità buone o i difeLLi ed è sempre in grado di dare al superiore immediato le · informazioni più particolareggiate intorno alle attitudini dei singoli individui: - conoscere i propri i uomini è un mezzo eftìc,1cissimo per potere utilizzarne lutto il vnlore intriseco .

Il.

Accennati brevemente i criteri che !}li parvero più opportun i per l'addestramento del soldato·, tenterò di mostrare il rapporto ch 'essi hanno con i regolamenti speciali in vigore. Il libro primo del Regolamento d'istruzione e di servi.zio intel'no per la fanti:rìa prescrive quanto il soldato deve conoscere; ma nel trattare dell'addestramento non credo utile il trascrivere per intero l'articolo che si rìferisee alla istruzione; piuttosto non mi pare fuori di luogo il riassumere in poche parole ciò che ril{uarda essenz ial' mente la preparazione del soldato al combattimento. Egli deve: (a) saper trarre profitto dal ·terreno subordinatamente alle forme tattiche s~condo cui manovra;

911

(~) conoscere i doveri delle vedette, ed il servizio di perlustrai.ore e di fiancheg~iatore; I propria arma nel combat-, (y) adoperare efficacemente a . . d' · pirito militare . . . . ,, , le quali devesi praticare . I regolamen li che dànno le norme con ' l'addestrame11to della truppa sono : ;J. Il lleqolwnento <l' es~rcizi. 2. n Sm·iiizio in g1ierra. 3 L' istrnzione sid tiro. . . ··L ,. d. . . . f tlo con gh stessi c1 , e11 t Il Òuovo regolam_ento d'eserc1z'.-:- a i. copo d1 add~strare i capi Il . la fanteria tedesca - il,t p~r s . . I Il· que o. pe1pe 'al combatt1mento . .c10, .. . dalla' sciwla, ind11ndiHt.e e per . . a ,t·. 1 de«crivere quei mov11nent1 e e trup . . . r ·1 istrnzione di più battaglioni, s1 im i a _a ,: ·u· frequenti della pra· • -- 0110 occorrere ne, ca:s1 P1 e quelle forme e1ie po~~ . . I . comandan ti di reparto nte la capire e 1e 1 ' ' 1- · tica di guerra . l_mp ,c1tam~ . ·are hl principio di mirare costantenon devono mai_ la~c1ars1 '.1,01 v1 « n ue terreno, passando per mente ad _un ob1ett.1vo tattH,? su qualu q . p·u· lo scopo principale . . d Il ·, , d'armi Que:;ta non e I l'art1fìc10 e a p1,izu · ., ad applicare• . . . . . ezzo che prepar ,1 1a tt u ppa . . della ,strnz1one, ma e un m .d I l•att·,mento ed abilita, capi pùcornun1 e com~, . I f , Il o,·aduali esercitazioni a partili prontamente e orme i_ . · p·1wo dei reparti ne e Q ' ' d li all'ultenore . 1mM en . non usci re da,. 1.,m1-1·, dell'·iddestramento e .a ' coutrappost1. i a pe1. , I ·1· • ·1 raprJorlo che quello ha con il d con,·en1en te ~ta )1 ne, i· • z· . trnppa ere o esto . rapporto e. co . n<··r·etato nrlla istl'1tzione inc ivi. regolamento: qu . t i ,ua ~qtuulra. Ouando 11 I' , ·-i di combattunen o l e · ~ · &iiale e neg i eser~i"' I' . d. e necessaria per com balle re comesoldato avrà acqu;stato att1tu rn .; concorrere con la sua azione . '·t· cli forza maa. Parte integrante della squadra, sapi .t . , tattico anche nei repa1 I . o individuale, ad uno scopo ' . E · non mi ·pare inopporgiore, quali il r~loton~ o la compngnia. qm timento;

•

•

.

(8) es·ere educato ad un elevato sent,men 1o i ,,

Luna una cons1deraz1one.__ .. ndo il principio della inizia.tivaqual~ Il regolamento, - cons1_de1~ . e·so e in pace e in guerra , · . 1 nte per d mJtrJ1ore sncc ~. po e . "a· ·1; - come cruesti ai propn fattore .mora1e . . (lant, le oran ' un i a . _ ]ascia a1 com<1n . · ' n . . . ·ò n entra nei par• . ·ma lat1tndme e, petct • no . 1 . .· dell' indirizzo pratico. · àipendent1 - a m,issi l 0 d'i"truz ione da se!!:u1rs 1 e . ticolari del melo( ~ · ·' . . • 1 1 .~-rodi preparazione dei quac1n dec•li esercizii: tn altn term1111 i a\ ,:,


912

L'ADDESTRA.MENTO DELLA FA NTERIA

e la .sc~lt:.i ~. la gradunzione degl i. esercizii dalla squadra nlle rnagg10'.·1 un,ta so.n? .nel!~ ~ani di chi deve addestrare i reparti . La 1es~onsab1l1ta 1mp.l1c1ta, proporzionata alla importanza del ~o.~and~, e però tale eccitamento che obbliga a studiare i mezzi piu 1.az1onali per ottenere un risultato rapido e sicuro. La compaani' è I' · · ct·I ·base dell ,addestramento e qu indi il .• . .~ ,t . un~ta ca~itan? ~ia il dovere d1 creare nel suo reparto un nucteo di rrraduati atn a d1s1mpeanare I' uffì1c10 · d'1 1struuori; · · d'1 d1st1!if)Uire · " con ·Jinc accorgimento le varie istruzioni secondo le attitudini di ciascuno di !~~1 e, finalmente , cl! far capire chiaramente qual'è, secondo il pro~1 amma ?a svolgersi, lo scopo che vuol raggiungere. ;~ltoc1.ò ~aie t~n~~ per' l'isJrnzione delle reclute; come per quella de~lt anzia'.~1 ~de. l ideale dell.a mas5ima latitud in e lasc iata al capitano non d1s~1~nt~ :lalla ~~ss~ma responsabi li tà.; ma nella pratica, per. la neqes:,1_t,'. d1 presc1·1z1on1 special i, l'una e l'altra sub iscono qua~~he .restr?10ne, ond'è che il comandante di compagnia deve spe:,:,o r 1~unz1~re. a modellare gl'istrultori secondo i propri crilerii. 0 de:e.pnvars1 d1 qualche elemento buono per cederlo alle carich; speciali n.el corpo o ·fuori del corpo; per cui è costreuo a fare del suo per .man tenere, ('.on 1· 11p1eg .· · I11· pm .. Sl.ll'acch1al1 · . . la coe. meolto ~ . s10ne nell oroan1co e nella 1·st.ruz1one · · d'rnare c1u:ile mtlusso . ' n . ('.rm poss~no ~vere sul.l'addestramento della truppa certe prescri,.ioni d'or-dm~ rnt~mo, e còmpito estraneo all'indole di queste modeste note: pe'.·0 mi s1~ permes~o. di fare .un'osseryazione circa l'assegnazion ; 0 dn~t1 e degli 1strulton alle diverse squadre. dei i,n1 Il maggiore cav. Lnderchi , in una rapida. rassegna sul le varianti int~od~lte ~el Re~ola1:nento d' esercizi per la fanteria (edizione ,J889) ('I ) e~prim~ il .desiderio che le squadre sfan·o effettivamente comandate dai capi-squadra:-« ... La qualità essenziale - eali dice - è eh:, .gli u~mini che ~n capo d_i rip~rlo conduce al fuoco"'sieno quel! ste~s1 che 1~ te.~po .d1 ~ac~ egli ha istruiti, educati , amministrati, per modo che l un,ta d1 cui s1 tratta form i un insieme ben cementato. - p1·ccol···« o nr,rn o , de non ·importa, - nel vero· una fam i~0 lia milit"re " , senso della parola . » •

1')

•

Senza·enfrare subito nei particolari della scella dec•li is truttori n (i) Rivista militm·e, febbraio ·1892.

L'ADDESTRA)IENTO DELLA FANTERIA

913

edella ripartizione di essi frn le squadre, pare a me che il desiderio m'anifesta to àal maggiore Laderchi sia i'azionale non solo nella c.onsiderazione della guerra . la quale, necessariamente, cogl ie -- per ~osi dire - li capo-squadra nell'esercizio del suo comando, ma .anche perchè, dovendo mob ilitare l'esercito , i richiamati dal conge,do, quantunque trasfe riti in precedenza ad altri reggimenti, potrebbero trovare nelle fi le, se non quegl i uilìciali che li hanno addestrati nell a vita militare almeno i loro capi-s'.}nadra, cioè gl'istruttori i>tessi dai qnali ebber0 il primo indirizzo , i primi ammon imenti e con i quali divisero le fatiche e i piaceri della guarnigione. Data una importflnza maggiore al capo-squadr.1 , quando egli fosse l'istruttore permanente del proprio reparto, nella compagnia sareb.,. bero suffic ienti due istruttori per squadra - un caporale maggiore ·ff un caporale-questo per sostituire il primo quando fosse assente. I sergenti sarebbero assegnati ai plotoni pi uttosto che alle squadre ~ coadiuvereb lH,wo gli ufficia li nellfl istruzione del plotone. Il foriere non può essere distrau.o dal suo còrnpi to amministrativo; per cui se gli è consentito di vigilare sull a concloLLa d.ei :,!'rnd uati e di accudire :ii bi$og-ni econom ici della compagn i.i, non potrà mai coscienziosamente cottdiÙ.vare e «sostituire» l'ufficiale nel comando del plotone. , Ho detto « sostitui re », pel'chè coll'assegnare i sergenti ai plotoni, Mll'assenza del comandante titolare , po 1rehbero farne l~ vec1. fo·fal.l i ~e il Regolamento prescrive che. il so ttufficiale sappin comandare il plotone sia d:1 solo , sia nella compagni a e in piazza d'armi e nelle eserritninni di comball.i mento . perchè, nell 'organico della compagnia , lo stesso gollufficiale non dovrà saper e.tirare la disciplina e l'i struzione del mede~imo reparto'? Perchè non potrà esserne direttamente responsabileduranre le assenze del comandante r effettivo'? In effetto il sergente ha gli obblighi inerenti ad un coman · dantè di squadra e.così, invece di fargli fnre , nell'addestramento e nella disciplina della truppa le veci dell' ufficiale, lo si assimila al grado di caporale maggiore . Col dare al sergente una maggiore responsabilità egli adempirebbe t~on zelo maggiore il còmpito suo; l'amor propri o sarebbe · soddisfatto e la vigilanza immediata sui comanqanti di squad1•a e l'istruzione del plotone sarebbero un utile tirocinio o per sostituire )!;ufficiale o per aspi rare al grado superiore.


914

r.'_ADDESTRAMENT_O DELLA FAN'rEitlA

L'ADDESTRAMENTO DELLA FANTERIA

Il temperamenlo ora _nccennato mirerebbe" a fare del caposquadra l'islruttore deì proprio reparto e così, mercè la scelta e l'accurat.a assegnazione dei graduati, si avrebbe per ogni squadra - un caporale maggiore ed un· caporale; per, ogni plotone, un ufficiale e un s.ergent.e: - il caporale sostituirebbe, nelle assenze del titolare. !I capo-squadra come il sergenle soslituisce il capo plotone, com~ 11 tene1,1te sostituisce il capitano. .

III. Per combattere il formalismo in cui degenererehhe I' isLruzion ecol ripetere soverchiamente-in piazza d'armi gli esercizi preliminari tattici, il regolamento consiglia di applicare le diverse formazioni in terreno rotto e ondulato e, mentre dà al'l'istrultore norme e massime particolareggiate sul modo di far apprezzare i I valore delle accidenta! ità del suolo per gli esercizi di combattimento d'una o più .squadre riunite, specifica solo i movimenti che efentualmente possono applicarsi nei casi più frequenti della guerra. Gli esercizi, invece, della compagnia e del battaglione o di più batLagl ioni devono essere su bordi nati a un supposto tattico « semplice e chiaro>>. 1~ fuori di dubbio che l'iniziativa lasciatn ai comandanLi di compagnia li costringe a creare situazioni tattiche svarintissime per l'addesLramento della squadra e del plotone; ma a rischio di passare. per un codirio, mi prendo la libertà di dire che, aholitn 1' istruzione sull'ammaestramento tat'tico, non nuocerebbe ai comandanti Jé diverse unità una guida contenente una serie graduata di esercizi dalla squadra ai reparti nJaggiori. Gli istruttori potrebbero· moltiplicare su quella guida gli esempi delle più comuni contingenze di g~erra, applicando i precetti del Negala.mento d'esercizi e le modalità sulla sicure7,za delle trnppe in campa,rna n , di cui è o•rnetlo (')~ . il' servizio in ,guerra. In Prussia l'iniziativa era stimata una dote essenziale per l'ufficiaie anche nel 60 e ciononostante allora si studiava e si applicava, nella istruzione dei piccol.i reparti il metodo di Waldersee avente per iscopo - come già dissi - di educare razionahnente la fanteria

915

al combattimento. Da noi i· regol:unenti d'istrnzione nei diversi Stati '1:ra:ttavano {ino d'allora del modo di avvantaggiarsi delle accidentaliLil dél suolo:, ma non c'era un indirizzo com une, mancav:rno cri teri ben . determinai.i sul valore tat.tico del Lerr~no; però in breve volgere di tempo il principi_o si accentuò gradatamente e nel 65 si sentiva giit. la necessità di dedicare ad esso Lulte le cure possibili. Cl generale Corsi , nelle éonferenze d'arte militare tenute in quel!' anno agli nffir.inli òel presidio di Milano, espose un programma metodico d' in. segnament.o sulla piccola tatti e.i, insistendo nella massima di lare appello sempre all'intelligenza del soldato e dei graduati (,I), e perciò · gli esempi illw1t1·ati del nrntodo l~ald,~rse,, ('z), tradou.i ed apparsi , l.ra. noi nel 68, non furono una novità. li compianto generale Pianell applicava già su larga scala lo stesso metodo ' alffl'iUn"endovi molti precetti , che, più tardi, apparvero riunn n ,, ni Li ed ordì nati nella istmzione 7J!:f ·l' anwiaestrmne1,uo tattico delle · t1•1ippe. Proclamato il princ:pio della iniziali va, la guida pratica sull' addestramento .dei reparti inferiori alla compagnia ha percluto molta. della sua importanza: l'istruzione del 73 non è pars.i più adat.ta alle e;;igen7,e della tattica odierna: - una parte di. essa ha daLo i rnateri,tl i per la s"icw·1i:::::a e/elle 1.n1,ppe in ,qwwrn ;nn frammento è stato incaston~to n<ll nuovo rn~olamento di esercizi per i movimenti elernent,1ri dell'<1rdine sparso e una particella ù stata trasfoi·mata in · un 11llegato, le 111·cscr'izioni d' orrline 1)/w le esercitazioni di combattùnento, in cui si presuppone una progressione di esercizi subordinata ·ad un indirizzo Lattico. Questa progressione ha qnattrn f'asi ben -' determinate e sono: - '1!1. piazza d'armi, l'applicazione delle forme taltiche 1n terreno vario, gli esercizi progressivi di comhaLLimen10 ai paniti contrapposti e le esercit.azi9ni taLLiche di tiro. ·ora, poichè i regolamenti in vigore danno solo i {)recetti dei due termini estremi dell'addestramento tattico (3), (~ obbligo nostro di ùe,dièare o~ni cura ad mia istru7,ione razionale e progressiva chfl. abiliti la trupp;, a combattere in terreno vario contro nemi co ~e~-.'...l..•--·-

-

.....

m .l l'arte mililal'e. - ,!ilano ·1865, p:ig. IO!H, e srig. (2) Op. cit. - Torino ·1868. _ (3) Velli Rcg. <t'esc,·. §l 76 e 184, Norme yeneroli J)e1· l'impi,i_qo del!e h'P. 11.,·mi nel,

. (l) Co11s1,

Conferenza

combattimento. 59 -

ANNO XXXVII.


L'ADDESTRAMENTO DELLA FAN'l'EHL\

916

• · . · L AJ)DES'.fRA?llENTO

DELLA FANTERIA

gnato_ ·,· ,d I la ., . e rappresen . .tato. E tenendo semp re ri volto il p en:,1ero " oe1 rn,. se s1. considera che là. vi1a dei soldati' ,\ i1elle 110--L . . . · • ' " ·, j re mau , . e l1e no, ne siamo I so li responsabili che le-nerdi'te 00 · .. . 1.. . . ' ):( · n g1u:,l11c;1Le• . , .... ·: . d a r1 cce.,~1l,1 unpcllent, sono altrelLante forze '·ed1 1te ,,11 . .o I · · · " · u ·a vYer•111·1 a cnrn dell ' ist'.·uzione dei quad ri diven ta un dovere imperios~. p ', non C~Sero fra1n.les? dirò che i 11uaàri di cui pa rlo $i rifCl'Ì$COO~ :\ comandanti le .lraz ,o_.n, minori della trupna ,·, Im P. n te su . . ' , ed· •,,., spe va t1 uest1 che des idero 1ermare la mia attenzione. · L'addestramento dei gradnati forma l'o!.!<,~tto dell ·, .e ct·, un l · ·· , ,., · E,, cui ~orna~( ante d1 comp~gnia, anzi_tntto · pcrchò 11uar'i<lo , du rante il v?mbatt,mento,. un ufficia le cnde ferito o morto, è necessario che '\'I ch i lo sorrorra • :;ia subito · . 1': · nel cornancl o e questa surronazi one non deve po1;tnre akun inc<lglio nella successione delle mo;~e clie precedon~i I atto nsolut1vo. li gradnat.o che sosti tuisce l'uffici ale deve sen~a rndug10. compenetrarsi dèl!a situazione« auu.ale » co noscere p_erleuarnente robiettivo Il cui si tende ed agire in cons~gueuza. Il • ~10 delle v~>.lte li capil.nno non avrit il tempo di ri petere nl sottn f. f1~1'.;}e qual ~- il.cò'.npito. pa:ticoiare del repr1rto e molto meno potrà da11') l1 le ist1uz1on1 part1colare,rniate su l modo con CIJI. SI. (l eYe recro. nò . , (are ne ll e s1naole <·i rco~ 1a e b · il cnpin . · n , ·· .. , 11ze. 0111 atta o no .inquadralo. ta•10 <·ieve rJreoccnp·Hs · de·ll e mo:-se e·1eIl 'avver;;a ri o, dedi effel · ti del . • t· . , ' •1 li'. '_°: st udiare d ten eno C r isofve re i prob lem i che .vo.lta a l'rJlta si a(lacc ,ano se.condo le vicende _del combatl.irnento: egli darh le indJC(!ZIOfll ~e 11 era l1 su lla rnarcià dél .nemico, 511 gJi obiettivi d:i k ittere, sul.I avunzare; m:1 può accadere ch e il comnn cLi nle ili plotone (g r,idua lo) 110n pos:;a rice_vere gli .ordini imm~d1a1 i dal suo capitano e ,,J[ora e ori i L..:ieve ;t·I sua ' 1ni · ·z1 ·at1ra, · · · e r:e;;.,are i! LI . ·. , e aprire 1.uoco, come me;.:110 counenc, e :;e ò i11 SO:i le1r 110 0 ad un'ala delia catena '. r1nando· dov-r;,,... r1·1·1fo1 , o lronte?"la · <'> • re 1mprovv • · 'za • 1··e .quc:,ta 1•s1• ; sul fian1'r1 ·t - oe ' Ila s1·"t1WZ!011e · allacch • , , s·ir;t ' • <'rriud·1,' > . ~ e eg· 1·I sesso e dovra· agire prontainen le, senza a:;petlare ordini . lii altri termini il c.ipi tano deve poter avere piena fiducia in .lutti i comandanti in sott'ordin,1 - . dal · àen·vera· . ' capcJ '.'. r"·'1le, ·,1[l't1fl'1c1·,<1 Ie - e questa r·Ld11cia d?Ha coscienza d1 una accurata preparazione alla ·rruerra . La Jati_lt'.~line ch'egli lascia ai suo, graduati - sebbene ; li sia imposta il piu delle volte dall'e:;ercizi o del comando· - che al tro non è se non .la _convinzione profonda r;he Lu tti sapranno · app li care giu diziosa•

•

•

1')

917

men,te, secondo il loro raggio d'azione e senza esitare quanto fu insegnato nel Lempo di pace ? Se sul campo di battagl ia vefrh meno questa rcciprnca persuas1-one, dovrern.::, combattere contro un avversario non meno po tente di quello eh~ abbiamo davanti a noi , la sfiducia. È un,avversnrio che si sente e non si vede:. è clappertµtto e in nessun luogo; serpeggia come un sottil veleno tra le fHe; inaridi!<ce gli entusi,ismi; rallenta i legami della disciplina ; genera lo sconforto; predispone gii animi al dnbbìo, alla titu.banza <3 se in qnei momenti un atto inconsulto o una sorpresa . micidiale dovessero mandare a vnoto lo scopo del comball.irnento, sarit doppiamente dirlicile mantenere la compau.ezza , rievocare lo slancio delle iruppe e riaffermare , anche coll'esempio, la rigidezza della disciplina. Il fatto di do1' er riacquistare b1 fiducia smarrita è per sè stesso un faltore deprimente, qaindi, un fattore di meno per la vittoria; è noto, del resto ,· che una probabilittt maggiore dì suceesso ,;ta , il più delle volle, nella fì 1lucia di rinscire ed è noto ahresi che la certez'l.a di con seguire una mèta ci è data dalla coscienza dei q:iezzi die abb iamo per raggiungerl a: coltivare, moltiplicare questi mezzi ,1101 dire avere quasi in pugno la vittoria .

IV. Per l'adozione della polrere senza fumo la visibilitit og~i ba acquistalo una grande importanza : - chi sco rge prima l'avversario ha un fattore di superiorità e perciò la stima delle distanze, il servizio di avanscoperta, di sicurezza e di informazioni , com; .l'util izzazione delle accidentalità del suolo sono altrettanti elementi . da studiarsi in modo pnrticolare, qual i complement i necessari alla condotta delle truppe. . _ Ac.cresciuto il valore della visibilitit, la missione di una pattuglia, anche picccla, massime in terreno scoperto , è di non lieve impor. tanza e siccome gl i ufficiali·,subaltero i hanno il comando del plotone e non si manderanno sempre dei plotoni a fia ncheggiare una colonna o per evitare le sorprese nello schieramento che precede

,,


9l8

f,'ADDESTRAMENTO DELLA FAN TER IA

il combauimenLo, cosi è giuocoforza avere dei <1raduati che _ . . l'l sap . . d'" piano ~rar~1 1mpacc10 '? qualsiasi circostanza e ndempinno sempre con cr1Ler10 e. prontezza il loro mandato., siano essi · . . capi-patt. u,.,rr1 ,a, o coman dant1 dr squadra. 11 _fumo e la detonazione fi no a ieri dovevano considerarsi buoni mez~, p~r _ved_ere_ la P?s_izione e i movimenti dell'avversario ; percui - r1pr1stin~t1 ~!, ordm,_ momentaneamente rall entati dalla sorpresa e dalle perdite 11nprovv1se - si aveva una guida sull'obbiettivo da batter~; ogg i invece, la sorpresa sarit doppiamente micidial e pere'.,~ .a!le :olte mancherà la percezione del bersaglio e quindi 1~ poss1b1h~a. d1 c~n~robatterlo subito. Considerate la rapidiLà di tiro e le qua lita balrst, che delle nostre armi, farsi vedere senza vedere vuol dire esporsi a gravissime perdite. I~ regol~m~nt~ d'esercizii , inspirandosi alle esigenze tauiclt1:< attuali, _consiglia d1 fars i precedere da qua lche pattuglia nell'eseguire !oschieramento per non esporsi alle sorprese e dice che : « anclte m terr~no scope~to può essere talvolla necessario spiccare qualche pa ttuglia allorche, essendo efficacemente colpiti dal fu oco, per poterlo controbattere, occorra aver primn qualche. indicazione circa gli appostamenti del nemico :.. , Tenendo come guida i preceui del regolamenlo, chi ha la ~rave re_spons~b ili~à ?_ella pre~arazione della truppa alla guerra fa r; applicare I cas i p1u comu01 del combattimento e con una scelta razionale di problemi tatlici, sovente col mutare d'impmvviso le cond izioni d'un p:irti to, farà sviluppare ne' suoi dipendenti fa prontezza nell'adallare gli atLi l.allici o gli ordini alle impreviste circoslanze del momento. )fa nel creare situnzioni tattiche volta a volla più c?~Pl~sse l'istruttore dovrà informarsi al la importanza che il serviz~o ~1 espl~razione e di sicurezza oggi lia acquistalo. Fin d'ora ~~o 1:1t_eners1 come ~rincipio che - aumentato il valore delle qualita v1s1ve, delle accrdenta!ità del suolo, delln vuloerahilitit delle fo rme - il servizio di ricognizione richieclerù per parte (li tnlti una laboriosa preparazione. . ~a inc?rl~zza in cui si trovano i comandanti di reparto al princ1pio cieli azione; la preoccupaz ione qi vedere, senza essere visti ; la. conse?uenLe necessitit <li evitare le sorprese; la cliffìcolta <li or1entars•, quando l'aV\'ersario ha aperto il fuoco, tulto contrilJ11isce

1

L ADDESTRAll1EN'l'O DELLA FAN'l'ER.IA

919

a fora più lento e pi ù lungo il periodo della preparazioni\ più breve la fase decisiva del t;Ombauiment,>. Alla esplorazio ne della cavalleria, subentrata quella della fanteri a, le ipotesi che si presentano sono due: o l'avversario ~ in posizione fermo o è iu marcia; nel primo caso potrà valersi degli appostamenti e, quindi, del van taggio della sorpresa. ; se è in marcia, questo van taggio va a profiLto di chi per primo vede l'avversario, perchè potrà fermarsi, appostarsi e battere il nemico. Spesso accadrà di vedere i soldati del proprio reparto cadere colpi ti dai proiettili avversari, senza sapero da che parte ven gono e allora, oltre a saper mantenere la coesione della Lruppa davanti all',gnoto che dirada le file, sari1 necessario studiare con calma il vi'llore Lattico del teneno, perchè è l'unico elemento ùal quale possiamo trarre qualche vantaggio: Quali saranno gli ostacoli che l'avversario avrà scelto? Come si uti lizzerebbe il terreno, marciando in qnesl.a o in quella direzione~ Tutti i reparti che han no il còmpito .di provvedere alla sicurezza del fronte e dei fianch i, devono averfl sem pre una pronta risposta a quelle. due domande e inoltre si dovrtt inculcare ai capi pnttuglia e a tulli coloro che sono impiegati nel servizio di sicurezza delle troppe retrostanti o in marcia o ferme che un errore, in apparenza di li eve momento, può essere causa di conseguenze disastrose. Senza tema di errare si può dire che i reparti mandati in ricognizione, .in avanguardia o in fiancheggiatori , come quelli destinali in avamposti sono responsabili delle perdite subite dalla colonna o dal corpo principale . Talora - per la. necessità di mantenere il coll'egamenlo con al tre truppe, di far esplorare una zona di terreno coperto , o di farmarsi in luoghi esposti alle insidie dell'avversario - si o:;a:-à costretti di mandare gruppi d'uomini in diverse direzioni con còmpiti speciali e a volte accadrà ad essi di trovarsi davanti al !' imprevi sto: allora dovran no agire d'iniziativa . Quando l'istrutlore avri1 sviluppato negli in Ceriori la facoltà di risolvere con critel'i o e risolutezza i qnesiti più probabili che potranno occorrere in circostanze diffe- renti, le decisioni che essi prenderanno, se sono isolati, non sasanno mai atli inconsttlti, ma bensì l'esplicazione della volontà determinata dal raziocinio. Col pensiero alla prepara;rione per la guerra quando avremo · nazionalmente addeslrala la trnppa a manovrare e n combattere in

r


'

'

r,' A DD]i:S'fll AMENTO DELLA FA~Tt,: RJA

92()

L A0DESTRAMENT~ DELLA FANTERIA

terreno vario; quando si saranno combinale le situazion i tatLiche col Servizio in l}ampagna, l'istruzione del soldato sarà compiuta se lo si sarit abilitato a serv~rsi efficacemente della propria arm.a nel coniùatti,nento. È necessario che il so ldato si renda così J'amigfiare l'uso dell'11rme che nè la fatica dopo una lunga marcia, n& le vicende terribi li del combattimen to possano compromettere I' efficacia del tiro . Pe1· rendere meno sens ibili gli effetti della sovraecc itazione nervosa, la ·quale arfievolisce l' esercizio della volonUt e della riOess1one, bisogna che i movimenti diversi che il tiratore deve fare diventino quasi · istintiv i; perciò egli deve acqu istare tale ·ab itudine n dirigere la linea di mira nel segno che nessun elemento estraneo a que:;t' atto possa menomamente inDuenzarlo. A questo scopo mira la nuova. istrnzione sid tiro : essa. si propone di forrnnre essenzialmente dei tiratori pel' il campo di battaglia, e dei gra:duati abi li « a dirigere e regolare il fuo~o di fuci ler ia p~r trarne 1reffelto or.ile rnnggiore». L'indirizzo pratico; la progressione logica degl i esercizii - <lall'[!mmaestramen to individuale a quello delle un·ità Lattiche - la conseguente preparazione dei quadri all'insegnamento e al le applica"ion i della parte teorica; l'amore a questo ramo del la istruzione • militare coltivato con le gare e, q;1indi, con l'emulazione, hanno fauo ticcogliere festosamente il nuovo regolamento: esso caratterizza un progresso reale nella iweparazione per la ,q uerra e r-i inspii·a la 'certezza di trarre dall'applicazione dei suoi principii una somma di vantaggi pari allo scopo ~ cui mira. Ho dello che « l'istruzione sul tiro>> è il complemen lo ciell'ad destramento della truppa; ma l'asserzio~e non è 'rigorosamen1e giusta se si considera <.[!raie importanza hanno nell a educazione fisica e mol'nle del so!aato gli esercizii di ginna~tica ti di scherm a. Essi si propongono - come dice l'al legato ( 'I « a educnre l'uomo a! la fiducia in se stesso e a prepararlo ad affrontare fa tiche e pericoli , rinvigorendo o l'acendo nascere in lui l'ene rgia e l'ard imento»; perciò sono, ·a mio avviso. parte integrante deìla e(!Ltcazione morale, alla quale dobbiamo rivolgere tutte le cure possi_1

bili-per ingenerare e co ltivare nei r.ostri dipendenLi quei sentimenti che sul' campo di bat1aglia form ano In sercnitit del corag~ io e lo spirito di sagl'.ifi cio, fa ttori di vi ttoria.

V. Con:; iderato l'addestramento del soldato in rnpporto ai tre ram i della istru,,ionc rego l'ament:i're mi vien fotlo cii chiedere a me ~te:,;so se, - 1enu10 -_con to della tendenza. a diminnire lri. l'erma e del tempo m:i ggio1:e che dol.,h iamo dedico. re al tiro e al servizio ·in campagna : pntremo per l'avvenire coltivare sc: rupolosa,nentc tulle quell e istruzioni di cui non ho nncora ra uo pa rola. Esponen rlo hrevemerÌte alcu ni cri lerii intorno al l' addeslr:imen'to ho dello pi ù volle che l'istrnzion c e l'educazi one della truppa .deve avere per iseopo principnl e lr, (<preparazione per 1n guerra)>; quindi, tenendo Cl1J11e rlorma qu esto princi pio, t n tlO ciò che tende ad .1llon tanarcen e è da ritener;i co,a superllnn . Aumenlalo il laVOl'O di prepara,,ione, per il m.1ggior svi luppo dato ad alcnni rami dell'addnstramento, il su pedl uo pL~ò , a rnio avviso. diventai-e dannoso,. perr,hù ci i.ogl ie una par.te del tempo che dobbiam o impiegare per fare <lei soldato nno str~1mento di battaglin. Partendo da questo pri nc; ipio non credo inopportu no di riw rdare ciò che scrisse il generale 3la r:;elli , volendo mettere in ri lievo la ·ne~essitit di ricltiamare l'esercito alle snc vere funzioni « ... noi riusciremo a debe llare l'analfabeti smo , se il min ist~ro della pubblica istruzione èi porger.'t più ri solu.tamenle la mano; · m.a sarebbe un errore il crede.re che l'opera di CLuel minislero debba riman ere -parzia le ed es5ere permanentemente una scmplirn p,:epnrazione all'opera della scuola reggimentale. No, essa deve riu-scire a. rèndere in.utife questa ed a sè stessa bastevole la ,-cuoia pubblica. La cooperazione dell'esercito non può essere che un fatto • transitori o: l'esercito deve ricever€\, il ciuadino giù istruito or.I leggere e nello scrivere ». ( 1) . · (I)

· (I) Avverteo1.a all'alleg. pe r gli eserc. <li ginn. e scher.

921 ·

• I

1

~I ARSEL1.1,

I.a i:ita. <let i·enimenlo, pog. H 8 o seg.

..


922

' L'ADDESTRAMENTO DBLLA FANTERIA ,,

L'ADDES'l' HAMEN'l'O DE I,LA 1'' A NTERIA

L~ m?~ifica.z~oni introd·oue nei nostri regolamenti sono inspirate al prrnc1p10 d, dare un indirizzo pi·atico all'ad.destramento della truppa e per convincersel)e hastéreube porre a - confronto le varianti e le aggiunte fatte in pochi anni al regolamento di esercizi i. D,~I maneggio dell'arme ai tipi di m,1novra della brigata si è eliminato poc.o a po_co, tutto ciò che ci fàceva deviare dallo scopo di preparare I quadn e la truppa al combattimento, secondo le nuove esigenze tattiche. ;

. ~)u~stu processo di eliminazione ini,,iar.o nella istruzione pratica ·s, lara strada anche nella istruzione 1eorica? Il regolamento sul seroi.,.:io interno prescrive che uel locale des.l in~LO all'adunanza de_lla compagnia sieno allisse quelle indicar.10n1 che è necessario imprimere nella mente del sol dat\l · ma è lecjto supporre che - per le ragioni già, addotte, -- e~sendo . aumentato il lavoro di 7n·(ipar·a"-:ione,, le ìstrur.ìoni .teoriche dovranno subire qu~lche restrizione. Così per concretare l'idea, oltre alle !abellc. eh~ indicano il prezzo e la du1·ata d.egli oggetti di corredo, J .nomi de, s~periori e il modo di dispoiTe f'.1rrednmeoto , si ag· g,ung~ra'.rno forse gl.i :-:pec~hi pe" gli asse~ni, per i tipi e per il ~uanL1tat1vo ?ell·a· niz1one Vll.tO, per le disposizioni. princip;ili sulle licenze e sull untlorme. Ma non insisto in vaghe profezie . l\el li~retto personale sono rnccolte cognizi9ni genernli sulla vita militare ; pcrò ·siccome tutti i soldati non sanno leggere, cosi tanto le tabelle, come il librello personale· sono da ritenersi mezzi ausiliarii che hanno un valore proporzionato alla coltura degli individui . Per fare u.n apprezzarnen10 a·pprossim,Hivo bisognerebbe, ·. - ali' allo della incorporazione delle reclute, o ali: epoca della riunione di essE1 con gli anziani, - formare, come si pratica in Gennania. due o ~·re class_i di individui, secondo la loro istruz ione e ripar~ire gli 1struttor1 secondo le loro speciali attitudini. . . Nell'esercito germanico la preparazione degli i.~Lrullori. come la ~istribuzione del lavoro nel.l'impartire l'istruzione - daÌl';ppuntatò al tenente - tendono ad utilizzare scrupolosamente il tempo fissato per le istrnzioni teoricl1;e e ra durata di queste è r idotta, ~om~ in A.ust'.·ia, al minimo, perthè' si dà una grande importanza ali~ 1struz10rn pratiche. _ Studiare i mezzi più acconci per conciliare l'impiego del tempo

923 '

..

da·,. dedicare all 'isLruzione teorica con fa preparazione del soldato .:per la auerra è il còmpito nl'lidato alle autorità superiori: noi subalternil'.:> abbiamo l'obbligo di cooperare con tulle le forze e1·I mente . - e di cuore per portare sul campo di baLLaglia il massimo valore intrinseco dei combattenti. Ma r10n bas la fa1:=-i interprete dello ,spirito del regolamento o degli ordin i ema'.rnt.i dai suptriori ed ope,rare, entro i limiti del grado, sulla trawa regolamentare e sul la passiva esecuzione ctell'ordine. II pensiero nostro d_eve s~pra.van_z;tre questi limiti, deve oltrepassare la cornice degh ora~n .e il ri torno dei periodi annuali d'istruzione, considerando che ms,eme al c.òm.pito d'istruire le masse, abbiamo _quello di educarle; che l'.ad.destramento mecca nico non è il solo mezzo per .produrre la d1sc1plina; ~he l'elemento iwmo non è una materia da trattarsi con la _i;igi_dezia compassata dell'autorità conferitaci da un ~ecreto .e, ft· nalmente , che gli impulsi morali, mercè cui possiamo dominare le volonti1 individuali, non s'imparano sui libri, · ma emanano da noi. dalla no~tra condotta e dalla esperienza acq1iistata con la conò;cema dell'uomo. Come scrisse lo Zanelli: .e. . . . il comandante deve, mediante il contatto immediato, vivere della vita st.essa. · · delle truppe)> a allora il soldato non è piLL un meccanismo incosciente che si arresta 'quando cessa il comando o la sorveglianza , del superiore ; ma diventa uno strnmento tanto più va l.ido, cr.uant~ 1>iù nssidue e intelligenti furono le cnre nostre per coltivare in ltu . il raziocinio e il sentimento .' /, l

BONATI R1NA LDO


.. 925

:·1; E.SERCl'l'O FRANC ESB

L'ESERCrro FRANCESE (Continuazione, vedi oumoro precedcnt,J)

.siderazione che , ess~ndo assegnati alla milizia territoriale, possono in caso di guerra pag,tre il tributo, alla patria al prezzo della loro vita, come coloro che furono assegnati RII' esercito permanente. Ma, abolita che si fos se·, come in Francia, qualltnque esenzione, non si àY1:ebbe piLl la 3• cale goria e quest'ul tima ragiorie ces5erebbe d'aver · valore. Quanto poi agli inabi li , :;e è pur vero che molti sono esentati dal servizio per avere mala.ttie od imperfezio ni, che li rendono inetti non solo al servizio militare ma anche ,il ·proprio sostentamen to, è ·vero nl'tresì che moltissimi lo sono per deficienza di pochi millimetri nella statura, per debolew1 di vista o per altri difetti, che, pur facendoli in;d,ili alla vil,t militare, permeltono.loro di essere sani ,' robusti ; di poler segt~i're qualunf[ne al tra c:trriera civile. Non è forse ing iustizia che coslof·o non abbiano a dare alcun Lribnl,o in pro della difesa del la patria~ La Francia, avendo appunto abolita colla legge del 1889 OJ,'ni vera e propria esenii9ne del servizio delle armi se non che per gli inabili assolntamenl~, ha ragionato in questo modo: - Ogni c.ittadino è obbligato 9- contribuire aUa difesa del paese nella misura dell e proprie forze e capacità e coll'interv,ento personale. Colui al quale manc,u10 le condizioni frs iche per concorrei:e personal mente alla difesa della patria vi contribuisca almeno col danaro in proporz.ione de' snoì mezzi di fortuna. Inoltre tutti .i riconosciuti fìs icrtmente abili alla difestl del pae~e sono obbligati (a. prepararvisi, a render:;i alli acl un utile impiego in guerra , prestando in, tempo di pace non rneno di tre anni di servizio sotto le afrni. Quelli fra costoro, o che per ra~ioni cli bilancio non possono essere traltennti sollo le ann i per gl'jnteri tre anni, od ai (1uali , per riguardi di urna. ni.tà ed agli inwes~i privati di famiglia, viene conceS$0 cli diminuire il loro servizio, devono compensare coi loro mezzi il mi nor tempo di tributo personale dato al pa.'ef>e. · In tal modo la Francia ha pienamente git1stificato il principio · della tassa mili tare, conseguenza diretta dèll'obbligo del servizio ' ·pe1'sonrtl e per' tutti indisti ntamente . È giusto, è doveroso che coloro i quali non possono prestare il servizio, dii·ò così, in natura o .che per qualsiasi ragione lo prestano solo in modo limitato,. cli_ano un equivalente del tempo di servizio che non prestano , fornendo 0

Considerazioni.

Obbligo del servizio '.i ·tassa militarli. _ · La !;rancia è adnnoue lo St_ato ~h_e ·h~ messo in pratica in modo più a~soluto e restritttvo . degli altri ti pr,n:cipio fondamentale dell 'o b]lligo al servizio mi li tare _pe1:sonal ~, non sol o per avere abolito qnaluncr ue esci usi one dal serv11.10 att,vo, .ma. altresì per avere istitui ta la ta ssa militare. che è la ctns:gu~nz,~ piit lo~ica dell~- obbligatorietà generale del s~rv izio. . I1es:,_od1i:io1 era g1a so rta J ,dea di una tassa sim ile fin dal ,1s,:1 ea, un progetto di legge in p1;opos ito l'u poi presentato nel ·I 882 al1 . che a I lora 0 , m·,1 1a corrente contraria . esame . . del . potere lea·,1-ai,·,, ,, :, s1 mand_esto ~el~a Camera dei deputati fece si che la legge naufragasse prima d, grnngere alla pubbl ica discussione. '· , ~o n so quali ragioni abb iano po tu to de;:tare allora .lanta con traneta.a 11uesta le""e · · morale .o. giusto · · ·impone · 'i')" · Forse · non . -· .~, · t rovo un~ tass;: a coloro i;he per inferm ità od imperfezio·n i fi~ iche od in tellettuali · I'e11·c1taec · · 1 1mpo, · ,· .. . furono posti . da.natura. . in uno .., L·'o ,i.. d'1111 s,,b ,l ilat, _apre:t:ire nt1,lmente l'opera loro in prÒ della patria.quand,,anche ··-.~e · pure · non· s,· lrO'!_ò giusto imporla . ·- 11.· des1den1-sero· · . ~ . , e' f01 a,,J r e:,~.nti dal serv17.10 pcff speciali condizioni di ·fami glia nell a con0


1,' E SERCITO

926

L' ESE RCITO FRANCESE

cosi ~ll'~serciLO i mezzi per ricuperare le perdile risultanti dalle eserrzio111 co_munqne acco rdate. .L' Austria· ha giil istituita la tassa militare lin dnl ,J880. I) i1u,rnto sembra .~ . .· . _ un progetto di lecrcre ,,,., per una tassa, m·1·t 11are ve1Ta p,es.to 11 pre::.entato alla nostra Camera dei depntali. È d cr • rars, che per amore della ~iustizia e por vantacrcr1·0 dell'e, a au.,u . , bb'· · 'l'>O ,,erc11.o esso a ,., a giungere questa volta in porto . Ferm a. per'.1icinente._ - Una delle più importanti innovazioni della nuo1•a f li 1rnella d'aver ridow1' la for ,l , · Ille_!!ge IO Francia . .- m,1. 11a 0•• a ')ù ,t.nni a o scopo di po~er inquadrnre una maggior qnantitiL del con . tingente a~n_uo ~d aumentare quindi la forza mobilitabile istrniLn . M~ ~1uest~_r1duz1one parve_a molti in Franci'a di gran danno all'ese1c1_to. _B1:.~~na leggere gli articoli d'all ora sui period ici militari p~r lars1 un i~ea di quan to fosse male accolta nell'eserciLo lJ UesLa r1duz1?ne. ~1. sosteneva da molti come non gi dovessero confi ~ar~ _1 des tini.·della. paLria ~ lrn~pe numerose, debolmente ori,an1zzate -~ p1_1ve d, una solida ist.ruzione militare, bensì ad un numero p_iu nsL_rello d'uomini rolli alla disciplina e al mestiere delle di avere vecchi soldaL·1, ch.eave::.::.e10 -- . ., arm,; ed . il desiderio . ~e1, ito parecchi anni SCltlO le armi , fecepe1·s·1no des·d · 1 erare a taInno . cIie fos ,:e nammesso il cambio. Pur L~Ltavia bis~gna considerare che al giorno d'oggi il numero h.a nc.qu,stato negli eserciti una straordinaria importanza e che la ,· a·r1duz1one della · l'erma è lft1ella appunto che darà mOdO a Il a F.I anGIU 1 p~nar~ •_n c~mpo un esercito di 1 milioni e 600 mila uom1n1 quasi : composto d' . ·tut11 . . ,;;Lruiti , poichè soltanto un mezzo , · m·1· 1 ione sar,1 I ausiliari senza istruzione. Se non vi fosse slala la nuova leaae sopra _una forza di circa 1. milioni, più di un mili~ne e mo :;il~ '.1omin1 sa1:ebber~ stati co n pochissima o uiuna istruzione. Ed è inoltre a nteners1 che tre ann i d'istruzione siano più che sufficienLi a form!n! una trup~a sol idamente addestrata per la ouerra.. la.F · c1~1e anch'essa deve <"> 1' per ·11· I imtle ·. r·rnw1.però ': ' ' s·a pur dare al btlanc1~ ~ella guerra, come pure per i riouardi che le conviene a:ere a?li interessi sociali~ d_i. famiglia, ha dovuto adottare lo spe· d,e~!.e 1. so~t~pone al servizio attivo di un solo anno certe cale· gorie di indtV1dui ed una piccola parte del contincrente stabilita daJla sorte. Ouesla . ~ ~ ·seconda poi·z·o 1 ne de1 contingente ~ anc1ala

?

FRANCESE

927

sempre diminuendo e linirà per scomparire, onde, escludendo i 5,000 uomini ·che ad essa sono assegnati , rimarranno circa 65 ,000 uomini, sop:·a i 224,,000 del contingente ann uo, destinali per motivi speciali al servizio di 1 anno, o~sia poco più del la quarta parte. 'Come si vede questa è w sì poca e rir.eve già una tale somma d'istruzione (dovendosi aggiungere all'anno passato so tto le armi le 4, settimane d'istruzione in LlOO dei due anni successivi) che, anche quando. avrà fatto passaggio aUa r;serva dell'esercito attivo , si trova, in caso di guerra, in condizioni molto migliori per essere util mente inqnadrnta coll'altra truppa che ha fotto i lre anni , di quelle in r.ui si trovano presso di noi le seconde categorie, che in certo 11unl modo ad essa corrispondono. La Francia ha senza dubbio, mercè i suoi grandi mezzi finanziar1, risolto. mollo bene i problemi riferentisi al recl utamento del 1

suo esercì lo : -I" Essa ha potuto adoLtare un sistema che si può dire a categoria unica, sottoponendo ad una solida islruzione militare LU lto il contingenle atto alle armi. 2° Ha potuto mantenere la ferma di :l anni , quanti cioè di.li più si ritengono necessari a for mare il soldato ed i graduati di truppa , per la maggior parte del suo contingente annuo e dare alla minor parte una istruzione Lutt'a llro che indifferenLe di I anno e 4, seltimane. 3° Essa ottiene con eiò un esercito numero:;issimo ed a provarlo ba~ti quesl o confronto tra. l'esercito no3lro ed il suo . Astrazione fatta dalla nostra milizia territoriale e dalla riserva teniLO riale france$e, clre si corrispondono, mentre noi abbia·mo ·I ,278,000 uomini tra esercito perm:rneote e mil izia mobile, essa ne ha 3,~73.000 tra e,;ercilo atlivo, sua ri~erva ed esercito territorial e: il che ra notare come avendo la Francia 38 milioni di abitanti e l' Italia più di 30 milioni. il rapporto fra i combattenti e la popolazione sia mollo su periore in Francia. 4, 0 E~sa l1a i suoi grandi scaglioni dell'~sercito ror mati co n molta omo~eneitit, non solo per ragione d'etit, ma. anche per l'istruzione che viene a ciascuno d'essi imp~rtita, cop1e vedremo me· glio in appresso. Tutto ciò la Francia ha potuto ottenere mediante il ,;uo ricco hi·


928 •

1.' ESERCITO FRANCESE

.J~nci ~ Ù lla _?nerr-a', potend~ ,:"ssa ·mantenere sotto le armi in tempo d1 pac~, qua~1 600 ,000 uomm1. Ma per gli allri Stati come il nostrò ~he, non a: endo grandi me1.zi, non possono trattenere alle arrn · g~'an numero di effettiYi in tempo di pace e che pure hanno bisoon~ d'. un numernso esercito · in guerra, il prolJlema da r isoh er~i dev es~ere concep_it~ in q_ne~ti termini: diminuire lei ferma penna1!-ente _fino al mmwio l~mite she si riìienr; as:wl1tiamente necesscwio perc~Wla_ trupplt 1'tC6VCL .1.in'istniz'ÌOne St_L/ficfonie a dctre '11.n 11tifo s~ri.mrw m rgue1'ra ed assoggettare a qnest.J 'lninimo di lama il nwssmw num.ero d'uomini èhe ·il bilancio acconsenie. A que:to /igua'.'d~ le opinioni çhe prevalgono al giorno d'oggi sono_due . ·1 cl~e _,;t !erma attuale d1 3 ann i (çhe sono nominnli) sia la rmn1ma p6ssd:i1le per nvere on solda to ed un graduato di tr~ppa (capora l~ o caporale maggiore) militarmente istrui to e mora lmente educ;ito 111 ·~o<lo appena suffìciente riguardo alle es icrenze del la 0 d'o<:rcridì· · n<T·uerra _ nn · -. 9° --: _ ç'h e Ia I'erm a. particolarmente per l'istru z_ione dell~ fan tena, sia riducibile a 2 anni , tutt'al più con una [ati ~udi~e c~1.qualche me:;e di aumento per tina. parte di ogni classe (~1nche c'.oe la classe nuova sia in grado di fare il servizio territoria le) _a fine di evitare che ;I con),!edarnenw di una intera classe tutto 11 servizio gravit i ~opra l'altra . . . Quan\~ all'istruzione del_la fantef'ia sembrami non si pOS!-a negare che d_ue lll.teri ann i passati wtto le armi - pul'chè siano bene ut.i /1zzati, vale a dire purchè i soldati ed i graduati di leva. oltre ad 11np·1 "=tr e_1·1 l oro m~st,ere · ·rn teoria · ed ·111 pratica nell e guarnigioni, , • , 1,_ siano l~tti _passnre, il più che è poss ibile, per tutte le circostanze e . le pe'.·1p~z1e ctella ver.a guerra nei campi e nelle grandi manovrep,armi, -~.1co, n_on pol~1:s i negare. che siano sufficienti a dare alla t.1 uppa I 1struz1one mil1t.are necess,1ria. Lo prova il fatto ch e unche pel pass~to I~ par_te del contingen~e, che fu assegnata all a fante ri a . co li obb ligo d, sol, due ann i di servizio sotto le arm i ha dato buoni r isu ltati . ' · Coloro che sostengono la necessità della fe rma di ;3 anni anche per l~ fonter.i:~ mirano a vo l~r completata, più cbe l;islrnzione, l' educazione ~11_l_1tare del soldato. Ma, · per quanto l'educazione ab bi (t una .granchss1ma importanza e debba essere una dell e precipue e co?trnue cure cli ogni comandante di truppa, sembra che e~sa non

· r,' ESERCITO FR ANCESE

929

po~sa e non debba servire di criterio nello stabilire la durata della fe1;ma. poich'è l'educazione non si può infondere nel soldato nè co~ un? nè .con pa1·ecchi a:nni di più -sotto le armi L'educazione mi- . litai'e del sol'dato non può avere altro scopo ed altro risultato che quello di eccita.re e rafforzare le buone crualilit del suò cuore e le buone disposizioni del sno animo ed assopirne le malvagie, nell a , 51:nal còsa ciò che si ri esce a fare nei_primi mes i vale per sempre e ciò the si fa in seguito giova per coloro che erano susceu.ibili d'ed.ncazione militare fin dapprincipio, ma un terzo anno di efoca·zione in più non puù certamente renclere btiono un soldato giit per natur~ èanivo, senza contare che l' intenuzionè del congedo frustra · gli e/tèlti della educazione militare s_pecialmen le nei peggiori . Una truppa potrà diven ire in pochissimo tempo militarmente bene educota quando abbi\l, già. rièen1to- buoni principì di edùcitzione nella fami glia e'nelle sci.iole prima d·i venire sotto. le armi. È soltant.o il paese r.he può dare buoni O' cattivi solclati; .l'educazione militare non può ess~re che di aiuto a svi luppare e perfezionare l.t prima educazione giovanil e, dirò cosi di famiglia, e a darle un indirizzo più idoneo agli scopi mi litari, ma il tempo che occorre in ci.ò non ,si fJUÒ misurare; se il terreno s11 cui si lavora è fecondo, se ·ue trag~ono pres:o i buoni l'rntti, se il 1~1-reno è sterile non bastano ' . . ~ a fecondarlo ,inn i eél anni di la.voro . Dicono 11,lcnn i che la :;olida educazione mi lilare, consistendo nel profondo sentimento dell a discipl ina ; nella perfetta convinzione 'della necessità tH dover sopportare con animo sereno le contrarieti1 delb vita mi li tare ed in una buona tempra dell' animo alle varie , virtù. mili tari .~pecialmente a quella del s(lcriri cio di sè, non si può . acqu.istare che con LHHt lnnga permanenza sot to le armi e credono appena sofficienti tre anni . Ma alt.ri soggiun gono che non sempre le milizie souoposte a pii1 lun go tirocinio sotto le armi dettero miglìori r isultali in fatto di disciplina, di salclet.Za d'animo e di coraggi o in g11; 1'1'a e intendo no dimostrare colle statistiche delle pu.. n[~ioni .corne il soldato, dopo il secondo anno della sua ferma; vada _piut tosto peggiorandosi nella condotta e nel-le sue qualità mol'nli ed a~quist.i piuttosto vizi e mltlizie anzichè perfezionamento nel senso della buona e virtuo~a educazione rnili Lar·c : ii che · proverebbe '


930

L'ESERCITO F~ ANCESE

come una permanenza sotto le al'mi protratta oltre cert i limiti di necessità e di suflìcienza può riusci re di danno . ~embra ad unque, ed è l'avviso di non poch i, assai competenti al riguardo, che si possa l'idurre la ferm a della fa nteria a 2 anni , se pure con qualche inconveniente, almeno ·col grandissimo vantaggio tli impartire l'istruzione militare ad un ma•roior numero d'uomin i,. ciò che fa aumentare la fo rza inquadrabil; \ ell'esercito di 1• linea, :( Qundri ùttilni » dice in un suo opuscolo un nostro uflkiale superiore ( I ) molto conosciuto fra i migl iori scrittori di cose mili tari, « <ructdr.i ottùni fanno una milizia quasi invincibile « anche con soli diciotlo mesi <li addestramento; sicch~ a1teno,rnc: dosi, entro certi limit i, l'importanza del valore qualitati ro , cresce « quell a del valore quantitativo, o in altre parol e con q1wclri oltimi. « è possibile la riJuzione della fet·ma e un c:onsirlerevole aumento « nel numero dei comhaLLenti ». Non è però a dirsi altreitanto p,ir le armi non di fanteria, le ryual i, ,;tante le speciali esigenze del le loro molteplici istruzioni pratiche possono ri~hiedere assolutamenle una ferm a non mi nore cli lre anni. Riguardo alla cavalleria è da notar,;i che and1e la Francia , sehbene cerchi d'alletta re con cerli vanta){gi i so ldati ùi quest'arma ad assoggellarsi ad un qu arto anno d' istruzion e, I)ure ha credu w di poler ridurre la ferma anche per essa a 3 noni ; <lei resto pure in l lal ia non pochi sono ~li uflìciali di cavalleria che ritengono snl'li ci enti. per la loro arma 3 anni di hnona istruzion e. , · Come meglio poi convenga nei limiti del J'auuale nostro bilancio distribuire il periodo di fe rma agli uomini di ogni contingente, se 1n eguale propor:r.ione per Lutli oppure Ìn modo scalare con qualche differenza di alcuni mesi Ira il massimo ed il minimo, è cosa che richiederebbe un esarne parLicolnre in cui qui non posso Lr::i ttenerm1. Mentre sta vo scrivendo i giornali parlavano di un proge1to di legge che verreube fra poco presentato alla Camera clall'a1t11 ale mini~Lro della guerra circa un si stema di ferma ptogress iva che ,mpl,cherebbe l'obbligo di servizio in modo vario dai tre ai due anni . Può darsi che quella sia la miglior sol uzione consentita dnlle nostre nnanze. Anche per ciò ho fo llo punto su questo ar1omento. (lì

Vinconzo Ro\'~ l li.

931

1: ESE RCITO F RA NCESE

Dm·at<t e riparto ,l.el .~rr oi;: io. - Due parole .~ulla durala tolaln del sen ·izio . La Francia, preoccupnla delle co nrlizion i in cui_ si trovò nella guerra del ·1870, ha vo luto rneltersi in ci rcostanza da non avern in alc un modo delicienza di uom ini. Ove non bastino i viovani. vuol 11sufrnire <li tn tti co loro che, pi.w avenrlo gii1 eia tempo ; bband~nate le armi, lascino ancora una speranza di poter dare qualche buon i'rntto ; ha protr,1tto perciò la duratn del serv izio lino al compi mento del 4·6" anno di eti1. . Anche presso di noi fu venlila.La una idea consimi le. fl ministr~ Bertolè-Vial'e aveva presentalo ad una co mmissione composta. dei comandanti di corpo d'armala In questione della convenienza. di prol ungare l;t durata del servizio dal 39° li no al 1-2° an no di eui . Credo elle la. commissione vi si sia di chiarata fav orevole, però l'attuale ministro , nelle sue proposle cli modilicazioni all'obbligo di ser vizio. si lim itò a chiedere la l'acoltit di protrarre tale obbligo solo per alc;rne classi, e cioì: per dne classi fin o al 1-:t ·anno, per le altre due fino al 1. 1° e per altre due ancora fino al 10° di loro età , e ciù al lo :-;copo di potere per qualche anno ri tardare il passain.\i o di alcnne cla,;~i dell a mil izia mobi le a.Ila mi lizia 1.erriloriale se~~a che la forzarli que,;t' 11 ltima a.ubia a risentirne. Tale tl isp<isizione 1.ran:,;itoria ila lo sco po di po ter anmenlare On d'?ra la fo rzn nella milizia mobile e del la milizi:t territoriale in rela.zi one cogli aumenti che avran no ln0go nell'eserci to permanente per l'accresciuto contÌn "ente annno e ces!\eri1 quindi d'aver vigore, cessando la. ~na ragion'°'rl'es:;ere, tJuando si lrove'.·::rn no à_far parte_<le!la. mi lizi'.1 mobile le classi reel ul.ate con maggior co ntrngente tl1 I cntegon:1. .( umentare il più possihile i co11 ti ngen ti annui, soppr imere ogni esenzione for1J1ando unn categoria unica , e dim in oire 'in corrispon denza. la dnrata totale del servizio anche al di so li.o del :'lH ann o, sarebbe !'orse pi ù giovevole che lener vincol_aui al sen:izio tul.ta. la po poln1.ione mili tare per tanti anni. Si avrebbe cosi u~ ~serc1to composto di inclividni pi(J omogenei nell'eti1, nelle. rem1n1_,;cen_ze della i:-trnzione avuta, più res·isle111i alle ~Licl1e, rn~no leg.n1.1a. vin · coli di fam igl ia. L'aLLoale 1.endenzn ai gros,;i conL1ngent1 ed alle ferme brevi è in aperta oppo;-;izione ,~o ll'aumento della d11 ra 1a 1.0 1.a l~ del servizio ; eppure la mania di avere l'ser~iti oltremodo nu~1?r?:-1 fa tenere per tanli an ni a dispMizio ne enormi ma,-se rl' 11om1 n1 111 0

r,9 -

AXNO ~X~\'I,


933

L'ESE RCITO FRANCESE

L'J':SEltC!TO FRAr>CESE

scrilli su qualche migliaio di gro_ssi registri , senza forse sapere se in caso di guerra se ne potrà trarre un impiego effettivam ente utile. Confrontiamo ora il riparlo- del serv1z10 rn Franc ia con quellc1 stabilito presso di noi . 1 n0~tri 3 anni sotto le armi corrispondono ai a anni dell'esercito attivo francese; gli altri 6 dell e nostre classi dell'esercito permanente in congedo sarebbero come i 7 della riserva dell'esercito allivo· francese; vengono quindi da noi altri 5 anni che le classi passano face1Jdo parie della milizia mobile mentr:e in Francia ne passanò 6 nell'eserci10 territoriale. E così, con un totale cli H, classi per l' ILilia e, di 16 classi per la Francia, hnvvi, """come abbiam già visto, una differenza nella forza combattente di ·I• e 2" linea cli quasi 2 mi lion i d' uomini in più per la Francia . Rimangono per l'Italia altre 5 classi che apparlengono alla milizia terriLOriale, ment1·e la Francia ne IHl 9 formanti la riserva dell'eserc ito territoriale. I totali della forza di questa 3a linea sono rispetl1vaIDflnlo •I ,553,000 uomini fr·ca in ltal'a, :f ,404,,000 in Francia. Qui la differenza ù pochissima e sarebbe anzi in ravor nostro. La ragione ciò sta in questo , che da noi, oltre alle 11-ltime ij classi d: 1• e rl i 2& categoria fonrro parte della milizia territoriale :inclie tutte le IU classi di ;3• eatcgorin; ad ogni modo queste cifre pro vano che la prnpurzione di quel tal numero d'nomini inscritti ;;11i regislri e dì t:ui .,arit molto problematico l'utile impiego, è notev olmente maggiore nel no~tro esercito . Chiwnatr; all'istrn:;ione. - A far ,-i che le classi in nwgedo conservino il pi(t a lungo po;;:;ihile quelle qnalitit mi litari d1 e tanto contribuiscono alla sol idità dei moderni e:-;erciti. ~iovnno :i ssai e divengono partico la1rnonte 11e1:essa ri collo brevi r:r;o~, i f1 NJ tH!ll Li richiami solio le armi. Jn Francia i congeqali sono so·ggetti per legge ad essere richiamati all'istruzione ·tre volle , clue' delle q11al i per la durala dj ,f. sett'i1mne nei 7 anni in c.ui appartengono alla riserva dell'esercito auivo , e la terza per un'istruz:one di 2 5ell.irnane dopo aver l'alto pa'ssaggio all'esercito territoriale. Se si riflette che tuUìcostoro hanno già avuto la prima istruzione nell'esercito attivo, di ~l anni per i due terzi di essi e di 1 anno e ,i. settimane per l'altro terzo, è duopo convenire ch e codesti richiami dei congedati all'ì5ll'llzione sono sufficienti a mantenere 1

1

nelle varie classi dell'esercito francese la necessaria attitn,dine alle ffi{l'novre, al tiro, nlle fotiche ed alle operazioni militari .in guerra .. Nel nostro esercito i richiami delle classi dal congedo sono stal 1 m;lto saltuari a seconda delle condizioni del bilancio; ond'è che si hanno classi di ,1• caterroria di milizia mobile in congedo da 7, da da 9 anni, le quali furono richiamate una o due volte al più , e tali richiami ebbero, come di solito, la durata di soli ,rn giorni. -'Le seconde categorie po;, le quali avrebbero maggiore neces,-itil di essere richi~mate con frequenza , per tutto il periodo di 14- anni in cui fanno parte dell'esercito permanente e della milizia mobile vengono di solito chiamati :ill'istruzione una volta. soltanto,_ e per lo più nell'anno successivo a quello in cui entr~no m leva; r'.cevono un'istruzione che non supera mai i .rn giorni e non ne ncevono altra. Vi è persrno una classe dì esse che non ha mai rice:ut'.) .al, cuna istrm:ione. Nel 1889 parve si cominciasse tin nuovo 111dmzzo poichè vennero richiamate ad una seconda is.truzi.one alcune di queste sec?nae· categorie, ma l'imperiosità del bilancio non ha per· messo si continuasse su questa via . Delle classi di terza categoria alcune si trovano ad aver avuto 3 4 0 chiamale, altre ,1 o ~ soltanto ed altre nessnna . Questi richiami banno una d~rata di circa 2 settimane, ma in cc.mplesso per i ser. vizi che deve rendere la 3• categoria e poichè e,;sa verrà inglobata colle' classi più anziane di 1• e 2· nella milizia terri~or.ial~, ~ a rit~nersi che si trovi in condizioni relativamente m1gl1ori d1 quelle · della •:,>,' categoria. Qu~st'nltima in guerra dev'essere inquadrata su,bito nelle truppe di campacrna ed i 4,5 aiorni d'istruzione ricevuta per una volta soltanto sono ben poca cosa. Che può rimanere di questa l:irva d''1stru- zione dopo parecchi anni? .. . . . . Bilancio. - Au~uriamoci che le cond1zronr del nostro b1lanc,10 permettano itlm~no in seguito di impa~tire piL'. l'r~q~ien~i istr~zioni alle clas 5i in congedo, specialmente poi se sara d1m1nu1ta la ferma permanente . Ed a proposito di condizioni di bi!ancio, . ~er. aYer~ un'idea di che cosa spende la Frnncia per le sue !orze m1l1tar1, basti il dire che le sue spese per !''esercito e per la marina, ripart!~e su tutta la popolazione, ascendono a L. 26, 05 a. testa, oss,a p1u ~el doppio che in akuni degli altri principali Stati d'Europa, tr~ cui la

8e

1

"

è)


L'ESERCITO FRANCESE

!)3J

L' E SERCITO FRANCESE

Germania, ed a~sorbono più del 40 per cento del bilancio generale dello Stato. In Italia le spese per l'esercito e per la marina snddi vi.;e sulla popolazione arrivano a 18 lire a test::i. Contuuociò al di lii delle Alpi occidentali tutti si assoggettano senza lagnanze a così grandi sacrifici, dappoichè l'esperienza li ha fatti accorti che gl' insuccessi di una guerra li costringerebbero a doverne sopportare di ben maggiori. Por za. - Ed ora convien fare alcune considerazioni sulla forza. che la Francia può avere e che abbiamo visto superare i t milioni di comballenti istruiti. Non è però da credersi che questa cifra dia effettivamente la forza inquadrabile. Una gran parte di essa co mprende coloro che dovranno sostituire i vuoti che man mano si ra1:anno nelle file dei c~rpi combattenti ed è già un gran van taggio per la Francia averli pronti per quan to riflelte il grado d' istruzio ne. (>1me ve1iremo meglio in seguito, t1'altnndo dell'ordinamento, la forza veramente .inquadrabilé c_he la Francia potrà mettere in c,unpo giunge a circa '.2, 'I00 ,000 uomini. Tuttavia anche questa è una fo rza sette volte maggiore di quella che polè schierare al principio della guerra del ·18ì0, una forza veramente enorme . E, pet dire il vero, una massa d'uomini così ç!rande ha impensierito non pochi fra i personaggi più autorevol i deil'esercito francese. Parecchi di costoro erano contrari ali.a nuova legge perchè ne temevano un indebolimento dei quadri, una istruzione del soldato troppo poèo r,ompleta e quindi poco solida , e perchè trovavano che essa , solo p1:eoccupandosi del numero, non tende ad altro scopo che a quello di pote r gettare ~ul nemico entro pochi giorn i dopo la dichiaraz ione di guerra tulla la popolazione civile in istalo di· portare le armi dai 20 ai 4-o anni, senza però dare la sicurezza che si possano mettere in movi1nento masse così considerevoli , dirigerle in maniera utile, farle vivere e tenerle conven ien temente assieme. Il gen~rale Cosseron de Villenoisy espone appunto in un suo scritto nel Journal des sciences milttaires ·,e grandi ditlìcoltà elle dovrà presentare il mantenimento di un tanto esercito e gt'inconvenienti" che risulteranno da tanta popolazione distol La dalla vita civil è. « La Francia ù sopraccarica d'irnposte » eglt scrive « e tutlav ia

e

935

< 'non si preparata a)ctrna riserva di danaro in vista dell'even, « ·lualit.à ognor µ1inacciosa d'una guerra. · Or;i, si sa egli ciò .che 'f. , costerebbe l'immenso· esercito che si è voluto dare al paese~ ln « poche parole 25 milioni 31 giorno e, durante il ~ri_mo mes<J « della mobi litaziorie, questa cifra dovreb be essere tr,phcaLa, 11o« vendosi pr(ivvedere nllora alle grandi spese dei Lrnsporti, alle « indennità d'entrata in camp~gna ,. agli acquisti di cavalli, a quelli « delle derrate che non essendo da l: onserva non possono e:Ssere · ~ provvedute in precedenza, alla costituzione di depositi di denaro « nei I uoahi di radunata e nelle pia1.ze che possono essere rnve« stit.e, al pagament.9 delle requisizioni ed a mille spese diver.se od « 'impreviste a!le qua li si do,,ra pur provv.e{lere. In q.ue~t.o primo ~ mese si spenderà dunque un:1 somma ugu~le alla riserva accu ~ « mulaÙ~ nei sotterranei della Banco, sulla quale sembra che si « faccia assegnamento. « E dopo? La sospensione completa della vita civile rendendo « l.'impo,ta improduttiva , non si avì'à, per sopperire al le s~ese o'.'~ « dinnrie ed a· quell e di guerra, altra risorsa che qnella dei prest1t, « a condizioni onerose. La difficoltà di avere a prestito e I? cifra < delle som me Mcessarie si aumenteranno in seguito al ri.tiro dei · «fondi depositati alle casse di ri sparmio . Fin dai primi giorn i « ci si t.roverà dunque in presenza di una situazione est~emament~ « critica. Essa e~igerà nel minist.ro delle ri nanze una sicu rezz~ « di colpo d'occhio, una ferti litit di risorse, r:he ben ra ramente s1 -« riscontrano . . . ' « Egli dovrà loUare, i'nfat.ti , · contro diffico ltà di natura altrel · . « tanto vari a qùanto imprevista. Di che vive la massa della po « polazione se nori è appunto del lavo ro d~lla parte va li da ~ nel , « vigore dell'età '? Chi provvederà alla .sussisten za det cl~bol_1, ~ia · , « che la lor debol ezza risulti dall'età, dal sesso o dalle ma1nu1e, (( dopochù la parte va lida della nazione sarii tolta .lutta_,,qu.~ola ed , « avrà bisogno, a sua volta, d'essere nutnta e gll!data, I~ questo « un punto di cui si è· tra-scurat.o l'esame, quantunque non se ne « possa contestare l' importanza.. . . . . . . , ·«Gli ostacoli d'ogn i natui'a e e.osi considerevoli nei .quali urtera « la mob!lizzazione degli uomini si incontreranno anche per la « requisizione dei cavolli, dei veicoli , degli approvvigionamenti di


937

L'ES&l!CITO FRANCESE

J,'ESE!\CITO FRANC.E SE

« ogni genere. Chi li riun irà, eh~ li condurri1 ai punti di radu-

8 -si~dclivisioni di regione, trann·e la ·I,_$6 regione alla quale nel dice.mbre scor$o ' ne fu ngginnta una e ne ha quindi~) ('I). Sono per

,936

« fiata stabiliti. se coloro che dovrebbero condurli sono già' presi « per i! servizio Ji guena? » . In tal guisa l'autore continua a presentare un t(Uadro forse un po' esagerato delle difficoltà cui si deve andar incontro con un esercito di .tanta mole; tratta poi di vnri inconvenienti secondo lui d-drivati dalla nuova legge e cruindi soggiunge : « Più numerosi . « sono gl i eserciti, più grandi altresì sono le conseguenze di un « errore, e le difficoltà di provvedere ai. bisoani materiaìi dei•li " ~ « uomini. I disastri spaventevoli degli eserciti di Serse e di Sen« nacheribo debbono essere una continua minaccia :ii presuntuosi « che non temono di incorrere in terribili. responsabili lit. » Certamente in ogni forza umana vi sono dei limiti che non . si possono oltrepassare ed il voler aumentare un · esercito al di lù di ci'ò che è umannmente possibile sare~be piuttosto un togl iergli · che un aggiungergli potenza; m?- è a. ri~enersi che IR Francia , .,;e fu ammaestrata dalle ultime guerre del come colle attuali a.n~i a tiro rapido abbia una grande prevalenza sui campi di baltaglia il numero, purchè sufficientemente istruito ed educato, avrà s:tpuLO -trarne a!Lresì Lutti i necessari ammaestramenti circa le diflicoltit del mantenimento e della condotta di sì grandi masse, ond'è a suppor~i che, avendo voluto un esercito enorme. sarà sicura di' 110n aHr oltrepassato i limiti del possibile. ·

Ordinamento. Per farsi un'idea ''~iusta della forza di nn esercito • me.,lio che la n . quantità numerica degli uom.ini combalteiiti giova conoscerne il numero ed il valore dei reparti organici. Anche i confronti che si possono stabilire fra dne esercì ti conducon(i a deduzioni più pratiche quando siano fatti sui rispettivi ripa'rti organici comhatteuti. · Conviene quindi dare uno sguardo ali' ordinarnt'IHO del le forz e del!' esercì to francese. Riparto territor·iale. - Per quanto riguarda iI riparto terr: tori al e, la Francia è· militarmente divisa in ,18 regioni ciascuna delle quali è sede di un comando di corpo d'armata. Ogni regione comprende

ciò in totale I ft.fi. L'A.laeria costituisce un'altra ;·egione col H) corpo ll'arma1a e le l't are . . città din p,1rigi e Lione h:inno uno ~peciale y~i:m·no m, ,i Per o!!ni corpo d'armata, quali intermed1c1r1 per I es:'rc,zro d~I · comand~', vi sono~ comandi, di divisione (tranne che m Algerra divisione~ oomnndi di lwigata, pm una ove son O 3) ( 9.) .., e per· , <>"Ili ti • · 0

ln~igatct d'oconpa::ion,i in Tnnisia. .. . . . ,. In ()(•ni suddivisione di regione Ì! slab il1to uno spec1ale H//1ct0 di redut;~iento .per le v:,rie operazioni di reclut1ll~1en_to, richinmi dal -~ncredo formazione di corpi dell'esercito t.err1tonale, ecc., parac", I I . ,,. .. ff . cl'e gonahile al nostro distretto mil:itw·e. ~· a o tre _ai · !H) n_ 1c1 1 r .clutamenlo di ogni suddivisione ve ne sono ,illri ·I O (3) lll Francia e 3 in A:lgeria . . . . ~ , Ordinamento to,llico . - L'ordinamento tattico d1 pace 1~ I•r.inc1~ · ide ·1n ma·s 'ma " (·111ello d1· nr•uerrn., onde., esamrna.ndo ti cornspo1 , :, 1 , " · .. · · v· ene a conoscere anche il secondo, essendo sulhc1ente f . . prnn 0 . 5 1 1 vedere come avviene il passaggio dall' una al l'altra ormaz10ne. Comi nciamo dalle unità maggiori :· . Corpi d'armata. - l ('01'pi d'armata in Francia SI numetano U. seconda della sede de!l:i rispettiva regione da nord a sucl dal_ T al XIX, che li quello dell'Algeria. I pi 11 frn essi sono forrnal1 rn modo simmetrico, componendosi dì 2 divisioni di fanter:ia (8 reggimenti); ,J battaglione cacciatori; ·1 brigata di cavalleria {2 reggimenti); ·I brigata d'artiglieria (2 reggimenti); ,J battaglione del ~enio; ,1 squadrone treno cqnipaggi; Servizi v~ri . A.kuni corpi d'armata però, specialmente quelli verso la frontiera norcl-est, hanno in più divisioni <li cavalleria indipendc!lLi, (l) v. Rivi~ta Militcire, gennaio 189:l. . . . .· . , . , , . • (2) Ma que,ti nor1 diinno poi lu,; go ~Ila forma7,1ona lll altrettante 1.h~1s1vrll ,!elle. li uppc

dipendenti.

.

. · (r'

(3) Compreso quello te,ti: creato per lo sdoppiamento <lei 2° d1 Pang1 lai1·e, 10 marzo 1892).

wu1

r(lnce ,


!)3;;

-

r!ESERCl'l'O FI!AN'CEst:

r,'1i:SE1~C!TO FftANCESJ;

haua glioni cacciatori , compa~oie operai , ecc. li corpo d'armata d' Alge1:ia _ha ~~a- fo: ma zion e affallo di\·er,;a dagli alt1_·i, co:nipo- . nen~os1 d1 3_dms1on1 cost.iLuite'essenzialmenLe di Lruppe speciali. \ · 1 sono inol!re nJtri 2 corpi d'armata a c11i non coni sponde veramente una relaLiva re7ione lerritori,il e. Essi sonù il\ X, recente.mente fo rmato collo sdoppiamen1 0 <lei n co rpo ( 1.l et! il XXI coslit.uito colle truppe di mari na (2). Divisioni. -- Le divisioni di fanteria dell'intèrno della Fiancia so no formate a ?. bri~ale e .,;ono denominate co l lorn nnmern . Qu esto numero pr:ocedc re::olare fino alla '.36'; mancano poi la :) ·i• e :3s• che corrisponderehher<, a quellù del XIX c:irpo, il quale ha inv ece, come s'é det to, una costi tuzion,i sua propric1; ma ,·enQ"ono in :-;egu ito la 3\Ja e /i.O' divisione del XX cùrpo. HaYv i in~J ll re un'altra divi sione òella dei Vosgi (3). ,\ queste a~gi uogcnòo le di visioni del corpo d'armata della m:l rina si ha un to tale di Id diYisioni permanenti nell' intern o. Di cavall eria vi sono 7 div isioni indi pendenti, numer:ilf: drdla J• al la ì°; e ciascuna compostn ili :3 hrignte ('I brigata r.ornzzit·ri, I dragoni , ,1 ussari). Brigali'. - Le briga~e di fanteria divisionali permanentemente costituit e sono: le prime ou me1·a1c fin o all:i ìz', alt re quattro dalla 77• all '80• e poi le qunltro del co rpo d.'c1rma1a di marina, le qual i tutte con~tano di 2 reg-gimenti di ranteria: infine le ':! hri;.p.1 1~ òella divisione dei \"osgi com poste in l'ece di l reggimento regionale e 'ì battagl ioni cacciatori. Le 1ru ppe di l'.,nLeria. in Africa non sono costituite in hrign le penn,,.nenti . · Le hriMate di cavalleri<1 addelle :1i rorpi .d'armata ,,0110 18, portan ti gli stessi numeri di c1ue~1i e sono L11tte eguH lmenle cM titni te di ·l reggimento dragoni ed I regg imentc, cacc ·atori. .\'vn co nosco fi nora quali un iLit di cavalleri c1 siano desti nale ai corpi

d'armala di ree.ente formazione. - Le brigate di cal'all eria add eue all e 7 divisioni di cava lleria sono z I, cin:-cona <li 2 reggimenli. Le truppe ·di cava li eri.~ d'Africa non s? no fo rrna1e in bri~nl~. . Le bri.,ate d'art.i)! lieria, una per corpo d'annata e portanti rl medesi m; numero, si compoogo110 <li 2 reggimf-11ti {-1). Sono state finora IB. ma coJla costil nzione 1: el XX CO l' j)t> è prohnli ile se ne formi un'altra. JI corpo d':irma1a delltl lrnppe di rnarina ha le sue speciali batterie ora riun ite in un reggimento, ma si l1a in animo di formarn e 2 reggimenti ad 8 batterie ciascuna ('?) . I pri mi re~gimenli -d' og:'li brigala d'artiglieria. sono dfoùioncili ed i second i reggimenti :;ono delLi di corpo d'armata . /ll'fJ:IÌlll enti . l reirgimenti . di fant e'.·ia ~he si ~r~va1_l(l n_el 1' inleruo della !?rancia son o I G3 e tutti a .~ haLtagl1 on1 (ti, ,1, compa)!D ie) . r prim i I H si ch i1ma no reggimenti di linea diri.s-ionoti uno per ogni suddivisione di regio ne) e sono rrun1t1 a due a due Jo 1:rnando le 7~ brigate gii1. delle, e:;si hanno 1n. piu i quadri complementari (in ufficiali e graduali cl i lru pp~) per un quarto ballaglione (3) . Questi reggimenti ~o~o asse.gna~, .promiscuamente ni corpi cl'a nnat:1. 1 18 success1v1 $O no detti re!,'(oimenti di line:i regionali (uno per regione) e si contano dal 14,5° al 162°; olio cli essi formano il XX corpo d'a rmata, due fan parte dell a di visione dei Yosgi e · g~i . ~Itri ~ono di~ponib ili per altre unilit· essi differiscono dai s11dd1v1s1011ali perdw non banno la musica 'e lìno a poco tempo fa avevanu parecchi uffici~li in meno, non essendo de:-:Linati a. costituire il 1, 0 battagl ione; mè't una /ecente legge approvata dalla Camera e tlal Senato _ha loro asserrnato un quarto battaglione completo desLinfl LO a d1s1mpegnare il "servizio dei forti (/4.) . Finalmente il Hi'.1° re}{girnento di rer.ente forrnazione ù, come j primi, H..\- , suddivisiuna le. 1 reo<ri menLi di fanteria rhe ,.;i trovano in ,\frica sono Hl e cioè: / 1~~ggimenti znavi. 4 reggimenti tirngliatori al gerini (Turcos) e 2 reggimenti stran ieri , tutti a ,1. lHll.Lagl iqn i.

(I} \'. 1/i·vista .1/ililar~ del dicem lJrc !oOI . - ti .foitniat Olfi,ci P.t del w i:,•nna,i() corrcll lc anno f)orl.1 le d ispo,izioui per la cosliluzionc della 3~, e iO' ,i;.-,.-ionc ~oroponenli il X X rorpo. 42/ Circolare 28 gc11naio -1802 tlcl min is tro della marina. - \', // ivi.~lri .Jfllilr1re del reblmtio

conento a11no.

(3) Fu costituita con decisiono ministeriale ,lei H gcn ua io cli 'IUC$ l'anno e com pos ta di :! l11·igaLe, ciascuna formata di un reggimen to regionale e :! battaglioni cacciatori. , ·. Rivista Jhlìla1·e, marw 1892.

939

_sw!~

(H Qt1ella del XIX corpo non è in Mri.::1, ma ha ;ede a Vinrc11nc.;. • . (i) 1/iv :·,r,1 <i' 111·tigtiui1t 8 //l'liÌ<l , anno 18111, ,·of. /, pa:;. HO . . . (" ) " li nfflci't ll -1 ma""iorc t, ca pitani, ,,. tenHoli. so no a dl òf\Os1z1on,0 poi I va.r ì " ,, · ; · , on ' .J · , (J'enL " l ·apora.li per O'-'Ul 1 ~ ,, i;l sel'vizi: i f!'i':ldllati dj tru ppa ripartiti h1 ragione ut :. sero · " compa:;nia. . (-1) Rivista mililarr del giugno 1891. - (Il pro;;ello 111 apprornto).


940

L'ESERCITO FRANCESE

I reggimenti di cavalleria nell' interno della Francia sono s,1 e cioè: H di corazzieri assegnati alle 7 divisi on i indipendenti; 32 di dragoni, di cui ·I 8 per i corpi d'armata e 14 per le divi- . sioni indipendenti; 2 1 di cacciatori , dei quali 18 per i primi corpi d'armata e a che suppongo vengano assegnati ai 2 corpi cli nuova formazion e; finalmente 'I 4 di usseri ripartiti tra le divisioni di cavalleria indipendenti. In Africa la Francia ha ·I O reµ i;imenti di cavalleria, 6 di cacciatori d'Africa e ,i. di Spahis. - Talli i reggimenti di cavalleria dell'esercito sono .i ~ squadroni, tranne questi quattro di Spabis, che sono a 6 squadroni. Dal 1° reg;.:i-. mento Spahis però dipende inoltre uno squadrone indigeno del Sudan crea to con decreto pre:Sidenziale del 20 dicembre sco rso (I). L' ultimo squadrone di ciascun reggimento ù di depos ito. I reggimenti d'artiglieria da campagna sono 38 , ossia due per. ognuno dei primi "9 co rpi d'armata. Un altro reggimento, destrnato a sdoppiarsi in due, è, quello del corpo cli marina ed altri 2 reggimenti saranno p_robabi lmenre formati pel X\ corpo d'armata. Quelli di artiglieria divisionale (i primi d'ogni brigata) sono composti di nno slato maggiore, 12 ballerie montate cd 1 plotone fuori riga . Le batterie armate di cann oni da no mm. e fo rnite tutte del materiale di mobil itazione . I reggimenti d'artiglieria di corpo d'armata (i secondi d'ogni brigata) ('z) hanno una :;tato maggio re, 12 ballerie (9 montate e 3 a cavallo), ed un plotone fuori riga. Le batterie montate (dalla ,ta alla !)0 } sono arma te con cannoni da 90 mm . e le batterie a cavallo (10", 11 ·, H') con ca n·noni da 80 _mm.; anche queste tutre fornite del ninteriale pe l' mobilitarsi. - Le ballerie a cavàli o sono assegnai.e per le manovre e, co me vedremo, anche in guerra, alcune alle divisi.oni di cavalleria indipendenti e le altre ai corpi d'armata . Il '.2" e 19° reggimento d'artiglieria hanno inoltre 6 batteri~ da montagna per le Alpi, che formano 12 bauerie de.;tinate a 12 grupp i alpini. La 13a batterià per il ·I 3°. gruppo alpino non so· finora da quale reggimento d'artiglieria sia fornita . fl 12° e 13° rea••i mento hanno l'> I'> 8 batterie supplementari in più che sarnbbero desti nate ali ' Algeria 1

2 ;rennaio l&l~. Non Portano però tutti · il numero pari, come i divisionali rion h:inM tutti i numero dispari es,;entlo uniti per b1·igata prom iscnanicn te. (t ) Progrt's mililafre,

L'ESERCI'l'O FRANùES I,

941

ed alla Corsica. - Per uoa vecchia quanto strana tradizione che, malgrado tutte le opposizioni, si manti ene tnUora,. iipparLengooo all'arliglie1'ia anche due reggimenti pont ieri. Essi sono a 1,i. compagni e ciascuno. del (renio sono ti, cioè 4· di zappatori minntori ed 1 . I re<Y-•imenti ~e di zappatori fe rrovieri. I qualtro primi sono a 5 bauaglioni, il reggimento ferrovieri a tre. l batLaglioni soo o su ,\. compagnie, ed ogni Feggimento ha in più una compagnia conducenti. A ciascun corpo d;arrnata corrisponde I battaglione di zappatori minatori , che ne porta il numero, ma si trovano tutti al le ,i. sedi dei reggimenti. Quattro compagnie ('I per reggimento di zappatori min atori) sono assegnate al servizio areoslatico . Unità infc,-iori. - Oltre i sopradescrilli corpi l'esercito attivo francese comprende altre unità inferiori , che formano corpo a sè. Essi sono: :H uattairlioni t!acciatori num·erati dal ·1° al 31 ° ; Lutti so 6 o compagnie, ,18 dei quali, deLti cacciatori a piedi, sono distribniLi in vari corpi d'armala, specialmente verso la frontiera nord-c~L, per servi re di sostegno alle divisioni di cavalleria indipendenti ; quatlro d'essi per esempio fa n parte della nuova divisione dei Vo~gi; gli altri ,t ~1 detti cacciatori da montagnli sono lungo la frontiera delif~ Alpi e for mano con altri reparti d'artiglieria, genio, ecc., 13 gruppi alpini; 5 battaglioni di fan teria leggi era d'Africa (zephirs) che fa n parte del XIX corpo d'armata e sono a 6 compagnie; 11 corpo indigeno di Konakry (costa occidentale d'Africa) formato di recente e che potrà giungere lino a. 3 compagni e di tiraillem·s comandate da ufficiali e da souuflìciali di fanteria marina (il). O ' o 16 ballaglioni d'artiglieria da fortezza numerati dal I al 116 che sono su 6 batterie ; '.20 squadroni del treno eq uipaggi militari che portanb il numero del corpò ò.'armala cui sono assegnati esc iuso il 20° che fa parte del governo militare di Parigi e sono su 3 compagnie ciascuno. Passag_gio alla {onnazionr-, di gne,-ra. - TuL~e le uni~à ora descritte sono quelle in cui vengono distribuiti gli ,elementi del1

~

(i?i

(i) France mtlitafre , 31

gennaio - -t• rebbraio ·1SV2.


9.42

L'ESERCITO FRANCESE ,

l'esercii o attivo che si tro,•ano sotto le armi' in tempo di p11ce.. Ho tralascialo però di compu tarvi la genda rmeria, la guardia repubblicana> gli zappator:i e pompier i di Parigi, che pure fanno parte del-. l'esercito att~vo, ma che sono compresi nei forpi fuo ri linea, Nelle stesse unità vengono inglobati all'atto della mobi lilazione tnlli coloro che, trova_ndos i in congedo, fanno parte del le trappe ci disposi.rione. dell'esercito attivo e quelli à1e hanno fotto passaggio alla riser1Ja del medesimo, Cosicbè il })assaggio dal piede di pnce a quello di guerrn si effettu,1 essenzia lmente completando i vari corpi e.reparti col neéessario numero d'uomini , di uiliciali e trnp pa e fornendoli della quantità di qu:idrupedi e cli materia le precedente~ mente prescriuo. Ciascun militare all'atto del congedamento, cessando di appartenere al corpo in cu i ha com piuto il $UO serv izio ~otto le anni, viene assegnato ad un corpo del la regione in cui ha eletto il proprio dc:llpicilio e precisamente a quello a lui più vicino, cosichè tutti i richiami dal congedo in casò di mobiii tazione rat,ginngono prontissimamente la loro nuova destinazione. lil guerra l'esercit? vien_forrnat? in arn:at~ ed ò stab ili to yie ~aranno composte d1 '.2, dr 3 e d, 4. corp i clarrnata. • I corpi d'armala sono costitui ti in massima parte colle un ilù di fanteria e di cavalleria che hanno in tempo di pace. Hanno cioè : i2 divi:;ioni di fanteria, ·I battaglione cacciatori e f brigata di cavai. leria. Ma l'artiglieria di corpo d'arm:ita in guerra per quasi tulli i corpi è così composta: •I comando, 3 gruppi di batterie (in totale 8 batteri~ a 6 pezzi, due delle quali a caval lo) e di 2 sezioni di munizioni ; il gen io di corpo d'arma1.a·.si. compone di ,J compa~n ia di riserva: ed 'un parco del genio dì corpo d'armata. Si aggiungono inolt1:e gli altri servizi: l'ambu lanza , ir convoglio · arnmin is1 ra1ivo dell e sussistenze; la riserva vestiario ed equipaggiamento, il deposito di rimonta mobile. · ~el le divisioni di fanteria ol1re alle 2 brigate di fante ria , elle esse hanno in tempo di pace, viene a7giu11to: l'arti1,dieria ch isio nale compo$La di 2 grupp i di 3 batterie (cioè 6 batterie a t3 pezz i) e di 3 sezioni di munizioni cli cui f"per fanteria; ·I con;ipagni~ znpp::itori mìnatori del ·genio; l'ambulanza div isiona!e, un convogli o sussisten,ze. - Le ,divi sioni di cavalleria del tempo di pace ricevono

L'ESERCITO FR.,INCESE

943

:,ollaoto un gruppo di ,3 batteri.e ~ cavallo, un'amb~lanza divisiorrnle •' cfi c~1valleria ed un per;;onale delle sussistenze. .. . Le brigaie, l~osi di fanteria: come di canillcr'.a , nel mobd11ars1 non alterano per nulltt la loro costitil'l.ione .organica. _ , 1 recrc:rimenti di fanteria di linea si m0Ld1tanç tult1 su 3 .batta~ glion i n~~l ognuno dei ,J kiS re~gimenti s~dclivi~ion.al\ lascia d1~pon~ bile un quarto battaglione rn formazione d1 c.u1 ,e_drem·o· 1n .ap pres?o il probabi le impiego. C~I~ altri _,1~ r:gg1ment1 regionali lasciano il ,i.0 ballaglione per la clilesa de, lort1. .. . I re•rnimenti dì cavalleria si mobil itano su 4- squadroni e lasciano disponibile il i,0 , o parte di es.so,. seconrlo. che il re~g~rnent~ debb~ no fornire le scorte a i qoart1en generali. I noi tre e :,Lato I ecente _ 0 mente stabilito che i 36 reggimenti di corpo d'armata (·! 8 dn1 ~ 0 ~ 1 e ·I 8 cacc-iatori) oltre a dare il 5° squadrone di deposito costitm~ 0 coi. scano :i !l 'atto della mobilitazione un 6° eà un 'i squ3:drone . . . · ' risen,1s · · t·1 e cJ1e ·1 ,J 'J·t i·e,~r1 nenti dracroni ed i 14 usseri dest1natt 1 1 ,.,n n 1 alle divisioni indipendenti ne !'orniscano un 6° ( 1).. , J re,raimenti di artir1lieria nel mobilitarsi compiono un opera. zione ;~:ai comples,;n çli sdoppiamento delle loro_hatte1.·ie: mndiaute la quale, oltre a. fornire le batterie nece~sarie a., c?rp~ d a\'l~~~La .e~ alle division i ed provvedere le relLtlJVù SCZIOill ~I Ill~lllZIOfll sezioni di parco, danno origine a nuove batLer_ie, . d1 cui v;dr~mo pure in seguito la probabi le. ~estinazio~e: Que!II ~, ,co 1:po cl a~wnta colle loro prime sei batterie ~n 90 millimetri cost1tu1scono I due :prim i gruppi dell'nrtiglierià di corpo d'arrn:ita, colla ·I~!· ba_~~ teria a (cavallo) costituiscono il terzo grnppo; la l~ro .1 - , battett~ (a cavallo) viene assegn:11a alle division_i di ca~alle_ria 1nd1pende~t1 ··e ri man r1ono di s.ponibi Ii , senza preven t,va dest1naz1one (aI meno per armate con• quanto e>· s I s app'ia) , l·t, "',• , 8• , e <'<) che, possono . essere , • · d <'"' d" 90 e da 80 millimetri secondo il bisogno e d1•• cannoni a v<>, " < · la ..,,. e 8° sono anche trasformabili in batterie da montag.na; ctt çu1 , . I '3• d ·p1u · · Ia ~ne 3• nel loro sdoppiamento danno luogo ad una · · · ed. a· 1 , . . ~ · el epos1to · pu1·e a e1·,1:.po-·z·one 1v1-. una I ,i" batterta ~1 ,1 · I reac,1ment1 ?m • sionali mandano a.Ila ·l' divisione del corpo d'armata le p'.·11:1e $~ 1 batterie (da 90 ·mi llimetri) e le altre sei (pure da 90 m1ll1mel,r1)

a

J

::H ·

11

'


alb 2·. divisione; ma la Ha e ,t2a formano, anch ·esse la ,f 3• e la H• batteria deposito, che, come' le altre, sono uen presto disponibili . In complesso rim:ingono quindi a disposizione per ogni corpo d'armata le ,i. batterie deposito dei due ·reggimen ti e le altre tre . (7", 8" e 9") del reggimento ai corpo. - I reggimenti pontieri mobilitano ciasc_uno le ,14 compagnie; ogni compagnia viene asse. gnata ad un corpo d'arma ta con 1 treno ponti di coi·po ; e ad ogni ·. armatà, occorrendo, si assegnano 2 compagnie pontieri con 1 treno ponti d'armata (2 treni ponti di corpo) (1). Quanto Q.i reggimenti del genio, i zappatori minatori forni sco~o in ciasctrn corpo d'armata: 1 compagnia per ogni divisione, 1 com. pagnia per la riserva del genio, ,f distaccamento pel parco gen io e distaccamenti di zappatori-conducenti p_el traino dei carri di ciascun rip:irto di quest'arma. Il rimanente è in parte destinato al parco del genio d'armata. (ferrovieri e conducenti) ed in parte rimane di sponibile per le piazze forti , per i parchi d'assedi9 e per \ dista ccamenti assegnati ai gruppi al pipi. Corpi e reparti dell'esercito territoriale_. - Tu uo ciò rigurirda l'esercito attivo; ma conviene ten.er conto anche délle .forze dell'esercito territoriale, perché i corpi di truppa di que,to esercito. :n caso di mobilitqzione, oltre che essere assegnati alla difesa delle pinzze forti, delle coste, dei punti strategici ecc. possono veni r ·formati in grandi unità e tenere la cnmpagna, come pure essere distaccati a far parte dell'esercito attivo. I quadri dell'esercito ter11itoriale sono permanentemen te co'stitu it.i ed eguali a q11elli dell'esercito attivo, coll'unica differenza che i comandanti di reggimento sono tenenti ·colonnelli. I reggimenti ii-i fanteria di questo eserci to si· formano per suddi·visione di regione e sono 1145: pare che si formèranno su f-i battaglioni poichè moltissimi di essi ne hanno già i quadri occorrenti , e ciascuno forma anche una compagnia deposito. La cavalleria forma sull'insieme di ogni regione 8 squadroni (1. dragoni ·~ /4. di cacciatori o usseri), che sono cosi 1144 squadroni <li cav,tlleria. E le altre nrmi 'formanfJ ogni loro massim:1 uniti! $ti! totale· di cinscuna regione, per cu i si hanno 118 reggimenti di arti1

1

1

~

1

.

945

L'ESERClTO FRANCESE

L'ESERCITO FR.\:SCESE

crlieria con un numero variabile di batterie (36'2 in ~ota~e); 18 ba~l'>. 1· pure cori11)osti di un numero vario d1 compagme tag 1on1. del aenio n , · d J · (cJ)ii in totale sono 52); e così pure ,18 squadrom e, treno equi. pa " a l. 1111·1·t i·· ed altr·1 serviz.ì Fanno parlo inoltre <lell esercito ter · 1a 1 < · • • • • a · - ··1.n\1e 3,1 battaalioni del corpo milita,re dei doganwri, a]cuni ei 1 11 01l'.,sono composti n . o· · predest1 · . di compagnie dette att1r· e pere IHl· nln , . qua . • d l' , . ·t nate J a, concorrere nell e operaz1orn el . e,,e1_c, o~lt'.1'' O' e ·1:6 . compagnie ~ '19 sezion i.attive del corpo dei cacciatori /orestar,.

(Conl'inna).

ANf,ELO SCHENONl Ca]litano.

'

(I ) Con tutto il materiale cli un treno ponli ùi corpo si può costrurnl u11 pon te lungo metri J.23,:iO; col ',. cavalletti a 2 gambe (modello Birago) si può cos trurre un po11te lungo metri 27,85.

,.


H, TALl::NTO MJ,,LlT,IR}~

nostd fratelli erano r,norti e sono stati ritrowti.

e son tO?"n ali a 'li'ita: erano penluti

...•

IL 1~ALENTO MILITA11E

.(I)

!'.'uomo ,li t,1 lento lo è per n,1tttr,1. P INDARO.

Chi ha facoltà d i percepire le idee astratte - . in questo

1~.?~o sentenziano cok,ro che hanno in pregio il ·. tidento

1 mili.tare . puramente per tornaconto - - o chi è dotato di P?tenza cli Spirito, che per natura o per istudio J.o può, r"ende pronto e capace ad una determinata scienza od arte. per uatui·ale conseguenza, apprendere anche il modo di dirigere i corpi tattici in guerra. Osservo, clrn quell'attitudine speciale e quelle doti, le quali nel l0ro complesso permettono a chi ne è dotato cli compiere lodevolniente i propri doveri sul campo di battaglia, formano uu tutto omogeneo che lo studio e J!iugegno affina bensì ma . non crea, dappoichB essò si eredita esclusivamente dalla natura, e che si scosta decisamente da quelle attitudini e doti richieste per eccellere in qualche altro ramo di scienza, od arte. Per ott~nere l'acquiescenza dei coutraélditori interessati, ' occorre nou solo scuotere dalle sue basi l'albero della. fede, ma lev~re la terra into_rno alle barbe per<.;hè più non risorg~t. Se essi si ricr<~deranno potremo ben esclamare anche noi - Orà. ccn·viene far festa e. rallegrarsi: pei·cicx:che rJM Sli (l ) VerJi :1rtiMlù lni:wliv a o dovere! - l/i1Ji.ita m ilifr,r~ del f'' lugli() fM2.

Prendiamo dunque ad esempio nna delle grandi unità di guerra in marcia (divisione) non inquadrata fra altre truppe, la quale incontri il nemico fermo in posizion.~; e si supponga che il comandante di essa, giunto in faccia al nemico, e chiestosi se possa venire ad atto decisivo o no, subordinando beninteso la sua decisione alla considerazione che un risultato decisivo è ottenibile soltanto mediante .l'offensiva, abbia risposto affermativamente. Dopo aver pertanto accennato in modo sommario ai s<!ttoposti immediati le direttive da seguire - senza entrare iu minuti dettagli circa i mezzi cli cui ciascun comandante deve far uso per raggiungere la mèta prefh;sa, dappoichè la varietà dei lnoghi e delle posizioni che il combattimento produce, devono in , seguito rispettivamente indicarli - e comunicato ai medesimi l'ordine di combattimento - il quale in sè comprende la , clisposi?:ione _preventiva dei corpi tattici di cui si dispone, in modo da poter scongiura.re nel combattimento tutti quei fenomeni che l'esper.ien7.a propria, coadiuvata dail'analisi, suggeriscono doversi in massima produrre sul campo di battaglia, riservandc la comprensione istantanea · e soluzione pronta ea efficace per guelli soltanto, clrn si conoscono bensì in quanto si aggirano in nna sfera di azione ragionevole, ma che non è possibile prevedere quando e come si produrranno - il combattimento ha principio of, fensivanrnnte, sotto l'alta direzione del comandante in capo e d i quella immediata degli ufficiali tutti sottoposti. A questi pertanto spetta, rimanendo ciascuno nella rispettiva sfera d'azione, di : Ved;l!re il nemico e le posizioni che occupa, valutando con criterio sicuro gli svantaggi ed i vantaggi che dette posizioni possono presentare sia alla difesa, sia a1l'assaliliO -

AN!'il) Y. n\'11.


949

Il, Til:l.Eè\1'0 Mll,ITARE

Il, 1'.~LENTO MILITAHE

tore - i rilievi e le depressioni della zona della morte i grandi oggetti clte trovansi alla s ua superficie; Giudica.re prontamente e con cer tezza, quali sono in detta. zorm i punti tatt ici più fuvor evoli pel uoncentrnrnent.o degli strumenti del fuoco e quali fra essi debbonsi successj\·a· mente occupa.re con le forme di combattimento adatto, ed estensione proporzionata alle forze di cui si può e si den: disporre, in relazione alle direttive ricevute; senza rendersi per altro ligio al terreno in modo da far dipendere l'occupazione di determinate località dal solo valore teor i1,;o delle medesime, ma coordinando invece questo colla situazione del momento, e col solo intento di poter battere 1,;on maggiore efficacia l'avversario che si ha di fronte, traendo profitto iu tal caso di tutti i vantaggi e schivando destramént~ tutti gli svantaggi.che esse presentano; nou preoccupando:;i, nè permettendo che altri :;i preoccupi delle perdite ne::.c,;sarie a <mi si deve sottostal'e; / Ese{Ju,re senza esita.zio11e, senza. orgasmo . o ::;ovraee0itazione morbosa, i gù1dizi ìmposti o sponta,neamente fornrn· lati, prevenendo in ogni istante le intenzioni reconc1iLe del nemico, ecl accortamente fras toma.ndole; Pi·etenclere con volontà assoluta, e 1,;on vera cognizione cli ca.usa, che si conservi a.d ogni costo la disciplina e la regola del fuoco; Comprenctere, quando è giunto il momento in cui sarebbe assurdo, pretendere che siano mantennti ordinatamente i legami r ispett.ivcLmcute fra i corpi tètUiei, le unità tattiche e le frazioni di dette unità, le forme di combattimento e le formazioni regolamen tari fra le truppe. Egli è questo il momento critico del combattimento; momento in 1,;ui la massa cornbattente eompreso lo scopo che si vuol rnggiuugere e lo sforzo supremo che si deve com· piere, pone tutta la sua intdligenza, tutta, la sna volontà, tntta fa sna forza tisi.ca, tutto il suo valore al conseguimento di esso, irrompeudo qnale torrente impetuoso guidata sia dall'esempio degli ufficiali, sut dal senti.mento imperioso del dovere.

Questo, ar:.che nei combattimenti odierni, è sempre il momento in cui le virtù militari e civili dell'ufficiale e del soldato devono manifestarsi con maggiore intensità., giaccllè qui appunto può sorgere gigante la lotta fra l'energia e la debolezza, il valore e la codardia, fra il pensiero di morire gloriosamente per la patria o di vivere ignominiosamente. Allorquando il momento è stato preparato sagacemente, e scelto opportunamente, tanto che appaia anco ai meno veggenti, la. massa per virtù propria. vince in questa lotta tutta intimi.i in cui ogni istante pare un secolo e si spinge risolutamente e con insistenza avanti, sempre avanti - di fronte - con movimenti avvolgenti e attacchi di fianco fino ad occupare le posizioni difese dalla massa principale del nemico - atto finale di ogni combattimento parziale o generale, unico atto che costituisce ,in modo completo il vero guadagno tattico - in tal caso uno dei fattori primi costituenti la vittoria è raggiunto, rimanendo solo da: Difende1·e prontamente e con mezzi adeguati, comunque ordinati, le posizioni conquistate, sia incal.::ando il nemico col fuoco, da apposto:menti con,venienti, sia ·inseg'uendolo (coll'energia istessa colla quale si attaccò), secondo i casi ecl ·i

luoghi, teni,lo cor.to clelle riserve che Carve,·sa1·io possa avere , ancora d-i.<sponibili. Occupare coi corpi tattici già riordinati e nou impegnati nella difesa delle posizioni conquistate, i punti tattici di dette posizioni. Ottene,re possibilmente . in modo completo il g·uadagno

1

strategico.

,,. * " Riassumendo, potremo con certezza affer mar e : che in guer ra vera, ben diretta e ben comandata, ciascun ufficiale, s.u bordinatamente al mandato conferitogli o a quello che si manifestiL spontaneo sul campo, afferra con rapida sintesi uno o più fra quei fenomeni i quali tentano di funzionare da antecedenti dannosi , - li rapporta, alle condizioni del


951

U, l 'A LE!'ITO MJLITAHE

IL. 'l'A Ll,NTO 31).1,lT.I\RB

momento, in modo accorto li frastorna ed impedisce · che,

<lipendo_n ~ le sor t i morali e materiali cli un popolo, sono n_iolte~hc1 e tutte preclare. Ma guai se si ingenera confu·s1one m esse! ~ ·e~ercito considerato sia dttrante ' il tempo ~el quale compie 11 lento lavorio per pl'epararsi alla guerra, ·sia durante quello in cui i prodotti naturali di cotesto lavoro si estrinsecano, può bensì paraCYouarsi ad un'immensà. -e~ciclopedia di sapere e di azione, ;a nella compilazione -d1 ~ssa og1~uno deve' avere una parte nettamente assegna.ta m r.elaz1one alla rispettiYa e nota attitudine e capacit.\ _ una meta onorata d~t raggiungere, chiaramente defini.ta.

· cfa essi provenga il danno voluto, non solo, ma utiliz-

zando avvedutamente i potenti mezzi di cui dispone, li forza a piegarsj alla sua volonta. Solo dal complesso di tutte q neste volontà prevalenti, vincitrici nelle varie lotte, parziali, di cui nessuno può in antecedenza conoscere la manifestazione e che all'unisono concorrono, o per proprio impulso od abilmente dirette da una volontà superiore, a battere la massa p~incipale nemica - annunciata dall' un capo a ll'altro del campo di battaglia con g rida fes tanti, emerg~. nella sua imponente maestù,, la vittoria.

L'esposizione fatta dei doveri che si devono compiere sul campo di batta.glia pel caso speciale sopracitato non deve considerarsi ~he riassuma in modo assoluto tutti i -do1:eri inerenti al combattimento, avvegnachè un'analisi accurata fatta al ri g uardo potrebbe viemeglio coordinarli, aggiungendone o modificandoli secondo il bisogno. Comun()ué sia, la ded uzioiHl che da ossa ne emerge non è forse quella che per compiere tali doveri è ind ispensabile che l'ufficiale a ciò prescelto sia. in modo c_e rto dotato di vero talento militar·e? E che il solo ingegno venuto dallo studio, la sola conoscenza di norme o r egole fisse non sono sufficienti a sostituirlo, poichè in guerra vera tutti i casi sfuggono ad ogni previsione umana, e sono per l'appunto situati al di là d'ogni regola?

..

,

Ciasi.;uno al posto suo ! - Ecco la base fondamen tale su cui deve poggiarn qualunque esercito ben costituito. A nessuno sia concesso invadere il campo altrui. Le vie concorrenti ~d ottenere il buon esito di una battaglia, dalla <]Uale

Allorquando il grande naturalista Darwin seri \·eva: -<< Come le gemme sviluppanclo's1: danno rwigin.e a n·uo-ve gemme, e come (Jtteste quando sono ·l:igorose, regetano con fcwza e soffoc:ano da titlle le pcwti 1-nolti 1·r.foii più ctebol·i, al.tr·etlanto ·io credo che, pe1· me~·.zo della gene}·azione, sia cwvenuto del gmnde albe1·0 della vua, il quale ;·icuop1·e coi .suoi rami morti ecl in(; anli la ci·<Jsta del qlobo e ne veste la su:pe1·ficie con le su,e 1·ami/ìc:azi0Hi seniÌ:we wuo1Je e leg_giaclre » ~ oltre al 'divinare il modo con cui procede la natura nel.le sue secolari evoluzioni, tracciò pur anco, con magistrale ~ottiuteso, la via da seguire nella lenta costitu.zione- o rigenerazione delle società umane. . Dall'abbandono di tale via, e da null'altro, proviene l'af:fiiggente malessere che noi riscontriamo in talune società ·O istituzioni che di esse sono pa.rti vitali. Allorchè infatti, per virtù cli un artificioso allevamento, i rami più deboli cli esse società od istituzioni riescano a -~offocare le gemme vigorose, o queste presumono potersi innestare là ove non è possibile attecchire prosperamente perchè l'ambiente non è favorevole ad esse, ecco che subitan:~n~e ~i fa ~alese un notevole perturbamento, che tal,ltO pm mg1gant1sce quanto più s'indugia a riporsi in carreggiata.


952

iL 1'.ll..E:KT O MILITARE

.

li. 'l' ALR:;'\TO )111,IT AHE

953 ·

•.,

..

Se questa è la via da seguire, vien naturale e spòntanco il chiedere - in qual m9do si procedè ad una accurata selezione dei disparati elementi di cui si componevano le forze vive della nazione, che per eredità :fisiologiche secolari, provenienti da una civiltà decrepita, non tutte era.no atte a raggiungere la méta prefissa - in qual modo si cementò nei migliori nna uniforme aspirazione assegnando con criterio sicuro còmpiti v.ari convergenti concordi allo scopo comune, subordinatamente alle facoltà note cli cui ciascuno era clotato, e tracciandone in 1nodo chiaro e preciso i limi ti? Tanto pi1\ appare opporttmii tale domanda, inquantochè da un attento e coscienzioso esame dei criteri da cni i nQstri passati legislatori presero le mos:;e per rius;;ire nell'intento di gah·anizzare la vècchia nostra razza e guidarla in modo razionale alla conoscenza ed alla pratica delle virtù civili e militari, si scorge quei criteri non corrisponder e alle aspirazioni della parte eletta della nazione - e da quelli invece che in.formano la scelta degli ufficiali (recluta.mento e successive loro attribuzioni), l'insegnamento nelle scnole militari, l'indiriz?.o di quel che si fa e si pretende si faccia nei reggimenti e presso i vari comandi, si potrebbe forse desumere che quelle doti soltanto si curano e si hanno in pregi~, di cui è naturale se ne abbia a dovi?.ia per il forzato e secolar e allevamento ohe su bì la nostra razza, e per la sua natura artistica - e che, sia per l'educazione che si riceve nella famiglia, nella scuola e per quella sommamente importante che ciascuno dà a sè stesso, sia infine per quella metod ica che si ric13ve nell'esercito, anche i più restii è fattibile si perfezionino in esse.

Il risultato ch1; da <]ue:;to enorme spreco d i forze educative si ricava, può ben~i soddisfare una mente poco avvezza a.lla meditazione, e parere a<l ,3ss&. :mfficiente per lo scopo che si vuole . raggiungere - ma si badi che l'ntile diretto è in realtù, più apparente che reale. L a vite mette assai tralci, ·e vero: eleganti, dora.ti, fronznti - ma tutto il i·igogli o ~e ne va in rami o in pampini e., ,;i veggono poche nYe. R a.mo corto, vendemmia lunga.!

9

Qualità m or a!i complementari del tale;1to militare. Amor di patria. ··

Tutti i grandi filosofi, i grandi poeti, i grandi legistori hanno fatto vibrare la sensibile corcla del dolce amor di patria. Di essq ,,i poLrebbc dire ciò che l\tpostolo cristiano criveneto a.i Corinti, d iceva della carità.: .lv1;egw1,chè io pai·lassi rutti i li·nyuaggi llegli uomini e degli angeli se non

ho amor cli pal:ria divengo un ramo 1· isonanle ed ·u n t.intitinante ce,nbalo. E yita,itwique io avessi profezia e intendessi ililti i inisl(wi R tutta la scien:;a: e, benchà io am?ssi tutta la /'elle. tale/tè io t;·as,po;·tassi i 1nont·i , se non ho {177UJ'I' cli patria non son nulla. Si è detta una gran verità, quan<lo si affermò che l'nomo è hi. natura fattn conscia di sè ·stessa; ma la natura che si fa palese, spoglia de1lfl. leggi a,dra voste d13ll' amore . .è nna

trasformazione incompleta. L 'amore nobilita tnl;tc1 le a7,ioni. Di quell'amore io pnrlo, verso la patria, che è un> e1mmaziono di tutto l'essere nostr<> ; n0n già dell'amor1c: che tende a.d abbattere la ll<>st.ra


95-1

IL TALEJSTO Ml LITARl:1

personalità per s0stituirne una incognita,. Il vero precetto di una moralità dignitosa che un dottore anonimo formula · nel seguente modo: sii ciò che sei, non imitare persona al. rnonrlo, non p-itoi essere nulla di così grande corne la tua ·vera e proprio. inrlividitaWà, vale pure pel caso nostro. Nell'amare la patria vostra, nell'esplicare q nella potenza di affettività che ogni essere ragionevole ha nell\inimo sno in istato latente, non copiate alcuno, non eleggetevi ,ileun ti.po, non amate di amore supèrficiale, ma di. vero amore : ognuno di voi differisce naturalmente da tutti gli altri, e quindi è naturale che ognuno abbia un differente tipo di eccellenza a cui poter giungere. Nessuno potrà mai lunare come voi amate, nella vostra severità o gaiezza, nella, vostra pedantesca musoneria o spensierata originalità. Inteso in tal modo l'amore verso la patria, ninn dubbio che esso non illumini la mente e faccia battere soavemente il cuore di coloro che saranno preposti alla direzione dei nostri valorosi soldati sul campo di battaglia, così che l crun 1 sacrifi~io sembri ad esso troppo oneroso. .

Lealtà.

Nella natura regna una violenza manifesta, una specie di rabbia prescritta che tutti e tutto arma in mutua fu,nera. Questa lotta per l'esistenza, strazìànte pel modo onde si dichiara - dagli stami acquei e infusori, ai giganteschi prodotti della fauna e · della. flora terrestre, su sn salendo fino all'uomo - che un tempo si sottraeva alle specul;zioni della ragione umana, oramai è noto cleri vare dtt essa, dopo lunghe età, un migliorato mutamento nelle forme. Una nazione pertanto che scende in campo, in difesa della sua libertà o per affermare la propria esistenza morale; e materiale, non fa _che appropriarsi il processo che segue la natura, giacchè niuna altra via presentasi allo sguardo, perchè, date talune contingenze, ciò che è inferiore

955

IL 1' A LENTO MltlTAl:E

sia ·fisica.mente, sia intellettualmente o moralmente, scompaia o ceda il posto alla forma più elevata. Ora se il cristianesimo, predicando per ogni dove l'amore _fra gli uomini, tentò migliora.re le diutnrne e disordinate lotte che regnavano sullà terra. non è men vero che, .dopo tutto, si cambiò forma soltanto alh~ lotte, senzii pnnto escluderle. Cotesto cambiamento consiste in ciò, che mentre dapprima, a mo' d'esempio, gli <tmri1assamenti di uomini poco inciviliti, nelle ..:i.trie congiunt ure. di guerra moltiplicate a capriccio, si comporta,v,.mo in modo identico a, quello con cni procede la natura, vale a dire in modo cieco e fatale, ora invece queste lotte si aggirano in una cerchia ristretta, compresa e tacitameute confermata dalla gran maggioranza; ognuno ricono- scendo essere doveroso per un popolo eivile il dominare se stesso, e }'escogitare tutti i mezzi che la dignità consente per ottenere la rimozione di quelli ostacoli che ne intralciano · il regolare procedimento nelle sue parti vitali, o ne concnlcano palesemente i diritti. Dopo di che un popolo, inceppato od offeso, non ha altro mor1o per aprirsi la via e 1ibernrsi dal suo oppressore, volendo consegnire un posto onorato nel gran baiichetto della terra, . foorchè chiamando a nwcolta tutti g li interessr,.ti e principiare ·la lotta - in modo lea,le però; poichè l'ambiente in cui essa deve rnanife::;tai:si, tanto pii\ perfetto quanto è maggiore il grado cl' :incivilimentc di chi scende in campo, è appunto quello che proviene dalla lealtà nel combattimento, che giustamente fu detto costil·nfre il complemento delle qitalitiì mor·ali di cim esercito. E.

RABIIINI Capilcrno


95G

:KOTlY.lE POLl'J' ICO -MILITARl ITALI AN E

NOTIZIE POLITICO-MlLITARI lTALlAN E

L'ilttenzione del pubblico e specia lmente dei militari, in quesl'ultinrn quindicina di 11go~to, fu soprn tulto rivolta alle manovre, che si fecero nell a circoscrizione di ogni corpo d'armata e· maggiormente n quello tra il VII e il IX corpo, che, cominciate negli ultimi d'agosto, linirau no uei primi rli settembre,. fnteressantissime fra le altre furono le mouovrn che ebbero luogo in va rie zone delln frontiera alpina, :itl alc1111e delle qua li aS$isteltero S. ~I. il Re e S. E. il Ministro delln gncrrn . Partito il ·I :i :lf:O~ to da lla villa reale di Monzn, S. ~I. si recò in valle d'Aosui, ove rimase fin o al 21 nel costello di S:irre, quiudi toruò a ~lonw , dopo averi: assistito nel ln giornata ùd 23 , assieme al ministro dr.lln gurrra , :id una manovra di due brigo te conlropposte, che ebbe luogo nei diutorui di La Thuille ed il giorno seguente a<l una 11);1\'0rra <li alpiui prcs;o Yalgrisaoche. S. M:. presenziò ancora una nianovra di divisioni contrapp0$lè su llrt hrngbiera di Sommn ed il giorno 28 si rncò a Livorno, l t\'C fu rircVtHo dalle deput:izioui del Scu~to, della Comera, tln i min istri Giolilli, Pelloux, Saint-Bort e Martini e da una ,immens.-i fo lla pln11òn1tte 11d inaugurò, lo stesso giorno, il monumento innalzato Jall.-i dcu,1 d llh al Re Vi ttori.::, Emanuele. Il 3·1 ogosto S. M. assi;;terà alla prima fazione delle gr,1ndi mano':re tra Spoleto e Campello.

..

... ... fl nnovo sì,temn di mnnovre innuguratosi quest' anno e ti grande numero di richiamati dal congedo per prendervi parte, diedero luogo a un ingente mori memo di truppe che, specie in alcune regioni, assunse quasi il ca rattere di una piccola mobilitar.ione. Molli trasporti , i fecero

957

per ferrovia e tutti ebbero luogo nelle ore pre.;tabilite, senza il minimo inconveniente; il che attesta uu buon progresso fauo nel!' e~ercizio delle nostre ferrovie e ci permette di sperar bene pel $ervizio dei tra· sporti in caso di guerra. È bensì vero che 'l Ui si i: tròttnto solo di mobi litazione parzinle e che ben altro movimento si vedrebbe nel caso di mobilitazione generale, ma giova notare che questa mobilitazione parziale s'è fatta rruasi senza accorgersene, e che non fu sospeso nè un treno viaggiatori, oè un treno merci; mentre, se si trattasse di ·mobili tazione generale, tutte le ferrovie sarebbero.a Jisposizione dell 'au. torità militare. Pare adunque che <la qunnlo si è fat to, poco ma bene, si pO:'\Sa trarre buon augurio per <Juanto di più si saprebbe fan, ali' occorrenza. ,\llro mo1irn di buon augurio sono la regolariti1 t! speditez1.a con cui procedettero le operazioni presso i . VHi distretli e più dt tutt.o la prontena con cui i richiamati di tutte le pani del regno accorsero sotto le armi, e seppero tosto famigli:irizzarsi coi nuovi compagni e ,fond ersi nei nuovi corpi loro assegnati. A voioro pertanto che, con eguale leggerezza , un giorno doma odano economie fi no all'osso nei bilanci miliia ri e un ahro propongono di fore qualche esperimento di mobilitazione\ r,1ccia rno osservare che un pi<',eolo e~perimento di mobilitazione eblie luogo ed è ri us~ito bene. ·

..

•• Come ogni auno avviene nelle manovre e marcio della stagione e:-tiva (cd avviene non in Italia $Oltauto ma in tutti i paesi d'Europa), nuche quesL'anuo ebbero a lamentarsi alcune disgrazie, ~pecialmente per insolazioni; ma esse furono in numero minore che gli :inni scorsi, bencllè si $ieno avuti v1irì giorni di caldo vera mente eccessivo. Le notizie dale in proposito da taluni giornali sono esageratissime; i pochi casi non meritavano certo il chiasso che se ne è fa tto. Crediamo :incl,e noi che convenga usare le massime precauzioni percltè siffatti incoll\1 enienti non avwmgnno nè im graode nè su piccola scala; ma la nerrnsità dell'opin ione pubblica a qnesto rigu11r<lo è affa tto inopponuna ; il dubbio che gli ufficiali uon abbiano verso gli uomini di truppa i dovuti riguardi è :iffa110 ingiustifi cato. Le stri d:i che si ripetono ogni anno, ora contro le marcie in estate, or:i con tro le escursion i alpine in in verno, ora contro cprn lche comnndanl1 di nave o di SlJnadra navale, clte non si è ritirato prnden temente in porto all:1 prima nube tempornle~ca apparsa sull'oriz-


958

NOTlZIE POLlTICO-:&!ILITARI ITALIA NE

zoute, l'urono chiamate da tlllut?Ò espressione della debolez~a nazionale; ma contro tale definizione sta la condotta dell'esercito e della marina , · che sono parte del la nazione e parte eleuissima. Queste strida provengono anzitut°to dal!' interesse che il paese . prende al benessere ~ellà gioventù che si trova sotto le ~rmi; ma non può negi,rsi che vi abbia pure la sua parte il poco spirìio militare del no~tro popolo minuto, il troppo spirito borghese delle dassi elevate, il uo!l sapere abbastanza che cosa s,a. la guerra e il · ch iudere volon_tariameute gli occhi sulla nostra situazione in Europa. E quando diciamo la nostra situazione in Europa, non intendil\mo parlare soltanto delle nostre forze rispetto a rruelle degli eventual i avversari , ma vogliamo accennare anche alla situazione morale. Ricordiamoci che siamo gli ultimi venuti nel cosidetto concerto delle nazioni, e che gli. ultimi venuti si guardano sempre dall'alto in basso, quando non hanno sul loro stato di $ervizio fatti tali che impongano. E noi n~n li abbiamo, per quanto eroismo abhi,mo spiegato i nostri vecchi nelle campagne dell'indipendenza, per quanto rnngue abbiano versato dall'Alpi a Marsala, noi, io faccia al mondo, ,:;iamo sempre i vinti di Custoza e di Lissa. "'. I francesi, per ese1~pio, sono d'opinione eh.e, s~ là g,uerr\ scoppw~s~, con tre o qullttro corpi d'armata potrebbero IH lronte a tutto ti no~t,o esercito. La guerra, speriamo, non scoppierà e, dato il caso che scoppiasse, quest'opinione potrebbe riuscire funesta a chi l'ha; ma, fi uchè la pace dura, gli effetti di quest'opinione ci pesano sopra anche materialmente. Ricordiamoci che le nazion i speculano sul credito come gl'individui e che il credito, dopo un disastro, si ricostituisce lentamente, con atti di ogni giorno, chiari, palesi, magari ostentati. Ricordiamoci che ancora pochi anni fa l'Italia era per l'Europa il paese d~lla moJlezza, il paese del ~olce far niente e che un proverbio molto in voga diceva: les ita..lìens ne se bat!ent pas.

I l quanto al dolce far uiente, hanno cominciato a -cambiar d'opinione tutti qMlli che già sentono la nostrn concorrenza; m quanto ·a\ resto, chi non l'ha ancora cambillta la carnliierà. · . L'Italia ha bisogno di esempi di·energia sotto tutti i rapporti. Epperciò salutiamo tutti gli atti di imdacìa in terra e in mare anche se talvolta ci costano dolorosi sacrifizi, e con noi li saluta la miglior parte delli1 nostra gioventù, che, malgrado le grida dei sofisti, li ammira e se ne sente strascinata . l\1a ciò non toglie ripetiamo, che chi ha il comando, di corpi di truppa, chi ha la responsabilità di vite .umane debba ten!lr

,,

NOTIZ·!E l'OLlTICO-MILITARI ITALIANE

959

conto di tutti gli elementi che, in date condizioni di terreno e di atmosfern, possono concorrere ad abbaùere le forze e mettere io peri<'olo la vira dei: .suoi subordinati; ciò non toglie che gli sforzi collettivi, cioè quelli che si richiedono a un corpo di truppa, debbano, almeno in tempò di pace, misurarsi non alle forze dei più robusti, ma a quelle dei mediocri, per non dire a lluelle dei più deholi ehe fonno parte del corpo.

·Un altro argomento che, in::;iem e alle nÌ,l!lovre, occupò il puhblico i'n questa quindicina è la riunione delle squadre estere a Genova per onorare la m«moria dr r;ristoforo Colombo e la presenza · dei uo~tri

Sovrani che si recheranno in quella città. Oramai è certo che tutti gli Stati d'Europil i 1111:ili hanno marina da gueFa invieranno a Genorn qualche nave, e i principali St.iti d'America faran no altrettanto. Le navi giunte sono già una trentina ed altre se ne aspetrnuo; 11 queste aggiungendo una dozzina di navi irnli.ane, saracno una éinqu:intina ·di navi da guerra che si trovernuno riunite a Genova nei primi del prossimo settembre. · S. M. il Re vi si recherà il giorno 8 e vi3iterii le sq uadre. Prima :;i parlàvìl di una rivis1a navale; ma pare che, per il gran u~mero di navi, la rivista navale propriamente della, richiedereblJe troppo tempo e clie nello ste:;so porto di Genova non vi sia spazio per tutte; dicesi perrnnto che le navi si s~hiereranno in linea davanti al porto e S. M. , ne percorrerà la fronte a bordo di una nave italiana. Alcuni vogliono che a tale decisione 1101i siflno· estranee questioni di precedenza tra le <liv.erse squadre ed etichetta di comando. Non ,11ppiamo quanto vi sia di ,·ero in queste voci, le qu11li d' altrondè ci interessano poco, perchè ques1ioni d'·etichetta non possono diminuire nè l'imponenza dello ~pettacolo, nè I' imporuinza di una dimostrazione così lu;;inghiera al nostro amor proprio nazionale. ' Roma, li '29 ;1 gosto IS92.


' NO'l'lZ IE MI Ll1'A ll.l ESTERF.

NOTIZIE MILITARI ESTERE

a) Il Luziensteig.

\ IJ:i Il' .Hl;,1•u1. .'-'cli ,,:t>i~ . .1!1U/,'11·-1/.t'ilung1.

P er completare il . sistema _di fortifi.~az ioni. clella t_routiera sud ed est della Svizzera, s 1 trattà d1 restaurare eèì. a.01.:re scere, secondo le nuove esigenze dell·arte, le fort ificazioni che sbarrano il passaggio di Santa L ucia (L nzi.onsteig nel cantone dei Grigioni, come già si sta facendo per CJUE'llE' di San Ma.nrizio a.ll'entrata del Vallese. Non è dunque fuori proposito gettare un rapido sgua.rdo sullo stato in cui si. trovano le opere già esistenti in detta posizione. erl esaminare quale sarii l'importanza della medesima. C[ U;tuclo i lavori necessari alla sua difesa sanmno compiti. La posizione del Luziensteig, che domina la strada tlell'alto Reno in S,izzera, lui una doppia importanza . Anzitutto, quando sia foi:tificata a dovere, sbarra le vie chl·. sboccando d~L sud nell'alta valle del Reno fra la catena, del T odi e quella del Reti.eone, mettono al l~go cli Vallenstadt nel cantone di San Gallo ed al lago di Costanza. Es;:n sbarra eg ualmente le ferrovie che eollegano Coira, Z-nrigo. Rorschach e Lindan; così. r estano chiuse tutte le vi e d\'wcesso per lo Spluga, che si. trova solo ad ottO leghe e mez.zo dal!' Italia. I nfatti tra il San Gottardo e il Lnziensteig.

961

ambedue fortificati, non resta, per corpi di truppe alquanto considerevoli, nessun'altra stra.da prat ic,;abile per inoltrarsi dopo la valle del R eno anter iore al clissopra del la catena del Todi. D'altra parte la posizione del Luzienstei.g (ed è questo il suo merito principale) facendo anche fronte verso nord, sbarra la strada, che, Sll ter ritorio austriaco, conduce . da Bregenz al• eolle stesso di Luziensteig; nè solo sbarra siffatta strada, ma dà agio a un corpo di tmppe svizzere di eseguire un attacco di fianco contro un corpo che. proYenenclo dallo stesso territorio austriaco, tentasse di passare ratto Reno tra il L uziensteig e il lago di Costanza, nella di rezione di Sargans. Inoltre, come è già stato notato a proposito della ferrovia da Ooira a Zurigo, la, posizione di Santa Lucia (Luziensteig ) domina. l'a.ccesso orieht.ale dalla valle cli Sargans nei Cantoni del centro e delr ovest, e costituisce uu :;oliclo punto d'appoggio delrala sinistra della difesa del Reno anteriore tra il San Gottardo e Sargans, com.e pure r appoggio dell'ala destra della linea di difesa del Reno stesso tr a Sargans e il lago di Cosc-anza. Però, affi11chè qnesf ultimo aecesso fosse meglio sbarrato, eonverrebbe fortifi carn e completare la posizione (come sembra d'altronde che si abbia in idea) con opere nei dintorni di Sarga.ns e di Ragèl.tz. L €J fortificazioni d'i Santa Lneia. estese in questo modo. sbarrando la stretta di Sargarn; e quella dell'a.lto Reno. sarebbero ( ed è questo il caso essenziale) un punto di fermata importantissimo contro un corpo italiano, già penetrato nei Grigioni per lo Splugc:1, o per il Maloia, per il Bernina o per il colle di Ofen e dirigentesi su Sarga,ns o verso l'albo Reno. Queste opexazioni avrebbero inoltre un· utile influenza Slllle operazioni cli guerra, al nord della S ,·i11.z0ra. Nel 1799, l'arcidnca Carlo d'Austria non osò passare il Reno presso Schiaffosa prima a ·esser si impadronito della posizione del Lnziensteig.


NO?I ZJE MILITARI ESTERE N01'1ZIE: MlL\TAIII E-<TE!!l>

9G2 Le opere oggidì esistenti su questa posizione , sbarrano la stretta che si trova tra il. Flascherberg (monte Flasch) . ed il '\Vurznerhorn (corno \V urzn), là dove la strada, sulht riva destra. del Reno, passa il colle ad un'altezza di 727 metri. È in questa localiti la sola strada che, con quella di Sargans sulla riva opposta, conduca dai Grigioni. nel nord della Svizzera, nel Voralberg, nella Germania. Le deUe opere furono restaurate nel 1830 e nel J.852,. Esse consistono essenzialmente in una cortina fiancheggiata da due bastioni. (~nesta cortina. taglia il passaggio in tutta la ~uà lunghezza e fa fronte verso n or d; essa termina posteriormente in una goht facilmente difendibile e fiancheggiata dai due bastioni. Nella golf.i si t rovano le ca,senne e i magazzini, protetti da muri . a feritoie. Ad est e ad ovest cli quest'opera vennero costrntte torri casamattate, collegate fra loro da strade coperte. Sulla vicina. montagna a,d ovest (il Flascherberg) esistono sei blockhaus che doininano il passaggio e battono, per lungo tratto la strada della valle del Reno. L'opera, principale sul èOlle ha circà"{lfiO metri di lunghezza sn 290 di larghezza. Nel 1799. i francesi per impadronirs·i di <1nest,e fortiticazioni occupate dagli austriaci dovettero contornarle e prendere posizione snlle a.lture che le dominano. Per dare alle opere di difesa del. Luziensteig la forza di cni avrebbero b isogno cli fronte alle masse di tmppa. che ;formano gli eserciti odierni e alla grande portata, della moderna artiglieria, hisognerebbè estenderle e rinforzarle non poco; anzi converrebbe forse fortificare anche il punto di pedaggio che si trova più a sud, come pure la stretta di Klùs che chiude la valle della Landquart.

Secondo la c,trta clel Dufom, il cui pregio è abbè1Sta.nza 0onosciq_to, i blockhaus sul Fli:ischerberg e. l'opera l.t nord di :B'lasch dovrebbero sostituirsi con cupole corazzate o con· batterie reeinte da muro protettore, ma, diversamente di

963

s'p oste a seconda delle posizioni. Le opere che sbarrano il · :eassaggio sul colle dovrebbero essere sostituite da altre della stessa specie ora indicata. . Inoltre sarebb~ cos1.i indispensabile costurre un'opera :ml versante occidenta.le del Gyrenspi tz o al J?alknis ed altra pressò Perau; quost' ultima dovendo clominare la strada muhLttiera che conduce da Gleektobalt thal a Santa Lucia. Sarebbe pur anoo necessaria una torre corazzata od una batteria protetta immediamente a sud d el villaggio cli Santa Lucia; ma.. in modo da ottenere un buon . incrociamento di fuochi tra quest'opera e quelle di Fla.sch, e facendo sì che questi fuochi battano la. valle d el Reno la ferrovia e il territorio di iYlayenfeld e cli R ofels. ' Rigmtrdo alla quistione di sapere se converrà ancora estendere più l?ntano sif.fa.tti lavori, per esempio, sul vers~nte nord del _J!?ascherberg o pressp di Morderburg O presso Gus_cha, tutto dipende dalle ir1tenzioni, dai criteri che daranno nonne al progetto e imprimeranno il carattere al complesso delle dette fortificazioni. Una seconda e una terza linea di difesa uel fronte orientale della ~vizzera, sono date a nord della posizione cli Santa Lucia, dall'alta valle del Ren o e dalle Alpi di S (' 11 ·1 . . . - an .J'a o 1. cm centro d1 resistenza si trova rH~l loro versante ovest., nelle contrade, di Gossau e di Bischoffszell. Volendo tener conto di questa seconda e terza linea, ben si comp~en<~e che dovrebbero anzitutto essere sbarrate le strette d1 V:1ldhaus, Starkenstein, Krummenau ed Altenstetten. ]e quali mettono nelle contrade sopraccennate. · Ma restr.i_ngendoci al Luziensteig, risulta da quanto si è detto che I importanza di questa posizione vale specialmente c?n~ro un a~tacco dall'Austria o meglio di un corpo qualsia.si. proveniente dal 'rirolo; importanza minore, ma sempre cons1d~revole, avrebbe di fronte a nn attac~co, d'altronde ~olto m1probabile, dell' Italia per lo Spluga o per il Bernma,, come pure di fronte i;,d un attacoo dell' Àu~tria. sia per la valle dell' Inn, sia per S tilfserjoch. Ci resta ad. esaminare più particolarmente la connessione che esiste fra la 61 -

_u;;,;o XXX\'11.


964 .

965

' NO'l'lZJE MILI'fAI~I ESTER.E

NOTIZIE MILITARI ESTERE

detta pos1z10ne e la difesa sud-est della Svizzera, del cantone dei Grigioni con il Prattigau e l' Engadina. Sulla sezione della frontiera svizzera-austriaca che si stende da Santa Lucia al Gribelle-Kopf, a due leghe al nord-ovest di Finsterrni.i.nz, il confine segue le ores·t e del R eticone e della Silvretta. Queste catene sono trç1.versate da dodici strade mulattiere, che pen;1ettono cli penetrare dalla Svizzera nella valle di Montafuner e viceversa e d i minacciare la strada e la ferro,~ia della valle del Ill . Se per conseguenza un nemico avanzandosi da l'est contro la Svizzera, volesse utilizzarel!a strada del Voralberg, come la strada di attacco. più. diretta, esso dovrebbe -occupare i passi del Reticone ed anche avanzarsi r apidamente nel Prat.t.igau e nell' Engadina, affine di assicurare la comunicazione delle proprie linee contro le imprese dei corpi di trnppa svizzera provenienti da Santa Lucia. Dal lato della Svizzera bisognerebbe fare il contra.i·io, cioè guardare i passaggi sul Reticone e chiudere gli sboccl,1i nel Prattigau, occupando i punti di Seevis, Schiers, Lu7,iep, Kùblis e Dorfli. D a questi p'unti e clal Luziensteig il fianco della linea d'invasione per il Voralberg sarebbe minaceiato, e nello stesso tempo si .potrebbero guardare le strnde pro· venienti dalle valle dell'Inn e dell'Adige.

veniente dalla valle dell' Inn si congiunge a quella che traver sa il colle .di Reschen. P iù oltre gli austriaci possiedono .la forte posizione di Taufer che chiude la stra.d a del colle di Ofen. Al principio della .campagna del· 1799, i francesi, a forza di bravura e saorifizi, pervennero ad impadronirsi di questi due sbocchi. Il 25 marzo, Dessoles girò, per il letto del Rambach, la posizione di Taufer, mentre Lecourbe saliva le montagne sulla destra dell'Inn, le quali domin ano la stretta di :ìYlartinsbruck e la posizione di Nauder. D a ambo le parti si oomhattè accanitamente e si fecero molti prigionieri. Ma, finalmente il comandante austriaco volse in ritirati.L al di là di Taufer; senonchè trovò il colle di Reschen - già occupato; fn quindi costretto a rifugiarsi nei ghiacciai dell' Oetzthal, dove la sua truppa fu quasi annientata. La stretta di Martinsbruck sarebbe, dal lato svizzero, facile a difendersi, ma può essère girata dalla strada mulattiera del colle di Sarsass, che conduce direttamente, tra Sass ·e Martinsbrnck, nella valle dell'Inn. P er chiudere queste d ue strade dal lato svizzero si potrebbe . occupare la linea SiissZernet, ed, occorr~ndo, · si potrebbe elevarvi fortificazioni im-· provvisate. Questa linea s'appoggia snll'Inn, e le dne strade sunnominate vi s'incontrane prima di traversare il colle· di F luela. L a difesa della Svizzera orientale è in genere facilitato dalla config urazione delle rno1_1~àgne e dalla natura degli accessi. La prima sezione di questa difesa è costituita dall'alto Reno colle A.lpi Sangallesi, la catena del Reticone e del' S Ùvretta ed infine le strette della bassa Engadina. Un'altra sezione è formata (in seconda linea sud) dal Reno anteriore colle A.lpi Glaronesi. T uttavia il punto più i!Jlportante della frontiera svizzera orientale è incontrasta·. bilmente il Luziensteig, perchè questa 'posizione ~ollega la sezione nord a quelia sud, e, convenientemente estesa, copre Sargans, punto ·d'incontro di varie liuée ferroviarie, assicurando in t,al modo le comunicazioni con Zurigo e con la Svizzera occidentale, Di più, come venne detto poc'anzi, 1

Un'altra sezione della frontiera Qrientale della Svizzera, per cui le fortificazioni del Luziensteig possono avere importanza, ma solamente nei casi ecce~ionali sopra menzionati, si stende dal Grebellekopf fino al colle dello Stelvio ; essa è traversata da t utte le strade delle valli dell' Inn e dell'A.qige. Le lunghe e strette gole per le quali si può attraversare quest~1 linea montana sono facili a d ifendersi da una parte e dall'altra. Tuttavia le posizioni dalla parte dell'Austria sono forse migliori che quelle dalla par te della Svizzera. Presso .l!.,instermùnz si trovano, dal lato austriaco, due fortini. che sba.rra.110 la stretta per cui la. strada pro-

al

6'1' -

ANNO

xxxvn.


966

NO'rlZIE lllLlTARl ES1'JmE

dalla pos1z1one di Luziensteig è possibile attaecare sul suo fianco destro un corpo giunto sull'alto Reno dalla ferrovia del V oralherg ; di;i,lla stessa posizione si facilita la difesa della catena del Reticone e del Silvretta, come pure quella della valle della Landquart; si ~ostiene· la difesa della bassa Engadina e, all'occorrenza, si accolgono le truppe svizzere che vengono da di là; si protegge il loro passaggio dall'altra parte dell'alto Reno, guadagnando così un nuovo centro, una nuova linea di difesa; questa posizionè infine assicura, ~n ogni caso, alle truppe condotte fino nella sua sfera d'azione la ritirata su Zurigo. I punti cni sarebbe, a nostro avviso, pi1ì utile d i estendere le fortificazioni del Luziensteig per ottenere questi vantaggi, sono i seguenti: il versante nord del Fliischerberg, le alture presso Guscha, il Gyreuspitz o il Jl'allmis (se la loro configurazione lo permette), le alture presso Perau e Rofels, i dintorni sud del villaggio di Santa Lucia, guelli di Ragatz o cli S. Giorgio, il culmine dello Scholb<y:g a nord di Sargans. Infine, volendo costrurre un riparo (destinato a raccogliere le -truppe di ritorno dopo avere oltre;assato l'alto Reno, si potrebbe sciegliere fra il territorio di Vilters o quello immediatamente a nord di Sa.rgans. Le fortificazioni elevate sui punti designati, specialmente se provviste di buone batterie, proteggerebbero le for:&e radunate presso .Santa Lucia e l!""lasch, e sosterrebbero efficacemente i loro movimenti offensivi; se poi queste forze si trovassero costrette di ripassarè l'alto Reno, le fortifica,zioni stesse proteggerebbero la loro ritirita nella valle della Seez. Tuttavia ci sembrerebbe opportuno stabilire per queste operazioni un ponte fisso sul Reno, protetto ad orient~ d~l Flascherberg e ad occidente da una testa di ponte sul ciglio della riva. Inoltre (quantunque la fanLeria possa utilizzare per la sua marcia 11,nche la linea della ferrata), bisognerebbe a.vere nelle valle della Seez e di \,Vallenstaclt una seconda buona strada, militare; perchè senza questa le truppe che, dopo aver combattuto presso Santa Lucif1, fossero costrette

967

NOTIZIE ~lll,ITA Rl ESTERE

;a ritirarsi, non avrebbero a loro disposizione che una feì:·rovia e una strada ordinaria. Da quanto precede ci sembra appai·ire chiaramente che i a posizione del Luziensteig non può rendert'¼ i servizi che ,se .ne attendono e che potrebbe rendere per la sua situazione e configurazione, se le sue fortificazioni non vengono .considerevolmente estese. Siccome però basterebbe, per raggìu:ngere lo scopo, elevare fortificazioni semipermanenti, così le spese -d'esecuzione non salirebbero a una cifra ·straordinaria. La Svizzera si creerebbe in tal modo, sulla ·sua frontiera orientale, una posizione fortificata che, per soJ idità. e importanza strategica, non avrebbe l'eguale.

b) Piccola cronaca. FRANCIA.

La popolazione e il serV1:.zio rnilitare. - Portato U pri~cipio del ser-vizio generale obbligatorio alla sua più completa applicazione, l'elemento fondamentale della forza degli eserciti è divenuta la popolazione. Ne.segue -ehe la decrescenza della popolazione, che va sempre più accentuandogi in Francia va assumendo per essa carattere dì grave minaccia al suo avvenire militare come al suo avvenire nazionale. Una nota di quest.a preoccupazione l'abbiamo nel progetto di legge testè ;presentato alla Camera dal deputato Le Roy. Il progetto è preceduto da un ioten~ssante studio demografico intorno .alle cause di questo triste fenomeno, che affiigge la Francia nel pieno sviluppo della sua prosperità materiale. Noi ci limitiamo a segnalare quella proposta del progetto, che ha diretta attinenza col servizio militare, la quale consiste nell'inviare in con:gedo dopo un anno ogni soldato sufficientemente istruito con l'espressa condizione di contrar matrimonio. A 2o anni coloro che non avessero .adempiuto a questa condizione sarebbero richiamati sotto le armi per completare i loro anni di servizio. Coloro poi che per effetto della vigente legge hanno diritto al congedo ,dopo un anno di servizio, perderebbero tale diritto qualora non contrasflero matrimonio prima del ao 0 anno d' etìi, dopo il qual limite - man-

'

.


968

NOTIZIE MILITfRI ES'rERE

cando a questa condizione - So.rebbe_ro anch'essi . richiamati sotto le armi. Prescindendo dn ogni apprezzamento sugli attendibili risultati di questa legge in ordine all'a umento della popolazione, notiamo solo, con la scorta della stampa militare francese, che que,:ta disposizione · produr- . rebbe una diminuzione nell'effettivo di pace di circa un terzo del)' attuale. Si ritiene quindi che il progetto di legge non troverà alcuna accoglienza nella Camera francese. · Progetto di mobilitazione. - È apparso nel la Noiivelle Hevne un articolo intitolato Quelques mots sìtr la mobilisat'ions de l' armù, nel quale è prnpugnata la mobilitazione della fanteria per sdoppiamento delle compagnie. · È n;to come, per effetto dell'ultima legge, vengano assegnate all'esercito attivo e alla sua ri,erva ben 13 classi di leva; e sembra intendimento del ministro della guerra formare con le classi più anziane un vero esercito di 2a linea con quadri propri, tratti in parte rlai quadri attivi, in parte dai quadri di riserva e territoriali. Sarebbe in vece opinione del!' autore del suddetto articolo di incorpo1·arc in caso di mobilitazione tutte le :13 classi di riservisti nelle file dell'ese1·cito attivo, inquadrando tutta rruesta massa imponente con soli quadri appi~l'tenenti all'esercito altivo Jìno al grado di capitano incluso . A raggiungere questo risultai.o basterebbe - secondo l'autore - la creazione dei capitani in 2°, abolendo gli ,;fficiali del quadro complementare ora esistenti presso i reggimenti attivi. Al momento della mobilirazione · ci::iscuna compagnia si sdoppierebbe provvedendo coi propri rruadri alla formazione di due compagnie di 250 uomini. Il 1·eggimento, che raggiungerebbe cosi la forza di 6000 uomini si formerebbe su quattro ·battaglioni di 6 compagnie ciascuna. Brigate, divisioni e corpi d'armata manterrebbero la. loro fonnazione auuale aumentando la forz_a in proporzione, tanlo clw il cg.rpo d',i rnrnta giungerebbe lìno ai 60,000 uomini circa. I struzione degli ufficiali di riservn e l&rritoriali. - Per provvedere all'is1.ruzione degli ufficiali di riserva e territoriali, e per favorire l'affiatamento di questi con gli ufficiali deH'esercito attivo il generale Saussier, governatore militare di Parigi, ha s1abilito che quegli ufficiali potranno in seguilo, a semplice domanda rivolta al .comandante del presidio, essere ammessi a seguire le esercitazioni e le manovre d' un corpo di truppa dell'esercito attivo esercitàndovi le funzioni del loro quadro. In tal modo l'ufficiale in congedo potrebbe provvedere alla propria

NCJTIZIE MILITARI EST E RE

969

istrnzione nelle circòstanze che a lui fossero più convenienti, senza, per 1uesto, assumere altro impegno di vincolo disciplinare. Tenuto conto del grande valore che i qùadri di 2a linea hanno rispetto alla compagine dell'esercito, non si può disconoscere la portata che .avrebbe questa disposizione quando entrasse verarricnte nel!' abitudine degli uflìciali della riserva e tenitoriali. A determinare questa abitudine .avrà gran valore il modo con cui gli uflìciali dell'esercito attivo accoglieranno nelle loro lìle i collegh i della riserva e cieli' esercito t<-:r ritoriale: Compagnie franche . - .11 generale Billot, ispett1we d' armata, nel passare l'ispezione alla fanteria di alcuni corpi ha, a quanto dicesi, suggerito di org:mizzare nei reggimenti le compagnie franche. Tali compagnie - una per reggimento - si formerebbero con uomini vincolati al servizio di 3 anni e che si distinguono per qualità fisiche, per :a rditezza e •svogliatezza di mente e per abilità nel tiro. Il còmpito di questa truppa scelta sarebbe quello delle antiche truppe leggere; servizio d'avanguardia, di fiancheggiamento, d'esplorazione in genere, e sopratutto il disimpegno di quegli incarichi pei quali si richiede speciale sveltezza ed audacia (colpi di man-o, sorprese, ecc\ Nel eombauimento sarebbe còrnpito di questa truppa iniziare l'azione _per tasteggiare il nemico, _e coprire lo schieramento dei grossi reparli retrostanti. La costituzione di queste compagnie risponde a una tendenza costantemente manifestata dai Francesi di adottare, oltre i corpi speciali, anche , riparti speciali nell'interno dei corpi; ciò non 1oglie però che si sia destata nell'opinione pubblica una for te corrente ostile a questo ritorn9 alle compagnie scelte, le quali portano a depauperare def migliori elementi le .compagnie di fanteri;1.


NO'l'lZ!E B!B!.IOORAFI CH E

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

a) L a Croce Rossa (Rendiconto della quinta conferenza).

Dal giorno in cui una filantropica Società ginevrina presela nobile iniziativa di organizzare soccorsi volontari ai:·té-riti in tempo di guerra, la Croce Rossa, fece tali conquiste nello spirito pubblico, ohe oggidì essa s'impone come una esigenza della civiltà, come una grande instituzione auto· noma, davanti alla quale tutti s'inchinano,·reudeudo omaggio all'altezza della sua missione. Mentre altri inutilmente si affa,nna dietro l'utopia di abolire la guerra, li.t Croce Rossa, accettando la g uerra come· un dato di fatto (fino ~L tanto almeno che gli utopisti non l'abbiano abolita), cerca diminuirne gli orrori. Lo scopo eminentemente uma,nitar{o e pratico nello stesso tempo spiega. il favore ottenuto da questa Società presso i popoli e i governi di tutti i paesi civili. .l.VIa i progressi fatti sono un·o stimolo alla benemerita As-· sociazione per ultra progredire. Mentre il :flagello della guerra pende sul destino delle nazioni, mentre il nobile sentimento dell'indipendenza le spinge ad aumentare senza tregua i mezzi di distruzione ed addestrarsi nell'adoperarli, la Croce R ossa, considerando che ogni uomo messo fuori combattimento

971

cessa d i essere un nemico, perchè cessa di essere una forza per il nemico, ma è sempre un uomo, studia e prepara i me_zzi per apprestar e a quest'uomo, nei limiti d~l po_i1si~ile, tutte le éure che il suo stato ri.ohiede. Essa puo qumd1 a buon diritto andare altie~·a della sua m1ssione che, elevandosi al disopra degli interessi delle singole nazioni, tutte la unisce coi legami della carita e della fratellam!.a mmrna,.

Or siccome l' importanzEt della Croce Rossa dipende es'senzialmente dal suo caratcere d'universalità, così è indubitato che le conferenze internazionali, mettendo in relazione fra loro le varie Associazioni e quindi ciascuna in grado di giovf.Lrsi dell'esperienza di tutte le a.ltre, sono uno dei m i~'liori mezzi di diffusione e di perfezionamento. L'ultima di queste conferenze, importantissima per gli ar'. gomeuti trattati e per il numero e la qualità dei personaggi intervenuti, si tenne, com'è noto R oma n ello scorso aprile. Ora della medesima venne pubblicato, in elegante volume, un esteso rendiconto (1), dal quale chiunque s'inte1~essi alla' benemerita Societa vede lo sviluppo d1.t essa preso in tutti i paesi civili e lo stato delle principali questioni che si r i: fèriscono all'oo-o·etto della sua missione. 00 . , Il punto di partenza dell'ordinamento di questa numone fu unaJetterEt del Oomit1:1t o internazionale, proponente al Comitato centrale italiano che la quinta confer enza avesse luogo in Italia. Questo Comitato' accettò la prop_ost~, e decise che la conferenza si terrebbe in Roma nell·apnle del 18!)2, dando pieni poteri a lla presidenza, della Società italiar~a, affinchè potesse prendere tutto le. disposizioni nec~ssarie. Allora al presidente di qllesta, coÌlte della Somagha, si. associò umL eommiss·~one composta di persone volonte-

tu

(i) Cinq,iiéne co11{Jrence inlcrnationale ile la Sociètè ,1,1 la_ Croix-1·on11e tenue a Romti ,lii 21 au 27 :~vr il !892. Compte r endu . Rome. - Forrnn1.


972

NOTIZl,E BIOLTOGRAFICHE

rose e valenti, la quale provvide alla costituzione di un u ffizio. d'infoi·mazioni e. di corrispondenza, e stabilì il riparto del tempo e dei lavori durante la conferenza, o, cqme si dic€), il programma della medesima. Il Municipio di Roma . si affrettò a mettere a disposizione del Comitato il 'palazzo dei Conservatori al Campido.glio. L'inaugurazione solenne della conferenzrt ebbe l uogo il 21 tLprile, qoll'intervento del g enerale P elloux, minis.t ro della guerra, rappresentante il Governo italian o, del generale Cosenz, capo dello stato maggiore dell'esercito, dei generali comandanti il IX corpo d'armata e la divisione di Roma, del prefetto della provincia, E: del sindaco della città. Gl'intervenuti, rappresentanti di Governi o delegati d el Comitato internazionale o dèi Comitati nazionali e regionali, ecc., ecc., furono 178. Fra i Governi rappresentati vi furono quelli dei principali · Stati d'Europa, compresa la Turchia, e dei principali S tati d'America; l'Africa era ra ppreseu tata dallo Stato del Còngo 1, l'Asia dal Gia,ppone. Le sedute successive all'inaugurazione si tennero il Q~r,- 23, 25, 26 e 27 apri~e sotto la presidenza del conte della Somaglia. Troppo oltre ci porterebbe dare delle medesime un sunto anche brevissimo, ma non sarà di.;;caro ai lettori un cenno delle principali questioni, in esse trattate.

..

* * La prima e forse la principale d i siffatte questioni è la seguente proposta del Coinitato di Ginevra: « attività marittima della Croce Rossa. » Bisogna sapere che finora la Croce Rossa avea fatto soltanto scopo dei suoi studi e dei suoi prepatativi le' guen~e .terrestri. Volendo ora estendere la propria azione anche- alle guerre marittime, si consultarono, prima ancora che la conferenza s'_aprisse, diverse Società nazionali della Croce Rossa ed anche vari Governi intorno a questi tre punti:

NOTIZIE IHBLIOORAFJCH~

. 973

1° Possibilità di un accordo diplomatico che :faccia se. gqito alla convenzione di Ginevra per assicurare _la . neutral1tà dei soccorsi ai feriti ed ai naufraghi nelle guerre marittime; 2° Uffizi che potrebpero adempiere l? Società della Croce Rossa in una guerra marittima; 3° Personale e materiale di cui avrebbe bisogno ~er adempiere -a questi uffizi. · , Ma le risposte delle varie Società e Governi non furono concordi. L'intervento della Croce Rossa nelle guerre marittime presenta difficoltà straordinar:ie, che n.o n è qui il luogq di esporre, ma che ciascuno· può vedere dal rendiconto testè pubblicato. Anchè nella · conferen z~L la questione · f{i molto dibattuta e terminò coll'espressione di un voto che non ri. solve nulla, ma indica la via che bisogna seguire per giunger.e , se è possibile, ad una soluzione: « La quinta coi1fere11za delle Società dell.a Croce Rossa emette il voto che le potenze signatarie della convenzione di Ginevra s'intendano per estendere i benefizi di questa convenzione anche alle guerre rnarittime, nelle condizioni e nella misura che loro sono applicabili. » Un'altra questione molto dibattuta fu quella d ell'intervento della Croce Rossa alle grandi manovre, .proposta da.I -0omitato di Budapest e così concepita: « Siccome le manovre ~ilitari che si fauno in tempo di pace hanno per iscopo di r endersi famigliari, per quanto è possibile, le _condizioni della guerra, le associazioni della; Croce R6ssa dovrebl;>ero cogliere quest'occasione per aèquistare, intervenendovi, le cognizioni e l'esperie1?,za necessarie; così la loro sfera di attivitf~ in tempo ,di pace sarebbe meglio precisata e si eviterebbero, in tempo di guerra, molti in(jonvenienti che in passato ebbero a lamentarsi. » Questa proposta, per ragioni molteplici specificate nel rendiconto, ' inco1;1trò subito alla conferenza gravi ,oppo.s1z10n1. Un delegato tedesco, fra gli altri ·oppositori, disse: ·« Io comprendo la proposta del comitato ungherese siccome con-

1


9ì4

...

NO'r!½IE BlllLlOGRAFICHE

forme allo stato delle cose in Austria; ma per noi Tedeschi è assolµtamente impoqsibile aderirvi, perchè presso di noi, lo stato delle cose è tutt'altro. In Germania . è principio , assoluto che là Croce Rossa non potrà mai entrare in campo di suo proprio diritto e nella prima linea. Noi crociati tedeschi siamo riservati a rendere servizio soltanto nelle · secoi1de liuee; perciò ·è inutile per noi m· tervenire alle manovre, éhe concer1:_ono le prime linee, nè vi saremmo ammessi. » · AHrì de.legati parlarono più o meno recisamente nel me· desimo senso e, dopo molto discutere, si finì con un voto simile a quello surriferito, relativo all'intervento della Croce Rossa nella guerra marittima: ·« Considerando che la questione presentata dal comitato ungherese non può, attualmente, essere oggetto di un ao·cor:do internazionale, la quinta conferenza esprime il voto che le società della Croce Rossa si sforzino d'intendersi coi loro governi, per determinare in quale misura esse potreb· bero essere ammesse alle grandi manovre, per l'istruzione -----. del loro personale. »

Biistino gnesti due esempi per dimostrare l'importanza ·delle .questioni proposte, il modò , pratico · con cui furono trattate e la prudenza delle. decisioni. . Per le altre rimandiamo al rendiconto. Ma non possiamo tacere del concorso aperto dalle LL. MM. il Re e la Regina d'Italia, per il perfezionament o dei mezzi che permetteranno , 'l 'evacnazione immediata dei feriti dal campo di battaglia e il loro trasporto ai posti di soccorso. La, question e venne in seno alla conferenza, perchè qne::ita doveva stabilire le condizioni del concorso. E la conferenza, dopo avere' votato una mozione d i ringraziamento ai Sovrani .d'Italia, delegò l\ncarico di stabilire elette condizioni

i'

975

NOT:ZIE BIBLIOGRAF!CllE

a un'apposita commissione, che ne riferì nell'ultima sedut a, e fissò sostanzialmente i termini del còncorso nel modo seguente : Conforme alle intenzioni manifestate dalle LL. MM. il Re e la Regina d'Italia, è aperto in Roma un concorso internazionale per il perfezionamento del materiale ,che deve permettere, facilitare, affrettare la raccolta dei feriti sul campo di battaglia e il loro rapido trasporto fino pri~o ospedale di campagna o fino al prim0 posto di evacuazione. I concorrenti dovr~nno presentare un modello tipo clel1' oggetto proposto, acçompagnato da una memoria descrittiva. Le memorie e i modelli saranno esposti in Roma dal 15 a~osto al 15 settembre ~1893. · Un giurì internazionale per giudicare dei medesimi sarà designato dal comitato centrale italiano. I Sovrani d'Italia hanno messo a disposizione del giurì la somma di lir e 10,000 per il migliore deg li oggetti che saranno proposti, e un certo nnmero di medaglie con la loro effigie, le quali saranno aggiudicate a seconda del merito degli oggetti stessi.

al

O!)nchiudere~no con nn cenno sUUa ripartizione della materia nel libro da cui abbiamo· tratto quanto precede. Esso è di viso in quattro sezioni : nella prima si tratta dell'ordinamento dei lavori della conferenza; si dà la lista dei personaggi che . vi presero' parte e il resolamento della medesima; nella seoonda si espone il programma, delle questioni · presentate a,llH, conferenza e si r iferiscono i rapporti delle società e dei governi interroga.ti sulle questioni stesse; nella terza si dà il resocont o delle sedute prepa,ratorie tenute dalla commissione dei delegati dei comitati centrali; nella qna,rta finalmente si dà il resoconto esteso delle sedute dell'assemblea generale.

/


~76

NOTIZIE BILIOGRAFICHE

NOTIZIE BIDLIOGRAFICfIE

L'edizione dell'opera nulla lascia a desiderare dal lato .tipografico, anzi può · dirsi una vera edizione di lusso. La· lettura del contenuto·, come apparisce dal breve saggio che ne abbiamo dato, è utile ed istruttiva pei militari sotto molti rapporti.

b) Bollettino bibliografico.

977

Giornale med·ico per la R . m1;rina ed il R. esercito (luglio).

l\faestrelli. -:- Stagione balneo-termale .militare ·a Casciana. Pecco. - Scabbiosi curati nel, ,189·1. Rivista medica (notevole: La causa del mal di mare). >> chirurgica. » dermosifì lop1>tica. » di terapeutica. . » d' igi<me. » bibliogralìca.

2. Organizzazione degli eserciti.

I. Sommario delle Riviste militari italiane. /

,/

Riu'ista di artiglieria e gènio (giugno) . Dispensa s(raordinarùt. . . '

Studio storico sull'artiglieria a' cavallo italiana del tenente colonnello Volpini . Ri;vista di (anterfo (agosto).

Lo spiritò del regolamento. Lettere sul regolamento d' esercizi del la fanteria. Il drill. La tattira della fanteria russn. Varietii. Cronaca. - 'Forza rlel l' esercito spagnuolo. Rassegna della stampa militare. Rivista inarùtùna (luglio-agosto).

Avvisatore elettrico per i fan al i di navigazione. . Solinni. - Sulla resistenza al moto dell'l navi. Raioeri. - La marina mercantile germanica. Gelcich. - 1 primi p:1~si della scienza nautica. Prasca. - La marina da guerra di Cas1J Savoia. Braverni. - Intorno ali' Africa. Snlvati. _:_ Vocabolario di polveri ed esphlsivi. Crorwca ( Brasile, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Olanda, Russia, Stati Uniti, Tuuisia ).

La casa Lavauzelle di P,1rigi ha messo in vendita di recente uno studio conciso e molto com pleto di Lehautcourt, col titolo: L' armée et la marine japona1:se. L'opera è sufficieULe a dare un' idea precisa e ben chiari, delle forze militari di quel Plìese l011tan'o, ùhe ha fatto tanti P, così profondi progressi uell' ultimo quarto di secolo. . . - Sulla Reinw du Génù, faseicolo 3°, sono riportate interessanti note storiche sul1' ordinamento del sen1i.zio e del corpo del genio nel secolo XVIII iu Francia e fuori. - I cosacchi di S·ibel'ia alle frontiern ch inesi, interessante studio di costumi ~ orrli1111meuti militari russi del colonnello Simonow, leggesi sulla Voùmnii Svorn-ik di agosto. _:, . Dati sul riordinamento dell'esercito rumeno e snlla organizzazione del le riserve ,nel!' esercito portoghese (vedere l' Internationale Rem1e ( agoslo ). · ' · - La Deuische.Heeres Ze'ity,ng nei suoi prrmr numeri di agosto, ha esaminato e discusso le nuove disposizioni del Consiglio federale svizzero sul servizio territoriale in c,,so di gnerrn e sui serviz,i d'i ta.ppa .

3. Arte militare . Richiamiamo in modo speciale l'attenzione degli studiosi su lle Lettere sul regolamento di eserciZ'i della fanteria, pubblicate dalla. Rivista di fanteria. - Interessante lettura quella dello studio dello Spectateur Militaire del ·1° e 15 agosto col titolo La tactique du présent, critica delle « Ricerche sulla tattica de!I' avvenire » di Hoenig.


978

NOTIZIE BIBLIOGRAFlCHE .

NOT IZIE BIBLIOGRA FJCHE

H79

È -stat.11 pubblicata a Parigi (Westlrnuser ) la traduzione del secondo fascicolo degli Studi, di guerra di Verdy du Verno-is, eseguita

dal capitano Monet. _ - La casa Lavauzelle ha pubblicato ' nel mese scorso una nuova edizione corretta cieli' A1:de-Mériwù·e de l' officier d' État Majo·r. - Sulla Voiennii Svornik di agosto; notiamo: L'attacco d'i, fanteria di Sacarot,, e Lei p1·eparazfone delle pfazze forti, per respingere gli attacchi accelerati ( proposti dai 'tedeschi) di Tumanoi;. . - Degno di menzione, I' 15truzione per i combattimenti notturni (Internatùma..le Revue, agosto), riassunto del le disposizioni e delle idee che .corrono ìn Russia ed io Austria al rigu:irdo . - Una recensione del nuovo regolamento di esercizi dell' artiglieria da campo tedesca si legge sul Atilildr Wochenblatt del ·I 3 agosto. - Le prescrizioni per le manovre francesi nel 1892 vcnnerp pubblicate dalla Dentsche Heeres Zeitung del 1 O ago~to. .

.

4. Storia militare. Notiamo sulla Revista lltilitar portoghese {M luglio-15 agosto) uno studio dettagliato sul combattimento del Colmo (21. agosto f891), nel.l'ultima g11erra chilena. - Deux cinnées do . fotte, Parigi, Sa vine. - Narrazione degli avvenimenti della guerra contro i pirati e i l'ibelli del Tonchino. - Uo interessante studio storico sulle fortificazioni di Danz·ica d11rante l'occupazione fra11cese ( 1807-13) è contenuto nel fascicolo 2° del la Revue du Génie.Militaire. - Il capitano Du Teie ha pubbljcato a Parigi (Pical'd) un prezioso documento trovato fra libri usati a Bordeaux. ,_ È un frammento delle memorie del commissario [Jl'oviuciale d'artiglieria Malbes, riferentesi al periodo seuembre 1742- dicembre 1847, esso contiene la storia dettagliata della campagna d~l ,qeneta.le dì Noailles nel 1743. · - f ].J}lihttir Wor,he11blatt ha pubblicato uno dei suoi consueti Beiheft col titolo: Dte Thiitigheit der 5 ffovallerie .Division in den Tagen von 10 Ms 16 august 1870, - La relazione dei combattimenti famosi del 16 agosto e l'esplorazione sul fronte della V armata vi sono maestrevolmente descritti; le notizie oltremodo dettagliate, superiori in quantità a quelle contenute nella relazione ufficiale dello stato maggiore, rendono la lettu ra del libretto assai interessante. - Notiamo che mancano affatto apprezzamenti tattici.

5. Tecnologia militare.

La pubblica1.ione periodica d~lla quale facemmo cenno in uno dei passati numeri ·della Rivista te:stè sorta in Ro ma col titolo: L'Elettricista, ha fatto notevoli progressi. - L'irnziativa presa dai distintissimi direttori signori Cardarelli, Bnmelli e Banti, è stata coronata da un successo che non poteva essere 1~iglio1:e. Questo dimostra che il bisogno <li una Ri vista mensile di elettrotecnica era sentito fra gli studiosi di quella.disciplina . Ci augu riamo che l'Elettricista trovi numerosi lettori fra i' nostri ufficiali e -che c1ualcuno di essi vi apporti una sapiente collaborazione per le qui. stioni di elettrotecnica ·applicata agli usi militari. A titolo di saggio diamo il sommario del numero di l.uglio scorso. Esperienze dì Tesla con correnti alternate rapidissinrn e loro applicazioM ai sistemi di illuminazione: F. Ludergnani. - Risult.ati esperimentali della trasmissione elettrica fra Lauffen -e Francoforte: La Dire.zione. - Fenomeni luminosi prodotti ·dai conduttori percor.,i dalle seariche elettriche e posti nell'aria rarefatta: prof. G. Vìceritini. - Motori a ,campo magnè!'ico rotatorio : A. Danti. - Illuminazione elettrica della EsposizioM nazionale di Palermo: ing. E. ì\forisani. -Ancora·su lla propagazione del nusso magnetico nel ferro: G. Gerosa. Rivista scientifica ed indust,riale: Sulla resistenza ccl autoinduzione di circuiti derivati, per A. Anderson. - Nuova determinazione dell'equivalente meccanico del calore, per )liculescu. - Relazione fra la fol'za elettromotrice di un campione Clark e la densità della soluzione del solfato -cli zinco, per H. S. Carhat. , Cronaca e Varietà: Conferimento di premi ministeriali per le· scien;,e ·fisiche e chimiche del 1891. - Trasformatore: G. 1\1. Apolloni. - Trasporto di 20,000 cavalli di forza rnotl'ice dn Torna vento a Milano. - Trazione. elettrica a Roma.. - Esposizione d1 elettricilù 11 Palermo. - Tra·smissione elettrica Tivoli-Roma. -- Rego"lamento per l'esercizio dei telefoni. - N,orme regolamentari per gli impianti de.! trasporto dell'energia . .elettrica.'- Trasporto di energia elettrica a grandissima distanza. - Te,Jautografia. - Esposizione universale nel 1900 a Parigi. -:_ Sulla J.ntmwtionale Re1me di agosto, ·il tenente colonnello Vagnei· pubblica uno .studio sulle fortificazioni corazzate; è notevole poichè lungi .dal convenire che le fortificazioni corazzate corrispondono ai bisogni


NOTI ZIE RI BLIOGRAFICHE

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE 980 odierni, critica il 'sistema difensivo del Belgio è della Francia come quello che richiede enorme dispersioI\e ed impiego di personale. - Interessanti notizie sugli csperi~enti fatti col fucile tedesco (Mauser.Manniicher) si leggono sul Militar Wochenblatt (13 agosto).

6. Geog·rafia. Colonie. Viaggi._ Étude de la frMitùJre nord-est ou fmnco-allema,nde ·pur le génén,l XH*. Ecco il c.ontenuto di questa brochure recentissima od interes~anto: Entre les Vosge~ et Paris. - Description des différentes cretes. - Li• mite sud du bassin p~risien. -_Mouts de la Còte~d:Or. -: . Plateau d~ Langres. - Les Fauc1lles. - L1m1te nord du bassm pans1en. - Le Hu nsri:1ck. - L'Eifel. _..:... L'Hol,1e-Weirn. - Les Ardennes. :_ Les Vosgcs. - Vosges méridionales. - Vosges septentrionales - Le Hardt. - Pl:1 teau d' Alzey. - Plateau de Westrick . - Bassin houiller de Sarrebruck. P!Òteau de-Lon:aine. - Voies de pénétration . - Organisation défensivc de la frontière française. - Organisatìon défensive de la fronti ère allemande. - Le Rhin. - Pont ét poiuts de passage. I

7. Politica e diplomazia.

Di recente pubblicazion~ notiamo i seguenlÌ' libri: . - Challa,mel - .niction:iw.ire de la RévoZ.ution française, institutions, hommes et f~its, Parigi. - louvet. - Ilénaut. - Danze ans d'~lliance franco-russe, Parigi. --'-1\lay e Motteroz. - Leg relle - La diplomatie française et la succession d' Espa,qne. G°and. - Dullé Plus. - Presenta interesse lo studio del capitano Dittrich sulla dwmtci e sui mezzi delle· gu,erre future, pubblicato dal Jahrbucher fwr die Dentsche Armee und Marine (agosto) . - As~ai pili notevole lo studio contenuto nel medesimo fasc icolo: La lotta cd il dominio nel Meditetraneo, del tenente oolonnello Hildebrandt.

981

8'. Marineria .

Un sag{lio d:i strategia navale con alcune con$iderazionr sul l'ordiaarnento, mobilitazione e composizione delle squadre .moderne, ~ il titolo di un nuovo libro pubhlicato a Madrid. , · L' A. Don Jfannel ilfontero y Rapallo tratt.a con mo lta diligeuza e <là largo sviluppo ai seguenti argomenti: Cap. t•. Prelimi nari - Preparnzione delle forze navali . Cap. 2°. Mobilitazione e radunata delle fol'ze ua vali. Cap. 3°. Composizione delle :;quadre - Grande guerra di mare. Cap. ti• e 5°. Operazioni offensive e dirènsive. Cap. 6°. Piccola guerra - Operazioni secondarie e di corsa. Cap. 7°. Operazioni combmate del l'esercito e della marin·a. Questo capitolo ba nn'importanza ecc,ezionale anche per noi sia per la_ difesa del territorio nazion.de, sia per la guerra colon iale. Il libro è completato da uno studio speciale e dettagliato delle operazioni occorrenti per mettere le squadre in istato li operare. Di questo libro recentissimo raccomandiamo viv;me11 te l'esame ,sicuri che le pagine di esso saranno attentamen te studiate e eccite'. ranno un viv'o interesse. - .coUet - Nav~gation A.stronorràque simphfièe. Recentissirna pubblicaz10ue della Gasa Gauthiers Villars. . - Sul lotirnal o( the United, Service fostitntion agosto : studio notevole del ca pitano Cardley Wilmot : Thc .D'itme.1i.~ions o{ Modern War Ship. · - Sul!' lnternationale Remie (agosto) è molto ben esposto lo stato e l'ordinamento attuale- della marina nissa.

9. letteratnra militare. Varietà.

. -

Con vero piacere segnaliamo che l'articolo del CaP'itano lfobbim :

· lrn:ziatiiia o do vere già pubblicato dalla nostra Rivista Militare h,ì

a'.uto l'onore di una traduzione in spagnolo sugli Estudios Mil'itares d1 Toledo del 5 agosto.

'

'


· 982

NO'rIZIE BIBLIOGRAFJCHE

- Un dizionario militare francese-inglese pubblicato a Londra clal Jt1elt col titolo: Alpbabeticas freuch-englich list of techoical militares ternis for miliiary students. - Non 's i dovrebbe trascuràre di leggere i Le premiers combats de t'Ar-mee du Rh1:n pubblicati dalla lle'Vtu3 dit. Cerclc MililCfir, · Sono i ricordi personali di un ufficiale, che allo studio di qnei combattimenti .fot.to a mente serena al tavolino esaminandone le cause e le circostanze, ha_ saputo unire tutta la evidenza di un racconto fatto snl campo di battaglia poche .ore dopo il cambauiniento. Il u. del 2·1 agosto reca una narrazione della giornata di Spichereu, che'è ad un tempo un riassunto storico ed un bel lavoro d'arte. - D. Romanetli .- llfillecinquecento tem•i - Torino - Lertora. Questi temi si dividono in 4: parti - La prima ù destineta agli allievi delle Scuole Militari; la seconda ai candidati all'ammissione nella Scuola di guerra ; h\ terza per i ca pi tani delle armi cli linea aspiranti all'avaozam1mto a scelta - Nella ,\.a parie sono indicati agli uJTi'ciidi incaricati di fare confere.nze circa 700 temi . - L' O({ide·r di Des· A-foulins è i I titolo di un libro che ha fatto rumore in Francia, esso discute la lotta per la vita nel mondo militare e mette a nudo molte delle softerenze intime degli ufficiali - Da leggersi - Parigi - Lav8uzelle.

ANNO. XXXVII

RIVISTA MILITARE ITALIANA

DISPENSA

XIII. -

16 SETTEMBRE 1892 .

' Per la Direzione LODOVICO C1so'l'TI maggiore !ti. M., incariOOtQ

ROMA -

Ug~ARCHl CARLO,

VOGHERA

gerente.

ENRICO

Tll'0GRAFO-BOITOR8

! ..


SOIUIARIO delle materie contenute nella presente dispensa

IL GENERALE ENRICO CIALDINI DUCA DI GAETA Pag . . 983 IL RECLUTA}'.lENTO DELLA FANTERIA DI LINEA

. » ·1021

L'ESERCITO F'RANCESE. (Continuazione) -Angelo Schenoni, capitano . . . . . . . . » ·I 04-5 NOTIZIE MILITARI ESTERE: Piccola cronaca . .

.

.

• •1056

NOTlZ[E BIBLIOGRAFICHE.

» •1068

"'


r'!

... ··· 1

·\·.::

,.· ..

.,,

Il generale ENRICO CIALDINI D U CA DI G AETA

•'

·,

1,rc., DI o., 1:T.,

La vita di Enrico Cialdin i è una pagina gloriosa della storia d' I talia. L a s ua morte lascia un v uoto immenso nell'esercito e nel paese. È l'nlt.imo dei nostri eroi che se n'~ ito. Bisogna riportarsL col pensiero ai tempi in cni il nome di Cialdini correva ammirato e benedètto da un capo all'altro d'Italia as!'lieme a qnello di Vittorio E maunele e di Garibaldi, bisogna riportarsi ai tempi di Palestro, di Oastelfì.dardo e di Gaeta per comprendere chi sia stato l'uomo di cui oggidì l'I talia piange la perdita; bisogna fermarsi nn momento a considerare le conseguenze di quelle vittorie per comprendere quanto si a giusto e grande il nostro rammarico.

Enrico Cialdini, figlio di Giuseppe e cli Luig ift Santyay y Velasco, nacque a Castel vetro di l\fodena l' 8 agosto d,~l 1811. F ece i primi studi a R eggio con singolare applicazione. Suo padre stesso lo ini7,iò alle matematiche nelle qu~li fece rapidi progressi; studiò con ardore il d i0

lj2 -

Ai'iXO :<X '\ Vfl.


H. GENERA LE El\ RICO GIA l.lHNl lHlCA Dl GAETA

segno; mostrava 'molta inclinazione alla musica e alla poesia; suo padre lo destinava alla . professione di medico. << D'indole vivace, ma .otti1~m (scrisse di lui un suo zio) amava e rispettava molto i genitori, amava i congiunti e i compagni con sentimento profondo. Di complessione ro..: bustissima, d'ingegno svegliato, amava gli esercizi fisici, era avido di sapere, sprezzava i pericoli e dieeva di vole1;e abituarsi a tutto. » Scoppiarono i ·moti del 1831, Enrico Cialdini aveva allora 20 anni. Quei moti furono per lui un lampo che gli rischiarò un immenso orizzonte. Lascia.ti gli studi e i disegni all'acquerello, egli si arruolò dapprima nelle milizie nazionali di Reggio, d'onde, volgendo a male le cose, si ridusse col generale Zucchi a Bologna, quindi incà>l~ato dagli Austriaci, presso a. Rimini, prese parte alla 'fazion~ che si ootnbattè davanti a quella città, e, a stento, nei giorni appresso si riparò in Ancona. Dopo la capitohtzioue di quella cittit, s'imbarcò sopra, un legno, che lo portò in Francia, e rimase due anni a Parigi attendendo agìi studi che avea ripreso ed as.pettando l'occasione di agire, perchè quelle poche marcie e fazioni cui s'era trovato in Italia gli. avevano rivelato la propria vocazione e messo addosso la febbre dei pericoli e della g loria militare.

:B'rattanto era scioppiata in Portogallo una lotta di cui non diremo le cause e le vicende perchè non hannò oggidì per noi il menomo interesse. Seguendo il proprio i1:npulso, Cialdini corse in Portogallo e si a,rruolò sotto la bandiera che meglio dell'altra rappresentava la libertà. Ginnse ad Oporto nell'inverno del 1833 ed entrò il l" marzo detto anno come granatiere neì 2" reggimento .di fant,e ria leggiera al servizio della, R egina, nel qna!e trovavai1si molti soldtLti di .varie nazioni, spe:;ialmente italia:ni. . In questo reggimento, in un . anno e mezzo di gnerra,

IL GENERALE ENRICO CIALDINI DUCA Dl GAETA

985

passando per tutti i gradi, Cialdini si guada.gnò le spalline di sottotenente ( l" settembre 1834) .. In tutte le fazioni a cui prese parte (e sono moltissime) si fece notare per s trao_rdinario valore. Quando era ancora sergente fu fatto cavaliere dell'ordine di Torre e Spada, avendo la sua compagnia dato voto unanime perchè gli fosse concessa tale onorifice11za. Sulla fine del 1834, terminata la, campagna, il 2° reggirµento di fanteria leggiera fu sciolto, e. gli stranieri che lo componevano, vennero congedati; ma non restarono molto tempo in ozio, perchè una guerra civile, simile a quella che era termirnita in Portogtillo, cominciava in Spagna. L'ex-comandante del reggimento in cui aveva servito Cialdini era Gaetano Borso di Carminati, genovese, già guardia del corpo del re di Sardegna ed emigrato del 1821 per vicende politiche. A lui si rivolse il governo spagnuolo per la formazione di un reggimento di volontari che si costituì col nome di Cacciatori di • Oporto. Borso offerse a Cialdini il grado di luogotenente, ed egli ben volentieri accettò t22 ottobre 1835 . Nè di questa guerra spagnuola diremo prn che di quella ·portoghese. Ba{';ti sapere anche qui che.la bandiera sotto cui si arrnolò Cialdini . era quella che meglio dell'altra rappresentava la libertà. Era tenente nello stesso reggimentò un altrò italiano che poi divenne illustre e recò all'Italia il soccorso del suo braccio e della sua esperienza: ì\fanfredo F anti. Si combatteva una guerra cli piccole fazioni intramezzate da battaglie; una di quelle guerre · in cui il valore personale ha largo campo di spiegarsi, e Cialdini ne fece spleJ:1- ' dide prove. Nel 1836 alla battaglia di Cherta si meritò . la croce di S. Ferdinando; altra decorazione s'ebbe per la sua condotta neH'assedio é nella presa di Cantareia. Nel 1837, già promosso capitano, spiegò alla battaglia di Ohiva tanta intelligenza e tanto valore che fu proclamato benemei·ito di $pagna con ordine del giorno all'esercito, fu nominato se. condo comandante di battaglione per merito di guerra ed


986

![, GENERALE ENRICO CIALDINI DUCA DI GAETA

IL GENERALE E NRICO ·CIALDI:'.'il DUCA DI GAETA

ebbe la medaglia cli clistinzi,.Jne distrìbuita in quella circostanza. Più tardi si distinse all'assalto del forte Marotta, ove però la sua parte ebbe la peggio. Nel 1838 ebbe nuove decorazioni e il grado di comandante di battaglione per merito cli guerra. · Oì-a, avvenne .che' in una delle numerose fazioni., il genera.le Borso venn,e a trattative con un capo di guerriglia nemico e ne accettò la resa, salve le vite. Quest'atto di umanità spiacque ai superiori di Borso, che gP ingiunsero di far fucilare i prigionieri commessi alla sm~ fede. L'uffi ciale italiano rifiutò e lasciò il comando dei Cacciatori di Oporto. Tenne _ancora per qualche t empo un comando territorial~, poi diede le sue dimissioni. · __ _ Ft1 allora che Cialdini lasciò le truppe straniere al ;~rvizio della Spagn~, seguendo l'esempio dc~l suo amico :Manfredo Fanti e chiese cli entrare nell'esercito regolare della stessa potenza., e l'ottenne sebbene a dure condizioni, perchè dovette rinunziare ai gradi acquistati e contentarsi di quello· di sottotenente di fanteria (4 marzo 18.40). Però questa specie di retrocessione fu, più che altro, una formalità . Cialdini rifece rapidamente la carriera percorsa; prima che fi nisse l'anno era di nuovo secondo comandante di battaglione, e gli fregiava il petto una medaglia di più, acquistata allr.~. battaglia di Pera-Campo. Nel 1839, un trattato pose fine alla guerra. Cialdini andò· col suo reggimento a Barcellona e vi stette fi.no al 1841. In quei giorni si s,coperse una congiura, in cui era o pareva immischiato l'ex-colonnello dei cacciatori di Oporto, Borso Carminati. Cial'dini; caduto in sospetto per l'amicizia che iweva con Borso, fu anch' egli arrestato, poi rilasciato perchè riconosciuto innocente, ma posto in aspettativa. Nel 1843 riprese servizio. Il generale Narvaez, allora molto potente, gli offrì il posto di suo aiutante di campo, ,che Cialdini accettò, .e si trovò in tale carica al tempo dei famosi pronunciament i, che atterrarono il reggente E spar tero. Piaceva a, Narvaez questo giovane ufficiale intelligente, arditissimo e l<• impiegò in v,1,rie missioni All'assedio di

Madrid, Cialdini, ancora capitano, fu incaricato della condotta delle operazioni in una zona compresa tra. due porte della città, e se ne cavò così bene, che poco appresso fu nominato com,mdante di. battaglione (6 agosto 1843) e nello stesso mese, dopo l'entratà di N arvaez in l.\fadrid, fu promosso tenente colonnello. Instituitasi nel 1844 una cosidetta Gua,·dia civile, che corrispondeva al nostro corpo dei carabinieri, entrò in essa Cialdini, e nel 1847 fu nominato capo di legione. Il comandante di quel corpo, duca di Ahumeda, prese talmente a stimare il giovine italiano, da inviarlo a Parigi per stu d iarvi l'ordinamento della gendarmeria francese, affine di poter quindi indicare le riforme che occorreva.no nella spagnuola.

,,. ** D

Ivi trovavasi Cialdini allo scoppiare dei moti che precedettero la prima guerra per l'indipendenza d' Italia. Egli non era legato con alcnna delle t~mte sette più o meno patriottiche di quel tempo. Non aveva carattere da cospiratore. Desiderava ardentemente il risorgimento d' Italia, e lo sperava e lo presentiva, ma non credeva alle congiure, alle piccole congiure, ai meschini a,ttentati. I moti del 1831, in cui s'era 'trovato involto, gli avevano tolto ogni illusione. Però il 1848 si pres'e ntava con tut ti i caratteri dell'anno aspettato, una gnerra d'indipendenza contro l'Austria appari va imminente. Cialdini deÒise di partire per l' Italia. Amici e parenti cercarono dissuaderlo e mostrargli la poca convenienza di lasciare la posizione_ con tanta fatica e tanto rischio acquistata in Ispagna, ma Cialdini disse ch'era it aliano e 1ion poteva riposare sugli allori acquistati in terra straniera, mentre altri combatteva per la sna patria. Venne direttamente a Modena, sua città; ma qui il comando delle truppe regolari ,era già. affid~1to ~1 Cucohiari ;


988

IL GENERALE ENRICO CIALD1Nl DUCA Dl GAl,TA

delle irregolari Cialdini non voleva saperne. Gli si offerse quello di un corpo di gendarmeria che si stava ordinando; ma egli voleva comba~tere e presto. Corse a Milano. Dicono che quivi non fosse l?ene accolto dal governo provvisorio di Lo~bardia; gli si sarepbe detto di non aver bisogno de' suoi servizi; di non sapere per il momento quale comando affidargli. Allora Cialdin,i corse a Viçenza, dove effettivamente si combatteva, e vi giunse la vigilia dell'assalto dato dagli austriaci a quella città. Comandava quivi le forze nazionali il generale Giovanni Durando, che accolse Cialdini a braccia aperte e lo mandò a coadiuvare il colonnello Massimo d'Azeglio che teneva, con 3009 uomini, la posizione dei monti Berici. - --<. Nel combattimento in).pegnatosi il giorno appresso, 10 giugno 1848, Cialdini., esposto oltremisura al pericolo, rimase gravemente ferito di una palla al basso ventre. Trasportato in una casa e visitato dai ri:1edici; gli si pronosticarono pochi giorni di vita; la palla gli aveva forato gl'intestiui; ~a la sua ferrea costituzione la vinse. Una fortunata adesione della parte lesa colle pareti addominali riparò al gua:-;to, sicchè l'ammalato a poco a poco si riebbe, e dopo ftlcune settimane pote alzarsi da letto. Frattimto Vicenza aveva capitolato. Cialdini ebbe amo- revoli cure in 1.ma famiglia di generosi e patriottici cittadini, ed incontrò le simpatie di qualcheduno anche tra i nemici: Il tenente maresciallo D'Aspre ne chiedeva sovente, e più volte anelò a visitarlo, intrattenendosi con lui delle guerre di Portogallo e di Spagna e cercando dLpersuaderlo dell'impossibilità in cui era l'Italia di lottare coll'Austria. Peccato che D'Aspre sia morto prima del 1859, altrimenti i fatti avrebbero persuaso lui del contrario! Del resto, appena il convalescente fu.. in grado cli partire, D'Aspre . gli diede un salvacondotto affinchè la polizia austriaca non lo inolestasse. Con questo Cialdini riparò in Piemonte.

li, GENERALE ENRJCO CIAL'OINI DUCA DI GAETA

"

989

" * I vi si erano raccolt i, dopo l' infausto esito della ca1i1pagna, una buona parte delle truppe parmensi e mod~nesi e. fuorusciti d'ogni parte d'Italia. Il governo piemontese decise di formarne un reggimento e ne affidò la cura al colon- ' nello Cialdini. Questo reggimento, che. prese il numero di 230 in ordine di progressione coi vecchi reggimenti piemontesi e con quelli formatisi per la g uerra, componevasi di elementi eterogenei e di difficile mistura. Ufficiali di vecchio regime ed in cuore avversi al nuovo, ufficiali nuovi •e patriotti, ma digiuni affatto di ogni istruzione mil_itare, truppa varia di origine e di sentimenti come gli ufficiali, richiedevanò una mente sagace e una mano di ferro per vivere senza urti ed agire ad un unièo scopo. Cialdini seppe non solo disciplinare questa massa, ma infondere in essi tale rispetto per la sua intelligenza e il suo coraggio personale, che davanti a lui niuno osava fiatare, e preito il 23" potè rivaleggiare coi migliori reggimenti. Infatti nella campagna del 1849 .il 23°, in mano di Cialdini, fu esempio a tutti di disciplina e di valore. E sso faéeva parte della 2" divisione, comandata dal generale Bes, contro la quale, il 21 marzo 18M), venne ad urtare nn corpo austriaco che, avendo passato il Ticino a Pavia, marcia va versò Novara. L'a~anguardia di questa, attaccata presso S. Siro, sostenne per qualche tempo l'urto nemico, poi si ripiegò alla Sfor. zesca. Ivi trovavansi il 17° e il 23°. Il colonnello Cialdini infiammò le sue truppe con uno di quei discorsi brevi, energici, patriottici, che era.no u'.!,ia sua specialità, · e quando presentossi il nemico, lo ricevette come si meritava. Il 23", quel giorno, col suo colonnello alla testa, si fece un onore immortale. Eppure questo colonnello, esacerbatasi la ferita toccatagli a Vicenza, faceva sforzi sovrumani per tenersi a éa vallo, « Il mio règgimento ignorava (scr.isse Cialdini stesso alla testa un éolonnello quasi .morente». a suo zio) di avere . . .


990

IL GENE RALE ENRICO CIA LDl!\: I DUCA 01 GAETA

Non meno ammirabile per energia e valore, <1uantunque sempre sofferente, fu Cialdini dLrn giorni dopo, nella, battaglia di No vara. Il 23'', come gli altri reggimenti della divisione E.es, era. · stato qnasi l' intera giornata coll'armo al piede, esposto ai proiettili nemici per ordine. del comandante in capo, che aspettava il momento opportuno per fare un gran colpo. Era una posizione critica, massime con soldati come quelli; pure, per virtù del suo colonnello, nessuno si mosse, nessuno diè segni d'impazienza., nè di scoraggiamento. Si a.spettava il momento di coronare a Novara le, prove fel ici c1el)4 Sforzesca. E il momento parvo giunto quando giunse l'ordine di avanzare, ma invece era già sfoggito. L'ordine fu accolto con fragorosi evviva. Il 23° marciò unito e compatto nella direzione indicatagli, ingaggiò comba,ttimento e g uadagnò terreno, ma presto gli gmnse ordine di ritirar::ii. perchè la battaglia era perduta. La ritirata si eseguì iu buon ordine ed il contegno del regg imento in questa giornata e in quella della Sforzesca valse alla sua ban<liera la medaglia d'argentq al ,valor ;1àlilar e. Il colonnello Cialdini ebbe pure la medaglia d'argento al val01· m.ititare e fo la seconda dA. lui g uadagnata in Italia,. La prima l'aveva guadagnata a Vicenza. ]Patta la pace· coll'Austria, Cia.ldini rirrmse in P iemonte, al comando del 23° fin o al 1850, in cui detto reggimento fu sciolto ed egli passò al comando del 14". Comanda.nte di reggimento iu tempo di pace, Cialclini non f\1 da meno che in tempo di gnerra, e tanto seppe farsi amare e stimare dai subordinati, dai colleghi e dai superiori, che presto il nome di lui uscì da,lla cer chia del reggimento e fu conosciuto da tutto r esercito, anzi da tutto il paese. Cialdini colonnello era già riguardato come uno degli uomini su cui l'Italia poteva fare assegnamento per condurre le sue truppe alla vittoria.

IL GE?iEBALE E:SRICO CIALDIGI DUCA DI GAETA

99 1

,. * *

'

Nel 18G4 scoppiò la guerra in Crimea. L 'anno appresso, un corpo di 15,000 pieUlontcsi, sott.o il comando di Alfonso La Marmora,, venne destinato a prendere parte alla guerra. Questo corpo era composto di cinque brigate, una delle quali venne affidata al colonnello-brigadiere Cialdini. Non è possibile dire con quanta gioia abbia accettato l'incarico e ·con quale ardore si s ia tosto accinto ad ordinare la sua brigata ed elevare gli spirit i dei suoi uftì.ciali. Dopo la rivista passata dal R e e la consegna delle bandiere a.l corpo di spedizione, Cialdini radunò la sua briga.ta e così le parlò: « Fra, poco abba.ndoneremo questo suolo e ci seguiranno i voti e le preci di quanti hanno a cuore l'onore e la gloria d'Italia. Fra i disagi e i pericoli rammentiamoci sempre la patria nostra e ronor suo. « Chi oserà riedere in patria senza aver adempiuto al proprio dovere? Chi oserà rivedere questi luoghi~ « Miei cari fratelli d'arme ! Eccovi la bandiera consegnatavi dal nostr o Re. Ecco il sacro nazionale ..-essillo. JP1:eg iatelo cli nuovi allori e qui, dove vi fn consegnato, giurate dinanzi al Dio degli eser citi che lo benedisse. dinanzi al Re, dinanzi alla nazione, di difenderlo eroicamente a costo del vostro sangue, perchè a.l vostro ritorno vi se ue chiederà. strettissimo conto. Io giuro per il primo; giurate anche YOi. Viva il Re! Viva la nostra bandiera! >> Una generale commozione, un fremito invase gli astanti, i quali ripeterono il nobile grido del loro comandante. La 3• brigata s"imbarcò in maggio per la Crimea. Non deseri veremo la partenza, nè il viaggio, nè l'~rrivo ; ma non. possiamo astenerci dal riportare qualche brano almeno degli ordini del giorno, perchè in quelle espansioni dell'animo vi è tntto Cialdini, vi è il segreto del suo ascendente sn coloro che lo circondavano e d·ell~L simpatia che inspirava,.


992

993

IL GENERALE ENRICO CJALDl~I DUCA D I GAETA

IL GENERALE E:SRICO CIALOIN: DUCA DI GAE T A

Alla battaglia della Cernaia (lG agosto 1855) il nostro corpo di spedizione s}era coperto di gloria; ma la 3" brigata, ritenuta i.n riserva, non aveva avuto la sua parte. La, stessa sera Cialdini pubblicava il seguente ordine del giorno:

Dalla · Crimea. Cialdini tornò maggiore generale (Decreto del 1.0 agosto 1855) ed ebbe gran parte agli onori e alle feste con cui il governo e le popolazioni accolsero quelle truppe che realmente avevano rialzato in faccia al mondo la bandiera caduta a Novara. Poco appresso fu nominato aiutante di campo del Re: ebbe quindi molte ed importanti missioni e cariche, fra cm l'ispettorato · dei bersaglieri, quello della scuola d'Ivrea, la suprema direzione del campo di San ì\:faurizio, ecc., ecc., e le disimpegnò per modo che ne trasse fama di uomo atto a svariatissimi uffici, colto, intelligente ed avveduto, quanto fermo e coraggioso.

« Commilitoni !

« l!..,ortuna ci tolse di ,Prender parte attiva alla gloriosa battaglia. I vostri sguardi rivolt,i a sinistra esprimevano con . quanta invidia miravate i prodigi dei battaglioni francesi e della nostra seconda divisione. « I vostri volti dicevano che non sareste stati minori. / « Vidi con grata sorpresa che nel mattino del 16 tutti coùeste all'armi, qualunque fosse il vostro stato di salute. « Quando tuona il cannone, la 3" brigata non ha più ammalati. « Voi meritate uli giorno di battagl'ia e Dio lo farà sorgere anche per voi. » ' · Parve, che quest,o giorno fosse sorto il .7 settembre. Gli a.lleati avendo deciso di dare l'assalto a Sebastopoli, il corpo piemontese doveva concorrervi con unà brigata. Tratta la sorte fra quelle che aveyano preso parte meno viva alla battaglia della Cernaia, toccò alla brigata di Cialdini. Ne fu .lietissimo lui e tutti i suoi d'i pendenti, ai quali prima di entrare nelle trincee, Cialdini tenne questo discorso: « Compagni d'armi! Fuvvi un giorno di giuramento; voi lo ricordate. J3'u giorno di parol~; oggi è giorno di fatti . « Voi siete chiamati a battervi a fi1:1,nco di due potenti e valorosi eserciti; bisogna assolutamente che la bandiera italiana sventoli .sulle mura di Sebastopoli; bisogna assolutamente prov.rre-al mondo che gli Italiani sanno bftttersi al pari di qualsiasi altra nazione >>. · J\'fa neppure. questa volta il desiderio cl.i quei prodi fu sod·· disfatto. La brigata dovette restare in riserva nelle trincee. esposta allo scoppio delle granate nemiche, mentre i Fran~ cesi prendevano Sebastopoli.

acl

Frattanto era giunta l'ora della riscossa. Eravamo a.lla vigilia di una nuova guerra coll'Austria. Da ogni regione d'Italia accorrevano tonne di giovani in Piemonte e parte venivano ascritti all'esercito, parte concorrevano }11la formazione di corpi volontari. All'ordinamento di questi, che poi diedero tante prove di valore sotto il generale Garibaldi, concorse col consiglio e coll'opera il generale Cialdini. Allo scoppio della guerra (1859), egli venne destinato al comando della 4• divisione, ed assumendolo pubblicò un .ordìne del giorno, che fin iva con queste parole: « Fra pochi giorni rivedrete quel nemico che manda la gioventù lombarda a morire sul patibolo _e nel carcere duro. Con diversa fortuna lo conosceste a Go1to, a Pastrengo, a Santa, Lucia, a Cust'oza, a Novara. « Vincitori o vinti, foste soli allora a combatterlo. Ora avete ·a fianco e pugnante con voi un esercito che la Francia ne invia. Rinasca fra voi quella nobile gara, che prodigiosi fatti pi:.o dusse sulla Cernaia. Niuno preceda il soldato piemon· tese, niuno si dica più valoroso di lui. , « Il vento che spira dall'Alpi nostre rechi fra breve .alle altre ~ o-enti italiane il grido di vittoria e, cinta cl i nuova aureola, .


99-!

li, GE::-- EIIA I..E E::--RlCO Cl ALDI Nl DUCA D I GAETA

JL GENERALE E~ lt!CO CI ALD INI DUCA DI GAETA

torreggi si alto la Croce di Savoia, che tutto il mondo la veda e la saluti. » Nella campagna del 1S.5l:l Cialdini si mostrò abile oo-ene· rale di divisione come in quella del 1849 si era mostrato . bravi:;simo colonnello. Non diremo de.Ila sortita dalla·piazzfL di Casale (G maggio), del passaggio della Sesia a guado (21 maggio ); ma dobbiamo un cenno d i Palestro che levò a. cielo in tutta l'ItoJia ìl nome di Cialdini. La mattina del 30 maggio egli partiva da Vercelli e dirigeva verso P alestro la sua di visione. Gli Austriaci teneva.no occupato questo villaggio ed avevano asserragliato 1,111 ponte che vi metteva. L e truppe della 4· cl i visione, do1)0 un vi.vo fuoco d'artiglieria $Uperavano il po11 te, ricacciavano il nemico nel villaggio e vi entravano esse p ure, conquistando il terreno palmo a palmo. Rin forzato da truppe fresche, il nem ico asserragliavasi allora allo sbocco del villaggio ed occupava for temente il cimitero; ma le ottime disposizioni de l generale Cialdini, mirabilmente secondato dai comandanti in sott"ordine e specialmente dal colonnello Brignone comandante del 9' fanteria e il valore delle truppe, fecero sì che gli austriaci, dopo ostinat.a resistenza, furono cacciati da quei loro ripari e, ritirandosi precipitosamente verso Robbio, lascia.rono nelle nostre mani. più di 100 feriti e 184 prigionieri fra cui 3 ufficiali. Mentre questo accadeva ~L P alestro, altri riparti nemici. erano battuti a Confienza o a Vinzaglio dalle truppe della 2" e della 3" divisione (generali 1ì\\nti. e Durando), e nel ritirarsi venner o ad urta.re contro il 16" fanteria, che faceva parte delle truppe di Cittldini. Mrt qui ebbero il· resto, onde dovettero accelerare la foga, lasciando in mano nostra dne pezzi. Appena occupato dalla 4• divisione il villaggio e r altipiano di Palestrq, Cialdini conscio dell'importanza delliL posizione , rispetto alle operazioni ulteriori, prevedendo che il nemico avrebbe tentato riconquistarla, prese disposizioni per la sua d ifesa. Il giorno successivo dimostrò quanto questa misura fosse opportuna.

•" I

995

Difatti mentre i francesi, coperti dalle posizioni occupate dai nostri, passarono la Sesia, gli austriaci attaccarono con imponenti forze le posizioni medesime. . . . Fino dal principio dell'azione, il generale 01alclrn1 essendosi accorto che l'idea del nemico era di girare la nostra destra e di o-ettarsi sui ponti francesi, spinse da. quelle parte il 7° bersa:iieri, il 16" fanteria e vari pezzi. Queste truppe trattenneri il nemico, fino a che giunse in rinforzo il 3" reggimento zuavi, il quale, presa arditament~ l'offensiva, secondato dai nostri, attaccò il nemico alla bat0netta, precipitandolo nel canale di S artirana. , Contem poraneamente il nemico aveva àttacc~to 1~ _no~tr~ sinistra, ma quivi pure aveva trovato buone d1spos1z1om d1 difesa e truppe valorose . . A.rrestato dai colpi della nostra artiglieria, vemva ~uc_cessivamente messo in fuga dal 6° battaglione bersaghen, da alcuni battaglioni del 10' ed altri del 15° fanteria. « 'Alle 3 pom. (sci·ive Cialdini) il nemico, r espinto e fugato su tutta la linea, era in ritirata verso Robbio e Rosasco, lasciando mille prigionieri, seicento feriti , un numero co~siderevole di morti, d"armi, di bagagli ed un"intiera battana da 1.6. >) Il Re volle ricompensare l'intelligente e fortunato guerr iero annunziando con ordine del giorno all'esercito, che, pei g'randi servigi prestati, il mi>.ggior generale Cialdini era promosso luogotenente generale. . . Dopo i gloriosi combattimenti di Palestro, 11 . nemico sgombrò il Piemonte, e gli eserciti alleati entrarono m L ombardia. Il 7 giugno, passato il Ticino, Cialdini rivolse alle sue truppe il seguente ordine del gi~rno: . . « Dalle r ive del T icino, io volsi ien lo sguardo 111d1etro, e mirai con compiacenza il glorioso cammino da voi percorso. « Il vasbo labirinto delle risaie, i frequentt corsi d'acqua, i fiumi senza ponti, il numero dei nemici, la_fo.rza ~elle loro posizioni, le marcie, le veglie, le fatiche contmne d1 un mese di avanguardia, voi sapeste sostenere e super~e. « Il nome della 4:" divisione è sulle labbra d1 ognuno. Il


996

IL GENER ,H ,E ENRICO C!ALDHil DUCA DI GAli:TA

Re ci onora di un lusinghiero ordine del giorno, l'esercito ci encomia, la patria ci applaude e dovnp.que vi vol bo·ete, . . incontrate un saluto, una stretta di mano, un evviva. « Soldati! Da quanto faceste, io traggo speranza di grandi cose. Fidenti nel vostro valore e nel senno di chi vi guida, proseguite come avete cominciato, e fra poco dai poggi di Verona griderete alle genti italiane: l'austriaco sparì. » La speranziL fu questa volta delusa, ma non. per colpa dei nostri soldati, nè di chi li guidava. La 4' divisione fn staccata dal resto dell'esercito regolare e destinata a secondare i movimenti dei volontari com1111da,ti dal genera.l Garib;Ìdi. Marciò fino al lago di Garda, poi _piegò a sinistra -.;erso Rocca d'Anfo e gli sbocchi del Tirolo; giunse una volta in tempo per salvare i volontari da una, posizione molto critica, ma non- ebbe più occasione di combattere. J?ortunata pii1 delle altre in prinéipio della campagna, non ebb.e la fortuna di trovarsi colle altre a San Martino.

Dopo l'armistizio di Villafomca, il generale Cialdini colla sua divisione prese stanza, a Brescia, e vi rimase fino alla formazione dei corpi d'armata, che avvenne nel 1860, dopo l'annessione dell'Italia centrale. Allora il generale Cialdini ebbe il comando del 4" corpo, con sede a Bologna (7 marzo 1860). Frattanto Garipalcli sbarcato a , Marsala, era giunto di vittoria in vittoria fino a Napoli, .e Cavour aveva preparato la spedizione delle Marche e dell'Umbria. Venn~ro destinati a· quest'impresa il 4° ed il 5" corpo d i armata. Questo doveva operare nell'Umbria, quello (comandato dal generale Cialdini) doveva operare nelle l\:farclte. L'll settembre 1860 si passò il confine e ~l generale Cialdini emanava. il seQ:nente ordine del bo·iorno ·• ....... « Soldati del 4" corpo d'armata! Vi conduco contro una masnada di stranieri, che selle d'oro e di saccheggio trasse nei nostr:i pa.esi.

997

lL OEliEIULE ENRICO CIALDINI DUCA Dl GAETA I

•

« Combatteteli, disperdeteli inesorabilmente, e per mano · vostra sentano l' ira di un popolo che vuole la sua nazion~tlità e la sua indipendenza. » Entrato nelle Marche, occupò facilmente Urbino, :~..,ossom, brone, Fermo; dovette combattere contro la guarnigione per entrare in · Pesaro e bombardare la cittadella, perchè s'arre11desse a discrezione. Il 13 era a Sinigallia e qqivi ebbe notizia, che il generale Lamoricière, comandante delle truppe pontificie, si avanzava a gran passi da Foligno, per gettarsi in Ancona. Affine di impedire che. egli ri11scisse in questo divisamento, Cialdini, con occhio sicuro, occupò le alture di Osimo e di Castelfidardo. Il 18 settembre Lamoricière, che frattanto era stato ragg iunto da Pimodan, altro generale pontificio, riuniti. sotto di sè da otto a dieci mila uomini, tentò di aprirsi il pas1 saggio tra le due di.visioni del 4° corpo. Per il primo Pimodan assalì furiosamente le nostre posizioni avanzate al confluente dell'A.spio e del Musone; ma Cialdini vi mandò il nerbo delle sue truppe, che prima lo _ tra.ttennero e poi lo respinsero; soppraggiunse eon forze maggiori La,moricière, ma battuto di fronte e di fianco dai nostri, ottimamente diretti, fu cacciè1to su Loreto, lasciando in nostra mano pezzi, cassoni, armi, bagagli e 400 prigionieri, fra cui Pimodari. ferito e morente. },.ltri 300 ne lasciò una colonna nemica, . uscita da Ancona, per dare la mano a Lamoricière, la quale non fece -abbastanza in tempo a ritirarsi. Lamoricière fuggendo a briglia sciolta, riuscì con una trentina di cavalieri a ri.fugiarsi in Ancona. Fino dalla sera stessa Cialdini prese tutte le disposizioni pei·chè i nemici, rifugiiitesi in Loreto non potessero sfuggirgli, chiudendo loro ogni via, di ritirata. Diffatti il giorno appresso essi domandarono di capitolare. Oltre 4000 uomini con 150 ufficiali andarono, giusta l'·ordine di Cialdini, a. deporre le armi a Recanati, nelle cui mura restarono rinchiusi, iì.nchè il generale avesse potuto provvedere alla loro partenza. Altri due o tre mila, cambiando l'uniforme con abiti borghesi, andarono dispersi.


998

999

JL GENERALE ENRICO CIALDINI T>UCA DI GAETA

IL GENERALE E NRICO CIALDINI DUCA DI GAETA

Cosi fu compita la vittoria che che fn detta cli Castelfidardo, e rese immortale il nome di Cialdini nella storia del risorg· mento italiano. Es::ia fu il ,risultato di un piano ben concepito ed esegnito con singola~e energia. La scelta · della posizione per tagliare la strada al nemico, le: mosse rapidissime, l'abilità nel profittare della sua sconfitta, pr.Qcurarono al generale Cialdini l'ammirM\ione clelFes(~rcito e la riconoscenza della nazione. Dopo Castel:fidardo, il 4,' co1:po, unito a,l ò", sotto il comando s'upremo del generale Fanti, e col concorso della, flotta, pose il blocco alla città d'Ancona, che si arrese il 29 settembre. Dosi finì q uella campagna che ebbe per conseguenza la liberazione delle Marche e dell'Umbria, dal governo pon tificio sostenuto da, un esercito mercenario.

Quindi il grosso delle truppe italiane, con il' Re alla testa, mosse verso Gaeta, la principale delle piazze rimaste al Borbone. Prima venne battuto e disperso un altro corpo nemico al Garigliano, poi si occuparono Mola di Gaeta ed altre posizioni e cominciarono, sotto il comando snpremo ·cli Cialdini, le operazioni contro la piazza. Non descriveremo quest'assedio, nel qua~e il generale Cialdini diede nuove prove di possedere tutte le qualità richieste per un comandant~ supremo. Diremo solo che il 12 no~embre i borbonici. non Etncora chiusi · nella piazza, fecero impeto contro le ~ostre trincee, ma furono battuti e si ricoverarono dentro. Il 29 la guarnigione .fece una grossa sortita, ma fu respinta con perdite considerevoli. In dicembre fu~vi tregua, perchè si erano messi di mezzo i francesi, i ~ua~i impedivano alla, nostra flotta di concorrere alle operaz10m, e traevano in lungo negoziati inutili coll'ex-Re e l'ex-Regina di Napoli, chiusi in Gaeta. Quando Dio volle (il 18 genna,io 1861\ la squadra francese se ne andò e l'italiana ne prese il posto. Allora si ripigliarono le opera7;ioni e si spinsero alac~e~ente da terra e da mare, per terminare il più ·presto poss1b1le una guerra, che, se non presentava grandi pericoli per noi, nè alcu~a speranza per gii avversari, costava denari e sangue e aveva tutta l'odiosità di una guerra civile. Il 6 febbraio scoppiava . nella piazza un deposito di granate e faceva saltare un pezzo di bastione. Poco dopo presentossi a Cialdini un parlamentario, chiedendo un armistizio di 48 ore, per seppellire i morti e trarre di sotto le macerie i feriti. Non sofo l'armistizio fu concesso; ma si inviarono nella piazza medicinali ed oggetti di. medicatura. Il 13 febbraio Gaeta capitolò. · All'indomani della resa, il generale Cial.d ini bandiva alle sue truppe il seguente ordi,ne del giorno, che re~terà n~ll~ storia come testimonianza dei sentimenti che ammavano 1 vincitori: « Soldati! Gaeta è caduta. Il vessillo italiano con la croée di Savoia sventola sulla torre d'Orlando. Quanto io presa-

,\'

* * Il 6 di ottobre Cif1ldini venne nominato generale cl 'armata., continuando nel comando del 4° corpo che il mese stesso, . c0l Re alla testa, entrò nelle provincie napoletane per- ht via degli Abruzzi. Ai borbonici, battuti e dispersi dalle truppe garibaldine, restavano le piazze di Capua, Gaeta e Civitella del Tronto sul continente, ·Messina nell'isola di Sicilia; più vari nuclei dell'esercito clistrntto, ingrossato da bande cli facinorosi. Cialdini, trovò sulla sua via, al ::.Vfacerone, presso Isen1it1,, un corpo di 5 o 6 milEt borbonici e lo ruppe e d isperse, (20 ottobre) facendo molti prigionieri, fra cui il generale Scotti- Douglas, che lo comandava. Sei giorni. dopo, a Sessa, ne incontrò un altro molto più forte (20 niila uomini comandati dal generale Barba.lunga) e gli fece subìre la medesim~t sorte. Per arrestare le atrocità, commesse cl.alle bande, mandò ordini severissimi, che letti oggidì possono sembrare crudeli, ma che allora servirono allo scopo.

. 63 -

ANNO XXXVII.


\,

1000

lL GENERALE ENRICO CIALDINI DUCA DI GAE'l' A

g.iva, voi l'avete compinto. Ohi comanda soldati come voi, può fai-si profeta di vittorie. « La storia dirà i disagi che patiste, l'abnegazione, lrL costanza e il valore che dimostraste. La storia narrerà i giganteschi lavori da ,~oi eseguiti in sì breve tempo. Il Re e la patria applaudono a.l vostro trionfo e vi ringraziano. Soldati.!

« Noi combattemmo contro italiani e fu necessario ma doloroso ufficio. E pperciò nou potrei invitarvi a dimostrazioni di gioia, non potrei invitarvi agli insultanti tripudii del · vincitore. « Stimo più degno cli voi e di me il radunarvi qu est'oggi sotto le mura di Gaet~t, dove verrà celebrata uuft gra.n messa fonebre. Là pregheremo pace ai prodi che, durante qnesto memorabile assedio, péri-rono combattendo, tanto nelle nostre linee quanto nei baluardi nemici. « La morte copre di un mesto velo le discordie umano e gli estinti sono tntti uguali agli occhi dei generosi. « Le ire nostre d'altronde non sanno sopravvivere alla pugna. Il soldato di Vittorio Emanuele combàtte e perclornt ». .A. quest'epoea non restava più in mano ai borbonici, se · non la cittadella di Messina. Si mandò nna copia della capitolazione di , Gaeta e si intimò la resa. .A.ll'iutimazione rispose un rifi.uto; il gene· rale Cialdini, dietro ordine del governo, sbar-cò a Messina truppe e materiali da guerra e cominciò l'assedio della cittadella. IL seguente telegramma spedito dal generale Cialdini al Ministero il 13 marzo narra in brevi parole come andarono le cose: « Dopo aver sofferto per quattro giorni il fuoco nemico, ho aperto oggi quello delle mie batterie, di cni due eran0 a 400 metri dalla piazza. La nostra artiglieria fu ammira bile, il suo fuoco efficacissimo. « Alle ·5 potn. la cittadella inalberò bandiera bianca. Alle 6 rifiutai ogni capitolazione, concedei1do tre ore a ritlettere.

1L GE"NElL.'\LE E:NRlCO CIALDINI DUCA DI GAETA

1001

.Alle 9 tutta la guarnigione (da 4 a 5 mila uomini)' si è resa · a discrezione ». .Alla caduta della, cittadella di Messina tenne dietro quella, di - Oivitella del Tronto, e così finirono le operazioni. di guerra nell'Italia Mèridionale. Cialdini partì per l'Alta Italia, ma prima di lasciare il teatro delle sue geskt, volle conferrrrnre alla flotta l'~1ttestato degli onorevoli servizi r esi cooperando cqll'esercito, e colse quest'occasione per esprimere le sue idee sull'importanza che ha per l'Italia la flotta: « Stimo indispensabile ad assicurare l'indipendenza e la possanza della patriét nostra, una forte . marina da guerra. Le gloriose tradizioni di Venezia, di Genova e di-Pisa, non devono andare perdute ». Sbarcò a Genova è proseguì per 'l'orino, salutato ·ed acclamato dalle popolazioni esultanti. Ritornò nelle provincie meridionali in luglio dello stesso anno, 1861, temporaneamente incÉtricato del comando di tutte le truppe stanziate nel VI dipartimento militare (Napoli) e poco appresso venne nominato luogotenente del Re a Napoli:, continnando nello stesso comando, ma vi stette poco tempo perchè il 24 ottobre dell'a1mo medesimo venne destinato a riassumere il comando del IV dipartimento militare (Bologna),

Oia.ldini era stato in intima relazione 90n Garibaldi nel 1859. La prima organizzazione dei cacciatori delle .Alpi che ta.nto s'illust.rarono sotto Garibaldi, è dovuta a Cialdini. Cavour aveva scelto per questo appositamente lui, perchè avendo fatto le p'r ime armi fra truppe irregolari, era scevro. di pregiudizi e antipatie verso i volontari, e contava amici fra gli uomini più. en1inenti del partito allora detto d'azione, In principio della campagna del ~859, Garibaldi co' suoi cacciatori delle Alpi fu sotto Cialdini e i due valorosi non


1002

IL GENERALE BNRICO CIALDINI DUCA DI GAETA

solo anda.rono d'accordo,·. ma impararono_a stimarsi a vicenda. Dopo il 31 maggio vennero affidate a Garibaldi operazioni indipendenti, ma la divisione comandata da Cialdini fu spesso a contatto coi cacciatori delle Alpi, e <3:aribaldi ebbe a dire d'essere grato a, Cialdini per la rapidità, con cui s'era recato a Castenedolo, per liberarlo da nna situazione molto critica, togliendogli così di dosso gli austriaci. Colla stessa cordialità s'erano riveduti sul Garigliano, provenienti l'uno dal Volturno e l'altro da Ancona, ambedue gloriosi. Vittorio Emanuele avea più v:olte mandato Cialdini i Ga1;ibaldi dittatore in Napoli, per combattere l'influenza dei r epubblicani sull'animo di lui. Dicesi che ·una volta Cialdini stesso gli recasse il brevetto di generale d'ai·mata, ma che Garibaldi infuriato per supposti torti .che diceva essere stati fatti ai · suoi volontari, lo gettasse dalla finestra. Contuttociò Cialdini ·s eppe contenersi, e riuscì nello scopo della sua missione ch'era di _persuadere Garibaldi ad accompao·nare il Re nel d: ~ui ingresso trionfale in Napoli. ~ Ma questi due uomini dovevano finire col trovarsi di fronte; non per propria animositit, per il corso degli avvenimenti. Fino dal 1861' Garibaldi aveva preso un atteggiamento così ostile al governo, che, data la situazione del momento, poteva riuscire pericoloso. Discutendosi alla Camera una questione d'armamento nazionale, Garibaldi aveva attaccato violentemente Cavour, a cui non sapeva perdonare la cessione di Nizza e Fanti (ministro della guerra) che riteneva nemico dei volontari. L'ag'itazione prodotta in Parlamento minacciava propagarsi al di fuori, quando Cialdini si fece incontro a Garibaldi con una lettera fierissima, che fu in vario modo giudicato, ma ebbe il merito di raggiungere lo scopo, perchè finì la questione deviandola. Infatt~ la questione politica del trattamento da farsi ai volontari garibaldini divenne questione personale tra Cialdini e Ga,ribaldi o almeno il pubblico, attratto da questa, non bado più a quella; dimodochè, sopita poco appresso, per ~ntro~ missione dei comuni amici, la questione personale, s1 pote attendere con tranquillità alla soluzione dell'altra.

IL GENERALE ENRICO CIALDINI DUCA DI OAETA

· 1003

l\fa una question·e più grave divideva in ~ue campi i patriotti italiani. Gli uni volevano a.ndare tL Roma col governo e l'esercito, senza tirarsi addosso la Francia e mezzo l'Europa; gli altri volevano andarci a qualunque costo, ecl avevano preso per divisa il motto : o Roma o 1~1orte: Al grido di Roma o morte emesso da Ganbald1, tutta l'Italia s'era commossa ed egli, lasciata Caprera e sbarcato ·in Sicilia, aveva r~ccolto nell'isol11 parecchie .miglia,ia, di v0lontari, coi quali intendeva passare lo stretto di ~fossi_na e poi, rimontando la penisola e ingrossandosi per_v_ia coi_ YOlontari che non avrebbero mancato di aggiungersi al primo nucl e'o.. bo-iuuo·ero sotto le mura di Roma ed entrarvi. trionb . falmente come aveva fatto a Na.poli. La. cosa potev~ riuscire, anzi sarebbe certamente riuscita, se non vi fosse stata di mezzo la Francia. Disgraziatamente, non solo a Roma Garibaldi avrebbe trovat~ i francesi, ma il lasciarlo proseguire per questa via bastava a fare scoppiare _una gu_e rra ~ra l'.ltalia e la Francia,. cioè una. guerra con l'umca nazione 11 cm ca~o di governo c1 fosse amico. È cosa notevole che qualche tempo prima cli muovere per quest'impresa, cioe nel settembre del 1861, Garibaldi s'ern rivolto con lettera a Cialdini allora luogotenente del Re a Napoli per proporgli di farla in comune. Cialdini gli aveva risposto gentilmente, ma ferma,mente, con questa lettera:

« Generale, « La vostra del ·29 settembre scorso non mi è giunta che il 10 corrente ottobre. Il latore riparte domani soltanto. Non vogliate quindi attribuire a mia colpa il ritardo della risposta. . . « Potrei limitarmi a dire che, col cessare della luogote. nenza e con la mia partenza da queste provincie, diventa impossibile l'attuazione del proget.t,o che mi propqnete. lv~a a voi che fidentemente mi aprite l'àrtimo vostro devo una n' sposta più schietta e completa.


1004

IL GENERALE ENRICO CIALDINI DUCA DI GAETA

Il, (.ENEHAr,E ENRICO Cli\LDINI DUCA DI GAETA .

1005

valore, ,ma pur anche per féde incorrotta e tradizionale austerit~ ·di principi e di costumi. _« Come dissi, noi abbiamo d ifferenti l'origine e il destino, e diverse hanno ad essere del pa.ri le vie da noi percorse nel servizio della causa itaJiana, meta com11:ne alle opere nostre. « Io non possiedo le vostre qualità, e, per quanto il volt~ssi, non potrei nè saprei calcare il sentiero nuovo e impraticabile per chi non è Garibaldi e che voi, Generale, percorrete con piede sicuro e fermo. « E così non potreste voi ridurre .la vostra grande ìndiviclualiti.t alle brevi proporzioni della, mia. .« Ognuno di noi dunque segua la sorte che lo guida per di verse strade allo scopo stesso. Contentatevi di figurare 1n prima linea nella storia dell'esercito italianò e lasciate me in una sfera più bassa e modesta, a' miei militari principi, che agli occhi _di molti parranno pregiudizi ed errori, ma da.i quali non mi dipartirò gianm1ai.

.« Quand'anche rimane.ssi a Napoli, non potrei seguitarvi nella via che ·m'. indicate. Yoi libero a.ffatto di vincoli e cli doveri verso il governo, traete vita e forza ·dal popolo e dalla rivoluzione di cui siet.e capitano abilissimo e prodigioso. Nel concepil'e e nell'adoperarvi a porre in esecuzione il vostro progetto, voi siete logico coi. vostri precedenti, con la posizione che vi siete creata, col gran nòme di Garibaldi. Ma io che rilevo autorità e grado dal Re _e dal gove:rno, io che devo prestigio e fama all'esercito, fuori del quale nulla. sono, se accettassi, se potessi a,ssociarmi al .vostro progetto, altro nome non meriterei foorchè guello di traditore, « Ho inteso parlare di una nuova teoria, in fatto di coscienza militare, la quale autorizzerebbe e legittimerebbe la diserzione ed il tradimento, -rurchè consumati per il bene della patria e nell'interesse della libertà. « Amo patria e libertà grandemente e cercherò di servire la causa loro il meglio che ;arà possibile. « Ma confesso che la teoria a. cui acceunò non mi persuade nè punto nè poco e che mi attengo al vecchio sistema di fedeltà alla bandiera che seguo, e di relig ione a.I giuramento che prestai. · « D'altronde, sappiatelo bene, se io i)otessi per un sol momento allontanarmi dai miei doveri e ribellarmi al governo costituito, l'esercito mi abbandonerebbe subito e non trover'ei un sol ·battaglione disposto a seguirmi. « Ma quand'anche fosse possibile cli smuovere qualche corpo, ìf che .non credo, io terrei sempre per nemico della patrù:t chiunque cercasse di farlo. Spinto l'esercito nel circolo rovinoso delle defezioni e dei pronunzian1enti che cosa avverrà dell'I talia? « Per carità, generale, ri:fj.etteteci bene! L'esercito è liberale, non lo vogliate r ivolnzionai·io; ciò è incompa.tibile colla sua natura e col suo mandato. « ~.\.scoltatemi, generale! noi . spariremo prest0 da.Ha scena del mondo. Per quanto da noi dipende, lasciamo alla patria nostra un esercito forte e , temuto, non solo per numero e

« Vosl-'1·0

« E.

CIALDINI ».

Questa lettera non dissuase Garibaldi dal suo proposito, che tentò attuare come tutti sanno. E a Cialdiui appunto fo ,d ato l'incarico di a rrestarlo. . P artito da Genova egli giunse nelìe acque di Messina quando Garibaldi avea già passato lo stretto. L'ammiraglio Persano avea. dato ai comandanti che si trovavano in quelle · acque, e che facilmente avrebbero potuto fermare Garibaldi al passaggio dello stretto, l'istruzione di agire nel modo che credessero migliore per il bene inseparabile del Re e della patria, e quei comandanti aveano cred1.1to che il modo miglior<'\ fosse di lasciarlo passare. Sbarcato a Reggio Calabria Cialdini trovò che il colonnello . Pàllavicini aveva assunto il comando delle truppe che ivi si trovavano e le teneva, pronte per qualunque eventualitit. Il generale gli ordinò di part ire subito con sei o sette batta,glioni, raggiungere. Garibaldi al più presto possibile sulla piana cli Aspromonte dove allora si trovava, inseguirlo

' .


1006

Ir. GENERALE ENRICO CIALDUH DUCO DI GAET.~

se tentasse fuggire, attaccarlo se accettasse combattimento, e non concedergli ·altro che la resa a discrezione. Altre disposizioni furono prese per tagliare a Garibaldi la via di ri.tirata, ed iiltre per la pubblica sicurezza nei paesi ch'erano teatro di questi fatti. Nella notte dal 29 a) 30 agosto g~unsero notizie a Oia1dini che i suoi ordini era.no stati eseguiti. Garibaldi attaccato e battuto ad Aspromonte, ferito egli stesso, s'era reso a discrezione. Ancora una voltà Cialdini: ebbé rapporti con Garibaldi e fu nel 1867 quando il condottiero del popolo, risollevato il grido di Roma o morte, s'apparecchi~iva ad invader e coi ·suoi volontari lo Stato pontificio. La mattina del 22 ottobre 1867, Cialdini tentò dissuadere Garibaldi dall'impresa, e nel fare questo passo per lui molto scabroso dopo Aspromonte, obbediva alla · volontà di Vittorio Eirìauuele. Garibaldi lo ascoltò freddamente, gli oppose molti no e questo solo ragionamento: « Voi parlate come fedele servitore del Re; io penso come uomo libero da qualunque legame e che sente l'obbligo di marciare su Roina, Non c'intenderemo mai. » Non è ufficio nòstro narrare che cosa avvenne in seguito. Diremo solo che 0ialdini ebbe dal Ministero Menabrea la delicata missione di far passare il confine alle regie truppe e facilitare la rititata dei volontari se fossero stati sconfitti · dai Francesi , come difatti avvenne.,

Dopo la spedizione d'Aspromonte, Cialdini -era tornat o al gran: comando di Bologna e vi stette fino al 1866, . apparecchiando il suo corpo alla prevista e desiderata guerra contro l'Austria. · L'aspettazione del paese era grandissima; si faceva da tutti assegnamento su lui per rapide e decisive vittorie. Ma era

IL GENERALE ENRICO CIALDINI DCCA DI GAETA

' '

1007

- fatale che questa campagna del 1866, la quale ci diede Venezia, dovesse farci perdere gran parte di ·quel pres.t igio militare che non avevamo totalmente perduto nel 1849 e che avevamo ad usura riconquistato nella spedizione di Crimea e nelle campagne del 1859 e 1860-61. Naturalmente in questa perdita soffrirono più di tutti coloro che più gloria avevano acquistato e sui quali riposavano maggiori speranze, A. chi è dovuta la prima, infausta idea della divisione del1' esercito? Ohi ha la colpa principale nei malintesi che ne seguirono? Senza ripetere discussioni o pronunciare sentenze diremo che i danni di questa d1visione, visti da tutti dopo Custoza, non apparvero prima se non a pochi estremamente prudenti, ed è certo che anche divisi potevamo vincere. Il pti.bblico credeva che, mentre La Marmora con dodici divisioni avrebbe trattenuto gli Austriaci nel quadrilat~ro, Cialdini colle sue otto, avrebbe passato ordinatamente il Po e l'Adige, marciando su Padova e Treviso ; obbiettivo che tagliava la più importante linea .di comunicazione del nemico col centro dell'impero, girava il quadrilatero e permetteva un eventuale concorso della flotta. In t~na lètt era scritta in quel tempo da Nino Bixio si legge: « la parte più brillante della campagna è evidentemente riserbata a Cialdini. Pare ch'egli passerà il basso Po e l'Adige mai·ciando sui .colli Euganei, dove mireremo .noi pure dal Mincio per unirci a lui. » Non abbia.mo bisogno di dire come queste speranze svanirono. La Marmor;:t, credette che, per distrarre meglio l'attenzione del nemico dal passaggio del Po, fosse utile una dimostrazi011e al di lit del Mincio, la quale diede luogo a una battaglia che non si aspettava, perchè il nemico ci · veniva incontro senza che da noi si sapesse; battaglia che senza essere una vera sconfitta, ne ebbe tutte '1e conseguenze. Le prime notizie della giornata di Custoza giunsero a Cialdini in Ferrara la stessa sera del 24 giugno; ma egli sperando che fossero esagerate, continuò i preparativi di . passaggio del Po, e qnesti erano già a buon p\mto la mat-


1008

1009

IL GENE RALE ENRICO CI ALD IKI DUCA DI GAE TA

li, GE ìSERAJ,E ENRICO CIA LU INl DUCA DI GAETA

tina del 25, quando dal comando dell'esercito del Mincio ricevette il seguente d ispaccio: « Austriaci gettatisi con tutte loro forze contro corpi D urando e Della Rocca li hanno rovesciati. Non sembra finora che inseguano. Stia quindi all'orta. Stato esercito deplorabile. Incapace di agire per qualche tempo, cinqne divisioni essendo disordinate. » È evidente che al passaggio dei P o non ora più da pensarci. Frattanto La }farmora si ritirava verso la linea Cr emonaPiacenza noll' intento cli passare il Po egli stesso se gli Austriaci avessero inseguìto e stringersi al corpo di Cia l- . diui: questi alla sua volt.a diresse fino dal 26 le sue fon1e verso .Modena per dare la mano alle truppe di La .}fai·111ora, se gli Austriaci avessero passato il Po. Così, fallite le operar.ioni per motivi da lui indipendenti, Cialdini avca preso l'unico partito ragionevole che gli r imanesse nella situazione come gli si presentava: far argine alle conseguenze della battaglia di Custoza, che i dispacci del comand o dell'esercito del Mincio facevano prevedere g ravissune. Gli Austriaci non inseguirono, perchè erano usciti dalla b3;_ttR.glia di Custoza malconci poco meno di noi, e qualche giorno dopo lo pa,rti s'invertirono. Il 5 luglio l'esercito austritLCO in Boemia fu sbaragliato a Sadowa dai Prussiani, nostri alleati, e l'arciduca Alberto, comandante l'esercito austriaco in Ita.lia, lasciata, una ventina di mila uomini nelle fortezze e un corpo nelle montagne del Trentino, s'affrettava a correre sul Danubio per difender e la capi tale dell'impero. Frattanto erano state affidat~ a Cialdini quattordici divisioni , colPincarico d'inseguire gli Austriaci e attaccarli in coda, se 'foss0 possibile. Egli, lasciata la di visione N unziante ad espugnare Borgoforte, passò colle altre il Po, attraversò celermente Rovigo, P adova, Treviso; lanciò la di visione )1:edici per Val Sugtma su 1rrento, perchè stendesse la mano ai volontari di Garibaldi che opera vano clall' alti-a parte, e si spinse a maruie fo r . mte verso l'Isonzo. Cercava ansiosamente una. battaglia, una ri vincita, ma il nemico era scomparso.

P~ssarono alcuni oa iorni e la scena ca.mbiò nuovamente. .. . Fra l'Austria e la .Prussia era sta.to conchiuso un arm1strn10 e tutti gli a.ustria.ci partiti rlal Veneto ritornavano a :apor~ e.cl altri ancora. I n poco tempo si trovarono raccolt.1 al d1 là dell'Isonzo nn centinaio d i mila uomini o ci rca. sessan tamila in Tirolo. Le nostro forze erano separate in vari grnppi e _senz_a :1~it~ di coma.udo. Cialdini aveva bensì sotto mano dodici eh ns10m complete ed intatte e tutti avevano tìducia in lui e c~rto.' sotto lui. tutti avrebbero fatt,o il loro dovere; ma powhe L \.ustria. era gii1 disposta a cedere la Ven~zi~, non c?~ve~ ni va assolutamente arrischiare una batta.glia 111 cond1z1om inuertissime se!-lza speranza d i ottener e molto d i più .vincendo e colla certezza di perdere, se vinti, quant_o si_ er~ già as;;icurato. Quindi, per quanto f~ss~ il s_uo des1deno_d1 com battere, Cialdini non pot,è scons1gh ar e il govern~ dall'accettare l'armistir.io di Corm011s, a cni tenne clietro, com· è noto, la pace.

.." Dopo ·la campag na del 1866, Ci aldini ritornò al com~nclo del dipartimento militare d i B ologn! ( 18 ~ttobre 1866). L·annu appresso 13 novembre 18671 rn nomma.to comandante generale delle truppe attive stanziate nella ~1ed1a Italia ed il l" luglio 1869 comanclan te del l" corpo d esercito (It~lia centrale). In quest.:1, sua qualitit, nell'autunno dello stesso anno: Cialdini diresse le gnndi manovre del detto l' corpo e_cl1 esse lasciò una relazione che è un voro trattato di tattica applicata, scr itto con qnella ~lùar~7,za e precisione cyide_a ~ di stile ch'erano qualità speciahssune del generale _C1aldm1. Ed è interessante, diremmo quasi sorprendente, 11 vedere come nelle istruzioni da lui date a· suoi comandanti. in sott'orcline prima delle manovre, e nelle deduzioni ri~avat~ dall~ manovre medesime, si tr ovino nettamente des1gnat1 quei


1010

I L GP.NERALE El,'R IC O CIAL DI;:,il D GCA DI GAETA

principi dell'arte militare moderna, che non sono più una novità per nessun o dopo la campagna del 1870, ma che in bocca. a un generale italiano, nel 1869, valgono a dimostrare la sua perspicacia, la sua in telligenza divinatrice che precorreva i tempi.

Oramai perduta la speranza di condurre in campagna · un forte esercito contro un fort e nemico, la vita militare non aveva più attrattive per Cialdini. Dopo tanti anni di servizio e tante campagne, sfuggitagli la meta a cui specialmente agognava, egli cominciò a subire stanchezze :fisiche e morale. F u esonernto dietro sua domanda dal comando del 1° corpo d'esercito e collocato a disposizione del Ministero della guerra. Si ritirò per qualche tempo a P isa, ma non vi trovò pace, perchè vennero a cercarlo pubblicazioni accusatrici, sempre per quella malaugurata campag na del 1866 che nessuno poteva digerire; nè i capi che l'avevano condotta., nè l'I talia che l'aveva subita. R ispose con energia, ma colle forme del rispetto a rispettabili avversari. Il generale Ciàldin~ coprì in seguito cariche militari importanti: comandante generale in Firenze, presidente del comita to di stato maggiore. generalo, aiutante di campo onorario di S. M. ecc. ecc., e in tutte rese eminenti ser vigi e il suo consig lio fo ascoltato sempre colla maggiore deferenza. Finchè le condizioni di sua salute lasciarono la spe ranza che potesse fare ancora 1ma, campagna, tutta la nazione lo considerò come l'uomo a cui meglio che a qualunque altro si sarebbe potuto affidare la condotta dell'esercito. Ma pur troppo, se le nazioni restano, gli uomini passano presto. All' Italia non mancherà occasione di r ialzare il suo prestigio militare scaduto nel 1866, ma Cialdini scese nella tomba col rammarico che guest' occasione gli sia mancata.

!I, GENERALE E);RICO CIALDI);l DUCA Dl GAETA

1011

...., Nel 1861 il collegio di Reggio E milia elesse Cialdini a suo deputato. Quando egli si presentò per la prima volta in P arlamento fu accolto con app]ausi dalla Camera e dalle tribune. Ma l'aula parlamenta.re non aveva attrattive per lui, egli non fo. molto assiduo alle sedute, e non mostrò nessuna impazienza di figura.re come oratore, btmchè la sua eloquenza llaturale gli pr omettesse grandi trionfi. P oco appresso ebbe una carica politica e militare .nello stesso tempo, la quale si addiceva alla sua indole assai meglio che quella cli deputato. Fn n ominato luogo~enente del R~ a Napoli. Succedeva a tre che avevano fatto 1l_grave esperimento, ma non ebbe tempo di fare anch'egli le sue prove, perchè Ricasoli, succeduto al defunto Cavour nella presidenz~ del · Consiglio' dei Ministri, credette giunto il momento d1 porre un termine al -provvisorio e soppresse la luogotenenz~ ; provvedendo a mantenere T unità di direzione, neces~ar~a nelle difficili circostanze in cui versavano allora le pr ovmc1e meridionali, coll'affidare la prefettura di Napoli e il Comando del VI dipar timento al generale L a.mar mora, forse più esperto di Cialdini in materie amministrative e politiche. Il 13 marzo 1864, su proposta del Ministro Minghetti, Cialdini ebbe un seggio in Senato. Alla Camera non aveva mai parlato, in Senato parlò poche volte, ma ogni suo discorso fu un avvenimento importante. Sulla :fine di quell'anno si discuteva il progetto di legge per il trasferimento della capitale a F irenze, giusta la convenzione conchiusa con Napoleone In, per il ritiro delle truppe francesi da Roma. L 'opinione pubblica in Piemonte era agitatissima e quest'agitazione commoveva i:i,on _solo 1~ aure della Camera, ma pure quelle del Senato d1 solito cosi tranquille. Fu quindi con grande aspettativa e c?n y ar~i~ colari segni d'attenzione che il Senato vide alzarsi C1ald1m e prendere per la _prima volta la parola. Nè l'aspettazione


. 1013

' IL G.ENERALE RNRIOO CIALDINI ·ooC'A TH GAE'l'A

IL GENERALE E NRICO CIALDHO D UCA DI GAETA

fu delusa. Il discorso Cialdini fu giudict.i.to il più eloquente e il più :mportante di quella memorabile discussione e levò gran rumore in t·atta l'Italia. Giova anche oggidì riportarne alcuni brani, non solo perchè dimostrano h~ perspicacia straordinaria di Cialdini, ma perchè le considerazioni che vi si _svolgono sulla d ifesa cl' ItaJia, quando si trattava di far capitale J!-,irenze, valgono anche adesso, _anzi a, più forte ragione, dopochè la capitale da I!'irenze fu trasporta.ta a Roma. « Noi abbiamo un'alleanza fortunata, utilissima, ma forse transitoria, perchè dovut a alla politica di un gra.ncle Monarca., il quale può sparire da un momento all'altro. Tolga il cielo tanta scia,gura ! Ma appunto perchè sciagura ,grandissima, dobbiamo pensarci. « E se l'imperatore _dei francesi venisse a mancare, lasciè rebbe frattanto i soldati francesi sul Moncenisio, a Sospello, alla Scarena,, alla Turbia, posizioni già nostre e alcuna delle quali l'esercito pie'montese ricorda con g iusto oi:goglio; po. sizioni tutte da noi perdute colla cessione di Nizza e Savoia e colla delimitazione delle nuove · frontiere verso la Francia. <( Se, cambiando l'imperatore, vi fosse un cambiamento di politica in Francia, vi fosse un ritorno a quella politica 'tradizionalmente ostile alle idee cli ·risorgimento e d'unità italiana, politica che perfino i governi repubblicani di Lamartine -<~ di Cava.ignac sostennero contro di noi, se, in una parola, l'alleato si cambiasse i~ nemico, a quali pericoli non sarebbe esposta ·Torino, ecc. ecc. « Oggidì siamo alleati della Francia ed in ostilità permanente coll'Austria. La morte clell'impera,tore, la questione d' Otiente, quella cli Ron:ia od altra quahìiasi, possono cl,t un oO'iorno all'altro spostare completamente le alleanze og. gidì esistenti e attutire le inimicizie antiche, creando disegm, convenienze, interessi, avvicina.menti nuovi fra popoli e governi. Domani, per un caso strano, potremmo essere alleati coll' Austr:ia e nemici della Francia. » ·queste parole pronunciate nel 1864, quando maggiore era . la potenza della Francia e più strettì i nostri vincoli con

questa potenza, sono prova di una perspicacia straordinaria; sembrano profezie. Cialdini continuava: « La capitale cl' Italitt, qualora non sia Roma, non può esser e che Fire'nze o Napoli. La d ifesa dello Stato non deve · più essere considèrata dal punto di vista piemontese, modellato esclusiva.mente sulle ide'e cli Bonaparte, il quale, muovenclo da.Ha F rancia per conquistare l'Italia, t-rovavasi in condizioni dia,rnetralme11.te opposte alle n ostr~. « Napoleone invero disse che le sorti d'Italia si decidono ·nella valle del Po; ma per ben comprendere ed apprezzàre al_suo g iusto valore tutta la portata d i questa sentenza., bisogna anzitutto mettersi dal punto di :vista di chi l'ha scritta; bisogna ricordarsi che CO"s'era l'Italia a q uei giorni. « Napoleone parlava da maestro; nut parlava come un conquistatore venuto clue volte di Francia per carpire l'Italia _ ' al dominio austriaco. Il suo precetto· è t,utto per gli eserciti stranieri che si contendono il dominio ç).ell'Italia.... «·Le sorti dell'Italia si decidono sul Po, quando l'Italia è · incapace di difendersi, di combattere; quando inarte, imbelle e codarda assisl;e alla lotta di due eserciti stranieri, per essere vittima, di quello vincitore sul Po. Oh allora, signori, è giusta la sentenza del Bonaparte: le sorti d' Ita.lia si decidono nella vaJle del Po. « Ma non in altri casi. La campagna cli Annibale, la più memoranda ,d ei tempi antichi e moderni, perchè quel sommo osò, pr imo, supl~rare ostacoli insuperati fino a quel dì e tenuti per insnperabili, perchè egli primo osò attaccare nel cuore il popolo più possente e guerriero che sirt stato ma.i, la campagn~ di Annibale smentisce quel concetto troppo assoluto, troppo generico, troppo esclusivo. « La battaglia della Tr èbbiit vinta da Annibale nella, valle del Po, non decise le sorti romane. Annibale vinse due altre più tremende battaglie al Trasimeno e a Cam1e, eppure Rorna non soggiacque; anzi Annibide, il primo capitano del mondo, dovette abbandonare l'impresa. « Se l'occhio d'aquila del Bonaparte avesse v isto, dietr~

1012


1014

IL GENERALE ENRlCO CI ALDI NI DUCA Dl GAETA

l'Appennino, la capitale e tutte le risorse di 1.1n grande stato, protette da un numeroso ed agguerrito esercito, da una popolazione in cui il sentimento 11ç1,zionale e lo spirito militare hanno gettato semi copiosi e fecondi, oh certamente egli avrebbe modificato la sua sentenza.... « Una virtù arcana, più perspic11ce, più forte di noi, spinge l'Italia in una via determinata. L a. nostra rivoluzione segue il suo corso lento, pacifico, irresistibile al di là di quanto noi avevamo .previsto e forse desiderato .... . « L 'Italia sta ·prendendo in E uropa quel posto che le compete per posizione geografica, per natura di suolo, per numero, indole e genio dei suoi abitanti... « Noi entriamo n elle condizioni precise in cui vissero i romani e l'I talia deve essere consider ata militarmente dal punto di vista di quel popolo guerrier o, vale a dir e completamente al rovescio del sistema in voga oggidì». È impossibile dire l'effetto di quel discorso in bocca a Cialdini che parlava in Senato per la prima volta. Non solo ne fu scossò l'alto consesso, ma se ne commosse la nazione. Per· molti giorni non si parlò d'altro.

'f

* *

L'altro discorso fu p1:onun7,iato nel 1870, quando, inaspettata per il nostro governo, non per chi aveva il sentimento della situazione, scoppiò la guerra. franco- germanica. Alla nostra infelice guerra del 18ti6 era succeduto un periodo di economie :6.110 all'osso nell'esercito e nell'armata. L'esercito era stato r idotto in condizioni tali che si stentò poi a met·tere insieme il corpo di spedizione su R oma. La marina qua.si completamente abbandonata. era in condizioni peggiori dell'esercito. La guerra franco-germanica, cli cui nes~uno poteva prevedere lo sviluppo e l' esito, fu un lampo che rischiarò il pericolo della nostra situazione. Cialdini ebbe parole di fuoco contro l'imprudenza del governo.

IL GEN ERALE ENRICO CIA LDINI DUCA DI GAETA

'\

1015

Parlando della bandiera delle economie fino all'osso. che oggidì taluno vorrebbe dissotterrare, Cialdini diceva: , « Quella bandiere passerà ai posteri come monumento della nostra politica insufficienza, come testimonianza delle nostre esagerate pa~sioni; quella bandiera dirà ai posteri che nelle present1 circostanze non si governa, non si salva uno S tat.o per mezzo dell'opaca ed infeconda lente dell'avaro, che turba ~ toglie la .vista; ma. si governa e si salva soltanto coll'?cchi? ? e1:1etra.ut~ssim~ de~ vero _uoi~o di Stato, il qualo spazia nei cieh al pan clell aqmla, e s1 aflisa al sole senza rimanerne abbaglia,to nè offeso. « Quella bandiera dirà ai posteri, che le economie fino all'osso tagliano nervi, arterie e muscoli al corpo a cui sono applicate, e lo lasciano quindi senza moto e senza vita. « Qnella bandiera dirà che a nulla giova precludere la via de~ disavanzo, quando si apr e quella delPabisso politico, in cui cadono sempre i governi deboli, esautorati, impotenti. «

.

« E videntemente c'~ una coalisione d' interessi offesi, di speranze deluse, di vecchie idee, di illusioni nuove, di nemici antic~i e ~oderui, di_ malcontenti e di mestatori d'ogni gene~e e d1 ogm natura, 1 qua.li si preoccupano poco degli effet~1 ohe possono .avere rispetto all'estoro certe economie, ma si preoccupano invece e moltissimo delle forze di cui può disporre il governo. _« (~uindi, ~on sagace e sicuro istinto, gridano e strepitano, s1 agitano e s1 adoperano in ogni guisa per far sì che l 'esercito sia consider evolmente ridotto, che la forza pubblica sia notevolmente scemata; con altr~ parole, per far sì che il o-overno r imanga indebolito, e se fosse possibile inerme ed ~., potente. « Ciò si comprende: la condotta di costoro è. loo-ica. Ma logica non è del pari la condotta del Ministero e r:sce doloroso a vedersi che, nell'intendiment.o probabile di blandire i contribuenti, di calmare qualohe ira, qualche dispetto, di accarezzare qualche gruppo politico, esso venga in sostanza (i-',. -

ANNO XXX VI.


IL GENERALE ENRICO CIALDINI DUCA DI G.~ ETA 1016 ad associarsi in qnest'opera di distruzione a tutti i nemici dello Stato. « Nell'udire queste mie parole non vogliate snpporre che io qui sorga campione cli idee contrarie al progresso del tempo in cui viviamo, contra.rie ai voti della, filosofì~t e della libertà. Io non vengo apostolo fanatico della forza., nè della prevalenza militare, nè mi atteggio ad avversa.rio implacabile di coloro che vogliono soppressi o ridotti gli eserciti permanenti.

«

.

« Mi limito soltanto a, dire : fino a che tutte le potenze conservano e migliorano i loro formidabili eserciti, la più volgare prudenza consiglia noi di mantenere e perfezionare il nostro.

« . « Facciasi in modo che questo esercito indispensabile sia soddisfatto e content o, sia disciplinato, istruito e munito di tutto quanto gli occorre. Facciasi in modo . che questo esercito, fidente nell'amorevolezza cittadina e tielle sollecit ~dini del governo, viva all'amore della patria, al culto della gloria, alla fede inteme:,ata del giuramento. « Si cessi dunque di offenderlo o di umilia,rlo giornalmente; si cessi di rinfacciargli il pa,ne che mangia; si cessi dal presentarlo come un vampiro che succhia il sangue della nazione, come causa malefica di una spesa insopportabile ed improduttiva. Si cessi sopratutto ,d all'ignobile commedia di oltraggiare l'esercito quando si crede di non averne bisogno e di fare il solito appeno - alla sua' abnegazione, alla sua virtù, app~na sorga una nube sull'orizzonte. ,'I-

* * · Due volte ebbe Cialdini dal Re l'incarico di formare un gabinetto. La prima. volta fu nel 1867, quando Garibaldi si apprestava ad invadere lo stato pontificio e il mi.nistero Rattazzi s'era dimesso, per non scegliere fra la ripeti?:ione

IL GE·1'ERAI.E E NRi q o CIALDINI DUC.'I. DI GAE'rA

1017

di Aspromont~ e la rioccupazione di Roma per parte dei francesi. La seconda fu nel 1869 in seguito alle dimissioni del ministero Menabrea. ·:rvfa una volta e l'altra, dopo pochi giorni di conferenze coi capi dei partiti parlamentari, Cialdini rassegnò. il . suo mandato. Non era certo, come altri dist'e, per inesperienza d'uomini e d i cose, ma per insofferenza degli attriti i;evitabili e delle transazioni necessarie in queste circostanze e forse per una certa avversione ad assumer~ grandi responsabilità. È notevole come ambedue le volte Cialdini avesse , pensato a Nino Bixio per il portafoglio della marina, concordando perfettamente con lui nella persuasione della necessità di una forte marina da guerra non solo per la sicurez;;;a e la grandezza militare ; ma per la prosperitii economica del paese. E qui sia lecito osservare che rileggendo i' classici discorsi di ,Cialdini in Senato, i suoi napoleonici ordini del giorno, i suoi rapporti scultori, conoscendo l'ingegno di lui versatilissimo, si prova un certo rammarico eh' egli non abbia avuto l'ambizione, non abbia sentito il prepotente bisogno di i impiegare ancÌ1e fuori del campo militare i snoi grandi talenti. Imperocchè quest'uomo, riccamente favorito dalla natura, aveva attitudini svariatissime; facilità .per le arti del disegno, gusto per la musica e la poesia, istruzione letteraria e storica estesissime. Giovinetto fra i compagni di Modena e più tardi fra gli studenti di Parigi, fra i volontari italiani in Spagna, passava per un aquila e tale apparve fra i colleghi anche nell'etft matura. Se a . tutto ciò si aggìunge la facilitit di parola, lo stile vivo e incisivo,-, la bella presenza, la scioltezza e la dìgnità dei modi e sopratntto la fama militare, è chiaro che Cialdini poteva essere un uomo influentissimo in Parlamento ed a.vere nella politica del nostro paese parte almeno eguale a quella che vi ebbe Lamàrmora. Non l'ebbe ,perchè non volle. Fu troppa modestia? Fu ~isdegno degli uomini in mezzo a cui avrebbe dovuto trovarsi ed agire? Ad altri l'ardua sentenza.


IL &ENBRAL~ hN&ICO Cl A LI;>INI DUCA DI GAETA

. •.. Nel 1871 quando il nostro principe A.medeo accettò · la corona cli Spagna, il re Vittorio Emanuele, desiderando ch'egli avesse ai fianchi un uomo fidato, bene accetto ag li spagnoli e di loro espertissimo, offerse a Cialdini la carica di ministro d'Italia a Madrid, che egli accettò molto volentieri. E certo ' n essuno era più adatto d i lui a servir di legame tra gli spagnuoli e la nuova dinastia. Figlio di spagnuola., Ìnarito di spagnuola., vissuto in Ispagna dai venti ai trentasétte anni, egli riguardava la Spagna come sua seconda patria; si aggiunga che avendo fatto colà le sue prime armi e fondatovi la sua riputazione, vi aveva lasci~to numerose amicizie, specialmente tra i militari, alcuni dei quali si trova~ano allora alla testa dell'esercito. Si faceva illusione Cialdini sulla possibilità ehe Amedeo si assodasse sul trono di Spagna? Crediamo di sì, altrimenti non av rebbe accettato di seguirlo, anzi ne avrebbe sconsi·g liato la partenza. I consigli di Cialdini in Spagna furono sempre accettati? Non ne sappiamo nulla. Dicesi ch·egli avrebbe desiderato vedere A.medeo,. alla testa dell'esercito, marciare contro i Oarlisti; ma il nuovo re non credette conveniente, in un paese dove era stato chiamato dal voto quasi unanime dei rappresentanti del popolo, affermarsi ed imporsi colla lotta e col sangue. Preferì abdicare. Non cercheremo se la Spagna ci abbia guadagnato o perduto; ma, per l'onore del pr~ncipe italiano, pei rapporti presenti e futuri tra d.ue nazioni soreile, crediamo che sia stato meglio così. Un'altra volta Cialdini rappresentò l'Italia all'estero in una posizione assai più importante che quella di ministro a Madrid; fu nostro ambasciatore a. Parigi. Le sue note ·s impatie per la Francia, il suo discorso in Senàto per l'alleanza francese, le sue r elazioni con molti generali di quella nazione, strette nella campagna di Crimea e in quella del 1859, lo indicavano come persona gratissima, e Jo era real-

JL GENERA LE ENRICO CIALDINI DUCA DI GAl>TA

1019

mente; ma anche qui la forza delle cose la vinse snlla buona volontà e sull'ingegno de1l'uomo . Appunto mentre egli era nostro ambasciatore a Parigi ed erano al governo in Italia uomini sinceramente amici della Francia ebbe luogo · la spedizione di Tunisi, sulla . qual.e non ò il caso di fermarci. Q.nale fu in questa faccenda l'opera del nostro amba-. sciatore a Parigi? Ohe abbia fatto il possibile per scongiurare la spedizione, .nell'interesso dell'Italia e in (]uello, stesso della Francia, è cosa di cui nessuno ha mai dubitato. Che non si sia illuso, come i ministri nostri. fino all'ultimo momento, ma li abbia avvertiti in tempo delle intenzioni del governo francese, è cosa. di cui oggidì più n essuno dubita: Ad ogni modo, dopo la spedizione di T nnisi la sua posi1,ione era scossa, ond'egli domandò ed ottenne di essere esonerato da uua carica che la sua dignità non gli permetteva più di conservare. E questa fu l'ultima carica che d ialdini abbia coperto ; fonte per lui d'immeritate amarezze.

...

"

Negli ultimi anni Oialè1ini s'era ritirato a quieta vita in Livorno, dove abitava un modesto villino, spesso visitato dagrintimi amici, ma chiuso affatto alla politica. L'nomo era stanco e quel che è p~ggio, la sua salute deteriorava. Le conseguenze dì una vita, faticosa. e agitata cominciavano a farsi sentire, anche in una tempra fisicamente e moralmente fortissima. Frattanto, svanite le ire e le invidie a cui non possono sottrarsi gli uomini operosi, che per virtù propria e fortu; nati eventi riescono ad elevarsi molto sopra il livello con1tme, la nazione intiera cominciò a riguardare con singolare affetto questo suo figlio, che, nell'assottigliata schiera dei suoi grandi, era oramai. il primo senza contrasto. Nella · lu~ga e dolorosa malattia che lo condnsse al ·sepolcr0, il compianto generale ebbe ca,mpo di conoscere quanto tutta l'Italia s'interessasse per lui, a cominciare dal Re fino al-

,


1020

I

IL GENERALE E NRICO CIALUINI DUO,\ DI GAETA

l'ultimo popolano, e quànto fosse viva l'a.nsietà per la sua salute e fervidi i voti perchè ci fosse ancorn conservato un uomo ch'ebbe tfmta parte nella nostra storia. · Egli morì in Livorno l' 8 settembre 1892 alle ore 8 pom. dopo 81 anni e un mese di vita. Morì dolcemente conservando fino all' ultimo la S\la intelligenza e lasciando per testamento che la sua salma fosse sepolta nel cimite~·o di Pisa, accanto quella dell'amata consorte. . L'annunzio di questa mort'e, quantunque da gran tempo · presentita e beuchè giunto in un momento in cui tutta l'attenzione era rivolta alle feste mondiali che, in nome di Colombo, ad onore d' Italia e opiaggio dei nostri Sovrani, avevano luogo in Genova, scosse clolorosamen.te l' intiera nazione. Genova, nell'esultanza delle sue feste,· trovò per Cialdini una nota pietos~t; Modena patria dell'illustre estinto, ·le città. delle Marche memori del · libèratore, Napoli memore dell'uomo che Ifa terminato la guerra ci vile nelle provincie meridionali, Livorno che, per lunga residenza, lo considerava suo, ebbero per lui manifestazioni d'affetto 'e di còmpianto commovent1ss1me. De_l dolore dell' esercito a cui Cialdini specialmente apparteneva, si rese degnamente interprete il Ministro della guerra con qu esto .telegramma al prefetto di Livorno : « Pregò porgere rappresentanti famiglia illustre estinto espressione vivissimo dolore esercito per la morte del sno più provetto e valoroso capo. Delle virtù di lui come cit1tadino e come soldato, come capitano· e come uomo politico e dei servizi resi al paese dovrà dire lungamente la stor{a, · noi piangiamo qggi nel generale Cialdini, l'uomo il cui nome rimarrà amato e venerato finchè dureranno spirito militare ed amore di patria ».

a

•

'

J

••

/

Il RECLUTAM[NTO DEtlA FANT[RIA Dl L\N[A

L'anno 1892 è 'stato propizio.alla stampa militare. Il movimento incominciato con la Biblioteca minima militare.popolare fece un passo avanti con la Rivisla di fanteria ed un altro ancora con lo sdoppiamento, dirò così, della .R,ivisla rn.ilitare divenuta da mensile quindicinale. La Rivista di f'ante1·ia col motto: La fanteria è il nerbo clegl·i eserciti ha aperto la campagna a favore della fanteria ' e specialmente della fanteria di linea. L'opera è degmt più che per altro pel coraggio di aver por tata la questione ·dalla scuola al campo fecondo della lotta. , , Badiamo però eh~ la lotta non si converta nei ben noti combattimenti delle compagnie di ventura. Anche in una rivistèt_ mensile si può fare dell'accademia e di questa, a dir vero,- non si sente bisogno. Che giova ricamare nnove variazioni, per quanto artistica.mente belle, sullo stesso motivo, che l'arma della fanteria ·è l'uomo, l'a~·ma dell'artiglieria il cannone, quella della cavalleria il cavallo, di guisa che ne scaturisce la superiorità. éleUa fanteria sulle altre armi? Queste cose sono note a tutti e s'insegnano persino nelle scuole.


1022

IL R'ECLU1'AMENTO DELLA FANTERIA , D I LINEA

.La Rivista cli fanteria, quando è séesa ad intenti pratici, ha gittato bensì delle a~serzio:ni assolute, ma sembra. che non le abbia dimostra.te. E così p'are non abbia dimostrato che il reclutamento della nostra fapteria di linea non abbia migliorato da qualche tempo a questa parte, come pure non avrebbe dimostrata la ass_erita inferiorità della nostra fanteria rispetto a quelle dei principali eserciti europei. E noi, :fino a ché questa dimostrazione non venga, avremo diritto, per tante i·agioni ed anche un po' per carità. di patria, di ritenere, come_ riteniamo, che la nostra fa.nteria, valga le altre. Per la Rfoista di fanter·ìa la. nostra fanteria a.i linea è ass~lntamente scadente, per altri invece è eccellente. Noi, scegliendo ht via di mezzo, riteniamo che essa possa stare in buon confronto con le fa~1terie degli. altri eserciti e, pur desiderandone il miglioramento, crediamo che la nostra fanteria sia sufficie:n,temente buona. Non neghiamo con ciò che in fanteria non vi sieno dei non valori, ma neghiamo che dalla presenza di alcuni possa trarsi la conseguenza che tutti · sieno non valori e che la fanteria abbia niente altro che lo scarto delle altre. armi. Premesso ciò, ci siamo prefissi di rilevare alcune esagerazioni -nelle quali ci. sembra sia caduta hL Riiiista cli fan. teria, trattando il grande e complesso problema del reclutamento della fanteria.

Il primo articolo che tratta ex professo del reclutamento della fanteria è pubblicato nel fascicolo IV del giugno pros simo -passato. L'autore, prendendo le · mosse da una Cii·colàre del Ministero della guerrn francese, ch,e egli chiai;na recente, ma che del resto, almeno nella parte riportata, risale sino al fob -

lL ' R ECLUTAll'fENTO DELLA FANTERIA D I LINBA

·,

1023

braio 1889, e col grido di: c'è anche la fanteria, dimostra come ht ,fanteria abbia bisogno anche essa di uomini dotati di speciali aitititdird fisiche, onde n.on avvenga che in guerra ·.gli ospedali si popolino di spedati. Poi esamina i criteri con i quali avviene nel nostro esercito l'assegnazi'one alla fanteria e distingue due periodi, , . quello fino al 1889 e quello dal 1889 in poi. « Nel 1889 per migliorare, si disse, il reclutamento della « fanteria di linea furono modificate le disposizioni allora, « vigenti. » , . L 'autore le esamina e naturalmente trova che la fanteria di linea ha la peggio su tutta la linea. « Per quest'arma n'utla è prescritto, devono anzi pren« dersi gli elementi pegg iori del contingente. » Poi, dato un rapido sguardo alle norme di: assegnazione ai corpi, vigenti nei principali , eserciti europei, conclude che, mentre in quelli le cose procedono come si dovrebbe, nel nostro invece « succede tutto l'opposto: la fanteria di « line'a, cioè, la· grande massa della fanteria, s1 prende il « rifiuto delle altre armi e corpi. » In un a ltro articolo co~parso nel fascicolo V col titolo La fanteria di linea la Rivista torna sullo stesso argo.mento e lo tratta da un punto di vista più elevato cercando le origini del male, più che nel.le norme di assegnazione, nelle disposizioni di legge dalle quali non è esplici, tamente ed in termini ben definiti dichiarato « che cosa si d~bha intendere per capacità, al servizio militare » ciò eh~ produce l'inconveniente, che si vedano « per le vie della città certe figure impossibili con gambe torte e spalle cùrve. » E · poi concreta: « .... Ia cavalleria, è noto a tutti, non ha bisogno che « di uomini leggieri e di buona inforcrttnra; l'artiglieria da « campagna non ha bisogno alcuno di uomini di corpora« ,tura speciale; l'artiglieria, da fortezza ~a ormai cessato di « avere bisogno di uomini di grande statura.. In tutti i luoghi « ed in tutti i servizi poi che esigono intelligenza e robu-


1025

JL RECLU'rAMENTO 'DELLA 1'' ANTERI A Di LINEA

If, REC.LU1'AMEN'.l'O DELLA 'F,INTERIA DI LINEA

« stezza è ben difficile che si abbia bisogno che lu,Uo l'ele-

mz1011i, cominciasse a sparare in direzione bensì del-nemico., ma lenza probabilità di colpirlo?

1024

« mento da assegnarsi sia sce~to. » Finalmente con splendide parole conclude: teniamo alta la fanteria.

.\'

* * Io non sono artigliere, nè figlio di artigliere; sono cavaliere, ma. di quelli senza ciwallo; sono dunque un fantaccino e della più bell'acqua. $i fu qu~.ndi .con grande giubilo e c~ni vero godimento che lessi, le prime battaglie della Riv'ista. Vivacità d'imagini, splendore di stile e sopra tutto l'arte di similitudini nuove, che, facendoti credere di riconoscf:lre, come vecchie conoscede, idee non mai conoscinte, ti lega allo scritto ~ non te lo fa las'ciare senza arrivare alla fine. Ma questi sprazzi di luce vivida di~etti' continuamente allo scopo, questi assalti ripetuti alla stessa, purtroppo inespt1gnata, posizione, questa, santa ammirevole foga giovanile che riamin·a, rinvigorisce e consola, mi ha fatto un po' l'effetto (giac~hè i sia.mo a discorrere di cose militari) come di quella fanteria che dirigesse bensì tutto il fascio dei suoi fuochi verso il nemico, ma senza preoccuparsi di mirare sempre giusto e con alzi ~dattati alle distanze. E questo, a meno che io non m'inganni, sarebbe un guaio grosso poichè, pe1; quanto si possa ritenere che nella Ri·vista cli f'antei·ia la bocca parli per l'abbondanza del cuore, tuttavia i rifornimenti delle . munizioni possono venir meno a tutti ed allora? , Dunque: calma. La g uerra si compone essenzialmente oggi di marcie e di comb,ittimenti. Ora siamo in marcia, aspettiamo ·di essere arrivati ai luogo ove ci convenga dar battaglia. Ohe direbbe l\tudace propugnatore delle rntLrcie delhi fanteria, se questa, in marcia, soltanto per provare al nemico la vita.lità ,propria. e la immensa provvista -di mu-

1

r

Proclamare, come . è sacrosantctmente. vero, ~he la fanteria è il nerbo degli eserciti, che la fanteria è la base delle guerre moderne, che la fanteria fa le grandi vittorie, aforismi questi che si riferiscono a, tutta in genere la fanteria, per poi dedurne conseguenze speciali alla sola fanteria di linea, è arte fine, ma non sopraffine. R ispetto ai· diritti di ogni arma, derivanti dalla sua maggiore o minore importanza, non possono, ed effetti vameute non hanno, valore le ragioni che consigliano e sorreggono le special'itct della fanteria. Se si persiste quindi nel ritenere che queste specialità debbano ancora aver vita,·questa non può loro derivare che. a spese della grànde massa della fanteài. Oo1nprendo bene che, seppure si riversassero nella fanteria di linea tntti gli elementi scelti assegnati ora agli alpini, ai bersaglieri ed ai granatieri, questa rimarrebbe -s empre inferiore nel reclutamento dell'·ltamo, stantechè la cavalleria e Ì'artiglieria li scelgono t-u lli, ma è pur vero che la nostra fanteria ne riuscirebbe assai rinsanguata e r invigorita. Dunque dell'attuale stato di cose non gittiamo t utta la colpa addosso alle altre ai·mi. _ Chi può negare che ci sia anche la fanteria? Sfido io, è il grosso, è il nerbo, è il corpo, ma, dire che, in tempo cli pace, parecchi soldati si trascinano negli ospedali e nelle infermerie, e che, in tempo di guerra, gli ospedali a tergo si popolano cli spedati, solta,nto perchè non si cura abbastanza il reclutamento della fanteria di linea, mi sembra una esagerazione, e forse, senza altro, è una esagerazione, perchè quelle due conseguenze dolorose, e h1 prima specialmente, derivano '<la altre· cause.


,. 1026 -

IL RECl,UTAME NTO DELLA FANTERI A DI LINEA

Era stato già d-etto e scritto su questa Rivista, primiL che la .Rivista cli fante?·ia se ne accorgesse, che non è possibile fare un taglio netto fra abili e non abili al servizio militare. Questo si diceva a proposito della istituzione dei servizi sussidiari, provvida ist ituzione introdotta nel disegno dì legge sul reclutamento presentato dal ministro Pelloux al Parlamento nella tornata del 4 maggio p._ Se quegli elementi cui martmino le necessarie qualità, fisiche fossero assegnati all'artiglieria, alla . qavalleria, ai bersaglieri, anzichè alla fanteria di linea, forsechè non andrebbero del pari a popolare gli ospedali? La soluzione della questione sta quindi nell'elevare il limite della idoneità al servizio armato e questÒ s'i potrà fare soltanto · a patto di aumentare il contingente (categoha unica) e di ereare un servizio sBnz'arrna per coloro che non raggiungano fa idoneità à quello con l'arnia., idoneità che potrà essere ricercata e constatata 00~1 maggior rigore. · Così, e soltanto così, si eviteranno i d}rn lamentati inconvenienti quello delle deficienze di contingente e quello del soverchio numero di militari ricoverati in luoghi di cura. Dunque: date tempo al tempo. E gli spedati? Parliamoci chiaro. Forse che non si vedono spellati anche . giovani robusti, perchè non abit1,1ati alle marce, o perchè "nial calzati oppure calzati contro le loro a,bitudirii? Sta bene che a parità di condizioni, dirò così locali, marci meglio e più a lnngo un uomo robusto, largo di petto e di alta statura, ma se costui, a guisa, di qnel colosso rappresentante in sogno la potenza babilonese, avesse poi i piedi di creta; addio robustezza, addio inclinazione di corpo, più o meno pronunziata in avanti in ragione della velocità, addiq larghezza di petto ed altezza di statura, che anzi tutto ciò servirebbe appunto in senso inverso per farlo precipitare da « più alto loco ». · E forse, chi sa~ non sarebbe inutile studiare pedestremente, (gùtcchè si parla di spedati) se non convenga adottare una speciale calzatura. per taluni militàri.

p:

IL RECLUTAlfEN'l:0 DELLA FANTERIA DI LlNlM

1027

Certo non fu senza grande sgomento che io vidi spedati fior di ciocia:ri di milizia mobile nel 1889, il giorno sue-. cessivo e per più giorni dopo aver calzato le scarpe. La proposta può ,sembrare singolare, ma, la cosa p~ù importante ed assolutamente indispensf1bile, che deve poter fare il fantacc~no nei dì suc0essivi alla chiamata, è quella di 'incw·ciare...

_E d ora pongo in luce quella che mi sembra la più grossa delle esagerazioni. Alludo all'asserzìone che. dal 1889 in poi non sia migliorato il reclutamento della fanteria di linea. Potrei limitarmi a pubblicare dei dati statistici, ma l'argomento merita, ·a mio avviso, svolgimento più ampio. Consideriamo prima le disposizioni, che chiameremo del 1889, per rispetto alle precedenti ed esaminiamo se sia possibile ammettere, logicamente parlando, che miglioramento non vi sì~ stato·, poi esamineremo se le conseguenze pratiche abbiano risposto alle premesse, logiche. Prima delle disposizioni concretate nell'atto N. 167 del 1889 il criterio fondamentale per l'assegnazione degli_inscritti alla fanteria d,i linea era che ad essa fossero assegnati gl'inscritti che, dopo fatte tutte le altre assegnazioni, rimanessero disponibili (1). Il criterio portato nell'atto suaccennato, ed attualmente in vigore, si fu che alla fanteria di linea dovessero essel'e asseò-nati tutti t:,o·l'inscrit,ti aventi statura inferiore a 1,64 ·m, fatta o eccezione per qu~lla parte da destinarsi agli alpini od ai cavalleggeri, e eh~, a completare la quota :fissata, vi fossero poi assegnati gl'iliscritti con statura di 1,64 m o snperiore ri(I) § -13i della (stru~ione complementare al Regolamento sul reclµtamento, approvata con decreto ministeriale del 20 novembre 4885.


IL RE CLUTAME NTO DELLA .FANTERIA Dl · LINl!:A 1028 masti disponibili dopo compiute le a,ssegnazioni agli· altri corpi (1). Se non fosse stata fatta la eccezione a favore degli alpini e dei Citvalleggeri, s.arebbe superfluo dimostrare. come il secondo criterio r ispetto al primo segni un grande passo verso il miglioramento del reclutamento della fanteria di linea, tanto più, · ove si consideri che il numero clegl'_inscritti con statnra da 1,55 m (minirn:um) a 1,63 m si può dire che rappresenti in media il 44,74 °lo sul numero totale degl'inscritti misurati, come risulta dal seguente specchietto.

=

1=

== ==

I e

I,

A

ss

E

II

Numero totale in~:; :!ti

I

= = = = == 1 Per cento degli inscrit ti con statuni

Numero di inscritti di statura

I-

misurati

t_q._ '_ S _"-_g-~l-~-:z-_·e: ~E 1· ·i : ]E Q~ D5;

~;g

~--

1

]~

1

,::-

I 15- I r~ I 2: E:s:: I ·~; U}:,

1867

316.869 25.8'~8! '142.028 148.993 1 8, 16

1868 , .

304.222 26.001 135.419 H2.802

I 8,55

H,82 47,02 44.,t>l 46,94-

1869 . .

332 834 28.440 149.378 155.016

8,55

I Totali Medie.

44,88 1 46/>7

I

I

l

l-1--- ·1

1953.925 80.289 .i26 825 446.811 25,26 134,21 140,53 1317.975 26.7631'142275 -~48.P37

8,42

44,74 46,84 1

Ma data quella eccez10ne, è necessario esaminarne la portata. Il seguente specchietto mostra quanti fossero gli uomini misurati della classe 1869 con statura da metri 1,55 a metri 1,63 ed indica approssimativamente quanti di essi giunsero alle armi come arruolati di 1' categoria:

(i)

3 23 dell'Atto N. i67 de l 1889 e§ 54 della Istruzione complemen tare 20 agosto 1890.

1029

II, RE CLUTAMENTO DELLA FANTERIA DI LINEA

' DI E CHE A Y-1::VANO l, A STATURA

Da m. ·1,5n a m. I,59

I

CATJ-:(;01\IA

VE·NUTI ALLE AI\MI CON 3 T ATURA

·-

!1

Da m. I,60 a m. !,63

Da m, !,55 a !11. !,63 (Totale}

Da m. 1,55 a m. !,59

'

69058

,..

INSCRITTI (-1)

INSCRI TTI. MISURATI

SO:J20

149378

16353

I I I

1·

l

ba m. !,60 a m. I,63

I

I

10020

I

Da m. I ,55 a m. 1,63 (Totalé) '

35373

Di questi 35,373 uomini una parte debbono essere stati assegnati ai ca,~a.lleggeri ed un'altra agli alpini. Tem1to conto che ai cavalleggeri debbono . essere assegnati inscrit ti di statura dà metri 1,60 a metri l.,68, è evidente che gli uomini assegna.ti ai cavalleggeri, a danno del rec1utameuto della fanteria, debbono essere ricercati fra i 19,020 inscritti che. giunsero alle armi aventi statura da metri 1,60 a metri 1,63. Ora gl'inscritti assegnati ai cavalleggeri furono 3646 (2) Il numero degl"inscritti misurati nel.la ·1eva sulla classe 1869 con statur a da metri 1,60 a. metri 1,63 sta al numero totale dei misurati con statura da metri 1,60 a metri 1,68 nella proporzione del 46,95 °/0 • Ritenuto che la statura non influisca sulla idoneità al servizio militare (8), si può stabilire che sn 3646 inscritti

(!) Queste cifre rappresentano il 23.68 ¼ dei misur-ati. La percentuale si e) trovata mettendo in rapporto il numero dei misurati col num~ro dei venuti alle armi d i t• categoria per varie leve. (2) Il numero degli uomini a%egnati agli squadroni palarronieri.. è trascurabi le, sia perché ad essi vanno assegnati insaitti di statura da metri !,60a metri ! ,72, sia porchè ad essi sono specialmente assegnati inscritti aventi difetti fisici incompati!Jili co l servizio a pied i. ' (3) fn Francia nelle leve dell' anno 1884 la media della stat ura degli assegnali al scrvi1. io armato e quella della statura degli assegnati ai ser vizi ausiliari differiscono di un mil limetro. Ciò dimostra che la statura non influisce sult:t ido1ieitit al servizio millt.are in genere. (V. Co·1npte ·rend1i sw· te 1·ecrr1tement àe l'M·méepe,ulant l'année t884,

~u.

.


1030

1031

IL RECLUT4MENTO DELLA FANTERIA DI LINEA

lL RECLUTAMENTO I!EUA FANTE RIA DI LINEA

~ssegnati ai cavalleggeri, 1712 fossero di staturà da metri 1,60 a metri ' 1,63. Dedotto qt'testo numero dai 35,373 uomini di c;ui. sopra ne restano 33,661. Vediamo ora quanti se ne debbono togliere per la scelta degli , alpini. , Gl'iuscritti di l" categoria della classe 1869 assegnati agli alpini furono 307_4 (1). Il numero degl'inscritti misurati con statura da metri 1,55 a metri 1,63 stà al, numero totale dei misurati con statnrn d~ metri 1,55 a metri 1,99 nella proporzione .dél 49,07 °/u• Ritenuto quanto sopra ·rispetto alla statura, si pnò stabilire che su 3074 inscritti ass'e gnati agli alpini, 1508. fossero di statura cla metri 1,55 a meti·i 1,63. Dedotto questo numero di uomini, scelto a danno del reclutamento della fanteria di linea, ·dal residuo precedente d i 33,661, restano 32,153 uomini assegnati f.),i reggimenti di fanteria ài linea. Ora i 3220 u_o mini assegnati ai cavalleggeri ed agli alpini rispetto al numero totale di inscritti di' l" categoria venuti alle armi con statura da metri 1,55 a metri 1,63 rappresentano il 9,10 °/ 0 • Se pertanto nella scelta gli alpini ed i .cavalleggeri avessero portato via tutto l'elemento ottimo bisognerebbe concludere che l'elemento ottimo sta alrelemento idoneo al servizio militare nella ·proporzione del 9,10 °fo. ]Ifa questo è evidentemente improbabile, sia perchè, se l'elemento ottimo stesse iu quelle propòrzionÌ coll'elemento idoneo, le armi preferite ed i servizi speciali che rappresentano nella scelta circa il45 °/ non potrebbero giungere a comp1etare la loro quota, ciò che invece avviene, sia ·anche perchè dopo la s~elta, rimangono sempre, checchè si dica, degli elementi òtt_imi per la fanteria di linHa, ciò che altrimenti non potrebbe assolutamente accadere.

Rimane quindi dimostrato, se io non mi inganno, che con la disposizione di riservare, meno le eccezioni suaccennate, al recìntamento della fanteria di linea gli uomini di statura da metri 1,55 a metri 1,63 si è effettivamente assi curato alla medesima il reclntamento di elementi ottimi. Vediamo ora che cosa ci dicono i risultati pratici di quelle disposizioni. I seguenti specchietti indicane, l(~ perdite avvenute nelle varie armi per congedi in seguito a rassegne di rimando e per morti in seguito a malattie:

0

(I) Circolare N. !36 cJel i889.

PERDITE nella {01·za media sotto le an'iti, 1Jerifieatesi dal 1• liiglio 18815 al 30 gùigno 1888 peJ" 1°iforme in rnssegna di riraanclo e per 'tno,·ti per malattie.

,,iì

[

,\ r. xl r

R ... gg1nwnti d1 fanteria

Ji Alpini. li

l.

Ber;:117!ieri Cnv,.il leein

] Ar·liglieria

I Genio JJ

I

~~o

,.~.E

~

Morti

µer rnal,1 l ti,1

?.:: I ·;:;·::: ~~ ;Jc

~_f[

8E ~:§

!)9(51-2 1 1473 :, H ~}) I' so1 ' Y> 821:3 7ft , 9.01 ·19-·33(· ' > I J''' •t ,, i 1 1.."9 ,, 100 230:n '

22201 I 240

6164-

s.fH.

I

6 .10

Il

i

8.5 1

I

1

,.s3

!

I

299

! 12. 65 I

l10.81 I

72 ! 11.68 ! 1

\

! ~::: I 9~ I

~.i ~-1

..

..

I

Ijll

I "'

o-

·~·e

o~ ...,~'

U)f.:dia

1I-·----·- -· -__ _,

-

-· ·:,. .-- =C)--1, ~·

Forza

li li

j!

Kifvrme

, per rin1<11>1.lo

il

I

1s5 ·191

8.60

45

i :- .30


I IL RECLUTAMENTO DELLA. FANTERIA DI LINEA

1032

IL HECLO'tA}l&NTù DELLA l"AJ:>;TERIA DI LINEA

PERDITE 1~elld f9r-zq media sollo le anni, dg,l r t-iiglio 1888 al 30giug1~01891 pe1' r-ifor·me in rassegna cli ri·mando e pe1· morti per malattie. I

I

:.· .

I----,,I 1 . o,E -~:= I l l! :! ~i i: I t: i I '

IWormc I par runaud o 1- -- -

I

Morti 11 per malàllia

Forza I

I

AH MI

1

media

,l

1- -- - - ---~! 3!) I Reggimenti d1 fan f~ria I I Alpini . . . t 8846 I

Bersaglieri .

·.:i

~~

!

~

6:

-::

;: ,:;

.§=

1c. )

113.;2_1_ ,62 17.69 11 _ I 1 .69 1 ,.80 I 42 4.75 Il

1380

f)!)l

1

I 11992

H2

.l

ge

~§

1

I

H.81:

101

8.42

li

23398

;25

!13.~9 1 164

7.01 1J

1 Arliglieria

307*1

.359

11.68 ! 228

7.42 i i

I Genio . .

7485

82

10.06 1

(i/ti !' / !

Cavalleria

48

!

CONl!"'RONTO f1·a i d-tte specchietti.

~~o~~: m:a.tlic ·=-11

- -----1

Riforni~, pc,· ri~;mtl~ j

Ppr~~o~/f1cn,: I l)iltcrcnzc

A R }! l

"

:1 :1

i

i1 I ~ i ·- I .;

I !_-~ 1I----------~~_, I _I I

! Re~gimeuti di fanteria. Alprni, .

. .

Berskgli er i.

Pror,orzionc Dill'crcnzc per mille ·

____:_i____

.

.

14,,fJ t3·D2I _

I

I

IJ o

I

0,871

--------11 ~ :~ ~ I

·~

11,59 1·1,s1~1o,:2!JI

I.

~ ~, .; .~ :i .·-- , - -i -'; 8,6 't 7,6!\ _ 1O,l:15 1

u1I (i,,Oi 4,75'1

· 1 !J,01 7,80! -

Ì

I

-1

·1,95

8/) I. 8,421 _

!o,mJ

10,82

Cavalleria

!2,65'ta,89i 1,241 -

7,8:317,0I! -

Artiglieria

'I0,81 tt,681 0.871 -

860 7491

118

Genio. . .

11 ,oa,!O,()(;I

I o,7' ,'.sol6:4;I

o'.so

I

1

1 1

1033

Presi isolamente i due primi specchietti mostrano, · col-· l'evidenza delle cifre, per usare una frase vecchia, come poi alla fine dei conti non sia così. grande la differenza fra la fanter.ia di Jinea e le · altre iirmi di specialiti. Infatti, mentre la fanteria di linea nel triennio dal 1885 al 1888 ha · perduto per congedi in seguito , a rassegna il 14,79 per mille, la cavalleria ha perduto il 12,65, i bersaglieri 1'11,59 per mille. · Nelle perdite per morti poi la differenza è anche meno sensibile, poichè mentre la fanteria di linea, ha perduto nel suddetto triennio 1'8,64 per mille, i bersaglieri e l'artiglieria,. hanno avuto quasi le stesse perdite. Messi a confronto i due specchietti, come io ho fatto nel terzo specchietto, mostrano .che nel triennio dal 1888 al 1891 si è in ~nassima realizzato un miglioramento perchè le perdite sono d iminuite e mostrano poi come sopra ogni altra arma siasi avvantaggiata nell'ultimo triennio la fanteri& · di linea.

Sembra pertanto si possa asserire che le disposizioni del 1889, sia considerate in se stesse e nelle loro conseguenze logiche, sia considerate nei loro risultati pratici, hanno effettivamente introdotto un miglioramento nel reclutamento della fanteria · di linea. Orbene, dato questo, è senz'altro una esagerazione scrivere: «.Nel 1889 per migliorare, si disse, il reclutamento della « fanteria di linea le disposizioni relative all'assegnazione « furono modificate )>. Ed avesse almeno l'autore del primo articolo cercato di dim<Dstrare che effettivamente c1nelle disposizioni non recarono giovamento ! Ma invece se ne passa con queste semplici parole: « Alla fanteria si lasciano gl'individui di statura inferiore « a 1,64 m i quali rappresentano. il 40 per cento circa de gl'in« scritti, ma fra costoro i cavalleggieri scelgono gli uomini « ampi cli petto e svelti e cioè gli elementi migliori )>.


1034

JL . l!ECLUTAMEN TO DE LLA FANTERIA Ul Ll?>EA

(inesto è t roppo poco ed anzi fa nascere il dubbio chE} resame minuto, che ci siamo studia.ti di fare p iù sopra, del nuovo criterio ,di n.ssegnazione, sia stato a bella posta la·sciato nell'ombra, siccome quello che avrebbe provato il contrario di ciò che l'autore vo!E1va provare. Ma qui già sento r isuonarmi nell 'orecchio la domanda: « Perchè tntti i piccoli di statnra, a lla fan teria di linea? » Non sapete che« chi ha le gambe corte deve fare molti passi e quindi si stanca presto? » Non sapete che « piedi più hmghi accrescono la velocità. clella marcia? » Io faccio cli cappello ai responsi di tutte le scienze umane e divine, ma ripeto: per carità, non esageriamo. T eniamo da conto tutte le osservazioni, tiriamo profitto da tutto, ma, i~tendiamoci bene, le osservazioni su dì uno stesso argomento debbono essere armonicamente unite in un tutto che costituiri.i poi la esecuzione pratica di quelle o,;servazioni. ì\fi spiego. Sì osserva, e potrà esser vero (quantunque non mi maraviglierebbe che domani, od anche oggi stesso, si fa,cesse un 'osservazioue diametralmente opposta), che << in « marcia 1.:hi è più. 1.tlto fati ca meno, poichè ù la contrazione « dei, tre muscoli che fanno agire il femore attorno al ba« cino, che produce la stanchezza : questa cr esce naturalmente<<" coll'aumentare della contrazione e colla ripetizione dei mo<< vimenti )>' D unque il fantaccino, se no conclude subito, deve essere. alto, perchè così farà. meno movimenti e si stancherà meno. Ma che direbbe il mio autor e se in base a questa conseguenza si assegnassero alla fanteria di linea, tutti individui, alti bensì, rna magri e spesso ricurvi nella per sona, col petto stretto e chiuso ·? Il vero è che la stanchezza, dipenderà anche dalla contrazione di quei tre famosi muscoli che fann o agire il femore attorno al bacino, ma, grazie a Dio, è lecito credere che dipenda anche da qualche altro fatto fisiologico-meccan ico che si verifica durante la marcia e poi forse anche un tantino da buoni polmoni. Ed ancora. Si osser va che nella marcia, « lo svolgimento

IL !UsCl,UTAMENTO llEL.1, A FANTERIA Dl U SE.\

10il5

del piede a.llung~ il passo in ragione della sua. m~esi;m~ lnncrhezza e se ne deduce la conseguenza, che p 1ed1 lungln o . . a ccre.,;cono la velocità della marcia >). Sta benissimo; tutto ciò è sa.crosai1tamente vero. ma se alcuno per ottenere nu piede più lungo e quindi una velo- . cità maggiore si ponesse al piede un ben adattato o~degno che lo allungasse e con questo incominciasse a marciare..... risum, teneafis, amici'.?

È vero che rantore dell'articolo « la marcia a piedi )> (1) non t rae dalla premessa quella conseguenza, ma tuttavia n~ trae una che n on mi è riuscito di comprendere. Eppur e v1 O'arantisco che, non in piazz1:t d'armi, ma nella solitudine del mio ~tudio mi son pr ovato ad eseguire praticamente quan to E gli dichiara che deve essere ev~t ato . . :E:gli dice: « Esigeremo invece che primo s1 pos1 a, terra « il tallone eppoi tutta la pia,nta, successivamente, e che « primo se ne stacchi il tallone, ultima la pia~ta del_piede )>. Ora. a me sembra, che, a meno che non s1 voglia a bella posta camminare snlla punta dei piecl~, _sia natu:almente im possibile marciare in avanti posando m terra pnma la pnnta del piede e poi il t allone. Ma via, non facciamo esagernzioni l Ma non basta : e non basta. perchè, avendo la Rivista invocato in suo aiuto l'esempio dei principali eserciti europei, mi permetto ~nche io d i citare, se . no\ pro~do . l'e,5e~npio <lella Germania, quello della Francia. Che diamme. licenziare un articolo senza a.Imeno un po' di citazioni di ciò che accade nBi paesi vieinì ? E mi limito a ripor tare una tabella di confronto fra la statura richiesta in Fra.ncia e quella stabilita in Italia per le assegnazioni degli inscri tti ai corpi; e questa tabella riporto uon solo perehè mi giova per quanto ha tr~tto alla statura della fanteria di linea, ma anche, come diremo in segnit.o, per la statura richiesta per le altre armi. 0

1o flivisla d ellct

r,mteri11 , r,1sci,·ol,)

V, r :,gir::1. 301.


1036

Il, RECLUTAM EN'l'O DELLA FANTERIA DI LINEA

IL_ RECLUTAMENTO DELLA FANTERIA DI LINEA

degli inSC'l'itti alle M 1·ie armi, corpi e specialità.

TABELLA indicante la stal·ura r·whiesta in Italia e in Jl1·ancia per'

·======•::::::::::::::========= = ==~ ==== ==== = ====- -· =-=-= FRANCIA ITALIA -.- -- - -- - - - RICHIESTA STATUIIA

~lm.i;;:ic.;:-1

ARMI , CORPI E SPEC!AUTA' Minimtt

m. c.

_ __

_ __ _ _ _ __ _ _. e __ _ __

_ , __ __ __

,_!__ __!,_

Massima

m. c.

1037

= = ===--=-= --e= -,

ARMI, CORPI E SPECIALlT.~

M1tisima

m. ,..

~~- --..'.---.- !.-- - --

__

i

Fanteria.

I

\ Fanter.ia di linea . . (}ranatieri . . . · Ì Alpini. . . . . . . , Be rsaglieri. . .

{ Rt>gg irnenli di fanteria .· Ì ,, Reg-Q'imenli di zuavi . . . . . f Battaglioni . di. c~c<::inlori a piedi_. ... l Fant.eria Hegg 11ne11t1 J1 l1r1:1 g lrntor1 algerini )

1,55 1,51·

1,75 1,?i5

·1,64

t ,75

Reggimenti lancieri

1,64

1,72

1,64-

po

1,5!:)

Cavalleggieri . . . . Squadroni palafrenieri

1,60

1,5~)

1,67 ·I,64-

1,60

1,68 ·1,72

Da fortezza. . . . . Da montagna (batterie) . Da campagna (batterie e treno)

l ,67 'l,7~ 1,64

1,n

1,70

Cav1:1Jleria

·

)

1

Artiglieria .

.

\

·1A cavallo {batterie e treno). / Zappatori . . . i Tele&rafisti manuali.· : 0 ' trasm1tt1tor1 S peciali$ti . . . ' . . ) Ferr9vieri e lagunar·i .

l

. 1

Poo,t,e" . . . . • .

\ Treno.

I

·J,Gi-

Ii

·1,75

'

Compagnie opera: d'artiglieria

Genio., .

1,82

1,75

·Il

1,fi4

1,66 1,54

1,55

1,64

1,6H 1,GG

1,78

1,Gi 'l 55 ·

Compag oie.

],

i

I j

I

1,66

I!

ÙH

· i Di s anilù

rorazz.ieri. . . . . . ) dragoni . . . . . . ~ Caval]Pria caceiatori <l' A i'rica . . l di ca ccia tori ed us seri. J

Batt1:1gliu'ni di arti glieria da fort(~zza \ 5

,\.' nella, pr o.·porzione di /rn del Ro-Jgimenli co11l1ugenle_. .._ tli . nella !)rnporz1o nc d 1 •/10 del . I arriglieria ?. cuntmgente. nella rroporzio ne di ~/ ,odel contingente . ·1 Compagnie operai d' artiglieria ed , ,l rlificieri.

t' ( \

1,55 1,66

,

1

1

Reggimenti del genio.

Reggiinenti pontier i (artiglieria). . . 1· nella p_roporzione di %odel ! . s,,oadrou, . contingente. . ' del treoo . nella proporzione di i 11 0 del deglitqaipagqi contingente. ' militari nell~ rroporzione di 2/io de l · . contmgente. . · Corn~agnre _d el treno_ degli equipaggi rn 1htar1 d1 stanza m Africa.

I

Ge.1io e treno degli equipaggi militari

1

1,63

J,G_4

Artiglieria

I

1,75

i

· ,1,GO

I I

i Di sussistenza

Reggimenti R.eggime nli Re!!gime nti Regg imenti

I

!

1,6;)

I

Il

J

·J,55

1,54

1,55

1,54

Sezioni di commess i operai- delle ì s ussis tenzP. ~ Truppe di S l:'.z1 o n1· ct··111 1·ermìeri militari. . \ amministrazione

i

1


1038

IL RECLUTAMENTO. DELLA FANTERIA D( LINE A

fo. spe;ro cl1,~ il lettore non resterà m<\,ravigliato osservando come in Francia il limite minimo di statura sia anche inferiore al nostro, nè rimarrà scandalizzato osservando che ~li individui della. statura di m. 1.54 sono tutti assegnati ;Ila fanteria, fra le armi combattenti. O che .in Francia non cono.scano la teoria dei famosi tre muscoli che fanno agire il femore attorno al bacino?

Ad ogui modo però si deve qui ripetere, a lode del vero. eh~ nel secondo articolo sulla materia, la RiDisla di fanteria si e messa su di una strada molto migliore, most.1;ando d i aver compreso come il problema del reclutamento della fanteria di linea sia intimamente ed indissolubilmente connesso col contingente e col criterio in base al quale si determina ·1a idonèità al servizio militare. Però, coneretando, cade anehe~ii:'1 quello, i:i mio avviso, in qualche esagerazione ~l). ' « Inutile spendere parole per dimostrare che, ·oolenclo {eome « 3i pu6 solamente supporre che non si voglia!), ciò si po.. trebbe fare be.uissirno in Italia: la, ca,valleria, è noto a « tutti, non li.a bisogno che di uomini leggieri e· di buona « inforcatura; l'artiglieria da campagna non ha bisogno al« cuno di uomiui di corporatura st)eciale; l'artiglieria da for« tezza: ha ormai cessato di aver bisogno di uomini di grande « statura. In tutti i luoghi ed in tutti i servizi poi che esi« gono intelligenza e robustezza è ben difficile che si abbi.a « bisogno che tutto l'elemento da assegnarsi sia scelto. >> Esaminiamo il. valore di queste parole. · Ga'Valleria. - Sarà noto a tutti che la cavalleria non ha bisogno che di uomini leggi.eri e di buona inforcatura, ma ({J //ivMa di fanteria, fascicolo V, pa.g. JH .

1039 ,,ors·e il anche qui mi sembra che si badi ad un lato so1o, 1, più importante, ma non ul).ico della questione. .. .. Chi può negare e chi non sa che, r ispetto ai cavall~, 11 . cavaliere per essere un buon cavaliere deve essere leggiero . e .di buona inforcattira? Ma il cavaliere bisognerà conside· rar.lo ariche un po' 1·isp >Uo all'-it0rno, ed allora chi può dire. 1,-l' individui leo·o·ieri e d-i buona inforcatura saranno Cile ,., ·· oo sempre capaci di accudire, senza ammalarsi o peggio, _al go~ verno él.el cavallo, specialmente dopo una lunga marcia, c:ln può dire che essi saranno sempre tali da , re~ist,e1:f} alle fatiche ecceziom1li derivanti dall'esercizio spec1alH del cavalcare, tanto più che siamo costretti ad assegnare alla cavalleria individui che non hanno mai?avnto pra,tica di cavalli~ È inutile 'spendere più parole sul reclutamento della , ca,,alleria sino a che in quell'arma sia mantenuta una ferma pit\ lnnga. . Questo UliLggior obbligo di serv1z10 alle armi tra~ ~eco la necessità di stabilire con criteri. dirò così, estenn, 1Jnmutabili, qnali debba.no esser(~ gli inscritti da, assegn'.1,rsi all~ cavalleria. Così non è possibile assegna.re alla cavalleria quelli . che naturalmente vi dovrebbero essere assegnati, cioè gli individui già pratici di eavalli, misnra questa che produrrebbe non solo un miglior reclutamento deìla eavallerii1, con minore o forse con nessun danno della fanteria, ma permetterebbe anche di diminuire la ferma di cavalleria, sciogliendo le pastoie entro cui ora si dibatte il reclutamento di quel1\irma . Ma, ' se non erro, a, tutto ciò provvede il disegno di legge .sul reclutamento, giiL presentato al Parlamento dal ministro Pelloux, ed allora ? Allora, è il caso di ripetere: date tempo . al tempo. Ar·tiglieria da campagna. ···- « Non ha bisog~10 alcuno eh « uomini di corporatura speciale». 'froppo assolute qneste asserzioni r Anzitutto -si potrebbe domandare alla Rivista: perç.hè, se così è, la :B'ra,ncia ed · il Belgio, da voi ~te~so _citat·i a confortò della vostra tesi, perchè anehe essi richiedono una corporatura speciale ·? IL RECLUTAMENTO DEl,LA FANTERIA DI LJ.\S'EA

1


1040

lL REC LUT AMENTO DELLA FANTERI .-\ PI LlN EA

![, RECLUTAMENTO DELLA ,FA NTEltl ... DI L INEA

La ~~a~cia, com~ si rileva dalla tabella, recluta gli otto dec1m1 f del ·eontmgente da assegnarsi all'art1· . ca 1 . . · b0'1·iena campagna r~ i?'d~v1dui di statura. uguale o superiore a quella da noi nch1esta per l' asseg1lazione all' ar t·1g1·iena . d / ?a~p~gn~. Che a~zi, se 'il limite della statura per a artiglieria ,·fu da no1 aumentato, portandolo da m. 1,62 ml· lf:,64, ~1 fu appunto per avvantaggiare il. reclutamento e1e1 a a11teria. . Il_ B_elg~o, ~ec?n_d o _le vostre stesse citazioni, recluta l'art1ghena fra . .m~1v1du1 di statura da m. 1,67 a m. l,72. ~lt~e a mo, mtendiamoci bene una volta per sempre è ve:1ss1m? che _c'_è_ anc~e ~ fanteria e (1he anche essa ha sobno d1 uomm 1 dotati. d1 speciali attitudini fisiche, ma e' è anc~e da tener conto d1 una considerazione d'indole tutta pratica, e _che va.le, a mio avviso, a spiegare (badate b n?r: d100 « giustificare ») in parte la ragione del!a ::: fenontà. del reclutamento della fanteria. di linea.. E la considerazione è questa: L'_no~no in . fanteria, e specialmente in fanteria di . linea co_mm~1a la vita ~ilita:·e facendo su per giù la vita che h~ fatta amu .' poichè tutti, pi.u o meno, .avra.uno lt t stno a, venti . sa a o, camminato, adoperato un fucile Non cos~ nelle altre armi, dove può ac~adere di prendere per esemp10, un nato sulla laguna di S. Marco il quale . uò è1nche n~n aver veduto mai un cava.Ilo (anche' questa . p . esa~era~10ue), e piantarlo a cavallo dopo due o tre : i;:: rllel~ arrivo al corpo, come se avesse fatto sempre il :wal-

bi-

~h~

~~-

.

. . ev1r . l en t e, maHo 1 preso l'esempio della cavalleria, perch. . . ·e è pm o spostamento dalla vita fisica normale s· "fi che 11' t · i · . 1 ven ca an. ne ar ig ier1a ed in alcune specialità d 1 O' • Or· . . ., e oenio. . a s1 p~o ::;.o~t:nere questo spostamento senza una mao·. 0 g iore energia fisica? d. Q~i~~i è_ C~le'. pur prescindendo da altre considerazioni J orauo, d1 fatwhe maggiori o speciali E"el g cavali· d · . ., overno e1e1. . .i e _e1 pezzi, pare . si possa. riconoscere che non è poi, m tesi generale, priva di ogni ragione la inferiorità

10!1

del reclutamento della fanteria, di fronte a quello delle ~tltre anni.

A,·tiglie;•ia d.,a, (o,·te::::a « ha ormai cessato di aver bisogno di uomini di grande statura». L 'asserzione che ormai l'artiglieria da fortezza non ba più bisogno di uomini di grande sta.tura. è una asserzione gratuita. L'autore non dimostra, e del resto non lo potrebbe, che ormai rartiglieria da fortezza n on abbia più bisogno di uomini di grande statura, e noi aspetteremo che egli ce lo dimostri. Intanto per noi, e, come vedremo, non per noi soltanto, rimane fermo che per le istruzioni e le manovre speciali dell'artiglieria da costa e da fortezza occorra.no ora, nè più nè meno che prima, uomini di alta statura for t,i e robusti. Il fatto che alcuni pezzi possano manovrarsi più agevolmente per via di meccanismi, non può condurre alla conseguenza generale che oramai non occorrano più per l'artiglieria da costa e da fortezza uomini di alta statura. D'altra parte, se non si ponessero dei limiti di statura, entro i quali debba cadere la scelta degli uomini per servizi speciali, ne risulterebbe per quei servizi un reclutamento di. uomini di statura tanto sproporzionata da pregiudicare seriamente, se non impedire totalmente, alcune manovre. E ciò appunto a.ccadrebbe se, per esempio, all'artiglieria da fortezza si assegnassero uomini di statura da m. 1,55 a m. 1,90 o più. Ecco dunque un altro lato della questione che non può essere trascurato da chi voglia risolverla completamente. E se è necessario mantenere entro dati limiti di statura il reclutamento degli uomini per l'artiglieria <la fortezza, potrebbe il nostro autore asserire coscienziosamente che questi limiti debbano ricercarsi fra le stature basse, anzichè fra le alte? Ho detto sopra che non siamo soli a ritenere che occorranno per l'artiglieria èla fortezza uomini di alta statura.


1013

1(, RECLUTA)f El'\1'0 DELLA FA NTERIA DI UiSEA Il, RF.CLUT.UI E.NT O DELLA FANTERIA DI LINEA.

. ~~fatti_, come si rileva dalla tabella sùrr ipor tata, anche m Ii rancta hanno mantenuto ancora il criterio di asse.o·nare uomini di statura elevata ai reggimenti da fortezza, ~tabil~ndo come ,tiinimum quella di m. 1,66 - oltre a ciò nelle disposizioni relative all'assegnazione degli inscritti ai corpi s1 raccomanda: « Les hommes dont la taille dépaase l "',80 seront, antant « que possible, attribués à l'a.rtillerie et placés de préférence « dans les bataillons cl'artillerie de forteresse, ou dans !es « batteries de montagne. >> Con la teorià delle gambe lunghe e dei piedi lunghi costoro dovrebbero essere assegn~ti alla fanteria, ma che volete che v1 dica, domandatelo a lla R ivista di f'antei~ia.

E d ora ùoncretiamo. La giusta ripartizione del contino-ente di Ja categoria fra le varie armi e specialità di servi:io è un problema. complesso e di soluzione difficile. Per dare a qnest~ ripartizione, eseguita da 87 centri differenti, quanti sono . 1 nostri distretti militari, un indirizzo uniforme, occorr~ dettare ai distretti norme, per quanto è possibile, precise. ?ra la pr:'ci:ione è_ essenzialme~te legata alle cifre e pe~ quanto c1 s mgegm a dar norme con le parole: 1·ob,usto, agile, svelto, gagliar·clo e simili non è da sperare che si oossano raggiungere ; ri:sultati concreti. • . E vien quindi fuori la statura, che è, quasi si direbbe, 1:l termometro delle assegnazioni, non o·ià nel senso che le attitudini al servizio militare çrescano ragione diretta del cres~e:e della statura, ma perchè la statura g iova a fare con prec1s10ne una prima suddivisione in oo-randi cateo-orie deo-li . . .d o o inscritti a assegnarsi alruna, od all'altra arma o specfr.litit di servizio. Per guanto si possa r itenere che gli uomini di statura

i:

e corporat ura più grande sieno in grado di sviluppare una somma maggiore di vitalità, pure non è men vero che anche gli uomini di statura e corporatura piccola, ma ben equilibrata e proporzionata godono ottima salute e possono sopportare ogni fatica (1). Ho accennate alle difficoltà essenzialmente prat iche del problema ed anche alla statura considerata come indice, dirò così, delle assegnazioni, perchè mi è sembrato che le arg@mentazioni della Rivista cli fanteria in favore del reclutamento della medesima abbiano alcunchè di vago e d'indeterminato e spesso, per non dir sempre, rimangano nelle serene ma t roppo lontane regioni della teoria. E ciò è certamente contrario agl' intenti della Rivista, poid1è nel campo teorico, giova ripeterlo, nessuno nega la superiorità della fanter1a sulle altre armi, per quanto ha tratto all'elemento costitutivo « uomo. » Io n oH nego che sj possa, o meglio si debba, fare ancora qualche cosa a vantaggio del reclutamento della fanteria di linea, ma la strada per arrivare a concretare questo vantaggio mi pare ·non sia quella battuta dalla Riuista cli fan~~

'

'

Abbiamo detto sopra come il problema sia incfo;solubilmente legato con la categoria unica, con la istituzione dei ser vizi sussidiari e con la r iduzione della ferma di caval- ' leria. La strada è aperta perchè quelle proposte sono contenute n el disegno di legge sul reclutamento già pr esentato al P arlamento, occorre quindi esaminare le cose dal !ato prat ico supponendo quelle proposte giiL approvate. È ,noto a tutti che per poter dire di aver vinto bisogna: · cercare il nemico; sbaragliarlo; occupare le posizioni già da lui occupat~ ed inseguirlo, affermando così la vittoria. Ora, se la Rivista di fanteria , come ne siam certi, vuol ottenere la vittoria, è necessario che cerchi tutte le ragioni

(! )

YeJ i 1,t no ta 3

J.

pJg. .f029.


l OH

lL RECLUTAll'ENTO DE LLA FANT,ERJA DI l.lNEA

per. 1~ qu~li, volere o non volere, la fanteria si trova in p~s1ztone mfe~iore rispetto alle altre armi, poi combatta e vin~ queste difficoltà e quindi indichi provvedimenti con~retL che concilino gl' int_e1:essi di tutte le armi, il che equi' ale ad occnpare la pos1z1one nemica. Cosi farà opera veramente efficace, e soltanto cosi potrà co~locare n~l tempio delle sue vittorie le spoglie opime d-el primo nemico vinto.

L'ESERCrro FRf\NCESE (Conlinu:11.ione, ved i numero precc,lcnt c)

Considerazioni .

/

Sistema misto. - Da tulli questi dati di fatto, che, sebbene for.3e gi~1 noti ai più de' miei leLtori ho ilovuto riportare, sorgono naturalmente alcune considerazioni. Una prima nasce tosto dall'accenno fatto sul sistema ado ttalo dalla Francia per richinmo degli uomin i dal congedo in cnso di mobilitazione. 8i~c~ome essa esegnisce il redutamento in tempo di pace a base nnionale e la mobil itazione invece in modo territoria le, cosi il suo sistema fu dello misto . La Francia lo ha ndott.ato rnlendo rnggiu ngere i due scopi : di eliminare gli inconvenienli poliLici che in tempo di pace poLrehhero derivarle <lai sistema completamente territoriale e di usufruire del gran vantaggio che que~t'11ltimo offre nella . racilith e pronlezza di mobilitazione in caso di guerra. Anche pres;;o di noi e specialmente in pal'lamento, fu più volle portata in campo e discussa la questione del sistema territoriale. Molti furono i suoi propugnatori, i quali riconoscendo cho la nostra mobilitazion e lasciava qualchecosa a desiderare, coll'adozione di quello speravano sopratutto di vederla racilitalfl. Ma tal e questione (• oltremodo complessa e non di facile soluzione, particolarmente


1046

L'ESERCITO FRANCESE

per il nostro paese, sia per le peculiari su~ condizioni politiche, come pe:: la sua conformazione geografìca e per la situazione del nostro probabile teatro di guerra. Inoltre essa è una di quelle questioni la cui soluzione è bene si conservi il piLL che possibile ri servata. Occorre cioè che eh i è a capo del l'esercito vi studi e la riso Iva nel miglior modo, ce,rcando pur di superare nella rapidità di mobilitazione le allre potenze; ma che di raie soluzione trapeli il meno che sia possibile. · Chi, per esempio, volesse esaminare LuLla la discussione avvenuta a questo proposito alla camera dei deputali nell'estate del ,J890 fre le nostre più eminenti autoritit militari; vedrebbe appunto da quella dimostrato all'evidenza quanto la questione sia r,omplessa, · come ne sia difficile la soluzione, come forse il miglior sistema, per ora e per le speciali nostre condizioni, sia quello di combinare un reclutamento che abbia maggiori caratteri di nazionalilit in tempo di pace e maggiori di territorialitù all'atlo della mobilitazione, però con temperamenti e corretlivi· tali che abbiano lo scop9 sopratutto di accelerare la nostra mobilitazione, ma nel tempo stess;o evitare il più che po.,sibile gl'inconvenienti che per noi deriverebbero dall'adozione di uno o dell'altro soltanto dei due sistemi , come pure dell'adozione del sistema prettamente francese in tutte le sue parti. Che nelle alte sfere si sia ultimamente lavorato e si stia lavorando tuttora nell'intento di accelerare la nostra mobilitazione lo si sa. Conso liamocene, colla fiducia che anche_:n c:iò no:1 saremo inl'eriori a qualsivoglia nostro avversario. Il poter avere questa fiducia è di una necessitit vitalissima, poichè bisogna riO ettere che al giorno d'oggi per la mobilitazione ogni più piccolo guadagno di tempo ha assunto un'importanza lulta s' peciale, ogni più piccola perdita di tempo può esser caµsa di gravi danni, e guai a noi se si do vesse esser colli dal nemico a mezzo della mobilitazione! Co1nandi delle gtandi ltnùà. - Una seconda coùsiderazione mi vien suggerita dalla circostanza che tanto in Francia come in Ital ia non esiste in tempo di pace la formazione delle a!'mate costituite di più corpi d'armata riuniti. Però in Francia sono già scelti fra i membri del consiglio super:ore di guerra i generali che all'atto dell.1 mobilitazione dovranno prendere il comando deìle armate e, $ebbene per ora non abbiano alcur. comando diretto, sono in ob-

L'ESERCITO FRANCESE

1047

bligo di conos<~ere ~ di occuparsi di <~iò d1e li potrà riguardare in . avvenire , la mobilitazione, la radunata, lo sfilamento, il materiale, la dislocazione,' i. trasporti delle loro truppe ecc., e. vengono incaricati, specialmente nell't~ccnsione delle manovre ,annuali,' di far riviste e ispezioni ai loro corpi d'armata. Presso di noi pure non es istono ispettorati permanenti dei corpi d'armata , nè comandi costituiti di a~mate; ma è snpponihile che il Ministero, valendosi della fnco lià cli tenere a disposizione un ceno numero_ di generali, abbia giit designato tra costoro quelli che . in e"UE\rra ,dovranno assumere il comando delle armate da formarsi .. e dia loro nn d'ora i mezzi occorrenti per qu01la preparazione e quegli studi che è necessario siano fatti in precedenza se si vuole . che al mpmento opporl.Uno i nuovi comandi funzionino perfettamente, bene. E poich è sono venuto a far cenno clell'alta geràrchia dell'esercito, dirò che, mentre si comprendono benissimo ie ragioni per cui in tempo di pa~e non si è voluto costi tuire (almeno 'palesamente) l'ufficio del comandante d'armata, e si è reso anche inaccessibile il grado ct1e vi corrispondé, non si comprende altrettanto bene perchè ai comandanti di corpo d'armata sia lasciato il medesimo grado della gerarchia. che ai cornandanti divisionali. Questo fatto ha probabilmente la sua .origine da ciò che era. logico e naturale it1 altri tempi, quando cioè gl i eserciti erano meno colossali degli odierni ed il corpo · d'armala era il massimo riparto delle forze di uno Stato in diretta dipendenza del comando supremo. Allora ai comandi di corpo d'armala corrispondevano · i generali d'esercito, ed a questo massimo grado era conveniente che, come oggi per le armale, nessuno fosse promosso in tempo di pace. )fa dopo che la formazione normale di·. guerra stabilisce le armate c.omposte di due o più corpi e c·.he a quel comando si fa , . ora corrispondere il grado di generale d'esercito, non accessibile ·in tempo di pace, , si sarebbP. dovuto creare un nuovo grado nella categoria d~gff ufficiali generali per il comandante di .corpo d'armala. Continuando a lasciare le cose come sono , al primo iniziarsi di unii gu.e rra si avranno generali di un solo grado, quello di tenente generale, preposti ai tre cli:versi comandi di divisione, di corpo d'armata e di armala, con grande inconveniente. Ciò av-

nè

66 -

A:0.NP XXXVII.


1048

L'ESERCITO FRANCESE

Ì.'ESERCITO FRANCESE

viene pnre in Francia, dove il generalato è comrosto di soli tre gradì, al più elevato d,ei quali, il mareséiallo di Francia. nessuno . può essere .promosso in pace ; ed an~i in Francia vi è un a circocost?.nza di più, poich<>, non essendovi un re che assuma il comando supremo dell'esercito~ anche il generale desi<rnato ad assu Ìnere tale comando in una futura guerra non ha che il grado di tenente generalé. La 9"ermania e l'Austria hanno già quattro distinti gradi nella scala degl i ufficiali generali. Quale difficolta può esistere perchè si adottino anche da noi ? · Nnmero dei corpi d'armata. - Passiamo ora ad. un'altra considernzione: se cioè i '.il'! corpi d'armata che la Francia ha pennanentemente costituiti siano i soli' di cui essa possa valersi in tempo di guerra. Esaminando il numero delle sne varie unità ~i truppa di ogni arma e la loro costituzione del tempo ,di pace rispettivamente a quella di guerra e tenendo conto dei reparti territoriali di cui sono pronti i quadri e per i qu_ali occorre soltanto la chiamata · delle truppe, si trova che la Francia ha molte foi·ze eccedenti alla formazione di campagna de' suoi 2 1 corpi d'armnta, cosi da pot~rne fo rmare prontamente altri. · Per quanto riguarda le forze di fanteria, tenendo c'bnt.o degl i 8 reggimenti regiona li disponibili, dei il 45 quarti battaglioni dei reggimenti suddivisionali, dei ·14-ti reggimenti .territoriali (su -5 battaglioni) delle 1115 compagnie· deposito di qnesti ultimi, dei 3,1 battaglioni doganieri e delle 46 compagnie cacciatori forestali , si troverebbero tante forze da poter costituire un numero di reggimenti a 3 battagl ioni sufficiente per altri 30 corpi d'armata e più. Quanto alla cavalleria, vi sono i q,ninti sqund!'oni deposito lasciati da lutti i reggimenti, dei quali squadroni (diminuiti delle scorte cui devono provvedere) rimangono disponibili senza dubbio una seftantina; vi sono inoltre ,100 squadroni di riservisti, vale a dire i 36 sesti ed i 36 sellimi squadroni dei re<Hrimeoti <li corpo d'armata ed i 28 sesti squadroni dei reggimenti dragoni ed usseri delle divisio.ni indipendent.i. Finalmente si hanno pure 72 squadroni dell'ese:·citoAerritoriale. Con questo tot'ale di 232 sq~adroni si può dire che, se non m:rncano alla Francia i quadri per riunirli in tanti reggimenti, anche la sua forza di cavalleria è tale da poter fornire, se non ad altri 30, ~erto ad altri .29 corpi d'armata 2 reg-

.

~

(,

1

1')1')

~

1049

gimenti (a 4· squadroni) per ciascuno. Siccome però si dubi ta ch e un certo numero degli squadroni tenitoriali debbano rimanere appiedati per mancanza di cavalli ( 1) così si può ritenere che di 9 reggimenti di cavalleria pòtrebbero essere forniti senz11 dubhio 25 innovi corpi d'armata. Ma, per gi~dicare più esattamente del numero di co rpi d'armata die la Francia potrebbe costi tuire, è necessiirio conoscere · sopratutto quant? le è possibile di avere in fotto di bauerie di artiglieria le quali sole possono dare l'indizio sicuro delle grandi unità di guerra che uno Stato può portare in campo. Ora a questo proposito è duopo avvertire ch e la Francia tiene nascosta il più che le .è possibile la sua vera forza di artiglieria. Ciononostante da quello .clie si $a è po,ssibile trarre qua lche deduzione molto approssimativa al vero. Ab1iall} già visto che i due reggimenti di artiglieria, che .ognuno dei primi ,J9 corpi d'armflta ha in tempo di pace, provyedono al medesil,llo l'artigl ieria occorrente per la sua formazione .di .guerra mediante speciale operazione di sdoppiamento; e si avvertì .fin d'nllora come ria tale operazione rimanessero disponibili per -01,mi corpo d'armata 7 batterie (4· di nuova formazion e e 3 già preesistenti). Non so precisamente che cosa. .;;ia stato disposi.o per fartigl ieria del XX corpo ; ma volendo ammellere, ciò che pure è probabi!'e, la formazione dì nna 20• brigata d'artiglieria simile a!le altre, si avrebbero disponibili anche da questa altre 2 batterie. Cosicché se ne avrebbero in complesso 1140. A questa bisogna ag.giungere un certo numero delle batterie territoriali; le quali veramente sono 362, ma non tutte però montate e quindi non tutte atte alla campagna. Non si sa neppure quante siano tra queste le batterie esclusivamente adibite alla difesa delle piazze e che son dette baw~rie a piedi e batterie di sortita, e non si può quindi stabilire null·a di preciso; ma si può forse non essere lontani dal veri) supponendo che esse non oltrepassino il numero di '166 ed in tal caso rimarrebbero ,196 batterie montate, le quali aggiunte alle altre 140 sommerebbero ad un totale di 336. Questa quantità, per vo ler assegn_are 20 batterie a ciascuno dei nuovi corpi d'armata come ai primi. sarebbe sufficiente appena per O corpi d'armata, (che 1

1

(i) Jli'vìsta ;lii/ilare del settembre t892.


1050

L'ESERCITO FR,\.NCE SE

anzi ad uno di essi mancherebbero 4 ),atterie). Come si vede, la forza disponibile di artiglie~·ia limita assai il numero delle grandi unità che si possono costituire. Tuttavia, poich è non è ne1:essario che Lutli i corpi d'armala siano formali con '20 ballerie d'artiglieria _(i nostri, per esempio , ne hanno solamente ,16) sarebbe da ritenersi che, se alla Fr11ncia convenisse effettivamente distril;uire le sue ingenti forze sopra il maggior numero possibile di corpi d'armata oltre i 2,1 permanen ti, assegnerebbe a ciascuno dei nuovi un numero minore di batterie. Qualora questo numero fosse di 116, cioè che non sarebbe iniprobabile, le 33.6 batterie disponibili sopradette basterebLero precisamente a fornire !'.artiglieria occorrente per altri :iH corpi d'armala. Del rest~, ripeto, le forze d'artiglieria della Francia non sono b_en note, onde non sarebbe impossibile che in questa essa preparasse qualche sorpresa. Ed a proposito di artiglieria mi cade in acconcio di osservare che l'artiglieria francese nelle se1.ioni di munizioni che seguono le batterie ha disponibili dei pezzi chiamati di riserva, i quali sono 8 per ognuno dei primi 1n corpi d'armata, ossia '1152: non so negli altri. Qualora non si volessero tenere come riserve di batteria e non facesse difetto il personale per formarne delle batterie attive o territoriali (ed io credo che il personale non mancherebbe) sarebhero altre 25 batterie possi"l~ili. Coi dati suesposti si .ha un'idea del numero di corpi d'armata che può mettere in campo quel la nazione. E notisi che a bel l'apposta non vi ho compresi nè i corpi fuori linea,'come le 27 legioni . di gendarmeria, la le~ione di guardia rep~1bblicana, ed il reggimento zappatori pompieri di Parigi, nè le truppe tenit.oriali dell'Algeria tra cui sono compresi 11O battaglioni zuavi e 9 squadroni cacciatori. Se p6rò la Francia intenda effettivamente cosiiLuire cruel num ero di . grandi uni tà che si sono supposte e quale sia il vero modo con cui le sue Corze in codeste unità verranno distribuite non è ancora ben noto; Varie e molteplici furono le discussioni avvenute in Francia .circç1 ,il numero e la formazione delle grandi unità di quell'esercito sul piede di gQerra; ma, fra tutte le combinazioni di cui si trattò, 1

1051

r, '. ESERCITO FRANCESE

dicono le tabelle del nostro corpo di stato maggiore (,f) che sembra la più accetta cp1ella di formare dei corpi d'arrna,ta bis in egur.l numero a quell i permanenti e costitui ti con reggimenti misti (quarti hal.laglio!"!i attivi e ba ttaglioni terl'itoriali). · Se questa idea fu veramente accolta, ora che i corpi d'nrmatil permanenti sono '.iH e che, comé si vide più soprn, le forze non mancano alla Francia per fo!'marne altrettanti nuovi, ecco come si provvedei·elibe probabilmente alla formazione di ,1,1 corpi d'armata bis, con costituzione analoga ai primi, escluso il solo battaglione cacciatoti a piedi. Le forze di fanter ia sarebbero, dico pro.babilmente, così formate:

, H5 quarti battaglioni dei regµ-imenli attivi · H f> reg gi- \ H-5 quarli battaglioni dei menti misti :,eggi~e~Li territ~ria!i ·. 14-t> qmnt1 baltaghon1 dei i168 re1gimenti ( . regg imenti territoriali · a 3 batlagJio_ni . reo-a1. men t·1 , (Anche questi 23 reggimenti "« 8 • /"' . a· potrehbéro essere formati 1e,,,1ona 1I J· . d. . . . unendo 1 battaglione 1 1 spon, 111 11 < d Hi reggimenti reggimento regiona le a altri 2 battaglioni t~rri' territoriali \ · , tori(di) .

l· 1

V

I

1

Rimarreb bero ancora a disposizione ,J 30 reggimen ti territoriali a 3 battaglioni e le parecchie nniLit di doganieri, di forestali, ecc. Per la cavallerìa, della quale occorrono 4-2 r·eggimenti ossia 168 sqnadr~ni, si formerebbe ro dei reggimemi misti (2) componéndoli coi sesti e settimi squa,droni di riservisti e cogli squadroni territoriali. Ora, gli squadroni di riservisti sono ,toO e gli squadroni territoriali sareb bero 72; ma si prevede il fatto che una parte di questi, e sembrerebbe la metil, debbano rimanere appiedati per mancanza di cavalli. ln tal caso i 32 rnanprnti per giungere al totale di ·I tì8, sarebbero probabilmente sostituiti da 32 dei quinti squadroni de1

• I

(I) Pag. 418. (t) V.

Rivista -militai·e del seti.embre -1891.

/


1052

1053

L' ESE RCITO FRAN CE SE

L'ESERCIT O Fl?ANCES.i,;

\

posito di cui giil. si disse rimarrebbero disponib.ili urnt sessantina. Sopravnozerebbero quindi ancora a1Lr1 28 di questi quinti squadroni~ Quanto all'artiglieria non è palese come verra distribuita nei nuovi corpi d'arma ta; ma, come fu più add ietro esam inato la Franc ia potrebbe certameute provvedei e ·I 6 batterie a ciascuno 'dei 2·1 corpi d'armata bis . · In conclusione adunqne dobb iamo atteoderci che la Francia: .nella prossimafuturaguerruscenda in cn mpocon 4-2 corpi d'armata, s~n_z~ contare le 7 divisioni di cavalleri a, le trnppe alpine, e la d1V1s1one dei Vosgi. D'al tra parte però havvi da fa re una considerazione che cioe gli stati maggiori e tutti i quadri occorrenti pei .~omandi dell e eorra~di· . . . uni ta non si possono tanto fac ilmente improvvisare e che quando si vol'essero costituire delle grand i unità così numerose, come si suppongono quelle della Francia, bisognerebbe averne preparati i quad ri assai da· lu nga mano. Ora, l'aver vis!o nelle disposizioni ministeriali fra ncesi sulle manovre di questo pros$imo autunno (I} che « il IX e XII corpo agiranno uno contro l'altro avendo ciasc uno una terza division e costitui La. da 4 reg-gimenli misti » fa sempre più ritenere che non sia staLa ancora decisa la fo rmazione da darsi alle grandi un ità, probabilmente per aver incontrate difficoltà gravi nel provvederne i quadri necessari e che perciò si voglia mettere alla prova questa nuova l'o rmt\lionc lli corpi a ·ire divisioni , due atlive ed una mista. Nel ca:;o che la Francia venisse ad adoltare in tempo di, guerra que3t'altro sistema di raggruppamento delle sue forze, si può prevedere che quella nazione sarà in grado di mettere in campo 28 corpi d' annata a 3 divisioni . · Por~a e costituzione delle va1·ie tmità. - Ma, per formarsi un'idea esaua ùi qualun~ue esercito, non basta sapere il numero dell e sue grandi unità. E duopo conoscere altresì la l'orza e l'organismo di ciascuna di esse. A faci litare que$ta conoscenza per q:.rnnto riguarda l'esercito fra ncese, credo opportuno un breve raffronto tra le diverse uni tà di questo e le corrispondenti del nostro esercito, considerando la costituzione delle unità francesi come vien data (l) ll ìvisla militare del marzo f89'2 .

c~al le tabelle giit citate del nostro corpo cli stato maggiore, che è quella dei prim i 18 corpi d'armata. Corpo ll'a·rmata-. - Il corpo d'armata fran cese, almeno fi nchè rimanga su 2 divisi oni , ha una co,;tituzion e perfettamente analoga a quella del corpo d'armata italiano; me ne differisce in alcune circostanze. Ha un battaglione cacciatori ( I 088 nomini) in luogo del nostro reggimento bersaglieri ('.2858 uomini) ; non ha come <la uoi il parcq telegrafi co , poichèquesto servizio dipende dirottamente da l gran quartiere generale e d:1i co mandi d'a nnata, i qua li hanno bensì anche le sezioni telegrafir-he cli ,1• linea (tante quante sono i corpi d.'armata) , ma queste possono solo eventualmente essere assegnate ai r:orpi d'armn ta od alle divisioni isolate . Ha invece un equipaggio da pon le, elle può dare un ponte di circa 123 metri, mentre nell'esercito nostro Lale equipa ggio fa parte dell'armata ( I) . Ha in oltre, a diffe renza del nostro corpo d'armata italiano, una 1·iser va vestiario ed eqnipaggiarnenlO ed un cl,~posito di 1·ìmonta 1

mobile. ~el :.uo lotale il corpo d'armata francese ha 960 uflìciali e 37,78·1 uomin i di truppa, mentre il nostro avendo ne soltanto 3,1,'856 di truppa, h:1 poi 98·1 uffi ciali. Tale differenza nella proporzione degli ufficiali rispetto alla forza di truppa si ripete in tutte le unita dei due e;;err.ili sr.en<lendo giù fi no ai repa rti più piccoli . Que;; Lo fa tto avrit dipeso senza dubbio dalla grande di fficol tà. che deve avere la Francia nel trovare per un esercito così enorme quadri altrettanto numerosi ; melle però a fa vor nostro un cer to ma~gior fattore di saldezza e di disciplina nelle truppe. La proporzione dell'a1t iglieria è superiore nel corp·o d'ar01ata francese. che ha in totale ~O batterie a 6 pezzi, mentre iI nostro ne ha ,16. Sia nell) rno che nell'altro le batterie di corpo d'armata sono 8 per cui la differenza sta nell'artiglieri,a divisiona le; ma v'è di più che l'arti glieria francese Ila nelle sezi oni di munizioni alcuni pezzi di riserva (2 in quelle di visionali· e 1· in quelle di corpo d'armata), onde in total e il corpo d'armata francese l1a 132 pezzi, il nosLro ne ha 96 . ({) li nostro equipaggio da ponte può dare diverse specie di ponti e di di versa lunghezza, da 50 llno a 200 rnetri.


1054

_

L'EsEacrro FRANCESE

·

'

/

Una gran differenza esiste anche nella proporzione del can'.eggf Escluso il numero dei pezzi, il nostro corpo d'armata ha 985 carri , parte a 2 ruote e parte a 4; quello francese ne ha ;!769, trainati da ,1, da 2, da 4, e da 6 cavalli. Tale circoslanza .rende certamente que~t'ul'timo più pesante e fa si che sia;1p distolti degli uomini in proporzione maggiore che p1;esso di noi dall'e truÌ)pe combattenti. Divisinne. - Anche la divisione nei due eserciti è analo<:ramente costil.uit~. La francese differisce però d~lla nostrn in questo: die ha ? batterie da 9 (divise in due gruppi) in vece del le· nostre 4 ha tterie, nop ha iI parco d'artigli e1·ia, tenendon e le veci le sezioni di munizioni che si trovano coi ·due gruppi di batteri e; e 110n ha, pure a differenza della nostra, la sezione da ponte, poicl1è, come vedemmo, vi è il relativo equipaggio al corp.o d'ama ta (,1). È forse preferibile il si~tema italiano, che dà l'acoltit di gel.lare ponti alle division i. · La forza totale nella divisione francese è dì 344-ufficiali e -15,Hl6 uomini di trup_pa _e differisce da quella della divisione italiana che è dì 376 ufficiali e 112,705 nomini di truppa-. ,l pezz,i d'artigli &ria fran ces i, coi due riserva . sono 38 e nella noslra di visione sono · soltan_10 2.L Il numero dei ~carri, esclusi i pezz,i d':ll'tiglieria, arriva a 479 nella divisione france.se, mentre da noi giunge appen:1 a 1 196. Vale quindi anche qui la stessa considerazione fatta pel corpo d'a1:mata circa la maggiore mobilità' della nostra divisione in con · front(I dì quel la dell'esel'cito francese. Per quanto riguarda le divisioni dì cavalleria dei due eserciti, esse difl'eri scono essenzialmente in ciò che le francesi hanno 3 lfrigate di c_avalleria, mentre le noslre ' n·e hanno 2: quelle hanno ;J batterie a ca vallo ossia ,J 8 pezzi da 8 centimetri e le nostre non .hanno che 2 batterie da 7 centimetri ("2 pezzi) ; mai;ic~ nelle div isioni francesi il parco d'artiglieria e nulla ve lo sostituisce, poichè esse si riforniscono di munizioni dal corpo d'armata più' vicino. Brigata e tl!nitct inferiori. ~ Nella brigata e nelle unità inferiori di fanteria dell'esercito frances e continua la stessa caraueri stica di mag~ior quantità di truppa e mi~ore di ufficial i e così pure ..

I'.

+

il, •

•

"

(i) La nostra sezione da ponte può da W a 40 metri. · '

~

di più numeroso carregg io. Persino la compagnia in Francia ha _i~ auerra 4 ufficiali, mentre la nostra ne ha 5; quella hn 254 uomrn1 di truppa e la nostra 225; a quella inoltre fu finora assegnata una , bestia da soma pel trasporto di utensili .da zappatori, ma d'ora in poi v'errà assegnata una così detta 1ieltura di campagna a 2 :avalli che sostituisce il mulo porta-utensili, un cassone da batlagl1 one e la vettura da zappatori règgimentale Nella cavalleria invece, sebbene _lo squadrone francese sia più forte perché ha 6' ufficiali , 1615 uom ini di truppa e '157 cavalli da seUa. mentre il nostro ha 5 ufficiali, ,13-i- uomini di truppa e 113 11 cavall i da sella, conipresi quelli degli ufficiali , il reggimento francese è più piccolo,. e,;sendo fol'mato su quattro squadroni, è così pure è più piccola la brigata di cavalleria , francese; ma per co~, -trapposto la Francia, come si è già visto, è cosi ricca di cavallena r_ispetto all'Italia da poterle contrapporre tre contì·o uno.

e,).

1

(Conti nna) Al\GELO ScHENOì'iI C(l:pitcmo

,

dare ponti d i varia specie e di diversa lunghczz:i ,

·

1055

L'ESERCl'l'O FRANCESE

(·I) Vedi Rivista ' d'artigliel'ia e genio, ! 892,

,·olumc I, psg. 360.


NOTIZIE MILITARI E STERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

Piccola cronaca. AUSTRIA UNGHERIA

Mcmo-vre in Boemia ecl in Ungheria . - Le manovre del 90 corpo d'armata di Josephstadt comandale dal generale di caval leria principe Croy, cui assisterà S. i\I. l'imperatore nei primi giorni dt settembre, avranno quest' anno un interesse speciale, per il fatto che per la prima volta <lacchè venne organizzata la Landwehr, questa vorrà impicga1a in grandi masse. Le manovre si svolgeranno nei dintorni di licio, vi prenderanno parte circa 40,000 uomini , cioè la 10• divisione (tenente' genernle von Wat•ek) e la 29a divisione (tenente generale von Oonn) ciascuna rinforzata con truppe di milizia mobile, le cui compagnie avranno la forza di 133 uomini. Al t.ermine delle manovre avranno luogo su vosta scala esercitazioni di movimenti ferroviari, e tutte le truppe indistintamente verranno trasport.ite alle loro guarnigioni per mezzo di treni speciali. Alle manovre assisteranno, oltre S. M. l'imperatore, il quale avrà il suo quartier generale a Dercnic, ·aòclte il comandante superiore della Landwehr arciduca Ranieri e l'arciduca .Alberto isp~ttore generale dell'C$8rcito. Anche in Ungheria nelle grandi manovre che avranno luogo fra il 4° ed il 13° corpo nei dintorni di Ftmfkirchen, di cui· abbiamo già dato un cenno nei .fascicoli della Riv-istci militQ;re dei mesi passati, la Landwehr ungherese (Holl\·éd) sarà la rgamente impiegata, e cioè:

1057

tO recrcrimenti di fanteria e tre reggimenti di ussari degli Ilonveds, in tot:ie 635 uflìciali, 20,300 uomini di truppa e 346.~ cavalli. Nei circoli militari si discule molto, e con grande interesse di queste manovre il cui ~copo principale sembra debba essere una prova del come fun zionerebbero le Landwehr delle due parti della monarchia in caso di mobilitazione. , Le grandi manovre in Gallizia ri11u1.11date. - l3enchè l_e condiz!o~i sanitarie in Gallizia siano ottime, tu ttavia idio scopo d1 tranqutlhzzare le popolazioni, le quali temono che una grande agglomerazione di truppe possn favo rire lo svi luppo del colera, le grondi manovre eh~ dovevano aver luogo in Gallizia fra il 10° corpo di Przemysl e n i O d1 Lcmberg souo state sospe$e. Esercitciz-ioni cli gettamcnto di ponti. - Dal 22 agosto al 7 settembre avranno luogo su vasta scala esercitazioni <lì geuamento di ponti sul . Danubio presso a Pressburg. Vi prenderanno parte due bai.taglioni di pionieri rinforzati cor loro riservisti richiamati alle armi. Col 7e1tamento dei ponti sono collegate anche esercitnzioni di pas~ saaoio di ponti militari por parie di una divisione, e di distruzione d1 lll~epont,e miliL3 re leggero col mezzo di galleggianti esplosivi. Promoz·,:oni. - S. l\f. l'imperatore con decreto del 18 agosto ha nominato sottotenenti nelle armi di linea 129 alliovi del terzo corso dell'accademia di Wiener-Nenstadt e nelle armi speciali 77 allievi del terzo anno di corso dell'accademia militare tccniCll di Vienna. I nuovi promossi vennero così ripartiti fra le varie armi: 7~ 10 :15 17 ·12

in fa nteria. nei cecciatori. nei dragoni. negli ussari. negli ulani.

129 Tolale. 31 nell' artiglieria dn cnmpagna .

H nell'artiglieria da fortezza. 23 nel genio. 8 nei pionieri. 4 nei reggimenti ferrovieri e telegrafisti. 77 Totale. Vennero inoltre nominati cadetti facenti funzione di ufficiali: m


NOTIZIE MILlTAlll ESTERE

1058

1059

NOTIZIE MILITARI ESTERE

fonter!a ~ nei cacciatori 461 allievi pl'ovenienli dalle rnrie scuole di cadetti dt fanteria dell'Impero; In cavalleria 62 allievi provenienti dalla scuola di eadetti di cavailena di Weisskirchcn · In al'tiglieria 35 allievi provenienti dalla scuola dei cadetti d'artiglieria di Vienna . Effetti del fucile 1l'lam1licher. - Pochi giorni or sono una sentinella fece fuoco colpendo un soldato del· 54° fanteria allà distanza di 4-ti passi. La P~ll_a at'.r:lv:rsò l'addome, il fegato ('d il polmone. Tuttavin il :;oldato e in via d1 completa gw1rigjone.

Marina.

fe macchine della noi'e appoggio torpediniere , Pelikr,n, . _ Le nwc . cl11 ne _della nave Pl'lilro~i costmtte dalla dii.la Schichau, sono n triplice esp.ansi'.rne, e, secon~o 11 contratto, avrebbero dovuto svilu ppare una . fo 1za eh 45~0- cav~ll1; però esse a!Je prove svilupparono un,1 fo rza di 4800 cavalli 11npn mendo alla nave una veloci··~ 111· 18 3 m1g · 1·w rn • v_e~e dt 16,o s_t1pula1.a nel contratto. Le caldaie sono doppie, in accrn10 dolce ed. m nu_mero di due, esse hanno due forni e lavorano co~ una_ press1011_e d_1 806 chilogrammi per metro quadrato consuniandu 0.15 ch1logramm1 dt carbone all'or:1 per carnllo. •

u

•

•

"'

•

,

FRANCIA.

I -re_q?imenti :li_ riscrv~ ..- ~a- legge del ,1!) luglio ·l892, che porta da 7 ~ 10 anni 11 serv11.10 n11 l11are nello riserva dell 'esercito attiro, ~enchc promulgata da qualche tempo, non sarà applicata che a partire dal 1° novembre p. v. In fatti le due mez1.e classi del 78 e 79 eh~, secondo !.t nuova legge, farebbero p11rte della riserva dell'esercito attivo, sono stare richiamate quest'anno a titolo di classi territoriali · e i ~-eggimenti m~sli, che per effetto della nuova legge, son destinati ; sparir~, sono stau anche quest"anno convocati per prendere parte alle grandi manovre. Nel 9° e 12° corpo d'armata si sono formate due divisio~i c?mposte per intero di reggimenti misti, e questo e5perimcnto, eseguito m grandi proporzioni, formerà oggetto speciale di studio, per

la costituzione dei 1·eggi111enti di riserva, che dovranno sm,t,ituire i ì·eg·gimenti misti. Son già da tempo in corso gli studi per costituire i quadri dei nuovi reggimenti di riserva, ma non si potril sapere nulla di preciso prima del 1° novembre. Fin d'ora però, conoscendo le risorse in quadri complementari di cui può disporre l'esercito francese, possiamo, con la scorta dei più importanti periodici, fo rmarci un' idea approssimativa dei provvedimenti che saranno adottati. Il quadro complementare dei reggimenti, ora costituito ciuale nucleo di formazio ne dei reggimenti misti, resta naturalmente soppresso, e in sua vece fu in principio pensato di aggiungere un t;apitauo in 2° ad ogni compagnia attiva, ma tale progetto dopo un semplice esame fu scartato pei grandi carichi rìnanziari che ne derivavano e per gli iucoll\'enienti grav·;ssimi che avrebbe prodotto nell'avanzamento. Gli° elementi in quad ri di cui attualmente si può disporre sono, come è noto, per ciascun reggimento attivo. 1 comancfonte di battaglione . appartenen ti al qua. dro complemen4 capitani . tare. 4, suballerni a questi aggiungendo i major 3 capitani aiutanti maggiori - disponibili in caso di mobilit:izione - si hn gìà la quasi totalitft dei quadri occorrenti per due battaglioni del reggimento di l'iserva . Per avere i capitani occorrent.i all'altro battllglione alcuni giornali hanno attribuito al ministro della guerra J'inten1.ione di designare per la riserva i quattro più an1.iani lenenti dei reggimenti attivi, i quali avrebbern atteso in questa posi1.ione la promo~ione, e - in caso di guerra - sarebbero sta ti immediatamente promos!i capitani, e ::issegnati alle compagnie dei reggimenti -di riserva. In tal modo si sarebbe provveduto già al comando cli H compagnie. .Ma tale notizia è in contraddizione con una recentissima circolare ministeriale, 13 luglio 1892, l:i quale prescrive che i lenenti, come gli altri ufficiali del qu:idro di oomplemenlo, siano investiti per turno d'anzian ità ddl'impiego inerente al loro grado, appena si producono vacanze nello compagnie, di modo che siano costantemente assegn11ti al quadro di riserva i quattro· te11c11ti m e110 anziani. Questa disposizione indurrebbe a credere che il ministro della guerra abbia intenzione di prendere altrove il complement~ d' ufficiali occorrenti per i corpi cli 2a linea. E poichè in generale non si crede che gran numero di ufficiali territoriali risponderanno all'invito del ministro di fa r passaggio $pontaneamente nei quad ri della riserva attiv:i, non resta altra fonte in vista che l'appli-

.l


1060

NOTIZIE MI LITARI ESTERE

caz1one della legge sulle , retraites proportionnclles ,, In q11a1t,, per altro non è ancora stata votota dalla Ca,mern. Grandi manovre. Formazioni delte divisio1ti di ri;e1·va. - Alle granrli manovre che saranno e,;eguite nel Poitou sotto l'a lta direzione del generale de Cools prendono parte, come è noto, duo divisioni di riserva destinale a formare su tre divisioni i due corpi operanti di Tours t9°ì e di Limoges (:12°). Lu divisione di ris~rva del 9° corpo, si form a nel territorio della 5a regione (Orleans) ai depositi dei reggimenti di linea; 46° (Fontainebleau), 76° (Coulomrniers), 82° (~iontargis), ,13,Jo (Orleans) : a questa divisione e ascritto un reg·gimento misto di cavalleria costituito da due squadroni fo rmati d::d 13° dr9goni (Joiguy), due sq uadroni fo rmoLi dal 7° clwsseurs (Vendòme) e due squadl'Oni territoriali. La divisione di riserva del i 2° corpo si forma con elementi della ,t 7a regione (Tolosa) ai depositi dei reggimenti cli linea; ,ua (Montauban), 20° (Marmantc), 59° (Foix), 83° (Tolosa). Il reggimento di cavalleria mista di questa divisione è cos1ituito con due squadroni for milti dal 1.0° dragoni (Montaubau), due squadroni del 9° chasseurs (Auch) e due squad1·oni territorit1li. Quanto alla costituzione dei qund/·i è da notarsi che, salv_o i comandi di divisione e di brigata affidati ad ufficiali di riserva, gli altri ufficiali preposti ai comandi delle diverse unità sono quasi esclusiva~ mente tratti dai quad ri dell'esercito attivo, esclusi bene inteso baltoglioni e squadroni terril.Orioli dei quali fanno parte molti ufficiali dcli' rserci10 terri tor1ale. Progmmmc, delle manovl'e. - Lo svolgimento delle manO\'re avverrà nel!'ordine seguente: · 3 settembre; concentramento dei corpi e costituzione dei co mancli. 4, 5 e 6 settembre; manovre di brigate. 7 settembre'. ripose. 8 e 9 settembre; manovre di divisione contrapposte e concentra monto dei corpi d'armata. 10 e :B settembre. l corpi d'armata marceranno l' uno incontro all'altro e la sera dell' H si troveranno: il 9° negli accantonamenti di Lothus, Bourg-Archambaull ecc. nella direzione di ì\Iontmorillon; il 12° a 1'hiat, Azat-le-Riz ecc. · 12 settembre; comb~ttimento dei due corpi d'armata verso Lathus. La sera del 12 i corpi d'nrmatri saranno raggiunti da lle divisioni di riserva . 13 settembre ; riposo

1061

NOTIZIE MILITARI ESTERE

1.4 e Hl manovre dei corpi d'armata a 3 divisioni verso Moulines, Plaisance e Montmorillon. 16 settembre; rivista sulla spianata a 6 chilometri a sud di ~lontmorillon, alla quale assisterà li presidente della Ilepuhblica. In sostanza le divisioni miste, non prenderanno parte che a due giorni di manovre, e la stampa più autorevole non manca d! fare osservàre che non può essel'e suffìcente una cosi breve _espene1~za per prendere determinazioni tanto importanti, come quelle nfiet_tentt .la co~ stituzionc dei reggimenti di ri$erva e la for rn:izione ternana dei corpi d'armata.

GERMANIA.

Regolamento d' esercizi per _l' artiulieria da campagna. ~ ~~ .dnt~ 27 giugno u. s. é stato pubblicato il ouoYo regolamento d e~e1c1z1 pe1 l'artiglieria da c:i mpagna, in !-Ostituzione di quello del . ·l 889. Con esso più che per l'addietro si tende nd uua r~zion::i le preparazione del servizio del pezzo per le varie contingenze che_ occor~ono in vera guerra. Celerità nei movimenti, e prontezzt1 nell esecuzione del tiro, ne sono la caratteri!\tica. Esperimenti di sparo contro corazze. - .l?res~o la srnolo s~ttufficiali cli Biebriclt. sono state fatte di recente esp<m cnze sulla resistenza delle cornzze da coraizieri contro gli spari delle armi po.rt3ti l_i od_i~rn~. resistcuza giii do qualche tempo mes$:l io du bbio sui penod1c1 nulitnr1: Con quditio cliversc ~orta di fucili si spnrò co~tro cora~.ze francesi e tedesche alla rlistauza di JJ1Ctri 200 coi ri$u ltall seguenti. I proiettili del vecchio fucile ad ngo _d~l '.e. can'. f1agne_ 4_86? e . ·1870 lasciarono sullo coraz1.e segni nppena vis1b1li ; gh spari latti coi dne recenti fucili modello 7-1 e 7~/8t cosideLti &Iauser, senza e co~ serbatoio, produssero intaccature alqu3n10 più profonde, sen za pero traforare le cor3zze. · I1eIato, 0 0 1', solta11to si per. Coll'attuale fucile ìl cui proiettile è n1c forarono le corazze, mo si fecero salta r via sc3glie della grossezza pressapoco di un marco. Con ciò venne cons'.atato che la cora:za non , è una difesa contro l'nttu::ile proietto, ma anzi è uno sva~tagg10, per~ che, oltre al danno prodotto dalla penetrazione del pro1otLO, havn pur quello derivi1nte dalle scngl ie dHlla corazz1. /


• 1062

NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MIT,I1'AnT ESTERE \

- -Otto militari annegàti. -

In una esercitazione di nuoto fatta dalla truppa del 63° reggimento . fanteria il 10 agosto scorso nella Neisse presso 111 città dello stesso nome_, rimasero annegati otto soldati. L'.e$ercitazioue di nuoto eni accompagnata da fupco a salve di moschetteria da ambe le rive. del fiume. I nuotatori in numero di 200 dovevano pas1;arn dalla destra :illa sinistra riva col fucile sulle spalle, per tentare di cacciar via i d-ifeusori di questa. Il passaggio ·era fatto a gruppi successivi; giunto il primo uel vivo del la corrente, tra gl i urrà dei nuo1at,1ri si udirono anche disperate grida di aiuto; alcuni soldati , stavrino per affogare; i vicini facevano il possibile per manten'el'li a galla: Intanto sopraggiunse il secondo gruppo che, gridando pure urrà, non ,si era :ivved11to di ci6 che p'ii't innanzi, accadeva; ai primi som· mersi se n~ aggiunsero altri. Uoa compagnia pontieri che fa ceva eserci tazioni un poco più a monte -accorse tosto coi pontoni al salvataggio, ma · non 'potè soccorrere tutti i pericolanti; quando fn, fatto l'appello, otto soldati mancavano e furono poi estratti esa nimi dalle acque (All-

!Je.meine Zeitung).

·GRAN BRETTAGNA.

Le manovre navali.- Due correnti d'idee dividono la marina ing)e.;ci una attribuisce grande valore alla torpediniera e vorrebbe che l'ammfragliato facesse costruÌl'e un gran numero di queste. navi: l'altra, le attribuisce minore importanza, e vedrel)be più volentieri impiegato il 1Janaro nella costruzione di navi maggiori, specialmente di ~annoniere,orpediniere. Le alte sfere ufficiali della marina militare favoreggiano decisamente r1uest'ultima corrente, la quale fu rafforzata in seguito all'esperienza raccolta dalle manovrè eseguite l'arino scorso nel Canal di S. Giorgio, nelle quali la tlotìa corazzata riportò completa vittoria sopra il part.ito avverso cost.ituito da una forte flottiglia di torpediniere avente a sostegno una mediocre squadra corazzata. Ma il trionfo della squadra corazzata, sebbene in gran parte· dovuto ali' abile tattica offensiva del corqandante capitano Long, fu dai partjgiani delle torpediniere attribuito alle condizioni troppo impari falle in precedenza al partito vinto.

Lè m:rnovre di quest'anno ~ovevrmo. q,iindi rispondere· ad un -cJuplice scopo: a) rischiarare ancora n1eglio là questione controversa d1~l purÌt~ fìno al quale si potrebbe far fondamento, in guerra, sopra una forte llouigli:) di . torpediniera; ed in conseguenza pes:ire ·sull'indirizzo nvre- · nii·ti delle co,t~11zion'i n:irali. ' · ' · · . b) _rappresenrarP. all'incirca le condizioni di fatto nelle quali ,-i potrebbe delineare una loua nella Manica allo scoppio del.a guerra tra I? Francia e l't'nghilterr:i. Questo secondo obbiettivo non er:i certai. nJente pronu~ziato in forll'l:i ufficiale, anzi il teatro delle operazioni per ragione· di conrenienza fu trasportato dalla Manica nel Canale di S. Giorgio:: nondimeno esso risultò manifesto. . Sembra preva'_lere l'opinione che lf} manov1;e eseguite non ahbiano risposto e::,,attamente nè all'uno nè all'altro 11uesito. Il pat·tito !fosso, o Nazionale, fu ripartito in tre divisioni: : n) fa divisione, ammiraglio Fairfax; forte di Ci corazzate, !) incrociatori e 2 cannoniere-toq>ediniere. Luogo di 1·a~unata Killen' Bav (riord-ovest rrland a). · · • /1) 2a dù1isione, ammiraglio Fitzroy; forte di 7 corazzate, 7 incrociatori e 2 cannoniere-torpediniert-,. Luogo di' radunata Berehnven (snd-o,vest Jrlanila ). , · · , e) divisione coprente, capitano Ol'fÒrd Ch1:1rchil I; fo1:te di 4 corazzate guardacos!e, 1. incrociatore, 8 cannoniere e navi minori, 6 torpediniere d'alto ma re. Radunata e base a illilf(;mi Haven (Galles). La costa occidentale dell'Inghiltenn, · ed occidentale dell'Jrland:1 fu ·, asseglltlta al partito Ho~so. , ·H partito _Azzitrro .onemico, fu ' costituito da una sqùadra composta. di f> veccl1iiJ corazzate, 6 inàoci:itori, 5 cannoniere-torpediniere ed una , flottiglia· di 2'1 Ìorpedinien', d'alto mare: tutto al comando ciel con tram. miraglio S. John stabilito a Queenstown. La costa orientai<~ e mt)ridionale c!ell' Irlanda apparteueva a I partito ttzzwTo. È evidente ~che la costa occiden ta le dell'Inghilterra rappresrrntava quello che in gùe1Ta vern sarebbe la ·cosr.n meridionai'e ìoglese, e la costa est-sud dell'Irlanda equivaleni" alla costa fran cese della Manica: cosi pure le divisioni' rosse, da una p:irte, e la sr1u:idra a.zzurra dal)'altra n1ppresent:ivano i mezzi clte avrebbero disponibili Inghilrerra e Francia tJll'im provvi,o scoppio rl'111:w guerra. Il tema era all'Ìncirca il seguente. (< la 1a e 2" divisione dellÒ .Flottr.t .Rossci, provenienti ~:ii due • sbocchi opposti del Mar d'Irlanda dovr:rnno tendere a c,:ingiun6i. -

Ar-NO

xxxvii.,

.•'


1061

NOTIZIE ~IIUT ,ÙU ESTER.E

a gersi in esso cd :,s"icnrar:;ene. il' delìuili\'O dorniniÒ, coadiuvate in « ciò dalla div isione coprente - guanlacostc - la cni base è a tll il« ford Haven. li partito azzurro ~i sforzerà cl' impedii·c che le ope« ra~ioui del nemico sia no condotte acl utili -risu liati, e gli' recherù il « · maggior danno possibile clur,ante l,o svolgersi di esse» . . Le\ perazion i, comi nci,ate ali:'\ dichiarazione di guerra - 5 agosto, alle ore 2 p. in. - si ~vobern con una rnpidità non del tutto i!nprevista e con· la completa sconlitta del pal'Lito azziirro. · All'inizio delle ostilità la squadra azzurra era ammass::tlit ucl Lough ' di Belfust sul ' littoralc est d'Jrlanda, al i;omando del capitano Wood, wr,rd. li partito rosso avev,1 la 1a divisione a Killery B:iy e la 2a a · Baotry 'Bay. Que;;te procedettero tòsto, la •I• \<Crso 5tid e la 2a verso . nord; s'incontrarono, e poi, spinti iunanzi gl')ncrociatòri, seguiwrono la rotta, quella girando pel sud. e questa pel nord, auorn9 all'fr. landa. Gl'incrociMori del Fitzroy {2a rlivisiooe) l'urorio i primi :id im .battersi st1lla squadra azzurni e si ebbero la peggio; ma benlosto ~o pr;1ggi unto iI grosso del la di visione la squadra azzurrn dovette ricover!i r:;i .nel Louyh di Bclfost,. difosa. da esteso campò di torpedini: e vi fa bloccata . Iu seguito al le operazioni di contromina l'ammirngl in Fitzroy, reput/Jndo d'aver distrutto le torpedini aziurre, entrò nel Lough c schi;ic,;iò con la sua preponderanza il nemico, il 11ui1le fu costretto ad arrendersi, pur protestando che le operazioni contro il cnrnpo di torpedin i, mal dir~tte, ~on erano riuscite _a distruggerlo : cosicchè. la divisioue ros~<\ ésscndovi pas$ala s'opra, pe1· entrare nel Lon(rh, <loH:va considerarsi sii ltàtn in 11rii1. l') Poclie alt.re operazioni 'd'ordinc secondario ebbero luogo. Della squ:.idrn RoSS(; i;opTenle non udì parlare. la dedizione dellà squadrJ AzZWTa pose line alle ma flov re, le cprnli f:ess,,rono ìl :l3 agosto, a mezzod1, dopo soli 8 giorni. ·' , . Le manovre non rischia1:_arono il pri111 0 dei quesiti i;ui ,Jbbiamo accennalo in .principio {a), per la grande clisparitù di Jor:w ésistente fra i 1 due prwtili. Infatti: 1° La squadrn· Azz!lrra cm enormemente inferiore a ciascuna delle dj{ ,isioni nosse, non solo. uumericamente, ma per qunlitil, armamento, . vciloeità delle navi ; , . 2° Il i;ornando della squad ra Azzurm .funzionava laboriosamente; pokhè il coman,lante non ern imbarcalo, ma stàziomH:a sulla costa a Quecnstow.r1; ' ·-' 3° Le manovre si svolsero durante il plenilunio, epoca sfavorevole all'azione delle lorpediniere; I~ quali non poten~o oper()re con proùa-

s'

.

Ma

NOTIZIE MILITARI E STERE

1065

bililà di riuscita, se non di sorpresa, abbisognano della protezione del!' oscurità. Ma il programma non rispondeva neancht con sufficiente esattezza al secondo c1um:ito (b), ossia alle reali condizioni che si determinerebbero in una guerra tra l'Inghilterra e la Francia. Infatti la squadrr, A zzurra, sebbene in corazzate ed 'incrociatori rappresentasse all'incirca, sia . per qualità che per numero, le risorse francesi nella ::\fonica, ern inferiore al . vero in fatto di torpediniere, la sola difesa mobile di Cherbourg possedendone un numero maggiore. - Quindi dal facilmente .conseguito possesso del mar d' Manda, per parte delle forze Ro.sse, non si potrebbe dedurne la probabilità di conseguire in guerra, con quei meai, un pari risultato. Il conto delle avarie, durant.e tutto· il periodo di mobilitazione, e5er.ciiiì preliminari e manovre, è stato considerevole.

SVIZZERA.

Armamento, equipaggiamento.ed -istrnzion~ del landst'Urm. - L'articolo 3 della legge federale 4 dicembre '1886 stabiliva la convocazione del landsturm pel caso di guerra o pericolo d: guerr:.i, esercitandone gli uomini, in tempo di pa~<~, da qu:ilunque chiamala, Tenuto conto '.del fatto che, fin dal suo primo ordinamento nel :1887, il landsturm stesso domandò più volte di essere radunato ed esercitato; nonchè della difficoltà di procedere al suo armamento durantE! la mobilitazione; rlellt1 necessit:'t d1c i distaccamenti di 'rontiern - che pur son·o gran parte .del landstu 1·m - sieno provvisti d'armi e munizioni prima , che entri in campagna l'esercito mobile; e del!' abbondana 1 di fucili a ripetizione (Wettel'li) disponibili ; fu deciso dal consiglio federal e <li distribuire le anni ,; le m,1mi.z:'ioni a ttitto ·il landsturm. Volendo poi assimilare interamente il landsturm alle' altre categoi-ie dèll'esercito si è ritenuto opportuno provvedcido di cappotti usati e di kepì da sostituirsi al cappello ora prescritlo, rinunziando a fornirlo di p:mtaloni d'ordinanw, e riservandosi di esaminare in seguito se sia il caso di. distl'ibuirgli dellè iiose. - Pet· le classi più giovani si possono -0ra provvedere za:ini e giberne già usati.


106,6

NOTIZIE MILITARI ESTERE

· Le raduiwte periodiche, che ormai si riconoscono necessarie, avranno il dùplice scopo del controllo delle armi e deJrequipaggfamento, e del!' istruzione; ma avranno la_durata di un solo giorno e potranno essere -da i a 4 per anno, in mo?o che l'esercizio giornaliero varii trn le 3 e le 5 ore, e gli uumini del landstur~ armato possano tirare da 30 a 50 colpi all'anno per ognuno. L' istrnzione da darsi al landsturm armato comprenderebbe : a) ordinamento, doveri, e modo di comportarsi in guerra; b) conoscenz~ e maneggio del fucile; e) tiro aò esercizii di tiro ; 30 a 50 colpi per uomo all'anno; d) scuola individuale, di sezione (specialmente ordine sparso) , e poi di compagnia; e) servizio di sicurezza, specie avamposti e pattuglie; /) ·marcè nella regione che ·dovrà essere guardata e difesa' dal landsturm del relativo dist.retto; e~ercizii di guardia, occupazione e difesa di tale regione; : . !]) trasporti militari, presa di posizione; guardia di depositi, magazzini, protezione di ferrovie, ecc. · Gl' individui chiamati durante l'anno a più d' up. esercizio di un giorno, sarebbero esenti dalla tassa militare. . Informandasi agli esposti crilerii il consiglio federale il 115 giugno Sl;Orso ha presentato alle Camel'e federali il seguente progetto di legge: Art. i. La fanteria del landsturrn sarà armata di fucile. ,llicevel'/,, inoltre, !11tmizi1Jne, equipaggiamento e vestiario militari. Art. 2. Un'ordinanza. del consiglio federale designerà più specialmente ~li effetti che gli uomini passanti dall'élite nella landwher o n,el laud;turm, armato o non armato, dovranno conservare o permutare; e quelli che diventeranno loro proprieti, o dovranno restituire ali' uscita dal · Jandsturm. .. , , , Art. 3: Il landsturm sarù chiamato ogni anno ad ispezioni ed esercizii di un giorno. Quello armato potrà essere chiamato nell'anno al più a quattro esercizii di un giorno, preceduti di un' istruzione di quadri. Art. 4. Gli uomini assegnati al 1.(lndsturrn, chiamati nello stesso anno a più di un esercizio di un giorno, saranno per quell'anno t,senti dal pagamento della tassn militare. Art. 5. Il primo e l' ultimo alinea del!' articolo 3 delfa i'egge 4 dicembre 1886, sono abrogati. Art. 6. Il consiglio federale è incaricato, ecc. . . Così, presentemPnte, il landstnrm rimane governato da quattro leggi od ordinanze cioè:

NOTIZIE MILITARI ES'l'ERE

,

1067

a) legge federale 4 dicembre 1886, - di cui due paragrafi aboliti; b) ordinanza federale 5 dicembre :1887 sul!' organizzazione, equipag,giarnento, chiamata, tenuta dei ruoli ed impiego ciel landsturm; , e;) ordinanza federale H giugno :1888 sulla ripartizione dei corpi armati e pionieri del Jandsturm; d) la legge ,nuova.


NO TIZ I F. BWtl OORAFl CIIE

NOTIZIE BIBLIOGR'.AFIOH:E

a) La stampa militare periodica

in Germania ed in Austria (1). (Cunlinuazione e llne)

Abbiamo già notata la differenza fra la stampa militare periodica in Germania ed in Austria; tale differen za consiste nella maggiore iniziati va privata, che si osserva nella stampa tedesca, e uol minor formalism o preseni.ato dalle pubblicazioni austriache, che pur tuttavia hanno impronta quasi umciaie. li capo stipite delle pubblicazioni milita1·i è in Kustria: la riv,istn militare austriaca di Strellleur (Stre/lleur's oesterreichi~chc rnil'Ìtiirische Zeilschrift). Questa pubblicazione mensile si fo a Vienna dalla ti pografia dì Corte di Braumiiller; è diretra presentemente da un capitano dell'ese rcito austro-ungarico, il Kandelsdorfer, che ne è in parte anche J'edattore; essa conta 69 anni dì vita; sorse in origine per l'iniziativa dello StrcfJleur ed assunse ben presto uno dei primi' posti nella letteratura rnilitare. Tutto l' esercito 1.1ustro-ung:irico vi ha portato per lunghi anni un ,:ontributo di studi notevoli. La varietà dei soggetti, il carattere patriottico della pubblicazione, la cura colla quale sono scelti i lavori, l'esattezza delle notizie riportate, la correttezza dell'edizione continuano anche oggi a questa l'ivista h1 bella fama acquistata nella sua lunga vita passata . Gli articoli principali della Rivista militare austl'iuca. si riferiscono

(I) Y. fascico lo del J6 luJ?lio e del l~ agosto.

10G!J

a 1p1istioni di storia ed arie militare; spesso si trovano studi su progressi nell'organizzaziono degli eserciti e delle urnrine estere. Non sono esclusi nemmeno articoli politici, od :ittinenti all'ammiuistrnzione <l legislnzione militari. In genere· tutte le quistioni all'ordine del giorno vi ;;ono trattate ed è caratteristica In moderazione che inform:i i giu<lizi spesso riserbati al momento in cu i, sentite tutte le opi11ioni, si può con molta cogn_izione il i causa esprin1e:·c un parere sicuro ed autorevole. S11llo Stre//leurs Zeitschri(t t1·ovonsi comunic:izioni ulTicia]j circa le truppe dell'eserci to imperinle e renlc e su quel le! numerose assoriazioni militnri che Ciori.:;cono in Austria. Biechissima e sem'pre ol corrente è l:1 pnde bibliogrnlìca che co111 · prende: un riassunto delle pi ù nolovo lì questioni trattate nel mese dai o-iornoli milita ri numerose recensioni, un indice del le p11bblìca1.ioni ;:-, ' più recenti. La critica Jelle recensioni è opprczzatissi11w, sicchù in Austl'ia gli au tori fa uno :i gara per avere un cenno benevolo di not:i su llr Strcllleur; tali recensioni coslituiscono un prezic,so aiuto, pari a quello fornito Jnllo .fahrbikl[er fiir 11-ie rleusche Armee wul Marine, per chi desideri ICO/lrsi :il corrente dello sviluppo dogli studi militari. • - Secondo per etù non certo _per importmtza è l' Orgnn der mil·itiir11J'iss,msch11filiche.n Verein, bollettino delle societil scien1ifiche militari. Contn già 22 :rnni cli vita, è pubblicato dalla deput1.1zione centrale cli delle sc,cietà residente in Vienna. [n questa pubblicazione che compare :id intervalli irregolari con 8 a 14 fascicol i oll'anno sono rinniti i lavori più interessanti letti in seno a det.te societr1. Non sarà discaro conoscere come uell:i rit:i in comune, che conducono fra loro gli ufficiali in Austria, si sia dato largo sviluppo a queste società scicntifid1e, veri circoli militari in Clii oltre ai divertimenti si procura di es_tendere o tutti gli ufficiali il beneficio degli studi fatti da alcuni soci. I lavori letti e le conferenze svolte nei vnri circoli vengono $empre ann unziati due volte :,ll'anno in 11n foscicoln del!' Orgrw. e In depulazione. centrnlc ne fa la scclt:i. Di questi circoli se ne contano neli' l rn pcrl) Austro-Unga rico lJ.0, rii cui "9 in Austria, 13 in Unglrnrìa e 8 in Bosnia ed Erzegovino. Per dare 11n'idl}U della int.ensìl.à di studi clre si o:;scrv:i nell'esercìt.o au;;tro-un!!'arico notiamo che nèll' inverno 1894-92 (dicembre ad nprile) si ehbe \e~una di ben 1107 conforenze, di cui moltissirne originali ed interes~anti. Notiamo fra i cc,ufercnzieri ufliciali di ogni grado e 1:orpo,


1070

' llU,IOGRAFICIJE NOTIZIE

io ser.vizio attivo e di riserva, fu11zionm·i di amministra1.ioni 'civili, pl'Ofessori, ecc. . · • L'irnporlan7.n di tal~ c~nferem::c è tale .cl,e fino i comandanti di corpo d armata (per ~empio il F. M.. Reiclrer del XIV corpo Jnnsbruck) non mancano dr esporre le loro idee ed i loro stud i ai consoci . .~n~.ualmente l'O,.grin pubhlica un repertorio di tut ti i principali studi rn1h'tnr1.?ell'anno e di tutti i libri cd articoli notevoli stampati in Austria, Ger~a~1a, Russia, Francia, Italia, Inghilterra, Belgio, Svizzera, Olanda, Serbia e Ru rneoia. Questo enorme lavoro ha per iscopo di facilitare .,~di studiosi le ricerche nelle biblioteche e gli acquisti dei nuovi libr/ . O~ni fasc'.col~ ~ ntiene poi recensioni lunghe e dett:,gliatc :;u llc principali pubblrcaz1orn recenti, che tengono posto onorevole accunto Il cruello dello Strepleu,r. ' -:- Al1.ra pu~blicazione a periodo irregolare è quella intitolata: ,Jfit. thciltrngen des R. w1d. K. l{rie.9s arch'ivs (Comunicazione degli iirchiv1 di Sk'\tO).

'~'rl.e l~Yo.ro 1;o~tinut110 di storia militare cosLituiscc uno dei principali t1to(1 d1 mento dello stato maggiore austro-ungarico, come quello che ha illustrato periodi splendidi di storin militare con una doviziosa rn~colta d! 1:'onoiralìe esattissinw e complete. La compatsa di ciascuno d01 volumi d1 queste 1lfilllteitu11.qen costituisce un avvenimertt.o Jcuerario d_i importanza e -apre sempre un nuovo campo a stucii ed a considerazioni interessanti. · Appartengono a questa colloziuue di l,ll'ori: La celebre storia dellecampngne di Eugenio <li Sa voia giunta orani11i al 19° volume. La storia delle gueb·e d1 Slesia. La storia delle guerre di Ungl1eriri. La difesa delle piaz;:e forti della corona unrrherese. [ Romani · ne'i to1Tit,ori della odierna mom\r; hia austriaùll, Le guerre contro i Turchi nel secolo XVIII, ccc. Altr~ puhblicazio.ne. interessantissima dalla quale traggono continua~nente 1 !on, mat~ml., molte delle Rivisle tecno,logiche militari curopeH '° quella della :lfitt~wi~migen uber Gc.9enstih1dc dcs artillcric-unit yenfrWc~e11s (comumcaz1on1 su argomenti relativi alle armi di artiglieria e gi-mo~. Sono pubhlicriti mensilmente da 23 anni per c,11,1 dell'irnperi,de e regio comitato mi'litare tecnico-amministrativo. Hanno carattere esclusivamente tecnologico e comprendono: Memol'ie 01·igin'ali.

NOTIZIE !ilBLIOGRAFiCHE

1071 .

Noti:de (storicl1e, tecniclte). Piccola cronaca tecnologica. Bibliografie di libri vari d'interesse militare. Come allo Stre//leur si avvicina la nostra Rivistrt mihlllre, a r1ueste Mi1-theil11r19en assomiglia la Rivisu, d'artiglieria, e genio, tranne che nèlle 1':fitlhtilungen il carattere della pubblicazione è quasi 11flitioso; l'esame dei Ia,ori presentati oltremodo scrupoloso equivale quasi ad un esome dato dal comitato agli !1Utori. - La marineria ha il suo orgrino nelle Mittheilu11gen aus dem G11b1ele i{as Seewes,ms, che si pubblica a Pola da circa 20 anni. Il periodico è assai apprezzat,o nel mondo marittimo, ove, come è noto, 111 stima per gli uflìciali della marina da guerra austro-ungarica è molto elevata. - La stampa, per cosi dire, combatten'lc è largamente rappresentata da quattro giornali principali : · La 1'1'11'.litiir Zeitung (giornale militare). L' Armeemid Marine Ze-itung (giornale dell'esercito e della marina). La Reichswehr (La difesa nazionale) alla quale sono annessi ordinariamente due appendici. La Vedette (giornale della lan<lsturm e dei veterani, e la IVehr;;eitu,1.9. La Mililiir Zeitung è uUìciale, gli altri due hanno car:ittere e tendenze oflìciose; la Reichswehr invece sta spesso oli' opposiiione ed è dovuta .illa iniziativa .del noto pubblicista militare G. David, di cui più volLe abbiamo annunziato le pubblicazioni.

b) Bollettino bibliografico. I. Sommario delle Riviste militari italiane.

llivist.a di artiglieria e ,qcnio (agosto). Dc. Feo . .:.._ li cannone da camp·agna dell'avvenire e la critica del presente di Wille. Mola. - Sulla costrnzione delle tavole di tiro in arcata. Relazione del Ministero della guerra al consiglio superiore dei la1·ori geodetici dello Stato sui lavori del!' i:;tituto geogrofìco militare. De Dominicis. - li cambiamento di direzione nella scuola del condurre per l':i rtiglieria dii campagM.


1072

NOT IZIE lllBLlOGRAFICHE

NOTIZIE Bl BLIOGR.', FIC HE

Miscellanea; Notizie estere. Bibliografie.

Rfoist<i di fanteria (agosto). 1.o spirito <lei regolamento. Lettere sul regolamento d'eserciz.i della fa nteria. Il drill. La tatt.ica della fan teria ruS$,1. Varietà. Cronaca. - Forza dell' esercito spagnuolo. Rassegna della stampa militare.

llilJista marittima (luglio-agosto). Avvisatore elettrico per i fanali di navigazione. Soliani. - Sulla resistenza al moto delle navi. Raineri. - La marina mercantile germanica. Gelcich. - I pri1,ni passi della scienza nautica. Prasca. - La marina da guerra di Casa Savoia: Bravetta. - Intorno all'Africa. Salvati. - Vocabolario <li polveri cd esplosivi. Cronaca (Brasile, Francia; Germania, Giappone, Inghilterra, Oland:i, Russia, Stati Uniti, Tunisia).

Giornale medico pe1· la R. marina ed it R. eserc1:to (luglio) . l\laestrelli. - Stagione balneo-termale mili tare' a Casc;ana. Pecco. - Scabbiosi curati nel ·189:l. · Rivista medica (notevole : La causa del mal <li mare). > chirurgica. dermosifilopatica. » di terapeutica. d' igiene. ~ _ hibliografìcn.

1073

2. Organizzazione degli eserciti. Seonaliarno i secruenli st.11di e libri recentissimi : _-o Considerazw:i sull' e.~ercito in_qlese (Neue Militiirische Bliitter dì settembre. - Il re9gùnento d·i fanterùi come uniti! amministrativa nelt' P,Sen;ito aust1·iaco ( Or_qan der inilitiir-wfasensélwftlichen Vereim). - Histol'ie de l'infanterie en France par le. lieutenant colonel Belhomme (Révue d'iit{rinterie 1.-Hi :igosto - 1° settembre).

3. Arte militare. - L' important.e questione ùell' impiego del fuoco di fanteri(i nella difensiva è svolta con alcune considerazioni originali nel fascicolo di arrosto del Jo1mw.l dcs Scienc,:.s Militaires. o - Un confronto del servizio d' avamposti tedesco, francese e russo si legoe sui Neue Militiirische Bliitte1· di selleinbre. !"Notiamo la prima parte di uno ,;t11dio applicato alla F roncia della quistione diffìcilìssimo del!' approvvi_qionamento dei mode.mi c1.nnpi trincerati sullo Spectateur .Milita ire del 1° settem})l'e. L'autore esamina lo smisurato aumento delle opere difensive fra ncesi dopo il '1870 e determina lo sta,to attuale dei meni di approvvigionamento. Le notizie che si possono trarre da questo lavoro sono molto interessanti trattandosi di uno dei grandi fattori della buona riuscita del sistema difensivo della Francia. · - Deli'al'tig lierifl. ne-i comuat.timenti di cavallerùi tratta I' Avenù: Afili taire ,lei t1 settem bre, illustrando il recente libro di Jacquicl': Etudo sur la liaison der armes. L' artillerie dans le combat de cavnlerie, - Parigi - Lavauzclle.

4. Storia militare.

- In continuazione ddla publi licazio11c in corso dei fa tti 111ilitarmente gloriosi della Spagna gli Estudios Mihtrms di Toledo contengono u~ racconto della britta9lia del. Sulaclo e dell'assedio di Algesiras (1340) a ca1 presero parte unito i re di 1.:istiglia, di Portogallo e d' Aragona contro l'emiro di Gr::rnnra.

JJÌÙ

'


1074

1075,

NOTZZlE lll,BL10GRAFICHE NO'l'IZIE R!BLIOGRAFICHE

Il fasèicolo di settembre del!' Jahrb'iicher fur die deulsche armee imd Mai'ine reca l'ultimo capitolo del paziente ed importante lavoro del maggiore Kunz : Considerazioni statistiche e tattiche sulla battaglia del 18 agosto ,f 8i0. Notiamo che esso term i11a le sue considerazioni tattiche con cjueste parole abbastanza significative : « .. . .. e si deve ,venire alla con« clus:ooe: noi abbiamo avuta molta fortuna il 18 agosto » . - ,Racconto dei fati.i di guerra del maresciallo Ernesto Alberto di Eberstein (·1605-1676), Berhno - Schenk. Riguarda di preferenza la guen a dei trent'anni nella Genn:.inifi settentrionale. - 071itz. Ln battaglia d·i Breintenfeld il 17 settembre 1631, Lipsia Bohme. · - Spectateitr Militiiirc (15 agosto, ·I e io settembre). Merno1-ia storica su Kellermnnn, interessante per l'analisi delle operazioni del f 792 e le relazioni fra Kellermann e Dumouriez dopo V11lmy. - Le opernzioni del distaccamento di Boltenstein 26 e 27 dicembro 1870 (01yari der miNtiir-wissenscha{tlii.·?wn Vereine, fi1sàcolo III del vol. °)(V) è il tilolo di uno studio di tattic::1 ,)pplicata del capitano Huhl. Esso r lr:itto dal primo fascicolo della collezione delle memorie storiche sulla campagna del 1870 in puhblicàzionù pel' ope1·11 dello staio maggiore tedesco. Meri1a menzione per il modo originale di trattare l' argomento e la risoìuzione dei temi tattici inspirati dà Ile operazio[).i di c1uel distacci) mento nelfo nlle del Loir. - Otto Kann,qiesser, Storia delta ,q1w1T1i del ·1866 con un,; prefazione .sulla qu istione teaesca nel f870. Basilea - Stamperia svizzera - Vol. I. L' A. si è proposlo di dimustrare· cume gli avvenimenti di quell' anno memorabili ·siano logicamente .collegati fra loro. La prefazione è un bellissimo capitolo di politica, quantunq uc troppo fatalista. Però finora nessun libro ha dimostrato con ta.nt11 evidenza l'assoluta necessità di quella guerra di egemoniu che 11i contempo1·anèi appar,,e qumi fratricida . - Sul Jltlilitùr Woclten.blatt del 7 settembre notiamo uno studio sul ,combattirnenlo di ilfont .Mesly del 30 noverribre 1870, poco noto essendo quel giorno .issorhita l'attenzione dalla grande sortita verso Champigny. Lo ,;tudio è accompag,nnto da notizie inedite e da uno sch izzo.

5. Tecnologia militare. - Il fascicolo 6° del Giornale del gen-io civile ha tre articoli .issai interessanti anche dàl lato militare e cioè·: Dalle ,~tazio111'. di sb11rco e di im)ictrco nei porti di mare; \

Tlell':impliamento e sjstemazione del porto di Ge1wi,a;' . .Condottura e distribuzion~ 4ell' acq1M1 ·in Roma (Acqua M~r_c,a). _ 11 Milit,i;i· Wochenblatt del 31 agosto r()c;.t un'esatta descrizione dello stato dei lavùri nelle fortificazioni della I1inui della Mosa (Liegi-Namu'.') ~ nei numeri del 24, 27 e 31 agosto porta un articolo sui criteri <la se~u1rs1 nelr'accettazione per -usi milit(tti del fe1'ro e dell' a;;daio.

6. Marineria. - [uteressanti per la l~ro originalitii sono _'le. memorie di. cui di~ Revue J/(witiine et Coloniafo ha in iziato la pubbhcaz1one nel fascicolo . agosto .. Hanno per ·titolo: Le campagne dell' 11retu~a vascel~ frances~ d1 crociera (1812-18! 4); Viaggi di nn vascello negriero (1781-88), e ::sono tratti da documenti autentirì dell'epoca. . . . . _ -Importantissimo e degno di menzione è lo stud10 n_i cor_so d1 ~~b~ blicazione sulla Deutscke lleeres Zeitung col ti~_olo: Q1.iali da~i !1mttci_ s~ hanno per ima batto,glia navale alla fine del 19° secolo. La qu1stione v1 e trattata con una larghezza di vedute non comune, che chmostra come l' A. sia uno dei più distinti ufficiali della marina ~edcsca. . __ Sul medesimo giornale rileviamo la critica delle ultune manovre navali {ra.nces( nel Mediterraneo . '

7,. Geografia. Colonie. Viaggi. _ Il Proqrès Militnirc ha ·iniziato dal 2n agosto la .pubblicazione di un B'lltleltin deÌle operazioni deLfrancesi al Dahorney. I

'

8. Politica e diplomazia. '.

De«ao di lettura :ittenta il lavoro del capitano Dittrich: Considemziont' siilla clurnta e sni mezzi delle guerre future. (.Jahrbiicher di luglio e agosto): . . . 'l d p,. . _ _ Purè deono di menzione l'11rt1colo Les ongines de_~ _n e, . 'an co.ise. (Revue 1l{ar-itirne et Coloniale), esame del.l'opera pol_,uca _d1 ~u-plei:x e della sua moglie nello stabilire le basi ·c1~1 dommw lrance~e in India,


1076

· NO·T IZlE BIBLIOGRAFICHE

Triple Altianc~.et Alsàce Lorrctiùe di Heim,·eh. - Parigi. Colin. -

È il titolo di un nuovo lib'ro sulla questione palpitante del giorno.

L'A.' propone un mezzo termine per impedire che la lega delle poten1.e centrali « forgée par l'Allernagne " perpetui la situazione attuale senz11, nel medesimo tempo dar adito, alla revcmche. Esso crede nella efficacia .di un plebisci to degli Alsaziani e Lureuesi gllrantito dalle potenze neutre.! !..

9 . L,etteratura militare. Varietà. I

La Romania 1nihtare nei suoi fa~cicol i di giugno, lnglio e :1gos-o ha pubblicato un luilgo lavoro del colonnello Nasturel s•1g.li stennni assunti dalla Romci.nia e dai suoi voivoda dalla dominazione biz:mtina in poi . ~umerosi fac-simile rendono il lavoro nssai intere;,.:;ante. · - Riponiamo un brano dei Neve 1l1ilitiirische Blatter sul movi mento let1erario mi li tare in Ita lia. « La ,letteratura militare it:il1aua si è molto accresciuta negl i ul" timi tempi. Unn nuova pubbl icazione mensile la R-i'vùtci di j'unterici « ha veduto la luce. NelIn sua prefazione è detto : « I fattori tecn ici dipendono in generale da circostanze cost:rnti: ,, le dil)'crenze . da un cannone all'àltro sono infinitamente piccole, un « medesimo cannone cull a medesima caric:i fornisce lo ste,so tiro • e rpwsi in qua lunque stàgione o luogo o<l orn ....... le rlifferenz,j da « cavallo · a _cava llo ~ono 11 11 p,)eo più notevol i clie non quelle da " cnnnnone a cannone, ma il cavallo è nd ogn i modo insensibile al(( l'ambiente mor:ile..... l'uomo è sensibilissimo ~I l'ambiente .fisico ed «. al morale.... . le dilfarenze dn uomo a ·nomo .sono immense .... « AI poligono prov:1uo i pezzi e come t.irnno al poligono tirernn no « certo in guerra; nelle· brughiere si provano i cav:alli e come ga" Joppano in brugh iera gaioppcranno ceno in campi,gna. l\'la tuuo « quel lo che si fa dalla fan terio . in temJ)O di pllce - tiro al bersaglio, « campi, manovre - di raS$Omig1ian te ;il la guerra .è cc,sì grande• mente dissimi le da lia guerra che non si può chiamarlo esperimento. « Il r:uovo periodico si vuol cl1111r1ue , dedicnre :1 llo studio rli quei « frittor i mornli nell' uomo. Noi ]J Cl'Ò non credianw che. con premes-~<.! « cosi/title l'essenza delle vr1rie arnii .~ia bm compresa. « La Rivista inilita.l'e ·comparc due volt.e al me~e per porgere r,gli « urlì ciali un più vr,$tO campo cli opero,:ilii . « Un'imprc~:, uuica nel mo genere è _rìuella della Biblioteca mi-

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE .«

1017

ninrn popolare militare, la quale si pubblica in volumi a 50 cen-

« tesirni colla cooperazionP.~ di. mohi scrittori anche non militari. Cù·me

suo-scopo la Biblioteca si propone l'allargamento delre cognizioni mi litari e l'aumento di interesse nelle cose militari. Dei Yol nmì pub« . blicati sono a cit:i.rsi : « Il N. 3. L'equilibrio nel Mediterraùeo · di Rocco de Zerbi ed il K. 9. !.'ieutndità della Svizzera. Quest' ultimo ha dato luogo a suo «' tempo àcl' eccessive discussioni suJla q,;estione del In neufra litù >'. - Un _libro recente è quello dedicato ai s11oi allievi da S. Von Srmilen Tenente colonnello di cn vt,lleria. (Rathencv.- Bahenzieo) iati, tolato : Offizier lkitstimde, piccolo rnanual.e cli arte cli equitazione del' rjualc I:, stampa germanica ha rletto molto lJene .. '· - Lihro eurioso etl intcre::;si, 11 te è J'a l1ro dovuto alla Signora Ida von tler Liitt, diretto alle mogl i degli uflìcinli e col titolo: Die elegante Ho;,sfh1.ii. Berlino, Vienna , Lipsia· e Stultga rt; Deut$Che \'erlag:;Anstalt. --' La Revue de cavalerù: termina col fascicolo di agosto uno stud-io iniziato nel gihgoo su Ila A1'1née et caMlerie italienne. L' A. che vuol farsi° credere un _ ufficiale di gra90 elevar.issi mo è assai affetto dn chauvint$?ne nniona le, che oltre a fargli vedere le co"e da un punto di vista t~n pg' superficia le lo iJ,1 duc:e talvolta a scrivere cose . :;tra ne e non vere1 Una ci tazione sol:i b:1sterà. . • Je ne passai q.ue quelqucs.jot11·$ il Yen ise. Aggravée par l'ins:r• lul.n;ité du clima t, l'iuOuenza y av~it pris une rormeparticulièrement « mllligne et faisait de norn breuses victimes. Les canaux étaient sii... loonés de gondoles tra·s portant cfes cercucils. D'ailleurs, '1rnr sii « situatiou et par son arseua l, Veni~e pré;ente surtout. un intèri1t « rnaritime, et je u'avais pas J:1 compùtence necessaire pour retiret « grand pro!h de mon séjour. Errliu, une cite aussi puis$arn ment sug« ge:3tive pa1; ses tradi tion:,;, par ses mc,nnrnen~, par ses hab,tants « mème, n'est- pa:; précisément un' ceutre propice ii l'observation mi« liÌaire. .Te me contentai <ione de la visiter en touriste. C'est là ce« pendant que jc vis pour la premièrc l'ois manoeuvrer dc l''infau« terie .en troupe ( sic!). Je résumcrai plus loin les quelques ob:-er« vatious que j'ai pu faire ~ur cette arrne; mai::: je ne puis me défendi·c. • clè noter eu passant\ .l'impression déJ'avorab le que me produisirent « réun i;; ce:; l'antas;;ins que j'avnis ju;;qu'alor, adm iré:,;, quancl je les « av:iis vus isolément. S9it qu'ib fus, ent c\prouvès par le climat, soit << qu'i ls provi~nncnt d'un rccrntement particuli~rement médiocre, ils «

«


1078 «

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

me parurent m;ilingres, chétifs, le pas traìnant, l'oeil morme, en

« somme sans vigueur et sans enll'ain ». ' · Fortu~a\ameute .Ja verità si è l'att~ i'-tradz. anche ~ a mente · del-

l'anouimò A. •che. . :,, ·volente e nolente ha dovuto termina,ne col dire: « L'armée · iJ~)i.enne est matèriellement encore · médiocr~ mais mo" ralen:ient aS$8Z. .f9!19 jour n'ètre plus un 3ppoint négligeaIDe; en tout . • cas bieo vivaùte.; :mimée d;un patriotisme ardent, en pleine évo" lution de progrès >. - Sull'irn piego dei cani in gue!-ra sono usciti due nuovi libri : Buf!gartz: ll cane <il se1•vizio nella Croce Rossa. (Impiego, r:1z1.3 , educ11Zione ecc. e Bimgartz. ll cane da giwrra e la sua educazione. - Lipsia ..T"itmeier .., \ - lÌ"ìlftlitùr Wochenblatt del 1 settembre reca una descrizione del Morso snodalo Spohr molto in uso e molto lodato in Germani:i . - Per informazioni sulle manovre francesi vedere il Pl'o_grès militaire nef 31 e 2.8 ago,-to, 3 seue'mbre. . - Un curioso articolo che parte dalla supposizione di opei:azioni· di un'armata italiaua fra i Vosgi ed il Giura è stato pubblicato dalla Bevue militaire universcUe di agosto. Ha per titolo: Les ltaliens devant Belfart, per autorf: nn cn pita no Pui get, per soggetto un' operazione militare fan ta~tica.

Per.· la Direzio"M Lonov1co C1soTT1 maggiore M, M., incaric,uo

I

. DEMARCHJ CARLO,

gerente.

~


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
RIVISTA MILITARE 1892 TOMO III by Biblioteca Militare - Issuu