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RIVISTA MILITARE 1889 TOMO III

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RIVISTA MILITARE I1~ALIANA

RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARE

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StHHE

III. -

ANNO

XXXIV

Tomo III.

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•• ROMA, 1889 VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO-EDITORE

Via Nazionale,


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I

DEL

COMBATTIMENTO AUTONOMO I. PREMESSE

I Proprietà letteraria.

Quando alcuni ani:i.i or sono comparvero per la prima volta le

Norme per-l'impiego dette tre armi nel combattimento

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si levò una voce' quasi unanime di viva soddisfazione da pàrLe di coloro che s'interessano della preparazione tatlica dei nostri ufficiali alla guerra. Quel prezioso J{briccino fu studiato con amore. Infatti esso soddisfaceva ad on sentito bisogno. Non già perchè mancassero i trattati di tattica; ma appunto perchè di tali trattati ve n'erano troppi. Parve che in virtù di quelle norme, condensate in poche pagine ed espresse con un.l precisione ed una chiarezza veramente ammirevoli, si potesse stabilin~ una certa uniformità di vedute nel nostro esercito, uniformità che i molti ritennero e ritengono tuttavia condizione indispensab ile per la riuscita in guerra. Ma, come in tutte le cose di quesLo mondo, non mancarono tuttavia gli oppositori, i quali, senza criticare il çontenuto delle Norme, misero in dubbio, come questione di principio, l'opportunità di qu~ste. Si disse che la tattica, condensata a quel modo ed enunciata in quella forma dogmatica, corresse rischio di ridursi a vuote forme. Ora il nuovo regolamento d'esercizi e d'evoluzioni per la fan teria tedesca ha dato un'arma nuova agli oppositori.

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:QEL COMBAT'l'IMENTO AUTONOMO

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Sono già cominciate le prime avvisagl ie dei moderati . · C'è d}l aspettarsi che domani i radical i Yengano a proporci di gillare al fuoco tutto ciò che porta scrillo in fronte la parola normale. Queste opposizioni e queste tendenze ci sembrano ingiusti ficate e pericolose. Noi crediamo fermamente all'util ità ed alla necessità anzi che VI siano delle norme strJbilite: cred iamo che la massimadell'agir secondo lè cù·costam;e, quando essa sia ·portata all'èsagerazione, non abbia significato pratico o per lo meno si basi sopra un'il lusione assai pericolosa; crediamo che per pOler agire opportuna mente di fronte al nemico, i giovani privi di esperi enza abb iano bi· sogno di basarsi su poche, chiare e semplici mass ime. stabilite magari in forma di catechismo, le quali ne sorre.ggano il giudizio; crediamo infine che, pei casi in cu'i i giovan i debba.no agire isolati, neppure bastino tali norme, ed abbisognino non solo di regole<\ di condotta fornite loro dall'esperienza alti-ui , ma anche di on tipo, di uno schema di ragiona men lo, concretato dallari flessione propria e diYentato per abi tudine istintivo, il quale al l'atto pratico possa servire a ciascuno come di fa lsa riga per ernminare le notevoli circ0 ~1anze ed addivenire rtd una 'risoluzione. In queslo Cl'eèliarno sta l'argomento dèl presente stndio . Dimo · strare, per qua1110 sapremo, queste nostre n(Iermazioni; dire che cosa inten di amo per quello schema di ragionamenlo di cui ora nb · biamo parlnto; concretarne anzi -uno, come saggio , limitandoci, bene inteso, ai più rnlienti di esso : ecco quanto ci propon iamo. Ci affrelliarno a dichiarare che non abb iamo nò le pretese di dir cose del tutto nuove (l' idea prima tlel presente scritto ce l'ha suggerita l'opusco lo l a brigata di fanteria nel combattimento), nè la pretesa di rivolgEirci :-ii proveui , proponendo scale ed esercizi ' a chi già suoni a prima vista. Scrivendo di cose !alt iche non sempre è po~silii le r iuscire del Lutto original i, specialrnenle poi quando chi scrive abbia il proposito deliberalo di non dire che cose sempl icissime, convinto che nel ·sempli'ce soltanto stia il vero e stia il pratico . ·

,, Riteniamo che pochi tra i piu giovani lettori di questa Rivista non abbiano avuto, almeno una ~olta, occasione di dover

DEL COMBATTIIIIENTO AUTONOMO

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. domandare a sè stessi: per qua l ragione, dopo tanti studi di tallica e dopo uria qualche esperienza nel comando delle truppe, si siano potuti tuttavia all'atto pratico, nel compimento di una qualche missione autonoma; sia pure sempliciss ima, trovare imbarazzati a formar~i prontamente un concetto razionale per lo svolgimento della mi ssione stessa e a dare le disposizi on i occorrenti. Intendiam oci pel significato preciso che attribuiamo alle denominazioni missione autonoma e combattimento autonomo. Ci serviremo qnasi delle stesse parole del pregievolissimo opuscolo La brigata clifanteria nel combattimento . 1Ylissione autononia è quella affidata per raggi ungere un determinnlo scopo ad un corpo di truppa, il quale sia perciò obbligato ad operare distaccato e pi~ o meno lontano da altre lrnppe, ma sempre fuori del caso di ricevere o dar loro un appoggio diretto ed immediato . Nel com lfattimento, cui detta missione potrà dar luogo, e che perciò diremo conibattimento autonomo, il corpo di truppa non deve, almeno per qualche tempo, contare che su sè stesso ed ha-d'ordinario una grande liberti\ d'azione, non li mitala che dallo scopo d.a raggiungere o da speciali istruzioni che potesse ·aver ricevuto per' la circostanza. .Spiegh iamoci meglio . Un corpo-di trù ppa che comballa inquadl'ato ra sempre parte di un maggior corpo ed agisce in posizioni e direzioni determinate in relazione con quelle delle altre truppe; al co.mandante di esso non spella che l' esecuzione ài un ordine tassativo e la responsnbilila sua è ristrella alla sola parte esecu tiva, poichè in quanto a concetto del l'operazione da eseguire tutto o quasi tuuo gli è determinato dal l'autorità da cu i dipende . Un corpo di truppa invece che oper i in modo aatonomo non ha di tassativo che lo scopo da raggiungere: al_comandante di esso spetta decidere se a raggiungere raie scopo sin opportu110 o no impegnare il combauimento, se.questo debba essere ' condotto offensivamente o difensiva.mente, con poca o molta intensi là, quali i punti d'attaccare o da difendere, quali le modalità d'atlacco o di difesa ecc.; spelta insomma in base ai pochi dati disponibi li pervenire alla soluzione di un vero problema, che ha i suo i dati e i suoi quesiti, soluzione da concretarsi in un ...s,w~t~ ~operazione da eseguirsi e da formularsi in un ordine dispositivo.

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D EL COMBATTl!\IENTO AUTONOMO

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Ritorniamo ora alla nostra quistione. Tra le molte cause di quell'imbarazzo che si verifica cosi frequenternenLe, anche ch i abb ia carattere, in telligenza e, nella sfera del proprio grado, pratica delle truppe, due sono essenziali: O •I La mancanza di metodo io quel lavorio men tale, che è necessario per perven ire a èoncrelare e formulare il concetto de1l'opera1,ione da eseguire e per tradurlo poscia in disposizioni . · 2° La man ia del difficile e del.finito; tendenza per Ja quale si perde di vista che nelle cose di guerra è solo il sempl ice, l'estremaniente semplice che riesce e che perciò, tanto nel concep ire che nel disporre, la sempl icità. è éondizione essenzia lissima, al la quale è assolntamenÌeneé&;sario atten ersi,· ancb e a·costo di andar incontro a_ql!,alche cosa d' im_e~~(ettQ_ o _d'incompleto; ·per la qua le si di mentica insomma, che la !!uerra arte prim itiva e selva çc) o-aia di , .., ' sua natura, disdegna Lutto quanto è eccessivamente mi nuz ioso e lambiccato ed ama il semr)lice ·sia pure crrezzo . . e no-rossolano . Poche allre premesse prima di entrare direllamente in argomento.

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È cosa a tutti nota che la situazioile prima del combattimento non è mai talmente chiara da permettere di prefissare un piano in Lutti i suo_i dettagli. La situazione non si rileva, piu o meno ch iaramen te, che durante l'azione. Da ciò deril'a che, men tre per riuscire a subordinare la ,,oJonLà del nemico alla nostra importa avere sin dal princip~o un concetto chiaro d1 ciò che si vuole e del modo collle ci ò si vuol conseguire, ta l conc~tto deve essere di necessilà limitalo all e sue linee più generali. E noto che il combattimento non è, nè può essere un metodico svolgersi di atti pre,' isti in Lutti i loro particolari . Un concetlo semplice, cioè poche idee nette, chiare, precise, che informino la condoua di tolti al raggiungirneht.o dello scopo : ecco ciò che occorre. Questo concetto non può fondarsi che .§;JL..S.c.ai:si..dati, talvolta Ji.eJ,'.l;l.Wki.i!~i.zi;. nè si..p_µ_<?_ p1:e~~mrlerad i più. Ch i aspettasse a prendere una decisione solo qnando tnlla la siLuaz ione fosse eh iari ta, sarebbe inevitabil mente battuto. I pochi indizi ·che già si hanno e, quando occorrano,quei poch i che il combattimento stesso può fornire in una prima fase di ricognizione, debbo;o essel'e sufucienti: non si può evitare di sfidar l'aleq della sorte.

D EL COMBATTI!IENTO AUTONOMO

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Cogli occhi fissi al proprio scopo, -saper vincere le incertezze per non lasciarsi . trascinare alla ricerca di partiti che sodd isfacciano a t.ntte le ipotesi - pa1·titi che perciò appun to sàranno sempre i più fiacchi -- sapers i afferrare, e presto e senza tentennamenti, ad una sola tra le varie ipotesi , che i dati scarsi e mal sicuri, fan \ ritenere possibili ; prendere in base ad essa un partito - uno ! solo - e questo mettere in atto col massimo vigo re; nè cambiarlo ·. perch è contrordine è disordine, spingendo la propria irremo · vibi li là di fro11Le agl i avven imenti, sino diremmo quasi alla testar· daggine; sfidare serenamen te quel ta nto di rischio, cui bisogna pure sapere andare incontro, se si vuol fare qualche cosa, rischio che 1 crescerà sempre in ragiòn diretta della probabili tà di successo: ecco ciò che importa sopra.lullo e che è ev identemente più que, stione di carattere che di c:ervello . ·Nè l'intelligenza, nè lo sludio, nè l'esperienza potranno suppl ire alla manéanza di questa fibra morale, la quale in sostanza non è :1l tro che: esclusivismo di spirito; arrischiatezza e tenacia -d' an,imo. In guerra la difficoltà. vera non sta già nel capire o nel sapere, perchè in fondo non si tratta che di cose le qua li ogni uffici ale inlell igente e colto, comprende e sa a t:avo lino e può non difficilmente riuscire a comprendere a sapere anche nell'orgasmo del combattimento, pu rchè la sua men te, in virtù di una precedente e sistematica educazione, abbia saputo crearsi, ci sia permessa l'immagin ~, come dei patitelli e àei.fàri che la sorreggano e la rischiarino . contro il lavoro demolitore ecl annebb iatore di tante circostanze, crearsi come dell e gcdde, ·man len endosi nelle qual i., sia sicuro di non andare a finire molto lungi dal veÌ'o ; ma la diffico ltà vera ·sta invece nel snpersi decidere , nel sapere osare e nel saper persistere in quello strano ambiente che è il cam po di battaglia., nel qu al è deci dere, osare e persistere non sanno e non possono se nori gli uom ini dotati in al to grado delle qual iLa morali dianzi accennate. Quando tali qual ità, nlmeno in germ e, esistano è tuttaYia necessaria, alla massa degli uomin i, quella sistematica educaz ione mentale di cui or ora abbiamo parlato: necessaria in considerazio ne appunto. dello speciale a:nb ien te in cui le propri~ facoltà inLellet-Lnali debbono esplicarsi.

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DEL OOAIBAT'l'I MENTO AUTONOMO

Questa educazione menlale si riassume in ciò: massime e metodo . · Spieghiamoci. La lattica non può dare ricette per vincere. Quelle frasi falle che usurpano il nom e pomposo di principi genuali valevoli per tiitti i casi o che hanno l'ari a di voler dare in poche parole il bandolo di ogni questione - panacee tattiche - non sono equa:;ioni; sono niente altro che identità, abilmente nascoste, più o meno, da un giro vizioso di pa rol e. La tallica è arte. e come tale non ha principi assoluti , quando nun si vogli a. dare il nome di prin cipì a quegli enunciali, prodotti di una lunga ed oziosa distillazione mentale, i qual i, a pensarvi sn l:>ene, fini scon o in fondo in fondo col dire che a == a ! , La tallica ha al cune massime - que~te sì - valevoli per un 1,:rnn numero di cnsi; massime che, vista la natura specia le di qu est'arte e l'ambiente nel quale la si deve esercitare, bisogna abiltrnrsi nel elev,1re all'ono re di massime generali, da applicarsi come norme in ql(asi tutti i casi, anche a costo di parer·e tropp o nssoluli ed esclnsivi, ;i nche a costo di sfidare gl'i nconveni ent i che possono derivare clall'appl icazione di es:se ,in quelle poche çirco slanze in cui a tavolino ed a mente calma se ne· giudicherebbe i nopporluna I'appl icaziune. Sapp iamo ben e che ~1uesla noslra opinione non sarà. accellat.a da molti. ora specialmente che la recon Le pubblicazio ne del rego larnenlo d'esercizi e d'evolnzioni per la fanteria tedesca sembra abbia daLO un nuovo argomento in favo re d: colorn che solo a sentir parlare di mass ime e di norme, in fatto di tallica, arri cr.iano il naso ecl ora che l'i ll imi tata li bertà sanzi onala cb quel rego lamento sembra abbia invogli alo alcun i a desiderare altreLtanlo per noi, non soltanto per quanto si riferisce alle formazi oni, ma anche per quanto ri guarda le norme, di ordine pi ù elevato, relative al combatl.imenlo. Non è nostro còmpito, nè è allinente al nostro argo men to di discutere il nuovo verbo che ci è venuto dalla German ia. Ma poicbe uno spirito d'im itazione, in questo caso• àssai malinteso, secondo noi, potrebbe tendere a 'demolire quell a certa comunanza d'inten ti e di idee lattiche che in virlù di certe normo appunto si va poco

DEL COllBATTD!ENTO AUTONOMO

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per voli.a slabilendo tra noi, ci sembrano opportune alcune considerazioni in proposito. È vero o non è vero - domandiamo appun to agli avversari delle norme tattiche e della tattica condensata in poche massime, come essi di cono- che gran parLe clell e vittorie degli stessi lecle• deschi, i quali ora predicano, portandolo aila esagerazione, il principio dell'agii· secondo le circostanzé, sono dovute a quel la meravigliosa unità di indirizzo, a quella straoròinaria disciplinn delle iulell igenze di cni dettero prova all'allo protico·? È vero o non è vero che gran parte delle loro vi1tori e sono dov ute anche al fati.o che gli alti comandi sapevano già a p riori in qua l modo si sa rebbero regola ti i colleghi ed i comand i in sol.L'ordine in dal.e circoslanze'? È vero o non è vero che qucsla comunanza d'idee ed' indirizzo e un fatto re importan ti ssimo t!i vittoria anch e quan do, in qualche caso isolalo, conduce a delle cantonale come spesso se ne sono pur viste nelle guerre recenti dei tedeschi? Se ciò è rero, noi non c.:omprendiamo come si possa pretendere di stabi lire qn est' unilil d' intenti e di idefl, clicendo :1gli ufficiali di un esercito, come il nostro, molt i dei qual i non sono ancora $Lati al fuoc o e n1>n hanno quindi avuto ancora il mezzo di acqu istare convinzi on i veramente solide : le norme tatticl1e che si pretende di darvi sono ,roba clct mettersi nei fe N i vecclii; l' anica ,iol'ma che abbia valore pl'alico è quella di agire secondo Le circostanz e I Non sapremmo meglio appof?:giare la nostra tesi che ci tando le a111 orevo li parole dello seri Ltore de l « Vil'ibas unitis ». << Co:;.i face11tlo può darsi che gli eventi dimostrino che sarebbe « si.alo megli " agire di versamente . . . Ed è per questo molivo « cer'lamente, che mol ti uomin i assennati trovano più giusto atte:< nersi anche nell'arte della guen a, come in tutte le altre arti, dal « fissare in modo assoluto precel.li e principì che non possono ri « spand ere a tutti i casi e rimeLLersi in,·ece al giudizio di chi, es« sendo ch ia malo ad ap plicari:, troverà norma dalle circoslaor.e, « le quali sono variate ed innumerevoli. « Ma io penso che questi uomin i assennati uon hanno sufftcien · « temen te ponderalo, o no:1 hanno mai avnlo occasione di assi« stere ai fenomeni cbo genoralmenle si verificano nella mente


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DEL COM.BA TTIME,NTO AUTONOMO

DEL OOMBATT1MENT0 AUTONOMO

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« umana quando è dominala dall'orgasmo della responsabilità,

« complicato con quell o del fuo co e della presenza del nemico n .. Conclusione. Lasciamo ai tedeschi certe idee che forse potranno essere ottime per loro , che le norme. di combattimento potranno trovarle nelle tradizioni e nelle sanguinose esperienze di po chi ann i or so no, ma non per no i, fiochè almeno resteremo nelle • condizioni attuali. D'altronde io faccio una sempl ice domanda. Si teme che le norme possauo essere interpretate alla lettera e che qui ndi la forma ammazzi lo spiri Lo '! Ma se voi supponete che coloro cui le norme sono <lirette non ab biano àiterio abbaslanza per applicarle opportunamente, ma allora o come pretendete che ne abbiano po i lant.o di criterio da potere apprezzare gìustamenle le circoslanze speciali del momento~ . Se non prendo una'vera can tonata mi pare indiscu tibil e questo : colui che per mancanza di criterio farà male, non ostante gl i siano state date buone norm e general i, farebbe peggio se quesle norme non ci fossero e fosse abbandonato del tullo a sè ·stesso. · Sono dunque necessarie dell e massime generali . Ma queste, utilissime, come ,w,·,ne di condotta, quandù si tratti di agire secondo un concetto direu.iv~ gi~ detèrminato, non possono che poco soccorrere quando si tratti di creare, d'inventare il concelto direttivo dell'operazione. Gli è come in matemat ica: quando il prob lema sia già. stalo messo in equazione, i teoremi servono a sviluppare le . equazioni e condurre alla so luzione, ma la sola conoscenza dei teoremi non basta in quella fase artistica ed invenliva che è appunto il meltere i,r equazione il problema. Ci vuole ùn po' d' ispirazione; cioè di quella facoltà di ragionamen Lo lar1,;o ed acceleralo, che in por.hi privil eg iati è do no di natura, ma che anche ai mediocd è concesso conseguire in una certa misura snfficien te mercè un buon metodo di sotu~ione il qnale, applicalo sistematicamente o con pedan teria, se occorra, da principio, condùca poi a mano a nianò a saper rapidamente mellere in' equazione dati e quesiti e pervenire rapi damente ad una soluzione che se non sarà la migli ore, cioè la più semplice e spiccia, non .sara tuttavia irraziona le. t insomma l'anali si ac,çurat<1,. e minuziosa che deve preparare alla sintesi larga e spontanea.

·n. I dati ed l quesiti.

Il concetto di una qualsiasi operazione tattica autonoma emer- · oerà chiaro e ben deternimato da una chiara e ben determinala risposta ai seguenti ques1t1: · 1 .• Cercare, accettare, evitare il combattiment.o? 2,o Nel caso che il combattimento debba essere cercato od accettato, dovrà ciò farsi con fo rma o!Iensiva o difensiva? 3•. Con quale in tensiHt, se il combatti men lo è necessario od opportuno, dovrà essere esso impegnalo e condotto? . 4.o Nel caso di offensiva in quale direzione vibrare il colpo principale? Come distribu ire le forze .ed i com_piti nel sen so de! fronte e della profondi là? Qual i sono g!t elemenl1 del terreno nei quali si concreLa chiaramente il raggiungimento del noslro scopo e che perciò bisogna conq uistare? · . 5°. Nel caso della difensiva dove e come appostarsii Tn quale direzione lenersi pronti alla parata ed io quale alla risposla s~ la risposta è opportuna 1 Come distribuire le forze ed i com pili nel senso del fronte e della profondità? Qliali sono gli elementi del terreno , néi quali· si concreta chiaramente il raggiungimen~o del nostro scopo, e che perciò bisogna impedire che il nemico con quisti? 6°. Quando conviene iniziare e svolgere l'operazione ? I dati sono in generale anch'essi sempre gli stessi per nume1~0 e per_qualità, e variano sollant.o nella quantità di parte nota, che in ciascun caso particolare presentano; e cioè: 40, Situazione generale. Risultalo degli avvenimenti anteriori e notizia di quelli contemporanei a.li' avuta mission.e. Essa determina in certo modo l'ambiente, nel quale la mission e stessa deve svolgersi . 2.0 Scopo speciale. Il qm1l e, quando gli ordini siano ben dati , sarà sempre chiaro e ben teterminato e sarà concretato, o si potrà generalmente e facilmenle concretare, in uno o più accidenLi 1')

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DEL CO~BATTJ.MENTO AUTONOMO

topografici, che si tratta d'occupate o d'impedire siano occupai.i dal nemico. 3.° Forza . Lo .scopo dovrà ess.ere ottenuto con una. forza deter~inata, ma spesso col concorso diretl:o o indiretlo, cert~, probabile, di altri elementi di forza. 4. Nemico. Ce1:to, probabile o possibile; sulla forza (numero, stato morale, capaci Là ed attitudine di chi comanda), sulla dislocazione e sugli intendimenti del quale non esistono, in generale, che vaghi indiz i, al momento in cui s'inizia l'operazione . . 5 ° Tempo . Inteso non soltanto come durata, determinata o da deLerminare nell a qùale lo scopo deve essere conseguìto; ma :inche, se la missione lo specifi chi, com e periodo cletlagior,iata o come complesso di condizioni atmo~feriche o meteoriche nelle quali bisogna agire, o nell e quali Lisogna evitare di agire. ' 6. Terreno. I caratteri generali del quale sono più o meno conosciuti, al momento in cui s'inizia l'operazione, per m~zzo della carta, di ricognizioni precedentemente fatte; d' informazioni avute, ecc Ciascuno di questi dati, accuratamerìte preso in e$ame con la guida di quei pochi e semplici criLeri che qui appresso esporremo, darà una parte di risposta a ciascuno dei sei quesi ti: la rigposta completa a ciascuno di questi non emergerà che dall'esame di tutti e sei i dati . Però noti si fin d'o ra : c:he il più imp·ortante tra i dnti , quello ci_oè che più lar-gctmente e decisiunente concorre nel rispondere ai vari quesiti è lo scopo speciale; che il dato terreno, mentre è importantissimo, allorquando si tratti di rispondere ai quesiti ·4° e 5°, non ha. nè deve cwere decisa importanza (non dic.iamo che non debba averne punto) allorquando , si tratti di rispondere agli altri, pei quali il determinante essenziale è e deve essere sempre lo

DEL C01tfBATTIMENT0 AUTONOMO

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III. C,rlterl per l 'esame tlel dati.

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scopo speciale.

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S ituazione generale . - Non occorrono molte parole per

dimostrare quanto peso abbia nel concetto del combattimento questo dato positivo. In taluni casi è tale la sua importanza che esso, combinato con l'altro essenzialissimo e primo sempre, lo scopo, ed indipendentemente dagli altri dati, basta a rispondere in modo più o meno completo alla maggior parte dei quesiti. . Chi ba una missione da compiere deve essere informato della situazione generale; ma a ciò bastano poçhe notizie; di quanto della situazione generale può essergl i utile conoscere, egli sarà sempre già al corrente, più o meno, pel semplice fatto dell'aver preso parte agli avvenimenti precedenti. · Quel tanto che bisogna conoscere per orientarsi, per afferrar bene lo spirito della missione avuta e per potere agire con una opportuna e bene ) nte_sa i"nizi'ativa, basta sia limitato ad una certa cerchia di unità e di terreno. Così - per spiegarci 1:neglio con un esempio - nna brigata che abbia per mandato speciale di avanzarsi isolàta ed impossessarsi di un punto di sbocco, il quale debba poi servire alle altre forze del corpo d'armata. non è necessario che conosca la situazione generale dell'esercito, quella della propria armata, quella del proprio cor po d'armata, della prnpria divisione, ecc .: basta che conosca quella. del proprio corpo d'anm.ta, e quella, se occorre, ma allo ingrosso, delle altre truppe che agissero, ,dia lontana, ai suoi lati: ciò che di solito il comando di brigata conoscerà già, senza che sia necessario espressamente informarnelo. Purtroppo avviene, nelle esercitazioni di pace, che per affidare una missione autonoma ad un battaglione, si piglino le mosse da un'armata! Ciò è semplicemente assurdo . Abbiamo pronunziato la parola iniziativa. Ci sia -permessa una breve digressione, anche a costo di ripetere cose trite e ritrite, su questa iniziativa, di Gui lutti parlano o scrivono, · ma che pochi praticano e pochissimi sanno esigere sia praticata.


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DEL COMBAT'l'IMEN1'0 AU'tONOMO

DEL COMBATTIM.EN'fO, AUTONOMO

Chi affida una data missione - sia ess; anche un'operazione di un modestissimo dislaccameuto - prefigge uno scopo speciale, il conseguimento del quàle tende al conseguimento di uno scopo generale assai più vasto. Le contingenze cbe determinarono questo scopo speciale possono da un mo mento all'altro cambiare, al punto che lo scopo speciale stesso non abhia più ragione di essere o debba esser.e modificato: talchè !I tendere alla lettera alla missione avuta potrebbe essere non solo inutile, ma dannoso alla situazione generale, quale nel fatto si presenta. Un capo autonomo allora ha non solo il diritto, m tL il_dov_qf'e di modificare gli ordini avuti, nel

senso appunto che il superio,·e che li ha dati jarebbe se presente . In ciò sla l'iniziativa. Purchè contenuta nei limi ti oradetti è alla e indispensabile virtu militare. Chi mancando d'intellioenza per comprendere il vero stato delle cose e di forz a di cara ttere per assumersi le responsabilità, si trinceri dietro la lettera dell'ordine ricevuto , non potrà mai essere esecutore aulonomo jortiinato . Certo che questa è quistione assai del icata, perchè impercettibil e è il limi te ove una razionalo iniziativa cessa e la sman ia di agire di testa propria comincia: è certo arma assai pericol<,>sa in mano di chi non sappia servirsene: ma che vuol dire ciò? Yuol dire solo che in guerra, per quanto poss ibile, non bisogna affidare missioni autonome a chi non t>.bbia intelligenza per vedere e carattere per agire - verità tanto vecchia quanto è vecchia la guerra - e vuol dire che se si vuole un indirizzo, non bisogna pretendere di non volerne gli inr.onvenienti - verità vecchia anche quesla e che da tanti tanto spesso si dimentica . Sta qui tulla la quistione . Mentre, a parole,' si predica l'i niziativa su tutti i toni, nel fatto po i guai a colui che agendo di sua iniziativa sbagli. Che ciò debba farsi in guerra, ove il successo giustifica tante cose mal fatte e l'insuccesso fa co ndannare tante belle intenzioni, si può ammettere . .Ma nella educazio ne tattica di pace non deve essere così: gli alti d' iniziativa opportuna - ed è opportuna quando sia con tenuta nei limiti che abbiamo innanz i defini ti - anche se non coronali dal successo rlebbono trovare nel superiore la massima indulgenza; diversamente le teorie resteranno . 4 teorie e nel combattimento non si oserà muovere un passo senza averne avuto l'ordine od il permesso dal superiore.

L'iniiiativa, per sua natura, si ribella ad essere regolamentala; ma poichè purtroppo in guerra gli uomini anch e capaci possono in , certi momenti sentirsi venir meno la forza di addossarsi il poso del la responsabili Là, noi crede1·emmo conveniente ch e l'educazione taLLica di pace, invece di limitarsi a predicare l'iniziativa in senso asLrauo, contribuisse a diffonderla, alleggerendo tale peso per tutti quegli atti, pei quali sia possibile dare una norma anche a costo di andare incontro a qualche inconveni ente . · Ci spie;;h eremo con un esempio: l'accorrere al cannone. Il § 52 delle nostre No,·me dice: e I! comandante di un riparto isolato deve sempre aver presente il precetto di accorrere al ca nnone. » E sta bene. Ma poco dop > soggiunge : « Quando arrnhe egli abu~a « una missione speciale da compiere, deve prendere di sua iniziali va e la determi·nazione di sospen derne l' esecuz ion e ogniqualvolta, « tuonando il cannone, egli ,qiudichi che il suo interoento « sul l flOfJO dell'azione possa l'iuscire più vantaggioso « che il compim,ento dèlla missione 1;tessa. >> Ora noi confessiamo che, per quanto ammiratori convi nti e sinceri di que.,to nostro prezioso codice tatti co, non ci saprE1mmo in pro posito trattenere dall'esprimere un desiderio. Ed è questo: che il concetto e la forma di detto paragrafo sian o sostanzinlmen le cambiati. Noi lo vorremmo formulato presso a poco cosi: << Il co mandan Le di un riparto isolalo deve semp,·e accorrere al « cannone, anche quando per far ciò debba sospendere l'esecuzione « di una qual~he special o missione affidala~! i. Il derogare da « questa massimn non puci essere ammissibil e se non in quei cosi « Cf/fatto ecce~ionali nei quali, in modo assolutamente eoi« dente, risulti che il compimento della missione stéssa possa « riuscire assai più vantaggioso che non l'accorrere al cr,nno ne. » Perchè vorremmo questa e non la formola. delle Norme? ln coLesLa quisLion e, come in tante nitre, per avere nna unità di iot.on dimenli e di indirizzo occorre .ch e un,1 norma precisa, valevole per la gran maggioranza dei casi, sia el evata all'onore di massima assoluta, anche a costo - non ci stancheremo di ripeterlo - di ' andare inco.ntro agli inconven ienti che si potra nno verificare, in quei casi in cui sarebbe slato meglio non avpticarla. 1

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ANNO XXXIV, VOL. Ili.


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DEL COMBATTIMENTO AUTONOMO ' DEL COMBATTIMENTO AUTONOMO

La formola delle ·Norme lascia tutto il peso .del giudizio e della responsabilità al com~ndante autonomo : il che non ci pare il mezzo miO"Jiore per diffondere 'là massima sacrosanta' di accorrere al can . ~ d none; massima, le cui esagerazioni saranno sempre meno annose che non le· esagerazioni in senso opposto. . .Il giusto mezzo, in cose cli tanica, ci è sempre p~rsa una quistione accademica da tavolino: in guèn'a lo sperarlo ci pare debba riuscire un sogno. La gran massa degli uomini non sa agire bene che secondo n~rme semplici e precise: e le norme per essere tali non possono evitare del tutto l'esagerato . La qtiistion~, nell'educazione dì pace, sta appunto nello scegliere il verso nell'esagerare pjù vantaooioso, e precisamente quello che nel fatto possa ~ssere poi atten;:to dall'incertezza e dal peso della responsabilità; e non già il . verso opposto. . . Si dirà che così facendo ·si va incontro ai dirizzoni e quindi alle •

cantonate. . Ma.qualche rara cantonata ci sarà largamente compensata in tanti altri casi nei quali sarà quel dirizzone appunto-che ci avrà dato la forza di carattere e la risolutezza per :-1gire a tempo ed opportunamen t.e. . · . Vi sono taluni che hanno una speciale predil.ezione a navigar, come essi dicono, contro corrente; e non ,1ppena si accorgono che sopra un' idea, magari anche esagerata, le· masse stabil(scono ~~el certo accordo tanto necessario alla riuscita, gridand subi to al dmzZO'ne. O non erano forse idee spinte allo stato acuto cli veri dirizzoni quei sacrosanti principi dell'avàn,Li a tutti i costi, dell'accorrere a~ cannone, che pur tanto ammi riamo nei tedeschi del 70 ~ E non si ,,erificarono pure talvolta delle vere cantonatè ·? Ma se si vuole essere coerenti, bisogna· confessare che queste erano la conseguenza inevitabile di quelle i~ee generalmente e sal·damente radicate, in virtù dellrq quali e non malgrado le quali pur tante volte fu strappata al nemico la.vittoria. · Ma già, ci dilettiamo tanto nelle disquisizioni astr'use ! Ci solle7 : tica tanto il parere spiriti solitari I 2°. Scopo speciale . - Non tutte le missioni autonome hanno

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per iscopo speciale 'l'abbattere l'avversario. Anzi anche in un ·co.mbattimento che abbia tal è scopo, vi sarà sempre una serie di atti tattici, più o meno autonomi, che precedono, ac~ompagnano o seguòno il combattimento, scopo dei quali non è direttamente la distruzione del nemico. Di tal genere sono non so ltanto quelle operazioni dette di sol il o secondarie o di piccola guer'l'a (ricogniziopi, avanguardie, retroguardie; avamposti, ecc.) ma Lai volta anche dei veri combatLimen ti di grande entitil, delle vere battaglie addirittura, aventi per iscopo ùninediato di tènere ad esempio impegnato il nemico per un certo tem po su un determinato spazio nelì'intento di faci litare la distruzione di esso su altro punto del campo di ballaglia, spesso assai lontano, od in un combattimento tal~olta affatto distinto (Borny, ,1870). Diremo, per intenderci, stopo illimitato quello che .tenda direttamente a distruggere l'avversario e scopo limitato , p0r contro quello che non sia diretta.mente tale. Sono denC>minazioni certo non molto belle, né molto esal.te: ma qui son quelle che più ci garbano. Per uno scopo itlùnitato , la lotta è il fine ; in una missione aven te scopo limitato la lotta si presenta, pér uno dei partili almeno, come un ,nezzo, del quale volentieri si farebbe a meno, se senza di esso fosse poss ibile raggiungere lo scopo: Spieghiamoci còn un esempio. Lo scopo sia: distrugpàe l'avversario. La forma di combattimento per eccellenza, dato tàle scopo, è l'offensiva: dare addosso at nemico con tutta la violenza, fino ad averlo distrutto. La_difensiva, quando r.osL1;etti assolutame.nte ·a subirlà, si ·deve intendere come resistenza e riscossa e non altrimenti che ·, I così. Lo scopo diretto - distruggere il nemico - di solito si concreta in accidenti topografici che si tratta di acquistare o di con- servare: ciò per la virtù cli attrazione, che certe località esercitano su uno dei d·ue partiti, e, per conseguenza, sull'altro che mira a. dargli addosso, e ·per la necessità in cui ciascuna delle due parti si trova di concretare, sempre che può, in accidenti topografici le proprie disposizioni di combattimento. Ma gli accidenti topografici, , in questo ·càso , non sono lo scopo: il.conseguirli da una parte, o il


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conservarli dall'allra, non è che una tappa verso il vero scopo. Alla fine di quesla si può aver vinto, cioè aver di strullo l'avversario - ed è ciò che di solito avviene, perchè in un combattimento siffallo una delle parli esaurisce nel tentare di conservarli o nel Lenlare di consegu irii lutla la propria potenza morale - ma si può anche non aver vinto e perciò essere necessario 'continuare l'azione . Nella cateùoria deoli o o scopi limitati invece, molte volte lo scopo . speciale è appuuto il conservare od il co nseguire una località, cioè è la località in sè: tanlo meglio se lo scopo può essere conse · guilo senza la lolla; ma se la lolla è necessaria, conseguilo Io scopo , non vi è più ragione che essa continui. · Per stare ancor,1 più nel concreto, supponiamo che in un combattimento illimitato la difesa si sia :1fforzala in un villagg'10 , L'attacco tenderà nl villaggio, non pel villaggio in sè, ma perch é in queslo stn il difensore, al quale egli intende di dare addosso; tanlo è vero che l'abbandono del villnggio da parte del difensore, primo che questo· sia stato vinto, non dispenserà l'allnc~ante dal seguirlo od inseguirlo per batterlo altrove. In nna missione a scopo li mitato invece il tenere il vi llaggio polrà essere scopo diretto dell'uno , il conseguirlo scopo dell'altro. Se quest'ultimo potrà consegui re il villaggio senza la lolla, tanto meglio; ma se In lotta è necessaria, una volta conseguito l'obbiettivo, non è più necessario che essa continui. Nel compimento della propr.ia missione questa di stinzione e questo netto esame del vero scopo meritano tutta l'attenzione. Dannoso, certo, il non impegnarsi a fondo, fino all'ultimo nomo disponibile, se ciò è necessario al consegui menLo del proprio scopo speciale; ma dannoso del pari il lascia rsi Lrascina r troppo d·il combattimento, perdendo lo scopo di vista. Una retrog1.1ardia, ad esempio, che nell'inseguire nemico respinto si lasciasse troppo trascinare dalla voolia di distruocrerlo e si allontanasse perciò troppo dal corpo o .,., protetto, anche quando avesse i mezzi di realmente distruggere la parte di nemico che gli sla di fronte, commetterebbe un grave errore tallico, poichè, lasciando scoperto il corpo protetto agl'insul ti di altro nemico, comprometterebbe la riuscita della sua vera missione speciale

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Per un falso apprezzamento del propi-io scopo speciale si può essere portati ad impegnarsi o troppo o non opportunamente e a dar così huon giuoco all'avversario, il quale, poco curandosi di lasciarci la magra soddisfazione . di un mal Inteso successo tallico,. da noi scontato col fallire alla nostra missione, tenga fisso lo sguardo al proprio scopo e lo raggiunga . Il più delle volte ciò proviene da un significato non esatto aLLribuilo alla parola vincere e· da un falso concello di ciò che sia r;era e lodevole arditez.;a . Vincere è : raggiungere il proprio scopo speciale. Questo, nel combattimento illimitato. è : distruggere l' av versario. Ma nel combnllimento limi tato, vincere significa conseguire nn determin ato scopo s·peciale, il quale il più delle volte .non ha nulla a che far e con la distruzione dell'avversario. Una retroguardia incaricala di coprire per un certo tempo una data località avrà vinto, quando al'l"à raggi unto il suo scopo, anche a costo di perdite assai considerevoli - vittoria pagata.cani se si vuole, ma. vitLori a. certo: - avrà. perduto, quando non avrà r,,ggiunto questo 5copo, anche quando abbia. inllitLo nl nemico perdite straordinarie. Qui è il caso che un po' di spiri to esclusivo è di grande aiuto per rellamente apprezzar le cose. A che .intendemmo alludere quando accennammo alla fai.sa interpretazione di ciò che sia vera e lodevole arditezza risulterà chjaro da un esempio. . · Suppon iamo che una certa unità abbia la missione di proleggere il fianco di un grosso convoglio in marcia, conlro possibili minacce di un corpo nemico già appostato in buona posizione. Qui evidentemente la protezione deve eserci tarsi per un certo tempo, facile a calcolarsi. È chiaro che, in tesi astratta, il modo pi ù spiccio e decisivo di proteggere il convoglio fiancheggiato, sarebbe, quando possibile, quello di ao·dare ad attaccare il corpo minacciante nelle posizioni di ltli , batter!o e magari tagliarli anch'e la ritirata . Ma se cosi operando si corre molto ri schio di essere balluti e ricacciati e di compromettere quindi la riuscitii della propria missione, mentrn con un contegno più prudente, con una difensiva passiva, magari, si

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abbi a più probabililà di raggiungere il proprio scopo, allora non è più il caso di preferire il primo partito a quest' ultimo, sollo pretesto o nella lusinga ch e quello sia più ardito di questo. L'arditezza è una gran bella cosa: ma quando sia arditezza rettamente intesa. Ardito è colui, che, non potendo ri uscire a mettere un maggior numero di à tout dalla propria parte, ed avendo una certa proba· bili Là di riuscila, fa trovare in :;è la forza di carattere di sfidare le probabilità contrarie e tentare con un contegno vigoroso ed audace ci ò che ad un altro più timido sarebbe sembrato pericoloso . E ciò · merita lode. Ma non può dirsi ardito colui che, avendo tutta la probabi li.là di ra.ggiungere il propri o scopo usando certi modi, si lasci invece trasportare, per vo ler stravincere o stracorrere o ragg iungere più di quanto possa razionalmente ripromettersi, ad usare r.erti altri modi, i quali gli compromcl.lano del tullo il successo, benchè gli facc iano balenare la speranza di un effimero vantaggio tattico o di un' effi mera operazi one bri lla nte. Nel combatti mento ill imitato lo scopo non può essere che un solo - di struggere l'iivvers::irio; - il problema lall.ico che ne de· riva è più determinato che non nel comballimento limitato : si tratta sempre di dare addosso al nemico nel modo più violento possibile e nella direzione pitt opportuna, ovvero di di fende rsi prima per poi dargli addosso nel modo più effi cace: dei sei quesiti perciò il primo ed il terzo non hanno che una sola risposta possi bile: si tratta solo di rispondere a tre di essi (2" , ,i,0 e 6°; ovvero. 9.0 5• 60) ' ' . lnvece nel co mbauimento che nasce da una missione a scopo limitato, lo scopo - e quindi l'intensità dell'azion e e la forma offensiva o difensiva di essa - ha infin ite.gradazioni. Dal semplice cercare l'avversari o al distruggerlo con combattimento offensivo vi è Lull.a una gradazione di scopi dilTerenti (riconoscerlo; tenerlo impegnato per un certo tempo; scacciarlo da un::i data località. ecc.); del pari nella difensiva da l semplice vigilare al distr1,lggue il nemico con combattimento difensivo (ritardare; arrestare; resistere; proteggere; difendere; respi ngere ecc.) : d'onde una gradazione infinita di.risposte ai sei quesiti del co ncello. Però Lu tti questi scopi possono classificarsi in categorie abba- · ,.;,,

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stan~a ben distinte, osservando che, mentre nel combattimento illimitata lo scopo è : a) distrugge.re il nemico ; nel combattimento limi tato lo scopo special e, di una almeno delle due parli, sarà sempre uno de, seguenti : b) scoprire le disposizioni nemiche .; c) impegnai··e il nemico; et) p roteggere determinali subbiettivi (truppa; località; spazio) ; e) tenere determinate località; f) conseguire determinate locai ilà . In sostanza sei categorie di scopi nel combattimento autonomo. Non pretendiamo, bene inteso, di dare questa class ificazione come rigorosamente esa tta. In tutti gli scopi li mitali lo spazio od i,l tempo, o l'uno e l'altro insieme, entrano più o meno come fauo ri essenziali . Ad esempi~: tenere un determinato spct.zio per un certo tempo (avangnard1 e coprenti sbocchi); proteggere per un certo tempo (retroguardie, avamposti, scorte ecc.) ; ienere impegnato il nemico su di un certo spazio per un determ in alo· tempq (ali dimostrative nei combattimenti piccol i e g1andi , anche nelle grandi battaglie) ; ecc. Lo scopo speciale è tr~· lulti i dati del probl ema talm ente importante che spesso esso solo dà una prima risposta ai vari quesiLi, speciallllenle ai primi lre. Facciamo qualche appli cnzione, escludendo lo scopo illim.itato, pel quale, come già sappiamo, , la risposta ai primi quesili è in certo modo slereolipata . .1°. Cercare, acceuare od evitar.e il combattimento ? . Sappiamo che .per mòlti scopi .li mitati la lotta è un mezzo, che potendo si eviterebb e. La possibili lit di èvilarla, il doverla accettare, ossia la nècessità di lasciarsi costringere a combattere, o il doverla cercare, cioè costringere il nemico a comballere: tutto ciò è in erente allo scopo. Un corpo incaricat-0 di scoprire non cercherà il combatti mento, se il nemico si lasi:ierà ,scoprire; sarà indotto a cercarlo, quando ·a scoprire non basti il semplice guardare (ricognizioni offen:;ive). Un corpo incaricalo d'impegnare il nemico per un certo tem po 1


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(determinato o da determinare) su un determinato spazio, per fàcilitare ad esempio, il risultato di un combattimento illimitato che si svolga su altra parte del fronte, o in un'azione tattica n.liatto distinta, non eviterà certo il combattimento: il più delle volle sarà anzi costretto a cercarto. Una retroguardia avente scopo di pt·oteggere un grosso corpo che sfili per una streua, raramente :;i troverù nella circostanza di dover cercare il co mbattimento; il poterlo evitare od il doverlo accetlare quando esso si presenti, dipenderà dal tempo già passalo in confronto di quello che deve passare ancora, prima che il proprio scopo possa dirsi ragg iunto. Un'avanguardia incaricata di tenere una data località non cercherà il còmbatpmento; ma non potrà evitarlo. Sarà necessario che lo accelli e che lo sostenga, se occo.n e, fino all'esaurimento completo di tutte le proprie forze. On corpo incai·icat'o di conseguire una: data località, una posizi<>ne dì sbocco, per esempio, non eviterà certamente il combattimento ; occorrerà il più delle volte che lo èercbi e che vi adopri tutti i suoi mezzi , impegnando1•isi a fondo, sino all'ultimo uomo disponibile, se occorre. 2° Nel caso che il combattimento debba essere cercato od acceLtat.o dovl'à ciò farsi con forma olfonsi va o difensiva? Prernet.tiamo che il cercare il combaLtimenLo non implica sempre di necessi tà la forma offensiva, come, a maggior .ragione, non implica sempre la forma difensiva l'accettarlo. Sarà sempre lo scopo speciale il dato da aversi presente. Prescindiamo dallo scopo distntpgere, pel quale la risposta sarà e dovrà essere sempre qnesta: avanti, addosso al ne mico _col massimo vigore ; e solo quando ciò sia impossibile, o presenti pochissima probabilità di successo: trattenere e logorare il nemico con poche /orze pel' saltargli addosso con tutto il resto . S coprire è atto di solito per sè stesso offensivo. I1npegnare: richiederà l'una o l'altra forma secondò il da.o tempo: di solito 11orrà fòrma offensiva. Proteggere o difendere (truppe, località, spazio ecc ) non va eonfuso con difendersi. A.ltro è dij'endere, altro difendersi.

Si può difendel'e una località, una posizione, appostandovisi e difendendovisi; ma si può difendel'la non appostandovisi, e movendo invece risolutamente ad attaccare il nem ico che vi allenti. Quando, ad esemp io, il subbiettivo da difendere sia tale ch e non lo si possa tulLo occupare o co prire, senza indebolirsi troppo o senza troppo distender;;i, allora anzichè una difesa ferma, intesa a frappor:.ìi in atteggiamento difensivo tra il nemico ed il subbiettivo, converd1 sempre una difesa manovl'ata, cioè con le forze raccolte·in opporLuno appostamento, tenersi pronti a lanciarsi addosso al nemico a mòmento opportuno. Lo stesso dicasi pel tenere. li conseguire è atto per sè stesso eminentemente offensivo. 3°. Con quale intensità ? Ci dispensia mo dal considel'are sollo questo aspetto ciascuna delle varie categorie di scop; limi tati; ciò, sia perché già finora abbiamo in parte ed indirettamente accennato alla risposta a questo quesito, sia perchè il ragionamento per giungere a formulare, le conclus ioni è affatto analogo al precedente. Facciamo soltanto osservare che il carattere limitato d'uno scopo non implica per nulla che il combaLLimenlo a cui esso può ,dar luogo, non possa essere accauito fìno al completo esaurimen.to di una delle due pa,~ti. La. di:;tinzioue cl1e abbiamo fatto tra combattimento illimitato e limitato si rif'eris~e all o scopo diretto da cui esso ò prodotto; non alla intensità con cui può dovere essere impegnat.o e condouo. Ciò per intendersi . 3°. FoNa. - Lo scopo speciale deve essere ottenuto con una forza determinata, ma spesso col concorso dirello o indiretto, possibileo probabi le di altri elementi di forza. Un esalto apprezzamento della forza immediatamente disponibile (numero e stato m0fole di essa, bene inteso), della possibilità o probabilità di rinforzo e del tempo, all'ingrosso , in cui·questi rinforzi pos:;ibili o probabili possono giungere, ha un grande valore nella. scelta dei modi più opportuni per raggiungere lo scopo prefissaci. Qui ci si offre il destro di ribattere uno di quei tanti dannosi pregiudizi, fatti apposta per spegnere ogni spiriLo d'iniziati va e d'arl'i · schiatezza e per annebbiare quella semplicità, primitiva quasi, con cui tutte le operazioni di guerra debbono essere concepite e condoLLe.

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DEL COMBATTJM&NTO AUTONOlIO

Si dice di soli Lo: _bisogna aeerfor.:;e competenti allo scopo. Forze competenti? E che significa ciò? Nei combaLLi01enLi illimitati, in cui si Lralla, come scopo immed!ato, di dislruggere l'avversario, ossia di sconquassarne la compa . g10e r?orale, con servando per quanto possibi le la propria, com prendiamo leforze competenti, cioè comprendiamo che non si debba impegnar la partita se non quando si a bene imposLata a nostro ~avore e comprendiamo la vecchia, semplice e pur sempre vera massnna, che per combattimenti siffalti non si è mai abbastanza .fortl. · ì\fa nei combatLimenti limitati, quelli in cu i lo scopo si ridltce sempre, in ultima analisi, ad una qui stio ne di ~pa;;io e di tempo, che.cos~ vuol dire la frasefor.:;e competenti? Se l'elemenlo nern_ico fosse noto , allora si potreb be, teoricamente parlando, determmare la forza necessaria a rnggiungere un dato scopo contro un dato nemico noto . Ma in guerra si sa forae la forza nemica contro la quale si deve o si può dover comballere, quando si ha una mis · :;ione da com piere'/ Esiste perci.ò una fonzion e che leghi in modo ev idente lo scopo da raggiungere, la forza a ciò necessaria e la fo rza nemica'? Una forr.a anche sensibilmente inferi ore a quella del n_emico ha sempre in sè una certa durata. d' insisterua e di resisten :::a, che opportunamente adoperata può .ponnet.tere di rarrrriungere lo _scopo. L'unico senso pratico che l'espressione.for;;e competentt può avere, si ò quell o che difficilmente una l'urza considerevolmente minore di quella del nemico può s~stenere un'azione oltre un certo limite di tempo . Sarebbe nssurclo pretendere che un battnglione resistesse per una inlei:a giornata ad una divisione 0 che per un intera giornata riuscisse a tenerla impegnata; ma quando lo st.opo non esiga che un tem po opporlu!1amente lim itato , anche una forza cosi inferiore può essere competente. L'inferioriUt delle forze , sia anche decisa, non è rfl~io ne per chi abbia una missione da compiere, per disperai·e della ;,iuscita della missione stessa; il vol er ferm amente una cosa, quand~ questo volere non sia eccessivamente sproporzio_nato al potere, ed il saper nettamente ciò che si VllOle ed il non perderlo mai di vista, so no per sè stessi fattori grandissimi di ri uscila, perchè impongono la legge all'avversario e sono cause di un'esecuzione vigorosa, che può ~~

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beo bilanciare una inferiorità anche sentita di forze. In guerra l'ari tmetica non è una scienza esalla . Questo, come tanLi altri pregiudizi , è in certo modo alimentato, anzichè essere combattuto, dalle nostre esercitflzion i di pace. Quelle benedette usanze di vole;-e che chi aLLacca sia sempre più forte di chi si difende, o che tra i doe partiti non siavi una grande sproporzione di forze son Lan to invalse, che se, nel dare un tema, si fa diversamente - si fa cioè come in guerra è regol a - si sentirà subito a dire cho uno dei parti ti non ha avuto fo rze competenti I Questo pregiudizio , o meglio, questo fa lso giudizio inveterato, ce ne fa venire alla ment~ un alLro. Se, ad esempio; si as?egna ad un reggimento il comp ito di ten ere per un certo tempo o per tutto il tempo possibile una posizione di esteso fronte - un paio di chilometri ad esempio - ciò che pure avvi ene tante volte in guerra - non è raro il caso si senta a dire che l'estensione del fronte è sproporzionata alle fo rze e che perciò queste non sono competenti. Quasichè, come abbiamo ;ià. dello, per tenere una posizione fosse proprio necessario andarl a materiai mente an occupare e di,;tendervi su le forze in una linea lunga e sollile, susceuihile di essere rolla ~I primo urto, e non rosse possibi le imece riuscire allo scopo, an ch e contro forze considerevolmente· maggiori, tenendosi raccolti e manovrando co ntroffonsivamenl.e. A formarsi un giusto concetto dell'entità della forz a disponibile e del quanto si può con essa tentare, entra anche un giusto apprezzamento cli ·quanto è possibile ri chiedere alle proprie truppe, dflte le circostanze fisiche e morali , in cui esse si Lrovano al momento dell'avuta. missione. · :.'fon possiamo pretendere di dar norme per qneslo apprezzamento: è una di quell e quistioni codeste la soluzione giusta delle quali di pende da un po' di cuore e da molta esperienza. Questo, si, possiamo dire che se da un lai.o non bisogna elevare a sistema lo esigere continuamente dalle proprie truppe sforzi so,1 erchiamenle intensi, bisogna pur dall'altra ri cordnrsi che in guerra la. riu scita. il più dell e volle non è stata se non il frullo di grandi sforzi che i capi hanno avuto l' energia di esigere. Un concetto meschino di ciò che dall'uomo si possa pretendere in certe ci rcoslanze, ha -;empre conseguenze fun~~r; ·lJiil soltanto percbè concorre a spegnere ogni spi-


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DEL éOMBATTIMENTO A UTONOMO

rito d'arditezza, ma perchè prepara amare delusioni o spiacevoli sorprese, quando s'abbia da fare con nemico che, O'iudicando meO'lio · le cose, sappia dalle sue truppe esigere, quando ne valga la pena, fin l'ultimo respiro . : 4°. Nemico . - È il dato nel quale più abbonda la parte ignota. Se da un lato è necessario avere qualche indizio, o meglio · il massimo numero d' indizi che ragionevolmente si possono pretendere sulle forze (numero, stato morale, qualità del comando) , sulla dislocazione e sugli intendimenti del nemico, prima di concrelare il proprio concetto; e perciò molte volte è necessario ricorrere al combatLimenlo stesso per procurarseli ; dall'altro - e non bisogna dimenticarlo - la natura stessa del la è)O'uerra esiO'e che ci • .. ~ s1 sappia contentare di dati assai vaghi e su questi si sappiano pren dere le proprie determ inazioni. Chi per decidersi aspettasse una situazione. limpida e perfettamente determinata, sarebbe inevitabilmente battuto . È necessario sape,·e S:fldare l'ignoto . Il giocatore che non nrrischi la sua posta, se non quando sia perfettamente o almeno qunsi perfettamente sicuro di vincere, ha tutte le probabilità. di guadagnare in q'.lal.siasi gioco, meno in quel gioco tutto speciale che è la guerra. È un gioco questo differente. da tutti gli altri per ciò, che ch i non sa arrischiar la postn, quando qualche probabi lità di ~uadal!nare vi sia, si assor,O'etta àlla probabilita' ~~ran. " ~~ dissi ma che l'avversario glie la ven ga a carpire di tasca I Il giocatore cli scar.chi metodico e compassato non è la più bella irnmaO'ine dell'ufficiale in guerra. Procedere alla cieca, no; ma aspe~lare ad agire c~1e tutti gli à tout siano dal!~ propria parte, guai. Il successo, per chi ben consideri la natura di questo fatto in guerra, fa presuppone sempre una dose grandissima 'di rischio corso : ciò dipende dal fallo ~he chi non sa arrischiare, dà tempo al nemico di arri~ schiare . E per questo senza dubbio che meditando sulla storia vediamo nn fatto costante: l'arditezza, anche quando eccessiva, •

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finisce sempre con l' aoer ragione sulla troppa circospezione . Il éhe d'altronde è evidente ancr.e a priori: anzitutto perchèl'ardi1.ezzt1, anche se eccessiva, purchè non fol le(ragion iamo di gente che abbia la testa a posto) presuppone un complesso di qualità morali capnci di trionfare delle avversità e dei controternpi, e poi perchè il saper prendere la mano all'avversario Jo subol'dina alla nostra volontà e finisce col darci ragione su di lui. · · •.

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Talvolta la situazione generale, o gli avvenimenti precedenti alla data missione o informazioni d'altra natura, permetteranno conoscere in qualche modo lo slato morale delle truppr, contro ·cui si può d'lver comliattere, o l' indole di chi dirige dalla parte opposta. Sono dati preziosi, as:;ai più utili, il più delle volte, che non il conoscere con una certa approssimazioi1e .la forza numerica nemica. Quando a noi favorevo li, ci permetteranno atti arditi che in altre circostanze potrebbero sembrare follia. . Allora contro truppe sfiduciate o ~O'uidate da un capo fiacco e titubante non vi è più nulla d'impossibile: allora il numero scompare e l'audace arditezza,. anche trascnrando affatto le solite e ordinarie precauzioni, quando ciò occorra per non perder tempo od opportunità, ha tntta la probabilith di riuscita. È vecchia massima di guerra che, nell'incertezza sulla forza e sugl' intendimenti del nemico, si esageri nel senso più dannoso a no.i. E ·sta bene. ~fa ciò va rettamente inteso: l'esagerar troppo può essere partito molto prudente certo; ma non molto opportuno. Disprezzar l'avversario, no: sarebbe leggerezza . che potrebbe condurre a conseguenze funeste; ma il ritenerlo assai più di quel che valga, e per forza e per abi lil.it, potrebbe essere funesto del parì, perchè avrebbe per necessario eJTetto il lasciarsi sfu,qgire

. l' occ::tsione di oppo rtu namente arrise hiare. Abbiamo spesso parl·ato di ·1·isc[iio . Non vogliamo, in proposito, perdere l'occasione di battere in breccia nn inopportuno metodo di critica spesso a<lopera to. Taluni nel considerare le operazioni militari che presentano una certa arditezza, hanno una particolare predi lezione a meùere in evidenza, anche in quelle felicemen te riuscite, i pericol i corsi da , chi le tentò , e si affrettano subito a far notare : ecco quali sa-

rebbero state le .funeste conseguenze che l'operaz ione, se fosse .fallita, aorebbe prodotto I Costoro disconoscono la.vera natura della guerra: in tanto si riesce in quanto si sa opportuna-. mente arrischiare Piuttosto che far notare astrattamente i pericoli corsi, la critica deve mettere in evidenza le ra11ioni per cui il rischio . fu opportuno, se opportuno, formandò del pericolo co1\SO argomento· · di lode tutte le volte che di esso ebbe co:,cienza chi diresse I' operazio'ne e malgn.1.do il rischio seppe tentare; e non dar biasimo se non nel caso di stolta od inopportuna temerità coronata da successo, ()


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DEL COMJ3ATTIMEN'r0 AUTONOMO

per causé fortuite .ed indipendenti dalla volontà. o dal retto apprezzamento d,i chi quell'operazione intraprese. In tal modo solLnnto· nell'educazione di pace la eritica può essere ispiratrice di un'arte vigorosa; diversamente la è d'inciampo . 5°. Tempo . - Dicemmo che questo dato va inteso non soltanto come darata, determinata o da determinare, nella quale lo scopo· debba essere òttenuto , ma anche, se la missione lo specifichi , come periodo della giornatr:,, o come complesso di condizioni atmosferiche o meteoriche, nelle quali bisogni agire o nelle quali bisogni ev itare di agire. a) Come durata. - Talvolta il tempo è direttamente determinato ·dai dati, tal'altra bisogna determinarlo . Per esempio impossessarsi di un determinato punto, tenerlo fino all'arrivo di altre forze ctie ad una certa ora partal).o da un al tro punto dato, è una missi~ne in cui l'elemento tempo, dal quale tanto dipende la scelta dei modi più opportuni, è esp_licitamente determinato. Altro esempio - tenere impegnato il nemico in una data local ità per facili tare ad altre forze nostre di battere altrove altre forze nemiche, è una situazione, in. cui l'elemento tempo non è espli citamente dato, ma bisogna determinarselo perché per un non giusto apprezzamento di es.so la propria missione potrebbe del tutto fallire. Il tempo , quando non è. dato esplicitamente, è sempre più o me110 compreso negli altri dati del problema. Per dedurvelo basta un àccurato esame degli spazi da percorrere e della durata probabile delle az ;oni che si impegneranno, o, in termini più generali, dell e operaiioni che sulla riuscita della missione avuta possano avere una qualche influenza. . .Finchè si tratti di determinarè· t~mpi in ba.se a spazi da percorrere, la cosa è sempl.icissima: la difficoltà s'incontra invece qmindo, per ·poter form ulare il proprio concetto e trac1u·r 10 in disposizioni, si" tnllLi di doversi forma re un'idea non del tutto inesiHLa della durala probabile di azioni che s'impegneranno o che potranno impegnarsi Nella determinazione di una tal durata en trano molti fa ttori , i quali sfuggono del tutlo al calcolo, specie quando si tratti di unità non mol to grandi. Una divis ione, anche abb ia da trovarsi sulle braccia Lutto rntero un corpo d'armata nemico, può sempre, se bene impiegata, sostenere l'azione per parecchie ore, per una mezza

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DEL co~rnA'l'Tn!ENTO AUTONOJ\10

giornata add irittura; ma un battaglione che si trovi contro una forza doppia, tr.ipla potrà sostenere bensì l)zione p~r ~ua l~he t~m,~o, ma sempre nei limiti di qualche ora. Ino ltre .pei p1cco l1 corpi I influenza delle circostanze imprevedibili sulla durata delle azioni è assai più sentita che non pei grossi : perciò, .mentre per q~es~i t.a( <:l.urala si può con una certa approssimazione prevedere, pe1 picc~I 1 corpi le previsioni, per essere attendibi li, debbono essere tenute in limiti di approssi mazione assai più larghi . E per questo appunto, ed in previsione di controt.empi inaspet · tali che nel calcolo del tempo converrà generalmente abbondare·, 0 i~eglio , converrà prendere a base dei calc~li le circostanze a sè più sfavorevoli. . . Così, nell'esempio poco anzi addotto, le forze il cni compito no 1 intendiamo di facilitare potrebbero subire, per una circostanza qualsiasi, un ritardo lungo la via., potpebbero ~rovars_i di fron_te a~ · · una resistenza assai più ostinata di quanto dai pochi e vaghi dati disponibili non sia lecito indurre, potremmo noi stessi subi~·e un qualche controtempo, ecc. Ma - 1io.tis<'bene - questo abbondare, questo prendere a base clei n~s.t,r/ calcoli le circostanze ti noi più sfavorevoli non va esagerato. Il co,; tr'?'tore che non conoscen_do e3~1.l~mente la resi stenza dei propri materiali abbondi· nelle d1mens1om per pru.denza,_ non fa che spendere soltan to qualche cosa di più Ma l'uomo .d1 auerra che nell'indeterminatezza dei dati esageri prima nell'allribuire al nemi~o forze maggiori di quanto i dati stessi lasc.ino indune esaaeri poi nell'attribuirgli intendimenti a sè più dannosi, ed esageri infine anche nel calcolo del tempo, finisce col. crearsi,u~a . situa.zione immaoinaria più difficile e più disperata d 1 quanto lll real tà non sia fo rza di precauzioni e di limitare il risch io, fin isce col lasciarsi sfufJc,ire l'occasione di opporturiamen~e arrischiare. E l'abbiamo detto e r;petuto : senza r ischio non vi è vittoria. Persuadiamoci che l'alea della. sorte bisogna saperla sfltlare: · e che chi, per non volerla o non saperla sfidare , avesse la sLra1HL pretesa di volerla evitare, cercando, a furia di esagerarl i in un senso o nell'altro, di rendere pos itivi o sicuri certi dati, vaghi° di loro natura , si esporrebbe sicuramente all' insuccesso . b) Come periodo della gio~·n.ata, ecc. - Vi sono si,

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ugL CO>IBATTlilJENTO AUTONOMO

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DEL CO)!BATTIMEN'rO AUTONOllO

tuazioni nelle quali, appunto perch é non é indi1Ierentealla riuscita della mi ssione agire di buon mau.ino o verso ser:1, di giorno o di noLle e via dicendo, i dati stessi del probl emn prescrivono esplicitamente il periodo della giornata nel quale convenga di agire od evitare di agire : in tali casi il comandante autonomo, pure essendo tenuto a tener con to di quest~ circostanze nella sua mi ssione, non ha che una parte esecutiva relativamente alle circostanze stesse. Ma mo!Le volte il comandante autonomo, senza che gl i siano state prescritte, si troverà nella necessità o nel la convenienza di scegliere a suo criterio siffatte circostanze_ È questo il caso che a noi più importa discutere e eh e, per procedere con ordine, tralleremo nell'esame del quesito sesto. 6°. Terreno. - E nn dato cl1 e ha certamente un grandissimo valore; ma é un valor·e che troppo spesso si esagera. Il terreno non ha nè deve avere alcuna influenza notevole sulla ri sposta ai tre prim i quesiti, specialmente al secondo. r.he un terreno, ad esempio, sia eminentemente sfavorevole all 'nttacco non è ragione sufficiente per stare o per farsi ridurre a stare sulle difese, se per raggiungere lo scopo è necessario l'alLacco: deve essere una buona ragio ne invece per cerca re i modi migliori, alnnchè l'allacco riesca malgrado il terreno. Insomma il terreno può avere si 1 un,t decisa inGuenza snlla ri sposlfl ai quesiti &,o, 5° e 6°; ma solo, • quando già, indipendentemente quasi da esso, si sia risposto ai tre primi quesiti. Ciò premesso è e1ridente che il tc l'reno vada studiato io ogn i caso concreto in modo speciale, secondoché lratti si di attaccare, di di· fendere o di difendersi. Quesw vedremo tra poco: qui ci limitiamo per ora a poche con3iderazioni generali. Il terreno, come é noto, influisce sul combatti mento a causa: della sua maggiore o minore praticabilità; del campo di vista ma~giore o minore che permetta; in quanto più o meno favorisca l' efficacia delle armi e copra le truppe dagli effeLti di queste; in quanto, infine perm eua più o meno dare un indirizzo ben determinalo alle proprie truppe e più o meno permetta coordinarne l'azione. 1n che modo quel l'infl uenza val'i a seconda delle molteplic i ci rcostanze è detto io Lutti i trallati e noi qui· non staremo a ripetere.

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Ciò che a noi importa invece di stab ilir bene è questo: che in c1ualsiasi terreno vi saranno sempre determinali punti (d'osservazione, d'appoggio, d'impedimento, d'approccio, d'indicazione, di collega· mento) di speciale importanza sngli altri; e che perciò, anche nei combattimenti illimitati, pei quali lo scopo immedia to non è la conquista o la conservazione di una località o di una posizione, la lolla si accentua sempre in modo special mente intenso atto rno a determinati punti; al segno che la vittoria quasi sempre coincide col conseguire o conservare tal i punti . Di essi - in tutti i combattimenti dal più al men0 - alcuni diventano decisivi. In qualche raro caso certi punti sono già ~ali prima del coml.iattimeoto, nel senw che anch e prima sia facile prevedere _:_ specie nei combatlimeoti per le posizioni in sè - che la conquista o la .perdita di essi conduca alla conquista od alla perdita degli altri. l\'l a nella maggior parte dei casi certi punti non di ventano decisivi che durante il combattimento; non per altra ragione che auorno ad essi la lotta diventa più accani ta . La conclusione che vogli amo trarre da tali premesse è questa: che di rado il terreno presenta punti che soltanto pei loro caratteri topografici possano dirsi , a priori. decisioi; che all'attaccante, se è vero che tutta l'arte sua stia, per prima cosa, -nello andare a meuere i propri piedi dove li ha l'avver:;ario, il punto od i punti decisivi "lieti indicheranno io massima le di spo.sir.io ni della difesa e non il "'so!o terreno in sè, o, meglio ancora, sarà lui cho renderli decisivi o no; secondo il suo lalento. certi cleterminati punti, secondoch€> vi farà o no concorrere la massima principale dell e sue forze; e ciò molte volte malgrado il terreno. Queste idee preconceLLe - per le quali si dimen ti ca cli ~ il fattore l'ssenziale della lotta è l'uomo, che lo svo lgimento del combattimento dipende dalle di:;posizioni che si da nno e non soltanto dai 1 caratteri del terreno o dall'esservi questo o quel punto più o meno \ importante - sono assai più spess~ cbe non si creda la vera causa di gravi errori nel concetto e nelle disposizioni. · Il teneno è un dato - senzri dubbio importanti ssimo - ma niente altro che un dato . L'esagerare in ciò . come spesso si fa al pnnto quasi da credere vinco lata al terreno la volontit nostra e quella del nemico - non è soltanto dannoso nel senso che spegne

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ANNO XXXIV, VOL. lii.


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DEL <.:OllBAT T IM .EINT O A UTONOMO

q'uell o spirito pur tanto necessario dì sapere tatoolta agire malgrado il terreno, quando lo scopo così voglia, ma dannoso ·ancor più nel senso che può preparare brutte sorp rese. Non di rado assorbiti dal terreno si dimentica del tutto che il nemico ha una volontà e si fin isce col persuadersi, specie nei terre_ni fortemente acc.identati, che un'azione debba sv~lg~rsi_ pre· c,samente come alcuni punti del terreno sembra che md1chrno e · che il nemico debba fare poi ..... precisarr,ente quello che a noi \ . piace di supporre. É vero che 'q. uesle esa n<'rerazioni sono, sollo cerlo aspello ,. una . conseouenza inevitabil e delle esercitazioni di pace, pelle quali, molte vo lte si ha sotto ·g li occl'ii vivo, reale, talvolta imponeQLe, con le sùe forme, il dato terreno mentre tutti gli altri dati o sono impalpabili o -convenzionali: ma non è ·men vero che da tali esage~ razioni bisogna farsi studio di tenersi lon tani. E il mi glior modo d, tenersene lontani è appunto ii prefissarsi che in e.erti qu·esiti - e qL1ali questi siano lo s·appiamo - il dato terreno non debba <')

entrare.

I FATTORI DEUAVITTORIA SUI F UTURI CAMPI DI B ATTAGLIA

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Alcune memorie tratte dalla Relazione storica sulle ul time guerre ·e raccolte direuamente sui camp; di baLLaglia, come anche certe osservazioni falle sul terreno delle nostre ordinarie manovre talliche regolamentari e in quel!/ del tiro, durante il lungo periodo di pace che stiamo nttraversan'cio, ci hanno suggerito l'idea di tentare il presente studio. Il fine che in esso ci siamo proposti di raggiungere, è stato quello di rintracciare e mettere in evidenza le lacune ·che a causa del continuo perfezionamento delle armi e per altri motivi , si fossero oramai prodotte nel vigente sistema educativo militare.

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( Continua) EN RICO B ARO NE Capitano cli Stato lf/ar,gio1·e.

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Siffallo lungo e paziente lavoro ci ha fatto senz'al tro ven ire nella ferma persuasione, ge~ui oggidì al sistema stesso abbiso.gnerebbe, senza perdita di tempo, rafforzare il concetto certamente . non nuovo, ma per mala sorte assai negletto, di una più premurosa preparazione scient ifica dei graduati . Non basta che l'addestramento della tru ppa sia ottimo; che, l'istruzione dei sottufficiali sia ~ompleta, quando questa rimanga poi stretta nei lim iti dei reoola. o menti; che l'educazione degli ufficiali sia in.appuntabile, quando -essa ~iasi arreslat.a alle insufficienti nozioni loro impartite presso la scuola militare; egli è necessario che queste due cateoorie di . . o persone e specialmente l'ult,ma, compiano nei 1:ispettivi corpi per mezzo d_ello studio e dell'esercizio pratico il perfezionamento della propria coltura .

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I FATTORI DEL.I.A VITTORIA

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Ai nostri giorni è vano attendersi la villoria d:illa fortuna o da gli ; atti di temerità, perchè anzi spesse volte i capricci dell'una e la , inconsideratezza degli alt~i sogliono produrre i più gravi ed irreparabi li disastri. E neppure con vien fare assai largo assegnamento sull e facoltà naturali dell'ingegno, dappoichè noi tulli sappiamo quanto pochi sieno gli eletti, e come la massa degli ufficiali abbisogni di seria e lunga preparazione, per essere sempre al caso di disimpe gnare con fiducia e discerni mento il proprio dovere io tempo di guerra. . Per tali considerazioni a noi sembra necessario che l'attenzion e di tutti venga oggi rivolta, più di quello che si fece pel passalo, alla preparazione ~ei quadri, acciocc hè dove non risulti sufficiente l'ingegno natural e, possa supplire il profitlo che senza dubbio si ritrarrà dallo studio e dall'esercizio. D'altronde uno almeno di r,odesti elementi di successo in guerr:i, studio od ingegnoJ si è in ogni tempo riscontrato in colui che tenne -, gloriosamente comando di truppe. Facendo qui astrazione degli avvenimenti svoltisi nell'antichità, . os:5erviamo come nei barbari secoli del medio evo la storia ci pre · senti le raccogli ticcie compagnie di ventura, condotte da avveduti e furbi comandanti, che al difetto talvolta assoluto di studio ed' istr11 · zione, supplivano sempre con la naturale svdtezza di mente e colle " trovale che soltanto un bell'ingegno può suggerire. P iù Lardi, il grande Federico e poco dopo Napoleone Bonapal'le dimostrnrono chiaro che lo studio e l'intelligenza concorrevano per tl'e quarti al bnon successo della pugna. A.i tempi nostri infine, si è visto più volle come innanzi alle saggia combinaz ioni strategiche e logisli che, preparate nei grandi . quar'lieri generali, ancora prima che le truppe avver:-al'ie si fossero scontrate, siasi miseramente spt>zzato ogni allo di ero ismo e · Dnanco di volontario e unanime sacrificio. Domani che scenderanno in campo milioni di comballenli, con-;veniamone una buona volta, non si potrà neppur pensare di ottenere la villoria, ove prima questa non sia stata riportata•nel campo . dtlla scienza, dove abbiano concorso e la spiccala intelligenza dei capi supremi e lo studio indefesso e coscienzioso di tulli i co- man danti in sotL'ordine, comptesi quelli dei più piccoli riparti ,. Lattici.

SUI PU'l'Ulll CA)IPl DI llATTAOI,JA

37 Per potere aver ragione del proprio avversario, d'ora innanz i ' ~on_ gioverà. più nè il valore perso nale, né la salda disciplina, nè 11 disprezzo della vita; non il santo amor di paLl'ia, non la furia · delle masse che suole scatenare la rivoluzione o la disperazione di ' un popolo che non sa rassegnarsi a perire; nulla, nulla, se con · questi o almeno con parte di questi utilissi mi mezzi, non precede la fiaccola ri sp lendente della scienza che il lumini la mente di coloro · che debbono guidare al la pugna un num ero così ingente di armati. Facciamo ora qui astrazione dei concetti che alla strategia ed alla logistica si riferiscono, e restringiamo il nostro studio solo all e · operazioni che si svolgono sul campo tauico . E anche qui facilmente riscontriamo come oggidì, a causa della · vasta estensione dei campi di battaglia e del gran numero di truppe , che son chiamate ad agirvi: i soli sensi fisici di colui che eserciterit un comando non potranno che assai stentatamente e sempre insuf. ficientemente seguire la generale situazione. Per la qual cosa ttl i ,· ufficiali sentiranno assai per tempo la.necessità di sostituire a11'~1dito e alla vista l'allività del pensiero ch'è il solo mezzo per tenere dietro ai complicali rapporti che co!'l'ono fra gli elementi dell'azione, · e per po~re opportunamente provv'edere a Lutti i bisottni del com0 battimento. Ammesso così il principio , per cui le facoll~t mentali debbano · a~ch~ sul. ca~po di battaglia giuocare la più grossa parti ta, non r1usc1rà d11ficile dedurre quali sieno i principali l'alt.ori della vit. toria. Essi, secondo i risullati delle nostre ricerche, sarebbero ..-rappresentali dal relativo profitto che senza duhbio trarrebbero i vari reggi men Li, quando i loro capi volessero d'ora in avanti · spiegare con singolare interesse e discernimento c,ran parte della : loro attività, intorno alla opportuna applicazione a°ei sell'uenti eser· . t pratico-scientifici . o · c1z · ,1.·«Im partire a tutti i graduati, specialmente agli ufficiali una · razionale educazione militare, la quale conservand~ sempre c~rf~te tere scien_tifico, sia nel suo pratico insegnamento informata ai · concelli più probabili dei reali casi di guerra. Ciò può ottenersi · adottando presso i si ngoli corpi un metodo tl' istruzione, per cu i i · vari esercizi che ,~i eseguono in tempo di pace, r·i spondano perfet1 tameute .alle operazioni che si compiono nel tempo di guerra, fa-


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1 FAT·TORI DELLA VlTTORI.A

. -cendo ben inteso astrazione di quelle modalità che secondo ~· casi non è possibile applicare in condizioni noi;mali. » . : 2. «. Ò~r.e il maggiore inc~emento po ssibile allo spirito d'ini- ·· z1at1va nei . singoli comandanti dei riparti combattenti. >> 3. <1 Esigere da tutti gli ufficiali l'esalta e minuta conoscenza, degli effetti materiali del fuoco della fucileria odierna, e delle· norme scien tifiche ché ad esso presiedono. » · 4. « Promuovere con ogni mezzo l'educazione morale delle truppe, per cui queste possano e sappiano esplicare nel comba ltimento tutto il coraggio di cui esse sono capaci; così pure richiedere che gl_i ufficiali imparino a conoscere la portata e l'uso che si puòfa re1 ~1 quest3. forza.mor_ale, in ogni speciale circostanza di gùerra >">N01 pertanto desideriamo trattenere i nostri ufficiali intorno al- _l'esame di ciascuna delle enunciate questioni, a fine di stabili rne con ~reci~io_ne l' importanza e la portata, coi quali mezzi potere-poscia logicamente dedurre il maggiore o minore interesse che in, noi debba ~estare il loro relativo studio pratico.

I. J,e Istruzioni del · eor,pl In ra,p_p orto alle corrlsp,e ttlve operJt,z,loni cli ,Iuerr... ..

Tutti_~oloro eh~, fosse anche per breve tempo, fecero part.e . di ; un reggimento, ncordano senza dubbio ·le varie istruzioni che annualmente sogliono impartirvisi. Esse vanno div;se in d.ue ben distinte grandi categorie; quelle che ordinariamente s' inseo-nano nell'interno d~lle ?as~rme e le altre che, è necessario, svolgerl/fuori, . come le eserc1taz1oni sulle manovre tatliche, le eYoluziòni re"oia- ·mentari, gli esercizi del tiro al bersaglio, la scuola di ori;nta mento ecc., ecc. È appunto intorno all'esame di queste ultime d1e noi i~tendiamorichiamare l'.alleozione dei nostri lettori, acciocchè essi medesim i1

SUI · FUTURI CAMPI DI llA'.rTAGLIA

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giu_dichino, secondo i casi, se ciascuno esercizio tecnico, f'seguito durante il tempo di pace, c_orri sponda razionalmente all'operazi'one dì guerra per cui esso è stato istituito, o se per avventura non ab:. bisogni oramai di qualche correzione od aggiunta. Ora, salvo ·pochissime osservazioni, che non ma-n~heremo di fare: opportllnamente nel corso·di questo scritto, l'istruzione tecnica che tanto nell'interno dei quartieri che fuori viene imp3:rti ta alla truppa, è su tutti i riguardi ottima. Ma lo stesso non si può dire circa la preparazione dei sottutlìciali (il) e più special mente per quella degli ·ufficiali, i quali in fìn· dei. conti rappresentano l'anima del lavoro ch e si dovrà compiere in ~uerra.

(t) Ecco quanto scrisse sul proposito uno dei nostri migliori maestri di arte mìlitare, ìl tenente genera.le C. Corsi. • t'istruzione tattica dei sottufficiali oon deve limitarsi ai regolamenti tattici dell'arma rispettiva, ma deve comprendere: · . • ¾0 Alcune nozioni intorno ali' organamento tattico dell'esercito, alle proprietà tattiche deJle singole ;inni, alle loro combinazioni e proporzioni. · • 2° Qualche cenno della tattica particolare della cavalleria e dell'artiglieria pei sottufficiali di fanteri~, clella fanteria e dell'artiglieria per quelli della cavalleria·, della fan teria e d~lla cavalleria per quelli clell'artigtieria, con dri tto risèonu·o a.Ila tattica 1lella rispettiva arma. • 3~ _Un' corso elementare cli tattica applicata al terreno ed ai c·asi della guerra, tla · farsi col !)lezzo di poche regole e molti esempi sulla lavagna, sulla carta, e meglio ancora su qualche pianta plastica che rappresenti, per quanto possibile, terreni nostri, alla scala di i/5000. Del resto una pianta lJUaltinque .in proporzioni non minori del i/25_000 -pnò servire per molti esempi, supponendole una scala maggiore. Imporla però che, data la proporzione vera o supposta. che sia, se ne tenga esatto conto negli . esempi chCl si fanno, pei ra.1}portì · cli distanza e di tempo. • Quanto alla cosidetta teoria, io son d'avviso che anche 1iei sottufficiali la si debba est.endere sin compreso le manovre di brigata, sen1.a. che però faccia d' uopo <>ntrare troppo addentro nei particolari del comando e della esecuzione, senza esigere ripetizioni o altri sforzi di mente, esponendò le cose nel modo più piano, col (Jiù semplice linguaggio. Poche lezioni basteranno a tale uopo. , li sottufficiale <leve sapere al pari clell'uffìciale quale sia Lo scopo e il meritò tat- · tico di questo o quel movimento, di questa o c1uella evoluzione, e a ·quali bisogni di glterra. corrisponda meglio, e _a. quali pericoli possa esporre, e per conseguenza in qua.li casi sia adoperabile e in quali no. e con quali altri mezzi vi si i>ossa. supplire. Questo cli'è è in sostanza lo sp.irlto 11clla tattica elementare, deve andare di pari passo con (Juelle forine con cui si riferisce, che senza. iii lui sÒno cose -morte. Non si tratta giit di iÌ1golrarsi in discussioni, confronti, ecc.; ma solamente dire il semplicissimo perchè dei vari mern.i tattici, e dedurne le regole pratiche per fame il migllo1• uso. Insomma farsi appoggio e(l :n·me della. ragione, inveca di pretendere (li annientarla, che al (Il ~ d'ogiri più che mai sarebbe insigne follia. • A siffatte istruzioni teoriche faranno compimento pratico gli esercizi. campali (li cui già dissi • , . ·


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I FATTORI DELLA VITTORIA

SUI FO'fURI CA}IPl DI BATTAGLI/\

E qui , come è naturalo, non vogliamo alludere ali.e istruzioni di minore o d'indiretta importanza, sibbene a quelle e$$enziali, che dovranno applicarsi durante il combattimento quasi tali e quali si impartiscono nel periodo della prepan1zione. Esse si riferiscono ai saggi di mob ilitazion e ed ali' istruzione della piazza d'armi, agl i esercizi di tallica applicata, a quelli del tiro al bersaglio ed a tali altri che oggidì soglionsi quàsi dimenticare, come quelli relativi alla fort ificazione campale ed allo studio pratico sul valore tallico del terreno. Ad eseguire l'esame di tali questi oni, pur re tando sempre entro i limiti del nostro tema, co me di sopra abbiamo disegnato di fare, seguiamo nei suoi momenti più caratteristici il lavoro pratico dei reggimenti, dall'istante in cui sarà per giungervi l'ordine della mobilitazione dell'eserci to, fin o a quello in cui i l'iparti taLLici correranno all'urto finale nel combattimento; ed a ciascun successivo atto di guena contrappo~iiarno la corrispondente istruzione, eh' è solito imparti re al personale combattente, durante il periodo di pace. Per un reggimento l'ordine di mobilitazione significa r iforni re le varie unità organich e ed i diversi comandi di tutto il .necessario, perchè io completo assetto di guerra, esso possa in 24 ore partire pel sito di radunnta dell'esercito . Siffatta operazione, sebbene di natura delicata ed importante, non potrà dar luogo nei co rpi a quella natu raie confusione che molti temono possa verificarsi nei distretti che :sono i veri opificì della mobilitazione. Saranno perciò bastevoli alcuni esperimenti annuali che, ordinati improvvisamente, possan,> cogliere, come succederebbe nel ca:;o vero i capi-ri parto, tenendone per tal maniera sempre sveglia l'attenzione e l'interesse. Similmente qualche prova annuale di carico e searico delle truppe e del materiale sui treni delle prossime :;tuzioni ferroviarie , ovvi era alla perdita di tempo che potreb be al trimenti verificarsi nei viaggi in fe rrovia, precedenti il generale concentramento dei corpi d'armata. Questi esercizi soglionsi eseguire da lutti i reggimenti del nostro esereito; percui a noi non rimane che raccomandarne la freq uenza e la serietà. Occor1'ono poscia pe1· recarsi dal luogo di l'a.iunala alle posizioni tattiche o per altri necessari spostameoLi di forze, lungbe

serie di marce nelle quali è giusto r iconoscere che i nostri soldati '3d uffi ciali non mancheranno certamente di lena e di abitudinA, . per dovercene ora dare alcun pensiero. Per tal modo i reggi menti giungeranno sulle posizioni lattiche od in prossimità ad esse, dove si dovrà svolgere l'azione . Ed è proprio qui il luogo in cui le prove fatte in tempo di pace, e sulla piazza di armi, e attraverso il terreno frastagliato e co perto, e nei pol igoni destinai.i al tiro , si tradurranno in reali rappresentazion i, durante il cui svolgimento gli ufficiali che ne sono i principali attori , e non tanto le masse che nell'insieme riescono quasi sempre a nascondere e correggere gli errori di qualcuno dei loro componenti, debbano, senza il soccorso di snggeritori, disimpegnare sulla diffi cile scena le parti loro affidate, per il che il più delle volte la sola istruzione tecnica non riesce sufficiente. Così" un capitano che sulla p;azza d'armi e nelle esercitazion i di tattica applicata non potè quasi mai avere so tto ai suoi ordi ni una compagnia di maÒovra, di forza superi ore agli 80 uomini; un maggio1;e il cui battaglione non ne inquadrò nelle sue file mai piil di 300; un colonn ello infine il quale non fece nello stesso tempo udire la sua voce a più di '800 so ldati , quando pure, sottratti tutti i servizi permanenti e giornali eri riuscì a raccoglierne tnnti , non potranno non provare un :;enso di sconcerto e sia pure di passeggera esiLanza, ritrovandosi quasi di bott.o rispettivamente sul fronte di .225, 900 e 2700 combatlenti (1). La differenza delle cifre è enorme, sotto il punto di vista pe,r cui noi le consideriamo. Infatti , se è vero che sul campo di battaglia, ad eccezione di pochi eletti, tutti gli altri dovranno per _forza naturale subire sotto al fuoco impressioni per lo meno nuove, talvolta assai vive, per cui spesso le facòltit psicologiche ne rimarranno profondamente scosse ; egli sarà certo che in siffatti frangenti, più -che le faco l_tà stesse, agiranno quelle che provengono dall'ab itu -

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(,I) Tutto ciò in ci rcos tanze ordinarie. - Lascia mo poi immaginare il caso assai più grave che ~enza dubbi) toccherà a moltissimi ufftciali , i quali per e!Tetto dell'avamamento a grndo sup eriore per la ragioric istess,1 della mobilitazione, verranno a trovarsi s ul l~ogo ciel combattimento ' alla test,1 cli un rì r>arto, financo ·c1ieci volle più forte in numero di quello che soli pochi giorni prima erano soliti a guidaro a lla manovra .


SUI FUTURI CA :UPI DI BATT,101.lA

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I FATTORI DELLA VITTORI A

dine. Ma, dinnan~i al peri colo Fabitudine CÌ.i fare una cosa richie~e, la presenza degl!identici mezzi, possibiimente nelle quasi iden·tiche circostanze; quindi il non trovarsi so.to mano la solita unità,. ma una di fo rza tre volte maggiore, può faci lmente far perdere· a più di un coinaodante di riparto · la presenza di spi rito necessaria per tirarsì se~za gr~vi conseguenze fuori di un cattlv? partito: Se pertanto, ad: ovviare a siffauo grave iocon·ven iente1 nessuno, ; oserebbe suggerire di portare in guerra le .compagnie ed i batlattlioni con soli 80 e 300 soldati, tutti dovrebbero trovarsi d'accordo, ~ . sulla convenienza di .cos'tiLuire assai spesso, durante la buoaà -stagio~e, su lla piazza d!armi .e sul campo delle manovre latlrche, i· vari riparti destinati all'esercitazione del giorno, sull'organìc-ò di, guerra. . Quale danno potrebbe derivare dal fa tto, per cui su tre ufficiali superiori, uno solLanto prendesse parte diretta all'esercizio giornaliero, e che su dodici capitani, ne rimanessero sette o ollo ad as· sistere, aozichè ad impar tire l'istruzione? A.gli uffic iali più che l' esercizio delle gambe a cui debbono oramai essere bene rillenati, giova quello della mente; per cui varrà meglio una sola ora di evo· lozione esegui ta coll e norme anzidette che non dieci di quelle comuni e che si fanno a scala ridotta (1). E d'altra parte devesi considerare che l'ufficiale di qualunque· grado esso sia , messo alla Lesta .di un riparto tanto più numeroso. di quello ch'è solito comandare, prenderà naturalmente auivissima · parte all'istruzione, che perciò, non potrà riusci re se non proficua ed in'teressanté per tutti. Costui si adoprerà a tutt'nomo, perchè tanta truppa impari quello che egli le, insegna; laddove allorchè fosse cosi retto ad insegnare· ad nn riparto che ha solo la terza o quarta parte dell'organ ico stabil ito pel tempo di .guerra, il più delle volte si lascierà cogli ere e vincere naturalmente dalla svo.gli'atezza, per . cui il profitto dei · suoi dipendenti riuscirà q1iasi sempre assai meschino. · Nè si dica poi che, facendo in questo modo, ciascun coman- · (I) Il mecl~simo ragionamen to e applicabile a lle evoluzioni dei reggimenti di cavai, loria, sebbene in questi il bisogno e meno sensibile, per In poca differenza fra i due org:inici di pace: e di guerra. · ·

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dante non potrà aver &empre sott'occhio i propri soldati, gi~ccl~è· nulla impedisce che il riparto il quale appartiene a! p1:ovv1sonodirettore dell'istruzione, formi il nocciuolo del provvisorio grande riparli) di manovra. . D'al tro lato qui non si consiglia di praticare siffatto sistema pe1·· tutto l'anno, bensì neÌ!a maggior parte del tempo della buona stagione. Veniamo ora ad un aroomento forse di ·ques to più imporbante, l'istruzioné della tallica a~pl icata. Per meglio entrare nello spiritodella questione torniamo a seguire colla mente le n_atur~li. c~ntingenze nel le quali gli ufficiali , co mandanti di reparlt talt1c1, s1 troveranno con ogni probabilità in guerra, subito dopo che le truppe saranno. giunte presso le posizioni tattiche che dovranno attaccare· oppure difendere. . . . .. In massima, che cosa occorrerà di fare in questi speciali casi ,n cui si è presso a combattere? Muovere ·alla conquista di un pun to occupato dal nemi co, ovvero opporsi a che coslui da un punlo più o meno lontano venga a s~ac-· ciarne chi vi si è disposto a dife~a. Ed ecco come naturalmente, prima ancora d'imprendere lo svol~imento dell'operazione tctttica pl'inci~ Pale soroe per voli ufficiali la necessità di dover risolvere lau ti quesiti coi quali formarsi poi un concetto chiaro e deciso sul da far~. Ora a ciò il più delle volle non si pensa neo.neo, durante lo svolgimento delle manovre in tempo di pace, p~rdendo in tal modo l'occasione più favorevole per assuefare il cervello a siffatto necessario e non facile esercizio. Invero quanti sono coloro r.he, guidando le truppe nelle manovre talliche, sogliono r ivolgere a sè stessi domande come queste : - Se io, che ho missione di attaccare, fossi il comandante del · partito avversario, come di fenderei la pos izione che egli occupa? Se io, che ho mandalo di difendere, fossi il comandante avversario come attaccherei la posizione che ora occupo io ? <Juat'è la forz/1. ap_pl'ossimativa _che il nemico può mellere di fronte aile mi e· truppe? Quali sono i modi più adalli per accertarmene? Potrò io con probabilità riuscire allo scopo per cni impegno il combattimento ? Date le tali o tali altrn circostanze, sopraggiunte dopo aver ri '

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sui' FUTURl CA'M'Pl DI u,HTAGLlA

I FATTORI . DELLA Vl'I"rOnlA

· cevuto gli ordini superiori, conviene ancora persistere nel con·· -Cello prestabilitomi, o non è preferibile appigliarmi ad un nuovo partito "? Confe.ssiamo sinceramente che sono davvero ben pochi coloro ·· -che così ,fanno e meno àncora quelli che alle domande le quali per 1ivvenlura si fossero ,dirette, facciano poi seguire una conveniente e razionale deci.sione. Manca d'ordinario adonque ·nelle nostre esercitazioni tattiche "quel lavoro psicologico e previdente che nelle guerre moderne è , assol utamente necessario, se davvero vuolsi smettere di correre ·. all'im.pazzata sul terreno del comballimenlo, o ·rimanere inchiodali : sopra una pc,sizione difensiva, pm· intuendo l'inutilità di q~ella · corsa Ò di quella sosta. È necessario perciò contrarre l'abitndine del ragionamento durante le manovre del tempo di pace, se si vorrà agire razionai.mente dorante lo sviluppo dell'azione sul campo di battaglia. · Non conviene mai impuntarsi in un piano prestabilito od in una ,.decisione presa; ma modificare ·e fare aggiunte al primitivo disegno, . ·sempre che avvenimenti nuovi od imprevisti sopraggrungeranno a ,mutare la situazione delle cose. Se non ci avvezziamo a siffatto lavoro e se non disponiamo il nostro animo ad avere in ogni circostanza il coraggio morale. di ·modificare, occorrendo, gli ordini ricevuti in principio di manovra, ·come si può ammettere che noi stessi sapremo poi farlo in guerra , .,allorqnando cento nuovi fattori verranno ad accrescere l'esitazione, .il dubbio ed il timo re di errare. e quando funestissime potranno ,Tiescire le conseguenze di una immediata determinazione? Uno stato di cosé siffattamente pèricoloso.proviene dal fatto, per ,,,cui i capi-riparto non sempre riescono a ben intuire i rapporti diretti che passano fra l'operazione parziale a ciascun affidata e la situazione generale del momento. È per questo che tante volte .si corre e si manovra senza rendersi ragione del perchè si corra e si , manovri; e d'altra parte non si perviene a rimuovere le più piccole inattese difficoltà di guerra, nè si· riesce ad avere il coraggio di. mòdificar.e neppure in parte gli ordini innanzi ricevuti, anche·, se .se !18 sia avvertila imperiosamente la necessità.. Troppo dovremmo qui dire per indicare il modo di rimedia're a

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questa Ucuna che fortunatamente n?n soltanto da noi si..:-isc~.ntra, .

ma benanco presso tanti altri eserciti, malgrado che questi o I igno-

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rano di, fatto o per un falso amor proprio mostrano di non avvedersene. Accenneremo nel corpo di questo scriuo, a non pochi rimedi, relativi a siliatta quistione; qui ci limiteremo soltanto a ricordareche oltre alla coltura ed allo studio preparatorio che gli ufficiai i debbono com.piere nelle scuole, è neces~ario appena arrivano nei , ret1aimenti, che sieno es ere iLati a quel lavoro pratico -scienti fico sul~erreno delle manovre, e stimolati a contrarre l'abitudine di · meditare sui fatti compiuti od osservati. Tutto' ciò, ammesse cèrte condizioni, si può agevolmente fare; ma non riesce cosa facile ad insegnare a fare. Talnno potrebbe opporre che la capacità per educare il proprio cervello a siffatto 1avoro, è solo concessa a quell_i . c~e kmn~ speciale ingegno; per cui chi ne ha, saprà ved~r~ ed _111t~1re'. e.cl.11 non ne ha, non potrà mai inventare. Ora, se c:ò in via d1 prmc1p,10 , è vero, non si può d'altra parie negare che, anche. i molti a cui,..1 · l'inrteano non fu tanto generoso, potranno coll'osservazione e la rifl;s~one arrivare anche essi a condurre razionalmenle i proprL solcbti nei futuri combattimenli con probabilità. di succes:::o. Il peggior partito è quello di non for nulla, perché in tal cas~ ma~cherà coll'ingegno anche il buon senso milirare col .qnale st _, potranno sempre mai i'ntuire i rapp~rli. che corrono. fra lo scop~ · del combattimento e le speciali situ;1z10n1 delle prop~·ie lruppe e di , quelle del nemico. Le braccia robuste, il coraggio a tutta pi'ova, il sangue freddo, . Ja costanza, le pronte decisioni e tutte le altre buone qualità militari, anche se coadiuvate dai vantaggi topografici del terreno di · combattimento, da sole, fanno tener duro, è vero, per delle ore; provano al nemico che si sa moriré e che la patria ha un e$ercitc , di l'!roi; ma in fine tutti questi ottimi requi:;ili che fanno giust.,mente altiero l'uomo d' arme, dovranno fatalmente infrangersi contro il calcolo e contro le sapienti combinazioni tattiche del sol- · dato colto e studioso . . . Accennammo pure nel principio di questo capitolo alla scuola speciale clel tiro; ma dovendo trattare separatamente di un argo- ..

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I FATTORl DELLA VITTORIA

mento allo stesso assai affine, q11ello cioè che si riferisce agli -erretti del fuoco dell'odierna fuci leria ed. aJ:e modificazioni tattiche ·Che ne verranno di conseguenza, faremo l'una, e l' ailra co~a .contemporaneamenle nel III capitolo del presente la\'oro. Passiamo ora allo studio della fo,:tificazione applicata al .terreno ossia al la fot'lificaziorie occasionale. M'entre stanno svolgendosi le operazioni di gu~rra, alle truppe ,combattenti può occorrere spessissimo di trarre partito del valore difensi1ro delle posizioni topografiche. Ora sono villaggi da occupar,;i e nnnt.enei·e saldi contro i tentalivi del nemico; ora sono. ·Colli ne, poggi e· monti sui quali conviene: arrestarsi e disporsi a difesa; ora incontransi corsi d' acq11a ed alLri ostacoli naturali che ,con notevole vantaggio delle proprie operazioni possonsi contrap porre all'avanzata del nemico ; ora infine saranno boschi che l'avversario dovrà necessariamente au.raversare, prima di assalire le nostre posizioni. Ebbene, perchè gli ufficiali , preposti al comando di truppa, sappiano non solo materialmente fare eseguire i convenienti lavori fortificatorì, ma anche giudicare·con periziii il giusto e relativo valore delle accennate posizioni difensive, è utile anzi necessario ·fare in proposito alcuni speciali esercizi, durante il tempo di pace. È un' istruzione che riguarda solo gli ufficiali e dovrebbe essere ·insegnata dal comandante del corpo personalmente, così nella parte teorica, duranle le conrerenze invernali, qnanto negli esercizt pra-tici sul -terreno, durante le stag,ioni di primavera·e di autunno. Sono oramai troppi gl i e5empt che ci addimostrano, come i la·vori di fortificazione sul campo di ballaglia, sieno oggigiorno dive· nuti di uso frequentissimo, per cui cni trascura di esercitarvisi ,commette un eno,re davvero assai grave. Ricordiamo pertanto come il 118 agosto 1870 i Tedeschi fortifi · carono Gravelolle, il villaggio di Orme'ville, il bosco vicino, il ci mitero e Saint.e-Mo.rie aux Chènes, non appena vi furono penetrati; onde tutti i tentativi fatti poi dai Francesi per riprendere questa .ultima località, fallirono completamente. Più tardi i tre corpi che ,eseguirono il loro concentramento verso Pithivièrs non fecero più una marcia senza fort ificare le posizioni che occupavano e le località che traversavano.

SUI FUTU RI CAMPI DI BATTAGLlA

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conro1:m~inente ai. con~etti suesposthmpiegarono 1a fortificazione ·-O~casfon.ale i:Turchi i Russi nell'ultima cami)agna 1876-1877. AJla· vigilia della b.at.taglia di Lòwtcha: (3 settembrè) e durante · fa battaglia stessa, il.'. generalEl Skobelew trincerò tutte le posizioni successivamente conquistate. La medesima precauziorie fu da costui .adottata, durante l'attacco dei · trinceramenti costruiti dai T'urchi ·sulle Mo-Magne verdi di Plevna. · Non, è mio intendimento di suggerire qui il. metocfo più oppor. ,tuno per insegnare agli ufficiali a giudicare ·a colpo d'occhio il va lore delle posizioni, in rapporto al conceHo tattico che si vuole ·svolgere, e neppure i modi più ovvi per disporre a difesa le varie po?izioni naturali del terreno. Non mancano nè libri nè opuscoli ,che di tutto ciò non abbiano trattato largamente; sta nel criterio .' degl' insegnanti elin)inare lutto ciò che non ha una diretta ed utile . .ap,plicazi-oi:ie, perchè gli ufficiali non. esséndo più sc9lari, mal si adatterebbero alle lunghe e fastidiose teori,e; es&i non traggono profitto <ihe .~agli esercizi pratici, i qual i più si avvicinano ai èa'si di guerra. Ecco q'n~nto scrisse in questa mede~inia Rivista il maggiore di fanteria Cesare Pasti, intorno à ·sifiatt.o argomento. · « Eseguite es.ercizi pratici di forti ficaz.ione occasionale e con procedi_r:nent.i annlogh i _a lle manovre tattiche coi quadri: poichè a sapere ideare e improvvisare laYori di fortificazion·e e adattarli ~l terreno con colpo d'occhio sicuro e velocità di esecuzione occÒrre esperienza del làVOf'O. fo tali esercizi Si avrebbe ~f)d~ di de.re in. quale ·misura e co n quali modalità le teoric~e possono appl1cars.1 ad un dato terreno e in una situazione tattica determinata. V.i si imparerebbe a discutere e ad apprezzare le yarie esigenze ta~vo~ta ·co~tr~ddittòrie, .a bilanciare il p1;ò ~ il contro ·delle questwn1 che s, presentano, ad ideare e applicare le opere fort.ificatorie i~ ~elazione e dipendenza del terreno, dei mezzi, ·del temp~ disponibile, del concetto tattico che le opere devono completare. . « Si imparerebb~ a trovare ripieghi e modificazioni opportune alle formazioni tipiche, nè più sarebbe possibile che ·in una co.struzione si dimenticaS$e .l'elemento terreno che n~ è)'essenr.a, per se~u_ir~ le forme simm~triche dei libri . la fine si imparerebbe che servi.rs1 .del terreno non significa legare la truppa al terreno, come servirsi della fortificazione non significa p!'escriv~re, con le esigenze

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l l'AT'l\Olll DELl,A vrr'l'ORIA

di assoluti diségni, i modi d'azione delle truppe manovranti, ma. invece adoperare tutti questi elementi di forza per modo che riescano gli uni complemento degli allri; e che senza questo reciproco, accordo, nè le opere potranno efficacemente appoggiare le operazioni delle truppe, nè queste saranno libere nei loro movimenti. Gli uffficiali si abitueranno così a concretare, e dar forma alle proprie idee; ad a~sumere in certo modo la responsabilità delle proprie opinioni, cose tutte che in diversa misura affinano il criterio militare. E qi.lesto appunLo si è avuto in mira nel propugnare esercitazioni pratich~ di fortificazione occasionale o di ballaglia. » E più innanzi lo stesso scrittore aggiunge: « È pertanto utile e necessario, per l'ufficiale di fanteria, assai più che pel passa.lo, lo studio pratico della fortificazione occasionale, 1·a quale d'ora in avanti diverrà sempre più parte inerente della tatLica. » «Ma il tempo occorrente, volendo adottare il metodo propugnai<> si domanda, come trovarlo? Certo che il tempo nei corpi è molto scarso, chè tutti sappiamo per diuturna e lunga prova quanta carne ,,j sia al f!,IOCO. Pur tuttavia io sono d'avviso che quatlr:o o cinque giornate ogni anno da dedicare · esclusivamente ad esercitazioni pratiche, come da non pochi ufficiali ormai s'intendono, si possono trovare senza danno alcuno, anzi con vantaggio, non solo delle cognizioni d'arte milit[\re. ma eziandio delle istruzioni tat.tiche regolamen Lari. » In queste giornale gli ufficiali non dovrebbero occuparsi d'altro~ perchè, se c;i vuole ricavare vero profitto da tali esercitazioni, è necessario studiare minutamente il terreno, farne lo schizzo, discutere, concretare i lavori occorrenti, i modi cli esecuzione, infine • prendere appunti d'ogni maniera per poi_redigere a casa il pro getto di essi lavori, cose tulle che richiedono tempo e non misurato. Ma,tutti gli ufficiali presenti ::il reggimento vi dovrebbero prendereparte; e a ciascuno di essi dovrebbe essere assegnato un compito. Perciò la truppa nei giorni desti uati a queste esercitazioni sarà necessariamente occupata in istruzioni interne, fatte dai graduati sotto. la sorveglianza degli ufficiali di picchetto (11). (Il Si ò voti1to a,:cennare a qL1estl par ticolari Là per pro1·are che le èsercitazioni proposte non possono in alcun modo recare danno all' istruzione della truppa, come a prima l'i; t.a r,otrelJIJe seu1t,rnre.

SUI FUTUR.l CAMPI 0 1 BA'l'TAGLJA

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Per quanto 'si riferi_sce all'addestramento della trnppa, oon eimane ancora altro a dire, all'inTuori di quanto ha stretta relazione col_l'~tt~ finale del combattimento. E per non abbandonare neppure qui il sistema adotlato, quello cioè di meuere in confronto ciascuna parziale operazione di guerra i:ol suo corrispondente esercizio del tempo _di pace, procediamo parallelamente all'es~me di qu ella fa:-;e dell azione tattica che va distint'l coli' appellativo di attacco è contrattacco e della rispettiva manovra che a quell'alto ci dovrà fin d'ora apparecchiare. Egli è un. fatto che, il più dellè volte, nll'urto sostenuto o prod?tto campo di battaglia, le truppe soglionsi completamente disorganizzare. Coloro. che hanno assistito al doloroso spettacolo, afferman,o che sp~sso videro qualche riparto fra quelli che presero parte ali attacco, 11 quale non solo non riuscì a conservare le forme t~lliche, ma neppure il collegamento organico èlel personale; talchè ciascun gregario, ~~alch e te'.11p_o dopo; venne a ritrovarsi O aggregato ad altra unita oppure isolalo e disorientato. . Furono sempre truppe fresèbe, della seconda linea, della '.'1serva, o dei riparL! che formavano ala al corpo àttaccante, le forze rnsomma che non presero parte diretta all'urto, quelle che diedero t~rmine. all'atto fin al: dell'attacco o del contrattacco, ovverosia alI msegmmento del difensore rotto e disfatto, o al difficile mandato di sbarrare il passo alle schiere vincitrici degli att~ccanti. !\fa è forse sempre certo l'intervento di queste truppe fresche di soccorso, per potere restarcene tranquilli tutte le volte che i nostri riparti e~uiranno così importante atto tattico? . Ad. evitare perciò le _conseguenze disastrose di r,osiffatte frequenti contingenze di guerra, occorre che nei reacrimenLi s'im. 11· o~ pieg I maggiore interesse e assai più st\1dio all'esercizio eh~ adde- 1 ~!ra la trup~a a riannodarsi prontamente auorno ai propri capi 11 P~rt~, ogni q_ual volta venisse a verificarsi lo stato di confusione e_ di disorganizzazione accennato, il quflle ,1 scopo d'inseo-namento SI può · dnrante~ qualche . ~ne he . promovere a bella posta _tra le file, eserc1z1~ sulla piazza d'armi o sul teneno fra stagliato e diflìcile delle manovre. Conviene insomma cercare di ottenere che ·relativamente a questo esercizio, per via di ripetizioni, i soldati pervengano a contrarre l'abitudine di riordinarsi al più presto possibile;

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ANNO. X.XXIV, VOL. 111.


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siffatto fine non si dovrà risparmiare nè tempo ed a .,·aaaiun;ere n~ . nè fatica. , . . . . Sarit oltimo mewdo quello di dar termine a molle eserc1Laz1on1 di piazza d':wmi ed anche ad alcune di_ qu_elle tattiche s_nl terreno accidentato, con allacchi e contrattacchi, s1eno o no _raz1on_almenle l'ichiesti dal concetto che ha informato la manovra g1orn~l1era. . I soldati non baclano più che tanto al significalo scientifico, e gl'. ufficiali sanno la ragione che suggerisce questi eserci~1, per co 1 non è da temerechequesti dieno luogo afalseinlerpretaz1on1, anche se discordassero del tulto colle operazioni talliche che li hanno pre· ceduti. · · . ,, auenle disoraanizzazione de,rli attacchi e cont.raltacch1 . All a con~en ~ n . .. si farà con mèloclo e disciplina, come con ~empi·e. pm cresce_~te rapidìlà, eseguire il rannodamento dei singoli riparti sul posto 111- . dicato dai rispettivi comandanti . . . . , ·,. . Subilo dopo, per dare maggiore veros11rngltanza ali_ eserc1z10, s1 faranno eseguire fuochi accelerati contro le truppe r1m?sse dalle posizioni attaccate e supposte prese! oppure _contro le IH'. ee, che sien rimaste ferme innanzi all'urto delle sch~ere a_ttaccant1.' . Solamente in cosiffatta guisa, le compagn ie ecl I battaglioni c~e ·sono i riparti ordinariamente incaricali di tal i operazioni, ,~ perciò · più soggetti allo scompagina mento delle loro fila, 1~otra~~o. po~o a poco acquistare, per forza di abi tildine, la nece~s~r1a ab1 ltta.a r1~~-dinarsi dinnanzi agli effetti della strage, che e I I f~nomeuo costi~ tuente la caùsa principale della confusione e clel d1sorganamento accennato. . , Ma per potere con fondamento ripromettersi il tnonfo sul camp.o di battaalia, Ja quistioné più importà:nte non è questa e nepp_ure lti altre pr;cedentemeote accennale. Essa 'invece è _quella _c~1e diretta-. mente si riferisce ,llla speciale e pratica educazione m_11i_1are . ~eg(1 ufficiali la quale in segu ito somministrerà qi~ello sp~rtto d iniziativa cbe tanto valore esercita sol _campo di batt~gl1a. . · L'utilità cli,,ll'iniziativa ci è parsa si[attamente seria, ~?e abbiamo ritenuto necessario trattarla separatamente e con prn ,ac~ura~o che essa fosse parte integrante della materia d1esame , mal !lrado o scussa nel capitolo che stinmo per cbiude_re. . . Non ci si faccia pertanto colpa, se per avventura do:ess1mo mcorrere in qualche ripetizione, nella quale potremo facilmente ca-

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dere, a causa -delle profonde impressioni che in noi hanno lasciato alcune verita sulla cui imporLçrnza non abbiamo mai ritenuto abbastanza d'insistere.

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II. L'Iniziativa degli ufficiali.

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Un illustre scienziato dei nostri tempi, S. E il ministro Zanardelli. in un di scorso tenuto in Napoli, ora è qualche anno, ebbe pet l'esercùo le -seguenti parole, che ben volentieri qui trascriviamo, come .quelle che; sebbene cleuate da persona estranea alle armi, sono tanto giustamente dirette nel segno e contengono il germe del! 'iniziativa. . . <<'Coll'educaziòne diretta ad illuminare le menti ed a rinvigorire . « i caratteri si avr,à un mezzo efficace di grandezza nazionale, poi< chè la storia dimostra, come anche nei conflitti della forza ma« terÌale, l'intelligenza con decisivo predominio è signora; sicchè « è ornai volgare, ma non mai abbastanza ripetuto aforisma, che le « grandi battaglie germaniche f1irono vinte dal maestro di scuola, « ed.ancor mezzo secolo prima era stato espresso il medesimo con<( cetto dal tenace capitano britannico,assicuranclo che nel collegio · << di Eton si era vinto Waterloo ». L' iniziativa. negli ufficiai i nasce colla naturale intelligenza, si svi- '\, lappa collo studio dello scibile militare e. si afferma colla pratica esperienza sul ca.mpo cli battaglia ed in difetto di questo anche in quello delle manovre che si eseguono in tempo di pace. Essa perciò sollo il punto di vista delle nostre attuali condizioni militari, può definirsi l'esplicazione in guerra delle facoltà intuitive di quei comandanti di riparto che., durante iI tempo di pace, attesero con · discernimento e cura agli esercizì di preparazio'ne. È da qualche tempo che il campo, per eccel lenia sperimentale, fa difettp; e noi tutti incresciosamente ne avvertiamo gl'inconve-


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nienti : i lungi-ii periodi di pace, . se .in generale sono fonte d' indiscutibili benefici allo svi luppo econom)co delle nazioni,· essi a lungo andare fanno ~empre mai intristire tutti gli elemenLi desti. nati, per la guerra. ìVIa egli è pur ,vero, e la storia tante volte lo ha affermato, che le crisi internazionàli più violente soglioi:io appunto tener dietro· alla calma p·iù tranquilla. Onde· risulta necessario 11el presente lungo periodo di pace, non i"asciarsi cogl iere dal sonno; ma rad- · doppiare anzi gli sforzi per ben apparecchiarsi all a guerra. Se pertanto non è .stato possibile di raccogliere abbonda_nte messe d'insegnamenLi sui ·reali cainpi di battaglia, non .è buon . sistema disdegnare le ·spigolature che si possono sempre mai fare. sulle pagine della storia mjlilare e sull' inoffensivo e non pericoloso tei·reno delle quotidiane manovre. . Colui che ad imparnre attende la prova reale, oltre a dar d~ · fronte ali' incÒnve11iente di dover forse troppo ·aHendere, poLrà . molto probabilmente pagare a cnrissimo prezzo la lezione. Nè si dica poi, siccome spesso ci è toccato sentire, · eh~ senza piombo oan i esercizio riesce inutile e teatrale nelle cose di guerra, pei·chè coloro che ciò affermano, di.mo.s trano all'evidenza d' avere poca o nessuna volontà. d' imparare e provano inoltre d'aver fino ad ora nulla appreso. . Ooaiaiorno non è più una bestemmia afferma.re che si può cononi:l ?:i . sc1::re la guerra, senza averla mai · fatta: si può scendereI baldi e • tranquilli sul campo della lotta, quando si ha la coscienza di possedere un completo corredo di cogn izioni mi litari, acquistato a prezzo cli pazienza, di stenti e di stùdLo al fioco lume della lucerna e sollo i raggi· abbaglianti del sole I risultali ottenuti dai Prussiani nella campàgna di Boemia, svoltasi nel 1866 contro gli Austriaci , sono esuberanti per persuaderne anche i pi'ù increduli. Passiamo intanto all'esame analitico di questo essenziale fatlore del la vittoria che abbiamo distinto col nome d'iniziativa. Quando il combattimento v~nga ~1 trovarsi sufficientemente impegnalo, nove :volte su dieci, i comandanti in sott'ordine, per le cause più volte accennate, sogliono o perder di mano o non trovar modo di sorvegliare nè coll'occhio nè col la voce le operazioni delle loro unità. È il risullato naturaliss.imo dell'applicazione dell'ordine ç)

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I FATTO ltI DELLA VlTTO&IA

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spar::;o è la conseguenza diretta dal dovere oggidì necessariamente fare operare grossi riparli di .troppa su qualsiasi specie di terreJìo. Comunque avvenga il fatto, quello che importa mettere in rilievo è la necessita di' cercar rimedio ad nno stato di cose che, se dovesse perdura,:e qua lche tempo ·durante l'azione, genererebbe inev.ita.bilmente irreparàbi li disastri. E il rimedio è uno so lo; quello cioè per cui gli ufficia.li, ci.iseano proporzionatamente alle proprie auri buzioni e in rapporto a:I concetto gene.raie che interessa l'azione e a loro in precedenza.comunicato, sappiano in ogrii caso diri~ere le :truppe col mezzo de.Ile proprie ispirazioni, colla loro personale iniziativa. li fatto che abbiamo accennatri, non si limi ta a verificarsi soltanto nei grandi riparti tattici; ma dnrante il combattimento giungerà pur sempre un istante in cui, per l' imminenza della crisi, per l' inevitabi le fràmm ischiamen1odel le unità organiche, ·pel' l'improvviso io terven10 di pericoli nuov i, le compagn ie, sfuggeri.do alla dire..: ¼ione ed ali' influenza dd ri~petti"o comandante di batta.glione, si troveranno abbandonate completamente ai loro rispettivi capitani . Ora , se questi sono nel caso <l'intuir(3 la sit.11 azio11e genera.le del combattimento 'ed i rappo rti che in quest' nlti m~ fase corrono fra essn ed il fine .ultir.no che si deve raggiungere, ed abbiano inoltre il coraggio delb re;;ponsab ilitit, le r ispettive compagnie non mancheranno di concorrere l.ntte con armonia ed unità verso il medesimo obbiettivo, giungendo sull'avversario insieme e com patte con tutta la gag Iiardia possibi le, ovvero presen Lando nello stesso tempo al nemico che irrompe contro iI loro fronte, .(IO formidabile e mo-; bile muro di ferro contro il quale si.spezzeranno tulti i suoi conati . Che, se al contrario i co rnanqanti sua.ccennati, in cosiffatte critiche circostanze di guerra, si addimostreranno tardi a·d intuire le bisogna ed i ;.appor·L.i deli'azione, essi, o non trovano il coraggio necèss11rio per ,issumere la relativa re:;ponsabilità e·restano in~rti, od operano senza chiaramente vedere, e fìn ihrnpo il più delle volte per C'lndurre i proprì so\d:\ti a compiere eroiche foll ie.I Sa1:èmmo qui tentati di rammentare nurnero:;i fatti 1'armi· che affermìno pienamente la verità. di qu.:inlo si è ,asserito, ma. essendo essi, orarnai nel.dominio di tutte le menti colte, ne citeremo uno soltanto-: esso è .propriamente il comballi mentò svoltosi presso

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' I FA'l'TORl DELLA Vl'l"l'ORIA

SUI FUTURI CAMPI DI BATTAGLIA

Schalitz in Boemia, nel 11866, nel quale fin dall'inizio dell'azione, si verificò un frammischiamento di brigate, reggimenti, battaglioni e mezzi battaglioni da non si dire, a causa spe_cialmente del terreno oscuro e frastagliato. · Ivi, malgrado la consnela avvedutezza dei Prussiani, l'azione direttiva andò presto pérduta, e la viltoria riportata da questi ultimi fu un icamente frutto dell'indiscutibile abilità e singolare _au ' dacja,dei comandanti in sott:or<line e specialmente dei maggipri e . dei capitani. Ora,, da lle nostre non interrotte osservaz,ioni durante gl i esercizì di tattica applicata, come da talnni altri speciali fatt i che in tempo di pace costituiscono il solo indizio attendibile per poter· dedurre e.erti apprezzamenti; a noi non risulta davvero che sia suffic iente lo spirito d'iniziativa nei comandanti i più piccoli riparti titttici dei nostri corpi . Il fatto sopra notalo ha tanto più colpi to la nostra attenzion e. in -quanto che:di fronte all'ancora fresca memoria ·del!e pronte e splen: dide ispiràzioni di cui feces i largo sfoggio nel 1870- ì I dai Pr·ussian i, sui reali campi di battaglia, ove ogni pi.ù. seq1plice atto arbilrario poteva esser fau.o pagare a carissi mo prezzo; noi per contro in genera le non osavamo. durante le e;;ercitazioni. prendere auche insignificanti determinazioni, .in assenza rli ordin i. e ciò in lempi normali nei qual i la respon sabili tà. è ben poca cosa e tuLLo al più si li mita ad un salutare richiamo dei proprì superi ori. 1 Checchè si voglia ,1pporre per iscusa . noi pensiamo essere sempre condanriev.ole ,un comandante di ripari.o che trovandosi intercalato colla propria truppa nel fronte di corn..,tialtirnento al P,1·cinunciarsi -dell'al.l.acco generale contro la lin~a n.ern ic11, attende~ per muovere . l'ordi_ne del superiore , caswi lme111.e lontano . . · Noi stimiamo incapace del coma11do un capitano ché duranle la momentanea assenza del maggiore, recatosi ad esempio, a riconoscere il terreno prossimo alla posizi one occupala, avvenendo che il battagl ione disposto in fermata protetta, venga improvvisamente fulminato dai fuoc lii in massa di un ripari.o ne.mico ben appostalo, non assuma immed iatamente il comando e si disimpegni secondo le circostanze, piuttosto che correre inceno e contristato in cerca del comandanle 'titolare.

Giudichiamo infine inespl icabile il caso di quel c~mandante di riparto che trovandosi in coda di una colonna in ritirata, uden~o uli spari oiù in fondo alla via, ove r itrovasi ancora la retroguardia, non faccia immediatamente e senza ordini di sorlct rronle ·rna·tetro col la propria truppa, senza altra perdita di t.empo ~he qu~II~ n~:. cessaria per mandare sollecito avv iso deil'accadulo a.i superiori che lo precedono. · Aflìnchè gl i ulliciali trovino in qualsiasi situazione di guerra la spontanea ed immediata inspirazione · che conduce a bene opeessere una qualità sperare , è necessario che l'iniz iativa , anzichè . cifica o casuale, divenga in essi una seconda natura, tale essendo rich~esta dai bisogni della tattica odierna. Per ottenere questa seconda natura è necessario si coltivi. a priori la mente, corredandola di. quelle cogn izioni pratico-scienti. fiche delle quali' oggi è cosi ricco lo scibile militare. Soltanto 'per questa via, coloro ai quali oggidi sono affidate tante migliaia cli vi te, possono giungere alla meta. risparmiando alla patria l'ine(fabi lecloloredi sacrificmiseooa profitto tanti dei suoi fig l1. Volendo qui riassumere in ristrelti lim iti le numerose ideè che da valenti scrittori' furono suggerite per lo scopo, noi pensiamo che l'ufficiale il quale voglia sempre JHai trovarsi pronto alle celeri e razionali decisioni sul campo di battaglia, debbà precedentemente . essersi acquistati i segtien ti requisiti : a) Avere una razionale coltura professionale, · b) Essersi ab itnato. durante le manovre del tempo di pace, a fare da sè , in difetto cli ordini , . e) Avere assuefatto l'occl1i o_ a giudicare prontamente del v,i101'.e Lattico di qualunque terreno , d) Avere educato la propria mente a non dime~ticare, durante l'azione, sia nelle manovre, sia nel real e combattiniento , il fin e ul timo eh.e si debba raggiungere , senza per questo perder di visi.a il còrnpito parziale affidato alla frazione di truppe di cui si ha il · · comando. -Tanto lavoro ev identemente non potrà. essere comp iuto senza · impegnarsi a sacrificnre i più begli anni dellct gioventù nello studio è ~ell' ese;'cizi o. Tullavia è giuoco'fo,:za sottostarvi , pcrcb è altrimenti ~ul camp? di battagl ia non si disporrà mai dell a necessaria

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SUI FUTURI CA)fPI DI BATTAGLIA

I FATTORI DELLA VITTORIA

inizintiva la quale 11ssolutamenLe è frutto di studt e di rifl essioni specia!i e pazienti. Lo ScherIT scrisse: < Non vi sono che pochi uomi11i i quali sappiano giu dicare piu « chiaramente degli altri sotto il fuoco nemico; coloro ai qunli in« sieme ai proielli nemici arri va quell'intelli genza che prima sem « brava sopita, sono rare .eccezioni ». D'altra parte noi ben sappiamo come coloro i quali osarono qualche volta sostituin, al coraggio che nasce dall'aver coscienza di sapere, quello puramente fis ico del leone, riuscirono, è vero, a riscuotere l'ammirazione dell o -stesso nemico e dei propri' connazio nali; ma, malgrado ciò, essi non pervennero ad altro se non aò elevare coi corpi dei loro soldati una gloriosa ecatombe umana sul campo di balla glia. Se un tempo, a compiere le grandi imprese bastavano temerità ed eroismo, oggi queste speciali proprieLit del soldato non valgono da sole a loLtaro contro l'arte e la scienza, dinnanzi all e quali oooi 0 forza umana o s'inchina o si spezza . L'altra qualità cli cui debbono essere dotati gl i ufficiali , abbiamo ~eLLo_ essere l'abitudine a fare da sè sempre che ne sorga t~ /Ji::;09no, duran~e le manovre e gli esercizi tallici che s' imparllscono alle truppe m tempo di pace . La dimostrazione di qu esta verità è LuLLa compresa in questi po · chi periodi del citato scritlore tedesco Von ScherIT. « Soltanto la moltiplicilà delle cose vedute e di quelle eseguite « abituano l'occh io a riconoscere rapidamente l'opporlunità di tale « o di Lal'altro modo di operare. e questo è precisamente quanto « noi dobbiamo cercare di ollenere·per il vero combattimento . « La gara nzia di un retto giudizio anche nelle strette del peri« colo è l'abitudine . A quella guisa che l'abirudioe della discipl ina « fa si, che anche ne' grandi momenti l'obbed ienza del .soldato è <1 una seconda natura, cosi l'abitudin e del terreno e delle svariate « combinazioni Lattiche, che si sono ideate in mol te esercitazioni << su terreno rollo, devono sviluppare il retto criterio, che ci deve <, poi gu idare nella guerra vera». J~a. terza ~o_n~iz_ion_e per P?lere ottenere a tempo e luogo l'espii . caz1one dell ini~tatwa abbwmo detto essere la necessità d'avere

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fin dal tempo di pace contrailo l'abitudine di sapere a colpo d'occhio · apprezzare il valore Lallico del terreno, rapporto al le operazion i militari che vi si possano o, in un dato caso, debbano svo lgere 1( 1). Per quanto logico ed opportuno sia il principio per cui le leggi che presiedono :illa taLLica non debbano mai sottostare alle difficoltà del terreno. e gli ufficiali dovreltbero sempremai valersi dei suoi carnlleri fisi ci, anzichè da questi farsi allraversare. i propri concet.ti; purfl sonvi ostacoli naturali che mollissime volte in guerra, mal-

(I) I~ r1ui opportuno riferirn un brano della Tattica del tenent e generale C. Corsi come quello cho contiene il metodo migliore per impartire agli ufficiali siffatta importantissima istruzione. , Lo studio del terreno (egli scrive) si rara prima sulla lavagna, sulle carte, sulle piante 'plastici"~ e 11oi in campagna. Sotto qu~sto titolo comprendo •. • a) l'uso dell e carte toJ)ograliche per le operazioni ùi minuta guerra; cioè clcclurre dalla carta i caratteri del paese che rappresenta, li aiuti e li impacci che vi può incontrare chi debba seguire una data via, o compiere una data operazione, le linco di comunicazione tra certi dati punti, e le (Jualità. loro, per cruanto la carta può dire; ove convenga cerearn i passi per attraversare un gran do ostacolo con fan ~eria o cavalleria sola· o con carri: quei rappo rti di spazio e di tempo dei (J uali conviene tener conto nella maggior parte delln operazioni di corpi o drappelli distaccati ecc. Andando poscia in cam1n1.gna il confronto delle carte col terreno, compirà quella edurazione dell'occhio e del criirio cui mirano tali esercizi. Dai qnali risultcril anche quest'altro grande vantaggio, 'che l'ufficiale si assuefarà a non ristringere l'attenzione sua a t1uel . breve tratto di terreno che può abbracciare con l'occhio, ma estenderla On dove la natura del paese e le particolari condizioni dei casi in cui potrà trovarsi in guerra, gli mostreranno possano estondersf gli atti del nemico o i suoi. Di,. ciò più facile schivar le sorpt·ese e sch ermirsi contro le aggirale, o stenderlo noi; q(tindi più largo o sicuro il giuoco della d1fosa e deil'olTes, ,. • b) J.'e..same dei caratt ere tattico di 11uesto o 11ucl Lratto di paese, delle singole partite e dei singoli oggetti topografici, 50tlo l'aspello sia della praticabilità per questa o ctuell'arme, sia della ,mesa o dell'offesa . Questo studio dovrebbe farsi d,1 principio s.ulle piante plas liclle; dopo di eh~ riuscirel)be mo lto riiù (acile e prolittevole il farlo , nella campagna. rer potern1i 5piegar meglio esporrò il metodo da mc t1muto. Proponendomi di trattare, supponiamo, delle r~ogriizioni, avendo a mia disposione uoa di quelle piante a rilievo tra. noi conosciuto so tto il nome di scaccllteri plastici; scelto soprn ituella quel tratto di terreno che mi sembra più adatto per gli ese mpi col quali ·era mia Intenzione esercitare r1uol dato giorno li uflici,11i sull'applicazione clollo teoriche già da loro conosciute, o determinate le distan1.e tra i principali punti, io cominciava col rarne rilevare la struttura e il Cl'rattere generale, anall1.1.andone brevemente lri oroidrogralìa, la viabilitil, la qualilil e d isposizione clei caseggiati, delle coltivazioni, ecc. Quindi chiedeva ad alcuno de' miei uditori che specie di terreno, militarmente parlando, rosse quello; cioé se adntLo, del pari per le tre armi, o per quale più e per quale meno; in q;,1a l parte fosse più favorevole tLlla ranteria, in qual e potesse adoperarsi ultilmente la cavalleria, ove dovesse trovare più vantaggioso impiego l'artiglieria; e se quel terreno ros:;e in generale a,tatto al manovrare unito e stretto, oppure agli ordini separar.i e spiccio lati. Mereò questo primo s tudio venivasi a dividere quel terreno in tante partii.e, distinte per ilivorso c.~ratterc tatt.ico; riconoscevasi l'importanza prevalente di ecru punti e certe linee, che pote,•a no somministrare


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I F,\TTOR! DE LLA VITTORIA

SUI FUTURI CA MPI DI BATTAGLIA

grado tu tti gli sforzi . finiscono con imporsi alle più ardi te operazioni. Talvolta il terréno agevola i movimen ti delle truppe avversarie, tal'altra ritarda od anche arresta il .camm ino delle proprie, e secondo la sua snriata natura, agevola, ritarda od al"l'esta per un periodo di tempo più o meno lungo . Co lui il quale sa misurare con facilitit e con pron tezza quesl.o tempo, gi udicando razionalmente l'efficacia dei vantaggi o dell e difficol tà topografiche sull'operazione

mil itare che sta pe1: intrapreodere, avrà certo dalla sua uno dei dati più importanti per poter ottenere la vittoria._ .. Si accennò in fine ad un'altra irnport.antiss1ma condmon e per otten ere l'iniziativa. Essa consiste. nella necessi tà di non perdere m;1 i di visi.a la generale situazione del combattiment(,. ed il fine ultimo che per mezzo di questo si vuol raggiungere, l~ quali avvertenze permettono all' ulliciale di restare semprema1 orientato, epperò nel caso di utilizzare nel modo migliore tutti gli sforzi che

n.J}poggio od opporre ost:icolo, secondo i casi; toçcavansi i;on rna.110 ì vantaggi e li svantaggi <l.ell'opera re, sia olrensi\•a mente, sii\ difensivamente, in una data dh:ezione piuttostochè in un 'alt.ra. DIL ~iffatto genere di ~o nsiderazioni la mente era Jlreparata alla scelt!L delle linee di marcia d'attacco e (l i di[esa. Poi, fi,;sata u111L strada cùme direttrice delle oper,izioni, supriooevà ch P. si dovesse 1ivanzare su quella, e domanda1•aqu,tle ioll ueL•za potessero esercitare sulla ma rcia li accide. nti che su quella s'i11contravano (caseggi_ati, altu re, acrrue, pont.i, bosrhi, ecc.), e li altri Ch\J la fiancheggiavano dentro la po rtilta ciel cannone da c,rnwagna; ove r.> iù facil mente rtovessimo aspettare (['incontrare il ncmiço; lì n dove fosse neccssaTiO es tendere I;, esr,loraz ione e il fiancheggi.imento; in Cfl1;11i punti verrqm mo a trovarci sot.to il tiro del cannone cli quest.,'.t'o /fllella posizione che potesse essere occu pata (la! nemico; ove potrèhl)csi far fermatà ecc. Passando qui ndi ali,, parte opposta, chietle'\·;t qi1aleo c1uali posizioni potrebbansi°prendere 1\er impedire lo avanzanJ Sll quella strada, ù dove co11verrr bhe porre artigfieri,1, e dove e come acloperarn la C;t,•allcria, o sin dovr. spi ngere re Jlrime guarclie f\ le pattuglie. Cosi venuto al PLtnto del.la ricognizione, rormulava il m.io quesito. Lo studio del tl'rreno avea preparato la strada idio studio dcll' oper,izione. • A tali e·sercizi su piccola. scala succedevano Qtielli sol terreno. Spa,·Uti li 11flici,1Ìi in sezioni di 8 ;i rn ciascLu1,1, io ne coinluceva in campagna una per mattina, ora in· u11,1 <lirczione ect ora. in un 'altra. Teneva lo stesso met.odo che sull o scacchiere.' Le priine volle non po ueva alc1111 vjncolo tli conce tto tattico p_rofiSso; ma c1ivrllc:1ndo so pni una strad:1, interrogava ora questo ora quello iotorho al va lore 'tattico ,iegli accidéntì locali che incontr,1vamo. o scorgevamo 1,ei dinto rni. Se alcu no tard ava a risponde~mi, intcnogava un altro. Data, pc1· esempio, una rapida occhiata al terreno da ainbo i lati della strada, e} fatto qualche centin11 io di 1iassi al, galoppo sop ra qualche viot.tolo tr,tverso, chiedeva se qL1el terreno fosse adatto per la' éavalleri«, o in qu:d parte piò e in i(uale meno, e come vi dove,;se qrrnll'arme manovrare e combattero· dove e come avrebbesi potuto avere ap poggio dall'arl;iglieria o d:tlla fan teria, , econctoché quel terreno era più o meno co perto o accidentn Lo in guisa ria offrire q1Jà o là qu:ilche b11ò1i pos to pe r quelle ilue :inni; e quale potesse essere sito ~(tatto per I« racco lta. Guidava l',ittenzio11e dA' miei disc:,ipoli sugli ogge tti qua o lù spiccanti, e fo ceva loro rilevare comé dalla cruali tà e disposizione cl i q11clli possa riconoscersi l'andamen to delle acque e tle!IP. str,tcle; educavn, il loro occhio ad all'en·are a volo i c,i raheri topograllci fondamentali rld f.>aes,1, riconoscerne la strnl.tura, rintracciarne· le principnli lmec idrogranclrn, capirne la orografia, esamin.1 rnc le stracl<l e le coltivazioni e i foro rappo rti colle forme del rerreno e colla •[ualHil, c,uantita e ,iirezione delle acque, e cl,1 tutto ci6 'ded11rre ove più facilmen te possan9 incontrarsi :q)pog;:;i, rir,ari, ostaco li e 1iassi, cioè in qual par te o 111 qual dirozio11e. e se vicino o lon Lano. La campagna dice moltiss imo :'t chi s,1 interrogarla: e noi ne st.udrn1•amo il li nguaggio, per sapere sino a qual· puntò po Lesse co ndnrci, e come ;11 res to potesse supp lire pe,·. via di induzioni e deduzioni la

mente 11osl.ra. lncon~rando un. iossone, un borro, un torrente, m1,i, lunga ripa, ~m,t ferrovia ad argi11e, kt consideravamo sotto il doppio as1>etLo di ostacolo alla mama e di Ji11e,~ difensiva, ne cercavamo i passi, ne riconoscevamo qualche tratto. Ora trattav,tsi d' una masseria , d'una vill,t, cl'un cimi tero, d'un caseggiato che <l ominav;i la strada, che suppo11evasi dovesse essere da noi occupato e difeso; orn di qualche altura che sço1•gevasi lontana e rti cui volevasi determ inare il valore tattico ri spetto alla strada e al terreoo su cni ci trovavamo; ora cli un tra tto di campagna osservato da lungi da qualche punto ,tlto, per riconoscero se fosso o ,no terreno da_cavalle~ia; e_sp_esso v'cr'.trava la misura delle dist,1.nze a ,-ista, che r,scontra vamo po, sul terreno stc,so o sull,, carta. . . . In se"uito supponeva un'operazione che dovesse eseguirsi in una (law. cl1rez10ue e second~ un' clato concetto stratc:gico. Anà11vaLìlO allora stu(liando 11u:tlc inllnenza occasionale potessero n.vere nell'esoguimeoto di quella openJzione i 1•ari acc,clent, topo"l'aflci cercando il modo di schi vare o super:He li os tac:oli, di approliLl.are cle• s,t, co~erti di nascondere al nemico i nostri atti, esaminaudo le posizioni che ,1Hebbero · potuto offrire tiualche vant.,~ggio a noi o a ' lu i, sia 1Hi1· sem).lli>;C vigilanza, _s•a p~r 01 :r>osizione o difesa. flin tracciato per esempio un passo cl,e all' ,1vvcrsano g,ovasse occupare, ed esaminatolo, io proponev:i il quesi to: r1uanta fa11teri,1 occorresse a gue~mrlo e come dovesse essere disposta; qnal o parte potesse avervi l'artiglieria, ,n qun.11 proporzioni, dove e coms; se e come vi si potesse adoperare 11tilmente c:wallena; equant,i; e in·qual modo potessn ottenersi !'accorcio di C]LH;ille ~rmi per lo scopo voluto; opp ure, dato un drappello cli composizione e forza prnflssa, como si potesse con l(Ue!lo oc~upare e difendern quelht tale posizione, ~e possibile; e se no, cruale altra pos,i.,onc_ pi u mnanzi o più indietro po tesse e:;sere arlatta all'uopo. Poi, come clall'«ltra partes, ~otess~ s•:ansare, attorniare o attaccare qnell,t [)Osìzione, ','.antaggianclosi rlelle cond1z1on 1 rii quel terreno. E se mpre un corlOscer pronto, e 1.1er quimt-0 possiflile da lontano, _e pronto risolvere, espresso con brevi p«ro b clel più ~cmplicc li11guagg,o l.ecmco, s,cchc non vi rosse 11retesto ad equivoci. Qualùlie. ,•olt.a ol>hi la fortuna ([i poter completare 11uello stuclio riratico del terreno con c1uello degli inèliii, facendo notare sul suolo le t,·acce <lel passaggio rii clrappelP o corpi più o meno fo rti o di un c;erto numero cli carri, segnando truppe lo11tane, deducendone la forza e la direzione dal polverio che alzav,ino, dal luccicam delle anni, • dal tempo che lmpieg:,vano a sfilare innanzi ad un pun to fisso, riconosciuta la-distanza a vista O coll'aiuto della carta, richiaman<to l'attenzione rlegli uffic iali sull'aspetto che presentavano truppe in posizione o manovranti attrnvcrso alla ~arup,igna. facendo loro rilev,Lre le pratiche diffico ltà delle ri cognizioni ciel nemico .. Il vantaggio che ric,,vai eia tali eserci1.i mi parve cosi grand e da non i!o ver latne~tarc il tempo che vi spesi, che fu in media cli 8 volte tre o lJUattro ore per c,asctrn,i scz10ne, ossia due volte per scttiman:i ogni sezio11e per lo sp'azio d'un Illeso (apr1le-inagg10) . .

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I FATTORI DELLA VITTORIA SUI FUTURI O.ilfPI DI BATTAGLIA

il proprio riparlo poLesse ancora sp iegare nel l' azione. Per siffatta 1~aniera, l'atto spontaneo che dal huon senso potes:ie venire suggerilo ad nn comandanle, non sai·à mai temerario. ed il lavoro eh~ :;i ~L~errà. da ll e forze vive rimasi.e ancora all e truppe, non an - · dra mai in teramente perduto nè completamente neutralizzato dalle avvedute manovre dell'avversario. In poche parole occorre che all'occhio ed all'attenzione dell'ufficiale non s' in vo li mai durante la lotta, il fine ull.imo per r-ui si combatte e le_ pr"lcipue vicende tattiche che l'accom pagnano; in quella slessa guisa che all'acuto ed impavido sguardo del nocchiero mentre imperversa la burrasca, non i$fu gge neppure per un is(anto il porto che egli vuol raggiungere colla sua nave, nè alcnno degl i 1mman1 sforzi con cui l'impelo dei llulli tenta incessantemente di sviarnelo.

( Continua)

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REGOLAMENTO

o· ESERLlll [ DI MAN~VRE PER LA 11ANTERIA ~RANLESE

Nella 2• ,quindicina dello scorso febbraio è apparso in Francia il 1l 0 volu1nedel regolamento 29 gi ugno 1884, modificato con determinazione 3 gennai o 1889, su gli esercizi e sulle manovre della fan teria. ,..... Dopo le prove poco fortunate dell' istruction du combat del ·1887 e del regolamento 3 maggio 1888 , dopo il cliscredilo che, I da r.irca 3 anni, Francia ed anche altrove, si va gettando sull'ordine sparso, qualificandolo come fattore di disordine e di sconfitte, è degno di nota questo ritorno de' Francesi all'antico. Su questa loro determinazione hanno certo grandemen te influito le acerbe critiche fatte in Francia ai compilatori di regolamenli, accùsati di tutto scompigliare per la smania d' innovazioni invece di mi gliorare le regole già iri vigore, per ridurle risponde~Li alle esigenze delle nuove arm i a ripetizione. Vi d'eve avere esercitalo però non poca influenza anche il coritenuto del nuovo regolamento d'esercizi per la fameria tedesca, perchè in esso, come in quello l'rancese del 1884, è consacnùo il princi pio dell'ordine sparso. Comunque sia, astrazione falla del difello, maggiore nel nuovo rego lamento che negl i antichi , di contenere alcune co,,e, le quali starebbero meglio altrove, ci pare che esso sia, come si suol dire, all'altezza dei tempi , e che soddisfi alla condizione di non disorientare, per le troppe varianti, le cl:issi in· congedo, nel caso del loro richiamo alle arm i. 1

ll capi tano tl·i f'anll'ria FRANCP. SCO

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REGOL A.MENTO DI ESERCIZI E D I MANOVRE

Tale almeno è l' impressio~e che ci ha lasciato l'esame del 1• voreso testè di pubblica ragione e contenente le basi dell'i~

1ume,

straziane e la scuola del soldato .

·

Di queste prime parti e delle successive, di mano in mano che vedranQ_o la luce, noi ci proponiamù di fare quivi un breve rias· sunto . Siccome però di, luLl.o il regolamento ~el ,1884. esiste un esame accurato in questa sles:;a Rivista (1), cosi ci limiteremo a mettere in evidenza le modificazioni e le aggiunte, che or:,, vi furono int.rodoue. 1

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Nelle basi dèlt' istru;;ione le varian.Li sono poche,, ma d'una certa importanza . li reggimento conta ora solamente tre bat.taalion i ed uoa sezione fuori quadro , es·sendo stati soppressi nel ,1877<) il 4.0 batta,,l ione e l~ due co~upagnie deposito. Però i reggimenti suddivision;li possiedono, m sop.rann~~ero, i. quadri d'un altro battaglione, quadri che, nelle basi deU tstruzwne, sono denominali 4 la suite. .Nell'~rdine normale di schieramento la sezione fnori quadro, che prnna si collocava 6 passi a sinistra delle compagnie deposito, si pone ora a ,12 dall'estrema sinistra del reggimento; il tenente. colonnell o a destra ed il maggior relatore (major) a sinistra del colonnello: gli ufficiali contabil i (tesoriers) (2) a 4 passi dalla destra de(la_s.ezione !'~ori quadro; .e dei qnadri· in soprannumero, gli uffic1ah ID una riga a 10 passi .d11lla destrà del re,rnimento i sottufficiali in serrafile ed i caporali nelle righe della è>;ompag~ia, presso la qu~le fanno servizio. Degli enjcmts de troupe non si fa più menzione, .provvedendovisi ora co' cq llegi de' fìg li di militari.

(i) Dispense di gennaio e di maggio l.885, pag. l63 e 320. (2) I c_ontabili in Francia son"o lifllciali combattenti, temporaneamente incaricati della partita con~ab1le a somiglianza di quanto si face1 a da noi prima della istituzione del corpo contabile.

I

PBR LA FANTE.R IA FRANCESE

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La guardia alla bandiera., composta per lo innanzi di t5 so ldati di ,1 a,èlasse, èonsta. ora di 4 di quesli e di un sottufficiale. Ai doveri del lenente colonnello, relativamente all'istruzione de· gli ufficiali, s'aggiunge quello d'iniziarli nello studiò sommario dei regola.menti di manovra delle altre armi . ·Ai comandanti di compagnia., assai più che nell'antico si lascia nel nuovo regola:mento la più larga iniziativa, per l'istruzione di tutti i loro dipendenti, sino a che le compagnie siano riunite per la scuola dì battaglione. Perciò non si propone più,_all'approva{ zione da l tenente colonnello, l'istruzione da farsi all'indomani; non deve più il comandante di battaglione procurai·e di far procedere di pari passo l'istruzione delle dipendenti compagnie; l'ordì ne chiuso non è più insegnato ai graduati di truppa dagli aiutanti maggiori del battaglione; e gli allievi caporal i non sono più riuniti a parte in uno specia'\e plotone. A tutto ciò provvedono ora i capitani di loro in iziativa, e riguardo a]le reclute non è più contemplato neppure il caso in cui, avendone poche, i reggimenti potevano essere autorizzati dal generale di brigala a riunire quelle di varie compagnie ed a. farle istruire a parte. · Nell' istruzionl infine del reggimento non si prescrive più tassa· tivamente che le f!.pp licazioni al terreno :.iano fatte in tutti i periodi d'is~ruzione, ma quando sia possibile, sia cli giorno che di

notte . . ll.

La scuola del soldato consta di due parli, di cui la prima comprende l'istruzione indioiduale e quella di squadra in ordine chiuso e la seconda l'istruzione cli squadra in Ol'dine sparso. Come si vede è stata abolita. l'istruzione di mezza sezione ('1 ), tani.o in ordine chiuso che sparso . Nell'istruzione individuale, I' instruction du tireur, cor-

(!)

Riun ione di due squadre.


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REGOLAMEN1'0 Dl ESERCIZI

E DI MANOVRE

rispondente all' ingrosso alla nostra scupla di puntaniento, costituisce una delle più notevoli aggiunte e varianti, che vi si osservino . Delle nitre di.remo solo che non si fa più uso della parola temps, pur continuando a ripartire in movimenti l'esecuzione di un comando; che il passo non è più scomposto; che nel manegl,{io d'armi c'è tendenza a far meno rumore possibile, essendosi, in ogni spiegazione sostitt1ito al brusquement l'avverbio vivement; che infine, ad eccezione delle poche differenze relative al baionnet-cann ed al Levat-et, le altre sono tutte inerenti al meccanismo del fucile a ripetizione ora in servizio L'instruction du tireu1', inserta nella scuola del soldato, troverebbe forse, come prima, miglior post.o nel regolamento sul tiro. È un fallo però che, così operando, si sono potu~vitare, nei due regolamenti, parecchie ripetizioni. Mentrt} infatti in quello sul tiro nulla si trova che si riferisca alla scuola di puntamento, l'instruction clu tirew· riunisce in sè tutto ciò che riguarda, non solo il puntamento, ma anche la carica, le varie posizioni del tiratore ed i movimenti per prenderle. Essa venne riprodotta di sana pianta dal regolamento d'esercizi messo_ in prova nel 'I888, togliendone solo i fuochi d'attacco ed aggiungendovi la preserizione, che i movimenti del tiratore non devono essere scomposti nè fatti in c·adenza. • L'inst1'uction clu tireur consta di 5 parti: a) Puntamento dell'arma; b) Posizione del tiratore; c) Carica; cl) Scatto dell'arma (action clu d9igt sur la détente); e) Far partire il colpo senza muover~ l'arma. a) · Il puntamento al cavalletto è, nel processo, simile al nostro, insegnandovisi dapprima come debbasi disporre l'arma per averla ben puntata, e facendo poi puntare successivamente con la linea di mira naturale (250 metri) e con tutte le altre. S'. insiste però più che da noi nell'esercitare il soldato nel prender bene la linea di mira , impiegandovi metodi speciali, attuabili forse solamente . presso quella fanteria che ,possegga, come la francese, un cavalletto metallico a cerniera con meccanismo cli precisione. In questa prima parte s'insegnano pure il maneggio dell'alzo e

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le regole di tiro del fucile modello ,J 886 (1). Queste non devonsi confondere con le nostre regole di puntamento, non riguardando quelle francesi che i modi con cui si possono ottenere le varie · linee di mi·ra, lequali vanno da 250 metri a 2000 e sono segnate di mo in 100 metri sul lato destro del ritto a cursore e di 50 in 50 sul lato sinistro. Il vantaggio però dell'alzo graduato sino à 2000 metri torna a scapito della semplicità nel maneggio di esso · perchè, per ottenere le varie linee di mira, è neces;ario che il ritto ed il cursore siano combinati in diverso modo fra di loro e con Io zoccolo . • b) Le posizioni del tiratore sono a braccio sciolto , in ginocchio ed a terra. Le norme per gli esercizi di puntamento in tali posizioni si assomigliano pure a quelle della nostra istruzione sul tiro. Vi sono in più due esercizi · ginnastici del braccio destro con e senza fucile, e quel:o del collocamento dell'arma alla spalla del soldato,. nella prescritta posizione di punt. In questo .esercizio il soldato deve sollevare la spalla destra ed avanzarla senza muovere la sinistra, e riprendere l'arma con la destra all'impugnatltra e cori la sinistra . tra l'alzo ed il ponticello ad una di. stanza ,, le, che sia in rapporto con la- lunghezza del suo braccio e con la sua corpulenza. Questa prescrizione sembra migliore di quella tassativa, che noi ah biamo·, per la quale, nel pant a braccio sciolto, il fucile è sostenuto dalla sinistra sotto l'alzo e, nel punt in ginocchio od a terra, alla parte anteriore del serbatoio. Noi però abbiamo in più il puntamento col sostegno a gradini , del quale in Francia fanno uso solamente nei tiri preparatori della Pratique du tir mentre, cosa strana, nell' instruction cla tireur non vi è alcun esercizio di puntamento all'appoggio. c) Fanno seguito i comandi ed i modi per caricare esca- . ricar~ l'arma ed il serbatoio. Tali e:;ercizi sono fréquentemente ri petuti con cartuccie di legno, e tutti sono appropriati al nuovo ·fucile a ripetizione. · rJ) Appropriate ad esso sono pure le norme per lo scatto dell'arma, somiglianti in massima a quelle che noi abbiamo. 1

(t)

Più comunemente conosciuto come fucile modello Lebel.

5-

ANNO XXXVI, VOL, lii


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REGOT,AMENTO DI ESERCIZI E DI MANOV RE PER J,A. FANTERIA FRANCESE

e) L'ultima parte riguarda le varie specie di fu och i eh.e

sono : 1°. FuQchi a· volontà e f //ochi a .saliie a braccio sciol to, · in ginocchi o ed a Lerra, con tutte le linee di mira, venendo a pronLi subilo dopo lo sparo, mentre da noi si resta alquanto a punt; 2°. Fuoco accelerato (rapide) a caricamento successivo, esegu ito dopo i ti ri pratici d'istruzione, pure alle tre pl•Si zioni e coll e varie linee di mira, aumentando progressivamente la celerità dell a cari ca fino al punto da sparare 42 co lpi al minuto; 3°. Fuochi a ripeti:ione, preceduti dal modo di maneo. o giare la cu latta mobil e. e ri partiti: a) in /'(/ oc/ti a volontà, alle tre posi:d oni, aO'reLt.nndo i movimenti senza tralasciare di puntar bene, tenendo semp1·e lo sguardo fisso sul bersaglio, procu rando cli vuotare il serbatoio (8 CaT'tuccie) in 30'', e contin uando a sparare a carica mento succes · sivo sino al comando cessate-il-foc ; b) in fuo clti a salve, facendo 8 sai ve in 4.0" e proseguendo, se occorre. a sparare a comando col caricamento success ivo. L'instraction dll tit·eur fin isce co l p1·escrivere, non doversi riempire il serbatoio che in seguito ad ordine e non doversi cari. care l'arma che al momento cli fa r fuoco , non che col dare le norme dell'ispezione dell'arma. · Come si vede, essa manca di vari eserciz i, che Lrovansi nella nostra scuola di pn11lamen1.o, qu.ili , le_posbioni deLL'ottaratore 1

e del serbatoio, le regole di pu·nta,nento, il puntamento celere, la carica e lo sparo COf'/. cartuccie a pallottola, i modi cli rtjJarare ad inconveni'enti, riconosce,·e il gmdo d'istruzione. Il primo e3ercizio però corrisponde al f onctio,,nement du mécanisme, inserto dai Frances i in alLro speciale rego-

lamento (,1), e dei due successivi si legge qua e là qualche accenno. Dall'instruction da tirew · si deduce infatLi , che devesi pu ntare al piede del bersaglio e, più di frequente, in quel punlo che viene determinato in seguito a ti ri di prova; e nelle règles _pour la (i) lnsli·tiction de l'infanlerie.

von,·

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l 'a1·meme11t,

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mui1itions, l es cllanips · ·

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rnoleriel 'J! '

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conduite des feax ( I), e in quelle pour t'éxécution des Jeu,x (2), è deuo chiaro che si pun ta al piede, ed a quali rlistanze si può sparare, sia quando si è iso lali che unili in riparti. 'Del puntamento celere si fa invece qualche accenno nerrli esero cizi di puntamento alle va rie posizioni. Queste devono essere prese con sollecitudine, a comando: da qualunqu e positura del corpo e dell'arma, sia a fermo che in marcia: non vi si prefigge però lo scopo del nostro esercizio, di abituare cioè i soldati a puntare non solo con precisione, ma anche con celeritit.

11 f.

All'abolita istruzione della ,ne:;za -sezione in ordine chiuso venne soslituito nel nuovo regolamento l'assoaplissement de l'escouade. Questo; la prescrizione di far innastare la baionetta quando si voglia fat· eseguire alla squadra il passo di carica; il segn,de per riformare i so ldati in ordine chiuso, l'atto pt'ima col solo fucile alzalo, ed ora con queslo ed anche alzando il solo braccio destro : il formarsi su una o su due righe. aprendo dalla fila ioclìcata dall'isLrultore, mentre prima il mo vimento si faceva tutto verso destra o verso sinisLra; ed i novelli modi di eseguire i fu ochi di squadra , costituiscono le poche varianti all'ordine ch iuso della. scuola del soldato. I fuochi sono esegniti dal la squadra in base ai principi dell'instruction da tit·eur, all ,i quale si ricorre anche pei comandi. Gli uomini di 2· l'iga serrano, come pri ma, a metri 0 , 30 dai capifila, e se ne spostano metri 0, 15 a destra: i fuochi da coricalo sono sempre fatti su d'una riga, ma l' istruttore, invece che dielrn od avanti al centro della squadra, si colloca generalmente sul fian co volto alla parte da cui spira il ven Lo; e nei fuochi a volontà i soldati sparano senza fretta e senia regolài·si gli un i sugli altri. 1

(i) Capitolo VIII dol Règle111cnt mr t'tnstmcti-011 dn ti,·. (i) Scuola del' soldato, art. t• <lell' i1Mlrnction en terrai,u; variés dell:1 quale si

Parlerà più avanti.

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REGOLAMENTO DI ESERCIZI E DI MANOVRE

L' assouplissement de l'escouade ha per iscopo di abililarla ad eseguire, con la massima prontezza, a lnlle le andalure, e possi bihnente n semplici segnali, i cambiamenti di direzione, i vari generi di marcia, a rompere ed n riformare le righe, in modo che i soldati non abb iano hisogno ; he di guarda1·e il loro capo, per conformal'si istantaneamente alla volontà di lui. Pér dare o confermare i comandi l'istrullore, collocatosi a 4passi dalla squadra, fa i prescritti segnali con la mano, col fucile, con la sciabola o col copri-capo e si volge egli g(esso nella m1ova direzione. Nel meLtersì in marcia i soldati fan no spall'-arm , all'alt fan no pied-ann e si allineano senza che occorrano i relativi comandi. « A questi esercizi devono sempre tener dietro alcuni movimenti eseguiti con la più grande regolarità. »

IV. L'ist,·uzione della squadra in ordine sparso, che coslituisr.e la seconda parte della scuola del soldato, è fatta cbpprima senza tener conto del terreno e del comballimento e poi in relazione ad essi. 'l cacciatori porlano il fucil e sull'una o sull'altra spalla od alla posizione di bilanc-arm: quest'ultiina era esclusiva nell'antico regolamento. li comando, in-cacciatori, è ora sempre preceduto dall'i~di cazione dell'interval lo che si vuole tra le file, essendosi abolita la massima che queste dovessero normalmente essere a tre passi l'una dall'altra~ e l'uomo di seconda riga ad un passo a.sinistra dal proprw capo-fila. Ora le file si stendono all'intervallo comandato, e gli nomini di seconda riga si mettono ancora a sinistra ma, come in Germania, a metà distansa fra il prop,·io capo-fila e quello che gli sta immediatamente a sinistra . Riguardo ai fuochi valgono le nol'me dell'anti co regol am'ento in quanto non siano differenti da quelle dell'instruction du tireur,

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alla quale si ricone per le specie di tiri e pei relativi comandi. Vi si tace però che i fuochi accelerati àevono sempre farsi con linee di mira fisse e di preferenza con quella di 300 metri; e vi si si prescri ve in più che, pei fuochi a salve, l'istruttore fa serrare la squadra su una o su due righe . · • Nella ricostituzione infine della squadra in ordine chiuso, il mo• vimento avviene, non pi ù sulla fila di base, ma su quella, davanti a cui si colloca l'istruttore. Dove furono arrecale imporlanti .modificazion i e trasposizioni, è nell'istni~ione della :::.quadra applicata al ten·eno, ed è perciò che noi la ritlssumeremo per intero. Essa ha per iscopo di abil itare la squadra al compito che le è riservalo nel comballimenlo e tratta: a) dei modi di trnrre partito del terreno, b) dell e regole a seguirsi nell'esecuzione dei fuochi , c) del metodo d'istruzione pratica, Diretta dagli ufficiali della compagnia, essa è eseguita in terreni , per quanto possibile, sempre dilTerecti, con nemico rappresentato da soldali anziani, segnando talvolta la posizione con spari a polvere e prescrivendo che i due partiti non solo non si avvicinino, come prima, a meno di 1100 metri, ma che, giunti a tate distanza, cessino pure di.far.fuoco. Si tragga parti lo dal terreno solo come mezzo per vincere, ad ogni cosi.o , le r,esistenze e per assicurare iI succ~sso perchè « è principio àssoluto che il soldato· non deve valersi qei ri pari , che non f gli permettano di far usù del suo fuoco e di procedere avanti con ' facili tà ». In tal senso l'istrnllore insegni al soldato come si tiri partito degli ostacoli , che coprono in pari tempo alla vista ed ai colpi del nemico, come di quelli che tolgono solo di esserne veduti, come si possano prestamente modificare perchè meglio si prestino al coprimento ed all'esecuzione del fuo co , e infine come meglio vi si adatti la positura del C!lrpo e quella del fucile. All'esecuzione dei fuochi si ponga la massima cura e si pretenda dai soldati l'assoluta osservanza dei seguenti principi i: non oi sia alcuna cartuccia nella canna sino a che non si debba far f1l0co; non si apra il serbatoio senza ordine del p roprio capo; si tiri solo in seguito ad o_rdine, coll'alzo e contro


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REGOLA)IJEN'JlO DI E SERCIZI E DI MANOVRE

il bersaglio indicati, solleciti nel caricare ma attenti nel punta1·e, mirando al piede e con:swnando ~olo il JJf'el.icritto numero dt cartuccie; non sì tosto ne venga ctato l'ordine si cessi cli sparare. . -I. Il soldàto isolato deve far fuoco a non più di: 200 metri con tre uomCl coperto od a terra, 300 metri cont.ro uomo in piedi od in ginocchio, 450 metri contro cavaliere isolalo, 600 metri contro un gruppo di quattro o pii1 uomini. I fuo chi a salve di squadra possono impiegarsi : fino ad 800 metri contro una squadra di fronte. oltre i 4000 metri contro una mezza-sezione di fronte, a 1200 metri conlro una sezione di fanteria o d'artiglieria.~ Tali limiti però non sono assoluti, dovendos i tirare a maggiori od a minod distanze, secondo lo stato dell'atmosfera e la possibilità. di regolare il tiro. Le salve a ripetizione possono impiegarsi contro truppe in ordine chi uso e visibil i solo per poch i momenti; i fuochi a volon tà e quelli a cartuccie contate, fra i 400 e 700 metri; ed i fuochi accelerati od a ripetizione, con caricamento successivo, alle piccole distanze o nei momen1 i decisivi; od. a qualunque distanza, quan do il nemico si presenti moltCl vuln erabile. · Il metodo d!istruzione pratica ha non poca analogia con quello da noi seguito per l' i:-Lnzione individuale é per quella di squadriglia applicala al terreno, di piè fermo e marciando. In Francia però i movimen ti sono fatti dapprima da soldaLi anziani, in presenza delle reclute, e poi da quesle, individ.ualmente o riunile in isquadre. L'andatura dev'essere sempre vivace ; nell'atlraversare spazi scoperli , deve:-;i adoperare la corsa ; l'alzo deve essere scelto dai soldati in relazione alla distanza, giudicata, del bersaglio. · I movimenti Lutti dell'as soaplis.sement devono, con i metod i già espC1sti, essere ri petuti in terreno yario. In questo devonsi pure eseguire tutte le specie di fu ochi nella direzione della fronte e talvolta, improvvisamen te, anche in quella dei fianchi , per abituare i soldali ad operare, arditamente e senza sorprendersi, anche da tal parte.

PER L A FAN'l'ERIA FRANCESE

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La scuola del soldato finisce con sette appendici , quatlr? delle . rnl'n.egglo della sciabola, ginnastica con e sen:/arme, q ll aI I ' o . , . i [[ segnali di tamburò e cli ~.rom~e e. uso delfiscluetto ~ e e a tromba vennero riprodotte dsll an tico rego lamento, e .dc1 quello1 messo io prova nel ·1888, le tre seguenti : a) smonta,·c e rimontare il /'acile ,nodello 1886 e SLta

conservazione; b) smontare e rimontare il rei;oloer modello 187 3 e sua conseroa:;ione; cl eserci:;i preparatorii col ,·eoolt•er. . ,.,, Del fischiello devono essere provved11ti i comandan.t, di co mpagnia. E,;si se ne servono negli_ esercizi e :1el com_batt,menlo ~~~ ch iamare l'attenziqne dei solda1 1, Gardc a voas, 10 tntlc lf'. c, , costanze in cui , per la. vicin:i n,.a del nemi co, il for nso dell'.1 u·ornb~ presenti qualche inconveniente. Di q11e,;l<À po:-~ono valersi solo ~Il ufficiali superiori ed di comandanti ~i baLln.glio~~· 11ua~d? yero,. solam ente, siasi viciJissimi al nemico e nell 1ropo~s1btlila. d, dar ordini a voce, e si debba far cessare il fuoco, far ~cco.rrere le riserve, dare l'impul so per 1111 allacco generale, o r1orcl1nare le truppe dopo un as:;alto. "•

v_ 1120 vol ume, messo in distribuzione verso.la fine di mar7.0 u . s., ò intitol ato S cuola di compagnia, come qu,~llo co rrisp~ndenle del 1884, e, come quello, consta di due parli, o~·dù~e c.h~uso ecl ordine sparso, non che dell'applicazione det prmc1,pt gene: rali a casi particolari. V'è però differenza nel contenuto, perche il nuovo non ci dà che le norme per le istruzioni del plotone e della compagnia, mentre l'antico c:onteoeva pure quelle dell~ mezza co 1_n pagnia. L'islruzionedi qnesta venne tol ta d:illa scuola d, compa~nia, come quella.del ploton e dni!a sc uola del sold ato: nm endnc però pos~ sono ancora essere insegnate, perchè nel I' alluale regolamento s, legge che, per le man ovre del mez,.o pi olone: servono le regole date pel plotone, e che la compagn ia di due plotoni manovra come quella su qua\.lro.


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'REGOLAMENTO DI ESERCIZI E DI MANOVRE

PER LA FANTERIA FRANCESE

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· Le differenze, fra i due regolamenti, sono poche e di non grande importanza nell'ordine chiuso, ma parecchie ed abbasta.nza radicali nell'ordine sparso. ·· L 'ordine chiuso esordisce, come il regolamento tedesco ed il nostro, con le formazioni della _compagnja, alquanto modifica te da quell_e che prima leggevansi qua e là nel testo. Esse sono: a) Linea, spiegata, per riviste e per manovra, bj Colonna cli compagnia, corrispondente alla nostra serrata di plotoni, per riviste, per manovra e per riunioni, • e) Colonna a distanza intiera, corrispondente pure alla nostra di plotoni a distanza uguale alla lunghezza della fronte, per manovra, per sfilamento e per fare strada; d) Colonna per quattro cli jlanco (par le }lane), per fare strada e per manovra. I posti degli ufficiali e degl'individui di truppa fuori riga sono, per la formazione in linea quali vennero indicati nelle Basi dell' istrazione e, per le varié colonne, quali appaiono in quelle corrispondenti del nostro ,,egclamento. li capitano però sta sempre a 4 passi in fuori della guida di destra, di sini.stfa o di testa dalla parte della direzione: i serrafile, nella colonna a distanza intera stanno a 4 passi dalla 2· riga e, i!,l quella di fianco, a due dalla 4": i ~amburini ed i trombettieri si collocano sulla linea dei serrafile della sezione di coda o; in seguito ad ordine, a ,f O passi avanti a quella di testa. 1 • Nell'istruzione di plotone è meglio _determinala l'esecuzione'del comando, aprite te righe, col prescrivere che le guide facciano dietro-froQt e si portino quallro passi indietro, mentre prima tale distanza dovel'a essere da loro appre~zaLa a vista e non era specificalo se la si dovesse prendere con passo retrogrado od altrimenti. C ful)chi su quattro righe, già prima ammessi ma, a quanlo pare, po_co us:~ati, ...sono or~ post.i i_n_ maggior vista e deno~ina-t!· fuochi{ cli massa ~5ono essi esegu1t1 a comando od a rtpetiztone in certi casi eccezionali, mettendo un mezzo· plotone dietro l'altro e facendo inginocchiare, come ih Germania, le due prime righe e tenendo le altre in piedi. L'istruzione del plotone ·finisce con I' assouplissement, in c~i esso è esercilato co.n le regole e coi segnali prescritti per la squadra:

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il suo c~po pérò; se in linea, si colloca a 6 passi avanti; se di fianco, accanto alla guida di testa. Nell'istr,Ìt~ione della compagnia in ordine chiuso furono ora riprodotte, quasi per intiero, le norme che prima regolavano l'istruzione della mezzét~-ompagnia. Si poterono cosi tralascìare tutte quelle che, nel regolamento 1884, la compagnia aveva comuni con la mezza-compagnia84alle quali si rim~ndava _di co~tin.uo il lettore. I movimenti comurn erano: le clue specie eh cltettoJ'ront, gli allineamenti, aprire e serrare le righe, le varie specie . di marcia essendo in linea, i cambiamenti di direzione, ' i mo1,imenti pe,: mettersi su quattro C due righe. il ma neggio d'armi,. i faochi, i passaggi dalla linea alle vm·ie colonne e r,icevecsa, le marcie e i cambiamenti di direzione delle varie colonne di fronte e , di flan è o. Naturalmente, nell'applicare alla compagnia i movimenti oradetti della mezza-compagnia, furono introdolte le piccole aggiUnte che etano richieste, dall'avere quattro plotoni in luogo di due,' non che dalla presenza del furiere, le cui veci erano adempiute, nella mezzacompagnia, da un sottufficiale o caporale, a ciò designalo. Anzi, per essere esatti, le oradette aggiunte non possono considerarsi come tali; perr,hè già erano comprese nell'istruzione della compagnia del 1884. Erano invece proprie solamente di questa, le tre specie di linee di colonne di mezze-compagnie, laformazione in linea della colonna in 1narcia a distanza intiera, la colomia di via e quella contro caualleria. Nel nuovo regolamento vennero soppresse le linee di colonne di mezze-compagnie e, delle altre formazioni, la prima fu riprodotta tal quale e le due rimanenti con modificazioni ed aggiunte, specie nella colonna di via. Quando si marcia in vicinanza del nemico e la larghezza della ( strada sia sufficiente, s! diminuisce la profondità della colonna di' via, formandola su sei o su otto righe. La colonna per nsi ottiene, mettendo per 4 i tre primi plotoni della compagnia ed accanto ad essi il quarto su due righe: in quella per 8, sono le due mezzecompagnie od i plotoni di ciascuna di ·queste, che marciano per quattro alla stessa altezza: in tali casi i capi-plolonP., soliti a stare in coda dei loro riparti, si collocano accanto alle guide di testa . 1

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f•


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REGOLAllIENTO DI SERVIZI E . DI MANOVRE

PJ•:R LA FANTERIA FRANCESE

La marcia per 8, con due plotoni marcianti nlla stessà altezza, era co ntemplata anche nel regolamento 11884., ma solo nel caso ché la compagnia, essendo in ma.rcia su d'una lnrgastra<la od attraverso campi, fos se esp0sla ngl i aLLar:ch i deJJ;i .;avall eria. Però non s'avea · in mil'a di diminuirn e la. profondi tà, ed infatti lo spazio, risultante dall'affiancamento del 2° plotone al primo , era lasciato Lai quale. La colonna contro cavall eri,t, specie di qu1tdra10 pieno, è costituita con comandi e mod i analogh i a quel li prima usati. Però , trattandosi qu i d'una formazio ne Rpeciale, da prendersi so · lamen te dalla colonna di co mpagnia, si è tralasciato di dire che. contro la cavalleria, tutte le formaz ion i sono adatte, purchè per~ mettano un buon impiego dei' J'u och i e non cagionino perdita di tempo o diso rdine. Fu pure tralasèiato g11 anto riguardava la co lonna contro cavalleria. format]). dalle linee di .colon ne cl i mezze-compa gnie, essendo queste state sopp resse. Ed eccoci all'assoaptissemen( della compagnia, eseguito con norme e con segnali ana logh i a quell i prescritti per la squadra e pel plotone. Qu i è il capitano stesso che fa da guida., co llocandosi: a 110 passi avan ti al capo-p_lotone di test.a, se la compagn ia è in colonna. di fronte o in linea. di fian co; a 1 O pa ssi avanti al capo del plotone scelto a base , se in.Jinea di front.e od in co lonna. di fianco . A.i voluti segnali il plotone di base si co ll·oca nell~ di rez ione indicala~ segue il capitano, e gli altri ploLQ_ni si uniformano pronta1 mente ai movimenti di esso. ·

lena, non sempre però, come prima era prescritto, ma solo quando ciò sia necessario. Inoltre, essenclo i segnali di tromba. permessi solo àgli ufficiali superiori, il capitano non ha più trombettieri presso di sè: il loro posto e quello dei tamburini è ora alla r i;;erva della compagnia, se isolata, del ballagl ione, se inquadrata . Il metodo d'istruzione, nuovo pel titolo, non è tale pel contenuto ess,endovi, in massima, raccolte le regole generali elle già precedevano, sia l'ordine sparso propriamente del.Lo, sia l'appl icazione dei principi generali a casi parti colari. Benchè ordinala in modo , differente ed alcune espresse con altre paro le, tuttavia tali regole , · razionalment.e riuni te e disposte, e valevoli per _tulla la 2• parte, sono in fondo le stesse del 1188L L'i nse~namento però dei modi di comlrnttere della compagnia. nelle. varie circostanze, in cui pilò trovarsi, non è più fatto , sin da principio, in terreno Yario e con nem ico rappresentato. Esso ha luogo in piazza d'armi, solo però in quanto riflette il còmpito dei vari scaglioni della compagnia e le fasi successive del combattimento. Questo deve svolgersi, dapprima. in base ad un'ipotesi semplice e con nemico segnato da qualche uomo o da bandiere, poi in terreno vario éon nemico pure segnato , ripetendo gl i esercizi con . effettivi possibilmente uguali a q.uelii di guerra, e infine con ne mico rappresentalo, sollo la direzione del comandante di battaglione. ·Term inata la manovra, la critica non è più falla dal diretlore ,in presenza di ufficiali e di sottu ffi cial i, ma solo dei primi: ai secondi le osservazioni, che li ri guar~ano, sono cClrn,ni'rrate dal capitano. Alle. regole generali ed al metodo cl' istruzione tengono dietro il mecca11ismo dei mo1Jùnenti in ordine sparso del plotone e quello detta compagnia . Pei movimenti del plotone \'ennero fuse insieme, con qualch e variante, le norme della soppressa istrnzione del mezzo plotone e quelle del plotone del if 884. - Si conservarono i due modi di spiegare il plotone, stendendolo . { lulto addirittura in catena, o facendo prendere in precedenza i necessari intervalli di stendimento delle squadre chiuse Nel secondo caso le squadre che in seguito ad altro ordine devono, tutte od in · parte, 'stendersi in catena, eseguiscono il movimento, quella di

L'ordine spa-rso è preceduto eh regole generali e da un metodo d' istrnzione. Nell e pt·ime furono ommessi ~l i ord ini generali a darsi per mezzo di segnali ed alcun i esempi di quelli a voce. Per questi , è solo prescritto che siano chiar i e precisi; per qu ell i, che s' impiegh ino i segnali indi cati nel!' assouplissenient della squadra . I segna.li, alquanto differe1Hi da quell i che si leggevano nella scuola di compagnia del 1884, sono completati a voce•dai graduati del la ca1

I.


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PER L~ FANTERIA FRANCESE

REGOLAMENTO DI ESERCIZI E DI MANOVRE

base dalla fila centrale, e le altre dalla fila che sta verso la squadra di base, mentre prima si stendevano tutte dal centro. s·i conservò pure, cosa che noi non abbiamo, lo spiegamento del plotone dalla form;izione di fianco per quattro, tanto di pie' fermo che in marcia, se vuolsi tosto stenderlo in catena, solo di pie' fermo se vuolsi prima intervallare le squadre in ordine chiuso. ' I modi di eseguire i fuochi sono simili a quelli prescritti per la squadra, adattali però, assai meglio di prima~ al plotone. Al comandante di questo spetta di dare le necessarie indicazioni e di far cominciare e cessare il fuoco, ai éapi-squadra di dare i relativi comandi come se fossero isolati. Quanto ai movimenti per adunarsi o per rannodarsi, essi avvengono per plotone o per isquadra. Al comando adunata (rassem- · blemenl) ( 1) , oppure rannodamento (rnl!iement), le squadre serrano o si riuniscono isolatamente e poi sul capo-plotone: . a quello per squadre - adunata o _rannodamenfo., sui. capi-: . J squadra. . -,.., Il meccanism,o invece dimovitnenti della compagnia in ordine sparso fu grandemente modificalo, ed è perciò che lo riassumiamo qui per intero. Nella formazione da combattimento la compagnia si ripartisce: a) In catena ed' in sostegno, . se inquadrata; · b) In catena, in sostegno ed in -riserva, se isolata: La compagnia inquadrata, in qualunque formazionesi trovi, . prende quella da combattimento al comando formatiò,i de combat - marche, spiegandosi stÌ d'una fronte proporzionata al suo effettivo, in base al criterio che 200,,armati di fucile ne coprono una di 150 metri circa. Il plotone od i .plotoni, .dal capitirno preventivamente designali alla catena, marciano nella direzione loro indicata_e prendono fra di essi l'intervallo necessario per: isten. dersi, restando però in ordine chiuso, coi loro capi a 6 passi avanti. Gli altri plotoni, costituenti il sostegno,· uniti in un solo nucleo o ripartiti in due o più, seguono la catena a distanza di 1

j

(l) Si comanda rassenibteinent quando si vuole cbe i ripartiimpegoati. si adunino oell'ordine normale! ralliement quando si ,,ogliono rannodare1 pur non avendo .il tempo · di adunarli in rego ,tre formazione,

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circa 250 metri, tenendosi di~tro al centro, alle ali od anche, 'se r oceorre, all'infuori delle stesse. ' ~ Quando il capitano vuole che i plotoni della catena si spieghino per mezzi plotoni o per isquadre chiusi in una o dne righe, quando· vuole stenderli in cacciatori, quando intende aprire o sersare gl' intervalli, ne dà gli ordini opportuni ai capi plotone, e questi fanno eseguire i movimenti secondo le norme prescritte per · il plotone ». . · La compagnia isolata si regola, per istend~rsi, come quel.la .J inquadrata, disponendo , in generale, un plot.qne m catena, uno m l sostegno a 200 metri dietro, e 2 in riserva a 150 metri da questo. \ Nelle marcie, i riparti retrostanti si regolano sulla catena e muovono contemporaneamente ad essa ma, cominciato il fooco, cer- \ cano di guadagnar terreno successivamente, approfittando a tale scopo di tutte le circostanze favorevoli . La marcia della catena per l iscaglioni è fatta da riparli costituiti, non inferiori al. plotone ed in modo, che nella compagnia non si abbiano più di due scaglioni. Il caso, in clii siasi costretti a dare il cambio a riparti stesi 111 catena è considerato come eccezionale. Se la catena è in ritirata, ' . il r iparto sostituente si stende dietro ad essa . in posizione conveniente e quello da sostituirsi l'oltrepassa e poi serra; altrimenti il primo s'avanza verso ·Ja c~tena, si stende cammin facendo, ed il secondo serra in ritirata non appena sostituito. Il rinforzo della cat~na è fatto per prolungamento della fronte o per fr:1mmischiamento. In ambedue i casi devesi giungere sulla catena oO'ià stesi e nel secondo ne dev'essere prevenuto anche ' il riparlo, ne' cui in tervalli devonsi intercalare gl i uomini del rinforzo. N,elle unilii. frammischiate i graduati si ripartono fra loro il comando. . Nell'adunata, là compagnia costituisce sempre la colonna nor-male, di compagnia: nel rannodamenLo, ciascun plotone si raggruppa sul proprio capo e le unità frammischiate sui capi eventua_li. Quando1 or.corra, eccezionalmente, rannodare tutta la compagma, i vari riparti si raggruppano sul capitano nel luogo da lui scelto.

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REGOLAMENTO DI ESERCIZI E DI MANOVRE

VII. Comincia ora. col combat de la compagnie, quasi un tratta· tello di tat.lica: in eS$O ·rurono ripr()dotte, con le stesse parole, parecchi e norme già esisLenLi nel regolamenlo del "88(. L'ordinamento però .della materia è differente, le varianti e le aggiunte sono di Parecchie) ie denominazioni di alcuni capitoli cambiate ed alcuni . questi soppressi. Così, per esempio, i capitoli.funz-ionamento della catena, del sostegno e delta riserva e principi generali della difesa e delt' attacco d'una posiz ione, non esistono più e le norme, che essi contenevano, vennero fuse in parte nel com,bat de la compagnie .. Anche le regole per l'impiego clei fuochi sono variate, essendosi riprodotte, quasi per iutiero, ma non nello stesso ordine, quelle del nuovo regolamento sul tiro. Faremo perciò il completo riassunto del combat cle la compagnie e dell'impiego cleifuochi, e ci limi teremo a mettere in evidenza le differenze fra il nuovo e l'antico regolamento in quanto riguarda il combattùnento contro ccwalteria, non che la difesa e l'attacco dell'a1'tiglier ia, delle strette, dei boschi e dei luoghi abitati, essendo poche le mo,difi.cazioni arrecatevi. l modi d~ cornbaLLere della compagnia vari1rno, secondo che essa é inquadrala od isolatn, secondo che opera offensivamente o difensivamente. « In tulli i casi però la ferma volontà di vincere cosl.ituisi:e la prima garanzia d'un esito felice. La sola offensiva permette d'otLenere risultati dei;isivi. Questo principio deve servire di base all'educazione militare e di guida negli esercizi e nel.le manovre >>. L a compagnia inquaclruta in ojfe,isioa si avvicina al nemico, seguendo la direzione indicata dal maggiore ed in quella formazione che il terreno c.onsigl ia come più conveniente (a scaglioni· di mezze compagnie o di piotoni, od anche a scacchiera), e coll'av· vertenza di non lasciarsi indurre ad un prematuro spiegamento. Quando il fuoco nemico richieda che si passi dalla formazione di avvicinamento a quella da combaLt.imento, devesi mettere in catena

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PER LA FANTERIA FRANCESE

la sola forza necessaria per cominciare l'azione : tosto però che questa sia seriamente impegnà1.a, non si esiti di farvi concorrere tutta h1 forza necessaria. per assicurarsi la superiorità del fooco . Tra H-00 e '1200 metrì la linea più avanzata è ,~ostituita di mezzi plotoni chius i, tra HlOO e rnoo di squadre , tra.i!OOO e 800 di cac · ciat.ori . Si av:inza così lìno a 700 metri senza fà. r fuoco ogni qna lvolta ciò sia permeS$0 dal terreno , altr;menti la li nea più :wanzata fa fuoco ed i migli ori tiratori puntano sui conrnndanti nemici . Fi·a ·700 e 400 metri si continua il fuoco, avanzando con energia di posizione ·in posiz ione e restringendo verso il centro gli intervalli , della catena: il soste9:no s'avvitina sempre più a questa e, in caso d' urgenza. senza aspellll.re ordini, la. rinforza con mezzi plotoni, o con plotoni, sempre che occorra aume ntare la potenza del fuoco. Si può ammettere che. a 400 rnetri, il sostegno e perciò tutta la compagnia sia in caLena. All ora, rinl'òrz.ata all'occorrenza da una parLe della riserva, ess·a continui ad avanzare a ,,balzi ('I) successivi di 50 metri, o Lutto in una voilà od a scaglioni e, giun la a 250 metri od a 200 metri dal nemico. innasti la baionetta e concentri il suo fuoco successivo accelet}dto sul punto d'attacco. Se il nem ico non si ritira, si faccia un nitro sbalzo . poi fu<1co accelerato e assalto, precipiurndos i tot.ti su di esso al grido ripetuto di aoanti alla baionetta. ed al suono dell a corsa e della corsa veloce di Lromhe e tamburi. Respinto il nemico, la catena si riordini tosto e lo insegua coi fuochi; se n'è inxece respinta, cerchi pure di tosto riordinarsi e di ripetere l'assalto, perchè de1;esi aver presente che la ritirata, per quanto prontissima, espone sempre al:te perdite· più grandi. · La compagnia isolata in ojjènsioa si ayauza in formazione di marcia, lìnchè sia segn,1la10 il nem ico. Allora il c11pitano l'arresta in luog:i opportuno, riconosce la posizione qua le ne sia la chiave, concreta il modo di iiLta?carla edita tale scopo le necessarie disposizioni . L'attar.c~ deve farsi, in massima, di fronte e su di un fianco, con~empornneamente e con la stessa energia, henchè esso dehbri

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(il Q11:rn<10 siit possibile impadronirsi della posizione con un colpo <l'au<lacia, si tralascino gli shaJzi successi1•i e si assalti con una marcia conti nua.


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REOOLUIENTO DI ES8RC1Zl E DI MANOVRE

P ER LA FAN'r&RlA FRANCESE:

essere decisivo solo da quella parte, che meglio si presti allo scopo: so.lo avendo assoluta pr11ponderanza di forze può essere fatto nello stesso tempo di fronte e sui due fianchi .. Per la condotta di esso. si seguono in generale le norme della compagnia inquadrata; la protezione dei fianchi è però affidata al sostegno finchè non sia tutto in catena , ed allora ne fa le veci quella parte della riserva, che non sia staLa impiegata nell'aw1cco di fianco. La riserva ha inoltre il còmpito di far fronte ai contrattaeqhi, d' inseguire il nemico respinto, di.costituire il nucleo di riscossa in caso d' insuccesso, o di proteggere un'eventuale ritirata a meno che. spintovi da assoluta necess:tà, il capitano non abbia esitato ad impiegarla tutta quanta, per assicurare l'esito del combattimento. « L a difensiva trae la sua forza principale dal sapersi razionalmente servire dei fuochi e del terreno. In massima, si esclude ,a ssolutamen~ ogni ipotesi di difesa passiva. Quella attiva, la sola, che si prende qui io esame, deve, nella scelta del terreno e nello stato d'aspett.azione, deve solo cercare un aumento di forza ed un mezzo di far succedere il combattimento in una posizione conosciuta, per battere il nemico con la maggiore sicurezza e nelle mi gliori condizioni». Il capitano della compagnia inquadrata in difensiva, appe!]a giunto a sito invia, se occorre, pattuglie d'osservazione e di colle· gamento , e quindi (a la ricognizione del terreno soli<> il punto di vista dell'offesa, della difesa, de' suo i vari accessi, della linea di ritirata e dei punti di eventuale rannodamento. Indica poi ai capi plotoni i posti loro assegnati nello schieram~oto ed i lavori di difesa da eseguirvi, avver.tendo che la fronte da occuparsi può essere aumentata a 200 metri senza bisogn'o di disporvisi in modo uniforme, e che il sostegno può avvicinarsi alla catena, purché il terreno lo copra dai proietti a questa diretti. I capi plotoni·studiano, a loro volta, il terreno avanti e sui fianchi e fanno notare ai loro subordinati, quelli della catena i punti impo rtanti e ne misurano le distanze, quelli in sostegno la linea a seguirsi per recarsi in catena Cntanto la compagnia, ad eccezione delle pattuglie e dei lavoratori, è tenuta indietro unita ed al coperto, e solo è sr.hierata, con tre plotoni in catena ed una in sostegno, quando le pattuglie, inca-

ricate di opporre una prima resistenza al nemico, ne abbiano pos · sibilmente indicato la forza e le intenzioni. La catena però apre il fuoco sòlo quando possa riuscire efficace, ed è rinforzata successivamen te dai· sostegni, per prolungamento o per frammischiamento, non mai per re~tringimento di, m~no in . •,t· 01 1 ,., ,~ , 1 ,I ' I • 'I d \' r'' .1 t. , t , mano che occorra aumentare la potenza 01 uoco: ripar .i re , ,o-

stanti possono tirare sui sostegni e sulle riserve del ' l ii nemico. Si può ammelteFe ch'e, ,tr• quan'do l'assal'itorè a . 400 ietri , • l. ,•giutgé t f lI

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il sostegno sia tnllo in catena, e che da quel momento . concorra 'alla difesa la riserva del b'attaglione, o meglio quella parte di essa, cui non siano stati affidati i con troas~al ti. 1 R~sp'iJ'to· l'a'tt~cco' clJt'r I~ co'mpag'nia p;·e'nde u'n~ vi · go'rosa offénsiva; se invece nè ò resp111ta, si di~imp'è_gna da'I com battimento e si riunisce nèlla posizione scelta in precedenza dal cotl mandante del battaglione. ~· · J11 • t , , ' , L a compagnia isolata i11. difensiva ~iunge ,n pos1z1one in formazion é di marcia' o di combatiimenlo, seco~a·o che il nemico è più o meno vicino, indi si regola comè quella inquadrata, Essa 1 però costituisce' anch ~ unà risèi..va e, se il tè'rréno vi si prestà, colloca un riparto innanii ed poca' distan1.a d~Ìla c~téna e, sii ~i un'ala , una o due squadre in agguato, quello p'er ritardare la marcia 1 del nàmico ècÌ inganna,!i6' sulla ve~a fronte sceha a di fesa, queste ~ per prenderlo in fianco. _ . , . li sostecrno e la riserva sono disposti a protezion'e delle ali ed adoperati inoltre, il primo sulla catena pèr ollenervi la superiorità del fuoco ed una fronte uauale ai1mè'no a q\iella dell'assalÙore, la J i secotid~ co'r~t;c>assà'lti da eseguirsi con eneftia in tu~te le occasi'oni rJvof~voli e per l'eventuat'e protezione del!'a ritirata. Se vincitrice, la difesa prende l'offensiva con una .parte del!~ . trùp''pe s'tandÒ in auardia dllJle inilfost ate; se vinta (( salvo ordiht

assi~ li'lore,

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si ritira per iscaglioni di posizione in posizione .

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.a.NNO XXX.LV, VOL. lii.


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REGOLAMENTO D l ESERCIZI E DI MANOVRE

PE R LA FANTERIA FRANCESE

VIII.

L'impiego . dei fu ochi differisce anch'esso, secondo che s1 combatte in offensiva od in difensiva. . Nel primo ·caso lo si apre solo quando possa 1:iuscire efl_ìc~ce,. non tanto per consumo di munizioni, quanto per giustezza d, t,.ro: nel secondo ·10 .s'in izia tosto che il nemico possa essere colpito, proporzionando il consumo delle' munizioni alla quantità. onde si .. . . . dispone. In massima il mao"'iore indica I' obb'iettivo da ragg1ungers1 talvolta dove bassi a ~~ncentrare il fuo co; il r.~pit~n~ dete~min~ i bersagli e la specie dei fuochi ; i capi plotone , punti a m1rars1 e · gli alzi occorrenti; due compiti che spellano nl capitano, quando ( Lulla lri compa gn ia è in linea. _ . « In combattimento si punta al piede del bersaglio. Per tutte le distanze inferiori a. 600 metri, quando il nemico sia in piedi od in. 1~ovimenlo, l'aggiustamento del tiro sarà sufficientemente assicurato, se si adopera la linea di mira di ioo met:ri )) .. . I fuochi da impiegarsi sono: quelli a comando ~ r;arica-

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mento s'accessivo~ ripetiiione., 'quelli a car·tuccte contate · ed a volontà, quelli accelerq,ti à cariccunento successiv~ l ed a ripetizione. · . . Ai fuochi a comando, fatti da riparti variabili, secondo I casi, dalla squadra alla mezza compagnia, si ascrivono gli stessi van~agg! che da noi. E'ssi sono adoperati, in Òffensiva, durante. la marcia d, · avviànamento e acquistata la posizione, nel l'inseguimento col f~oco; in. difensi;a, il più a lungo possibile. Il loro i~piè~o ~ però limitato alla ti;uppa che abbia tutta la sua calma, ed e giustificato alle se"'uenti di stanze, le quali tuttavia nulla hanno di assoluto: ad800 'metri contro una squadra in line~, a 1000 mefri' éon tro un mezzo plotone, a 1200 metl'i contro un plotone od una sezione d'artiglieria, a 1500 metri contro linee estese, di colonne di mezze compagnie, di compagnie, d'artiglieria o di cavalleria,

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a 2000 metri contro truppe in colonna di marcia òd in ordi ne \fÌ<;tre~to. (( I fuochi a comando a ripetizione sono giust:fìcati alle medie ed ;anche·alle grandi distanze, quando si suppone che i bersagli in .movimento debbano essere visibili solo per breve tempo ». · Le altrè specie di fuochi, difficili ad .essere regolate, sono i_m piegate di preferenza ane piccole distanze senza escludere le medie ,,e le grandi. Infatti quando c'è bi1,ogno di fuochi lunghi e ben mi'fati, a cartuccia contate od a volontà, ne sono incaricati i migliori ,;tiratori della compagnia, riuniti in uno ·o due gruppi e,' ogni volta :eh~ il nemico si presenti allàlscoperto e sia molto vulnerabile, s'im.,piegano i fuochi accelerati a caricamen to successivo od a ripeti:zione, qualunque siiJ. la distanza. Quelli a ripetizione devono sempre essere ordinati da ufficial i, i qual i hanno cura di far, possibil,mente in modo, che il serbatoio sia sempre pieno, a comi nciare ,·dal!' istante, in cui si prende la fo rma da combattimen to.

L 'applicazione de' p1·incipi generali a casi pa,:ticolari, ,se si eccet.tua una razionnle trasposizione di parti, ha subìto, come ·s'è detto, poche yarianti: perciò rimandiamo il lellore alla R ivista .militare del ,f 885, dandogli solo le seguenti avverten1.e. 1:Vel combattùnento contro cavalleria non sono più espresse .,fo numeri · le distanze, alle quali devesi prende1:e l'una piuttosto r.he · l'nltra formazione, nè i gradi di conversione dei vari riparti per far ·.fronte a"'li attacchi. È solo detto, a tale ·proposito, che la fanteria, ·sorpres: a piccola distanza da foraggieri o diL masse dj cavalleria,

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ha tutta la convenienza d'evitar~ ~ movimenti complicati .e di nonfarne alcuno, se trovast in f ormazto ne da combattimento, bastando allora che i riparti, retrostanti allu. catena,

· sosteugano questa al le ali, volgèndosi nella direzione, da cui la me- · ,-desinrn od essi stessi sono attaccati. Accorgendosi invece in tempo, ,èhé nemica cavalleria si dispone a caricare in massa. lii fanteria si raggruppa per plotoni, se trovasi in formaz ione da combattimento, si regola press'n poco come nel 11884, se in colonna di compagnia ·od in marcia . · Avendo di fronte artiglieria, la fanteria si toglie dai punti di ,caduta de' proietti spostandosi, lateralmente se in difensiva, ob bli•quamente avanti se in offensiva. Nella difensiva la scorta d'artiglieria,


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REGOL. DI J,;SERCl!tt E VI j1'.ANOV.R.É P'ER 1A FAN1'ERIA FRANCB SH

di forza proporzionata al numerd delle batterie, non dìpéilde dal comrndanle di queste ma, presine gli accordi, adempie al si.id com-pilo come credè meglio: Uha: compagnia dispone in geD'eràle, u·na,.. meizà col1lpagrria 600 niett<i avanti e itt fuorr d~ll'artigl?erià e·l'aftra , un ita o rtpa1ltllà, àll '~llezz'a dgJ fi'arlco scòpérlò ed'' a' 1'5'0' niètri 'i11'· ftfari; qnando delle batfétie déb&a gµardare il solo fronte od il solo · Hanw, si cotldéa tutù.i dove·si èaccertnato per la prima o la'sec/1t.rda,. mezza compa'grtia. Quanto .si è demo, cif·ca la difesa dèll'artrgli'eri a,differisce non, paco d'al tegolàrrte1Ho ,f 88·4 : néll''att~éco ìnvè'ce ·i due 1·egolàmenti , sarebb'erO' ugaali , qualorii nell'anti'oo ai nQ.mel'ì in'di~arlti lé d'fatari'ie fossero sostitufté le espressio'ni grandi e cotwenienti dis'tcmze, . è·s·i aggiungesse the n<elle· eserchazlonì i pezzi' àevono' essère ra)Y-·· presentati· da: bandiere.

~AVALIERI SCEIJTI E'PATTUGHE UFFICIALI

1

Nella difesa e nell'attacco delfe strette, dei blò schi e dei luoghi abitati' venne1·0, nel' nuovo regplatne·nto, riJitbdot'te l'è norme dell'antico, però 'la dìfe'sa in avanti d'una stretta', alla qltale-· prima do'veva pensa re la catena destinandovi una parte 4i sè stessa,. è ora affidat.'i. ad uu determinato riparlo (civant-lig,ie}, incaricate,, di occuparne gli aditi. G. SAL>-

NELLA

]ESPLORAZIONE STRATEGICA DELLA CAVALLERIA

Sua i\.,lte71za 8.e!lle il princjp,e MI:JedeQ, u.eH.a ul~ima ~1Ht i~,pezione ~i reggimenti di cavalleria stanziati nella circoscrizioue del IX e X . --cor[lO ~i l!.r01a,t.a, po,rt~v,i. .1,1t;1a ~pecil!.le atte.nzione, oltrechè agli ufcticiali e sottufficiaii, ai cq,valieri scelti ed !).i cavalli da qt1es:ti montati. Co.I} 11P esame minuto e p11.ijent\:l voll,e as.s icuritrsi della loro in<tel ligenz.a, dell'abilità 9ell'equita,zione, dell~ resistenza alle lu11ghe ,e celeri marce, ed esperimenLare la robustezza e l'atti tudine alle .eo.r$~ rapiqe e ff\ticose çlei cawallj. A iat tJOPO, Ù.QPO aver atlenta4n~nle osservati uno per uno uomini e cavalli nelle istrui ioni di maneg~i,o e nelt'equi~azio.ne <;li carnp&P,na, con una- razionale e ben ·1mmagi~ata serie 4i marce volle form ar3i un concetto di quello .che -e.~si potrebbero dare quando fos sero chiamati in guerra a s.oddisfare :.al di((ìcjle ed Qgg i più che mai iin,portante comp,ilo di pattuglie uf,nciali e.di esplora,tori a grandi dis~anze. Fra le prove di-n::sistenza che a questo intento fece fare, è certa•mente deona cli nota la marcia di concentramento s.u Carditello, ~seguila la mo.ttina del 25 aprile dagli ufficiali. sottn((iciali e mo .cavalieri scelti ~ei reggimenti Vicenza .(24°), Piidova (21°) , Guide (49°), Fi.ren7'e. (9°) , ~~Qn~ebello (~ 0 ) . Questi ripnrti di tn.1ppa 41ercorsero in 6 oro, p.er vie diverse, qna media <li 60 chilometri -ei:i,scun,o,, seo,z~ c,!lcolar~ il ritorn.o, e ,giun$ero al lt1ogo di riunione ,.x:011 110,1nini e .;avall i in istato soddisfa.centissimo . l')


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CAVALIERI SCELTI E PATTUGLIE UFFICIALI'

, Se non ci inganniamo, la ragione della, s'peciale attenzione volta, da Sua Allezza Reale a questi elementi e deU'abiÌe impulso da lui-i -ò.~t~ al loro ad~estra~ento vuolsi ricercare nell'importanza gran. d1ss1ma che, COI nUOVI mod~ consigliati per )'esplo1·azione strategica, , han~o assun\o le pattuglie lifficiali. , Queste. nel disposi Livo di esplorazione sanzionato dai regolamenti! rn ?so non son~ se non elementi complementari, specie di tentacoli od antenne avanzate, lanciale a grandi distanze e soltanto sulle-, linee di maggior minaccià per segnalare il più da Jun"i possibile le, 0 notizie che più interessano , ,Il ver~ lavoro di esplorazione è fallo dalle colonne esploranti e, , p1u, specralmen.te ~alle _pattuglie di scoperta, le quali dividendost· e d1stendendos1 s,1 spazi estesissimi vengono a cosLituire una rete-· d'occhi, sottile, pieghevole che, quasi svola,.zarite cintura deveavv~lgere l'inimico per vedere, riconoscere, riferire tutto qu~~to di:, lui importa sapere. i\'la un tàle disposi.ti.vo, che venne adoUaLo dagli eserciti europei,, dopo che furono noti , splendidi risultati raggiunti dalla cavalleria• tedesc~ nella campagna ~e! 1870-7,1, e che. è per così dire mod.el~. lato sulla maniera con cui questa condusse la esplorazione strale-· gica, non è da credere che nelle guerre future possa prestarsi ugu~I !'. mente bene. In quella campagna la cavalleria tedesca, al pari della russa neb 1877-78, ebbe il sommo vantaggio di ·trovarsi a fronte di tma caval(eria per ogni rispetto a le, inferiore; che non fece alcuna esplo-ra~1or~e e non cere? (',Ofi nessun mezzo di contrastarle !.'agire Essa, .qlllnd1 poté compiere le sue rapide ed ardite corse attraverso j, paesi della Moselja; della Mosa. della Mn.rna senza vedersi arrestata;. ragg1u_ngere le_ ~asse della fanteria nemica, avvolgerle con un gran· velo ·d1 pattuglie, attaccarsi come polipo ai loro panni e tonnentarle s~nza posa.' Nt'll_~ guerre future invece ambedue le cavallerie avversarie.. ~ven.d~ iol_.medesimo co~pito, quello cioè di giungere il piò pres1 0> possibile 1~ contatto coi grossi delle armate nemiche, contatto rivel~tore eh~ e 19 scopo precipuo della esplorazione, é chiaro che a. crnscuna 1mporterà, _.prima di ogni altra cosa, cercare l'avversaria, :per balleria e dis~ru_ggerla .. Battutala e spintone l'inseguimento sin o-

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NELLA ESPLORAZIONE STHATEGICÀ DELLA CAVALLERIA

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all'annientamento, allora soltanto la cavalleria vincitrice avrà libero. il campo alla scoperta delle forze, mosse, iritendime!'}ti delle masse dell'iòimico retrostanti . . Ora ~n questo primo·atto · della .esplorazione strategica l,o sçopo esse~do il combattimen·to .ed il mezzo , principale · fa massa, , non par.e che il sistema d'avanscoperta attualmente usato s_ia il più acconcio per raggiungerlo, come quello che incontestabilment~ porta . ad un eccessivo disseminamento delle forze. Con esso,: difatto, una divisione di cavalleri·a ha i suoi elementi ~caglionati per lineé su di una profondità totale di circa 116 chilometri e su di un fronte dai ·30 ai ·i5 chilometri , ed impiegando un rilevante nu~ero di squadroni per l'egplorazione non rimane disponibile che poco più ,della metà della forza pel combattimento. D'altra. parte il ragionamento e l'esperienza dimostrano che per cercare la cavalleria avversaria, per guardarsi dalle sue sorprese ed in generall'l per esplorare. an~ichè le grosse colonne, valgano meglio piccoli gr;,ippi, pochi di numero, ma arditi, intelligenti, celeri ssimi e quasi iavisibili. ben montati e ben còndotti. Per la loro piccolezza poten~o con maggior facilità avanzare di soppiatto, guadagnare i punti più indicati per l'osservazione, .muoversi a traverso i terreni più difficili; per la celerità di cui devono essere dotati; potendo percorrere _grandi spazi in breve tempo, da essi si potrà ottenere un numero di notizie che sarebbe follia ripromettersi da grossi reparti. Furono le pallugl ie ufficiai i quelle che nelle cam- . pagne franco tedesca e russo-turca fornirono le migliori informazioni. Fu dalla paLlnglia del tenente V. We1'Lhen della 6• divisione . ca~·alleria che, segnalando dalle alture di Nord a ·savigny la pre~ema di Mac-Mahon 1~ m,m;ia con HO mila nomini per Vouziers e Beàumont sn Metz, il quartier generale principale ebbe confermato che l'armata nemica operava per congiungersi con Bazaine. Ne emerge pertanto la convenienza 'che il sistema abbia 'a tra· .sformarsi e ridursi, nella pluralità dei casi, ad nn cordone d'occhi, leggiero e pieghevole, esclusivamente incaricato di vederé e riferire e a1 un unico ·grosso concentrato nelle mani del comandante per combattei·e. Anche nel secondo atto dell'esplorazio:ne strategica, quello dell;i scoperta propriamente detta, non saranno forti nuclei· di can11leria


NELLA ~~f.~.<1tiz:.i ~E_ .,1?7~T, Hq'\ ~~LL,t Cf.YAt LE&IA ~~ •rea~e ausilio •l"J all'nfficial. e n.eUa ossi~1ervaz(o p e e -,,.,.. s.~ri,r~tl\~H> nélj11~ ll\l!,r::ut, H<i•r, n J.H O~~ 'ti\!' .Ji -<tt1"-h Jìli• ;.rf ht ~q!i.?s,ipn,~.1.~J,~ V9fa.~rÀ~ r~rçnUi~,..h!i\.iqlqsffiil-~ÌP\li,SJ~e r9~~9.9i° rw~ IJ,ifi~ te P~Hv.iJ1~ .dJ _tqfip~ç~i: !?rl\.q/ .~:' -~ ~I 9, ca/?.aJ,w ·.(np{~.~Pf/ft, -~. ~.9.Pi~.?Mer ~~- ''#JW~~!.1, .CJ~~.h i,r &Rn1~fnJ;1,a. '·' r~ff~l! P1,~lHR : ~R-n ·R9~sono a meno d1 essere.. t~J~~. c9,MJ~~i'APJ\~ ~~ ~!1..<}\1~ · if~!~.~1 ~t~pW 11 i.WP,8~~,i1~il~t~ 4). tW\~,t;!3 ,Prti. c~p,qr~li.. ~Pii cw. ~.,\\.çhe ,le, f~rW:~ srw_p.~e Pt~ ~ rw~ppr\tl\ç~\· I~ q~~pt~ ~.~Mì7Sr,fi,~, ~ d· isimoeiz. nare la difficile mis.sione lqro affi.data. nH~•1t11H ~11;. ~. o · r:r :n•-.tT')11•· ,1, ·nq.· •~..., ... · Q.u~Ic~py PiPM~1>,~.~ g~s~rJa~~ eh~ cqsi (~t9~~~9 s} ~i~nr ~ 1,i.~}~:; .gliére; ·elementi destinati al,, combattimento, un numero rii~1f dìflf. . , x·p · da1?li ·"J H1 , '""' ·ft<l n " 1:.- li}n"l~\-~ ,1,, '\l''f:f t~l ti, . Y~tPi t,~, ì i. ~ffì ~i~li , SP,eRi~ q~~~~p l!~,sp!ora,~/,9ne ~ ~?,.11.~Rl}~ Ir,:ttrr~:\li ·C~~Jer,f ~ tOf1~~\Ì ~l.a ID9,l\~ ~,li'~~~ - ·i ~i,Jl\,ily obJ>i~l,tQ,!W sj ~,nò rt~P,OOdere coi regolamento tedesco di .ullima edizione, il 4'!/11~. n~):l '>pio ;fffe l~rgp, i,m,Hi~i~ ~i, umç_iHµ pe1 l' ~sB!RW~,i~n~1 rp~ cop/;,i. ~.Ii~ di stac~~r~, i,n ç~,i, §RP~ill~!, P-i6!' ~u.~~t9, ?,~,:~iz}p,, t~L.~i. gli µ,(~i':J~,l.i ~i .~n.~ ,s·~padrn l'ì~' ~~1v9.,iJ ~~pi¼W,?: ~RP.';Wi•g),9.ya 1\~~t~el'.y q~P,i;~I si.s,L ~~a ~\H!~ I~, ~IOU P9J~P,dO§Ì. 1:~1 c~11ii,9,al~,iwpnt~ clatc?,\~r,~. S,\l~\i sqN~ironi ,esploranti, nè sui plotoni di fianche~gi ~µ,\~W~ , il Qm1t,~rp t;l1~g\i nf.·fi;çiali di~\olJi è W,3:flgigrt ~\.~v.~.t.to ?çC?P'.rPle ~ con~~:.~~. \e patt uglie. , · . ·g\1.Im~.~.~rl!t ~?I¼: e1~ çr~~~r.~. cJ1e, \~I.\ P,Mtul lj~ ~yl?.~!l~q. e_s.~e~~. 'll],,Olto ~~m~roic;~ ~.e si ROrR,W.~~t~. ~I Q,WA<i ~~l ~~'~J{ ,\n ~Yi~W~fl~ ~\ ,syoJ~9,?,?} C_9,~~9P(?, l,e 1,(g.ee 4,i q9w1.wJç,~zjori~. ~he s,qlqa,~o i Rri.~ciBt lf l~~~ri' d'o,~,~rnrr9!1~ 4·~,~,roRti s.~, ~! co9i~M~-l'.8. s~~ tv,t~o, i,l, vafor~ militare di una data plaga si riassume i~. Ii_w1i~ PXi~~i ~1~!i d,i osta~?J.i o ~i ~~ç}J,i1t~.zio9.f, I: ~~? il vaJ;?r~. sgyF,itj,e ~i c}.~~p~1~~ li_qea ·si c?n~r,i:i,sa i9 ~g,ç,l]\ P.~,}~i (n9,q1i st1~a~1aJi, y f~rro;v,i~1~i,. cil,t~, ~qrgate, ecc.) nei ·qp..-1,,l uali 'si ha la··, macrgior ì probahililà di tr.~vare il ne" ~.... ' .,., ; :• ff tP () V {'4 t1 t-·'l•P . "(J • I Aµco, OPQ1r~. Lf.~P,C~. ~ 11qrifi,~ ~i, lui? è f~çi/~ 41i,Wios,tr~!'~ çh~\ i,9, v,i~ nofiW.~l~·?.1? PJH.•~gl~e. spnj , s.ut~qi~Qti p1~,1; ~.v,v.oJg~r~ u~-~ .itv)sioH~ c~xal f~ri,~. 4,i, i~~~ d'?C9N i,nf~Wg1~NN,, a.t~\1~i,! ~~~,i ti, P.~l'l,l,a,t_i S,lf11J'i~.iffl,i,co, p~~ ~ç_ iwr!,fl,O e, a,1 U~. ~i mp~ sv,i t.ar;ne ~~: ty,vgj, le s,oripr~~ç. In quanto alle distanze cui queste nattuglie dovranno essere SP./ , 1He ff\ ( J-;t1it~ t jlltl~' Jt,,r, f ~ J da:l gro~so non sembraci possibile potere precisarle con cifre,. J~,a; W1.t.u,ra. tlel. t~rrç.f},~, 1·0~1era.r.~. in, P~.~.W. a,micR. pju~\o1t?. ip paese -ostil,e, il cçf;rem alla r.ic11r,ç,a 4~!.'c~ c~y,~pe~it alvv;ersaria, o~~:lfre ali~ 1

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. NELLA. ESPLOR~ZlONE STRATEGICA DELLA C~VALLERlA

CAVALlERl SCEL'l'l" E PATTUG LIE UFFICIA.LI

scoperta delle masse nemiche, la maggiore o minore Ioritananza dell'inimico ed altre peculiari condizioni le consiglieranno. II criLerio che a questo riguardo si dovrà sempre avere presente si è eh& le info rmàzioni, perché abbiano un vero valore, debbono ofon<1ere· 0 ' t> a des(inazione in tempo da potersene servire. In torno al modo poi col quale debbono comportarsi le paLLuglie· nell'esplorare, nel trasmettere le notizie raccolte, nel riposare, vetto".agliarsi ecc. non crediamo intrallenerci , sia perché l'argomentovenne già studiato da altri di noi ben più competenti; sia perché· scopo del presente scri tto si è di accen~are·soltanto all'importanza che nell'esplorazione strategica hanno assunto le pattuglie ufficiali e quindi alla necessi tà di convenien temente prnpararle sino dal tempo ~i pace. . Dato adunque che il servizio qella scoperta debba in avv~nire· posare essenzialmente su tali pattuglie e dovendo di necessità queste essere sceltis'sime e sapientemente condotte, appare mani festo il bi· sogno di apparecchiare durante il lavoro della pace gli elementi· chiamati in guerra a costituirle. Inspirandoci alle idee che ci sembrò veder trapelare dalla mani ent con cui l'Augusto ed amato capo della nostra cavalleria con-· dusse la recente sua ispezione, vo-rremrno che a dello servizio fossero adibiti i cavalieri scelti dei reggimenti; che la loro cernit.a · fosse fatta con criteri meno ristretti vi .ed essi venissero addestrati= in modo pi ù consono all'i mportantissima parte che loro è fa.l t~ nella. e:-.plorazione strategica. · · lstiLui ti con Atto ministeriale del 1885 nel lodevole intento di svi luppare sempre pi ù in cavalleria un ut ile emulazione nell'equi tazione e nella cura del :cavallo, fì n'o~a essi furono scelti in base· all'unico criterio dell'attitudine e abilità nel èavalcare. Ora volendosi che oltre all'essere buoni cavalieri di,•entino distinti esploratori , pare ovvio che nello scegl iergli si abbia a dar peso altresi alla prontezza dell'in tuito, al coraggio, a.Ila svellezza e furberia del carallere: Tutti dovrebbero saper leggere· e scrivere e qualcuno anche avere qualche 'domestichezza dei costumi e della lingua di paesi, esteri. Una vo!ta così prescelti, ri puliamo necessario siano nei reggimen fr addestrali con istruzioni e cure speciali riunendoli all'uopo, sovente-

..

91:

sotto il comando di un ufficiale appositamente designato, come pra-· ticasi pei zappalori, lrombèttieri, ecc. · L'equitazione di campagna, le lunghe corse, la conoscenza dei· · ~aratleri principali del terreno e sopralullo della viabilità, l'orien·· tarsi, l'esplorare, sai·ebbero , a nostro avviso, le cose maog iormente· b ' da curarsi. · · Chiamati in guerra a perconere grandi distanze in breve tempo · e a superare ostacoli, sarà urge nte che siano mon.tati su cavalli di molto sangue, veloci, di fondo, ca paci di fare in un dato momento i maggiori sforzi. Ragioni di economia e difficoltà di acquisto op-· p,onendosi che siano falle rimonte speciali di cavalli consimili, converrà almeno che questi sieno scelti fra i migliori del reggimento; che ~engano ad essi assegnati fin dql tempo di pace; che .ne sia il più possibile curalo l'a llenamento senza scapito della conservazione. Anche gli ufficiali comandanti delle pattuglie dovrebbero essere, a parer nostro, nei reggimenti, designati in precedenza, scegliendo-· quelli di maggior inte,Iligenza, cultura, salute, abili tà nel cavalcare che offrono più garanzia di saper operare di propria iniziativa emeglio montati. · Così facen do, la nostra cavalleria andrà vieppiù abi litandosi in un servizio che, coll'attuale modo di' condurre le guerre, può dirsi· essere il principale per l'armo, il più utile per resercito, e al quale· S. A. R. il generale Ispettore sta imprimendo con am,,re un sapiente e vitale indirizzo. O LINTO L UGLI

Ai aggiore di cavalleria_ ~

.


UOMINI DI GUERRA DE' TÉMpJ N OSTB I

~UOMI NI OI GUERRA OE' TEMPI N0. STR1

XL

Lib~r0;t9 m~rsè la ca_dut_a di PlevIJ_a da quel.la punta !ll~nacciosa · s.~I ~~.9 fi.~P.-.CO ~~s,t~o, i.I. gross.9i ~.~,Il' ~~.~rcito ru~.~~ ri,pre~de la · ~o~!,a, v9r~.o ~p:;~~q.tin?BCJ!i- ~.a~ci~ta l'art11a,t,~ de).l'e,s~ so,ttç, gli o.r• d\n1 d~l P.ri.1,w1~,e ere_d1 t;g10 ~.1. contrq <\Il~ fo1;te~f.~ q,el qt].aqril~tero bulg~ro co~messo a, -~um~ni l'assedio di Yid,~i,9,~., es~.</ si ac,c,iQ.ge -a valicare ' Balcan d1V1 so 10 tre masse spalleggiale da una riserva · al centr~: a destra Gurko deve movere primo, e traversato il Balcan d1 Etropol dirigersi per Sofia su Filippopoli; poi Radetziki al centro, forzati i pass i del B.1lcan di Scipca, marcerà su .Tamboli; -e ~~al mente a si nistra Dillinghausen moverà anch'esso per Eléna .e Shvno su Ja~boli. Le_ tre masse devono avvolgere IH piccole ' armate turche d1 Sofia e d1 Scipca, e con marcia converaente raogiungere al più presto Adrianopoli: quella del Mntro ~e11nita da una riserva di due divisioni di fanteria e una di cavalle;ia deve -collegarsi co n quella di destra mediante una colonna intermedia ,.che scenderà nella valle della Tungia per i Balcan di Trojan. Le mosse preparatorie per il passaggio dei Dalcan furono ese..guite durante il mese di dicembre dop-o la caduta di Plevna : Sko-

rlà.

beleff cori la 1'6' divisione, la 3• hti~ala di tiralo'i-i e il gJ reggimento còsaéè!-/i si a~viò' per Selvi su G"aofova a rinforzo dèllà . rìiass'a cer'ltra lé. Più eh~ di catèna mò'ntiina hàhnò i Bal~arl' l'as·péù6' di longo e stréttò allipìàh'ò dolcemente incl1nàto vér:;b sèt(entrfone, scendenie · CÒÌl rìpido péndìb versu meiiiidì: if' i'ers'aòte nora" e coslÌlUÌLO d°a una serìè di conlrafflk'ti che sì pfotehtl.orio péF lungo tràtto nella pranura bul'gara, paralleli ' fra loro, ravvicih~l.i in ' gdiso. d~ fò1;mai·è · angusti valloni serrati fra pareti roccìòse, a picco, ·altè fino a set- . ~afiia. metti: queilo sud' d.Y sproni còrii, strétti quasi 1\ 1110 all'altro, séeridenti ripidi ed erti al piano . Le strade corro·no per lo più sul!~ cr~sta dè'i contra'ffor'(i; dùe solè rotatiifl nèi medi Balcani, quella di Etropol e quella di Séipca ; il resto seòt.iéri disagevoli, roéciosi , erti, abbandona'ti: i v~llaggi giacèiono pèr lo più alle · falde dei due versanti: cime e· fian chi sono coperti di fitta boscagl(a, d'alto fti'sto sun~ vetté, ceduà più in basso. ie diff{èoltà étie . si oppongono al passaggio della· caténa prin'éipale derivano, anzichè da:lra po6_a a'cr,essibilità o dall'altitudine (f200-1600 niéLri), da cause d'ordine secondario au uin'ulate en'Lro uno spazio avente profòridilà. nòrì superiore a tre giornate ctì marcia; tali la natura delle stfade, la mancanza d'aèqua, dì luogl1i abitali e via dicendo; aggìungasi la rigida stagione in'vernale, la presenza del nemico e le opè1:e d'a'ffotzamento. O'a Gàbrova a Scipc'a la strada. ' che attraversa la ca tena principolè' n'on ha uno sviluppo ui.àggio'ri~ di 2'5 chilorrretri : svolgesi · da prima lungo la Ja.utra per circa tre chilometri quasi in piano, poi 1 colninc'i'a a iri'erpic'àrsi' pér ·15 chiloìriet'ri, ripidae a voi'ute su per . il monte affiancata da profòndi burròni, fi nchè superalo un lieve · culmine segue qu'asi piana per un tratto di circa 800 rriet'J~i sopra ' u9 dorso p'iovente verso e:;t e verso ov'est; e poi girando a ovest di urltì gra'n' roccia cal'èare denò'irii'naùi. ~Yòrìte S. Niccolò alto . 1318 metri , scende ripida e sinuosa per' ci,:ca sette chilometri · af vìtlaggio di Scipca donde immette nelfa valle della Tuogia. Caduto quel passo in potere di Gurko il '19 luglio •1877, si die· tosto m,\no a rafforzarfo , riassel.lando la slroda fino a Gabrova, voltan'dò le opere di dire.fa tòllé ai T1irchi, costruenao nuove · trincee· e nuove bdteriè. Di venne per' tal guisa u'òa fortezza a tre .· 1


DE' TEMPI NOSTRI

UOMINI DI GUF.RRA

fronti co~ entro ,?aracche, rn_agazzini, polveriera, informeria ecc. Contro d1 e_ssa s rnfransero glt atl,acchi r.ipetuti di Suleyman pascià s~1lla fine d1 agosto e nel mese di selLombre; Scipca fu pei Russi ~tò che ~levna pei Turchi, una fortezza (in minori dimensioni) ,1mprovv1sata allo scopo di sbarrare una delle vie principali alla -controffesa turca, e tener aperto uno sbocco alla offensiva russa non ap_pena fosse consentito dall'andamento delle operazioni- nella .Bulgar:a; fu, dopo i sanguino ,i attacchi ora ricordati, investila du:~anLe l_ a~tunno e parte dell'inverno da· est, da sud e da ovest. i ~urch1. s1 m~nten~ero in possesso de' mo?Li laterali. del Mar.ko :!larsk1 e de~ M,!11 Berdek, dominanti' l'interno della posizi one e ~arte la via d acc_esso da nord; vi costrussero .. batterie, vi lrai·nar ono con-gran fatica cannoni e mortai: al tre ballerie costrussero ,-s~1I versante sud; e nel piano diaanzi allo sbocco elevarono addi rittura. un vasCo campo trinceralo'Con un perimetro di circa 18 chi . ,Jometr'.; F?:mato_ ~ guisa di . quadrilatero irregolare esso spingeva u1~0 de s~o1 vert1c1 fino a Scipca, l'opposto verso Sichercevo , l'altro .ol.Lre Sc~'.novo; con l'ultimo raggiungeva la strada di Kazaulik al ~unto ~ i_ncontro con la strada di Gussovo. Era costituito da una lmea_.a, ridotte a tr~cciato ·circolare od ovale, precedute e collegate :da lr rncee, spalleggiate presso Sceinovo e pre:.so il bivio Kazanlik·Gussovo da ~!tre o~ere chiuse : l'at'mamento consisteva in pezzi .d~ cam~o e ID ~ezz1 da muro porlati·da Adri anopoli . Lo sbocco nel .~,a~o ~1 Kazaul1k era per tal ·guisa .s3:ldamente sbarrato : i sentr en d1 Selen~ervo e di Selica sboccavan~ entro la sfera- d'azione -del campo trinceralo di Sceinovo. Jl Ve~sel ~ascià poteva cosi opporsi <li rettamente alla discesa dei us~1. pe1 la strada maestra di Sci pca , e accorrere con le forze . m~b11t su Gussovo _e Imetli a battere le colonne russe prima del .1~.1o sbocco nel. p,ano. Ma ciò non potea fars i ch e ad una condi~ z1on~, _ed. è che 11_ comando fosse vigile, risoluto e operoso: quesLa ·Cond,.z,one no~ s, efTettuò, e i Russi poterono scendere e sboccare nel _rrnno malgrado le gagliarde opere di difesa chP. dovevano im0ped1rlo. , Passar~ i Balcan col grosso dell'esercito non parve a molti im.presa facil e e prom ellitrice di buoni frutti: lo stesso R.adetzki h .d.ovea conoscere meglio d'ogni altr~ i luoghi poichè 1'8° co/poc d:

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armata era 6n dnl mese- di luglio rimasto a guardia ciel passo di Scipca, giudicava non potersi effettuare la traversata della catena principal e a causa della stagione. SkobeletT non ammetteva dubbi sulla riuscita dell'impresa: di fronte alla necessità di occupare al più pres!o Adrianopoli e impedire ai Turchi di farne una nuova Plevna, -0.evefl cessare qnal unque esitanza: a chi gli diceva che, passati i R)I ~n, le Lr.uppe non avrebbero più modo di ritirarsi, rispondeva saper ciò assai bene, ma non aver mai pen:;ato alla ritirata.: doversi intraprendere su bilo iI passi,ggio, ogni giorno perduto poter forse protrarre -O.i.settimane e di mesi ladurnta della guerra . Il concetto direttivo del· 1:operazione fu in lutto simile a quello seguito da Gurko e da Karzoff nel passaizgio dei Balcan di Etropol e di Troian, attacco di fronte com· binato con doppio avvolgimento pei monti da ritta e da manca: a sinistra il generale Mirski con la 9• e la 30' divisione, la 4~ brigata tiratori. i\ battaglione bulgaro, ,1 compagnia del genio, 6 sotnie di cosacchi. alcune batterie da campo e una da montagna; ,dovea movere da Traana e per il passo di Selica scendere a Gus·sovo: a destra Skobeleff co n la 61 divisione di fanteria, 3 battaglioni della 3" brigata tiratori, 7 battaglioni bulgari, 2 compagnie del genio , 7 sotnie d; cQsacchi, alcune batterie da campo, una da montagna, doveva movere da Selendervo, e, allr:\Yerso la mon.tagna, scendere n Hemedly : le due colonne dovevano, dopo rag· giunto lo sbocco nel piano, volgere concordi su Scipr,a e attaccarl a -sui fianchi mentre Radetski con le sue troppe avrebbe trattenuto il difensore da fronte: esse dovevano iniziar la marcia il giorno 5, raggiungere il 7 la posizione di sbocco, e 1'8 attacr.r.re il villaggio di .Scipca. Skobeleff emise prima di mover da Plevna le disposizioni preparatorie pel passaggio dei Balcan: è un lungo ordine del giorno in cui la pr~veggenza del comando scende ai particolari più minuti; è uno splendido esempio dell'attitudine /iua a ponderare le diffic·oltà dell'impresa e provvedere ai mezzi per superarle. Prescrive che le truppe debbano recar seco vettovaglie per otto giorni, biscotto, orzo brillato, sale, tM, zucchero acquavite, carne in piedi: i soldati di fanteria abbiano ciascuno n2 cartucce delle quali 96 saranno portate dagli uomini stessi, il resto ne' traini di reggimento, .i quali recheranno pure la calzatura di riserv~: Si acquistino farsetti, guanti, calze di lana, pellicce, pezze di panno 1\


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DE' TEMPI NOSTRI

ché. spalmate di g·rasso dovr~nno a,rvoio0 er~ i piedi e' le i,crambe.' i· . . cavali, del treno, si regolare, com'e irregolare sian0, appena giu'nti, a Gabrova, f~%i1.i cil bas'fo pÉ\r .so'meggiare· veuova o-lie e munizioni. Invi! pòi un ufficiale di stato maggiore con alcu~i con'tadini ~ulgah _a riconoscere le strade a tràverso dei inonti, e giunto a i.! I >I l e' truppe I,, ' • ' I' \.JI. ' ·H,I l j , " Ga uro, a d'1spone a scag 1001fra quell'a città e Selendervo, emeft é le ulti~e dispo:;i'zioni per la rl1arcia, e in voca l'ener<1fa el'ab1egazione dì tutti. il. Dobbiam conipiere una impresa gra:de e degh'~ in tutto d'elh glo'ria chè imperitu'ra splende ~dlle bandiere ru~sè'. Oggi, o solda ti, imprenderemo il pnssaggio dei Balcani: passè'i!èrrt6 con I' a~tiglìeh i , ma rlon v'lìà' strad'e, do'~rehio ap1·i,~ci il pass? ~ tra~èrs_o di ~lte ma·sse di _n eve.sollo il grandinar delle palle nemiche_. Lassu fra quelle balze c, aspettano i Turch i ea osfl no sbarràt1ci il cà:mini no. Non ditne'n tica're o fr;delli chè noi è affidato l'ono'rè, d~lla.patria, che per noi prega lo Czar liberatore e con lui prega la Russia tùlla . Egli asp'etta da noi la vilt'oria: furoré, p~r-tfoacia, nu. 1rle1:o di nelnicì non vi spavèiiti : san'ia è lri nbstra impresa e Dio è con rloi I» Ai Bul ~ari che fa cean parte della colon na parlava così ~ ,," Vo'i sapete ,! I ' • h1e' I' esercito .. OJ • russo ' pere e• in, Dul',,~ria: fin dai ifrit'ni . giorni vi mostrasté degni dell'a[eùo che ha pe1 voi il pdpolo Ì·ussò: nei combattimenti di lugl io e d'agosto ben meritaste l'amore e la t! l,:i (,_I • dA' , I' • I I ' • I I , d' I , ' '/• • J: !1 nuuc1a o vostri compagni armi. Perseverate: voì combattete pe1: l'indipendenza della patria vostra, per la sicurezza de' focolari domestici. pet: l'onore~dblle madri' delle sorelt'è . delle mo oli, per 1 I.Ù'ttociò che v'h~ di p iù carb e di pid' skcro s'u'il'a tei·rd~ A ~oi CO· manda l ddio d'es:;ere e1=oi I » E la mossa' inéom incia là sera del 5 di gennaio : formano· l'avanJguhPdi~ il' ,12° bdttaalibné di tirafori 9 Il ,1 , di t•j I ;!? ,. .. compagnie e gent' ora rr·orzat. e da un' d,stacc' amento de) 614° rea-> girhehto con istrumenti da lavoro, 2 battaalioni bul oari e uia . d' ,. ~ ~ sotn,a I cosaéchi. Lenta, disagevole, to'rm~ntosa la niai·cra' s'~ p'ér' l'erta p~ndice : a drilla e a mancà precipizi : gli uòmiòi ora mettono il piede su masse compatte di neve e danno adàietr'o sdruccioHmi, ora incontran'o un borro e affdo(b111H aa· al· colfo : si rilevano a sten to e gli abiti s'aggelano e si fa n duri come ieo-no. j capegli si co nvertono in ghiaccinoli. Si trainano a braccia i ca~no,ni adagiati su slille, e la fatica m'ozza il respiro agli nomin i: alcuu i cadono sfiniti lungo la strada, e i sopravvenuti li calpesta no : I

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Skobelefl' stesso cadde vinto dalla fa tica e dal sonno e alcuni sol. dati fecero cerchio intorno a lui perchè non venisse calpestalo. Davanti a tante difficoltà e tanti patimenti gli animi cominciano a vacillare :· qualche voce sommessa com i~cia a udirsi nell e fil e, « non si può andar avanti , di lassù non si passa . » Ma i dubbi, i timori, i mormorii, le resistenr.e s'infrangono e dilecruano davanti V alla indomabile energia di Skobeleff : il suo animo, il suo pensiero si è compenetrato coli' ani mo e 1:01 pensiero degli ufficiali; si cammina lentamente, ma si cammina ; a chi gli parlava della impossi bilità di pas:;ar la montagna ri spondeva : « tanto meglio, così n.on vi troveremo i Turchi a sbarrarci il cammino» . E i Turchi non c'erano davvero lassù al valico in mezzo alle nevi ; la strada correva a due chi lometri ci rca dalla loro posizione del Marko Klarsk i; bisognava garan tire il fi anco sinistro dellrL co lonna e occupare perciò il monte ch e sorge di rimpetto alle batterio turche: ma è rip ido , coperto d'un alto strato di neve, e allCJ ra un drappello di cosacchi slri:;ciando col ventre sulla neve traccia la strada, e dietro ad es;;o duo ballaglioni bulgari occupano la posizione. La te~La di colo nna continua intanto a marciare, traversa il dorso principale, e poi scende giù per una ripida pendice nel fo ndo di uno stretto, vallone rinserrato fra due linee d'alture e si inoltra verso Imetli. Ma ecco apparire allora le prime guardie dei Turchi: sono quattro compagnie avviate a quella volta da Vessel pascià appena eb be sul mattino notizia della marcia dei Russi : appostatesi sovra un'altura esse fulmin ano n distanza di 1500• metri ?>crli invasori e ne arrestano la marcia : Kuropatkin cade gravemenle ferito. Ma- ,giunge Sko beleIT in mezzo a •1uel fillo grandinare di palle: trova la gente a LetTa, inerte ; nessuno si muove e nessuno risponde ai colpi dei turchi perchè fuori della gittata dei loro fucili : egli fa tosto .veni re avanti una compagnia del 6/4. 0 reggimento armata di fucili Peabody tolti ai Turchi nella resa di Plevna, e questa con fuochi a salve coslringe l'avversari o a ritirarsi di ro la cresta dell'altura. Sopravviene intanto la notte; cade greve, insistente la neve e il vento la.sbatte, l'aggira, la turb ina impetuoso : è forza arrestarsi. La Lesta cli colonna marcia da oltre venti ore, ha percorso appena una quindicina di chilometri e non ha ancor raggiunto la posizione V

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AN!iO XXXI V, VOI.. lii .


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di sbocco; il resto del la truppa ·è tuttora scaglionato lungo il cammino. Si riprende la marci a sul far del gioi·no; alle 9 l'avanguardia gillnge a Imelli ma sul le colline sorgenti a sud-est del vilÌaggio sta fanteria turca appostata entro tr.incee. Un vigoroso ,1ssalto del 64° reggimAnto la scaécia: la posizione di sbocco è per tal guisa raggiunta; bisogna ?r:t assicurarne il possesso e Skobeleff giunto prima di mezzodì a !metti, ordina c!ie il villaggio sia tosto messo in asseLLo di difesa e si costrniscano tri ncee sulle alture che lo cingono da est e da sud. Movere però in quello stesso di all',gsalto di Scipca non è possib ile: Skobeleff n'ha dato avviso un dalla notte al generale Radetzki: verso le 1 1 · antimeridiane un messaggero invi atogli dal co mandante del d_istaccamento lasciato sull a montagna a gllardia del fianco sinistro gli reca l'annunzio che di lassù vedesi la colonna del generale Mirski procedere verso Scipca : ed egli crede siano piuttosto truppe turche che da Kazant'ik accorrono a rincalzo di Vessel pascià : ode poco dopo il cannone in direzione di Scipca e crede siano i Turchi che assalgono le posizioni di Ra.detzki·: di Mi rski non ha notizia, non è ancor giùnta la sua cavalleria per avviarla a cercare il collegamento con la colonna scesa su Gussovo. E imanto ecco giungere la risposta di Radetzki che gli prescrive di rimandare l'attacco al giorno seguente e ad ogni modo non movere prima che tutte le sue forze non siano raccolte nel piano. Skobeleff pertanto si contenta di far occnpare dal 6 1° reggimento, giunto nel pomeriggio, i poggi a sud di I metli e avvicinare a Sceinovo il 63° e il 64°. Continua intanto l'arrivo delle truppe·; durante la nolle si raccolgono a Imetli la 3" brigata tiratori e la legione bulgara ; ma l'artiglieria da campo non si vene ; il comandantè del 62° reggi mento che doveva co' suoi uomini trainarla, annunzia che non si può in modo alcuno trarla fuori dalla montagna e Skobeleff risponde che la si la,sci e il reggimento continui la marcia e si trovi di prima mat·tina a Imetl i. · Mentre la co lonna di destra andavasi con tanta fatica raccogli endo a Imetli , quella di sini stra era ridotta in condizioni oltremodo gravi e pericolose. Il generale !U irski, passati i Balc.an senza grave difficoltà, era sceso nella sera del 7 a Gussovo: di là, avviato un distaccamento su Maglis a guardia del fianco e del terg.o, muoveva 1

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il mallin'o seguènte giusta gli ordini del generale Radetzki all'assalto di Scipca e cacciava i Turchi dalle trincee avanzate ma era costretto ad arresta rsi da vanti alle ridotte. Che fare ·? In quel combattimento durato quasi tulla la giòrnata le truppe avevano consumato aran parte delle·munizioni; alcuni corpi non avevano più che una r: zione di biscotto: nessuna notizia della colonna di de?tra: forse sarà stata cacciata a ri fasc io nelle gole dei monti, forse non potrà sboccare. Il generale Mìrski ri solve di rimaner là dinanzi alle ridotte ed espone 11.J generale Radetzki le sue condizioni. Ne ebbe risposta : resistere per altre ventiquattro ore, e aspettare Sko.beleff: egl i, H.adetzki tent~rit di trattenere il nemico mediante un viaoroso attacco contro il centro della posizione dei Turchi. Tempesta ,di neve sui monti, nebbia densissima al piano vi.etano nel mattino nl generale Radetzki di vedere ciò che accade dinanzi · a lui: ma poi ode il connone tuonare verso la sua sinistra, e dilegua,tasi la nebbia vede i ·Turchi muovere all'attacco . delle posizioni del generale Mirski : allora, _poco prima di mezzodì, lancia una brigata della H" di.visione all'assal to, e questa conquista, col sacrificio di 1700, uomini le due pri)lle linee di trincee, ma si arresta davanti alle ridotte : Mi rski intanto ha preso la controffesa, ha espuanato la ridotta più avanzata, è entrato in Scipca, ma anch'egli ha dovuto sostare davanti alle opere che sorgono a sud del vi llaggio. Sono le due e il combattimento langue già presso i lati nord ed est del campo tr incerato, quando fra il rombo del cannone e il rullo della fuc ileria s'ode come schianto di tempesta l'urrà dell'assalto t la colonna di Skobeleff, è l'atto risoli1tiv0. Fin verso Sceinovo . 1 dai mattino avevano quelle truppe dato di piglio alle armi : mancava tutta.via il 62° reggimento , ma appena esso comincio a scendere · nel piano di Imell:, 8kobe1eff fece auacca re e cacciare i Turcl:ti d,a una posizione ~vanzata che occupavano a norJ-oves.t di Sceino\'o, e.avviò parte della cavalleria verso sud-est su Kazali k, poi di 3pose le. truppe per l'assalto. È lo stesso metodo d'attacco progressivo e insistente adoprato il dì H settembre sulle Montagne Verdi: tre _schiere: la prima formata _dal 63° reggi~ento e dalla legione bul0 gara, ta seconda dalla brigata tiratori, dal 6 11° e dal 64. reggimento, la terza del 62° reggimento. li momento supremo è giunto : s'è dileguata la nebbia, l'aere è limpido e sereno. Skobeleff per~

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corre la fronte delle truppe e additando a ciascun reggimento ora i monti coperti di neve, ora il piano di Sceinovo, volge loro brevi parole : « non più ritirata, ciò che ci resta è morte .e gloria o vi- · tu pero. \( E sia morte e gloria » rispondono le truppe, e con urrà fragorosi salutano il generale, e al suono delle musiche procedono all'assalto. Anche qui ço1ne sulle Montagne Verdi le ridotte e le trincee avvolte nel fumo lanciano la morte a torrenti; e le truppe proc~dono seminando il terreno di caduti: Skobeleff è con la prima linea, montato sul suo cavallo bianco; vuol contare le pulsazioni della battaglia, le palle non lo toccano, una granata scoppia ai suoi piedi ed egli rimane illeso. Percosse da quella tempesta di piombo e di ferro le tr uppe di prima schiera vacillano, s'arrestano, si a~tel'l'ano: ma sopraggiungono i rincalzi: e avanti ancora: è l'onda che preme e incalza l'onda, le si _sovrappone e la trascina finchè attratta. quasi o sospinta da arcana possa, con mugghio tremendo irrompe e dilaga nelle trincee e nelle ridotte. Ali' urrà dell'assalto succede allora un cupo silenzio d'alcuni minuti, e poi s'ode nuova · mente il crepitìo della fucileria: la lotta manesca è finita, i vincitori inseguono i vinti col fuoco; sei battaglioni turchi hanno deposto le armi nell'interno delle ridotte, il resto fugge verso Scipca. Skobeleff aveva appena dati gli ordini per l'inseguimento quando gl i si presentò un ufficiale turco per annunziargli in nome di Vesses pascià la resa · di tutta l'armata di Scipca, trentaseimila uomini, (compresi seimila ammalati o feriti) con novantatrè cannoni e dieci bandiere I E anche· il combattimento di Sceinovo fu come parecchi dei precedenti pretesto aali avversari di lui per isfrondarne gli allori e dargli il biasimo e mala voce: dissero che i ritardi furono da lm voluti di proposito deliberato e ad arte per lasciare che Mirski e Radetzki dimostrassero la loro impotenza e ridondasse a lui solo la aloria del successo.• Dopo la b1:eve esposizione dei fatti il lettore è r, in grado di giudicare se e quanto sia fondata cotesta accusa; a proposito della battaglia di Sceinovo è il caso di ripetere che c'è della gloria per tulli: erro1:i, contrattempi, ritardi ce ne furono certamente, ma riuscirono senza effetto sul risultato fi_nale mercè la eroica devozione delle truppe russe e la fenomenale mancanza di abilità e di euergia del comandante dell'armata di Scipèa. Skobeleff non negò •

a oli altri la loro parte di merito, ma volle la sua, e se di fronte alle c~itiche degli .emuli ed agli invidiosi fe' sonar troppo alto il nome di S~einòvo, chi vorrà dargli torlo? Il ricordo di Sceinovo fu per lui caro e ~enerato sempre; durante il suo soggiorno nella Rumelia, quel campo di' battaglia fu per lui mela a pi'etoso pellegrinaggio. Era il mattino di una splend ida giornata di primavera; qualc.he lìocco di neve errava ancora sullacima del monte San Nicola e un lieve venticello diffondeva per l'aere terso e f.ereno gli effluvi dei roseti che ammantano la valle della Tungia: là presso Sceinovo, attorno a una colonna monumentale sormontata da una croce, stavano rac. colte una ventina di persone a capo scoperto; Skobeleff era fra esse. Un prete celebrava la messa, un dragone faceva da .chierico, mentre la tremula voce del sacerdote accompagnata dall'accento vibrato del dragone implorava ai caduti _la pace dei forti, le laba()'navano il volto di quell'uomo che con aioia sfrenata conarime i, r, dusse le migliaia d'uomini a dar morte e a morire. V

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Superati dai Russi i Balcan d' Etropol e di 8cipca, il dramma corre-rapidamente alla catastrofe. Invano la natura ha dato alla Turchia nella valle della Marit1.a una lunga stretta strategica che consente di contendere a passo a passo la marcia dell'invasore su Adrianopoli e Costantinopoli: le difese naturali non sono tutto; fa d'uopo l'uomo e l'opera sua. Ora sono gli uomini, che mancano alla Turchia. Gli avanzi dell'armata di Sofia ripiegatisi per le strade adducenti a. Tatar-Bazardgic, erano raccolti da Suleyman paséià gìuntov( poc'anzi con truppe staccate dall'armata del Danubio. Erano in tutto quarantamila uomini con un centina.io di cannoni; di valore diverso, buoni gli uni, mediocri o pessimi gli altri; potevano tuttavia contendere efficacemente l'avaniata dell'armata di Gurko quando avessero avuto sicuri il fianco destÌ·o e le spalle. Ma la discesa di Karzow per il passo di Trojan e il disastro che incolse all'armata di Scipca, costringono Suleyman. a rinunziare alla diviI .


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sata difensiva e raggiungere al più presto Adrianopoli. Laonde divisa quella mass~ in due parti pressochè uguali ; di cui una, composla delle truppe migliori, adempie all'ufficio di retroguardia, Suleyman si rilrae ·e giunge a Filipopoli. Era troppo tardi : giungevano le novelle del disastro di Scipca e la cavalleria di Gurko che aveva inondala la valle della Maritza scendeva rapida impetuosa e appariva il dì stesso a nord ovest, a nord e a nord-est della città. Bisognò arrestarsi per poco e ritrarre le truppe s~lla destra della Maritza: ma ogni perdita di Lempo è fatale, chè dietro alla avanguardià sopraggiunge il grosso e passa il fiume e l'armala di Suleyman in una battaglia di tre giorn i ( 15, il 6, 17 gennaio) addossata alle montagne è sconfitta, e costreua ad abbandonare artiglieria e traini e fuggire a s·barnglio a traverso dei monti Rodope . V'era ancora una spe ranza: Mehemet-Alì era stai.o mandato ad Adrianopoli per ordi- . narvi la difesa e aveva chiamato circ:-.i 25 mi'la uomini dalla Bulgaria orienlale: erano essi a Jamboli e a gran giornate marçiavaoo verso quella. città. che doveva essere il nuovo baluardo della Turchia; · ma a paro di quell e truppe marciava l'avan!.{uardia delle colonne russe scesa per il Balcan di Scipca: le sopravanzò, le precorse, e Mehemet-Alì dovè volgersi su Costantinopoli. E allora da Adrianopoli la cavaller ia russ·a si distende a ventaglio per le strade fra la Maritza e il Mar Nero e si spinge fino a una g~ornata di marcia :lalla capitale Lurca, quando il 3,1 di gennaio è finalmen1 e conchiuso quell'armistizio che dalla Turchia era stato chiesLo già da 20 giorni. · Tale è l'ultimo atto del dramma. A Skobeleff è affidato il comando dell'avanguardia dell'armata che, divisa in lre colonne, deve con mossa convergente dirigersi da Eski Zagra, .J.eni Zagra e Jamboli su Adrianopoli, grossa avanguardia composta deUa ,16· divisione di fanteria, dell a 3ae4• brigala di tiratori, e di una b·rigata di cavalleria. È d'uopo sovra tutto di energia e rapidità di mosse: l'avanguardia deve al più. presto raggiungere la ferrovia di Adrianopoli, impedirne la distruzione, impossessarsi del materiale rotabile, collegarsi a destra (ovest) con l'armala di Gurko scendente per la valle della l\faritza; a sinistra (est) tagliar la strada alle truppe turche richiamate dalla Bulgaria orien tale su Adrianopoli; pre~ enire, rompere, disorganizzare qu·alunque tenLativo di resis·tenza, au mentare il terrore e la disperazione suscitata riegl i animi dalla caduta di Sofia e dalla catastrofe 1

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di Sceinovo. Certo sarebb.ero tornate opportune grosse masse di cavalleria; nulla di più adatto di quelli instancabili ed anelaci · cosacchi per inondare i piani a mezzodì dei Balcan, e spargere larrramente il terrore. fiaccare l' ultima resistenza. Ma a cagione del. l'erronea ripartizione falla ·dal comando supremo , ·1a cavalleria era scarsa appnnt.o là dove il suo impie~o sarebbe tornato più efficace · e più utile: mentre all'armala del LoÌn, incaricata di fronteggiare te fortezze del quad1;ilatero bulgaro, erano addetti ben 64 sq uadroni e 24 sotnie di co::;acchi, l'avanguardia di Skobeleff non ne ha che 12. El,(li non rifu1,rne 1.uttuvia dall'addrn,sare a dodici squadron i un ~ompit.o che avrebbe ri chiesto forza tre volte maggiore :· alla scarsezza di caval lei-ia suppli ri1 con la fanteria e chiederi1 ad essa la rapidilà. necessaria per soccorrere in tempo gli squadroni prècorrenti; ha fede in st in quella sua alliludirie meravigliosa a trasfondere nelle moltitudini l'energia della propi:ia anima ba fede nel comandante della cavalleria , in quel generalé Strukow che al principio dell.i guerra, con una marcia di 97 chi lometri in 2,i- ore corse dal .Pruth al Danubio. Alle ,1 'I antimeridiane del 44 di genna io l' estrema avanguardia move da Eski Zagra: la cavalleria su Lre colon11 e, di cni la destra si dirige su Cirpan accennando a Filippopoli, la sini:,tra ver:;o Karabunarsu lla ferrovi a di Jamboli, il centro su Semen li e Tirnovo punto cli raccordamenlo 'dei tronchi ierroviari di Filippopoli e .Jarnboli: selLe battaglioni di cacciatori con una balleria seguono la colonna del centro. Non più nemici che contendono il passo, m;1 tutti gli orrori della guerra senza le acri gioi e de\ combattimento ; villaggi abbandonati dai Turchi, saccheggiati, devastati, incendiati dai Bulgari; ovunque tracce profonde di odio e di vendetta fra oppres~i e oppressori : in quella regione costitui ta da dor:;i pianeggianti intersecati da profondi burroni , non case, non armenti: le pio~ge hanno stemperalo il suolo, e il freddo sop· ~aaoiunLo ha coperto le strade cl i ~hiaccio. E Lullavia si marcia, 00 , u si 1li.arcia senza posa e solo a nolle fatta si raggiungono gli obi ettivi di marc1a dopo percorsi circa 60 ch ilometri. Ma proprio allora s'affaccia alla colonna del centro un compi to asséli più grave . Era gi unta all e 7 pome;·idiane ad Aladagh, a cinque chi lometri a nord di Se menli, e là si trovò tosto a contatto stretto col nemico . Là il generale Strukow apprese come il ponte di Semenli sulla Maritza fosse ~

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occupato da più baùaglioni turchi e difeso da qn'opera in terra armata con sei cannoni: urgeva impossessarsene e tosto prima, che il nemico potesse riaversi della sorpresa. Avviò pertanto a quella volta uno squadrone di dragon i. Erano le 1.0 di sera: quel pugno .di cavalieri percorre a rapida andntura quel tratto di slrada; giunto presso il villaggio, appieda, attraversa l'abitalo, irrompe sul ponte, sorprende e sbn ragl ia una compai;(nia che v'era a guardia, si stabil isce al la t.estaln, guasta la ferrovia e il Lelegr-afo. E allora cominciano le difficoltà : le riserve turche: dall'allra riva del fiume, gl i abit.-1nti di Semenli dalle case apronò fuoco vivissimo contro quelli audaci assalitori e li costringono a ritirarsi. Che fare ? Aspet· tare rinforzi per rinnovare l'attacco ? La fortuna è amicaagli audaci. Strukow irrompe nel mallino seguente alle fl nel villaggio di Sernenli con cinque squadroni, nel momento in cui gli abitanti fuggi vano coi carri e cogli armenti sull'altra riva della Maritza; abbatte, disperde quanto gli si para davanti , e approfillando di quella spa· ventevòle confusione prosegue verso il ponte anch'essò già ingombro di fuggent i; preme, incalza, calpèsta, di sperde uomini e bestie, raggiunge _l'opposta riva, ricaccia i Turchi impacciati nelle loro mosse dalle torme di c,ontadini, conquista la. ridotta e le artiglierie e raggiunge la stazione di Tirnovo. Il mattinò seguente giungeva un battaglione di cacciatori, e alla sera il grosso dell'avanguardia condollo da Skobeleff. La colonna di destra aveva intanto raggiunto Cirpan fin dal la sera del HS, sorpreso un grosso convoglio, dispersa la scorta, e conquistata grossa quanti là di vettovaglie: quella di destra s'era spinta fino all:1 ferrovia a norrl di Karabunar, aveva disperso ·alcune bande di irregolarL turchi , guasti in più punti la ferrov ia e il telegrafo . La fortuna aumenta l'nrdire : Strukow lancia ora la cavalleria verso Adrianopoli , ma cammina di notte per nascondere la pochezza delle .sue forze aumentare lo scompiglio e il terrore nelle moltitu· dini. Partito alle rn di sera del 16, uno squadrone si dirige su Hermanly, respinge e disperde le truppe ritrattesi il dì ·15 da Tirnovo con qualche centinaio di contadini armati, e si avvia verso il ponte sulla Maritza. Lo lrova asserragli nlo con· carri, e da· una torrua di buoi legati l'uno all'altro per la coda e per le corna, ed è tosto fatto segno a fuoco assai vivo dai soldati turchi apposlnti sull'altra riva. 1

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Resiste per qualche ora, finchè sopravviene a soccorso un altro squadrone: nella giornata è raggiunto da un grosso distaccamento di fanteria con quattro cannoni mand.ato da Skobeleff. Un altro pÙnto importante è per tal guisa conquistalo : a Hermanly mette capo la strada di Filippopoli, la via Adrianopoli è cos.ì preclusa agli avanzi dell'armala di Suleym.an . E allora parte delle truppe è aclo· perata a mettere in gagliardo assetto di difesa quel luogo, altra è condotta da Skobeleff verso Haskieu1 ove credevasi incontrare la te:;ta dell'armata di Suleyman, la cavalleria riprende la marcia su Adrianopoli Lo squadrone di punta nella notte dal ·l 7 al 18 s' im'padronisce di soprassalto della stazione di Mustapha , Pascià e vi resta malgrado i ripetuti attacchi di irregolari turchi, e li costringe a sgombrare il villaggio . li dì seguente è raggiun to dal grosso della cavalleria di Strukow, ed era tempo. Un grosso corpo di truppe, agli ordini Kerin Pascià, proveniente dalla Bulgaria orientale, scen· deva per la valle della Tungia e s'avvicinava ad Adrianopoli . L'instancabile comandante della cavalleria n' ebbe sentore.: comprese che solo con una marcia audace e rapida poteva prevenirlo in quel luogo: dall'esito di quell a mossa dipendeva la fine o la continuazione della guerra . Risolvè di andare avanti e le condizioni dell'av· versario vennero in suo aiuto. Mehemet Alì, vista l' impossibilitàdi farvi giungere in tempo le truppe di Slivno, le aveva dirette per Kirklissa sulla capitale e aveva prescritto al comandante della piazza di condurre il presidio e le artiglierie a Costantinopoli. Il campo trincerato era çosì lasciato sguernito. Una depula7,ione di notabili giungeva il f9 a Mus1apha Pascià e pregava il ,generale Strukow di oècupare Adrianopoli. Ed egli, IRsciata metà delle sue forze nel villaggio ora detto a guardia della retrovia, avvi oss i con gli altri cinque squadroni verso Adrianapoli e l'occupò : il dìz2·vi giunseSkobeleff col primo scaglione dell'avangnard ia, 7 battagl ioni e quattro pezzi : nèi di seguenti 25 e 2() le trupp~ di Gurko, e il 28 quelle di Radei.zki . Ma mentre queste truppe si raccolgono ad Adrianopoli, la cavalleria deile due colonne russe, Skobeleff e Gurko, unila sollo i.I comando del generale Doctoroff, si stende a ventaglio fra lit Maritza e il Mar Nero collegandosi a· destra con la brigata che il generale Gurko aveva avviat0 a traverso del Despoto-Dagh verso il Mar . Egeo. Precede l'infaticato Strukow co' suoi tre reggimenti: segue


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il grosso dell'avanguardia con Skobeleff: quegli giunge il 26 a tuléBurgos, ne riparte il 28 e dirige le sue truppe su'. Midin , Sciurlu e Rudosto; il dì seguente giunge con le punte dinnnzi alla prima linea di difesa elevata dai Turchi nella penisola di Costantinopol i a circ.a cinquanta chilometri da questa città segu ito da presso da Skobeleff: il 1° di febbraio gli è annunziata la conclusione dell'armistizio. Così ebbe.termine la guerra contro la Tùrchia. Fine degna in tutto del principio: la marcia da Kisceneff il Barbosci e la rapida scorreria da Kazanlik alle porte di Costantinopoli, il prologo e l'epilogo, della guerra,,sono \' opera gloriosa della cavalleria. Nelio spazio di quindici giornr gli squadroni di Strukow hanno percorso trecento ch ilometri in territorio nemico, hanno tagliata la ritirala agl i avanzi dell'armata di Suleyman, sopravanzata l'armata accorrente dalla. Bulaar ' o ia orientale, occupato Adrianopoli, e sono giunti ad una marcia dalla capitale dell'impero turco. Li precorre e li accompaana il terrore , . n lo scompiglio: la Turcli ia va in isfacelo, i maomettani abbandonano città e villaggi, forze irregolari che fuggono dinanzi agli irrompenti cavalieri russi gittansi alla campagna, si disperdono, si raggruppano, incendiano , saccheggiano, uccidono: l'odio secolare dei cri stiani erompe e dil aga in feroci vendeue sugl i oppressori nell'atto stesso in cui la croce. simbolo di pace e di perdono, fatta con rozzi tronchi, con erbe, con fiori si Jeva lungo le strade e i sentieri più deserti. E dietro a qu~i cavalieri in faticati veniva la fanteria coi cannoni, trascinata dalla ferrea mano di Skobeleff; tutto si mette in opera per stimolarn e J'energi11., fieri rimproveri in un ordine del giorno alla 16° divisione perchè è partit a un'ora dopo di quanto era prescritto, elogi ai battaglioni di tiratori per l'ordine. conservato durante la marcia Si marcia va per lo più sollo una pioggia dirotta, per istrade appena tracr-iate , col fango sino alle ginocchia; i cavalli estenuati non riuscivano a trascinar'e i cannoni e supplivano gl i uomini con le loro braccia; in 49 ore quella truppa si recò da Kazanlik a Tirnovo percorrendo 82 chilometri,. Invano qualche comandatÌte in sottordine, allegando la spos$atezza delle truppe, chiese due giorni di riposo:« Abdul Kerin pascià, risponrleva Skobeleff, camminri a .paro con noi su altra strada : vo..,lio . e entrare pmna di lui in Adrianopoli . perchè dalla occupazione di quella città dipende l'esito della guerra. » E v'entrava mercè spe-

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cialmente l'infa:ticata energia degli squadro,ni di Strukow, ma dopo ventiquattro ore vi giunge la fanteria e ne assicura il possesso. Skobeleff dà Ùn primo assetto alla occupazione della. città e riprende la marcia: precorre col desiderio e colla speranza il momen_to solenne dell'entrata in Costantinopoli: al la sua immaginativa stan sempre davanti le cupole dorate di Santa Sofia, ed egli si sente quas i predesti~ato a ripiantai·vi dopo quasi quattro secoli la croce in nome di quella santa Russia di cui riassume in sè l~ speranze e gli en~usiasmi. Una vocesinistragli risona a\l'orecch10: corrono trauat1ve di armistizio; l'esercito russo giu ngerà in vista della. terra promessa ma no.n vi porrà piede. Non ·crede quasi , affretta la marcia spe, rando di "iungervi prima della conclusione dell'armistizio, e già è pervenu~o dinanzi .alle linee forti fica te di Sciatalgia, già gli squadroni sono a contatto stretto con gli ultim i avanzi dell'esercito turco, quando un ord ine del comando supremo gli imponeva di fermarsi. Gli si spezzò il cuore; nqn credè tuttavia che l'armistizio fos$e forrero di pace , speraya die la Turchia fosse risoluta a cadere col le armi in pugno e perciò si diè a. tutt'uomo a studiare il terreno, a divisa,re i modi e predisP.orre i mezii d'attacco; « l'onore della Russia, l'onore dèlle nostre bandiere, la. pertinacia e il valore sriegato dall'esercito richiedono che Ja pace sia dettata a Costantinopoli; là dobbiamo entrare come vincitori, e non altrimenti, e la diplomazia co' suoi lunghi procedimenti non potrà impedirlo .>> Vana . speranza: la diplomazia fece anche più, arrestò i Yincitori alle porte di Costantinopoli, ritolse al la Russia parte dei compe:1si già consentili dalla Turch ia Skobeleff n'ebbe ira e dolore grandissimo e s'i fece banditore d'una nuova guerra più tremenda.

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li trattato di Berl ino spiaceva a Skobeleff non solo perchè strappava dalle man i della Russia gran parte dei}rulli della guerra co,n la Turchia, ma anco perchè metteva a repentaglio i suoi posse· dimenti nell'Asia oentrnle. « Chi esan.imi attentamente le nostre

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condizioni nell'Asia centrale, scriveva egli uel ,J 880, non può non essere spaventato dell'abisso che ci si schi ude davanti che può produrre la rovina di tutto l'asseLLo economico e politico dell'Imp~l'o_- ... È riuscilo agli Inglesi infondere ne' popoli asiatici il convrncrm en to della nostra impotenza, e far credere che noi siamo stati costrelli da essi a fermarci davanti a Costantinopoli e abban. donare la penisola balcanica . Gran Dio l quali sacriflzi d'uomini e d'onore costerà codesta pace cotanto dolorosa ad un cuore russo I» E in falli la regione tran scaspiana, rimastasi quieta durante la guerra russo-turca, erasi levata a rumore appena conclusa la pace: atti di aperta ribellione, molestie alle carovane che dalle oasi dell' Amu Daria_e dell'~tre)< recavansi alla riva occidentale del.mar Caspio, assalti contro I distaccamenti russi inviati a tenere· in soo-aezion e ' paese, avvenivauo frequenti . Principali foco lari di ribellione erano la valle dell'Atrek e le oasi giacenti lùn ao le fald e settentrionali dei monti del Kepet Oagh, sulla grande via naturale che dalle rive del Caspio adduce a Samarcn nda e ad Herat. Contro o-li abitatori di quella regione, fieri, riollO$i, dediti· all a rapina , val~rosi in guerra, fu intrapresa nel ·f 87!) una spedizione con lo scopo di finirla una bu ona volta conquist,indo e assoggeUando alla Russia quel territorio; ma l'impre:;a l'alìi; il corpo di spedizione, tentato invano l'assalto di Oengh il-Tepè il di 9 s~ttembre, privo. di una buona base di operazione e di màgazzini di rifornimento vicini alla regione assalita, dovè l'itirarsi. Era una disfatta gravida di pericoli a cu i conveniva far argine al più presto; era d'uopo rilevn re e tosto il prestigio della Russia, affermare in modo risolutivo la sua forza di n:on Le .~ quei popol i non usi a credere che alla forza. Fu perciò stabil1Lo dr procedere ad una nuova spedizione e ne ,•eone affidato il comando a Skobeleff. Còmpilo gravoso e in parte nuovo per lui; perocchè richiedevasi non solp la rapidità e l'energia di cui diè già prove cotanlo splendide nelle gu erre precedenti, ma anco senno e preveggenza nel prepa rnre l'im presa . .La quale parrà certo assai grave quando si consideri che il co rpo di sped izione ~veva a terao il_ mar Caspio \n cui scnrseggiavano i mezzi di trasporto, poverissima e quasi sfornita di vellovaglie la costa, esposto durante le operazioni il fianco destro agli assalti di oltre centom ila Turcomnoni, ndmici della Russia e soggetti appena di nome all 'autorità

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dello sha di Persia. Obbiettivo supremo delle operazio~e doveva essere \a conquista della fortezza di Gèok Tèpè: ma.per gru'.lg~re fi:1 là faceva d'uopo prima di tuLLo trasportare la ba~e d :peraz1on1a.all e rive del Caspio al mrrrgj neocciclentalede\J'ons,, ossia po1tarecirca 13000 tonellate di materiali a traverso dei monti del Kepet Da~li e di un deserto quasi al tullo sprovvisto di acqua: bisogna~a sp'.n · o-ersi fino al mai·aine ovest del!' oasi e stabili rvisi saldamente in guisa da comunicare ~on rnpidità e sicurezza con la base principale che era il l')o-olfo di Michailowsk sul Caspio, e a[errare a suo ,tempo la • iniziativa delle operazioni , scuotere la baldanza che ne~ , av~ersari aveva oenerato la villorin dell'anno precedente, d1slogl1ere le· \oro forz/ dalle linee di co municazione, e trarre vetlovaglie dai luoghi più vicini dell'oasi. . . Aveva ponderato tulle le difficoltà de\l' impresa, e pm _:'Ila responsabilità volle la libertà di disporre si per l'apparecchi come per l' esecuzione: quindi truppe, mezzi di trasporlo per, ~ are, danaro tutto in sua mano: a lui spe lta provvedere alle suso.1sLmze e le a:torità civi li e militari dei Cercali. del Caucaso , di Kasan, d'Orenbura e del Turkestrrn devono perciò soddisfare alle sue richieste: egli può annodare rapporti con le autor!tà_locali de! ~~ nfi~i dell_a Persia. di Bukara e di Kiva; egli deve mhn e organ,zznre I amministrazione civile delle terre conqu istate. Verso la fine di marzo il generale Skobeleff ha tradouo e concretato in una serie di di_sposizioni particolareggiate il conce11.o fondam entale della operazione: ha stabilito la forz a e hi composizione della piccola armata, la quantità di veLLovaolie e dei mezzi di tràsporto di cui abbisogna; ha calcolato il te~po che occorre per la raccolla di uomini, materiali da guerra, vettovaglie e quadrupedi . Conoscitore profondo del I~ esigenze particolari della guerra asiatica, egli vuole nel corpo dr spedizione molti cannoni e molti uomini del genio: vuole preparazione compiuta sì per abbondanza di mezzi, sì per opportuno appostamento e facilil.à tli trasporto, preparazione tale che cons~ntn, una volta incominciate le operazion i, di proseguirl e e compierl e con la massima energia . E tosto si poo mano ai lavori per istabilirea Mikhailovski la base principaled'operazione: si fanno ponti d'approdo per le navi, strade d'accesso, magazzini e là incominciano ad ammassarsi provvigioni d'ogni natnra. Skobe\e[ giunge il dì Hl


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maggio a Krasnovodsko. Ma l'opera di apparecchio non ha proceduto con la voluta rripidilà: causa la scarsezza·di cammelli e la sla· gione ecce1.ionalmenle piovosa, la raccolta delle vettov11glie nei posti fortificati lungo ii basso Atrek non risponde aHe- previsioni del comando supremo. Egli giudica tuttavia opportuno di spingere verso l'oasi quella parte di troppechedeeprov1edere allo impianto e alla prote1.ione della ba-se seconclarja: un _forte distaccamento (sei compagnie di fanteria, una clel genio, una se1.ione di segnalisti, _ quattro sotnie e ·18 pezzi)_.move con vettovaglie per 11O giorni il dì 8 giugno da Oouz-Oloum, ~iunge dopo tre giorni a Khodja-Kola~ spicca forti pattuglie in ricogn·izione verso !'oa,;i e occupa Barni il giorno ~2. - Un risultato importante è stato così conseguito senza grave difficoltà: Barni, posta sulla direttrice di marcia Mikailovsk-GeokTepé dista da quest' ultimo punto appena ·112 werste: Khodja-Kala, nodo di tutte le comunica~ioni che nttravers.o dei monti adducono ali' oasi, dà facoltà di piombare sul fianco e sul tergo del le orde nemiche quando tentino avventarsi contro il i;orpo che s'avanza a ·Lraverso dell'oasi. Ma ora incominciano le difficoltà; quel distaccamento. lanciato a circa treceilto chilometri da Mikhailovsk e da Tchikichliar, è ormai a contatto col nemico : nrge ora organizzare le · linee d'operazione. S'era pensato al la costruzione cl' una ferrovia nlla .Decauville, e s'era all'uopo già raccolto a Mikhailovsk parte del materiale; ma lo studio del terreno fa giudicare inattuabile il progetto e si pon mano tosto alla costruzione della ferrovia· ordinaria. Intanto incominr,ia il movimento de'ccJnvogli che recan vettovaglie al distaccamento: i cammelli ginngon~ a migliaia alle ba!,i principali, e di là formati in grossi'-c?nvogli mnovòno per le due linee di rifornimento alla volta ·di Barni, e portano materiali, munizioni, vettovaglie per il grosso del corpo di spedizione Gravi malattie si diffondono allorn nei distaccamenti scaglionati lungo la linea di rifornimento dell'Atrek; scorbuto, dissepteria, tifo: grossi stuoli di nemici irrompono di frequente contro essi distaccamenti e prenunciano una prossima mossa offensiva di tutta l'armata nemica rafforzata da ,J 2 mi la uomini provenienti da Merv. Skobeleff parte allora da Krasnovodsk e-nella seconda metà d'agosto, per la valle deil'Atrek, si dirige su Barni: visita tutti i distnccnmenti lungo la

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linea d'operazione: prescrive che gli ammalati siano. tosto avviati sÙ Tchikichliar: dappertutto vede co' suoi occhi, provvede e dispone .senza ritardo; inesorabile con que'comandanti di distaccamento che per negligenza o per inettitudine non provvedono ai bisogni-delle truppe, è largo di encomi a quelli ufficiali che inspirati dal sentimento del dovere trovnno in una forte iniziativa i mezzi d_i far fronte a quella grave e perigliosa situazione. La sua presenza ri leva dovunque gli spiriti delle trnppe: al flage llo dei morbi esse oppongono la stoica rassegnazione, all'uragano che rumoreggia da presso il coraggio freddo e tranquillo di chi h<). fede incrollabile e cieca µel capo. Ma la minacciata irruzione non si effettua: il nemico continua i preparativi, e non crede o non osa erompere col grosso delle sue forze dal!' oasi . Skobeleff ritorna a Krasnovdsk ; affretta l'invio di materiali e di provvigioni a Barni, e intn,nto dispone per la raccolta del grosso del corpo di spedizione a Mcihailovsk. - Sulla fine di novembre, dopo sette mesi di preparazione, l'armata procede finalmente verso Geok-Tepé; due colonne, l'una, da Douz-Oloum a traverso dei monti del Kepèt Dagh, l'altra da Barni lungo le falde settentrional i di essi monti convergono su Eghian Bntyr Kala. Èun luogo distante circa 1150 r.hilometri da Barni, a breve distanza da Geok Tepé, scelto da SkobE>leIT com.e base delle operazioni risolu tive; ivi debbono raccogliersi i parchi d'artiglieria e del genio, il materiale di sanità e vettovaglie per due mesi per lutt,) il corpo di spedizione. E allora nuove inquietudini per il comando supremo : 1~ truppe sono giunte fin dal gi·orno 2 di dicembre, la raccolta delle vettovaglie richiede almeno altri 26 giorni: che avverrà se per una causa qualunque i convogli non potessero giungere? Skobeleff, per risparmiar vettovaglie, manda addietro la cavalleria eccello una sotnia: riduce la rnzione della truppa e aumenta in compen:;o la razione di carne, e poi giudicando sufficienti dieci compagnie per la difesadel luogo manda indietro anche il resto delle truppe . « Mangerò carne di cavallo, ma non abbandonerò questo luogo: se io avessi previsto tutto, non sarei venuto avanti così presto; ma ormai il fatto ~ fatto e ciò sarà bene se le provvigioni giungeranno senza ritardo. Finchè si è indietro è difficile non cedere alla smania della perfezione e al desiderio di parare a tutte le eventualità; ma qui,


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a tiro di fucile dal nemico, si pare troppo chiaro che non verrà mai fatto di prepai·are una guerra io modo da sopprimere l'impre· vis10 ed evitare la necessità di sforzi straordinar_i ». , E l'imprevisto era davvero inevi l.abile; la situazione appariva gravida 4i pericoli . Un corpo di circa ollomila uomini era st.ato lanciato a oltre trecento chilometri dalla sua base d'operazione, nel mezzo di una regione inospitale e povera. Il nemico era forte di circa 30,000 uomini di cui 110,000 a cavallo: aveva 5,000 fucili di cui 600 a tiro rapido, un cannone di bron~o da 6 libbre, e due colubrine; ma più che nel numero la sua. forza riposava sull'innato ardimento, sulla mobilità, sulla pratica dei luoghi. Occupava come centro ,..di resi stenza Denghil Tepé,· va.sta fortezza, costituita da una cintacontinua d'argilla lunga circa 4 ch ilometri, alta2 metri e mezzo, grossa 5, con un fosso pì·of~ndo 4 metri, e largo altrettanto. Bisognava espugnarl a e tosto; bisognava impedire al nemico di gittarsi all'aperto e logorare cosi in una guerra lunga e minuta le forze degli invasori. Le ricognizioni eseguite nei mesi di novembre e di dicembre, gli ' scontri che ne seguirono, il contegno in essi tenuto dagli avversari rivelarono la difficoltà della impresa: e allora la truppa parve scarsa e si dovè assottigliare i presidi lungo \e , linee d'operazione per rinforzare il corpo cl' assedio. << Chi vuol coprir tutto, scriveva Skobeleff in quest'occasione, è debol e dappertutto. Nel momento risolutivo d'una impresa non bisogna-mirare che ad uno scopo solo. Lo ripeto: l'impresa non è da ·prendersi a gabbo; non ne verremo a cupo senza gravi perdite qualunque ·s ia il concorso che possiam9 aspettarci dalla artiglieria. Potente per gli effe tti morali, può quest'urna gen(lrare gravi disinganni; ,fidarsi in tutto r,ovr'essa è come fabbr icar suita sabbia; informino Gravelotte e la terza hauaglia--di Plevna. Bisognà ritrar dall'artiglieria. tutto quel che può dare; ma è assai manchevole la preparazione d'una impresa militnre :,; e non si è tenuto conto della necessità di supplire 11lla granata e alla palla con la baionetta. - Lo ripeto ancora una volta: non lasciate indietro tl-D soldato se ciò non è assolutamente necessari_o »: Nè basta ancora: fa d'uopo di norme speciali nello impiego delle truppe cli fanteria: « la valorosa cavalleria · tekké, montala su agili cor:sieri, ardita e destra nel maneggio dell'arma bianca, a1-rà facilmente ragione, sovra un terreno scoperto,

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d'una truppa disposta su linee lunghe e soLtili; ma una fanteria in formazione compatta, composta d'uomini coraggiosi, forti, padroni Mlle proprie armi, saprà.strappar la vi\.l.oria. in un ·combattimento manesco Bisogna ammettere come princi pio fondamentale che in Asi~ r.or=dine serrato è onnipotente ». Sulla fine di dicembre la maggior parte del corpo di' spedizione era raccolta a Eghian Batyr Kàla: erano 29 compagnie, 6 sotnie, 65 cannoni: gli ultimi scaglioni st;wano per giungere, Skobeleff ordina allora di stringere da presso la fortezza. Il dì 1° aennaio i Russi assaltano su due colonne il villaggio di " e dopo aspra lotta se ne impadroniscono, e tosto pon: . J anghi Kala gono mano ai lavori d'assedio. Il quale non presenta gran che dr . notevole dal punto di vista dell'arte, a . cagione specialmente della · enorme sproporzione dei mezzi messi in opera dagli àssa litori e dai difensori . Ma se i mezzi e segnatamente le 11rmi mancano ai dil'en · sori, sov:rabbondano per io contrario l'audacia e la risolutezza. Non abbandonarono il teri-eno esterno: vi costrussero trincee, misero in assetto di difesa le case e ne contesero tenacemente il possesso agli assalitori . Un grosso colpo tentarono nella notte dal 9 al 10 gennaio: 4000 volontari sbucano su l far della sera dalla cinta e si avvent'ano contro il fianco destro delle opere d'approccio: sorpren· dono le <::>auardie.; le sbaraa\iano: i.rrompono nelle batterie e nelle rit> dotte più avanzate senza che i serve1lbi dei pezzi abbiano tempo di trarre un colpo e dopo fiera pugna manesca se ne irnpadronisconù. Tutto il terreno fra la prima e la seconda parallela è in loro potere e allora si volgono contro le ·opere che fiancheggiano la priina parallela e le avvolgono e si aprono un varco a i campi degli assedianti. ;f re mortai,. cinque cannoni, una bandiera son caduti nelle lor<r mani, quando i Russi giungono alla riscossa e ricacciano gli assediati, i quali abbandonano le opere conquistate e dei trofei raccolti nei primi assalti non :·iescono a con~ur via che un cannone da montaana e due cassoni . Fu una n , scossa tremenda agli spiriti degli assedianti : il ricordo della spedizione del 1879 s'affacciava alla loro mente, e l'idea della ritirata sorgeva spa1rentoso fantasma in quell'oscuro orizzonte. Ma in quell' universale accasciamento grandeaaja l'anima ·del comandante supremo: Skobeleff prescrive che a qualunque costo siano ripresi e condotti a termine i lavori giil 1

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divisati davanti alla prima parallela, e dispone tost_o per la prote · zione dei lavoratori : fa avvicinare il dì seguente il campo del corpo d'assedio di circa ·mille metri alla fortezza, e ordina che siano espugnate alcune case di.stanti appena un centinaio di metri dalla cinta. « Io vi prego, scriveva al colonnello Kuropatkine in questa occasione, di considerare.che ormai non è più questione di perdite , più o meno gravi, ma sì di villoria.. Rilevate gli-spiriti delle truppe a qualunque costo: voi mi conoscete abbastanza per credere che, bruciate le nostre navi, io saprò gittare di là dal Rubicone l'ultimo de' nostri soldati. - So che si fa un mondo di chiacchiere . . ... Imponete silenzio a tutti . Farò, se sarà nece5sario, fucilare uno dei sussurroni, qllalunqne sia il su0 grado. Le più grandi battaglie sono st::ite perdute per aver tollerato il brontolamento nel mezzo delle truppe: conto sulla vostra energia e sulla vostra devozione alla band iera ». E di fronte alla energia e a.Ila risolutezza dei capi cessano . i brontolii, rinasce la fiducia . Gli ordini di Skobeleff sono eseguiti: il di 1O di gennaio .i llussi s'impadroniscono con un vigoroso assalto delle case poste sul lato sud-est della fortezza : la notte da!l' H al 12 respingono un furioso attacco tentato da seimila ·assediali contro il fra.neo sinistro degli approcci, e a qoesto nuovo alto di audacia tentato dai difensori rispondono avvicin_ando vieppiù il campo alla fortezza e porlandolo alla prima parai lela. (ntanto questi ard iti tentati vi dei difensori, coronati sempre da un momentaneo ·successo, fanno sorgere nuovi dobbi sulla opportunità e sulla efficacia dei lavori d'assed io fino a quel momento eseguiti. Si vorrebbe dal comandante del genio modificare in parte il piano d' aw1r.co, dar maggiore saldezza e potenza difeqsiva al le opere, primnli avvicinarsi di più alla fortezza. SkobelefI non accetta a. nessun patto codesto partito. La caduta delle ban11iere e dei cannoni nel le ma11i degl1 assediati è per essi un forte argomento per rilevare gli spiriti del popolo e diffondere la voce della disfatta dei Riissi : già una sorda e minacciosa agitazione è sorta sul tergo del corpo d'assedio, già sì prepara.no audaci imprese contro le linee di comunicazione. Ag giunga.si che ogni giorno che passa reca nuove . perdite e rende perciò vieppiù grave il còmpito dei superstiti. Occorre dunque far presto, affrettare quant'è possibile il colpo risolutivo.. Si continuanù perciò i lavori d'approccio : una nuova sortita accompagnata da un

furioso al.lacco si tenta dai difensori nella notte dal 116 al '17 e i Russi si appostano dietro. le trincee e la respingono; ·s· iniziano i lavori di mina per l'ar saltare una parte del lato sud, si costruisce una batteria di breccia contro l'angolo sud ·ovest. L'energia dei difensori & scemata: non più sortite: essi stanno dietro i pa.rapetti ed aspettano di momento in momento l'assalto . E giun~e finalmente . quel giorno: nel matti'no del i4- genouio le artiglierie aprono un fuoco violentis~imo: prima 12, poi :, Itri 18 pezzi battono il lato sud e iu brev'ora aprono una larg-a breccia e prendono tosto ,t trarre a shrapnels contro lavoratori che recano terra per colmarLi: a quel, l'ora stessa un'immensa colonna di terra e fumo si leva da l lato est dellà fortezza; son le mine che hanno brillato, una breccia praticabile lunga. quasi 50 metri è 11perta nel parapetto. Allora gli assalitori irrompono su tre colonne nella fortezza: ogni resisteuza e in brev'o ra domata: Sk0beleff nlla te,;ta di due squadroni e d'una sotnia si l1mcia all'inseguimento; rinco rre i fuggent i ·per qnasr 16 chilometri e riconduce nel la cillà loro famiglie. Magnificata d,1gli uni, r impicciolii.a da gl i al1.ri olt.re il giustu , la impresa di Akhal-Tekké rivela. tuttavia nel suo condol.Liero ~plendide attitudini guerresche . Fino a .quell'epoca Skobeletr erasi mostrato sovrattutto uomo d'azione; agli occhi delle truppe era l'uomo degli ,assalti impetuosi, delle resistenze ostinate, delle sconerie audaci; era l'eroico condottiero delle Montagne Verdi e di Sceinovo, l'ardito e infaticato comandante d'avanguardia della. valle della Mari,tza: Era stato un valentissimo capo in sollor<line e nnlla più: ora apparisce il condottiero supremo con le sne doti più spiccanti. Fidente in sè, egli vuole anzitutto piena libertà d'azione nella condotta · della operazione: il suo iguardo acuto e sicuro sa misurare tutte le difficoltà dell'impresa, fis$are lo scopo, scernere le vie e i mezzi più opportuni per consegi1irlo. Nessuno meglio di lui comprese e applicò il prin,:ipio fondamentale ,iella guerra; preparazione lunga, accurata, completa quanto è possib ile, azione rapida, vigorosa, a fondo . Ma la preparazione, per quanto si voglia accurata, non potrà mai chiudere totalmente il varco all'imprevisto , a quel!a divinità 'capricciosa, in_consciente, prepotente che sopnwviene spesso a sconvolgere i disegni più a lungo meditati, a sbugiardare leprevisioni apparentemente più fondate. La lotta con l' in;1previsto è

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inevilabile, ed è il modo con cui l'uomo di guerra la affronta e la risolve che sovralutlo ::!ioverà a mettere in luce l'altezza del " suo ingegno e la tempra dell'animo suo . Skobeleff ba approfittato la rgamente di quella libertà quasi illimitata che gli era stala concessa nel!' apparecchio dell'impresa : ha impiegato ben nove mesi nel raccogliere materiali e vettovaglie nelle basi di operazione e nell'organizzare le vie di rifornimento e crede giunto rìnal mente il momento di iniziare le operazioni; ma quando le truppe sono già a contallo stretto col nemico, s'accorge che l'apparecchio fauo con tanta cura potrebbe riuscire insufficiente, e l'insufficienza dell'apparecchio potrebbe addurre un tremendo di sas tro. Non esita un momento : ritirarsi con tutte le forze equivarrebbe a dar vinta la parti~a; si riduca la razione delle truppa e si aspellino le vellovaglie, ma si mantenga il con tallo streuo col nemico: ne conosce il nnmero, ha un alto concetto delle sue altitudin i guerresche, ne conosce le arti e i modi di combattere e tullavi a la resistenza e l'audacia appaiono ben maggiori di quanto egl i e i suoi s·aspellassero. Non importa; all'audacia, risponde con l'au dacia, e alle sue truppe. già scosse dalle cresceQti difficoltà dell a impresa, impone la sua volontà , doma i riottosi, scuote gli inerti, infonde in tutti la fiera e indomabile energia del suo animo . Nulla omette per consegu ire questo fine, lodi e biasimi, premi e castighi; ma è l'esempio del capo che deve esercitare l'azione più potente sulle truppe. Mentre la sfiducia e 10· scoramento serpeggiano nel mezzo di esse, Skobeleff è sereno e gaio nel volto, e quasi dimenticando cbe dalla sua vita dipende l'esi to dell a impresa ridiventa lo spensierato sfidatore di pericoli del Danubio e delle Montagne Verdi. Vede gli uomini d'una batteria di razzi darsi alla fuga perchè un razzo è ricaduto in mezzo ad essi: egli li raggiunge di gran carriera, fa ricominciare ii fuoco. Un seco.ndo razzo ricade in mezzo alla balleria e il capitano grida si salvi chi può: ma Skobele1I accorre verso il razzo, l'i mase ferito egli e il suo cavallo ma fa ricominciare un'altra volta il fuoco · il razzo imbercia finalm ente nel segno e neJla truppa l'entusias~o succede al terrore. La fama della sua energia si diffonde anche nel mezzo• degli avversari; è l'energia del l'uomo che pur di racrgiuno gere il suo scopo non bada a sacrifizi di vile umane; egli vuole

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colpire l'immaginazione di quei popoli col terrore; la guerra non ammette sentimen talismo; « la tranqui lli tà dall'Asia, ei disse, è in ragione dellaslrage» . I Tekké l! chiamavano Guenz-Kanly, !'nomo dagli occh i di sangue, e pronunciava no il suo nome con superstizioso terro,re. Ma cessata la lotta nessuno era più umano di lui ; voleva rispettali la vita e gli averi; trattava i popoli asiatici come i propri soldati : « in ciò, ei diceva, sta il segreto della nostra forza; sono schiavi -e vogli amo farne uomini, è questo è 2ssai più i!}lportante di tutte le nostre vittorie ». Strano personaggio: accoppia la civiltà con la barbarie, s'inspira secondo le circostanze a.Ila ferocia dei conquistatori e all'umanitarismo dei filosofi.

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(Continua) SEVERINO ZANELLI

Tene1ite colonnello di fanteria.

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RASSEGNA lllENSILE

a cui intervenne S. M.. il re. Il piazzale del poligono era stato ornato di bandiere, stemmi e trofei d'armi. Nel centro sorgeva il palco rea le. S. M. giunse alle 5 pom., ricevu to dal ministro della guerra, dalle autorit,1 politiche e militari , dall:i direzione provinciale e d:illa direzione e5ecutiva. Le gare eseguite in presenza di S. M. rurono due. Vennero ammessi alln prima tutti i soci premiati nelle gare anteceden ti ; alla· seconda i premiati nelle gare dell'eserci to. A queste gare er11no assegnati premi, che.i fortunati e bravi vincitori ebbero l'onore di ricevere da lle mani stesse di S. M. il re. Con un regio decreto del 7 corren te luglio fu determinato che noi mese di maggio 1890 nbbia luogo in Roma la prima gara generale del tiro a segno.

RASSEGNA MENSILE

li re a Napoli. - Tiro a segno. - Discussioni parl11ment.1ri. - i\lassaua e Abissinia. -

~'atti vari. - Prancia. - Germania. - Paesi balCt1nici. - Austria. - lnghiltcrr.i.

li ·15 di giugno S. ·M. il re inaugurò i granrli lavori poi risana-

mento della città di Napoli. S. M. ern giunto :i Napoli alcuni giorni pri ma e aveva v1s1111 10 i nuovi quartieri e gli altri lavori inizinti per il detto scopo. I l 15, allo ·10 del mattino il tuonare delle artigl ierie annuo;:iava che il re. la regina e il principe di Nnpoli u~civaoo dalla reggia, per recarsi all' inaugurazione. Le vie era no affollate ui cittadini plaudenti, le finestre imbandierate. I Reali scesero in piazza del porto, dove migliaia di invitali li attendevano in eleganti tribune, e, ricevuti da tulle le autorità, presero posto in uo ricco padiglione eretto in mezzo alla piazza. All'apparire dei Sovrani sotto il padiglione, scoppiarono applausi fragorosi. Il sindaco di . ·a poli pronunciò un discorso; poi si lesse il ,·erbale della cerimon ia che, riprodotto su ricche pergamene, venne offerto all (I Cìrma del re, della regina o del principe di '.'l"npoli . Quindi, scesi dal padiglione, i Sovrani e il principe di Napoli fi rmarono un'a ltra pergamena da chiudersi nella prima pietra; su questa pergamena npposero purt: la loro lìrma il sindaco e le altre princioali autorità, nonchè i rappresentanti dolln societi1 assuntrice dei lavori. Finalm.ent.e i sovrani collocarono la prima pietra, la quale venne mu· rata dal re fra gli appl(lusi della popolnioue napoletana, che lo aveva ammirato ed applaudito uei tristi giorni del wlèra ed ora vedeva inaugurata rfa lui quest'opera di ripnrazione e di previdenzn. Il 30 giugno ebbe term ine in Roma la quintn g;ira provincia le del tiro a ~egno, con la gara reale e con In solenne distribuzione dei premi,

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Durante la seconda quindicina di giugno o nei primi di luglio, con· tinuò nella Camera dei deputati la rliscussione dei bi lanci, iutrammezzata da varie interpellanze. Per più giorni lr, r.amera tenne due seduto onde potere assieme all::i discussione dei bilanci condurre a termine quella di alcnne leggi. li 15 giugn~ discutendosi il IJilaocio del ministero della guerra, l'on. Nicol.era interrogò il governo circa nll' esecuzione dei provvedimenti militari approvati lo -scorso no no. Rispose l'on . ministro della guerra, assicurando che tutto le somme, votate per provvedi menti militari, sono già spese o impegnate, e che i lavori ferroviari, relativi a detti provvedimenti, vooitono spinti con vigoroso impulso e saranno ultimati nel tempo stnbil ito. L'on . ministro espose inoltre part1colnregginte no· tizie su detti lavori, intorno a cui diede pure schiarimenti !'on. pre· siden1.e del Consiglio, ·che comunicò una lettera del ministro dei lavori pubblici, il qunle accerta che le opere in questione sn ranoÒ compiute 1\l più tardi nel ,1890. Il ~ 7 giugno, all'art. 38 del bilancic, del ministero della guerrn, s'apri un'ioteressnute discussione sopra un ordine del giorno dell 'on. Baccarini, col quale, oltre al ridurre, da ·11 ad 8 milioni, la cifrn totale delle spese per l'Africn, si vole\'n sancire lr. massima che, per qualsiasi nuova espansione colouinle. si dovesse consulta re il Parlamento. Dopocbè vari oratori ebbero espresso, pro o contro quest'ordino del giorno, In loro opinione, preso la parola l'ou. presidente del Consiglio, che rettificò l'inesatto ricordo fotto dagli oppositori dei giudizi altra volta dati da lui intorno ai limiti dell' impresa africana ed affermò di avere anzi costantemente ritenuto che non si poteva commettere l'er-


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rore di restare chiusi i11 Massaua. Quanto alla prima parte dell'ordine del giorno Baccarini, l'on. Crispi osservò come lo stanziamento domandato dnl governo -corrisponda a leggi.già approvate, e dichiarò che, dopo aver fatto tanti .sacrifici per la nostra impres::i africana, non si deve rinunziare ai vantaggi che essa oggid ì promette. Quanto ~Ila seconda parte, di.s~e che la Camera non poteva disconoscere i diritti del potere esecutivo in tempo di guerra guerreggia ta . Seguirono al l'applaudito discorso dell'on . Crispi le risposte precise cd efGcaci dell'on. ministro del la guerra all'on. Baccarini e. aù altri che aveva110 creduto di coglierlo in contraddizione. Ricordò in quale ci rcostanza aveva prou unziato le parole ric9rdate dall'on. Baccarini, spiegò come si credeuero possibili economie per l' Africa, in vista di eventualità che non si verificarono; respinse con nobilissime parole l'asserzione ùel Baccarin i stesso, clie Saganeiti sia stata una vergogna. « Bisognerebbe, egli disse, disperare della patria, se la morte di pochi valorosi, che pagarono colla vita la proprin imprudenza, potesse e;;sere qnal iOcntn come una vergogna. » · La Camera, a grande mnggio rnnza, respinse ambedue le parti della mozione Baccarini . Il 20 giugno, ~iscutendosi il bilancio degli nffari esteri s'ingaggiò una viva discussione sulle nostre scuole ~[l'estero. L'on. presidente del Consiglio difese l'operato del governo, sin dal lato delln lega.lità, sia d;1 quello politico; espose le diflì coltà d'ordine diverso, contro le c(tiali° si deve lottare per mantenere le nostre scuole alÌ'estero, ed esc,rtò la Camera ·aci :iiutarlo nella patriotLica impresa. Nella seduta del 28 giugno, l'on. Ferrari interpellò il ministro dei lavori pubblici circa agli intendirT\Cnli ùel governo sul progetl/lto nuovo v:ilico ferroviario del Sempion_e, a. proposito del quale si teneva in quei giorn i tioa conferenza a Berna. Rispose l'on. ministro dei la vori ·pubhlici, che il goveroo non entrerit ,in trnttative, quando non sia assicurato che lo sbocco meridionale della. progettata galleria sia portato su territ.orio italiano, e ciò per ragioui militari e commerciali. Aggiunse poi che non trovn accçttabile l'idea di port11re ar1iftcia lmente detto ~bocco sul territorio italiano, mediante uu prolnnga monto della galleria per 500 metri. Due giorni appresso lo stesso mini~tro, rispondendo ad un'interrogazione del l'ou. Chiala, dichiarò che l'inYio di commissari àlla con ferenza di Berna non implica alcun impegno da parte del governo. I yommissari· hanno l'iucnrico di trattare tecnicamente l'argomento, senza pl'egi udicare in aicun modo il grave problema. ·

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Finalmente nell a seduta del 2 luglio, il ministro, rispondendo ad una interrogazione dell'on. Gall i su quanto fece e disse qualche personaggio italiano recatosi in Svizzera per la questione·. del Sempione, ripetè le dich iarazioni precedenti ed .:iggiunseche qnalunque cosa avvenga si terrà scrupoloso conto degli interessi rnilitnri e delle irpinioui espresse in proposito dalle persone competenti. . Nella stessa seduta l'on. Imbriani mosse interpellanza sul!' azione del govervo rispetto .:illa Svizzera, nella questione sol levata da vnrie potenze, per l'asilo· accordato ad anarchici, nichilisti e simile ge_ni.:i . Rispose il presideule del Consiglio, che il governo non ha esercitato e non eserci ta, a questo proposito, azione alcuna. Nella seduta del ~ luglio lo stesso oo . Imbriani , fra varie domande dirette a diversi ministri, ne diresse una nl ministro della guerra, il q~iale gli rispose immediatamente. La domanda rille~tcv_a il con_ferimen Lo del grado di ca pitano nel nostro esercito al prmc1pe Ln1g1 Napoleone, conferimento che l'on . Imbriani riteneva contrario alle leggi e lesivo di diritti altrui. Rispose !'on. ministro che nelle nostre leggi nulla vieta al lo straniero di servire nel nostro esercito, nel. quale militano appunto molti stranieri, e che in molte occasioni gli str~nieri hanno presi.at.o, nel nost.ro esercito, un ottimo servizio. Questo per 111 questione di principio. In quanto alla questione di persona (aggiunsi} il mil)istro), il principe Napoleone ebbe il suù grado di capitano come ufficialo di complemento, non prende stipendio e non lede alcun diritto. Il 9 luglio, itl tiino giorno, fu consacrato intieramente alle interpellanze. Una ne presentò sulle condizioni .delln Sardegna l'on. Pais, a cui rispose categorkamente il presidente del Consiglio; ed un'altra ne présentò J'on. Cavn llottci, cosi comples51!, che fu chiamata omnibns. A._lla parte gener:ile di questa, che riguardava le nostre relazioni col1' Austria, rispose l'è>u. presidente del Consiglio, riferendosi a cose già dette e citando qunnto dichiarò circa alle relazioni stesse il conte Kalnoky davanti nlle delegazioni austriache. Alla parte specia le, che riguardava incidenti internazionali, rispose pu re il presid_ente del Consiglio, e ne p11 rleremo in a pprosso, accennando ai detti incidenti. E~aurite queste interpellanze, le Camcrn decise il proprio. aggiornamento. Fra i progetti di legge disr.ussi alla Camera in questo periodo di tempo straordinariamente operoso, malgrado il ca ldo o fo rse a causa di esso e ct'el conseguente desiderio di aure più miti, notiamo i seguenti:


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Dopo la votazione degli stati di prima previsione, il Senato discusse ed approvò varie leggi, fra cui quelle già ~p prova~e ~alla Camera, riguardanti la tassa sugli spiri ti, la tassa :'.lll fabbricati e la costruzione ·di nuove opere lacimali e mari ttime. Votata questn legge, l'H luglio, il Senato si aggiornò.

Progetto di legge .sulla riforma pe~itenziaria; Estensione ai gt·aduati della categoria ~iutanti infermieri e furieri del corpo reali equipaggi delle disposizioni della legge ·1 9 giugno 1888; Con validazione del Regio decreto 22 marzo 1888 sui_ com pensi da accordarsi all'industria nava le; Progetto di legge sulla costruzione di nuove opere lacuali e marittime nel dodicennio ,f 890-·19 12; Progetto di legge per la revisione delle tasse sugli spiriti; Prosetto di legge per la revisione della tassa sui fabbr icati . 1

Nello stesso periodo di tempo, il Senato discusse varie leggi e gli Stati di previsione del la spesa dei diversi ministeri per l'esercizio 188H-90 . In un sol caso l'abituale tran~uill ità dell'aula senatoria fn turbata da un poco di tempesta, e precis,1mente nella discussione dello stato di previsione della spesa pel ministero della marina. L'on. Sa intBon cc,n un discono, di cui tutti deplorarono la violen1.a, attaccò il ministro della marina, che rispose con calma ammirabile, ribattendo punto per punto tutte le mossegl i accuse. Il risultato fu per. la conferma della buona opinione e della piena fiducia, che la grande inaggioranza degli Italiani ha nell'indirizzo delle cose marittime dato dalJ'on. Brin. Specia lmente interessante fu la discussione dello stato di spes11 pel Ministero degli affari esteri, nella quale da va ri 01'.atòri fu porta oècasione all'on. presidente del consiglio di fare importanti dichiarazioni. All'on. senatore Rossi, che avrebbe voluto sussidiare le scuole .italiane tenute ali' estero da missionari, il presidente del Consiolio rispose . ' 0 cIw non s1 possono assolutamente su.,sidiare scuole le c1uali non ammettono la nostra direzione e i nostri programmi. All'on. sen11tora Pareuzo, che chiedeva quale sarà la nostra condotta nella vertenza sorta tra l_a Germania e la Svizzera, circa ~ diritto d'asilo concesso da questo Stato, rispose che tale questione uon ci riguarda; ma aggiunse che gli esuli d'oggidì non sono quelli di altri tempi. Gli esuli :intichi non pcrnsavaoo che alla patria, gli odierni la negano e fomemano rivolgimenti .socia li, rnag,1ri a danno del proprio paese. Allo stesso senatore Pa1:enzo, il quale voleva sapere quale sarà il nostro contegno fra Me. nelik amico nostro che 11sp1ra al trono· d'Abissinia e Debeh pariJilenti amico nostro che ha l:i stessa aspirazione, l'on. Crispi rispose, attribuirsi gratuitamente a Debeb l'aspirazione al trono d'A,bissinia; aver egli obbiettivi molto più modesti e non essere difficile che s'intenda con Menelik.

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La situ:izione nella nostra colonia africana si va lentamente svol"endo, nel senso che gli ultimi avvenimenti e il saggio indi rizzo dato dal governo alla nostra azione in Africa facevano pre~.redere. Lettere private e rapporti, giunti in Italia dallo Sc1oa, recano ~he nel mese -di maO'<rio il conte Antonelli lasciava re Menelik nell'Egg1ù, dopo che questi <>:i era proclamato. imperatore dell'Etio pi.a, ed era stato , riconosciuto come tale da Ras Mikael e da Tecla A1manot re del Goggiam. . . . . ., La necessità di assicurarsi questo ncouosc1mento spiega e g1ust1frca l'apparente inazione di Menelik, il quale non poteva. lasciar:i alle spaJle, senza averli sconfitti od esserli _amicati, due. capi potenti ~he, approfittando della sua assenza, avrebbero potuto mvadere lo ~croa. È naturale che le trattati ve abbiano richiesto tempo; s, aggrunga la difficoltà di muovere con un esercito attraverso regioni già devastate ed affamate. M.a se la marcia. è. lenta, la riuscita, per quanto può umanamente· prevedersi, è siéura. · . . ,. Anche tutti i capi del Begamedir fecero la loro sottomissione e l m_.tiero paese, fino· al Vakassiè, è sotto .jl dominio _di Menelik. Il clero che prima l'osteggiava, ora lo appog~ia, e i tre, 1~buna, ~etros dell'Amara , Lucas del Goggiam e Matluos dello Sc1oa, lo riconobbero per imperatore. . . . . . . A chi sappia quale intluenza abbia 11 clero 10 A.b1ssnna, non y~rra secondario questo fatto, il quale è indizio non dubbio che I' o.pm1.one p~bbl.ica (se cosi può dirsi, .p~rlando dell'.A.bissi~i:i) è f~vorevole · al nuovo N!lgus; il quale · si avanza promettitore d1 pace 10 un ,paese stremo ed esausto dallè devastazioni della guerra. La stagione delle .pioggie non permetterà forse per qualche tempo .a Menelik di spingersi oltre. Egli trovavasi alla metà di maggio nel Begemedir, presso il lago Tsana ed accennava ad avanzarsi verso Gondar, la città più centrale dell'Abissinia, antica capitale e sede dell'Abuna dell'Amara. Non è improbabile che quiv-i si fermi fino a stagione . propizia. La regione è una delle più fertili dell' A?issinia. Frattanto ,il nuovo Negus fa atti che lo di,rnostrano nel pieno possesso della ,sua ·sovranità. 11 comando delle ,provincie che appar.tenevano


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a Degiac A!iù Mariam, fu dato da Menelik al Degiac Oliè, fratello della regina Tahaitù, innalzato alla dignità ·di Ras. I Wollo Galla passarono sotto il comando di Ras Darghiè, zio di Mcnelik, e in parte sotto quello di Degi11c Uoldiè. Degiac Sejum fu nominato ca po del Tigrè e già si avanza verso l'Endert.a. Queste sono in complesso le notizie giunte per la via dello Scio:i. Dalla parte· di Massaua l'ultimo corriere reca che Ras NfanO'ascià o , il prete~o successore del negus Giovanni, e Ras Alula che gli è rimasto fedele, si sono allontanati · da Adua per ignota destinazione; può darsi che questa loro mossa abbia per iscopo di opporsi all'avanzarsi di Degiac Sejum: Dal canto nostro continuò quel. lento e mis1frato avanzarsi che ha già cominciato a dare buoni risultati. Da vari giorni due compa"nie d'indigeni si sono spinte fino a Ghinda, e si lavora a sistemar: la strada del!' Asmara . Anzi alla partenza del!' ultimo corriere era pure giunta a l\fass:rna la notizia che l'Asmara stessa fosse stata occupata. Con regio decreto del 20 venne modificata la costi tuzione del corpo specia le d'Africa, il quale a dritare dal ,1° ottobre, corrente anno, sarà conìposto come segue: · Un reggimento cacciatori di quattro battaglioni su quattro compagnie; Due batterie da montagna; Due compagnie cannonieri da fortezza; . Una compagnia operai d'artiglieria; Due compagnie zappatori del genio; Una compagnia specialisti del genio; Una compagnia di sanità; Una compagnia di sussistenza; . Una compagnia treno. L'arruolamento dei volontari a,perto ultimamente, per sostituire nel. corpo specia le d'Africa coloro cl,e hanno compiuto la ferma, diede risultati superiore all'aspettazione. Le domande sorpassarono il numero di H mila e ne potranno essere accolte poco più di i mila. Frattanto una mi~sione scioana diretta ali' Italia sta per giungere alla 'Costa e una nostra nave da guerra è partita per riceverla a bordo. Capo della missione è il Degiac ~farconnen cugino di Menelik, è da lui posto a capo della città di Harrar, il che dà a questa missione una -,peciale importanza. È per lo meno un fatto nuovo che una missione abissina giunga in Europa, e può essere utile per noi che uomini neri mai usciti dal loro paese e a cui un tempo pochi greci ave·

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vano dato ad intendere che la Grecia è la più grande nazione del mondo, vengano qui e s'accert ino c;oi propri occhi della grandezza dell'Italia. Con decreto dei '.2.8 giugno vennero chiamati sotto le armi per un periodo d'istruzione della durata ri spettivamente stabilita dal regio clecreto del ~4 marzo ultimo scorso : i militari di '.2,a. categoria della classe ·I 859, che ,hanno già rice· ~uto l'istruzione e sono stati ascritti alla fanteria di linea, ai bersaglieri ed alla artiglieria da fortezze in tutti i distretti militari, meno quelli della Sardegna; i militari ilella stessa classe e categoria che non hanno ricevuta alcuna istruzione, eccettuati q~ielli appartenenti ai mandamenti di reclutamento degli alpini ed ai distretti militari della Sardegna. Quelli fra i detti richiamati, che non hanno ancora ricevuta alcuna istruzione -militare, dovrann·o presentarsi il giorno 8 agosto; coloro invece, che ricel'ettero già l'istruzione militare o prestarono un periodo di servizio militare, dovranno presentarsi il 28 dello stesso rne~e. In occasione del 30° anniversario della battaglia di S. Martino, combattuta il ~Il gi1Jgno ,1809, S. M. il re, volendo dare una prova della sua alta bene,,olenza all 'esercito, ha nominato cava lieri nell'ordine della corona d' Italia tutti gli ufficiali che presero parte alla campagna cli guerra di quell'ànno e si trovano tu tt'ora in attività di servizio e non conseguirono finora alcun distintivo cavalleresco.

Il ~9 giugno, durante una marcia, un bersagliere della guarnigione di Benevento, colpito da subitanea pazzia, rimase addi~tro qualche centinaio di passi dalla colonna e appostatosi dietro un albero, aprì il fuoco contro la coda della . colonna stessa, sparando f2. colpi di cui ~4 a ripetizione. L'ufficialità e la truppa subito lò circondarono. Il maggiore Varino gli si slanciò contro con la sciabola sguainata e, rimase ucciso da una palla alla testa. Il capitano Prestinari al 1ora fece fuoco e uccise il soldato. Furono inoltre gravemente feriti dal detto bersagliere irnpazzit.o, un caporale, un soldato, un borghese, una donna e due bambini. Questo fatto, che commosse altamente la popolazione di Benevento · ed ebbe un'eco in tutta Ita lia, porse occasione alla popolazione stessa di mostrare la sua simpatia per l'esercito e la sua venerazione per l'eroica vittima del proprio dovere. Ai funerali del maggiore Varino


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interven!lero 01Lr11 la guarnigioue, tutte lo autorità, molte associazioni e gran concorso di popolo. Il sindaco pubblicò un patriottico. manifesto. I negozi erano chiusi durante il trasporto funebre. Pronuncinrono sul feretro brevi e commoventi discorsi il prefetto di Benevento, il maggior generale Marselli, il maggior g,Juornle Santarelli e il tonante colonnello dei bersaglieri.

tutti sanno, la loro industria nei mari afric:rni e specialmente in quello della Barberia. Siccorne però dal le coste algerine sono stat: quasi esclusi, si limitano a pescare su quelle della Tunisia. Due nostre barche adunque pescavano io queste acque e, come è natura le, avevano seco una cnrta quantità di sale, che doveva servire per preparare la loro pescii . Orn diversi agenli tunisini sequestrarono in queste barche il sale ed il pesce che vi trovarono, pronunziando inoltre parole ingiuriose per la nostra bandiera. Questi fa tti fu rono contestati dall'autorità tunisina, sicchè un'inchiesta si è iniziata . I fatti, se veri, sn rebbero abbastanza gravi ; l'inchiesta disgtazì atamente non è ancora compita, nè il residenle francese a Tunisi ha ancora studiato l'affare. Si aspetta dunque che In luce sia fatt:i.

Negli ultimi di giugno venne chiuso, nel modo solito, uno dei soliti incidenti colla Tmchia. Iliza Pascià, nuovo governatore di Giannina, ricevette ordine da Costantinopoli _di fare una visito di scusa al console d'Ital ia in Prevesa , e la fece effettivamente il 26 detto. Al1' indoman i ripartì per la sua residenza di Giannina. Un altro incidente, che diede luogo, come abbiamo nccennato, ad un'interpellanza nella Camera per parte dell' onorevole Cavall'otti e venne chiuso non con scuse, ma egual mente con nostra soddisfazione, è quello occasion~to rla alcuni colpi di fuoco, tirati da una harcn doganiera :1 ustriaca co ntro uo trabaccolo italiano. I! cornand:mte della barca fn destituito. È inutile sofisticare se la punizione gli venne inllitta per i colpi tirati o per 110 11 averne fo lto rapporto, il c~he sarebbe una prova che furono tirati ingiustamente. Un terzo incidente non meno grave quello avvenuto nelle acque di Gabes . Alcuni pese,1tori italiani hanno preseniato reclamo al Console di Tunisi, perchè, tro\•aodosi nelle acque di Gabes ed avendo issata bandiera n11zionale furono assaliti da agenti doganali di Tunisi, che sequestrnrono la barca cd il carico, facendo abbassare la bandiera e dicendo che avrebbèro potuto anche :;tracciarla. Portat-0 il reclamo a conoscen1.a del ministro degli esteri del Bey, questi rispose chP. dalle indagini finora fa tte risultava come la barca per cui si reclama trovavasi a secco e serviva da nbitazione e d11 magazzino e che perciò gli agenti doganali legn lmente la visitarono e vi sequestrarono il sale, come avrebbero potuto fare in uno spaccio o magazzino qualsiasi. Quanto alle ingiurie che sarebbero state proferite contro lo bandiera, lo stesso miuistro ha nssicurato di avere ordinato un'inchiesta, per appurare il fallo. Quest'incident.e entrava anch'esso, forse pro forma, ncll'interpellanzn omnibus dell'onorevole Cavallotti e siccome nl momento, in cui scriviamo, non sembra ancora. chiuso, così credi11mo interessante riportare la risposi.a data in proposito dall'onorevole Crispi alla detta interpel lanza. I nostri pescatori, egli disse, esercitavnno da gran tempo, come

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Volgendo ora uno sguardo oltre i confini del!' Italia e delle suo colonie, vediamo in Francia un seguito di sedute parlamentari , che forse avraone riscontro in quelle dell'epocn del la prima rivoluzione, ma non l'hanno in quelli di altri paesi ooll'epoca contemporanea. Oramai ò difficile dire di che cosa si discuta; si palleggiano invettive ed ingiurie e non mancano più se non i colpi di revolver. Fra le poche discussioni passabilmente tranquille vi fu quella del bilancio della marina, della qunle diamo un cenno, porchè indiretlamente ci riguarda. . · L'ammiraglio Dompierre d' Ormoy pronunciò un discorso in cui, dopo aver parlato dell' importanza che hanno ormai assunto le marine d'Inghilterra, Itali:.i e Germania, affermò la necessità che s' im pone alfa Francia di essere almeno all'altezza delle ultime due. Rispose l'ammiraglio Krantz, miuis1.ro della marina, rilevando come i crediti per nuovi armameDLi ottP.nuti in Inghilterra od io Italia dalle due-camere cangino realmente la situazione della Francia, obbligandela· ad aumentare gli armamenti. • Per alcuni anni, egli _disse, converrà fare uno sforzo » . Entrò quindi nelln storia delle troppo numerose costruzioni navali intraprese in questi ultimi anni, che non sono ancora ultimate, e impacciano la costruzione di nuove navi di migliore modello. Tutti gli oratori, che· presero quindi parto ·rilla discugsione, furono concordi nell'affermare la necessiti1 che la marina francese, non potendo eguagliare l'inglese, si rafforsi al meuo al punto di uguagliare l'italiana e la tedesca prese insieme . Il dep utato Laisanf confrontò a lungo le forze della marina fr:in cese con quelle dell' italiana nel Mediterraneo, concbiudendo per la superiorità di qnest'ultima .


RASSEGNA MENSILE 128 Sul finire della d1scussione, il deputato Roche_, avendo proposto un credito di 900 mila lire, per affrettare la costruzione di alcune navi, il cui scafo si trova da ~roppo te_mpo in canti~re, il ministro Krantz rifiutò il credito offertogl i, ma promise di chiedere fra breve un credito di 50 o 60 milioni da impiegarsi in costrnzioni nuove. Dopo qualche giorno si rito~nò sull'argomento con un interpel lanza. Il de.putato Lanessan interrogò il governo sull'insufficienza del_ materiale della _marina della francese, traendone argomento dal risultato delle manovre di Tolone, le quali avrebbero dimostrato la s:1periorità dell'attacco sulla difesa. 11 ministro, ammiraglio Kranz, rispose che non aveva ancora ricevuto :ilcuna relazione ufficiale sulle manovre del mediterraneo, e non pòteva quindi trarre alcuna couc!usione. Soggiunse che, a·d ogn i modo, la missione ordinllria della marina non è l:i difesa, ma l'offesa. Conchiuse che stndia un progetto di legge, onde d1iedere i crediti necessari pel miglioramento del navigl io da guerra. Nei aiorni secruenti fu discusso ed :ipproYato il progetto di legge sul reciutamento<> dell'esercito, tornato alla Camera colle modificazioni ~pportatevi dal Senato. . . . . , . Fuori del Parlamento, oltre i soliti congressi cattolic1, dobbiamo notare un congresso per la pace universale e perpetua, -simile a quello tenutosi due mesi or sono in Roma . Questo di Parigi nacque, _visse e morì anche più inosservato che quello di Roma; si chi use se~za che nemmeno fossero svolti tutti i temi proposti . Un congressista francese, favorevo lissimo al disarmo, disse che però la Franc.ia non ,può disarmare, perd1è, nazione viuta, deve riacquistare ciò che ha perduto. Probabilmente non vi erano tedeschi , altrimenti qu~lched_uno avrebbe risposto che la Germania non pnò disarmare, per?he, naz 1~n~ vincitrice, deve conservare quello c;_he ha acqu istato. Al lora I congress1st1 italiani" si sarebbero accorti (forse se ne accorsero anche senza questo) che hanno sprecato il viaggio. ' Disgraziatamente, malgrado i congressi, le feste e i ban~l~etti in~ teroazionali e i genercsi brindisi che li chiudono, la pos1z1one dei nostri operai in Francia si fa sempreppiù insostenibile. Non passa settimana · che il telegrafo non rechi l'annunzio di attacchi per part~ di operai francesi contro i loro colleghi d'Italia, e il ripetersi di questi attacchi dimostra che se all'autorità non manca il buon volere, mancano -i mezii d'evitarli : per il che ai nostri operai resta soltan10 di partire; ciò che han no cominciato a fare in grande scala .

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In Germania sono cessati gli scioperi e si è chiusa la conferenza per le isole Samoa. Il testo dèlla conven~i~ne concl_usa non si conosce, ma si dice che i p_rincipali punti su cui I delegati vennero ad no accordo siano i segl!_enti : . . L'ex-re Malietoa sarà re:;t:iur:ito sul trono; nna commissione s.peciale reo-olerà ·il sistema interno dèl governo'; si pagherà un' iudennità alla Ge:mania p·er riparazione di danni sofferti a Samoa; in caso di contestazione tra ·1a Germania e gli Stati Uniti , si deferirà la que:;tione all'arbitràto del!' Inghilterra. Fino a che la convenzione non s-ia ratificata, gli Stati Uniti, la Germani:, ·e l'Inghilterra mantemiono collettivamente l'ordine rielle isole di Samoa. Ma se in tal modo venne felicemeote composto il dissidio tra la Germania e gli Stati Uniti relativamente alle dette isole, conti nua e si nccentua maggiormente quello tra la Germania e· la Svizzera, cagionato dall'arresto dell'agente tedesco Wohlgernuth. Corsero note e contronote; venne in questione il modo con cui la Svizzera esercita il diritto d'asilo; altre potenze entrarono nella vertenza, la quale però allargandosi è uscita daì periodo acuto ed entrata in un periodo cronico, che non desta inquietudini.

Inquietudini no,n sono mancate nella scorsa quindicina per la piega che sembravano prendere gli avvenimenti nel la penisola balcanica . Ricorrendo il cinquantesi mo anniversario della bauaglia di Kossowo, e festegaiandosi con gr:in pompa dal governo e ·dal popolo serbo, si ·temeva ~be i partiti ne traessero o'ccasione per dar pl'iùci pio a .moti diretti a modificare l'attùale ordine di c0se; ma il fatto di moscrèi che i timori erano infondati. Le feste · passarono come sogliono passare le feste, e la cosa più curiosa di queste ci sembra · I' ~ssere state faùe per commemorare una disfatta. Oltre la commemorazione della bat. tagli~ · di Kossovo, ebbe luogo l'incoronazione del giovinett9 re. di Serl;lia, senza che l'ordine fosse menomamente turbato. In quei giorni ap"punto il telegrafo llv.eva recato l' annu~zio di J·isordini scoppiati a Novi Bazar, e quei disordini, ingranditi dalla fan tasia, parvero il principio di gr11ndi rivolgimenti; invece erano ris.se, '?el'le guaii non si sa ancora precisamente chi fosséro gli autori . e quale scopo avessero. Ad ogni modo finchè la Russia non creda giunto il momento di uscire dalla sua riserva, i picèoli moti nella penisola dei Balcani non avrenno im portanza, e nulla fa supporre che la Russia creda molto prossimo tale momento. 9 -

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Sin~olarmente interessanti furono iu questo periodo di tempo le cose dette davan ti alle Delegazioni austro-ungariçhe. Diede . anzitutto rq:iteria per ,•ari giorni alla stampa il disc.orso pronunciato dall'imperatore ricevendo le Delegazioni -stesse, nel qu~le, mentre si afferma che nei rapporti dell'Austria colle potenze estere non sono avvenute modificazioni e si ricon fe1:mauo gl' intenti pacifici della monarchia austroungarica, si con~hinde col la necessità di continuare le misure di precauzione adottate l'anno scorso, e di prenderne alcune urgenti ed indispensabili per aumeut:ire le forze e la consistenza delJ'escrcito. Poi vennero le dichiarazioni del cancelliere 'Cpul.e Kiiluoky, il quale disse che la pace non è compromessa, $ebbene la situaziono sia incerta .e possa faci lmente veqire alterata, e aggiunse che l'A11stria-Ungheria, appoggiata da' suoi alleati, fa rà il possibile per mantenere la pace_. Venendo quindi a parlare spccialmeute delle rel11zioni tra I' Austria e l' Italia, disse che sono perf~uamente analoghe a quelle dèl· l'Austria colla Germania, e conchiuse: • L' Ita lia per noi e noi per l' Italia siamo alleati egua lmente sicuri ». Discutendosi nel Comitato della Delegazione austriaca il bilancio della marina, l'ammiraglio de Sternek, rispondeudo ad analoghe domande, disse che la soppressione della squadra del levante è una misura dovuta uuicamente a motivi d'economia; qua·uto al la creazioue di una flotti glia sul Danubio, viste le di vergenzC' di parere fra i delegati , l'ammiraglio dc Sterneck si li mitò a for rilevare la necessità di studiare i mezzi per assicurare la difesa di dctlO fi ume, cd espresse il parere che, oelJe guerre future, il materia le galleggiante da guerra avrà una parte importante aoche sui limni. Discutendosi il bilancio della guerra e precisamente l'articolo relativo alla creazione d1 H batterie di grosso calibro, il ministro generale Bauer dichi11rò essere necessario aumentnre nell'esercito austriaco il ,numero dei cannoni, altrimenti le proporzioni dell' artiglieria · sarebbero minori che in oltri eserciti e aggiunse che restare oddietro su questo terreno vuol dire ,\'ndare incontro a gravi pericoli. In Austria, come in Germania, gli scioperi sono cessati, dopo aver dato .luogo a gravi disordini, specialmente nei centri manifatturieri di Kladno e di Steyr, dove fnrono saccheggiate proprietà municipali e private, e l'intervento della t.ruppa e l'uso delle armi furono nec.essari per disperdere i tnmultuauti.

A provare che tutta 'l'Euro pii' è paese, analoghi sèiopcri e disordini, con rottura di vetri e saccheggio di botteghe, ebbero luogo negli scorsi

RASSEGNA MENSILE

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g~orni anche in ! oghiIterra; ma di questi siDto~i di malattie pa~seg.g1ere e talvolta !-tmulate, gl i inglesi non si preoccupano graD fa tto, ed hanno ragione. PiuttoslO sembra che possa dar loro qualche pensiero il nuovo risvegliarsi dei Dervisci nella valle del Nilo. Per dir vero furouo -svegli sempre e ne è pron la sconfitta che inflissero agli .Abissini; ma ora sembra che, restando ferm i dalla parte dell'A bissinia, vogliano -scendere, fi nchè possono, giù per la valle del Nilo. · Nella second11 metà di gi:igno, dispacci del Cairo .cÒminciarono ad annunziare che Wadelnjum i, nuovo capo dei Dervisci, si avanzava con 2000 uomini verso Wadi-Al fa. Il ~ottosegreLario di Stato per trii .;tffari esteri, interrogato alla Camera dei Comuni, confermò la notizia, -disse che il generale Grenfell aveva creduto opportuno recarsi sopra luogo, e aggiunse che le truppe inglesi non erano ancora state inviate a Wadi-Alfa, ma erano pron tissime a recarvisi. Continuando i Dervi~c! ad avanzarsi, il colonnello WoodhausH, comandante delle truppe -egiziane al confi ne, mosse loro incontro e li sconfisse presso Arquin, fo un combattimento abbas,tanza ser_io. Essi perdettero 500 uomini tra morti e feriti, gli Egiziani 70; due ufficiali iuglesi sono tra i feri ti . .Si .p_res~r~ ai Dervisci due cannoni. Il relativo dispaccio dice che gli Eg1Z1a_m s1 co~portarono con grande fermezza e i Dervisci spiegaro119 fa solita tementà. M_a pare che la sconfitta nou gli abbia arrestati, o piuttosto pare ·Che 11 corpo sconfitto uon costituisca tutte le forze dei Dervisci che si .avanzano. Infatti un telegramma del 9 corrente annunzia che i Dervisci in numèro di 5,000 (il corpo sconfi tto era di 2 000) continuano . lire ' verso nord. Non sappiamo pcrchè il telegrafo I a risa si ostini a chiamar risalire lo scender e, quasichè per avaDzarsi verso nord si dovesse inevi ta4ilmcute salire; ma il risultato è lo stesso. li colonnello \>Voodhousc, non avendo forze suflicien ti per arrestarli, li segue coi suoi vapori, scendendo il fiume, onde impedire che s'accostino al Nilo per attingere acqua. Intanto raccoglie tutte le sue forze ad Assuan e -sparge proclami fra le tribù rimaste fedeli, promeuendo e minacciando, perchè non facciano causa comune coi Dt:rvisci. Gli ultimi dispacci annunziano scaramuccie di non grave importanza. . L' 11 corrente alla Camera dei comuni, il ministro d~lla guerra -disse che le autorità inglesi in Egitto ch iedono rinforzi. Due reagi~~nti iuglcgi ~i trovano a Malta pronti per partire. Il generale Dow~er, g,a comandante del corpo di occupazione, ritorna in Egitto. Frauanto in Inghi lterra si festeggia lo Scià di Persia che, dopo


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avere traversato la Russia, l'Austria, la Germania e In Damrnarca, èsbarcato da qual'èhc giorno sttllé rivo del Tamigi . Buone accoglienze-· ne trovò dapp~rtullo, ma foste ne ebbe solo in Russia e in I nghilterra , le uniche due potenze interessa te a festeggiarlo. 'In ·qn·esti ultimi gidi'ni è s'orta improvvisamente una qtiestioue _t:a· l'Inghiherra e il Portogallo. Il gov'8rno portoghese ha tolto defrmt1vamente la concessione della ferrovia di Delagoa (colonia africana del PtJrtoaalÌo) alla compngnia ioghise che di questa strada aveva irnpre~o là co;ruzione, e non vuole riconoscere nei concessionari altro diritto· che qb.ello di essere indennitzati. Il governo inglese ritiene essere qu'esto ub atto itr'l:>itrario ed ingiusto, e ne domandn l' annullamento. Fatti spiacevoli sono già avvenuti fra le autorità portoghesi e gli agenti della compagnia, che pretenderebbero difendere colle armi il loro diritto. Questo fotto è quasi una ripetizione di quello che ebbe Iuogo doe mesi fa io Serbia, dove il governo tolse l'esercizio ferroviario a una con1~agnia ft·ancese. Ma il Portogallo è a portata der c:mnoni dell'Jn • ghilterra più di quanto la Serbia sia a portata di quelli della Frarrch~,. sicchè è difficile che i due incidenti abbiano la stessa soluzione e la, ·compagnia inglese sarà prdbabilmente più fortuna ta della fran cese. Roma, 42 luglio H~89.

M.

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CRONACA

ESTERA

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AUSTRIA-UNGHER IA

Apertura della sessione delle Delegazi,oni . - li ~2 COl'rente ebbe 'Juogo l'apertura de.Ila sessionti delle Delegazioni. Furono presentali alle ,due assemblee: il bilancio comune per il 1890, la domau.da di ere.diti suppletori i del ministero della g~erra al bilancio ordinario del ·I 888 ,e all'ordinario e straord inario del 4889, e la domanda relativa ai cre,diti straondinari per il proseguimento delle misu11Je · militari iui.ziate nel ·1887. Il preventivo del muustero della guerra si riossume: bilancio ordinario, fio11ini 98,360,820 - in confronto dell'anno precedente maggiore di fiorini !H3,•l 65; bilancio straordinario, fiorini ·13,358, 9i8 - in confronto del,J'anno precedrrnte minore di fiorini 7,605,7'18. Richiesta complessiva, fiorini H I, 719 ,768: in coi1rronto del!' anno ·precedente risulta quindi una diminuzione di fiorini · 6, 96~,553. Nelle spese di previ&ione per il 18/90 sono da notarsi prinoipal·mente quelle che si riferiscono ai seguenti punti : •I o· traslocazione del comando del •I 0° corpo d'armata da Bruno .a Przemvsl ; 20 ~stituzione io Jeroslau del comando di una divisione di cavalleria; 30 . costituzione del coìnando dell'8• di,v~sione di fan1er ia .a Inus•bruch, presso il H 0 corpo; .t. 0 costituzione di una ba lleria pesante presso .ogni ·reggimento ,d'<1r,tiglieria: totale 4 4. batterie ;


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CRONACA ·

5° costituzione di un nuovo battaglione nei reggimenÙ ferrovieri .. Riordinamento dell'artiglierfo da fortezza: ~ Nella Rivista miJitare del mese di ottobre ,1888 si fece un cenno delle eserci,tazioni di tiro eseguite nl poligono di Steinfeld con le batterie mobili d'assedio. Ciò facevri supporre - come si acc.ennò in segnitò - , si pre~arassero dei parchi leggeri d'as~edio, in conformità di quanto si pratica da tempo in . Germania . Ora, in fatti, pare sia prossima la formazione di un nuovo reaaimento d'artigl ieria d'assedio costituito di 5 o 6 battaalioni . Gli at~:ali 12 battagli.oni, composti ciascuno di 5 compagnie atti:e e di un quadr·o. per una . sesta_compngnia, sarebbero trr,.sformati in 18 battaglìoni a 4, compagnie attive e un quadro di deposito: 5 o 6 di essi battaalion i sarebbero riuniti per formare un reggi mento d'artiglieria d'as:edio, provvisto in tempo ,di p:1ce di tutto il materiale per la costituzionedel previsto numero di gruppi di batterie d'a:;se·lio in caso di mobi..: litazione. · S<mole di cadetti. - Delle modificazion i apportate alle scuole di, cadetti si parlò nella R.im:sta del mese scorso.: Ecco in sunto la organizzazione generale di dette scuole. Esistono' ora le seguenti scuole di cadetti : a) 1~ per la fanteria (a Vienna, Buda pest, Praga, Karlstadt, Karthaus presso Bruno, Lobzow presso Krakau , Hermannstadt, Triest.ey Libenau presso Graz, Presburgo, Ionsbruch , Temesvàr); b) ,1 per la cavalleria (a Miirisch-Weisskirchen) ; c) 1 per l'artiglieria (a Vienna - Arsenale) ; d) f per i pionieri (a Hainburg). La scuol11 di cadetti del genio a Vienna verrà, come si vide, 11essersoppressa con l'uscita <iegli allievi dell'ulti mo anno. ~a dura_t.a ~eg~i ,studi _è di ·~ anni per I~ fan;eria e l'artiglieria; per la cavalleria e d1 3 anm, corrispondendo li primo anno d'insegnamento al secondo anno della scuola di 'cadetti di fanteria. . Per altro, mediante presentazione di attestati sco lastici, i candid:iti dt fanteria e cavalleria possono essere am messi direttamente a un corso ~uperiore; 'JUelli di artiglieria e dei pionieri non possono saltare cheil ·l 0 _ corso. Tµtti devono poi sostenere un esame d'·ammissione. Gh ~ttestati scol~stici devono dimostrare che l'aspir~nte ha comp iuto·,. con esito complessivo almeno s1i/fìciente, i sotto indicati stud i. Ammissione a una scuol_a di cadetti di : fan te1,ia: · a) per 1° corso, le quattro classi inferiori (gli aspiranti che· 1,anno comprnto soltanto le tre classi inferiori d'una scuola med ia.

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vengon.o accettati all'esame d'ammissioue nel solo caso cli'e , abbiano ottenuto un esito complessivo ·soddisfacente); b) per il 2° corso, le cinque classi inferiori; e) per U 3° corso, le sei classi inferiori di una scuola reale o di un ginnasio, o la corrispondente classe d'un istittito d'insegnamento pareggiato a dette scuole ; · d) per il 4- 0 corso, gli studi completi in una scuo la reale su periore o un ginnasio superiore, o un istituto d' insegµamenio pareggiato a queste· scuole. Am~issione al la scuola di cadetti di artiglieria e dei pionini: , a) per il ·1 ° corso, le cinque classi d'un ginnasio o di ùna sc.uola ·pr.ofessiona le; b) per il 2° corso,. gl i studi completi in un ginnasio superiore o in un istituto corrispondente. Usciti dalle scùole, gl i allievi vengono trasferiti nei. reggi menti, vi sono incorporati con IH data del ·18 agosto e contemporaneamente. nominati cadetti. Gli a)lievi dell'artiglieria e dei pionieri che ottennero · la classificazione di ottimo sonc> nominati cadetti supplenti ufficiali. Tutti gli allievi con la classificazione di bene e benissimo · entrano nell'esercito col ~rado di cadetti assimilati ·a furieri. La direzione generale dell'istruzione è affidata, come per il passato, agli ispettori genéra li di fanteria, cavalleria e artiglieria; IHscuola dei pionieri ha per ispettore generale il capo di stato maggiore _genèrale. Esperienze balistiche fatte nel 1888. -Nell'u ltimo, fasc icolo (V- ,1889) delle Mittheilungen uber Gegenstande des Artillr!rie und · Genie-Wesens, · pag: 203 - è inserito uno studio ove sono contenuti i dati più intere.ssanti relativi alle esperienze fatte nell'irnno 1888 con le artiglierie e le armi in génere. Tali esperienze versarono sui seguenti oggetti. I. - Armi portatili. _ . a) Fucile. a ripetizione di 8 milUmet1'i modello 1888. - Eventuale aumento della giustezza di tiro; confronto fra i I tiro di questo fucile e quello di 1'I millimetri modello ,J873•77; prove di resistenia; verifica dell'allargamento di calibro, calibro tol lera bile; pulitura della canna; cause del ritardo nell'estrazione dei hossoli e modo di rime-' diarvi; prove di una cartuccia da eserci,azione proposta dal Feld ~i Reich'er. · b) Esperienze sul fucile ad !.lria compressa sistema Straube. e) Prove di un proietto proposto dal sig. G. Petry. d) Esperienze sull'adozione di una carabina a ripetizione da 8 mi llimetri (Extracorps-Gewehr'), ··

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CRONACA

ESTER...\

e) Esperienze sull'adozione per uo revolver da 8 millimetri per l'esercì to. ..

4'Armee u~1d Marine Zeitung, un ingegnere di marina si è recato in In.ghiltena per dirigere la · costruzione di una nuova torpediniera, Pla.net. Questa sarà del tipo della Blitz, ma la supererà per dimensione ·e forza. Avrà, come iI Trabant, 480 tonnellate di spostamento e una .. forza di 3500 cavalli, sarà arm11ta con 10 pezzi d'artiglieria a tiro ,rapido. Il Blitz, come Meteor e Komet, non ha che 380 tonnellate di spo·stamento e 2600 càvalli di forza. Nave Kaiserin Etisabeth. ~ È in costruzione a Pola una nave identica .all'incrociatore Kaiser Franz Joseph I, varàtò ti mese scorso a Trieste, .e si chia merà Kaiserin Elisabeth. Equipaggi delle imperiali regie navi. - Si scrive da Pola che, gh1sta notizia da Vienna, presso il ministero della guerra si studia il modo -di far servire gli equipaggi delle imperiali regie navi come truppe di sbarco indipenden_!i, che potranno effettuare spedizioni speciali e combattere in date circostanze come la fanteria. Gli equipaggi verr11nno .armati di fuci li MannlicHer e porteranno lo zaino. Pubblicazion{ - t stata pubblicàté\ una nuova edizione del Regò· ,lamento di servizio per l'imperiale régio esercito (fanteria e cacciatori).

II. -

Cannoni da campagna e da montagna.

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Aumento di potenza del cannone da montagna modello ·1875; ~com· posizione delle ruote cli ferro si!;tema Zajicej{. nei cannoni da campagna modello 1875. lii. - Cannoni d'assedio e da fortezza. , a) Prove di un cannone da 10,5 centimetri, bronzo acc\a.iato . . b) Prove di un cannone bronzo acciaiato corto, da. ·12 cent1met1:1. • e) Tito· a .shrapnel con carica ridoua dei cannoni .da 12 · centimetri d'assedio modello -1880, · e da 15 centimetri d'assedio 1880. r1) Prove coi proietti in acciaio vuoto, lisci:. e) Aumento di porta ta e celeriti1 di tiro con gli shrapnels nei cannoni di ferro modello 1861. f) .Mort:ii da 15 centimetri d'assedio ·1880. ,q) Lancio di bombe lunghe 5 calibri coi mortai da 21 centimetri d'assedio modello ·I 880. h) Prove ,di no affusto da fortezza con mote di Jegn'o per cannoni da ·15 céntimetri. IV. -

Metragliere e cannoni a tiro celere.

a) Metragliera Max'im da 8 millimetri.

b) Prove di un cannone da caponier:1 da 57 centimetri sistema Nordenfeld.

V. - . Esperienze

sulle polveri.

VI. - Proietti. a) Shrapnels .di acciaio da 7 centirnetri, rivest1t1. b) Prove di proietti nei cannoni da 10,5 centimetri. e) Proietti vuoti da 12 centimet1;i modello 186·1. r1) Proietti con carica di melinite. VII. ....,.. Spolette diverse. , Polvere senza furno. - Nell'arsenale, di Vienna fu esperimentata nel 1888 una nuova polvere senza fumo del farmacista Kalliwoda von Falkenstein, ungherese; ma i risultati non furono soddisfacenti. Ora l'inventore ha notevolmente migliorato la sua scoperta, la quale sia per là semplicità di fabbricazion'3, per la durata e per il prezzo, sia per le qualità balistiche, non teme confronti . Egli sostiene che la sna polvere imprime al proietto la velocità inizi~le di 570-600 metri, non produce fumo nè .gas che danneggi la canna, · non la riscalda, non produce rinculo. Questa polvere è stata esperimentata anche in Germania. Nuovo naviglio per l'imperiale regia marina. - A quanto riferisce /

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ESTERA

CRONACA

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BELGIO

P_olvere-carta. - La Belg-ique 1lfilitoire annunzia con grande soddisfazione che presso la fabbrica d'armi · fu accettata pei nuovi 'fucili a _ripetizione la polvere-caria prP,parata preS$O il R. Polverificio di Wetteren e della quale si proporrà l'adozione. Per diminuire l'intensità delle vibrazioni della canna la velocità iniziale sarà probabilménte te-nuta nel limite di 600 metri sebbene la polvere oradetta possa darneuna di 725: Per 600 metri la carica è soltanto di gràmmi 2, 9, il peso del proiettile di H- grammi, e la _tensionP. di gas dei H 33 atmosfere.. Siccome la polvere ordinaria produceva una pressiòne di ,1800 atmosfere, se ne deduce che la nuova polvere oltre al vaniaggio di uoo produrre fumo, risulta più favorevole alla buona cons~rvazione dell'arma. lstit~zione dei consigli d'onore reggimentali. - Con Regio Decreto25 apnle corrente anno sono stati istituiti consigli d'ònore in tutti. i reggimenti dell'~sercito belga. Il Decreto, pubblicato nel Jonrnal Jl/ihtaire Officiel dell'oradetto mese, è preceduto da una relazione del Ministro della guerra, generale Pontus, al :Re. · . Dopo aver premesso che nell'ufficiale si richiedono qualità moraÌi d'un ordine elevato, che il senti mento dell'onore dev'essere all'ufficialeguida in qualunque circostanza e che presso altri eserciti · sono istit.uiti tribunali o consigli intesi a tutela.re l'onore degli uffici~li, ii generate Pontus afferma la necessità di istiluire nei corpi consigli d'onore· col mandato di esprimere parere su quei fatti i quali, non ragginng?~do _.gli ~st~e~ ~ volutì per cadere sotto la competenza dei consigli. d inchiesta 1st1tu1t1 colla legge "6 giugno ,1836, sono, d'altra parte, di · tale natura da poter nuocere alla buona riputazione del corpo deoli ufficiali. · · '-' Il Decreto è, a'. _arti_coli .dei qunli t~ascriviamo i più ~ r1.anti. · Art. ·1. - E 1st1tu1b m c1asctin reggimento un consiglio d'onore. · QPtesto consiglio ha per mandato di esaminare fatti imputati a· meml}.rf del c?rpo degli ufficiali e c!1e fo:;3ero tali da :intacca re J' onore ~d a

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decoro del corpo. Non è com petente nei fatti cadenti sotto il domiriiodel regolamento di disciplina o delle leggi penali . Art. 2. - Il consiglio d'onore reggimentiile si compone di: Il tenente colonnello, un maggiore, un capitano, un tenente ed·, un sottotenente. Art. 3. - Il maggiore è designato dal comandante del reggimento;: gli altri membri sono eletti diigli ufficiali di pari grado presenli al corpo. Il mandato dei membri del consiglio dura un anno; i membri sono rieleggibili allo spirare del mandalo. ·. Colla stessa procedura vien nominalo un supplente a ciascun membro,. . L'elezione ha luogo per maggioranza assoluta. Se dal primo scrutinio non risulta tale maggioranza, vi sarà ballouag-gio fra i due uf•. ficiali che ottennero maggior numero . di voti nel primo scrutinio. Non ha luogo nuova votazione durante l'anno, salvochè vengano a mancare per qualsiasi motivo e simultaneamente un membro ed il ri-spettivo · supplente. Art. 4-. - Il consiglio d'ono~e reggimentale si suddivide come in appresso, in ragione del grado dell'imputalo, in quanto riflette la designazione dei ·membri che debbono intervenire alle sedute: a) Se l'imputato è souotenente, èl consiglio si compone di: • Un capitano, presidente, Un Lenente, ed Un sottotenente. b) Se tenente: Un maggiore, presidente, Un éapitano ed Un tenente. e) Se capitano : Un tenente colonnello, presidente Un maggiore ed Un capi.tano . Nel caso eccezionale che due ufficiali ·di differente grado abbiano a-, comparire _nanti il consiglio, si convoca soltanto la sezione che è compe!ente a giudicare l'ufficiale del grado superiore• . 41·t.. 5. - Ne( caso che. un ufficiale· superiore si renda colpevole~1 fatti accennati nell'articolo ,1°, un consiglio d'onore vien convocato m modo analogo ed in seguilo ad ordini del Ministro della guerra. Art. 6. - Presso i distaccamenti comandati da un ufficia le supe- · riore si costituisce 'un consiglio d'onore speciale compos10 di un nf--.

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CR.ONACA

•ficrnle di ciascun g,rado. Lo stesso si far,à presso gli stabilim:enti di'.retti da un ufficiale generale o superiore, il quale, in t~tte le questioni di procedura, -si confoml)Mà per analog,ia. a.Ile pres.criz.ioni sta-· •.· .-bilite pei consigli d'onore neggirnental i. Quando l'imputato sia c11pitaoo e manchi il tenente colon-nelÌo, questo ,consiglio s.i compone di un maggiorn e, di due capitani. Nei distaccamenti· nei qua1li l'effetti;vo degl,i ufficiali, è insuffieiente ,per costituire il consiglio, il giudizio è devoluto al consiglio del 11eg·gimen-to al · quale verranno perciò forniti tutti gli sch iarimenti raccolti. Art. 1. - Gli ufficiali fuori quadr,o (non em1é9.i1mentés), come pure -quell1 addeui ad uno stabilimento che non sia nelle condizioni contemplate nel precedente articolo 6°, possono e.sseue deferiti !;li co,1}siglio -d"onove di . un . Feggimento appositamente desig;oato dal comandante militr,re d:ella- prov.incia. Art. 8. - Qualunq1ue ufficiale ha il, diritto di segnalane per iscritto ad uno dei membri del ooris-iglio d'onore la condotta di un ufficiate i cui atti fossero tali da · intaccare il decoro del corpo (les écarti$ de ,conduite d'un offi,cier qui seraicnt de natÙre à porter atteinte à la dign.it~ du -cor:ps). Il membro ricevente comunica qtwnto gli fu rirferi Lo a-i membri del ·grado imm.ediat,'\mente superiore al wroprio. il tenente colonnello ne rende consapevole il comandante del reggimento. Art. 9. - Il consiglio noo si convoca che dietro auti>rizzazione del comandante del reggimento o del distaccamento. Art. ,1O. -=- Qualunque ·ufficiale può domandare., nel mod.o sopra ·indicato, la con vocazione di un consiglio d' endre ond.e sottomettere a .giudizio que~tiooi in litigio o per discolparsi di sos,petti calunniosi che non gli sarebbe possibile di distruggere (dont it ne pourrait {aire justice) -eon altro mezzo adatto alla sua condizione.

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DANIMARCA

Fortificazioni litoranee. - Sono giunti a -~op_euhagen i primi riezzi• .del'la grossil cupola Gruson, che dovrà stab11Irs1 nel forte :o-a\rdcrhoi, · a•hri debbono rr\ungere fra poco . · , . . ·. · Seffi'bra che<> quantunque le e,amere' ~on a bb.iano concesso ·gh 8 m11Ion1· . , ·. ,richiesti [Yer le fortificazioni, intendasi forc qualche cosa ·per' la d1fe~a d1 Vi·b'org e per fortificare l:1 capit11le anche dal lat? del mare. . Sulla costa vicino a Kastrup è stata costruita una batteria, armata 1

potentemente. · d 1s d ' La batteria di Charlottenbun, sulla _costa setten.tri~na 1e e u~ , estata recentemente al lestita ed armata . con cannorn dt grosso e p,ccolocalibro. · Sull'altipiano che domiiTif la valle di Gjentoi_te vennero co;,trmte 1re· · batterie. Le prime due, situate tra Thinghoe1 e Vangede, sono armate co~ cannoni a tiro celere, su affusti a scomparsa e protetti da corazza. La terza. batteria si trova vicino a Bud'dinge. . Sulla costa sud tra l(alveL,odstran ed Uttersle-omòor è stata traccrnta una linea di for tificazioni lunga rn chilometri, comprendente Hus~m ;: · : permau en 11· , con uo armamento totale d1 56questa linea a·vra, ~O battene . ·., cannoni, e parecchie altre opere che dovranno essere armate con grossi cannoni.

FRANCLA Reclutamento. _ Il progetto di legge sul reclutainento, approvato p~rla secon·da volta dalla Camera dei deputati, trovò nuovam~nte ?P~os1_~ 1 zionè in Sena-to, dal quale uscì ancora con alcune mod·1ficaz10n1 gta·_ prima non accettate dall1altro ·ramo del parlamento. . In -tale stato dfo ose il governo, che v·e'deva urgente l'approvazione ~efì-· nitiva del· detto progetto di legge, propose, e fu accettata, la-formazione,


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ESTERA

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CltON.lCA

di una commissione militare mista di deputati e senatori, alla quale sarebbe riuscito assai più facile di spianare le difficoltà e mettere d'ac·.Cordo le due Camere. Questa commissione di 54 membri, dei quali Ù! senatori, addivenne all'accettazione di due articoli dei tre in litigio. Essa ammise le dispense di diritto introdotte dal Senato in favore di cene categorie di giovani: -il primogenito di orfani, il figlio unico di vedove, il fratello di soldato ·in servizio; non insiste più sul reclutamento regionale, che tanto staya a cuore alla Camera; ma non volle sapere della modificazione por· ,tata dal Senato, ali' articolo 23, il terzo iu questione. Questo articolo .riflette il passaggio alla riserva, dopo un anno di servizio attivo ed a certe condizioni, degli allievi delle scuole superiori, dei futuri institutori, .di un certo numero di giovani artisti ed industriali, ed il Senato vi ha aggiunto i seminaristi .. La Camera invece- voleva imporre ai futuri curati ,tre anni di servizio. · Sù questo punto le due frazioni opposte della commissione mista non riuscirono a trovare un terreno favorevole ad una transazione, nè le ,diverse discussioni avvenute in proposito lasciavano indizio di pC'ssibile accomodamento. Tutta via il ministro· della g.uerra . non disperò di -Ottenere l'approvazione del progetto di legge indirizzandosi direÙamente · alla Camera. Infatti dopo viva discussione, la Camera con una maggio..ranzn di voti avu ti, caso Curioso, COI concorso dèi pHtito radi~a!e approvò il progetto ·di modilicato dal Senato. · Licenze ai soldati agricoltori. - A causa delle difficoltà che tutti ,gli anni r,,rovano gli agricoltori a trovare un numero sufficiente di braccia pel lavoro della r:iccolta, il ministro della guerra ha deciso che, come si fece nell'apuo p~ssato, siano anche quest'anno accordate delle licenze ai soldati di tutte le armi che domandano di andare a. lavorare, sia nelle .loro famiglie che presso gli agricoltori del dipartimento ov' essi si trovano di guarnigione. Questi permessi' s~ranno accordati nelle epoche -della falciatura del fieno, della mietitura e della vendemmia con le proporzioni che i comand:mti di corpo d'armata crederanno comienienti, tenendo conto della situazione degli effettivi, della necessità del servizio e dei bisogni dell'agricoltura. Tali licenze verranno fruite solamente dai .soldati designati come contadini. Una nuova r-i!Doltella d'ordinanza. - Il nuovo fucile di piccolo calibro adottato per l'esercito ha naturahn.ente fatto pensare a surrogare l'attuale rivoltella con un'altra col calibro di 8 millimetri,. ·Gli esperi- -..,. ,menti fatti con questa nuova arma hanno dato buoni risultati; essa è leg~l iera, elegante ed offre molte garanzie di sicurezza per coloro che do-

vranno serv.irse~e; quando lo sportello del caricatore~ aperto i( movi'mento dei gri Iletto si trova arrestato~ la press!on~ <~el d~to ~o~ agisce c,he . -sulla ruota, facendola girare; non ~1 sono ci,mnd1 pi_ù d1sg1az1e da te~1 cre .:i ante il mettere o toaliere le cariche dall arma; 11 percussore, dn 1so. ~ur, "' . fì ·1 . del . dal grilletto, si trova incastrat~ nella cul~tta; 10 mc 1 meccamsmo l'arma è ridotto' aria più semplice espresswne. . . Materiale ferrov'iario. - Da ·una statistica del mm1stero dei_ lavori pubblici· risulta che le co'.npag~ie ferroviarie francesi pos,~?o disporre di 270,000 vagoni di og~1 specie. Questo totale com?rende circa 10,00~ locomotive,. 4,500 vetture di prima classe, 10,000 d1 seconda, ·10'.000 d'. terza, 1:0,000 vagoni .merci per grnnde velocità e 235,000 vagom merci ,di diverse specie. . . . . . . . Mano'tire aipine. - Il giorno 16 giugno ebbero pnnc1p10 le manovre .alpine in ·savoia, nel Delfinato e nell~ Alpi marittime. . . I gruppi alpini saranno accan.tonatt per circa tr:'. ~esi ~elle_ al~e v?lh -0elle Alpi, Dopo ,15 giorni di manovra preparatoria I ca~c1a~on .di r_nontagna eseguiranno una marcia di 30 giorni_ c?n operaz1om ollens1ve e -difensive a seconda dei settori di manov,ra d1 ciascun gruppo. 0 Nel XIY corpo d'armata--i_battagliotii cacciato.ri ·1.20, ·! 3°, H , 22•, 28ì>·e ·30° e nel XV corpo d'armata i battaglioni ca~c1a~on 60, _7°,. 23' 2 40 370 prenderanno parte alle manovre. I soldati dei battaghom ' t d' t:)u ·sono provveduti di !~5 cartucce ·a. sa Ive per I~ . mano_~re e 1 ...o cartucc~ a pallottola pei· il tiro di combattimento.; og1~1 ~attern'. por_ta ·180 cart~cc~ e 20 gran:ite; ciascun distac;camento del gemo e mu.mto eh ·I 50 petardi di dinamite. . . . . Le diverse operazioni ne[l·e montagne riprodurranno ~p1sod1 s.tonc1; i:OSÌ i gruppi alpini posti sotto gli ordini del_ ge~1~rale ~armer des Garets, che dovranno manovrare nella seconda qu1nd1cma d1 agosto fra Fontapo ,e Saor~io, riprodurranno nella manovra finale le differenti fasi del com• battimento che ebbe luogo a Saorgio nel 1796. . · Gra·ndi ,nianovre. - I generali designati a dirigere le grandi manovre . in quest'anno, . so:toposero alla sanzione ministerial_e il .programma delle . ,eserc'itazioni che aV!'anno luogo sotto la loro alta direzione. Per quanto concerne l'YIII corpo d'armata, comandato dal generale Galla ud, a Bourg~s, le date non sono ancora definitivam.ent~ fissate, ma si sa che quelle manovre, le sole alle quali saranno ammessi gli addetti militari e gli ufficiali stranieri , si svolgeranno, al principio di settembre, ne.Ila zona ~ompresa fra Nevers, S.t Beni_n-d' Azy, S.t Saulze, _La Char!té s.~r Loire e nella parte del dipartimento di Niìwres che confina col d1paru~~nto del Cher. In quanto al 60 corpo d'armata, acapo del quale trovasi il gene1

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rnle Miri bel, comprenderà tre divisioni, circa 34-,000 uomini, cioè: la H"' r. divisione a Nancy, la 12a a Reims e un11 divisione di manovra costituila da una brigata di fanteria marina e dalle truppe di complemento di cui dispone il corpo d'armata, che _è il più importante di frontiera. Le manovre comincer11nuo il 5 settembre e termineranno il ,19 con la solita grande rivista. La loro progressiorni è la seguente : Da ptincipio le due divisioni, che normalmente entrano nelfo costituzione del corpo d'armata, faranno manovre di brigate contrapp,oste, che avranno luogo, per la 11• divisione, nei pressi di Void (Mense) e, per la 12" nt>,i pressi di Vitry-le-Frauçois. In seguito comi11ceranno le manovre di divisioni contra1)poste sotto la direzione del comandante del corpo d'armata: la di visione dell'est ( H a), marcerà sn Ligny-en-Barrois, ove, oltrepassando l'Ornain, cercherà d'impadronirsi del passaggio della Marna a S.t Dizier; rn11 la divisione dell'o vest (1'2°), le si porterà contro e la rigetterà sull'Ornain, coprendo così S. Dizier. Allora avranno luogo le manovre di corpo d':irmata contro nemico segnato, e per questo nemico segua'IO saranno impiegate 3 brigate di fanteria e un gran nerbo di cavalleria ed ar-tiglieria. - Il 6° corpo d'anl'rnta, composto sempre di tre divisioni e denominato « corpo del sud », sì concelllrerà verso Ancerville e Staiuville, cioè presso la Marna de Saulx, e, sapendo (;he il nemico, il corpo del Nord, ha passato la Mense a Dion ed è indirizzato sulla riva sinistrn dell' Aire al limite sud della foresta d' Argonna, marcerà su B:ir-le-Duc, per coprire questa dttà, indi si spingerà incontro all'a:vversario. A questo punto aHerrà una specie. di cambiamento di scena: il 6° corpo ancora rinforzato, diventerà « corpo dell'ovest » e opererà contro il « corpo dell'est» che continuerà ad essere !nemico segnato, ma non comprenderà che parecchi battaglioni caeciatori, una brigata di cavalleria e cinque batterie a cavallo. Qnesto corpo del. l'est, venendo da S.t i\frhiel , si st11bi1l1irà snlla riva sinistra dell' Aire, al Signa! de Belrain; il c0r.po dell'Ò~'est marcerà d:1 Revigny contro questa posizi0ne e rigetterà il nemico sn San Mihiel, ne11e oui vicinanze poi avrà luogo lari.vista finale. Brigata di fanteria marina alle,mano1're. - Come già abbìamo accennato, alle manovre di aut~1000 al campo di Clrnl0ns prenderà parte una -brigata di fanteria marina. Essa sarà costituita con elementi forni,ti dalle porzioni ceuu,a,tì dei regg·imeuti di fanteria marina, comprenderà due reggimenti di manovra con due batterie d'artiglieria e sarà coman·data dal generale Chanu-. - Tale brigata 11rriverà a Vitry il ·1° settembre per eseguìre nei giorni 2 e 3 del le e:;ercitazioni di reggimenti coutrnpposti; il ,,~ farà riposo e, nei giorni 5 e 6, manovre di brigate con-

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tr.apposte sotto la direzione del generale comandante la 12a divisione; dal 7 settembre parteciperà ,al,Je , m11novre di di.visione e di corpo d'ar-· matL . Durante il periodo del le manovre •la r.ittà :di Vitry sarà considerata co·me piccolo deposito della brigata. Do po le manovre. i riservisti ·ciel.la brigata di marina verranno diretti per ferrovfa ai porti dHÌ quali dipendono e poi riovi11ti in congedo unitamente ai compagni delle porzioni centrali .. Ritardatari (trainards) alle 1nano,vre . ~ ,Venne sempre segnalaia a più riprese, durante il periodo delle manovre autunnali, la rapidità con cui si assottigliano ~li effettivi dopo qualche giorno di · marcia: ciò avviene per la fadlità con cui gli uomini si distaccano dalle colonne. Per rimediare a quest'abuso il mini:c\tl'O della .guerra ha emanato una pre·scrizione, che da parecchio tempo è i~ uso nell'esercito italiano. Ogni · medico militare, nelle marce, sarà provveduto di un libretto taccuino nel · quale segnerà il nome dei ritai'datari e l'ora in cu-i arrivar'ouo presso di lui. A partire da taie momento ciascuno di essi dovrà o montare nell'arn- , bulanza o camminare ind·rappell:ito col plotone che lo segue. ,Afano·vre navali. - Il programma di queste manovre, stabilito dallo stato maggiore .del mini$tero della marina, comincerà ·a svilupparsi fra giorni. La squadra di evoluzione rinforzata da ùn ce·rto numero di na vi leggiere, che si stanno armando a Tolone e dagl' incrociatori nei quali è èompreso il cl' Estrées di smzione in Tunisia ed il Seiguelay distaccato al levante, opererà nel Mediterraneo in prossimità delle coste francesi ed in alto mare contro un ~emico prevenientr, dal sud~est. Contemporaneame.nte la divisione corazzata del nord, rinforzala anch'essa da alcuni basti.menti, manovrerà nella Manica e nell'Oceano. Il periodo delle opera:doni sHrà·chiuso con la seconda quindicina di luglio . Quest'anuo.·per Ja prima volta, il vice ammiraglio co)nandante io <.1apo della squadra francese del M.edi terraneo dirigerà le manovre in qualità di capo arbitro e sarà così in còudizioni con venienti per poter dàre un giudizio· esatto sui combattimenti e fare la <:ritica generale,delle opera- ' :oi.oui\ Perciò il vice ammiraglio . du Petit-Thouars isserà l:i sua · bandiera . ·sull'incrociatore De1;aix, comando dal suo aiutante di campo. I due grgppi belligeranti saranno sotto gli ordinì dei contro ammiragli Alquier 1ed O'Neil , comandanti le due divisioni del Mediterraneo. ·Il capo arbitro potrà dunque portarsi da un campo all'altro e prendere posizione :idàw1 per ossèr-Vare bené il·,campo .di battaglià e per far so~peodere opportunamente La ·manovra, quando la ·credesse mal eseguita o mal compres·a. . Infine al suo giudizio inappellabile saranno sottoposte le contestazioni l.O -

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che sempre sorgono numerose fra i belligeranti, a causa della diflicoltà che s'incontra ndl'eseguire strettamente le convenziol).i. Avviene sP,esso alle manovre navali che i due avversari si aggiudicano entrambi la vittoria: le torpediniere colano a fondo un gran numero rli . navi e queste invece non vogliono ammettere sorprese. Si son viste torperliniere lanciar dieci, quindici torpedini, mentre non ne hanno che due: dopo essere apparse innanzi a una nave, conere su di un'altra e poi ~u . di una terza, e così via via, foceodo clamore del successo e portando una confusione enorme nel loro percorso. Poi avviene oltresi che, tanto è l'amor proprio impiegato nei due campi a disputarsi la vittoria, che involontariamente i capi dei gruppi a ragione o a torto prendono sempre le difese dei loro subordinati. Il direttore delle manovre, comandante in capo della squadra, non dovrà quindi avere altra preoccupazione che quella di cem1re la verità e di mellere in rilievo il ben ratto dell'uno e gli sbagli dell'altro. E ,1nche da notare cbe in quest'anno sono stati richiamati dalle stazioni del Mediterraneo parecchie navi per abituarne gli equipaggi alla navigazione in massa ed al servizio iu guerra. Tutti i legni della sq uadra del Mediterraneo sarllnno forniti di viveri per lm' mese e l'incrociatore Desaix per quaranta giorni. I terri,toriali alla rivista del 14 lugl-io. - Il ministro della guerr1, ha stabilito che i reggimen ti territoriali chiamati a costituire le unità che prenderanno P.arte alla rivista per la festa nazion11le sono il 2,10, 21°, 29° e 3:!0 • Io ognuno di questi reggimenti saranno convocati solamente gli uomini del 1° e 2° bauaglione appartenenti alle classi 1877 e ·1878 e quelli che, avendo ottenuto delle dilazioni, devono essere chiamati con queste classi a compiere il loro periodo d'istruzione. I reggimenti designati formeranno coi loro due battaglioni suddetti un sol battaglione di manovra, ·e saranno dLvisi in due gruppi: quello formato coi due battaglioni del 27° e 29° e quello formato dai due battaglioni del 2t• e H,1°. Questi due gruppi costituiranno una brigata ch e sarà C{)mandata dal Generale Gervaix della riserva. In due gruppi sarà altresì formata l'artiglieria; il primo con due batterie montate che verranno da Versailles, ed il secondo con due batterie a piedi che verranno da Rueil. Tutte queste truppe saranno sotto il comando del generale di divisione Hartung, della riserva. . Nuo'Oo cannone Bange. - Questa bocca a fuoco da 32 centimetri pesa 47 tonnellate e al poligono di Calais fu provata con ca,riche di 50, 80, 130, 180 e 200 chilogrammi di polvere. La lungh ezza. del pezzo è di

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-,metri 12,50 e gli altri da.ti. sono: peso del proiettile, iOO chilogrammi; "Velocit'ii iniziale, al cronografo Boulengé, 650 metri ; velocità ~ 1,500 ,metri, 590 metri; portata, misunitii sotto l'angolp di 100, 9,500 metri; ,portata massima, misurata sotto l'angolo di 300, 19,.000 metri; spessore . della piastra di ferro traversata dal proiettile all'uscita dalla bocca, 90 centi,metri; alla distanza di 1,500 metri, 75 centimetri; spessore della piastra in acciaio, attraversata dal proiettile all'uscita dalla bocca; 60 centimetri, a 1,500 metri, 50 centimetri; forza viva del proiettile all'ùscita della bocca, :8,622 tonnellate; altezza a cui questa forza viva· potrebbe sollevare la · bocca a fuoco, 183 metri. L'igùme nell'esercito. - Venne pubblicato nel Journa/ o{ficiel un .rapporto del ministro della guerra al preside~te della Repubblica circa la grave questione dell'igiene nell'esercito. In tale rapporto è detto che. in omaggio alla sollecitudine illuminata e costante del governo della Re.pubblica, l'igiene nell'esercito ha fotto uotevdli progressi. La mortalità militare era, nel 1870, del 1~ ¾, si è ridotta all'8 °/. e diminuirà an-. -cora, perchè le cause del male sono oggidì perfettamente conosciute. Il .,corpo sanitario sa con quali nemici ha da combattere. Il più terribile di questi nemici è la febbre tifoidea: ,il numero di uo,.mini che ne furono colpiti.dal 1~75 al ·I 887 è spaventevole; .H 'I ,M8 dei quali 21, ·11.J6 morti, un intero corp_~j'armata perc!uto. Nello i,tesso periodo di tempo il tifo faèeva vittime nella popolazione civile con una .proporzione sette volte minore. f,'eccesso di mortalità nella truppa è devolu,ta al troppo agglomeramento di uomini che rènde il contagio più ·facile e sopratutto all'acquartieramento difettoso, alla cattiva qualità delle .acque iilimentari, all'infezione del suolo per causa delle fogne ed alla .,cattiva situazione delle fosse di' spurgo. Dall' inchiesta fatta dal ministero della guerra risulta che, con la class_ificazionè delle acque alimenlari, si è potuto seguire la stori.1 della febbre / .tifoidea negli stabilimenti militari, e si è visto che per rimediare al male bisog~a m_ette!.'..e questi _lo~al.i in comunic~zione con i distributor.i d'acquva . .pubblica JU tutte le c1tta provvedute d1 acqua sorgente. Perciò a spese ·del ministero già sono in corso i lavori in 39 guarnigioni, il cui staJ ·sanitario non ammette indugio, e per le ·al tre guarnigioni il minislr~ non avrà bisogno di stimolare lo zelo patriottico di quei consigli m'itni.,cipali e della stessn Camera perchè assegnino dei fondi per modlcarne .le condizioni sanitarie difettose. / . Intanto si~ ricorso: nelle località' sprovvist~ ~i ac~ua pur1 al filtr~, -che porta un auenuazwae al male, ma non v1 r1med1a. La hacteorolog1a iha dimostrato che un'acqua limpida può contenere i ger, lvivi più terI I

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riuili per l'orga'liismo, èo~e la chim'lca n'a fatto vedere che ta'le ac'qnn• . pt'i'ò colllenere i veleni più attivi. Plli'éiò il risanameo'to dei centri urb'ani dovrà essere op'era nazionale. n va'iuolò, 401po la feb'lite tifoii!ea , è la ma'lattfa che fa più strage nel·11es'°èt~\1to frird~d~'e': NM1rs1Ì0'-7,t 1srp'értlett'erb pèr talè ctiusa g3,l-·oo u'oò\rni, m'eu~re la 'G'errndhia' ch'e rivà1cdnava.i suoi Jold'a\i ne perdétTe io què'i due noni !iòlameu\e ii:r9. Ques'ta tlilrerenta cl'.IOrme fu istnilliva p'er 'la Frhncia, '#er2hè ne·\~ ~'7 i colptti da và'iuo'lo u'èll'cS'é'r~ito furdno ~ ,0!12 doti' 9'2 ~norti, ~. \:lei q 1l'a'ttro dltir/tì .à'fi.b'i, ta lé cifra si è rrtl'oitll alla 1:h'el.'lrà di 2i2 con -16 morLi, per lo più riservisti, i quali, è provato, porta·no il gérme '<\ella nia'latti'a. . Aum'ento detl'a~·ti9lièi·ia . .- Il minis'cro tlèlla gnérra ha fo tto dìstrioù'ire ai' merrlb'rì 'ctèl Pn'11lalliento tin progéito di legge per l'aumento dei qRadti de!l'l'hi'g1ie~i:1, 'cioè si cree'rehbé'ro altre 'di6ìan'n·ove bot.terie montate, una per origata, si aumenterebbe un terzo .sottotenente od un {ene'nre in 2° in tu'llc le lMtterie, un terzo 'tenente cÒlo'nnello in ogni brigau,, e un c1uinio magg'iore i'n ogni reggimen to. La rl1giono dell'aum·M to di un sottotenente ·o t'.~/i'erite io 2° in ogni bat~étia è per rioo offitlarè àl so·ttoieu'ente dì risetv:i la sezione di centro 'della batteria. L'aut'r.còto totale dell'artiglieria sarebbe di 6,i ufficiali superiori, 1,06,i uffìcinli inferiori e subaltetoi, 3;~·14 JoomiY1i ·ai tr'trppa 'e B,36-14 ca,,a lli. · 'Congedamènto di cl'aYs( - l còmanda'nti di corpo d'àrmata haotib· ricevuto dal ministro della guerra l'ordin-e \li preparàre, pPr dopo le manovre, il coogedameo to della classe 188.\, il passaggio nella disponibilità· d'èhe s~c6'1\ùe porzioni delle classi 1'886, 1.887 e 'il coogetlamento antici · P.\LO di d'ue (Jliiò'ti del'la cl'asse 4885. c._ La classe 1886. che non ht l/econda porzione, questa sarà costituita per mezzo dell' estrazione a sorte, di ~o.ooo uomini circa. Condizioni dell'a'Vdnzame'nto neH1eserèito a/.ti'Vo . - Duninte il pas-· sa\b trimestre f~ro\'io ~rofnossi. ' 1

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GERM ANIA

-•'Cenni sul nuovo , Regolamento d'esercizi per t'artiglitJri[l da campqgna dpll'çsercitq germanico. » -;- Que!;tO Hegolamento, il qnale segnn uQa n1Jo,v11 fo_~y P'>r l'~rrna qui è de.dicatP;, è st~to ,dir~O'JMO a)l'es~rqifp cor, ordine di Gabinetto ~el ~5 mnr.zo 18~~. Esso contiene pura!Deote quanto occorre per greparare l',ai:tigl ieria -da c;i,mpagoa allo guerra. Nella sua compilàzione sì è fr:nuto coot9 -d~llc modi fic9r,ionJ i! yy11i ui~ R~lf <1J,'f~m1en~p. ,e dell'e~.p.~r.ieR~n f?ttr nella cao;ip~gna 187,0-7'1. L'ii;iiziativa che in esso è lps,ci~ta non QOtç~ essere capita, anzi non sa rà forse approvata da t,al uni veca~i artiglier,i, ma per contro sa rà accolt;i con soddisfazione d~i giovay,i. L'avvenire è p~,i:tapto ~ella gio,r,eot~. e ~i c,iò che si ch iqrnava -• vf)cchia scuola d'arthtlie.ria » non vi è più t(accinT . t"'r •ar,tialieria ha .....

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ES'r:ER•.\.

fìnl!o d'esistere come arma special~; e ciò . è molto bene, percliè cosìi il comandante di corpo d'armata avrà · tutte e 3 le armi sotto di· sè sin dal tempo di pace, e potrà quindi sorvegliarne l'istruzione. Solo · in, tal modo ìl comandante può essere tenuto responsabile de'ì servizi chele tre armi devono prestare in guerra . . L'idea predominante del breve e chiaro Regolamento è la prepara- zion.t\ alla guerra .. Chi non sa adattarsi ·ai principi su cui attualmente si basa l'istruzione in tempo di pace, non potrà nelle guerre moderne adempiere il suo manùato e tener bene il suo posto. Il il uovo Regolamento richiede anche dal generale maggiore ~bilità . nel condurre ·1e truppe.. ' Ciò che deL vecchio regolamento è stato trovato buono fu mantenuto ktnche nel nuoyo. Le formaz ioni semplici furono conservate perchè · corrispondenti al combattimento odierno. Ciò che liavvi di assolutamente moderno nel nuovo Regolamento è · lo spirito che lo informa. . Per quanto fu possibile, è stato messo in armonia con quello delle-· altre armi, in ispecie con quello della fanteria. Tutto ciò che è artificioso e che concorrel'a soltanto a dare una certauniformità esteriore, fu abolito. Gli esercizi della batteria non si devono fare che su 6 pezzi, ma i , su 4. Così i capitani possono sin dal tempo di pace abituar:;i a met- . tere convenientémente iu posizione la loro batteria. Il Regolamento dice che l'artiglieria da campagna col suo fuoco deve · schiudere la ·strada alla vittoria.' Cosa principale a<lunque è di sapereben tirare e aprire il fuoco al tempo debito. Per tar ciò fa d'uopo conoscere esattamente le proprietà e la mobilità · dell'arma. I p.ezzi di quasi tutte le pote1~ze sono balisticamente presso a poco allo stes,o . punto; ma siccome la Francia e la Russia ·possie'dono in pace più pezzi della Germania, così (JU8$ta cerca n'ell;abjlità· tattica un nuovo fattore di vittoria. A tale scopo là piazza d'ar'mi n,ou si presta; essa serve soltanto per l'insegnamento delle semplici evoluzioni · di battl-!ria e di riparto; mentre tutto ciò che riguaroa l'insegnamento taHico deve es~ sere fatto sul t~rreno. L'istruzione deve essere alternata su terreno fa. cii e e su 'terreno difficile, in o,qni stagione deU' annò. Quel la del condurre .sarà mollò vantaggiata se la batteria verrà spesso condotta su! terreno anche d'inverno. Il condurre e cavalcare sulla neve e sul ghiaccio è tutt'altra cosa che in ~state: · i;osì la truppa saprà fare it , proprio dovere a~1che in una campàgna d'inverno. Il Regolamentò dà molta importanza agli esercizi eseguiti con tin:,

effettivo di guerra, ciò che ogni riparw ( 1) può fare formando una batteria sti tale piede. . Pur di ragO'iungere la massima celerità e di portare i pezzi in bat· teria a temp/ il regolamento permette che si esiga dai cavalli il massimo sforzo, e suggerisce formazioni semplici. Prima di giungere sulla Jìnea di fuoco non si deve risparmiare la forza dei ·cavalli, giacchè questi nell'artiglieria hanno modo di riprendere lena durante il fuoco. È còmpito del comandante di riparto istruire la truppa pel combattimento. Nell'impartire l'istruzione il comandante di riparto deve apportarvi delle idee proprie. Il Regolamento tende a coltivare l'iniziativa, e in proposit.o dice : che un errore commesso nello sceglie~~ i mezzi è _meno dannoso che lo stnre indecisi e far niente. Una decisione sbagliata è sempre da preferirsi al non prenderne alcuna e starsene inoperosi. Siccome gli esercizi di combattimento richiedono la maggior parte del tempo che si ha a disposizione, così l'istruzione senza pezzo deve essere ridotta a quel tanto che basti , per assicurare l'ordine, la severa .. . . disciplina, e per prender parte alle parate. Servire e puntare il pezzo con sveltezza e prec1s1ooe costituisce la base del tiro~ e perciù anche·-questo esercizio deve essere eseguìto quanto più presto è possibile sul· terreno. · Quando la batteria è bene esercitata nel servizio del pezzo, si dovrà passare agli esercizi per riparto, eseguendoli ogni vol_ta con un concetto tattico. Circa le innovazioni sulla si;uolà del condurre, diremo soltanto che molte delle disposizioni· che prima precisa vano tutto, furono ~oppresse; e che l'istruzione del condurre ha soltanto lo scopo di ottenere un iformità e cadenza nelle andature, prontezza nel fermare, nel voltare e nel superare le diflkoltà del terreno. Qua·ndo si eseguisce un''.spe· zione sul condurre, questa deve a ve'r luogo snl terreno. 1. Lo spiri to del nuovo Regolamento si esplica chiaramente nella IV parte, . la .quale tratta del combattimento. Sin dalle prime parole è raccomandato novamente che l' istruzione sia fatta per preparare la truppa alla guerra. l ' . Le eserdtaiioni di combattimento saranno ben condotte $8, utilizzando il terreno, gli ordini adottati corrisponderanno allo scopo. La . scelta degli ordini, i;he non .sono molti, deve e:;sere fatta in modo da 1

(l) Abtlieilung - da noi brigata.

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CRON·ACA .

ottenere il · massimo effetto·dèlle', arJni, P neJ.lo stesso tempo da,non pre· sentare grandi bersagli al nemico. Nei :movimenti: in•aYanti ed indietro sotto il fuoco nemico 1 se lo spazio lo consente, si d.ev.e adottare l'ordine, di , batteria spiegata con intervalli aperti, di,versamente,' l'oi·dine , in, colonna, col quale, sapendo prolìttare i del terreno, si presenta al , fuoco dell'avversario un piccolo bersa7lio. Per• le adunate o per, parcar.è si adotterà l'ordiine, chiuso; per marciare quello in colonna di ba.tterie, o, anche quel lo ini colonna per· sezioni; il quale può anche servire nei movimenti di fianco al coperto. · li Regolamento non sta bi lisce, .le· formazioni che posssono , occorrere nelle svariate, còudizioni in cui può svolgersi il co~,battimento; esso dà1 soltanto alcune indicazioni. Dove queste non bastano, deve subentpre , )'.iniziativa del comandante. Solo, in terreno , variato può educarsi il comandante a questa nu,ova scuola, e può, nell'istruire la truppa, passHe dal facile al difficile; e così rendersi ragione suI da· farsi. ·· · Ora<che la Germania può· èventualmente trovarsi di fron te ad un avversario munito di pezzi .di uguale. valore balistico, l'insegnamento tattico aS'sume una grande importanza; essa col su9 nuovo. Regolnmento intende precedere tatticamente di rnolt.o · le altre grandi potenze: Per la stessa ragione procura d1e g.Ji •ufficiali si istruiscano più ampiamente nella scuola di tiro. Il comandante deve saper corrispendere. alla latitudine lasciata, da Regolamento; egli non deve soltanto conoscere l'impiego della propria·. arnia, ma anche quello delle altre; poichè,l'artig.lier.ia noni combatte già come· arnrn speciale, ma come parte, integrante del, complesso dei combattenti; essa in una parola, costituisce puramente·un fattore del successo come le altre armi. Lo stretto legame che unisce l'artiglierià colle altre armi., m 1speciPcolla fanteria, è espres~o nel Regolamento ah.bastanza chiaramente. Nella, maggior parte dei casi l'artiglieria da campag,na apre il combattimento. · Sua norma principale deve esser quella di ottenere la preponderanza del fuoco. · · Con meno di un riparto (3 batterie) il comandante spiegherà difficil. mente i suoi pezzi in batteria; combattendo presso una divisione, in poco tempo un intero reggimento sarà disposto in bàtteria. L'artiglieria· non· ha facoltà: di scegliere la sua prima posizione, ciò viene stabilito dal comaodnote delle truppe nel dare le disposizioni per il primo schieramento. · L'azione dell'artiglieria nel combattime.nto si esplica solamente col fuoi;o; e solo colla preponderanza di questo essa può adempiere iute-

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rameute il suo còmpùo. Essii h,a, da sostE:nerè m;i.tilrla.\QWAle e nio,r.almente•la ,fanteria. Berciò, .come dice il Regola.meµto, es,:;;<) dl}y,e .u,tiJ.iz~ar,e il suo fuoco anche a.di'lt.an·ze superioFi alla: p,o,rtl\ll\,del ,tir.o d}lb. fl).,nJe( i<,l nemica; co:).ì pu.re deve nei. rnomeuti ~ecisi vi ten(:lt: (n>,Q\e apç!'i~. al 1fuo,cp, più micicliale rdella fanteria, 11 I\eg9lam~~W: prpyve.dei,co,i suoi ,ptinpiP,\ anche al caso che,la pplvere seQ.,~a- fµ.m.o, , come, è:ii;i U.?O' ill Francia, facoia scomparire. dal carnpo di battagli11, le nubi. che :ittualme,n.\e IQ. eoprono. . . Lo spirito che deve prevalere nel compattimento si. n,rnnifesta: c,ol l'.\rq-, piegare itutte le forz~, collo svi luppare il massi,;no, fupCQ,. co\ co~liuu,;ti:lo, ·fin che è possibile, e col rimanere . nella µosi zione anch(:I qµando siag,9.. .·fi11ite le munjzioni; L'azione non deve mai perdere di inten5.ità..a,Uo scopp ,di trarre profitto del terreno . Se questo permette.di coprirsi p~u sviluppando il mas$itno fuoco, se ne profitti, altrimenti si trascuri la copertura. : Come ne,\ vecchio. Regol1am~1jto, co,sì anche nel nuovo è stabilito che., il comandante dell'artiglienia si trovi all'iuizi.o del combattimento pressq il comandan\e delle truppe per, prender.e gli ordini. La Iinea di fuoco de;v:e ,e.ssere scelta-in mo.do da n,01, pot(:lr e~&àe presa ·d'iufilata,'· giacchè se ciò accade;i$e, l'effetto qel fuoco de,lt'avvei:sario ~arebbe di molto aumentato . I · Il nuovo Regolamento di,;e, che ·in caso di mancanza d:i &·p.azio nel · senso della larghezz,a,, l'artiglièr,ia si dispoQga, per non, togJiere sp,Mio al, · corpo d'armata,. su fronte, ristr,ett.,1 e.d eventuahnente scl,l,ieri le .s,l.\e baL· 1erie con più ordini, di fuoco. Non s.i può già sew.p:re cont9,re, di, tirp,re al disopra .del le truppe. ·1:ale sch ier.ameoto delle battede. è poi mo.lto ,iqdi, ..cato quando iL vento soffia da un lato, giacchè. il fumo viene presto spazzato dalla . breve fronte ...Molto vanta:ggioso è. , lo . s<,htei:ainento dei pezzi dietro la cresta ·d', nn' altura, lasciando sporgere di! e.ss;.i soltanto le bocche. Prima di disporre · le batterie sulla linea di (uoc.o, (a, d'uopo spingere innanzi degli esploratori per liiCQnoscere la praticabilità !lei terreno. Sino -à che·. è possibile, la m~rcia :i.vanti· è eseguita su str,ad~, cercanrto di ,raccorciare la profondità della colonna coll'adozioµe della, colon.na. d1 se• · zioni . Si deve rivolgere speciaJe attenzione a!l avvantaggiarsi d.el terreo.o atfine di subire meno perdit.e di sor,pt',euderf l'iwversat:i.o. Non, p,otendo . man,iare al coperto, si marcerà in aranti in ord,i,ne. SP,ieg;ito ed a celeri andature. Appen;t i pezzi sia,no in batteria dev;esi a,[),rira il f\loco. Un apposito capitolo tratta, del rifornimen.to rle(le mµ\ izic;rni, $ervizio della massima importanza. Affincliè le munizioni di riserva delle lrnt·terie giungano . iu. tempo in priQla lio,ea, si è fatto responsabile _di tale

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CRONACA .

servizio il ·comandante di riparto. Le munizioni nei cofani detravantrenodevono essere risparmiate il più a lungo possibile, e ciò perchè le batterie possano ad ogni momento essere pronte ad avanzare, Mnza dover atten-· dere i cassoni retrostanti . 11 comandante del la colonna munizioni di riserva è responsabile dell'ordine e della disciplina della medesima. Il capitolo che tratta della • Direzione del fU-Oco ,. contiene delle disposizioni importanti. Il comandante delle truppe indica lo scopo del · combattimento, mentre gli ulteriori ordini riguardanti la condotta del fuoco sono impartiti dal .comandante dell'artiglieria. Senza tener conto. delle eventuali perdite, 'devesi , di massima, battere il bersaglio che, secondo le condizioni del combattimento, può influire sul buon esito .. Nella maggior parte dei casi , il bersaglio da colpire all'inizio del combattimento sarà l'artiglieria nem ica . Gli effetti possono essere sensibil mente aumentati, se il fuoco, dopoe~sere stato ben preparato vien apertù all'improvviso da tutte le batterie, sotto. un'unica direzione. Per ottenere ciò deve~i trar profitto, . del terreno, giungere nella posizione senza essere veduti, e poi iniziare simultaneamente il fuoco con masse preponderanti. Le grandi , perdite subi te in modo inaspettato influiscono a deprimere il movale ciò che ha una grande importanza. Quand'anche il fuoco sia diretto, dal comandante del ripart.o, tuttavia la batteria· rimane autonoma nel regolai:e la specie del suo fuoco . Il comandante della medesima sceglie nella maggior parte dei casi · la qualità del proiettile. Dove è- . possibile, de-vesi · far uso dello shrapnel. n· cambio del bersaglio è ordinato dal comandante di riparto. La batteria deve con tutti i suoi mezzi d'uomini e di materiale fare il possibile per continuare il fuoco, senza tregua. I cambiamenti di posizione possono essere fatti solo coll'autorizzazione del comandante delle truppe; meritre di propria iniziati va il comandante dell'artiglieria può solo ordinarli, se ciò è rkhiesto urgentemènte dall'andamento, de]: combattimento. Parlando degli · attacchi, il nuovo Regolamento li distingue in due specie, O$Sia nell'attac1:o d'incontro, e nell'attacco di una posizione, prep0;rata a difosa. Nel primo caso l'artiglieria avrà adempiuto il suo còmpito se avrà combattuto da sola e senza esigere il concorso, della fan teria, serbando al eomandaute della tru ppa la libertà di prendere un partito; mentre nel secondo caso, prima di passare all'at.i. tacco, devesi attendere che la maggior parte delle trnppe sia spiegata e l'artiglieria sia tutta sul posto . L'attacco preparato secoudo un piano pre:;tabilito ha probabilità di riuscita qnando si è ottenuta la preponder!lnza del fuoco, in ispecie di 4nell a dell'artiglieria. Iu questo at-

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tacco, deVf1si impiegare tutta l'artigl ieria, la quale, se il terreno ' non permette o non consente il coprimento, alla vigilia della battaglia · deve . essere portata innanzi duraute la notte, e disposta in balleria · alla distanza richiesta dalla . migliore efficacia il i tiro. Quando !'artiglieria nemica è battuta, previo ordine del comandante · delle truppe, devesi cominc ia re il tiro con un fuoco violento contro· la fanteria, uel punto sul quale si vuol irrompere all'assalto. Se ciòsi può ottenere con un fuoco co.ncentrico da posizione avvolgente, la preponderanza del fuoco sarà raggiunta in tal modo, Se l'attac1:o · riesce alcune batterie per sostenere moralmente la · fanter ia devono · avanzare ai la distanza della maggiore efficacia di tfro, e, quando il, uen,ico che $i ripiega è giunto fuori di tiro, il grosso dell'artiglieria de\'e pure avanzare con andatura celere e coprire di prniettili l'avversario iu ritirata. Se l'attacco non riesce, ' l'artiglieria ha per còm-.. pito di accogliere .Ja fanteria che si ritira e di respingere col fuoco · l'insegui mento del!' avversario. · Anche nella difesa si deve cercare d'ottener~ la preponderanza det fuoco. Tanto gli uomini quan to i pezzi devono trovarsi al coperto, e I~ distan,ze devono essere conosciu,te · dal difensore. Nella maggior · parte dei casi devesi aprire il fuoco· simultaneamente con tutta l'artiglieria. Da princi pio questa di rige il fuoço sull'artiglieria avversaria ,, ma quando la fantéria nemica inizia l'assalto, il fuoco dell 'artiglieria · deve essere diretto contro di quella. Se ciò non ostante l'attacco riesce,· '1evesi coraggiosamente rimanere si1l sito anche a costo di perdere, ma ouQrevolmente, dei pezzi. · Nell'inseguirrìento, l'artiglieria ha la parte principale, essa senza-alcun riguardo deve colla cavalleria concorrere ad accelerare lo sban- · <lamento dell' avver:;ario. Nella i·itiratà invece essa forma l'argine contro il quale deve arrestarsi il nemico che insegue. L'azione delle batterie a caval lo addette alle divisioni di cavalleria si· · riduce a pochi mo:nenti. Esse devono possedere grande mobilità ed ·àhilità nel condurre, perchè possano pienamente soddisfare al loro · còmpito. La V e ultima parte d~I Regolamento tratta delle riviste e parate•.. Viaggi d'istruzione del grande stato maggiore. - I viaggi d'istruzione del grande stato maggiore dell'esercito prussiano, sotto la direzioue del generale di cavalleria conte ·vou Waldersee i3 po di stalo maggiore dE'.J1':esercito germanico, ' furono iniziati l erso la metà di giugno a Nordli,ngen in Baviera e ultimati verso la fine dello ste,;so mese. Da Nord- Jiugen, l'itinerario, si svolse lungo il Danubio.


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Pre~i di tiro per gli ufficiali e sott1,ffìciati. - Con ordine di Gobi. ne~to 1n ~fot~ 1_ 1 :1prile, pubblicnto il '19 giugno 1889, sono stabiliti <l(!/ premi ~1 trro anche per gli urtìciali ~ sottuf6ciali che si di~tingu_ono qun!, ~ro:ett_i '.iratori nei b,a,t,taglioni dell'arti~ILeria d~ fo r_tezz~, Dt:1 battaghon, pronrr.rr e nel reggimento ferrovieri. I _premi P.e~ ~li _uffici(lli consistono in un:i rnìa bola (spada), e quelli per I soltufficral,, rn Ul) or0Iogi9. Anou:lment~ son~ assegnati a ciascuno dei menzionati corpi di trup~a -. p_rem,'. ossia 1 per il miglior tiratore frn gli uftìciali,1 e 1 per il m1glror llrtltore fra i sottnfficia)i. · t _e_ gare c!i t_iro devono ~v~r luogo ogni anno nel 11lese (l i luglio o agosto. G)i uffic,~li e sott.uffh:r~h cpe fossero già stati premiati sono t!SCln<:i d:illa gara. · · "' ' ' . Prima d'inco minciare il tiro di gara, è permesso di fare un colpo di 11ro va, qualora se ne facci~ domanda. · La d:st~ibuzio_ne dei premi vien fatta con solennità. 1_n6ne, 1 nomi degli l!fficinli e sottufficiali premiati, · devono essere fau, conoscer~ a S. M. l'Imperatore in occ.isio.ne della presentazione delle relnz1001 anquali sul tiro. Nomina del comand<J,nte it 1° corpo d'armata. - Il genern le di fanteria ~ronsart von Schijllendorf, già mio,istro della guerrr 1 è st; to nominato {Omandaat.o del '1~ corpo d'armata (i n Kòn igsberg), in sostituzione del g~nerale d1 fanteria von Kleist stato collocato a disposizione con pen- . · srone con decrc10 dell'1 ·I maggio anno corr.ente. . . , Licenze alta trnppa ~e, la 1iir~ta d~l raccott-0. - I con;rnuqanti di corp:> d armala ha uno autorizzato , srogolr corpi di truppa, ad accordare per . la d'.'. ~atn del rac~lto - P?'' <flll~nto lo con~entano gli interessi del ger~1~1~ - del le licenze :iglt 11om1oi cli truppa. . '.) 1t 10 terc.ssa_ti nal .rivo Igere pel' tale motivo le domande ai rispetuv, co~aod, dr reggimento, devono indica re con precisione la durata del111 licenza. La·vori del re:,119iinent·" · ·i.· - li 1-. egg,mento · e • · . " ,,"e'·· , ,·ovie, 1errov1er1 sta ultimando - sulla piazza de' suoi esercizi - nu ponte ferroviario sospeso. ~sso è costrutto totalmeutfl in legno a una sol() arcata, lo cui luc~ ~,sura . l·O ~et1~i. Se ne _dice molto bene. . . : Orso ~~ f111e dr giugno : compagnie del reggimen to ferrov ieri (la 1 ~ pr~ss_iana) o la 1~a (wurtemberglrese), si sono recato ai confini hovaro-wurte~~erghes1 ~ffine di eseguire i lavori di soprasuolo del ~;uorueco ferro6v1ar1.o Mem~igen -Leutkirch lungo ~5 chilometri. I lavori -<U ranno set11maoe crrc.1.

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GIAPPONE Creazione di uno stato maggi-Ore generale. - Con ordinanza imperiale dèl 7 marzo i889 fu crealo a Tokio uno stato maggfore 'generale, destiuato . alla direzioue delle operazioni militari della . difesa n~zion:ile, t.lel personale dello stnto maggiore genen)le, dell'accademia militare e dell'ufficio topografi co. Un ufficiale generafo, incarin1to ciel com,\ll<lo in ca po di tulle le . truppe clell'impcro e posto sotto gli ordini di retti del l'Im perntore, avrà la direzione superiore dello srnto maggiore gener;ile. Un generale di divisione o un generale di brigata, sarà .id detto al domarid~nte in ca po. Tntti gli . ordini relativi ai mo'vimcnti delle truppe emaneranno dal comandnnte in capo; in tempo di pncc egl i li comuni cherà al ministro della guerra io tempo di guerra, ai comai1d:inti dei corpi, delle di:visioni o di distaccamento. · Due uffici e una sezione· si ripartiranno l'insieme degli affari di pe'odenti dallo · stato maggior~ geberale: il primo ufficio , incaricandosi dei piirni delle ,:;p~dizi·oni , dell'ordinamento dell'esercito e dei ·mezzi òi comunicazione ; il 5ecopdo ufficio, trattando della difesa uazionale, della condotta del:e operazioni militiir.i, e dello studio degli eserciti stra,. nieri; final rneilte ·1a sezione di stati stica, riunendo le varie notizie geo gralìché o storiche e curando la traduzione di opere· séritte io lingue straniere . Saranno còmpiti di un ufficio ausìliario, il controllo del servizib dei fondi e de'tla sorveglia1l'za dell:1 bihlioteca militare.

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GRAN BRETTAGNA Sezioni 1Jetocipedisti. - È stat:1 accorda'ta l'auto'rizzazionè di forrnare ·presso qualuuque b~uaglione dei corpi volontari (volunteer batta lions) ('I) u ua sezi'on~ vel'ocipedisti della forza seg'.uente: 1 nflì ciale,

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( ! ) Le forze militari hrit.~11 niche comprendono (non tenendo conto delle forze iJldian& indigene: l'esercito regolare· colla sua riserva e le fo rze ausilia ri o; queste sono: la mili1.ia di Gran Rrettagna cci Irlanda colla riserva di milizia; i corpi volontari della Gran Brctlagna, la milizia normanna e h milizia (di sola fanteria) maltese.


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· 2 sottufficiali, 1 trombettiere eri un numero di c~porali e dt soldati va riabile ria ·12 a 20. L'ist.ruzione .ministeriale contiene varie prescrizioni ed avven enze . che qui riassumiamo: Importanza. - L'im portanza di nccurate ricognizioni e di opera,zioni di esplornione condotte in modo da produrre seri risult.a ti, può .appena apprezzarsi; epperò sarà oggetto di ben ponderato esa me la scelta dei componenti le· sezioni velot>,ipedisti. Scelta delt'uffic·iale. - L'ufficiale deve essere specia Imente adatto _alle sue incombenze; dovr:1 essere energico, sagace e dotato di spirito .,d'iniziativa , onde saper industriarsi in qualuuque circostanza; dovrà .·conoscere bene le norme tattiche ed il servizio in guerrn. Scelta della truppa. - Gli uomin i di truppa devono essere abi li -velocipedisti, di buona vista e riconosciuti fisi ca mente adatti in seguito . n visita medica. Si dovrà poi fa re ogni sforzo per renderli valenti .. tiratori . - Sarebbe anche couveniente che gli uomioi di truppa avessero qualche pratica nel far sch izzi topografi ci e nell'istruzione delle ·segnalazioni . .Abil-ita, nel 'montare. - È e~senziale che I' ur6ciale ed i graduati posseggano nbilit\ se non superiore, almeno pari a quella deH:1 media ..dei caporali e soldati. Velocipedi. - I più adaui sono : il biciclo di sicurezza a propulsione posteriore (1·ear-drivin9 sa{ety bicycle), il triciclo a governo anteriore ({ront-steering · tricycle); il triciclo detto tandem (tandem tricycle). Se nel la ste:;sa sezione sono adoperati velocipedi di diverso ·model lo, si dovranno assegnare agli uomini compiti adatti al veloc.ipede ado perato. I tri cicl i a governo posteriore (Rear-steering tricycles) e quelli n9n dotMi di equilibrio stabile (tricycles with unstable equii'ibri um) debbono essere esclusi perchè non atti a scendere per ripide , chine eccettocbè ad andatura lenta. I veloci pedi ;1doperati dovranno.essere provveduti di potenti freni. . Armi ecc. - L'ufficiale sarà provveduto di revolver e di ca nnoc·-Ch iale da campagna; la sua sciabola sarà assicurata al velocipede. Gli .uomini di· truppa saranno armati di fucile con baionetta . L' IÌffìciale .od i sottuflìciali avranno ciascuno un fi schietto. I velocipedi saranno provvisti di forriimenti atti ad assicurare il trasporto sui velocipedi stessi di un fue ile e relativa munizione e dell'ec1uipaggiamento del velocipedista. La sezione verrà frequentemente esercitata nel collocare gli ogg,:tti ,ora detti sui velocipedi, nel toglierli e nel montare cogli stessi col lo- ,

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-cati sul veicolo. Si avverte anzi che la velocità del moviment9 di · una

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;ezione e ]a . sua forza di resistenza nel movimento stesso non si do· vranno giudicare c;he in base ad esercizi compiuti col!' arm:uneuio e -coll'equipaggiamento collocati sul veloci pede. Rillìista ai 'velocipedi . - In ogni riunic,ne della sezione sarà passata un'accurata rivista. ai veloci pedi·, Qnde accertare: che i freni agi·scono perfettamente; il selli no sia solida mente situato, che i mezzi di propulsione e quelli che servono a governare siano in istato di adem· piere al rispettivo nfficio; che tutti i pezzi di sostegno siano in buone condizioni e C()Si pure i cerchioni delle ruote. Oltracciò i velocipedi . dovranno essere puliti. , Utensili. - Ciascun :velocipedista sarà provveduto di una · tasca contenente un cacciavite ordinario (adatto alle viti del proprio velocipede) e due cacciaviti a branca s1.·orrevole, un'ampolla piena d'olio e pezze dì tela o di cuoio per la pulitura del velocipede . Operai , ecc. - Ogni sezione deve, possibilmente, comprendere fra ·i snoi membri uno capace di eseguire con abilità le occorrenti riparazioni. Dippiù ogni membro deve po·ssedere nozioni generali alquanto estese sulla costruzione dei velocipedi è la capacità voluta, per es.eguire le riparazioni di minor conto. Norme pi:1· la marcia. - In marcia l' ufficiale, sempre accompainato dal trombettiere, prende posto o va ove stima più con veniente per meglio dirigere il movimento; per .regolare l'andatura egli designa uno d·egli uomini alle funzioni di guida. La sezione muoverà sn fronte la cui ampiezza dipenderà dalla larghezza della strada e dalla fittezza della cirl'.olazionc. Diario. - L'ufficiale compilerà volta per volta un diario nel 'Iuale inscriverà l'operato della sezione avendo ben cura di indicare esattamente le distanze percorse, la dur11ta dei vari .percorsi e delle ferma~ e tutti gli inconvenienti toccati agli uomini ed ai velocipedi. , Ordini, a'l>visi, ecc. - L'ufficiale deve conoscere perfettamente le norme a riguardo della spedizione e trasmissione di ordini ed avvisi come pure del modo di darli; egli è responsabile della occorrente conoscenza . di dette regoll:' da parte de' suoi dipendenti. Durante le marcia si presenteranno frequenti occasioni per esercitare gli uomini in questo ramo d'istruzione. , E~plorazi oni. - La sezione sarà frequentemente esercitata in operazioni di esplorazione sia in paese gcoperto, sia in paese coperto . Du· rante questi esercizi gli uomini smonteranno se occorrerà, le form~zioni di marcia dovranno essere adatte alla natura del terreno e non si ometterà di staccare punte e fiancheggiatori.


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. R~co~ni:tioni,._ -

di piccola tattica del tenente colonnello

ht11r1:

cialmente raccomandate ai velocipedisti di truppa. Nuo'Oa circoscrizione tei-ril01'iale. - li primo luglio corr. cominciò a funzionare la nuo~11 ci~coscrizione territoriale dell'Inghilterra e del Galles; il territoi·io di queste due regioni è attualmente diviso in diecj comandi genernl i di distretto militare (military distr-icts) , due dei quali sono più proprinmente comnndi di presidio. La divisione è la seguente: I. - Distretto militare del Nord-Est col comando a York. II . - Distretto militare del Nord-Ovest col comando a Che3ter. III. - Distretto militore dell' Est col comondo a Colchester. lV. - Di:metto militare dell'Ovest col coman.do a Devonport. V. - Distretto mili tare del Sud col comando a Portsmouth . VI. - Distretto militare del Tamigi col comando i, Chatam. VII. - Distretto milirare del Sud-Est col comando a Dover. VIII. - Distretto militare dcli' Interno col comando a Londra. IX. - Distretto militare di Woolwich (presidio). X. - Distretto militore di Aldershot (campo permanente). La ci rcoscrizione territoriale.del!' Irlanda rimane invariata, comprendendo tuttora i distretti militari di Belfast, Dublino e Cork; la Scozia continua a costituire da sola il distretto Nord-Britannico e le Isole Normanne il distreuo di Jersey quello 'di Guernsey ed Alderney.

Gli eserc1z1 saranno condotti in base a sco pi mis~guen~. po_sso~o formar~ oggetto degli esercizi in parola: a) R1cogmz10ni d, strade, città, villaggi, luoghi fortificati, li umi o c11nali, ponti, guadi, boschi o foreste, ferrovie, alture, terreni per accampare, laghi o paludi, !-piagge marine. b) Ricognizioni di determinati tratti di paese onde accertare: ·1° La natura della regione; 2° La presenza del nemico; 3° La specie e la quantità dei prodotti delle vettova&Jie, dei mézzi di trasporto e dei mezzi per alloggiare le tru ppr.; i:> io La correttezza de.Jle corte topograriche, ecc. c) Riconoscere uo:i posizione e riconoscere il nemico mentre è in 'mar<Jia o fer mo od in posizione. Processo dell'is truzione. - Gli eser<Jizi di esplornzioue e di ricognizione debbono es~erc graduali e fatti con molta cura senza omettere alcuu panicolare. Epperciò gli esercizi" stessi rifl etteranno in primo luogo gli oggetti specifkati nel capoverso a), poscia quelli dei càpbversi b) e e). · . J)_'i{esa ~i _località . -:-- Il con,andao te di una sezione di velociped1st1. ".'orra es~ere esercitato, . offrendosene l'opportunità, neli'occupare localita o posti ~ scopo d1 difesa. Si bacteri, che il progetto di difesa sia ada tto alla for1..1 impiegata. Sarà pure spiegato al comandante di sezione il modo di afTorzare celeremente con mezzi artifi ciali il luogo o<:Ctlpnto. L'lktruzione ministeriale si chiude con una Vista di libri di testo utili a cons~llarsi dai velociperlisti, e col!' indic.'lzionP, del numero di e~ercitazioni occorrenti per essere dicÌ1iarato efficiente (4). I libri sono: Istruzioni; per la cavalleria' delle forze ausiliarie:· ricognizion i, ma rcie, :ivamposti, ricognizioni topografiche, (pubblicate con autorizz:izione ministeriale) . . La gnida dell'esplorntore del 'maggiore DEuvon; ; Che cosa osservare e come 1·{ferirne, ' del colonnello L ONSOALE HALE; Elementi di modenia tattica del tenente co lonnello W1tKINSON SnAw; Pi~cola tattica, del colonnello CLERY; Elementi di piccola tattica ad itso dei ·b olontari, ·del capitano DtoMFIELD; Difesa ed attacco d·i pos•izioni · e località, del colonnello H. SctiAw. Que,t'uhirna opera e gli E lementi 1

(i) o·er ,•olontario (volunt,ee1·) non dichinrato efficiente non vien .tenuto conto nel ~alcolo dell'assegno annuo {detto C(l;p italiongrant) a cui hanno diritto i corpi vo lontari m ragione del numero di membri ri;u lla ti cfticienti durante l'anno nnanziario.

•

ESTERA

CRON ACA

W1tKtNSON

SaAw sono spe-

e

ROMANIA

Promozione a tenente del pr·incipe Ferdinando. - S. A. il prin· cipe Ferdinando, già sottotenente nel 3° reggi mento fanteria di linea dal H novembre 1886, il ·I 9 aprile ~ 889, venne promosso tenente nello stesso reggimento (Monitorul Ostei n. 21 ). Istt·uzione pei riservisti dorobanzi (·I) -r Con circolare ministeriale delli 20 aprile, diretta ai comandanti di corpo d'armata venne disposto che i riservisti (assegnati ai reggimenti dorobanzi (~) nella (I) Fanteria territoriale. H -

ANNO .!:IXIV, YOL. lii .


162

CRONACA

ripart1z1011e del contiugellle di ·4uest'auuo), dal 15 maaoio ·a] ,15 11iu11110 . "~ ~ ·~ vengono convocati p(lr la loro istruzione. Giunti ai reggimenti e~si · sarauuo formati su due compagnie, dell'effettivo di 10 sottufficiali, ·16 caporali e 76 ,soldati per compagnia (tra cu1 2. trombettieri e 2 tamburini); gli ntficiali · (i capitano e 2 ufficiali subalterni) verranno forniti dai reggimenti dorobanzi. L'istruzione com.prenderà le scuole del soldato, <tuelle di plotone e di compagnia e l'esercizio di tiro al bersaglio. . Scuola u f.'ficiali. - Il Jfonitorul N. 27, dà il testo del nuovo regolamento della scuola ufficiali , approvato con regio decreto 22. aprile N. 7i99. La scuola ufficiali, residente in Bukarest, ha lo scopo di provvedete gli ufficiali di tutte le armi. In essa vengono ammes~i: a) gli allie:vi che, hanno compiuto corsi delle sc~ole dei figli dei militari ; b) i gi~vani provv()duti di' licenza ' liceale, come pure quelli che hanno compmto la 7a cla.sse liceale, aventi 18-'20 anni d'.età, al~· gennaio. ' Il corso della si:mola è della dnrata di 2 anni. Gli allievi sono ri•partiti in. 2 ·classi, ed ogni classe dividesi in' sezioni, cioè: , _ Nel primo a,nno, una sezione di fiinteria · e cavalleria, ed una sezione del genio eq artiglieria. .. Nel secondo anno, una sezion.e di fanteria, una di cavalleria è una sezione del genio ed artiglieria.• ,Gli allievi che superano gli esami d'uscita vengono promossi al grado di sottotenente. L'anno scola~i~o priJ?.çipia il ·15 settembre. Nel personale della scuola è compreso un corpo di truppa, composto di :1 ccimpagnia allievi, ·1 compagnia dì truppa, uno squadrone. · Amwissione alla scuota di guerra:,._ Una decisione ministeriale delli 1,9 maggio ,1889, N. 85, pubbtica le. norme per l'ammissione ali~ scu?la di g11erra. Gli esami .avran·no luogo àl . circolo militare di' Bukarest, il 4° sJttembre. Per )'ammissione a detti , ~sami i ca·1;didati devono soddisfarè alie condi~i'oni: ,: . . . . . • • / . . • I q) ·di avere il grado di capitano o tè,nente; 0 b)' di' avere· servito almenÒ 2 anni prèsso la truppa. _Gli esa~Ì d'a.!1:lmtssione ' sono: per iscritto (due crimposizioni di cm, una 10 francese); orali, secondo le materie· del pro11ramma sotto . d ç) lll icato; e pratici, consistenti in una levata del terreno con tavoletta e un esperime.nto d'equitazione. · · · ·· - ..._ ,

..

.li:STERA

163

Programma d'esame orale : Legislazione. e amministrazione militare, arte e storia rni-1:i,tare, "3rtiglieri:i, fortificazioni, geografia, topografia, regolamenti di fant<~ri() , di cavalleria, d'artiglieria. Regolamenti de-i, dorobanii e dei catarosci ('1). - Con decreto i maggio N. s,t 64. venne promulgato il: nu:ovo regolamento sul servizio -e su!Fistruzione dei dorobaozi, restando, co~ì abrogato il regolamento . dei, granicieri (soldati di frontiera), pubblicato il i dicembre, ·1869 (Monit. 28). , Co.o decreto del 29 aprile corrente anno venne emanato il nuovo ·regolamento dei calara:;;ci, in sostituzione del regolamento 1875. Ambedue i regolamenti danno . le norme sulla composizione e sul servizio <lei corpi appartenenti al le due armi, nonchè quelle relative alla mobilitazione. Dall'ultimo poi rilevasi la forza di un reggimentp cala,rasci mpùilitalo,. che è da 650 uomini e 63,i cavalli. · Crediti per le fortificazioni. - A. seguito delle informazioni date •nella Rivis.ta Militare del mese di maggio, riferiamo che il Senalo, dopo vari giorni di appassionata discussione approvava an·ch'esso a ·grande maggioranza il credito di ·15 milioni (Monit. Oste·,:, N. 33) pel proseguimento del)e fortifi cazion i• del reame (Bukarest, Namaloasa, iFocsaui e Galatz). 'Questa somma unita a 35 milioni già spesi dà un •lotale di, 50 milioni, consacrati in 3 anni dal non 1>~ande stato della ' ~ Rumania per la difesa del proprio territorio. Stante gl' ingen ti paga·menti da farsi in Germania ed Austria per corazze, torri ad ecci issi, ecc., già consegnate, le opere io terra non potr:anoo raggiungere quest'anno · >111'.1 grande svilu ppo, segnatamente quelle intorno a Bukarest,

RUSSIA ~reazione ·di una brigata di dogana ..' - Con · decretò del · 3/15 ~prile è stata cre:ita una nuova brigata di guardie doganali, essa-poeta il nome di Brigata d'Eri van, e componesi di 5 urficiali superior.i, ~6 ufficiali subalterni, un medico) 329· finanzieri· a cavallo ,e· 4'32: a piedi . (!)

Cavalleria territoriale.


166

ESTERA

Il Prikas N. 90 del corrente anno sta bi lisce:

164

\:RONACA

Reggimento dragoni di Finlaodia. -

Con decreto imperiale .del!<

4 ,~/26 maggio viene stabilita, nella Finlandia, la formazion e di un,

reggimento dragoni, dn completarsi con uomini reclutati secondo .H·. sistema vigente nel granducato, . esso porterà il nome di reggimento dragoni di Finlandia, e com prenderà sul piede di pace e. di guerraun effeiti,•o coni.battente di 37 ufficiali (36 in guerra) , 6 (5) funzionari, 66··t (853) uomini montati e 97 (·i 3) smonrnti e 66·1 (908) cavalli di t.rurpa. Esso all'atto della mobilitazione forma uno squadrnoe deposi_to .(sapasni eskadron) della forza combattente di 8 ufficiali, 159 soldati montati, 17 smontati, ·I 59 cavalli di tru ppa, più 20 ù~ riserva. Il 15° reggimento caccfator'i, e il . principe di Montenegro. - H , principe di Montenegro fu nominato capo onorario del 25° reggi mento· cacciatori; il comandante dello stesso, C/llonnello Klimovic, avendo, inviato no telegmnnrn di felicitazione a S. A. ne ebbe la seguente rispost.a telegràfica: • Ringrazio V. S., e i valorosi del 25° reggimento cacciatori, delle· « cordiali felicitazioni. Sono superbo di trovarmi per volontà di S. ~' « l'imperatore annoverato . tr~ le file del valoroso esercito, ed :dia « testa d'un reggiment~, che si è coperto di gloria eterna sulle velie-· « di Scipka ». Cont'ingente per l'anno 1889. - Il contingente di reclute destinato all'esercito ed alla fl otta, da st11bilirsi annualmente a norma det, § 9 .del Regolamento sul reclutamento, venne fis:;ato (d.ecreto imperiale del 18/ 30 maggio) a 2,255,00~ uomini, e quello per i ripàrti di · truppa speciale indigene del CaucasQ venne fissato a 2,-iOO uomint, comprendendo fra questi 100 -mosulmani-asetini, che devono servire · nei reggimenti cosacchi del Terek. , Nuovo equ~paggiamento · della fanteria. - L'equipaggia rnento del· soldato di fanteria ha subito una leggiera modificar.ione. }?in dal 4882 · veniva decretata l'abolizione dello zaino io pelle (modello ·1866) o in, tel:1 impermeabile (modello 1874 ), sostituendolo con un sacco da og-getti di corredo da portarsi a bandoliera, con un sacchetto da biscottoe con altri oggetti. Io quell'occasione venivano pure adottati una bo-raccia, una ta'zza ' di cuoio, una tenda da campo di 6 teli per 6 nomini ed accessori relativi. Il peso complessivo dell' equipaggiament<> risultava di chilogrammi 28,592. È da avvertire che tale disposizione non è stata ancora completamente applicata, e che quasi tutta la fan-· leria ha sempre lo zaino.

4• di sopprimere il sacchetto da biscotto e di · ridurre da 6 a 5 ,;'Jibbre (1 ) ' la razione biscotto uri reggimenti granatieri e i.n quelli di •linea, pei quali corpi l'equi paggia.mento consterà del solo sacco da --0ggetti: 2° di conservare · fino a nuovo ordine lo zaino ~i peli~ per fa fan teria della guardi,1, per l'artiglieria montata e per Il genio; la :,guardia ces$a così di portare l'equipaggiamenJo datole nel 1882 . . Per effetto della riduzione di ·I Ii'l>hra di biscotto ( ,\.1 O grammi) e ,,delta soppressione del relativo sacchetto, il nuovo equipaggi~men~o ·viene alleggerito di chilogrammi 1,139, e il carico del fantacciao r1,sul1a orli di chilogrammi 27, i5~ così ripartito: 1

Biancheria. Vestiario, calzature, copricapo Sacco da oggetti di corredo guarnito (vi sono anche 4, paechi di 6 cartucce ciascuno Guaina da calzatura con sti\•ali di ricambio . Gavetta. M.ateriale da campo. 8oraccin (piena d'acqua) Utensili da zappatori e guaina ('2) . 2 cartuccere guarnite (3) Cinturino. Fucile (con baionetta e cinghia, ecc.) Totale (chilpgra~mi).

7~6 6,953

6,225 ·I ,6,i8 785 i ,410 1, 057 916 2 ,808 213

4,732 27,453

Sono pO!'tati a bandoliera: sulla spalla destra,, il sacco da oggetti :.1. fi corredo (specie di grossa tasca a pane) e la boraccia; sulla spalla :.$inistra, il cnppotto arrotolato, il telo da tenda avvolto sopra allo stesso, •.eoi suoi .;ccessori; l'astuccio da calzatura fissato posteriormente, a circa metà del cappotto, e la gavetta fissata all'estremità ddlo stesso. MtJ,novre a Krasnoe-Selo. - Il giorno 7/19 giugno è partito pel campo ·di Krasnoe-Selo il corpo della guardia, composto della ·I • e 2a divis ione di fanteria della guardia e della 1• e 3a brigata di cavalleria. della guardin.

(l) Ona libbra (funt) equivale a chìlogrammi 0,410. (t) Ogni c/lmpagnia porta 80 vanghette e ~O piccole seuri. (3) In -cuoio morbido ciascuna con 5 cornJ)artimenti per collocarvi 5 pacchetti dì

·~ r tucce, cosi il soldato t.rasporta con sé 84 cart•1cce.

,'


CRONACA 166 Queste truppe, souo il comando personale di S. A: il gr.foduca· Vladimiro, co1nan·dantc del corpo •s tesso, nel recarsi al campo e:,eguirono uoa marcia manovra, e quindi un mov,imento d'attacco contro Krasnoe·Selo, avanzando in due colonne: la colonna di destra agli ordini del tenente generale Malakow, comandante della ~a divisione fanteri a della gnar'dia, dirigendosi per la strada di Peterhof; la colonna di sinistra coman'data dal tenente gènerale · Rister, còmandante della 2a di·vrsio~e tlella guardia, · dirigendosi per la stnada di Mosca. Ciascuba colonna era preceduta da avangu~nlia ·ed aveva preso le misure di si-· curezza necessarie. Fu posta particolare cura a che si mantenesge la maggior connessione possibile fra le oue colonne, impiegando a taleeffetto .dei distaccarnenti speciali di c:ivalleria. S. A. il., dopo aver fotto slìlnre davanti a sè successivamente le· truppe delle due · colonne, assistè alla loro entrata nel campo Malgrado il calore . eccessivo, le truppe hanno eseguito l:1 marci11 nell'ordine più perfetto. Passaggio d(corso d'acqua. - Il 20 maggio (~0 giugno) il H5° rP,ggi mento fonteri a, recandosi al suo campo, esegui una manovra di pas saggio della riviera Okhta, che una parte del reggimento ha trnversato med.iante canotti di tela impermeabile e una zattera posta su otri di pelle gonfiate d'aria; mentre che le altre parti del reggimen to, tra-· versando il corso d'acqua su due ponti, avevano il mandato di di strarre l'attenzione del nemico supposto. In mezz'ora il corso d'acqua , largo circa .J3 m·etri, è stato passato da 2 compagnie e un drappflllo· cacciatori (volontari) , istruitq sui mezzi di pa,saggio. Viaggio a cavallo di un ufficiale russo. - Il sottotenen te Assciev del· 26° reigimento dragoni ha testè compiuto a cavallo il lungo viaggio· dal'la 1Russia occidentale in Francia. Partito li ~ 6 (28) apri le da Lubli n (governo di Poitova) è arrivato il ·19 (31) maggio alle .;. pm. a 'ra· rigi, viaggiando sempre a sella a1 andature alternate, e avenclo due cavalli, lino di rimonta e uno d1 sha prop_riet.à, che egli cambiava durante il viaggio, al modo clei Kirghisi, e un 'limitatissimo· -bagaglio. Lu distan·za percorsa è di circa ·2,i-47 vel'ste (circa 2900 chilometri)e l'itinerario fu il seguen te: 'Kiev, Novgordo, Vblinsk, Leopol, Cracovia. Troppau, Boemia settentriona le, Alta Baviera, Dr~mstadt, Treves, Lu. xt>mlrnrg, 'Longwy, Montmédy Réumset, Parigi. Nei primi giorni il sottotenente Assciev percorse dalle i5 alle 50 verste (4,8-53 chilo-, metri), in seguito, rinforzanrlo gradatamente la marcia traversò l'Austria e la Germania , facendo in medi:, 80 chi lometri giorrra'lmcnte, ad ·e·ccezione della Boemia, dove a ciigione del terreno montuogo, egli dov_è·

ESTERA

}

diininuiré la lunghezza · deHa marcia. In Francia percorse dai 80-90 chilometri àl giorno e nell'ultima marcia fino a Parigi fece ~ ·1O chilometri , Tanto il viaggiatoré qnh&to i stioi cavalli non si mostravano · affaticati avendo un bell'aspetto. Le autorità francesi alla frontier.i erano state prevenute dell'arrivo del sottotenente Assciev, dalraddett6, miJi.tàre di Parjgi,al quale il comandante la 9a divisione cavalleria si era rivolto richiedendolo di prestarsi per l'intrepido ufficiale di cavalleria. Varo della corazzata « Imperato~ . Nikolai I» e nuove CO$tr1.1rzioni. - I dati di qnéstp nuovo legno dell!). flott.a russi1 sono · i seguenti : lunghezza al giilleggi:irnento _333 (1) piedi 5 pollici (2~ lunghezza completa, 3i6 piedi_e 7 pollici , ma::;sirna larghezza 67 piedi; profondità sulla meti1 chiglia, 23 piedi, spostaroento 8Uù · tonnella te. _Il corpo dell:1 corazzata fu costruito a Pietroburgo (isola Galerni) diilla società franca-ru ss11 . I l legno sar~ arm::ito cou· 1 i cannoni di .grànde calibro, · appare.echi torpedinieri e cannoni Hot.chkiss · a tiro celere, e .provveduto di una macchina della forza, indicata di 8000 cavalli; da fab. bricar,,i . nelle acciaierie Puti lcosk e ;Alex.androvsk di Pietrobnrg.o.. Irr virtù del contratto, il prezzo del corpo della nave sarà di 2.,853,756. rubli, quello delle macchine di 1,398,000 rubli. La corazzata Hango-udd avrà le segue~ti di mensioni : 87. metri di 1 lunghezza; 18,9 metri di lilrghezza ; 6 ,,i rr,ietri di · pescagione; e sarà armata d, '10 cannoni da 9 pollici, i da 6 pollici, avrà 5 tubi lancia sii uri. · . · . , La cannoniera corazzata mista Grosiastsci (formidabile), sarà a1:mata coq 2 capnoni. . · Dopo il varo della coraziata 1m:perat-0r Nilcolai I , la società francorussa metterà mano alla costruzione d'una nave coraz·zata più. grande ancora, avente_ cioè: uoo spostamento di 9i76 tonnel111te, una lunghezza di meiri ,113, 02, metri 20, 72, di Iarghezza e metri 762 di pro. fondità ed· una miicchina dellii forza indicata di 9000 caval li ; sarà armata _.con 4, ca'ri'no·ni da ·12. poll ici; essa porterà il nome di Rossija ( Russiii).. · . A coiriplét~re l'el~ncò dei . nuovi legni va aggiunto il nome di un nuovo ciiyh-i :i· v'àporé Lai1fj-Torf1:ida~ cfèffo' spostii'ilienTò di 6.3'3 tonnellate, cornp'rato in Inghilterra diii granduca Alexandro Mikailwsk e giunto a Kronstaodt il 26 marzo (7 giugpo). {{) Piede

= rnbtri 0,3048. = metri 0,0254.

(2J Pollice

r

167


EST ERA

168

CRONACA

SPAGNA Economie e conseguenti riduzioni 'nell' orgam·co dell'esercito. - Il governo spagnuolo da circa due mesi si è decì5amente incamminato per una via che dovrà condurre alla realizzazione di sensibili economie nel bil;incio. Ma fra tutti i dicasteri quello della guerra è senza rij?uardo di sorta preso di mira ed in tutti i modi cùlpito al punto che, se si continuerà ancora un poco nel sistema iniziato si potrà asserire che la Spagna si è voluta fare l'iniziatrice di quel disarmo generale tanto vaglleggiato dai propugnatori della pace uuiversale. . . Già due regi decrtlti hanno al principio di giugno soppresso la direzione generale dell' istruzione militare alla quale erano in verità applicati m.olti ufficiali ·aventi ordinariamente pochissimo o nessun lavoro, e la dire· zione ed il con$iglio per le affrancazioni anch'esso destinato ad inutilizzare un numeroso personale. Anche la scuola di mascalcia è stata soppressa, ciò che nei reggimenti tli cavalleri:i ha prodotto cattiva impressione. · · . Ma oltre a questo i reggimenti di artiglieria da campagna sono andati testè soggetti ad una sensibile riduzione di personale e di materiale, proprio quando tutti gli altri eserciti europei hanno gareggiato per accrescerne l'organico. Trascri vonsi qui gli articol i del B.. Decreto cbe si riferiscono alla suaccennata disposizione. Art. L - À datare dal 1° del prossimo luglio la forza dei reggi{nenti di artiglieria di visionale, di corpo d'armata e da montagna sarà ridotta del numero di uomini, cavalli , e pezzi come appare dallo specchio annesso (1).

169

ArL 2. - Gli uomini di truppa che in seguito alle proposte ri<luziooi, risultassero esuberanti all'organico, partiranno in congedo illimitato, favorendo coloro che hanno maggior tempo di servizio, che sono più istruiti e che hanno condotta esemplare. Art. 3. - Il materiale e bardature che risulteranoo esuberaoti, resteranno in caricamento ni corpi per essere pronti a distribuirsi alle -classi richiamate, qualora ne sorgesse immediato bisogno. Art. i. - 1 muli che sopravanzeranno per effetto dell.1 nuova ridotta organizzazione, rimpiazzeranno i cavalli ~a tiro delle du~ _batteri~ del 30 reggimento e serviranno inoltre a cop_me tut~e le deficieoze d~ .quadrupedi nelle varie sezioni dell'arma. I rimanenti saranno venduti all'asta pubblica. · . . Alcuni periodici aOerrnauo anche che quanto prima una p_art~ ~~h ufficiali che ora trovansi in attività di servizio snranno mvrntl m .aspettativa. . Progetto di legge delle forze permanenti dell' esercito attivo neU'anno fiMnziario 1889-90. - Verso la metà del mese il Ministro della guerra, generale Chiuchilla ha presentato alle Cortes il nuovo progetto di legg~ · -che stabilisce la forza permanente dtillo es~rcito attivo, progetto che s1 riassume nei seguenti dati. Art. 1. - La forza dell'esercito permanente della Penisola per l' anno finanziario •1889-90 resta fissa to a 92,023 uomini. Art. 2. - Quella degli eserciti di Cuba, Portorico e Filippine sarà rispettivamente ·di 19, 561 uomini, 3,155 e 8,753. La relaziono che accompagna detto progetto rifori sce chtl l'organico dell'esercito residente in Ispagoa è il minimo possibile per potere assrcurare la difesa nazionale e l'ordine pubblico; e la forza degli eserciti di oltremare è quella strettamente indispensabile per soddisfare alle necessità del servizio in C(Uelle lontane provincie.

Reggimenti

(i)

PER S ONAL ~

- -- - - -

Divisionali lcorpo ~!armalal Da montagna

Ufficiali

{6

T_ruppa

338

Pezzi .

{6

N.B. - Le batterie a cavallo non vanno soggette a riduzione di sorta.

SVEZIA Reool'l>er per u{fì.dale Jfod. 1887. - Il revolver adottato recentemente in Svezia, è fabbricato dalla casa svizzera Nagan, alla quale furono commessi 2, 600 esemplari colle relative cortucce. I dati del nuovo revolver sono : cal ibro 7,5 millimetri; peso del revolver 79~


ES'rERA

170

171'-.

CRONACA

grammi; peso delle 6 cartucce allogate nelle 6 canne, 65 grammi ; peso delle altre 25 cartucce portate dall'ufficiale, 283 grammi; peso, complessivo portato da ogni ufficiale 1,H2 chilogrammi; gitt11ta 200 metri ; prezzo del revolver 38 f/2 corone, (1) prezzo di 100 cartucce 4 f/J. Corone.

Avvenimeoti politico-militari svoltisi in Africa nel . mese di giugno 1889

SU D AN.

SVIZZERA

Il nuov_o fucile. - È pienamente riuscita la prova fa~ta col nuovo fucile nel giorno 13 ,((iugno ad Ostermiindingen ; assistevano quattro, membri del Consiglio federale ed una sessantina dell'assemblea federale .. Il colonnello Feis;;, di fant.eria, espose brevemente il sistema ed i pregi del fo ci le co'l quale una sezione di r'eel ute eseguì una serie di tiri che provarono la bontà dell'arma . Era pure presente l'inventore, tenente colonnello S-:hmidt. Adozione del fucile di piccolo calibro. - E stata approvata ad unauimit.~ la contrattazione di un prestito di 16 milioni di lire onde provvedere del nuovo fucile la fan1,eria dell'él ite e della Jaudwehr, la Cli · , vn lleria, le truppe dei parch i ed il genio dell'élite. Il nuovo fucile in parola, dovuto al tenente colonne1 1o Schmidt, e· che è da taluni chiamato Rubin-Schmidt, sarà conosciuto sotto la rie- ' nominazione ufficiale di Fucile svizzero a ripetizione, m(ldello 1889. Secondo, poi, il Journal de Genè-ve, il nuovo fu cile si può ricaricare senza toglierlo dalla spalla (a punt); il seroatoio (magasin) .è mobile nrn facilm~nte lo si potreb~e unire deRniti'vamenté all'arma se le prove fu ture lo dimostrassero necessario. Il fucile pesa 200 grammi meno òel Wetterl i (che pesa chilogrammi 4-,6 senza lrnionetta) ; la pùlvere· senza fumo è dovuta ai signori Schenk ed Amsler; la velocit.;ì iniziale· è di 600 metri e si possono sparare 30 col pi nl minuto. Si è dovuto rinunciare a trasformare il Wetterli attuale in fuci le· di piccole, calibro stnnte le pressioni troppo forti dei gas. Credito suppletivo per le opere del Gottardo. - Fu approvato un credito, suppletivo, da impu tarsi ol bilancio pel corrente anno, çli lire 600,00(); occorrenti a proseguire i lavori di fortificazione del Gottardo. 1

1

(I) Una corona

equivale a

L. 1,41.

'

'

Avvenimenti nel Darfur e Kordofan. - La notizia della marcia vit- · toriosa di supposti Senussi 11ttraverso il Dorfur e Kordof~n, e. del ~oro avanzare su Omdurmno , produsse in Egitto una certa rnquietudme. Temevasi colà che, per le molte aderenze dei Senussi nel, ,•icereame~ il pericolo d'una invasione fosse divenuto ben altrimenti maggiore, che · non lo era stato sino :i llora coi Mahdisti padroni del Sudnu . A dimostrare l'insussistenza della notizin d' imprese guerresche per pnrte dei Senussi, b:isla ricordare il carattere pacifi co delln I.oro isti : tuzione religiosa, la quale tenrle a far propaganila con mez1.1 m~r~h · senza n,ai ricorrere alla violenza. Fu io questo modo che lo Sceicco di Gìar,abuh potè estendere l:i sua aulorità nel centro dell 'Africa sui sultanati dell'Uadai di Borou e Baghirmi; ad occidente sul Senegal e ad orieDle tra i Som:ili. Non è possibile ammettere che i tranquill i e solitarì cenobiti delle oasi si siano mutati ad un· tratto in arditi e fanatici ouerrieri, capitanando bande armate contro i Mahdisti. Oltre: ciò la notizia della caccinta dei Dervish dall' Uadai, delle loro disfatte ad Om Scianc,a ed Enan, ed infine della supposta presa di Kartum avrebbe dovu~, dopo fatto il giro delle Zauie Senusse, giungere i~ Europa per _la _via di Tri~oli, a?7:ichè da Suakin e Uad~ Alfa. Ciò elle è certo si è, che lo Sceicco S1d1 Mohamed el Senuss, tro·v,asi a Giarabub, e che nè egli nè i suoi seguaci pensano a far conquiste. Come già venne narrnto in una precedente cronaca estera, furono ' alcune tribù del Darfor e Kordofon, che, spi nte all'estremo dalle con· tiuue prepotenze ed estorsioni dei Mahdisti, si strinsero. i~sieme e lirespinsero fuori del loro territorio. Frn le tri bù in armi v1 e.rano_du~ inviati' dello Sceicco de' Senussi, e si crede anzi che per ordme dt lu, sia stata aboli.ta la schiavitù in quei paesi e <lata libertà 11 tu tti gli sch iavi. Vuolsi da alcuni che questo fatto , venisse accolto favorevol- -· mente dalle porolazioni; ma la voce corsa del mnssacro di el Gomezi , .


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CRONACA .

uno degli in viati del Senussi, potrebbe ben connettersi all'abolizione -ìo · parola. Dal complesso •dei racconti dei fuggiaschi e coounercianti dd Sudan sembra potersi inoltre dedurre, che quelle Lribù fecero tempo fa uo . tentativo d'assalto su Omdurman; ma furono respinte dal mahdista emiro Abu Aoga (4). Nessuna notizia si ha sulle forze dei Mahdisti nelle provincie equa·toriali e .nel Gallabat; nè si conosce il nome degli emiri che le comandano. Attacco della frontiera egiziana del Nilo. - Fortificate Omdurman e ,Kartum e svanito, dopo la sconfitta degli Abi:>sini, ogni timore dalla parte del Gallabat, il capo dei Dervish, Abdul Alai Kalifa, decise di ..agi re contro la frontiera egiziana del Nilo, approfittando della periodica elevazione delle acque, per cui il fiu me si rende navigabile anche ..attraverso le cataratte. · Ualed el Negiumi, emiro di Doogola, che nello scorso inverno aveva -condotto la sua gente ad Omdurmao, per fro\jteggiare gli attacchi provenienti dlll mezzogiorno, ritornò iuclietro costeggiando il Nilo sino a · ·Scendi, poi attraversato il , deserto di Bainda discese nuovamente il fiume fino all' isola di Sarras, clist11nte oa chilometri dalla frontiera ,,egizian~. Il forte arabo di Sarras è sempre stato il posto avanzato dei Mah-disti; prima dell'arrivo di Ualed el Negiumi .conteneva, poco più d'un m·igliaio di Giaalin sotto l'emiro 0:;oiad el Azrak, che venne rinforzato nel marzo scorso con altri mille uomini comandati dall'Em iro Abel ei Halim. Allo scopo di attaccare la fr9ntiera egiziana Mah,disti avevano già -da tempo . accumulato in Sarras gran copia di provvisioni ·di ogni genere. Certo è che essi non ,possono contùe sulle risorse locali, perchè "quella striscia di terra, che costeggia il Nilo da Dongola a Sarras. in passato feracissima, è oggi ridotta ariaa e deserta per le continue scor. rerie e passaggi de.i Dervish. -La radunata dei Mahdisti avvenne sulla riva sinistra del Nilo presso la cataratta di Matuka a circa 15 chilometri a monte di Uadi Alfa. Abd el Halim vi si recò con la sua gente ·ai primi di giugno e sul

(!) Riesce difficile determinare le date degli avvenimenti; pare cionondimeno che la ~cacciata dei Mahdisti dal Sultanato dell'Uadai sia avvenuta nei primi mesi del !888 e ~che nel gennaio di quest'anno accadde il ·tentativo d'attacco d'Omdurman, cioè_prima. · , dei combattimenti tra Abissini è Dervish nel Galla))at.

RSTERA

-Onire del me$e venne ra)?giunto da Uadi el Negiumi. Erano i Der-·· v1sh in_ numero di 6 a 7 mila uomini dei quali 500 cavalieri -con 6cannoni. Sembra che il progetto dei Dervish fosse di avanzare ver;;o nord, pel deserto lungo la linea delle basse colline del la Libia. che da occidente rins,~rrano il fiume. Oltrep~ssato Uadi Alfa, essi avrebbero· poi tentato di occupare il villaggio di Arguin sulla sinistra dtll fiume · a 12 chilometri a valle della piazz:1 for te egiz}ana.

EGITTO .

Difesa della front?'era eg·iZ'iana del Nilo. - Erano al primo di lu- · glio a Uadi AIfa circa 28000 soldati ripartiti in cinque battaglioni di fanterja , due compagnie di fan teria montata su oammelli, uno squadrone · di cavalleria, una batteria canimcllieri ed una da fonezza . A Koroskovi è un batwglione di fa nteria ed un altro ad Assuan con una batteria da fortezza. Per lai modo le truppe egiziane incaricate della difesa della frontiera, ascendono a circa ,iOOO uomini. Queste truppe non sono tutte·· accentrate uelle località sopra designate, ma forniscono numerosi distaC· ccar.1enti lungo il Nilo per dift ndere i villaggi dalle ;scorrerie Jei , Mabdisli . Percorrono il fium e tre cannoniere, le qua li completano la difesa della· frontiera, sia trasporrnndo rapidamente le tru ppe sui punti minacciati, sia entrando in azione con le artiglierie di bordo. Furono inol tre distri-buite :irmi e muni~ioni agli abitanti dei vi llaggi. Il comandanti della fron·tiera generale Wodehouse pascià, conosciuta ,l'intenzione dei Mahdisti di occupare Argu in, vi mandò alquanta truppa per difenderla, fo cendoÌa so~tenere d,ille cannoniere, che r;osteggiavano la sinistra del fiume , ed ordinò pure che fossero tagliati . . . .. gli alberi di datteri, intorno al villaggio. A vanzata dei i'lfahdisti 11erso la {ront1'era. - Il 1° luglio commcio · il movimen to dei Dervish verso il nord. I ~valieri · precedevano la colonna, la quale aveva seco i 6 cannoni-ed era seguita da 300 cam-. melli, die portavano i viveri ed i bagagli . Giunti i Mahdisti- .in vicinanza di Uadi Alfa, le artiglierie del fortino Fadly, che sorge sopra un isolotto a fi or d'acqua, ·fecero fuoco contro un distacca·mento che si era avvicinato al la ri va, e che subi to si disperse. Inform ato del mo\•imento dei Dervish, il genl)rale Wodehouse fece pas~are il Nilo allo squadro~e di caval leria, alle due compagnie di·


ESTER.A

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t RONA C.l

'fanteria montata, ad una balleria lei,:gera su' muli ed al 9°, ~ 0° e '13° battaglione sudanese, lasciando gli altri due egiziani a difesa di Uadi Alfa. In lulto la colonna non doveva ·giungere ai 2,000 uomini. Sembra che per 111 piccolezz11 delle sue forze, il generale Wodehouse -abbia intenzione di tenersi sulla difensiva ed impedire · ai Mahdisti di provvedersi d'acqua nel fiume. Il 3 h,iglio accadde un combattimento inna1,1zi ad Arguin. I Dervish ·tentarono di aV\'icinarsi al fiume, ma, attaccali di fronte dai balla.glioui sudanesi e caricali di fianco dalla cavalleria e fanteria montata, .fu,ono completamente respinti. Secondo i dispacci inglesi 500 Dervish rimasero sul campo e molti di loro disertarono. Lasciarono inoltre <.tue cannoni in m:,no degli egiziani, i qual i ebbero circa 70 uomini t ra morti e feriti. Nei giorni successivi Ualeù el Negiumi colla sua gente non si mosse dal campo; solo inviò la cavalleria verso il fiume per te~tare di oc·cupare il vi llaggio di Sierra el Gàrb, più ·a val !~ di Arguin; ma il ,distaccamento dei Dervish venne respinto dal fuoco delle cannoniere. S.i dice che nel campo . dei Mahdisti comincino a mancare i viveri e -che moltissimi siano morti estenuali dalla sete. Il 7 luglio i Dervish ripigliarono lentamente la loro marcia verso ·il nord, camminando lungo le, colline a circa 4 chilometri dal fiume, ed il ·I O giunsero a 5 chilometri a monte da Abu Sirnbol (Ipsambui). Intanto venne inviato ad Assuan parte del 2° battaglione egiziano, che. sarà presto raggiunto dall' 1'1° hattaglioue sudanese, ora a Suakiu ,i l quale. attraverserebbe il deserto da Kossenr a Keneh. Sembra che •il battaglione inglese Wel 3h sia giù partito per l'alto Nilo.

MAROCCO. ,

R1:bellion·i,. - Vers(\ la fine di maggio la tribù di Beni-Mrara si -ribellò alle autorità del Sulta1io cbe, irritato, ordinò si , mobilitasse gran parte dell'esercito e si radunass·e a Tctuan, nelle cui vicinanze trovasi il paese in rivolta. Sembra anzi che sienvi già arrivate numerose truppe specialmente, di cavalleria. Sa1i questa una occasione per avere dati attendibili sulle forze di ·cui il Sultano potrà disporre in caso di guerra. Si parla già .di cifre straordinarie, asserendo alcuni capi indigeni che fra . qualche settimana, nei pressi di Tetuan si troveranno accam_pali 300,000 uomini. 0

175

.Questo num~ro è certamente esagerato ; ~a si può sin .d'ora ritenere che Je forze imperiali ammonteranno m quesl' occasione a non meno di 12.0, 000. soldati. · D'alira parte si afferma che il principe i~pe~iale Muley-Ram:~ abbia annunciato al padre che anche la Kab1Ja d1 Gayatsa, dove ~1'>h si trovava in escursione, si è ribellata. L'imperatore ha dato ordme ,che un grosso còrpo di truppe si dispone_sse a partire per quella re.gione. ·. . . n comando dell'esercito mob1l1zzantes1 presso Tetuan sarà assunto personalmente dall'Imperatore. S1iATO INDIPENDENTE DEL CONGO.

Notizie giunte nel mese, dal Congo, assicurano che l'organizzazione amminìstrativa e commerciale va quivi ogni giorno progredendo. Il capitano belga Becker, arrivato a Stanley-Fall~, ha conchiuso più strette relazioni col famoso 'l1ippo-Ti,b, ed ha assicurato che tutto ·quel vasto paese è in istalo di notevole pr?spe_rità.. . , . . .. Le tribù Banaala addimostrano vivo des1deno d1 ·m1htanzzars1 e g,a molti indigeni. si sono volontariamente arruolati nella forza pubblica -0he si sla organizzdndo nel Congo. . J,I èa~1po progeualo presso la foce dell'Aruw-imi, ~estinato a cost.1· tuire una barriera ·alla caccia degl·i"schiavi, trova~1 m avanzala co-struzione. I lavor-i dovettero procedere parallelamente àd operazioni militari, le quali vennero lodevolmente condottè dal"J uo~ol~ne~te Dhan(s ~ntro le tribù vicine che ,molestavano colle loro aggress1on1 gh Emope1.

MOZAMBICO.

Il go.verno portoghese innanzi alle vive premu~e addi~oslrate da qualche tempo e in più modi dall'Inghilterra, des1d_erosa dt est~nder~ la sua influenza nella regione centrale africana, specialmente nei paesi giacenti presso le rive del lago Niassa, del fiume Scirè. e _lung? i~ corso dello Zambesi, nello scorso maggio fece esplicite d1ch1araz1om sull'intanoibilità dei suoi diritti nàzionali. Ora ad ottenere l'intento prefissosi, p:re voglia ricorrere a mezzi materiali e già ha interdetto i lavori della ferrovia che si stava costruendo fra la baia Delagoa e la capitale del Transvaal, Pretoria. Questa linea ferrovia'ria veniva co-


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CRONACA ESTERA

struita coi fondi di du e compagnie commerciali inglese l'una e nordamericana l'altra; ma 11 Portogallo sotto pretesto che la costruzione non venne compiuta nei termini fissati dalla concessione, ba evidentemente volllto escludere da quei territori ogni ingerenza strnniera.

LI 8 R I E P E R I O O I CI l"> ZANZIBAR.

In segu_ito ai successi ottenuti I' 8 scorso maggio, il capitano Wissman, nei primi giorni del mese di giugno, ha attivamente proseguito le operazioni militari contro gli Ara bi condotti da Bushiri. Così il 6 la squadra tedesca, composta da lle navi MoeTìe, Schwalbe, Leipzig e Pfeit, agli ordini dell'ammiraglio Deinhard, ha bombardato e distrutto Saadani, dove crasi ricoveratii buona piirte dei soldati di Bushiri. Dicesi che 400 indigeni sieno rimasti uccisi nell' attacco. Dei tedeschi soltanto un soldato fu ucciso e due o tre ufficiali rimasero leggermente feriti. Il capitano Wis~man ha subito dopo fatto bruciare il vicino vil laggio di Wingi. Dietr~ questi avvenimenti i tedeschi hanno invitato i rimanenti arabi di Bushiri, rifugiati a P:mgani che giace io migl ia a nord di Saadani, a cnpitolare, offrendo loro condizioni abbastanza miti ed impegnandosi di riconoscere il sultano di Zanzibar quale legittimo sovran<' del paese. Le proposte non essendo state iiccettate, I' 8 luglio Wissmann colle sue truppe ha attaccato il villaggio di Pangarii e dopo averlo bom!,3rdato è riuscito ad occuparlo senza alcuna perditii. Gl'indigeni si sono ritirati nell'interno del continente. Con quest'ultimo successo i tedeschi sono di nuovo divenuti padroni di tutte le stazioni e vi Il aggi della costa.

Posseit,i•nent-i e protetto•·"" eu1•011ei in A friea

Raccolta di notizie geografiche, storich~, politiche e militari sull'e regioni costiere africane. - Corpo d1 stato maggiore, ,1o Riparto, 30 Ufficio. -Tipografia V~gher~> Ro~a, 1889. _ Un volume in-8° di pag. 1180 e 4-2 cartme, lire 2,50 .

1889. -

1

· d·c· anni or sono l'A fri ca costituiva per noi ancora un'enigma: Qmn 1 1 • . . • ,. • d. era semprn il continente misterioso degli ant1cl11.' che, ali rnfuori 1 poche pla ..he possedute da nazioni europee, veo1va sulla ca~ta geo~ gra'fica rii~preseotato cla un.1 semplice linea di contorno, e nei trattati di geografia appen11 menzionato. . . . . . . In passato, l'attività dei viaggiatori e dei colomzzaton s1 era_ d~ preferenza rivulta ad esplorare, s~.ggi~gare ~ sfruttare quel!e reg•,~~ 1 degli altri continenti che, per lat1t~d1t1~, clirna, confìgu~a~10n~, n ~chezza del suolo ed indole degli ab11ant1, permettevano d1 11usc1re ~1ù presto loro d'utile diretto, e quindi_ ~oche profì~ue alla m:id~e-patn~. Col progresso del tem.po1 la necessita ~cmrre •_i~pe)lent.e di_ trov~1 e nuovi sbocchi al commercio e la tenacia d1 ard1t1 viaggiatori cominciarono a far vedere l'Africa sotto un nuovo aspetto, ~d a ~ro_vnr~ che ove Ja tradizione aveva imn1aginato immensi deserti sabb1os1, si trova'\1'ano t1mpie, vordeggianti contra<lc. . , I nomi di Graot, Speeke, Livingstone, Mage, Stanley, d1 Dr~zz~, Gordon, Emin pascià ricordano gloriose scoperte, mercè le q~al_.. I I· drografia dello Zanzibar, del Congo, del Niger, del Nilo con11nc10 ad esser conosciuta. t

(·) ·La. Rivisla ,1/itilare farà cenno di tutto lo nuove pubblicazi?~i concernenti I~ scienza. 0 l'art.e, con maggiore estensione per q11clle_d'i_oteresse m1htal'8, quando gh autori O gli editori ne manderanno una copia alla D1rez1ooe. l' -

ANtiO X:tXIV, VOL. UI.


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LIBRI

Gli Stati d'Europa, invasi da una febbre di conquista coloniale, cercarono allora di posare piede ad ogni costo sul continente africano, e si accinsero per guadagnar tempo ad invaderlo da tutti i lati.- Si vide l'Inghilterra ingrandirsi al sud dalla parte deìla · colonia del Ca.po e sbarcare in Egitto; la Francia, già dominatrice in Algeria, impadronirsi di Tunisi: ambedue poi tali' potenze, insieme al Portogallo, estendersi da occidente, ed il Belgio gettare le basi d'un grande Stato interno. il Congo. Entrava nel frattempo in campo la Germania; allora gli antichi padroni per tema di vedere sminuiti e possessi e prestigio, ed i nuovi nel dubbio di non riuscire a prender la loro parte di spoglie, si gettavano con nuovo accanimento sulla preda : ed in meno d'un quinquennio si divi'devano il dominio delle regioni costiere africane, e per di più si spartivano a migliaia di chilometri quadrati per volia un'immensa distesa nell'interno del continente. Ultima giunse l'It11lia, quando Inghilterra, Germania, Francia e Portogallo già s'eràno appropriaio tutto ciò che loro si presentava a_nche di dubbioso e lontano proritto, e dovette accontentarsi di ~r.uanto rimaneva . . Così in oggi, chi si facesse a circumnavigare il continente africano, ritroverebbe i rappreseqtanti più o meno diretti del dominio europeo per ogni dove, salvo che in Marocco, lungo due brevi tratti di litorale deserto sull' Atlàntìco, e qualche altra plaga non bene definita sulla costa dei Somali e nella Repubblica di Liberia , Ad indagare luugo tutta la costa chi oggi vi sia ed in quale modo vi sia andato, tende per l'appunto il lavoro presentato al pubblico dal Comando del corpo di stato maggiore ~ ·1° Riparto - 3° Ufficio - intitolato Possediment·i e protettora.t'i europei in Africa., J889, Si tratta di, una raccolta di uotizie geografi che, storic~he, politiche e militari sulle regioni costiere africane, che rappre~entano il sunto più esatto e completo di quanto intor.no all'argomento si trova sparso nei documenti ufficiali, relazioni di viaggiatori, monografie, notizie statistiche, trattati dì geografia, storie politiche e militari, ecc., evitando qualsiasi questione che non sia dati di fatto, In poche pagine si trovano condensati quasi un centinaio di volumi, che tanti sono cjuelli stati consultati ed. enumerati alla fine dell'opera. A rèndere ancora più pregevole il lavoro, contribuiscono gli schizzi speciali d'ogni regione, intercalati nel testo, che, mentre ne agevolano l'intelligenza, bastano a rendere superflua ptir I.a generalità dei lèttori l'uso d'altre carte, che non è per molti facile cosa il procurarsi, e non rappresentano poi sempre l'ultima sit\tazione, la quale per nuove scoperte si va giornalmente modificando.

E PERIODICI

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In complesso, l'opera di cui discorriamo non può che riuscire sommamente utile a tutti coloro che 5'interess:rno di tjtrnstìonì geografiche, ed è indispensabile per chiunque desideri o necessiti tenersi a giorno del movimento d'espansione europeo in Mric11, e non ha tempo e modo di consultare e rr.ettere a raffronto i dati contenuti nelle sìng,ole opere specia li.

r

Il 30 Ufficio del Comando del corpo di stato maggiore, già benemerito per altri consimili lavori, merita tutta la riconoscenza degli studiosi per l'accenna ta publicazione testè venula alla luce. . . . Certamente s'ìnoannerebbe chi credesse di trovare, per ogni 5mgola o . regione costiera, una monografia completa, n~n sì tratta, com~ npetiamo, che d' m1t, semplice traccia generale, d1 un quadro delineato, che, a seconda delle necessità del momento e dei suoi studi speciali, ciascuno deve per proprio conto sapere rimpolpare. Sarebbe desiderabile, senza dubbio, che, ad agevolare tale lavoro di completamento, concorre.sse anche il Comando_ del c~rpo di.. stato maggiore, il quale, con la ricchezza ed abbondanza d el~ment, che. g1a po~siede, renderebbe l'opera sua tanto più utile; e, se s1 fosse lec1t~ espri · mere un desiderio ed un augurio, sarebbe per l'appunto che m una ristampa, la quale riteniamo non lontana dell'oper.a, resa necessaria anche dalla necessità dì tenerla in corrente, vi fosse introdotta maggiore copia di dati specialmente economici e commerciali ora appena 11ccennati-di volo, ed in taluni punti, forse perchè non · si ebbe modo fin qui di dedurli da alcun documento, mancanti. In ..ta~ g~i~a .megli? risulterebbe dimostr11to e si . potrebbe c~lcolare quali benefici si potra trarre un giorno dalla auivazionti degli ~cambi. con ~uella p~rte del mondo che fin qui si ritenne soltanto ricca d1 bestie feroci, e più chiaro apparirebbe quale avvenire commerciale l'a ttende.

Studio di UGO maggiore di artiglieria nel R, esercito italiano, professore alla Scuola d'applicazione d'artiglieria e genio di. Torino, -Roma, tipografia: Vo.ghera, 11889. - Un voi. in 8° grande di pag ·484. - Prezzo lire 4

lttapi.ego dell'tu•tigHe,•ia. in geee,•rte. A~LASON

Un libro sull'impiego dell'artiglieria in guerra, che rispondesse ai principì tattici in generale :attualmente ammessi, difettava, bisogna confessarlo, purtroppo oggi in Italia.


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LIBRI

Le coDsirnili pubblicazioni state fotte per il passato, od erano speciali o per le mutate condizioni del ·materi/Ile di artiglieria ed arnrnmento della fanteria, non servirebbero più presentemente allo scopo loro. Così l' Fstrùzione regolamenrnre sull'ammaestra·mento tattico, oltrechè riguarda la sola artiglieria da campagna, sia per il mutato ordinamento di questa, sia per i principi cui s'informa qul}IJa Tstruzione, molti dei quali si pnò dire abbiano oramai fatto il loro tempo, non potrebbe più raccomandarsi tra i libri adatti ad insegn1tre e regolare l'impiego dell'artiglieria. Quale valore infatti è da attri buirsi ad un regolamento che con tulle le limitazioni, ad esempio, imposte per la scelta dello posizioni, mette nn capitano, che volesse 8tre1tamente attenervisi, nella condfaione di non trovar mai al caso pratico una posizione per i suoi pezzi? D'altra parte poi le numerose pubblicazioni stran iere che si posseggono sull'impiego dell'artiglieria, molte delle quali d'infacutibìle va lore, o perchè troppo obiettive o per le. svHiate ed opposte opinioni in esse espresse, non riesciFebbero adatte ad iniziare dei giovani ufficiali nelle questioni più essenziali che si riferiscono alla tattica dell'artiglieria, per l'indecisione ed i dubbi che oe risulterebbero nella pratica applicazione dei principi studiati al terrono. · È stata dunque opera veramente meritoria, e della quale il pubhlico militare dcv'esserglì grato, quella del maggiore Allason, di aver tinnìto e condensato io urr volume di non soverchia mole quanto è s1a10 scritto, discusso e ventilato iu questi ultimi tempi circa l'impiego delle varie special ità doll'artiglieria iu guerra, in modo da presentare agli ufficiali allievi della Scuola di applicazibne dì artiglieria e genio ed agli ufficiali in genere di artiglieria, una specie di manuale nel qua le siano tracciate le norme più essenziali che riguardano la tattica dell'artiglieria. L'opern del maggiore Allason si divide in tro libri: uel primo dopo aver accennato sommariamente, quale fondo dol quadro generale, alle qualità ·essenzia li .ed al compito della fanteria, della cavai leria e dell'artiglieria, nel combattimento, , l'autore si trattiene. anzitutto a considerare individual mente l'artiglieria da compagna, per passar quindi ad esaminarla in unione delle altre armi: tenendo poscia brevemente anche parola dcli' impiego io guerra dell"artiglieria a cavallo o da montagna che, sotto molti riguardi, hanno aflìuit.à con quella d'a compagna; il secondo libro tratta della guerra d'assedio, e passa in rassegna

E PERIODIC I

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s1,1ccess~vamente le questiooi concernenti I' altaceo e la difesa delle piazze forti e posiziooì fortifica te; infine il terzo libro si riferisce lllla difesa delle coste, problema e studio assai interessanti specialmente per il nostro paese, e fin qui dagli s.crittori troppo trascurato. Otti ma adunque, come appare, è senza dubbio l'economia del lavoro del maggiore Allason: se ci facciamo peraltro ad analizzarlo partitamenle, a noi sembra anzitutto che i pochi accenni fatti a principio snHa tnttica formal e della fanteria e della ca valleria non siano proprio essenziali per l'intelligenza di quanto. segue e rispondenti all'im pi:on ta speciaie data all'opera, e così pure che l' autore abbia assegnato non necessariamente uno sviluppo forse soverchio a questioni tecniche rifletteu,i l'artig.Jieria da campagna, che avrebbero trovato s.ede assai più natuFale in un libro di descrizione del materia,le, e siasi attribuita importanza maggiore della reale a disr1uisizioni teoriche, qual i le corazze per i cannoni da campagna, l'artiglieria-cacciatori, che tuttora attendono di passare dal campo speculativo in qnello delra realtà. Reciprocamente si sorvola poi forse troppo nell'opera del maggiore Allason sulle questioni relative all'ordinamento generale dell'artiglia- · ria in cam pagna, specialmen te poi nel nostro paese, e sul funzionamento e sui compiti dei singoli co·mandi d'artiglieria in guerra; cosa questa essenzialissima e della quale importa siano bene edotti ed a giorno gli ufficiali tutti d'artiglieria, perchè soventi fonte di malintesi ed errori. Così pure avremmo desiderato che parecchie del'le questioni 11ccennate come controverse nel c11mpo militare, fossero state maggiormente sviluppate e discusse, per rendere informato il lettore sul le ragioni che militano in diverso senso, e ne rendono diffici le e talvolta anche impossibile la .soluziono. Per quanto ha tratto al combattimeno od alle sue modalità, sia, generiche, sia applicabili a casi particolari , il libro del maggiore Allason poteva fo rse essere più conciso, e la quantità di prescrizioni tassative date ci sembra facciano contrasto con la deficenZia di norme intese a re· golare le- marce dell'artiglieria, tl\nto in vicinanza, quanto in, lonta.nanza del nemico: norme tutte queste che non sappiamo qual posto più. acconcio troverebbero fuori di un libro concernente l'impiego dell'artiglieria. Così pure non sarebbei·o, a nostro, avvi,so1 rispondenti al· com pl'esso del lavoro che stiamo esaminando, i capitoli rifleHeOli l' impiego del•


E PERIODICI

I,lBRl

l'artiglieria nella guerra d'assedio e nella difesa delle coste; ed am:i, .se non ·erriamo, molte questioni sull'argomento appaiono. sorvolate, e fanno difetto concetti generali e precisi, e daLi di fatto da servire di guida.. In complesso, se dobbillmo francamente esprimere il nostro giudizio shll'opera del maggiore Allason, essa ci sembra troppo astratta, il che la rende, malgrado lo stile facile e la ricchezza d' esempi storici, ce lo permetta l'egregio a~tore, piuttosto arida. Se _questo libro fosse destinato alla generalità degli ufficiali, si po· trehbe dire forse che la sua forma è un po' troppo dogmatica; in ciò l'autore peraltro è scusabile, perchè, come egli stesso ha premesso, la sua opera è essenzialmente destinata per l'insegnamento; e da ~)tra parte poi ciò era inevitabile, volendo tracciare norme generali d'impiego. Malgrado qu~ste mende, che abbiamo voluto rilevare sperando di vederle sparire nelle successive edizioni, che certo non potranno mancare all'opera del maggiore Allason, non ci peritiamo d'affermare che questa r:q~presenta, senza far torto a nessuno, quanto di meglio .siasi fin qui scritto di consimile in Italia: se essa non è l'ideale della perfezione, ~ innegabile che verso il medesimo si è fotto un buon passo. Y.

..,,. L'cn•,,u, tlel ge1de1.

rino. -

Considerazioni e proposte. -

To-

Libreria editrice Brero, ·1 1, via Po. '1889. 1

In quest'opuscolo, che non porta il nome dell'autore; è nuovamente trattato l'argomento ' svolto dal capitanò Gustavo Suchet, nel suo articolo Alcune idee s-ull' arma del genio apparso nella Ri1,ista d'artiglieria e genio. Le considerazioni e proposte in e$SO coutenute sono corroborate da ragionamenti che rivelano nell'aut~re uno studio diligente dei bisogn i dell'arma a cui evidentemente appartiene e tendono ad ottenere: 1°.· Che s'introduca nell'accademia ed alle scuole militari un più esteso insflgnamento sulle attribuzioni e sul!' impiego dell'arma del genio. 2°. Che si adotti il sistema di riordinamento reggimentale proposto dal capitano Suchet, tenendo però il nuovo reggimento zappatori

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nel territorio del V corpo d'armata e le brigate rittnite possibilmente alle sedi dei reggimenti. 3°. Che vengano annualmente eseguite da compagnie o da briga.te zappatori e minatori isolate, esercitazioni tecniche agli sbocchi e nelle· valli alpine. · t 0 • Che vengano soppressi gli attuali reparti d'istruzione e, merci le proposte facilitazioni, si provveda al reclutamento dei sottufficial i, traendoli dai caporali maggiori. 5°. Che le istruzioni pratiche reggimentali, specialmente degli z~r· patori, minatori e ferrovieri siano in particolar modo dirette a ·disciplinafo i. soldati e ad istruire gli ufficiali, sia colle esercitazioni fatte di massima per compagnia, sia con opportune combinazioni di turni di servizio. 6°. Che si adotti per le direzioni l'ordinamento proposto dal capilano Suchet in quanto concerne gli ufficiali. 7°. Che si tenda. o col sistema dell'intervento degli ufficiali delle direzioni alle grosse manovre, o con altro facile a trovarsi, al doppio intento di militarizzare maggiormente l'arma e di assicurare ngli uf- . 6ciali del genio una carriera per lo meno non inferiore a quella delle armi di linea. 8°. Che sia aumentato il personale dei ragionieri geometri ed accresciuta la sua importanza nelle direzioni. 9°. Che si rinunzi per il bene dell'erario agli impiegati straor·dinari e specialmente agli ingegneri civili , supplendovi coi ragionieri geometri. . · 10°. Che si migliori la condizione degli assistenti locali aprendo loro la carriera ad alcnni posti di ragioniere · geometra, ma si · privino del privilegio di rimanere locali. · H 0 • Che si prenda anche nelle direzioni del gemo rn una certa considerazione il morale degli uffit:iali . e degli i_mr.iegati, epperciò si proceda a fondo nei controlli, ma non si lascino senza una parola d'encomio gli onesti ed attivi. · , 12°. Che si provveda al beue generale dell'Arma, tenendo nel massimo. conto I.e · pi~ minute circostanze che possono contribuire a migliorare il reclutamento dei :suoi urficiali e ricordando sovratutto che il vero termometro morale dell'avvenire del genio de','.esi ricercare fra le mura dell'accademia militare. · G.


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LIBRI E PERIODICI

f1ieesiiotae · latente. -

LL ì\'IM ., Roma, 1889. -

,

L. 1.

Voghera Carlo, tipografo delle .

Il signor C. A. R., autore dell'opuscolo intitolato Gli ufffoiali e pubblicato sul finir del 1885, vi fece seguire quest'altro opuscolo Questione iatente, nel medesimo ordine d'idee. Vi è. discussa sotto molteplici aspetti .la questione del\' avanzamento; senza entrare nel merito di questa pubblicazione, è cert0 però ch'essa ha il pregio dell'opportunità nel momento in· cui trovasi alla Camera già in istato di relazione il p:rogetto di legge ·Sull'avanzamento nel R. esercito. Co•npe,-ulio degli assec~i e blocclii cii JP.6,natot•te, con relative note dalla sua fondazione ai ·giorni nostri, per Cunn

cav. FAUSTINO, maggiore della riserva. mento tip. lit. Mondovì, ·1889.

Mantova,

Imprimerie et librairie militaires. Henri Charles-Lavauzelle, éditeur, (I 889 Pàris.

Liv,•et des ·g,tes tl'étu:,,es. -

È un grosso volume in 8° di 60,i. pagine che contiene l'elenco di tutte le tappe possibili nel territorio francese, con l'indicazione della popolazione del luogo, del numero d'uomini e di cavalli che possono trovarvi accantonamento, e delle tappe vicìniori collà distanza relativa. A nostro credere l'utili tà di tale pubblicazioI1e non è proporzionata al lungo lavoro. richiesto per la sua, compilazione. E se si considera che i dati relativi ai mezzi d'alloggiamento sono variabili nei diversi comuni di anno in anno, bisogna concludere che l'utilità del libro è di troppo breve durata per meritare la forte :;pesa sostenuta dal ministero della ·guerra francese per farlo compilare.

Per la Direzione Lonov1bò CISO'l"l'I

DEMARCHl CARLO,

gerente.

J;:

LA

L.,EGISLAZIONE MILITARE

- -~*- -

stabili-

Dal titolo àppare tutta l'utilità di questo diligente e sintetico sommario.

maggiore Al. M., foturicat,

IL NUOVO CODICE PENALE

Una delle principali guarentigie del governo costituzionale è la uguaglianza di tull.i i cittadini di fronte alla legge, e per conser,nenza l'abolizione di ogni privilegio di foro che, sotto i governi as~oluti, godevano alcune classi sociali, come gl i ecclesiastici e i militari. Quest'ultimi aveano diritto di essere giudicati dai loro Tribunali speciaii per qualsiasi reato, e da Tribunali misti di militari e maoi sttlti per le cause civili; ma lo statuto elargito dal magnanimo Re Carlo Alberto fece cessare tutti questi priyileg'i. Oggi i militari, al pari di ogni altro cittadino, sono soggetti alla giurisdizione dei Tribunali ordinari, non sol9 per le cause civili, ma per qualunqne reato preveduto dalle leggi comuni; e solamente pei reati inerenti al loro stato militare sono sottoposti alla giurisdizione di Tribunali speciali. li nuovo Codice penale pubblicnto il 30 cJiU O'UO scorso e che a?drà in vigore col primo del prossimo ann; ,J890, intere~sa per ciò anche i militari nella loro qualità di cittadini . Tranne alcune · disposizioni concernenti i delitti contro la sicurezza dello Stato e quel!~ che riguardano il duello, poche altre sono quelle che p~ssono mteressarli direttamente come militari. Nonostante, sicr.ome lalune di esse hanno relazione colle leggi e regolamenti militari, i.3 -

ANNO XXXIV. VOL 111 • .


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ed è necessario che anche i miliiari, special mente gli ufficiali, non ignorino le leggi patrie, pcl noto aforisma che l'i gnoranza della legge non scusa., crediamo opportuno esporne un rapido cenno rilevando le principa li innovazioni introdotte a confronto delle leggi penali ch e cessano di aver vi gore io Italia. Il progetto del nuovo Codice penale, .e relativo di:;egno di legge che ne autorizzava la pubblicazione, fll pteseìi lalo dal Ministro di grazia e giustizia, nlla Carn era dei deputali, nella seduta del 22 novembre 11887. La necessità e l'urgenza di un Codice penale unico per lutto il regno iL-aliahQfuron o riconosci ute 11·no dai pfim i anni del nostro nazionale risorgimento, e fin d'allora non si cessò unmomenLo dal volgere studi e fali chealla grande riforma . Deliberata nel 1865 la unificazione legislativa, la questione dell'abolizione della pena di mc,rte impedì che questa unificazione si compisse anche pel Codi ce penale. Quasi tulli i ministri guardasigilli che si succederono in questo lungo periodo di tempo, si dedicarono a gillarne le basi;e non meno di dodici progeui., più o meno completi, di Codice penale furono apparecchiati, uno dei quali {Vigli ani) fu anche discusso ed approvato dal SenaLo nell'anno •1875; cosicchè l'illusLre e compianto ministro Mancini , nella sua dotta e profonda relazi one al primo libro del Codice presenta to il 2o novembre 4876 alla Camera dei deputati . e da questa approvato il 7 dicembrr. 1877, diceva giustamente non esservi pi ù in llalia chi poLesse aspirare al meri to di qua1 ificarsi auiore del Codice penale, che e l'opera collettiva dei più fidi ed autorevoli depositari delle tradizioni della scuola italiana, della prati ca esperienza della magistratura e del foro, delle pi ù elette ' e col le in telligenze della nazione. L'lta:lia che ave·va già raggiunta l'un iLà della sua legislazione civile e commerciale , di Lutti i suoi ordinamenti pol itici , militari, amministrativi e finan ziari., vedeva fino ad oggi, dopo quasi trent'anni che si è costituita a nazione, imperare ·nei suoi confini tre differenti Codici penali : quello per gli Stati Sardi npprovato con Regio decreto del20 novembre 1859, ed esteso successivamente alla Lombardia, all'Emilia, alle Marche e Umbria, al Veneto e alla provincia romana ; questo stesso Codice applicalo con alcune modificazioni al cessato regno delle Due Sicilie con decreto luogotenenziale del ''17

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E LA LEGISLAZIONE '.h!ILITARE

If, N UO VO CO DICE P ENALE

tfebbraio 186·1; ed il Codi 185:-l. Cosi . ce penal e toscano del 20 o'iucrno e ,con offesa della giustizia e dell a morale, ciò che era delitto in una pro vincia non lo era in un 'altra, ed i ci lladini colpevoli di uno stesso ,delitto si punivano diversalfenLe secondo il luogo in cni lo av.eano commesso . • Tra i motivi che giustificano la necessità e l' urgenza di unificare la legislazione penale, il ministro Zanardelli nella sua doLLa relazione che precede il progetto, enumera anche questo. « I~ fuo ri di « dµbbio , a cagion d'esempio, il bi sogno di una riforma dei codici « penali militari, e lo stesso Parlamen to lo ha più vol le ricono·« sciulo; ma siccome una delle precipue condizioni per raggiun« gere tale intento con siste nel coordinare le disposizioni di quei « codici speciali ai pr incipi fondamentali del Codice penale co·« mune, cosi è palese che la ri forma di qnesto deve precedere la ·< revisione degli altri, se pur voglia:- i fare opera compiuta e dn·« ralura . » Riconosciuta l'incontrastabile necessità ed ur••enza della unifièa:zione, ed accertalo che, nonostante questa necessilà ed urgenza ,proclamala da più di un quarto di secolo, la desiderata riforma non ·si era pero.neo potutR ottenere, era mestieri pensare al mezzo più sicuro perché l'altissimo scopo non avesse no,vellamenLe a fa ll ire. E questo mezzo sicuro, ed in pari tempo appropriatissimo alla ·difficile opera, pan•e all'egregio mini stro quello di chiedere al Parlam,ento che autorizzasse il governo del Re a pubblicare il Codice penale annesso al disegno di legge, a condizione che nello stabilirne il lesto definitivo si avesse da tener conto delle discussion i e ·dei voti dell'uno e dell'altro ramo del Parlamento nazionale. Ques!o metodo fu accettato dai rappre5entanti della nazione e dal Senato· -e dopo un'ampia e profonda discussione, in ambedue le ·camere le~ gislative, intorno ai principi fo ndamentali del nuovo Codice ed alle più importanti innovazi oni proposte, fu accordala al governo la chiesta autorizzazione con legge 22 novembre 1888, e con successivo llegiù decreto 13 dicembre nominata una commissione incaricata di proporre le modi ficazioni da introdursi nel testo del Codice, per emendarne le disposizioni e coordinarle fra loro e con ,quelle degli altri Codici e leggi dello Stato, tenendo conto d~i voli -espressi in proposito dai Parlamento . ~

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I

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IL NUOVO CODICE PENALE

In seguito agli studi ed alle proposte di questa commissione, fu. sanzionato e promulgato da Sua Maestà il nuovo Codice penale, che cancella l'ultima traccia delle secolari div·isioni della patria. Il nuovo Codice si compone di tre libri. Il primo .contiene lenor.ne generali applicabili ad ogni figura di reato, ed ha per titolo: Dei reati e delle pene in generale. Il secondo enuncia i delitt.t e la pena· che a ciascuno di essi è assegnala dalla legge,· secondo le vnrie loro gradazioni. L'ultimo è relativo alle conlravvenzion~ ed alla loro punizione.

E LA LEGISLAZIONE MILITARE

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,quali siano gli alti, riprovati dalla legge morale, che costittll:scono una offesa all'incolumita dell'ordine s.ociale, ai diritti e agli interessi dei ciuadini, e che importa per ciò vietarli con la minaccia -di una pena. Qualunque sia la 'malvagità colla quale sia stato commesso, qualunque sia il danno prodotto, il fatto di un cittadino ,non può. costi tu ire r eato se non per espressa disposizione della 'legge; il reato non esiste senza una legge che lo preveda. · Stabilita la nozione del reato in rapporto alla legge, lo stesso articolo procede alla classificazione dei reati in delitti e contrav ·venzioni. U Codice sardo del 1859, seguendo il sistema del Codice fran -cese del 1s·,1O, distingue i reati in crimini; delitti e contravvenzioni, secondo che siano puniti con pene criminali, correzionali o .di polizia; cosicchè questa classificazione ha la sua ragione, più che ·nella essenza e natura intrinseca del reato, nella specie della pena ·inflitta al colpevole. La legislazione toscana, seguendo le idee e le tradizioni della vera ed antica scuola italiana, distingue i reali , se·condo la loro intrinseca natura, in delitti e contravvenzioni, compresi i primi nel Codice penale, le seconde nel H.egolamentQ di polizia punitiva. Fin .dai primi schemi del nuovo Cod.ice fu continuo argomento di controversia se si dovesse adottare la tripar.tizione o l:i bipartizione, ossia il sistema del Codice sardo o del toscan10. l i primo era stato adottato nel progetto Vigliani, votato ,dal Senato nel ·1875, e nel primo libro del progetto Mancini approvato dalla Camera nel 1877; ma oggi il secondo sistema ha pre·valso, quello cioè della bipartizione, informato ai principii scienti - . ·nei e razionali della dot~rina italiana, con tanto vigore insegnati dai •nostri insigni capiscuola del diritto penale, da Romagnosi a Carmignapi, da Pellegrino Rossi a Carrara. Sol).~ ~litti quei fatti che producono una lesione giuridic:a; e sono -contravvenzioni quegli altri fatti i quali, sebbene possano essere ·innocui per se stessi, presentano tuttavia un pericolo per la pubblica tranquillità o per l'altrui diritto. 1

LIBRO

1. 1

primo libro "!-i suddivide in nove titoli ch e trallano: ( Dell'applicazione della legge penale; II. Delle pene; ·, TII. Degli effetti e dell'esecuzione delle wndanne pennli; IV. Dell'imputaliilità, e delle cause che la escludono o la diminuiscono; V. Del tentativo; VI. Del concorso di più persone in uno stesso reato; · VII. Del concorso di reati e di pene; VIII. Della recidiva; JX Dell'estinzione dell'azione penale ·e delle condanne penali. [I

Le disposizioni del Titolo I riguàrdano : la nozione dei reati in re· !azione id la legge e loro dassificaìione; l'efficacia della legge io ordine al Lempo e in ordine al territorio, con alcune norme fondamentali circa la estradizione. · « Nessuno può essere punito per un fallo che· non sia espressa« mente preveduto come reato dalla leirge, nè con pene che non (( siano da essa slabilite » dice l'articolo ,1°. Non tutte le violazioni dei precet.ti moral i importano la lesione di un dirillo, e non ogni lesione di un diritlo può essere di competenza della giustizia sociale. Spella al legislatore il determinare

Adottata la bipartizione dei reati, ne veniva per conseguenza che, . ,due sole categorie di pene doressero figurare nel Codice, cioè pei· ·delitti e per le contravvenzioni (Tit. II).


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IL NUOVO CODICE PENALE

Le pene stabilite per i delini sono: I O l'ergastolo; 2° la reclusione; 3° la detenzione; ,i 0 il con fi no; 5° la multa; 6° l'interdizione dai pubblici uffi ci. Le pene stabilite per le contravvenzioni sono: 1 1° l'arresto; 2° l'ammenda; 3° la sospen?ione dall'esercizio di una professione o di un'ar te.. Delle e·nunciatepene, 6nque sono restri ttivedellaliberlà personale,. -cioè: l'ergastolo, la reclusione, la detenzione, il conli no, l'arresto; e· quattro di -esse sono carcerarie o. detentive: l'ergastolo, la reclusione, la detenzione e l'a rresto. Di queste ultime, ' una è perpetua (l'ergastolo) , le altre temporanee: due delle quali destinate ai colpevol i di delillo (la reclusione e la detenzione), ed una ai colpevoli di COT)Lrnvveniione (l'arresto). Dell e rimanenti, due colpiscono· l'esercizio di uffici pubblici o di professioni private {l 'interdizione e la sospensi one), e due sono pecuniari e (la multa e l'ammenda). La princi pale e più importante innovazione, nel sistema penale,. è l'abolizione della pena di morte, già cancellata dal Codice toscano· con Decreto del Governo provvisorio, 30 aprile ·I859: « Poichè (diceva il Min is tro nella sua relazione al Parla ment o) « non credo che alcu no possa avere in mente di portare l'estremo « supplizio in Toscana, cosi qu anti sono convinti, e non havvi cer« tamente ch i non lo sia, della oecessiLà ed urgenza di un Codice« unico, devono pur Yolere l'abolizione della pena di morle, ove anche i'. l'abolizione medesima non si raccom and,asse per qu ei motivi in« l,riJ}seci i qual i la consigliano imperiosamente in ossequio al di« ri uo ed alla rag ion,e ~. Tu tti sann o che fu un italiano, Cesare Beccaria ,· il prirrio a farsi eloquente propugnatore di una dollrina, dina;izi alla quale eransi arrestali i più audaci ingegni , che non lardò a trionfare nella·scienza, ed à peqelrare nelle legislazioni; ed era ornai Leil)P,O che il Parlam~J'\lo nazionale cancellasse dalla patria legislazione una pena già. di fallo, da ollre due lustri, abolita. dalla clemenza sovrana. .

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B LA LEGISLAZJ O:N E bl! LJT,I \tls

Alla pena di morte è sostiluilo l'ergastolo. Questa pena è perpetua, e si sconta in uno slabilirnenlo speciale, dove il condannato rimane, ;per i primi sette anni. in segregazion13 cellulare continua. con l'obbligo clel lavoro. Negli anni successiv,i egli è ammesso al lavoro in comune con altri compagni di pena, con l'obbligo sempre del ·silenz.io e della segregazione noli.urna. Questa peq~etua cali iviLà, 'la rigorosa settennale solitudine, potrà riuscire più int.imida Lrice che non la pena di morte, la quale segnava il termine di ognj sofferenza fisica e morale . Ma se l'Itali a è oggi la prima lra le grandi nazioni che abbia ca ncel lata. dal suo Cod ice la pena ca pitale, una si mile i·iforma non potrà certamente estendersi all a legge penale mili tare. Troppe sono le ragioni che rendono necessaria la pena cli morle pei più grav i reali militari: lo stesso Beccaria lo riconobbe, ed oggi anche i più ard~nti fautori della. sua abolizione, convengono che l' estremo snpP.lizio è indispensabile per . man tenere la disciplina neof i eserciti ' ti specialmente in tempo di guerra. << Il voto abolitivo (dice la rela« fazione della com:nissione della Camera dei deputali), non potrà << mai invocaf,Si come una rinunzia, o come una ricognizione del« l'assolutO/tl ifello di potestà dell o Stato di ricorrere a mezzi di re f; pressioxi'e.,...che possano giudicHsi indispensab ili per SURremi bi«. sogni della sicurezza sociale, » e della qifesa della patria, aggiungiamo noi ; mà. non è ora il momento di parlarne. Ol tre la pena. di morte, sono sparite dal · Cod ice anche le pene d~i lavori forzati e della relegazione; quella che, permellendo iI lavoro all'aperto ed . in comune, non rispondeva alla oravità del reato pel quale era inflitta e riusciva di fat to assai men grave d.ella reclusione, e perciò men temuta cli questa da-i malfattori ; la rel egaziope che non a.ven più prati.ca applicazione, perchè si sarebbero oigi indarno cercati i ·castelli o altri luoghi forti in cui (secondo il Cod ice sardo), doveva. essere espiata. La pena dell'ergastolo, come abbiamo dello, è perpetua e. surroga la pena di morte e quella dei lavori fo rzali a vita . La reclu · sione e la detenzione sono pene temporanee e parallele, pari nella durata, ma diverse nella nalÌ.lra e nella intensità.: destinate, l'una (la reclusione) a quei reali che si commettono per perversità, ed abbieLLezza di an in:io, l'altra (la detenzione) ai reati di caraJtere ~


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E L A LJ;GISI,AZJONE !tl'ILITARI-\

IL NUQVO COD!CE PENALE

,politico, ai reali di st"ampa e·a tutti quei reati - non disonoranti ai quali il colpevole fu trascinato per impeto degli affetti e non da · profondo pervertimento morale. In conseguenza, la reclusione è la pena normale per i delitti; e l'applicazione della detenzi~ne è circoscritta a quei casi nei quali, per la natura del fatto o delle circostanze prevedute dalla legge, risulta evidente la superfluità dt una severa disciplina riformatrice. La loro durala si estende dal minimo di· tre giorni al massimo di ventiquattro anni; ìna quando, pel concorso di circostanze attenuanti in favore del colpevole, debha diminuirsi la pena dell'ergastolo, quella della reclusione è della du · rata straordinaria di trenta anni . Per ognuna delle pene carcerarie (ergastolo, 1:eclusione, detenzione e arresto) è stabilita la segregazione notturna dei condannati, e prescritto l'obbligo del lavoro; che non va già riguardato quale aggravamento di pena, ma quale condizione indeclinabile della vita individu11-le e sociale, quale coefficiente necessario di una ben intesa disciplina igienica, economica e moralizzatrice. La pena della detenzione consiste nella sola privazione della liberla; ma la pena ordinata con not'me veramente riformatrici è quella della t'ecliisione. Ad un primo periodo di maggiore severità, consistente nella segregazione cellulare continua (bastevole per certo, nei casi ordinari, a piegare le nature più fiere e ribelli}, fa seguito un modo di espiazione meno rigido, quello cioè della vita in coivune di giorno_, conservando però il càrattere afflittivo mercè la regola dei silenzio, utile altresì al miglior governo degli stabilìmenti penali. Come preparazione alla liberazione, i condannati i quali durante metà della pena abbial}o tenuto buona condotta, possono far passaggio ad un terzo periodo,più benigno nella espiazione della pena, rappresentato da quelli che vanno sotto il nome di Stabilimenti intermedii, dove la restrizione della libertà è mitigata dal lavoro ati'aperto e da meno rigide prescrizioni discipli:nari. Se il condannato non persevera nella buona condotta, questo modo più benigno d'espiazion~ è revocato. Se non supera i sei mesi, si sconta con segregazione cellulare continua per tutta. la sua durata, e può essere fatta scontare in un carcere giudiziario. La espiazione della pena det'la reclusione è pertanto divisa nei

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193-

ire stadii, della cella, della comunità silenziosa (stadii obbligatorii) e dello stabilimento penitenziario intermedio, agricolo o industriale (stadio facoltativo). Questo diverso e successivo modo di espiazione è 1·a bas,e di quello che oggi viene reputato universalmente il miglior sistema penitenziario, detto r;radaale o progressivo, od anche, in omaggio alla sua origine, irlandese, dacché il Crofton nel ,1857 ne tentò un primo saggio in Irlanda. A complemento di un tale sistema carcerario, è stato introdotto nel Codice un altro istituto, utilmente esperimentato presso varie nazioni, quello della liberazione condizionale o provvisoria. Esso consiste nell'anticipare la liberazione del condannato a pena superiore a.i tre anni (reclu~one o detenziqne}, qualora egli abbia già scontato la massima parte della pena, cioè almeno tre quarti di essa per la reclusione, e almeno la metà per la detenzione, dando prova di resipiscenza, ed offra quindi sufficienti guarentigie di far buon uso del beneficio che gli viene concesso. La liberazione condizionale non può concedersi a chi sia stato condanaato per talune specie · di delitti, come l'associazione a delinquere, la rapina, l'estorsione e il rical to e ai recidivi; ed è revocabile se il condannato commetta . ' un nuovo reato o· trasgredisca gli obblighi ad esso imposti. In questo caso il tempo passato in liberazione condizionate non è computato nella durata della pena'. Quarta ed ultima pena carceraria è l'arresto, destinato ai soli colpevoli di contravvenzione. All'arresto sono comuni le norme fondamentali che regolano la detenzione, eccettochè la sua durata, da un giorno a due anni, può farsi . scontare interamente nel carcere giudiziario, e non ammette la liberazione condizionale. La estensione della durata dell'arresto sino a due anni, è un corollario dei principii adottati.nel determinare la nozione delle contravvenzioni, le quali per quanto d'indole tutta speciale e distinta da quella dei . delit_ti, possono presentare una notevole gravità (come in materia di armi, di edilizia, di sanità, che il Codice sardo in gran parte comprende fra i delitti), e richiedere quindi una pena di qualche durata. Per le donne e per i minorenni, non recidivi, se la pena non superi un mese, il giudice può disporre che sia scontata nella loroabitazione. In caso di trasgressione, la intera pena si sconta nei modi ordinari .


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· IL NUOVO CODICE . PENALE

In taluni casi qeterminati, il, conqppnatp all'arresto può s.contarela pena in UQa casa di lavoro, od anche. con, l'esecuzione di operedi pubblica-ut.ililà,. QuestQ. innpv,az.ion~, COf'.risJ}oT) rte ai voti d,ella scienza; ed. è P, iù speciaJme,nte ada.l,ta uer tepi;imer,e coni ra~ionale saµzione c.e rtdatti che col nuçivo .Co,dicy sono pa~sati tra le con-,., tr::i-:vvenzjoni. come s&reb,bero, la, m.end·iciti1, iÌ,vagqbondaggio, ecc ; per i quali già da tempo ed unjve1:salqiente si reclarfl!l, l'obbligo· del lavo1'0., un.ico -rimedio v,eram~nté efficace e fecondo di buoni risultati. Se il. conilannato nòn si :gresenta ~er scontare la pena, ovvero ricusa di prestare l'oP,era sua, l'arresto è scontato nei modi ordinnri. Altra.pena restrittiva della libertà personale è il confino, che già figu~avà nel. Codice sardo, e.coI)sist.e nel non potersi il condannalo a.llontanare da u,n dato comune. Qu.esta pena torna opP,ortuna soP.ratlut~o.q11µ ndo importa di a,llontanare il 1:eo1 da\ luogo nel qu;:lle commil>e il del itto. La dw ata è da. un mese a tre anni. In caso di trasgressione, la pena del confino è convertita in quella dell-a deten. zione per il tempo che rimane al compim,ento .di essa. I)ue sono, I.e pene che -toccf),no l'ese,rcizio di 1 diritti civili e politici, di uffici , professioni ed arti: 1° l'interdizione dai pubblici uf · fìci, P.!:lna es.elusiv;amen,t~ destinala per i delitti; 2° la. sospensione· dall'esercizio di una professione o di un'arte., pena stabilita.per, le contravvenzfoni. Queste due pene. non. diversificano nell a so,c, tanza da. que)le contemplai.e nei C_odici sardo e toscanp, meno che P,er ln.,;dorata.. La prima può essere perpetua e temporanea, e questa, non. minore di tre mesi , e non maggiore di cinqµI:) annj; la. sospensione si.esCe.nd~ da .tre giorni a . due anni. La iht~rdizio,r;ie dai pubblici uffièi ~ sempre sussidiaria di altra pena, sebqen.e il Codice non lo dica espressamente, percb è non si è creduto l)ecessario di formare un gruppo di pene dichiarale ac- · cessorie; rva q,uesto carattere le d,eriva. dal fatto di non trovarsi mai aprilicata da sola, bensì come conseguenza generai.e di talune cond~nI)e, od unitamente ad, altre pene in casi speciali. Il nuovo Codice mantiene le pene pecuniarie, come nei prece.d,enti, e due ne sta.bifo;ce: la mul ta per i delitti; l'amml:)nda per le contraVtvenzioni. La differenza non è che nel nome, il quale pa,rve opppr,tnno cons~rvare d.iverso , ap,gunto perchè. col nome so ltanto· si possono distinguere. 1

E LA LEGISLAZIOJSE Ml/.,ITARE

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J)uno e l'altra consistopo nel pagamento di una~o111~aall':r~rio · dello Sta(o. Ne vp.ria soltanto l'ammimtare, che va qa ,ire d1ec1 a diecim'ila per la 1~µlta, da lire una a duemila per l'ammenda._ ln caso d'insolvibilità, la multa si converte di diritto qella detenzionee l'ammenda nell'arresto, col ragguaglio di un giorno per ogni dieci lire e frazione di dieci lire ciella somma non pagata. La detenzione · 0 l'arresto, in su~-rogazione.d~ll;J. ~ulta o dell'ammenda, non possono mai eccedere la durata di un anno. In questo caso, ad istanza del condannatQ, alla detenzione o all'arresto può e.ssere sostituita . I~ presta~ion;-di un'oP,era determinala a servizi°: dB!.lo _Stato , della . provincia o dl:)l comune, col qggu~gljo di due g'.orn1 cli lavor? per ogni giorno di detenzione o di arresto. <~ Non m1 ~ascon~o (d,_ceva , il ministro nella sua relazione), le difficoltà pratiche d1 a@licare ~ que~to surrogalo. Ma a conservarlo m'induss~ro l'ave:,lo ~rovat.°' e accollo in tutti i progetti che si sono succeduti dal ,1814- rn poi, « il non avere esso soll~vato alcuna notevole opposizione, l'esserne· a poteslntiva l'ammissione, ·e infine la lidncia che ben. .pon.derate · <1 norme regolamentari potr11nno facilita.me la retta applicazione ». Oltre le pene vere ~ propri e, che abbiamo ')numerate, v'hanno · pqi due provvedimenti, i quali non figqrano nella scala pen~le _e · non sono infatti considerati qu~Ji pene, non avendo un ufficio d1rertamente repressivo; ma servono come complemento delle vere · pene quanqp occorra guarentirne megli~ l' effe~to,, o ?~ surr~g~no · l'applicazione qu~njlo sommamente esigua sia I en_t1ta ~~l I eato. Essi sono la v.iailanza speciale dell'autorità di pubblica sicurezza, e la ripren si; n; giudiziale; e si applicano tanto per i delitti quanto ' per le contravvenzioni. . .. . : . Trova il primo la sua ragione nell'opportunita di non abbando?a1e · interamen te a se siessi i delinquenti più pericolosi, tosto che abbiano scontai~ la pena e fatto ritorno alla viLa libera; ed il secondo nell~ convenienza di t~mperare, con una misura.benevola e paterna, it· . rigore della legge, nei casi di granclissin:ia tenuità d~I reato, ove la condotta precedenle del reo consigli un mdulgenle r1gu~rdo, ed ov~ · Je circostanze del fatto richiedano una diminuzione d1 pena nl d1 là dell'estremo limite fissato dalla legge . La v) gila~z~ sp~ciale ~ell'a~lorità di_ pubbl~~a sicu:ezza, .c~~se-~. guenza giuridi ca di alcum reat,, da agg1nnger:-;1 alla p1onunciaz1one ·


E LA LEGISLAZIONE MILITARE

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singole circostanze che ne modificano l'entità. Il Codice sardo del, 1859 ripartisce ciascuna specie di pene in un certo numero prestabilito di periodi o di quote che denominansi gradi; ed applica . la pena per ciascun reato nei limiti di uno o più di que:;ti grad_i , ed alla stessa streaua determina la misura dell'aumento o della dio . minuzione derivanti dalle varie circostanze so~gettive od oggettive,. ~ia speciali che comuni ad ogni reato. Questo sistema, che avea. figurato anche nel Codice napoletano del 181 9, e che era stato adottato in tutti gl i altri precedenti progetti, finisce per togl iereogni elasticità alla pena, obbligando il legislatore a co~ misurarla ai sinaoli reati entro i limiti preventivamente fissati di un dato orado senza che ne possa uscire se non con l'applicarvi in tutta la n ' , sua estensione un allro grado, precedente o susseguente, della pena stessa . Per la medesima -ragione non è possibi le computare una circostanza che importi aumento o .diminuzione della pena ordinai'ia se non dentro gli stessi termini fissi di uno o più gradi, cheè quanto dire in una misura la quale nella particolarità deì casi può riuscire o troppo tenue o troppo grave . Da tali strettoie che il· leaislator e s'impone, in ossequio a criteri meramente convenzionali,• . i:, deriva quindi · una commisurazione tu tta artificiale delle pene ai sinaoli reati ed alle diverse loro circostanze, che rende quasi impossibile lo stabilire delle differenze proporzionali fra l'un caso e l'altro . Il giudice poi, eh.e deve applicare la. p-ena, anzi chè ritrarre . qualche agevolezza da tale sistema, è per l'opposto obbligato a un doppio calcolo, a quello del computo dei gradi , ed a quello necessario per la ricerca del loro equi valen te penale, computi e ricerche che hanno dato luogo nella praLica a frequenti incerter.ze e a ora.vi dispareri. !')Queste ed altre considerazioni, e l'esempio di quasi tutti i Codici penali stran ieri, anche dei più recenti, i quali non seguono queslo " artificioso metodo di commisurare le pene, e l'esempio altresì dei Codici preesistenti in Italia, la maggior parte dei quali non avea. là. graduazion e pres tabilita delle pene, e fra essi specialmen Le il Codice toscano fi no ad ora in vigore, consigliarono di abbandonarlo. Fissati i limiti estremi di ciascuna penn, come abbiamo veduto, a cia,scun reato è inflitta una quantità concreta di penn, per quella. .

IL, NUOVO CODICE PENA LE

-della pena, consisLe nel l'o bbligo del condannato dì dichiarare al<l'autorità competente in quale lu'ogo egli intende fissare la sua residenza, e di adempiere le prescrizioni che in conformità della ,legge glì siano imposte: la stessa autorità può vìeLare la residenza in luoghi determinati . La massima durata ordinaria ne è stata limitata a tre anni, il minimo è fissato ad un anno; nè sarebbesi 1.potuto scendere più basso , senza rendere inefficace e illusorio il provvedimento . · Islituto non nuovo nella nostra legislazione penale, comune anzi .ad entrambi i codici abrogati, ed accolto nei Codici moderni dì parecchi Stati, è _quello della riprensione giudiziale , secondo il ·n?me chè 1~ ~à il Codice toscano, e che è stato preferito a quello -di ammomzwne usato nel Codice sardo, per evitare di confon·derlo con un istituto omonimo,_regolato dalla legge di pubblica si·curezza, e dal quale va essenzialmente distinto. La riprensione ofo·diziale consiste ìn un ammonimento adatto alle particolari condizioni · della perso_na e alle circostanze del fa~to, che il giudice rivolge al ,colpevole, 111 pubblica udienza, intorno aì precetti della legge vio lata e alle consegu.enze del reato commesso. Se il condannato non si presenta all'udiénza fissata per la riprensione, o non l'accol aa con ''.·1spetlo, e applicata la pena che avrebbe. dovuto essergli inflilla per ·,11 reato commesso. ' . Oltre i casi in cui può essere applicata quale estrema mitiga·.z.1one delle pene dell 'arresto e dell'ammenda , la riprensi one ai udi. :z1ale..p uò essere anche surrogata alla detenzione ed all'arresto non ·ecced~nt! un mese, al_confino non eccedènte tre mesi, ed alla pena pecun1ar1a non supenore a lire trecento, purchè il colpevole non ,abb ia ripoi:tato mai condanna per delitto, nè condanna per contravv~nzione a pena superiore ad un mese di arresto. In questo -caso 11 c~ndannato deve obbli garsi personalmen te e, ove il giudice reputi opportuno, anche in concorso di uno o più fidejussori idonei e solidali, a pagare una determinata somma a titolo di amnìe~da, qu.alora, en,tro un termine da prefiggersi nella sentenza, -egli commetta. un altro reato; salva per il nuovo reato l'applicazione della pena stabilita dalla legge . Una importante ed utile innovazione è quella che riaua~da il ;modo di commisurare le pene ai si ngoli reati, e più an~ora alle •

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E LA LEGiSLAZIONE MÌLIT ARE

IL NUO'VO COOICF. PBNALE .

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<la.noa.to di alcuni diritti ci vii i. Cosi il conaan·nato alla pena dell'èr.aastoto viene privato della potestà patria, dell'ariLorità_ maritaÌ'è, ; della capacità di testare, e rende n'ullo ii testamento fatto pri'ma ·della condanna. La privazione della pat.ria potestà e delrautorità ~maritale può essei·e applicata anche nella condanna alla pena della reclusione per tempo eccedente i cinque anni, durante la pef\a, Il condannato alla lJena dell'ergastolo o a.Ila reclusiòn·e per oltre dnque .anni è, durante la pena, in istato d'inLet·dizione legale egli si applic~no, per l'amminist,;azione dei beni, le disposizioni del Codice civile sugli interdetti . La macr"iore esteasione data alla inte{dizione perp'étua dai pub<:>è> blici urfici, ci sembra che dovrebbe portare per conseguenza una modificazione all'articolo 3 della legge ·sul reclutamento dell'esercit.o, nel senso di estendere la esclusione dal militare servizio a tutti coloro cui viene applicata questa pena. Il servizio mili tare è :un dovere. ma anche un onol'e, e non dovrebbe far parte dell'e. sercito cht si è reso indegno di ricoprire un pubblico ufficio, sebbeue l'art.icolo 20 del nuovo Codice non contempli tra qu~sti il mili tare se1'vizio. _ L'.irriputazione dél carcere preventivo n'ella pena. second? il Codice. sardo è facoltativa, e per la solapena·del carcerepropnamente detto. È obbligatoria secondo il Codice toscano , 'per ogni pena restrittiva, ma ,,i si distinguono d1ie periodi, nell 'tìno dei quali il carcere preventivo si considera di durata normale e non si co'mputa, -nell.'altro si considera indebitamente prolungato, ed ·è 'quello che viene computa to. Il còmpnto della carcerazione preventivamen te sofferta nell-a pena inflitta colla sentenza 'di co'ndanna, qualunqµe ~ssa sia, è indubbiamente conforme a giustizia; ,quindi il nu·ovo Codice rriustamente stabilisce che nelle pene restrittive della libertà person:ie e nelle pecun iai·ie, si computi la carcerazione sofferta prima ~he la sentenza sia divenuta irt·evocabile. Un giorno di carcerazione si computa per tre giorni di confino; e rispetto alle pene pecuniarie si applica il ragguaglio, di sopra indicato, cioè di un giorno per ogni dìeci lire.

~durata che è sembrata più giusta e convlfoiènle; e nel concorso di ,circostahze generali ò particolari, crie importino ailmento o dimi"nuzione della pena fissata, è stal:lllita pure concretamente la quantità d.i pena: da aumentarsi o diminuirsi nel caso speciale. E quando · ciò non si è potuto fare agevolmente, stante la moltiplicilà e varietà -dei casi ai quali si riferisce la circostanza attenuante o aggra'vfote, s·, è determinata, con ima frazione della pena comminata òotrrialmenle per il reato, la qur111tità che si deve aumentare o diminuir·e, · cioè la metà, un terzo, un sesto, ecc . .Risillta da ciò che, quahdo ancheconcotrano moltep lici dimi nuzioni, non si discende mai ad una .sanzione derisoria; c6me i molteplici aumenti non fanno mai salire la pena a misure èccessive; evitandosi cos.ì quegli sbalzi esorbi· tanti che contnitldi'stinguono il sistema dei gradi . Quanto agli elfeLLi delle condanne penali (Titolo TJI), il nuovo Co·-dice·più rigoroso in dò di quello sardo del ·1859, che limita l'effetto · della interdizione perpetua dei pubblici uffici alle condanne a.morte, .ai lavori forzati ed alla reclusione, quando sia inflitta per alcuni più gravi reati di luci·o e di falso, lo estende indistintaineme a tutti coloro che sdno st,lti condannati a pene eccedenti i cinque anni di reclusione . E ciò conformemente a quanto disponevano i progetti .anteriori, non sembrando che coloro i qual i si sono meritata una ,tale pena abbiano le qual ità morali che devono richiedersi in chi riveste un pubblico ufficio. Ne qui si arresta la maggiore severità del nuovo Codice in con.: .fronto di quello sardo. Esso infatti commina la interdizione terp poranea dai pubbl ici uffici, quale conseguenza di una condanna alla ree!us ion e per tempo non maggiore d~ cinque anni e non minore di tre, con~iderando cosa equa e logica che non si passi d'un tratto dalla pienezza dei diritti ail'irìterdizione perpetua, mtt che vi sia un termine intermedio, in cui si applichi l'interdizione temporanea; e -considerando d'altronde eh~ le pene per i delitti di media gravità, stante il cres'ciuto rigore di esse, sono state di regola diminuite nella durata. Tale effetto delle condanne minori viene poi regolato -con preciso criterio, disponendosi che la dt1rata della interdizione ,temporanea sia pari a quella della pena i:nfli tta. Altro effetto giuridico dèlle condanne è quello di privare il con-

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Tra le cause che escludono o d·iminuiscono la imputabilità (Tit. IV), problema oggi dei più importanti nella scienza e nella


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lL NUOVO CODICE PENALE

legislaziune penale, non troviamo espressamente nominata la forza irresistibile, « della . quale_(come si esprimeva la relazione mi« nisteriale) si è non di rado abusato nei nostri tribunali, che è « posta continuamente in dileggio dalla pubblica stampa, assai cen« surata dagli scrittori e deplorata nello stesso Parlamento )> •. A

quella formula indeterminata e pericolosa, l'applicazione della quale ha tante volte turbata la pubblica coscienza, si sono sostituiti alcuni casi determinati di forza irresistibile, che soli pqssono legittimare l'immunità d'ogni pena, quei casi cioè nei quali agisce una giusta causa, un sentimento onorevole, ed è esclusa per ciò ogni indebita influenza di pas~ioni iri genere e specialmente di sentimenti pravi od abietti. Non è punibile colui che, nel momento in cui ha commesso il fatto , era in tale stato di infermità di mente da togliergli la conoscenza o la libertà dei propri atti. Il giudice, nondimeno, ove stimi pericolosa la liberazione dell'imputato prosciolto, ne ordina la consegna all'autorità competente per i provvedimenti di legge. Anche l'ubbriachezza, quand'essa sia piena ed accidentale e non preordinata all'intento delittuoso, esime intieramente dalla pena incorsa pel commesso reato; ma l'autore del fatto criminoso incorre nella pe,na stabilita· per la contravvenzione, come vedremo. Quando lo stato di mente era tale da scemare grandemente la imputabilità, senza escluderla, o si tratti di ubbriachezza, volontaria o abituale, le pene sono diminuite. Altre circostanze vi sono che esimono intieramente da pena l'autore di un fatto dichiarato dalla legge reato, perchè sebbene egli possa averlo commesso nel pieno possesso delle sue facoltà men'tali, tuttavia la legge non ne lo i'1 tiene re~ponsabile considerando ragionevolmente che, in tali circostanze, esiste un dovere da osservare od un diritto da esercitare che fa scomparirn l'obbligo di astenersi dal fatto incriminato. Tali cause di giustificazione sono: ·1° la disposizione della legge e l'ordine dell'autorità; 2° la legittima di fesa di se stesso o d'altrui; 3° la necessità di salvare sè od altri da un peri colo grave ed imminente alla persona, ·al quale non aveva dato volontariamente causa e che non s( poteva altrimenti evi tare . Così non è responsabile l'autore che ha dovuto agire in forza dell'obbedienza dovuta al suo superiore gerarchico; ma è necessario

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· E _LA LE~{ SLAZJ.ONE MILITARE

ç1be il snboi:dinato sia ~~nuto ad eseg~ire 1'9r:di1~e ç.el s,uo super,i9re, che l)rdine ~ie~tri ciqè nella ~,erc.hia q~_gli atti e d_elle ~1,m,zioni ,attri·b,uite a chi lo. dà Ied a chi lo .~iceve, e che l'autorità qa cui,parte L ì sia comn~ten,te. In ,q~~s,to ~aso la ,penà stab ilita per il reato c9,m~es,so si ~ppliqa al ,pubb,lico uffi~iale cl,1e qe,tte l'ordine, · , Sono poi cau~e ~cus~n'ti, ed ammetto,no ,u?,a \l_imipqzione di p.e,na, f _jµipefo .de)l'jra jn seguito ad jngiusta: .~royocazi9ne, e l'impeto di , gfo~tp ed )nffJlso ~olpre; -la quale ultima sc~sante coi;nprende non 1 solo i casi, già contempJ~ti 4ai precedenti Codjci, _della sorpresa in ,:fla.gra,n,te adul,terio o s~u_pro gel coniuge, della 1fi.ilia,.ecc.; ma anche· altri parecchi. cJ;ie µe .-e.9ssono occorrere nqn meno degni di c?ns,i -, · derazione, come !'.esperienza ha più volte dimo·strato. ·.Quanto all'età sono sostanzialmente conservate 1~ diminuzioni di pena ed i provvedimenti contemplati nei precedenti .Codici. Conforme alle disposizioni ' delI Corlice sardo, oltre le diminuzioni · ,ifl.') , di pena espressamente sta_bilite dalla legge, se concorrono circo stanze attenu~nti a favo re del colpevole, viene accordata un'alfra dijn,\~.uz\one, c,ioè: al!a P.~na, H~ll '. ergastolo è surro1i ata qu~lla i el ia wctusip_ne per trenta ~nni, . come abbiamo. gif notflto, e le altre j>ene :ioi:io 1gi.ipi1m\\e 1di yii se_s_to..· , 1

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· G~IJJ.:pl~f~no iJ priin_o.)) bro le ,disposizioni Qpe tral~n,rio del 1tef\la.. ,tivo,,qel c9J1cor,so di più, perspne in ~no stesso reato, ~el concor~o · }L,1;e.~ti ,e, di 1p,~ne, della ,;ecidjva, dell'estinzione ;~ell'azioqe penale e,1el,le cò~~an11.e:,PE}Òali ,. sulle q~1ali non ci ,f~r)n~,r~mo perchè ci .ep9dun-eb9e.ro aN>.Hil.i,.ed,astru,se disquisizioni giq.,ridiche, ,npn con - · facenti all'indole di, qµèsta Ri(?ista. Notiamo solo_che p!3r ·la recidiva sepe è limit~to l'.~ff~tlo a non ollre i dieci aoni_1dal giorno in cui la pena fu scontata o la condanna estinta, se _la pena era su periore ai cinq1.1e anni di d~rata,. e . non_-oltre i. cinq11e anni negli alLri' casi, Nel caso di recidiva .generica non. si fa luogo ad aumèn Lo ·. d'i pena, ma il recidivo non può essere punito col miQimo della , pena incçrsa per il 11u9vo reato, come è stabilito dal vigente Codice penale militare. Se . il nuovo . reato è della stessa indole di quello :p,er Hquale era stata pronunziata la preceden,te condanna , l'aggra- .. vamento cli pena può raggiungere l'aumento _di un, terzo, e della metà della durata in caso di due o più recidive , Un a~posito ar0

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AN!'{O XXXIV, VOL. lii.


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lL NUOVO CO DICE PENALE

E LA LEGISL AZIONE MILITARE

Lico lo del Codice (82) delermina quali reali sono considerali della stes~a indole. È il ri cadere nella stessa specie di reati che dinola il carattere del reo e lo rende particolarmente meritevole di più intensa pena; laddove un individuo può eventualmente commettere in più tempi e solo occasionalmenle diverse infrazioni della legge, senza che ciò possa attribuirsi all'indole sua malvagia. E chi per lungo tempo ha serbalo buona condotta, se pure in passato soggiacque ai rigori della legge, non deve essere trattato alla pari di colui che a breve intervallo ricadde nel reato. I reati puramente militari no~ formano recidi,va r ispcllo ai reati comuni, ed in ciò era conform e la legge finora vigente.

Ciascun Titolo si suddivide in Capi, che trattano .delle diverse -specie di delitti Le prime qnattro clas.si, .o titol i, comprendono, in ordine df'-crescente, i delitti che più direllamente interessano l'organismo politi co e civil e della società; nelle tre classi successive (Tit.. V, VI e VII) sono distribuiti i delitti che non hanno propriamente per -oggetto una istituzione od un dir itto determinalo, ma un complesso di relazioni pubbliche, dal normale assetto e dal rispello delle quali dipende in gran parte il benessere civile; l'ottava c:iteaoria è for-. -mala dai delilli cbe, offendendo l'integrità del costume e i più sacri vincoli domestici, portano necessariamente un perturbamento· -dell'ordine sociale. Vengono in ~ne le ultime due classi (Tit. IX e X), le· quali comprendono i delitti che colpiscono immediatamente diritti od interessi privati, .cioè la persona e gli averi. Alcuni delitti dei quali non è esattamente definito il carattere, e -che sono, diremo così,· ancora vaganti e quasi anomali nella dottrina e nella legislazione furono posti in quella classe colla ·quale banno maggiori punti di affi nità; e quelli i quali. importano pi~ lesioni o violazioni sono classificali secondo il diritto prevalente leso -0 violato. Dal che ne è seguito naturalmente, che parecch ie incriminazioni siano state rettificate, e che altre, per il solo loro colfocamento, abbiano riéevuto, anche ai fi ni della pratica giurispru·denza, nuova luce. Nelle nozion i dei singol i delilli è sempre omessa la denominazione ·giuridica, essendosi invece cercaL9 d'indicare con precisione gli elementi essenziali dei fatti che li costituiscono, sia perchè un Codi'ce non è un trattato scientifico, sia perchè di non pochi la scienza non è ancora concorde nel determinare esattamente il nome, sia in fine ·perchè resta cosi agevolata la pro_posizione delle domande ai giu•rati, nelle quali la legge vieta la menzione della nomenclatura giu•r'idica. D'aHronde la denominazione del reale, trovasi indicata nella . epigrafe de~ capi, e più specificatamente ancora nell'indice delle · ,disposizioni, compilato sull'esempio del Codice toscano. Soppressi i gradi fissi delle pene, queste non solo si comminano ,enunciandone concretamente la misura, ma la misura stessa può variare senza difficoltà secondo le esigenze della repressione; ·e <{uindi fra delitto e delilto, fra circostanza e circo:;tanza si è man-

LIBRO

II.

Fra le doti precipue (dice~a la relazione ministeriale) di un Codice penale è la esatta classificazione dei reati; la quale oltre alla ordinata distribuzione della materia, contribuisce altresì alla più facile ed esatta intelligenza della legge. A tale intento il nuovo Codice fon da la classificaz ione sul concello della obiettività gim~idica del fatto, che è quanto dire sulla specie del dirilto, l'esistenza o l'esercizio del quat'e costituisce l'oggetto preso di mira · dal reato. E per ciò, cominciando dai delitti che più gravemente compromettono la cosa pubblica, e terminando con quelli che ledono l'interesse privato, li distribuisce nei seguenti dieci Titoli: I. Delitti contro la sicurezza dello Stato; II. Delitti contro la libertà; 1II. Delitti co~tro la pubblica amministrazione; IV. Delilli contro l'amministrazione della giustizia; V. Delilli contro .l'ordine pubblico; VI. Delitti contro la fede publ.Jlica; VII . Delilli contro la incolumità pubblica; VIII. Delitti contro il buon costume~ l'ordine del\e fami glie; · IX. Delitti contro la persona; X. J?elilli r.ontro la proprieta.

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E LA: LEGISLAZIONE' MILJT,\RE) .-

r.tenil,ta latrmiJ.ggior. ,possi bi Le proporiion;iliiàipenal,e. ~ tul'uop~ giovò,pure l'essersi for!nata una sola catego rh._~i delitti, e l'av,er costituHa.;1,1,lili0ai e,pon.,i,n,~ern0Ha ,la p,ena•carcevar·ia èal •mirnim,o di pochr <~ior\lil.i ,al ,-,:mas.si mo .di ,;vent~q,111t;ttr',in1ni; ,,per ,ntodo,·~h.e non essendofPiù angustiati~Aal ,li-mite ,arti6c~ale , di ainque:1an1Di, ohe costit.ui;va · :~er diflddi.e~ro , il ,)massimo 1deUe ,pene mi@ri, ·nè .da i.quello di,· ,sei ,a,n,ni, che ena il rmiimimo dela:e1pe1,1e maggiori potevansi a.vere-· . . 1d,e:Ue ,latiLudini -intemnedie, ,,molto . 1g-i,o;ve;voli a , conseguire quella . .pmpom~ionafità. · , ;Pen&lou,lili-deli1tti le 1penesono·state1equamente aumentate, .sem-(pre roan .una pià amr.ia lati-tudineAalimJnimo ·,al massimo . No. :11iamo, : foa gli ·:a!llri, .,q,àei di diffamazione, 'di · libeLlo .famoso e-<l'ingi.uuia, .pei ,qual i le, pene1eran:o ·per llo,addietro ,assa i1an iti_, tanto . miti che potevano · ridursi Jad,,u:na misnlìa òeciisor.ia. , Oggi la ,,diffamàzii@.ne ·è plln~La: aollaTec,1usione da t11e'.1a1,br.enta •me.si eicon ·multa "(},ahlire i•I001a 3000, · 1il libeH.o famoso roolla ,,neclusi.one ,damno a •o]nque;anlili •e con' m1urlta nonrmi1none.c.di diue mille,~ l'inginri.a,_colJa,, -detenzìo,rne ,sino a·1qnindici ,gi~rni ,e1ò(i),n,;mtll.la1sino ia ilire 300, .eèh · ,i:rndhere-On ip'0l!le,, maggiori iS:e ifa Ha, al,Lappresenrta,dell'o~·eso .. ·1Regola ·~ener,a,Je per, -0gnid1eato è cl1e· l'·azione·penàle -sia ,pro- · m,ossaidruf:ficio; ma è,', ,p:Ure igene1:admenLM11mmessò che, ov.e il ,faHo· -sia,:,:li-1poca·ernti1t,à,te ·e:he nEÌon ai11~eah i, <.ilaifmù aHlondi:ne .,,so~iale, l&J. persecuzione si sub~rdini al la ·querela dell'offeso, n_el h'tunten bo · dt-· "favo,rir.enlre,,p.niv,a1te;o.oncdl:iaz1i.@JDi, ':il v,an:t,a~gio rdelle quali ,si •reputar -pre{l)otidceuante a quellondi per1se~uire 1ievi \deliUi, ta•nto più ohe La,, ·lolllo sco.f).erta,e notori.età,,suol generalmente dipendere dal·,~en1:;pla:eito ,,dell'otfeso··med·esrmo . 1,0Jtre ·,alla id,iffamnz,ione e, all:,ingiu,:i.a,, !pei rquali ,del iLti anche ,la cessante ,1legislaz ione r,ichie.de:,la/ q-0ei:ela, d:èlhr1pa•1iLe .offesa:<q,n,esta • è, sLa,ta ,,e~tesaiarnmol Li ruUri _de Vitti . -l?er:,Ie· .<~ffése oon1tno •la.1 saclla' pensona diel Re·, eont-1:0 la: Regina, i111Pr-inci,pe 1eredicanio101aJtre•peis01ne della,ifamiglia: reale, non ,si·1 procede , clue· •dietro aurLo'uizzavione del ,,ministro .della giu~~i.zia , e, del, Sènato · O· della Camera ,·dei deput;ti .pepile offese e.onLro q·ues ti poteri dello•Sita,to; •e così- di •l!lll corpo,,giudiziario, politico•o amminis~raitiv:o,écc ~.. ,Jlnnuovo Codiiée si tiene:· pure ,lontano da· quel· conv,ernzionalismoJegisila1ti~'O,.;i l·qull!le consi·ste-nel i fo11mnlane le , citt:cosLanze·,ma,Lerial i,, ·-che aum~nta,no 0~1d1iminui-s'e.òno·fa g1;avità 1dpl reato1con, specifica1

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·.tion1i•ar,itmetiche di misura: o-di quantità:: Càsf, .a'd ese~pio\ nel ,·(u11to ia scalata non è designata indicando il humero di metri e·-cen-· ti-metri che _il ladro debba superare per introdtll'SÌ nel-luogù' altt·ui, ma riferendosi all·a qua lità dei mezzi nrtificiali o ·all'agilìtà . corpo'-, ra·le di cui esso si vailga per commett'ere il furto (art. 404~· n•. 6) . . Del pari, nel furto medesimo e in altri det'itti co'ngeneri, come' pe:. .,colato, concussione, danneggiamento ecc.' non figura più la cir-00Slanz•a del valore, corrsi sten te' nell'essere lai cosa sottrat'ta. dà:n·ne'i giata o distrutta, di valore stl'periore od infer iore ad' u,na· de-· ter1ninata somma, per modo ohe urra lira in più, o in meno p_ortl per conseguenza un notevole aumento o una .notevole dimirruzione ,di pena. Il sistema· prescelto è quello adollato da molti Codi~i stràoieri, cioè di de'finire tali circostanzé, per quaiilo è. possibile, -:Senza limiti numerici di qua,ilità, ·di-misura: e simili, ma con tàlì norme gene·rali che const'lntonò al giudice di 'farne·un equo e veri,-dico apprezzamento. L'ampia lntitudirte della pena:provvede ab4:>astanza alla varietà dei casi. In tutti i delitti dai quali deriva d:a:nno' alla proprietà (peculato, :sottrazioni, furti ecc .) il '~od'ice, p-erequilà e nell 'in'teressedef danneggiati, valuta! 11011 come' dirime'!ìte ·I'i!}lpurab·ilil'à, m·a corrié a't_;t:énuante e qu,indi minCY('aote lai pena, il r'isarcimento vdlbntario ed intero che sia· fatto dal colpevole prima di ogni provvedimento .gi·t1dizialè contro di lui, oprima dell''invio àl' giudizi o. Questa cir,costauza non è contemplata dal Còdi ce sardo, ed il Codice toscano fa valul'a. soltanto in tema cli pecul·ato, n~ll'interesse ·della ·pubblica · .:ammini'strazione. Le disposizioni del nuovo C_odice si estendond espressamente ai . -delitti commessi col mezz'o della: stampa, che intaccano rono;e e l'a rip1tazione delle person-e, od p!Iendono ed· oltraggiano il buon ·co~tume e la morale. · « All'ighob ile e perfi·cro diifomatùre, (diceva il -« ministro nella s,ua relazione) non s'addice per fermo di gìovarsi « deH'aurà ·ai ri,s petto che è propria d'ei delitti di 'opinione, quali " sogliono essere quelli preveduti nella legge sulla· stampa ». -<t •• • •• ·•• Gli -scritti o disegni osceni, funesti ssinti al costume <1: ed a:lla mor~lità, sono, nelle lòro sozze esplrqazioni, una vergognà · « della stampa, per i quali certamente nessuno reclamerà: il pri· <$ vilegio di una legge e di un ti·atfàmento speciale ». 1


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E l,A LEOJSLJ\ZIONE MILlT Al!E

IL NUO\·O CODICE PENALE

Così l'antica e memorabile legge sulla stampa, ~nnoverata fra le-· leggi fo ndamen ln li del regno, rimane integra·nel suo complesso e· nelle parli che veramente ne costituiscono. l'essenza e ne motivano• la sanz~one, compenetrandosi nel Codice penale quell e disposizionr che prevedono delilli turpi e che per ogni aspetto devono ~onside-· rarsi di diritto comune.

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Sollo il Titolo I si comprendono i delitti contro la sicurezza delloStato, quelli specialmente che un tempo erano conosciuti col nome· di perduell ione, di lesa maestà, di alto tradimento. Principali fra g11esti sono i delilli diretti a menomare l'indipendenz~, l'unità o la, difesa della patria; gli allentati contro la vita, l'incolumità, la libert.à-e il potere del ciipo dello Stato e contro l'esercizio dei suoi diritti, sovrani; e le offese contro i capi di Stati esteri. Quindi la triplice partizione di questo titolo in delitti contro la patria , contro i po-. teri dello Stato, e con tro gli Stati esteri e loro capi e rappresentanti. · · Fra ì delilli della p1:ima specié, vi ene innanzi a tutli quello diretto a distruggere l'unità e l'indipendenza dello Stato, di questi, altissimi beni conseguiti a prezzo di lotte secolari e di tanti sagrifici. Seguono i delitti nei quali si configurano i modi principali con, cui si può mi nacciare più 0 meno l'esistenza dello Stato o compro· -metterne la sicurezza; cipè gli atti ostili alla patria, la rivelazione dei segreti di Stalo con le varie sue aggravanti , lo spionaggio,.. l'infedeltà , l'esporre l? Stato al pericolo di gaerra, [!accettare onorificenze e lucri da uno Stato nemico. I del itti della seconda specie· sono gli attentali e le offese contro 1~ sacr~ persona del Re, contro · la Regina, il Principe ereditario, il Reggente, còoiro la costituzione,. contro l'uno o l'altro ramo del Parlamento: l'insurrezione contro i. poteri dellf Stato, le usurpazioni di potere, i del itti coniro le persone della famiglia Reale. Appartengono alla terza cateoorra le of. o fese contro gli Stati esteri, contro i capi dei loro ooveroj contro i, . o ' loro rappresentanti . · Ciascuna di queste tre ca tegori e di deliLLi forma ogget.to di un. capo distinto. A complemento di questo titolo , vengono in un quarto ed ultimò capo i d~litti connessi e le aggravanti comuni a tutl' e· tre le dette categorie; cioè la for mazione di bande armate, il co.•

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' mclndo e la partecipazione nelle medesime, la cospirazione, la provocazione a delinquere contro la sicurezza dello Stato, il concorso di altri delitti. La classificazione dei delitti prev isti da questo titolo è più esatta eh-e non quella del Codice sardo; più precisamente delineate sono le figure di alcuni di essi ; la rivelazione dei segreti di Stato e lo spionaggio vengono puniti anche in tempo di pace; si punisce, non solo la comunicazione, ma nltresì la pubblicazioue di documenti che interessino la. sicurezza dello Stato, e si pun isce la rivelazione faltane, non solo ad uno Stato estero od a' suoi agenti, ma anche ad altre persone. Una lacuna assai lamentata e1·a quella della tutela dei segreti po· liti ci o concernenti operazioni o materiali da guerra. Ed inver·o, le dispo3izioni del Codice penale subalpin o del 1859 in vigorP. nella maggior parte d'Italia, intorno alla rivelazione di segreti che interessino la sicurezza dello Stato, e alla comunicazione di piani di fortificazioni , di arsenali , di porti o di rade, ad una potenza straniera ed agli agenti di essa (ar~icoli "69 a 173) partono sempre dalla ipotesi che ciò avvenga in te1:npo di guerra, come appare dalle espressioni in esso usate di poten.za nemica, oppure di potenza estera , _neutrale od alieata. Non è dubbio però che gravissimo danno può derivare alla nazion e tanto nel caso che i segreti siano pr()palati o i piani comunicati ad una potenza stra:1iera in tempo di pace, quanto se siano geti.ali nel domini o della pu bblicilà anche senza l'intenzione di favorire un estel'o Stato. Se qùesti fatti esigono una punizione severissima quando avvengono in tempo di guer ra, sarebbe improvvido non· punirli se com~essi in tempo di pace; essendo indubitato che i medesimi possono danneggiare l'azione militare dello Stato e produrre i loro perniciosi effetti nel periodo delle ostilità. Ma havvi un'altra formarli reato che il legislatore subalpino del -1859 non ha preveduto, ed è il fatto di coloro che rilenno piani di opere militari , o che sotto false parvenze s' in si nuano nei nostri stabilim enti militari per c~rpire segreti riguardanti cose della milizia. Contro queste azioni si è premunita la nostra legislazione penale militare, col punire nel Codice per l' esercito ed in quello marittimo il tradimento e lo spionaggio, commesso sia da militari


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E LA LEGISLAZIONE nÌII.ITARE,

IL NUOVO CODICE PENALE 1

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s.ia da pérson;è esfrane~ alla' milizia di lerrà' e"di ni'are; ma se'mpre rlel solo caso che siano com'rrie~si in tèinpo di guerra. In te'mpo di P,ace la nostra legge era disarmata e impotente a reprimerei ed· a punire sim'iii fatti, l',ofa'tùò darrno'$i afla sicureiz'à ealla difesa dello Stato. 1 A colmàre questo vuòto p1rov'vè'd.ono:·gfi articoli dal 1107 al f10 d~l nuo·vo Codice, così concepiti: 1 1 <L •1107. Chiunque rivela 'segreti , politiéi o milita'ri, concernenti <e 1~ sicurezza' detto Stato, sia cdmun'icahdo o pubblicando docu« rn'enti o fatti, ovvero d,seg'ni; piani' o a1'trl3 informizioni che ri<< guardino il materiale, le fortificazioni o le operazfoiYf nrìlitarL (( sia agevoland,o~e in qual.siasi mo'do la cognizio!le, e punito con « la detenzione da un:o a tr'e' anni e con la rriulta 'sup'e'i-ìof·e alle lire (( duerni.la. « La pena è: (( ') o deìia r~clusione·. o della detenzione' éfa' tre a an·que « anni ·e della multa .non inferiore alle lire quàltr;omila; sEÙ segreti « siano rivélati ad uno Stato estero od ai suòi agenti. 2° tlélla' reclusione o' delia .detenzio.ne da cinque a quindici « anni e della multa nòn inferiore alle lire cinquemila, se i segreti' « siano rivelati ad uno Stato in guerra coli lo Stato italiano od1 ai << suoi agenti ,' ovvero se il fatto abbia turbato le' relazioni am'iclie« voli del governo italiano con un govérno esteì·o. ~< Se il colpevole era, per ragioni d'ufficio, in posse'sso dei di. « segni o dei documenti, o altrimenti a cognizione dei segreti, ov« vero ne era :venuto. in possesso o a cognizione còn viol~nza o in~ . {( ganno, la pena è aume'ntata di un, tei·zo. . << ,J08. Con le' pene rispeUivamèÌ1t~ ~ ,tabili te nell'articolò p/-~ce• 1, . , (j dente è punito chi ottiene la rivelazione dei segreti o se nè pro · « cura altrimenti la cognizione. <' << ,J 09. Quando alcuno dei segreti indicati nell'articolo 107 sia « conosciuto per negligenza o imprudenza di chi , per ragione d'uf<< ficio, sia in possesso. dei disegni, dei piani o dei documenti od a « .cognizione dei segreti stessi, questi · è punito e.on la detenzione· <1 da tre a dieciotto mesi e con la multa sino a lire mille. « 41 O. Chiunque indebitamente rileva piani di fortificazioni, di na,;i, di stabil imenti, di strade o di allre opere militari, ovve·ro'

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., a tal fine s'introduce clandestirianiente o con irlganno iii detti ~( luoghi, l'aèces·so ai quali sia vietato ar pubtilico, è punito con' la · « reclusione ci con là detenzione da sei\a trenta: mesi e con la multa « da lire cerilo à. tremila. « Per il solo fatto di entrare clandestinamente o con inganno in -.: detti luoghi, la pena è deila detenziorle sino a sei mesi >>. · La pena comminata dal successivo articolo n 9 contro chimique nét territorio del regno e senza aufoi·izzazione del goveriio, a,r· ruola o armi cittadini a fine di militare! al servizio di' tino· Staea estero, è a_!1mentata· se fra gl i atruolati' vi sia quàlche .milita're: È manifesto che il delitto assume in questo caso una· magggiore grav·ità, perch è vi si unisce la subornazione con istiga:zione alla diserzion1e e al tradimento. Xli' infu'ori dei delitti diretti contro l'esercizio della sovranità -regia, contro la costituzione del regno , contro le assemble~ lég'isla· tive·, o a suscitare l'insurrezione' contro i poleri dello St.ato, è pu·-. nita' anche la sèmplice ùsùrpazi·one diun coma'ndo milit&re o politico. « Articolo. OH. Chiunqµe, senza averne per legge la facol{à e « S"enza mandato del governo, prende un com,an'd'o di .truppe, « piazze, fortez~e, posti militari, porti, città, navi dà guerra, epu· « nito colla detenzione da cinqu1e· a dieci ann i ,~ . Anche le disposizioni che coriteinplano i dehtti contro i capi di governi esteri edt loro rappresentanti;riempiono una lacuna della . cessanté legislazione. Infatti, . a:· prescindere dal Codice pennie to:.. scano (artiéolo 123), le sole disposizioni che prevedono gli oltraggi · ai sovrani, ai capi di governi esteri od ai loro rappresentanti diplomatici, sono contenni.e negli articoli .25 e 26 della legge sulla . stampa: il ,Codice sardo è affatto muto in proposito. Il nuovo Co'· dice colma questa. lacuna, reprimendo gli oltraggi in discorso, qualunque sia il mezzo con cui vengono commessi. Per questi delitti l'azione penale è promossa d'ufficio, ma non può essere proseguita che in seguito a richiesta del governo dello Stato estero; pér le . semplici offese l'azione penale non è -esercitata che ih seguito alla r:chièsta della parte lesa. ~

Il concetto fondamentale cui s' info·rma il nu~vo Codice nel de-: terminare i delitti cotilro la libertà (Titolo II) , è quello di · rifèriì·e

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lL NUOYO CODICE PENALE ·

E L:\ LEGISLAZIONE MILITARE

in gen.ere al diritto naturale deÌla libertà le disposizioni ché il Cod'ice sardo-italia.no del 11859 riferisce alle guarentigie sancite dallo Statuto; poichè l'alta tutela assicurala al diritto della libertà dalla carta costituzionale non può togliere a quel diritto l'intima sua es.senza, che lo fa derivare non da creazione politica,' ma da una prerogativa connaturale ali' uomo. Il titolo che concerne i delitti contro la libertà si completa collesanzioni che colpiscono gli attentati ai diritti politici ed .ammini~ strativi. Parimenti devonsi considérare dal punto di vista cli una, lesione della l·ibertà gli atta~chi al diritto di . professare quella fede· r.elio:iosa che meolio si confà·al sentimento e alle convinzioni di. ç> n ciascun cittadino. Ai delitti contro la libertà individuale e !'.inviolabilità delle pareti domestiche, il Codice aggiunge i delitti contro, l'inviolabilità del segreto epistolare e professionale, tanto nffini a · quelli che offendono l' inviolabil~tà domiciliare, e i fatt\ che mirano ad alterare o sconvolgere violentemente le relazioni commerciali e· industriali, che possono bene denominarsi delitti contro Ja libertà del lavoro. Modifìc~ndo le disposizioni del Codice del 11859 éirca gli sdoperi, è tolta ogni ineguaglianza di trattamento fra i padroni delle , officine e gli operai, ed in conformità al Codice toscano sono puniti oo:!i autori di coalizione ·e di sciopero soltanto nel . caso di violenze o minacce (articolo 1165, 166, 467). Il nuovo Codice ri-conosce la libertà di coalizione e di sciopero, già ammessa dalla le-· gislazione toscana. Non colpisce il concerto per se medesimo, ma ooni o o . coalizione cl'operai e·d' industriali, . Presup· pone come leo:ittima e s·i astiene dall'esaminare la cau\ a che l' ha determinata; ma rico·noscé un delitto soltanto nel caso' ìn cui la cessazione o sospensione di lavoro, l'aumento o la climinÙzione di salari, siasi prodotta. con ~inaccia o violenza. E in questo caso nessuno può .contestare la legittimità, anzi il dovere dell~ sanzione penale. · · Non appena si parla nel .Codice per la prima. volta cli delilli, commessi con armi e nei quali riveste speciale gravità questa circostanza, cioè della violenza o minaccia per costringere alcuno a fare od omettere qualche cosa (articolo ,154), si determina subito i l significalo legale della espressione ar.mi. L'articolo. 1155 adot-· tando sostanzialmente la distinzione delle armi in proprie ed improprie, che si legge nei Codic-i sardo e toscano, statuisce che:

« Per gli efi'etti della legge pènale, sempre che questa no.n « disponga altrimenti . sotto il nome di armi, quando esse siano, « considera!~ come c.ircostanza aggravante di un reato, s' inten« dono: « ,J O le armi insiqiose e tulle le altre armi propriamente dette,.. « qualora si adoperino per offendere; << 2? le armi precedentemente indicate e qualsiasi altro is_ tru-« mento atto.ad offendere, qualora si portinò in modo da intimi«dire le persone. · « Ove il delitto sia co mmesso in riunione di più persone, si con- · « sidera commesso con armi, se tre almeno di esse sieno palese- « mente armate. » . · Qualsiasi' altro istrumento atto ad ·offendere corrisponde a quelle· · che si chiamano armi improprie; m1 laddove per il Codice sardo:le armi improprie non sono considerate come tali se non quando·· se ne faccia uso per uccidere, fèt·ire, percuotere o minacciare, il . nuovo Codice ne amplia la condizione dell'uso, cioè « qu~lora si pòr.tino in. modo da intimidire le persone, ». rimettendosi così alle · condizioni reali del fallo, per valutare o no la circostanza dell' es· . sere il delitto. commesso con armi o da persona armata. La definizione delle armi insidiose la vedremo in seguito, all'articolo /4.70, quando parleremo delle contravvenfioni,

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Il Titolo Ili mira a tutelare il retto e libero esercizio dell'azione · ammìnistrntiva; e quindi l'autorità legittima del' governo, contro ogni offesa a tale diritto sia da parte dei pubblici funzionari, sia da parte dei privati. Appartengono alla prima categoria dei delitti previsti da questo Titolo, il peculato, , la .concussione, I-a , corruzione, l'abuso d'autorità e la violazione dei doveri inerenti ad un pubblico ufficio . Appartengono alla seeonda gli abusi dei mini$Lri dei culti nell'esercizio delle propri(-! funzi_oni, l'usurpazione di pubbliche fonzioni, titoli od onori, la violenza o resistenza all'autorità, l'oltraggio ed altri delitti contro · le persone che di tale autorità sono ,rivestite, la violazione di sigilli e. la sot- · trazione di questi dai luoghi di pubblico deposito, il millantato · credilo presso pubblici ufficiali, i delitti dei· fornitori di pubblici . · approvvigionamenti.

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IL NUOVO CODICE PE·N ALE

Queste undici specie di ,delitti form'ano· oggello· di undici Capi; · ai. quali se ne aggiunge 1un duodecimo·,. eon1t13n'erite· d'isposizfoni comuni; in cui si chiarisce chi s'intenda · per pubbl(i·co uffìciale,··.e si · stabilisce l'aumento della, penalità nel caso di abuso delle pubbli'che'' funzioni. · . . . . La soltrazione ·di denaro com:messa da un' pi:ibblico uffitiidel·a' · danno dello Stato, che nel Codice sardo è chiam'atal•P'l·èvarica~'ione ·(co.me lo è anche nel Codice mi litare), è ·Ol'a più propriam~n'fè'' in-; dicata col suo vero nome di Peculato, nome che dì3riva dalrati-' · ti.co , diritto romano, e col quale questo delitto è conosciuto dalla scienza e contemplato nel Codice toscano·. A.nche;a questo delitto·· :s.i è e.stesa la diminuzione di pena, quando il colpevo'le abbia ri&ar~ · cito in tempo utile il danno, come· dispone•il Codi·ce toscano. Col •nome: di Prevaricazione -sono ora desjgiiat1· i d'elìtti commessi da'i patroc:inatori ne.ll'eseréizio delle loro funzioni, a danno· dei' loro -difesi·, dei quali tratta il èapo V d'el successivo Titofo IV. ·· Tra i delitti di abusò di autorità ·e di violazione dei doveri i11'e'-· Tenti ad un. pubblico ufficio, va notala la d1sposizio~e del!' aNico lo' 477, che dice cosi : · : (< U _ pubblico ufficial e, &he, com'nhica · o pul:ìbllca documenti ò « fatti, da lui po'SSeduti o conosciuti per ragione d'ufficio, i quali « debban.o -rimaneré segreri, o che rie agevola in q't1aLsiasi modo « la cognizione, è punito' con la .detenzione sino a trenta mesi o ··« con la: multa da· lire ci nquanta a millecinqnecertto. » Colla quale disposizione rimane completata la mRteria della ,ri~ velf)zione dei' sBgreti ·per parte di pubblici nfficiali, di cui trattano il primo Capo .del Titolo I ed il qutnto del Titolo· II, e di cui ab-· ,biaino parlato'. Fra i read contro la· pubblica autorità trovasi annoverato dal ·Codic·e sardo il r ifiuto del servizio.legalmeùte dovuto d\1. u·n agente ,della forza' pubblica , ed eguale provvediment'o contiene il ·Codice· ,toscano; mlt da questi Codìci non è punito ·il d,oloso;ritardo nell 'ese':guire le ricÌ1ie,te legalmente fatte dall'autorità. A ciò provvede ; irarticolo 1179 dèl nn'ovo .Cod'icè. il quale .coritempla estfre5!iam·eòte . anche i,I ntilitare, con queste pai·ole: · <( Il militare o l'agente della forza pubblic'à , cn'e rifio'tà o inde- ' (( bitamerite ritaÌ·da l'esecuzione di una fàt. . richiesta·Jecralmentè· o 1

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.,(~,tagli ..dall'autor~tà competel)Jle, ·è lpunjto colla dete11z.i.one sino ai 1«,,que 1annr. }) . L:usurpazi.one di ., p,uhblicJ1e !u.n.~i.oni civ,ili o militari, ha luogo . ,.cosi nel .c;aso in cui p.'Qa ;pub,blica f11Il z.,ione si. assuma o si eserci ti .da chi non l'ha) coì:ne nel caso in, ~\li-,~e ne co.n binui l'esercizio . da chi. 1~ssendof\e in addietro ri x:estito, ,ne sia ·stato suqcessiramente · _s,pP,gliato. L'articolo I8p ,reprime questi Jitti, e,l'ar.ticqlo,~uccessivo . _pi,misce chi, senza e~servi legitt~mamente, ,autorizz.a.to, po1,1a pub,blicon1ente la divisa, o i distinti:vi di ,:1,i~a carica, di un corpo, . o di un ' ufficio, ' ovvero si iarroga gradi ackademici' ' onor,ifict')nie; titoli, dign ità o ,cariche pubbliche. , Una,,dispos,izioi:ie che non ,.,potrebl:1e _acce~tarsi · nell'o1:dine mii i- . ,ilare,. sia disciplinare èhe penale, è que,Ua d~gli articoli 192 e ·,199· · ,$.~C~!}QO i quali ,OOil è,pun.ita,Ja 'Ì'.iplE\I;iZa .o. la 1:esistenza ,(!.ll'autorrtà. , (ch,e . per lo · innanzi denorpjpava~i impr.o,pria~~n te ri,~,ellione) . -« quando.i l pubblico ufficiale abbia, di,ito ,Qçmsa,al fatto, eM.eden.do, ,,~ 1con ,attii,arbitrarii, i limiti,.del]e ~ue -1:1ttribuzioni. t» ·. ijoi ,s,i~~o qel1'91pin.ior1e che la, ,il.legalità del.l'atto ·del pubbl ico . . ufficiafo-.non giustifichi ,mai la .foi·za adoperata contro Faurorità; e ,pero4u,anto ,la dottrina contraria, l\dollata dal Codice, possa ,giusti.ficarsi.j,n,.teoria,,im.assime ,sotto l'jmpero ,di libera li .ìstituzioni , te.m,a111;10.,che in pratica non ,sia ,s,cevro d'inconv.eni~nti il permettere ad un. priy,ìl,tO cittadino di sindaci:we ,gli ordini .e gli alli . lell'auto.11ità. pOi;.fron.te. ai ,raippr.ese11tanti 1della ·,pnbblica autorità, l.'obbe,.d1i<ffi,za , d~l :pr,ivato ,dovrebbe esse)ie pa~siva, come è.stabilito pei ,:JI).1ili,\ari, ,.$alvo ,il dinitto,di q,uerela.rsi pertfar. p.uni.re i.I, pubblico ufJkiale1che. ,avess.e,,a,gito,. arbitrariameJite e senza le ,foPme pi'escrilte. '

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Pe1: )a ,l.oro particolare natura e per le conseguenze C:he ne d·er.i- · iV~I)o, aléuni ,.faHi. del it~u·osi' hanno p,er .oggetto, più o,,01eno diretta- . ,roe,n te, l' amminist,razione d-elJa giuslizia,,.si~ ricusandole quel con· corso qhe il cittadino ·deve ~prestarle, sia provocandone indebit.am~nle 1,'azjone o proeura,ndo di sviarne il retto andamento, sia infi~e parah~?ando11e gli effetti. Alla repressione di questi delitfr provve.de il Titolo IV. E siceome alla retta ed efficace ammini strazione ,della ,giustizia , è condizione. indispensab ile ct1e·sia rimosso ogni o~tacolo alla scoperta della verità, che si~ assicurata l'~se~u- -


E LA I;EGIS~AZIONE MILIT,<\RE

IL NUOVO CODICE PENALE

::zione dei giudicati, e che nessuno si faccià giustizia da sè, cosi questo Titolo punisce gli atti che vengono a far mancare alcuna di queste ··-tre essenziali condizioni. Ond'è che, sollo questo pu'nto di vista, i -·delitti da questo Titolo preveduti si possono raggruppare in tre . classL Appartengono alla prima il rifiuto di uffici legahnente dovuti, la simulazione di reato, la calunnia, la falsità · in giudizio ( cioè la falsa te:;timonianza, la subornaiione, lo spergiuro), la pre. varicazione, il favoreggiamen_to. Appartengono alla secònd_a Feva. sione degli arrestati e l'inosservanza di pepa. Alla terza infine, ~l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni, alla quale si è aggiunto il duello, cçe forma il Capo IX ed ultimo di questo Titolo. Nei Codici finora in vigore il duello era classificato fra i reati ...contro le ·persone, e fra questi lo avea lasciaLO l'autorB del nuovo . , Codice nel suo primo progetto de·! '1883, anche · in considerazione . dei molti tli'spare'ri che esiston.o cifca la classificazione di questo Teato. Ma poi si è creduto di scorgere un'affinità fra l'èserci.zio arbitrario delle proprie ragioni e il duel lo, e per ?iò la convenienza. .-. di farli segttire l'uno dopo l'altro nello stesso Titolo, sebbene gli au, tori dei vari progetti di Codice· fossero discordi in quale Titolo dovessero essere ambedue collocati, cioè o in quello dei delitti contro • la pubblica amministrazione-in genere, o in quello ove sono com, prési i delitti contro l'ordine pubblico e la pubblica tranquillità . Finalmente si decise di collocarli nel Titol o che comprende i delitti co·ntro l'amministrazione della giustizia. ~ Non è d'altronde che , .. -« io. creda (dice l'onorevole Zanardelli nella sua re:azione) potersi . ·« asserire che l'obbiettiviÙt giuridica del duello e della rngion fattasi ·« richieda assolutamente il posto, ché ho assegnato -loro, .::onfortato . ·« dall'autoi·evole suffragio di esimì giureconsulti. Siffatti delitti sono . «. fra quelli che con minor sicurezza si· possono classificare, per la ~-« va,rie1à degli effetti mediati e immediati che sogliono produrre; il .. « che spiega la esitan~a per cui nel 11883 non mi risolsi a toglierli · «.dal p•lslo nel quale li avevo trovali ». · Tutte le disposizioni circa il duello contenute nel progetto di Co· .dice presentato al Parlamento, contro•le quali insor~ero voci autorevoli' nelle stesse aule legislative, e che furono oggetto anche di alcm:ie· nostre· modeste considerazion i in· questo periodico (•1), sono (i) Novembre 1888.

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·stat~ mantenute!. ... Le pene s'Ono , state diminuite, specialmente per la sfida e per colui che fu indoLto al duello da grave insulto o· da grave onta, e sono dichiarati esenti da pena i padrini o secondi, se abbianò fatto quanto dipendeva da loro per evitare il duello o per renderne meno gravi' le conseguenze. Al contrario si è aggra, vala la pena per colui cbe sia stato la causa ingiusta e determinante della sfida o del duello . Per l'omicidio commesso in duello, il minimo della pena: è st.ato ·limitato a sei mesi di detenzione; ma quando sia stato·convenuto, ovvero se risulti dalla specie del duelloJ che uno dei dueÙanti dovesse rimanere ucciso, si sono conservate le proposte pene stabilite per l'omicidio e per le ferite volontarie, _cioè la reclusione con l'interdizione dai pubblic.i uffici . Ma ecco, senz'altro, gli articoli del nuovo Codic·e, che creano ai militari una posizione più difficile di quella degli altri cittadini; augurandoci che la tanlo desiderata riforma della leggesullo stato degli ufficiali e del Codice penale militare, provveda in qua\èhe maniera ~ rimuovere i danni che ne possono loro derivare. . « 237. Chiunque sfida altri a duello, .ancorché la sfida non sia -« accettata, è .punito con la multa sino a I.ire cinquecento; ma se << egli sia stato la causa ingiusta ,e-determinante del fatto dal quale -<< è_derivata la sfida, la pena è ·aell? detenzione sino a due_mesi. « Ya .esente da pena chi sia stato indotto çilla sfida da grave in-« sullo o da grave onta. « Chi accetta la sfida, qualora sia stato la causa ingiusta e deter« minante del fatto dal quàle essa è derivata, è punito con la mufta <.<- da lire cento a millecinquecento. « Se il duello avvenga, si applicano soltanto le disposizioni degli -« articoli seguenti. « 238 . Ch iunque fa uso delle ai·mi in duello è punilo, se non -« cagioni all'avversario lesione personale, con la detenzione _sino a « dM mesi. « Se il colpe,,ole sia stato la.causa ingiusta e determinante del << duello, la detenzione· è da. quindici giorni a quattro niesi. « .239. Il duellante è punito• con la, detenzione: I « •1° da sei mesi a cinque anni, se uccida l'avversario o gli << cagioni una lesione personale da cui derivi la morte;


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E LA LEGISLAZIO.NE , MILITARE

IL _NUOVO . CODICE i;'ENALE

,« 2° da un. t~e$e a due anni, ~e·gli cagioni .l?-na ~esipne per -· .« sona)e eh.e produca akuno degli effelli preveduti nel priipo capo« verso dell'arlicolo 37.2; · ·

~« 3° sin.o .a quatLro ,m.esi, se gli cagipni qualsia si allra l~si,oi;ie .«. personale. •~,Se il ,c,qlpevoLe sin stato la cau.sa ingiusta ,e ~eter,minapte ,1el « duello, la detenzione è, nel primo caso, da dt.i,e a ~elle anni; nel « secondo, da. tre mesi a ti:e ano i; e n.el terzo da uno a sei mesi. « ~4-0,. Le pene sla.bilite nella prima parte .dei due · prece.denti « ar~icoli sono diminuite qa un ~eslo ad un terzo, se il colpevole « 1sja sta.,to indo.t,Lo al d,11, 011,o dn grave insulto o da grave onta. « 241. I porJ~tori della 'sfida sorio puniti con la multa sino a li re« cinquecen to; .ma vanno .esenti da pena, se i~pedisGono il com,« battimento . · « I padrini o secondi sono puniti con la mulla da lire cento n ,« mi)Je, ~e il, quello P,.On a.bbia per effetto alcuna lesioi;ie personal e, « e con la dete,i;izione sjuo .a diciollo mesi, negli altri casi; ma vanno« esenti da pen.a, ,se pr,i,ma del duello abbiano fatto qua~to dipen« deva da loro per conciliare le parti; o se per opera di essi il « co.mbattimento ~bbia un esi to P'} epo graye di quello che altrimenti « ~o.teva ayere. « 242. Quando alcuno dei du ellanti non abbia avuto parte alcuna · « nel ,fatto cpe..çagi,o,nò il d~1ello, e s.i batta in vece .di chi. vi ha.di« rettamente i'nteresse, !e pene stabilile nei preceden ti articoli 288 « e .239 sqno ,auwenla,te ,Q~lla w.età.. « Non si applica t:1le aumento di pena, se il duellante sia un pros« simo congiunto della persona direttamf\nle in,teressata, ovvero se· « sia uno , dei Jlitdrini o secon,di ché si batta invece del suo prjmo« assente . ,« 243., Invece delle disp.osizioni ~egli articoli 239 e 242, si ,ap· « ,plicano per l'omicidio e la lesione personale seguìti in duello, « quell e dei capi I e II del Titolo IX: « 4° se le condizioni del combaLLimenlo non siano si.ate pre« cedentemente stabilite da padrini o secondi , ovvero se il combat« timento non segua alla loro presenza; « 2° se le armi adoperale nel combattime.nLo non siano eguali , « e non siano spade, sciabole o pistole egualmente cariche, ovvero « se siano armi di precisione o a più colpi;

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« 3a se nell,1 scelta delle armi o nel combattirp.ento vi sia frode « o violazione delle condizioni stabi lite,· « 4° se sia stato espressamente con venuto ovvero se risulti « dalla specie del duello, o dalla distanza fra·i combattenti, o dalle « altre condizio.ni stabilite, che uno dei duellanti dovesse rimanere « ucciso . . « In ogni caso la pena è della reclusione; e ove la condanna non « a.bbia per effetto l'interdizione perpetua, è aggi unta l'interdi« z1one temporanea dai pubblici uffici . « S~ _la lesio~e p~rsonale importi una pena infe riore a quelle « stab1h~e negli articoli .239 e 242, si applicano tali pene, aumon« tate di un terzo , sostituita la, reclusione alla detenzione. , ~ I padrini o secondi, nei casi dei numeri 2°, 3° e 4°, soggiace c1ono a_JJe stesse pene stabilite in questo articolo per i duellanti ; « le quali però possono essere diminuite di un terzo . « La frode o la violazione delle condizioni stabilite quanto alla « scelta delle armi o al combattimento è a carico non solo di chi «ne sia l'autore, ma anche di quello fra i duellanti, padrini o se· « condi , che ne abbia ilvuto conoscenza prima o nell'atto del com« battimento. « 244: Chiunque pubblicamente offende una persona o la fa « segno in qualsiasi modo a pubblico di sprezzo perchè essa o non « abbia sfidato o abbia ricusato il duello, ovvero, dimostrando o « minacciando disprezzo, incita altri al duello, è punito con la de« tenzione da un mese ad un anno. «245. Quando roluÌ che provoca o sfida a duello o minaccia di « proyocare o sfidare agisca co.n l'intento di carpire danaro e, altra « utilità , si applicano, secondo i cai;i, le disposizioni dell',articolo 407 « o dell'articolo 409 ».

Scopo del Titolo V è tutelare il buon assetto ed il regolare andamen to del viver civile ·contro quegli aui che, sebbene non ledano immediatamente un di.rillo spe.ciale, offen dono però il diritto gene"rale che hanno tutti i cittadini in un governo bene ordinato, di sentirsi li beri e sicuri; e lo offendono col ti mor e di imminenti delitti, che spargono in tutto il civile conso rzio , Tali sono: l'istiga~ zione a delinquere (o provocazioneacommellere reati, com e èchiai~ -

ANNO XXXIV, VOL. Il.I .


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It NUOV:i)i.CODICE ~ENALE "

mata. dal Codice . sardo), di cui , costituiscono forme speciali ,l'apoloaia di delitti l'incitamento a disobbedire alle leggi, all"odio fra · le~classi sociali; l'associazione'per delinquere (à:cui si accosta i-I fatto di chi•dà assistenza agli associati) e l'associa~ione a,scopo sedizioso~ infine l'ecci tamento alla1 guerra,civile. la,formazione di bande ar;., mate e la partecipazione alle medesime, la pubblica intimidazione>. Ecco le ·Lre categorie di. de-liLti contro l'ordine pubblico, di cu-i si oc~upaiio i tre capi çl.i ques.to Titolo. · Ciò}che è l'ordine pubblico per la sicu,rer.za persoriale dei citla-· clini, è la pubblica fede per la sicurezza'· deUe molteplici ed inces.~ santi relazioni e contrattazioni sociali. A! tutelare·questo importante di vitto è rivolto il Tìtolo VI che, col punire gli atti ohe lo offendono; ha'arrecalo notevoli innovazioni ai .Coàlìci fin ora vigenti in 1talia. ' Carattere comune1a tùtti·questi. at~i è il falso, che si commette come mez~o a conseguire indebiti lucri o varlt.aggi. Ma siccome> il mezzo adoperato costituisce · già di per sè un'offesa perfetta al(& pubblica fede, l'autore del falso ·deve punirsi, ancorché non · abbia: raaainnto lo scopo per cui lo commise. · · ,. -oÀ .tre grandi specie si potrebbero ridurre i vari delitti di falso pre,, . visti in questo titolo: il falso, nummario, il ,d?cumentale1 il cbmmerciale. Siccome però affine al primo; mada esso disLinto ; ò il falso chi:} si cornmeLLe in sigilli e bolli pubblici, e,siccome il secondo ricev,e .una bipartizione natural'e in riguardo a.Jl'imporla,nza.maggiore o,mi.nor13 del documenLo falsi!ìcato, cinquè sono le specie di falso che questo ti tolo raccoglie in1.cinque capi distinti: 11° la1falsiLà in mon:ete e carte di ·credito pubb) ico, intorno a cui si ra,ggruppano ,la messa iIJ, circolazione, l'introduzione e la spendi ta delle stesse falsificate; la, fabbricazione e ritenzione di materie o ·strumenti destinati alla falr sificazione; -2~ la falsità in sigilli, polli pubblici e loro ,impronte, · quindi alLresì nella carta bollata, nei francobolli e nelle marche da bollo, e per connessità la ritènzione e l' uso . abusivo di sigilli, boUi o marche contraffatti, la ritenzione di materie o strumenti atti alla contraAfazione·; 3° la falsità in documenti propriamente detti, pubblici o privati, l'uso dj documenti falsi e la soppressfon~ di documenti veri; 4° la falsità in passaporti, licenze, certificati, nella quale categoria vengono· pure la:.Calsa attribuzione od attestazione

E LA LE(;JSLAZIONE MILITARE

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,<li nome o d'i qualità, la falsa régistraziorie di persone alioggia't~: la . :falsificazione di altéstali sanitari' o di bttÒha condoùa e l'uso di taii . :alti folsificati-; 5° infine le frodi nei con/merci ; e' quindi l'tiso <li ,misure o pesi fols'ificati od frrègolari, le frodi ·qelle ilierc·i pre:.. :zi.ose, la falsificazione dei marchi o bolli delle opere dell'inaèar\b o o ' commercial i o industriali, !a l'enèl,ta è la in'trodhzfoNe dlill'estero di opere o merci con marche da bollo conlraffàtte; la tÙ~'batà li~ ,berta degli incanti. ' Il VU Titolo~ innovando agli abrogati Codici, raccoglie sot'to la rubrica« Dei ~eliui contro la pubblica incolumità» ~re gruppi di ,delitti, coor'dinati ad un unico concetto·, qual'è quello di grandi e ,.comuni pericoli, cioè: 1° delitti d'incen'dio, d'innondazione. d'i sommersione ed altri di perico,lo comune; 2° delitti contro la, sicurezzu · dei mezzi di trasporlo o di comunicazione, cioè còntro il servizio ferroviario e. telegrafic0; 3° delitti contro la sanità e i'ali,mentazione pybblièa. E s,,olgerld~ in tre distinti capi le ipoie·si ·normali .relatil'e , a ciascirno di essi, ne aggiunge ,un quarto d~sti;nato a -preveder~ ed ordinare le circostanze accessorie, comuni a 4ulle, cli è possono aggravare od aLtenuare iI delitto o modi fìca're la ,ìnisura della responsabilità dèl dèliriquenle. Ti1tte lè ipotesi prevedute in' quesLè titolo sono subordinàte ad un unico concel!o, .quello del com'.urie pei·icolo. Sia che si appicchi il fuoc'o ad un èdi;ficio per' incendiarlo, sia ché si tolga una rotaia o si produca altro guasto ad un ferrovia; sìa che si avveleni un.a forite o si adulterino ,m.e'dicinai'i o vittuaglie destinale al commercio, qualunque sia !'in.tento al quale mirava il delinquente, ad ogni altra .considerazione prevale qlìell,a del pericolo che a tutti sovrasta, tutti rninac~ia 'è t.utli c,oihvolge ne@ eventualità 'di . un ~isasfro del quale niuno' potrebbe, e l'agente stesso sarea che non arnibbe potutci misui'.are le •Conseguenze. , 1

Nel Titolo VII[ sono riuniti, a simigl i,mza del Codice· toscano,. i -deliùi contro il btibn costume e contro l'ordine delle fam'i°glie; e -secondo la diversa indole ·dei° fatti ai quali :;i riferiscono, sono di-strib'uiti in sei gruppi, corrispondenti ad altrettanti capi destinàti a prevèdére: 1• la violazione carnale, la corruzione dei minorenni e 1


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E LA LEGISLAZIONE MILITARE

iL NUOVO CODlCE l'EliALK

l'oltraggio al pudol'e; 2° il ratto; 3° il lenocinio; .i. l'adolterio ed i!J concubinato; 5° la bigamia: 6° la supposizione e la soppressiooe, d'infante . A questi sei capi se ne aggiunge un settimo, net qualesono raccolte alcune disposizioni completive, comuni ai tre primi capi. . Nel detèrminare i fatti compresi in ·questo titolo il legi·slatore si è ispiralo a questo conceuo fondamentale che. se occorre da llll lato l'epl'imere severamente i fall i d,ii quali. può deri vare alle fami gli e un d'anno evidente ed apprezzabile, o che sono contrari alla pubblica decenza, d'al tra parte occorre altresi che, la legge peAale non invada il campo della morale. In con:;eguenza, le sanzioni penali ·del Codice non eo.lpiscono tutti indistintamente i t:aui cheoffendono il buon costume e l'orrline delle famiglie, ma quelli soltanto che si estr·inseca no coi caratteri della violenza, dell'i ngiuria,. . della frode o dello scandalo, la repressione dei quali è più. vivamente re.clamn ta nell'interesse sociale. Quindi non sono incriminale le azioni che non hanno quei caraueri , e la indt.gine dellequali farebbe ,trascendere oltre i suoi giusti confini l'opera tegislativa . l i Codice tace pertanto intorno alle libidini contro natura ;.. avvegnacbè rispetto ad esse, come ben dice il Carmignani , riesce.' più utile l'igno~anza del vizio che non sia per giovare· al pubblico, esempio la ·cognizione delle p'00e che lo reprimono. An che quesli nlli di libidine sono compresi fra quelli che si rendono :ncriminabil i per la violenza, o per l'età delle persone con le quali siano, commessi, o per la loro pubblicità, senza però che essi siano in·, alcun modo nominati per farne oggello di speciali dispÒsizioni. Cosi. l'incesto è punito, non per la 1~elazione incestuosa per se stessa," ma per lo scandqlo cui gl'incestuosi abbiano dato luùgo, arrecando. un'offesa al buon costume ed a quel se1J timenlo di sicurezza e di: benessere sociale che ha base nell 'ordine delle famiglie. Per alcuni dei delilli contemplati in questo titolo, quando non, siano stati accompagnati da altro grave deli110· e non abbiano ca-=ratlere di pub bli cità, non si procede che in seguilo a querela della parte offesa; poich è l'esercizio dell'azione pubblica, divulgando i, tr,,viamen ti della vita intima .delle famiglie, potrebbe sovente arrecare più danno che vantaggio alle stesse persone che la leggein tende proteggere; m;i la)emissione non è. più ammessa dopo ch e 0

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ffuaperto il dibattimento, poichèil fatto essendo già diventato di ragione puh'blica, cessa ogni motivo di rignardo. Si procede d' uffi cio .quande il fatto è stato accompagnato da altri delitti di ~zione pub<blica, a è stato commesso in luogo pubblico o in modo di eccitare pubblico scandalo. La violema carnale e il ratto, in omaggio al principio della li•berlà individuale, sono puniti anche se commessi sulla persona di ,una pu'bblica meretrice, ma la pena è diminuita dalla metà ai due 1.erzi . il matrimonio colla persona offesa o rapi ta fa cessare ogni pro-eedimento, o gli effetti penali della condanna. li r igore della legge «deve giustamente in questo caso cedere il passo al fine ultimo al -quate essa tende, la riparar.ione sociale; la quale riesce completa e ,-sote1rne eol matrimonio assai più che colla condanna. Per radulterio sono mantenute nella sostanza. le disposizioni fin •qui in vigore, che lo colpi scono soltanto. nella moglie e nel suo complice, e puniscono l'adulterio del marito solo quando esso tiene una concubina nella casa coniugale; ma un piccolo passo almeno ::;i , -è fattG verso l'eguagli anza del trai.lamen to dell'uomo e della donna ritenendo colpevole di adulterio il marito, non solo se tienl la concu~ 1bina-nella casa coniugale, ma anche se la tiene notoriamente at. .trove. Questa disposizione è coordinata a quella del Codice civil e (art. '50) secondo la quale in tali condizioni appunto l'adulterio ·det marito dà diritto alla moglie di ottenere la separazione perso111a,1e.

:\nc.he per l'adulterio non si procede che a querela del marito o •della moglie, ma la querela non è più ammessa tre mesi dopo che il r.oniuge offeso abbia avuto notizia del fatto; e la remis,;ione della ~parte offesa non solo estingue l'azione penale, ma fa ces~are anche .:gli effetti della condàhna. ·

. Le disposiz ioni relative alle offese alla ·persona, contenute nel "'Tctolo lX. rispondono a due intenti diversi: l'uno, la tutela della . ·~cta, attuale o virtuale, e della integri Cà fisica della persona, contro d danno ed il pericolo cagionato dal fallo altrui; l'altro, la tutela «dell'integrità morale della persona, contro gli attacchi della malewo1enia altrui.

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IL NUOVO CODICE· 1:fNALE

Al pri,'?o ~i qi1ésti irt.enti provv,edo,n,o sei ordini d'ip,otesi pe-. 1,rnli, .direl\~ a)we~ed~re: •1° l',owicidio; '3° !;1 lesione .personale; le circqs_La~~e !I.CGpssori~ cpe ,pos~ono mQdificare !a responsabilità neI1'cw1ic_idi9 e·11ella le?i,99e personale; 4° _il p,rocµ ralo à,borto ;. 5° l'abbandono di fanciulli o .di altre pei·sone incapaci ~i p,rovvedere a re sl~$$e, ovvero. in pericol9; 6° l'a_buso dei mezzf di corre-· ziony e ~i di,$Ci1~li9,a ed i m~ltt~tl~~qien.ri in famiglia. Al se9,9_f!1~o prow,epe il Capo V.I,I che pµnisc!,l la diffama,zione el'ingiu ria. Nel repri,my,~~ questi ,d,elitli si ~ avuL, cµra di evi La.re gli estremi, rimprov,erati 3:i .due Cod)ci che cesw,no .~i aver vigore, de,11,a soverch ia ,9rµ,1e?.~f c,he si risco9tra nel Codice subalpino, e d,e,lla ecçessiva q-1jtez~,a c\w c~r!=l.t,~erj,zz.a il ~oscàno. Il nu.ovo Co~ice commina bensì pene se':er~, quaJi si conven$9n9 a çlelitti che ,ape9tano alla vita ~dalla · i_ntfgriJà ~elle p,e,rso;ne, severi* impost.à _anche dalla deplorala frequ,w;iza ùi La.li misfatti; ma a,pplicandpl,a pena suprema nei soli ctjm,ip;" più atroci, e comp;1in~n;i~o p,èn,a}ità m,inori . negli• altri, ·cpnseRL,.e ,P,er questi ,la ~al utazion,e <l~lle sviria,ty ciréostanze. che possono ~cères.cerrJ ç la er?-,~ i~à giuridic!l, ,.e pol.itica. Un rea\o sui generis è q~eJ~o cp~te,~pJato d~ll_'articolo · 370· ~~,e PW).i~ce c.hiqnqu,y d~1term ina a/,~i:i 1\1 suicidio .q .gl,i presta aiuto. E u_n ano_malia-giuricl jca punir!3 ,I!,! istigazione ad un fa.tto ,che, secon~o 'tutte l,e mpdern'e legislazioni. non coslitui,sce reato, quale è il suicidio; ma sull'ysernpio .clel C,odice to.scano e di qualche altroCodice strnni~ro, non si è creduto di lasciarla ìmpunitr,. . Per le lesiot~i p~rsonal i non si p,roc~q~ che a querela di partèq1,1ando ,non ~bbianQ p1·9,qç1.ta una malattia o i,npa,Pacità di attenderea!Le ordinarie occ~pi!zioni _dnpll» dj ,q,ieci g/qr.ni. ,Questo limitePyl C?dite ~ard9 :è ,di .ci9,que gji91:.l)i, 1ml toscano 9i o,t,lo. . I reati qi diffamazione e d'ingiuria. oltr,e la maggior.e severità delle pene, come abbiamo già accennato, sono stati meglio definiti, stabile9,do come _eleI!,l,ento prevalente del _reat,o, .nell'una l'altrib_ujread una persona un fatto determinato e tale da esporla al disprezzo, q à(I' Clcli~ pu4}?Jif:,ç ' o ct/qff~n4e_rn,~ I'ò'!}or;,e o, llj. riP,uta~io~e., n,el ~ l'altra q_ualsi,asi offes~ al!'/- digqità personale . $i è data andie upa e~tensionr più razi_onale all'~lem·~n.to esseqzial,e dt!!a p.~bblicit,4, non essendo necessario che fatti diffaniatorii o ingiui'iosi si~n() 0

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i ·u

E .LA LEG!SLA½IONE J\11 Ll'l'A lrn

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stati prQpalati alla pres~nza contemporanea di due ,o più per,one in:luugo pubblico, oome ,vuole il · CodiGe ;:;ardo; ma · bastando che siano stati comunicati a,più persone, -anche separatamente, ,in .qualsiasi luogo e tempo. · Il libello famoso non è che una forma .più grave della diffamazione, cioè se commessa in docurnento pubblico o con scritti o disegni divulgati od esposti al pubblico, o con rrltrJ) mezzo cli pnb· blicilà; e per ciò punita con pena maggiore. Vi sono poi casi nei quali -le pene devono essere diminuite, ed altri nei quali l'ingiuriatore deve o pLlÒ andare esente da pena. •Si fa luogo alla diminuzione se per pante dell'ingiuriato vi è stata prQvocazione a parole; poiché :::e. vi fn ;provocazione con vie di fallo, cioè violenze personali, l'ingiuriaLor.e deve andare impune; non consentendo nè la giustizia n'è l'equi tà che a _chi è percosso, od in qualsiasi modo violentalo nel In persona, possa farsi addebito se prorompe in ingiurie contro il perc,ussore. Il caso in cui la esenzfone della pena non è di diritto, ma di pendo dal prudente arbitrio del magistrato, ha luogo quando si tratta di in~iuri e scambiate-s i fra due contendenti n~I calore di un'altercazione. In questa ipotesi può il giudice decret.ar·e la compensazione, esimendo <lnlla pena am~ hedue ·1e parti, od anche una sola di esse. Il Codice sanziona così ci·ò_che la giurisprudenza aivéva ornai r\tenuto còstantemente. · Quainto alla prova della ·ve1:ità dei falti ,imp,iltati al diffamato, sono ma,nten.ute in sosl.an.za le disposizion,i del Codice sa rdo, ammet,tendola soltanto in alcuni casi speciali. f)i regola, l'azione pe~ale per la diffamazione. e pel' l'ingiuria non può essere esercitata che in seguito a querela del!~ .parte. of- . fesa. Quando l'offesa è diretta contro un corpo giudiziario, politico od amministrativo, od una sua. rappresentanza non si procede che dietro autorizzazione del c~rpo stesso, ·o del suo capo gerarchico qnn.ndo si tratti di corpo che non sia costituito in collegio. La prescrizione dell'flzione penale è stata r istrella 'àd un unno _p.e r la diffamazione e il libello famoso, a tre mesi per l'ingiuria. · L'ultimo Titolo tratta dei delitti contro la pr:oprielà. Rigorosamente parlando, non tutti i :delitti' che offendono il diritto di proprietà sono compresi in questo titolo; poichè altri . fatti; che pure.

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E LA LEGISLAZlo'NE MILITAR.E

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IL NUOVO CODICE PENALE

ledono lo stesso diritto, furono collocati in titoli diversiJ per la ragione che interessano eziandio relazioni giuridiche appartenenti ad un ordine più elevato. Così, ad esempio, le devastazioni ed i saccheggi ledono pure il diritto di proprietà, ma siccome loro ca-· · ralLere prevalente è di cagionare un periurbamento generale della società, vennero classificali nel titolo V, che tratta dei delitti contro l'ordine pubblico. Per lo stesso motivo il peculato ela concussione · che feriscono il pubblico erario o in massima il buon governo della pubblica cosa, sono posti nel titolo JII, riguardailJe i delitti contro la pubblica amministrazione. All'inconfro vi sono comprese alcune azioni delittuose che; pure turbando il diritto della proprietà, non dipendono da animò di luc,;o, ma sono d~terminate invece da sentimento di odio contro la persona e da spirito di vendetta, come il danneggiamento . . I delitti pertanto preveduti in questo X: ed ultirò.o titolo sono quelli commessi a danno della proprielit _privata, da q~~lsiasi do~ toso fine ispirati. Essi trovansi di stri bui ti in ·set.te gruppi, formanti altrettanti capi: i primi cinque contengono le disposizioni intese precipuamente a tutela della proprietà mobiliai'e (forto, . raP,ina, estorsione e ricatto, truffa, appropriazione indebi la e ri'cettazione); il sesto, le disposizioni che tutelano specialinente la proprietà immobiliare (usurpazione); e il settimo quelle che stanno a presidio insieme delia proprietà mobile ed immobile (danneggiamento). Un ottavo capo è destinato a prevedere alcune disposizioni generali e conip1etive, comuni a tutti i capi precedenti.. . . . Per il furto le pene furono nptevolmente ridotte, m confronto d'. que lle comminale daali abrooali ' Codici, massime rispetto ai furti semplici, a,,uto anche riguardo al 'maggiore rigore adottato verso i recidivi, che sono quelli per i quali specialmente la legge deve riservare la sua severità. Importante per il nostro paese è la figura di frode designata nel : l'articolo 4 16, che consiste nell'iniqua speéulazione di coloro ,i quali per fine di lucro e adducendo falli !alsi od ecc.itando i~fondato speranze; inducono i cittadini ad emigrare; \agr,mevole inganno per cui ·tanti infelici trovano patimenti irreparabili e fin~nco la morte là dove si lusinaavano di trovare lavoro; pane e ncchezza o per sè e per i loro cari . . .,

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L'articolo 419 enumerando le circostanze 11ggravanti il reato di appropriazione indebita, risolve .una grave · questione dibattutasi sotto l'impero del Codice sardo·italiano del '1859. . Si disputò se commettessero furto qualificato per la persona, od invece appropriazione indebita, il domestico, il servo di cam-, altri individui specificati nell'articolo . 607 Paona l'operaio e oli r, di detto Codice, quando convertano in uso proprio cgse ad essi consegnate, in tale loro qual ità, dal padrone, dal maestro, dal com· pagno ecc. E la giurisprudenza i:itenne che il reato fosse di furto qualificato, trattandosi di consegna necessaria e non volontaria; sebbene non manchino sentenze in sen'sO opposto. Anche la giurisprudenza del Tribunale Supremo di Guerra e Marina ritenne co- _ f\tantemente che commette furto qualifica_to per la perso{!a l'attendente che si appropria denari o altre cose a lui con.segnate dall'ufficiale i'n tale sua qualità. Ma.il nuovo Codice, in coerenza alle definizioni date deÌ furto e della appropriazione· ìndebita, ,e senza derogare alle stesse, ha eliminat.a la questione, dichiarando che ricorrono le circostanze aggravanti del reato di.appropriazione in- . debita, in tutti que[ casi nei quali la qualità dell'agente gl'impone . uno speciale dovere di fedeltà. ognora r.he.tr.attisi ·non già di sottrarre 1e·cose che si trovano nel possesso di un altro, ma di convertire in proprio vantaggio cose a lui affiqate o còns~gnate per ragione della sna professione, industria, azienda, ufficio, servizio o deposito necessario. Viene così riconfermata la invariabile caratteristica del furto, consistente nella violazione del possesso, a differenza dell'appropriazione indebita, in cui il reato si compie su cosa posseduta dal colpevole, e si consuma con la inversione del l'uso della stessa in danno del proprietario . Per determinare il valor.e della cosa sottratta, carpita od appropriata, l'articolo 43 11 stabi lisce che f i deve avere riguardo a quello che essa aveva nel momento del delitto,. ed al pregiudizio recato a colui al quale la cosa apparteneva. Nonostante il soppres~o computo rigidi) ed aritmetico ·del valore, e in conseguenza appunto della soppressione, il giudice è richiamato a ricercare ed assodare . l'entilà del valore o del danno , e gli è data facoltà: se il valore od il danno è molto rilevante, di accrescere la pena sino al la metà; se li eve, di ridurla sino alla metà, e s.e sia ·lievissima diminuirla sino ad un terzo. e)

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E LA ~EGI S!,AZIONE Mll.l 'rARE

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IL NUOVO CODICE PENALE

Da queste diminuzioni di pena rimangono escl usi i recidivi in delitti della stessa indole, ed i casi della rapina, perchè la tenuità del valore non può alleviare la gravità del fatto di una violenza personale usata a fìne di lucro, ed anzi più si accresce l'entità del delitto quanto più la violenza è sproporzionata al valore della cosa rubata.

LIBRO IiJJ.

Poco ci resta a di1:e delle contraneriziooi, che for mano il terzo ed ultimo libro. Fu dello giustamen te che le norme sulle contravvenzioni sono discipl ine di penali tà ordinaria, e devono essere .incluse nel r:odice penale comu ne, il quale è la legge regolatrice per eccel1enza di tutte le modalità. nelle applicazioni delle pen e, sia nel rapporto ·subiellivo che nell'obi ettivo. Seguendo il sistema del Codice sardo, e a differenza della legislazione toscana, .che in un regolamento separato avea comprese le trasgressioni , pl'evalse il concetto di collocare nel nuovo Codice penale non solo le norme generali sulle contravvenzioni, come si era da ·principio proposto, ma anche le disposiziùni speciali intorno a quelle che hanno un caral.lere di relntiva stabilità. La questione di collocamento delle contravvenzioni si coordina va poi a quella del sistema penale. Prescelta la bipartizione dei reati, ne venne di co!lsegnenza che per le contravvenzioni fossero stnbilite specie di pene diverse da quelle fissale pei delitti , di guisa cbe le san1.ioni repressive delle une e degli altri · si esauriscnno sempre, cosi nei massimi come nei minimi, senza mai uscire dalle rispettiv e specie, come abbiamo veduto . È quesro un sistema penale che giova a distinguere nettamente le contravvenzioni dai delilli , che altrimenti fra loro si confondono per la promiscuità delle pene, come accadeva finora, malgrado. la Lriparlizione adottata dal Codice sardo, a causa del pa ssaggio dalle pene correzionali a quelle di polizia, e viceversa·.

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Secondo i principii della scienza, come già dicemmo, la caratte : ristica che distingue le contravvenzioni dai delitti è ques~a, che 1 delitti offendono direttamente i beni giuridici, mentre le contravvenzioni li minacciano soltanto di un eventn~le pericolo · Del.le molte contravvenzioni che possono avverarsi, una parte soltanto può naturalmente trovar posto nel Codice; quelle cio~ le qual( hanno il duplice carallere di riguardare un complesso ~1 rapporti e di persone, e di non essere esposte a mutevQli vic.en~e ed .a fre: quenti modifìcazi:rni legislative. Per le contravvenz1on1 pa1:t1colar'. alla polizia di qùalch e i·stituto o di qualche .ramo _d~termrnato d, atlività O di persone, devono provvedere.leggi spec1,1l1. Era anch e necessario porre ogni curn , affinch è nella nozione delle .contravv~niioni si evitassero I-e minute specirì cazioni ed 1potes1 che, da una parte, sono d'indole regolamentare e mutabile, e .òa.ll'al~ra . portano facilmente ad oc·cuparsi di argomenti. afTat~o. sp~ciali; s,cchè rich iamando nel Codice alcune delle d1 spos1z1on1 contenute nella nuova legge di pubbl ica sicurezza, che va contemporanea~ mente in vigore, è riservala alla legge medesima quella parte d, esse che, giusta tali concetti, non aYJ'ebbero nel Codice congrua sede. Le contravvenzioni preved ute dal Codice sono divi se in quattro ~ruppi , 0 Titoli, l\ Ja loro classificaz.ione presenta naturalmente molla analor,ia con quella dei delitti; poichè. dell'una e dell'a)tra specie di re;ti possono essere oggellu gli ste;;si be~i giuridi~i, im.mediatamenle attaccati dagli uni ed esposti a. pen,colo ·dagli al ~n · La~nde vi hanno delitti e vi hanno contranenzioni con.tro l'ord,o e pubblico ~filolo I); parimenti vi sono delitti e contravvenzioni contro l'incolumità pubblica (Titolo II); delitti contro il buon costum e. e c~n~ travvenzioni contro la pubblica moralità (1'it9lo III); mentre a, delttt, oonl~o le proprietà corrispondono, per lo ;;tesso conc?Lto, le. contravvenzioni concernenti la pubblica tutela della proprietà ('Nolo IV)· La classificazione adottala dal' nuovo Codice si dovea necessariamente scosta,:e da quella del Codice sardo, in cui le contravvenzioni non rispo ndono al conceuo desunto dall a e~se~za dei reati, sibbene a quello pt'e,;ipuamenle della tenuità dei fatti e ~elle pen~ ootrispondenti; cosicchè in esso si comprendono quell~ n_gu.ar~a.nl~ le persone e le proprietà, le quali si riferiscono a les1om d1 <lmtl1


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& L A. LEGISLAZ:ONE MILIT~RE

IL NUOVO CODI0E PENALE

,:he non possqno raziona.lmente formare oggeuo di contravv;enzioni, . ma di delilli; e viceversa si classificano fra i delini alcuni . falli che sono semplì,ci contravvenzioni. Più conforme alla presente è la classifica,.iòne de.I regolamento toscano di polizia punitiva, ove ie trasgressioni sono pure distribuite ·in quattro titoli, che corrispondono in sostanza a quelli del nuovo Codice. li Ti tolo I si suddivide in nove Capi, che tra.uno: 4° del rifiuto di obbedienza all 'autorità; 2° del!' omissione di referto; 3° delle contravvenzioni concernenti le monete e le carte· di pubblico c;edito; 4,? dell'esercizio dell',arte tipografica e dello smercio ed affissione di st3mpati seriza licenza; 1'.i0 delle contravvenzioni concer.- · nenti gli spettacoli, gli stabilimenti ed esercizi pubblici; 6° degli arruolamenti senza licenzà dell'autorità; 7° della me·ndicità; ·s· del disturbo della quieLe pubblica e privata; 9° dell'abuso de!raltrui. credulità. ,, " Fra le ctntravvenzioni dì ques~o Titolo è compresa l'omissione di referto all'autorità giudiziaria, o di pubblica sicurezza, per parte dei medici, chirurghi , levatrici, o altro uffiziale di sanità, che abbiano prestata la loro a~sislenza in casi che possono presen tare i caratteri di reato contro I.a vita o l'integrità personale, omis.5 ione che dal Codice sardo è punita come delitto; ma il nuovo Codice ha. aggiunto (articolo 4-39) « eccetlochè il referto esponga la pel'sona « assistita ad un procedimento p~nale. » Quest'aggiunta costituisce una saggia innovazione, avvegnachè per tal modo le esigenze della giustizia non forzano la cosci enza del professionista, e in pari tempo l'azione repressiva non si spoglia, fuori dei casi in cui la denuncia sarebbe per il cliente temibile e pregi Ùdi~ievole, di un mezzo che può riuscirle utilissimo per la scoperta e punizione dei malfattori: Una lacuna che -si deplorava nella nostra legislazione era la vendita di stampati o ctisegni sequestrati dall'autorità . L'.articolo 44-3 colma q.uesta lacuna, non potendo ammettersi che resti privo di san.zione penale un fatto il qllale renderebbe va.no un ordine legittimo ed importante dell'autorità. La pena è dell'arresto sino ad un mese e dell'ammenda da lire cinquanta a cinquecento . · · Nei delitti contro 1:i patria e contro i poteri dello Stato sono puniti gli arruolamenti, non autorizzati dal governo , che possono

esporre lo Stato al pericolo di una guerra (articolo ·11 ~), o anche allo scopo di militare a servizio di uno Stato estero (articolo H 9): I semplici arruolamenti , senza licenza dell'autorità, anche con scopi Jec;ti, ~ostituiscono una cont~avvenzione punita dall'articolo 45'2 con t'arresto sino ad un anno, o con l'ammenda da lire cinquanta a mille.

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· Non -solo l'epigrafe del Titolo IL corrisponde a quella da cui prende nome il Titolo Vll del libro Il, ma ~i ?orri_spc,nde anche la materia, nell'uno c.ome nell'altro trattandosi d1 fatti che prese~tano · la caratteristica di esporre le persone e gli averi ad un penc?lo comune o generale. Allorchè questo pericolo .sia dolosamente mdollo, od il disastro siasi avverato, anche per sola colpa, si hanno i delitti . di appiccato incendio, d'inondazione, di sommersione e simili; allorchè invece si. tratti di un pericolo meramente e:ventual_e, e fuori della previsione del duolo, quale rico1:re nel troppo facile od incauto uso delle armi, massime se insidiose, nella trascurata riparazione di edifici i minac.cianti ruina, _ne11_·omette1:~ o nel rimuovere i segnali o i ripari intesi a prevenire' mfortun11, nel gettare gravi in luogo di pubblico passaggio, e simili, si hanno le contrar. venzioni concreneri ai summentovati delitti. La legge nel prevedere queste contr;vvenzioni e nel colpire con pene, talora severe, eh'. se ne· rende colpevole, mira a tutelare insieme le ~ersone ~ glt averi dài pericoli incessanti che loro sovrasta~o p~r 1~ ~atto d1 coloro i quali non si curano di regolare le propne az1on1 _m modo da evitare danni, sovente considerevoli, ai cittadini. · Questo titolo tratta per ciò in sette capi: 1° delle contravv~nzioni concernenti la armi e le materie esplodenti; 2° della rovrna e delle omesse riparazioni di edifizi; 3° delle contravvenzioni concernenti seonali e apparecchi di pubblico servizio; 4° del getto e . o ' ' del collocamento pericoloso di ~ose; 5'.' delle contravvenz10m concernenti la· custodia di persone alienate di mente; 6° della omessa custodia e del malgoverno di animali o dj veicoli; 7° di altre contravvenzioni di comune pericolo. . La frequenza·e,l'indole che hanno fra n(,i. i delitti _di sangue, che funestano specialmente alcune fra le più· nobili provmce del regno,

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1L 'NUOVO CODICE PE l>Al,E

consigliano di adoperare speciali rigori rispetto all'uso delle armi d1e pur troppo è degene1;ato in riprovevole abus6. Severe erano già le disposizioni del Codice. sardo ,lei •1859, ma più rigorose ancora· clivenne'ro per le modificazioni che vi furono apportale colla legge del 6 luglio ·l 87 ·1; non pertanto anche dopo di allora si espressero iteratamente, in varie parti d'Italia, vdti per <>pera dì pubbliche rappresentanze, e si presentarono petizioni cli -eittadinì chiedenti più rigorosa ap[)licazìone della legge; D'allra parte, il legis!atore deve evitare il pericolo di disposizioni le quali siano esclusivamente a danno degli uomini onesti, che obbi!discono alle leggi, ed a vantaggio dei facinorosi, ·che le leggi non curano e calpestano; poichè questi ultimi, non chiedendo certamente li~enza per il porlo d'armi, le porteranno e ne abuseranno ben più audaci e sicuri quando sappiano che sono inermi i galantuomini. Coerentemente alla nuova legge di pubblica sicurezza, il Codice scabilisce tale sistema di nonne per le quali non è sostanzialmente pregiudicata la libertà di fabbricazion e, commercio, vendita, porlo e ritenzione delle armi. Esso diminuisce talune pen_e, d1e era impossibile non considerare eccessive, anche al paragone di quelle comminate in Lulle le leggi straniere; ma in pari tempo, tenendo conto dei falli, aggrava I~ sanzioni penali per quelle t)'asgressio~i che in pratica più spess'> si verificano e più sono pericolose, eri manda alle leggi specinl i il deter,minare in quali condizioni si facc ia luogo alla principale tra le trasgressioni preveduti\ che è · il porto .abusi110 delle armi. · Nella definizione già data delle armi (arti colo 155) vedemmo che .fra le al'mi propl'iamente dette si annoyerano quelle insidiose, per le quali, in considerazione del maggior pericolo. ad esse ine,:enle, si. danno norf!}e peculiari, agiravando le pene. Per gli effetti della legge penale si considerano armi insidiose (articolo 470): , ·1° gli :;liii, stilelli e pugnali di qualsiasi forma, e i coltelli «. acuminati, la cui lama sia fissa o possa rendersi fissa con molla « o altro. congegno; « 2° le armi da sparo, la cui canna misurata internamente sia -« inferiore a centosettantun millimetri, le bombe e ogni macchina. « o involucro esplodente;

E LA LEGISLAZI©NE MlLITARE

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« 3° le arme bianche o da sparo di qualsiasi misura, chiuse « in bastoni, canne o mazze ». · · · La pena pel porlo ab~sivo ,della pistola. e della rivoltella è pi.ù

g.rave di quella fin qui in vigore, cio_è l'arre~lo fino a quattro mesi. Per le armi insidiose è rnanlenulo ti massimo della pena fissato dalla legge del :t 87 11, cioè l'arresto da un mese ad un anno .(articolo 464,). La ritenzione di armi. nella prop,ria casa, a dilTerenz~ dell'articolo 4-57 del Codice sardo, non è dal nuovo Codice considerata come reato, eccello il caso che per la loro quantità o qualità possano cost.ituire un permanente peri colo (ar'Licolo 4.68). . Le-disposizioni.a tutela della pubblica moralità (Titolo III) si riferi scono a due argomenti principali : ai giuochi d'azzardo, ed alla ubbriacheiza; alle disposizioni sui quali fanno seguito alcune altre (sulla decenza pubblica e sui maltrattamenti di_ an~mal'.); che per la loro indole appartengono alla stessa cal.egoi·ra d1 falli. _ Il Codice del ~ 859 definisce i ginochi d'azzardo (articolo t. ' 4) quelli, « nei quali la vincita o la pe~dita. diper~de dalla mera sorte, <1 senza che vi abbia parte, o cornbmaz1one d1 mente, o destrezza 1< ed aai\iLà di corpo »; definizione troppo assoluta, poichè torna difficìl; immaoinue un giu9co in cui non entri l'abilità od il c.alcolo del (Jiuoc:tore. Pel nuovo Codice« si considerano giuochi di « azzard~ quelli nei quali la.vincita o la perdila, a fine di lucr~, 1< dipend,t interamente o quasi interamente dalla sorte )> (ar t,- . colò 487). Altra lacuna che si lamenlava nella legislazione in vigore nella maggior parte d'Italia, è I' ubbriachezza, vizio esizi_ale ct'.e è an~ dato ognor più diffondendosi nel nostro paese. 1 leg1slator1 subalpini ,;i erano interessati della ubbriachezza solo co~e causa allenuante O scusante della delinquenza, e nessun provvedimento aveano creduto uecessario per reprìmere l'abuso del vino e delle bevand~ alcooliche. Seguendo l'esempio del regolamento toscano e_delle leggi vigenti presso quasi tutti i popoli civili, il nuo~·o Cocli~e punisce la piena e manifesta ubbriachE1zza in luogo pubblico ~ar.t1colo 4.88), e il procurare maliziosamente l'ubbriachezza altrui, rn luogo pubblico·o aperto al pubblico (articolo 489).


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IL NUOVO CODICE PENALE E LA LEGISLAZIONE l flLl 'l'ARE

Il libro delle contravvenzioni si chiude col titolo che riguarda i reati i quali compromettono la pubblica tutela della proprietà. Sono distinti in quattro capi cioè : 4° del possesso ingiustificato di oggetti e valori; 2° dell'omissione di cautele nelle operazioni di commercio o di pegno; 3° della vendita illecita di chiavi e grimaldelli e della illecita apertura di serrature; 4. 0 della detenzione illecita di pesi e misure. L' intento imporLantissimÒ di prevenire i furti e le frodi rende pienamente ragionevoli le disposizioni dei Capi l e IV, e quelle tenui limitazioni alla li'bertà dell'i ndustria e del commercio imposte nei Capi I[ e III .

DEL

COMBATTIMENTO AUTONOMO (Contin. e fi ne, vedi

Coll'attuaiione del nuovo Codice penale comune è rimosso il principal e ostacolo alla riforma della nostra legislazione penale militare, fondata sui principì del Codice penale comune sardo del 1859, che rimane ora abrogato. Le disposizioni transitorie provvederanno al passaggio dalla vecchia alla nuova legislazione, e alla sostituzione delle nuove pene a quelle inflitte per taluni reati dai Codici militari, che non potrebbero più applicarsi; ma la tanto invocata riforma si rende pi ù che mai necessaria, perchè alcuni principi dei vigenti Codici militari contrastano troppo apertamente con quell i adoltali dalla nuova legge penale.

Rivista mìlìtaJ'e pnutata d i lui;lio 1889).

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1V. (}rlterl e 1ncto1lo per la decluzlonc del quesiti dai dati .

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.M. CAllCANI Capitano in servizio a""siliario.

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Nei paragralì precedenti abbiamo già avuto occasione di esporre i Cl'iteri ed il me~odo per dedurre dài _dati la risposln ai tre primi quesiti, ed abbiamo l'atto notare come queste tre risposte siano,deter·minaLe essenzialmente dn! dato scopo. Ora ci occuperemo dei quesiti quarro e quinto, la risposta ai quali , nella generalità ·dei casi, dipende notevolmente dal dato terreno; e dal quesito sesto pel quale il dato essenziale è il temp o. ,1° - Pel ·quesito quarto. t.:i ri feriremo più specialmente al combattimento ill imitato. Sce· gliamo questo caso, perché la nettezza dello scopo di Lai combattimento ci permetterà di meglio porre in termini concreti le questioni che ci proponiamo di risolvere. · I vantaggi di terreno e di tempo propri alla difensiva Lattica fanno sì che se l'attaccante si proponga di urtarecon pari intens ità su tutti i punti del camp1i di bauaglia, si souoporrà a perdite gran16 --

ANNO XXXIV, YOL. 111 .


DEL COMBATTIMENTO AUTONOMO DEL co,!BATTIEMNTO AUTONOMO

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dissime, con poca probabili tà di riusci ta. Bisogna dunque che l'attacco, giovandosi della. sua· iniziativa, s11ppi a concentrare la somma dei suoi sfo rzi su di un -punto solo , opportunamente per quivi ollenere unàclecisa superiorità sul nemico. Per avere questa prevalenza Sll di Ùn punto è necessario tenere impegnati tutti gli altri, col mini mo di forza a ciò indispensabili, Q uesto tenere impegnati tutti gli altri punti del fronte poteva in passato non ,essere necessario · come oggi, a causa della poca mobili'tà che dalla ìnolta rigidezza agli ·ordini difénsivi derivava: oggi è indispensabile .. Quale sarà il punto da allaccar.e1 Allorquando la preparazione dell'urto per mezzo del fuo co non aveva ancora l'importanza straordinaria che ha oggi assunto, bastava che il punto prescèlto perrnettessefar massa: oggi occorre che tal pun to permelta, prima di urtnre, di fa r prevalere r;ol fiwco la propria superiorità: bisogna du nque che permetta l'avviluppamento. . Sotto tale aspetto il punto (punto bene inteso in senso lato) da attaccare sarà ad un'ala d~l .fronte nemico, in generale; in casi speciali anche qualche punto del fronte nemico potrà permettere l'avvil uppamento (salienti assai pronunciati, ad esempio): ma ciò sarà · l'eccezione. · Ecco dun·que che la tendenza alle ali nem iche per avvilupparne. i fianchi è oggi perfettamente giustificata dal bisogno di assicurarli la superiorità sul punto d'attacco e di farla valere prima di urtare: è il pr:oced imento più naturale d'attacco in considerazione della cresciuta efficacia del fuoco . E' Q.iò , a parte gli effetti· sulla riLirata. Dunque.: in generale, tenere impegn,ata la dif(Jsa sul fronte, avvilupparne e soverchia,·ne un'ala . L'avviluppamento delle due ali è un'eccezione, poichè esigP- eccezionale soverchianza di fo rze; co me è eccezione del pari l'attacco frontale avvilu,ppante. · 'Prima di procedere oltre è necessario intendersi sul significato preciso dell'espressione av oiluppare e soverchiare un'ala. Noi raccoglieremo sotto questa denominazione Lull.e quelle varie form e d'attacco che i trattati sti , prendendo a base la forma geo metri·ca, sogliono più o meno sottilmente, distinguere in attacchi

scelto;

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d'aia, attacch i di fianco , attacchi spuntanti, attorniame?ti~'ala ecc. attacchi che, pel ri sultato a cui si mira, hanno tutti di comune questo: far prevalere co3t,;o un_curnu.sto trqtto_ad un:estre'mit4 ...É:!}.!::.J!}t!!·te n<:_1!r_ico il fuoco prima e l'arto. poi delle _ proprie fone. . . · .. fìi v-erità quell e sol.liii distinzioni ci son sempre parse complica zioni non necessarie. In pratica che avviene infatli? . Allorquando si sia deciso di avvi luppare e sover.ch 1aT.e una. data ala :,Ì diri oonQ le forze. a ciò destin·ate su determman t, punti con l'i;ca rico d'impossessarsene, scacciarne il nemi co e proc.eder~ poscia in umi certa direzione, anch'essa clet~rminata da.ar,c.1dent1 · topografici. Ecco dunque che l'indiri~zo prec1~0 ~Ile ~rnppe e. dat~ . senza bisogno di dover parlare loro dr attacchi d ala :spnntan~1, at tornianti, ~cc. Aggi ungasi che; in generale, nori con.oscendos1 precisamente dove il fronte nemico termi ni.' non. si ~ 1~ g.r~do. d1 affermare se un attacco,' al quale si sono date precise md1caz1on1 topoorafiche ri usci rà poi nel fa tto un ,'.ero attacco di fianco , o d'ah~, o ~ ' . , spun.tante, o attorniante, ecc. . .· , , . .. . . _ . Per semplificare e invece cl, ripetere sempre l espre:,;s1on: av oiluppare e soverchiare un'ala diremo attacca.re un fianco . intendendo \ empre b~ne. in teso quest'ul tima espressione, nel senso lato che abbiamo altri bu, lo a quella. Quale sarà il fianco da prescegliere'? ·· . . Tafvolta la situazione generale o lo scopo speci ale lo impongono: ed allora, sia esso come si voglìa, è ad ~5SC!..,c~e bJsog~a tendere senz'altro. Tal'altra ne è in certo modo libera la scelta:. Ed àrlòra 6Tsogn~....,tener conto di due ~onsiderazioni, spes~o opposte: ·la riascita dell'attacco, i risultati dell'attacco . La prima porta a prescegliere il fianco più Ja~ile;. la s;conda, 'ìl fianco pi~ ef/f,~ac~ quello cioè che ammesso r1usc1to I attacco, permetta coghe1 ne 1 magg!ori frutti. .· . . . .· . P.uò darsi che uno stesso fianco nerq1co risponda ali~ c~ue. con.dizioni; può darsi che ciò non sia. In tal caso il ter~en~ d1r~1 di sohto, più O meno chiaram·e~te, ~uale sia _il ?iù .[acile; ,I terr~np ~ l~ ·situazione generale diranno quale s,a il pru efficace· Dip~nder,i dalle circostanze, cioè dal comple:$SO dei daLi del problema, 1~ dove.r si limitare a vincere O il poter mirare allo stravincere. Qui non possiamo che dare criteri general i.

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DEL COMBA'l''I'll!ENTO AUTONOMO

Sarà piùjècciie rr,uel franco, attaccando il qua le mac1"iori sarMino · . le. p'.·oba? ililà di riuscila~ e siccom~ pei· riuscire è ;;cessario porers, ass,cura·rè la prevalenza sul punto d'attacco, po1ervisi avvici. nare e polervi far valere la prop ria superiorità col fnoèo prim a e con l'urto d0po, ;;arà di consegu enza più fac il e quel . fìa'nco, .che meno permetta alla dife:,a accorrervi con le proprie. r iserve o con fo!·z.? Lra.tl~ ?a altri punli, che meglio all 'attacco pennella poterc t~i avvtctnctre al coperto e polerlo avvi luppare, cioè potervi sprngere tulla la po lenza di · fuoco di fu cileria e d' artigl,ieria . Abl}ramo :;otto lineate le pa ,:ole potercisi avoicinal'e al cope,·to perché, a causa della potenza del fuoco del la difesa, il fìan co da a! laccare il più dell e volle sarà :;;opratutlo da questa cond izione de~l termina to. Gli approcci coperti ( boscaglie, pieghe di te1Teoo ecc. ) t eserci tano una inevitabile attl'azione sulle niasse dell'at · I taccante. Sarà poi più q/Jl,cace quel fianco che, come dicemmo , ammesso i:ii1scito l'auacco , permelterà tra1Te da esso ·il mé;ss imo profìt~o; così, ad esempio, quello che più. facil mente permetta.. spostare 1! nemico ~alla sua .linea di ritiralçi,, o che pi ù facilm ente per'l meua separar!? dn: altre "truppè o 'addossarlo ad un ostacolo ove non abb ia più scampo ecc. ' · Notisi che molle voJ.te .. _ non soltanto in combaLtimenti limitati · per conseguire determinate localit :1, ma. anche in combattimen1i il_l'.mitati - filò occori'ere, per riuscire, di dòversmuovere prima pm o meno li nemico dalla posiziqne che esso occupa: allorn bisognerà prescegliere la di rezione più efficace, anche se assai meno :facile del l',dLra : la minaccia costerà di più ' ·ma ra ~t> ,rniun ~aera·(; p,··u· ' presto lo scopo . ·· · ',._ . · · -Non bisogna credere che l'nllacco di fianco non s, riduca poi nel f~lto ad un àt'Lacco più o meno frontale. Percbè nttacço frontale, p iù o meno, ·non vi fosse, bisognerebbe ammettere la p6ssibili1à di ·assoluta. sorpresa o. l'impossib ili1.à nssoluta per la difesa di far fronte µ.Ila nuova direzione con altra forza: cose enlrarnbe per lo· mer~c1·:poco probabili, nella generalità dei casi . · .: :_ E allo ra - si dirà - a. che giova questa forma di attacco che nonsi è esilato a presentare come tipica e normale, se essa in fond o ·si riduce nd un attacco ·frontrile; solo che-il fronte ne è ca,mbiato ?

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DEL COMBAT·T IMENTO 'AUTO!{OMO

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Ouesta tendenza ad un fi anco elevata a sistema, non indurrà la di· · t~sa a sce()'l iere il fìanco J)er fron te o ad addensar·v, la massim a " . parte delle forze? Rispondiamo alla µ,:ima obiezione. Bisogn a ammettere ch e l'attacco non dia _à lla di l'e,-a tatéo il,t~mpo . di contromanoHare: l'attacco di' fi anco deve sempre conservare, più o meno, il c:irattere della ~o rpresa ed è sulla sorpresa cl1e nella general ità dei .casi I~ riuscita cli e,-so si fonda . Ciò ammesw, anche quando la dife:-a abbia u.n .qualche tem po a sua disposizione. è difficile possa schierare t.nnla f9rza ,;-ulla nuova direzione e con tanto largo fronte, da e,;itare del tutto l'aOl~ilappamento. L'auaccante pure essendo costretto ad un auacco frontale, avrà :;e rnpre il van - · taggio, più o meno , di e,,egu ire un attacco avvila f)j)ctnte sul fi~ncÒ nemico diventato fronte. Non'è la possibil ità di potere essere cost.1:etlo ad eseguire un allncco frontal e que_lla che l'attacèant.e dovrà temere: piuttosto quella che la difes a contr~1.y 1_.c~1i da~qu~.1 LaLo . . / \ -Ed. in questo ca:;o se l'at.Laccantesanì: statoprev idente, cioè avrà disposto in modo da non farsi cogl_i ere sul 'momento in cui avviluppa, avrà per lo meno 1 raggiunto lo scopo di :; nidare il nemico dal ler:-. reno che questo occupava e di aver mes:;o con ciò la parti,tct in condizìoni pai::i, quanto a terreno, costringendo la. difesa a rinunciare al vantaggio ohe ·il terrenu stesso le offriva. · All,1 seconda obiezione è fac ile rispondere. Anzitul.Lo non è :;upponibi le che la difesa s'i nduca a "scegliere il fianco per front.e nel senso da addensare e scaglionare su quello ·- non è necessa ri0 lo effettivo schi eramento -.:. la maggior parte. delle sue, forze. Ciò . è agevole ad intendersi per poco . si ·pensi ai pericoli ai quali la difesa $i esporrebbe mettendosi in m1a tale condizione. lodipenden temen te poi da questo, il fi.rnco non sfuggirebbe all' avviluppamento nemmanco con una disposizione strana siffatta. ln ultima analisi la tendenza del!' auacco verso i fi'a ncb i della difes:1 non potrà avere altro effetto che indurre qudsta a tener la ma;;sima parte delle forze raccolte verso , fi anchi : fa tto q~iesto che non distrugge il buon gioco dell'attacco :;e la difesa si limiti solo a questo e non si mova . Questo modo d'attacco, che no i qui eleviamo all'onore di tipo, non è il solo pos$ ibi le, nè quello che risponde in modo migliore a tutti iod isl.intamente·i casi: vi sono cioC:· cnsi nei qn:rli più utile sa- .

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DEL COM,BATTJJ\IEN,T O AUTONOMO

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DEL COMBATTIMENTO AUT0NOMO

rebbe riconere ad altre forme d'allacci:>'. A coloro, i quali, sol perchè riescono a di.stillare a tavolino la forma d'attacco che caso per caso risponde nel . modo migliore alla situazione, si lusingano di poter farè poi lo stesso in guerra, lasciamo la cura·di sbizzarrirsi in qu~lla varietà e larghezza di forme e di modi. Noi invece seguitiamo a ritenere essere necessarìo afferrarsi a dei tip i o meglio ancora ad un tipo d'.auacco, purchè questo sia tale che volta per· volta, concretalo .opportunamente, tenendo conto dei dati, possa iri qualche modo ri spondere al la situazionP,: il lavorio mentale del concep ire e del disporre sarit assai facilitalo e semplificalo e, ciò ch e più imporla, l'esecuzione sarà resa più sicura e,più rigorosa: cause queste.di successo. Si obbietterà: creandovi tipi o, peggio ancora, un tipo d'attacco·, date mezzo al nemico di prevederè il vostro gioco . · Ecf o: che nella scherma di sala si facciano quelle azioni complicate di finte doppie o triple, combinate con cavazioni ecc. prima di dar la botta a fondo, si r;apisce: lì è ·1a virtuosità dell'arte che vuol parere . Ma non si · capirebbe urrn cosa simi le in un duélto, ·ove la botta diritta, o tutto al più preceduta da una sempli ce firHa è sempre quella d!t consigliarsi alla massa dei tiratori se si vuole che essi assestino veramente il colpo all'avversario. Anche la tattica i su~\ ~ ~si, ! quali, ,a f~r,m di sbi'.'z;1rrirsi,_nelle varietà e i nelle d{tflc"Olta, fin iscono ~on! esa~rnrars1 tnnt.o I rmportanza della manovra in sè, da dimenticàrè spesso ciò che la storia c'insegna e ciò che le esercitazioni di pace tanto frequentemente ci fan vedere; cioè: più successi riportati dallo stesso com,andante, con.tra lo stesso aooersario, manoÌ>ranclo sempre allo stesso rnodo .. In fin déi conti è ii'vigore nell'esecuzione, bas~ta qu~sla su una , manovra che in .qùalche modo risponda alla situazione, e e non la manovra in .sè, sia pure ottima, che conduce al success0. Anche un tìpo· unico di attacco, purchè razionalmente concre~ato e ber1, condoLLo, lascierà sempre abbastanza incertezza nello avversario·e perciò sufficiente probabilità di riuscila. al proprio gioco. · Ritorniamo ai nostri quesiti. , · Nel t.radurne .in obbìeLL.ivi tcpografici il proprio .scopo da raggiun gere non sempre :si sarà in grado, prima del combattimento, di assegnare precisamente l'obLietti,•o all'at:acco di fianco, nè sempre

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· · dei due . allacch i assegnnre a ciascuno · potrà P..er conseguenza, ' • . 'ò è la CO 'una speciale J inea di marci~; poic~è · a_ far c1 · neces~ari~ . ~ noscenza, sia pure grossolana, dr dati che non semp1 e, anz: d1 . ·d · posseoao·no prima di aiunoere a C()n(al.to :;tretto con I avra O, SI i,?> <'>_ n . · d Jl' versario. Sarà allora necessario che. le trnppe 111cancate e attacco d, fianco eseg~iano ~na mar:cia obbliqua. in presenza d~l nemico: in che modo ·essa vada falla appartiene alle ,wrm,e eh co!i. dotta il fissarlo, come infatti .in modo semplice, chiar:o e preciso è fissato dalle nostre« No1·me >)dal§ 53 al § 56. Ricordiamo questo soltanto, da tenersi presente nel conc'.ètare il c?ncello ,e nel tra~ durlo in disposizioni : che i movim.en_~~n~cessa_r, per l_atta~co dt fianco nou_d.ehbono essere .fatti sotto gb occhi della d1r:e~a, che rauacco front.aie e quello di fìanco debhono essere poss1b1lment.e simultanei e che ciò non potendo essere, la botta non deve troppo \ ì ' r~ dop o Ia fi n la . .. · . · L'at.taèco di' fia.oco deve aspell1irsi di potere essere con ~rattaccat.o . E _perciò nella $Celta dell'ala o~re vibrare · '.I c°.lpo si ten~~ anche conto, quando possi bile, ma in modo pero aJlallo_ subo1d111ato alle .considerazioni altrove svolte, della maggiore o mrnore ~r~babilità che il terreno presenta per res.istere al contrattacco. C10 costituisce però sempre una ,:ondizione affatto secondaria.. . . . . · Ci resta a ve~ere della , distribuzione dell~ forze e de, cornp1L1 · nel senso del fronte e della profondità. . · . . . . L'attacco seèondari.o deve avere la minima forz~ P°,Ss]bile, perchè l'urto dell'atL~o principale riesca vigoroso al massimo grado: ma non meno di ·quel tanto che è pur necessario ad impegnare tl ~emico da fronte ·e a tenerlo impegnato pel· tempo occorrente al.l:attacco principale per avvicinar::;i al punto d'àtta~co, pre~)ararv, ed effettuarvi rauacco. Non ;;olo: ma è necessario che m. questa grande conver-sione l'attaccante ~ia sici~ro che d p_an~ non ceda. Questo minimo di forza d1peodera dun~ue da, dati del problema e specialmente dal terreno e cl~l f~dtnlCO. Il resto delle forze costituirit l'attacco pruicipale · . _ Non è possibile stabilire in moclo assoluto· cifre e rapporti circa la proporzione di forza da assegnarsi all'uno o atrnllro _attacco. Le 1Vo,·me consigliano; e non vi è alcuna ragione d1 n?n alle· ·•· d.1· a·seonai·e non n erv1:,1, " ,,, . più cli ,1,/!~ ad 1/~ . delle . .forze ali attacco secondario e di a~segnare il resto all'attacco prmc1 pale. SI

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DEL COMRAT'l'U.IEN'ro .;U'l'ONOMO

DEL COM BA T~IM&N'ro ,\ UTONOMO

È bene inteso che quella elasticità tra 1/ 4· ·ed '1 / 3 è lasciala dalle 1\Tonne, non tanto ,per dare i:u·go mento a soUilizzare sulla conve-

nienza dell'una o dell'altra proporzione, ma essenzialmente perché si possa fare un riparto della fol'i.:a tra i due. attacchi, a seconda del la costituzione organica del corpo al.laccante; senza spezza.re ' le wiità del medesimo Ques10 precetto di non spezzare le nnità 11 per non spostare le truppe da i loro naturali com&ndant.i, dève essere sempre ed in ogni .circostanza rigorosamente nssen•ato, anche a cosi.o di andar·ll inco ntro ad uò l'iparLo di forze alquanto irnperfello; occorrerà per. conseguenza che tal voita quel la propor1.ioi1e venga variata: e_sia pure, purchè l'atlacco secondario resti sempre in quanto a forza, secondario davvero. / Questo e5senzialmente per la fanteria. L'artigl ieria dovrà, come è chiaro, ·µreponderare verso la parte dell'atto principale, sen:w 'tuttavia sguernire troppo il fronte dell'altac?O secondario. Quanto alla cavalleria, è evidente che il bisogno di essa potrà manifestarsi non so lo dalla parte ove si esegui l'attacco secondario,. ma ar1cbe da ll a parle opposta. Nei grossi corpi priò conven ire talvolta frazionarla: ma nei piccoli corpi, come i Ire, squadroni di cavalleria che posso,no essere n,;segnati ~d una divi ~ ,1/ sione,, il frazionamento sarebbe assai dannoso, perché troppo scio , perebbe la forza di col lettività di quest'arma. . In generale, quindi, in tali casi converrà tenerla per la massima parte raccolta ove la presenza di essa possa essere più urgente o più opportuna. Il terreno talvo lta risolve neuament.e la quistion e. E la risel'oa? Prima di giungere a contallo stretto_ con l'avver$ario, può a,•ve nire che i dati disponibil i siano sù ffici enti per precisare il concetto e le di,-posizioni , rii punto da poter già fare, fuori .iffatto dal con -· tatto nem ico, il riparto delle forze destinate al!' nno ed all'altro attacco, distribuendo o no queste su due dilforenti linee di marcia . Ma può anche avven ire che i dati disponibili, priina di giungere a contatto col nemi co, siano talmente scarsi che, pur bastando per prefissarci nel le sue linee più generali il concetto dell 'operazione da esegui r·si - ed a ciò debbono bastare in ogn i caso, per: quanto pochi essi siano - siano affallo . insufficienti a stabilire un opportuno riparlo della forza tra i due attacchi., e- che perciò il riparlò stesso non possa farsi che ad operaz ione già impef!nata. ·

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Distinguiamo i due casi ., Nel primo caso, in cui' èi si muo\'e quasi per andare a giuocare a carie scoperte, non sapremmo vedere alcuna ragione di una ri~en'a s})eciale in mano a\ comandante, tranne che il ·concetto di ri,;erva non lo si voglia fal sare ed impiccinire al pun to da credere che essa non abb ia altro scopo se non quello di parare a possibili contingenze <!el la ritirala, e credere perciò che non debbtisi nell'auàcco irnpégoare sino all'ull,imo uomo, quando la situazione ,;ia già ch iari 1a per tu1.1.9 qnel tan to che è ragionevole sperare. Dunque, in que,;to cnso. riserva in mano al cflnrnndante, no: ciò 1100 esclude ché ciascu no dei. due attacchi possa costituire le snè va rie schiere ed nvere. occorrendo. la sua riserra. Ne'] secondo caso poi è chiaro o-he al momento in cui si danno le disposizion i per l'attacco di 11anco, la necessità di una risen•,1 in mano al comandante non sarà ammissibi le che io casi affatto speciali. La situazione :i qnel punt.o sarà già abbastanza chi arita - ·intesa questa 1sa rola iu un significalo puramente relativo - per potersi permettere di gitt.ar tutto in bilancia. Cert~ che così facendo si può andare incontro a quiilche r·i.._cflio, perchò qualche cosa d' imprev isto p.uò sempre avven.ire. Ma quando è che in guerra si ·p uò evit,1re del Lulto il rischio? E qurindo è che senza avere In forza di a,rri,;chirire si può avere speranza di riuscire? 0 non è assioma qussto che chi nel com bau.imento aspett'.asse la .certezza assoluta, arrive.reb_be semgre troppo ta rditAnche per questo CflSO, béne~n teso, quant.o abbiamo ora detto non implica che ciascuno dei due al.lacchi non debba costituire, quando occorrano, .le sue schiere e la sua riserva . Dunque, in conclusione : riserva in mano al comandante, no; schiere e riserve per ci~scuno dei due atLacchi, sì. È pérciò appunto che nel ripartire le for1.e fra i due attacchi non abb iaino fallo cenno, nè le Norme fanno menzione della riserva. 2° . - Pel quesito quinto. Raramente gli eventi della guerra. dànno tanta latitudine sulla scelta àel terreno da permettere d.i cercare una posizione pa,;tir,olarmente favorevo le. ·. Il pìù delle volle o la difesa di éerte determinate località ci é imposta per l'impot;lnnza della località stessa in ordine a certi partico -

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DEL COMBATTIM ENTO AUTONOMO

lari scopi, ovvero, sovrattutto al momento di scontri impreveduti, si è costretti a dover prendere posizione sul posto. contentandosi delle còndizioni che il terreno, com'è, presen ta. Comunque sia, nella scelta di una posizione, lo scopo è di capitale importanza. Valgano le seguenti considernzìon"i. Distinguiamo il caso che si Lratli di un combatti men to illimitato, avente di mira la distruzione dell'avversario. da quegli altri combattimenti, pe1 quali lo scopo diretto non è questo. Nel primo caso la condizione essenziale a cui la posizione .deve soddisfare, è la possibilità d'agire oJfensioamentè a tempo oppol'tww. Nel secondo caso la considerazione determinante è di solito la possibilità cli contenerç il nemico pér un certo tempo; con una difensiva, anche semplicemente passiva, se lo scopo ·così co.nsigl ia. I° Caio . - La pos izione deve presentare - come è detto . t in tutti i trattati ·- un campo difensivo ed ·un campo offeri.. sioò . Jl primo deve servire come di _ramparo contro il quale ven/ gano :i rompersi gli sforzi dell'assali tore; ramparo che permetta, ap , punto per le sue solide qualità difensive. di contene1'.e il nemico con forze relativamente clebol i, costringerlo a largh i movimenti avviluppanti e che dia perciò mezzo al difensore di p_iombare col grosso delle forze su uno dei ·fianchi o su uno dei punti più logoi·i della! inea d'auf cco per infl iggere all'assalitore una disfat~a decisiva. Il campo òffensivo ò.eve poler permettere al grosso del difensore, in·formaziooe di spiegamen to, di muoversi liberamente sull'ava~terreno; e , deve, possibilmente, non offrire all'allaccante punti d'appoggio dei quali esso possa trarre partito per , opporre uno schermagli o alla violenza del nostro contrattacco . Evidentemente se il difensore non fosse costretto il più delle volte · ad accet.tare il l.errerio coin'è, sceMlierebbe posizioni r,he present.assero Lai campo offensivo ai lati del campo difen sivo - e possihilmente ad un lato -"- per potere conlrallaccàre un fianco deil'at.tacco. Non sempre ciò sarà possibile: .bisognerà talvolta conten-:tarsi della possibilità di contrattaccare il fronte nemico, sottopònendosi per conseguenza agli inconvenienti a ciò inèrenti. Nel combattimento illimitato la difesa non può né deve essere inI f t~sa che come resistenza e riscossa. Così intesa, es,;a tenderà

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sempre a sua volta come l'attac-co, ad una grande conversione a ~er?o fisso di cui il perno, valendosi del terreno possa essere cost1tu1to da p~che forze e di cni l'ala marciante, destinata a dare il colpo, abbia il massimo vigore. ,È facile perciò comprendere che le pos1z1oni ritenute.inespugnabili per d.ìfficolti1 di tefreno, non sono certo le -~egli.o a~atte ad una difensi,'.a· siffatln, pdichè essa, nella general ,ta de, casi, se rendono difficile l'attacco, rendono del pari difficile il c~ntrattacco . · Posizioni con. fian chi im1nediàtèunente coperlrt da ostacoli o da · terreni impraticabili poi.ranno essere ottime per difese limitate aventi per iscopo di contenere il nemico per un certo tempo, no~ , per difese che mirino . ad una soluzione dec_i~iva. Pe1: queste 1 fianchi migliori .sono quelli che rendano possib tl1 al mass nno grado · i contrattacchi e che perciò siano liberi e spacciati. · 2° Caso . - ·La posizione in massiman')n avì·à più bisogno di campo offensi,,o . Allora sì, imporla che i finnchi sia?o ben~ assicurati: (in che misura questa espressione fianchi bene as~tCL(.rati debba intendersi, vedremo tra p0co) e che, sovrattut.toJ il terreno innanzi· permettn tenere l'attaccante per lungo tempo sotto ur~ fuoco efficace. Anche qui i terreni meglio adatti non sono quelli cr~neralmente ritenuti come inespllgnabili per le diFficollà .che ;resentano ad arrampicarvisi'. ~on è dalla rnag.giore o minore faticà a cui l'allaccanle debba assoggellarsi, che va misurata la forzf'. di resistenza delle p015izioni; ma dalla maggiore o minor distesa cl, terreno efficacemente balluto che \'attacco sia <·osi.retto a superare. Il facile e leggero spalto di Saint · Privat è senza dubbio po · sizione assai più forte che non quella marcali~sirna del Rothenberg. Premesse queste consideraz ioni generali, vedia~no il melo~o da tenere nello studio di una posizione in ordine ad un determmat~ scopo. Ci sarà. forza qui in segui to ri chiamare talvolta cose a tutti note. . ,1° L'cwanterreno. - Campo di v;sta e di tiro libero , possibilmente fino alla crittata del cannone; perciò necessario un leggero dominio .pos;ibilmente su tutta la distesa del campo di ~iro: ~n dominio macrcriore del puro .indispens.-ibile sarebbe non solo 'til~ ma dannos~~ a vedere l)iù,_.in là. ·bastano semplici osserv_aLori . O~re il giusto peso alle li nee coperte di approccio che esso avan·

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terreno può presentare ed alle posizioni dominan ti a buona por. lata: poichè sono queste le condizioni che posso no e3senzialmente perrnene,re p\ù .o meno al nemico la preparazione e l'avvicinamenfo dell'aLLacco . .2° Il ter,·eno ài lati. - È partici)lal'ln ente imporL,inte perGl1è dà la misura degli aggiram enti temib.ili. Si suol dire..d i so lito: la posi..;ione non de ve essere a,cjgira'bile ! ~fa che significa ciò? · çhe norma concreta da ciò ? Di posizion i che non siano ag){i ra, bil i, piu o, meno, da vicino o da lont,1 no , non ve ne sono. Ecco in che modo va praticamente stu diata la cosa . ·· Lo scopo della difesa nell 'occupazione di una posizione si riduce sempre ad uno di qu esti: . a) baltere il nem;co, :servendosi della posizione, leggermente guernita, co,rie scado e del iro~so'delle forz è co me clava ; b) Tenere la posizione per la posi~ione'in sè; e) Serv ìrsi della posizione -pel' proteggere un detHrminato subbiet- tivo. Secon'dochè lo scopo sia l'uno o l'altro , la qui st.ione de~!li aggiram enti va studiata in modo differente .. a) Il nemico può aggirar da lontano o da vicino; c1oe prima di g-iungere n con ta uo nostro ; o quando questo contatto sia già av,,enuto. Q~ando il nem ico sia nnco r lont ano; la difesa - si sia o non sì sia già ,messri in posizione - da ll'aggirament~ ·non può ricever danno fino a quando essa , avvertita in tempo , abb ia il mezzo di sfu ggi rlo . La mossa lontana d'aggin1mento non pu ò fa re nHro · che costringere la difesa ad ahbandonare 11 ter:-eno prescelto o anche prep:irnlo ed a contrallaccare o cerèrl're altrove un 'altra posizion e. Dunque difesa che vigil i lontano nulla ha da temere dnl fallò ch e la i)osizione sia da lungi, più, o meno,. aggirab ile. Il nem ico può tentare di girar la posizione quando sia giunto già a contallo: ciò può teni.are o con l.ut~e le sue forze o con una p:1r te so ltanto d.ì esse, impiegando il resto a fronteggiar la difesa. Ad un aggiramento con tutte le sué forze , e sollo gli occhi della difesa, è difficile chP. l'a ttaccante s'induca; tranne il·caso in ~ui abbia una straordinari a superiorità iiumerica o morale di1lla sua parte ; caso questo in cui è da supporsi che la difesn si si,1 con l'occupazione dell a posizion e proposto non ·lo scopo a), ma pi uttosto lo

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scopo b.) o e) : e di questi dne discorre-remo Lra poco. Un aggiramento con una .pane delle forze, fron teggiando ,•.ol resto la difesa, l'attaccante non potrà tentarlo che in deter.minati limiti, senza cioè distendersi troppo . Qu.indi un giusto apprez1.arnento dei dati, e specialmente del nem ico e de l teneno, può sempre far prevedere al la difesa - all'i ngrosso ben i°'teso ..-- fino a qual limite ma::;simo di distanza dal suo fianco o dai suoi fianchi un ag½iramento, ve nuti a con1auo col nemico , sia temibile. Protendersi con l'occupazione s,ino a quel limite; o!Sservare sempl icemente da quella pa rte per essere in tempo avvertiti e potere in t.empo' o ri tirare quell'ala o . movere al conÙ'aLLacco o infine rinunciare ciçl t iutu ad occupar la posiziotie, qu,1ndo questa appaia ta :e, che una volta pronunciatosi l' aggiramento, nè conlratw c:chi nè ritirata siano più possib ili: sono qqeste tutte sol uzion i, delle qllali solo i dati della situaz ione, nel caso concreto , potranno dire quale sia la più opportuna . , b) Net caso si tratti cli lf.-nei-e una posizion e per la. posizione -in sè, i. cr iteri c1imbinno . Qui di so lito esi$Le una cena marcita inferiori tà numerica o mo rale a svnntaggio _dell a difesn : il tenere la posizione sarà inteso per un certo tem,JJO çl•!termi oa10 o per tatto il tempo detta massùna ,·esistenza possibile . Ora , fino a tan to che il nen;ico si'a lontano da ro i e possa con un -aigiramento al largo evitare· la posizione, il poterla noi tenere diNttamente, cioè occupandola, è subordinat::i alla volontà di lui . Se il nemi~o ha mezzo di aggirare al largo noi dobbiamo o ri,i\rn ciare alla posizione, ritirandoci - il che sarà evidentemente contrario al nostro scopo , tranne il caso, in ·cui il solo fauo del giro in Largo del nem ico ci permetta. di acquis tare quel tempo che nella missione alfidataci è implici.tameute od espli citamente detto - ovvero movergli incontro, ço ntrat.taccandolo . Di sol ito per questo contrattacco saremo costretti ad andare incontro al nemico con forze inferiori a lo.i: ci esporremo ad essere .magari schiacciati : ma che importa se lo scopo, guadagnare quel . certo tempo , e raggiun to? Si capi5Ce come in queste circostanze convenga. mol te vo lte, per tenere, non occupare, ma prote17gere : o po rtandosi in.na.nzi ·alla posiz-ione di quel tanto che, tradotto 'in· tempo e sommato con

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la durata della nostra. azione tattica, dia un totale che corri:-ponda allo scopo; o tenendosi dietro alla medesima, ractolti e pronti al contrattacco, se i dati co,ì consigliano. A.llorqnar..do il nemico sia giunto a contali o con la posizione potrà tentare un iiggiramento vicino con tutte le sue forze , ovvero con parte $Oltanto di esse, konteggiaudoci col resto. Un esatto apprezza.mento dei dati potrà dirci a priori in quali limiti, all'ingrosso , c·iò sia possibile. Quando tali limi ti siano assai vasti, e perciò non convenga protendere sino ad essi la· nostra occupazione, sarà opportuno limitarsi a spingere l'osservaz ione, o tutto al più un~ debolissima resistenza sino a quei limiti e tenerci raccolti per contri:lltoccare, non appena là minaccia si pronunci , ÒHero - caso eccezionale - ritirarci, quando il semplice movimento di ilggiramento del nemico ci basti a raggiungere il tempo voluto dalla 'ìnissione. Avverrà as$ai frequentemente che, vagliate tulle queste condizioni, si preveda che una volta giunti a contauo col nemico e iniziato da questo l'aggiramento, non sarà piu possib ile raggiun,rere lo scopo: ed allora ? Allora evidentemente conviene rinunciare ?"> a tenere occupando ed appigliarsi al partito di tenere manov,·ando , portarsi cioè raccolti innanzi di q~el tanto nec~ssario e tenendo\ i pronti ad attaccare · il nemico che alla posizione àtten ti o che tenti aggirarla. c) Nel caso si tratti di protegge,·e un subbiettùJO ; questa protezione può darsi o occupando una posizione che diretta -

rne'nte lo copra, o tenendosi raccolti e pronti a contrattaccare il nemico che vi attenti. I criteri i_n proposi to sono ana loghi , . a quelli svolti nel comma b). Da Lutto ciò è facile dedurre chè se noi poLéssimo- crearci saldi appoaoi collocarli per meglio e più faro ai fian chi ,· sapremmo dove · cilmente compiere la nostra missione. Ma Ie posizioni sono quali sono; e quando anche' non ci siano .. direllamente imposte, sarà sempre difficile una larga St~elta. Non bisogna perciò, facendosi trascinare da un vago concett.o di aggira.bilità, credere subito impossibile fa propria missio-ne nell'un caso, o che nof! vi siano posizioni adatte nell'altro. ltlaggirabilita' in senso assoluto non esiste: è inutile cercarla. In ogni _cas9 speciale bisogna ben vagliare le condizioni di aggirabilità coi criteri

DEL COl!BATTrMENTO AU'l'ONOMO

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finora svolti e dedurne se, malgrado tali condizioni, la posizione possa se1:vire allo scopo, quando siamo noi che la scegliamo, o':'vero, quando, essa ci è -imposta, in che modo malgrado le condizioni, stess·e si possa tuttavia raggiungere lo scopo. · [I terreno ai lati va considerato anc!"le sotto il ptrilLo di vista della probabilità. di avviluppamento da parte del nemico e di contrattacco da parte nostra. I crii.eri per giudicare ciò li abbiamo già discussi. _ . 3°· Il ,nargine della posizione . --:- Intendiamo con tal denominazione quella linea o quella serie di punti staccati che, ne cosrituisce la linea di difesa principale. Bisogna porre in calcolo specialmente l'estensione e la clensità di occupazione necessarie secondo lo scopo; ciò per potere litnitare il fronte per rapporto alla forza. Se noi potessimo crearci posizioni-tipo cercheremmo che esse soddisfacessero , in quanto ad estensione, alle seguenti condizioni. Nel combattimento 'illimitato, cioè : che il fianco esterno. del campo · difensivo appoggiasse ad t{n fqrte ostacolo; che il fianco esterno del campo offensivo appoggiasse det; pari ad un forte ostacolo; che il campo difensivo fdsse robustissimo, non mollo esteso·, e perciò tale da potersi- tenere con una piccola fr~z ione delle forze; che il campo offensivo, agevole e spacciato, fosse così ampio - e non più. da permetterci un vigoroso au.o controffensivo col grosso delle nostre forze. Nel combatLimento limitato vorremmo, nella generalilà dei casi, un fronte difensivo robusto, sol idil·mente appoggiato e non più ampio di quel certo tanto che permetta quella certa dflnsità·, corri'" / spondente a quel certo grado di resistenza che lo scopo richiede. Per esempio, data una resistenza non ad •>ltranza, ma limitata ad un certo numero . di ore - tre o quattro, ad esémpio - anche contro forze assai preponderanti, vorremmo una fronte soli da, bene appoggiata e di e&tensione tale 'da permettere, per la brigata o per ·1a di visione ad esempio, una densità di 3 o 4 uomini per metro corrente. Nel fallo le posizioni non sono sempre cosi nettamente ed . opportunamente definite . Occorre definire la parte da occupars1. In che modò1

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DEL COMBATTIME:N 'ro AUTONOMO

pEL COMilATl'IM.ENT(J , A UTONOMO

Supponiamo la forza .di una di'visione, per star méglio ne l concreto. . Nel co.mbattimeni.o illimitato, in cui la posizione in sè 1:iou è scopo, ma è mezzo l:l fnnziona come scudo, contro cu i noi vogliamo si debb.a disordinare la forza dell'allacco prima di movere a batterlo, la qtiistione è relativamente semplice. Sicco.me si tratta di · far funzionare da scudo una parte non troppo grande delle truppe e siccome il terrenò indi ca da sè quella densi'tà minima necessaria, afGnch~ I() scudo resista, il fronte da occupare, o meglio l'estensione in metri di fronLe da occupare, è detenn:nata. In quanto al , luogo c(uesta estensione cl~ occupare si sceglierà in modo, possibi lmen te, da av ere da un lato buono appoggio del campo difensivo .e da aver dall'altro opportuno campo .olfemivo e poco timore di avviluppamento. Ma quando la posizione sia lo scopo, cioè si tratti di tenere la posizione o di proteggè,·la, o qttando si tratti di proteggere ,cleterniinati subbiettivi, allora la consideraziore della aggirabilità diventa capitale: per un verso si tenderebbe a clistend~rsi per evi,tar gli aggiramenti, per l'altro s.i tenderebbe a stare raccolti per non scemar di tropp'o la densità In tali circostanze' è evidente che quando la considerazione degli aggirament,i porti ad .un allargamenCo di fron_te oltre quel tanto cqe _è pur necessario non superare . ti& : per avere una densità s_uffìciente al grado di resistenza che lo scopo .:. • ff'·t ,. esige. in tali·-wco; ta11ze, diciamo, converrà: eccedere nel tenersi )raccolti e far contp sul contraLLacco, o per dir meglio, sulla difesa · manovrata. · 1- Il te,·go della posi.::ione, -- La condizione cu.i deve soddi sfare è di permettere nna fac ile ed .ordinata ritirata iri caso d'insuccesso. Ma è evident~ che a questa condizione bisognerà assegnare maggiore o minor peso nel giudizio complessivo d~lh pçisizione, se.condochè si tratti cli combattimenti limitati, ovvero di combattimenti . ,i,l li mitati, nei ·quali è quistione cli distruggere o di essere distrutti e nei quali, per conseguenza, si gioca il tutto pel tutto. , È certo che anche nella difesa illimitata chi .dirige il combattimento ·deye passar.e in ql].alche modo la possibilità dell'-insuccesso .e prevedere a che la disfalla non si cambi in disastro. _Ma è certo 0

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del pari' che una_ eccessi'va preoccupazione della ritirata - nel combattimento illimitato, sempre bene inteso~ non deve essere ragione sufficiente per rifiutar posizioni vantaggiose sotto l'aspello del battere. Lo scopo è b.attere il nemico, non quello di assi·curarsi la ritirata. O de~tro, o fuori: in fin dei conti poi . lo IA spingere il combattimento ad oltranza sarà sempre il miglior modo yt di assicurarsi la ritirata. Qllel tenere rocchio a due parli non è ' fatto certo pèr poter riuscireapìcélìiar 'rorte èlàvanti "a sè ~--~ 1,'mo·raC( si'amo- sp"èc iaìmenie 0ccupati del dove . appostarsi; rispondiamo adesso alle altre domandecontenu,te nel quesito quinto; e, per stare nel concret~ , supponiamo si tratti di combattimento il.limitato . Sappiamo che si deve essenzialmente parare sul fronte, contrat· taccare un fianco nemico. Si presentano perciò tre quistioni alla difesa. Quale è il fianco nostro, contro il quale più probabilmente il nemico porterà il suo _attacco '? .E posto che quale esso sit\ appaia evidente llal terreno ; sarà questo o l'altro quello dal quale bisognerà partire pel contrattacco? E quando noil appaia evidente, ove contrattaccare? Lo stesso ragiònamento che l'attacco fa per la scelta del fianco da attaccare, può farlo, in certi limiti, la cl.ifg~.a _per de~urre il . 'fianco su cui l'attacco sia più d.it ~spettarsi; se,noochè, mentre in certi ca~ ndo ; d--~sempio fianco più facile ·e fianco più efficace coincidano) il terreno _risolverà più o meno la quistione, quindi pei;melterit ai difensore di prevedere le intenzioni dell'attaccante, in certi altri casi - quando per esempio un fianco sia molto più facile dell'altro e questo molto più efficace del primo, ovvero quando i dtie fianchi non presentino spiccali caratteri di facilità o d'efficacia l'unò sul l'altro - il difensore non potrà prevedere, senza una grande probabilità d'irigannarsi , su qual fianco si potrà pronunziare· l'attacco principale nemir.o . Questo caso che la difesa si trovi in un'assoluta inc_e~·t.ezz~,_che non le sia ~alo cioè di pre_snmer~ con \\ una certa probab1lita donde le verra I allacco prrnc1pale, e per vero meno frequente di qtrn~llO l10Il· si Creda : bisognerebbe supporre ùna linea di ritirata norn:iale alln posizione ed una simmetria completa di situazione e di condizioni da una parte e dall'altra: il che di so.lito non è .

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ANNO XXXIV, VOL. 111.


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Comunque, dii cµ,tiamp i due c:}si. l?r;esl!ntQ il fianco più pr.i:ipq.pil_mentt attaccab,ile, b,is.9gn~,~~ tePeVii p.nniti a J:iS,P.,Q~d.we <l~ ij.U~~tQ o, a~ll'a~ro? Tn gtn,~J;alt il / 1 cçm ~rf4ttµcfìA dQvr.4 p.r.gti1;r 4.~ çzw~? JZw;ico ,che M<pfff ;, _µrq.b.rbi?itµ rl,i e~§~1;e qt({?-GPC{(Q., . L'ins ertir.~ lt Pfl.tt!, si:19,,s\~I!,!iosi tecipn:ic,am~nH~ dal!~ prcmr!éJ, JJn~<J. di 1j\ircJ,ta, cq~~i1 1. JeJ1dg, Jlix Gpsl, cjò eh~ i.n n,i.e,ccapic4 si cl.ice u,9a coJ~ptçi,, ~ µf\ giµoç_q .eh~ potrà. CQOX~J1Ìr.e_eLpjy_f.9!J(3, ll011 f C.rt,q a _cplui eh~ è 9 .eh~ ~i C)'.çJ}/l, pjij. d~;li<Vtf ,e più Q.,ebple sarÌ!, Q si p ·~d.~,rà, jp g,e_Jmr~, fOl\!~ che .s ii SJ.l~il,l;l dHe.tj.e, p,ojcb@ nqp è ~u.p,p,qnj):iil~, ~0111~ JP,~~$,Ì,WJl, .Chq ;ip U.P éombattimflIJJo illimitato, chi ~c}.P.PÌi+ o· cre4f!. .di e~.~ore r,ip. forte voglia appigliarsi alla difensiva. Si p_otj çQ,e il terrePQ poti·ttQP~ H.C/,r,t pern:ietter~ il co,11, tJM,L3cco dalla parte del fianco più minacciato o l'#ng.,er-J., o qiffi çili,s~i,mq: . neJ c.ombattirnAnlo il!in1it:i,~Q ciò cq~~tuire~.~.e gpa ~ri~t.e cg1,1,~iiLone· p.er ·I~ Q.,ifes.~; ,%1,1.indi, qua.wJ,o n,on vi $.Ìi+_llO it)lperios~-r~gi,W1i.cn,e vi si oppQn,gono, ;m.egli_o ~?sl!i uscj r dalla ,posiz,ione fl p~s~are .:}Jja $C.bielt!l p,ffeQsiyp., i}.TICj~e ;;i sapp_i~ o si ere\!~ çl i essere iµ,f~riqri ,in forza' a,nzicb,è ~~,pe~tjtÌ' r ,att~wco ·c,q~ì sfHor,eyol,ì . . \J;l ,COIJ,di~iop.i . Pqò avve11ir,e l'altrp caso, phe µon si pt;is,sa cipè p,r~~uwer~ con qua-\ch,e fop,d,amen,to sµ qµ~I, .fi~.P.CO v.~rr~ l'a~.!Jlc·,,c9 ..principa,I~. 41lora la sceHa <;],1pl <ÙJt~\c.o da cui co.11triiJJacc.ai;e ;iil,J,'à ?~gorgin.~~ ;i,1Vin i~iati~a nemic;a; bi $.9,gnc:r;~, P.~r Pmtr <Jtspo1;re,9J),IlOtl,'( UJHl1Jl~l},~e, yed.ere prima ,cig cò,e ,il n~rnic,q ac,c.\m°\1.1;\l'à a[?re: ,i:. qt\~;'W? i,l stW() .degl'i,nco~w.~'tliei!ti che ila .g.~en~iVfl,)nq\,e· \11.teRa 1.1,E)l ~.~q~o p.i,ù Ja1;w.mQpll:lJW,llJrqffeo,si};9, pr:ru,.~ntj. ~ percìq »e~~J,Sjl.r\9 s,ew,p.re ctrn gu.aJqqe ,Ros..~i1l,iiiL~.$i ;J.J)..b,ia,'. c,he !P. ~i(eB~, spe,ci.e SJ s.ch.(~tLcJ.W~P.te contr.Q,ff~µ~j,va, <;Q,tlì~ ~ U,CMO,,c.l1e ,qvi IWJ1.iìicl~rif1.mo; S,W)prQ.,ilj}i in c,e,rtp modQ I' az,ope ,del oemi.co al,la prppria, P.rElQ~sqpq9si sin d~J p,rincipio d'onde contrattacca1:e, a questp concetlo .uni-' Conpapg,9 ~1,1W~ I,~ sue di,sP.,o.siiioI;ti ~ c~rcUii;id.o !ii vinc~,r~ 1.'in.iw•:-: t,~~z_a e.pi JPI;e~~nir;~ essa il nemiçp i:iel çontrp.t,t~cco. Il d~r,e : ~1 ,q,spptto che il L,iemico facci(f e P.<1.Ì mir~!folq ~ è una lwll;i ,!l:la~siQ'là, ~ tqvoljno, nqp snl mi.mP,O di ba.ttagli11, qv,e .l' a{5pp,ttar.e a r'.f3ff,Qlar,s,,i è .~empre caµ~a d'inc~rte?z.e r, di fiaçc,h~~zp.. È p.erciò che, anche jl. co.~to di es~ge,rp,re, non ~~jti&mo ad affermare che quando ·un barlume soltanto -~i P.f.OP.l!ibilità esi,sta

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~~e;_ ~~. fi~nc~ pos5;~1.·yi~ ~;ll,'al,~r~ . esse~:e.. attac_cat~ o ~i.nacciato, I b1~ogn~, a q~·estu_-co~.c-~~~~ for_?1ar'.~.' 'é'd ·u~1~o~nl'àr~1 'ed ~n bas~: ad -essd disporh '. e l'un1eb tnodo di ·attenuar~ 11"vantaggio dell'fnr! ziativa' che ha J'altacéo: meglio una esecttzioné netla ,'"vigofosa' ed . .a te'tbpo -SU ·un 6Hcb' fuén'o oppor'tuo'ò', 'ch'e"tl o'ese'cliziontiiJcerta, .fiacéa o tarda 'sull'alfro .' · ''' ( Com'é cl'o'vrenio distribuire le forze ed i compiti nel senso del ·fronte e deil'a p'i•ofoh'di'[à ?' ! .,, >! <.. . s ·u1 fron t'e , qhe) tanto· di forza .strettamente indispensabile a far ,da scudo,· e da·s'èudò' resìstenCe, per quel certo"tempo che i dati ·Consigl'i'ano: il rè5to, miissimo possibile; · riserva' pel contra{- .

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DE L COMBATTJ!itENTO AUTONOMO

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.tacco·. · Che fronte si deve occupare? un· fronte non troppo grande da esigere ass'ai forza irer lo scudo a danno della clava, non ·troppò picco!~ da facilitare.al nemico l'avvil,uppanì:ento; senza imporgli un girn sufficientemente largo. Queste condizirmi danno un criterio d'èi limiti che · determinano la forza' da a~segnaì·si 'al fronte ed' alla i'i~ •i •• . serva: . 1 /. '. Supponiamo u,na di_visione. Nelle c0ndizioni di media resistenJa / un fronte può essere validam~nte difeso per un certb tempo ' éon uha densi tà di 3',ft .uomini pe/ mètrò, disposti, be11 inteso, a nu- ' él'ei opp0rtunamente éollocati ed ove occtlr'r°a in. due schiére. C:on tale deri'sWi"ìrn fronte 'dì' un chilÒméLI'O ad un chilometro è mezzo·, o poc:'o' p'i'ù, pub"· es'sere effica,c~mente ten (ilo 'come valido s:ctlèlò <lella metà, o pòco meno, della forza di una di'visione (futili); l'~Jtfa metà può essere destinata come riserva' p·e1· contrattacco. Potehòo sa'. r1ir'certo ' meglìo': nella difesa essenzialmen(e 'controffensiva," far ' questa rise~va 'ancor·a 'più forte; . putèhè''cìo rton iridéboliscà o lirrliti -eéèèssiva°meiite il"froòte. '' ' '' ,; . " I > '"' ' . QUest5.pèf ia'f~nt~ria. L',1rtiglieria conviene evidentemente farla preponderarè/!fompre che pòssibile', dalla' parte dell'ata'minaéciata: ·è questo .il '1n'iglior 'mezzo per"obbligare Tattacco a gìrare'a la'rgo e a darci tempo. La cavalleria dalla p:11-te dell'flla più minacciat:1 o là dove il teri·eno diversamente co·nsigli. · · ' ·· ·' .'.'• ' 3° ~ '.'Pel que'sito 'sés'to. . li dato tempo è quello che Ifa un'influenza-prevalente su.questa l'tsposta . ....., .,. I

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DEL COMBAT'l' fll!E NTO AUTO NO~ÌO 1

: .Nel1'1~same dei dati abbiamo .esposti alc,uni criteri i? proposiìo : .es'si ci paiono suffici~nti a"rispondere al qoesilo in ogni caso concr,eto . Qui ci' or,corre sol.Q fa re ,alcune allre poche conside1:azioni. Vi sono situazioni nelle quali non è indifferente al la riuscita dei proprio scopo agire di buon mattino o ver$0 se;·a, di giorno o di notte, con tempo ,chi aro o assai pe~bioso, ecc.: ,e nelle quali la. .; missione, non prescrivendo lassnlivamente nulla in proposito, lascia. autonomo facoltà. di regolarsi come creòe meglio. .,./\ .al comandante . . Inutile e perfellamenle estraneo all'indole di questo lavoro sn r e.bbe passare in rass~gna qun nto in qualsiasi trattato di· ,attica si trova relativamente alla riuscila di certe. opera.zioni {sorprese, imboscale, agguati, ecc .). Ci .piace s,o\o, tenendo presenti le ser cate1gòrie di scopi come precedentemente le abbiamo _classificate, dire dell e circoslànze nelle quali conven~a operare di noi.Le, tanto . più cl~e, per quanto siasi già dello ,è scritto su qLlesto combatlime.nto· ~ottm·1_1p. vi sonp ancora molli, i qua li ·nqn .riescono a persua?ersi, ch e inevitabilmente nell'avvenire esso avrà gran parte nelle opera· zioni della. guerra e che, date certe circostanze, esso sarà la i·egola e' non l'eccezione. Gli scopi specia li péi quali, date le circosta11eze, può ess·ere conv1<~iente. talvolta. necessario, operare di nolle·, anzichè di giorno sono: distruggere, il nemico, conseguire determinate località;, ed anqora : proteggere determinati subbiettioi, tene,·e determùwte località, 1ìuan.do tenere 9 proteggere convenga attaccando aniich è difendendosi. Le circo~tnnze all e quali pol,' anzi accennavamo sono queste: aver da fare con P,Òsizioniforti e fortemente guernite, il . Juoco delle quali sia talmenté 'schiacciante da dar poca fJl'.o.babilitàdi riuscita ad un attacco o contrattacco diu,·1~0 . .anche se ben .concepito e oigo rosamente condotto. Le condizioni di r;uscilct di un attacco ò conlratlacco di notte · sono : \ ;: 11° Tt'. uppe abituate a lai genere di comb?llimento; , 2° Gran decis ione d'~wimo nel ~omandante aulo~oqio e nei suoi subot·dinati; , . , :i° Conoscenz:i. esatta e minuta, o per precedenti t'icogn izi oni o per avervi già comballul.0 di giorno, .de.I pro_prio terreno no·n s.olo~ ma anche di quello sul quale è appostalo il nemico .. '\

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Non è qui il caso di svolgere come · i. combattimenti nottu~ni de6bano essere condotti. Facciamo solo osservare, per 'I' infl uenza -cl1e può avere nel concetto e nelle disposizioni, q:iiesto ," che il tempo nella mass.ima parte dei combal.tt.menti di nolle 'dovrà es·sere regol~to in modo, che all'.afo~ si sia gii.l per:fonuti e riordinali. ) ·sulla \ocalttà sulla quale concretasi lo scopo dell attacco o de_[ ·con- \ . trattacco; non prima, non dopo: Non dopo, perchè imporla che l'atto risolutivo sia fauo di notte; non prima., perchè l'attaccante, ,conseguitct' la posizione nem ica, si troverebbe alla sua volta nel caso di non potere fa r.·e ~so efficace c~el suo_fuopo contro, una ripresa of.- \ 'Censiva. Aggiungasi che I' egper,enza insegna essere le ore poco prima nell'alba le più favo revoli per siffalle operazioni'. • . Tra le condizioni di rii1scita ·mettemmo per prima quella di aver .truppe abituate a tal sorta di_combattimento, · Che facciamo noi per questo nelle no,;tre eser.citazioni di pace't Nulla, ·o, quasi. Eppure 'nou si pensa allé ingr·ate 'sorprese che potranno venirci da una lai negligenza,' e alle condizioni d'inferiorità cui questa ci farà .trovare contro nemico che vi si 'sia . di lunga mano preparato!

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, V. , L'ordine dispositivo.

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Posto che nelle sezioni III .e IV sian~· riuscili a far chiaramente · ~cqprii·e al lettore il fiio del ragionamento che metodicamente deve -essere segu ito in ogni caso particolare per pervenire al concetl'o, vediamo ora come qltesto si sintetizzi e sj traduca in disposizioni. · Ciascuno dei dati avrà fornito una parte di rispostà a ciascuno -dei quesiti: occorre ora riassumere e sin tetizzare per fo rmulare in · modo chiaro il concetto; lavoro questo ;:i. facilitare il quale, per le prime volte almeno, gioveranno \'ordine ·e un po' anche la pedan,· teria. Ciò che essenzialmente importa'in questo lavoro d.Ui.!!~~§i è · <l.i saper f~re sacrifizìo di tulle quelle minùtagliè, che possano nuo-· -~ . . . ., .. • ' ' . . . . . '

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P,cre alla semplicit~ e chiarezza d,~~ c,9-ncetLo: senmlicit.~ e vhiar~.~za ali.e. qual i , , no~ sarà mai" d~tto, a.bbast:anza --;- bisogor saper.s,a.;.;r iflcare risolutam'!nte, e senza pen,itmenti, la,perfezi9ne ,e ).a n ni,L,e~za,. riducen~p tu,lto i\ ~opcett,o a due o ,tre ig,ee se1;i,rnli~issi,m~: quanto più.,elementare 11 conce\ to , s.ar.à, l~nto più vi gorpsa poJrà &sserne l'esecuzione e per conseguenza t.anLo più probabile la riusciLn,,. 1 , . • •, , , .• • , , , ,.éoncreLf,llO,il con c,euo, b.i.sçlinerà, traqurlo in _qisposiziqpi. . ,. t.. È.Qn' ope1:a.zion~ apcl}e .questa ch1:1 vu.q\~ il, S..Q.9...,.m~tod9.: Anche qu~ndo le disposizioni. d~bbano e~sere date verj)almente, c9.nverrà - per le prime, ~p!te ~lnumo,.;e non fosse ~be per pr9prio con~o -:nretlerl e ,in ,iscxilto, .'quiindo se ne abbia il tempo: lo scritto fissa meglio le propl'ie idee. . , . . ,, Sa1·à u~jle ~;-. peJ' nostr~ conto dir~Jllmo addirittu ra (.t!?Cessario - (ormar$i un tip<?, di ordin e. di,spo~i~iv9, tipo c,.he !p:tpeqisc~ alla ~mente di 1 divitga.re,. non .f~ccia dirpentiçare n.ulla ,di,..éiq, eh~ ,vera,mente imp,orta dire. permetta di µir ciò nell 'q.rdine qì S%ce~siope più opportuno (non essendo cosa indifferente una s,uccessione. piuttosto che un'allra nelle disposizioni) e tolga di mezzo la tentazione di dir cose non strettamente indispensabili. Come Lipo potrà valere questa successione: '1 ° Cenno suila situazi one generale (se indispensa bile) e su ..cip che si sa del nemico; ' 2° Missione eh~ il corpo .aµtopqqip,.h,a ~~t compiere; , 3° Concetto secondo il quale s'intende compiere la missione, ste:;sa. . " . 1• i~ J\ipa1Jizj,one., dfti c.91p_piLj e del1le fP..r.z~, c9,ncJ~l.\~nd9 s~mpre .che possi bil.e .in gpp9rtuni f!t~J,nenLi ·Lopogranci gli scopi assegnali in ciascun in sott'ordioe. . comando ,, 5o Ore di par\~nza. 1 , 1 , 1 , :-:,6~ Ist1:uzipp,i speciali .che si reputasse nece.$sario dover dare· a qualche ~omando ,.in sott'ordine. ·.. , 7" Posto d~.çomando . : , , , . ,,, l f11<ft.ll' infupri .di qu~~/.e,, qu~l.sia si a,!1p,1..inqicazioA.e,..è i,nu,Lile,:"dp.n{ ! o.osa1,llnzi, .~er.chè., 1:.allµnga r1$~'(1~ necessilà l'ordine e gli toglie / per conseguenza chiarezza e vigore. Alcune norme in proposito. 1

M 8lté vblt'.é, al ttitilhel'tfo in 'cui si tlovr'anno dar'e le tli'sptìsiziohi, avverrà, clfe l'ign6r:1nza in cu i si e tl! cm che il !l'emico vorrà farè, faccia nascere nella 'mente del còm'an'dan't.e autonb'mo div'é'tse ipote&i più o uiebo probabili, circa Il coine 'e il dòve il ne'mfoo stesso poMt p'rèse'i{tarsi. Niehle_di più dànn6!\o c'li'e il voler pr'e\ré'<lere àlM~a tut te lé i.QQ!'.esi possibili e v61ere fin da pri'n'cipiò da~·é . di~o s i z ~rispondenti a ciascuna di queste. Tutto 'ciò, òltrecn'è ~b'co tftHe 'p'erchè di s~lilo i°I nemico ffoi'sce sempr'è col presenfàh i quel cas'ò che iiòi, 'a ftì1·ia di vo'l'er 'prevétfer'e, à\r~vàh~appnnlb diminticato, Ù poi danhosissiino pe1·ch'è gene1·a confusionè e tbgl iè in izib.tiva. J'noppor1tuiìo 'cfe\ lpuVi il vò'lel1è in c'éh o 'tl'lo'd'ò !fin clt\'I principi~ far dellé i.potesi, s\'t1 nfo'd'ò com'e i'l c'o'm batti'n'i'ènto si svolg~r'à 1e il dar pel' conseguenza disposizioni od istruzioni in proposito. Le dispofriiioni vanno limitate a quel tanto puramente indisp~nsabile p er impegnw·e i:l combattimento nelle migliori [ condizioni possibili :. ,iiente tli più. · Il dire in testa agli ord in i chiaramente ed esplicitamente la missione che il corpo at1ton6mo ffev'e compiere ed il concetto j secondo il quale s'intende 1~ompierla è condizion.e esseniialissima , ·~ di riuscita. Non basta dare o1'dini, ma è necessario che questi ~iano precèduti dalla missione cb'e li gpieflhi e 'dàl ccinéètlo che li <cbi:Jrdini. Nella ripartizione dei còmpiti è necessario evitare a(l ogni costò \io 'eccessivo sYninuz'zalnento; poicbè questo olffe all'inconveniènte ~ di 1logliere Tchiarezza evigore agli ordini, oltre ·l'altro non meno grave cli trascinare chi comanda a curarsi r.uccessivamente déì p'arricolari 'p~rdendo di visfa •rassien'l.e e · ròrs'e 'lo 'scopo da conseguire, genera l'aftrò gravissimo di 'porre un·incfampo all'esercizio 'effieac·e del comando ed all'nso di una inizia(iva b'ene ·intesa. ;ohd'è che <Mista '•=iparfizicine va fritta a grandi tratti , anche a ct1sto di ·ati:èlale iiid1ntrb à 1qualche cosa d'incdtnpletb ·o d'imperfetto, ahèhe ·a costo cli dover r inunziare al desiderio che un qùalche coinahdanre in solt'ordine agisca nel md6.o che si vor'rebbe. La}ttifssiorì'e ~Vula 1nòn ·sarà 'mtinrnces'sario''dovèrla scòhiporre'in pi Ù 'di lre 'ò quattro coi:h~iti ptl~zia'li. •A'f.n re 'il 1%sto c'e a~pbsta U'nla gerarchìa.

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DEL CO~IBATTHI ENTO AUTONOMO

D~L COMBATTIMENTO AU'l'ONOMO

La ripartizione delle truppe ·va fatta nel modo piu semplice e naturale, s~nza rompere le unilà e senza spostare i comandi e ciò anche quando la ripartizione che ne risulta non sia la migliore: basla che essa risponda in qualche modo alla situazione. Un'ultima osservazione. La redazione materi~le dell'ordine è• una cosa che ha assai più importanza di quanto generalm ente non si creda. A parità di ·altre con dizioni, colui che ha la fo rtuna di sapersi esprimere per iscritto in forma chiara, concisa e vibrata riesce fa cilmente ad ottenere un'esecuzione più vjgorosa; e ciò non soltanto perchè coloro cu i l'ordine è dirello riescono più facilmente ad afferrarne il conter:iuto, ma essenzialmente perchè l'ordine scrilto, come l'ordine verbale, viene eseguito piti o meno vigorosamente se,:ondo il maggiore o minor vigore còn cui è dato.

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·Lo studio che non mìr'i a. questo risultalo non solo è inutile ma dannoso. Dannoso, perchè aprendo la nostra mente senza rafforzare il nostro carattere non condurrebbe ad altro che a far crescere le nostre titubanze e le nostre indecisioni all'auo pratico, mostran- , doci bensì molti partili da prendere, ma senza darci la forza d'a- i nimo ch e è necessaria per sapersi afferrare in tempo e riso Iutamente ad un solo di essi, ~ia pure non l'ouimo, ma purchè rispondente ·in qualche modo alla situazione; d_a nnoso perchè creerebbe in noi l'illusione che un sapere confuso ed illdigesto basti a cavarsi d'impaccio, là dove si tratta invece di cogliere i frutti d'un sapere, sia pure modesto, ma ben maturato. È d~nque {1tile e necessario un intenso lavoro di assimilazione, ma a pali.o che ques to sia in tempo seguito da un lavoro, non meno intenso, di eliminazione di tutto ciò che non possa ridursi a monetn spic~iola, a norme di c.ondotta di utilità pratica ed .immediata. Che se questo la\'bro di eliminazione non sia fatto, meglio v~le di restare nello stato di verginale e primitiva ignoranza: almeno il buon sen so ,. l'istinto e la verità elementare che la linea rella è il pi.ti corto cammino tra due punti ci soc.correranno sul campo di bauaglia molto più di taute belle idee non intensamente maturate e condensale. Per·;;uadiamoci che il fine pra.tico dei no~lri studi deve essere essenzialmente quello di afforzare la tempra del nostro carallere, ··merr.è quella giusta e bene intesa fiducia che nasce in sè stessi, quando si sappia che , in seguito ai propri studi, si sia riusciti a· mettere io serbo poche norme di condotta che siano chiare nella nost:!rnente e fortemente radicate nel nostro sr irito . . E perciò teniamoci lontani, in fauo di tattica, da quelle sollili disquisizioni , da quell& ricerche puramente speculative, le quali · altro non farebbero che an nebbiare la chiarezza di quei pochi concelli , che noi, con tanta fatica, avremo crisl.allizzati. Persna"diam.oci una buona volta che un fattore importantissimo di. successo è l'unità di idee e di indirizzo: l'ideale, in fatto di ·educazione lattica, sarebbe che tuLLi cercassero di P,ensare allo stesso modo, anche a costo di andare incontro ai pretesi dirizzoni. Non è quindi uòa sana tendenza quella di voler combattere certe idee, solo perc~1è queste idee sono generalmente ammesse ..

VI. Conclusione

Ed ora ci siano permesse, a modo di conclusione, poche altre parole per far meglio risaltare le idee salien ti che ci guidano nel presente lavoro. A noi giovani manca ancora l'esperienza dell a guerra; quindi il dovere di supplirvi per quanto ci è possibile con lo studio ~ con la riflessione. Ma il nostro studio perchè sia. veramente efficace, perchè cioè possa colld urci non al sapere soltanto, che è un me::::o, ma al saper fare, ch e è il vero scopo, deve mirare non all'acquisto dell'erudizion e, ma nell'acquisto delle convinzioni ; deve cioè metterci in grado di polere inchiodare nel nosl1·0 cervello e poter saldamente radicare nel fondo delle nostre coscienze poche, semI plici e chiare massime che ci servano di guida in quei momenli nei quali dovremo operare e nei quali il peso della responsabili tà, per quanto modeste le nostre attribuzioni, ci toglierà la possibilità di vedere Lui.lo, più o meno chiaro, come nelle circostanze ord inarie.

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DÈL COliBATT°nlENTO AUTONO!IO

Non vi sòriò che le àbehazioni, le· sòlti~ll'ezze, le complicazioni iòul'ili - le qu'ali àllon1aiiano dal semplice 'e dà! ìfratico - ché debbono es~er'è comb1atLÌ.Ùe . . . In g·u~sta nostra 'pi·Jpa~aziori'e nienlàfe, 'no'n dò'hbiaino, nb1 giovani e p/ivi di es~e'rienza, 'avér là stranà 'p!'etèsa di resp(n1g~re le norme di coloro cn'és'ò'n p'iu vecèhi di riòi éhe'conoscofio fa gderrà non sòltani:o pe\· averla 'st11'diata sui libri, 'ina anche per ess'èrcisi tr'ò'vati déb tro. Accettiamò di Buon grad'ò le massime, còe là loro èsp;rieri'fa ci sugger'isc'é e cercniàmo tli 'p'éòetrare nello spiritò di es·se. 'Cn'e se, hlàJg\WèÌo tutti i hoshi sfb'rzi ; noh 'riusc1ré'fuo,. ·per 1 qual~una di tali massime, a formarci 'u'na cbn'vinz,one vè'raìn'ente soli'da', e l"applichere'fnò 'èfdal~he vol(a a sj:fròpositd, non sarà gran mh.ie; ·o1per 1b 'ìiierio h 1<à 'inafe fuin'6 re di qWello cWé av,tebbe 'sè l'esp'èrienà 'aì'trui ci al5b'àiìdorflis'se 'eifossiinò ·del 'tu~to lasciai.i ih balia di ri8i st'èssi. · Poirèffio trovàrci spéssò isola'ti, .lontani c1·agli ocèh"i dèi ,'nh~tì·i supé1rlòri 'e éo'ntutto il 1peso 'cl'e11e 'respo'nsàb'ìlità 'su Wò·i.. Dovi1ern.10 1 1 allo.-:'a , a'giòfia1:e. [\fa percnè il"ra.giofiàìtfefito rioslrò rl6n tlegeneri i'n qJèigfi a'ssur1ai, n'èi ijlfaJ'i - 'pér'qiiàni.o séliiori tanfo strana 'èlbp'b ' 1 a mente calma .:_ è p'ur tiinto facile· s&rucciòlare all'alt~ 'pi!aCré'o è necessario - per noi giovani bene inteso - che ragionando ci al>ìb11amo n lavorar sempre sullo s'lesso·tdìa10. 'Il ca'n'àvaccio 'J'.iotrà essere l;lnO qualsiasi; 'purché se rie atlbia 'uno. Ed ùno abbiàfno ce~c'ato ·ai concretarlo nelfe ·pa:gine ·preèe'dénti. ·solo' in questo mòclb potremo 'slippli,:e é6n lo' s'tudio alla miiné~nia di 'i speri €riza e 'potremo coiisegliii·e' il'tlostro 'scopo 'priino ea _essenzia[e, che è l1heffo ''di ~apér f:_are , ~\fa11db ci 'LÌ'Òveré'mo. in u'n amb[eri·le, n'el qtiale, voière o 'no, .dellè rlòslfe 'fàcbrt~ intell1?t· tua.li _rion sa,:èifi~ sé'.mp1%'iifa firìenYe )p'adron'i,''e ' n~l qli'àre s'ar~bhe peì:cìò ill'usYò'i{e 'p'résùm'è,:e di saper d1i.t1e se'llipre·a11e circos~àriie il loro giusto valc\Ì-'e.

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(Contfn.uazione e fine, vedi Rivista ,tlilitare, puntata di luglio iS89).

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L'~~ller110 ~oeo di Ì'uell~rla.

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r ~s~lamo ·ora -~d essmi na~e il terzo fattore c1e11a vittoria, i1 qua1e ; corile.crià e~tmci~mmo 'consiste"nell'esàtta è' particolareggiii'ta oono;ce~;:, p~r pa1:tè.di t~tti gli uffi_ciali combattenti, circ.!. 'gli 'materiali e ~Òrali clell'odierno tuoco di fucileria, e circa le norme scientifiche che durante il c0mbatiimento presiedono all'esecu~1one del Li~.o·. .. , . , . . ,, .. .., . .. _).rp\:ogri~i? c<>~ti nuo ~ ~ui,_. in'~~esti .1~'.tim}, anni,, ~on~ andate incontro ,le armi da fuoco, non po tra non ai recare notevoli, for~e sorprendenti ri~ult~ti sui fo'fori di batt.agl ia. . Per siffàùa /a;io'ne . è·s;c~o ·dovere ·a.i 'iu'.iti noi rivolgere anéhe 1 su' quest' a;~ho :e no'n''ouovo problema. r poi tri,. ~ludi_ ~- \e .n?s~re .j!}~agi~i, eyn9, a qu~i \imiti almeno ai quali in tempo d1 pace razionalmente si può arrivare . . . , .L a"rriodificaz'ione di ''~àcr i'or rilièvo, di ,già 'appor'tata ' alle .armi I r,r:, ' • ' ' ~ al·t~almente i'n uso preiso' gli eserciti, riguard·a il congegno della

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I FATTORI DELLA VITTORIA

ripetizione. L'allra non meno importante e che ritrovasi in istudio assai .inoltralo, consisle nella l'iduiione del calib1:o. · Il p1:i~o di que~Li per~ezion:1menti soi;nmi nisLra alle Lru ppe com . ba~Lent, d modo d, fare 111 ttn dato momento, cad(-lre· sull'avversario un~ vera pioggia di piombo con conseguenze materiali e moral_1}~10 ad oggi in_cal co_lab!li, ma certamenl.e disastros e. L'altro poi, sus:,1diaLo da mod,ficaz,on, secondarie arrecate alla strullura del _pro ietto ed alla composizione della. polvere, ha la carallerisLica proprietà di aumenlare notevolmente gli spazì baltuti a causa della maggiore radP.nza della traiettoria, realizzando inollre, Ìn rrrazia di una maggiore velocilà inizialè, sufficienle efficacia anche fon lanissime distanze. ~fa indipenden temente da silTall.i notevoliss imi ri sullati, le armi che ~llualmente trovansi in distribuzione presso i vari eserciti eur~pe_,, e con maggiore ragione quelle che fra breve dovranno sost,tu,rle, 1:e~ dono poss ibil e e conveniente l'uso di un nuovo genere 1 ~- fuoco, il ~uale pe_r le ?u~erose buone prove ottenute nelle espe11en~e ft'.tte m ~uest, _ult1m1 tempi, sarà per riceyere largh issima applicazione ne, futuri combattimenti: Vogliamo riferirci al fuo co in massa del quale faremo perciò precedere l'esame. F~oco in ;nassa. - Prin1a di t;1Llo è necessari o persuadersi che l uso del fuoco in massa, cosi alle grandi che alle medie e pur anco inaudite . all . .e brevi dislanze, d' or.1 in poi, rao-rriun,1erà o ;, r, _Proporz1on1, essendo esso e gl i agg iramenti i soli mezzi cffic'aci per ~L~a_ccare le forti posizioni difensi,•c, e questi ili timi non sempre poss1bi! 1 e spesso pericolosi. Il fuo~o in m:1ssa, se razionalmente eseguito, ha effetti · morale e materiale sorprenden(i, per il chè in nvvenire difficilmente ~-vre_mo occasione di assistere ad attacch i o contrattacchi di posiz,on:, senza \'ùdere contemporan·eamenle grosse frazioni di truppa, destmate all'esclusivo compito di fa r piovere da posizion( ora fon. ta?e ora vicine e più o meno laterali, nembi di proietti su l nemico contro il quale si agisce. · E _ciò , ~on è tutto, dappoichè oltre a quanto si è dello, t'uso de_l fuoco 111 massa è anche logicamente consiglialo dai' fatto per cui, a causa del perfezionamento delle armi, colla massa dei pro -:

S UI FUT URI C.~)IPI DI BA'i'TAGLIA

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ietti lanciati si può colpire nello stesso tempo il fronte ed il rovescio delle posizioni giacenti s.u terreno collinoso e montano, con effelli per l'innanzi affatto sconosciuti. Infatti è oramai una verità dimostrai.a teoricamente esalta e confermat a tale anche sul campo dell'esperienze, ch e per tiri di qualsiasi genere, il fascio delle traiettorie il quale fosse· diretto contro la linea della cattna, va in parte a coprire di proietti il terreno retrostante, dove cioè ordinariamente stanno appiattali .sostegni e riserve nòpchè la seconda linea. Le proporzioni di questi ultimi risultali dipendono :;ernpre dalla relativa incli'nazione del terreno -che forma il' r<1vescio delle posi:1.ioni e dal maggiore o minor numero di colpi che sorvolano sulla linea della catena, ben inleso, ogn i qualvolta quest.i occupi la cresla. Le tavole di Liro destinate a determinare le relazioni esistenti fra gli spaz'ì battuti e le co rrispondenli distanze dalle quali si · eseguì il Liro, potranno sulla questione som91inistrare esatti e razionnli apprezzamenti. ~oi facciamo pérlanlo notare che, sempre quando il terreno su cui si esegue il fuoco è di natura collinoso, come il più dell e volte succede in, i-Werra , gli effetti del fuoco medesimo sa ranno di[erenti, a seconda della speciale disposizione delle zone reLrostanti ,il ciglio od all a linea occupala dalla catena . Infatti il rovescio di ogni posizione può essere inclinalo sopra la linea di mira, ovvero piano,. .oppure inclinato sotto la suddelta linea di mira ed al disollo dell'orizzomale. Se è inclinato superiormente, si ha il caso meno opportuno per colui che attacca, inquantochè i colpi alti'.e quelli passanti fra gl'inlerstizt della catena ben presto toccano il terreno, e lo spazio battuto risulterà limitatissimo; sicchè l'e ri serve e i·so,stegni della difesa resteranno al sicuro. Ed è appunto da questo fatto che dobbiamo dedurre una modiCìca1.ione, oggidì divenuta essenziale :-dle vigenti norme lattiche relative all'applicazione dei riparti di truppe su l tei•reno, siccome più lardi v~dremo. Se poi il rovescio della posizione da attaccar~i, ovverosia il terreno retrostante al ciglio militare occupato dalla catena è piano, allora si hanno ri sultati medi; sempre quando però si sappiano cal-


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FAT'rOIU DELLA VJ1''1'0R1A

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colare i modi di ap~ostamento delle truppe destinate ad. eseguire -·l l1;.,n, I , · lrdr1 111l{l(· fii·,<>;;;;;, .•\IJ ·,·, 1( · o:., fJUq ,,, 11,J ,11,H J ,1 1r1 111 massa, uran e , g1~J auaccò' . ,. I ·J 1ff ') .<<f• lfllll! <\ <•,01"'/ IO:, . , J' r ; .:,e m ne I terreno 10 a scorso e mc mato ,rn1er1ormente alla linea di mira e sotto l'orizzontale, e 'qug~to"i il ·~lisb ii'<WH{hle i-:i'h Ii{8i\ tagh~;":ì llré?Hf ml~shnd~i!fuWo aa posfzMiii 'eè111Ndìlta1n~g,~onìJUM' tf\ :·1 ' \ d'l" . ,:-;u,:,,•f<(,,,?.'t'U4 11 fl1 · 111> d ' a ">/ '' J. 'lt· IJ" A veruenu,: potra àre · r'1su1tatf ·straorui()ai·i; sot'preni:le1 li, g accnè 11 1 p'1l8 i e,:ificah i frli queh lb1'il' caso'!f'n ';cui '1ir ramll 1di1scifodeNie1"a~ì 11 tà cil ai 'trà:teltorle J' là 'rin'èa dì pendenza del.tèH·.e~o vgPflufo3 pèt 111 ·,. "'{1 ,1, ·J , IHC •• , · , I I , • • f l 1-~IJ/t''tf'<l'J ! ( • . Ai •• •;v· ,.. <"Jnj'I'• (\ I· 1 lungo tt'atto ·a correre quasi parah'e1'a~e·n1e·. '·' 'Ciò premesso, perchè le truppe cfi 1Jlia'. cèb possano trarre tutto il ~rofitt<l'WJ~sioì 1e <laJ~òtìrràùe1cJndi1zio~1i' 1t1retìc1i~, f 1'ne~#s~dhJ·~tuoi~1.1e. ~ ct'ue ~e"&'ù'èHti qtiè~tibni 1: •• 'tl'>' •'I . ,l'/II 1' tifl'f,Wl ,. I Il ,iff, ,(f ,I?. t,!J l} ',) 7' ·•;,, l!'>cì} h 111{1', Il . / , , ·, . . . 1. ; .'luale e1+e esser la natura degli appostamenti da, quah s, !i<'<l'I I l !10\/1 f11 'f , ' ·1 ·},0 . 911 I ,,.,c. "' ' •'ti), ·,,., J' •Hl I Possa e,ffi cacemen e eseg ire 1 ruoco 10 massa r · 8°. Quale la distanza fra questi appqstamenti e le posizioni che 16gli'JWJfdo'lpii'~ ~ 11'' · ' 1 ' 1 ' 1 •· 11 "• 1! ,i•,; , .... , .i" , Gl'f h'pjlh'tiam"é'Wti1per le truppe che eseg~ono il tiro in massa, t;;..~ ,•1 ' , . . ,, HH (j'.b / l lt.ft~.. O ' I devonolJJ per quanto è poss1 , e cercarsi m s1· Pi t'o prn basso de Ile~p'òsizioni delie quali si yuol battere il fronte ed' if to~eltìo. 1 1 ' 11 '·'. NHrt è'1r,oi ,'Wè' 1cdnft'.òi'e'rrfe ·'Hè di r'i1~tica' 0attuaz,o~e1 i1 determi nar'~ coh humhi p\!eèì'~ì 'la0 Ni'agg1&e'b \n.inorè''aWtudine degl'i' àp. p~s'tarn~nti'.''g1[èchè 'ès'sà v'afoi' cc\l lja magg%,:e'o minbie'. inclina'zio¾e I •1:r, ~o·l .., ·1 ix , :,, ., ,,,,) ,. ,., ~" " .-1 1,, 'b'" i · 11 è ~ ,. a'e,:1 t''erreno, re rostante a1 c,g110 mli,tare che s, vtioJ'· a tere coHà distanza fra quelli e questo (11) . 11 ';";'i ·, ' 1 · ' ' 1 ' • ; 1 •11 · . • • . ,o 1 ( t r-esa'me sè!ieni\fféo"dell~ tr~ìet.toria insegna, che per aver fuochi 1 1 1 rad'eiitì" i1: ro ~~~'éio' di ~·11· a1tNra; ' bis·og,ì'à esser ''da qhest.a 1ohta'ni 1

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t4nt~ vçJM~ çen.tp ffil}lçi, g.q~Qf~ s~Q..~ ~e .\l~!b~ 4~l!:~ p1~içe q~~.irn\\1 Àe' ~mPVi che misu1 ·::ino stessa. .j;X t: \ inr ; i.I dominio dell'aJtura ,tl J.,JY, Co! sq,cc,qc,~<;> Jl,i }JU,E}§~! ?N.i ~ f~SL'sl iip.ui,~gin~ri q~aJ1to fatl\i PH~.sono riuscire le cons~guenze àell'odierno fuoco, sìç 5\Q-lr,i.l}j~io,p~!,!'t'AÌ9R~, s.\\W~~.i~HW.~k! e ~l}l 9,1.9;~~1~ ~~~ ~.oyteg~i ~ 9-.eJle, ri~.er,ve, e · ejçi,è gi qJJ.tli ,Q.ij<;le,i_fl~.i ijugjj }.9 ,ca,t~,q~ Lr.~~ ~9rn3: ~ c%f,ggio. ~.'10 ~~iqe in,tt}r.9 di ,cqmJ~~l~jW,~.J.1),q,P.QÒ /H}9,!},r,p,e ~vR~.s..o ~ ~~~.v9Vo i,n Pw,;.e !ti,W~Cl, ~tç,çh,è 1l!,çg,e .!r~x~re V~ r,i.rqMi9 a ti:1!},tO gr.{lpd~ i.l!f~{n'~: " niente, e que·sto rimedio impone necessariament~ .~~il q9l~yoJ.,e .w.94j%a,zj5m; ~w.i P.r.~~~11~i or~,i,ni tM,tiçì. . . · Fç~tfp,rJt9, ,egJi .~ n.~c~ss,Hio ,çb,~gli J~~t}ç,l }~Qt~i W1lt~x,ì,~1j 41 q~esJi fµqc;ji _ì Ì\l ma1mh ~ ciq~ i ~O.!Jl~Il~fLnli fii l;>,m!}_gliù~Ì ,e ,co.nwag~i~ _dj,"cf}Jltjpo pÙ tjci e ~-.icµ,rì conoscj,tori qegli ~fI~Jrì sopr~ de~çri hti, ~ J,o diventino cosi nel senso soggettjvo, ç,~e in q,uel,lc;> ,qg_g~t_ti,vo, co~sj4~raQ~o-~i ct9è, e CRme P!tr,t,~ ~}tj;ya; . e. c9m~ P,~ft.e pa~~iy~. JmP,QJ' ta saP,~fjl _gjudiqar~ è\ çofpo !f'Of,Chio ,qµa)e S/il, il S\tO .~ qu~l,e._la_distan?i?- C!l,n ve~j~9.te eh.~ 9-~y~si i!}.te,rpo,rre fr~ 1.~ tq1pp~. ;Q.,estiµ~t,~ 11d ~~~JN,t(!:l i.I tiro in qµes ~ione; e 1la pos_ìzigpe ,l).()!(li~a. Ìqip,9n,\l ~,; per~ ~~n ,1;api~a o~se,rv~zioi;i~ ,dedun:e, se i.I .~~~iço che sì ha di fronte, esegue ·coi:i pi~na cognJ~.ì,one ,ii .~aus~ ~ 1~i ef !f\~ti i supi fq\:u;hi in ,m,ass.a, 9ppt\re s~ -ess,o g~Ltfl a p:afacyi9 co,ntro J~ 9,ostre .Unee i'! suo ,piombo, e ·sécondp 1t.ali fl.!3~t,~Lon! p1:~se9targ,li .l,!3 rwst, ~ fpr,r;rwz\or;i i t~t~ic,he. . Non è certo affare d_i breve rpoqien.t<;>; pçcm:1:e stlt9)o, oc,corJ;e es_Q.\ilfifl.~Z.a e ;ìOP\'aLWLP a,bpisqgna UQ. r ego!awe,n,t,o pP,~PiAI~, ~1 q,uale ,noo. p.o,".rep~e t.ax~l\l' ,molt0 a .ve,nire qll,a lu.c,e. P,ikò .i_ptan~o d~l J]lpg.o col ç1uql~ la L~.ttica può o;vviai·e ag)i e,ffe,t,Li .~à.nlo pol~p,ti (lei f,1,l.oco ,~

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(t) L'inclic,azione del terreno retrostante aÌ ciglio delle 1>osizioni non si vede nè ordin'ariam'ente· si· conosce, nia la distanza fra il ciglio stesso e ·l' appostamento ·dal quale esso si può, battere si,poti'à in Ogni ,caso dedurr,e, con, un mezzo, tantor.s,icuro,1qiianto semplice e celere. L'errore in cui si potrà incorrere nel calcolarla sarà sempre cosi insignilìcante, da tron' potere mai innuire sugli effetti micidiali ·dél fuoco in massa. , Ora per determinare co Mbastevole, flSattei,za la distanza accennata, non oécQrrè.· che un lavoro facile e celere quanto altri mai, anche se esso debbasi compiere durante gli · · ' ' istanti' più critici del 'combattimento. Tre semplicissime operazioni mentali, eseguite successivamente e con ordii1e sono · ' sufficienti. ' a>·Apprezzare a ·vista la quota della posizione nemica; bJ Estrarre<approssimativamente--1~ radice quadrat111 del numero semplice, indicante la c1uota stessa.

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c~J.r~ .1?.1.

e) Moltiplicare la radice cosi ottenuta pel numero Modulo !.00. Il prodott o che ne · ris 4lta, :in centinaia di metri, ci somministra l'alzo e quindi la distanza., che debbesi inte; porre fra Ìl ~i~lio · milita1·e della posizione nemica e l'appostamento che noi do1 1 1 vtemo Scegliere. ' I ' ' . ' ' ' Cost -adhesem_pio, dato che l'altezza della posizione da battertii venga giudicata 50 metri, la sua radice quadrata approssimativa é 7. Moltiplicando 7 per il modulo !.00, $Ì' ]\il, 700; 1nUÌllèrO' CJl~ 1//Ìijje,a l'alzo lf Jh. distanza VolUta.' ' " I 'l Noi· ripeti~mo che operazione più s~mplic_e e più rapicla, anche sotto gli effetti del fuoco nemico, non si può (>reteridere. Che se vuolsi obbiettarn essere anche ciò né pratico, 1 né possibile, l.)()nsigliamo 'pure agli u(ficiali d'artiglieria di abbaÌli:ioni'lre, per analogia di casi, l~µ so ~elle _loro taxole _di tiro duran~e il c6mbattimen_to . ·


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1 FATTORI DE LLA VITTORIA .

attuale, ed a questo scopo tro,vo opportuno riferire testualmente quanto scc_isse sul proposito il capitano, ora maggiore, Quaratesi in un suo lavoro-sul tii·o del fucile a grandi disfonze e la tat-

tica odierna. « Finchè le truppe alle quali il nemico fa eseguire. fuochi_da fermo, «. per pro1eggere l'avanzata della propria catena, rendono col tiro « ben esegui to da grandi distanz~ mal sic.uro tutto il teneno che « separa la nostra catena dalle ri~erve, queste si terrannò lontane « od al coperto. ·. · « E intanto si. presterà la massima attenzìone. alle zone, ove più « spe$seggiano i proiettili per riconoscere, se il tiro a grandi ai« stanze sia qsato a dovere dal nemico; cioè se fino aglj estremi « momenti dell'assalto, tutto il terreno retrostante alla linea di di« fesa venga efficacemente battuto . 1< In tal caso , solo all'ultimo si faranno accorrere le riserve nei « punti minacciati; se invece si scorge, ehe avanzandosi man mano ·<; l'aÙacc<J, la zona meglio battuta va sempre portandosi più oltre, « ·bisogna subito sottrarre agl i eff~Lti del tiro nemico le riserve, fa « cendole. avanzare sin presso la ,J• linea (catena) e coprendol e coi ~ ripari, ·1à precedentemente preparati. . · <~ Queste riserve potranno così a seco nda dell'opportunità usare . « o il fuoco, rendendo impossibi le al l'attaccante l'irrompere nella « posizi_one· contrastata, od il fuoco e l'urto, ricacciandolo. prima che « l'abbia potuta saldamente occupare. « Non si dimentichi éhe quando la resistenza è stata accanita e ~< l'ass1tlitore ba dovuto subire perd1t1i ri levanti nella preparazione « dell'attacco e nell'ul timo slancio" per irrompere nella 1 posizione, « questi contrattacchi eseguiti con fe.rmezza anche da poche forze « han sempre dato brillanti .risultati, contro un nemico materiai« mente e moralmente spossato ~. Come .chiaramente risulta, lo scrittore assai compenetrato dall~ importanza dell a questione, accenna ai modi da · lui creduti migl iori , per sottrarre le truppe destinatè a riserva a.gli . effetti micidiali del fooco odierno. Ma questi modi non sono ancora bastevoli, per sè soli, a raggiungere lo scopo . Occorre esaminare e decidere se cl''ora innanzi nella maggjor parte dei éasi .e fin dal principio del1' azion_e, non sia preferibile appostare la catena.in una posizione an-

S01 FUTUfll CAMPI ))I HAT'TAGLJA

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~eriore a~ '.:osideLl.o cigl io militare, invece che sul cigli o sLesso; e se ~.ostegm é le riserve, disposti anch'es:; i subito su ll a linea disp lu . viale, non debbano pr·endere qu el posto che oggidì dicia mp proprio della catena . · . A ~rima vista ~1~est'av1,iso può sembrare per Io meno troppo arttsch1at~, ma e~lr e certo, che per l'avven ire, esso presenterà tali · van1~~g1.. guanti almeno fino a ieri potevano da.me le vigenti di _ spos1z1om regolamentari . Ed i~faui }I fuo~o avversario. e~eg~ito contro la catèna appostata in A (F1g. 1) avra un vantagg io md1scutibile, inquantochè tutti i l

~'ig. 1.a.

colpi mal mirati_ch·e sorvolano wlle teste de' cacci'ator i o ne attravers~no gl'interval!i, verranno con ogni pro babil ità a colpire i siti, ove stanno i sostegn i e le riset·ve in S, S'; in n; R' (Vedi anche Fig. 2') . Ji'ig. 2•.

. Ma se in vista di tali effetti, noi dispor1·emo al di là del ciglio militare la catena, su qualche appiglio topografico che ordinariamente n_on, manca, e cioè in B, B' in C, C' o in D, 13 consegue1{temente sul c,?110 i so.stegui e le riserve, noi oltre ad inutilizzare i colpi sbaghat1 del nemico, già diretti sulla catena, òlterremo dal éanto no1s -

.\NNO XXXIV, VOL. n1.


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. l FATTORI DEL!,A Vl'l'TORIA

slro un noL~volissimo aumento di fuoco, facendo tirare contemporaneamente da due o tre linee sull'assalitore. I mporta pertanto che tullo il corpo dei nostri ufficiali abbia snffìciente conoscenza di questi nuovi e ancor' giovani elementi, almeno tanto che basti per farne hase a più larghi e profondi studi. In silTatta man iera anche nei momenti in cui la calma difella, si giungerà ad agire con fede, con coraigio e con quella ostinazione che in guerra è spesso una dell e più grand i virtù militari . Fuoco a 1'ipetizione. - Il fuoco a ripetizione eserciterà senza dubbio nel combattimento effetti materiali e morali finora SCOIIO· ~ciuti , sorprendenti. -= Gli effetti morali poi sarebbero per appalesarsi addirittura straordinari, quando uno solo degli avversari :-i trovasse armato con fu cili di siffatto sistema, dur:anle l'azi one . Ma dato l'alluale armamento dei principali eserciti europei. quest'ulti mo caso non potrà più verificarsi, per cui é conrnniente ·conten ere il nostro esame alle .o rdinari e eventualitit. · éiò nulla meno abbiamo di già suffi cienti indiii per ritenere che con ogni probabilità noi vedremo sui futuri campi di biùtaglia vel'ifìcarsi fatti nuovi e forse da molti neppure mai immaginati. come quello, ad esemp io, di dover in pochi minuti constata re l'annientamento organico d'interi riparli. Quali saranno per essere le . conseguenze morali cl, e simili probabili incidenti eserci~6ranno sulle truppe spettatrici, non è facile dedurre. Noi pertanto, attendendo gl i avvenimenti, non ci stanchiamo d'indagare le leggi principali, che con ogni probabilità accompagneranno l'applicazione di questo nnovo potentissimo mezzo di guerra. non fosse altro per .p i'eparare i nostri dipendenti e per non t.royarci noi sles~i ·disorientai i, innanzi ad un avvenimento fino a un certo punto indovin abi le. Per siffatta considerazione sa rà qui assai utile accf\nnare all e principali norme, secondo ·te quali logicamente dovrà procedere l'applicazione materiale di questo nuovo acceleratore del fuoco sul campo di bauaglia E questo lavoro a n<>i riuscirà faci le, arendolo già da qualch e anno compilato sulle idee dei nostri maestri-in arte militare: allora quando cioè in Europa ,regnava dappertullo un vago timore su ll H con ven ienia di accettare o iro il sistema in questione, timore che

SUI FUTURI CAMPI DI BA TTAGLIA .

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noi cercammo di dissipare in nna pubhlica conferenza, leLLa agli ufficiali del presidicl' di Firenze. ' Dopo avere enunciate e discusse una ad una tutte le ob biezioni che allora ;Ja buon numero di scrittori mili tari nazionali ed esteri si fa cevano al sistema, e dopo averle una per una con successo confutale; prima ancora di venire all a conclusione, nella quale raccornandrivamo la sollecita adozione dell'importantissimo perfezionamento ; a.ilo scopo di esaminare il valore dell'arma a ripetizione dal punto di ,,isla tattico, facevamo a noi stessi la seguent.e dimand;: Qual'è dunque l'influenza che il serhatoio eserciterà sullo svolgimento dell'c1iione Lattica, durante le sue divei·se fasi? Ora, facendo notare che. salvo qualche eccezione determinatasi posteriormente, la risposta da noi allora data (-1), potrebbe ancora assai_ bene attagli ars i alle contingenze del l'oggi, ripeti amo cÌui senza n:od1fi che quanto credemmo di esporre in quella speciale occa sione, precisamente nei termin i che seguono: « Tralasciando di svolgere i I problema alle distanze lontane, nelle quali logicamente l'arma ripetitrice ha nulla a vedere, discortamo clei tre ~ucc:s~ivi momer~t.i taltic!, _i quali svolgonsi ordina, ramente negli ult1m1 700 metri che d1v1do no le due fronti avversarie. :iel primo di essi, che incomin cia lii, dove le arm i odierne raggiungono portata utile anche contro poco estesi bersagli , e corre fino ai 350 metri il fuoco, salvo speciali casi, tralasciando la carallerist.ica del tiro massa diventa individiiale, il nostro regolamento vi limita gli spari ad uno o due colpi al più per minuto primo. Questi pochi co lpi vi si dovranno eseguire con tutte le norrrie del puntamento e la celeri lit di tiro dovrà re~tarvi estranea; sicchè non érediamo di cadere in grave errore, ove dichiara~ imo che un fucii-e ad avancarica potrebbe senza imbarnzzo soddi sfare a tulle queste esigenze. Fra i :-350 ed i 1150 o 'IOO metri si passa il secondo periodo. Il tiro delle armi diviene efficace e pericoloso, là celerità dello sparo comincia ad avere speciale importanza, e si può dire che deve

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Febbraio t883.


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I FATTORI DELLA VITTORIA

SUI F UTURI CAMPI DI BATTAGLIA

essere ·la massima conciliab ile col puntamento: il regolamento dj, tiro ci lascia disporre fi nanco di sei carn1cce per' ogni minuto primo, spai·atè le quali e percorso lo spaz io enunciato, una delle dne fronti dovrà certo o retÌ'ocedere o correre all'urlo . Chi non vede, che dùrante questo periodo il retrocarica ordi~arìo può r ispondere perfettamente all e bisogna e sarebbe anrh~ q.ni irrazionale e pericoloso l'adoperare il magazzino _dell'arma a ri petizio ne? Finalmente eccoci nel terzo ed . ultimo periodo, nel quale una fronte muove all'assalto. Qui il p'untamen to cede interamente avanti' alla celerità del tiro, il retrocarica ordi_nario spara un colpo ogni 6", l'arma a ripetizione che ne dà al meno·Lre nello stesso tempo , si costituisce naturalme1ile l'arma del terzo periodo. L'adozione ,della ripetizione è adunque -·van taggiosissima ed il suo uso in quest'ultimo periodò del comballirnen to non ammette discussioni . È invero uno dei so liti riflussi dell'arte della guerra. Nel 4866, a tre buoni secoli di distanza, i fuc ili ad ago fece,ro eco da Sadowa ai moschetti che fulm inarono a Pavia le genti d'arme . Doman i; se in Europa si continuerà a(i esitare ci'rca la maggiore o min,)re convenienza di adottare il n11ovo sistema, !,'arma a ripeLizione, in mano· di qua\cu110 degli Stai.i più accorti e previggenti, prenderà senza dubb io 111 rivincita sul semplice retrocarica ! Ma la quisLi one non si limita a questo soltarìto : l'effetto mo rale che la ·presenza del fuci le a ripetizione produrreb be nelle fìle che ne fosse ro prive, e la con(idenza che sarebbe per nascere in_ quelle che ne fossero armate, potrebbero. per avventura andare trascurati '? 11 rapporto dello Stoffe! sull'esercito, di Prussia in Boemia, nel · ,1866~ più che ad ogn i altro fatto e:l alla celerità sLessa del fuci le ad aao, alla calma ed alla immob ilità dell a fan teria prnssiana, dice dovei·si aggiudicare la non riuscita taLLica austri,,ca delle vigorose cariche all a baionetta.. E questa calma. e questa fidu cia nei giovani, soldati prnssian i non provenivano fo rse dal sapersi arma ti di un fucile che, · grazie alla celerità del caricamen to, permetteva di fari · segu ire; occorrendo , un secon do ed ùn terzo colpo al primo Lirato?' Anche sollo il rappoi·to dell'effetto morale, dovuto all a ripetizione, noi riscontriamo le tre fasi, che -di sopra abbiamo accennalo circa l'azione tallica . Fra le passion i cbe agitftno il cuore urna~~ .. ~..._,i, <.,. ,., ~---~~~-.,~ ·, e)

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269 -so nvi quelle che ubb'idiscono ali' anima, e :; i appalesano qua li 1.2J1:!J;~ son vene altre ::;chi a ve del corpo o queste sono gl'j s_tin((s ,~ Orbene la vi rtù e l' istin to gareggiano senza posa aLLorno al- . fnomo , ciascrmo all·o scopo d'aver ragione di que::;to essere, che .or .gretto, or sùblime, alternativamente suole, tentennando cedere e -cadere od .ostinandosi lotta re e vincere. Trasportiamo ora colla nostra immaginazione codesta gara là dove ferve il pericolo e dove per conseguenza essa c'. iviene più viva, più -concitala che mai . Noi per tal guisa fac il mente potremo intuire come, durante. il primo momento tn.Uicò sop ra ind icato, il morale di ciascun individ uo, quantunque scosso, non è ancoi'·a se-riamenle cimen talo. Tutto . concorre .a mantenere una calma relativa, I.a.radenza delle ,ìle, la faci lità di coprirsi, la leutez~a del fuoco ed infi ne la maneanza della strage . Al lorchè invece dal primo al $econdo momento dell 'azione si fa ,p~ssaggio, alla calma sub.entra l'agitaz ione, l'animo. del soldato -comin cia a tentennare, la strage co' sno i eri·ori lo disan ima; ma nonpertanto anc?ra la lotta mora le non tocca al suo punto acuto; gi,icchè una frome ·ha l'ascendente che dà l'arnnznre, l'altra ha la fiducia che in spi ra i.I fuoco e la po.:; izione di ch i si difende. Ed eccoci uoalrnen'te all'istante ultimo'dellà crisi , all'urlo ; qui f agitazione 'degli mimi giunge al co lmo, per il ch e si può hen ,comp rendere qnanto fac ilmente · 1'i:;tin1.o possa riuscire a schiac-ciare ogni virtù., e co me l' onta prevalere nll 'onore . Ma, se in questo moménto, tanto peri coloso, si riesce a dare .al soldato un mezzo materiale che gl' infondauo sentimen to di s11periorità sull'avversario, gli- si è dato tanto che bastà, perchè egli tri onfi anche questa volta nella lotta delle sue passiòn ~. Questo .- mezzo materiale così maraviglioso oggi potrebbe essere senza dubbio il fu cile à ri petizione . Co$i credemmò, :;ei ann i or sono, patrocinare la caus~ a fa11ore <lei fucile a ri petizione, nella speranza di èssere pei primi ad adot· · tarlo.

Oggidì le cosy sono alquanto mutate, ri spetto a quelle che all ora · ci fecero venire a sifTatteconcfusion i, essendo già quasi tu tti i principali eserciti europe i provvedul.i del nuovo meccan ismo ; ma questo .

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1 F.~TTORl DELLA VITTORIA

SUI FUT URI CAM PI DI BA'l'1'AOL!A

fallo non menomacerLnmenLe l'importanza dHgli effetLi materiali da noi descritti, che anzi li rende fatalmente doppi nella maggior parte dei casi. Ad ogni modo gli ulliciali che sono i soli che possono fi n d'ora trarne qualche logica deduzione, dovra.n rio col maggiore impegno possibile, durante gli annuali esperimen ti nei poligoni di ti ro, cercare di conoscere semp re di più la portala e l'estensione dei probab ili effetti della ripetizione sul campo di batLagli a. Ri_sulla pertanto evidenLEi che anche in quest'altra importantis sima quéstio nc, so no necessari seri studf ed accurati esercizi, ciò che conferm a ancora ur!a rnlta quar;ito dicevamo in principio di questo lavoro, che oggidì una coltura pratico -scientifica nel corpo degli ufficiali è condizione sùie 11ua non per ottenere a su.o tempo la ,. illoria . Le a f'mi a piccolo calibro . - Abbiamo accennato più innanzi al.le principali proprietà che distinguono queste nuove armi e che fra non molto verranno a sostitui re quelle di cui sono O"<ri ">?> dì armali gli eserciti europei. Conùi è sempre avvenuto ogni qualvolta si è trallalo di accellare qualche grave modifi cazione alle armi da fuoco portatili , anche questa volta non so n ma ncati gli oppositori. )l a sembra che questi dapperlullo non abbiano avuto miglio r fortuna delle, altre Yolte; sicchè il nuov iss imo sistema procede lri onfalm enLe nei suoi studi non solo, ma sembra che in qualche paese sia stato definiti vamente· accettalo ed anche in viil di fabbricazione. La slampa infatti afferma che in Francia fra breve tulio l'esercito di prima lin~a sarà armato col fucil e a piccolo cal ibro, si~tema Lebel. Lo stesso avviene in Inghilterra, do,;·e in seguito a lunghi studt, una commissione è riuscila a fare fa bbrica re un modello di fucile che riassum e tutte le più recenti invenzioni , per. modo che ne"li o esperi men ti eseguiti con esso al campo di Aldershot si sono ollenuti risu ltati sollo tulti i rapporti sorprenden ti. A questo proposito vogliamo qui riferire alcQni dati, raccol ti appunto nelle accennate esperien,.e e pubblicate dal T imes det 22 seltemhre 11888, perchè con essi il lettore potrà farsi un~ idea sufficiente circa il valore delle nuove armi. Un drappello di 3i tiratori ripartiti in quattro squadre, presi a caso fra i soldn ti di qunttro reggimenti di fan1 eria, fu condollo al

poligo no di tiro il 21 settembre: lo stato at.mosferico era pi uttosto sfavorevole essendovi veùto e nebbia . Di~tri buiti i fu cili di nuovo modello, a,·euti cali br·o di 7,7 millimetri, con congegno a r ipetiz ione contenente. 8 cartucce nel serbatoio, còn canna fornita di 7 righe, sistema 1l1etj'òr·d (passo di 254 mill imetri), e con alzo che permeueva di puntaré uno a 2560 metri senza abbassa re il calcio dalla spalla, s' incom inciarono gli esP.erimen ti. · · · Non occorre dil'e, come alle distanze inferiori ai I 000 metri ' i risultali fo ·:.:ero veramente eccezional i. Ma importa nota re c0me alla seconaa serie del Li i·o; alle distanze cioè di metri <1830, 2 ,190, 2550 ve11n er:o_rispettivamente e:;egoite tre sel'ie di spal'i di 370 , · 367 e 629 colpi co ntro bersagli che rapp resenLava no un bauaglione di 7 compagnie a · 35 file ciascuna, marcianti in fo rmazione di batta:glione ù1 massa . · [ ri,;ul t.n ti del Liro furo no , por la P,rirna serie Hi9 colpi nel bersaglio, per la seconda tl6 e per I~ terza infine 9,1, ciò che dà un per cenLo dav,•ero meraviglioso per quelle di:;Lan,.e, e cioè rispeuivamenle il ,S.:J, il 26 ed il H ,,1,6. Nò i ri petiamo che è1ueste cifl'e sono sul'fi cienti a dare un ' idea circa il valore delle nuove armi , pur non omettendo di fai· notare che durante gii esperi menti in parola, in vicinanza dei bersagli stavano alcuni segnalatori che, volla per volta, annunciavano se la direzione del tir'.o fosse o no bu.ona, cosa che certo non e possibile di praticare in campagna. Anche i saggi eseguiti per comprovare l'efficacia dei proietto nel mel.lere i colpi ti fuori di combattimento a si!Ialle eccezion al i distame, rinscirooo sorprendenti, . sicchè non potrit oramai cadere dubbio di :;orta sulla co nvenien~.a di adottare presto o tardi u·n ·arma che tanto superiore si annuncia a quelle oggi esistenti . Indipendentemente poi da qu esti ind iscutibili risultali , le.armi a piccolo calibro permetterann o l'u$O di proiet ti più leggeri·, sicchè a pari tà ui peso, il soldato che ne fosse armalo, potrà ve,n ire forni to di un numero maggiore di c-artucce, a~Lenuaudo assa i, se no n eliminando completamente il peric0lo tanto tem uto dell'intero consumo delle munizioni durante il combaLti·menLo. Inoltre èon siffatti fucili si potrà fare uso di alcuni nuovi esplodenti invece che della poh'ere ordinaria, realizzando per tnl ma-

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niera altri indiscutibil i vantaggi: ('I). - La polvere Yieille (2.) che ii:i Francia è stata riconosciuta la miglipre fra I.e polve1:i nuove, e che assicurasi sia stata adottata pel munizionamento dei fuc ili Lebel che sono in via cli costruzione, ha fra le altre prerogatiire quella di prodnrre un fumo debolissimo ed un rumore relati~ramen.le leggero durante lo sparo .. · In Francia oltre a questa speciale polvere da fucileria, è stata anche adottata la melinite ch'è un esplosivo -potentissimo, sopratutto quandq viene adoperata per la caricr1 inter·na delle granate (3).

Per la qnal cosa l'adozione in genere di questi nuovi esplodenti agli usi della guerra, oltre ad aggi ungere un n novo coefficiente di f~rza alla velocità iniziale dell'arma, ed i!1diretLamente un altro mezzo che permette di accrescere l'ordinari'o munizicnamento del soldato, provocherà eziandio inattesi e radicali mutamenti nello sviluppo stesso dell'azione tattica e per conseguenza anche nel si stema d'istrnzione del tempo di pace. L'assenza del fumo presso alle linee del fuoco farà si, che nei terreni coperti le scbieye avversarie si avvicineranno, senza saperlo, fino a ceni.o o duecento metri, e quindi. per forza d'attrazione si troveranno una di fronte ali' altra a soli pochi passi. Non reggè l'asserzione di alcun i i qnali riten gono che pei· l' in· nal)zi l'urt~ corpo a corpo non siasi quasi mai verificato , per la ragione che nell'ist.ante ultimo della cris i, una o l'altra truppa combattente fìni:;ce c1J I decidersi a_volgere le spalle. A noi risulta invece come nelle ultime campagne, svolt~si in Europa e fuori , i fatti addimostrino nè più _nè meno che il contrario , e cioè che, in non pochi scontri il combattimento all'arma bianca siasi verificato come 1iei tempi più remoti dell'antichità, quando ~ncora non si aveva idea alcuna delle armi da fnoco. È perciò da ritenersi che per l'avvenire le lotte corpo a corpo avverranno senza dubbio con magg iore frequenza. InfatLi 1~1 mancanza del fumo e dello scoppio che solevano seguire le' ~alve, non permeltenclo più agli a vversar1 di vedersi, nè di apprezzare volta per volta la distanza. dalla quaie trovansi separati, provocherà, anche senza volerlo, attacchi di siffatto genere. Sarà qu ind i necessai;io che d'ora inoan1.i la scherma alln. b~ionetta , fra le istruzioni reggimenta li prenda quel posto d'importanza cht1 per ie fatte considera:zioni oggi logicamente le spelta, cessandò per ta l guisa di essere un esercizio secondario, diretto più a sciogliere e s~iluppare le membra del soldato, n.nzich è a preparare il soldato rolla lotta. Quando la truppa si venisse a trovare di fronte ed a pochi passi dal'nemico, essa certamente non conserverebbe il consueto e necessario sangue freddo, se non avesse coscienza· di essere sufficien· temente abi le nel maneggio del proprio facil e, adoperato qnale arma da p·unta.

(I) Le esperion,.c csegiJite al campo d1Aldershot, da noi aceennate, rnnnero eseguite co n la polvere usuale, ma la, co n11n1ss1one che presiedeva dich1ar6 la convenienza di sostituirla con le polveri nuo ve. (2) Vieille, l'inven tom, 'è l'ingegnere capo degl i stabilimen ti francesi 'di polveri e salnitri. (3) Abbia.mo a.oche alcuni <fati tecnici che si rifor_iscono alla natura. 1u·cipotente della molinile, i quali, sebbene rigu111·dino pili da presso I.i scienza medic:t, anziché qucll,1 proprn. della g110rr~, p1n·d crediamo utile riassumerli nellJ presente not.,t. In un recente disastro avvenuto a Bclfo1t, dove fatalmente esplose una gran quan~ tità di granate cariche çon melinite, il signor Tachard ha raccolte le seguenti importantissime osservazioni. Egli afferma che le lesioni risulteranno tanto più gravi quanto maggiore e la carica interna dei proiettili d1c vengono a scoppiare toccando il bersaglio. Dimostrano ques ta v11ritit 1,: segu~nti circostanze cli fatto, constatate nella soprac. cennata catastrofe. La moltiplicità, l;t profòudità, la strotte1,ztt ed insieme l,1 gravità, delle ferite nelle parti morbhio del corpo, feri te che non ,possono 'es;;er prodotte, se non dai framm enti del p_roietUlo. Questi ultimi hanno, in genemle, forma cubica, il peso cli ciasè1rno di essi' è 1·elativamente piccolo ed il volume presso a 11oco come quello di un eomnne granello cli. sabbia. Gli eiretti riscon tr,11.i sul cadavere sono stati riconoscit1ti fLSsaJ loc,ilizzati, ~d in nessun osso il Tacbard ha pot11to comprov,1re Jesiònj.che non <l ipendessero llalla ferit.~ principale. La·cccessiva frammentazione nelle ossa lunghe e la prorondit/1 e moJt.iplicità delle lesioni nelle parti morbide; clipenctono evidentemente dalla natura stess,t"del nuovo agente esplosivo, il fJUale riesco ad iniprimere una forza straordinaria a ci·ascur1 frammento del proiettile, c1ualunque sia per i:)sult11re il suo vo lume dopo lo scoppio. Vicino al luogo ov'è h ferita principale, si riscontrano ,1nche alcune altre regioni seminale di piccole r,w1te, coperte di sangne coagulato, le quali ra,;somigliano ad -un grossolano tatuaggio. L'autopsia dimost.rò l:omc nel fonclo di ciasct1na di (Juesto piccine ferite esistesse un piccoli,;:;i1110 µroietto molto acuto, provenient~ dalla fusione del met,1110, i cui elfett.i non po,;sono rilHcire che pericolo,i~simi tJei di1•ersi ,·asi. L'estrazione di questi coq>icini ti poi nonché difllcilissima affatto impossibile. . I feriti coi nuovi Jll'Oietti vengono a,J assumere un colore. giallo-cltiaro, che col contatto comunicasi a11cl1e alla bi,1ncheria. · Nel disastro cli Uelfo rt le lesioni rist1ltarnno tutte straordinariamente grnv i : sn i7 soldati di artiglieria, rimasti feriti 9 morirono sul colpo o do po poche ore, 2 cessarono cli vivere dopo pochi giorni, uno del qua.li per fl'attt1ra del cranio e l'altro per infe· zione pm·u,lenta; i rirnanenti 6 inrme che sop ravvissero non presentavano nessL111a lesione apparente; m,1 ciononostante dovettero sostenere (!,)lo ri aCllt,is~imi, durant.e la cura. la 11uale riu,ct diflici le e lenta oltre ogni il.ire. l

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Dopo qu:rnto abbiamo esposto in questo svariato ca.pitolo , nori v'è clii 1ron vegga_la necessità di studiare scientificamente e prati camente Lune le questioni che riflettono lct natura e l'uso dell'odierno fuoco di fu cileria, e più ancora l'ane di sch ivai·r1e o alméno diminu i·rne sensibilmente i disastrosi e[etti. o'ggi non è p.iù facile cosa far permanenza sul :.erreilo del combattimento, come· assai spesso imt5unemente si ·fece pel pa~sato, senza conoscere le leggi ed i pri ncipì . che presiedono allo sviluppo del fuoco nemico. E d'altra parte non sarà possibile giungere suÌle posizion i occupate dall'avversario, senza sapere utifizzare tu tti i tip ieghi che la scienza e le esperiP-nze consigliano, al fine di diminuire, per lo meno, ie perdite straordinarie che il difensore . senza dubbio imporrà alle truppe auaccanLi , duran te il toro movimentò aaaressiA·o t)<:)

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fredda speuatri ce, se una forza maggiore e di ·cM·altel'e eminente mente spirituale non ne .affascini e domini gli ani mi. Qual'è pertanto il segreto , ovverosia la natura di questa forza la quale , ad qnta delle nuo ve, imperiose cause c~i ~lissol~tzione ~rganica rra le fil a combattenti , po$sa sempre mai l'lesc1re a tra&crnare · e quindi inchiodare le truppe sui campi sanguinosi dell'azi,)ne, dove la morte spie~a senza intetTuzione lolla la sua funbonda potenza.'? Potrebbe per avventura sembrare ad al.cuni, come una_ larga coltura tecnica nel gregario, condiuvata dal rigoroso sentimento della militare disciplina, possa·essere mezzo adatto e bastevole ad ottenere l'intento. Ma presentemente la maggior parle dei conosci~. tori di cose milita"ri ha. con numerosi scri tti apposto non poch1 dubbi al summ enzionato avviso. È perciò necessario studiare ampiameni.e si(fatt,t questione, a~seanando il loro oiusto valore ai dati che ·pi ù dil'ettamente la nso~ardano. com/sarebbero i funesti risultati del fuoco odierno, la • natura dei sentimenti che oggidì prevalgono nell a. soc1eta e per: conseguenza nen;eserci to , e fi na.lmenle gli ammaestramenti che .ci forni sce la storia su l propo:;iLo . . . . Per tal maniera potremo fa ciliuente escogitare il modo m1gl1ore per ot.lenere nelle truppe combattenti quella, materia.le e mo.raie saldeiza che il prepotente ist:intivo bisogno della conservazione , ocrni più che mai pone a cimen to. ne> 1 Il colonnello francese Ardari t de Pie, caduto da proc e prnsso Melz, nel 1870, lasciò scritto .:· « L'uomo ha paura delh1 morte . So.lo nelle anime elette un d~vere che, esse sole sanno comprendere e compiere, spinge sem,pre avan ti; ma la massa, oggi come sempre, indietreggia alla vista del fantasma. « La disciplina In per iscopo cli usar violenzrt a que~to spavento con uno spavento maggiore, quello del castigo e del disonore . Non pertanto gi~tngerà sempre mai un i~tante in cui !o spav~nlo naturale trionfa su quello .della disciplina, e in quel! ts~anle 11 combattente volgerà le spalle. >> Diremo in seguilo i mezzi sug5eriti clal!' illus:re scrittor~ per . porre riparo a cosiffallo gua io; ora convi ene prima esaonnare e)

IV. L'e,lucazione morale 11ell'ese.rclt.o.

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L i1_ltim.o e non meno importante fauo re della vittoria si riferisce a.Ilo stud io pratico, indefesso e paziente che Lutti gli u(fi ciali ,do nebbero fare, oini qualvol ta se ne offra loro occasione, intorno alla rrntura dei senti men ti dr.i quak potranno essere animati i proprì dipe_ndenLi, quando essi venissern a · trovarsi di fronte al pericolo certo ed imminenle. Soltanto un lavoro di questo gene·re può riuscire a mettere nelle mani dei capi i me,,zi più adfl.Lti ad ottenere che in certe cri ticl~e circostanze .di guerra, l'i stin to an imale noi1 trionfi dell o spiri to e delle nobili passioni dei loro :-;01.toposti. . · · · ., Dinnanzi ai micidialissimi effetti delle arm i ·odierne·, effetti clie rendon~ manifes ti fin dall'inizio del comba1.ti men1.o e vanno poscia -co n raP,1da progressione sempre più crescendo, una massa d'uomini in gran Darte ignoranti non potra per lungo tempo restarne

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I F ATTORI DELLA VITTORIA

di volo quanto in.segna la storia in torno a tale irnport.anlissima qnesLione. · ·

Pres~o i popoli del lontano Oriente, ~elle epoche più remote della vita del l'umanità, il sentimento religioso rinscì a mantenere . _salde le fila dei combattenti, duran te i periodi critici della battaglia. . Quando poi la casta dei guerrjeri prevalse a quella dei sacerdoti si cercò sostilu(re all'.e? Lusiasmd della fede la militare disciplina, ~ non furono rar, 1 cas , ,n cui ai soldati che al nemico. volse ro le spalle,. si mozzò inesorabilmente il ca po . Nell e _epoche successive . duran,te I.e quali la ci,'.i ltà orientale, rn Persia, nell a Mesopotam i; e ne.li Egitto venne a raccogl iere tanti trionfi contro la circostante ?arbarie, il _ti~ore che isp ira la fede e quello che per sua natu ra 1n.cut~ qual~ias, organamcnto mil it.are, saggiamente accopp iati, cont1·1bu1rono ins ieme a tener saldi gli eserciti di fronte acrl' innumerev? li e -~eri pericol i ~i quali trovaronsi esposJi. " . E. coi Greci è coi Romani; è col sorgere dei gloriosi Comuni. ita1'. an, cl,1e al_la_ disciplina di ferro, al sacro timore inspirato dal sentimento relig,oso , si agg iunse un nuovo elemento di forza·, atto a fare Olt_e,nerem iraco Ji di valore durante la pugna, e questo mezzo tan lo pm effìcace fu 1·amor cli pat1·ia . r:J_i atti magnanimi e gli st:rnordinarì sacri(ìcì compiuti da tan ti p 1:od 1 e talvo_lla da interi popol i, in nome di questo nuovo ed affa• sc1~an:e nobd·e,· sentim,ent_o, addimostrano pienamente la. sua po lenza .,,,ullo sp 111Lo del! uomo e delle moltitudini. ' Risulta per tal modo ch e presso tutte le mi litari istituz ion i di qualunque paese e di quiilsiasi tempo, noi, assieme ad. una discipl ina più o meno rigida lrovin!no s~rnpre ' mai il concorso di un elem~nto puramente mo rale che, esen:itnndo la sua influenza ~ per via. di supe1:stizioni o col mezzo delle passioni e del sentimento, la_lvolta co~- t_u tti i~sieme, riescè ad ouenere quasi sempre iÌ trionfo sull 1stin1.o d1 conservazione. , ~ anche_oggi, e forse oggi più a;1.cora che pel passato, è ~ecess?r,o ma~te~e'.'e desti, fra le truppe cotan to numerose quanto tneno ~ald_e e d'.sc1p l1_nate, a causa della loro breve educazion e mil itare, que , sent1ment1 che durante .la cri si· riescano ad eliminare tutte 0 huo~a pane delle cause dissoh en ti, èhe spesso possono di p.unto in bianco mutare una schiera di prodi in un branco di fucrcrenti l"'<"' •

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SUI l'UTURl CAMPI 1)1 BA1"fAGL1A

Sono ben note le• racrioni per le qual i no i attnalmente non •pos... t, siamo mettere a profitto il cullo dei nostri avi per l'educaz,.one morale delle truppe, · ma non è escl usa la probabilità _rer cui ì;11 tempi migliori, potl'emo fa r largo assegnamento_ sulle _nsorse sp1 ritllàli cli quel la fede che per lun go volgere d1 secoli non poche volte ritorna.va a tr.ionfo la gloria delle nostre armi ( 1), . No i abb i:1mo serbato sempre ·;-iva n-Ìemoria del le pi:trole pronun ci.-'Cte dal tenen te generale A.. Ricci , colle quali in una conferenza tenuta a"li ufficial i del presidio di Padova, nel ·18Ti, deplorava le condizio~ i eccezionali , esisten ti (ra lo Stato e la Chiesa, per cui a. noi è vietato di uLiliizare il principio w11Lo persua:,'ivo della religione, sposandolo con quello conve~zionale ~!ell a_ dis~i_plina e con l'altro sentimentale dell'amor di patria, 1 qual, tnll1 un1L1 potrebbero farc i sperare miràcoli dì eroismo e di tenacia nelle dure pro ve della guerra. . , Riassumendo ora t.utl.o quanLo si è detto, poss iamo con londamenlo concludere che, acciò gli ufficial i conservino oggidì cl.urani.e le critiche situazioni · che sa rà per crearci una campagna, il do minio sulle vo lontà dei propri dipendenti , occorre che essi abbiano anzitutto fatto und specìltle studio ,;nlla natm:,) , sulla ragion di .es sere e sulle vicende storiche della_mi litare disciplina, presso gli eserciti dì quabiasi epoca e di Lutti i 'Paesi, che segna.laronsi per gloriose gesta mil itari . . . Poscia a .fine di trarre profìllo d,t cosiffat to studio, occorr~ inoltre a~alizzar:e gl'ii1timi rapporti esistenti tra la no~tra discipl ina e lo spirito della odierna società, dalla quale l'esercito trae tulli i suoi elementi. Nè qui sta tr1tto; è anche necedsa.60 studiare .quale possa essere sul c,1mpo pratico la potenza di qL1èll'alto sentimento che dicemmo . amor di patria,. Fino a qual punto la sua naturale po tenza possa a(fascina:re ali animi del cittad ino e del soldato in ispécial modo. Qua li sieno mezzi più ~fftcaci per daré ai propri dipendenti la capacità necessaria, acciò eglino possano compr~ndere la ~al~1ra e \'importanza di così. prezioso fatto re di vittoria. E .ne~es:ar,o mfine avere durante il periodo di pace analizzato le pass10n1 del cuore umano sui pro~rì soldati, per coqoscere perfettamente, avanLi di 1

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{IJ La vittori, di l. ep:i,; to è 11~r se, sola ,nfftcicnt,? a dimos trarl o.

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g!u1~gere sul c~mpo di battaglia, quali dr esse prevalgono, se le virtu che sosprngono costantemente l'uomo verso la crloria O ., 8 gl' istinti animali che inesorabilmente lo Lrasci~ano s~lla :i11. d-el disonore I . Diretta _conseguenza d,i questo studio. sarà nel tempo stesso la ricerca dei mezzi migl iori per promuovere fra le proprie truppe lo sviluppo delle prime di queste pm;sioni, estirpandone fin l'ultima tutte le altre. È nostro aVYiSO Che dall'insieme de 0 ·!i Studì Suaccennati oli ufficiali debb~no certamente oLLenere bastevole cOcrnizione ~ulla · magg1or_e o rumore tenacia di cui saranno capaci le p~oprie truppe, ~esse _di _fronte ad un dato pericolo, bene inteso ten endo sempre, in ogni s111golo caso, stretto conto di tutte le altre condizioni moral i e materia li del momento. · Non è qui il luogo d'indicare il metodo col quale è mestieri stndiare !!argomento della disciplina, e d'altra parte numerosi scritti hanno in qu esti ultim i tempi largamente discusso e risoluto la questione. E neppure ci sentiamo teni.ali a fare lo studio del cuore umano e dei suoi profondi misteri, per saperci rioi insufficienti al compii.o e per essere. qu_ello, lavoro lungo e .::omplesso che mal si poLre~bE\ accordare col l'esiguità del presente $tudio. · ,~ccenniamo perc'. ò solta'lto alcune. idee, secondo le quali noi desidereremmo che I nostri gregarì venissero dai loro comandanti di compagnia in iziati a quel la scuola, nella quale cuore e mente si educ~no senzrt sforzo -a.ll'affeu.o ed alla stima della patria. Noi ben sappiamo 'IU:rnta fo rza morale, quanto sincero entusiasmo ~i possano trarre da così sublime ·. s~nt1mento, e come per esso sia spesso facil~ trio_nfare delle più ostinàte contrarietà della guerra. E avvertiamo,· come prima d'iniziare· siffatti esercizi d'istruzione morale, sia .necessario pensare, senza mai dimenticarlo , che la. m::iggior parte dei nostri soldati crebbe in mez~o a ;ozze famio-lie ~i_contadin_i, fra i quali anche i più elementari principi di vita, ;olr t1ca e nazionale sono ignorati. Per questo è fac ile renders i conto come in quéll~ menti spoglie di ogni rudimentale istruzione,,, iÌ concetto g1·and1oso della patria meschinamente i mpicciol isca così _nel campo della sua stor icn importanza, come in quello della sua geografica estensione, alla quale il più delle volle non si riesce ad assegnare. concet to più vasto di quello com preso nell'orizzonte vi -

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SUI FU'l'URI CAMPI DI t!A'fTAGLIA.

T FA'l"l'OIU DELLA .VITTOIUA

' sivo. Qn ind i si durerebbe fatica, senza ottenere pratici risultati , se si tentasse di destare nell'animo del soldato un vivo affell'O per il comune paese, discorrendogli vagamerile sui doveri inconfufabili che ogni cittadino ~a verso il proprio Stato. · È uopo che gli' ufficiali studiino il modo d'intrecci~re co_n semplicità e discernimento le due idee, quella ci?è ~el v1~la~gio e del suo campan ile e l'altra della patria comune; s,icche ogni d1pende~te ·comprenda come, ìn fin dei conti, se conculcala sarà la _patri~, man-omessi e distrutti verranno il suo villnggio, la sua chiesa, 11 suo casolare; se"' assalile e perdute fossero le bandiere dei nostri reggimenti, ,disonorali ne andrebbero i soldati che non seppero d_ifendere o morire sn di esse, e per sempre perònta sa rebbe la 11bert.à. e l'indipendem~a di Lutti i ciLta.dini. fo conclusione. è necessarie/ che quel rozzo; .ma quasi sempre oeneroso contndino che si dovrà condurre sul campo d'i battaglia, comprenda. essere spesso in guerra una fatale ·necessita versare fino all'ullima goccia il proprio sangue per l'onore di Lutti, per la comune salvezza. Gli si dica poi che, quando pel passato, la nazione vint~, .e disarmala non trovò più pelli da opporre alle baio:.. nette nemiche, queste ben prest~ giunsero furibonde ·e terri~il i ne! nostri vil!acro-i e sulle nostre campagne, dove spesso uccisero 1. nostri vecchi e le nostre donne, per modo che quei pochi guerrieri cui mancò il coraao-io di càdere da prodi fra lè balze alpine o. sulle , LJb ceneri delle noslre ci llà distrutte, dovettero poco dopo misera. mente soccombere ~ouo· al peso· del crepacuore e della vergogna . quadro di tanto immenso disastro, sovrastante la n~zion~ intera tutte le volte che l'eserci~o rimanga ba.1.tuto, non puo ?o_n esercitare sull'animo di giovani ventenni il sentimento dei più nobili propositi, da i quali noi avremo senza dubbio un sicuro a.ffidainento del ·1oro valore nelle battaglie future. . Quando noi ci provammo qualche volta .ad esporre ai nostri sol- . dati le commovenli. descrizioni delle quali sopra abbiamo fatto cenn·o. vedemmo àrrossire ed insieme fremere di nobile sdegno la maggi~rparte di loro . Anzi, quàlcuno di cuore più _sensibi le mostrava 'senza avvedersene gli occhi umidi e sfolgoranti ad un tempo, e fissandoci amorevohnente, addimostqwa a noi che intendevamo il suo muto linguaggio, la interna emozione e con questa il fermo <')

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SUI FUTUltl CAMPI DI BATTAGLI.A

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l FAT'l'Ofll DELLA VITTOIUA

proponimento di compiere in guerra, a qualunque costo, il proprio dovere. . . Se cosLui avesse p,otulo in quel momenl o esporre a viva voce quanto internamente pensava, ci avrebbe senza dubbio rivolte parole come queste : · (( Vedrete, quando sarit l'ora, se io indietreggerò cli un sol pollice dinnanzi alle baionelle del nemico. « Vedrete in qual modo io penso di ri tornare al'in io vi llaggio, e col petlo cl'i,•ellato cli ferito, o se col viso 1·osso dalla vergogn~. ,< I mioi genitori, i parenti, gli amici tutti non mi vedranno più fra loro se non vincitore; che se la sorte a tutti i costi mi vorrà essere avversa. essi non Larderanno ad apprendere dai miei compagni d'arme, quanto cara seppi vendere la mia esistenza »! Noi siamo certi che i nostri soldati, quantunque generalmente deficienti d'istruzione scientifica. sentano a meraviglia lafo,~1.a delle pi1ssioni del cuore e subiscano sempre l'ascendente che in noi sotulli i nobili sentimenti .dell'aniina, e cioè l'affett o oo-J iono· esercitare ' . si ncero e duraturo per le loro case, pei loro parenti e pei loro conci u.adini, il ;rivo desiderio di farsi onore col propri o co raggio, la fedeltà a tutta prova verso i propri superiori, la natural e avversione a tullo ciò che costituisce vilLà, infine la nobile gara a fare megli o degli altri. ~on occorre perciò, che di sviluppare convenienlemenle siffatte preziosissime e speciali doli, ed insieme concorrere ad. accrescerle con tuLti i mezzi, acciò poi esse possano all'occorrenza produrre copiosamenLe i loro frutti. Il colonnello Ardan t de Pie, giil. da noi più innanzi ri cordalo, dimoslrò colle seguenti parole la. necessità cli mantenere fra le truppe, sempre deste le surriferite ollime qualità militari. « L'educazione tecnica del so ldato non è il solo elemento per tenerlo al fuoco: Ciò che fa il combaLLenle, capace cli subire ubbidienza e di seguire senza deviare l'indicala direzione nell'attacco , è la stima verso i capi, la fiduc ia negli stess i e ne' proprì compagni; è il Limore che questi possano poc0 dupo gellargli in viso l'onta di averli- abbandonati nel. peri colo; è l'emulazione òi far e qtumto gli altri fanno, senza tremare più di un allr<,; è il vivissimo desiderio di ritornare altiero e coperto di gloria al proprio villnggio. »

Conclusione .

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Abbiamo noi per avventura -scritt,i cose nuove ? No, di cerlo; ma sembraci di avere esaminalo quanto è necessario per potere ora· asserire che, se la strategia e la logistica provvedano convenientemente al propri o compito, fac endoci giungere sempre ~ tempo ed in numero sufficiente sul ~ampo di battaglia, i fattor1 sui quali fermammo la nostra attenzione, sono èiavvero i mezzi più adalli per ottenere la villoria. Meritano essi pertanto gran parte del nostro studio e tutta la nostra attenzione. Quando· un esercito avesse la fortuna di contare nelle sue fi l~ truppe addestrate alla scuola pratica dell a guerra ~d un corpo d1 ufficiali che non manchi d'iniziativa, durQ.n te le vicende ~lei combattimento, usi e schivi con accorgimento e fiducia gli effetti arcipotenti del fu oco odierno, provocJ1i o sfugga opportun~mente l'istante critico in cui lo spirito delle mflsse può tanto facilmente operare miracoli di eroismo o soggiacere meschinamente all'istinto;. quest'esercito ben difficilmente dur~n~~ _la prova potrebbe man1:are alla missione per la quale venne 1st1tu1to. Di fronte a siffatte deduzioni che a noi hanno costnto tempo e lavoro, raccogliamoci di buon animo e disponia1:110 le ?oslre volontà a studiare con cura cd intelligenza su tutti quegli esercizi che abbiamo riscontrato avere più diretta rel~zione col combattimen to. Scrutiamo e colti viamo con amore, sempre che ce se ne offra occasione, le nohili passioni che adornano l'anima ed il cuore dei ·nostri dipendenti , e coll'aiuto delle stesse ispi riamo a costoro un vero cullo verso il Re e la Patria, una giustifi cala fi ducia verso coloro che dovranno guidarli al fuoco; e, quando a tutto questo avremo coscenziosamente adempiuto, restiamocene pure tranquilli e sereni ad attendere il giorno in cni saremo chiamati alla prova. l\oma, giugno ·I 889 . FRANCESCO DE B oN JS

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Capitano di fanteria. !9 -

A~NO XX~tV, VOL. Jll.


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· UOilllNJ DI GUERRA DE

UOMINI DI . GUERRA 'DE' TEMPI NOSTRI SKOBELEFF (Conti n,uaiione e

llne, vedi Rivista 1nititare, puntata di giugno Ùì89)

XIV. L' impresa di Geok-Tepé accrebbe ad un tempo la fama del guer·. ri ero e la intluenza morale dell'uomo, politico. Prima della guerra turco-russa Skobeleff non fu che un soldato, è le questioni che si dibatlevano intorno alla condizione e all'avvenire della Russia nori lo commosse1:o. Ma nel vasto incendio suscitato nel ,1875 dalla insurrezione della Erzegovina e .della Bosnia egli vide qualche cosa di più che una occasione per isfogare il-suo amor battagliero e pi'ocacciarsi ,rloria b vantaggi: era lolla di razze, di religione, di ci vil tà e di npredominio ,politico quella che s' impegnava a , mezzo d'1 del Danubio, e allora un nuovo sentimento germogliò nell ' animo del!' intrepido soldato, e lo accese, lo J e' più grande , ne aume~.lò l'energia e la intluenza. Questo sentimento si fece più vivo e profondo dopo 'Che i p·rincipali Stati europei ebbero arrestato l'eserci to russo davanti alle porte di Costantinopoli, e tolto di mano ai vincitori buona parte dei frutti dell a guerra. S~obeleff diventò l'apostolo armato del panslavismo. Non gli mancavano le :qualità n~ces·sarie per adempiere efficacemente a tale u!lìcio: la prestanza della persona, la facondia, il tatto , la flessib ilità dello spirito ,. la conoscenza del cuore umano, la energia selvaggia unita a dolcezza quasi infantile di carattere, la gloria splendidissima, Lutto contribuiva a'dargli fama e potere sulle moltitudini.

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TEMPI NOl!!THI

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çhe voleva egli? Come voleva egli risolve1·e quella arruffata que~ · ,stione del panslavismo·? Ripudiò le idee grette de' prirrii s lavo fili .che pe:· serb.are inalterato il carattere primigenio della Hussia vo : 4evano _chiuso' qu~lunque adito agli influssi della c,ivHt~ dell'Occi·dente: il suo concetto fu più ragionevol e, 'più largo e più armonico . . ~iudi~a fa opera assurda e ridicola tornare a\ costumi e alle istitu-1 :zioni anteriori al regno ·di Pietro il Grande: voleva che dall'Europa :-0ccidentale _si pre11desse .quanto aveva di buono ,. la gentilezza del .costume, la coltura; nia ciò senzà rinegare i caratteri peculiari del ,popolo rµssò . « I _nemici, diceva spesso , sono i maestri più ut.ili e più efficaci; Pietr~ il grande appr~se l'arte del la guerra dagli Sve·-Oesi: io aborro 'i Tedeschi , ma ciò non mi vieta d'imparare molte ,co;;e alla loro scuola. Certo noi abbiamo in Europa molli amici, ma ramièizia non dura che davanfr a nemici comuni: la nostra forza . -dee cercarsi in noi, e.si avrà quando si moltiplichino e si rafforz·ino i vincoli fra ra Russia e i' popoli 9-ffini di i·azza )) . Convi'ene adun -que intendere a nuovo a.sselto politico del mondo slavo: esso deve <Costituirsi, sotto l'egemonia della Russia, a grande Stato .federale, -<li cui i singol i',memut{ autono1:ni nel!' interno loro regime abbiano comuni rappres,entanza. giplomatica,' dogana, moneta, esertito. . Codesto ·concetto parve dov~rsi fac ilmente trad.urre nella realtà ·-,,dei fatli allorquando,. deb'ellàla la Turchia, la Russia affermavasi, . mercè il Lra.Ùato di Santo Stefano, arbi tra della sorte dei popoli ,sud-orientali d: .Europa. Ma I~ sue ambizioni trovaro.no un osta.polo insormontab ile nei gran.di Stati europei e segnat~men~e nell'i~pero , austro-.ungarico e nell'Inghilterra; il trattato di Berlino modi.ficò a ',danno della·,Hussia il trattato di Santo Stefano e l'auror,, splendida . -~he Skobeleff vedeva a levarsi sul mondo slavo, parve oscurarsi sollo ,i negri nuvoloni sospinti dal gelido soffio dell'occidente. · Fu forza ras:;egnarsi e riconoscere un'altra volta che il trionfo ,del panslavismo non di pende tanto dalla sconfitta della Turchia ,q.uanto dal contegno degl i altri Stati europei, e che la qùestio·ne d'o riente, nella quale sono implicati gli interessi più gravi della civiltà, ·non è un dibaHito che possa risolversi Rsclusivamente fra la Russia . · ·e la Turchia. Ma è quest~ ingerimento deH'Europa che irrita pro. ' fondamente l'animo, di Skobèleff: egli non vuol udire ragipni : « la Russia, rjsponde, dev'essere dei Russi, e la Slavonia degli Slavi».


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UOWI N ! DI GUERRA

Non amm~lte perciò che altri possa avere neli'assetto politico del. l'Oriente interessi uguali a quelli della Russia: dinanzi :;i. simili p,retese il suo animo si accende, il suo patrioLLismo si converte in odio, profondo e invincibile contro gli avversari . E allora si fa banditoredi 1,rna nuova crociata degli SJavi contro i Teutoni, la predica nellelettere private, nelle conversazioni, nei rice,vimenti, nei banchetti;. da tutto trae occ(l.siooe per preparare gli animi a quell(!. lotta tremenda. L'occupazione della Bosnia e della Erzeg9vina per parte dell'Austria-· Ungheria I.o fa prorompere in, queste parole in qccasione di un baocbello: <( La Russia ha fatto la guerra per sottrarre gli Slavi della destra del Danubiocbl giogo dei Turchi, ha acceu.ato il trattai.o diBet;lino quantunque s\rantaggioso, ma _non può tollerare che al giogo della Tu;r;ch ia subentri quello dell' Aì,strja. Ques.lo è più crudele percbèopprime non pure le persone ma 1è coscienie.cercand0 di convertir~ i v:inti alla religione del vincitore , Ma l'Austria è spinta versol'Oriente dalla Germania, è la Germania la cau.sa di LnLLi i mali . Non mi piace la guerra, non mi piace più; l'ho fatta troppe volte~. Nessun~ vittoria può compensare adeguatam.ea.te ciò. che costa in, fatto d'ene,:gia, di ricchezza puoblica, di ·uomini; ma, c'è unà guena· a cui sono sempre pronto , una guerra che non mi parrà mai grave, e costosa, ed è la guerra santa. È d'uopo che i divorato~i di Slavi, · siano alla loro volta divorati, e la Germania .sarà, lo veggo e lo sentQ, divoTata un gioruo dagli Slavi ». · - L'espansione della. po. tenza r:ussa fìno al .Bosforo è u,na necessità; non per nulla Skobeleff ' eri~ stato educato in questa Francia che inventò per propri.o uso e· conS,t\mo la teori1tdelle f ~ontiere Mturali: « ogni nazione, egli dice-,. ha il diritto e il dovere di sten.ders-i fino' <!::' suoi confini naturali : no~ · Slavi, 'ad esempio dobbiamo avere i,l Bosforo e ì Dardain.elli, se pur non vogliamo riniJ,egare la. nostra missione sto~ica; quando non ci v.eni11se fa,t.Lo di impadronirci di codesti stretti, noi, saremmo soffocati qual:unque sia I' esten.siòne del nostro territorio ».' Ma della teoria delle frontiere · naturali non pare in fondo molto persuai50 neanch'egli, che ne aveva-sperimentato il v,ilore nelle guene cl' Asia: di.ce tosto che conviene bandire ogni scrupolo dettato da un vuoto . sentimentalismo e inspirarsi solo all'interesse, ed invoca il possesso degii ..strelli in nome dell;interessi ; e deplora cbe l'imperato1:e- Alessandro I non abbia a Erfurt e a Tilsitt accettato da Napoleone la

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TEMPI N0S'J1RI

1'ui·cbia., la Moldavia e la Yalachia a patto di lascrargli l'a ·mano lib~ra . contro i Tedeschi e gli Inglesi. Ma .il . sentimentarismo n(i)n può assolutamente bandirsi: torna tanto comodo e opportunò in certe .,occasioni e specialmente quando s'ha a parlare a gente che gode à sentir vibra.re la corda .del patrionismo. Nel 1882, mentre pareano t.utta via buoni e quasi cordiali i rapporti fra l'imperatore d'Austria ·e lo Czar, Skobeleff in un bancheHo datosi a Mosça per festeggiare l'ann iversario della conquista di Geok-Tepè, rivendica altamen te a fa vore della Ru~ ia l'Ùfficio di antesignana del pnnslavismo contro l'europeismo cosmopol ita, e alludendo alla rivolta della·Etzegovina ,non esita ad aggiung~re: « in questo · momento p'opoli ·slavi comtallono per la loro indipendenza, mi si stringe il cuore, sento venir rneno la voce per dire ciò ch'io penso ». Era il grido del patriol. itismo che rispondendq al grido di dolore dei Bàlcan suonava céme •minaccia a.li' impero austro-ungarico. Passavnno pochi giorni, e .Skobeleff viaggiava in Francia e ,nel rispondere ad alcuni studenti .:Serbi residenti a Parigi e recatisi /a fargli visita, pronunciava paro le .anche più ardenti. Non si contentò di e~prime~e la sua gioia al ve., • dersiatt.orniato dai rappresentanti di quella Serbiache·prinia d'ogni .altro popolo \ piegò la bandiera della libertà slava nell'Oriente -slavo >>: andò più in là; parlò d'uno « stranierò màlvagio che ,siende i.suoi influssi molteplici e funesti nella Russia, parlò d'un .,nemico ereditario deg'ti Slavi. Questo straniero, -quesLo nemico è il "Tedesco , aggiunse Skobeleff: è fatale la lotta fra Tentoni e Sl[).vi: sarà lunga e tremenda, ma la vitt!)ria· finale sarà degli Slavi: voi mon sarete soli in questa lotta; a rivederci, e, se così vuole il destino , sui campi di battaglia di fronte al ·comune nemico ». Ed era unge·neral e dell'esercito che a Mosca levava la bandierct contro l'Austria Vngherià esaltando gli insorti dell'E.rzegovina, eaParigi dichiarava ..altamente che' il : nemico da combattere era .il tedesco. i\'la allora -al grido di guerra di Mosca e di Parigi rispondeva: quello di Vienna <e di Berlino: i nemici ereditari hanno accettato la sfida, e fìuìni di inchiostro scorr0no foriéri dei finmi di sangue. I di~corsi di Sko1belefI erano eco fedele delle ambizioni d'una parte delle classi diri- · ,genti della Russia e delle aspirazioni clei popoli slavi dell'Oriente che , -speravano a:iuti dallo Czar: erano altresì l'e$pressione ingenua dai ,sentimenti onde era animata una parte considerevole dell'esercito 1

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U.O !JINI ·nJ GUERRA

russo . Ma il governo volle declinare la responsabìlìtà delle esorbitanze del s_uo generale, sconfessò il discorso di Pa1;igi e richiamòSkobeléff a Pietroburgo. . Il lettore sì domanderà c&rtamente se quest'uomo che si fa banditore della . guerra con ln Germania e l'Austria-Ungheria., e an nunzia certa la villoria della Russia, ha studiato ·profondamente il · pi'oblema, calcolale le forze, considerale tutte le eventualità che· può presentare codesta lott.a : egli _vorra sapere se Skobeleff è sol-· tanto un -soldato che si avventa nel fitto del lamiscr.ia senza contare gli avversari, ovvero u~ generale che prima di iniziare una mossa rist>lutiva, ha.acquistato un conceHo chiaro e compi nlo dell a situazione, se è un uomo che sì lascia guidare esclusivamente dal patrìol.lismo e dal suo istinto battagliero, oppure una di quelle t.empr:e, prjvi legiate che, sanno opportunamente rallenere i voli ·della fan -fasia, gli impeli del cuore e·sommettere il talento alla rag ion e. · Confessiamo francamente che' non sapremrno rispondere in modoadeguato e concludente. Dal po.co che intorno a quest'argomento.ci venne fatto di leggere, mal potrebbesi ricàvare una nozione si cura e sufficientemente piena dei concetti di Skobeleff. Non sap · piamo quale possa essere, a giudizio di lui, il probabi le a~gruppa-mento degli Stati europei nella lotta fra Tentoni e Slavi: f<Ìa quanto. pare, assegnamento, se non sopra µna véra al leanza, almeno sulla cooperàzione fod irella della Francia, ma non troviart10 cenno sull'eventuale contegno'degli al tri SLati e sulla quanlità di forze che potrebbero giltare su lla bi lancia. Amm ira la potenza militare dell'impero g,ermanico, ma crede éhe quell o della Russia la agguagli se D(•D nei particolari, cerlo ·nello insième . « L'orgaoamenlo .dell'esercito tedesco è ammirevole; superio ri a qual unque elogio la -di·scìplina e l'istruzione, perfettissimo il funzionamento di tu1ti i servizi; ma ad onta dì tali vantaggi io credo che al fin fine esso, · non potrebbe resistere all'esercito no.~tro. Noi saremmo certo bat. 1.uti 'in tuu.e o quasi le. battaglie preordinate, ma noj logoreremm o-nello st~sso tempo le forze ntili dell'esercito tedesco . In Francia Hsso ha po Lu Lo faci lmente vettovagliarsi; in Russia man.cherebbeas- · solntam~n tedel necessario, e il tempo, J:i)ÌÙ che i nostri sforzi, lo ridur- · rebbe alla impotenza ('I).<< Dunque, a quan l? pare, SkobeleIT vor(!) Madame -~<Ì~m . • Le géneral Sl:obeleff, pag. 40.

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rebbe guerra difensiva; vorrebbe tornare alla strategia del ·1812, .allrarre il nemico nell' interno del paese, fare attorno ad esso il deserto. ;La strategia di Osman Pascià dovrebbe forse imprimere .un carallere proprio alla difensiva:. fin dal 11878 SkobelefI preconizzava la nuova forma della guerra avvenire in quelle ch'ei &hia mava punte strategiche, in qtiell'avanzarsi e piantarsi .delle armate , contro i fianchi dell'avversario, 'in gu isa. da immobilìtarlo e-logorarlo intorno alle piazze fort i i1nprovvisaLe . Ma questa guerra egli .voleva fosse intrapresa subito; ciò che lo spaventava era l'opera del principe di Bismark tendente ri. scnotere l'influenza russa in Ori ente, a creare dappertuLton emici alla R.nssia. <, Non passeranno dieci anni ed egli ci avrà creato in Oriente tali difficoltà da renderci nemica non. !:iOlo la Germania, ma l'op in'ione pubblica di tutta Europa. S'a. ·dopern a tutt'uomo a rov inarci moralmente, a inimicarci con la Francia., con la Turchia, e con gli Stati Slavi dei · Balcan e lasciarci soli coi nostri errori e con le sciocchezze che ci fa com ~ettere . ..' . Voi credete Luttoh .che la Prussia agogni alle nostre province balt.iche, e che sovl''esse drizzerà i primi colpi: . no, l'obbiettivo Idi Lei immediato non è Riga ma Costantinopoli . • È l'Oriente ch'essa si studia di :sottrarre a' nostri influss i, e appunto perciò io vorrei che la gyerra con la Germania scoppiasse fra t inque anni piuttostochè fra dieci. Oggi è ancora piena ed intera la nostra influen~a in Oriente, domàni sarà scossa se non forse annientata. » Ma Skobeleff acco1:gevasi ch'ei predicava al ,deserto, e perciò sì scagliava contro i governanti che si lasciavano adescare da fal laci proteste d'amicizia e concludeva: « Sla vi e Ted.esch i .non,,si divideranno mai !-'impero del mondo: o l'una razza. o l'altra deve soccombere. Dio voglia che tocchi alla nostra uscir vincitrice da questa prova suprema, ma io vorrei, oh! s,e)o vorrei, vedere i Tedeschi mordei; la polvere sollo i nostri piedi . >> E sia: eh i non vorrebbe veder atterrato il proprio avversario? !\fa il desiderio è vano e può apparire an'che puerile se le forze ,ono impari alla gran bisogna. Do.mandiamo àncora: aveva egli una nozione chiara e completa della mole e della difficoltà dell'impresa? A chi gli obiettava le angustie finan ziarie della Russia, rispondeva: anche · ·Ìn, Francia, nel 11793, le finanze erano in istato gravissimo: ma ciò non ha fo rse spinto soldati scalzi e affamati a procacciarsi sul ter-


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288 territorio ·nemico quanto ad e~si mancava? Non riempirono essi le vuote casse dello Stato? Ai tempi di Pietro il Grande eravamo poverissimi; dopo la battaglia di Narva, se volemmo cannoni , bisognò fondere le campane: ma bastò una villoria, Pultava, vinta con quei cannon i, per mutare quello stato di cose e far della Russia u~ grande Stato. Che dire della conquista della Russia per opera dei Tartari? Avenn fame, nè ave van di che cibarsi: ecco perchè vennero in casa nostra. Jo, a dir vero , credo ci converrebbe aspellare che il rublo sia sceso ancora più giù: e l1J vedremo sicuramente e presto per opera dei banchieri tedeschi. Essi , non allrimenti che i Francesi, possono sicuramente considerar la guerra come un_a eresia economica; sono grassi e ben pasci uti: noi nò: fin o a che_11 popolo msso non avrà che pan nero per cibarsi, fin chè sarà schiacciato sotto il peso de' suoi debiti con rischio ad ogni mattino di morir di fame, preferirà la morte sul campo di battaglia, più onorata e men dolorosa. » Fiero certamente e nobile linguaggio, ma inspirato dalla passione piulloswchè dalla ragione. La società moderna ha una base in grandissima parte economi-ta; la guerra vuoi nel periodo dell'apparecchio, vuoi in quello della esecuziuné, s' allien~ strettt1 mente allo stato eco n(_)mi co della nazione: oggi più che mai è profondamente vero il vecchio aforis.ma che il danaro è il nerbo della guerra. Non lo provò forse lo stesso SkobelelT quando dov~ preparare e condu rre·a compimento l'impresa di Géok Tep~ 1 E lecito credere che se egli avesse fatLo intorno alla lotta eventuale Lra la Russia e i due grandi Stati dell'Europa centrale lo stesso studio che dovè fare per apparecchiar quella impresa, sarebbe forse viunlo ad alLr e conclusioni o almeno avrebbe dato a' suoi concetti ~na forma meno indeterminata. Ma tale non era il còmpito suo: come antesicrnano del ·panslavismo egli intendeva a opern. di-preparazione moi; le e adoperava perciò gli argomenti e le frasi più adatte a cornmovere le moltitudini: come uom•) di guerra doveva contenere la sua operosità entro i limiti del comando affi~atogli.

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OOlllNI 0 1 GU ERRA

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Comandante del IV corpo d'armata, dopo la guerra rnsso ·Lurca, appare altro nomo, alLro ,;oldato: gli anni, l'esperienza, lo studio , l'ambizione soddisfalla, il sentimento della _re:sponsabilità l"lrnnn-0 in parte trasformalo. Non è più l'ufficiale irreqnieto, turbolento, ' scapato, vago di avventure, avido cercatore di emozioni; ma non è ancora il generale che invecchialo di corpo e di spirito si abbandona al quietismo delle anime soddisfatte, e cred_e in buona fede d'aver adempiuto all'obbl igo suo quando dal fondo del suo gabinetto ha dato avasione alle pratiche in corso. Altro è più grave è, a gi11dizio di Skobeleff, l'ufficio di comandante di corpo d'armata. Spella a lui l'arduo compito di promuovere e dirigere l'educazione guerresca delle truppe: a lui spetta additare le norme e lo sc~po'. i suoi concelli, i suoi voleri, l'animo suo devono trasfondersi ne, sottoposti, e il corpo d'armata deve sollo la mano di lui savia e po · tente elevarsi al grado più alto di valore militare e acquistare armonia perfella di spirili , di forme e di movenze Ma pe!'conseguil'e tali ri sullamenLi fa d'uopo che il comandante di corpo d'armata abbia nozioni chiare, precise e complete intorno alle presenti condizioni dell'arte della guerra, attitudine non comune a trasfondere in altri le sue idee ed energia indomabile di volontà per vincere tutti rrli ostacoli che al trionfo di esse oppongono l'ignoranza l'inerzia 6 il malvl1lere de' sottoposti. Nessuno meglio di Skobel elT adempì a queste cond izioni: accoppiava lunga esperienza a vasta coltura militare; conoscitol'e profondo del cuore umano e delle qua · l ità caratteristiche del soldato r usso, congiungeva a somma autorevolezza qùella potenza affascinatrice che trae irresistibilmente le truppe a seconda dei voleri del comandante. Quali fosse!'O le sue idee intorno all'odierno modo di combal.lere lo mostrò nei fatti d'armi di Lofscia, di Plevna e di Sceinovo : furono idee sue, in aperto contrasto con quelle prevalenti fino ad allora nel\' esercito russo, che troppo strettamen te legalo alla tradizione di Suvarow mal sapevn piegarsi nlle esigenze create dalle nuove armi. Que!le. idee ricom~


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paiono negl! ordini del giorno.e nelle istruzioni da· lui emesse quando comandava il IV .::orpo d'armala·: in quei documenti clie nel loro insieme costituiscono quasi un lrattato di educazione guerresca delle truppe è raccolto il frutto della esperienr,a e della coltura militare di Skobele.IT (:f) . · Era appena terminata la guerra èd egl i predicava Jome sac,·o do vere alle truppe specialmenle agli ufficiali la necessita di con"' s~rvare, fecondare e ~oltiplicare durante la pace i frutti della espe. rienza raccolti a prezzo di tanto sangue sui campi di battaolia. Anno,,~rava_si da. taluno fra codesti .frutti la cresciutn im~ortanza della fort1ficaz1one improvvisata. e traevnsi da ciò la conseo-uenza che nel campo lattico dovesse la difensiva prevalere sulla off:nsivn. Era correr troppo : S~obeleff. ammelleva cotale importanza der-ivante dalla maggior gittata.e precisione delle armi e da.Ila cresciuta inle~si tà. del fuoco ; voleva perciò che le truppe potessero fort ificarsi rapidamente, e repulava necessari al soldato gli strumenti dµ. zappatore quanto le cartucce: ma il generale che ave~,a direlt.o o-li assalti di Lofscia, delle Montagne Verdi, e di Sceinovo, l'uomo che · chiamttva santa l'ora dell'attacco non poteva accettare· una deduzio~e contraria ai fau·i e all'indole sua. Tutte le sue cure furono volte a invigorire1nelle truppe il sent~menl.o della offensiva a diricrerne e disciplina1:ne l'esplicazione. Vincere è andare avan;i ed e~li non concepisce li comballimento che come una serie di atti offe;sivi: la difensiva, imposta qualch e v.olla dalla situazione, non deve considerarsi che come auo transitorio, cui deve tosto seguire a te.mpo opportuno la controffesaf Ma l'offensiva non può sempre esplicarsi allo »lesso modo : non può fissarsi ,. un ordine di combattimento buono per lutti i casi, giacchè concor1~ no a determin arlo elementi estr:mamente variabili, e SkobeleJT giudica perciò conveniente che ogni comandante di grande riparto sappia creare·. un ordine di c6m.:. . battimènto adatto ai Si!)goli casi. - Ciò che può determinar~i è il ròmpito spettante nel combattimento alle varie armi. AII\ . fantèria

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pubblicati nelle puntate di ottobre novembre e dicerribi·e del!a 1n te1na. · t·,(t ). lFmono R .. . 1ona ·~ ev11e uller d·1e gesammeten Armeen und Plotten. Abbiamo approflttato della trad'.1z1one d~l colonnello Valle contenuta nel fascicolo di gennaio J.888 delld Riv ·sta milita.re Italiana. i.

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spella senza dubbio l'atto risolutivo; ma per risolvere le ball.aglie è d'uopo che possegga somma resistività e spiccata abilità manovriera. Ora codeste due qualità sono frutto dell'accurata educazione, specialmente dei gracluàti; imperocch è i battaglioni, le compagnie, i plotoni sono, nell'odierno combattimento,.aulonomi entro certi limiti, e la loro .azione dipende dalla iniziativa de'capi: laonde cresce oggidì l' importanza e la difficollà del còmpito serbalo agli ufficiali inferiori-ed ai souufficia li~ nei quali richi edesi energia e fid ucia in :;e ed att itudine a i·i:solv.ere a second.a della mutevole siI tuazione. All'artiglieria speua la parte priµ cipale nel periodo della preparazione dell 'altacco; ma essa. deve ricordarsi che .non finis ce con ciò l' ullicio suo: deve aiutare le alt1'è armi nel periodo deliri esecuzione, e a tal uopo , anzichè operare. di concerto con esse, deve subord.inare le stie mosse alle loro: perdere il contatto immediato ]:on la fanleria e -con la cavalleria sarebbe errore e colpa: lao nde nel mo~ento della r isoluzione non qovrà éonlen tarsi di trarre a grande dista!}za, dovrà invece avvicinarsi . al nemico a portata di fu cile: solo a questo patto potrà scuotere e disorganizznre la fa n· teria avversnria. Subil'à molte volte perdite gra vi , ma non monta : val meglio ,sottostare a una crisi parziale che non rimànersi spettatrice inoperosa, debole a:iutalrice iiégli sforzi della fante ria. Qnanlo alla cavalleri a, Skobel eff non ammette ch e le armi a tiro rapido n'abbiano cil'coscri lta l'.1zio oe sul campo di ballagl ia : i! suo impiego non muta né rispetto al modo nè rispetto al tem po; se non che richie~e pi ù che per lo passato prontezza di risoluzione in chi comanda, abil ità manov riera e resistiviLà in chi e~eguisce. Ricordo a tale propos.ito come centoLrent' anni addietro, quando la gittata dei fuçili non andava oltre novecento .pàssi,, il maresciallo di Sassonia ?indi casse non alla alla batta.glia quella C'.avalleria che ·non fosse in grad,, di auaccare di gran carriera fino a duemila pass'i, e ,~ggiunge essere ogg i tanto più convcnien1.e iniziar l'at, tacco da distanze con$iderevoli clacc hc è tanto cresciuta la gillata delle armi. Gli odierni modi di combattere r ichiedo no ne'combatten ti maggior energia morale che non gli antichi. Tale energia deve elevarsi · · fino alla sfera dell 'eroismo. « Un auacco fur ioso di cavall eria eroica

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·la quale non conosca che morte o v.illoria, romperà·qualunque resistenza )) _ L'armoni co operare dei singoli elementi dell'ordine di combattimeolo si identifica con l'eroismo: « fondamento di vittoria è l'ordine serbato durante il comballimento, o, per megli o dire, l'eroismo dei singoli riparti ». Che giovano le forme talliche senza lo spirito animator'e· dei combattenti o/ Skobele/T insiste quasi nd ogni momento sulla necessità di tener alti gli spiriti delle truppe . « In guerra l' elemento mora le sta all'elemento fisico come tre ad uno: gli ufficial i debbono perciò sludiar:;i <l i co ltivare ne' loro riparli, codesti elementi. Ma in qual modoo/ È diffici le rispon~ru·e: Il mod,o dipende dall e circostanze del momento, unico pote.re che impera su lla l,!uerra Appena un ufficiale s'accoi·ge che il polso del suo. ,~iparto si fa più debole, è.giusto ch'ei procuri di rilevarne gli spiriti. Ma corneo/ Faccia ciascuno a suo talento . Ma io credo che nell'esercito russo con venga ricorrer'e al cuore o alla disciplina, t.alvolta all'uno e all 'altra. Che fece mai S1n'arow in sim ili casi? Sulle Alpi comandò gli fosse scavala una fossa . Ma egli aveva c;on sè i veterani d' Jsmailia, ed era poi Su,,arow! Ma ogg·:, con soldati a bre~'e ferma, è d'uopo far fondamento durante la baLtac•li . o a su, una disci. . plina.rigorosa e richiedere mo lto ». Come richiedere1 Come mantener alta la discipli na o/. « Può richieder molto solo colni .che dà l'esempio dello adempimento de' suoi doveri ». la prima fonte della disciplina della truppa 'è l'esemp io dei capi . La lode e il biasimo, le ricompense e i castighi' sono certo va lidi stru menti di disciplina e Skobeleff ha ricorso ad es5i ad ogn i momento: lan.éia se,,eri rimproveri a quei col'pi di truppa che ·durante la marcia si . son lasciati vinc~re da ll a .stanchezza. éd hanno seminalo la via di r!tard~ lari , stigmatizza ~on parole '·roventi la condotta di quei r1part1 che davanti al nemico non spiegarono .la debita fermezza. encom ia la condotta dei tiratori della 3• e 4• bri'gata << che dapper~ tullo e sempre, l'autunno e l'inverno, il giorno e la nolle> sid Monte S. Nicola e sulle Montagne Verdi mostrarono che olL1'~ J'e- " rois~o posseggono quella resistività senza cui nulla di grande può farsr 10 guerra » ; la sua parola diventa entusiastica quando si volge a' su~i stupendi cosacch i dell' Ur11I e ricorda che il loro nome pronunç,ato con terrore nelle steppe dell' Asia ove conquistavano :f dozzine cannoni e bandiere, suonava caro 13 ~limato nel l'.armata ·

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DI~' TEMPI NOS'l'Rl

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· del DanÙbio che aveva ammirato 11 valore e l'impetuosità loro. Ma lodi e biasimi, preghi e castighi traevano la loro effrcacia dall'esempie dato da chi li impartiva. Chi meglio di Skobele.JI poteva giudicare delle virtù guerriere delle truppe o/ Come dovevan suonare gradite le lodi , come amari dovevano giunge,;e i rimproveri del generale che fu esempio costante di intrepidezza e di · operosi là infaticata I· Il fasci no potente che egli esercitava sulle Lrnppe è dovuto .;ovratutto all'esempio. Egli non si stancava <li ·ripetere che un co- ' mandante, per essere sicuro della vittoria, non deve mandare mai , il suo riparto al combattimento, ma deve condu rlo egl i stesso: e · l'esercito gli credeva perchè l'aveva visto sul suo cavallo bianco, . nel momento risolutivo, trascipare i Lallaglioni contro le ridotte dì i Lofscia, di Plevna e di Sceinovo. Alla eloquenza~deil"esempio egli tenne fede fin quasi alla esagerazione. Introdusse nel suo corpo (l'armata le esercitazioni Lulliche invernali per avvezzar le truppe a sopportare e vincerè gli orrori e-i patimenti della stagione; e là nei diH'~orni di Minsk, sopra un suolo cop~rto di neve, con una temperatura cli ·parecchi grndi sollo lo zero, nei mesi di dicembre e di gennaio. del 1879-80 v.edevasi manomrre trnppe di tutte le armi; ma nel mezzo di esse no.n mancava mai SkobeleJI, e ad ogni esercitazione egli faceva segnire un ordine del giorno in cui espo. neva le proprie osseryazioni. Le sue oure più as::;idue furon o negli ulttmi .anni vòlte àua· cavalleria; quella guerra colla Germania che egli giudicava ·inevitabile e affrettava co'vo'Li e con la parola d'un apostolo deve iniziarsi con una immensa irruzione di masse di cavalleria che, fin dal primo giorno di ostilità dovevano di lagare nel territorio nemico, spinger~i avanti rapide, senza pos·a, irresistibili, mebtere tutto a soqquadro, e vietar all'avversario di comptere i propri apprestamenti. Vuolsi perciò cavaller ia numerosa non solo, ma tale altresìche all'ardire e all'impetuosità pi:opria della caYaller.ia àccoppi le ,principàli doti caratteristiche della fan teria: nella moderna arte di guerreggiare,scriveva io un ordine del giorno, è necessario che il soldato di .cavalleria sia anche buon tiratore. Ma ciò non basta: la grande e subita irruzione sul territorio nemico, dò~e i ponti saranno certo rolli àl primo diohiararsi della guerra, nòn può farsi se la cavalleria non è in grado di passare i fiumi a


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og' TEMPI NOSTRI

UOlll?-il DI GUl>Rlt A

nuoto. E anche qui insegna con l'esempio: condono un reggimento in riva del Suprast, affluente dell,i Narev, gli ordina di passare all'altra ~ponda. Non s'.è mai fàuol é impossibile! Nessuno si muove . Skobelefi' docnanèfa un cavallo di truppa, e m,ilizia o caso vuole che gli sia dato uno fra ·i più restii: lo inforca, lo doma, e docile lo fa scendere nel ·fium e, e passa all'altra· riva e ritorna. « Provi amo un'altra volta e andrà megli o· )); e traversa e ritraversa di nuovo il fiumè. L'intero reggimento n0n potè più · dire ch'era operazione impossibi le e lo provò passando anch' esso iL fiume annoto. Nè basta ancora: la (utura guerra richi.ede l' impiego immediato della can_lleria: « essa perciò deve considerarsi in istato di permanent e mobilitazione; i;, mestieri ch'essa possa entrare subilo in campagna; i suoi material i i suoi èffettivi sono, g'iusta i regolamenti, costantemente sul piede di guena; ma ad essa spella mantenersi nel de- · bi·to grado d'allenamento . L'ispezi one d' una trnppa di cavall eria è l'accerfamento repentino del suo stato di preparazione fisic·a, intel· lettuale e morale ad una mobilitazione immedi·ata » . . E le ispezioni di Skobele/T non erano preannunciate da sell1mane o da giorni: alle dieci pòmeridiane del dì 4 giugno del 11882, egli giunge inaspellato a Li-da ov' erano acQanfonate quattr:o sotnie di cosacchi del Oon, e fa tosto sonare rallarm~: a·ssi~te alla adunata delle sotnie, com.anda ch e si rechino di trotto ai luoghi da ~ui deve incominciare 13. manovra notturna di cui ha comunicato il tema il comandante del reggimento. I risultati delle ispezioni ·sono comunicati a tulle le truppe •del c@rpo d'armata mediante oi·dioi del · giorno: Skobeleff loda la rapidità e !;ordine con cui le sotnie appena sonato' l'allùme si sono forma.te, e notando com.e ne·ssun riparto e nessun uo mo isolato sias1 smarrito o di sperso .qurante h1 m~novra notturna, mette in. rii i evo la piena allitudi ne della truppa adorientarsi in qual si voglia occasione. Altra vol.ta annunzia che la 1•. divisione del ,i-0 -reggimento d·ragoni ha da to J ermine alla manovra con u~ attacco prolungato contro net'nico in r itirata: formata in colonna, percor:;e di galoppn allungato uno spazio di 11,500 metri su un terreno intersecato da fossi, da siepi, da abbattL1te; poi gli squadroni, presa la carriera, si spiegar·ono e caricarono per altri 1,500 metri. Ma dai fatti egli prende occasione per risalire ai principt; i suol ordini ~el giorn9. pur così lontani 1

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da ogni formalismo .scolastico , mi ràno · sempre a inculcarn negli animi i principì cui deve informa1·si oggidì l'azione della cavalle· ria, e ad indicare i modi con cui essa potrà compiere l'. .ufficio suo nella guerra futura. Egli perciò ricorda che « più cresce l'efficacia del fuoco della fanteria e dell'artiglieria, più la cavalleria deve mettersi in grado di eseguire su qualunque terreno .attacchi prolungati .». ·certo il suo compito è divenuto ass~i difficile di fronte ai fucili ed ai can.noni odierni; le sue perdite saranno spesso gravissime: ma non è solo da oggi che in guerra non si conseguono grandi effet(i senza gravi perdite. Gli effetti che può produrre la cav11lleria non possono non essere grandi, perchè « un buon ,cavallo montato da un cavaliere vigoroso è arma così potente che non e' è nè. fanteria, nè artiglieria che possa resisterle; ma ciò ad una condizione, ed è che la cavalleria si avventi alla carica col proposito fermissimo di vincere o di morire». Essa pertanto non dovrà sul cç1.mpo di ballaglia tenersi lontana dalla linea di combattimento per tema di essere colta dai proietti del!~, fanteria, chè perderebbe le occasion; più propizie per concorrere all'at.to risolutivo: deve te-' nersi in sito tale, anche esponendosi a qualche perdila, che le consenta di piom oare' con la furia · dell'uragano sulla fanteria avversaria. E qui si parrà il genio e I' en.3rgia d.ell' ufficiale: la cavai. lerfa, più ancora delle alLr·e armi, 'ha d'uopo di comandanti che alla fulminea rapidità d'intuizione congiungano indomabile energia d'animo: « perchè l'allacco riesca, fa d'uopo che il Gapo sappia, nel momenfo opportuno, scuotere, elettrizzare l'animo de' soldati , . trascinarli con l'esempio·, convincerli che basta un urto risoluto per istrappar la. vittori0; ». Quando la cavalleria combatte appiedata, non deve il comandante tenersi dal bel princip.io sulla linea dei ti- · ratori: il suo posto è presso la· riserva: ma nel fervore del combattimento, quando giunga il momento opportuno, egli non deve esitare · a spingersi avanti, a cavallo, fino alla prima linea: di là solamente egli po,trà guardare con un co_lpo d'occhio tutto il terreno dell'azione ' sciealiere bene il punto su cui drizzare il colpo risolutivo: (') solo così ei si mostrerà. degno del!' insigne onore che gli· spetta di dare il comando: avanti)). Delineato così il modo con cui la caval leria'd;ve compiere l' ufficio suo nel càrnpo tattico, egli torna ad insiste;·e. sulle condizioni che si richiedono perché ess:.i. possa adem-


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piere al proprio mandato nel campo strategico: « una truppa di cavaliteria nelle mani del suo capo è come un proiettile nelle mani d'un tiratore : dee potersi lanciare senza darsi affatto pensiero degli ostacoli che presenta il terreno fra H punto di partenza e il ber saglio. - Si parla tanto di raids e di lontane audacissime im prese, e tuttavia una truppa è arrestata improvvisamente da una piccola riviera. Io intendo e voglio che i cavalieri sotto a' miei ordini non s'arretrino davanti a simili ostacoli, e quando·occorra traversino i fiuini a nuoto ·per reggimento». Tale è l' ùltimo ordine det giorno emesso da Skobeleff: è il suo le8tamento militare: principiò la sua carriera nell'arma· di cavalleria, alla cavalleria furono ' indirizzate le ultime sue parole.

XVI. Morì a Mosca il dì 6 di luglio del 1882: ... come, non vogliamo dire, e non vogliam.o neanco penetrare con . la · mente in quella stanza del!' albergo Dussieux, ove giace la salma di Skobeleff. Lasèiamo che uomini e donne, del la nobilt.'à e del popolo rechino corone all'estinto, lasciamo che i veterani del Cauca~o, del Turchestan, della Bulgaria si stacchino dal pello la croce di S. Giorgio . .per- deporla sul petto del loro capitano. L'apoteosi del!' eroe c'.insriira una tristezza invincibile: piuttosto che una fredda salma accompaO'nata all'estrema dimora dal ' lutto deJla intera nazi0ne, la o nostra immaginativa ama contemplare.un'ultima volta l' uomo nel pieno rigogl io della. vita. Natura gli fu prodiga de' suoi doni. Alto della persona, ben proporzionato di membra, aveva la forza, l'agilità e la ~o-razia d' un atleta: di sotto a una fron,te larga e maestosa . coro~ata di biondi capegli lampeggiavaGo due occhi cilestro ch iari mobilissimi , penetranti come lama di pugnale: un naso diritto, fi.namente modella to, con narici flessibili, pronte a dilatarsi cosi nel furore della batta()'lia come nel fervore di una geniale conversazione t') sovrastava, non troppo sporgente, a due musLacci lunghi, folli, fini come seta e collegantisi con due.basette color d'oro, lunghe, ap1

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puntate. Era un beli' uomo, nato fatto così per conquistare i cuori delle donne come per condur soldati alla battaglia. Nessuno più di lui cavaliere perfetto : chi lo vedeva a capo di una colonna di cavalleria o nel mezzo di uno · splend ido stato maggiore non poteva sotlrarsi·a un .senso di ammirazione vivissima. Chi lo avvicinava r imanea qnasi abbaglialo dalla luce che irradiava dalla sua anima. La sm, mente pos:;edeva, sviluppate fino ali'. ult imo grado, le qualità peculiari del la razza slava, somma versatil ità, grande potenza di assimilazione, quindi vastità anzichè profondità di sapere. Cono- . sceva la li ngua latina in guisa da leggere e gL1 stare le poesie d'Ornzio ch'egli predi ligeva fra tuui i poeti dell'antichità, parlava cor. rentemente i'I francese, il tedesco ; l' inglese , I' iLaliano: aveva letto · i capo lavori delle letternture eu ropee, rec itava spesso lunghi brani degli scrittori più illustr i, specialmen Le di Sch iller e di Byron, esprimeva inLorno ad ess i giudizi netti, precisi, qua lche volta acuti e originali. Parlava altresi il valacco,, il serbo, il bulgaro, il greco mo.demo, il ki rghisi e due o tre dialetti dell'Asia centrale. « QuesL' uomo di trentacinque anni, scriveva nel 11878 11n Rutorevole pub · blicista inglese, h:) fatto Lutto, ha visto t.nl.to, ha letto tutto: ha fa tto ricognizion i a traverso delle stepp0 di Pam ira, attorno al lago ' Vittoria e fino all'Indo -Kousch; ha letto: Balzac e Sheridan, Spencer e Humley ; pronostica sul vincito~·e d1el prossimo derby, esprime i suoi giudizi sul cuoco del Caffè lnglèse e sul repertorio di madamigella Cel ina Chaumont. Conosce la musica, e una sera, seduto al pianoforte cantò con voce deliziosa, a Mac-(}ahn e a m.e, canzonette francesi, tedesche; russe, italiane ·e kirghise. Certo non mi, accadde mai di vedere un esemplare più marav iglioso di perfezibrie moscovita, o per dir meglio cosmopolitit >>. Vasta del pari era la sua coltura militare: aveva letto e leggeva mollo: qnando, dopo la pace di Santo Stefano, trovavasi a Sl ivno, comandante del CV corp o d'arrnatfl, aveva nel suo g0;hinetl.(.) da lavp ro copertf) le pareti da :;caffa.l i pieui di libri d1atte e di sto ria militare in tutte le lingue e ded.icava al la lettura le prime ore del mattino:· Du rante le impéese dell'Asia centrale non mancavano mai nel suo bagaglio alcune cctsse di libri: leggeva e annotEtvu, faceva camm inar· di pari passo lo studio e l' esperienza; l'uno fecondava e compiva l'altra e mercè , la loro azione conco;·de andava a poco a poco scemando quella dis20 -

ANNO

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sonanza che rivelavasi nei primi anni fra le varie facoltà del suo spirito. Certo 1tche nell'ul1.imo periodo di sua vi ta la sua mente appare meglio equilibrata, il suo carallere mt-no proclive a quelli scatti repentini e irrefrenabili che gli allrassero le ire, i sarcasmi, le · jnv idie, le antipatie dei superiori e dei çompagni suoi. Ma prima di giungere a questo punto, quanti trav~igli, quanti errori, quante cadute! Quale lolla dovè comballere quell 'anima cotanto ricca di ener gia! Quale folla di problemi presenta al psicologo e al moralista quella esistenza così varia, multiforme e str:1 na! È la lotta dei contrari con~ociati in una potente individualitil: la vita di Skobelell' considerata nel suo complesso e quale emerge dagli scritti dei pane()'iristi e deoli avversari, è una -zrande contraddizione. Ha hee ~ . vnto a largh i sorsi il n~tt.are e il veleno della civiltàdell'Ocr,idente, ma nel fondo dell'anima è rimasto sempre cosacco. Le dollrine materialistiche e volterriane at.Liote a Parigi e nella società elegante di Pietroburgo, non hnnno estin to in lui la fiamma del sentimento rel igioso cosi viva .e potente nella razza slava; e quel!' uomo che ha riso di Dio e dei credenti in Di o piange come un fanciu llo o come uoa donnirciuola dinanzi a 11n prete che recita le preghiere pei mori.i : nihilista nel campo morale, è ri gido con servatore nell'ordine politico sociale; professa un culto e una devozione illimi tata all'imperalore, ma sempre èhe si LraLLi di soddisfare alle proprie passioni non bada a leggi, a regol~menl.i, a consuetudini, a convenienze. È campion e del libero amore: abbandonata la giovan e sposa, proclama cbe il guerriero deve star lontano dalle donne oneste e si fa seguace fervente della venere vaga; ma in fondo al cuore gli resta, pur sem pre il culto ,dell'eterno femmin,ino indivi duato nella madre sua,. Si gitta a capofil to nei piaceri del senso, ma vuol gustare anche quelli dell 'intelletto , e !'ra un'orgia e l'altra trova modo di leggere fìlosofì e poeti, storici o trattatisti di arte militare . Le parole reboanti che imparò nel paese dell'ot1.an1a9ove, uman ità, libertà, rigenerazione sociale e via di cendo, suonano spesso nel suo labbro, e, non c· è dubbio, rispondono all'intimo di lui sentimento; ma quell'uomo che a.avanti a PleYna assediata , m·osso da sensi di uman ità, schiude il passo, con trariamente agli ordin i del comando supremo, a cinquanta fam iglie che fu_ggono gli orrori della fame e della peste, quell'uomo dinanzi alla citla di

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Geok T~pè ordina all e colonne d'assalto di far man bassa su tutti , uomini, donne, vecchi , fanciulli. Volen. nei sottoposti disciplinarigidissima, ed egli era spesso ribelle alle leggi, ai regolamenti e alle convenienze militari. Nella sera tristissima del ,12 di seltembre del 18i7, dopo abbundonate le ridotte a snd-est di Plevna, escla~~wn: « ·non incolpo nessuno; è lfl volontà di Dio : » ma tosto lascia\'a da pari.e Dio con la sua volontà e driz{ava gli strali della sua. critica amara e spietata contro l'i neltitudi no di ch i aveva preord1m1to . ,la ballaglia: dimrnLi a Geok Tepè minacciava di ,fucilazi onechiunque, ufficiale o soldato, avesse pronunciato parole alle a scuotere e pro· strare gli an imi; dinanzi a Pinna egli censurava apert,1me1Jte l'in· dirizzo dato dal coma ndo supremo al le operazion i. E quel contr:1s10 che ferve nella sua anima, si direbbe che egl i lo voglia rispecchiato in chi gli sta attorno: ebbe fra' suoi famiglinri ed ami~i uomini profondam ente diver.si fra !oro d'indole, d'ingegno, d'inclinazi oni; fu lar"o de ll'affello sun co~ì al cap itano:di $taio maggiore Kuropatkine, cotZo, valente,· devo.lo, come all o seiagurato aiu,tante di campo che gli assassina la madre per ·ruba1:le danaro e gioie. ·· Ma la contra<lclizione cessa immediatamente quando Skob elerT è di fronte al nemico: allora scompare l'uomo, resta il sol dato, E qual tempra di soldato egli fosse lo dicon~ i fatti: a~ ici. ed a:ver~ sari riconoscono che è difficile trov,l!'e ch i lo superi d audacia, d1 risolutezza e di corag;io, Il coraggio è in lni naturale e spontaneo: eoli non affronta il pericolo porchè ciò è su o dovere, sì, lo affronta p~rchè il pericolo gli piace e nel pericolo trova la g.ioia,_Gi?i a tani.o più, grande e più viva quanto minore è il numero dei suoi c~mpagn1; . è un 0"ra nde egoista e il sentimento profondo della propria personalità 10 solleva sovra gli altri, lo rende quasi invidioso della gloria che altri può mercè sua procacciarsi. Le viuori e di cui pi(! si compiace so no quell e che ha riportate con piccolo nu~er? · d'uom_ini. Certo, dinanzi allo spettacolo di una: grande battaglw, 11 sno an1~.o non si rimane inerte; ma esso si sente dominato da una forza misteriosa che ne frena i movimenti: è la mente che afferma la propria. si onoria sull'istinto: i ricordi del passato, ciò che ha letti) , ciò che vi sto, èiò che ha fatt~ gli si paran · davanti e lo costringono ad un intenso la,,oro di comparazione e di induzione. ~on è più il soldato che gittasi a capo fitto nella mischia, è il generale che preor-

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dina la viuorin. Ma il 'soldnlo Yuol o lu ll.avia In sua parte: ad un a disposizione sapiente dee rispondere uoa esecuzione risol ula, rapida, energica, e non v' ba energia né rapiditit se il comandanl e :;upremo non conta le pul sazioni della baltnglia, e non sp inge e trascina i suoi con la voce e con l'esempio . Il generale deve perciò recarsi nella prima linea dei combattenti. deve in cerli mom1m1 i r itornare so ldato : a Lofscia, nPlevm, a Sceinovo, Skobelefl' penetrò fra i primi nelle opere di difesa dei Turchi. Da ciò quel fas~ino potentiss imo che egli . esercitava sull'nnimo dei soldati: l'avevnno . visto tante ·volle aggirarsi fra loro mentre ·più fìtle grandinav~n le palle, sempre vestito di bianco , ritto sul suo cavallo bianco, sempre elegante, gaio, sereno: e in qnelle menti rozze, fa cili a cercare nel sovrannaturale lo ragioni dei fatti che oltrepassa no il corto loro in tendere, nacque la credenza iella invulnerabilità di SkobeleJT. Un soldalo giacente in un ospedale da campo affermava che la pa lla ond'egli era stato così sconciamente ferito, aveva pri n-.a passai.O· Skobeleff a parte a· parle senza lacerargli le carni; quando la notizia della morle del generale si diffuse nel mezzo dell'esercilo. essa non fu per molto tempo credula. Così è, o' dì nostri come nel la antichità più'remo ta la fan tasia popolare conr,ede agli uomin i di str:1ordinario valore il Lilolo di immorlali non sol o davanti alln storia, ma anca a ritroso delle leggi immutabil i della vitn: In invul11erah ili1it di Skoheleff trova riscoutro nell a in vulnerabilità attribu ita nel 1800 a Garibaldi dalle plebi del!' Italia.meridionale:"' )la porchè l' L1omo sia gralificaLo di questo titolo , ri chiedesi non solo fe rmezza in crollnbi le davanti al pericolo, ma anco una singo lare potenza altralli ~n, mercè cui si genera quella doppia cor1:ente di simpatia e di affetto d1e ra tult'nnodell'animo del capi tano coll'animo de' solda ti_. Pochi p·ossedel.lero come Skobeleff questa potenza: quel!' u.omo che con oioia frenetica lanciava sé e i snoi incontro alla morie. viveva si può dire pe' suoi soldari; tutto meueva in opera per accaltivarsene l'alTello, la cura flss idna del loro benessere, la famig li arità del tratto, i consigl i, le ri compense, i castighi . Le s~1e Lrnppe erano le meglio nutrile, vestite, disciplinale : militare sollo il comando di Skobeleff era onore e vanLo . Un soldato cui fu chiesto dal!· imperatore a qual divisione apparl ene;se, rispose: « so no di Skobeleff ,, . Qnell't1omo non apparteneva più a se stesso , aveva abdicato alla sua persona· 1

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1iLà, non era più cha nn numero in quel la massa che prendeva nome -da SkobeleIT. · Le sue quali là. mili tari più spiccanLi , il supel'bo disprezzo dél pericolo, l' inll~enza moral e esercitata sulle tl'uppe, la sicnre_zza dolr intuito , l'audacia e la impetuosità degl i assalti richiamarono all a. meflle di taluno le immo;-Lali fi gure di Suvarow e di Garibaldi. Ch e Skobe!eff fosse ammiraLore entusiasta cli Suvarow e de' s11oi meLodi di guena, non v' ha dubbi o: ch'egli possa reggere al paragone con quella strana fì gura d' u~mo e di guerriero è messo in dubbio dai più. Gli avversari suoi osservavano con aria bèfforda che ci voleva bet1 altro che l'abile bianco porLaLo dall 'eroe delle Montagne Yerdi per ricord~re quel fiero vegliardo che, veslito nn· ..ch'esso di bianco, condu sse per tanti anni alla vittori a le armate della Russìa. Ed avevnn nigione. ma so lo in parte, chè le stesse -0oti com uni a due persone debbono avere svolgimenli cd effelli di ver6i a seconda dd la educazione, dei Lempi, dell 'a mbiente. Ora pare a nÒi che parecchie de\le qualità cdrttlLeristi che dell' uomo di guerra sia dato risco ntrare così nell'uno come nel!' nitro ugualmente ril evate; ma sono ramoscell i ù' un,t stessa pian1 a innesLàli sopra due tron ch i diversi cli naLura o cresciuti ,-otto cli ma diverso. Per giuditare rellamen te del ::;uerriero bisogna aYer l'occhio all'uomo e ai tem pi. L' individunliLà di Snvarow è meno complessa, meno ricca, meno llessib ile ùi quella di Slcobeleff. Figl io cl' un nobile sp iantato, pi ccolo e gracile di corpo, si-arrolò a quinò ici an ni fuciliere in un reuui mento delle 1ruardie dell'imperatore, e stentò quauro an ni per avere i gall oni cli soltuffiéi~le : w quell'anima arden te, impet6osa, imprigionala fra gracili membra pesò il giogo d'una disciplina severa fin o alla feroc ia e vi lasciò una im pronta incancellabiie. Visse _se mpre 'nelle caserme o nei cam pi, non conobbe altra socielit ~be quella del proprio reggimento, non el>he altri rapporli çhe quelli derivanti dal la sua posizione gerarch ica. Laonde tulle le energie del la sua ani ma dovettero s1rolgersi · in un ambito stretto, torturate, compresse di col'.l linuo. Mu la natural per quanto an gnstiata, ·frenata, torlurata in varia guisa, erompe a quando a quando a scatti repenlioi tanto più rumorosi ed eneq.;ici quanto maggiore é stata la co mpressione. Fra l' uomo e il soldaLo dovè certo combat.tersi una loLta tenace o Lremenda: vinse il soldato, ma pagò ben cara la villori a, chè dalla indole propria e indomabile dell'uomo fn trascinnto C, ;91

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UOMlNl Dl OUERltA

allo ·strano .al grottesco . E le virtù militari .di Suvarow dànno appùnto nel grottesco . Il soldato dev'essei'e rotto alle fatiche, allo a resistere al caldo e al freddo; Suvarow nel cuor.e dell'in verno usciva nuao·dalla tenda e face a:;i giLtarea~dosso tre o quattro seccb ie d'acqua fredda; dev· essere attento e vigile, ed egli leva vasi" sempre prima che suonasse la sveglia, usciva dalla tenda, e al primo che incontrava..volgeva il saluto del . vigile gall o im iwndooe con quanto aveva di voce il noio.so chicchiricchì: deve sprezzare il lusso, specialmente quel della men.;a e del lello, ed ·egl( mangiava sempre ragù alla cosacca che i suoi aiutanti di campo trovavnno detestabili, f,1r,eva piòntar la tenda presso fa casa che gli era stata assegnata ad alloggio, e vol eva per letto un fascio di paglia. Il so ldato deve ba-· dare molt_o alla proprietà delia persona· e delle vesti , e Suvarow per ·ins~g-nare \a proprietà ai soldati che non avevano fàzzolello, forbivasi il naso con le dita e le dita spazzava nella tunica orlala d' oro e coperta· nel petto di decorazioni : deve conservarsi robusto e sano e perciò star lontano dallè donne, ed egl i, quando in società aveva il dispiacere di trovarsi vicin,1 qualche signora, ev_itava in modo originalis:;imo di guardarla e tanto più di toccarla. E vero che a-i•eva mo nalie e le voleva .molto bene; ma dopo aver passato qualche mo. . mento della notte presso di lei, usciva ,frettoloso dal!,1 stanza nuziale e facevas i giua,'e addosso alcune secchie d'acqua quasi per purifìcar$ i. Nè basta anco ra: quell' uomo che ribell~vasi così stranamen te agli usi e alle conven ienze sociali, ten tava altresì di sott rarsi alle leggi immut~bi li di natura: la vecchiaia gli mette,,a quas i ribrezzo , e la sua anima sempre :: iovane mal si piegava ad a:;sistere al disfac imento del corpo per opera degli anni e delle CaLiche; non potendo la realtà, volevà -avere almeno I' illusio~e della giovinezza ma non r icorreva perciò alle arti d'un esperto parruc · ~h i ere, no~1 si ~pecchiava mai , faceva anzi coprire tutti gli specchi ch'eran in casa sua, e dagli 'ospiti e dai servi facevasi. vedere correre per l'appartamento , scavalcar tavoli P, sedie (,J). Era un im. pas to di stoico e di .cini co : aveva del prìmo la fierezza indomita e ì' orgoglio scon finaw, del secondo l'animo sprezzante, il sarcasmo acre, spietato, talvolta plateale contro chi non gli andaYa a genio . Ma fra tulle quelle stranezze che . rivelano in Suvarow una. pro-

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Dc Gui llanmanchcs-DulJoscage. -

Op.

cit.

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fonda perturbazione delle facoità intelleLLive · e morali guizzano lampi 'di luce vivissima. Se ,è vero che il gen io · è compagno inseparato della follia, bisogna confessare che di tale accoppiamento è difficile trovare esempio più perfetto di quello dato da Suvarow. Non è però il genio vasto e profondo dei grandi tapitani, caratterizzato da una singolare attitudin e della mente a raccogliere. comprendere, ponderare tutti i dati di ·una situazione : la sua mente non ispicca per agili Là, flessi tÌil itlt e ri cchl:lzza di spedi enti; non vede che un rnodo di far la guerra, qualunque siano l'avversari o, il terreno, le ci rcostanze; correre dritti sul nemico e assalirlo; quindi iniziativa dell'attacco, carica n fondo : il so mmo del!' nrle cons iste nella raJ_Jidità e nella energia dell' esecuzione. due ~ondizion i che dipendono :;pecialmente dalla influenza mornle dei capi sui sottopo$ti. Ora questo modo di intendere la guerra è comune a Suvarow e a Skobeleff, m:1 su3siste fra i due generali un(\ differenza no tevolissima nella app lic;izione ciel principio: e tale differenza deriva . specialmen te dalla educazione, dall:ambienle, dai mutati mezzi guerre~chi. Sull'animn di Sko hel eff la disciplina passò blanda e la sfio rò appena: le sue doti natural i poterono qllindi svolgersi liberamente; ne' suoi Ùlli nulla di artificioso e di forzato, le sue stra. -va.ganze non cadono mai nel groLte_sco. La sua mente spaziò libe. rissima sul campo della scienza, e potè così affrontare il problema della gueiTa senza preconcetti, li bera da ogni pedanteria. Anche Skobeleff proclamò come Suvarow che ciò che vince qualsiasi ostacolo è l'energia mora le dei (:ombatl.enti; ma nomo dei suoi • 'tempi, conobbe e ·apprezzò i li miti che a tale energia impongono le odierne condizioni social i e militari. Suvarow disse folle la palla e sav ia la baionetta, Sl<obeleff non nega la saviezza all a palla e giudica folle quella baionettn; che oon sia innastata sovra un fu, cile a rapido tiro: da. ciò il diverso modo di _intendere, praticare la offens iva: l'uno vuole al.lacco a massa compatta, l'altro progressivo insistente e crescent:e a tnano a mano di intensità. Grandi perciò debbono dirsi amendue ma per ragioni diverse; strani amendue ina in. modo e in misura diverso; Diogene oell ' uno, nell'altro riviye Alcibiade . Che dire poi delle somigli anze che alcuni vollero trovare ·tra Skobeleff e Gariba.ldi ? Studiati come uomin i di guerra, amendue rivelano senza dubbio sicurezza e rapidi là d' intuito grandissima ,


UOlllH\l DI GUBRRA DE' TEMPI NOS'rRI

mente flessib ile, acuta, feconda di spedienti, volontà indomabile e alti tudine · meravigl iosa a muovere, trascinare, padroneggiare le moltitudini, Ma quante differenze· e quanto profonde! Diverso il campo in cui operano, diverso l'ambiente, lo strumento, lo scopo, diversi i risultali e l' importanza dell'opera -loro di fronte alla storia. Garibaldi vi ve per un ideale di I iberlà, e di giustizia .sociale, che trascende i confini della nazione e abbraccia l'umanità: ciò che scarseggia nella vita di _Skobeleff è l' idealità, è il sentimento eroico Durante la tempestosa sua ·giovinezza egl i combatte per combattere, affronta il pericolo perchè nel pericolo trova ·la gioia i è un ,wldato valorosissimò, è. un tipo di generale accorto, audace·, impetuoso, ma non è ancora l'eroe. L'eroe comincia a palesarsi durante la g1i'erra del "l 877-78. Quel la guerra gli schiude nuovi orizzonti: è la santa Ru;;sia che è scesa in campo a li berare i fratelli di razza e di reli gione; la rigenerazione _clel mondo slavo deYe ·iniziarsi e forse comp iersi con qu~\lo gaerra. SkolteleJT ha finalmente trovat() un ideale, e intende a tradurlo nella reallà con tutta l'energia della 'sua anima indomabile: diventa quasi un altro uomo così davanti a sè come davanti a' suoi concittadini, del suo passato così ricco di errori di stravaganze di debolezze di contraddizioni non sopravvive che il ricordo del valore guerresco e quel ricordo è in vocato ad ogni momento per mostrare all 'Europa di qual temp)'a s)a la spada del panslavismo . .Ma qnesLa spadri ·si spezza repentinamente; e che importa? La memoria dell'uomo ,che: dopo lunO'O . o errare h,\ consacralo. al trionfo d' .un' idea tutLa '!'energ. ia di un'an ima eletta, è imperitura come la causa di cu i egli s'è fatto campione. Skobeleff è caduto al, principio del ntiovo ci~ rnmino; vano perciò almanaccare s 11 ciò ché avrebbe fa tto e sui risultati probabi li dell'o~1era sua. Morì gio,vane e gli mancò il tempo dì operare; din nanzi alla storia eg li restaperciò come un grande enigma; ma dinanzi al popolo russo è un eroe, .e se l'urlo frn. Tentoni e Slavi ch'egli affrettava col. desiderio insanguinerà i piani del Danubio e della Vi stqla,all a. fantasia popolare ricorrerà.certo l'imma/'f iovane Vcrenerale che ,vestito cli bianco aa nO"ine del r> ' ,., loprla d~tvanti aF~ schiere ritto sul cavallo bianco cregciuLo nei piani dell'UCl'ania. SEVERINO LANELLI /

Tenente colonnello di fanteria .

I .RASSÉG N·A MENSILE

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Italia. .:_ Fatti vari. - Massaua e Abissinia. - Re Menelilc - Has Alula, nas Mangàscià e Debeb. - Armamento ri i Keren e occupa1.ionc del! ' Asmarn. - Missione scioana. - Francia. - Manovre navali francesi. - Visitatori dell'esposizione. - Avvenimenti nel\' isola cli Creta. - Sitmizione nella peni.•0'11 dei Balcani. - Russia. ...:. Austria. - Germania. - Inghilterra, - Cornb(1ttimenti fra i Der visci e gli Anglo-Egiziani nella ,•alle del Nilo. - Questioni anglo·fl'anCe$i per l'occupazione clell'Egitto,

Chiusi Senato e Carnera; S. ~.l. il Jle protrasse di qualche giorno oltre l'usato la sua permanenza a Roma, e questo fatto diede luogo a sospetti di complicazioni internazionali e a voci di guerra. Ma i sospetti erano infondati o le complicazioni svanirono, perchè il :l8 luglio il Re partì per · S. Rossore e, d6po breve sosta in questa localitii, si recò alia solita villeggiatura di Monza. S. M. la Regina, che da 'qualche / tempo trova vasi ih Venezia, ne parti il 29 luglio, per recarsi a Gressouey, nella valle d' Aosta.

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Nella Rassegna. precedente abbiamo accennato alle inÌerpellan:w che èb~ero luogo nella Camera, intorno a fatti attribuiti al cav. Durando, console d' Halia in Trieste, f: ad alcnni incidenti coli' Austria, appositamente esagerati per cr~are in.)tali.i un'agit11zione fìttizi::i e inopportuna. Si era oltracciò coslituita in Roma un'associazione col titolo di Comitato per Trento e Trieste, la quale pretendeva aRsurnere autorità di governo e sostituirsi perlìno al Re, ùui esclusivamenr.e lo Stat.uto affida la stipulazione clei trattati e il diritto di pace e di guerra. l n nome di nobili ideali che nessun italiano contrasta, ma dei cprnli soltanto spetta alla maggioranza, e per essa alle autorità costitu.ite, cleciderè il come e il quando convenga promuoveì·e l'attuazione, un pugno di sponsigliati ingiuriava il Governo e il Parlamento, dicendoli obbliosi del diritto della nazione, e inalecliceva pubblicamente un'alleanza, Ja. quale non solamente è salda base dell::i paùe d'Europa, ma è la garanzia dell'indipendenza e dell'unità . d'Italia contro l'azione di nemici palesi ed occulti. ·


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RASSEGNA MENSt: E .

RASSEOJX A )IENSILE

La cosa cominciava a diventare intoHerabile e com promettente. Il giorno Hl luglio uscì un decreto ministeriale del seguente tenore: Art. 1. Il comitato per Trieste e Trento è sciolto; ' Art. 2. I contravventori al presente decreto saranno puniti a norma cli legge; Art. 3. [I questore di Roma è incaricalo della esecuzione del presei;1te DecrelO. E l'esecuzione ebb"e luogo immediatamente e senza incidenti. L'esercitò nostro in questa stagione si trova, per massima parte, ai campi estivi, e da ogni campo giungono buone 1.1otizie della salute delle truppe, _ del loro spirito militare e della simpatica accoglienz;) che incontrano presso le popolazioni vicine ai campi stessi. A sostituire, in parte, le truppe dell'esercito attivo nel servizio di guarnigione, fu chiamatu in varie città la milizia comunale. I risultati riuscirono abbastanza soddisfacenti sotto il rapporto della mobilitazione, che fn genera lmcnte pronta ed csa ua; ma lasciarono molto a desiderare sotto il rapporto della disciplina. Si spera che l'esperimento gioverà a far prendere disposizioni le qunli impediscano per l'avvenire il ripetersi degli inconvenienti lamentnti. Per di!,posizione del Ministro ddla guena, in data 16 luglio, e in esecuzione di quanto venne disposto dal regio decreto del 2~, mai·zo anno· corrente, vennero chiamati sotto le armi i militari delle seguenti classi di milizia 1ùobilc:. a) per un periodo di 25 giorni i militari di 1a categoria delle classi 1857, 1858 e 1859 ascritti alfa fanteria di linea ed ai bersaglieri, compresi quei sottuffìcial i che, al termine della ferma permanente, fècero passaggio alla milizia mobile e vi sono tuHora ascritti; b) per un periodo di iò giorni i i11ilitari della stessa . 1_;1 categoria delle classi 1857, 1858 e 1859, ascritti Ììi, r~ggirnenti alpini ed ai reggi111enti di artiglieria da forteua di tutù ·i distretti militari, esclusi quelli ·della Sardegna, compresi i sottufficiali che si trovano nelle condizioni specificate nel precedente comma a.); · e) per un periodo di 15 ~iorni i militari cli prima categoria delledassi 1857-58-59-60-Gi-62-63, nscritti alla fanteri-a cli linea del distretto militare di Sassari; d) per un periodo cli 15 giorni i militari di 1" categoria delle stesse classi 1857-58-59-60-ol-62-63 dei distrcui di Cagliari e · Sassari, ascritti ai bersaglieri ed all'artiglit~ria da fortezza . . T richiamati di_milizia mobi le, di cui alle lettere a) o ·b), dovrannoipre-

senta rsi il 28 agosto ai distretti' se appartenenti alla -fanteria cli linea O ai bersaglieri; e lo stesso giorno ai magazzini dei battaglioni alpini O alle sedi delle brigate d'artiglieria da fo1:1ezza se ascrit.ti at'reggimenti alpini o a quelli d'artiglieria da fort.e;,;zn. . ... · r.'.·ichi:imati di cui alle -lettere e) e d), appartenenti alla 'milizia speciale dell isola ~1 Sardegnn, dovranno presentc1rsi il 2 settembre. . I sottuffici1J li dovranno presentarsi due giorni prima di quello fissato per la presentazione delle classi cui appa rtengono. · Con determinazione ministeriale d_el 25 luglio, vennero chiamati in servizio, mediante il Boltett-ino Ufficiale: .. ?li uffi?iali in congedo occorrenti alla costituzione dei vari reparti di lll1hzra mobile t della milizi~ speciale di Sardegna che dovrann"o cost.ituirsi. Sul Botletttno stessò vennero compresi altresì gli ufficiali dell'esercito permanente, che saranno destinati ai detti reparti; . .Gli ufficiali ?estinati ai reparti di mHizia mobile si presenteranno il g1omo.~6. agtJsto_a1 cc?tri di formazione dei reparti stessi; quelli assegnal i alla rn1hzw speciale s1 presenteranno ai distretti di Cagl iari e di Sassari il 31 dello stesso mese. Gli alpini éd i milita ri di artiglieria da fortezza, chiamati alle anni . con la presente ~i rcolare econ quella N. H2 (2;1 cutegoria della classe '1859), verranno congedati il giorno 1-(i. settelllb1·e; · I richiamati della milizia speciale di Sardegna saranno licenziati il 16· settembre; . Finalmente i militari ascdti alla fanteria di linea e bersardieri di milizia mobile, sarnnno inviati alle lGro case il 21 dello stesso :uose. I luoghi di riunione per la fonnazione provvi-soria dei battaalioni e rec,girnenti di fant eria cli milizia mobile, sono: w ti · Torino, Alessandria, Mondovì, Mil ano, Bergamo, Piacenza, Genovii, Verona, Padova, .Mantova, Bo logo a, Ancona, Sinigaglia, (;ampobasso, Firenze, Roma, Sp0leto, Cagertn, Napol i, Snlcrno, Lecce, Reggio di Calabria, Palermo, Cntania, Siracusa. . · .Per i battaglioni bersaglieri i luoghi di formazione provvisoria sono: __ Torino, Novara, Voghera, Cas~ie, Cremona, Genova, Piacenza, Pavia, . V1cenza, Bologna, Ancona, Firenze, Roma, Caserta, Lecce, Catanzaro, Palermo. Con circolare ministei-iale del '1 ° agosto corrente vnrnero chiamati sotto · le a~·mi i militari delle seguenti classi e categorie, appartenenti alla 1Ì1ilizia t.erntoriale, pe1: un periodo d'istruzione di J5 giornì: . ~) I militari cli 1a e 2" categoria nati riegli anni 1854 e 1855 proveTJ.tent, dalla fanteria -di linea e da i bersaglieri; )

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R.\SSEGN.\ l\lENSILE

b) I mii.ilari cli 3a categoria nati negli anni 18(3(3 e 1867 che hanno ricevuto l' is1.n1zione o che furono comunque dichiar:iti sufncientemen te islruili; appnrtenenti, tanto i militari cli f a e <j!a c:itegoria quanto quella dì 3• categoria delle summenzionate classi, ai distl'etti di : Aq uila, Arezzo, Ascoli Piceno, Barletta, Belluno, Benevento, Bergamo, Brc...<seia, Calt..1nisseua, Campagna, Campobasso, Castrovillari, Ca1anznro, Corno, Cosenza, Cuneo, Forlì, Girgcnti, 1vrea, Lecco, LivÒrno, · J\Iondovì, Monza, Novara, On•ieto, Pinerolo, Pistoia, Potem:n, Salerno, S:J1'oria, Taran to, 'f(m1mo, Trapani, Udine, Varese, Venezi a; , e) I inilitari di i " e 21• ct1tegoria nati negli anni 1853, 18511-, 1855 prol'enienti dall'artiglieria, escluso il treno, apparlencu,i ai distretti di: Ancona, Aquila, A1·czzo, Ascoli Piceno, Avelli no, Bari, Ba rlclla, Belluno, Benevento, Bergamo, Bologna, Ilrescia, Cagliari, Callanissc1.ta, Campagna, Camp,ibasso, Caser1a, · Castrovillari, Cawnia, Gat~nza1·0, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Ferrara, Firenze, Foggia, Frosinone, Gae~a, Girgenti, Leece, Lecco, Lod i, Macerata, Messina, l\'Iilano, :Monzn, ~apoli, Nola, Or vieto, Padova, Palermo, Perugia, Pesa ro, Pistoia, Potenza, Ravenna, Heggio Calnbria, Uoma, Salerno, Siena, Siracusa, Spolel,o, Tan:mt.o, Teramo, Trapani, Treviso, Udine, Varese, Vcnciia; d) 1 rni litari di i " cawgoria nati negl i anni i 852, 1853, 1854 e 1855 .riscritti ai reggimenti alpini; e) I rni lit"ri di 211 r.otegoria nati negli anni suddetti (i852, 1853, 185!1. e 1855) ascritti ai reggimcn1i alpini, e che ricovcltcro già l'istruzione milirnre o prestarono un µcr iodo di servizio militare. .J! giorno cli presentnzionc sarà por Lutti il 25 settem bre, sn lvo pei sottu ffi ciali che si presenteranno il 23. Con queste truppe si fo rmeranno 50 battaglion i di milizia le:Tiloriale, 75 compagnie nlpine, 22 compagnie di nrtiglierin da fortezzn. Ques1'ul1irne si fo rmc:·,mno a Torino, Veronn, Genova, Venezia, Bologn:1, Ancona, Spezia, Romu, Gaeta, Copua, Messina, Cogliari. Gli. ufficiali saranno chiamati con speciale bollcuino, e dovranno presentarsi rispettiva nnn le ai disfretli di formazione dei loro reparti, o ai magazzini dei battaglioni olpini. · · Contcmpornneamen tea questi ricltia111i di mi li tari di milizia, av rà luogo un congedamento di mililari dell'e··ercilo attivo. li '10 agos10 cotTenlc, compite nei campi di fanteria e nei poligoni d' :irtiglicria, le istruzioni annuali, s· iniziò, come en1 stato ordinato fi no dallo scorso giugno, 1' invio in congeùo ·illim itato dei militati di ,tn categoria delle seguenti classi: Classe 1866 con ferina di 3 anni, di Lu Ile le armi; Classe 1867 con ferma di 2 anni di tu.tre le nrn1i;

R.-ISSECX A llfE l:\SJf, t,

:~00

Ncl1'11lrirna d'a"osto conenrosnt"ll111oucrual11 1ente ·lll Vl:1, · ,·I ·111 . . scllirnana . O ' e i:,. , cdngcdo gli ~0111rn1 della classe 18(35 di fa ca1cgoria ascritli alla cavalleria. Con queA ~11 congedamenti si diminuisce rii oltre 70 mila uomini Ja forza presen to souo le armi. . Dal _Ministero del la marina ò slato aperto l'al'l'uolamento pel volon1ana1? di u_u an~o nella marina militare. Ad esso possono aspirare i giov:1ni nati ~<·gli ~am 181j9-70-7J, o cr11elli pure iwti nr•ll'an110 ·1872che avranno , con~pl_ulo ti .J7o a nno di età il 30 I\Ov1rn1 brc prossimo ventu ro, i quu\i tutti swno soggetti alla leva maritti1ua. Gl_i aspi:a~ui _donan~o far pervenire la do111anda ,il conrnndo del Corpo Rea li Equ1pa~g~a Spem, non pi11tardi del :30 settembre prossimo venturo. Lo stesso m111.1storo della ma rina lta de1e:·mina10 di destinare un addcuo uav_ale p1·c_sso l:i r. ,111dmscia1a a Ilcr lino. A tnl!' carica è sia 10 prescello il cap11ano di vascello cav. Guaherio, il quale è par1i10. per 1·,itrtriuno-ere In sua destinazione. oc;:, '

_1!

~8 ng~~to fu vn,·:i to lolicemon re rlai pan1.iel'i delta Spe7.in l'av viso rorped:n '.ere_ Confienza, :dia presenza elci Ducn e della Ducltc"sa •li Genova. Qucsl 11lt1ma fu la m.ilriua.

·' . Il 3 ngoslo fa Gazzel.la

Ufficialo pubblicò il scguenle R. Deci·eto :

_« La sessione lcgiidntiva 1888-89 Jcl Senato del reO'DO e della Camcl'a 0 dei deputali è chiusa. ,

-I'

Nell'ulti ma Ra.~seyna abbiamo' parlato di un incidente, clic ebbe Juoo- 0 nelle ilcqu~ di Gabes lrn_pescatori ita liani e d.oga nicri tun isini; abbia1~0 detto che :-1 aspel tav:mo r rist.llati delle due inchieste, ordinato l'una dal Governo it:iliauo e l'allra dal Governo tunisino, per accertare la veritù dei fa lli. Ma pare che le due incl1 ieste abbi11no cinti i·is1 rl ta1i contradclittorìi. lnfalli, il 1&luglio, un dispaccio da Tunisi ,mn unziavn - che· « i risuh.ati dell'inchiestu praticata,.in seguilo ad ordini ven111i da Rom;, dalle autorità_ cons~lari _i1aliane, per accerta re i fatti di Gabcs, non rispondernno a ~uell, de_n mclucst:i fotta dalle autorità beyl ic;ili, specialrnente percltò le barche v1,;1 ta1e non erano a 1or1·n, come di cono i Tu nisini, nrn ualleggianti. Di 1,Jiù, l'agente incaricato del sequestro aveva reaJJJlente p~offerto ~arole ingiuriose all' indirizzo della nostra bandiera » . Si aggiungeva che, m presenza di riuesti risu Itali con traddi ttorii, il Governo italiano ~ve~a inc:iric~L? i~ . reggente ]a regia ngenzia, barone Sq uilli, cli proporre ui via dt couc1haz1one una lerza i~chiesta in com une tra le autorità consolari italiane e le auloritù tunisine, sembrando questo il ~olo . modo di appurare la verità.


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RA SSEGNA ll E :S-SII.E

RASSE GNA MENSILE

Passò una quindicina di giorni, sen1.a che il pubblico ne sapesse altro. JI 2 agosto, un dispaccio delln Stefani fece conoscere cli.e « il ministro 1·esidente francese a Tunisi ha ordinalo una nuova inchiesta gull'incidenlc dì Gabes. Il Governo ita liano però 1ien ferma la sua proposta di un'inehiesla mistn, visti i risultati contraddittorìi dell'inchiesta operata dal console italiano in confronto di quella compiuta dalle autorità beylicali » . Prima di te:·minarc questa llussegna in ciò che riguarda l'Itn lia, vogliamo di re una pal'Ola sopra un fa llo di cui si èoccupota di questi giorni la stampa, cioè dei disertori nostri che .passano in Francia e dei francesi che Yengono in [talia. Sii:come da una parte e dall'altra si fanno manovre sul confine e 4ueste, per la st.agìone e per la natura del terreno sono faticosissime, si capisce, senzachè sì scusi, come possano esservi, nel numero, alcuni soldati che, più deboli dì fisico e di morale e meno sostenuti da spirito milit.ire e pa!riot.tico, approffitt ino della vicinanza della frontiera per passare dall'altra parte, senza troppo misurare l' infamia di quest'atto. Ciò diciamo tanto pei nost,ri quanto pei francesi. Ma siccome la stampa francese levò g1·an rumore . per qualche nostro <lise1-i.ore che ha passato le Alpi e ne trasse occasione di commenti non troppo favorevoli allo spirito della nostra truppa, bisognò fore un poco di stal.istica e dimostrare, come fu dimonato, che per uno che va, sono q uatt.ro che vengono, e che perciò i commenti fatti su noi si potrebbero applicare a chi li fa, quadruplicati. Ma oltracciò è necessario anche porre in rilievo una ci rcostanza can1tteri:1tica: i disertori che vengono a noi sono traUati da disertori. Qualunque militare straniero ci si presenti dopo di avere abbandonato la propria han · diera, ci muove a compassione e a sdegno. Non altl'e voci àll'infuori di queste parlano per lui nel cuore del noslro popolo. Del che ci compiacciamo altamente, come di. un seguo di civile e militare onestà. Invece pa re che non succeda lo stesso dall'altra parte tielle Allii. Abbiamo visto qualche giornale franc-0se dare ai nostri disertori il titolo di bravi. Questo si chiama scherza re col fuoco. Ch i crede cli fa re, così, un atto di accortezza, di patriot.tismo, ne fa uno di gconsigliateua e di demoralizzazione. Mentre crede d'incoraggiare alla diserzione i nostri che sono lontani, incoraggia i suoi che sono vicini. E per questa volta non diciamo altro. ·

11 1'.e l\fonelik dello Scioa non pare che abbia volontà per ora dì aff1-ettare la sua marcia. Le ultime ne>tizie clic si banno cli lui, ~i rifel'iscono al ' HSgiugno e ce lo mostrnno sempre nei dintorni del lago Tsana, d'onde probabilm~nte non si , muoverà prima che sia fìni ta la stagione delle piog-

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31 l

gie. Conlinua~o _Jr .so~missioni falle II lui dai ras e altri capi ~bi_ssini; pero non potra dirsi i\'e,qus Ne,qest (re dei 1•e) dell'Etiopia, finchè non sia s!a to c~ns~crato tale ad Ax~m od Ak_surn, citlii sant:i riel Tigré. 1 Nell_ ult1m~ Rass~gna abb1amo lasciato ras i\Iangascià, il preteso successore cl, re G1ovann1 e ras Alula, che solo gli è rimasto fedele, in marcia eia Adua ~el'SO l'in_terno ?el Tigré. Debeb dopo averci prestato il suo conc?r~o nel) ?ccupaz1one d1 Reren, era risalito sull'ahi piano abissino e marc1ava ~ncll°esso verso l'interno, allo spaJlo cli ras .Alula e ras Manuascià. Quale ne_ern lo_scopo'? Noi sappiamo, nè c'importa saperlo. Il fa~to Sia che, o gl_, _u~ s, sono fermati, o l'altro gli lrn raggiunti, perchè si trovarono tutti ms,ei~e ~ ~Iakallé. Qui vi o nE\i dintorni Debeb, che più volte aveva espres_so I op1111?ne (come apparisce da varie corrispondenze) che se ras Alu la,gli_era 1'.om1co, ras Mangascià gli era amico, ebbe un convegno con quest ul t1~~'. il quale, n quanto sembra, gli avrebbtJ aperto le bracr,ia pron~ct1:cn?ogh ~t fa rlo ras. Oebeb, per il momento, non desiderava di megho. Fissato ti giorno dell'investitura e i particolari della cerimonia D_e~~~, con poc~ scorta, recavasi nella cltiesn di l\'fokalle, dovo per part~ dt J et:, AlL'.la (d accordo o no con r1:1s i\langascià) fu invest'ito in un modo che non s1 aspettava, cioè fu sorpreso e incatenato. Le sue "enli si sbandarono e parte fuggirono verso l'interno per raggiungere i\fenelik, parte vers?. .Massaua; parte naturalmente saranno passati a ras Alula e,ras Mangasc1a. . Col~ro _eh~, ~llf di vedei· avverate le loro tristi pl'Ofezie, sarebbero lieti dt ognt cl1sgraz1u che ci succedesse ·in Africa e in mancanza di meu1· h' . . ' . ' e IO, c 1amano m~u_cces I le fortune e vergogne le glorio:!, dopo aver tanto chiaccherato sugli 1mbara_zzi della nostra posizione fra Mcnelik e Debeb,· ora mettono la cattu1·~ d1 Debeb fra gli scacchi suqiti dall'Italia. i\fo non Io credo~o. li caso d1 Makallè è una ripetizione, in proporzioni ridotte, del c?so di_M_ctammah. Debeh ci aveva servito abbastanza e fotse era sul punto d1 trad11·_c1 una se~onùa v_olta, q_ua~do ras Alula l'ha messo a riposo. Dal ~egus ~, h~nno h_bera~o '. Dernsc1; da,Debeb ci liberò ras Alula; chi ci l1berera dm fabbncant1 d1 scacchi'? · Tutte le corrispondenze s'accordano nel dire che il commercio a Massa_ua va crescendo, eh~ la città si pulisce ed abbellisce, che la popolazione è m_ aument~ pr~gressrvo. Uno scambio continuo di militari e di borghesi avv1en~ tra ~·Jtaha e qu~sta sua colonia, la quale non sembra più così Jon~ana e rnospitale, come gli avversari per progetto la dipingevano eil volo-o ignorante se la figurava. "' Ker~n è stat~ munita_ di li, pezzi d'artiglieria da campagna rrainati per una d1slalll.a di 177 chilometri a 1400 metri di elevazione, attraverso a


312

RASS EGNA JilEJSSIL I::

strette gole e salite scoscese, pel' sentieri diru ti e nel letto asciutto del Lehka. "un giorno, mentre la caro~ana, partita da Massaua il i7 giugno, sotto gli Ol'd.ini del capitano ;\fottura e composta cli :l66 cammelli e 68 muli col distaccamento di scorta, marciava appunto nel letto del torrente, s'intese un fragore lontano rapidamente anicinarsi e poco appresso una impetuosa corrente prodotta dalle pioggie cadute sui monti, si fece innanzi travolgendo alberi e quanto incontrava sul suo passaggio. Uomini e bestie ebbero appena· il tempo di ritirarsi sulla riva. Il giorno dopo 11 torrente era di nuovo asciutto. La carovana, ripreso il cammino, giungeva felicemente a Keren il 26 giugno, alle '10 di sern, mentre le truppe in~igcne, al chiarore del l,~ torcia a vento, improvvisa vano, per riceverla, una delle solite bizzarre fantusie. Il forte di Keron, arma10 d'ar1iglieria, é, secondo tuUc le corrispondenze, im prendibile per clii non dispone di quest'arma. Tutte le lribù circostanti a Kcl'en, i Oogos, i Mensa e gli Habab, genln pacÌlica, hanno accettato la nostra occupazione come una fortuna. Tuttavia non manc:i ti ualchc banda nomnde che infesta l(l slr1tdn e cerca cli far preda sulle carovane. Dalla parlo dell'altipiano abissino si è compiuta la strada da Saati a Ghinda é si pl'ocede alla sistemazione di quella clcll' Asmarn. A Ghinda si stanno costruendo parapetti di difesa e si coronano le alture con qu(l]che l'orlino Spaccamela. La cattura di Dobcb fece affrettare l'ordine dell'occupazionedell' Asmara. Jn seguito a ciò, nella notte dal 2 al 3· corrente il generale Dalclissera con due hattaglioni indigeni, due battaglioni regolari e due batterie di montugna è partito da Ghinda. clii-etto ali' Asm:irn, e l'occupò nella giornata del 3 senza opposizione, an.zi accolto festevolmente dagli abitnnli. Gli ult.imi dispncci reca no che i lavori di fo rtificazione cominciarono subito, procedono alacremente e fra pochi giorni saranno condotti a buon punto, come pure sarà terminata la strada da Ghinda al ciglio dell'altipiano. Has Alula si ritira verso sud; dopo es·sersi avanzato fino all'altipiano di Entisciò, è tornato a i\Iakallé, lasciando sul detto altipiano poche truppe. Questa tit(rata, che è un indizio della sit uazione, dimostra che la nostra posizioue all'Asmara è atlualmentc sicura, e quando le nostre truppe abbiano avuto tempo di fo rtificarsi, diventerà sicurissima, se anche la situazione dovesse cambiare. Tutti i dispacci e tutte le corrispondenze parlano del fresco che si gode all'Asmara; ai nostri ufficia li e soldati non par vero di esse1·e usci ti dal forno. La salute delle truppe è buona, lo spirito eccellente. Le bande assoldate, anche le abissine, fanno il loro clovel'e. Quella parte della banda

JIASS.BG:-1 A l'l1E)1Sfr,E

Dobeb, che non si è ritirata Vel'SO l' interno, dim:rnda di passare sotto ali ordini <lii-etti del comando. . · I!) fncominciano a giungere a Napoli, in attesa d'imbarco, soldati appartenentì al nuovo Col'po speciale d'Africa, i quali partiranno in diverse riprese nel corrente mese di agosto coi pirosc..1/ì Scrivia, Gottardo e Pol.cevera. Gli stessi piroscaJì, al ritorno, porteranno in Italia i congedandi. Negli ultimi di luglio giunsero in Italia ti·e abissini· uno ziu di Debeb un suo piccolo fratello e un servo. Sono i primi etiopi: che abbiano avut~ l'onore di vedere le nostre città; il fra tello di D~beb avrà anche quello di venir educato in uu nòstro collegio. Lo zio tornerà in Africa a raccontare quello che ha veduto. . La ~issione scioana'. di cui abbiamo parlato nel!' ultima RasseglllL, è giunta il 4 agosto a Ze1la, dove ebbe onorevoli accoglienze dalle autorità inglesi, e s'imbarcò subilo sul Cri.swforo Cokmiho col conte Antonolli. Essa è composla di 15 o 20 persone, e ne é capo Degiac · ~fakonnen, governatore di Harrar e cugino di Menelik. h otta missione ha seco vistosi don i per S. M. il Re, fra cui, dicesi, un grosso elefante, il cui trasporto è causa di non poche diflìcoltl1, e parecchie bellissime zebre. Salvo casi imprevisti la missione giungerà a Napoli il Hi o il HS corren.te. 11 io luglio la Camera francese approvò con 461 voti contro 4.3 il progetto di legge, che apre un credito di 58 milioni per ultimare alcune navi in cantiere e costrurne di nuove, più un credito di 3 milioni per lavori ai porti militari; poi si aggiornò. La stessa sera detto progetto di legge fu presentato al Senato, · riunito alle 10 pom. sotto la presidenza del vice-presidente Humbert; ma questi dichiarò che il decreto di chiusura d'ambedue i Padamenti essendo "ià stato letto alla Ca.mera, il Senato non poteva più deliberare e, .negando la parola a tutti gli oratori, tolse la seduta. Ciò non porterà nessun .1i1ardo nell'erogazione dei fondi, resta solo incerto in qual modo verranno impiegati, dipendendo questo non dal voto .del Senato, ma dalle idee dell'nrnmiraglio Krantz in fatto di costruzioni marittime. Le congeiture a questo proposito sono incerte e contradditoriò, non-aven~o il ministro creduto di spiegaesi chiaramente, nè potendosi dedurre la sua opinione dei folti compiti, stante il poco tempJ trascorso, <lacchè egli si trova a capo dell'amministrazione della rnarin:1. Secondo una intervisLa pubblicata dall'Ecl.a.ir, qualche giorno prima della presentazione del citato progetto, egli avrebbe dotto: « Credo ch o se l' Italia dovesse < ricominciare, si prep:nerebbo diversamente alla guol'ta. Quelle corazzate e)

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Ai'i:-.O x'xx 1I', \'OL. 11.

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« formidabili non sono pratiche; non resistono m'o lto più delle altre ad e< una torpedine ben lanciata ».

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RASSEGNA MENSILE

RASSEGNA MENSILE

, Le manovre fissate per la fine di luglio dovevano coufermai'lo in tale credenza. Ess.e cominciarono diffatti il giorno 23 e avevano per iscopo lo sfud10 della difesa costiera presso Tolone e le isole Hyeres. Durarono poco e non si sa precisamente se il tema sia stato esaurito o le manovre stesse sieno state sospese; nessuna relazione ufficiale venni:) pubblicata o quelle dei giornali sono contradditorie. _Tutt.i però s'accordano nel dire che il risultato complessivo produsse . una penosa impressione· nel pubblico e nelle sfere governative, avendo sempreppiù di1ilostrato l'iiisufficiente difesa delle coste francesi. La squadr~ rappresentante il nemico, sarebbe riuscita ad eseguire tutti gli sbarch i tentati, senzachè le torpedini potr.ssero impedirlo. Anzi la torpediniera N. 64- s'urtò con quella N. 38, e 111 torpediniera N. 39. s' urtò con quella N. 33, e tutte quattro riportarono tali avarie che le costrinsero a riparare nel porto più vicino. Questo fat to aggiunto ad altri consimili che si ripetono da fJUalche tempo nelle manovre francesi ed in altre occasioni, onde già furono messe fuori ~ervizio una. cinquantina di torpediniere r,he si dissero di tipo sbagliato, Ieee nascere 11 sospetto che alla categoria dei tipi sbagliati apparlenoono e> . . ancl1e, m magg10ranza, le altre; perciò, se è vero quanto si afferma, il mi~ nistro della marina avrebbe ordinato che tutte le torpediniere armate per le manovre vengano poste nella riserva, e avrebbe pure dichiarato essere suo intendimento disarmare tutte le torpedinieie da costa e far studiare un nuovo ~ipò. Pare dunque che se la Francia dovesse :ricominciare, si prep1irerebbe diversamente alla ,guerra. · . ·Chiusa la Carnera, le scene di pugilalo, pro e contro Roulanger, continuarono nelle riunioni pubbliche e private; ma non ci occupe;·emo di esse, nè degli atti d'accusa contro il detlo generale, nè de'suoi proclami, nè delle sue candidature; tutte cose di cui il telegrafo ci parla ogni giorno c,:m una costa~ia e una diffusione degtìa di più interessante argomento. L'esp~sizione universale continua ad esser.e oggetto di meraviglia per far.te ?e1 numerosi visitatori. Fra questi. vi fu ~na comitiva di operai 1tahan1 che, sotto la guida dell' onòrevole deputato Maffi, il giorno della festa nazionale fra ncese, consegnò solennemente al municipio di Parigi una handiera nazionale italiana, · dimenticando che le bandiere nazionali, non si consegnano agli stranieri neppure per gentilezza, ma si custodiscono gelosamente e si difendono quando fa bisogno. .. · . Lo stesso giorno e quasi alla stessa ora, in un altro punto di Parigi, la vista .della nostra ban~iera ecc_ita':'a le fu rie della plebaglia, fino a/ar rompere ti vassellame e gl~ specchi d1 un povero caffettiere, che al grido fuori

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àe bandiere, non avendone altre, aveva messo fuo ri una bandiera italiana, 'lasciatagli in bottega dal suo predecessore. Fra i visitatori dell'esposizione vi furono pure il re di Grecia e lo Scià .di Persia. Il primo passò quasi foosserva to, . per il secondo si fecero tali feste, come se invece di uno Scià si trattasse di uno Czar. Il suo arrivo venne ·preannunziato come un grande avvenimento; gli ultimi suoi passi sul -suolo inglese erano seguiti da corl'ispoòdenti che empivano le colonne dei giornali di novelle persiane. Finalmente passò lo stretto egiunse il 30 luglio .a · Cherburgò, solennemente ricevuto dai rappresentanti del presidente ' Carnot, da tutte le autorilà civili e militari e da grande folla plau -· .dente. Il giorno 31 fece il suo ingresso solenne a Parigi. Non descri'Veremo la folla, le vetture, le truppe schierate e le acclamazioni del -popolo. Il presidente del'la repubblica si recò a riceverlo nella stazione. I giornali sono pieni delle sue biogratìe laudatorie e insistono· sul fatto che la · . :Francia sa ricevere splendidamente anche i re. Vi pure un banchetto di gala, a cui rnancarùno i brindisi, perchè . :Nassar Eddin, scià cli Persia, non è avvezzo a questo genere di eloquenza. ~ .Ma non mancò al banchetto un inciden'. e caratteristico; ad un certo punto ·'lo scià di Per:;ia s'accorse che mancava fra gli invitati Dina-Salifon re ·negro, di una re.gione del S:megal, uno di quelli portati al_l'esposizione, ~ -domandò che gli fosse presentato il collega. Si corse subito in cerca d1 foi e dopo un po' di tempo il re senegallese si presentò nel suo brillante -costume. · Anche quest' incidente ce lo annunziò ) 1 telegrafo. Ne annunzierà forse .dei più belli, ma non ne riporteremo ~ltro. . . Da più d'una settimana lo scià di Persia ha ecclissato Boulanger e · la fortuna di questa visita sembra in Francia così grand~, che qualche . ,g iornale irancese ha scritto avere l'ltalia fatto tutto il possibile per dis. suaderne lo Scià.

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Fra J~ parti più centrifughe dello sconnesso i,mpero ottomano vi è l' i-so-la ·cl i Candia. Quali sieno le aspirazioni e le pretese de' suoi abita.nti non :sarebbe faci le definirlo esabtamente, ma pare che si riassumano nel\' ideale, comune a quasi tutte le provincie europee ancora sotto la dipen.denza d) Costantinopoli, di staccarsi il più possibile·da questa e di accostarsi a quegh ··Stati già costituiti coi quali hanno maggiore a.ffinità. Per q~esto ideale pi~ o meno confessa to, i cristiani di C1;eta o Cancha, fanno ogm due o tre annt un'insurrezione, e, benchè in esse abhian.o sempre la peggio, riescono sempre ad accomodare fa partita, sciogliendo uno dei legami che li avvince a Co-


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l:A ~SEGN A ~1E1'S1LE

RASSEG l\' A MENSILE

stantinopoli, perchè oramai è nel destino dei Turchi « di perder sempre O> vincitori o vinti » . Co$i stando le faccende, rion è a far meraviglia, se ora i Candiot.ti ricominciano il gioco, _tanto più che il momento sembra J_oro propizio. In prin-· ci pio di luglio il telegrafo prese ad annu!]ziare che nel!' isola regnava grande· malcontento, il quale minacciava di prendere forme concrete. Poi si parlò di risse tra Cristiani e Turchi, coi relativi morti e feriti; venne in seguito l'aflluenza dei Turchi nelle ci ttà sotto l'egida governativa e l'uscita dei Cri-'stiani alla campagna per sottrars.i ali' autorità; quindi gl; iùcendi di cui gli uni e gli alt.ri si palleggiano la colpa. . Il governo _turco !,:i commosse e delìberò di spedire molle truppe nell' i'-· sola, ma finora ne spedi poche; intanto ricorse ai mezzi concilianti. Ch iese fosse inviata . a Costantinopoli una. commissione per esporre i bisooni a della popolazione e richiamò il governatore contro cui s'erano sollevati recl:imi. Il governatore partì per Costantiuopoli, ma non la commissione, perchè non potè o 110n volle costituirsi. La reggenza del governo fu lasetata al comandante militare del!' isola; .ma questo comandante non ha forzo s11ffi cienti per n~antenere l'ordine. I Cristiani insorti hanno fo rmato una specie.di governo, e un'assemblea che spedisce proclami anche all'estero. Intanto, bande cristiane e mussulmane scorazzano il paese, commettendo eccidi, sàccheggiando, incendiando. Apparvero distaccamenti,armati fin sotto le mura di Cane.1 e di altre città. Questa è la situazione. Le potenze mandarononavi nelb acque di Candia pe1: proteggere i propri connazionali. La Porta incapace di prendere una risoluzfone energica, perchè teme le conseguenzedelle con.seguenze, si perde a inviar messi, a promettere riforme, a cercareun governatore, che piaccia a chi non ne vuole nessuno . Come lìnirà? Un'eruzione in un' isol:i non avrebbe per sè stessa gravi conseguenze, senon vi fosse sul continente chi cerca profittarne. L'assemblea candioùa, chelo sa, fece un appello a tutti i patriotti ellenici, dimandando il lol'O cori- · corso per la lotta diretta a realizzare le aspirazioni nnionali. Pubblicancl<>questo appello, parecchi giorrial i greci invitano il governo e.il po1:iolo greco a fare il loro dovere. Questo invito produsse nel"popolo un certo fermento~ il governo continua a mostrarsi neutra le, ma si dubita che possa mante·nersi lungo tempo in quest'attitudine. Secondo gli ultimi clispàcci, detto Governo avrebbe già inviato una nota· alle potenze, dichiarando che non potrebbe rnan tener5i hmgamente estraneo, alla questione di Creta, se la Turchia non riesce a calmare l'agitazionefra i Cristiani deB'isol:i. Certo che ne~nche l'attitudine del governo greco potrebbe mutare una questione cretese in una questione europea, e abbiamo visto altre volt~ Ja,

i nanità de' suoi sforzi, quando le potenze erano d'accordo; ·e pare lo siano .anche ora. Se da Creta, che vuole sciogliersi dalla dipendenza della Turchia, pas,siamo alla Serbia, che se ne è sciolta, alla Bulgaria e alla Rumelia che vi -si attengono ancora per un filo, a Novi Bazar e a Salonicco, che non sanno . chi sarà il padi·one domani, al Montenegro che sta come un falco in pugno -al fa lconiere, si vede un intreccio, una confusione d'idee e di fatti contrad. dittorii da non s·aper più che cosa vogliano nè le popolazioni, nè i loro governi. La Serbia si arma. Perchè? Contro chi? La Bulgaria che un giorno sembra volersi alleare colla Serbia, il giorno appresso sembra in procinto -di muoverle guerra. Oggi si parla di accordi tra la Serbia e il Montenegro, ,per forc un colpo di mano su Novi Bazar, domani si parlerà di gravi dis-sensi tra questi due Stati·di cui l' uno insidia l'altro, sostenendo un pre.tendentc al trono. L'ex-re Milano,.dopo aver abdicato ed essere partito da Relgrado, vi è ritornato dietro invito, dicesi, dei reggenti. li metropolita Michele, 0rrran faccend iu e politico, esiliato un tempo dal re Milano, poi richiam·ato dai reggenti, è ora in discordia, con essi. Dande di briganti scorrono la Serbia, s' affacciano alla front.iera della Bulga ria, fanno capolino a Noyi Bazar, dopo due giorni spariscono. Chi ne capisce? Si ·di rebbe che · ·vi sono, dietro la scena, diver.se mani che muovono i fili, l'una a dispetto ,dell'alt.ra, ·e che oltracciò i fantocci non rispondono docilmente al fìlo che 1i tira. . ' In questo quadro oscuro sarebbero, per cosi cli re, un punto lumi_noso (àlmeno per il cronista) i brindisi del Montenegro, se dopo essere stati annun..ziati, smentiti e poi riconfermati, non avessero' finito per diventare anch'es:i un pun to oscuro. I brindisi sono un modo laconico di esprimere le P!·opne i dee, ndle condizioni d'nnimo più sincere, davanti un pubblico ben disposto. Levp rn more, e con ragione, quello fatto, dne mesi s?no, da Il~ Cza1:,che ,,chiamò il Montenegro l'unico amico sincero della Russia; ma noi parliamo 4iquelli più recenti, che, per quanto dice~i, ebbero luogo in un hanc_hetto .<lato il 27 luglio a Cettigneclal principe Nikita in onore del granduca Pietro; ,banchet.to a cui parteciparono i rappresentanti della Francia e della Russia. Primo i_\ principe Nikita bevette alla salute dello Czilr, dell'esercit_o r~ss~ ~ -,degli eserciti alleciti. Qnali sono questi eserciti alleati? Lo dicono 1 brmdlSl se"uenti. Il granduca Pietro prese la pa rola dopo il pdncipe Nikita e brindò :alla salute dell'esercito montenegrino. Poi venne la volta dell' inviato russo, al quale bevve alla salute dell'esercito francese. Allora il signor G~rard, -rappresentante della Francia , sqrse in piedi e bevve alla salute degli eserseiti francese, montenegrino e russo e allo sterminio dei loro nemici. A 49uesto brindisi completo, perchè va dalla salute allo sterminio, applaudi~

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RASSEGNA MENSILE

rono eutusiasticamente i commensali, e il principe Nikita e il granduca, Pietro strinsero la mano del signor Gérard. . . Veri o no questi brindisi, è un fatto che la Russia continua ad armars~. e inviare tru ppe nel Caucaso, in Crimea e· sulle frontiere occident:ili: la Turchia, stando a un dispaccio del Tymes in data del 2 agosto corre~te,.. avrebbe ordimto la chiamata sotto le armi di 80 mila uomini della riserva. Austria e Germania, chiusi i parlamenti e cessati gli scioperi, •non· fanno parlare di sè; si direbbe che da una trentina di giorni non abbiano, stol'ia; ma si sa che si preparano in silenzio alla lotta; la Germania spe-:cialmen le ha l'atteggiamento, che Dante scolpì nel famoso ve1·so: <<

a guisa di leon; quando si posa »

Più vivi; più loquaci che g!i'uomini di Stato tedeschi ed austriaci furono. in questo periodo di teinpo gli inglesi. Sarebbe troppo lungo analizzareançhe sup~rficialmente i discorsi tenuti, in questa o qudla occasione, è.a personag~'. che h~nno ?d ebbero e possono'. riavere una parte importante· nelle p~ht1ca del! Ingh1lt.erra, ìna non possrnmo tacere di quello tenuto, il 3i lu~l10, nel banch~'.to annuale alla Mansion House, dal capo del gabinetto 1~gles~, lord Sahsbury, tanto più che questo discorso è una rispostà a molti al ln. Lord SaJisbury disse di non .credere che i, d,isordini , di Candia possanoavere gravi conseguenze. Soggwnse che gli premeva dichiarare categori-- · camente, a nome del governo inglese, che questo non ha alcun desideriodi possedere l'isola cli Candia. Pr'osegui che il contegno dei Del'visci di-most.ra, non _essere ancora venuto il momento di abbandonare l'Egitto,. e che l_Ingh1lterra ,non lo abbandonerà fìnchè esso non sia capace di pi'oteggers1 da sè contro i nemici interni ed esteri. · . ~ord Salisbury respinse l'idea che l' Inghilterra possa considerare con md1fferenza gli avvenimenti clell'Europ~ orientale, ovvero permenere 'im, prese comrarie-ai propri interessi senza m'.1nifestazione di ostilità. L'fn "hiltena n?n rinunzia alla sua antica politica e agli impegni solenni~ cheprese di fronte all'Europa, nè vuol sacrificare la propria influenza. U prnno scopo della politica inglese è la pace, ma con l'onore. Conchiuse~ichiarando che i grandi armamenti odierni costituiscono una garanzia 1m portante per Ia pace. Questa ~oncltisione spiega il recente risveglio d'attività ne"li arsenali enei cantieri dell'Inghilterra, attività che trova riscont.ro soltan~o del periodo~elle g_uerr~ napuleo~iche. ~elio scorso 1~ese di luglio, il primo lord delI amnlII'agliato, Ham1lton, nspondendo ad un'interpellanza del famoso in-gegnere navale sir Reed, . disse che secondo il programma, in bas~ del-

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l<ASSEG N·A ME~S:J.E

:;1'.)

l'Ultima legge per là <lifesà navale, si deve metter mano, nel 1888-89, alla costruzione di ~2 navi da guerra, cioè 20 nei cant.ieri reali e 32 nei privati.· Delle prime 20 ne sono giil cominciate 18, delle seconde 32 ne sono già cominciate 17. · · Argomento di giubilo ed occasione di feste in Inghilterra è in questi giorni la visit.a fatta dall'jmperatore Guglielmo alla regina Vittoria. Egli sbarcò il 2 agosto sul suolo inglese, solennemente ricevuto dalla regfoa s.ua ava, dagli altri,membri della real famiglia e dai capi del governo inglese. Delle splendide accoglienze che gli vennero fatte, non è qui il caso di parlare; ma non possiamo passare sotto silenzio la rivista navale, che fu la più grandiosa di° quante se ne sìenò mai vedute, e che solo la prima potenza mari.ttima del mondo ~ra in grado di far vedere. Essa ebbe luogo il o agosto nella rada di Spith(·acl. Erano circa '135 navi, con 22mila uo- • mini di equipaggio. L'imperatore Guglielmo, accompagnato dal principe Enrico di Ger-' mania, dal principe e dalla principessa di Galles e dal duca di Cambridge, s'imbarcò alle q,30 pomeridiane, a bordo de) yacht reale Victoria and Albert. Dietr<1 ad esso veniva un· seguito di legni che avevano a bordo le autorità. Il corteo percorse le file delle navi inglesi che erano su tre linee parallele; quella del centro aveva una lunghezza di circa due miglia e mezzo, le altre duè di un miglio e tre quarti ciascuna. ·, Gli· yachts, i vapori e le piccole navi da gtferra, erano schierate in vari punti della baia. La squadra tedesca era ancol'3ta cli fronte alla r,rima linea della rivista. L~ torpediniere su due file dietro la terza linea. , Mentre il corteo percorrha le tre linee, tutte le navi issarono la gran gala cli bandiere, le artiglierie tuonavano, ed i marinai salutavano l'imperatore cogli hurrahs. Era uno spettacolo meraviglioso. Il 7 agosto l'imperatore si recò ad Aldershot, dove passò in rivista un · corpo di 30 mila uç,mini, e il giorno appres:;o s'imbarcò sul yacht Hohena zollern per ritornare in Germania, dopo avere espresso e dimostrato in tutte le Jnaniere il suo alto gradimento per le accogliènze ricevute. La stampa di tutti i paesi è d'accordo nel rilevare èhe la visita dell'irnperatorè di Germania alla regina d'Inghilterra, in questo momento,· ha più che il significato di una semplice cortesia o di una dimostrazione di affetto ad una augusta parente. . Gringlesi e i Tedeschi specialmente si mostrano con ragione con vinti che que~ta visita gioverà a ravvicinare sempreppiù tr::i -loro la Germania e l'Inghilterra. Fra queste due nazioni vi sono nltri vincoli che quelli della parentela tra le due case sovrane. Vi sono vincoli di. cvmuni interessi.


RASSEONA MENSILE

Come tante volte si i! dotto, l'Ingbilterra non è legata da un trattato collo potenze centrali, ma le sue vedute ~·accordano colle loro, rispetto alla sit,uazione internazionale., e il recente discorso di lol'd Salisbury conferma che essa non vuole disinteressarsi delle principali questioni europee, e-specialmente dell'orientalo. Altro argomento di gioia per l' Inghilterr~ son.o le recenti notizie giunte dalla valle nel Nilo. I Dervisci che, come abbiamo àeuo nell'ultima Ras· segna, si avauzavano giù per detta valle, erano anda ti cresceudo di numero durante il rnese di luglio e, quantunque batt:uti in vari scontri, avevano contfouato ud avanzarsi. Gl'inglesi pratici del le località e avveui oramai al modo di combattere di costoro, presero in tempo le migliori disposizioni. Il generale Grenfell, 1·omandanle iu capo dl\gli anglo-egiziani, raccolse prima le sue forze ad As~uan, e quivi aspettò i rinforzi che gli giungevano dal basso Egitto e da va1·ie stazioni inglesi del l\1editonaneo. Ripartì le sue truppe in due corpi, l'uno agli ordini del colonnello Woodhouse, !''altro a quelli del colonnello Kitkener, due ufficiali che conoscono, per luçga permanenza, la valle del Nilo. Poi mosse contro il Òemico, spingendosi riuo a Korosco. Si noti ·che fino a Korosco ed anche oltre aniva la fet'l'ovia che purte dal Cairo. Non sappiamo se gl'inglesi abbiano potuLo scn irseue, ma ad ogni modo la loro marcia fu, certo, agevolala tlai vaporetti armati che scorrono sul Nilo. Prima di prnsentar::;i al nemico, il generale Grenfell gli mandò un proclama, intimandogli d'arrendersi e promettendo salve le vite. l\[a Vadelnjumi, capo dei Dervisci, il quale pare che ahhia imparato lo bello stile alla stessa scuola del defunto Negus Giovanni, rispose : « arrendetevi voi. Io sono mandato per conquistare il inondo.) E foce hastonarc il messo. Negli. ultimi di luglio il telegrafo annunciava qua~i ogni giorno scaramucciù, in cui i Dervisci avevano sempre la peggio. rI 31 luglio si seppe che gli Anglo-egiziani avevano 'posto il loro campo a Toski, villaggio non lontano da K.orosco o che il grosso dello forze dei Dervisci era presso AbuSirnbel. l tlue avvers(lri si trovavano tiuasi di fronte. Qualche piccolo attacco alle posizioni a van~atc del colonnello Woodhouse venne agevolmentr~respinto. Si aspettava da un momento all'altro un colpo decisivo. Questo venne dato il a (1gosto. Alle 5 11ntimoridiano,di detto giorno, il gonornle Gronfell lasciò Toski con tutta 1n ca•,alleria e la rammellerÙI montata e si recò in vicinanza del campo dei Dervisci. Questa mossn non era che unn fint(l per indurre i Dervisci ad abbandonare la fo~te posizione che oÒcupavano.'Perciò appenn si vide segnalato dal nemico, Grerifcll si ripiegò ordinatamente in 1·ttirata.

RASSECNA )[ENSJLI>

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I Dervisci credendolo intimorito, si avanzarnno e gli tonni:11·0 dietro fino a quattro miglia da Toski. In quel punto la fanteria anglo-egiziana aspett.iva in buona posizione le truppe montate. AvvcnuLo il congiungimento, gli Anglo-egiziani si schierarono in battaglia e s'impegnò una lotta decisi va. La fanteria comandata dal colonnello \V oodhouse, e l'artiglieria comandata dal maggiore Rundle, cacciarono i Dc:rvisci di posizione in posizione, di collina in collina con ammirabile intrepidezza. La cavalleria comandata -dal colonnello Kitchener pro!esse la destra della linea e rese vani, con opportune cariche, i tentativi del nemico per girarla. Dopo un combattimento che durò se~te oro, la vittoria fu èompleta per ~li Anglo-egiziani. Wadolnjumi, capo dei Dervisci, dodici suoi emil'i e cinquecento de' suoi soldati rirnasero uccisi. Gli altri fu ggirono nel deserto, lasciando sul campo un migliaio di feriti; un altro migliaio si diedero prigionieri. Furono inviate cannoniere lungo il Xilo ad inseguire i fuggitivi. Le perdite degli Anglo-egiziani, stando ai dispacci, sono molto lievi in coJifronto di quelle del nemico; esso ascenderebbern sol tanto a 17 morti e 131 feriti. · Malgrado queste buone notizie, la stampa.di Londra esprime l'opinione che la missione dell' rnghilterra noi Sudan non sia per anèo compiuta; essa ai;conna alla necessità di estendere verso il sud il protettorato ingleso, onde assicu 1·a1·c un ordine stabile nello regioni del Nilo superiore. Quasic;chè non bastasse il fastidio dei Dervisci per renderè gravosa agli Inglesi l'occupatione dell'Egitto, ci si aggiungo la Francia, clrn vuol saper l'epoca in cui lo sgombreranno e, non riuscendo a farsela dire, motte il veto alla converziooe del debito egiziano, donde risulterebbe a1l'Egitto un'economia di parecchi milioni. AL delegato egiziano che instava perchè la Francia aderisse, il ministro francese rispose non essere intervenuto nella situazione dell'Egitto alcun elemento da permettergli di modificare l'attitudine presa dalla Francia in tale questiono. D'altra parte il Governo inglese dice non essere intervenuto nulla , da permettergli di fis sare l'epoca dello sgombro. Così tra due .litiganti il terzo paga.

Il 19 luglio, nel la Camera doi Comuni in Inghilterra, si occuparnno di noi. Il deputato radicale Labouchere interpellò il :Ministero degli affari esteri , se fosse vera la notizia pubblicata da un .giornale italiano, cho in seguito ad un accordo stabilito tra l'Inghillerr:i e l'It:ilia, le flotte inglese ed italiana agirebbero insieme in caso di guerr:i, e che nel lo scorso anno,


!~ASSEGNA MEN SILE e 322 quando si temeva un attacco della Fran.cia contro il nostro .porto della Spezia, la squadra inglese era pronta a prestare assistenza all'Italia. Il sotto-segretario di Stato per gli affari esteri, Fergusson, rispose che l'azione del Governo inglese, nella eventualità improbabile di una guerra fra le due potenze menzionate da Labouchere, sarà senza dubbio decisa, come in tutte le altre questioi:ii politiche, a seconda delle circostanze del momento e degli interessi. dell'Inghilterra; soggiunse che il Governo inglese non ha alcun impegno od accordo che intralci la sua libertà a tale riguardo. Al Governo inglese, del resto, non consta (conchiuse Fergusson), che il Governo francese abbia avuto un progetto simile a quello indicato dal deputato Labouchere, 1:elativamente alla Spezia. Su questa risposta si è discusso e polemizzato nei giornali. Eppure è chiaro che il sugo di essa è precisamente questo: « rispondo che non rispondo,. Ottimo schema di risposta che, pednterpellanzesimili a quella del deputato Labouchere,. potrebbe adottarsi anche in altri Parlamenti.

BENEDETTO CAIROLI

Roma, l'H. agosto 1.889. M.

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Il giorno 8 agosto giunse da Napoli il seguente telegramn,a : « Starnane, alle ore 7, "5, in seguito a sincope, moriva l'on. Benedetto Cairoli nella Real Villa di Capodimonte ». · L'foilia segnerà 1'8 (lgosto 1889 f.ra i suoi giorni più nefasti, imperocchè le è morto nn figli o, che per l'indi pende~za e·1a libertà della patria a:vea più volte messo a rischio la vita e che l'ha spesa tutta a di lei servizio. Dire che il nome del Cairo]i è scritto a lettere d'oro nelle pagin,e del nostro risorgimeniq nozionale è ripetere ciò che tutti gl'Italiani hanno nel cuore è nella inente. Il monumento che in Rom:i sorge ad Enrico Cairoli, · morto per la liberazione dell'eterna ci ttà, ·fu il primo, ma non sarà l'tiltimo che gli ltaliani innalzeranno alla memoria di lui e de' suoi fratelli. Essa è destinata a ingigantire col tempo. Benedetto Cairoli era l'ultimo superstite di quelln famigli·a d'ero1; nato _il 28 gennnio 1825 in Pavia, primogeni!o dei cinque lì gli del prof. Carlo Cairoli e di Adelaide Bono da Belgirate, figlia a quel conte Benedetto Bono, che 11ve1·a coperto l'ufficio di ministro e di consigliere di Stato nel primo regno italico . . . · Nel ·I 84.8 Benedetto Cairoli, studente in Pa vi.1, fu l'anima dei primi · movimenti di quella città contro la dominazione straniera, ed insorta Milano, fece parte della prima squadra pa,·ese accorsa nella metropoli lombarda. · Dopo le cinque giornate di Mi l:rno, t:mrnto alla nlltiva città, raccoha coll'aiuto del padre un nucleo di volontari per la guerra dell'Indipendenza, e partì poi con esso, facendo tutta la c11mpagna del 18,~8, se· gnalandosi per valore in parecchi scontri, cli guisa che . venne messo all'ord:ne del giorno da re Carlo Alberto, e gli fnrono conferite, pei; me-· rito di gueJT.J, le spalline d'ufficiale. 1

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BENEDETTO CA.lROLl

Terminata la campagna . del ·1848, la famiglia C,1iroli , e co·n essa Be· uedetto, ,i condusse a Groppello in Lomel lina, ove possedeva vaste pro, prietà, . e da quell'asi lo prese a rinfocolare e dirigere fra gl i emigrati lombardi il lavoro patriottico, che doveva preparnre l'Italia a um: seconda campagna. Perduta questa a No\•ar:i, Benedetto Cairoli si trovò i.rn coloro che non sapevano rassèguarsi alla sconfitta. Tornò· in Lombardia e fu capo di un comitato eh~ preparò e tentò audaci;;sime imprese; ma i .mezzi non corrispondendo alle diffico ltà, questi teotativi fal lirono e Bened1.mo Cairoli dovette rifugiarsi alLernati va mente in Piemonte e in Sv izzera, per tornare in tombardia dopo l'amnistia del il 857'. Ma poco ci stette, che prima del 1.859 fu costrett0 ~d esulare un'altra volta in Piemonte. Qu ivi, in principiò del •18!)9, Garibaldi gli confidava d'aver avi1to un colloquio col re Vittorio Ernnnuele e col conte di Cavour t! di essersi 11ccordato con e~si per una levata cli scndi che doveva essere assecondata dàlle popolazion i dell:i Lomlrnrclia . Benedetto, nulla curando il pericolo a cui si esponeva, si recò a Milano, dove aveva dato convegno a.i priucip11 li patriotti lombardi e, raccolti li iu casa di Visconti Venosta, raccon tò loro quanto avevri saputo e li esortò di 11derire incond izionatamente a quanto a vrnbbero detto e fotto Viuorio Emanuele e Garibaldi; il che ot-' tenne senza la menoma esitazione . Nella guerra del 4859, egli militò come ufficiale nei cncciat.ori delle Al'pi, avendo seco i fratelli Ernesto ed Enrico, mentre l'altro fratello Luigi 1 to reoolare Se rvif'a nell'eserci .. (:) ' bri< ,:, ata Aosta , e a BiÙmo di Varese vide morire, prima vittima nell a su:i fam iglia, il frntello Ernesto. · Do.po la g11erra segnì Garibald i in Romagna e nel 11860 era coi Mille di M;1rs;ila, capitano della 7• compagnia, nel la <prnle il frntello Enric0 ·era c11por1ile. A Calataflmi, Benedetto Cairo!: fa gravemente fer ito, ma non volle abbandonare il campo. ' Nella presa di Palermo, al Ponte dell'Ammiragl io, fu colpito da una -palla es r,lodente nel centro della tibia ed ebbe frantumaw la gamba, sicchè -per molti anni dovette camminare colle grnccie. Lo stesso giorno vide feri to gravemente da una palla in fronte suo fratel lo Enrico, f! qua lche mese d(ipo gl i moriva in Napoli, per fer ite e patimenti durante la camp~gnn, l'altro frate llo Luigi. Dal 186•1 al ,J866 , ' Benedetto Ca irot i soggiorop lungamente in Pavia, pariecipanr\o coi consigli a tutti i tentativi per 11ffrettare la completa liberazione e unifi cazione della patria. Nel ·1866 fn tra i più attivi orgabizzntori del corpo dei vdlontari ga-

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325 r_ibaldini e fec~ la c~mp11?na di detto anno, come comandante del quartier generale d, Garibaldi. Suo fra tello Enrico combatteva nei volontari col grado di maggiore; suo fratello Giovanni era nell'esercito regolare col grado di capitano e combattè valorosamente a Cusloza. · · ~ a_l ·18~6 ~I 187? Benedetto Cairoli unì i suoi sforzi a quelli di tuu11 p11tnott1 , che m un modo o nell'altro intendevano· 11lla liberazione di Roma . Prese parle ai moti garibaldini del •1867, nell'agro romano, ove suo fratello Enrico lasciò la vita, mentre l'ult1mo fratello Giovanni ri portava tali fer ite, che più non si riebbe e ne mo'rì due anni appresso. Benedetto Cairoli fu el1::tto deputato pel colleoio di Pavia fino dal •1860 ·1 o ' 1 giorno stesso in cui partiva da Quarto coi MiHe. · Per 29 :inni, non ha mai cessato di far parte della Camera elettiva, rappresentandovi sempre gli elP,ttori della sna città, meno per un breve periodo, nel quale rappresen tò un <·ollegio di Napoli, poi quello di Brivio: Veupe eletto molte volte in altri collegi, e fra gli altri in uno di Rom:i, uel -1 886, con splendida votazione. N~l ·186i pronunziò il suo primo irnport:iote discorso politico e non tardo ad acquistare nella Carnera una posizione cospicua, ch0 si consolidò quand'egli accennò a separarsi dàlla' frazione radicale. Nel m.irzo ,f878 fu eletto presidente della dmera quasi all'unanimità .. Il gio~no dopo S M. il re lo incarica va di costituire un nuovo "abinetto in sostituzione di qriello delJ'on. Depretis, che s'era dimesso. ~ . ' . Questo primo gabinetto Cairoli durò dàl .24- marz~ ,f 878 al17 dicembre d~Lt~ anno. Periodo breve, ma memorabile per vari eventi, fra i quali, più un portante di tutti il congresso di Berlino. Nel vi 3ggio fo tto in quel tempo dai S0vr11n i a Napoli, l'It:d ia fu inorridita 8a l_l'~tte?tato di un pazzo contro la persona d~I re. Cairoli , frap. ponendo~, Jra il coltello dell'assassino e la persona del re, ebbe un colpo alla coscia . Ria_r~rta J·a Camera , sorse una vivace discùssione sulla politica interna del mm 1stero. · , Presentatosi all'asse·mblea, che do.vea giudicare i suoi atti come ministro, Benedetto Cairoli ebbe un'ovazione entusiastica, la quale attestava che, se_vi poteva essere varietà d'appre.zzamenti politici , non v'era che concordia nell'omaggio al l'uomo che aveva ricevuta una nuova ferita in difesa del' suo re. Giuseppe Fiuzi , altro grande par.riotta, salu tò, in quel giorno, Cairoti col titolò di beniamino della gloria, frn gli applausi del la Camera e delle t6bune. Ma come ministro cadde, e gli succedette il suo pred~cossore onorevole .Depretis che durò in carica fino al ·15 luglio 1879. · · HENEDETTO CA\liOLI


JlENEDETTO CA lROLI 326 Io questo giorno, Benedetto Cairoli tornò al potere per la_ seco_nda ed ùltima volta, restanrlovi fino al 29 maggio ·I 88 1, quando le vicende tunisine (in cui la buona fede del patriota e ministro italiano fu ingannata in modo indegno dai 1ninistri francesi), produssero la crisi ministeriale, clie portò nuovamente al potere Agostino Depretis. Nal ;;;econdo sno gabinetto, l'onorevole Cairoli tenue, colla presidenza, il portafoglio degli affari esteri ; mentre, nel primo del ·1878, aveva tenuto quello d'agricoltura e commercio e, dopo la dimissione del conte Corti, la reggenza del dicastero degli atfari .esteri. Dopo la crisi del ·I88·1, Benedeuo Cai roli prese ancora parte alle discussioni parlamentari, ma solo ad intervall i. Pnr trop po cominciavà ad apparire la malattia che doveva min:-irne la gagliardo esistenza. ~ella Reggia, come nel Parl amento, come davanti alle popolazion i, Benedetto Cail'Oli aprariva fi gura di cava liere antico, senza macchia e senz:i paura. . Il re lo onorava ed 11mava come uno de' suoi migliori amici, e- nella Camera lo si considerava ormai all'infuori e al disopra dei partiti contendenti . Tutta l'Italia plaudì al re, quando il 1 gingno ,1887, inviava a Benedetto Ca iroli la su prema ono rificenza del collare dell'Annauziata , e~ oggi come sempre, re e popolo hanno comune il lntto per la perdita d'un gran ciuadillo, che devoto all'Italia e al la Dinastia, spirò la nobi le, fierissima anima in una Reggia dì Casa .Savoia. Finchè - duriuo in Ital ia sentimento di patria e e.nito alla virtù, " fi nchè fi a sacro e Iagri mato iI sangue per la patria versato ,. la memoria di Benedetto Cairoli e de' suoi quattro fratell i sarà cara e venerata. 1

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CRO ·NACA , ESTERA , -

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AUSTRIA-UNGHERIA

Si veda la ·Rfoista del mese ·scorso. I bilanci o_rdinario e straordinario della guerra sono stati dalle de· legnioni approvati senza vari;inti. Il trasferimento del comando . ·del ,J0° corpo a Przemysl e la costituzione di 'quello della 8• divisione a Innsbruck avranno luogo il 1° ottobre prossimo; la costituzione del comando d'una divisione di ca· valleria a Jeroslan avrà luogo il 1° gennaio 1890. Tra le spese inscritte nel bilancio Hraordinario sono da notarsi le seguenti: . Per l'armamento (fucil i e carabine a ripetizione e munizioni) fiorini 6,036,·100, dei quali circa v milioni per i fuci li di fanter ia e il resto p_er le carabine a ripetizione da 8 millimetri per la cavalleria. Il ministro della guerra motivò l'urgenza del. nuovo armamento . della cavalleria dal fatto che il combattimento a piedi di quest'arma, essendo molto breve, deve esplicarsi con grande celerità di fuo co. Per il nuovo equi paggiamento della fanteria, fiorini 700, 000, 2• rata. Nel 1890 ~on rèsterà che a provvedere il 13\ corpo e i due co,rpi per i quali si era st"1lbilito l'armamento coi 90,000 fucili Mannlicher a ripetizione da •I ·1 mill imetri' esistenti; di questi fucili sarà presto in tra presa la trasformazione. Per ciò che riguarda il personale, si nota: L'aumento di un capitano addetto a Ilo stato maggiore dei corpi d'armata, incaricato esclusivamente del s~cvizio ferroviario; e il raddoppiamento dei capitani chiamati al corso per gli ufficiali superiori allo · scopo di far · sì che nel momento della mobilitazione non avvenga di dover affid11re il comando di b:1ttaglione a ufficiali non adatti . Bilcmcio per il 1890. -

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329

ESTERA

328

CRONACA

Discutendosi il bilancio per le provincie occupate, il ministro della "uerra annunziò la prossima costituzione di quattro nuove compagnie bosniache e il raddoppiamento degli attuali quattro battaglioni. Anche in quest'anno fn ventilata dalle delegazioni la quistione del miglioramento in quantità (la qualità è ottima) del ~ancio, fissando un companatico per la cena . La dflcisione fu sem_phcemeute proro, gata, per non aggravare il bilancio, fino a che cessrno le spese straordinarie di armamento, ordinamento, ecc. Le delegazioni a Komeu.burg e all' ars(male di _Vienna. - Pe~· invito del · .ministro del la guerra, quasi tutti i membrt della .delegazione austriaca si recarono l' •I ·1 luglio a Korneuburg, per assistere alle esercitazioni del reggimento ferrovieri. Furono ricevuti dal comandant~ del re"oimenlo Hollub. Esaminato prim11 un vagone per tras~orto di cauno:i~ assistettero ai favori di costruzione di ponti, impianto di binari di ferroYia e di apparecchi · telegrafici e telefonici. Fu ammira~a 111 sollecitudine con· cui i lavori procedettero, e sopra tutto la rapidità con la quale furono piantllti due chilometri di rotaie a scartamento ridotto. Assistettero io fine all e esperienze fatte dai pionieri sullo scoppio delle mine, e degli altri esplodenti destinati alla distruzione delle ferrovie. I deleO'ati visitarono anche l'arsenale di Vienn11, dove attirò specialment: !11 loro attenzione un modello di mitraglièra 1\faxim, /1 una sola emina, montata su treppiede. La canna è circondata da un tubo pieno d'acqua. L'arm11 può fare 600 colpi per minuto; un solo ,servente basta ad assicurarne il funzionamento. Esercitazioni di tiro a Felixdorf. :_ Il, 15 luglio, al poligono di Felixdorf, furono riprese le esercitazioni di tiro incominciate l'anno :corso coi cannon i d'a·ssedio. Vi prendono parte la 3• e i• compagrna del 30 battaglione d'artiglieria da .fortez~a, sotto il comando di>I tenente colonnello Brandstatter, e il fi. 0 battaglione da for t~zza, sotto il comando del tenente colonnello v. Semrad. S' incomiociarou~ le esperienze coi cannoni d'assedio di ·12 centimetri, contro. bersagli a circa 1000 me~ri, Secondo il prograrn.rha sta· bilito, . si continuerà con quella dei mortai di ,18 centimetri, già provati lo scorso anno, e dei mortai bronzo-acciaiato di 21 centimetro, i qn11li lanciano bombe a punta alte metro 1,10, del peso di HO ch ilogrammi, la cui poteuza 1i perfoi·azione e di scoppio si dice straorrlinària. Speciale intei·e,;se offriranno le prove di tiro col nuovo cannone di centimetri ,1O e mezr.o, classific11to col titolo « Nuovo cM1;~one d'assedio, calibro 10 if"J ». ·

Già da tempo si era riconoséiuta la . necessità di .costruire un pezzo più poteri te del cannone da càmpagna da 9 centimetri per l'armamentù dei pl)rchi mobi li; e pare che il nuovo cànnone debba rispondere allo scopo. È di bronzo acciaiato Uchatfos; posa ' su affusto di ferro a freno idraulico; ha 30 calibri di lunghezza e 32 righe parai~ )ele a passi progressivi; pe.:;a ·137i chilogrammi; l'affusto H 95 chilogrammi. Il proiettile ha 3,5 calibri di lunghozza e pesa 16 chilo·gramrni. Una c.arica di circa. 4- chilogrammi di polvere prismatica· imprime al proiettile la velocità iniziale di 485 inetri •. Fabbrica d'armi di Steyr. - Il tenente c~loonello v. H;ibrecht dell'esercito germanico, capo della commissione per la fornitura' delle armì, visitò .negli' ultimi di luglio la fabbrica di Steyr, la quale, come . si sa, deve fornire .i, fucili all'esercito tedesco. · Attualmente, essendo già arriv·ate le macchine per questo scopo, sono in fabbricazione 60,000 fucili. La fabbrica di .Steyr· potrà quindi · fornire al la Germani.-t un buon numero delle armi statele commesse, . prima del tempo stabilito (3,J dicembre 1889). ìtl Adozione di iin salva-mano per i fu!Jili di fanteria. - Allo scopo di permettere al soldato d'impugnar l'ai·tna ·senza· scottarsi, ,dopt1 u.n tiro rapido e prùlungato, s\ è adottato un salva-mano (Handsèhutzer) consistente in un fodero di t~\a da bastimento che inviluppa la canna e il fusto av11nti all'.~lzo. Nell' iriteroo di questo fodero sono fissali: un . · feltro che posa sulla canoa e un pezzo di cuoio che ricopre la fa. · scetta N. 3. · Molìimenti nei grandi comandi. - (Dai ·verordnungsblaiter 29 giugno, · 25 e 21; luglio). 1) nente gener11le Othm11r Cru:iiz, a disposizione a Vienna , nominato comandante della piazza . di Trento; . · Contr'ammiraglio barone v. Spaun, comandante la squadra cl.i evoluzione, nominato .presidente del comitato tecoiéo di · marina; · . Tènente generale v. Rodakowski, addetto al comando del 2°· corpo, collocato a riposo per sua , domanda; Tenente generale Daublebsky v. Steroeèk, comandante dell11 278 di.visione fanteria, nominato addetto al 2° co~po; .· Maggior generale W11.ttek v. Hermaonsltort, comandante la 69a brigata fanteria, nominato comandante la 27a divisione; Ten·ente generale ·v. Mossig; a ·disposizione, collocato a- riposo; Tenente gerierale v. Zamba1ir, comandante la ,j 3a divisione fanteria, collocato a disposizione per iufermità; Mnggior generale Hrnnilovic' rle Cvéiasio, comandante la 43•. brigata fanteria, nominato , comillldante la ,13a divisione; . 1

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AN:,;o xx:: 1v, VOL. Il


330

CRONACA

ESTERA

Tenente generale barone v. Wmterhalder, comandante la 3ta divisione. fanteriir, collocato a riposo per sua domanda; Maggior g~nerale bl)rone v. Ripp, comandante la 62a brigata fanteria, nominato comandante la 3,1a divi~ione; · Maggior generale v. Risch, a disposizione, collocato a riposo; Maggior genera le barone v. · Eynatten, comandante la ft.9' brigala fanteria, collocato a disposizione. · Nominati comanda11ti di brigata i 4, colonnelli: Col nob. )) ) ))

V,

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V.

cav.

V.

V.

Rirsch, Zorics, Habermann Kqsak,

BELGIO l,iateriafo' da cti;mpagna Kr1.1;pp. - Si ,ba fondato motivo di credere , -che entro il corrente anno 11uche il -1° reggimento di artiglieria da -camp:1gna avrà potuto sostituire il nuovo cannone Krupp all'antico mo- . ,dello Wahrendorf. Attualmente è in corso di esecuzione il cambio del mate6ale del 3° reggimeuto. Il ,1° e 2° reggin~ento so no già comp l.e•lamente armati del cannone Krupp. · . Gli. artiglieri belgi sono soddisfattissimi 'del nuovo materiale. Nuove polveri. - Nuo,,e prove comparati ve sono state falle tra la polvere.'.cart:i di Wetteren. e la polvere al picrato di ammonio com. posta dal tenente Mahieu; quest'ultima, da quanto sembri! , possiede ·eccellèoti qualità, è granulata, 1 inodyra , e non produce rinculo. · N1wv·i proiett1:t-i. - Sono in esame proir-ttili da adottarsi pel fu·cile a ripetizione ('I). Semhra che abbia incontrato mao-o-i cl<'> or . favore presso Ie conunissiPtti tecniclrn an proiettile con camicia d'acciaio, del peso ,di ,15 grammi, lungo ·~ calibri ed avente il nocciolo di rnet,allo duro. Cannone d(i cent,'. 12. - Scrivono da Àavern1 alla Belgicpie Mi.litaùre delli 7 luglio che uno dei cau-qoui rigati · da cent. '12, di acciaio, fabbricato nella fonderia reale di Liegi, ba -r~sistito a pressionr ali che ·gli strnmcnti indic.atori nou iu-:licavano più. . Il cannone che era st;ito fabbricato in modo da resistere ali una pre~sioue di circà 2000 .atmosfere, ebhe a $Opportare tensioni piccolissime. , · · . 1lfonovre aut,unnali . - Alle manovre di quest'a.nno preuderauuo ,parte la ;la e la 4-• di visione dal 24- ago.sto al 9 .settembre. Dopo alcuoi giorni, di maqovre preparatorie le oradette divisioni si -coucentreràn~o: l<,1 3· a Rochefqrt e la 4-a a qegi; da questi I punti mar• ?eranno ,I' una incontro ali' altra seguendo la via Rochefort.:.Beaufoys per Marche, Hauon, Barvaux, Ay,vaille e Spriqiont. · La ristrettezza dello spazio di manovra fil diibitare, secondo la Belgiqne Mi.litaire, che le esplorazioni della cavalleria noq troveranno -campo sufficiente per raggiungere il voluto svi lu ppo.

4,9& brigata; )) 6'9•

62a

,13a

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Notizie della marina - Bilancio approvato dalle delegazioni: Ordinario . fiorini 9,35-1,877 Straordinario . ,1 ,1,889,200

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» H,24-4-,077 Totale . io confronto del precedente, minore di liorìni 73,150. Nel preventivo delle spese si nota un aumento di 6,1O uomini .sul• l'etlettivo dell'equipaggio e la costruzione di un monitore per fo difes,1 del Danubio. L'aumento proposto porterà a 7,500 uoinini l'effettivo di pace, e dovrà farsi progressivamente nel tempo di 4- anni. Innovazioni riguardanti-i siluri. - È annunziato che la: ca;;a Whitehead di Fiume ha ricevuto un breveuo per · un. nuovo apparato di lancio di siluri. Sembra che l'apparato serva a rendere pMsibile il lancio dei sifori specialmente dai fianchi depe navi in moto e a.qualunque profottdità. Pare è'he il siluro venga lanciato d:il tubo insieme con lo scudo, il quale serve a proteggerlo dalla pressione dell'acqua; appena il silu'ro si è scostato dalÌ:i nave, pare che lo scudo si stacchi e venga · ritii·:i to a bor'do. Scuola dei mozzi. - La nave scuola moizi Schwartzenber_g cambierà stazione da Sebenico a Gravosa. Sebenico non è più stazione conve• niente per la nave scuola; e Ragusa e Gravosa, che tianno perduto la forte guarnigione che prima possedevano, avranno così un compenso.

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n 'nuovo fucile no11 è ancora dennitiv,cm ente adottato, ma sembra · che· la pre-

ferenza cadrà sul Mauser tedesco perfezio,nato, del calibro di mm. 7,6. - Vedi.Rivista Militai·e Italiana <li gennaio corrente anno .

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CRONACA ,

Quanto prima sarà pubblicata l'Istruzione relativn alle manovre in parola, come nello scorso anno, sarà lasciato ad ognuno la debita ini-ziativ11 nell'adempimento delJe rispettive. funzioni. li tema generale è il seguente: Un corpo cli truppe del Sud (3a divisione)'. in marcia in direzione· • _N- E,. è giunto nei dintorni di Hòchefort. Un ~orpo di truppe Nord · " (q.a divisione) marcia da Liegi all'incontro del predetto per la riva, .«. destrn del l'Ourthe ». A ciascuna divisione saran.oo addetti: un battarç)1 li'.one di carabinieri . (fan_teriri), un reggimento di caval lerfo a q. squadron i, ti batterie da campo, una compagnia del ·genio, una sezioqe telegrafisti e gli ~ccorrenti servi-zi amministrativi. Le m:rnovrr.' autupnali avranno termine con una eseri;itazìone di· corpo d'armata contro nemico segnato; quest'ultimo sarà ia 3a brigata, di fanteria, rinforzata Ja due batterie, cbe forse prenderà posizion esulla Vesdre. N_uo,vo fucile. - Durant~ l'attuale p'eriodo finale degli ~sperimenti· coi nuovi fuci li, iJ fenente cli fanteria sign_or Marga ne ha presentato,. uno die semlìrn ri~pondere -a tutt~i le condizioni volute. Detto fucile ha calibro di mm. 8, è di costruzione semplicissimae facile; _pesa kg. · 3,5; oqre grl'lnòe .sicurezza al tiratore non essendo· possibile che avvenga uno $paro fortuito prinja che siasi compiuta lachimu1 a; _si possono $parare ,iO colpi al minuto con cartucce cariche· di ~i· 2,8 · di polvere-carta. (Wetteren) senza alcuna difficoltà di estra_.zione. 11 fucile si ·può scomporre e ricomporre in ~lll minuto; è a serbaroio c:ipace di 5· colpi, a movimento combinl'lto (cioè non rettilineo), clifferi,He poco dal l ee (americ~no) e la sua COStruzioÒe è ba5àta sugJi, stessi prindpi del Mann~icher, 'del Nagant, del Mauser . ed, in gent!rnle, cli tutti i derivati del suddetto Lee. . Lirigi1à: tedesca. - Con R . De.rreto 28 maggio corrente anno fu, s1,.bili10 che gli ufficia'li a1piran1i alla scuola di •guerra debbono posEede~e svffic.ieute nozione della lingua. tedeEca e subire apposito esame· ornle e sni110. Qllest'u ltimo vene_1à principalmente sulle declinazioni e ccniugazic ni (in ll~$e a norme tuuora da pubblicarsi); l'esame oralecc risisterà di· un saggio di lettura e pronunzia. ' 11 dcÙeto è motivato rnlla convenienza di dare maggio,;e svilupp() nel la srnola di. guerra, all'imegnarnento delJa lingua tedes'Ca stante J'u1ili1à di f]Uesra nello studio delle scienze militari.

ESTERA

DANIMARCA

Questo piccolo stato, ridotto dopo la guerra del 186-1- a 2000000 odi abitanti , non cessa dal preoccup:ir$i dHlle ~ue forze armate. Esso ·. -impartisce l'i$truzione militaré a tutta la popolazione valida, come ·lo -dimostrano le cifre seguen ti sui risultati medi aunùaii. Annualmente: 21000 gio vani circa r,1ggiung0no l'eti prdscritta per a,su mere il serv.izio 6000 » sono riconosciuti inabili al servizio 40oo· » sono rimandati alla leva successiv~ : ·11000 sono riconosciuti abili al ser1•izio.

·Di questi ultim:, 9500 vengono destinati al servizio armatò ,: ·1 500 :3 quello senz'armi. · · :1 ta Danimarca può mettere sul piede _di guerra un forte, e bene ist(uito , corpo d'armata . La parte mobile déll' esercito conta in combattenti, 94-0 ufficiali e 40000 uomini , con 5000 cavalli, e 96 pezzi, ripartiti in 32 battaglioni, f5 squadroni (5 reggimenti a 3 squadroni), 12 batterie e 6 comp:i.croie -d:I g_eniò. Questè unità costitui$cono due di.visioni ~d. altre unità ~pe'Ctali. Una divisione componesi di circa. 3.20 ufficiali, H-000 uominì di ,truppa; 1300 cavalli e 2,i, cannoni, ripartiti in 2 brigate fanteria di ·2 reggimenti a 3 battaglioni; ·I reggimento cavalleria a 3 squadroni uu gruppo d'artiglier·ia di 3 batterie; 1. compagnia genio,· più un di~ ::stacca,,1ento amministrativo sani tario. Le unità componenti la di visione hanno la forza seguente: 1

1

1

negg. rant~ria. Gruppo d'artig. Compag. genio. Regg, çavaller[à.

Ufficiali Truppa Pezzi

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::!22.i

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.H 4 (o 5) ., 620, . 184. 2,i. (8 per batteria). . 1

' .Le unit.à speciali sono: 1°)a) Una brigat~ fanieria (2 reggimenti o 3 battaglioni); h) Due battaglioni della guardia.

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CRONACA

2. Una brigata di caval!e~ia (3 reggimenti a 3 squadroni); 3°) Un comandò d'artiglieria di corpo (2 gruppi di 3 batterie); 4- 0 ) Un comando del genio (,~ <l'OmP,agnie). 1 I servizi amministrativi da ripartirsi fra l'esercito combattente, i convogli, magazzini, ospedali, depo,;;iti di. cavalli ecc. contano 350, ufficiali, 800 uorr)ini d.i truppa, ,i.000 cavalli e 1500 veicoli . Esistono inoltre truppe di gu~rnigioni e di dt1posito. . Le prime comp~endono 330 ufficiali, ·18;000 uomini, di tr.uppe com-· baueoti, è sonc raggruppate in 2 brigate fanteria a ,12.tlattagliooi, un comando artiglieria d11 fortezza (i . batt11glioni artiglieria da fortezza) e un comando del genio (5 compagnie genio tla fortezza). Le truppe dei depositi di uomioi e cavalli contano 4-00 ufficia li, 9000 sottuffìciaHe soldnti, non calcolando gli uori1ini di sca mbio (30 °f.o dell'effettivo dell'esercito) ripiiniti in 5 sezioni operai (ciascuDll di 1200 uomini), vari m:igàzzini vivfri e 'foraggi, ·depositi, ospedali, ccc. . Riasstrmendo l'esercito danese mobilitandosi, viene. portato subito11ll'effettivo di 80,000 u·omini,-di cui 59;000 sono 'combatten~i. gli alt6 11,000 appartengono ai servizi - am~iuistrativi, o sono reclute recentemente incorporate nei · depositi. 0) .

·FRANCIA '' ll grande stato maggiore e yli sta.ti maggio1·i d'a1·mata . - Il depu·tato de i\'lahy presentò alla Camera ,un progetto di legge tendente a ricostitu,i re.il corpo di stato maggi'ore e tO$Ì nominare un capo di stato maggiore o generali ssimo . Il detto progetto comprende 6 articoli, che sono: Art ·1. È creato a Pari.gi, sotto il _nome di grande stato 1nag9iore, un organismo destinato a preparare gli ufficiali che devono formare lo stato maggiore del geòernlissimo e gli stati maggiori dèlle varie armate. Art. 2. Il 'grande stato maggiore è diretto dal 'generaliss·imo, già designato, il quale è coadi·i;,vato da un capo di stato maggiore, anch'esso de.signato fin dal tempo di pace. ./

ESTERA

Art. 3. Il generali,ssirno non ha in tempo di pace ne~~una trnppa ai · suoi ordini e f)ipende dal· Ministero della guerrn, il quale Jo consulta tlltte le volte che oc;correrà prendere disposiiioni per la preparazi~ne dell'esercito alla gt1erra. Il compito principale del general issimo. in tempo di pace, èdi ridnne ad una unità di concetto gli studi del proprio stato maggiore e di quel li delle armatè. Perciò i comandanti de,;ignati delle varie armate sono iucaricnti di stud iare, soHo la direzio11e del genera lissimo, tanto sulla carta · cjre sul terreno, del le operazioni aoa loghe a quelle che avrebbero n con.dune in tempo dì guerra . · Art. f Il personale del lo stato maggiore del generalissimo è costituito in permanonza di seu.e stati maggiori di armata e della direzione dei servizi amministrativi.. Ar~. 5. Il grand~ stato maggiore, in um1po di pace, è come segue: n) Stato maggiore del generalissimo - ,f O n!Ticiali . ,1 generale di divisione capL\ di stato maggiore, ,f generale di brigata sotto capo, ,f ufficiale superiore capa di gabinetto, 3 ntlk iali ·snperiori e ti capitani di stato maggiore, 1 arcbivis~h. b) Stato maggiore d'armnta - 7 ufficiali. ,1 ~onerale di divisione capo di stato maggiore d'armata; ·I genera le di brigata sottocapo,; 2 uffi,~iali rnperiori, 2 capitani; 1 archi vista. - Per · 'J. armate 4-9 ufficiali. e) Direzione del servizio trasporti di armata - 7 ufficiali. generale eh divisione direttore, ,1 generale di -lfrigata sottodirettore, 2 ufficiali superiori, 2 capitani, ,I archivista. Totale degli ufficiali, compreso il grande stato maggiore, 66. I diversi uffici esistenti presso il Ministero della guerra, sotto il nome _ d.i stato maggiore, sa ranno conservati r,on le loro attribuzioni. Essi formeranno una direzione del Mi nistero che prenderà il nome di direzione rlello st:,ito maggiore. Corpi d'armata b'lig. - Nella relazione sul bilancio della guerra pel 1890 è detto cbe ·il raddopp·iamento dei, corpi d' arrn,ata in terr~po di guerra rende indispensabile, durante la pace, itn .aitmentÒ nel.le arm·i speciabi_. Questo raddoppiare il numero dei corpi d'Hmata in tempo di guerra fa compreuder·e subito la costituzione di ,J 8 corpi d'armata bis, e ciè1 per utilizzare la gran quantità di uomini dell'ese.rcito territoriale e per poter in caso di guerra ammassare prontamente alla frontiera "trna forza imponente spalleggiata ria corpi territoriali in formazione. Volontari di ivn anno. - La mÌova. legge di reclutament'o non am-


336 meue più volontari di un anno; ma il Ministro della guerra, npprolittando delle disposizioni transitorie della stessa legge le quali gli danno :un lasso di tempo di sei mesi per applicarla, ha ·permesso per l'ultima volta l'arruolamento volontnrio di un anno. La laS$a da pagarsi è come primn di J,. ,1500. . Nuova legge amiministratima. - È' stata già pubblicata e stabilisce: ,1° l'autonomia del ser·vizio sanitario milita1·e, per cui i direttori del servizio sanitario nei corpi d'armata come i direuori degl i ospednli, delle ambulanze e degli stabilimenti farmaceutici, sono presi dal · corpo saniwrio militare. Per quanto concerne l'ese~uzione del ser vizio questi fuuziol!ari hanno autorità su tutto il personale militare e civile addetto permaoentemente o temporaneamente al servizio sanitario. In consegue11za essi tengono sotto i propri ordini i formacisti, gli uffici ali d'amministraziane e gl'infermieri degli ospedal i e delle ambulanze, e gli uomini del treno e dei reggimc:nti momentaneamente distacca ti al ser vizio sanitario. Questi uomini di tru ppa e gl'inrermieri dipendono dni ri ;pettivi com,rndanti di corpo per quanto :riflette l'ammioistrazione, la polizia e la disciplina interna del corpo. 2° Il c01·po degli n/ficiali d'amministrazione al seroizio d'ùitendenza con gerarchia propria è riparti to in tre sezioni: ulliciali d'ammi.nistrazioue degli uffici d'intendenza, ufficiali d'amministrazioue delle sussistenze e uffi ciali d'amministrazione del servizio vestiario ed accampa mento. 3° 1l wrpo degli uffiàali d'amministrazione degli ospedali anche esso con gerarchia propria . 1° Che il numero delle sezioni d'iufer mieri militari e quello delle se1.ioni di commessi e operai militnri <l'amministnizione resti fi ssato, come prima, a venticinqne. Aggiunge che i sottuHiciali di queste sezioni concorrono coi sottufficiali dei corpi dì truppa rii fan teria per l'ammission e alla ~cuoia cl i Saint ì\faixent. Nuovo regolamento di manovra. - Il titolo 5° del regolamento del 29 luglio 488,~, modificato con decisione 3 gennaio ~ 889 , sull'esercizio e le manovre della fanteria - scuola di reggimento - com prende, ooine prima, du~ parti, ma ridott.e di molto. La prima parte è consacrata alle manovre in ordi ue chiuso; la seconda tratta dei principii relativi al combattimento del reggimento, della brigata e della divisione; e tutto questo, in modo assai succinto; è compreso in una trentina di pngme.

ES1'ERA

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33?

Una delle caratteristichè del nuovo regolamento è la so ppres~ione nssolnta dei comandi a voce pel colorrnello. « Di massima, dice l'articolo 4-, « il colonnello oon cornaoda a voce; quando vuol fare eseguire un mo• vimento, dà direttamente o manda i suoi ordini ai comandanti di bat• taglione. , . È fatta eccezione per le riviste e parate e per ricevere la bandiera. Il tenente colonnello è a disposizione del colonuello, che ha presso di sè anche gl i aiutanti maggiori dei battnglioui i quali trnsrnettono gli or· dini ai maggiori, li secoudano per tutto quant~ riflette i tracciamenti di linee, e, U' movimento terminato, ritornano presso il colonnello. Le regole 'per le formazion i di co mbattimento e nel combattimento stes~o del reggimento, della brigata e della divisione sono semplicissime. I l nuovo regolamento constata che uon è possibile di prescrivere, per ogni grande unità, una formazione tatLica normale di combattimento, dovenrlo r1uest::i essere subordinata alle ci rcostanze. Esso si limita perciò 11d enumerare alcuni principii generali di tattica : ricorda che i dispositivi di combattimento offensivo devono avere per oggetto un attacco concentrico su di un punto della lino.a nemica ; e questo puuto, quando non vi sono motivi seri per agire diversamente, sarà il fianco, o, più esattamente, l':ila più ravvicinata della linea d'operazione avversaria; che le azioni divergenti devono essere proscritte; che nei dispositivi di combattimento offensivo o difensivo bisogna preoccuparsi dei fianchi et! essere sicuri alle sp:ille per mezw di scaglioni, quando non vi sieno ostacoli . naturali, ecc. · L'impiego. delle linc·c, come era definito nel regolnmenio del ·I 88i, è semplicemente modi ficato. La prima linea impegna l'azione e la seguit:i in tutte le fasi di attacco o di difesa frnnt:ile, quiudi ·nou manovra. Lti seconda li uea assicura i Ganchi della prima, l';ippoggia o la prolunga e. l:i coadin va nell'attacco e anche nell'assalto se fa bi sogno. Infine fa terzti linea, destinata ad agire io certe eventnalil.à e che costituisce la linea di manovr11, deve, a termine del nuovo regolamento, resta re agli ordi ni diretti. del comandante delle truppe e n'on più limitare il suo impiego agli attacchi di fian co, ai contrattacchi e alla pre1•arazione di uua linea di difesà indietro; essa devt: appoggiare il movimento in avauti, e, se l'attacco riesce, parLecipnre all'occupazione della posizione ed all'inseguimento. 11 capitolo relati yo all'ii:npiego della cavalleria, dell'artiglieria e del genio sul campo di batta'glia è completnmenLesparito. Per contro le fasi generali delle operazioni da e~eguirsi quando s'incontr:i un nemico in posizione o io marcia e che si voglia anaccarlo, sono meglio stabilite in quanto riguarda la cavalleria e l'artiglieria. Queste fasi sono le seguenti:


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338

CRONACA

az,ione della ca'lìaller'ia; 2.0 combattùn ento è pres°' di posizùnie déll'ava..nguardia, ·ricognizione; 3° lotta d'artigli,eria, entrata in linea del grosso delle tr.uppe; ,\. 0 preparato daU'artigl:ieri,a, attacco gene· ·rale; 5° assalta, inse,9uùnento o 1·iti'Pcita. Per la difensiva il regolamento rimanda puramente e semplicememe ai principi i generali del titolo 40, scuola di battaglione. In conclusione, la nuova scuola di reggi mento p;-ire che abbia voluto sopratutto la,sciare ai comandanti delle graudi unità - reggimen to, bri gata e divisione - la più grande indipendenza e !:i maggipre inizi:itiva . . Come al solj to, il regolamento è completato 'con una istruzione per le riviste e parate. ·

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ES'l'ERA

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GE.: RMANIA

Scuola di tiro per l'art·iglie7:ici tt·asfM·ta a Juterbog. Con autorizzazione di S. M. l'Imperatore, è statt.> disposto dal ministero, che, la scuol11 di tiro dell'artiglieria a Berlino venga trasfer ita còl 4° aprile 1889 a Iuterbog . · · Fortezza di Rastatt .rnumtellata. - La fortezza di Rastatt, avendo. perduto d'importanza, per effetto della conquista delle fortezze di Strn. sburgo e di Metz neli' AlsaJ.ia:Loreoa, sarà tra non mo lto smantellata. Per contro, come d11 più parti si. a.ffe rma, verr11nno fortifica.ii con alcuni forti le linee e i passi situati aÌ snd-ovest del l'I mpero. · Esperienze di tù-o co1b obice Gruson. - La casa Gtuson di Prussia ha pubbl icato un rapporto, sulle· esperienze fatte coll'obice a tiro rapido cl~ sua inve~zioue. · · Esso è del c:ilibro di centimetri 12, ed è muujto d'.affusto corazzato. o per meglio dire di una torre corazzata sistema.Schumann- Grusoo, la qua le mette al coperto i serventi e le munizio11i. Il tubo dell'obice è costrutto io accinio fueinato • ·,rn 11011 lunahezzà . o di metri ,t ,55 n 1H calibri, e solcato da 24, righe parallel(l, con p11sso progressivo di ,150.25 calibri, e pesa 500 chilooramrni eompi·eso l'ottur,Hore. ~ '

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339

La celerità di tiro è di 12-15 spari al minuto. Nella torÌ'e corazzatà trovano posto 600 proiettili, i quali si suddividono in grana.te e i~ shrapnel: Ciascuno di qt1e'st'ultimi contiene 4-50 pallottole del peso d1 H:\ grammi . . . . , . . La polvere adoperata nelle prnve era a gram grossi dai 11- a, 9 m1!· Jimetri'. La maaaior carica stata impiegata sin qlfi, ·e-stata oe . di. 0,9 ch1Jog,rammi, però in segu ito verdl aumentata, , ·per le. ul_tenorr p~ove. Col pezzo furono sparati, per le prove, 205 col,p1 t1r:indo ' SIOO alla distanza di 2271 metri. Nel tiro celere furono sparati 6 colpi iu 2:isecondi ; ciò che dà, col tiro a shrapnel, 2700 pallottole, ossia ,t,t 2 . pallottole per seco~do, senza contare le scheggle._ · La velocità iniziale rn_ggiuut.a , con la CRrica d1 0,9 chilogrammi, è stata · di 243 m., ma in seguito coll'aumentare della carica, anche la ,,elocità iniziale aumenterà.' Pel servizi0 del pezzo bastano 'ì serventi. L'idfusto permette di dare al pezzo un'elevazione ~ra i 5° sino_ ~i 35°. La deviazione laterale è minima, e, s.oltanto altn 2000 rnetr, e stata di ;)2 metri, che però in seguito qraodo anche oltre 224-0 metri ~ stata ri-dotta a metri --17,80. Alle piccole distanz.e e sino a. quella d1 '1500 metri, la cleviazione lateTale è stata al mas:;imo di metri 2,2. Nei circoli militari si seguono con vivo interesse i risultati che si otterranno nelle ulteriori prove di questa nuova bocca a fuoco, ideata da Grusoo. . , . Dist·r-i/JU,;;ione del ;pa,sto a grandi masse d'iwmin·i di truppa . // All'esposizione internazionale di commestibili. che si tiene quest'anno . a Colooia il comitato c,enerale per l'arte ·culinaria, per il vettovaglia . mentò dell'esercito é ;er le cucine economiche, ha di ·propria iniziati\·a imbandito un pranzo, nella grande sn la dell'esposizione, a 4-5 .sot· t'ufficiali e a 530 uomini di truppa appartenenti alle varie armi delle truppe di presidio in Coloni:1. All'uopo le. tavole erano state preparate con molto. buon gusto. . · Per ,vigilare sull'.andamento _del servizio a cosi gr~ndi mass.e . d1 per;:,one, e per gustare le viva~de. eh~ ~·e?iv.au? l~ro 1mb~nd1te, •_n- · ten;enoero molti ufficiali snpenon e mlenon, il srndaco d1 Cc.Ionia, il direttore dei servizi amm inistrati vi del presidio, pnrecchi pagntori dell'esercito ed altre distinte eersone, accompagnate in parte dalle loro i"ignore. Una · musica militare rallegrò il pranzo. , Le vivande servite constarono: di una zuppa economica (Rnmford· SuppP), la q1rnle si ottiene da ca.rne in érinserva, che vien preparata


340

ESTER"A

CRO.SACA

dalla « Fabbrica conserve per l'esercito », di_uno stufato e di un piatto di maccaroni. Le viv:fnde, il pane, la birra (della quale si consnmarooo '10 .ettolitri), il servizio di tavola, e insomma tutto quan to occor,:e per imbandire il pranzo, era stato gentilmente offerto da vari<, ditte che fanno parte del· comitato più sopra cennato .. · Il costo di ,t r.ù,ione zuppa è di 3 pfenuige 3 ¾ di centesimo. Secondo un ca lcolo fotto dal c,omitato stesso il prezzo del past.Q per una persona non compresa la birra, ammontò a soli 25 pfeonige -'3·1 iJt, centesimi. 1n seguito avranno luogo altre prove di questo genere, cioè di somministrare con ordine e prestezza il pasto a grandi masse di per~roe 1n una sol voi ta.. ' A.rmamenÌo della caoallenia. '.._ 1:11rmamento della cavalleria col_la lancia è stato iniziato anche nelrAlsazia-Lorena . 11 3° reggimento dragoni di Slesio N°. 15 di pr~sid!o in Hagenau, è stato testè armato di lancia. A ciascuno dei 5 squadroni furono distri bui te 35 lanci e. Un uffitjale è 5 sottufficin li del predetto reggimento sono stati comandati presso il reggimento ulani di Slesia N°. 7 per im parare il maneggio della laoòa. · · Da quanto nppare sembra che I i sia l'intenzione di arma1:e tutta la cavalleria colla lancia, e così costituire, con questa, ['arme principale della cavaileria pesante e leggiera. Circa la polvere senza /'umo. - Coloro che trovano ancora dei van taggi nella pol vere presentemente in oso, in con fronto di, quell a s~nza ft~m~ e senza romore, io ,ist~1di_? presso tutti ·gli eserciti, si 1:a·nnr difensori eh urrn causa persa. Essi cr rammentano coloro che difendevano uaa 1·olta i carioooi lisci, o il primo fucil e ad ago contro lo Chassep,)t. '- . li principio fondamentale sancito dal regolamento d'esercizi per la fauteri11 che ogn·i riguardo alla copertura deve . essere posposto a . quello dell' efficacia del fuoco ba:;ta a distroggere gl i argomenti degli avversari della nuova poi vere, i quali sostengono chP. la maschera di fu mo abbia grande importanza difensiva. Dal principio su detto deriva che nel combattimento, pitittosto c_he cerca r di copri r:;i, importa sopra tutto o·pera_re: e ciò vale per l_a fanteria come per l'artiglieri11. La nuova polvere· allatgaodo il campo di vista, facilitan lo il puntamento e la condotta del fuoco, avrà quindi ~enza dubbio il sopravvento sull'attual e.

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341

Senza dilungarci oltre in questo confronto, accenni1mo alln inlluenza · della nuova polvere sui fu turi combattimenti, ammesso che i due parti'ti ne facciano uso. . . Non pochi nè lievi s11rnnno i cambiamenti a cui andranno soggeu.i · lo sviluppo dell'azione in càmpagna, l'ammae::.tramento e l'educazione I della trnppn. La nuov11 polvere accresce di molto l'effi cacia del fuoco e il· raggio d'azione di quesio : per ciò la fanteria dovrà presentarsi in forma zioni sottili e pieghevoli al. terreno; le colonne dovrann_o rimanere il meno possi bile nella zona battuta d<.d fuoco: la forma di ~ombattimento dov~à essere r.sclusivamente la ca,tena. Le riserve, non più coperte dall~ h • nee avanzate, dovranno tenersi da esse a maggiore distanza e in for . mazioni meno · dense; il loro impiego richiederà nei ca pi abilità n?n poca e grnnde · perspicacia. . L'a.rma d1e avrà grnndi vantaggi con l'adozioue della nuova polvere è senza fallo l'artiglieria, perchè, essendole concessa maggiore esattezza di puntamento, il suo tiro lontano verrà ad -acquistare notevo le_ef. ficacia, principalm.ente contro artigl i~ria nem ica. 1 La. cavalleria è rruella ctle soffrirà danni maggiori. Il fumo, suo · grande alleato, non le permetterà più di muovere all'attacco non _,,eduta. E sì per la mancanza lii questa copertura, sì per l'accresciuta potenza della artiglieria, essa, come la fanteria, sarà costretta ad ab. bandonare le forma,zioni compatte fin dalle grandi distanze, e avrà · quindi ·da vincere serie difficoltà nell'esplorazione e ner combattime?to. La mancanza di fumo e , di romore la farà cnpitnre spesso· sotto improvvise tempeste di proietti, che manderanno a ,noto le imprese pronte e audaci, qliolità carati.eristiche di quest'arma. ·E non solamente sul mod(l di combattere di ciascuna delle tre armi . avrà la nuova polvere una grnnde inlluenzn, ma anche sulla condòtta 9crenera le del combattimento. I capi . dovranno ricorrere •-a nuovi e non facili espedienti . La regol a di marciare al cannone che nppor_tò non di rado Ja vittorià (basta rammen_tare la baw1glia di Li:itzen) dovrà essere bandita dalle norme tattiche. Dalle accennate considerazioni emerge che l'intelligenza , non meno -che la .forza d'animo, acquisteranno il m.1ssimq peso nell_e future battaglie, le quali dovranno essere combattute al lo scoperto e in aogo-: . scioso silenzio. I nervi dovranno per ciò essere educati a maggior resistenza, poichè forse il fatto , accena to nelle ultime campagne, della diminuzione delle perdite non sarì1 per ricevere novella conforma. ,


312

ESTER.A

CRONACA

GRAN BRETTAGNA · . ·Cannoni dannegg'ial'i. - Da un rapporto pres,rntato rd Parla<rnento risulta ehe nel .periodo: 3,t dicembre 1885. ....,... '19 marzo 1888 nessun cmrnone in servizio è s'doppiato od ebbe il meccauisino di chiu~ùra reso inservibi le: Nol'e soltanto subirono dilaniamento e ad altri occoisero ' guasti per varie c,aus~ e che resero necess~rio il cambio del tubo' interno (detto A tube) ,ed il riaggi u~tamento dei punti di mira. Il numero dei colpi sparati prima che si ver;ficasse il danno · variò fra ·1 1,1. e H80. EccettuMo uno fAbbri c11to ad Elswick (presso ditta privata) .i canuoni guastati pr<?veni l'ano dal Regio arsenale di Woolwich. . R-i.01·dinamento dell'artiglieria. - L'a,rnia d'artiglieria (Roya( Regime1vt o( Aq·tillery) è st11ta riordinata come segue: l'arma · comprende batt~rie a ca vallo, da campo, da montagna e da fortezza (garri.son), fa scuola d'equitazione (Hiding Estabbishment), la brigata da costa, il persoualc vario impiegato principalmente nel presidio di Woolwich . (D-istr'ict S,ta/1) ed il distaccamento di Shoeburyness (scuola di tiro e campo di esperimenti). La ripartizione in brigate è abolita; le. batterie delle varie specialità di artiglieria (a cavallo, da campo, ecc.) sono numerate o distinte con lettere nelle rispettive specialità. a ·woolwich è slabilita la sede di 6 ·batterie di deposito (2 a cava llo, ,i. da.campo). Le batterie a <:.avallo sono distinte con lettere d11 A a T; quelle da campo da '1 a 80 . L'artigli<~ria da montagna consta di 11O batterie, numerate da 4 a ·I O. L'artiglieria da fortezza è ripartita in tre gruppi dette divisi ons, che sono: divisione dell'E:;t, del Snd e dell'Ovest i cui 'comandi hanno sede, rispettivamente, a Dol'er, Port,mouth e Oevonport. Io ciascuna delle tre divisionkè stabilito uò depo~ito prin,cipale per raccogliere ed istruire le · reclute; sei depositi ausiliari laiminor forza eél importanza varranno a coadiuvare i tre depositi prin · cipali nelle oradette funzioni. La ripartizione delle batterie da fortezza fra · i tre gruppi è stato fatta in base al progetto di mobilitazione e sono fi:;sati permanentement~ i presidii all'estero che ciascun gruppo deve fornire di arti()'lieria . <) . L' Ariny and Navy Gazette si rallegra ri i questo primò passo come queMo dìe riveh1 nel Ministero del la guerra la ·tendenza ·ad un r:igionato decentramento; pr.evede inoltre, il citato periodico, che il persona le addetto alle varie ~pecialità non ne verrà mai distolto e che,/ final,

343

mente, l'artiglieria da forleiza sarà defin itivumeùte separata dai corpi montati dell'arma. · Si avranno in tutto -133 batterie con 5 brigadieri-generali , 10 colonnelli on Staff (addetti ai éomandi generali o di presidio, oppure comandanti. di presidio essi stessi) e 55 tenenti-colotmel,li; di questi ultimi, 4O saranno a.ddet~i al comando delle fo ra:e ausiliarie di artiglieria (milizia, corpi volontari e riservisti); quest'ultima funzione implica il reclutamento delle forze ansiliarie, l'ammioisnrazione, l'istruzione e l'ispezione delle ·rn,edesime. . · Segnalatori (Army Sigrw,llers). - Alle notlzie date in · pi;ecedeote puntata di qu.e,;ta Ri,l)ista aggiungiamo che ad ogni brigata di fanteri a (3 battaglioni) sono assegnati · non più di 12 segn,alatori. Per la c:ivalleria la limitazione, del numero è lasciata al giudizio ' del comandante la brigata di cavalleria stante il rilev,ante tratto di paese occupato durante il serv izio di c:.plorazione. Nav iylio britann'ico al 1° agosto 1889 ed (Il 1° aprile 1894. - Nel la ~ dispensa di apri le di questa Rivista ab.biamo dato un cenno del le nuove costruzioni navali mediante le quali la Gran Brelta,gna ritiene di met~ térsi in misura di poter lottare, occor.i·endo, vantaggiosamente non soltanto contro la potenza navale più potente del '..'ontinente· (la Francia) ma contro questa unita ad uu',altra potenza. A i:aggiungere tale intento l'ammiragliato bri~annico non ha indu. giato a fare i primi passi cd ha già ordinata la costruzione di 4 delle · 8 grandi corazzate di H:150 tonnéllate inglesi ( 1). Sono poi già sul c:iuti<~re l'incrociatore di ·I a classe (Tia-wke) tipo Mer:;ey, 'z incrociatori . · di 2" cla$Se (Palla§ e Pearl), tipo Pandora , e 2 incrociatori, pure di 2a classe (Apollo ; Andromache) tipo Medea. Il programma delle nuove· costruzioni comprendeva, come è noto ai lettori, 70 navi ; ora nel no vero ,li queste sono state compresi i due incrociatori detti più sopra, Pallas e 'Pearl e le due torpediniere-avviso Gleaner e.Gossamer che l,!ià erano sul cantiere prima dell'approvazione del programma. Le nuove costruzioni in parola dovranno essere compiute pel 3·1 marzo 1894-, alla qual'epoca sarnnno state radiate, secondo crnanto assicura il Broad-Arrow del marzo scorso, ben 30 nav i ; epperciò all'epoca stessa. la situazione pr'obabile del naviglio britannico risulterebbe come appàre dal seguente specchio A che, stante la specialità.del caso , abbiamo creduto di offrire ai nostri lettori onde abbiano-una nozione esau.a del numero delle na,i di questo naviglio; al detto specchio facciamo seguire lo specchio B, per far conoscere l'attua le dislocazioile delle. navi armate. (·I) Di {016 kg.


344

CRONACA SPECCHIO

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A. -

Naviglio· britannì~o

probabile situazione al 1° aprile 1894·.

NAVIGLIO CORAZZATO POSIZIONE DELLE NAVI

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345

ESTERA

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(il Ved i il seguente Specchio I). ~ (2) Tlrnn<Jercr, Alexan<lra, SupP.tb. -. (3) Nile, Trafolgatl 5 ~!~~· Victoria. - (4) Hùod, Renow~•; Repulse, Rovai Sovereign, Ramillies, nesolutiòn Reven<>e Royaf-Oak: - (5) 1'riumph, Audac1ous..- (6) Barneur; Centunon. '- (7) Achilles, Ag,ucomt ,. · ec r' or, Minotaur. - (8J Hector, 'iv ani or. - (9} 'Nelson. - (W) . Vjper, Yixen. - (Hl' Scorpion, w,vern, - (!2) Blake, Blenhe,m, Hawkc. - ci3) Cenl;aur, Edgar, Crescent, Endyml<!,TJ, Gibratta ' fton, St. George, Theseus. - l:14) Bacchante, Euryalus, Rover, Shah. - /l5) Paodora, Pboenix Persian,Psycho, Pallas, Pcarl, Pelorus, Androma~he, Apollo:.- (I6) Pl!1lomel, Phoebe, 1E_lo~sSpAJ;f:• .!l't&renture, ~rillìant,,Ca~brian., Cabrybdis, Flo.m , Forte, Fox, Hemiione,. ln!1efatig,1ble, lntrepid: TerP,s1cho1·e, T1Jet1s, Tribune. - (17) Shah. - (:18) Constance, Hero1ne. - (i9) Barham, Ephigema, [,atona, Melampus, Nawt, Pcqne, Raa,bow, Ret, 1bu!1on, Sappilo, Scylla, Sn !'!> , aline' 01~. Opal. - (22) Elle - (23) Sparrow, Thrusll, Wid"'con. - (24) Goldflnch, Lap wing-, 1,lag11ie, Bellona, ·J31ancl1e, Bionde. - (20) Barracouta, Clarrosa. - (2t) Emeraln, Garnet, R.uby, Iowm. _; , Retlbrea.st, Rridpole, Ringdove. - (25). f'alcon,- GrappJer, ll!neman, \Vr~ngler, Cht ru b.·. ZepJp;kler we ewr,ne, Falcon, Firebrand, F.· irelly; Finn, Fol'Cs. ter, Merlin, Ranger, Rcàdy, Zephyr. --,(27) Arrow, Badgcr, Bouncer, Comet, Don, E;,1<, F,dget, Gadfly, Gnper, Hyoena, P1ck1e, St.aunch , fay, f)cyact' ltal~, eazel. - (28) Vulcau. - (29) Gleaner, Gossamer. Whiting, Wizard. - (30) Salamander Seagull, Sheldrake, Skipjack, Spanker, Speedwell. - (3:1) Circe, !{eb·e, Leda, Ant_e!ope, Alar m, MeJita'. (3lo)nD, Harder, Hazard , Hussar, Jason, Jaseur. Nigtr, Onyx , Renard,. Speedy. - (32) Dragon' · :Miranda, Pegasus, Pehcan, Penguin , R,icer, Wild Swan; Darmg. - (33) ~as1i1sk, Beag1e, ragon, Cormorant, Pegasus, Penguin, Wild swan·, Daring , Miranda. - (35) Jllmna. ~ ( 36)nHa\\ k. · fraserJe lzt//dch'1amate · Compresi gli rncrociatorl Sapphire e Satellite .che nello Specchi o B sono. nove? te 1 in patria. ("} Cnmp rnsa la cannoniera Stork che nelio Specchio B è noverat~ fra le f!aV! aclriet .e a atria, rograflco. (•") Compresa la Cormorant che nello Specchio JJ e noverata per le na\C1~r1ct11amate JO P

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CRONACA SPECCHIO

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ESTERA 347 B. - N umero e dislocazione dem1a,vi armate britanniche (10 agosto ,J889). o "' 7 e "' ,= li ~ç~~~~n=a=i=/= l=d_= =11== ==;1== = =,=S=q~ua=c=lr~~==-====== =~ - ~ ·a .8 'O O ie "-' Costa "" Speranza "' :::: 'e: sui-est Paciflco ::, :a "" e costa t , China Australin. cl' Totali 'é:l ::, "".s rn America occ,ide~tale or,en ·a 1I 'é:l z d Africa . . istruzione 'O

di {• classe. di 2• » . . di 3• »

Da. battaglia Incrociatori. Guardacoste

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9 Navi non co1·azzate. t di i • classe ·.

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di 2• • ~ di 3a • Incrociatori-torpedinieri. Ariete-to rpediniere . . . . . Corvette (servizio di crociera). Torpediniere-avviso . . . . di I' classe . Cannoniere . . di 2• , di 3• > Porta-torpedini . Yachts . . . . Avvisi actctéttÌi ,i· sèrvizi · sp·c ciali. Navi varie . ai lavori idrografici . . pcl servizio imperiale. . Trasporti. . , ind iano. . . . . . Incrociatori costieri (addetti alle navi di ! 4 riserva) Totale

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A vapo re. Navi corazzate.

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Navi scuola . . Navi addette al serviiio .idrogra/ico : : : : : : Incrociatori cos tie,·i (addetti alle navi di t• riser va) l9 :... 1:1.c.)_-= ,!.,. Totale ,( 19 ~ 1 - ----- 1·- -- - - - ___-_ _ __-_ - - ·-.:...-- 1- -- -- - 1- --- -· l - -- -2_.J._II Vecch ie navi (non più atte al serviz'io di guerra). Navi di bandiera Navi scuola . . Totale 25 :1 ---::2G Navi varie richiamate in 11atria. 3__ ~ - 3Totale generale . . . ,159 6 21 12 . 3 --·s- - -- 10 13 20 l.O , 4 14, (29) 280 0 ndenti alle.variesqu3dre e disposti neHo stesso ordine in èuì <1ues\eappariscono nello spocchio. Avvertenza : In ciascuna delle se"uenti note le navi sono ripartite in grupr. i, separate da. lineetta, 6w, Téroéraire Colossus, Dreaduought, l~d!nburgh - Agamennon. - (2) Conqueror, Hero, (,t) Camperdown, Collingwood, Howo, Rodney, Aiax, Deva.station, Jnllex1ble, Neptùne - Anson -HNorthumbe.rlanct - Penelope. - (4) Warsrnte, Northam1>ton, Shan,.1on, Aurora, Australia, Belleisle, H~rcutes, lnvincil>le - Monarch, lron' Ql1ke - B<lllcrophon - SwitsL1re - Orion. - (3) Black 0 Galatea, Immortalité, N,ircissus, Undaunted - Impèrieuse - Orlando. - (5) 1Cyclops, Gl,:ttLon, , ecate, Hydra. Prince Albert, Ilotsp~1r, Rupcrt. - (Gl Forth, Mc lpomene, Mersey, Tham es, Magicienne, Marathon,Medea, Med11sa, Arethusa, Iris, Mercury, lnconstant - Phroto.i1. - Ampluon.- roW: -load1ce.t - Severo, Leander - Actn•e, Volnge. - (7) Carysfort, C,1nada, Comus, Pylades, Emerald, Tourma line - Cleopatra - Champion - Cura.con - Garnet, Turquo!se - Conqncst, Cordelr3, N 8, yacinth - Calliope, Hapid, Royalist, Opal - Calypso, Ruby . - (8) ~lohawl(, n acoon, ·serpent, Tartar - Fearless, Scout - Orisk, Archer - Cossack - Porpoise. - (9) Polyphemus. l'mPlìe - Dolphin, Gannct - lluzzard - Swatlow - Acorn. Da)lhne, Espieirle. Icarus Kingflsher, Mariner , ·Reinc1eer - Mutine, Wanderer. - (H) Grassopper; R,,ttlesn,ike, SandfiY, ~~Sl\ooter, Spider, Vesuviu~. - (Hl) Pigmy, Piover, Avon - Curlew - Lanclrail - Partridge Bramble, Peacock Pheasant - Pigeon - Rattler - Lizard. - (13) Bantererer, Bulfrog, Fireny; F,rlll, ~~r! Recl\v inJ?. Watchfu t, Oritomart, Orw1ill, Sky lar l,, )?oxhound, Frolit, llandy, i\Jlslatoe Alba.core, Gosh,twl,, Starling - Forword. Lilv, Heady - l~lamingo - Algerine, Grill'on. 1tar.ger-: . a er, ~;spoin, Firebranrl, Linn et, i\lerliu, Swift - naven , Swinger. - (Hl Ant. Bloocl bou nd, DonetLa, Bulldog. Bustard, Cuckoo, Insolent,"irne,. Mastill', ~fAdina: Medway, Pikco, Pinclier, Pluc~/ 1 t\Scourge, Slaney, Suake, Snap, S))ey, Tees, Trcnt. lllàzer - Dee. - (la/ Hecla . - . (16) Alberta, Ellln, Osborne, Victoria and Albert, Fire Queen, rraveller, Wrldhre, Enchantress. - (l7) Snrpr •: Oarir•;. -(l8/ Valorou~. Scn llorse, o,scovery , lnrlnstry. Jackal, Hear ty - Cockat r1ce, lmogèn~ 1 ~ , .-aluma. - t20) Assistnn ce, Himalaya, llllmbert, Orontes, Tamar, ·ryno, w~·e (trasporto dt - Alect-0. - (1.9) Triton, Research - Egeria - Stork (ca_n noniera di 2• classe) - Sphink - Ram b\ materiali). - (21) Crocodile, Euphrates, .Mala.bar, Serap,~. - (2t)· Farmy (già Amelia); Argas,.Ha".1• oerit: _ (23 ) Cruiser. - (24) Sparrowh,1w k. -: (25) M!Jrmmd, Beaver, 'Deìight, ~\clae~, J?rançcs Margaret, Flv, Flora, Neptnne, Srw, Squ1rrel, Mary, Beatnce, Act1ve, Eagle, Hind, !loso. Stag. v,ctorr~ le, e of Wellingto11, Revenge Rovai Arlel:ude, Asia, Jn<lus. Pembroke - Hibern,a (Nnv1 d11 bandiera de( comanrlanti generali marittimi e rtèi soprintendenti di arsenale). - .(27) Per mo~z1.; 04~v3p, Gaogcs, lmpregnable . LÌon, S., Vincent- Per ia I/. Riserva nm1C1lc: flritliant, President, Castor, ClYde, Doodalùs, Durham, Eagl~, Trincomalee, Unicorn - .Per ca~etU: _Britannia - ;)a\ chi artfglie·ria: Excelleot, èamt>ridg~ - Per _t01'pediniM·i: peti.ance, Vernon. - (28) Cormorant, Sappili re, ·satellite. - (29) Non compresi: 30 rrmorch,aton, !3 tenders (8 dm qualt a vela), ed aJc~o e navi staziona rie adibite ud uso eh caserme "alleggiant1; dt magazzeno, ecc. · A·vvertenze: Lé ' cann9nicr~ di 2• !l 3•_classe. sono ~i _poco _valore militare; mol_te di esse, colllj e alcun~ della ia classe, sono poste al ser vizio 'ili navi ro,1ggiori (sono ildopcrat.e, cioè, come tender s); lJualcho cannon10.ra e pure nnp,cga ta m serviz, speciali (per es., a protezwne d1 pescato/e ~ britannici e <lei nord)· ct ue cannoniere (h'rolic, ,h i~classe e .Dee di a• classe) sooo l)Ure navi scuola. - Le nayi della 1• riserva (d,~ n_on confonders_i colle navi non complet,irn1e,ite cwma ,, q1!.'J)aggìate e che sono asc'ritte alla 1• ri~e1·va llet naviglio a ,vapoi·e - V•t class ~team reserve) sono le nM•i di band,.era, de, co~aodanç, d1 distretto m,mtt1mo. Esse sono_le,segae11~1 (gra comP ~~sg :.»~cedenti note), corazza te da battagli1t, Aiax, Ocvas tat,on, Neptune, Delle,sle, Hcrculcs, Hotspur, Hupert, Invmc1ble, e 1 ,ncroc,atore corazzato Shanuon. - A c,ascuna <lt queste na I lo un determinato numero cli incrociatori costieri (V. note. 22 e 2:i).

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nelfte veffà ;· trop po- 'd i' frequente ritl6tto durante il · tempo . d(pace,

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Riordi1iameri,to dell'e~ercito. - La ,Commissione incaricata di stn diare il riordinamento . dell'esercito ed i, modi ~i ,prestare il servizio milil:ii·e·, . hà lif1'lnìiialoii-·sùò1"favòr, è pt~oblìcato· il "i·efot1\o ·i;appo~-tQ... . I -giornali 1tedesch1i cornmenta·no vivamemte' l'operato del la Commissione in "vario senso. i~a Gazzetta di 'Golon'ia dice che.' il rapporto è statÒ fa vorevbl mente accolto. Di più os~erva che il sistema proposto si avvicina ' \n inolti punti al ted~sco, che àumenta considerevolmente l'efl fettiv'o d~lle forze e cbè-rileva il' valorè morale ed intellettuale del,l'e$ercito mediJute' la proposta aboliiiooe 'della surrogazione o;.dinarii;. 11 · ser'vìzio 1 militare'·com'è proposto, incom i'ncia per tutti a 20 ànni 1 e dura fi\10 ai ,~O. Gli ecclesiastici stessi no.o ne-sono esenti che in c~si specia li. ',Gli 1studenti i.a teologia aspiranti a carriera eccLGsias\ica di confessicine riconos·ciuta dal.lo. Stato, non sono esenti che. condizi.onatam~ute; essi <lebbond, ·se lo <lesideranp. tlotnandar& l'esenzione e rinnovare la domanda anuunlmerite perchè la co~cessione non ·è vàlevole ' l .. che per ·un anno. ff)efri zi·o_si ·corripi~: per 8_-~uni ,nell'esercito pern:ianente, 5 · nelfo landwehr e 7 nella riserva (che si pnò anche chia mare landsturrn). . 11· contingente an~uale da1 i_ocorpo:rai:_e nel/' e_sercito permaneyte_ od attiv_o e p'rop~sio in ~g~o_o__uominL~. ~·eff~i~i~? -~1inin~k_c9i!!El.~~-s,i.Yq_i_n . rno,_~00:_ Aft1iiilmei;ite J'Olirnda _non potrebbe. schierare pit\ .òi .60 ;000 uomhii. _..,. 1 , 1 1 o· 1 .,. · '

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La l.indwehr si fo rmerebbe cogli uom ini che h:inno·co01ei11to !nferm~ 1 nell'esército"iali'vo ·e v'i 'apph,~lé~rctib brò:·tim~ 'si 'è. dè1tt '. pe~ i ~~ni'; ~, 1 foré6bero pa'tìe ihchè ,idhì'i'i(li, J'mi'rdìé~i::ivid-ig _che _,;, sa rebber~. p~r9io 1 incorpòrate. Là Com·m\ssioìfè "rit\~né' dié la" lahdw! hr µotp~bfle èo'mprencfere llÌl '50,000 _uomini, ma probaqil!lle,nte ~rri:yere,bbe a 75,0,00. La' riseri a còmp~e:iderebbe ·probabilme~te .circa}0,909 1~9mini. ta Gaziè'tta di Magdéb?wrg, :fr1 ~ase pure alle ,?radei~~ ",(~_ifre ,.ca l~ola in 275',000 uomitl.i' la' foi·za' 'ìbtJle fulura . dell'esercito ol~ndtJ.se, ma dubita0ctiè n~ri" si "' tia'Ìterf che' di 'cìrre·'--siilla ,'càrtt d'ffiùti; 'essa'' dice, 'i 650,000 fiorini proposti 'nel__ 'b,il~i:J~i'o. dell,a . guerra com( \o'nseguet1za ·11. del 1 r(or~ii ~fm,e.~!f1 ~a terll~rt c}1~ 1t'.,eff~~t1yo . reale , dell'~sercr_tJ,cpern;ia•.1,1

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conle' ris'tilta dal uprogètto, in ' segtiifò \ ille _num~r~~e eccèz!opi P,ror.o~te, nel tàpi'folo ch'e rifletté fh pres{azione dei servizio; fra le eccezioni sono compresi i fìg'ii uuici? i fratélli in ragione di"uno"'og!"l( d~e: ecc., . La citata Gazzetta è però d'opinio'ùè che ti progetto sia degno di ap1Wo'vazioue ' pe'tèliè:'"san'ciscé l'obbÙgo geo;Nale . dei" se;:YÌ~io mil'i iàrè .per~orra le che' è il p"ri n"éipi'ò 'ess'e'ò i\h le\jdell' ~~dina n1'eii;to"militare odi~rn~.' • . · , • ,·q .·,. 1, ·. ·H ·' .q l'~. , i, · ''t J·t; •: ,;~ lla e precisamente qnesto prrnc1p10 che mcontrera viva qppos1z1one 1 in Parlamento da prne" Jpé~i~ltliente del\ rnrti'to' clericale sosi~:in1tò iln~he · dal pal'tiio 'pieti~1a 1 ca pitan'àto 'dai ·aottol· Kuf1~e?. , . . . ,. • ., . D'altra parte, nel seno della Commissione, 'ste$Sa i membri clericali fra;\ qua'li"il mini'~t1;o' della guerrlì àeftrn'to d, re~eai'e'. \ i ~epar~)-ono ·~at , liberali e pronunziaronsi, con voto a p_arte, cç111 trv , i I _pri,n~iP.ÌO \Opra detto ed in l'a vore del ::;_istema attua.lmenle in vigore, cioè della surroga- · zione orclioar,a. E ~icco'me l'addiione 'del servizio gea'~hile 'obbligatorio e pe1'.iè/nale è o,,teggiato anc~'è''nel • Belgio,' cosi la· ~el'giqùe ' ilfititd/r'e; 'daÌl.a ~Ìp 11l ~ 1 togtiàn1.o' que'sii 1cètlni, 'escli:l'nra con ragione':' " Po ver'a Olanda '( Pove;ò

•

Regola'men ta suU'arsenale de,lla (lottiiglia. - Secoudo il r~golamento pubblicaro con decreto 7 giugno ,1889, l'arsenale della flottiglia è destinato alla costruzione, adanameilto e riparazione del corpò e delle macchine dei legni · del la flottiglia, come pure· ad à11estire: mobilita.re · ~ armare i legni che devono entrare in campagna . L'arseliale è ali<' dipeadenza di un direttore, e sotto l'autorità e controllo superiore del comandante della flottig ~a; esso a ipende: ·aitresì direttam~?te _dal . ~i-nistro della guerra. Il suo per;;onale com prende persone m1htar1 e cmh, e dividesi in: ·' a) pers'.male tecnico dirigente (uffi ciali della flottiglia e borghesi speda listi); {lll . ' 'b b) V.11er::oonalé conta ile·;·• i e) pérsooale d'esercizio. .

I

.


350

CRONACA

Il comandante Jella Oottiglin, ogni anno (·I O genna io), trasmette l'e-

lenco dei lavori presumibilmente necessai·ì nell'anno seguente, al Ministero della guerra, il quale modi6 catolo, se è neces·sario, lo ritorna (·1° febbraio) ~l comandante stesso, perchè sia comunicato · al direttore dell'arsenale, per l'esecuzione dei lavori. Regolamento sulle attribitzioni dell'ispettore di ca.'Valle1·ia. - Venne pubblicato 11 regolamento sulle attribuzioni del l' ispettore generale di. cavalleria , sotto la giurisdizione di questi si , trovano: I reggimenti rosciori (cavalleria permanente); I reggimenti càlarasci (cavalleria territoriale o sell)i-pel'manente); Gli $quadroni della Dobrogia; La divisione gendarmi di Bukarest e lo squadrirne gèndarmi di Jassì; · La scuola speciale di ·cavalleria; , Il deposito di allevamento e quello di rimorita . L'ispettore esercita la sua autorità per mezzo dei comandanti di brigata, dei . reggimenti di c;a.val leri.a permanente e. territoriale. In tempo di guerra le attribu zion i del l'ispettore sarnnno stabilite dietro ordine speciale. .Esa1wi, per la prornoz'ione dei cap'itani a maggiore. - È SU1to pubblica to il progra mma delle materie d'esame per l'a,·anzamen Lo dei capitnni a 1m1ggiore - riassumendo esso comprende:

ESTERA

I

B. Esa;me scritto (vedi sopra).

C. Rsame pratico. E$ert;i tazione di un reggimento cli cavalleria (I), piccole operazioni di guerra, ricognizio_ni (schizzo e memoria descrittiva). Per i ca,pitani d'artigl-ieria e genio. - Esami orali e pratici su ,materie speciali alle rispettive armi. Nella seduta del 1/ 19 git~gno corrente anno la Ca mera del deputati ha votato ed adottato il bilancio preventivo delle spese del mi~istero della .guerra per l'esercizio 18S9-·l 890 .

I II 1II ·IV

IA. Esame omle. Per i capi tani di fanteria : scuole di compagnia, di ha1tllglione, ·dii .brigata, $ervizio inLerno e servizio di carnpagn·a, regolamento·sul tiro, nozioni sulle arm i, legislazione (leggi snll' ordiuamelllo dell' e~ercito, sui comandi, sul reclutamento, sulla posizione degli ufficiali, sull'avanzamento, sulle pensioni , e nozioiii del codice di giustizia militare), arte militare (definizione · di strategia), tattica, fortificazione (passeggera e · permanente), topografia, geografia (generalità e principalmente geografia. della Rum enia), armi portatili a fuoco e loro specie iii tiro.

n. Esame

scn;uo . :

Uu ·argomento d'arte militare.

C. Esame praticò. 1ianovra d'un battaglione, piccole operazion i rli guerra, una levata speditiva del tBrreno.

351

A:r 'i capitani di cavalleria : scuoi~ a piedi e a ca,;1111,o dello squa,drone e çlel reggimeòto; il resto dei ro~olamenti, come per i capitani di fanteria, di più nozioni sul manuale dei zappatori e telegrafisti di cavalleria; le a.ltre materie s~ientifìche ana logamente alla fonte riii, ma con appl icazione speciale alle particolarità dell'arma.

I

Amministrazione centrale . i. 528,120 Stato maggi; re.centrale 4-8 1,615 Giustizia militare . )) 203,010 s ~uòle .. 902,500 ." v' Stati maggiori dei corpi d'armata ·e delledivisioni » ·I ,068,13 ·1· .VI Cor,pi di truppa . ,, 17,038,•110 VII Stabilimenti e truppe opera i cl'artiglieria. ,. 360,0 ,j.0 VIU. .>> ' • » d'amministrazione » 262,300 IX Servizi e truppe sanitarie ,, 805,339 X Flottiglia . » 1,360,225 X ( Arredamenti delle truppe. . ,. 3,133,000 XLI Materiale d'artiglierva, del g.en io e da pompieri » •I ,74-0,000 Riscaldamento cd ili umi nazione. . ,, 690,000 XIV Rimonta e foraggi . . . ,. 3,133,000 XV ~fosioni, viaggi e ricognizion,i . ,~,1!l,670 XVI Paghe di disponrbilità riforma . » 53,000 'XVII C11mpi d'istruzione . 452,000 ' » XVIII Processi e somme dovute per dolo )) 34,000 XIX Trasporto di militari per ferrovia . 600,000 Totale. . L. 34-,f 6~1 , '!so '

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(<l In Rumenia il ieggimènto è di 4 squadroni.


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353

BS'f.ERA

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CRNACA o

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Le economie risultanti sui viveri sar:,nno impie~ate p~lla istituzione _dei depositi regio~aÙ di sussj~ie.nzi,, e la costruzio,ne dei voi.coli e bar·dat1ire relative, occorrenti per Je colonne di sussistenza. La forza bilanciat.1 risulta di:

I

Ullìcial i . . . 2.,787 Funzionari civili 285 Totale uomini H2,49,i-. Truppa. . . . rn9,4-82 Cavalli di ufficiali 1,253 · . Totale cava lli -h,593. » dì truppa. 16,284

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1

lu armonia alla nuovn circoscrizione militare e alle previsioni del ))i lancio 11889- ·I 890, venne stnbilitn la residenza delle compagnie dorobanzi e la forza bilanciata (di truppa) di ciascun reggimento dorobauzi (4), in bnse alla forza media dei seguenti elementi, che lo compongono. a) plotone uoo combattenti (a (orza d'int·anclttri) .1 5

Sergenti maggion Sergenti Ci1pornli Soldati.

1

1

1'o'tale uomini e cavalli in ser~izi~ dei reggimenti dorob~nzi: a) In servizio permnneote: , Sergenti maggiori . Sergenti. Capo_rali . Solda ti

297 973 1,221 ~

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6,954-

Tot11le 9,.\..j 5

b) Io servizio con ;;cambio:

·s~ioénLi . ·"\ Caporali . Soldati

,1:36 , 22.i,

I

+,5HTotale +,87 l~

293 ;Le_qqe sulle pen.~'ioni mil?'tari. - Il decre'to 30 maggi? 18~9 n. 4·1~5 prdmn lga. éon lievi ''r'nbdir.cazioni, lo leige ;mlle ,pensioni _n1ilit:iri sottòposìa nel ,nese di ~·pri le (v~cti Ri1>1:sta milita1:~ italiana di npriÌ~) all'esame della Camera. Con decreto 9 giugno n. "859, fu pÙre sanzioi1ato il liilancio prevéncivo delle entrate e delle spese della cassa ~ensiòni 'miliiari, · r,/ppiesénrnto ' per 'le di.i.e cate'goriè da un 'totale di 2, 1"24- ,035 ·lire.

Totale 06 Cav:illi.

,i,

b) Com pagoi,ì permaueote ~

/Sergente mag~iore . . / fu rièri . :;: ~) Sergenti d' d = .., ~ , 1 sq ua ra '"' E I' E-< t Ca pora 1 • • ' i o.. Soldati. . . . . .., 0

l

. . 1 . 8 ( ·1 6 . 75 (tra cui 2 tamburini é '.2 trombettieri)

Totale 101 1

e) Una compagnia con, sca rnhio: Truppa permanente

Sergente maggiore Furiere . Tota le 2

(i l li reggimento clo robanzi comp rende t plotone non combat tente (arara d'un ma dori) o 8 compagnie (2 battaglioni).

RUSSIA

Crenzione d·i brigate\ locà,K - Con Prikas del ,15/ 27 gmgno, n. 143, sono state create· due nuove brigate locali (specie dei nostri comandi superiori dei distre'ui). una (26~) nelia cìrc.osc.:rizione militat'e di Omsk, l'àltra 1("2.7•) nella circos~;·izione di lrkutsk. La 2.6• estenderà la sua giurisdizione sulle truppe di riserva e loca li stanziate nei governi ùi Tobolsk, Tomsk, e nella regione di Akmolinsk, là 27• sulle truppe di riserva e local i dei governi di Ìr,kutsk, .Tenissei e della règione di Jakutsk. Nel territorio della prima brignia saranno formàli i distretti militari di Omsk, Semipalainsk e Yiernui , in quello


354

CRONAC,\

dell'ultima brigata i distretti di Irkutsk, NisgendiDsk, Krasnoiarsk ; Arinsk e Kircusk. Soppres.~oine <li fortificazioni nel Tu,·lcestan. - Nel Turkesta n vennero ~oppresse le fortificazioni rli Kasalinsk., ed i fotti di Knrmakci, Dgiulck e Turkestau. Forza dell'esercito 1·11SS0 al 1° gennaio 1888. -;--- Risulta dal resoconto del 1887,, recentemente J)ubblicato dal Ministero della guerra, che al 1° gènnaio ·1888 le truppe regolari russe si componevano di 32,086 ufficial i di lutti i. gradi e di 853,589 uom ini di truppa. La leva di r1uell'anuo aveva fornito 232,929 uomini all'esercito atLivo e !~89,86·1 uomini alla milizia. 11 totale del le truppe cosacche messe sul piede di guerra è di 136;197 uomini. Nel 1887 si trovavano in servizio aui vo ·50,655 cosncclti. Cam110 di Krasnoe -Sclo. - Quest'anno .al campo di Kr.asnoe-Selo oltre al corpo delln guardia, gli istituti militari d'edncnzione, le scuole uffici:1 li e il b:1ttnglione (quadro) riserva della guardia, si trovano riuniti la 23a divisione fanteria, 2 bnttaglioui (quadri) di riserva ( 1° e 8°), 2 battaglioni cacciatori di. Filandia (5° e 6°) e 4 brigate d'arti'glierin (,;W', 23a, 37· ~ 1a di riservn). L'artiglieria si riunì per l'esecuzione del tiro praiico prima del le aItre tru pre, ed. iI campo speciale di quest'arma venne chinso con tiri di gara, eseguito il 28 giqgno alla J)resenza del granduca Michele, feldzeugmeister dell'artiglieria. Quindi il 5 luglio in presenza pure di S. A. ebbe lungo il ti ro d'e same, 3 cui presero parte tre batterie delln guardia e tre batterie di li nen . A datare dal 30 giugno ebbero priucipio le esercitazioui combinate I di fanteria e d'artiglieria montata; egua li esercitazioni B'iniziarono il 30 giugno al campo specia le di cavalleria, con intervento dell'artiglieria a cavallo. . ' L'ulteriore programma per le esercitazioni delle truppe del campo / di Krasnoe-Selo /> qui appresso indi~ato: Dal 4 al ,J 5 luglio tiro di comb3.timento . con manovre di distaccamenti composti, di due o tre armi; al· ~O luglio termine delle esercitazion i per battaglioni .e reggimenti: da l ~O al 27 luglio esercitazioni a disposizione dei co mandanti cli divisione; il 28 luglio di sera, 1• e 2a manovra di reggimento contro reggimento; il 29 mattine, 3• e 4a manovra di reggimento contro reggimento; il 3·1, mattino, 5a e 6a manovra come sopra; il 3·1, sera ,Ja manovra di brigata coutro brigata; 1° agostu a mattino, benedizione délle baudier,i sulla spianata (Iordan) di. Krasnoie-Selo; 1° ngosto, sera 2a e 3a irninovra di brign ta contro l~ igata ; 1

.ESTERA

355

3 agosto mattino ,fa ma1wvra di divisione contro divi_sione; la sera . stessa 2a manovta di divisioùe contro divisione. Viagg'i d'istritz'ione per ufficiali. - In conformità del regolame~to p~r Ì'istruzione degli nfficiali, in quattro corp i d'esercito (9°, 100, ,1 ·1° e. 12°) si eseguirnnno dei viaggi d'istruzione (Polevija Poù,sdki) con l'intervento di ufficiali dei reggimenti di fanteria, cavalleria, cac• ciat•lri, dei bauaglioni di. riserva, zappatori, e del le brigate artiglieri-a di rìserva. Ogni corpo d'armata formerà una squadra (partija), tranne ·.il •I 0° che ,ne avrà due. Viaggi speciali di cavaller~a, .saranno eseguiti per disposizione dei comandanti di corpo d'esercito, ed un viaggio d'istruzionè da fortezza per disposizione del comandan.te la fortezza di Riev. Inter.verranno come dir.ettori dellr. esercitazioni tutti gli' ufficiali di stato maggiore addetti alle truppe, c,ome pure 'i comandanti dei riparti che hanno coqi piuto il corso nel.l'accademia di stato maggiore. Passaggio di corso d'acqua. _;_ Il 31 maggio 2 sotnie (squadroni) di cosacchi d'Ural traversarono a nuoto il Dnieper. Il passaggio è st~to .fatto per iniziativa e con partccipazi'one, riel comandante del reggi.mento; tutti gli uf.ficiali dì quel corpo si so,io uniti ai cosacchi delle due sotnie. n Dnieper, nel sito che fo traver,ato, h'a la larghezza di_ 320 sagene (68:3 rnetri), una velocità di .~ 1/2 piedi ('1 ) , pres~o all:i riva è 3 al filone. L'operazione è riuscit:i completamente, ·e non $i verificarono inconvenienti o disgrazie cli sorta . Espe1·irnenti per l' adoz:i01{e · di i tn nuovo fucile. - L'S giugno ebbero luogo al poligono di Pietroburgo alcun.i esperimenti comparativi fra i diversi sistenii più recenti di fucili. Erano presenti all'esperienza le principali autorit.11 militari russe, come i generali, Notbek (ispettore del tiro),, Dragomirov (direttore dell'àccarlernia di ~tnto maggior.e), Vila.mov (direttore della scuo la <li tiro) ecc. In conclusione fu concordem~nte ricoi1oscintn In superiorità del fucile Miinnlièher, orll in adozione pre$SO ' l'esercito tedesco, e questa anche ri,spetto al fucile Lebel, fra ncese. Non<limeno fu anche conclusq di attenersi per ora all'attua le Berdau, arma . riconosciuta eccellentr.. I più notevqli generali russi sono· d'avviso non convenire l'ad~zione di qual,;iasi fuci le a magaz1.ino, non col'rispondendo tale arma all'indole ed alla istruzione del sold3to russo. Per contro si ricorìo.bbe l'utilità di \ m fucile di calibro inferiore dell'attuale, ma si convenne che le grandi spese di una rinnovazione non sono consigliabili stante la bontà dell 'attuale Bèrdan. Qnestv fucile gòde nell'esercito russo 1

('1} Piede

=

0,3048.


356

357 ficazione. Si farà in tal caso nna applicazione sii vasta scala di sbarrameuti con torpediniere. In generale le attuali manovre liauno un grande interesse, giacché per, tisse si 'poti:~ acqui;,tare.1µn· concetto sul valore dei mezzi di difesa delle fortezze di Sve:1borg e Kro11stadt ·e si potranno ricooo~cerne i difeÙi. · • ES'l'ERA

:,Ia·- più completa •IMueia; t'litte le ' trilppe di 1fahte'ria, 'cli c'a'valferia, .'di ri,erva e della milizia (opvlc'enù) s'oàO prov,1édtùè (v:ì'ìft!:i~gio"certo·non (iodiffe1·eote) delle stellse 1ca'rttfoce; e esfaidno · ~rov·v,~iòi:tl'ilì \'alil fucili (e rèlativé' muai1zioll'i)' in l}ùantità yOSÌ rilevant~ ché' JÌOU si· potrebberd'. da tin•annò all'altro so5tituire con ' aftre provvisiooi. ;Preseotein'énte· esìste ùoa <lot'<lzione di 7vO ·rnilioni ' di cifrtucce,· e le fabbriche ' niizionali sono ti.n•!!rado•di iprovved·ernè 200 milioni all'anno. 1 1 EC{·~i lenti''11isùltliti -si bttefrnero'J 1ànche'-dai rìubVi Mortai da ·cilnìpagria, iEspe:rim'eiJti cou . pdlvere ·senzal •funio v'éùuero 'fatti •'iidhanto 'pk l~tl"rtiglieria. · Somme per laro1"i f'e·rròviari. - 1 Il rn1ioiste-ro 1··aell e comunièi1zioni in ·vista dello sviluppo crescerlte del comm~rcio e' tlell'iiH!i:dtria 'i'Ùssa, lia •propasto uoa-~pesa di · 2·1 milioni !di rul'ili (-1),"di cui 7 1 ·inilìoni ' per creare e migliorare il materiale fi sso' (st5z\oili ·ecc.J;1 •I,i, mi'lidhi 'per a·cquistare il materiale mobile (300 locomotive e 4700 vagoni). Pd'ràggiungere;gradua lmente lo scopo, nell'ànno'•ln cot~o si spendéranno 3'ìn ilioni di rnbli. per lavori e 2,800,QOO rubli pel nìà'tel-iale rnobilr. •Torp'f!diniera 1·adiata da'i ruol-i. - Per completa· incn pacità al $er,,izio, , la ·torpediniera Votobei (N. 78) ' venne radiata idai ruoli <fe'lla 1

.. S V: I .z Z E ;R A

fl'ow1. illanpvre d,,i sbàrco a Re1,al. -

Tutti i"legni della 'squadra d'èvoluzione $a ra 11no riuniti il •ft. luglio 'a Porto-Baltik per eseguirvi 'nno sbari'.o sirnult11neo. Le forze di slJM·co, dopo un att11cco simultaneo del porto, si re(;herr,ono per via di terra , _ltrugo la costa a lleval, in ordine 'di éarnpagna . L1 squadra si approssi·merà .-a Reval, e iyi prendetà ·a bordo i mari11ai sbarcati: dopo di ct1e essa procéderà ad alènoi esercizi 'di ,ti'ro contro bersaglio fisso . 0/l Hernl es~n ·partirà per Trausnnd, ove é'leve, trovarsi' il 20, luglio. · · · Grandi manovre nav~li. ·- A Kroostf)clt si attende COll alacrità 1111 a preparazione delle na vi e 1Ìél pérsouale che déve prendere p·arte alle / prosi-ime graiidi rnanov're. ·Qtieste dureranno 1:lue settimane dal ·1° àl · 15 .igosto, e si svolger~ il 'seg'n~nte pro'grarhm'a : · una squadra ·neniica, diretta dal vice-11 mmiraglio Kopitov, deve eseguire 1111 enérgico anacco · co'utro le•fortez.zedi $V"eaborg e 1Ki'ohstadt, cerèaodo di aprirsi una stràiia ,1 traverso l·e 'fade -.interne. Sotto il com·a11do del vice-arnmiraglio](opitoY si troveranno tù tti i legni della squadra prntica 'e la squadriglia rlella ~cuoia nav:ile. Gli -accessi ·alle fortezze ·saranno ·di'fesi·àa moh i1ori f! eia ca~noniere, armoniizando lo ·1oro azione c,m··c.1uella delle opere 'di f?-rti'(!J Rublo 4 lire (val ore nominale).

! A

Il Journal- de Genèi;e annunzia the lo sca yo del tunuel da Ila gola di Schçellenen al Fortbiih l è attualmente compiuto e che i layori di forti 'ficàij~ne sono comi~ciati al Trou d'Uri ove deve collocarsi la cosidetta porta d'ostruzio~e allo sbocco della ~alleria. Sono pure cominciati i lavori alle opere del Furka e dell'Oberalp, -ma con un nlirnero di operai relativamente scarso. Ve ne sono difatti •130 ad Aod1mnatt, 20 sull'Oberalp e •16 al Furka. Compiuti che siano i fo rti del Biitzberg e di Bulil, ciò che avverrà fra poco, il numero degli operai sarà aumentato di 200 e si costruiranno baracche per alloggiarli. Le <lne commissioni delle Camere Federn li incaricate di esaminare i lavori, visitarono i punti di Aodermatt, del Iltitzberg, rii Schcclleneo, clell'Oberalp, . del C:il_l)'lot e, del J?.nr,ka. ,Dette_ commissioni si.sono conviute che 'le ·somme già spe~e e qudle da spendere ;,ono state e sa ranno bene impiegate e che le misure di di fesa adott.Me meritano la fi ducia del popolo SYiZWl_' O. . _/

\


·•

ES1'ERA

358

359

connazionali. Sembra auzi' che fra qualche giorno per maggiormeut.e iudnrre il Portogallo a venire ad un compouimeuto, giungeranno nella baia Ddllgoa due s1ruadre, quel la inglese delle Indie ed un'aitra ·americana. I Portoghesì da parte loro hanno offerto ~Ile compagnie ferroviarie . straniere un arbitrato che, pare, sia stato respinto. Fra!Lauto un telegramma del 3 agosto, proveniente da Durban, annuncia che il WolksrMd del Transvaal ha invi11to n Lisbona Mr. Rlo<.:klaùd al q~a le è st,,to dato incarico di determinare d'accordo <.:ul governo portoghese _la tariffo ferroviari a ba;;andosi sui preliminari già ,;ta biliti .

CRONACA

Avvenimenti politico-militari svoltisi in Africa nel mese di luglio f 889

LA CONFERENZA INTERNÀZIONALE AFRICANA A BRUXELLES.

ZANZ BAR.

Per iniziativa dell'Inghilterra e del!" Germauia, ucl prossimo mese di ouol.Jre sarà teouta a Bruxelles una nuova cooferenza iuternazionale, alla quale dovranno prender parte i, rappresentanti di tutte le potenze che aderirono 111la conferenza di Berlino nel ·l 88-L Fino ad ora lrnnno fotto alto di p11rtecipàr~i oltre le <lue nazioni iniziatc·ici: l'folfo, la Francia, il Belcrio e lo Stato indipendente del Congo. L~'\ conferenza non avrà maud,ìl.o di occuparsi dell'assetto politico del!' Africa, nè della delim itazione dei confin i fr11 i vari possedimenti e protettornti; ma dovrà ft1 re soggetto delle sue sedute sol,> la questione degli schiavi e 11uella relativa ali' importazione dHlle armi e delle bevande alcooli<:he. . Anche la Spao-na si é Imostrata desiderosa di f.1r parte della suddetla ft • conferenza,· ma contrariamen~e alla missione a qnest'ulti ma assegn:ita nel suo atto di adesione ha già espresso l'intento di fa r l'alere i suòi di1:iui sulle controvcr5ie che essa ha colla Fraui:ia , rispetto al suo posscdimen,to lungo il fium e .ilfonì, incastrato in quello J el Congo frnncese senz:i che il confine settentrionaltJ sia per anco determinato.

Il giorno 9 luglio il capitano Wissmanu,~ dopo un vivo cannoneggiamento occupò Pangnni, co::;tringendo gl i ind igeni a ritirarsi nell'interno. · Il giorno seguente i Tedeschi s'rmpadronirono anche di Tanga", e così tutta la costa è ri masta sgombra dagli Arabi. Nell'attacc9 di.Pantarii' il c11piwno Wissrnann ha perduto due soli negri, mentre gl'indigeu i di Bnshiri iasciaron,o sul campo 60 uomini. I Ted~s0h i mossero all'attacco su due co lonne: quella meridionale, agli ordini direui di Wis:;m11nn , incontrò acr.inita resistenza; I al1.r-11 , destinata ad operare da nord verso sud , riusci a penel.rare nel villaggio senza ve1 runo sforzo . Il giorno seguente il capitano Wissmano, con akuni riparti delle sue truppe, si fece ri morchiare su d_i:ilc1.ùie piccole imbarcazion i per 6 miglia verso l'interno, riuscendo ad uccidere al~uni indigeni, nascosti lungo le due rive del fi ume_ · Pangani 'trovasi ora ben fortifica to e presidiato dai Tedeschi. Il ·giornale inglese The Graphw·, del "3 luglio, riferisce che il capitano Wissmano, _nelle operazioni mi litari svoltesi in questi nliirni tre mesi nell'Africa orientale, lia fotto con pieno successo uso della fanteria montata ('I). Il capitano stesso, nelle sue relnioni fa gi ustamente os. ser va re che una . truppa 'di fon 1eria provvista di ca,,alli , come mezzo· di trasporto, darà vantaggi incn lcola bili in una spedìzione che si. volesse i,ntraprendere contro gl'.iodigeni dell'Africa orientale, potendo per tal modo i_soldati a ca:vallo ved~re ·ed esplorare iI terreno da percorrersi,

.

''

STATO LIBERO o·oRANGE E REPUBBLICA DEL TRANS~AAL

Un telegramma in datn 4 luglio, proveniente <la Ca petown,_ annuncia che il Parlamento del Transvaal (Wolksraad) ha approvato cl progetto rP.lntiyo all'alleanza difensi va col vicino Stato lib~ro-d'O!·ange. MOZAMBICO.

La que~tione della ferrovia che dalla Baia Del; goa dovrà raggi_unge.re_ Pretoria, capitale del Transvaal , non _accenna ancora ~d essere. rtsoJ..nta. L'Inohilterra e gli Stati Uniti d'Amenca hanno fatto g111 ngere vive n ~10stran0ze al governo di Li~bona sostenendo gl' interessi lesi dei propri

{

(I ) li corrispondente del suddetto diario male a proposito dice che e questa la prima volta che in Africa si ò fatto uso di cammelli in serrizio della fanteria, dimenticando per tal modo le numerosè operazioni ilei, suoi stessi',connazionali, che tanto opportuna• mente si valsero cli questo utile espediente nelle guerre del Sudan.

'

I


360

CRON_ACA · • .

ESTER_A, ,

malgrado le altissime erbe che sogliono crescervi, e delle quali il nemico si serve per. nascondersi : Inoltre lè truppe che sono provviste del cava Ilo; po$sono .peroorrere imm~nse distanze anche in quei · climi • così ,debilitanti, giungendo pur,_sempre ·in ·t,none condizioni al proprio destino. VITULAND.

· Il dottor Peters trovasi -tutton1 a Vitu dove si ritiene che fa ccia iu·cettt, " di portatori , sempre nell'intento di soccorrere Emin-Pascià. EGITTO E SUDAN.

Mese tl'i lugl·io. Combatli-niento di A1·9hin. - Sul combattimento di Arghiil 'del 2 luglio, si hmrno nuovi particolari. La sera innanzi, 'il geueralé Woodehouse, COillllndante le truppe di frontiera, informato dell'avaazàrsi aei Dervish ver:io nord, aveva fatto attraversare il Nilo, in faccià ad Arghio, 1 da ue b11ttaglioni sudanesi, quattro compagnie di fanteria mohtma ·su dromedari, due squadroni ed una batteria ( 1). In tutto 2200 fanti e 150-ca va Iieri. Il vi llaggio di Arghiu, ad undici chilometri a va lle di Ua,di Alfa·, consta ,: di una sola e lunghissima fil a di capanne di fango, mezzo nasc'oste' fra campi,colti vati a durai,, cui I fa nno ' ombra numen:isr datteri', che si' :,;ìèri-" dono lu ugo il fiume per circa 6' ad 8 chilometri·.' . A difesa del villaggio· era stato costrutto alla sua parre·· me.ri'dionale' un forte in mattoni· crudi, presidiato da una compàgnili e rneizà, d'a due pezzi ,da 9,eentimetri· e dùe •mifragliere ·Nordedfelt; ed a· li bec'ci'o; 'sulle' colline di sabbia\. un blokau:s ricihto ,da-,una , zeri'M a "Jargò fossiùh' e·m. feso,:èla ,meùa compagnta11di fanteria con 'Ìin èannone ·da centimetri' 9 e due mitra~lierei' / . AJl'alba rdel •2 i Dervish, coll'ùsatà loro furia, assalirono' le pé>'sizioni degli ,Egiziani, , tentando· 1d1'impadronir:;ì 'dei forti11 e· giungere al Nilò 'per ' prov,, ,edersi d'acqua é,he già cominciava a mancare. Non, ostante il viva-ce fnoco· ·deihl "fan teria suciane'se, alcuui •·ouclei degli assalito~i riuscirono a superare i parapetti del forte e a pEmetr:rre 1

•

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361

ne~la reriba,11 me~tf~ ) a ,lorQ, cav,,l~eria COl\iC~l'a al!(a\'OrSO i campi di,, dur~. Ma i yigorosi !·itorni .pffeosj vi ~ dej bawiglionj1,sudane,:;i, ,i 0ontras- , saJ.li ,qèlla fao1e1:i~ mpn!~ta, 1,e m<>tiq 11 pitì, l'a,i~to de,lle due,canuouieretflt1· vi~ lj acçp~s~.~nl ,si tq.del çom,~a.~til)lento, ,ricac~iarQ/'IO. -dopo qualtro, ore,. di pstin~ta )on~ _i Dep•i~h .<lall_e pofiizioi;i i,posì ,yigoro;1aroente1;itt.acca.te, cost,ringyq~oli p,11?,lit,irat; , ae,Jla ,qua)!J 11pon,,-sembrò-prudrnte, inseg.uirli. per insuffìcieuza di carallr.rin . Verso sera un densp polverìo ch,c si alz,a va da ;.sud, a nord .dietro le colline di sabbi3 , fece avvertiti gli Egi~ia,Q.i che ,le 9rpfl ~i,Ualed el Ner gum i, 11111,iqhè iissere.in ritirata, avevano ri preso Ja,m(lrcia,1 in avanti . Si a.r restarono poco.dOJlO accamrpIJdgrin un l~ho1,·, a bre;v~ dista1,1za dal luo5o del comhattimen,19,, do ve dimo_ra r9110 sino al , 7 luglio, nel., qua.I ,giorno ·,si rimi·sero lcu.1~111eote in 1-ria r_cia dirette al nord. Il ,io erano accampnti a quattro c,h,i\9 met.ri da Abu Simb.ol (•I),. e sette da l fi ume, e di là non ::. i mo,ssero 1pitì, P,er tutt~ ,il m~~.ç.,asp~lt,rnd,o riu (~Qz.i da Snrras e Dongo la. Gli Egiziiwi ue seguironq.:,Je mosse senza allontanarsi dnh corso ~eJ , Nilp. e ve1111,ero ,ad i cc.ampq~e I di fronte,,àd 1 eS$Ì. a.I .}lillnggio di .BeHama ,. <'he:,i;hiuser°i 1con ~.ri,qc~e,. di~pooendo i11 pa,ìi .tempp uo,11 linea di piccoli HOJti1 f9r!iA,}~\i" ~a :~rgl,1,in,.1qd Ab.i( Simb9I.: per ,.imp~di~~ al nem ico ·, di pre,n~er.~ 1l'acq1.1,~ :,da) /inpif(r, .Nel frauempo era avvenuto uno. scambio di mess.~gg.~Jra,.,il geqerale-, Greufell e Ualed el Negumi. Il sirdar dell'esercito egizi(l.U0,1, appen;.1 1 gitJqt~ 1~d 1\ s~l'~P., 1av~vn,, jnvjp!p. al .~egi1,1~\ .nn:i.ntiJnaz,ioT!~ di ,resa, alla quale questi rispose ne! seguente modo: ":i;,e,vpstrr.J.qr1;!),,null1~ po~p,oup..çoi;itm dj ,me, ed ,io non sono.man1bto. , P(lf,c,pr~.n~ere, ~iY1b~,n~ ,2) ~oin~ 1çre.ge,t~. Il):\. per. ,conq11ii\t.a r,e iI. mo1\do.1 « Chiunque si arrenderà io lo proteggerò. Le vostre lettere f11rono sper , « dite al Kalifo ed egli vi rispou.d,erà:,19-~on possQ l'erll);ir.nJ.i,sull.a :m ia • ".ia~ Segt~i~r, i.I J!lio 1,pon~.igJ.ip., 1~rr,en~et1Jvi; , ricoi:dat~.vi ,di 1Hirks , e « Gorflon e 4i quanto,. p.9cQ11:i.iui,o furopo, per essi.i .loro eserci~i ». . Forz.ç, ,de'i-,, De·r;1P,~sh. 1 , Pare c~e r!e forze,jl,i Ualed,1el Negumi .che invasero il territorio egiziano in sul Jì nire di giugno, fossero da 10 a 4~ :mila ;, uomini ; ma solo per un ierzo di comb11ttenti e pel restci,contadioi -~trap, pa\i. con 11~ /11 migli~}!J!e ,,l9rp te,rr,~.!ung0i ,le i;iv~ ,del , ,Nilo, da }Janne~ a 'ia\:r,:1$, per ;s~'!Ìfe le yrd.~.com.~,lllortatç,ri. ~i .vi v,eri ,13 bag!lgli. E dt '

1

(i)

(il Le antiche batterie a ca!llmelli furono trasformat,i in: batterie da campo; i muli portano i pezzi ed i cammelli le-munizioni:

A crnasi 60 chilometri a valle di Uadi Alfa il generale Grenfell prese alcune pre-

cauzioni p_1:r I,a, P,çote~jo~e,,~rw1,pti_co, ,te~pip ,~! Isampyl. , . (2} A 33 chilometri à nord di Assnan. Si vuole che Il Negµpii .,,a,vesse ,p~r scopo ,d,1 giu91me,,a,Biffi:~~.ni 1 ctpvo, li vr~~~-1:. t~9vt~to ,num,t},re;,e Nlei;l)i\z~ non. s,oJo,fra, gl~abi4,ntl,. ma anello fra le autorità. del paese.


ESl'ERA

362

CltON ACA

questi vuolsi che un gran numero sia andato giornaJmen-te disertando , indotti vi dai disagi, _dalle privazioni di ogni ·sorta e dalle fa tiche. . · · Il ~6 luglio giunsero al campo i rinforzi attesi, che ammoni.avano a $Oli 300 uomini, armati di fu cile, e ad altrettanti portatori condotti dal~ l'emiro Maku el Nur, i quali nella loro marcia erano stati costretti ad un largo giro per evitare la ca valleria egiziana e l'artiglieria i:Iei forti di Uadi Alfa ( 1). . Forz e degli Egiziani. - Dopo il combattimeuto di t\rgh in le forze egiziane alla frontiera, erano incirca: Per la difesa di ùadi Alfa ,1600 no.mi ni Trincerati intorno al villaggio di Bellama 2300 • A Korosko e lungo il Ni lo. 500 » Ad Assuan 700 Totale 5,(00 uomini Ausiliarie a tali forze erano gran parte delle tribù dei Bisciarin, le <juali nvevano l'incarico di difendere i pozzi principali uel deserto d'Atmur e le vie che da Abu Hamed conducono a Korosko ed Assuan (2). Considerato però che con tali forze sarebhe stato assai difficile ricacciare i Dervish nel deserto o al di là della frontiera, fu deciso d'inviare nuove truppe sul l'Alto Nilo,- facendovi concorrore anche quelle inglesi del corpo d'occupp.zione. E cosi partirono : dal Cairo: un battaglione egizi1mo; due squadroni ed una batteria da cam po; da Snakin: l'·I ·I O battagli,me sudanese, del corpo d'occupazione (3); due battaglioni inglesi; uno squadrone; una bimeria ed uo distaccamento di fanteria montata. ~ D tutto "300 Egiziani e 1600 Britaouici. Co"o quelle tru ppe il generale Grenfell decise formare due brigate: l'una a Bellama, comautla ta' dal genernle WQC!ehouse; l'altra a Toski , vil laggio a 83 chilometri a valle di Abu Simbol , agli ordi ni del generale Kitchèner. · La ·prima er;1 r;omposta: d11I 9°, 10° e 13° battaglione .sudanese, delle quattro compagnie di fan teria montata, di due squadroni e della batteria eia campo; circa 2300 . · uomini; 1

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or L'Emiro Maku cl Nur avea raggranellata é1uella gente in Sarras e dintorni. (2) Il loro capo é Huscìr bey. · . · . (3) Sbarcato a Kosseir, attraversò Il deserto in cinqué gio~ni; ghìnse a Luksor e quindi · con le barche fu conrlotto a Korosko. ·

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la secondn del •IO e '.2° ba1taglione tigiziauo ed ,f ,f O sudanese, di due sqnadqmi ed una batteria. A questa brigata era :iggiunto lo squadrone inglese del 20° ussari. In totale 2000 uomini circa. Le truppe britairniche CO$titu ivano un:i riserva a Korosko o nelle adiacenze, sotto il comando' del generale De i\lontmorency, la quale era formata dai battaglioni Welsh rifies 12 Royal Irish, da una batteria ed un distaccnmento di fanteri a montata; all'incirca ,1600 soldati (·I). Combatti mento di Toski. - Il ·2s luglio Unlecl el Negumi abbandonato il campo di Abu Simbol, si pose nuovamente in marcia con la sue orde ver$O settentrione, e due giorni dopo giunse a nove ch ilometri da Toski e tre dal fi ume. Il generale Wodehouse segui il movimento Jnngo il Nilo, e riunì al villaggio di Toski 11! proprie truppe a quelle del generale Kit' chener. Nel m.-ittino del· 3 agosto il generale Grenfell con circa 500 nomini formati dallo squadrone inglese del '20° ussari , dai due squadroni egiziani e dalle compagnie montate, uscì da Toski per riconoscere le posizioni nemiche. Giunto a 11500 metri dal campo dei Dervish, li sorprese i11 grande confusione che sta vano caricando i C.'\ mmelli per continuare la loro marcia ver30 .il nord. Accortisi i fucilieri ma hdisti clelle truppe anglo-egiziane, apri roùo contro quelli ,un violento fuoco, di guisa che il generale G-renfell dovette ord inare la riliraio. Questa fu eseguita lentamente di altura io altura per circa sei chilometri, sostenuta dal fuoco della fanteria mo111a ta, che appiedava a -Ì•olta a voltà. Attirati dal movimento, i Dervish seguirono passo passo gli angloe11iziani ·• numerosi armali di lancia e spada racco~ o ......dievansi al piede delle colline, mentre i fucilieri co11 incessante fuoco iucalz(lvano le truppe in ritirat:i . A quattro chilometri da Toski, le truppe del generale Grenfell si .arrestarono e furono raggiunte al galoppo d,a dne p~zzi dell'artiglieria a cavallo, che si disposero in batterin sulla sinistra della fanteria · monta ta, aprendo uri fooco micidialissimo sui Dervish. Parve allora ehe questi volessero riprendere la loro avaniata verso il settentrione, ~vitando la posizione di ToJki. Per tal modo la loro direzione di marcia .si presentava alqti.1nto obliqua rispetto alla linea degli Egiziani. ·

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(! ) A sostitnire nelle guarnigio ni del delta i bat taglioni britannici inviai-i sull'alto Nilo, ~ illnSero da Malta il battaglione Dorset~hire e da Cipro l'Yorkshire. _


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CRONACA ESTERA

Ad impedire l' avnnza ta <lei Mahdisti e dar te'rupo alle briga te di fanteria e batterie d'artiglieria, già uscite dal campo di Toski, di pren~ dere posizione, il generale Grenfell fe('e caricare ripetutamente la testa della colonna nemica dnlla cavalleria anglo-egiziana. Sorpreso da tale manovra, Ualed el Negumi ferma di nuovo la sua gente· e la dispone ir1 battllglia sulle numerose colJinette sparse su quel terreno. In pari tempo tenta di accercliiare la destra egiziana coi fucilieri . Erano le 9 antimeridiane quando apparve snl luogo ùel i;ombatti mento la ~ • brigata (3 battaglioni $Udanesi). la quale prese posizione sopra una linea di colline dirette da est ad ovest, che infilavano la posizione dei Dervish. L'artiglieria (2 batterie e mezzn), al comando del maggiore Rundle, si pose a sinistra dei Sudanesi e la ~a brigata (2 battaglioni egiziani ed 1 sudanese) rimase indietro come riscn·a. In seguito al le rapide scariche di fucileria dei Sudanesi, che menavano grande strage fra i Dervish, il generale Greufell ordinò l'assalto della prima brigata, . facen dola sostenere da l fuoco della seconda. Per molto tempo il nem ico resisté con grande fermezza e coraggio all'assalto; fuvv i anzi un momento in cui il ,13° battarrlion~ sudanese o sembrò indietreggiare, ma sostenuto in buon punto dal fuoco degli Egizian i della 2a brigata , ritornò impetuosamente all'allacco e cacciò il nemico dalle sue posizioni. Combattevano i Dervislt ostinatamente e con grande valore di altura in altura, ma dovettero cedere di fronte al mi cidiale fuoco dell'artiglieria. Nella fuga generalo vi furono ancora qua e là vani tentativi di di~perata resistenza; io una di questi Ualed el Negumi e tutti i suoi Emiri rimasero uccisi. L'inseguimento fu fotto. per alcuni chilometri dalla fanteria e continuato dalla cavalleria. Alle ·I pomeridiane cessò il comlrnttimento. Si può rh.enere che circa quattromila Dervish, la mag:;(ior parte ar.mati di spada e lanci.1, combatterono io q,uestn giornata, e che i combatten ti :inglo-egiziani fossero in numero di poco superiore. / Moltissime furono le perdite dei Dervish, le cui or<le rimasero distrutte; gli Egiziani ebbero '17 morti e 1111 feriti. Sembra che le tru ppe inglesi abbiano già ricevuto ordine cli rientrare alle proprie guarnigioni e che il generale Grenfell consideri la campaona. 0 contro i Dcnrish terminata. . Per la Di:rezione

L onovrco CrsoT·rr n1aggiorc -M. M.1 i,mrric<tto

DEMARCHI CAR LO,

gerente.

LA ~ORTl~ICAZlONE IMPROV~ISAT1\ E GLI

u T E N, s I L I o A e A M p ·o ~-

Prendo a svolg~re un argo menlo .già pi ù volte trntlalo nei decorsi anni in qncs~t Rivista, quindi non dirò cose del Lutto nu·ove, ma se col pre"ente scritto Lenlo ri sollevare una qu estìone già dibaltula è appunto perchi' credo che essa in llolia fu agitala sì, ma _rimase ,-enza sul11zio11e. o, almeno, questa non fu tale da poterne nmaner paghi.

r. « Se noi ,;i:imo obblignt.i a far la guen a~ scriveva. nel 1806 il maresciall,1 Bel'tltier al coiu'a odante del genio del l'esercito, vi devo prevenire che è intendimenlo dcll' Tm~eralore che s'abbia a_ rimuovere molta terni, e che 'occorreranno in conseguenza molli utensili. Senza di ciò è impossibile Lrincernrsi e fare opera alcuna; la . qgal rosa può avere alla guerra r,onseguenze ben fn~este_ ~> . Minore è il tempo ùi cui si dispone per trincerarsi, ptu :-;ent,tv è il bisoono di aver subito gran copia di strumenti per l'eseguimento d;i lavot·i; onde è che la qne:-lione de~li utensili da campo 24 -

ANNO X~XI\', \'0 1,. lii .


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36"1

LA FORTIFICAZIONE. !Ml'ROVVJSATA

E GLI U'l'ENSILI DA CAMPO

non la si può disgiungere da quella della fortificazione improv · visata. Ammessa. l'importanza d'i quegta, ne segue la necessità di dotare gli eserciti di utensili d\ campo. Mi proverò quindi a dimostrare ·e l'una cosa e l'altra. ·

« L'impot'tanza dei ripw·i artfjiciati aumenta co n la potenza « delle armi a fuo co. Erel.Li a tempo ed iu luogo opport.uno essi « rappresentano per la truppa e-per i suoi capi un aiuto prezioso, « e spesso indispensabile. « .Ma è ne~essario che sieno per il comandante un soccorso e .« non un impaccio. Ciò avverrebbe qualora si incominciassero i « lavori prima. di aver hen ponderaLO sul loro scopo . Un atforza· « mento prematuro del terreno è piuttosto nocivo per ciò, che esso « vinèo!a l:i libertà di movimento ,(11) ». E nelle Norme per l'impiego delle tre armi nel combat· timento, si legge: « Nello svol~imento dell'azione offensiva giova tosto che !-i è « conqu isi.ala nna posizione :iffenpa.rne il posses5o, erigendo spnl« leggiamenti per l'artigli eria e trincee di bauaglia per la fanteria ». E in altro luogo delle sLe~se Norme si legge: « Quando il nemico si 1.,·ova ancora in lontananzn, e si ha i11ten« zione di rimanere Lemporaneamerne suita difen si1'a, si sceglie << una posizione in quella direzi9ne da cui· è prohabile esso possn « gi ungere . e se ne accre:;ce in tutti i modi la forza di resi« sLenza, costruen'clo trincee di battaglia ed altri ripari per fanteria. « Questi ri pari riei terreni ondulati possono costituire parecchie « linee di fuoco scaglionale le un e dietro le altre in modo da bat« I.ere con grande intensità gli acce:;si della, p~sizione. Cosl pure « convieue prepara re il co llocamento dell 'artiglieria nei pun'ti più « opportÒni, sia col rare spianamenLi e spal leggia men ti, sia collo. « sgombrare il campo di Liro od aprire vie di accesso alla posizione, « sia col misurare le distanze fra questa ed i punti più' imponant·i « che si trovano sul terreno dell'attacco. Ogniqunlvolta sia possi« bile converrà erigere sulle posizioni qualch e rido'tta chiusa che « costituisca punto d'appoggio per la difesa. In ultimù converri1 « rimuovére gli ostacoli che possono opporsi al pronto accorrere « della seconda schiera sulla linea della prima, o mettere incaglio « agli spostame111.i dell'a riserva >>. E la stol'ia delle ultime guerre conferma in modo palese quanto

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La fortifica~~one i~p'.·ovvi~a~a ab'b._raccia Lutti . quei lavori che ~i , possono fare Ira un limite mm1mo d1 tempo di ,pochi minuti e un i li mite massimo di 8 a 9 ore ( 1), alto scopo di pote,· attaccare ; con maggior probabilità di Sl?Ccesso su di un terr_eno preventivam,ente scelto . lasciando minor numero di soldati . I alla difesa della propria posizione (2); ovve1'0 per mante. nersi in posizioni conquistate, o per agevolare l'avanzata verso posizioni da conquistarsi. , . (Juindi si dovrà:-,distruggere pe1: vedere, creare ostacoli per ritardar,e ravanzaee deì nemico~ erigere ripari pér proteggere il difensore, aprire strade, stabilire mezzi di comunicazione di ogni specie per rendere faci li e sollecite le mosse delle truppe postate . più inaietro. . Da ciò scaturisce cbiara l'importanza della fortificazione improvvisata; ma poichè a qualcuno piace, ad arte forse, di girare come suol dirsi' la questione. e porla sotto un a!-petto che non è il giusto. o restringerla ad un determinato fatto per farne poi deduzioni men che esatte, cosi ci si conceda qualche parola anéora su questo argomento. In due pubblicazioni autorevoJ.issime si afferma l;u~ilità della fo1tificazione improvvisata. ' · 1

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(i) Il limite massimo di 8·9 ore è desunto dall'ipotesi che un eserci to occupi una posizione solo il giorno innanzi della battaglia, epperò dispone cli una giornata di lavoro nemmeno completa. N~n conviene fare assegnamen t.o su di un tempo maggiore, perché le truppe non potranno lavorare molto a. lnngo cosi per le sopportate fatiche dei giorni trascorsi, come per quelle che certamente dovranno sostenere nel giorno successivo· an7.i sarebbe un errore il credere che per 8-9 ore il lavoro debba sostei1erlo la stess; unità; sarà d'uopo darle il ~ambio, e ciò sarà agevole a' farsi ogni qualvolta non si cc. ce~a nel numoro e nelle specie dei lavori. Si aggiunga inoltre il tcnipo, eh.e non sarà . b1:eve, che richiederà. la ricognizione del luogo, e la determinazione clei !i1vori. A Sadowa, a Gravelotte-S. Privati. lavori che vi .si fecero appartenevano ;dla rort.iflcazione improvvisata. ,,..- (2j CLAÙSEWITZ .

(t ) Regolame1tto di

rranceso.

ese1·cizi

per la fanleri<i tedesca. -

Pagina H8 dcll:1 traduzione


J~ c, r,1 UTl!:NSll,1 D,\ CAMPO

l:168

T.A FOR'l'll"IC,\Zl ()N,F. JM l'llOVVISA'l'A

sia utile l\1fforzar;;i in date eYenicnze, sia ncll 'a Ltacco. sia nell a difesa: Per far ,en no solo delle reçe11Lii:;sime, è nolo e,ome la sinistra e il centro frnncese, :i ll ,t bal.Lttgl ia di (}ravcloLLe-Saint-Privat, potevano resµ ingere i ri petuli e v-igorosi as;;alti tedèsch i, fatti· con forzo pre ponderanti, grazie ai lavori di difesa ese;.:niti il mallino del 18 . 1 casali del Poinl dn .four, di Moscou, di SainL-Hubert e della Folie, furono converùti « in piccole forLe;1,ze » e le truppe france~ i 1rovarn 110 il giorno sto,;;;o co mpenso g-ran!le all e fatiche sos tenute per porli a difesa. !11vece, a destra verso Saint-Prival, i 1·alfor:wmenti fu rono di minore importanza. « Appoggio naturale men iialdo ( I ) aveva l'ala de,trR (fran cese) « rt fli pressi di Sa int-Pril'al la Mon taigne e per l;i man canza di un « parco del genio presso il VI corpo, le opere di fortificazione in « quella pane ove ,;ar ebhero sta te prin cipalmenLe ne,,e1,sa rie , per « difesa del fianco destro da .Ronc~urt siuo al \'Ìcino irnpraticnbile « bo;;co di .Jnuu11rn1, si re~Ll'insero ad al cune tri ncee di hattilglia )>. Da pan e dei Tede:-;chi, nella stessa 111 ~morn11da batLaglia , tro viamo che fecero sovente ricorso alla fortilìcazion~ impro,,visatn (2) . (I) l'ag. 6H. Slo1·ia de/l<i g11errn P1·a11co-Germa11ica del grnnde stato mag;;ìvrc tedosco. · (2) A confcrm11 di quanlo sopra si dice ecco alcun i IJr;rni ,lo]la Storia della yucr,r a F,·anco-Germnnica 1iubhlicata dallo stato maggiore tedesco. , l)ue com11agnio prussi:u1e <lui 36° reggimenlo si im))adro11isco1to, 1lopo aver scac• ci;1Lo il rle!Jo lr. presiclio, fran ,:osc, del r,.isale I' mwie; le <1110 compngn ic JJrnssi,uH: , pre)1ararorw a difesa i fabbricati ecl il giarclioo. li nemico cresciuto cli 'fo rze rilcut.L • piri ,,ouc l'assalto elci casale, ma fu sempre respinto. • Occupata la masserin Chantronne ru posta n. ct irusa durante il cò ml,attiruento e • presidiata ria una compagnia caeciatol'i (pag. '640). , Puiclui quc;la (S. Huhert) rima,e in balia clrl(li assalitori poco llopo le 3 pom. fu • subilo poslo mano a guarnirla cd ap11arccchiarla a buona difesa alline di assicurarsi "per ogni caso il possesso cli quell'importa11 tc punlo <l'appogg io (pag. 721). • Verso la quarta ora pomeri tliamL il l'illaggio dì Gravelotte é messo a difesa o con•. \"Cnientemcnto gucrnito (pag. 728). « Presso il villaggio di ;tussy due compagnie si ap1iresw rono a ct ifosn. nel\'atLiguo , parc:o a nord-est (PilS, HS), · • Lit 3• compagnia ascese le penditi vignate tra .lussy e St Ruffin c e vi si acconciò • a difes.1 (pag. 74?)• Le altre parti della linea cl'attacco (verso Amanvillers) avevano 1,rcso a comun e • ollllie ttivo la casetta cantoniera sorgente al prossimo passo clclla ferrov i,1., e v'cran , giunte iofatti co ntemporaneamente c1·~mbu i lati di <1uesta. • Fn occupata ccl apprestata subito a difesa come 1mnto d'appoggio pcl seguito del • com hnt.timcnto in quella apert,t campagna, (pag, 767) ». '

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Nella "Uerra del I8Tì -18, specialmenle allorno a l'lewna, 1'11Li lità. della"forti Jicazion e improvvisata, si man ifc;;ta ov iden Lissi ma, non solo nella difesa. ma hen anche nell'allacco, e per non tediare il lettore con altre citazioni, ricordo, per chi volesse me$!1io esaminare ·1·:irgomo11to, i l'apporti dello Skobelew, del. suo capo di st~to maggiore K11uropaLki11e, del Totlel>en, del Krudener, del Gourko. Anche oella guerra d'assedio, In' forlilicazionc improvvisa.la trova ampio impi ego . Nell' investimento, specialmente 1~el .·I~ p~1:10cl~, le Lruppe che l'eseguono de,·ono por mano a laro1:1 _d1 _lort1f1ca~1on_e imp;·ovvisata, non appena si sono :::tnl>ilite in pos1z1on1 co nvernent1; in quel •I o periodo l'auaccanle può ricevere tzrave mol~s_t1a _da. un difensore energico, risoluto, attivo, che cerchi con ard1tr a~t1 ollen~ sivi riconquistare posiz ioni perdute o impedi re che il nemico se_1T1 troppo In cerchia del blocco ln quel ·1° porioclo le truppe cit o 111vestono de,,ono far fi danza, solo sulle ri so rse che lianno ~eco loro. imporocch è i parchi d'assedio d'ordinario tardano ad arrivare. e d'alra parte i lavori voglionsi in iziar<:: senza indugio. Naturalmente in seg uito questi lavori saranno rafforzati man 111ano. L.'ordino del giorno del f!enera lc Strinmetz alla ,ma a1·'.nata che si apprestava, ad ai:i:erchiare ~'l etz il 119 agosto, parla tr1 questo senso ( I ) . _ . . . . . . , , .. . , Che cosa dico110 gl r oppos,ton della for11ficnz1one 1mp1 o,, 1:s,tta. L'obb iezione princ ipal e cito le s1 fa è: che essa immobilizza le truppe, che il :;oldnlo che si trova al riparo dietro un, ostaclllO n_on l'abbando na fac ilm ente, che q11indi 11e segue una difesa passiva che vuol dire perdita cerLa « Non :;i perisce che per la difensirn )) dis'se il marescialll) Vill ars . Ma su questo punto è hcne i11Lcnder:;i. Qiraidi non v'ha alcuno che pensi di fortificare una pos1z1one a on . 'I simi litudine di ciò che nsavas i nei secoli xv i e xv n; non v Ht, credo, alcu110 che non riconosca l'allll~O di fortilicazioui tallo nel~e guerre di quei secol i, abuso checl urò in pai-Leanche nel xv w sec.?lo.

(I) Alle~ato ~S. pal(. 23;; dtilln G11errn l't·a11co-l;cr"1anic11. M l gra11c1,, , t.il-0 l\\;1:,:!!iorc ll'lll'~CO.


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370

1,A FOR'.l'IF JCAZIONJ, BIPR0 Vf1SATA

È massima ammessa. del pari dai Lattici e dagli ingegneri· mi li Lari

che la difesa v11ole essere aniva. « Quando uno, di ceva Napoleone. « non ha fallo che solo di fendersi, ha corso nn rischio senza nulla « ouenere; ma allorquando si può combinare la difesa con un mo« ,·imenLo offensi vo si fa incorrere il nemico in un perico lo mag« giore di quel che tJgll lo facda all'esercito attaccalo» . Ed anche il ClansewiLz pone per principio èssenziale « di non « difendersi giamma i passivamente: quando il nemi co ci attacca noi « dobbiamo risponder)!li attaccandolo <lei pari sul suo fronte o s11 « di nn fi nnco » . Ora, se tali preceLli , oglionsi porre in pratica, pu r ra1Tor7.andosi 1:011 opere campali, ò necessario che queste sieno « poche ma solide » r,orne dice il Dragom irov. I~ neces~a rto che siano erelle su punti imporlan li della posizione. H ne costi tuiscano i punti d'appol,!gio. i capisaldi. E devono questi punti essere scelti in modo che il nemico sia obbli gato a coriqui .starli; a sosti tuirsi Al difensore se vuole rendersi davvero pa dron e della p()sizio1.1e; e lino a che tale in ten to non avrà conseguiLo; .viL1ori11. non potrà dire di av·ere 01.tenuta. $ovenle ;1 lle opere in terra potranno sostit uirsi località alle a difendersi, com~ vi llaggi. piccoIi boschi, gruppi di c,1sc. ecc. Or hene, le trnppe poste a <.lifesa di cotali punti :;;uno cerla111 ente immo bili7.wle. Ani.i dirò che lo devono essere, perchè es:-e devono arere per mission e la difesa energica , tenace, spinta agli estremi di qu ei pu nti , 1· ioù fino Al sa crifi cio proprio per la salvezz,1 clell 'eserr,i lo. Se volesse altri menti intendersi 111 dife~a di si ffatti posti, nel senso cioù di perrne11 ere di offrire l,reve résislenza nl nemico, allorn meglio sa rebbe 11 0n sprecare nè tempo, nè fatica a rafforzarli. Però quanta truppa si immobilizza io tal caso? Senza entrare in del.tagl i, credo r,he al massimo sa rà di 1/g"!o di 1/.io della -for:.: a di cui si di spone(~). · • A complemento <li questi pun ti d'appoggio si dovrebbero al cer to Gostruire delle trincee di halla glia, o pure trAr vantaggio dflgli osta1

(I) Per' cse m[)io: un corpo d'arioata co n !?7 liattaglioni occur1aoclo un fronte cli fen· 8i vo di 4 o :I chilomolri potrebbe :H·ere, so indipendente, 2 o 3 punLi d'ap11oggio che 11utrcb1.te f,1r rtifcnde~c da 3 o 4 hattaglioui.

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Gl,1 UTENSIT,1 DA CAMPO

coli naturali che ben si prestano a difesa; ma le truppe poste.dictl·o a ostacoli si lievi, non v'll pericolo che vi rimanga no se ~ara lot'tl ordinàto di andare innan;r,i , se gli ufficiali ed i graduati daranno per i primi l'esempio di ava nzare. . e Esse muoveranno quando gli ufficiali faranno 11 loro ~overe; « cioè a dire quando si porteranno innanzi . Nel 18'70, sot~o ti ~n?co, « instintivamenle si agiva in Lai guisa, ci si appiallava d1 pos1z1one « in posizione , vi si resta.va sovente 30 minu~i, un'ora. 9uando oc< correva cl''andaro innanzi , i giovani ufliciali d'allora s1 porta~ano « innanzi, gridando : A vanti! e gli uomini si rialzavano viva« men le crridando: A uanti; aaan ti! , f gi;,a ni ufficiali d'oggidì valJ.!ono ben q11~1li del ·1870; cerla« men le essi faranno lo stesso, certamente el-s1 otterranno lo stesso « risultalo: il non amm eLLel'lo vuol dire lanciare di partilo. preso << contro di loro e dei soldati la più grave ingi uria (4) ». . Quel che l'anonimo autore dice degli ufficiali e dei soldat.• francesi non v'ha dubbio di SOl'la che Si 'possa COO certezza ripelerO dei ~ostri giovani nrticiali e dei nostri so)dati. Non è difficile educAre il !;oldato ·in guisa Lale che, pur ;tpp1.·0111Lando de•rli ostacoli che il terreno o l'arte ad esso oITre, non s1ge neri in l~i l' idea che sol restando in quella posizione possa recare sempre ).(l'aVe danno al nemico: ll lo stesso pri~cipio r.he vien.e così chiaramente esposto nell'ammae:;tr;1mento tattico. . . Si ll anche detto: la fortilìra1.inne improvvisala male 1mp1egata è clannosn., e può ind11rre qunlche volta Ali,~ immi,uilità.' . . È chiaro come luce meridia na che SP. rnnprovero simile puo creclr.rsi che abbia un q1rnlche fondamento per.gli altri l!eneri di f?rLilìeazionc, è proprio fu ori di ltiogo volerlo rivolgere anche.a~!~ fo rtificazione improvvisata, la quale di sna natura è la.lech~ d1fhcilmenle potrà esercitare quell'attrazione fatale; i~per:c1ocche, per ~oter.e influire su ll'animo di un capo, d,wrebbe g,a esistere qu:ind? I. eset cito manovra in una data regione, mentre invece ad essa s1 ricorr.e in consegnenza di deliberazioni prese, e dopo occup~ La nna P?!\ 1· 7.ione, la quale. a lavori ultimali, non avrà. per il breve tempo 1m1

\ I) .llo1wct de g11errr. - Le còm(/CII -

i88'J.


:372

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·Lo specchio ;;eg 11 ente wlto da l Delamhre ('I i mo:;lra la dotazion e ff( istrumenti nei bat1agl io11i dei va ri eserci1i d'Europa. ·

il comandant e PieO'aL'o. 1'> ' acc1ni sÙl la valor difens ivo tale da invouliare ,, a permanervi and1e dopo che le mutal!:: condizioni general i dei bel lig;eranti ne ri ch ierlessero l'nhban dono. E se pu r ciò}iccades:;e, die co·sa se ne dovr;bbe dedurre? li dire che uno· slrumento e difet1oso pe1:ch è non si sa maneggiare, fa Lorro a chi ro afferma, e non togli e nJf;iu.o bontà :ilio stru1nento Il colonnel lo Pel'ruccheui , nel noto sno libro L a dij'es_a ·dello Stato , rivolgendosi a colui il quale pel. Lin10re di vedere adoperat e ma le le piazze fo r ti volesse nrgorùentarne la necessita di non più averne« io, - dice - non avrei che un cons iglio a _dargl i, <( quello di p1'opugn:i re l'abo lizic,ne di tutti ;!li eserciti, e megli o « dell e gner1:r. perchè se· ma le condor ti i ·primi portano n l'Ovesci. « ·e le '$econde n rov ina ». Lo stesso potl'eb be l'ipel'er,; i ai ti1norosi <lell'impiego della l'ort ificaziooe im provv isata .

~ A'l'liH A Lll~la,I S'l'IIUMEiWl

Portati da~J i

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144 320 '160 16 3ti0 !)6 80 72 fi·'

.) 32

22 24

"JH i,e ,. "

- - - - --- ---- -- ~ T otale

288 351 350 436 2401-i08 278 56 392 ,

n. Non credo conveni ente per l'indole stessa di questo scriLLo enlr:;i re in esame più miriuto su qu esto argomento. Sembr:anmi così pal esi le poche idee dianzi esposi.e ·che temerei renderle oscure entrando in mnggiori particolari per 1:hiarirle; e poi si andrebbe talmen te per le lunghe dà varcare i. liqiiti di uno serino fatto per una Rivista. ' Chi ammette, ho del.lo in principio, l' utilità ,della for ti ficazione improvv isatn, deve per essere conseguente a sè slessu , :rnim ellere la necessità di dotal'e le troppe di strumenti . La rag.ione d'é;sere dell' una trae quell a degli nitri. se· non si vuol fare un , q.ffor::ra niento p,;em.àtm·o del te.rreno, se giova tostochè si è conqfli:. stata ana posizione rcclforzarta ; ù necessario che le truppe · ( al;>biano a immerliata loro disposizione stru menti da lavoro i~ quan . ti.Là proporzionata ~Ila fo rza dell e I.ruppe stesse. ·Megl io delle p~role valgnno i l'nlti.

37B

E GJ.l UT EN$1J.\ D A CA Ml'O

1, A F01t1'll'' I CAZTONE IMPROVVISAT A

(5)

(Il)

Da questo specchio risu lta la grande in feriorità del balta glione italiàno a co nfronto con i IJattaglioni degli altri eserciti per ciò che ri 1'louarda l'\11Ji uLensili . IoferioriliLtanto più seo:;il>il e in (Juanto che la maggior parte di tali strumenti fa parte del caricamento esterno dei carri, e segue quindi le vicende di qnesti; nè ·tutti possono· es · serne disgiunti, perchè impo rla potere, durante-la mnrr;in, esegui re speditamente dei lavori per evitare che i carri si arrestino al più

.. ,

({) La fortifù;a.tion dans se.~ rapv1·t avec l a /.a.ctù11ie é/, /.a s/.r a./.è/Ji e_ -:- Conféreuces . ·faites :i l' École su périeure de gucrr<', par A. DELA i1 11 rm , colone! d u genie. (2) ·11 Oelambre sembra c.1lcoli G e non 5 canette per hatt"gliorir', con 5 gli strnmenti ria terraiuolll sui carri sono 20 e non 24, e r1uelli da guastato re t0 e non 42, so non si calcolano i segacci ed i nrnnnarcsi e con quest.i 25. · (3) P,!r queste pro poste veda;;i in seguito, o gli specchi in ulti mo. (4 / 111 b,isc ai dati dell e tabell e relati1•c a lla coslil uziooe dell'esercito germani co puhhlicrLtc t!al cor110 <li S. J\I. (~889) il hatta:zlionc tedesco clovreblJe avere.tii:l s trum cnt dei qu ali 460 1>ort.ali da.i soldal.i e H! trai n«li ; perv scml! ra piu.csatlo i_i totfi.le dello ,rwcchio, perché va d'accordo anche con <ru anto l.rovas1 11ubbl1 cato ne, re:;;0I:tmcnt1 dell'esercito terlesco. . .· W) Secondo la Rev11e 11lilitrdre <la l' Htra·11ger (feflli raio ·1889), un battagl ione aust riaco i~rruadr;i to ,li~ponc cli 396 vangl,ette, ,!O pale, H) gravi1ie, ~6 pic,iozr.e, S seghe, totale 440 Sl l'll lllf' lll i .


374

E GLI UTENSILI DA OA MFO

t,A FOlt'.l'I FJCAZlONE llllPltOVVISATA

li eve· ost:,éolo che incontrano. E coLesla inferiorità non scema se poniamo a raffronto unità più grossè. . l nv.ero col ~arreggio" dello slalo maggiore di un re~gimento di fanter ia non v1 sono allatto strumenti disponibili, ecceziòne fotta di quei pochissi mi del caricamento esterno delle tre carretle. Occorre srdire fin? al!a divis ione per trovare un . unità di truppa fornita di strumenti, e questa è la compagnia. znppatori addeltavi. Però quantunq_11e con _re~enti mod!fìcnioni siasi notevolmente miglioraw, per molti aspe~t,-, il parco d1 questa comp(l.J.!nia, quantunque siansi accresciu_ti glL utensil i suoi, pnr nulla111eno essa è ben ' lungi da ll 'avern:' '.n ta_r:ita cop ii1 da p1>Ler non di co fornire. a sufficenza, ma sodd,~_tarn 1n ristrett( lini,'. ti le richieste éhe per avvent.n rà le potess(~ro nvolgere I co rpi dt fanteria ('i ). . .

'

'

(·() Il .s.~gun11 Le ~pccchio tolto d;i l illcm.orialc 111·1· t' 11.{ficiafo <li stato ·m aggiore in ffuei·rr, ( laliella N, ·122, pag. ·137) serve a con ferma cli qu,11110 si assi,riscc La tabella ò stata completala ponentiovi pure gli strnmnnti de l [)arco ,lei gen io rii co rnria"nia man· e.antl lll essa, f?rse perché quando si stampava il mcinoriale non ne era ;m~ora. st.,ta fi ssai.i. I;, rlQt.a1,1onc. Strnmenli <lr1 .Znppalore cs~~ienli -neltri divisione.·

Zappa.tori_di 4 regrdmenti <li font1}ria: . Compa;zpn zappHori (attrez.zi in!til•iduali) Parco dt tompagn ,a .· . . . . . . . ( 2 lll'ig,, te di fan torta . . compresi lk(ga ta ::Ji h\tte_ri e . . ·. nel c:ar,camento ~,i rco rt :wt,:w:ma . . c,tcrno Sez ione da ronle . . . . .riel carre"o·io

""

. . . . \ . . . .

?CarrPgg10 rtel q,1c1et1c1•· ~P:ner.,Ie

Soz1one d , s:in,ta (Tipo B) . . . . Sezione •11s~1stenze. . . . . n,rorn111Hml.1 al parco tl'arli glieri,1. rota le

48 l.41, ·!08 ,,s 58 50

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22

5 7,1. 9

-1-1,8 {48 HS H-8 58 38 ~~- to 'i:t 40 38 6 6 6 2 7 7 6 6 1. 4 46 6 6 6 {5 {0 60

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:;44 521 335 30s -132

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Or se si 110n mcn_te ·:Lll;L cl1ffico!là o perdi ta di tempo che vi ~arebbe 11et' rnccogliero ;::h _strumenti s1>ars1 tru.a e la in tutti i 220 ca rri ili una divi$ione, agli inconvenienti che ne .;,egu1rebbe1:o, massi_me a lla inevita.hile confusione e probabilo perdita di stru; ment'. a la~oro ull,m:no, st se rge come '"'n poca fidanza si 1>ossa porre nen-li strume11t1 costituenti il ,:aric;nncn 1n ,•., t,·,w• di'i carri , e quintli qnanto lim itato sia ·il nn mero veramente dispon ibilll d i ,LrumcnLi ,li ,;ui dispongono le lt'up1,e di fanteri; 1,

..,

375

Oltre alla deficienza di ~trumenti, dà Iuogo ad osservazioni anche la proporzione· dei vari strumenti e il genere loro . Due specie di strum~nti occorrono alle truppe; quelli per eseguire movimenti di terra, o sempl icemente detti da·terraiuolo; quelli per tagliare siep i, abbattéi·e alberi, demolire muri ecc., deui strumenti da distruzione ò da gunslalore. V'è qualche strumento ch·e può adempiere sia al l' uno che all'altro ufficio. ma suol :-i porre nella prima o nella seconda specie, secondo che meglio. si presla a movimenti di terra o a dislruzione di ostacoli. La gravina. ad esempio, è uno strnmento di tal fa ll.a: ess:-. :--er·ve cosi per scavare terra come per demolire muri, apri re ferito ie ect:. Forse ù st;1ta questa considerazione che ha indotto acl a:-;segnare alle compagni~ di fanteria un nurnQrO di gravine cli mo llo super·iore a quello dei badili : tre gravinf3 per un badile. Nnl lameno, a mio credere , non è equo qu el rapporto. Considernla la gravina quale strum ento da lerraiuolo, si può ritenere più che sufficiente sP- essa entra in dotazione a num ero pari col badile . La generaliltt dei terre11i , -che sono i coltivali. esi · gouo 1111· numeri> di )!l'avine inferiore :1i badi li , di rndo nn numero pari . Considerala la gravina quale- str11111e1110 di 'distruzione es:-;a. mal :;i presi a a demolire costruzi on i molto soli1e, o ad aprir fer itoie in muri che oltrepa;;sino lo spessore di metri O, 35 se non si può 'lavorare che da umt sola parte, e di metri 0,60 a metri 0.ìO quando si può attaccare il murn da entrambe le f;iccie. Meglio aclunque sarebbe ;;Lato dare a·nzichè tre gravine pe:· compagri ià, urrn gravina e due · picconi , questi essendo strnmenti molto più ada Lti a demolire e possono i11 caso cli bi sogno , in terreni compattissimi, sostituire con vantaggio anche la gravin,1. For:se più conveniente ancora sarebbe stato il dare ad ogni compa~nia due badili , una gravina ed ùn piccone. An che il capornle zappatore ha p:ute del suo allrezzamento di utilità. un po' discutibile; voglio dire dell'astuccio coi tre succhi destinati a fare rispellivamente for i di centimetri 2- 1 ,5-'(. - A che scopo, mi son domandato più volle, questi succhi'? quante volte i caporali zappatori l1anno fallo uso di cotesti strumenti ? Credo che


376

tenuti gelo~amente nell a custod ia, quei succhi polra.nno rirmuiervi . tranquilli chè ne::;suno li di.sturberà. da l loro 1:iposo (11). . In pratica forse potrà e sariLsentito il bisogno di ch iodare qua lche . tavola o travicel lo, ma in tale caso convengono d; più i succhi elli e. qualche ma rtello . ·

Ilf .

....

~ Gl.l U1'ENS1U 'oA CA MPO

LA VOJtT: l' I CA ZIOJ);J•: l )I PR0YV 1SA1'A

Mostrati i difetti, importa porre innanzi i rimed i. E qui mi fo ad affrontare il difficile problema , fidando mo lto nella benevolenza del lettore. · Le soluzioni ·so no varie ed occ;orre esporle, ma di volo. Colui che avesse so ltanto in mira di porre il soldato in condizioni tali da po ter con prontez7.a, con celerità di lavoro. e con la massima efficacin ricorrere alla fo rtificaz ione improvvisat;, potrebbe ra (•giunger~ il suo intento dando a loLLi o·quasi tnlt.i co loro che porta1~o il fucile, ;1 n_ch_e uno strumento da terrait;olo o da guastatore òi dimensioni ordinarie. Ma due gravissimi inconven ienti, che sare.bbero ·conseguenza di siffatta proposta, non la rendono pratica: ossia si au rnenle1:e hhe di ·troppo (da chilogrammi 2,800 ,1 .chi logrammi 3,600, se :;i tien e · con to pul' del congegno pel' poter p,orlare gli utensili) il peso de l soldato; se ne impaccereb bero.le mosse,._perchè mo lLi di questi stru · menti sono incomodi a portarsi e si correrebbe perciò rischio di vedere al la prima occasione un pc/criti ca, al primo inizio di disord in e, i _soldati alleggerirsi di un faròel lo sì noioso. Non v'è esercito che abbia ad~ll.aln si mile sistema.

(·I) _Se_ si cre~e d1P. quei succ hi, o almeno il pÌù grosso 1iossa servirn per far f,Jri in alberi: 1n l.rav1, lll b,inchine, ccc. da riemp irsi poi con sostanze esplosive, si erra perch_e le c:1rtucce rii gel,}tina. regolamen tari hanno il diametro <l i 3 centimetri ossi; maggw1:o <h quel lo_ rlcl suc~h io pi ù grosso, o ([11,tnd'anche si· volesse in 11nei ro;i porre " gelatina 111 pe1.z1, non ,•i si potrchllo po i porre !-'innesco di f11lmicot.orrn,

377

~

Un sistema opposto a quello or ora accennai.o potrebbe con_:;istere nel caricare 1.01.ti gli strumenti su carri posti al segu ito delle truppe; rna ciò oltre ad .u~cre::;cere di troppo il carre~gio non risponderebbe bene allo scopo , perch è molte volte nel la fretta con .la quale si devono eseguire i lavori campal i, nella confusi one inevitabile e nell'ecci1azione d'animo in cui si trovano le truppe durante un com · battimento non è agevole cosa ne} semplice qt1ella di distribqire gl i strumen1.i , qu11nd'anche i cani seguissero da vicino le truppe, ciò che non accadrà molto spesso: Si potrebbe far · someggiare parte degli strumenti. Il traspo rlo a. soma se ha qualcbe vantaggio sul carreggio , come la maggior sicure7.za di seguire ovunq ue le trnp pe; ha.per contro l' inconveniente gravi ss imo di all ungare di troppo le ·co)onne, imperocchè portando ogni mulo o cavallo un numero mollo ris~rello di strumen ti ('l) (25 o 30 circa) è giuoco forza accrescere il loro numero in grandi proporzioni. Se gl i strumenti son caricati s1~ carri o someggiali si può correre il ri schio di non averne più, o di averne pochi, se la truppa che li ha ricevuti è obbli gata a muover::;i immediatamente senza poter con calma ed ordine ricàricarli. Anche questa soluzione non è stata accettata da niuno di qu egli eserciti europei che han voluto fornire di strumenti in sufficiente quantità le proprie truppe . Una terza solazione, che evi ta in gran parte gl'inconvenienli delle due dianzi accennRte, e elle sembra la più gi usta del probl ema in, esame, è questa: 1° Dare all e trnppe di fanteria leggieri strumen_l.i portatili, per ) i primi e più indispensab ili lavori; 2° Far segt1ire a non molla di stanza dalle l.rnppe alcuni r,arri ) con s_tromenti, sc~glionati i1:1 guisa da po ~er aftloire _su lla posi~ione da trmcerare a n11sura che il bi sogno lo richied e ed il tempo di sponibi le lo permelle. 1

(·! ) In [èrancia ogni compagnia di rant.eria ò seguila eia un mulo cito porta 24 Lttensili. - Anche le compagnie lici genio si 1inssono -~crvire dello .~i.esso mezzo; il m11lo porla 30 utensili,

/


378

/

Quasi Lui.le le principali nazioni europee si sono aueuuLe a questa soluzione (·1). Di quanti strumenti dispongono le truppe ital iane abbiamo visto . Pochissimi sono quelli portati dai soi"dati e quasi tutti pesanti. Uno strumento portali le di dimensioni ristrette per non essere n.ètroppo pesante nè di di{-ficìle trasporto non si ha. Molte ragioni si sono esposte per combattere l'ador.ione di simili strumenti. Si è detto che essi dovendo essere piccoli danno poco rendimento. Però esperi enze fatte iu Austria ed anche in Italia hanno mosl.rato che tale rendimento sLa. co me ·2 a 3 rispetto ai grossi strumenti da ( lavoro. · · 1 Nella guena. del 187i-78 la fanteria rumena con la vanghelt.a Linneman costruì non so lo del le opere campali, ma anche delle batterie d'assedio; gli Austriaci l'esperimentaro no nel difficilissimo e montuoso terreno della Bosnia e dell'. Erzegovina e nè rimasero sodrlisfatti. Non bi~ogna falsa re lo scopo dello strumento µ01'latile: se si pretende ràre con esso 'lo stesso lavoro util e che si può fare con un buon badile ed una: lrnona gravina, si chiecfe l' impossibi le. La po rtata del fucile sarà se11Ypre infel'iore a quella clel cnnnone, !°'effetto di 11n colpo di r.anno11e sa1'it sempre superiore su h0rsagli animati o ·no di quello di un colpo cli fucile. ma non· perciò scen,a l'immenso valore del fuci le: sol si fal~erebb e l' imp iego suo se lo si volesse o :;i pretendes,;e sostituirlo sempre al cannone, quantunque in ~leterrninate circostanze pe1· determinati scopi, attenendosi aspeciali nvrme, ~Ile volte lo si possa e lo:_si debba fare. Lo stesso dicasi del la pistola - arma a fuoco leggera ~ a confronto del fucile. { Nell'impi ego dello strumen Lo portati le lii sogna gnardrire al caso

.

Hl In Germania un certo numero di strumenti sono portati dai soldati, altri sono caricati sui carri del battaglione, altri sono nell'equipaggio da ponte divisionale, altri innnc nell'equipaggio da ponte ili corpo d'armat,i, senza contare gli strumenti che le con, pagnie pionieri hanno a loro disposizione ~cmpre. Jn Franci , oltre agli strumenti po rtati dai soldati si hanno ~trnmen ti someggiati ia ogni co mpagnia; ili t>iù ogni reggimento ha una vetlur~ r,aricata di attrezzi; alla divisione vi e il parco della compagn ia 1.;1)> patoì·i, al corpo d'armata il parco della com· pal(nia del genio cd il parco del genio.

379

.1; GLI UTENSILI DA CAMPO

LA FÒR1'1FJCAZIONE IMPROVVJSA1'A

aenerale e non al càso particolare; ~ cioè: uopo è di vederé il ren. I dimento che può dare in ùn terreno ordinario e s?,ttoposto a co tura'. 'e non scegliere lande o brughiere, queste non ~1 trovano ad . ogni passo. G!i eserci ti, almeno in Europa, combattono in zone abitate, . epperò attraversano territori coltivati in grandis:;i_ma parte. ,. u·na delle difficoltà principali che si è dovuto vincere negli eser- ) citi che poi hanno adottato lo strnrnento portatile, è stata frutto d! . quella certa ripugnanza che le truppe di fanteria hanno per i lavori di terra. È un fatto questo non nuovo, e Napoleone nelle sue memoriè ('I)' ha lasciato scritto : « Ufficiali e soldati hanno una certa ripugnanza a maneggiare la « pala e la gra vimt; essi si fanno eco e ripetono a tu~to andare « che le for:tificazioni sono pi11 nocive che utili. · (( La vittoria è cli colui che marcia, avanza, manovra: non bi. " sogna la\'Orare; la guerra non dà ~ià per sè troppe fatiche?» n

.

.

.

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.

« Discours flalteurs, et ce~endant méprisables.

)>

Oggidì questa ripugnanza sussi ste ~-ncura in gran parte. ScritLori tedeschi a[hmano che non fu che verso la fine della campagna del ·1 870-7 11 che l'esercito genn.anico si·persuiise dell 'utilità della fortificazione di campagna (2). · . . Ma se devesi giudicare dai fau i. bisogna dire che nell'eserc1t~ italiano ha avuta più salde radici che , altrovb, perchè gli altri in misura diversa, ma sempre l'agguardevole adottarono utensil i e picco li e grandi per far eseguire. lavori alle trup~e, men_tre da noi non vi sono affatto stnrmenti piccoli, e rari sono I grandi. · (·l) Tomo 7, ]lag. 93. .. . . , (21 • Senza il rigore della stagione, $enza l'insufflcrenza, sovente ~on~tatata, dell effet• tivo (!elle truppe del genio, e bisogna pur dirlo, sen1,a una speci.e dt ripugnanza che • la nostm fmiteria prova ancora per l'esecuzione dei lavori <11 campagna,_s1 surchlle • dato senza dubbio una ma·ggiore estensione all!L fort.1ncaz1one delle pos17.1oni d1fen• sive •. Go~:T·1.ft. Campagna del 18i 0-7t. Operazioni dei corpo det geni o te~esco, ecc., Jla{l. 277, tomo t9. (rruest'osserva1.ione si riferisce alla t• armata elle ·opero al nord della Francia). · . , Nella stessa opera a pag. 331\, tomo llO, si ~egg_e: :· E verso la fine_ della campagna • • che l'esercito tedesco riconobbe In necessita d1 trincerare durante _,l . combattunerto ., stesso ie posizioni conrr11istate, e di porre in assetto dire~sivo 1e c1ua ,mportant1 ct:11 • punto di vista tattico e strategico, senza però trovarsi in cond1z1one d1 spmgere « questi_ ltw01•i con molta, attività •:


B GT.I UTENSIU DA UkMPO

LI FOltTlf'ICAZI ONE lNl'il OVVISA 'l'A

Ca rna ne Inz.1 cli strumenti ' presso le Ll'uµpe ba per cc11 seguenzr1 che e:;se nou vengono esel'citate q11 asi mai nei lavori di terra. [n quanli reg:.;imenti oggidì si esel'citano davvero le truppe alla costruzione delle trincee di lrnuagl ia, cosi come è prescritto dall'nmmaeslr3mento LaLLi,·o 'r E la mancanz:i. di esercizio di nn dato lavo"o, la urnncanzn di / pd11.i ca arldu ce all :i sridn cia e alla noncuranza; r.osì è che si eredono le cose molto più difficili che di fallo non siano; si ha una / id ea J'al:;a del tempo e del la fati ca che un dato lavoro richiede; quasi di rei ~he. .no~ viene ~emmeno in mente di serrirsi di uno strumento d, cu i signora I uso, o se 11 e sanno soltanto i difetti naturalmente esagerati. Si é dello che quel sovl'accarico di fel'ro lo si potrebbe molto più ntilmente impi1gare in tanto piomb0 col quale . soprnffare il nemico ~uando lo !-i assale; dimen1icando che non sempre in gnerrn :a;1 pnò correre all'a ssalto; nnzi ,-e v'è chi :issa le ciò accade appn11to perchè v·e un altro ohbligalo a'difendersi, e qualche volla da assalitori si è nssnliti; e cl!e pl'ima di giungere a quell'atto risolutiyo si rleve pas,;are per fasi div erse nell e quali quel preteso ,ovraccarico. potrebbe diventare strumeuto prezioso. . Nec~ssariss ime sono le rn11n1zio.ni, ma pensare solo a queste. e porre 111 non cale molté altre cose trtili, e qualche volta pure indi. spBnsa bili è un errore . Se l'avere molte munizioui è co ndizione semp'.·e necessaria. può alle volte però non essere sufficie,ite per n stahilire l'equilibrio fra due truppe impari per forza materinle o morale. « Non si Lralla di andare in un luogo per farvisi ammazzare. ma « bensì d'andarvi pe1· vincere». Qu esto-pensiero è giusto ora ~ome lo era 11el secolo nel quale il celehre duca di Rohan lo scrisse. Si è detto che lo strnmento portatile s,trà forse 11ti le in altri paesi, ma non nel nostro, ove incontriamo ostacoli ad ogn i p:isso ed ove tale str11mento, :1nzichè di vantaggio, non sarebbe che dan11oso, perct1é d'impaccio soltanto. Certo che i nostri terreni sono molto frastagliati; soveutissimo s'inconLrano siep i, fossi, canali, muri , (ilari d'alberi er;c., mase cosi c~me s~no cotesti oslacof'i danno èl'o rdinnrio lieve vantaggio, trasformati cou poca fatica si rendernnno di un valore di molto superiore ..

l

,381

.focrescia1110li adunq ue, rendiamoli più propizì alla dii'e~a. più d1HHH~si all'offesa e potl'e1110 tral'l'u da e,;si vanla.µg i rilernn Li ssim i. « Nel liaoioo del Po (,1) la zappa ha presa eome nelle pianure « di Germania e del Bel~io, e non meno che là, possono essete « giovevoli le tri11cee 'di bnttaglìa e po~sono forse anche tornare <li 11 pi ù frequente impiego, perché nel nostri) territorio s'inco11tranò 11 più faci lmente posizion i le quali con rnpid i lnvori possono ren11 dersi favorevoli alla difesa o. E poi è proprio vero che i molti ostacoli del terreno po.,sono far· ;;parire il danno che può provP.nire dalla mancanza di sLrurùen t.i? Cl'edo il. contrario; perchè se a11che non si vogliono modificare 'gli ostacoli favorevoli all'a difesn , conviene al certo distruggere q11ellr che po:;sQno tornare di giovamento all'allaccaote, cioè t11lli quelli ohe corrono innanzi e paralleli o quasi al fronte di dife:;a. Il taglio d'una siepe. il riempimènto d; un fosso ò l'accoucinre a tlolce pendio lit scarpa verso il difensore son lavori t:into semplici quanto utili Il terreno è frastagli~to, intersecato, ingombl'o di ostacoli? Ma dunque le co lonn e marcianti verw il nemi co, acc,,rrenti sul campo di ballaglia, obbligate a frazionarsi e però aèl abbandonare l'unica strada· forse praticabile che là si rinviene, troveranno mi lle intoppi, i qLrnli sarnnno faci lmente supernti sol se si hanno mezzi adeguati. Il terreno è coper10, non permette un efficace imp iego del fuoco, si vuol sgombrare i! campo di tiro, ma io qua l modo lo s'i potrà fare, se di utensi li noo <;i dispone pÙnlO ? Ma se fosse p11r . vero quanto si afferma per i . nostri terren i, perchè mai dobbinmo noi difenderci in .casa nostra e non possiamo farlo inv;dendo il Lerrilorio nemico? · Ed allora ci troveremo nelle condizioni in cu i si crede di essere in ILalia? L'argomento del terreno coperto, rotto, intricato si è già addollo per combaHere l'aumento d'artiglieria nel nostro esercito, ed in appoggio si citava l'artiglieria tedesca che nei campi della Loira e

0) Dette trin,ee di ballaglifl . -Co,weTTo- Rfoi.d/1 Jll ilitm·r, 1878. \rn ••

ANNO X ,x 11·, VOI•. lii.


382

LA FORTl FICAZJONE IMPR0yv1SATA

presso Le Man s fu spesso piu d' impaccio che d'utile .. Come quell'argomenlo non impedi che l'artiglieriaavesse il uecessario .,umento, così , è, a sperare; non servi rà a impedire la so luzione del problemit che si sla esaminando. , È degno almeno di considerazione queslo fatto: che tutte le nazioni che dal 1870 in poi hanno sostenuto delle guerre, si sono cr~dute, a guerra ultimala, in dovere di accrescere nei loro eserciti gl i strumenli da guastatore e da zappatore, special men te di quelli portatili . • , Il calmo tedesco, il brioso francese, l'audace russo hanno credn to, dopo le guene da essi combattute, all'uti li tà dell.'.utensi le in genere e del portatile in ispecie; ciò che è da notarsi tanto più per . l'es\)rcifo fran.cese che è quamo, se non piu, impressionabile del. I' i.tali~no, e al quale si è rimproYerato e si è giudicato , fra le cause principa li, della sua· SC'infitta, il principio inculcalo e seguìto nel 1870 : éhe ch i aves;;e !'allo fuoco sicuro e celere contro l'attaccante , lo avrebbe quasi distruHo dopo breve tempo.' Con tutto ciò i Frances i pare non abbiano rinuucialo a servirsi, all'occorrenza,. della fortifi cazione improvvisata, e con ragione; perchè il danno sorse, è proverrà sempre, dal volel'e esagerare le cose per quanto sia. giusLo il principio .su- cui si fondano; e non osta nle che oagidì in Frnncia prera l!!a ' la teoria dell'ofJensiva ad <·,~~ · ogni costo, si che qualche scrittore francese si è credulo in dover~ di levar la voce cont,ro un principio tanto assoluto, da non ammettere nemmeno che si parl i di ritirata, perchè « si deve andare sempre avanti, e nulla può resi,~Lere allo slancio francese. » E come ai Francesi si è rimproverato ]'~e-cesso ~i 1ìducia poiito nel fuo'co, così si è rimproverato agli Anwiaci nel 1866 <l'aver fallo troppo a fidanza colla tat.tfoa dell'urto e di aver voluto riso lvere i combatlimenli senza attendere un :• sufficiente preparazione; lo .stesso giustamente si è affermato dei Ros$i nel 1877-78 ('I). 1

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({) I Russi sono stati per mo lto tempo seguacr della massi1;na di Souvaro,· , • IJ proietto è folle, sol la baionetta è sal'ia »; la eò)lerienza del J.877-78 fece lor cambiare pcn,iero. Co~i vc(fomo un0 <lei 1,iù rinomaU generali di quell'esercito, di audacia senza ilari,· e,porre questi pensieri·, , La pala e la carabiua a tiro celere hanno tutto cam( biato, - « reputo necessario al soldato gli strumenti da zappatore quanto le car\. _tncco , - (S~oirn1.1~w). · . . .

E . GLI U'l'ENS1LI DA CAMPO

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Tu tto ciò prova: è bene ripeterlo, che qualsiasi princi pio, spinto ' agli estremi, diventa difellos(f, specialmP-rrte quanrio daWastratto si p.1s;;a all,t pratiea applicazione. Adunque dovrebbe avere logico fondamento il supporre che l'esercito italiano, che dal 1860 ad o·ggi è vissuto, si può quasi dire, in una non interrotla pace, imitasse gl i eserciti, che ammaeslràli dalle proprie esperienze, hanno moslralo· col fatto di creder:e all' utiliLit della fo rtificazione improvvisata e quindi degli strumenti portati li. Non si può dire di silfaLti strumenti, quel che si è affermalo per altre innovazioni acclamate in pace, cr1du1.e, condannale misera.mente in guerra; qui siamo di contro ad un fatto precisamente oppo:Ho, e c;oè è in se!!uito ad esperì menti falli in · più n,ruerre che <, . l'adozione dello _slrumenlo portatile si è imposta . li generale di San Marzano nella sua relazione snlla spedizione ·afric:tna del ·1887, afferma che il .,ol~alò itali:i no most_rn mollissima attitudine a _trincerar:; i. · « Ho osservato, innanzi tull.o, cosi sta scritto n·ella sua relazione (< che i nostri soldali hanno meravigliosa altitudine ~d abili tà nel~ (< l'arte del trincerarsi con prestezza, e que;;to non è solo sen7.a « importanza per combattere contro l'orze superiori , ma anche per « tenersi di fronte alle armi a tiri tanto precisi <lei ò"Ìorno d'o11o1i. » ~,, E pen:he durique non trarre all'uopo partito di code:;ta meravigliosa attitudine del nostro sold~to nell'arte del trir1cerarsi con pre .'·_ stezza, dando½li i mezzi necessari ? · Si prevede con ragione; che le future b,tltagli e, per là mole degli eserciti che le combatterannp, avranno una durata di più giorni Lo spiegamento, la preparazione saranno necessariamente molto lungh i ; or ch i non vede che avverandosi tale ipotesi, la for tificazione improvvisata tl'overù più faci le impiego, sempre 'però a condizione che le trnppe abbiano a loro disposizione immediata i necessari utensil i. 1

Quale strnmento port:\tile converrebbe adottare? È noto co me molti e:;erciti abbiano la vanghetta Linneman Credo però che si potrebbe adoltare uno strnmento che de$se risnllati migliori detla vanghetta.

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E GU UTENS!l, l DA C AMPO T.A

F O.R 'l'l'FT C AZIONE IMPllOV\'lRA T.A

liiil ann i or sono il tenente del genio Bnsia studiò e pruµ use un o sLrumen lu· ell e pulcs:;e serv ire e da lJa.dil o e da gravina· 11ell o slesso tempo . Consiste in. una IJaln in cui la !!Orbi a si prolun"a ., n in morfo da fo r ma re la penna di una gravina. li manico dello sLruménro è.fissat o al ferro Là dove la pala si uciisce ~11:i gru,·in a in modo però che la pa rte in fono possa girare attorno all'estremità. del m:lnico.•Se qn.esln parte i11 ferro si di spone normale o qua s, all'asse del mani co lo s1rr1mento s1 usa comP. gravina o come zappa; se invece si fa aderire la gravina :d manico in modo che la pala ri sulti sul prolungamento dell'asse del manico, lo strumento si adopera come hndile. L' ulensile che si polrebbe , adottare . per la nostra fa 11 teria, a mio parere, dovrebbe essere non molto dissimile da qnesto del Bosia e potreb be chiamnrsi nrngheua-gravina. La pala d<'tvrebbe nvere non già J,t forma di quella del hadile, si he11e deil,l \anghetla, mrr senza denli di sega· e col lato corto non tagliato nello, ma spezzato in due in guisa da fo t'mr. re un angolo ottuso. Così si facil ita lo scavo del le terre. Abolirei la parte·a denti di sega , perchè i denti nei lavori di terra si spuntano, si spezzano 1> si piega no, e 1·P.ndono anco r più difficil e il probl ematico uso della 'vanghella come seg:,; non cnsì sarebbe per la. parte tagliente, poichè anche con qualche ripiegame.n to o contorsione essa si potrebbe usare utilmente per tagliare rami , siepi, pi ccole piante ecc. e ciò è mo lto utile in terreni cosi nascosti come sono i' ndstri . Il prolungam ento della pala verso la gorbi& dovrebbe avere la l'orma dell a penna della noslra gravi na, ridotta però ai 2/ 3 di lunglieiza e col ferro conven ie1itemante rastremato. li tu tto di acciaio di ottima qualità, così la bontà del metallo cons~ntirebbe resistenza, dLtrata e diminnzioòe di peso in pari tempo. Cl manico di fras·sino od ol mo do vrebbe avere la lunghezza di 0,50, onde tullo lo str111uenLo usandolo come badile, srirebbe lungo 75 centimetri (notisi che la vangheua Linnem nn è lunga o~ centimetri circa). li ~uo peso non dovreb be oltrepassare chilogrammi 1,400 a chilogrammi il ,i.>00 , compreso il congegno per portal'lo . Sarebbe atto a lavori cli terra anche se queste fos sero molto tenaci , im perocchè il soldato avrebbe a sua disposizione e la gravina ed il lrndile . 1

385

li suo rendimento anziché essere nel rappo rto di 2: 3 con quell o degli strnmenli grossi, sarebbe di .f. a :j, ben inteso per lavori di non molta durata. Parmi sentire subilo dire: ma. come ~i pnò accrescere di Lanto il peso del soldato? Risponderò quanto prima a ,:olesta interrogazione, ora è cl' uop(l porre e risoh•cre quest'altro quesito, cioè a qua uLi uomini di ogni compagnia converrebbe distribuire siffal.lo strum ento. Bisogna che la compagnia possa con i mezzi di cui dispone, ese- ) guire il più semi;lice dei lavori (la trincea di baLL:iglia) in tempo brevissimo anche nelle sosle cli ,m comballimento senza bisogno di rico,.rere ai carri. Nel !1ostro esercito come pure presso eserciti stran ieri si è Onora calcolato che bastfwa far lavorare solo 1/,. della forza clw volern~i porre al riparo; ma sia 'perchè gli strumenti piccoli danno un ren.dimenlo inferiore ai grossi, sia perchè la grossezza della massa coprente delle tri ncee rleves i oggidì ,ali ' incirca radclopP,iare (il). cosi è necessario accrescere q Ltella forza, ed esperi enze rallo han dirno8tralo che a raggiungere lo scopo bis,)gna impi egarne la metà anzi-

,t

(I) li sensibile :1umcnto d i penetrazione a cile terro ottenutosi speeialmonte con i fucili :L piccolo calibro ò il J)rodotto {[elle seguenti cause : i .• Perché la pallottola tl i piombo ù stata dvcstit,t <li sottil e rascitt d'acciaio, di

nikel, ccc., ovvero ò s tata rau,a di me lallo più duro del piombo, come ~arolfoe l'ottone, ccc. Con la panottola di solo piombo la penetrazione massima nenc terre 11011 si ottiene all e bt·evi cl istanze ma alle gran cli o 1nedir: 1ier esempio : col Vcttcrly si ha una penet.t·aziont} di 28 centimetl'ì ,1 200 metri neUe t,errn pigiale , mentre poi e di 53 1:011timetri a 600 metri, cioè è maggiore co11 la velociLa minore, perché con la. gran1lo velocità l' urto delle terre prod uce la deformazione, lo sch i~cci~mento della paUoltola, la '(nale trova perciò dilllcolt:, a penetrare. - Ora li eviden to che se col rivesti mento ~i ,wita lrt defo rm31.iono, la pallotto la pu r 11011ctrancI0 ~3 centimetri a 600 metri per\eJ.roril di più scemanilo In ,Jistanz:l. [11fatli con lo stesso fucile .o con 1iallo ttola rivestii.a rii mme a :!00 metri si è :wuto una penetrazione di 80 cen timetri in vece ,li 1!8 con lieve variazione neUa volocit.à inizinle. 2. • Perché è c1·c scilltr, la, ve locità iniziale: da 'o,l!O a HO metri è salita :1. 600 metri e più ; 3. 0 Perché la set.ione norm:tle all 'as.,c del proirtl(l t' diminui ta ; i1w1cc rli un '1mmctro rii IO-H ml[[i1netri , i h:t uo ,liamelro di 7-8 mill imetri. E:spcrlonzc ratte in vari. eserci ti prn vano cl,e la pcnctrazio11u elci [Jroictti di rucili a 11iccolo calibro, a brevi cl istanze, in teri·c Jegge rn1enLe J)igiatCl é cli cin·a l metro ; quindi In grossezza della massa coprente de,•e essere di un metro ,, 1lied centimetri circa. Ma se si 110110 mente che nelle trincee •li battaglia la terra nou ,. Jmnhl [ligiata, uè ht ma~sa si rnssocl,l pi,r sovr.1ccarico o 11er l:t lun::a clurn ta ,lcll,t c,,strn1.iunc, si 1·ico· nosGera la conv,ini ,111za di averti io s )lessure di mclri 1,20, pe,· essere certi rlw cssll possano resistere a[l'urto dei proietti ,li fucileria, •Jtml si sia l:1. lerra cl ic verrà s111os,a.


~86

LA FORTIFICAZIONE IMl'lt0VV1SA'1'A

/ chè il quarto. Quin di bi so~ nerit dare I' uten~il e a metà circa della fo rza della comp:i gnia Se si desse ,1 un numero inferiore, o si dovrebbero 1·ilardar·e di troppo i lavori, o .si doHebhe ricorrere, in talune circostanze, agli strumenti di altre compagnie, il die darebbe origine ad inconvenienti , come se ne produssero per la .1ste:;:;a cagione fr,1 i Russi nel 1877. Così, narra il Kouropatkine , all'attacco di Lova ti per forni re di strumen ti un ba uaglione che doveva occupnre una posizione di contro n quella nemicn, si riu nirono tutti gl i stru menti del reggi mento e qu elli di un ballaglione; del pari pP.r dare lavoro a due compagnie inca ricate di cosi.rune una; balleria, si r,1ccolsero gI1 struinenti di un intero re~gimento . L'i ndomani all'assnlto di Lovatz tulle le tl'Uppeche avevano fornito ad àltre gli strumenti v'andarono sprov viste, ed n stento. e uonostante l'esito feli'ce del combaui mento, si poterono poi racco~liere nelle posizioni precedenti. Lo stesso inconveniente si verificò il 9 settembre 18,7 attorno a Plewna, tanto che I' ,f l settembre dcivendr, alcuni reggim enti forn ire gli strumenti al reggimenlo Vladimiro e a un altro desLinali ad occupare la seconda cresta delle montagne Verd i, i co lonnelli ammaestrati dall' e::::periènza, anzid1è prestare gli . strumenti, inanda rono · apposj Li. distaccamenti per portar! i su1 luogo e riport:p·li RÌ rispettivi corpi a lavoro ultimaLO. Dare lo strnmento a tutLi i soldati, se ha dei v1rnta::,!gi, come quello di accre::;cere la responsa bi lità. del soldato, non dovendo lo strumento .passa re p<:1r ,dLre mani, h:1 per altro l'inconveniente di sovraccaricare un maggior numero di soldati senza assoluio bisogno: e rendere più diffici le !a soluzione ·del problema, qualora si cercasse con al tri mezzi di ovviare ali' inconveniente del· sovraccarico. Volendo ora. determinhre esattamente il numero dei soldati che dovrebbero essere provyisti di strumenti, :;i dirà. che 88 dovreb bero p0rlare la vanghetta-gravina e clw 4. ,ilo.vrebbero essere muniti di piccozza alleggerita ( 1).

1

Gli strnn1enti porlatili irnzichè distribuirli come in Austria a tntta , una riga, si proporre bbe darli ;1 dne reparti interi, cioè al 1° e 0 ,i. plotone, perchè fn tal modo si facilit erebbe la coslrnzione delle trincee di bnLLàglia ponendo subito al lavol'o i pl otoo i allrezzati, la- j scinndo gli altri a guardia (1). Inoltre ogni compagn ia dovrebh~ avere 4 zappatori, i quali sarebbero cosi attrezznti :

1

1

1

(i l Queste cifro sono b&~ato sulla forza della com pag nia di guerra in 225 uomini di truppa, é facilll modilìcarle in più o in mono ,L socorula dello variazioni elio tlssa potrà subire. Le piccozze alleggerito (lovrcbbero essere si mili allo attual i, ma di proporzioni ridotto sicchti il loro peso dovrebbe non eccedere kg. 1.,600, mentre ora è di kg. 3,i6. Questo piccozza dovrebbero servire per tagliar() rami od alberi cho con la vanghe ttagravina non si riuscisse a recidere.

387

E GLI ' IJ'l'EN SIL I DA CAMPO

r eso f •

1 badile

l

1 zappatore · Js,,92 · ·I mannarese 1 znppatore ' ',1 gravi na ,3,63 ·I zappatore piccone 3,20 ·I piccozza alll3g, 1 zappatore ,J seg11 ccio a,60 m. 24 di funicel la 1

I

l

1

,

'

NB. Questi at.trezzamenl1 sono in media ridoni di gi·ammi 30Q di peso rispetto agii allual i.

I

Finalmente ad 8 caporali tra i qualf uno zappatore per _ogni 2 compagnie, .s i darebbero ·,12. metri di funicella ciascuno, segnata di mezzo metro in mezzo metro . , I li capor.ile zappatore dovrebbe avere un mAtro pieghevole (2).

.O) \'' ha chi vorrebbe fosser~ distribuiti a una ~1111ad nl pe1· plotone per rcnclere ques to ) P111 autonomo; altt:1 mvece. 01llna che a;iegl1 0 sarebbe attrezzare mezze compagr1io. (2) Adottando gli strumenti portatili può sorgere il duh lrio se convenga o no rnanlenere s1>eciali 1.appatori nelle compagnie. L'esercito tedesco ,1d esempio non ne ha, si trovano in vece negli QSerciti fn1ncese ·cct austriaco. . Cre<lo utile la conservàzione degli wppatori , perché essi dovrebbero essere in cerlo modo di guida agli altri soldati nell'eseguimento dei lavori. Il toro numero ristretto cous,,nte una scelta accurat,i fra i più robusti e elle 11er precedenti proressic,nah méglio si prestino al genere di tav'orì che potra eseguire la comp~gnia in guerra, ecl e più age,•ole tenerli in più continuò esercizio anche in pace. Gli zappatori saranno utilissimi, forse i,ndispcnsd hili, quando si incontrano nell'esc- · .;uimcnt,1 dei lavo1i 1.lilllcoltà che a stento pot.rebbero essere supera.te <!11 1111 r1 ualsiasi svl,l1to poco esercitato e munito di strumento lcggiero. Cosi ad esempio, se nello scavare u1m trincea si l:rovasso un tratto di terrono molto duro, si potrnbbe col concorso degli zappatori accelerarne. cli molto lo sc,,vo. Essi llOi sono di mollo giovamento alle co.mpagnie in tutti c1uei piccoli e pure i1tclispensabiji hn·ori di caslrametazione.. La funicell,t 1ht.;1 ai caporali dovrellllc servirn 1ier il celere tracciamen to dei ri1>~ri. 0


388

1,A l'ORTIFICA ZIONI~ Jl\1PR0V '1SATA

E GI.I UTENSil,I DA CAJ\IPO

Ed eccoci ora alla quisti on~ del c:1rico del soldato. Se qu alcuno propon endo quale strumenLo la vangheLLa Linneman ha poluto credere chf\ i :JOsLri soldaLi anebb·e ro poluLo ricevere u11 aumento cli peso di 800 a 900 grammi, senza grnvi inconvenienti , non credo si po;;sn dire . lo ste~so quando il ca!'icc, in più sai~ a chilogrammi '1.4,00 a ,1,500. Tanto piu. perchè essendo molli i soldati che verrebbero a ricevere l'aumento di peso, non è facile scegliere i più r~busti come usasi per i,rli zappatori .. Ad1rnque è necessa ri11 ~edere come si pos:-a diminuire il ct1 rico che nLtualm ente porta il soldato. A vero dire si potrebbe cercare co u opportuni provv~dimenti di alleggerire il cririco al Luale del soldatù, modificando alcnni oggeLLi cli arr~damenLo, altri sopprimendolic, altri sostituendo con piu. leggieri. Ma pur non e,;cludendo la possibilità di giungere alla mela proceden do per la s1 rada additt'l la ~ià dél egregi ufficiali ariche ir. questa Rivista, mi li miLerò qui a proporre ciò che si potrebbe attivare molto sollecil.alll eute senza complicare co11 alLrn proposte, , che richiederebbe ro sludio nou lieve, il problema già di sua natura comp lesso . f~ per la stessa ragi one che non mi arre,;terò molto HL una proposta cerio meritevole di considerazione; e che esporrò brevemente. I fucili a pi~colo calibro per le polveri speciali di recente adozione non richiedono canne cosi lunghe come per il passato. Onde ved iamo queste caone di 5 a 6 centimetri piu. corte di quelle dei fuc!li che vanno ora scomparendo (1 • • E vero r.he le pareti delle canne dei nuovi fucili debbono essere più robuste di quelle delle canne coslrutle finora per fa mam,iore pression.e dei gaz, ma ciorionostante si può avere un minor peso 350 gram~i circa (2) . Altri 4,00 grammi di minor peso si possono ol1

di

Canna o culatta del Ma111icher è lunga metri 0,931. lei. iii. del Schullwfl' id. • 0,932. · Id. id. del Lec id. • 0,93{. . Id. id del V:etl.cl'ly id. , o,osr.. (2) li fuci le Schr1lho1T pesa kg. 4 ,000, il fucile beo kg. 3,!9; il Vetterly 4,350.

O)

3tl9

tenere col modificare la sciabola baio,neua: qu ind i tuli o sommnl.o con un fndle a piccolo ca libro si avrebbe in complesso 7-800 grammi di diiminnzione di peso. Ma il fu cile a piccolo calibro, a q1rnnlo si conosce, non è stalo da noi ancora adollato, e qualora lo fosse richie_derebbe la suiì fabbri cazione c,er'Lo ~ n ft. anni di tempo; inoltre fa cilmenLe il minor pe,o òel fu cile verrebbe compen sa i.o da 110 rnacroior numero di cartucce che il soldato do vrà porlare · 1')1") La.sciando adnnque da parte tutte queste proposte, non rimane che ad accrescere il carreggio se vuolsi senza scosse grand.i e co n soll ecitudine adottare lo sLrumento portatile e non aument.are il pe,;o del soldato. lmpor'la svolgere alquanto coLesLa proposta che a mo lti dapprima sembrerà forse la meno opportu na . ' 11 Lelo a tenda con i baston i pesa chilogrammi 11,600 per cui se i tel i :i tenda dei soldaLi muniti cli utensili fos~ero carica li !i U nna c;11Tel.La: co me si usa per le tende degli ulflciali, questi soldati lungi. dall'e:-:sere sovraccn ricati sareb bero alleggeriti, di poco si, ma pul'e alleggeriti rispeLLo a quelli che non portrt110 lo st.r111nenLo. Nè sembra mollo seria l'opposizion e che si pu ò fa re a tale propost.a ~irca la possibili !..~ che.· in date circos~anze, alcuni sold ati re· sLino privi di tende. 1nfall.i questo non potrà acca<lere che l!ualche . rara volta, come nelle giornale di comballimento, ciò che accadrit pure agli ufficiali , ma in fin dei conti pon sarà un gran ,nal e. Tn quei giorni. non v' ha dubbio, un utensile è molto piiJ. uti le al :sol dat.O' di un telo; la necessilit del quale non èl poi così univer salmen Le senti ta . Se per il rifornimento delle munizioni non si esita a far porre sull e carrette gli zai ni , nei quali si trovano oggetti mol to più necessari al soldato del telo a tenda, si polril senza gravi preoccupa- · zioni far deporre su :ipposite cnrreu.e anche i teli. I. viveri sono pitì necessa ri dai teli eppure sono -,u carrelte piu. . pesanti di quelle che porterebbero i teli a tenda In media i teli da tenda da caricarsi su una carretta sarebbel'o per ogni compagn ia 96 . cioè 92 dei soldati muniti di strume~Li portatili leggeri , e 4 degli zappatori; ossia 384 per uo ballaglione, che rappresentano un peso di 64 :j chilùgrammi. che nggi unti ai 4,58 chi log'rammi dovut i alla c:1rreLLa col suo caricamenLo esterno , danno un peso Lo-


E GLI

390

LA F0R1'll'IC,\ZI0 Ng rnPR OVVIS ATA

1.11le di r.hil of!ram mi I 073, mentre le ca rrell e per carl ttcce pe:,;ano con mini di carLucce chilogramm i ,f '.~2,f e con zaini di soldabi •I 176 ed anche 1250 per i liersn.~d ieri; e lii ,;l~re (;n rrette del hl1ltagl ionc pesano da di'logrri mmi 1Virn3 a chil ogrammi 1376 . Sicc he non v'è timore che le rnrrette con i lel i pos,ano giungere rlopo le allre. Alleg.~erendo come si è eietto del peso del Lei o a tenda anche gli zap· patori si potrebbe dar loro iI fu cil e e 96 cartucce invece di 72 rendendo cosi un iforme l'armamento ed il m11nizionarnento pur ollenenrlo per e~si una non molto lieve diminuzione di peso rispeuo al carico atluale. perch è os::;endo: 4,.:300 - 3,800 == 0. 650 la differenza di peso tra il fu cile ed il rnoscl)eao, e grammi O,!l4,8 il peso di tre pacchi di ca rtucce, ;;i ha nn nu men to di t:liilogrammi 1,i-98 contro una diminu,, inne di chilogrammi 11,900 cioè dli lo;.(r,1mmi 11,600 per il 1.elo. più 0.300 per il cambi ato attrezza meuto. Però l'aumento del c,1rreggio è semp re fatto a malincuore perchc vuol dire cresclire \' in gombro delle ~trade, allungare le colonn e, rend ere più difficile la. marc ia e meno 'mobi le l'esercito. l'er altro anch~ su t:1le questione ò mesLieri d' iniendersi . La mob ilit.it degli esercit i 11011 deve consid erarsi iu modo asso· luto, ma rela tivo e rni spic•,40 1 Se noi riesciamo a muoverci con velocità 8 quando gli altri e:;er· citi si muovono con véloci tà ~ av remo ,;empre l'esercito più mobile d'Euro pa anch e 'se quel :-i t'appresent:is:.e una velocilitm i11ima Son o è Yero coelrjcienLi di mobi liLil. di nna truppa le poche impedimeula che essa ha al sno seguito, ma lo sono pure i mezzi più o·meno abbondanti di cui si dispon e per comballere e per vivere. I~ co l·conci liare in giL1Sta pt'oporzione questi termini fra loro contraddicentesi, che si pnò ottenere 11era. mobi li tà nell 'esercito combattente, o meglio mobilità e indipendenza. · Come non è sempre vero che la strada più breve è quell a che sì percorre in minor tempo, cosi non è sempre vero che l'esercito più celere, per limitati tempi debba essere il più mohi le , se si guarda auzichè a un giorno o due, ad una o più seLLirnane. Orn è ruori di dubbio che il no,-tro è l'esel'cito che ha le colonne . più piccole per numero di carri e di qnadrup.ed!, Qua ndo· ~i pensa : che in Germ an ia ogni reggimento di 3 bnlln- · 1

0

U1'ENS11,1 DA

391

CA l i po

glioni :ha quaran taquattro carri a 2 cavalli C,I ); che in Fn1r~cia un re•rnimen to di fanteria è seguito da 3 carri a quatt ro ca vall i, quattr;~ 2 cavalli, venti<lne ad nn cava llo ed ha quindici quadrupedi da basto; in comple,-so 29 carri con 4,2 quadrupedi e ·I i.> basti 1:ou 15 quadrupeà i: che i u A11stria un hattagl ione ha 9 c~rri (~) _c~n 18 qua· drnpedi oltre al carro <lei cantin iere e':? carri d1 r~qu1s1ZJ_one, ~ UJ~ rerrcrimento di-tre battaglioni ha 30 carri a 2cavalh oltre I ca1T1 dei vi;;ndi eri , non sembra si possa rimc1 ner~ impensieriti , sotto l'aspetto della mobilità, ;;e il nostro re~~imenlo anzichè 18 carrette con 36 quadrupedi ne avesse 2,1 coH 42 qnadrnpe~i .. 1,a1~to più. ~e si n.ot~ che i parchi divisionali ed i corpi <l'arm ata dei c1Lat1 eserc1l1 str?n1er'. sono più ricchi di carri dei nostri Una divisione frances~ h~ 39~ cam diversi e ,126 basti; una divisio11 e austriaca ha 455 carri d1vers1; una division e italiana ha ·196 ca rri diversi e ne aHebbe 208 adottando una. sesla carrella per batt,1glione; un corpo d'armala tedesco ba ,t 566 carri diversi; nn corpo Ò iì l'.mata italiano 972 .• L'uri ico ostacol o serio che impedisce 1·a11mento del carreggio piu che nella tema di perdere di mobi lità 'sta for;;e nella defi ce111.a dei qu,,.drupedi in cui si trova l' Italia. L'aumento p~rò 1.1011 è. eccessivo, , c;hè sarebhe di 64,8 qnadrnpedi per l'esercito d1 pnma l111 ea: tanto più che coll :1 nuova legge di requisizione dei q~~drupe,i i, ~i potri1 iu caso dì guerra avern e un numero alqua1110 p1u grande d1 quello che potevasi ottenere P.er il passalo. . .. . . , Insomma qutsla soluzi one lia qu alc;he 1m·CJnvenien te, ma ~?1ch~ il hene è nemico del meglio, cosi bi,wgua 11e,lere ;;e la fort1 .ficazioue im µruv,·isilla 11 011 co11.~ idernta dal solo yu11to di vista dell~ Lrin,:ee di ltallaglia. ma nel ::; uo co mplr:-;so possa compensare il danno che può arrecare 1111 a11mento di 3~4.. carrette in un e:;erc.ilo di 500 mila uomi11i . È vano illudersi, l~t fortifi cazione imp;·ov visat.a non può servire a nulla se non si hanno sempre disponibi li molli strumenti. Ne si dica che al bisogno si farà ricorso alle requisizioni . - Dato 1

(n

(\) Finché i ca rri da cartucce 11011 siano introdotti , O;?lli haLtagliooc f;mloria. ai~~ ·t ichè u ctmi a 2 cavalli, avrit H carri dei qu,ili uno (qu.el lo d:t cartu cce) o 6 rav,1lh , uno a 4, gli a ltri a 2 cavalli. Vedi tabelle dell 'eserc1t~ germanico, ·1889. \2J Vedasi la Rw ae Mililail'e de t'etranaer - gennaio t 889.


392

LA FORTIFICAZ IONE 1MP1t0V V1SATA

e non co11cesso che la regione nell a quale l'esercito si muove sia cosi rioca di strumenti da poterne forni re più migliaia, supposto che l'esercito si trovi fra popolazioni amiche, le qual i risrondano volentieri nll 'cLppello che loro si ra; ri nrn ne pur ::;crn pre I~ q11 estio1H; del tempo che 110n è po;;,-ih il e assolutamente trascurare in lavo ri simili. Or è fac ile immagiuare quanto tempo occorra per raccogliere qn:i lche miglia io di strumenti , e come il più delle vo lte l'opport.uniLù del lavoro svanisca irel l'aLlesa che s1 raccoJcrano i . n mezzi per eseguirlo. Con gli uurezza menti proposti le Lrn ppe di fanteria- sarebbero largamente forn ite di utensili :1Lti ad· eseguire piccol i ripari, a migliorare quelli esisLenLi, ad in iziare lavori di maggior riliero, come I cos~r~z!o.nit·di rdidòtlf' der.c M:1 qua.udo è necessario completa re i la. \ v0 1·1 1111z1a r, e are a essi ma).!g1ore svi 1up po, come ruò av venire 11egl i investimenti, 1\ necessario che le truppe po:-sa no disporre, in cerl,t misura r, senza lun :,:a all esa , di veri :slru menti da Jnvo ro. Più innanzi si è visto: cume di cotesti strnm enti un reg..: im!' nL11 di fanteria sia quasi del lullo sprovvisto, come non si possa fare troppo a fi danza con quel li che ha la cornp...n•nia del onenio addetta . alla divisione; ò quindi necessari9 che esso ne abbia un ceno numero senza per altro eccedere di molto 11el peso Lolale; per esempio . potrebbe avern questi: Badili . N. 80 G·ravine, >) rn )) Piccozze o :j )) Picconi Jlanichi diversi di n )) 30 cnmbio . )) 4. Seghe.

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Piccoz.-ze nIl eggcriLe ~ . o Vanghette gravi ne )) 12 )) Man naresi 5 )) Pi nzelle fS )) :1 Mazze. Filo di ferro eh ilo)} t>O gram mi

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cd una cassetta con 20 chilogramrpi di chi od i, ,J'z succhiell i, 1- mar· Icli i, 2 tennglie. li lullo nou ollrapasserebue il peso di chilogrammi 380 e resta so lLanto a vedere dove collocare sitfallo carico . Allo :>.!.:Ho maggiore di reggi menlo vi sono· 3 carreLl.e. La ca rretta numero I (di sanità) ha un peso totale di chilogrammi 888. Quella

39n

l~ 01.J U'J'ENSU,I DA CAMPO

. numero :! ( vil'el'i

e c11,;i11,1} ha 1111 pe.,o tota le J i cli il1l''l'il111mi ,J'()~7. n fJ nella 11u1ll ern :11ba!,(aglio) ha u11 JJC:;o Lulalo di ch ilo~rammi 11 06. Quegl i strr1111cnti si potrebbero Ljuiudi porre lnlLi sullacarrella di sanilù. la· quale raggiuHgerebhe il peso di chiÌ~gra111m i 1268, e il poso f:'.venlnale che questa carre.l.la dovrehbe trainare, cioò zaini ecc potrebbe e~!-.ere riparli Lo fra le ca rrelie nnmet·o '? e :i, ed anche stille carrcLte dio portano le tende. Anzi se si l'iparli:.sero i 400 chilogrammi di peso e1•enLuale della carrell.a di :;ani Là sulle tl'e carrette d:i teli si avrebbe questo van. taggio, che es3endo siffatto peso cventualcordinaria men1ecosli Luito da zaini di malati, riuscirebbe più facile, e senz~ confusione il di sLl'ih11irli in guisa da rim.iner distinLi per battaglione (·I ). Fin al mente in guerra potrn nno richiudersi da lle truppe di fa11,: teria Jarnri di maggiore importanza, ma 11011 urgent is~imi come quando si sta sulla difen~i1•a in una d:i1a posizione o nei periodi di assedio precedente l'a rrivo dei parn!1i; e per i quali lavori nem. meno la dotazione di strumenti 11norn esaminata può ritenersi sufficiente. · ~: ben vero che v'ha uri". parco del genio di corpo d'armala che co ntiene HJi,O badili, M4 g-ravine, 88 piccozze. 12 segacci ecc . ma la troppa distanza alla quale questo parco si trova se le due di visioni sono inco lonnale sulla ste,;sa strada (2) , e quel la nncor maggiore in cui si troverebbe da una di esse se le divisioni percor·ressero strade di11erse, consiglia ad assegnare permanenlemenle alle division i una pa l'te di cotesto cfl rreggio (3) . Si avrebbe allora un 1.erzo scagl ione 'di strumenLi che troverebbe conveniente posto pres,;o la sezione da p~rnte pel' 1.appatori. assegnala alla di visione. Questa sezi one, comandala da un ufficiale, ha ora sei carri da ponte ed una carretta·. 1

(I) I.e carrette ,1,l tel i 1lotrulJ l)ero anche sorviré a 1>01·tare 1111 i:orl,o num ero rii cartucce. Si è visto elle queste carrette pesano kg. 1073. Cial>Clllltl di esse potrebbe portare ·IG zaini di Ct\rtucce e cioè 3Si0 carLucce ~enza che perciò il loro peso venisse a su. perare quell o <Ictio C,trrctte n, 5 (c:irtu~cc). (!l) Un corpo d'armata in marcia su cti una so,la slrarla h:ì il parco ciel gen io di cc,rpo d'a.rma~1 dislanL1: a lmeno 20 chilometri dal ~rosso dell 'avanguardia. (3) Il parco del genio del corpo del mnresci(IIIO Cnnrohert (G") nell':i:,:osto i870 non potò 1·a1;i;itu1gcro Metz e ru respinto \·e1'l!o Cha lons, sicchi: a r111cl corpo m:incarono gli s•.rumc111i onde no venne detrilucnLo alla dirw~:,.


. E GLI UTENSILI DA CMl l'O

394

H95

LA FORTlFJC AZIONE IMPRO'l'VJSA.TA

Si·proporrehbe (1ggiunta di un carro pesante per zappatori che i)orl.a 220 badili, 94- grav io1i, 8 pii;cozze, 10 pii;i;ozz.iui , ,io mannare~i e 40 r~_ncole. Questo caricamento _dovrebbe però subirè una lieve varianle cioè uua diminuzio ue di 4-0 badili e 34 irrav ine c,~i_ si.. sMituirebhe ·12 µi i;cozze, 6 palanchini, 4 picconi, fr; ii;cozZllll , ·> ;;eghe. 30 va ngh ette ·grn vi ne, 5 piccozze alle/fgerite. 5 segacei, 2 ma~ze; in guisa che il rnr;co r'i:;ul terebbe così com posto: ·180 ba<iili, 20 piccozze, 60 g-ravi11e, 25 picc·ozzin i, 4.picconi, .i:>seghe 30vangheue , 2 mazze, 10 man naresi, ·I O. ron cole, 10 palanchini, 5 piccozze all egg·erite, 5 segacci . Nou sa rebbe al lora più 11e~essari11 a.vere tan ti ca rri ·.il oarco del geuio di corpo d'a1:mala; basterehhe che ve ne fossero due di tal e specie. '(fr ve ne ha sei, quindi ri'c segwrebhe un'econom ia di due carri per ogni corpo d'armala. Con tu lle le propu,;te falle un nostro corpo cl'.1r111ata verrcbhe a,l avere c'.rc.i ·1_4 mila strumenti, come mostrano i due specchi µo,;ti al termine dr q1teslo lavoro. cioè pre~,;o a· poco quanti ne hanno i corpi d'armai.a degli eserci ti francese, tedesco ed ausll'i,tco (,1). Le proposte fin qui fatte si pos,;ono cosi riassumere: ;J·>Adolla re quale strurnent,, porLali le per le truppe di fante1·i:1 una. v_angli etta-gravi ua ed" uua pii;cozza di dimensioni ricloLl.e. 2° Oa,-e ad 88 soldati per co mpaguia la vanghe11a-gravina et! a 4. la piccozza ridolla. ~id_u rre a gli zappatori di ogni éompagnia. 4 Caricare sulla carrella di saniti1 del re""itnento 1111 cerio Olll~ero di_~rossi strumenti per potere con essi ;:enza indugio fare quer ~.~,VOl'I Chenon ~J possono fl:_re cogli strumenti portai.ili . ." Accres_cere d1 un. carro pes-ante da zappatori (co l caricamento conven, entemente mod ificato) -la sezione da pon te zappatori ,

3:

4

, (l, Un cor1>0 d'annata francese dis pone dì circa 11, mila stnunl)uli, come risulta ,tal· I A1 u,.: - MK11?11u-: tle l'oflìcie1· ~u _géllie cump1tg·11e - edizione umciale, t886. Uu. corpo d :irmat,t tedesco ,1,spon , di {2,500 a !7,500 strumenti secondo che Je comJ1agme hanno 50 a l.00 vangnetto ciascuna. ~-n ,corpo d'arrr.ata austriaco, ,lispone di circa l.5.500 strumertti. nio O di :;, e tenuto co_nLo soltapto <l()g li sLru:nenl1 dello truppe di fanteria c del "C 0 quelh de, parchi del ::enio. . I ~orr,i d:a1:m~ta $i s~n ri~enuti lòrm~ti di 25 batwglioni per la Francia e la Germania; di 9., battagl1on1 per I 11.a lra e d, 30 battaglioni ricr l'Ansi.ria. , 1_,1at1 ~on~ •1.P_P rossimativi; av.erli esattissimi è 11uasi impossibile, d'altronde por la no~tra chmos traz1onc rtne o trnccnl-0 strumenti in piu ci in meno in un cor(lO ,l'anna ta poco monta. · · • •

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per potere avere un maggior nu mero· di strum en ti ~rn:;~i per lavori · di maggiore impo11 tanza che abb isognassero aò nua di visio'ne, e_per avere alcuni strumenti pol't.atili di ri0nmi>io. 13° Ridurre a 2 i carri µe:;anti da zappatore nei pare.bi del geniò di corpo d'armala (ol'a :,0110 sei ). 7" Non aggravare di più ·r1 i guarito lo è attualm ente il so ldato al quale si cl.i lo ~truuiento, e perciò i tel i a 1enda ~o n i ba.~1oni caricare iii una carretta da battagli one per ogui bauaglione, la. qual e polrehbe utilizzar.,i pure per il trasporto di ca rtucce ed .eventua lmente per caricarvi gli zaini degli ammalati. 8" Diminuire alquanto 1·a1.trezzamen1.o degli zappa tori 1oglie11do pure ad e;:;si il te.lo tt tenda ed i bastoni, e dar loro il fucile col munizionamento fissato pei soldati . E còme con:;eguenza di queste pt'oposte-si dovrebbe: a) Abolire nei pa rchi d'artiglier ia divisionalu e di co rpo (l'annata i 1·ifornimenLi di utAnsi li per le truppe di fanteria, risultando ev identemen te :,uperflui. / b) Ridurre di nnrnero alcuni degli ulemi li. che or ·sono carie.ali sn ll e carretLe, :illri abolirli. Ossia invece di: '.il gravine, '2 badili, 2 piccozze, 2 mannaresi e •1 segaccio · porre qual'e carièamento esLer,no : ' 11 gravina, 1 bndile, 1 piccozza; sicc-hè ne seguirebbe una ùiminuzione di p·eso di ci rca 11o· chilo-' grammi per ogni carretta. 1

Le difficoltà del problema non m_e le nnscondo 'nemmeno a l:~voro ultimalo, nè mi fa velo l'amor proprio al punto da credere d'aver trovato la miglior soluzio ne possibile. P11r nullameno ho creduto utile tratt'arlo convinto che una volta risolto ne riceverà.giovamento non lieve l'esercito. Questa mi.a fede, spero, potr:à farmi ol.lenere dal lettore le circo-stanze atterrnqnli, qualora egli vole:;se condannarmi per la molesti a arreca t(1gl i. ' S PACCt'. ~lJELA Pio Capitano clel genio .


SP!rCCl-l l O

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Dotazione di utensili nella di visione.

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STlW~I EI\ T( POHl'ATI DA I SOLO.\ TI

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SPECCHIO

N. 2. -

Dotazione di utensili nel corpo d'armata. ~

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1

11, METODO NELLE ISTRUZIONI D€LL ,IRTIGL1E llIA.

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IL MET0DO·. NELLE ISTRUZIONI· .DELL' AR11GLIERIA

39

{anch'essa diventata anziana)~ èui ·1bisogna a forza dedicare tutte le cure _(!)er darle quel complemento d'istruzione, ouenerequell',affina mento, che in ultima,analisi è poi la base finale della. sua jstrnzione particolare; mentre per la intera durata ·,ulte1:iore della sua permanenza sotto le bandierre, tulto si, limiterà a soli richiami, a semplici ritocchi delle istruzioni già antecedentemente ad. esse im.· partite. · ,... " È inutile dissimularlo: nei reggimenti tutto rimane assorbito dai bisogni delle reclute, l'istruzione delle quali reclama intera, direi quas i, la vitalità del reggimento .

H.

1. La diversita di: epoca nella quale d'ordinario suole avvenire la chiamata della n1iova classe di leva ed il congedamenlo di quelln. più anzian'a trae seco questa inelullabile e-g-rave :COnsegue?za: che il veramente' pieno e completo funzionamento -delle batt~rie s1 av-. vera soltanto peri uno spazio di tempo assai limitalo - quello cioè che itilercede dall'epoca nella quale pel ,consueLo incominciano le scuole di tiro, e quello in cui ha luogo l'invio in c.ongedo illimita~o della r.lasse più anzi aria di leva - val ,dire . pressochè dal maggio al caderè dell'agosto. Fino all'epocg, della scuola di, ~i ro infatti' non è dato poter fare molto assegnamento sul la classe ultima di leva; e tale ai>s_egnamento può essere solo possibile quando con giudizioso ~jscern_imento e · cri terio si sia sapu lo consacrare ,proG.Ltevolmen te ali 1strnz1one delle reclute quel breve periodo di t1;1mpo·, che per l'appunto corre ~a~la. . loro chiamata sotto le armi al maggio. D'altra parte non è possibil e · un buon, funzionamento delle batterie dopo l'agosto: esse si trovano troppo depauperate di personale , il quale consta di sole due classi -~ · quella 'di~·entala anziana, in massima parte assorb!la e di~tratt~ da 1. · molteplici servizi ed .impieghi estranei alla battena - at qu~h poi d'altronde è pur d'uopo al.tendere - e \'altra ullima chiamata

, Ecco che cosa in defin itiva ne consegue: cl1e la -bontà dell'artiglieria deriva e dipende .essenzialmente dalla bontà ed estensione dell'is'lrnzione, delle::me reclute, e sù questa so1vratutto, consiste ed ha fondamento il diverso grado di eccellenza fra i reggimenti dell'arma. A ciò, non lo nego·, vari e mol~i ailri fattori concorrono, quali, ad esempio, spirito e cameratismo degli ufficiali, bontà dei sottufficial i, acquartieramento, esigenze del serviziò di guarnigion,e, ed a!Lri molti; ma in concreto, .il più valido contributo, ,il n;taggior peso va attribuil9 al grado d'istruzione, che si potè e si seppe im• partire agli ultimi chiamati di leva. La ulteriore permanenza degli uomini sotto le bandiere concorre senza dubbio a migliorare, ma se può 11itenersi ed l~. in realtà mezzo di perfezione, •non sara però mai vero ·mezzo efficiente. fl giudizio può parere a prima giunta arrischiato, ma riflettendovi con sagace ponderazione lo si _troverà esattissimo - se le reclute non diventano artiglieri dopo la prima · scuola ·di tiro , non lo diventeranno pitì · mai . A conforto del mio asserto vale appunto il fatto, che precisamente poco appresso di tale epoca si traggono ben dall'ultima classe i caporali, i quàli sono pur quelli clie do vranno insegnare alt'e ni1ove reclute, e che sono e detono essere 'i c.arclini, le pietre an-


1

NELLE I STRUZIONI DELL ARTIGLI ERI A

400

401

IL METODO

golari e tetragone della compagine batteria. Consento che eglino furono prescelti fra tulli i chiama.ti della loro classe, conven-s:o anche, sebbene fino ad un certo segno, che furono oggello di maggiori attenzioni, di particolari e specia li cure, ma ciò non toglie che in fondo sieno pur sempre soldati con un tirocinio sotto le armi non superiore ai selle od otto mesi.

III.

E questa ossenazione, mi sia concesso dir tuUo e schietto il mio pensiero, per quanto viete e pertinaci afferm azioni e sinceri e meditali convincimenti si possano apporre, mi conforta nell'opinione che, volendolo, senza detrimento nella qualità dei soldati, la ferma sollo le armi si potl'rbbe ridurre da tre a due soli anni: si intende, é non occorrerebbe neppur dirlo, semprequando il contingente annuo bilanciasse col suo maggio1· numero la conseguente deficierl7.a di personale, che altrimenti ne deriverebbe; e semprechè la qualità e bontà intrinseca dei quadri venisse efficacemente migliorata, specie nell'elemento sou nrnciali. Sarebbe farsi una pericolosa iÌlusione·se si credesse che tale que· :-t ione, pel momento assopila. anche dal rumore di altre e non meno gravi, che specialmente agitano e travagliano l'alLività· nazionale, debba rimanere insoluta in eterno, e meno sia affa tto dimentic:ua. Ilo certa sicurezza ed anche fede vivissima, che essa risorrrer/1 di nuovo, e forse ancor prima di quello che si crede si imporrà"' vigorosa, prepotente alle meditazioni dei reggitori dello Stato. Vi è una tirannia cui a nessuno è dato sollrarsi, contro la quale ribellarsi è insipiente e vano: la tirannia, di quella legge superiore, che presiede allo svolgimento delle umane cose, che l'uno dice con.c;eguenzialità, un altro evoluzione, un altro p,·ocesso sto,·ico, ma che, comunque la si ch iami, il nom e non muta l'essenza. delle cose, vuole in sostanza cho l'oggi non abbia mai ad essere la copia 8$atla dell'ieri.

lV. Molli e gravi prnblemi d'altronde si riannodano a questa seris· sima ed imponanLe questione, perr,hèsi possa sper11 rech enon abbia a rjsusciiare dalle ceneri rinnovellata di nuove fronde. E perchè niegarlo? Se non il coraggio, si deve avere almeno la franchezza di riconoscerlo: per quanto sia elevata l'educazione di un popolo, ed alto il suo spirito guerresco, tuttavia la vi La militare si subi sce pur sempre come un peso da chi non può in essa vedere e proporsi il raggiungimento di una mèta personale. Il soldato sarà sempre un cilladino, che aspi!'a alla vita libera. che conta i giorni del suo servizio, aITrell.andone la fine col desiderio .:_ non lo trattengono seduzioni di tranquillo avveni re, come non po~ono stimolarlo le condizioni dello stato militare, il quale per lui è e deve essere transitorio. Gli entusiasmi-nobili e generosi per la .causa santa della libertà, dell'indipendenza e del decoro della patria, sono frequenti quant.o spo'ntanei: una guerra.d'Italia sarebbe una guerra nazionale davvero per spontaneo concorso di cilladini, per gloriosa ambizione di tutti di poler dire di aver comballuto in pro' di quesla patria, che tutti amiamo fortemente: ma le guerre non sono. non possono, non debbono essere frequ enti: e quando pur la· guerra ci fosse, questa cessala, il soldato ritorna col suo pen: siero alla 'propria famiglia, al proprio focolare, al paese natio; il quarti ei·e diventa per lui una prigione, il' fucile no peso, le esercitazioni solamente una fatica. 11 soldato non potrà mai apprendere tutta la profonda verità, che si racchi ude nel moLLo di civile sapienza e di forte prudenza - Si ois pac(jm para bellam - Per lui il mollo è questo: - Od il glorioso eccitamento della battaglia, o la serenità della vita libera. Sarebbe imperdonabile leggerezza nasconderlo; quanto poco saggio consiglio non trarre giusto profitto di questo irresistibile istinto. E si potrebbero perciò onenere veri miracoli di attività e dì energia nella nostra gioventù, · qualora si facesse giuocare profittevolmente qnesta gran molla della vita libera. E ciò rintuzze-


402

IL l\lETODO

rebbe anche le ecèessive recriminazioni di Qoloro, che negli eserciti stanziali altro non vedono, perchè non sanno o non vogliono vedere, che 11na enorme sottrazione di auivilà allo svolgimento eco- , nomico delle nazioni . . On ·avviamento ,vqùestiaspirazione, 1fìno ad, un ,·,cerhnegno ragionevole; si ha già nello incòrporamento nel-1conti,Ngente di 1a categoria di ~n .certo·numero di inscrilli. i · quali.:debbono ·compiere soli dliii·artni di sen°ìz10 mili Lare:, ma senza dubbio, maggiore te più j::rò6ttevole·tornerebbe tale avviamento, se inveee di .rimellere alla sone la seelta di coloi'o; che··debbono compiere sotto le armi,un ti· rocinio-di soli due anni, questo•vantaggio fosse esélnsiviamente riserbato e concesso , quasi premio ai diligenti e pre~idènti; per esempio ·a , tutte quelle recl ute che si presentassero giià.istruite ed abili nel maneggio del flicile 'e nel tiro a segno se ,di fanteria, _nel cavalcare e nel tiro del moschetto ·e della pistola a roLaziorÌ.e se delle armi a caval·la. Va· poi da sè che per godere di unt tale vantaggio, costoro." nel tempo di loro permanenza sollo le armi non dovrebbero oltrepassare un-determinalo numero di giornate d'ospedale, di prigione o di licenza., Non vi può essere ombra di dubbio; ciò ,' oltrechè costituire qualcosa-di più razionale che non sia il cieco dominio della sorte, sarebbe eziandio ~è almeno lecito·p:-esumerlo} il niezzo più opportuno ed efficace per infondere sangue sano, vigoroso jll'isti~uzione dei tiri a segno nazionale; la quale, malgrado-. le-migfiori sollecitudini;; pur troppo ha vissuto. fin qui e vive-attualmente di una vita anemica contro ogni aspettativa - diventando invece così, come e1·a nei éomtmi voti e nelle vagheggiale speranze, la palestra militare vera, permanènLe della nazione, il semènzaio, a dirla romanamente, e fecondo semenzaio, dell'esercito.

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NELLE IS'tRUZIO~l • •DEL!,' AR'l'JGl, IÉRIA

estesa;·la·. più com•p,l:eta,; la•.più profon<ila e la più solida poss ibile-:Lale insomma da porre in grado le recluite,,, verso,,la fine déll'apuile,. di u1isimp·eanare conveni·entemente tutti i servizi ché ad . esse, pòs. soflih né'ombere nel+e ::vaTie ,esercita.zion i,nelle qual i·la balleria può essere chiamata ad1a~ire. ~

VI. A raggiungere tale intento, se mal non mi appongo, parmi ben poéo si adattino e convengano le nostr~ istr;izion i - e n.on gifper 'se stesse} che anzi mi sembrano non solo buone, ma _in generale ottime - ma esclusivamente pel !ora metodismo sistematico, · per l'andamento troppo analitico e minuzioso da esse preséritto e sovra, I I tutto pel moclo col quale in genere s'i sogli~no impartire. Il qua e . sistema, se ou.imainente si attaglierebbe allorchè si avessero e po- . tessero attendersene i risultati, dopo un periodo di tempo non inferiore ad un anr;o almeno, male si convengono ed nnzinon rispon- · dono affatto al loro fine, al!orchè è giuocoforza fare assegnamento 'sti identici risultali, dopo un pe1:iodo di tempo di molto più ristretto, precisamente non superiore ai sei mesi - intervallo che, . per Fanpunto è quello fra l'epoca della chiamata della classe nu.o.vi di leva e quella ·.in cui di· solito hanno luogo le annuali' eseroitazioni di tiro ai poligoni.

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VII.

V. ,1

~ Riesce

pertanto ab'baslanza chiaro, che il cardine, la base della buntà dell'anna:•nostra si l'iduce quasi escltrnivamente all'istruzione delle reclute. Ond'è che questa ha da essere in pa,ri tempo la più

È quindi necessità imperiosa, che le nostre istruzioni vengano così modificate, compilate e redatte, che esse possano essere im-. pal'tite col massimo frutto, ma. essenzialmente nel più. breve termine poss'ibile, subordinatamente alle esigenze molteplici che na-

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1 ·


NELLE ISTRUZIONI DELL'AR_'f !GLIERIA

-

IL ll,ETODO 404 turalmente si impongono, nonchè ai mezzi disponibili ed ai 1:isu(tati che debbonsi avere di mira. E si badi che in tal modo si ottiene un altro vanta!.ro-io al certo . .. .. non disprezzabile; quello cioè che ad inverno scaduto, epoca nella · quale di consueto sogliono iniziarsi ·1e campagne di guerra, le bat- · · teriè s.i trover_anno pronte ad agire con un efficace concorso per parte della ultima classe di leva, per la_quale poi l'ulteriore azione della ·batteria stessa,. nel tempo che corre fino aUa sua prima prova di fuoco, può, più presto e meglio assai che non si pensi, produrre quel _miglioramento -bastevole per generare ottimi frutti , quali sono sempre mai quelli _che si ottengono dall'utilizzare tuui gli elèmenti dei quali si dispone. · . , ~

'

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VIII.

·Se le nostre istruzioni, e più che queste, se il metodo d'impar-. tirle non rispondono allo scopo, che s'intende conseguire, gli è mestieri modificarle. · . · · · Risalire grado grado dall'analisi alla sintesi è giusto,. è logico, è · ragionevole: ma non lo è pur meno ·da questa ·scendere a quell~. Bisogna presceglie1;e quel metodo, che meglio si adatta a conseguire il fine · · · in concreto si tra.tta di ridurre il soldato in condizioni di operare, di agire: è chiaro che a quésto fine meglio ri:sponde la sintesi - si acquista in '1n·evilà e non si scapita i~ chiarez_za, perchè le stesse doti naturali d'ell'i ndividuo contribuiscono al maggior Vt~ntaggio e·profitto, al più pr6nto e sollecito sviluppo . dell'istruzione stessa. E perciò appunto il dellao-lio delle. istruzioni ' <'l anzichè mezzo, dovrebbesi proporre a fine e sco·ro da raao-iunn~ . gere - e così si conseguirebbe presto, ag'evolmente e bene quell'_intento, che pur si consegue-ammetto anche.in egual misurama indubbiamente in modo assai .più lento e t.ardo col seguire a rigore la progressività dell'istruzione. · Non si tratta di escogitare metodi affatto nuovi, di bandire nuove teorie .- non è instauratio ab ùnisfandamentis, che si p.ro-

405

clama e reclama - è semplicemente quesrione di vincere ritrosie, di modificare sistemi, di svincolarsi dà vecchìe ed ormai viete pastoie. Sicuramente il còmpito non è agevole, perchè, come accade di tutto ciò che trova base nelle abitudini inveterate e purè neJla grande forza d'inerzia, non è troppo facile sradicare i pregiudizi, vincere le ritrosie, che si sono lasciati crescere ed alimentareal riguardo: ma non per· questo è meno urgente che si dia opera solerte e continua per farli tentennare: è tempo che accennino almeno a scomparire. Io parlo per esperienza mia propria, per pratica mia personale, perchè a malgrado tutto ho dovuto anch'io modificare opini·oni, raddrizzaré giudiz i durante la mi~t permanenza di cinque anni nei reggimenti da campagna al comando di · una batteria.Alla streguà rigorosa dei risultati ho dovuto persuadermi che le abitudini, i preconcetti non solo annebbiano la verità, ma sono anche di <"o-rave , ostacolo ad ogni giudizio, alla più prudente e ragionevole discussione: il pregiudizio, l'abitudine gerferano il clògmatismo, cli fronte al quale bisogna arrestarsi. + I

IX.

In qmtlche reggimento della nostra arma qualche cosa si é tentalo al riguardo e si è seguìto un metodo essenzialmente diverso dall'ordinario, ma non per questo meschino di risultati od indegno di esame e di considerazione. Se non m'inganno, esso si è invece dimostrato e si dimostra cosi fecondo e ricco di brillanti risultati· da indurre la necessità meglio che l'oppor1unilà di studiare con animo libero ·e spassionato se non si~ per avventura il caso di renderlo generale e di adou~rlo in' via norma!e. · E dico in via normale perchè il nost.ro regolamento di servizio interno ammette che solo in via eccezionale si possano eseguire talune istruzioni per brigala. (§ 68 art. ,17 capo IV, edizione 1886) . · E pure volendo dare' a tale prescrizione la massima latitudine,


406

IL METODO

NELLE ISTRUZIONI DELL'ARTIGLIERI A

arnmeltendo anche che, coll'attuale organa'rnenLo dei nostri reooi.d . 1 00 menti a campagna su otto batterie di cui (tranne poche eccezioni) due alm'.eno distaccate, possano ritenersi e considerarsi come una , unica brigata I~ sei bauerie alla sede; ammesso anche tutto ciò resta: sempr'e la li mi.tazionc della facoltà.

407

XI.

J

X.

E qui sta il sommo e il pèrno della diffi coltà. Che la casa vecchia ed inservibile' cada in rovina è un fatto, il quale la ragione può prevedere e trovar natural e, ma è naturale altresi il sentimento penoso che ciò produce in chi vi nacque dentro, e vi crebbe e l'amo come l'antico castello dei padri suoi; ogni pietra che cade. ogni muro che crolla, pare si debba · portare con sù una memoria cara, un affetto soave, un'illusione gentile, una dolce ~peranza, una fede gagliarda. Lo stesso avviene allorchè si hanno a modifi care sistemi , a smettere abitudini, speci!llmente se con esse siasi ollenuto qualche cosa di buono, di bello, di utile, se al loro uso vadano congiunti lieti ricordi. Basta accennare al desiderio di abbandonare quei sistemi e quelle abitudini perchè si sollevi · come una insurrezione a proclamare· che tutto il buono, il bello, l'utile si ò ottenuto esclusivamente la loro mercè; e rn1n si pensa, n0n si esamina se per avvenl~ra non siasi invece ottenuto loro malgrado . . Si capi sce perciò cbe un nuovo sistema, specie in sulle prime, possa incontrare molle e g\·avi difficolta onde penetri nel convincimento. intimo e sicuro degl i ufficiali; ma ciò non' menoinèrà i'I suo merito inlrin:;eco, anzi lo moltiplicherà; nè Lan.Lo meno potrà. impedire che esso giunga ad affermal'si in tuLLo. la sua bontit ed efficacia, nella coscienza di co!oro che, vincendo la ostinata·pe1·vicacin dei preconcet~i( si lasceranno persuadere à fa rne sa;.race ed opportuno esperimento.

Ogni mutazione anche felice nei principi riesce sempre J)'.lalagevole: ogni riforma anche sapiente ha un periodo critico di avversioni e cli contrasti; solleva tempeste di querimonie e di proteste, che rendono più doloroso l'oblio del ,v~cchio stato,e più lenti i benefici del nuovo - tnllo ciò si comprende benissimo - ma si comprende clel pari, che sareb be altrettanto ill ogico quanto irragionevole se sentita ed accertata la bontà di quell' istinto magnanimo, il quale ci grida - procedi - e ci sospi nge, noi invece ci arrestassimo e ri6utassimo di andare innanzi e di accogliere il nuovo solo per la paura di staccarci/dal passato. Non è il caso di applicare l'antico pro_verbio . - Chi lascia la via vecchia per la nuova - sa quel che la$Cia e non sa quel che trova. - Quello che s'ha a trovare ce lo indica la ragione confortata dalla disci pl ina della vita reale. , Male a proposito si argomenta, come pur si suole, ,. affermando con dogmatica presunzione, che ormai non è il caso di ~utar più null(l, perchè lutto è frutto di un'!:!sperienza ll\nga ~' come di cesi, consumata. Esperienza di un sistema vuol dire pratica, uso lungo e diuturno di esso: orbene, si potrebbe osservare anzitutto, che l'avere ottenuto bene, non,, escluq.e puntò eh~ si ppss~ onenere meglio con un altro . L'esperienza vera ed apprezzabile in concreto sarebbe queHa che rappresenlasse la media proporzionale dei vanta ggi nel confronto fra i diversi s~stemi. D'altronde, se è vero, che l'esperienza si. vanta madre della virtù e della sapienza e della saggezza, è·;Plll'. mestieri non scordarsi, che dessa è pur figlia del . l'errore e del peccato. Si potrebbe inoltre osservare;' che non per q,uesto torna meno utile esaminare e praticare almeno in esperimento il sistema, giac,chè in fin dei,, fini q1,1~ndo nessuna co,sa di buono si avèsse a ricavarn~, si avrebbe almeno questo utile ed indiscuti bile risultalo - l'acceri.amento della sua erroneità .:.... e non


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1L METODO

sarebbe lieve vantaggio: l'errore fornisce preziosi ammaestramenti ed è fonte di bene - l'attrito produce calore, moto, luce, verità . Lo ha dello così .bene il Manzoni con la sua meravigliosa felicità di espressione, che vale proprio la pena di ripeterlo « L'errore porta indirettamente quest'utilità, che cercando sulle cose aspet!i nuovi, provoca le menti savie ad osservare più in là, e dà, occasione, anzi necessità di scoprire. È come una pietra, dove inciampa e cade chi va avanti alla ciecri, e pe1' chi sa iilzare il piede diventa scalino :.. ~ In ogni cosa umana nulla Yi ha di asso!uto: certe verità stesse talvolta non sono che relative. ·Spesso molte convinzioni rappresentano uno strano impasto digiustezza di criteri e di pregiudizi , quelli le sorreggono, ma questi le scalzano.

XI(.

'

Limitandoci al tema nostro dobbiamo quindi ammettere, che la pratica dell'ieri può essere danno oggi , mentre la pratica dell'oggi sarebbe ieri potuta parere ed essere un paradosso, un controsenso, un vero assurdo . Bisogna tener calcolo di una mollit_udine di faui e circostanze contingibili, che accompagnano le opere umane - e forse da noi non si tien~ in quel conto che merita il maggiore sviluppo intell ettuale delle nostre popolàzioni, il quale se da un canto può bilanciare le aumentate esigenze. d'altro canto può richiedere un consentaneo ed armonico procedimento nello impartire le istruzioni . Le aumentate comunicazioni, la cresciuta diffusione dei mezzi istruttivi ed educativi, non si può negarlo, bastano da solo a giustificare la opinione del maggiore svolgimento inlellettuafe gen·erale nelle masse. Con questo io non intendo affano sostenere, che il processo per impartire le ìstruzi<•ni da me caldeggiato, e la generale applicazione

NELLE JSTRUZIO:Nl DET,L'ARTlGJ,IERIA

. 409

del quale vagbeggio, vada immune da inconvenienti, sia scevro di esagerazioni e di errori; è di tulle le cose umane come di tutti gli uomini; Vitiis ne,no sine nascit11r; OJJtimus ille

est

Qui m i nimis urgetur . . . . . . . (i)

Ma ciò non implica lo si debba condannaresenzapiù. Il Gioberti ha detto sapientemente « l'errore dell'uomo è sempre mescolato ali:. verità; e chi sapesse ben fare la cerna, da quello potrebbe questa' bene spesso venir dedotta » (2). . Accettare il buono, modificare, attènuare il cattivo, ecco quanto deve farsi in prò ed a benefizio dell'arma nostra. Questo pensiero · è quello che sospinge a tenerne parola ed a richiamal'e su cli esso la discussione, specialmente dopo che, per quanto ne penso, mi pare abbia avuto almeno nulle sue parti sostanziali , più che il battesimo, la cresima di invidiabili risultati. No, non mi lusinga affauo la stolta pretesa di ritenere il mio giudizio indiscutibile - ne sono ben lontano; posso peraltro francamente affermarlo sereno, imparziale e scevro da qualsiasi adulazione, da qualunque plagio. Meditando, ho guardato e pensato alla salute vera dell'arma, che amo di amor vtvo e polente; nè vi sarebbe d'altronde cui potessi sperare di compiacere, nè che sarebbe disposto a lasciarmi vivere a sue spese, se è vero ciò che diceva il La Fontaine . . . . . . . que tout {latteur \"it aux dépens de celui qui l'éeoute.

XIII.

Discuto e propongo allo studio una questione di massima, la quale trova ora tanta maggiore opportunità di ·venir tratta in discussione essenzialmente per due ottime ragioni estrinseca l'una ed. intrinseca l'altra. ) ( I ) On,mo. Salim, Il! L. I. (2) G1011En·r1. Pen.sieri, Voi. I, pa:;:. G58.


1

N-e[,LE ISTRUZ~ONI DELL .ARTIGLIERIA

·410

II, METODO

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'

La prima si ~ la perdita di colu i· che, rapilo ai maggiori serv1z1 che avrebbe potuto rendere al paese, fn il primo ad'altuare e porre iò vita'.' il 'métòdo in qnéstione, con una continuità di applicazione, che per non aver mai dato luogo a richiami, lascia con fondamento o ragionevolmente supporre· riscuotesse tacitamente una sanzione superiore del metodo stesso: ciò che toglie ogni qualsiasi carattere di personalità, ed ogni men che benevolo intendimento allo scopo che lo s'c1:ilLo si prefigge ."'Uni'camente lo spirito di os'servazione e sovratntto l'occasione mi hanno sospinto· a ventilare una questione tanto vitale ; 1seriza alcun inopportuno concetto di lòde e più inop portuno di biasimo. La seconaa poi , 'cioè quella intrinseca, ha valore pel nuovo sistema di reciutaménto recentemente adottato pei reggimenti d'artiglieria daf'èampàgna. Coh questo sistèma , che segna un passo sapiente e ben ìnteso al tanto vagheggia(ò sislema territoriale, ciascun reggimento deve in tempo di pace istruire solamente un terzo all'i ncirca della fo rza totale, che in .caso di mobiliuizione verrà a costituire il proprio organico, mentre anno per anno quasi due terzi degli individui inviali in congedo illimitàlo da ogni singolo reggimento clohanno in caso di ch iamata affiuire ad altri reggimenti. ~e consegue quindi, che se còl primiL:vq sistema poteva ritenersi che ciascun comandnnte di reparto avrebbe avuto all a propria unità in tempo di guerra tutLo personale che aveva sempre appartenuto al reparto st,esso (vantaggio questo che' cr'alLrbndeveniva a soffrire considerevole attenuazione a causa del continuo moviin~nto degli ullìciali), ora la bisogna corre bene altrimenti. Oggidl ogni singolo reggimen to deve fornire all'istruzione di quasi due terzi del personale, che in caso di guerra affiuirà ad altri reggimenti dell'arma. E questa importantissima circostanza, senza attenuare la responsabilità dei comandanti cli batteria, aggrava peraltro immensamente e pone alle strelle, quella maggiore che ne deriva al comandante del corpo, in vista dell'interesse generale dell'esercito. A tanta maggior ragione quindi egli deve efficacemente tutelare e girnrenlirsi, che le istruzi oni tulle vengano svolte ed impartìtè nella identica misura , tanto a que.11 i destinati a far ritorno al reggimento in caso di chiamata alle armi, quanto a ·quegli altri , che dal congedo dovranno aft1uire ai reggimenti , che non sono

411

quelli ove ad es:;i fu impartita l'is~ruzione,durante la loro prima permanenza alle armi. Per chi conosce gli ,uomini e non è esù·al')eo ai segreti del comando e dell'amministraz~one di una batteria, basterebbe già di per sé questa soll_\,coo~ide;azione per gi1\stificare l'adozio.ne di un, ~eto~o il quale agevol(J. tanto il controllo, ed offre maggior garanzia che gl'interessi generali 11dell' esercito a.bbiano sempre a prevalere su quelli.particolari della balleria.

XIV.

Nè d'altro cantc, si ha da ritenere che per questa . pecie di magrrior accentramento nei comandan U di reggimenlo si menomi o si ~echi offesa all'autorilà, si scemi il prestigio dei comandanti di batteria . ~on solo ciò non è, ma non ne viene neppure attenuala la loro attinente respons;ibilità per rin.versarla sul comandante ·del corpo. E perchè a nessuno sia dato di Lrùvar via_ a sfuggire_ alla responsabilità della quale deve essere gravalo .\nsogna studiar modo che i capitani in qualsiasi esercitazione abbiano costantemenle al loro comando la b?tteria precisamente nell ' identica formazion e di ••uerra. " Ed il nuovo recrolamento d'ese,:cizi per l'artiglie!'ia da campagna dell'esercito tede;co annette somma importanza agli esercizi eseguili coll)ff<}ttivo di guerra, e prescrive si abbiano a fare i~1 og1~i stagione, nella buona e nella calliva, am_metlendo_ come un!co npiego quello di costituire una sola bat~ena ~u t~l piede col ~on~orso del personale, dei cavalli e del materiale d1 tutte le batterie d1 una brigata. , E quesLa l'unica maniera .cli preparare la Lrnppa e spec1alm~1~te rrli ufficiali alla "Uerra; di far sì che ciascuno prenda parto all1v1s; ima all'istruzio~e; e di rialr.are veramente il prestigio e l'autorità clell'ufficiale. Ed invero, è una cosa che non va per niun verso che


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~.

IL METODO

'

si possa vedere un capitano preposto ad una sezione, C?tÌle al modo istesso urterebbe ed è davvero inconciliabile che un colonnello la faccia. da comandante di batteria o pur solo da comandante di bri,gata. Siamo tutti uomini , e quando dobbiamo insegnar•~ ad un reparto di forza as~ai inferiore a quella che il nostro grlldo ci assegna, ci lasceremo ognora vi1,1cere dal tedio e dalla svogliat~zza. Nè i comandanti di batteria avrebbero a dolerEii, che ·~osì facendo i propri soldati verrebbero a sfuggir loro di sott'occhio, e che ad essi avesse per tal guisa a venir sottratto il meizo più efficace per addivenire all'intima conoscenza del proprio personale individuo per individao. Infatti nulla osta che il personale, i cavalli, il materiale di cui un capitano è l'effettivo- comandante ab.bia a formaJ'e e costitui.re il nocciolo del reparto sul piede di gueJ'ra per istruire e manovrare il quale quel capitano a suo turno viene preposto . . Riguardo poi alla conoscenza individuale dei smgoli elementi della propria. unità resta ad osservarsi, che l'istruzione è solo una delle tante e svariate occasioni per acquistare tale conoscenza., e per certo non la principale. Per conoscere gli uomini della propria.,batteria. al capitano si presentano non una ma mille altre contingenze della vi'ta. militare ben più favorevoli che non sia. quella otfert~ dall'impartire le istruzioni. Nè l'occasione. della conoscenza a. mezzo delle istruzioni- sarebbe d'altronde soppressa affatto col metodo indicato, solo ne sa;·ebbe semplicemente diminuita la frequenza. Il peso, il ,valore, in una parola l'essenza di ciascun individuo della propria batteria., ·Ìl capitano ha da rileva.ria e dedurla da ben altro: la scuola di contegno e di morale; fa visita all'ospedale degli individui ivi ricoverati ed a.Ile saÌe ,di punizione dei puniti; le in. terroga:zioni ai propri dipendenti, sia all'atto del pagamento dei vagl ia, che si fa e dev'essere fatto personalmente dal comandante la batteria, sia all'atto della presentazione al comandante del corpo dei suoi st1bordinati per reclami, licenze, promozioni, uscita di punizione, e via: ecco le vere, le sole occasioni, i mezzi reali ed efficiènti che si offrono al capitano, il quale sappia e voglia, per riuscire a conoscere, come si_s~ol dire. intus et in cute i propri dipendenti.

NELLE IS'l'RUZIONI· DEU.'.>.RTIG T.!ERl A

413

xv. Finchè ~i lasceranno invariati gli aLt11ali regolamenti ed -ist1·nz.ioni si von'anno rigidamente applicare, non è possibile sperare quanto · 6 peraltro si potrebbe ouenere. Per svi ncolar;;i dalle strelloie del me- . todismo occorre energia ed intellello f'ortificato da sperimentata pratica personale: e però bisogna. éonvenirne l'is1.rùzio1ie e l'ammaestrn.mento del per~onale di LHÌ reggimen Lo ·non possono ' essere che opera tlel suo comandante, de! suo colonnello. Con fermezza ed anche con ·ostinnione egl i deve sa.per far trionfare le proprie idee, trasfondere le proprie convinzioni in tnt.ti i suoi dip'en,denti, per modo che co loro, i quali fossero dapprima riluttanti, sieno tratli llHtn mano ::t secondafo i suoi intendim.enti , finendo per apportarvi· tul.to il contributo volenteroso e spontaneo e materia.le, spronati ecl incitati dagli della loro opern intellell.uale I . elogi contintti quanto opportuni. · Importa. non esserne avari e tributari) non appena sia dato as,icnrirsi, che si ottiene qualche bene, qna.lche progresso. . La. lode fotta a tempo; giudiziosa, è stimolo efficaciùimo, aculeo potente a ben opera.re, efficace molto più di qualunque a.ltro'me~zo: lusinga l'amor proprio non solo, ma r;incuora ,e conforta fa propria coscienza, riavvicina ed eleva. ·il lodato al lodatore col !~game di nobi'li~simo sen timento, la stima reciproca.. . Io non n'ego che come nelle guerre - dove al('infuori della. . scienza., e dell'at·te, che possono . va.Iuta.re esattamen~e la forza nu- . merica, le formazi~ni lattiche, l'ubicazione delle. forze, gli ~pazii a percorrere; a.I disopra dell'ingegno, che giuhge a.ci indovinare gli elementi, che si sottraggono ad un ca.lc,olo preconcetto~ .i! mora.le, l'entusiasmo, il valore, ·l'indole, il colpo <l'occhio di chi com:1nda ~ vi ha qualcosa d'indifinibile, d'ignoto, di mi~Lerioso, che sovrasta ai destini delle battaglie - così del. pari nella. condotta di un reggimento entra pur sempre qual fattore importante il coefficiente fortwia, che sfugge a qualunque ind.uzione eil analisi. . . ,.

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AK!'iO XXXIV , VOI.. lii.


NELLE ISTRUZ!ONI ·DELL' AllTIGLIERIA

4 14

Questo non contrasto ed ancor prima assai del .Perrucchelt.i lo aveva detto egregiamente Livio - Forttcn·a p,1r om nia hu mana; .m,ax imè in rex betlicas p ; tens est ( 1) . ~la non bi-' sogna neppure esagerarne l'infl uenza; nè ciò , dev'essere un mo tivo plausibile, ne ragionevole, ·per non degnare di esame, di con siderazione e meno per denigrare la bonLà di un si!'\ Lema, di un metodo . 1

XVJ.

Ma è tempo ormai che veniamo a concretare le idee g,enerali,, che ,siamo ven~ti esponendo fino qui. È d'uopo rispondia:no all a giusta domand~: In che eo'nsi,-Le' in fondo questo metodo, che può condurre a co~i amm irevoli r isultali '? · Esso si basa e poggia su pochi punti capitali, ai quali ora accen· nerò man mano .

. . XVH . '

1

'' Tutte le nost,re istruz ioni fanno bensì l'obbligo d'el silenzio, ma pur troppo di esso· in generale non si tiene quel conto ch e pur si dovrebl?e, t assolutamente, i1;i modo' imprescindib ile' necessario , d 1e in qualB iasi istruziòne, iri qualunque operazione di servizio si compia, ciuesto ·si_lenzio sia strello', asso luto: solo una voce si deve udire, quella di cbi comanda od imparte l'istruzione, op·pure queHa ~li colrfi, che· interrogato r isponde. Il silenzio, fattore primo del•

'

I

(i J L1vw,

Hist . IX. i1..

415

il'ordine, è l'anima della disciplina, ed è il segreto della pronta ed· -intell igente atlenzione di chi deve ubbidire ed imparare. Nè questo paia eccessivo fo rmalismo, superflua rigiditù - è un fo tto,. che non .ammette discussioni, e che pur troppo, a causa della nostra viva,-cità nazionale, è tanto diffici le ad oLLenere - e per quanto ri si insista non sa rà mai di troppo. Ehhene questo difficile problema·del si lE1nzio, si potrebbe risol vere e $i è da qualche comandante risoluto, come meglio non si potrebbe, .e come forse a prima .vista sarebbe parso impossibile. Ed ~I mezzo principalissimo per conseguire lo scopo si è I' esecuziono delle manorre in piazza d'arm i esclusivamente-a segnali di tromba -0 di se iabol11, asso lut,1ment.e vieta.ti i comandi a. voce alla o gli avverti menti .in special modo e su qualsiasi tono. È infatti inutile che q11et.l i si abbi,ir10 aJ. estendere oltre la portala di chi li deve -eseguire; è poi dannoso che questi si facciano, perchè mai val.gono seriam ente a correggere e più che ad altro servono a confondere .colo ro cui sono diretti e ad attirare per soprassello l'atten.zi,.rne di chi assiste nll' istruziooe su errori od inesattezze, che fo rse gli sa rehbero passate inosservate: e questo poi senza tener conto che pe1· lo pitì negli avver'limenli si è tanto corri-vi a trascendere, che -i n generale accade ben spesso di udir'li non disgiunti da rimproveri ,in bocca precisamente di coloro, che più di tutti avrebbero bisogno 4li essere avvertiti o rimprocciati, · · Per ottenere il pi ù delle volte è d' uopo esagerare; ma in definitiva ·lo scopo si raggiunge fino a segno che il si lenzio diventa per cosi dire istintivo. Pr~tenderlo ovunque è d'uopo, in qualunque -Operaz ione di servizio, istruzione e pure riunione qualsiasi, anzi in queste specialmente poichè il m1).)vezzo di non osservare e ri· ·spettare il si lenzio è tanto esteso che per poco si for mi una riun ione, anche sol o un capannello di mili tari, e metti pure ufficial i, ben presto ti fa i aecorto d'un tal e frastuono, di un chiacchieri o . .çoi-i assordante da parere in una fiera , anzichè fra gen te che con versa o parla amichevolmente . Nè mi sembra caricare le tinte: A un'osservazione ben semplice a farsi, basta entrare in una sala in eui si deve tenere grnn rapporto allorch é gli ufficiali . vi si trovano in attesa del colonnello.


416

IL MET ODO

NELLE ISTRUZIONI DE f, L'ART lGL IJ;:((IA

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XIX. XVIII.

Nell'assegnazione delle reclute ai varì corpi, alle diverse armi e specialità, quantunque rimesse nl criterio ed all'apprezzame11to dei comandanti di distrello, allo infuo ri di poche prescrizioni tassative, le quali del res to sarebbe dannoso eludere e vio lare, anche i comandanti di corpo possono esercitar.e indfrettamente una benefica e vantaggiosn inOnenza, che torna assn i effica~e a meglio consegu ire i propri in tendimenti. Il colnnnello non si deve lasciare mai sfuggire l'oppol'tunità di esercitarla, d~ve anzi sfruttarla costantemente: ond' è che a questo fine non solo pl'escegliel'à quali ufficiali da inviarsi ai distretli per riceverri le reclule del rermimonto or> , qu elli che meglio si mostran_o ntti al disimpegno del servizio che ad essi si affida, ma dovranno eziandio fare calde raccomandazioni a tiuesli ufficiali, affinchè nella coopernzione che essi prestano al c,omand:rn te il distretto nell'assegnazione degl' inscritti di leva, pi ù che a tutte abbiano· riguardo al grado d'istrnzione e d'intelligenza <legl'iscriu istessi, e curino sempre di ottenere quell i che senza ·essere ~ffauo disadau i al servizi o nell'artiglieria, offrono il più elevato grado di coltura possibile, e lasciano indovinare inlelligenz:i pronta e sveglia. Nè è cosa di lieve momento: quanto pi ù sono dirozzati gli elementi , che si hanno ad istruire, altrettanto più facilmente essi riescono ad assimilarsi le istruzioni , altrettanto più faci lmente fruttifi cheranno i semi che vi si coltiveranno ; altrettanto pi(1 agevole insomma riesce plasmarli in quella guisa che si vnole e si conviene. Questa è appunto la prima regola per ottenere buoni ed abbondanti proclolli - sem innre in terreno per la natu ra suà· il più propizio al seme.

Nè bisogna neµp ure nella condona di un·l'eggi mento disprezzare o solo trascurare certi fattori, per quanto a tutta pri ma possano avere apparenza puerile, perocchè ben di soventi ponderali al · giusto, sono aculei poten tissi mi, elncacissi mo sprone a bene operare. Uno specch io comparntivo per uriità sempre Lennto al corren te giorno per giorno e che indichi il numero dei puniti cli pl'igione o sala , e quello .dei ricoverati all'ospedale, può avere grande ralore, riuscire a risultati pratici al certo non sprezzab ili. Quelle due colonne per ogni singola un ità rapp1·esenteranno una specie di barometro, o meglio ancora di. termomeLro non solo della disciplina del repHLO cui si riferi :scono , ma pur anco dell e cu re e dell 'intere.,samento che i capitani hanno pei loro governati. I::idubbiamente non sarà questo il criterio esclusivn cui debba informarsi l'apprezzamento , il gindizio del colonnello ; ma gli è certo che quelle due colonn e hanno e devono avere su di esso un grand issi mo valore. Si può affermare senza esitazione: lo unità meglio condotte e nell e quali non si commellono abusi sono' quelle che danno il minor contingente cli punit.i: ed è vero del pari che ·i reparti nei quali ufficiali e graduati p!'odigano maggiori cure e solleci Ludine pel benessere del soldato, sono quelli che danno il minor contribuLo di degenti all'infermeria od all'ospedale. Nè questo è I' uni co beneOzio che du quello specchi o dcri va. Una volla conosciuta la gi usta, ragione\•ole infl uenza, che eS$O esercita sul giudizio che il co mandante del corpo si form a delle unità alla sna dipendenza, quello specchio diventa ancora uno sti molo polente negli ufficiali per studiarsi di prevenire le mancanze anziche poi essere costreLLi a repl'imerle, di studiarsi a che i soldati non abbiano mai ad incogliere malanni, anziché poi doverli mandare a curare una Yolta che li abbiano colti.


-41 8

NbLT,E .IS1'RUZION1. DELL 'AR'l'IOl.lERJA'.

' IL .METODO

~

419

XXI.

xx.

Non appena le reclule giungono al col'po vengono solleci lamentevestiLe, e ciò si fa da tulli; ma questo doHebbe poi farsi di più; inviate, ai distaccamenti quelle asse:rnate alle ballerie fuori della sede, tulle le altre dovrebbero venir riunite insieme pe,i modo da imparlire ad .esse le istruzioni, non già per batteria, sibbene in complesso a lotte le reclute. In altri termini cioè le reclu te d'ooni . o battana avrebbero i prop,·i istrullori, d'ordinario, ·I sergente e 2' caporal i, ma la direzione e l'indirizzo di ogni singola istruzione· sarebbe affidata ad un capitano coadiuvalo da 2 o 3 subalterni, tulli prescelti dal colonn ello; re~olando alla lor volta in conformità i cli staccamenti . N eavverrà per tal modo che incaricali delle istruzioni delle reclute resteranno solamente 4 o 5 capitani e da 8 a 10 subalterni, e questi dovranno rispondere di rettamente al comandal!lte il reggimento dell'andamento delle istruzioni loro affidate. Egli ében vero c~e in lai guisa si sollrae oi comandanti cli batteria il groppodelle propne recl ute, le quali anzi eglino debbono venire a conoscere con piccol i sforzi; ma questo è piccolo danno rispello al benefi cio che si ottiene, quello cioè dell'uniformità delle istruzioni,,. quello della maggior facililà di sorveglianza e quindi della inerentemaggior sicu rezza, che esse sieno impa rlile a dovere, ed in fineanche quello della maggior fac ili là consentita al colonnello di dare ad esse quel!' indirizzo che egli reputa più conveniente ed opportuno. Nè deve porsi in non co le anche l'al tro vantaggio che ne con-· segue dal fatto che cosi facendo a ciascuna istruzione si potranno.sempre preporrè quegli ufficiali che più sono indicati per impartirle a modo, a dovere.

Queste istruzi oni delle quali intendo d.ire potrebbero per così dire ripartirsi in tre gruppi distinti ~ cioè: I. Scuola a piedi - ginnastica - regolamenti vari; TI. Servizio e puntamento del cnnnone; I1I. Ca, alcare ed istruzioni attorno al cavallo. . ln tal maniera tutte le altre rimanenti istruz.iòn i affidate a rispettÌ\'i comandanti di reparto. darebbero· a questi agio di conoscere le proprie recln.Le, nè cl' altro canto qneste nou verrebbero cosi"sottratte di troppo all'azion e dei loro comandanti dii·elli. · 1

XXII.

La scuola a piedi eseguita da tulle le reclute insieme con inquadrati tutti i loro istruttori, in breve e senza vi si abbia a spendere oltre un' ora o poco più al giomo, concluce a risultati eccellenti e permette si addivenga sollecitamente al maneggio della daga · e quindi ali' istruzi one su l servizio territoriale. . La ginnastica de-,,e ridursi a due esercizi esclusivrimente:-quello cioè del volteggio al la trave, o cavallo di legno, che serve, anche di preparazione e fn cilitaz·ione al volteggio del cavalio tanto ·sul quadrilungo che in ci rcolo;·e quello deila salita a braccia sulla corda . E per questo esér.cizio sarebbe. convenienl.e ed opporl uno ·che · lungo tutti i éorridoi o loggiali dei quartieri fossero infisse ad aneli i fermati alle volte delle gr.osse funi, sulle quali i .soldati potessero arrampicarsi no~ solò nell'ora a tale esercizio deslinata> mà pure in quei momenti di libertit che ad essi ciò talentas::e. Del primo esercizio se ne int ende a priori· I' utilità, dell'altrq poi è a dirsi come esso sià specialmente inteso a fortifi ca re muscoli


420

J

IL METODO

delle braccia e conseguentemente ad agevolare il governo dei cavalli ed il muovere o spostare i pezzi a forza di braccia. La manovra del cannone no·n dovrebbe mai eseguirsi disgiunta , dagli esercizi di puntamento: anzilullo perchè questi rendono quella più svariata ed attraente, e poi perchè in Lai modo si. rende per cosi dire istintiva in tulle le reclute l'azione del puntare: per giunla il continuo eseecizio sviluppa in esse la facoltà del punlare bene e prontumente. Il condurre, il cavalcare e gli esercizi allorno al cavallo poi dovrebbero insegnarsi quasi simultaneamente, ed in guisa tale da sviluppare negli indiv idui · piu ch e la finitezza dell'equ itazione, la sicurezza in sella, la franchezza ed arditezza nel' guidare la propria cavalcatura e la massima confidenza nei cavalli che si montano o si guidano . ' · Non appena la recluta. è giunta, giovandosi pei primi giorni anche dei so ldati anziani, bisogn~rebbe perciò le venisse insegnato a sellare il proprio cavallo, e quindi senza più la si facesse monLare in sella. Dopo un paio di giorni di tale esercizio tulle le reclute insieme so uo la gui da dei propri i.;;Lruttori e la sorveglianza dèi 3 o :\, ufiìci ..di a cio preposli , dovrebbero ordinarsi in sezione ed inquesla formazione dovrebbero farsi muovere dapprima al. p~sso, ed a suo tempo a Lui.I.e le altre andature regolamentari . Si è questa ltt mauiera colla quale i coscriLLi apprendono d'un subito ad essere di sinvolti. e confidenti colle proprio ca\'alcature. Che se poi lo si potesse bisognerebbe che tale istruzione venisse falla a.li ' aperto. giacché in tal caso si otterrebbe ancor prima il vautaggio di rendere i cavalieri capaci di hen servJn,i delle staffo, e delle quali d'nlLronde non sarebbe prudente far seoia. · · Per poi inse~nare il cavalt;are propriamente dello, le reclute di t:iuscuua balleria· formai.e in ripresa dovrebbero istruirsi in maneggio, ma direuamente per opora dell'ufficia le i~truttore d'equi dovrebbero andare re,,olalc lazione del reggimento. Le cose perciò . e così che Lrallnndosi, per esempi o, di 6 hat.erie, se la durata doll:1 loro istruzione a cavallo venisse fissala in tre ore, tutte le reclu le dovrebbero fare esercizio all'aperlo per 2 or~ e mezza e per mezz'ora istruzione in maneggio. Si capisce poi come col pro(Tredirc· dell'istruzione in maneggio dovrebbero proc.edere innanzi an°che 7l i

NELLE 1STROZIOl\l DELL'.\R1'10Lit::Rl.\

421

esercizi all'aperlo e per tal modo giungere fino ai. movimenti del cavaliere isolalo alle varie andature ed in terreni diversi. lnfine converrebbe ,;i pretonclesse che, ad esempio nel caso suaccennato di 6 ballerie, le reclute di quella balleria alla quale spetta per ultima l'istruzione in maneggio, avessero per quel In volta a farla in sempl ice coperta solloselln con soprafascia, cosicchi• avesse a risaltare cbe le reclute di ogni singola IJatLeria eseguissero durante una setliml).na l'istruzione ill maneggio per 5 volte colla sella e per 11 volta senza. E per l'appunto di questa volta che cavalcano senza sella si dovrebbe profillare per fare eseguire ai so:dati più che altro gli ,-nodamenti a caYallo. Com'è naturale l'istruzione dovr~bbe vénire iniziata in sempli ce · filcllo; sia pel benefizio che ne ridonda ai cavalli tanlo per. riguardo alla· sensibilità. di b.occa, quanto per riguardo alla loro flessibilità e conseryazione; sia anche affinchè i cavalieri acquistino un porlamento IJene equilibrato delle spalle e delle anche, ed imparino materialmente a conoscere l'elfeuo di ciascuna redinn sulla bocca del cavallo. 11 filetto inol tre l'iuscendo di minor imbarazzo, ed essendo di uso meno complicato e pericoloso della briglia negli sconcerti che sncc'èlrono ai giovan i cavali eri pel loro equili brio ancor vacillante, in bre,e tempo viene adoperalo dalle reclute abuastanza bene e cosi da consentire si possa dopo non molto passare ad insegnare loro l' nso della briglia - la capacità a ben servirsi della quale del resto si acquista con un numero anche limitato di lezioni a patto peraltro si sappia adoperar bene il fileuo.

x:xm.

Tutto però noo do vrebbe li mitarsi a questo: bi sognerebbe si cercasse sempre modo di accoppiare le varie istruzioni fra di loro, in modo che l'una riesca, per cosi dire, di avviamento ali' altra, ma di guisa I.aie che la prima esaurita ben poco avanzi ancora a far~i per completare l'altra.


1

422

NELLE ISTRUZIONI DELL ARTIGLIERI:A.

' , -IL :111ETODO

XXIY, Così nell'istruzione sul servizio delle bocche da fuoco da ca rnpoì essa dovrebbe incopiinciarsi; addirittura col servizio del pezzo li mitando la nomenclatura allo stretto indispensabile per poterlo' eseguire, e più precisamente a quella delle sole parti che nell' esecuzione del servizio occorre toccare, -, I pezzi si dovrebbero fare venire ali' istruzione riuniti ai rispettivi avantreni e trai nati (per economia di cavalli) da una sola pariglia, guidata in sulle prime da un anziano, ma in proseguo di tempo montata da una reéluta. non appena sia per consentirlo l'istruzione a ·caval lo impartita ali~ recl_ute, e sia per permetterlol'acquisita conficlenzaco i caval!iperparte d1 esse; Egli è poi naturale, che nel destinare le reclute. che debb?no montare questa pariglia, si c~ovrà i_n sulle_ prime (ener conto d1 quelle fra esse, che mostrano mao-ai or atti tudine e quindi ra u grnngono pm presto delle al tre maggiori abilità nel cavalcare: e ciò' fino a tanto che tutti i nuovi· avuti di leva siano in grado di. poter disimpegnare questo servizio. - Di tal fatta, se in pari tempo si prescrive, · che il cavallo sottomano sia insellato, gradatamente, senza sforzi ed insensibilmente e quel ·che più monta senza bisocrn·o di speciale istruzione, o lezione che clir si voolia p~o •\ le reclt1te im!" rerebbero non solo i vari modi di unire e disunire i. due treni ' ma pur anco le diverse modalità di prender posto su di essi. Anzi si potrebbe far loro . imparare contempÒr~neamente anche il modo ·di inguernit·e la pariglia di timone, semprechè si facessero presenziare al_lo in guernimento di detta pari glia e poi questa si facesse inguera montarla, corre,rnendonè volla rnre dalla recluta .stessa destinata . ~~ per volta a mezzo degli ist-rultori quei difetti e quegli e.rrori che per avventura si veni sserò a riscontrare. - In tal guisa scendendo dal complesso ~l semplice, proceden,do dal tutto alle parti'si riuscirebj)e a spingere l'istruzione fino ad insegnare le più minute particolari tà, i singoli dettàgl i, per cui a mò d'esempio , nel servizio delle bocche da ·fuoco ne formerebbe suo complemento, la rivista al pezzo , le av,

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423

veitenze e le norme durante il tiro e per la conservazione del materiale. D'altro lato poi si troverebbe così di molto semplificata I' istruzione sul condurre per la conoscenza che i coscrilLi verrebbero così ad aver acquistata sia del modo d'inguerQire una pariglia di timone, sia della nomenclatura di tale finimento ; cognizioni che verrebbero ad acquistarsi senza pur addursene.

xxv. . Un icamente con questo procedimento pel quale le istruzioni vengono affidate ai più capaci per impartirle, e le istruzioni attinenti fra di loro si impartono, per così dire, compenetrandole, è le' cito ripromettersi risultati più certi,' più buoni ed indiscutibifmente . più pronti che non sia _dato c.onseguire seguendo il metodo pro gressivo tenuto dalle nostre istruzioni. Si è solamente· in tal guisa che sarà fattibil e, cbe per l'epoca della scuola di Liro l'ultima classe di leva possa confondersi vantaggiosamente colle altre due pit'i anzi ane; senza sensibile squilibrio, senza che- si abbiano a lamentàre inconveni enti di sorta n~Jle esercitazioni alle quali le batterie r3onno venire chiamate. E questa circostanza torna di vantaggio e di·profi tto grandissimo non solo dell'ultima classe di leva, ma anche delle altre due, restando p.n1·e in certo qual modo agevolato il compito dei comandanti di batteria.

XXVI.

In perfetta armonia con tale i.sLn~zione poi con:verrebbe procedesse quella sul puntamento e tiro clel cannone~ la quale per quanto ha: tratto ai· soldati dovrebbe andar limitata all o stretto indispensa-


424

·,

!L ~1RTOOO

bile e precisamente .- al maneggio dell'ctlzo - al saper dirigere al segno la linea di mira il più esattamente e nel più breve . tempo possi~ile - a saper muovere convenientemente e senza alcuna esitanza od indecisione la vite di mira - a saper non solo secondare il puntatore cogli opportun i spostamenti della coda a mezzo .del!.. manovella di mira, ma pu!'e a saperne ·in certo ,q nal modo prevenire, facilitare ed accelerare il compito, dando prontamente alla bocca da fuoco ndn appena il servente prescritto si reca alla ' piccola estremità della manovella;una prima direzione nl pezzo, che risulti la più approssimata possibile a quella che si otterrà a puntamento ultimato. · Questo e non altro occorre e basla sappia il soldato. In arti glieria non è come nelle alLre armi in c.ui la perdita, l'inazione· di un individuo è e non può equivalere che alla mancanza di un solo combattente: l'inazione, la perdita, e pure la stessa poco zelante operosità d'un artigliere nel compito che deve disimpegnai·e, vale ben di più perché può anche signifi care l'inazione di un pezzo. Ecco il perchè l'a!'tigliere, o meglio il servente ,non deve neppure venir distratto dagli effetti del tiro che es~guisce e deve preoccupnrsi esclusivamente del.le mansioni a lui affidate, le quali devono assorbire tutta la sua attività, e vorrei -quasi dire, potenzialità. L'istruzione sul servizio del pezzo e quella sul puntamento, come già ebbi occasfone di accennare, dovrebbero .poi farsi procedere sempre di conserva ed in ogni caso di perfetto accordo, 1)er modo che al termine di quella, anche l'altra, richiedendo in sulle pi·ime per essa molto poco e quindi man mano sempre di più, ab.bia ad essere completamente esaurita e sv(l uppata per intero, a segno tale che pi·ima ancora dell'epoca.della scuola -di tiro le singole batterie possano procedere alla classificazione dei punta lori ._

XXVII. Conviene porre in rilievo; che con questo sistE,ma, , .. si aoevole~ e rebbe di mollo il compito dei comandanti di batteria, perchè eglino ben presto sarebbero resi accorti del s t1 chi far cadere la scelta pei·

NELLE ISTRUZIONI DEI.L1ARTIGLIERIA

425

·coltivare e sviluppar meglio il senso, la facoltà del pul,lt.ar bene, ·la quale per quanto possa venir 1~igliorata dall'esercizi~, è però _in· neg;i.bile che è e sarà sempre più che tutto una dote innata ed '.n~

geoita negli indivi'dui; i CJ'.uali, se ne sono privi, per quanto Cl SI adoperi e si faccia, non potranno giammai diventare buoi:i puntatori. L'esercizio potrà' renderli mediocri, coli ' esercizio potranno div,entare eccellenti ·coloro che hanno questa in genita disposi.; zione. Napoleone disse con ù1tta la sicurezza che viene dalla coscienza della propria potenza - io riusc.iva in ogni mia impresa, perc_hè volea riuscire; i ·miei voleri erano forti, ·ed il mio carattere decrso - ed è celebre la forte frase del fiero Astigiano - volli, sempre volli, fortissimamente volli. _: Erano due geni: ma per quanto ave·ssero voluto riuscire, Napoleone no·n sarebbe riuscito a dettare i versi dell'autore del Saul; n,è questi, per quanto fortemente avesse voluto, neppure a con~epire le memorande e ·fortunose battaglie condotte da Napol eone. I · Vi sono delle facoltà, degli istinti, del!~ disposizioni che non si creano, che non si vincono.

XXVIII.

·Le due istruzioni, delle quali s1 e finora ·discorso, dovrebbero ' condursi e regolarsi così che al loro termine, qualunque b~tteria dovrebbe essere in grado di poter senza pi_ù ap1·ire il fuoco, o per dir più esatto, far partire il primo colpo dopo trascorsi .no_n ol~re 3/ 1. di minuto dall'istante in cui fu dato i! comando d, d1:rnmre treni. È un'esigenza imposta dalla micidialllà. delle armi attuali , d~l · l'e$Lenzione del tiro della fucileria, in una parola d,:lila tattica dell'oggi. , . . Siccome poi gli esercizi di co~batt,mento sono qu~lb che a~sorbono e richiedono la maggior parte del tempo, che s1 ha a disposizione, r.osì le istruzioni senza pezzo dovr.ebhero ridursi a quel tanto che basti per assicurare l'ordine, la severa disciplina e la conoscenza dei doveri militari, e per prender parte alle parate.


426 ·

' '1L lI ET.ODO

XXIX.

.E cosi, come per queste, per tulle le allre istruzioni da impartirsi ai ·soldati si dovrebbero· sopprimere sempre i dettagli e le minuzie come iniziazione ed avviani.ento ali' istruzione stès~a, facendole invece derivare ,èome cons~guenza e considerandole qual e compl~mento ~ella istruzione medesima. A tal fine quindi converrebbe principiar sempre dallo insegnare quell'operazione più c~mplessa che è possibile fare eseguire, facendovi r.oncorrere, ove se ne manifesti il bisogno, anche gli anziani, affinchè qt{ell'operazione possa venire eseguita; e quindi in progresso di tempo, via via eli- · minando l'azione degli anziani, e valendosi escìusivamente deali ultimi soldati dì leva. ;-. Ad esempio, nella scuola del condurre ~ spreco dì tempo for precedere le minuziose lezioni dell'interminabile ed abbastanza noiosa nomenclatura dei finimenti e del modo di adattarli. - Si dovrebbe incominciare senz'altro dal far muovere la. vettura con tutte le pariglie occorrenti: si è poi nel doverle allestire per l'istruzione e nel riporle a posto, che si doyrebbe apprendere tutto il rimanente senza bisogno dì speciale istruzione. E cosi dovreboe farsi ; tanta, maggiòr ragione iri quanto che,, ove il tempo non consenta le istruzionr esterne, si sarà bene costretti a· deditare non poche ' ore all e istruzioni di dettaglio e delle nomenclature indispensabili. Qual profitto mai può ri~rarre una -reclut{l, per la quale non sono punto famigli ari, nè. i termini, nè le espressioni militari. da quella fila interminabile di nomi 1 Come potrà essa ri tenerli a memoria? - Egl i · è ben vero che in · un'avvertenza messa come postilla. ali' articolo ·1 del regolamento sul servizio interno è detto - che non si deve esigere dal soldato ùna minuta conoscenza della~nomenclatura - · ma. sì, que,;ta è lettera rnorta; e se non si pretende e sì sorveglia, tutti gl i istrullori si faranpo sempre un obbligo di fare. sfoggio di una inutile dote ·di memoria . - D'altro lato ·poi la nomenclatura inserta così nel corpo dell' istruzione si presenta come una tentazione.

,N E LL.E IS'l'HUZIONI . DELL'.~ RTIGLIERlA

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Ond'è.che le nomenclature, i dettagli dovrebbe essere tassativamente · prescritto fossero oggeno di speciale istruzione quando le condizioni rri'etereologiche fossero tali dli: non permettere che il persona le ad istruire si possa adi bire altrimenti ed in modo più profittevole .

xxx. Riguardo poi al condurre è d'uopo tener presente l'importanza che per la nostra arma ha la cadenza dell'andatura e per conseguenza la n_ecessità inerente nei conducenti dì saperla regolare oppoituoamente a seconda si ma.rei isolati, incolonnati con fanteria o cavalleria, oppure si muova piw andare a prendere posizione·.· Di questo tutte 1~ nostre istruzioni non,fanno parola . Nè valga il dire che la pratica vi · supplisce: ne convengo àppieno ; ma anzitutto manca il tempo perchè la pratica possa ·insegnarlo, e d'altra parte ciò non implica che presci·izìoni ed esercizi in proposito siano per I orn a.re· inòpportuni. Ed esercizio convenienti ssimo, ;;arebbe quello di far disporre le vetture in colonna lungo i lati della piazza d'armi ai prescritti intervalli regolamen tari, e quindi farle muovere alle diverse andature ecl alle differenti cadenze, pretendendo che ,non venga mai alterala la distanza tra ·vettura e ve.tlura , tra bat' teria e battei-ia. Un simile esercii i~. ·ri petuto solamente alquante · vol te tor·na pro.Ottevoli ssimo, tanto· più che offre l'opporlunitiL di insegnare a tutto il personale di trnppa , il modo in cui le velture debbono regolarsi nelle marcie in colonna, allorquando si verifichi qualche inconveniente, che obblighi la vettura, in cui questo si producesse, a fermarsi per porvi riparo. Con questo esercizio poi ~i gi un~erebbe pure ad un altro scopo non del tutro disprezzabile - ·insegnare ai conducenti l'a.ndatura di galoppo colle vetture. Invero a ciò si può giungere facilm ente, presto e con proficuo risultato , fo.cendo accelerare il I.rotto di quanto è d' uopo perr.hè i ca· valli stessi da I.oro prendano il galoppo . . L' importanza ~ell'anclaturn di galoppo per le batteri e mot~ta te


.

,,

NELLE !STRUZlONJ DEJ,J,' ARTIGLJER.JA

IL llETODO

si rivela non tanto ·perchè si presenti spesso il caso di ,dover ocmpare delle. posizioni al galoppo, quanto perchè i conducent, non abbiano a disorientarsi e sappiano come hanno a regolarsi allorC'hè la , pr9pria pariglia ·rompe di galoppo. - Del resto ponno anche presentar:;i circostanze speciali per. le quali anche le batterie morytate sieno obbligate a procedere di galoppo nell'occupazione di una posizione. Epperò bisogna pni· bene. che ciò si ~appia eseguire. Onde è che sarebbe opportuno che anche il galoppo veni sse introdotto fra le andature regolamentari delle batterie montate. Bisognei·ebbe inoltre dte le batterie dalla form;zione in colonna per pezzo venissero esercitate a.d eseguire l' in batteria anche al galoppo; perchè appunto, stante la natura dei nostri terreni, sarà· pi·esumibilmente. questa l'unica formazione dalla quale si può presentare il caso di dovere a quell'andatur.a procedere ad occupare una posizione. : · Nella nuova istruzione d''esercizi . per l'artiglieria da. campagna dell'esercito germanico, pubblicata or non è gran pezza, molte delle disposizioni· sul condurre, che prima precisavano tltlte, furono soppresse, ed a questa istruzione fu solo prefisso per scopo di ottenere uniformità e cadenzn . nel.te andatura; prontezza nel fermare, nel voltare e nel superare le difficoltà del, terreno. ·

XXXl.

Altro p-umo capitale si · è que·Jlu_ di derogare il meno possibile dalla pretesa che ogni qualvolta sia fattibile, le istrll7;ioni vengano impartite ai sol,daLi direttamente dagli stessi ufficiali, anzichè dai graduati di truppa: in ogni caso poi siano costantemente da essi dirette, sorvegliate, vigilate. Da ciò dovrebbe conseguirne che le così dette teorie ai graduati dovrebbero essere ·limitate allo stretto neçessar-io, e che qualora · si sia costretti a farne, si insista con ogni possa affinchè i graduati più che tutto abbjanò a saper·chiaro ciò che dovranno sapere e fare, · e conoscano perfeHamente ciò che dovranno alla lor volta esigere dai soldati all.orchè impartiranno· a costoro l' istrqzione.

42.9 .

XXXII.

· .Spesso la questione d~lle teorie non è che perdita di tempo; vera oziosaggine. Secondo le norme fin qui praticale nella nostra , arma, ogni anno le teorie si ripetono, e non appena vede la luce una nuova istruzionò qualsias.i, od una modificazione importante ad un'istruzione in vigore, subito un capitano incaricato, coadiuvato da ·11 o 2 ·subalterni deve spiegarla ai graduati, affinchè poi costoro alla lor volta possano insegnarla ai soldati, regolando teoria ,~d · istruziorie ai soldati per modo che questa rispettò a quella si. trovi s·empre di una o di due settimane in, arretrato. - Per certe istruzioni , in certi casi il sistema è ottimo, ma non sempre: applicarlo · come massima imprescindibile per qualsiasi istrnzione parmi un eccesso vizioso e pure dannoso. Appena uscila la nuova istru~ione sull'affardellamento, dell'artiglieria da campagna, ho visto un reggimento' venirne a perfetta, . --.,esali.a e- generale conoscenza in meno d'una settimana es.eguendo bene diverso metodo, ecl ecco c·ome. Non a:ppena distribuito il volumetto ali? batterie, il colonnello ordinò - dà domani tutte le batterie interverranno in piazza d'armi col "nuovo affardellamento Scappò a tuiti un sorris~, ma visto che l'ordi.ne era serio ·e peren:torio·, come del resto.è facile indovinare, subito capitani ed ufficiai i per tutto ·quel giorno si dovettei·o dare hen attorno per imparare prima e poi per spiegare ed insegnare ai propri dipendenti come · dovesse essere fatto il nuovo affardeliamenl.o. L'indomani però tutJe te batterie intervenivano all'istruzione in piazza d'armi come era stai.o ordinato dal colonnello, e da quel puntò il veèchio affardell a mento· fu posto in dimenticanza. Non intendo ,ora. affetm'are · cbe. quella prima volta l'affardellamen to si fo$se eseguito in modo perfe.LLo; però i} inçlubitato che in ogni manier.1esso era soddisfacen · Lissirno: si rilevarono gli errori e si 'corressero ed il nuovo nlfardel Jamento senza alcun bisogno nè di leorie nè di istrtizione apposita !8 -

ANNO XXXIV, VOL. Ili.


431

IL METO,;> O

NELLE ISTRUZIONI DELL' AR1'1G~lli RIA

fu a cognizione generale in più breve spazio assai di quello che deve essere occorso a. tutti quegli altri reggimenti,. che per portarlo a: conoscenza del loro personale ebbero a seguire un <;istema diverso--

lusinga la vanità q~anto eccita l'amor pr~prio, mentre è certo che non vi sarà soldato, il quale non creda di essere individualmente tenuto d'occhio e valutato da chiunque rispetto al posto ·che ec,l i ~ occupa nella batteria. Muta, ma non per questo meno nobile gara · di emulazione, che un mezzo semplicissimo può, deve anzi , degtare e tener viva.

4HO

'

XXXII!.

Nou sostengo già che tal metodo· si attagli e con venga per qual- · si asi° istrnzione. Qµesta è tutla questione di discernimento e di cri· terio in chi comanda. Fatt.o certo è che ebbi campo a vedei;lo anche più ampiamente·applicato, ed a constatarn e i lodevoli ri sultati, a se· gno dtL rimanere intimamente persuaso e convinto che esso meriti bene di avere un'assai più larga applicazione, ona maggiore estensione che ora non soglia. ,

XXXIV .

E qui non oredo ·di dover dimenticare una prescrizi•ine, che vorrei v·enissè sempre ossèrvata, perchè gio.vevolissi1n~ senza. pur darrie l'intesa, a con~eguire· e destare ~un'emulazione, q-uasi direi isti11tiva, e che· difficilmente si ·potrebbe suscitare altrimenti : la pTesci"izione ci·oè, che lino dal primo i;iorno in 'cui le ballerie intervengono attaccate in piaiza d'armi, la metà delle vetLure di ciascuì1a batteria sia montata e servil,a esc'lusivàmente e per intero da · recinte: e l'altra métà da. anziani. Per chi ba conoscenza del c.uore 11rilauo , di que::;to abisso inesplorato·, ·senza termine, come lo chiama il poeta, e vuol Lrarro partito delle sue deb,>lezze e del'le sue febbri gagliarde, non parrà cosa qa disattendere ,tffatto . Negli anziani nascerà vivissimo il de siderio di non essere soqiassati in ab ilita d:ii coscritti, ed in questi tenace la brama di non essero d confronto i·eputati da meno di quelli. Vi è id ciò qualcosa di appaeiscentc,· di esteriore, che

X.XXV.

Ritenao anche fermamente, che deve. tornare di arande a.iovav mento nella scuola di posizi0ne, dare tutta l'importanza allo spiegamento, rapido, opportuno è conveniente delle batterie. Si dovrebbe sempre pretendere rigorosamente che · quando in qualsiasi contingenza .d'istruzione o d1 esercitazione si debba occupare una posizionP,' si avesse a procedere come per l'appunto bisognerebbe fare in t,empo di gnerra gnerreggiala e cioè: coprendosi ' il più che è possibile; valendosi di tuìte le pieghe, di tulle le accidentalità ed ondulazioni del terreno; adottando ·quella formazione ,~he meglio si attaglia alle circpstanze clie, si suppongono; presciegliendo infine quell'andiHnra che è indicata come la più conveniente per la natura del terreno che si percorre, per lo scopo che si suppone la batteria siasi prefisso. ·· Specialmente :i llorquando si deve eseguire lo sparo con cartocci per le reclute sarebbe a pretenders·i, che tali spari si avessero ad eseguire in piiì''giorni. e che quelli che si eseguis.cono in 'uno stess0giorno .venissero .sparati in più r iprese, e cioè pochi colpi alla volta ma ogni singola volta cambiando posizione, situazione andatura e formaziqne. Valersi dello sparo di c.ar'locci a salve per eseguire esercizi vari di condotta del fnoco m'è sempre parso assai meno · profittevole .del valersene per lo scopo ora indicato, specialmei\te dopo che la condotta del fuoco fu r'esa di una fenomenale semplicità, di una facilità sorprendente di esecuzione tanto per parte ·dei graduati, quanto per parte·dei gregari. Chi davvero deve conoscere bene .la condotla 'del fuoco sono i <')

1

<')


432

u ; METODO

capitan_i ·ed i capi sezione; ma per costoi·o senza i reali risultali del tiro, senza le effettive osservat.oni dei colpi, tanto valgono gli eserc izi di tiro con semrlici cannellì, q1ianto .con cartocci'da' salve .

NELLE IS'l'RUZJONI DELL'ARTIGLIERIA

433

.alcuni modi di puntàmento {tiro indiretto). Da ciò . emerge , quindi , la necessità che i sottufficiali almeno ed i più intelligenti .capor.ali maggiori ne abbiano a· conoscere l'uso ed il modo di adoperarlo e se_rvirsene .

XXXVI.

XXXVIT.

Per ultimo è dtiopo cho alcune istruzioni vengano totalmente modificate: valga ad esempio una per tutte quella sulla.stima e misura delle distanze, mentre i mezzi,.da essa indicati a ben poco risultato approdano richiedengo insieme tempo considerevole per la sua attuazione. Se si tiene presente lo scopo finale a conseguire, . quello cioè che ogni batteria possa ·disporre di un buon numero di individui. sulle cui osservazioni dei risultali di tiro, possa farsi sicuro assegnamento, si vede r.hiaro che, per ciò nulla può · tornare . . più profittevole all' infuori del continuo e ripetuto esercizio di osserv,~zione degli scoppi di castagnole attorno a bersagli differen ti, rn circostanze svariate, in condizioni diverse cli tempo, di luogo e · di terreno. L'accertamento della distanza mediante ,il tiro stesso , permette·che nel!'apprezzamento di· essa si pos.sano commettere errori ·anche non Iievi sen'za grave scapito e svantaggio. Inoltre un altro fatto importantissimo, qu·ello . del raggio, d'azione più esteso dei proiet.Li in uso (Shrapnel a diaframma) concorre ad attenuare d'assai l'impo1tanza del valutare al giusto le distanze. L'essenziale, la cosa capitale si è di riuscire\ ,che una parte almeno del personale della batteria sappia apprezzare esattamente i risultati del tiro. In consegue.nza. l'istrnzione in parola dovrebbe lhnitarsi alle frequenti e còntinuate osservazioni degli scoppi di castagnole in terreni e circostanze svariatissime ad unità: confrapposte, vale a dire combintiti opportunamente éon tiri a salve d'artiglieria. · Tuttavia a quest'istruzione sarebbe pur bene che come appendi ce . ven isse aggiunto il modo di servirsi del telemetro da campo, il cui uso si può appalesare di non dubhia utilità in talune circostanze. quali sarebbero l'occupazione di posiziòni difensive o di attesa; ed il cui impiego si può estendere anche per la pralic.a esecuzione di

Ripeto, le nostre istruzioni, tul_te oquasi, hanno bisògno di essere ritoccate e ricompilate di nuovo. A mio avviso, ciascuna istruzione dovrebbe essere cosi concepita e compii.ala da indicare chiaro e nello, sfuggendo da qualsiasi particolareggiato dettaglio, il metodo a tenersi affinchè essa nel piu breve limite di tempo possibile potesse venire appresa nella misura . clel nece~sario da.i soldati nuovi di leva: e questa dovrebbe costituire per dir così la prima parte dell' istruzione. Ad essa poi dovrebbe essere annessa una seconda parte .la cui conoscenza to· tale o parziale, a seconda della natura e dell'indole stessa dell' is tru~ zione sarebbe a p1;etendersi dai soli' graduati, ed in tale· parte si dovrebbero contenere i dettagli, le norme, le avvertenze, le nomenclature, le quali ultime anzi sarebbe ancor meglio compilare a parte e così complete da potersene valere an.che per compilare le 'richieste. In ta_l maniera questa parte costi tuendo un tutto a sè e quasi affatto separato, verrebbe naturalmente appresa nella misura del necessario anche dai gregari, mà solo. via via che il bisogno ed il caso se ne presenti e sempre unicamente nella misura .da essi richiesta: e èiò senza che per ottenere questo r isultato si sia obbligali a perdere del tempo, · e quel che più monta a detrimento dell'istmzione stessa poichè giova averfo in mente, istr~zioni proficue sono soltanto quelle che non tornano noiose, . mentre le istruzioni fornite con i criteri suesposti debbono per necessità riuscire profittevoli, perchè impartiie senza inutil i ed uggiose ripetizioni, senza P,ragiudizievole stanchezza e sazietà, ma sempre con continuo stimolo ed eccitamento di viva attenzione, tenuta desta sia dall.a novità degli . oggelli stessi, che si vengono pre- ·. sentanclo, sia dall'uso e dall'impiego, al quale i medesimi,. sono.


434

l L METODO

l'iEL U ! ISTll.lJ'l.l t>.N l l> E I,L' AR'f lG I.IEHlA

destinati. E quando le cognizioni vengono imparate a questa maniera non si dimenticano più mai. D'altronde che le istruzioni debbano intendersi in Lai "Uisa do- " se si vrebbe del rimanente parere ovvio, logico e conseguente, rifleue è si considera, che al postullo si è semplicemente al termine del servizio sotto le armi che i congedandi debbono potersi dire ed essere in effetto buoni cannonieri: in caso diverso sarebbe opportuno diminuire la durata della ferm a. Così essendo adunque, è Lullo giusto e naturale, che a ciò si proceda e che ciò' si ottenga con naturale e non interroua progressione. Nel ·1° an no oli ultimi chiamati di leva si debbono sbozznre, rendere elem enti non solamente non inutili, ma capaci eziandio di concorrere potentemente all'efficace funzionamento dell'unità della qual e fanno parte: e bene si capisce che qui per 11° anno intendo dire lo spazio di tempo interposto dall'arrivo de.Ile reclute ai corp i, alla partenza delle batterie per le loro esercitazioni annuaìi di tiro ri i poligoni. Nell'anno seguente e più ancora in quello successivo si compidt il larn ro di perfezionamento, di affinamento, tutto quello insomma che può far dire coscienziosamente , che si mandano in congedo illimitato veri soldati, buoni cannonieri.

si trova. Un altro movente a concedere èosifalle latitudine e libertà lo si potrebbe anche trovaré e nella dislocazione dei vari reggim~nti della nostra arma , e nel diversissimo acquartieramento di essi, giacchè mentre in un a data guarni gione il quartiPre si accomoda e risponde a qualsiasi esigenza, in un'altra per l'opposto è di seri o ostacolo, di into ppo a che si possa fare r.ome e ciò che allo stesso tempo si fa. in 1~n ~ltro reggim(ln\.O. Con cauto accorgimentQ alla test-a dei reg~imenti bis.o.gn:1 conlinnare a preporre poloro che veramente ne sono meritevoli e dei quali si ha garanzia sincera, che eglino non potranno che far bene. La via per (lrrìvarvi è già abbastanza lunga, e le occasioni per studiare gli" ufficiali nelle loro varie attitudini e nella loro cnpacit.à durante il progressivo avaµzare di grado sqno tanto frequ~nti ed opportune per aver sicuPi ei>ileri cli gi udizio. Ma uria volla pi·eposli a quel grado conviene ed urge sia lasciai.a la massiqià libertà d'.1 zione, all a quale dev'essere un icamente limite e freno la corrispon · dente responsabilità. Solo allo,:a sarà possibile ripromettersi ed ottenere dalle istruzi oni tut.to quello che si può e $i deve ripromettersi ed ottenere. Costringere in un rigido cerchi o di fo_rmalism o chinese l'alliv itit di un comandante di reggimento equivale soffocare quasi la sua individualità: il suo criterio, il suo discernimento e la sua forza iolellelluale e moral e hanno inv.ece da essere eccitale e sfruttate. Il limite deve essere stimolo e non ostacolo. Sarebbe vano dissimularlo: oggi la vita in tutte le sue esplic;izioni si sente attirata da un malore incognito, la cui manifestazione è l'apatia,. la noia, il disgus to, il vuoto; tutto p11endc quel!ti flesso quel colore - arti , lettere, scienze :rifare il sangue, ricostituire la fibbra, rialzare le forze vitali dev'essere invece il motto delle arti, delle leuere, delle scienze. . Egli è perctò che più che mai è oggi duopo tutto tenda a rialzare le forze vitali, ritemprare i caratteri, e col sentimento della fona rigenerare il cornggio morale, la sincerità, la franchezza, l'iniziativa. la disciplina, l'uomo virile. E ciò non signifi ca già distruggere il li mite, ma bensì lasciare giusto sfogo a quella ordinata e modernta fo rza , di _espansione, che è stimolo e pur freno a se stessa.

e)

XXXVIII. Per ultimo importa tener sempre presenLe, che in definitiva il vero responsabile deil'istruzione di un corpo qualsiasi è ognora il capo di questo: bisogna li'i cordarsi, cht} molte possono essei.1e le vie ugualmente buone che adducono direttamente ad uno scopo deLerminato. È quindi necessa1'io che i comandanti di corpo abbiano, anche per quanto ha tratto all'istruzione, la massima laliludine, la maggior libertà possibile , di guisa che abb iano ad essere p1·opriame~Le loro qnelli che danno alle varie isoruzioni l'indirizzo più conveniente. E ciò tanto più si appalesa necessari o nel nostro paese, dove per le ragioni climatologiche, per conseguire uno sLesso fin e, è giuocoforza usare mezzi differ~n li a seconda delle loca lità nelle quali c1

..

.

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P RUNAS T OL A GI USEJ?PE

Capitano aiutante maggi ore del 13° a1·tiglieriu.


.437

DELLA GINNASTICA X ODERXA

non piccola nella, gloria di quelle celebri università e dei randi e r numerosi collegi di cui è ricca l'Inghi lterra. Il C,·icltet, il Foott-Ball, il Lawn- Tennis e la Boxe sono certamente i principali di quegli utili ed assai dilettevoli esercizi in cui si misuraM , fin dai loro primi anni, i giovani che là vengono ed ucati, con un ardore ed una passione che si potrebbe chiamare patriottica, servendo essi a dare una vera originalità ed un, colore spiccalo e deciso al loro ~arallere nazionale. Oh bolle spianate, vasLi piazzali all 'aria libera! che varieti1 e r.he sorriso non portate voi nelle lunghe ore di studio, nell'appl icazione prolungala, fra le lezioni serie e numerose che deb~ono occupare ed anche stancare non poco tanta forte gioventu . Ma col giungere dell'ora in cui si fa ginnastica, giunge pure la più gradita e la più cara ricreazione, perchè gli alunni vi possono cercare 0gni mezzo più a loro adalto di muoversi, di saltare, di correre, di dare calore anche all'esistenza fisica che è quella che ci regge, quella che s'i mpone ad ogni nostra più forte volontà, quella che de,•e prendere la parte che le è dovuLa nella educazione moderna. Dall'Inghilterra appunto, per· questa sua tendenza sron solo a proteggere, ma a favorire, a rendere ~Limata e forte la scuola di ginnastica, partirono voci potenti di studiosi e di persone prati che ed attive che misero in grandissimo onore gli esercizi fisici della gioventu e ne fecero il tipo. ora più invocato a modeilo dagli innovatori, in fat.t.o di ginnastica. E così sLimate ed in fio re essendo le prove ginnastiche, ne venne quella viYa e nobile gara dei vari collegi dove esse si praticano, pur sempre mantenendo, ognuno ~i tali collegi , il suo giuoco caratteristico, di cui gelosamente e con vanto si serbano le tradizion i collo studio continuo di aggiungere ai già esistenti nuovi e freschj allori. . · · Vediamo· cosi, come« nel collegio di Eton prosperano il giuoco ~ della palla, il ca1 10Ltaggio ed il l]f'ichet; a Rugby i giuochi alle« lici come a Sparta, e ilfootball, cioè il giuoco del pallone fatto « coi piedi; a Oxford le corse a piedi con ostacoli, e le marcie al « gasso ed alla corsa; a Londra le gare di canottaggio fra i gio< vani delle università di Oxford e di Cambridge; a Wimbledon le. 11 <')

DELLA GINNASTICA MODERNA'

Della gin,nastica ,in !nghilterra, in lsvozia, in Germania, in !svizzera, nel Belgio, in Fran~. - Riforme. - La ginnaat~a edu,.a.Uva e i giuoehi Uberi; torniamo all'antico - Proposte e voti della commissiono reale per l'ordinamento della "Ìn0 nastica in Italfa.

1

l.

In questi ultimi tempi si verificò in Europa ed in America un grande risvegliò nel!' esercizio della ginnastica, della scherma, del Liro a segno, del velocipedismo, dell'alpinismo e d.i tutte le altre maschie e forti esercitazioni che tendono a preparare nella gioventù dei soldati robusti e valorosi. Non sarà quindi fuordi luogo lo studiare brevemente come sia compresa e ppticata la ginnastica presso ·1e nazioni piu incivilite d'Europa; e in. questo rapido esame comincieremo dalla forte Albione, la quale co' suoi giuochi atletici e colle sue gare famose ci trasporta col pensiero ai tempi gloriosi di Sparta e di Olimpia.

'

In Inghilterra si fa ginnastica per elezione, con amore, e non soltanto per seguire un insegnamenl~· metodi co aggiunto a carico del programma scolastico. Ed eccovi sorgei·e nella perfetta coltura di quel grande popolo, la libertà aache nell'educazione fisica, che ci dà i LanLo famosi e decailt3:ti giuochi inglesi i quali hanno parte


43::ì •

DELLA . G1NN " ' A• }IODERNA ASTlC

l)ELL!!. GINNASTICA MODERNA

« ~n re ~i .Liro a ~egno; sui nostri monti, scoperti in gran parie da!tl i « ,ngles1 ,t_le contmue ascese dei membri A.lp ine Club· e ùa -p~·,_ 1 « tutto la b0;-r:-e ('I ). · . . · : .· ' . « Il è,·ick_e~ però supera tutti gli alfri giuo::h i nella stima del paese: le com1t1:e che_si contendono la villoria, si c0mp0naono di '' ·I ~ers0He, e c1asonna scuola elegge le :11 sue per via di s~ezione continua t~urante l'a~no, . per modo che si assicuri di aver affìdata ~a sua ! lori_a_ ,a _quel! , che_ sian dav'vero, tra le persone di eui si di~one'. le prn adatte a difendergliela e ad accrescergliela . E ch e d'. ~0 c,_a~cuna sc~ola 1 og~i corporazione, ogi1i associazione, sto per du,~, fa il _m~d~simo. E s1 sfidano da una scuola, da un'associazione ali altra. E s,. tiene precis0 re<ristro delle vitl"r . · o " · ,· e·, e s1. gua da2,nano p~emi che si conservano tra i più grati ricordi dP-lla scuola ~·inci. tnce. . Nell'a!manacoo sono puntu~lmente registrati i l'isultati delle ir;re sinora gmocate, @f the matches hitherto played tra Ha i:row ed .Eton. dal 48'18 al ti 886 · , corsi runs · · · , e pe1, ciascuno e. dello quanti o mnings, l'una ha vin i.o l'al tl'a. Così tra.Harrow e Winch e,;ter dal 1825 al •1854- . f Poco mi~_ore inte!·esse è posto alla ginnl;/.stica, alla scherma. ai o,otball, e '! J!rern~o e la gara s0no in eg-ual misu ra adoperati a. pi omuoverv1 il profitto » (2) . ·

H.

' . A fr?nte di ~ue~to sistema tutto libero, troppo libero anzi vediamo m Isvez,a I insegnamento della ginnastica praticato con' meto_d~vera?1 en~e scientifìco, second~ le teorie del celebre . ~ ltore . Pier Ennco Lmg che conobbe la ginnastica a Copenaghen, nel l'i-

(t ) 1?a un articolo d~t professore Otto · · . . · nr,I suo opuscolo ~ ·rorniamo alj'ant· . ne 8 rentari, Citato dal colonnello Enrico Berto t (2

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agosto UGG!!RO !888.

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439

stìtuto di Nachtegall , dove questi lo guarì da paralisi al braccio de~ stro, per mezzo della scherma. Il grande educatore e poeta volle nell'istituto ginnastico da lui fondato e diretto, a Stoccolma, innalzare la materia, di c-ui egli tanto era studioso, all'altezza di scienza, épperciò essa può in reali.a chiamarsi ginna~tica fisiologica, come quella di cui ogni parte mira non solo ad un fine educativo, ma ad un fine curativo, dire!flo. E ciò non perchè _essa valga solo per chi non sia perfettamente sano e debba per mezzo di essa cural'e e guarire la parte màlata del suo corpo; ma perchè essa in ogni suo eserc:zio, in ogni suo movimen to ha la sua ragione .nella conoscenza pr0fonda del corpo umano ed è perciò mezzo di perfezionamento di· ogni parte di esso. Seguendo questo principio fondamentale, essa mi ra al funzionare, più che sià, perfetto degli organi interni e ri conoscendo come fonte della vita i visceri del torace innanzi ad ogni al~ro , cerca prima. di ogni cosa di far r espirare bene. Che invero, solo quando una cre,a tura umana respira pienamente, liberamente, con larga e possen te lena, essa può dire di vive1'e. L;aria purissima, che deve nutrire e mantenere le sue forze interne, è il primo fondamento di salute e Ling ne ha fatto, èon metodo sapiente e mi-rahile, l'appoggio priino della sua ginnastica, che è vero frutto di fisiologia ' ed igiene saggiamente studiate ed appli ca~e. Grandissima importanza ne venne perciò allo studiò della ginna~tica che s'insegna a Stoccolma in un grande istituto, .non tenuto in conto da meno delle università di Lund e di {jpsala. Le tre sezio ni di esso, cioè quella che prepara i maestri di ginnastica medica, quella . per i maestri di . ginnastica pedagogica e • quella. che deve formare valenti istruttori di ginnastica per l;e:;er<cito (frequentata da ufficiali), acc·olgono tutti coloro che in Isvezia si dedicano. all 'insegnamento di tale disciplina. In nessun'alt!·a scuola uno può diventare maestro di ginnastica, e non vi si è ammessi senza uµ esame che provi come si possieda un largo corredo ' di cognizioni .e tutte quelle disposizioni fisiche che possono rendere più atti all \tffici o a. cui si vuol giungere , Là fiorisce la teorica medica. dei movimenti che deb'bòno portare ad ètfetti di così perfetta util ità per certe cure, , di là parte l'idea


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DELLA ,GI,NN ASTICA. UODER!>A

i>EI ,LA G1N'N.1ST1CA MODER NA.

. tipo del Nfassage·, .che ora comincia a farsi stràda anche da noi, e , di molti aHri esercizi i quali vengon9, . a m.ano a mano, · spedalizzati, dalla forza di res;stenza sempre crescente che il maestr~ vi oppone. . , E, se dobbiamo giudicare da quelli chepraticano tal~ ginnastica, dallo sviluppo normale e bene ordinato delle membra del loro corpo;, è pur for~a conve~ire che essa ha la sua giusta ragione .di èssere, nel rendere così prpporzionato lo sviluppo di LL! tLO il sistema muscolare di cui l'armonia non . rimane per nulla t,)cca o guasta, anzi vi guadagna.in 1nodi;, grandissimo. Nessuna esagerazione quindi della. µmana forma, inquantochè si eserciti più o meno qualcuna delle sue, p~rti, nessun ..aspetto di al Ieta fra i più forti, i più vigoro~i, i, piàaddystrati ginnasti seguaci di Ling :. perchè soltant<J lo sviluppo ~ccessivo ~i singoli gruppi di muscoli può dare tale aspetto, che ricorda l'antico gladiatore, non più uomo, ma forza bruta e . . strapotente. Ed insieme a q9,esta bell!l e ammirabile armonia di fo rme, una forza .immensa.do,vu~a allo. sviluppo p~rticolare degli organi respiratorii. La misura d~lla circonferenzà del torace, nei soggetti bene esercitati, dà 1,15: centim,etri all'inspirazione e mo centimetri alla espirazionP., cioè una difJ~renza di 15 centimetri. Inve.ce nell'~omo · ordinario' questa di.fferenz;t non è.che di 7 centimetri normalme.nte, il bravo ginnasta svedese non fa che 9 respirazioni per minuto; . l' tiomo .ordinario inve~e arriva fino a 15 ed anche a •I 8. L~ possibil.ità dei più grandi sfQrzi negli es~rcizi ginnastici dipende precisamente dal particolare sviluppo dell'attività respiratoria.. ·

' Essa veniva praticata dapprima, nei Pilantr:.,opùii, di cui il -primÒ venne fon~ato da Basedow a Dessau· nel 17·74-, e consisteva · 1tegli esercizi che con nome moderno noi diciamo di ·ginnastica ~le- · mentare, ed i quali portavano la pratica di quei moltissimi giuochi infantili insegnati per ·educare la mano, l'occh io, la voce, e in generale tutti i sensi fisici dei bambini. Questo sistema, seguito poi e perfezionato da Gutsmuths, da Peslalozzi e da .Froebel, fo. il primo che introdusse nelle scuole tedesche la ginnastica. Ma, passati altri· pochi anni dal suo sorgere in Germania, essa divenne il più potente mezzo d1 educazione na1.ionale, ·portata a quell'altissi mo grado di forza e di grandezza dallo spirito innovatore di Jahn, sol.dato e ginnasta, che voleva eri usci a preparare colla ginnastica la gioventù tedesca alla rivend(cazione dei proprio paese. · Fortemente convinto e fervido fautore coll'opera costante e sempre v,iva dell'ideale·che lo animava, Jahn inna.Jzò per primo la famosa bandiera ginnastica col motto (Frisch. Frei. Frolich. Fromm.) li- · b'ertà, forza, autonomia, glori:1 de!la patria I Da ciò sorse .il così detto militarismo che informa l'idea della ginnastica tedesca, portato al suo limite estremo in pro della terra natia da11li insé/'fnam·enti della palestra non solo, ma anche dagli · ' e"caldi discorsi " ispirati che, ad ogni fine di. lezione, quel grande maestro e grande patriota, pronunziava innarn:i ai suoi discepoli. Rinforzare· la volontà e fare del corpo, ad ogni tempo, un servo destro, abile e pronto, a disposizione di un animo forte e di un fermo carattere, potendo cosi a qualunque ol'a suoni la battaglia, dare alla patria un braccio capace. di difenderla e di guadagnare per lei vittoria e trionfo sopra ogni sn0 nemico, questo è il fine di quella ginnastica che contribui non poco alla formazione dell'unità germanica ed allo affermarsi stab,ile e forte della g1:a~de patria tedesca. Riconosciute da così validi risultati la bontà. e là. necessii:à, della ginnastica nelle scuole, essa Yenne intro.dotta in tu~ti gli istituti di educazione, cercando assai più la sostanza che la forma. · Nelle scuole primarie e nelle medie già si è cercato anche lit, do,,e semprn essi ·erano stati in fiore, di b;mdire tt1Lto ciò che può rassomio-liare ad esercizi atletici, informando l'insegnamento a norme pedagogiche e scostandosi perciò maggiormente dall'Inghilterra, che prima, su questo terreno, vi' aveva assai più assoluto dominio.

'. ' III,, . ,I

In Germania, dove. vivissima ferve la lolla fra la ginnastica scien tifica che ci venne dal Lin~, come già vedemmo, e·quella del Jahn che può chiamarsi militare_,.dal forte spirito patriottico che la anim~ , vediamo ora come ed in che modo essa si insegni e quali ne siano i frutti. . ·- . .

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I')


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\ DELLA GINNA!'>TICA MODERNA

v,

Ad ogni modo, i maestri seguono scuole diverse, che presentano in realtà differenze tra di loro sostanziali, come quella di Ja'hn, che portò il primo impianto di questa istituzione alla German ia, e vi fu quindi seguito dall'Eiselen e dal Massmann, quella di Adolfo Spiess a Dresda e quel.la cl,i O. Yaeger a Stuttgarda. Della prima già considerammo la parte più catatteristica, che torna tutta in beneficio dell'esercito, dandovi dei giovani agili e forti, piegati alla resistenza ed alla fatica - la secondo, cioè quella dirella dallo Spiess considera la ginnastica sotto un triplice aspello, cioè di scienza, di a1t~ e di giuoco. Per seguire questo ordinamento gli allievi debbono dapprima fare una serie di esercizi e di movimenti graduati , secondo le prescri~ioni della scienza, allo scopo di c~lt.ivare la forz,t dei muscoli, la morbidezza delle membra e la salute del co,;po, per passare poi alla ginnastica libera, in cui essi possono scerrliere, fra quanti furono loro insegnati, gli es-ercizi che vogliono" e finire quind·i colla terza ed ultima parte, quella·del giuoco, in cui e,,si si raccolgono in grup'pi per stabilire il giuoco da farsi e le leggi che lo devono regolare. . Questo metodo d·in segnare la ginnastica pnre che racchiuda in sè molta pa rte invero di bene, quando questa divisione di scienza da arte e da giuoco non fosse cosi fissa ed assoluta, e portasse invece, nell'insieme quanto di tali tre parti essa debba prendere di bello e di buono, completamente unilo e fuso secondo le buone regole della pedagogia. . Nell'istituto ginnastico di Stutlgarda, fondalo e diretto dal proJessore J aeger, vediamo in vece riportala, il pi ù che sia allualmente concesso, al carattere atletico che i~formava la ginn astica greca, quella moderna. , Abolito, se non interamente, l'uso degli attrezzi, i pochi di ess·i che si trovano nella palestra de! prof. .raeger, non debbono servire ~he . per i ragazzi superiori sgli anni ,f 4, e si riducono al più isigu o 11umero ed alla più grande semplicità. Docilità , obbedienza assoluta negli allievi, e simultaneità non interrotta mai nella esecuzione degli esercizi, formano le hasi prime su cui tale sistema si fonda, seguendo per esso con somma solleci tudine lo studio e la pratica del le armi da ti ro. A Monaco di B,n-iera, a Francoforte, a Darmst.ald, a Lipsia, a

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DELLA GINNASTICA )I ODE!ù'\'A

Dresda, Weimar, Heidelber).(a e Colonia esistono belle ·e grandi palestre i11 cui con metodi diversi,. come prima si· è accennato, s rn·errna la rri nnastica: ma se diverso è il metodo in esse ~egui.Lo, per ;u~t(1 uou:Ie vi è l'amore e l'ardore con cui i cittadini si, dedicano a tale disciplina considerata al suo giusto valore in ~·gm paese ~ da ogni persona colta; ad essa si dedi?ano m~lt:e ore d1 scuola, co~ zelo grandissimo da parte dei mae$tn , con g101a e profitto sommi da parte degli al unni. . . . . . . . Società. oinnastiche e d1 nuoto v1 fiori scono rn,-grande nnrne1o e portano d;ppertutto quella calma serena della forza che si senle,_ q~ella lieta preponderanza animat~ice e vitale che sono le doli più belle della giovinezza. sana e felice. . . ~el pomeriggio dei giorni di vacan_za non nelle. palestre soltanto si vedono molli e baldi giovinetti che liberamente s1 abbandonano al moto ed alla gioia, che sempre alfa loro invidiab!le età Io . ac~~n:1pa~ ,na , ma essi vanno esercitandosi altresi in gare d1 forza, d1 ag1hta.ed1 ; osi:;teuia negli ampi piazzali di giuo,co, aperti per la ~iove~tùstud1osa in molle città germaniche, come da quale.be anno s1 pratica anche a Berl ino con ~era soddisfazione tanto di q1Lelli che ne approfittano . ' . . . . qnahto delle \oro famiglie che sanno come I g1ovan1 possano r.os1 · pt1ssare.le loro ore libere in un ambiente puro e sano, e guada~ gnarvi assai non solo dal lato dell'igiene, ma anche da guello della morale. . . Degne pure di uota e di servire di esempio so_no a'.1~ora tn Ger· mania le società.di ginnastica e di scherma delle 11nivers1ta, chehann? tulle memorie gloriose e tr:ìdizioni patriottiche che ne formano 11 vanto principale; e vei·tunente mirabile è_ l'o~·din~ e 1:amore col. qual.e le va ,·i e studentesche ne seguono le lez1on1 e v1 at1.1ngono e v1 coltivano quell'elevato sen timento di amor proprio c.h~, cosi_i~teso, può ispirarli alle più grandi e nobili. cose: P1.'ofesso~·1 11lu~tri rnsegnan~ . · ,,innastica in queste palestre un 1vers11ane, ed 1lluslri non solo pe1 r'l. parte che essi hnono nell'istituzione di cui noi s~iamo .facendo lodcvolf\ menzione, ma bensì anchè e pri ma - la g111nast1ca pure ~ e lo perdoni - nelle scientifiche e lellerari e discipline, le quali in crenere essi profes:;ano nelle univer:;i tl1 medesime. ;ei nostri annali ginnastici,· fornos\1 è rima~lo il discorso pronunziato qualche anno fa dal deputato_Vir.chow in favore della re· I')

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DELLA . GINNASTICA MÒDF.RN.-'-

·DELDA. GINNASTICA ilIObERNA.

lati va is_truzione che egli voleva di molto accrescìuta nei pro1,trammi d·elle ·scuole secondarie e normali. Specie per queste uHrme chiede.va egli di compilare orario e program·ma d'insegnamento, dopo , avere estesi di ·molto i limiti prescritti per le scuole primarie, essendo fuòri di dubbio che i frequentatori delle scuole normali, quali futuri -maesfri delle scuole primarie, dovevano ricevere un'istruz·ione ginnasti'ca assai _m·aggiore di quella che più tardi avrebbero p9i do".llto essi stessi impartire nelle scuole popolari·. L'eminente uomo · di -Stato allora perorò pur.e caldamente la causa della ginnastica femminile, ponendo come indiscatibile e da tutti riconosciuta l'utilità non solo, ma la necessi_tà di que,;to insegnamento per le ·fanciulle, e domandò che si istituisse tosto una buona scuola normale di ginnastica femminile, per averne poi buon numero di maèstré atte 'a portare nelle scuole elementari delle fanciulle tedesche, col sorriso e la grazia riaturale della donna nel movimentò e nella vivacità, anche la salute e la forza, delle quali essa ha assai più bisogno di quanto , naturalmente le si conceda e di quanto . generalmente si cerchi che ella possieda,. La Germania adunque dai brevi cer{ni che ne abbiamo dato _è il ,paese dove più si trova coltivata ed estesa la ginnastica, pel-chè essa non solo viene insegnata e· praticata nelle scùole, · perchè il · programma, porta questa materia ·ru più, ma bensì seguita a farsi, con vero amore, dai giovani che seguono gli studi universitari e da ,quelli che terminata la loro prima istruzione, si sono dedicati al · commercio e ad altri impieghi; e s~guita a farsi anche, come parte integrante del servizio, dai soldati sotto le armi. Ecco il vero :militarismo di essa e rion di nome ~òttanto, unito però sempre alla tendenza atletica che guasta e disvia l,a ginnastica tedesca, la quale, se venisse' resa all'idea prima di pedagogia e di educazione pratica, formerebbe di per sè sola la forza· ed'ucatrice del popolo intero. Perchè essa è padrona, per il numero di persone che la fanno di tutte le classi . sociali della Germania, e può anche dirsi; oltrechè militare ed atletica, ginnastica sociale. Essa forma da sè una forza ed un imper:o appartenenqone la pratica al ,:icco ed àl povero, al fanc iullo come a.ll'adulto, al borghese come al titolato. Trasmodando però nel· carattere s~o, cioè portando le sue esercitazio11i al grado di sfoyzi che troppo ricordano gli esagerati fini che si propone,'D no

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gli antichi atleti, essa· perde forse ·non poco del suo · potere ,im.menso, il quale se, ristretto nel limite dovuto secondo le etii e la capacità degli alunni; secondo la loro attitudine fisica, e molte altre. qualità relative, 'Cl1e; si considerano nella ginnastica scolastica, sa~ rebbe certamente il più grande e completo trionfo della moderna pedagogia I

IV.

M-oÙo di quanto abbiamo detto d'ella ginnastica in Germania si pnò· applicare anche alla Svizzera, do,ve·essa vi fti coltivai.a con mirabile successo; come mezzo di educàzione civit·e- e militare. Anzi , in questo paese, la ginnastica ebbe, sotto ce1;ti riguardi, un tri onfo maggiore, naturale d'altronde nella! terra che le · dava ricetto ed onore, mercè il felice accordo fra le istituzioni scolastiche e militari della libera Elvezia. . I . · Resa obbligatoria in tulle le scuole essa vi s' insegna secondo le - prescriz.ioni <lei « Manuale Ufficiale >> adottato, e non vi ha paesello e 11011 vi ha scuoletta, per quanto lontarii e di poca importanza, in cui il Consiglio Federale non aiuti , con ogn i possibile niezzo di cui dispone, la regolarità· e l'ampliarsi sempre crescente-di questo- in· segn·amento. . Il quale.vi è in perfetto dominio d'elio Stato, come part~ vita le della scuola, che è· sola preparazione civile e militare dei giovani alla loro riescita· futura siccome cittadini e soldati. · · Degna di 'àmmirazione e di' lode per q1,1esta parte che in sè unisce il potere pedagogico colla forza della legge, la ginnastica in !svizzera però, per il metodo seguilo nell'impartirne le lez.ion r, tende all'atletico , cioè allo sviluppo n~n moderato di certi muscoli, dei quali si esagera l'i mportanza quin.di, ,l'esercizio troppo coniinuato e talvolta·anche un po' forzalo, a danno di altri che rimangono inoperosi o sopraffatti dall'estremo espandersi di quel! i a cui si rivolge ogni. cura di chi insegna. Ecco in ciò la ~rançle differenza dalla ginnastica di Pier Enrico Ling, che mira a che poi? a far stare 29 -

At,;NO XU:IV, VOL. lii.

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DELLA Gl.NN AST JCJ. MOO E BJKA

DEJiLA OINNASTICA MOD&RNA

bene l'uomo innanzi t.ullo, sopra tulto, $0Dza cercare più specicil . mente altro . . È vero che, quando la ginnastica ha rag-giu nto il fine di regolare , fisiologicamen te le fu11 zioni di tutti gli organ i dçl corpo umano , . essa ha fallo 110.n poco; parmi - e 4uasi, quasi parmi anche cbe pocò le si possa chiedere di più . Ed ecco anche qui la lolla viva fra Jalin e Ling, con preponùer:mza del primo - per forza della vicinanza certamente. e del carattere dei due popoli, cosi poco dissimi le, specie· se consideriamo dell a Svizzera qualche paese e qualche scuola speciale. E certo però che le grandi fesle ginnasliche svizzere, le quali sono vere feste nazionali offrono un interesse grandiss imo e danno a molli altri paesi' che si vantano pi il grandi per estensione di terre e per mem,>rie storiche, ed anche per modarno potere, lo spettacolo bellissimo di un popolo animalo dal più fen;ido spirito di unione e di progresso.

con grandissimi elogi dedicati alla preci sione ed al potente valore igienico degli esercizi eseguiti dalla squadra dei ginnasti svedesi. . La più chiara ed estesa esposizione della ginnastica che si pratica, nel!' ind,ustrioso Belgio, che, senza· essere niente cli speciafe, porta·in sè caralleri distinti ed anche scelti bene e, sopratullo, ' adatti al fine e z:nolto pratici, secondo lo spirito degli abitanti, ci venn e data, poco tempo fa, dal chiaro direttore della Pale.stra nor · male, di Anversa, il signor .f. l\ appel, maestro espertissimo e colto. nella sua opera: « La gymnastique ou le maintien et le (( nwuoeme11t de l'lwmme sain » (par Kappel, Anvers, pri x: 1O francs) . ' È facile il defi nire il sistema d'insegnamento ginnastico belga, accennando ad un bello e buon libro che cosi diffusamente ne parla c.:ome quello, senza definire nessun' altra questione o pronunciarsi io proposilo con un'idea nostra od anche solo - come generalmente ' si usa - con un'osservazione più o meno gi11sta e peregrina su ·quànto già hanno detto gli altri ,b su quanto gli altri fanno: ma data, « lant bien qµe mal ~ un' idea di quello che si~ la ginnastica svedese , tedesca e francese, possiamo aggiungere soltanto che la belga p,,co da essa differisca, inqnantochè essa sia scientifìca com e la prima, insegnata dai discepoli del Ling, militare come la seconda, insegnata dai discepoli di .Tahn, ed infine pratica, decisamenre pratica come l'ultima de.Ile tre nominate, se insegnala da maestri, più animati dalla m·òcterna seno.la, sorgente dal conflitto tra i due metodi, e come portant~ in sè il segno del carallere di essi, senza averne le esagerazioni. · . . Togliamo dalla Gyinnastique Scolaire, organo uffìciale della Reale Federazi one dei propugnatori della ginnastica nel Belgio le parole seguenti, che val gono a formarci ,un concetto del punto a cui essa è arrivata: « Car, il faut ·bien le reconnaitre, e.elle organi - , 11 sation sè developpe et se perf~ctionne,. et une à une les difficultés « sont levées , les obstacles abattus. Les installations manquenl eh- . « core en beaucoup d' endroits, et e' esl là. la plus gl'osse pi erre « d'achoppement; mais depuis que la loi de 1881 ll autorisé le Gou<< vernement it intervenir, par des subsides , dans les dépenses qui « entrainent l'édifìca.tion des locaux et l'achat du matériel, beau«.coup d'écoles sont mieux outillées et le~administrations pl us di;;« posées à s'imposer quelques sacrifices »·

·v. Da non molti anni , ma co n opera efficàce e costante, a cui attese e.on grande amore e con proposito virile, il Belgio principiò ad oc-.. cuparsi della ginn~stica che in breve volgere di anni vi fu riconosciuta I come obbliga toria nei programmi scolastici e coltivata mollissimo, Lanto dalle classi più agiate della ~ocietà, quanto dall'elemento operaio che nel Belgio conta assai per numero e per forzii, ed il quale trovò nella nuova istituzione il più utile e gradito clélassem,ent al suo hivoro cootinuo. ~umerose vi son o le società ginnnst iche nelle palestre delle qna.11 , come pure in Olanda, trovarono se;_(uaci fedel i e convinti cosi la ginnasti ca svedese come la tedesca. In Olanda però va facendosi assai più strada la prima,· con predominio di numero e di apprezzamento dall'inlicro paese. A prova di questa asserzione rico rdo q11 i come la giuria del Congresso-ginnasticodi Anrersa terminasse i suoi lavori ed i suoi giL1dizi

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Ed aggiunge in seguito: « Un bon· nombre de ~lj\,1. les ·préfets · « ét directeurs, ayant constaté que là: ou la gymnastique est bien « enseignt~e elle e:;l un élément d'ordre et de discipline de ba1ite / « valeur ... » essi J'a,iutano co~ tutie le_loro forze;· fannò frequenti relazi'oni al minislel'O, sn quest'insegnamento; riconoscono la 'oravura dei maestri ché l'insegna-no, ·1i p11opongono per promozioni e onorificenze, precisamente come si fa in ogni isti tuto per qualsiasi altro ramo d1istruzione. Una pa1'Le nuova viene ora a. farsi strada anche nel Belgio per ciò che rig11:arda l'educazi.one fisica, ed essa è, come in tulli gli altri paesi, rappresentata dai poetici giuochi, dai giuochi liberi che ci devono trasportare alle feste ol'impiche, ai trionfi della forna fi sica in Grecia, o ·almeno, al loro ricordo, ristretti e ridotti tome essi · ci appaio-no , secondo ogni altra forma antica che per i giorn-i nostri si voglia adoltare, alla modernit,à nostra, non sempre cei·tamente : grandiosa e libera, ed! artistica e bella nel senso che i Greci l'inten<fevano. i\<h, 'comunqne sia, pe~ l'innuenza esercitala da ogni idèa éhe si p}esenti come compimento e perfeiionamento di quanto già esiste. per il bi sogno innato nell'uomo di mutare, sempre cercando che sia in meglio, e di aggiungere a quanto già egli p'ossied·e e domina un po' anche per la naturale tendenza a provare, dagli individui e dali'e nazioni, quanto vien fattÒ da aitri ind1vidui e d:a altre nazioni, 'da qualche anno anche 11 governo del Belgio fa molti sforzi .e- Lenta numerose prove per :nlroch;irre i' giuochi in tut:te-le sue scuole, in oglli loro ~:a.do, consider3:ndoli in realtà come -un elemento serio ed utile dell1edncazione_fisica. , Il valenle e ben nolo· cultore ed ispeuore della ginnastica nel Belgio, l'illustre colonnéllo. Ooc:x medesimo, prominciava a q1ìesto proposito, Ì[l una deHe sedute dell'ultimo Congresso le segHenll parole: « L'in!luence rnoralisatrice de la. plupart des jeux est reconnne; « il est constaté que lès jenx perfectionnent les sens. développent « l'adresse, la dextérité; les forces et .entretiennent l'ésprit de ca· (< maraderie. Les insti tuteurs le_s ilégligent et oubl ient s0u ven t' «· <JtL'ils formenL un élémeoL des plus précieux d'éducation ! » E vi accennava anche però al-l'esistenza, non .nata ora soltànlo. di mòlti gii10ehi i'ndicatl nei programmi ufficiali di ginnastica, !amen-

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tando però la dimenticanza e:quasi -i,l di.sprezzo in cui "essi flengon~, . o cioè - veoi,vano tenuti, p1·i'ma ch·e il ve·rbo novo ,portasse ·la formula: Gilloco libero! · . • E rilevando con finezza ed ar.guta precisione la teoria e le de. scrizionì di molti fra questi -giuochi che non brillano per no'me solo .nei programmi scolastici del Belgio, egli cosi·-cohchiude ·il suo .bel discorso, interessante e pratico) che ci ,pr~seHta con rara chiarezza il quadro di qmmto si faccia nelle scuole cli cui egli é l'ispettdre, ed un po' anche in altre scuole che egli fdrse non ha vedute mai, e del modo con cui si svolgano. i- programmi specie ·di ,ginnastica: « Enseigner et foire pratiquer tOù'> les jeux à l'école et chercher « à les faire entrer dans les familles au meme titre que. Ies travaux. « à l'aiguille et le.s exercices de mémoi re, 'Voi là le but auquel nous « devons viser. _(Applaudissements) ai quali n'oi unianilo. pt1re i nostri, bcnchè postumi perché persuasi che proprio il giuoco debh1t - crescere e prosperare a questo titolo, senza· sfrona-are e sfrullare inlerament.e la bella e ~obusta pianta ginnastica, di cui esso éJìglio. '

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I VI. .

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. Il colonnello Amoros introdusse verso il. 1825 in Francia la pratica della ginnastica e fondò a Parigi \lfla grande palestra.pubblica, dove primi si . adde~Lrarono i famosi sapeurs -po.mpiers, dai quali poi l'insegnamento ginnastico passò _come ebbligatorio, a tu tlo l'esercì to. La bella -opera Gymnastique et m orale in _cui si e.spone il vero carattere del metodo Amorosiano, che rimane come qùell-0 <!el paese in genere, ci dà· una idea giusta b·en definita del ·come fosse allora intesa ed insegnata la ginnastica in Francia. dal suo primo fondatore e maestro. · . Ed assai si lavorò sulle sue traccie senza che grandi frutti ne venissero, perché - e lo riconoscevano i . Francesi stessi + e'è-tait poii:r la forme - in pri.mo gr~_do. Ma venne· il · 70 - e

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dopo allora la forme non bastò pili, ed Eu11ène Paz che fondò e . diresse _per molti anni il « Grand 9'ymnase de Paris· » trovò ben pili., se?uaci animati e convinti, e discepoli diligenti al.le. sue lezioni I (,~s1, duramente ammaesl.l'ata, la .Francia rivolse,. d'al lo1:a in poi, ogni sua cura a ritemprare e ingagliardire la propria ·fibra. principalm_ente colla ginnastica , per fare della sua' gioventù, quella gioventu forte e fortemente educata che forma il più valoroso eserci lo e lo conduce alla villoria, sempre. . E_d eccola cercare nelle palestre gi nnastiche, cresciute in pochi anm ad un grandissimo numero, seguendo le teorie dell' Amoros i mezzi di aveni «· dei soldati fo rti , nervosi, rolli a tutti gli esercizi « ~el corpo, in trepidi, sprezzanti di ogni pericolo perchè sentono « m loro la fo rza che dà il coraggio e l'audacia che fa gl i eroi. » (Cosi dnl 1'/oniteur O'(ficiet del maggio •1887). Si migliorò, pratica ndolo, il sisLema primo, e lo si venne studiando e collivando, non solo sotto l'aspet~o igienico e militare, ma anche sotto l'aspetto scientiuco. · · Dapprincipio vi segu.ivano, pure molli esercizi atletici, che poi vennero totalmente abbandonati, schierandosi piuttosto dalia pa·rt.e della scuola moderna, che tende all'esercizio delle masse senza . . ' pero_ arrivare fino alle esagerazioni di' essa in questo senso, le quali ta lvolta escludono quasi completamente la buona ed ic,ienica gi~_n~sti?a in~ividuale . .Di quella ginnastica che rappresen~ proprio il t,po d1 tale insegnamento, come vi viene descritto da un deputato francese dottore in medicina, da lla tri buna della Camera: « ... c'est surtout sur l'enseignement de la gymnastique pro« prement dite que vou devez ìosi~Ler, parce que la gymnastique 7 « a sur tons les a:uLr·es exer·cices du corps, celte incomparable su« p_ériorilé, c'est que seule, elle est une méthode de cultul'e phy « s,que; seule, en effet, la gymnastique conçoit un ei:isemble « d'ex~rcices qui lui permettent de passer méthodiquP-111ent et sue« cess,vement en revue chaque compartiment de l'appareil muscu. « laire, seule elle sait meure en jeu un groupe physicflogique dé« términé, po11r y remplir des indications spéciales; seule, en un « mot, el le sait graduer le trnvail musculaire, le foire vari er entre « l~s l_i mi~es les plus exLrcmes; elle le mesure, elle le dose, ponr « ams1 d, re, avec une précision . merveilleuse et c'esl pour cela • •

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« qu'elle est également bienfaisante pour !es natnre.5 _lès plus dé« biles et ponr !es constilutions les plus vigourenses . >> Sostanza otti ma sotto una forma bella e chiara che ci dimostra bene come in Francia sia pul' sorta, limpida e splendente, l'idea · di una ginnastica razionale e nazionale, che_sarebbe il sognato perfezionamento di .quella che ora vi si insegna e vi si studia. Il discorso, da ctii rilevammo queste belle e buone parole, pronunciato dall'illustre. D. Blatin, membro del Comitato Permanen le del!' Unione delle Società <',innastiche della Prancia, dopo avere ben postata la questione del la necessità che non ammette indugio di una educazione fisica ben dirella ed attiva, che riesca di v,:ro beneficio, · afferma che si è obbligati di riconoscere come in tillle le classi della società la nostra cosideua moderna civilizzazione ab bia umi: tendenza decisa a indebolire il corpo. Egli, ritornando su studi storici che ricordano ·come pur troppo nella SLta dil el'ta Francia, fin dal pri ncipio di questo secolo, abbiano dato il loro sangue alla patria i suoi figli più belli, pili forti, più robusti cd anche più giovani, senza avere ancorn potuto lasciare una famiglia, trova che vi ebbe_ in conseguenza « nne sorte de sélection it re« bours qui est faite poni· préoccnper les esprits les plus sérieu'\ « et qui n porlé une nueinte coo:;idérable tt notre race , » epperciò fa il più caldo appello all'energia dei patrioti perchè, uniti, lavorino alla no bile meta di rinfrancare la vita fisica della ·nazione, chiamando in sno aiuto l'opera delle Univ ersità! Perchèèl'Académietypiqùe che più di tutti e meglio di tuui deve sapere i benefizi portati da una educazione fisica saggiamente intesa, e di Grecia e· di Roma, e di quante storie di lotte e tl i trionfi, in <•gni ramo dell.a scienza, in ogni manifestazione artistitu· ed intelletluale, otlenuti sempre quando il corpo era sano e forte. Pei·ch~ infine « le coi·ps bien mieux que l'esprit, se préte d'une « façon merveilleuse au perfectionnemént et à l'éducation l et cell e « rualléahililé singulière » . . . . . come egli dice è quella istessa che ci indica doverosa e voluLa la coltura del corpo umano, potendo, col l'esercizio muscolare riescire a trasformare le pi ù deboli nature, a modificare profondnmen te l'organismo, ed a rompere, per così dire, la catena delle eredità e preparare r.osì le nuove generazioni che possederanno assai pnì di noi quelle qualità di resi.:. 1


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D~LLA GJN!>AS'flyA MODERNA

stenz~ e di co~fidenza in se stessi, che formano;, a,près loq,t, la condizione J>rima della prosperità e de.ll'indi;pendenza.delle1 nazi<rni . Questa, voluta .dal chiaro oratore,.sarebbe la vera .ginnastica · compensativa della troppa applicazione allo studio che si e:-ige da.Ila gioven~ù, che già va facendosi strada in ,Francia con molto vigore, sorretta, come essa è, da Lt0mini sommi che se ne occupano e .ne scrivono e ne discutono in Parlamento. Esiste pure a Parigi una scuola di l;)ainnastica . medica ' secondo il sistema di Ling, il) c.ui essa ha carattere qua.si esclusivamente curativo, spec,i~ per mezzo del massar;e al quale la moda comincia a pagare largamente il suo tributo. Ma_è innegabile sempl'e che quella per cui finora si fece e si spese di piµ, dalla Francia, è la ginnastica che .se()'ue l'antica ìdea. .di Jahn, fedele al principio proclamato da Pani Dé~·~ulèd~ : « Imitiamo il nemic,o » innalzando la bandiera del soldat0! A tal fine y~mne,ro istituiti i « battaglioni scolastici » in cui gli_ allievi militari delle scuole primarie e secondarie, al · disopra de, 12 anni, s.i riun.ivano per gli esercizi ginnastici e militari. Per .e~si i comuni stanzia.rnno molti den.ari che si spendev::ino in principio, con un entusiasmo straoMinario, eguale a quello suscitato dal loro sorgere in ogni paese ed in oani classe sociale della Lai~ lieta popolarità Francia, COII)e i veri rigeneratori di essa. si perdette e svani tosto, per questi battaglioni in miniatura che vissero cosi come un fuoco di paglia, non dando essi dei risultati seri , ma abbassando anzi l'idea della ,vera ginnastica ~ti le che essi· d?vevano rappresentare col ridurla alla figura, a,Ila comparsa sce111ca. Contraria ai principi di una ~ana pedagogia. la reggimen.tazione dei ragazzi nei rigidi quadri di un piccolo esercito, la disciplina militare che non ammette àlcuna spiegazione, alcun ragionamento, alcuna obbiez_ione, ~ oppo si avvicina, data l'età .d(}ll'a;lunno, all'antica èduci1zione gesu_itica che uccideva prima. di tuuo, ogni individualità. · L'ins.egnarpento dogmatico, ridotto all'obbedienza cieca che fa la for~a di un esercito vero, falange immensa e vigorosa che obbedisce senza discutere, dimostrasi· in vece contrario -aH' istruzion~, su c11i è.basala tt~tta la nostra educazione n':}uva. La quale deve por.tare in_sè, nel suo _s.istema intero, il sentimento della disciplina

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DELLA GINNASTICA MODERN A.

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come risultante da ogni sua manifestazione, comeconseguer1za.natu-· raie di ogni suo studio e non credere di ottenerlo, q.uesto sentimento preziosissimo che corregge e piega, rianima e ravviva, co n poche ore alla settimanit d'insegnamento .mili tare ... Per quanto generos1!, e b·ella fosse dunque l'i(\ea che ·suggeri i riattagl1oni scolastici, essa già era stata applicata in !svizzera, ma ' seriza successo, e nel Belgio medesimo, portata in discussione, non venné adottal; mai .-.Con. ragioni moltissime contro, la prima delle quali, buone intenzioni a parte, è che <; prima di far ,toro maneggiw·e un facile , è neces~ario che (fanciulli abbiàno la forza di reggerlo!» ,- ·ragione dopo la quale pàrmi non sia necèssario di schierarne 111olte altre per provare di essa la grandezza e la verità . · Amore -santo della patria, che ispirò il grave e costos1s.s1mo errore, sarà anche quello che Io scuserà agli ocèhi di chi giudica più frèddamente, cercando il poi anche nell' entrainement de la parade . I Ed è per tale ragione che i partigiani dei bataillons sullodati veggono diradarsi le loro file ,con tanta rapidità. Su tale argomento vi furon0 delle lunghe e vivacissime sedu_te al Consiglio municipnle di Parigi il _quç.le stab_ili, per 01:a, di fissare per [!avvenire un minimum di statura di metri 1, 38, ciò che porta per conseguen~a . l'eliminazione dal piccolo esercito di circa 3000 fanciulli che 110n oltrepassano, pE!r · la maggior parte, gli undici anni ..... Figuriamoci 0 Ji altri! · . Ma tale disposizione è transitoria, e non si potrà a: meno che venirne tosto, sul parere di persone competenti, all'abolizione completa dell'istituzione, nulla non solo, ma nocevole. Ed ecci) che,, dalla cagi one apposta da molti a questa cattiva rie- · , sciLa dei battaglioni scolastici, alla troppo tenera ·età degli scolari, si fece la reazione in favore dei battaglioni degli adulti, che sa\~bbero composti da g!ovani ·a partire dall'età di 17 anni, per ·i quali verrebbe resa · obbligatoria l'istruzione militare coi relativi esercizi. Misura questa che diede luogo ad una pepz19ne generale~ firmata dall'Unione delle società. ginnastfohe della .Francia, dalle quindici associazioni regionali di ginnastica, da tutte le società francesi di ginnastica e d'istruzione militare, dividenti tale modo di < ' . •

1')


vedere, e sopratullo desiderose di difendere i loro interessi, conformi in tuùo a quelli altissimi della patria. Sulle ragioni portate in loro favore dalle societ}lginnastichè stesse e che si compendiano nei seguenti Consider,ando, da cni ognuno . può riconoscere la giustezza ed il valore, è facile· dare un ~indizio. Considefafldo che: Le socie_(à di ginnastica e di istruzione militare, auualmente esi stenti in Fran(:ia, sono nate da privala·iniziativa; . · Che ' esse funzionano ,senza essere ufficialm6i te 7'egola-

. mentate; Che rendono al paese molti e .seri servizi apprezzati da tulli; Che formano degli uomini robusti , agili, rotti ai disagi ed alla fa tica, soli.cli camminatori, .bravi tiratori e; sopratullo, disciplinalt

volontariamente;

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DELLA GINNA STI CA llODERNA

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Che sono esse la vera e sola scuola preparatoria all'esercito; Che 'possono venire impiegate con profitto per ottenere la riduzione del servizio militare, concedendo, aJrarrivo al reggi men lo, vantaggi seri e durevoli ai giovan i che provino di avere avuta una . buona istruzione pratica e di possedere una reale attitudine; Che, per confessione medesima di per~one assai compet~nti · nella materia, bastano pochi mesi di ser.vizio sotto le nrmi, per imparare in un modo soddisfacente gli eserci~i militari preparatori che soli si vorrebbero rendere obbligatori nei battaglioni di adulti; Che, obbligando tutti i giovani, dall'età di '17 anni , a ripetere per tre anni di seguito tali· esercizi, non si farà in realtà, che aumentare il servi.ziÒ militare obbligatorio, senza renderli perciò dei soldati più robusti; ,, ' Che al coscritto· non basta il conoscere la sua teoria e di cse· g'uire le manovre, dovendo egli innanzi tutto veriire riconosciuto abile àl servizìo dal Consiglio di léva; · Che solo la pratica costante della ginnastica e degl i eset·cizi fisic i è capace di produrre lo sviluppo del corpo e di fortificarne i · · muscoli; C.onsiderando che l'isti tuzione dei battaglioni di adulti, quale essa sta in progetto, s~rebbe, a breve scadenza, l'abbandono e la disorganizzazione certa delle ·società di ginnastica è di tutte. le società di studi militari attualmente esistenti;

Che infine questo ordinamento ufficiale graverebbe di mollo peso le finanze dello Stato, senza produrre risultati utili ; Fa il voto: Che si aboli sca la parte del progetto di legge che rende obbligatoria l'istruzione militare per i giovani di 17 anni, riserbandosi · invece ìl Governo a concedere vantaggi seri ai giovani che si presenta.no a fare il soldato, uscendo bene esercitati dalle società di gi'nna~tica e d'istruzionè militare; e che si impieghi in beneficio delle società ginnastiche e di istrnzione militare,. aiutandole con sussidi, focilitàndo loro la costruzione di ginnasi, ecc. , la somma prevista per la formazione ufficiale dei battàglioni di adulti. Questa petizione, ri~cà di buon senso e d.i verità sacrosante, riconosciute da quanti si siano mai occupati della preparazione _della . gioventù all'esercito, ven~e presentata al Senato francese, susci tando una calda discussione in proposito. I battaglioni non ebbero vita, ed al le società non venne concesso quanto esse q.omand1wano. ' Vediamo ora in che misura si sia tentala già l'introduzione del giuoco libero in Francia, dove molte voci i uto1'.evoli si elevarono/ in favore di una innovazione, che parè sia voluta più dal bisogno di cambiare, in senso cli progresso, che· dall'aver11, quanto prima esisteva, fatto cattiva o solamen te inutile prova ~i sè. Per cui vi ha pure chi grida, in Francia, contro il sistema ginnastico finora se.guitovi, ç,hiainàndolo dottrinale, simmetrico, classico e faticoso 3:nche. siccome quello ché ha il difetto grave d'imporre, a uso corvée, l'esercizio muscolaré. Ed ecco il povero Amoros lasciato in abbandono non solo, ma disprezza.lo e vilipeso per èssere egli riuscito troppo bene a radi,care in terra francese una pianta così malsana e così poco ricca di frutti, quale si è, secondo i .novatòri assoluti, la ginnastica scolastica, la vera nemica ·della salute della nazione. « La vie au grand air et le travail nature! des muscles » e non palestre, non ginnasi, non ombra dei più semplici attrezzi, non ordine; niente, niente di tuuo· ciò! / · Ma bensì grandi parchi speciali. ove si porterebbero·· gli alunni alternativamente, Il lorn numero sarà per forza assai limitato, non 1

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dovendo essi trovarsi tt·oppo vicini al centro delle città. E, secondo il tempo·v<;>luto per andare e ritornare, secon'do il mimern delle scuole che ne d,>yrebbero profittare una volta ·aua settimana, o due , al più, tempo permettendolo, gli alunni potranno a11 ivare al terreno desiderato, dove finalmente sarà loro dato di abbandonarsi ai Iiberi giuochi ,più adàtti alla loro età ed al Ìoro gusto . Benissimo, sì, nella parte di istituzione di parc~i scolastici, \1 titolo di· supplemento ricreativo, mq ciò non -basta ; male adunque per qL1anto mira, in vista di tale -conquista fortunata, alla soppressione Lo.tale dell_a ,ginnastica. Perchè. la ginnastica è indispensabi le in tutte 'l e nostre scuole, senza eccezione, rispondono oltri Francesi ai troppo fel·vid·i ammiçatori de! foot -batl.e del cricket, senza volerne vedere nnch e gli inconvenientL Tanto quanto basta per un ritorno onorevole verso questi bei giuochi, ora troppo· dimenticati fra di· noi, aggiungono essi, ma non troppo, cioè non il dar -loro lo scettro perché imperino· soli, a detrimento della ginnastica in classe, della ginnastica delle palestre, che può dare risultati molto maggiori dei soli giuochi . · . E, d'altronde, i Francesi medesimi non sono -essi i primi a portare in onore le . sc.uole di ginpastica tedesche, quelle a cui si rico. nosce il merito delle vittorie germaniche1 . Allora, come mai la gin1,1astica di que~ forte popolo, che pure, anche mutata, non è sempre che una deriva,ziorre dei metodi di Ling, Iahn, Clias, .Pestalozzi, ecc., deve essere così ammirabile là, e. così severamente gi udfoata nel paese medesimo che; .per !I suo mel'ito intrinseco, la proclama fautfice di gloria? Forse che il cambiamento di terreno su cui fiorisce la deve far 1nutare di essenza e c~i forma , tanto da renderla. dannosa? . A parte gli appunti che certi . suoi · con.nazionali stessi fanno al colonnello Amoros, il quale éercò sopratutto di rendere diverte.nti gli • esercizi che egli insegnava, è certo che egli ha lavorato non poco per introdurre in Francia tale novità, e che, passando gli anni, e non crescendo sempre il perfezionamento dei sw)i tentativi primi , in ragione del tèmpo, ,non tutte le- scuole di ginna,stica francese . possono· dirsi una perfezione. Tanto più poi, se voglionsi paragonare, specie ora. cqllà questione dei giuochi, a Éton, a Cambridge,

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a Oxford, ed a qualche altro collegio inglese, largamente provveduti di parchi estesi, dove scorrono fiumi da attraversare a ,nuoto, e su cu i slanciarsi su •canoll.i imponderabi!i, di campi deliziosi, creali a bella posta, nei quali la gioven tù fe lice vive e si muove secondochè « piacer le detta~-· · ~ra· .. .. il ma che c'è anche qui come in · tutte -le cose belle e grandi di questo mondo, è forse quello più forte, più terribile e più duro da vincére - è l'inesorabile, l'inflessibile, quello contrn cui si spez;,a la volontà umana. Ed ·è questo lac question cl'argent, la ét:erna . e pur sempre nuova. question d' argent, perchè, anche in Inghilterra, dove non, è tanto difficile come in certi altri paesi del mondo, veder brilla1,e le sterline, quanti - e fra i signori possono gode1'e di tanta perfezione, in benefic io della lÒro educazione fisica? · Calcolando poi sul numero degli abitanti, e non sulle classi ricche • so!'ainente, oh quanti gi0,,ani inglesi, priv•i, assolutamente, privi - nel senso che vi si vuol dare~ dei g·iuochi liberi, eppure robnsli e fieri, aitan ti egualmentè, e tali .da pote,, serv ire di esempio a molta .gio!ventù! . E·questi. come ~emplici mortali, sono cresciuti nellescuol·epuhhliche inglesi, dove però si riconosce anche dal relatore medesimo sulla Pubblica. istruzione ohe.« vi si è trascurata un po' troppo « la ginnastica metodica, la quale deve•servire,a sviloppare simul,< taneamente ed1 armonicamente lnLLe le parti del corpo ». C~m- · cessione preziosa per coloro che tanto lavorano presentemente in · Francia e per !.'introduzione assÒluta dei giuochi liberi .e per vedervi ténuta, nell'ono1:e i~1 cui 'essa si merita, la ginnastica educativa che sarebbe sempre un guadagno forté sull'Amorbs. Dei resto, c'è ragione di sperare che presto la Francia ouerrà, anche,in questo campo, dei risultati posi~ivi ed efficaci,. essendosi subito il Govserno ·interessato alla questione, ed avendo esso dimo:;trato tutta la sua buona volontà di aiutare con ogni mezzo la fe lice riescita finale. Un decreto, in data '1 i.) ollobre 1888 ha nominato una commi ssione incaricata di fissare--le condizioni di un concorso~ da aprirsi . n tale sogge~to . · Concorso che al suo vinci tore porterà un premio di L f.>000, se

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giudicalo uno solo degno di averi.o, o si dividerà invece in vari premi · minori, se parecchi. dei concorrenti ;;i dimostreranno coi loro lavori egualmente degni di considerazione e di lode ( 1). Dovranno questi essere dei Javori ver;amente prntici, relativi all'introduzione dei giuochi ginnastici, .specie nelle sct,J.ole primarie. Tale premio, e gloria glie ne venga, come giuslamente Jò merita, è stato offerto dal signol' Bischoffsheim, il quale seguì sempre · con vivo interesse il movimento che si produsse, in ·questi ultim i tempi, in favore dei giuochi ginnastici. · Sembra poi che il più decisivo impulso alla sua buonissima azione gli .sia venuto dagli ar.Licoli firmati F. Daryl, e che noi abbiamo più su citati, con debito apprezzamento, che offr~no un quadro cosi colorito dei giuochi liberi ,in ·Inghilterra, ed i quali articoli si chiudono poi col più caldo·appe!lo alla Francia, perchè ·enlri ·in liz1.a a gareggiare colla nazione vicina, in fatto di beneintesaedi1c~zione del suo popolo, principiando dal suo più naz.ionale e più antico giuo~o, il caratteristico Jeu de pawne. O filantropo genei'oso, ecco una nobilissima forma di discorso per dimostrare un affetto graQde e vivo alle nuove generazioni, ed il desiderio patriottico di vederle crescere sane e forti in beneficio della patria! Ricapitoli amo. Nella relazione al ministro, fatta . dal presidente della commissione ginnastica, si parla d·i un programma di educa :zi-one fisica che deve essere sopratlltto assai più razionale di quello fin qui seguìto nelle scuole. · Ed accennanclo ai difetti vigenti passano in prima linea - il non esser, tenu.lo conto delle differenze tra scuole maschili e scuole . ' femminili e di quelle grandissime portate dall'età e dall'essere le scuole nelle città o nelle campagne _:_ J'ariditi.t data ad un insegnamento che dovrebbe essere la 'letiz.ia della scuola - ed infine l'empirismo da cui esSO' parte, invece c'he dalle leggi supreme della fisiologia e dell'igiene. · A rimediare i quali, citando gli studi fatti in proposito d.ai dottori 1

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Chassagne e Dally, dal Lagrange e dal relatore stesso, consiglia la pratica della ginnastic~ ·più semplice che si possa · fare, e là quale non deve essere che « la preparazioqe dirella alle ~pplicazioni speciali ». · Questa parmi la definizione più esatta della gi nnastica che si vuole ora in Francia , dove _si cerca di renderla attraente ed ·utile, tanto dilettevole quanto proficua. . Propugnando in seguito, e con ardore, la necessita dei campi liberi per i più li.beri eserci~i, parlasi delle difficoltà che vi s'incon-, treranno, e, prime fra di esse, nella scelta prudente del luogo e degli esercizi da farvisi. A patto però, ·e quest-o per i nòn mode. rati: « de .faire ·table rase du passé et de rejeter indislinclement « \es pratiques actuellement en usage dans l' enseignement de la « gymnastique, mais-de modifier cet enseigne,ment. pour le rendre « à la fois plus ùtile et. plus attrapant. Encore moins . s' agi-til « de leur substituer les jeux li bres dans lesquels les enfants s~raient ~ entièrement livrés à eux-memes; il'expérience a _monlré que cet · « ex.cèsde libertén'a que{ies inconvén ients. On devra choisir .... '& . E finisce col dire che, con adatti stùdi fisiologici e meccanici, si otterranno regole' ben definite per di'rigere i giuochi è,gli. esercizi della scuola non solo, ma per variarli_e graduarne J' energia secondo J' et~ ed il sesso degli alunni, e secondo gli effetti che se ne vogliono ottenere, ·e, mèta suprema nel vero senso pedagogico, per classilìcar.e nella palestra questi alunni medesimi, secondo le, loro attitu- . . dini fisiche, come essi lo sono in classe, secondo I~ loro forze intellettuali e le già acguistàte cog?iziooi. Metodo lento e un po' subtile, se volete, in apparenza, specie per le scuole primarie; che gli alunni lasciano a ,12 anni, in media ... ·ma che non vi si presenterà certamente più sollo ta\e aspetto, se vorrete considerare l'~ducaz ione fisica nel suo grande insieme e prevedere Lutto· lo sviluppo che essa dovrà prendere nei superiori gradi dell'insegnamento (1 ). Così la Francia in questi giorni pensa e lavora per la sua gin: nastica, che vi è, coine abbiamo visto, animata dal più sincero amore f

(I) Pour les ren:;eignements, s'adres,;cr at\ minist.ére de l'i nstruction publique. - · Pari ,; (Oiredion.dc l'enseignemen_t' 1)rimai re, 5•'m.• bure1u).

( ! ) V'Cdi, la r elpione della Co~1missionc

• i1f Francia,

per la ginnastica al Mi 11istro dell' ist,ruzione


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DELL,l. GINNAS'f ICA· MODERNA

di patria e portata al suo ·perfezionamento da braocia 1igo'.·osè e da forz.e potenti che veggono in e§sa non poca· parte del benessere fisico ·e morrile della nazione.

.VII.

Lo studio precedente dovrebbe d(mostrare, wme da ogni cenno fatto della ginnastica attualmente in voga presso i diversi paesi d'Europa, che i metod'i antichi debbono· essere riformati, seguendo portati' se· non riella ,grande copia in cu i.si dice, in .I mialioramenti ù ~ numero ed in val-0re notevoli, in ogni .ramo· d·et campo· educativo. E:;sa, povera ginnastica modernà I è accusata- dri essere: 1°~troppo ·bl'anda, 2° troppo acrobatica, 3° di carattere atletico, . 4, 0 troppo femminea, 5° non efficace, non seria, un vero perdite)llpo._. ... I diversi giudizi si contraddicono e si combattono talmente ,fra d·i loro, da non poter neppure essere specialmente apprezzati e discussi, per•chè ·tanto. è l'o spazio che li divide e così disco.rde l' idea che li ispira, che forma una guerra senza armi eguali, sn di un terreno scosceso, non retta da principi solidi e ben dichiarati , ciò che la rende sopratntto disordinata. , · Con serenità d'animo adunqu~ -eerchiamo il mezzo di dare vita e vita sana e piena, a questo che fu -finora un fant.asnia inarrivn · bile, sfuggente agli studì ed atre prove già fotte, che è un metodo di ginnastica ragionato ed attuabile perfettamente in ogni scuola da tutti gli alunni~ per il maggior bene di essi. Le richieste che da molte parli raccolgono il più grande nnmero di suffragi si pòssono condensare e dividere quindi in due<

I giuochi liberi. Il ritorno all' antico . . Queste noviti1, se pure vogliansi per Lali·considerare ,anche t.rat· tandosi di antico eh iedono fra loro co:>e diverse, chiedono o troppo

o troppo p<ico, se e.i si vuol schiera re decisa.mente pei· una o per l'altra di esse, sacrificando a quella passato, present.e e speranze del· l'avven irè, senza tenere conto · alcuno dell'avversaria sua. )la questa esager,1zione appunto è qnella a cui noi . dobbiamo cercare di ~fuggire, ad ogni costo; è lo scoglio da evitare sopra ogni altro ostacolo; è l'intoppo da avvertire per non esserne Lrasci · nati in nna caduta. rovinosa. Dando un rapido sguardo a quanto vorrehbesi ·consegui re dai nuovi amici dei giuochi e dngli ammiratori troppo caldi di quello che fu, possiamo domandarci in coscienza: « Ma i primi che voglio no •t » Essi, fau to ri di li ber'tà, vogl iono esclusivamente ricrenzioni all'aria libera, il muoversi senza nessuna briglia, rompere tutti i metodi , tutti i-fren i, e correre, saltare, tot.tare, sfidarsi corpo a corpo, come può insegnare ad ogni fanciullo la più provvida delle maestre, quale sempre si fu madre natura. · Essi vogliono portare, in Itali a le i'icrea.z ioni inglesi che devono seèondo essi, non solo rendere forti ed energici ma. formare il carall.er~; per forza intrinseca, senza gui da, senza ombra di s.cuola, per portareanche una volta lanos tr<} naz ione alla «prisca fierezzn ». « Perchè la prima naz ione · del mopdo. sarà sempre quell?. in cui . << prospera si appaleserà lasalute delle masse >> ,parole del Disraeli ciiate da Sebastiano Fenzi nel bellissimo discorso sulla Fi sica Educazione da lui letttt nella sala del Circolo Filologico (·I). Ma, dalla troppa simpatia alle ordinanze mètodiche, c:ompassate e rapidamente severe, al D;On accettare più legge alcuna:, troppo grande è la distanza e difficile il p;i.sso che potrebbe convertirsi con facilità somma in un salto non bene indovinato, ciò che è stato con cura preso in esaine nei lavori della nostra Commission~. A guidare nel cammino lungo e difficile un nome è sul la hocc,~ di. tutti, un nome che può da solo dare valore e prestigio ad ogni novità proposta - qu.esto nom~ che dà· tanta i'orza al dire dei moltissim i, dei troppi forse. che lo adoperarono in loro favore, è quello , chiarissimo di Herbert Spencer, l'nutore più studiato, più apprezzato, ed nnche più citato - sebbene non sempre perfetta mente a posto - ' della moderna pedagogia. · f (i) Firenze, gennaio 1887.

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ANNO XXXIV, VOI.. lii.


DELLA GJNNASll'JCA MODERNA 462 l.n f,1Lti egli predica, come. oramai non vi ha più alcuno. o quasi, 1:li (} non sappia il molo li bero e,;sere il più perfoLlo modo di svolgersi delle [orze lìsiche, come.la giusta controuilancia al lavoro intellettuale, sovente eccessivo. Noi, però." per quanto ci sentiamo c:ompresi di altissima ammin1zi 9ne per' l' eminente pedagogìsla, non possiamo a meno di fermarci su alcune considerazioni relative alla ginnastica espressa dall0 Spencer, il quale vorrebbe ·sostituire in modo quasi assoluto il ainoco li bero, alla ..,ainnastica, n La teoria del ginoco libero è bellissima come tante altre verità. che dette, valgono un tesoro: ma per disgrazia, e non sono io il p;imo che debbo per forza ammetterlo ed _anche agli altri ricordarlo, assai di1Teris(·e'h1 pratica possibile dalle ammirabili cose predicate in proposito dallo Spencer, specie,. ed ogni maestro me lo riconoscerà senza fatica, dal lato disciplinare.. , Che se voi lasc iale i µ:iovi'netli soli nell'ora del giuoco, perchè esso libero possa ven ire dello. che ne sapete voi ,. o maestri di qnanto -e:;si saranno pi* al.Lirati a fare, se corsa o salto, o lotta, e se in questi esercizi impiegheranno, essi in modo armonico e giust~, e fisicamente educativo, ie varie parii del corpo? E se al giu,)cO li. bero rimarrete presenli voi.' o maestri, di libertà vera ed intera rimarrà la parola,· ma la qualità sua no. Perchè il muover:-;i degli alunni sarà allora sempre soggetto al l'occhio di chi li guarda, e correndo, sallando, loltando, battendo la palla ognuno di essi non perderà memoria un momento solo della persona che li vede e li giud ica _ · Herlforl Spencei: ha ragione, e èbi oserebbe contraddirlo? ma siccome· la ginnastica è supì·emarnenle sperimentale, e chi me lo negherà ? per questo appunto essa ha bisogno di linee fisse che la dirigano e la formino, come parte essenziale dell_a scuola; saranno grandi lin ee sì, aà ampie e slanciate curve artistiche, ma sar~nno pur sempre _un po' di luce nella immensa varietà di movimenll che I ogni Greatura umana può fare, u.n po' di sosLegrìo nella via che faticosissima può rendersi, come 1rnò far:;i ~llielata e serena. Ed anche inlìne perchè, colla maggiore buona. volontà possibile di mettervi nn talé sistema e non seguire che quello esclusivamente religiosiimenle, quali sono i g_iuochi liberi consigliali dallo Spencer

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come que!Ji che si dehbon~ permettere ed incoraggiare negli alunrri'? Noi d! giuochi inglesi, da giornali e relazioni di s1Ìcielà ginnastiche da fe:;te di scuola, da descrizioni di testimoni oculari, da pro . grammi d'insegnamento, da controversie çli maestri, conosciÌuno quelli già nominati ed altri molti , se vogliamo, mn i quali non sono. che variazioni di quelli, e con amore li vogliamo anche noi, ma còme parte e non come tulio della nostra 0 innastica educativa. Ginnastica di libertà anche la nostra, che po1~a la salute, il sorriso . e la gioia, n~n ginnastica !iapiente che viene ad aggiungere peso . ad un peso già enorme, crescendo le letioni noio:;e ed i sunti da fare ancora più indigesti, ma riposo, distrazione. benessere elle viene a co rreggere l' esuberanza dei terribili programmi, non. s~mpre utili, che incombono .sulla nostra gioventù studiosa . Perché molti sono i vari gradi della scuola, e nessuno di essi può venire dimenticato, o solamen te non curato come wui oli altri 1 dal sagg!o che_piri~e l'allevamento i1mano: ammesso dallo SP,ence;· che la ~rnnast'.ca s1_a meglio che niente, anche per il primo periodo della vita, egli aggrnnge che sovente essa annoia i fanciulli e non es~rcita armonic1).mente tutto il corpo. ' Non questa è la nostra ginnastica educativa, quel la dell'Obermann autentica, la quale, come non pretende ad essere l'unica e la mi- · gliorè, accettando nelle loro parli buone le altre forme d'insean~. o mento, non riconosce neppure queste forme come assolutamente perfelle ,. Es~a} quella che riconduce nel!a scuola la sere.n ità, di clii parla N'.colo Io_mmas~o a qne_sto proposito, e se annoia, non è la ginnasti~~ c_he int~nd1amo noi. Questo non possiamo a meno di ripetere : I insistere in tale affermazione ci sia concesso, perchè, di mass ima . 1mporlanz,1 per la disciplina, essa presenta aaranzie di ordine tali c.he mai i_l s~lo li~_er~ giuoco potrà darci le ;guaii; per cui giuochi: gmoch1 d1 forza, di sveltezza, ài aailità di <:)a 1·a·z·1a( ' o·ve . s1• e mo1L1, • • ~ ' s1 eserc1L1 non pow anche l'intelligenza ('1), ma coordinati senza

Il) • _Non. mi dispiace che i fanciulli amino i Jiuoclli' è pur questo un ·egno cr : ~vogltat~zza. ~tl po~rò sperarn che sia_ di pronto ingeg~o negli studi colut il qual: • e .se.m~1: mal!ncon_1co e lento 1n quegli esercizi medesinu a cui d'ordinario i fanciulli del! et,t ~ua s1 abbaodona110 con molto calore • . Qnintiliano, cap. Ili, lihro I.

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tn>ppa ari dità. nè rigidità, ad un fine solo, ben deOnito e veramente umaniLario, il sòJÒcbe potrà rispondere a t.uLti i bisogni della scuola, nell'.int.endimento suo e nei mezzi adottati per raggiungerlo . Corollario indispen:sab ile del la co ltura dello spi ri to, la coltura çlel co;.po è argomento troppo vivo e interessan te, per non vedere in essa e ·per essa occupati uomini di ingegno elevato, forn iti di mo lLi e seri slnd i che però, se abb iamo da riconoscere la. veritil, hanno iri questi ultimi tempi forse po rtato' nl di là del segno il loro prude11Le con:iigl io in fa~lo cli fisica educazi one, ottenendone per conseguenza naturale il. risultato opposto . O megl.io, la vo~e di saggezza che si opponeva all' irrompente riggravars1 d1studi sulla tene1:a mente dei no.stri fìgliuo li , trovo tropp i ripetito ri che ne avevano bensì udito il snono, ma forse non compreso bene il seuso · per cni, e quando si pai·lò più di g!nnastic:1 ? .... e quando ..... ·. doloroso a dirlo . . ... se ne fece meno? · · f; ei·chè, iinratti dal miraggio · .inebbriante dei tempi che f;11:ono, si vorrebbe, come già <licrmmo, parlando delle riforme più vo luLe d'ur;renza ad Atene, ritornarci a Romn, ai e d ichiai·ate ,,. ,, ' portarci . tempi eroici dei grandi e dei fo rti che, nel gimiasio, discu tevano nel I' eseclrà e trionfa vano nelht pal,estra . . Nessuno più di noi potrà seutire convinzione più profonda e radicata, che, dove sias i compresa nel suo più alto e completo seuso l'educazione vera, non sia nell 'alma Grecia, , dove i ciuadini t.nttt filosofi e poeti, consacrava.no , una parte del giorno agli esercizi " inuastioi: nessuno più cli noi sentirà viva l'ammirazione per l'educazione antica, nella meravigliosa armonia cbe la ispi rava e nel perfetto accordarsi in essa degli esèr~izi de! corpo con quelli dell o spirito, servendo di so llievo gli uni agli altri. La vita materwle de!l\101110 va equ ili brata alla sua vita intellettuale e morale : nessuno studio filosofìco, nessun sistemà, può darci , in questo campo es~mpio più bel lo e più glorioso, e, nel l' istes~o tempo, ·pa.rlant~ ad ogn i anima d'uomo, quanto l'educazione ~reco-romana 111 ct~ 1 Ja ginnast.icn aveva si grande parte, che causa prima del decadimen to di quelle nazioni tanto alte che oggi l' idea del_l'alLezza loro dà al cervell o la vertigine, fu .l'eccedere app unto nel culto dovuto all a forza. « Torniamo all'antico » sia nelle scuof e nostre, con marcie uene (

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ordinate, con Ji~l.i eliporti nll'aperta campaf;na ne i quali si scuotano e si ringagliardiscano le memb ra, con giLe di piar;cre che te·ngano lo spirito desto e pi:onto, con tull.e le più gen iali fo rme dello sport che riLempra,no cariHLcre ·e vigoria, e richiamano sul le fre sche labbra giovan ili il sorriso e fa gio ia, « torn iamo all'antico >> · con slancio, con amore, con coragg io, per qtmn to riguarda ll.na nob ile ed elevata possanza che clii all'uomo la calma e la sicurezza di sè, per quanto rig~1arda la volontà. e la resistenza al lavoro so tto ogp,i sua forma - e lo sprezzo deila fatica la quale più spesso ci vince, non tanto per il verQ carattere suo, quanto per l'assiduo pensiero di essa. . Ma, benchè dall'Ori ente ven:~a la luce, non all a ginnastica greca, come si insegnava e si praticava in Grec ia, percbè è soltanto impossibile. Un prato, un campo, una t.ett.oia quando piove, nessim maestro, ne.ssuna guida ed eccoti i giovinetti che fanno ginnastica, con quale profitto per l'educazione, ,;i vedre.bbe poi . O Sparta ! o Atene I . maestre di civi ltà, templi sacri della· gloria, ispiratemi voi a cantnre le vostri lodi, come le sciogl ie ogni labbro an imato dal divino · sollìo dell'aninwche sente ... ma ispiratem i anche ,,oi n ridar vita a quanto si diceva: una vo.11.a buo,~ senso e la palma della vittoria ne verrà ,mcbe a coloro che sap ranno pl,ogrndire, conservando, · se nza dimenticare qu elle norme immutabili che si rendono padrone tl i noi, a forza , quando poi si cerca di pòrre in aao le più bell e esclamaiioni che abbiano soddisfatto il nostro senso estetiw. , I gi11ochi tli Oli mpia ci debbono essere amma.estnnnento e faro, ma, prima, troviamo chi li eseguisca ora, da. noi, i giti'ochi ,)limpici nel la loro artistica bellezza e nud i.Lit; prepariamol i da picco·li , quando la pian ta ò tenera e ben si piega, i concorrenti ed i vincitori di queste gare che ci riporteranno ai bei tempi felic i di (;recia e lloma. E, per prepararli , stiamo nella modernità' e nelle mediocrità nostre, , che, . se auree non sono , sono nonpertanto quelle in cui viviamo . · L'ideale del le ril'orme da p1'opon; i nel nostro paese, studiandosi bensì ·d i tenersi il più che sia dato al l'attendibile e nel più breve tempo che si possa., si avvicina all'idea greca, e lo spirito delle in-


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novazion i da farsi è tullo so ffio di greca ::;a pienza·; ma a raggiun gerlo occorre anzilutlo spazio, terreno o palestra, come dir si vogli a, cioè quell'istituto auton omo dove real mente s' insegni e si faci:ia gin nasticc1.. A cio pertanto ha mirato, in ispecial modo, il nuovo regolamento, fermandosi sulla necessità dell' impianto dei ginnasi, o paiestr-e senza di cLli inutile sempre riesciril ogni studi o in proposito della educazione fìsica. Questa sarà invero una riforma radica le La)e da mutar le basi e lo spirito del ginnastico esercizio; co l sorgere. delle palestre centl·ali sorgerà l'insegnamento che con tanta fo rza ci occupa, nel s,w carattere vero, ed allora finiranno le lolle, cosi poco pratiche. finora combattute per la verilil vagheggiata che sola può soddisfare ed accontentare gli spiri ti tutti . I nuovi qinnasi, monumento primo della nuo,·a vita a cui è . chianrnta la ginnastica, verranno dai giova ni salula lì con entu si:ismo pai·i alla noia. colla quale es:,i siedono il più delle volte sui banch i della ~cuoia, e, nel senùmento completo e fo rte della esistenza loro . i giovani non aspetteranno ad essere uomini faLti , quando forse sarebbe troppo tnrdi, a studiare per. vivere, ma, lieti nella. loro baldamm fe lice e serena di non doveré so lo vivere per studiare, più presto potranno formarsi uoa giusta id ea di quello che sia la vita, e con armi più scelte e con animo pi1't coraggioso e for te vi si troveranno prep11rati. Ed ecco da tali edificì che non potranno a meno d( divenl1:1re gloriosi, tanto da aggiungervi alle opere d'arte che fauno grnnde la nostra patria--:- chè invero, quale arte più el evata e sublime di quella che rende bella e ~ana la pianta uomo? - aperta la via , la famosa e non mai raggiunta via pratica, qnella che dà risullali pronti e reali. Aggiungendo alla importantissima ri forma le due mezze giornale libere proposte io ben~ftcio delle lezioni ginnast iche, a favore della gioventù, ed un va loroso personale competente composto di clirell ori ed ispettori delle relative palestr&, oltre ai maestri insc. gnanti, si 1ielinea chiaro e ricco di utilità ~randissima, con molti frulli senza troppe frondi il lavoro della Commissio ne che tenne testè le rionion i sue per compilare il regolamenro nuovo, portnndovi il sapere e l'esperienza. la corwi1.ionc profonda P, la cono-

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scenza. variatissima della .materia, per mezzo di tanti uomi ni egregi che. !a componevano, ed il solo nome dei quali è arra di saggezza e di ordine nei provvedimenti da ess i proposti, come i migliori a venire adottali. Per il lavoro preci~o e non di poca mole, fatto dalla Commis- . sione :.addetta. parlerà fra breve la relazione che ne farà _il presidente cli essa, senat(lre Allievi; per cui di essa non accenniamo qui che con poche varole, segnando solo le principa li parti intorno a-cui si svobero l'esau;e e la disoussione. 1

D isposi:;io,iifondamentali del nuovo re9olàmento app,·ovato dalla Comm,ission.e reale per l'ol'dincuncnto della ginnastica nette scuole clel R egno, a) lstitnzione di pnlestre antonome por l'isLrt1z io!1e dell e scuol e secondarie; , b) Clnssificazione de0 1i alunni ·per gradi, secondo l'~L.:1. e la costi tuzione fisica; e) Fissare due mezze giornate per sellimana, e per o~ni istituto, per le esercitazioni alla palestra; . '· · cl) Obbli~o ai giovani di presentare alla fine dell'anno scolasti co, al capo . dell'istituto a cui appa rten go no. un certificato di frequ enza e buona condotl.a , firm alo dal cli1'et.lore della palestra, per ottenere l'ammissione ngli esami di promozione e di licenza; e) Nomina di regi ispettori e cli 'direttori che veglino al buon andamento della gin nasti ca in tulle le scuole del regno.

Voti fatti ed approvati ad unan,imità dalla ConunissiÒne. ,1. Che sia islituilo presso il Ministero della islrnzione pubhli ca . un uflìcio di D irezione speciale che regoli e di riga le cose attinenti allà ginnastica in tulle le province del Regno. 2. Che le p.ilestre centr:ali sieno considerate come complemento degli edi fi zi , scolastici e come tali sieno trattati agli effetti della legge 8 luglio 1888, N. iji>'i6 (serie 3•}. 1


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3. Che :;ia provveduLo, con un organico spociale, alla nomin.i dei direttori e maestri per le palestre centrali . i. Che sia nominata una Commissione coll'i ncarico di compilare i programm i per l' insegnamento della ginnastica, sopra cri teri tec· nici, ra.gionati e.sci entifi ci. ;5 . Che alla medesima commi ssione sia af'ti dato il còmpito di preparare un regolamento per la scuola normale di gi nnasti ca, riordinandola sull'esempio delle migliori che esistono all'estero. 6. Che pLtre la stes::;a comin is:--ione compili rma Guida Lff fi1:iale per I'i 11:;egnarnent.o della giunastica nelle scuole secondarie, al fi ne di ollenere unità di metodo e di comando. 7. Che sia pro vveduto all' im pianto di una scuola di nuoto e che qLtesta isLrnzione sia contemplata nella com pilazione dei pro grammi . 8. Che sieno riordi nate le palestre militari con att re?.zi più rispondenti nlle nu ove es ig(;)nze dell 'istruzione. 9. Ch e la commissione per la comp iliizion e dei programmi stnùi una proposta del ca v. Gell i su lla in~roduzione della :;cl1erma. colletti,·a uei convitti nazional i, nei licei e negl' istituti tecnici ,1O. Ch e nell e istnl7.ioni nnnesse ai programm i, sieno detenni nate re dimensio ni min im e delle p;il est.re coperte e sco perte, e sin provveduto ad 110 ali ante di aurezzi e di disegni di pa lestre. 1:l. Presso la Direzione ~pecialc della ginnastica al Ministero dtll l' istn1zion e pubblirn sia istiLuiln nna Commissione consultiva p e,·man<:nte, per la trattazio ne dell e qu estioni impo,tanti attinenti alla ·educazione fisica. · Ed ora non ci ri mane che augurarci ch e queste sagge proposte . della Commi ssione vengano alluate il più sollecitamente possibile, per il bene della gioventù e dell a pa tria. Roma, 2 settem bre 1889. F. VAUET'l' I.

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RASSEGNA MEN S l'L E

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Vial(gio ilol re Iungo lo cos te italiane - Arr ivo e rir,~v imcnto ,leil:1 mis~ionc etiopica. - · Avvenimenti in Abissinia e nelle nostre colonie africane. - l}impernto re, d' AusLria-Uogheri,, a llerlino. - l} ìmpera tore cli Germania in Alsazia e Lorenn.. - Orieni.o. - Ingh il Lerra. - Fra ncia.

I due fatti più salienti di questo p~riodo di lernpo sono, per qua ruo riguarda l'Italia, il viaggio d'ispezione fatto dn S. M. il Ro lungo le nostn·. coste e l'arrivo della missione scioaoa. 1112 agosto, S. .M. il Re e S. A. R.. il Princi pe di Na-poli, per sciogliere la promessa fatta allo popolazioni pugliesi Ji una visita allo loro provincie· e per rrndersi conto, coi prop:·i occhi; delle condizioni mililari in cui si trova no attualmente i Cf'Olri principa li della nostra difesa nwriHima, prtrti rono dalla villeggiatura di Monza per J'a1·senale della Spezia, ove giunsero il m11 tti110 appresso, aspet.tat.i alla stazione dal popolo plaudente, Dopo breve sosta, accompagnati da S. A R. il Duca di Genova, , dal mi_nistro della marina, on. Brin, dall'am miraglio Lovera di Maria, dal generale La Penne e da altri personaggi, visila rono minutamente l'a rsena l<·, la darsena, gli sca vi per l'ingrandimento della ·seconda ,Jarsena, i cantieri di cost.rur.ione e le officine della direzione d'artiglietia; S. l\l. si recò poscia a bordo della nuova cannoniera Cris/ore, ove assistette alla manovra dei pezzi. Nel pomeriggio fu visitata l'isolo P(llmaria, ntentro le nav i che si trovavano in port.o, llf1lia, Lepr;,nto, Danclolo, Du.ilio, Bausnn, Etna, l'esuvio, Goito, Tripoli, Principe Amedeo, Afessaggern, Citl(ì rli Milano ,e tre navi scuola facevano i saluti d' uso colla voce 1· coli.- artiglierie. Dalla Palmaria S. M, si recò a Maralunga, ortdc ispezionan: le balterÌ l' servite clall'1·serèìlo e quelle servite dalla rnarina, per la difesa cont.ro gli sbarchi.


RASSEGNA MENSILE 470 Alla sera S. .M. tornò alla Spezia sodd isfatto di quanto av~v:i veduto e come segno ~el suo gradimento, per la costruzione ver:imente grandiosa del • bacino di Ta<ldobbo, acconsenti che si chiami d'ora in poi bacino Umberto. La mattina del giorno appresso (14) era clestìnat.a alla rivista delle forze mobili, a un finto attacco colle torpediniere e ad una manovra colle compàgnie da sbarco .• Alle 8 aut., il Ile accompagnato dal Principe di Napoli, dal·Duca di Genova e dagli altri personaggi del seguito, s'imbarcò su di una lancia a vapore e passò in rivJsta la squadra, recandosi a bordo di varie navi chn lo ricevettel'o c,oi soliti onori e in assetto di combattimento. Appena S. M. fu a bordo della Lepanto, venne segnalato · alle t.orpediniere di cominciare l'attacco. Erano otto, divise in due squadriglie. Lanciarono siluri contro l' Italia e la. Lepanto, che risposero con fuochi d'artiglieria leggera e di moschetteria. Poi si ordinò alle navi di eseguire uno sba rco, e in un attimo le truppe da sbarco di cigni singola nave riempirono le rispettive lancio, che le trasportarono e deposero sul tratto di costa lorn indicata. Tutlociò sotto gli occhi della popolazit'ne plaudente dalla spiaggia e dalle banchine. Alle H S. M. scese dalla Lepanto e passò in rivista le truppe sbarcate, quindi assistette al loro sfilamento. l sentimenti del Re vennero comunicati :illa squadra col seguente ordine del giorno del <}oma.ndantè di essa, arn'mir:iglio Racchia: , « S. M. il nostro augu~to Sovrano ebbe a rnani res-tarri1i la sua alta i;od· Jisfozione per la preci::ione e prontezza, con coi $i svolsero le esercitazioni eseguite in sua presenza d:igli equipaggi del1n squadra permanente, sia a bordo, ,-in a terra. La prefata Maestà ebbe altresì .id apprezzare lil nettezza e l'ordine nelle regie navi che onorò della sua augusta prescnia. Ot·go glioso dell'onore fa'ttomi da S. M., ordinandomi di portnre a conoscenza dc' miei dipendenti tali benevoli suoi apprezzamenti, nutro fiducia che ciò servirà di stimolo ad accrescere in noi tutti il desiderio· vivissimo di fare sempre meglio àl fine di raggiunger;,' con indefesso e costante lavoro, quell'alto grado d' istruzione professionale è di ordinamento militare, che ci assicurino di potere, sempre, in qualunque evenienza, tenere aho'l'onore della marina itnliana » . Nel pomeriggio dello stesso giorno, il Re visitò ancora le caserme della cittn, l'ospedale milit.are e il quartiere operaio; la mattina del Hi foce una. ispezione alle caserme del Va rignano e nel pomeriggio, nccompagrnito dal Principe di Napoli, dal . ministro della marina ecc., t:CC. prese imbarco sullo yacht Savoia, facend.o. roLta per l'isola Maddalena. Accompagnavano 'l'Yacht reale le navi foilia., Ves1wio, Bau.ça.n, Go·ito e Messaggero {ammi. raglio Lovera di Maria),

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Al mattino del 16 le artiglierie della Maddalena anrr~nziç.rono l'nrrivo rli S. M.; il qirnle, sbarcato nell' isola col suo sugui\o, visitò nello stesso giorno il forte della Guardia Vecchia, poi si recò ..i Caprera, ove depose una corona sulla tomba del generale Garibaldi. Nel mattino scguent.e (1.7) S. M. compì l'ispezione delle fortificazioni della Maclclalona, visitò il cantiere e le caserme ·e nel pomeriggio s'imbarcò, per Napoli, ove giunse, colla squadra di scorta, il 18- e nd mattino seguente si recò a Pozzuoli pc1'.· visitare il c::intierc Armstrong. Per l'entusiasmo degli operai, per l'interesse dimostrato da S. ì\l. all'e-· sistenza e ai prndot.ti di detto cantiere, q u.esta visita fu una ripetizione ~u · scala minore di quella fatta all'arsenale e ai cantieri della Speiia. S. M. ispezionò l'intiero gtabilimento, esaminando le piani.e topograficl1e e i di..: segni dei meccanismi; si fermò davanti la gra~de grue idraulica di '180 ton nella t.c, restò rnezz'.ora nella gra"ndli officina, osservando le macchine in movimento, specialmente quelle che servono alla rigarnra dei cannoni e alla costruzione degli affusti; fece quindi una lunga siista nel balipedio degl i obici· da 28 cent. per lii difesn costiera. Nel pomeriggio S. M. col geguito to1;nò a Napoli e la stessa sera fece rotta per Taranto. La mauina del 20 Id S<{uadra r,~ale ~ra davanti al faro di Messina Entrata nello streu.o ha rallentato la corsa, perchù S. M. volle minutamente riconos.ccre la posizione dei nuovi forti che difendono il Faro. La mattina del 2{, l' yacht Savoici fra l'entusiasmo indescrivibile del_la popolazione e le .salve dei fol'ti entrò nel Jllare p-iccolò di Taran.tò, e nel pomeriggio vi entrò la squadra . Fu questo un momento solenne. Il Re . nssisteva dalla t.ribuna reale, il popolo grc111iva le sponde. S'apre il ponte ed entrano in canale Je navi, coll'intervallo di dieci minuti l'una dall'altra l' fta:lùt in testa; SCl:(uono lentamente il Du,i lùJ , l'Etna, il Vesuvio , il Baiiian · fra gli evviva e il delirio del pubblico, che in quelle immani corazzate co· str~11tc da noi, guidate da noi come un cavallo a mano, vedèva tanta parte della grandezza d' Italia. · Nel mattino seguente (22} il Re visitò l\ 1rscnale, il bacino, le nuove oper~ in :::ostruzione e partì nei · pomeriggio per Leccf:, ove restò due · .giorni ed inaugurò il monumento eret.to da quella città ~Ila memoria di Vittorio Emnnude Non ci fermere·mo su questa visita, nè su quella a Brindisi e Bari, nè sul viHggio trionfale attraverso le cari1pagne pugliesi, perèhè è nostro scopo mettere in rilievo il lato militare, piuttosto che il politic.o del viaggio del l'(\. · Questa ispezione all'arsenale>. cd alle fortiO·cazioni della Spezia, a ((Uelle ddl:i Marldalcna, alla fabbrica di cannoni di Pozzuoli, alle difese dello stretto di l\'lessin,1, ai lavori dcll'arsenalr di Taranto, prova non solo la ·sol-


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RA~SEGNA 1111'.NSH,J,;

Jecitudine d0! ·?ov rano per. _tu~to ciò che interessa la sicurcz:i:a e In pot~nz~ d~lla ·na_z1onc, ma lnscrn 111te1Hlere implicita~nente che fJu estc forti1Jca7,10m, ~rueste a'.·m1 non sono cli lllsso o fabbricate pci posteri , ma po:;sono servire a not da un momento all'altro. Il viagfio c_hw-a.b.biamo descritto fu oggetto di .commenti ali' estero, e ia stampa d ogm paes~,. salvo quella della Francia, pur , r.ilevando J'importan7.a delle opere v1s1tatc, trovò naturalissimala visita del Re. Una parte della stampa_ francese, pur_ affettando un dispreao non sentito per la •1~r1stra flOLta, 1 nost1:i :'. rsenalt, le nostre fortific'azioui, trovò cbo l'ispe,,ionc fau~nc dal l{e cost1tu1va una speci'e di provocazione alla Francia. Ahi1.uat1_ oramai a (J uesto linguaggio, non ne farciamo più ca.,o; ma non possiamo tace1:e che una _rart.e ~piccola invero) della- stampa italiàna tcline .bord?ne alla !rancese. V1 sono iil Italia pubblicisti n uomini politici che ~hugiar~lan?, in . nn modo singolar~, la presuntuosa sentema del poet:1 lrance.,e, c1~ata m un - r_eccnte discorso dal signor Carnot << ogni uomo ha due patne, la_ propna e la Francia »; essi, quantunque nati in Italia, hanno una patna sola , 111 Fnrncia. Il _2~ agost? S. l\'T. il Be, ?ccolllpagnato dagli augu1·i delle popola7.ion i pugliesi'. torno :i Homi1 per n cevel'e la rnisgione scioaoa, la tJU ale e1·a giunta a N;i poh In sera del 22 agosto, accolta <l111le aùto rilù e da vari ilali:rni ch_e, a_ven_do viagginto· in Abissinia o nello Scioa, conoscevano la Iinaua " 11s1 rle1 nuovi venu ti. Capo clell'ambasci:i.ta è il deoi,1c .Makonner/'iino dei personaggi più imporhnti del suo •pae.se, govcn;:to;·o: doll'l-Iar;·ar o parente d~l re l\fonelik; ne fanno parte vari cligniwri scioani, e li seguo1~o una trentma fra soldat.i e servi. L'a nibasciatorc col SLÌO seguito si fermò quattro giorni in Napoli, al!oggiato nella villa reale di Capodimonte, aspettando che il Ho torn11sse 111 Homa . Fratt,rnto visitò la fa bbàca <l'ar111i n Ton e :\nnunziata, il cant~ere a Castel_h11M1r_e, la l'abbrica di ca rtuecic a Capua, il campo militare ,1 . Caserta, _la fonderia di cannoni a Pom101i·, ecc., ecc. Il 26 Hgosto partì da Napoli e grnnse a Roma, prendend11 alloggio nella villa Mirafiori . ll 2~ ebbe luogo il ricevimento solenne. Gli ambasciatori in tre car· r~u:e eh Corte'. ~reced ute da altro cal"J'ozze coi doni <li re Menclik, s'avviarono (l i Quirinale, ove il Re, circonda to dagli alti dignitnri dello Stato e ?ell:-i Corte, .li aspet~11va n~lla sai? del trono. Gi unto in presenza di S. M, il capo cieli am liascrnta si prostrò tre volt.e, come è coslurne ·nel suo paese" 11oi lesse il seguenle discorsn ' · • S. :M. ilr e di Etiopia mi 11:1 inca ricato di preserLtrireall.'1 Maestù Vos1r,1 l'~spressione dei suoi sentimenti di ainici,,ia, .

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<< Il 1nio re, ora padroue di 111 tta l'Etiopi:1 , v1 1olo rn ftntenere con · il guvernu della Macsli1 V1JSlnt i 111i1diori rapp_ol'l i, e pernhè questi sieno inrnllltabili, firmò nr1 tr:1·1a 10 di ,1micizi;i e com mercio. A uomedel JJ1io re. domando alla l\hesli1 Vostrn l'alta su;1 protezione affinchè in avveniré l,1 pace e la lran.q uillità regnino in Etiopia e nei vicini possedimenti italiani; per il ·vantaggio e lo svi luppo dei nostri reciproci- com merci. « Il mio r;,· vuole la pace, ma in qualunque circostanza posso assic·:rare la Maestà Vostra che i nemi'ci dcli' Italia saranno i nostri nemici ». A questo discorso S. l\'.I. il Re ha risposto nei tel'mini seguenti: « Ho udito con grande' soddisfazione le vostre parole e le ho intese. ,1 Mi allieto di sapere il vostro re padrnne ormai di tutta l'Etiopia. Già si;1mo da lunghi anni ariiici fedeli; tali rimarremo. « Di ciò sono garanti il trattato stipulato pe} bene comune ~ei due regni e la protezione che io e il mio governo concediaino al vostro paese, di cu i ·desideriamo sinceramente la prosì)eritì1 e la pace» . Pi·ocedutosi quindi alla presentazion,e èel personale dell'ambasciata e dei cloni tanto a S. i\'!., q:.rnnlo a S. A. i.I Princip0 ereditario, che assistev.a alla cerimonia, !';i mbasciata si ritirò. All'uscire dal palaao reale, Makonnen si recò a far . visita al presidente del consiglio dei Ministri cd al Ministro della guel'J'a . 11 29 agosto, dopo aver visitato in Roma i principali monumenti e anzitu tto la tomba di Vittorio Enrnnucle, i c,omponeuù la missione ' partirono per l'Alta Italia ed assistettero il 30 ad una rnanovrn cli cavalleria nelle brughiere · di Somma; poi intrapresero un viaggio, diremo così, d'istruzione, nelle provincie dell' A.lt.a [talia, visitando .filande, cotonifici, lanifici, fabb riche di qualsiasi specie. Ed, ora due pa role di commento. Il He e il popolo d'Italia si sono comportati verso la missione etiopica, come si conveniva cogli imiat.i di . un re e: di un paese amico. Nè l'opposizione più o meno sincera alla politica coloniale, nè·il Jivpre di una certa stampa ' per tutto ciò che, giovando al paese, può consolidare il governo, valsero à diminuire 3gli occhi dei popolo italiano \'importan7.a di un fatto che non ha esempio nella. storia dell'Etiopia moderna , che è il Asuhato felicissi1i10 di una saggia politica, e la prova palpa bile dell' acquisto di una posi7.ione · in ,\frica, che più d'uno ci invidia,. ma nessuno oramai ci può togliere. Coll'invio di questa missione da parte di Menelik, negus dell' Abissinia pacificata,' si apre qn nuovo e piLl fecondo periodo della nostra azione sulle coste del Mar H.osso: quello del lavoro, del commercio, degli affari


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RASSEGNA MENSILE

·RASSEGNA MENS.11, ~;

d'ognj specie, te111ati fin qui da ìniziativc individuali, ma falliti in cau~a delle condiàoni interno dell'Abissinia e dei cattivi rapporti di rrueslo St~lo coll'Italia. Oggi fa scena è cambiai.a. L'Jwlia, col pos~11sso di Massaua , avev:i giù in mano la r)rincip,de via di comunicazione tra l' Abiss.inia e il mondi' civile, ma poteva soltanto darsi la soddisfazione di tenerla chiùsà; ora possiede sull'altipiano ,;bis$ino_una posi;i;ione for1iss irna che assicura pien~me~te .ri u.esta .via, .u~ vasto e fecondo territorio che fra ~oco, spnzato dagli ult1m1 nbeH1, pou·a essere aperto alla ·colonir.zazione. Ma ciò non basta.; una missione inviaw dal re ddl' Abissinia viene in Italia apposta per dirci: siamo coni.enti di queslo stato di co,c, vogliamo &tringere patti di buon vicinato con voi, ii1hi chiediamo la vostra protezione. Per noi è più di quello cl1e qualche tempo fa avremmo osato sperare; per gli Abissini è la via della civiltà aperta loro dal popolo unico forse che non l'insegni col bastone. La bandi~ra italiana che oggi sventÒ 1a a'1' Asmara è non !>olo bandiera di popolo ci vile, ma .bandiera di un popolo eh~, p~r tra_dizione e per iridole, rispetta usi e costumi, religione e pregiudlZl d1 tutti: un popolo· che la legge del i:liritto naturale ha impressa nel cervello più profondament.P, .di qualsiasi .altro. L'uguaglianza e la frat ernità umana che, in un paese vicino, sono un motto da stamparsi sulle monele, in I1alia sono un sentimento popolare. Dopo aver ricevuto la missione scioana, S. M. il Re si fermò in Roma ancora çlue giorni, poi partì per Monza e successivamente per le caccie di Valsavaranche. Lasciò quest'ultima locali'tà il ~ set!embre per recarsi in Torino onde assistere al battesimo del principe Umberto, figl io di S. A. H. il Duca d'Aosta. . . · La cerimonia ebbe luogo i_l 7, nel palazzo Cìsterna, per opera del cardinale Alimonda, arcivescovo di Toi:ino, in presenza delle LL. MM. · il Re e la Regina, di S. A. R. il principe ereditario, di tutti oli altri principi di Casa Savoia, del Duca di B1,aganza e del principe Vittorio _Napoleone. Furono padrino e ·madrina S. J\'I. il Re e S. A. R. la principessa Clotilde. La mattina del 9 le LL. l\lM. il Re e la Regina con S. A. Il. il principe ereditario partirono per la villeggiatura di Monza . Nell'ultima rassegna abbiamo già accennato, colla scorta dei dispacci telegrafici, . ali' occupazione aell' Asmara per parte· delle nostré truppe ; daremo adesso, colla scorta delle corrispondenze, alcuni ·particolari. .

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Il t O di agosti) il generaleBaldissera, seguito dal suo capo di sta io maggi?1;e e da due ufficiali d'fJrdinan ;;n, ;;i recò a Ghinda , ove gi:'t si trovava nunito il corpo destinato a prendere posizione sull'altipiano, cioè: due b~llao}1'oni italiani uno ao-Ji ordini del maggiore Escard, l'altro del .maggiore b t ' .!':I • v= Dani; due battaglioni indigen i agli ordini dd · colonnello Avogadro; due batterie, una italiana agli ordini del capitano Michelini, l'altl'a. indigena agl,i ordini del -capitano Ciccodicola; il plotone esploralori col capitano di slato maggiore Tonelli; le bande abissine col maggiore Di Majo . , . . Nella notte dal 2.al 3 agosto, il grosso delle truppe nuirc10 da Ghmda sul!' Asmara per là via dell' Arbrobu, ment1·e le bande abissine col maggiore D-i Majo seguirono invece la via del Dorfù, che da Ghinda mette di-rettamente ad Az-Nefos , villaggio distante un'ora dall'Asmara. La ma rcia nolturna si e::eguì in morlo ammirevole. Le truppe partite verso le 7 pom. del 2 da Ghinda, giungevano sull'altipiano alle 7 ant. del giorno 3. . Il generale Baldissera, durante la n.otte, aveva perc?rso con.t1.nuamente la colonna in marcia, avendo per tutti una parola d1 lode e d1 incoraggiamento. 1 Appena le trnppe gitmsern ali' A'S~ara, occup,H·o~o due fortissi1~e posi~ zioni, una delle quali, detta Bet Maka, anche senza 11soccorso del! arte, s1 po tea dire quasi inespuguabi le..Ma i soccorsi dell'arte non mancarono; detta posizione fu i;nmediatamente fortificai~, gareggiando di ielo ~el lavoro truppe italiane ed iùdigene: Nei giorni seguenti fu occupata e fortificata una prossima colliM; dimodochè le nostre truppe si trovano oggidì in un campo trincerato, perfettamente al sicuro da ogni pericolo di essere sorprese e sopraffatte dal numero. Ras Alula; privo d'artiglieria, sarebbe impotmite contro di noi, quantunque avesse ai suoi ordini un numero d'uomini t1uintuplo di quello che ha. Ora si attende alla costruzione di. magazzini e di alloggiamenti, all'apertura di strade, al trasporto di provviste, al com- • plemento cli quelle fortificazioni che, nei primi giorni , furono solta'nto abbozzate. precauzioni non sono mai troppe, benchè un attacco da parte dei ribelli (li chiamiamo così a buon diritto, perchè l'imperatore d'Abissinia. è nostro alleato) diventi sempre più improbabile. Vei·so la metà di agosto, Ras Alula, sentendosi mal sicuro e mancando assolutamente di viveri, _si allontanò dai nostri possedimenti e scrisse al generrJle Baldissera con proposte di pace. Ques1i per tutta risposta mandò il maggiore Di Majo ad inseguirlo con due compagnie d'indigeni, uno squad rone ti p~rec?hie ba,~d.e. Ma Ras Alula, marciando rapidamente giorno e notte, nusc1 a porsi 111 salvo col grosso delle sue forze dietro il fLUme Balesa, nè più si fece avanti.

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RASSE GNA MENSILE

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RASSEGNA. MJ.:NSILE

Il maggiore Di Majo, dopo essersi spìnto fino al di là del Gura, non avendo ordine di procedere oltre, ritornò all'Asmara. Un particolare d11.non dimenticarsi: quando Ras Alula accenna a muove1;si, sia ,per avanzare, sia per retroceçl1ire, i pastori dei dintorni, cacciandosi innanzi greggie e manqre, corrono a-mettersi a riparo dietro le nostre linee. Avviso a quei giornalisti italiani che hanno osato chiiunare Has Al ula il Garibaldi dell'Etiopia. · Abbiamo già detto dell'accoglienza cordiale che fecero alle nostre truppe le poche e misere popolazioni dell'Asmara; ora aggiungiamo che le adesioni e, le dedizioni dei capi di tribù e. di villaggio continuano e si moltiplicano. Fra questi, Degiac Mesfeu signore di Azega, che colle sue tergiversa;r,ioni aveva dato. qualche fastidio al comando, si è presentato ed è stato_inviato a Massaua; i suoi uomini vennero disarmati. ' Quei patrioti italiani, che si disperano quando dall'Africa non giungono cattive notizie, ebbero, in questi giorni, un rnomento di gioia. Un viaggiatom italiano partito per l'!:{arrar e rimasto a mezza via, J1}andava ad un giornale di Napoli.notizie altrettanto gravi quanto irifondat.e sullo Scioa e su re .Menelik; le quali vennero subito smentite e non ne avrebbero neppure avuto bisogno, tanti erano. in esse gli errori, . evidenti le contraddizioni, gli equivoci. Il vero si è che nell' Harrar, nello Scioa, nell'intera Etiopia tutto pi·ocede egregiamente. Ma se anche ciò non fosse, la nostra posizione a Massaua, a Kel'en, all' Asmara è affatlo indipendente dagli avvenimenti che possono svolgersi nell'Harrar, nello Scioa, nell'Abissinia meridionale Noi 1fosideriarno vivamente che il nost1'.o antico e costante al leato giunga a trionfare di tutt.e le difficoltà; ma, in ultima analisi, la sicu rnzza dei nostri possessi è in mano nostra e non in mano di Menelik. Il difficile era arriva re ·e fortificarsi; questo è fatto, possiamo aspettare gli avvenimenti con piena tranquillità.

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P d rna di lasciare I' Ctalia e le sue colonie diamo un'occhiata alle principali disposizioni pubblicate in questo pe;iodo di tempo dal Giornale Militare. Con ci1'colare dd 23 agosto p. s., pubblicaia il :H detto, venne annunciata l'aperLura di un corso d'istruzioue per gli ufficiali de!Ja milizia mobile d'art.iglieria. Que$tO corso avrà luogo presso alcune sedi di Teggimenti o distaccamenti d'artiglieria da fortezza, per la durata di giorni 40, e potranno esservi ammessi gli ufficiali delJa milizia suddetta che ne facci'ano domanda e act.:onsentano ad essere richiamati in servizio. Con citcolal'e del 3 settembre corrente, pubblicata il 7 detto venne

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annunziata la rinpertura dei corsi presso la sèuola centrale di tiro di artiglieria in Nettuno. · Questi corsi saranno cinque, della durata 'di . 33 o 3~ giomi ciascuno, e si succedei·anno dal · rn ouohre 1889 ·al 24 aprile 1890. A ciascun corso interve1.Tanno un .capitano e due so~tufficiali per reggi- · mento da campagna . ed ·a cavallo, scelti fra quelli. che non abbiano preso parte ad alcuno dei corsi precedenti. . Con· R. n ·ecreto del i O agosto p. s., pubblicato il 3,1 detto, venne istituito in Roma un Comando superiore del genio militai-e pei lavori delta regia marina, con dipendenza diretta dal .Ministro della rnàrina, per esercitare, rispetto alle direzioni del I' A.rma del genio in servizio della marina, , le funzioni aUribui_te ai comandi tenìtorial_i del genio .militare per le direzioni terriwriali in servizio dell'esercito. Il decreto siabi lisce che comandante superiore del genio militare per la regia marina debba essere un ufficiale generale del regio eserci to; e per il primo . venne nominato a tale carica il generale Duranti de la Penne, già cornanrfante te1-ritoriale del genio militare in Bologna. Ed ora useiarno dai nostri confini pe) dare uno sguardo all'Europa. L'H ·agosto l'imperatore d'A ustria-Ungheria, col. principe eredit.ariq, partì da Vienna per restituire la visit.a fattagli d;1ll'imperatore di Germania e giunse il 12 a Berlino. L' accoglienza fu cordiale e festosa ~ valse a riconfermare la fiducia delle pòpolazioni nell'incrollabilit~ì della triplice alleanza. Il 13 ebbe lu~go un.a rivista di 20,000 uomini, ·cui assistette, assieme alle musiche militari, anche la musica municipale di Milano, che da qualche tèmpo trova·vasi a Berlino per conto proprio. Non descriveremo riviste, nè feste, nè faremo commenti, nè riporteremo discorsi o motti di questo o quel personaggio; ma n on possiamo passare sotto silenzio i. brindisi imperiali, nei quali (speci~lmente quello dell'imper11tore Guglielmo) si aceentua il carattere della situazione. Al pra"r1zo di gala, che ebbe luogo il 13, l'imperatore dì Gerrhania, rivolto a· quello . d'Austria-Ungheria, fece il seguente bi·indisi: , . « Col cuore commosso, colmo di gioia, dò il benvenuto a Vostra Maestà nella mia residenza · e nel posto dal quale niio avo vi sa lutò l'uJtirna volta. Dalla accoglienza festosa del' mio popolo, Vostra .Maestà avrà sentito come si manifesti calorosainente e vivamente il sentimento d'amicizia esistente da secoli fra i nostri popoli . fnnanzi tutto, il mi'o esercito, cli cui -:Vostra Maestà . ebbe ·occasione cli vedere urw parte, è fiero .di potersi presentare agli occhi penetl'anti di soldato di Vostra Maestà. Dal mio popolo, come dal mio esercito, l'alleanza conclusa fra · 3! -

ANNO XXXIV, VOL. 111.

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'.,. RASSEGNA MENSILE RASSEGNA MENSILE 478 noi sal'à ossel'vata fermamente e . fedelmente. L'esercito sa be11e eh<~ devè rispon rlerc del rnantenlrnento della pace pei llostri paesi, unitamente al valol·oso esercito ausbl'o-ungarico è che, se tale t: In volontà . deHa provvidenza, deve battel'Si a Oan.co di questo. Con talf sentimenti 3lzo il rnio bicchiere· e tJevo alla salute di · Vostra Maestà, della Vostra intera C3sa e dei nostri valorosi' camerati austio-ungarici. ·» · · · L'imperatore d' Austria-TJnghel'ia nspose ringraziando e bevendo alla salute dell'amico · ccl 3lleato, alla comunanza ed alleanza fra . l'esort:ito tedesco é l'au~tro-ungarico, all'aumento e rassodamento delle garanzie di pace, per la· salute e felicità dei paesi alleati e di wtta l'Europa. Il 15 l'imperntore d' Austria-Unglwia tornò nella sua capitale. 1

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. Un'altra visita non meno signiAcante è quella fau.a dall'irnperatore Guglielmo ai così det1i paesi dell'I rnpel'o, cioè ai t.eHitori cedtiti dalla Francia nel '187'1 ·( Alsazia e Lorena) , che molti si dilen:ivano di rappl'esentarci oppressi e ·frementi sotto il 1gÌogo tedesco e impazienti di scuotedo JW corrern in braccio alla Francia. L' imperatore giunse il 20 agosto a Strasburgo e vi si ferniò due giorni ed altreltanti a Metz. Passò riviste, ricevette deputaàoni, inaug~rò ·i.m monumento alla lllemoria cli Guglielmo I. · Tuttociò non ha nu-lla che esca dal consueto. · l.o straordinario; l'inaspettato assolutamente pei tanti e tanti avvezò n studiare. il mondo nei giornali francesi, è l'accoglienza calda, entusiastica fatta all'imperatore dalle popolazioni .vi:!ilate. Gli uomini di buona fog e hanno dovuto ricredersi. Un corrispondente italiano, di quelli che prirrw s'immaginavano oc essere Strasburgo una specie di Venezia tedesca» scrive · di aver perduto ogni illusione a questo riguardo e continua: . · « Gli alsaziani erano~al 1.870 - si diceva almeno - i più francesi fra i f;·ancesi. Or bene, o questo nbn eì-a vero, o son bastati dicianove anni per produrre un completo r:ambiarne1~0 di scena. « Mi sono mesc,,lato· p~r due giorni ; ella folla, l'ho seguita nei. caffù, nelle birri!rie, nelle taverne, al te,atro, negli .uffici, noi negozi, e non 111 i è accaduto di sentire una parola pronunciala jn lingua francese. Parb il tedesco non soltanto il.popol ino, rna ti1t1a l'alta e la bassa borghe~ia. « Ho girato per ·lì1Iigo e per largo la ~ittà, elegante, magnifica, l'ho girai~ alìa caccia delle insegne francesi e ne ho trovato un numero infinitesimo; il tedesco trionfa in fronte agli alberghi, ai negozi, ai pubblici e&ercizi, dovunque. Ho cerca.to un giornale che scrivesse, pensasse in francese e, dopo molti sforzi, ho trov.1to un infelice giornale bilìngue, il Gior· ·r,,ale d' Alsa.zia, che dedicava dieci delle sue colonne a descrivere, in te-

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desco, il ricefonento del.l'imperat-0rc, riservando le altre dieci a darn e la traduzione in frances.e. « Sono entrato nelln birrerie e ho riveduto Vienna, Monaco, Berlino, ·parlanti, gridanti anzi. Grida alte e fì.ochc alemanne) pipe di Vo-esso ' ca lici ' di . birra enormi, bionde Margheri te affreuant.i il passo da un tavolo all'altro. · ·· « _In due o tre cosiddelte taverne als(l,z'i,ane, affollate cli forse cinque o seicènto bevitori di bina ciascuna, gruppi di contadine, dalla veste fiorata, dalla cuffia di felpa biancit e cilestre, intuonavano canzoni popolari te· desche, ripetute a gran voce da Lutla la sala. « Sfuggendo a quell'afa terribile, a quel rumore infernale, cercai un teatro, ,m teatro francese, se era possibile. Ma teatro . francese non esiste qui in nessuna stagio'ne dell'anno» . Da questi tratti ca ratteristici, che mettono sott'occhio allo straniero la nazionalità di un popolo e dall'entusiasmo di ciuesto popolo per il suo imperatore, il corrispondente ne deduce che, Sé l'amore alla Francia e l'odio alla Germania colà non sono morti, sono sepolti vivi. Dopo ciò (aggiungeremo noi), le catene cieli' •Alsazia e della Lorena sono da mettersi I con quellf, .del papa. La liberazione di <Jueste provincie è una frase vuota di senso; resta solo la revanvhe. Sull'oriente c'è ipoco d~ dire. Vi sono due viaggi che si annunziano sempre e non si fanno m~ù: quello dello Czar 11 Berlino, e quello della regina Natalia a Belgrado. . . Nella penisola dei Balcani l'incertezza è passata allo stato cronico. Anche la questione di Creta s'incammina per la stessa via. Ciò che, da qualche tempo succede in Oriente, non ha imporlanza se non come sintomo, .e quando il sintomo perdura, senza aggravarsi, perde nattfralnieute della sua importanza, perchù la gente s'accorge non essere ancora quello · che precede lo scoppio. Non parleremo quindf nè della Serbia, nè della . Bulgaria, nè del Mon:·enegro, nè della~Gre,;ià, nè della Turchia, nè della politica austriaca, nè della russa nei suddetti paesi;· fatti ì'! ilevanti per se stessi non ne troviamo, e, a volerli giudicart: in rapporto alle consegue1w:, c'è pericolo di essere srnent.it.i dorrtani. Il Parlamento inglese continuò le suesedutefino al 30 agosto. Ui6 detto ebbe luogo, alla Carnera dei comuni, per parte del solito deputato Labouchere, una delle solite domande su Ile relm:ioni dell'ln.ghi 1terra colla triplice allf>,anza, ed ebhe Ull;'l delle solite risposte, che non soddisfece la CUJ'ÌOSit.Ìl · dell'interpellante. Nè diyersa l'ebbe alla Carnera dei lordi, lord Carnarvon,

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!tASSEGN.À MENSIL:E

che chiese se l'Inghil terra rcsteri, in !<:gitto. Lord Sali_sbury rispose: « vogliamo mantenere lutti gli impegni, non allargarli >. fJ . messaggio della Regina, con cu i si proroga il Parlamento, dice che i crnditi votati per la difesa dell'i mpero,-permetteranno ai sudditi di S. M. cli dedicarsi alle loro industrie colla massima sicurézza e pace. Parlando ad uomini pratici, come sono gli Inglesi, la graziosa Regina, ha volu to accennare al lato produttivo delle spese miJ it:iri. Esse producono sicurezza t! pace. Ciò che nuIla prnduce davvero sono gli s<.:ioperi, anche quando giustificati, e l'lngliil1erra ne sta sperilllentando, a Londra stess1J, uno colossale. Cominciarono gli operai d<,i Dock; poi vi si aggiunsero quelli di varie ani e mestieri, e il nu rnero degli scioperanti crebbe di giorno in giorno, fìno oltre H.>O mila. In Italia questa cifrll spaventerebbe; in Inghilterra non se ne dànno arando pensiero, pcrchò il cRpi1ale lavoro accumulato porge il awzzo di ~opperire alla temporanea sospensione del ·lavoro gior~ naliero !\fa se questo stato di cose continuasse, non potrebbe a meno di risentirne gran danno anche · l'Inghilterra, astraendo da i pericoli per l'o rdine pubblico e dalla miseria per le famiglie degli stessi operai. In Francia si pr'eparano alla loua eletto1·ale colle diatribe dei giornali e (;olle scene di pugilato nei comizi pro e contro BÒulanger; ma non pa rleremo di queste fu tilaggini che il tel(~rafo ci serve a tutto pasto, nù dell'epur:azione dei qu,adri dell'esercito colla cacciata degli ufficiali b(;ulangist.i, nè delle manovre fatte sui nostri confini, nè delle spie mandate al di qua, nè -dei giudizi della stampa sulle nost1;e rose militari, nò dei conti che Qi fa nelle saccoccie l'ex ministro Teisserenc con scienza ed <:sa_ttezza francese. V01~rernrno invece che gli Italiani smettessero di dare importanza ad. ogni piccolezza che ci vien.e dalla Francia. Ma non possia mo tacere di un fatto che ha levato gran rumore e che, se non altro, ha iI pregio della novità. , · Un pellegrinaggio di tre o quattro cen~n~ia di or;erai italiani, guidalo da tre o tfuattro,, wvocati, percorse la Francia gridando: Viva la He::,i~IJblica. La novità non è qui. E non è Mppure nelle vessazioni e negli altRcchi a mano armata, di cui sono vittima, in Francia, gli operai che lavorano. Questa ò storia di tutti i mesi, di tutte le settimane, ed ebbe recentemente la sua conferma nell'assalto dato _aglj Italiani lavor:inti lungo una ferrovia in costruzione, presso S. Florent.in-su r-Yonne, dai loro fra telli in arte e in latinità, col solito pretesto della concon enza. Jn Francia • si temono tutte l,~conco rrenze, salvo tfu ella dolle ci:mcie. TI fnÙo· nuovo, ina udito, inaspeitato, sono gli iusul1i e le rniriaccie alla patria per parw de i

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RASSEGNA MENSILE

capi di quel pellegrinaggio di ràdicali italiani, recatisi in Francia per reclamare contro il Governo del proprio paese. Insulti e minaccio applaudile più o meM ironicamente da una parili della stainpa e del popolo · francese, mentre un'altra parte dice: « Ché vogliono costoro? Dagli Italiani, anche se rinnegati, non ci può venire che danno)>. Cosicchè applausi e Aschi sono; in egual modo, un'offesa all'Italia. Quei sedicen.ti delegati di un partito, di cui prima non si conosceva l'esistenza, il JJa.rtito dello stranitro, Rningando in pubblica piazza, a Tolone, a Marsiglia, a Parigi, ebbero il coraggio di promettere alla Francia il concorso dd popolo italiano, in caso di guerra, contro l'Italia. 11 grido tl'indigna;:ione che .si levò da un capo all'altro della penisola all'annunzio di ~iffatte bestemmie, pl'Ovi alla Francia a che si riduca il partito che si . fa rappre,·enlRre all'estHrOdai disertori del patriottismo, e sia arra a questi del rnodo con cui li conciercbbc il popolo se, in caso di guerra, osassero, non direnio mettere ad effetto le loro minacc'ie, ma ripetere in halia soltanto la deciinR parto di ciò che hanno detto i~ Francia. Roma il '12 settembre :1889.

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CRONACA ESTERA

EST E RA

CRONACA

I giornali militari si occupano pure delle consegnenze che questo nuovo riparto territ.oriale porlerà n,ell'assegnazione dei circoli di reclutamento di landwehr; ed ecco q.ni sotto, secondo la Vedette e I' Armee-und.:1l!arine- Zeitung iI nùovo riparto dei .battaglion i della Jandwehr anstriat:a. Vienoa comprenderà i b11ttaglioni ,1, 2, 3, ~., 5, ,12, ;13, H, 18'; Graz 20, 21, '.22, 23, 24-, 125, 26, •i7, 72, 7'3, 74-.; Praga 28, 33, 34-, 35, 36, 4-1, ,~5, 4-6 ; n, 50 , 51. Iosephslaclt 29, 30, 31, 32, 37, 38, 39, ,iO, ,i.2, 4-3, H, !i8, 4-9. Crat:ovia 9, 1O, 1·1, ·,15. ·16, 11, 19, 52, 53, tH, 60. Przemyls· 51Y, 56, 51, 58, 59 , 61, 6!i, 68; . Lemberg 62, 63 , 64., 66, 67, 69, 70, 71 , 75, 76, ·77, 78; · Zara 79, 80, 8·1, 82; · . Inushrnck, 6, ,7, 8, e i !I O battaglion i di liindesschi.it~en . Per effetlo di qu<lsto nuovo riparto di batt.agliòridi landwehr cambia necessariamente la composizione dei reggimenli di laudwehr, di cui undici saranno costituiti a 3 battaglioni, dieci a 4- battaglioni ed uno · . a 5 b:,ttaglioni (Laibach). '; · . Landwehr ci.~leùana. - Il Verordmmgblatt ~ - 23, contiene le u·uove di:;posizioni orgiiuicbe dell11 landwel1r austriaca, distinte in tre fa:;cicoli' concernenti ciascuno-: ' ·!O I grandi comandi e reparti <lì · land weh.r; 2° Le 1ruppe a piedi; · 3° Le 1ruppe a cavallo. Sebbene in complesso non vi si contengàno variazipni fondamentali alle disposizioni precedenti, ne rileviamo le principali differenze, dalle . quali è facile scorgere il ·progresso lento, ma continuo, di quest'im. port.ante istituzione. · Nella 1~. parte è preveduta e dl~tèrminaia la formazione organicà dei grandi·, ripnrli cli landwehr' fino alla divisionè di fa nieria: quesla normai mente è costitnita come la ·divisione di fanteria cieli' esercito, cipè di 2. brigate di fanteria (1,\.-1 5 battagl ioni), d'una divisione d'ar1iglieria da campo ·(3 .batterie su 8 pezz'i), di ~-f• squadròni di cava i• leria, e dei relativi servizi. Per quanto riguarda le truppe a piedi, notiamo in primo lnogo che sparisce sernpre più la distinzione etTe1tiva fra landwehr e landesschùtzen: meno il nome e -la divisa, · 1' ·ordinamenlo è oramai lo stesso. Così per esempio i battaglioni di landes.schutze-n, che prima in caso di guert;a dovevano formare anch~· un battaglione di riserva, per effetto del.le .nuove disposir.ioni formeranno 'd'ogg'irinanzi gli stessi ri1

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AUSTRIA-UNGHERIA

Ordinamento.

Ntto·l)ct o·i/rco,c1·izfone te.r1·itoriale. - Nel. Verordmunysblatt N. ·:U, sono conlennte le disposizion i per il trasferimento del comando del ·I 0" t:01·po d'armata da Brlinn n Przemyls, di cu i q1wsta R'ùYista si ot:cupò 11el le puntate, precedenti. . . · Questo t.rn:;ferimeoto produce importanti variazioni Mila cil'coscri., zion<>- territoria le dell'esercito e dell11 landwehr. 91rnnto al'la circoscrizione territoriale dei corpi d' ar.mata interessati,. per ciò che si riferisce ai circol.i di reclutamento . dcli' esercito, le succitate determinazioni prescrivono col ,1° ottobre il seguente riparto: 1° corpo (Crat:ovi11) . . ( ·;; o':, 3Q ·=.·1' 13 ' 20 ) M ' '•6 "'7 9" •J, ,1O!') , 2° '(Vienna) . ..§ ~ ·8 cl, 4-, 8, 4-9, 8·1, 84, 99·. Hl 0 (Przemyls). . '~~ ~ ..2 9' 1O' ,W ' 45 ' 77 89 ' 90 . ~ ·H O (Lemberg) . . ( 2.~ ~ 15, 21~, 30. /~·1, 55, 58, 80, 95. H: 0 (Iansbruck) . , 8 , H,59,piùilTiroloeVorarlbeg. 1 Col 1° ottobre funzionerà pure il comando della 8a divisione J i fanteria in Innsbruck: (che finora io ternpo di pace non esisieva), e cesserà la carica d'un generale addetto al comando del 1,1. 0 corpo di armata. Col -F> gennaio 1890 è pui'e ordinata la formaz ione d'una ,~a divisione di cavalleria a Jaroslacc. 1

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CRONACA .

parti dei· battaglion i· di landwehr. È :s taia i1ioltre abolita la distinzione rra batt.aglioni di fa~.tet·ia e battaglion_i caccial·ori: non si hanno più ch·e battaglioni di landwehr, in tol,ile 82, che sornmat.i coi ,t O battaglioni di lq,ndesschiitzen (Tirolo e Vorarlberg) dànriq i 92 bauaglioui della la ndwehr cisleitana. . · . Notiamo l'aumento considerevole dei quadri di battaglioni , ·che for. mano oramai uoa vera compagnia permanente (-104, compresi gl i uf. fi ciali). Finalmente sono stati organicamente costituiti i quadri dei 22 reggimenti di lanclwehr. ·. · Circa le armi a cavai lo, oltre qualche variazione nelle sedi di forrìrnzione rlei reggimenti , si nota pure l'aumento considerevole nei quadri, e sopra.tutto la migliore ripartiziùne nelle funzion i' del perso· 11a lc. Così per esempio il. quadro di reggimento si divide io uno stato maggiore e in ~ue q~adri d'istruzione corrispondenti ai due mezzi . reggimenti, e comprende in complesso 88. uomini , compresi gli uffi : ci:ili, e 80 caval li da sella . Oltre alle &6 rimon te (che sono comprese iu questo numero), ogni reggimento ri,:eve pure un numero proporzioua le di rimonte di complemento. Umcf:1~ehr ·ungherese. - Più importan.ti ci paiono i miglioramenti avven uti nell'organico della landwehr ungherese (.Rouved), contenuti nel Verordnungsblatt N. . 26. · Il un.mero dei battaglioni, che prima era .di 92 in' tempo di pac~, è stato portato a 9+, e. là •ta e 5a mezzabrigpta, (reggimento), destinata a forni re uu il:0 l.iattaglione. ciascuna in tempo di guerra, ne avranno d'ogg' i1ma11zi i quadri anche io ·tempo di pace. E ra preyisto il caso della fo rmazione di battaglioni di complomentò e di' riserva in tempo di guerra: · mancavano però i quadri di tali battaglioni nel tempo di Qace. D'ogg'inua'nzi ciascuna delle 28 ·mezzeb1~igàte · ha un . quadro di battagllone di complemento, e 11 fra le . medesime hanno quadri di 1·iserva: dai suddetti quadri si formano in tempo di guerra 28 battaglioni di complemento e ·truppe di riserva nella quan·tità determinata da ordini specia li .. Sicchè in complesso la landwehr ungherese ha i quadri pronti 1>er la formazione di : ll4- battaglioni da cam po, 28 · » • cli complemento, ·truppe di riserva. · · Lo sminuzzamen to dei quadri è poi arrivato all' ultimo limite pos$ib_ile e per ciascuna compa_gnia di Jan<lwehr (dei 9i battaglioni da

ESTERA

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campo) da formarsi in tempo di guerra esiste in permanenza una piccola compagnia fin da l tempo di pace. Finalmente è sta to istituito uu comando speciale di reclnlamento ,illa ~ede di cìascuua mezzabrigata di landwehr. Armamento.

Mitragliera Maxim. - Il governo austro-ungarico, come si nccennò in questa Rivi.sta, diede comm issione all'inventore Maxim per la provvistn di 30 mitragliere del suo farno~o sistema. Senonchè il cidibro cli quest'arma, qnauclo fu sperirnentatn , er::i di H mi ll imetri. Desiderando il governo di avere, per semplici tà di munrzionamento, la stessa mitragliera col ca libro di 8 mill.imetri ugua le a quel'n del uuovo fucile Mannlicher, dopo parecchie difficoltà l'iuveotore riusci, a cfor e alla canna 111 durezza volutn per resistere al forte aurito dell' inc~·miciatura della. pallottola del · Mannlichei;, che, come si sa, è d'acciai~. Cosicchè le mitrngliere Maxim adottate in Austria-Ungheria hanno 11 calibro di 8 mil limetri e si· caricher11nno con cartucce Mannlichcr. Nuoto cannone a. tiro celere .. - Si . sta esperimeutando a Pilsen uu . nuovo cannone a tiro celere delb1 fonderia d'acciaio di E. Skoda. Il cannone è d'~cciaio fuso , del cai,ihro di 7 ce.ntimetri e d,~lla luu-. ohezza di ,\.2 calibri. La carica è di chilogrammi ·I ,850 cli polvere, il ; roietto pesa i chilogrammi, la velociti1 iniziale è di 6'30 . metri, la pre:;sione interna di 2200-2500 atmosfere. Il r1:oietto fende :una cn~ razza di forro battuto dello spessore d1 H centunetn . Segu itano gli esperimenti. Equipaggiamento .

, ' Nuovo carreggio del treno. - Per il trasporto del la carne, deg_li utensili da fabbro ferraio, degli st1'u·nrenti da zappatore, delle materie es·plodeuti ecc. i vari corpi hanno in dotazione un ('.erto m11_ne_ro· di ca1·ri locali. Ora sarebbe intenzione del Nlini:;tero dr sosl1t1111"h con carri del treno modello ·1888 trainali da una pariglia, simi li in tutto a qrielli modello •1867-80, dai quali .differisco~~ _soltan_10 1~el_ timone,. che è amovibile, e perchè nou sono scompomb1h. Tait carri venebb~ro assegnati dal tempo di pace ai corpi in ragio_ne di : . 2 a ciascun battaglione cacciatori e reggimentp d1 fonter1a; <z scoperti e 7 copert.i a ciascun .reggimento di ca valleria.

fin


486

CRONACA

Si dice che dentro l'anno venturo tutti I corpi saranno provvisti del nuovo carreggio, la cui distribu~ione comincerà in quest'anno medesimo. Vestùwio. - Nel Verordnungsblatt N. ·27 è contenuta la sovrau11 concessione · che permette agli ufficia li ed impiegati mi litari d'indossare nella tenuta esti va, oltre ai pantalon i d' e::;litte finora prescritti, anche pantaloni di tela cruda di color simile a qu_e llo dei pantaloni di truppa. Istruzione.

Campo _di Bruck sttlla L<Yi,thci. - Col ,j4- agosto si chiuse il 5° periodo dell'esercitazioni annuali, e le tru ppe di fanteria e d'artigl ieria che' vi presero parte ritornarono alle.rispettive gua rnigioni: rimasero soltanto ì due reggimenti di òivalle1:ia N. 7 (Dragoni) e N. ·1 1 (Usseri), che prendono parte 111 6° periodo, il qn1i le, cominciato il ,1i detto, terminerà 1'8 settembre. Le truppe nuove, che · prenderanno anche parte a questo periodo, sono i reggtment.i di fanteria ~ - ~~. 65, 50, 83, 86 e due division i (brigate) d'artiglieria da campagna con lo squadrone treno N. 2.5. Io· complesso si hanno ,16 b,Htaglioui di fanteria, 6 batterie d'nrtigl ieria, . ·12. sr1uadroni di .::a va lleria e 1 s11u11rlrone treno. Il comando è assunto ·dal comanda11tc dell.a 13• divisione di fanteria F. i\'l. L. conte Hrnnilovic. Corso d'istruzione per ·il landst'Urm. - I l ministero cislei tano per la rlifesa ha emanato -una disposizione, ch·e può tornare di gran vantaggio a ~oloro·cl1e sono designati in tempo· di guerra a coprire il grado di_ufficia le di landst.urm, e che non hanno ancora ricevuto i~truzione militare. SeGondo ques_ta disposizione è istitu ito un cor,o pra tico d'istruzione per le persone sopra menzionate, che avrà luogo dalla metà d'agnsto alla .fine di settembre ::Il campo di Brnck. Gli aspiranti dovranno fre·· quenrnre il corso a proprie spese, ma' riceveranno da:1 battaglio1rn di laodwehr di Vienna l'int1ern equipaggiar~ento med i:mte il compenso 'di fiorini 2,85 . Il COt'$O ha lo scopo di abilita re gl, aspiranti ad ncquistare le cognizioni e le istruzioni strettamente indispensabili per il comando d'un plotone. Grandi comandi.

F. i.V[. L. Cz1harg esonerato da l comando della ·15• divisione di fan· teria ~er motivi di salute. . · M. G. Albori comandante la 60• brigata , nominato comandante della ·I 5a divisione di fanteria.

ESTERA

487

Vario.

Cani addest,rati nell'esercito. - I risult.ati favorevoli ottenuti in l:~ermauin erl in FranGia ne::!li esperimenti fatti allo scopo d'addestrare i can i pttr la guerra. inu.us$ero il Ministero austro-ungarico ~ teut~rne pure la prov.1. [I ,15° (;()rpo ( Bosnia· ed Er7:egoviu~). è stat~ _mcar1ca'.o ,hwli esperi menti, e $appiamo che sono stati sta b1h_t1 premi 10 ~ana 10 pe; gl i imlivi,lui o per i reparti militari, che presenteranno III un dato tempo i migliori cani addestrati. Cannocchial-i, cille baite1·ir3. - Il Mini~t.cro dulia guerra sta ma~ turando. il progetto d'a:;::egnare a ciascuna divisioue ' (brig~ta)_ d' arti· glicria da Gampo 1111 G.innocchiale di gran portatn, con cn, s1 .possa ~,-ser vare bene il punto rii Gadutn dei proietti, la posizione precisa del ~em ico ecc. Abbau,lonnta l"idt!,l poco pratica di far portare il cannocchiale da un graduato a cnvallo, prevale orn l'opi nione di allogare l' istru men 10 col r,1l~ti vo ca va li etto nell'avantreno. . . . ' Nuovo appa1·ecchfo ottico per .sednalazioni. - E un' mveo1.100~ del. c.ipitauo :Vlitrtinez tlel 31° reggimento fantori,i, ed lia I~ scopo d1 focilitare ed estendere le ,;egnalnzioni. Con questo npparecclqo, invece • di ,,egual.ire ,-ingòle lettere, si seg11a l11uo parole iot_ier.e, ~ia di·giorno, :;ia di noue, iu qualuuque direr.io11e cd a grand1ss1 mc tl1sta 11 zc. li uuovo npparecchio è i11 via rl'e,peri111e11t,). . . Ferrovia portatile da campa.!Jna. - Le :,pese Pt:r qne, tn ferr·ov,,. s1_ trovano inscriue nel cred ito ,Lraordinnrio ,;pe,i:ilcdegliHu: i ·1887e188~ per misurn militnri. Il prev~ntivo era fi ssnto a fiorini 8,600,000, dei . ,,u~ li :::ouo ,w ti ~pesi 2, 100,?00 lìo~·ini. . . ·. .. . . . La lunghezza della fer rovia acquistata finora e tl1 3;;0 cl11lom.etri,_ m · rn•1i{>ne di 6 oori11i per metro lineare (3 per In :>trada e ;1 per t1 ~1mmo), pe;ciò, qun11do snrit spesa tutta la sommn, si dovr:rnuo avere c1 rcn 600 chilo111e1ri di ferrovia. . Lo sGartamento di questi, ferrovia è di metri O, 75, le rotaie sono ~1 acciaio e pesano 6 chilogrnmmi per metro lineare. L'nni?~~ dell~ ro~1e è fotto in modo speciale, che assicura una GCrta elast11;!la al l>1onno. La celeritit di costruzione ò presunta 1rnrrrialmeoto a ·I ehilornetro per ora, ma può <issore fo ci lrnco t.e raddoppiata. 1

un

Marina da gu~rra. ·

Costrnz'ioni, allesl'i11ninti, pror,r,, ecc. - li '25 giugno, nel can tiere della Palmer's Schipbuilding aod Iron company, a Jarro~v, fu varato fe.


489

BSTERA

488

CRON ACA

liccrnetJte il nuovo cacci:Horpediniero Planet, di cui rpwsta Uivista ehoe ad occuparsi altn, ,·oha. Perù, a 111odific,,ziouc" complen1cnto delle trntizie gi;\ èln te, si <limno auc,,rn le seguenti : L'arm.imeo_to si comporrà di 2 c.1unoui n tiro cdi·re cli 80 milliu1ctri. stabiliti alle due ostren1ità <lell;1 nùc, di 8 ca unoni . pure a tiro cc len•, eia .\.7 millimetri stabiliti sui !ianchi , di tre tubi lancia-siluri, uno " prna e gli alt.ri due ,, rnczza n.ive, eutra mbi :;n ùi uu carretto, io moùu da poter lauciaro dall'11uo o d,il l'altro lato. L'illuminazione intero,, è fotta per mezzo di 70 lampade elettr iche. Lo scafe è costruito completamente in. accir,io.

BELGIO

Mod·ifica:ziowi a1· quadri. - Nella puntata dello scor~o maggio ab~ lJiarno fatto conoscere c1 i nostri lol.l.ori le modincazioui Il i qu:idn dogh ufficiali, proposte rl:il Ministro della irnerra, generale Pontus. Il. pro"Ctto con quafohe modificaz ione, venne approvato dalln Ca rMrn dei rnp • ~ì-es~ntauti e dal SÒnato nelle sedute, ri~peuivamente, deHi 6 e 19 giu?no ed il Journal Jlf'ilitn:we Off,,c'iel, del loglio sco rso, reca ti Lesto ufficiale della nnova lègge giù promulira ta nel illon·iteur delli 26 giugno. Detta Je,rnc, iu breve, rnodifìcn l'articolo '2 deil:i lt g~e 16 :igosto 187:3 e l'a~~icolo 1° della legge 2:l nrnno 1886 sull'ordinamento d~ll'e~ercito; per effeuo dell:i medesima i quadri et'.m~reu_der~nuo ,~ ciascuna arma e ser vizio, gli uffi ciali qui UP.presso 10d1ca 11 po, grad, contemplllti nella legge stess:i:

l.:1 nuova cornzr.ata a torri Prirwipcsso tefania, è sta ra armai., per la d nrata di uu mese circa , allo scopo di cspcr irne11tare tutte le maci;hine ed i •:ongegu i esisteuti a horclo. Le prove cli velocità ,1 combustione n?rn11ile lrnnuo dato 16 nodi all 'ora, e si spera di raggiungere quella d, f 7,5 a combustione forzata . 1'ra poco sarà armato :rnche per lo stesso scopo la 11ave gen1clla Principe ernditario Rodolfo. · L'8 lugliC1 arrivarono a Pola le nuove torpedini~re di ,fa classe costrntte ad Elbing, l( nilce, Kulcuh, Staai-, ed una torpediniera di 2n classe di nuovo tipo, N. 24. '

1

Corpo cli stato mar,g·iore.

111o·uimento ed uh'icaziorii_della flotta. - I l ,f 2 luglio la squadra di ev0I11z1one e la squadriglia delle torpediuiere rientrarono a Polà, ave udo compiuto il perio,lo rlelle manovre estive . Le navi che vi furono impiega~e pas~11rouo in disarmo. Si armò quindi ui primi di agosto la squadra rl, croc,c~a, souo 11 comaudo del capitano di v;~scello Hiu kc, e composta delle onvi Laudon, H·undsberg , Nauti:lits, A lbatros, la quale, tlopo una crociera di due se1timaue nelle acque dalmate, si riunì il 21 detto a Gravosa . Il_9-7 del mese la squadra ha sa lpà to per Pola, per ri mettersi m crociera · nelle acque istriane col 1° di settembre. I l 25 luglio la corvetta Friedri·ch ar rivò a Pola cogli all ievi del ,fo e 2° corso dell'accademia cli marina, il 30 detto salpò per Fiume. Il 18 agosto l'Aitrora., nave i11 missione, giunse :i Porto Said. Il 20 agosto la Sa:;,(ia, nave in mi~sione, arrivò a Halifax, ove si tratterrà u,na settimanà .

1

1

;j

Colonnelli . Tc11enti colonnelli . ~1nggiori Cripit:1ni .

!)

IO

26 Fanteria. ,1fi07

Ufficial i subalterni

Scrvi,z·i a,mmiin-i stra,t·i·m'..

..

Contabili uei corpi di truppa, capitani rprnrticrmasLri, capitani in 2." pagatori, tenoni.i e sotlotruenti pag:iLOri, c.1piLani rimministrntorì ,lei vC!'. li:irio .

A1·tiglieria. Stato ma_qgiore:

~laggiori. Uf!iciali subalterni

·I ;j:l


490

CRONACA

0,000,000 308,4-00

Ufficiali sanitari Cibo e vestiario dogli ammalati ed altre 7M,,i'OO spese . . 200,000 Servizio farmaceutico . . H-,84.8,230 ·. Assegnamenti vari delln fanterin . 3,908,800 Id id .. della: cavalleria . 5, 7,33,838 ·1ct. id. dell'arti'glieria. . Paghe • 1,4-20,700 Id. id. del genio . . . · delle trnppe Id. id. del battaglione d':imministra675,4-00 :i:ione . . . . 285,750 Scuola di guerra e scuola militare •I ,368,8:Zf> Stabilimenti e materiale d'artiglieria. 1 ,;.i50,000 Materiale del genio . . • . . Pane, viveri e foraggi, spese di caBerma, r imonta, iu•, dennità di trasfena e di soggiorno, mispor1,i in gene- · rale, riparazioni alle bufetterie ed alle bardature. 13,565,294. Spese rii rappresentanza ed onorari d~versi. 165,000 ·185,885 Spese impreviste, 'gratificazioni e perì~ioui . . (i.6,83/~,732 Totale . Servizio degli osperla Ii

2

26 Genio.

Stato ma.ggiore:

Colonnelli T<rneilti colonnelli . Maggiori. . Ufficiali subnlteroi.

7

Colle trnppe:. Ufficial i subalterni.

88

Stato maggiore delle piazze. Comandanti di 1a, :za e 3a classe Maggiori di piazza . Ufficiali subalterni

. sopp1·ess·i 5

29

Bilancio pel 1889. - Il bilancio pel corrente anno f' , . . . provato verso la fì d . rnanziar,o, ap• •• , , '.- . rne e_1 g'.ugn~ scorso, è stato definitivamente fissato m 1ue ;,1,6,83,~, 132, cosi npart1te: { Stipendio del ministro • Ammìuistrazione) S tip~ndi d~gl_i i~~ie~ati centrale ( S0prnssold1 a, md1tar1 comandati Istituto cartografico . , Spese varie. . . . . Stato maggiore generale ·. ·. ·. · : Stati Id. i'..I.. del,l_e provincie e delle piazze. maggiori ) Serv1z10 d mtendenza . . .· . . A. r·iportarsi

(!)

491

EB'l'ERA

Colle truppe: Colonnelli Tenenti colonnel li Maggiori. ·. Ufficiali subalterni Treno: Tenenti colonneH i. Maggiori Ufficiali suba lterni

Comprese lire 440,ooo per spese straofllinarle o

temporanee. ' ·

2..J,000 200,000 ·16,000 >190,000(1) 65,000 887,300 · 227,5·1 O 257,700 0,000,000

1

Paregg1:amento eh st'ipendio, - La Belyique M:il:itai1·e annunzia (:he a far tempo dal 1° gennaio •1890 prossimo venture., gli ufficiali superiori di fanteria riceveranno lo ste,;so stipendio che quelli delle altre armi, c'ioè: i colonnelli lire 9500, i tenen.ti colonneli lire ,7'100, ed i rnagg(ori lire 6300. ' • I Attualmente gli stipendi pei tre gradi oradetti sono, rispettiva'rnente, 9000, 6800 e 5900 franchi. , Il nuo1;0 f1u;ile. - Secondo_ la Belgi q1ie 11'li htafre, il fucile Ma11ser modello belga ·1889 sai·ebbe stato riconosciuto il mi.gliore; sembra difatti che sopra 8 voti il Mauser ne abbiil riportati 5, 11 Nagant 2 ed il Mannlicher ·1 . , Ad ogni modo nulla di ·positivo si può Jinora affermare al riguardo, essendo tuttora assente da Bruxelles il ·ministro dell:i gnerra. U rappoào sugli esperimenli compiuti al campo di Beverloo, fu rimesso al ministero il 22 agosto ultimo scorso. Rirnane)uttora da decidere sulla importante questione della carlucci,~.


492

CRONACA ESTERA

' ·CINA

llfotiimento negli alti funz'ionar-ii. - Ciang-Ci-Tuog. vicerè di Canton, ,,enne trasferi to colla• stessa autorità a Liaog-:~Iy. Li-HangCiang , fratel-lo maggiore di Li-Hung-Ciang , fu nominato vicerè di Ca o ton . . Ferrovia. - È stato formato un $indacatò cinese con un capitale di 60 milioni di Tael per la costruzione_della ferrovi.J Hankau a Pekino; gli studi relativi verranno ·fra poco iniziati sotto la direzione di CiaogCi - Tung. Nu011a bandie1·a. - I Chinesi hauuo cambiato la forma triangolare della bandiera delle navi da gnerra ecommercial i, facendola rett.angolare.

FRANCI:A

/'

Costituzione d'um nuovo 1·egyi·mento del gen'io . - Crn legge e con determinazione ministeriale rispettivamente delJ',1·I e del 30 luglio corrente anno, i reggimenti del genio, ·di quattro che prima erano, furono portati a cinque. Quel lo di nuova costilnzione, formato il 2·1 agosto p. p. in Versailles e denominato, reggimento zappatori ferrovieri , conta: . a) tre battaglioni a fi. compagnie ciascuno; b) una éom pagnia di znppatori -conducenti. . Non vi fu però aumento nel numero degli uflìcia!i superiori e dei capitani · d(ll genio e, in quello delle co111pagnie, notasi in più solamente quella oradetta idei zappàtori-conducenti. Infatti i prim i doveva110 essere presi sul totale degli uflìcinli dell'arma e i tre battaglioni

493

del nuovo re0"1rimento dovevansi forma re con le unità provenienti dalla ' .: ~oppresi-ione,'""nei quattro reggimenti già es1stent1 10 di li compagnie depo~ito; 20 di 4 compagnie operai militari ferrovieri. 30 di 4 compagnie zappatori-m inatori. . . . Per effetto delle indi.cate soppressioni,. dei quattro ant1ch1 reggimenti, tre rimangono composti di 5 battaglioni a li compagn ie ciascuno più una compagnia zappatori-conducenti _ed u_no di quattro battaglioni pure a li compagn ie, più una compagnia d1 zappator1-condu-. centi. Il nuovo reggimento è composto di: . a) 'uno Stato maggiore COJl 112 ufficiali, b) nn piccolo -stato maggiore con 1 uomini di tru_pP.a, _ e) un plotone f11ori riga (hors rcmg) e.on 31. ~om1n1 d1 trur,pa, d) tredici compagnie, di cui dodici cont~n~ cw~cu_na 4 uffi~1~li, :ìo uomini riel quadro (graduati di trnppa , capi operai, tamburini o trombeitir,ri) e 125 soldati , ed nna , ossia quella dei zappatori-c~nd.ucen ti, :;i ufficiali , 27 uomini del qua(lro e 50 . soldati. La forza del reggimento risulta d_unque _in coniples~o di: 6 nfflciali superiori, 51 ufficiali degli .altri gradi, ti85 uomini del quadro, fuori riga e dello stato maggiore, ·I 550 soldati, 95 qua~rupedi. Ora pare che il mrn1stro della guena abhia intenzione di far eseouire, dal nuovo reggimento, un tratto di linea ferroviaria, a comin~iare dai lavori di tracciamento, di sterro e <li rinterro, sino alla formazione dei treni ed al definitivo organa_mento del serv_izio. Duro.nte il non breve tempo richiesto da detta costruzione, pare che esso debba inoltre fare esperienze ·di esercizio provvisorio di qualche linea. ·Forni dii campagna. - Per la fabbrièazione del pane in c.ampagna l'esàcito fa uso attualm<:lnte: ,1 o del forno di cnmpagna che esige l'opera di H uomini, ed un la voro di 25 ore per la sua costrÌfzione: esso fornisce 200 rnzioni per ogni infornata; ;20 del forno portati le ìn ferro -ed in latta, contem1to in 5 casse pesanti in complesso 950 chilogrammi: esige l'opera di 6 uomini, un lavoro di r~ ore per es$ere impiantato e fornisce •180 rnzioni per infornata; 30 del forno su ruote, com posto di. due forni sovrapposti, e con32 -

ANNO xx_x1v,

VOL . lii.


494

CRONACA

tcuuti, in ntw speci.e di cassa melallica, che posa sul fo udo d' un carro tirato da 4- cavalli. Iu istaziooe quest'ultimo forno può pro~urre sedici inforn.ite di mo rnz.ioni iu 2l~ ore, ed in marci:i, avendo la pasta già lavorata , sola. mente· 1280. I l peso totnle del carro e del forno è di z650 chilo1

gramm1. I tre foro i oradetti richiedono, per essere tenuti m esercizio, un numero d'uomini abbnstauza grande e non soddisfano, come :;i vorrebbe, ai bisogni del l'esercito. Si sono per~iò faLti altri st_udi e si è pervenuto a costrurre un forno, che p~.re presenti grandi vautagg1 sui sistemi finora in uso. Esso è a due scompnrtimenti, contenenti 80. rnzioni ciascuuo, erichiede, poi suo esercizio, 1:opera d'un sol uomo , e per essere _trasportato, un carro a due cava lli,. Yi ha un foco lare, che possiede gl'istrumenti uecess\\rÌ per regolarne il calore ed una mad_ia au~omatica, che foruisce la pasta occorrente pei due 5compart11nent1 del l'orno: le info rnate si possono succedere nello spazio di 4- 5 minuti. Non è noto se con questo siànsi fatti .o si faccia no esperimenti. Nel mese di agosto invece, presso il 10° gruppo alpino, il cui p'.·incipa le elemento è il ~,i 0 bauaglione cacciatori da mootagna, fu esperi mentato il sistema di fo rni da cam pagna clei signori Geoeste e Erscher, co.struttori meccanici a Pantio, sobborgo di Parigi. Per i.aie esperimento è giunto a ~izza nel giorno 5_ agosto un dist~ccamento_ di 3.0 operai d'amministrazione coo 34. muli, al comando d no ur6c1ale. Esso CO • stituiva una sezion~ paoatteria leggiera, 'avente ·con _sè il . mate~iale completo di due forni , smontati in una cer1a qua~tità d, pe~z1 di latta faci lmeute tra~ort,'lbili. Le parti interne sono ncoperte d, uno s w 110 di aminnto, il quale impedisce che la latta diventi inc~ndescente sotto l'azione del fo rte calore: pare eh~ 5 minnti bastino nd un personale ristretto· per mettere .i posto ciMcun forno. . Partito il 6 da Nizza per S. Martino e Cl11nzo doveva gmugere il gior~o 8 a La Bollena e Valdiblora, centro di npprovvi~ionaL~enl~, per forni re, n comi nciare dall'i.ndomani e per la durata d1 ~5. g1orn1.' n. 800 razioni cii1ca '.i l giorno. Non si ·conoscono per ora I risu ltati. La scuo.la dì Fontainebleau. - Uu' irnport:n1te determinazione è stata presa riguardo alla detta scuola d'a pplic.'lzione d'artiglieria. F ino ad ora i tenenti d'istruzione d'artigheria dovevano fa re un anno di corso presso la scuola di Saumnr, insieme a quelli di ca valleria. A datare dal 1° p. v. ottobre i tenenti d'istruzione d'ar tiglieri.i non 1

ESTERA

495

frey_u·e11tera 11110 pi11 la scuola di cavalleria di Saumur, ma quella di l~ ntaineblcau, dove sc1rit c-0sti tuito un corso spet:iale per essi . La permanenza di tali ufficiali iu una scuola, dopo qualche anno ili ser vizio nei cor pi, ha per iscopo di perfezionare la loro istruzione ippica e li i prepararli a divenire, in seguito, ca pitani istru ttori, dei quali esiste uno in ciascun reggimento di arma a cava llo. La scuola d'-applic:11.ione di Fontainebleau sarà all'uopo aumentata di 2. tenen ti istruttori aggiunti al capitano professore d'eqnitazi one, di 2·1 teneoti d'islr'uzionc e di 80 cavalli: vi si impianterà pure una scuol11 <li rondotta dei carri, scuoln che fin ora non esisteva. Statistica morale. - Dal resoconto del1'~11n ministrazione della giustizia militare dell'a uno 1887, pubblicato or non è molto, si deduce quanto segue: Sopru uu effettivo medio di 5H, 47&. individui soitoposti alla giurisdizione militare, \'i furono 6,730 denuncie, di cui 1,025 non passarono oltre le prove dell'istruzio11e del proccs:so. Sopri! i rimanenti li, 705. sottoposti n giudizio, 84-7 furono assolti_e i\.,858 cond:rnnati , fra cui 67 a morte. .1 • I consigli di revisione hanno annullato ·I 7 ~rocedimenti e confermati 263 di essi. Alla fi ne del •I887 si cont11v11no ·I3,01 O disertori e 391967 renitenti; gli è a questi 52,977 individui che viene applicata l'ammistia del 2:1. luglio u. s. Nel ·1887, sopra un totale di 25,996 uffici ali, se no ebbero 17 imputali e •12 condannati: dei 38,083 sott'uffi ciali ve ne furono H •I dei primi e 93 dei secondi: dei c11porali ve ne furono rispettivamente '176 e H 9 sopra ,12,34-2 e fra soldat.i si contarono .i-,14-9 imputati e · 3,6·1Ocondannati. Riparto della cl11.ssc .J 888. - Il numero totole degli inscritti sulla prima parte della lista di reclutamento (1" e 2a porzione) fu assegnati alla marina e perciò a dedursi

11.l0,4,53 6,040

Resta no per l'esercito Rivedibil i cli leve antecedenti giudica ti ahili

124, 4.13 '15,728

Totale da incorporarsi

HO,H1

Da questa cifra bisogner:à ùedurre il 6 °/o, che rlovrà essere ,congedato, il ,i. 0/ 0 primn rlella incorporazione cd il 2 o;. dopo la stessa, per iniziati vn d<'i 0olo11nelli. Il restante dovrà essere diviso in · due porzioni , di cui la prima dovrà fa re 3 anni di servizio ed uno l'altra.


Cu11truriamc11L1: però

497

ESTERA

C&ONACA

4 96

F.sorcito

quaulu, i11 rn.i,~ima, .:-'è rauu ucgl i .i 11 ui Lrnscorsi, il mioistro pare ·irnu voglia lìssarc il <1uantitaLivo di ciascunn porzione fin o a tanto che le reclute nou siano stai.e visitate presso i consigl i di revisione ed assegnate allo varie armi. li contingoute di mariua è riparlilo come segue : ·1o reggimento rnnterfa marina . ·1,273

attivo

;i.

.

20 30

»

•

})

})

»

(~"

»

))

))

Generali di di visione Generali di brigata . ·Servizio di stato maggiore. Fanteria Fanteria indigeni cd alg11rini . Cavalleria, compresi gli indigeni Artiglieria . Genio Trono

1 ,27'2

•1,273 •1,272 950

llcggimento d' artiglieri a marina

-

6,0,iO

Totale

Confrontando il numero degl'inscritti nella prima lista di quesL'anno quello dell'anno trascorso si ha : Inscrilli nella prima lista della classe 4887 n. H O,OMJ Id. id . id. 1888 » 430,1~53 1

Differenza in meno ,pel 11888 n.

Totali.

9,!>96 ·

Questa sensibilissima diminuzione, dicono alcuni , non so wn <Jnantn ragione, essere l'effetto delle perdite subite dalla Francia nella guerra franco-german ica. Congedamanto delle classi. - La nuova legge sul reclntamento fissa a tre anni la durata del servizio sotto le armi in tempo di pace: riavrebbero perciò essere congedati wui gl' individui della classe 488.\. nncora in servizio e tutlu la classe 1885. Per non depauperare troppo, a quanto si dice, gli effettivi , della classe 1885 sarà solo congedato il .\.O °lo nell'a rtiglieria e nel genio ed il 30 °lo in tutte le altre ar mi e servizì, ricorrendo, per la clesignnziooe dei congedandi, nllo estrazione a sone. A questn sarnnno amme~si anche gl' individni che .subi rono pnnizioni; essi però sàrànno trattr,nuti :i l corpo per un numero di giorni uguali allo somma di quelli pas5ati alla prigione od :i lio cel la, se non si oltrepassano i 60 giorni; altrimenti decide il consiglio di disci,plinn, che può traueuerl i alle armi non meno di tre mesi e non più d'un aonu . . I e"rarluati della classe 4885 5nranno congedati nella stessa propor. zione dei soldati per mezzo d'un'estrazione a sorte particolare a ciascun grado. Qudntitat'i'vo degl'i uf{ìc'ial·i dedotto da/.l' annuario dell' eser-cit~ (9'Ctncese. - Il personale in ufficioli, funzionad ed ihlpicgnti aventi rango o qualità d'ufficia le, è riparti to come segue :

.'~62

:32 1

2!)4.

111,/i. \J,I

5,00!)

•1-1 ,633

3, ~oz 3, 362

Intendenza . Medici. Farmacisti. Totali

1

I

))

.j..i,,j

})

~

358

~.76·1 1 183 380

20,H9

9,459

n ,,196

500 160

,.

11 9

))

56

::,'.29

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868

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·1 ,043

3·16

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'19;!

1,225 135

900 ·186

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4,086

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391

537 ·1,!~03

1

,\.16 Veterinari Uffi ciali dei · serzizi amm inistrativi ·1, 380 .\. Reclutameut:o. )) Telegrafia )) Strade ferrate. Scuole . H·1 7!~ Giustizia militare Gendarmeria . 749 1 Dogane. Cacciatori forestali Rimonta e requisizione (ufficiali del)) l'esercito territoriale) . ))

Tota li gener~li

))

,Hi3 2,505 08•1 630

9!16

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238

Gu~rdie d'artiglieria · Controllori d'armi Aggiunti del genio

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Lcrri torin I~

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M, 909


498

1

I 6il-,909 ufficiali, inscritti nell'annuario, possono essere au mentati di circa 800 sottotenenti che rappresent:rno un' io tiera promozione delle scuole di Saint-'Nlaixent e di S:rnt-Cyr, 11011 J:he aegli ii'ffi'cial i di -quella parte delhi m<1rina che è dnstinata a schierarsi a fiànco dell'esercito. Tuttavia si dubita io F1;,rncia che gli uffìcìali disponibili siano sufficienti per inquadrare tutte le ro·rze, che verranno fol'nite dalla nuova legge di reclutamento . Vi si ()l\J()o]a che questa possa dare: 3 .classi dell'eserc.;ito attivo . n. 600,ffOO lIOrnini '7 ()]assi di riserva del predetto » •1 ,050,000 " 600,000 ,. .6 classi dell'esercito 'territoria le » 9 classi di riserva del pred.etto » 700,000 » Totale

499

ESTER~

. CRONACA

n. 2,950,000

Togliendo 500,000 uòm:u1 dalln riserva dell'esercito attivo ed al trettanti del. territoria le destinati, quali truppe 'di ()Orrfplétriento, per riempire i vuoti prodofti èhillc malattie e dal fuoco, resterebbero da iuquailrare 1, 950,000 uomiui. Di questi gli ufficiali a ruolo inquadrereb· bero •I .500,000 uomini; resterebbe a provvedere all'a ltro mezzo milione circa ed a far fronte alle perdite che si potranno verificare.

GERMANIA

rntore accompagnato dal principe e dalla priu()ipessa di· Galles e da l duca di Cambrid"e s'imbarcò sul yacht reale Victoria'-Albert;. ' pas,ò o . innanzi alle linée del naviglio, accolto da ri.petuti urrà degli equipaggi. La lloua ·agl i ordini di John Co_rn~nerel, ~on~ava ~7 cor,azza~e con uri equipaggio di oltre 15,000 uffic1ah e ma'fm31; 20 111crociaton, con 5,000 marina'i, e •tul certo numero rii piccoli legni da· gt~er(a; in tutto H2 legni, !)011 oltre 23,000 uomin i. La rassegna ebbe termine alle 5 e mezzo pom. b) Manovra della truppa dj terra. - [I 6 poi al campo di Al',dershol ebbe · 1uogo nna resi.a ·rnllitan~. · cousi:;tcnte in una manov ra, segui ta dallo. slilameuto delle tl'uppe innanzi al l'impera tore. . Lo sfilamento ven iva cominciato dJ1lla <;:iva llena eù esegu ito con •molto ordine; veni.va appresso l'·;irtiglieria, in fine la fanteria. Tutte le truppe· a eavallo sfi larono al trotto. A misura .che i reggimenti pa~savano avanti l'imperatore erano diretti ai rispettivi accampamenti. .t\111~ 3 pom. ,circa, ebbe fine ·!a parata a cui presero parte , circa 2.5 mila uomini. c) Nomina della regina Vittoria. , Durante la sua permanenza 1 in focrhi lterra, l'imperatore Guglielmo nominò la regina Vittoria co rriand~nte .del I O reggimento dri,goni prussiani della guardia, .ed il dùca di Cambridge-comandante d'un reggimento di fanteria prussiana; il •prio<Jipc 1Giorgio di Galles ebbe le ·insegne dell'At1uiia Nera. ·di) Nomina dell'imperato·re Guglielmo. - L'imperatore con de· ·creto del 2. a<:rosto veniva nominato dalla regina :Vittoria « ammirao. · glio della flotta inglese ». L'imperatore •d'Austria •in Germania. -:- L'imperatore Francesco . •Giuseppe giuogév9. a Berlino il 1·2.. a) :R ivista miUtan. - Il giorno 13 si ordinava in sno onore nna crrande rivista militare ·alla quale prf'se parte tutta la guardia (meno granatieri, che sdno a Coblenza), come pure la guardia del corpo, detl'imperatrice recentemente istituita e rappresentata da un plotone di 2&, cavalieri, 2 sottufficiali ed 1 ufficiale, scelti da tutti i reggi- · menti cora;tzieri ·del!' esercito. L' implffatore indossavà . l'uniformo di •macwìor ,()'enerale Francesco Giuseppe quella del reggimento • Kaiser oe ei , Franz » . Egli entrò nel campo di Tempelllof insieme coll"imperiitrice •che · cavalca·.va 't(n morel lo ed a'veva un costume dai colori del suo •reggi.rnento, dei corazzieri. :Il piccolo '.Kronprini com parve in un_iforme di ulano. Le truppe sfilarono come al solito due volte. Ogu1 volta l'imperatore GugÌielmo si collocò ·alla testa del •I O reggimento della guardia: e così ·del· ·pari, ogni volt,,,' atJ!avvicinar:;i dei granatieri

i

Nel mese 'di ngosto in Germanià si veri/ìc:irono. avvenimenti di speciale importanza, pofaico- mil! tare, cioè: .Ja visita del l'i mperatore Guglielmo alla regina d'Inghilterra, I.i visit:i de!l'i'1riperatore ·Francesco Giuseppe d'Austria all'imperatore Guglièlmo, il vi3ggio delt',mperatore Guglielmo nella capitale èlèll'Alzazia-Lorena. l'imperatore .Guglielmo in [nghilterra. - a), Rivista navale. La regina Vittoria volle onorare In presenza dell'angusto ospi lè co11 una grande rivi~la dell a flotta chn ehbe luogo il 6 corrente. L' im pe-

1

....,e

1


500

CRONACA

« Kaùer Fràni: > l'imperatore Francesco Giuseppo andaya a mettersi :i ll:i loro t~sta e passava colla sciabola sguainata davanti all'iinpcratore Guglielmo. Alla parata del corpo della guardia·, tutta la cavalleria,• meno i •dragon i,• comparve armata di lancia. La lancia deoli usl:) :;eri, aucora 111 cspemnento, aveva l'asta d'acciaio (vuota). · La n1ssegna cominciata , alle 9 ant. durò _fino dopo mezzÒdì. b) Nomina d_el p1·incipe Enrico e del maresciallo Moltke. - ln quell'occasione l'i mpera tore d'Austria conferiva al principe Enrico il titolo d! colonnello proprietario del 20° reggimento fanteria gii, posseduto da Federico III, e :il · maresciallo Moltke quello di colonnello proprietario del 71 ° reggimento fanteria di gua rnigione a Treenchin (U ogheria). c) Nomina dli G·uglielJno II a gener·ale di fanter·ia. - Al pranzo di gala del 13 agosto l'imperatore Gugli elmo preseutavosi per la prima volta in uniforme di generale di fanteria, grado da lui rivestito diet:·o le !sta?ze del leld maresciallo_ v. Moltke. L' iroperAtore occupa nel! ese~c1to 111glese un grado supenore a quello che ha nel l'esercito tedesco, giacchè il titolo di ammiraglio · della fl otta corrispondo a quello /di ro"rPsciallo. d) Manovra in onore dell'imperaton d'Austria. - La manovra ebbe ltiogo il H agosto a_lle 9 circa ant. nei dintorni di· Spandau, sl'i luppand~ il seguentf:! supposto generale· un esercito dell'est marcia dall'oves.t verso Berlino, mentre un esercito dell'.ovest si riunisce presso ,Stenda! e Willenberge. Berlino è debolmenLe occupata dalle truppe del partito ovest, la fortezza di Spandau è in istato d'armamento. A norma di tale supposto le truppe, '18 :battaglioni, 16 squadroni e cinque ·compagnie di pontieri, erano divise in due partiti : partito est comandato da S. A. il principe di Saxbsen -Meiningen; partito del· · l'ovest, agl i ordini del colonnello barone Wilczeck. La manovra riuscì molto beue, e sopratutto interessante fu il passaggio <lell'Havel per parte di alcun i battaglioni su barconi dei pontieri, e più ancora il fauo che per la prima ,•olla si adoperò la polvere senza fumo; uno dei due partiti .era provveduto di cartucce a sa lve cariche con questa nuova polvexe, l'altro aveva le cartucce a salve ordina rie. Al termiue del la manovra un fulmine cadde al Thiergarten e colpì un plotone d'ulani di ritorno agli alloggiamenti, cinque uom1u1 e cinque cavall i furono feriti gravemente uo uomo e un cavaJlo furono uccisi. L'Imp.eratoi·e a Swassbur,qo. - Nella capi tale dell'Alsazia e Lo-

ESTERA

501

rena . l'imperatore veniva accolto con segni di speciale deforenz:i 11d affetl-0, e dalle autorità ·militari prepararoosi in suo onore due fe,-1.1: militari, una ritirata di musiche del 17° corpo d'esercito etl uua rivista mil itare; dopo la ritirata un coro di circn 8000 esecutori cantò ripetuta mente l'inno tedesco De'llt,~chland iibe1· ,iltes e la IVacht am Rhe'fn. La rivista ebbe luogo il giorno 2 1; l'imperatore ac-compagnato dal granduca di Baclen, v'intcrl'ennc ne1l'uniforme della guar~i~. _Le truppe comand11te da l generale Kuehue, comandante dclln 3·1a. di v1s1one erano disposte su <lue lioP.c: la ,ta linea contava 29 battaglioni, ,Ja 2a lin ea 20 battaglioni , 72 cannoui e 1 battaglion11 del treno. Circa set.tanta associa1.ioni di cx militari avevan preso posto di fronte alle truppe. L'imperatrice assistè in carrozza alla rivista, lo ciuale ebbe tl'rmioe alle . una pomeridiana; l' imperatore, mentre le truppe rienLra va no ai quartieri , si mise alla testa della compagnia che custodiva lu baudiera . Un pranzo <li gala venne dato dallo Statthalter, principe cl'Rohenlohc in onore dell'atfgusto sovrano il quale v'iou,rvenne coli' uniforme degli ussari della guardia. : Manovre pel 7° e 10° co1·po d'esercito.1 - Programma per le nrnnovrc da esegu1rs1 1n settembre dai corpi d'esercii-O 7° e 10° alla presenza · dell'imperatore: .11 settembre rivista 'del 7° . corpo a Miudeu; 12 » arrivo dell'imperatore ad A.nnover; -13 » rivista del 10• corpo e di due divisioni cavalleria a Bemerode, a sud di AnnoYer; mauovra del ·solo 110° ' corpo d'esercito contro nemico )) segnato, tra Wtil fel, flemerode e Anclesteu . La sera stessa ritirata e fiaccolata milita re. ·15 getlembre. Servizio religioso sulla piazza Waterloo (lianuover), e al pomeriggio pranzo di gala per le autoritì1 locali. 16 e ,17, La divìsioue cavalleria dei ·I 0° corpo d'esercito manovrer:1 nelle vicinanze di \Vettbergen, Springe, Coppenbrngge e Gronau, contro la divisione cava lleria del 7° corpo, sotto la personale direzione dell'i°mperatore, il quale - da ,quel giorno tr:isporterà il suo quartier "eneralc da Annover a Spriuge. ~ Frattanto le truppe del 10° corpo avanzeranno su ·~1 i.J, ze per manovrare dal ·I 9 al 21 seuembre rra la Leine ed il Weser, contro il 7° corpo, che al fr11ttempo avauzertl su Copenbrugge; in 4uelle vicinanze avverrà lo scontro dei due partiti avv.ersari. Il 2 1 termi~ata l:i · manovra; le truppe fanno ritorno alle. proprie sedi.


502

C_RONAOA

,, om;ime d;i, generali. :[ 'lenenti generali Sçhlichting, comitndante il H,0 corpo ·(Pesercito, Bronsart Y. ScheHendorff, comandante dél 130 corpo ll'~serci to, v . . 'Rat(oh capo della gendarmeria vennero nominati generali di fa nteria. Giubilei di generali. - 1Du11a'nte il mese di agosto riGOr$C e :;i festeggiò il 50° anniversar~o di servizio dei seguenti ge11erali delllesercito Bavarese: ,1° Adolfo v. Heinleth ministro della guerra e consigliere di stato; 2° Gonte Verri deMa · iBosia (òri uudo Sardo) genera le di fanteria; 'Federico v. Nlud, genenile di •fanteria a dis-posizione_; i 0 v. 'Struhberg, ispettore generale •degli st.abilimenti 1militari di edn. ' . caz ,one. ftforte ael umente' generale v . Hom. - Il ·23 .luglio cessava di vivere in Statfolsee, il tenente generale 'bacv-arese ·ba11one di Horn; egli avèva preso parte come capitano di cavall~tià alla ca1mpagna del 1866, come tenente colonnel'Jo alla campagna del ,i sri:o~711, distinguendosi in entrambe. , · Gambi di gua•rnigùm e. - Con ordine del 20 agosto i seguenti riparti del corpo del la guardia vengono desti'nati a ca'mbiare di guarnigione: il 3° e 4- 0 squadrone del ,reggi·mento « imperntore Guglielmo • da'Berlino e Charlottenburg rispeuivamente si "trasferiscono a Potsdam, ecl il battaglione fucilieri del reggimento • ·· regina Elisabeua » si trasferisce da Spandau a Charlotten'burg. Il 1° ottobre gli _squadroni 2° e 4- 0 del 6° reggimento ussari « co-ò-. Goetzen » e •comando del reggimento stesso, ora di sede a Neustad~"· (Slesia superiore), come ptue il 5° squa~rone ipresentemente a Ziègenhals si trasferiranno a Leobschutz. !Varo 1detla corazzata « Siegfried » . -:- 1II giorno ·,I O corrente veni va varata nei cantieri' della societi1 Germania a l<!iel questo nuovo legno coraz,,11ito. D13stinato esclusivamente alla ·drfésa delle foci fluviali e degli sboc~IÌi dei canali e<;So •rappresen't.1 }I tipo medio i legni Cdrazzati di piccolo· spostamento (866-101 ~ tonnellate), detti della. olàsse-insetti, e quelli di tipo 0ldenùourgl(5000 tonnellate), e per la rtigione stessa ha fo rme affatto speciali. 'Il Siegfried è interamente d'acciaio e forn ito di forte ·sperone molto largo e cou· pochissima · pescagione; è .uo tipo affaHo nuovo, di apparenza alquarito goffa; il fondo della carena è largo e pi3tto allo scopo di aumentarne la stabili_tà; è lungo 73 m. per 15·di ,Jarghe-zza e sposta 34-00 tonnellate ed è corazzato ·esternamen te sino al livello dell'acqua; ha due torri corazzine còn 1pinstre •Gomipound, ohe •riceveNinno 8 ·ca rtnoni da 24- cenit. e macchina con •uua forza i'ndi cn rn

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1

1

·fii 11800 éav,alli-va.pore, che im:p)'imeranno al legno t1na velocità di 15 nodi. Sarà 'illuminato u luce elettì·ica e verrà suddiviso in parecchi scompartimenti stagni . Esso dev~ e:;:;ere p,:epanHo lavorimdovi tre anni, sicchè ritieusi che· dentro l',irrno potrà ·prendere il •mare. Colta 3,500,000 •111arcl1i. Secondo l'effettivo dcli.i tlcitt.a il numero delle cu'ra~z,1Le del ti po del 81,eyf'ricd deve e:;sei·e di 1 (I; queste -navi cO'lmerllnno una lacnn3 esistente nella Gotta tedesca , giacchè gli esistenti H legni , detti della classe-insetti, nor\i :SO-no l.1tti ·che alla ·difesa,-meiltre le co"razzate del!trpo del Sieg'frùd 'io vi11tù tiella lol'O profoudità e'Ìlèlla spei;iale costruzione sono in grado di teiH!re l\ilto ·mare e, mercè 'il .poderoso ·a1!'mamento, ·di f1'oilteggiu-re · i legni cotaz~ati d',tlto bordo,

ProjiosteAh 1rtod'ificazidm: •t.tll'·ord,inl111tento della Jl.f'il·iz•ia. ~ Come

i nostri letlori sanno, i reparti ·della mtli'zia (,1) pos'sdno e~sere 1'h io111,,1.i iu :;èrvizio :mivo in caso di imminente pèFicolo'Mziorrn'le o di :iltra•gr:ive e.,nergenza; possono essere -impiegali •i·n qualunque pti'rte della Gran 8rétt11gna ~/.l r~lirnda e, con il ·consenso •degli nffidiali ,e /lei 'g regari , nei pre-sidì delle isole Norltrnnue, ·nell'isola di Man, à Gi'bilterra ed a 1N1altn. Un cletermi1rnto'11Uìnero di militi (di trllppa•), ndu stiperiorn •però a'~lrca 30!000, può assumere impegno di passare rtell'e~e'rcho 'rE"golarr. in"caso tli ,guerra. Qnestr porzione chiarrrn~i (con espressione 1in apparen'ia non molto propria) Rise1·va di mihzia. S~condo un progetto di riordinamenio, attualmente in istudio, la sud.dett-a porzione non passerebbe al l'esercito regolare in tempo-di ·g·uen a, ma rimarrebbe parte integrnuLc del la mil izia·. Con ciò la milizia uon perdcrebbH,gran pa rte di se stc.,s:i e c(rncorrerebbe 1in· buon numero a

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Vedi nota

(l)

a pagina rn7

cli

q uesta llivista, di:;j1er1$,1 ·ct; Juglio, cotrente ilìlno.

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~04

ORONACA

costituire un terzo corpo d'arnrnta {'I ); il riman(ln to andrebbe, i11 caso di gnerra, a presidinrc l'Irl:mda e qualche al1ra loc:a li1à tlel Heg110 Unito. SemlJra che, occorrendo forr.e per uoa guerra all'estero (p. c. sull:i rt-011 . tieni nord-ovest del l'India), si foccia c:ol nuo~·o 1iro"CLlo " ramk a~st:"IH• · b V b 111 0 11 to su l\a . mi lir.in; a la I (i 11c uisogncrebbe ottenere i I consenso degl i uf'fic;iali e della trnppa, salvochè oon venisse preson tata ·ed 11 pprov.r1a'in l'arl:imento 11pposi1a legge che rcud:i obbligator io il servizio all'c:;tcro ,1 nche per la milizi:i. Lt nuovo ll-iretto1·e gene·rnle degli stab•il·imenti cli cosi·riiz·ione. i\l posto di direttore genera le degli st.abil imenti di costruzione (Dù·ecto1· <.ienernl of Ortlnance Factol"ies), lasciato vaca11te dal o11enerale J\laitlaotl , è stato nom inato un borghese nella persoua del signor Aoderson giù addotto alla ditta privata Easton and Andenon. li Broad-A r1·ow cri tic:i la scelta di un borghese, non perchò questi uon sia capa::e di ;1dempierc alle al te snP, funzion i, nrn perchè uell'esercil-0 si sarebbe lrovnto faci lmente la r,ersona ca pace di coprire l'ora. dello uffi cio; ~econdo il citato periodico il ministro della guerr:i, 'signor Stnn hope, avrù perduto n1olta popolarità 11ell 'esercilo, la t(ua l cosa potrebbe compromcu.ere la ma posizione. (;li stabilimenti di C<lstruzione compreudono; a) fl regio arseua le in Woolwich ( fabbrica di cnrrno.ni , affusti , carreggio, proicui, cartucce, torped iui, rm:zi . - Stabi li mento di chimica e fotografia. - Fuhbrica cli gaz. - Oflìcina clelle macch ine); b) Le fabbr iche d'armi portatili in Eufield od in Birminttli:im e, )· ~) Il poi veri fi cio cli W:i Itham Abbey . ,l.mmissione al collegio d·,: stato mayy·ior·e.. -- I quesiti di .i rte e storia militare, sui quali sa ranno chia nrnti a rispoudere gli tLJ'liciali aspi ranti all'ammissione al collegio di sl.1to maggiore (Staff' College) nel prossimo ann'O ·I890, si riferiranno ai principì di strategia ed al le varie campagne condotte. nell'Italia settentriona le' e nella Virginia. Allo scopo di giudica re del criterio mil itare degli aspiranti 'u del la maggiore o mi oore facilità con cui i medesimi ricsco110 a rendersi rngiooe degli even ti di guerra e, per couseguenw, di forn111 r$i una opiuiouc

( f) Colle forze regol~ri normalmente disponibili nel llegno Unito, sembrn. ,;ho non :;i poLreblJero costihtire più di duo ,:orp i d'armnta. Secondo le fo1·mazioni cli guerra pulJ_ blica te durante l'anno scorso, la rorza ciel corpo d'armata com['lrenderebbe 34-,98.~ no· mini (compresi ·1,158 11Hiciali) t0,.068 cavalli (di uflTcinli, dei servizi vari e della cavalleria),

8~ pezzi di campagna e 4 mitragliere.

ESTERA

505

propri,1 sull'argomento,' alcu1Ji quosrlr -s.ara,1110 compcisti rrnll'ipotesi che le can1pa!-(ne in qncstione·siano state coodotte in modo cl ifferen 1e tla quello con cui lo rurooo. . GannonCsoz,ra carri-pfotti cli ferrovi<t . - Gli M-my Orders (corrispondenti :il Ci'iornale Militare Ufficiale i1.1l iano) del mese di luglio, corrente aono, conteri"gono noa islruzione sul modo di collocare cannoni ~ui carri pialli delle ferrovie (questi ultimi della port.1t.a tl i 7 tonn_ellat~) , in modo d.1 poter fa r fuoco con comodità e sicurezza. . I cannoui che, secondo la orn detta istruzione possono essore serviti sui cani pintt.i, sono tnui quelli provvisti cli alTusto, i cannoni di marina di calibro non superiore n 5 pollici (ceutimelri 1'2,7) ed i cannoni a tiro celero da 3 e da 6 libbre. Il cnnnone da pol lici 5 non si 'può sparare dal carro piatto che co11 metà dell.1 carica norm:i le; epperciò furouo com pi late apposi te tavole cli Liro· in base .1 tale carica . Personale della mat·ina britannica. - Nell.1 dispens:i dello scor~o mese di questa Rioista abbi.11110 pubblicato uu quatlro completo del 1111viglio da guenn IJ1·it1lllnico; complotinmo, ora l'opera coi seguenti: Prospetto generale del personale del In rnadna stessa e Prospetto 1mnie1·ico dellé truppe marfoe, quali li abhi:imo desunti dal bilanci() (folla marina (Na'l> y Estvmates) pel corrente nnno militnrc •1889-90.


.... 50&

ORO.Ni\C.l

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ESTERA:

507,

e-r m britcinwica. - (Anno militare 18-~9-9Q).

Pnospetto generale del pcrsona/.e della ma1·ina da

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Il I. _,. Pflt:so11111e pe,r-m~nent~.

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Comandi di dipartimento marittimo c.'.:? Comandi di stazioni naVfili all'este~ ro e s;q,ua~qa del Ca1;t.ale . . o §; , Sopr int.eriden.z a d,egU · a,rs~.naJi. e, u w . del personale di' riserva , .

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' A) Personale navale e delle truppe marine.

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' Servizio generale (navi da guerra armate, ecc.) / . . . Navi della t• riserva e navi da flottiglia addette al servìzio di guardia delle coste del Regno Unito. Navi scuola . · . ' Navi, stazionarie . . . . . . ' Navi addette al servizio idrografico . . . . . . . . . . Trasporti di truppe /ser vizio generale - Imperial service) .- . . . , Tr asporti di materiali . . . . . Navi per l'istruzione dei riservisti Personalè va rio a disp.osizione (asi sénti, in corso d'istruzione, ecc.)

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"(l) 2 ammiragli, 6 vice-ammiragli e J.O contrammiragli ; di questi: i vice-ammiraglio è il so Devonport, C)1atam e Malta; 2 ammiragli, ! vice-ammiraglio cd t contrammira<>lio comandano i (2) Jnclusi 3 commodoren, dei quali: t regge un comando sL1periore di notta;2 sono incaricati (3) "Compresi z73 che non fanno ancora servizio e non rice·,·ono paga. (4) Mozzi che non fanno ancora servizio.

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510 (•)21tJ . 4977 4527 1°145 41

76

s-02-,; - 4-51_0 _ 5-~:.)7-8

__ l__ ,____,___ ___,._______

intendente del porsonale di riserva, 4- contrammir.,gli sovrintendono agli arsenali di Portsmouth, artlmenti di Sheerness, Portsmouth , Uevon rort e Quecnstown. ;:onianji superiori marittimi. .

'

.

,, ,. \

•


508

CRONACA,

509

ESTER.A

.G REGAl:d

Se!'vizio di guardia delle coste dèl Regno Unito . . . . . . . Servizi e stabilimenli vari . . . : Comandato presso il Comitato di artiglieria (Ordnanee Committee)

6().

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50'. 255 1

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(8)11 -

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11 17 58 (G)65 ('1}15

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255 ·13 17 58

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26

65

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'Ì'rasport.i di Lrµpp e (servizio indiano) (8)

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Totale A) (personale in .ser"izio attivo)

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21

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20 .

4'18 . -

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3879 522

34

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31, (10)412531 614· - (9,-13_5_9_7 -4--51-0

65901

·1 2063 349: ~1 56 721 392

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11

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--

--

H dei quali sono addetti alle truppe marine. (6) È contrammiraglio. (7) iO c\ei quali sono addetti alle truppe marine. (8) Il r•ersonal e indicato sotto questo titolo è spesato d:tl governo inrHano. (9) Vedi seguente « Prospetto numerico delle Truppe Marino , . (·IO) Di questo numero, 2t252 sono comb4ttenti. .. . (H) Oltre a circa 2300 uftiçiali in ri.tiro che possono essere chiam/Lli i n servizio in caso di guerra: (t2} Oltre a questi 22i0, sono pure soggetti ad essere chiamati alle armi in caso di guerra tutti

--

-

-

-

3O

800

20118 - - - -- - - 2000 -

34

65'163

614

13597

(!,)

lllonati di età non superiore ai 55 anni; il' loro numero ANNO XXXIV, VOL. lii.

-

4f8 9600 90t

- - - --1-- - -·1 ' --

98 24 325 240 14 139 82 1183

18 -

2210

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20001 -

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19700

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1

9600 9000 • 300 800

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1214:2° -

1

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420°' 79411

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~~ -1:1-9 -8-2 -1-18-3 (

6591

6591

23 · -9-5 -1-8 325 - 34-0

2i

i 44011

34

250

. = -1 -= = = l_.

~ e generale (I e Il)

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' Artiglieria navale volontaria.

-- -

-

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228 . 22

(ts)2210

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95

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139

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Personale di riserva. a) Riserva di pensionati • Il. -

Ufficiali . . . . . . i• classe. Riservist.i di 2• . » . 3~ > . Fuochisti .

- - - - - - - - - -- 1

95

-

13761(9)348 41 56 700 377

BJ Ufficiali in disponibilila (mezza paga)

8

4

- --

-

e di

ci rca diecimila.

4540

901561


()10

CRONACA

(Anno Militare t889-90).

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FanLer.ia marina (3 di'!Jis'ioni) (2)

.

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Stato maggiore. . 48 compagme .

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Comando superiore (Head Quarters )

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5 72

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i 75 6-iO

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Deposito. . .

Artiglierio marina, i. St:i to !llaggi~re.

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(1 di'Visione) (2) ~ 16 compagnie .

20 21 57 ·167

Addetti ai servizi varì .

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4-01 974-8 rn96 4-

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71

- 4-2 2331 2597

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Totale generale .

511

ESTERA

Pro!petto numeri co d°elle t·ruppe marine. - (Royal Marines).

136

14-00o

(i l Comp1·esi il ~otto aiul.llnte' genera.le (maggio r' generale) e l'assistente aiu tante generale (colonnello). · (l!) Le dil'isioni delle duo armi sono comandate da col-omuUi comandm1ti coadiuvati da ufficiali di pari grado detli coto11mm comailàanti in !'.

•

RUMANIA

Chiamat<L di riservisti, e rechite dorobansi per 'Ìstrw&ione. - lJ na circolare ai comandanti di corpo d'esercito stabi lisce le norme per 111 chiamata dell11 2• parte delle reclute dei reggim en ti dorob:insi (Jerritoriali) con se.ambio, contingeote 1889, che av~à luogo il '15 agosto per l'istru zione di 60 giorni; la pri ma parte delle reclute sopra indicate ebbe la sua istruzione dal 5 maggio al o luglio. li numero degli uomini da chiamarsi da ogni reggimento dorobansi è sta bilito in modo da portare al completo l'effettivo delle due compagn ie permanenti, chiam:rndovi le reclute che uon ebbero ancora alcuna istruzione, come pure il personale occorrente dei quadri permanenti di ri,ervn (in congedo). · Ogni compagnia deve avere l'effettivo portato dal bil:rncio, cioè: ·1 fu riere maggiore, 1 ruriere, 8 sottufficiali, 16 c:iporali e 75 soldnti (tra cui 2 tnmburini e 2 trombettieri). Nello stesso tempo ogni reggimento dorobansi fo rmerà nna 3a com~ pagaia composta esclùsi\•amente di reclute con scambio, in<Juaclrate coi caporali e sergenti dello comp11gnie permanenti. Le due compagnie permanenti si l'ormnµo alle sedi dei hauaglionì designati dnl Ministero della guerra, la 3a c~mpagaia, di reclute resta alla $Ode dello stato maggiore reggimen tale. Gli urfìciali occorrenti per ogni compagnia (1 capit:ino, ·1 tenente e 2 sottotenen ti) sono scelti dai c:omandanti di reggimento. Composizione del ilfin'istero della guerra. - Una disposir.ione ministeriale in data 22 luglio numero 4'28, sta hilisce il personale delle direzioni di cui si comporrà d'ora innanzi il Ministero nella guen a, e che sono : 1• direzione (fanteria e stato maggiore); 2• » (cavalleria); )) 3• (artiglieria); , )) 4• (genio); 5• )) (flottiglia); 6a (a mministrazione); 7a .» (contabilità) ; 8a » (controllo); 9a (servizio sanitario),; " 10• » (pensioni). 1

)

Regolamento per l'applicazione de lle pensioni militat·i. - In (jll8Sto regolamento (Monitornl Osteì, numero 4-9) viene fissato il perso• nate incaricato del ser vizio delle pensioni militari ( comprendente una rlirezione stabilita presso il ministero della guerrn), sono fiss_ati i diritti dei militari o fam iglie dei militari pel concorso alle pensioni, il servizio amministrativo della cassa pensioni, i titoli di entrata e di spesa del bilancio pensioni e quelli di sospensione o cessazione delle pensioni .

I


' 513 ·

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La mavovra ebbe tern1iue :il le 6 pomeridi1111e cou 011 attacco crenera le. Fra le fi le dei_ c°:mb11t'.eu'.i si trovava lo Czarev ic (ussari), il priicipe Nicola M1kadov1c (cav,d 1eri della gua rdia) e il pri ucipe))emet.rio Kostanli· uovìc (reggimento gtwrtlia a cavallo) , " . ~) C~rsc ob~/.i qatorie pe,,· uffìc·iat,i, - :\ Ile corse obbligatorie degli ulf1 c1ah (esegm te ;I 6)_ presero parte· lo Ciarevic <! principi imperiali in serv1z10 nella cavalle[ia della gnardin. La. dista ow da percorrers'i era di 2 _ve~'sL~ e la dire1.t1·icc del c0r:,o fu segn:ita ~ou iodicanti (gia lon'ier i ), ·Gli ui6c1ali cor::;ero col ~eguent.o ordine : ·J.0 gli ufficiali del re~gimento a ca· vn llo e reggimenLo c,, 11~1 Iieri 1!ell:1·g uardia; 2° dei corazzieri gialli e azzurri e dei_grmrn ticn a cii vallo; 3° dei veggimen t1 cosacchi, ti 0 del reggimento ulani, clella lmga ta artiglieria delln guard ia e del la s_cuola uflìcia li ; 5° del reggimento ussa ri_ d) Corse wn pre:1wiu , - Le·cor:;e co u premio per h rfici,ili e trnppa es1~guiron:;i ( 6 ngosto) ~ol scgucute ord ine: ·1° corsa di il verste coo ostacoli per liffìciali:20 Cors11 di 2 verste, pei r.osacchi (trup pa) della scol'ln persona le dell' imperatore; . :1° Corsa· di 2 verste pci cosacch i (tftippa) del lo squadrone cl' Ural della goardia ; .1~° Co r;a di 2 verste, lùcia di -ufficia ii volootanaineote inscritti · lS° Co rsa di dub = verste pc1: l::i. 1.rnppa co;;acca del rcggirnentò Impera toro e 63 batteria ; · (io Cor::;e di due verste per la truppa del reggimento co,acc:hi Atamano e Slftwd roue cn;i\Gchi d'nr,d; 7° C?r$11 di i ver; te con Ostacoli (R tee11le-chase) peL : ufficiali_ GI i ost,1c.oli souo ,1O 1rnturnli o artilìr,ia li e i premi sono forn iti dalla cassa . particolare dell' imperatore e della fa migl ia imperiple, che tutta assist.eva alle cor,;e, . · I pren:i assegnati ai vincitori delle co rse ufficiali e il tempo impiega to d11 que;t1 nel percorrere le rispettive distanze fn rono : · Corsad·i3verste: 1° premio,350i:ubli (tempo impiegnto 5' c H-") ; 2. 0 , 2.00 rubli (5' n 1/':!, "); . • Corse lisc~e di 2 terste: ·1 O, rubli 300 (3' e 13"); 2. 0 rubli 2.00 (3' e H"); 3°, rubli ,100 (3' e O"); ,,., C01·s1i di a>oerste con ostacoh (premi imperiali) : 1°, rubli 3000 e oggetti pel valore di 500 ru bli ( 5' e !d" ih, ); 2.0 , rubli ·1800 e oggetti per 200 rnbli ( 5' e, r~2 11 •1h, ); :1°, mhli 300 e oggetti per ,t 00 rubli (5' e ,~3u); 4°, rnbli ,12.;s e oggetti ·per 75 rubli (5' e ,i,311 •; 2 ). L'imperatore esprgsse al presidente del comitato la sua soddisfazione

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Jl)$1'ERA

512

URONACA

· RUS$,1A

N 1t0M cornpagnùt arti(f h°M'·ia da fortezza, di l)i,bno. Il Prikat, 8 lugli o N , 1157, sta bilisce la crcnzionc delln « Corripaonia artiolieria ei a fortezza di Du huo: » la co mpagnin ~ari) com postn di 4 ufficiali (in guerra 5) <:)

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tra cni uu capitano com,rnda11te e •:HS uomini di truppa (p, di g, 329). · Maaazzino d·i sussistenze cli Ro1mo, - i\ Hovno ( Pt"Ì'lcas, N, 111,1), dove esiste f!ÌÙ ·nn magnzino snssi,-tenrn cli 1• classe, ne viene creato no secondo 1lclla stessa clns;e·. · · E ~ercitaz'ion'i estive al cam.po d'i Krasnoe Selo , - a) -Progt·amma . . - .Il programma delle manovre eseg11 i1.e al campo di Krasnoc Selo nel me~e d'agosto si svplsero secoodn il seguente programma : {~ agosto, rnarcia cerimoninle auoruo al tarnpo e ritirata militare·) 5 di ç)~iorno } m'\( novre di ca va IIeria :i parti ti coutl'i1 ppo., 1ì; 6 (dorneuic:i) mattino, pa r:i rn rnligic,sa del reggimento Presbrageuski della gnardia e dell'artiglieri a d,)lla gnard i,1, sera cor~e obbligato 1·ie èrl H premio; 7 mattino, manovrn della na cl ivisione fimteria contro un a.rii vi~ione combinata, sera manovra della ·I 1' e -za divisione della .guardia contrnpposte; 8, ni:movra del corpo <~ell:i gnarcFa cM1tro nn corp? combinnto; 9, esercitazione dei reparti adrli-ltti a vari istituti d'edncaziooe; ·I O, ri vista generale delle trnp[le riunite ::ii campi di Krasnoe Scio e Ust igiorsk. . . Le esercitazioni esti ve di ,ruest'anno noo ha nno grande importanzn pel numero delle truppe che vi presero parte, la assumono però per rngioue del grande spazio in cui esse si svobero, g.i~cchè i partiti di forza limitata dov.3ndo manovrare su zoue di terreno estese .si trovarono in condizion i molto simili a qud le di guerr11, ed i comandanti , anche in sott'ordine, ebbéro agio di _ga r prova del loro sr irito d' iniziativa . · b) ManoM·e di cwr:allerùt, - A uorma del programma sopra indicato la cavalleria al la presenza dell'Cmperatore iniziilva il giorno 5 ('17) agosto questa seconda serie di eserci tazioni; detta delle piccole mano:vre, Essa era divisa iu due partiti : pa1·tito Sud (22- squadroni e 18 pezzi d'arti. glieria a caval lo), diretto dal tenen te generale Vinherg, .comandante la 2a divisione cavalleria di~lla guardia e pa,1·1ito Nar<l (23 squadroni e 20 plotoni, ecc.), agli ordini del.tenente geuer:i le Etter, comandante la ,1a divisione cavalleria del la guardia, • .

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514

ORONACA

515

ESTERA

pel modo con cui eseguironsi lo corse. Gli ufficiali -riceverono i premi dal le mani dell'imperatrice. e) Manovre d,;, <fruisioni cont1·apposte. - Queste manovro si svo)sào (7 agosto) alln presenza dell'imperatore. La prima manovra (ore antimeridiane), ebbe i I suo sviluppo pre~so Krasnoe Selo, nell:i zona compresa fra le strade di H.opci usk e Ligoosk. Le truppe erano divise in due partiti, di Ropci11sk e Li_goosk; il primo, costituito da una divisione combinata, agli ordini del tenente generale principe Obalenski, comJ_>rendeva ,f 3 bauaglio~i, 12 squa~roni, 4-6 pezzi; il secondo (23· di visione lauteria), comandato dal tenente geuor.ile /Jat-iano v, aveva 16 b11ttaglioui H ¼, fi squadroni, 36 pezzi . La secotJda manovra (dalle 6 alle \l pomeridiauc) , si effettuò egualmente ,tlla presenza dell'imperatore. La I"divisione fanteria del h1guardiit, comandata dal tenente generalo ilfalako1,, rappre;;e1Hav11 il partito cli Pietrobu rgo; la 2° . tenente genera le Richter, indic:i'va il partito Gatci,1ui. L'oscurità sopravl'eouta 'impedì che 1:, ma 110Yra. avesse il suo pie!)o -sviluppo. Alcuni w rpi di truppa doveronu in questa percorrere oltre 40 clrilometri. f) AJ(lnovrc di corpi d'esercito contl'Uppoi;ti. - Que$t{l si esegui rono la m11ttina (inizio ore ·10), del giorno 8, alla presenza dell'imperatore e membri della famig lia imperiale, nella zona ùi terreno fra Krasnoe-Selo e Zarskoe-Selo. I partiti-erano rappresenta ti: uuo (di Zarskoe.:.Selo), dal corpo delln gua_rdia (3ft. battag:ioni, ~ squadroni o 66 pezzi), diretto dal tenente generale Malakhov ('I), (wniandan te la 1" divisione fanteria della guardia); l'a ltro, di Peterkof, da uo rnr(>O d'esercito combinato (29 <;2 battiwlioni, ·1O squadroni e 7~ pezzi), diretto dal teueule generale Dauilov (c~maudante il I corpo d'esercito della li11 ea): tota le i.; in-a >iO, 000 uomini. Presso il i.;orpo della guardia si fece uso di un pallo11e aerostati'co per ricon('lscere iI terreno. · Al termine cli ognuna delle mano vro soprii indica te, S. M. l'imperatore dettava un ordine del giorno, in cui espri meva la sua piena soddi. sfazione ài comandanti, por l'andamento dell'esercitazione, ed ordinava contemporaneamente per ogni manovra ~eguita che si <lislrilmissero 50 copeke a ciascun uomo di truppa pre,;eute alle medtJ$imè C$ercitazioni; g) Rivista. - Il <fO agosto, alle H anti mericli~ne, S. M. l' impera-

tore passò in rivi<;ta le truppe che prosero parte al campo di Krasnoe~ Selo, e cioè 6-i ih, battaglioni fauteria, 4.5 t/2 squadro11i , i battaglioni e 132 pezzi d'artiglieria montata, e 38 pezzi d'artigl ieria a cavallo. Le truppe erano sotto gli ordini del gran~uca Vladimi ro, comandante le truppe della guardin e della circoscrizione di Pietroburgo . La 1~ linea della fnn teria era co111audata da I tenente generale Ma lakov; la secondo, da l tenente generale Richtcr; la terza, da l tenente generale Batianov. La cavalleria era agli ordini del tenente generale Vinberg; l'artiglieria man~ tata dal genera le Svinin , e quella a c11vallo dal maggiore generalo Oreus, Termiuata la ri vista, le trrippe sfilarono al passo di parnta nel seg9ente ordine: la f:iuteria e i battaglioni d'artiglierii) da fortezza in colonna per compagn ia, le batterie dell'artiglieria mont111a in colonna serrata di brigata, la cavalleria in cc,lonna por SfJlladroni , l'art1gl\eria a cavallo pel' . bntterie. ,·erso 1'4 pomeridiana ebbe !ermi.ne la funzione militare; h) Vis'ita ai promossi 'ufficiali durante l'anno 1889. - A.I le ore 2 S. M. l'imper:itore, accompagnato dal principe di Montenegro e dal seguito, · passò innanzi la fronte degli alfieri promossi nell'anno dai vari . istituti militari di edncazioue; dopo :ll'erli 'ringraziati pel loro servizio prestato durante il campo, si felieitò seco loro delln promozion e ad uffi. ci aie (a !fiere). . Il numero di questi ultimi è di 4022, di cni 22 proveni~n:i dal corpo paggi, 83 dalla scuola Nicola di cavalhiria, 69 da q1,1ella Michele d'artiglierin, 50 d:lila . si.;uola Nicc,111 del genio, 11O eia I corpo cadetti di Fi nlandia, 205 dalla scuoi.i Paolo, ,192 dalla scuola Coswntino, 480 da quella Alessandro, 86 dal cor$O speciale (da scùole militari) , presso la _5cuola Junker di Mosca. Esercizi di drappetv1: cac~iatori ('1 ). - Durante il ca mpo si esegui rono gl i al tri esercizi che appresso si accenn11no. Il giorno 9 i drappelli cacciatori dei vari reggimenti di fanteria e cavalleria riuuironsi avanti il lago centrale di Duderhof per dar saggio cli loro alla presenza dell' imperatore, dell'imperatrice e della famiglia imperiale. Ad un dMo segnale .molti soldati in completo assetto di guerra e col fucile dietro i I dorso si ge11arono a nuoto nell' acqua tenendosi

(l) Al principo cl'Oldenb~rgo, comandan le riel corpo della i:m1tdia, non vonne alfldato· alcun comand,o durante lo manovre ,li quest'anno.

({) Drappelli formati in ogni reggi monto di fanteria, di cavalleria, ecc., con uommt scotti, i quali sono esercitati alle caccie contro le fiere! al tiro, aJ!e marce rorzate ecc. -0 sono destinati a somministrare in guerra nuclei di uomi ni ardili per le im~rese difficili:

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1


516

CRONACA

ad alcune corde, i cui capi erano stati lnnciati sulla riva opposta ; altri volontari traversarono simullaueamenle il lago sopra grandi _otri di Cl!Oio goofiate con aria ·e su piccole z_auere prepa rate sn l momeoto col materiale alla nrnno. Il· lago veuoe CO$i in breve tempo traversato da tutti. li nucleo diii caçciatori si portò quindi nl sito dell a ginnastica dove i ·oldati eseguirono prove varie, tra cui quella di geuarsi dallr fin estre di una elevata torre e di :ifferrnre nel sa lto alcune corde, pcl cui mezzo poi sceudevano a terra; e di gettarsi· (come fecero alcu11i ufficiali) da quelle finestre per cadere sulle braccia '<lei soldati posti iu basso.. Termiuato l'esercizio gli ind ividui .ipparteneuti ai drappelli di caval leria saltamno iu sell a prendendo in groppa i loro co mp,1gui di fantÙia ed in tal modo corsero ver,o il lago tli Dutlerhof; ivi i c:1valieri fecero coricare a terra i cavalli e facendosi scudo di e~si aprirono un fuoco vivissimo, mentre i solda ti d\ fanteri a c9 mpleiarneute corred11ti ed armati si tu[nrono nel, lngo, e pervenuti nuota odo· ad una piccola isola coperta di giunchi prepar.1rono,c-0ò essi sollecitamf\nte delle fascin e ;;oprenclovisi, quindi gettaromi nuovamente a nuoto e sparando colpi di fu cile arri varono alla riva opposta. S. l\l. l'imperatore pienr,mente soddisfatto del la <lcstrezz,1 ed ardi men·lO con cui eseguironsi i vari esercizi dai cacciatori espresse la sua gratitucliue a S. A. il granduca Nicola Nicolaievic, seniorc, direttore dei vari dr:i ppeìli cacciatori , IlODChè I\ tutti gli ufficiali istruttori ed ordinò si distribuis~ero 3 rubli per ogni uomo di truppa. Esercitazion·i nottit1·ne e ml serv-iz'io di sicurezza . - A uorma dol program ma stabilito (Vedi Rivista mil'itare italiana,· agosto) , durau tc il campo, si fecero alcune mauovre nomtrne e molte su l serYizio di sirurez1.a. Cai,allo ai cap·itan·i d·i fanteri a. - Nell'eseguire queste ultime ebhc luogo a constatarsi che anche con compagnie sul piede di pace è necessario provvedere di cavallo tutti i capit~ni di fa nteria; e ciò perchè ad essi sia possibile trovarsi a tempo giusto là ove la loro presenza è indispensabile. Esperienze varie. - Esegui ronsi pure esperienze di nuovi strument~ da zn~patori e di nuovi metodi per trincee spediti ve; come pure espen enze d1 due locomotive strndali. La batteria poi dell11 scuola uffi ciali d'ariiglieria eseguì il tiro di combattimento .con mortai da ca mpagna . . Bersaglio ~o~ premio per uffic-iali . - Ebbero pure luogo nel poligono gnre d1 uro (per gli uflì ciali) , spo rnndo col fucile dall~ distt111zn d, 200 passi, col revolver di 25 passi. Premi assegnali: 8 pel tiro col _fuci lo e 3_;per ,,quello col rovo Iver.

ESTERA

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Tiro di comùattirnento dell'artiglieria d·i, Ki·onstadt. - Questa gran· diosa esercitazione si effettuò il 29 luglio (1 O agosto) alla presenza del i randuca ~lichele, feUlzeugmeister dell' arLiglierin russa, io occasiono dell'ispezione da questi pàssotn all e ron iftcazi,rn i di Kronstadt. Stabilitosi il granduca; presso la batteria" Costa11 Liuo » e ricevuto dal neoerale Matiasov il programma del tiro di com ballimeuto da eseguirsi, o . . egli ord inò il fuoco. A qnesLo presero parte ·1,16 hocche ria fuoco, c100: ,1 cannone da ,14. poll ici, ;rn dc1 H pollici, 36 da \J pollici, ti <la X pollici, 12 da 6 pollic.i , !) da !) pollici e 20 da G poil it·.i. · Movimenti nei gMe1·a.ti. - Il granduca d'O/denburgo fu di$peu~n111, per sua dom auda, dal çom:rndo del corpo della guardia, dove ven ne sostituito dal generale 1llansc·,;, comandau te del corpo !-(f'H Oatieri. La cagione ~el ritiro del granduca :;i vuole auribuire. atl a tt.riti di :,ervizio fra lui ed il comaudantp, della circoscrizione di Pietroburgo, granduca· Vladimiro. Il g(merale Mansei, successore del granduca, çompie ,,ppuuto ora 50 anni di servizio, uondimeuo non eme,·se in ne~suna ca mpagna. 11 generale Radetzl~·i, not<> pnr la sua tlirèsa del passo di Scipka, è del qul'l le egu almente ora si l'esLeggi~ i'I 50° auuiversario di servizio, fu nominalO consigliere di Stato, e so!-titui to nella sua ca rica di comandan te lo truppe dolla circoscriziouc tli Kiev, da l generale Dragom'Ìro'v, direttore dell'iiccadP.mia di stato maggioro. Quesi.o gcueral c, cui in uoa eventuale guerra verrebbero aflidati còmpiti di alta_iimportanza, ha presentemente 58 anoi <l.' e1à ed ò in 111ta ri putazione anche negli eserciti esteri . Nel ,1866 prese parte alla campi,gna contro gli AustriaGi :;egùendo il quartier generale prussiano. Egli tli'mostrasi ardente proselite di Suvarow che si studin d'imitare e poco deferente delle islitn. zioni militari tedesçhe. Nella guerra russo- turca il generale Dragomirov -si distinse al passaggio del Da nubio ed al passo di Scipka; avendo però qui riportato gravi ferite, dovè abbandonare il tea tro di guerra . Egli durante il suo soggiorno a Parigi \ durante le eser~i1azioni eseguite <l.::dle truppe francesi, dimostrò la· sua intima propens10ue per la Francia; a cagione delle sue opinioni politicbe egli fi gura tra i caldi foutori del panslavismo . . I l genern lc, conto Ig niatiev , del corpo cli stato maggiore, rratello del noto di plomatico, già governalore genernle della Si beria orientale ed' ora assistente del ministro dcli' interno, è stato nom inalo governatore generale cli Kiev, Poclolia e Yolinia. Giubi leo d·i, general'i,. - Oltre ai. gcnernli .\fr,u sei e Rndolzkic eleLrarono il 50° anniversario di servizio il genernle l(auf1iiann ciel gen io,

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ORONAOA

RSTERA

membro del consiglio dell'impero, il generale Orlov~ki, romandante la ·1• brigat.i zappatori; i generali Mord1>inov e l sacou, membri del con· siglio dell'impero, e il generale Freigang comandal/,te militare di· Peterhof. Morte del camandanle il 16° c01·po ' d'ese'l"rito . - Il H ~ 6 luglio, Pietro Vitebsk , cessava di vivore il ten~nte ge1}era le Zeghe von Manteuflèl, comandante il 16° corpo d'esercito. Egli era 1111to il ,t 2 agosto ·1836, aveva preso parte alla campagna d'Ungheria ( 1848), alla difesa litoranea della Kurlandia contro le fl otte alleate frnu co-i nglesi ( 1854 ), :1lla pacificazione della Polon ia (1863), alla spedizione di Rukara ('1866), alla campagna del •1877-·1$'78, durante la qqale si trovò al passaggio del Danubio, Simnitz-a, a Plevna (sotto gli ordini del prjuoipe C:irlo cli Rumania), e al passaggio dei Balcani (fatli d'armi di Lovcia, Selvi e Gabrovo) . Ministro della g_uer,:a e capo di stato. maggiore. - Il genernle Vanno1'ski, ministro della guerra, reduce di licenza riprendeva il giorno 8/20 la direzione del suo ministero, ed il generale Obrucev, ca po dello stato maggiore e funzionan te da ministro della gnerra uell'assenza del generale Vannovski. partiva in congedo per l'estoro il '12/ 24- corrente. Censimenti. - Quanto prima si eseguirà il censimento generale della popolazione dell'impero. Nell'ultimo censimento ( -15 luglio) la popolazione di Pietroburgo con• t11va 720,318 abitanti, :i2ii, OOO maschi e 296,106 femmine. In inverno questa cifra si eleva d'un quarto. Monumento a 1'otleben. - L'inaugurazione del monumento, eretto a Sebastopoli al fu generale conte Totlebea è fissata pel 5 ottobre, giorno anniversario del bombardamento di qnell11 piazza. Stazione dei fot·l'i di Varsa1'ia. - Si sta trattando per stabili re a \"arsavia una stazione ferroviaria, destinata e$clusivamente pei forti della ·piazza ; I.a costruzione della medesi ma sarebbe st.ata messa come condizione d'obbligo alla società cbe ha fatto propos1a di c-0strnire la ferrovia Varsavia-Radom.

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SVIZ ZE RA

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1

Nuo-rri 01rifici. li consiglio feJer.ile h:i ordina lo l.1 costruzione di tre opifici mi Iit;1 ri iD quel rl i Kricu~ ( pres~c, Lucern:i) e ~he su rge· ranuo a lìauco di 1p1ello giù esistente; ntisureraunu ciascuno 54- metri di lunghezza pC:r '.:H di largliczz:i . D'altro cauto il consiglio di Stato del ca ntone di Zoug ha deciso presenta re proposte iii gran,le Coosiglio del c.1ntone stcs~o di costruire nn arserwle fudernlt:. Senizio postrile m camvay,ta. - Con ordinauz:1 delli 43 agosto 11 Itimo scorso, il consiglio· federa tè, dietro proposta del dipartimento militare (Ministero della guerra) del r.onsigl io stesso ha pu bblicato le norme pel servizio postale in ca mpago11 (poste militairr en campa_qne). Scopo di 11ucsto servizio postale militare è di :issicurare il regolare scambio delle corrispondenze colle truppe opE1ranti; ciò iu nniooc, per quauto pm;sibile, col servizio 'postale ordin.irio. Il servizio post:ile militare C(II relativo persouale dipende dal cionrnod:i11te in ~po ( il ge.ri~rale); il personale è sottoposto alla discipliua ed 1111a giurisrlizione militare. Il materi:ile postale (vetture, tipografi e, cau,·elleria, CCl:.) sarà fornito clall'ammini~tr:izione delle roste fod~rali; il governo provvederà i c:iva lli, i finimenti da tiro. le lwrdi,tureed i conduoenti e corrisponderà all'nmministrazione suddetta un:i iodouuità proporziopata alla durata ,lei servizio prestato. l i personale pos.t,de avrà grndi effetti vi e comprenderà; 4° Il dircuore clollo posto in campngr\a col grado di tenen te co· lonoello (seuzn diritto a ciwallo). 2° Il capo della posta cc11 trale cli camp11gr~a. col ~rado di maggiore (senza diritto a cavallo); egli sostituirà, .vccorrendo, il direttore sopradetto; da lui dipenderà l'uf&cio postale 1>resso il luogo di tappa centrale. 3° Il capo della posta di campagna del quartier generale principale, col grado di capitano (senza qiritto al cavallo). 4. 1 èapi della posta di campagna di ciascqna divisione (8 de.I0

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CRONACA

ESTERA

• l'èlite ed 8 di lanclwehr), aoéhe questi col grado di ca ritano (senza diritto al cavallo).

5° I segretari del servizio posiale rn campagna , pareggiati :ii scgret;iri di stato maggiore. Un persom1le ausiliario cd il personale di guardia sa ra;rno aggiunti a 'lucl/o sopra specificato 11 :;econda del bisogno.

Avvenimenti politico-militari svoltisi in Africa nel mese di agosto . f889

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STATO INDIPENDENTE DEL CONGO.

ln questi ultimi i:(iorni le Ca111ere belghe ha11no votato la legge che' :wtorizza nno emissione pubblica di '20,000 azioni per In ~ornmn di lire 10,000,000, 11• qua li d1, hbono ,::crvin• a compirre il totale delle ;;pr.,e, gindi, :Ho necessa rio per la costrnr.ione clell:i liuc:i rerrov i:i riri ilei Con~o. che dovr;'l unir-e M11 tadi a Srnn lcy-Pool. Sonvi pcrci alcuni persona~gi ,,ss:ii co,,rpeten ti in materi:i, i quali 1l11bit:ino che l:i cifra progou:it:i in 57 milioni di lire pos$a r;;sero , uffi cientc :1 complew rc deu.o 1.rnn c.o rcrroviai'io; ('. h1~cch11 nA :-ia il Gn,·1•rno belg:i è ormai deci;;o :i for <l:ir mmio :ii la vori. e nulla ·tr:ila ,eia prrchè quell'11tilissim,1 opera commc,·cinle nll'nHenir<· del C:on/!o ~ia :i I più pre!>tO c()n1 pi uLa. POSSEDIMENTO PORTOGHESE DI ANGOLA.

MAROCCO.

I l grun concentr:imen to di forze rn11rocchiuc 11ci pres~i ùella citi.i cli Tetnan, ,love è tcstè giunto l'impera tore 1luley ITassau, come I&notizie coutradd ittorie su Ila data di :irrivo o sul l' itincra rio da quest'n Iti mo percorso, banno iu questo mese insospettito il governo di Madrid, elio perciò ha creduto di procedere fl il"aumeo to della guarnigione di Ceut;i e ì\lelill,1. Senonchè, una nota speciale preseornta dal ministro marocch ino dogli· esteri all'incaricnto di alfori spagnuolo Tangeri, ha ral;· sicu1·ato alquanto il governo ed i presidì spagnuoli nel!' Africa setteutrionale. . Le fo rze che swnno rfonitc a Tetuan e dmtoru i, le qua li si supponevi\ dovessero raggiungere uoa cifra stri1ordinaria, ammontano in iutto• a circa 25,000 uomini , la maggior parie dei quali sono di c.1valleria . Sembra che la riunione di queste truppe non abbia av,1to sol(:in t,1 lo scopo di scortare luogo il viaggio e di far guardià ora nella residenza di Tetu11n, al snlt.ino; ma durante il concentramento, in diverse local ità esse procedettero al la sottom issione cli tribù morose n pugare i tributi , alle qun li vennero imposte taglie onerosiss ime o Ca· stigli i assa i esemplari.

a

JI governo pol'logl1e,-e lia ri1-olut0 di fnr t·ostl'lli rn una li1H•n fo n oviari:i, ,l,·~tinat:i :Hl u11irc l:i costa occidcnt:ile rl'A f'ri ca ;1 llihi• con nli pcrcor::o di 17~ chi lometri , import:intl' la :<pes:i di c:irca 15 milioni di fr:i nchi. Non ,:i (i anco ra pnrù deciso !-0 il punto di p:i nenz:i di dett;1 linea ..:n lla ro,ta, saril llengnela o ~J o~;:nnwdc!-; nrn malgrado 11• rive oppn:;izioni degli :ibi1nnti dell:i prirna ciu:·,, :-emhra rhe 1j lles1'11lti111a ahhia In prer,3renzn . COLONIA PORTOGHESE DEL M!)ZAMBICO.

Si :iun11ncia che io priucip:di diffìcoh~, sorte in quc5-ti ulum i tempi rolativamnnte alla mstruzionn 1lella ferrovi:i che rlovrà unire Lorenzo)larquez o Pre~ori:i, capitale ,lei 1'r:insvaal, gieuo stalP :ippianate. f lavori fl'l'OCo<ler:rnno per conto del governo portoghese fino alla frontiern del Trausva:ll' e per con to di qnest' ultimC\ lungo tnllo il ,rrritorio nnziona le che da Pretoria stendesi fino al rnnfine ciel )for.amhico. A la·voro compiuto si defìniranno le ,,1odalitit di dc,gana e di passnggio d!!lle merci d'importaz.iooc ed espo rtazione. Rosta però sempre da deren ire lu q lÌestione cirea i danni arreca ti per la sospt)HSione dei lavori nlla compagnia nord-americana chi'.', come si sa, aveva assunto I' imperrno della inti era costruzione della linea. Forze 1nilita.r i. - Seconrlo lo ultime in l'ormaziou i risiedono nél )loz:imbico .~ bà111.1glioni di cacciatori, ciascuno dei quali con ta da .i,00


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· ,CRONACA. . ESTERA

a 500 uomini. Uno di questi è. in buona parte costituito da elementi europei, gli allri tre sono formati ·esclusivamente da negri di Angola. Nella capitale Mozambico, vi è un iutiero· battaglione con un piccolo distaccamento a lbo; un secondo è diviso fra Quelimane e Zumbo, un terzo fra Sofola ed Ìnhambane; .l'ultimo infine a Loreuzo-Marquez. 11 forte· di S. Sebastiano prèsso la baia di Tunglis è presidiato da un d,istaccamento di artiglieria. · La truppa di polizia è costituita da 150 Europei. Sull'alto Zamb.esi son vi posti militari · di truppe ausiliarie, la maggior parte delle quali vengono mantenute dai grandi proprietari del luogo. · · La flotta residente nelle acque del Mozambico consta d'ordinario d1 uua corvetta armata da 7 cannon~, un incrociatore con ,i. cannoni e due cannoniere. Attualmente sonvi però 9 legni da guerra.

LI B R I E P E R I O D I CI t·)

con una relazione sulla missio11e , dell'ammira;:,olio Hewett presso Re Giovanni d'Abissinia Di ' A. B. W YLDE. - Remingtoo et C., editori, Londra, 1888.

n11ll'S/J <dl'S 'Z ·we,el S uda••:

ZANZIBAR.

, Un telegramma giunto alla fine del rùese da Zanzibar· accerta che il capitano Wissmann da Dar-es-Salaam si è trasferito a Bagamoyo. Parecchi scontri hanno avhto luogo l'ungo il· fi ume Kingani tra le forze tedesche e gl'indigeni ribelli i quali sono st:iti sempre respinti. Bnsbiri .trovasi a Elsag,ara. Un altro telegramma proveniente da Berlino ali' Inde,péndanceBelge di Bruxelles, assicura che Tippo Tib è giunto a Zanzibar, dove intende costituìrsi intermediario fra il capitano Wissman n ' e Bushiri, n 6ne di regolare ff:1 essi la. pa?e. ·

/

È questo il titolo di un'opera in cluy volumi, corredata da una carta al sei millionesimo del Sudan. pubblicata di recente a Londrn, nella rruale .l'autore, d:i oltre dodici anni residenfe in quella interessan~ regione dell'Afri ca{ ra la storia degli avvenimenti che vis.i sono svolti da'i 1883 ,,I 4887, esaminandoli wl lume del la snn %perienz:i e della conoscenza a~quistata di quei popoli, dei loro bisc,gni, deì le loro aspirnzioni, ~ttitndini e risorse. Fra le vÌtrie questioni clie Yi sono trattate molte riguardano da 'licino il nostro paese, per In posizione da noi assunta di fronte all' Abissinia, e perciò riteniamo utile ed interessante render conto del contenuto di questa notevole pubblicazione, benchè la medesimà sia di qualche poco anteriore alla nuova situazione delle co~e fattaci dalla morte del He Giovanni. Il primo volume consta di 46 capitoli, nei quali sono successivamente esam inati con fine aèùmé critico .i seguenti argomenti: 4o Condizioni di Suakim bel novembre •I 883 dopo la disfatta inflitta da Osm~n Digma agli Egiziani a ramai, e riprovevole condo.tta delle autorità e della truppa egizia na in tale .circostanza.

(') ·La Rivista Militare farà cenno di tutte le nuove pubblicazioni concernenti la scien1.a e l'arte, con magl(iore estensione per quelle d'inte1·esse militare, quarìdo gli autori o gli editori ne manderanno una copia alla Direzione.


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E PE1U0ISJOI

LIBRI

'2° Arri vo a Suak im di navi da guerrn inalesi e dell'ammi raO'lio T.Tewett .. Bnk<ir Pasci_à nominato governntore. ÌV!~ure prese per gar;n. '.' re la ~,c1'.rezza ed . rl veuovagli:11nen10 <li Snakim. S11110 genera le delle Lose nel SnJ11u Or,ent;de ud dicernhrn 11883. 0 :'! (;r;1v;1mi rii Ha,; Alu l:1 contro IP au1.oritit eg-rz,anr in M:i~s;iu:i Ila ker Pasciii a rfìcla :i Il':rn tore In del i<':ll11 mis,ione' di eh in ri re iI· vr.n; sttito delle co:se colà, e proporre i rimedi adeguati nl caso. ~fal o-o. verno, mala~ed~, esosità ed ignavia delle :nuorità egiziane 11 )lassa~ta. Arre~to cd rn v10 a Snnk irn di Debeb o di altri fn ornsciti Abissini. C:orrrspondenza con Ras Alula. · 4° g~cnr5iono ad Ailet, Sabarguma e Ghinda. Descrizione del !1M:$e . Modci .di con~battcre e tfn,1li1.it militari clogli Abissini. L'autore 11 ~v1~ a Suakin~ de, volontari abissini pel servizio di esplorazione e rii sicurezza. :H.11orno a i\iassaun ed a Suakim. 5$ Disfa tta o rnorte di Baker Pascià ari El Teb, dovuta alla codardia · · · I' · 1·10 Hewett è- nominalo governn• . dei soldat' . • ' egrzrnn1. "amm1rag tor~ cl, ~,'.:1k,111 . .fl_ soldnto e l'uffi<;ia le egiziano. Il sCl ldato inl,J lese in Afnc.1. Uuli ser~•,z,. che avrebbero prestato nlcuni battnglioni <li'' Abiss111 1, nelle .opernz1on1 contro i Dervisb. L':iutore ò chiamato a far parte cieli lntell'1 gence depart,nent. Sua ricognizione a Tamni. Missione af~d~ta. all';icnmir:iglio Heweu presso Re Giovanni d'Abissinia. Mutato 1nrl,r 1z7.0 ilelfa politica inglese nel Sudan. 6° L'antore nccompagna la missione inglese. Desc.rizione del paese <~a M.i$Saua per Saati, Ailet, Saberguma, Asmara, Godofelassi e b·u11det ad Adun. Usi e costumi e vita domestica in Abissinia. Descrizione di Adun e delle sue industrie. Diotoroi di ·Adun. Z0 E$ame retrospettivo delle relniooi fra l'Egitto e l'Abissinia rial ·18G8 al 188:l. La missione france!-c a Sanhit Gordon e Re Giov~nni . Terminato questo esame cd aCCEinnando al ;1ostro possedimento <I, A~..,s~b, l'autore alla fìo e del ca pitolo 1160, si esprime nei seguenti torm101: << Gh Italian! sono stati i .Più perscvera~ti nei loro !<forzi per an« nodare relaz10n, commercwli con l'A bissini:i ; ma siccome le loro • prol~erte sono state fin ;1ui precednre da successive occupazioni di " tratt, della costa del oi rir Rosso, . così essi oon hanno potuto rinscire nel loro intento. . · · « Essi sono st.iti nccol1i da Re Giovanni con accentuata cortesia e « que~ti si è sempre dimostrato volonteroso per facilitare i loro pro' getti co~mer~iali; ma finora gl' Italiani non hanno risolto il pro<c ble~a d1 apme una facile e sicura comunicnzione frn il loro pos<< sedimento e l'interno del paese ». 1

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E couclu<le che, da una tale base, non riuscil'emo nel nostro intento anche pçrchè i prodotti del nostro suolo e della nostra !'.Ca i·sn industria non troverebbero sboèchi favorevoli in Abissinia, dove inoltre unà nazione ct1ttolicn susciterà sempre diftidenze d'indole religiosa (1 ). Il secondo volume consta di IlOYe capitoli; ai quali fanno. seguito cinque interessnnti appendici. 1° 'Il primo. capitolo è dedicato a chiarire lè aspiraxioni di Re Giovanni e degli uomini più influenti che gli stanno d'attorno; vi è trauata la questione scottante delle missioni religiose mal tollerate jn quel paese, e qµ elll) degli intrighi di vaTie potenze europee, per ot• tenere dal Re speciali agevolazioni pei propri connazionali. 2° Nel capitolo seguente con vivi colori viene descritto l',arrivo ad Adua dell'esercito de1 Nè'gùs, 'ed il rice\•imentò fatto dalla missione· Durante le negoziazioni (giugno 1884) l'autore ebbe frequenti 'intei:viste con Ras Alula che egli stima uomo superiore ccl accortissimo. 3° Tutto il capitolo terzo è dedicato alle prospetfrve che l'avve·nire riserba all'Abissinia nel campo politico e coni merciaie. 4° Scino poi esposti i fatti che precedettero e provocar6nd là spe• dizione inglese del 11885 a Suakim, e vien severamente criticata ta-rito la condotta politica del governo nel cercrire di reprimér~ il Mahdismo, quanto la maniera con cui fur.900 condotte le operazioni militari di quell'impresa. 5'0 Il capitolo quinto è dedicato all'esa me della questione dellé comuo\cazioni con Kartum e l'alto Nilo, via Suakim-Berber è vin Cairo, e vien acerbamente èriticrito il modo come si procedette uéi lavori della ferrovia Sunkim-Berber. 6° :-lei capo seguente son narrati i fatti che susseguirono la partenza delle tru_ppe inglesi da Snakim (fine del 1885), ed è esaminata con larghezza di vednte la questione del Mahdismo e deJ!la pacificazione del Sudan. L'autore rì mprovera al governo molti errori e la sua mancanza di buona fedè verso Re Giovanni d' ibissinia. Vi e una desorizionè sommaria della battaglia di Kuffìt e del tentativo' fatto per liberare la ginmiigione di Kassala. 7° L'autore avendo nel corso dell'86 fatta una escursione fra le

(I ) Evidentement.e l'autore scrivendo queste righe dimentica che noi non abbiamo atc~nf ,v~\I~iJà ct! ~011a prorag~ncta. ca~tpitca, 'l ,c11,E\ W1>ltis~imi ~o·oo i proc1~w4a1 suoib ab1ss1110, e quelh pr'ovement1 dal Sudan, dallo Sc1oa e dall'Harra1·, che possono 9fTrlfei' Wl comlnerc"io rlmunerntlvò.

rar

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ANNO :\.XXIV. VOL. lii .


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LIBRI

trihù ,_del uord (Bisciariu 1 Amarar), espone le impressiòni da .lui riportate in 01:dine ai sentimenti od alle aspirazioni di quelle popola-:zioni di fronte al MahdiS'mo, e descrive quelle regioni, ove può dirsi· che nessun Europeo . aveva ancor messo il piede. Misere' condizioni cui son.o ridotti i Mahdisti e caduta di Tam ai. · 8° Nel capitolo ottavo veugonq riassunte tut~e le · idee fin qui svolte nell'opera, del}a quale non sapremmo come dare ·un'idea · più adeguata .se uon traducendolo quasi per intero, tanto più che nel corso del medesimo il nostro paese vi è più volte consideraio nei s·uoi rapporti con l'Abissiuia , coli Mahdismo, e còll'avvenire cornmerci.1le nel mar Rosso. Avvenimenti nel 1887. ·

• Esaminiamo a9zitutto · ciò che avveniva in Egitto allorchè cominciarono i torbidi nel Sudan; essi rimontano ali' incirca alla data stessa in cui sorse il movimento Arabista', che ci condusse alla repressioue di quella ribellione. Un'idea più ·chimerica di quella che-:iervì di bandiera ad Arabi Pascià non potea escogitàrsi, poichè ov~ questi fosse riuscito nel suo intento, il Fellah auzichè ric-cvere la libertù promessagli, non avrebbe·tardato a cadere sotto il dominio del Turco, che lo avrebbe spremuto ancor più spietatamente di quello che non abbia mai fatto Ismail Pascià. .L'Egitto oggi è uu paese che va progredendo, e vi è ;ogni probabilità che la sua Iàboriosa popolazioue s'innalzi g1:adatamente sulla . scala :iociale. In Egitto si passa bruscamente dal palazzo al tugurio , noti vi sono realmente che due clas:ì_i, il Pascià ed il contadino. Se i Pascià sono strettamente sor;egliati, come ritengo lo siano ef.fettivamente o·ra dalle autoritù inglesi, e~si finiranno per perdere ogni · autorità benchè vi siano fra di essi alcuni ùomini capa'ci ed onesti, che desiderano sinceramente· e si adopera no pel prog·resso del. loro paese. La grande maggioranza · dei Pasciii tuttavia è inetta· ed ;i'iicapacè di altro, fuorchè di condurre una vita molle e· di intrighi,: e non fornisce buoni amtùinistratori. Le cose andranno diversamente se la oryscente generazione sarà educai-a in modo da procurare al paese ut1mini che lo sappiano governare e capaci di apprezzare i benefici cli ·tina serie d'anni di proSpllrità. . , Di ·una cosa gli Egiziani dovrebbero (>ersuadersi ,· ed è che essi non I , sono una nazione guerriera, ma una nazione di agricoltori, il cui

B PE RIODICI

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scopo dovrebbe limitarsi, nel campo militare, ad essere · abliastanzn forti per difendere le loro · t~rre ,falle tribù limitrofe e locilli, abbanjlonando per ,;empre l'icle:i deJla· conquista del Sudan o di altro ter- , Jiitorio vicino, ' Io non co~osco :ilcun. punto del globo che ahbin t:mta probabilità quanto l'Egitto di progredire, e di diventnre un paese noi .quale l'agricoltura possa essere il fine supremo dei suoi abitanti, e.o] che esso sari1 l:isciato in pace e godrà il rispetto dello altre nazioni. Esso dovrebbe qniud1 lasciar cadere le sue tradizioni milit11ri, le quali da dodic.:i anni a questa parte lo hanno trasciiiato il) µnr;colosc avventure, con graye danno del paese. · ' · Ogni qualvolL'l l'Egitto ha fatto delle conquiste, e~so ha dovnto v11lersi dell'opera di strnnieri, e se _esnmininmo 1~ sif:i storia moderna, trovin mo che i progre~si reali1,zatisì son dovuti all'autorità civile e non alla mil'itarr.. · · Tuuo il paese, come ·il canale di Suez, dovrebbé essere dichiarnto neutrale, la sun .,mmini s1.razione affidata all'elemento civile, la sua · forza militare limitata ad un corpo di guardie destinate a tener in iscacco i focinorosi nelle città di Alessandria e del Cairo , · Ove non fossevi :;lato esercito nel ·1882, Arabì non ,avrebbe avuto a sua rlisposiziooe I~ 1 strumenlo che gli servì per creare i noti disordini, r, coloro che sono respons:ibili del governo dell'Egitto, dovrebbero allont:rnare la po~sibilità che qunlche altro demngogo doll:1 sua specie, rinnovi simi li tentntiv.i , che non possono se non condurre :i')ln rovina ciel paese. . . . · Il solo bene prodotto dnll'insurrezione di Arabi, si fu di dimostrare al. mondo che gli Egiiinni non sono una nazione militare, ma· èhe amministrata da uomini onesti e cornpet(mLi, essi sono atti a prendere il loro posto fra le nazioni rispettate e prosperose. Finchè gli abitanti del Delta non souo indehitamente·rnssati, e sappiano che cosa debbon(! pagare per coprire le spese d'amcninistr:1zione del )oro paese, essi rimarranno tranquilli, onoreranno il loro. attuale · Kt:ldive è saranno gr:Hi (lgl'Inglesi rer averli i'icondotti ad uno stato di cose migliore di quello da essi fin qui goduto, e ciò che è *più, ~ouz:i aver più oltre il grnve onere dei servizio nel · terribile Sudan, Non v'ha alcun dubbio che la disfatta dell'esercito egiziano in Egitt.o nccelerò ln rivolta del Sud:rn, e la clÌssolnzionr, delle sue forze nelle differenti pnrti del p11ese nel1'83, non potev:-i recare meraviglia. Nel -1879 io inforrnni il ministero degli esteri, che a meno che 1m altro governatore generale cristi<1no avesse -ra~colta la successione del ge34' -

ANNO XXXII' , VOI,. IU.


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E PERIODICI

nera le r;orrlon nel Sudau , lu -reaziouc sarebbe st,l'la terribil e, poi chè i Sudanesi oon erano pun to disposti a ricadere io mauo di ·un Egi zianC1, dopo aver esperimentati i vantaggi d'un'amministraziouc accorta, onesta ed umaui tnria. I fa tti hanno dimostrato quaoto giusta fosse la mia opinione, cd aggiunge,·ò che il perduto prestigio militare de~li Egi~iani nel Suda u, oe rendcrit loro impossibile la riconquista salvo che qualche altra uazioue .s' inca richi di ciò fo re per essi. Credo 11uiudi che ris~1lti chiaro es,;cni a noi, più che ad altri, ùovula la dissoluzione e la .demoralizzaiiouo dell'esen;ito egiziano, e come cousegueoia di ciò, · il ri tiro del le autorità e dell'elemento egiziano dal Sudan. Che gl i Egiziani fossero assolutamente incapaci di' governare il Sudan è oramai fuor di dubbio. Dove l'Inghi lterra 11 0 11 ha .:igito C'J-uamento in fJ uella- regione, non ò nel uon riuscire a soll'oc11 re il mrdidismo, ma nel lasciare senza protezione nè aiuto coloro che avevàno interessi agricoli in quella regione. Quest'ulLimo elemento era di pP-r se stesso. o coo poco aiuto, in grado di soffocare il mahdismo , cosa che noi nou sia mo riuséiti a fare; e qunsi per iutiero gli ultimi dne anni ,sono stati spesi nel cercare di stabi lire l'inn uenza egiziana uel paese, anzichè nell'aiutare coloro che desiderano di vedere l'ordine e la leggo prevalere, ma che nel tempo stesso non hanno nessuna voglia.di es:;orc cj i 1111ovo governali dagli Egiziaui , o da dii appai,, com·c il loro nllea to, e mi rante a ris1abiliroe l' iollmrnza. Gli Egiziani mantengono il possesso di Suaki m iu modo affatto efli~ero, ed ove venissero ritiràti cti lit i nostri bastimenti da gueri·a, sarebbe possibilissimo ai J\lahdisti di :lCCOrdarsi Cogli abitanti e Cll Cciaroe la guarnigione. La politica dcli' abbandono è tutt' ora, io credo, in vigore, e non romprenùo perchè uu.1 qualche liooa di coudott:i, semplice e consegu.ente a se :;tossa, non possa veu,r a ottata e segmta senz altro . Nel presonte libro ho cercato di mettere in chiaro cruale sia Jo swto delle cose nel Sudan, e di ,li mostrare quanto facile sarebbe di \'Ouire a patti colla pan o ben pensiinte della popolazione, e finirla co l mahdismo . [ due elementi chè possono essero subi lo posti l' uuo di frun ic all'altro nel Suda n, souo i seguenti: i seguat.:i del Mahdì, composti di Dervi-,h e rii mercan ti di sch iavi, da 1111 lato. cd i commercianti ed·.agricoltori, dall'altra, i qnnli ultimi costitni:;cono la gra ode maggioranzu . , Il Mahdismo , aozituuo, è fatale ;111·agri coltura cd al commercio ; da lla prima esige una troppa larga ·quota dei prodoui del suolo, e dal secondo

no per cento sni suoi guadagni , troppo eleva to per rendere rimunernti vi gli affari . I suoi insegnamenti sono inoltre m:i lo accetti da lle tribù, come pure i suoi costumi e le sue leggi, che non permettono ai suoi seguaci di essere liberi di sè stessi; i s·uoi m11ggiorenti sono dispotì(;i e tirannici. Tutto questo si oppone al sno raaicarsi fra gli abitanti i quali aspeu.nno solo di vedere quale condotta politica sarà ndottata lungo la costa per decidersi a disfarsi del Mahdismo; essi possono pazitm• tare ancora, ma sorgerebbero a scuotere il nuovo giogo che loro è attualmente impo$to, ove fossero certi cbe non si prepara loro il ri torno di quello egualmente odiato, degli Egiziani i quali, oramai lo sanno tuui, sono incapaci. di governare il proprio paese ed a forziori ìl Sudan. Iutoroo a Suakim , vi sono , p:i rtendo dal nord verso l'antica frontiera coll'Egitto : i Biscia rin, i quali sono esenti dalla tabe del Mahdismo. Essi occupano. il paese, si può dire, fra Morsa-Hala ib fin o a Berber; qua le sia il numero d'uomini ntti alle armi che compongono questa tribù non si può dirlo esattamente, ma è certamente grande. Gli Amarar occupauo il resto del paese a nord della strada SuakimBerher, fra Ariab e llowey:ih. Le risorse di questa tribù sono atiualmente ben note. Gli Harlendoa: si estendono a sud· della strada Suaki m-Berber fi no a Kassal;i , fra quest'ultimo punto e Suakim. Le tribù di Tokar occupano il della del Barca; i Beni Amer e gli Habab il resto del paese verso :\[assaua: I Sciukurieh, i portatori per eccellenza del Sudan, rnno locai.i :il di là degli Hadendoa , verso Kartum , e le tribù Ta ka si estendono di qui fio o al Sennaar. Gli è nelle mani cli queste tribù orientali del Sudan che sta la soluzione della questione sudanese, eq ove le si potessero mettere d'accordo per rianimare i I commercio. esse verrebbero ben presto pncificate. Queste tri bù, inoltre, sono quelle che nou esercitano la tratta degli schiavi, benchè permettano il transito delle carovane di schiavi attra verso ai loro distretti. Non risulta che esse facciano la caècia all' uomo nell' interno, nè che usino guerreggiare colle tribù lim itrofo nell ' intento di far prigionieri e venderli poi quali schiavi, come usauo altre tribù africane. · Fra r1ueste tribù cd il Ni lo, vi sono quelle ri verano, dedicat<l all'agricoltu ra, e sulle <Jun li si può sempre fa re assegnamento, quali partigiane dell'ordine e della legge, ed avverse ad ogni instabilità di for ma di ~ovcrno ed al governo militare in ispecie. Vi sono due antiche ,·ie

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commerciali verso l'interno, cioè quelle che mettou,, c:ipo :r Suakim ed a Massaua ; quest'ultima è ora fortunatamente uscita dalla sfera d' inlluènza dell'Egitto, e fino ad un certo punto neutralizza l'influenza di Suakim sulle tribù dell'-interuo. Uo fatto importantissimo a· prendersi in considerazione è questo che, escluso l'Egitto da Massaua, il Mahdismo svani e si ritrasse t!a·i suoi din_toroi. Esso stava rapidamente progredendo in quella direzione, ma dal momento çhe vi fu inalberata la bandiera italiana, cessò di progredire e perdette ogni vitalità. Non vi potrebbe essere prova più eviden_te di que~ta che il M.ihdismo' cessa di· aver~ presa Hille tr.ibù, noo appena le autoritit egiziane sono allonta nate. Lo stesso può dirsi nel nord! dove _non vi hanno autorità mi li tari egiziane o consorteria Suakinese che dia noi 'I alle popolazioni, le tprnli sono tranciuille là dove il commercio non soffre iattura. Non nppeaa snrà risolta la ·questione Italo-Abissina, cosa che è ria sperarsi avvengà presto, l'Abissinia avrà le ·mani libere per opporsi [,i Dervish sulle sue fron tiere, e qùes1i saranno respinti con succe:;s,o, perché rinascerà così. la fiducia , ed i mercanti di c1uelle region i potrn rrno di nuovo ·d:ir vita al loro traflìco 'e trovare uno sbocco per i prodoui del paese. Essi rimasero strettamente nentrnli durante i cont1itti avvenuti fin qui alla frontiera, e molti cercarono asilo in A· bissinia. Questi mercanti sono i raccoglitori dei prodotti, e viaggiano in comitive numerose, colle loro fam iglie, p·er riunire le merci da esportare. Fintautochè dura lo stato di guerra, non possono viaggiare, uè dar ,1 iuto alle paci6d1e popolazioni, e d'accordo con queste, essi sono in grad·o di difendersi _d3i Dervislr; ma torna loro affatto inutile di raccogliere derrate e mercanzie, r1uando non hanno nè mercati nè compratori per smal tirle, siccome avvenrrn dal 188:l io poi, dacché l'ernbar:go è stato dichiarato contro il commercio. 1H (JUestione del Delta del Barca o di Tolrnr, è pure Ji focil e soluzione, purcltè si rinunci aLI' id <~u di riconqu i.starlo, e vi rinascerà su più vasta scala che mai la colti.vazione del coto.ne, poiché i proprietari del suolo sanno 1)enissimo. distinguere quali siano i loro amici, e non permetteranno nrni che un elemenio straniero (l'Egiziano), si fissi fra di loro; elemento die finora nè colln sua presenza, nè colla sùa opera li ha àiutati a vivere in buona armonia coi mercanti, i qua li loro forniscono quanio loro abbisognii per vivere, e comprano il pro~otto del' loro suolo. ~on vi è alcuna ragione perchè le tribù che ho menzionate non ahbiano a v"Overnarsi da sè; esse hanno. i loro Sheik, come capi riconosciuti , I

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ed accetti; le loro consuetudini e le loro leggi; la loro ·onestà in addietro era proverbiale ed i criinini sconosciuti fra ìoro. Certo, fra essi :vi erano e vi saranno semP,re, come dappert.utto, dei ~alfattori; m~ i (urti a_vì,enivano iu famiglia e gli Sheik indennizzarono sempre I mercanti che avevano sofferto danni nel rispettivo territorio . . Ora che il governo egizianò è stato di fatto escluso ed allontanato, i mercanti e <rli Sheik hanno più dirette relazioni gli uni cogli altri, e non v'h., al~un motivo di temere che gli Shei_k abuseranno della fiducia riposta in essi. . Dall'esperienza fattane durante gli ultimi anni, sernbrerebb~ 1~possihile di poter sperare che gl i Egiziani, non . ancora capac, d1 go_vernare sè stessi, ·possnoo essere in grado di riprendere in. mauo d Sudan , e d'altra p&rte.,. molto tempo prima che essi saranno rn m1s1~ra di pagare un esercito straniero che li aiuti a raggiungere ~~ _tale IU' tento, la questione del Sudan sarà risolta. Tutte I<~ probab1l11a . so_no in favore dell'Italia , la quale col riaprire e riattivare _il commercio, contribuirà molto più effica'cemente alla pacificazione di quelle regioni che non l'Inghilterra, specialmente se fì(uirà per intendersi coll'Abis·Sinia, la quale può ed è disposta a farla finita c0l Mahdismo che, al postuuo, è professato e sostenuto dni peggiori elementi di quelle· popolazioni, dagli spiriti turbolenti e da coloro che colla loro nuova fede'. sono . altrettanto invisi ai Mussulmani dell11 vecchia quanto a quelli della nuova scuolà. Gli Ashruf' del Sudan conservano tuttora una grande influenza, e sono assai rispettati, e rannodandosi attorno ad essi le tribù, ogni. di: sordine cesserà , riaprendo il commercio e forn endo alle popolaZIOUI il modo di occuparsi utilmente. . L'idea di valersi del Turco per riso Ivere la questione, permettendogi1 di riprendere l':111ti<;o ascendente, è una utopia da mettersi senz'altro da banda. Durante i_secoli <lacchè hj 1} vuto, n~lle.~ne mani .!'Arab!:i, così vicina, come s1 sa, al Sudan, <non e rrusc1to a farvi sentire la sua autorità. Egli venne come un brigante a stabilirsi i,'. due is?le della costa sudan11se, donde commerciò colla terraferma, · rmscepdo a mantenersi in quelle, ma senza riuscir mai a far sentire efficacemente la :ma autorità su questa. Egli non sviluppò le risorse della costa, nè quelle dell'interno, non lasciò mai dietro di sè alcuna oper~ duratun~ ed . uti le, nè può egli reclamare altri punti delJa costa. c:he 1 sopra accennati : <rli abitanti non gli devono alcuna sommessrone, e solo u1 1p~3lità d{' Maomettarii, considerano il Sultano come il campione mili·

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tare della loro religione. La Turchia non ha mài avuio che fa re coi nuovi porti, che serv_ono di sbocco alle tribù del Sudau Orientale ('1 ). Ammettendo per un momen to che si pei·mettesse alla Turchia di ri. tornare a i'IJassaua e Suakim, la prima cosa che farebbe, sarebbe di incoraggiare la tratta degli schiavi, favorire e sostenere spedizioni per la cattura. di schiavi, e riaccendere la torcia dell'anarchia e dell:i ri·bellione nel centro dell'Africa. ~è vi è alcuna probabilità eh.e la Turchia desideri entrare in un simile vespaio, poichè le tribù sono ora in condizioni molto diverse da quando Mohamet Ali col suo esercito eterogeneo attraversò il Sudau, . e ciò i Turchi lo sanno. Essi non liauuo denaro disponibile per ricouquislrt re il Sndan, e loro occonerebbe un esercito di cento mila uomini almeno per occupare adeguat:imente il pae:'le, nè essi $3rebbero in grado, dopo pochi anni, di conservare una wle conquìsta, nè saprebbero svilupparlo commercialmente, nè fovorirvi le vecchie e le nascenti industrie, senza le <JUali il paese sarebbe per loro di grnve onere. La Turchia sarebbe lietissima di ottenere, a quanto pare, un qualche compenso i~ ca mbio dell'autorità nominale che essa può pretendere di avere su Mnssaua .e Suakim, e q uand'a 11che vi si passnsse sopra senza altro, essa si contenterebbe di una protesta plntonica e di esclamare: « Allah Kerim , . Non vi è attua lmen te abbastanza denaro contante nei centri popolosi dell'interno del Sudau, per soddisfare uou dico un Pascià, ma appena il suo eunuco. Il Turco può dissertare :;ui suoi diritti sulla costa sudanese ne.J Mar Rosso; 1:na egli sa di essere im potente a cavare alcun bene dal paese, e cl1e il medesimo non sa rebbe per lui che nua sorgente di spese che non saprebbe come coprire. Domanda~ alla Turchia di .ritornar~i , ed essa vi si rifiuterò. La opinione pubblica non consentirebbe giammai che l'Africa venisse di nuovo mèssa in balia di una nazione schiavista. poichè a questo condarrebbe il permettere o il pngare i Turchi per ot:cupnre il Sud.in. Pare che vi sia un pulllo dubbio, di difficile soluziono, riel trattare le questioni auineuti al litorale del Sudan, e che dovrebbe poter5i eliminare. Abhiarno già un precedente per dare uua base nel tratta rla, poichè prima che il canale di Suez fosse aperto o snbito dopo, I' lnghilterra si accordò con Ismail Pascià, vicer.è d'Egitto, per riconoscere 0

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I principali di tali pllrti sono: Roweyah, Mohamed-Gul, Mer:;;, Hnlaib, Trinkitat..

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la sua, non quella del Sultano, sovranità sull' iotiera co~ta, da Suez a Ras Hafnn, nl Sud del Capo Guardafui. Questo accordo non è compatibile con quanto è avvenuto ad Ohock e ad Assab, occupate rispeltivamente dalla Francia e dall 'Itnlia. Dopo l'abbandono del Suclan 111 questiono del littorale è stata di nuovo poi.:ta sul tnppeto, l'Inghilterra assumendo il protettor:ito della costa Somala, In Francin impossessandosi di Tagiurn e delIn relativa baia, dove esisteva una guarrrigione egiziana, o l'Italin l'intiera costa da Assab fìn o ad 80 miglia a nord di Massaua, compreso quest'ultimo porto. Si domauda quindi se il trattato di Berlino venne così viol.11.0 dall'Ingh ilterra, Frnncia cd Italia, che sono tre delle potenze firmatari e, o se vennero con un tale trattato abrogati gli antecedenti at:cordi intervenu1,i fra Ismail Pa.sciù e l'Inghilterra. Ove il protettor:1to pote,-se venire ora proclamato ·snlla parte rima~ta libera del littorale del . Sndnn, ed il commercio riatti vato, ne na$cerebbe immediat.amente un notevole mutan:ento nello slMo delle ros.e. e l-i vedrebbe il termine <li tutti i torbidi che ora affliggono il par,e. Le tribù norrl-orientali si libererebbero cl:i sè d:ll Mahdismo, e cesserebblÌ ogni necessità di massacrarle co_me cani idrofobi, ed in una sola su,gione esse allontanerebbero i Mahdisti dalln costa, e li minaccerehbern nl cuore iu caso di bisogno. Un'idea militare, professata al CHiro, è o.;he Su,1kim debba essere occupata forlemente quale minaccia di fianco contro i Oervish prot:edenti contro l'ggitto per la via del Nilo. Quesla idea è ricl·icoh,: Gli Egiziani che non osano lasciare i loro forti intorno a Suakim, pretendono di terrorizzare le forze del ;\Iahdi che s' avnnzano per la va lle del Nilo! Ne.ssnna delle spedizioni inglesi attr:wersò il deserto, ed i Dervish erano convinti che essi non sarebbero stati in grado di ciò fo re, rosicchi> come possono questi miserabili Rgizinni st:izionati :i Suakim, pretendere di ispirare la 'benchè minima preoccupazione fra i Sud:1nesi, ed impedire loro, se questi si risolvessero, di risalire colle loro forze il Nilo? Ciò che realm_ente spaven terebbe i Oervish, sa rebbe il sapere di avere coutro di sè il Sudan orientale, e per ottenere questo iniento bisogna _proclamnre che non si ha alcuna intenzione di permeuere all'Egitto di governarlo rii ~el nuovo, e bisogna offrire alle tribù ciò che ora vieue loro negato, cioè nn'amnistia .per quanto ha avuto luogo in questi ultimì tempi, e la Jibertit del commercio, che 11essuna nazione civ i le do;_ vrebbe interdire >> . • Noi dovremmo esser là per insegnare loro le arti della pace e della civi ltà.


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I massacri di Dervish che potessero ancora occorrerà sarebbero eseguiti, se lo 'sapessimo vo lere, dalle stesse tribù, e sembra realmente che fra tùt)i i nostri uomini pubblici, non ~e trovi~mo uno che s,1ppia emulare quanto sta facendo da solo Emi o · Bey, henchè tagliatn ft~ori da tutte le risor;,e della civiltà. Se egli fosse un inglese, sarebbe innalzato sugli scudi come il più grande eroe del secqlo, coperto di onori al suo ritorno, ed il suo nome sarebbe sulle labbì·a di tutti . Un ;oscuro ;;trtrniero riesce a reggersi iu meuo a ta11 ti elemen ti infidi; ha messo l'ordiM nella sua provincia e riesce a combattere vittoriosamente contro· tutte le difficoltà e le privazioni che gli .si parano innanzi; egli è senza dubbio coséiente della splendida opera che sta compiendo e preferisce ,rimanere io mezzo al popolo che gli è stato fedele, al ritornare in patria e diventarvi la meraviglia .del giorno, pei' ·poi e~sere ben . presto dimenticato •. « Nou vi ha soltauto la questioue del Sudati nel)a quale ci 'Siamo comportati male; ma vi ba ancbe quell a dell'Abissinia , e non possiamo menar vanto di trattati rimasti inadempiuti,. e di aver abbandonato un alleato che ci aiutò in ·n1omenti difficili, e sacrificò i suoi sudditi pel be-. neficio nostro. · · Se re Giovanni fosse stato informato che circostanze sulle quali non avevamo alcun controllo, ci rendevano impossibile di attuare i patti convenuti, la cosa sarebbe stata ben diversa. Tr.ascurando di lasciaroli e> sa pere che cosa stava per a_vvenire e qual& fosse lo scopo dell'occupazione di Massa ua da parte degli Italiani, abbiamo condotti questi ad una guerra ed al massacro di molti di essi, il elle poteva evit,, rsi. Comportandoci come f'a.cnmmo, non rendemmo certo un servizio amichevole nè agli Abissin i oè 'agli Itali,mi . JI nostro trattato col : e Giovanni, n.0n istipul[1va che dovevamo tenere un nostro agente nel suo paese; ma si comprende che dovevamo mantenere uo console a Massaua per garàutire gli interessi suoi, e quelli dei mercanti dei due paesi. lo non sono mai staio favorevole al concetto di proteggere mercanti che si recano ìn paesi stranie~'i, s;lvo che si tratti di nazioni civili. Chiunque avess~ desiderato di comme!·ciare _coli' Abissinia, poteva farlo a proprio rischio e pericolo, e non credo che avrebbe avuto a dolersene. Il tratt~to venne stipulato e6pressa. _mente per determinare che la costa dovesse appartenere all'Egitto, n:he tutti vi si dovessero trovare su uno stesso piede; il commercio dovea essere. libero ed' ogni disputa doveva essere deferita all' Iugliilterra. Q~esto divenne impossibile, giacchè l'Inghilterra non ave,;a alcun

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rappresentante ccrlà. Ove es~a lo .avesse avuto, l'Italia non avrebbe commesso l'errore di occupare parte della zona ueutra, nè gli . Abissini avrebbero commesso l'atto ostile di cacciarueli. La cagione della guerra non avrebbe potuto nascere, e la que:;tione della delimitazione dtlla fronti era , che re Giovanni h3 sempre desiderato di veder definita, sarebbe stata .. accomodata all'amichevole, e l'Italia avrebbe ottenutll una considerev'ole fascia di territorio, anzichè essere stata costretta a J'icorrere .alle armi per affermarsi sopra ·un tratto li mitato di paese, ' che non varrà mai il danaro speso per assicurarsene il posse~5o. Vi è un·a grande differenza fra una politica di · piccole provocazioni e cl i fastidiosi interventi, e la risoluzione regolare di una v~rteuza, sorta iu seguito ad uoa malintesa into:lrpretazione di patti esi$teut.i. Se dopo la stipul,1zione del trattato di Hewett, o quando gl'Italian i occuparono Massaua, una comun icazione fosse,stata fa tta a 're Giovanni, foceudogli intendere che un nuovo assetto di cose era necessario, egli non avrebbe flomandato di meglio e sarebbe stato il primo ad accogliere con favore, qualunque accomodamento propostogli, purchè basato ~ulla consen,azionè a di foi favore dei passi adducenti al suo regno e al territorio ,dei Bogos, da lui di tecente riacquistato. Moho si è detto intorno al diritto dell'Abissinia ad un porto sul Mar Rosso; ma qnest,i que-stione è sempre stata, soltevata da stranieri stabilitisi in _Abissinia nel proprio interesse, e nel 11$7tì io spiegai ai maggiorenti· Abissini, come es$i non fossero ancora . abbastanza avanzati per valersi e· regolare il fn nr.iona meuto di un porto di mare, e che il possederne uno li avrebbe certamente condotti a conflitti colle altre nazìoui. Questa questionè uon è mai stata seriamente contemplata da re Gio,•anni; la sua doman.da di potere liberàmen1.e comrnei:ciare per mezzo diMassaua, è sempre stata eqt1a, e u'on vi era alcuna ragione per la quale que$tO suo desiderio nop fosse preso iu consìderazione io passato. Questo diritto venne · ricormsciuto e regolato nel trattato di Hewett ; ma l'Inghilterra nou si· è mai interessnta per for rispettare questa clan soln. Se essa vi avesse ,,egliato, non ne saremmo ora a deplorare l'infelice condhione di cose esistente; avremmo conservato presso gli- Abissini I.a riputazione di essere una nazione onorevole, ed altameute compresa de~la propria di~nità~ e saremmo stati r.ingrazia ti dagli , Italiani nei loro primi tentativi .di colonizzazione; avremmo risparmiato loro la perdita di molti valorosi tigli e la spèsa di forti somme, che, avrebbero potuto venir impiegate utilmente a scopi pacifici. Non vi · ha alcun dubbio che siano stati moral mEmte responsabili . per la disputa sorta fra le due nazioni, e che col non mantenere un

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console a Massaua per proteggere i nostri interessi, abbiMno non solo commesso un'ingiustizia verso popoli amici·, ma abbiamo anche messo in grave imbarazzo la colonia di mercanti indiani colà stabilita. Se vi fo sse stato un nostro console a Massaua, non vi sarebbe statn alcuna ragione per far la spesa della mi'ssione Portai, che potev::i prevedersi' destinàta a fallire, avendo essa · avuto per scopo di condurre Re Giovanni a chiedere la pace agli Italiani, anzichè di venir con ess i ad ·nn acCOfOOdamento a'michevole. Una facil<~ soluzione della disputa sembra ora probabile, e non vi è alcun moti110 pel quale l'Inghilterra _,non debba adempire a' suoi obblighi verso le parti contendenti. Si presenta ora un'ottima occ:-isi'one per l'amministrazioue presente, di attuare . i patti che la prissata amministrazione contrasse, e così di riparare al mal fatto. Nè ; i ha il pericolo di impegnarsi in obbligazion i delle quali sarà difricile vedere l'u!\citn, poichè Jn nostra azione :mzichè un intervento non .chiesto è basato su un trnttato, e porremo termine nd un affnre costoso per l'Italia , In quale del resto · ha saputo mantenere altamente il proptio prestigio. Recirlroche espressioni di ràmmnrico per quanto ·è accaduto, potranno essere scambiate, e pos,,o assicurare ·per la conoscenzll' che ho del carattere di Be Giovirnni, che egli sarà felice di veni re incontro a più che mezza strada verso gl'Ita liani e le loro aspirazioni. L'Italia considererà come una buona nzione ed una prova di amicizia, se l'Inghilterra si ndo· peri per la pace; e dal momento .che' questa sarà sottoscritta, i ch~e · paesi potrapno iniziare i loro scambi commerciali, con beuefìcio di entrambi. Vi è un avvenire pel nuovo acquisto fotto dagl ( Jta liani a Massaua , a condizione però che la pace, sia dura-tura e che vi b11.sti una picc1>la guarnigione; altrimenti essa sarà per essi uua fonte continua di spese e di fastidi non piccoli . I due paesi hanno comuni nemici i Dervish, e d'nccordo fra di loro possono fare più .danno al Mahdismo di quello che non si.a mai riùscito ali' Inghilterra di fare. Sembra che il senso comune ìndichi una solii nrnniera di considerare. la quesìione, cioè una pacifica transazione ed nna nuova er:i ria aprirsi, cose che l'Inghilterra può dete.i.:minare sol che lo voglia. Quanto si rjferisce alla questione di Ma$saua è egua lmente applicabile a queil11 del· Sndan orièntale. Se vi sono complicazioni tali da non consigliare il ritiro completo rlella bandieFa egiziann dalln limitata porzione del litoFale del mar Rosso, rimasta in loro potere, è cionondimeno facile di arrivare ad una pacifica soluzione del prob lema mantenendosi puramente sulla difensiva a Suakim. Si fo ccin in modo clie venga chiaramente Cl)mpreso, che l'Inghi lterra 1100 intende per-

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mettére nè tampoco aiutarP- l'Egitto a riconquistare e governa1:e il S_ud,i~; che Suakim sarà tenuto come posto commerciale, e che I suoi abitanti non potrnnno d'ora innanzi dar noia alle tribù ci~convici~e, e che verranno punite· le razzie e furti di bestia~e da ~ss, fin qui per~~trati; e le dette. tribù com prenderanno su b1to che Ii' !oro solo nemico è il mahdismo, ed esse se ne libereranno tosto in modo pr?n~o· e. definitivo. È solo il loro timore pel maggiore dei due mali, d r.1torno eventuale cioè .della dominazione egiziana, che le mantiene nello stMo di irrequietudine attuale. · , . . , Se Suakim deve essere tenuta da truppe assoldat~ dall Egitto, si.1no queste scelte fra i Negri, i quali pel solo fatto d?I '?~o colo'.·e, 1~0~ producouo sugli indigeni l' effetto irritante dovuto ali Eg1z1ano. Le tnb~ hanno soggezione dei battaglion i neri; ma non ne hanno ~un~o degli Egiziani; ed ove loro, occorresse di dover chiedere l'appogg10 dj trnpp~ alle autorità di Suakim, · essi farebbero 11ssegoamento sul valore. dei ;~er,ri · mentre essi sanno che i soldati egizinni s;:i~o qnasi inutili , e n'on si pno far a fidanza con essi in momenti di pericolo .. Con una limitata ~uarnigione di Negri per occnpare Suak1m, e permettendo il libero commercio, il che darà lavoro proficuo a molte braccia oziose, la coltivazione del cotone e del tabacco nel Delt.a del Barca ed altre industrie rifiorirebbero, producendo un grande carn· biarnento .nel Sudan Orientale, talchè le lancie degli indigenf. che s~no . attualmente rivolte contro la abortiva minaccia mil itare dt Suak1m'. si rivolgerebbero i.n breve contro i Dervish. Non è mai troppo t~rd'. per emendarsi, gl'indigeni . rispettano. tutt'?ra gl' Inglesi, ed àlcum d1 loro hanno nncora dell' inflnenza su di essi, ed un accomodamento pa· , cifico, riescirebbe fa cilissimo e di niun costo, solo che il governo lo vole~se ».

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,; Q~alt;nciue ·cos.a p~ss~ v~ni; d~tta ·pe; mist_ifica~e ij p~bb.lico·, .fa~~n~ dooli credere che essendo noi gli allea!i dell'Egitto, siamo obbl1gatt a m:ssacrare i Sudanesi che ::ispirano ad esser liberi, non. ha ragione d'essere. Noi abbiamo abbattuta una dittatura militare in quel paese, ed abbiamo così reso un servizio af Fellah. Ora rifugg.iamo dall'aiutare le popolazioni agricole e commerciali del Sudan,_ benchè non si trntti di fare una costosa spedizione militare per raggmngere un tale scopo, bastando all'uopo li riapri_re il traffico e la sua costa; facendo così cessare uno stato di cose, che è altrettanto dannoso per esso quanto )11 dittatur:i militare di Arabi Pascià lo sarebbe ~tato per l'Egitto:· . L'Italia può fare per mezzo di i\fass11ua (che . essa non abbandonera


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mai a dispetto di cinquanta trattati di Berlino), ciò che l'Inghilterra ri fiuta di fare a Suakim; ed ove occorra, essa ouerrà tutto il contorse rii tutte le c.'lse commerciali Inglesi the hanno relazioni col Snd.111, ed essa verrà moralmente appoggiata da ogni ben pensante che desi rlera di veder coronata dal successo la sua politic:i afric.1na, e che facci:i voti perchè riesca in quanto nè l' Egitto, nè la Turchi ~ sarebbero in grarlo di fare, cioè ad aprire un'èra di incivi limento e di progresso alle tribù del Sudan orientale ». Tali sono le idee direttrici che ispirano questa pnbbliC:1zione, e che l'autore non si opponga male, se ne h:i la prova nei frutti che ·diede i11 poco tempo l'applicazione delle medesime µer opera di sir Charles Warren e del maggiore Wat5on, che :;i succedettero nel govt!rnatorato di Suukim nel 1886; idee che vennero abbaudotrnte dal colonnello Kitchener succedeudo al Wfllson, per cu i le co~e rimpiombaro110 nel 1887 nello stato di anarchia che tuttora si lamenta fra le tribù che facevano corona a quel porto. L' ultimo capitolo del li bro si occupa della tratta degl i schiavi, ne dipìnge gli orrori, entrando in particolari e dati statistici raccapriccianti: !'egnala i suoi focolari, i suoi proced imenti e i suoi mercati. e tratta largamente del motlo di porvi un termin~, proponendo semplici ed effi caci misure al governn inglese, e facen dogli rilevare come segue, il valido concorso che l'Ital ia potrebbe prestare in r1uest' opel'a utnanilaria: « l~ortuoatameuie l'Italia si è unita a noi nel mar Rosso, « e siccome le ;,ue trndizioai sono contrnrie alla schiavitù, vi è ogni << possibilitù per essa di riuscire un potente ai uto nel rendere effi caci " il blocco e le crociere. Snll'Itnìia possiamo contare; la Francia, la « ·repubblica cli tutte le libertà, uon muove un sòl dito per combattere « la tratta degli schiavi, e non credo che si sia mai dato l'esempio di • un solo sambuk scltiavista, cattura to da una na,,e fnmcesy nel mar « Rosso >. 1

" « « «

« Dal momento che dichiarertimo riaperto il commercio, i merc.1nti europei soppianteranno gli schiavisti arabi, gl' indigeni sentiranno i benefici del legittimo commercio, e si svilupperanno le risorse del paese. Abbiamo gl i Italiani che· saranno lieti di concouere a questa opera di civiltà.

" Ciò che l'Iugh ilterra rifìutasie di fa re io pro della civil~ ~ del commercio, l'It11lia lo farà , e non trns<:orrerà molto tempo prima che « commercianti inglesi faranno delle propogte agli Italiani, per _c01~ • correre alla soluzione di questio11i che è uno stretto dovere d1 n• solvere •. «

li libro chiude cou un fer vido appellu ali' Inghilterra, perchè una politica liberalè e tli pacificazione venga ai piu pre~to i11augurata nel Sud,rn. . Seouono le ciOtJUe appendici : . primn si occn1la <lei commercio nel mar Rosso, r~cendo u11 confronto fra quello che era prima dell'83 e_ quello ~hc ,e at:tualn~en~, in conseguenza del Mahdismo e dello st:ito d, guerra Ira I Itaha e I Abissinia. Le vie commerciali, i porti e le derrate che vi form:rno oggetto rli tr:1ffìco, i metorli di trasporto dalla costa al!' interno ~ vic~versa, sono descritti ed analizzati con tale copia di dati , da renderne mteressantissima la lettura. , J,'a ppeodice N. 2 contiene preziose notizie geografich~ e topografìch_e intorno alla zona costiera a nord di Suakim fino all'auuco confine e?i, ziano, e descrive le quatl.ro vie seguite dalle carovane che da Sua~1m )1ohamed- Gul ( K.oweya h) e Bir-Ait, conducono a Berbor _rer Anab , delle quali la pi ù sicura è qnella che _passa pe'.· .Awi-T_er1, a~tr~ versando essa una zoo(! fertile, copert:1 d1 vaget_~z1one e ri cca cl acqua, popolata dagli Amar.i r. . . . Le appendici N. 3 e .;. contengono il testo inglese µe1 tr~ttat1 _~11p~1lati il 3 oiuono 188i fra l'Inghilterra, rappresentata dall :imm1ragh9 Hewet. l':bi~sinia e l'Egitto, in ordine alle relazioni politiche e commerciali fra quesli ultimi due paesi, ed alln soppressione della trait,, rlegli schiavi, fra i due primi. . . . La quinta ed ultima appendice contiene l'a'll.icro geuealog1co d1 0,-rnanDigma . L. Gu, ETTA

r,/

Tenente colonnello di stato 1nU9yiore.

Per la. Direzione LODOV I CO C'rsoTT I 1t1oggiore M. li.# i1ttoriuto

« L'Inghilterra, l'Italia e l'Abissinia, una volta ' ristabilita la p11cè « frn le •tribù nord orientali dell'Africa , in breve risol_veranno tanto la • questione del Sudim, quanto quella ddla tratta ~egli schiavi ».

DEMARCHI CARLO,

gerente.


541 LrBRl E r>ERIOOICt:

PaiJ. · Possedimenti e protettorati europei m Africa ~ 889 » Uc;:o ALLÀSON. Impiego dell'artiglieri:i in guerra. ·» L'arma ·del genio _ Questione latente . Compendio degli assedi e blocchi di Mantova. - CuRTI cav . .FAu· » STINO . > Livret .des gites d'élapes

-

SOltHURIO DELLE tUTEIHE

' ))

coote·note nelle dispensf- di luglio, agosto e seltemlire.4889

LUGLIO _ DEL

co~HLtTTIMt~N-ro

AUTONOMù . -

E. Barone, capitano di stato

maggiore . . . . . • . . . . . . . Pag. · 5 _,... I L\TTOll l DELLA VITTOUIA SUI FUTURI CA.MP.I or 8A'l"fAGU..i.. - f. De Bonis. capitan'o di fanteria . . . . . . . • » 35 ,)( R1,;(;oLHIENTO o'E$El\CIZI E DI MANOVRE PRL LA .FANTEIUA FRANCESE. • » - G. Sala . . . C.H A!,IERI SCELTI E l'A'l'TUGLI& UF.FJCIAU NELLA ESPLORAZIONE STJlAl'EGICA DI CAVALLERIA. - O. Lugli, ·maggiore di cavalleria , UoMIN1 01 GuEnnA DE' TEMPI NOSTRI - (èontinuazione). Severino Zanelli, tenente colonnello di fanteri11 » RASSEGNA ll!ENSILE • > CRONACA ESTERA: Austria· Ungheria. » Belgio . » Danimnrca. • ,, Francia » / Germania . » » Giappone . Gran Brettagna » » Rumania Russia » » Spagna. > Svezia . » Svizzera Avvenimenti politico - militari svoltisi in Africa nel mese di gi ugno 1889.

61

92 1 118

133 138 H1 H •I H9 ,157 ·157 16·1 163 168 169 ·170

i84-184:

h :'!uovo cooICE I>BNALE E LA LEG1suz10NE 1uuTARE. - M. Carcani, capitano in servizio ausiliario . Pag. (85 DEL coMDATTIMENTO AuToJ110Mo (continuazione e fine). - E. Barone,

ca pitano di stato m11ggi'Ore . . . , 233 - I )<'ATTORI DELLA VITTORIA SUI FUTURI CAMPI DI llATTAGLIA (conti-: · , 1rnazione e fine) . - F. de Bonis, capitanò di fanteria. · • 259 -·-UOMINI DI GUr::RRA 1rn' TEMPI NOSTRI (continuazione e fine). Severino Zanelli, tenente colonnello di fanteria • 282 RA SSEGNA )!ENSltE ·B~NEDET'fo

85

182 118fi.

AGOSTO

.,.-

---

177 ·179

» 305 '

.

» 32:3

CArnou.

Cno ;s ACA ESTEllA :

»

.Austr·ia- U ngheria Belgio ·.

327

» 33·1 , 333

Danirnnrcn.

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Francin. .-,. Germanil'I . Gran Brettagnll

, 338 » ::w2 » 34-8

Olanda . Rnrnnnia

» 34:9 » 3'53 Russia . Svizzera " 357 A vveuimenti politico-mi.litari svoltisi in Africa nel mese di luglio ·1889 .

• 358

1

SETTEIIB.RE

L\ FORTIFICAZIONE l;IPROVl'JSATA E GLI UTEN~ILI DA CAMPO. - Spaccamela Pio, capitano del genio . . Pag. 365 IL MErooo N ELLE 1sTRoz10N1 0Eu.'AR'l'IGLIER1A. - Prunas Tola Giuseppe, capitano 11iutaute maggiore del 13° ~rtiglieria » 398


1·

542 · DELLA arNNAS'1'1cA MODBRNA. -

·F. ValÌetti

Pay. i\.36

RASSEGNA MENSILE •

)) 4-69

C RONACA E STERA:

Austria-Ungheria Belgio . Cina Franci11. ~__.. Germania Gran Brettagna Rumenia Russia . Svizzera Avvenimenti politico-militari svoltosi in Africa nel mese agosto 1889.

)) ,i-82 » ,1.89 » !~92 »

492

;) ,1.98 )) 503 » 5·10 » 5·12 »

519

di »

520

L18Rl E PERIODICI :

Dall"83 all'81 nel Sudan. -

A.

WYLDE .

, 522


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