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RIVISTA MILITARE 1886 TOMO IV

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RIVISTA MILITARE IT ALIAN A

RACCOLTA MENSILE DI SC IENZA , ARTE E STO RIA MILITARE

S1·:Rl E

III. -

ANNO

XXXI

T orno IV.

ROMA, 1886 VOGHERA CARLO, TIPOGRAF O-EDITORE

Via Nazionale.

II

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CONSIDERAZIONI

CIRCA· L'ISTRUlIONE E L'E'DUCAlIONE'. MILITARE

(Continuazione e fi ne).

,f>rop rieià letteraria.

Mi rimane ora a dire qualche cosa di quelle istruzioni·pl1ramente teoriche che sono tratte dal,regolamento d,i disciplina e suoi allegati e dal codice penal e; come pure del servizio territoriale, dell'istruzione. elementare (leggere, e scrivere) e dell'educazione. morale. Ho già dimostra!o nella prima parte di queste mie considerazioni la necessità di un regolamento cli disciplina, il quale, fi.ssando nettamente le attribuzioni; ossia i clo,1eri· ed i diritti di ciascun grado od impiego nelln. gerarchia militare, :-enda possjbile l'esistenza ed il regolare funzionamento in pace ed, in guerra di questa colossale" ma.cchina morale, che chiamasi esercito. L'istruire il soldato.nella conoscenza dei suoi doveri disciplinari è certamente uno dei còmpiti più difficili imposti all'educatore militare, poichè la semplice e nuda lettura dei paragrafi del regolamento, che li.contiene, lascierà il più delle v;olte l'animo del soldato indifferente e fors'anche ostile ai suoi precetti, se non è accompagnata dalle spiegazioni e dai ragionamenti che valgono a capacitarlo ed a renderlo per.suaso della necessità, della ragionevolezza di ogni disposizione in esso contenuta. Gli è pen questo che molta parte dei precetti disciplinari da insegnarsi ai soldati costiLQisce quella che chiamasi educazione morale, e che dai nostri regolamenti è a ragione affidata personalmente al


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DA DARSI AL SOLDATO DI FANTERI A

CONSIDERAZIONI CIHCA L'ISTRUZIONE E L'E DUCAZIONE MIU'J'ARE

comandanle della compagnia e della quale mi occuperò brevemente ~ppresso. Però anche nel regolamenlo di disciplina e suoi allegali v_1 sono_ molte disposizioni, il cui apprendimento è LutL'affnLto que_s t10n e di memor:ia, quali quelle sulla gradazione della subordina_z1~ne, _sul vario modo di salulare i superiori, sulle punizioni disc1p,lm~'.·1 che si possono infliggere al soldato , quelle sulle li cenze sul! unitorme. Anche queste cognizioni benchè non servano diret~ · t~menle ad addeslrare il soldato alla guerra, pure devono es~ere, npetute di tanto in tanLo, perchè, richiamandogli alla memoria i suoi dov~ri, contribtii_sc~no a ~ener ferma e rafforzare la disciplina, la. c~uale e detta <J. prmc1pal vntù dell'esercito e primo dovere del r~d1tare d'ogni grado e senza la quale, se anche si potesse concep11:e un ese1:ci Lo '.n. tulto istruito ed ordinalo, non darebbe però che un accolta d uomm1 che al primo urto si sfascerebbe». . Lo st~sso si_ dic,~ ri?uardo alle disposizioni generali circa !e pene rnll1Lte a1 reati principali e più comuni, le quali devono essere di tanto in tanLo ricordate e spiegate al soldato, affinchè la conoscenza della severità delle penes~abilite, specialmente pei reati che tendono ~ scalzar: la_disciplina, _incuta un salutare timore, che valga a pl'eservare lrndmduo dall 'mcorrervi quasi inconsciamente e l'esercito dal dan!}o materiale e morq.le che gli deriva dalle frequenti condanne. Però l'e~~erienza mi insegna cbe tutto quanto riguarda il codice penale e p1u ancora la parte esclusivamente morale del re•rolamenLo ~i disciplina è ciò che più difficilmente si ritiene dai soldat~ cos icchè mterrogati su qualcuno di tali argomenti, ben di rado o solamente pochi danno risposta soddisfacente. La ra~ione di ciò è abbastanza evidente se si considera che quelle nozioni sono affallo aslraue e q'.1_i~1~i. difficili ad imprimersi nella memoria del soldato e molto più d1~flcd1 ~ncora ad esprimersi da lui con parole. Bisogna quindi, a mro a~vrso, su tale materia accontentarsi che queste letture e spiegazioni siano piuttosto ~entite dal soldato che mandate a memoria. che lo commovano, lo persuadano ed afforzino in lui il senLimenl~ d_el dovere _rei: modo .che, anche dopo cessata la leltmi e la spiegaz~one: contrnu1 a su_ss1stere la buona impressione ricevuta, e questa sia ~timolo al ben _tar~; mentre se si ottiene questo, poco importa che 11 soldato sapp ia npetere materialmente quanw 11' udito, quanto lo ha impressionato. ,111

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, Circa l'istruzione elementare io facc io voti perch è gi unga presto !il:giorno, nel quale l'e:sercito riceva direttamente dal paese giovani -che sappiano tutti leggere e scrin:re e possa quindi dispensarsi dal d;re egli stesso questa istruzione, che, a. dir vero, non è di sua competenza. . Però fino a che un tal giorno non sia venuto, l'esercito farà opera .santa, patriottica, eminentemente politica e morale col dare la prima istruzione a quelli che ne sono sprovvisti. Se si considera che ai tempi nogtri, il saper leggere e scrivere è divenuta cosa di assoluta necessità, sia per aver un posto qualsiasi, anche minimo nella società, sia ,come mezzo indispensabile per il proprio miglioràmento intellettuale e materiale, se si considera che, di tutto quanto si insegna al -soldalo, il leggere e scrivere è quello solo che gli sarà utile per tutla la vita, si vede quale immenso vantaggio arreca l'esercito al paese col .restituirgli tutti i suoi figli immuni dalla lebbra della più completa •ignoranza e redenti da questa schiav,ilù che di tutte è la peggiore. · Quindi, e per il bene generale della nazion e e per quello particolare dell'esercì to, che non ha che da vantaggi arsi dall'istruzione -diffusa, trovo ben fatto che durante la permanenza sotto le armi sia impartita con cm:a e. paterna sollecitudine e'cl anche senza inlerru.zione l'istruzione elementare a tutti i soldati che ne abbisognano. . Riguardo al servizio territoriale io dichiaro che non provo per esso -quell'avversione che forse hanno alcuni, i quali lo considerano solo -in quan.o esso arreca un grave incaglio all'andamento regolare del1l'is(ruzione militare col sottrarne degli uomini. Io sono d'avviso che molti posti di guardia si potrebbero sopprimere; ma se si considera ,che il vero soldato non si fa solamente coll'istruirlo, ma anche coll'abituarlo al sacrifizio, alle sofferenze; e che il servizio di guardia, pel modo come si fa, è quello, che, insieme colla vita di campo, in •tempo di pace meglio raggiunge questo scopo., ed inoltre ha la maggiore analogia con quello che si fa in tempo di guerra; parmi che il mandare il soldato di tanto in tanto a giacere su un duro tavolato per 24 ore, delle quali otto passate in sentinella con qualsiasi tempo e stagione, sia un'ollima scuola per indurirlo ai disagi della vita mi1litare. Che se mi fosse lecito su tale argomento esprimere un volo , sa<rebbe che il soldat0 il quale, o per la pochezza della forza disponibile


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CONSIDERAZIONl CIRCA L'ISTRUZIONE ' E r,'EDUCA.ZIONE MILITARE

o per altre cause, è chiamato a prestare troppo di frequente quest<:P servizio, non venisse ·a trovarsi, in quanto riguarda la giacitur-a, in• c~n~izioni eguali e forse peggiori del soldato punito colla, prigione d1 rigore, e certamente peggiori di quei carcerati che egli il più,delle· volte è incaricato di guardare. Sta bene che il soldato df guardia durante tutto il suo servizio stia, sempre vestito per modo da essere pronto· al primo all,'arme ad impugnare il suo fucile, ma tutto questo non sarebbe re.so impossibile' 1 anche se egli fosse'provvisto di una copert.a:-dagettarsi addosso nella fredda stagione ed in genera1e di una gfacitu·ra alquanto miglioPe dj, quella ch·e gli è assegnata ora. Poicbè il til:olo che ho· dato a questo mio lavoro mi permette•di,, non attenermi ad uno stesso soggetto, ma mi consente di saltare un" po', come si suol dire, da palo in;frasca1 cosi voglio, senza però uscire dall'argomento principale, dire qualche cosa circa un'istruzione che, io reputo assai importante e cheTiguarda il regolamento di esercizio e di evoluzioni e precisamente i segnali di•tromba. Una nota posta a pag. '197 del citato regolamento, dove si parla, della compagniainordine sparso, dice che il capitano deve per quanto è· possibile dare i comandi a voce o mandare vePbalmente gli ordini suoi, ai comanclantiidei riparti, e n'on servirsi dei segna·li d.i tromUa•che nei, casi di assoluta·necessità. Questa nota, tend:ente a ridur.re a-I minimo, assol,utamente,neces- · sario l'impiego d'ei segnali dri tromba, che, dove sono parecchie unità•. tattiche, genererebbe cet'to della confusione, ha fatto si-che noi•sfamo, p_assati all'eccesso opposto di non fare mai uso di d·etti seg,nali•quar:do, s1 manovra, •sia in piazza d.'armi sia fuori. È ben vero che nei reggimenti si fa questa istl'uzione nell'interno, dei qiuai:tieri e genera:lmenitie dopo la chiamata della sera, da graduati· d_i tr~ppa sott~ la sor:egl_i~n2a dell'ufficiale di se'l"vizio. eon· questo s1 ottiene che I solclat,, pm o men.o bene, imparano a comprendere·· i seg~ali di tr?mba; ~a. e gli ufficiali? Non devono essi pure conoscerli affine d1 esegu,rh e farli eseguire senza ~il u·ban2a,, come· un· . ' a voce· comando superiore, in quel qualsiasi caso o che il cqmando non possa farsi udire, o che l'invio di ordini verbal'i' faccia perdere un tempo prezioso per la immedfata e simu.Jtanea esecuzione di, tm atto tattico?

DA DARS I AL SOLDATO Dl ~-MiTEIUA

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A me pare quindi che tutti i segnali di tromba si dovrebbero usare · in piazza d'àrmi nelle evoluzioni e nei casi tutti specificati, in modo·-· da rerrderli famigliari agli ufficiali e soldati , salvo poi a non valer;eneche in caso di assoluta necessità sul campo di battaglia o in quelle fa- . zioni di numerose truppe, dove potrebbero generare confusione,... come è prescritto dalla preci tata nota; poichè corre una bella diffe-renza tra il non abusare di questi ,segnali e il non conoscerli affatto. Vi è poi un'al.tra istruzione che è prescritta dal regolamento e che · io, senza escluderla del tut.to, sarei d'avviso fosse posta tra le materie facoltative, inlendo dire di quella che riguarda i suoi assegni nelle · varie circostanze in cui può trovarsi ed•il prezzo dei vari oggetti· del · sn@ vestiario che ne è un corollario. Questa cono$cenza per se stessa non aggiunge nulla alla :vera istmzione militare del soldato; se poi la, si esige perch è eg,li abbia mezzo , dii controllare il proprio conto e le registrazioni del suo super,iore e · quindi reclamare all'occorrenza, parmi basai.a sulla diffidenza·verso di questo e direi anche sul falso poichèil controllo deve farsi in mas- -sima dal superiore e non dall'infe1·iore; in ogni modo una tabella dei pnezzi e delle tariffe affissa· nelle camerate servirebbe egualmente e · meglio allo scopo suaccennato senza essere,di peso alla memoria dei soldati. €oncludendo su. questo argomento d'irò: ammaestriamo pure il , s0ldato anche sui suoi diritti e vigiliamo perchè siano sempre, e da tutti rispettati; senza per altro preoccuparci di troppo se egli_, fidente · nella rettitudine dei suoi superiori , dimostra di abbandonarsi pi ena-. mente in ciò alla loro tutela. Restami ora cli chiudere la serie di queste mie considerazioni col,· dire brevemente qualche cosa circa l'educazione morale del soldato,.. lai quale se non ha per scopo direuo ed immediato di fare nè bravi· tiratori, nè marciatori infaticabili, nè esperti schermitori o ginnasti, è però da considerarsi, come ho detto fin dal principio, quale base-·· fondamentale dell'ed,jficio militare, come la virtù che porta il soldato · alla perfezione, cioè fino al sacrifizio della propria vita per l'adem. pimento del proprio dovere e per l'onorP. deli~ propria bandiera. Per infondere questa educazione morale al soldato noi abb iamo...


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DA DARSI AL SOLDATO 01 FANTERI.\

CO~SI DERAZION I CIRCA r)tS'l'RUZIO:-IE E L'EDUCAZIO~E )IILITARE

maLeria sufficenLe nel nostro regoh1mento di disciplina lit dove esso •tratta dei doveri morali d'ogni militare (art. H ) e nei singoli arti·COli che parlano dE:l giuramento, della disciplina, della subordinazione, dello spirito di corpo, dell'ordine, della bandiera e nel rego,lamento di servizio in guerra dove parla specialmente dei doveri delle truppe nel combattimento; argomenti tulli che svolti ai soldati con parola facile ed animata dall'accento della convinzione, non possono mancare di eccitare nell'animo lor•> quei hnoni sentimenti, che ,s0no ad un tempo e il freno all e mancanze e lo stimolo al sacrifizio ed alle azioni generose . Che se poi questi argomenti paressero insufficienti allo scopo, se ·ne possono trovare mille altri nei ricordi patriottici, nelle tradizioni del reggimento, nei l'atLi stessi che accadono giornalmente, dai quali· -si può trarre occasione per pat'lare al cuore del soldato, per commuoverlo ed infiammarlo non solo all'adempimento del proprio do·vere, ma ancora all'amore del Re e della Patria, dell e istituzioni ,nazionali, che sono pure quei santi affetti che, nudriLi da un intero esercito e comuni a tutto un popolo, rendono l'uno e l'altro invin·Ciuili e capaci delle più grandi imprese. Se l'educazione morale è di tanta importanza per l'esercito, non bisogna però credere che essa sia materia sulla qual e si possano chiamare ad esame i soldati, nè che sia, per così dire, la panacea •infallibile e certa che da sola basti a mantenere intatta la disciplina ·militare e vivi quei sentimenti sui qua li essa deve basarsi. Questa ,educazione morale non dev'essere scompagnata da un'aLLiva e coslante vigilanza dei superiori verso i loro inferiori, vigilanza diretta · non solo a reprimel'ne le mancanze col mezzo delle punizioni, ma anche a prevenirle col provvedere in tempo ai reali bisogni del so ldato, col callivarsene l'affetto mediante le amo revoli ammonizioni e -coll'interessamento per tL1lto ciò che riguarda il suo benessere. La. prima educazione morale il soldato se la porta con sè dalla •famiglia e da ll'ambi ente social e dal qua le è tratto ed in cui ha pas·sato i primi Yent'anni della sua es istenza. Noi possiamo in massima rallegrarci che l'elemento che ci è for·nito dalla leva è nella sua grande maggioranza composi.a di uomini .abbastanza vergini da. poter essere plasmati direi quasi a nostro ta·len lo. I giovani già ,·iziati e co1Tolli, sui quali l'azione educativa è

lffipotente a correggerne e raddrizzarne i pravi isLinti ed i sentimenti perversi, sono fortunatamente rari nel nostro esercito. Epperò per questi elementi assolutamente co1Tolli e corrullori non vi è altro rimedio o regime che l'applicazione severa dell e punizion i; o, ciò che sarebbe meglio ancora, l'isolamento, ossia il separarli dall 'elemento buono che essi tendono a guastare col loro contalLo. An che le puniiio ni, come g:i encomi e le ricompense in gen~re, devono servire quale mezzo di educazione morale; però le prime vogliono essere adoperate, specialmente coi nuovi soldati, con somma moderazione e colla voluta. gradazione perchè non perdano la loro efficacia, che sta tu li.a nell'essere considerale 1~ome mezio ec-cezìonale per mantenere l' ordine e la disciplina. Quando in un riparlo di truppa molli sono i puniti, la pu nizione non è più considerata quale giusta conseguenza di una mancanza, ma piuttosto come un accessorio inev.itabile del mestiere; anziché pena meritata è considerata disgrazia, e dall' essere un ~rgom_cnto di demerito per chi la subisce, finisce per diventar quasi un titolo di gloria. Frutto della buona educazione morale del soldato sarà il vedere scemato di molto se non tolto aO'atto il bisogno delle punizioni, ed il frutto ma•rniore e sostanziale si aYrit nei supremi momenti del combal.Lirn e~Zo, nei quali, come dic~ il regolarnenLo di disciplina « è dovere di ogni militare di sforzare non meno l' animo che il corpo proprio a fa r l'estremo dì ogni suo potere in sopportare coi~ invincibile costanza fame, sete, intemperie di stagione, fatiche d1 lavori e di marce, non avendo altro pensiero che l'ad empimento del suo dovere >>. In considerazione special mente dì quest'ul timo còmpito della educazione morale, non stanchiamoci di infonderla con amore ai nostri soldati anche se in tempo di pace non ci sembri di ricavarne tutto quel bene che sarebbe nei nostri desideri. rico rdandoci eh.e è nella guerra e sul campo di battaglia che noi raccoglieremo co nformemente a quanto avremo con paziente cura seminato. I

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Odesi spesso e da molti so llevare lamentanze e querimonie contro .· i programmi di studio che si impongono ai giovanetti dell e scuole


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DA DAHSI AL SOl, DA'l'O DI FANTERI A

CONSIDERAZIONI CIRCA L' ISTRU ZIO'NE E L'.EDUCAZIONE )IILITARE

ed anche agli studenti degli istiluLi superiori perchè, si dice, sono o troppo vasti o troppo superiori alle loro forze intelleltuali, quando non sono e l'uno ·e l'altro insieme. Tali programmi, si ripete, non fan no che aggravare le menti dei. giovnni ed anzichè favorirne lo sviluppo inbellel.l.uale lo opprimono con troppa materia, che non potendo essere tutta digerita (mi si perdoni l'espressione) torna di danno e non di vantaggio nlla vera ist.ruzione. Io al contrario non sono in massima sfavorevole ai programmi, . vasti, purchè, ben inteso, non si vada a degli eccessi . Epperò eccomi a spiegare il mio couceLto. Se noi che non siamo più giovinetti e che di programmi spaventosi ne abbiamo sfogl iati parecchi e su di essi dati i relativi esami, ci domandiamo quale utile pratico, immediato abbiamo ricavato da certi, studi fatti o subìti, certo si sarebbe indoli.i a rispondere che molte delle cose studiate furono una vera zavorra, di cui ci siamo sbarazzali ocl andiamo conti nuamente alleggerendoci per navi gar più lesti. Ma se invece qualcuno ci facesse la domanda se ci troviamo peni.i ti di avere in illo tempore studiato la tale o tal'altra materia, che non ha e n~n ha mai avuto attinenza colla nostra professione passata e presente - se ci pentiamo in una parola di aver dovuto studiare mollo, io credo che nessuno risponderebbe affermativamente o tutt'al più ci sarebbero molli che potrebbero rimpiangere di aver perso il loro tempo nello stud iare una cosa, mentreav.rebbero invece fatte> meglio a studiarne tante altre che loro sa rebbero tornate assai più utili. Per conto mio non ho che una cosa sòla da rimpiangere: quella 'di, aver studiato per Lanli anni (ma non imparato vehl) il greco, ed anche ora non so comprendere come si continui ad imporre questo studio nelle scuole classiche. Sarà una bellissima lingua quella in cui scrissero Arrstotele e Platone, Eschi lo e Sofocle, Pindaro e Demostene ma è troppo antica, troppo morta. Panni si potrebbe accontentarci di apprenderne le bellezze di pensiero e di forma , se possibile, nelle traduzioni, che gli amanti delle lingue antiche non tralasciarono e non tralasceranno di darci, senza obbligare i giovani tutti acl uno studio che, novantanove volte su cento, dà poco o nessun profì lto.

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Sono disposto a rispettare ancora la lingua latina; lingua degli avi nostri; lingua che per due volte .ha diffuso la civiltà nel mondo; ma la greca .... via .... è. troppo; tanto più che per essa non si insegna da noi alcune d·elle li ngue straniere viventi (parlo delle scuole classiche) che pure sono tanto ricche di opere letterarie e scientifiche e che infine rappresentano il pensiero moderno. Dunque, ritornando ai , programmi in genere, io penso esser mealio che• in aenerale siano larghi e vasti. Sono invece d'avviso che I') bisogna essere assai moderati nelle esigenze quando si tratta di esaminare i giovani sui programmi svoli.i. Si spazii puree si svolgano diffusamente e con ampiezza. le materie d insegnamento, quando se ne ha il tempo, poichè anche molte nozioni che possono parere sterili od inutili od incomprensibili all6 menti cui sono indirizzate trovano invece terreno fecondo in alcuni ingegni eletti o germogliano solo più tardi in molti altri pei quali era.no parse seme sprecato . .Ma, ripeto, non si pretenda agli esami che un giovinetto, od nno student~ cli università ed anche un uomo fatto possano ricordare erispondere convenientemente su tutto quanto un maestro, un professore, può aver detto e sp iegato cla una cattedra in un anno di insegnamento; e molto meno lo si prelenda quando ['esaminando deve rispondere non solamente su quanto gl i fu insegnato da un docente, ma da tre o quattro e forse da sette od otlo. Agli esami bisogua. accont.enlarsi di esigere in ogni materia ciò ehe è sostanziale, il vero succo. Nè si creda. con ciò che le parti accessorie, secondarie vadano affatl.o perdute,. poich é succede spesso che molte cose che si credevano smarri Le nella memoria., sal ta.no poi fuori spontaneamente ed a suo tempo anche dopo pareccl,ii anni di inavvertita gestazione. Col' sistema. invece dei programmi risi.retti e limitati, con esami per necP-ssità più ristretti e limitati ancora , non si otterrà lo scopo precipuo di ogni istrnr.ione che è quello di allargare la mente dei giovani e renderla atla a ricev_ere, contenere e far fruttare o presto o tardi ciò che le è stato versato . Ora, ritornando all'esercito, al soldato si deve insegnare poco o molto, ossia puramente l'indispensabile o qualche cosa di più? Ecco: anzitutto, come ebbi già occasione di dire, il soldato non può paragonarsi ad uno scolaro, il quale ogni anno fa un cors13 di l")

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CO:NSIDERA ZIO:N'I cmcA L' ISTR UZIONE E L'EDUCAZIONE MILITARE

studi e, superato il relativo esame. passa ad una classe superiore e così di seguilo . Al soldato invece(parlo del soldato semp lice e di quello destinato a rimaner tale per tutto jl tempo del suo servizio) è imposta, anche coritro sua volontà,l'istruzione che gli è nece,;saria ed in questo de · v'essere portato ad un grado sufficiente nel minor tempo possibile, affinchè possa al più presto essere adoperato anche in guerra se occorre. Questo grado d'istruzione indispensabile al soldato può essere dato in sei mesi al massimo ed in caso di bisogno anche in due ~olamente . Ora nel restante tempo che egli deve. passare so tto le armi per compiere la sua ferma di 24 mesi o di 30, non dovrà egl i fare al tro che perfezionare colle continue ripetizioni quella prima e strettamente necessaria istruzione dei primi sei mesi, e non sarà lecito aggiungervi qnalche cosa d'altro all o scopo di aprirgli sempre più la mente·, svilupparne l'intelligenza elarifiessionee sottrarlo anche al pericolo, proprio della. vita di caserma, della noia derivante dal vedersi ripetere continuamente e senza alcuna variante le stesse cose? Io sono d'avviso che pel soldato così deLt0 anziano, per quello cioè che conosce già lo stretto indispensabile per soddisfar bene al suo dovere, non si debba aver scrupolo di andare anche un po' più in là di quanto stabilisce il regolamento nell'impartirgli l' istruzione. Pedele al mio principio sopra esposto quando ho parlato di programmi, io considero quello dato dal nostro regolamento d'istruzione al N. 1 come il vero programma d'esame pel soldato , mentre il programma d'insegnamento, comprendendo quello per intero, può essere alquanto più vasto. , Quanto si deve insegnare al soldato semplice, se si toglie la parte esercitativa (maneggio d'arme, scherma, ginnastica, istruzione di pio ton e) si riduce a così poca cosa che polrebb'essere contenuto in poc.he pagine; inoltre è così elementare che, anche a senso dei§ 5 e ilO del rego lamento già citato, se non un caporale., un sergente deve perfeuamente insegnarlo al soldato . )la al lora vi ene spontanea la domanda: e gli ufficiali che cosa devono fare rignardo all'istruzione del soldato? Sempre e sol amen te sorvegliare? o tenere una più o meno alta. direzione? 1

DA DARSI AL SO LDATO DI L1"A:NTERTA

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No, dir.o io; agli ufficiali di compagnia è riservato il còmpito, a mio avviso, senrn che per questo ci sia bisogno di un programma speciale, di arrotondare, d'impinguare il programma cl' esame del soldato, perchè quanto impara dirò così matei·ia lmente dal suo ser~ gente gli venga confermato, con ragioni convincenti e facili o comprendersi, dal suo superiore. Eccoci nel cortile di una caserma - si sta facendo un'istruzione· qualunque sul Liro. Ogni sergen te sta innanzi alla sua squadra. Giunge l'ufficiale della compagnia - risuona l'attenti. Ricevuto ff, rapporto, egli fa continuare l'istruzione, poi dà un'occhiata ai suoi uomini per vederne l'aspetto generale e passa magari innanzi a eia- · scuno, non per andare in cerca cl i quello ché deve consegnare, ma p·er dimostrare l'interessamento che ha per essi, senza peraltro tra-, lasciare di rimproverare od anche di pnnire ch i se lo meritasse. Ciò fallo, si mette in disparJ,e, non però di tanto da non vedere ed udire ciò che si fa e come si fa dagli istruttori e dai soldat.i, Ecco un soldato che dimostra di non ca pire qu alche cosa, per quan to il sergente faccia di Lutto per fargl iela entrare . È giunto il momen to che l'ufficiale può · e deve intervenire senza invadere le aHr ibuzioni altrui. Si tratta delle differenti linee di mira che si possono avere mediante l'alzo. L'ufficiale si fa in mezzo ai soldati e rivolto a quel tal soldato gli fa a bruciapelo la ::;eguente domanda: Non avei.e voi mar· giuocato alle bocce o fatto al le sassate qnando eravate ragazzo o giovinotto, da borghese? Il soldato, sorridendo, risponde di sì e tutti gli, altri col capo accennano pure cli sì ed aprono tanto di orecchi, de siderosi di sapere dove va a finire quella domanda cosi inaspettata. L'officiale che si è cottival.a d'un tratto tutto l'nttenz ione dei suoi soldati, continua: Come far.e voi quando volete colpire iaria la. boccia clel vostro avversario ? Voi prendete prima la mira, cioè portate I.a vostra boccia innanzi e vicino all'occhio destro in modo che essa non ri lasci vedere per di sopra che una piccolissima parte della boccia avversaria poi , con o senza rincorsa, voi lanciale col brnccio la vostra boccia nella direzione che vi siete segnata nell'aria , cercando in pari Lempo di innalzarla tanto di più quanto più è lonta na la bocci,l dell'avversa.rio , sulla quale volete far cadere la vostra . Sequesto accade, voi avete mirato e tirato bene; se la vostra boccia cade al di ·qua od a·I di là ai quella dell 'avversario , mo sulla giusta·


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CONSIDERAZIONI CIRCA L ISTRUZIONE E L1EDUC.AZI ONE MILITA.RE

direzione, voi dite di aver tirato basso ocl alto, se cade all'infuori • della giusta direzione, di Le di àver tirato storto . Notare che in tulli questi casi voi potere aver serupre mil'ato bene; ·· ma altro è mrirare ed altro è tirare benP.; chi tira bene deve averm i' rato bene, m~n~re n?n è d~tlo c~e chi mira bene, Liri sempre tene. Eh bene, m1e1 can soldaLJ, la lrnea che partendo dal vostro occhio , passa per la vostra boccia e va dritta a quella dell'avversario chiamasi linea d'i-mira. Ora vi par tan to difficile capire che cosa sia la · linea di mira col fucile? È la sle;,sissima cosa; invece della ,•ostrn boccia avete il fucile, e siccome questo è molto lnnao cosi bisoana . o pren dere su d1 esso due punti per i quali far passare la vi:;uale cioè il fondo della tacc:i. dell'alzo e la sommi tit del mirino . ' Ma ,poichè vedo che mi ascoltate con attenzione e mi acco r,10 che ·· voi comprendete ben issimo quan to vi dico, andiamo avanti ~oll'esenipio dell e bocce e del le bocciate, che vi ricordano forse tanti bei ;momenti della vostra giovinezza. Vi hQ già detto che quando voi lanciate la vostra bocc.ia per colpire quella dell'avversario, voi non la lancia te in linea retta, cioè · s~~ondo la ~inea di mira, ma la innalzate per aria tanto più quanto pm questa e lontana . Dunque la vostra boccia non segue la linea di · mi_ra che diri_ua, ma ne segue un:altra che è invece curva. Sapete ' vo, come s1 eh inma questa 1inea curva che percorre la vostra boccia , per aria? Ve lo dirò io; essa si chiama trajettoria; quella famosa traiettoria, di cui forse ·avete udito parlare senza osare chiederne dì più, perchè vi <wranno forse detto che era cosa presso a poco in.. com prensi bile per un -so 1da:to . . Eb_bene sappiate che anche ,la .palla del fucile non segue la linea retta data dalla liriea di mira, ma una cunra, precisamente come quella della boccia, ·che si iunalzR più o m'èno a fieconda della di. stanza a cu i si mira, per poi abbassa rsi successivamente fino a colpire l'oggetLo mirato, sempre che, ben inteso, si sia mirnto e tll'ato , bene. E notate ·bene che questo innalzarnen to della trajettoria, ossia «della palla sopra la linea di mira o sopra il terreno, che è quasi lo stesso, • può essere tanto grande da passar sopra ad interi batta r'>o-lioni • e regg1ment1 senza o/Tenderli; eche questo innalzamento ma1 raiore . b~ ·· O mrnore col fucile si olliene per mezr.o dell 'alzo, mentre che colla . boccia si ottiene ·dalla, forza mnscolare del braccio. è)

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S UI, TIRO DEl,LA FANTEHI A

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Ora ditemi se vi par tanto difficile capire che cosa sia la trajettoria. Ma ora capirete anche questo che sto per dirvi e che vi raccomando caldamente; che quando saremo in guerra, nel combatt]mento e che le palle non solo ci fìschieril-nn ,> presso le orecch ie ma cadranno in mezzo a noi e ci arrecheranno gravi perdite, non sarà già il caso ·di scappare indietro con infamia per so ttrarci a quel pericolo; ma invece di cacciarci risolutatnenre avanti per metterci in una nuova posizione, nella quale la maggior parte dei proietti nemici ci passerà al disopra del capo, e ripetere questo giuoco non ap pena il nemico, retti fica ta la distanza, riprenderil a molestarci troppo nella nuova posizione . Vogliamo proseguire coll'esempio delle boccie_? Esso ci offre non solamente una dimostrazione palmare della teoria sul tiro èd anche della scuola delle distanze, ma serve anche a sp iegare ai soldati la · rotazione del proietto, che si ottiene colla rigatura del fucile. Fate notare loro che se, nell'atto di lasciarsi uscir di mano la boccia, essi torcono la mano in un senso o nell'altro, la b,1ccia assume, insieme coi moto di traslazione, anche un altro di rotazione per cui devia più o meno in un senso o nell'altro dalla direzione primitivo, ma sempre nel senso del torcimento subito e che essa conserva per tutto il tra-· gitto quel moto che le è stato impresso dal.la mano, nella stessa maniera che lo conserva la palla, a cui è stato impresso col mezzo della rigatura della canna. Come per l'istruzione sul tiro, così per qualsiasi altr.a, l'ufficiale può trovare esempi o sp iegazioni facili per far comprendere bene al soldato tutto quanto gli si insegna e tener così viva e desta l'attenzione sua ed ammazzare quella-terribile noia, che pur troppo si manifesta per troppi indizi, quando si tengono per lunghe ore i soldati occupati in aride nomenclature od in ripetizioni t.rit.e eritrite di cose che non sono il più delle volte delle più importan ti. Dunque dal soldato accontentiamoci di esigere a titolo di esame pltramente il necessario , ma non abbiamo paura di insegnargli troppo; 'nè si pronunzi mai quella, che io eh irimo bestemmia; che cioè i soldati non possono comprendere certe cose, le quali sono difficili od incomprensibili solo perchè non si sanno o non si vogliono tradurre in moneta spicciola, alla stessa guisa di altre tante verità di altra natura, che riescono oscure e diffiC',ili solo perchè involte, 2 -

ANNO XXXI, VOL. IV.


18

CONSJDERAZJO NI ClllCA L'J STI\ UZ IONE E L'EDUCAZIONE MlLl'/'ARI.:

senza necessità, in tanti x ed y od espresse con un linguaggio che sembra fatto apposta per rendere difficile ed incomprensibile ciò che in altri termini riuscirebbe facile e chiaro . · L'ufficiale quando si assume cli parlare ai su(li soldati e di istruì rl i egli stesso direuiiinente deve guardai·si dal fare semplicemente la parte di capora le o di sergente, ma deve aggiungervi qualche cosa del proprio, deve sollevarsi innanzi ai suoi inferiori; se non fa altro che ripetere ciò che i soldati hanno udito le mille volle dal loro caporale o dal sergente egli perde della suaautorili~, diminuisce quell'ascendente morale che egli deve invece procurare di accrescere con ogni mezzo innanz i ai suoi soldati . Non dimentichiamo che 1n molti casi istruzioi1e ed· educazione si compenetrano e si completano a vicenda. Convincete o meglio persuadete una persona della verità, della utilità, della. convenienza o della necessit.à di una cosa e voi avrete non solamente istruita ma anche educala quella persona, poicbè ne avrete fatto un apostolo. Nell'esercito poi lulto ciò che concorre in qualsiasi modo ad accrescere la riputazione in cui gl i inferiori devono tenere i loro superiori, specialmente ufficiali, giova immensamente alla sua salda costituzione. · La vasta istruzione degli ufficiali, che si riverbera sui soldati, è un mezzo potentissimo allo scopo . Parlate ai soldati su qualsiasi argomento, purchè non immorale, passando dal cielo alla terra, al mare, all'aria, alla storia, al la geografia, alla. fisica, alla medicina, all'agricollura, ai mestieri più infimi che esercitavano i vostri soldati aUe case loro e voi ne acquisterete subi Lo non solamente l'attenz ione. ma Ja stima, l'affeLLo, starei per dire la venerazione, per modo d~ dominarli sempre e trascinarveli dietro in qualsiasi difficile frangente di pace o di guerra , poichè i soldati, come tutti gli uomini in generale, sono cosi fatti che accordano una cieca ed assoluta obbedienza e seguono volon terosi quelli cl;e riconoscono a loro immensamente superiori specialmente nel sapere. E noi dovremo essere avari verso i nostri soldati di quel tanto che abbiamo potuto imparare per studi ed espe.rienza maggiori, quando così grande è il frutto che ne possiamo ritrarre?

DA DARSI AL SOLDATO DI FA~TERIA

~I I

Per l~i considerazi·one sopra esposta io non mi sono punto ralle~ grato quando ho visto tolta, nella nuova e rtcente edizione del Regolamento d'istruzione, la-scuola- d'orientamento fra le materie da. insegnarsi al soldato. Comprendo beniss imo che essa non è fra le indispensabili ma offriva modo di trattenere piacevolmente ed utilmente i soldati fatti, e. distrarli qualche volta dalla monotonia delle solite ripetizioni ed agli , ufficiali l'opportunità di'far palese la loro superiorità innanzi ai s.oldati parlando loro del sole, di stelle, di cart.e geografiche, topografiche, degli accidenti del terreno, ecc., ecc. nel senso ed ali,, scopo da me già manifestato. Aggiungo però che una tàle istruzione, cacciata dalla porta; si può far rientrare dalla finestra in mille modi, senza ofTendere la disciplina , senza sottrarre un minnto di tempo alle istruzioni , dirò così, obbligatorie è mantenendosi sempre nell o spirito della vera e buona istruzione ed educazione militare. Un'ultima e brevissima considerazione ed ho finito. Direi io forse cosa del tutto destituita di fondamento se dicessi che al nostro soldato si parla troppo poco di guerra e intendo dire non solamente di guerra in genere, ma di tutte quelle prescrizioni che sono sparse qua e là nei vari regolamenti e che si riferis<::ono allo 5tato di guerra? Ci si pensi bene e poi mi si dica se ad esempio il proemio e il libro VI II del B.egolamento di servizio in guena, che tralla di combattimenti, non meritano di essere letti e spiegati ai soldati per quanto li riguarda, colla stessa frequenza almeno colla quale si fa loro la così detta scuola di contegno , che si riduce nell'insegnare o ripetere loro il nome dei superiori, il modo di presentarsi , di salutarli, di porgere loro un piego ... Eccomi al termine delle mie considerazio.ni . So io stesso di aver piuttosto acc~nnat; che svolti parecchi argomenti, che riguardano l'istruzione e l'educazione militare, alla cui completa trau.azione si richiederebbe una mente ben superiore alla mia ed una penna ancor più autorevole . So del pari che le opinioni · da me esposte, appunto perchè tali, troveranno forse in Lutto od in parte degli oppositori. Contro .di questi io non ho altra egida che la sincerità dei miei intendimenti nello esprimerle e l'altezza dell'in-


2.0

CONSlDEllAZIONI CIRCA L'ISTRUZÌONE E L'EDUCAZIONE MILITARE, ECC.

cento propostomi , anche se per la pochezza delle mie forze non raggiunto; quello di giovare in qualche modo alla vera e solida istruzione ed educazione de~l'esercito, perchè egli possa, come è nei voti nostri e della nazione tutta, essere ìn ogni evenienza lo strenuo e fortunato difensore dell'onore e dell'indipendenza della patria e del suo Re.

A.

APPUNTI

MAZZOLENl

SULL'ADDESTRAMENTO DELLE TRUPPE D'ARTIGLIERIA

Capitano di fanteria.

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PREMESS.A

,, ./

Rovistando fra le .mie carte di alcuni anni fa, mi sono capitate fra 1e mani aÌcune memorie sull'addestramento delle truppe d'artiglieria da campagna, messe insieme fi,n dal 1878. Scorsero ben otto anni eppure rileggendole mi parve che quegli appunti conservassero tut-· tora un certo caraltere d'attualità e cl' opportunità. D~vo pubblicarli'! Mì sono chiesto. - Da un lato mì pareva udire delle voci che mi rispondessero: tL1 vai gracchianµo cose vecchie e da t4tti r isapute, tu sfondi una porta aperta, ecc. ecc. - D'~ltro lato mi si presen- . tava alla mente una circolare della prima autorità militare del Regno di data piuttosto recente, in cui si lamentava l'insufficiente adde~tramento delle batterie, osservato nelle ultime ispezioni, ed in cui, come dì solito, a rimediare a tali condizioni di cose si credette ba· stasse rkhiamare l'attenzione degli ufficiali, ed eccitarne la solerzia -e la buop.a volontà. - Dunque gli anni passano ed il male dura: senonché ben alfre sono secondo il mio parere le vere cause del male lamentato e ben altri i rimedi atti a farlo cessare. - Dunque non è abbastanza aperta la porta che io voglio sfondare; dunque non sarà inuLile ritornare su cose vecchie e da tutti risapute, non fosse altro che per richiamarle alla mente di eh i le ha troppo facil· 1

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I


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Su LI,' ADDESTRA)IE NTO DELLE TRUPPE o'ARTJGLIERIA

APPUNTI

mente dimentica.te. - Ecco perchè mi sono deciso a pubbl icare ·. questi poveri ma coscienziosi appunti. - Yi sarà in essi qualche nota. che non suonerà bene all 'orecchio di molti· a renderli mealio, " ·accetti avrei potuto sopprimerla, ma ho preferit.o' pubblicarli nella loro integrità, quali fu rono pensati e tirali già otto anni or sono, perchè le mie convinzioni d'allora non sono punto mutate, nè credo ·esser solo contro Toscana. t.utta. Questo breve scritto, che io, superando la mia istintiva. ripugnanza. a. farmi pubblicista, mi sono deciso a presentare a.i miei colleghi, varrà se non altro ad invogliare all.ri, di me più competente, a scendere nell'agone e tratLa,re un argomento, che a me pare di capilale importanza non solo per l'arma d'artiglieria, ma per l' esercito in tero.

T.

È opinione generale degli ufficiali d'àrtiglieria essere la ferma, di tre anni troppo breve ed insufficiente a formare dei buoni can · non ieri. Ma ormai il princip io delle ferme brevi è la base del nostro, ordinamento mililare, nè vale il ritornarvi sopra. Gioverà invece,. messa. da. parte ogni discussione sul principio sancito dal l' ultima. legge sul reclutamento, ricercare con quali temperamenti, con quali• cure si possa nelJa pratica., se non eliminare, almeno diminuire gli inconvenienti derivanti da un tale principio. Imperocchè qua lunque· legge, qualunque ordinamento ha. i suoi pregi e i suoi difetti; quelli, rimangono, mentre questi nella. pralic.t finiscono per scomparire, purchè se ne faccia l'applicazione con discernimento, con serierà e sopralutto senza quella instabilità, che pare sia diventala propria dii tulle le cose nostre . Se poi malgrado tulle le noslre cure, malgrado, la nostra buona volontà l'esperienza ci farà man:festo essere assolutamenle impossibile ottenere risultai.i abbastanza. soddisfacenti da. nna ferma. di tre ann i, allora potremo, coraggiosi e t'orli de'nostri• sforz i riesciti vani, domandare che sia ripreso in esame il principio,

..

>

sancito da-Jl'ult.ima legge sul recluLamen Lo, per quanto· riguarda la artiglieria. Quando si ha poco tempo a nostra. disposizione per condurre a termine un'opera qualunque, la regolrt più ovvia di condotta che si deve seguire, quella si è, ll'impiegare tutto il tempo, impiegarlo bene ed impiegarlo esclusivamente a compiere queU' opera cni C'Ì s.ian~o ac.cint'i. Sul come si possa attuare qùesto precello abbastanza semplice, la cui applicazione ri gorosa può so lo rimediare al difetto delle ferme brevi per l'artiglieria; è scopo di questo scritto il ragionare, prendendo so lo a considerare per ora. l'artiglieria da campagna.. E prirr.a d'ogni cosa è d'uopo combattere con ogni possa i con gedamenti antjcipali per !·' arma d'arLiglieria. Se essi sono dan nosi per le altre armi , per noi svno esiziali . Nelle ultime discus$ion i parlamentari sul bilancio del Ministero della guerra ('1877-78) molto si è ragionato in proposito da valenti ed esperli oratori e sarebbe un'oziosa ripetizione il riprodurre ora tnl.~i gl i argomenti addotti a dimostrare il danno derivanLe dai congedamenti anticipati. Essa ò però cosa evidente che. se per l'artigli eria la ferma di Lre anni è se non insufficiente almeno molto limilala , ciòcheninnovorrà negare , si dovrà per forzti conchiudere essere improvvida qualunque ult.erioreanche piccola.sollrazionedi tempo alla del.la (erma.Guerraadunque ad oltranza ai congeda.menti anlicipati od a.Ile chiamate posticipate (11). Ammesso dunque come limite minimo la durata di 36 mes.i per la ferm a dei soldati d'artigli eria, passi amo a ricercare quale sia. la migliore disLribmione chd tempo e il meglio inteso impiego di esso per formare se non degli 011.imi almeno d.ei discreti soldati nelle ba.11.erie da campo. Questo breve esame servirà altresì a farci riconoscere le riforme da introdurre, i metodi da prefér.ire, le misure da reclamare a.ffinchè l'istruzione alle ba li.erie possa riesci re proficua e sufficiente.

(-1) L'articolo J25 del testo un ico della Legge sul Reclu tamento come venne modificato dalla. Legge 29 gi ugno 1882 ha. peggiorat<i di mo lto le co ndizioni dell'artiglieria. da. campagna. - Potrei citare il fatto di unR brigata di batteria in cui nei giorn i cl' incettaforaggio non si fanoo istrnzioni per rnanc(lnza di persona le, non già come una eccezione ma bensì come un esempio delle trist.i condizioni in cui si trovano tutti i reggimenti d'al'tiglieria da campagna. ·


insieme formano la cai·atterist.ica del soldato e gli danno quella spe.ciale !ìsonomia, che I.o distingue dal resto dei cittadini; altre hanno per iscopo di rendergli famig liar i alcune pratiche quotidiane o quasi della vita militare; altre finalmente tendono a fare di lui un abile cannoniere a piedi ed a ca.vallo. Non si potrebbe insistere mo lto nel primo anno di serviz io su lle materie dei due primi gruppi, e cancellarle quindi quasi tutte dal programma degli altri due anni? Nessun inconveniente panni da ciò possa derivarne qualora si esiga che tutto quanto fu insegnato nel 1° anno della ferma sia sempre messo in pratica nelle riviste settimanali, nelle pamte della gùardia ed in tulli i servizi giornal ieri e venga dagli ufficiali e so ttufficiali richiamato alla memoria ogni qualvolta se ne presenta l'otcasione. Per tal modo negli ultimi due anni non si dovrebbe più sentir parlare nè delle varie istruziouj riguardanti il moschetto, nè delle allre sirnili che non riguardano la specialità del servizio che in campagna sono chiamati a prestare i soldati delle batterie. E qui prima di procedere oltre, devo aprire una parentesi per dire brevemen te le ragioni che mi fanno schierare tra i fautori della conservazione del mqschetto ai soldati delle batterie da campo. Il moschello, coll a pi·ecisione e sveltezza che allo stesso tempo si deve esigere nel suo maneggio, colla prontezza d'esecuzione a cui per suo mezzo si abitua il soldato, ci somministra ui; correttirn a quella specie di libertà che è càraLtere predominante di tulle. le manovre d'artiglieria, e forn isce un po teni.e mezzo si a per abituare il soldato a quell 'alto sentimento dell'obbedienza pronta e passiva e direi cosi automatica, che è fondamento di ogni discipli na, sia per dargli quell'aspetto marziale e quel contegno risol)llo, che è caratteristica principale del soldato, r isùltati ch e ora colle ferme brevi più difficil- . mente si possono raggiungere. Egli è perciò che un' unica eccezione vorrei fare al principio più sopra stabil ito, conservando fra le istruzioni da impartirsi ai soldati negli ultimi due anni di servizio, la scuola di sezione a piedi colle armi ; egli è perciò che nel tempo di pace vorrei il soldato delle batterie armato di moscheLlo. E dico e::;pressamente solo nel tempo di pace, perchè, sapendo di quanto imbarazzo sia il moschetto ai soldati delle 'bauerie in campagna, stimerei io pure opportuno che esso all'alto della mobililazione fosse ri ti rato a tntti i soldati, lasciandone

II.

La distribuz ione del tempo ed il suo impiego si compendiano nel linguaggio mili Lare in due parole - rjparto di istruzione, ed orario - e lutle due prese insieme sono l'espressione, la sintesi, direi così, cli è1uella superiore cli1;ezione che tullo prevede e predispone . al conseguimento d'uno scopo ben determinato. Il regolamento di servizio interno per l'artiglieria· e il genio prescrive quanto ognuno, secondo il grado di cui è rivestito, deve sapere; e contiene per tal modo il programma complessivo delle materie su cui q.evono essere istruiti gli individui tutti componen ti un reggimento durante la loro permanenza sollo le armi. In' esso però non è indicalo se e come le varie materie debbano essere ripartite nei diversi anni che dura l'jslruzione . Questo silenzio fa supporre che si voglia lasciare piena facollà ai comandanti di reggimento o di seguire il sistema fin qui prevalso di considerare cioè tale programm'a comP, annuale, èja svi~ lupparsi quindi da capo a fondo in ciascun anno, o di ripartire le materie nei vari anni della ferma. En trambi questi due metodi hanno i loro vantaggi ed .i loro inconvenienti . Il primo, mentre è più adatto ad un insegnamen to in cui la pa1t e ginnastica si alterna bensì ma predomina sulla parte puramente intellettiva, non permette per altro un completo e sufficiente sviluppo di tutte le materie contenute nel programma. Il secondo invece favo risce, è vero , questo completo svolgimento delle varie materie, ma per contro mal si addice ai bisogni del soldato, che lui.li ·gJi ann i è chiamato a fare delle applicazioni d'insieme di ciò che ha iinparato; e mal si concilia colla esiguità dei quadri che non permetterebbe d.i fare l'istruzione separatamente alle varie class i. Tornerà quindi non ·inutile il ricercare se non sia p·er avventura possibile e conveniente di adouare un sistema mi sto , che partecipi cioè d.ell'uno e dell'altro lestè accennati . I?ra le istruzioni che s'impartiscono al soldato deile batterie , alcune mirano a sviluppare nella recluta le qualità militari della disciplina, del!' ob·bedienza, e della franchezza, quali Là che prese

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SU LL ADDESTIIAMENTO DELLE TRUPf>E D AllTJGLIERIA

APPUNTI

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APPUNTI

solo uno per vet.tura, facente parte del carieamento di essa come appunto era stato proposto pel materiale MatLei-Rossi . - Tali moschetti servirebbero ad armare gli uomini di guardia ai parchi ed accampamenti, non potendosi ,' parini, esigere che un soldato faccia il suo dovere cli sentinella ove non si senta forte del le armi di cui è munito. Né gli nrgomenti pripcipali che addacono i sostenitori dell'aboli zione del mosch eLLo o della sostituzione di esso con una pisto larevolver sembrami abbiano molto valore. Se è vero che principio direttivo di ·ogni is.truzione mi litare quello esser deve di non in$egnare al soldato se non quanto dovrà mettere in pratica sul campo di bat.laglia, ~ vero altresì che non bisogna poi essere schiavi asso, luti e pedanti di un principio per quanto buono '.ì ia; e talvolta giova accéttare quelle eccezioni che per lo scopo finale a cui si mira possono tornare utili. E questa sembra a noi sia appun to una di tali eccezioni da ammettersi coll'avvertenza, ben inteso, di spendervi il mini mo tempo. possibile,compatibilmen te col lo scopo che si vuol ottenere. Tutto ciò che serve a disciplinare il sol dato ha, secondo me, per la preparazione di esso alla guerra valore ego.aie, se non superiore, a qualsiasi altra esercitazione. Ache giova difalli il saper ben maneggiare le propri e armi se il sentimento del do vere e l'abitudine deìla disc iplina non ci Lien saldi di fronte al fuoco nemi co? li dire poi, come fa taluno, che la cavalleria non tuLta armata cli moschetto, od avut,o questo solo da poco , fu ed è sempre ricca del cosi detto porlamenLo marziale, è un asserire cosa che tutti sanno; ma quando vi si aggiun ga che la cavalleria ha una ferma di o anni, tnLli comprenderan no tosto Qhe il termine cli paragone fu male sceltoe quindi l'argomento cade da se stesso ('I ). (!) Questi appun ti furono scritti quando vivamente si discuteva snlla op1Jo1·tunilit o meno di todi ere il moschetto ,11l'arliglieri;~ eia campo. Poco dopo una disposi~ione ministeriale~ troncava ognf discussione, dando ragione agl i ahol izio nisti. - Per quanto· buoni fossero gli argo menti con c11i sostenevano Ja loro tesi i fautori ·della conservazione ciel moschetto alle batterie, ni uno di essi, molto probabilmente, pensa ora a propo!'l'e di riarmarle con quolla od altra arma da fuoco portatile. L'aper ta parentesi' ha qu indi perduto in par te il camt-tere ù'atttiali tit. - rnmane però sempre in cl iscnlihile, r,~nni, la necessHà d'imprimere profoncl,imente e man tener vivo nel can noniere· • con qualche mei zo pratico il sentimento ti<;lla disci1ilina e del ilovere e fare cosi <lr esso anche e prima di tl1tto un Lluon soldato, ricorrendo magari al passo di scuola, .:ome mi suggeriva tlll mio am ico e collega, con cui di tali cose si ragionava. IO luglio ·1886.

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SULL .rnDESTnA~ENTO DELLE TRUPPE o' ..\RTIGLIER (A

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rn . Ma torn iamo in carreggiata . - Ammesso , come sopra si è detto,. l'utilità di adot.tare due programmi dis tinti per l'istruzione dei soldati delle batterie, uno cioè pel primo anno di servizio ed uno comune agli altri due anni, passiamo a stabi lire alconi punti principali che, quali pietre miliarie, ci servano di guida al comp leto• trac,;iamento di tal i programmi o ripa rti general i d'istrnzione che dir si vogliano . L'ammaestramento tallico per le balterie si fa essenzialmentemediante le esercitazioni di tiro e le ·applicazioni al terreno. Le· esercitazio ni di tiro non potendosi fare ch e una. volta. all'anno , ne emerge evidentemente la necessità di regolare la successionedell e istruzi on i in modo che tutto il personol e delle batterie vi possa intervenire così preparato da trarne il massimo profillo. Que:;ta, sr:uola di Liro segna dunqt1e un punto cosi saliente nel cor$0 annuale d'istruzione, da consigliare a prenderla come partitore, direi, cosi , fra. i due periodi in cui esso si divide. Cosicché invece di fissare il periodo estivo ed il periodo invernale, co me il regolamento. sul servizio interno prescrive per uniformità. fo rse con quanto ana-logh i regolamenti per le al tre arm i prescrivono, io proporrei di dividere il corso annuale d'istruzione per le batterie in periodo anteriore, 11 periodo posteriore alla scoola di tiro. Conseguenze r:i,.ecessarie e logiche di tale partizione sarebbe: ,1° che l'epoca in cui i regg imenti di artiglieria da campagna, devono esegu ire la scuola di tiro converrebbe fosseinvariabi lmen~e fi s:;a ta una volta per sempre; 2° che ciascu n reggimento avesse il proprio poligono, cosa non, molto diffìcile a realizznrsi, non mancandone che tre per avere il, . numero necessa rio. Per tal modo si po trebbe regolare a p1·i ori l'andamento delle istruzioni , evitando qualsiasi perdita di tempo; e tutti', i reggi menti potrebbero fare la scuola cli tiro contemporaneamen te· nei mesi di nrngg o e giugno che sono i più propizi.


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APPUNTI

SULL'ADDESTRA~IE:\'TO DELLE TRUPPE D'ARTIGLIERIA

Possiamo dunque stabilire· come primo punto che: « ttttlo indisiintamente il personale delle batterie deve essere preparato a pren, dern parte col massimo profitto alla scuola annnale di tiro neì mtsi di maggio e giugno>>, Le applicazioni al terreno si fanno dalle balleria colle così dette marce tattiche, èolle es.ercitazioni in unione alle altre armi nei . dintorni delle guarnigioni, colle manovre annuali di brigata e colle grandi manovre, Chi ha passalo qualche tempo nei reggimenti di artiglieria da . campagna converrà di leggeri con me che per le batterie le esercitazioni tattiche che si fanno nelle guarnigioni sono cli pochissimo protillo, anzi, ove si ripetanc, troppo di frequente, sono, sarei per dire, piuttosto dannose. Tmperocchè, allo scopo di non arrecar . danno alle proprietà private, esse devono svolgersi quasi sempre -sulle strade e quindi tutto si riduce ad un'esercitazione di marcia coi soliti ripieghi per le strade strette ed incassate, senza che da . esse si possa nulla imparare circa alle applicazioni al te!', reno, fortunati se per tale motivo non si ingenerano in taluni idee storte circa l'impiego dell'a1tiglieria .. Ove poi si rifletta che in ge · , nera le col personale di u.na batteria non si riesce a mellere insieme più cli una sezione, e si metta su lla !)ilancia il tempo che per esse vien sottrntto .allo svolgimento del programma annuale. si vedri~ · -che non si è punto esagerato quando più sopnL si è detto che tali - esercitazioni possono riusc-ire dannose. qualora sieno troppo spesso · ripetute. Dove le ballerie pqlrebbe1;0 imparare qualche cosa circa al le ap, plicazioni al tentlno si è•nei campi annuali di brigata e nelle grandi · manovre. Ma pur troppo a queste esercitazioni non prendono parte .. che da 25 a 30 batterie in ciascun anno, meno cioè di un terzo della forza, per cui si può dire che non tutti i soldati delle batterie ve. dono applicate al terreno le cose imparate neppure una volta durante tuLla la loro ferma. Ma il peggio si è che mentre si ottiene un . risultato così meschino, si impedisce, per tutto il tempo che du. rano le grandi manovre, l'istruzione delle allre batterie che alle medesime non prendono parte, dovendosi da esse somministrare · 25 cavalli circa coi rispellivi conducenti, cioè più della metà della , forza, per provvedere ai vari servizi di trasporto necessari pel car-

reggi o dei reggimenti di fanteria e cavalleria, dei rispetti vi comandi di brigata , di divisione e servizi accessorj. Ella è ormai convinzione generale non solo di tutti gli ufficialid'artiglieria, ma di tuu.i gli ufficiali dell'esercito che l'amalgama del treno coi reggimenti di artiglieria da campagna non risponde alle esigenze della mobilitazione nè al huon funzionamento dei vari sel'vizi in guerra ; e da tutti è rir,onosciuta la ·necessità di ricostituire un corpo di treni -equipaggi, distinto da tutti gli altri corpi, con funzioni proprie tanto in pace quanto in guerra. A tutti gli a1·gomenti addotti a dimostrare la con venienza di tale provvedimento· da molti distinti ufficiali dell'esercito e fra gli altri dagli egregi colonnelli di stato maggiore Moreno e TardiLi nei loro studi sulla mobilitazione del nostro esercito (•I), argomenti che sarebbe vano ripetere, aggiungerò questo solo, che non p'arrni sia stato da altri accennato, essere cioè tale amalgama causa di _depauperamento per · l'istruzione delle batterie. Difalli qualora anche presso di noi esistesse un .corpo del treno-equipaggi, , come esiste presso tutte le altre nazioni, oltreché la parte di attività impiegata ora dai comandanti di reggimento nella sorveglianza e nella preparazione dei molti servizi del treno sare bbe tulla rivolta alla direzione del loro veroreggimento di hauerie, non si avrebbe più a lamen lare 1'1nconveniente accennato più sopra, che cioè le grandi manovre impediscano. per un mese circa l'istruzione di quasi tutta l'artiglieria da campo, perchè al corpo del treno sarebbe devoluto il provvedere a tutti i, servizi di traino durante le grandi manovre, cìò che per esso servirebbe come di vera e;;ercitazione tattica, di vera apf>licazione al terreoo. Per tal Ìnodo le batterie che no·n intervengono a!le grandi manovre potrebbero continuare le loro istruzioni senza perdere la benchè menoma parte di quel tempo che loro si mi:;ura con bilancia co;;ì avara nelle ferme attuali. Facciamo dunque voti perchè presto si ri costi tuisca un corpo di treno-equipaggi, formalo di tanti battaglioni autonomi quanti sono i corpi d'armata a cui sieno affidati tutti i servir.i di trasportò meno i parchi d'artiglieria divisionali e di corpo d'armata, che continuerebbero ad essere serviti da compagnie treno cl~

"'

(-!) Rivista militare itltliMui. -

Anno -1878. Voi. 3°.


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API'UNTI

.artiglieria, costituenti in canìpagna le cosi det.le colonne di muni:zioni, come appunto succede presso tutti gli altri eserciti d'Europa. Più sopra si è detto elle le appl icazion i al terreno veramente pro ficue per le batterie, quelle cioè non obbl igate a svolgersi sempre -e solo sulle strade per non recar guasti alla proprielù privata, sono .possibili so:tanto nei campi cli brigata e nelle grandi manovre; ma si è osservat.ù allresi come ad essi n~n prenda parte che un numero ,assai limitai.o di batterie. DoHàadunque l'artiglieria da campo cancell are dal suo programma una parte così importante, così essen..ziale per l'addestramento di nna trnppa, quale è quella delle appli·cazioni al terreno? Potrebbe t.alnno obbieW1rrni che eguali presso .a poco sono le condizioni degli altri corpi, dei quali solo una parte interviene annualmen te alle grandi manovre. Ma per essi la bisogna ,.-corre ben diversa, poich è in primo luogo il loro modo di combattere .permelle loro di fare continue ed uti li applicazioni al terreno anche nei dintorni delle guarnigioni, anche rispettando le proprietà private; secondariamente nell e ~!tre armi la pane di forza che annualmente prende parte ai campi cli briga ta e alle grandi manovre è -proporzionalmente maggiore che non 1iell'art.igl ieria, Non saremo -quindi tacciati cli troppo chiedere se, allo scopo di estendere a tutte le batterie il benefizio di un suffiéiente addestramento lattico an · nnale, proponiamo: 1°chele batterie destinale a prender parte al le grandi manovre -sieno qnelle stesse che già hanno preso parte ai campi di brigata; 2° che tutte le altre batterie vengano per tutto il mese cli ot.tobrn mobilizZate su quattro o sei pezzi, e sieno lasciate completamente a disposizione dei loro comandanti per e$seré esercitate in una certa zona allorno alle rispettive guarnigioni sulle applicaz ioni .al terreno, co llo scopo cli dare al loro personale un concetto quanto più prossimo ul vero del le condizion i cli guerra~ sia per riguardo all'azione taLLica, sia per riguardo alle fatiche da sopportarsi in campagna; 3° che venga fissata una sClmma cli cui possa dispone ciascun -comandante cli batteria per risarcire direttamente e subito quei proprietari ai quali si fosse dovuto nell' inlere~se dell'istruzione arrecar -qualche danno. -Queste eserci tazion i sarebbero così il compimento_ logico del corso annuale d'istruzione. 1

SLlLL'ADDESTRAMEKTO DELLE 'I.R UPPE o'ART{GLIEIIIA .

Stabiliremo a.dunque come secondo principio: chi~pel 30 settembre s·ieno terminate tutte le -isiruzion,i del vrogram.ma anniiale, in modo che t1itio il personafo possci venir esercitato con profitio nel successi-va mes,~ di ottobre sulle a:ppl:icaz'ioni al fo?'reno . · E poichè stiamo parlando di applicazioni al terreno e di grandi manovre, mi si permeua di aggiungere ancora alcune brevi osservazioni. Noi nicliamo da tutti invocato il principio, che le istruz ioni del tempo di pace servir debbano ad insegnare al soldato quanto gli occorrerà di praticare in guerra: aurea massima, che però giova sia accompagnata da qnest'altra : « in tempo di pace il soldato deve essere abitualo a fa tièhe molto maggiori di quelle che dovrà sostenere in campagna » in quella guisa che nella costruzione cli un materiale qualunque si calcola sempre la sua resistenza notevolmente superiore a quella cui dovrà sottoporsi nella pratica. Ciò posto perchè nelle grandi manovre, dove appunto più importa di raffigurare per quanto possibile le vere condizioni cli guerra, non si tiene abbastanza conto . di tale precetto? Perchè, limi tandoci a parlare dell'artiglieria, non vi si mandano le batterie nella loro formazione di guerra? È cosa ben cliversn, il dirigere una batteria .cli otto pezzi che non una. di sei, una brigata di venliquattro o magari trentadue bocche a fuoco che non una cli diciotto. Veramente sarebbe a desiderarsi che anche noi, come la maggior parte delle potenze d'Europa, abbandonassimo la formazione delle batterie su oLLo pezzi, formaz ione non giustificata che da ragioni cli finanza e condannai.a dai più ovvii principii cli tattica . e cli organica, per ritornare alla formazione su sei pezzi, desiderio che crediamo aver comune con tutti gli ufficiali d'aniglieria e con quelli altri, che di tale questi,..ne si sono occupati'. Ma fino a tanto che tale benefica innovazione non venga attuata, ci pare sarebbe uti le che le batterie intervenissero alle grandi manovre nella loro formazione su otto pezzi in pieno assetto di guerra .


APPUNTI

suu'ADDES'l'R,Um:'ITO DEI..f,E 'l'lt UPPE o' ARTIGLIERIA

IV.

V.

Conseguenza logica del sin qui detto sarebbe che per tutte tre le classi il corso annuale d'istruzione potesse aver cominciamento col 1 1° novembre e terminare col 3,1 ottobre dell'anno successivo. Allo scopo però di lasciare il tempo necessario al congedamenl.o della clas~e pi~ ~nz!ana ed alla. vestizione della nuova arrivata, e per tutte l_e ?1~pos1z10111 a prendersi prima d'iniziare il nuovo corso, sarà pi·.eter1 bile che questo cominci col 1° dicembre ed abbia così una durata effettiva di undici me~i.:raie disposizione servirà a lasciare un breve respiro tra la fine di un corso e il principio di un altro, respiro da cu i la mente ed il corpo nuova e maggior lena attirrgeranno. Il mese di novembre potrà poi essere uti'lmente impiegato a rinfrancare quei tali che si sieno addimostrati deficienti in qualche istruzione, ol trechè a compiere le operazioni di congedo della classe anziana e di vesti~ione della nuova, operazioni che ci attguriamo abbiano se~pre luogo 10 tale mese, e possano così tutte le classi dar principio al loro corso d'istruzione per l'epoca più sopra indicata., cioè pel ,1° dicembre . Piu volte nelle relazioni sui bilanci del Ministero della ocruerra fr. . i provvedimenti proposti e dalla Camera approvati vi fu quello del la chiamata sotto le armi della nuova classe fra il ,J • ed il 115 novembre. « Tal e provvedimento, dice il relatore del bilancio del 1879, era « determinato dalla ragione che così facendo si sarebbe stabi lita « un'epoca più propizia a togliere una deile cause della maggior mor« tali tà dell'esercilo e si avrebbe avuto l'opportunità di pi·ovvedere « con minor precipitazione e maggior profittò all'addestramento delle « reclute, che è la parte fondanientale dell 'istruzione di tutto l'eser« cito ». ~ Par.ole d'oro che gioverebbe ripetere spesso fino a tanto che il suggerito provvedimento, che risponde a un supremo bisogno dell'esercito, non sia messo in pratica, qualunque ne debba essere il sacrifizio nel campo finanziario. a..

Stabiliti questi poch i principii direuivi , prima· di passare a di scorrere di ciascun progrnrnma separatamente, ci sia lecito esprimere il nostro parere circa a due istruzioni, la Scnolad'orientmnento e la Scuola morale, che dal Regola mento sul servizio interno vengono comprese fra quell e <:he ogni soldato éfeve conoscere. La scuola d'orientamento non . mira ad una met~~ ben determinala: almeno io non sono ri escito a comprendere lo scopo pratico di essa . Vuolsi forse ottenere che il soldato impari a dirigersi su un punto qualunque del' terreno colla sol~ scorta di alcune poche indicazioni? Sarebbe un pretendere cosa. quasi impossibile per la maggior parte di essi. Vuolsi forse abilitare il soldato ad orienlar~i sopra nna strada percorsa una so la volta e servir di guida a chi non vi si:i mai stato? Sarebbe cosa troppo diffìci le ad ottenersi, ed in ogni caso da insegnarsi solo a po ehi prescelti. li bernoccolo topografico si può dire un dono di natura, e chi non l' ha sarh be1_1 difficile possa acquistarlo con qualche me$e d' istruzione. Non facc iamoci dunque delle illusioni. Si impartisca, se vuolsi, quest'istruzione ai sottufficiali e le si dia un indirizzo veramente pnllico, ma pei soldati impieghiamo il tempo in cose più utili. Se si rncesse un'inchiesta sui risultati otLenuti dal primo giorno ìn cui fo introdotta nell'esen~ito tale istruzione insino ,1d OQ:ai si , <~,v ' vedrebbe se non siamo dalla parte de.Ila ragione. Il Regolamento sul servizio interno al§ ,f dice: « Il soldato deve « infine .essere educato ad un elevato sentimento dello spirito mil i« tare e ad un'alta idea de' snoi doveri cl i cittadino e di soldato, al « l'abi tudine dell 'ordine ed a mantenere il contegno che si addice « ad un militare in ogni circostanza, sia in pu hblico, sia in privato « e sopratutto nel combaltimenlo ». È egli possibile che ad ottenere un tan Lo risultalo basti un 'ora al giorno della. così dettafstn1,zione morale per due o tre mesi del! 'nnno? Tùtti ricorderanno d'aver inteso dire che l'educazione non lit si riceve nella scuola, ma nella famiglia, perchè appunto più. che l'opera 3-

AXXO

·xxxi,

VOI.. IV.


APPUNTI

sur,r,'ADDES'l'J\AMENTO DELLE TRUPPE

di un sermone fatto ad ora fissa, è la risultante delle cure continue, dell'esempio coslante, degli avverLimenli dati a tempo dai genitori e dai paren ti. Lo stesso deve succedere nella famiglia militttre. L'educazione morale del soldato non può essere che il ri sulLàto dell'opera intelligente, assidua, di tutte le ore degl i ufficiali tutti della balleria, i quali nel cont.iirno contatto coi loro subordinati ne studiano il carattere, ne scoprono i difetti e colgono tulle le occasioni per imprimere nelle loro men li e nei loro cuori quelle massime di sana morale, quel retto sentimento dei doveri de! ci ltadino e del soldato , con ammonimenti chiari, brevi e r ichiesti dalle circostanze, ch e colpiscono quasi sempre il punto debo le, e li fanno poi meditare per ore intere nell'inlerno lavorio delle loro rozze in tell igenze. Con lunghe lezioni per contro fou:e ad ora fis~;a senza occasione determinante, non si arriverà per lo più che ad ottenere il suGcesso poco lusinghiero degli sbadigli, e si la;;eia quasi sempre il tempo che si trova, quand'anche venissero fatte da ab i!i parlatori che sappiano ada.ttare alla portata delle loro rozze men ti iI discorso su cose che entrano già nel campo dell'astratto e della fi losofia, il che sarà abbastanza raro . Cancel liamo dunque anche questa cosi delta Istruzione morale dal nost.ro programma, ed impieghiamo meglio il nostro tempo, che ci è così parcamente misurato dalle esigenze degl i attuali ordinamenti militari .

1

35

D ARTIGLIEIU A

1° Sia nella compi lazione dell e teorie, sia nell'insegnarle non ·si e,:,ceda in nozioni scient ifiche superiori al grado d'istruzione di ~bi deve impararle, le quali sono poco utili in pratica e mo lte volt.e fanno trascurare la parte più import.ante, la manovra; 2° Si ce:;si dal ca mbiar troppo cli frequente, come ora. si pra,t ica, i testi delle istruzioni, perchè, come gin. ognuno sa, il meglio ·è nemico del bene, e la sLab ili là in tulle le cose mi litari, giova spesso -ripeterlo, è condizione principalissima di prospera vita ; 3° Si dia alla batteria- deposito nn quadro in sottuHìc iali, caporali , ca,·all i e ma teriali sufficiente per l'i struzione degl i allievi-ca·porali che per uniformitu. d'addestramento sarebbe desiderabile venissero riuniti all a sede del reggimento . Con tali quadri si farebbe .a meno di Logliere alle batterie, specialmente a quelli della sede. una parte dei loro mezzi d'istruzione, cli cui non hanno esuberanza. Tali quadri potl'a.nno del resto t.ornaremolto utili in alLre circostanze .~ome nell'istruzione del le seconde categorie ed anche in caso di mobilitazione, purchè , ben inteso, la chiamata delle seconde categorie .abbia luo(•o a nei mesi in cui non havvi il corso dea-li alli evi-caporali . Di quanta·utilitit poi possa tornare alla batt.eria-cleposito. in caso di mob ilitai ione, l' avere fin dal tempo di pace quadri permanenti -su cui poter (ìclare, niuno è che noù veda, qualora ponga mente alle .molteplici funzion i ad es:3a assegnate dai vigenti regolamenti ( 1). 1

V

1

VI. VII . Ora potrei ragionare circa il modo di ripartire e classificare le varie istruz ioni nei tre gruppi di cui si è discorso in principio di questo scritto e quindi tracciare il proiramma per ciascun anno di servizio in base all e premesse dianzi stabiJite;· potrei parlare delJ 'importanza varia da dars i alle varie istruzioni e quindi del tempo da impiegarsi nel loro svolgimento, ma temerei di ab usare della pazienza del lettore. Del resto chiunque a·~bia passato qualche tempo nei reggimenti d'artiglier ia da campagna, può, ove lo voglia, fa re da sb questo lavoro . Potrei parlare dell'addestramento dei sottufficiali , -caporali ed allievi capornli, ma ciò mi obbligherebbe ad entrare in troppi particolari . Mi limiterò solo ad esprimere il voto che:

Chi dopo quanto (ìuora si ~ dello credesse che il regolare con ,criusti crite:·i la successione e l'andamento delle varie istruzioni sia :;ufficiente açl a:;;sicurare il buon addestramento dell e ballerie, s'in-

.. O) La batterit, drposito Jlotreb l, o. avere la scguent.e formazione: i capitano - i te·nente - l fLuiere - 3 sergenti - t caporali - 4 soldati , uno per 1,i fureria'. uno pel ,mate riale e due attendenti - 45 cavl\lli. l cavalli Jlot1·ebbero esscro aggregat, n parlltamente fr;i le batterie presen t.i alla sede, le quali fornirebbero ' quando occorre la ,bardatura. ll materiale dei due calibri neecssario per l' istmzione degli ,1llie\'i sarebbe ,invece dato in c,iricamento alla batteria deposito.


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Al'J>U.NT( 1

gannerebbe a gran partito. La buona volonlà è gli sforzi di un co mandante di reggimento -e dei suo i ufficiali s' infrangono spesse volte contro molte pic.:;o le contrarietà, che tutte in ultima analisi si riwlvono in perdita di tempo, che per noi nelle condizioni attuali non solo è moneta ma vita, . . Per _accennare·solo alle principali di queste resistenze, che spesso rntralcrnno e rendono frustanee·le meglio ideate combinazioni di riparto e d'orario, ci basti ricordare: ,J L'accasermamento delle batterie ind iVèrsi quanieri distan tir l'nno dall'altro che ha luogo in alcune guarnigioni, e che menLJ·e è ca nsa di un notevole aumento.nel personale comandato di servizio gio rnaliero, rende altresì meno effìcace e più difficil e, anzi, direi · quasi impossib ile la sorvegl ianza degli ufricial i, con grave danno della di.scipli na e del!' istruzione; 2(' La scarsità dei mezz i nec~ari a dare il conveniente svi luppo alle varie istruzioni e specialmente la mancanza di spianate attigue ai qua rtieri, di grandi tettoie e di maneggi coperti, d'onde nasce ùna notevole perd ita di t:empo per .andare e ritorn are dnlle piazze d'armi, d'onde la interruz ione forzata del le islrnz ioni in cflso di pioggia o neve, d'onde l'i strozione a cavallo in mane,rnio re·a qnasi illuso ria . Questa dei maneggi coperti è una questione «rave. Ch i ha vissuto qualche tempo in mezzo ai reggimenti si sar~ persuaso che per fare l'is lruzione a. cavallo conprofillo di luU i, occol'l'e almeno un maneggio coperto a disposizione escl usiva di ogni brigala di bauerie. Ora. invece abbiamo delle guarnigion i in cui con due o più bri ga.Le si ha on solo maneggio coperto , che per di più dev'essere riservh to in certe ore del giorno per usi estranei all 'istruzione del!~ truppa . .Mi si dirà che in alcuni presidii si è cercato di riparare a tale scarsit~ di maneggi coperti coll'allesti.re maneggi scoperti. Ma anche prescindendo da l fatto chele distrazion i, cui in tali nianeggi vanno soggetti cavali i e cavalieri, li rendono poco adatti ad un'is_truzi_uney'.·oGcua; b~sta il fa tto, che quell i sono indipendenti dall e v1CJss1tudrn1 atmosferiche, mentre questi hanno per nemici tanto Giove Pluvio quanLo il fiero Aquilone, per dimostrare che solo chi vuole ill udersi può credere che i maiieggi scoperti possano mai supplire ai coperti; 3° Le scadenti qualità dei quadri cioè dei sot.Luffìciri !i e capo 0

t')r.)

:)(.

SULL ADDESTRA~IEXTO DELLE 'rHUPPE D',.\llTIGLlEnIA

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rali. I buon i sergenti fanno i buoni caporali; per cui, provvedu to ,ai primi, si provvede imp li citamente anche ai second i. La riduzione · della ferma ha reso cliffìcile il reclutamento dei sot.lufficiali; ed il Governo impensieritosene a ragione credette di risolvere una questione tanto grave coll'istit:uire i riparti d'istruzione. Ma con ta le r ipi ego di quanto si guadagnava in quan Li til, di altrettanto si veniva a scapitare nella qua li1à dei sott'ufficiali. E per Hon essere frainteso dern dich iarare :107.itullo che la colpa si deve ascrivere non rigl i indiY idni ma all'istituzion e. Niuno rwrebbe potuto ottenere risultati migliori di quel li ottenuti dagli egregi uffi cial i preposti a tali ripat·[i . li so ttufficiale non si crea con diciotto o venti mesi d'istruzione. Egli, più ancora che non l'uffi ciale, trovandosi cont inunmente a contatto co l so ldato, deve poter esercitare su di esso quel l'ascendente che viene naturalmente da' chi solo possiede sicurezza e tatto di comando, esa tta conoscenza. cl ' ogni più piccolo particolare del mestiere, lunga abitudine della disciplina e luuga pratica del soldato . Eg li rappresenta quindi in certo quo.I modo l'incarnazione delle tradizioni del regg imento dove è nato ed ha vissuto; egli dev'essere figlio del reggimento. Tutto ciò è sparito o va sparendo; i.l tipo del sottuffì,ciale che abbiamo conosciuto .nei pri mi ann i della nostra yita militare non è pi ù. La diffìco ltà creata dalle fe rme brevi di trovare caporali disposti a prendere la ratr'erma, dopo l'arrivo dei sergenti da i -riparti d'istruzione, è diven tata insuperab il e e ciò era da prevedersi; i sottuffic ial i, più ancora che non gli ufficiali, devono aYere un'un ica proven ienza . Ma come avreste voi r isolto meglio un problema così grave~ Mi si potrebbe chiede re da ta luno . A me plre si sarebbedòvuto tentare prima nna so!uzionenell'alleUare i giovani caporali con la certezza di un'onorata e comoda posizione; fosse pL1re dopo solo otto anni di sergente, senza ben'inteso nulla transigere nè sulla scelta, nè su lla disciplina. .t\fa ora è vano il discorrere e più ancora il criticare. Prendiamo nuove condizioni di cose come sono e studiamoci di farne spale rire i difetti; forse col tempo u\'remo di nuovo un corpo di so ltuffi.ciali come lo desideriamo. E per non dilungarmi olLre i li miti pro postimi, dirò subito che, secondo il mio modo di vedere la scuola di Modena è l'ostacolo prinèipale alla fo rmazione di un buon nucleo di sottufficiali nei reggimenti . )li spiego. La prospellin1 di poter


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1

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.~PPUNTI

Sli LL'Af>D ESTRA,IENTO DELLE TR UPP E D ART1G q _ERIA

andare alla scuola di Modena dopo due· rinni di servizio fa sì che il' sottuffkiale consideri la carriera di sergente come una breve tappa, per raggiungere il grado di ufficiale; il che nessuno vorrà disconoscere di quanto dn.nno sia per•·mrn solida costituz ione di quadri: danno reso ancor maggiore dal fatto che per tal modo i migli ori se· ne vanno e la zavorra rimane. Se invece il ~i"ovane, che entra nei• riparti d'istruzione, sapesse.che egli dovrà percorrere la sua carriera da sergente e che le spalline potrà onenerleun giorno ma come· premio di lungh i e buoni servizi, senza bisogno di scuolenè di' esami, si avrebhe il vantaggio che i reggimenti finirebbero per formarsi un, buon nucleo di solLufficial i; tanto più che probabilmen te alcuni elementi poco adalli a tale carriera si asterrebbero dal presentarsi. Sa-· rebbe quindi conveni ente, a i1ostro parere, il sopprimere il corso, di Modena pei sottufficiali. A taluno ptTtrà fors e nascere il dubli io che una misura di tal fatta abbia .a rendere più diffici le il reclutamento degli ufficiali . Un siffatto timore non ci pare giustificato; la amnenza dei giovan i alle scuole militari sa rà sempre sufficiente ed, anche superiore ai bisogni dell'esercito, specialmen te se le leggi sulle pens ioni e sull'avanzamento convenientemente modificale offr iranno sufficiente garanzia di carrie:·a e certezza di un decoroso. riposo . Questa del resto od altra migliore sia la misura che si vorrit adot.tare, niuno, suppongo, vorra non àrn mettere la necessità cli provvedere in qualche modo acchè il corpo dei sottufficiali sia pari, al suo mandato meglio che ora non sia.

di procedere oltre per mezzo cli r ipiegh i. Questo sistema, utile per non arrestare una macchina in moto, è indi'l.i o cli vita rigogliosa se adoperato in gi usta. misura; ma quando solo di ri piegbi si viv~, tale sistema cessa di essere commendevole perchècela il vero stato delle cose a chi deve conoscerlo, a chi deve e può melter-vi riparo . Se tutli coloro che hanno occhi per vedere non si stancassero di rivo lgere la loro voce a ch i ha orecchi per.udire, forse più ,facilmenLe si farebbe ragione alle giusle richiesle dell' artigl ieria. E bensì. vero che in ;:]Lima ana lisi tutto si risolve in una questione fin anziaria; e quasi tulle le fatte proposte, i vo ti espressi importano un aumento più o meno sen:;ibilenel bilancio ordina.rio o straordinario ~el Min istero del la guerra. ,fa siccome tutti devono essere persuasi che non basta a.vere un eser~ito n'nmeroso, ma imporla sopratullo cli averlo ben addestrato ; così ni trno che delle patrie cose s'interessi, niuno che sacrrrio e prudente ammin istratore sia, vorrà al certo non aceo (' cord.1 re quei giu~tificati aumen ti di fondi che ad assicurare un su ·ficiente addestramento delle milizie debbano servire. Nelle g-nerre future, le battaglie si decideranno a colpi di cannone più che pel passato: guai a qnell'eserci Lo la ,~ui artiglieri a, sa.rit infe riore o per numero o per insufficiente addestramento.

VUI.

Le IÌn qui fatte proposte, i voti e i desideri man ifestat i sono ir frullo dell'esperienza acquistala, l'espressione di bisogni accertati, nei qualtro anni in cui ebbi il comando d'una batteria. Molti miei compagni e superiori avranno come me -lamentato più d'1111a volta· le stesse lacune, gli stessi inconvenienti a cui ho accennato i_n questo· breve scri tto . Ma in artiglieria è da lungo tempo invalsa l'abitudinedi non arrestarsi davanti alle difficollà di qualunque specie sieno e-

,

'

T. Di!: BE~EDJ::TTI 1lfagg-iore d'art'i_qlieria.


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LA LOTTA PER L.\ Pl\0:WEll lL~

LA

LOTTA PER LA PROSPERITÀ

l.

Abbiamo lollato per l'indipendenza e a.Lbiamo vinto· contro il 1 disavanzo e abbia.mo stravinto; ora dobbiamo loLtare perla prosper il.it. Il gio i-n o in cui venisse a mu11care la causa della lolla, o l'energia nel SO'Stenerla, comincierebbe la decadenza. Sembra che la lotla per la prosperità dovrebbe essere pacifica; ma lo storia dimostra che lo fu rarnmente, e non ci offre esempio di un -concorrente nuovo, e rnp idamento cresciuto, che sia riuscito a farsi l_argo senza un poco di guo1-ra . li primo e~empio non lo daremo noi. J~ troppo grande la differenza fra i diritti cho cred iamo d'avere e quell i che altri ci riconosce; tra la vita lità ell e ci se1Hiamo e la stima che altri fa delle nostro forze . Taluni ragionano cosi: poichè l'indipendenza e l'uni Là l'abbiamo, e nessuno cc le minaccia, a che servono tanti so lda ti e tanle navi da guerra ? Non sarebbe meglio imJJi egare i denari in qualche lavoro produttivo? Chi ragiona in lai nwdo mostra di non vedere al di là della rislretla cerchia in cui si muove. Le arte1·ie della prosperilà naziona le vengono da loutano . IJ lavoro di un popolo per essere produtLivo abbisogna. di condiz ioni che solo con la forza si creano e si mantengono. Se cosi non fosse, anche prima di conquisLare l'unità

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,\. I

e 'l' indipendenza., I' flalia sarehhe stata una gnm produ tLrice; pere hè l'abilità non ci è mancala mai. La situa7.ione ci era conlraria. L'abbiamo modificata a nostro vantnggio con la forza, conquist<rndo l'unitii e l'indipendenza; ora vogl iamo trarre, da questi due beni supremi tutlo il prodollo cbe posso no dare. Ma le con seguenze in teoria si dedu cono a l'orza di logica, e in pratica a forza di lavoro e cli forza . Perchè l' I1alia sia pro;;pern, bisogna darle ciò che le manca per essere 1·ispel.tata e tem uta. Una gl'ande nazione che non sia ri spellata ·e temula non può essere prospera . Sono cirea. duo secoli che )Jontecuccoli scrisse questo parole eternam enLe ,·ere: « Fioriscano le armi e sollo la loro ombra fiorirann o ·« le att i, il commercio, lo Stato; quell e languenti , non vi è salute, « ·forza , decoro, prontezza . .Xon si lusinghi chicchessia, nè si per« suada, con lo starsi quieto, cli godersi i suoi ozi; perchè, oziando, ·« non rnoiesl.ante, sarà 1noleslato Un grand" imperio non può man« tencrs.i senz'armi; se non uri.a, è urlato». Lo sanno i poveri Turchi. Coloro stessi che troYano improdu ltiYi l'esercito e la marina da guerra, accusano spesso il Go,erno perchè l'industria e il commercio 11on si trovano nel le migliori condizioni; s11·i!lano come aqui le, se in qualche punto del g·lobo i nostri connaz ionali non hnnno una prole-ziono efficace, e vanno addi1·ittura in furore , se l' equilib rio nel Mediterraneo si turbi a nostro· danno . :\la quali mezzi, se non !" eserci to ·e la ll otla., ha in ultima anali si il Governo per imped ire ciò di cui si lamenl.anoo/ Quali ragion i erricaci, se nou il peso delle proprieforz.e, per olltlnere ~iò che reclamano~ !\"on sanno elfo la forza, nel suo più ampio significato, è la misura del diritto? Sarti una legge brutale, ma è legge di natura; e, più la ciYi lfa si rafflna., più quesla legge -si appli ca rnetocl icamente, edirommo quasi , equamcn lo. Nati ieri ab·biamo anco ra delle ingenuili1; è tempo di lasciarle. Bisogna persuaderci che il compimento dei nostri de,;tini, sotto qualsi asi rapporto, Tion dipende unicamente da lla maggiore o minore ah ilil it dei noslri 'uomini di Stato, e che è puerile attribuire all a loro imperi7.in. ogn i nostro vero o supposto insuccesso. Siamo nelle condizioni dell 'u ltimo ·venulo che de,,e farsi largo a forzii di gomili. Il hcl J'Arlare giorn, e può giovare lo spingere in nn a direzione pintloslo che in un'altra, ,e l'appoggiarsi a Tizio piuttosto che a Caio; ma più di tulio gio\'ano ,j gomiti .


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LA LOTT..\.

PEB LA PROSPEUI TÀ

in opere di lusso; che non si danno sussidi i neppure alla capitale, quando il suo cons iglio d'amminislrazione discute seriamente la spesa di quattordici o sedici mil i9ni per costrurre un teatro . Ma, salvo lo storno proposto al bila1H:io della guerra, noi so ttoscriviamo pienamente a quanto dice l'autore circa hl necr-,ssità di · rinforzare lanoslraflottn . E leopinioni di lui e simili di tanti altri ufficiali, prendiamo come un sinlomo del r isveslio di quel l'istinlonazionale cbe ci chiama al mare; campo probabile delle no·stre baltaglie futu re almeno quanto la. nille del Po . L'esercito, il cui cuore batte sempre all'un isono con quel lo della nazione, non fu l'ultimo a sentire questo risveglio .

II.

Da qualche tempo si osserva in ILalia un fatto si ngolare: ufficiali

ddl'esercito che si fanno propugnato ri ardenti di un au mento della flotta . Cominciò il generale Ricci con un discorso in Parlamento; e le parole di lui, che per alcuni furono una rivelazione, per altri furono soltanto l'esposiz ione chiara e autoraYo le d'i dee che dn gran tempo fermenta.vano in molte teste. Dopo d'allora abbiamo letto in giornal i militari, pregevoli articoli, scritti da ufuciali dell'eserci to, allo scopo di provar~ essere.oggidì un pregiudiz io l'opinione, altre volle vera, che l'Italia debba appoggiarsi quasi esclusivamentesulle · sue forze di terra . Ci piace ricordnre a quesLo proposito l'interessante studio pubbiicato nella Riv'ista Militare (puntata di maggio corrente anno) col titolo: T.a flotta e l'esercito nella di/ esci delle coste. Senonchè ci pare che il nostro egregio coll ega sia andato tropp'oltre, quando propone che, alta di sperata, si tolgano cinquanta milion i all'eserci to e si passino alla marina. Questo poi no . Tale sottrazione al bilancio della. guerra non potrebbe fars i senza sconvolgere t.utt.o il nostro ordinamento militare. Vi è bensì un proverbio che dice: « fare e disfare è sempre lavorare» , e si ode r ipetere Jpesso in caserma; ma ironicamente. Fo r,;e l'autorn volle trovare i denal'i senza nscire di casa; fo rse temette di entrate in un campo non suo, lasci;tndo i bil anci dell a guerra e della marina. Ma non si può trai.Lare un argornenlo complesso senza sfiorarne altri che vi hanno attinenza . D'altronde il nostro campo è percorso, in largo e in lungo, anche da coloro che hanno meno gambe da ciò; possiamo dunque permetterci qtrnlche escursione al di fuo ri; e, senza essere economisti di professio ne, dire arditamente che ùnp1·odU,ttive, nelle attuali condizion i d'Ita lia, sono. le spese di certe ferrnvie su cui viaggia o viaggerà. soltanto il mac-· ch inista e il conduttore del treno, che non si sventrano cit.Là a spese dello Stato, quando i redd iti particolari di queste cillit s' impiegano,

I II .

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In due articoli pnbbl ica;i, qualche mese fa , dall' ltalici ilfilitare, un anonimo poneva agl i scrittori sull a difesa d'Ita lia, un que$i lonuovo: se in una guerra con la Francia, il nemico invece di affacciarsi all e nostre porte di casci, che abb iamo chi uso. e strnchi nso e stiamo ancora chiuctendo, sba1Tn,se anch'egl i le sue già. per natura fortissime, e, scorrazzando il mare, appli casse alle nostre città costiere il si~tema della distrnzione inteltiç1ente, sperimentato con sue- · cesso in Cina, che cosa facciamo no i? Se magari dopo avere incamminale le sue colonne sulle Alpi e sfondate le noslrf porte cli casa, ·sperando di cogl ierci sul lavoro della mobili laz ione, s'accorgesse di avere sb,1gliat.o il calcolo del tempo, e invece di sp ingere innanzi separatamente le corna, perchè noi uniti gliele romp iamo, le tirasse pruden temente in dietro, e, as_sumendo la difensiva sulle Alpi, ap, plicasse alle noslre isole il sistema dei 7Jegni 1·ùntmcrntori., che cosa facciamo noi? Per chi no i sapesse, iI sis lema dr i pegni r imuneratori° consisterebbe semplicemente nel prendersi la Sardegna o la Sicilia e di re: ci siamo e ci resteremo , finchè l'Jtali a abbia. cedu lo sulla: questione che diede luogo alla guerra. La domanda non ebbe risposta. Invero partiva da un anomimo;. m,1 ci sembra che la possib ilità, clell'ipot.esi sia co;;ì ev idente, che,


PEll LA PUOSP.EUl'l'.\ 1.A LO'l'l'A

· anche senza domanda, meritava cl i esserP. considerata da qualcheduno dei tanti che scrissero sulla difesa d' Italia . Tra dne nemici o concol'renli non è sempre qnistion e di vi La o di morte; è spesso quistione di preYalenza e ai borsa. Quando un nemico non si Lraui di ·strozzarlo, ma solo di umiliarlo e tener-lo in rispett.o, che bisogno c'è di prenderlo pet' il collo, con gr.tve rischio e pericolo, mentre gli si possono scorticare quasi impunemente le cosle? E non baslerà la paura di tale scorticamento, perch è, in quistioni che ·non si.ano di importanza capitnle, quest'uomo abbassi la voce, e non f',1ccia valere · il proprio diritto? E così è realmente e con lmuerit ad l'ssere, fiuch è l'Italia non abbia il corpo difeso, come ha dife~a la Lesln. Che rnle cercare ra. gioni reco ndile a c.\e chiare? Se certe asp irazioni non si osa neppure afiermarlo, si è perchè, forti abbastanza in terra, siamo deboli in mare; si è perché Lulli sentiamo che, chiu$e le porle, si può entrare da lle (ìn esLre; e ell e. pu re non enlranclo, ci si può romp ere qualcosa di più ,:he le semplici invetriate . Del diri tto delle genti Pilrlano i filosofi . In teoria la materia fu ··esanril n; in pratica appeno s[ioraLa. t giu sto riconoscere gli sforzi degli umanitari, ma bisogna riconoscere pur anco c~e non ebbero · alcun risultalo . Le ultime guerre in Europa, in Asia, in Africa, in Americn, ne forn iscono la prorn. Uno dei carn,lleri delle guerre moderne è la passione co n cui vengono comballute . Ciò dipende dalle cause di Lai i guerre e dalle qnalilà dei combattenti . Distrulli;e soprn tulle furono e srm1nno sempre le gnerr~ nate da rival ità comrner·cial i; o (i n termini più larghi ) crnell e combattute nella lotta per la prosperi lit. Distruggere, in questo caso, è il miglior mezzo per vincere. Non si lusinghino le citt1i aperte di essere trattale megli o delle altre. · Non fanno esse parte della ricch ezza nazionale1 Non è questa che il nemico vuole distruggere? Un pretesto, per passarle alla stregua delle allre, si fa presto a trovarlo. Con la scusa dellé rappresaglie si giuslifica tutto. Le imposizioni, i bombardamenti, gl'incendi. le devasla·zioni , i saccheggi, furono sempre mezzi di guerra, e continueranno acl esserlo . Nessuna. delle due parti (il più forte meno che mai) rinunzierà a un'arma efficacissima; all'unica fo rse, che, nel!' ipotes i •fatta, potrebbe affrellare il termin e della guerra . Nel citalo articolo della Rivista .Jlzlilare col ti tolo: l a ~ottcì e l'e-

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sercif.o 1iella difesa delle coste, si riporla un bnrno del co lonn ell o

PerruccheLli in cui. a proposi to di Genova, vien dello che« non si <( d9vrà ad alcun prezzo rinunziare alla n\si sL enza, ma converrà . <1 preparar.:;i a sub ire il b0m bardamento prendendo le misure perch è , riesca del minor danno possibile, e ponendo in salvo la popola« zione inerme ». L'autore poi del citalo sludio aggiunge: « td'uopo « che in quest'ord ine cli idee entrino , fino d1I tempo di pace, la popo« !azione cli GenoYa e quella d'altri punli che fossero egualmente mi« nacciati, ar.ciocchè gli ani mi si preparino,. .. . ! Russi non esilarono « a sacrifi care Mosca. l)erchè gli lliiliani non Jascierebbero ab bruciare « una partecÙ Genova, sd,,o.a ricostru iria poscin più bella, ecc., ecc.?>> Yorrernmo che quesle parole cadessero sott'occhio di tutti quei bravi industriali e commercianti, così aLtaccati alla loro casa. ed alla loro . bottega , che lavorano e prosperano tra la foc e del Bisagoo e quella .della Polcevera; non già per farli entrare nell'ordine d' idee del nostro colJerra, e prepararli a fa re eventualmente fagoLLo, r eareaio o n . n ma ,perchò, dal Li mo re di vedet'e in rovina il bene avvialo negozio e dalla carità del natio loco, traggano l'energia d'insistere, arfinchè questo ca li ce, infi ora to dalla lusinga del risarcimento nazionale. non s'appressi alle loro labbra; e il denaro, per ri fabb ricare Genova più bella, si impieghi invece per conservarla com'è (bella abbastanza) fabbri cando navi che possano difend erla. ·Per abiLuclini di vila e Lraclizioni di guerre puramente terreslri, gli I tal iani di provincie che non hanno un immediato contatto col mare sono portali a credere che, alla difesa del paese, basti l'eserciLo. E bisogna dire il vero, che, fino al '1870, questa convinzione era avvalorata dal le condizioni speciali in cui si trovava l'I talia. Dopo d'allora si manlenne, come i pregiudizi, per forza d'inerzi a; e specialmente perchè gl i ItaJ;ani, non avendo una storia comun e, ciascuno si ispira a quella della propri a pro,·incia, o a quella recentissima; quasichè l'aver comballuto ,per l'indipendenza, conlro una polenza continentale, avesse fatto perdere all'Ilal ia il suo caralt.ere di peni sola. ~ Da tulle le discussioni parlamentari, da ll1Lti gli alli del governo, da quanto si è dello, scrillo e fallo (ìnora per la difesa generale del paese, trasparisce sempre l'ostinalo conceLlo ~i considerare come forza primaria e assolutamente preponderante l'esercito e come forza .


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LA LOT'J'A

secondaria, anzi accesso ria, la marina . Ciò può esseregiuslo per la (, · Germ:1nia e per I' Anstria. per la Russia e 1m,gari per la Francia; ma non per l'l1a1 ;,, ,he hn alle spa lle le Alpi e dava nti il mare

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IV.

All'esagerato conceuo della preponderanza da darsi all'esercito, Ja riscontro l'esagerata · fiduci a nelle fortitìcazion i, o, per meglio dir~, nei progetti di for Lificazione; percbè l'esecnz ionep rocede lenta -e ·a spizzico, un pocolquit, nn poco là, per contentare lutti . Ogn i reg-ione vuole la sua parte di fortezze co me la s·ua pane di fe rrovie . Sono però compili, o prossimi acompi rsi, i forti di sbarramento, . dei quali ness uno melle in duub io la grandissima nlil itit ; sebbene siasi spesso dimenticato che, nelle Alpi, una cassella di dinamite è un forte di sbarramento portato a dorso di mulo. Talvolta dopo co· ·strullo il forte di sbarramE'nto propriamente detto, se ne costru~se un secondo per difendere il pr imo, e poi un terzo per difendere il secondo; mentre, a pochi passi , si avevano stretle , dove le rupi · stanno sospese sulle st rade coine saracinesche, e bastano pochi chilogrammi di dinam ite per fa r venir giù una montagna . l)ot.rernmo . citare dei coll i su cui vennero r,oslruLLi tre o quattro forti, mentre con fornelli da mina oppo rtunamente scaglionati, è poss ibile, anzi facile, trallenere ii nemico (il carreggio s'intende) per un Lempo mo lto maggiore di quello assegnato alla resistenza dei fort i. Che . cosa ci vogli a a sgomb rare una strada dai franamenti lo vediamo spesso sulle nostre ferrov ie; e si noti che, a differenza dei fo rti, sif ·fatti ostacol i non abbisognano di difensori I quali non dovranno essere pochi, quando i forti nelle Alpi e nell'Appennino ligu re sa· ranno più spessi dei campani Ii. .M a se nelle montagne dove i punti di passaggio sono poch i e de- · terminati; e dove il nemico non porterà mai cannoni da 80 ne~ da 1100 tonnell ate, Yt1lgono i forti di sbarramento , non pare che altrettanto possa dirsi ,. a prùpo::;ilo delle spiagge, dov e le zone di sbarco . sono Lan~o più numerose ed estese, e dove ogni 'forte può trovarsi

PEE\ LA l'H0$ PEE\IT,Ì.

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di fronte mezza dozzina di corazzale; le quali muni te d'artiglieria potentissima, e mostrando a fior d'acqua solo la parte invulnerabile, si dispongano attorno ad esso c_gme cacciatori r ispetto a un bersaglio comune . Che se,. per sottrarre i forti al tiro delle corazzate, si collocheranno in allo , avranno poca azione sulla spiaggia; e quanto si guadagnerà da una parte, si perderà dall'allra . Non vogliamo con ciò dire che-_siano inutili; lutt'alLJ'O; ma fra IUHl fortezza piantata sulla cos la ed una gall eggiante in mare, preferiamo, per mille ragioni, quest'allima, e speciolmPnte perchè la volon tit dell'uomo la por la dove vuole. Meglio se si po le$se darcele tutte e due; ma non potendo ciò fars i contemporaneamente, vonemmo che prima si pensasse all e navi; le quali possono renderci ben altri servizi, oltre quello d'impedire uno sbarco; a cni, in ogni caso, si farebbe fronte coll e fo rze di terra E poi chè si dice che la zona di sbarco più pericolosa, in caso di guena con la Frane iet, è la rada di Vado, t.an to che alcùn i non vorrebbero assegnare, all a tlow:i , al tra mi ssione fuorch è d'impedire uno sbarco in questa rada, e per forti ficarla sono in progeuo opere che costeranno mi lioni e milioni, ci sembra lecita que,J.a domanda: una scogli era collocala sulla linea dove frango no i marosi, lungo Lutla la spiaggia dal porlo di Vado alla foce del Letimb ro , cioè per il t.ralto di cinque u sei (:ili lometri, non costereb be meno e non servirebbe meglio? Gli scogli non mancano; ce n'è una cava vicina. Ch i tenterebbe uno sbarco sapendo che le imba rcazion i non possono avvicinarsi alla spiaggia? Con quanta facil ità, in ogni caso, non si difenderebbe questo sbarramento che il nemico non può distruggere? Passiamo sopra alle fo rtifi cazioni interne, destinale a prolungare J' agonia del paziente . Ma alla difesa delle città marittime come si provvede, se non con le navi che tengano il nemico lontano'? Prescindendo da ogn'altra considerazione , sarà mai possibi le la lotta a cannonate Lra ch i presenta un bersaglio minimo e chi presenta un bersaglio immenso? Non c'è bisogno d'essere Lecnici per vedere quest'impossibili tà . E come, seina navi , si difendono le isole, non solo da uno sbarco, ma da una presa di possesso? · Fu dello che la preoccupazione per le città maril.lime e le isole indife:;e è più politica ed economica che militare . Distinzione sotti·


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LA [.0TT .\

PE II L.\ PROSPERITÀ

lissima, forse giusla in teoria, ma <li poco valore in pl'alica, fi n dal tempo della guerra pel' l'indipendenza: assol ulamente poi di niun valore nella lolla per la pl'ospel'ili1. GIi eJTelti di ques ta preoccnpazione, comunque voglia chiamal'si, si videro talvolta in tempo di pace nella direzione della poliLica, e si vedrebbero meglio in tempo di guel'ra nell a condotta delle operazioni. I nos tri punti più deboli non sono attualmen te le po1·te cli casa e ncppul'e le zor.e di sb3:rco in terra ferma.. ono le cillit maritlime e le isole. Sono tulti i punLi,dove al nem ico no n possinmo opporre l'e~el'cilo. Nè vale i! dire che non sono pu nti vitali; neppu re le gambe e le braccia sono membri vitali; ma diventa impotente ch i sei e lascia rompere . L' [talia non sara mai sicura finch è non abbia una floua costiera capace cl i fuardarl e le coste; e non sarit mai rispettala e temula fì nchè non abbia una flotta da alto mare, capace di offendere· le coste altrui; finchè in una parola non possa fare, sulla sua mar in;1, da guen a, lo slesso assegnamento per vincere nel Mediterraneo, che fa su ll 'esercito per vincere nella vnlle del Po.

centro <li gravità verso la parte sud-est del bacino orientale, che prende un'importanza politica, commerciale e militare affatto straordinaria. Il canal e di S11ez sta per cli vantare (fo rse è già diventalo) il cardine della politica europea. Guardando una carta del Mediterraneo, salta agli occhi una propri età che distingue questo mare dagli altri, e gli dà spiccatamente il carattere di mare interno: esso possiede poche e strette entrate, due naturali: quella dell'Oceano ALlantico e quella del Mar Nero, una arti fic iale, quella del canale di ,Suez. Quosti tre passaggi dividono i tre conlinenli del rnondo antico. Sono lre mila anni che il Meditel'raneo è la piazza di commercìò e il campo di battaglia delle nazion i europee nella lotta per la prosperità. Sulle sue rive vissero nell'antichità lutti i popoli che nspi""' rarono a una dominazione mondinle; o sia nel vero senso della parola, facendo riconoscere la propria superiorità con la spada; o sia obbligando gli altri popoli ad essere tributari del loro commercio. Il bacino ùi questo mare fu la sceflfl degli avvenimenti che diedero l'impronta ai secoli e determinarono l'indirizzo dell'umanità. Sullo sue r ive ebbe scd~ la civiltà antica ; da esse partì la luce della moderna; sovr'esse, o poco di scosto, nacquero Alessandro, Anni bale, j Cesare, Napoleone. Primi corsero questo mare i Feni ci, che dai porti di Ti ro e di Sidone, sulla costa asiatica, si stesero con fartori o e ci Llà. lungo quella africana; passarono nel bacino occidentale e non furono arreslati neppure dalle colonne d'Ercole. Cartagine, loro culoina, fu p er lungo tempo domi natrice, quasi assoluta, del bacino occidentale. Poco appresso, sulla costa nordi ca, appariscono i Greci, che dai sen i e dalle isole dell'Egeo sp ingendosi verso occidente, popolano di colonie lacosla clell'ltaliameridionale e contrastano ai Feni ci la Sicilia; spjogenclosi verso oriente, si stabi liscC1no in Cipro, sull e coste del1' Asia :.Vl ioore, sul Bosforo, nei più remoti seni del }far Nero . E le ricchezze da una parte affini vano a Tiro, a Sidone, a Cartagine, dall'alLra ad Atene, a Corinto, a Siracusa, tanto che queste città rimasero·nella storia e nella tradizione come esempi cli favolosa splendidezza .. Per lungo tempo la lotta della prosperità fra questi dne popoli f'u pacifica. Essi erano piccoli e il }1editer raneo era grande abbastanza.

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A voler considerare il )ledileri·aneo dal punto di Yisla militare, bisognerebbe attingere largamente alla storia , alla geografia, alla etnografia; non possiamn fa r tanto. Cerch eremo di tracciarne la situazione mondiale nelle sue linee generali e caraLlerisLiche. Questo mare bagna a nord le coste dell'Eu ropa, ad est quelle dell'Asia a sud quelle dell'Al'l'ica. Pel' il Mar Nero collegato al Caspio, spinge le suo braccia fìno nell'i nleroo dell'Asia. Per il canale di Suez e il Mar Bosso, la strada che traversa il )Jediterraneo corre . non intAtTo tta fino all'Oceano indi ano, ai mari cinesi e via via. L' ftalia si protende come un mo lo in mezzo a questo mare, inclinala Yerso Oriente e, colle isole di Sicilia e di )faltn, lo diYide in clne bac ini. Pit't interessante, sotto tulli i rapporti, l'ori entale. Tale era anche nel medio evo e nell'anli chità; oggidì un'opera costruLta dalla mano dell'uomo sembra destinata a tra~porlare sempre più il

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Al'iNO XXXI,

VOL. IY.

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LA LOTTA 50 Ma dappo ichè i Fenici enLrarono a fa r parte dell 'impero persiano e questo venne a trovarsi quasi in \;Ontatto colla Grecia, scoppiò la on11erra . Ft1 allora che nli Ateniesi ebbero dall'oracolo il fa moso consinlio se m,imirent, e con una batlaglia nava,le " i t l moenibtis liqneis . (la prima degna di tal nome, di cui par li la storia) troncarono i nervi a una colossale invasione. Dopo un altro periodo cli lolla pacifica, si riaccese fur iosa la guerra collo spedizioni cli Alessandro, il quale terminò la concorrenza, di-struggendo Tiro, saccheggiando e rovinando per sempre tutte le coste della Fenicia. E qui apparisce il divario tra le guerre cli conqùi sLa e ·qnelle nate da rivali tà commerciale. I Fenici , conquistali dai Persiani, avevano continuato a prosperare; erano diventati parte integrante dell 'im pero; ne costitui vano la base mariLtima . Caduti in mano dei greci, vennero annientali. Alessandro ch e, quando non avea bevuto, non era un barbaro, solo con essi fu deliberatamente crudele. E perchè non riso rgessero, fondò Alessandria . Così il bacino orientale ,divenne un bigo greco. A cavallo dei dne bacini, sulla costa africana, restaYa ricca e potente Cartagine, rivolta ad occidente, signora di gran parLe della . ·S icilia e della Spagna. l\el centro d' ILali a, poco lun gi <lai mare, era sorta a potenza una cillà nuova: Roma . Q11antunque la natura l'avesse creata e le istituzioni educata per ,essere poteuza esclusivamente continentale, pure, quando, assicurala l'indipendenza, vo ll e cominciare la lolla per la pro:;perilà, doYelte fars( potenza marittima: E sua prima rivale fu naturalmente Cartagine, dominatri ce nel bacino occidentale. Sono note le vi cende ,dell e Lre accanitissime guerre che fin irono colla distrnz ione di questa città. Da una parte e dall'altra si combatteva per la distruzione, non ,per la conquista. Rimarchiamo solo una circostanza: Annibale passò ·le Alpi senza incontrare altri ostacoli, fu orchè quelli della naLura ; -vinse nella nlle del Po, nell'Italia centrale e nella meridionale; ma non fu padrone dell'I talia, perchè Roma continuò a resistere. Anzi proullando della superiorità marittima precedentemente acquistata, .,li porlò nc,uerra in casa. Per il che l' invasore , entrato da un capo . <l' Italia, fu costretto a uscirne dall'altro, per accorrere in difesa ·.della patria. Non mai, dopo la caduta dell' impero romano, l'I talia si trovò,

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PEH LA PROSPER ITi

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q uanto ogg idì , costitu ita in modo simile a quel lo del tempo di Annibale. Disgraziawmente le manca la superiorità per mare. Distrulla r.artagine, il bacino occidenLale divenne lago italia~o e si passò nell' orientale; ma qu ivi per rngioni ch e è inutile enumerare, ~ra questione di conquista, non di rivalità, perciò le distruzioni furono poche e falle per ira, o barbari e, n~n per sist~ria . li bacino -Orientale contin uò 'ad essere in mano dèi Greci; soltanto essi lavor arono a serrizio dei Roman i. I quali, oramai senza rivali, guardavano ,le cose dal punto di vista del conqt1islalore, che non distrugge ciò che tonsideras uo. ' · Nè le condizioni della concorrenza in questo bacino mutarono gran fallo, quando, di viso l'impero e sorta Costantinopoli, le riccbezzeùel1' oriente cessarono di affiui re all a città del Terere e fecero capo a quella del Bosforo. 11 campo dell'attività si restrinse, allorchè nel settimo secolo gli Arabi, distrutta Alessandria, si stesero sn tutta la costa afri cana, nemici e ladri, più che concorrenti. Nel bacino occi~entale, caduta Roma, ogni attività fu spenta, fi nchè in fondo ali' .\ driatico nacque Venezia, e, poco appresso, sul Tirreno, G·enova e Pisa; tutle e tre rivolte ad Or iente. Non vi fu lolla per la prosperità coi Greci, che infiacchi ti cecleLtero il campo su l mare, abbastanzacontenLi di prolungare in terra l'agonia dell'esistenza contro i Mno meuan i. Allora si vide, trn'altra volta , lo spettacolo di città commerciali, con poco o punto dominio in terraferma, dominatrici sul mare, abbracciando colla loro attività, i due uacini del Mediterraneo e il mar Nero. E le ricch~z~e affiu.irono a Venezia, a Genova , a Pi sa, come già an ticamente a Tiro, ad Atene, a Cartagine; e siccome i tre concorrenti, quantunque membri di una stessa nazione, non formavano un sol corpo politico, co~i sq9 ppiaror. o fra loro le solite guerre di rivali tà. Le qual i ol'lremodo deplorevoli, non furono però la causa principale del perduto dominio . Questa bisogna cercarla in tre falli ,d'importanza mondial~: la c~dutà di Costa.ntinopoli, che schiuse un abi5so fra l'Oriente e l' Occidente ; la scoperta del Capo di Buona Speranza che aprì una nuova strada alle Indie ori_ènt.ali; la scoperta dell' A.merica che offrì un nuo"-0 contilj nente tall 'n ltività europea. Cosi • , , • l'importanza commerciale del ~Iediterraneo res tò d1mrnu1ta , e le nostre città marinare si trovarono fuor i strada. 0

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PER LA PROSPERIT.\

LA r.or:rA

Se l'Italia fosse stata una e indipendente, non sarebbero mancati i mezzi e il coraggio di seguire il commercio per .le nuove vie; le navi italiane avrebbero solcato gh oceani, come già le lriremi il Mediterraneo . Ma quest'impresa possibile ad una grande nazione, era superiore alle forze di città isolate, discordi e poste dagli avvenimenti in una situazione svantaggiosa. Non la tentarono neppure. Il domini o àel mare passò alienazioni occidentali, e cominciò tra esse la lolla per la prosperità. Nella quale si pr:ovarono Spagn,t, Ponogallo, Olanda, Francia ed Inghilterra; finchè quest'ultima, superati tutti, abbracciò quanto le bastarono le braccia, smisuratamente lunghe in proporzione del corpo, e lasciò agli altri il resto. D'al lora in poi l'Inghilterra mirò solo a conservare; costrella per conservare a far sempre nuove conquiste, o almeno a moltiplicare i suoi punti d'appoggio. Il Mediterraneo se lo acconciò come un campo trincerato, auraverso il quale corre la strada delle Indie. Assieme ad essa si sforzano di prendere o di migliorare la loro posizione in questo mare tulle le allre grandi potenze; prima tra esse la Francia. E siccome per tutte queste il Mediterraneo è un campo da sfruttare, e per l'Inghilterra è specialmente una strada di passaggio (campi da sfruttare neha troppi), così tutte si trovano in concorrenza con noi, e minacciono il nostro avvenire più che l'Inghilterra.

VII .

Quali sono attualmente i possidenti nel Medi terraneo? Facciamo giro delle coste. Sulla prima entrata dall'Atlantico troviamo un forte di sbarramento in mano dell'Inghilterra; E che forte l Dalle casematte scavate nella 1:upe, l'Inglese vigila come Cerbero chi entr.a e chi sorte, e dai vari ordini di cannoniere, onde è tutta bucherellata quella colonna d'Eri cole, può concentrare il suo fuoco, quasi a bruciapelo, su chiunque ardisse di sforzare il passaggio. La sfera d'azione di Gibilterra (che non è solo un forte di sbarramento, ma UQ. porto di rifugio, un de(jJ

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posito di carbone, di viveì·i, ecc., ecc.,) si stende verso occidente fino sulle coste del Portogallo e lungo quelle oceaniche del Marocco, verso oriente, fino nelle vicinanze di Malta. Segu e la Spagna, fatta ricca da Colombo prima che si svegliasse 1a concorrenza per lo sfruttamento dell 'America; poi vinta in questa -concorrenza, benchè avesse preso i primi posti; oggidì decaduta di ricchezza, d'animo e di forze. I suoi porti sono malamente difesi; 4a sua flotta non è tale da far ombra a nessullo. Sulla costa marocchina. di fronte a Gibilterra, possiede Ceuta: l'altra co lonna d'Er-cole, di gran lunga inferiore alla prima, per se stessa e pe'suoi pos~essori . Auguriamo alla sorella latina un prossimo risorgimento, che tanto gioverebbe al l'equilibrio delle forze nel Medi terraneo; ma non ,Io speriamo. Nostra vicina d'occidente è la Francia, seconda potenza. marittima dell'Europa. La sua morina mercantile è in concorrenza diretla colla nostra; la sua marina militare ha un peso schiacciante in tulle 16 questioni del Mediterraneo. Nei porti di Marsiglia e di Tolone vi è tullo il necessario per imbarcare contemporaneamente più divisioni. La Corsica, antica sede di Genovesi e di. Pi san i, colla sua costa ricca di ùcrol fi ' serve'ini rabilmente da posto avanzato. La costa al!!eu rina è, da vari decenni, terrilorio francese. Da qualche anno, la bnn<diera francese fu piantata sulle rovine di Cartagine. Non c'è pericolo che risorga Cartagine cli fronte a Romn; le prove fatte dai Francesi in Algeria ce ne danno affidamento . Ma anche senza risurrezioni, nnche senza nuovi acquisti verso Tripoli e verso il Marocco, bastano i possedimenti attuali, perchè la Francia, non solo divida, colf' Inghilterra, il dominio del bacino occidentale, ma vi abb ia una parte pre- · :ponderante; ed esso costituisca quasi un lago frnn cese, dove oggi o domani non avremo neanche più il diritto di pescare. Nostra vicina d'oriente è l'Aus tria~ la cu i marina mercantile è .anch'essa in concorrenza diretta colla nostra; la cui marina mii i•tare, nnta nelle lagune di Venezia, fu conosciuta per la prima volta nel mondo dopo la battaglia di Lissa; ed ora dal porto mercantile cl i 1'rieste, da quello militare di Pola , dalle sinuose coste della Da),mazia, domina nel golfo che da Vener.ia prese il nome. Coll'occupazione della Bosnia e dell'Erzegovina, l'Austria diede spalla ol suo ,litorale adriatico; per impulso proprio e per spinta altrui, tende a!J'Egeo . ·

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LA LOTTA

PER LA PROSPFlRIT.~

·Fi·a questi due vicini siamo noi, come tra l'incudine e il martello. La natura ci diede una posizione privilegiata, ponendoci a caval lo · dei due bacini con un corteggio d'isole nell'uno e nell'altro; mJ. la geo~rafia po li tica che trovammo nel Mediterraneo , all'epoca det nost'.·o risosgimen to, era poco d'accordo con la naturale, e dopo di: allora le condizioni si aggravarono maggiormente a nostro danno . Se non avremo al più pre~to una flotta co:;tieracheci assicuri le coste e una OoLLa d'alto mare che minacci le altrui, queste condizioni peg- · gioreranno talmente da renderci impossibile la conco rrenza nella lotta per la prosperità. Genòva la sostiene a stento, con sfo~zi di, cui solo la tenacità, l'at~ivilà (dile magari l'avidità) dei Ligu,:i è ca · pace; Venezia, rincantucciata nelle sue lagune, non può rialzare la testa. E vi méravigliate che l'Italia non sia ricca? Se per essere r icchi bastasse lavorare la terra, i buoi, secondo un pro,'.erbio contadine'sco, avrebbero le corna d'o,:o. Proseguiamo la rasseg,na : ecco Malta, la perla del Mediterraneo, in mano degli Inglesi: Meglio in mano loro che in quelle di altri stranieri. Essa ha per il dominio del mare nostrmn un'importanza anche maggiore di Gibilterra. È.uno degli anelli principali di quella catena che unisce le Inqie alla Gran Bretagna. La sua sfera d'azione si estende nel bacino occidentale fin presso Gibilterra, nell'o- · rieh1ale fin presso i Dardanelli l'Egitto. Ecco le coste della Grecia alla quale auguriamo buona fortunaÈcco i primi lembi nell'imperQ turco , dal quale, come da tutti i corpi in decompÒsizione, pullulano nuovi germi di vita e intorno a cui· girano gli avoltoi. L'Austria lo rode da una parte, la Russia dall'altra; le antiche nazional iti1, che risorgono, lo rodono dal centro _ È difficile dire quan'to durerà il mart irio •3 per quanto tempo i roditori procederanno d'accordo; ma per il possesso della testa vi sarit · guena certamente. E ui1 lotto che non può dividersi. Salonicco, destinata ali' Austria, è per numero d'abitan ti la seconda ciuà d~lla Turchia. Per la sua posizione geografica, per il suo buon porto, per essere il punl? d'ifrrivo di una ferr<M~ che, attraverso la J;>enisola dei Ralc.ini, meue in comunicazione l'Europa: centrale coi-Medilenaneò, è destinala ad un grande avvenire. Giàse ne vedono i sintomi; ,in pochi anni prese uno sviluppo, di cui sol o, si trova esempio fra le ci ttà americane.

Il passaggio dal !\1-editerraneo al M,a,r Nero è guarda lo dai Darda. nelli e clalle batterie del Ilosforo . Il guardiano è ammalato e senza.pa~ renti; lo ass istono i nemici e i creditori. La.posizione è d'importanza capitale; qui si affollarono in ogni tempo p.opo li d'ogni razza: qui ò non solo la chiave del pasrnggio fra,due mari , ma la testa di ponte dall'Europa ali' Asia. li mar Nero sta per diventare un lago russo ; si voglia o non si voglia. Con una guerra di tanto in tanto e con opportuni strappi ai trallali, la Russia sì accomoda sempre meglio. Sebastopoli risorge in buona compagn ia. Chi credeva che i Moscoviti, per condizioni sfavorevoli di clima e di suolo, fossero condannati a non uscir mai dall e steppe e dai gh iacci, deve cambiar opinionè. Tornando al Medi l~rraoeo, lungo le .coste dell'Asia ì\'tin oree della Siria, dove sotw i piedi dei Turchi è disseccata fin l'erba, si giunge ali' Arabia, sul cui confine occidentale è· scavalo il canale di Suez. Prima ancora che si scavasse, gli Inglesi previdenti s'erano piantati in Aden, e poichè fu scavato, si piantarono in Cipro; così coprono l'entrata e l'uscita. Cipro è, rispetto all' Egillo, un'opera avanzala; rispetto al bacino orientale del Mediterraneo, un'opera centrale. Quinci si raggiungono fac ilmente, da una parte Rodi, Creta, la ba:a di Besica,i Dardanelli; dall'.altra Alessandretta,BeyruL,,Jatl'a, Porto Sai'd e le coste egiziane. Col possesso di Cipro, l'Tngbil terra copre non sol a l'i ngresso del varco aperto tra il Med iterraneo e il mar Rosso, ma pure di quello che si parla d'aprire tra il Mediterraneo e il golfo Persico, attraverso la Mesopotamirt. Tale e il gioi ello che lord Beasconfield recò da Berli no alla sua graziosa regina. Nè' furono da meno i di lui successori, ohe, alla pr_i,ma occasione, sveltamen te dall e navi saltarono in Egillo. Così. non solo l'entrata e l'uscita, ma tntto il percorso del canale e il territorio adiace11te sono in mano degl' Inglesi. I quale tengono guarnigione a Porto Sa'id, ad Alessandria, al. Cairo. E dall'alto dell e Piramidi i famosi quaranta secoli Ji yOnfemplano. A compiere il giro del contorno resta la Tripol itanìa, striscia di terra.coperta di sabbia e seminata di rovine. La sua capi tale è in un'oasi di palme bagnata dal mare; punto d'arrivo e mercato dell e carovane ch e hànno traversato il Saara, non manca di valore; appendice staccala dell'impero turco, aspetta che qualcheduno abbia.

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LA LOTTA

il diritto di prendersela. E noi sappiamo quale sia la mi sura del di ritto. Sola fra le grandi potenze, la Germania non possiede un palmo di litorale sul Mediterraneo; « benchè (d ice un autore tedesco) la sua ombra si proieLti gigante su queslo mare». Dio conservi l'ombra e ci liberi dal corpo.

VIII .

Quantunque oggi di siano mollo solcate anche le onde dogli oceani, pure il Mediterraneo ha riacquistato tutta l'antica importanza, e sta forse per acquistarne una maggiore che mai. La dirn inuita facili lii di sfrullare l'Ameri ca, le scoperte e le colonie .in Africa, il canalo di Suez. la decadenza dell'impero turco, le gare per la divisione della grande eredità, hanno ricondotto l'attività umana all'antico teatro. L'Oriente ha cessato di essere chiuso; l'Africa si svela; la nuova strada dell e Jnclie traversa il Mediterraneo in Lutla la sua lunghezza; la storia ripi glia il suo centro. Un'eco del tempo remoto sussurra sulle coste europee del Mediterraneo, e vi suscita un fremito di vita . Le vecchie nazionalità risorgono . Si è costitnit.a l'Italia con Roma cap itale. Nell a penisola dei Balcan i le. piante indigene, di cui restavano solo le radici, pullulano da tutte le parti o sopraffanno le esotiche. Greci, Serbi, Bulgari, Albanesi, Rumeni, domandano l'antico retaggio, e ormai non· è più il Turco che loro il contrasta; so no i preSllnli successori del Turco. Questi cede da tutte le parti alla tempesta cbe l'incalza. ~Iolti lo compiangono, noi no . Chi è refrauario alla civil Europa; ma chi verrà dopo lui ? La Russia sente piucchè mai irresistibile l'aLlraiion e secolare che la tira sul Bosforo, ed ogni anno fa un passo avanti . La Germania, appena costituita, fu invasa anch'essa dalla febbre orientale. Giorni sono leggevauo in un giornale: dù~ Donau, der ein.ziqe deuische Strom, velcher ostLich fiiesst, vorwats deutet (Il Dan ubio, unico fium e tedesco che corra Yerso oriente, significa a,·anti). Spiegazione degna

PE!R l,A PROSPERITÀ

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di scienziati come sono i Tedeschi. Dunque avanti anch'essi, o per meglio dire, l'Austria, spinta da essi . L'Inghilterra ha già preso le posizioni avanzate. La Francia cerca se ai confini della Tripoli tania vi fossero Crumi ri, per cacciarveli avanti. Questa è la situazione. Grand i avvenimenti sovrastano. Qualunque sia In gente che pian· terà la sua bandiera e la croce in Costantinopoli, q11esto fallo ::ivrà con:;oguenze d'importanza mondiale. Ma ad esso non si verrà senza gu erra. Nella qunle i Tnn:hi lotler:inn o per l'esi slenza; le popo lazioni balcaniche per· l'indipendenza e le potenze enropee per la prosperità. Sono in troppi n volere la parLe del leone, perchè si possa credere in una soluzione pacificn. E non è a credere neppure che. in questa intricatis~ima lolla, avranno qualche peso i principi e i sentimenti. Nelle questioni in-· ternazionali, se qualche volta si fa giustizia, è pei-chè conviene. L'egoismo naz ionale procede di pari passo col pri ncipio di naziooalittt. No n mai quest'egoismo si è rivelato con tanta franchezza e venne spinto, r.ome oggidì, fino alle ultime c!onsegnenze. Vediamo rinascere, in pieno secolo decirnono, lolle e antipatie che credevamo spente col progresso della civiltà. Dalla nussia si cacciano i Tedeschi , dalla Germania i H.nssi; dfilla .Frnn cia i nostri operai; dal le . coste della Dalmazia i nostri pescatori. Germania e Russia si per-~ donano gli sfratLi reciprochi, per mantenere l'accordo nel cancellare le impronte dei Polacch i. 1n Germania e in Austria risorge la lotta contro gli Ebrei e fa capolino anche in Francia; in Russia assume forme selvaggie. C'è da meravigliarsi e gridare allo barbarie, se vari secoli fa gli Spagnuoli hanno cacciato i Mori ? PossLamo vantarci altamen te che da queste lolle anticivili siamo ~senti. Dopochè abbiamo acqu istato l'indipendenza, la parola stninuro ha per noi un significato meno odioso che per qualsiasi altro popolo d'Europa; ma dobbiamo aprire gl i occhi e vedere in che tempo si vive; perchè (giova ripeterlo) nati ieri, abbiamo ancora delle ingenuità. I nuovi mezzi di comunicazione ·hanno rimpiccioli to il mondo e ravvicinato i popoli; ma le distinzioni tra questi non furono mai più marcate; non mai si prese tanta cura di mantenerle ed accentuarle; non mai si diede loro maggiore importanza. Assistiamo ad uno sforzo, a un lavoro con tinuo delle nazionali!;\ e delle razze per


LA LOTTA

assimil~rsi_~d unirsi gli elementi omogenei, e respingere, 0 sopraffare g,h altri. Non mai le popolazioni si sentirono così fortemente, attratte :erso il centro di gr.avi·tà della loro naz ione, 0 della.loro razz&; non mai provarono così vivo il sentimento di repulsione verso chi, avendo _u_n alt.r~ centro, si trova in concorrenza nella lotla per la prospenta. Ogrn mezzo è buono per schiacciare il concorrente come per vincere i! nemico : E_ se, a quest'uopo, non si ricorre sem~re alla forza, come facevan o gli antichi, egl i è che la civiltà mo·derna offre diversi mezzi. Ma quali che sieno, ci vuole in riserva la forza; perchè solo da essa gli altri mezzi acquistano il loro valore; salvoch è si tratti di concorrenti protetti dalla propria debolezzà, o per meglio dirn. dalla forza altrui. ' Siamo preparati agli avvenimenti che possono mutare, da un momento all'altro, la geografia politica nél bacino orientale del ~ledi-· Lerraneo? E se non lo siamo, quale economista, che veda più in Ji:t del naso, _ch'.ame1~à im?r?duLLive le spese necessarie per prepararsi? · I nostn b1sogm Lutti li sanno: sono quelli di una nazione di trenta mili·oni ché si trova all o stesso grado di civiltà delle più civili nazioni d'Europa. I nostri diritti sorto le nostre forze; e questo è vero in· pace còme in guerra. Le alleanze tra eguali sono palli da am ici; tra: debole e forte sono patti da strozzino a strozzato. Ma pure ammett~n~o che fossero sempre patti da galantuomo, chi può pretender~· d1 ntrnrre da un'alleanza (che è un'associazione come tutte le altre) un utile proporzionale maggiore della posta che metté? Nessuno prop0rrà certamente· che, per schivare gli usnrai della politica, si cada in mano a quell'i della fii1anza; che si facciano de'biti per prepwrarsi alla lotta per la prosperità. la quale mal si comballe co_n la borsa_ vuota. È . solo qùestione d'inten:dersi sulle spese prodntt~ve: snlle imp1·odnttive . AvvegnacM, per una lunga serie di aberraz1orn mentali , siasi giunti al punto di chiamare improduttive le spese neeessarie e produttive quelle di lusso. Una volta, qui in Roma, era il popolino che porgeva la scodella alla pol'ta dei con'venti ; ora sono eomuni , provincie, regioni, città di prim'ordine che la porglino alla porta dei ministeri . E per contentar tutti , se ne dà a tutti; non minestra, ma milioni: e se ne dà di più a chi grida più forte . Strade ordinarie, ferrovie, porti, istituti, fortificazioni, sventrnrnmtti, monumenti, sussidt, concorsi e ,,i:i

PER LA l'ROSPERITi

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dicendb; tuLlo si fa specialmei1te.nell'inteht_o di ch iudere· la bocca a qualcuno. Il Governo ha assun to l'u fficio d'e lh p11ovvidenza1• La cas$a , dello Sta lo è di ven Lata la cassél!a del Ie elerhosine, o per meglio di'1'e, . il magazzino delle oJTe di Cerbero. Ecco perchè mancano i fondi per · pl·eparare la nazione ai grandi avvenimenti . Se fossinio al tempo in cui gli anti èhi Romani . trovata sullà spiaggia una carcassa di n'ave èartaginese, ne fabbricavano in poco'· tempo un centinaio di eguali, e caricatele d"uomini che non erano<mai stati in acqua se non per bagn'arsi, e provvisti li cl i rampini· per · veni're all'arem'baggio, assalivano i Cartaginesi, e, combattendo irf mare corne si comballeva, in terra, li vincevaòb; se fossimo al tempo · in cui. Veneziani·, G'eriovesi e Pisani, pel'tlllte in una baltaglia cin1 quanta o sessanta galere, tornavano a casa col resto, e, messa mano • aì risparmi e lavorando cli forza p·èr vari mesi nei loro piccoli arsè · mi.li, senza che nes.sunò li disturbasse, si ponevano in grado d'i riprendere il mare la prima,·era seguente; se fossimo a quei tempi, . ci darebbe meno p~nsiéro il non essere preparali . Ma oggidi le navi da c,uerra sono diventate macchine tari, che alla loro costruzione · con~orrono tulle le industrie di un paese e spesso non bastano; bisoc,na ricorrere all'estero. E questa costr'uzione richiede poi tanto. · 0 tempo e' le "Uerre moderne durano cosi poco, che due o lre guerre- · ' o ' possono aver luogò, prima' che una corazzat.,1, messa oggi in canr:. · tiere, sia in grado di mis'urarsi col nemico !)avanti al pericolo imn1i nénte tutti i popoli sono genero~i, e l'ila- · Jià'no non lo è meno degli altri . Col laccio- a:lla go'la anche gli eèonomisli si accorgono che le sp'ese per preservà'rsene erano prodqttive. Ma se è vero che non s'improvvisa un esèrcilO', è piucchè vero · che non s'improvvisa una. flotta. Le generosità: dell'ulLiit'r'ora a. ttillo , possono servi re, salvo a fornire i mezzi di còmhattere in maf-e. Se'rvirel:ibero probabilmente a: pagare il nemico .

IX. Per un caso fortunato, la potenza. che oggidì nel Mediterraneo è·· la più forL~, è in pari tempo qnella ché ci dà meno fastidio _nel pi"e·· sente e meno ombra nell'avvenire. Intendiamo l'fnghillemi.


LA LOTTA

La sua flotta, checchè si dica, è sempre la prima del mondo . Senza entrare in particolari, la giudichiamo tal e pel rispetto che o-li .altri ne hann o. Il telegrafo e il vapore , raccorciando le distauz°e, ·h~nno giovato, piucchè ad altri, agli Inglesi che hanno maggiori ,distanze da percorrere. Il telegrafo, il vapore e la cresciuta portala delle ar tiglierie hanno rist.reuo le maglie della rete, onde gl'Inglesi :.avvolgono il Mediterraneo. D,t quando costoro cominciarono ad es-sere poten ti sul mar~, aumentarono sempre i loro acquisti nel Mediterraneo, e gli ultimi due (Cipro e l'Egitto) sono il coronamento -dell'e~lifizio . Sia abili tà, sia fortuna , tutto è andato loro a seconda. La stessa apertu ra dell'istmo di Suez, che si credeva dovesse recar un crol lo all a prosperità commerciale e alla potenza marittima del,1'Inghilterra, fu per l'una e per l'altra di un vantaggio immenso. Pel canale di Suez pnssano più vapori inglesi che di tutto il resto del mondo insieme; segno cerro che l'Tnghilterra ha profittato di ,quest'opera più che tutti gl i altri. Di fronte alla Russia, l' [n ghilterrà si è ravvicinata alle Indie, e ,questo è per essa d'importànza capitale. Se le navi inglesi dovessero .ancora fare il giro del Capo di Buona Speranza, as5ai più dif•ficilmente l'Inghilterrn. sarebbe ora in grado di tener testa alla Russia sui confini dell'Afghonistan. Di fronte alle potenze occiden•tali si .trova bensì nllontanata; ma con •esse è sinora soltan to in concorrenza commerciale; e pri ma che su que$tO terreno possano darle pensiero, passeranno forse dei secoli. I mezzi, l'abili tà, le relazioni, la posizione acquistata o eraditata, sono per le nazioni , -come per gli individui, ben altri elementi di successo che la maggiore vicinanza alla fonte del guadagno . c. Taluni , ammettendo che l'Inghilterra sia o~gidì nel Mediter-raneo la potenza più fo rte, ci chiederanno perchè, malgrado ciò, deb ba essere quella che dà meno ombra. Crediamo non anda re er·rati dicendo che-questa è un'opinione, nnzi un sentimento quasi istintivo e universale in Italia, e se ne cerch iamo le raoioni le ' r, ' ·troviamo fondatissime. Il Mediterraneo, come abbiamo già detto, è per l'In gh il terra una -strada coperta o, se vuolsi , un campo trinceralo; mn nul la più. Malta e Gibilterra in questo mare, Aden nel Rosso, sono fortezze, -sono porti di ri fugio, stabilimenti per rip:mizioni delle n::ivi, depo-

P.Efl LA PROS PEflIT,\

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siti di carb1Jne, magazzini di viveri, ecc., ecc., ma non ciLLà commerci~.li che facciano, o possano fare mai, concorrenza a Genova ea Ve.nezia. Cipro e l'Egitto sono per l'T_nghilterra posizioni strategiche, ma non colonie;· e da queste posizioni non partirà mai un· corpo d'invasione pel territorio italiano; ne possiamo essere certi. Gli avvenimenti nel Mediterraneo toccano tre partj del mondo e· l'Inghilterra ha in Lutti e tre gravi interessi. È natura le che, potendo farlo, siasi acconciato questo mare come un teatro d'operazion i. Ma, dei punti d'appoggio che valgono ad assicunnle,in tempo, di guerra, vontaggi immensi, non si giova nè ha interesse di giovarsi per incagliare, in iempo di pace, l'attività degli Stati litoranei;. ha ben altri campi alla propria auività. Da molto tempo l'Inghilterra non mira ad estendersi, ma solo a conservare. Le sue recenti conquis tH sono sinceramente conqiiiste conservatr-ici(bench è questa espressione sia stata Lro.vata da ministri fra ncesi a proposito della Tunisia); può tenerle, ma non fecondarle. E se dovesse farne qualche al tra, sarebbe null a più che un aumento di còrpi di guardia. Ecco· perchè, fra le grandi potenze che hanno possessi nel Mediterraneo, l'Inghillerra è qhella che ci dà meno fast idio nel presente e meno, ombfa per l'avvenire. D'altra parte, noi siamo così piccoli che non possiamo certamente· dor ombra all'Inghilterra. La quale ha invece interesse di niutarci a crescere, affinché sorga, sui lidi del Medi terraneo, una potenza marittima capace di tener fro nte, in questo mare, alla Francia. Si noti poi che la situazione dell'Inghil,erra nel Mediterraneo ha, sotto un certo rnpporto, per noi dei ,,ani.aggi. Finchè questa nazione non scenda dal ·suo posto, e Londra continui ad essere il· centro mas::;imo del commercio mondiale, e le ch iavi del Mediterraneo e del mar Rosso restino in mano degli. Inglesi, la grande strada di questo commercio (dal Gange al Tamigi)· passerà davanti alla nostra casa. E se ciò, per ora, non ci reca un profi tto maggiore· di quello che rechi il veder passare i treni e i vapori dalla finestra , c1 lascia :rlmerio la speranza cli profittarne in aV\'enire. Ad ogni· modo questa situazione ci !ibera da un'altra infinitamente peggiore: il Mediterraneo lago francese. Ma è sicura l'Inghilterra della sua posizione nel Mediterraneo t Le misure possibili le ha prese lutle, salvo una: quella di avere un


' PER I.A PROSPEf\lT,\

LA LOTTA

e:ìercito nel.senso moderno della parola. F\ncliè si trattava sol Lanto di G\bilterra e di ,M11lta, b~stavn ja flotta; forse b,aslerebbeanche per · Cipro; ma non per l'Egitto. Il cqnale di Suez ,è e ,sarà Sr'm,pre un punto d~bole della str1Lda 4elle Indie. Gl'foglesi ne copropo invero ·.!'.entrata e l'usci ta, e si accanwano sulle sue sp_opq.e; ma è ancor ·vi,ya la memoria della visi la fo.LLa alle piramidi dal generale Bona- · parte. Ciò che potè succedere al tempo delle lentissime Jlotte a vela, : potrebbe ripetersi in qufllo delle flqtte a vappre. Il Mediterraneo è ricco di porti e di baie e la ,Francia di soldati e di mezzi di tra, ' -sporto . Si è detto che uq,corpo di cinquantamila continentali, il quale ' riuscisse a sbarcare.sulle coste inglesi , aitdrebbe difilato a Lopdra. Forse vi è esagerazione in questo q.~tto, ma non ve n'è affatto n~l dire che, _se un simile ç_orpo riuscjs~e a sb.arcare sulJe spiagge egiziane, andrebbe. difilato al Cairo, costringendo le gnarnigior.i inglesi , ad imbarcarsi per,la via più breve. Nè l'Jnghitterra , racc:.ogliendo tu~te le sue forie, sa rebbe più in grado di caccia rnelo. L'esercito inglese b:;ista appena a difendere il confine delle Iùdie; ·, e può darsi che, per tale difesa, l'Inghilterra. debba suonare a rac. colta ed assottigliare an1~ora le sue aià deboli guarniaioni in E•ril!o V e nelle sLazipni q.el MediLerrapeo. Ip questo caso chi la garaqtisce svolo-ersi deo-li avve,,da,,un colpo di mçno? Chi l'assicura che . nello ' ,o · 11i,menLi altre poten?,e non prendano, in questo mnre, posizioni cl~e in tutto o in parte, peutralizzino le sue? Essa conosce per esp,e1;-jepza che chi afforra be.ne e a tempo, ~iene. E P,er quanto abbia _già fatto, nel ~,editerraneo, p:iccolta di perle, ve ne sono ancora; ,.speciaJme_nte S.\1lle coste. ç,Q!ne si ,tr,o,yerebbero gl'Inglesi, se da _soli doye~sero ç.opiba,t.t.ere coqtro ballaglioni eur9pei, in gosizione · ~love non g_i,ungano i proi,e~.Lili della flotta? L'Ipghilterrn-e.9~e s~rnpee P,js,ogno, pelle sue gue1te, di un ald\;l~ta fra le1 pot~oze co.n~inenlali. Questo bisogno l'ha 9ggidì più che , mai,, pet'çhè i s1.1oi ,p1,1nli vulnerabili sono allimentati, e l'impero ~~t,urco, che ~e1;yiva di an.t~.i;nurçtle ai suoi 1 po.~::;edimenti, in Asia, sta .per sparire. Quest'allea,ta che fu, per tanto tempo l'Au~tria, può es--serlo oggidì l'Italia. Naturalmente sulla, base del do nt des, vera ~base di ,tnJte le alle~.Q.ze. Sarebbe a~ dis.opra della nostra co1;iip.et~nza entrare in Nrticolari e,-;

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.a qtiesto riguardo . Abbiamo solo voluto accennare al fatto che, nella lotta per la prosperità, i nostr i .interessi nel•Mediterraneo non sono in colfo,ione con quelli dell'Inghilterra, e che le forze dei due •.Stari si completano a vicenda. Nè questa è una condizione di cose accidentale o momentanea; perchè, da una . parte, ip.olti anni passeranno ancora prima che l'Italia abbia una flolta che risponda alle esigenze della sua posizi0ne, e l' Inghilterra abbia un esercito che risponda alle esigenze delle guerre · moderne; 'Clall'altra parte, per far nascere fra i due Stati una vera collisione d'interessi, sarebbero H'lcessari avvenimenti al!',infuori di ogni previsione. Però, soli o accompagnati, bisogna conJare essenzialmente sui nostri mezzi. Essi costituiscono il capitale impiegato . La forza pesa sulla bilancia delle alleanze, come su quella delle ostilità; pesa perfino su quella della giustizia. Chi non è forte abbastanza per tentare ' da solo un'impresa, si mette in società. È già una fortuna la possi.bil ità di trovare un socio.•,Ma la forza·messa in comune è , nella migl iore ipotesi, la misura dei diritti; potendo anche darsi il caso che ·il socio più forte non sia talmente onesto da contentarsi cli una quota ·proporzionale.

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X.

Ecco a gran di tratti la situazione in cui si apre per noi la. lotla per la prosperità. I mezzi per combatterla possiamo procurarceli, ma linora manca la persuasione della loro necessità e un'idea chiara della loro rel.ativa importanza. Le noslre forze di terra e di mare non vennero mai abbastanza considerate da un punto di ·vista complessivo e in relazione con tutti i casi di guerra che possono-capitarci. Ancora impressionati della lotta sostenuta per l'indipendenza, siamo porlaLi a :r~_tu_tte !e lot1:e si còmba_ttan? alla s_te~sa maniera, e che con ~nlli 1 nem1cìs-r-&&1-1w le stesse armi. C'1mmag1mamo sempre <li avere di fronte Tizio o Caio·che ci tirano alla pelle, e dover parare i loro colpi di lesta. Q!1indi non pensiamo ad altro che a J'inforzare la coccia.


LA L01TA

Ed è oggidì errore solenne. La coccia è ormai dura abbastanza· ci vu_ole il braccio svelto. La nostra posizi one non è più fissa e de~ L~rm1nata ris~etLo a nessu_no; siamo lanciati in mezzo al mondo; possiamo av&r bngh e con tutti, meglio fuori che in casa. Bisogna dunque cessare una buona volta dal considerare le cose dal solo punto di vista della difesa. Chi non bada se non a parare, finisce per prenderle. Chi non ha braccia per I' olTesa, fosse anche in una botte di ferro, non sar.'.. ma~ rispet~ato e temuto al di fuori della sua botte. Eppure convi ene ~sc1re. Cb, e sano e li bero, ha bisogno di camminare per conse!"l'arsi m salute. Se ci lasciamo stringere in una cerch in di ferro, menomare la nostra porzione d'aria, d'acqua e di luce; se nel Mediterraneo, in mezzo a cui la natura ci ha posto, non riusciremo a mnove1:ci a nostro agio. e prendere la posizione che ci compete, potremo faticare come schiavi nei campi e nelle officine, che saremo nondimeno schiaccjati nella lotta per la prosperità. Nella quale abbiamo per concorrenti non so lo i nemici di una volta , ma pure ali antich i amici. Cbi ci guardava con occhio di compassione quand~ eravamo prostrati, e, per bene o male inteso calcolo d'interesse, ci dava una mano per rialzarci, ora ci guarda con occhio geloso e cerca ogni mezzo per attraversarci la via. È naturale e non abbiamo ragione di lamenlarcene; c'incombe però il dovere di prendere le noslre misure. La nostra prima ed unica battaglia navale fu una sconfitta; ecco perc~è i nostri diritti in mare sono pochi; e saranno sempre pochi, fioche un secondo esperimendo non cancelli il primo, o le nostre fo rze navali sieno Lali che s'impongano senza esperimento. Quando ~on si hanno nel_la ~ropria _storia esemp i fresch i di un buon impiego J~tto_ delln ~ropr1a forza, bisogna che questa sia esuberante, perchè s,a n conosc1uta; avvegnachc solo la forza riconosciuta sia diritto . Non si dica che queste sono teo:-ie da lupi; è filosofi a della.storia. La storia è una gran cinica. Quand è che l'Inghillerra ha potuto spingersi arditamente in Asia in Africa, America, in Oceania e aprire all'altività del suo popol~ un campo immenso? Quando distr utte in guerra, o da per sè decadute le !lotte dell'Olanda, della Spagna, del Portogallo e della l<'rancia non ~n~~ntro pm rivai'. ~ul mare. Quand'è che la Germania ha potuto m1z1are la sua politica oltremarina, mandando quattro uomini e un caporale su ciascuno di quei punti , che i suoi viaggiatori se-

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l'ER !.A PROSPERITÀ

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gnarono nel taccuino come utili ad occuparsi? Quando, haltuta ed infrenata la Francia, ebbe tolta di mezzo l'unica rivale che poteva farle contrasto. L' Inghilterra ha tròppo da conservare per opporsi seriamente alle conquiste di chi non minacci direttamente le sue. Ecco, dirà taluno, che la Germania fortissima in terra fa il suo piacere in mare, quantunque non abbia una Jlotta capace di misurarsi con quella della Francia Si, perchè tra In Fran cia e ltt Germania non vi sono le Alpi ; anzi oggidì non vi è neppure il Reno . Che la strada degli eserciti fra questi due Stati fosse .così difficile, - come lo è fra l'Italia e la Francia, e vedreste se la Germania sarebbe tanto libera in mare. / L'av~re i confini ter:estri a~~rli, cio.è s~o_mbri ~a gran?i ostacol'. ;naturali, è un vantagg io pel prn fori.e. Noi ringraziamo D10 d'averli { chiusi. Ma queste stesse Alpi cbe ci servono di schermo, ci saranno sempre d'impaccio a procedere offensivamente coll'esercito .. Poco 1danno. La nostr'arma offensiva dell'avvenire è la flotta. Ecco un principio che dobb iamo metterci in tesla e conformare ad esso i nostri alli . .La guerra per l'indipendenza fu combattuta dall'esercito nella valle del Po. Quella per la prosperità ( ove occorra la forza) deve combatterl a la flotta nel Medil.enaneo. Fincbè non possiamo misurarci su questo campo, potremo difendere la vita, ma non la borsa. In una guerra test.a a Lesta con una grande potenza marittima, per esempio la Francia, potremmo tenere il nemico alle porte, rinnovando sulle Alpi i miracol.i di Leonida, su scala immensamente più vasta e con maggior fortuna di lui; che, se saremo vinti per mare, usciremo dallaguerrn rovinati, e forse dovendo cedere sulla question() che aveva dal.o luogo alla guerra. Quando poi fossimo alleati di una grande potenza continentale, la cosa non muterebbe gran fatto, perchè la guerra per noi (specie in questo caso) sarebbe quasi esclusivamente marittima; e, vinti in questa, poco ci gioverebbe l'aver agevolalo, agli alleati, la vit1.0ri a per terra. Guai ai vinti anche se alleati di vincitori. Le rotture fatte'(i nessuno ce le pagherebbe. E è ci troveremmo esposti noi soli a queste sarebbero molte, p ,tutte le rappresagli e del nemico. · In conclusione, siccome siamo persuasi che il nuovo Annibale, o il nuovo Napoleone, il quale passerà le Alpi occidentali, e riunirà 5-

ANNO XXXI, VOI•. IV.


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LA LOTTA PER LA PUOSPERITÀ

/~èlla_~alle_del Po da ~00 a 350 mila ~o_mi~i, da:'anti_al_l'esercito delnon sia ancoT nato ne m lJ rancia, ,ne rn Corsica, ,nè , sulle rovine,di Cartagine, così siamo in conseguenza persuasi, che una_~n_en:a ~ell'Italia colla rFrancia, finchè l'Italia non abbia prob_ab1~1ta d~ vincere ~er _mare; presenti per questa quasi gli stessi pencoli, o sia che la faccia da sola, o sia che la faccia in alleanza con grande potenza ·continentale. Perchè la nostra alleata ci guarderebbe soltanto dalla parte donde abbiamo meno a temere; mentre le n~stre coste darebbero lavoro alla ilotla nemica. La quale, grazie a no,, non correrebbe pericolo di restar quasi inoperosa c0me nel ~ 870-7 1.

/I Italia UilJta,

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MAGGIORI DI COMPAGNI.A· . SERGENTI ., E

SERGENTI CONTA.BILI

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C.

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MANFHEDI.

È ammesso universalmente l'assioma essere la divisione del laworo mezzo precipuo di perfezione. I,nfatti utilizza !'abili Là che proviene dalla consuetudine, affina, 1)erfeziona i risùltati dell'opera umana. E che tale assioma sia pur ,praticato nelle militari discipline fanno fede le essenziali distinzioni ,degli elementi della complicata macchina che si chiama esercito. Non tenendo ~onto di altre secondarie, capitali sono quelle che ri1pa1tiscono gli elementi dell'esercito in combattenti e non combat,tenti; e fra questi emerge chi prende cura dell'igiene della truppa, -0hi provvede al suo sostentamento; v'ha infine poi chi attende al.t'amministraziouc del pubblico denaro a quella destinato. L'assioma della divisione del lavoro sotlo il punto di vista amministrativo è rappresentato nel funzionamento dell'esercito dal ,personale degli ufficiali contabi li; ed ha nella truppa i suoi ultimi r,appresentanti nei furieri cli compagnia. Nelle altri buzioni di questi però non si è rispettata la division~ idei lavoro; che anzi ne venne conculcato con grave danno l'as' ' ,s·1. oma. Il furiere è il prim,o so~tiiffìciale della com,pag1iia, e deve essere ,ai stinto /ra .~utti per istruzione, operosità,·_z el~scen.rn ciel .se1·vizio. Non v'ha d\1bbio, ~he se.in lui si,_r,ichie.dessero s~nto in .grado maggiore le militari qualità cli un buon sottufficiale dÌ'oom-


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SERGE.',TI MAGGIORI DI COll PAG:,{L\

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pagnia, non si avrebbe diflìcollà a rintracciare nei ranghi chi nefosse degno. Ma in lui si vogliono altre do ti che ben sovente e troppo sovente· non s'accompagnano a quelle, cioè una pratica conoscenza del sistema amministrativo, dovendo esso tenere i registri cl-i compagnia, eseg1bire i lavol'i di scrittiira che gli sono commessi; perchè· egli è nsp&nsabile verso il capitano della perfetta ·regolarità ed esatte.z z a d'ogni operazione contabile. Trascurando i minuti particolari di queste esigenze contabil i, si può senza tema di esagerazione asserire che l'adempimento di queste assorbe quasi interamente l'attività del furi ere, che, se non di rado, certo non sempre assiste alle principali istru;ioni della truppa, e ancor più di rado alle secondarie. Assai limitata quindi è la sorveglianza del primo sottufficiale dellai compagnia sulla vita interna di essa, e sullo andamento dell'istruzione; quasi nulla poi la sua in fl uenza sull'i struzione dei caporali e caporali maggiori. Infatti la sua altivitit si consuma nelle operazion i giornaliere, contabili, nella distribuzione di oggetti, note di riparazioni, Yariazioni, riparto delle spese sui libretti personali, ruoli, ruolini, e, nella congerie non mai finita e sempre ripullulante di stati e statistiche. V'ha oggidì ancora un abuso di scriltnrazione che ammorza lo sp irito delle islruzioni nel formalismo dei registri; e registri vogliono le scuole di tiro, delle distanze, perché chi l'edige un regolamento non cl'ede di aver adempilo al proprio còmpito se non ne fa controllare in iscritto il risultato: come se a controllarlo non dovessero bastare e non ne fosse più certa e sincera espressione la riprova di esame avanli ai superiori. · Un tale abuso di scritturazione l'icade precipuamente sul furiere. Anche sotto un altr1> punto di vista può essere lalvolta dannoso per la coesione morale della compagnia il doppio incarico militare ed amministrativo del furiere. Ed ho dello talvolta percM se abbiamo sovente a lamen tare il poco zelo, la mancanza di sentimento militare, di abnegazione, di energia in taluni dei sollufficiali, ben più di rado fortunatamente si debbono accertare malversazioni e soprusi.

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69 Il più delle volte tali malversazioni e soprusi sono però a diretto ,danno del soldato: ma questo non osa parlare: per il che sorente ·le fr?di ?on si scoprono che quando sono state commesse per lungo ·spazio dt tempo, creando fra i soldati un . o11iusto malcontento che ne fa nno sempre risalire la responsabilità alle strettoie disciplinari. Ma i.I momento in cui si fa sentrre più che mai quanto sia difottoso 1I cumulo delle allribnzion i mili tari ed amm in istrative del foriere si è q1.1ando si tralta della designazione del candidato a quel.la carica. Essendo il capitano responsale col 1:il'oprio danaro decrli etTr>ri nella contabilità. di compagnia, è chiaro che ai suoi occhtprimecrgiano nel furi ere le cognizioni contabili . Al resto si pensa che ctsi ·ag.gi~1slerà con ~ualche buon sergente. E tanto fa e prega perchè gli s1 conceda d1 prendere o prova il proprio cadidato, r.he il con:andante di corpo alla fine, spesso a malincuore, vi aderisce. Si ·viene così ben sovente al controsenso di nominare furieri sottuffi ·Ciali che sotto il punto di vi sta mili tare stanuo marcatamente al di sotto dei sergenti loro sottoposti. Il fur iere sarà allora di diritt.o il primo sollufnciale della compagnia, ma non lo sarà di fa tto: perchè i disLintivi di un O'rado non bastano ad assicural'e l'ascendente morale, se manca~o le ,qualità per assicurare tale ascendente. . N?n sentendosi il più valente nelle teorie e nelle pratiche mil1 tar1, q~el furie re, troppo contabile, si racchiuderà sempl'e più nel maneggio amministrativo della compagnia, non potendo far valere ·Con successo la prnpl'ia individuai ità nell e altre alll'i bnzioni. Studiando con gelosa cura la causa del malessere di certe compagnie si potrà riconoscere che questa non ne è l'ul tima r,ausa . Dall'essere infine il furi ere assorbito quasi completamente dalla -contab ilità e dai larnri d'ufficio ne consegue che egli non può essere (sotto la direzione del comandante ht co mpagnia) il principale ·strum~nto d'istruzione ed educazione dei caporali maggiori. Eppure ciò spetterebbe essenzialmente al p1'imo sottnfficiale clella com,P~fnia. Ep~)ure un tale incarico è di somma importanza ed ora P.1u che ?1a1. Col breve servizio di tre, e per ragguardevole por·zio~e, d1 due anni, coi congedi parziali anticipati, la scelLa, l'eclu~z1one, l'abilitazione pratica dei caporali e caporali maggiori è tal E SE RGENTI CONTABILI


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SERGENTI MAGGIORI DI COMPAGNIA

E SERGENTI CONTABILI

còmpito che esige una diuturna cura, pel rinnovellarsi continuo der quadri inferiori. Se per Io passato a causa. delle lunghe fern1e passava forse inosservata l'opportunità di modificare questo srato di cose, ora non lo, è più, e ne trovai traccia in uno recente scritto giornal istico che accennava appunto alla convenienza di separare la attribuzioni contabili dalle militari, ed affidare quelle ad un sergente contabile subordinato al primo sottufficiale della compagnia, ed agente principale del capitano pel buon andamento disciplinare ed educativo di esso. Siccome da tempo sono convinto che tale provvedimento sarebbe: un bene per l'esercito, ho stimato con veniente esporre partitamentele ragioni e le proposte per attuarlo. Fu una misura provvida e da tutti Iodata le soppressione dei battaglioni d'istruzione, vivaio di sottufficiali. Per quanto se ne scegliessero con ,solerte cura i comandanti e gl i uffi ciali, per quan't<r questi si dedicassero cori abnegazione ed intelligenza a ben adempiere il loro còmpito, restava sempre la difficoltà insormontabile di educare in breve tempo un numero grande di uomini ad obbedire· e comandare. Questo còmpito suppone innanzi tutto una conoscenia profonda dei singol i caratteri, e non vi è uomo capace a indagare ed appro'fondire tale studio su molti individui contemporaneamente. L'i struzione apparente si otteneva, restavano all'oscuro le caratteri·stiche special i degli allievi, caratteristiche che venivano poi ben presto in luce nei corpi di truppa, con danno dP.i sergenti non solo, ma anche della disciplina dei corpi. Il paragone sarà forse volgare ma. è in compenso esatto - non si fa buon brodo in grandi pentole-: si venne perciò ai plotoni allievi sergenti nei corpi. Si _correggeva cosi il difetto capitale dei battaglioni d'istruzione· scindendo la massa in piccoli nuclei; si mettevano gli allievi sergentì a contatto colla loro esistenza avvenire; si designava a sorvegliarli• tu'tto un corpo di ufficiali, il che agevola se·nza dubbio lo studio dei caratteri e delle attitudini. Il plotone allievi oggi è scuola, ma è, anche truppa. Forse l'istruzione dei futuri sergenti sarà un po' meno accurata che per lo passato, ma il profitto morale sarà in essi certo, superiore.

]])unque fu progresso. Questi plotoni accol gono i vsolontari sergenti che reclutano tre: specie d'individui. Gli uni sono giovani• di famiglie poco agiate che con sufficiente coltura e buona volontà prendono quella via che con nessuna spesa per le fam iglie permette ai candidati di arrivare in breve .al grado di sergente, e di là anche proseguire la carriera nei ranghi degli ufficiali . Gli altri poi sono giovani che dopo aver bussato a molte porte, per poca attitudine e poca coltura non ottennero di prtnder posto proficuo per sè nella vita attiva civi le e commerciale e si rifugiano nell'esercito non per istinto militare ma per non saper far di meglio. Il rerzo elemento sano di corpo e di morale, è dato dai soldati di leva, che avenclo avuto un'istruzione sufficiente possono evogliono assoggettarsi alle prove ed agli obblighi di ferma annessi a queil'istituzi·one. È vano deplorare ciò che non si può mutare. &i può desiderare che non- siam> degli spostati della vita civil'e quelli che domandano di diveJ11tare· sergenti, ma bisogna adattarvisi. La sola cosa che sta in noi, è correggerne le tendenze, rigettare gli elementi che si riconoscono dannosi, e indirizzar:e ciascuno nel ramo di servizio cui meglio si. prestino le sue altitudini . V'ha una tendenza odierna, frutto di mal'intesa libertà ed esagerazione dei diritti individuali, che limita troppo l'esercizio degli interessi dell'esercito a Lutto vantaggio degli individui. Avevamo l'intangibilità del grado dell'ufficiale, che non ne può es.sere privalo senza il verdetto dei superiori ed uguali . Ma ora non ci siamo arrestati lì: si è vol uto circondare di una serie di condizioni, dii sospemsive, di garanzie · la proprietà. del grado di sotlufficiale, il che sarà il dettato di sospettosa giustizia, ma scema troppo l'autorità del grado più efficiente dell'esercito, il comandante di reggimento. E sia pure che una volta che l'individuo abbia ottenuto il grado di sergente non l'abbia a perdere che in seguito a prove e riprove; ma almeno siamo severi espellendo presto dai ranghi dei plotoni allievi sergenti non solo quelli che per cattiva condotta e gravi mancanze se ne mostrarono ir1degni, ma anche quelli che o per carattere o per mancanza d'attitudine è chiaro che saranno mediocri sottufficiali . Non si indugi, una volta· che il giudizio sulle loro attitudini sia assodato; ciò sarà un bene per l'individuo, e per l'esercito.

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SERGE N'fl 'MAGG IOl\l DI COMPAGNIA

Ma si oppone, che · gli allievi sergenti contraggono un obbligo di leva di 5 anni al momento dell'arruolamento, per impedire che i! candidato che fu a carico dello Stato durante l'istruzione, lasci per qualsiasi capriccio o mutato indirizzo l'esercì to, giusto alloraquando può rendere il servizio cui venne abi litato. Preferi rei che ciò talvolta avvenisse, pf)rchè si avesse il diritto di rimandare senz'altro coloro che sono r iconosciuti disadaLLi. Perciò ritengo più provvido un arruolamento di un anno : e l'assunzione della ferma di 4 anni al momento della promozione a sergente. È ceri.o che così facendo avremo meno sergenti, ma buoni. Ed ora torniamo a ciò che più direttamente fo rmava oggetto di questo breve scrillo. Nei plotoni allievi sergenti dopo pochi mesi si verrà in chi aro delle attitndini posil!ve di ciascun allievo ; negli uni emergeranno le attitudini militari ; negli altri si riconoscerà che queste sono poco spiccate, che se non manca in essi una discreta coltura, mancano di energia, di istinti militari; a che volerne fa re dei sottufficiali di compagnia ed assegnarli a compagnie ove non saranno di buon esempio nelle marce. nei disagi della vita militare, ove non riusciranno mai buoni istruttori? Utilizziamoli come si può, come meglio ·loro si conviene facendone dei sergenti contabili. 8i verific.a quasi sempre che le minori attitudini militari vann o insieme ad una maggiore tendenza ai lavori d' ufficio. L'istruzione mili tare ricevuta nei primi mesi, quand'anche imperfetta , è pur necessaria: il tempo impiegato in essa, non andò quindi perduto nè per essi nè per- l'esercito. Fatta lacerna, i candidati contabili potrebbero per un dato tempo essere trasferti ai distretti ove l'àmbiente sarebbe forse più adatto per istruirli a fondo nel funzio namenlo amministrativo. Ivi troverebbero il personale insegnante, e nei momenti di gran lavoro di scriLturazione potrebbero anche essere adoperati in aiuto del personale del distrelto. Compiuto il loro tirocinio and1:ebbero ài reggimenti ad occupare i posti vacanti di sottufficiali contabili . Gli allievi sergenti do lati di attitudini mili tar i riceverebbero presso i corpi il compimento della loro istruzione; quei plotoni ridotti di numero, e di cerna ormai assimilata, potrebbero raggiungere un perfezionamento pratico non dispregevole: a ciò voglionsi però come . istruttori ufficiali energici e voifmterosi.

E SERGE NTI CONTAllIU

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Toccato così brevemente il procedimento di cernita e di abilitazione ai gradi, vediamò quali ne sarebbero le funzioni r ispettive nei eorpi di truppa. Il s&r,qente maggiore di compagnia sarebbe il primo sottufficiale della ·compagnia, e dovrebbe essere il più distin to fra tuUi per istruzione. operosità, zelo e conoscenza del servizio . Stando presso il soldato ne conosce i bisogni, ne tutelerebbe gli interessi. Sarebbe il con trollc, naturale del sergente contabile e l'occhio del capitano nella vita intima della compagnia. Con tribuirebbe precipuamente ali' istruzione ed educazione dei caporali e caporali maggiori. Accompagnerebbe ovunque la truppa, comanderebbe sempre il proprio plotone negli esercizi. Infine terrebbe i ruoli di servizio degli uomini della compagnia. Il sergente contabile oltre all'adempimento di tutti i doveri amministrativi dell'attuale furiere, restando in quartiere sorveglierebbe chi rimane in camerata, precederebbe la trnppa per gli accampamenti, acyantonamenti , preparazione del rancio, comanderebbe sempre la scorta dei carri della compagnia nelle . colonn e di marcia. Ed a ciascuna specie dì sottufficiali sarebbe ben segnata la linea di carriera avvenire - per gli uni, i posti cli furiere maggiore di -contabilità e l'altra carriera di ufficiale contabile - per gli altri i posti di sergente maggiore cli battaglione e di maggiorità, e l'altra -carriera di uffi ciale di truppa. Ecco a brevi tratti quanto mi parve utile di esporre. Concluderò: le tendenze odierne spingono le masse a trarre il massimo profitto dal propr io lavoro : l'esercito non può largamente -compensare a denaro: <lacchè gli allellamenti alla carriera di sottuffi ciale non ci danno forse il numero, curiamone la qualità meglio pochi sergenti di compagnia ma buoni; l' obbligo di leva ci dà in larga misura, più che per lo passato, buoni caporali maggiori perchè è più elevato il livello di coltura generale, più larga la base ·di reclutamento, minori le esenzioni; i poch i buoni sergenti ci renderanno possibile di educare presto e bene i caporali maggiori. Con . tali elementi possiamo ancora combattere gli elementi che tendono :a dissolvere la moderna società civile.


SERGENTI MAGGIORI DI COMPAGNIA E SEMENTI. CONTABILI

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Dacchè il Ministero da pochi arlhi separò dagli ufficiali combattenti gli ufficiali contabili, in omaggio al criterio della divisione del lavoro, della diversità di attribuzioni e tendenze, s.i può sperare ohe farà un passo di più separando i sottufficiali di compagnia _dai sergenti corltabili.

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LUCHINO DEL MA YNO

Colonnello cl-i stato maggiore.

VICENDE NELLA FORMAZIONE DEGLI ESERCITI-~

Di questi giorni molli congressi} detti della pace, furono tenuti; ~ molti uonìini insigni, guidati dall'amore dell'umanità, pretendono · che la guerr;a fra popoli deve cessare, e nelle contese di carallere internazionale, alla guerra doversi sostituire l'arbitralo. In appogg!o della loro tesi, oltre ai mali inevitabili che si risparmierebbero ci- . tano l'esempio di quanto si fa fra pr1valo e privato, quanto s'è ottenuto in que:;Li ultimi anni negli affari dell'Alabama e delle Caro- · line e l'arbitralo che pro pomi attualmente fra la Colombia e l'Italia . . Per le contese fra privati son vi i tribunali, è vero : ma le sentenze dei tribunali hanno la loro sanzione nella forza pubblica e nelle car- · ceri: dove si troverebbe il mezzo di rendere esecutivi i decreti di un arbitrato internazionale? Gli esempi citati dell 'Alabama, delle · Caroline e della Colombia non servono a dimostrare altro che net .·, primo caso Inglesi ed Americani, nel secondo Spagnuoli e Tedeschi ·. non avevano alcuna velleità di venire alle mani , e così nel terzo gli Italiani non credono la questione sia tale da dover ricorrere alle · armi. Vi sono certi interessi fra· pJpolo e popolo i quali non possono · trovar la loro soluzione che nella lotta: e nè i congressi , nè le ami- · chevoli pressioni nelle altre potenze, nè gli arbitrati potranno im- · pedire il conflitto. La guerra ha sempre esistito ed esisterà sempre: anzi la storia ne fa vedere che niuna delle grandi idee che lrasfor- ·


VICENDE

marono e fece ro progredire l' umanità, po t~ farsi con?scere ~d ?ttuarsi se non dopo lunghe guerre. Esempio la Grecia per I Asia, Roma per tutto il mondo, la rivoluzione francese specialmente per 'l'Europa. Da tuttociò devesi conchiudere che ogni popolo dovrà sempre -avere in pronto un esercito per fare la guerra, sia esso esercito tenuto costantemen te sollo le armi, o organizzato in modo da potere :accorrere ad ogni chiamata. . . Anzi ai giorni nostri, in cui più si sbra ita contro il de_liLto a~t1-~ma1Htario che si chiama la guerra, in Lutti i paesi. tutte le mvenz1oni, tutte ,1e industrie venaono applicate a perfezionarn l'arte della. gnerrn; o . . molte scoperte ed ~pplicazioni debbono la 101:0 0~1.grn: _u~1camen'.e ;;ac•li stLtdi continui che si fanno per rendere v1epp1u m1c1drale la d1s~ruzione del nemico: nei parlamenti, ne' ministeri è diuturna l' att enzione dei rappresentanti del popolo intorno ai mezzi necessari per la difesa sempre migliore del paese, telegrafo, vapore, ar~o~ ·stati, ecc., vj sono impiegati, i materiaìi vanno accumulandosi,'( ,terreno vien -trasformato, l'elemento uomo va sempre crescendo d1 numero. Le cause che possono dar luogo ad una guerra sono molteplici , ·come molteplici sono gli interessi e le pas~ioni de~li _uorr~ini;_ ma se tene si esaminano , si possono concretare m tre prmci.palt: esistenza materiale, predominio o conquista, esistenza politica. La storia viene .a conferma di questo asserto. . Le prime tribù combattono esclusivame1~Le pe: l'es1ste_nza n~ate~ ·l'iale insidiala daoli uni, in pericolo per gh altri . I Babilonesi, gh Ass iri, i Medi m;ovono guerra ai vicini per bramosia.~i conqu ist~, ,i vicini combattono per la loro esistenza materiale e pol1t1ca; la Persia muove guerra alla Grecia per schiacciarla ecl aumentare il proprio dominio la Grecia lotta per la propria esistenza politica. Roma -combatt; i suoi vicini dapprima per la propria esistenza materiale e politica che i vicini vogli ono annientare, poi per pred.omi~i~, infine ;per conquista; i vicini che dapprima si batLonoyer pret'.o_mm10, d~p? devono battersi per la propria esistenza materiale e pol1t1ca. Le tr1bu aermanicheinvadono l'impero romano per bisogno di vivere, o perchè -~acciatè da alt.re che ne insidiano l'esistenza. Dopo le invasioni abfuiamo tulle guerre di predominio o di conquista; le stesse lolle di.

7 NELLA .1-'0 R~IAZIOi'\E DEGL I ESERCITI

religione non hanno' altro carattere; è Maometto che porla ovunqu ecolla spada la supremazia della nuova dottrina; sono i crociati che· voglion far prevalere la dottrina del vangelo a quella del Corano; $OD Calvino, Lutero, Enrico VIII ed altri che vogliono essi e i loro, seguac.i, sostituire la loro alla supremazia papale. Ciò dura fino alla rivoluzione francese durante e dopo la quale le guerre sono quasi esclusivamente combattute da una parte e dal-· i' a!Lra per l'esistenza poli Li ca. Nei primi tempi e Gnchè si e,ombattè per l'esistenza materiale ef-. fetto della guerra fu pei vintilamorle, e la schiavit1ì pei sopravvis-· suti: qu~ndo si trattò di conquista o di predominio, dopo il periodo, acuto della lolla, i vinti cambiaro no di dominatore, i vincitori accrebbero il proprio territorio; nell'epoca nostra la guerra produceai vinti cambiamento di forma di governo in tullo o parte dello Stato, diminuzione di potenza e di ricchezza, di ,,;viluppo nell'allivi tà industriale e commerciale. Da chi era composto l'esercito che doveva combattere in campo?" Ciò dipe3e sempre dalle cause che generarono _le lotte fra tribù e Lribù, fra Stato e Stato, nazione e nazione, fors'anche poi fra razza erazza. Quando era in giuoco l'esistenza materiale, il popolo metteva in armi a difenderla ogni uomo valido , spesso persin le donne; impiegava ogni mezzo, ogni maleria che la natura e l'industria gli fornivano. Quando si trattò di conquista fn sempre una porzione della popolazione, spesso una classe speciale che se ne incaricò. Nell'el.à. contemporanea in cui è in 'giuoco l'esistenza politica, si proclama il principio che ogni genere di forza, di vitali tà dello Stato deve essere impiegata per difenderla e si va studiando il mezzo di inqua-· drare semprepiù il maggior numero possibile d°i uomini validi. La storia serve a ciò confe1;mare. Le prime tribù vivono della guerra e per la guerra, viene disprez-· zato ed anche ammazzalo chi non è capace di seguire i compagni nella lolla. Gli antichi popoli come Indiani, Persiani, Egiziani hanno unacasta speciale detta dei guerrieri per le conquiste. I Greci che combauono per l'esistenza obbligano Lutti al servizio mi li Lare: Alessandro~ il Grande intraprende la conquista clell' Asia con la sola porzione .r


VICENDE 78 ,·eleua de'suoi Macedoni. Presso i Roman i, fìnchè dura il periodo della lotta per l'esis.tenza, son tutti soldati, poi man mano le legioni . d~stinate alle conquiste fuori d'Italia., si compongo.no di ~oldati prez.. zolati che fanno la guena per mestiere. Nelle invasion i sono tribù · intere che si riversano sul territorio romano perchè hanno bisogno · di espandersi per esistere, e, sorta la feudali tà, le lot~e diuturne . 01;igi nate eschisivamente per predom ini o o conqui~ta, sono co mbattute da una porzione sola degli abitanti, si c;hiami no essi feudaì tari coi loro armigeri, o compagnie di ven tura , o bande che fanno dell a guerra una professione. 'ìolamenle nei comuni italiani oYe si . con;tbatte per l'esistenza politica, in Spagna ove si comba.tle per l'esistenza materiale, politica e religiosa., tutti gli uomini validi s9no .. obbligati alle anni. Le guerre di predominio fra Spagna e Francia, · frtt Francia ed Austria sono combattute da eserciti mercenari: le .. guerre di religione che si possono sinteti~zare in quella detta dei · Trent'anni si combattono in gran parte da mercenari: è con merqenari che Federico il Grande fa fronte felicemente a Francia, Austria. ., e Russia ed ingrandisce i propri Stati. Solo e primo Emanuele Fi; liberto chè sa dell'esperienza quanto costi il conservare la indipen. denza dello Stato, crea con lutti i cittadini un esercito nazionale. : La. rivoluzione francese viene a da.re il . tracollo aglì eserciti composti di mercenari e .formanti quas i una classe specìale della popo. !azione; dopo di essa. il dirillo di difesa. appartiene a. tutti, perchè .appunto dopo di es$à le guerre hanno per iscopo l'esistenzà politica. . Abbattuto il dispotismo, riformate le basi della società, la Francia · si trovò i.n urto con tutta l'Europa. La. necessìlà dì .difendere la. sua nuova esistenza, i principii stessi promulga.Li dalla nuova costi tuzione, fecero sì cl~e gli uomini d'al,· lora escogìtassero altri modi per avere eserciti più numerosi e più .· consentaneì alle a.spirazioni novelle. All ora si ebbero eserciti unì·· camente nazionali, e, crescen4o il bìsogno fu decretato l'obbligo per tutti di difendere il paese, fu .decretata la leva in massa e orga•·,.n izzala. poi la coscrizione. In tal modo si ri tor~a in teoria, allo ~tesso spirito che ,animava. ,,l e prim;tive società. Nelle tribù son tutti splda.ti per la difesa del• (l'esistenza. materiale; dopo la rivoluzione francese è riconosciuto in <:tutti l'obbl/go di concorrere alla difesa dell'esistef!~a. politica . ·

NELLA FORMAZIONE DEG LI ESERCITI

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P~r.'ò s,ubito dopo .l~ rivoluzione francese, durante la quale la necessita aveva portato 111 campo quasi tulla la popolazione val.ida il pripcipio dell'obbligo di tutti alle anni univer5almente accettato', è p~rc~me~ te f!ppl icato e gli eserciti fnron piccpli ,cli numero e le f,orze vive 1mp1egate m9,l to meno di quanto lo c.onsentissero i mezzì del iP~ese.' La volontà di li.mitare le spese, che sarebbero parse straordma,pament.e eçcessive col mantenere gran numero d'uomini sotto te a1:mi per un peri.odo, che si credeva necessari.o, cli 8 o almeno di 5anni, aveva impeqito di fare cli più . .La campagna del 11870 venne a dare in.dirizzo Lutt'affaLLo diverso ..alle cose della guerra, e più specialmente alh1 composizione dell'esercito. Da più di mezzo secolo .non si parlava al trim enti della Prussia -che per citare le sue vell ei tà di opposizione in seno alla confedera. zione germanica; la Prussia di Federico il Grande pareva del tutto sepolta, e nemmeno il comparire improvviso del .n11rosso esercito . pruss,a.no s?tlo il comando dell'energico Blucher a Vaterloo, ayeva potuto rnilurre a lungo sull'opinione che della Prussia s'era formata l'Europa, opinio,ne resa più ferma dopo il trauato cl'Oh~nLz . ,Eppure la Prussia era il paese elle nella par te mil itar~ aveva più ,profittato d~lle 1.ezio.ni della ri vol,uzipne fi;·ancese, che, per la difesa ~ella propria esis tenza pol itica, aveva saggiame,11te applicato e contmuato con ,perseveranza ad {lpplicare il principio dell'obbligo di L_uLti al se~·vizio mililare, e ciò senza oberare slraordi,naril.l,!'µ e;~e le fmanze. Cosi.retta, dopo la disfalla .di J ena, a tenere un numero limitato,cii uomini sotto le armi, aveva, coi co.nsigli,clel generale Schar nhorst, dec~pl_icato quest'esercito col far permanere gli uomini sot~o le ~·m I s?lo un a.nno e cambiarli continuamen te, cosiccbè dopo ,.so~1 6 o I anrn, non fu rono 4,0 mi!a ma più di .200000 i soldati di ~u1 po.tè servirsi contro Napoleone. Cosa avviene nel 1870? C~ntro la Francia che ha sempre il suo esercito limitato secondo le esigenze ~ell e fin anze e le credute necessità cli lunga permanenza. sotto _le arm, , la Prussia e con lei gli Sta.li germanici circonvicini, scag~,a.no un.a ver? valanga di uomini, puossi dire un popolo intero, · uo?1.m1 e.on 1struz10ne lll.ilitare-diversa ma tutti .aç.iµia ti dallo stesso spmto ,d1 co,mb<1ttere per la propria jndipeljl.denza, tutti .yguali per 1


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VICENDE

costanza e bravura, i quali ri escono a sch iacciare con fulmin ea rapidità tutte le difese della Francia. L'esempio della Germania fu contagioso per tutta Europa; ogni Stato accrebbe smisuratamente l'effettivo del propri o esercito, il proprio materiale da guerra: dove prima si parlava di centinaia e di migli aia, si parlò di milioni ; ai rucili che malamente e lentamente sparavano a 200 metri si sostituirono armi che sparano con rapidità vertiginosa a: 2000 metri; i cannoni diventarono più micidiali; ai piccoli lmstimenti a vela si sostituirono quei mostri marini che si chiamano Duilio, Lepanto, ecc., la chimica colla dinamite, la panclastite, la fisi ca coll'areostatica, coi battelli sottomarini, il regno animale coi piccioni viaggiatori, coi cani addestrati, ecc. , tutto venne in soccorso della guerra. In tal modo la società si avvicina sempre maggiormente col fatto al principio di dover applicare tulle le forze vive alla difesa del paese. Qui mi permetto un'osservazione. Dalresame delle vicende passate dall 'esercito nella sua composizione appare come vi sia tendenza a ritornare alle basi primitive. Dato ciò, si potrebbe conchiuder e che la teoria propugnata dal Vico Ferrari ed altri, dei ricorsi storici nelle vicende civili e politiche, dovrebbe pure riscontrarsi nelle vicende militari. Di fatti senza andare tanto lungi nella storia e senza uscire dal nostro paese, noi vediamo che nei comuni italiani Lutti son soldati; alle milizie cittadine si sostituiscono le bande; queste si ingrossano e formano eserciti permanenti mercenari , per poi ritornare coll'Italia una all'esercito nazionale di cui tutti i cittadini hanno l'obbligo di far parte. Perchè fosse compiuto il ciclo basterebbe che tutti fossero obbligati al servizio ma nessuno fu ori del tempo delia guerra, fosse Lenulo sotto le armi. D,L chi son comandati gli eserciti? ~eile prime tribù è il più forte fisi camente che creasi capo, e poichè tutta la vita consiste nella guerra, che comanda i combattenti . Nelle grandi monarchie asiatiche, siano gli eserciti formati dalla casta speciale dei guerrieri, o da contingenti forniti dalle provincie,

NELLA FORlJAZI Oi'iE DEGLI ESERCITI

84 son sempre _i _re ed i satrapi o governatori che comandano: i capi del potere civile sono anche i capi mili Lari. In Grecia gli eserciti son condotti da cittadini eletti dal popolo. In Roma repubblica a capo degli eserciti stanno i mialiori cittadini .eletti dal popolo; poi i capo-partiti, gli imperatori e uomi ni scelti dal capriccio degli imperatori e delle legioni. Le invasioni barbariche hanno alla testa i capi naturali dell e tribù, o un capo speciale scelto dalle tribù unite. Durante il feudalismo son sempre i vassa lli, o signori, che conducono gli armigeri, le masnade. · ~el comune ha il potere militare il podestà o capitano del popolo eletto dal suffragio di tutti i cittadini. Ovunque poi in questi eserciti .i comn n<li minori sono esercitati da individui scelti dal capo supremo. L~ compagnie di ventura hanno alla loro testa il più fo rte, il più audace; e fra i più forti. i pi ù ricchi ed ambiziosi . · . Nell'età moderna coll'ingrandil'si degli Stati sulle rovin e dei si gnori feudali , non è pi ù facile nel territorio divenuto vnstissimo, raccogliere ad ogni bisogno il numero d'armali necessar io ; e dur~ndo_ ~ncora continue le guerre per le facili invasioni e pel sistema d1 pol1t1ca internazional e fondato unicamente sulla forza e 1,ulla prepote~za, non si congednno più i combattenti appena finita la lotLa, ma ~1f?rmano gli eserciti permanenti più num erosi possibili, coropost_i .d1 mercenar i 1·eclntati col mezzo dell'ingaggio, e comandati in ogni unità <la chi ha avuto incarico di levarli, oppure da chi ebbe mezzi su{ncienli per formare un' unità e poi metterla al servizio di un re o di un gran signore; i gradi superiori dell'esercito così formato son dati a capriccio del monarca. Fan solo eccezione a questa regola: O ,f La Svizzera ove tutti i cittadini fin dal ~ 307 ( epoca dell'insurr~zione contro gli Habsbu rgo) son soldati e comandati dai capi scelt.1 da loro nel territorio che forma ogn i singola unità tattica; 2° Il Piemonte ove l'esercito nazionale, prima organiizato da Emanuele Fil iberto, ha a comandanti i nobili pi(l atti delle nitre classi alle armi; , 3° Modena, Firenze e Venezia (per le sue provincie di terraferma) le quali tentano costituirsi nel xv secolo un esercito proprio, ' 6 -

A!S!S O XXXI, VOL. IV.


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VJCE::-IOE

e. vi mettono a capo cittadini o nobil i slranieri resisi celebri nelle arm i; 4· 0 La Svezia sotto Gustavo Adolfo e i suoi successuri irnme,diati in cui l'esercito metà nazionale, meLà mercenafio è comandato prima dal re, po i dai suoi generali più meritevoli, e nessun grado è dato altrimenti che alla bravura, all'intelligenza ed alle altre virtù mi litari, ed in cui nessuno può diventare ufficiale se prima non è sta to saldalo; 0° L' Ioghilten a sotto Cromwell ove l'esei·ci lo puritano è comandoLo da' più capaci ; 6° La J1aviera nella guerra dei trent'anni, la qu ale sotto Tilly forma un eserci to, se si può così chiamare, borghese-militare, ove i ci ttadin i armati son comandati esclusivamente da altri cittadini resisi superiori per virtù mi litari. La rivoluzione fnrn cese, come nel resto , porta anche completa innovazione nella gerarchia militare. Allo scoppiare di essa duravano ancora gli eserciti mercenari e raccogli ticci; il redistribuiva sempre a capriccio i gradi o li vendeva: questo sta to di cose servì anzi ad aumen tare la forz a dei rivoluzionari facendovi partecipare subito alcuni corpi dell'esercito e specialmente le Guardie, di cui i compo!lenti, sehben meritevo li , si vedevano preclusa la via ad ogni avan, zamento riservato ai nobi li ed al capriccio della corte . A comandare numernsi eserciti messi in campo contro l'Europa coal izzala ai suo i danni, la Francia scelse i più meritevoli, e nella distribuzione dei gradi si introdussero poi regole, studi e prove che accertassero l'idoneità dell'individuo ad esercitare il comando cui poteva aspirare. Questo sistema venne man mano accettato da tutta Europa. Attualmenle per far muovere, manovrare, combc1ttere le numerose falan gi richiedesi un uomo che non solo abbia fatto le sue prove sotto le armi , ma riunisca in sè anche le qualità di uno scienzialo. Quali furono le armi adoperate nei diversi tempi? . Le prime lolle dovettero esser combattute con queJJe anni che la natura forni va: le mani, le unghie, i sassi, i rami degli alberi, ecc . A queste si aggiunsero ben presto armi fatte con pietre con molta fatica rese ·aguzze, archi e fionda, poi allorquando si conobbero e si lavorarono i melaJJi, coltelli, spade, e sopratutto lancie per l'offesa: per la difesa si usarono presto scudo di legno o di metallo, corazza di cuoio o di ferro lavoralo .

NEL LA FOR.IIAZIO::-IE DEGLI ES ERCIT I

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Presso le monarchie asiatiche, presso i Greci ed i Romani si con · servarono come anni offensive la lancia, o asta, o sari.ssa (secondo '1 a diversa lunghezza) e la spada per l'urto; la frecc ia o gioveilotto, -0pilo spinto dalla mano o dall'arco come arme da getto; si ebbero per la difesa , l'elmo, la co razza, gl i schinieri, lo scudo : quando il valore individuale dim inuì negli eserciti si intrndns:;ero le macchine da guerra come baliste, c.atapnlle, ecc ., che prima si usavan_solo negli assedi. La lancia, la mazza , l'ascia, il pngnale servirono fino al secolo xiv ai signori feudali come arm i offensive, conservando lo scudo, la ~elala e una coperLura di ferro pesantissima come difesa. Fin dai tempi più antichi si trova imp iegato il cavallo come mezzo di trasporlo e come offesa per l'urto: Omero parla di carri falcati per la guerra; Giulio Ce.:;arerammenta i Celti ,e sopratutto i Belgi e i Treviri, che sono ab il issimi nel combattere su carri trascinati da ca \'ali i. Verso la metà del secolo xiv si generalizza l'uso della poi vere per ie armi da foo co, ,e le bombarde e i cannon i, gl i arcobugi e i moschetti prendono il posto delle arm i da gello, restando la lancia o picc,l co;ne arme da urto prima che la baionetut innastataal fucile :renda inutile anche quella rendendo inservibili le corazze: e _i canuoni e i fucili ::;ehi prepiù perfezionati diventano !'arme quasi esclusira con cui oggi si fa la guerra. In qual modo si esercitavano i guerrieri? È dà credersi che i primi uomini marciassero sempre colle armi che dovevano loro sel'\'ire di offesa e di difesa e che l'abitudine ne rendesse loro facile il maneggio . Si sa di certo, secondo Tacito, che i primi Germani ritenevano come unica occupazion e degna dell'uomo .libero la guerra, e questa quando non era fra tribù e tribù , la cercavano fra famiglia e famiglia, fra individuo e individuo; il giovane aveva i diritti pol itici solo allorqnando in pubblico dimostrava sapere servirsi delle armi, e privilegio solo dell'uomo li bero era il portare le armi, armi che tenevano nelle as,-emblee, nei bancheLli, nei giuochi, nei sacrifizi, e colle quali erano sepolti . Nelle monarchie as iatiche le caste guerriere esercitavano di continuo la persona al maneggio delle armi e del cavallo. Fi11qui però pareche !'individuo solo pensasse a sviluppare le pro-


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NELLA FORMAZIONE DEGLI ESERCIT{ VJCENDE

prieattiLudini: alloscoppiaredi unaguerrarestavaquasi sempi·etulto & immaginare per riunire e far manovrare. le masse. Nè queste masse si componevano solo dei comballenti, ma comprendevano le famiglie, i servi, un codazzo di gente che imbrogliava, non facilitava le operazioni. A questo fa solo eccezione l'esempio dei Germani ove la donna (secondo narra Cesare) è utile al campo: trae le sorti se si• debba o no impeonare il combattimento, cura i feriti, eccita 'i pun gnanti e spesso colla sua.presenza serve a rianimare la lotta. E'appunto per tutto il codazzo di gente che segue i guerrieri , chedevon ridursi d'assai le cifre che le tradizioni greche, di cui si fa eco Erodo to ci danno deali innumerevoli eserciti asiatici, e le tradizionr ' posteriori poi delle"' invasioni di Gengiskan e di Timourlan. . Presso i Greci ed i Romani l'istruzione procede più ordinata. Presso i Greci i giovani fino all'età di ·16 a ·18 anni hanno esercizi ginnastici (cima, salto, lotta) ed esercizi militari (maneggio delle armi ed evoluzioni militari) con disciplina severissima: più con lezioni teoriche e pratiche si cerca non solo d'ammaestrarli nell'arte militare, ma anche di inculcare nell'animo loro le virtù necessarie al mioJior esercizio della milizia: dai ·18 ai 20 anni fanno presidio"' alle fortezze e guardia alle coste: dopo fan parte dell'esercito attivo e son radunati ad epoche periodiche per le esercitazioni; d'assieme. Presso i Roman i i cittadini,nei brevi intervalli di pace, sono continuamente addestrati nel campo di Marte e con armi più pesanti, che non fossero quelle di guena, imparano la castrametazione, si, esercitano alla corsa ed alla lotta. Per tullo il corso del medio evo è il signore feudale che pensa da sè o sotto la condotta di un altro signore a farsi destro e fo!'te nell'uso delle armi: il giovane fa da paggio, poi diventa scudiel'o, e non è armato cavaliere se non allorquando ha dato prove pubbliche della sua valentia: i tornei .e le giostre, quando non è la guerra. pubblica e privata, intrattengono l'esercizio: le scare o masnade sono esercitate nella difesa del castello, e, allorquando si impiega la polvere, nell'uso dell 'arcobugio e delle bombarde. Nei comuni la cavalleria formata dai nobili o dai . più ricchi , pensa essa al proprio addestramento: la fanter,ia divisa per quartiere, sestiere, parrocchia, contrada, corp~razione, si raduna per

4'istruzione milita.re ad epoche periodiche sotto il capo d'ogni quartiere, sestiere, ecc. Formatisi gli eserciti permanenti, si crea anche tutta una serie di regolamenti per la maggiore istruzione del soldato, sia per combattere individualmente che unitamente ad altri, regolamenti che nTiano col variare delle armi e delle ordinanze tatticlfo. Le pr ime lotte si comballono da individuo ad individuo; il capo marcia avanti ed incita coll'esempio i suoi che si accalcano dietro ·senza alcun ordine; vince chi ha più uomini forti e alla fine della lotta si trova ad aver più uomini in piedi; Lutto è opera di prodezza ·individuale; le ·battaglie si riducono a quelle dei capi e dei prin-cipali. · Presso i Germani primi tivi si riuniscono i giovani attorno ad un -capo: è merito di questo mostrarsi piLl valoroso di tutti, marciare innanzi tutti; è merito dei seguaci gareggiare di valore col capo; infame per t.ulta la vita chi esce vivo da un combattimento ove è caduto il suo capo. Presso le monarchie asiatiche si combatte tumultuariamente: se · l'urto della massa disfà la compagine dell'altra, Slll',cede la carnificina: se no gli. attaccanti cessano la lotta e cercano la salvezza nella foga. Spesso si accetta come sconfitta generale la morte del caro, e quelli cui tale cosa succede si ritraggono quantunque le sorti generali non siano state decise.Esempio Cunaxa in cui i 10,000 Greci sotto Cleonte (poi Senofonte) vincono, e tutto il resto dell'eserc ito piglia la fuga per la morte di Ciro. Quando queste masse si urtano colla fa lange greca, l'ordine, la disdplina, la compattezza unitamente al valore individuale han. ragione sul numero, e così 11O mila Greci mellono· in fuga un esercito persiano di numero decuplo, e Alessandro il Grande con 33 mila uomini aggueniti e guidati dal suo genio distrugge . in tre grandi battaglie tre eserciti persiani innumerevoli e conquista l'Asia. Nella falanoe 0•1ni uomo ha assegnato il suo posto, in prima linea .i più n . foni: la falange si divide e si suddivide in varie unità,le quali riunite dànno una massa profonda e impenetrabile.,enello stesso tempo non impediscono la flessibilità dei · movimenti e il combattimento .{)er sezioni. L'esercito schierato si avanzà contro il nemico con passo a ca1

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VICEl\DE

<lenza cli flau to: prima dell'assalto intuona il peana} inno reliaioso I;) e insieme di guerra.; per lo più comba ll ono le prime tre o qnaLlro linee, le quali sgominate vanno a rifo rmars i dietro le altre . La sarissa. (p icca lunga 7 metri) introdolta da Filippo il ~Jacedone rese necessario ai falang iLi il combattere sempre serrati:e diminuì quindi la flessibili tà della falange, ma non la resistenza vinta solamentedn lla legione romana . Nei Romani ognuna delle tribù primi tive che forma no la ciLLà, sommi nislrn mil le fanti e cento cavali eri: i lrem ila fanti ed i Irecen to cavalieri cosLiluiscono la legione: altri uomin i armati cl i fionda o altre armi dagetlo combaLtono fuor i dell'ordinanza. La legione s~ dispone su tre linee; ogni linea si divide in dieci man ipol i intervallali; la cava ll eria sulle ali divisa in dieci turme . I vel iti (fuori dell'ordinanza) ingaggiano il combaLLimen to colle armi da gello . molesta ndo il nemico; poi si avanza la prima linea composta dei, 1 più giovani (i1200 astati); respiu ti , gli astati si ritirano per gl i in tervall i dietro alla seconda linea ('I 200 princip i) composta di soldati già fatti e di età più r0busta : resp inti anche questi, sorgono i triarii (600 soldati veteran i di valore più provato e di esperienza più sicura) r imasti si no allora col ginocch io a terra: essi, riannorlando astati e principi', dànno l'ultimo e defin itivo assa lto . L'unione. la discipl ina severissima, il volore individuale, l'ol'ganizzazione cl~e si p iegava ad ogni forma di comballimento individuale o a masrn . si adattava a qualunque terreno, diedero ragione ai Roman i ovun~uae contro t.ulli. Anche al lorquando, per diminuzione di disc ipl ina e di valore individuole, la legione dovette qua$ i convertirsi in fa lange serrata, essa fu sempre terribile ai nemici di Roma . Durante tuua l'epoca feudale chi combaue quasi esclusivamente e decide del la loLta è il cavali ere. Og1~i vassallo porti~ i suo i dipendenti solto la band iera del propr io signore: in ren lLà poi nel com batt imento si schierano tuLti su una so la linea, ciascuno volendomostrare il proprio valore e non essere tenuto da meno deol i altri· dietro a ciascun cavaliere stanno lo scudiere, il coltelliere , tre o qna llro valletti d'arme, ecc.; segue una Lur ba a pied i senz'ordine, non coperta d'armatura, con armi da gelto di variissirna forma , impo ten ti o quasi contro la corazza e lo scudo. La guerra riesce una serie numero.a di singoli duelli, e spesso, 1'}

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NEL LA fOlU!AZlONE DEC LI ESE RCITI 1

un duello solo fra i due capi; qualche volta il va lore di uno o pochi · di quegli uomini coperti di ferro basta a decidere della vittoria, vittori a che si riduce alla cnmefìcina di quanti non hanno armatura, e lascia spesso incolumi tuui gli altri. .Fan solo contrasto :HJuest.o modo di combauerf\ le milizie comunali e le fanlerie svizzere; e se vuolsi gli arcieri in glesi a Crécy, a Poitiers, ad Azinco urt nella seconda metà del xiv seco lo. Le milizi e cornnnn li si rad una.no attorno al proprio capo naturale al suono della campana; è pun ito severamente chi non si presenta prima che sia spen ta la candela accesa a.i primi rintocchi; i capi portano i solclali così raccolti a.I si10 di aclnnanza genera.le. Si fo rmano con essi le giialdane per scorrerie improvvise sul territorio nem ic~, le cav·atcate per spedi1.ioni più ordinate ma parziali , e infine l'oste generale cui concorre tutta. la popolazione . Combattono senz'ordine prestabil ito, ma si attestano e serrano tutti intorno al Carroccio, cui è infamia perdere, e l'ordinanza compntla che così isti ntivamente fo rmano , dà loro i mezz i di potere opporsi vali damente ai cavalieri nemici coperti ferro. I can Loni di Uri,; Schwitz. Un terwald . insorti fin dal ,1307 contro la prepotenza degli arciduch i d'Austria, dovettero subito ricercare nel la loro r isoluzione disperat.a di vÌvere liberi o morire. un'ordinanza militare atta a resistere , ess i poveri ed ignndi di ogni ar matura difensiva, alla cavalleria d'Austria e di Borgogna, e la trovarono · nella ri produzione dell a fa lange macedone:« ordini stretti, file pro fonde, lunghe picc he e le tre o quattro prime righe composte degl i uomini piv robusti e valorosi del reggimento, sia ufficiali , sia soldati scelti riceventi doppia paga »{Grote) .Erano invincibi li di fronte sa lvo che il nemico trovasse modo di fars i strada trn quell e picche; e con tale ord inanza vinsero gli Austriaci a Morgarten e a Sempach, ~ C~do i I Temerario a Grandson e Morn.t e affermarono la propria rnd1 pendenza. Nelle prime compagnie di ventura gli uom1111 combattono per proprio co nto, e cercano di far prigionier i per ottener.e il r iscatto e cercano di vincere per far bottino, e quando loro torna il con to passano senz'allro da una.banda all'altra . A.Iberico da Barbiano dil orin. ~i pio_alle compagnie di ventura italiane meglio armate, più ordi;nte, 1sLru1 te, disc ipi inate e con subord inazione ben de,lerrn inata, le qunJ i


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NELLA FOR)IAZIO:>E DEGLI ESERCITI

VJCE1'iDE

combal.lono con vero concetto tattico e vanno via via sempre più perfezionandosi nell'arte del marciare, approvvigionarsi, accampare, difendersi ed anche operare in teatro di guerra relativamente vasto. Colle due scuole di milizia itali ana dette degli Sforzeschi e dei Bracceschi si può dire aver principio il vero risor"imenLo dell'arte militare. " Istituiti gli eserciti permanenti, la. fanteria organizzala alla svizzera, si forma in grossi battaglioni quadrati come ai lati e agli angoli ar~hibugieri ~ moschettieri; ma prestando questi troppo ampio bersaglio alle artiglierie nemiche, primo Maurizio di Nassau, in O_Iand~ nel secolo xv1, spezza questi bauagli oni e ne forma dei pitì p1ccol1 da ~00 a .&.QO uomini ordinati in batta.glia su tre linee a scacchiera; la cavalleria depone la corazza inutile contro le armi da fuoco, sostituisce alla lancia il moschetto e ia pistola e adotta la manovra delta il caracollo che togli e alla cavalleria la qualità sua principale, cioè l'arte. Gustavo Adolfo nel xrn secolo alleggerisce l'armamento del soldato, alleggerisce il moschetto che d'ora in poi si potrà sparare a braccio sciolto senza bisogno della forcelJa, inventa. le cartuccie chiuse nella giberna, dà le divise uniformi, aumenta.il numero degli archibugieri, alleggerisce l'artiglieria, diminuisce la profondi tà dei battaglioni: esige di nuovo dal la cavalleria la carica prima al trollo, poi al galoppo : combaLLe su due linee che si sorre""Ono a vicenda ' <)ù con ordinamenLo tatlico assai spigliato . Per tutte queste cause ha ragione degli eserciti del Wallenstein, accozzaglia di mercenari, e di quegli altri che oppone la lega r.a ttolica, tutti più numerosi dei suoi . L'ordinanza. su due linee fu adottata da tutti ed esagernta: aboliti gli intervalli, si formarono doe linee c9ntinue e simmetriche: invalse una I.attica puramente difens iva: coprir la fron te ed i fian ch i con arti glieria e appoggiarsi ad ostacoli naturali ed artificiali : « si ingenerò quel sisLema di guerra detta di cordone o di posto che consisteva nell'opporre al nemico come una. linea conti nua formala parte dall e truppe guerreggianti,parte da ostacoli nattirali o da piazze forLi; e tutta l'arte di guerra consisteva nello studiarsi gli assalitori di rompere in qualche punto questa linea, i difensori d'impedirla;

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d'onde manovre e contromanovre, e assedii e di difese piazze e dispersione di forze su vari i punti,anzichè concentrarle, sul punto decisivo; quindi guerre lunghissime, frequentissimi combatti manti: poch e le battagli e e raramente risolutive » (Fogliani). Con questa tattica ha ragione chi ha più forze da opporre e soverchiare il nemico. chi ha. più mezzi, specialmente fin anziari, da mantenere più a lungo gl i eserciti in campo, semprequando un genio come Federir.o il Grande non viene n. far traboccare la bilancia in proprio favore. Colla rivoluzione francese la tattica spigliata ha ragione dell e rigide masse del secolo precedente, e cambia l'obbiettivo degli esertili; man mano'.il fuoco piglia il sopravvento sull'urto, ed oggigiorno può dirsi essere il· fuoco il principale, se non l'unico fattore, della villoria.

(Continua) MoscnETTI Parno

Capitano 1° granattieri.


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Le osservazion i metereo logiche vennero incominciale a Massaua nel maggio del 11880. Gl'istrumenti campionai.i vennero spediti a quel!' osservatorio dall'ufficio centrale di meteorologia di Roma colle relative norme per colh1carli al posto ed osservarli. Il servizio-meteorologico venne allora affidalo al sig. Lenente Lavallea, che coll ocò gli apparecchi nel proprio ufficio a pian Lerreno, e al 28 gennaio del ·I 886, l'osservatorio metereologico venne Lraspor1a10 e de/ìn itivamente sistemato nella capi taneria di quel porto. Un tale lraspol'lo non cambiò che di poco le condizion i di sito, come semllrarni potersi rilevare dalle osservazion i stesse, così che la serie fatta finc, ra può considerarsi omogenea, non affetta cioè da. variazioni clipen den Li dal trasporto anzidetto. ~ el seguente quadro ho raccolto i dati assoluti e me.di i relativi alla temperatura osservata in ogni decade, dal maggio 11881S a Lu ti.o maggio 11886. Le medie temperature diurne le ho ricavate colht regola del Cantoni , dividendo cioè per quattro il numero che si ottiene sommando le massime e le minimè diurne colle temperature osservate alle ore 9 anlimeridiane ed alle ore 9 della sera. Sebbene non si possa dire ora., se tale regola. dia per Massaua risultati tanto_precisi come qui in I talia, pure le medie così r icavate devono essere assai prossime al vero.

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32,2 + 2,2 30,7 32,7 +1,1 32, 0 33,6 +0,2 33,G 32,1, 38,G ~g_;

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30,3 29,1 2S,9

30,8 28,4. 28,3 30,6 2~,8 37 )3 30,5 33, l 3!",'"' 32,9 36,t,,

32,i 31,9 30,3 5~.,1. 30,2 33,8 31,3 33,S 3i,S 34-,3 31,G 34.G 3t,9 35:3 ai.i I 35,5 31,6 ; 36,3 31/, i 35,8

34,2 33,6 29,8 33,9 29,7 31,.,0 28,1 32,0 27,4 30,!,, 26,4 1 28,0 25,2 1 28,6 ~.s,o 2s,3 25,3 27,9 23,8 25,7 22,1 25,3

33,t, 33,8 3-1.,G 3I,6 35,~ 3_4,;> 3i,3 33,2 32,3 3~,i 32,7 30,8 30/• 20,9 2S,5 :1.s,2 27,8 26,4 25,2

23,3 22,0 22,1 2!,,5 2r.,1 2,l,9 25,~ 23,7 22,3 25,6 28,2 2i,s %,9 27 ,2

26,6 25,8 25,3 27,S 26,l 26,6 21,9 26,7 25:2 28,5 30,S 30,o 29,5 30,5

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+ 0,9 31,,1 +0,8 3I,1 +0,1 31,,s o,9135,o ( i,3 36,~ 1,3 34,, + 1,5 34-,7 r 1,o 33.4 ( 1,3 32,7 + 1,2 32,9 f+l ,3, 32,9 1+ 1,2 31,il 1 1 0,0130, - t ,Of 29,3 1 +0,1· 2S,5 1~0.1 '28,4 1 1 '.!7,8 ,-0,7 ' 26,3 -!-0,1 25,U

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+ 0,2 26,4 26,1 33,6 20,l 13,5

,+0,6 25,5 +0,1 27,7 +o,7 26,4. 1- 0,4 26,2 1 o,o 27,9 1+ 0,4 26,6 ..;. 0;3 ~5,l +i,5 28,4, +0,6 30,9 + 2,7 31,i· -H ,S 30,2 + 3,9 32, L

26,5 33,S 19,i .U.,i

26,9 34,S 21,5 13,3.

28,1 34,5 2'1 ,5 13,9··

3:L, I t,0,3 25,0 :l5,3,


92

1

AIASSAUA

Il precedente quadro dimostrò all'evidenza, come il clima di . Massaua sia eccessivamenLe cal do; perché in 6 mesi, cioè dal mag- gio all'ottobre la media temperatura diurna è sempre superiore ai 30 gradi, e negli altri mesi superiore ai 26. li mese più caldo fo l'agosto, cui corrisponde anche la massima assoluta della serie di 42° ,8; il meno caldo fu il mese di gennaio che ha una media cli 26°, 1. La minima LemperaLura della serie è di 19°, ·I ed avvenne in feb-:-braio. · Deve però noLarsi, che tanto le medie come le minime tempera, ture dei mesi di gennaio e febbraio sono ben poco differenti fra . loro. lli guardo alle massime temperature osservate, vogliamo far os.. servare, che nei ·13 mesi· dal maggio "1885 a tutto maggio 1886, ·, esse furono in ciascun mese superiori ai 30 gradi, ma tre volte soltanto 5Uperiori ai 40 gradi ; ciò che dimostra come fossero esagerale le temperature dell'aria annunziale per Massana in certe corrispondenze; intendo dire con ciò, che, se anche i Lermometri vennero letti bene, essi dovettero al certo essere co llocati male, come ·· spesso avviene quando l'oss':lrvatore non pratico del mestiel'e tro·· vasi ad esperimen tare in· deserti o terreni sabbiosi. Io ricordo, che nell'alto Egitlo mentre il medio termometro dava per la tefl1peratura . dell'aria una temperatura di 4'1°,3 avvicinandolo alle sabbie del Nilo e facendo lo poi toccare la sabbia stessa si poteva arrivare fino .. ai 70°. Non intendo però coll'appunto fallo ai corrispondenti di diminuire l' importanza del calore a Massaua; che anzi dirò se essi . avessero esperimentato come all'osservatoriomi lilare, potevano essi pure trovare le vere ragioni per defini re il clima di Massaua per .-uno dei più caldi che si conoscano, perchè oltre della massima tem, peratura diurna deve tenersi in conto la diurna escursione termometrica, ed il periodo più o meno lnngo, in cui durante la giornata il termometro può ri manere al disopra di una data temperatura . Ora . a questo riguardo il clima di àlassaua è veramente eccezionale. In·falli delle 39 decadi del quadro, in una sola, la ·I• dell'aprile •I 886, -si trova un massimo inferiore ai 30 gradi, e in una so la eguale a 30, .. ,.mentre nelle rimanenti la massima temperatura è sempre superiore - ai 30 gradi. La 3a colonna di dello quadro indica le escursioni termometriche

93 per ogni dieci giorni , le quali sono sempre piccole; ed assai sianificanti sono le colonne relative alfe temperature osservate all: 9h del malli.no ed alle 9h di sera, perch.è_dal maggio fino alla prima decade d1 no.vembre 1885 e dall_a 2° decade di aprile a tutto maggio 1886 esse s1 mantennero quasi sempre superiori ai 30 gradi, e sempre superio~·i ai 11/:i gradi nei rimanenti mesi della serie, per modo , che le differenze fra le dae temperature risultarono molto ,. piccole, come si scorge dalla colonna (9h a -9" p), differenze che . per mese so no contenute nel seguente specchieHo: l!ASSAUA

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MESI

9h a. - 911 p.

1

Maggio Giugno Luglio. Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre . Gennaio Febbraio . Marzo. Aprile . Maggio

+ ·1°,2 + 1,2 1

+o,5

+ 1,<3 + 1,3 + ·1,2 1

- 0,3 - 0,2 0,2 + 0,40,0 + 0,5 2,8

+

+

. : er due mesi la temperatura risulta anzi maggiore alle gs pomendiane in confronto di quella dell e 93 del mattino . L'abitante in . Massaua è dunque assoggettalo ad un periodo di 12 ore, in cui fa temperatura è sempre molto elevata, e spesso poco differente dalla ~ assima temperatura avvertila nella giornata. È questa fa condiz10ne che più d'ogni altra deve rendere, come suol dirsi, pesan te la temperatura .in quella località durante il giorno, senza qui tener- · con to dell'azion e diretta dei ragg i solari sul corpo di chi è obbligato . a lavorare nella giornata in pien'aria. Io qualche stazione d'Italia la massima temperatura può superare quella di Massaua, ma fra H ..


9,\.

MASS AUA

MASSA O.

rriorno e la notte si ha una differenza di temperatu ra ben più ri le~anle: è già sensibil e la di[erenza fra la temperatura delle 9 11 a e quella delle 9h p Come esempio daremo le temperature osserrnte a Palermo nell'agosto del ·I880 nei giorni 5, 8 e 9: h

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Q"' ,k L Arrosto 5 Mass.!~8°,,1 \l in. ?0,9 9 a. 38,0 9 h p . ..,;:,, 0 P alermo \ » 8 >> il-O.O )) 20, I » 38,61 » 26,6 11885 ( » '.?o! » 4o,ol >> 2?,o » 36,31 )) 30,7

Ago:;to 5 .\lass. 38, l \J in. 31 ,G Oh a. 36,69hp.35,0 Ma:;sana » 8 I >) 38 , .1 » 3 1, 6 )) 36,6 » 3i5,0 ) ,, 880 ' )) 291 » 38,3: )) 3.2, 1 )) 36,2 )) 34,0

I

invece., essendo collocata in deserta pianura, inf certi .'l<' 'oCJrria oo . I periodi , sebbene bre\'i, può presentare piccole d1~erenze ra a tem peratura delle 9h del maLLino e qu_ella dell e 9h d1 sern;. ma, l~a n'.~che e.;sa il vantaggio sopra Massaua, d1avere abbassamen ti fo111du1 ao te la notle, come vedesi dai seguenti dati :

Foggia ·1885

95 deJI'anzideLLa stazione africana. Cosi a Palermo la media annua è 1 17°,6 e il mese più caldo è l'agosto con 2o",3 e il più freddo il gennaio con ,10°,0. Torino ba una media annua di Hl°, il mese più caldo è il luglio con 23°,3 ed il più freddo il gennaio con - 0°,1. Un italiano dnnque, qualunque sia la provincia cui appartenga, traslocato a ;\Jassaua deve vivere durante lutlo l'anno in una temperatura di gran lunga superiore a quella del paese nati o. Da ciò la necessità di provvedere aH'abbondanza di acqua potabile ed al sistema più conveniente per le abitazioni, mettendo a profitto, quanto si è praticato dalle popolazioni, che cl a secoli vivono in climi caldissimi. La tenda non può usarsi che per soggiorni di breve durata, mentre con case e caserme in muratura, disposte colla loro maggior lunghezza nella direz ione del meri diano locale e vicine assai l' una all'altra, dn. potere anche collocare una tettoia sospesa fra due case o caserme contigue, si polrit arrivare ad ottenere una notevole differenza frala temperatura dell 'aria esterna e quella nello interno degfi edificii. Nel seguente specchietto sono indicali i giorni di pioggia e la quantith d'acqua rnisurataall'udonietro dell'osservatorio di .\1assaua per lo stesso periodo, cioè dal maggio 1885 a lullo maggio •I886:

'Agosto 3 .\J a$S. 4-0°.0 \lin. 22,1, 9h a. ;3,GIgh p. 34 ,2

( '

))

7

))

4,·1,2

))

23,4

))

))

8

))

40,31

))

28 ,3

))

35,4-1 » 3ì.2 ))

Ml~Sl

/ conGiomi pioggia

3 1,4, 28 ,5

Se le medie te:11perntt1re date nel quadro per Ma5saua fos sero le definitive cioè le normali dedoue da parecchi anni di osservazione, .. allora po;rebbe dirsi, che la m~dia t.emperatura annua risulta per Massaua eguale a 30°,3. . li mese più caldo sarebbe rag~sto con ?n::t te~peratura media dinrna di 3o°,3; ed il meno caldo 11 mese d1 gennai o con uua le.m~ peratura media di 26°,1. _A_ Rom~ la temp::atur~ med'.a a~~u~ e d1 113°, 3; il n:ese più caldo e il luglio con 2:1, ,6 e il -~1e:ie prn f1 edd~ il ,,ennaio colla media di 6<>,7. Il mese dunque pm caldo a ltomct htuna temperatura al di sollo di quella del ~ ese più fre~do_ a }'las. saua, e 1a )nel-1·1,a annua ·ha c1ui un valore circa la meta cli quello

:\faggio . Giugno . Luglio Agosto ·1880 • Seuomùre . OLtobl'e . Massaua Novembre . \ Dicembre Gennaio Febbraio 11886 Marzo Aprile I , Maggio .

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0,0 2,6 0,0 0,0 7,0 3,0 23,8 3i:>,7 0,9 6,0


97

MASSAUA MASSAUA

96

discr~ta_nebLtlos!tà, cioè gennaio, febbraio , marzo ed apri le, mentre per 1 _rimanenti 8 mesi può dirs i, che il cielo si mantiene sempre o quasi_ semp~e sereno. Al. massimo della nebulositit corrisponde anche il maggior numero dei giorni piovosi e il massimo dell'acqur, raccolta all' udometro. In quanto alla di~·ezione dei venti, allo scopo di vedere più facilm~n te la loro relazion: ?olle temperature, mi sono limitato all o spog!JO_ delle osservazwrn latte alle 3b p, che corrisponde al meno del ;enod~ cal_c~~-de_lla. giornata a Massa.ua. Avverto chepel maggio del 1885 s1 utrl1zza1ono solo la 2a e 3• decade, e che in gennaio mancarono le osservazioni nel giorno 28. In tutto sono 385 osservazioni.

In un anno non si ebb'ero dunque, che sole 34 giornate con pioggia; e l'acqua misurata nelle diverse pioggie non arriv·ò che a 104 millimetri di altezza, cioè ;(/5 di quella che annualmente cade a Pàletmo, 1/2 della pioggia di Roma, ed 1/ 15 di quella di Udine. È ben vero, che la pi'oggia è l'elemento più variabile e per il quale occorre una lunga serie di anni di osservazioni per ottenere ciò che dicesi valore normale della p'ioggia di un d~to· sito, come lo dimostrano anche nel caso nostro le cifre: del maggio 1885 e 118'8fi; ma è da ritenersi egualmente, che hr pioggia dev'essere molto scarsa in quella calda località. Se per Massaua valesse il rapf)'orto trovato a Palermo fra la minima pioggia in un anno e la, media normale in quella città, all0'ta la media pi·oggia annua a' l\fassaua sarebbe 227 millimetri supponendo, che·quella caduta a Massaua dal mese di maggio 1885 a tutto aprile 11886 corrispondesse al minimo annuo. In ogni modo poc_o conto deve farsi a Massaua sulla pioggia annua riguardo all'agricol-· tura o ad altra industria per le quali occorre una certa quantità. di · acqua piovana, paragonabile a quella, che cade nelle nostre ~egioni più asciutte. Dalle note sullo stato del cielo, ho ricavato i valori della nebulo- · sità a Massaua espressa in centesimi di cielo coperto. Ecco le medie decadiche e mensili per il solito periodo di osservazione: 1

1

Numero delle volte ohe spirarono alle 3h p . i venti diversi dal maggio 1885 a tutto maggio 1886.

1

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60 5,1 10 9 45 , Media mensile. '15 9 ,10 Vi ha dunque un periodo di nebulosità discreto dal gennàio a tutto l'apri le col massim:o nel mese ,ii marzo; quasi sempre è sereno il cielo dal maggio al lugl-io, serenissimo dall'agosto a tutto novemb re, e poche nubi nel dicembre. In conclusione non vi sarebbero aMassaua che quattro soli mesi nell'anno, in cui il cielo può presentare una

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ANNO XXXI, YOL. IV.

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98

MASSA UA

Se SE;

Nella stagione calda i venti, che più di frequ ente spirano colla maggior forza sono i meridionali, e nella stagione temperate invr,ce i settentrionali. Le maggiori velocità poi si riscontrano in questi ulti mi come si vede nello specchietto seguente, ove trovasi Ja massima velocità oraria osservata in chilom etri per ~gni decade, colla relativa del vento che soffiava al momento dell'osservazione: MESE

Direzi 0.ll\l e velocita

I

l

MESE

lt 1·1

I

Direzione e velocità

I

MES~:

IP

1 decadP. S 20h O -~ l'•Ia decade ' NW ff7 °§ 2a. decade S •I8 ] 2a ~ 2a decade W 27 o 3a decade S 20 ""' 3a iiE 3a decade S 2.6 a decade S 20 e i·Ia o i·J ,i decade W 21 f 2a decadei SE ·I 4 =E 2a -~ 2« decade W •I 4 ~ 3~ decade\ S, 22 ~ 3a ò 3a decade SSE 28 l:; 1·1,t decade i S o a ,... I15 -~ : -. 11a decade NNW 53 ,_ 0 l I ~ -za decade S 2·1 tJC lia. ~J2a decade SE 32 i:5 3a decadei NW 15 '.a 3a. ..;i \3a. decade SSE 24' t.SSG SE 32 .~ , .p decade NE 2·1 0 i·la. decade ~ 2a. decade SW ·19 ~ ~2ai decade N 3i 23 ò /3a. decade NE 16 <. 3:, decade S J, decade NN'W 36 ..os i·I a. decade ·I 6 l:: 2a. decade · NW 30 ~ 2.a. decade S ] 3a , decade SW ·15 ~ 3a decade N 35 :188.i

~

99

1( ASSAUA

Il quadro è mollo significativo; risultano infatti evidenti du e periodi ben marcati nell'anno, nel primo dei quali cioè dal luglio a tutto dicembre dominano vènti del 2° quadrante e specialmente i venti di S E e S, mentre nell'altro cioè dal gennaio a tutlo maggio dominano ivènti del 11'' quadrante e specialmente i venti di N. E. eN ., ciò che accorda coi periodi del grande caldo e de!la temperatura relativamente mite a Massaua. Dalle somme risulterebbe, che il vento di S. è il pitì frequen te. E qui possiamo ricordare, che la massima temperatura di 4,2°,8 avvenne il giorno 1111 agosto col vento di N W debole; in tutta la 2• decade di quel mese lct mass ima temperatura diurna fu sempre superiore ai 4-2 gradi coi venti moderati di S W,

I

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I

Direzione e velocità

decade NW 30h decade NE 30 decade NW 36 decade NW 18 decade NW 25 decade N 25 decade NE 27 decade N 36 decade NNW 38

Vi ha dunque il NN W una sola volta fo rte con una velocità oraria di 53 chilomeJri, ed una sola volta il NW con 47; il SE solo due volte fresco con 32 chilometri al!' ora. Il resto dei venti meridionali furono moderati o deboli, e fresch i o moderati i settentrionali. Nei mesi caldi il ven!osi fa d'.ord inario gagliardo dopo il mez:zodì; negl i alti·i mesi può soffiar forte anch e nella notte . Dalle os-servazioni fatte finora la calma non è lant.o frequente, e s'incon tra a preferenza nel la stagione più ca lda al mal tino e sera, altra condizione svantaggiosa rispetto alla temperatura sempre alta, che si spe1riment.ò alle 91 antimeridi ane ed alle 9• di sera. Le osservazìoni dell'umidità. non sono continue nella serie, e -perciò non possiamo prese11tare un quadro dell'umid ità relat iva nei diversi mesi della serie stessa. Però abbiamo complete le osser:va·zioni per i mesi di agosto e dicembre, che possono servi re a dare ~na idea prima sull'umidità dell'aria in quella sta gione. Con una media t~mperatura d'i 315°,0 36° ,3 e 34-0 , 7 nelle'lre cfecadl d'ell'agosto ,1885, s1 ebbe una media umi'dità relativa di 6'( 57, e 66, ciò che vuol dire che durante i calori eccessiv'i in ~1assaua l'uh1itli't.à dell'aria si 1nantiene relati vamente alta la qua.le circostanza <leve reììdere il calore berl più mole;to, mehtre che nell e nostre stazioni dell 'Italia meridi ona le, qua rido si verificano temperature eccezional'n1ente ele· vate, l'aria è secchissi ma. A Roma in agosto si ha un a media umi dità relativa di 58. La media umidi là relativa nel dicembre •I 885 risulta per ~fassaua pe)· decadi di 65, 69, e 7 1. In niedia dunque si ebhe 61 in agosto e 69 in dicembre. Dalle osservazioni fatte nor{ sémbra che a Massaua siano possib ili periodi mnidi eccessivame'nte come da noi , ma che invece l'umidi tà -dell'aria si conservi relativamehte alta in ogni mese dell'anno. A'tle'n'derèmo le nuove osservazioni per ritornare su questo, come suo-li altri elementi di quel clima. i:> Rbma, ·11 luglio 18'86. 1

1

·~

S 20 ·s!1

PIETRO

TACCHINI.


DOVE ANNIBALE ABBIA PASSATO LE ALPI

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nica, a discutere par:ticolareggiatamenl.e su di un giornale alpino le varie forme messe avanti sulla eterna controversia intorno al passaggio di Annibale ( 1) . lo allora mi ero risoluto per un passo ricono sciuto da un altro gran capitano, Napoleone,come il più opportuno per una route impériale de l'Espagne en lwlie, il Colle dell'Argentiera, che mette da Barcelonnette a Cuneo. Mi permetto di riprodurre un breve sommario del mio argomento, quale allora fu pubblicato. « Se noi ci fidiamo al solo Polibio, il passo di Annibale deve essere lasciato sempre in questione tra il Moncenisio, il .Monginevra e ;l Colle dell'Argentiera: se noi vogliamo prendere a guida Tito Livio, noi siamo confinati alla sthda su per il Drac a Gap , e ai passi cbe partono dalla. Dnrance: è se noi vogliamo credere al frammento di Yarrone conservato da Servio nel suo Commento a Virgilio (Eneide, X) , che molti critici, non ben si comprende per qual ragione, hanno dichiaralo inintelligibile, noi dobbiamo deciderci per il Colle dell'Argentiera. Varrone fa menzione di cinque passi, cominciando dal mare e terminando alle Alpi Graie, e dice che Annibale tenne il secondo. Questi passi ora sono rappresentati da cinque si.rade carreggiabi li, della Cornice, del Colle dell'Argentiera , del Mongi nevra, del Moncenisio, del Piccolo San Bernardo. · È dimo~Lrato che la sLrada dell'Argentiera era percorsa dai Galli e dai Romani, e il terreno si dice essere appropriato alle avventure auribuite all'esercito cartaginese. Un parallelo a questo si può Lrovare nelle diffìcolth incontrate dagli eserr-iti frailcesi nel 11515 e nel 11744. Il racconto sconnesso e vago, e - se non ci fossero i documen ti originali - per alcuni rispetti incomprensibi le, che della prima campagna hanno dato Sismondi e Michelet, può in certo modo essere paragonalo colle narrazioni che del passaggio ·di Annibale ci diedero Polibio e TiLo Livio ». A me allora non parve conveniente ingomb rare con una lunga elucubrazione intç>rno ·a rugginose anticaglie le pagine a stento ca· paci a ricevere nuove cose. E neppure adesso mi propongo di trattare minu tamen te la questione con spirito di controversia. Ma 1

DOVE ANNIBALE ABBIA PASSATO LE ALPI - - - ·~·~·~:--- -

DoUG l, AS \V. fnllSHl'IELD, T h e AIJ>ine Pnu of .lltnu,ibal - Procee,Ung• o( l h c I I OfJfl l Geog 1•n1>!,ict1I Society au,I .flonfllly Hecor,l o[ Gcogt•n• p l,y . - London, Oct.o!Jor, 1886.

Sarà ben quesLa la millesima o la milionesima e una soluzione proposta all'eterno problema sopra enunciato, per dove cioè sia passato Annibale quando ver.ne in Italia precisamente nell 'oLtobre · dell'anno ~H8 a. C.; e questa soluzione non sarà cerLo l'ultima , e anche questa, come le passate e le future , lascierà il tempo che trova . Ormai se ne son dette e scritte tan te, che, se non viene Ann ibale in persona dai regni buj a illuminarci, nessuno ci si può più raccapezzare. Con tullo ciò dichiariamo che questi studi ci arrivano gradiLi; perchè, se da una parte non abbiamo nessuna speranza che possano determinare una vera e definitiva soluzione del problema fondamentale, dall'a!Lra le ricerche e le osservazioni di cui questi studi sono ricchi, fanno conoscere sempre più minutamente, quale una parte , quale un'altra di questa per noi tanto preziosa catena dell e Alpi; e confessiamo che questo ci sembra vantaggio diremmo quasi più grande che non se fosse scoperta e accertata definitivamente la via tenuLa da Annibale . Perciò facciamo lieto viso al breve ma accurato ed imporLantissimo studio di M1'. Douglas W. Freshlleld che qui riproduciamo.

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« Alcuni anni fa io mi provai, malgrado lo scongiuro del Dr. Johnson di non far più oltre menzione .della seconda guerra pu-

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Fnl':SHFLELD

D. \Y. - 'l'ila Pciss of Annibal. Alpine Joiwna.l, ;\os. 82 a nd 93. Long-

mans, i883 and lS86. ·


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a me sembra che può riuscire inLeressanLe a più d'uno di essere informato del grande cambiamenlo a,vvenltto in que;;la ·questione sempre antica e sempre nuoYa, e di segu ire le tracce pri ncipali ch e venn ero ora s,egn~t.e qa crit,ici pi~ o meno co mpete,nLi. Due considerazion i principalmente mi mossero a meLLermi i D; questo cimenLo . La prima fu una forte persuasione che il carattere di Pol ibio, in quanto topografo, fu ~olte vqlte mal compreso, e che le sue pretese alla accuratezza nei particolari furono esagerate. La seconda fu la scoperta che l'opinione che ~La per il Piccolo $an Bernardo fu sostenuta nelle inglesi università con documenti che non· si accordano coi fott i fisici; e che Lutti gli argomenti in ~uo favore arreca ti dai giorni di Brockedoo e del or. Arnold inOno adesso brillano per una spiccatissima assenza di qualunque soddisfacente risposta alla grande obbiezione, In. distanza da)la cresta all a pianura italiana, e il difficile carallere dei profondi burroni di val· d'Aosta. lo ora sono contento di poter mostrare che in Francia, in Germania, in Svizzera e in Inghilterra, vi è stata una contemporanea reazione contro il <leprezzamento del racconto fallo da Tito Liviodella seconda guerra punica, e contro l'esagerala stima di Polibio in quanto geografo; e che per conseguenza l'opini one prevalente ora è in favore della strada che rimonta il bacino della Durance; e che il Pic,;o lo San Bernardo ha perduto in l ngh ill,erra e fuori, la posizione favorita, che, per effello specialmente della autorità di, .M o111msen, le era slata as!.egnata . Io mi propongo qui , non di insistere nuovamente sulle mie· proprie viste, che possono agevolmente essere studiate in qualunque altro luogo da chi ne tiene conto, ma di riassumere bre:vemeote gli studi dei critici più recenti. Io comincierò da quello di W. T. W. Arnold, il quale nel ri sta mpare i capitoli del suo avo, sulla Seco nda Guerra Punica, ne ha di fresco preso occasion e di traLLare le questioni della comparativa autorità geografica di Liviof\ di Polibio, e del passo alpino aUraversato dall'esercito cartaainese in due Dote di mirabile chiarezza e abililà, nelle quali esso ha procurato, io penso , ed è riuscito con singola re felic ità a separare il grano dalla pula delle precedenti disn1ssioni (includendovi anche la mia). è)

ABBIA PASSATO T,E ALPI

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. R!guardo al primo punto, Mr. A.mold ci ta Je seguenti espress10m tolte da alcune note e leLtere inedite del or. Arnold: « Ho lavoralo al passaggio delle Alpi di Annibale. Che cat.tivo geografo è quel Polibio I e che bizzarra cosa che esso si reputasse valente. - Anche come scrillore è pessimo I ». Il or. Arnold, e il suo nipo te lo dimostra, era qmtsi l'unico che a quei tempi professasse una op inione cosi sfavorevo le. - Niebuhr teneva opposta opinione; e ai giorni nostri il peso della oenerale approvazione di Freeman, di Capes, di Bosworth Smith,~e di Mommsen, in un col deliberato elogio di Nissen, hanno fallo traboccare la bilancia dalla par te favorevo le. Ora però la disistima di Polibio in quanto topografo non è più considerata come una bizzaria di uno storico singolare, o l'audacia di un viaggiatore alpino. Mr. Arnold cita in suo favore i nom i di Dunbury, di Droysen, di Jhne e di Neumann . L'ultimo mentovato scri ttore, autore della più recente, della più piena e più autorevole ricerca che siasi fatta in Germania su tullo quel periodo sostiene quasi come un assioma fa sua convinzione della incapaciti1 di Polibio e della sua nessuna autorità in quanto geografo. ~'1 1: Arnold aggi unge : « La generale tendenza della cri ticn moderna si accosta ev idcntemenlt~ tulla quanta alla sfavorevole opinione professata dal Dr, Arnold, opinione che al tempo in cui fu pronunciata era quasi una eresia rivoluzionaria, ma che ora è in via di diventare un luogo comune». :.\P. Arnold conferma altresi, sulla autorità di Nissen, l'opinione . che io mi ero indipendentemente fo rmata che i particolari libri di Ti to Livio che trau.ano di Anni baie in Italia furon o composti non già s_enza discernimento e trascuratamente sull'autorità di precedenti compilatori, ma <lopo un conscenzioso studio di cronisti contemporanei degli avvenimenti . L'espressione di una simile op inione difficilmente può essere reputala necessaria da uno che abbia semplicemente studiato il testo di Livio, e vi abbia notalo fra si come queste: Nihil aiictwn ex vano 'Delim, q1w nimis indinant scribentium animi. - Inte1· omnes constat. - Uno però dei più recenti commentatori di Livio nel no~tro paese si è lasciato anélnre ad esprimere sfiducia, non solo ne, rapporti storici del suo autore, ma anche in quelli che Livio ri-


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peLuLamente fa per riguardo alle aulorità a cui esso si riporla ('1 }. w·. Capes reputa non improbabile che Livio siasi liberamente servilo del compilatore Celio AnLipaLro, che viveva un cenlo anni dopo gl i bvenLi, a preferenza degli annalisti contemporanei; poco curandosi di appurare la sna auLoriLil, e di paragonare le varie fon ti fuse entro la corrente del suo racconto . E uno ::;crittore svizzero, il Dr. Dli.bi, è cadnto alLresì nella stessa bizzarra credenza della esclusiva fiducia di Livio in Celio. È d 1iaro di quanla importanza sia per lo scioglimento della questione geografica il determinare la nostra estimazione intorno alla relaLiva auLorità di Polibio e di Tito Livio . Le pretese del Piccolo San Bernardo sono basate sulla lell.erale inLerpretazione di due passi di Polibio , nei qmtli esso dice che dal conlluente (del Rodano coll'[sère) Annibale ma,rciò limgo il fìnme ottocento stadj , e che esso ebbe un combattimento cogli Allobrogi all'entrare nelle Alpi. Se in questi due passi Polibio scrive con moderna precisione, è chiaro che Annibale marciò :::u per il Rodano e che ebbe il suo primo combattimen Lo sul proprio lerrì torio degli A.llobrogi a nord-ovest dell'Isère. Ma se Polibio scrisse così, indeterminatamente; se il paese del Rodano, le Alpi, il paese del Po erano Lre larghe denominazioni, da tradursi in bacino del Rodano, bacino del Po, regione alpina; se alla parola AlloMoqi era dala dagli scrittori ;:-omani una larghissima e spesso indeterm inata estensione (come dagli Inglesi ai Circassi), la base di tuLLa la controversia è sposlala. In questo caso il fondamento alla teoria del Piccolo San Berna.rclo è tolto via di pianta, e ben poco rimane in suo appoggio, dacchè lo stesso Di: Arnold, il campione del Picco lo San Bernardo, fa questa confess ione: « Io non posso ravvisare quei siti partico lari che la fantasia di De Luce di Cramer potè riconoscere. Io pensai cosi sul posto quando nel 1821:i attraversai il Piccolo San Bernardo con Polibio alla mano, e penso ancora lo stesso ». Avendo così chiarito il fondamen Lo su questo punto dì cri Lica letteraria, vengo ora a recare le p iù recenti opinioni intorno all,t principal e questione geografica che si tratta di sciogl iere . Mr. Arnold, mentre dubita del mìo•tent.aLivo di_conciliare i due

autori, acce Lia l'autorità di Livio in opposizione a quella dì Poiìhio, e decisamente rìgel.L~i Luni i passi settentrionali. << Non ci resta, esso scrive, che a discutere brevemente la questione lra il Mongìnevra. e il Colle del!' Argentiera. Ad alcuni argomenti di A'Ir. l?reshfield, parLicolarmente a quelli che si riferiscono a delle supposte difficoltà intorno agli Insubri, le quali io penso che Neumann sia pienamente riuscilo a mostrare che non erano diffico ltà niente del tuuo , io an · neLLo ben poca importanza ». (Quanlo agli Insubri, io aveva, prima ancora che leggessi NF. A.rnold, già pubblicala la mia ritrattazione. Ulteriori studi mi avevano condotto da me alla stessa conclusione di Neumann e di Dtibi). ~ Ma le personali impressioni di un uomo che conosce le Alpi come Mr. Freshfi.eld hanno il loro peso; e ~11: Freshfield dice: Per quanto io posso giudicare, dopo aver fatlo una personale ispezione del le strade, il naturale aspetto di questo passo e i suoi dintorni si accordano mollo meglio che quelli di ogni all.ro col racconto dato della marcìé1 di Annibale da Polibio e da Livio. Il suo grande argomenlo però, e che è realmenLe forte, è il brano che ,esso cila di Varrone: Abpesqiiinque viis Varro d,icit t,ra:nsiri posse; una guae est j11,xta inare per Ligiwes: altera quae .Ha·nn.ibal transilit; tertia guae Pompeiiis ad Hispaniensii .belliim p1·ofectus est; quart.a quae Hasc/;rubal de Gallia ·i n Ttaliam ·ven-it; qtiùita guae quond,un a Graecis possessci est, guae exinde Atpes Grciiae appellantur. VI) Ora questo elenco evidentemente dìmosLra che reca i passi nel loro ordine geografico da sud a nord ; e se così è, non c'è nulla da. ridire sulla interpretazione di W Freshfield che lo legge come segue: a) Cornice; b) Ar· gentiera; e) Mongìnevra; cl) Moncenisio; e) Piccolo San Bernardo (2). In altr·e parole un antico ed accurato scriLLore come è Yarrone ci dice che Ann ibale attraversò il colle dell'Argentiera. Una lellera. di Pompeo, conservata da SallusLio, ci dice altresì che Pompeo prese una. strada diversa da quella di Annibale e più conveniente ai Ro-

(:I} CAÌ' ES. -

L iV/f, Boo/;s XXI, XXI. Macmillan, i 883

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Conservato (la S1,nv10, commentc a Virgilio, Eneide, X. giudic,1rnc da Tito Livio XXVll: Non enim receperunt ·modo Arverni eic., sembra che Asdrub:,110 siasi avanzato più a nord nella Gallia che non il fratello, e IJerciò natnral•mente 11vrebbe dov uto passare per uno dei passi più settent1·ionali. :Non è forse r,1or di luogo qui far menzione chi} Appiano, la cui autorità però, su qnalunque punto geo.grafico, è nulla, dice, in opposizione a Varrone, che Asdrub,1 le prese lo st.esso cammino di Annibale : APPIANO, Annil>ate, 52. - (lo posso aggiungere che Asdrnbalr passò ~ Pirenei alla loro est.rernità occidentale. - D. W. F.). (i)

(2) A

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DOVE ANNIDALE

.Ma egso mette avanti l'opinione della commissio,oe archeolo.gica. france se, che fa strada su per il Drac e per il Colle Bayard era una strada romana e una di quelle segnate sulle tavole di Peutioger. Qui noi abbiamo un'i rnportante conferma della Lesi che io ho so~tenutocontro molti critici, che questa era una delle classiche, ed è certa-· mente una delle naturali strade tra l'Isère. e la Durance. Io mi volgo ora alla discesa in llalia. Intorno a questa questione io penso che il Dr. Dlibi ha dato, alcuni schiarimenti di valore: per ogni riguardo io propendo a se- · gufrlo. Esso non ritiene per nessun modo r,he, per soddisfare il racconto di Po li ùio <( che Anniba le, avendo alt.raversato le Alpi in quindici giorni, arditamente discese nel la pianura del Po e nel paese· degli Insubri » sia necessario credere che i\nnibale si in contrò cogli Insubri prima che coi Taurini. Polibio, secondo lui, guardava più1 avanti , e scrivendo nella sua larga maniera passava sopra al momento che esso combatteva coi Taurini. Qnesla plausibilissima congettura, messa avanti primamente da Nenmann, si accorda colla tendenza che io più sopra ho notato in PoJ..i.bio, di dare di tanto in tanto un'occhiata,generale alla marcia. Il catalogo dei passi dato da Varrone fa naturalmente ostacolo· alla strada del or. Diibi . Come rutti i critici che rigettano il Coli~ dell'Argentiera, esso è obbligalo o a rovesciarlo o a disprezzarlo . Per questo fine esso fa il meglio che può con un lungo e minuto · commento, la conclusione del quale è che il catalogo è << un lavoro esclusivamente letterario »; per la qual frase tanto o quanto inde.,. terminata io suppongo che esso intenda; ch e esso non si trova in, nessuna strella relazione coi fatti fisici e storici. Io ho procurato di esporre accuratamente i principali argomenti del or. Dlibi acc0mpagnaJi da un mio proprio commento come pareva che la cosa, richiedesse nel N. 93 dell'Alpine Jow·,ial (giugno, 1884-). A questa notizia intorno allo scritto del Dr. Dtibi unisco una breve relazione di un sommario di recenti studi intorno alla con · troversia di cui trattiamo, fornite dal professor Schiller al Bel'liner· Philologische Wochenschri/t (1 ) . Il professor Sch iller analizza il mio,

mani (nobis opp01·tunius) . Hermann Schiller riconosce la forza def:.. l'arg~mento di Fre,-hfield, ma oppone che il primo dei passi mentovati da yarrone può essere il Colle di Tenda. Ciò però non impor~erebbe differenza. Il secondo passo verso nord sarebbe pur sempre· 11 Colle dell'Argentiera. Nè si vorrà mettere per secondo passo il Colle di Tenda, perchè è affatto fuori di questione che Annibale siasi servito di questo passo . Assolutamente noi dobbiamo ammetterecon Schiller che le probabilità per il Monginevra e per il Colte dell'Argentiera sono decisamente aumentate. Io sarei disposto ad andare più in là. e a dire che M1: Freshfield, che ha il vantaggio di, essere l'ultimo a rivedere tntla la questione alla luce di tutti i lavori, precedenti e della sua propria esperienza personale - poichè io, non considero come un rivale serio il colonnello Perrin col suo Colledi Clapier - presentemente tiene il campo ». Così Mr. Arno Id, di cui tutto intero il saggio merita diliaente considerazione come un luminoso riassunto di una discussio;e penosamente condotta . .Il Dr. Dtibi, presidente della sezione Bernese del Club Alpino, svizzero, ha recentemente pubblicato nel Jahrb iir;hM· della sua società ( voi umi XVI, XVII, XIX e XX), una serie di articoli interessanti ed istruttivi sulla primitiva storia delle Alpi . Cominciando nel: '11882 con una collezione di accenni alle Alpi raccolti neali autori, classici, esso nell'anno seguente diede un breve somrn:rio delle, campagne dei Romani in quelle montagne. Ora esso studia le stradlà> romane nelle Alpi, ed ha in due fa:;cicoli adempiuto il suo còm-· pilo. per quanto riguarda le Alpi occidentali o galliche (,1). Tutti co-· loro che prendono interesse a questo argomento saranno curiosiì di p.arag?naire le co~clusioni a cui arrivò il Dr. Dtibi con quelle, degli altri recenti scrittori: per esempio, con le ittgegnose, ma qualche volta fantastiche vedute del signor Vaccarone (2) e le laboriose letterarie (ma non mai locali) ricerche di Herr Oehlmann (3). Il D~ Dubi non si fida di pronunciare una decisiva opinione· intorno alla strada tenuta da Annibale dal conOuente della Durance.

1

(JJ ~ii.si. -;-. Die Ronierstrasun !n den Alpen. - Jahi·b1ich der Schweizer Alpenklu/1,.

vol. XIX, XX. Bern, Dalp, i884-8a.

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(2) VACCAno:-.E, Le vie delle Alpi Occittentali, Candeletti, Torino f880. (3) OEHl,llANN. -Die ,ltpenpasse t-m. Jlillela.lter. - Jah1·buch fiir Schweizel'iSche Ge--

scliichte, vol. lll, IV, 1878-79.

(t) ScrnLLRfl. -

1

Ueber den Stand der F-tage, welchen Alpenpass lfanniba.l benutz.:

habe. - Berline1· Phi!ologiscller 1Vocltensclwift., vol. IV, J884.


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·I 09··

DOVE ANNI BALE

.~JJB1A. PAS:,ATO U; ALPI

lavoro inserito nell'Alpine Joùmal (N . 82) insieme con l'opera del ·defunto professor Neumann ('I ) e di due ufficial i francesi - Perrin (2) .,,e Hennebert (3). Di questi scrittori non uno è favorevole al Piccolo San Bernardo. Il co lonnello Perrin è un partigiano del Moncenisio con variazioni, o, per parlare più precisamente, del Co ll e del Clapier (8H?5 piedi), un sentiero lì vicino, al quale fu condolto dalla necessità che esso ·sentiva di trovare un posto da cui si vedesse l'Italia. Come tutti i ·-sosten itori del Moncenisio, il colonnello Perrin comincia dal buttar via Tito f.,ivio - mezzo comodo certamente, ma a parer mio niente del lutto legittimo per semplificare la questione. Quelli però che possono passar sopra a questa preliminare licenza, troveranno l'as-·sunto di adattare Polil.,io alla vall e del l'Arc _trattato con grandenbi. lità e con pe1-feua conoscenza del terreno; e qualunque. influenza ciò possa avere sulla questione principale che si tratta di sciogliere il libro del colonn ello Perrin sarà d'indubitnbile util ità allo studi oso · che desidera tracciare le vecchie strade della valle ·del!" Are in Italio. La lin ea da esso adottata per l'esercito cart11ginese è per Aiguebell ette e ~Iontmélian all 'Jsère, donde aLlraver::;o i monti per il Col . di Montaudrey e il Col di Pontet ali' Are a La Chambre, e quindi su ,_pl'H' la riva destra del fiume ·per Vi llarey, 13ourget, Amodon e Anssois arriva al suo passo. La sua R1ipe Bianca è vicina all'u ltimo ·villaggio. Io sono del parere di iW T, W. Arno Id, che« il solo argomento per il Col du Clapier è la vista d'Italia>) e che ciò non basta per controbilanciare le obb iezioni che gli si fanno . « lo non consi, dero il colonnell o Perrin come un serio rivale» aggiunge Mr. Ar·. nold . al quale io pienamente assentisco. Il professore Neumann e Hennebert sono entriHnbi pel }longi. nevra . Il primo arreca molti argomenti già conosciutissimi. in favore della marcia per la valle della Durance. Ciò che ha di nuovo è il · ·. suo lentaLivo di c.onciliare Po libio con Livio per riguardo alla tribù , tra la quale discese Annibale. Esso, col or. Dùbi e con W. T. W. Arnold, cni esso prevenne,

crede che Polibio quando dice che« Annibale discese nella pianurw del Po e tra la ge_nte degli Insubri », considerava il suo combatti mento coi Taurini come facenlepat·le del passaggio delle Alpi; e che Livio la intendeva nello stesso senso. Quanto ad Hennebert, ciò che esso ha di particolare è la discesa· che esso adotta dal Monginevra. Esso fa passare Annibale dal Colledi Sestrières, e q11indi per il Chisone lo cond11ce a P in erolo. I motivi allegati per sostenere questa fantastica strada sono la influenza, del capo Magilus (che esso designa come capo di una tribù di Ma · gali nella val le del Ch isone) e il desiderio di sboccare .diretta-mente sopra una città nemica - Torino . Io desidero, in passando, accomodare un malinteso del mio· critico tedesco, e dire che a mio avviso - e qui anche i\if. Bun-· bury si accorda con me - si è voluto attribuire troppa importanza alla esattezza nelle distanze . Un'accurata mi sura delle di- . stanze in una regione montuosa è l'ultimo ri sultato della eiviWt; . e le Vùlutazioni in di grosso sono, di regola, e~agerate. Questa. è la mia opinione per riguardo « alle brillanti conispondeoze > sulle quali il pi·ofessor Schiller si immagina che io mi fidi. lo vorrei ripetere che questa cautela, può a mio giudizio, essere di profitto estendendola agli allri incidenti della marcia. .Potrebbe darsi che il passo cbe noi cerchiamo non corrispondesse· .a capello, ma esso presenterebbe meno difficoltà (almeno ai nostri · occhi) di q nello che sta descritto negli autori class ici . Nelle descriz ioni storiche di guerre d_!..monlagna, non importa in quale epoca, le difficoltà del terreno sono d'ordinario considerevolmente esagera.te. I let.- tori interessati seriamente in que:-;ta questione, doHel>bero sti1ctiare accuratamen te le memorie delle campagne del 11515 e del "744, ih· tntt' e due le quali il Colle del!' Argentiera fu attraversalo da eserciti; le cui operazioni, particolarmente quelle di Francesco I, hanno il più notevole r iscontro, cambiando solamente gli eltfanti coi cannoni, con quelle dell'oste cartaginese . Le conclusioni generali del professore Sch iller sono (quanto a me) in tutto e per tutto soddisfacenti . Esso ritiene che i passi dalla Durance vanno sempre acquistando di accettazione; che il Piecolo San Bernardo è stato cornpletamenle abbattuto: e che. se il brano cilalo di Varrone è genuino e degno di fede - q~e-·

(1) NGUMA:'ÌN. - Das Zeita!ter der PlHtischen Krie{Je, Breslau, 1883. ,,(2) Penne,. - 11/arche d'Annibal des Pyrénées au Po . Paris, ·1883. (3} IIEXNEnEnT. - lfi~toire !l' llannibal. lmprimerie Nationale, Paris i870-7S.


DOVE AN1'JllALE

,-stione che essH lascia aperta - la vittoria è assic.urata al Colle del 1' Argent iera. Dopo un attento esame di1 qrnesti recenti studi, io ancora sost:engo, .che tra il Colle del Monginevra e il Coll e dell'A11gen tiera, anch1emett.endo da parte Varrone, la prova è fortemente cont'rastata, ma•che però la bilancia pende dalla parte del coll·e meridionale. Se poi noi ..ammeLLiamo il brano di Van'one, e suppoaiacrro che esso sia srato scriuo esattamente, la questione nabura lmerue è risolt11 . E l'attacco -del· Dr. Diibi alla relazione di Varrone a me sembra singolarmenl6 inefficace; ma su questo punto io sono disposto a chinare la tesla .ad un dollo più autorevole che io non sin, p'e rchè, mentre io pro·testo colla più ferma convin.zione contro i passi settentrionali, io non posso portare da me più che la parzialità di un a\•vocato per ·l'A.rgen'tiera sopra il Monginevra . Jo pienamente ammetto che la ·serHenza di Varrone può essel'e oppugna-la·, e che se questa è posta luori di combau.imen10, qualche importanza può certamente essere attribuila al fatto che,il Mongin evra sembra essere in grado emi ·nente il Passo Taurino . Nel fare questa confessione però io temo di mostrare che non· possiedo la prima qualificazione per un·crilico ..an,nibaliano - una perfeua fede nella mia propria infallibililitl Prima di deporre la penna mi sia lecito indicare in un giudizio finale un probabile abbozzo di una storia dei Passi della Durance -.quali si presentarono a me nel corso di q·uesta ricerca. Le orde ceitiche inondarono la Gallia finch è esse giunsero a terre giit occupate, o non Cl)nvenienti per pascoli ('I) . La fama dell'Italia -condusse molte delle loro tribù su per la valle'de!la Durance. Quando esse furono giunte al capo di essa, non volendo voltarè le spalle al sole, si indi rizzarono su per i larghi piani del Col•di Vars, e su per ,l'agevole cresta dell'Argentiera. Per secoli questa rimase - ed è -tutlora - una naturale e freq uentala ~trada per le ·popolazioni di qua e di là del la catena. Allora i Romani, padroni della val le del Po, si avvicinaro no alla base orientale delle Alpi, e non più contenti ,della via di mare, cercarono una strada dì terra per la Provenza e per la Spagna . Il largo fossato per la quale sbocca la Dora

(I) LIVIO, V, 34.

AllUIA PASSATO LE ALPJ

Riparia - dopo il Monte Viso, il più cospicuo fatto fisico che si veda da Torino - condusse i loro generali alla scoperta del Monginevra; e, quando essi ebbero bisogno di andare al nord - nella Gallia e non nella Spagna o nella Provenza - a quell~ del .Moncen isio. L'Argentiera perdette molto della sua importanza dopo l'apertura del Monginevra, come il Gran San Bernardo ha perduto· la s~a 1mp?rtanza colla costruzione della strada del Sempione. Nella storia medioevale ehbe qualche istante di notorietà; poi ricascò nella sua oscnrità _Tutlavia gli ingegneri mil itari ne conoscono l'importanza; e ogni anno centinaia di arditi Piemontesi, discendenti del vecchio ceppo Ligure, percorrono innanzi e indietro quest.a strada andando e tornando dal loro lavoro invF,rnale nelle città. della Provenza.

X.


CAVALLERIA E AR1'1GLIERIA A CAVALLO

CAVALLERIA E ART [GLIERIA ACAVALLO (Con tinuazione}.

HL

Operazioni di Stuart verso Frederiksburg ai primi di agosto ,186'.2 (a nord di Richmond). - ~Ientre il generale Mac- Clellan si afforzava a Westover sul James, a 2.i chilometri da Richmpnd (S. E.), l'attenzione dei capi cle'confederati era richiamata al principio di luglio da un'altra radunata di truppe federali che si faceva nella Virginia settentrionale, sul Rappahannok, e minacciava da nord. Il generale Stuart era rnaud11to à campo nei pressi di Hanover..,Conrt-House, una ventina di chilometri a nord di Richmond, vicino al nodo delle ferrovie che da Richmond conducono a nord (Frederiksburg- Washingtou) e ad ovest (Virginia occidentale) donde poteva osservare verso il Rappahannok, pur rimanendo a portata dell'armata cli Lee raccolta tuttora attorno a Richmond. La cava\. leria agli ordini di lui era rio forzata (sino ad oltre 15,000 cnvalieri ben montati, dice il Borcke) costituita in divisione, partita in tre brigate sotto il comando dei generali Harnpton, Fitz-Lee e RobertMn, e provvista di tre batterie a cavallo comandate dal maggiore Pelbam. Borcke, promosso maggiore anche egli, pare divenisse allora veramente il capo di stato maggiore di Stuart. Il Rappahannok viene dalle Montagne azzurre (Blue-Ridge) corre da nord-ovest a sud-est e sbocca nella gran baia Chesapeake. Taglia per metil la linea Richmond-WashingLon (strada e ferrovia), a 8l> ch ilometri circa in linea retta da quei due punti: ivi è Frederiksburg. Cl paese sulla destra

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(sud) del R;:ippahannok è in generale fortemente onriulato, solcato da v:i lloni più o meno sinuosi, ma spesso assni profondi cd angu,ti, coperto in grandissima parte di macchie e boschi alti e fitti, pezzato di spiazzi irregolarissimi; nei tempi umidi è Lutto mota alta e viscosa. Le strade massicciate sono rare: le altre per lo più pessi me. Ciò non di meno nella buona stagione quel paese si percorre bene a caval lo; ma non offre campi adaui all'azione con tinuata di masse di cavalleria. A mezzo luglio un grosso corpo federale si raccoglieva presso Warrenton, tra l'alto Rappahannok e il Rapid-An (che si unisce col Bappahannok a monte di Frederiksburg) e minacciava il nodo ferrnviario di Gordonville (a N. O. di Richmopd) ch iave delle comnnicazioni della Virginia orientale colla occidentale. Lee ·mllndava colii una parte de1Ja sua armata con Stonewall Jackson. Ma sembrava che i federali ingrossassero pure su l medio .Rnppabaonock, nel la regione di FredHriksbnrg;' forse truppe dell'armata di Mac-Clellau colà trasferite per acqua da Harrisous-Landing. Certo minacciavano anche di là; e face~ d'uopo chiarire la cosa. Racconta il Borcke. - Il ti agosto le trombe suon:irono da capo il mettisella: si tratta va di una ricognizione a foiido su Port-Royal e .Frnderiksburg - Port-Royal è su l Rappalumnok, 2.5 chilometri circa in linea retta a valle di Frederiksburg(forse una quarantina di chilometri di strad:i). - Con quattro reggimenti ed una batteria marciammo tutto il giorno, e la notte bivaccammo a Bowling-Green, a più di venti migl ia da HanoverCourt-House. Il 5, che. fu la giornata più calda di tutta quella estate, proseguimmo il cammino egiungemmoa Port-Royal circa le l ·I antimeridiane, sulle calcagna d'uno squadrone nemico, che avvisato a tempo del nostro avvicinarsi si era ritir:ito rimontando il Rappahnnnok. Era proprio commovente la gioia degli abitanti al nostro arrivo . . . . .. .. . . . . . Al tocco dopo mezwgiorno ripigliammo la m11rcia . . . . . . .. . . . .. Sul tramonto giuogemmo a Rouod-Oack-Church (chiesa della querce tonda) a ,J 2 migl ia da Frederiksburg, dove serenammo, coperti bemì d'una estes11 linea di posti e vedette, che nessuno d:ovea varcare, affinchè il nemico nul la sapesse della nostra ,,icinanza. In pari tempo maudarri mo _innanzi alcuni dei nostri e6ploratori del 'I'exns (scouts). A questo proposito il K:iehler. - Questi esploratori (sconts) addetti ad ogni riparto di truppe, erano la più parte degli Stati indiani del l'ovest, operavano a senno loro, e spesso dove:mo mettersi tramezzo ai nemici ad o~servarne tutti gli atti; al qua le periglioso e difficile compito li rendevano singolarmente adatti le abitudini del loro paese. Pel solito uscivano di nottetempo a cavallo d:igli avamposti e durante il giorno stavano nascosti nei boschi o nelle case cli persone pa·rteggianti pel sud. Dovevano bensì non 1

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ANNO XXXI. VOJ,. IV.


CAVALLERIA

ispogliarsi della loro uniforme, onde non esser presi per spie e trattati come tali se per caso cadessero in mano al nemico. (ScHEIBERT. LagtietTa civile negt,i. Stati dell'A1nei·ica settentrionale). Sono da distinguersi dai cm·riwi (Coiwier e) dei quali lo Scheibert e il Kach ler dicono. - Erano la maggior parte cavalleggeri giovani e svelti, montati su ottimi caval li, alleggeriti al massimo grado, che facevano quasi e.;d usivamente il servizio d'ordinanza (guide diremmo noi) nell'eserci to confederato . Erano ripartiti tra i qtrnrtieri genernli , per regola così: al generale in capo 60, ad ogni 1;omanJanto di corpo d' Mmata ,J2, ad ogni comandante di divisione 6, ad ogni comandante di brigata 3. Portavano le loro vittovllglie sol quando erano presenti al respettivo quartiere generale; 11clle loro corse invece ogn i riparto di truppe a cui si fossero per ciò rivo Iti a vea l'obbligo di provveder! i di tutto il bisognevole, uomo e caviillo. Gli ordini si cfo.vauo sempre loro per iscritto, e per ciò ogni comandante di truppe aveva alla sella una tasca contenente ciirtelle prepiirate per quell'uopCl . Seguitn il Borcke. - Gli es ploratori tornnrono presto colla notizia che uo forte corpo nemi co era acr.ampato a circa 5 miglia (circa 8 chilometri) di quà da Frederiksburg. Uno di loro, dei più abili, era stato fe. rito gravemente ad un braccio da una palla d' un posto degli Yao kee5 ... .. . Stuart s'era avanzato sulla strada Port-Royal-F rederikshurg, - che costeggia all' ingrosso la sponda destra del Rappah:mnok all'insù; il corpo fodera le di cu i si parla qui sopra era sul l',tltra strada che da Frederiksburg conduce pei boschi nella direzione di R.ichmond, e quindi a sinistra (ovest) di quella che segni va lo Stuart; ma v'è una via traversa che da RoundOaks-Church sulla prima conduce a Massaponax-Church sulla seconda. - Lii nostra marciii dovea volgersi ora a Massaponax.-Church -(a sinistra, per la tra versa) - cli'è a circa 3 miglia - (circa 5 chilometri) _ da .Frederiksburg su Ila strada del Telegrafo, una larga strada assodata con tronchi d'albero (Plrink roa,d o Planlc turnpike) che va dritta a Richmond. Noi sapevamo dunque dai nostri esploratori e da Ile nostre pattugl ie che un corpo fodera le di 8000 uomini - (?) fanteria - con la corrispondente quantitlt d'artiglieria , sotto il coma odo dei generali Batch e Gibbou, era in campagm1 per guastare le nostre ferrovie e di~truggere le vittovaglie ammassate io IIanover-Juuction - (nodo delle due linee che da Rich mond conducono verso nord e verso ovest) . - Cavalcando secondo il solito alla punta , io fui il primo a scoprire le colonne nemiche, quando fummo a un mezzo miglio - (800 metri all' incirca) - dalla strada del Telegrafo. Comandai tosto l'alto e corsi a rlarnotizia della presenza del nemico :il "enerale Stuart, il quale prese le sue di sposizioni colla consueta prest~zza.

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11 grosso delle forze nemiche aveva gia oltrepassa~Q lo sbocco della nostra strada, ma rimaneva assai indietro la colonna delle vetture colla s11a scorta. Due reggimenti con due cannoni furono mandati a sinistra ad iuseguii· la colonna delle truppe, un reggimento, il 3° Virginia, ebbe online di assaltar la colonna dei carri, e un reggimento col resto dell'artiglieria fu tratten uto in riserva . Io mi unii all'attacco del traiuo. È indescri vibile la sorpresa e lo scompiglio della scorta allo sbucare dei cavalieri grigi dal bosco scuro con fft1el loro form idabi le grido di guerra. Gli Yankees capirono subito che il temuto Stnart era loro addosso da capo. Molti dei vetturali vo lta'rono iudietro i loro carrì e cacciarono le bestie a rotta di collo per sa lvarsi, mentre gli armati ci opponevano breve e debole difesn . Ma le vetture furono presto fermate, la scorta sciabolata, presa o dispersa; tutto il traino col suo grosso carico e novanta prigionieri ri masero nelle nostre mani. La perdita nostra fu di due uomini mortalmente feriti. Ora il g1merale Stuart raccolse tutte le sue truppe, tranne un solo squadrone, che fu lasciato ad osservare presso l\lassaponax- Church - (fronte a nord, verso Frederiksburg, a quanto pare) - e si lanciò a spron battuto sul grosso nemico, che fu affatto sorpreso e se la delle a gambe e a sbaraglio dinanzi a noi per alcune miglia - (probabilmente in direzione nord-ovest, ovest, sud-ovest, nel la regione di Spottsylvania aurarnrsata dal torrente Ny) . - Ma poichè s'nccorse che eravamo cavalleria sola con pochi cannoni, si fermò e mosse egli stesso all'attacco. Parecchie batterie - (d ice veramente numerose) - presero a tirare cont,ro di noi e lunghe linee di tiratori s'avanzarono nel più bPllo ordine .. .. . . . . . . . . Fra le nov ità di quella guerrn noterò che in quella occ11siooe il nemico -adoperò contro di noi anche cannoni da una libbra, i cui slrani proietti facevano un rumore affatto singolare nell'aria . . . . . . . Vidi ancora per la prima \·olla in quel combattimento usti re dai federali proiettili esplosivi dt1 fucile . . . . Dopo breve ma calda pugna il gener3le Stuart diede il comando della ritirata,che fu eseguitii colla solita abilità pei viottoli attriiverso a1 bosco. Così presto sp.1rimmo lutti dal terreno del comballimento che il nemico stupito dovette domandarsi che cosa fosse divenuto quell'avvers.1 rio tanto 11ggressivo un momento prinw. Io fui mandato allo squa-drone rimasto a6 guardìa - (a Massaponax-Church) - n dargli notizia dello stato delle cose e ordinargli di seguirmi , e nel ritorno dovetti passare per uno spiazzo su cni il nemico si avanzava .. .. . - Si salvò per miracolo. - Ln nostr11 impresa era d::ivvcro riuscita splendidamente. Non contando In perdita del nemico in morti e feriti , e che pure deve essere ~tata non lieve, i 200 prigionieri e il ricco convoglio, aYevamo mandato a vuoto


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i ~uoi_diseg~i , sal~ato dalla distruzione le nostre ferrovie e provvigioni, e d1s~rnmato il ne_m1co stesso, ravvivando in lui l'idea che il vigile e infaticabile Stuart ?Itera sempr_e viciuo. Infatti d.a 11'rederikslmrg non fu più tentata altra simile scorrena. l?um1110 di ritorno a Bowlino-Green a notte tarda ,quivi serenammo e nel giorno seguen te torn:1mmo a flanover-CourtHouse (in i giorni 2.·1 miglia tedesche, ossia quasi 97 mi 0olia incrlesi circa 156 chi lometri). ~ ' . ~ota del Kae_hler. - Così il principio c;ome la 6ne di quell'interess:mt1ss1mo combattimento di cavalleria dànno una ben chiara idea di ciò che· la no_str~1 arme può fare, benchè numericamente inferiore al nemico, purchè sappia:.:1 approfittare della sua mobilità . Apparir di sorpresa , sparire ad un tratto, sempre a momento opportuno, sono atti di grandissimo valore wttico, possihi li solrnn to alla caralleria, ed ·anzi solo allorchè ella è isolata, e_non inceppata da altri elementi a lei estranei, per non dire opposti . Facc~?moc1<;1uesta domanda: «Avrebbe il geuer11 le Stuart potuto eseguire tutto, c'.o, ~pec1e qu~l repentino !:-parire,che vale quasi altrettanto qu.1nto l'appanre 1mprovv1so, se aves~e avuto seco fanter ia, fosse pure su carri? >> fo credo_ che_ogni ~10010 ~i bqona fede, e fosse pure un partigiano di quella combmaz1one d1 fanteria e cav.1lleria, dovreb!Je in questo caso risponder : «No>> . E tutta quanta l'impresa, disegno, eseguimen to, successo, non ha forse l'im pront.11 proprio caval ieresca? ! . . .. Pu rtuttavia non sarebbe s~at~ p_ossibile affatt? se l'~vanguardin non ave~se osservat.o così perfetta d1sc1pl11Ja, non lasciandos1 vincere dalla vogli:i di combattere, non andando a b11tt11gliare per suo conto, come soleva dire il defunto crenera le· v. Schmidt. Quella discipl ina dei drappelli esploranti è ,condi;ioue di estr~ma importa~za 1jer le imprese della cavalleria, se vuolsi clw queste .1hb1auo buon esito, perchè solo d'accordo con quella può riuscir perfettamente efficace la mobili tà propria di quell'arme. Se qui il ma·ooiorev. Borcke alla prima vista del _nemico sUosse lanciato colla vaug~:rdia s~lla d~bole scorta del convoglto federale, invece di rimaner fermo e a vv1sare li comandante superiore, nelle cui mani soltauto deve restare la con~otta di tali imprese, forse sarebbero state prese alcune vetture ed al-~um Y~nkees _sarebbero stati fatti prigionieri, ma la sorpresa così egregiayie!1te 1mnrngm.1ta ed eseguita non sarebbe stata più eseguibile nel suo insieme. Sarebbe un modo affatto sbagliato d'.1pprofittare della mobilitiJ della cavaileria il farne spreco collo scagliarsi sul nemico, aI primo vederlo, con qualunque drappello, piccolo o grosso, di cavalieri, per la fisima di pas_sar per cod~rdo s_e n_on colgasi a volo ogni occasione che si presenti di, .car1ca_re. Il mento prmc1pale della mobil ità e rapidità dell'arme nostra sta. propnamentu IO ciò che per virtù di essa appunto il condottiero di un

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riparto, sia grosso, sia piccolo, può prendere le sue misnrr, dopo avere -conosciuto il nem ico, a un.1 certa distanza da lui, e qu indi con calma, rimanendogli poi sempre il ternpn per porlR ad aùo a mo' di sorpresa . Così soltanto va intesa la rnpidità fulm inea degli attacchi e dei successi della cavalleria, parola alata che, come tante altre sue compagne, ma le usata ,e mal messa in pratica ha procurato parecchio danno all'arme nostra . Certamente :inc;he quel ponderare deve avere il carattere cavalieresco, ,de·ve essere cioè una pronta ma bene sco lpita intenzione momentanea e non il resultato di un ·maturo bilanciamento di tutti i pro e cont.r a. Ecco la dilférenza tra il terreno e il tavolino, anche se questo sia piantato all'aperto sul campo di battaglia.Il s.1per bene adoperare la rapidiià e la mobilità assicura in ogni caso al comand11nte di cavalleria la libertà.del volere, prima condizione fondamentale del buon esito in guem1 ! E non deve egli poi, per uri falso v11lore o per vanità, sdegnare un opportuno e repentino -dietro-fronte , come quello che iI generale Stuart eseguì con tanta maestria nel caso di cui cjui si tratta. Di ciuesta sorpresa a Massaponax-Church il 6 ago~to 1862 non trovo cenno in altri suitti. Senza dubbio la colonua federn le procedente sulla strada del telegrafo da Frederiksburg verso Hanover-Jnnction non aveva alcun sentore ·detl.1 prese1~za di cava lleria nemica sul suo fianco sinistro, benchè ciò possa sembrare strano ri.cordm1do quello squadrone del suo partito che net giorno inu11nzi s'era ritirato dai pressi cli Port-Royal su , Frederiksburg dinanzi alle forze preponderanti di Stuart. Bisogna poi supporre che quella colonna non avesse affatto cavalleria, neppure pochi uomini per battere il paese, e ciò non di meno non si comprende come,an<lando ella verso sud, in terreno battuto in quei giorni dalla cavalleria confederata (quella appunto di Stuart) che pochi dì prima s'era inoltrata sino a poca distanza da Frederiksburg, quell11 colonna, dico, non man- · classe drappelli .1 qualche distanza sulle ~trade lateral i per cuoprire la marcia sua e del convoglio che la seguiva, poichè la natura·del terreno e 1a mancanza cli vie parallele a quella ch'ella segniv.1 non le permettevano · .altro miglior modo di fiancheggiamento . Non si capisce nemmeno come non fosse prontissimo ritegno .1ll'effetto della sorpresa, eseguita da sola -cava lleria, il bo!:'CO attiguo al la strada o poco discosto. Fu dunque un vero ,pànìco. .,. Quanto poi dice il K~eh ler·è giustissimo in massima, però non sarebbe .applicabile ad·ogni caso di sorpresa, e nemmeno a quello di cui qui si -tratta sene mutiamo alquanto IP- condizioni , Amrnetti.1mo pure la mancanza ili fiancheggiatori e che a nessimo venga in mente di <lare un' occhiata sul le strade che vengono da Port-Royal; supponiamo bensì che i federa li

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marcino un po' men~ al!a sventata, che tra la colonna delle loro truppe a quella delle vetture s1av1 soltanto lilli\ distanzn di poche centinaia di metri che quest'ultima proceda in buon ordine, serrata , ben comandata e eh; sia già vicina allo sbo~co della strada per cui viene il nemico qu~ndo il Borcke la sc;orge. Notiamo che questa strada non si forma lì, ma, attraversata la strnda del telegra/'o, continua verso nord-ovest, e che altre pur~ ve ne .sono ~he da!la strada ora detta conducono in rruella direzione. J\'l e~t:~mo, dietro a1 e.arri, e non l?ntana, una con veniente retroguardia. Bo1cke s arresta a cm:a 800 metri dalla strada su cui vede il nemico. In quel momento, supponiamo, Stuart col grosso è a tre chilometri circ.1 dalla s~a avanguardia. Ci vuole certamente più di uo quarto d'ora pel rapporto dt norcke a _Stuart,_ le disposizioni di questo e I' esecur.ione, prima cioè· chi! un reggm~erito rntero di cavalieri confederati piombi sulla strada del tel~grafo. Ma 1otanto I~ eolon11a federale si ferma, i cnrri si ristringono;. for~e qualcuno ha trav1sto qualcosa nel bosco a sinistra. Un momento... e la sorpre.sa non snrà più. Io credo che in tal caso il Borcke, e lo stesso. _Kaehler, s1sarebbero lanciati iunanzi c,lllo squndrone d'avanguardia, c;he IO sostanza è una gran frotta di caval ieri di cui il nemico ignora la forza, e qualche effeuo anebbero ottenuto; e poco dopo lo Stuart sarebbe sbuca to dal bosco a destra e a sinistra, sul fianco, in coda, in testa ai federali ..

IV. . La divisione di c_avalleria Stuart nella campagna d'estate del •I 862, tra, il Rappa haonok e il Potom:ic, contro l'armata federale della Virginia comandata dal generale Pope, e segnatamente la sorpresa di Catletl-St.ation e l'occupazione di )ianassas (22 e 27 agosto). . Quell'armata federale <lella Vù·ginia che s'era fo rmata nel lnglio sotto 11 co mando del generale Pope nella regione di Warrenton sull'alto llappal~annok (a ~. N. O. di R(chmo~d) s'era avanzata 'per Culpepper (o Fairfax)-Court-House ver:;o il Rap1d-An accennando, come oià dissi a Gordooville. Intanto l'armata del Potomac (Mac-Clellan) s'er~ trnsfe;ita per acqua da Harrisons-Landing ad Acquia-Creck ed Alexandria sul Po• tomac (tra l'istmo di Frederiksburg e Washington) e manda\'a rinforzi a Pope nella Virginia setten trion:1le. Lee si era mosso da Richmond verso il Rapid-An con tutto il resto della sua armata, seguendo Jacksoo, contro. Pope. Il primo scontro avvenne il 9 :igosto a Cedar-Run , a sud di Cui-

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pepper, sulla sinistra (nord) del Rapid-An: Jackson batt.è l'avangu:irdia di Po pe, ma si ritrasse·ad aspettnre Leesull'altra sponda (sud) del fiume; e questo per una cliecina di giorni segnò il fronte dei due partiti. La divisione Stuart rimase fino a metà d•agosto nei pressi di Hanover. Il paese trn _il Rapid-An e il R:ippalrnnnok, sp~cialmente ad est della ferrov ia Gordonville-Wasltington, somiglia a quello della regione a sud del medio Rappahannok, che dt'scrissi al prindpio del precedente ca· pitolo: que.llo in vece tra il Rappahnnnok e il Potomnc, io quella parte che è attraversata dalle ferrovie che da Washington per Manassas conducono verso ovest e sud-ovest e dnìle acque defluenti del versante sud- orientale dei Bull- Run -Mountains (uon nlta ma dirupata, aspra, bosco~a avancatena degli Alleghonys) lt:1 carattere alquanto diverso; il suolo vi è più mosso, gli avvalli più profondi, meno frequenti e meno grandi i boschi e più spessi invece gl i abit~ti . È in generale paese fertile e ricco. Nei tempi più piovosi però le truppe v'incontrano molti e gravi ostacoli anelando da sud a o,:>rd o all'opposto. La divisione Stuart ebbe l'ordine di mettersi all'ala destrn dell'a rnrnr.n . Il 19 agosto le due brigate Fitz-Lee e R0bertson erano a bi vacco a des1.rn del Rapid-An a nord di Yerdiersvi lle; la brigata Ham pton cm rimasta ancora sul Chiclrnhom iny. Il giorno pri ma il generale Stuart, avendo pernot~ato col suo st:ito maggiore a Verdiersville prima che vi giungessero le sue truppe, n gran fatica era scampato dnlle mani di un forte drappello. di eavnlleria nem ica, a ppnrteoentesonza dubbio ad un corpo eh quell'armc· che ora stava tra il Rapid-An e il Rappahannok, a nraudy Station - (fer· rovia Orange-Alcxaodria, sud-ovest \Vashington).-Fu ordinato a Stuart di $Cacciar quel corpo dnlla destra del Rnppahannok. Questa mossa noo, era isolota, ma si combinava collo avanznre di tu tta l'armntn di Lee, che, varcava il Rapid-An per dare bauaglia al nemico il io agosto ne.i campi di' Cui pcpper, mentre questi sino dal giorno innanzi aveva compiuto la sun ritirata sulla sinistra del RappahMrnok, non lasciando altro che cavall~ria da li' altra parte. Riprendiamo il Borcke. - 20 agosto. All'alba passammo colle due brigate il Rapid-Ao, non senza· difficoltà, specie l'artiglieria, a motivo dell'altezza dell'acqua . La brigata Lee fu mandata a destra avanti verso Kelly' ~-Furth (un guado del Hap pahannok); il generale Stuart collo stato maggiore andò colla brigata Robertson nella direzione cli Stevensburg (verso nord), ch'è più d'un miglio - (&!tre ~600 metri) - a ·sud di Bran,ly- Station. Le ,luc brigate tlovevnno riunirsi vicino a quest'ulti mo luogo. La nostra avanguardia al primo incontro col nemico lo cnricò, lo. ruppe e lo cacciò alla rinfusa un buon miglio di là da Stevensburg. -


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Gran gioia degli abitanti nel rivedere i grigi. - 11 nemico, rinforzato d'assai, s'era rattestato a due rnigtia - (più di 3 chilométri) - da Stevensburg sul margine d'una gran boscaglia, coperto da drappelli spinti verso di noi e sui nostri fianchi. Uno dei quali, della forza di un mezz'O squadrone, montato su cavalli grigi, .si mostrava singolarm ente ardito; ma avanzandosi incautamente fu aggirato da un drappello nostro che ,rii piombò addosso come una procella ed :itterrò e prese quanti u'omini aveva, tranne sei i quali scamparono mercè la velocità dei loro cavalli . I federali appiedarono una parte dei loro cava li!:!ri. La linea di tiratori così formata, lunga pressochè un miglio, fece un gran fuoco contro di noi dalla fitta macchia e ci ferì molti uomini e caval li , il che ci trattenne qualche tempo; anche noi però facemmo appiedare un grosso riparto che rispose molto bene a quei tiratori; col grosso assaltammo it loro centro e li cacciammo d:illa toro posizione. Il K.1eh ler nota CJUi, a proposito del combattere a piedi, in dati casi, che ad una caval leria buona eadoperabile da pe1· tutto non deve mancare quella fa~oltà , la quale non fa danno al vero spirito cavalieresco, ma piuttosto lo amta a prodursi e rendersi pienamente effic::.ice. · Continua il Borck~. - Il nemico si ritirava ora così rapido che era diftìcile tenergli dietro , e il generale Stuart, non volendo sforz:ire tutti i nostri cava lli, prese con sè un solo reggimento, il settimo, per proseguir la caccia, e ordinò che gli altri lo seguissero di trotto misurato. Qui• uua lunga nota del Kaehler. - Un inst'auimento vivo ' strin"ente • • • • D ç) è condizione prmc1pa le di qualunque combattimento di cavalleria,se questo debba aver successo non effimero . Intorno a ciò Federico il Grande dice in una delle sue Istruzioni (Disposizioni circa il modo come debbano comportarsi gli ufficiali della cavalleria, e più partico larmente i generali e i comandanti degli squadroni nel combattimento. Ocuvres de Frédéric le G1Yind, tomo XXX, B<:rlino ·1856). « Nello insegui re il nem ico tanto i ~orazzieri qu<1nto gli ussari debbono non dargli tempo a raccogliersi, ma mc.alzarlo sino a tanto che non incontrino una stretta o un bosco fitto, e cosi procurargli mi danno enorme .. ... Gli ussari debbono anche nella notte dopo la pugna molestare il nemico ; per tal'modo potranno danneggiarlo altrettanto quanto nel combattimento, specialmente in terreno macchioso>> . Nel capitolo' (flbschnit.t, sezione) VIII del Regolamento d'esercizio prussiano del 5 giugno 1876, si legge (pagina :2.40) sullo st~sso argomento. « Il succE>:;so d'un attacco fe lice dev'essere sfruttato sino all'estremo mediante un vigoi'oso iu~eguimento, acciocchè il nemico non possa arrestarsi e raccogliersi ì> . E però altrettanto importante e indispensabile che il riparto combattente, sia grosso o piccolo, non si lasci andar tutto quanto 1

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~dinseauire. La pronta riuoione,1 appen11 rotto il nemico, è uno dei priucip:i li co~piti di ogni ufficia le di cavalleria, dal ,;ommo al minimo; e non solo per risparmiare i cavalli, ma auc;ora per rimetters! quant~ più, presto possibile in grado da poter combattere e far fronte agli eventi cos1 rap1<lamente variabili dei combattimen ti -d i quell'arme. Il gran Re nel luogo sopra citato dice « ..... ma debbono tutti osservare come regola generale· di non lasciarsi mai sfnggire di mano la prima riga sino a che le. linee nemiche non siano interamente rotte . Di C'iò deve essere bene ist1·nito anche il semplice soldato » . E net medesimo capitolo ow,vo pari.mer~fr 11ià cita to le1111iamo (pa". 2t,.O): « L'inseguire alla $Ventata mette a nsclno lé) 00 0 aià conse"n iti e può trarre a sconfitta. P erciò è necessario avere l. "antarrai ' ç)t') lé> "' • • • sempre alla mano riparti serrati per poter ributtare contrattacch i nem1c1 ». Infatti la cavalleria dopo uu attacco riuscito e neilo inseguire è nel massimo "rado di debolezza. Si tratta dunque di una preparazione, altrettanto dilficiie quanto importante, la quale non si può compiere se non che per mezzo di quella istruzione individuale cui accenna il gran Re'. Lo scopo ultimo, il coronamento, la riprova suprema di un addestramento (di pace) ben condotto è e deve essere che un riparto di c:1valleria tutto scompigliato, come avviene in ogni combattimento, si riordini attorno al suo capo :il comando o al cenno di lui con precisione da piazzn d'arme. Questa indispensabile qu11lità di 'una buona cavalleria può e$sere pr~curntn .soltan~o mercè dello esercizio quotidiano, dopo ogni attacco che s1 esegmsce, sia dove si vuole. Perciò l?ederico, il grau maestro nell'addestramenr.o e nell'impiego della cavalleria, prescrisse nei suoi savi regolamenti che tutti i giorui negli esen:izi i comandanti degli squ:id_roui face~sero· ca,:3lcar~ · alla sbandata i loro uomini, dicendo loro che s1 fanno andarn cosi negh eseretiz'i perchè si sa per esptwienza che uno squndroue che sfonda un .altro non lo attraversa mai in perfetto ordine, anzi sempre si disordina o poco o 1nolto, e per dar loro così occasione II raccogliersi 111la bandiera, a~ richiamo dell'uflìc.ia le. E deve il comandante del lo squadrone, sempreche j'ci esegi1'ire nn attacco, dare il richiamo per_ ri?rdiuare il suo rip_arto _e potere sia attaccare la seconda linea nemica, sia lare altro secondo 1 cas1. Per le ragioni medesime il capitolo V del Regolamen to del /i. giugno 1874. (pag. ,l,.3), divenuto ora capitolo VIII nel Regolamento d.el ,1_876 , prescriveva:" Dopo l'attacco Llevesi per regola rappresentare la m1sch1a .... Dalla misct1ia poi, si passerà, se :oncfo che ne sia dato il cenn?, o allo :rnseguimento cogli squadroni d'ala, mentre quelli ~el~en_tro s1.~ac?ogileranno in avanti, oppure alla riunione genera le allo 1nnanzt o ali rnd1etro ». Il perchè di tali prescrizioni si trova espresso in quelle parole d~l, gra~ Re « tutto ciò deve essere 'ini1n-esso anche net soldato comune, athnche V


CAVALLERIA

nulla lo sorprènda come cosa nuova dinanzi al nemico». La qual sorpresa lo coglierebbe di certo (e non solo il soldato comune, ma anche l'ufficiale) se in tutto il suo addestramento in tempo di pace vedesse terminare l'attacco in bel lissimo ordine coll'alto e 1'allinecite1Yi, e poi in guerra si trovasse a un tratto nel turbinio d'una mischia di cavalleria. E la sorpres<i sarebbe tale, come .si sa per esperienza, che il soldato non capirebbe nulla nello stesso comando o segnale per la raccolta, non vi baderebbe, non lo, eseguirebbe; e l'ufficiale molte volte non penserebbe a dar quel comando o segnale. Se invece ambedue vi siano assuefatti dagli esercizi di pace e sappiano perfettamente che ogni attacco produce qualche scompiglio, dal qua le deve rinascere il perfetto ordine per loro cura, al comando o segnale della raccolta, allora in guerra il soldato non rimarrà sorpreso nel vedere sciogliersi le fi le del suo riparto nello scontro, nel trovarsi a un tratto armeggiare a fianco un nemico in luogo del compagno che c<1valcava innanzi insieme con lui; il suo orecchio non rim::m'à sordo, sia pure io mezzo al tumulto del più fiero combattimento, al com:iudo o al segnale della raccolta, ,1nz.i in certo qual modo lo aspetterà, e tostochè sia dato, ubbidirà quasi automaticamente senza doversi domaodHe « che significa ciò? che cosa debbo far'ora? >> L'ufficiale dal canto suo nou clirnernichera mai di dare quel comando o .,eguale, se abbia considerato come suo obbligo, secondo la prescrizione del gran Re, anche nello esercitare i suoi soldati « dopo ogn'i atta.eco eseguito far s~mpre andar gli uomini alla sba.ndata e poi ric:1i1:marli ì> . Non è questo peraltro uno specifico che uon fallisca mai. Si tratta di cosa abbastanza difficile per non dover anzi fallire spesso. D'altra parte ella è di tanta importanza da meritare ogni sforzo per ottenerla. )la senza quel mezzo che ci è raccomandato da un esperto Maestro, che lo ha t1·atto da.lla esperienza, non se. ne farà nulla. Si capisce che un tal modo d'esercizio suppone che si combatta contro cavalleria. L'attacco contro artiglieria o fanteria non può finire a quel modo con una mischia. In tal i casi, specialmente contro fanteria, all'attacco succede subito l'inseguimento e poscia la raccolta, ovvero, qualora si supponga fallito quello, la riunione indietro. Ad ogni modo anche in quei casi la racc,ilta nei due modi è non meno necessaria e importante, perocchè bene spesso la cava IIeri a nemica accorrerà a proteggere o liberare la sua fanteria, e giungendo fresca aila pugna facilmente, trionferebbe di <·avalieri di,ordinati. Perciò giova assuefarsi sin dalla piazza cl' armi a tale specie di combattimento ed alla relativa raccolta, dando agli esercizi un aspetto conforme quanto più sia possibile al vero, come sarebbe lecito pretenderlo per virtù delle forme oggi usate nei grandi esercizi di c:walleria. « Dinanzi ~I nemico si fa soltanto quello che si. è-

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E ARTIGLIERIA. A CAVA.l,LO

imparato sulla piazza d'armi>> s~Jeva dire il de~unto generale von Sc~1_n~idt, che lo sape'Va per esperienza. E altretta~to mLeress_ante qu~nto 1~t1 t~ltivo poi poter rilevare da questo quadro cl un combattimento dr cava.llerra , aiseonato con ta'nta evidenza nel racconto del Borcke, come and,~ la dove-· si s:pe'Va soltanto pe1· es1>erienza ~ppari\'.ano le stess<~ ~ecess1tà _e gli . stessi mezzi per soddisfare ad rsse. Ar cavalr_en_ confederati man cava I~. scuola , m::; la somma delle cose era nelle man, d1 tale che conosce\ a a pe1 · fezione tutto quello che ci vuoJe ller ottenere il più [~O~sibile dalla _caval leria e sapeva dare alla sua gente in un tempo prod1g10sarnente nstret.to· quella istruzione che le mancava, appunto pe1:cbè tut~o era nel!e _su~-mani di liii solo, e fuori delle sue vedute non v erano d1 quelle opm1001 ' che si' dicono aut01·izzate, ma soltanto comando ed ese~uzior~e. ~ Questa · è la nota del Kachler; e ripiglio fiato. La bontà delle 1d13e taccia perdonare la sovrabbondanza delle parole. Torniamo al Borcke. - Non molto dopo giungemmo alle alture presso· Brandy-Station e vedemmo sull'alto piano di qua dall a ferr:o,:ia la cava~leria federale schierata a battaglia. Potevano es:;ere circa 3,500 cavalli::. eranù nel più bello ordine ed ?ffrivano uno ;,;plendido spe~tacolo_ colle l~r~· armi luccicanti e oli stendardi cl1e 5ventolavano. I nostri bravi del 7 s1 fecero loro incont;o,. senza induoio, e presto fu impegnato un vivo fnoce>~ o . . tra i tiratori delle due parti. Con grande impazienza ed apprensione aspettavnmo l'arrivo delle nostre riserve e mandavamo ogni momento a sollecitarlo.- Sembra che il grosso della brigata Robertson fosse rimasto molto.indietro, per conseguenza della di versa andatura, poich~ la caccia dopo il primo scontro non era durata se non breve tempo, al dire del_Borcke.-- Visto il nemico· avanzarsi risolutamente per l'attacco, il genera le· Stuart, impensierito per la gran soverchianza numerica di lui, prese ~gli stesso il guidone - dalle mani del Borcke che lo ave_va p~-e~o ~oco pruna . dal porta-guidone mandato ad altro incaric? - e_ m1 ordino d,_ corr~r~ ~ spron battuto incontro alle riserve, condurlernnan1.1 con quanta più rap1d1~ fosse possibile, e prenderne io stesso la direzione. Dopo un breve tempo dr carriera incontrai i nostri reggi men ti e li eccitai ad~ 1ta voce in nome del ge--· nerale Stuart ad avanzar di galoppo ..... Il mio cenno fu subito eseguito ein pochi istanti fummo là do.ve Stuart ci aspettava inquieto, ci spiegam~o, ci lanciammo col fiero orido di guerra della Virginia in aiuto del settimo reggimento .Trovandomi io col generale al posto d'onore ~inan~ alla fronte - · provai anch'io la gran commozione dell'attacco. Il nem1~0 c1 accol_se, s.econdo il suo costume con una scarica assordaute,che vuoto parecchie selle-, ma un momento dop'o oli erav:imo addosso, tramezzo alle sue file, di cui o f . avevamo ammirato noi stessi il bello ordine, e che ora rotte uggrvano: ... ,.. 1


E AR'l'lGLIEl\lA A CA VALLO

C.:A VALLERIA

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~el tumulto, nella ba raonda del combattimento s..:òrsi a,1 un trnllo che ,uno ~quadrone nemico serrato minacciava il nostro fi anco tlestro, alt.o 1re1uendo nel dùw1·dine che si,ccede ad ogni altacco. Raccolsi lì per lì circa -80 uomini e mi scagliai con questo debole drappello verso quello squadrone. Ma qu esto, alla vista di quel contrattacco, rallentò subito l'anda·.tura , fece alto e ci ricevette con una sc;irica a 40 liraccia di distanza , che peraltro non ci fece gran male; <loro di che voltò le groppe e fu ggi, in··seguito da noi sin nel boscl), dove molti nomini furono atterrati o pl'esi. Fraltnnto il corpo principale aveva tentato più volte di rattestarsi, ma -sempre aveva dovuto cedere all'all-acco impetuoso dei nostri, ::ino a che .gli avanzi ne furono cacciati attraverso alle acrrne del Ra ppahntrnok; ore furono accolti dnlla loro fanter ia ed artiglieria appostata in forte posizione sull'altra spouJa . Il nemico lasciò nelle nostre maui molti morti ,. e feriti e qualche 1:entinaio di prigionieri .. ..... Tutto insieme fu un bel combattimento di cavnlleria, poichè si venne ai ferri uomo contro uomo (il che nelle nostre guerre odierne ben di rndo . accade) e mi rammentò come se li avessi dinanzi agli occhi i quadri cl i bat-tnglie cli Wouverma u.......... . Erano già passate le 5 pomeridiane quando Fitz-Lee giunse sul cnmpo colla· sua brigata . Anch'egli aveva :wuto un fi ero scontro con un grosso --stuolo nemico. lo aveva rC1tto ed inseguito ed nvevo fa llo molti .prigionieri. Il resto del giorno fu impiegato n sotterrare i morti e curare i feriti ........ . ,serena mm o sul campo stesso.. ..... Il conte di P:'lrigi non fa motto di fotti d'arme avvenuti il 20 agosto. Dopo aver detto che l'armata federale era in posizione dietro al Rappahannok la SP.ra del rn, diee so lta uto. - La cavall eria non dovel'a riti· rarsi (tlalla sponda destra) se non quando vi fosse costretta dal nemico . Davan1i· a quella linea del Rappahaunok Lee si presentava il 2·1 con tutte . le sue fo rze. In quel giorno 2·1, Lee ordinò a Stuart di trasloc:irsi all'r,la sinistra dell'nrmata , dov'era Stonewall-J:ickson, volendo egli soverclii:ire o nggi ·•rarc con qMll'ala la destra del nemico, mentre coll'altra lo avrebbe tenuto a bada. Non istarò n dire della breve ricognizione r.he alcune truppe della . divisione Stuart eseguiron lo !-tesso giorno di là dal Rappahannok a Cunninghams-Fiml, nella quale il Borckccorse gran pericolo d'essere ucciso o preso. Sorpresa di Catlett-Stativn (ferrovia Orange-Alexandri11, snd-ovest ..Washington). Moggiore Uortke - 22 agosto . Nou albeggiava ancora· quando monAammo in sella con truppe delle brignte Lee e Robertson e la nostr:i arti-

glieria a cavallo, un duemila uomini in. tutto, per anda~e a nuove imprese. Dovevasi fare una vigorosa dimostrnz10ne al guado d, Wellforcl sul Rappa hannok - 1:ontro la destra nemicll - per distogliere_ l'attenzi_ou_e dei foderali dal rischi1>so raid che ci proponevamo. Dopo cmque nugha - (circa 9 chilometri ) - di cnmmiao vcr:;o nord, pa;;sammo l'Hazel· River, in Ouente ( qi destra) del Rappa hannok, e circi1le 8 di m:,ttina gi ungemmo a Wellford:;-Ford . Quivi trovammo la sponda opposta del Rappahannok occupata fortemente dagli Yankees. Presto si venne ~d un vivo scambio d~ fuoco tra l'artiglieria nemica e le nostre due bat.tene a cavallo, le. quali n'ebbero perdite non lievi d'uomini e cavalli, poichè il nemico le dominava da siti più ahi ed aveva superiorità cii calibro. lntori~o ?Ile ~ ~ vennero batterie di Jackson a <lare il cambio nlle nostre, e 001, ntratttc1 dal combattimento ;;enza che il nemil:O se n'avvedesse, risalimmo di gran trotto la riviera per 8 miglia - (quasi '13 chilometri) - sino al ponte di· Waterloo , la passammo qu ivi e proseguimmo sino a Wa '.Tento~, - (altri ,t O chilometri circa) - ove gi ungemmo a sera tarda ricevuti C1>11 gran festa dagli abitanti . . . . . Così ci trovammo un'altra volta proprio alle spalle dei federa li , di cui avevamo nggirato l'ala de~tra. Il nostro aud.ace disegno mira~a uieow meno che a prendere il generale in capo nemico col suo q~art1er ge~ernle, che, per avviso dei nostri esploratori, era a Catlett-St11 t1on su!la lerrovia Orange-Alexandria. Dopo un ora cli riposo, nelln quale f~ragg1ammo i cavalli lasciammo W11rrcnton e ci iooltrnmmo con In m11ss1ma precauzione. I~cii a poco, nel cuore della notte, dai nuvoloni ~m1~ucchibtisi .in tutto il pomeriggio scoppiò un furi oso temporale, .un dilu~10, come no~ se ne vede 1:he in 11uei paesi. Quelle st.rcue strade di vennero in ~reve tan~1 fiumicelli ed i ri vi che incontravamo erano gonfi come torrenti monw u, . . Ma ciò er~ propizio a noi: gl i avamposti nemici non badavano all'11ggiramento, .non peusii vano che a metler~i al riparo dalla r:o~ella, e la no~t~n · avanguardia polè prenderli sino all'ultimo uomo, e.cosi ?iungemmo. v.1c1nissimi al quartiere generale nemico, senza che v1 anwasse la m1mma notizia tlel nostro appressa re. Io fui mandato dal generale Stuart a dare un ordine al la retroguardia Pio,;ev~ a ~iel. ro~to ~1uo~1d~ cin:a le ·I ·I di sera giungemmo al cimpo dei fed erali, che si steudeva un buon miglio (circa 1600 metri) a cavallo alla ferrovin . Facemmo alt-0 n 200 pass.i dn qnello, ci spiegammo e prendemmo le nostre disposizioni col favore del diluvio .e del_ tuonar continuo senza che il nemico se n'accorgesse. Ad uno squillo d1 tromba circn du~mila uomini si lanciarono con grida feroci sugli Yankees irri-


CAVALLERIA

..giditi dallo spavento, che sciabolammo o prendemmo prigio:1ieri prima che si riavessero. Io era incaricato d'inoltrarmi con un piccolo drappello ·-scelto sino alla tenda del genilrale Pope, che ci fu indicata da un negro ·Caduto nelle nostre mani nella giornata, il quale era stato costretto al servizio di un ufficiale dello stato nrng~iore di Pope. Per nostra disgrazia, precisamente in quel giorno, il generalissimo aveva preso qiia1·t.ier gene·.r-ale in sella, come aveva pom posamente annunziato al principio dell11 campagna , e poche.ore primn del nostro arrivo era uscito per una ri,,cognizione, cosicchè trovammo soltanto le sue rohè, carte offìciali, caval li, ecc ..... .. . . .. Frattanto il tumulto cresce e l;:i confusione, che succede sempre negli altacchi notturni , è immensa. Le truppe federali ,-accampate dall'altro lato della ferrovia - a sud, poichè la sorpresa veniva da nord - che non è di facile passaggio per noi, si sono rinni,mate e, rinforzate d' alcune compagnie dei così detti tiratori 81.tcktail, .,cominciano una tempesta di fucilate contro i nostri uomini sparpaglinti ·per tutto il campo a saccheggiare e dar fuoco a voglia loro . Nel fondo le nostre riserve affaccendate ad incendiare i magazzini delle provvigioni, i -.carriaggi e convogli e il ponte della ferrovia; e da cento luoghi diversi ·-s'a lzano ad un tempo le fiamme mugghianti sinistramente nella notte nera. -Difficile discernere l'amico e il nemico: moschettate da ogni parte; dap·pertutto il sibilo dei proietti; nessuno sa contro chi meni la sciabola . o . ..appun ti il revolver; niuno può conoscere chi gli combatte a fianco, se fe. der11le, se confederato. Avendomi il generale Stuart ordinato di rompere la linea teÌegrafica, m' incamminai con una ventina d'uomini; ma pel momento che giun;.gevamo ad uno dei pali, scòrsi al deùole chiarore rl'un baleno improvviso un'intera compagnia di federali schierata a meno di quindici passi da noi, ed ebbi appfma tempo di gridare ai miei che si chinassero, -,.cbe già una scarica generale strepitava sopra noi . Corsi al generale a chiedere uno squadrone per compi1~re il mio mand~to, e lo ebbi subito, ·-Ora mentre io attaccava da fronte la fanteria federale, il colonnello Rosser le piombf,va sul fianco, e ci riuscì ricacciarla. Tuttavia ella mantenne . un vivo fuoco, tanto che era ben pericoloso l'arrampicarsi su pel palo .telegralìco per tagliare il fi lo, Si presentò volontnrio un ragazzo di forse . dicinssette :inni, e montando sulle mie spalle, coll'agilità d'uno scoiauolo ascese sul palo e tagliò il fì lo colla sua sciabola; e scese incolume, dopo . che vide il filo a terra, benchè parecchi proietti colpissero il palo mentre ··egli v'era sopr,1. Circa le 3 del mattino la distruzione era compiuta a Catlett-Station, ,,e fu dato l'ordine per la raccolta e la ritirata. L'allarme si era esteso ad

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una gran parte di quell' a,la (destra) dei federali e truppe muovevano contro di noi in ogni direzione. I l successo ern per noi molto com,iderevole, nonostante la gran confusione d'un 11ttacco nel cuoe della notte, Ave,,amo ucciso o ferito molti nemici, -qe aYevamo pre;,i 400, trn cui parecchi ufficiali, distrutto centinaia di tende, gran quantità di provvigioni, grossi convogli, tolti 500,000 dol111ri in carta e 20,000 in oro al qnartier mastro del generai Pope e, ciò che più importava, rapito al generalissimo dei federali le sue carte particolari ed officiali che ci ri velarono la forza effettiva del suo esercito, le disposizioni pei diversi riparti e tutto il :mo disegno di campagna. La ùostra perdita era proporzionatamente piccola. Dopo una rapida marcia, senz'altro impedimento che la pioggia dirotta e l'intoppo dei rivi che do\·emmo passare a nuoto, mentre per solito hanno appena pochi pollici d'acqua, giungemmo circa Je 8 di mattina a Warrenton con tutti i nostri prigionieri e tutto il bottino . Pochi minuti dopo il nostro arrivo ci venne l'aniso dalla retroguardia che uo·forte corpo nem ico era sulle nostre orme, e nel tempo stesso un 'frequente cannoneggiare fhille posizioni di Jackson ci ammoniva di rimetterci in cammino, Ma quei pochi minu ti li mettemmo bene a profitto. Fradici sino alle ossa da dodic:i ore di pioggia e intirizziti dal fresco mattutino, com'eravamo, ci ristorarono un poco i cibi e le bevande di cui ci furono cortesi i benevoli cittadini men tre ascoltaYnno con gran piacere i racconti dell'ncc;aduto . 23 ,zgosto. - Ben presto perdemmo di Yistr: Warrenton. Gl i ardenti raggi del sole, rompendo finalmente le nuvole, ridestarono la vita e l'allegri,1 nelle nostre file. Circa le 12 giungemmo là dove era avvenuto non un gran fatte, d'arme, come noi credevmno, ma un semplice combattimento d'a rtigli eria. I nost1;i inseguitori si erano fermati a Warrenton, e quindi ci fu concesso un hreve riposo, molto gradito. I comandi p'iede a terra e foraggiar e furono ac;colti da tutti con gioia. Nel pomeriggio vi fu un barntto di cannonate tra una batteria di Stuart e artiglieria nemica. Lo stuolo di Stuart passò la notte sul posto, e la mattina dopo (2,\.) pertempissimo, avanzandòsi il nemico, s'affrettò verso il Rappabannok, che trovò molto ingrossato ma ripassò felicemente. Il Kaehler nota: - Anche in quella impresa fu fotto molto cammino in un tempo proporzionatamente breve. Dalle .i- antimeridiane del 2.2, ora della mossa , al mezzogiorno del 23, ora del ritorno al!e posizroni di Jackson, sono precisamente ·32. ore, nelle quali furono percorse 6·1 miglia inglesi (circa 100 chilometri) -. Il conte' di Parigi, ch'io credo dover considerare come lo storico più autorevole e più veritiero (sinora) della parte federali st(I, così narra la 1


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sorpresa di Catlett--Station: - Mentre si es~guivauo (dai federali per ordine del Pope) queste mosse e contromosse, che cominciavano a spargere .il dubbio e l'inquietezza nei capi e nei soldati, si viene a sapere che ia cavalleria nemica è apparsa al le spalle dell'armata, ha tagliato la ferrovia e messo a rnba i bagagli della maggior parte dei generali. Infatti Stuart, fedele alle sue tradizioni, aveva passato il fiume il 22 a WaterlooBridge con trecento (!) cavalieri e con una rapida marcia era giunto la sera stessa a Catlett-Statiou, dove aveva salutato con uua sca rica un treno che passava, e poscia preso un parco di vetture in cui erano tutte le carte dello stato I!i.aggiore del genfwale Pope: prezioso acquisto pel Lee, che l'aiutò forse molto nelle imprese cui stava per accingersi. S'era poi prontamente ritirato sfuggendo ai 1'.200 o ,1500 uomini accampati là presso, tra i quali la sua audacia aveva gittalo iI massimo turbamento. Ma l'oscurità che lo protesse gli celò una ricca preda: poichè egli passò, senza accorgersene, vicino ad un immenso convoglio apparcato nei pressi della stazione, che allora si trova va quasi senza difensori. Benchè non avesse , avuto il tempo di fare grandi guasti, egl i aveva disordinato i servizi del le vetture e delle ferrovie che approvvigionavano l'esercito. Il fatto in sostanza è il medt.>simo nelle due narrazioni, ma nei particolllri v'è una diversità non piccola. . . Nel giorno 24 il Dorcke ci mostra il ponte di Wnterloo, il solo rimasto intatto sul Rappahaunok, ali' estrema sinistra dei confederati , tenuto da un posto di caval leria di Stuart, minacciato da numerosa fanteria federa le con artiglieria (che il conte di Parigi ci dice esser truppa del corpo cli Sigel) , difeso vigorosamente da lui con un reggimento a~piedato e due obusieri sino all'arrivo di Stuart con soccorsi; e il K,1eh ler ne toglie oc~ casione per far notare cruali grandi servizi possa rendere all'esercito un buon corpo di cavalleria rapido, risoluto e ben condotto« quando s'ta1J1·ov1;ù;to di sufficiente arl'igl'ic1·ia a cavallo e bene addest1·ato a comba,ttere a piedi». Il 25 fn ripreso il combattimento. Verso le 1,1 antimeridiane giunse fanteria di .J ackson e la cavalleri11 si ritrasse. Fatto certo. che Pope aspetta i grossi rinforzi che gli debboao venire dall'armata del Potomac per muovere alle offese, lee risolve di prevenirlo e bar.terio prima che giungano quei soccorsi . Mentre Longstreet lo terrà a bada da fronte sul Kappahanuok, .Jackson con tre divisioni di fanteria e la cavalleria di Stuart gli sparirà dinanzi ed eseguirit molto più in grande un aggiramento simile a quello eseguito testèda Stuart, marciando a sini stra e poi av,1nti, colla maggior rapidità possibile, per ovest, nord, nord-ovest dietro ai Bull-Run-Mountains, poi piegando a destra e va licando quei monti e inoltrandosi verso est a tergo del nemico, nella dire-

zione di Mana,,sas, dove sono i grandi magazzini del nemico in buona posizione fortificata. Se Pope non si accorge a tempo di quella mossa guai a l11i! Jackson e le sue truppe e~eguirono il difficile mand:ito con una celerità ed una faciliti1 meravigliose. Ottant11 chilometri per cattive str11de in trent::1sei ore senza quasi le.sciare strascico di tardivi. Si direbbe una felice scorreria di cavalleria Jeggiera . Infatti le truppe di Stonewall-Jackson. aveano tl'li i confederati il nome di caval/,er,ia a p'iecli. Stuart colla maggior parte delle sue truppe seguì Jackson, ma valicò i monti prima di lui e cuoprì lo sbocco e la marci11 della colonna principale, dirigendosi per Gainesvi lle a Bristow-Station sulla ferrovia OrangeAlexandria a sud-ovest di Manassas-.Junction. Nel dì '1,7 concorse colla fanteria- di lui alla presa rii Manassas. Il Borckeco,ì racconta: - La nostra colonna con:;isteva di circa 6000 cavalli (!) coll'artiglieria a cavallo. Muovemmo sul for del giorno (26), passammo il Rappahannok al molino di Hinson, otto miglia (circa 13 chilo metri) a monte del ponte di Waterloo e marciammo con gran precauzione tutto il giorno :ittraverso alle estese foreste clell.a contea Fanghjre per vie secondarie ove dovemmo spesso sO lare ad uno ad uno. Pas,;ando da presso al la piccoIn città di Orléans arrivammo tardi nel pomeriggio n Salam, equi finalmente rngginngemmo il corpo di .Jacksou, 1nu non ci fermammo e giungemmo (attraversando i Rull-Rna-Mountains) :i notte fotta a Gainesvi lle - (in 16 ore circa 30 miglia inglesi, ossia qualcosa più di ,\.8 chilometri). --'- Qui fu lasciato come l)'icchetto uno squndrone, e il genera le Stuart mi ordinò di rimaner qui vi per mantenere il collegamento con .Jackson, mentre egli continuava ad inol.trarsi verso la stazione di Bristow sul la ferrovia Orange-Alexandria - (altre 6 miglia, 9-'10 chilometri). - Quell:i no,tte a Gaioesville fu oltremodo agitata e fastidiosa . Siccome la giorna ta era stata caldissim:i ordinai di dissellare, pel' dare un pò di sollievo ai cavalli spossati . Avevo allora allora tolto la sella al mio quando il posto che ci cuopriva dalla parte di Ctmtreville (verso nord- est) a un miglio di distanza venne di carriera coll'avviso che cavalleria nemica gli era alle calcagna. Avemmo appena il tem po di prepararci a combattere, che già scorgevamo tra le tenebre arrivare a spron battuto la V/lnguardia nemica. La ricevemmo io e le mie guide con un vivo fuoco di rivolte] le, e poichè nel mom ento stesso lo squadrone mosse all'attacco, la ricacciammo n sbaraglio e ne prendemmo alcuni uomini. Il nemico non tentò altro per caccinrr,i cli lit, ma i nostri avamposti, inquieti per quel primo 11ttacco repentino, vennero ben cinque o sei volte nella noW\lacon falsi avvisi che ci costrinsero a rimontare in sella altrettante volte, ed io sa lutai proprio di cuore la luce

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CAVALLl>lllA

E ART IGL IERIA A CA VALLO

mattutina che ci liberò d.i quel fastidi o. Corsi ora alla stazione di Hristow . La nostra cavalicria l'aveva già ablrnndouata, dopo terminat:i 1:i sua< pera . di distruzione. Aveva tolto lo rot11io per un buon tratto, preso qunuro convogli , fatto un gran uumoro di prigionieri e nnuientlllo tutto ciò che poLOa serYire al nemico. Non 11vevamo tempo da perdere noi; udiv:imo tuonnre il cannone dal piano di Manassas, lontano di là circa sette miglia (più ui H chilometri). Correndo quanto potevano i nostri cav:1lli , attraversammo il celebre Bull-Run (riviera) vicino al luogo ov'ora stata data la prima batwglia di quella guerra, e giungemmo a Manassas-Junction circa le 9 antimeridiane. L'altopiano di Mauassas-.Tunctioo ha una estensione di ci rca tre miglia quadrate. Gli Yankees vi avevano improvvisato una specie ùi città irrcgol:iro di mucchi di pro\' vigioni, barncche, tende e capanno, cinta d'ogni part(I da una cerchia di ridotti collugati tra loro·. V'ernno nmmassate vittovaglie, munizioni, oggeuid'arredo rnilitare ed altre robe per un esercito di ·I00,000 uomioi, ollre :id una infinità di coso di lusso d'ogni specie che nulla ltunno da fare <.:oi bisogui della. guerra. La presa di tullo ciò fu 1111 ( gran successo poi nostro esercito . Lo spettacolo clte ci si offri al nostro \ arrivo ora veramente magnifico. Din:inzi a. uoi le lungbe lince della nostra cav:il leri:i che si :rvaozavano a rapida audatur:i, cogl i stendardi allegramente sventolanti alla brezza mattutiu a; accanto ad esso l'artigliori[I a cavallo, dai can11oni della qua le, mentre ella pure si av:inzava, come anche dai pezzi da c3 mpo dei ridolli caduti in poter nostro e cbe ora ci serviv:i no ottimamente, ascendevano dense nuvole biaoche di fum o che volteggi :wano su lutto il campo; sulla sinistra Je colonne elci veteran i di · Jackson avanzantesi a passo <li corsa; e in lontananza le masse turchine dei nemici fuggenti al riparo dei boschi. Trov;i i il generale Stu:irt contentissim o. Egli aveva sorpn·sò le trup pe .che dovevano custodire <Juell a posizione, ne ;iveva. preso la maggior parte senzn molta resistenza, conquistato dodici cannoni nei ridoni, sbaragliato tre brigate di fanteria venute nl soccor6o d,1 1\lexa 11ùria (st1I Potomac). Il nemico aveva nella sua. fuga a bbandonaLo tnlli i suoi morti e fori ti e così pure un mi Ilecioqucccnlo negri :ifTranca ti, uomini, donne, ragazzi. Il bollino era copiosissimo, la quantità degli oggetti di lusso ver:imonte incredibile ... ... Fu un piglia pigl ia..... . Le bevande spiritose furono subito da l quartiern1a'stro sequestrale e poste sotto huona guardia, saggia misura per preveuirc lo conseguenze di abusi facilmente prevedibili ..... Spendemmo tulla la giorna ta a raccogliere quanto poteva mo portar con noi e prepnrnre la distruzione del resto. N'el pomeriggio venne la nolizi3 che i federali accorrevano da diverse parti, e infatti non L.1rdò molto che

131

la divisione Ewell , retroguardia di Jackson, si trovò impegnata in un vi\'O CQmbd ttimento colla loro 3vanguardia. Il grosso della nostra fa nteria cominciò allora a sO lare tranquillamente nella direzione cli Centreville (N. :"\ . E. di Mannssas) e poi :;i volse a Stoue- 11ridge e Sudleys-Springs (a N. e N. N. O. di Manassas, O. S. O. e' O. di Centreville). La cavalleria rim11Se sul piano di 1\1anassas per mettere il fnoco agli av:10zi del bottino tostochè ne fosse il momento. Tutti i mucchi di provvigioni e i magnzini erano rivestiti di paglia e Geno, le vittovaglie caricate sn !~6 vagoni di ferrovia in- . castrati l'uno nell'altro.Intanto il com ballimento era divenuto molto vivo, ~ontinuo il fragore delle cannonate o delle scariche di moschetteria ; m:1 <Ju-antuuque il nem ico a;;salis~e con forze molto soven;hianti e con va lore e il nomo verchio eroe Ewell vi perdesse una gamba (il che per lu ngo tempo gli vietò di prender parte alla guerra) non riuscì :ii fcder31i rompere. le linee cli quei veterani che avevano couquistnlo al loro condottiero il nome cli Stonewa ll (mur:iglia). Teooero le loro posizioni sino a noue chiusa e Dllora le sgombrarono e si riunirono col grosso delle truppe di Jacksoo . Tr:1rnonta to il sole dietro le colline occidentali, quando d,1 cento punti del piano sorsero lo Gamme e rischiararono le tante um:10e fi gure che formicolavano là tra mezzo, intente a diffondere il fuoco ed avvivHlo dove sembrasse pigro, il bagliore cli quel grande incendio d'edifìci, teode e vctt.ure ferrov iarie, le v:impe rosse dei c:rnnoui, le scintille delle granille scoppianti, sul fond o scuro della forest.a, fa cevDoo in-,iome un qua1l ro selnggiamentù splendido. Poichè fu messo al sicuro tutto ciò cl.e volevamo conservare o ridotto in cenere ciò che v9levamo distruggere, anche noi ci ritirammo su Centreville. - Sembra tlunque che l'opera dellà distruzione fosse compiuta proprio sotto il cannone del nemico. Dalla parte dei federa li il conte di Pnrigi narra come segue.- Mentre i federali perdevano così un tempo prezioso in con tronrnrcie inu Lii i, Jacksou -correva dritto al suo scopo. Precedute dalla cavalleria di Stuan, le sue tr;i division i scendevnno dalla montagna cl i Bnll-H.un sulla gr:rnde arteria ferrovinria che nutri vn tuttn l'armata di Pope.Alcuni ca val ieri nem ici solla.nto le a,·evano viste; nessuno certamente le aspett:n•a da quel la parte; tutto -dal lnto dei foriera.li palesava una funesta sicurezza : Reintzelmann (un corpo di rinforzo dell':mnata del Potqmac) era passa to ; Frauklin (altro rinforzo) non era ancora anivato. Immensi approvvigionamenti di viuovaglie erano stati raccolti a ~fan11ssas, la sola stazione importante tra Washington e il Rnppahnnnok, le cui vaste for tifìcazioui, costruite l'anno innanzi da i confederati, e compiute poi secondo le islruzioni di l\fac-Clel lan, pareva ne facessero un deposito perfettamente sicuro. Infoui su quel de-

r


132

CAVALLERIA E ARTIGLIEHIA A CAVALLO

posito faceva assegnamento il generai Pope pel sostentamento della sua, armata. ~fa egli 11veva creduto che ad assicurarne la difesa provvedesse· Halleck (comandante in capo cieli~ forze dell'Unione a Washington), e non v'era, il 26, che un presidio affatto insufficiente. Jacbon, cui premeva, prima di tutto tagliar la ferrovia di Orange, avea marciato per la più dritta verso il punto di qnella linea ch'è più vicino a Gaineswil le (Bristow- Station). Alle 8 di ser_a (il 26) il telegrafo che collegava Washin.gton col quartier generale di Pope ammutì di subito: così questi seppe che v'eran nemici alle sue spa lle. ·,Stuart era giunto a Bristow-Station, vi aveva rotto i fi li, avea preso dei convogli vuoti e li avea fotti sviare. Nella serata Jack<rnn giungeva colla fanteria e si afforzava sulla linea delln ferrovia. Egli avea adempiuto nel modo più brillan te le istruzìont del suo capo, mer?è della sua audacia e delle gambe infatigahili dei suoi, soldati che avevano fatto ottanta ch ilometri in trentasei ore. Purtuttavia. considerata l'importanza dei magazzini di Manassas, volle approfittare della sorpresa che aveva destata per distruggerli prima che i federa li potessero occupare con forze sufficienti quelle posizioni cosi facilmente di/ fendibi li. Benché stanchissim i, due reggimenti, il 2. 1° della Carolina del _ / Nord e il 2·1° della Georgìa, cinquecento uomini iu tutto, si misero ìn cammino colla cavalleria di Stuart, e_prima della mattina del 27 avevano preso Mann,sas col suo debole presidio. Jackson li raggiunse, non lasciando a Bristow che la divisione Ewvell per cuoprire le s~1e spalle. T.rovò. a iVfanassa s un immenso bottino. Oltre a trecento prigionieri, b1anch1 e duecento negri , che gli scrittori confederati annoverano tra i materiali, e ad alcune cen t_ioaia di cavalli, Jackson aveva in mano quarantotto cannoni, dieci locomotive e due convogl i, e di più e sopra tutto cinquantamila libbre di lardo, mille barili di carne di bue salati), parecchie migl iaia di barili di farina, un'immensa quautità di forag"r. e le riposte bene assortite di tutti i vivandieri del l'armata . I soldati con<>federati, cheda qunlche tempo non si cibavano d'all.ro che di frutta, biscott.o e grano, misero a sacco tutte quelhi ricchezze trovate così opportmrnmente per compensarli dell e loro privazioni. Fn per tutti una vera festa : oo-nuno riempì il s~o zaino di ciò che 1~iù gli piaceva, e fu dato mano a di~truggere tutto 11_ resto. Le v_ett.ure d1 .fockson non avevano potuto seguirlo, e sapendo egli che non rimarrebbe a lungo tranqui.llo possessore della sua conquista, si preparava a non lasciarvi, rendendola ai federl'li che ctneri fumanti . '. Or meotre il soldato confederato accendeva quel gran fuoco di gioia n tergo del suo nemico, in Washington regnava la più gran confusione. Come Pope, così pure le autorità federali non avevano avuto sentore di

,13:3

,quella scorreria se non che dal la interruzione della ferrovia e ciel telegrafo. Non si aveva là notizia alcuna dell'armata della Virginia. La cavalleria · di Stuart cuopriva d'un velo impenetrabile tutti i movimenti di Jackson ·-edera comparsa sino a Fairfax-Court-House (a mezza strada tra Manassas e Washington, cioè a 23 chi lometri circa dai due luoghi). La ferrovia eFa forse stata rotta da un semplice partito di quella cavalleria, oppure tutta quanta l'armata di Lee s'era frapposta tra Pope e la capitale federale? Questn incertezza poralizzava tu tto. Ne>n si osava più mandar vittovagli'e ·,o munizion i per la ferrovia . Non si snpevn se bisognasse mettere in movimento un reggimento o un intera armata. Il presidio di Washington non co~tava che recinte e un numero piccolissimo di soldati addestrati, perchè i ,i.O, 000 uomini ricusati a Mac-Clellan (per rinforzare l'armata del Potomac dinanzi a Richmond) erano stati dati a Pope. Per fortuna il corpo di Franklin (dell'armata del Potomac) sbarcava nel pomeriggio del 26 (ad Alessandria sulla sponda destra del Potomac, 6-7 chilometri a valle di ·Washington, ch'è sul la sinistra). Non aveva questo assolutamente nnlla di ciò che fa d'uopo a truppe che v:inno nlla guerra, nècavalli, nè vetture, nè cannoni, nè vittovaglie, nèmunizioni. P urnondimeno la mattina del 27 ,una brigata di quel corpo, composta di trnpp'e di New-Jersey e comandllta dnl generai Taylor,_-si recò per ferrov ia al ponte di Bull- Run, smontò <1uivi, passò il rivo e s'avnnzò bravamente ad esplorare ,,erso Manassas. Visto quel pugno d'uomini, ch'rrano appena mille e dugento, i confederati s'appiattarono nei boschi e nelle opere e nllorchè quell i furon vicini li .accolsero con un tremendo fuo co che ne atterrò un buon terzo: il resto scampò a precipizio di là dal Bull-Run a Centreville, por tando seco il suo genei·ale ferito. Alcune altre tru ppe si unirono a Centreville cogli avanzi {li quella infelice brigata. - Il Kachler pensa che il Borcke deve essere arrivato a M.anas$aS nel momento appunto che la brigpta Taylor si ritirava. In conclusione, abbiamo qui 11110 stupendo esempio di accordo su grande scala tra cavallerio e fanteria in operazioni ardite, rapide, superbamente ,energiche da capo a fondo. Due fatti come questi di CRtlett e Manassas in una stessa camp:igna a sol i qnauro gioro i d'intervaìlo debbono produrre ~ffetto grandissimo sugli animi delle due parti, da un lato raddoppiar la ,fidue ia in sr e nella fortuna, da ll'altro scemarla di molto. Il 28, nonostante la foticn dei giorni precedenti, Stuart non permise il riposo nè a se nè ai suoi . La maggior parte cavalcarono quasi tutto il giorno per assicurare il finnco destro di Jflckson che fermo presso SudleysSprings, a N. O. cli Mnnassas. fronteggiava il grosso dell'armata federale, ~spettando l'arrivo di Lee colle truppe di Longstreet dal Ha ppahannok.

1

r


134-

CAVALC.lm IA

Il 29 continua la lotta; Jackson resiste e respinge. Giunge finalmente Longstreet e si schiera sulla destra di lui . Stuart con un a parte della sua cavalleri a e l'artiglieria a cavnllo è mandalo all'estrema ala destra; FitzLee colla maggior parte della sua brigata alla estrema sinistra. Il Kaeh ler fa osservare a questo punto che tutti i grandi capitani misero le masse di cavalleria alle ali, non già per un capriccio tattico, ma perchè erano persuasi che quivi esse avrebbero trovato il solo campo adatto alla loro aziono efficace prima, duraolc e dopo il combattimento - non lasciandosi al>bin. dotare dal falso aspetto di u ~a ta uica d'armi miste come oggi la si intende. A chi questa frecciata? 30 agosto. Battaglia di Manassas o di Grovetoo . Pope attacca nel pomeriggio: è respinto, contrattaccato, rotto, sbaragliato, inseguito; si ritira su Centreville (X. E.); la sua cavalleria, all'ala sinistra, sul piano di Maoussas, cuopre le strade che conducon o ad Alessandria e ·washinaton (E. e N. E.). L'artiglieria a cavallo di Stuart ha preso parte alla blltta..,glia sul fianco sinistro dell'attaccC' nemico. Stuart si avanza colla brigata Robertson (3 reggimenti) contro la caval leria nemica per cuoprire il fianco destro dell'armata, mentre questa eseguisce un gran cambiamento di fronte a sinistra (verso K.). Il colonnello 1\funford_col 2° reggimento cavalleria Y_irginia precede la brigata, come avanguardia. Giuugendo sulla spianata d1 Manassas, egli si trova a un tratto dinanzi a tutta la cavalleria nemica schierata in due linee, e senza esitare ca rica e rompe la prima linea, ma caricato a sua volta dalla secouda nel disordine succeduto all'attacco è ributlato e inseguito a sbaraglio. Sopraggiuuge Stuart cogli altri due reggi menti, cMica, rompe il nem ico e lo ricaccia sin oltre il Ilull-R un . La no.tte pone tennioe alla battaglia e all'inseguimento. La cavalleria federale .si rnccoglie anch'essa su Centreville. A proposito di quel combattimento di cavalleria il Kaehler dice - Ci ricorda quello di Katboliscb-Heunersdorf del 23 novembre n45. Qui c,11Tie là il primo attacco precipitoso fallì. e nonostan te quel principio il combauimento fu ri soluto felicemente mere.è d'un abile ed opportuno impiego delle riserve con tro un inseguimento troppo focoso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il colonnello .M unford cadde nel solito errore dei condottieri d'avanguardia, d'impegnarsi in combattimento appena ved uto il nemico, e cosi costriugere il grosso del proprio partilo a continua r la pugna, ~pesso iu tal modo clie, se non è svantaggioso affatto, pure cagiona gravi perdite, mentrechè il compi to di quelle truppe avanzate è propriamente di tenere a bada il nemico, o al più al più indurlo con dimostrnzioni a spiegar le .:me forze e a muoversi in guisa da lasciare al grosso piena libertà per lo

E ARTIGl.llì. lllA A C:AVA I. LO

•

inizio del vero comba llimento ed offrirgli occasione a fa rlo nelle migliori condizioni possibili. Questa regola vale non solo per le avanguardie dei "randi corpi di trnppe d'ogui arme, ma anche pei più piccoli riparti d'un :rme sola. Si ode dire spesso: « La cavalleria appena scorge il nemico deve lanciaralisi addosso» « la cnvnlleria arriva ed nuacca » od anche: . '-' « Apparire e rovescia re il nemico è per la cavai Ieria una c0sa sola ». Parole farfall ine, cbe volentieri si usano qunndo capila discorrere cli wli cose, che come tante altre dello stesso ~enere hanno sì o no un senrn npprezzal,ile, che l'uomo esperto presto conosce vacue e le trascnr11, ma l'inesperto n'è a~bagliato e tr~tto nd errare_. . . ·. . . , . . . . . . . : . Ben altrimenti ~~ope~arono I arm~ ?ostra I mn~stn dcli arte, ~m Seydli~z, un Ziethcn? Pn1a d1 tutto vuols1 riconoscere rl debole del! avversario, che nella cavalleria più ancora che nelle altre armi è nel fianco, poi _c~udurre le p ~i truppe verso quel fianco, coperte per quan to possibile sia dagli accidenti locali sia da mostre di ripàrti propri, e finalmente, ciò riuscendo, giuarsi su l nemico n tulla possa, ma sempre trathmendo una riserva, sia pure piccola. Ciò sembra, quando lo si legge o si ode, un procedere lento, troppo compassato e contrario affatto a quello spirito aggressivo che dev'esser l'anima di quest'arme alata; ma invero non lo è. Anzi la rapidità e mobilità innate di quest'arme favori scono quel modo d'operare e vi trovano il loro massimo profitto, semprechè vogliasi ottenere successi decisivi e non sbriciolnre le proprie fo rze in singol i atti di bravura infruttiferi , bcnchè eroici . Se l'occhio degli uffi cial i e dei soldnti sia ndde~trnto a cercare abilmente e riconoscer pronwrneute il debole del nemico, se i condollieri siano csercit..1 ti a comprendere presto i vantaggi del terreno e lo stato del combatti mento e dare senza troppo rifl ettere le disposizion i adatte al caso, ed effcttuàre con tutta l':igilità doll'arme i movimenti necessari per l'eseguimento di quelle di-posizioni, e finalm ente condurre la furi a tu tta dell'urto con furore cli tempesta, allora tutti i sopradetti atti successivi si seguirnno o così ratti da for l'effetto d'un allo solo. In ciò, in quel celere succedersi e immedesimarsi di quei mocr.enti del combattimento stn l'arte vera del conchtrre la ca;i;alle1·ia., e la vera arte dello educare la ca'liciUerùi consiste nello infondere negli ufficia li e soldati la retta cognizione di tutto ciò e la massima capaci tà di metterlo in pratica . . .. . . . . . . . . . .. . . . .. .. . . · · Seydl itz e ~Iurat erano del pari ardili e risoluti nel conùurre e adoperare !'arme che am11vano con lut'.o il fuoco della loro anima, m:i il primo era freddo, tranquillo, asseona\o, maestro nel preparare acconciamente le sue stu pende vittorie, il secondo, fervido, im pctuoso, spensierato,· prefe-


136

137

E Al\'rJGLIERIA A CAVALLO

CA. VALLERl A

riva piombar subito sul nemico, dovunque lo vedesse: e non v'è bisogno d'altro per far ca pire chi dei due fosse più grande . . . . . . . . . . . La ca valleria federale fece buon uso della sua seconda schiera adoperandola a libe1>.i re la prima; questa invece operò molto inopp,1rtunamen te unendosi all' insegui mento del 2° cavalleria Virginia, e coo tale sprezzo delle regolo del combattimento di cavalleria .si :iddossò la colpa della rotta che fu conseguenza del coutrattacco dei due reggimenti freschi della brigata Robert:;on sopraggiungenti in quella massa scompigliata. 31 agosto. Il generale Stuart s'ava nza per lo inseguimeuto colle brigate Robertsou e l?itz- Lee. Sul tardi avviene un follo singolare che mi pa r degno d'essere notato . - Dai nostri esploratori - dice il Borcke - eravamo informati che un grosso traino di vetture del nemico andava n_ella stessa direzione nostra per una strada paralJela, a circa due miglia di distanza (3200 metri circa), a quella che noi seguivamo, e poichè si fece notte potemmo udirne distinto il rumore. Siccome egli era scortato da dh erse brigate di fanteria, il gener:ile Stuart pensò che non fosse il caso d'un aw1cco, e risolvette di mandargli soltanto un saluto da lontano. l i che fu eseguito molto abi lmente dalla nostra aniglieria a cavallo, la quale si mise in batteria sopra un'altura a ciò bene adatta e presto produsse coi suoi tiri un granrie effetto sulla ]unga lì la dei carri che vedemmo biancheggiare, per le biatJchc coperte, nel crepuscolo vespertino come un gigantesco serpente. In pochi minuti fu uno scompiglio generale. Al fragore dei nostri proietti tra le pesanti vetture strncariche si mischiavano gli urli dei conduttori che invano tentavano uscir di fila e i confusi comandi degli uflìcinli della scorta, i quali non raccapezzando da qual pa rte dovesserc, aspettarsi un attacco non sapovr,no come forgi i fron te. Qu.iudo fina lmente ebbero form ata la loro linea e mentre stavano per avanzarsi arditamente contro di noi, noi erava mo già lontani alcune miglia ri l.irandoci verso il vili aggetto di Chantilly, o, e giungemmo circa le 1 Odi sora e sercrrnrnmo. Pope è tullora a Ceutreville; Jacksoo e Stuarl sono sulla destra di lui e possono prevenirlo à Fairfax-Court-House sulla strada di Wash i1Jgton. Ma egli se n'accorge a tempo e si riLir.i il 1° settemnre a l•'airfax -Cou rtHouse. Stun rt si avanza a quella volta,Jackson lo segue.Il 5°cavalleria Virginia, ch'è alla van guardia, nello attraversare un bosco cade in un agguato, è coperto di fuoco, volto le groppo e scampa . Due pezzi dell'artiglieria a cavallo cbe lo seguivano a qualche distaoza ne proteggouo la ritirat.i appostandosi su un rialto della strada stessa . Jackson att.icc.i; la caval fo t·ia gira a destra e uon prende più parte al combattimento. Nel dì se1

1

guente (2 seLlembre) i federali abbandonano per tempo F~irfax-_CourtIlouse f si ritirano su Washington. Nel ~iorno stesso 1~ ~ngata d1 ~avn\leria,,e'onfederata del "'eneralc Ham ptou, reduce dalla 1og1one Jnme~-Pamunkey ad E. di Richmond , raggiunge \a di visione ~tua~t. Continua l_'inse"'uimen to oltre Foirfax-Court-House sino :i Drmnsv11le non lungi da A~xandria, ove i· feclerali hanno un forte rifugio ed una ottima testa di sbocco sul Potomac (sponda destra) .Tutta la Virginia settentrionale è libera .dalle truppe dell'Unione. (Continua).

c. c.


RI VISTA ESTERA

56 ufficiali, 13·12 uom1n1, 1, i 72 cavalli e 46 c11rri. Gli 8 squadroni danno 1,253 combattenti, di cui 1,056 nrmati di carabina. i 1

Di-i;isione di fantèria. - Sul piede di guerra la divisi9ne di fanteria varia sib per l'ampliamento delle unità che la compong6uo, sia per lenuove fo rmazioui che vengono a prodursi; in gellfil'.alé però può dirsi subire piuttosto uno sviluppo, che una trasformazione. Essa risulta così costituita:

R !VISTA ESTERA

~

';;

<.:I

E o

"o

GERMANIA

1

Stato maggiore .

i

29

71 1

656

79

40

5Ci8 ,1u.

7:36

8

25

696

6·18

6

2 1i

49

,i,

1 parco da ponte divisiona le.

2

52

88

H

1 compagnia di ambulanza .

12

2.4-0

H

1

·1

Si è v!sto s!n q~i come il principio che regola tutto in Germania sia q.uello d'. lasciaro il meno possibile da compiere all'atto della mobilit:i.z1.one e .d1 non por~re al~erazioni nell 'organizzazione e nel passaggio dal piede di ,pa~e sul piede.di guerra. Yediamo ora come si presenti l'esercito m quest ultima formazione. · ~~ Migata . ~ I cambinmen~i che avvengono nell'organismo cli questa nn1t~ affet~a~o :,Olo la cavalleria. Le trn ppe seguitano a serv.iro sotto ali, stessi ufficiali che avevano in tempo di pace. " B~_gata di (anter·ia. - Sebbene talvolta tre reggimenti siano compresi m una brigata, in guerra però la sua form azione è limitata a due ed è I~ seguente: stato maggiore: 1 generale, ~ ufficiale, 10 uomini 1 cavalli e un carro. Due reagimeoti· 158 ufficiali 6 22A · · 07 ' vali' u6 . Il o . . ' ' · :i. uom101, ~ 0 cat ~o . car_n. numero dei combattenti somma li 6,1 U di cui 5 85G nrmaH cli fucile . ' ' Brigata .di cavalleria · - In pace · 1 · d · · · · 1 ' · numero 01 regg1rnent1 vana da 2 a 4-, ~a 111. guerra normalme.ntc la brigata di cnvalleria è formata di du~. G~1 .a~tr1 vengono attaccati alle divisioni di fanteria, com e cnvnlleria dJV1s1onale. Essa du11que risul'ta così composta· st t · ·I generale, ,1 uffi ciale, 1 Ouomini ,J,i. cavalli e 1 carro.. Da o ma?g1or~: > • e , lle regg1ment1:

'-

8

75,

1 brigata d'artiglieria da campagna.

IX. L'esercito S'l.tl piede di giterra.

'-

,.

(..)

-- - - - - - - -

28

1 reggimento di cavalleria

(Continuazione).

.; ;.

:::,

2 318 .t'z,468

2 brigate fan teria

L'ESERCITO GERMANICO NEL 1886,

e

·se

compagnia pio.nieri .

TouLE

13

- - - - - - - --

3 ,1.20 1 i ,397 2,155 238

In com plesso d unquc 14, 82.3 uomini , cli cui 4'.2,292 combattenti a piedi, 62/i. a cavallo e 24- cannoni. Come già si disse, la divisione non ha colonna di munizioni, a meno che agi,:ca indi pendentemente; quindi di per sè non dispone che di H2. cartucce per fucile. Divùione d1: ca·ualler ia. - La divisione di cavallcrio, tolti+ casi eccezionali (,I), non esiste in tempo di pnce. Malgrado ciò la Germania, grazie al la ricca rete di l'errovic cli cui è provvista, non teme per nulla di non giungere in tempo a concentrare la sua cavalleria dove meglio creda e ritiene compensa ti ad usura i vantaggi rim proverati a questo sistema, dai vantaggi ch e le derivano attenendosi universalmente al principio ter•· ri torialc. (I) La guardia, il l, il Xli, e il XY corpo.


Hf

ESTERA RIVISTA

La for~azione delle divisioni di caval leria bisogna dedurla da quanto ,usarono rn questo senso nella campagna di Francia Essa risulta in tal caso come segue :

e

·s ·o :::,

Quartier generale

:::,

·Stato m:iggiore .

,1

79

,10

-3 brigate di cava lleria (24 squadroni)

3 17•1 3,966 4,458

51

1 brigata d'artiglieria a cava llo (3 batterie) .

' 2 carri da munizioni TOTALE

1,1

1

20

6

2 divisioni di fanteria .

e

·~

28

2

.

505

708

57

7

,J 3

2

- - - --· - - - -- -4 :zrn 4,549 5,258 ,120

Con questo si hanno 3,754 combatt.enti a cava Ilo e ,18 cannoni con 50 -cartucce per carabina, più 1O nei carri da mnnizi<>ni . Quando agi~ca indipendentemente la di visione pnò essere accompa ga~~a da un d1:tac_camento d'ambulàuza a cav.allo, fornito da l corpo d'e·serc1to che sta rnd,etro; ma in caso diverso deve ricorrere interamente · dai medici e dagli assistenti reggimentali. Sicc?°.1~ la distruzione delle ferrovie è uno dei compiti più important.i della ~IVISl~ne che c?pr~ l'avanzarsi di un esercito, ogni squadrone è provvisto d1 _una sene dr attrezzi leggeri adattati a questo scopo, ment.re -d~rn altr~ serie ~ure leggere e due di t1ttrezzi pesanti per Je demolizioni .,cl, maggiore entità sono portate in r.iserva . Co·rpo d'armata. - Anclie ([nesto subisce un grande ampliamen to, ,·ma senza alterare la sua organizzazione generale. Esso è così composto:

48

22,.i.

840 28.794

252

20,

4,3·1O ,i-76, ,12 40

1 batt11glione cacciatori.

25 ·1 ,031

Artiglieria di corpo .

54 ·1,393 •1 ,250

·15•1

·1O colonne di munizioni

38 ·1,782 •l ,8•18

256',

. 1-

·1

compagnia pionieri .

•1

parco di ponte di corpo d'esercito

•I battaglione treno (con 5 colonne di commissariato e 5 di treno irregolare, la panatt.eria da campo, il deposito c.ava ll.i, •12 ospedali da cnm po e ·I compagnrn d'ambulanza) TOTALE

•

6

2H

•19

4

7

•19·1

2.25

33.

H9 2,330 2,53•1 664-

,J 8·1,'167 35,95910,4451 ,616·

I 25 battaglioni, gli 8 squadroni e le 16 batterie danno una forza combattente di 2.5,620 fan ti, 1,2!~8 cavalieri e 96 pezzi. Del quantitativo di· munizioni da guerra e da bocca già si parlò indietro. Pe.r ciò che riguarda il corpo ~anitario la proporzione è di un medicosu 2.03 uomini, tutto compreso, e di uno su ·150 computando i soli combattenti. Se poi si calcolano gli assistenti e gli uomini delle compagnie d'ambulanza si ha rispettivamente un individuo sanitario su 28 tutto.· compre$O e uno su 20 combatten~i. L' ar-niata. - I 18 corpi dell'esercito tedesco, colla di visione Assiana · vengono in tempo di guerra riuniti in armate, la forza delle quali varia, a seconda delle circostanze. In generale esse comprendono da 2 a 4 corpi .. Il loro stato maggiore dipende naturalmente dal numero di corpi che con-corrono a costituirle e quindi non è prestabilito; ma siccome le personalità indicate pel loro comando sono già designal.e, così si è certi che prima, che i corpi si siano mobi'litati, anche i quartieri generali d'armata sono· costituiti. Alla testa dì tutto sta il Sovrano, col grnnde stato maggiore. Tale è l'esercito germanico di 1• linea, il quale dovrebbe comprendere:· 2·23 generali, 26,900 ufficiali , 79,i ,000 uomiui, 254,500 cavalli e 32,400· carri . E secondo le armi: 503 battaglioni, 203 com pngnie del genio e d'ar~ tiglieria, 465 squadroni e 340 batterie.


143

RIVISTA

ESTERA

Prima di prendere a considerarel'e$ercito di2• li uea, cu i presumibil men te sarà affidato il compito di clifl'ndere il paese, converrà esaminare l'orga.nizzazione del le li nee di comunicazione, in quanto che le truppe a' ciò destinate posson esser prese sia dall'esercito cli 1a che da quello di 2• linea. Isvezioni di tappa. - Per ogni armata viene çostituita un'ispezione -,di tappa , la quale ha pel' compito di far giungere a .ciascuno dei corpi di ,esercito componeuti l'armata stessa tutto ciò che i corrispondenti distretti desiderano di inviare sul teatro di guerra, e nel tempo istesso di li bernre i corpi suddetti degli am malati, dei feriti e dei prigionieri che potrebbero ,nuocere alla 10 1:0 ellicacia. Ogni ispezione di tappa comprende: 1 tenente generale (ispettore) con 6 soldati del treno, 1Ocàvalli e nn ·carro a 2 pariglie; •1 ufficia le superiore con 4 soldati del treno, 8 cavalli' e un co n o a 2 pariglie; · · · 3 aiutanti ( 1 capitano d'artiglierin, 1 del genio e 1 tenen_te) con 3 sol~ ,dati del treno e 6 cavalli; •I pagatore, con 1 uomo e 1 cavallo; •I veterinario ca po con ·I uomo e 1 cavallo; 2 veterinari con 2 caval li; 5 ordinanze a cava llo con o cavalli; 13 ordinanze a piedi; 4- souutlìcial i seri vani; · 3 nrnniscalchi. Gli altri rami dell'ispHzione di tappa sono: 1 Pol·izia 1n1.l-itare : ·1 capitano, I sergente maggiore, un numero cl i sol·dati in proporzione di 2.0 per ogni corpo d'esercito, ,i. soldati del treuo con 6 cavalli e •I ca rro a 2 cavalli . Intendenza: 24- ufficial i, 4-2 uomini, 54- cava lli e 7 carri (3 a due et~ a 11 parigl ia). Corpo sanita·rio: 1 maggiore medico, ·1 1.1ssisteute, 4- uom ini, o cavall i e ,t carro ad 1 pariglia. Corpo leyale: 4 anditore di tappa, ,1 scrivano, 2: uomini, 2 caval li e ·1 carro a pariglia. Ser'IJizio telegrafico : 1 direttore telegrafico di tappa , con 3 ispettori, 8 uomin i, '10 cavalli e 11 carri a pariglia . Serviz•io postale : 1 direttore postale d'armata, 3 ispettori, 6 uomini e 8 e.avalli. Amminfstr(wione ci'IJile ; ·I alto ufficiale civile, ·I ufficiale di polizia, .,3 uomini, \I. cava lli e ·1 carr,J a pariglia. · Ogni ispezione comprende, dunque, almeno 178 uomini, 12.2. cavalli e

17 carri e tutte le ispezioni sono sotto la sorveglianza dell'ispettore gene. raie che trovasi in comunicazione diretta col grande stato maggiore. Lo stato maggiore di questo ispettore generale ammonta a 10-1 uomini, con •l 08 caval li e 15 carri e. racchiude rappresentanti di tutti i rami .già esaminati,come pure uno stato maggiore speciale per le opere ferroviarie cam pali. 1'nippe di seconda linea,!.... Come già si vide,queste sono fornite dalla landwehr, organizzat.e.-come quelle di 1' linea, ma con unità non superiori aIla divisione. Bri gate di f'anter•ia di rim·i;ci.-All'atto della mobilitazione ogni lwttagl ione di landwehr forma un reggimento _di tre battaglioni; e2 reggimenti costitui::;cono la briga ta di riserva, il cui effettivo non differisce da quel lo della brigatà di 1., Jine_a che nell'avere 2 ufficiali , 1,2 12 uomini e 2 cavalli di meno. Essa dà c1uindi 4,954. combattenti, di cui ì,664- armati di fuci li. Ciascun distretto di corpo d'nrmata può fornire tre brigate, ma siccome presum ibilmente non -gli si richiederà che nna divisione, cosi resta ancora un complesso di 83 battaglioni disponibili. Divisione di fanter·ia d'i risenJa. - La sua composizione è sim ile a quella della divisione di ·I• linea, coll'nggiunta di certe unità ehe in questa ultima fanno par.te del corpo d'armata.

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Stato maggiore ,

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71

2 brigate di fanteria di riserva

2 3H 110,02,j.

-

1 reggimento di cavalleria di riserva 1 brigata d'artiglieria da campagna di ri-

serva (3 e talvolta 4 batterie) .

.

1 compagnia cli pionieri di riserva 2 colonne di munizioni di fanteria di riserva 1 colonna di munizioni d'artiglieria cli riserva

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79

564 11/l. 1

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•l compagnia d'ambulanza cli riserva

12

240

47

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3 ospedali ùa campo di riserva

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2.30

334:

64

2 colonne di commissariato di risena T OTALE

. -; !}52 12,6-1212,8901 362 1

,


U.4

RIVISTA

1,;STERA

A queste truppe potrebbe aggiungersi un battaglione di cacciatori di ri-

serva , formato, come si disse a suo luogo, ma siccome non costituisce una parte necessaria della divisione, lo si trascurò. Si hauno dunque di veri combattenti: 9,9,12 fanti, 62.t cavalieri e 48 o 2.4 pezzi con una piccola forza di pionieri . Volendo distinguere le truppe di landwehf incorporate nelle 18 divisioni, dalle rimanenti sopranumerarie, si ha:

,t 8 divisioni

. 54

Soprauumerari 1'0TALE

,

8'136 227,7,1 8 52,020 6,1"16 6,147 2.07, 64.5 , , , 025 2,538

54 '14,2.83 43iS,363 63,045 9,05/~

Trttppe di 3" linea. - Queste sono costituite dal Jandsturm; e siccome non furono mai chiamate, bisogna limitarsi a congetturn circa il loro effettivo. I l numero totale di uomini soggeui al landsturm è assai grande e nel 1880 sommava a 3,634,'~·10; ma se si tien conto so ltanto di quelli che vi appartengono dopo attraversato gli altri due rami dell'esercito e che non superano i 42. anni, si ha un contingente istruito che giunge a 965,000 uomini, con cui , t,rnendosi pur bassi, si potrebbero comporre 300 reggimenti di fameria e 100 di cavalleria . La somma totale delle truppe che 111 Germania, in caso di grave necessità, potrebbe mettere in campo sarebhe dunque: ,1a linea (tutto compreso) . 821, 120 2.• linea » 449,700 3a linell )) 965,000 1

1

Totale 2,235,820 alle quali debbono ancora aggiungersi le truppe di deposito e di presidio di cui già si parlò, cioù: ,16,1 battaglioni di deposito. . . . . 199,479 Fanteria 66 battaglioni di presidio. . . . . 67,496 20 compagnie di cacciatori di deposito. 5,,1(~O Cavalleria - 93 squadroni di deposito . 19,530 . . . ) 7,i batterie cli deposito . . . . 13,367 . . d'1 1an dwe 11r a piedi. . 1\ rt1g1iena · 11on1 , 3·,, battag ,19,809 Pionieri - i2 compagnie di deposito e di presidio . 8,652 Treno - 18 distaccamenti 9,252

l

Totale . 3t2, 775 che sommate superiormente dù la cifra di 2,578,545 uomini.

H5

Se metti,1mo da una parte il landsturrn, e teniamo co11to soltanto degli uomini di cui l'impero può disporre fra i 20 e 32 anni . diventa interessante di rilev11re in che proporzione sta il totale rii 1,613,535 uomini che compone .l'esercito sul piede di guerra, col numero di coloro che furono già i:;truiti . Con~an<lo gli uomini sotto le bandiere e quelli appartenent.i alla riserva ed alla 'landweh r, si hanno 12 classi, _cioè ·12 X ,( 50,000 = 1,800,000, meno le perdite normali . La dimirnnioue media è calcolata al tH, per cento, e fo tta questa deduzione restano 11ncorn disponibili ·1, 702,800 uomini perfettamente istruiti . Ma in aggiunta a questi il governo può ricorrere alla riserva supp]etoria la quale, secondo il sistema introdotto nel ,1881, deve 1l11re già a quest'ora ,100, 000 uomini parzialmente istruiti. Questo numero andrà sempre crescendo e il suo massimo lo raggiungerà nel 1893 e al lora il governo potrà ritrarre da questa fonte al meno 200,000 uomini militarmente digrossnti. , Così risulta che senzàc ootarc In p11 rte non istruit:i della prima classe della riserva suppletoria, la quale dcwe somm:1re a rno,ooo circ,1, il sistema vigente può provvedere ·1,900,000 uomiui istrui ti per riempire i quadri, di-un esercito che sul piede di guerra ammonta a più di ,1, 600,000. Le ulteriori riserve a cui si può ricorrere in caso di straorùinari e strettezze, sono: la 2a clas<;e della riserva suppletoria, e il landsturm.

X. Co1'1'edo, buffetterie e a.rovi.

In Germania non vi sono grandi magMzini centrali, ma ogni cosa che si riferisce all'equipaggiamento del le truppA è lasciata assolutamente ili balìa dei reggimenti. Il co lonnello deve rispondere che i suoi soldati sieno ben vestiti ed equipaggiati ; ma i lavori ~1eccs&ari a ciò sono devoluti ad una commissione, uominata annualmente e composta di 5 membri, cioè: un urficiale superiore, un r.npitano, 2 tenenti e un contabile. Nei reggimenti di fonteria vi è anche unà commissione per bauaglione composta di 3 membri : 1 capitano, 1, tenente e un contabile. Queste commis0 sioni ricevono la somma stabilita pel eorpo e, previa approvazione del colonnel lo, entrano in contratto per l'ac.:rn isto dei materiali e dispongono per la confezione delle uniformi nei laboratorì del reggimento. La somma è stata calcolata con estrema delicatezza, per cui è necessaria la più rigida · economia per pc,ter restare entro i limiti dell'assegno; ma, dipenden temente dal fatto che le sedi sono tìsse, si possono ottenere contr:itti favorevoli. Oltredichè facendo lavorare gli operai addetti al reggimento e, in caso di bisogno, le mogli dei sottufficiali , la mano d'opera riesce a buon prezzo. -10 -

ANNO XXXI. vor.. IV.

•


ESTERA

HG

111 Vl~TA

I vestiari finiti sono immagazzinati entro camere apposite per ogui compagnia, squadrone. battagl ione o reggimenlo. . . I maoazzini di compagnia e di squadrone contengono ord1uanamente tre uni l; rmi complete per ogni uomo sul piede di pace, cioè: l'uuiforme di guerra, che non vien distribuita che in caso di mobi litazione, l'nnifonne di parata, e l'nuiforme festi vo. I rnagaizini di battaglione, o quelli corrispondenti di brigata d'artiglieria, contengono una serie complet~ di uni~ormi ~ di buffetterie pe~ tutti gli uomini necessari pel passaggio dal piede d1 paoo a quello di guerra . I magazzini di reggimento comprendono i rami, cioè: il magazzino pel deposito reggimenta le ; quello pel reggimento di landwehr; quello pel deposito di landwehr; quello di riserva. . Il primo serve pel bauaglione di deposito (o per la comspoodeute unità) che sorge all'atto della mobilitnzione. Il seco0<_lo sen:e pei r_ispet: tivi battaglioni, quando chiamati. Il terzo pel battaglione d1 deposito ~1 landwehr, o pel battaglione di presidio . .LI quarto per provvedere alle d1maude imprevcdule, e contiene materia li per 2 compagnie SLll piede di guerra . Orrni wrrrimen to di fan teria ti en sempre co~i prnnto l'abhigliamento e> è>O completo per 7 '/ • bauaglioni sul piede di guerra e, se vi si aggiungono le 4 o ti serie mnntcnute sul piede di pace, si hn un totale di ,1Oo 12 mila uniformi, depositate ne' suoi magazzini. 1lttre;:;:;i. - Oltre agli oggeui di vestiario e a tutto ciò ohe costituisce il oonerlo del so ldn to, ogni battaglione fa portare dagli uomini: t~oo piccole palr, io piccozze e 20 scuri ; e porta sui ca rri : iH- pale grandi, 18 mar re, 12 accette e 2.7 scuri . Distùitivi regg-irmcntali. - .[ distiotivi cnratteristici fra i diversi reggimenti stanno nel coloro dei galloni, nella forma, dalle spalline o nel nu· mero e nelle iniziali segnati su ,li esse. Gli uomini di ogni batt~glione sono distinti dal colore del fiocco della drngona, e quelli d'ogni compngnia dal colore della corona e del passante della dragona, oltrechè dal numero d'ordine sul bottone della spalla. La landwchr si distiugue dalle truppe di ·14 linea per la croce bianca che porta nell 'elmetto e nel berretto. La tunica della fanteria germanica è di color bleu-scuro, qt1ella della fanteria bavarese di blen-cbiaro; e quella dei cac,ciatori è grigio-scura. Tutta la fontel'ia porta cappotto grigio arrotolato a bandoliera ( 1). 1

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(1) Qni l'trntoro rlà la tlc.;crizione aninllta di tulle le uniformi e 11.i tnlli gli oggclti che portnn seco i sold:i ti cloll c varie armi. Noi ci siamo limitati a ripo rtare le armi e gli attrezzi.

H.7

Armamento d'i fantei·ia. - La fanteria è armata di fu cile Mauser, modello 187·1, il quale :è munito di alzo fino a 1600 metri, e disposto ·sotto 35° cli elevazione tira a 3000 metri circa . La baioueua è a sciabola; •1O per cento l'hanno muoita di sega sulla -costa: I $Ottnffìcial i non armati di fucile portano una sciabola si mile a quella degli ufficiali. l i peso totale di cui è caricato il fante tedesco, comprese le armi e 80 cartucce è cli 32 chilog. ci rca , senza contare il maciniuo ùa caffè cbe può -essen •i aggiunto. Gli ufficiali di fa nteria portano un piccolo zaiuo di cuoio nero, ma il fo ro cappotto e il bagaglio sta sul ca l'ro di compaguia. 11 ca pitano ha diritto a 25, e il subalterno a 21 ohilog. di bngaglio. Cavalleria. - Oltre il corredo e l'a rmamento i soldoti cli ogni squadrone portano oomple3sivameute 3i- sct1ri.Altre6scuri,coo 8 pa lestanno sul carro di squadrone e ioohre vi è una serie di attrezzi leggeri per diHrnggere ferrovie, ra-cchiuse entro 7 casse da trasportarsi a soma. Io Baviera e in Sassonia i pionieri di caval leria (da 4- a 6 uomini per sqoadrone) sono armati solo di sciabola e pistola e provvisti di aitrezzi per distruggere e riparare. Ciò che siasi fa llo in questo senso poi resto della Germania 0011 si sa . Armcimento e dis tin!illi. - Senza parlare delle varie un iformi, diremo solo ohe in tutti i reggimen1i di cavalleria gli squadroni si disti nguono , e-0me per le compagnie di fanteria, dal colore del fiocco della dragona. ·Quanto all'a rmamento : I corazzieri pwtano spada driua (P.illasch). 20 uomini per squadrone sono provvisti di carabina Mauser, e gli altri di pistola a rotazione. .[ _lancieri sono armati di lancia, di sciabola curva leggern e di carabina. I dragoni e gli ussari portano c.irabiua e sciabola alquanlo più pes3nte ·di quella dei lancieri. Peso. __: Il peso di un corazziere, o di un ulano iu pieno assetto di marcia, cr,n un giorno di biada e una razione di pane è in media di 11iiO chilogrammi, mentre quello di nn ussero, o di undragoneèdi1H circa, Artiglieria. - La principale differenza fra gli artiglieri , e i soldati di fanteria sta in ciò che l'elmo dei primi è sormont()tO da una palla, anzichè da una punta e cbe gli spallini sono sempre rossi, col numero della bri-gata in giallo. Armamento. - Gli artiglieri da campagna portano la daga (coltello da fascina d'artiglieria); mi quelli delleballeriea cavallo, i sottufficiali , i trombettieri e i conducenti hanno sciabola e revolvar. Gli uomini a piedi ad·detti alle colonne di munizioni sono armati di carabina e sciabola-baionetta. I


" '

RIVISTA

A.ttrezzi . - Gl i attrezzi da trincea portati da una batteria qnalunqne,. sono: •I ,I.. scuri, 36 accette, •18 picconi e 2.9 pale. Cannoni. - Si disse già che le batterie da campo hanno cannoni da 9 e quelle a cavallo canno1Ji da 8 ceutimetri. Si vide pnre quali e quanti siano le munizioni trasportate per ciascuno .Aggiungeremo ora alcuni ·ctati su tali elemeùti. · Cannon i da 8 Can non i dn. g.

,t 50 Peso del cannone kg. 390 )) 0,970 » della carica 1,500· » della grnnata » 5 7 » dello 5hrapnel » 5,500 7,800' Numero delle palleuecoutenutenelloshrapnel N. •12.2 209 Giuata con 25° di elevazione . m. 5,660 5,980 Gli affusti sono d'acciaio. I cofani di munizioni di lnmiera di fetTù.

Pfonie1·i. - Si distinguono da ll a fanteria pel metallo bianco che ne· orna l'elmetto e per una sola giberna . A.ttrezz'i. - Gl i attrezzi portati a mano sono: 18 accett.e, ,H. picconi,. 45 scuri e 88 pale grandi. SHl cano di campagnn sono inoltre trasportati 60 pale, 30 piccon i, 2.0 scuri, '12 seghe ed altri attrezzi ancora. I distaccamenti telegrafici hanno un T sulla spal la, i ferrovieri un E .. Essi non portano elmetto. Ar1m;. - I pion ieri sono armati di chassepots ridotti e nou hanno che-20 colpi. Trer,o. - I soldati del treno sono vestiti come l'arma a cui soi10 attaccati, ma non portano elmo. Anch'essi .sono armati di ctrnssepots ridotti .

XI. Uffì..C'iali . Il valore dell'esercito tedesco è così strettamente connesso.col si,stema. seguito nella scelt.a e nell'ammaestramento degli uflìcinli, che l'opera non sarebbe completa se non se ne desse un cenno. Il principio adotta~o e rigo-· rosamente osservato si è che nessuna carica possa essere tenuta da chi· non sia perfettamente capace,di adempiere ai fropri doveri, ogni considerazione essendo intesa al bene d~l servizio. In base a ciò l'ufficiale deve essere cli buona condizione, affine di poter avere autorità sui propri soldati . Praticamente quindi non si conoscono promozioni dalla"bassa fo rrn .. Di regola, il giovane che aspira al grado di ufficiale deve servire dapprima come alfiere in un reggiment9; posizione alla quale può giungere per dne vie. Può cioè presentarsi da cadetto, per compire il corso,

H9 ·d'istruzione stabilito e entrare nel reggimento come aHìere, o, in pochi casi di merito eccezionale, come tenente; oppure pnò presentarsi diretta ,mente frn i ·17 e i 2.3 anu i di età coll' intenzione espressa di di,,entare uffìciale. In questo casù non può entrare senza il consenso del colonnellD e ·{fuesto consenso è assolutamente rifiutato quaudo il carnttere del candidato non sia tale cln resistere al pi tì severo scrutin io e quaudo non appaia sotto ogni riguardo degno di un ufficia le. L'avantageur, che tale si ohiama il concorrente, è sottoposto ad e5ame; e deve dimostrarè inoltre di essere ·provvisto tli mezzi sufficien ti per vivere da gentilt1omo, e di appartenere :11 buona fa miglia. Provato tutto questo, entra nel reggimento come semplice soldato e ne com pie tutti i doveri, ad eecezione dei bassi servizi, -come una recluta comune; a Yen do però iI permesso di dormire in uua camera a parte, o Lut.t'alpiù con uu altro avantageu,r. Egli per altro fìn da prioci,pio è accettato come collega dagli ufficiali del reggimento, e gli ·è permesso di pranzHe alla mensa, dove natural mente il suo contegno ·forma ::oggetto di speciale atten zione. Dopo 5 mesi, avendo imparato perfettamente i suoi doveri e compiuta ·l'istruzione, riceve dietro propòsta del proprio capit:lùo il grado di sottuffi·Ciale, e dopo circa ·1 Omesi di servizio vien mandato ad una delle nove scuole mil itari dell'irn pero, 601 grado di al fiere, per impararvi t,ìltica, fortifica zione ,ed altre materie mi litari. Finito ~nesto corso ri tor,rn al reggimento e-serve come nlfìere, ma portando spada da uffici:de e cogli incarichi di uflìciale, finch è non· si facc ia un posto fra i tenenti. Il suo nome è allora sottoposto ad una .votazione di tutti gli nHicial i, i qua,li dichiarano individual mente se lo accettano o no come camerata . Se tutti unanimemente sono faYorevoli egli è proposto immediatamente pel brevetto; ma se riesce solo a 11111ggioranza, allora gli opposi tori sono d 1iama ti a stendere ;n iscritto le loro ,obieziou i. Un resoi.;onto di queste è quindi portato al comandante del corpo ,d'esercito, il qn~ le decide 111 r1nestione. Se poi la rrrnggioranza gli è con t raria, egli è rigettato add iritturn, e non pu.ò sperare giammai di ottenere ,un cangiamen to in que:;;ta decisione. Una volta uflìciale, l'avanzamento procede generalmente per nnzian ità, ·supponendosi cha egli :ibbia dato prova di essere capace a11che pei gradi ·successivi. Questa capacità però non è mica 11ccerr.ata per esame, come rnlitamente suol intendersi questo termine, ma dal modo con cui egli ha sa·puto risolvere un certo numero di problemi mi lita ri sottopostigli nel corso del servizio. come pure dn l modo con cui egli ahittrnlmenteaclempie i propri doveri Siccome l'elevatezza dell'educazione mìli t.are non è cosa di recente initroduzione nell'esercito germanico ne viene d1e gli uflìcia li superiori sono ESTERA


Hi1

150

RI VI S'l'A

sempre esattamente al corrente di ogni particolare relntivo a doveri der• propri subordinali, e qui ndi perfeltamen!e cnpaci di giuùicare del loro merito per lii promozione; cosicchè se un ufficiale non è stimato capace di occup;ire il grndo superiore al proprio, vien prP!ermesso senza ombra di rimorso, e nessun interesse e nessun favo ritismo va.rrt'bbe a collocarloin una posizione nella qunle, per ignoranza, o per deficienza, potesse cagionare o condurre ad un disastro mil itare. Gli ufficia li dotati di speciale abililò. ed ambizione cerco no di entrare nello stato moggiore, nel quale ottengono promozione più rapida che non restando nel reggimcnt~, e pel quale soltanto possono sperare di perveni re ai gradi più elevati. Qualunque subalterno con più di tre anni di servzio, può preseularsi per essere amm essor,ll'accademia di guerrn e fra tu iti uc vengono scehi ~ 00 annualmente. Questa scelta , 1ien fatta in parte in base al risultato di esami che tutti devono subire, ma specia lmen te in base id rapporto personale con cui il candidato viene accompagnato dai propri superiori . Do po tre :umi di accndem ia gli ufl'ìciali sono rinviati ai propri reggimenti senza subire esami al termioe del corso; e coloro chehanno dato maggiore prova di capaci tà e di ab ili tà vengono scelti a prestar servizio presso lo sl.alo maggiore generale. Quivi, dnrante '18 mesi trovaosi sotto la sorveglianza diretta del maresciallo Moltke; dopo di elle· quelli proposti da lui vengono trasferti nel corpo di stato maggioi·e e promossi capitan i. Con questo essi guadagnano usualmente nn anno sui propri compagni. Dopo due anni, o due anni e mezzo di servizio nello sLMO· maggiore, il copit:mo va a comandare per un biennio una compagnia, una batteria o uno squadrone, a seconda dell'arma d'onde è uscito, e rn continua a dimostrare zelo e interesse per la propria professione al termine· di ta le periodo vien promosso mnggiore; con clie guadagna un totale cli 0. a 6 anni d'anzionitù sugli altri . In ogni grado dove servire tanto nell(} stato maggiore che nell'arma originaria, ma non frn coloro a cui è passatoinn,1nzi; e se in qualunque momento si appalesa un indebolimen to nelle· sue qualità fisiche, o se di mostra minor zelo di primn può ca lcoInre che la propriacnrrierasia finita . Anche uffi cia li che non siano sMi all 'acradcmia di guerra possonoaspirare allo stato maggiore dietro proposta dei propri com.:iadanti, e dopo aver dato prova di loro abilità risolvendo alcun i problemi militllri nppositam<'nte inriati dal maresci:illo Moltke. So questi problemi sono traltati· soddisfacentemente, l'aspironto vien applicato al grnnde stato mnggiore e· quivi souoposto alle stes5c prove stabilite per quelli provenienti d,d l'accademia e a secondo del risultato è amm e5so, o no, nel corpo. le promozioni in tempo di pace-sono lente, in ispecie nei graui inferiori; la media e~sen do prl subal 1erno di ·12. anni e poi capitano tli 6,ad 8•.

Per consegueuza i vantaggi riserbati allo stato maggiore sono ver~meute sostanziali; ma per raccogliere tuu.o il beneficio l'ufficiale oon deve ma i rallentare cli di ligenza e deve dar conlinuamentc prova di essere superiore ai migliori fra gli uffi ciali del reggimento ai quali viene temporariamen te proposto. Considerando come il sistema d'avanzamento per merito in Germania non sia fonda to sulle regole rigide e tìsse di un percento di punti guadagnati in un es:ime, non si può a meno di restar colpiti dal grado ùi garanzia che ne consegue contro ogni sospetto che 1.:i scdta possa essere attribuita a intrigh i. È così r11dicato in ogn i tedesco il sentimen to rhe rl:i l valore dell'esercito clipendn l'esisteuza dcll:i nnzione, che l'idea che possa venir assegnata una carica qualsiasi ad uomo non perfettamente degno cli coprirla pare non sia mai passa tn per In testa tli nessuno.

X.IL Disciplina mil·itare. La disciplina può dirsi abituale in ogni tedesco, prima ancora di venire sotto le armi. Esso la impnra a casa e ucllc scuole, e per conseguenza la recluta si adaua assai facilmente alla vita della caserma . Epperò con 1111a media di intell igenz11 e di istrnziouc quale è qnell:i di cui si presenta provvisto il coscritto, diventa piuttosto nccrss:, rio di gu.irdarsi contro i e-av ilE che puù muovere i1gli ordi ni che riceve, ùi quello che provvcdero contro i casi di disobbedienza diretta agli ordini stessi. L'influenzi\ che a questo riguurdo esercita l' ufficia le è granfo;si mn; tuttavia egli , armato di potere considerevole, essendo le punizioni nlle qua 1i può ricorrere, le seguenti : · per i sottufficiali: il rimprovero con vari gradi ui pubblici tà; i servizi strnordinad; la consegna in caserma fino a 4- settimnne o in sala rii disciplina fin o a 3 seuinwue; per i caporali e soldMi: servizi strnordinr.ri, o presentniono n ch inmatc in determinate uniformi; perdita temporaria dell'uso libero della pagn; obbligo di rien trare più presto della ritirn ta per uno spnzio di /l. settimane; arresti iu quartiere fino :i 4- settimane, in prigioue fi no a :) e in celln fi no a 2. 11 potere puniti\'O dell'ufficiale varia col grnrlo; così il capitano non può dare più di 8 giorni d'arresti in quartiere ai sottufficiali, uè più di 5 di prigione, o 3 di celln ai soldati posti sotto il suo comando direuo. Gli ufficial i possono essere puniti, o col rimprovi:lro, o cogli nrresti in casa fino a ·I ,i. giorni; ma gli arre~ti per questo periodo non sono inOitli che dal generale comand:inte di corpo d'armata .


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IHVJSTA

ESTERA

Il genernle di divisione può darne ,1O, il comandante di reggimento 6, e se un comandante di battaglione mette agli arresti un ufficiale, deve farne rapporto subito al colonnello, che ne fissa la durata. Se la mancanza è troppo grave per essere trattata sommariamente, il caso vien sottoposto ad una corte marziale reggimentale o generale, previa investigazione della commissione d'inchiesta. La composizione delle corti v:iria col grado dell'imputato (1) . Le pene cui può andar soggetto un soldato scruo: la morte, la 11rigionia, la detenzione in fortezza, e gli arresti e, se il rea to è di natura disonorante, l'espulsione con perdita del diritto di servire nell'esercito o nella marina. L'arresto è dato se il periodo di confino non eccede 6 settimane, ma la detenzione in fortezza, o la prigione possono estendersi a vita. In 0ampagna si usa legare l'individuo ad un palo per diverse ore del giorno, o per tutta la notte. Co1·ti d'ono1·e . ~ Le divergenze fra ufficia li vengono deferite ai tribunali conosciuti sotto il nome di corti d'onore: còmpito delleqiial i èaltresì di tutelare l'onore dellr. divisa procedendo contro qualunque ufficiale la cui condotta sembri indegna del la sua posizione. Queste corti sono di. due specie: una per giudicare dei capitani , o dei subaltern i, formata di tutti gli ufficiali del reggimento sotto la presidenza del co lonnello, ed una per giudicare l'esame di ufficiali superiori, composta esclusivamente degli ufficiali superiori del corpo d'armata sotto la presidenza di un generale delegato . appositamente a ciò. • Consigli d'onore. - Dai membri di ciascuna corte d'onore vien formata annualmente una spe,cie di commissione permanente, detta consiglio d'onore. Questo co,nsiglio, che per un reggimento consiste di un capitano, di un tenente in primo e di un tenente in secondo e ché per un corpo d'esercito è costituito da un colonnello, da un Lenente colonnello e da uu maggiore, ha l'incarico di esaminare la condotta di ogni ufficiale che sia in voce di aver agito in modo sconveniente, e quando ne sia rich iesto dal proprio comandante può stabilire un'inchiesta preliminare sui fatti . Fatta l'inchiesta, il consiglio ne presenta il rapporto, coll'intervento dell'ufficia le accusato e del difensore, da vanti alla corte d'onore, la quale giudica. Il verd'"tto di quest'ultima può essere: d'incompetenza, o di richiesta perchè si facciano ulteriori investigazioni, o di assoluzione, o di proposta per una punizione. Le punizioni che può proporre sono il rimprovero, il ritiro dal servizio, e l'espulsione dal corpo degli ufficia li. Queste proposte

.alle quali vien da ta forma di giudicato dal consigl io d'onore, vengono inviate con tu~ta la procerlura all'imperatore per la sua decisione. È da notarsi che i membri della corte d'onore non sono giurati, nè pos·sono far giurare i testimoni; e che nel pronunciare un giud izio souo af·fida ti al proprio onore, come lo sono i testimoni chiamati a deporre sul ie circostanze del fatto. Conol1isione. - Finora, benchè la Germania abbia adottato una politica coloniale, non si sa come procederebbe nel caso che dovesse fare spet!i.ziooi di piccoli corpi e come riu::;cirebbe a superare le difficoltà inerenti a tali sped izioni combinate col sistema cli servizio generale; ma restringendosi ad esaminare I.i sua organizzazione rispetto all'Europa nasce ovvio il -donumdarsi: contro chi sa1·à adoperato ques-to potente arnese di guerra? Che possa essere contro la Fraul:ia o la Russia, o contro tutte due ad un tempo, s-embra assai probabile; ma sebbene in ogni caso sia da preve- . ,dersi una prova assai più seria di quella del 1870-71, coloro i quali ~ono .meglio addentro nella compagine dell'esercito e del popolo germanico non dubitano troppo del risultato; e noi .inglesi dobbiamo essere soddisfatti di vedereqnesta potente posizione occupata da una nazione alla quale siamo strettamente legati sia politicame11 1e, sia per vincoli di r:izza e di rel igione.

(i) Qui l'autore dà una tabella della composizione di t11tte le corti a seconcla del grado dell 'imputa to.

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GRAN BRETTAGNA

L'ESERCITO INGLESE.

Forza bilanciata delt' eserci to. - Secondo i dati ufficiali l'effettivo dell'esercito ingle.,e nel corrente anno finanziario è fissato colle segnentt ~ifre: fanteria della gita1·d'ia 5,895 u. ; fantM"ia di linea : nella madre patria60,750 u.; in Egitto e nelle colonie, 24,0H u.; nell'India 51,998; m tutto ·135,759 u.; oavalteria della guard'i,a ,J,30'.t u.; cavalleria d'i __ linea: nella madre patria H , 028 u.; in Egitto e colonie 4 ,,127 u.; nell'India 4,838 u; in tutto "6,993 u.; ar·tigNeria: nella madre patria n,539 u.; nell'Egitto e ·culunie tl,8\:19 u.; nell'India '12,0'25 u.; in tntto 34,463 u.;


RIVISTA

genio: nella m:idre patria .i..22,1 u.; in Egitto e colonie 4 ,7!~5 u. ; nell'India 439 u.; io tutto 6, ,r n5u.;truppe coloniali2.,1·12 u.; t1•iippepe1· seroi:si accesso1·ii 5,908 u.; totale generale: 2.09,437 uomini dei quali 405,382 devono trnvarsi nella madre patria, 35,755 io Egitto e colonie e 68,300 nell'India . Per stabilire l'eITettivo gen~rale dello tru ppe di tutte le categorie che il ministero della guorrn contn avere a sua disposiz10ne nel corso dell'anno finanziario ·1886- ·1887, alle cifre sopra riport.'lte bi, sogna aggiungete: 137,336 nvihti della Gran Brettagna p. d.; 3,996 wiliti delle isole del canale; 4>l,,i.05 uomini di cavalle1•ia della yeomanry e '253,936 'Volonlar;i. In tal guisa nei ruoli delle forze armate doll.1 Gran Drettagna si contano attualmente 6119, I ·I O uomini . Efl'ettivo della mil'iz'ia. - 11 budget della guerra pel corrente auno finanziario fornisce le seguenti notizie sullo stato attuale della milizia inglese: in servizio oltro il termine voluto trovansi 29 ,529 militi; nell'anno· scorso entrarono iu servizio 5,001 uomini: H,!H3 uom ini presero parte l'anno scorso alle esercitazioni dell'esercilo permanente o rfl1asi 3,000 uomini giit militi passati al servizio dell'e;;en:ito furono congedati; di questi 2, 187 uomini servirono più di 12 ann i. Ferrovie nell'India. - Da notizie dd biulget indiano nel corrente :inno finanzia rio dalla somma generale delle spese di 75 ,647,000 sterline, 5, 86\l,OOO stel'lioe sono assegnate alla cogtruzione di ferrovie o di fortificazioni . Secondo le ultime notizie il tronco di Quella del la ferrovia di Botan sarebbe attualmente già terminato. La questione della difesa di Londra. - La oola opera del genorn le Brialmont sulla foniGcaz ione del le capitali pare abbia eccitato i circoli miliiari inglesi ad occuparsi più da vicino della questione della difesa di Londra. - Poco tempo fa il m.1ggiore del gtm10 Elsdahl foce all 'Un·itecl Se1·vice Jnstittit una interessaute conferenza sulla difesa di Londra contro. un attacco improvviso. - Secondo i resoconti rlr,i giornali mili tari il lettore prima di tutto accennò alle cooseguen1.e che tram,bbe seco In caduta di Londra. Tutti gl i interessi più vitali dell'Inghilterra sono legati al la sua supremazia sul mare, la quale dipende tanto dalla superiorità dell:i sua flotta mili tare quanto dalla condizione delle fortiric:izion i dei suoi poni e dello sue stazioni naval i. Se il governo , continuò il lettore, non è in caso di assegnare attualmente i ·100 milioni di fra nchi necessari per la costruzione delle fortificazioni permanenti cli Londra, egli deve per lo. meno prendere delle misure per la difesa della capi tale da nn attacco irn, provvi$O. Le forze indispensabili per questo scopo non possooo però essere fornite nè dall'esercito permanente, nè dalla riserva, nè dalla milizia. 1

ESTERA

Secondo i calcoli ciel maggiore Elsd,1hl in tempo di guerra l'occupazione· dello stazioni principali del :V.Ieditcrraneo richiedo1'à la maggior parte delle truppe allive ed i rimanenti 60,000 uomini appena basteranno nel caso dì una lunga guerra per colmare i vuoti nei corpi tli truppa operanti. In tal guisa per la occupazioue di Londra e per impedire un'invasione nemica non restano cho i volontari. Gli scopi della difesa fortificatoria meglio di tulio si raggiungerebbero, disse i! conferenziere, colla· · costruzione cli nna cerchi:i <li forti staccilli; ma se a questo per ora bisogna rinunciare, hisogna prima di tuuo innalzare un numero possibilmente grande di rip:iri per artiglierie. I serventi ai ·180 cannoni di grosso cal ibro che il lettore crede necessari per la difesa di Londra, possono essere scelti fro i volontari in nu~ mero di 3,000 uomini. Dietro allo batLcrie all'intervallo di 7 chilome1ri 1100 dall'a ltro dol'ODO costrur~i dei grandi depositi di munizioni d'nrtiglieria. Colla esecuziooe 'di Lali lavori la difesa di Londr:i, secondo il lou.ore, sarà messn in condizioni incomparabilmerHe migl iori che non sfo pre3entemente. Cost1'luione di nuooi campi permanenti . -Il ministero della guerra inglese; secondo i giorna.li mi li tari, deci~e la costru r.ione di aicoui campi· permanenti per l'istruzione dei volontnri. In ogni c;impo po tranno stare vnri reggim1:nti. Qn~sti ca mpi sn rebberostabiliti :id Aldershot, Douvre$, Chotam e Schebnriness. lslrttzione dei tolonltwi. - Nell a stampa n11litarc inglese fro le t.nnte· paÌ'ole di lode snll 'ospetto esteriore dei corpi formati da rolontari cominciarono a sentirsi negli ultimi tem pi dei l:imenti perchè il ministero do: la, guerra non ri volge abbaswnzn cura allo sviluppo di <J uesta utile isLilll zione. - Si mostra, fra le altre cose, come il uumero degli uffi ciali-volontari diminui:;ca ogni rmno, e come attualmente al numero nece$sario· manchino circn 1,000 ufficia li; questa in sufficienza si fece special men te sensibile da quando furono formati i corpi perman en ti di volontari. In condizione non sodd isfacente trovasi egualmente l'istruzione dei vo-· lon tari nel tiro . Secondo la Court and Society Rewiew, del numerototale dei volontàri circa 50,000 non si esercitarono aITatto al Liro, ed io media circa 70,000 non sono in caso di colpire un ber,rnglio dalla distanza cli 300 Yards . F ra le allre cause per cni il tiro trovnsi io uno statopoco soddisfacente, il giornale accenna anche al regolamento sul tiro ora.in , igore il quaie è troppo anti<J uato. Corpo cL'occnpazione d'Egùto. - Attua lmente il corpo di occupa-· zione d'Egitto che aveva I t~,0.00 nomini, viene ridotto a 9,000 uomini.


ESTEHA

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lU\'l:;TA

Nuovi fucil-i. - I giorrrnli militari inglesi comunicano che il mimstero della guerra decise di far costrurre 1,000 fncjli Enfield-Martini :allo s.copo di ,;ottometterli ad un <~sperimento fra le truppe. _ Il t.iro di ··-espenmento deve durnre per 6 settimane. (Dnl Militi'Ìlr Wochenblatt) . EGITTO. Missione anglo-ottom.a.n a. - In sl:lgnito alla convenzione firmata a Cost.a~itinopoli n~ll'o~tobre ,f 885, per la pacifirazion e del Sudan e pel ri-su,b1.li_me~to del l.ord1~e nella valle del Nilo, furono inviati in Egitto, in q ual 1ta dr comm1ssar1 Muktar pascià, per la Turchia, e sir Drurnmond Wolff per l'Ingh ilterra. Essi aveano l'incarico di stuJiare sul luogo i provvedimenti. necessari · e sufficienti allo scopo, che i due governi si proponevano. Com'~ra a preved~rsi, _lìn dni primi giorn.i, ad anche ;ivnnti 111 prima seduta, l~1ron_messe rn giro, su l risultamento della missione, le voci più contraddrttone (·I ); e con insistenza si 11ccennò pjà volte a sempre nuovi ·· screzì fra' commissari. . Comunque sin, il gio rno 8 genna io il Kedive presiedette I.i prima riunron.e; eJ a q_uella del 27 stesso mese Muktar pascià presen tò il rapporto partrcol~regg,~to del le. sue _proposte pel compimento del mandnto, le cruali · tr11t_1ano altres1 delln r'.cost1tuz1one dell'esercito egiziano e delle spese, oui dara luogo tale opern1one, e che richiederà la pncificazione in O'enernle · <lel Sudan. · " Ecco in riassunto la parte sostanziale del rapporto che il Tùnes ebbé :, telegraficamen te dal Cairo. « È neces$ario nnzitutto pacificare il Sudan . La pronti\ esecuzione di ,<qnest'opera dipende principalmente dalli1 formnio ne d'un esercito eO'i. · « ziauo. « Bisogna in primo luogo cercare il punto ove stabilire una barriera « all'estendersi della ribellione; dalla qua le si possano·conven ienteinente · « ndott.are le misure pacifiche, per estinguere il fuoco deWinsurrezione. « Il Sudan è parte integrante del l'impero ottomano, poichè esso è di« pendenza dell'Egitto. Ed è questione vitale per l'Egitto, ohe trae dal ~

~i to\~o.al Cairo del ministro sir_Evelin Baring, avvenuto in genn:1io, fece pure ciedere ,Il Jlct11amo del WolJT, che s1 disse destrnato allo Indie quale governatore di . Madras. • ..<i) 11

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« Nilo la propria vita e la propria prosperi6 , che i paesi, 1 qua.l i esso « bagna, non cessino di ess':lre souo il suo governo. L'Egitto nou potrà « dunque mai consentire a che un' interminabile insurrezione· continni a « desolare quei paesi. « Quanto al la scelta di questa barriera necessaria , Dongola per la sua « posizione geografica sa rebbe approprintissima. Ma essa è oggi in mnno . « a' sudan(lsi, e le posizioni ava nza!~ delle truppe inglesi ed egiziane di« stano a 120 miglia da questa città. « Qunnto a' mezzi di riprenderla, si osserva che tutte le volte che i su« danesi si son trovati a fronte truppe inglesi, o truppe egiziane unite a . « truppe inglesi, essi mostraronsi inaccessibi li . 11 qualunque negoziato, « a qualunque proposta di pace. « È chiaro pertanto che lo stato di ·ribellione esisterà fino a che duri 111 . « presenza delle truppe in~lesi, pòichè la differenza di relioi,me toolie cE ç ù o « mezzo ogni probab ilità di trattare._ « È perciò di primissima nece~sità che uoa forza nrnrnta sia organiz« zata, dalla quale gl'inglesi sieno esclusi. « Un'orgaoinazione prewnnente egiziana, qual era quella che esisteva «·avanti gli ultimi avvenimenti, composta cioè di soli indigeni , risponderit., « meglio di ogni altra cosa a questa nece!;sitiJ . « Le forze bisognev,ol i per riprendere Dongola si calcolano a 1'2 mi la . 1 « uomini. Ma tenuto ronto delle allre operazioni, a cui quest'esercito do« vrebbe o potrebbe essere applicato, si propone la formnzione di ! 8 bat- .. « taglioni di fanteria, forti di 89,i. uomini ciascuno, di un reggimento di « caval leria , di un corpo montnto di fan teria e di 5 batterie d'artigl ieria . « da campagna con nn conveniente drappello di truppe del genio ed ac« cessori ; in guisa da costituire un effetti vo di 16,89,i., de'quali 1'.2. mila , « formerebbero il corpo d'arnrn t11 di cui sopra, ed il re.sto costituirebbe una ·, « riserva da usnrsi e distribuirsi nelle varie locn lità secondo i bisogni>> . . A questo punto il rapporto esam ina la formazione talli ca di queste forze , che vorrebbesi simile a quella adottata nell'erercito ottomano, di cùi le truppe egiziane sono necessarinmente parte integrante, Una siffatta organizzazione importerebbe una ,spesa di i15,000 li re · sterline, le quali Muktar Pascià vorrebbe forn ire in parte dal bilancio (·130, 000) in aItra parte da economie, e fin almente dalle lire 200,000 che costa il mantenimento del corpo di occupnzione inglese. Necessario corollario di cote,ta situazione di cose soO'oiun(Ye il gene- . 0 raie del Sultano, sarebbe il ritiro delle tru ppe inglesi. I ribelli del Sudan, . trovandosi di froote soldati musulmani, avrebbero la dimostrazione di fatto c,he gl'inglesi non occupano più le loro contrade, ed il momento non.• 1

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ftl\'ISTA

larderebbe a presenta rsi, in cn1 , approfiuando delle loro dissensioni , po'-trebbe e doYrebbe il Governo egiziano ricorrere é\ proposte di pace. Il rapporto concbiude con una raccomandazione di riforme nel cor po ·della pul izia, e di economie negli altri rami del servizio pnbblico. For:;e non tutte que,te proposte concordarono coll le ved ute del com missa rio inglese, massime quelIn relativa al recl ntamento degli ul'lìciRli ('I) e l'altrn che riconosce la necessità della rioccupazione di Dongola . Com uuicazione del rapporto fu fai.la a S. Wolff, che ne riforì al suo .govct'llo, il quale, dit.:esi, nbbia mandato nuovo istruzioni . E queste persisterebbero appunto neh•olere che le truppe inglesi si ritirino :id Assuan, lascinndo che le truppo egi1.iane le sostit.uiscano ne' posti ora ocwpati rrn Wadi-Alfa ed Assunn. Per frontiern doversi con,iderare come tale una linea passante per Wadi-A lfa , o rinunciare r1u i11di definitivam ente al l,1 rioccupazione di Dongo la, abbandonando il tronco ferroviario già cost.ruuo a sud di Wadi-Alfa, ecl i p,:,sti avanznti chtt lo proteggono. Ma queste voci erano in contraddizione con allre relnt.i,·e a contratti concli iusi dal quartier generale inglese al Cairo per sommini straoza di viveri alle truppe, ·-Come si vedrà in appresso. In quanto :ill'esercito egizi:ino, diccsi che le medesime nuore istruzioni prescri vano d'i nsistere perchè sia co1Jsen•mo l'o rdio nmeuto aunale, cioè che, pnr concedendo l'ammissione di ufficiali turchi ne' gradi inferiori, debhansi però conserva!'~ alcun i ufficia li ingle.;i alla test.a dell'esescito; ed in tuu'i casi che· sia sempre lasciato i I coma ndo suprt:Hno di esso aLl un ufficiale superiore ingle:;e. Pare che continuino le trattali ve. Opemzioni siil Nilo alla '{ì.,ie del 1885. - Com'è noto, chiude rasi l'anno 1885 col combattimento di Gennis. Hiassumendo: Al '.2.9 dicembre l'esercito :rnglo-egiziano, forte di circa 9 mila uomin i, sollo gl i ordini del generai Stephenson, avea il suo quartier g,rnerale a Ferket, 8 chilometri a norrl di Kosheh, ove trovava$i concentralo il grosso delle forze ingle.si. Le truppe cgizinne occupavano Mograksh, 5 chilometri a sud di Ferket.; un b:ittaglione 1wgro componeva la guarnigione d'un forte sulla riva occidentale del ~ilo, in vicinanza degli arnmposti nemici. Queste truppe, ordinate su due briga te, marciarono contro Genuis il mattino del 30, avendo di fron tecirca ·I O mila sudanesi, che non presero però lutti pa rte al combattimento . Ne segui quel brillante fat to cl" arme, noto solto il nomedicombattimcnto

(i) Tutti

st'indigcni o turchi.

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ESTERA

di Geunis, cui t~nnero dietro un vivo insegu imento cd una rapida ricognizione delle truppe anglo-egiziane, che si spinsero sino a poca distauzn dalla cataratta di Kaibar, val qu:into dire a meno di 80 chi lometri da Dongol,i. Iu quell'epoca le forze piuttosto considerevoli de' ribelli era110 in ricna rolla, e tutto faceva credere al la sollecita occupazione di quest'ultima città: Ma clieci giorni dopo, il generale Stcphenson avea trasportato il suo quartiere generale n Wacli-Halfa, e tutto l'esercito trovavasi d'avere sensibilmente rincnlato. Sarebl:e vano estendersi in considerazioni su quello che meglio conveniva fosse fatt/J dopo la vittoria, e sulla opportunitù o meno della rioccupazione di Dongola , nouchè sulla importanza di Wndi-Halfa e di Assuan come piazze di frontiera. È chiar·o che le operuzioni militari nel Sudan sono slute mai sempre soggette a criteri politici: e dopo il fallo ,li Gennis, non fu certo quella In pri ma volta che all':inuunzio di una Villoria seguì l'a ltro di Uillì ritirata con l'nhha111lono di posizioni conrp1i state a prezzo di grandi sacrifici. Non ~embra parimenti del caso cuurncr3rc tutte le voci corse allora e posteriormente s ul uoov/J avanzare di bande ribelle, su possibili scontri, sulle discordie e rivolt~, di tale o t,al altro capo; oppu re su gli intendimenti degl'Inglesi per future operazioni. Furon voci raramente confermate. Il certo è che le autorità militari inglesi sono riservatissime, e noo dau uo alcuua notizia di quanlo avviene agli avamposti, e tanto mono naturalmente di quello che si propongono di fare . A tal proposiLo e contrariameme alle voci corse di sgombero delle posi1.ioni orn occuputr., sta il fatto çhe uel l:i seconda quindicina di gennaio fu firmato al quartiere generale inglese ,lei Cairo il contrauo relativo a Ila fornitura dc' viveri dell'esercito d'occupazione, con che venne assicurato l'approvvigionnmento delle truppe 11ccampate tra A.ssinte ed Akasheh, compresi i posti avan zati che potrebbero st::ibilirsi in seguito, dcii, 31 marzo 188G fino al 31 marzo ./887. Tale contratto è il complemento di altra convenzione già conchiusa per la provvista del bestiame ùurnnte lo stesso periodo alle tru ppe inglesi tra A.ssuan e Wadi-Halfa. E siccome vennero anche diramati ordini perchè tutte le altre forniture necessarie dal 3 1 marzo 1886 al 13'1 marzo ·1887 fossero messe in aggiudicazione ; così può ben ritenersi che si è decisi a pro ·eguire qunndo che sia le operazioni. Intanto è bene notare che gl'Inglesi sonosi seri amente occu pati delle forti ficazioni di Assuan che oggi si presenta circondata da uumerose opere difensive. Operazion·i intorno Sualdm. - La calmn che avevn regnato intorno 1


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RIVISTA

E STERA

Suakim negli ultimi mesi del ·I880 andò a m:mo a mano dispareudo col nuovo anno. L'indomato Osman Digma chiamava ancora una voha alla ri~cossa i seguaci suoi, ingrossati dalle bande che avP.ano espugnato Kassala. E voce cl1e di là vennero pure alcune artiglierie con serventi, che furon già dell'esercito regolare egiziano. · · Il 3 1 febbraio s'ebbe un primo .tentativo di attacco contro la stessa Suakim, in seguito al qu~le il genera le Warren (,t ), nuovo comandante di quel presidio e che trovavasi al Cairo, affrettò la sua partenza conducendo, seco un rinforzo di 200 nomini . Si disse che quello fu un attacco moltopiù fur ioso di quanti eran stati fin allora eseseguiti; ed a;ver recato meraviglia come gli assalitori avean potuto avanzare, sem:a esser segnalati, sino alle porte, e come avean trovato mezzo di portare sotto le rnura u,na· dozzina di cannoni, c11tmoui molto ben serviti, co' qua li si cominciò a bombardare la piazza, assa lita contemporaneamente da altra parte con viva moschetteria. '.l'ale tentativo ebbe per altro uu ben meschino successo: svoltosi in attacchi ripetuti più voitee su punti diversi, finì con una sortita del presidio. I rapporti ufficiali segnalarouo come gravissime le peril ite degli assalitori; altre informazioni dissero che le truppe sortite eran state costrette a ritirarsi sollecitamente. Alcuni giorni dopo una mano di volontari armati dal generale Warren fece una scorreria predando molto besti:ime: per contro uu distaccamento di cavalleria ingle~e, sorpreso da beduini, che all'apparenza sembravan pastori , vi perdette 35 uomiui. Contiouarono così le ostilità, di giorno contro le pattuglie di esploratori, di notte con un incessante fuoco diretto con tro le mura, fatto dì ,sol:,i fucileria, mancando, a quanto pare, agli assalitori munizioni per le a1Jligl ierie·.. La sera del •I5 febbraio secondo furioso attacco, provocato da d.k.a razzia di 200 camelli eseguita nel pomeriggio dalla guàrnigione; ed altro ne avvenne il 25, preceduto, secondo si disse, dall'intimazione fatta da Osmao alla città di-arrendersi sotto minaccia di esterminio. Il 15 marzo alcune tribù, cosidette amiche, si azzuffarono con altre di insorti. La lotta seguita, con varia vicenda, ebbe fine per l'intervento di par:te del presidio, con la peggio degli insorti. Questi si bntterono con, accanimento per tre ore, e lasciarono tra morti e feriti circa 300 dei loro. Col bottino caddeuo in potere degl'Inglesi due ca,;se d':mni ed un cannone. Dopo questo fotto sem bra che la ri,voluziooe sia andata scemandoDopo di allora diversi sceìccbi han chiesto di sottomettersi; il generale

Warre11 lasciò Suakim (1) diretto a Londra per assumervi la direzfone della polizia; d1e nel comando dellP- trnppe di Snakim fu sostituto da un brigadiere generale inglese, e finalmente tutto induceva a credere si vo. lessero destinare a presidio della piazza truppe egiziane ritirando le inglesi. Infatti sin dal mese di gennaio cominciò la formazione di due nuovi battaglioni, che si dissero destinati a Suakim: il reclutamento ne fu spinto con la più grande attivitù fra negri c,he evean già servito nell'esercito. Inoltre un dispaccio dal Cairo del 4. marzo segnalava come i fornitori dei viveri delle truppe inglesi stanziate a Suakim fossero stati avvenir.i che non avrebbero alcuna indennità per la rottura de' loro con tratti av~nti termine, in seguito al ritiro di esse truppe che dovevanno lasciare Suakim nel mese · di maggio; ed un altro dispaccio da Suakim più recente annunziava essere eofonto in quella piazza Wasson pascià, incaricato di prendere prov. vedimenti per l'arrivo della guarnigione egizi::rnn che vi era aspettata 10 quel mese. Jlfissione 'in Ab1'ss'lin'i a. - Nel rapporto dello scorso trimestre si accennò all'invio in Abissinia d'una misgione italiana, chi:' prima voleusi affidata al.generale Genè, comandante di ~'fassaua, e <;he poscia venne data al generale Pozzolioi. Doveano far parte del la medesima, oltre il generale Pozzolini che n'era il capo, il cavaliere Bardi, segretario al ministero degli esteri, il doti. Nerazzini , noto viaggiatore, ed alcuni ufficiali. Ad essa si sarebbe anche unito il capitano Smith dell'esP.rcito inglese, latore di una lettera della regina Vittoria al re Giovanni . . Il generale Pozzolini, partito d11 Napoli 1' 1·I gennaio giunse a 1\iassaua il ~5 suddetto . In principio parve che i.I n~ di Abissinia avrebbe ricevuto 1'inviato italiano nèlla capitale Adua, ove la missione sarebbe giunta scortata da un drappello di cavalieri, che dovea aspettarla ad Halai, città di frontiera; poichè l'incontro sarebbe avvenuto adAbu- Yameda, dove il re snrebbesi soffermato nel ritorno che avrebbe fatto dal paese de' Woola G-allas, ove lo si dicea andato a reprimere una insurrezione.

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Partito per la sua destinazione il 25 gennaio da Brindisi.

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(1) li 27 marzo giun~e a Rrindisi. Nel rapporto che prima della partenia egli diresse al quartier generale a l Cairo sono notate le sue opinioni sulla situazione a Suakim. In riassunto dice di credere utile e necessario sviluppare i tentativi fatti per interessare alla ca'usa egiziana le tri.bù dei dintorni, e sopratutto cli estendere le relazion! commerciali cou esse. Pretendere di mantenersi a Suakim puramente dal punto d1 vista militare, ei soggiunge, è una vera follia. Bisogna amicarsi il maggior numero possi.bile di partigiani, .battere le tri.bù restie, s con ogni possa attendere a sta.bilirc rela"zioni con tutti in modo di riaprire S.11akim al commercio del Sudan, e procurare a ques to porto qualche prosperità.

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ANNO XXXI,

vor•. IV.


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ES'l'ERA

RIVI STA

Afori smi pe1· la g·ttr!,r,r a contro le tribù Africane. - Dal la campagna derJi Inglesi contro gl_i Ascian ti risultò provato co l successo che dovendosi combattere nn nemico di selvaggi africani, mol to su periore di numero ma sprovvisto d'armi di lnnga portata, conviene rinunziare all'ordinaria tattica europea, alla regola generale della vasta fronte e dell'ordine sparso; çonviene rinnovare l'antic<-1 tattica ùelle falangi e delle legion i, fQrma rsi in quadrato, capace di re$istere sulla fro nte e sui fianchi, sl:)nza arrestare assolutamente la marcia e iu modo da penetrare come un cuqeo nella massa nem ica . Dalla relazione fatta da Baker pascià nel 1878 :illa Royal Arniy a.nd · Na'fly Tnst:it1iMon si ricavano i seguenti aforismi, risu ltato delle sue esperienze mi litari nel Sudan: ·1 ° Non disprezzare il nemico sei vaggio: inferiore alle tru ppe europèe per l'armamento e l'istruzione, esso ha però non pochi va ntaggi localL 2° Il selvaggio conosce perfettameflte il sno paese - per agilità e disinvoltura può gareggiare con le fie re del deserto e della foresta . 3° Il selvaggio sa fac il mente trovare rifugio nel fo lto del le fores te, nelle alte erbe, o di~tro le pieghe del tcn euo deserto.· · 4- 0 Il selvaggio conosce e pratica l'arte di stancare e spossare le truppe rego lari, ulternando subitanei attacchi con rapide ritiraté. 5° È difficile forzare un nugolo di sei vaggi a combattere in rasa campagna. · 6° Visto il numerò, le loro perdite sono semp re relati vamente leggiere; bisogna qniudi ritenerli sempre proni.i a riprendere l'offensiva . 7° Nessun indigeno è vero soldato, ma sono tutti guerrieri: oltre il fucile più o meno buono di cui molti sono provvisti, hanno tutti famigliari sin dall'infanzia la freccia e il giavellotto (~ rmi spesso avvelenate); il giavellotto può ferire gravemente a 60 passi, la freccia a 120. 8° Sono maestri tli sorprese e <li tradimenti . 9° Si servono di falsi interpreti e di false guide per att.irare il nemico neile imboscate: si potranno CJpindi assoldare degli ~pioni fra' mn icontenti, ma conviene sempre diffidarue. 1 10° Neri di carnagione, facilmente si nascondono fra' rami degli .alberi. · 1·1° Piombano inauesi su gli sbandati: bisogna quindi ben persuadere i soldati del rischio che corrono nell' abbandonar<! il corpo di marcia. 12° Per ingannare il nemico, spesso i sei raggi fanno suonare i tamburi e le trombe in direzion i diverse dn quelle che seguono per attaccare. 13° Volentieri attac.cano la notte, perchè l'oscurità dim inuisce il pe.r,colo delle armi da fuoco: si avvicinano allora fino a mezzo miolio dal . ~

Difficoltà sopraggiunte impedirono l'andata della m1ss1(>ne, sicchè il generale Pozzolini, dopo essersi trattenuto alquanto tempo a Massaua, foce definitivamente ritorno in Halia. In gennaio parecchi giornali, tra qnali il llfo1·nvng Post, parlarono anche di una missione russa composta di un archimandrita e di alcuni preti ed ufficial i dell'esercito, alla quale venne fatto d'intero.arsi in Abissinia. Ma intorno alla medesima non si ebbero poi. più notizie di sorta. Possess'i ita,liani del Mar Rosso. - Tra gli avvenimenti notevoli occorsi a Massaua e nei presid1i vicini , durante il primo trimestre di quest'anno, possono annoverarsi: La costituzione .del tribunale misto per l'amministrazione della giusti.zia, il quale restò cosi co'mposto : Pr·esidente: c.av. Zerboni, co mmissario civile; Vice- presidf!.nte: Abdalla hey: Gi".,/,d'ice: Ghul bey; lnterp1·ete: Rag. La cost.rnzione di piccoli tronchi ferro.viari, mediante i quali ì.\'lassaua venne allacciata a diversi punti circostanti; Il combattimento di Arafali. L'1 l gennaio· huonn mano di predoni (200 circa, di cui 50 armati di rem in,gton) scesa dall'altipiano abissino fu !'egnalata scorazzare nelle vicinanze. li comandante di quel distaccameuto, capitano Pietropaulo del 15° fa nteria, nscì dal forte con tre plotoni, dirigendosi incontro a' predoni, e mandando innanzi un drappello d'inegolari. Questi veoner,) accolti a fu cilate, per che ne seguì uno scontro in cui un basci-buzuk ,rimase ferito gravemente. I predoni si dettero alla fuga lasciando il bestiame che avevano rubato, ma trasportando i feriti, che vuolsi :,;ieno stati i'icoverati ,in numero di venti, nel convento della mi ssione Lazzarista verso Agamè. Tre giorni dopo lo scontro di Ara fol i . avvenne qualche cosa di pe< rr:rio ~v a Zula, piccola terra tra Ara fa li e Massaua già ceduta alla .Francia . Gli abitanti volendo difendere i loro ,1veri contro altra banda, o la medesima, · -di ladroni, iugaggiarono un vero combattimento, nel quale parecchi di loro vennero miserameute massacrati . Si disse pure, ma non è bene accertato, che da Massana vennero colà spediti soccor:;;i in soldati e medici. Il 28 gennaio un ri parto di hasci-buzuk andò ad i oalherare la bandiera -i talit1 oa su lle rovine di Maca ilile, tra Zula ed Arafa li, sulla C[trnle sorgerà il nuovo vill aggio di Salah. Sembra che ciò sia avvenuto in seguito a domanda degliabitanti. In ultimo un piccol0 scontro avvenne a Moncnllo tra soldati di quel presidio ed altri ladroni, con la morte di tre di questi.

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UIVISTA

nemico e mandano innanzi esploratori che, camminando carponi e strisciando sul ventre, arrivano ~ino alle sentinelle, si slanciano loro adoosso co' pugnali, e cerc/lno così d'impedire l'allarme. ,1t 0 È quindi necessaria la pitL stretta osservanza della disciplina irt fatto di sentinelle, vedette e pattuglie. ·15° Sotto nessun pretesto si deve ammettere ne' campi nessun indigeno armato, neppure se si ha che fare con alleati; in Africa non ci sono amici sicuri. Essi tentano spesso di penetrare ne' posti alla spicciolata e facendo gl'indilferenti; e quando si trovano in numero, a un dato segna le si gettano sul la guarnigione. ·16° I comandanti dèvono saper rom binare coll'europea la tattica lo.cale delle imboscate e delle sorprese notturne; tanto più in quanto gl'indi()'eni non si aspettano di essere attaccati 11lla loro maniera. 0 . '17° Si deve ridurre al minimo il bagaglio, anche per ottenere più faci lmente il silenzio, fattore di mistero e di rapidità: .\8° In territorio boschivo sono 'uu impaccio i cannoni da campagna; · si può appena µtilizzarli nella difesa de' posti. ·I 9° O()'m soldato dovrebbe esser provvisto di un'ascia poco pesante, ' <!i • che si possa arruotare sulle pietre o con la lima, urn d'un acciaio ben temperato perchè i legnami de'!ropici sono molto duri; servono a improvvisare baracche e a fortificare i campi con palizzate. 20° Attraversando le alte erbe disseccate, bisogna tener presente il pericolo d'incendio; con vento forte la fiamma può percorrere fino a 6 miglia l'ora: non bisogna quindi arrischiarvisi senza diligente esplorazione; se si dubita che vi sia nascosto il nemico, meglio mettervi il tuot;o addirittura~ tenendosi sopra vento. 2·1° Il cavallo ha nelle guerre contro i selvaggi africani nn valore inestimabile; delia cavalleria, per quanto scarsa , essi hanno gran paura; conviene dunque servirsene dovunque i I terreno lo permett11. Ult'ime ope,r azioni nella valle del Nilo . - Durante questi ulimi me5i non avvFmnero in Egitto fatti di grande importanza . Nella valle del Nil o continuò il movimento di ritirata delle truppe anglo-egiziane scaglionate da Assuan a Kosheh. Il 6 aprile gli Inglesi sgombrarono Kosheh, dopo aver distrutto gli accampamenti ed affondato le imbarcazioni di cui eransi serviti sul Nilo, cornpreso il vapore Lotus, col quale si erano eseguite sì fe lici operazion i. Due giorni dopo il quartier generale si trasferiva ad Assuao . Al H, non restavano più Inglesi al sud di Wadi-Halfo . La difesa di questa piazza veniva totalmente affidata alle truppe egiziane sotto il comando del gene-

ESTERA

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-'l'ale Butler: continuarono però a rimanervi alcuni soldati inglesi addetti~lla costruzione delle opere di fortifica zione (1 ). Ver:;o la fine dello.stesso mese si contavano tra Assuan e Wadi-Halfa :5,000 uomini circa di truppe inglesì delle varie armi (2). • 1 19 mao(Yio abbandonavano anche Corosco ripiegando tutti r~ eo o(rii Inolesi o ,ad Assuau. Restavano accampati fra quest'ultima città e Wadi-Halfa /i., 000 soldati di fanteria egiziana e 700 uomini del corpo a drometario. In là di ·wadi-Halfa i treni facevano ancora servizio sino a Sarras, ma sempre fortemente scorta ti. E pare che neanche ad As:;u11n vogliano fermar:si gli Inglesi, chè si parla già di far rimontare al nord tutte le truppe che ivi si tro:ano, rin:· piazzandole con altre egiziane. Questa decisione sarebbe presa m os~equro -dell'opinione pubblica i o Inghil terra, ove si è vi va men te preoccupati dello stato sanitario di quelle truppe. Già da tempo le notzie sull11 ioro salute non erano troppo soddisfacenti . :Un dispaccio dal Cairo parlava di ·150 morti per febbre eJ apoplessia e di 700 am111alati. Il colonnello del Dorset, reggimento più crudelmente provato, attribuiva il gran numero dei casi di malattia all'eù giovanile di :gran parte de'suoi soldati, da poco reclutati in Inghiltera ed inviati in Egitto. Questi cambiamenti dovenno farsi prestissimo. Dal canto degli ins~rti non si hanno notizie, o meglio, se ne hanno di · ,troppe, ma confuse, assurde e sovente le une in contraddizione delle~lt:e, mentre manc:mo elementi per iscernere il vero dal falso. Così ora si dice ,che essi disciplinati, ordinati, spiegano grande attiyità facendo reclutamenti in massa, e si dispongono ad operare, ed ora vengono raffigurati -come in preda all'anarchia, miseri, anelanti al ritorno del passato .... che si esagera sulla loro importanza, ecc. Tal fiata si parla dib11nde numerose fo marcia su Corosco; tal altra, loro obbiettivo è Wadi-Halfa. Dongola, presa P ripresa, quando dai seguaci del successore del Mahdi, quando dal-

(i) Legge vasi nel Phare d' Ale..1:an.drie del 29 aprilo: . , 1 cinque forti cd ìl gran ramparo erctt.i sotto la direzione dell'autorità minore in-

glese a Wadi-Halfa sono stat i costruiti, a quel che pare, in condizioni strategiche o di una solidità tali da sfidare qualsiiisi attacco. Epperò può considerarsi Wadi-Halfa come ,imprendibile, anche da parte di truppe più regolarmente ordinate, e meglio condotte •delle bande sudanesi. Questa cura che si è avuta <li fortificare Wadi-Halfa dimostra, più chiaramente di ··Qualunque altra sp iegazione il fermo proposito che ha l'Inghilterra di fare d i Waldi.Halfa la frontiera estrema dell'Egitto, e di non spingere più in là le operazioni militari. (2) Secondo dichiarazioni di Gladstone alla Camera nella seduta ùel 6 maggio, l'eser..cito di occupazione conta va in quell'epoca i4,000 uomini.


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F.STllllA

RIVISTA

l'~miro di. B~rber, .e quaudo dallo sceicco Saleh ('1) della tribù di Cabab1sh che s1 dice amico dell 'Egitto. · Suakim. -'- Il fatto più notevole a,,venuto a Suakim e ne' suoi d'intorni è, che gli Inglesi cessarono di presidiare quesw. piazza; essendo stati sostituiti da truppe egiziane. I l cambio si fece poco per volta dall'aprilea maggio (2). Nell~ stesso tempo Watsoo pascià prese definitivamente po$sesso del posto d1 governatore generale delle coste del Mar Rosso e di comandante· della pia1.za di Suakim, in luogo del brigadiere generale Hodding, che aveva, già sostituito il generale Warreo. La calma intorno la città, susseguit:1 al com bJttimento del HS marzo continuò nel trimestre, alterata solo dall'alternù battacrliare delle trib~ così dett.e a'.11ic~e coi seguaci del noto Osman Digma. i°n tali scontri pare· che la peggio sia sempre sw.ta di questi ultimi, che vanno giornalmente scemando di numero. Ai primi di giu~no i dintorni di Suakim erano liberi; pet,;;ino i pozzi di Andnb erano stati abbandonati dai ribelli, ed Osman diceasi ritirato a. Tall'1a i. Si tratterebbe oggi di poter riannodare le relazioni commerciali con l'interno; ed a tale effetto vuolsi sia intenzione di Watson pascià di creare per ora stazi~ne a Cauaia (?), come punto neutro per gli scambi fra mercent1 d1 Su11k1m eque' del Sudan.

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(!) Lo sceicco Saleh della tribù d~' Cababish offri in aprile al governo r"iziano di ri-· 0 durre all'obbedienza la provincia di Dongola, a patto di esserne nominato governatore· ed avere t'.n premio di 50,000 lire, oltre un assegno annuo da con venirsi. Pare che il' commissari? ottomano. ìll'uktar pascià fu contrario alla accettazione di tali proposte, che. egh stimava m disaccordo colle disposizioni della convenzione anglo-ottomana, senza contare che essendo Salch uo suddito egiziano, non dovevasi trattare con esso lui, tenuto ~ sottomettersi agli ordini del suo governo, se non voleva essere conside-· rato come ribelle. _An.cho 11 generale Greenfeld , in un suo rapporto sulla situazione del· Sudan, si dnnostro r1solnt,imente opposto alla nomina dello sceicco a Mudir di DongoJa, dando le ragioni seguenti : . ·1° ~o sc~icco Saleh non ispira sufficiente compiacenza, perché gli si affidi una mise d'au-· sione d1 cosi grande importapza per l'Egitto. Inoltre egli manca d'intelliaenza 0 tonta; . 2° Egli non esercita la sua influenza su tutta la tribù di Cababish, ma solo su una. importante frazione di essa. . 3° I mahdis~i, che rit~neansi aVl'ilili, disaccordi e stanchi di una campagna miei-· d1ale non. sono rnvece a d1sprezzarsi, cs'unirebbcro per combatterlo o,•e egli si avventurasse sino a Dongola. . 4° f~ .tal cas.o sarebbe .a temersi che lo sceicco Saleb, sacrificando l'av venire ai suoi· mteress1 1mmed1at,, se Ja rntendesse direttamen te coi mahdisti e si facesse nominar> mudir di Dongola in qualità. di luogotenente del Mahdi. ' e (2) li 13 aprile gi unse a Suakim il !00 battaglione egiziano; il :!9 un drappello di cavallena. e par te del corpo a dromedario; il 4 maggio vi sbarcò il 20 batta"llùnc ed il 5 detto 11 5° con alqu,,nta. artiglieria. La guarnigione era cosi al completo. A ~età 0~ill"llOla si faceva ascendere a 2,000 uomini <li fanteria e 400 c!el corpo a dromedario. "

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Commiss·ione anglo-ottomana.. - Ed a questo si limita quanto s, e potuto rilevare daHe informazioni raccolte su que' teatri di probabil i fatti ·d'armi. In quanto poi all'operato della commissione anglo-ottom:ma che, èome è noto, risieda al Cairo e si sta occupando da qualche tempo de' provvedimenti per la pacificazione del Sudan e pel ristabilimento dell'ordine nella valle del Ni lo, valgano le notizie seguenti: Come era a prevedersi, non tutte le proposte del comm issnrio turco, presentate il mattino del 27 gennaio, trovaronsi d'accordo con le vedute inglesi, milssime quelle relative al riordinamento dell'esercito egi1.iano ed a'mezzi per mantenerlo, non che alla nuova fronti era dell'Egitto, da fissare quale barriera.idio estendersi dell'insurrezione. Un dispaccio dal Cairo del 25 aprile affermav:i essere giunt'a iù quel torno la risposta del Governo inglese. Essa considerava il prdgetto come tr6ppo vasto, essendo basato snl l'idea della conqt1ista del Sud~n, idea completamente estranea alla politica inglese. Discuteva e respingeva . tutti i punti essensiali del progetto, invita.ndo Muktar pascià a modificare le sue proposte sulle basi seguenti: ,1• In quanto all'ordinamento dell'esercito, stabilire che la sua for'ià ndn oltrepassi i ·I '.2., 000 uomini, e f; icoo couserv::iti in servizio tutti gli ufficia li inglesi che ne fanno parte, esclusa assolutamente ogni ammissione di nflìciali turchi. Ritenere inoltre che l'Inghilterra non intende rinunciare al co.ntributo delle 200 ,000 lire annue che l'Egitto paga pel corpo d'occupazione. 2.° Che la frontiern dell'Egitto sia fissata a Wadi-Halfo. Ignorasi oggi a che punto !;ieuo le trattative. Fra le varie proposte, pe1' venire ad un accordo, vuolsi sia vene una della Sublime Porta, di far presentare da Mnktar pascià un controprogetto, sai vo poi a sottoporre le divergenze ad un arhitrato. Intanto, come si è visto, la frontiera è già fissata n Wadi-Halfa, e per ora non si parla menornamcnte di oltrepassarla. Comm'issa1·io cim:le a Wadi-Tfalfa. - Nel frattempo uno de'mezzi · escogitati per la pacificazione del Sudan fu quel lo d'invirirn commissari civi li presso i ribelli, per intavolare negoziati con gli sceicchi delie tribù. Essendo statn tale proposta approvata dal kedive, ed accettata più tardi dall'Inghi lterra, il 28 aprile venne nominato commissario civile, per trattare cou!etribù dei pressi di Wadi-Halfa, Aly-pascià-Riza, giit Governatore dell'Harrar e di Zeila. Ma questi, per l'età avanzata e per la mal ferma salute, non potè accettare l'incarico, come ·non lo accettò Aly-pascià-Caleb , che si designava a suo successore. Finalmente venne nominato a tal carica Yussef Chudy genern le del-


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l'esercito egiziano (1). ·Questi partì il 18 maggio seguito dalla sua casa militare, ma non appogginto da una dimostrazione armata, come pare . fosse nelle intenzioni del commissario ottomano, il quale intendeva così di ispirare ai ribelli rispetto pel Governo egiziano e per la potenza sovrana. Appena giunto, Yussef Chudy cominciò con l'emanare un proclama concepito nei termini i più concilianti. Con esso esortava i ribelli a sottometter.si all'autorità del kedive, il quale non poteva volere che il loro bene e la loro prosperità; e li invitava ad entrare in negoziati con lui, per arrivare ad una soluzione pacifica. Sulle prime le notizie furono buone. Venneannunziato l'arrivo a WadiHalfa di una trenti na di capi, muniti di sufficienti poteri per conferire col commissario civile. In un primo rapporto questi riferiva che gli sceicchi delle tribù ed i notabili di Dongola e Wadi-Flalfo avevano accolta con soddisfazione la sua andata, e ripromettevansi dalla missione felicissimi eventi .' Poi r.orse la voce che l'emiro Abdullah, il successore del Mahdi, avrebbe dichiarato di non voler riconoscere il valore de'negoziati che potrebbero aver l'.logo alla frontiera, tra il commissario egiziano ed i capitribù, ed avrebbe ordinato ai suoi fedeli di considerare come nullo tutto ciò che da essi potrebbe esser fatto. Peggio ancora, si vuole che fra le istruzioni date ultimamente a Yussef Chudy vi sia quella di prendere tutte le opportune misure atte ad assicurare la vita degli emissari inviati all'interno, perchè sembra che i primi sieno stati barbaramente massacrati . Forse la ritirata parziale delle truppe represse le disposizioni paciffohe che eransi manifestate; e potrebbe anche darsi che le cattive notizie siano domani contraddette da altre. Il certo è che mancano informazioni sicure. Commercio fra l'Egitto f. il Sudan.. - Le ultime notize di questi.

Il decreto di nomina era pres,'a poco cosi es presso: Noi kedivc dell'Egitto, Avendo vivo de,iderio di vedoro ri solta questa quistione del Sudan cosi pregiudizievole agli interess i del nostro governo, e cosi esiziale agli stessi .sudanesi. Volendo inoltro evitare l' effusione do\ sangue. Sulla domanda di Muktar pascià,alto commissario imperiale, accrr.dita.to dalla Sublime Porta. Abbiamo tenuto seduta e deciso (cl' accordo con llluktar pascià e con sir Drnrnmond Wolff) di nominarvi in qualità di commissario civile, percbè ci serviate d'intermediario presso de' sudanesi, e trasmettiate a' I.oro partigian i, capi-tribù e condott.ierì delle bande il desiderio che noi abbiamo di vec\erc risolte le complicazioni attuali. Voi dovrete trasmetterci le loro risposte. Noi v'incarichiamo aclunque rii partire al ricevere cli quest'ordine, per portarvi al più .presto a Wadi-Halfa, che noi !issiamo per vostra res idenza. (i)

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giorni parlano che oggi si discute fra governanti la questione sulla opportunità del ristabilimento delle relazioni commerciali col Sudan. Tutti sono d'accordo nel riconoscere che sarebbe vantaggioso per l'Egitto (tanto dal punto di vista commerciale, che in previsione cli negoziati futuri) riannodare relazioni coi mercanti sudanesi; ma a Londra sembra si giudichi diversamente, e si oppongano assolutamente. a qualunque tentativo di tal sorta. Il Governo inglese avrebbe nulla meno deciso, di fron te all'insistenza messa dall'Egitto a domandare la ripresa delle relazioni, d'inviare alla frontiera un ufficiale superiore incaricato specialmente di studiare la questione e di preseutare un rapporto, secondo i termini del quale si deciderebbe poi definitivamente sul da fare.

LA COREA (In coreese 7 sio- sion, in cinese Ci.ao-sian).

(Continuazione e fine).

Ed ora relativamente all'importanza commerciale e militare delle varie pani della penisola possono trarsi alcune considerazioni. Sotto il primo aspetto la provincia più importante è quella S. E. disponendo delle comunicazioni più comode col Giappone; milit-armente la più importante è la provincia della capitale; le operazioni condotte s1~ quel ~erritorio presentano una possibilità di ri uscita quando lo sbarco sia seguito da un _forte distaccamento che operi energicamente, come ne presentano esempio le operazioni dei francesi nel Tonkino. Circa la navigazione dei legni russi nel Grande Oceano è però da osservare: come essa dipenda in certo qualmodo dall'Inghilterra, la quale possiede i porti più importanti e depositi di carbon_e lungo l'i~tero t_ragitto dall'Europaall' Asia; come ogni azione della Russia nella penisola d1 Cor~a ferirebbe gl'interessi dell'Inghilterra e come sarebbe d'uopo alla Russia di concentrare previamente ragguardevoli forze navali nel Grande Oceano


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con sufficiente quantità di legni da trasporto per lo sbarco delle truppe di terrn . -~la ~er mettere ad atlo quanto fu detto circa l'influenza e le opetazioui .m11J·tar1 è necessario studiare il carattere della popolazione e la sua fo rza mìlitare, ciò che forma argomen to del segueme a'rticolo. IV. - Popolazione e sua operosità. Secondo il giornale ufficiale di Yokoama Nitch:i-Nitchi Chimboim la popolazione coreese ascende a 7,2.94,367 anime (3,560, 3'1 7 maschi e 3, 734-, 050 femmi·ne), secondo autori russt ed inglesi ammonta a ,f Oe fino 12 milioni d'anime; il Dallet nella sua opèra Fhstoire de l'église coréenne .la fissa a 9,000,000 circa (cioè ,f,720,330 case), onde tenuto conto di questi dati e del l'aumento della popolazione questa pare potersi fissai·e a ,f2,000,000 anime. Etnograficamente essa consta dall'agglomerazione delle varie razzecheabi tano l'Asia orienta le: chinese, gia pponese, tungosa, mongola e anche nu'.lese;. secondo Federico Mtiller i coreesi appartengono al ra~o ~tralo-altaico c!el la 1:azza mongola fuso colle tribù indigene ora spentesi de, Sangan e scien-pis proven ienti da lla Mongolia N. E.. e dalla razza Kas-li che nel secondo secolo avanti Cristo scese nella Corea dal Nord, la quale comunicò la sua naziona lità e lingua alla razza aborigena della contrada: lasciando così l'immigrazione mandciura profonde traccie nel popolo coreese d'oggidì. Fra i vari tipi, che si avvici?ano qttale al tipo mongolo, quale al tipo europeo, quale al malese, conviene sceverarne due affatto distirl ri, il contine~tale e 1:ins~lar~; il prim? caratterizzato dalla testa grossa, zigomi sporgerrt1, ~echi obhqu'., ~aso p1cc~lo, labbra grosse, barba rada e pellecolor ram~; 11 secon_do d1strnto dal viso lungo ed ovale, naso arcuato, denti sporgenti, barba piuttosto folta, pelle sottile, color giallastro somigliante alla tinta malese; la maggior parte dei coreesi hanno ca pelli rossa;t,ri e occhi azzurrognoli; alcuni possono essere focilmente scambiati per europei vestiti in costume nazionale del Corea. Il coreese è meno astuto del cinese, ma supera questo nel valore; la sua ospitalitù non conosce limiti; l'onoratezza, la :'iémplicità e il buon volere formano i tratti caratteristici della sua indole. La lingit,c~ ~!ella Corea ~onta oltre 20 secoli di vita; non hn alcuna parentela col! 1d1oma della Crna, benchè da questo abbia tolti alcune voci· è p_osil labica ed :iggl utinante ed appn rtiene al gruppo rr1ongolo; come la Iing~a g1a pponese essa manca del suono l; tranne gli affissi uniti ai nomi, verbi ed anche alle intere frasi, es,a non ha nè genere, nè numero, oè caso. fo

otto scuole delloStato s'insegna letteraturacirrese e seienze cinesi, e l'idioma ,. patrio è te.nuto in dispregio, particoh1rmente dalle classi più elevate; da ., ciò la doppia denominazione dei fiumi, delle città, ecc. una tJJ coree:;e l'altra in cinese, l'una esprimente il linguaggio volgare,· Falfra l'ari·stocratico. Tùtti i decreti, tutte le opere scientifiche, di procedura , ecc. sono in ca- · ratteri cinesi, La lingua coreese d'ifTerisce da quella.giapponese in ciò-che questt, spicca per la semplice e chiara articolnzione delle sue 6 vocali, mentre la coreese , n•on ne ha meno di 13, e quasi tutte doppie vocali. La costruzione grammaticale si avvicina a quella degli idiomi urn li e · tungusi, e come in alcuni dialetti baschi il tratto caratteristico della lingua sta nella m:1tabilità delle Yoci final i a seconda del se:;so e del lo stato del- . l'interlocutore. Esistono fi gure particolari per ogni leHera e per ogni sillaba; in totale 2.00 segni più sempliei, ma assai meno belli dell0 lettere ci·nesi. Si noverano inoltre parecd1i dialetti risultanti dal le relazioni degli · abirnnti del s~ttentrione colla Cina e degl i abitanti del mezzogiorno col Ginppone. Il lavoro linguistico più completo per ro studio dell'idioma coreese è·il dizionario com pilato dai missioMri fran .::esi (in gran parte dal 'Ridei) nel decembre ,1880 e gennaio ·1882 ed edito da Levi, direttore dell'Echo .. dit Javon a Jokoama'. La ret,igione è un'a maigama del buddi:;mo colla religione di Confucio .. Il primo, ossia la dottrina di Fo, propagatosi nella Corea durante il rv setolo dell'era nostra rappresenta la rel igione ufficiale. La religione cli Con- fucio si fece strada nel paese durante il xiv secolo ed acquistò molti rrroseliti nel.le classi elevate; per la massa del popolo essa si riassume nel culto per · gli antenati e nell'adempimento dei cinque doveri: verso il re, i genitori, i coniugi; i vecchi e gli amici; per i dotti vi è aggiunto il culto per Confucio • e gli nomini sommi, la lettura dei libri $acri della Cina e il cu lto per Sia-Trika, specie di deità misteriosa patrona del regno e nel cui tempio, , conservasi le tavole degli-antenati,e dell a dinastia regnante. Ogni coreese, pur riconoscendo la rel igione di Fo (di Buda) si adopera d'adempiere i precetti delle leggi di Confucio, al qua le è innalzato un tempio in ogni di- stretto . Esistono pure alcune trac-cie dello Scicimam·smo , seu.a religiosa buddistica (o di stregoai) sparsa fra alcuni pop1Jli Tangttl'i, dell'altipiano , del Tibet, e particolarmente dt>i Kam-Tang·ut abitanti la valle superiore del fiume Giallo e la catena del Kulcit-nor, e traccie del culto <lei fl'loco: .: questo è prescritto arda in ogni casa . Il ·cristianesimo si fece strada ne:lla Corea l'anno ~ 78/i, ; ma 200 anni innanzi era stato predicato nell'Impero Cele:;to e nel Giappone da S. Fran-1


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cesco Saverio, il quale acquistò dei prose liti nella capitale della Corea, valendosi della conversione di un tal Pik, funz ionario dell'ambasciata coreese a Pekino. La storia del cristianesimo nella peuisol8 coreese si riassume in un lungo martiriologio, basti solo ricordare che nel ,1866 più di 10,000 persone furono massacrate, ed interi paesi perderono tutta la popolazione capace del lavoro. La nazione coreese divid.esi in tre classi, o meglio caste: dei nol>ili o arist.ocratici, del popolo e degli schiavi. Le cariche pubbliche formano il monopolio della classe superiore e gli stipendi relativi costituiscrno per essa l'unico mezzo di sussistenza; il nobile è esente dalle imposte e dall'obbligo del servizio militare, e la sua per:,ona è inviolabile; quale distintivo di nobiltà egli solo lta diritto di portare un berretto di pelo di carnllo._La casta nobile è tanto numerosa e così gelosa dei suoi privilegi che nè il popolo, nè il re stesso sono in Cl)JHlizione di lottare con essa ; forti di questo potere i òobili meno agiati estorcono danaro dai neoozianti ed in genere dal popolo, minacciando di prigionia chi si rifi;ta; la nobiltà è la vera piaga del paese e la classe meno profottiva. Intermedia tra la classe nobile e quella del popolo si ha (però solo alla capitale) quella degli astronomi , astrologhi e dei dottori. La classe del popolo non ha alcuna politica importanza; benchè ogni suo membro possa concorrere agli esami pubblic.;i prescritti pel conseguimento degli impieghi militari e civili, egli, ottenga pure il diploma di licenziato o dottore, non perviene mai ad alte cariche dello Stato. La condizione dei mercanti, industrianti, ecc. va sempre migliorandosi in virtù dello spirito d'associazione esistente fra i membri di uno stesso genere di industria o di mestiere. La terza classe, gli schiavi, attualmente è poco numerosa e comprende i figli di schiavi, i figli abbandonati alla sorte, gli individui che si vendono da sè o sono venduti dai parenti. La condizione di questi sw1Yi della gleba spesso è migl iore di quella del popolo libero, il quale, per liberarsi da lle angarie e dai soprusi dei mandarini non cli rado volontariamente si rende schiavo. In generale gli schiavi hanno il diritto cli risc:ittarsi e di ammogliarsi con giovani libere; ciò dà possibil ità ai figli di entrare a'for parte della c)a5se degli affran(;ati. Non ostante la di versità di condizione fra le varie classi, la loro dimora ed il modo di vivere sono quasi uguali, le abitazioni consistono in baracclte di argilla rette da pali e coperte di paglia di riso; eccezionali sono le case in pietra; il modo di vi vere è molto sudicio em isero : strade strettissime e ingombre d'ogni sorta d'immondizie, mancanza corn pletà di ~cquedotti e pozzi; si snpplisce con buche di metri 1,80 di profondità e

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di metri 0,90 di diametro, scavate presso i torrenti; ivi si attinge l'acqua mediante tubi di bambou. Il c.ibo è forse più variato che non quello dei Cinesi e Giapponesi, potendosi disporre di carne e selvaggina, di riso, orzo (e in difetto di questi, di scorze di pino, rami di bambou), cavoli di mare, vino; non si conosce l'uso del the. L'abito d'ogni classe o professione è nettamente stabilito per riguardo alla stoffa e al colore; in genere si fa uso di grandissimi cappelli ed ombrelli da sole (generalmente filamenti di bambou): solo i mandarini e la nobiltà indossano vesti di seta . La donna è tenuta in poco conto ed è permessa la pol igamia ; maritan· dosi perde ogni libertà, mentre interamente libera è la donna nubi le. Grande è l'amore pei figli ed in genere pei parenti. L'uomo ammogliato porta i capelli legati sulla nnca ed inoltre il cappello; l'uomo senza moglie ha una treccia cli capelli pendente sulle spalle ed il ca po scoperto . Gli esami vengono dati ogn i due o tre an ni e sono di due specie : grandi e p'iccol-i; i primi si riferiscono alla classe superiore, i secondi a quella del popolo; esistono inoltre esami di corte, ed in_ c!uesti i! vau ~à personalmente agli esaminandi un tema per la compos1z1one d1 poesie. Gli individui cbe hanno sostenuto gli esami, tanto grandi, quanto piccoli, vengono esperimentati praticamente sulla conoscenza di sette rami o compiti d'ammini:;trazione dello Stato: sviluppo dell'agricoltura e bachicoltura, svi luppo della popolazione e dell'istruzione, perfezionamento delle truppe, riparto proporzionale delle imposte e prestazioni personali del popolo, diminuzione degli aggravi , diminuzione delle colpe. Il candidato deve ricevere l'investi tn ra della carica ci vi le recandosi alla e.apital e, e siccome ciò importa grandi spese, così i provinciali poco facoltosi raramente sono in arado di ent.rare in ser vizio . I militari, per ottenere le cariche su0 periori, sottopongonsi egualmente ad esami , i più importanti sono considerati quelli che si riferiscono all'arte di tirar col fuci le e coll'arco; nei piccoli esami militari $i dànno ancora saggi sul maneggio di lancia e sciabola, e or.i grandi esami , che sono dati in presenza 1el van , si spiega il contenuto dei sette clas~ici militari . Le scienze esatte, la linguistica , le belle arti tengonsi in iissai minor conto delle scienze letterarie e fil osofiche; le prime costituiscono la spe· cialitè di una classe sociale eletta m edia, la quale dispone di otto cariche speciali, che per ordine d'impOrtanza sono: tracluuori , astr?nomi _e _rr?gnosticatori del tempo (le due ultime servono il re), dottori, arch1V1st1 e compilatori delle relnzioni (disegnatori di carte, piani e ritratti del van), gilfristi, commissari della cassa e orologiai . Tra riuésti ultimi vengono scelti i direttori e control lori dei grandi orologi governativi di tutta la


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1·1 K.uùn- zi6 k = ,15 pollici ~, Per le misure deli e sto!Te d.L se ta s·1 u·a russi = m. 0, 38•1· . . .. Per le misure delle stoffe di cart:i si usa 11 Kuan- zi6 k = 20 pollic, russi = m. 0,508. . _ . Per le grandi misure itinerarie 5i usa il nì = 1/ to del n giapponese (348 metri).

••Corea , cong~gni questi idraulici che misurano il tem po meJiaute la regolare e.adula di zampilli d'acqua. L'istruzi one popolare è molto generalizzata.; quasi ogn i villaggio ha le · sue scuole mao lenute a spese d6gli allie,·i o delle persone facoltose: ivi si iti segna l'alfabeto cinese e qnello nnionale, le quattro operazioni d'aritmetica, la tavola di molti plicazione ed anche le frazi oni, lettura e scrit. turo . Stando ai libri antichi cioe~i, il Giappone e l'impero celeste de,·ono i loro primi tentativi di arte e letteratura alla Corea , alla quale inoltre ,i . attri buisce la gloria di aver inven tato le lellere mobili di metallo almeno 450 anni prima che in Europa. Malgrado le più felici condizioni dell'i strnzioo,>, lo sviluppo dell'industria si trova .in un grado moli.o basso, ciò forse a cagione delle lunghe guerre so::;tenute dalla Corea contro la Ci na e il Giapp1Jne. Il ramo d'industria più diffuso e avanzato è l'agricoltura , io grn1.ia dei molti canali . e stngoi che alimentano l'irrigazione. Le ricchezze minerali restano inesplorate cd i corcesi si occupano $Olo un poco dei lavori di fabbro e della · sem pl ice costruzione delle :irm i bianche: L'industria dei vasellami è molto diffusa, ma ben lungi <lai raggiungere la perfezione che ha nel Giappone e nella Ch ina; quell a della ciirta si li mita alla fabbricazione di quest'articolo con scorza di gelso, mentre la carta più fìna e i tessuti di seta ,engono importati dalln China. Per compattezza o solidit/1 questa carta non la cede alla tela, e con essn preparaosì cappelli , sacchi, lucignoli per , lampade, cordopi per c,1lzature, im p:rnn.1te da fines tre (non esistono cristalli), ombrelli da acqua e da sole, ecc. Il commercio, per l'imperfezione del sistema monetario, si limita allo scambio di prodotti del paese con quelli manifatturieri degl i Stati limitrofi . Ma11cano totalmente monete d'oro e d'argento (il valore dell'oro e dell'11rgento è desunto dal peso); unica moneta legale è il Sopek (lega di rame, , piombo, ziuco e stagno) rappresentante il valore di 2 e 2 ,11 2 centesimi ; 200 lire di tali monete costituiscono già un pesante carico per un uomo. Le misure e pesi provengono dalla China e sono:

Pesi.

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lcok (grande kok) = 98,260 chi logrnmmi: _ _ kok (piccolo kok) =- quiisi 4. !/2 pud rns,1 = kg. 13,100 tu (mnli) = ij.15 di kok piccolo = 1/;!o del kok grande = /i., 91 3 kg. Siiik (toi) = 1/io di tu = 0,4-91. hop (ghe) = i/w dì Suik = kg. 0,04-9. Sia (cio) = 1/rn di hop = kg. 0,001\,9. _ . _, . Forze mili tciri . - Secondo le infonn3,7.io 01 g1(lppones1 1esercito del~a Corea conta ,1,4-30,859 uomini, e ~t-ando alle asserzioni del signor Dalle~ risulta di 1,222,865; cifre certamente esagerate riferendolo alla popol_az1one e cbc espri mono piuttosto il uumAro dei maschi atti a p~rtarele armi'. comprendendo così anche clementi senza regolare Ol'gan1zzaz1011e ~d ist~nziono e solo da utilizzarsi in casi di estrema necessità. L'escrc110 ntt1vo viene calcolato a 200 o 300,000 uomini. Ln guard ia imperiale è di 5,770 soldaLi ed il suo comandante è ora Sion-1.o, cugino del van, uomo rep.utato dagl i ufO ciali giapponesi, di grande capacità mili'.ar~. La cava~le_ria forma nn corpo di 3,000 uom ini diviso io squadroni d1 800 11omm1. Arti crlicria nel senso moderno non esiste. L'armamento del la cavallcr1~ e della: fanteria comiste in fucil i, lancie, archi e sciabolo ed 11lcuno armi da fuoco di vecch io modello acquistate recentemente nel Giappone e che ora si cerca imitare nei laboratori nazionali. L'eserci to in via ordinaria è reclutato dalla classe del popolo; i figli dei soldati e degl i schiavi hanno l'obbliao di entrare al servizio militnrc . L' is1ruzi1Jne militare delle truppe reside~ti nel la ca pitale ha luogo tre voi te al mese. Le truppe di o?ni ca?1po sono istrnile sulle evoluzioni regolament:iri , su lle rapide mMc1c, sut segnali cli guerra dati con bandiern, sul modo di tirare al bersaglio coll'arco, col fucil e e con nlcuui imperfetti cannoni di ferro. Le norme pc•: le evo_luzion~ sono raccolte nel libro Bìn-sciu.- dai- nan ( compasso dell nrte m1· litare). Le bandiere han no ci:-,scuua un particol(1re sigu i_fìc::ilo nel ~om~nr~o e sono di vario categorie rappresentate da cinque colori e denomiuaz,om: orientale ( :izzurro), occidentRle (bianco), mer_i~ iou3 ~e (!'osso), s~t~on tr!~nale (nero) e media (giallo) . Le paghe. degli 1odmd111 al serv1z10 mili1

JI.Nsure.

zittn (ggian) specie di tesa= 10 fitt rnssi = m. 3,0,\.8. zio/e (ci) specie di piede= :l/10 di zian = 1 fut russo= m. 0,3048. zon (zun) ifto di 1.iòk m. 0,030'~8. pitn (fen) = if.10 1.on m. 0,0030!~8 . l'i (li) = 1/ io di pnn = m. 0,0003.

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V. - Relazioni della Corea colle potenze straniere. Fin dal suo primo sorgere la Corea si trovò in relazione colla China e col Giappone; a cagione tuttavia delle guerre che si conti nuarono fino al x11 secolo, l'ascendente e la civiltit cinese vennero scemando per cednre il posto all'influenza giapponese, che man mano supplantava l'elemento cinese. Col principiare del secolo xrx si riaccendeva la lotta contro il Gia ppone, solo intento a penetrare nella penisola e farsi l'anima della vita coreese. Il cristianesimo che dagli Europei andava propagandosi nella Corea, sul lìnire del secolo scorso segnò il primo passo verso il nuovo indirizzo del la vita interna di quello Stato. Nel 1866 i mission11ri francesi cerca rono indurre il proprio governo ad una spedizione armala nella Corea, nell'intento di vendicare l'eccidio dei molti loro confratelli, ma la resistenza op-· posta indusse alla ritirata delle forze; poco più tardi la Russia e il Giappone tentarono delle rimostranze per tutelare il commercio n~i porti co-reesi, ma entrambi invano. Frattanto cominciò più vivo n farsi sentire l'ant.'.lgonismo fra due partiti: il vecchio contrario ad ogni ingerenza straniera e geloso·di conservareil cines'ismo della madre patria, il giovane desideroso di allacdare relazioni cogli strnnieri e uLi lizzare le ricchezze delln contrada, pur conservandone la politica indipendenza . Fu questo partilo che riuscì nel ~868 ad allontanare il Giappone da Fusan ed a ricuperare quel porto già da tempo passato nel dominio del da'imos dell'isola di Ts1i-sima. Non per questo il Giappone desistè dal suo proposito cli ouenere con-

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tare, come per gl'impiegati civili , sono corrisposte geoeralment-e in nat~ra (riso, tela), tenuissimo è l'assegno in danaro; il soldato della guardia riceve i 5 lire all'anno ed il soldato comune 2 lire. Ufficiali giapponesi negli ultimi anni furono chiamati ed incaricali del riordinamento dell'esercito, onde è a ritenersi che questo abbia fotto dei grandi progressi. La fl?tta militare è in uno stato primitivo; ecceuuate alcune piccole cau~on_1ere recentemente acquistate nel Giappone, la maggior parte dei legni d1 poco differisce dalle barche peschereccie e sono sprovvedute tutte di artiglierie. . ~!algrado il raggu:mlevole numero (io complesso oltrfl 80) le piazze Jort, e crn1pi trincerati non garantiscono al paese una seria difesa. Si può concludere che l'esercito ed il territorio coreese sono in condizioni tali di preparazione da non poter tenere fron te ad un esercito europeo relativamente anche più debole.

cessioni per esercitare libero commorci(I nei poni coreesi; ed in ciò fu agovo lnto do Ila rivoluzione del ,f 868, per la q,uale tutto il potere nel Giappone passò nl )li kado, o clall'assuuzione ai trono coreese ( ·1873) del giovane van-Tui-ci, il quale per ingerenza della Cina, che frattanto lo riconosceva signoTe indi pendente, e pel timore cli una spedizione giapponese, che già era in vista della capita le, couchi use sul principio del ·1876 un trattato mercè il quale il porto di Fusan (3000 abitanti e pro\'Veduto di tutti gli stabi li menti necessa ri) fu aperto al com mercio giapponese. I principali articoli d'importazione nel Corea furono cotoni, stagno, vetro, n1acchine e strnmenti, orologi, farina. vernici, ferro, e particolarmente rame, the e seta; e quell i d'esponazione: argen to e oro, bestiame·, pesce, riso, seta cruda, carta, 9en-scen, pell iccic, tabacco, legname, canape ed altri articoli ngetali. Frattanto l'attenzione di molti Stn ti europei si rivolse verso quella remola contrada. Un legno italiano nell'agost-0 1880 compari a Fusan per aprire negozinzioni, ed essendo queste riuscite infruuuose, fece rotta per Ghen-san, dove accorda tosi colle :mtorità, fece acquisto di merci e lavori coreesi. Il felice risultato di questi tentativi destò l'ammir:izione deo-li iuglesi, francesi ed americani, i quali uon erano riusc.iti ad oltenero alcun:i risposta 1111 0 loro rimostranze. Nel dicembre 1880 i Giapponesi riusciro 11 o a~ aprire il terzo porto, In-zio (Gen-ciuan), .J2 miglia da Seul; questa circostanza fu cagione di una lotta nrdentissima fra il vecchio partito (cinese), capitanato dal padre del re ed il nuovo ( giappo11ese ), patrocinato dal re stesso. Intant-0 nel ·188,t appari va a Seul uno scri tto di un funzi ona rio cinese dimostrante da una parte la tendenza della Russia nelle conquiste in1 0rieote, dalJ'nltrn il vantaggio di mantenere buone relazion i colla Cina e col Giappone cd anche cogli Stati Uniti d'America . l o scriuo mise l'allarme nei due partiti; una commissione fu inviata nel Giappone per i~_tu_diare la questione circa la convenienza di npplicare le idee europee alla cn:itt~ o~ie~t.al_e e~ inviassi un esperto diplomatico a Pekino per trattare coi d1gn1tan c1nes1. Tutto ciò ebbe per risult11to di riconoscere ia necessità di aumentare e riformare l'esercito; in conseguenza inviav:rn si poco_dop~ a Tie~-tsin 80 giovani per addestrarsi nelle 11rmi ed apprencl~rv, la lingua 10glcse. La qnestiooe relati1ra ai pri vilegi della Ciua o del Giappone, comò pure quella relativn alla preferenza per la co11dusio11e del ~rattato del!a Francia, Inghilterrn o Stati Uniti, restò indecisa. Si propago In voce circa la conclusione di un'alleanza con una delle potenze d'E uropa _nell' inten to di opporsi al Ginppoue. Nello stesso tempo si scopri u_na cong1L1r~.contro_ la vita del re, il quale dava me1.1.o al nuovo partito d1 rafforzarsi e persisteva nella &ecessit1t di invitare i governi della China 1

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degli Stati Uniti all a segnazione di una convenzione colla Corea . Con :temporaneam<-mte davasi mano al riordinamento dell'esercito chiamando .a Seul degli ufficiali giapponesi i quali si diedero ad istruire al modo eu·ropeo i soldati più scehi. Furono comprati negli arsenali giapponesi 500 <fucili sistema Schneider con tutti i corrispondenti accessori e 20,000 ,armi bianche. Intanto il governo degli Stati Uniti d'America, essendo venuto a cognizione del cambiamento cl'opinioni della Corea, inviò una spedizione che giunse a In-zio il 7 maggio ,1882; colla mediazione della ·Cina gli Americani ottennero il diri tto di mantenere un rappresentante :d ia cnpitale e nei porti della Cor,~a e di esercitare liberamente il commercio. Inghil terra, Francia e Germania poco dopo ottennero le stesse condizioni, onde ai primi di luglio ,1882 le artiglierie dei legni inglesi, francesi , tedeschi e cinesi si :;aiutavano scambievolmente nelle acque di Inzio con grande sorpresa degli indigeni che al rumore di quelle sai ve fuggivano spaventati. [n quello stesso anno una ambasciata giapponese di 40 membri, malgrado l'odio di gran parte della popolazione contro di essi, si diede allo studio generale della contrada. Questa circostanza e quella della cnttiva impres,,ioue prodotta generalmente dalla presenza di legn i strai;i ieri ~ ln·zio veniva messa a profitto dal vecchio partito per eccitare il popolo contro lo straniero. I Giapponesi incolpati di congiurare contro il giovane re, furono fatti segno dell' ira del popolo, il quale non risparmiò ~emmeno la casa del ministro, asilo dei forestieri. Prima che fosse possibi le ristabilire l'ordine, la regina, il principe ereditario e sua moglie, quattro ministri e sette giapponesi furono trucidati, gli altri giapponesi riuscirono il salvnrsi sopra un legno inglese dal quale furono sbarcati a Nagaski. Il Giappone mandava il suo ambasciatore Hanobusu a Seul con forte distaccamento per ottenere soddisfazione, e la Cina alla nuova del sollevamento inviava ,sulle coste coreesi alcuni legni con un distaccamento di t,000 uomini. Dopo rroluugate trnttative del suo amba::;ciatore Hanobusu , il Giappone non Qtieune soddi:;fazione se nc,u qnaodo Tai-uen-kun, padre del re e capo della rivolta, fn arrestato d<ill'ambHsciatore chinese e mandato a Pekino. La -soddisfazione fu comp leta; vennero anestati i promotori della ·rivolta e rigorosamente puniti in presenza dei delegati giapponesi, vennero date soleuni esequie ai gia pponesi uccisi e pngate 50,000 domga:r alle loro fa.:. miglie, e 500,000 domgar a risnrcimento delle spese di spedizione, come pure fu. stabilito che un distaccamento giapponese permanesse a 8eul a tutela dei suddi ti giapponesi. I l tra ttuto del •I 882, specificando partitam ente tutti i punti della soddisfazione sopra accennata, rappresenta il principale ed ultimo atto che porge al Giappone la possibilità di prestare una efficace azione uell'andamento politico della Corea . Ceno che l'appari1.ioue degli

Europei nella penisola coreese sarà a detrimento del commercio giappo· nese, giacchè stante il poco sviluppo che hanno le industrie locali, i mercati coreesi verranno invasi dalle manifatture e merci straniere di molto minor costo, specialmente inglesi e russe. Quanto alla Russia la questione si riassume nel concludere una convenzione che assicuri ai sudditi russi i ne~essari privilegi, come pure nel costituire stnzioni marittime per i legni russi, ché visitano l'Oceano Pacifico (le coste dell'isola Quelpart soddisferebbero assai bene allo scopo) nei limiti del territorio coreesc. Si conchiude ricordando aÌcuni dati statistici riferibili al commercio della Corea col Giappone nel 1877-188-1: importazione 20 milioni di lire (generalmente merci ingle;;i a buon prezzo) ; esportazione 25 milioni di lire; tonnellaggio complessivo dei legni che visitarono l:i Corea:60,500 tonnellate. Quasi tutti questi legni appartengono alla rinomata compagnia giapponese di navigazione a vapore JlfiC'i.,.Bfoi, la quale fa regolarmente i suoi viaggi fra Kobe, Nagaski ed i porti coreesi.

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Cap·itano 3° bers<Lglù.w·i.

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ANNO XXXI,

VOL. IV.


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•ìl vedere con quale sacrificio auèora nel suo ultimo anno di vita il Re, ,rimasto solo, rovinato dal la· malattia e dal dolore sà disimpegnare tutti ,j varii doveri impostigli dal sue, officio. Nt1lla però gl i sta più a cuore che il suo esercito,. il depositario della sun esperienza e dei suoi prin•Cipii militari, sul quale egli senza inteHuzione ha operato coll'insegna1mento e coll'educazione ma S(lpratutto col suo esempio personale. Oggi, così continua l'autore, cbe un secolo ci separa dal momento in cui Federico fu chiama to al di là, ci opprime tutta la piena delle memorie ,che l'esame del suo essere e del suo operato in noi ha destato. Ma come -ci si arresta con spec;iale tenerezza sulle ultime impressioni che ci sono ,rimaste di un defuoto, cosi non possiamo ora rifiutare di riandare con "rispettosa riconoscenza le orme che l'attività militare :;piegata dal grande •Re durante il suo ultimo anno di vita ha lasciato dietro di sè. Il contenuto si divide in 1parti: I. Costituzione dell'esercito - Ordi,namento dei reggimenti frauc;hi . - II. Artiglieria . - III. Fortezze. I V. Amministrazione, invalidi, servizio sanit11 rio. - V. Servizio d'in° ,formazioni. - VI, Gli ufficiali . - VII. Riviste, istruzione, tattica . _.:.. '.Una considerazione fina le termina il testo al quale sono aggiunte tre .appendici, cioè: 1° Disposizioni pel 23 maggio 1786. - 2° Manovra del .23 settembre '1719. - 3° Rapporto su !l'esercizio dei cacciatori del reggi.mento di fan teria Grevenitz dopo la rivista, ·1778.

LIBRI E PERIODl81

D ie ntilitii:risclie Tliiitigl:eit E'1•ied1•icl,s tles G,~ossen w~;lu·e•id seines Ìet~ten Lef1ensjalu·es. (L'at-

tività rnilitare di Federico il grande diirante il suo ultimo anno di vita); per A. v. T AYSEN. colonnello à La s,uite dello Stato maggiore e capo sezione. - Con 2 piani. - Berlino ,J 886 . Fra i numer~si scritti stati dedicati alla memoria del gran Re nell'occasione del centesimo anniversario della sua morte, il sopra nominato merita dal punto di vista militare senza dub bio il ~rimo ~osto~ cs~o .si qualifica in un secondo titolo quale un seguito deg~1 S~udi m~litan -~ull'ultimo periodo del Regno del Re Federico II, e lormsce un mteressantissimo sussidio per una storia di 11ederico iI Grande. L'autore si è crià lodevolmente segnalato con .varii scritti quale un profondo conoscito1~ e scrutatore dell'epoc:a di Federico; nominiamo soltanto gli Ammaestramenti di Federi co II per l~ giier,'.·a e l~ro 'importa~iza per gli attiwli condott·ieri; tratti dagl-i scritl'~militan del Re (1.811)._

nussk,1.Jtt. ,11·111,J" "·" sieH1.Uietnioio ,ca'i nu. (L'esm·èito russo nella (;ul!-n·a de'i Sette Anni) . - Puntala 1u. Campagna 1

cli Apraktin netta Prussia orientat'e (,t 756-"758). Pel colon•nello di Stalo maggiore MASLOWSKt. - Mosca ;J886.

_ IL testamento m'iiitar e di: Fcderù;o i l Grande (1878) - GuuJ,izi sulla guei·m dei sette a,nn1: ('1882) - L'attività militare di Fede1·ico il Grande nell'anno 1780 ('1880).

La presente opera c:he forma un degno seguito delle precedenti pubblicazioni dell'autore si appoggia sul ricco e solo in parte scrutato tesoro . de,.rli arc:hi vi di Stato ed è improntato di caldo entusiasmo patriottico. 11 su~ contenuto mostra a c:hiari tratti al l1!ttore come Federico il Grande ancora ne,,.li ultimi mesi, anzi persino nelle ultime ore della sua vita, malgrado Ja s~ia malattia mortale spiegasse una energica att~vità ~uidata da alti e vasti ideali pel bene del suo paese e del suo esercito. E cosa. che commuove ed in pari tempo solleva, dice l'autore nella sua prefazione,

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La Guerra dei Sette Anni, per la straordinaria importanza delle qne·stioni pol itiche e mi litari ùa essa risol te, attira ancora ai giorni nostri ·l'attenzione degli storici ed ogni anno appaiono, specialmente in Germania a.Jcuni lavori dedicati ora all'insieme, ora a qualcbe particolare di questa epoca importante. E già lo stato ;naggiore r,russiano si prepara a pubblicare un nuovo e vuluminoso lavoro dedicato alla descrizione della più gloriosa fra le guerre condotte dal Re guerriero , Come è noto, anche l'esercito russo prese una parte attiva ed important.e nella suddetta grande lotta ed in essa mostrò uoa tale iJHrepidezza e riportò una ti1 I sequela di vittorie sul grande c;oodottiero e sulla sua valorosa armato, quale non riesd ad alcuno degli avversari di Federico II . Quasi ogni urto serio .,1oi l'l1$SÌ fu un colpo fata le pei prussiani, e lo stesso genio del grande


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condottiero si mostrò impotente nella lotta coll 'esercito russo. Gross Jiigerdorf, Ziilìkau, Kukersdorf, Berl ino, segnano i gloriosi cnm pi dellevittorie rnsse; la stessa battaglia di Zomdorf, l'unica grande sconfi u.a russa, si volse dapprima a profi tto clei russi, e solo le f(esta brillanti della cavalleria di Seidlitzdiedero un'altra piega ~Ile cose ed obbligarono i russi a passare dall 'avanzata vittoriosn alla difesa . Sembra dunque cosa strana che fìno a 11uesti tempi non esistesse un'opera l'Ussa dedicata alla parte presa dai russi nella Guerra dei Sette Anni. Questa lacuna si andrà colmando per opera del colonnello Maslowski. Egl i non è un novizio nella. carriera istorico-lctteraria; la letteratura storica-militare russa gli deve le ricerche critiche sulla bauagl:a di Kulikovo ed ancbe una particol:ireggiata esposizione del Sen'iz'i,o in guerra negl:i eserciti 1·ussi alt'epoca di Pietro il Grnnde e di 1.;tisabetta. Le qualità mostrate dal colonnello Maslowski nei suoi prim i lavC1ri si vanno cara tterizzando nella sua ultima opera impor1oute, e sono; appassionato iuteress,imento al soggetto preso a trattare, e per conseguenza estrema snbiettività nel rnggruppamento enel l'·esame dei fa tti, grande nso del materiale degli archivi, estimazione critica delle fonti, ricerca coscienzios,1 di tutti i particolari della questione, desiderio di far spiccare i principi i genero li dell'arte della guerra nell'esame dei vtiri fatti, qu,ilche asperosità nell'esposizione la quale è qualche volta troppo ripieoa di parti colari poco importanti; ecco i tratti caratteristici della nuova opera ciel colonnello Maslowski. Questa consta di due parti quasi eguali per mole: il testo e l'appendi ce. Una gran parte del primo è dedicata alla de$crizioue del lo stato dell'arte militare in Russia alla melà del xvm St!COlo, e del modo di ammin istrare le truppe tan to in tempo di guerra in generale, ,,uanto nella campagna del 1757 in particolare. Quindi l'autore, fatto un quadro delb si tuazione politica e mili tare id ()rincipio della campagna del 1757 passa alla esposizione del concentramento delle truppe russe sul Niemen , delle operazioni di Fermor con tro Mernel, dell'avanzata di Apraksin su Insterburg, della battaglia di Gr. Jagersdorf, dell'u lteriore avanzata su Allenburg, e della successiva ritirata dietro il Niemeo. Nelle appendici, oltre una quantità di tabelle, di citazioni, ecc., trov11si un minuto catalogo di documenti relativi alla guerra dei sette anni e tulle sono sottoposte ad una critica abbastanz,1 spietata. La cles,:rizioue è .accompagnata da tutte le carte e piani necessari. Molti faui secondari e particolari sono ora per la prima volta conosciuti; tutta la campagna è posta sotto una nuova luce e molte cose sono messe al loro vero posto; p. es. molte accuse si fecero su Apraksin per la sua no ta ritirata.dopo In vittori::i di Kukersdorf, i motivi di questa ritirata si ricercavano nelle idee pol itiche di Apraksin. II sig. Maslowsk i dimostra

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.all'evidenza come le cau..,e della enigmatica ritirata fossero strategiche e per nulla all'atto politiche. L'autore fornisce anche alcuni dati preziosi per spiegare la mancanza di un inseguimento dopo la villoria di Gr. Jagersdorf. Si è già detto come l'autore si diporti alquanto subieuivamen te verso il soggetto da lui trattato. Così p. es. respiugendo giustamente le aCCU$e di barta1'ismo nella condoua dei russi , l'autore nella sua esaltazione non dà la dovuta irnportanzs agli atti commessi dalle truppe russe irregolari ed alle disposizioni di Apraksin per la devastazione del paese durante la sna ritirata <la Allenbnrg. Certo alle µopolazioni è perfettamente in.differente il sapere chi porta ,il paese il feno ed il fuoco, se truppe regolari od irregolari ; e gli scrittori tedeschi hanno dal loro punto di vista .ragione dicendo che l'eserciLO russo devaslò il paese. Cosi pure il signor Maslow~ki non senza un ~ualche successo, cerca ,di ristabilire la riputazione di Apraksin quale generale, e di rialzarlo al ,disopra del livello di nullità sotto il <ruale finora si trovava nella pubblica ,opinione; ma appassionandosi pel suo eroe egli va forse troppo oltre, e si ·sforza di trovare in questo coscienzioso sibarita più di ciò che egli possa dare. Il generale russo non fa un passo senza consiglio di guerra, si trasdna per 8-•I O chilometri e ri mane poi per delle intiere settimane fer mo senrn alcun bisogno. Il signor )1aslow5ki certamente non poteva non osservare questa condotta collegiale dell'esercito russo ; ma egli giustifica -il sno eroe anche citando il grande Sowarow che riunì un cònsiglio prima dell'assal.to di Ismai lia. Un autore così compt!tentequaleil sig. Maslowski ,non può aver fatto certo sul serio un taleconfronto; egl i fu certamente at.tirato non Ja una qualsiasi considerazione ma esclusivamente da uu sentimento di simpatia ver~o il suo eroe. L'esercito russo per due o tre volte superiore al nemico, si concentra lenrnménte, lentissimamente muove in. .avanti , sta fermo dei giorni, delle settimane, spesso senza alcun motivo, ·Consumando inutilmente le sue provviste; il condottiero nou mostra alcuna -energia nella lotta colle circostanr.e, mn 5i souomette passiva mente ad esse; ogni suo passo è indeciso dopo lunghi ten tennamenti e consigli; deil'av· versario in gran parte nulla si so; la più grande, dech,iva bauaglia succede inaspettata per l'esercito russo, che viene sorpreso; dopo lti batltiglia completa mancanza <li inseguimento, e così l'esercito nemico battuto può sot.1rarsi affauo nlla vista del vincitore; altro movimento indeciso in avanti e subitanea ritirata verso la base; ques to è l'andamento generale delle opera.zioni di Apraksin. Per quante buone ragioni porti il sig. ì\faslowski, il lettore spassionato non può non ve11ire alla concl usione che in questa cam~agna i russi furono debitori delle loro vittorie al valore delle tru ppe, e delle


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loro disfatte in gran parte ad Apraksin ed alla Conferenza di cui si decan-· ta'no_gli alti. Ciò non vale cerlo a diminuire i grandi ineriti del lavoro del1 sig. Maslowski, che noi speriamo di vedere presto condotto a termine nell'interes~e generale della storia.

Hltlil;,,. -1\loehenbltilt. -

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L'ammaestramento de l soldato nella piccola guer,ra.. - L'autore osserva che mentre dopo l'ultima guerra si sono fatti in Germania dei pro-gressi i11 quasi tutti i rami dell'arte militare, si è per contro assai trascurat:i la preparazione delle truppe alla piccola guerra . La piccola guerra al giorno d'oggi è un sussidio necessario .ille grandi operazioni; essa mira· sopratutto alla conservazione delle proprie linee di comunicazione (ferrovie e telegrafi), ed alla distruzione di quelle del nemico ; essa è quindi· per gli eserciti questione di vita. I francesi nel 1870-7,1 nc,n ricorsero che tardi ed in proporzioni molto modeste alla piccola guerra e ·questa non, fu una delle minori loro imprevidenza; il male cau'sato ai tedeschi da, alcune iutr':,pre6e fortunate dei francesi contJ·o ·1e loro linee di comunicazione mostra quali conseguenze nvrebbe avuto una piccola guerra sistematica e bene organizzata. L'autore prende qu indi ad esaminare la questione posta dal Boguslawski, se sia cioè necessario e possibile il prepar~re già in pace la truppa e gli uflìciali alla piccola guerra, e vi risponde affermativamente. M.a per questo basterebbe ridare al l'istruzione in ordine sparso quella importanza che oggi va perdendo; ridare ai comandanti di gruppo quellaginsta autonomia che prima avevano e favorire l'iniziativa di tutti come · ai bei tempi in cu( regnava il Waldersee ed all'epoca in cui erano in fiore le colonne di compagnia . L'autore seguendo rl Boguslawski riconosce che la preparazione ciel soldato alla piccola guerra in null'altro consiste che· in una accu ràta istruzione nel manovrare in ordine sparso, nel servizio di sicurezza e di scoperta ed in tutto ciò che valga a renderlo più agile., a svil upparne la perspicacia ed a r.itemprarne il carattere . L'autore dà una, grande importanza alle esercitazioni di marcia sia diurne che norturne e ·vorrebbe se ne facessero di quelle anche di 50 chi lome~ri senz.a bagag1io. Nelle lotte future la piccola guerra avrà una parte molto più importantè che non nelle ultime campagne, qualunque sia il teatro dove si svolgeranno le operazioni militari , bisogna dunque non lasciarsi sorpreudere· impreparati . · Alcune idee sul se,r1''izio d'a·vampost'i. - In un lungo articolo di 8-

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facciate l'autore tratta della grande importanza delle esercitazioni nel servizio d'avamposti e del modo come. a suo parere dovrebbero e~sere fatte perchè dassero i) più che possibile una vera immagine cli ciò che si cleve fare in guerra. , . Gli a'Vven'i-menfli g·uerrescli-i nel :Madagascar 1885. - E la contrnuazione .di due precedenti articoli stampati nel Militiir Wochenblatt, N. 96 del 1883 e N. 67 del 11885 . In questo si seguitano gli avvenimenti fino al trattato cli pace del ,17 dicembre ,1885 incluso. . Esperùnent·i cli l'iro presso la scuola mit-itare di tù'o del Rely·io nel ·1885. - L'autore fornisce alquanti interessanti ragguagli su questi esperimenti ; questr: nrticolo servr. di continuazione ad altro pubblicato nel N. 4:1 di questo periodico. Rimonta dellci caMlleria S'tii,zzera. , , Le esercitazion·i dell'a1·tigl-ieria (rnncese nel campo di Chalo,~s nel i 886. - È un estratto di un articolo della Reviw d'A1·t,i /.lerie del ·I 5 settembre. Il fucile a ripel'i,zione nel ,Belg·io. - Tradotto dalla Belgique wil·itaire del 5 settembre. . Gli av1'envrnenti m·ititari nel Tonch-i:no e nella Cina- XXX. (Continuazione). - Si des.c rive J'oJTensiva dell'armata chinese di Quang-si ed il combattimento di ~ang-,Bo, del 23 e 24. marzo ,188;',. · Cfrca la condotta dei distaccament'i. - Io guerra i distaccamenti sono al giorno d'oggi una cosa assai rara; essi sono però utili nelle m~no:'re non già per il loro immediato impiego in guerrn, ma dal punto dr vista morale ed intellettuale. Con essi si può sviluppare la facoltà di pensare e "di operare da sè, svil uppare il coraggio della responsabilità e la risolutezza .

Ri cordi dell'anno 1849, e specialmente dellct campagna nel Baclen.

J;nvalitlO r11s1io. -

Sellembre ,t 886.

Impiego clelt'arvigl'ieria da cciinpo nella d·ifesa cost-iera. - Il costo enorme delle for tificazioni litoranee permanenti, dei cannoni dell'artiglieria da costa e delle relative munizioni, non permettono di ricorrere ad e.ssi se .non quando ciò sia assolutamente indispensabile; perciò un considerevole numero di punti che possono servire di obbiettivo all'azione di una flotta nemica restano senza difesa. Sembrerebbe che queste lacune nella di fesa costiern di uno stato potrebbero colmarsi con torpediniere e con sbarramenti.subf!cquei; ma le torpediniere stesse fanno bi-:


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sogno nei punti d'ancoraggio già protetti da fortificazioni e ~<rii sbarramenti di qualsiasi specie solo allora hanno un valore quando trovansi . sotto il fuoco del difensore, poichè ~olo in queste condizioni s:irà pericoloso per i legni nemici il trattenersi davanti a questi ostacoli e sarà reso difficile il poterli rimuovere. Per questi motivi non resta che un mezzo . per la difesa dei punti litoranei noil provvisti di cannoni da costa: servirsi dell'artiglieria da campagna. In vista dell'interesse di questa questione poco trattata finora nella letteratura militare russa, l'Invalido espone succintamente il contenuto di un articolo molto circostanziato pubblicato in una speciale rivista (1). · L'artiglieria da campo certamente è impotente contro le corazzate; è dubbia anche la sua efficacia contro i bastimenti in legno di una flotta, se sono numerosi ed armati di cannoni di grosso calibro, come per esempio can~oni~re. ìVIa ~el tiro contro tutte le altre navi non corazz2te (vapori, 1ncrocrntor1) e specialmente contro le scialuppe e le barche che si dirigessero verso la costa per distruggere le nostre difese o con truppa da sbarco, l'artiglieria da campo è pienamente 'vantaggiosa . Si nJti che i legni non corazzati formano attualmente la massa principale delle forze navali di qualsiasi potenza; così nella flotta mglese di 668 navi solo 61 sono corazzate, nella fr:incese sopra 388 bastimenti da guerra solo ti9 hanno corazza; e se ancora si consideri come le ·corazzate a cama della loro pescagione non sempre possono avvicinarsi alla spiaggia alla distanza desiderata, chiaro· apparirà come i casi di attacco delle coste con soli bastimenti non corazzati debbano essere non rari nelle guerre prossime. Ancora più frequente si presenterà il caso di sbarchi; il bomb~rdamento, per se ste~so senza sbarco, può dare solo dei seri risultati in taluni cas( eccezion al i; ma in generale il bombardamento per parte di una flotta può avere un significato solo quale operazione preparatoria per lo sbarco, ed a~lora l'artiglieria da campagna può mostrarsi immensamente utile per la d1f~sa_d~lla costa . Le fortil~cazioni permanenti da costa colla loro pesante artiglieria possono essere distrutte e ridotte al silenzio. esse possono mancare affatto nel punto attaccato; ma se al difensore riesce durante l'attacco d'artiglieria di conservare alcuni pezzi da campagna e, ~ollocatili rapidamente in una buona posizione, battere col fuoco lo sbarco nemico si può contare che l'attacco sarà respinto, e la flotta nemica non ramriun~ gerit il suo scopo principale. "'"' w

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..(i) L'artiglieria da campo nella difesa delle coste e le batterie da costa per cannoni ,àa campagna. N. BuINITZKI. - fngeniernji Jo11rnal, N. 5, i886.

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In tal guisa nella difesa delle coste l'artiglieria campale può avere un .grande impiego; tutto consiste nel tenere i .p~zzi da cam~agna al coperto e nello stesso tempo in vicinanza della pos1ZJone convemente. Se nella sfera d'azione dei cannoni situati iil una tale posizione si mostrassero delle corazzate od in generale delle navi .colle quali l'impegnarsi in un combattimento sarebbe non solo inutile ma anzi pernicioso, allora · j cannoni si ritireranno dalla posizione in un sito coperto e sicuro dal fuoco dove. resteranno durante il periodo del bombardamento della costa fatto dalle navi; ma appena il nemico metterà in mare le scialuppe e le barche con trnppa da sbarco, allora i pe~zi si porteranno in posizio~: ed apriranno il fuoco. Lo stesso si farà ogni qual volt~ n~lla sfera. d'.az1onc dell'artiglieria da campo si mostrerà qualche obb1ett1vo ac~ess1b1!e per essa, come per esempio una nave in legno, un vapore od un mcrociatore. Siccome l'arti<rJieria da campo difendente le coste può• essere •esposta al e) fuoco dei grossi cannoni da marina di una flotta nemica, cosi per essa non bastano i ripari raccomandati dalla fortificazione campale; ma sono necessarie delle batterie di speciale costruzione, che J':rntore chiama batteria da costa per cannoni da campagna. I casi d'impiego di tali batterie saranno molto svariati; così per esempio esse sì metterebbero: 1° Nelle fortificazioni da costa permanenti in qualità di complemento ·ad esse. Con queste fortificazioni è anche utile l'avere delle batterie spe·Cialmente destinate alla difesa vicina, per respingere i tentativi di sbarco, poichè l'attenzione di coloro che si trovano nelle fortificazioni può essere ,distratta dal tiro colla flotta. ;2.0 Nei punti favorevoli allo sbarco di grandi masse. 30 In vicinanza della foce dei fiumi che possono servire di rifugio per le nostre torpediniere, per difendere l'entrata in detti fiumi, e specialmente per battere gli sbarramenti stabiliti attraverso _i fiumi. . ,to Per battere le linee di sbarrame4to in qualsiasi punto esse es1·stano. 50 Finalmente per la difesa di qualsiasi punto litoraneo che importi il pròteggere e sul quale non esistano for~ificazioni e cannoni ria costa. Da questa enumerazione risulta come i siti per la costruzione delle bat·terie da costa per cannoni da c:1mpagna possono essere stabiliti anche prima della guerra; perciò la loro costruzione può aver luogo o per tempo o dopo la dichiarazione di guerra. Una batteria da costa per cannoni . da campagna deve soddisfare al le ·seguenti condizioni principali: . . . ·1 o Presentare una posizione conveniente per l'azione dei pezzi, r1ss1·Cur.ata contro l'opera distruggitrice dei proiettili dell'artiglieria di mare me-


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diante un parapetto e tr:werse di su,fficjente spessore. In base dei dati forniti dall'esperienza si può stabilire che lo spessore del parapetto deve essere di .28 piedi per la sabbia e per la terra mistn con sabbia, e di ,}~ piedi per la terr:i. ' 2° Nel.la stessa batteria devono esservi. dei locali al sicuro dal fuoco di una flotta uon solo per gli uomini, ma anche per i cannoni, con tutto l'occorrente per il pronto trasporto dei pezzi in qnesti locali e da questi db nuovo sulla linea di fuoco. La costituzione del ricovero blindato puù essere v:iria; m:i è desiderabi le che esso consti di non meno di due strati· di tronchi d'albero, di due strati di rotaie, e di uno strnto di fascine: lo spessore dello strato di terra sopra al soffitto deve essere di 7 piedi per .la sabbia e di ,t 1 piedi per la terra. 3° Siccome l'opera della batteria sarà in generale di breve durata, può b:istare per le c::iriche ed i proiettili una nicchia, Gli avantreni ed r cassoni si potranno riparare dietro ostacoli loci1li, oppure nei magazzini, congiungendo questi siti coperti colla batteria con vie di comunicazione quando la località è scoperta . 4- 0 Io tutto il rimanente la batteria deve rispondere al le stesse condiziopi delle batterie da co<:ta , vale a dire che in essa si ricJ1iede possibilmente una grande elevazione del la linea di fuoco sul livello del mare; ma però non si ammette affatto spazio in angolo morto;· ampiezz11 di tiro_per .ogni pezzo, non meno di 60°: il mascheramento deve ottenersi colla costruzione di uno spalto sul davanti. ARTZISCEWSKl. C'irca le marce forzate della ca11allen:a. - Le· lunghe escursioni eseguite nei reggimenti dì cavalleria russi nel corrente anno sono soggetto di interessanti disC11$sioni da parte degli ufficiali dell'arma. L'autore in rruestoarticolo tratta di quanto egli ha osservato nelle marce eseguite presso la divisione di cavalleria del Caucaso.Preparareal la m:ircia, dice l'autore, alcuni cavalli per ogni squadrone, con una somministrazione più abbond:inte di avena· e con lunghi esercizi preliminari è co,a. po,-sibilissima; ma i movimenti eseguiti in tali ci rcostanze non dànno un criterio dell'attitudine alle marce forzate di una intera cavalleria, perchè· è cosa impos:;ibile il preparare in tal guisa iutieri reggimenti. Perchè i risultati delle eseursioni siano istruttivi, bisogna prendere tra le ri~hc dei c~valli qualsisiano, e dar loro la consu~ta razione di for11ggio. Rigna;do al1'1mportanza delle andature l'autore comunica alcuni dati sulle lontane· escursioni eseguite dalla divisione di cavalleria del Ca ucaso . Dal comandante della di visione venne ordinato a tre reggimenti di guarnigione nel Caucaso settentrionale di prendere gli nomini ed i cavalli dai plotoni cl'i-

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struzione, i quali non erano affatto preparati alle lunghe mare.e (l'ordine- · venne improvviso); e di compiere· le marce al p:isso sforzandosi di fare dapprincipio non meno di 6 verste (una versta= ·! 061 me~ri), e qu(ncl! portare la velocità sino a 7 verste all'ora. Al re~g,men,to di dr.ag?n1 di Nisce<rorod fu ordinato di compiere io tre tappe ti trng1tto da P ,attgorsk. . e . d a Wladikawkaz (185 verste), per la via più diretta, senza ponti, e in qualche sito per cattive strade di montagna. Malgrado il tempo piovoso e malgrado che tutti i corsi d'acqua fossero gonfiati, il distacca- · mento arrivò a destinazione in tre giori~i e, al ritorno, foce 372. verste·· in 6 giorni senza soggiorni. Il distaccamento del reggimento Sieverski fece la mar.:ia da Wladikawkl)z a Wozwiscenskoe e viceversa in tre giorni; in tutto 21 \l verste . . II distaccamento del reggimento Perejaslawski fece in t.rè giorni 250 · verste. Anche per questi reggimenti continua pioggia torrenziale. Al distaccamento del reggimento di' Tver disloeato nel Caucaso meridionale ed avente i cavalli preparati alle marce, venne ordin:ito di compiere in una sola tappa la marcia fino a Tiflis ('120 verste) ; una meti1 dd drappello · doveva marciare ad andature variate, e l'altra metà doveva andare al passo e pllrtire 6 ore prima. Il drappello che marciò ad andature variate stette-in marcia 17 ore compre$i gli alt; e l'a ltro drappello stette in marcia 23 ore compresi i riposi. Iu tre giornate., delle quali una di riposo, i due di:appelli fecero 2.40 verste. I drappelli dei tre primi reggimenti nel giungere a Wladikawka1, furono incontrati dal comandante del corpo d'armata e da quello della divisione :i 2 ver,te d,olla .città; e sotto i loro occhi: · fecero per una strada infangata una ver5ta al trotto, 12.00 passi al galoppo di manovra e 300 passi di carriera. I cavalli e gli uomini erano freschissimi, cosa di cui si meravigliarono anche gli asiatici ed i cosacchi i vi presenti. Anche a Tiflis i cavalli del reggimento di Tv~r si mostrarono freschissimi )· ne<rli uomini però si osservò un po' di sumchezza, causata dalla · <> lunghezza della marcia. Al ritorno non si trovò alcun cavallo fiaccato. Si , osservò che i cavalli che erano stati più esercitati prima dell'escursione sopportavano più fo eilmente la fatica e più volentieri consumavano la razione; si osservò pnre che i cavalli che marciarono al passo si affaticarono meno di quelli che mossero ad andature variate. I eavalli del Caucaso posson,) fare 90 verste in ,1,1 o ·I 2 ore, compre$i gli a/.t, al passo. Ma alla cavi1lleria regolare con carico pesante sarebbe difficile il com- · piere lontane escursioni con tab velocità. L'autore conclude: a) per le lu.nghe marce bisogna adotUlfe un passo da 6 a 7 verste:· all'ora, e 60 verste sono il limitema5simo per una ma rcia di campagna; ,ma,.


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•questa tappa è già faticante perchè il c:wallo deve stare 12 ore insella1o. Le ~aree di 4? e 4-5 verste ?on sono faticose pel cavallo ed esso può s~r v1re ~ ~ an? ' eseg~e~do tal, marce. Però in tempo di pace nelle marce d, 4-0_ o 4-n chilometri lHsogna cambiare ogni tan to di andaturn pcrchè il ·Cavaliere segga meno sulla sella ed abbia più tempo pel riposo . I traaitti d, 80 verste devono e;;sere fotti met/1al passo e metà ad andatnre va r~te· . b) dopo una marcia di Gore è indispensabile, appena se ne ha il tempo: ·dt dare al C.'.lvallo due chilogra mm i di fi eno ed nn ga1·netz di avena ed nbbeverarlo; . e) qn~st~ escursioni dinmo un'idea all'uffìcinlc, e speciolmente al ·giovane, d, ciò che deve fors i nelle lunghe marce. . S~rebbe u~i le che in tuui i plotoni d'istruzione si facessero di ta li escur·s1on1 ~ue .".olte t·a~no; una in inverno e l'altra alla fin e di maggio facendo iforaggiare I cavalli al verde. Queste dovono farsi con un passo di G a 7 verste ~ll'ora: _la prima tappa deve essere df 35 verste, la seconda di 50, la ,~c!za,d, ~O, q~1i odi soggior~o; al rito:no la pri ma toppa di 70 verste, quindi .•ne I ultima d, 35. In questi drappell i devo ,:o trovarsi i giovani uffici ali ed 1 I_ comandante del riparto d'istr~zione sotto la direzione di un uffìcinle supe·r10re. Senza parlare della prnt1ca nel trattare il cavallo duriin te le escursioni, nell'insellarlo e nel ferrarlo, senza parlare dell'ab:tudine alla fa tica ·per p2rte del cavallo e del cava liere, queste es(;ursioni dànno una pratica ·nel s~pere vestirs_i seco~do la stagione ed il tempo; e que$tO polrà poi essere msegna to da, futun sottnflìciali ai giovani soldati. . La « Istruzione per le esenitazion i della cava lleria» prescrive che in ··qual unque guarnigione gli squadroni faccia no una passe.,aiata di 20 verste ogni_ setti~1ana. All'a~1tore sembrerebbe utile che nell'i~~erno queste pas·segg1ate s1 facessero in filetto, e si abituassero i cava lli ad un passo di 6 verste all 'ora; dal marzo in poi si dovrebbe fa re ogni setti mana una pas·seggiata di 30 verste. Nell'a_utunno ~urante le passeggiate si potrebbe eseguire il servizio di ·-esplorazione e d1 avamposti con squadroni contrappoHi, ed altri simi li esercizi .· Co~i, clic~ l'autore, la nostra cavalleria che attualmente si trova gùi, ,sttl piede di [Jiierra, sarà sempre pron ta alle lunghe marce. Cù·ca i passagg·i di fiumi a nuoto da ll'artiglùwia da monta9na ('I ). - W. G. - Nel 188,i l'artiglieria della circoscrizione militare del Turke· slan venne riunita presso Chogent a 7 verste dal Si r- Daria. Durante (i) In Russia ollre le battcrìc ria montagna a U.agna a cavallo.

t>iedi esistono anche batterie ..ta mon-

191.

questa radunata la batteria a cavallo da mont~gna re_ce un es_rerimeo~O·· di passaggio a nuoto del Sir -Daria, fi ume rapido ed mguada bde; esperimento che potè r,onsidP-rarsi come riescito; i pezzi ed i cassoni ~i fecer~ · passare sop ra piccole zattere costruite al momento . L'autore fo rn1s(;e tutti i particolari di questo pnssaggio che pllò dirsi una ~era novità; e vo1:rebbe · che simili esperi menti continuassero. Se le hntter,e da montagna s, eserciteranno io questi passaggi, il campo della loro azione si allargherà considerevolmente. Il loro concor~o nel passaggio dei fi umi di viva fo rza è . riconosciuto utilissimo ('I); se, coi sol i mezzi che offrono le località esse saranno in caso di eseguire il pass:iggio dei fiumi, esse potrnnno prendere parte attiva alle scorrerie ed ai distaccamenti YOlanti. Le batterie_da montagna debbono trarre i maggiori profi tti da l loro eccellente maten ale; ess<: possono in guerra passare dove passa un cavallo e possono passare dei,· larghi fiu mi senza bisogno di grandi zattere o chiatte; è sicuro. eh~ in una guerra futura le batterie da montagna troveranno un vasto 1mp1ego · anche io pianura, e che esse verranno destinatoalle divisioni di cavalleria. Note sull'operato clel 2· bcittaglione ferroviario del 'f ranscaspio. E una particolareggiata descrizione dei lavori eseguiti dal detto battaglioneper la ferrovia da Askabad aMerw. Il 2 (1I• )luglio u. s. fu compiuto anche · questo tratto ed ora 770 ver,;te (820 chi lometri) di ferrovia collegano il Capsio ossia la baia di Micnilowski con l\ferw. Il tratto pi ù scabroso del • lavoro fu l'ultimo, da Karibent a Merw, luogo 130 chi lome1.ri , pcrchè ivi mnnca com pletamente l'acqua e qualsiasi vegetazione. - L'acqua si" doveva portare valendosi della stessa ferrovia; si dovette pure stabilire un acquedotto in ferro di 25 chilometri di lunghezza. Questo tratto di ·130 chilometri fu compiuto in 36 giorni; vi presero parte: tre com pagnie del 2° · bauaalione ferroviario del Traosèaspio, in tutto 600 uomini e 300 terraiuoli persiani; 70 cavalli lavoravano al trasporto dell~ rotaie; ptir _gl'. altri trasporti eranvi 300 carri con 500 cavalli e con es!:1 300 carrett,en · o facchini. - In tutto dunque 1,200 uomini e 600 cavalli. Finiti i lavori il 2° battaglione ferro viario andò a riposare nel campo di Ciuli presso Askabad; cessati i grandi calori si ricomincierauoo i lavori per la pro- · secuzioue della fe rrovia fin o a Ciargiui sull'Amu-Dari a 238 verste (254, chilometri) da Merw. Le 1·ecenti espi.orazioni nel/.a J(ascgaria. - Le notizie izeografiche e statistiche che si h1111no io Ru:;sia sui pae:;i poco accessibili dell'Asia Centrale vanno ogni anno allarg:i ndosi. Nello scorso 1885 una grande utilità · ~

(I) Rapporto (lei generale Dragomìrow sul p~aggìo del Danubio a Sistova.


192

E PERIOOICI

LIBRI

portar_ono le c,-plornzioni oell:i Kascg.iria od altrimenti Turkcstao orientale; ID. 1 ,1.le anno il not0 via<r<riatore russo , n<renerale P-cew~l·k·1, ra". ov ( grn nse ti ~imit~ meridionnle rlella detta regione, portandosi dnl laO'o Lobnor alla c1tt,\. di Chotan, e di là ri piecrò attraverso il deserto Jun ,,.0 "1·1 fi urne . e O · ·Cl1otm1- Dnnn su Aksù . J. ~

,,., ~

. ~opo del signor Prscewa lki la parte occidentale della Kascgaria fu v1s1tata dal tenente Gronbcew;:ki che andò da Kascga r a Jarkend eri oltre fino _a ~l.1 01?~· e co mpilò nna carta strada le delle regioni visitate.Con questi nliev1 r1. tenente Groobcewski colleO'ò i lavori topoO'r'. , r·1cr .· ese" ·· . . • o O ,,u , t, ne 11 a Kascgar_ia da, membri della missione del capitano Kuropatkin nel _4 867 c~n _f{uelh d_el generale Prsccwalski. _ Cosi pure egli rece notevoli correz'.on1 ed aggiunte alla carta fatta da ll'ambasciata incrlesc che visitò 0 In K11· scgar1a nel ,1873. e 1874- "~otto il sirrnor Foi·s·,,· - e 1·er.e un ·rtrnerar10 · · . o dn~l:i lortezza r11ssa d1 confine Irkeschtan nella Fergana a Kasc"ar e di qu, al passo di Sniuk. e 1

Inoltre ~e'.100 da lui c~mpi lata una relazione minuta e ci rcostanziata sulla cond 1z1one. economrcn del paese visitnto · , , "-~ ti Ile t.ruppe, snIl e 1111poste, com_merc,o, e~c. L' lnr;at1·do Russo che ha potuto prendere co~osc_enza ~, tnle relaziona ne pnbblic:i le parli più interessanti in Yari nrt,colr ese<ruì il suo via• oo itO'io in cond 1·21• ·00 ·r mo lto r . Il signor . . Gronbccwski . e · s.avorevoli; prima dr tut.to per la mnl cel:ita ornosizione delle 't t .· · ' l · r·· "I 01I 1-1 crnes, c ie ?ontrnuamente llll.! ttevano ostaco li :illa sii.i ma rcia e noa volevano anzi affatto permeuergli di :111d11re oltre Kascg11 r; inoltre il Yi(l!!"io es~endo s~ato fat~o nel tardo tiutunno, il freddo recò nou poco inco.,;;dò aliI esecuzrone dei la vori topografici. Non di meuo t:i nto rrnesti ciu,rn . to Ia · · . ·1 • , re az1~n_e, r,ns<:rn:no ~oli.o in teressa nti. Da crne~ta relazione appllre come la posizione do1 Cmes1 nella Kascgaria si:i molto precaria E' noto · ,,. · d ·I • ' • come 1 ,mesi. opo I d1sa,tro da essi !<obito verso il ·1860 io $eguito :1113 ri volta dei Dungani furon o cacciati dalle loro provincie oc,. ideiltal"· . 1 · b'I' :1· , ., 1, e c ie so. IO SI si.a I ll'OllO l I nnovo nella Kasco- r,·a 011 ° l' l Ol'le :l Il' • r,u ' '' u • ue enerO'J'CO reit . ~,tor~ d, '}Uesto paese Jaknh-bek (1877). La Kascgaria tur bat; da lot~e intestme presentava una preda · posses . . molto fncile , ed i c·,nes 1· se ne 1m s~rono :,;cnza rncontrare quasi alcuna resistenza da pnrtc della popolaz1ouc ~us~ulrna1w. _Per Cfll?nto pesa nte fosse alla popolazione della ~~scg~r,a il tr~v11r~1 sott.)_ il dominio dell'usurpatore Jakuh-bek che 0 1avò il paese d1 sm,sarato ,~poste, la condizione 3 uuale del paese presen ta .· tm ,. aspetto ,_ .·ancora . . pe""rore oo · ·I Cines,· non so lo m'.. u1ennero tutte 1e specie .u t,,~sc ~s,_stent1_sot'.o ! akub-bek, ma le aumcntaron 0 con Hl<.:uni balzelli com~)ICtl \11. I ~ID CSI SI sforzano di mantenere la loro autori tà sul , paese conquistato coll asprezza e persino colla crudeltà; essi oltre che 0

I

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colle tasse irritano la popolazione iudigena offendendola uel suo carattere e nei suoi costumi; così, per esempio, nei giudizi e nelle udienze gl'iodiiteni devono ,,tare iu ginocchio davanti 3Ì funzionari cinesi. Finora la infelice popolazione si limit:i a protestare sottovoce, ma non v'ha dubbio che v'ha un limite ad ogni pazienza . Non solo il governatore cli Kascga r (daotai), ma anche i capi di distretto a lui sottoposti hanno diritto di vita e di morte, e le torture sono il com plemento indispensabile di ogui interrogatorio. Sottomettere alla tortura cd in s>o-onerale a pene corporali possono persino• i ca pi •di• distretto • • . di terza categoria, gli amministratori municipali cd altri m1uon 1mp1ega~1; la misura della pena corporale non è fissata da alcuna legge e tutto ~,~ pende dal benephicito dell'inquisitore. La pena di mille e più colpi d, bastone non è una ra rità. Riguardo alla tortura i Cinesi sono raffinatissimi, e di tutti i mezzi adoperati dà una minuta descrizione ii signor Gronbcewski. La crudeltà dei Cinesi appare in tutta la sua forza auche riguardo alln popolazione femminil o della Kascgarin. La donna accusata di adulterio è punita con 200 a 400 colpi di frust.a sul la faccia; ii suo viso non presenta più che una ma$sa informe iutrisa di sangue coagulato e tutti i denti cadono. Poco prima dell'anivo del signor Gronbcewski a Kascgar venti donne in una volta furono sul baza1· pnoite con ,iQO colpi ciascuna. Le grandi tasse cd i tributi ùai <tnali è gravata la popolazione della Kascgaria, il dispotismo e la crudeltà dell'amministrazione cinese naturalmente devouo destare fra la popolazione il malcontento pel governo cinese e far de;;iderare uu e.i mb io mento dell'a ttuale regime. Tutte le simpatie della popolazione sono ri volle verso la Russia; il modo umano con cui è tratLata la popolazione indigena dellaFergana fa un con trasto troppo sensibile colla condotta dei Cinesi verso gli a!iitanti della Kascgaria Kascgaria. A misura che nella popolazioue cresce l'odio verso i Cinesi, ' aumenta nella stessa misu ra in essa il desiderio di passare sotto il dominio russo. I Cinesi conoscono la loro impopolarità nel paese e fanno dei tentatiYi per mirrliorare l'ordine amministrativo nella loro lontana 0 provincia; ma tutti questi tentali vi s'infrangono contro il· gcuera Ie d.isordine amministrati vo. Indipeudentèrnente da tutti i difetti inerenti agli im piegati cinesi (concussion~, arbitrio, Yiolenza, crudeltà) nelle persone che servono nelle provincie di confine, si osservn nucora una maggiore demornlizzazione che non nel l'interno dell'impero. Tutti dal grande al piccolo non vedono nell'impiego presso ai conuoi rhe un modo momentaneo di far guadagno


LIBRI

per tornare a I più presto a casa . La popolazione del Kascgar molto bene conosce la debolezza dei Cinesi, il loro disordine 3mmin istrativo, lo scarso numero delle loro truppe oltremodo demoralizzat-e e continuamente in ammntim1mento contro i loro capi; e non v'ha dubbio che profitterà del primo caso favo revole per chiudere i conti coi suoi oppressori. Oltre 3d una quantità di dati intercssanri sulla Kascgaria, riportati dall'ln'flalido, il signor Gronbcewski riunì alcune informazioni sul piccolo e completamente inesplorato da Europei Kanato di Kungiut, situato a ;;ud del Pamire doll'altra parte della catena del Mustag. Questo Kanato è stabilito sul corso superiore del fiume Kungiut, uno degli affiuenti dell'alto Indo . Da Tasc-Kurgan (nel Sari-Kalé) si va nel Kungiut per Pamir-Tagdumbasc da dove si tra versa la catena del Mustag per tre passi che non presentano, specialmente quello di Kaklik, un grave ostncolo ai movimenti . La strada da Tasc-Kurgan n Miscara, il primo abit.'lto del Kungiut, si fa dalle carovane in 6-7 giorni e sino alla copitalc del Kanato; il villaggio di Balti t, in 12-13 giorni: le persone i~olate a piedi impiegano metà tempo. Il Kanato di Kungiut occupa le strette gole sulla destra del fium e omonimo, mentre la riva sinistra appartiene al Kan di Nogar, tribuwrio del Magaraja di Kasc-0mir. Questo paese è estremamente povero, In popolazione deve e1,.ser all'incirca di 20,000 abitanti; il Kanato termina ad un'ora di strada dolla città di Gilghit. Il Knu aLLuale chiamasi Hassan; il potere è ereditario. La popolazione del Kuugiut è molto bellicosa, essa continuamente briganteggia sulla strada da Jarkend al Tibet; nei monti Ak- dag sorprende le cnrovane e le svaligia. I fuci li dei Kungiut sono a pietra; la polvere se la fan no da sè. Truppe permanemi non ve ne sono, ma al caso di hisogno tutta la popolazione marcia alla difesa del paese. I Kungiut sono di religione musulmana di setta soiuta; hanno una li ngua affatto speèiaie cd inoltre tutti quasi conoscono il persiano. Il commercio è insignificante, monete non neesistono; si pagano nella maggior parte dei cosi con schiavi e qualche volta con poi vere d'oro portata dalle miniere. L'allevamento del bestiame nel Kungiut è in uno stato miserevole. In tutto il paese non vi sono più di 200 cavalli; vi si portano dei jak (buoi del Tibet), buoi del Kascemi r e pecore. Il cl ima del Kungiut dà la possibiliti, di crescere a molte piante straniere; così qni cresce il the, il riso, la vite, il pesco, l'albicocco, il melo grnnato. I lavori ca mpestri sono eseguiti specialmente da lle donne. Fino

~95

E PERIODICI

,nl ~885 il Canato di Kungiut si riteneva dipendente dall.a Cina ed ogni uno un'ambasciata del Kan andava a Kascgar e v, por~ava qu~ lc :marrO'iOrn pe.zzctti d'oro; dalla primavera dell'o~no scor~o I Kn~g,ut inve~~ si fecero sudditi della irnper:itrice delle Indie, e cacciarono 1\ fun ;zionario cinese inviato presso di loro.

Il Direttore T AN C R EDI

FO GLIANI

l!aggiort di fontt"4.

DEM-Al"ICI II C ARLO ,

geren Le.


NOTE

SUL CORPO SANITARIO MILITARE - - >:>..C<- -

I.

·~

Nel progetto di 1 legge per modificazioni sull'ordinamento del R. esercito che il ministro della guerra presentò al Parlamento lo scorso febbraio, progetto di legge che non fu discusso in causa della , chiusura della XIV legislatura e che la voce pubblica asserì poi esser intenzione del ministro stesso di ripresentare. alla prossima riapertura della sessione legislativa, in ~ezzo ad altre propo.;,ie di miglioramenti, modificazioni, aumenti di quadri, ecc. di cui non intendo occuparmi, figurava pure la proposta della creazione di due maggiori generali medici in luogo di due colonnelli medici soppressi, e quella dell'aumento di 5 maggiori, e due capitani medici nei quadri dei corpo sanitario militare. A chi appartiene a quel corpo e forse anche a chi non vi appartiene si affaccia spontanea al pensiero la domanda se tale proposta di aumento nei quadri di esso abbia:unicamente lo scopo di provvedere a bisogni nuovi e direi qurisi più minuti, del servizio affidatogli, o se tenda eziandio e precipuamente ad aumenta re la proporzione dei suoi gradi superiori per dare così maggior sfogo a quelli inferiori, maggior movimento alla carriera, e quindi maggior allettamento · pei giovani medici ad entrarvi ed a percorrerla. i3 -

AN1'0 XXXI. VOL. IV.


NOTE SUL COHl'O SANITAR IO MI LITARE

Questo bènedetto corpo sanitario militare sul quale ed in passato ed ultimamente ancora si è tanto parlato e tan to scritto, che da 50 anni in qua ha percorso sì variate vicende conquisi.anelo lentamente, ma valorosamen te la sua esistenza e la sua autonomia, chè ha subito critiche amare e meritato elogi distinti, in quali condizioni si trova esso al presente'? Funziona esso regolarmente, od in vece è difetloso in qualche parte del suo ordinamento, ed abbisogna in realtà di modificaz ioni e di provvedimenti speciali, come semb ra fosse nel pensiero del ministro della guerra allorchè volle comprenderlo esso pure nel suo progetto cli legge per le accennate proposte di incremento? Entrando in uno qualunque dei nostri grandi ospedali militari, e specialm ente all'epoca di campi nel territorio della divisione o del corpo d'armata, all'epoca delle 15randi manovre, all'epoca della leva, o nella stagione invernale allorquando il numero dei malati è considerevo le, quasi sempre si vedranno i riparti diretti uno o due clai maggiori medici addelli all'ospedale e gli altri rarissi11rnmenLe da qualche capitano, il più delle vol_Le da un tenente, o megl io e più spesso da un sottotenente medico di complemento. Ciò succede in manifesta contraddizione al § 609 del Regolamento di servizio d'ospedale, il quale prescrive che il servizio di capo riparto spetta di massima ai capitani ed ufficiali superiori medici, .e solo in via eccezionale ai tenen ti medici più anziani, e che invece i t.eoeoti e sotto Lenenti medici sieno distribuiti nei riparli pel servizio di assistente. E per di più questa condizione di cose fosse almeno stabi le e per· mcwentel ma invece per sopperire alle continue esigenze del servizio di presidio , pei vari spostamenti dei corpi e delle frazi oni cli truppa. come per le frequenti traslocazion i del personale sanitario , questa stessa precaria condizione di cose va soggetta a con tinni cam biamenti; ed il direttore di sanità o dell'ospedale è costretto ad escogitare giornalmente d~i ri pieghi, ad ordinare continui spostamenti per provvedere di un medico curante i suoi malati, perchè ciascun riparlo abbia almeno ogni giorno ch i vi passi la visita anche a costo che tale capo riparto ,;i debba cambiare ogni mese o magari ogni settimana. Lo stesso Regolamento sul servizio d'o,:,pedale prescrive al § 620

NOTE SUL COHPO SANITARIO Mll.lTARE

,199

-che allorquando gli ufficiali subalterni medici in servizio all'ospedale fossero meno di cinque, concorreranno nel servizio di auardia quelli dei corpi della guarnigione nel numero stabililo dal ~omandante del presicli0 e conciliabilmenle colle esigenze del servizio sanitario presso i corpi stessi. Sembrerebbe da questa prescrizione che al servizio di medico di guardia, importanti ssimo ed anche faticoso nei grandi ospedali non dovessero mai concorrere meno cli cinque ufficiali medici subalterni. Ma al contrari o quante volte devesi accertare la trasgress;one forzata di questa prescrizione regolamentare ; e bene spesso succede nelle principal i guarnigioni che all'ospedale militare concorrano al turno di guardia e quattro e tre soli medici subalterni. Non è gran tempo in uno dei più importanti ospedali nostri due soli sottotenenti medici di complemento si alternarono tre vo lle nel servizio di guardi a durante una settimana. · Il quadro organico dei reggimenti di fanteria e bersagl ieri porla per ciascuno di essi un capitano e 4ue Lenenti o sotto tenenti medici , un cap itano medico éd un subalterno per ogni reggimento di cavalleria. Ora in tutLi questi reggimenti il capitano vi esiste quasi sempre, o~ un tenente anziano che ne occupa il posto, in attesa della promozwne; ma quanto a subalterni non vedonsi che sottotenenti nei rerr. o ,g1menti e se si chiedono più precise informazioni da qualche uffi,ciale vi si risponde irnariab ilmenle colla formol a stereotipata : « Sottotenente di complemento: è un bravo giovane, ma fra poco ha finito il suo servizio e se ne va». Snll'annuario del 1886 i tenenti medici addetti ai reggimenti di fanteria e bersaglieri non sono che una diecina; i sottotenenti sono 58 in tutto dei quali 22 assegnati alla cavalleria, parecchi in Africa, ed una trentina sparsi essi pure, nei vari reggimenti di fan teria , tutti gli altri posti che rimangono presso questi stessi reggimenti sono ora occupati da sottotenenti medici di complemento o restano vacanti. Alle istruzioni tattiche, nelle marcie, alle esercitazioni a fuoco; ove è prescritto debba sempre essere presen te uno dei medici del corpo, il più delle volte è il sottotenente medico di con:plemenlo che ~ccompagna le truppe. Ai campi, alle manovre vi è il capitano medico con uno o due sollotenenti di complemento e sta bene fincbè 1


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:'l'OTR SUL CORPO SANITARIO MILITARE

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ì'\OTE SUL COR PO SANITARI O MILITARE

son tutti riuniti, ma che il capi tano si ammali, che sia per inevitabili esigenze di servizio comandato altrove, ed al reggimento resta solo il sottotenente di complemP.nlo; che un bauaglione vada distaccato e parte col sottotenen te medico di r.ornplemenLo. · Nè si creda con questo che io intenda di segnare con nota sfavorevol e la classe dei sot.Lolenenti medici di r.omplemen to, o che voglia apporre loro la taccia di inetti. Ben lontano da un tale pensiero debbo anzi .dire che mai come negli ultimi anni vi fu in questa classe un elemento più collo, più studioso, e più allivo di quello che fortunatamente per noi ci viene ora so tto le armi per quanto provvisoriamente. In tanto però il servizio, a furia di ripieghi, di cambi, di movimenti e sostituzioni di persona le nell'interno dei presidi i e delle divisioni, strellamente ma pure è copeito e di simpegnai.o, e per ora almeno si va avanti provveduto ad ogni esigenza, ad ogni bisogno . Ma procedendo le cose come sono ora avviate, continuando a diminuire progressivamente il numero dei sollotenenli come da parecchi anni succede, ben presto si giungerà al punto da non averne · più da promuovere tenenti , di cui mancano già ora oltre ad un quarto dell'organico e poco dopo a non averne pi ù neppure diquesli da promuovere capitani.

u.

uomini è l'interesse, è il desiderio di crearsi un avvenire, di mi· gliorare la propria posizione. E nel caso nostro è appunto l'interesse, il bisogno di un migliore avven ire, quello che determina 'la condotta dei giovani medici . Esaminiamo imparzialmente i fatti, e vedremo quale conclusione logica ed inevitabile saremo costretti a trarne. Compiuto il corso ginnasiale, a 1 ts anni , gli allievi che intendono -abbracciare la carriera militare lasciano le scuo le pubbliche, ed in ,uno od al pi ù due anni si preparano in qualche appropriato istituto privalo, a subire l'esame per l'ammissione alla scuola milit.are. CoJoro che hanno fallo il primo od il secon<lo anno di liceo sono sottoposti ad un esame più limitato, e quelli che presentano il diploma di licenza liceale o tecn ica vi sono ammessi senza alcun esame. Quei giovani poi che compiono i loro studi nei coll egi ~ili tari vi entrano ad H o 42 anni, vi fanno cinque ann i di corso e lasciano il collegio per la scuola di Modena o l'accademia di Torino a 16 ·O 117 anni in media, Compiuti i suoi .due anni alla scuola militare, :l'alli evo ne esce sottotenente a 18 o '19 anni, e se ha ingegno evo1lontà gl i è aperta.a breve distanza la Scuola di guerra, per la quale può entrare nello stato maggiore ed aspirare agli alti gradi della gera rchia militare: ma se anche la sol'te non gli arrida fino a tal :punto, avrà sempre prima dei 20 anni acquistalo un grado onorifico ed una posizione sociale per bastare a sè ste~so. Chi inYece Yolesse entrare nell 'esercito coll'assisa di medico militare, compiuto a •I iS anni il corso ginna:;iale, continua gli studi nel liceo da cui vien licenziato a '1 8 per entrare all'università. I l corso ,della faco ltà di medicina essendo di sei annit il c,iovane se non av rà avuto nel lungo periodo dei suoi studi alcuna grave malattia, -0lcuna distrazione giovanile che lo abbia fatto dichiarare insuffi <:iente all'esame ed obbligalo a ripetere l'anno, consegui rtt la sua laurea all'età di anni 2,i,. Quelli ch e si laureano pi ù presto sono ec-cezioni molto rare. Occorre anche notare che per gli anni di liceo come per i sei anni dell'uni versiLà bisogna che i giovani vi sLieno a proprie spe;j,e ed interamente a carico delle fami glie; mentre a tutti è noto come nei coli erri . . e mil itari ed alla scuola di Modena sia agevole ottenere la mezza od -0nche la in tera pensione gratuita per titolo di siud io e per benemerenza di famiglia . i;".')

Ora quale è la ragione per cui questigiovani abbandonano il corpo sanitario militare e rientrano nella vila e nella carriera civile appena lo possono? È inutile illudersi: l'amor di patria, il sentimento del dovere, l'abnegazione personale pel benessere e pel decoro della nazione possono esser gui da ad azioni generose ed a sacrifizi, e fortunatamente lo sono abbastanza spesso; ma per le masse, per le classi intiere di cittadini, nelle circostanze ordinarie della vita ed allorchè trallasi di decisioni dirò così a lunga por.al.a ed i cui effetti durano per tutta la vita stessa, là molla che fa agire una gran parte degli

'


20,2

NOTE SUL CORPO SANITAHIO l'l!ILITAUE

. Quando il giovane medico a 24 anni possiede finalmente il suo, diploma, dovendo ancora adempiere agl i obbl ighi di ,le:va, viene ar~·uol.ato come ritardatario, mandato per un anno alla scuola d'applicazione e dopo questo, nominato sottotenente medico di complemento coll'obbligo di prestare servizio per un altro anno ancora. Scontato questo può rientrare nella vita civile, o se vuole continuare il servizio militare diventa sottotenente medico effettivo, e solo. da quel punto, a 26 anni almeno, comincia la sua carriera di medico_militare, mentre i suoi antichi compagni di studio sono ufficiali• d~ cmq_ue, .sei, sette anni, alcuni alla Scuoìa di guerra, alcuni forseg1a cap1tan1 od al la vigilia di diventarlo. .E quando P?i alla fine dopo esser rimasto subalterno per al tri, sei o selle anrn come accade al presente il medico r·1oaitmae anche· lui il grado di capitano, quale prospel.liva di migl io;.;~arri~ra al i si 0 presenta ancora? Nella fanteria, che certo non è il corpo in cui la carrie;a sia Ja, P!ù ~·apidA, in ogni reggimento a 14 capitani corri:;pondono 4 mocrg'.or~ : n~( c~rpo sanitario a ;14 capitani medici corrispondono 2 ma; . g,or'. ali rn~1.rca; per cui questo grado medio delle aspi razioni della, carriera m1l1tare, a ben pochi ufficiali sanitari è dato di raO'aiunaerlo e la massima parte di essi dopo aver studiato per venti a~~i a ~arie~. d~lle famiglie per .l'acquisto del difficile ed onorifico grado accademie.o, ~ per tutto il resto della loro vita a fine di mantenersi ii1< pari a1 progr~ssi della. loro scienza non solo , ma per seguitare a supera'.'e esami ad ogni nuovo passo nella carriera, deve rassegnarsi a terminarla ed andare in pensione col grado di eapitano. . A me~te:e ~iù in rilievo questa circostanza credo che varrà meglio. d1 q~als1as; dn~oslrazione il seguente quadro sulla proporzione dei gra~, nell.e var,e armi e corpi, ded(>tto dalle tabelle di formazione· del! eserc1t.o secondo la legge 29 giugno 1882, modificata da quella, del ,f_4 lugho ,t 883:

'

nella cavalleria si ha 1 ufficiale superiore ogni 2,02 capitani >) » » 2,24 » nel commissariato» 4 }) :; 2,27 > J> » 1 nell'artiglieria >) , 1 J> » 2,43 » » nella fanteria )) » 2,8 1 » >> » 1 nel genio , }) )) 3,32 » » nel corpo sani tari o» 1

Hl .

1

nella cavalleria si Ifa ,J maggiore per 4,04 capitani nell'artiglieria )) ,J I) » 4,2·1 » nel commissariato» 1 » , )) I) 4,30 nella fanteria » ,, » >) 4,40 » nel gen io » 1 » » 5,27 )) nel corpo sanitario)) 1 » )) )) 6,50

203

NOTE SUL CORPO SANITARIO Mll,l'l'ARE

..

Si è detto però che il ritardo nella carriera è compensata pei medici militari da minori disagi, dalla vita più comoda che possono condurre ' da maaaiori mezzi di conservare la propria salute in tempo ()~ di pace e finalmente dalla Convenzione di Gineyra che li protegge in tempo di guerra. Queste opinioni hanno bisogno di alcune dilucidazioni. Forse è vero che in media generale gli ufficiali sanitari sono per minor tempo o meno frequentemente esposti alle vicissitudini atmosferiche, harino meno consumo di forza fisica, e sono costretti a minori fatiche corporali , perchè non obbliga.ti ad andare in piazza d'armi, alle esercitazioni tattiche, alle passeggiate militori ognì mattina come gli ufficiali delle altre armi . · Però, anche a questo proposito, giova notare che se da una parte il Regolamento di disciplina saviamente prescrive che ogni qual. volta le truppe facciano esercizi a fuow, sotto qualunque forma , l'ufficiale medico del corpo vi debba. sempre assistere, dall'altra i comandanti di corpo vogl iono, e non oso dar loro torto, che lo st~sso ufficiale medico intervenga a tutte le ma.rei e, a tutte le esercita1.ioni, e non sono rari quei reggimenti in cui , anche se un solo bauaglione si move, il medico deve accompagnarlo. E così, per i medici dei corpi almeno. sono singolarmente poreggiati i dis~gi ~ le fatich~ materiali, e spariscono le maggiori comodità della vita, 1 magg1on 'mezzi di conservare la propria salute. D'altronde, per un uomo ben costituito come deve essere un militare, non è forse preferi.bile dal lato igienico, l'aria pura dei camp,i


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NOTE SUL CORPO SANITARIO MILITARE

ed anche il sole e la polvere della piazza d'arme alle infezioni ed ài miasmi dell e caserme e degli ospedali? Logora certamente più la vita qu ella costante e non mai interrotta dimora di quat.Lro, cinque, sei ore al giorno in ·quegli ambienti malsani, in quei diuturni contatti con malati spesso di malattie infetti.ve o contagiose, in una continua stazione in piedi che stanca più di una marcia, colla tensione di mente richiesta dalla varietà e dalla importa·nza delle malattie, e nella situazione di spirito di chi sia in mezzo ai dolori ed.alle sofferenze altrni ; di quello che non poRsa logorare la marcia o l'istruzione col sole e la polvere, ma respirando l'aria pura ogni mattina, facendo ginnastica polmonale e corporea, colla musica in tesla, anche a costo d'un bagno a vapore, anche a costo d'un acquaz . zone ogni tanto, o di qualche colpo di vento borea.I.e. Oltre a ciò per quanto monotona e faticosa sia la vita d'ogni arma e grado, essa ba pur sempre le sue tregue, i suoi riposi. Vi è il gi.orno di pioggia, vi è il giorno di festa, in cui non si fanno eserci tazioni: per quanto raramente, pure talora l'ufficiale trova quel giorno in cui il suo servizio· è variato o in cui può recarsi in quartiere solo per l' ora del rapporto; e, questo finito, uscirne senza mancare al proprio doverE'. J)er il medico non esiste alcun giorno di riposo ; nòn vi è in tutto l'anno nè fosta, nè solennità religio$a o civile che lo dispensi dal tro· varsi sempre alla stessa ora ad adempire lo stesso servizio , a vi · ~/Jf.1 sitare e cumre ammalati. . Sia_ pur pesan_t~ l'ora_rio di t.rn reggi~ento , l'ufficiale che 1y :comprnto 11 suo serv1z10 puo senza scrupoli andar dove vuole, 1essuno lo cerca: quelle ore di libertà sono sue, assolutamente sue, e può ab: bandonaro qualsiasi preoccupazione e sen tirsi libero da ogni responsa.b iI(là di retta. Il medico è condannato vita durante ad una costante. eterna. non interroll_a reperibilità, tanto più aill illiva quànLo più ~gli se~te !a responsabilità della sua posizione . Non può allontanarsi, non può chiudersi in casa, non può abbandonare il posto, sparire, neppure per un'ora - bisogna che in quartiere od all'ospedale si sappia sempre ove trovarlo. Nè si creda che questa sia una esagerazione, ovvero un onere leggiero. Venti anni fa , allorcbè egli avev~t lasciato l'indirizzo del

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proprio domicilio all'ufficio maggiori tà , bastava; ed era molto se una volta al mese capitasse qualche urgenza, qualche fatto grave da richiedere la. di lui presenza in quartiere in ore straord inarie. Ora le idee umanitarie hanno avuto molta maggiore diffusione, e sta bene; ma con esse crebbero pure i bisogni e le esigenze delle masse, e la preoccupazione costante in ogni graduato di servizio di coprire dietro quella del medico la propria responsabilità; per cui non succede più che un soldato reduce dalla manovra si bulli sul lello dicendo di avere dolor di capo o mal di denti senza che il sergente di settimana. faccia chiamare il medico; nè che nn pigro od un cattivo soggetto si rifiuti al turno di fatica od alla istruzione, o che riceva un pugno da un compagno litil{ando, senza che ·il caporale di settimana si creda invariabilmente in dovere anche lui di farlo chiamare. La Convenzione di Ginevra fu un gran passo fatto dalla legislazione militare nella via della civiltà e del progresso, fu una assai benefica istituzione, a vanLaggio dei malati e dei feriti in guerra; ma quanto al personale sanitario, la protezione che essa realmente gli può dare sul campo di battaglia è ben diversa da quello che dovrebbe e che vorrebbe essere., da quello che la maggior parte della gen te può credere. Si sa e.ome essa possa garantire in genere dalla prigionia, ma non da successive ferite o dalla morte firichè gli individui aventi diritto alla sua protezione ;;i trovano nella zona del combattimento; e qua.rito _ciò sia v.ero lo dimostrano le reclamazioni sorte dall'una parte e dall'altra nelle ul time guerre franco-germanica, russo-Lurca, serbo-bulgara , per artiglierie puntate contro le ambulanze, per le· sioni e maltraLLamenl i sofferti dai feriti o da coloro che li assistevano. Ora in base a questa Convenzione, anche se il posto di medicazione, la sezione di sanità o l'ospedale da campo cadono in mano al nemico, medici e feriti non rimangono prigionieri, ma questi sono trasportati appena le loro condizioni lo permettono, e quelli non restano tra le file del vincitore che il tempo necessario ad ultimare il 101:6 lavoro, a far trasportare i loro malati agli ospedali più vicini, od a consegnarli nelle mani dei medici che devono supplirli , e ritornano .il giorno dopo ai loro posti primitivi a nuove fatiche, a nuovi pericoli.

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NOTE SUL CORPO S•.\KITARIO MILI TARE

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NOTE SUL CORPO SANITA RIO MILITARE

IV.

Un altro dei vantaggi allribui li ai medici mililari in compenso della lentezza nella loro carriera si è voluto trovare nella concegsione dell'abito borghese , e nella possibilità di procacciarsi una clientela privata. Su questo argomento escogitalo male a proposito dall'anonimo autore dell'opuscolo « Il morale dell'esercito » sebbene vi sia gi/t stato risposto con vali de ragioni daaltro scrittore, è pur conven iente intrattenerci alcun poco . Secondo il mio modo di vedere, che è pure quello di tutte le perspassionatamenLe le cose attinen ti a questo sersone che aiuJicano o . . . vizio, e che nutrono stima ed aJiezionea questo corpo san1 tar10 militare, fo un passo fal so quello di invocare dal ministro della guerra l'autorizzazion e pei medici militari a vestire l' abito borghese sotto lo specioso pretesto della maggior faci lità di accedere alle cliniche universitarie e di coltivare la clientela privata. Non si direb be che i medici militari debbano vergognarsi di portare la loro uniforme e che sieno felici di depoda allurchè si devono trovare coi loro colleghi civil i o presentarsi nelle famiglie per esercitarvi la loro nobile mis::;ione? Fortunatamente questa nostra un iforme possiamo portarla non solo senza sentircene umiliati, ma a testa alla e con orgoglio, poichè essa fu in passato ed è tuttora l'uniform e portata da medici insigni, da operatori valenti, da persone che illustrano il corpo a cui appartengono. ~elle aule universitarie secondo me è molto più decoroso che l'ufficiale sanitario si presenti con la sua divisa anzichè travestito so tto un abito qualunque. I professori ne sono soddisfatti vedendo uomini che hanno già saputo acquistarsi una decorosa posizione sociale, che hanno occupazioni e lavori e indirizzo loro speciale e proprio, e ciònondimeno ricorrono alla fonte del sapere e.cl ascolLano attentamente la voce del maestro . Per gli allievi è un esemp_io a con-

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tinuare lo studio, un avviso che, conseguita la laurea, non si è ancora istruiti abbastanza, uno stimolo forse ad abbraccial'e più tardi la, loro stessa carriera; ed il medico militare che si presenta colla sua uniforme, coi di stintivi del suo grado, è oggetto di deferenza e di· riguardi da parte degli uni e degli altri; mentre quando entra colà in abito borghese è ano sconosciuto, un uditore qualunque che deve· lottare di gomiti con tutti gli altri se vuol vedere qualche cosa, al· trimenti rimane nascosto tra la folla e perde gran parte del profittodelle osservazion i ~ delle dimostrazioni. La clientela privata del medico militare è cl uopo confessarlo, non esiste e non può esistere tranne che in pochissime eccezion i: fu un pretesto e nulla più. Si sa benissimo che con la ristrettezza presente del personale, con . le esigenze ognor crescenti del servizio sanitario al giorn o d'oggi , una buona parte delle ore della giornata e specialmente tutte quelle del mattino sono assorbite dal servizio stesso. Una volta allorchè si, era falla la visita il mattino in caserma od al riparto nell'ospedale, in un paio d'ore il medico era sicuro, salvo qualche accidente straoi:dinario e grave, di esser libero pel resto della giornata . Ora compiuti quei servizi , vi sono le inLerminabil i scritturazioni richieste· per dichiarazion i, foglielli, pesature, misurazioni, proposte per licenze, per osservazioni, per rifo rme, per tutti i più piccoli incidenti· che possono occorrere nella vita e nella salute del soldato, e di cui vuol si conservare docum en to autentico negli archivi del reggimento . e per duplicato in quelli del ministero. Il ministro della guerra concede da qualch e tempo l'uso gratuito• del medico militare alle autorità tutt e dipendenti dagli altri ministeri per tutte le queslioni medico-legali relative ai vari personali, posLi sotto la loro giurisdizi one: guardie di pubblica si curezza, doganali , carcerari e, guardie municipali, impiegati di posta , telegrafo,. operai di arsenali, zigaraie, tutti vengono direlli al medico militare, allorchè si tratta di dare un gi udizio sulla loro salute, sulla loro• attitudine ad intraprendere, o continuare, ovvero sui loro dirilli obisogni di sospendere o lasciare il serv izio per motiYi di salute: e tale uso si va talmente estendendo che oramai non vi è più un ar-· rolamento od un proscioglimento, un trasferimento, una licenza,. un collocamento a riposo in alcuna delle innumerevol i corporazioni,


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dello Stato che si effettui senza prima sentire il giudizio del medico ,militare e senza che egli ne rilasci la relativa dichiarazione scritta. Né si creda per altro che io mi lamenti di questo fatto; tutt'al contrario lo considero anzi come una fortuna pel nostro corpo; come ,una prova di stima e di fiducia accordataci da tutte le autorità, da tutti i ministri, ed una pubblica testirnoniania che tutti ci ' danno di apprezzare non solo il nostro sapere, ma ben anche il carattere ~·e l'integrità. Se ho citato questi partic0lari del servizio fu solo per -accertare il fatto e dimostrare come e quanto sieno occupate le ore -del medico militare. E dopo di ciò mi si venga a parlare per lui di clientHla privata! Senza tener conto di tutte le volte che egli sarà assente per più ·· O meno lunghi periodi di tempo per motivi di ser·vizio, qual è quel malato che possa o voglia attendere ogni giorno fino alle ore ,i ,1, ~o a mezzo,dì che il medico sia libero dal suo servizio per poterlo visitare? E indubitato che ogni medico militare ha delle visite da fare fuori della caserma e dell'ospedale; ma queste visite son fotte ~alle famiglie di ufficiali, a quelle di amici, 1i conoscenti con cui è entrato in relazione per obblighi di società nei paesi ove soggiorna. Ma queste visite alle quali non si può e non si deve rifiutare per·Chè la mi ssione sua è quella di assistere ammalati, non costituiscono una clientela nel senso lucrativo che si vuole annettèrea trii e parola. E queste famiglie in cui egli penetra chiamatovi per antica amicizia e per ben meritata fiducia non si allarmeranno certo al sentite il ·rumore della sua sciabola tanto più ora che si può dire non esservi · più casa ove non si trovi il suo ufficiale di complemento o di mi, lizia territoriale. Dic.iamola dunque francamente: la clientela privata, la libertà -dello studio furono non altro che nn pretesto per ollenere una con-cessione, un privilegio, utile a pochissimi, non richiesto da:la ge. ·neralilà che allora quando venne elargito non vi pen sf:tva neppure, -e da cui non han tratto vantaggio nè il corpo nè il servizio. Il corpo si è con questo mezzo sempre più distaccato dalla grande famiglia militare di cui cessò d'essere uno dei membri più amati e stimati, suscitando l'invidia e la gblosia di spiriti deboli e piccini ,cni sembrava quello il più grande dei vantaggi, il più utile dei pri-

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vileoi · e si è invece confuso tra la folla, scapitandone in considerai,' . zione e sembrando un vergognoso. che cerca di nascondersi. Il servizio ne fu a sua volta danneggiato perchè una non piccola parte della responsabilità del medico militare è .svani~a. Quando tutti portavano la loro divisa, se accadev:1 una d1sgraz1a,_ un cas? urgente in quartiere, un soldato usciva, e se hon trovava in casa 11·. medico del proprio reggimento si presentava al primo che avesse· incontrato per via, ed il soccorso arrivava. Adesso. in quei casi, se no~ si trova subito il medico ~el corpo non rimane altra strada che· ricorrere all'ospedale, e mettere il medico di guardia nel solito bivio o di abbandonare il suo posto u di lasciare senza soccorso un ma-· lato che realmente può averne bisogno urgente. E nell'interno dell'ospedale la disciplina. non avrà certo guada-· anato dalla introduzione dell'abito borghese in un locale ove non, p esistono che militari. Per certo qualsiasi istituzi one ba i suoi vantaggi ed i suoi incon. venienti, ma tocca alle persone sensate e discrete il capire quando· i primi sono superiori ai secondi, e quando questi non si possono evitare se non a d~nno della istituzione stessa. 11 meglio è nemico del bene; e quando un'opera la si vuole troppo limare e rendere per-· fella si arrischia sovenle di guastarla irrimediabilmente od almeno di falsarne il carattere e lo scopo. Se qualche meclico militare ha in un paese dei gravi interes~i professionali. quello è un individuo che sta per abbandonare 11 corpo , che lo deve abbandonare necessariamente, inevilabilment~ · perchè le due occupazioni sono incompatibili fra loro: si accomodi eali come può, ma finchè appartiene al corpo ne subisca gli oneri cci~e tutti gl i altri, e non si danneggi l'istiLuzione ed il servizio con· la;gh ezze che se possono far commodo ad uno danneggiano cento. In fin dei conti quest'abito borghese è un doppio corredo dispendioso ed inutile, ma che pur si deve mantenere anche da chi non lo volesse, per seguir la corrente, per fare come gli altri, e per non, venjr tacciato di originalità. ),


ì'iOTE SUL

conro SA l\' lTAnlO

NOTE S UL COII PO SAN l'fA nl O MILl1'AllE

MI LITARE

Y. ~el 1873, dopo vi va discussione in Parlamento f la l I . . u approvata e Promuloat·, . n• " . egge su r rordmamento dell'esercito n . . dd~fim la pdos11~on~ ~e_i m~dici militari, assegnando a.cl es:i~ 1~~1~:~~ 1 corpo e eJ1etl1v1ta di grado. • I primi anni che seauirono a . . . n que 11a misura radicale se"narono un vero r1so r_g1~ento pel corpo sanitario miliLnre. o ' Le promoz1on1 vennero regolate mediante esami ri a -· . . potevano accedere tutt' · ct· . ooro:.1 a, qual, . . .. i m, _,stmtamente quelli che raooiunaevano una ce1la anzran ,ta; la carn era fino allora torpida le "l.n . o . effettuarsi si fece . . , 'd ' . ' n iss11na, pote ' p1u tap1 a e da quel a,orno 1. . . I . più colti pi ù :studiosi p· . d' . '. . g1ovan , aureat , ' ' IU 1Sl1nl1 per 1naeono e Ca 't' ffl . nell'ese rcito per erodervi d' .. 0 0 pac, a a u,rono , una pos,z,one onorifica, nciuciosi nel loro avvenire. i, l')

Se si esaminan~ gli annuari dell'esercito dal 1873 al ·18 . 80 d s~ vede una costante rntroduzione di 50 GO f medici accorsi ogni anno a ri empire i, vuo~ ~ 8Od sottotenenti corpo . , :. p, o ucevano nel

:1~: .

Allora , la vita del medico mT t . . ufficiali d I . . ,· i , are era vita in ti ma non so lo cooli . e co, po sa n,ta110, ma ancora e molto i'I . . . . o proprio re(rnimenro Pel 1 e pm con quelli del . Oo • UJl OO S00'D'!Orno Che 'n . .f l'affiatamento, il cameratism~ o1t'~1im. I o .' , ess? _v'. si aceva, vecchio medico mTt - . ·b' I enam, d am,c.1z1a t:he ogni i , are se, a ancora con or .t. d'anni, rafforzavano la solid11riet·" r. ·1· o I antrt: '.' c_ompaini . . «, i.tc1,lavano le relaz,on d v1z10 anche da infer iore a s .· . . , i serb' ' upe, ,ore e viceversa I idee, in genòrnvano la stima e h conlìden : , e o scam ,o delle . il medico alla ca•Tiera n1·1·1 . ' za reciproca, all'ezionavano • ' 11 aie, e lo rendevan . caro ed apprezzato in una infin,·ta· a· . . o am,co, conlìdenle . . ' ' circostanze. . . . Non e a dire quanto questa vit i I coi soldati dello stesso reooime , ' 0a_ ungo d,v,sa con gl, ufficiali e '-'i::> · n.o i:) 1ovasse al buon andamento del Sèrv1•zio san ita rio . ' ' Il medico ne studiarn le caserme , Ie con ct·rzioni igieniche, gli in<')

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dividui, la attitudine delle truppe nelle marce e nelle esercita zioni come nei campi e alle manovre, sapeva distinguer·e a colpo d'occhio i fiacchi per deficienza di forza fisica, da quelli cui mancava solo l'elemento morale e la volontà; acquistava qui ndi cosi un criterio esalto della altitudine militare e se ne giovava dinanzi ai consigli di leva ed alte rassegne. Abituato a quell'ambien te, conoi;cendo Lulli , ufficiali e soldaLi, accorreva ad ogni bisogno, provvedeva ai èasi urgenti, svelava in tempo certe finzioni, correggern sul nascere quella tendenr.a all 'ignavia a cui la natura umana tanto fa cilmente tende ad abbandonarsi. Ora le condizioni sono cambiate, cambiate assai . Da alcuni anni questi rapporti intimi che facevano del medico un membro della famigli a militare si sono andati così rnllentando che tendono a scomparire. L'aver stabilito un rigoroso turno di trasferimento da un reggimento di fanteri a o di cavalleria, considerati come destinazioni mobili , ad un ospedale, distretto mili tare, reggimento d'artigl ieria, genio od alpini, considerati invece coine residenze fisse produce una frequenza di cambiamenti, una mobilità nel corpo sanitario grandissima. L'avere così lìssaLo di tener calcolo della sol a anzianità di servizio sempre ed esclusivamente nel far passare Lutto il personale sanitario dai corpi goggetti a cambi di guarnigione ni corpi o stabili• mentì di residenza stabile, ha cert o un grande vanLaggio nella equità, nella giustizia. imprescindibile che salva da qualunque parzialità, che esclude ogni pretesa, ogni riguardo perso nale, ogni protezionismo; ma. ha pure i suoi inco nvenienti a cari co del servizi o. La grnnde mobilità acquistala in Lai modo da l corpo sanitario, la vertiginosa frequenza di trasferimenLi degli ufficiai i medici crea ad essi una posizione delle più instabili. Essi in qualunque corpo si trovino vi si considerano come di passaggio, non vi pongono affezione, non vi contraggono relazioni inti me, non hanno tempo a studiare l'ambiente in cui vivono. Ed inoltre questa condizione di cose riesce pure a scapito della istruzione· tecnica dei si ngoli individui, od almeno di quella pratica dell'esercizio meclico che è la pietra di paragone all a quale si assaggiano tutte le teorie, tulli gli studi fatti sui Iibri. Se l'abbondanza di personale permettesse di fare i cambi di de-


NOTE SUL CORPO SANI TARIO MlLITARE NOTE SUL CORPO SANITARIO MILITARE

stinazione in guisa che ciascun medico militare a turno e per un tempo sufficiente, da tenente prima, da capitano.poi, potesse essere addetto ad un grande ospedale militare, oppure lasciato in una grande città ove si trovino università o grandi ospedali civili, ne$suna obbiezione potrebbe elevarsi contro tale sistema, tutti ne sarebbero soddisfatti e il servizio ne trarrebbe pel primo vantaggio. Ma ecco invece come vanno le cose nelle attuali condizioni del nostro corpo. Un sottotenente medico in un reggimento, a suo turno, dopo due anni è promossso tenente, e siccome i tenenti medici al presente sono pochi, ed i posti a sede fissa sono molti, così appena promosso, egli sarà trasferto e mandato ad occupare una delle cosidette posizioni stabili. Tra queste posizioni stabili, naturalmente figurano in prima linea anche gli ospedali; ma dovendosi di necessità provvedere prima al servizio, dirò cosi, esterno ci~è ai vari reggimenti del genio , artiglieria, alpini ecc ., così una sessantina soltanto dei tenenti medici vengono addetti agli ospedali, èioè appena i_due quinti del numero totale di essi portato sull'annuario: tutti gli altri sono destinati ai sopracitati corpi a sede stabile E quivi tutti questi tenenti medici attendono l'epoca dell'esame di promozione, passando così tutto il periodo della loro vita di subalterno senza esser mai stati addetti ad uno spedale. Appena promossi al grado di capitano questi medici, sono di nuovo assegnati ad un reggimento di fanteria o di cavalleria e quivi atten·dono un altro turno d'anzianità che li faccia destinare di nuovo ad uu·altracli quelle posizioni d'immobilità inerenti al nuovo grado. Anche qui tra le posizioni fisse dovrebbe logicamente figurare in prima linea qnella degli ospedali, ma invece per i capitani medici non vi è altro posto nell'ospedale che quello di aiutante maggiore ven tiquaLtro in tutto; e rarissirni, tre o quatlro, non di più, sono quei capi tani che possono starvi come capi riparto. L'annuario di quest'anno porta infatti non più cli ~7 capitani medici addetti ai _vari ospedali del Regno, non contando, ben inteso quelli che pur figurando sull'annuario come addetti ad uno spedale sono invece comandati in permanenza a far servizio a varie scuole ed istituti militari, come la scuola d'applicazione d·artiglieria, l'acca-

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demia militare, i collegi militari di Roma, Firenze, ecc. , pei quali il medico non fu mai portalo nei quadri del personale. Tulli gli altri, e sono poco meno dei due terzi, sono asse~nal( ai . clisl1:eui. m_ili~ari, all'artiglieria e genio, al comitato ed alle d1rez1on1 terntonal1 di sanità, ecc. Supponiamo eh.e un tenente medico appartenente a quelli eh~ da subalterno non furono mai addetti ad un ospedale, dopo compiuto il suo turno da capitano in un reggimen to di fanteria o di cavalleria, destinazione mobile, venga assegnato, come a destinazione stabile, ad un distretto, ad un reggimento d'artiglieria, od altra simile posi· zione, ed egli arriverà. così al grado di maggiore senza essere stato mai in uno speciale militare, senza avei' fatto un sol giorno di servizip in un riparto di ammalati : E ve ne possono esser molti di questi maggiori che comincieranno ad avere un riparto in uno spedale solo quando abbiano raggiunto quel O'fado, in una età che non sarit mai, fuorchè per rarissime eccezio~i, inferiore ai /1:5 anni, quando cioè l'attitudine ali' osservazione del malato, ad analizzare le cause e gl i effelli della malattia e l'opportunità di una cura, se non fu già contratta prima, non è più po~sibile acquistarla . Nè si elica che i capitani medici dei reggimenti di fanteria e cavalleria debbono per turno prestar servizio agli ospedali, e quivi fare la loro pratica da giovani, prima di pa:;sare a.i distretti od altre destinazioni sta bili da cui non è più possibile distoglierli. Al punto in cui sono ora ridotti i quadri del corpo e non trovandosi più assegnato a quei reggimenti alcun subalterno con nna certa anzianità.e pratica. di servizio i colonnelli vedono mal volontieri il servizio del reggimento affid~Lo ad un sottotenente medico di complemento, il quale per giunta nelle grandi guarnigioni può anche venirne distratto per la guardia all'ospedale o per altri servizi; e ben a ragione fanno ogni premura presso i rispettivi comandanti di divisione perchè il servizio del reO'O'imenlo resti sempre affidato al capitano medico . Sen"'z~'ì contare che sono anche molti quei reggimenti posti di ù'Uarn1'o'ione in località lontane da O"ni ospedale militare, e dove il e v O capitano medico può benissimo passare tutto il sno turno di servizio al corpo senza che gli si presenti mai una volta sola l'opportunità. di esser ch iamato a far servizio all'ospedale stesso. H. - ANJ'iO XXXI, VOL. IV.


NOTE SU I, CORPO SANITAR10 MILITARE

VI.

Diamo ora un rapido sguardo alle fonti da cui si alimenta questo corpo sanitario, al suo modo di reclutamento per vedere se qui pure vi fosse qualche osservazione da fare o qualche insegnamento da ritrarne. Una volta questo corpo non aveva altra forma di reclutamento che il concorso per esame fra medici borghesi, e l'accettazione, pure in seguito ud esame, di quei giovani che la sorte aveva chiamato sotto le armi e che riuscivano a laurearsi in medicina durante i loro anni di servizio. Riconosciuto affatto insuffic ienti queste forme di recl ntamento si dovette pensare a provvedervi e si credette avervi trovato rimedio colla Scuola d'applicazione di samità m,ilitare. · (Juest.a scuola fn isti tuita in Firenze al principio del 1883 allo scopo diretto di impartire una buona istruzione sulle specialità medico -militari a giovani laureati, cui fu concesso di ritardare il servizio militare fin dopo compiuto il loro corso di studi, assogettandoli in seguito ad un anno di questo stesso servizio col grado di sottotenente medico di complemento, e colla facoltil. o di continuare poi nella carriera come sottotenente medico effettivo, o di tornare all;i vita ci".ile, come ufficiale cli complemento. Invogliare poi i giovani alla carriera militare ed indurli a rimanere sotto le armi dopo il .loro anno di servizio obbligatorio, doveva essere scopo indiretlo ma importantissimo di quella istituzione, che avrebbe così rifornito gli elementi necessarì per le esigenze del servizio sanitario in tempo di pace, ed un numero sufficiente di ufficiali medici di complemento pel tempo di guerra. La legge attuale concede agli studenti la facoltà di ritardare sino al 26° anno d'età l'adempimento del loro obbligo di leva, allo scopo di permetter loro di compiere il corso di studi cui si sono dedicati. Lo studente di medicina fruisce al pari degli allri di questa disposizione della legge, e già abbiamo detto che es.,o è fra quelli che

NOTE SUL CORPO SAN ITAll! O MILITARE

vengono laureati più tardi per la lunghezza del loro corso di studì. Si è dunque a 25 anni in media che l'allievo medico, come fu ch iamato, entra alla Scuola d'applicazione di sanità militare. Quivi questi giovan i, meglio questi uomini fatti, insigniti di un titolo accademico che è prova del loro valore intellettuale e scientifico, che li colloca già per sè stesso in una posizione sociale ben definita ed abbasta·nza onorifica,. che permette loro di aspirare anche sub ito a posti abbastanza rimunerativi, il che non gitast.a, vengono fatti soldati e sottoposti al la rigida disciplina della caserma. TuUi gli altri giovani aspiranti alla carrieramilitare vengono prima avvezzati all'a vita in comune; alla di:;ciplina paterna e temperata nei colleO'i militari., alla Scuola di Modena, all'Accademia di Torino: t') e quando sono giunti, a 18 o 19 anni, al termine dei loro studi e non si tralla pi ù che degli studi complementari per la pratica applicazione, essi vengono allora nominati ufficiali e rilasciati completamente alla vita libera, alla responsabi lità delle loro az ioni, alla piena libertà dell'ufficiale e del ciltadi no. Così si è sempre fallo per gli allievi dell'accademia militare, così si è sempre fatto per gli inaeO' n eri allorché vennero chiamati per concorso in seguito al bio ~ ' sogno di aumentare il numero degli ufficia li d'artigli eria e genio; come così si fa per la Scuola normale di cavalleria a Pinerolo, come certo si farà pure prossimamente quando sarà attivata la nuova Scuola d'applicazione per la fanteria. · Per gli allievi medici invece si è agi to precisamente al contrario. Essi non più certo giovinetti imberbi, essi che hanno un corso di studi se non superiore, certo più lungo di 5, o 6 anni almeno che tutti gli altri, essi che furono già avvezzi per tutta la loro gioventù alla vita operosa ma libera dello :Studente d'universìtà, vengono allora, come semplici soldat'i chiusi in caserma, sottomessi allo studio obbligatorio ad ore invariabili, alla vita ristretta in comune, alla ritirata alle ore 7 pomeridiane. Per quanto glorioso ed onori fico sia il cappotto del soldato, esso non segna certo un grado molto elevato nella gerarchia 5ociale moderna, ed obbliga intanto questi giovani che ora la vestono a prendere la posizione dell'attenti in presenza dei loro antichi compagni di ginnasio oramai ufficiali da sei anni, oramai tenenti anziani, ed in presenza di giovani sottotenenti che facevano le classi elementari quando essi erano già al li•)eo.


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NOTE SUL CORPO S.\ NITARIO MILITARE

Non è per lo meno una incongruenza manifesta quesLa differenza , questa inferiorilà di Lrattamento imposta ai medici? Anche gli avvocali e gli ingegneri si polrtt di re, venendo volontari di un anno, fanno per un anno il soldato I ma quesli son chia.:. mati per fare il soldato, e an~he in caso di guerra saranno soldati; quelli all'incontro son chiamati per fare il medico, ~d in ogn i circostanza, il servizio che si richiederà da loro sar~ sempre il senizio })l'ofessionale, non mai quello di soldato che maneggi il fucil e o la sciabola. Ciò posto sarà faci le capi re qual i sentimenti debbano di necess i Lit agitar? gli a~im_i di questi all!evi della nosLra Scuola d'applicazi.one e quali deduz,om debbano essi trarre dal suaccennato confronto. SenLendosi umil iati ed irritati nello stesso tempo non sanno, ad ogni modo, vedere quanto vi sia di ben igno in quel giogo, di utile in quella disciplina, di distinto ed onorifico nella loro semplice assisa di soldato. Pero I~ ~r(nrn impressione è slata sfavo l'evole e questa impressione ben d1H1cilmen le polrà cancellarsi in avvenire: dn. quel momento il giovane medico non vede più con occhio benigno la carriera mililare e 1::t lascieril. appena gli sarit possibile. E pel' disarazia queste im. . o press10n1 non restano silenziose e rinchiuse nell'animo di chi le ha provate, ma si diffondono nel paese, e penetrano largamente nella classe degli studenLi di medicina che devono capilal'vi più tnrdi, e che cercano avidamente informazioni sulla sorte che li attende at loro uscire dall'università. Citerò a questo proposi lo due soli fal.li che mi sembrano moJ.to dimostrativi e che e.redo non abbiano bisogno di commenti. Nell'anno 1883, primo anno dell a istituzione della Scuola di Fi renze, si 110Larono sull'Annuario "94 lenenli medici , e ·103 solto,enenti medici; su quello di quest'anno, pubblicato il ·1° maaoio dal Giornale di med'icùia miliia1·1:, non figurano giit più che ,f 5rtenenLi e 58 sottotenenti medici, dopo soli tre anni di esperimento. Nel novembre dello scorso anno furono mandati dal mm,stero all a Scuola d'applicaz ione di sanità milital'e Lutti i vo lonlari di 110 anno laureati in medicina·che si erano arruolati nelle diverse direzioni cli ospedali militari in numero di una quaran tina. Furono i~ terpellali se avrebbel'o preferito fare il corso a\Ja Scuola e poi serv11·e nn anno come sollot.en enti medici, o ritornare alla direzione 1

NOTE SUL CORPO SA1'i lTARlO MIU TAI\E

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dell'ospedale e sconlaryi l'anno di rolontariato come soldati aiutanti nelle compagnie di sanità. Cinque o sei solamente rimasero a Fi renze, tulli gli altl'i optarono pel ritorno all'ospedale: ed ora hanno finito il loro serl'izio e se ne lornnno alle loro case. Hanno cosi passalo un anno come sol da Lo, ossia 4 a 5 mesi più che se fossero rimasti alla Scuola, ma compensati da una r,ratica effettiva in un grande ospedale; e ritornano un anno più presto alla vila civ ile. Ora. se essi vogliono esser nominali al grndo di sollotenenl.i medici. di complemento non hanno che da farne domanda al ministero della guerra e subi re il pre;;critto esa me; e mol ti così fecero fìnora . l\Ja siccome dopo l'esame e la nomina·richiedonsi Ire mesi di servizio da ufficiale e non immediatamente, ma nel tempo che Yiene fissalo da l ministerostesso, così parecchi vo lontari ad evitare il pericolo di esser chiamali in servizio quando giit saranno stati nominati assistenti cli qualche clinica, o avrnn no assunto qualche condotta, od avviata una clientela, non fann o più tal e domanda, non prendono l'esame da sollolenenle medico di complemento, e se ne vanno in congedo col semplice gl'aclo di capc,rale, contenti di non esser più dislurbali , e sicuri che se fossero chiamati pet· una guerra la fo rza delle circostanze farel>be tosto offrir loro senza condizioni quel grado cui ora non imporla loro pl'OCUl'arsi . Ma un altro fotto, un'n ltra ist ituzione minaccia di essere ben più fatale ancora alla noslrn Scuola d'applicazione di sanità militare, voglio dire i contJiti,i a base di edncazione m,ilita1'e . In quesli convilli, che mi pare vadano ora diffondendosi nel paese ed incontrino il gusto e l'appl'ovazione delle autorità e delle popolazioni , i giovanetti ricevono i principii elem entari della educa·1. ione militare ed uscendo di là dopo compiuto il corso di liceo sono esenti dal volontariato di un an no, e sono nomi nali di dil'illo urficiali di completnenlo col solo obbligo di preslare come tali un servizio cli sei mes i. Quale sarà quel giovane che uscilo cla uno di questi convitti, clopo presa la sua laurea di medicina, vorrit anconi andare a. richiudersi per quasi un altro anno come soldato alla Scuola di Firenze? .... Nulla quindi di più naturale che tale Scuola sia disertala, sfuggila da tutti col oro che possono evitarla, che trovano il mezzo cli sfuggirla con loro Yantaggio, e nulla di più probabile che questa foga , questo abbandono si accentui sempre più in arven il'e e che


NOTE SUL COltPO SANITARIO MILITARE

NOTE SUL CORPO SANITARIO MILITARE

la Scuola stessa sia destinata a strascinare una vita stentata e pre·· caria o ad estinguersi per inedia. Anzichè osservare l'aumento del personale che era lecito promettersi da!la sua istituzione noi assistiamo invece ad una lenta ma costante diminuzione; per cui fin d'ora in piena pace, i quadri del corpo già per se stessi abbastanza tistrelli, rnno incompleti, manca assolutamente il personale pel disimpegno del servizio, e si è obbligati a ricorrere al ripiego di affidarlo in parte agli ufficiali di complemento.

presentano essi una fròzione appena della massa ingente che occorre pel caso d'una mobilitazione. « Tenendo conto delle operazioni tutte in caso di mobilitazione « (copio· dal giornale l' Ese?'cito, N. 1186, del ,19 agosto scorso), della « formazione delle compagnie di sanità, della formazione delle di« rezioni d'armata, di corpo d'armata, di divisione e degli ospedali cc da campo, e tenendo conto del quadro di guerra che assegna un « capitano e 6 ufficiali medici subalterni per ogni reggimento di « fanteria, un ufficiale medico per ogni r,ompagnia alpina, un ca« pitano e due subalterni per reggimento di cavalleria, un ufficiale « medico per ogni brigata d'artiglieria, e tenendo conto delle sezioni « di sanità di division~ senza enumerare tutti gli altri servizi e corpi, « il che è superfluo per noi, si porta il numero dei medici occor« renti all'esercito di prima linea ed alla mil·izia mobile oltre a 2000)). Non discuto affatto su questa cifra portata dal giornale come r11;inimu1n del personale sani lari o occorrente: non mi sembra nè lecito, nè opportuno in questo luogo entrare in .troppo minuti ragguagli d1 mobilitazione, ed accettiamo questo rninimum,. Ora il precitato Annuario dell'anno corrente porta:

2.18

VI. Ora la legge di ordinamento del regio esercito, 2/5 giugno 11882 nella tabella N. 9 relativa agli ufficiali del corpo sanitario militare porla 362 fra tenenti e sottotenenti medici, che in parte possono essere sottotenenti medici di complemento: e noi vediamo che nell' Anniw,·io precitato del 11886 questa parte risulta già di 1152, cioè si avvicina già quasi alla metà del totale dopo soli quattro anni, e si può esser certi fin d'ora che non si anesterà alla metà solamente in avvenire. Io comprenderei che i medici di complemento vi fossero per fol.'mare un complemento vero alle gravi esigenze sanitarie di un esercito mobilizzato, cioè che fossero in proporzioni eguali a quelle stabili te per le altre armi; ma se essi devono incominciare a servir di complemento in tempo di pace, anzi devono disimpegnarvi quasi tutto il servizio subalterno, come pur troppo si verifica adesso, mi pare sia vi molla ragione di temere che questo servizio non interamente :;oddisfatto in pace, debba essere disertato, od almeno affatto insufficiente in guerra. Il generale Bertholè-Viale lo disse in Senato: i quadri che posano troppo sugli ufficiali di complemento sono quadri instabili: e se ciò vale per gli altri· corpi dell'esercito , dove quelli rappresentano appena an quarlo od un quinto dell'effettivo, varrà tanto più pel corpo sanitario, nel quale invece gli ufficiai i in servizio eITettivo rap-

ufficiali medici ascritti all 'esercito permanente. ufficiali medi ci cli complemento dell'esercito permanente ufficiali medici di milizia mobile. ufficiali medici di complemento di milizi3 mobile . ufficiali medici di milizia territoriale in servizio ausiliario di riserva. Totale

588

42 11 81 ,135 350

90 1

137

1802

1

Sono c1uindi lJaia 200 medici che mancano sulla carta. a raggiungere quel mininmm.sopra (issato. Ma occorre notare che tutti quelli ascritti alla riserva, e gran parte di quelli in servizio ausiliario vanno pure eliminati perchè in condizioni tal i di sa Iute e di eLà da essere nella assoluta impossibilità di entrare in campagna: e sono altri 200. Certo che a lungo andare, fra .otto o dieci anni, la Scuola di Fi renze riuscirà a completare quel numero di cinque o seicento medici che mancano a raggiun~ere il minimwn accennato .


NOTE SUL CORPO S1\N ITARI O MILITARE

NOTE SUL CORPO SANITARIO ~CILITARE

Ma di tutti questi ufficiali medici di complemento, di tutti quelli cli mi lizia mobi le e territoriale, un migliaio e mezzo circa , fra dieci anni, ed anche adesso quanti saranno in condizion i di partire pel campo? I più giovani tutti, o quasi tutti si Ll'overanno al · loro posto: ma gli anziani, quell i che saranno usciti dal la scuola dieci ann i prima? Essi saranno tutti medici condotti, assistenti o professori di unive1·sità, medici faboriosi e ricercali nell e cui mani sara affidata la salute e la vita dei cittadini in ogni centro abitato, l'istruzione nelle università, gl'interessi pubblici nei consigli e nelle deputazioni. Come si farà allora a strapparli in sì gran numero alla clientela, alle cariche ed agl'impegni assunti, per condurli acl una guerra che potrà durare chi sa quanto, e dopo la quale non pochi potrebbero divenil'e degli spos lati? E anche potendolo, un lai proGedere sarà poi praticamente utile? Perchè bisogna tener calcolo che con tal mezzo il paese si priva della parte migliore delle sue riserve in fatto di servizio sanitario. Col sistema ora adottato della massim,t e pronta dispersione di tutti i feriti e maiali trasportabili sin nelle più lontane provincie per evitare gli agglomeramenti e l'in gombro, per usufruire il più possib ile di tulle le risorse del paese, ed anche per megl io ripartirvi ogni aggravio, è alla fine negli ospedali territoriali cl elle cillà interne e lontane clal tentro·della guerra che dopo i primi soccorsi vanno a fìnire la loro cura, ed a cercare la completa guarigione tulli quei di sgraziati, che messi fuori di combattimento non lasciarono le loro ossa sul campo di battaglia o poco dopo negl i ospedali da ·campo. E se da questi ospedali territoriali, cfa tutte queste cit.t.it lontane noi avremo tolti i medici più giovani ed operosi per inviarli sul teatro delh, guena, i feri ti e ma lal.i che ritornano a curarsi in paese evident emente non troveranno più a riceverli ed a curarli che il personale che vi sarà stato lasciato.

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VII .

Dal fin qui detto si può rilevare che le condizioni attuali del corpo sanitario sono tutt'allro che floride, e che peggiori diverranno se alla dissoh1zione già avviata non si pone pronto riparo. Diffici le il reclutamento perchè la carriera ha poche attrattive; invecchiati gli elementi perchè la caniera non ha sfogo; gli ufficiali fnferiori, che, atteso invano il gl'àdo di maggiore per oltre 25 Dnni , ricoverano nella posizione ausi liaria, e quelli che rimangono si sopracaricano di lavoro e non possono più colla dovuta cura attendere allo studio per migliorare la lora coltnra. I giovan i allontanati ·dal servi~.io più importante che è quello d'ospedale non trovano neppure sede stabile in un corpo; e coi continui cambiamenti diventano quasi estranei alla famiglia mil itare. Il servizio subalterno affidato a sottotenenti di complemen to che si rinnovano ogni anno, e che, per la ste<;ga mobilità loro periodica, diviene sconnesso e mal.e ordinato. E se so rgesse la necessiltt di una guerra? Ragrannellati i pochi medici in serviz io permanente, quell i di complemento, dei la milizia mobile e della territoriale, suonale le trombe ùel giudizio universale per chiamare anche quelli della riserva, non si riescirebbe a metlere insieme la metà dei medici che occorrono per mobilitare il nostro esercito. Al giorno d'oggi non è più possibi le entrare in campagna con un corpo sanitario incompleto, .invecch ialo e non bene organizzalo fin dal tempo cli pace. . Quando si andava alla guerra in nome di Dio, con la benedizione del confessore e l'indulgenza pl enaria, le masse affrontavano in trepide la morte per la salvazione dell'anima, sorrideva persino l'idea. del martirio. Oggi l'amor di patria può certamente far prodigi nella gente colla, in alcune · anime elette ancorché rozze ed ignoranti , ma la gran massa delle nostre popolazioni poco istruite e ancot meno educate sentono debolmente la nobiltà del sac.ri 11cio, la


NOTE SUL COl\PO SANITAI\10 MILITARE

NOTE SUL CORPO SANITARIO MILITARE

religione del dovere. La massa ingente che è pur quella che de\'e combattere, che vince le battaglie, ha bisogno della mano amica che la soccorra nella disgrazia, che la rinfranchi contro l'orrore della morte e lo spavento di rimaner ferito nelle mani del nemico. Oggi la certezza di un soccorso medico pronto ed efficace sul campo di battaglia rincuora i combattenti meglio che non facesse un tempo la benedizione del cappellano, ed è un elemento morale di forza e di coraggio, un fattore della vittoria da non doversi trascurare. Cerchiamo dunque i mezzi n·ecessari ad assicurare ali' esercito un buon servizio san itario, senza troppo grave dispendio, e senza che gli elementi di questo corpo restino inoperosi durante la pace, ma possano anche allora rendere utili servizi, quando sieno preparati alla guerra . In tutti i corpi dell'esercito si entra in campagna con quadri appositamente preparati ed ampliati, ma colle unità tattiche inalterate dei tempi di pace e comandate dai rispettivi titolari. Il corpo sanitario fa eccezione a questa regola, ed entrando in campagna con un personale quadruplicato dal tempo di pace, con un lavoro e una responsabilità enorme, quando richiedesi appunto maggior energia, operosità ed iniziativa, tutti i titolari delle nostre direzioni, dei nostri comandi discendono d'un grado: la direzione Qi sanità di corpo d'armala è aflldata ad un Lenente colonnello medico che in pace ha la direzione d'un ospedale di divisione: alla direzione di sanità di divisione ove in pace si trova il tenente colonnello medico. vien posto un maggiore medico, ed alla direzione d'un ospedale da campo vien posto un capitano medico, perchè sebbene il quadro di mobilitazione porti un magg·iore o capitano medico, pure di quelli non ce ne saranno , essendo gi à tutti impiegati nelle direzioni di sanità di divisione. Gli ospedali da campo sono il puntò più importante del teatro della guerra dal lato sanitario, perchè è in essi che si eseguiscono le grandi operazioni chirurgiche, ad essi fanno capo i servizi dei corpi e delle sezioni di sanità, da essi si inizia e si compie lo sgombro dei feriti dal te:i.tro della guerra. Può un semplice capitano medico, che allora potrà anche essere molto giovine, avere l'autorità e l'esperienza, la capacita e l'energia necessarie ad un còmpito sì importante e difficile?

I

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La direzione di sanità di divi sione estende in guerra la sua giurisdizione sulla sezione di sanità, su uno o più ospedali da campo e sul corpo medico dei reggimenti, su un personale quindi che non può contare meno di cinquanta ufficiali medici, ed è affidata allora ad un maggiore medico; mentre non mai in pace tenente colonnello medico ha avuto sotto di sè così numeroso personale, e mentre allora che la diramazione degli ordini è più difficile, la responsabilità è maggiore, la disciplina vuol esser mantenuta più severa e con mezzi più scarsi, sembra logico e necessario debba soccorrere il prestigio e l'autorità di maggiore grado. Sembrami dunque sarebbe conveniente lo stabilire fin d'ora che in caso di mobilitazi one il quadro di guerra debba· corrispondere, almeno pei gradi snperiori, a quello di pace. Sembrami sarebbe conveniente che il corpo d'armata entrasse in campagna col suo colonnello medico alla direzione del suo senrizio sanitario: i colonnelli medici ci so no gia tulli ai rispellivi corpi d'armata: quello della Scuola d'applicazione ed un altro da aggiunger.si che in pace dovrebbe essere addetto al Minis tero della guena incaricato di lavori di mob ili tazione, del materiale sanitario e dei rapporti col la Croce Rossa, sarebbero in guerra addetti ai corpi d'armata cli milizia mobi le od al servizio territoriale secondo i casi . I tenenti colonnelli medici dovrebbero nellà mobil itazione c:onservare la direzione cli sanità della loro divisione attiva: chè non avrebbero mai avuto maggiore e più adatto lavoro . Occorrerebbe però ancora che alcuno di essi venisse anche posto alla direzione degli spedali territoriali compresi nel teatro della guerra o ad esso pi ù vicini, perché in quegli ospedali ferverà l'opera chirurgica, il movimento dei maiali sarà enorme, e tale da richiedere per regolado e diriger lo un uomo allivo nel pieno vigore del le forze e nel pieno esercizio delle sue attribuzioni, e non un officiale medico in posi zione ausiliaria od in riserva. QLlesti pochi tenenti colonnelli in più sono anche richiesti pel servizio in tempo di pace, e dovrebbero venir posti alla direzione di certi ospedal i succursali che a volte hanno un numero cli malati maggiore che l'ospedale principale, come accade a Caserta, o che per la loro posizione hanno uguale importanza degl i · ospedali divisionali come sono quello cli Cagliari, Venezia, Gaetà. Gli ospedali da campo, abbiamo già osservato, donebbero tutti


:-iOTE SUL COR PO SA~JTAHIO ) flLlTAnE NOT E SUL CORPO $A;'!(TAR[O MJLITARE

esser diretti da maggiori med ici: calcolati quelli a cinque per ogni corpo d'armata salgono a sessanta, cifra a cui dovrebbe pure essere portato il numero. di questi maggiori; i quali in pace non sareb· bero certo disocwpali; anzi vengono urgentemente reclamati da alcune istituzioni, in I talia così meschinamente fornite di personale sanitario da far pieLà, e da destar meravi glia, co me il servizi o possa pure compie rvisi solo mercè l'abnegazione e l'in stancabile energia e buon Yolere dei pochi giovani addetti vi, ed o·,·e un maggiore me· dico con capitani e subalLern i in ai uto sarebbero indispensab ili onde il servizio procedesse normai menLe e senza restrizioni. Parlo della Scuola militare dorn in alcuni anni si ri uniscono fin oltre duemila indiv idui, fra allievi , ufncial i e personale di governo, i qual i devono essere visitati, curat i spesso cli lunghe e ~ravi malauie, di lesioni traumatiche gravissime, da un unico ca pilano me· dico , il quale deve poi dirigere la farmacia dell'infermeria, tener consul ti coi med ici della ci Llà, e i professo ri cli quella università o della Yicina Bolo~na, dar ragione alle famiglie di ogni indisposi zione degli allievi, tener al corrente un monte di registri e di storie cliniche, e per giunta far scuola d'igiene militfl rel Ed in quella Scuola medesima vi è pure un capi tano yeterinario per un centinaio di cavalli . Parlo dell'Accademia militare di Torino, che ~e non è così importante per numero è di eguale natura: parlo della Scuola d'applicazione d'artiglieria e genio, che ogni anno passa parecchi mesi sul campo in esercizi ed istruzioni pericolose, attendendo ad esperienze che non raramen te producono anche catastrofi: parlo della Scuola superiore di guerra, della Scuola normale di cavalleria, della Scuola di contabilità ove un maggiore troverebbe posto non inopernso e più efficace. Yi è pure la legione allievi carabinieri costituita con una fo rza che oscilla da 1800 a 3200 uom ini: la fo rza di una divisione territori ale in certe epoche, e con una infermeria di 50 o 60 letti sempre e tutti occupali. Per una forza simile in tutti gli altri corpi Yi sono almeno sei o sette medici: nella legione allievi carabinieri vi è un unico tenen te medi co! mentre qui pure dovrebbe esservi un maò-aiore con almeno due subalterni. 00 . . E alle infermerie di presidio, spesso lontane da ogni comunica1

2.25

zioni con colleghi, da o()ni assistenza o consigli o di superiori, chetalora accolgono un numero non indiITerente di malati, non sarebbe conven iente e decoroso fosse preposto un m:iggiore medico?... La Germania che ha sapu to mandare oltre 4000 medici al campo nella guerra del 118,0, ha stabilmente un maggiore medico per ogn i reggimento. Non è possib ile fare altrettanto nel nostro esercito; sarebbe troppo dispendioso: ma almeno ce ne sia di questi maggiori medici quanti s0no necessari a coprire i loro posLi di prima linea entrando in campagna. Se queste scuole, queste infermerie presidia rie, che pure sono piccoli ospedali , avessero un maggiore medico, il servizio in tempo di pace sarebbe più normalmente e decorosamente eseguilo, ed in tempo di guerra chiuse le scuole e le infermeri e si avrebbero tuni i maggiori necessari per ·1a direzione degli ospedali da ca mpo predetti.

VIII .

Dato così maggior espansione alla carriera e provvisto al regolare fun zionamento del servizio nell'alta gerarchia medica in pace ed in guerl'a, occupiamoci dei gradi inferiori , poichè se il solo svo lgimento della carriera non basta a riempii:e i quadri degli ufficiali medici subalterni, bisognerà cerca re altre altratLive accia la gioven tù accorra vo lonterosa fra le filo del corpo sanitario. Prima di tolto il numero dei capitani medici dovrebbe essere aumentato quel tanto che occorre a riempire i vuoti che ora esistono, ed affinchè nessun regg imento dovesse rimanerne mai privo. Se ad esempio si sono allontanati dai corpi dodici capitani medici per tenerli addetti alle direzioni lerriLoriali di sanità, questi dorranno rimanere presso il loro colonnello medico anche in caso di mob il itazione; ed in guerra come in pace il loro posto resta inoccupato. Son dodici reggimenti che sono privi del loro capitano medico e che ne debbono esser ri fo rniti stabil mente. Nei collegi mi litHi e nei convitti nazional i a base di educaz ione militare_ si è stabili~o un personale mili iare di educazione e di istru-


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NOTE SUL CORPO SAN, TAR IO MI LITARE

zione, si è dimenticato il medico. Quale saldo ed efficace elemento di discipl ina sia il medico militare in tali isLiLuli lo dica no quegl i uffir,ial i superiori che li hanno diretti. Se per tema di corruzione o di condiscendenza si è devoluto al medi co militare l'incarico dei giudizi medico-legali in Lulli i corpi organizzali del paese; a maggior ragione si dovrà ricorrere a lui se si vogliono evitare le condiscendenze dei medici di famiglia, le esenzioni, le dichiarazioni di compi acenza, le preferenze ai figli dei clienti, che tanto valgono a scrollare In disciplina fin dal principio. La divisione del lavoro si è talmente radicata in tutti i rami dell'auivi tà umana} da imporsi anche nelle mediche discipline sotto la forma delle diverse specialità. Ora di alcune di esse vi è estremo bisogno nel corpo sanitario, se non si vuol lasciarlo rimanere indietro nel movimento scientifico generale. L'oftalm ia bellica non si è mai completamente estirpata dai nostri reggimenti a cavallo, e non cli rndo produce guai e disastri nelle file dell'esercito. Alcuni cultori di tale ramo di studio, destinati n riparl i di m:Jallie oculari in ospedali dn determinarsi, potrebbero nl tempo· stesso occuparsi in modo speciale dell'osservazione di inscritti e soldati aITelti da vizi di refrazione e malattie encloculari. 11 mi croscopio è divenuto l'istrumento indispensabile per tutte le ricerche anatomo- palologiche per gli studi d'igiene e di clinica . In ogni osped:i.le principale non dovrebbe quindi mancare un abilo microscopi:;ta che precisasse le diagnosi necroscopiche nei ca$i du bbi, che aiutasse la clinica nei suoi esami , che facesse ricerche sulle tante qualità di balleri che la moderna igiene melle in vista per scoprire la gen esi e la diffu sione 1lellc malattie. Durante i lunghi periodi di pace i riparti chirurgici dei nostri ospedali non forniscono che molto raramente soggetti di grandi operazioni; ed un for te nucleo di giovani bene eserci tali in questo ramo e bene istruiti praticamente nella anatomia è più che necessario nel nostro corpo. Ecco dunque tre branche, tre specialità della scienza medica che andreb bero coltivate con ardore ed incoraggiale con larghezza di mezzi . Con un sacrificio pecuniar-io non ingente si potrebbe, qualora. i quadri normali offrissero maggior ampiezza, destinare un certo numero di giovani a queste tre branche, sceglierli per concorso,

227 e ripartirli fra i professori più insigni delle nostre universiti1, acciò li accogl iessero per due anni come assistenti gratuiti: dopo un tale tirocinio, subiti appositi esami, si doneb bero inviare ancora un anno in qualch e università estera a scopo di perfezionamento, ed al ritorno essere addetti per la propria specialità.negli ospedali prindpali , o come insegnanti alla scuola d'applicazione. Questa nuova palestra aperta ai medici militari farebbe accorrere volonterosi i giovani più distinti dell e nostre università, e non si avrebbe più da assistere al doloroso spellacolo di veder desèrLi o quasi i concorsi pel corpo sanitario militare, men tre sono ingomhre tutte le altre carriere, mentre ad ogni concorso nelle ammini3trazioni dello Stato, nelle ferrovie, ecc . accorrono a centinaia ingegneri ed avvocati. Ma un'obiezione sorge facile e spontanea a questo progetto . Questi giovani diven uti specialisti a spese del!' esercito, potrebbero abbandonare il loro posto e dedicarsi alla pratica civile nella certezza di nn lucro maggiore. Non vi ha dubbio che in qualche caso accadrebbe proprio cosi: ma iniziata una volta con tal i potenti attrattive la corrente dei giovani verso questa carriera, quelli che l'abbandonerebbero sarebbero in numero molto inferiore: per uno ch e di sertasse ve nèsarebbero dieci che accorrerebbero animali dal desiderio di istruirsi e distinguersi. E dopo tutto non sarebbe gran danno se il paese, per mezz9 di un bilancio anzich é di un altro potesse fornirsi di una eletta schiera di giovani specialisti, mentre ora molti stranieri vengono dal!' estero ad esercitare le specialità in llalia. Molti anni or sono, a proposito delle scuole obbligatorie nei soldati, si disse in parlamento che il migli or minisLro dell'istruzione pubblica in Italia era il ministro della guerra; ed il generale che reggeva allora quel dicastero non protestò. Ora che questi due ministeri si danno la mano con l'istituzione dei conYiUi a base di educazione mifaare potrebbero stringersela più saldamente cooperando così anchealla istrnzione dei medici militari. Ad evitare poi le diserzioni niente di più facile che obbligare ad una ferma, all 'impegno di un determinato tempo di servizio gli allievi di questa Scuola, che rappresenterebbe nel corpo sanitario ciò che è la Scuola di guerra per gli altri corpi; e i dimissionari veneb bero incorporali nei quadri della milizia mobile per ora molt.o mischini ess i pure. NOTE SUL CORPO SANITARI O MI LITARE

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NOTE SUL CORPO SANITARIO MILITARE

Ed a procurare finalmente che i giovani accorrano volonterosi in questo col'po, anche quando vi :;ono astrelli per obbligo di leva, ed una volta entrativi ne ricevano fin dal principio una favorevole impressione che serva loro di alletLamento a rimanervi, ed a percorrer)i la loro cani era anzichè fuggirsene appena la legge loro lo permetta, parmi sarebbe pure indi spensa,bile una pronta e larga riforma della Scuola d'applicazione di sanità militare sulle basi delle altre Scuole d'applicazione, con più decoroso ed equo trattamento dei suoi allievi, che devono venirvi ammessi come ufficiali, trallenutivi il meno possibile, obbligandoli pur anche ad un servizio più prolungato, ma che conti fin dal. principio per la carriera a coloro che intendessero continuarla finito il loro oùbligo di servizio. Se ho speso troppe parole per richiamare l'attenzione dei lettori sulle deplorevoli condizioni del nostro co!'po sanitario, e sui mezzi che a mio modo di vedere sarebbero più opportuni a renderle più Jloride, è perchè sono convinto che è supremo interesse di tutti i membri dell'esercito il poter affidal'e la loro vita a quella delle loro famiglie nelle mani di medici che si mantengano all'aJtezza della , loro missione per operosità e studio indefesso; è interesse del pae:;e il saper ben raccomandata la salute dei propri figli in pace ed in guerra, e dovere cli provvedervi per coloro the devono tutelarne l'indipendenza ed i santi diritti. In questo stadio della nostra civiltà, un distinto corpo sani· tario militare è suprema esigenza umanitaria, è indizio di civillà nazionale, è polente aiuto cli salda discip lina nel!' e~ercito, è elemento di forza morale nel cuore del soldato. , Non è più lecito adnnque lasciar questo corpo in quel certo abbandono in cui lo lascia ora la nostra società abituata purtroppo ad onorare il medico soltanto propter necessitate1n.

NUOVO COMPJTO DEl BERSAGLIERI NELLE , FUTURE GUERRE

lstltuzfonc dei l1crsa,g lierl.

Come ognuno sa, nel ·I 833, Alessandro Della ~farmora allora capitano nei granatieri guardie, presentava al re Cnrlo Alberto una: Proposizione per frt f01·mazione di una com,pagn:ia di bersaglieri e modello di sehioppo per uso loro (Io schioppo proposto era a retrocarica).' I bersaglieri dovevano, diceva la proposizione, portarsi ·in siti co~erti, non sparare che dopo giunti a precisa J)Ortata, concentr<tre gli spari s11, di wn pnnto solo e non porr(~ all:l"a cura che di colpire con esattezza, e quindi non dovevano considerarsi r,ome trwppe leg~ere; ma piuttosto come una specie d'artiglieria a piccola portata e di grarnde 1iwbilità. I~ q~1ei giorni l'indirizzr> militare portava a togliere alle truppe ogm scioltezza per ottenere una straordinaria esagerazione dell'or~i~e ~hiuso_; per conseguenza la proposta incontrò vivissime oppos1z10m, ed li Della Marmara fu ritenuto dai più come un aran confusionario; tuLtavia fu accellata la sua proposta e la prima c~mpagnia bers~glieri venne istituita con Regio Decreto rn giugno 11836. Gli splendidi risultati ottenuti in seguito da queste truppe dimostrarono la bontà dell'istituzione la quale venne poi non solo da lutti accettata ma anche applaudita, ,15 -

ANNO XXXI, VOL. IV.


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Nl:o vo COllP11'0 DEI II EHSAGL I ERI

È la sorte che Locca a Lutte le idee n~1orn, le quali non riescono

a germogliare che dopo una lunga prepnrazi_one del ~err:eno . La missione affidat"1l dal Della Marmora m bersaglieri venne ben presto dimenlicata., ed ess i vennero impiegati, dap~rim~ ncll'ese.rcito sardo, poi nell "italinno come truppe l~gge1:e· L adoz10~1e ~el Incile a retrocarica rese inutile questa specialità d1 truppe, po1che tulla la fanter ia venne armala ed addestrata a. combattere tutta ~elio stesso modo. Conseguenza naturale di ciò sarebbe la _soppr_ess1on~ dei bersaglieri; e la loro stella che giil bril!ò sì. fulgida s111 campi della Tauride e di Lombardia , dovrebbe echss~rs1. . D<>·si 1'n fatti non avreb bero più ragione di esistere ne come tru ppe speci:li, nè come truppe scelte; co~e tr~p_pe speciali no poichè sono armati e combau.ono come la fanteria cl, linea; ~ome tr1'. ppe scelte non dovrebbero esserci, poicbè l'esistenza di tali t'.·u~pe in ~n esercìlo non può esser gi usLifìcata che da motivi s~ec1~li '. quali sare!)~ bero cause politiche, tali erano inl'atti i pretori~n , d1 H~m~, tali 1 o-iannizzeri dei Turchi; ma questo non è il caso dei bersagl'.en. ~ u!]a ~dunque giustifica la loro conservazione, eppm'.e il s?ppnmerh s~ bbe un rrrande errore perchè si verrebbe :i rmuncrnre ad un pore ~ · · I · tente elemento di forza qual e ci dà questa truppa, in cu i a simpatica divisa più ancora le gloriose tradizion i in fondono un elev~to spirito di corpo. - Ed infatti , nel nuovo ordin a_m~~to_ d~ll'es~rc1lo furono conservali, ed ultimamente vennero rest1 lu1l1 a1srn~ol 1~)atLa<rlioni il numero della loro formazione; per dar loro un 1mp1cg~ fu;ono riuniti in reggimenti , dei qua li se ne assegnò uno a~ ogni corpo d'armata, e messo sollo la dipendenza del coma.nd~nte il _m~desimo 1 perchè possa servirsene per compiere operaz1on1 specwli~ 0 come riserva. ln tal modo i bersaglieri da veliti furono lrasformnt, in una specie di triari . · . . . . Ma questo nuovo còmpito non è scevro d'inconven1~nt1; rnfatt1 ~e si adoperano in operazioni speciali s'incorre nel pericolo che,. nmanendo Lati truppe scelte schiacci ale dal nemico, le altre neH apprendere la disfalla, abbiano da scoraggiarsi, ne_l ~ual cas~ al danno materiale se ne aggiungerebbe uno morale; se poi s1 adope1ano_come riserva, avendo dessi una divisa speciale, si v_iene a far n~to 11 n~omento in cui si mellono in azi,rne le nostre riser\'e, ~-se 11 ne~1co è accorto, saprà certamente trarne profi tto e regolars i in propos,10.

e

NE LLE FUTURE GUER RE

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Bisognerà adunque cercare per loro un nuovo còmpito il quale, mentre ne giustifi cherà meglio l'esistenza, li pon ga in grado di continuare a rendere segnalati serv izi al paese. Questo nuovo cò mpito , a parer mio, potrebbe essere quello di°: coadiuvare la cavalleria nel servi.zfo di avanscoperta ed in quello di 1·icogniàoni. Quest'importante ser vizio strategico, proprio della cavall et·ia, rimesso in luce (si veda nota A in fine del lavoro) dalla guerra d1 successione d' Amerir.a, e che nelle guerre del ·I 870· 73 77-78 diede cosi splendidi risultati, fu càusa in quest'u ltimi tempi di radicali modificazioni nell'o rdinamento della cavalleria. Tuui gli Stali costitui rono di visioni indipendenti di que~t'n rma; desti nat e escl usi va mente pel servizio strategico; la Russia ne ha 19, la Germania 3 nei tempi ordinari; ma ha gli elementi per formarne altre in caso di bisogno; la Francia ne ha 6; da noi poveri di cavall er ia, quest'arma venne riordinata in modo da poter avere gli elementi per formarne due, ma, volendo abilitare luUa la cavalleria a compiere tale servizio, si armarono tutti i reggimenti con armi da fuo co e si addestrarono i cavalleggeri a comballere a piedi in cacciatori . Questo ripiego non è certamente la migliore soluz ione dell'arduo problema; molti lo aVYersano, distinti uffi ciali di cavalleria ne conteslano la bontà. Si osserva che colla breve ferma attuale non è possibile fare del soldato di cavalleria ad un tempo un esperto caYaliere ed un bi1on tiratore. Si soggiunge giustamente che se oggidì il sol dato di fanteria ha il doppio delle cartuccie nella giberna il cavallo deve portare il doppio dell 'avena nel CCJrpo e la metà del peso sulla groppa (,i ), ·che coll 'avergli distribuito il moschetto gli si aumentò il peso, anzichè dim in uirglielo, e che infine quest'arma da fuoco richiede molte cure ed attenzioni cose lutte in opposizione co lla caratteristica della caYalleria che è la semplicità, la scioltezza e la. scarsità di peso . Molto si è studiato su questa questione, molte furono le proposte falle riguardo all'armamento, riguardo alla proporzione, che Yi dern essere fra gl i armati di lancia egli armati di moschetto; vi fu chi pro1

(Il Della cavalleri11. - Studio o propos te del generale Oosgr.u. - Rivista :Jfililm·e

Italiana, !883.


NELLE FUTURE GUERRE

232

NUOVO CO .\IPITO DEI BERSAGLIERI

pose di richiamare in vigore l'ordinamento dei dragoni, secondo la primitiva loro isti tuzione, che era quella di combauere a piedi ed a cavallo; allri (•1) propose l'istituzione di compagnie di cacciatori a cavallo. Io sono d'avviso che non é nè coi dragoni, i quali non sono che cavalieri appiedati, nè coi cacciatori a cavallo, i quali non sono che fantaccini montali, che si possa ri solvere il problema in modo soddi'sfacente, poichè i primi non potranno mai affrontare, con speranza di buon successo, una fanteria ordinata , i secondi non potranno mai mi surarsi con altra cavalleria. Credo sarebbe miglior cosa lasciare ad ogni arma la sua specialità, lasciare alla cavalleria la potenza dell'urlo, alla fanteria quella del fuoco; dare se si vuoto un'arma da fuo co alla cavalleria; ma più corta dell 'alluale e meno pesante, da adoperarsi solo per difesa personale ed in circostanze eccezionali, e farla appoggiare nel servizio strategico da una buona fanteria ad·deslrala a marciare celeremenLe ed a sparare r.on rapidità a precisione. (Si veda nota B). Sono pienamente convinto che un corpo scelto di bersaglieri com posi o di individui agili , robusti, intelligenti, allenali alle fati che, a nimati da spirito di corpo. dal sentimento del dovere, ed alleger iL1 dal peso dello zaino , possa efficacemente coadiuvare In cavall eria in questo suo bisogno. Che occorre per far queslo ? Poter seguire la cavall eria nelle sue lunghe marce. Esaminiamo se ciò è poss ibile. L'uomo ha due a~dature, il passo e la corsa, il cavallo ne Ila tre, il passo, il Lrollo ed il galoppo ; quest'ultimo si suddivide in riunito, di m,anovra ed allt11ngato; ma quest'ultima andatura non ò usata dalla cavalleria che per brevi LratLi e solo in alcune circostanze, per raggiungere per es . il nemico o per sfuggirlo; la fanteria non ha bisogno di muoversi per ollenere lo stesso risultalo , essa saprà sempre far raggiungere il nemico dai suoi proieuili sia per l'offesa che per la difesa. Himangono adunqne due sole andature da paragonare il passo e la corsa della fanteria col passo e il trotto dell a cavalleria . .Secondo le prescrizioni del nostro regolamento la velocità dell'uomo e del cava llo sono le seguenti: (IJ

233

Generale Boselli, propo;ta gia citata.

Passo. Bersa~lieri, lunghezza metri 0,86 cadenza •I40 per minuto, per il che percorrono 120 al 111 e m. 7200 all'ora. . Cavalleria, cadenza 1140 per minuto, per cui percon·e metri ·105 ,;11 I' e metri 6300 all'ora,

Corsa e trotto. Bersaglieri, lunghezza metri 1,00 cadenza ·180 per minuto, percui percorrono m. '180 al 11 e metri 110800 all'ora. Cavalleria, scadenza 250 per minuto , per cui percone metri 188 al 1' e n1etri ,1•I280 all'ora. Cavalleria andatura accelerala alternando il passo co l trollo ottiene una velocità di circa metri 9000 all'ora. Come si vede, ad eccezione di quest'u ltima, IP, andature dell'uomo e del cavallo difi'eriscono di poco finchè si tralti di brevi distanze; · la difficoltà consisle uell'ollenere uguali proporzioni anche nelle marcie lunghe. Io credo che non sia poi Lant.o difficile, come appare a primo aspetto, onenere questo risultato ; basterà saper fare all'epoca della leva una buona scella degli individui, addestrarli in seguito gradatamente alle marce forzale in modo da ottenere che piccoli riparti, senza giungere alla Lappa troppo sfiniti, possano percorrere, in una giornata, 4-o e fin anco 50 km . colla velocità assoluta di 6 chilometri all'ora, oppure in 3 ore circa 25 chilometri alternando il passo alla corsa. (Si veda nota C). Che non sia poi superiore alle forze umane ciò che si richiede lo dimostrano le marce notabili per lunghez1.a e celeritit compiute in questi ultimi anni da ufficiali e da borghesi; come pe,· es . quelle eseguite dai len enti (ora capitani) della scuola mi litare Olive·ro e Richard, e da un drappello di ufficiali della brigala. Cremo na. I primi percorsero a piedi dapprima ,103 chilometri il 11° e 1105 il 2°; po i tutl'i due insieme anda rono da Modena a Torino percorrendo i 298 chilometri , che separano le due cillà , in quaLt ro giorni. 1


23.l-

KliO\'O CO ll PITO DEI BEU SAGLIEl\1

Non solo la loro salute non sofferse alcun danno, ma ne risentivano, dicevano essi, un insolito benessere. Vestivano in quell'occnsione, l' un ifo l'me ordinaria, portando inoltre il mantell o e la borsa a zaino del peso di chilometri 4. Essi assicurarono che andando al passo si può comminare per un'ora e mezza colla velocità di chilometri 8 all'ora; pel' quattro ora colla velocità di 7 ch ilometri all'ora; e lungamente colla velocità di i:i '/ , 6 chi lometri all'ora. Il drappello degli ufficiali della brigata Cremona partì a piedi da Ale,;sandria alle !> di sera e giunse a Torino alle 4 pomeridiane del giorno successivo percorrendo in tal modo ·I 00 ch ilometri in meno di 20 ore senza risentirne danno alcuno. L'essere state eseguite queste marce e mol te altre, lunghe più o meno di queste, da diverse persone, dimostra che per farle non occorrono doti orga niche speciali, basta esser sano, robusto e quel che più imporla di buona vol ontà. · Ciò ammesso non ci resta che vedere quale proporzione debba esistere fra la cavalleria ~d i bersaglieri, ed in qual modo ques~i debbano regolarsi per riuscil'e di proficuo aiuto a quella , senza incepparla nei suo i movirn enLi. lnquanlo alla proporzione a parer mio dovrebbe essere di un baltaglione bersaglieri, per ogni reggimento di cavalleria; non è che per il servizi o occorra tanta forza; ma perchè, questo essendo molLo gravoso, occorre dare spesso il cambio ai plotoni più avanzati. In quanto poi al modo con cu i i -be1·saglieri dovranno disi1upegnare il loro servizio senza recal'e incaglio ai moYimenli della cavalleria , ritengo che condizione essenziale, sia la massima indipen,l~112:a /ì·a le dite armi durante le marce, il massimo ac,;ordo dnmnte l'ci.:rione . Se per le due o Lre prime marce i bersaglieri rimarranno indietro da.Ila cayalleria, non ne avverrà danno alcuno poichè essi la raggiungeranno sempre nel momento opportuno, vale a. dire quando essa, trovandosi a contatto col nemico, sarà costretta a marciare più guardingn, quindi a rallentare la sua andatura.

NELLE FUTURE GUERRE

235

· Servizio di u.vnuseepertll,,

Il libro V del Re.,olamento di Servizio in Guerra (Parte I) dà le norme generali dire~ive per eseguire il servizio di avanscoperta nelle varie c~nclizioni di terreno; esaminiamo queste norme e vedremo come si dovranno regolare i bersaglieri. . Due sis temi sono indicati dal sopradet.1.0 l\egolamento pe_r eseguire l'avanscoperta; l'uno quando il terreno è piano_ed unilo, l'altr~ quando è rotto e coperto; col primo la. ll'uppa d1 avan~co.per~ s1 forma su di una sola co lonna e marcia su due lineo, cost1Lu1t.e I una. dagli squatlroni esploranti, preceduli dalle palluglie_di sco_perta, l'altra dagli squadroni formanti il grosso; col sewnclo s1slema1nve~~ la trnppa cli avanscoperta vi ena ri partita in tante colonne qu~nL1 1 seltori in cui venne suddiv:so il terreno da esplorare, ed .o~n.1 colonna sì dispone su tre linee anzichò su due, interpone c10~ fra I~ linea cle11li squadroni esploratori e quella elci grossi, una l1~ea di squadro~i di rinforzo o di sostegno . In talune circostanz~ poi,_soggiunge il Regolamento, converrà . l'ar pr_oi.:.eclere sulla d1rellr1ce cl marcia e dietro la linea dei gross i una riserva generale. La differenza fra i due sisLemi pl'oviene dal fatLo che si volle aver~ sulle due specie di terreno una l'ormazione tale da assicurare agli squadroni esploranti un pronto e v~lid~ aiuto at_to _a sfondare, s_e occorre, hi linea nemica; o ad opporsi ali avanzarsi d1 essa, qualorn. le fosse ri uscito di penetrare in qualche punto attraverso alla nost'.·~· [o terreno piano ed unito , dove le comunicazioni sono facil_i , sembrò l>aslante far seguire lo. prima li nea da una seconda CO$t1tuita dagli squadroni del grosso, ~ec~trc che !n t_e~Ten~ rot~o ~ coperto, ove gl i spostamenti laterali riesco no_ d_1 rfìcd1 ed in aku~ 1 punti anche impossibili , si dovette non so lo d1v1 clere la truppa in tante colonne corrispondenti ad allrellanti settori del terreno,_ ma costitui re una linea intermedia cogli squadrnni di ri nforzo _o di s~stegno. [ due prospelti seguenti indicano la disposizione cl i marcm suggerito. dal Regolamento per una truppa di arnnscoperta, nella


236

NUOVO COMPITO DEI BERSAGLIERI

NELLE FUT UI\E GUERRE .

supposizione che consti di una divisione di cavall eria, di due brigale e di due batterie d'arti glieria a cavallo (24 squadroni e 12 pezzi). Te1•reno piano ed unito < · . • .......

(Fronte dì espropriazione da 20-25 Km.) .

......... · >

Pattuglie di scopert_a (comar1date possibìl- ~ \ roenta da nn 11mciale) piccole o medie; 5,7 Km. 1• L•~ llA = Avanguardia jSquadr. esploran ti (da cni vengono st,1ccate ~ (una ll ng,1ta): ( le p,1 ttuglie di scoperta) 6 squadroni ., 2 =3 Km. ,. Grosso dell'avanguardia 6 id. 2 pe7,zi 5~10 Km. v (L'intervallo fra squadron e esplormi ti e dai 5 ai 7 Km.) • LIN llA ~Gro_ sso costit11it_o da. H squ?dro ni, J.O pezzi di ani2 (nna brigai.a) gllcr!l1 e carro ct, samtù. Retrogua rdia mezzo squadrone. . Ca rreggio guardato da un rep,Hto appiedato e da un reparto a cavallo (½ sq uadrone). 'I'er1·eno r·otto e eoper·to.

(Fronte di ùsplorazìone nrnggìore o minore del sopraindicato a seconda del terreno.) 1 a L JNBA

i3

LINEA

•I" LIXEA

j

(

237

I plotoni, che hanno somministralo le pattuglie di scoperta, dovrebbero tenersi possibilmente più ravvicinati agli squadroni esploranti, gli altri più ravvicinati al grosso (11) . e) Una compagnia dovrebbe marciare fra il grosso dell'avanguardia ed il grosso della colonna; d) Un balLaglione dovrebbe marciare fra il grosso della colonna ed il carreggio; e) Due battaglioni dovrebbero marciare col carreggio.

Te1Teno roito e coperto. (Assegnando un battaglion e ad ogni colonna ed uno colla riserva. generale): a) Pattuglie di scoperta, di etro quelle di cavalleria; b) Due plotoni, fra gli squadroni esploranti e quelli di rinforzo; e) Dne plotoni, fra gli squadroni di rinforzo e quelli del grosso; d) Tre compagnie, col carreggio.

pattuglie cli scopertv . . . . ) 2 squarlron! esploranti. . i 2 sqna,l ron1 cli sost.egno o nnforr.o . Gt'osso 2 squadroni, ,1, pezzi..

A vanguardi,1

Carreggio

Hiserva per tutto le colonne, 6 squadro ni, carro cli sanità ecc.

Per questo secondo prospetto si è supposto ch e il terreno da esplorare fosse stato diviso in 3 settori, a ciascuno dei quali siano stati assegnati 6 squadroni e 4 pezzi. Ogni colonna si dovrebbe disporre nel modo indicato. Ciò posto, i ballagli,rni bersaglieri in ragione di uno( come si disse, per ogni reggimento di cavalleria, po· trebbero disporsi nel modo seguente :

1'en·eno piano ed iuiito. a) PaLtuglie di scoperta (medi e f\ piccole), le quali dovrebbero marciare dietro le ,~orrispondenLi di cavaJleria nei i:> o 7 chilometri di dist'anza, che separano queste dagli squadroni esploranti; b} Due plotoni che dovrebbero marciare indipendenti l'uno dell'altro, nei 5 o 1Ochilometri di distanza, che separano i squadroni esploran ti da quelli del grosso dell'avanguardia.

Esecuzio11e dell'n,,llnscope1·ta.

Le paLLuglie di scoperta dei bersaglieri serYirebbero a c ornpletare il servizio di quelle di cavalleria. Sarà loro più facile peneLrare nelle località sospette, attraversare boschi, vigneti, frutteti, ecc., salire sulle torri , sui campanili, nascondersi alla vista del nemico e sorvegliarlo, sottrarsi faci lmente alle sue ricerche, ed al suo inseguimento se scoperti. I plotoni in SU5:Sidio agli squadroni esploranti potranno efficacemente sostenerli, nel caso che foss ero costretti a retrocedere davanti agli squadroni nemici. Supponiamo infalli che nno degli squadroni esploranti si riLiri inseguito dn uno o due squadroni nemici, il plotone bersaglieri avver Lit.o in tempo. sgombra prontamente la strada,

1

(.f) Questa indi1)endo, nza dei plotoni e necessari,1 per facilitaro loro la marcia, le fermate, lo provvist.e durante la marcia, ccc.


238

.NELLE FUTURE GUERRE

NUO.VO COlf PITO DEI DERSAGLIER!

si apposta lateralmente ad essa, lascia passare il proprio squadrone e r iceve a fucilate l'avversario; coi fucili a ripetizione, che si' propone siano armati, potrà in brevissimo tempo far grandinare su di esso tale quantità di proiettili da c.;ostringel'io a ritirarsi . Lo squa.dl'One nostro riordinatosi dietro la linea dei bersaglieri , potrà o solo o r inforzato da altl'O squadrone, ,ri tornare alla carica . Le strette, gli argini, le alture e le località, occupate dai bersaglieri, saranno mo lto più val idamente difese, ad essi riescirà più facile rinforzarle con picèole opere di difesa , coll 'erigere barricate, col costruire piccole trincee cogli i5trumenti, di cui si propone vengano muniti. È specialmente nell'esplorazione pet'indust1·i(i e nelle operazioni not.turne che i bersaglieri potranno rendere segnalati $ervizi. Una piccola pattuglia di pochi uomini, ma arditi ed intelligenti, po trit penetrare inosservata in mezzo all e linee nemiche, sp iarne la forza., osservarne le mosse, indov inarne le intenzion i, ritirarsi non vista e riferirne. Una siepe, un rialzo di terra, un fosso, un vigneto basterà per nasconderla alla vista dei cavalieri nemici, e se venisse scoperta, quand' anco molto addentro nelle li nee nemiche, potrà sempre sfugg ire loro di mano. Prescrive il Regolamento che il comandante le truppe in avanscoperta determini preventivamente alcune fronti segnate in modo appariscente da accidenti del suolo dis tanti l'una dall'altra da f:i a ,1O chilometri, cl.entro i quali i reparti di cavalleri a debbono rer. marsi qualche tempo per cercare il collegamento coi riparti laterali e per concedere agli nomi ed ai candii il necessario riposo . In queste . occasioni i bersaglieri potranno tornare utili coll'appostarsi 2 o 3 chilometri avanti queste fronti, e rendere più sicura la fermata della cavall eria. Occorrendo guastare temporaneamente o distruggere qualche tratto .di ferrovia o di linea telegrafica. i bersaglieri disporrebbero parte del plotone o tutto un plotone al lavoro, men tre il rimanente di loro si apposterebbe a distanza tale da · poter tenere lontano il nemico, coi loro tiri precisi ed efficaci, in modo da dar tempo ai co mpagni di compierel'opera. Durante il combattimento sarebbe cura dei bersaglieri di appostarsi e concentrare i loro tiri su obbiellivi importanti, quali sareb-

239

bero le batterie nemiche, cercando di colpire gli inservienti, i cavall i, ecc.; in tal modo disturberebbero il loro fuoco e permetterebbero alle nostre batterie di p1;endere di mira in ispecial modo le colonne della cavalleria nemica, gli ufficia li e partico larmente i comandanti, gli aiu tanti di campo, gli ai utanti maggiori, i' trombettieri, tutte quelle persone insomma, che per il grado che rivestono o la carica od impiego che coprono , sono necessarie per il buono andamento della manovra e la cui subitanea mancanza potrebbe in generare confusione e disordine. Concludo infine col fare osservare che oggidì e più che mai necessario l'impiegare in unione alla cfwalleria una buona fanteria nel servizio di avanscoperta, poichè è certo eh~ d'ora in poi la cavalleria, che l',ll'à questo serviz io, si troverà di fro:~te alle mil izie territoriali, composte come tutti. sappiamo , di militari in congedo che se per l'età non sara.~1110 più in grado di sostenere le fatiche del campo, sapranno però sempre maneggiare un fucile e combattere ordinati quando si tratta di difendere la propria c,1sa., il prnprio villaggio. Ora di fronte a tali truppe sono poca cosa alcun i carniieri appie~ati; .occorrono drappelli di fantacc ini hen arinati ed addestrati a questo genere di combattimento. Convinto a.dunque dell'utilità di affidare ad una truppa sce!r,a il còmpito di c,)(ldiuvare la cavalleria nell·avanscoperta, propongo la formazione di una compagn ia di ber5aglieri, la quale dovrebbe essere ordinata , equipaggiata ed istruita nel modo seguente:

Forza (l ella com1)Rgnia.

1 capitano.

1

4 subalterni (tenenti o sc,ttotenenU). medico (subalterno) .

,1

6 Totale ufficiali .


2~0

!\UOYO COMP ITO DEI BERSAGLIERI

~E LLE fUTURE GUKRUE

1 ful'i ere.

1

4. sergenti . 8 caporali maggiori. 1 ca porale aiutan te di sanità. 1 ca porn le furiere. ,(6 caporali. I co po raie !rom betLiere. ,( capo rale zappatore. ,J caporale c<inducente. '16 appun tati. ~- lrombellieri. 8 zappatori. 8 por ta-feriti. ,t 65 soldati (fra cui 4 allievi Lrombeltieri ed 5 conducenti . 1

1

1 calzolaio).

1

240 Total e truppa.

l i capii.ano ed il medico dovrebbero avere il cavallo. I subaltern i non dovreobero superare i 30 ann i di età. La truppa dovrebbe essere esattamente r ipartita in quattro plotoni ad eccezione del furiere e dei caporali aventi cariche specia li , che dovreohero essere in sopranumero al primo plotone. 1 sergenti dovrebbero coadiuvare l' uffic iale nel comando del plotone, comunicarne gli ordini, surroga rlo in caso di necessità, prendere il comando del sostegno ogni qualvolta il plotone dovesse agire in ordine sparso, dovrebbero inoltre coadiuvare il furiere nell'ammin istrazione del plotone stesso, col presiedere all e distri buzioni di pane, viveri, ecc. , col fa re le paghe e col comunicare al medesimo le variazion i avvenute nel plotone.. I caporali maggiori dovrebbero comandare le squadre, i caporali le squadriglie . li furiere, il caporale furiere, il caporale trom bettiere ed il capora le zappatore dovrebbero seguire sempre il capitano.

Il caporale di sanità dovrebbe seguire s~mpre il medico. I trombellieri dovrebbero essere ascritti alle squadre di destra del .rispettivo plotone e seguire sempre gli ufficiali comandan Li i plotoni; gli all ievi trombettieri dovrebbero essere ascritti alle squadre di sinistra dei rispetti vi plotoni. I zappatori donebbero seguire (a meno che debbano compiere operazioni speciali, nel qual caso vengono riun!ti !n. un s~I drap pello) i rispetti vi plotoni; loro ufficio sn rebbe cl, d1r1gere il lavoro dei bersacrlieri, qualora dovessero cogli istrumenti di cui sono fo ro .. n1L1, eseguire qualche piccolo la,,oro di trincea o di messa in 1stato di difesa cli qua lche località. · I porta-feri ti dovrebbero pure seguire i rispelti vi ploto ni e pro · digare ai feriti quell e prime cure per le quali non occorre che un po· di pratica . La compagnia dovrebbe esser seguila da due carri trasporto e da una carreLLa da ba llaglione. I carri-trasporlo, tirali da due pariglie, servirebbero per il trasporto degli zaini della compagnia, e ce ne vorrebbe uno per o<Yni mezza co mpagnia. La carretta da battaglione trainala da una p: riglia, servi 1·ebbe per il traspor-Lo del bagagli o, degli ufficiali e della com1Ja"n'ia n , decrli o zaini ed attrezzi dei zappatori, della cassetta da calzolaio (1( ), degli ogg~ttì di cucina, dei viveri ecl ali' pccorrenza del pane della compa gni a. i l caporale conducente ed i conducenti dovrebbero essere bersaglieri che abbiano fallo almeno 6 mesi di pralica nella scuola del condurre in uno dei reggimenti di cavalleria.

Qua Ht,\ fi s ich e.

I bersaalieri dovrebbero avere una statura non minore di metri ·1,6'2 esse;: sani, robusti, ben piantati, con gambe riuttoslo sol.liii e lunghe, con pied i regolari meglio se alquanto lunghi· (Il :-ìella cassella da calzolaio tlo,•rcbbero esservi i ferri da calzolaio ed_ un corto numero di lacchi e tomaie già t:,gliate, che in tal modo porlorcllbero meno ,ngombN.


24-2

NUOVO COMPITO DEI BERSAGLIEIU

Equi1•i1;;~iamento .

L' equipaggiamento attuale dei bersaglieri richiede alcune modifica1.ioni. Occorrerà sostituire 2 camici è di flanella alle nllual i di co. tone.Sono indispensabili per assorbire l'abbondante sudore prodotto dalle corse e dalle lunghe marce. L'_a~lun.le tasca a pane ha it difetto di non difendere dall'acqua le mun_iz1on1 da bocca e da guerra che vi sono rinchiuse; si potrebbe rim~d!are coprendola esternamente di una pel le uguale a quella dea[i za1111 eh~ al.taccata mediante bottoni al ri svolto superiore della tas~1 , scenda ftno al fondo ove verrebbe assicurat.a per mezzo di due linguette . Questa pe!le fornireb?e_ un di ::ìcreto riparo con tro l'acqua e nel tempo stesso s1 potrebbe facilmente togliere per lavare la tasca. Le scarp: basse con ta.cch i larghi e bassi sono le migliori per chi deve c~m~1na1:e molto sia perchè più leggere, :;ia perchè non stringendo 11 piede 1n alcune parli, gl i permettono di gonfiarsi, come accade durante le lunghe marcie, senza. rer.argli nocumento alcuno. Sarebbe buono che ogni bersagliere tenesse nello zaino un paio di suo le ('I). La gavetta dev'essere di quelle piccole ed assicurata allo zai no nella parte inferiore, affinchè gli zaini possano esser messi ben ravv.ic.!nati sui ~.arri-trasporlo, in modo da occupare il minor posto P?ss1 bile. Lo zarno dovrebbe esser mun ito nella parte laterale destra d1 una 1~:trelta metallica nella quale sia inciso il nome e la matricola del! rndividuo cui appartiene, questa indicazione faciliterà la distribuzione degli zaini quando si scaricherà il carro-trasporto. Per quanto riguarda l'armamento si propone ·che il fu riere il caporale Lrombelliere, ed il caporal e zappatore, dovendo sea~ire o_vunque il ca~i~ano, ed all'occorrenza correre per portà~e a:visi, siano allegger1C1 del peso del fucile e siano armati di sciaboia da fan -

( t)

I tacchi e le toma ie sono portati nella cassetta cta cal7.olaio.

NELLE FUTURE GUERRE

2.43

teria e di pistole a rotazione per difesa personale; che il caporale di sanità ed i porla-feriti siano armati di sola sciabola di fanLeria, come pure il caporale conducente ed i conducenti, e .che tutti gli altri, che debbono combattere essenzialmente contro cavalleria ed essere soggelli a sorprese, siano armati con fucili a ripetizione. La giberna atluale presenta l' inconveniente che nella corsa, se è aperta, il soldato non solo perde le car tucet\sciolte; ma anche pacchi interi. È vero che la giberna dovrebbe esser sempre chiusa e specialmente durante la corsa; ma purtroppo non avviene sempre cosi, nell'orgasmo in cui si trova il soldato che fa fuoco , si dimenti ca facilmente di chiuderla. e questo avviene nelle esercitazioni Lalliche e net'le grandi manovre, figuriamoci un po' se non aHerrà su di una scala molto più vasta nella guerra vera. Per evitare simile grave inconven ienl.e propongo che la giberna attuale sia trasformata in una cartu ccera, la quale dovrebbe essere un po' più stretta ed alquanto più lunga della giberna, in modo che potesse contenere 24cartucce di sposte su 2 righe. Tale cart.uccera dovrebbe essere ri piena di sughero od anche d.i caoutchouc, ri coperta da una suola di cuoio. Tanto il sughero o caoutchouc che il cuoio dovrebbero presentare24 fori del diametro di ,1Omillimetri in modo che il bossolo vi entri forzato, e vi sia Lratlenulo dalla forza elastica del sughero . La cartuccia introdotto nel foro dalla parte della pallollol a sarebbe tratt.enuta dall'approfondirsi di troppo nel foro dall'or lo del bossolo, che. appoggerebbe sul cuoio. Il coperchio della cartuccera dovrebbe, per maggior comodità, aprirsi verso l'esterno ed esser quindi cucito a r.erniera all'orlo superiore esterno della ca.rtuccera . Ogni bersagliere dovrebbe esser munito di un utensile da · zappatore, leggero di facile maneggio e dovrebbe servire per la messa in stato di difesa delle località, per il riauamento e la distruzione di piccoli ponti , di Lralli di ferrovie o cli linee telegrafiche. Questi utensili dovrebhero esser ripartili in modo da avere in ogni squadra un ugm:tl numero di vanghette, di piccole gravine, di badili, di piccozzini, di seghe, martelli , ecc. ecc.; e dovrebbero essere mnniti di opportune coregge atte ad assicurare gli isLru menti allo zaino, ed a permetlere ai bersaglieri di portar!i per brevi tratti, senza troppo disagio.


• 2H

NUOVO COMPITO DEl BERSAGLIERI

NELLE F UTURE GtjERRE

Per diminuire il peso delle bufetterie si propone che il cinturino consista in una semplice cintura.di cuoio naturale flessibi le, che possa ad un tempo servire da correggia per i pantaloni e da sostegno alla borsa della sciabola:baionetta.

Successivo or,Hna111ento d~I corpo del l>e1•sagUei•l.

Se la compagnia farà buona' prova si propone di riordinare il corpo dei bersaglieri nel seguente modo : Per avere unità d'indirizzo e per polere in caso di mobilitazione dell'esercito, assegnare indifferentemente i battaglioni bersaglieri alle grandi unità di guerra senza recar incaglio alle esigenze di comando od amministrative, si propone che i battaglioni siano in numero di 23, cioè 2.2 allivi ed uno di deposi to; che tutti ins ieme formino un corpo soLo sotto il comando di un colonnello coadiuvato da due tenenticolonnelli; l'uno nella qualità di comandante in 2°, l'altro di relatore. I battaglioni comandati da maggiori, dovrebbero essere unità amministrative, a tale scopo !o stato maggiore dovrebbe esser composto nel modo seguente: ·

Istruzione da h11p11.rtlrsl al he1•s11gllerl.

Le istruzioni, che si dovrebbero impartire a questa compagnia bersaglieri, sono le seguenti: · A) Istruzioni, individu<1le - Scuola di plotone edi compagnia; B) Istruzione sul tiro , insistendo specialmente nella scuola delle distante e nel tiro a bersaglio. Si propone che gli estimatori scelti abbiano un distintivo speciale; C) Istruzioni di ginnastica, ampliando l'attuale programma coll'aggiungere il modo di arrampicarsi sugli alberi, sui pali telegrafici, e il nuoto; . D) Scuola d'orientamento; E) Esercitaz ioni di trincea, qualche cosa delle istruzioni speciali dei zappatori, aggiungendovi il modo di formare- serragli o banicate come si voglia chiamarli. /i'J Le esercitazioni di marcia, che dovrebbero essere frequentissime.

r

maggiore aiutante maggiore (subalterno) 4 ufficiale d'amministrazione (subal~erno contabile). 1

1

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3 Totale ufficiali . 1 1 1 1 ,1 1

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Vitto e paga.

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Per le grandi fatiche che queste truppe sarebbe!'o chiamate a sostenere, si rende necessario dare loro un sostanzioso nutrimento, per conseguenza si propone che sia loro dato un trattamento pari a quello dei pontieri. Il vino dovrebbe loro essere distribuito tutti i giorni, e nelle giornale di marcia 2 volte, oppure una distribuzione di vino ed una di ca!lè.

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1 1

...

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furiere maggiore sergente di contabilità sùgente trombettiere sergente. zappatore caporal maggiore caporal furiere di contabilità allievo armaiuolo ordinanza d'ufficio attendenti . Totale truppa.

ANNO XXXI, VOL. IV•


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~,4.6

NUOVO COMPITO DEI BERSAGLIEUI NELLE FUTURE GUERRE

Uecluta1nento .

Dovendo i bersaglieri far servizio , colla cavalleria è necessario . che, come q.uegta, siano sempre pronti ad enlrare in campagna, e · per conseguenza l'orgainico di pace dovrebbe essere uguale all'organico di guerra. Nel momento di pail'Lire per la campagna vi saranno degl i individui da passare al deposito perchè inabil i alle fatiche cli una guerra perchè convalescenti o per recenti malattie loro sopravvenute, questi individui vènebbero surrogati dà altrettan ti presi dal battaglione deposito. Essendo necessario che i bersaglieri abbiano se non doti organiche speciali, almeno una cerla attitudine a sostenere le marce, si propone che all'atto dell'assegnazione delle reclute ai vari corpi vengano scelli in qualunque distretto purchè abbiano i voluti requisiti. Questo sistema non può riuscire di danno alla mobilitazione, poichè i bersaglieri richiamati dal congedo dovranno essere inviati al deposito del corpo ed ivi· rimanere nella qualità di truppe cli complemento pei ·battaglioni atti.vi, il loro giungere al deposilo alla spicciolata, ed il loro ritàrdo di qualche gi orno non porterà danno alcuno alle operazioni di mobilitazione.

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ROVERE

C11;vitano di fanteria.

VICENDE NELLA FORMAZIONE DEGLI ESERCITI (Continuazione e fine).

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Per lungo tempo i guerrieri devono pensare essi stessi al proprio -corredo ed armamento: entrando in guerra devono a:vere tuuo quanto può ad esS'i necessitare. Siano soldati levati dai monarchi asiatici per le loro ,conquiste, siano i Greci ed i Romani che combattono per la liberfa o per conquiste, lo Stato o i capi non pensano che ad indicare la specie d'arÌne di cui devono esser provvisti e gli altri oggelli che devono recar seco. Cosi seguitasi fino all'isti tuzione degli eserciti permanenti. · Qui, a ti tolo cli curiosità e cli confronto, siami permesso riportare ,quel che facevasi presso i Romani. Entrando in campagna, essi portavano viveri per cinque giorni , pali per fare il campo, ascia, sega, ,utensili da cucina, ec0., un totale di 60 libbre di peso senza com'.PUtare nel peso le armi. Come si vede eravi molta differenza dai Romani d'allora ai soldati nos~ri d'oggigiorno, iquali, tutto compreso, non hanno a trasportare che un peso di circa i:H libbre. Nè è a ,dfrsi che le fatiche fossero minori. I Romani compievano marce regolari di 2,i. miglia (circa 20 chilometri come da noi) in 5 ore, e appena giunti alla tappa i soldati si facevano un campo consistente in un fossato largo in media 4 metri e profondo 3, e in un parapetto formato del cavaticQio rinforzato da pali, campo che Napo leone crede imprendibile pei tempi, e atto a permettere ai Romani di accettare -0 rifiutare il combattimento.

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NELLA FOR )!AZIONE DEGLI ESERCITI

VICENDE

~ome all'equipaggiamento, devono i soldati per lungo tempo pensare al proprio sostentamento: lo Stato non si cura di sapere come i soldati faranno a vivere: esaurite le provviste trasportate dietro all'atto della partenza, i soldati si riforniscono di viveri come possono saccheggiando i paesi ove capitano e spesso senza fare distim.ione se questi siano amici o nemici. Il bottino offerto ai vincitori è quasi sempre l'unica mercede che ha il soldato. Presso i Romani i cittadini, obbligati per entrare in campagna, ad abbandonare i proprii campi che dan loro il sostentamento, e a incontrare gravi spese per procurarsi le armi e il villo, sr indebitano tanto elle molti perdono la libertà, e ne nascono rivoluzioni che meuono a repentaglio l'esistenza di Roma, e primo Furio Camillo 'negli ultimi anni dell'as· sedi o di Veio, è costretto, per aver ragione del nemico, a faré assegnare dal Senato uno stipendio agli' assedianti che non possono rientrare in Roma a coltivare il campo. Anche quando sono istituiti gli eserciti permanenti è conservato il saccheggio nelle città vinte, ma lo Stato è costretlo a pensare al!' equipaggiamento ed al vettovaglfamento dell'esercito : anzi questa cura, nel secolo xvm, diventa tanto imperiosa che può dirsi sia eisa che regoli l'andamento dellacampagna, poichè appnnto vediamo gli eserciti di fronte avere sempre la preoccupazione l'uno di conservare i proprii magazzini, l'altro di impadronirsene. Quando le lotte si incominciarono a combattere pel principio di nazionalità, cessò il saccheggio, essendosi allora generalizzata l'idea che scopo della guerra deve essere la distrnzione dell'esercito nemico, non del paese. Ai nostri giorni la provvista e il rifornimento dei viveri, delle armi, delle munizioni , degli oggetti di corredo, è sempre una delle più importanti preoccupazioni del comando militare. Ora che ho tentato di dare brevemente un'idea sulla formazione degli eserciti nei tempi passati, vediamo quel che succede ai giorni nostri, e le conseguenze che forse potranno derivare nella formazione degli eserciti futuri. Ho accennato più su che parmi riscontrare nelle vicende militari quei medesimi cicli o ricorsi storici già da itllri riscontrati nelle cose politiche e civili. Ho detto che pel compiuto ciclo, cioè pel ritorno alle milizie comunali, oppure, salendo più su, agli eserci ti che com-

prendono tutta la popolazione valida delle tribù, éli Roma e di Gre,cia primitive, basta che nessuno sia trattenuto sollo le armi in tempo di pace, ma nessuno sia esente dal servizio in tempo di guerra, si ritorni, o meglio si formi la nazione armala. È ciò proba.bile? È ciò attuabi le? Io pongo la questione, non pretendo scioglierla. A chi esamina le difficoltà iu oggi del comando, le aumentate esigenze nell'istruzione dei soldati, il materiale numerosissimo e intricatissimo che serve in guerra, la proposizione appare addiri ltura impossibile. Ma sonvi cose che sembrano fatalmente destinate a sue-cedere. Ritorniamo alcuni anni addietro. Il 1870, come ho già detto, produsse una vera rivoluzione negli eserciti; tulli si trasformarono: variò il numero, variarono le arm i, cambiò la tattica, fin le forme e mosse regol:unentari; in tutti gli Stati una specie di febbre invase gli animi, le spese mili tari andarono continuamente crescendo, e così i chiamati sotto le armi. Eppure le nazioni non si arrestano: le spese militari sono accettale unanimemente dalle rappresentanze del paese, le reclute seguitano ad aumentare, i magazzini vanno riempiendosi di sempre nuovo materia.le, il terreno continuamente si trasforma per nuove opere fortificatorie . Da che cosa ha origine quesla specie· di frenesia ·militare'? Dall'esempio delle allre nazioni, dal senti merito innato nei governanti .e nel popolo che questi immensi preparali vi saranno indispensabili in una guerra che temesi sempre vicina,· di cui i risultati sarebbero esiziali pel paese che non si trovasse solidamente p1;eparato. Fin qui la còscienza del paese ragiona bene: ma è possibile che questo stato di cose possa durare a lungo? Il governo, è vero, ha i'irnprescindi bile dovere di pensare alla difesa degli interessi .dei governati, -ma non è certamente col mantenere il paese in uno stato continuo simile a quel della guerra, che si procura la felicità dei popoli. Si sono costituite le società e si va continuamente cercando di ampliarle appunto per diminuire le cagioni, le necessità della lotta, per favorire invece lo sviluppo degli interessi econom ici che soli possono procurare una maggior copia di benessere ai membri della so-. -ci età: la guerra fu ritenuta come lo stato anormale della popolazione. Ora r.olle spese eccessive per la preparazione militare, potrassi 1

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NELLA FORMAZIONE DEGLI ESERCITI

VICENDE

durare a lungo senza portare se non la rovina, un disseslo gravissimo negli interessi economici? A questo stato di cose due soluzioni mi pai1mo possibili. O la guerra scoppierà presto micidiale e decisiva, e dalla guerra, qualunque ne sia l'esito, i popoli esciranno Lanlo spossali da non poter pensare per lungo tempo alla lotla, e dover per conseguenzft applicare tutte le loro energie a rilevarsi dai danni di essa: o la guerra tarderà, e allora gli interessi economici ri,piglieranno il soprnvvento, e bisognerà ricorrere ad un espediente che, senza sminuire il numero dei combaltenti, diminuisca di assai le spese. Questo spedieJ1Le potrebbe forse trovar.si nella riduzione di tutto o qnasi tutto l' esercito a milizia ciu.adina. Ripeto che non intendo sciogliere la questione, ma studiarla. Del resto cosa si sla facendo da 115 anni a quesla parte? J.-lrima del 1870 la forza di un esercito pareva non consistere in altro che nei soldati che contavano 0 anni almeno di servizio; e le poco numerose milizie cli completamento, a malapena servivano a far numero, ed erano ritenute poco più cbe non valori. Dopo d'allora quante variazioni! La ferma fu ridoua a 3 o 2 anni e più propriamente a 30 e 20 mesi, i quali finiscono per essere forse meno cli metà come, tempo utile per l'istruzione a cagione del servizio territoriale; si creò una numerosa milizia mobile, e più una numerosissima milizia territoriale con attr,ibuzioni che vanr;io semprepiù definendosi nettamente, e di cui i componenti non hanno che pochi giorni di serv:iiio, ed anzi una parte ne è già esente afi'auo solo dietro la esibizione di un cerlificato per attestare di aver frequentato il tiro nazionale . Non è questo un avvicinarsi a gran passi alla milizia cittadina? Si dirà che resta pur sempre un esercjlo permanente, nucleo intorno a cni verranno aggruppandosi le seconde categorie, le milizie di completamento, e che darà a queste la solidità necessaria in.guerra. Ma è ciò possibile? È possibile che in 2 o 3 anni possa pensarsi sul serio ad ottenere un esercito agguerrilo quale intendevasi 20 anni fa, che possano utilmente impartirsi ai soldati tuue quelle istruzioni. che pure al giorno nostro ritengonsi necessarie per chi entra a far pwrte dell'esercito permanente'? È possibile dare ad essi soldati quel1' educazione morale che deve avvezzarli alla disciplina militare, al 1

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dovere santo sì, ma pure spesso contrario al sentimento del benes· sere materiale della conservazione, di sacrificare gli agi, la volontà. p'ropria, I~ vita istessa per la difesa della patria? Credo di no, e anche serbando la costituzione attuale degli eserciti, parmi debbasi ricercare altrove quell'educazione, quel sentimento del dovere senza di che non puossi ottenere sforzo valevole dalle masse. Dove, lo accennerò più sollo. . Del resto, non è nuO\"o nella storia contemporanea il fatto di eserciti, a così d-ire improvvisali. · I nove eserciti che nel 11793 la rivoluzione francese creò per la difesa delle frontiere da tulle le parti minacciate, non contavano che pochissimi provetti soldati, e pure tennero a bada eserciti regolari e che conservavano fresche le tradizioni di Federico il Grande, anzi vinsero, sebben tumultuariamente d.a principio; e in breve alla scuola del fuoco, questi borghesi giit per nulla avvezzi alle armi, divennero vecchi ed agguerriti guerrieri. Nel ,i 86 11, allo scoppiare della guerra di secessione in America, non v'erano eserciti regolari e s'improvvisarono: vi furono perdite · più forti , ma questo non impedì che i generali d'ambe le parti compie$sero ope~zioni che paiono gigantesche anche pei nostri migliori eserciti permanenti. E dopo una guerra così lunga e sanguinosa, gli Stati Uniti non sentirono il bisogno di tenere eserciti permanenti, ma ritornarono alle condizioni di prima, e un paese così vasto e che va continuamente ampliandosi, non tiene che 25 mila uomini sotto le armi, salvo a mobilizzarne quando e in quel numero che gli occorressero. Gli stessi eserciti improvvisati dopo la resa cli Sedan in Francia, diedero assai da fare ai Prussiani, e $0 non otlennero serii risultati, lo si deve alla precipitazione e più al morale che è grarnlissimo fa t' tore in gnern1. ' Quest'ultimo esempio potrebbe parere argomento validissimo contro l'idea dec,Ji esercì ti improvvisati, e lo sarebbe certo qn&ndo v si mettessero- a fronte un esercito agguerrito sotto le armi ed uno composto esclusivamente di milizie cill.adine. Questo però non è possibile: le condizioni interne sono eguali per tutta Europa, e se l'abolizione degl i esercì li permanenti sarà. necP.ssaria, lo sarà non per l'Italia sola, ma per tutti gli Stati europei. Anzi l'Italia parmi in


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VICENDE

NELLA F0I\MAZI01'E DEGLI ESERCITI .

ques~ co~tinge~za che si troverebbe in migliori condizioni di parecchi altn Stati. Con confini ben determinati, non avendo altra aspirazione in Europa che badare al proprio sviluppo interno e alla difesa dalle esterne prepotenze, le milizie ciLtadine vi potrebbero dare migliori risultati che altrove. . . L'Inghilterra la quale finora non ebbe che eserciti mercenari sulla terraferma, eserciti destinati quasi esclusivamente al mantenimento e all'accr~scimento delle proprie colonie, quando, poco tempo fa, pensò sena.mente alla probabile necessità di una difesa intema, ricorse subito ed unicamente alla istituzione di milizie cittadine levate · nelle contee, ma senza obbligo permanente alle armi . Che fece del. resto Scharnhorst dopo il ;J 806, come ho ò"iàaccennato, se non ricorrere ad un sistema mascherato di milizie cittadine? Puossi dire sul serio che noi non abbiamo già adottalo lo stesso metodo del Scharnhorst in gran.de? Data la possibile necessità di ricorrere allo spedi ente della Nazione armata, vediamo in quali condizioni probabi li si potrebbe trovare un esercito così formato e qm1l i insegnamenti a tale uopo ne potrebbe fornire lo storia. · . . Un esercito che sarebbe solo chiamato so llo le arm.i,.,jn tempo di ~u~na, dovrebbe necessariamente comprendere l.utti gli uomini abili ~s1came?~e a_po~·tare le armi . Presso i greci, i l'Oman i ed anche presso J Comum 1tahan1 erano obbligati alla milizia Lutti i validi dall'età incirca di ·18 airni fino ai 60 . Nalur_alme~isognerebbe trovar modo di chiamare quel numero che abb1sognp.sse al momento e di aumentarlo a seconda delle esigenze: l'età dei chiamati, l'aLLitudine speciale, anche la località dove più preme il pericolo potrebbero determinare le chiamale successive . . Sdrn_rnhorst dice che può ritenersi valido a portar le armi e ad imp1egans1 senza grave detrimento degli altri interessi un uomo su oani HS abitanti. ' I greci mettevano sollo le armi gÌi uomini dai 118 ai 4::S anni. fasciavano la custodia delle città a quelli fra i quaràntacinque e i 60 a~ni. Roma. sott? Servio Tullio levava 4 legioni (un nomo pedamiglia ~er_ la _fantena , un uomo per gente per la caval leria), di cui due, dei mn1on fra i "7 e i /~o ann i, destinate ad uscire contro il nemico due dei seniori fra i 4.5 e i 60 anni, lasciale a presidio della ciuà.' ' 1')

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Emanuele Filiberto levava un uomo per casa, salvo a chiamarli tutti al bisogno. Gustavo Adolfo prendeva un uomo per famiglia. Carlo VII aveva 20 o 30 lancie per città, ed ogni parrocchia forniva un dato numero di franchi arcieri. Qui sorge subito una grave questione, specialmenle per noi italiani. Un esercito cittadino non può presupporre che un reclutamento regionale. Ed è appunto per reg:oni che dqvrebbero forma1:si le varie unità tattiche. Ora il reclutamento regionale non s'è ancora mtrodotto in Italia, ed anzi :ii più di quel! i che godono di maggiore autorità militare, pare pericoloso per la costi tuzione politica del regno . Però , anche in questo senso si vanno avviando le nostre istituzioni militari attuali . DifaLti, oltre la milizia territoriale, gli alpini sono già reclutati per regione, la Sardegna ha milizia propria, e qualche generale Q"ià pensa che si possa tentare per tutti, senza grave pericolo . l'esperimento e che rie5cirebbe oggi di grandissimo vantag~10 per la mobilitazione. Gli spartani avevano le enomotie, piccole compagnie da 25 a 36 uomini, c0mposte di uomini press'a poco dell'istessa età, esercitati ' ed ammaestrati assieme nelle evoluzioni mili tari e legati da giuramento comune. , I romani avevano le linee composte a. seconda del numero delle {:ampagne a cui avevano preso parte i legionari . . I primi germani marciavano in guerra ciascuno nei propri reparti -e sollo i capi naturali ed ele(tivi, ordinati in centurie composte di parenti ed affini , per più valido aiuto reciproco e per :Lvere testimoni perpetui del proprio valore. · Emanuele Filiber'Lo fo rmò la fanteria in colonnelli o reggimenti, i colonùelli divise in compagnie, le compagnie in centurie , le centurie in squadre, ed ogni unità fonnata da uomini che abitavano in un dato spazio di terreno. · Gustavo Adolfo formò le unità secondo il borgo, la città , la provincia . La Svi;,rnra, che, data la necessità di trasformare gli attuali eser·citi, dovrà servire di esempio per la nuova organizzazione, ha la .sua fanteria oroanizzata in battaglion i secondo i Cantoni. . Per le ai~mi speciali, cavalleria, artiglieria, genio, le unità dovreb-


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VICENDE

NELLA FOl\l!AZIONE DEGLI ESEl\CITI

bero forse abbracciare un'estensione più vasta per lrovare gli uomini aventi le altitudini richieste dall'arma. Avanti che fossero stabili ti oli eserciti permanenti) la cavalleria era sempre formala dalla nohi.ltà 0dai cittadini più ricchi, come quelli che aveyano maggiori mezzi e tempo di potersi addestrare. In un esercito composto come sopra ho dello, il più difficile ad esercitarsi è il comando. Quanto meno le truppe hanno di permanenza sotl.o le arm i, tanto meno cli forza vi esercita il comando, qualora gli uomini destinati a formare la gerarchia militare, non trovino in se stessi altra forza morale che tenga luogo verso i sottoposti della forza che attualmente in gran parte dà al grado il regolamento di disci- . plina ed anche il codice penale militare. Bisognerà per questo ri"correre acl un diverso sistema di reclutamento dei vari gradi . Quale esso possa essere il migliore non saprei precisare. Ad ogni modo noi vediamo che gli Stati Uniti, sebbene non abbiano un esercito permanente, che tale non posson ch iamarsi, quelle poche migliaia d'uomini sotto lo armi, hanno una scuola specinle permanente per la formazione degli ufficiali: la Svizzera ~e· ba i suoi ufficiali con destinazione fissa e scelli a seconda del!~ altitudini speciali. . Per quanto riguarda i comandi superiori credo la cosa men· difficile. Al giorno d'oggi, i grandi comandi si esercitano, a cosìdire, dal gabinetto: il generale non deve più esporsi quale un semplice combattente per eccitare i suoi alla pugna; il rumore · della lolla impedirebbe la fredda calma indispensabile a chi deve far fronte alle mille necessità e.be continuamente sorgono nel far manovrare ed ·agire masse così ingenti e su terreno così vasto qual esigono i moderni teatri di guerra. Poche intelligenze superiori e ben scelte e che non difeLtano mai in un paese, servirebbero a guidare le armate Per gli altri gradi necessari ad interpretare ed applicar bene· gli ordini ricevuti, credo sarebbe indispensabile t.enerli permanentemente in esercizio od almeno il più possibile, e quante volte per ?ecessiti:t si debba chiamare sollo le armi della truppa impiegarne 11 maggior numero. La scuola che trovasi negli Stati Uniti d'America potrebbe forse servir d'esempio. Restereb be un'ardua questione a sciogliere, quella dei sottufficiali, i quali sono considerati iI perno di un esercito, come quelli· ?)

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che sempre a contatto coi solda~i, servono di modello ai buoni, spin: gono i rio ttosi, mantengono la coesi?ne. La ~ecessità impedendo_ di potervi provvedere altrimenti, ed amtando_ il . 1:ecluta~e~to re~10~ .. nale, credo ·si potrebbero trovare i sottuffic1al1 1~ ~uel\1 r1c?n?scrnt1 anche dai compagni più autorevoli per eLi:t, pos1z1one famigliare ed eziandio per virtù fisiche e morali: la mancanza di pratica sarnbbesosti tuita dall'aumento di forza morale. . Se oià adesso sono mollissime e micidialissime le armi che servono ;er la guena, maggiori sarebbero nel caso di un esercito cit- · tadino, e qualunqùe materia distruttiva vi sarebb~ impiegata. Le · macchine da ouerra al se<ruito dell'esercito romc1no cominciarono ad introdursi q~;ndo principiò a diminuir~ il valore deìle legi.oni, e·· s'aumentarono i11an mano che le legioni divenivano più deboli. Napoleone diceva che più cannoni vi vogl iono. quanto rne_no l'ese1:cito è solido. Qual maggior esempio praLico che la guerra d1 secessione· in America? Fu allora che si abbordarono tulle le questioni d'armamento, akune poi sciolte ed accettate dopo, allre abbandonate. Ognuno in- · ventava ed applicava, e la corazza e le torri ai bastimenti a vapore'. e il perfezionamento delle armi caricantesi dalla culatta, e le armi , · a molteplice uso , e le mitragliere, e le torped_i ni, e l'~pplicazion_e dell'elettricità. tutto fu tentato, spesso a tastom, per distruggere 11 nemico. Ora poi che tanti progressi si sono fattinell'ar~amenti, _sa_ràp'.~ forte colui che più materiale e più µerfetto avrà n_e1magazzm1 epm gente capace cli servirsene utilmente . . . _ E questo modo di servirsi utilmenle del n~al~riale non ~1 P?Lr~ ottenere che con esercitazioni più o meno periodiche, esemtaz;on1 · diverse pei cli versi indi vidui , le quali inoitre dovranno avere a scopo · lo sviluppo fisico e l'aclde.sLramenLo degli uomini a muoversi ed agire inquadrali, senza peraltro portare grave spreco di danaro e · lunga permanenza sotto le armi. . . Verso il Hi-0 Venezia istituisce le cerne: i provved1ton rasse gnano i soldati una o due volte al mese, li fanno esercitare nel ma:- · neggio delle armi; son riuniti tutti una volta all'anno al capoluogo. Nel ,1806 Firenze forma 9 bandiere con 9 podestà(in tullo 110000· fanti ): son distl'ibuite le anni rii soldati e indrappellali in compagnie"·


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VICE~DE

NELLA FOllMA ZIO:'.'IE DEGLI ESERCITI

di 300 uomini. Il connestabile che comanda la compagnia riunisce gli uomini tutti i giorni di festa: in febbraio e settembre si fanno .riunioni di almeno 6 compagnie. Emanuele Filiberto obbliga. i suoi uomini a radunarsi per squadre ogni domenica, per centurie ogni 115 giorni, per compagnie una -volta al mese, per colonnelli le quattro tempora, Lutti assieme due voi te all'anno . I Bavaresi al principio del secolo xv11 avevano esercizi tulli i giorni festivi, tre volteall'cmnoriunioni d'insieme della durata di otto ..giorni per compire la propria istruzione Carlo VII di Francia obbligava i franchi arcieri ad esercì tarsi oan i "' .domenica al tiro dell'arco in sili appositamente destinati. Gli Svizzeri fanno fare agli inscritti un servizio annuale di circa 4,0 giorni , ed ogni anno chiamano sotto le armi porzione del loro .esercito per alcuni giorni alle grandi manovre. Lo stesso si usa già da noi e presso le al tre nazioni d'Europa per le seconde categorie, per 1~ mi!izia mobile e r.e r la ~nilizia territoriale. ~ Se questo breve spazio d1 tempo credesi sutlìc1ente per truppe Je quali pure avranno tanta parte nella difesa. del paese, perché, data ila necessità, non si potrà fare un passo di più, e generalizzare la disposizione? · Ripeto qui che forse alcuni credono che le seconde categorie, le truppe di complemento, la milizia mobile, ecc., potranno subire la influenza dell'e3ercito permanente, e saranno da esso trascinnte, e -tantopi ù ciò dovrà avvenire, si soggiunge, inquantochè la massima parte dei richiamati ha già fatto una sosta più o meno lunga sotto .le armi . Ma di questa sosta nessun più s; ricoi;da: anche per quelli che si .troverebbero in migliori condizioni, è st::ito troppo breve il passaggio ,di 20 o 30 mesi per lasciare lunghe traccie nell'animo dei ·soldati. Durante il servizio il sentimento che domina non è fa fierezza di compierlo, nia l'impazienza di finirlo. L'uomo è sempre tr.oppo vicino alla libertà che ha perduto da poco e fra poco va a ritrovare, per considerare la posizione sotto le armi come durevole, e ritenerne quindi g!i insegnamenti per quando sarit rich iamato, richiamo che egli giudica nella massima parte come un infortunio della sorte. N' e è esempio quanto si sente da partenti e restanti ad ogni congeda· mento di classe.

Il numero dei richiamali sa.rà poi tale che, per quanto anche più· agguerrito fos\le l'attuale esercito permanente, il numero trascinerà?' tutto, è ben presto si avrà nn esercito tutto d'un valore poco dissimile dai richiamati e dalla milizia mobile. E se noi consideriamo· che all'atLo della mobilitazione gran pane degli ufiìc iali sono distratti dalle unità cui fino allora erano applicati o per promozione o per destinazione diversa, o per impieghi speciali temporanei, e cosi· buona parte dei sottufficiali, nel momento appunto in cui maggiormente si sente il bisogno del comando sicuro e fermo, devesi con-· chiudere che diventa sempre minore la potenza d'as,imilazione nel· l'esercì to permanente. · Date tali condizioni , un esercito tu.lto cittadino potrà, in fatto di, istruzione, differire ben di poco dall 'attuale. E più che istruzione1 ed islrnzione limitala al solo uso delle armi non può dare l'atlualeesercito nostro con ferme così ridotte e che si tende a ridurre semprepiù: e l'istruzione materiale si potrebbe impa1;tire sufficientemente in quel poco tempo che period icamente si volesse impiegarea ·riunire i sol da li . Questo si otterrebbe tanto più facilmente se opportune disposizioni ed acconcie spi nte all'eAitulazione, cercassero di sviluppare nei, cittadini l'amore alle armi . Una di queste disposizioni val i·dis,ima fu appunto l'istituzione dei · tiri a segno nazionali. Fu avversata questa istituzione da chi crèdette vedervi un pericolo politicamente per lo Stato , ma questo pericolo non mi pare giustificato , e l'esperienza di alcuni anni lo dimostra. Supposto inoitre che noi dobbiamo incorrere nella fatale· necessità delle milizie cittadine, è assolutamente indi:;pensabile avvezzare l'individuo al maneggio e all'impirgo dell'arme, e rendergliela famigliare tanto da non esser più per lui un oggetto quasi di terrore, come succede per molli al giorno d'oggi che non abbianomai sparalo un fucile. A me pare rincrescevole che i tiri nazionali si sviluppino poco; crederei bellissimo si generalizzassero in qua-, lunque ciLLà, in qualunque villaggio; se non si dovesse ottenere allro, si avrebbe certamente il vantaggio di temprare fo rtemente la fibra degli uomini. Esempio gli Svizzeri . Come si dovrebbe cercare di sviluppare sempre più il tiro nazio!)ale per avere della buona fanteri a, si dovrebbe cercare di susci-


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tare l'emulazione fra i moltissimi in Italia che fuor i dell'esercito montano a cavallo, più che sufficienti" a fornire quanto abbisogna di -caval leri a, ed isti tuire po ligoni sp~ciali aperti a tutti i volonterosi per imparnre il maneggio delle artiglierie. Se a tutto questo si aggiungessero nelle scuole civili la ginnastica, le esercì Lazioni di marcia ed anche un po' di disciplina militare (come giustamente sta facendosene l'esperimento adesso), nessuno dubita che fìsico e morale di tutti ne risentirebbero grande giovamento. Tullo questo surebbe sufficiente per l'istruzione individuale; all'istruzione d'insieme penserebbero gli ufficiali nei periodi di tempo pres tabiliti. La costruzione del mater iale dovrrbbe· di necessi tà costituirfl una bi-anca speciale dell 'industria nazionale, anche, se credesi, sotto fa direzion e . o sorvegli an.za di delegati appositi. I nomi conservati in diverse città a vie speciali, dimostrano come i cittrulinì, a lqro rischio e pericolo, producessero in altri tempi le armi necesgarie ai soldati: anch e oggigiorno fabbriche private producono fu cili per l'esercito e per conto dello Stato: in cantieri privati si costru iscono bastimenti per la ma·- rina mili tare. Il Montenegro, sebbene in piccola scala, ne fornisce oggi appunto, . colla sua nuova costituzione mi li tare, l'esempio di un esercito popolare. Un reggimento di 11500 uomini è destinato a fornire ì quadri di tutta l'armata; ogni montenegrino da 118 a 42 anni è obbligato : ,al servizio; a '18 a_nni è chiamalo sotto le armi per due mesi, ogni , anno vi sono delle chiamate per ripetizione, ogni due anni le grand i manovre; i qnadri sono in permanenza; i giova ni da i '10 ai ,18 unni sono organizzati in corpi di cadetti . Con una milizia radunata improvvisamente, non è da pensare ad ·- allro modo di l'.Ombatlere che a quello in ma~sa. Quando ·una truppa · non è agguerrita dal lungo perdurare so tto le armi, quando non ha fatto della vita militare un'abitudine I.aie da di ventare la guerra quasi un ambiente nattlrale nel quale il soldato deve muoversi, non puossi ., da essa pretendere che l'individuo affronti con an imo sereno tu tli i pericoli della lotta contrariamente allo sgomento prodotto in lui dal proprio isola,mento, al sentimento istintivo della propr-ia. conserva·. zione. Del resto fin. d'ora la tendenza è precisamente pel ritorno al .• combattimento unico a massa. La micidialità del fticile odierno aveva ,),fatto adottare o:v.unque ordini di combattimen to a piccole frazio ni ,

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NELLA FOUl lAZJOK E DEGLI ES~RCITI

VICENDE

a cacciatori, a stormi; i prussiani nell e ultime grandi manovre, forse appunto perchè vi si trovavano molti soldati con poco tempo di servizio, vollero che anche nella prima linea gl i uomini fossero disposti a contatto gli uni degli altri, a masse insomma, sebbene meno pro- · fonde delle altre linee; dimostrarono inoltre di voler ritornare alt' oso frequen te della baionetta, voler dare cioè la preferenza all'urto sul fuoco, e l'urto non è mai prodo1to che dalla massa. È certo che le niasse si spingono, si sorreggono, mentre l'individuo isolato si lascia facilmente scoraggiare. Il mcido di e,oncentrare, equipagg iare, far muovere, far vi vere un esercito così formato, dovrebbe studiarsi min utal'nente in tempo di pace da ufficiali appositamente incaricati. Sarebbe in grande lo studio che si fa ora per la milizia Lerritor.iale. l?inora non abbiam parlato che deìl'esercito di terra:-la rivoluzione si effettuerebbe più facilmente per l'armata di mare. I marinai per la manovra delle navi non han bisogno cli esser' creati; si formano prima ancora di esser chiamati sotto le armi; i cannonieri in poco tempo possono apprendere l'istru;,,ione pel maneggio dei cannon i e delle mitragliatrici; uffìciali permanenti penserebbero alla costruzione o alla direzione della costruzione del materiale e all'impiego tatlico di esso ; !'.educazione di tutti è già falla; sulle barche, 1:,ulle navi private il marinaio ha già imparato a sfidare i pericoli dei ftutLi, a guardare in faccia l~t morte che gli si può presentare ad ogni istante, ad obbedire in modo assoluto al comandante la nave, obbedi,enza dalla quale sa dipendere spesse volte la sua salvezza e senza la quale non arriverà mai a toccare felicemente il porlo. Del resto le torpedini e forse presto i battelli sottomarini rende ranno supedlua una lunga permanenrn in serv izio; un po' d'istruzione e molta audacia basteranno a far la guerra. in mare. Le parole, che qui mi piace trascrivere , dell'attuale ministra della marina in Francia, ammiraglio Aube, pare preludano a questa speciale armata (Opuscolo: 'iJ-i/'esa nazionale. - Difesa delle colonie) Cl ). « I continui progressi sono stati tali che la rivoluzione è (i) Le e~pericnic fatte dopo che qucst'opu,colo éra già scri tto, paro debbano togliere molto dell' import:rnza 11.tLri buit;, alle torpedini; ad ogni modo resta sempre ad esse assicurata molta J>arto nella difesa delle coste, cos,, non indifferente per noi lt.a-

liani.

· (Nota det Co1nvuaro1·e).


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NELLA FORMAZIONE DEGLI ESERCITI

VICEKD E

stata completa, e nella costituzione delle marine dell'avvenire, e nelle condizioni delle future guerre navali. Non solamente le operazioni marittime d'altre volte, come blocco delle coste, sbarco cli corpi d'invasione, sono impossibili , ma anche la guerra di squadre. la guerra di battaglie allrevolte decisive non sono più che un anacronismo. La guerra nava le si riduce oggimai alla guerra d'industria, alla guerra di corsa. Gli strumenti di questa guerra sono: in nnmero massimo le cannoniere e le torpedini ere di di.fesa come unità di comhattimento, e con esse gl'incrociatori, l.uLLi con una velocità massima, tutti ridotti alle dimensioni minime che ne assicurino !'autonomia, e la potenza effettiva; il numero, la velocità, l' im•isibilità sono i fattori della superiorità di qnesti strumenti da guerra ». Grave sconvolgimento risulterebbe certam ente nella costituzione dP-gli Stati qualora dovesse la necessità far abolire gli eserciti permanenti ed adottare nel suo più largo signifi calo, per la guerra la nazione armata . Prima di tutto non più guerre per conquisla, per.ambizione, per interessi dinastici, per supremar.ia, per rappresaglia, neanche un armamento parziale per scongiurare un pericolo maggiore; le guerre sarebbero decise precisamente ,da chi dovrebbe farle; e il dissesto che anche una guerra necessaria produce nel tranquillo vivere in cui si culla e trova il suo benessere la massa, e le spese che graverebbero sulla borsa dei ci ttadini, e i disagi e i pericoli da incontrarsi, e il sapere che in fondo la guerra può apportare cangiamen ti alla potenza dello Stato, non alla cond izione dei particolari, farebbero all ontanare il più poss ibile dalla mente l'idea di ricorrere alla lotta ::-pesso anche a scapito della dignità del paese. In secondo luogo perchè un esercito così improvvisato possa avere quella coesione senza la quale non può pensarsi ad ottenere sforzo valevòle, vuolsi che un· sentimenLo unico ed imperioso domini sugli animi di tutti e faccia sì che tutti preferiscano incontrar la morte piuttostochè vedere questo sentimento conculcato. E questo sentimento deve avere la stessa forza che aveva sugli antichi, allorquando il vinto perdeva l'esistenza, oppure era condotto schiavo, divelto dalla casa nal.ìa, dalla famiglia, dalle proprie aliezioni. Durante le crociate vediamo il senli1hento religioso tani o forte da sottoporre volonterosamente tanla gente che poco sapeva d'armi,

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niente di geografia, ad incontrare viaggi così lunghi e disastrosi per Terrasanla, senza conoscere come alloggiare, come vivere, come scampare dalle armi dei turchi. Il sentimento religioso spingeva gli svedesi su terreno sconosciuto e.contro forze multo maggiori; il sentimento religioso pure induceva i bavaresi lulti a vestir abili civili con taglio militare per essere più lesti ad entrare ih campo. Il fanati smo rel igioso guidava le teste rotonde di C.romwell contro i cavalieri di Carlo I, e per esso vincono le masse popolane e diventano insuperabili le coste di ferro. Il sentimento della libertà civile spingeva tulli gli abi lanti del co · mune pochissimo esperti in armi e mal coperti, contro le agguerrite corazze del Barbarossa. · Lo stesso deve dirsi degli Svizzeri contro Austriaci e Borgognoni. Il sentimento della libertà personale e civile armò i rivoluzionari francesi contro i nobili dapprima e contro Europa tutta, e li sorresse, essi prima ignari delle armi, contro eserciti reputali i più forti. Fu il sentimento di avversione contro gli stranieri che fece oprar tante cose ai nostri volontari italiani, s·ebbene la maggior parte non avesse avuto prima pratica della milizia. È un sentimento cosi forte che dovrà animare gli eserciti futuri. se pure si dovrà venir~ al l'abolizione degli eserciti permanen ti. Questo. sentimento non può trovarsi che nell'amore del proprio paese, nella passione vivissima della propria indipendenza; questo sentimento deve di,•entare abito naturale nelle popolazioni, deve essere succhiato col latte, sviluppato nelle famiglie, spiegato nelle scuole, dalle tribune, dal pulpito, rammentato e tenuto vivo in qualunque circostanza; deve crearsi, a così dire, un chauvini.sme sociale lale che di esso siano imbevuti tutti gl i abitanti . Inglesi ·e Francesi hanno potentissimo il sentimento del cheznous; i Tedeschi ora hanno il sentimento di razza, e questo cercano infillrare nelle masse anche i Russi. Per noi Italiani il còmpito è assai più difficile, e anzi per ora par quasi addiritt.ura impossibile. L'Italia nazione ~i conosce ancora poco, e tale che si farebbe ammazzare pel proprio villaggio, non sa e non ammelle che il borgo, il circondario, la provincia, anche vi!7 -

ANNO

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VJCEKDE

NEl,l,A FùRMAZIONE DEGLI ESERC ITI

cini, abbiano gli slessi interessi, le stesse aspirazioni, gli stessi affetti che animano lui, e che per essi debba sacrificarsi come si sacrificherebbe pel proprio campanile. Ma, se le cose fatalmente devono giungere a tali estremi, bisognerà adauarvisi qualunque siano le condizioni in r.ui ci verremo a trovare: bisognerà allora cercare di diminuire le cattive e migliorare le buone disposizioni della po· polazione. Del reslo quesla necessità urge anche al giomo d'oggi se vogliamo avere un buon esercito. Ho detto che mi pare impossibile sperar altro, dalle ferme attua.li , elle l'istruzione militare; l'erlucazione deve trovar:;i già anteriormente nella reclu ta: lo spirito militare deve già animare il giovane prima che esso venga chiamato sotto le arm i. Uno dei mezzi più potenti, secondo me, per svilup pare lo spirito militare, è appnnto l'istituzione dei tiri nazionali di cui ho già fallo cenno , E qui alla espressione spirito militare non dò l'interpretazione che usavasi fin qui , quasi di casta, che sovrastasse alle altre classi della popolazione è all'evento potesse soverchiarle. Per spirito militare intendo quel!R fierezza di sè che non tollera soperchierie, quella coscienza della propria forza e quella volonta assoluta divolerla adoperare contro chiunque attenti ai proprii diritti, ed insieme l'idea divenuta naLurale ed abituale di affi·ontare il pericolo. Col rendere cognito a tutti il_maneggio e l'uso dell'arma, coll'e· sercizio diuturno al bersaglio, si ispira al giovane conlÌdenza nella propria forza, , e nello stesso tempo si diminuisce in lui il timore che proviene dalla potenza scqnosciula delle armi : tale che incontra pericoli maggiori, trema al pensiero di andare in guerra sol perché non conosce affatto il pericolo che va ad incontrare. Pur troppo presso di noi Italiani lo spirito militare, anche quel che vigeva nei primi •eserciti, è in ribasso. Jn breve periodo di tempo l'ILalia ha compilo la sua unità, aspirazione di tanti geni i e di tanti secoli; ma in quest'opera meravigliosa si versò troppo poco sangue, e appunto perché l'opera pareva più grande, parvero troppo piccoli i sacrifizi, e nella mente delle masse si infiltrò l'idea che giammai avremo da fare sforzi per: conservare quello che si ottenne con sì poca fatica. Bisogna scuoLere gli animi, rinvigorirli; far sorgere gigante lo

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spirito mi,Jit.are, la passione del paese: senza quesLo nulla sarà valido, e le nostre immense falangi non saranno composte che di macchine viventi, che al primo urto serio si frangeranno e non avendo nessuna vera-coesione non si riformeranno più. Un capo valente, audace, poteva nei secoli scorsi trascinarsi dietro le truppe e con piccola schiera compire grandi cose, facendo balenare alla mente dei suoi seguaci la prospetli n del guadagno, del bottino: le centinaia di migliaia dei giorni nostri non risentono più l'azione dì · retla del capo: bisogna quindi che una medesima passione sproni tutti, comandan ti e gregari , e infonda in tulli il sentimento dell'onore, l'idea del dovere e lo spirito dell'ordin e che sono i card ini del carattere militare. · - Resta una questione assai più grave a risolvere. Come potrà fare un paese a proteggere le proprie colonie, che ora pigliano sviluppo dappertul.Lo senza esercito permanente ? La storia però ci dimostra come le colonie non abbian sempre bis,ogno della protezione dello Stato. I Fenici i stahiliron colonie nel l'Asia Minore, in Africa, in Grecia, in Italia, in Francia, senza mai essere accompaxnate da Ootte dello Stato. Così fecero i Greci nell'Asia, e la lotta colla Per:;ia scoppiò solo allorquando, non lo Stato ufficialmente, ma cittadini della Grecia e delle colonie si sollenrono contro l'oppressione dei Persiani. I Romani ci dirnno il miglior esempio della formazione delle colon.ie. Conqui stato un paese, nel sito meglio scelto per IR difesa, la feracità del suolo e l'ubicazione nel centro della regione novellamente acquisita, trasporl.~vano più centinaia e migliaia di famiglie e vi costituivano una colonia. I coloni avevano casa propria, terreno Pl'oprio leocri romane ma dovevano pensare essi stessi alla difesa del terreno regalato loro dallo Stato, alla sorveglianza sui popoli vinti e alla diffusione delle leggi e dei ,costumi romani. Gli Ingl ~si stessi procedevano dapprincipio allo stabilimento delle principali loro colonie in modo tutt'a!fauo privato. Erano commersocietà cli commercianti che vista la bontà dei siti li cianti o merrlio ò occupavano, vi stabilivano fattorie e case di commercio e li conservavano con lro le sorprese e le velleità di rivolta degli indigeni, col mezzocli armi proprie: la famosa Compagnia deJle Indi e aYeva esercito_ ,

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2.6,i.

NELLA. FORMAZIONE DEGLI ESERCITI

VICENDE

proprio che intratleneva con mezzi propri, e col quale, dove non valeva il danaro, estendeva i propri 'domini i: non fu che poco tempo fa che lo Stalo prese direttamente in mano l'amministrazione e la sicurezr.a dell'India. Lo stesso Bismarck disse, or son pochi giorni, in Parlamento che la solo sarebbe sventolata la bandiera ledesca, ove già prima case di commercianti tedeschi fossero stabilite e in numero tale che dimostrassero col fallo credere profittevole .il terreno ai loro connazionali sopravegnenti. È ancora la p·otezione dello Stato, ma condizionata. . . Le colonie non sono fatte che da quei paesi e quando la popolazione è esuberante ai mezzi di produzione del suolo che si ahbandona : le colonie devono esser formate in gran parte di uomini validi che abbandonano il suolo natio per tentare la sorte in siti ove · le condizioni promettano loro· di crearsi col lavoro, una posizione migliore di quel che possano sperare dal paese che abbandona1fo: le colon.ie rappresentano per lo più interessi agricoli o commerciai i. Quando esse sieno ben ideate, deve precedere, nel nuovo suolo presceHo, una schiera di agricoltori o commercianti: qualora questi sappiano bene comportarsi, ben presto saranno seguiti da altl'i ed acquisteranno il predominio, se non per numero, almeno per intelligenza e per lavoro sugli indigeni, e troveranno in sè stessi i mezzi per far fronte a qualunque tentativo di rivolta. Esempio, gli Americani degli Stati Uniti nell'invasione continua dei territori già appartenenti alle Pelli Rosse. . Qualora poi si ritenga assolutamente necessario di mantenervi un corpo fisso di armati, bisognerà ricorrere ai mercenari. Non mancheranno mai centinaia ed anche migliaia d'uomini, che, o le vicende burrascose della vita ·passata, o l'amore delle avventure der,iderà ad entrare nella formazione di quest'esercito coloniale il quale non dovrà però mai pesare sulle finanze della madre patria, ma dovrà essere intrattenuto da coloro cui direlf.amenle è di vantaggio. I nostri attuali possessi nel Mar Rosso accennano a voler organizzarsi su queste basi: esercito di volontari, indigeni o italiani, mantenuto coi prodotti della colonia. Così fa l'Inghilterra pei suoi d.ominii, e la Francia discute attualmente sulla creazione cli un eser·Cito puramente coloniale.

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2.65

La conclusione ultima di qu:anto ho detto fin qui parmi debba essere che un c,ran male probabile, o almeno una grande rivoluzione nelle idee e ;egli usi moderni, sarebbe per derivare dall'abolizione degli eserciti permanenti. Se però si seguita nell'andazzo tenuto oggigiorno da tutti i paesi, e se è vero che le vicende militari percorrono il loro giro come le civili e le politiche, a questo punto potremo venire. Ma le passioni degli uomini non cessano mai, come non vien mai meno l'influenza che un genio esercita in l>gni tempo sulla moltitudine, e ben presto, credo, si vedrebbe, sulla rovina delle milizie cittadine, sorgere Je. basi di un nuovo esercito, piccolo forse dapprima, ma che ubbidirebbe ad un solo capo, e secondo la sua sola volontà agirebbe. , Le milizie comunali ben presto cessero il posto a milizie mercenarie permanenti -;otto un capo da esse solamente riconosciuto ed ubbidito, capo che divenne poi il signore della cillà. Le milizie rivoluzionarie francesi incontratesi col genio di Bonaparte, diventarono eserciti di Napoleone e non più milizie civiche. MoscHETTl PRIMO CapitCt;no 1° granatier·i.


2.67

SAGGIO DI STOUIA REGGIMENTALE

riscontro colla storia generale del paese, ·nella quale la stori,t particolare è compresa ed involùLa.: perchè solo colla scorta della storia general e si possono conoscere le ragioni pri.ncipali della istituzione, e dei camb iamenti opernti nel corpo, e s1 poswno vedere collocali nella loro vera. luce i falli a. cui il corpo' prese parte. Quando la storia rrggimentalesia stata bene inquadrat.n, pe1.· co:ì dire nella storia generale, allora solo la si potrà staccare, e r1~rd1nare in un corpo più ristretto, più speciale, senza correre per1col? di svisarne O falsarne il concetto, o anche di oscurarne affatto il valore. · · Nella storia che qui presentiamo del ;JO reggimento di ~anteri~ durante un breve periodo della storia d'Hai ia, ci penneltmmo d1 offrire un saacrio del procedimento che noi reputiamo opporLuno come lavoro pre;:ratorio, per addivenire alla compilazione di una vera stori(I. reggimentale .

SAGGIO DI STORIA REGGJMB~NTALE

t.

Ch iunque conosca qua l potente fattore di discipli na, di forza e di ogni virtù militare sia lo spirilo di corpo, riconoscerà di leggieri quanto ulile cosa sarebbe che ogni reggimento avesse la propria storia, nella quale fossero sommariamenle raccon tale le vicende del corpo dal la sua i;;tituzione fino adesso~ le cnmpagne e i falli d'arme a cui prese parte, gli alli di va lore dèg li uffici;:ili e soldati , le morli, le onorificenze ai;cordate o alla bandiera o ai vari individui; in somma Lutlociò che naturalmenle avrebbe per effetto di ecci tare vali spiriti e i cuori dei soldati d'oggi ad imi tare ed emulare e anche sorpassare le gesta dei loro commilitoni del passa to. Nè meno uti le per un altro rispelto, sarebbe il tener conto delle vicende interne del corpo; delle difficoltà che incontrò nei vnri Le;npi e nelle diverse contingE nze: deg li esped ienti che furono escogitati per vincerle; particolari lit delle quali la storia propriamente delta non s'occupa, ma che riuscirebbero preziosissime per l'ammaestramento dei vi venti e di coloro che verranno. Modell i di questo genere potreb bero essere le numerose monografie reggimentali che furono falle "in Germania dopo le ultime guerre; lavori modesti, di campo limitato, ma interessantissimi, e utilissimi: Lranneche,invece delle reminiscenze personali e delle lradizioni, il fondamento di questa. storia àovrebbero essere i documenti ufficiali o pubblici, 'o special i del reaoimento Ma la compilazione di questo lavoro dovrebbe essere preceduta da un 1.avoro preparatorio. Per dare a- questi documenti il loro vero valore, per determinarne l'importanza, bisogna dapprima metterli in I:)<')

1° REGGIMENTO DI FANTERIA

CAPO I. Unn1pa:.;11a del 18<1~.

§ il. -

1lforcici snl 1lfincio . (Dal 20 marzo al 9 aprile) .

Quando, nel •I848, Carlo Alberto re di Sardegna mosse guerra all'Austria, pndrona della Lombardia e del Veneto, aprendo così l'era· delle ,ruerre per l' indipendenza d'Italia, il 1° reggimento fanteria facev~ plu'le della brigata Savoia ed era di guarnigione in Genova. Lasciò la sua stanza il 20 marzo, diretto alla frontiera del Ticino; · giunto a Mortara venne, posto snl piede di guerra ed assegnato alla 1

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SAGGIO DI STORIA REGGIMENTALE

SAGGIO DI STORIA REGGIMENTALE

3" divisione (I divisione del II corpo d'armata). Era comandante di questo il generale Ettore De Sonnaz; della divisione il genera.le 1\fario Brogl ia di Casalborgone; della brigata il generale Francesco D'Ussillon; del 1° reggimento il colonnello Pietro Boy! di Putifigari. · Nel pomeriggio del 29 marzo Il reggimento, col grosso dell'esercito e col re alla testa, passò il Ticino sul ponte di Pavia, inalberando la bandiera tricolore con lo scudo di Savoia. Tutti i reggimenti avevano avuto questa bandiera prima di passare il confine, e la spiegavano appena posto il piede sul suolo lombardo; salutando essi e le popolazioni quel vessillo che sventolava in campo, la prima volta, pei destini d'Italia. Appena varcato il Ticino, il re aveva diretto all'esercito un proclama in cui diceva: · .« Soldati l grande e sublime è la missione a cui la divina provvidenza ha voluto chiamarci: noi dobbiamo liberare questa nostra comune patria, questa sacra te.rra italiana, dalla presenza dello straniero, che da più secoli la conculca e l'opprime; ogni età avvenire. invidierà.alla nostra i nobilissimi allori cho Iddio ci promette». Siffatte parole in bocca di un sovrano, nel nostro paese, erano una novità non mai sentita. Carlo Alberto, sposando le sorti della sua dinastia a queHe dell'Italia, stabilì allora l'insepara:bilità del bene del re da quello della patria. Fino dal 1O gennaio era stata chiamata dal congedo ililimitato la classe 1825 e nel marzo successivo tutte quelle appartenenti al qu;dro d'attività, cioè: le classi 1824-23-22-2 1 e 20, · Il reggimento era formato di tre battaglioni attivi ed uno di deposito. I tre battaglioni attivi in formazione di guerra avevano complessivamente 2768 uomini, il deposito 6 17. Verso la metà di aprile cominciò il richiamo delle class·i di riserva, pri ma quelle 11819-118-·17, colle quali si coslitnì il 1° battaglione di riserva, che nel seguente mese di luglio fu trasportato per ma:re a Venezia e vi tenne presidia fino ai primi di settembre; poi qu.elle del 18"6-HH 4 (chiamate il 30 luglio), colle quali si formò il 2° battaglione di riserva·, prendendo i quadri dal deposito e versando una parte della truppa di questo nei battaglioni attivi. Detto battagl ione res~ò in Savoia, dove si era formato. · · Frattanto l'esercito, passato il Ticino, attraversava la Lombardia

fra le festose accoglienze della popolazione. Gli Austriaci sorpresi dalla rivoluzione e dalla guerra si ritiravano precipitosamente fra il Mincio e l'Adige, per combattere appoggiati alle fortezze. Milano li aveva cacciati; Venezia li aveva costretti a capitolare. Temevano di trovar chiusa, se avessero tardato, anche la porta di qualche fortezza. Seguivano i nostri su due colonne: la minore da Milano per Brescia e Montechiari; la maggiore da Milano per Lodi e Marca ria. Era con questa la 3a divisione e con essa il 1° reggimento, il quale giunse sul Mincio il 9 aprile.

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§ 2. - Primi scont1·i. (Dal 9 al 2i aprile).

Fino dal giorno 8 le truppe più avanzate avevano avuto uno scontro a Goito. Il 9 quelle della 3· divisione ne ebbero uno ::t Borghetto e uno a Monzambano. Si trovò a quest'ultimo il 1° fanteria. ·Una nostra colonna appressandosi a dello villaggio lo trovò sgombro dal nemico, il quale, rotto il ponte sul Mincio, ne guarda.va lo sbocco dall'altra sponda; dove aveva costrutto una barricata. _Era poco più di mezzogiorno; la nostra artiglieria mise in posizione i suoi pezzi e obbligò il nemico a ritirarsi dalla riva; mentre gli-zappatori del genio, coadiuvati da distaccamenti del 1° e del "6° fanteria e dalla popolazione, che volonterosa recava materiali, lavoravano alla riattazione del ponte, sotto il fuoco dell'artiglieria nemica postata al di là dal fiume. Prima.di sera il passaggio fu ristabilito, e due battaglioni del 1° fanteria, condotti dal proprio colonnello (Boy\ di Putifigari), e seguiti da un battaglione del 116° passarono sull'altra sponda. Il nemico non sti:nò opportuno di aspettarli . L'avrebbero volentieri inseguito, ma ricevettero ordine di arrestarsi, e poi quello di tornare sulla sponda destra, lasciando sull'altra appena poche truppe di guardia allo sbocco del ponte. Le perdite furono minime da ambe le parti. fo questo scontro, come nell'altro contemporaneo di Borghetto, e in quello del giorno innanzi a Goito, le truppe eransi mostrate arditissime. La campagna . cominciava coi migliori auspici. 1

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2.71

SAGG IO DI S i OR!A REGGJ.\IENTALI!:

SAGGIO DI STORIA UEGGl~!ENTALE

li grosso clell' esercito restò ancora qualche giorno sulla destra del i\fincio, impadronendosi di Lutti i passaggi, spingendo ricognizioni sull'altra sponda e aspeJLanclo le classi richiamate. Le quali giungevano volonterose, a piccoli drappelli: onde le file dei nostri s'ingrossavano ogni giorno. Al passaggio del Ticino si era in 40 mila; verso la metà di apri le si era in 50milaripartiti in 2 corp i d'armata e 11 divisione di riserva; nei mesi successivi la fo rza nominale salì fino a 70 mila uomini . Oltre queste truppe appartene1Hi all'esercii.o regolare del re Carlo Alberto e costituenti il nucleo delle nostre forze, vi erano sul 'teatro della guerra pochi riparli di altri sovrani d'Italia,. e var-i corp i di volontari e truppe raccogliticcie. Gl i austriaci, che s'erano racèolti nel quadrilatero, sommavano a poco più di 50 mila, di cui forse 30 a 35 mii:::. disponibili. Manumerosi rinfo rzi stavano loro per giungere dall e strade del Tirolo e del Friuli. Il mallino del 2fi aprile, l'.esercito del r.e passò il Mincio senza contrasto; ogni divisione per la strada assegnatale; la 3a partendo da Monzambano, ebbe ordine cli spingersi su due colonne verso Villafranca e Sommacampagna. Il il O reggimento faceva parte della colonna che marciava direttamente su Villafranca. Era con essa il co- . man<lante della divisione; il quale gi unto in vicinanza del detto villaggio, ebbe avviso che al di là si trovava. un drappell o nem ico di fanteria e cavalleria. Perciò ri uniti il ,1° bottaglione del 11° reggimento (maggiore Saxel), una compagnia cli vo lontari parmensi e nno squadrone di Novara cavalleria, li sp inse innanzi coll'o rdin e di attaccare il nemico e cacciarlo al di là di Sommacampagna'. Poco oltre Villafranca cominciò il fuoco dei cacciatori del 1° reggimento (tenente Richarclì, a cui rispose il nemico, ritil'andosi dapprima lentamente fino a Sommacampagna, poi precipitosamente verso Verona, inseguito per un buon tratto dalla nostra. cavall ei·ia, che fece alcun i prigionieri . Poi tutto il distaccamento ritornò non disturbato a Vi llafranca, raccogliendo altri prigionieri per via. Le nostre perdite furono insignificanti. Il 11° reggimento ebbe un sold~1to ferito. Questo fatto venne no tificato all'esercito con un ordine del giomo, in cni era detto che il re informato del valore con cui una piccola

avanguardia aven attaccato e respinto un partito cli fan teria e cavalleria nemica, volendo dare un segno della sua soddisfazione· ,i COioro che SI erano distinLÌ, decretava akune ricompense, fra Clli le seguenti a militari del ·I O fanteria: Capitano Molard . . . . . . . . promosso maggiore; : Sergente Boissieux . . . . promosso sollotenen te; tenente Richard Vittorio notato all 'ordine del giorno come meritevole d'encomio. § 3. - Sanw Ginslina. (27 aprile) .

Il 27 ap rile venn ero prescrille nuove mosse. L'esercit o doveva prendere posizione su lle alture di Valeggio, Cusloza, Sommacampagna, Sona, Sandrà, Colà, Santa Giustina , allo scopo d'investire Peschiera e prote<rO'ere l'investimento' con tro il grosso dell' esercito en nemico raccolto a Verona. L'esecuz ione di tali mosse, il giorno 28, diede luogo soltanto a uno scontro . I reggimen ti destinati a Colà av,evano dovuto ca.:.ciarne il nemico. All'indomani toccò alla 3" divisione, specia lmente al ·I fanter ia di respingere un attacco. Ernno sto te assegnale a detta divisione le posizioni di Sandrà e di . Santa Giustina e le aveva occupa te senza contrasto; la brigata Savoia dentro e presso qnest'ullimo villaggio, co1,) 0 regg imento a nord di esso, sul pendio del monte Romualdo. Contro queste posizioni spìnsero gli Austriaci, il 2!) aprile, una ricognizione. Alle 8 del mall.ino, menlre le truppe stavano per mangiare il rancio, il comandante cli un piccolo posto mandò ad avvfftire il comandante del 3° battagli one del ,1° reggimento (maggiore }I udry) dell'avvicinarsi de l nemico. Poco dopo si ·scorsero clue colonne: l'una avanzarsi per la. pian ura di Bussolengo, l'altra discendere dalle alttire di Pastrengo. « Senza aspeltare ordini, prendendo consiglio soltanto dalla imminenza del pericolo (scrive il maggiore Mudry nel suo rapporto) feci coronare le al ture in modo da tener fronte ai due lati , donde veniva la minaccia ( 1) ». Prima ad avvic;inarsi fu ~

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SAGGIO DI STOUI A REGG DIEKTALE

SAGGIO DI STORIA UEGGllllENTALE

la colonna proveniente da Pastrengo. Apersero conlr'essa il fuoco i cacciato_ri ~el ~,, hall_aglione sollo gli ordini del tenente Richard ('I), un centrnaio dt passi avanti la linea deoli avamposti·' ma siccome il . o ~em1c~, protetto dagli alberi, continuava ad avanzarsi, venne spinta rnnanzt la 3a compagnia comandata dal capitan~ Charbonnean .... i:oco appr~sso venne steso in cacciatori l' intero battaglione. Frattanto 11 comandante della divisione, che aveva il quartier generale a Santa Giustina, faceva avanzare a sostegno del detto battaglione un_ dr8fpello di bersaglieri ed uno di volontari parmensi, collocando m merva gli altri due battagl ioni del 1° reggimento. Dopo un lungo combattere in cacciatori, il nemico collocò in batteria alcuni pezzi, che però furono erficacemente controbattuti dalla nostra artiglieria. Il fuoco continuò più o meno vivo fin dopo le due P?me1:idiane, quindi il nemico retrocedeue inseguìto dai nostri cac1 c1~to~1. 3 / 2 parve riprendere l'offensiva, ma fu solo per coprire la nt1rata. In tutlo questo tempo la colonna proveniente da Bussolengo era stata in osservazione contro Santa Giustina. , li 3° ~allaglione del 1~ fa nteria ebbe dunque quasi per intiero I ?nore dt. questo combaLL1 men to , in cui ufficiali e truppa rivaleggiarono d1 bravura. Le perdite del baLtaglione furono soltanto un morto e una ventina di feriti, dei quali alcuni morirono nei oiorni " appresso. Mollo maggiori furo no le perdite del nemico. Il rapporto del maggiore Mudry, scritto la stessa sera si chiude in questo modo: « Ecco la lista degli individui che si sono più distinti: soldato Grand .. . .. soldato Chevrier . . . . . soldato Mercier Git1seppe: quest' ulti mo ha inseguilo col'aggiosamente, alla testa di otto cacc!ato'.·i, una ventina di Austriaci; ne ha t1cciso uno e ne prese le armi, disputandole al nemico; soldato Goyaz . . . . . che aiutato dal sottocaporale D'Orelière Giovanni fece un prioioniero ·, seroente n o . Gregoire . . . . (ferito), che ha preso un Croato. (( Non dimenticherò il volontario genovese Emilio Lanata, che in presenza del capitano Charbonneau ha ucci so due nemici . « Dello capitano fu colpito da tre palle, senza riceverne danno: una nel keppy e due nel manlello che portava a tracolla »:-

Dal canto suo il comandante del reggimento Boyl encomia col suo rapporto la condotta del maggiore ì\1 udry, la cui fermezza e buone disposizion i hanno tanto contribuito al successo di questo fatto d'armi.

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§ 4.

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A!l:

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. (i ) Que~to tenente lo troviamo quasi sempre comandare i cacciatori, qualunque fosso 11 battaglione che era in prima linea.

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Pastrengo (30 aprile).

II giorno appresso (30 aprile) fu uno dei pi ù gloriosi della campagna del ,J 848. Non lungi dalla posizione di Santa Giustina, sorge il villaggio di Pastrengo, sopra un colle che domina l'Adige e la s1rada proveniente dal Tirolo. Gli Austriaci vi tenevano due brigate. Per la sicurezza del fianco sinistro dell'esercito, bisognava caccinrneli. Il re Carlo Alberto affidò questo incarico al 2° corpo d'armata (generale De Sonnaz) . I nostri mossero all'auacco su tre colonne: da Colà (sinistra), da Sandrà (centro) e da Santa Giustina (destra). Colla colonna del centro e_ra il re che, essendosi spinto troppo innanzi, corse grave pericolo e fu salvo da una vigorosa carica di tl'e squadroni cli carabinieri, che gli faceva da scorta. Il nemico, molto inferiore in nu mero, si difese al principio bravamente; ma giunlagl i sul fianco la · colonna di sinistra, fu oìibligaLo a battere in ritirata, e sarebbe stato quasi distrullo, se, alla nostra brillante villoria avesse tenuto dietro un vivo inseguimento. n 1° reggimento fanteri a· fac eva parte della colonna di destra. Mosse da Santa Giustina alle '11 antimeridiane, incamminandosi, fra !e colline, al casale detto Osteria Nuova, dove com incia il pendio dell'altura su cui sorge Pastrengo . Tre compagnie del 11° bat· taglione, una di bersaglieri ed un distaccamento di volontari parmensi formavano l'avanguardia. Seguivano a distanza gli altri due battaglioni del reggimento e tre sezioni di una batteria; alla quarta sezione serv iva di scorta la quarta compagnia del 1°battaglione. A un risvollo di strada la tesla dell'avanguardia fu salutala da una scar;ca d'artiglieria. Erano alcuni pezzi austriaci postati sul pendio poco più in su di Ù.5leria Nuova. Il grosso del la colonna essendo ancora lontano, l'avanguardia fermos:;i al coperto dietro un rialto . 1

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SAGGIO DI STOlì lA REGGlill ENTALE

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Dopo circa un'ora, giunsero akuni pezzi (che per la diffi-coltà della strada avevano ritardato la marcia) e il resto del reggimento li colonnello allora sp inse innanzi una catena di cacciatori, mettendo alla loro te3ta il capitano Charbonneau, uomo intrepido e di ·grande attività. Frallanto l'rtrtigl ieria, presa posizione, con(robbalteva l'arli.gli eria nemica e l'obbligava a r itirarsi; poi rivolge,,a i suoi colpi contro i casali di Ù$Leria Nuova occupati dal nemico, per facilita re l'assalto di essi e della collina. Il quale fu dato dal 11° e 2° batta glione, col concorso della compagni a bersngl ieri e del distaccamento volontari parmensi , misti a soldati della brigata granati eri, che combatteva a destra del 11° reggimento fante ri a. l nostri non incontrarono, su questo punto, la resistenza che si aspettavano. Era il momento in cui anche la colonna del centro era lanciata al!'auacco, e la colonna di sinistra giungeva sul fianco del nemico, e ne minacciava la linea di riti rata. Il ,1° reggimento e suoi ausili ari giunsero sull'altura ed entrarono in Pastrengo, mentre i nostri vi entravano da tutte le parti .e da tutte le parti gli austriaci si ritiravano , lasciando nelle nostre mani numerosi prigion ieri. Di questi il ,1° reggimento fanteria fece ampia raccolta (più <li 120, fra cui vari ufficiali). Erano circa le 3 pomeridiane. Continuò ancora qualche tempo .il cannoneggiamento sulle alture;. verso le 4 cessò anch' esso e l'artiglieria nemica assieme all a fanteria passò l'Adige a Ponton . Durante il combattimen to la guarnigione di Peschi era aveva fatto una sortita, ma era stata respinta con perdite dentro la piazza. Anche da Verona erano uscite varie colonne, facendo vista di voler attaccare Sona e Santa Gi ustina; ma prima di sera rientravano nelle mura, sgombrando anche il villaggio di Busso lengo, che tenevano occupato il mattino, e distru ggendo, lì presso, il ponte di barche. Le perdite degl i austriaci in questo combattimento fu rono caicolate a 2/5 morti, H,8 feriti e circa .f.00 prigionieri. Le nostre furono soltanto ifO morti e 63 feriti. Il 1° reggimento ebbe a lamentare soltanto 1 morto e 11O fer iti. Nel rapporto del colonnello Boy! scritto all'indomani sull·e posizioni conquistate, sono segnati a titolo d'onore i seguenti individui: « Caporale Vagnoux Edoardo, che strappò la miccia a una gi·anata caduta accanto a lui e a due granatieri, impedendo le così di scoppiare; 1

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« Tenente<:ocatrix . . . . . , che assieme al caporale sunnominato ed altri quattro soldati (di cui uno (if) fa ucciso per salvare Ja vita ali' ufficiale), penetrò in una casa piena di nemici che tira vano dalla finestra , e fece nove prigionieri; « Soldato \\fos:,a_ . . . . . che ferì un nemico e, fattolo prigio · niero, lo portò a S. A. R. il Duca di Savoia, il quale ordinò che se ne facesse Ta pporto; « Sergente Laprousaz, . . . . . che coi soldati Olli er . . . . . e Fourn ier . . . . . combattè contro un grnppo di cavalieri e prese un cavallo. « Soldati Tomas .. · . . . . e Brunier . . , che con cinque o sei altri hanno contribu ito a fare 32 prigionieri, rac('. olti dalle truppe della brigata Cuneo ; · · « Soldato Boni vard . . . . . che, aiutato da nn al tro (2), sulla richi esta di un uffi ciale di cavalleri a, enlrò in una casa, dove erano quattro austriaci che si abbandonavano ad eccessi sopra a-lcune donne; ne uccise uno e fece saltare gli altri dalla finestra; « Soldato Goudrand . . . . . che traversò a nuoto un largo canale e si fece rimeLtere la spada da un ufficiale nemico ». Si accenna quindi ad un plotone della ·I compagnia del 2° battaglione che, sotto gli ordini del capi tano Lavenay .... , riuscì a. fare 5i pri gionieri, fra cui 6 ufficiali e si aggiunge: « In quest'operazione si distinsero il tenente Popillat . . . , il sottotenente Boissieux . .. .. e, i sergenti Abeilli . . ., Rubin . . . . , Lapronsaz . . . . . , e il tamburino Scala . . ., che si comportò da bravo soldato». La nota si chiude colle seguenti parol e: " Il sottocaporale D'Orelière Giovanni, vol ontario, si è battuto tutto il gi_orno con gran bravura. L'ufficiale dei bersaglieri che l'ha O

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(iJ Abl,iamo cercato il nome di questo soldato ucciso per sai vare la vita ,li suo ufficiale e l'iLllbiamo trovato nella Storia ,llilitare del P ie1nonte di F J:: 1101,,Airno PINELLI. L'iLutore di questa, che si trova.va a Pastrengo come comandante di una compagnia del f6 fanteria (appartenente come il ! 0 alla 3• div isione), dice a tale proposito: • Non Ila che io passi sotto silenzio il generoso sacrilizio del soldato Benedett.o Perrier che, vedendo il Sl\O ufficiale Cocatrix sul punto di ent.rar primo in una casipola ove erano nascosti alcuni tedeschi, gettasi risoluto innanzi a lui, ed esala l' anima traforato da una palla nemica, esclamando: Sono contento d'aver salvata k1 vita al mio ufficia.le,. (~) Non ci ru dato rinvenirne il nome.


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SAGGIO DI STORIA REGGIMENTALE

SAG GIO DI STORIA REGGIMENTALE

rimarcato e che ne ha fatto caso, mi assicura che questo bra~o giovane, ferito alla mano sinistra, ha combattuto tre ore, servendosi della sola mano destra ». ln un successivo rapporto il colonnello Boy! ritorna sul fatto del plotone che fece iS4 prigionieri, ed insiste perchè non sia dimentic~to il capitano Delavenay che lo comandava, aggiungendo avere egli anche salvata la vita al soltòtenente Boissieux. Due giorni dopo un ordine del giorno diceva cbe S. M. altamente soddisfatto dell'esito degli scontri che abbiamo narrati, volendo 'r imunernti coloro che per coraggio, per energia di comando, o abilità di mosse si erano maggiormente distinti, accordava loro le meritate ricompense. Scegliamo dall'elenco i nomi degli appartenenti al 4° fan teria ( 1): Ebbero la medaglia d'argento il ca.pilano Charbonneau . . . . , il soltocaporale D'Orelière . . . . . , il soìdato Goudran . . . . . Ebbero la menzione onorevole: il colonnello Boy! . . . . . , il maggiore Mudry . . . . . . , i tenenti Popillard. •.. .. ., Cocatrix . . . . . , Richard . . . . . ; i sotll)tenen ti Boissieux .... . e Copperi . . . . . ,. i sergenti Gré~oire . . . . . , Albeilli . . . . . , Rubin . .•.. . e Laprousaz ..... , il caporale Vagnoux . . . . . , i soldati De la Roue de Bogève ..... , Mercier ... . . Goyaz ..... , Mossa . . . . . e il tamburino Scala . . . · . . . · La sera del 30 aprile, r ientrate le truppe nei loro alloggiamenti, la 3a divisione passò la notte sulle alture di Pastrengo; all'indomani spinti gli esploratori verso Bussolen!!o sull'Adìè::>(Je. e' ·trovato!~ saom-· ._, bro , vi s'inviò la brigata Savoia. Ne fu ritirata il giorno appresso, perchè ivi era sotto il fuoco di una balleria nemica stabilita sull'allra sponda del fiume. Restarono presso Bussolengo gli avamposti, che scambiavano fucilate coi nemici dall'alt.ra riva, . onde si avevano talvol ta feriti e morti. 1

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(I) Recherà Jo1·se maraviglia, elle irl questo ed altri ordini del giorno (che pure sono stampatr) manchi rl motivo delle ricompense e il nome di battesimo dei ricompensati; alle volte manca perllno il cognome e si concede la meda"lia. • al si"nor N. N. aiutante di campo, al signor N. N. comandante la sezione d'artiglie;ia p,arme~se ecc.,. Ommissioni imperdonabili Cltt ch i adesso vuole raccogliere le memorie storicbcd;i corpi; ma appena avvertite allora in un esercito, dove quasi t utti conoscendosi poche inrJicaz ioni bastav,1110. '

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§ 5. - Sont.a Lucici. (6 maggio). I primi di maggio passarono senza notevoli eventi. Ambedue gli eserciti mandavano drappelli a riconoscere le posizioni nemiche e ne nacquero avvisaglie, delle quali la più importante fu quella che ebbe luogo il 5 maggio sulle rive del torrente Tasso e fu della di Lazise; a cui però le truppe della 3a divisione non presero parte. GI' italian i finora avevano sempre battuto gli austriaci. L'entusia<:>mo dell'esercito era al colmo . Il re decise di sfidare il nemico a battaglia campale sotto le mura stesse di Verona. Un ord ine del 5,maggio prescrisse per l'indomani una r icognizione offensiva, asse(Jnando ad ocrni ~ o divisione il suo còmpito. La 4a doveva restare a guardia di Peschiera ; la divisione mista di toscani e napoletani (giunta gli ullimi di aprile) doveva restare a guardia di 1\fon t•>~'a; le altre quattro ('I a, 2°, 3a e di riserva) dovevano marciare contro le posizioni nemiche. L'operazione venne affidala al comandante del 11° corpo, generale Bava, sotto gli ordini del re. Gli austriaci appoggiavano la destra a Chievo, la sinistra a Tomba ed occupavano la curva del ciglione che, passando per Croce Bianca, San Massimo e Santa Lucia, ricinge Verona sulla destra dell'Adige. II terreno davanti al fronte degli Austriaci era tagliato da dighe, da canali, da fi lari di viti, da lunghi cumuli di ciottoli; sgombro in· vece e ricco di strade alle spalle del nemico . Esso aveva per sè il vantaggio della posizione scelta e preparata; noi quello del numero : 35 mila contro 22 mila, non contando il presidio di Verona: Ordini (riunti tardi e malintesi, difficoltà di marcia non calcolate, sconnessione negli attacchi , ed altre cause che è CJLli inutile enumerare, fecero del combattimento del 6 maggio i! primo dei nostri insuccessi in questa campagna. Alla. 3a divisione, che costituiva. l'ala sinistra., era stato assegnato· l'attacco di Croce Bianca. Mosse alle 7 '/ , antimeridiane da 8anta Giustina, dove s'era raccolta; passò per Busso lengo; respinse un distaocamento ai1striaco che incontrò per via, e giunse verso le ,Jil ai casali di Feniletto; al di là dei quali fece una lunga sosta, e solo a un'ora pomeridiana venne disposta per attaccare la posizione asseè) •

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ANNO XXXI, VOL. IV.


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SAGGIO DI STOIHA REGGIMENTALE

gnaLale. Il combattirnenlo era già ingaggiato su lulla la linea e su alcuni punti con poca forluna. Si marciò all'atlacco in colonne serrate, preceduLe da pochi cacciatori, contro posizioni forti per natura e fortificate dall'arte, coperte alla vista, mal conosciute, difese da numerosa artiglieria e da fanteria quasi in talla. Avvenne queflo .che doveva avvenire. Una brigata marciava à destra, l'altra a sinislra della strada Bussolengo-Verona. La colonna d'auacco di sinistra era formata ·di 3 battaglioni: il 1° batlaglione del 1° reggimento, il 1° ed il 2° battaglione del 2° reggi men Lo; la fiancheggiava a sinisLrc1 una compagnia bersaglieri volontari, a destra una compagnia di volontari parmensi. Seguiva appresso il resto della brigata. È impossibile separare nel racconto queste truppe la cui azione e la cui sorte si confusero sul campo di battaglia. Lasciamo la. parola al colonnello Mollard del 2° reggimento, il quale comandava la colonna. cc A 200 o 300 passi dal punto donde il generale di divisione mi aveva ordinato di partire, fummo assaliti da un fuoco vivissimo di fucileria e di mitraglia. I muri del cimitero e delle case erano pieni di feriloie e gremiti di lira.tori; allri ve n'erano dietro pal'apetti mu· niti di artiglieria. Il nemico era al coperlo dai nostri colpi di fucile. La nostra artiglieria non aveva ancora aperto alcuna breccia. La sca lata era impossibile. Dopo essere stati circa mezz'ora esposti al fuoco della fucileria e della mitraglia, vedendo che l'attacco non poteva riuscire e che la noslra. posizione non era sostenibile, ho creduto dover preparare la ritirata, che fu subito dopo ordinata dal generale di divisione. « I soldati erano pieni di coraggio e di enlusiasmo e avrebbero presa la posizione, se avesse potuto esser presa ». Peggio accadde alla colonna di destra, che fu completamente sba1;agliata. Gli Austriaci inseguirono fiaccamente e per poco tempo . La 2" linea della brigata Savoia aveva tenuto fermo e stava pronta a respingerli, se si fossero avanzati. D'altronde su quasi tutto il resto della linea gl'italiani avevano combattuto con tanto valore, e i successi del nemico erano cosi incerti, che non gli parve conveniente eompromellerli staccandosi dalle sue posizioni. La ritirata del 11° e 2° reggimento si effettuò in buon ordine, pro1

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tetta da sei eompagnie del 2° ed una di ber$aglieri. I fe,·ili furo_no raccolti e portati in :-alvo tulli . Reslarono sul campo una trentina di morti. Le perdite della brigala (compresi i bersaglieri e i volontari parmensi) furono 200 uomini fuori combattimento in meno -di mezz'ora. Verso le 3 pomeridiane com'inciò la ritirata dei nostri sn tutta la linea e le truppe ripresero a sera le posizioni abb~ndonate n~l mattino. Questa fu la battaglia che prese il nome dr Santa Lucia, ma .che pel ,t O reggimento fu combattuta a Croce Bianca.. · . . Dai rapporti, per la parte che riguarda il 1° reggimento , s1 n.cava essersi distinta specialmente la 1a compagnia del 1° battaglione, a cui e11a toccalo il poslo più vicino al nemico. Il .ma?giore · Saxel, comandante il baltaglione, mostrò calma ed energia sia du·ranle il comballimento, sia nel raccogliere i suoi uomini per laritirata. Si segnalarono tra gli ufficiali, per intrepidezza personale, ,intelligenza ed energia nel condurre le trnppe, o nel recare or-dini , il rnaooiore Molard . . . . . (il). i tenenti Ferrero . . . ., oe . I. De Locmaria . . . . . . , E:,card . . . . . , Czartor1s o ., '.De Cocatrix . . . . , i sottotenenti Geny Vittorio, Laracine .... , Pascal . . . . . Si distinsero per le cure prestate ai feriti anche sul campo cli battaglia il 1° chirurgo Genovesi o • . . .. . e il 2° .chirurgo Dupont . . . . . Fra gli uomini di truppa vennero notati il seroenle Fleuret . . . . . , i caporali Delraz . . . . . . , n Tarciy . . . . ., Montagny . . . . . , i soldati Revy . . . . . , Berthodier . . . . . , i quali colla parola e coll'esempio incorag· giavano i camerata a comballere con bravura. Fra i citati rapporli ve n'è uno del maggiore Alfonso La Marmora. che, quantunque comandante l'artiglieria della 4-• divisione, si trovava, il 6 maggio, a combattere còlla. 3. a Dopo di aver parlato dei propri dipenden ti, egli aggiunge: « ho poi osservai.o lo spiril_o dei reo-aimenti Savoia·' in quanto che i molli feriti, anzichè lagnarsi, i!"O tutti parlavano, con amore e rispetto dei loro superiori e partecipavano con essi al rincrescimenlo di non esser riusciti ». Da un ordine del oiorno del 1O maggio, si ricava. che per questo 1

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(l) Nuovo promosso, comandav:1 ancora la sua compagnia.

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Ouando la notizia della resa di Peschiera gi unse nel campo dei ,;i~~itori di Goito, fu un momento di gioià inenarrabile. Lo scacco ,di Santa Lucia era ampia.mente vendicato . Lo spi rito dell'eserc.ito, un momento depresso, :;'era rialzat-o, come all'indomani di Pa.strengo. . . . Le truppe detti 3a divisione, rimaste all'estrema srn1slru a gu~rd1a .delle loro posizidni di Pastrengo, Santa Giustina _e Sona, non s1 trovarono a que:;Li combattimenli, cui abbiamo accenna~o. soltan t~ per ,l'intelli genza della campagna, nelle cui linee generali inquadriamo ,la parle avuta dal 1° reggimento. . Onesto lasciò, il 2 <riu()'no delle posizioni,. eh iamato col 2° a Gorto, per~concorrere ad g:·ande ricog_niz(one che dev::'~ farsi su Mantova. L'intiera brigata giunse a Go1to 11 3, e marcio 11 4 verso Sofaro lo, per tagliare la strada a un corpo nemico, che il g'.orno Jr~nanzi era. sulla slrada del Mincio; ma questo nella notte s era r1t1-raLo su Man tova. Tre giorni dopo la brigala era di ritorno nelle an,t iche pos izi~n i. · Passò più di un mese senza fal li rli gron?.e im~orlanza. Al ne~ mico r, iun ()'evano i rinforzi aspettali ~ a.i nostri era gnmto quanto gli Stati Cac>rlo Al berto potevano dare. Gli altri sovrani in Italia defezionavano; invece di mandare gli aiuti promessi, rich iamavano · ,quelli che avevano mandato . Leyo_pol.azi_on i v!cin_e a,! tealr_o della. guerra davano corpi cli vo.lontnri p1em d1 pa\riolt1s~10, ma m_suffìcienti, per numero e per qualità militari, a vmcere m c~mpo I reg.girrienti austriaci. Perciò le operazion i languivano, l'entusiasmo sboliiva e si preparavano i giorni nefa.sLi. L' 8 t>oit1rl'no il colonnello Pietro Boyl lasciò il comando del 1° reg,gimenlo al colon nello CamiUo Dulac, e il maggior generale Fr~ncesco D' Ussil lon quello della brigal.J. al rnagg_ior generale Carlo ~'. A:v1e1:noz . Il ,io dello si concorse all 'occupazione dell'a lLi piano d1 Hwol1; ma non si' ebbe occasione di combattere, avendolo il nemico sgombrato al primo attacco dato da al tre truppe; parte delle quo li sollan_L~ restò -sull'altipiano. Il ,1° reggimento tornato addietro pr~se posizione a. Sona, dopo averne sc,1cciato un distaccamento nemico che, trovata la sgombra, l'aveva occupala. . . . Ne mosse il 113 stesso mese, per concorrere ::id Lrna r1cogmz1on e -0ffensiva contro Verona . Il re avendo sap~lLOche una parte dell'e-

fatto. d'armi furono distribuiLe nel. •1° reggimenlo le seguen ti ricompense: Medaglia d'argenlo al valor militare al maggior Saxel . . . ~ ~lenziorie onorevole: al maggiore Molard de l?averges . . . . , ai Lenenli De Locmaria . . . . . ed Escard .. ,_. ., al sergente Fleuret . . . . . ai caporali Detrax . . . . . , Tardy . . . . . e Montagny ..... , ed ai soldati Re1'y ..... e Berthodi er ... · . Dopo la battaglia di Santa Lucia i due eserciLi restarono qualche Lempo nelle loro posizioni, aspeuando rinforzi e mandando ricognizioni, onde nacquero talvolla piccoli sconlri. Fr:a i quali un'avvisaglia il 9 maggio presso Sommacampagna ed uil'altra il 13 fra una parte della guarnigione di Mantova e il corpo dei Toscani e· Napoli tani.

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§ 6. -

Dalla seconda metà di maggio alla seconda metà d-i luglio~

Verso la: metà di maggio giunse al nostro campo il parco d'assedip e cominciarono con più energia le operazioni contro Peschiera. Il maresciallo Radetzki sentiva da lungi il cannone che tuonava contro questa piazza e sapeva inoltre ch'essa era allo stremo di viveri; ma non attentandosi di atlaccore la linea d'i nvestimento, solleci tava l'arriYo dei rinforzi. Giunligli questi verso la fine di maggio,. disegnò di porlare segretamente il gros,,o delle sue fo rze da Vero.na a :Mantova, piombare inaspettato sulla nostra. ·destra, passare ii Mincio, rimon tarlo sull'a!Lra sponda e attaccare di rovescio la nostra !iMa; mentre nna colonna, partendo da RiYoli, avrebbe socco rso Peschiera. Mosse pertanto il 27 maggio da Verona, giunse il 28 a Mantova ed auaccò il 29 a Curtatòne e Montanara. il corpo tosco-napoletano. Il quale si difese bravamente e, quantunque, soprafotto dal numero, abbia infine doYulo cedere, diede tempo ai nostri di accorrere in forz e sul punto minacciato. Lo stesso giorno, all'al tra estrernita della linea, veniva. fe rmata presso (;al masi no la colonna. che doveva recar soccorso a Peschiera. All'indomani (30 maggio) ebbe luogo quella baltaglia che prese nome da Goi to (•I 9 mila italiani conlro 2.2 mi la austriaci), nella quale il nemico fo Yin lo e costretto a rifare la strada per cui era venuto. Lo stesso giorno si arrese Pesch iera.

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SAGGIO DI STORIA HEGGnIENTACE

SAGGIO DI STORIA REGG IMENTALE

sercilo austriaco, passato l'Adige, s'era recata ad attaccare Vicenza difesa da cittadini, da volontari di varie provincie, e da un corpo di saldati romani, aveva deciso di mal'ciare innanzi per attaccare il nemico alle spalle. Ma primachè i nostri preparativi fossero compiuti, il nemico, espugnata Vicenza, rientrava in VeronJ . Perciò le truppe che s'erano avanzate verso questa piazza, ebbero ordine di ritornare alle loro posizioni . Il 1° fanteria riprese il suo accampamento di Sona, ove rimase fino alla metà del successivo mese di luglio, poi venne ripartito fra Sandrà e Ost.eria del Bosco. 1

§ 7. - Sana, e ritirata sidla destra del Mincio (23 luglio).

In questo témpo parve al maresciallo Radetzki giunt.o il momento- · di riprendere l'offen:;iva. Tentando la nostra linea alle ali, divisa va di romperne il centro. Le sue forze oramai ascendevo no a 1130 mila uomini. Ne aveva dunque abbastanza per guarnire le fortezze, guardarsi dai corpi irregolari e dall'insurrezione nelle provincie venete, e combattere l'esercito del re, che non poteva mettere in campo più di 60 mila uomini. Il 113 Iuglio una brigata austriaca aveva. fallo un'escursione sul Ferrarese e sul Modenese. Erano accorsi i nostri per tagliarle laritirata, ma non facendo in tempo, approfittarono della mossa, per togliere agli Austriaci l'importante posto di Governolo. Il che avvenM in una brillante fazione del. "9 lugl io, nella quale il nemico, sorpreso, abbandonò quel posto, lasciando nelle nostre mani alcuni pezzi ed oltre 400 prigionieri . La 3a divis ione si trovava, com'è nolo, all'altr'ala sulle posizioni · di Sona, Sandrà, Santa Giustina Il 22 luglio gli Austriaci altaccarono l'e~tremilil di quest'ala all'altipiano di Rivoli. La nostra linea si estendeva dal detto altipiano ai laghi di Mantova; e, già troppo souile, era slala indebolita, per intraprendere il blocco di questa Piazza; cercarono i nemici di assottiQ"liarla ancora attraendo maar, giormente le nostre lruppe verso l'estrema sinistra. Ma non oLLennero l'intento; chè il generale De Sonnaz '(comandante il II corpo)r respintili fino a Caprino, abbandonò, nella notte, quelle posizioni,. ed appoggiò a destrn. <.J

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2.83

L'attacco di Rivoli aveva messo in moto tutta la 3a divisione; anche il ,i• reggimento aveva lasciati i suoi campi, ma non pres~ parte al combattimento; esso s_i tr~vava il mattino del 23, con quasi tutti i suoi riparti, in Santa G1ustma. . . Erano le 8 antimeridiane e le truppe stavano attendendo 11 ranc10; quando dalle alture di Sona, tli Sandr~ ~ di ~-anta Giustina si_ vide il crrosso dell'esercito austriaco avanzarsi m pm colonee, contro tu~te Je posizioni occupate dalla 3a divisione. Il ·1° _reggiment? fu subito ripartito sui punti più minacciati. Il I O batt~g.hone(magg1ore Saxel) ebbe ordine di recarsi immediatamente a sinistra, ed occupare Casa Colombarone sul!' Adige; qualtro compagnie ( due del 2° e due d~l 3° battaglione) furono avviate a sostegno delle truppe del 2° 1~egg1mento, che difendevano una trincea costrutta presso Osteria del Bosco sulla strada da Peschi.era a Verona. Le altre quattro compagnie col colonnello e gli altri due maggiori (Mudry e _Georges) rest~rono a Santa Giustina. Queste truppe erano appoggiate da un distaccamento di trnppe modenesi ed uno di volon~ari parmen~i .. _. L'attacco si sviluppò rapidamente su tutta la linea della 3 dn1- . sione; ma si spinse con maggiore vivacità ·conlrt> Sona difesa clal 2° recroimenlo. e contro Sommacampagna tenuta da altre truppe. ~t) . • • • • . • . Le forze che venivano all'assalto d1 queste pos1z1on1 erano spropo1 · zionatamente superiori a quelle dei difensori . Difese artificiali non erano state fotte, fuorcbè poche abbattute di alberi, il trinceramento ad Osteria del Bosco, e qualche abbozzo di trincea presso Sommacampagna. Il 4° reggimento tenne fermo, respingendo tutti gli assalti; ma le truppe del .2° a Sona, sopraffatte dal numero, furono costret.te a cedere. Venuta in potere del nemico Sona e poco appresso Somm~cam·1 ,1° ,,e,rnimento trovandosi t.an0 liato dal resto della lmea e pae ,rna o e' 1 o~ ' . .. minacciato da tergo, dovette battere in ritirata . La quale commc10 in buon ordine· ma incalzando il nemico, e caduti in sua mano alcuni punti dell~ strada principale (Osteria del Bosco-Pesc~iera), si proseguì penosamente per strade traversali e mal conosciute, fe~mandosi di tanto in tanto per trattenere il nemico e aiutare l'artiglieria a sai vare i suoi pezzi. Fu questo un giorno di fatiche incredibili per il I O reggimento , già diviso in tre parti fino dal principio della bat~aglia, ecl ora


284:

SA GGIO DI STORIA HEGGD!ENTA.LE

SAGGIO DI S'l'Ol\lA REGG!l!ENTALE

diretto alternativamente verso PasLl'engo, verso Sandrà, verso Pacengo, dove infine si trorò lutto raccolto al cadere della noLLe; dopo . aver camminato e combaLlulo dalle 8 del malli no alle 8 di sera, senza toccar cibo, nè trovare una goccia d'acqua. Molti uomini· caddero sfiniti per via, e fra questi il comandante della retroguardia, aiutante maggiore Pernot, il quale dovette la sun salvezza a due bravi solda1i, che lo raccolsel'o e lo portarono di peso a Pacengo (1). Ma l'ora del riposo el'a ancora lontana. Il genera le De S,mnaz, giunto pur allora colle truppe che aveva condotto, il giorno innanzi, al-la difosa di Rivoli, ordinò di proseguire per Cavalcaselle, dove si giunse a notte buia, e si pose il campo di fronte al nemico; col quale gli avamposti scamb iarono continue fucilate. Alle 2 dopo mezzanolle bisognò ripartire per Peschiera e lasciali quivi gli ammalati, proseguire per )Ion1.ambano , che si trovò abbandonato dalle truppe che avl'ebbero dovuto trovarcisi di guardia, e si occupò in loro vece , schi erandoci col resto dell a brigai.a snlla destra del Mincio . 11 comandante del regg imento era caduto infermo; quello della briga ta ferilo e prigioniero. Assunse il comando del reggimento il maggiore Mudry del 3° Lmuagl ione e quello della brigata il colonnell o Mollard del 2° reggimento. S'era appena presa posizione a :11onzambano e le truppe si troravano, in parte sparse in cerca di cibo nel vill aggio e nei vicini casali, quando avvisi incalzantissimi annunziarono che il nemico si presen tava per passare il Mincio . li 11° battaglione del 1° fanteria, subito raccolto, fu avviato con una compagnia bersaglieri ed una balleria all il ì\falpensaLa., dove pareva che il nemico volesse ten tare il passaggio. I noslri avevano in posizione due pezzi e gli Austriaci due ballcrie; pure si combattè cou qualche fen11ez1.a: ma frauanto il ne· mico ri usci va a gettare un ponte e passare il fiume a Snlionze. Nell o sta Lo in cni si tt·ornvano le truppe non si credellepossibile resistergli e si hallè la ritirata . « Dopo due ore di comballimento ( dice il colonn ello Mollard) quasi morti di fame e di fa Li ca, ci raccogliernmo a Vo lta>> . Si passò a Volta il resto della giornata del ~4 e Lullo l'indomani, senz'altra molestia ch e un piccolo attacco faci lmente respinto il 25 .

285

Un elenco fi rmato dal maggiore Mudry comandante interinale del 4 ° reggimento contiene i seguenti cenni d'ufficiali ed uomini di

.\

truppa che maggiormente si distinsero nelle giornate del 23 e del 24. Ser11ente Fél isaz . . . Segnalatosi per brarnra a Santa Giustina 0 (23 luglio) ('I). . Sergente Fagiani . . . {Yolontario) . Trovandos: a Santa G1usL:na di retroguardia, sostenne bravamente la ritirata della compagnia. Caporal furi ere Delitala . . . A San ta Giustina si gettò. sopra un soldato nemico per farlo prigioniero; ma non trovandosi abbastam.a robusto, gli si avvinghiò·e, rotolati tulli e due :n un fosso, tenne la sua preda fino all'arrivo del sergente Gaillard, che gli prestò man [orte. Caporale Veille~ · ·. · ) Segnalatisi per bravura a Santa Sotto~apora,le Martm . · · ) Giustina (23 lu glio). Soldalo Benard . . . Soldato Truche . . . Spintosi innanzi malgrado vivo fuoco del nemico e fatto prigioniero, riuscì a fuggire uccidendo tre nemici e -salvando due compagni. Soldato Baudet. l\icola . Segnalatosi combattendo da bravo a Monzambano. § 8. -

Folta. (26 luglio).

Il re seppe della ritirata del Il corpo il giorno stesso in cui avvenne, t-'· supponendo il nemico meno forte di quanto fosse real~ mente, raccolse le truppe più vicine (4 brigate di fa nieria e 2 d1 .cavalleria) e le gellò sul fìanco sinistro della colonna che inseguiva il II corpo . Queste truppe non incontrarono detta colon na che già. era passata; incontrarono in vece (24 luglio) una bri gata che andava e la s11ominarono. A c1uesto fatto che costò al nea n<rcriun11erla no è:> n t

(il II combattimento prese il nome da Sonn, ma il maggiore Muclry dice S. Ginslina, perchò ivi trovarnsi un:< gran parte del 1• reggimento col suo comandante.

(Il Ci rincresce di non trovare indicato il nome di questi soldati.

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286

SAGGIO DI STO l\lA REGGIME~TALE

SAGGIO DI STORIA REGGlMENTALE

mico. da .4 ~ o?O uomini tra morti e feriLi e 11800 prigionieri, con perdite liev1ss1me dei nostri, fn dato il nome da Staffalo e Sommacampagna. Il maresciallo Radetzki che era sul Mincio; sentita la mossa di que~te nostre truppe e sapendosi molto più forte, lasciò pochi drappelh a far da cordone davanti al l I corpo, e marciò contro di esse col grosso dell'esercito. Il 25 luglio sulle alture di Valerrrrio Montegodio e Berettara, combatterono a~canitamente 20,0°0c)O jt;liani c~ntro 50,000 austriaci, e la vittoria fu per molto tempo incerta. Fmalmente esaurite le forze e perduta la speranza d'aiuti sia dalla parte di Peschiera, sia da quella di Mantova {alla çui auardia erano state lasciate d~e ~ivisioni). il re ordinò la raccolta su Villafranca C,l ) . Nella notte po1 s1 prosegm, non molestati, la ritirata su Goito . Il maHino del .26 quasi tutto l'esercito era sulla destra del fiume· il resto vi passò nella giornata. ' Ma fer1?arsi a. Goito era impossibile, senza tenere Volta . Quivi, come abbiamo visto, s'era raccolta, il .24., la brigata Savoia, con gran parte delle truppe del II corpo, e vi era rimasta il giorno ao• presso. Questo breve riposo avea bastato per rimettere complet~menle le truppe . La posizione era in buone mani. un errore fatale, di cui neppure ocrnidì {)UÒ dirsi Se non che per ~ . . L con cer ezza a Ctll spetti la responsabili tà., la sera del .25 era giunto al ~omandante del II corpo l'ordine di sgombrarla e ritirarsi su ~Oito. S'era partiti prima dell'alba e, giunti a Goito di buon matllno, s'erano posti i bivacchi fuori del villaggio. Più tardi rriungendo il re, cogli altri corpi, da Villafranca, si mostrò meravi!liato ~i trovare già a Goito chi d~ve,'.a .essere a Volta, per prote;gere li concentramento; e, passate m r1V1sta le truppe che avevano saombrata dettu. posizi?ne, ordinò al generale De Sonnaz di ricondur~'ele. Le fec.e po, seguire da altri tre reggimenti di fanteria e due di cavall.er.·1a. Queste forze furono credute sufficienti a riconquistare la ~os,:rone,. se an_co il nemico l'avesse occupata; e poi, altra fanteria Ill grado d1 marciare e di combaltere, al momento, non si aveva . e)<')

H

( I) Le p:rdite nost~·c fra il 24- e ~5 furono 1,500 uomini; piu ché doppie filrono quel~e de.,h a11stnac1. A~ tre g1orm dt combattimento del 23, 24 e 25 si diecle coml)les,ivamente 1! nome d i Battaglia di Custoza nel i848.

:281

Erano circa le 4 pomeridiane. La 3• divi_sione si pose in marcia su due colonne: a sinistra la brigala Savoia, a destra l'altra ( 16° fanteria e volontari parmensi) sostenute da artiglieria e cc1valleria. Ma giunti appiè della collina, su cui s'erge il vi llaggio di Volta, i nostri videro sul dorso di essa estendersi e prendere posizione il nemico . Era l'avanguardia di un corpo d'armata. Da ambe le parti si fecero subito i preparativi di combattimento. La colonna di destra cominciò l'atlacco, ma accolta da un fuoco micidiale d'artiglieria e di fucileria} fu respinta. Intanto l'altra ( brigala Savoia) saliva snll'erta senza rispondere al fuoco nemico, risoluta di prendere la posizione alla baionella. Anche qu i, come all'attacco di Croce Bianca, è impossibile distinguere la parte del il O da quella del .2° reggimento, che agirono insieme , comandati dallo stesso colonnello (Mollard). Cadeva la notte, qu,rndo giunsero davanti alle prime case. « Un urrà immenso (copiamo dal rapporto) si levò dai nostri batLaglioni; li tamburo battè la carica, e l'aLtacco alla baionella si diede colla massim_a energia . Da tuu.i gli sbocchi delle vie, dai muri degli orti e dalle finestre delle case, si vomitava una grandine di palle; ma giungemmo in cima, ci slanciammo nel villaggio e s'ingaggiò nelle strade, fra le tenebre, una lotta teÌTibile che durò quasi tutta la notte. Gli austriaci furono sl oggiati da Lulli gli edifizi, salvo dalla eh iesa, dove ·s'erano rifugiati in 300; i quali sarebbero stati fatti prigionieri, se si avesse avuto artiglieria per sfondare la porta ». Dal canto loro . anche i cacciatori della colonna di destra, tornali all'assalto , erano entra Li in Volta. :\'lentre queste cose accadeYano nel villaggio, gli austriaci ingrnssavano all'intorno. li generale De Sonnaz, che dirigeva l'operazione, temendo di essere circondato, fece ~uonare a raccolta. Erano le 3 dopo mezzanotte. Lentamente, con dirfìcoltà e a malincuore le truppe abbandonarono il villaggio e ricli;;ceserò al piano. Dal rapporto del colonnello Mollard traspira una profonda amarezza: « ci si feee $gombrare la posizione per farla occtipare. da truppe . f'resche. ~fo mentre n,"i scendevamo dal lato di Goito, il nemico saliva in forze dal lato di Valeggio e accolse con fuochi tanto formidabili la brigata Regina mandata a i·impiazzarci, che la posizione non fu più ripresa.)) . 1


. 288

SAGGIO DI STORIA REGGIMENTALE

Vero il fatto, non la ragione deli,) sgombro; l'amarezza poi dei tutto ingiustificata. Nella campagna del '1848 errori se ne commisero molli, e conseguenza peggiore di essi furono le diffidenze e i dispetti. Se la brigata Regina che attaccò valorosamente nel mattino del 27, fosse staLa secondata dalle altre truppe collo slancio della sera precedente·, forse la posizione sarebbe stata ripresa. F,lll ito l'attacco di questa brigata, fu giocoforza ritirarsi; ·il che si fece in buon ordine e lentamente su Cel'!ungo; quanLnnque il nemi co mettesse in posizione molta arliglieria e lanciasse la sua cavalleria all'attacco Per difendersi d<t questa si formarono più vo lte i quadrati e si respinsero diverse cariche, dopo le quali il nemico ripiegò su Volta. Il combauimento che abbiamo narrato fu, relativamente al numero dei combauen~i, uno dei più sanguinosi della campogna. Vi si segnalarono per bravura, fra quelli del 11° reggimento, il ser gente Fél isaz .. ..,, il caporale Veillet .. . . , il sottocaporale Martin . . . . , e il soldato Benard . . . . , già nom inati a proposito del combaLtimento di San la Giustina (23 lug?io), e il soldato Baudet Nicola, già nomi nato a proposito del combattimento di Mon zambano (24 luglio), più i seguenti: Furiere Rubin Maurizio. Fece pri gionieri nel villaggio di Volta un ufficiale e 12 soldati nemici. Soldato Chavanne Giornnni. Secondò coraggiosamente il suo furiere nell'affare sopraindicato. Soldato Gaillard Gian Giacomo. Si distinse combatl.endo valorosamente. Caporale Payraud . . . . È entrato per il primo in una casa piena di Croati, dove, aiutato dal caporale Fournier. . . e da tre soldati, fece dieci prigionieri. Soldalo Nantet .. . . t sempre stato tra i primi al fuoco, anche in altri r,o mbattimenti; a Volta si è battuto col più grande valore. Tenente Geny signor Yitr.orio. Si è comportato da bravo nel condurre la sua compagnia all'attacco (,i): 1

(Il Ricaviamo questi nomi e questi dati da una nota del mng:;:io re MtHlry.

SAGGIO DI STORIA REGGBIE);TALE

§ 9. -

289

Ritirata su 1lfi lano. (Dal 27 luglio al 3 agosto).

L'insuccesso di Volta, dopo quello di Custoza, fu un colpo fatale alla solidità dell'esercito. Esso era schierato da Cerlungo a Goito, colla destra al Mincio. Aveva gli austriaci sul fronte e sul fianco destro . In questa posizione non poteva restare neppure ventiquattr'ore. Il re chiese un armistizio. Il nemico non volle conceç.erlo, se non a condizioni gravose. Tempo · a rispondere fino alle 5 antimeridiane del giorno appresso (28 luglio). Il re credette non doverle accettare. Restavano 50,000 combatLenti e la ritirala li bera. Non si disperava di tenere almeno la linea dell'Adda. Si ordinò la ritirata. Questa cominciò alle 9 di sera del giorno 27, ~u tre colonne, per le strade di Ceresara, Solarolo e Gnzzoldo . La 3a divisione pernottò il 28 a Piadena, il 29 nei casali vicini a Cremona. Il nemico, reso prudente dalle ·perdite sofferte, inseguiva appena; ma l'esercito era scoraggia-Lo ; le popoiazioni atterrite fuggivano. Nella pingue Lombardia, per ·manconza d'ordine e di provvedimenti opporluni, i soldat i critalia morivano di fame. Dirigeva la ritirata il generale Eusebio .Bava, comandante del I corpo. Il re oppresso di fatica, di dolore e di febbre, bivaccava in mezzo alla truppa. Il o-iorno 30 verso le ore 1 1 antimeridiane, l'avanguardia d'una colonna nemica allaccò, presso Gadesco, la retroguardia della 3a divisione e precisamente la brigata Savoia. Accorse il generale Bava, e vislo che i nostri sopraffalli dal numero avevano cedulo terreno, fece avanzare speditamente alcune compagnie di bersaglieri, due battaglioni della brigata Aosta e qualche squadrone di cavalleria. « I bravi Savoiardi (scrive il generale Bava)· vedendosi soccorsi, si fermano e contengono il nemico, che per qualche tempo ancora continua a trarre qualche colpo, e poi si ferma davanti a noi ». . L'esercito continuò la ritirata. La brigata Savoia ebbe ordine di reslare e restò davanti al nemico fino alle 2 antimeridiane del 3,1 luglio; poi, non molestata, si ritirò anch'essa sulla dest1;a dell'Adda e pose il bivacco presso Pizzighettone. 1 1

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290

SAGGIO Dl STOnI,\ UEGGIMENTALE

SAGGIO DI STORIA REGGHIENTALE.

A questo punto il generale Bava, per ragioni strategiche, avrebbe voluto continuare la riti rala su Piacenza, e s'accingeva a persuaderne il re, quando questi l'interruppe, dicendo: « No, no, voglio che si corra in soccorso dei bravi Milanesi e si combatLa insieme l'esercito nemico ». « Ammutolito da questo slancio cavalleresco (scrive il generale Bava) presi tosto le disposizioni per marciare su 1\1 ilano -». Il grosso dell'esercito giunse presso questa cillà il mezzogiorno del 3•1 agosto. « Ricordavamo con gioia la prima accoglienza, e vagando colla mente memore dei sacrifìzi sostenuti, ci lasciavamo andare alle più fantastiche illusioni .. .. Trovammo deserti i dintorni, tetro e silenzioso l'aspeLto della città, dipinto in ogni volto il sentimento del dolore e della paura. Questa fredda accoglienza ci colpì. Le ùostre speranze si dileguarono; lo scoraggiamento ritornò ne! cuore del soldato ». (Relazione del generale Bava). L'esercito si schierò davanti alle mura a un chilometro dalla cinta: la destra al naviglio di Pavia, la sinistra alla strada di Brescia. il centro sulla strada di Lodi. Quivi stava il 1° reggimento fanteri~ colle altre truppe della 3• divisione. Le forze in campo erano circa 30,000 uomini; nella città vi erano 7,000 soldati di va't'i corpi ed armi, in gran parte reclute o sbandati; Radetzki poteva riunire, in breve tempo, sotto Milano, 60,000 uomini. I nostri si trovavano in uno stato deplorevole. La città era irta di barricate; ma la cinta murale nuda di difese e difensori. 1

§ '10. -

Battaglia di iJfilano . (4 agosto),

Il gi_orno dell'arrivo passò tranquillo e pure la notte appresso. Il · d?ma111 {/~ agosto), verso le 8 del mattino, si sentirono i primi colpi d, cannone dalla parte di Gamboloita. Il nemico avanzandosi su più colonne, attaccava successivamente la nostra linea su vari punr.i. I nostri erano favoriti da un terreno frastaglialo e coperto, che opponeva mille ostacoli all'attaccante; ma nascondeva ad una parte ciò che faceva l'altra, e rendeva oltremodo.difficili le comunicazioni trasversali. Una colonna proveniente da Morsenchio si avanzò su

Castagnedo, dove stav:ano due battaglioni del ,1° fanteria (maggiore Mudry). Questi nel primo scontro, sopraffalli dal numero, perdettero terreno; ma rinforzati poi da quelli del 2° reggimento, sostarono e tennero fronte al nemico . Si combal.lè per 6 ore su tutta la linea una battaglia sconnessa, tutta episodi . Ad aumentare il disordine intervenne un fnrioso temporale. Fra i reggimenti che si batterono meglio, vi furono il 1° ed il .2° fanteria. Fra porta Vigentina. e porta Romana, sul finire della battaglia, tre brigate (Savoia, Granatieri , e Casale) tennero testa per qualche tempo a quasi clue interi corpi d'armata. Ma poi furono costrette a ritirarsi in città. Vicino alle porte, il if O reggimento ebbe ordine di volgersi indietro per trattenere il nemico, che si temeva entrasse in città coi nostri . Prese quindi posizione davanti alle mura e vi si fermò fino alle •10 di sera, scambiando fucilate cogli ausrriaci. I quali, a dir vero, memori delle cinque giornate di marzo, non mostravano gran desiderio di avventurarsi di notte per, le vie della città. Le perdite dei nostri furono relativamente poche, perchè il ter1·eno ·coperto, nello stesso tempo che nascondeva ad essi le mosse .del n~mico, li proteggeva dal suo tiro. Ne.ppure gran di furono le perdite degli Austriaci. l\'la la battaglia, per il luogo, per il momento e per altre circostanze fu decisiva. Continuare la campagna era per noi impossibile. In quest'ultima prova si segnalarono del 11° reggimento (1): .il tenente Marechal . . . . (ferito), mentre incoraggiava i suoi soldati, che si battevano da bravi come lu i; _il sergente Felisaz . . . . , il caporale Veillet . . . . (ferito), il sottocaporale Martin . . . ., il soldato Benard . . . ., il soldato Nantet . . . : (ferito), il soldato Burdet Nicola, tutti già nominati per fatti precedenti; il tenente Richard, comandante, come àl solito, una linea di cacciatori, e già premialo con due menzioni onorevoli per fatti pre· cedenti; . il caporale Charvoz .. .. (ferito), difendendo bravamente una barricata; 1

O)

a una nota del maggiore MudrY.


29~

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,SAGGIO 01 STO RIA l~EGGJMENTALE SAGGIO DI STORIA REGGU.IENTALE

il caporale Lacombe . . . . (due voi.te .ferito), distintosi in· seguendo un gruppo di nemici che si ri ti ravano. Siccome la battaglia di Milano chiude la campagna del ·184-8, ai. valorosi sopra indicati aggiungiamo i seguenti, dei quali (nell a nota, del maggiore Mudry, donde li ricaviamo) non è indicato il fatto d'armi in cui si sono distinti: . sergente Gregoi re . . . . , caporale furiere Bonnarix . . . . . , caporale Vagnoux . . . , sergente Abeilli ... , soldato Pienne ... si distinsero in diversi scontri dal 23 luglio al 4 agosto; soldato Levroz .... Alle prese con due Croati, uno ne uccise e fece l'altrn prigion iero; soldato Lacostaz . . . . S'avanzò bravamente sotto la mitraglia, incoraggiando i camerata a seguirlo; soldato Gouvernot1 . . . . Si è battuto coraggiosamente; fatto pri gioniero, riuscì a liberarsi coll'aiuto del soldato Tissot.

Frnttanto l'imminenza del pericolo e la voce del cannone aveva · scosso Milano. L'intiera popolazione mostravasi parata agli estremi cimenti. Le vie della città brulicavano di persone che afl'accendavansi ad innaizare barricate. Le donne accorrevano ai bastioni , per recare soccorso ai feriti e a quelli che cadevano per fame . Il generale Bava nella sua relazione ufficiale, notando qnesti fatti, esclama: « Oh perchè eguale accoglienza non avemmq noi il giorno prima! Il soldato avrebbe fatto prodigi ». Oramai era tardi. Il re, anche per salvare Milano, chiese una tregua. La quale fu conchiusa il 5 agosto e mutata poscia in armistizio formale. Le condizion i furono: sgombro della Lombardia per parte delle truppe del re, resa di Peschiera e richiamo dei distaccamenti dal Veneto; nessuna molestia a Milano per l'insurrezione di marzo e per quanto aveva· fatto contro gli Austriaci; libertà a chiunque di partirne entro due giorni. · Il 6agosto l'esercito ripassò il Ticino, marimasé sul piede di guerra. Molti rerrn-imenti si accantonarono presso la frontiera·, . il ,J reoO c:1u gimento fu diretto a Torino·, ove giunse e prese stam:a il 'I 5 agosto. Nel successivo mese di settembre, giusta i palli convenuti , fu riO

tirato da Venezia, per via di mare, il 1° battaglione di riserva, che, unito al 2° battaglione, fu inviato di guarnigione in Savoia. Il re pubblicò un proclama, nel quale dopo aver detto le cause, per cui era stato obbligato a ritira_rsi, wnchiudeva: « Una tregua fu stabitita per ora col nemico. Avremo onorate condizioni di pace o torneremo a combattere. I palpiti del mio cuore furono e saranno sempre per .l'indipendenza d'Italia ». Così finì la campagn a del 1848, che i nostri padri piansero come infelice, e che noi benediciamo come il primo esperimento che l'Italia fece delle proprie forze per causa propria; come la più grande occasione di affratellamento che la provvidenza ci avesse mandato da secoli; come il mezzr1 onde ci si rivelò la dinastia che doveva presiedere al compimento dei destini d'Italia. Le ricompense per gli ultimi fatti d\mni del 1848 vennero di·15 aaosto atribuite a campagna finita. Un ordine. del giorno del • . t> ' nconoscendo che a Santa Giustina, Sona e Volta s'era comballuto con grande valore, quantunque per il soverchiante numero di nemici il successo non avesse coronati gli sforzi dei nostri, annunziava che S. M. ad esprimere la viva soddisfazione dell'ani mo suo per tanta intrepidezza, accordava le ricompense a coloro che si erano fatti notare come i più valorosi . Fra questi ecco gli appartenenti al 1° fanteria e le ricompense loro accordate: Medaglia d'argento al valor militare: al maggiore Mudry ... ; ai luogotenenti Richard ... , Geny Vittorio e ~Iarechal ... ; al furiere Rubin ... ;al caporale Payraud ... ;al soldato Nantet ... ; al sergente Felisaz ... e dai soldati Lacostaz ... , Truche ..• e Levroz ... Menzione onorevole: ai soldati Burdct Nicola, Chavanne Gioranni e Gaillard Gio. Giacomo; ai caporali Lacombe . . . e Charvoz ... ; ai sergenti (~regoire ... e Abeilli ... ; al caporal furiere Bonnarix ... ; ai caporal i Vagnoux Claudio, Veillet e Martin ... ; ai soldati Pienne ... , Renard ... e Gouvernon ... ; al sergente Fagiani ... ; al caporale furiere Delitala ... 11 generale Mollard; comandante del la brigata, ebbe la medaglia ~oro. · Con successivi ordini del giorno del 3;1 novembre e 25 dicembre ,t 848 vennero accordate ricompense a individui dimenticati negli 1

1

1

§ ;t ·I. - A1:m,isti zio, ricompense, dati statistici . (5 agosto).

1

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293

i9 -

ANNO XXXI, VOJ•• !V.


SAGGIO DI STORIA REGGI MENTA LE

elenchi precedenti, e fra costoro ne troviamo due del 1° fanteria: capitano De Faverges . .. (1 ), per essersi distinto il 6 maggio alrauacco di Croce Bianca; capitano De Lavenay ... , per essersi distinto il 30 aprile a Pastrengo (2). Com~ apparisce da quanto abbiamo esposto, il 1° reggimento fanteria, per il numero dei comhaLLimenti in cui fu impegnato e per il valore con Cl~i ha combattuto, sostenne, nella campagn.a del ;184-8, una delle parti principali; S. M. volle attestare, all 'intiero reggimento, la prdpria soddisfazione, fregiandone la bandiera con la medaglia d'argento al valor militare. Il ,J O reggimento fanteria ebbe in questa campagna cinque ufficiali morti e dieci feriti . Gli ufficiali morti sono: Capitano Barandier . . Capitano D'Oncieu de Chaffardon . Luogotenente Sasso .. . . Luogotenente Dévrier .. Sot.Lotenente Clerc . . . Gli uomini cli truppa, tra i morti sul campo e quelli morti per effetto della campagnci, fn rono 202 . I feri ti che ricuperarono la salute furono 189 (8) . 1

1

(Continua).

c.

MAl'\FREDl

(i) Probabilmente e·lo stesso cho il maggiore Molard de Faverges, il (fmtle in un elenco precedente ebbe, appunto per questo ratto d'arm i, la menz ione onorevole. Siccome era. stato promosso da poco tempo maggiore, m,1 comandava una cor.1pagnia per mancanza di posto, cosi i due elençhi non coòcordano neppure nell'indicazione del gr,ido. · : (2) È quel capitano che, come ap1>arisce dal rapporto del colonnello Boy!, fece 54 prigionieri. (3) Quantunque le tabelle numeriche dia.no dieci urfìciali feriti, troviamo solo il nome o per megHo dire, il grado e il cognome di otto, cioè: Capitano Girnrcl .. .. . . Id. Marcchal . . . . . . Id. Oo Faverges . . . . . . Id. Conte . ... , . Luogotenente De Locmaria .... . . Id. Feige ..... . Sottotenente Lacroix .. . . . . Id. Carron ... . . . Ai quali si aggiunge il comandante della brigata, maggior generale D'Aviernoz. In quanto agli uomini di trnppa (coi documenti cbe abbiamo a nostr,i disposizione) non è possibile compilare l'elenco nè dei feriti nè dei morLi.

L'AMMIRAGLW GUGLlEIJW TEBETTH~fl?

KA11r. VON AUS LAXJJ . -

Dal '1.'he l ll1u t,•nte1l ,,'ai,nl 11n1l ,Plilita ,•y .flngn~i,;e.

London, November, 1886.

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Tarda giusLizia fu resa , il 23 sellembre scorso,. alla memoria di un uomo che sahò l'onore dell'Austrì"a durante uno dei più disasLrosi conflitti in cui essa sia mai stata impegnata. Il monumento inaugurato l'altro giorno a Vienna, in presenza dell'imperatore, e dei più elevati ufficiali civili e mil itari della capitale, e di una folla di' gente entusiasta, fu un pieno tributo nazionale di onoranza ad uno dei più grandi condolLieri navali del secolo. Pochi rimasero insensibi li al le parole di compianto con cui l'imperatore deplorò la fine immatura di un gran marinaio, di un ardente riformatore, di un vero patriotta. L'eroe di Lissa proviene da una. sti rpe guerriera. La sua fam iglia fu rappresen tata nel secolo decimottavo nelle principali battaglie in cui l'Austria si trovò impegnata, distinguendosi specialmente nella guerra dei'Sette Anni, e nel le campagne della Hivoluzione Francese. Carlo di TegeLLhoff, il padre dell'ammiraglio, combattè con distinzione ad Austerli lz, ad Aspern, a Wagram, e nelle campagne del ·18113 e 118·15. Es.so abbandonò il servizio nel 11836, avendo sposato, dieci anni prima, la figl ia di nn magistrato, Leopolclina Gernack_. dalla quale ebbe cinque fig li . Due .cli questi morirono in tenera età: il maggiore, Carlo, raggiùnse il grado di tenente maresciallo nell'esercito austriaco : il più giovnne, Albrecht, nato nel '1840, morì nel 11872 , professore di matematica nell'accademia na rale di Fiume.


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297 naturalmente, quando scoppiò la rivol uzione, si posero al sernz 1o del loro paese. Il rimanente della flotta che ancora portava bandiera austriaca si raccolse a Trieste, dove fu bloccata da una squadra Sarda più forte, e condannata all'in operosità fi n tanto che la disfatta degli Italiani a Novara non costrinse anche la squadra a riLirarsi dall' Adriatico . Le navi austriache allora uscirono da Trieste, e assistettero al lungo e noioso assedio di Venezia, durante il quale TegeLLhofT sostenne per la prima volta il fuo co. Per poter pienamente apprezzare l'importanza della defezione italiana, bisogna dare una rapida occhiata alla storia della marineria austriaca dal principio di questo secolo in poi. Quando l'Austria venne in posse~so delle cosi.e della Dalmazia alla pace del ,J 8 15, v'era ogni ragione di aspettarsi che gli uomini amanti del loro paese avrebbero consacrata la loro auenzione allo sviluppo commercial e e militare del paese di nuovo acquisto. }fa nulla fu fatto in questo senso. Il materiale esistente all a conclusione della pace lo si lasciò andare sfasciandosi per semplice disuso . Nessuno sforzo fu fallo sia per preservarlo, sia per farne di nuoyo: e fìno all'anno ,f 848 non si spese annualmer.te per la miwina che un milione di scudi. Questa negligenza riusci amarissima al governo au~triaco nella disastrosa guerra del 184,$. ]on appena Venezia ebbe inalberato lo stendardo della rivoluzione, I' Auslria ebbe perduto il suo unico arsenale, e gli unici mezzi per _cui avrebbe potuto sperare di equipaggiare una fiolta in tempo per l'azione. L'indugio le costò non sol o milioni di denaro, ma migliaia di vite. In tali circostanze, una piccola squadra Sarda fu da tanto da intercettare le communicazioni di una lunga distesa di coste, di porre un blocco effettivo a Trieste, e di privare l'esercito austriaco di ogni assistenza dalla parte del mare. La grande speranza di TegettholT durante questo lungo periodo di disaslri, era che l'Austria, unicamente per la sua propria difesa, fosse obbligata a creare una flotta sua propria ) equipaoaiata da ùcrente> iH') non italiana, ma sua. In quesl.a speranza non fu deluso, quantunque gli effetti assa i di frequente riuscissero da meno dell'aspelt,Hiva. << Se » scriveva esso durante il suo forzato soggi orno a Trieste « la nostra prospettiva non fosse in qualche modo illuminata dalla speranza di un cambiamento; se noi non potessimo sperare che la L'AMMIRAGLIO GUGLIELMO TEGETTHOFF

L' A~DIIRAGLIO GUGLIELM O TEGETTHOFF

Guglielmo Tegellho/I nacque il 23 settembre 1827 a Marburo in Stiria. Molti amici, non dotali del dono della profezia, si rami:entarono dappoi di avere scorti gli indizj di una futura grandezza nella sua carriera giovanile. Sembra, giusta la loro testimonianza, che fi_n dai primi tempi esso siasi distinto per un caraltere spiccatamente risoluto, e per spirito avventuroso. Nel ,f 84,0 entrò nella scuola navale di Venezia, in adempimento dP,i voleri paterni consentanei alla sua propria inclinazione; ma il principio del suo cammino fu irto di difficoltà. Esso dovette dapprima affat.i carsi sotto il aranda svantaggio di una imperfetta conoscenza della lingua italiana~ nella quale erano date la più parte delle lezioni: ma non si perdette mai di coraggio; e nel luglio del 1847 lasciò l'Accademia per raoaiun" Montecuccoli, con le più splendide previsioni di avvenire. 00 gere "lI br1g. Però anche in questo primo periodo della sua carriera, sembra che lo tormentasse profondamente l'azione estremamente circoscritta della_ flotta austriaca. « Almeno » scriveva esso a casa subito dopo raggiunta la sua nave « almeno non fossimo noi e la nostra flotta così completamente sepolti nell'Adri atico! Quanto invidio coloro che mi na1-rano dei loro viaggi in Cina e nelle Indie! Io mi dispero veramente, quando pen so, quanto poca probabilità vi sia per noi, colla nostra povera llotta, di intraprendere tali spedizioni! » La debolezza mari ttima del suo paese, e i mezzi di portnrvi rimedio, sembrano invero essere stati il pensiero costante di rutta la sua vita. Esso era mortificalo per la ioferiorilà, oon solo di numero, ma di costruzione e di potenza, del naviglio austriaco paragonato con quello delle alLre nazioni, specialmente con quello della Gran Brettagna « Noi saremo sempre, diceva esso, indietro alle altre naz1·oni in potenza nal)ale, fino a tanto che noi segniteremo a scl"ivere (l,i cose marina1·esche, in11ece di operare». Tegetthoff navigava nell'arcipelago Greco quando ricevette il bre vetto di ufficiale nel gennaio del 1848: e ritornando oli oiunsero le n_uove della rivolu~ione scoppi ata a Venezia. Sebben: principio n guard~sse quella :nsurrezione come un disastro quasi irreparabile, presto riconobbe I a_ssolutamente_benefico effetto che essa poteva eventualmente esercitare sui destini della marineria austriaca. . La ~aggi~rparte del!~ flotta imperiale a quel tempo era governata ed equ1pagg1ata da equipaggi italiani e da ufficiali italiani; i quali 1

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L',n rn IRAGLIO Gt;GLIEL)JO TEGETTIIO FF

nostra flotta andrà d'ora in avanti aumentando di forza, io avrei già ehiesta da tempo la mia dimissione. Per quanta passione io abb ia per il servizio di mare, io non vo rrei pernessuna cosa al mondo fare una seconda volta una così meschina fi gura» . La speranza espressa a metà non era mal fondata. Poco tempo dopo il vice-ammiraglio ~for tini, assumendo il comando della squadra, comunicò alla lloll a la gradi ta notizia che il governo austriaco aveva risoluto di acq~istare un certo numero di nuov i bastimenti in In ghilterra e nel Nord· America: offrendo così qualche probabili Lit di farsi onore, per quanto remota potesse sembrare in quel momento, agli sfortunati equipaggi delle navi bloccate. Mentre gli I taliani stavano ancora a Pirano, condannando all' inazione la squadra austiac11 , TegetlhoIT l'u scelto per accompagnare il vi co-ammiragli o ~for tini in visita urfi cinle a Vienna: ma fu richiamalo a Trieste quando il blocco fu levato, per pren-dere parte all'assedio di Venezia . hi esso ricevette, come fu dello, il stto ballesimo di fuoco, qu a_ndo, comn ndando una lancia, andò, sotto il fuoco di una balleria veneziana, a disbrigare un bastimento che si era arenato . Negli ann i che seguirono alla pace, la sua vita fu esente da av,,enture; ma esso fece un sicuro e costante progresso nella sua professione. ~ el ·1854 riceveu.e il suo pri mo comando indipenden te; e gli venne conferilo il comando dello schooner Elisabett,i, lungo 84piedi, largo 2·1, portante diec i cannoni da 12 e due da 6, con 63 uo· mini th equipaggio . « La mia sposa Elisabella » scriveva esso a casa in questa occasione« è più vecchia di un anno di me: non è.nè bellissimci nè sveltissima. illa, se non alwo, qttesLo ,ì un principio: e col tempo ve1Tà qualcosa di meglio . - In tutte le sue lettere sembra che esso abb ia guardalo avan li con fiducia alla sua ultima posizione, e che ciò che alla maggior parte dei suoi compagni sarebbe p11rsa una grande for tuna, esso non la considerasse che come un altro passo fallo nell a carri era regolare . L'anno ;f854 lo passò in crociera sulle coste della Siria; e per tulla la crociera, nelle sue ore d'ozio, studiò il turco . Durante tutta la guerra di Crimea esso mantenne grandi spera nze che l'Austri a avrebbe mandato 500 ,000 uomini in aiuto degli alleati dando così alla sua ilou a una probabilità di ripa rare !'umi fi nzione del I 8-i-8 . Personalmente però godette di una dello poche opportunità

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L'.unlJR.-1.GLIO GUG LIELl!O TEGETTHOFF

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di distinguersi che quella guerra gli offerse . Nel ·18iS::>, cambiò l'Elisabetta col 'I'aiirus, e fu mandato alla bocca di Sulina del Danubio per proteigere gl i interessi austriaci, e rimettere una qualche specie di ord ine in quel distrello Lutto sconvolto . Esso adempi il suo incarico 'con tanto tatto e con tan ta fermezza insieme, e rese tal i servigi all'armata cli occupazione austriaca in Rumania, che ne ricevetLe dai più elevati personaggi le più calde espressioni di approvazione o di elogio. 11 successo ottenuto in questa occasione può essere es timato dal fallo che nel ·I 857 Tegeu hoff fu scelto dal Governo anstriaco per adempire una missione difficil e del pari che pericolosa. Il Laglio dell'istmo cli Suez era giit cominciato, e l'al'cicluca Ferd inando Massimiliano , che reggeva in allora la marineria austriaca, ricono bbe precisamente l'i mporl.anza, per ogni pot,}nza che aspirasse acl estendere il suo commercio, ·di assicurarsi una stazione sul Mar Rosso o sul G·olfo di Aden. L'Austria, esso peniìava, se vo le,,a fa re qualcosa doveva farlo subito: e TegoLLhoff fii mandato con missione secreta ad osservare nel Mar Rosso e nelle sue vicinanze per trovare un'isola adattata a impi::ntarvi una stazione. Esso parti nel marzo del ·I 8i:$7 in compagnia del dottor Henglin, uno sperimentato viaggiatore nell' Africn, e disti olo orni tologis ta; e dopo un viaggio avventuroso, durante il quale fn fatto prigioniero e costrelto a pagare il riscatto a degli Arabi, scelse l'isola di Socolra. Esso stimò che l'a· cquislo cli quesl'isola avrebbe potuto importare la spesa cli ·100,000 talleri: ma pare che questa spesa abbia spaventato le aulorilil marinaresche; e, sebbene l'argomento siasi tornato a trattare pochi · anni dopo, il progello venne abbandonato . Nel ·1878 l'isola renne annessa all'Inghilterra . Durante il suo soggiorno in Aden, Tegellhoff fu fatto capo dell a 1a sezione del comando superiore cli marina in Trieste, e fu promosso al grado di comandante. Al suo ritorno gli .,.eo ne dato il comando della corvetta ad elice Er.zherz o,rr F'l"iedl'ich, e fo mandato al Marocco, per procedere acl una serie di inchieste riguardanti la perdita di un negoziante austriaco . La parte presa dalla flolla austriaca nel la guerra del 18i59 fu piccolissima, e Tegetthoff ebbe poche o nessuna occasione cli distinguersi . 1

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L'AMMIRAGLIO GUGLIELMO TEGETTHOFF

L'AMMIRAGLIO GUGLIELMO 'l'EGETTHOFF

Sul finire di essa però, egli ricevette il grado d.i aiutante di sezione di marina, e accompagnò l'arciduca Massimiliano nel suo viaggio al Brasile. Nel 11862 diventò capitano, e nel 11863 fu posto al comando di una piccola squadra di crociera nel levante. Il 25 febbraio del 11864, trovandosi a Scio, gli fu ordinato di scegliere nella sua squadra un sufficiente numero di bastimenti, e, dopo essersi pienamente a_ssicurato che il commercio del!' Austria non era minacciato nel Mediterraneo, di far vela per la Manica e per il M·are del Nord e assalire i Danesi, dovunque li trovasse. Senza indugiare un istante esso scelse il Seeh1,md, lo Schwarzenberg, e il Radetzki; e quando fu a Brest, ricevette istruzione di avanzarsi da solo al Texel, senza attendere l'arrivo della squadra che si aspettava sollo il commodoro barone \Viillerstorl-Urbair. Fin dallo scoppiare della guerra la piccola marina prussiana non era stata in grado di cimentarsi colla flotta danese, la qnnle era èlivenlata il flagello del commercio prussiano; e quando Tegetthoff arrivò al Texel c9llo Schwarzenberg e il Radetzki (perché il Seehund era stato mandato pel' far carbone a Ramsgate, dove si era arenato, ed era stato obbligato ad .entrare nel Tamigi per esegu~re le riparazioni occorrenti), esso ebbe il comando anche delle cannoniere prussiane Adlel', Blitz, e Basilisk, con ordine cli far levare a qualunque costo il blocco ad Amburgo . Esso immediatamente corse nell'Elba, e a Cuxhaven senti, il 6 maggio, che navi danesi da guerra erano state vedute alla foce del lì urne . Tegellhoff s'avviò sull' istante per andare ad incontrarlo, e diede la caccia ad una nave che p0i si trovò essere la fregala inglese Aurora. Non potendo ottenere nuove del nemico, la squadra tornò ancora nell'Elba affine di rifornirsi di carbone: ma quando fu a mezza strada da Cuxhaven ebbe la nuova che tre navi da guerra incrociavano a Heligoland. La squadra austriaca ridiscese ancora il fiume, e poco dopo mezzogiorno, quelle navi, che erano stale riconosciute per Danesi, apparvero alla vista. Tegellhoff immediatamente segnalò: I nostri eserciti hanno combattuto e vinto: /acciamo noi altrettanto; e subito dopo: P1·onti per il combattimento: governando insieme le navi a tagliare al nemico la strada ad Heligoland verso cui veleggiava. La squadra alleata era composta come segue: lo Schwar:zenberg,

50 cannoni (sei da 60, e quaranta da 30 lisci, e quattro da 24 rigati) ~.on 400 soldati, e 5.2.0 uomini di equipaggio; il Radet.zki, 3 1 cannone (quattro da 60, e ventiquattro da 30, lisci, e tre da 24 rigati) 300 soldati, e 390 nomini d'equipaggio; le cannoniere prussiane Basilisk e Blit~, portanti ciascuna un cannone rigato da 24, e uno liscio dello stesso calibro; e I' Adler portante due cannoni da 64 'e due da '18, lisci. La squadra danese erà composta delle fre gate Niels Juel con 300 uomini, portante 42 cannoni (trenta da 30, lisci , e dodici da ·I8 rigati); e Jylland di 300 uomini e 44 cannoni (trenta da 30 lisci. otto da 18 rigati, e sei da 12, lisci); e della corvetta JMmdal di 260 uomini e ,f 6 cannoni (q!]attordici da 30 lisci, e due da 48 rigali). In artiglieria, perciò, i Danesi erano superiori, avendo ,102 cannoni di fronte ad 89: e quantunque essi fossero nella massima parte di calibro più leggero, ciò era compensato dal maggior numero cli pezzi rigati. I Danesi, quando furono veduti da' Tegetthoff, non pare abbiano mostrato nessuna disposizione cli evitare il combattimento: e così verso l'ora ·1,30 pom eridiane, tutte e due le fioue essendo in linea di battaglia, essi andarono direttamente Yerso di lui . La battaglia fu inaaaCYiala dagli n nv ,; Austriaci fll!a dlstanza di :J8 gòmene e mezza, e continuò con distanze da 8 a 1Ogòrnene. Tegetthoff vide che il più vantaggioso per lui era cli diminuire più che poteva la distanza tra le due squadl'e; e perciò Io Schwarzenberg e il Radetzki si spinsero fino alla distanza di due gòmene. Questa manovra era stata accompagn::ita da un continuo e fìerissimo fuoco da ambe le parti, con danni gravissimi, specialmente per gli Austriaci . Una delle prime bombe che colpì lo Schwarzenuerg scoppiò sul ponte della batteria, mettendo fuori cli combattimento tutti i serventi di un pezzo. L'esplosione di due altre bombe appiccò due volte il fuoco alla nave: ma tutte e due le volte il fuoco fu spento senza che il combattimento si interrompesse. Ma un colpo più grave era destinato alla nave sacrificata e al suo valoroso equipaggio. Verso le ore 4 del pomeriggio, dopo due ore di un fuoco continuato e violento, una bomba attraversò ed appiccò il fuoco al davanti dell'albero di pappafico, e per una strana disgrazia, l'unico tubo di pompa il cui getto potesse raggiungere il fuoco , era stato tagliato in due da una palla al princi-

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1.' A ~D1lll.-\GL10 GCGLJJ'::L~O TEGETTHOn'

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piare del combauimento. Il vento che solììava gagliardo da E. S. E. spingeva le fiamme all' indietro, e Tegetthoff si-vide costretto a dure indietro, unic:i. probubilità che gli restasse per spegnere l'incendio. Coperto dal Racletzki,, cbe si sacrificò nel modo più eroico per proteggere la sna compagna , lo Schwarzemberg s'avviò ad Hel igoland; è dopo un leggero inseguimen to, che l'amm iraglio Suenson, comandante la squadra danese, arrestò, per non trascorrere, come esso dice nel suo rapporto , entro le acque neutrali , l'azione cessò. La frega ta inglesel'Aiwora, che il giorno prima era stata scambiata per un vascello danese, gettò, durante il combal.Limento, l'ancora al sud di Heligoland . Le perdite degli Austriaci furono gravi: 37 uccisi e 95 feriti; i Danesi ebbero 14 uccisi e 54. feriti . Stando le cose come si sono dette, ci vuole un singolare sforzo di immaginazione per magnificare come una vittoria austro-prussiana il combattimento di Heligoland, come talnno dei nostri contemporanei austriaci cercò di fare. Se la vittoria spettò ad una delle due squadre, certo spettò alla danese, la qnale per altro non seppe fare di essa quell'uso cbe ragionevolmente se ne poteva aspettare: Co'" munque siasi, il combattimento fu uno di quelli che se recano gran lode al vincitore, non gettan9 però discredito sul vinto. L'azione delle cannoniere prussiane durante il combattimento fu in quel tempo severamente criticata; ma bisogna ri cordarsi che il loro armamento era est.remamente leggero, e che esse potevano difficilmente sperare di riusci're in qualche cosa coll o stringersi da vicino al nemico, come avean fatto le navi loro compagne. Perciò lo S,;hwcwzenbe1·g e il Radetzki furono lasciati soli a sostenere la violenza del combattimento contro forze notevolmente superiori: e ciò fecero onorevolissima1:nente, come lo mostra la cifra de lle loro perdite. Teget.t.hoO' si acquis tò in quel giorno una riputazione europea di valore e di ardimento. Esso fu immediatamente promoss.o al gn1do di contrammiraglio; · e da quel tempo si cominciò a considerarlo come l'unir,o ammiraglio au$Lriaco. I due anni seguenti furono spesi in operazioni amministrative, e specialmente nel provvedere agli interessi della marina mercantile, e nel procurare di persuadere il governo austriaco a fare qualche cosa nel Mar Rosso, prima che ne passasse il tempo e l'opportunità. In quest'ultimo suo tentativo non fu ascoltato; nut esso era già stalo 1

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autorizzato a prepararsi per una missione nella Cina e nel Giappone, quando la mala intelligenza colla Prnssia diventò così minacciosa, . che la sua partenza fu sospesa . Durante le poche $ettimane che im mediatamente precedetLero l'ape1tura delle os.lilità, esso fece l'impossibile affìne di persuadere alle autorità austriache l'assoluta ne cessità di allestire la flotta prima che la guerra cominciasse: 111a nel trambu sto e nella confusione delJ'apprestace l'esercito di terra, le sue rimostranze rimasero quasi del Lutto inascoltate . Il suo diario durante queste settimane riporta numerose tracce dell'amarezza di cui era piena l'anima sua quando r itornava dagli infruttuo:;i abboccamenti con la gente elle reggeva i destini del suo paese. All'ultimo · però, proprio all'ora undecima, si fece attenzione al suo cor~si gl (o: Esso stesso fu nominato al comando della flotta, e furono dati ordini perchè qu.auro vascelli , J' Erzherzog Max . l'I-Iabsburg,. il Kai~er e laNo·t1ara fossero allestiti coll'aiuto di intraprend1tori pr-i,·ati. .Perciò TeaetthoIT si trovò al comando di una squadra· assai maggiore di " che poche selt.imane prirnaavretibe osato sperare; quantunque quella essa fosse ancora immensamente inferiore, per portata e per nu · mero, alla flotta italiana con ltt quule esso doveva misurarsi. Quando fu dkhiarata la guerra TegellholI interrogò per telegrafo il comandante dell'armala austriaca del Sud, a cui disposizione gli era stato ordinato di tenersi, sul quanto egli potesse operare indipendente; e se, presentandosi l'occasione opportuna. gli poteva essere concesso di prendere l'o!Iensiva. La risposta fu che gli veniva lasciata piena libertà. di azione, purchè però esso non avesse ad avanzai·si al di là. di Lissa, e mantenesse sotto stretta osservazione le bocche del Po, e le coste della Venezia. Quantunque la :ma squadra non fosse del lutto in punto , Tegetthoff veleggiò per Ancona, per riconoscere la forza del nemico, e per vedere nello stesso tempo, se mai gli si presentasse favorevole opportun itit di assalirlo nelle acque sue stesse. Esso però trovò la llotla italiana quasi tutta pronta a prendere il mare, e perciò si ri tirò affine di compiere il suo allestimento. Alla inaspettata apparizione della squadra austriaca in mezzo a loro può forse ultribuirsi se gli Italiani dilTerirono l'intrapresa della scorreria di cui molto si parlava contro le coste della Dalmazia. La flotta imperiale austriaca stava ancorata a Fasuna, ripartita in


L' A MMI.RAG LfO GUGLIELMO TEGETTHOFF

tre division i, quando un dispaccio telegrafico da Lissa avvisò TegettholI che. gli Ital iani erano arrivati davanti a San Gior"io, e comin. o c1av~n? 11 bombardamento. Tegetlhoff sulle prime riguardò questa sped1z1one come un finto attacco diretto a distaccarlo dalla sua base d'~p~razione, e a sguernire la parte settentrionale del golfo. In questa oprn1one era confermato dal consiglio di guerra, e aveva deciso di non lasciare la sua posizione tranne il caso di una più ur"ente ne.. "' cessita. La mallina però del '19 luglio gli giunse per vapore, <lacchè le comunicazioni Lelr.grafiche erano state rotte da<rli Italiani un altro dispaccio: che l'attacco si faceva serio, e ch e l'~mmiraglio' Persano sembrava risoluto di impadronirsi della piazza a qualunque costo. Tegctthofl non ec;itò più a lungo, ma la stessa mattina vel eggiò in ,;occorso del posto minacciato. Alle ore ,1Oantimeridiane del 20 luglio 1_866, fu visto il nemico in due divisioni, che, quando TegetthotT arnvava, era no appresso ad unirsi. L'ammiraglio itali ano aveva in quel giorno deciso, come si trovò in appresso, di assalire l'isola con tulle le forze di cu i disponeva, e aveva perciò mandate parecchie delle sue fregate di legno ari prendere un certo numero di tn1ppe che sbarcate a Comisa. Queste stavano per ra""iun"ere il · erano state . . ~o n corpo prmcrpale della flotta quando apparvero le navi austriache. Avendo preso la loro posizione quasi in linea rei.la, gli Italiani diressero il loro corso a circa N. ~. E. con alla testa la loro potente divisione co razzata. La disparità tra le due squadre era spiccata . Gli· Italiani possedevl\no ,12 corazzate, parecchie delle qual i di ultima costruzione. portn~Li _248 cannoni, e 22 altre navi portanti ,i.08 cannoni ('I). Gli A.ustriac, avevano solamente 7 corazzate con ,173 cannoni e 20 ' altri basti menti con 353 cannoni .. Ma ancor più della difTerenza di numero delle navi era .~ fayorevole per gli Austriaci la costruzione della loro artiglieria. Un gran numero di grossi cannoni d'acciaio, destinali alle corazzate, e'.·ano stati ?rdinati a Krupp; ma allo scoppiare della guerra erano slat , lrallenut1 dal governo prussiano. 'fegettho[ perciò era

305 stato obbligato di supplirli con dei cannoni lisci da 48, i quali insieme a un certo numero di cannoni rigali da .24, formavano la sua principale arme cli offesa. Gli Haliani dal l'altra parte po.:-sede1•ano un ragguardevole numero di cann oni rigati da 150, e J'Affondato1·e in particolare ne portava due da 300. Gli equipaggi delle.due flotte erano di 7500 da una parte, ,J O, 700 dall'altra. All'appressarsi degli Italiani TegeLLhofI diede alla squadrn il segnale: A Lissa vi deve essere battaglia ('I) e cominciò a fare i necessari apprestamenti . La sua squadra era disposta in tre divisioni : le corazzate avanti, poi le navi in legno di maggior portala, quindi le navi più leggere. Queste tre divisioni erano formate in linea obbliqua, l'una dietro l'altra con le corazzate in testa. Quando le due flotte furono a portata di tiro, Tegetlhoff diede alle sue sette corazza te il segnale: Attacçal'e il nemiç.o ed affondarlo. In quel momento gli Italiani si dirigevano attraverso alla direzione della squadra di TegeLthoff, e il condultore della linea, il Principe di Carignano, aperse il fuoco senza però recare gran danno . A lui risposero subito le navi austriache più vicine; e quindi il fuoco si fece generale, mantenuto con grande vigore da lult'e due le parti. Ma l'effetto delle disposizioni di Tegettho1T si vide sub ito: la sua division e corazzata attraversò cbme un cuneo la linea nemica. Le corazzate italiane chesla· vano dietro il punto in cui la loro linea era stata tagliata, si porta rono verso nord, minacciando in Lai modo la squadra in legno austriaca: eTegetthofI richiamò lesue corazzalepersoccorrer le. Prima però che queste arri vassero, le nayi in legno austriache s'erano aperta la strada tra la squadra nemica, e avevano avuto così parecchie occasioni di misurarsi con le corazzate più vicine. La battaglia di vent.ò generale. La nave ammiraglia della seconda divisione, il Kaiser, si era letteralmen te ficcata tra gl'italian i. Essa fu assalita contemporaneamente da quattro corazzate. II commodoro Pctz, che la comandava, senza esitare diresse la sua nave contro una di esse, mandando fiancate contro le altre; e in questo modo aperse la strada alla sua divisione contro le forze superiori del nemico . L' AMMIRAGLIO GUGLIELMO TEGETTHOFF

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(1) Delle nari itali:ioc solo 30 prosero parte nlla battaglia. (l) La relazione cli Tcgctlhofr d ice: A Lissa àeve esse1·e vittoria.


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L' AMMlllAGLIO GUGLIELMO 1'EGETTHOFF

L'AMMIRAG LIO GUGLIELMO TEGETTHOFF

I rischi però del Kaiser furono estremamente gravi': e esso perdelle il suo albero di trinchetto nel mo~ento che sfondava la nave nemica: e fu per qualche tempo in gran pericolo d'incendio, perchè parte del sartiame, alla caduta dell'albero, era rimasta sul fumaiolo. Il capitano barone Massimiliano di Sternech fu mollo più fortu nato. In mez7.'ora esso assaltò tre delle navi nemiche: e una di quest.e , il Ile cl' Italia , venne sfondata e colata a fondo , in due minuti, con tutto il suo equipaggio cli 600 uomini, dei quali nel calore del combattimento poch i poterono essere raccolti. Parecchi però si salvarono nuotando a Lissa. Le altre due navi l'llrono gravemen te danneggia te, ed una ebbe la sua bandiera strappala. in questo tempo le navi austriache e italiane si incrociavano a pieno vapore, e il fumo era così denso che non si poteva distinguere J'aniico dal nemico se non perchè le corawùe ital iane erano dipinte di bigio. Durante il combattimento si vide che m1a corazzata italiana aveva preso fuoco, e l'incendio, era in ultimo diventalo cosi minaccioso che gli Itali'ani cercarono di concentrare le loro forze sparpagliate, pèr vedere di soccorrere la nave pericolante. Esse. riuscirono a riunirsi . e Tegeu.lioff diede perciò alla sua· squadra il segnale di riformarsi in tre divisioni dirette a nord. Gli Italiani però si ritirarono alla distanza di tre o quattro miglia, · e dopo scambiati pochi altri tiri ahbandonarono il confli,tto, veleggiando verso est, e lasc iando gli Austriaci padroni della situazione. Lissa fu soccorsa. La battaglia era durata dalle :IO ,45 antimeri diane alle 2 pomeridiane. Alle 2,30 la corazzata italiana che aveva preso fuoco, e che si trovò essere la Palestro, scoppiò. Molle cause contribu irono alla v;ttoria della ilotta austriaca. Come ad Heligoland, Tegetllioff vide che la sola speranza di successo slava nel serrarsi dappresso al nemico, e venire, comesi dice, a me7.za spada. A grande distanza la sua artiglieria non era da tan to da competere con quella degli I taliani : ed esso si confi~ava di ristabilire l'equilibrio manovrando p:.ù maeslrevolmenle per mezzo dello sprone. Nè s'ingann~. li suo impetuoso ·attacco gettò il nemico in pieno stupore. Quando la loro linea fu spezzata essi furono spesse volle così scompigliati e mescolati insieme con tal confusione, che qu,llche

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volta, si. dice, si assalirono l'un l'altro. Così pure gli Austriaci, sebbene avessero un'artiglieria difettosa, se ne servirono però ottimamente sparando fiancate concentriche a trecento metri di distanza: mentre non sembra che i loro nemici maneggiassero con eguale abil ità le loro artigliei:ie di molto superiori. Nessun inseguimento fu tentato per parte degli Austriaci, perchè la differenza di velocità tra i bastimenti componenti la squadra era troppo grande da permettere di avanzare rapidamen te e un iti. Perciò i'ammiraglio Tegetthoff si contentò di mandare una nave leggiera a invigilare la ritirata del nemico, ed eS$O riparò nel porto di San Giorgio. La sera della battaglia la flolla nemica si poteva ancora scorgere dalle alture dell'isola: ma la mattina dopo era scomparsa. A mezzodì del giorno dopo la battaglia, il piroscafo Venezia arrivò da Zara eon un telegramma dell'imperaLore che ringraziavaallamenle gli ufficiali e gli equipaggi della flotta, e nominava Tegetthoff vice-ammiraglio. « Quanto agli app\a 11si c1i questi per il loro condoLti ereTegetthoff »scriveva allora un corrispondente del Times «nono~corre che vi dica una parola. Applausi come quell i che scoppiarono all'annuncio che l'imperatore avern promosso Tegel.lhofI a vice-ainmiraglio, io non li ho mai sentiti nè in 1ùare nè in terra ». Poco dopo il piroscafo anslriaco che era stato mandato a invigil are i movimenti della flotta italiana ritornò, avendola vista riparata al sicui;o in Ancona. essendo pareçchie delle loro navi rimorchiate da piroscafi mercantili stati mandali ad assisterli. L'Avviso austriaco aveva fatlo più tiri contro la loro retroguardia, ma non era. stato inseguito .. A queste notizie l'A ustria fu tulla in giubilo . La sconfitta di Koniggratz, piombata come un fulmine sul paese, parve quasi dimenticala per l'inaspeLlala vitto.ria della flotta, dalla quale poco o nulla si attendeva. TegetthoIT non solamente fu promosso, ma ricevelle la ricercatissima decorazione dell'ordine di l\'laria Teresa, e fu 0111>rato del diploma di cittadinanza dalla citLà di Vienna. Il 24 settembre seguenLe, Tegetthoff fu incaricalo di fare una inchiesta intorno ali' organ izzazione marittima dell'Inghilterra, della Francia, e degli Stati Uniti. Del suo viaggio in questa occasione ben


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L'AMMIRAGL10 GUGLlELMO TEGETTHOFF

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L' A~lMIRAGLIO GUGLIELMO TEGETTHOFF

tanto desse gegni di riaversi, dovette soccombere, nell'aprile del

poco si sa. Esso ricevette per ogni dove le più calde accoglienze, ma pare che esso schivasse gelosamenle ogni pubblicità. Niente però sembra essere sfuggito alla sua osservazione: e pare che su di lui abbiano fallo particolare impressione le poli Li che istituzioni degli Stati Uniti, dove prese grande interesse alle discussioni della Camera dei rappresentanti. Nel suo ritorno ebbe la dolorosa nuova della fucilazione di ~iassimiliano imperatore del Messico, di cui esso era slato il primo adapprezzare le egregie qnalità, e che esso, come si disse aveva accompagnato nel suo vi:!ggio al Brasile. L'imperatore d' Auslria, che aveva conosciuto le relazioni anter,edentemente formatesi tra i. due personaggi, affidò a Tegetthoff la delicata missione di riavere e riporlare in patria il cc,rpo di suo fratello - missione che Tegetthoff adempì con soddisfazione di quanti vi erano inleressati. Per questo servizio Tegetlhoff ricevette la gran croce dell'ordine di Leopoldo, e fu subito dopo nominato presidente della sezione di marina. Colla nomina di Tegetthoff a questo ufficio si aperse una nuova éra nella storia della marineria .austriaca. Esso era non solamente un gran comandante ma altresì un abile ammini~tratore: ed esso attese con una perseveranza,cbe noQ si lasciò mai distrarre da altro pensiero fino alla fine della sua breve vita, allo sviluppo della potenza marittima del suo paese. Esso riordinò di pianta non solo il materiale, ma anche il personale della flotta, riformò abusi, introdusse i più radicali e più salutari ca!}1biamenti, e alla fine della sua carriera lasciò la marina austriaca in uno stato, quale, venti ann i prima, esso non avrebbe osato sperare. In questi suoi sforzi però ebbe sempre ad inconLrare difficoltà ad ogni passo. Il governo austriaco non voleva spendere denaro nella flotta malgrado i servigi che essa avern resi: e Tegelthoff fu obbligato ad accontentarsi di meno della metà della somma che esso dichiarava essere imperiosamente richiesta anche solo per la difesa delle coste. Della sua vila privala poco o nulla è a dirsi. Esso si gettò corpo e anima nei pubblici affari: e anche durante il tempo delle sue ben meritate licenze, lo troviamo sempre occupato in ricercare abusi e disegnare riforme. Nell'anno 1870 la sua salute cominciò a declinare; e sebbene ogni

18711, alla malallia che già aveva spento il suo fratello minore« Nun legen wfr-unsmede1· zu schlafen imd stehen nicht meh1· auf! » (-1)

furono le sue ultime parole mentre era in sè. Quanto dolorosa sia riuscita all'Austria la immatura fine di tanto uomo lo può attestare la commovente cerimon:a del 24 settembre 1886. 1

X. (-t) ,

Or:i. ci mettiamo a dormire: non possiamo più star sù • .

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ANNO XXXI. VOL, IV.


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Rl\'ISTA ESTERA

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AUSTRIA-UNGHERIA

I grandi avvenimenti nella penisola balcanica che teunern e teno-ono tuttora in apprensione le sfere politiche dell'Europa inlluirono a par~lizzare la politica parlamentare austriaca . Raramente durante le ferie del Parlamento si ebbe a notare la calma verificatasi nello scorso trimestre. Ed è naturale, poichè quando si trovano in gi uoco interessi che toccano il presente e l'avvenire del paese, anche i membri più battagl ieri della Camera si sentono poco disposti a solleticare il pubblico per ragioni di partito. Quando verranno aperte le Camere d'ambo le parti della monarchia, la vita pubblica subirà certamente un risveglio, e le lotte parlamentari non tarderanno ad incominciare, chè invero non mancano gli argomenti, tenuto conto della divergenza d'interessi e quindi di desideri i delle singole parti costituenti la monarchia. Intanto la questione del compromesso che regola i rapporti doitanali fra l' Austra e l'Ungheria, anzichè avvicinarsi ad una soluzione amich:vole, sembra trovar:;i sopra una via di cui presentemente non si vede l'uscita. nè è facile il prevedere come i due gabinetti potranno mettersi d'accordo. Le modificazioni introdotte dalla Camera austriaca nel relativo progetto di legge non vengono accettate dal gabinetto ungherese, il quale specialmente per quanto concerne i dazi sul petrolio, non vuole scostarsi d~ lle basi b17ià precedentemente concordate fra i due gabinetti, e tutto al più, come ri~ulta da una Nota del. Ministro del commercio ungherese al gabinetto austriaco, l'Ungheria non sarebbe aliena dall'accettare alcune delle tariffe modificate dalla Camera austriaca , purchè per contro ne vengano variate alcune altre a beneficio della Transleitania.

Il compenso richiesto sarebbe . di gran lunga maggiore della concessione, ed è difficile, se non si trova un'altra via di accordo, che la Camera austriaca sia disposta ad accondiscendere alle esigenze del gabinetti) ungherese. Da ciò potrebbe derivare od una crisi politica in Austria, o · la rottura dell'unità economica fra le due parti della monarchia, il che non tornerebbe certo di vantaggio per l'unità politica. Le dimostrazioni od i torbidi avvenuti in Ungheria per la nota questione del generale Janski quando già parevano sopiti in seguito ali' energia spiegata dal Governo, si rinnovellarono in occasione del collocamento a riposo del gell.ernle di <·avalleria Edelsheim-Giulay, comandante , del corpo d'armata di nndapest, e della contemporanea nomina del maggiore generale Janski a comandante di divisione in Boemia. In siITatte determinazioni del Ministro comune della guerra, una parte della popolazione ungherese volle ravvisare uo oltraggio al sentimento nazionale, d'onde dimostrazioni popollll'i, riunioni e proteste. L'agitazione minacciava di allargarsi, allorchè intervenne nella questione il So- . Vl'!lDO Ste$S0, il quale con un autografo diretto a) Capo del gabinetto ·ungherese nel mentre accennava alla perfetta lega lità delle disposizioni ministeriali, lo invi tava a procedere con tutto il rigore delle leggi verso . coloro che avrebbero continuato ad agitare il paese. La lettera sovrana, nelll"l quale si accenna va altresì all'intangibilità della costituzione dell'Ungheria, di cui quella popolazione è tanto gelosa, contribuì moltissimo a sedare gli animi , e l'accoglienza e le dimostrazioni fatte all'Impe- · ratore in Budapest durante le fo$te del secondo centenario della liberazione di quella ci ttà dai Mussulm:mi, mostrano come la calma sia ormii'i rientrata nel paese. Comunque sia, è quasi certo che il collocamento a riposo del com:mdante del corpo d'armata in Budapest si collega .alla questione del gene- · raie Janski. Vuolsi infatti che egli avesse disapprovato le parole pronunziate da quest' ultimo sulla tomba del genera le Hentzj, il che non avrebbe incontrato l'approvazione delle alte sfere militari e del capo dell'esercito. Così pure la nomina del maggiore generale J anski a comandante di di visione yuolsi ritenere come un com penso al le amarezze ed agli insulti da lui provati in Ungheria, di dove fu costretto ad allontanarsi, e anchè una soddisfazione ~]l'amor proprio dell'esercito . · Per quanto i giornali ufOciosi abbiano cercato di giustificarla allegando che i comandanti delle grandi unità sono designati i.I scelta e non ad anzianità, tuttavia :i nessu.no potrà ~fuaaire il si~nificato vero di tale nomina avvenuta pochi giorni dopo le dimostrazioni di Budapest, tanto più. se si nota che ben circa 60 rnaggiori general i comandanti di brig:11a lo preceV I..,,

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E~TERA.

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RIVISTA

devano in anzianità. Nel gioruo stesso della riapertura della Camera ungherese (18 settembre) alcuni deputati presentavano a tale oggeuo un'interpellanza al ca po del gabinetto, chiedendo nhresì la discussione intorno alla Jet.tera scritta d~l Sovrano; ma dietro proposta del presidente del Consiglio, la maggioranza deliberava di passare all'ordine del giorno. Durante gli avv,mimenti nella peni sola bal canica si può dire che la politica dell'Austria-Ungheria fu di osservazione e di raccoglimento. La stampa dell'impero si mantenne a tal proposito quasi sempre molto riservata, fors'anche perchè di fronte ad una situazione abbastanza oscura, e pur tanto inuiressanw per l'avvenire dell'impr.ro, non era iu grado di poter gi udic~re della portata e più che altro del le conseguenze degli avvenimenti. E degno di nota però che in seguito all'abdicazione del principe di Batteoberg ed al visibile trionfo della politica ru,;sa in Bulgaria, i giornali austrioci hanno innnlznto uo coro di lagnanze all'indirizzo della Germania la quale avrebbe favorito la politica della Russia n detrimento dell' Austrin. Di fron te ad un ta le stato di cose, i giornali stessi, specialmente gli ungheresi, chiedono a che serva un'a lleanza colla Germania, e discutono se non sia il caso di pensarP. a provvedere ai propri interessi indipendentemente da quella potenza. Disposizioni concernenti il landstt,rm. - In seguito alla legge sul landsturm promulgata il 6 scorso giugno, il Ministro della diresa cisleitano ha già emanato le istruzioni per l'impianto e la tenuta dei ruoli: ope· razioni che, a senso della legge, sono affidate alle autorità comu nali . Abbenchè la legge sia entrata in viiore fin o dal giorno rlella sua promulgazione, tuttavia in considerazione del tempo occorrente per il lavoro, il .Ministero della difesa ha determinato che il primo impianto dei ruoli sia ultimato col febbraio del 1887, e che siano inviati alle autorità distrettuali non più tardi del 15 successivo marzo. I ruoli devono cousistere in 24 liste successive, corrispondenti alle 24 classi obbligate a servire nel landsturm, ed in ognuna di esse, a cominciare dalla classe più anziana, sono compresi tutti gli inscritti d'ogni clnsse nati tra il •1° gennaio ed il 31 dicembre dello stesso anno. Quindi è che i primi ruoli comprenderanno come classe più anziana i pati nell'anno 18+5, e come classe meno anziana i nati nell'anno •I 868. Al principio d'ogni anno (per la prima volta nel gennaio 1888) dai ruoli del landsturm viene soppressa la lista crnteoente la classe più anziana; e per la flue di febbraio ".iene introdotta una nuova lista che comprende la classe più giovane che entra sotto l'impero della legge. Il controllo diretto da parte de!IE! autorità militari sul111 tenuta dei ruoli

viene esercitato per mezzo dei comandi di circolo di landsturm. A quanto sembra per ora questi comandi nou verranno appositamente costi tuiti, ma funzion eranno come tali i comandi di battaglione di lm1dwehr.

Landwehr imgherese. - Già nelle precedenti notizie trimestrali si era accennato ad un nuovo riordinamento della fanteria di landwehr ungherese il quale doveva entrare io vigore al ·l dello ·scorso luglio. Essendo ora state le relfltive disposizioni pubblicate nel Vero1·dnimgsblatt, non sarà fuor di proposito il darne un riassunto. La fanter ia di l:mdwehr ungherese consta, tanlo in tempo di pace che in tempo di guerrll, di 28 mezze brigate, ognuno delle quali è costituita da uno sta to maggiore, da 3 a 6- battaglioni da campo, e da un battaglione di complemento; quest' ultimo però da forma r5i solamente in caso di guerra . Ogni battaglione consta, in tempo di pace, di uno stato maggiore e di un quadro di compagnia (ad eccezione del 4,. 0 b:ittaglione della 11n e 6· mezza brigata che si form:i no solo all'atto d'una mobilitazione); io tempo di guerra, di uno slato maggiore e di /1 comp::ignie eia campo; il bauaglione di complemento si costituisce con 3 o ,i compagnie di complemento. Oltre a 28 mezze brigate, havvi una Cl•mpagnia da campo eia formarsi nel circolo di Fiume, con un quadro di compagnia lìn dal temr.o di pace. All'atto della mobilitazione si formano: · a) Presso ogni battagl ione /1 compagnie da cam po in luogo degli esi stenti quadri di compagnia; presso il quadro di compagnia in 11iume si costituisce una compagnia da campo; b) Per ogni battaglione una compagnia di co mplemento. Queste al termine della mobilitazione vengono riunite in un baw1gl ione di complemento nei luohgi ove risiede lo stato maggiÒre della mezza brignta in tempo di pace. La compagnia di Fiume non form a alcun riparto di complemt>nto; e) Truppe per gli stati maggiori a seconda ciel bisogno; d) Truppe di riserva (24 linea) cogli uomini eccedenti; per la costi· tuzione delle medesime verranno date speciali disposizioni al momento. Qualora in tempo di pace si dovessero temporaneamente aumentare gli effetti vi, come ad esempio nelle esercitazioni annuali, non si costituiscono che i ri parti indicati al ca poverso a). Le mezze brignte sono designate con numero progressivo da '1-28; i battaglioni in ogni mew1 brignta sono numerati da 1 n 3 (rispettivamente da •I a 4,.) e portano altresì il nome del com itato o circolo dal quale si reclutano. Le compngnie da campo iu tem po di guerra, come pure in caso di O

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RIVISTA

formazione in tempo_ di pace, sono numerate .da ,t a il'.2 (o da 1 a ,t 6); cioè quelle del ,1° battaglione da ,1 a ;i., quelle del 2° battaolione da 5 a 8 e così di seguito. i:, ' I battaglioni di coz;nplemento da formarsi all'atto della mobilitazione . non pre~dono alcuna designazione speciale; le compagnie di complemento portano Il numero da ,t a 3, o da 1 a i, corrispondente al numero del rispettivo bauaglione. I battaglioni e le compagnie di riserva (2· linea), da formarsi eventualmente, saranno contraddistinte con numero progressivo, cominciando da 1. I~ t~~po di pace i quadri di una mezza brigata su 3 bauaglioni sono cost1tt11t1 da 4. ufficiali superiori, 4 subalterni aiutanti, ,1 ufficiale di reclutamento, i uffici_ali conta~ili, ~ furieri di maggiorit~, 3 armaiuoli, personale questo costituente gli stati maggiori, e di 4- capitani, 5 tenenti, ,t2 sottotene~ti, e 3 cadetti ff. di ufficiale, personale costituente i quadri delle compa.gnie. I_I ~u~ero de_gli uomini di truppa da assegnarsi in tempo di pace a1 quadn d1 compag1m è determinato annualmente dal Ministero della difesa del paese. l quadri di una mezza brigata su 4 battaglioni aumentano rispettivameut~ da ·1 ufficiale superiore, di ·I aiutante, di ·I ufficiale contabile, di I . a~ma~uolo, di 4 capitano, di 2. tenenti, di 2 sottotenenti e di 1 cadetto ff. d1 ufficiale. L'effettivo di guerra di una compagnia da campo ascende a ,i ufficia li e 2~2 uomi?i. di _truppa; qu~l~o di un _batt~glio~e indipendente 11 22 ufficiali, 1 9°_9 uomim d1 truppa e ,h cavalli. L effettivo di guerra di una mezzn bn~ata su_ 3 hattagli?ni asce~dc a 83 ufficiali, 3565 uomini di truppa e ,t08 ?a:•al_l1; quello dt una brigata su ,i. battaglioni a ,108 ufficiali, ,t.7,i.~i, uom1111 d1 truppa e ·138 cava lli. Lo su,~o magg!ore ed i quadri costituenti una mezza brigata sono in tempo d1 pace dislocati dal circolo di reclutamento della mezza brioata stessa . I battaglioni che coi loro quadri non si trovano dislocati nel lnoao ove h~ sede lo stato maggiore della mezza brigata, vengono considerati come distaccamenti di quest/1. Tu_tto il ~ateriale di_arred_ameuto e d'erp1ipaggiamento pel passaggio dal piede di pace p1~de di guerra si trova dislocato rispettivamente presso_ le sedi stal~1It _dei batt11glioni e della compagnia di Fiume; quel lo per ~11 s_t.att mag?10~·1 della mezza brigata è depositato presso t11lnni determrna11 battaghon1 che .hanno la sede dove esiste lo ;;;1.~to · _" maggiore stesso.

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Il comando d'ogni mezza brigata è affidato ad un colonnello o tenente colonnello. Dei comandanti di battaglione un terzo sono tenenti colonnelli e due terzi mtiggiori od in loro vece capitani aspiranti ad ufficiale superiore. Le attribuzioni del comandante della mezza brigata sono determinate dal Regolamento di servizio e corrispondono a quelle di un comandante di corpo. Suoi organi ausiliari sono: ,1 ° l'aiutante, (il più giovane dei tenenti o sottoter:enti), per il disbrigo degl i affari militari-amministrativi della mezza brigatn; 2° l'ufficiale di reclutamento ( capitano o tenente) cui è addetto un altro subalterno di truppa come ufficiale dei ruoli (Rvidenz-Officier) . Ad esso spelta tutto qi.rnnto concerne il reclutamento della truppi, , la tenuta dei ruoli, le chiamate, le adunanze di controllo, ecc.; 3° l'ufficiale d'amministrazione (capitano od il più anziano dei tenenti) cui spetta tutto quanto riguarda il servjzio economico ed amministrativo; i 0 un certo numero cli medici militari di lanclwehr, oppure anche dell'esercito permanente, per il sen izio sanitario; 5° un ufficiale d'armamento (tenente anziano o c11pitano) che abbia frequentato con successo la scuola di tiro al campo di Bruck sulla Leitha . In tempo di guerra ad ogni mezza brigata viene inoltre addetto un ufficiale contabile (Proviant-Oflìcier), il qua le deve occuparsi dei servizi di sussistenza ed approvvigionamenti. Tale ufficiale è già designato fin <lai tempo di pace. Il comandante della mezza brigata dipende dal rispettivo comando di distretto di landwebr, direttamente se si tratt.a di question i contabili o attinenti al reclutamento, per il tram ite invece del comando di brigata nelle questioni puramente militari cd amministrative. La dipendenza diretta dal comando di distretto di landwehr continua pure in tempo di guerra limitatamente agli affari <:oncernenti il reclutamento. Sotto il rapporto economico ed amministra tivo la mezza brigata forma un corpo autonomo avente una propria commissione d'11mministrazione ed una commissione di cassa al pHi degli altri corpi dell'esercito permanente. Il battaglione di complemento, il quale viene formato in tempo di guerra col riunire le compagnie di complemento alla sede delio stato maggiore della mezza brigai.a, ha per cò.rnpito di curare l'istruzione del le reclute, di vestirle, equ ipaggiarle e d'inviarle al campo a quei riparti i cui effettivi siano diminuiti a motivo delle perdite di diversn natura. Esso è comandato da un ufficiale superiorn ~ capitano già designato fin r\111 tempo di pace e che può es~ere anche della categoria degli · ufficiali fuori servizio (ausser-Dicust) od a ,riposo (Ruhestande).


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La land,~ehr ungherese è armata di f~ cile a retrocarica; gli ufficiali, oltre alla sciabola, poittano il revol ver (Gasser); gli attendenti ed i conducenti sono disarm:\ti. Ogni soldato, come dotazione di guerra, porta 70 cartucce, ogni sottufficiale 20. Il corpo degli ufficiali consta di due categorie; cioè ufficiali in att.i· vità, ed ufliciali in congedo. Il loro reclutamento ha luogo in base alle disposizioni per l'avanzamento della landwehr. Il reclutamento della truppa si effeuua in base alla Jeorre del recluta0 ~ mento e relotiva istruzione. La ripartizione delle reclute nei Lattaglioui spetta al comando della mezza brigata; in massima però ogni batttaglione si recluta dal rispettivo circolo. Nel caso che in seguito ai risultati del reclutamento fosse necessario di far eseguire ~ei pllSsaggi di battaglione, questi dovranno sempre a:er luogo fra battagl,om della stessa mezza brigata, cd a meno di grandi differenze negli effettivi, ciò si dovrà per quanto è possibile evitare. Così pure è da evitarsi il trasferimento dei souufficiali a meno di assoluta necessità. Per assicurare il contingente dei reggimenti cavalleria di landwehr, all'atto dell'assento ~i deve tener nota delle reclute idonee al servi1io a cavallo. La ripartizione di esse fra i reggimenti di cavalleria e fra le mezze brigate, ove siano in numero esuberante, è fa tta dai comandanti di distretto di landwehr. I conducenti sono provveduti mediante trasferimento i nella landwehr di soldati di riserva della truppa del treno ascritti all'esercito comuue· in difetto di. ~ssi si ricorre a soldati della landwchr riconosciuti idonei ~er tale servizio. Le deficienze-che si verificassero presso i riparti mobilitati devono e~sere cop~rte_ 11llorch~ raggiungono il 4O O/o dell'effettivo. A tal uopo i con:imdantr di battaglione autonomi ed i comandanti delle mezze brigate rivolgeranno telegraficamente le loro richieste al battaglione di complemento. L'istruzione teorico-pratica e le varie scuole hanno luogo secondo i regolamenti. J:ler gli uomini di truppa dell'ultima leva si compiono dal 6 ottobre al 1!:i giugno dell'anno successivo, dope di che incomincia il servizio effettivo nei quadri di compagnia o negli stabilimenti di landwehr; e prima della chiusura del periodo d'istruzione in massima nessun soldat,) può essere adoperato al servizio di truppa o di st:,bilimento. Le istruzioni e corsi speciali sono così regolati. 1

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Per l'istruzione generale militare della truppa, la reclute sono riunite dal 6 ottobre fino alla fine di novembre presso ogni singolo battnglione, ed eventualmente presso la mezz.a brigata; dal 6 aprile al 1!:i giugno ha luogo la scuola di battaglione riunendo le reclute di una brigata o di un intero distretto. L'istruzione trova poi continuazione durante' il servizio nei quadri delle compagnie, negli stabilimenti e durante le esercit.azioui annuali. Per i sottufficiali dol 1° dicembre Goo al ,i- di aprile si fanno le scuole riunendoli alla sede d'ogni bauaglione, ocl eventualmente d'ogni mezza brigata, ultimate le quali i frequentanti prendono subito parte alla scuola di battnglionc del la tru ppa . • La scuola dei tam burini e dei trombettieri si fo rispettivamente d:il 1° febbraio e ,1° mnrzo fino al 15 giugno in ogni mezza brigata. L'istruzioue dei portaferiti si fa dal 1• dicernbre al 1° gennaio in ogni mezza brigata, l'istruzione clei zappatori ha luogo io ogni distretto di landwehr dal 15 aprile nl 15 giugno. Per l'istruzione dei sottuffìcioli contabili, dei gendarmi da campo e degli armaiuoli :esistono corsi speciali . In condizioni normali la tru ppa di lnudwehr non viene trattenuta sollo le armi più di 20 rncsi e mezzo, e questo obbligo del servizio per regola dura dal giorno della chiamatn (in massima il 6 ottobre dell'anno di arruolamento) fìno al 15 giugno del secondo anno susseguente. Del le tre classi d'età che in massima concorrono annualmente alla leva vengono poi generalmente d1inrnati a prestare tale servizio so lo uomini delle due classi più giovani; quelli rlella terza classe d'età, solo in vin eccezionale. Gli uomini di truppa arruolati direttamente nelln landwehr, ol tre alla prestazione del normale servizio attivo, sono obbligati, dur:rnte tutto il tempo in cui rimangono ascritti alla landwehr, ad intervenire a cinque esercitazioni ognuna della durota di 35 giorni; quelli invece trasferti dall'esercito comune nelln lnndwebr durante i due rinni in cui servono in questa sono obbligati ad intervenire ad una sola esercitazione pure della dura ta di 35 giorni. Per gli uomini arruolati direttamente nella landwehr la chiamat.1 a tali esercitazioni è regolata in modo che vi prendano parte ogni volta le tre classi più giovani , la o• e la 7•. Refotivamente alla chiamai.i degli ufficiali ed agl i altri stipendiati esistono speciali disposizioni. Le esenzioni da una esercitazione possono solo esser concesse alla condizione cli prendere parte a quella dell'nnno successiYo. Se in tale chiamata occorresse di for dei pass;1ggi di truppa da un battaglione nll'al!rQ, essi potranno solo aver luogo se i baw1glio11i risiedono


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nella stessa loca li1.à; negli altri casi, o.ve i movimenti importano una spesa, occorre l'approvazione del ministero della difesa. Per massima ogni anno durante le esercitazioni ·autunnali. e quando non siano ordina ti più grandi concentramenti di truppa, i ha1.w,lioni di ogni mezza brigata si riuniscono per 8 o 1O giorni alla sede del ~ornando dell.a mezza brigata. I necessari movimenti sono sét11pre eseguiti per via ordrnaria. !~a ~hiamat~ degli uomini dal congedo per l' istruzione, o per l'esercitaz1001 annuali, o per altri scopi di servizio, è falla. dai cornnndi delle mezze brigate a mezzo dell e autorità pol itiche, possibilmente almeno i seuimane pri.ma del giorno fissato per la presentazione, la .quale ha Juooo presso le sedi dei rispettivi battaglioni. ., I con~audanti di. batt,1glione controllano la chiamata degli nomini di truppa m base agli elenchi nominativi che ricevono dai comandi di mezza b1:igata ed. al. foglio di congedo dei richiamati stessi, restitliendo poscia gli elenchi ai comandi della mezza brigata . I congedi sì temporanei che defini tivi sono eseguiti con procedimento analogo dai comnndanti di battaglione in seguito ad ordine del comando della mezza brigata. I l libro mastro o dei rnoli della mezza brigata deve annualmente, all'epoca del congedo definiti vo della classe anziana , essere tosto messo al corrente in p~·evisione di una mobilitazione, avuto ri3uardo alle avvertenze seguenti: . Nella truppa destinata ai riparti da campo, oltre al prescritto effettivo dr guerra, deve essere com preso il ·I.O% in più tanto di soldati che di appuntati e cnporali. . Assegnata la truppa ai riparti da campagna si procede all'asse~uazione d1 q~ella per la compagnia. d_i complemento senza superare il p~·escritto ~~ett1vo norm~le . ~lt. uomm , che sopravvauzano servono per la costitu·zione delle· urntù I d1 rnerva; se queste non si formeranno , essi s~,.,ranno mcorporat, nel o compagnia di complemento. . _L'~ssegn_az!one degl! uomini è fa11.a annualmente in guisa che le classi pru _giovani siano ascritte alle compagnie eia campo, e le più Yecchie successivamente a.Ile .c~m~aguie di complemento ed alla truppa di riserva. Collo. stess~ ~rrnc1p10 ~1 assegnano gli uomini destinati a servizi speciali. . Gli. uomm1 uece5sa1:1 per la formazione dc!gli st,iti maggiori vengono r1part1t1 m base a specra li di~posizioni . Se nel libro dei ruoli di qua lche mezza briaata risultasse una dencienza d'uom ini, se ne dovrà tosto dar partecipazio~e al comando di distretto di l:ln_d~vehr, affi~chè possa provvedere pei necessari passaggi nella circoscr1z1one del distretto, previo consentimento del ministero della difesa . 1

!,

Il passaggio dal piede di pnce al piede di guerra avviene in base nlle istruzioni per la mobilitazione della landwehr ungherese. ~el luogo di guarnigione dei battaglioni distaccati rimane l'ufficiale di amministrazione con un corrispondente distaccamento d'uomini per am ministrare ed invigilare sulle provvigioni varie, sulle casertnfl, sulla presentazione degli nomini al bntt;iglione di comp lemento, ccc. Al bauaglione di complemento poi si costi tuisc,e una commissione di amministrazione ed una commissione di cassa per il servizio economico ed amministrativo della parte del111 mezza brigata rimasta indietro. Il ritorno dal piede di guerra a r1uello di pace si effettua mediante lo scioglimento delle varie unità, la ricostituzione dei qua<lri, l' invio in congedo degli nomini non più obbligati al servizio attivo ed il rilascio dei non mili tari impiega ti durante la cam pagna. Un certo numero d'uomini ri mane tuttavia sotto lo armi fino 11 che non siano esauriti totalment,e i lavori della demobilitazione. Questo numero e la maggior durata del servizio viene volta per volta determin;ito da S. M. per mezzo del ministro <lell/1 difesa d'accordo col ministro della guerra. l a vendita o gl i altri provvedi menti relativi al col locamento dei cava lli di truppa fuori servizio .vengono determinati dal ministero della difesa con speciali istruzioni .

Compagnie bosno- erzegoi:esi. - La nutizia precedentemente dnta che si trattnsse della costituzione di due nuo,•i battaglioni di truppa bosnoerzegovese non era totalmente esatta . Una determinazione sonana del 6 agosto ordina invece la forrn nzionc di altre ,\,. compagnie di fanteria bosnoerzegovese nell'en trante autunno. In base a tale sovrana determinazione, il Ministero dt:lla guerra ha ordinato che 3 Ila data del 1°ottobre presso ognuno dei 4- ba uaglioni di fan tcria venga costi tuita u11a uuova com pagnia che sarit denomiruita 5a, con un effettivo di pace corrispondente a quel lo delle altre com p11gnie già esistenti . In tal modo a poco a poco l'A ustria procede, in quelle provincie occupate, alla formazione del numero di unità sufficienti per incorporarvi poi annualmente tulio il contingl:lnte di leva. È noto che fì nora, per difetto di qundri, e più per rogioni poli tiche, solo non ptirte del contingente annuo veniva trattenuto sotto lé armi, lasciando il rimanente alle proprie case. Corso degli it/ficial·i siiperiori. -:-- Con :;uvrana determinazione del 12 agosto l'organizzazione del corso degli uflìciali superiori veunc riordinato su nuove basi . Contemporaneamen te venne soppresso il corso


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RIVISTA

s~eciale degli aspiranti ad ufficiale superiore d'artiglieria, e gli ufficiali d'. quest arma prendono parte al corso degli ufficiali superiori unitamente at loro collegh i del le armi di linea. Accenneremo qui appresso alle principali disposizioni del nuovo ordi namPnto. Al corso degli ulficiali superio·ri vengono riuniti i capi tan i anziani di fanteria, di cavalleria, dell'artiglieria da campagna e da fortezza, dei pionieri ~ 9el reggimento ferrovieri e telegrafisti (1) allo scopo di prepararli al disimpegno delle funz ioni del grado superiore a cui aspir1.100. Sono oggetto di tale preparazione: a,) la cognizione delle proprietà, del modo di combattere, e dell'etlìcacia delle tre arm i: il conseguimento d'un indirizzo ben foteso nella tattica applica tR, ed un'uniforme intrrpretazione delle prescrizioni tattiche per l'imperi ale o regio esercito; b) ottenere uniformità e la mRggiore possibile chiarezza nella com pilazione degli ordini o dei rapporti; e) l'armamento; efficacia del fucile e dei cannoni; coonizione delle disposizioni regolamen tari e delle istruzioni sul fucile e tiro; d) la prmica nel l'ordinare e nell'eseguire i lavori di fortifica;, ioui più in uso durante la guerra; e) la cognizione dei priucipii della strategia; f) il metodo d'istruzione per gli ufficiali. I capitani d'artiglieria tanto da cam pagna che da fortezza rice\•ono altresi un'istruzione tecnica dell'arma in un corso speciale. Il corso degli ufficiali superiori ha sede in Vienna e dipende direttamente dal Ministero comune de lla guerra . Il personale fisso per il corso in pllrola comprende: 1 maggiore generale comandante; 3 ufficiali superiori insegnan ti; 1 maggiore maestro d'equitazione; ,1 subalterno Gome aiutante; uflìciale contabile; ,1 sergente (o capora le) e 9 soldati come inservienti; 5 attendenti ; ·I furiere, un maniscalco, 4 sergenti (o caporali) e 13 palafrenieri, come personale addetto alla scuderia . · 1

sul

(t) Gli ufliciali inferiori del reggimen tò ferrovieri e telegrafisti, i qual.i provengono dall':1rm-1 ciel genio, ecl aspirano a rientrare in quest':1nna, invece de l corso degli uf!lcia!i superi ori devono frequentare il corso superiore per gli uffici:1li del genio.

ESTERA

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I cavalli permanentemente adoperati per il corso sono in numero di 12. Come aggregati figurano poi i capitani che frequentano il corso coi propri i attendenti e ca valli, nouchè un certo numero d'insegnanti esterni addetti ad altri istituti militari. Il comandante del corso è contemporaneamente ispettore delh1 scuola di tiro dell'esercito. Esso è nominato dall'imperatore, dretro proposta del Ministro della guerra; ed a lui spetta la direzione del corso, il diritto di punizione disciplinare su tutto il personale, nonchè ìl curare che un eguale criterio sia di guida per giudicare dei frequentanti il corso. La nomina degli ufficisli superiori insegnanti e facienti parte del personale fisso spetta pure all'imperalore dietro proposta del Ministro della guerra; per contro è nominato direttamente da quest'ultimo tutto l'alto personale insegnante. Il maestro d'equitazione è anche comandante del personale interno; ed è presidente della commis:.ione di amministrazione, cura la disciplina ·nell'interno del lo stabilimento, e ne risponde al generale comandante. L'aiutante disimpegna il servizio di amministrazione e di contabilità, ed è membro della commissione d'amministrazione. li numero dei capitani delle varie armi che può essere ammesso al corso viene annualmente determinato dal Ministero della guerra. Gli ammessi portano seco il rispettivo attendente. Per ogni tre cavalli poi degli ammessi viene destinato uu palafreniere. Questi palafrenieri sono comandati dai vari corpi in seguito ad ordine del Ministero e devono appartenere alla dasse più anziana. Ogni capitàno montato di fanteria, dei cacciatori, dei pionieri, e del regoimento ferrovieri e telegrafisti deve condurre seco il proprio cavallo; t, ai capitani d'artiglieria e di cavalleria è fatta facoltà di condurre 1· 1numero dei cavalli proprii corrispondenti alle razioni cui hanno diritto. In caso di bisogno ai capitani di cavalleria può anche essere concesso un cavallo del reggimento. Il corso d'insegnamento ha la durata di 7 mesi, comincia al 15 gennaio e fi nisce col '1'.2 agosto. Il corso speciale pei capitani d'artiglieria dura dal 15 ottobre al 5 gennaio. Al corso vengono solo ammessi quei capitani che in complesso siano ritenuti idonei all'avanzamento nella loro arma, cioè che: 1° abbiano la necessaria energia fisi ca ed intellettuale, e condizioni di salute tali da lasciar presumere ancora una lunga permanenza nel ser· vizio attivo, dopo aver superato il corso; 2.0 possegoano attitudine suOiciente, intelligenza pronta , solide qualità di caratter: , coltura generale corrispondente alla posizione cli ufficiale


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ESTEIIA

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lllVISTA

s~1perior6, e per le loro cognizioni scientifiche siano dichiarati meriteYoli d1 frequentare il corso; . 3° si:ino riconosciuti prnticamente idopei al comando dell'unità di grado superiore. Epperò la chia~a~a al ~rso degli ufficiali superiori sarà preceduta almeno. da due ann_• tl1 non 111terrouo servizio presso le truppe, a titolo di esp~r1mento pratico; e durante questo periodo di tempo si dovrà accertarsi no~ solo se il c:ipitano è idoneo al C')mando del l'unità corrispondebtc al proprio grado, mn ailresì di quella del grado superiore. Quei capitani che non aves~ero soddisfatto a questa condizione in tempo utile, non vengono ch1nmat1 al corso che più tardi, quando cioè abbiano ottemperato alla condizione stessa. · I capit11ni dei pionieri e quelli del re/\'000 imento ferrovieri e teleorafisti . ' p1.·ima d_e ll' amm1ss101~e al corso devono eseguire la ricognizioneO di un tratt? d1 terreno, ed m base ad un determ inato conceuo tattico, fa re uno studio sulle comunic.1zioni, lavori di difesa , distruzioni, ecc. . I ~e~ i vengono ~11 ti rispettivamente dai comandanti del reggimento ~1ornen e del reggimento ferrovieri e telegrafbti, i q1rnli appongono poi il loro parere sul modo col qu11le venne risolto, e lo uniscono come al legato alle proposte d'ammissione per essere trasmesse al Ministero per mezzo del corpo di st11to maggiore. . Nel_mes? di maggio d'ogni anno in base agl i specch i ca~atterbtici (Qnalifìc,at1on-h~ten) ed all'anzianiti1, il )linistero della guerra determina annualme~te ,_I _nume!·o dei capitani i quali devono frequentare il corso. I cap1tan1 1 quali , ·a senso delle disposizioni sn lJ'avanzamen to riuniscono le co_nd_izion! ~r poter ottenere a suo tempo l'nvanzamento a scelta, po.ssono dai n~pettlVI_ comandanti di corpo essere proposti per la chia- , mata al corso 1Unanz 1tempo, quando cioè essi raorriunll'ano per a·nzianit:1 00 0 ' la prima metà dei capitani della propria arma . . ~e P'.'o~ost~ d_a ~ompilars! secondo un determi nalo model lo devono pei cap'.tan'. cl aruglierrn pe'.·ven1re nl Ministero p'e r la fine di ngosto, e per i cap1tan1 delle altr~ arm,, per la fine di settembre. Nello stesso tempo devono pur~ essere rnoltrate le dichiarazioni scritte di coloro che rinunziano all'avanzamen to. La scelt11 dei freqnenta~ti_è fatta dal Ministero dietro l'esame delle proposte ~ delle note carattenst1che, documenti questi che vengono poi tr/1sme;_st al :oman_da~te clel. corso prima dell'entrata degli ammessi. .L 1struz1one s1 ellett1rn m bnse al relativo progrnmma, e prima del term1,ne del co.rso sc~ltls!ico, ~gn i a!lievo deve compitire un lavoro speciale, secondo le md1~az1on1 part1colan date dal Ministero. Il oiudizio finale deve es:jere cosi espresso : idoneo, o non icloneo. ~

·"

Il risu ltalo è fatto conoscere ni corpi cui appartengono gli ulficiali. Quei frequentanti i quali per malattia o volontnriamente abbandonano il corso, possono, in seguito a loro dom:rnda, essere chiamati uu'altrn volta, nel solo caso però che il comando tlel corso nppoggi la domanda. Il corso degli ufficiali superiori costituisce un corpo amministrntivo indipendente. Per l'esecuzione delle esercitazioni pratiche (escursioni) viene anmrnlmente assegnata dal Ministero una somma :, E così pure i fondi occorrenti per tutte le riltre spese sono assegnati dnl Ministero n misura del bisogno . Ogni frequentante riceve mensilmen te un soprassoldo di sci fiorini per provvista di libri e di oggetti di cancol lerin; Il programma d'insegnamento comprende: 1° conferenze oral i; 2° studio di campagne e di combattimenti; 3° temi di tattica applicatri al tavolo e sul terreno; 1. 0 ricognizioni e relazioni sulle medesime; o0 viaggio per studio di comb:ittim~nti sul terreno; 6° esercitazioni a cavallo; 7° comandare le e:;erci1..1zioni di fanteri:i, di cavalleria e di artiglierin; 8° assistere alle esercitnzioni tecniche delle truppe del genio, dei pionieri, e dei ferro vieri e telegrafisti; 9° esercitazion i di tiro dell'artiglieria e frequentnre la scuola di tiro dell'esercito (Bruck ad L.). 40° visita dei più importanti stabilimeni militari; 1'1° giuoco di guerra; 12° scuola d'equitazione pei capitani di fanteria e dell'artiglieria da fortezZtl. 1

Esercitazioni aut1mnat'i, e gr<ind·i manovre. - Le consuete esercitazioni autunnali ebbero luogo nella misura già accennata nella precedente relazione trimestrale. Solo le truppe dislocate lungo il litorale istri:mo e di Fiume, a cnusa delle condizioni sanitar ie, non vi presero parte. Per la ragione stessa anche pei battaglioni da costa di laodwehr N. 72 (Trieste), ~ . 73 (Pisino) e N. 7/J. (Gorizia) venne sospesa la chi:irnata alle esorcitazioni. Le grandi monovre, a cui assistettero l'imperntore e le rnppresentanze militari estere, si svolsero, come già fu annunziato, in Gallizia, tra il ts ed il 1,i. settembre. Vi presero parte il 4° e 1' 1,1° corpo d'armata, questo sotto gli ordini del F. Z. M. duca di Wurtemberg, quello sotto gli ordini del F. M. L. principe di Windisch-Gr:ietz. La composizione dei due corpi d'armntn,,cm la seguente: ' 1


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RIVI STA

I Corpo. ·1' divisione di cavalleria. - .~ reggimenti di c11valleria, tre su 6, ed uno su ,i, squadroni, ossia 22 squadroni; 2 battaglioni cacciatori; 2 batterie a cavallo; . ,12• divisione di fanteria. - 14 battaglioni, 2 squadroni e 3 batterie ; 24n divisione di fanteri a. - •I i battaglioni, 2 squadroni (ulnni di landwehr) e 3 batterie. Truppe suppletive. - 5 batterie di corpo d'armata, 1 compagnia del genio e t/2 compagnia pionieri con equipaggio da ponte,

XI Corpo. 2,a divisione cavalleria. - 5 reggimenti di cavalleria, tre su 6, e due su ,. squadroni, os~ia 26 squadroni; ·1 battaglione cacciatori ed 1 batta(Ylioue di fanteria; 2 batterie a cavall o. <> 11 • divisione di fanteria . - 13 bMtaglioni di fan teria, 2 squadroni e 3 batterie. 30' divisione di fanteria. - H battaglioni di fanteria, 2 squadroni e 3 batterie. 87' brigata di lanrlwehr con 6 battaglioni. Truppe suppletive. - 5 batterie di corpo d'armat.a, 1 compagnia del "enio e if2 compngnia pionieri con equipaggio da ponte. " In complesso quindi presero parte alle grandi manovre in Gallizia 65 battaglioni, 26 batterie e 56 squadroni . Alle grandi manovre dello scorso anno in Boemia avevano preso parte 68 ·battaglioni, 28 batterie e 24squadroni. L'imperatore dopo avere assistito alle manovre in Gallizia assistette pure dal ,t 7 al 21 settembre alle grandi manovre del 14-0 corpo d'armata nel Pustherthal, nelle quali i due partiti ernno rappresent1:1 ti rispettivamente dalla 8' e dalla 26' divisione di fanteria. L'8' divisione sotto gli ordini del F. M. L. von David si componeva di 3 brigate da montagna con ·I 9 battaglioni, 2 batterie da mo9tagna, 1 batteria lerrrrera da campagna, ½ batteria da campo a carreggiata ridotta, ·I squadr;~e di tiratori nazionali a cavallo, ed 1 riparto di pionieri.

ESTERA

La 26' divisione sotto gli ordini del maggior generale Rendei-Mazzetti, ,era fo rmatn da 2 brigate da moMagna con 8 battagl ioni, 2 batterie da montagna, 1 batteria leggera da campagna ed ·1 s11uadrone di tiratori nn• ziona li a cava llo. Diresse queste manovre il comandante del XIV corpo d'armata F. M. L. von Feuchert-Kauffman; quelle in Gallizia furouo dirette dall'ispettore generale dell'esercito, arciduca Alberto, Delle truppe di laodwehr, ollre all'87' brigata di fameria cd a 2 squadroni del reggimento ulani N. 3, che parteci parono alle manovre in Gallizia, ed n (~ battaglioni di tiratori nazioual i del Tirolo e 2 squadroni puro di tiratori naziona li a ca.vallo che presero parle alle manovre nel Pusterthal, concorsero pure 11lle eserrit.izioui dell'esercito permanen te :ilcuni battaglioni di laudwehr ungherose addeui al I V corpo d'arm11 1a (Budapest), e 5 batt<1glion i di la udwchr della circoscri zione di Vienna form ati su due reggimenti. Di questi uno fu assegnalo alln 2' divisione fanteria al campo di Rruk, e l'altro alla ,3• divisione di fa nteria durante le manovre da questa eseguite attorno a Linz . 'rntti gli altri riparti di Jandwehr esegui rono in massima esercitazioni di bntt.1gliooe o reggimeuto nelle rispettive sedi di formazione. ,Ultimati gli esercizi autunn:i li, si diede pri ncipio al congedamento della classe anziana, e si iniziarono i movimenti pei cambi di guarnigione preannunziati fin dalla scorsa primavera. 1

Istruzione speciale per gl·i 'uf'fìciaz.i del genio. - La strnordinaria importanza che ha assumo l'impiego del ferro nelln lortificazione, e l,1 conseguente necessità che ogni ufficiale del genio abbia conosceuza di tutto quanto si riferisce alle relative costruzioni, avevano già indotto fin da l corrente anno il Mi nist.cro della guerra ad apportare, in relazione al nuovo bisogno, le ne.cess:,rie 11ggiuntc nel programma d'insegnamento presso il corso superiore degli ufficiali del genio. Per procun,re ora ad alcuni ufficiali del genio il mezzo di acquistare speciali cogn izioni tecnologiche sulla metallurgia o su quelle parti della meccanica che con essa hanno attinenza, il ;\linistero della guerra ha tlivisato, in via d'esperimento, di inviare nel prossimo ottobre nn ufficiale distinto del genio .i frequen tare un corso <li meta llurgia presso lo stahi limenLo metallurgico di Leoben , Gli ufficiali inferiori del genio che hanno super:11.0 già il corso superiore dell'arma, potranno f:ir domanda per via ger:ud1ica di concorrere a detto corso speciale. :li -

ANNO XXXI, VOI,. IV.


RIVISTA

La questiooe dei fucili a ripetizione in Austria scm bra orma i l'isolta a favo re del ~1/innlicher (1). Secondo alcuni giornali, il Ministero della guerra nelle prossime sedute delle delegazioni chie-. <lerà le somme occorrenti per il nuovo armamento. Iu vista poi delle alluali condizioni poliliche dell'Europa, è presumibile che l'ammin istrniono della guerra esprima il desiderio di \'eder ncèorclntc Je somm e rich ieste entro un periodo di tempo il più breve possibile. , Si dille poi che già siano state intavolate dello trattative con una importante fabbrica detlo Stato per dar priocipio ad uua fabbri cazione su vasta scaln non appena le delegazioni abbia no approvato le prime somme. Secoudo la Vedette, il costo di fabbricazione dei fu cili M5nnlicher che servirono per le esperienze ascese a 4-G fiorini l' uno . P er una provvista in gr:mde, il costo d'ogni fucile scenderà a circa 35 fiorini. Per cui calcolando a 4,500,000 il numero di fucili occorrcnli , la sposa ascenderà a circa 52, 500, 000 fi orin i. Siccome inoltre />i tratta non già di una trasformazione del vecchio fucile, ma bensì d'un nuovo modello, così occorrnrà pure uua spesa non indill'erente per la provvistn delle munizioni. Lo stesso giornale la Vedette , nel suo numero 76 del 22 seuembre fa ceva uu parallelo fra il fncilc Miionlichcr ed nn altro fu cile a ripetizione presentato dal tenente di fanter ia Kruka che dal com itato incaricato delle e;;perienzc venne scartato. Secondo la Vedette il fu cile Kruka snrobhe sotto ogni rapporto preferibile al Miinnlicher. Per l'articolo in r1nestione J:\CI qua le si invitava l'amministrazioue della guerra a non precipitnre le sue risoluzioni intorno all'adozione del fucile a ripetizione, e si mimifestava il timore che altri avesse poi ad approfittare dell'invenzione Kruka migliore di quell u del Miinnlichcr, il giornale venne sequestrato

ESTERA

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htcili a ,·ipetfaione . -

St,·ade ordinarie. trnda V. Abbazia. - s. Lorenzen. - V. f:i1Jina lbungo. - I la vori per la sistemazione di questa strada non hanno

molto progredito, perchò quelli fotti nello scorso anno furono prossochè inticramente asportati dalle piene autunnali cd ora si attende es,;enzialmente al riauamento dei medesimi, specie nei tre tronchi: presso S. Leonard, tra S. Martin e Pi1Jco lcin, e verso S. Lorenzen. Si conferma poi che la detta strada è ovunque della larghezza di soli 3 metri. · (·I) Notizie p iù roconti r,,rollltcro supporre che non ~la ancora sL1~l,.t presa ;una de· terminazione <l ofl niLiva into rno al fllcile cla. ado ttarsi.

F R A NCIA

MADAGASCAR. -

.~.

LA BAJA DI DIEGO SUAREZ.

La baia di Diego-Suarez (Brùish-Sound degli l llglesi) testè acquistala dalla Francia coll'ultimo tratta to di pnce fi rma to colla regina del Ìlfadagasca r, è una delle più vaste rade di Lutto il mondo. Posta all'estremità del l\fadaga$cnr sulla costa N.-E. per ,12° circa di latitudine sud e l17° di longi tudine, assa è giudicata una delle più forti posizion i ma ritti me. La sua entrata aperta all'est e chiusa a collo di bottiglia fra i capi W. Henq r e Minè, si trova ripartita per mezzo dell'isola della Luna (Nossy-Volana) od isoln Clarence, in due passi di cui l'uno soltanto, quello del sud, pra· ticabilc per lena vi, misura eia mille a mille eduecento metri di larghezza. Entrando nella baia si vede n sinistra il porto di Boutres ed il luogo detto Orangea o villaggio detto degli Antalotches, notevole per la sua bella spinggia di sabbi a bianca e la sua vegetazione nbbondantc; esso è di certo uno dei iuogbi più piacevoli delln baia di Diego. Dominato a destra ed a sinistra eia nlture boscose d'una nltezza media di ottanta metri, la baia si allarga prngressivamcntc 'dalle due parti e dà origine a due baie secondarie abbastanza profonde, l'una al nord: baia (Lovo.ka- Varatra), l'altra al sud: bain dei francesi (Lovoka- Vaza) ; in fondo a questa si estende In valle di Détaisa coperta cli numerose risaie. Dal fon do della baia nell 'ovest si stacca una grande pen isola form ata da una parte larga che va a poco a poco restringendosi per riunirsi alla terra mediante un istmo assai streuo; è all'estremità di rruesta penisola che si trova il capo Diego che forma nella baia della Nièvrc una specie di piccolo porlO naturale, perfettamente ripara to e completamente nascosto per chiunque viene da ll'est. Un deposito di carbone è stato crento in questo punto; di qui a roco le vaste tettoie erette sulla spiaggia saranno terminate ed unite mediante una strada ferrata Decauville a dei ponti volanti che dnranno adi to alle grandi na vi. Dei magazzini, delle officine di riparazione, un piccolo arsenale in una parola deLhono esservi stabiliti, che assicuri il riapprovigion11rnento e il mantenimento dei nostri navigli nel mare delle Indie. Un embrione di città si eleva già sui fia u~hi ,


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pochi mesi fa deserti, del capo Diego; la guarnigione si compone di una compagnia di fanteria di marina, d'una compagnia di tiratori Sakalavi e d'una compagnia di disciplina. La penisola dd capo Diego diviJe il fondo della Laia in due baie secondarie assai vaste, e che esse pure si suddividono in baie d'una importanza minore. Queste souo, al nord, la baia delle Pietre Bianche (Lovoka u<Llo fotsy) di cui è una dipendenza la haia dell'isolotto clel Sepolcro (Nossy-loatra-fasana). Il capo delle P ietre Nere ( l'at01·mainty) la \lepara dalla baia del Tnono. Al sud la baia o porto della Nièvre che _non o in qualche modo che l'entrata di una nuova baia di grande estensioue, Cnl-de-sac Gallois e Welsh-Pool; il porto della Nièvre è separato dalla bai·a dei Frnncesi da un piccolo promontorio, sulla sommità del quale si trova il villaggio d'Antsiraua. Così è per sommi ca pi descri tta colle sue frastagliature capricciose, le sne baie profonde ed i suoi capi che s'avanzano da tutte le parti, q11esta rada immensa di Diego-Suarez. Sul suo contorno nella maggior parte dei punti, le rive sono a sc·arpa e dominate da coste argillose o calcari alle éiua li seguono grandi nltipi'àni dai fianchi guerniti di fitti boschi, dalla superficie coperta da ricche pasture. Nel fondo del porto della Nièvre, nell'ovest, ai piedi stessi dei monti d'Ambre che formano il piano posteriore tli questo panorama grandioso, si stende il piano d'Anamakiana in cui scorre la riviera dei .Mackes. Orlata da una larga striscia di manglii, bassa e paludosa in p,trecchi punti, ma pure assai fertile, essa era abitata, prima del principio delle'ostilità, da degli Hovas e degli Antankares che si davano alla coltura del riso. Questo piano, la va lle di Béta'isa ed il fono.o della piccola baia degli Amici (porto della Nièvre) costituiscono ~ress'a poco'le sole terre basse del nostro possesso; dappertutto altrove il suolo si inna lza all'improvviso o con delle pendenze più o meno rapide, ad l'lu'altetza che varia dai quindici agli òtu,nta metri, il che è un'eccelMb_te con;dizioue d·al punto di vista della s'alubrità. Alcunì corsi d'acqua si gettano nella baia di Diego; quasi tutti sem pii ci ruscelli senza importanza; dt\e di questi però meritano di essere ricordati in causa del loro volume più considerevol'e; essi sono nell'ovest la riYiera dei 'Makes e nel 5ud'-ovest quèlla dei Cai:maui che si gettano entrambe nel fondo del porto della Nièvre. Io ho parlato più sopra dello stabilimento marittimo che si fonda attctaln1ente al tapo Diego; in faccia lii porto aell'n Nièvre, sulla sommit'à del promon'totio che sèpara questo porto da ll a bala detta dei 'Francesi, si innalza il villaggio d'Antsirana (villaggio della Punta) a f6rto chiamato s'nlle carte Automboka (regione del piede, dell'estremità) èhe è il nome

329 dato dagli Hovas al la parte estrema nord del Madagascar. Gli Hovas avevano prima della guerra, ad Antsirana, un posto di dogana; al principio delle ostil ità _essi si s.ono ritirati a veuticinque chi lometri indietro, nel loro fo rte d'Arnbohimarina. Situato su. una spiaggia bassa e di mediocre estensione, ai piedi d'un· al, tipjauo dai fianchi dirupati, d'un'altezza di circa venticinque o trenta metri, il villaggio, i;he si avvia a diventare una piccola ,:;ittà, comprende oggi, oltre le caserme delle trnppe, una riunione di case ammassate sulla destra della spiaggia, e che si estendono su una lunghezza da tre a qu;t.t· trocento metri, in una specie di circo, vera incavatura dell'altipiano, di cui gli orli lo dominano nei t.re quarti della sua circonferenza . Due fortini coronano la cresta del l'altipiano, e ne assiwrano la difesa a destra ed a sinistra. La popolazione si compone attualmente di un centinaio di bianchi e di mulatti (Europei o creoli della Réunion e di Maurice), commerciauti ed operai, e di circa cinquecento tra An lankaras, .Betsimisarakas, An talotras, l\faioas, Indiani e Commoriani. Il quartiere malgascio è nettamente separato dal quartiere abitato dai bianchi. Ber il momento le fogl ie di rafia e le stoppie fanno presso a poco tutte le spese delle diverse costruzioni ; alcune case in legno dal tetto formato di foglie di latta scanala la s'elevano tuttavia a poco a poco. Lo stabilimento militnre è posto a sinistra ove il suolo è un po' più elevato e sovrattutto più declive. Delle belle caserme in ferro ed i!l mattoni costrutte abbastanza in alto .su dei pilastri in pietra, offrono alle truppe un alloggio assai comodo. Una sorgente d'acqua eccellente sgorga in questo punto dai fian chi dell'altipiano, attraversa, per un lungo canale di legno, gli accantonamenti, e viene a versar:;i in un bacino murato in cui possono bagnarsi gli uomini. La baia di DiHgo-Sunrez è sempre passata per uno dei punti più salubri della costa del Madagascar; quest'opinione è fondata quando n,,n si inten,da che di una salubrità relativa. Inoltre è per me fuori di dubbio che la salubrità dei differenti punti di questa grande baia, come quella dei div_ersi punti della costa, varia in più ed in meno, secondo una quantità di circostanze, e specialmente, secondo la costituzione del suolo e la sua altezza. La febbre palustre, questo nemico dell'europeo al Ma<dagascar, vi è certo meno a temere che nella maggior parte degli altri luoghi della costa; la dissenteria vi è rara, ed in tutti i casi non vi riveste che una forma poco . da temer;;i; di più, il che è molto, la stagione secca vi è eccellente, e permette all'individuo, stanco dell'inverno, di rist,ahilirsi in un modo sufficientissimo. La temperatura durante l'inverno non vi ha mai oltrepassato i 3~0 il giorno, e dall'ombra la notte si è mantenuta fra il 29° ed il 30°_ ESTERA


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R l\"I STA

Nel la stagione asciutta il calore è in media di 25°, ma sempre tem perato dalle forti brezze di sud-est che soffiano in questi paraggi dal maggio al novembre in un modo quasi continuo. Le pioggie sono in quesla stagione rarissime, e J'almosfera gode di un'nsciuttezza notevole'; il clima vi è eccellen te e l'europeo può senza pericolo attendere durante il giorno alle sue occupazioni, godendo la nolte, senza alcun disturbo, d'un sonno ri paratore. Deve notarsi la varieta dei prodotti di quesla regione. Consideralo da~ punto di vista geo logico, il suolo appartiene allo strato superiore ckl , terreno secondario (terreno cretaceo composlo di ·s1ra1i di crc1a grigi3, di creta marnosa mescolat:i ad argi lla) cd allo strato inferiore del terreno terziario ( sabbie, argil le plastiche, orn grigie, ora colorate in rosso) . Dei· blocchi di roccie basaltiche sono seminate in nbbo11danza qua e là nel suolo ed al la sua superfkie, sommini strando una pietra eccellente per le costruzioni rese facili dalla presenza, sui luoghi ste~si, del calcare che dà un'eccel len te calce, e dell'argilla che serve all a costrnzione delle tegole. I Malgasci della baia di Diego si dànno alla fabbrica delle terraglie di una buona qualità, che essi invcrniciano all'esterno medi3 nte piombaggine. La confìgurazione del pneso lo dnstina all'allevamento in grande del bestiame. Immensi altipiani coperti durante l'inverno d'un 'crba fitla e rnr· deggiantn forniscono allo mandre di buoi abbondanti pasture. Sin dal priocipio della stagione asciuua, gli abitnnti del paese dànno fuoco alle erbe secche e diven ute improprie alla nutrizione del bestian10; è così che in quesl'epo<:<'I si vedono quegli incendii che aLLracci3no grande estensione di terreno e che consumano n1pidamente le alte ;erbe inutili e che imbrogliano; ben poco dopo a pparc alla superficie del suolo una nuova erba verde e tenera che le m:indre divorano con avidità. I buoi del l\Jada~ gascar appartengono alla specie dei borases o buoi a gobba dorsale, di indole M,sai dolce, per la mnggior parte d'alta taglia; il loro alle\'amento ben regolnto sarebbe una sorgeme di prosperità per ques1n conlrada. Il bue seh·aggio esisle nei boschi e nei luoghi deserti (aomby 1na.hei·y, anala), più terribile, sembra, del cinghiale (/ambo anala, ko· mongot·y); esso sarebbe; a.dire degli indigen i, d'una specie differen te. Nei boschi si trovano diverse specie di makis o lemuriaui (ankomba), un piccolo carnivoro dal pelo fulvo (vont'sira), specie di icneumone che somiglia al gatto, la talpa (fanihy), di cui certe specie si mangiano, il riccio (sora,), il camaleonte (tm·ondo), terrore dello dunne malgasce. Le specie alate sono meglio rappresentate. Vi si lrovano: il merlo (sikorova), la vedova (drongci), il pappagallo verde (~·arokp), il papragallo nero (boe:.abe), il piccione verde (fìnango maitso), la quaglia (kibo), la gallina faraona ( tom.1'ndri ,akanga), la gallina sultana (ta!eta), l'ibis ( ako-

331 ltovohitza), l'an itra selvaggia (1;i1Jy), l'oca selvaggia (gissy), la querquett.ila, l;i g:i llina da acqua, la tortorella (donwby), il colibrì (sohy), il cardinale (fody) , terribile per le risaie, una specie di allodola ('Voronbuto), gli uccclli ·da preda, il gufo (vorondo lo). il fa lcone (anlcany), il piccolo nvoltoio (vorombe), lo sparvi&ro (hetsfkitsiky), l'aquila pescatrice ed il pa pougo (popongo). Un baco da seta d'una spc<;ie particolare sospende i suoi bozzoli giganteschi ai rami degli alberi; questi bozzoli riuniti in gruppi di una trentina almeno, e rivestiti d'un invoglio comune, presentan le forme di un sacco o d'un cornetto nppiattito; essi forniscono una seta che non si dipana, ma si fil a, pnre, come il cotone; è con questa setn, si dice, clu~ si fa nno i bei lambas del l\Jadagascar. Gli anima li nocivi mancano quasi :dfotto; i serpenti, del genere colubro, sono inoffensivi, e toltone il cnimano (-voai), io non vedo da temersi alLro che la scolo pendra o cen to-piedi e lo scorpione di cui la puntura, in alcuni casi che mi è slato dato osservare, è sempre statn :1bbas1anza benigna . Infine le acque della baia rigurgi tano di pesci, vi si pesca la testuggine franca, di cui gli Antakari si mostrallo assai f.rhiotti , e la testuggine caret che fornisce i gusci di 1m·t.1rugn; le ostriche cli roccia sono abbondanti. La florn è notevole per l'ab bondanza delle sue specie utili : la fam iglia delle leguminose vi è degnamente rappre$en1ata dall'indigo (ingitt-y), dal tamarindi (hazo madfro), dall'himenoe:.i courbaril, che fornisce il copale tenero, detto copa le del Brasi le (mandrorofo); e dnl pal issandro (nia,naryl, cli cui le due principali specie, il manary vato cd il manary bo1·aka), crescono un po' su tuui i punti dei dintorni della baia. La più bella specie cl'ehaoo (rn-.pingo), il diospirns ebenaster, od ebano di Mauricc, esiste un po' dovuoque e sovrattntto sui fian chi dei monti d'Amhre che sono ricoperti da fiue foreste. Una liana della fami«lia delle o euforbiacee ('vahea gwmm1fe1·a) cresce iu abbondanza nei boschi e fornisce il ca1,tsciù del M::idagasca r (lity). Il cotone è pro~louo dalle due specie gossy piwm arho,temn e gossy ei·bacei,m (landehazobe e Landetazo kely): quest'ultimo abbonda nel piano d'A nnmaki:ina, in cui si trova pure il Sim:ireub:i (belahy), il curcuma o zafferano delle Indie .(tamot,mo), il ricino, il pignolo d'India, il limone ed il limettie1· o Ji. ~one dolce, il banano, la mangifera cd il baclam·ier. II cocco poco sparso viene tuttavia assil i bene ('van'i,ho); il filao corona le colline; la palma rafia, tanto ntile ai Malgasci per la Cùstruzione delle loro caso e per la fabbri ca delle stoffe dette rabanes, cresce in diversi punti come un'altra palma, il satra, i di cui fruui si mangiano e di cui le foglie servono a fa.re delle stuoie. Nei boschi, sovrattutto in quell i che coprono i monti ESTEllA


Hl\'lSTA

d'Ambre, esistono una quantità d'alberi d'essenza preziosa e d'una qualità eccellente per servire alle costruzioni. Infine non bisogna omettere di citare il tanghinia veneniffaia di cui il frutto produce il famoso veleno di prova, il tanghin del Madagascar. Come cu ltura bisogna ricord:ire quella del riso, della canna di zucchero (fary), della patata, dell'igname {ovy) , del manioco (mehogo) e dell'arrow-root (cabija). Termino parlando d'un soggetto importante, capitale anche, in q1\este contrade più. o meno occupate dalla ma laria: dello stabilimento d'un sanitarium a Diego-Suarez. La presenza sulle coste del Madagascar, in gel!erale malsane, di un punto che gode d'una salubrità più grande, e d'altronde ben situato per tutti i rispetti, invita a crearvi, se esso riunisce le condizioni richieste, un sanitarium, od almeno un vasto ospedale in cui possano essere curati. e possa1lo ristabilirsi il più presto possibile i malati dr.i d.iversi punti della costa ed anche quelli del nostro stabilimento di Diego-Suarez. Un sari:itarium eccellente esiste già, è vero, alla Riunione, ma quale vantaggio immenso nel poterne creare uno nuovo in prossimità pure dei nostri stabilimenti delle due coste del Madagascar, in un punto ove noi abbiamo una guarnigione importante, e dove fra poco si eleverà uno stabilimento marittimo e forse commerciale! In tutte le colonie si sono giustarneute preocc:npnti della creazione dei sanitari, m:i tutti non sono stati egualmente ben divisi. Solo I.a Riiunione, la Martinique e la Guada lupà hanno il loro sanitario. Una delle condizioni essenziali del sanitario è l'altezza, e tutti i luoghi non la posseggono. È una grande,fortuna cruando il caso ba posto delle montagne in vicinanza delle contrade malsane. « Le montagne, dice E. Reclns, sono inratti degli individui geografici elle modiHcano in mille modi i clima e tutti i fenomeni vitali delle regioni che li circondano col solo fatto della lòro presenza in mezzo ai piani >> . Quasi tutte le malattie con tratte uei climi torridi guariscono a mera viglia col soggiorno nelle alture. « Le febbri cron iche, ribelli ed inveterate, di cui gl i accessi sfidano O)c?;ni medicina e conducono alla cachessia, vi sono modificate assai vantaggiosa mente» (Dottor Jousset). Il caso ha meravigliosamente senito Diego.Suarez, ponendovi vic:ini i monti d'Ambre, al ti da millecinquecento a milleottocento mer.i. Un'esplorazione cosciemiosa può sola determinare evidentemente le condizion i fisiche ed igieniche di queste altezze. Da alcune informazioni raccolte dagli abitanti del paese, la via che vi conduce sarebbe facile e vi si godrebbe d'una temperatura abbastauza bassa .

333 È forsequello il sito del sanitario futuro nel nord del Madagascar: vi sarà sempre su puuti situati più. all'inter.no dell'isola il yantaggio del l'atmosfera marina e della vicinania d'uno stabilimento irnportaute. Che sarà infine pei coloni della costa N.~O, di Mayotte e di No,sy-Bé, il viaggio al sauitario di Diego-Snarez, allorchè una strada forrata avrà unito, come io credo deciso, questa. baia al canale dr Mozambico? Senza andare at monti d'Ambre, ove lo stabilimento d'un sanitario può $Ollevare del le obbiezioni , si può, credo, trovare ancor più. vicino alle nostre truppe un luogo conve11ie11te almeno per lo stabilimento in buone condizioni, d'un ospedale. Io, per me, opinerei che si prendessero, a questo scopo, del!e nlture medie di 80 o 100 metri, poste sulla destra all'entrata della baia . In questi luoghi la costa è assolutamente dirup;1t11 , formatà di scogliere calcDree da ·1Oa 15 metri d'altezza, ed a stento vi si trovano due o tre luoghi da sbarcare comodamente. Il terreno di queste sc9gliere sale progressivamente, coperto di boschi fitti verso piccole colline coronate di filaos ed elevate di circ:a ,f 00 metri su I livello del mare; là, nessuna traccia di paludi, impossibi li dd resto a eausa del declivio, perfetto dovunque, del suolo di natura calcare o leggermente sabbioso . L'accesso a queste colline è facile sbarcando a due o tre chilometri al nord, all'entrata dell;1 baia del Tuono. Questa parte della baia, ampiamente battuta dai venti del largo, è raramente visitata dalle pioggie, ed il cielo vi è quasi sempre d'una grande purezza; queste sono eccellenti condizioni di salubrità . Infine, il che non è da sdegnarsi, dall'alto delle colline il colpo d'occhio è realmente notevole: al nord si vede il capo d'Ambre; nell'ovest, da lontano, il canale di Mozambico; al l'est le isole Diego e l'alto mare, al sud infine, l'entrata della· baia di Diego ed anche la bella rada , colle sue sinuosità piuoresche. E quel lo, mi pare, un luogo de:;ignato per mettervi uno stabilimento sanitario. (Dalla Revue Ma1·itime et coloniale, Paris, Novembre, ,J 886). ESTEUA

.t.


334-

RIVlSTA

GRAN BRETTAGNA

Eser<Jitazioni della milizia. - Secondo le informazioni dei gior1f1:1li militari inglesi fu dato in quest'anno un considerevole svi luppo alle esercitazioni della milizia - Su 122 reggimenti di milizia presero parte alle esercitazioni ,J·I!~ reggimenti; sopra 35 brigate d'artiglieria 30; delle truppe tecniche vennero esercit11ti tutti e tre i ba ttaglioni . A.mnento dell'esercito indiano . - Nei giornali inglesi trovansi aicune notizie riguardanti l'aumen to dato dal Ministero della guerra alla forza dell'esercito anglo-indiano. Secondo i giornali, durante lo scorso anno l'esercito dell'India venne gradatamente aumentato .di 6,500 uomini dei quali 5,400 di fanteria , 650 di artiglieria e ,HiO di cavalleria. Inoltre prima dell'autunno di quest'anno devono essere stati inviati in India altri 3.,300 uomini di truppa europea, cosicchè la cifra totale dell'esercito inglese in India è di 70,000 uomini. Fra le truppe destinate ad essere inviate in India trovnnsi 6 batterie di artiglieria da' fortezza le quali saranno stanziate nelle fortificazioni nuovamente erette sulla frontiera nord-occidentale. L'effetti vo delle forze indigene venne del pari realmente nnmentato; nell'armata del Bengala sono già formati tre nuovi reggimenti di Gurcasi, con una forza totale di 2,700 uomini , e cpwnto prima devono essere ancora formati due reggimenti c0n un effetti vo di 4,800 uomini. Alla fine dell'anno In fanteria indigena deve essere aumentata di ,1,2000 uomini. La cavalleria indigena si accrebbe di 4,600 nomini ed attualmente si contano in essa 22.,000 combattenti. Formazione di riparf!i pel servi.zio delle torpedùii. - li Ministero ingle~e della guerra diede le disposizioni per la fo rmazione di '10 sezioni di volontari tlestinati alla difesa dei porti inglesi io unione colle trnppe del genio dell'esercito permanente. Ogni sezione '<leve constare cli 3 uf!lcìali e 60 nomini di truppa . Corpo di occupazione d'Eg'ilto. - Attual mente il corpo d'occupazione d'Egi tto è cos.ì composto: nove battaglioni dì fan teria, u1~ reggimento di

J;S1'ERA

33.5

cavalleria, sei batterie e due compagnie ciel genio. Questi riparti sono così di$locati: in Alessandrin trovansi due battaglion i e mezzo ed una batteria; nèl Cairo quattro bauaglioni e mezzo, tre batterie ed una compagnia del genio; il rimanente, cioè due battaglioni, il reggimento di cavalleria, due· batterie ed una compagnia ciel gen iò trovansi :id A.ssua1~.

Forze 'inglesi nella Birmania. - Attuai mente nella Birmania su pe-. riore trova usi concentrati 17,2.84 uomini cli tutte le arm i, dei qunli 15,575, di fonteria. 739 di artigl ieria, 754 del genio e 2.96 di cavalleria. Nella hassa Birman ia trovansi 4,'176 uom ini; ma al cessare dei calori estivi si aveva intenzione, a quanto diceva In stampa militare inglese, di inviare dall'Inghilterra in rinforzo al corpo di spedizione altri ,t 0,2.37 uom ini cioè: 7,317 di fan teria, 2,500 di cavalleria, :HO di artiglieria e circa 200 del genio. Coll'effettivo attuale il corpo di spedizione ha 3,.i,37 uomini di· truppe europee dei quali 3,000 di fonteria e 4:37 di ar tiglieria; tutte le altre truppe sono indiane. Completamento dei cavalli. - Negli ul timi tempi la stampa mi litare inglese si occupò caldamente della questione della ricerca dei mezzi per assicurare all'esercito il rifornimento dei caval li. I giornali mil itari di· nuovo constatarono il fatto che i mezzì equini della Grande Brettugna sono insufficienti per provvedere all'esercito i cavall i necessari pel tempò dr guerra; e mostrarono quan to le pro vviste fa tte al corpo di spedizione cl' Egitto abbiano disorganizzato i reggimenti di cavalleria rimasti io Inghilterra. Secondo le informazioni della stampa il Ministero 4el la guerra prese delle misure percltè le colonie contribuiscano al rifornimento dei cavalli per l'esercito; e fa ora grandi acquisti di cavnl li in Persia inviandoli al l'esercito delle Indie. Campo d'i, Aldershot. - Nella metà di agosto nel cnm po di Aldcrshot fu formato nn specin le distaccamento di truppe di tutte le armi per eseguire una marcia nelle condizioni dei tempo di guerra . L'esercitazione durò, cinque giorni. Il distaccamento aveva il seguente effettivo: due compagnie di fanteria, uuo squndrone, duepezzi (di nuovo modello da ,12 Jibbre), un plotone del gen io, truppe del treno, di sanità e gendarmi. I l distaccamento ricevette l'equipaggiamento di guerra; il suo carreggio consisteva'. in 35 carri; la forza era di 36 ufficia li e 532 individui di truppa. Scopo, dell'esercitazione era l'esperimento pratico dei nuovi oggetti di corredo. adottati per le I.ruppe destinate ad opera re su teatri di guerrn europei.


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RIV I STA

BELGIO

LO STATO LIBERO DEL CONGO.

l i secolo vente:;imo, quando venà sulla linea, sarà testimonio del compimento de.I più grande dei fatti che fin ora possa ral'COntarelastori;i dell'umanità ossia della dilTusione e della dominazione della razw àrica su tutla quanta la terra. E sarà davvero uno spettacolo meraviglioso! Sono circa cinque mila anni che questa razrn, alla quale la provvidenza assegnò la missione di dominare e incivilire il mondo colla spada, colla libertà e colla scienza si è partita dalle sorgenti cieli' Amu- Daria e dal Sir-Daria , e dopo aver souomesso l'Europa e l'America, ora si contrasta da sud, da nord e da est la dom inazione dell'Asia, i cui imperi più -antichi e più refrattari alla civiltà ora hanno dovuto aprirle le porte. La resistenza più accanita alla civiltà la fece l'Africa, sostenuta dalla configurazione del paese e dal clima . Nessun mare mediterraneo, nessun golfo profondo, e pochis:;ime rade e baje fra stagliano le coste di questo continente, il quale pen:iò si trovò doppiumente chiuso ai benefici della civiltà, sia. perchè ha pochissime strade naturali che conducano all'interno del paese; sia ,perchè nessuna benefica inllnenza marina vienea mitigare l'arsura dei tre desertiche occupauo la parte centrale e settentrionale di esso; e dove nopera deserto, l'eccesso del calorecom binato coll'ac('esso dell'umidità dà un !aie spaventevole sviluppo alla vita vegetale ed animale che pur troppo le forze dell'uomo e della civiltà non si trovarono da tanto da vincerle. Saranno vinte in avvenire? Davanti alle meraviglie della scienza moderna, e colle legittime induzioni di ciò che esso può dare in avvenire, sarebbe arroganza il dire di no: ma chi oserebbe anche affermarlo? Ma intanto bisogna pur riconoscere che l'Africa è stata domata dalla energia e dalla intelligenza delle genti àriche che ormai la penetrarono da ogni parte: sicchè la sfi nge Africana non ha, o certamente tra non molto non avrà più secreti . E sarà la gloria del secolo decimonono di nver espugnata ,questa cittadella finora inaccessibile delle barbarie; e i nonti di Barth, di Voge! , di Abbadie, di Baker, di Schweinfurt, di Speke, di ' Livingstone, ,di Cameron, di Stanley, e di Brazzà, saranno scritti nel li~ro d'oro del-

ES'rEDA

337·

l'umanità a paro dei più gloriosi trionfatori , e fors'anche al di sopra. Certo di nessun di questi nessun poeta si domanderà se fu vera gloria. Chiunque dia una occhiata alla carta del co1itinente africano scor<>e a prima vista che il cuore, la chiave strategica, per dir così di ess0, st~ in· quel vasto altipiano oc:cupato dai laghi Ukereve o Vittoria, ilfwutam o Alberto, Tanganika, e Bangkeolo, separati tra loro da gruppi montuosi: altipinno che costituisce un vastissimo nodo oro- idro<>rafico da cu i si dee ' volvono al Mediterraneo il Nilo, all'Oceano Iudiano lo Zambese, all'Atlantico il Congo, tre dei più grandi fium i del mondo. Dopo ciò s'affaccia immediatamente alla mente un altro pensiero, !'immensilà cioè delle conseguenze una più grandiosa dell'altra, che ne verrebbero se le testate di queste valli fossero messe in communicazione tra loro per mezzo di quei grandi laghi, cosicchè per queste tre grandi arterie ven issero a colle·· garsi per mezzo di communicazioni Jluviali l'Oceano Atlantico, l'Oceano Indiano~ il :Mediterraneo. La grandiosità di queste conseguenze è tale che ben meriterebbe che intere generazioni vi spendessero tesori di dan:iro, d'ingegno e di viìe per effettuarl e. Del Nilo la communicazione col nodo, idrografico centrate è accertata: nou rimane che ad assicurarne la navigazione. Presentemente la gran lotta della civiltà contro la barbarie si combatte nel bacino del Congo, dopo il Rio delle Amazzoni, il più gran fiume del mondo. La gloria di aver iniziata questa impresa spetta a Leopoldo II re del: Belgio. A lui si deve se nel ·t 876 si costi tuì so tto la sua presidenza una, potente societt ramificata iu tutti gli Stati, che si prefisse per scopo l'esplorazione dcli' Africa Centrale, col doppio scopo di far progredire le scienz_e geografiche , e di portare la civiltà tra le popolazioni negre. A lui e a questa società si deve, se nel ,1879 fu scelto Stan ley a proseguire le sue meravigliose esplorazioni nell'alto Kongo: e fu mercè la munificenza princi pesca ,con cui furono somministrati a Stanlev tutti i mezzi occorrenti ohe esso potè in sei anni ('1879-8,\.) portare a compimento la sua grandiosa spedizione, rimontando il Kongo per una lunghezza di 500 leghe da B0rna alle Cascate di Stanley (Stanley-Falls) , seminando le rive di sta2iioni commerciali e scientifiche, conquist,rndo all'associazione internazionale africana una su perficie di paese di più di 2,000,000 di chilom. q't1adr. con 27,000,000 di abitanti; paese, che, per Atto generale della c~nferenza di Berlino del 26 febbraio ·t 885, 11cquistò una esistenza polit1~a sotto il titolo di Stato Libero del lCongo, posto solto la sovranità di Leopoldo II re del Belgio, su Ila base dell'unione personale. Per tal morlo e guarentita piena libertà di commercio di navigazione di transito a tutti i viaggia tori e commercianti appartenenti alle potenze che•


ntV!STA .338 hanno firmato la conferenza di Berli no : l'alta pol izia sn questi paesi vi ,e esercitata dal!' Associazione internazionale medesima: e a tulle le tribù negre autonome che sono sparpagliate su questo immenso territorio ven-0ono concesse ed assicurate le stesse libertà die agli europei. :,, Contemporaneamente a Stanley un giovane italiano, Savorgnano di Brazzà, naturalizzato fran cesi:', compiva una opera in istretta connessione con quella di Stanley, e mernvigliosa al pari di essa e forse più, se si considera che in gran parte la eseguì con le sole sue forze personali, e- la ,portò a termine quasi unicamente a forza di energia e di perseveranza indomabile. Brazzà diresse le sue esplorazioni nei bacini dèi fiumi che si versano nell'Atlantico tra la foce del Congo e il Capo Lopez, e specialmente nel bacinodell'Ogoouè, vastissimo:ma la cui principale importanza, come indovinò e dimostrò Brazzà, sta in questo, che per la sua direzione verso ,Oriente, e per la sua vicinanza e faci lità di comunicazione con l'Alima, uno dei grandi aflluenti del Congo , può stabilire !lll:l più diretta comuni.zione fluviale tra I' Atlanticd e l'allo Congo. La memoria che qui sotto riportiamo del colonnello inglese Sir Fr11ncis <le Winton ('I) puo dare una idea dei vantaggi che possono risultare alla civiltà da queste conquiste.

« Le recenti esplorazioni del!' AIlo Congo $0110 talmente importanti che ,egre11iarnente si prest:ino a formare un esordio di qualsiasì scritto che. tenda a descrivere quel la regione o cerchi dar conto del progresso che :,t manifesta nello sviluppo del paese. Molte di queste esplorazioni ebbero luogo durante il periodo in cm 1~ ,ebbi l'onore di amministrare gli affari di questo Stato, ed io mancherei al mio dovere a quel rispetto che noi tut.ti sentiam(, per quelli ch_e arrischiano la loro vita alla ricerca dell'ignoto per accrescere le nostre nozioni geografiche, per quelli che colla loro intrepidezza e perseveranza :guidarono queste esplorazioni portandole ad un fel ice successo, se io non dessi loro il primo posto. La pit't importante di queste esplorazioni - mi servo della parola im·portante in ragione delle difficoltà incontrate per iniziarle e condurle a compimento - è quella del luogotenente Wissmann e dei suoi com1)agni dottor Wolff,· luogotenenti Moeller e François, e signori Schne!der ,e Buchner. Questi cinque tedeschi lasciarono la costa circa tre :inni or sono, e marciando verso oriente in due colonuè attraverso difficilissime regioni per circa 800 miglia, si ricongiunsero a circa 22° cJi longitudine E. ~

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(·l) Proceedi.ngs of the RoyaJ Geoataphical Society. London, Octqber, IS86.

ESTERA

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e 6° gradi di foti tu dine sud in un punto ccl nome di Terra della tribù di Baluba. Questn tribù era già stata in altra occasione visitata dal l.uogotenente Wissmann in compagnia del compianto ed intraprendente viaggiatore dottor Pogge, e questi avevano stabilito amichevoli relazioni tra loro. I viaggiatori vi ebbero festose accoglienze. Poco dopo il loro arrivo fu scelto un sito, e si diè principio al le costruzioni. li re, o capo supremo dei Baluba, condusse la sua gente io quei dintorni, si fece acquisto ùi bestiame, si addivenne alle sèmine, e dopo sei mesi la stazione :;i trovò in condizioni prospere e fiorenti. Ma ciò non er:i se non il principio del vero lavoro di questa sped:zione. Essa era stata organizzata ed equipaggiata dal re dei Belgi, ed il suo vero flue era l'esp lorazione del fiume Kasai, i cui molti tributari di tratto in tratto erano stati attravet'sati da esploratori e viaggiatori, di cui il dottor Livingstone fu il pioniere, nei loro vi:lggi attraverso il continente dal bacino dello Zarnbese sulla costa orientale ai possedimenti portoghesi sulla occidentale. Dal numero e proporzioni di questi tributari si congetturò naturnlmente che essi dovevano essere i principali affiuenti di una grande arteria; ma la vera direzione del suo corso, la natura del suo alveo, la sua navigabilità, ia disposizioµe dei suoi abitanti, il punto delia sua confluenza col Congo, ecc. erano cose del tutto ignote, e furono questi i problemi che il luogotenente Wissmaun ed i suoi compagni si proposero di risolvere. Seguiamo per un poco il loro avventuroso cammino . Completata la stazione, uno di loro, M. Buchner, ne rimase a.capo. Fu scelta una località sulle sponde del Lulua, uno dei tributari del Kasai, si tagliarono alberi di legname conveniente, e si spinsero alacremente i lavori per la costruzione di una flottiglia di canòe . Bisogna ricordare che era stato preventivamente disposto da Sua Maestit che il luogotenente Wissmann avrebbe indotto un certo numero di indigeni di Baluba ad accompagnarlo nel suo viaggio lungo il K:isai in vi'3ta di introdurli nel Congo, e così persuaderli ad arruolarsi al servizio del nuovo Stato o come milizie o come addetti alla polizia. Tale era l'influenza del .luogotenente Wissmann $U quelle genti, che il capo. Kalemba ed il suo successore Chingenga con circa 200 dei loro seguaci accettarono di accompagnarlo, e conseguentemente essi si imbarcarono verso l'aprile del ·I 885 sulle acque del Lulua in 20 grandi canoe gl'ossolanamente costrutte. Nei primi giorni la navigazione fu difficile a causa dei rapidi, sopravvennero parecchi accidenti, e due indigeni affogarono. Al 6° giorno essi raggiunsero la confluenza del Lulua col Luebo. Quest:i confluenza segna l'estremo li mite del regno di Balnba verso N.".O.,il Lulua forma la linea di divisione fra i Ba- · luba ed i Bakuba; il Luebo separa i Ba luba dai Bashilela.


3.i.o

flIVISTA

Da questo punto la navigazione divenne più facile, nè si incontrarono altri rapidi, poco dopo il Lulua si riuniva al Kasai il quale nel suo cam mino riceveva le acque del Sankuru e CO$Ì ingrossato formava no gran fiume che scorreva in una direzione cli O. N. O., e la piccola flotti t,cri in cli ca nòe navignndo nelle suo acque si a vauzava ogni dì verso la sospirata meta, il Congo. :Xon mancarono le avventure. 1n un punto es$i furono attaccati a trndimento dagli indigen i, mentre alcune canòe si rrovarono inca<,Jiate~ in o uno dei tanti imgusli caun li esistenti in quella parte del fiume; io un altro punto nccisero set.te elefanti in pochi minuti. Dopo circa ~2 giorni essi scorsero il Congo che dapprima presero per un gran Jag<•, dappoichè il continuato corso del Kasni ad O. N. O. li coufoudcva . L'idea che se ne aveva in precedenza faceva loro supporre una direzione più verso nord. Appressandosi alla confluenza fu avvistata la bandiera della stazione di Kwa-mouth: da ciò capirono che l'obbiettivo del loro viaggio era stato raggiunto, la desiderata meta ottenuta . Tre giorni dopo essi discesero il Congo e giunsero albi stazione di Leopoldville, compiendo così. con pieno successo un viaggio dei più avventurosi. .Per alcuni mesi io era ri masto in aticsa <li notizie del Juo11otenente o W1ssmann ed avevo spedito alcuni effeui inviati dall'Europa per uso del suo distaccamc11to, alla stazione cli Equator snll':dto Congo, ed era mia intenzione di trovarmi a Leopolclville per andargli iucontro al suo arri vo a Stanley Pool. Fui però trattenuto nel basso Congo più a lungo di quanto avevo previsto, e non partii da Vi vi fino al 29 di luglio. Per via seppi dell'arrivo della spedizione, ed n Lutete incontrai il dottor Wolff sped ito ad incontrarmi da l luogotenente Wissmann per ,,edere le disposizioni da prendersi onde ricondurre al loro p:ie~e le genti di Bal uba. Io giunsi a Leopoldville il 17 agosto, ed avendo deciso di servirci dello Stanley , nuovo vapore con ruot:i di poppa, recentemente portato per terra alle acque dell'11 lto Congo con gran pena o grnve dispentlio, per tr.asportare alle loro case quelle genti, si spinse più nlncremente possibile il lnvoro per montarlo, ed apprestare ogni cosa . Il 5 ottobre lo Stanely partì da Lcopolrlvil le con 238 persone a bordo, e ·circa ,18 tonnellate di c:i rico. li vnpore era sovraccarico, eri essendo questo il suo primo viaggio io accompagnai la spedizione, ed in trentacinque giorni dalla partenza da Stanely Pool giungemmo alla couflnenza del Lulua col Luebo di cui si è già fotto menzione. A questo pnato tutto il carico venne r,barcat.o e lo Stanely rimase fermo quattro giorui onde dare assistenza al dottor Wolff ed al suo distaccamento per prcp:irarc uno $pazio suf6ciente per una nuova stazione. Partimmo l'H novembre, ed

ESTERA

al nono giorno giungemmo a Ll:lopoldville impiegando 137 ore a risalire il fiume e 56 ore a discenderlo. Dimenticai rammentare che iu questa spedizione fummo accompagnati <lai piccolo vapore l' En Avant il qnnle fu lasciato a Luluaburg per dar modo al dottor Wolff di proseguire nell'esplorazione del Knsa i e del Sankuru. Con mio gran ram marico il luogotenente Wissmann non fece parte del dist:iccamento. Al mon1ento della nostra partenza e.gli soffriva di un forte auacco d'asma, ed il medico cousigliò un immediato trasferimento in un climn pi.ù setten trionale. Sono però ben lieto di consta tare dte egli fece r itorno prima che io lasciassi l:i costa, e da allora egli trovasi di Dnovo fra i baluuas a proseguire l:i sua utile opera . Se io in questa seduta non dico iiuanto potrei intorno a questo gran fiume ~i è perch /1 il luogotenen te Wissmann ed il dottor Wolff sono appresso a preparare uu dettagliato e completo rapporto su tutti i loro vi:iggi e scoperte con tenen te ampi raggungli su t.ntto ciò che ri1,?uarda quell:i "in· teressante regione, e non sarei nel mio dritto an ticipandone il racconto. Posso però dirvi c·he il Kasni e un fium e che non offre ne,ssuna seria difficoltà alla m1vigoz1one; elle coi suoi affiuenti egli 1m1sen ta un vnsto campo al com mercio, e che la sua scoperta schiude un vasto territ.orio al commerciante, al missionnrio, all'esploratore. La suo conligurazione genero le può brevemente descriversi nel modo seguente. La larghezza media dopo il suo coogiuugimento col Sankuru è di circ.'l tre quarti di miglio, l'ampiezza della vallata in cui scorre varia di due a ciuque miglia . Le colline rn due lati s'innalzano in dolce pendio e r:iramente oltrepnssano i '100 piedi d'altezzn. La velocità media della corrente è di circa tre miglia nll'ora. In molti punti la navigazione è alq uanto impedita da banchi di sabbia, ma con un poco cli cura, evitando le brusche Yohate e seguendo il grosso delle ac<p1c, ,;i può l'acilmentc nav1gnre anche in questi tratti. Lo Stanely a'Veva un tirante ,l'acqua di circa .2 piedi e 3 "hpollici, e l'En A,vant di circa 2 piedi e 6 pollici. Per le prime cento miglia dopo lasciato Luluaburg le sponde da ambedue i lati sono ricoperte di folte foreste - foreste vergini a gindicarue · dàgli oIberi smisurati che ·emergono dalla fittn massa di fog lie che forma una bordura lungo il margine del fiume - alueri di tutte le forme, d.1l le infinite varietà di fo~liame e bellezza di colori. È questo il sito deÌla pianta da caoutchuch, della brunn orchilhl e delle diverso specie di albHri dn gomma, del b.:nnbu e delle innu nierevoli piante ra:mponti che un di avranno un valore sui mercati del mondo. Man m:ino che si discende In corrente le foreste· scomp:iiouo, la vallata si allarga le 1

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ANNO XXXI,

VOL. IV.


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HIVJ$TA

zone erbose divengono più frequenti, finchè da ultimo il paese si trasforma quasi in una aperta prateria cosparsa qua e là di gruppi d'alberi ed il fiume serpeggia e gira fra basse isole di sabbia soggette a costante camLiamento di forma essendo affatto prive di vegetnzione tranne poca erba ed alcuni cespugli di mimosa. Qua e là vi son grnppi di palme; ma il paesaggio è generalmente sempre lo stesse,, ed alqu3nto monotono. Su questo tratto di fiume non pare siavi una densa popolazione. Alcune Cl'lpanne sono sparse sulle isole ed in apparenr.a sembrano destinà'te a servire per la pesca, ma al · nostro ritorno osservammo che :ill'interno trovava usi gros$i villaggi. Nelle ultime settanta miglia prima di giungere alla coofluenza del Quango la navigazionP. è migliore, il fiume si ristringe, e le due sponde, specialmente la sinistra sono assai popolate. Riguardo agl'indigeni di questa regione io scorsi ben poca diITerenza fra essi e gl'indigeni del Congo, soltanto essi erano inferiori di un grado nella scala della civilizzazione. A. giudicare dai loro ornamenti - non pol'tavano perle cli vetro nè altre conterie - essi non avevano mai avuto traffico colla costa. Molti non avevano mai visto un bianco, nessuno aveva mai veduto un battello a vapore. I l fischio ed il getto del vapore era abbastanza per impressionare e colpire un iutero villaggio, e cosa era che poteva produrre il movimento della ruota formava oggetto d'in6niti commenti. Da ultimo un vecchio assai sapiente sentenziò che le caldaie racchiudevano una specie di spirito maligno, ossia uomo bianco, il° quale tenuto internamente veniva alimentato con legna e fuoco; che questo spirito era fortissimo eri era lui che funzionava ed imprimeva un movimento di rotazione alla ruota. Do po tutto non era questa una cattiva idea. Tutti gl'indigeui che incontra mmo, salvo una sola eccezione, ci furono benevoli - fece eccezione la tribù di Basongarnino, quella stessa che cosi proditoriamente assalì il luogotenente Wissmann nel suo viaggio lungo il Kasai . Essi tengono le due riv<~ per circa quaranta miglia a circa iz,fo di longitudine E., sono una razza turbolenta, se~pre in querela coi loro vicini, e rubano le eauoe a misura che scendono o risalgono il fiume; in effetti essi avevano completamente arrestai.a la navigazione del Kasai per tutto 'luanto poteva interessare il commercio indigeno. Cogl'indigeni che mostravano buone disposizioni stabilimmo subito amichevoli rapporti; essi ernno ansiosi di commerciare ed erano pronti a scambiare le loro armi consi~tenti in lance, coltelli, archi e freccie contro le nostre merci . Una delle loro usanze nel contrattare è cli spezzare una piecola bacchetta, o pezzetto di legno per indicai:e che il mercato è concluso, senza di~iò il contratto non è completo e le rispettive merci possono venir reclamate. Un giorno nel pomeriggio mentre eravamo ac·

ESTEHA

campati sul fiume Loange il mio servo entrò improvvisame~te nella ~enda _per dirmi che egli aveva comprato una bella capra dando ~n ca~b10 un vecchio recipiente di latta . Tale era la sua fretta per comumc~1:m1 la no,Lizia che dopo fatto il contratto dimenticò di gpezzare In trad1z1onale bac· ,chetta. Dalla loro parte gl'iadigeni che avevano venduto la ca pra erano ,talmente coutenti del loro mercato, che si precipitarono subito nella bo- ' scaglia per tema di dover rendere il prezioso t~soro acquistato ~ il vec~hio recipiente di latta - essendochè il cont.'.a~to non er_a _com pmto. Assai di frequente noi erarnmo premurati d1 ferm~rc1 111 diverse l?ca.Ji tà per dar agio agl'indigeni di portare il loro avorto da commerciare; ma il tempo è inesorabile, ed essendovi molto lavoro per lo 8tanley, a ma.lincuore io ero costretto a proseguire il cammino. Da quanto ho potuto verificare, io sono · d'avviso che il bacino del Kasai è as,ai ricco in avorio; e cln quanto fpotei giudicnre dalle numerose irn_rronte o:ser vate ;nelle località ove facevasi l'alt, deve anche abbon.dare d1 selvaggrna spe.cialmente di elefanti e di bufali, mentre nel finme abbondano gl'ippopo_tami. Delle specie di uccelli ne vidi poch,issime ge si eccettuano i pa~pa~ ,galli cenerini ; una notte però ponemmo il campo vicino ad una col_onia_di .nottole le quali al tramonto del sole vennero fuori in numero str.aordm~r10; esse sono circa della grandezza di un piccione e stanno sugli alhe_ri. La reoione delle foreste del Kasai offre all'entomologista ed al bottamco un .brillante campo per le loro ricerche. A Luluabur? la quan~ità e belle~za .delle diverse varietà di farfalle farebbe esult::ire il cuore d1 un collezionista, sebbene potrebbe obbiettare. come noi stessi facemmo, una piccola specir, di api. le quali essendo state dist11rbate dal nostro campo posto .sulla riva, in rivincita presero possesso dello Sianle.y ove la loro presenza riuscì poco gradita. . .. Quasi della . stessa importanza di quella del luogotenente W 1ssman e ·suoi bravi compagni sono le e3plorazi_oui e sco1~erte fo t.te eia _M.r G~enfell delle Missioni del Battista. Durante .i due anni p:is$at1, e~li, col piccolo ;vaporetto dei mission:iri, la Pace risali ed esplorò.i fiumi il Mobangi, il .Juapa, il Loik.a ed il Maring;1, oltre diversi altri _pi~ picco(i tribut.ari del Cono0 estendendo così in vari sensi le nostre noz10n1 su d1 una distanza l') •• di· almeno ,f ,500 miglia. Siccome un resoconto di queste scoperte sara 1n breve pubblicato negli annali di questa Società, io ne darò soltanto uo cenno sommario. II più importante di questi fiumi è il Mobangi d1e M.r Grenfell .risalì fino al ti. 0 .30 ' di latitudine~. Egli trovò che era un gran fiume sotto .molti aspetti rassomiglianté al Kasai . A misura ch e egl i proc:ed~va ve~so nord;' egli osservò talune differenze negl'indigeni in confron t? d1 _quelli a ,cui egli era abittlato sul Congo. Questi son nCiti col nome genenco d1 Bantu,


ESTEUA RIVI STA

meo tre che g~'.inc~ige~i Mobongi gembra che nbbiano carnueristiche dgun li a (JUelle degl mdrgeni del Cnmeroons e della Costn d'Oro i quali propria mente appartengono alla tri bù dei Fan . A misura che (Juesti fìumi saranno esplorati, e le terre attiguo Ji queste due grandi nazioni , i Ban tu ed i Fan , saran~o meglio conosciute, ne risulteranno interessanti studi per gl i etnolo/.!1 . Oltrepassllto di poco il ~0 di lntilndine ~. ".r Grenfell dovè fo r ritGrno ma non prima però di aver constnt:i to che il Mohan7i avevn un:i decisr: tendenza ver$o Oriente. · Le proporzioni ed il volume d'acq ua di questo magn ifico tributario del Co~go, riimostrano oggi esser egli generato da lle molteplici acque di provenienza lontnna. mentre che la sua generitle direzione denow poter esso avere In sua origine nei paesi di Niam,Niam e Mangbatta, com'è in effetti d,el Makua o Welle dello Schweiofurth. Le sorgenti dei fìumi, come ben sa pete voi tutti , danno luoo-o a molte sorp'.ese, perciò vi espongo tale opinione con moira riserva. 1~s:mpre però soddisfa cen te quando le scoperte separate di un gran fiume vencrono coordinate da u?a descrizione 'completa e l'ignoto diventa noto. Sp!rir,mo che ben tosto sia appunto così del Mobangi, e sin che risulti essere esso il Welle, sia che ab~ia la sua origine nel territorio situato al nord del Congo (for,e uel pnese d, Adamawa, o forsti comunica col misterioso Ja<>o Li ba o Tibn) ambedue i problemi avrnnno un gra nde interesse al punto di vista geogralìco, poichè in un caso sarà il complemento dell'opera iniziata d.rllo ,Schweinfurth , e nell 'a ltro agginngerit alle nostre conoscenze una regione dell 'AfTrica fi n qui inesplorata. · Speriamo ancora che a M. r Greofell porrà esser concesso di compi re q~e,s_t'op?~a, poichè oltre i suoi meriti come esplor~tore, egli è uno zelante m1ss1ona r10 dot<1to di vasto ingegno, e seppe acq'uisrare fa ma ùi esser un o:;serv;itore molto accurato e l:iborioso. U~a spedizi1one te<!esca souo' g!i nusp/ci della Società Geogrnfica di Berlmo composta dei luogotenentr Schmidt, Kauntz e dottor Buch ner gir:nse al, Congo nel,l'a ntunno del ·1884-. Appena giunti essi si accinsero ali opera ~el p;iese fra Stanley Pcol, San Salvador ed il Kuango. Sventura tamente rl h1ogot~nente Schmidt soccombette agl i effetti del clima e venne sepolto n Snn Sa lva.dar. Il do_ttor Buchner sorprendendo il Kuango viciuo a Malttndo rnmplero J;i pa rte mesplorata di quel fi ume di~cendendolo fino a_lla Sll/l gi unzio'ne col Kasai, (JUio'di :ittraver:;ando il 'terreno nito 11iunse alla no.str~ $t?~i'lne di°_Kimpol<o all'estremo limi te di Stfoley Poot [n nn punto 11 suo pr<·colo distaccamento fu minacciato d:1 dimostrazioni ostili, ma quanrlo gl' iod igeni appresero che egli si dirigeva a Biila Ma tari la loro

opposizione cessò e gli fu conce:;so di proseguire oli.re senza ulteriori molestie. Ho accennato a tal fo tto come una pro va dell'influenza esercitata da M.r Stanley fra queste cirnostanti tribù che, sebbene non lo abbiano mai vtiduto, riconoscono e rispett:mo il suo nome. Il luogotenente Kauutz fin o da l mio ritorno iu Europa ha ancora aggiunto altri dati alle nostre nozioui su quella regione. In aggiunta a questi sforzi bisogna menzionare l'opera dei francesi nel lii,ci no dell'Ogooué e nel pnese nl nord di quel fiume, ed io non dubito che il siguor de Br..izzà sarà in breve al caso di forni re delle informazi oni su tale argomento. C_ome opportuno supplemento a ques1a breve rivista del lavoro fatto in passato iCI mi propongo di dirvi in poche parole ciò che si fa attuaimente ue[l'..inno corrente. Le Stanley par1ì da Lcopoldville il 28 dicembre dell'anno decorso e giunse alle Cascate di Staaley dopo un viaggio di quarantadue giorni. Scopo di questo viaggio era il ri fornime11to dei nostri magazzini nell'Alto Congo, rilevare parte del per~onnle, punire alcune tri bù che avevauo arrestato la navigazione del fium e a ci rca mezza strada fra Ba ngala e le Cascate di Swuley, e fore un' inch iesw sulle condizioni genern li del commercio dell'avorio. Uno dei suoi passeggieri era il dottor Osc:ir Lenz, ben cono:;ciu to per i suoi felici viagg i in diverso parti dell'Africa . La sua iden era di org1mizzare, :;~possibile, per mezzo di Tippo Tip, uDa scoria araba con cui si proponen cli penetrare all'interno, ed io non potrei far meglio clre leggere alcuni bran i di una lettera elle ho ri(:evuto ultimamente da lui, che varrà a dorvi uu' idea delle sue probabili iutenzioni . Egli mi fece l'impre3sione di un uomo <li gran teoacitù di propositi, e ~he conosce a fondo il viaggio africano, e riuscendo noli a sua iutrapresa io sono convintv che apporterà nozioni assai apprezzabili di quella parte del l'Africa che si propone di visitare. Sou certo che voi tutti vi un irete a me nel desiderargli ogni succes~o nella sua ardua impresa. Stcm·one d.elle Cascale d.i Stanley 20 febbraio 1886.

Caro Siynore. - Ilo l'onore d'informorvi che il vapore Stanley dopo un viaggio di quarantotto giorni giunse felicemente alla stazione delle Cascate di Stanley il ,t,1. febbra io. Alla staziono dell'Equatore M.r Deane prose a bordo circa quinJici Hau:;sas; ad lboko (stazione tli Hauga la) e~li ingaggiò dieci Haussase qummtatrè uomini dei Bengala, diroodochè ab. biarn9 attualmente circa ,J 50 uomini . - Alla stuzione tielle Cascate trovammo M.r Wesr.er gravemente ammalato. I l luogotenente Gleerup lasciò


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RIVISTA

la stazione in 'dicembre scorso, dirigendosi cogli Arabi a Nyangwe e di laa Zanzibar. l\'.I.r Harris ha lì nito il · suo tempo, egli rimpatria, e così sono, qui attua lmente soltanto M.r Deane e M.r Eytken . Fui contentissimo di sentire cheTip po Tip è a Siugitini (nome zanzibarese delle Cascate) avendomi egli gentilmente promesso tutta la sua assistenza. Ebbi da lui le seguenti notizie: - Circa un anno fa egli mandò verso il nord una piccola spedizione. Le sue genti furono attaccate dalla tribu di Wabai che in allora discendeva verso le Cascate, ed attaccò gli Arabi ed anche la stazione. Più in là egli mandò una· forte spedizione di 500 o 600 uomini verso il Dord comandata da Ali-ben-Muhamed . Di questa spedizione non ebbe nessuna notizia per dieci mesi. Egli quindi pochi giorni fa ha spedito alcune genti alla scoperta. Egli ha anche ricevuto una lettera da l· Sultano di Zanzibar coll'ordine di recarsi presso di lui, dimodochè Tippo Tip fra venti o trenta giorni lascierà Siugitini per portarsi a Zanzibar. Mi disse che mi avrebbe dato col massimo piacere ~00 o 300 uomini non· appena Alì farà ritorno dalla sua spedizione. Su ciò io gli dissi che mi sarei fermato qui per circa un me.~e. Se in questo tempo Alì non è di ritorno io anelerei a Nyaugwe, e di la a Ruanda ed al lago Muta-Nzige ove Tipr,o Tip ha una stazione, èd egli positivamente mi promise che mi avrebbe dato della gente per condurmi a quel lago . La strada è interamente aperta . Da questo punto io potrò forse raggiungere l' Alberto Nyanza e di la aver nuove di l\'.I.r Iunker, ·D.r Schnitzler (Emin Bey) e del signor Casati , così io attenderò qui alcune settimane, e se in questo tempo Ali non è ritornato, o se reca cattive notizie dal nord, io andrò a Nyangwe. OscAR LENz. Fino dal mio ritorno ho anche sentito dire che il luogotenente Wissmann aveva per.suaso M.r Greufell di prenderlo a bordo alla Pace a Luluaburg. Potremo quindi tosto profhtare delle osscrvaz:oni di M.r Gren• fell per determinare esattamente il corso del Kasai . .Lo Stanley è ritornato dall'alto Congo ed in questo momento è in na. vigazione sulle acque del Kasai. Il suo còmpito è di caricare approvigionamenti freschi per la spedizione del luogotenente Wissmann, fare investigazioni sul commercio dell'avorio, e ricondurre ulcuni Baluba, per impiegarli al servizio dello Stato. Completato questo viaggio il luo· gotenente Wissmann o andrà a risalire il Mobangi o visiterà nuovamente le stazioni dell' Alto Congo . Da questi cenni voi rileverete come il lavoro d'esplorazione vien proseguito energicamente ed incoraggiato compatibilmente coi le nece:ssità dr servizio del nuovo Stato. Oltre lo Stanley vi sono altri due vapori che

ES1'EHA

apparten'gono ali' Alto Congo, la Plice e I' Hen1·y Reid. Inoltre io ho. ricevuto gli ordi ni di S. M. il Re dei Belgi di corninci~re a d~re le ~1sposizioni perchè in avvenire lo Stato possa costrurre I propri vapori nel.,. l'Alto Congo con legnami del luogo, e queste disposizioni ebbero tale suc• cesso che in qnesta stagione, l'anno prossimo, noi speriamo di avere a buon porto la costruzione di un vapore di circa 100 tonnellate, ~on un tirante d'acqua di 18 pollici, e con una velocità di dieci nodi . Non posso chiudere questa parte del la mia memoria senza fare allusione a ciò che a me sembra abbia un reale valore ed importanza in queste scoperte. Dal 170 E. al 26° J<~. di longitudine e dal 4,• N. al 7• S. vi è una vasta pianura di forma r~ttangolare di una wperficie di ,1,75,000 miglia quadrate, ia cui elevazione è di qualche centinaio di piedi soltanto e gradatamente in pendenza da snd-est a nord-ovest. Su questo immenso tratto scorre il grnn Congo col suo corso a ferro d~ cavallo., e .l'iritera ar~a è intersecata da numerosi tributari navigabili. E opinione d1 .M:.r Grenlell, che io condivido, che quando questa regione sarà nella sua totalità espio· rata, si troverit esservi appena un centinaio di miglia della sua superficie che non è accessibile per via acquea. Riilettete per un momento all'importanza di un tal fatto nel la sua applicazione alle questioni di civil~à e commercio. Considerate la pptenzial iti1 che si asconde nel Futuro dt un tale paese . . . . . . La natura ha creato in questo territorio un sistema quast umco d1 canali naturali, il 1;ielo li alimenta di acqua in gran copia, e non si richiede altro che la per5everanza e la mano dell'uomo per collegare all'oceano questa magni{ica regione e co~i sviluppare le sue vaste ri:;orse. molti anni , o megl io fino al giorno d'og1:,i , cruesto paese era una terra fricogn·itci. Correv.ano voci vaghe di nani, di una razza con coda, di smisurate montagne, e si facevano circolare ogni sorta di inverosimiglianze. La luce della scienza ba fatte sparire queste allucinazioni e procedendo come suol dir:;i familiarmente, abbiamo imparato a trattare con un certo rlisprezzo i pericoli delle esplorazioni africane; ma uoi non siamo qui riuniti stasera per discutere di pericoli e d'impossibilità; ci~ che desideriamo conoscere, ~iò che vogliamo comprendere è - come si può utilizzare a vantaggio della umana specie, bianchi o neri, questa enorme m(lssa della superficie terrestre"! E ciò mi condnce alla seconda parte della mia me.moria cioè, lo studio delle popolazioni che la abitano. Come principio generale si può asserire senz~ tema di esser contradetto che qualunque possano essere i vantaggi naturali di un paese: il rimanente del mondo non può pacificamente ·goderne se il paese è abitato da

Per


K~'l'ERA

Ull' J:j'J'A

una razza forte, unita e guerriera, e che si oppone a enlrare iu ·ra pponi col mondo eslerno. Quindi mcnt.re io ho ctirca Lo porvi solt'occh io le linee generali , per quanto ci son note, ed i pregi fi sici del bacino del Congo, qua lu n'lue argomento io possa aver usato in suo favore riuscirebbe vano a meno che ic, non sia in grado di dimostrarvi che le razze che lo occupan o, rer la naLur:i delle circostarne, non sou giudicate su~cettibi li di offrire la menoma resistenza alla duplico corrente della civiltà e del commercio. · ... L'esperienza quindi che io ho di quei popoli può brevemente stabilirsi. Ciò che ho visto di loro mi piace, e dopo due anni passali in mezzo a loro, duranle i qual i io fui costretto di studinre le loro nbìtudin i, Je loro maniere, leggi e costumi, io non vidi nessuna ragione di temere che la sicu rezza del nuovo Stato sarà mai minacciata dai suoi sudditi neri . Le ragioni di qnesla mia opinione sono di due s pecie. Primo il carntte~·e delle p~pola~iooi ; secondo, il modo con cui essi sono aggruppati in tnbù. Se m1 venisse domandat.o di deGnire in genere il loro ca ratiere, risponderei che io li considernvocome una razza negativa. Essi non posseggono nessunad, quelle che noi chiamiamo le più alte qualità o virtù. Non hanno nè gratitudine, uè affezione, nè coraggio . .\lè io riscon tr:ii fra loro del le bru tte ~pecie di vizi. Per natura uon sono crudel i, almeno io non li ho mai vedut_i _tali, e nou sono abitualmente traditori, e se vengono giustamente pun ,t, non sorbano r,1 ucore. Ilanno però l'abitudine di mentire è di rnbaro il bianco, ed al pari di tuLttJ le razzo nere o color.i te essi sono scaltri e diffìdenti. Quando però voi li conoscete e sono sotto la vostra custodi.i, è vostra colpa se siete frodati; e so ottenete la loro coulidenza sarà faci lmente rimosso ogni sospcllo. Durante i due anui che io fui al Congo non ebbi mai da consto1lare nessuna perturhazione. Per governar <ruelle geuli bisogna incuter loro rispetlo. Il mio predecessore M.r Stanley era rispett11to ed io 11e raccolsi l'eredità. Se un indigeno nou ha timore di voi egli si lascia andart: immediatame,ue alla concl usione opposta cioè che siete voi che avete paura di lui, e rli lit poi provengono i torbidi. Io continu11i Ja politica di M.r StanJey, e meuLre cercai di esser rispettato, per parte mia rispetlai i loro usi e costumi: Quando la punizione era necessaria, io la inOiggevo, fi n dove era poss1b1le, seco ndo le loro proprie leggi. Go vernando iu tal modo lJonchè non sia da nttcndersi da loro affezione o gratitudine percliil non posseo-gono tal i facoltà, :,e ne può ottenere fi ducia e rispetto, e nua vo1ta ciò couseguito vi è tanlii poca difficoltà a governare un rnilioue di wli individni quanto a governarne un migliaio. La loro caraueristica principale è il loro amore al commercio; essi na-

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scono commercianti. Le doonc aueodono a rntte le grosse fatiche ed lavori agricoli, mentre gli uomini badano ai foociull i, t:d attendono a_cucire. Iu tal modo il lavoro dei due sessi procede quasi a rovescio, ma ciò mal. "rado la donna conserva alcune delle llen note prorog:itive del pro prio ;esso. Negli ultimi lempi io mi trovavo di passaggio pel gran mercato di Marza Nkenge e stavo appoggiato ad nua dello mie casse menlre l:1 ca· rovana faceva le sue incette, quaudo vidi una bella nornguardare ,\ltentamente una ri vale di uo altro villaggio, e quindi riprendere le sue faccende d' nn'uria soddisfalla tauto dr1 dire « Il suo fn zulctto non è cosi lJuoDO come il mio, ed oh ! che bn1 t1e perle elle ha indos;;o »; sono questi i due-principali articoli di vestiario iu quei pae;:;i, eù io uon_ potei trat~ tenere il :;orriso all 'idea che mi pa:;:;ò per la mt-nte che tuttu il mondo e paese. l o potrei au0ora dir molto iuwrno a quelle genti , ma ciù porterebbe troppo a lungo. . . .. . La migliore esposit.ione dei loro u:;i e costumi potra l1Jggers1 10 110 li bro intitolato Angola ed il fiume Conyo Ji Mooleiro. La !\Oi:ouJn ragiooti - il moJo io cui sono aggrnp pati iu tribù - richiede soltanto 1111a breve spiega1.ione. Voi cnpirnto fa cilmente cito uu paese 0oslitui10 <li pi,;colc comuuiti1, ove poch i villaggi formano un regno, ove l'aut11uomi :1 - pa rola di cui oggi giorno si fa uso ed abuso - è la del {Jae:;e ove oo.•ouno è debole ' nes,moo è rorte, ove• non vi• èuoilil , leòo<,e O ç:, , nessuno dei pot.enti impulsi con cui si forma no le 11az10111 e s1 creauo i regni, capirete beue che una fo ruw stabile di governo basato sui p~iuci pii europei non incontrerà graudi diffìcollà per parte di una popol~~1on_e indioena, per quanto numerosa, che vive nello suaccenuate cond1z1001. Que:to fa tto, e l'amore naturale al commercio io credo siano i più importànti fattori nell'avvenire del nuovo Stato.. L'uno è guare~tigia_ di sii;urezza e l'altro :mrae il commercio, ed io non credo che es1sLa rn nessun'al tra parle del mondo non civil izzato, almeno non ne ho idea, un territorio cosi deDsa mente popolato ,;he offra eguali vantaggi ncll\l ;ue. popolazioni come il bacino d()I Congo. Pri ma di abbandonare le questioni relati ve agli indigcui pe r discutere sul co mmer~io di .q nesta r~gione, io vorrei brevemente parlarvi cli ciò che può ch1a:nars1la questione ~ella schiavitù. Questione che ha sempre destato un profondo e naturale rnteresse nella Gran Brettngnn e che 11 9 0 potrebbe essere evitata in qualunque scritto che tenda a dare un,, dèscri~ioDCI di que;to paese. Quest:i que;:;Lione può dividersi in due ca pi principal i:· ,1° La sch iavi tù domestica dol paese . 2° La schiavitù che si couoette invari:ibilmèotc alla presenza degli Arabi nèll'in torno, ed al commercio dell'avorio . 1


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ESTERA

RIVISTA

' Per quanto concerne la prima essa è talmente insita nelle istituzioni del paese che occorrerebbero delle generazioni per sradicarla; e sebbene io la abbia caratterizzata come schiavitù domestica, l'avrei forse più esattamente definita quale servitù do"mesticn. GI' indigeni del Congo apprezzano talmente il valore delle proprietà che sovente gli schiavi sono meglio tratt~ti ch_e i mern.bri della famiglia. Essi attendono in gran parte al · commer~10 dei lor~ pa~roni, soventi sposano le loro figlie e frequentemente .divengono r1cch1 e potenti. Serva ad esempio il capo di Kintsmo Ngaliema il quale in origine era uno schiavo di Nchubila di Kinshassa' ed ora è il più ricco mercante di avorio di Stanley Pool. Fu appunto quest~ capo che ~inacciò di fermare lo Stanley mentre si avanzava per creare la staz10ne d1 Leopoldville, e di cui lo Stantey così pittorescamente descrisse la caduta nella sua ultima ope1;a, Ora egli è un zela111e alleato, e non molto tempo fa quando due dei suoi sch iavi fuggirono portando via dell'avorio di valore egli ricorse al capo di Leo po Id ville per averne assistenza che gli venne c~nc_essa. l f~ggit ivi vennHro catturati, e l'avorio ricuperato e tosto rest1tmto. Ngal,ema fu perfettamente contento che venissero puniti secondo la legge dei bianchi , ed in conseguenz,1 invece di aver tagliata una mano o un braccio essi furono condannati a tre mesi di lavori forzati nella stazione. Alla morte di uno dei <>raneli capi hanno luoao tuttora dei sagrifici, ma non in così gran numer~ come ode:;i alla Cos~a d'Oro od in quella parte dell'.Africa, La storia di Ngaliema è una prova delle migliori io/luenze di cui sono susceuibili quegl' indigeni, e che la schiavitù domestica nel bacino del Congo. è esente da quelle rivoltanti crudeltà che e:;primono il disprezzo della vita ~lell' uomo, e che prevalgono nei pae5i dell'avorio e degli schiavi delle parti centr,1le ed orien wle clell'Affrica equatoriale. Per_ben rendersi conto della vera portata di questa seconda forma di scluav1tù è ~ece;;sario considerare qua li sono le cause principali che hanno creato ed alimentato questo infame traffico. La priucipa le causa è l'avorio. Per ottener questo articolo i trafficanti arabi organizzano delle forti bande cli uomini armati, che iu generale sono schiavi fuggitivi dallo Zanzibar, ? gente ?~stretta ad abbandonare la costa e rifugiarsi all'interno. Riuuiti 1 _segu~c1 m numero sufficiente, <;i fauno gli ncquisti di armi, viveri e mumz10n1 e st tra:sporta tuttociò in una p_osizione centrale ove vien costrntt::i una Zeri ba o quartier generale. Tosto la posizione è sicuramente stabilita, si mandano le bande nei paesi circostanti che ven<>ono devastati incencliati, e saccheggiati, e gli sventurllti abi tanti sono°iolti come sch,iavi per trasportare alla costa l'avorio rnbato. Quivi avorio e schiavi veuaono venduti, e gli Arabi realizzano ingenti guadagni nella doppia vendita.

3M

Senza l'avorio gli schiavi soltanto non pagherebbero le spese incorse, sr può quindi ragionevolmente ritenere che se si raccogliesse l'avorio in paese mediante legittime operazioni commerciali, il traffico dei schiavi che è parte -integrante dell'attuale sisten'\a, cesserebbe di esistere. Se non vi fosse l'avorio non vi sarebbe commercio di schiavi da oriente alle costa, e dal Nord al Sudan. Ed ecco ora la vera opera del filantropo. Lasciamo che egli cerchi di sviluppare le risorse del Nuovo Stato, che aiuti,la costruzione di mezzi sicuri di trasporto dalle acque navigabili del Basso Congo .a St-anley Pool, ed tJgli colpirà a morte uu traffico di cui gli orribilr particolari sovente mossero a profonda pietà il suo cuore per le povere e sventurate vitti me del crudele sistema con cui viene esercitato. Siccome il benessere di un paese o d'un regno riposa sull'ordinata armonia di tutte le sue parti, così l'avvenire del nuovo Stato libero del Con"O deve dipendere in certo modo sui prodotti commerciali che egli è in. g;ado di esibire sui mercati del mondo . Il possesso di tali prodotti è il cçHnpletamen to di quell'ordinata armonia a cui contribuiscono egualmen~e la sua industria e pacifica popolar.ione, ed i suoi grandi vantaggi naturali, e nè l'una nè l'altra serve isolatamente. Bi possono avere grandi prodotti commerciali combinati con grandi va11taggi naturali, ma essi sono iuutili se la popolazione è ostile; ed i prodotti ad una popolazione pacifica sono di poco valore se manca il concorso delle condizioni fisiche; e sarà vano ogni sforzo per lo sviluppo del più pacifico paese se esso non possiede prodotti C'he abbiano un valore su i mercati clel mondo. La ques1.ioue che vi si col lega può perciò riso Iversi nel seguente quesito: i prodotti di questo paese saranno essi sufficienti in quantità e valore da rispondere in modo prolìcno qu~ndo $aranno portati sui mercati· europei'? Vediamo quali sono questi prodotti. Nella sua ultima opera, Siil Congo, e lei creazione del suo Libero Stato , lo Stauley dà uua analisi particolareggiata sul numero probabile degli abitanti del bacino del Congo, e la varietà e natura dei prodotti proprii di quella regione. Coloro che s'interessano al commercio del Congo troveranno datt e cifre nel capitolo intitolato: Il nodo della q11estione, ben deano di una atteuta lettura. Non è. mia intenzione di entrare in dettagli vi staucherebbero certamente, ma la mia testimonianza a certi fatti aenerali costituisce un supplemento necetisario a questa parte della mia ~1emoria , ed io mi pro pong,, di dare uu rnpido sguardo a ciò che potrà diventare il futuro commercio di 'luesta regione. Voi sìete bene informati che l'avorio è il. prodotto di mnggior valore in questa terra'. Che vi si trovi in grande rruantità nel nuovo Stato Libero

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-35S

RIVISTA

ne abbiamo prove abbondanti; ma siccome un fatto è quello che può fissare un giudizio generale, io vi citerò un fotto. . Incoraggiate dai rispettivi Stati, due case di commen;io, una olandese e l'altra france5e, m:rndarono l'anno scor;;o degli agenti nel paese allo scopo di stabi li re delle fattorie a Stanley Pool, mettendoli così in grado di trat· tHre direttamente coi mercanti d'avorio dell'Alto Congo: In un giorno ad uno di questi agenti furono offerti in vendita 386 denti d'elefante. Ora 386 al peso medio di 50 libhre cia;:;cuM rnppre,entano quasi cinqueJonnellate d'avorio che a 50 lire sterline il quint:ile clanDo un va lo:·e di circa 5,000 lire sterline (125,000 lire) . Non starò ora a dirvi quale beneficio vi sarebbe su tale transazione; esso è t.:O$Ì gr,inde che voi uon esitereste .,1-.partire tutti pe;r il Coni.(O a forè il traffico dell'avorio, ma per n1c un tnl fatto è una prov,1 evidente di uu gra n commercio avvenire. Vi sono altri due punti in questi episodi i qual i per chi è sta to in Africa ed ha una ·quakl1e conoscenza del commercio dell'avorio sono assai significati vi, e sono questi - die se gl'indigeni port,rno in un giorno la suaccennata quantità per negoziarla, e.,si debbono averne almeno 20 tonnellate in ri·serva - questo è il primo punto. Ora se uel piccolo t.:ommercio esercitato finr>ra nei dintorni di St,111ley Pool si trovano raccolti questi grandi depo;iti d'avorio, quanto nrnggiormente aumeuterà quel traffico quando il paese sar;1 aperto e si sarà in grado di trasportare la merce in quantità sufficiente per soddisfore ·le richieste del commert.:io. Ed è questo l'altro puuto, ed io crèdo che converrete con me che il fotto esposto è di somma importauza. Ma l'avorio sarà ben presto e;auriio diranno molti. E sia, ma consider,:i'te l'immensa estensione del I.ia,·.ino del Cougo; d1e finora esso è iutatto; che molto di ·questo avorio è stato rat.:colto da ann i, e potete credermi quando io vi dico che occorreranno degli anni per perlustrare ed asportare anche parzia lmeute da l paese il suo avorio giacente, e poscia vi sa rà l'avorio vive11te a cui dare la caccia . Così l'avorio può pagare ciò che suol chiinnarsi le prime sµese, e nel medesimo un'altra rit.:c.:i industria - il cautsciù - va rapidamente sviJuppandosi: Come·beu sapete il cautsciù è uno dei più vasti' prodotti del gran fimne frntello del Congo, il Rio delle Amazzoni. Le Ho:;tre conosçenze ·sulla sua manifa ttura wmentano ogni anno, in ·un cogl i usi a cui può veuire applicato, in modo che la produzione resta inferiore alla don1and11 . È anche noto che ogni anno crescono le difficoltà di raccoof . o iere c1nesta . gomma sul R:io delle Amazzoni. Ect.:o quindi un altro t.:ampo d'i111r,11H·es.i ·commercia le, ed intorno a tale articolo \'i cit.erò un fatto accadu to sollo la mia personale osservazioue.

E:'TEIL\

353.

Io mi recai a visitare il fium e Kuilu circa quattro anni dopo la sua o~cupazione per parte della loro Associnio.ne I~ternaz_ional~. ~~so ~ Il!IVlgabile per circa 40 miglia, soltanto con p1~:coli vapori: Ali ~n1Z10 di ciuest_a· navioa 1.ione furono costru tte numerose piccole fnt.tor1e unicamentr per il com~ercio del cal)utchouc. Nel giorno in cui le visitai non eranYi meno· di 700 a ~ 000 indioeni occu pati alla produzione del c11ntsciù. Ora se sn 0 di' un pic~olo fiume come il Knilu con nna navigazione così li~1it~ta ~$Orto in pochi anni tal trafficò, ciuale sarà esso sulle molte ceutma1a d1 miafia navi rrnbile del le acque del Congo? Oltre J'a;orio ed il cautsciù vi sono gli altri prodotti menzionati dallo· Stanley nel capitolo di sopra accennato: e se io ora no~ ne tengo _raro!~ non è giii per mancan za di fede, ma perchè non sono in grado <li darn informazioni sicure sul probabile loro va lore.fnturo. , Intorno ai minerali io non posso parlarvene con · cognizione di ca~sa. Dicesi che l'oro esista nell'interno, ma su ciò io sono alquanto scettico. Se . vi fosse stato uno qualunque strato auri foro, non sa'.·ebl!e ,finor~ sfi~g~ gìto a\l'acnto sguardo degl'indigeni cotanto appassionati pe1 metalh.__ s1, è trovato rame di buona ffUalità, ma il modo come furono trovate m101ere di ram e, è accidentale e precario . . . E,~minai con ansiosa cura le frastagliate sponde del Ka~a1 quand~ v1 passammo in cerca di qualche traccia di carbone, ma non ci fu dato nntracciarne nessuna. . Io credo che non siavi di meglio che aver fiducia e ~viluppare lè '.' 1~chezze naturali del $11010, e se vi saranno tesori nascosti sotto la superficie col tem po ci saranno perfettamente noti. . . . .. Io non h,) peranco fatto cenno dell'attuale sitnazw~e e pr_o,pet~11·e de~ rroverno del nuovo Stato Libero. Se dove,-~i entrare 111 partJcol_ari ~ovre1 ~osì IHgamente parlare della mia opera personale che nou rmscirebbe gradito nè a me nè a voi . . . ' PO$SO però assicurarvi che il nuovo Stato Li bero del Congo proce~e con sicura base, che la legge, l'ordine ed il sistema $'introducono rapi~ drimente nell'organi~mn governativo. che esso ha '.ricevuto rfol R:- rl: 1 Belgi fa splendidn rlotazione di un milione all'an~o e che offre ~mr_1a sicurezza ad ogonno che cerchi di guaclagnH la vita nel suo territ~r10: Dovrei forse aeroinn oere alcune parole riguardo al cl ima. Aoche_ iI cl nna de! Conoo è stnto"'i,y~et~o di esagerate lodi e di eccessivi di,in~anrn , e non i, "' , è necP.ssario cadere nè nel\ , .nne. ne, neg1·t a Jtr1.· E. ~so 'è. sem. plicemente . . r· un clima tropicale col le febbri caratteristiche comum a ta_li l~t1tµ~ m1. '\ 1 ~~~o individui la cui costituzione è più soggetta alle febbri rl i altri, 3 cineSll 10 · non consiglierei un soggiorno al Congo per più di due noni. ~a pr.nde117,a.

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.RIVISTA ESTERA

ed il riguardo sono tanto essenziali per la buona sa lute come in ogni altra parte del mondo. Io ebbi un solo attacco di febb re e questo ebbe ori()'ine da una mia imprudenza. I!> .È .mio avviso che a misura cbe migl iorano le condizioni della vita, e m1gl1oreranno certamente collo sviluppo del paese, si troverà che il Congo ,è a.ltr~ttanto sal ubre come molte parti dell'India ed altri climi tropicali in ·CUJ vivono degli Europei e per molti anni vi hanno vissuto impunemepte . . Come legge ~a turale , si pu~ asserire che tntt_e le scoperte geografiche ·S1 com pletano I una coli altra, m quanto che essi aumentano le nostre cognizioni della superficie terrestre. Le scoperte sono come i gradini per l' introduzione delle scienze natu·rnli, sono l'avanguardia della C'-ivilizzazione e del commercio. Applichiamo ·questa legge al bacino del fiume Congo e lasciamo che il nuovo Stato Libero proceda al suo svilnppo. Come campo di lavoro per il missionario ed il filantropo queste terre non hanno chi possa eguagliarle nei van.iaggi che possono apportare. Per gl i amatori di cacc;a ed i n:ituralisti vi è ogni abbondanza di imi,ma'. i, ~cc~lli,_insetti e vegetazione. Per quelli che si dedicano alle esplo• ra~JOn1 sc1ent1ftche quali opportunità si riscontrano per viaggiare e sco• ,prire ! .Finalmente le sue attitudini commerciali, e queste hanno un duplice ,aspetto. il commercio creato, e la fo rza impressa alle manifatture per rispondere alle richieste ciel traffico. Pensate per un istante alla miseria, alla ff~me, biso?no e passioni perverse che fanno segu ito ad una gran quantità ,d1 lavoro disoccupato. Furtunatamente qui al meno vi è un'uscita, un nuovo mercato aperto ai prodotti europei . Lasceremo noi questo ·vasto territorio 11110 stato inerente in cui lo trovammo?_Dovran~o i vantagg_i che _la natura ha dato a cp1esta regione ri.manere 111opero:;1 e trascurati? Certamente risponderete che no. Molto fu fatto dalla ill uminata fi llmtropia e muuificenza di un uomo, Sua Maestà ·il Re dei Belgi. Egli ha gettato le fondamenta di un nuovo Stato, si unisca ,ora il mondo a raccogliere il frutto di questa nobile impresa. »

LIBRI E PERIODICI

Bi1,ist1• ,11i cavalle,·it•. -

Puntate di luglio} agosto e set-

tembre 1886. - Roma. 1

Storia del reggimento di c0;ualleria No·Mra (o°). -

Capitano F.

SGUAZZAUDI. La. cavallen:a net combattimento a piedi. - Capitano L. CAltlNI. · Si n~ta con ragione che ancora oggidi, sebbene molto siasi stampato e discusso in proposito, gli ufficiali di cavalleria sono rimasti divisi come in due campi . Alcuni sostengono che l'appiedamento è la rovina della cavalleria; altri credono che ad esso sia riservata una parte importante nelle future azioni dell'arma. Sembra invero non debba essere un còmpito troppo difficile il determina re i limiti d'i un razionale im piego dallo appiedamento, poichè è fuori dubbio che sono ugualmente erronee le opinioni di coloro che vedono a malincuorfl il moschetto negli squadroni, quanto quelle de,..,li avversari che annettono al combattimento a piedi una importanza ~ esagerata. Spetta però ai regolamenti e ad una direzione tecnica dell'arma di rimuovere ogni causa d'indecisione. I nostri regolamenti contengono soltanto delle avvertenze generali sull' appiedamento; sarebbe mestieri fossero compilate delle norme chiare e precise pel combattimento offensivo e per quello difensivo. 'Si propugna inoltre l'adozione di un moschetto a ripetizione, in luogo dell'attuale, e l'assegnazione di due mitragliatrici per reggimento, le quali sarebbero in consegna alle brigate di batterie a cavallo, e sarebbero aggregati ai reggimenti di cavalleria soltanto all'epoca de' campi e delle manovre.


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r,IBRI

Uno sgum·do retrospetti'Oo alla storia della ca'Oatleria. (Continuazione e fine). - Capitano B1ANCH1 o'ADD,\. - Si prende in lmive esame l'operato della cavalleria tedesc~ nell:i guerra del ·1870 -71, e della cava lleria rus~a nell'ultima guerra d'Oriente del •1877-78, e se ne deduce d1e in guerra bisogna avere una cavalleria la più numerosa possibile, ri partik'I in grossi corpi, ed ufficiali, dal sottotenente al generale, molto istrntti e molto audnci. . , ,. Il ntW'IJO regolnmento di esercizi 1 3r /,a cavnller·ia tedesca. - Tradu1 zione cli un. articolo del !lWitéi1·-W ::henblatt. Alle•1Jament,oeq1.tino. - G. BAr, LAIUNI. - L'industri:i cavallina inital ia si trova in condizioni deplorevoli per numero e per qualità. Bisogna che questa industria si generalizzi non solo presso i grandi proprietari, m:i specialmente presso i piccol i ed anche presso i contadini, inducendo !:i popol:izione a considerare 111 questione equina sotto i I vero suo aspetto, cioè come un grande interesse nazionale. I consigli comunali e provinciali, ed in special modo quelli de' grandi centri, debbono con prem i incoraggiare quest' industrii1, e persuadersi c:he nn premio dato a scopo di corse o di esposizioni ippiche oltre all'essere una spesa produttiva pel comune, è UD atto doverbso compiuto nell'iotèresse generale della patril'I. Capannon'i-Sc'uderie stat'i costrutt'i nel poligono di <J;rtìglieria di Nett1tno. - •1886 . Ticchio eqtiino. - Maggiore veterinnrio BEHTACcnr. -Per rimediare :il ticchio •oolante ed a· quello di cippoggio si propone l'adozione di una correggiuola larga un po' meno di tre centimetri e lunga circa un metro, La si applica non :il collo ma alla testa, facendola passare sulla- fronte, sotto le orecchie e sotto la gola, e si viene' a1!allacciarla lateralr11ente come un soggolo qualunqne, a mezzo di un:i fibbia ordinaria. Il signor maggiore Bertàcchi vidde applicare questa correggiuola nel 187,t a Bolof!Oll . Egli stesso non sa darsi ragione del come ngisca questa correggi noia contro il ticchio; però assicura ch'essa ne è il rimedio più efficace. La. c<1;Mlter'ia nelle recenti discussioni parlamenta1·i. - ·F. DE Lu1G1. - Intere!-sante rendiconto ,Jelle principali ·discu%ioni fattesi ultimamente in seno al Pa'rlamento, riguardo alla c11valleri:i . ·sto1·ia del 'reggiinento cavalleria ·.t1ostr1 (6°). - ,J\ . S1 NDICJ. Centenar'io della morte di Fede,rico 'il Grande. - Maggiore GuGr,IEL· ' l\lINETTI.

'L' elett1'icUà, dppli;cata a C<J;valli viziosi nella (e1·ratum. Ferdinanclo di 8&1,oia. - Ricordo scri tto molto bene e con molto cuore, 'di 'quell'illustre principe e prorlesoldato che fn Ferdinando di Savoja. sulla cui tomba fu testè deposta un'elegante corona in ferro battnto, per cura

PE(HOO!Cl

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delln Società dei reduci dalle patrie battagl ie di Torino, e col concorso degli ex-m ilitari del regno. . Ord·inamento della ca,valler'ia aust1·0-un9a·r1,ca. - Capitano REGHINJ. - (Continuazione) . . Consideraz'ioni pmtiche sul.la cava/.leria. - A parere dell'autore, è necessario recare alcune modificazioni al reclutamento e _ali' organico della cavaiIeria. in questo articolo si esamina, abbastanza a fondo la questione del reclutnmento, e si viene alle seguenti conclusioni; cioè che all11 cavalleria non si debbono assegnare : ci) reclute di. tarda intelligenza; b) reclute che prima del loro arrolamento ebbero già a che fare colla polizia od a subire cond11nue giudiziarie; c) individui di gracile costituzione._ , . . . . I poco intelligenti non possono essere 1mp1egat1 negl'. .1mportant1 servizi di guida, di esploratore; quelli che già tennero c:itt1 va condotta prun_a di fare il soldato, trascorrono il tempo della loro ferma alternando la pn"Ìone semplice con quelb di rigore, per passare sovente al la reclu;ione militar<}; quelli inlìne di gracile costituzione_nou r~si~tunoal pesant~ sèrviz.io d.ell'arrna, e formano i soliti frequentatori dellernlermerie e degh ospedali. . . . , . .. I volontari ordinari poi vogl ioosi dividere in due classi, gh um, 1stru1l1, debbono essere ben accetti a qualsiasi arma; gli altri, desolazione del_le loro fami"lìe e che venr,ono ad arruolnrsi nell'esercito, per non saper più a qua J 'vota r5i, n:i1 dovrebbero es~ere ammessi in cavalleria, che è l'arma per eccellenza del lavoro . . . . La nostr a ca'O<tllerù1,, 'il suo effettivo eil suo ordtvn.amento. - maggior generale BosELLI_. - L'~simi~ g~~erale vor~ebbe il ri_o~din~men~o della cavalleria sopra 30 regg1ment1 a o squadront, da mob1litars1 sopra quattro. Gli squadroni sa rebbero forti di •I50 cavall_i, cosichè si dovrebbero formare 18 squadroni , acquistare 3000 cavalh, assegnare alla cavalleria 2000 in più dell:i forza nttual~. , . . . . . . . l i reggimento comprenderebbe tre uffic1ah _super1or1, ~e1 cap1tan_1 e ve.ali subalterni · i re<"'inwnti sarebbero com:indat1 da tenenti colonnelli o magqjo,~i . Vi :arebb:ro tre colonnelli comandanti la brigata di tre reggimenti, ; gli attuali maggiori generali, comanc~auti cli brigat~ dovrebbero esse,,'~· almeno per una parte, nominati ispettori yenera,li, per for capo ii ll 1spettorato dell'arma. . . . Col proposto ordinamento, <;i avrebbero m totn le circa :t.3, 00~ cavalli sul piede di pace, ripartiti io HiO squadroni e "6,800 su quellod1 guerra cou 120 squadroni .

s;:to

23 -

ANl'\0 )(XXI, VOL. (V.


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LIBRI

E PERIODIC[

È uno studio iuteressante, ma le proposte in esso contenute se valgono a dare alla nostra cavalleria un migliore ordinamento non risolvono punto il quesito dell'aumento ormai riconosciuto indispensabile; cbè anzi, attuate, lo peggiorerebbero. Sport militare. Necro log1:e. Attraverso ·il tiirf: B'i,bl-iografia. Note ed appitnl'i. Gio1·nale iifficiale1n1:l'itare. - Disposizioni riguardanti la cavalleria .

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2• annata. - Punta Le di I ugl io Parigi Berger-Levrault et comp.

Bevue tle c ,,v,ile,•ie. e agosto 11886. -

Lassalle, per il genera le THOUMAS . - In due brevi articoli si accenna alla vita a vventuros.:. ed alle numerose e brillanti azioni compiute dal <Yeneralc Lassal le nella sua breve ma splendida carriera militare. ~ A noi sembra che la parte cospicua eh 'ebbe in parecchie campa<Yne questo generale di cavalleria, ritenuto fra i più abili ed :-irditi dell'es!rcito napoleonico del primo impero, meriterebbè uno stud io minuto ed approfondito, che riuscirebbe assai istruttivo. Comuncp1e sia, i cenni forniti dal genera le Thoumas sono assai interessanti, e servono pur sempre a mettere iu viva luce quell'illustre genera le. La cavalleria tedesca (continuazione) . - Si prendono in esame le condizioni della cavalleria prussiana alla morte di Federico II ed· il servizio di rimonta ai tempi del gran re. Fauno seguito alcurii particolari sull'uniforme e sulla bard,1tnra delle varie s_pecie di cavalleria. Alla morte di llederico II la cavalleria prussiana contava: 13 reggimenti corazzieri ciascuno a 5 squadroni; ,1;l. reggimenti dragoni, ·I Oa 5 squadroni e~ a ,f O squadroni; 1O reggimenti ussari, a 5 squadroni . Gli effettivi in uomini e cavalli erano fissi . Lo squadrone comprendeva due compagnie, ognuna di 7t,, uomini corri ripart.iti: Furiere (maréchal de logis) Sottufficiali 5 Chirurgi . Trombettieri Maniscalchi ,Cavalieri . 65 1

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Un metodo d'insegnamento per il seroi,zio di~ campagna (Continuaiione e fine) . Stiid:io storico e tattico della caociller·ia tedesca durante la gtte1·1:a del ·1870-71 (Con tinuazione) . - Si esamina l'impiego della cavalleria tedesca durante la marcia della 3' armata e di quella della Mosa contro l'armata cli ì'liac-Mahon. L' eqtiitazione militare ci propos·ito dr:,/l'tiltimo _caros~llo. Un poco di fUosofia a proposito delle corse 11vil'itari. -.Le _co:se mili tari non !tanno per iscopo, secondo l'autore dell'art1colo, d1 m1ghorare.la razza cavallina; e,,se debbono pr~figgersi uua meta più elev~ta, ,p,iù p~icologica, se si vuole, ma reale. E al miglio_ra1~ento del cavaliere militare, al miglioramento del militare da l punto cli vista morale del suo carattere che devono tendere. . Checchè si dica, l'ufficiale di cavalleria deve anzitutto _essere ardito a cavallo, e nulla esservi per lui di impossibile: per q~e:;to riguardo_ le corse militari costituiscono un eccellente metodo per abituare al pencolo eù allo sprezzo della morte. . . . . . IL nuovo progetto di legge militar~ rignardan~e la car,allerta. Secondo il nuovo pro3etto di ordinamento dell'esercito, presen~ato da ll'attuale ministro della guerra, generale Iloulangcr, 111 cavaller111 annovererebbe 88 reggimenti, tutti a 5 squadroni, cioè: ·I 2 reggimenti di corazzieri ; .30 reggimenti di dragoni , 0,;;i reoo-i rncnti di cacciatori a cavallo; Oc> ·1 i re<Yaimenti di ussari; · 1'>~ f. 6 reoo-imenti di cacciatori d' A r0 . nca; · .-i, reo-"imenti di spahis. Lo squad;ooe avrebbe una forza di ·137, il reggimento di '72~ :avalli, -compresi quelli degli ufficiali. Di uflìciali ci sarebbero, , per regg~meoto, 3 ufficiali superiori (4,2 reggi meati sarebbero comand_ati da tenenti colon nel li), 20 ufficiali inferiori (1 c11pitanò e 3 subal terni per squadrone) e 7 ufficiali fra medici, veterinari e contabili. . In complesso dovrebbero crearsi 4-8 nuovi squadron\ e il ii 0 re~g1ment~ di spahis, ma si avrebbe una diminuzione di u~ uffi?1~le super1o_re e di ·6 capitani (i capitani in 2° e i capitani istruttori) e d1 5 subalter111 (,1 per -squadrone) per reggimento. . . È fuori dubbio che il proposto ordinamento è supenore all attuale, 1!1~ non sappiamo quale accoglienza troverà nella ca.valle~ia _francese, oggi di· dotata di quadri in modo esagerato, al disopra d1 ogo~ bisogno, eche vedrebbesi ridotta al puro indispensabi le, oltre al non heve perturbamento· -che ne risentirà l'avanzamento . ,..;,r,,.:


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LIIJ RI E l'EUIODICl

Pi_cco~o dizfonm:io de'i vocaboli d1: co1·sa e di caccùi, al quale èanne,,so 111 extenso 11 Regolamento delle co1·se pe1· fa F1·anc'ia. ~l niwvo Rer;olltmento di esercizi e d·,; evoluzion'i, per la, cavalle1·1a p1·u.çsiana. la ca-r;afleria .argentina e la conq1àsta delle Pampas. Campagne 1 87fJ-1880. - S1 ~·ende conto della spedizione intrapresa dal miui~rro, del~'. guer:a _argent1uo_, genera le D_. Julio A. Roca, nella quale parecchi re,gc-1_111e1Jt'.. d1 cavalleria'. con pochi batk1glioni di fan teria, si resero -pad_,001 dell immenso territorio delle Pampns sino alla frontiera dol Chili disperdendo e so'.t~mettendo i predou i indiani. Alla campagna preser~ pa rt~ 6_,000 uomrn, con 20,000 quadrupedi. Ogni soldato, cava liere 0 fantaccmo, aveva_un mulo per for s1rad11, e Jrncavalli da montarsi soltanto nel combiHtunen to e negli inseguimenti. Dell'istn,zione_a pied?° nella ca'Vatleria . - Si lamenta il laconismo. d_el .rego_lame~to r,gn~rdo a_l combattim ento a piedi, e come ben pochi si occupm_o ~1 quest.fl 1strnz1oue, considerata dai più come una fantassi',tade f~1or1 d1 posto. L'a~1 tore dell'articolo ne rileva l'importan1.a e vor1ebbe die, ~ entre ora_ s1con_sacraDo a cotesta istruzione ,f2.6 ore nel primoanno e 216 1u tre aoo1, Jesi destinassero 336 ore per anno, e così in total~ ,f ,0?8 o~~· o_nde prepa rare bene la truppa all'.ittacco e alla difesa d_ei post,'. iìll 1mp1ego del fu oco, ecc., giusta le prescrizioui contenute in c~nq~1e d1ffereu t1 regolamenti che egl i enumera, e che dovrehb~ro esserermn1te e prender posto nel regolamento di esercizi.

Un nuovo modello di bri:gl'ia·capezzo. Notizie va1·ie.

8ibliog1·a fìe . port nl'l;li tare.

Parte ttf'/iciale; notizi,e estratte dal Giornale militMe ufficia le.

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St1•p,ffle•11·'s Oesten·eicliisclie 1,1nua.,•isclie Zeitsclu•ift. - 2° trimestre iJ 886.

di Napoleone ,f• e della . ft uenza. su l la .DM, mocli . . cl-i guen·ci . , lo,•.o 'tn scienza. mrilitare od1erna. _ I tem pi del Gran Re . . . d' bT · . .. . , cosi r1cc111 1 memora , , :1nen1ment1 mill!a r1, erano ormai trascorsi scomparso era l' . che .con tnnta ~l,ilità ~ pe'.· lunga serie d'nuni ave~:1 Silputo tene,'. te:~:e~ mezza Europa 10 arm i; viva perb era sempre la memori· ,~ d li l · " e e g oriose

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-sue gesta, e non ,;olo nella l'ila militnre, ma eziandio nella politica e nella cultura sociale ifl sua ionuenza gi faceva aocorn sempre sentire. Il metodo cli guerreggiare crea to dal gen io di Federico ern perfettamente adatto nll'indole dei tempi suoi, il che mentre ne giustificava l'csi·stenza, portava tome conseg11enzlt uecessaria , che esso costituisse la norma per il te111po :wvenire, iusino a che non fos$ero m11tr1te le condizioni politiche e social i iu mezzo alle quali era sorto. Codesti mutn meoti però non si fecero attender molto; erano appena trascorsi sei anni (!nlla mort~ di Federico, qu:111do la rivoluzione fran cese rovesciando tutte le relazioni fin o a li ora csisleoti, segnò alla vita sociale una direzione affatto nuova , i cni effetti dovevano necessariamente manifestarsi anche nelle cose della guerra. Così la leva e I'ordiunmento llegl i eserciti (organicci), la condotta della goerra nelle sue grandi linee (stra.teyia.), e i modi di comb11ttere (tattica) si dovettero adnttn re alla nuova situazione. La repubblicn france3e cli recente costituita, per assicurare la sua esi·stenza contro 11:l nitre potenze consurvatri ci che si opponevano colle arm i :1ll'affer111azione delle grandi idee sorte diii seno della ri 1•oluzione, dovette impiegare energicamente e senza rigmH'di tuui i mezzi di lotta di cui po:teva disporre. Da ciò ehbe origino il pri11cipio J'ondarmnta le dell'obbligo generale al servitio mili tare, come corollnrio dell'uguaglianza dei dirini civili. E questo principio fu dal genio ordinatore di C:irnottradotto in fotto mediante la lei;a in massa colla C[lWle tu un la gente val ida venne chia mata sotto le armi . te numero di armali raccolto col Duovo ~islema, per essere utilL'in<ren e ·mente impiegato, abbisognava di nppo,ito ordinamento; e questo si otten ue col mezzo <lelle divis'ioni; vale a dire," l'intiero esercite fu suddiviso in -riparti costi tuiti di tu tte le ar mi, provvisti di tutti i mezzi per comba llere ,e sussistere da se ,tes,;i nel teatro d'operazioni. Con un me1odo ri i gne!'l'a energico e senza riguardi, che rn irava a grand i obbiettivi, e nessun conto teneva dei rapporli di parentela fra i capi dei principali Stati, con un'azione regolata su viste affatto differenti da quelle che fin o allor11 erano prevalse ci rca i rapporti fra i govurnanti da una parte e i territorii soggeui d,1ll'altra, potel'asi seuz'altro spezzllre il vincolo dei rnaaazzini di veltovncrliameuto !Mneralm ente usati nel secolo xv111, ed ç) l:> affernrnre il principio che la guen-a deve nutrire la gue1·9·a. Il nuovo si3tema di vettovagli,,mento deriraute dal m~desimo, il si ·stema diiile req nisizion i, con,entivn alle vn ri e parti dell'eserc.: ito Iibertil e rapidità nrnggiore di movimenti , c.:oudizione indispensabile per l'offensiva -energica. E dalla co mhiuazione dello stes~o sistema coll'ordinamento di -

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LIBRI

visionario ven ivano modifitate le basi della condotta della guerra, e stabilita la regola, che l'esercito deve imirs'i per combattere, separaniper 'vivere. Le modificl'lzioni radical i avvenute nei rapporti sociali non furono senza. grande influenza sul modo di combattere delle giovani truppe della repubbliea . La brevità del tempo non consentiva di applicare loro i.I lentoe duro addestramento prima d'allora usato in Francia, nè la ferrea· discipl ina, che per loro si richiedeva aI fine di misurarsi alla pari con le trnp pe 11vversarie bene esercitate e in parte anche rotte alle fa tiche della guerra; nè dopo quel soffio d'indipendenza, che ,weva aleggiato su lle masse popolari, sarebbe stato possibile portarle al combattimento rinserrate entro alle rigide forme della tattica lineare, come ingegni pa:::sivi ed inerti di· una macchina . Da tale stato di cose trasse origine il combattere in cacciatori, e la t-attica di colonne; il primo lasciava agl'individui ed ai comandanti dei. piccoli riparti un certo grndo d'iniiiativa abilmente usufruito nell'impiego del fuoco e degli ostacoli natura li del terreno; l'a ltra consentiva di tenere raccolte le forze in proporzione con l'entità dell o scopo da raggiungere, d'imprimere al combattimento la necessaria eneroia e tenaciti1 , di accrescere ·o diminuire secondo i casi la sua in tensi tà, j i pieg:irsi, alle esigenze del terreno, di avvicinarsi al coperto per sorprendere l'avversario o cercare di scemare l'efficacia dei suoi fuochi , cose tutte le qual ~ al tempo della tattica lineare costi tuivano gravissime difficoltà. Cotale maniera di combattere aveva inoltre in sè l'incontestabi le vantaggio della novità; era un fatto nuovo e sconosciu to dal c1uale l'avversari'0 non poteva non rimanere impressionato, e tutti sanno quan ta parte l'imprevisto possa esercitare sul l'esito di una battaglia. Però, come ordinariamente avviene di tutte le cose, queste innovnioni insieme ai vantaggi avevano pure i loro inconvenienti. La leva in massa aveva introdotto nell'esercito numerosi elementi ai quali non faceva certo difeuo l'amor di patria e l'entusiasmo per la sua muta caus,1 , ma l'inclinazione all'obbedienza, la souommissione dcli.i propria volontà a IJuell a del superiore, la discipl inn militare, in una parola, era quanto loro m.incava , e ciò per effetto stesso della rivolu zione che a\leva resa la loro na tura ribelle ad ogni vincolo. . Il sistema divisionario ~rroneamente impiegato contribuiva al disperdnnen to delle forze, tanto 111 grande quanto iu piccolo, sia nel senso strategico, sia in quello ta'ttico; d'onde provenivan~ azion i e movimenti slegati combinati fra colonne sovente assai discoste l'una dall'altra . Si voleva coprire ogn i punto del territorio talora assai esteso, e ciò portava, .un ritorno al si,stenrn della guerra di cordone; e se Ja Francia non risen tì,

E PERIODICI

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di questo le funeste conseguenze, ciò avvenne _~erchè ~li avver~ari:. malo do il più saldo ordinamento dei loro eserc1t1, segumrno lo st~s::.o er"'ra . . . f , I ra ~oneo sistema e sopportavano gli stessi inconvement1 ID orse prn nq~, misura . · Il sistema delle requisizioni applicato energicam,ente ~on poteva essere troppo lunoamente prolungato senza produrre ~ es,u:r1mento del teatro cl'operazioiti prima, delle provincie li mitrofe poi, e fmalrnent~, dove a tempo non si fosse provveduto, avrebbe mena~o. al~a sosp~ns'.one de\le di maaaz1.1 m d1 deposito . 11 .solo. s1operaz1· 0 u·1 n11J"itai·i , · . Set , 1 z,,,1 J'aooiunla m> · "" stema delle requisizioni non è sufficiente .nep~ure per po_ch1 gwrn 1 a_l vettovagliamento di grandi masse rnccolte rn ngtretto spaz10, come puo talora essere richiesto dalla situazion_e di g~eri: : . . L'impiego eccessivo delle tr~1ppe 1~ cacciator1 nel c~mbatt1men,t~ }ccresceva le dif!icoltà del la direzione d1 codeste masse sciolte, che l,bciate · bali'a di se "te,se combattevano 5econdo l'istinto loro, non con deterrn ' "' ' ' 1·· Il minate prescrizioni e con ch iaro concetto dello scopo . Cosi .111_ nenza deìla direzione suprema sull'esito del con:battimento era pr~ssoche n?lla, e la vittori a riinaneva sempre dubbi:i, specialmente c~l p~r1colo co~tmuo della dispersione delle fo rze prodotto dall'erronea npphcaz1one del sistema divisionario. . . Per queste cause le grandi battaglie della rivoluzione, s1 risolvet.tero er la maoaior parte in una serie di combattimenti slegati, sostenuti dalle P 00 . d" d . varie colonne quasi fra loro_in q~cn enti. . .. , . 1 .. a questi avvemmentl sorse un gemo m1ltta1 e, Napoleone I n mezz 0 , . · d I Bonaparte, il quale apprezzando nel_ loro gius~o ~~lo_re i v~~t~?g1, _e e repnmendone 1 diletti, mdmzzo I a1 te nuo,,, 0 modo <1·1 0"tlerreo(•iare 0v (_ , . della ouerra su c1uella via che era necessario percorrere per. gnrngere _a 10 • • ,·ccs· 1 que1 su_ . "· <·olossali , , che pri . rna .d' a Ilora aJJ .pena .erano . stat.1 tr:111edut1. _ . ,· Pieno di ardente ambizione, conscio delle err11nent1 doti del suo :,p111to, dotato di forza indomabile di c:irat.tere e di ferrea volontà, egli dovette salutare con crioia il prorompere della rivolu1.ione, dallil quale P?teva0 sperare riputazione, glorin, e, quel che più ancora g1·1 premeva, po tenzn. Sorvolando snlla sua storia che è pienamente nota , ~o_rne s?no n.ote circostan1.e che lo aiutarono a conquistare quella pos1z1one lll crn. pote far rifulcre~·e le splendide qualità della mente e dell'animo, ci _propontamo ora di r~pondere tosto alle questioni che principalmente c' mteressano,

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· d li' 1 IJ ,10 Qu:1 leinlluenza esercitòNapoleooesullo sviluppo e arte e cc a

cioè :

scienza mi litare del suo tempo; 2,0 Quali furono gli effetti che ne deri va rono per l'età present~.

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E {>ERIODICL

LJBH I

Con la p1~nez!onc sua_acntìssima rit:onobbe prnutamente Napoleone il lato debole. del ~1stema dt guerra della repubblit:a, e si pose a correr""Brne ardi larneute i difetti . "" Il principio che determina l'obbligo di ogni cittadino di concorrere alla difesa della p;itria fu conservato, non però nella sua iutcgrit/1; perchè fu ar~messa J_a s'.1rrogazione, e nu_merose e~onernziooi venuero concesse. 1 ,Code~t~ eccez1on1, clie non erano 111 armonia perfetta col principio..della uguaglianza proclamata dei diritti e degli obblighi, erano tuttavia ,,iustifi cabili per lo stato quasi permanente di guerrn che durò sotto NapolBone, ,e pel qua le gl' inte_ressi economici e sociali sommamente Jesi esigevt:no qual?he maggior riguardo, tanto più che solo col servizio proluugato po~ tevas1 ottenere truppe p1euamente esercitate e sicure. La tendenza alla dispr~rsione delle fo rze, :illa guerra di cordone, corresse in parte Napoleone riunendo più divisioni in corpi d'armata; ma più_ ~pecia lmente ~ol determinare gli obbiettivi decisivi della'campagna, e_dirigere su qu~ll1 le _truppe con azione sicurn ed energica. L'applica z1~ne della mass1 r~a .d1 nwrci~re separnti e comha ttet'C uniti fu da lui apphcqta con meravigliosa precisione. ~cnza .porre stretti vi~col i all' inizi11tiva dei generali ai suoi ordini, seppe egli pero sempre esercitare sulle loro operazioni inOuenza sufficiente seco~d? il bisogno, e in ordine allo scopo principale da raggiungere. L~ speciali attitudini ~ le qua lità personali cli ciascuno sapev:i egli apprezZ:n'e con grau prec1s10ne, e negli ord ini ed istruzioni che loro iraparti va ne te~1eva stretto con to. ~ella suprema sua direzione, e oeJ!i1 vigilanza e~erc1U'.t:i suUe varie parti sepa rate del suo esercito, trovò egli eflìcacissnno amto m nna delle sue più fel ici creazioni: il corpo di stHto maagiore, onliua to secondo l'eccellente concetto d'al lora del tutto fraoces/ Il sistema di requisizione, quasi indispensabile per la guerra mobile da ~ apol~oue preferita e da lui con tanta mi,estria condotta, fu ampiamente pe'.·fez10'.w t~ e reg?lnto, eleggendo la forma delle prestazioni per parte dei tcrr1ton, el1mmnndo le requisizioni fatte su larga scala, colle C[tiali le truppe provvedev~no da ~è ai bisogni proprì. Fn nello stesso tempo as::;egnata uua colonna di can·e"'"io ,ìd O"tli ' (P . 0 corpo d armata . rmn ant Colonnen), le qua li servirono per il regolare trasporto al seguito nelle truppe dellt> vett.ovaglie provenienti dalla base d'operazione co l mezzo di llU lreno -mi lit.are bene organ izzato. Così il sistema delle l'~~ui::;i~ioni fu co lleg~t.~ ?on cruello dei magazzini di deposito, e veno~ con c!oa_ss1curnta la poss1b1ht/\ del rifornimento r,1pirJo e copioso, anclie ID terr1ton poveri ed esansti, quando la sitnazione militare esio-eva l'agglomerazione e la prolungat,1 permanenza di considerevoli forze"' nei ?)t')

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medesimi, le operazioni militari diventarono per t.al guisa affatto iqdipendenti dai bisogni delle truppe_. . . . . . L'impiego delle forme sparse rn combattimento fu r1strett~ 111 gms~a misura e stabilito con norme regolamentari, col qual mezzo divenne p1~ facilll la direzione del combattimento, tanto nel suo insieme, c1uanto net particolari. Il frazionamento nel senso del_ la profondi~à consenti la graduale aliment11zione del combattimento, r111novandos1 con novelle forze sulla fronte quelle già consumate; la separazione , di riserv~ ~peciali e deUa principale servì al comando per esercitare la necessana rnfluenza sull'esito dell'azione impegµata. . , . . , Promosso l'impiego della cavalleria in grandi prop~rz1on1n~l serv1z1~ d'esplorazione e di sicurezza strategico e tattico, a gmsta ragione pote •iuest'arma e:;::;ere .considera ta siccome l'occhio d~l comand? supremo, allo stesso modo che l'inseguimento ne era il braccio drn col piva lontano. Vide inoltre Napoleone come prima cli lui nessuno av~sse_saputo trarre tutto ii van taggio che potevasi dall'artiglieria secondo il grnsto_apprezzamento delle sue proprietà caratteristiche, tanto come arma dimostrativa, quanto come arma d'offesa per ecc~llen:-a;, a_lt~i si deve in ,,questo secondo caso ]'impiego in massa contro gh obb1ett1v1 cl attacco, nel I intento di preparHe la marcia e l'assalto della fanteria. Da quel momento l'ar~ tiglieria, considerata prima come arma ausi liaria, fn collocata fra le armi .principali. . . . La strategia e la tattica napoleonica preseli tano I seguenti pt;nt1 caratteri~tici: ,i<> Accurat11 preparazione della guerra, det_ erminnzio'.1~ della . f_orza . da impiegarvi in rapporto con la grandezza d~ll? scopo politico e militare -da raggiungere. Preparazione della base possibilmente _forte per n~tura, dnforzatf\ tutta via an,:ora ed assicurata mediante ben chsposte fort16ca·zioni, provvista di rifornimenti d'ogni sorta . . 2• Illudere l'avversario iutorno al tempo e al luogo in cui s' intende compiere la marcia strategica, sorprenderlo con la celerità _dell_'esec~1Zione. 3° Il massimo concentramento di forze; giusto loro 1rnprngo m rela.zione con lo scopo determinato. ti.o Esatta conoscenza del punto decisivo, e della direzione d'attacco più convenieote a raggiuogerlo, così nel senso strategico come io quel!o tattico; scelta della linea d'opera1,ioni cor_ris[''Jndente al!o sco~o e an~p1~ sicurezza della medesima; pronto cambiamento delln linea cl operaztom ,ogni qual volw ciò sia richiesto dalla si tuazione (ese~pi? nel 1~-00 dopo 'il passaggio delle Alpi; nel ,J809 prima della battaglia dt Eggmu~I) : 50 La massima utilità tratta dallo spazio e d-'l tempo, come e d1mo-


E PEfilOOICI l,IDRI 366 strato da lle marcie rapide e d . e da identiche manovre sul ::~rpeond~~t, comi. piute nel teatro d'operazioni . . . I 1,att11g JU. 60 Pe~f~tt~ combinazione delle tre armi. 7• Ab1 hss1mo del!e riserve · . 1, tattiche e strateoiche . impie"o 0 • 8 1nsegu,mento senza riouardi d Il' . . · massima utilità trntta dalla vi t; ria otte e t avve1sario battuto, donde la eerto e' amm1.rab1le . la virtù con la nu Ia. N vero seppe costantemente a lic.are '. q~a ~ : .ipoleone con l'intuitO" del guerra nelle mutevoli e di/ pparate .' prdmcd1~1 fondamental i dell'arte del la . . v1cen e I una campao mirabile penetr~n . col t.na, come è am" " te e compressivo I 1· . . lo S"uardo la s1tuaz1ooc generale delle cose , . . ~un e eg , osservava È opinione diffusa che I f , e quasi s~mpre gmd1cava rettamente. . a 01ma preferita da Nap le , z1ono strategica quanto nella tn ttica f . . . o_ one, tan to nel! alinea avversaria per isfondarlo S , ~ssc qu~ll~ ~1 mmire al centro della che il grande maestro di ouerr. e CO esto gmd1z10 fosse vero parrebbe d'attacco, si sia lasciato ;el ~lna v?dltn fa tta I~ scelta della sua forma • l:>m o gm are dall'idea p più curarsi se ess11 fosse oppur no in 11rmo . . re~nceu_a, senza alla c1uale era da 1· O nta con la s1tuaz1one m mezzo app ,care. ra l'esame tt d Il mostra invece h · .. . a ento e e sue campaone 1 era l'unica app~ic: :i~~.c:s~:: : i~e~:po~:~~e scelse Cf\ Clla fo rm_a, o ~ss; nernle l'azione offensiva al contro così\cl a eh.e ~eglio _conveniva. In getico pare giustificata allorquando I' s:nso strategico come nel tatfettosa, troppo estesa, e perciò t re, ~ ha assunto disposizione disono in precedenza divise. Ip ole, oppure qnando le sue forze 0

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mento d"t un,ala sia . .impossi. bile . {)er uò ancora la Pforma del teravvenire cheIl'aacirn oo_ reno o per a tre circostanze· · I , ' che mirare ad un punto dell• f , e·~ ta caso non rimane altro. . " ronte avversaria e cere , . 1· bb concorrere tante 1rorz facendov1 · • ,e quante uo occorrono aie u 1 a :i tterlo ' no1·1 til. S'iotende che in tal·1 con d'tz10n1 . . 1,.impresa r1.e.,per avere la supe.ù che l'avvolgimento . sce p, malagevole Kel l'az1 orren .·va a.·1 centro d te · 11 ' • •campo strateoico " • ·one · s1 . al gmsto apprez1.amento della s1·tun, .ione sembr:-i s1 '. pos e rmmata . . f .m base conseguire che non sul campo di b:nt 'r . . • sa piu ac1lmente pone uno schieramento difettoso dell'av~•!r'.; ; r.1mperocch~ quella presupla parte assalita non può essere cos· p, ' IO, e per onetto dello spazio, caso. t JOntamentc sost.enuta come nell'altro Tenuto conto di queste osser vazioni a d. .. asserto servi ranno specialmente I ' imostrare la ver,ta del nostro O · ' ' a campagna elci 1796 · I 1· nodo), quella del ,1809 m · Germanrn . ('1• periodo) '. 111 ta 1a (,t pele cam a ne d I 1

: t ::;r~: l:itr:~n,~atdti~a,~;:trevono le battaglio ~ ' cl J > I >f r100, eCC. Cl

,li Aus~er~t~ di ;~s~ !~;,

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Qoale importanza adunque hanno le goerre na poleoniche rispett,) allo svolgimento della tcienza militare dei nostri tempi? È questa la seconda domanda che ci facemmo; e ln risposta è ora fa cile se consirlt:riamo che l'alto punto cui son giunti ai nostri giorni la strategia e la gran tattica è specialmente dovuto allo studio prorondo e :ill'esame critico e analitico delle uumerosccampr.gnc del grande maestro . Frutto di questo studio sono le opere degli ~crittori che succedettero: di Jomiui, di Chmsevit1,, di Williseo, ec~ .• nelle quali lo scopo principale è di dimostrare l'eterna verità di quei princ1pii, in sè così semplici, e nella loro ,1ppl icazionc così sommamente difficili, che il genio di ~apolcone spontaneo mente. però con cosciente sapienza, sempre $egui ed ~pplicò secondo le esigenze variobi li della situnione. Le guerre m poleoniche resteranno fino nell:i tardo posterità come sorgente inesauribile, alla quale il rni liwre studioso e indaga tore potrà con · tinuamente attingere pl'r allnrga re la cerchia delle cognizioni e perfezionarle. Non si potrebbe però negare che, per effetto dei grandi risul tati otlt'nuti nella parte tecnica in questi ultimi tempi, il s'.sterna napoleonico abbifl ora subilo u11 ampio svilu ppo ed in aìcune parti anche delle modi!ìc.azioni . E primo fra tutti è da tener conto del vaoLnggio delle fo rr()vie per il trasporto di granùi masse d1 tru ppe, con cui si ::ibbrevin d'assni il tempo necessario per l'adunata e la marci11 str:itegica. L' imporlfl UZ:l grandissima che il tem po e lo spazio già avevano nello studio degli elementi di una data situazione militare, venne ancora notevo!moote accrescinta, giacchè piccoli errori nel calcolo del 1empo possono es: cr causa di conseguenze funeste ed irremodiabili. Lfl più gr:inde preparazione alln guerra lungo tempo prima Jel :;uo aprirsi è diveout11 ora cosa di :issolnta necessità. Le l'eti ferroviarie vogliono essere tracciate in relozione cogli obbicuivi strategici; le rlisposizioui circa il trasporto della truppn per l'adunota e la marcia strategica studiate in preccdeuza esat1amente, e de1erminatc in ogni particolare del ifl loro e~ecuzione; i punti del territorio fortifìcati secoutlo le vnrie i potesi di guerra al fine di opporsi alle probabili invasioni del nemico. Anche la ll:l ttica delle vfl1·ic armi, qi:.ella specialmente della fan teria, dal tempo di Napoleone in poi ha subì te essenziali modific11zioni. Per effetto dello straordinario perfezionamento delle nrmi da fuoco, e soprattutto di quelle portatili, la fanteria è ora obbligata a servirsi di quelle rorme che sembrano meglio atte a diminuire 13 terribile efficacia delle armi ~tesse. La pPrL:ila del fucile e del cannone divenuta cinque o sei volte m11ggiore obbliga le. tru ppe a mnnoH are fl distanzi\ ass::1i maggiore <;he


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una voltn, od nc~rescere In distanza fra le schiere, a tenere più di.stanti e al cop~rto le riserve fino al momen to della loro entrata in az,·ooe 1\ nulla 10 I b ·1 ' · • i:, :ere) e I u~garn come la cresciuta potenza delle armi da fu oco _abh1n f'. ure esercitato 1.nfluenza grande sop rn l'atti vità e l'efn cacin della cavn ller1a sul campo dr battaglia. Malgrad~ tutto ciò, l'i nrnoe sempre for mo che i principii direuivi cui 1 Napoleone rnform.iva la su;i condotta così nel teatro d' . . sul ca m d' 1 opera1.10111 ..come po i ,atta1,lia, sono O<rrr1 anco ra e sa ra11r10 pt re Il' . ,· , • •· • . ' • • • w!:> , • . l ne 0V\'6Dlre, n:onosc.;111 ~1 per , so li g, ust1 e retti; pt:n;iò sotto /' .is1)etto obbietti vo cielI~ scienza · · " ·.' caJ ,, , Iia d'rrrtto a tutta la nostra rrconoscenza del pa ri che " I'1 alt.· <1 ranrl1 che · I · o , 11 " s1resero lenPmerni del sapere, che è fondamento del progresso umano. {1

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D·ljon nel 1815. _ Erano 1'J0 000 .. ( - , uom m, compre-o ' canl_,cri) sotto gli ordini del pr iocipe di Sch warzenbcrcr tut~e truppe austriache com ponenti l'armata dell'Alto Reno e quell:i d;'.t 1,· concentrate a DiJon inFraociasul fi nire di (u<rlio del ,f8,f~ U11 "ro· ·a,.1~, • era L 1 o v, " 11 s 11.10 sa~ cor~c1uu~o: le trnppe allea re di quasi tulla Europa er:1110 fina lmente r,,u:cue \ do~arc e rendere im potente il leone corso. Durante questa 1'. 0 oun , segu1111 roscra dal la seconda pace cli Pari<ri bi ·or:rno ,. non la~c1arc · · · . o ' ~ e> ,., a • · , 111 ozi.o tanti armati . L'imneratore l<'raucesco r perciò, dal . taa:f)~U~, aveva d,s.posto che nei dintorni rli Dijon le sue truppe si occupas:,ero rn frcquent, manovre, le quali ~a rebbero poi state chiu$e in settembre con unn grande rivi~ta. rivista di io La 000 · ..

~ .'~lcnn '. C'~nni s\1 ques!a grandios:i ra~segna che11bbiamo tro vati uel fo,c,c.olo ~I'. d1cemh1 e ·1885 d.ella ~t1·ef!leur's Oster,reù;hische Militiirischr 7:e1.~sch71 ft non saranno drscan ai lettori tiella Ri1,ista militare ùal · h s~1 provengono ria un <liario autentico del nonno del tenen te d,· 1a~a . tor, .lmperia li Tcohaldofo1 rone di Seiffertitz che "Cntil1ne11te 1· le , caccia. . . ' o , rn comuu1·.ca t'I a 1 sue·Id euo per,ochco. r: ultim~ f?ior~o. del cmnpo doveva dunque essere solennizzato da cote!-to g~and,o~a _m,r~ta,. p_er assistere alla quale erano ~la ti mamlati inYiti a t.uttr '. so_v1:an1, pn~c1p1 e ~euerali delle trnppe arJeotc. . li pr11mp10 della r1 v1s1a lu fissato rier le ore 7 del n1~t1· I d' . . · " .1no. Jl or I·1 co I . ocameoto I rp1e1 420 mrla uom ini delle varie armi fu scelto nn trauo di terreno d, un CJt'.nr·:o d'ora ~undrato di arca (corrispondente press':i oco 11 ri un quadrato di ·1000 metri di lato). · I ,Ai primi ri.lbori . i rcggim eoti . ' i battaglioni ecc· coi pezz1· e1·I art ·,g1·1er,a 010 assegu~t1, s, mossero d:11 loro accampamenti, e t1iunti sul posto si 0 fo rmarono m massa .

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Al reggim ento Ji fanteria di 3 battagl ion i, Jella fo rza complessi va di circ.;a 3700 uomini, ven11c assegnalo uuo spazio di non più cli 90 passi di fronte e di '28 passi di profondità. Ila tali dimensioni è facile farsi un' iden della Jeu~ità della posizione. La cavalleria e le oltre ormi ll\'ean dovu to sottostare raggungliatamente a simi li condizioni di spazio. Poco prima delle 7 l'intero esercito trovavasi concent.rato . For m:i va no la .J• schiera tre divi:;ioni leggere; la fanteria di liuea e la carnlleria costituirn110 la 2• , 3° e 4,• schiera; la fomeria e cavalleria di r iserra fo rmavano la o• schiera . .Le ualterie erano aggregate a Ile r ispetti ve trn ppe ed er~uo disposte ciascu na cou tre pezzi di fronte. La d1::;t1rnzn trn una schiera e l'altra era di 150 passi. L':ispetto di quesL'csercito formato in massa era imponenic. redura da cavallo, o da un punto elevato, tnlta codesta truppa in pan,ta coi suoi penn~cchi di fronde di quercia aveva l'apparell7.a ùi unn i11tcrminaLilc foresta verde. Collocato in ordine così ristreito l'esercito allcse l'arri \'O dell'eccelso suo capitano, e alle 7 preci ~e comparve difatti l'imperatore Francesco I din-anzi l'ala destra della schier11, seguito da un brillante conèo. Al seguito del monarca si notavano tra gli altri: il priuci1)e ereditario, arc.;iduca Ferdinando, gl i arciducbi Luigi, Ferdinando e Massimiliano d' Este, il prin~ipe ereditario di Wuruemberg, il maresciallo duca di Wellington, oltre molti altri principi cd una quanti tà di ge11orali ed uffi ciali superiori degli eserci ti alleati di quasi tutta Europa. Già prinrn dell'anivo deH'impera ture, lo Czar Ale:;sanùro 1 di Russia :,i era recato presso il reggimento che portava il suo nome e ne aveva assunto il comando. Dopo che il como nda11 Le io Cfl po dell'ar mata , principe di Scii warzenberg, ebbe fauo il prescritto rapporto a S. M. l'imp<!ratore d·Anstria, estrasse la spada e cavalcò al seguito del medesimo lungo il froute di ogni schiera . Allorquaudo l'im peratore Francesi;o si avvicinò al reggimento del monarca russo, questi gli caYalcò incontro a sciabola sguainatH, ossequiando lo imperatore austriaco col saluto regolamentare. Circa due ore dopo la rassegna delle schiere era finita. Appena passa ta l' ultima schit:ra un colpo di cannooe dette il segnale per l'esecuzione di uaa manovra. A questo colpo il quadro cambiò di aspetto come per incanto: nella silenziosa e tran(Jnilla massa ::;i svi lu ppò a un trntto la vita. Delle tre divisioni leggere della 1a schiera, quella dcll'al::i destra fece una voriversione a destra, quella·dell'ala sini~trc1 a sinistro, quel111 del i;entro si spiegò in avan ti, mentre le due divisioni d'ala, colla cavalleria alle ali estreme, andarono congiungendosi alla centrale. 1 ( •


370

LIBRI E PER IODICI

Le altre schiere ::;eguiro11C' lo 3piegamento nel se1130 della prima, e nel tempo di mezz'ora il fronte di parata si trasformò in un ordine di combattimento della lunghezza di tre ore di cammino. Tale spiegamento ebbe luogo con sorprendente precisione. Osserva il diario circa l'ulterior corso del la manovra, che, quantunque nella condotta si seguissero i precetti della tattica dell'arciduca Carlo, pure l'esecuzione riuscì alquanto pesante. Alle 3 del pomeriggio la manovra ebbe termine, dopo di che le t1'i1ppe si disposero per slìlare davanti i sovrani. Lo sfilamento fu fatto per compagnie e per squadroni con distanze di ·I O passi, di modo che un battaglione impiegava appena un minuto per sfilare dinanzi ai monarchi. Ciononostante :ilio sfi lamento di tutta l'armata con l'artiglieria che marcia va per sezioni di 2 pezzi, abbisognò non meno di 3 ore, ed erano le'7 di sera quando passarono gli ultimi riparti per recarsi poscia ai loro accampamenti ed accantonamenti. Quella colossale falange uella sua prima posizione per la rassegna, il profondo silenzio, l'ordine e la calma, la puntualità e l'esattezza con cui furono eseguiti tutti i movimenti durante la manovra, e infine lo sfilamento di quel la colonn:i, quasi massa, che durò tre ore, non mancarono certamente di esercii.are una profonda impressione (forse dagli alleati desiderata) sulla popolazione francese; e chi sa forse che il mondo non sia debitore della lunga pace che ne seguì, a codesta potente impressione?

Il D i rettore TANCRE D I

FOGLIANI

Maggiore di fa nteria.

DEMARCHI C A RLO ,

gerente.

!


UN'INVAS IONE DEL PIEMONTE NEL SECOLO XVIII

STUDIO STORICO SUI SERVIZI AMMINISTRATIVI

I.

All'aprirsi della guerra della della Prammatica Sanzione comparisce per la prima volta nell'esercito piemontese una istituzione che tuttora vive nei nostri ordinamenti ,mil itari, ossia l'Intendenza generale d'armala. Nel Regio Decreto 6 marzo 1742, col qual o Carlo Emanuele III pone sul piede di guerra il suo esercito, viene col nome di Tntendenza Genemle designato il personale avente l'incarico cli provvedere a Lulti i servizi amministrativi io campagna, cioè: viveri, foraggi, trasporti, poste e staffette, munizioni, spedali, ambulanze, vestiario, magazzini e tesore1\e. Dell 'fn Lendenza Generale faceva parle l'u(/ìcio del soldo in cam,paqna, stralcio dell'iifficio genecrale del soldo rimasto alla capitale, più specialmente incaricato dei servizi amministrativi e dei trasporti. Il suo personale era tolto da quello chiamato esterno A che funzi onava nelle Commissarie di guer,ra ed iiffic·i del soldo di p1·esidio. 24 -

ANNO XXXI,

VOL. IV•


1

372

UN INVAS IÒNE DEL PIEMONTE

L'organizzazione delle Com1ni.ssarie era stabilito dal regolamento 2,1 giugno 1709 intitolato: Nuova costituzione da ave,rsi pe,r legye fonclam,e,ntàle e pe rpetiia per l' amm,inistmzione. e mantenimento delle regie tnippe. Con esso viene stabilila la car ica di Contaclo1· generafo la cui autorità si stende su tt1tta l'amministrazione militare in pace ed in guerra, si determinano le incombenze, attribuz_ioni e dover.i dei commissari di guerra ed ufficiali del soldo nell'esercizio delle loro funzioni. Si stabiliscono le basi generali dei differenti servizi e della contabilità in natura ed in danaro. · Nell'epoca della guerra di cui discorro, la distribuzione nel personale nelle Commissarie non. doveva esser molto diversa da quella sancita in un regolamento di pochi anni posterioTe, cioè: Per i seI'l'izi esterni sette Commissarie di dipartimento rette da un commissario; quaramacinque uffici del soldo di presidio, dipendenti dalle Commissarie e retti da ufficiali del soldo ('I). Il Commissariato d'allora avendo importanti attribuzioni di controllo sulla contabilità dell'esercito e la direzione dei servizi, era rappresentato i_n ogni località sede di depositi e in molte di quelle principali di tappa. · Accennerò sommariamente alle attribm:ioni che si riferivano alla contabilità dei corpi: tenut:1 d·ei ruoli, rivista mensile per accertare !_'effettivo. dei reggimenti, arruolamenti, licenze, paghe, equipaggiamento e·vesti;,,rio, ospedali, caserme, riforme, rassegne, -bilanci, contratti . Il qMrtie1· mastro clei co1·pi, il quale aveva gran parte delle aLtri bnzioni disimpegnale ora dal diretlore dei tonti e teneva la cassa, mandava alla Commissaria la richiesta delle paghe; quivi era verificata e dopo la rivista mens ile passata dal_titolare dell'ufficio, quesl.i ne mandava relazione all'tlfficio generale del soldo per servire alla compilazione delle livranze o mandati per saldo delle paghe dovute. Ciò quanto ai conti dei corpi; quanto ai servizi i Commissari di 1

1

(:l) Ecco l'ubicazione (lelle sette commissarie <la cui in vario numero cli pendevano presidii minori: Sardegna, Villafranca, Cuneo, ·susa, Savoia, Vercelli e Alessandria.

NEL SECOLO XVIII

373

"Uerra veni vano specialmenle incaricati degli acquisti ad economia. ~ . di tutti i generi necessari al mantenimento delle trnppe m cam pagna ed al rifornimento dei magazzini e forti, mentre per i viveri nei tempi ordinari si lascia.va facoltà ai comandanti cli provvedere direttamente. Le derrate comprate e collaudate si davano in consegna ad un guarda 1nagazzini vive,rì dipendente, il quale teneva i Ì'egistri del carico, r ilasciava le ricevute ai consegnanti, eseguiva le spedizioni dove e come veniva.gli ordinato. Nei luoghi di tappa ai magazzini di foraggi erano preposti commessi per eseguire le distribuzioni ritirando dai corpi riceventi le contente o buoni . Dai magazzini principali si spedivano generi ed anche grani a . . · magazzini secondari sul le linee di Lappa. Del servizio pane era incaricalo il m1inizioniere generale, appaltatore che si assumeva la provvista del pane per tullo lo Stato, e, per mezzo di sublocatori , faceva eseguire il servizio nelle località indica.te dall'ufficio del soldo . · Era pure sua cura confeziona.re il biscotto che consegnava poi ai guarda magazzini. · Riceveva dall'amministrazione militare il grano e spesso anche le farine; e per compiere la panificaz ione coi proprii operai in campagna aveva diritto ai locali da lavoro e da deposito di farine e forni. · La sua opera veniva invigilata dai Commissari di guerra; ma già fin dai tempi dei qual i mi o.ccupo, esist.evano per questo servizi0 le dif(ìco ltà che suggerirono un secolo dopo il serviz io ad economia; trovo infatLi che ViLtorio Amedeo I [ aveva creato un .Direttore della m,i1;nizione al qnale inco;nbeva di recarsi nei vari presidi, e come « persona sperimentata e pratica della fabbrica del pane e biscotto , ispezionare la, qualit'.l distribuita». . La condotta del grano e generi di munizione ora data in appalto per lotti comprendenti ciascuno un circondario, e da deliberarsi · anche separatamente. Il foraaaio veniva somministrato da un'impresa per cura dell' ufo.., . fic io generale del soldo.


\ 3H

UN'INVASIONE DEL PIEMONTE

L'amministrazione però formava anche magazzini propri ('I). Nei magazzini il fi ~no era raccolto nelle proporzi'ohi di '/ 3 agostano e 2/ 3 maggengo. · L'orzo era molto distribuito in sostituzione dell'avena. Per la forni tura del casermaggio era già. in vigore l'attuale si stema di appallo della manutenzione dei letti, mobili, legna per le caserme e corpi di guardia.

j 7

(l) Per chi desideri conoscere l'enti.tit della razione o piazza di fieno come allora si diceva, trascrivo dal Regolamento -10 marzo 4737 per la direzione econo-mica dei reggimenti di cavalleria e <li'agoni, il prospetto di tale competenza e l'articolo che da Je norme rela:tive alla sua somministrazione:

-

In tempo di Pace

Guerra

~ Fieno Iliacla Fieno --- --- - ~

Al colonnello Tenente colonnello . Maggiore . Aiutante maggiore

. piazze

.

--

Biada

- - -

6

6

12

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8

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3½

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2

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12

4

I,.

Garzon maggiore .

4

4

Quartier mastro

2

r,,

Capitano .

3

Capitano tenente .

3

6

Luogotenente

2

,i ,

Cornetta ;:o!onnclla .

2

4

Cornetta

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Maresciale cli logis

2

Brigadiere e soldato.

3

6

6

3

2

2

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-1

2

Le suddette piazze saranno, d'o r in avvenire, fissate ad uo rubbo di fieno ma.ggiengo caduna, e quelle di biada ad un coppo in cadun giorno, per tutto l'anno, e ciò oltre libbre sci di paglia, ed in difetto cli qne-~ta, d'altro strame, da scrvirn per l'impaglio dei cavalli delle compagnie, dovendo però questo essere ripigliato, e cedere a benefizio delle comunitit, o provvidente d'esso. Incarichiamo stretramente li comandanti de' corpi, e gli uflìzia.li delle compagnie a dovere far distribu ire in cadun giorno, .e per iutiero, le porzioni suddette di flcno e biada destinate per li cava.lii de' brigadieri e soldati, senza che venga.no a soffrirne la minima diminuzione, e molto meno, che sia.no convertite in danari contanti: sotto le pene stabilite nel Bando da pubblicarsi alla fesra de' suddetti reggiment i.

t

NEL SECO LO XVIÌI

375

Il contratto coll'impresa scadendo col sellembre •I 743 se nestipulava un altro in data 3 settembre d'urativo fino al 11°ottobre'174-8; ed i relativi capitoli non differenziano sostanzialmente da quelli annessi al contratto attualmente in vigore per l'impresa casermaggio del Regno d'Italia. In alcuni documenti -ho trovato traccia di inr.ari chi diver.si attribuiti ai Commissari di guerrn durante la ca.mpagna . Così un ordi ne del Re in data ,J O sellembre prescri ve che, in caso di marcia per operazioni isolate, i corpi abbiano seco un ufficiale del sol do, incaricato di far somministrare loro pane e paghe, passarli soventi in rassegna per assicurarne l'elTettivo, e prevenir gli abusi a danno delle finanze e del servizio. Comm issari di guerra vengono mandati incontro ai reggimenti forestieri come i Yerardin i ed il reggimento Clerici, che al serv izio d'Austria, erano mandali in sussidio al Re di Sardegna. Hanno essi incarico non solo di accompagnarli dal con fin e al teatro della guerra provvedfmdoli di viveri , alloggi, carri, ma ancora d'impedire, che commettano disordini nel loro passaggio e rechino danno alle proprietà private, Essi dovevano compilar verbali di quanto avessero trovato irregolare durante la marcia . Le requisizion i erano missione naturale dei Commissari: infatti al principio della camp,1gna 1(7,H, il funzionante di Oneglia, ha ordine di fermare e comprare tutti i buoi che possano transitare per la strada del Genovesato, e spedirli a Vill afranca per l'approvvigionamento del forte. Talvolta vien loro ordinato di prendere ai privati i generi di sussistenza « senza riguardo veruno ». Vere requi:sizioni, quantunque con tal nome non chiamate, compiono le autorità civil i in antecedenza. Trovo infalli che l'Tntendente di Pinerolo ordina alle comunità di Pailleres, S. Damiano ed altre di immagauinare tutto il foraggio del paese, deduzione fotta di quello che può occorrere per un mese alle bestie dei pri vati . Alle com un ità alpine cui è impossibile richieder danaro o contribuzioni in derrate, s'impongono prestazioni d' opere manuali per taglio di legna, adattamenti di strade e simi li . Il comune di Bellino per esempio deve fornire 100 mila pezzi' di legna per baracconi e per ardere, al prezzo di un soldo l'uno.


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NEL SECOLO XVIII

UN 1NVAS10NE DEL PIEMÒNTE

Le comunità più ricche poi a norma del R. Vigli et.Lo 3 selLembre 1743 sono quotate di somministrare Ve-eneri di sussistenza e fora ~o-ai 0 · in proporzione al numero ed alla ricchezza degli abitanti; ed ai Commissari di guerra spella accertare che nei magazzini comuna li siano veramente introdotte le derrate delle quali vennero tassate. Le somm inistrazion i alle truppe non sono però gratuite, poichè i corpi che le ricevono ne lasciano una contenta, che dai com1rni viene presentala poi per il pagamento all'ufficio generale del soldo. A comuni che indugiavano nel completare le dotazioni, venne falla minaccia di pagare una lira di meno per emina il grano che erano tenuti a raccogfiere. Una qualità richiesta ai Commissari di guerra era quella di essere istrniti circa le risorse del tenitorio in cui fossero chiamati ad operare. Trovo infatti in una leLLera del Re all'ufficio generale del soldo, insieme all'ordine di mettere a disposizione del maresciallo Pallavicini, che da Cuneo deve avanzarsi verso Ceva ed Oneglia, i Coi11missari ed ufficiali del soldo occorrenti per le sue truppe, la raccomandazione che ·questi siano ben « pratici della valle del Tanaro e delle « frontiere del Genovesato, affinchè possano rendersi nei posti che « loro sara.nno indicati per dare le più pronte ed economichedispo« sizioni a ciò la truppa che dovrà muoversi da qu0lle parti, non « manchi di sussistenza ». Consimi li raccomandazioni vengono fatte per i Commissari da destinarsi in Val Susa. · Nell'ordinamento d'allora con un esercito che raggiungeva al massimo la forza di un nostro corpo d'armata, era assai ben intesa la completa separazione dei servizi, dalle operazioni. TI comando era liberato dalle molteplici cure del vettovagliamento, cui provvedeva l'uffic io generale del soldo a mezzo de' suoi agenti al seguito . N~lla persona del Commissario di guerra che era addetto a qualunque frazione di truppa di una certa entità, erano concentrati i servizi amministrativi : tutte le esigenze di una truppa in marcia, in battaglia o in accampamento venivano soddisfatte. Rappresentava verso i corpi l'erario, YeÌ·so l'erario i bisogni della truppa: perfettamente libero sulla scelta dei mezzi per soddisfarli, circondato di una considerazione speciale, aveva nelle sue mansioni carattere determinato e godeva non meno la fiducia del Re e del .comando che queJ ia delle truppe.

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A questa sua posizione Jebbesi se nell'esame dì numerosi documenti relativi alla campagna del 1744, cui mi son dedicato, non ne rinvenni alcuno dal quale risultasse che alle truppe combattenti venissero meno le cure dell'amministrazione, salvo in un caso che come si vedrà, pu.ò veramente dirsi di forza maggiore. , Abbozzata così la organizzazione dei servizi amministrativi vediamo come funzionasse nelle guerre alpine della .Prammatica San"' . zione, e per ora nella campagna del ,17 44 la cui storia amministrativa form~~ l'oggetto dì questo studio.

l l.

Ai · tempi di Carlo Emanuele III ,' il Piemonte c.essò di essere semplice teatro di guerre fra Spagnuoli, Francesi ed Austriaci venuti a disputarvi i propri interessi. Il re dì Sardegna tiene in Eu- · ropa un'influenza ben superiore ali' estensione del suo reg~o e ~ella gara in cui il testamento dell'imperatore Carlo V1 ha cacciato tutte le potenze, la politica dignitosa, astuta e guerriera del lle sabaudo, trova aperta la strada verso i vasti ideali vagheggiati. . Eali come discendente .d'un<!, fi 0 lia di Filippo II di Spagna, ha diritti sul Milanese: come Re italiano ha interessi che la Casa di Borbone non estenda la sua influenza nella penisola, e non gli venga incomoda vicina nella Lombardia. , Alleatosi ·pertanto con l'Austria si oppone tosto all'invasi on~ spagnuola dell'Alta Il.alia: ed intanto che la flotta inglese con la minaccia del bombardamento stçappa al re di Napoli, che tiene per la Spagna, impegno di neutralità per un anno , le truppe della regina ~·un- , gheria alleate còn quelle del re di Sardegna accorrono sul Pan aro a contrasta.re l'entrata nella Lombardia all'esercito spagnuolo. Dall '8 maggiò al 2 agosLo 1742 gl ; Spagnuoli sono respinti, quasi senza combaltimenLo, fino a Rimini. , Piemontesi ecl Austriaci occupano dopo brevi assedi Modena e la , Mirandola; m.a in agosto appunto accade una diversione; un altro esercito spagnuolo capitanato dall' infante stesso, D. Filippo, penetra (y

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UN'INVASIONE DEL PIEMONTE

ne11a Savoia e Lenta un passaggio in Piemonte a spese di Carlo Ema· nuele. · P~rò, fido custode delle Alpi, il re, aveva pensato a questa diversione e pure trovandosi impegnato nell'Italia centrale, teneva un occhio aperto sulle sue frontiere. Ne son prova le seguenti disposizioni date con lettere della.segreteria del re al l'ufficio generale del soldo di cui è a capo il marcl~ese Fontana di C1:avanzana cor.tador generale delle truppe e genti . d1 guerra del re di Sardegna. Sotto la data d'ap:·il e 47.i2 il re fa conoscere all'ufficio del soldo , che.potre.bbe esser prossima una campagna alpina e indica i provvedunent1 a prendersi. Si ordina ai Commissari una diliaente rivista al pers.onale., alle armi e caserme di ,1O reggimenti pro;inciali. . Si avvisa che potendo accadere che i govematori facciano prendere le armi agli abitanti, gli ufficiali del soldo' dovranno far distribuire loro il pane su buoni dei governatori, si rinforzino per conseguenza i fondi di farina in Cuneo ed in altre piazzeJel Piemonte. Eseguitasi una rivista alle dotazioni di' viveri esistenti nelle fortezze .e trovate insufficienti lesi rinforzano nelle fortezze di Brunetta S: Maria, Fenestrelle, Mirabocco, Demoni.e, Saorgio, Montalbano~ V11Jafranca, Bard, Ceva e Perosa. Al qav . De Corbean comandante della città e .contado di Nizza é fatta facoltà di intt~odurre nei fo rti di Saorgio, Montalbano e Villafra?ca viv.eri in quantità anche-maggiore di quella stabilita per dotazione. Si ordina al l'ufficio del soldo di provvédere vettovaglie in Sal~zzo e·Pinerolo, mandarvi farine per mantenere un mese battaglioni di fanteria e di milizie, mandarvi ufficiali del soldo e Commissari per avrinzarsi uni~i o separati nelle valli verso la frontiera al seauito di ufficiali che saranno destinati ad operazioni di guerra. .., disposizioni cui ho accennato. per ultimo po1:rano le date di giugno e luglio 1742; ed appunto in quei mesi Carlo Emanuele<~occupato ad inseguire l'esercito comandato dal duca di Montemar che dalle rive del Panaro passa .successivamente a Bondeno, a Ferrara 'e Ravenna, a Rimini e non si crede al sicuro ' dall'esercito austrosardo che quando si rifugia a Foligno. È appunto in mezzo ai successi di questa campagna che Carlo Em~nuele pensa alla difesa al-

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NE I, SECOLO

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pina e prevede qualche tentativo più energico per parte della Spagna, rivolto più specialmente contro il Piemonte . . Infatti, il 2 sett:embre il nuovo esercito comandato dall'infante di Spagna, si riunisce nel Delfinato, pa$sa il colle Galibier, penetra nella Moriana, manda forti nuclei di truppa verso il Moncenisio ed occupa la bassa Savo ia. Il re alle prime notizie di simile movimento s'era recato a Torino e più per impulso del suo animo generoso, che non per esigenza politica o militare, decise di liberare dalla invasione i suoi più antichi e fedeli sudditi Savoiardi. Con due colonne cli truppe, dal Moncenisio e dal .Piccolo S. Bernardo, penetra in Moriana e Tarantasia: gli Spagnuoli si ritirano e la Savoia in •Ii> giorni è ripresa. · Ma cambiato comandante, l'esercito spagnuolo riprende in dicembre le offensive: Carlo Emanuele che a Chambery, malgrado le· dis]i>osizioni date per passarvi l'invern.O: non ha mai creduto potersi sostenere, decide ritornare in Piemon te. I rnngazzini dei l'armata passano pei primi nella Mc:iriana e di nuovo su due colonne, nell'ordine che si può migliore, l'esercito si dirige al Moncenisio ed al Piccolo S. Bernardo. Questa ritirata col nemico alle spalle, che però rifiuta sempre il combatLimenLo, accade nel cuor dell'inverno; cioè dal •I 8 dic,embre · 1742 al ,io gennaio !1743 ed equivale ad una sconfitta per le perdite di uomini, ed in gran parte dei magazzini dell'armata piemontese. Le sofferenze, i disastri, i danni del maleriale che ne furono conseguenza, fecero deplorare la generosa decisione del re e costituirono forse il solo errore del la vita militare di Carlo Emanuele. Gli Spagnoli rimasti in Savoia non ottennero altro risultato che di passarvi alla peggio un inverno . ' ,,. La rivincita di questo danno ru data nell'autunno seguente. Ometto di seguire le operazioni avvenute n~lla valle del Po, come di narrare l'azione diplomatica che condusse al trattato di Worms ed alla alleanza di Fontainebl eu, con la quale la Francia si univa al l!i Spagna. Noterò soltanto come l'abilità diplomatica del march ese d'O rmea, abbia saputo condurre così bene le cose da dar agio a Carlo Emal)uele di preparare truppe e ttrritorio ad una campagna alpina, facendo perdere agli Spagnuoli in Savoia la stagione più opportuna all'attacco, cioè la primavera e l'estate del 1743. 1


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lJN'INVASIONE DEL PI E ~IONTE

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NEL SECOLO X Vlll ~

. L'ufficio generale del soldo si avvantaggiava del ritardo spingendo i preparativi. Molte disposizioni, fra le quali quella importantissima che stabilisce le contribuzioni da pagarsi dai privati e dai co- . ~uni in generi di sussistenza per le truppe, portano la data di_quel· · I epoca. Veniva organizzato, mediante contratto con urr'impresa; il treno borghese al seguito delle truppe, composto di oltre mill e muli e 700 ·carri con buoi. Sistemala la fornitura dei vi veri e della legna nelle fortezze e la manutenzione delle dotazioni affidata ad imprese. Con tali provvedimenti la valle di Vraita si trovava nel mese cli ottobre ,J74.3 mun ita per resp ingere francesi e spagnoli che in numero di 30,000 sotto il comando di Las Minas comparivano ai trinceramenti di Bellino. · · La difesa di quel passo durò quattro giorni accanita. Gli animi dei soldati piemontesi erano imbaldanz iti, dice uno storico ('I) « per la forte posizione in cui si trovavano, per l'abbon« danza dei viveri che giungevano al campò e per le grandi difficolt.à « che sapevano ayere i nemici a superare, i quali non si ignorava << mancare affatto di sussistenza » . Li 1 1 ottobre Spagnuoli e Francesi dopo gravi perdite e gravissime debbono ritirarsi a Chiana.le. La neve caditi.a in 0O'ran sofferenze, . copia e le squadre di Valdesi volontari e di soldati, molestano talmente ·1a ritirata, èhe questa si converte in fuga: si abbandonano dodici cannoni, più di 400 muli carichi di salmerie sono preda dei n?strj , il bagaglio e le argenterie del Principe completano il trofeo d1 una campagna di pochi giorni ma di molto momento. La ritirata di Carlo Emanuele dalla Savoia è vendicata 'da quella dell'Infante di Spagna dalle trincee del:- Bellin6. -I due episodi cni ho accennato, racchiudono cerlo ammaestra...: menti anche dal lato amministrativo, ma io· li riassumo in due sole osservazioni. Riguardo al 4°, cioè, alla marcia per la Savoia e ritirata in Piemonte; che una marcia in avanti, anche di un esercito abbastanza 1 1

(i) illemoi·ie det ilfai·cltese ù' Agliano.

ragguardevole, allraverw alle Alpi dal Piemonte ed in l~ntananza del nemico, non offre serie difficollà quando, come nel caso di cui si parla, abbiansi amiche le popolazioni ed organizzati i servizi al seguito. Per lo contrario la vicinanza del nemico, che la ritirata accelera nell'andamento e prescrive per i luoghi, il provenire da recrioni in. CLli non si ha stabilila una base di vellovagl iamento, sono 9 . cagione di imbarazzo e di dissesti nei servizi . Quanto al 2°, cioè, alla difesa del Bellino;. che la fiducia i1_ella posizione e nelle provviste di vettovaglie tali da permellere una lunga permanenza, sono causa della valida resistenza di pochi a forze ed a mezzi superiori . _ . Del resto per le accennate operazioni, come pel seguito, devo far qui una dichiarazione. Nel le mie ricerche, mentre trovai minuti particolari su operazioni · lattiche anche di secondaria importanza, non rinvenni traccia del servizio· giornali ero: e ne debbo inferi11e che, salvo qualche caso eccezionale la necessaria armonia fra comando e ammfoistrazione ' non sia stata tu rbaLa. Buona gente quella d'allora che, come non liquidava dopo una · campagna il patriottismo in base ad una tariffo, così non si faoeva caso se qualche volta alle truppe mancava il pane ed il resto per la giornala. I reduci d'allora, narravano accanto al focolare le azioni di valore, e le ~afferenze patite reputavano necessarie compagne della guerra. Allora cla tanti organi non era suonato all'orecchio del buon borghese la nenia lacrimevole sui patimenti dei soldati. Allora si credeva fosse naturale il soffrir per la patria, non solo per la presenza dell'i nimico, ma· ancora per la presenza delle diftìcoltà naturali , delle fatiche che accompag-nano la vita militare. Ed io non i·intraccerò la storia dei pa~imenti di cui furono vittime soldati italiani e stranieri, non narrerò l'eroismo delle notti invernali serenate, dei giorni senza pane, delle marcie disastrose: però metto in chiaro che Lai eroismo fu scevro di rimpianti e di lagnanze; e non meno come italiano che come ufficiale commissario, mi auguro abbia nell'avvenire imitatori.

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382.

UÌÙNVASIONE OE L PIE~IONTE

III . Dopo la ritirata da Bellino gli SpagmÌoli avevano ripreso i loro quartieri d'inverno in Savoia: i Francesi erano rimasti in Provenza; e le due corti di FranGia e di Spagna avéano combi nato una energica azione per mare e per terra, onde venir a capo del loro intento. Luigi XV destinava al comando delle truppe un principe del suo sangue il Conty, giovane ed intelligente capitano: le forze spagnuole erano sollo gli ordini nominali dell'Infante di Spagna ed effettivi del generale Las-Minas, segnalatosi nella brillante, quanto inutile occupazione della Savoia. I preparativi accennavano dunque ad una campagna di no:i comune importanza, ed infalto il De Saluces ne qualifica « sapien« temente concepito il piano e:l abilmente condolla l'esecuzione, « avendo da una parte e dall'altra avuto campo a spiccare le risorse « dell'ingegno e del GOraggio ~ C,I) . Sui primi di febbraio •1744, gli Spagnuoli, lasciando circa 4,000 nomini cli presidio in Sa,•oia, partono per la Provenza e si uniscono con le truppe ausi liarie francesi ad Aix. Il luogo di Ì'ilinione indica abbastanza l'intenzione degli alleati d'invadere il contado di Nizza, dal quale, o per la strada della Riviera, o per quella della Bocchetta, intendono penetrare nell'Alta Italia. Le prime cure cli Carlo Emanuele sono qu indi rivolte da quelle parti. Ecco le disposizioni date-in proposito dall'ufficio generale del soldo. Il 11" gennaio 11744 si ordina al comniissario cli guenain Nizzadi formar magazzini di fieno, paglia, legna e viveri e fabbricar biscotto; i magaz7.ini devono esser finiti in gennaio . · 11 commissario prende i concerti col comandante del militare nel contado, per fissare il post.o dei magazzini. Gli si destina il personale occorrente. (I) Di, SA1,uc1,s.

Histoire ,1/ilitaii·e dtt Piemonte, Chapit. XC.

NEL SECOLO XVIII

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Si mandano a Nizza sessanta buoi che uri Commissario di guerra ha comprato segretamente a Cuneo. Per evitare che i quadrupedi consumino le risei've foraggi preparai.e, si era dapprimn pensato di lasciarli ai contadini perchè li mantenessero, ed a tempo opportuno li consegnassero; ma sul riOesso del deperimento cui potevano andar incontro, se ne abbandona il pens iero. Appena le mosse del nemico confermano al Re che J'allacco se-·· guirà dal Varo, egli, riconosce11clo che la città di Nizza aperta non è difendibile, fa costrurre un campo ti:inceralo sulle allure di Villafranca. Per approvvigionarlo è mandato sul posto il Commissario Verani con segreta e speciale istruzione.' I trinceramenti coronano le vell.e da Monlalbano fino alla Turbia e a Nostra Donna del Laghetto. Quattordici battaglioni sono destinali a difenderli. L'autorità civile e quella mi litare sussidiano l'opera del Commissario di guerra incaricato cli accumularvi viveri e foraggi. La notta inglese alle~tta al Re cli Sardegna difendendo le comunicazioni dalla parte del mare, da Oneglia, ma più specialmente dalla Sardegna, si possono introdurre nel porto di Villafran ca le vettovaglie. Da Cagliari infatti viene spedila la carne salata, l'orzo ed il lardo; onde non impoverire la mon tagna, si traggono dall'i sola anche la legna, e perfino la paglia dell a quale è scarsità nel contado di Nizza. In una Jet.tera al nominai.o funz ionario si legge: « È altresì inten« zione di S. M. che si togii"'tienza perdila di tempo da quei luoghi « limitrofi che fossero per abbandonars i all'inim ico, non solo tutta « la quantità del fieno che si troverà in essi, ma altresi le bestie « t.an lo bovine che· lanute ». Accorgi mento che vals~ a far provare difficoltà di vettovaglie e di mezzi di trasporti ai nemici, fin dal loro giungere nel Nizzardo. Quesl'ordine porla la data del 24 gennaio, cioè cli quando non erasi neppure ancora effettuato il congiungimento delle due armate . In servizio delle dotazioni fissale pei trinceramenti, lavorano ad apprestar farina i cinque molini di Villafranca, non bastando quelli, se ne occupano alcuni sul Varo. I grani sono acquistali a Nizza. Dalle istruzioni dell'ufficio del soldo chiaro apparisce che gli ap-

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UìÙN VASIONE DEL l'!EMONTE

provvigionamen ti di Villafranca non si debbon·o fare a spese del Piemonte, ma, per quanto si pllò sul tenitorio che verrà occupato da l nemi co e dall a Sardegna. Le difficoltà. che incontra il Commissario di gnerra nel compiere la sua missione sono molteplici : la. paglia , così necess~iria nei lrinceramenli , scarseggia tanto, che alla metà di feb braio appena se ne ·potè raccogliere-un quinto della dotazione, la legna è appena mezza; il servizio dei trasporli è sommamente malagevole. Non bastando la provianda, nè i carri dell'impresa a condurre le provvigioni da Nizza a Villafranca, l'ufficio del soldo prescrive che vi si imp ieghino i quadrupedi dei reggimenti e quelli degl i ufficiali stessi, con min accia che laddove non siano in tal modo util izzati « tutti saranno fall i rientrare in Piemonte ». O la semplice minaccia non bastò, oppure si riconobbero veramente io uLili i quadrupedi ne·i trince.ramen li, in cui ma'ncavano luoghi di ricovero, e dinnanzi all'eventuali tà di un imbarco; fauo si è che il 2·1 fe bbraio è dato ordine che siano mandati all'indietro lutti i cavalli . L'ordine è accompagnato daHa considerazione che essi consumano troppo foraggio, il quale rleve servire invece per i cavalli della provianda, dei general i e per le bestie bovi!1e. Ai primi cli marzo la do tazione stabilita per i lrincei'amenti di Vill afranca doveva esser completa ed anzi per qualche genere principale, come carne e fie no, superiore a quella fissa ta. Tale dotazione era eosì composta: sacchi 3,780 Grano e farine. . ... . 6,720 rubbi Biscotto. · sacchi Riso . 588 no 120 Bestie bovine Carne· salala rubbi 3, 38,1. Lardo libbre ,J, 17,J Formaggio rubbi 2 ,227 Paglia -,, 29,4-00 cantari 2,i-,000 Legna. rubbi 45 ,900 Fieno Orzo e avena sacchi 990 Acqua.vi La . 1'ubbi 60 libbre '1 O Spirito cli vino . 1

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Gli scr ittori militati ricori.oscono alle for tificazioni di Villafranèa il meri Lo di coprire varie vie sicure di ritirala. L'eventualità. d'un ripiegamento era pnre contemplata nelle istruzioni date al Commissario di guerra, il qua.le doveva far abbattere i forni e bruciare i magazz ini all'avvicinarsi del nemico , ma apparisce tanto più evidente dal fatto che oltre all 'approvvigionare le trincee, si prepara.va con tutta segretezza, un magazzino all'indietro, destinalo a considerevole quantità di truppa, fra Tenda e Sospello . A tale apprestamento veniva destinato il 211 febbraio un allro Commissario di guerra. ·Egli ha l' incarico di raccogliere e frazionare provvigioni nelle locali là di Sospello, Breglio , Briga, Saorgio e Tenda che tutti insieme . formano il magazzino denom inato della Gran Rolla.. Sua speciale cura è di trovar subi to tan ti forn i da averne ali' occorenza 20 mila razion i al giorno, preferibilmente in Sospello che si crede posizione da sostenervisi; e raccogliere sulla strada Nizza· Tenda le provvi gioni che gli sono indicate cioè: Fieno . rubbi 60,000 )) Paglia . 30,000 Legna . cantere 22,000 Farina. sacchi 3.375 » Riso . i:i04: La rdo . rubbi 3,240 Presso lo stabilimento del la · gran Rolla è pure impiantalo un ospedale da campo con 1160 letti fornito cli materiali e personale dal Piemonte. In si mi li preparativi, dei quali non è possibi le disconoscere !'opportun ità, si gi unge fino alla metà. di marzo, quando cioè risulta al re di sarclegna che il principe di Conty e l'Infante cli Spagna. ·si avvicinano a Nizza. I Gallispani ritenevano che pel Varo e sul Paglione avrebbe Carl o Emanuele concenlrato i suoi sforzi, invece nella Contea di Nizza non vi erano che nove battaglioni· accampali fra Sospello e Castiglione oltre ai quaLLorclici delle trincee di Villafranca. Le truppe avanzate avevano l'ordine di ritirarsi quando il nemico si avvicinasse: così il Varo, non difeso dai Piemontesi, venn e guadato il 11° a_prile dai Fra nco-Ispani. '


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UN' ll'\\'ASIONE DEL PIEMONTE

Il mal'chese di Susa, fratello del re, prescrisse allom lo sgombro dei m~gazzini di Nizza, e la loro riunione a quelli di Villafranca e quindi permise ai sindaci di por!.are ali' Infnnle di Spagna le.chiavi della ciLtà. Il ripiegamento, per quanto affreLLato, avvenne con ordine, poichè si trova in data 6 aprile una lettera dell'ufficio generale del soldo al Commissario di guerra Oleggia, nella quale lo si 'éncomia per aver saputo mellere in saivo da Kizza il tesoro, le spezierie ed i bovi, ri coverando Lut10 in Villafranca, prima che vi giungesse l'inimi co . Del resto col sistema tenuto di fornire i magazzini retrostanti" con le derrate raccolte oltre il Varo, dovevano esservi ben poche provvisioni nel Nizzardo. I foraggi, legna e paglia ritengo siano stati distrutti come portavano le istruzion i. Ed ora a bbanclon iamo per poco il campo Piemon tese per vedere come gli all eati abbiano provvisto alla loro sussistenza. Gli Spaguoli lasciando la Savoia, dove 'tenevano depositi di vettovagli e preparati a fo rza di conlribuzioni, vissero, duranlela marcia per congiungersi coi Francesi, co i loro magazzini al seguito. Si rifornirono poscia in Provenza insieme ai loro alleati; e noi sappiamo che le popolazioni accoglievano i due giovani princi pi con dimostrazioni tali, da render loro assai piacevole la marcia . Le preoccupazioni logistiche non cominciarono che allorquando i due eserciti furono riuni ti a Cagnes e venne deliberalo il passagg-io del Varo . Oltre a questo fiume, che con sorpresa si trovò sforni Lo di truppe, venne formalo un campo, ed il principe di Conty, il quale fin da allora si ch iarì il vel'o cond0Ltio1·e della spedizione, si occupò tosto a far costruire un ponte sul quale i carreggi dell'arliglieria.e della provianda, potessero passare por raggiungere il campo sull 'altra sponda. Organizzale le comunicazioni ed i servizi al seguito , siccome, por la stagione e per la poverlii del territorio, la cavall eria nonavrobhe trovato foraggi, di spose che r imanessè agli accantonamenti. Passali il Varo ed il Paglione, senza combatter altro quasi che la rapida corrente di ques1i fiumi ingrossati per uragani improvvisi, i principi entrarono a Nizza e vi stabilirono il loro quartier generale.

NEL SECOLO

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Quantunque il principe francese avesse impegnato i Pro:enzali ad aiutare iu tutLi i modi la spedizione, pnre si accorse subito che il territor;o su cni Lrovavasi, interamente spoglialo in antecedenza, non offriva mezzi cli sostentamento per un esercito di circa 30 mila uomini. • Un'altra e più forte delusione lo attendeva dalla parlo clel mare. Presso Tolone la flotta inglese era venuta a battaglia con le navi franco -spagnole. A Madrid come a Pari gi si ora cantato u~ Te Deum di ringraziamento por la vittoria riportata; i Gallo- Jspa111 attendevano quindi che la loro flolLa comparissenelle acque_d! Nizza.econtavano che proLeggondo poi la marcia lungo la r1V1era, potesse eseguire i trasporti clelle vettovaglie ed anche, all'occorrenza, imbarcar truppe. Invece la batLaglia navale di Tolone, malgrado il Te Dewn, non era stata una villoria. L'ammiraglio inglése Mathows , incrociava placidamente colle sue navi nell e acque c~i _V_illafr~nc~ ed avev_a. ~nzi già comincialo a dar prova della sua am1c1zia pe1 P1 emontes1, 1m. .. prest:mdo cannoni per i fortini di Villafranca: . Questo fatto posò grandemente nei consigli dei duo prmc1p1 ed accrebbe la divergenia di pareri che si era giit manifesLata circa la . . strada a preferirsi. IJ comandante spagnuolo Las ~iinas aveva un a spiccata p1:ed1lezione per quella della Ri viera. . .. Gli Spacrnuol i non celavano il desiderio di raggrnngere nel p1u o ì . br~ve termine l'obieu.ivo, mi ormai da oltre e ne ano, correvano dietro, con tante spese e perdi te, cioè penetrare nell'Alta Italia e stabilirvi un. regno per l'Infante. Il pl'incipe cli Conty invece, al quale pare che più_di tutto premesse la gloria propria e quell a delle armi di Francia., . badava a condurre l'impresa non tanto con celoritit quanto con sicurezza e quasi direi con buono stile militare. Gli si affo.cciavano le gravi d·il'ficolt1t logistiche dell :1. strada !ilo-

' ranea . I viveri per assai tempo avrebbero dovuto trarsi dalla. Fra~cia per non breve e clisagiata. strada: lungh'essa. soventi ! convogl~ s~~ rebbero predati, o per lo meno avrebbero_ do~uto sub1ro _gran~ 1 cli~ minuzioni per parto di chi li avrebbe d1 roll1 e scortati e d1 chi 25 -

Ar-iriO XXXI , VOL. IV.


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UN'INVASIONE DEL P I ElION'l'E

doveva mantenere senza interruzione la lunga scala di comunicazioni. lì traino dell 'm'Liglieria, dei foraggi e dei viveri. ri chiedeva più cavalli che non avessero le due armate insieme (11) . Il re di Sardegna, padrone di Oneglia e di altri punti del li torale, anche se respinto, poteva pur sempre molestare le comunicazioni ed impedire il passaggio non che dei convogli , pel'lìn o dell e siaJJetLe, La flolla. inglese, col cannon eggiai' la strada e con opportuni sbarchi avrebbe resi infruLLuosi i Yantaggi che l'armata ottenesse per len a. Il comandante spagnuolo comprendeva tuito ciò, ma pure, a vendo nell'anno anteceden te falla dm·a esperienza dei passaggi àlp ini, non era propenso· a ritentar quelle strade nelle quali , a·gli ìncom•enienti delle comuni cazioni diffièili, dei convogli predati , delle riserve man- . canti, si aggiungevano le lungaggini di numerose fortezze da assediare. N·on trovandosi perciò d'accordo i due comandi, venne rimessa la dec isione alle Corti di Prancia e Spagna, e cosi si fece una lunga tregua. Prima però che tale divergenza si manifestasse erano accaduti importanti fatti d'armi alle trincee di Yillaf'ranca. Attaccate dai Gallospani il 19 e 20 apri le, dovo sanguinosi com. battimenti, erabo stai.e giudicate non più tenibili. Il comandante Ci nzano, che prese il posto del marchese di Susa fatto prigioniero, ne decideva l'abbandono in seguito al fatto d'armi del 20 aprile. Inchiodati i cannoni nella noLLe dal 24 al 22 si opera l'imbarco degli uomini e delle vettovagli e su 33 navi da trasporto e galere, le quali, scortate da 4. vasèell i da guerra inglesi, trasportano ad Oneglia .circa 5,000 uomini e ve li sbarcano il 27 aprile (2). Il 23 gl i alleati, penetrando nel campo· trincerato, con loro sorpresfl , non vi trovano che poctri feri ti. Il marchese S, Simon narra che i Piemontesi nelle trincee si trovavano meno 11. di sagio cli quello che fossuro al cli f\10ri gli assedianti (i) .\la.rqois oF; S. S01ox. llistoì1·e de la Campag-ne de illDCCXllV. (l!) Hl!Nm ~\!on1s. Opetations miutaires dans !es Alves ecc. Paris 1886.

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cui la stagione avversa, il silo alpestre e le difficoltà dei viveri cagio~ navano so fferenze e dann i. Egli afferma che i Pi emontesi, oppressi dalle fati che nei la,;ori cli difesa, da ,15 giorni non avevano riposo e si lagnarano di avere neppure il tempo n~ce~sat_'io a cuoce.re la . . carne, che in piccola quanti Là veniva loro_d1stn bu1ta .. . . Non trovo traccia in altre istori e o nei document1 degli archlYl dell e sofferenze cui lo scrittore fra ncese allude, ho quindi motivo a.i ritenerle esagerazioni di disertori, tendenti a scusare il loro allo. ~ vero bensì che la vaslità e la posizione alpestre dei Lrin cerament1 dovernno richiedere molte opere manuali, e che le dislribuzioni dei viveri ai numerosi post.i sLaccati, con insuffì cienza di cani e cavali ~ dorern riuscire faticosa; ma non men vero si è che nel campo s1 erano accumulati vi veri per più di 40 giorni , e le Lrnppe piemontesi entratevi circa il 3 aprile ed uscite il 20 non avevano polulo ancora patirne difeuo . . J magazzini delle trincee sbarcali dal!~ nou~ inglese_ ad O?eglia si co n•vriunsero a qualii ivi già sta ti pred1spost1 per ogni even ienza. . , Risulta infoltì cbe colà già si trovavano i seguentr generi : Grano sacchi 800 rubbi 300 Paglia can lere :300 Legna . rubbi 600 Fieno Senza attendere che le conl roversie relati ve alla strada fossero decise. il comandante Las Mi nas ollenne dall'Jn fonle il permesso di atLacc;re Oneglia, con la speranza che il buon successo avrebbe po i impegnai.o tutt.o l'esercito per la si.rada pre~eri~a. . . Egl i stesso si pose alla tesla di Hl ballagllon1 e marciò ~u Oneg!ta: Carlo Emanueie che aveva il suo tornaconto n che gl, alleati s1 avanzassero da quella parte,· ordinava al comanda nte Cinz~no di' prendere la montagna. Tale movimento sulla destra essendosi. e~ettnato con precipitazione, si dovette1:o abbandonare i magazz1n 1 e~ alcuni cannoni di ferro per non ritardare la marcia. Con le provvigioni Lrovate in Oo eglia Yissero gli Spagnuoli per qua lcl~e tempo, ma la povertà del territorio convinse ben presto anche il comandante Las Minas, che, senza l'aiuto di .una flotta, non avrebbe po1 tuto mantenersi a lungo, nonchè un eiì ercito, neanche un distaccamento cli qualche importanza.


liEL SECOLO XVIII

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U:\''J:\'V..\SIONE DEL PIE)IONTE

Il .re di Sardegna profiLta della sospensione avvenuta per viemmegl,o preparnre le sue difese ed il suo esercito. Intanlo, poiché pare che gl i invasori si inoltrino Jun11o il mare determina di sospendere gli npprovvigionamenti del coli: di Tenda ' giudicando sufficiente rompere e minare le strade da quella parte (,1)'. Verso la rncLit di maggio, re, Carlo, il quale ha un onimo se~vizio di informazioni, viene a conoscere che nell' Alto Delfinato si stanno formand o magazzini di una certa importanw; si sa per esempio che da Nizza son fatte partire a quella volta 500 salme d'orzo. Pertanto dal suo campo presso Saluzzo, dove ha riunito le truppe e Je rafforza con le compagnie di milizia paesana che si ven11ono formando . allen de che 11 nuovo piano si disegni, mentre e con distaccamenti di truppa e con compagnie di milizia non cessa di molestare Francesi e Spagnuoli, avendo specialmente di mira la loro sussistenza. La flotta inglese, dal canto sua, eseguiva per mare nn riooroso servizio .di poliz.i?; neanche il piccolo cabotaggio delle barche peschereccio ~ra p1u permesso. Alle navi grosse si dava la caccia, riuscendo ora a sequestrare il danaro spedilo all 'Infante di Spagna, ora a ~ali.arare bastimenti genovesi o d'altra nazione, carichi di granaglie per i comballenti . · Il ·I 6 giugno gli Spagnuoli abbandonano improYvisamente On eglia. La loro ritirala riesce difGcile perseguitati dai contadini della montagna, debbono abbandonare i magazzini e circa 200 malati p.re1~dendo in frelta la via di Nizza. 11 20 giugno i due eserci ti si rmn1scono nuovamente a Cagnes ed il piano di campao-na intera0 mente cam bi ato entrn in esecuzione. Le Corti di Parigi e di Madrid, dopo non breve discussione avevano deciso che si dovesse penetrare in Piemonte non dalla ~trada della costa e neppure dalla Saroia, ma bensì dal Delfin ato. I')

(I) E Qui debbo .scgn"lare una lacuna esistente negli Archivi di Stato Piemontesi. _ ~,1Jl' ult11n,~ rlat.,1 c'. Lat,l. mancano_i protocolli di corTiS(')orHlenza dell'Ufficio Generale del ooldo co.? , Commrs~arr ~ nfficral~ del soldo nei. presidii, cosichè di tutte ie disposizioni dala d~1,1r1:e .la guc1 ra Jrn~ al 4,48 non v1 è. p.m traccia. - Venendomi meno sul pii1 llello~ t,tlc ."111rla, ho sup(llrto con documenti rrnYenuti sia alla Sezione Guerra di detto Arc!i.m.~, $1a ,presso la ~ov,·~int~ndenza, 111a mi sia lecito qui deplornrr clic J)er t-,le ma.ncanz:, siano condannaL1 alr obho molli P?rt.icolari amministrativi srrllc gloriose campag.a~ ,tlJ)rnc,cbc. termrn~roao colla ,•,ttor1a dell'Assiclla nel 1747, come ad esempio J'ubic;iz,one e 1.cnt,ta J)rec,sa dei mag:1zz ini al seguilo e la loro dislocazione cl urnnte la ca1npag:na.

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Tale decisione non conobbe subito il Ile di Sardegna, che anzi il principe di Conly e con voci sparse ad arte e con movimenli in vario ?enso si studiò di tenerla celaia. Pin dal sellembre 17,i.2 un'azione militare era probabile ed attesa, nelle valli Piemontesi, quindi fortezze e magazzini fin d'allora, erano stati provvisli di ogni occorrente . Ora se per una parte Re Carlo avrebbe preferito cbe il nemico prendesse la via della Riviera, onde noi averlo intieramente nel cuore dei suoi Stati, per l'altra non malvolontieri lo scorgeva impegnarsi nelle Alpi che con m9lte opere aveva in altre e nella presente occasione preparate. La montagna povera di sua nat ura era stata vieppiù immiserita dagli antecedenti passaggi e dalle incette d'ogni genere necessario ~Ila vita ivi praticale. Costituiva pertanto nel suo squallore, una zona di difesa su cui Re Carlo faceva assegnamento. Ma d'altra parte siccome tutta la popolazione Yalida era organizzata per compagnie che comuni e valli radunavano a difesa del proprio territorio, accadeva così che !'esercito Regio veniva quasi l'addoppiato . Più migliaia d'uomini da mantenere e pagare venivano a pesare sull'amministrazione militare . Era infaui stabililo nei bandi con cui a misura del bisogno si arruolavano uomini nella milizia, che ciascuno avrebbe avuto diritto al pane giornaliero non che a tre soldi di paga, più a quel bollino che si facesse sul nemico, armi eccettuate, da dividersi ad un tanto a test~. Incentivo quest'ultimo, che come abbiam visto gii,, e meglio ancora osserveremo in seguito, ebbe grandissima effi.cacia. Le soli dieci compagnie formate dal marchese d'Orrnea, le quali per qualche tempo opernrono nel Mondovì, furono, con larghezza degna di un paLriota non meno ricco che illustre; mantenute e pagate dai marchese stesso, il quale faceva inoltre tener pronLe giornalmente 1 O mense per gli ufficiali. · · Localizzandosi la guerra nellt1 mont.a.gna della quttle il .Be cono- · sceva perfeltamenLe il terreno, egli presumeva che lo svolgimento non avrebbe di molto differito da quelle previsioni che gli avevano suggerili i provvedimenti . E qui parmi uti le indicare le disposizioni amministrative, con cui le Valli Piemontesi erano state predisposte alla campagna.


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UlÙNVAS IONE DEL l'JEMONTE

Abbiam visto più sopra che le derrate raccolte nel campo ll'ince• rato di Villafranca pl'ovenivano dal terri tori o avanzato e dalla Sardegna; quelle delle va lii erano invece frullo delle contribuzioni locali in natura e di acqui st.i. La corrispondenza dell'ufficio generale del soldo ne fa fede. Apparisce da essa eh.e fin dal principio dell'anno i Commissari di guerra comprano granaglie e foraggi sui mercati del Piemon.Le. A Cuneo, per esempio, il Marchetti informa settimanalmente l'ufficio del soldo ci rca i prezzi dei grani e ne acquisl.a in quanti tà rilevant~, come si arguisce dai numerosi acconti ·e rimborsi che gli si fanno pagare (1). A Carmagno la il Commissario Ta,;io fa al1rettanLo. A Pinerolo, un altro funzionar io, compra ad economia avena e grano che fa trasportare in Fenestrelle. Tali compere sono alTauo fiduciarie; nelle lettere di co mmissione è soltanto raccomandalo di farle senza ostentazione. In prova degli acquisti pa re non si esiga altro che la situazione periodica dei generi introdoLti nei magazzini . Quanto è detLo pei cereali sarebbe da ri petersi pei viveri di cu i i depositi maggiori erano quelli dei forti. Le dotazioni di essi componevasi dei generi seguenti: vino, lordo, formaggio, sale, acquavite, carne salala o buoi , legumi, paste, ùutirro, aceto, farina: e grano, biscotto, legna, olio, ca ndele, tabacco da fumo e da naso . La pro vvista e la monutenzione era data in appa lto ad un'impresa, la quale si assumeva di tenere al completo ed in buono stato lederrate, consegnava la chiave dei magazzini al comandante la fort ezza ed al commissario cli guerra, aveva facollà. di rinfrescarle, vendendo, ad esempio, il vino in eslale per sostituirne altro a raccolto nuovo : le botti e fnsti erano di proprietà dell'im presa: ogni movi mento di magazzino era sottoposto alla vigilanza del commissario di guerra, il quale poteva. ordinnre la sostitu zione dei generi che non avesse· trovati co n le qualità. volute. ·

(1) A titolo di curiosità noto che si trova elevato il prezzo del grano l'emina, all'incirca il pre-1.zo altuale del frumento in Piemonte.

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L. 3 e soldi 3

NEL SF.COT.0 XVIII

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Al cominciare del 2° periodo della campagna la disposizione delle truppe e dei servizi ne\le valli doveva essere la seguente. In val Susa: il barone di Leutrum con 5,000 uomini avendo per centri di vettovagliamento Exilles, Chiomonte, e Susa: nella quale ultima città è pure stabilito un ospedale militare. In val di Stura. per gli otto baUagli oni sotto il comando del march ese Pal la vicini, i servi1.i amministrativi funzi onano a Vinadio, poi a Demente, infine a Cuneo. In questa valle vennero pure ra~colti foragg i, paglia e legna, cal · colati i bisogni cli un mese e la forza di circa 11O battaglioni. Fieno rubbi 43 ,!'>60 Paglia . » :J'O, iOO Legna . pezzi ·I 58,220 Nelle valli Po e Mayra, ritenute di cliffìcile accesso pel nemico, non vennero dapprima destinale ell e truppe di milizia aventi ma-· gazzini a Saluzzo e Caraglio. In val di Mayra.eravi però un magazr.ino di fìe no, paglia e legnn , calcolato per la forza ùi un mese e pec,G haunglioni. l)'ieno rubbi 23,3'10 Paglia . » 7, 050 Legna . pezzi 93 ,4.20 Iu fìne per la valle di Vraila. ove lrovavasi il quartiere generale e sollo al comando clel march ese di Aix stavano all'iniziarsi del nuovo piano 1G battaglioni e 800 uomini fra dragoni e granatieri : i ma· gazzini erano a Castel Delfino e al Bell ino, posLi fortificati, nonchè a S. Peire. Di più v'erano foraggi, paglia e legna calcolali bastanti per un mese e per .2.2 battaglioni . rnbbi 11Ofi.,060 l!'ieno Paglia » 26,ooO Legna. pezzi 372,800 Il carreggio del treno di proviancla composLO cli carri del paese era così 1:ipartito nelle tre valli principal i. carri 1~00 Tn val di Vraita . » :io In val di Mayra . )) 200 In val cl i Stura .

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UN'INVASIONE DEI~ PIEMONTE NEI, S ECOl,O XVlll

In deLLe valli erano pure Lre uffici di Commissarie, olLre ai°l'ufficio del soldo in campagna, tenuto dal commissario Falquel, al seguito de! 1-le. Questi furono i provvedimenLi amministrativi di Carlo Emanuele. Al suo occhio pratico erano non meno famigli ari le combinazioni strategiche e Lattiche, di quelle aventi per iscopo il benessere~del soldato. Occupandosi in persona di tutti i particolari, condusse egli questa guerra con le qualità appunto che mancavano ai suoi avversari: l'unità di concetto e di direzione.

INFLUENZA DELLA PIAZZA D' AHM[ SULLA DISCIPLINA E SUL MORALE DELLE TRUPPE

( Cori,tinua) .

Vuron10 T onLETTl C(J;pitano commissario .

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L'uomo moderno, non si appaga della semplice enunciazione di un pl'incipio. Indagatore meticoloso, oppositore sistematico, dialettico per natura, quando si dice « la tal cosa è » vuol tosto sapeme il perchè. Anche nel mondo morale, vorrebbe che ogni causa od effetto, ogni movente o determinante, fosse misurato colle cifre ed espresso con un valore matematico. Affermare dunque un principio qualsiasi, senza fortificarlo coi prodotti della scienza o della storia e della pratica delle vicende umane, equivale a farlo accettare solo dai pochi , che pazientemente sanno rintracciare da sè, il ritorno dei medesimi effetti per le medesime cause e quindi la ragione che determinò le leggi ed il principio. Per noi l'influenza della piazza d'armi sulla disciplina e su l morale delle truppe, è un principio vero, provato ed indiscutibile. Cercando di dimostrarlo, pol.ra, o anzi certamente, ci v·errà meno la capacità, la fede mai. Ond'è che per avvalorare le nostre affermazioni, anche colleragioni storiche, definiamo dapprima, cosa intendiamo per piazza d'armi. Piazza d'armi per noi, sono tutti quei luoghi sui quali l'uomo atto alla guerra, si addestra nel maneggio delle armi e si prepara a saper combatLere unito ad altri. Siamo indifferenti, se colui che vi


SULLA DISCJPU:SA E S1;1, ~!ORALE DELLE TRUPPE

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INFLUE NZA DELLA P IAZZA

o' AUMI

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sercitavano le loro milizie nei campi di Ma rte, per cui la loro superiorità collettiva, concorre bbe a spiegare come malgrado l' inferiorità numerica, sconfiggessero le coraggiose turbe nemiche. Ci rìesc1rebbe facile moltiplicare gli esempi, nei quali poch i ben preparati, vinsero mo]Lì di egual e coraggio. Ma seb bene dimostrando l'importanza dell:1 piazza. d'armi, ci sembri avva lorarne la morale sua innuenza (solo perchè conLribnirono alla sistem;;zione dell'attuale mondo pol itico) rico rderemo le guerre cli Federi co, le quali, combaLLu1.e coi soldati della piazza d'armi di Po tsdam, preludiarono la, grandezza germanica . Non disconosciamo, che far risal ire la ragione o parle dì essa, di avvenimenti r.he&egnarono talrolta una fase storica, a falli materi al i così piccoli, per molti possa essere materia di coin passione; ma c'i co nforra il pensiero, che la nalura con fo rze sempliciss ime determinò l'armonia universale. Sem plici, rudimentali sono pure per il snidato gl'insegnamenti della piaz'l.a d'armi e sembra che app unto dnlla loro semplicità scaturisca il mezzo morale, che alla guerra anche oggi trasci uo. la Lruppa verso il suo scopo. Gli Americani , dicono taluni, fecero campagne che si raccomandarono ngli studiosi, e quei soldat i, almeno in gran parte non la conoscevano affatto. i\Ia ci sembra che aache senza dedurne l'inutili tà degli insegnamen Lì della piazza d'armi la di fferenza dell'ambi ente fisiologico in cui si syofse quella guerra ne spieghi a sufficienza i prodouì . Là popoli turbolenti, nipoti non degeneri, per robustezza di temprn, di av i pei quali la vita ru una lott a continu a. Qui invece soldat i cittad ini miti d'indole e cli cos tum i, senza o con poche Lradizionì mil ilari . Là si combatte per una causa, che loccando gl' ìnleressi di molti, appassiona di rimbalzo l'animo di lutti. Qui guerre, che appunto per l'alto ideale del loro scopo, per ora alm eno diffic il mente si ·compenetrano nel cuore del soldato. Si potrebbe forse fare senza la piazza d'armi, se l'educazione che l'uomo riceve dapprima nell a famiglia. e poscia nell a societil. lo ringagl iardisse d'animo e lo piegasse al sentimento dell'obbedienza; allora l'istruzione del soldato potrebbe fors e incominci are su terreno vario . :'{oi crediamo però, che nelle aLLuali condizion i sociali, e malgrado l' impossibilìLà di raccogli ere alla guerra una sola brìcciola della r igida preci sione per la quale la piazza (l'armi considerata superficialmente parrebbe essere slnla invent ata , non si possa farne

si esercita sia armato di fa.ncia come gli ero i di Omero, di sarissa come il Macedone, di pi lo come il Romano. di spadone come il Gallo di picca come lo Svizzero, ·di moschello su force lla come il fant; di Gustavo, o di fucil e a retrocarica. e ripetizione corno sembra avranno fra breve gli eserciti attuaii. Nè importa , che chi s'appre . sta a combattere siano lochi o folnngi, manipoli o legioni, battaglioni di 6000 uomini o plotoni di 1'.2 file. Cosi secondo il no~tro concetto la piazza d'armi duncrue ò an tica quasi quanlo la guerra e la stessa sua fed e di nascila attesterebbe la sua importanza. Se visse sempre una vila rigogliosa, anzi sembra risorgere con nov-ello vigore, è forza adunque convenire, che su di essa in avvenire com e pel passato le generazioni tramontanr i insegneranno alle nasce·nti il mezzo di disciplinare il combattimento. L'abbandono momentaneo in cui fu lasciata dopo le «uerre ~n~ssìane noi l'~U.ribu!amo al fatto, che assordati dallo strepito del fuc ile a retrocartca, gli assegnam mo assai troppa parte nella vittoria e seguiTl}.mo con soverchio entus iasmo il miraggio dell 'ammaestramento lattico individuale. Si pensi, che negligevamo così il primo degli insegnamenti pedagogici, il passaggio cioè dal semplice al composto, dal fac ile al diffic il e. Nel passato, e più ancora nel presente, si misurò, o si misura, la potenza mili tare col numero dei combattenti che si portano alla guerra. Eppure questo . concetto generalmente acceltato, ebbe dalla storia molte s1~1entiL~. C~rcandone le ragioni, ci sembra scorgere qualche ,,olla pr1megg1ant,, spesso comprimarie, sempre poi concorrenti nell'ordine, disciplina ed aU.itudine maggiore alla. manovra di com~ ballìmento dei pochi che vinsero i molli. Se la minuscola Grecia già cinquecento anni avanti l'era volgare, salvò dai barbari il genio ell enico, fra le cause della villoria non primeggiano quelle doti, nei Greci ammirabilmentesviluppate dall'educazione? E nella grandezza di Roma, col suo senno pol itico non vanno di pari pas:o le virt ù cli c i legionari ncquistavano sul campo di Marte? Della battacrlia di Tours, sì dice, che il valore dei Franchi salvasse co!à l'Emo;n dal fanatismo dei Mori. .\la qui,· come spesso altrove, ci sembra che lo storico adoperi la voce « valore >, per esprim ere conciso il complesso d'attitudin i mi litari, che distinguevano quell a o questa sch iatta, quello o questo esercito . È noto che i Franchi già in quei tempi e1

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INnUENZA. DELLA PIA ZZA D'ARMI

senza, e che ne' suoi meccanismi sbandi Li dal moderno campo di bat· Lagl ia, risieda per il soldaLo l'insegnamento di quell'obbedienza che cos titui sce un prim o coefficiente di ri uscila. Anche noi, ove il premio delle fatiche che ci costa, fosse solo la compiacenza che ognuno prova, nel vedere lunghe· linee ben allineate o grosse masse muovere d'un passo, la co llocheremmo fra le viele Lradizioni che hanno fall o il loro tempo . Anal izzando l'atto risolutivo del combaLtimen to moderno ci sorprende cli non vedervi l'immagine delle ancor recenti baua~Jie napoleoni che. Non vi Lrovi amo granatieri, d1e a baionetla spian ala corrono all'assalto: nè ballaglioni i quali col rilmo della fucileria fa c·cian pompa della loro disciplina. Sono spariLi i quadrati con tro la cavalleria, che spadroneggia sul campo: non si hanno masse annient~le c'.alla melragli~: rare vi so_n~ le c~riche ed impossibile o quasi i 1mp1ego della ba1o_neLt.a . Ogg1g1orno invece, impegnata l'azione, a meno d'un terreno eccezionalmente favorevole, l'influenza dissol vente del fuo co nemico si fa tosto sen tire. Man mano che le schiere si avvicin ano e si fa più mi ciçliale la loua; app~nto quando il pensiero dirigente dovrebbe esp licarsi più vivo, per raccngli ere sul l'obbie1Livo gli sforzi di tulli, le masse compatte, tanto efficaci nelle pa~s~Le et~, s~ ~ivi?ono e suddividono fino a sminuzzarsi in squa:l'.·1gli~ ed_rnd1V1du1. Nessuna for~a impara ta con stento sulla piazza darmi , sia pure adatta a far subire le perdite minori , ao-i le ·ed ela-sLica al moto in ogni direzione, re::iste alla potenza del:ieria delle armi atlu~li. Nelle Leste d'al.lacco il disordine sembra un principio, la con fusione una conseguf\oza inevitabile. A. St. Hubert (Gravelfo LLe) 50 e nel bosco di Gifert (Spicberen) k8 compagni e si mi schian o fra loro; e le ultime guerre c'insegnano che il reggimento è fa sola compagine ch e resse alla furia del fuoco. ,. Da( ~isordi1~e del!'attuale ca~p~ d( battaglia però, piullosto che 1 inutil1Lil. degli ammaestramenti d1 piazza d'arm i, noi, malgrado la apparenza paradossale della nostra affermazione, siamo 1raui a dedurne la conseguenza contraria. Imperocchè ci sembl'a che, si abbiano come nel p_as:;ato masse compatte pieghevol i alla voco d'un -solo, o come nel pl'esente masse disciol lc nell e loro parti più picco le, l'obbed ienza. intelligente in alto ed assoluta in basso re:;Lertt -sempre il coeffìcien te maggiore per rimorchiare al por:to il concetto

SULLA DISCIPLIXA E . SU L )!ORALE DELLE TRUPPE

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del comandante in capo. In breve, ora più che ma i, le migliori probabilità di riusci la le avranno quell e truppe le quali megl io sapranno opporsi alla forza centrifuga del comballimenlo moderno: donde ne nasce la necessità d'impiegare tulli i mezzi per avvezzare il soldato alla più pronta obbed ienza. La piazza d'armi coi suo i ri· gidi meccanismi, con le sue esigenze materiali o minute, coi suoi apparali di macchina, co i pochi mo tori coi qual i si muovono lemasse, semb ra che sia sempre quella parte dell'istruzione militare che esercita maggiore influenza sull'educazione disciplinare del soldato. l Prussian i alLribui scono una parte dell e loro vittorie all'obbedienza colla quale il soldato seguiva il suo ufficiale sulla via del dovere. E davvero raramente la storia registrò esempi di ma,roiore "" nn abnegazione. Eppure es_si, iniziatori della lallica nuova, accordano una grande impottanza alle istrnzi on i di piazza d'armi e vi consacrano molto tempo. È noto che a Parigi, ebbri ancora per le tante vittorie, esercitavano i loro ballagl ioni al passo di scuola. Anche colà taluno lamenta che per oLtenere la simul taneità nel maneggio delle armi e la rigidezza d'ogni movimento , si tolgano del le ore ad altre esercitazioni . Novella prova ché essi (almeno per ora maestri di guerra) stimano le così delle peclanlerie come mezzo necessario per infondere nel soldato il sentimento di istintiva esecuzione di ogni ordine che rirul se nelle loro ultime guerre. Sembra dunque che convenga re:;Lituire alla piazza d'armi quel posto primo ch e el: be nei tempi andati . Tracciata così a larghi tralli l'importanza che la piazza d'anni eserci tò ognora sull'.educazione degli eserciti , o5sia indicale alcune delle cause e$trinseche che suO'ragauo la sua inlluenza sullo stato mornle dell e trn ppe, ed affron late francamente le ragioni che oggi sembrano sminuirne il valore, ricercheremo lecagioni intrinseche: tentando di moslrare quanto gli atli meccanici compiuli da individu i o masse per ordini espressi con voci di comando, conlribuiscano a modificare la nolura dell'uomo ed a migli orarlo come strumento di guerra . .Fra le Lante definizioni dote del vocabolo esercitu scegl ieremo quella che, considerandolo più specia lmen Le nella sua essenza d'ag-


SU (,LA DISCIPLINA E SUL MOLIALE DE LLE 'l'RUl?PE

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lXFLUEI\ZA DELLA PIAZZA D' ARlll

gregato di forze ,vive e morali, maggiormente fa al caso nostro. Lo scrillore del qua le non ricol'diamo il nome lo definisce cosi: <' l'esercito è nn amalgama di coraggiosi o Yili, òi forti e deboli, di riottosi e sommessi, d'in LelligenLi e bruti, di ambiziosi ed apatici, di generosi ed abb ietLi, di riso lo ti e pusillanimi , insomma di giijanLi e pigmei, i quali tutti, malgrado le loro disparnle altitudini , devono correre verso la stessa mela n. Con le brev i ferme dell'oggi non poossi ragionevolmente aspettarsi di rendere cora1rnioso un vile o intelligente un bruto. Il materiale è plasmato; converrà utilizzarlo qual'è. Per moderareadunque le forze esuberanti negli uni e paralizzare e stimolare le deficienti negli altri occorre un mezio Egli è con J'in11 eterala abitudine dell'ohbedien;rn o meglio (ci si passi il paragone) con l'obbedire tamq11ram.. cadaver, come con forma nuova IT!a sostanza militarmente vecchia la volle Loio la, cl1e ·si sosp ingeranno alla mera tulle queste tendenze opposte fra loro; e pronte le_ une a logorarsi in imprese individuali, le altre a sollrnrre la loro quota alla somma di sforzi , la qnale, quan to mnggiore, allrewinto pesa nella villoria. La capacità tattica del soldato, la sua abilità nel tiro, se la guerra è un cozzo di forze morali, sono ancelle della viuoria, ma non la vil.Loria · stessa. A che servirà il sapersi Yalere di un ostacolo se il sol.dato non lo a~baoclona tosto al comando? A che la giustezza del suo tiro se l'obbedienza non glielo fa dirigere sul punto ordinato? La forza coordi natrice di ogn i a!Lro insegnamento, il calore che porla a maluranza tutte le semine e ne fa cogl iere i frull.i . il mezzo in somma onde sfruLLare l'esercito in pro della guerra, sembra oggi ri siedere pi·ù che prima, nella subordinazione innalzata al punto di sopprimet·e nell'nomo le qualità con1.ra1:ie a quella di soldato. Non impugi! eremo certamen te che la vita mi litare no n sia per se stessa tulla una scuola di obbedienza: che dalla !weglia alla ritirala il soldato non abneghi la propria volonlit per quella di un altro. Esi:;te però, almeno sembra a noi, una grande differenza di misura fra l'obbedienza che occorre per compiere le diuturne operazioni, e quella che deve st rappare un soldato in preda alla paura, dn un ripnro che lo copre dal fu oco nemi co. Per questo caso, preso fra i tanti nei quali alla guerra l'uomo deve agire io senso addirit.Lura opposto alle sue tendenze psicologiche del momento, ed alTron tare

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la morte quando appunto la !llemoria de' suoi gli rende più cara la vita, ci vogliono o sforzi di volont/1, che solo un raffinato senti mento del dover~ puu dnre, oppure l'abitud ine divenuta natura di obbedire ciei;amente a chiunque ba clirit.10 di comandarlo_ Il franuni. schiarsi di tanti riparli, avvenuto nelle ultime campagne, ci ammaestra qua li radici debba avere J' obbedi enza del sClldato, se vnol mostrarsi pari alle esigenze della guerra moderna.. In quartiere, il suono della troru ba o la voce del caporale preparano l'uomo ad eseguire ogni operazione. Al Liro, nelle marce, ed anche nelle esercitazioni Lattiche nessun ordi ne riesce inatteso al soldato. L'animo è già dispos to alla sua esecuzione e trarrne for se una naturale pigrizia, ninna forza si oppone in lui all'adempimento del dovere che gl i si richiede. Io guel'!'a in vece, iniziat,t l'azione, ogni preparazione psicologica manca: l'inaspellato si succede all'inaspettato . Fra le sorprese del nuovissimo quadro, che lo circonda, nella confusione delle sue idee, come in un sogno, un comando imperioso ridesta il soldato alla vita. Occorre che senza indugio nè riflessione, come scatto cli macchina, egl i traduca in atto la voi on Là altrui trasmessagli dall'ordine; essen do probabile che, ove titubasse, sulle quantità deficienti cd esuberanti che vedemmo costituire l'esercito, più dell'obbedienza possa il pericolo o la stanchezza, l'ambizione o l'entusinsmo. Accennalo cosi l'ordine d'idee nel quale, più che in altro, voglionsi oggi considerare gli insegnamenti dell a piazia d'armi, non ci resta che a paragonare brevemente fra loro le varie operazioni della pace, per vedervi imperare in quella l'influenza che esercitano i suo i ammaestramenti sull'obbedienza,, e quindi sul morale e sulla disciplina della truppa. È una regola indiscntibile, che ch i dà un'ord ine deve accertarsi della· sua esecuzione per impedire che resti ineseguito, oppure, cho venga eseguito male. Da questa regola consacrata dal1' esperienza, nè consegue, che le varie operazioni riescono fruttifere per l'abitudine della vera obbedienza, appunto in quella proporzione, n.ella quale codesto principio può esservi applicalo. :\Ientre il poslulaLo contrario che si presenta spontaneo si è quello, che quanto meno puossi invigilare il modo col quale si eseguiscono gli ordini, tanto più sono suscettibili cli produrre sull'abitudine dell'obbedienza


SULLA DISCIP LINA E SUL MORA.LE DELLE TRUPPE INF!,UENZA DELLA PIAZZA o'AR'.\!I

un'influenza pern iciosa. D'onde ne viene il corollario, che il pro· dotto disciplinante d'ogni operazione non sta nella quanlit~t di ordini che si danno, ma nella qualità di modo e forma, con la quale si eseguiscono. Quest'assiomri (se a noi è lecito formularne) ci servirà di misura per riconoscere il grado d'efficacia, che ogn i opera.zione esercita sulla discipl ina e sul morale del le ll'llppe. Abbiamo riconosciuto altrove, che la vita del soldato si riassume in un'obbedienza continua. Ma ci sia lecito esprimere il dubbio, che appunto questa sua continua sommissione, per il modo col quale talvolta si esplica, porti in grembo il pericolo di spogliare l'abitucline dell'obbedienza, delle ca ratteristiche indispensabili alla guena. li soldato obbedisce dal mattino alla sera: ma in quante di queste sue sommissioni, apporta quella pronteza incondizionata che vuolsi nella mischia? Onde la sua vita giornaliera approdasse ad una scuola di vera obbedienza, ci vorrebbe la certezza che nelle operazioni d'ogni momento, la subordinazione serbasse ognora quell 'impronta rigida ed infl essi bile che Clausewitz definì: « l'àncora. principale degli eserciti ». Fra le pa.reti del quartiere nel le munifesLrizioni della disciplina non dovrebbero esistervi le numerose sfumature, che anch e l'osservatore meno oculato può giornalmente accertare. La gioventù estrema, la poca esperienza dei nosLri caporali o soli.ufficiali, ci sembrano vietare la lusinga, che la vita intima del soldato rivesta il carattere austero, cho forma la vera s.ubordinaz ione. Noi incliniamo a credere, che le operazioni interne, se non disfanno addirutlura il fatto, portino per lo 'meno un ben tenue contributo allo sviluppo dell'obbedienza. A. questo scopo il tiro e le marce si prestano già meglio . La presenza degli ufri ciali dà all'obbedienza form e migliori. Agli ordini a frase eseguiti spesso con trascuranza, s' intercalano quelli a comando che impongono un'esecuzione immediata. L'autorità della bassa gerarchia è rafforzata dall'a1La. Cessa la famigliarità del soldato col caporale , mediatore nat111'alo d'ogni ord ine di quartiere. Il giovane sollufficial e vuol mostrarsi autorevole. La tensione clisciplinare riesce maggiore, e maggiore quindi è il vantaggio, che ne trae l'etlucazione morale clel soldato. L'ammaestramento Lattic<', che taluni stimano la panacea universale del l'educaz ione dell a truppa, se nella ricerca delle forze , che

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producono l'obbedienza non anelammo errati, soddisfa appena. mediocremente alle condiz ioni enunciate. Ci si lasci dire, che l'essenza nostra procliveall'induigenza ver:;o no i stess i, ci allontana. inscienti da ogni durezza verso gli allri. Si va al passo èi strada più lungamente possibile. La parte disciplinare di questa istruzione, risente dell'indole sciolta dellu parte istrulliva. La rigidezza d'ogni alto meccanico, l'esallezza dei movimenti, la pronta esecuzione dei comandi, che poco a poco scende nei meandri più l'Ìposti del soldato, modifìèa nclone lentamente la natura, vi è trascurata. Il carattere dell'istruzione rich iede più intelligenza, cho obbedienza. Ilgi·adnato deve apportarvi assai più pazienza che energia; tollerare spesso che il soldato faccia il contrario di quanto gli si di~e. La periferia materialein cui si eseguiscono gli ordini, vi èrelativamentegrande, accrescendo così la difficoltà cli distinguere l'incapacità dalla disobbedienza. La compagnia si scinde in gruppi, e l'ufftciale ecl il sottufficiale, come spesso avviene nelle istruzioni di quarti ere, predicano al deserto . Nel serv:zio di pattugli e od avamposti, l'uomo ricade spesso in mano al caporale, in quello di sicurezza delle truppe in marcia, qualche volta addirillura in balia di sè stesso. Da tullo ciò siamo indotti a credere, che i suoi insegnamenti, ottimi per abilitare il soldato a compiere convenientemente taluni uffici della guerra., riescono med iocrem ente utili come promotori della sommissione irriflessiva, che costituisce il miglior mezzo per guidare il soldato nei diffic ili momenti dell'azione. · Dal punto di vista nel qu·rile dobbiamo ora considerarle, le esercitazioni cli comballimento sembrano avere maggiore importanza. Ess·e ab ituano il solclaio a muoversi in un mondo che pallidamente ritrae la guerra . Nel breve momento risolutivo, vi regna un po' del disordine del campo di battaglia. L'orgasmo, che grndatamente s'impossessa di ciascuno, infonde maggiore energia al comando e_m~gg!ore prontezza all'esecuzione. L'emulazione sorprendo talvolta. 1animo del soldato . L'obhedienza diventa meno riflessi va ed assume magaior simiglianza col suo Sosia di guerra. La forza però dalla quale ~ascono questi r iimltati morali, non risiede nell'istruzione st~ssa; ma sibbene nell'ambiente momentaneo che essa produce; ambiente creato da lla. prevalenza del concetLo sull 'ordine. Ma questa prevalenza, fino alle esercitazioni di compagnie, è contraria al loro spi26 -

ANNO XXXI,

VOI,. JV.


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lNl<LtJENZA DEUA PIAZZA n'ARMl

rilo e sottrae una p:irLe dell'utilità islr11LLiva, che ne è lo scopo . Dippiù, le condizioni dell'animo favorevoli allo sviluppo clell'obbedienza, avendo solo l'orgasmo per generaLore, si spengono r,ol finir dell'<,tttacco; e la loro fiamma ha brillato per un tempo troppo breve per aver prodollo sull'animo del soldaLo un'i mpressione durevole . Sembra che avvenga diversamen Le negl'insegnamen ti della piazza d'anni. Consideriamo dapprima l'addestramento individuale e del plotone. In queste istruzioni, le quantità negative per l'educazione disciplinare, che vedemmo far capolino nelle altre, vi sono sbandite. L' intelligenza vi apporta una quota minore, mentre maggiore deve esservi la buona volontà. La ripetizione continua de'suoi minimi atti: .lo sforzo meccanico per compierli esattamen te: la rigida schiavitù ·cui è sottoposto la volontà del soldato, la quale non può espandersi neppure una linea all'infuori del campo tracciatogli: la maggiore energia, che v'impiegano i graduati scelti appositamente: l'esclusione degli ordini a fra,;e: e per ultimo la durata della tensione morale, soffocano maggiormentn i'individnalità e l'abituano ad eseguire istinLivamente ogni superiore volere, preparandola così a divenire un'obbediente molecola della massa che decide la battaglia . Dopo ciò, se la nosLrn argomentazione non è errata, avendo convenuto che sul campo dell'azione non si pnò raccogliere neppure una bricciola della precisione, per la quale la piazza d'armi appa·rentemente sembra sia stala fatta, parrebbe che le ulteriori sue formali tà si dovessero addirittura insegnare su terreno vario. A questa conclusione però , a nostro avviso, si oppongono fin d'ora due riflessioni . L'una d'ordine materiale; cioè la breve dui·ata dell'addestramento i1Ìdividuale, la quale farebbe mancare la continuiLà di pressione, che concorre a determinare l'abiLudine. L'a!Lra d'oi-cline morale, risultante dal fatto, che trattandosi d'insegnare, non puossi esigere la rigida esecuzione indipendente o quasi da ogni sforzo in· telleu.uale. La quale indipendenza, riduce appunto l'esecuzione di ogni comando, ad un semplice lllto meccanico, spoglio d'ogni concorso mentale e unita all a durata della pressione, genera intiera la irriflessiva ed incondizionata sommissione dell'individuo che a ' poco a poco diventa in lui una seconda natura .

SULLA DISC! PLINA E SUL AIOHA LE DELLE TRUPPE

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.fo so~nma ci sembra che l'unione di queste due forze l durata della pressione ed irriflessiva esecuz ione dell'ord ine} costituisca la ginnastica dell'animo che impri me all'obbed ienza il suo vero carattere. Le ora espresse considerazioni ed il concello essenzialmente morale nel quale noi riconosciamo l'utilità dei maneggi dell a piazza d'ann i, ci spingono quindi per loro na tnra a reclamare che su di essa si studiino tutte quante le parli del regolamento d'esercizio. Co ll'addest.ra menlo individuale e del plotone, il mielato ha imparato ad eseguire automaticamente la sua parte nelle evoluzioni che -0r;t esaminiamo . I quadri da questo momento dovrebbero cessare di essere un mezzo per la sua istrnzione ed· il soldato invece do vrebbe mutarsi in \i n mezzo per l'istruzione dei graduati. Que~to rovescio delle rispetLive parli ci autorizza a credere che nissnna istruzioae facc ia minor appello alle sue qualità intellettuali di questa. Per il sol.dato vi è nulla di iiuovo . Dritto alla posizione, vo!gè a destra ed· a sinistra, porla l'arma , marcia e si ferma coi modi che già gli sono abiLuali. Per compiere il suo dovere ci mole ia massima dipendenza di volontà; vicevei·sa vi gode la massima ~ibertà dello spirito. Come una macchina che allo stato d'inerzia è pur sempre pronta ad obbedire al mo tore, così ogni smi attenzione si concentra nell'obbedire ol comando. All'infuori di questa non ha altra preoccupozione, poichè LuLLo quanto gli si domanda egli lo sa . Neli'ord ine chiuso dunque di compagnia e di unità maggiori, il ' soldato è perfettamente preparato a rappresentare la sua umile parte, purchè il suo addesLramento indiv iduale e nel plotone sia stato con· venientemente curato. Tanto è vero che, a meno di un giudice esper,Lissimo, si trova che i reJgimenti in presenza di alti personaggi manovrano ad ua dipresso colla medesima esnu.ezza. Ciò proverebbe quanto affermammo a pl'iori che sul la piazza d'armi tuuo dipende dalla sua volontà. L'uomo si trova fina lmente su un teatro sul quale tla sua disciplina può fac ilmente essere misurata. Qui tutte le energie morali ed aflliuive escogitate dai rego lamen ti per radicare l'obbedienza nella di,:ersa natura di ogni singolo individuo si possono ap · plicare senza pericolo di es~ere ingiusti . A queste istruzioni si può quindi imprimere una misura di tensione disciplinare, quale non


SULLA DISCIPLINA E SUL MORALE DELLE Tl\UPPE INF LUENZA DELLA· PIAZZA n' ARMI 406 la permeuono le altre, in cui fino al giorno del suo cono-edo oli resta sempre qualche cosa da imparare. La nostra e~perie~za.ci credere che questa maggiore ten:;ione vi regni talvolla quasi incliP?nde,ntemenle dal nostro concorso. È facile osservare che in piazza darmi prete~clono maggior precisione anche coloro che stimano poco le sue d1::;cipline, quasi che la maggior risolutezza venisse inoculata per una specie cli atavismo laterale da gradualo in · graduai.o in tutta la gerarchia. Se n'è ancora lontani. e già la piazzo d'armi sembra che eserciti sulle tru~pe una parte della sua influen za di forza educatrice. Le compagnie completamente inquadrate appena uscite dalle cam~rale si presentano meglio ordinate. La tenuta v'è più accurata. Già nel cortile del quartiere si sentono comandi più vibrati: ali allineamenti vi sono più precisi. I movimenti del maneggio dell: armi sono eseguiti con maggiore esattezza; insomma il dettaglio, cro11iuolo nel qua~e si ~lasm~ l'obbedienza rendendola pron ta, scruriol~sa e minuziosa, e applicato con m.aggior rig:.dezza che nelle altre :struzioni. A questo punto per seguire la scala nella qnale a nostro avviso le esercitazioni apportano il loro util e alla scuola del!' obbedienza, Qsamineremo prima le forme le quali, spogliate della precisione. si applica1~0 ovunque si possa manovrare; e poscia gl i allin eamenti, il maneggio .delle armi, la marcia di fronte e lo sfilare in parata, ossici quegli . a tt1 che appartengono esclusivamente agl i apparati della pace. · · Nelle formazio ni e negli spiega,menti pochi comandano e mol ti eseguiscono. L'immobilità che si pretende prima e dopo Ja loro esecuzione,_l'e_s~ll.ezza e là sim? llaneilà che si vuole, spogliano l'uomo del suo ind1V1dualismo e lo fondono nel tutto del sno r iparto. Egli n.on fa par:~e del ~ensie'.·o che dirige ed il moventè d'ogni mossa. è s1.tuato ali rnfuor1 d1 .lm. Se fosse possibile che il corpo umano com~1sse un auo senza _li determinante del cervello qui' se ne vedrebbe 1esempio . In ques.t1 meccanismi l'obbedienza del soldato é istintiva più che .riflessiva, pronta come vuolsi alla guerra: InaspeHalo è la rego!a, 11 pr~paralo l'_ec?ezione, che in questo senso non possonsi considerare 1 comandi d1 prevenzione. Un solo vocabolo chiama alla pi11 strella atlenzione molti uomini; un solo li. muove con cadenza uniforme o ne arrès.la il movimento. Qni nessun pericolo·che ['or-

fa

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dine dato non sia tosto e rigidamente eseguito. Il controllo immediato avvinghia la truppa colle sue braccia poderose e non vi è scampo pef' una sola particola dell a volontà. individuale. Piegarsi o rompersi : obbedienza o castigo. Qui l'uomo fa posto alla macchina e siccome finchè la nobiltà del sentimento non ·sarà retaggio di tutti, le masse, a nostro parere, non si spoglieranno eompletaniente del loro caratu~ré di macchina; così ci sembra che il materialismo dell'ordine chinso debba potentemente contribuire ad educarle al loro ufficio, creando l'obbedienza automatica che è uno dei principali faLtori della viUoria . Ultimi in apparenza, ma forse primi in sostanza, vengono per la scuola dell'obbedienza gli allineamenti , il maneggio dell'armi, ecc. che classificammo per apparati di pace. In essi la materia prevale sullo spirito più che in ogni altra manifestazione della vita mili tare . · E però come elemento disciplinante, approdano a costituire la camicia di forza, lo strelloio nel quale l'individuo si spezza, ogni volontà si tace, e i.n scala crescente dapprima pochi e poi centinaia di cervell i e di corp i funzionano per il solo scopo di compiere rigidamente il volere di chi li comanda. In questa guisa le discipline dell'ordine chiuso riescono per l'immediata esecuzione di ogni comando una scuola d'obbedienza pronta: per la precisione e simultaneità d'ogni alto, scuola d'obbecl'ienza esatta e minuziosa.; e infine per la contin ua ripetizione degli ·stessi atl.i scuola d'obbedienza irriflessiva o spontanea che dir si voglia, mirabilmente prestandosi eosì a sviluppare nel soldato le caratteristiche dell'obbedienza, desiderate dal Regol::tmento di disciplina. Abb iamo detto che l'influenza della piazza d'armi sul morale delle truppe ci sembra un principio ed abbiamo cercato di dimost.rarlo. Ma anche quando i nostri ragionamenti su questo proposito fossero affatto erronei, non pertanto cesserebbe la necessità dei suoi insegnamenti. L'ordine chiuso per quanto le sue forme si dileguino al calore della mischia resterà. sempre il mezzo per far manovrare le masse; come l'ordine misto, malgrado sia soggetto al medesimo processo, il mezzo per combattere . .Incominciare questi insegnamenti addirittura su terreno vario, oltre alle difricoltà economiche ehe si dovrebbero superare, equivarrebbe a discono:.cere il nntaggio, che ogni istruzione ritrae dal suo procedere dal facile verso


1~os

INFLUENZA DELLA PIAZZA 0°AM! l

il difficil e. Stimiamo quindi superfluo qualsias i alLra parola per dimosLriire che la piazza. d'armi è utile anche per preparare il soldato _a $apersi muovere su terreno accidenLato . Le r iviste e parate, sebbene estranee allo scopo per il quale & fallo il soldato, appunto perchè si traua di for bella. mostra di sè ed ogni particolnre v'è rigidamente osservato, appartengono agli apparnli di pace che maggiormente contribu iscono a di sciplinare il soldato . Per quanLo sappiamo, nei tempi passati quando una parata era una specie di evento mi litare cui dedicavasi mol ti giorni di preparazione, nessuno lamentò negl' esercì Li l'assenza della disciplin a .. Impiegatecolla parsimonia, che da una parte consiglia la breve ferma, dall'al tra le molte istruzioni che oggi riceve il soldato, ci sembrano dover giovare alla sua educaz ione morale. Rannodando ora. i molli fi li , ch e la natura astraLLa dell'argom ento ci ha obbligati cli svolgere e d'abbandonare man mano. conclu, diamo: 1° Che oggi come nel passa to, le maggiori probabilità di vittoria, stanno per quell'esercito <.'-he sarà educato ad una più severa discipli na; .2° Che l'utilità degl' in segnamenti di piazza d'armi, è oggidì .essenzialmente c;li natura morale; perchè le forme a stretlo ri Q'ore si potrebbero insegnare anche su ter:reqo vario; 3° Che, onde questi insegnamenti possano recare all'educazione del soldato tutti i lbro frutti, colò. almeno, vuolsi essere r igorosi, minuti e alieni dalla disciplina all'acqua di rose, che taluni, rnisco-' noscen~o a nostro avviso l'attuale stato della società, proclive più a reclamare i propri diritti, che a compiere i propri doveri, proclamano per di sci pi ina dei tempi; .4- C:he la vila mi li tare approda a vera scuola d'obbedienza solo in quei momenti nei quali l'obbedienza si palesa pronta, scrupolosa e incondizionata come è ciuella che occorre all a .o-ueJTa· ~ ' 5° Che la lolla moderna a.vendo soslitu.ita dovunque la coesione morale alla coe,sione del contatto di gomito, questa coesione mora le non può dominare, che laddove l'intelligenza dei quadri è ciecamente secondata dall'o,bbedienza dei grega.ri; , 6° Che per generare quest'obbedienza, la quale fo~·nrn in gran 1

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SULL·A DISCI PLINA E S UL MORALE DELLE 'l'RUl'PE

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parte il morale e la disciplina delle truppe nessun altro insegna- .. mento della pace ha maggior influenza di quello della piazza d'armi . Il soggetto avrebbe reclamato di saper fare nel mondo morale ciò che fa il chimico nel mondo materiale. Noi potemmo certamente e speria_mo solo che la sua importanza abbia nobililato alquanto la misera nostra prosa:

FRANCESCO LOCATELLI

Màqgfore.


Tl!IO lN DlllETTO l N CAMPAGNA

TIRO INDIRETTO IN CAMPAGNA

Questione vecchia, questione di tirare contro un bersaglio che non si vede direttamente. Epperò io non intendo ora affaLto cli presentare idee nuove. Ripeto per insistere. Utile effettivamente il tiro indiretto lo è, é molto; se è vero che, non vedendo, non si è veduti, e così, non permettendo al nemico di regolare facilmente il suo tiro, si è, relativamente, a questo non sog,getti; e se è vero ancora che, pel tiro indiretto appunto, maggior no•mero cli posizioni utilizzabili rimangono alla tattica, con ciò mag,giore facili tà nella loro scelta. . , È superlluo premettere che in campagna non è certamente un tiro con cariche per ogni volta definite che è possibile sia il tiro indiretto: non vi sarebbe alcun bisogno di ciò, se pure le difficoltà di servizio lo permettessero . Ossia, è sempre colla carica di fazione che si fa il tiro indiretto in campagna; e questo è clifatto tiro con punt:1mentQ indiretto . Ora a me parrebbe desiderabile chè entrasse proprio nella coscienza di ciascuno che quel tiro indiretto di campagna è facilissimo e convenientissimo cl'o_rdinario per l'artiglieria, e magari per la fanteria talvolta; e vorrei che nello ammaestramento tattico esso venisse esplicitamente raccomandato per la scelta delle posizioni. E parlo specialmente dell'artiglieria. Non è qui il caso che io venga a discutere quali tiri indiretti può assicurare la traieltoria obbligata dalla carica di fazione; e semplice

è ;empre, nella. ince1:tezza che l'occhio esperto non possa risolvere, assicurarsi che il proietto passi sopra di un ostacolo coprente il bersaglio: punLato il pezzo alla sommità dell'ostacolo, il sno angolo di . pro iezione deve essere maggiore cli quello occorrente per il tiro conLro i I bersaglio. QuesLa operazione si e!Ieuua facilmenle e presto, se pure non è ben di rado che si presenti la circosLanza di doverla fare; non è in campagna che com'iene radere cigli; in campagna conviene sol1.anLo essere coperti alla vista, e per esserlo non occorre che l'ostacolo sia altissimo, mentre ciò non è comodo, nè deside· rabil!'I co me vedremo più innanzi. La circostanza di dover effettuare quella opera1.ione si presenterà ben di rado, ossia solLanto: primo, quando si sia in una posizione cli ristrettez 4a obbligala, che non 1 permetta di tenersi alquanto più alto indietro (mentre non è la maggiore disLanza che guasta il tiro dell'artiglieria); secondo, nei rarissimi casi in cui si voglia star coperti dai colpi di artiglieria nemica e si voglia tirare contro altre truppe più lontane. · In ogni caso. la ragione che deve spingere a scegliere posizioni per tiro indiretto è questa, che, essendo in esse, specialmente a tuLLa prima, al sicuro, si può fare tranquillamente, ossia bene.. lo aggiustamento del tiro; e comodamente, ciò che magari può voler dire, presto e bene.. E, se pure si dovrà fare qualche operazione in più, non costerà il farla, sempre perchè al sicuro. Io vorrei che vedessero quelli, i qu~di non ammettono troppo l'impiego della artiglieria nei nost1"i terreni acciclentari e piuttosto e.aperti, l' ar'liglieria destreggiarsi e saper sempre tnirre efficaci r i. sul Lati : come io son certo che essa può sempre fare: il comandante di batteria sceglie la sua. posizione adatta allo sviluppo del combattimento non tale che la ponga bene in vigta del bersaglio, ma tale -che in un meno difficile orizzonte prossimo gli permetta un qualsiasi puntamento indiretto, che egli pure al momento sa trovare conveniente. E lo ste~so comandante di batteria è ben contento di avere con sè otto pezzi: egli sa trovare posizioni per tulli e olto. Non mi si citino manovre: alle manovre non si sa essere immuni da una certa manìa di teatralità, poichè piace di vedervi lo spettacolo .scenico delle truppe in vista, e, mancando l'effetto del fuoco, non si è disposti ad ammettere artifizi tecnici di condotta del tir-o. Dirò ora un po' di questo .


TlfiO l ~DIIIETTO IN <.:AM PAGNA TIUO INOIUETTO IN CAMPAGNA

Unaballeria è di fronte ad un'altra a 2,500 metri . Le due batterie sono entrambe scoperte. Se la baueria nemica si proietta sull'orizzonte, i snoi pezz i si , edono distintamente e possono essere nitidi ;,copi di punt:imento. e invece si proietta su di uno sfondo naturale poco propizio a dare risalto ai pezzi, io credo che farebbe male il cap itano che si ostinasse a far puntare sui pezzi: i puntatori vedono ciin fusamente, si slancano presto la vista, puntano lentamente; e l'aggiustamento del tiro si pro trarrà. mollo , nè sarit mai ben fatto. Sullo sfondo natural e, quasi in direzione della batteria, vi sara bene un punto distinto e fac ile a vedersi più dei pezzi nemici (in molti casi, per esempio, una casetta bianca lontana in collina): puntando su quello scopo si aggiusterà il Liro. Il bersaglio si è giudicato a 2, 300 metri? il comandante dell a batteria da un suo pezzo guarda lo scopo di puntamento prescelto: la sua vi suale passa al disoprn della base dei pezzi di sette volte, ad esempio, l'altezza apparente di un pezzo e di dieci a sinistra del mezzo della ba li.eri a nemiCft? Ebbene, essendo alto il pezzo circa metri ,t ,30, . . . . . eg li fa un semplicissimo calcolo e da il comando: a 2400 metri cominciate il /oc; sco~tamento 7 millirnetri, facendo puntare allo scopo prescelto (4). Oppure, senza neanco far tutlo ciò, egli diminuisce, così nel occhio, cli un po' la dislanza giudicala, oppure neanco, e cc,mincia il tiro: la differenza tra scopo di puntamento e bersaglio· dara errore corretto dai tiri della determinazione della dist-anza: al massimo questa gli porterà via un colpo di più di quelli ch o il puntn,mento nl bersaglio avrebbe rich iesto, ammesso però che il puntamento al bersaglio si fosse potuto fare bene, come contro lo scopo ; ma, in generale, gli farà risparmiare molti colpi e molto tempo, dovuto al numero di questi ed alla lentezza del loro,puntamento. - I pun· tato'l·i han,1w bisogno di uno scopo ben distinto; il comandante della batteria con, tin buon cannocchiale, ecl è qiwsta la ma migliore arma personale, si incarica cli [Jiudicare del risultato dei colpi. - La distribuzion e del fuoco sul bersaglio è più difficile col Liro indiretto per il fatto del limi tato scostamento annesso all'alzo. Mi si permetta,

(I) In una batteria istn,r;ione non vuol dire altro che: disciptinn e /W,1,cia nel capitano e 1uii pezzi.

a que5to riguardo, di des iderare che lo scostamento veng~t a~lun_aato . Ma in tanto per ora non si ha impossibili là di sorta d1 d1stnbu ire il fuoco: nel caso sovraci tnto il comandanle della batleria , dopo aggiuslalo i·I ti ro, suggerisce ai capi-sezione d'ala di fa r pu~·tare su altri pnn li, scelti in modo opportuno , latera lmente ed a li vello del primo scopo: se pure il livello è sbaglialo di tre metri, a 2,500 meLri il tiro la sbagl ia di soli 23 metri in gella ta: cosa da riderne. Ora suppongasi la batteria a ridosso di un osLacolo . - Il comandante della balleria avrà scelto esso tale posizione; e tale posizione la avrà scella in modo : primo , ch e l'ostacolo non impedisca, a lui od a persona intel ligente di sua fidu cia, di vedere da un silo prossi mo alla batLeria e per quanto possibile ne_lla s_ua dii_-ezion_e di tiro - magari dall'alto di un albero -- i risullal1 dei col pi (ragione pernon porre i pezzi in modo che l'osLaco_lo risulti m~lto alto al_ disopra cli essi); secondo , che l'oslacolo gl I permetta dt puntare 1 pezzi contro un falso scopo lontano ed apparen~e al disopra del bersaglio (altra ragione per non far l'ostacolo allo} . Se, da presso alla bat.Leria vedendosi il bersaglio, l'oslncolo impedisce il puntamento all'innanzi , il comandante della balleria si sara fissalo dapprima uno scopo all'ind ietro, lontano, su cui punt~re ~oli~ li~ea d! mi ra rovesciala . Questo modo di puntamenlo non e ne difficile ne · troppo lungo, perchè non lo si usi, anzichè usare compl icali sistem i che richiedono sempre tempo parecchio. Ho dello che non è poi tanto diffi ci le trovare posizion i per batterie di otto pezzi: molte vo!te quelle, che paiono a tulla pri~a ri- · strette non lo sono so si lascia che solo pochi pezzi vedano il bersaglio.' Allora, se si ha un bello'scopo lon tano, si può eseguire subito il puntamento indirello con tulli i pezzi_; se lo scopo non è ~1m~do,, si comincia a fare l'ar•giust.amonto del tiro, o !a sola determ1naz1one della distanza con qu;i pezzi che vedono" il bersaglio; sicuri poi del tiro, si fa fuoco con Lutti i pezzi puntandoli se occorre all'indi~Lro con dati di puntamento ricavali dai pez/; i che vedono il bersa~l10. Ce,:- · tamente, per quanto possibile, non è opportuno voler aggrnstare il tiro co n punta menlo falLo all'indietro . . . . . Non mi si dica che facc iano sovente difetto 1 falsi scop i. Se ess i non sono bei segnali bianchi su di uno sfo ndo scuro, lontani, sa-


TIRO INDll\F.TTO li\ CAMPAGNA

TIRO INDIRET1'0 IN CAMPAGNA

ranno altri meno belli, ma pur buoni . Saranno, non lonlani, ma fra il bersaglio e la batterie; ed in queslo caso ecco il.vantaggio di aver semp lice .la distribuzione del fuoco sul bersal,{lio . Saranno, se non pllnli fissi, forse cime d'alberi : se il venlo le scuole il punlamenlo in elevazione poco ne scapita, ed è l'essenziale; mentre la direzione -0el tiro in campagna è sempre fin troppo esalta ( 1). In generale, purchè si abb ia modo di puntare i pezzi contro uno ·scopo qualsiasi, il Uro lo si può eseguire: il primo colpo sarà sbagl iato di centinaia di melri, non importa: l'osservazione del risultalo e poche modificazioni per i co lpi successivi, magari a tulta prima ~randissime, permetl.el'anno facilissimamenle di agg iustal'e il Liro: - e quesla è la più bella ragione a sostegno del li ro indiretto. In ciò ch e io sono venuto esponendo è sempre indicalo ùn falso ·scopo pel puntamento effelli,,o, ossia è prescritto l'uso dell'alzo . Non può essere che si usi pel puntamento indirello il sistema comb inalo di dar la direzione ai pezzi con un metodo di allineamento e le elevazion i occorl'enli per mezzo. del quadrante : - la direzion e dedotta -da semplici alli neamenti varrebbe, ma non mai quella ricavala da fi gu re geometriche tracciate sul terreno, tanlo più se vi ent1·ino calcoli dove sia come dato la distanza (la quale, prima di cominciare il tiro, è ammesso possa venire regolarmente sbngliata cli /4.0Q metri oltre i 2, 000 metri e di 200 metri fino ai 2,000 met.ri ); - la dire-zioneal bersaglio deve essere fin dapprincipio indovinala, perchè non si sprechino colpi, non potendosi fare per i colpi non diretti I'0sservaz io11e esatLa dei risultati; oppure, per avere da principio la direzione sbagliala, tanto vale dispone subito i pezzi in una direzione a ,caso, salrn ad aver poi la direzione esatta dopo il primo o i primi due colpi , fatta la correzione adatta all'errore commesso facilmente misu rato a vjsta Eppoi, direzione o- no, col quadrante non si ag · g-insta il tiro: - il quadrante segna, e con una esattezza neanco tanto faci le, i decimi di grado: ogni decimo di grado alle diverse 1

(-1) ·Io mi sono tante volte domari1hto perché )a linea di mint cl_cll!ia sui c,innoni ·eSS<lrc dcnnita d,t un mirino <l da una tMca dl<l permettono la nugl1or c~at~czza (11 puntamento in clirezion<l e presentano invecè lllngo e ditlkilc il puntamento in elc· ,•azione, che è il più import.ante. Jn ven t.a 10 non ho mai saouto capirlo. ·

dist~nze varia la gitlata di circa 50 metri; come si potrà fo1~e una buona forcella, che corrisponda a due indicazioni diverse di un decimo di grado Ielle sul quadrante, mentre nella lellura fra quelle due· indicazioni alligne è anche facile confonclersi?'E come, a maggior· raaione, sarà possibile fare la rettificozione del tfro? Tullo ciò che· si può fare col quadrante è di dare una elevazione approssimativamente buona al solo pezzo eh.e primo deve sparare: questo pezzo, avuta tale elevaz ione, primct cli sparare troverà l'alzo fittizio per un falso scopo scelto comune a lutti i pezzi; e il ·quadrante non si userà più. Ecco lutto ciò a çui può sei·vire il quadrante . Pel puntamentoda campagna occorre l'a lzo e null'altro che l'alzo. Il desiderabile sarebbe soltanto di ave·re lo strnmenlo alzo mimito cli nn più, esteso scostamento (per esempio di ;j 50 milli metri) . · E con ciò basti dei metodi tecnici . Un'osservazione ancora, t.nLta pratica, di confronto tra le fonne del teneno e !'estensione delle gittate: - in antico, brevi le gillale,. queste non abbracciavano che ben di rado più di un'ondulazione di terreno; si dovr~ ora, perchè le estese gittate possono abbracciare facilmente clivel'se ondulazioni coprentisi a vicenda, trascurare il vantaggio di tal i estese e sicure gittate per scegliere invece· posizioni pel tiro con puntamento diretto, se usando il Liro indiretto si può da lontano e da l coperto fare un buonissimo tiro'? Il t&rreno non si è mutato insieme al perfezionarsi dei cannoni. Finora ho sempre parlatç> di bersagli o fermo. Pur Lroppo, il tiro ind iretto ne è comodo, nè promette uti le efficacia con tro bersaglio mobile. Ma ciò non montu. L'artiglieria tirerà con tiro indirello contro bersagli fermi e con Liro a puntamento diretto contro bersagli mobi li. E ciò non solo non è un male, ma soddisfa alle circos la.nze· dipendenti dalla tattica. - Da lontano sono le artiglierie che si battono fra loro: esse rappresentano bersagli fermi, e possono perciòbatters i con tiro indiretto. Una. . batteria deve batterne un'alll'a in moto? conviene che essa punti direttamente: essa, per profittare del suo tiro in quella circostanza, deve fare un Liro molto celere; e d'altra parte se la balleria nemica è in moto, quella non Lira, epperòquesla che la batte non ha bisogno cli coprir3i: il tiro in di retto sarebbe allora non solo inutile, ma dannoso. è)

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Tll\O INDIHETTO IX CAM!'AGNA

,'t. 16

TIRO l:SDJRETTO IN CA:\JPAGNA

Baltere da lontano fa nLeria ferma, alla artigli er ia non accadrh mai-di fare: la fanteria si sposterebbe subito; dunque la artiglieria considerando quella fanteria come bers:iglio mobile, vi punterà direttamente sopra, e po lrit ancora. fo rlo poi chè la fanteria dn lontano non la orrende. La artiglieria nelle seconde posizioni di combattimento potrà pur tirare indirettamente contro la artiglieria nemica, poich è quesLa è sempre bersaglio fermo; se, tuuavia, cambiata posizione perchè l'artiglieri a avversaria era già scossa , il porsi coperta ha ancora import.anza , e il bersaglio, piu appariscente, non attira naturalmente il puntamento su di sè; ma contro la fanter ia l'artiglieria ti_rerà con puntamento diretto: la fanteria è bersaglio mobi le, nè la offende co l suo Liro, poich è la artiglieria non deve essere nel raggio di fuoco della fanteria. Le seconde posizion i d'a ltronde già più vicine nl bersag~io si rendono meglio svelate alle nemiche dell e pri me perle stesse condizion i del teiTeno, e il puntamento diretto vi è piLt facile ad ottenersi. Quesle ultime cose dette non infirmano fa asserzi,ooe preposta a questo breve rag ionamento: che il Liro ù 1,di1·etto di campagna debbasi aver semrrre in mil'a Ji efl'etltlare: esse 1.,ensi la definiscono. Tiro indiretto lo si farà cont.ro artiglieria in posizione, Lii-o con puntamento direLLo contro artiglieria in moto e con tro fan teria; oppure, ciò che incirca ha lo stesso senso, dallep1·irne posizioni della artigheri.a si farà tiro indfretto, dalle seconde tiro con puntamento cli· retto . Le vicende e le circostanze del combaLLimento presenteraono ogni volta condizioni acni sotLost.nre e combinazioni vari e <lei due sistem i di tiro . Io mi contento di conchiuclere: Si pen,çi alla ntibitcì del tÙ'o indiretto di campagncL, si /accia stu,dio con e~ercitazioni ili sape·1· ntiti.zza1·e i1i ogni caso ima posizione qualunqiwpe1' me,z-zo . clet tiro foclfre tto, e lo' ammaestramento tattico lo prescriwi. B ,·i guadagnerà la tattico, che saprà essere più svincolata dall e esigenze tecniche del Liro . Mi rin:ane a dire del Liro indiretto che la fa nteria possa usare. Potrà parere esagerazione, ma non mi si negherà che in qua lche . caso anche la fanteria possa far Liro indiretto. Ad esemp io: una

màssa di fanteria è separala du. un osta,;o lo da una massa qualsiasi nemica, e ne è coperta alla vista; q nella ha potuto sapere di questa perchè ha prossimo un modo d'osservazione: ch i non ammetterà che essa possa, puntando al ciglio dell'ostacolo o ad un punto speciale, con un certo alzo facilmente calcolato, hatlere con un buon Liro a salva la massa nemica? E. DE C.


DE I PRINCIPALI ATTI EOUCATfVI DELLA VITA. MILI TARE

DEI PRINCIPALI ATTI EDUCATIVI DELLA VITA MILITARE -

- -r-<·>,-;:-~ -

l.

· Quando pel succedersi dell e guerre nazionali, b vecchie classi lasciavano in retaggio a.Il e più giovani cseropì e senlimenLi di vi rtù mi litare, l'educazione del soldato si andava fo rmando colla scuola dell'esperienza . Ma presentemente, dopo tanti anni di pace, è gran ventura se pochi avanzi di guerra conserviamo ancora nelle fi le; sicchè per mezzo loro dell a scuola passala serbiamo appena le l.'.·adizioni . l\lentre poi nell'insegnamento scolastico, essendo slata, smo ad ora, l'educazi one in senso patrio, se non contrariata, per lo meno Lrascurnta, il coscritlo c·i arriva nelle file digiuno ccl impreparato(~ quei sentimenti di patriottismo, che debbono essere l'anima degli eserciti nazionali. . · Cosir,chè, per educaré mili tarmente il nostro coscritto non ci rimane, per ora; c]1e affidarci al nostro buon volere ecl alla bo1Hll de~ metodo elle sapremo applicare. Il qunle, per avere fo ndamento di riuscita, nori dovrà discordare collo spirito del secolo, che è poro teorico; altrimen ti le lezion i morali dei nostri ufficiali fa.rann? .sul~a criovontù che affiuisce sotto le armi, in formala dall e idee ut1!1Lnne della raU:iglia e dell'ambiente natio, l'efTeLLo dell'eco; voltato il .can~o della caserma, non saranno più ripercosse, e rima.,rnnno slerilc ncordo. · La qual cosa non è possrbil e, se non faremo concordare l'edu c~· zione col trattllmen'to; cioè alleggerendo, mitigando il peso del tr i-

4. 19

bu.to personale col le opere provvide, e servendoci degli atti pr incipali della vita mili tare per infondere nel soldato la persuasione che l'esercito è per lui una grande famiglia, e forse, la migliore scuola educativa della sua vi ta . Tale concetlo , in teoria generalmente ammesso, non è però universalmente ed uniformemente eretto a si's tema; ed è gran ventura se qua e colà sì va più o meno applicando, a seconda delle vedute parti colari sul modo di educare i propd dipendenti. E ciò, non giil. perchè manchi in no i l'affetto pel soldato; ma perchè la sua docilità fa velo agli abusi ed all 'insuffi ciernm degli uom ini e delle cose; perchè la ragione di servizio ci Ca credere inevitabili molle durezze e sofferenze, che la r iflessione potrebbe mitigare; perchè tutti siamo convin ti e ripetiamo continua.mente che bisogna pensare a sollevare il morale del solclato; ma di rado po i sì pensa ad applicare un programma pratico per ollenere qur.sto iillento . Grave lacunn, che ci sarà stata tante volte rivelata da spiacevoli impressioni provate nell 'assist.ere all e tl'aversie, cui vanno talora senza ragione soggetti i nostri reclutati; lacuna, a colmare la quale mi proverò ora, toccando le molle più adatte a suscitare nel nostro tipo mil btare le virtù essenziali pel soldato.

II. Rlcewimento dei c oscritti.

, Una·domanda, che io mi sono l'atto sovente e che molti di noi sì sarann o fatLo , pensando ai 50,000 rurali, che entrano annualmente a fa r parte dell'esercito, è questa: Qu ali pensieri e quali sensazioni proveranno quei nostri tipi , o Sobini, o Camuni , o Calabri, essi siano, al momento in cui , lasciando il telto paLerno, sono trasporlati giù colla corsa vertiginosa dì un treno, a fare il soldato, in una delle nostre grandi città? A tale domanda, a noi ufficiali, in geMrale, non può esser dato rispondere adeguatamente, con un semplice esame soggettivo; pri ncipalmente per la ragione che noi abbiamo abbracciata la carriera 27 -

ANl'iO XXXI, VOL. IV.


DEI •.PR INC IPALI ATTI EDUCATIVI

mi litare per inclinazione, e quindi con quel trasporlo che dissipa i pensieri più t:rjsli ed ammorza le impressioni più sgradevo].i,: èd anzi le riveste coll 'aureola. dell'entusiasmo e della poesia giovanile. Ciò io dico, perchè solo con un'auenta osservazione, fatla non col ciglio impassibile del superiore, ma piuttosto colla passione del fisiologo e col cuore del palriola, si possono scrulal'e e riconoscere. le proprietà intime della molecola che sotto la cappa uniforme del sol-dato va confusa nella massa dei redutàli. In queslo modo soltanto si polt'tt forse scoprire che il nostro coscritto , nel cumulo di sensazioni che agitano in quei primi"mornenti l'animo suo per l'abbandono de ile sue abitudini, de' suoi interessi, de' suoi alfoui più forli, per la vita nuova che lo allende, a lui in molte parti ignota, perchè egli non sa dove e sotto chi andrà a capitare, a. quali sacrifici dovrà sottostare, quali e quante vicende dovrà passare, prima di fa r ritorno; non ha che un'impressione sol1:J., che gli dislrae la mente e l'animo; ed è la novità. della fantasmagoria, cui egl i assiste dal treno che lo traspo1ta. È una corsa indiavolatn , che allucina e stordisce le facoltà del nostro novizio; il quale, a mano a mano che i nudi pinacoli dei suoi monti si allon tanano, vede svilupparsi le sterminate r:egioni dello SlalO, la varietà, la potenza, le parvenze meravigliose dell'industria mp.aqa. E più lo speLLacolo, sempre nuove, continua e grandeggia davanti agli occhi snoi, b sua individuali tà rimpicciolisce, e come un'oppress ione egli presente l'illimilala superiorità di coloro, che hanno avuto il polcre di balzarlo d'un trattò dalla cerchia ristretta della lerra natìa in quel sorprendente caos della vita pubblica. Egli arriva perciò al corpo, con un fondo di tristezza nell'animo, con un sentimento di ttmta inferiorità e con un timore così esagerato dei superiori, che entrando nell'ambiente severo della caserma, egli si sente in parte, fisicamente e moralmente ridotto atrofico; e le sue membra, come il cuore e la mente, per riprendere la sensibilità naturale, avranno bisogno di una scossa. Guai però se questa sarà bmtale. Allora. noi incontreremmo in lui non solo l'inerzia, ma anche la reazione, che faranno ostacolo ai nostri primi sforzi per istruirlo ed educarlo. Cosicchè, e per sentimento dì umanità e per interesse nostro, in quei momenti è bello, è proficuo spogliarci per poco della rigidezza,

DELLA VITA mLlTARE

1~21

dell'impassibi liLà, che formano la nostrn corteccia ibitua le, per dare passo alla generosità, che è una delle caralleristiche di noi solda ti, e ricevere i' nuovi venuti nella gran famiglia militare con festa e con quei modi cordiali, che dissipino in essi le dubbiezze dell'ignoto, la soverchia timidezza, e mitighino il dolore della famiglia lontana, col pensiero che fra noi banno, al primo incontro, trovato le accoglienze di chi sa, nello stesso tempo, comandare, affezionarsi e provvedere. Però, quanto dissi or ora, è solo in forma generica, la fi siologia del coscrillo nei primi passi della vita militare; ma, insistendo nell'esame nostro, fra la massa dei reclutati non si I.arderebbe gran che a scoprire qualche caso disgraziato,che colla sua influ:nza deleteria può essere di non poco danno all'azione nostra educa tiva ed al prestiaio della vita militare. 0 Ed eccone un esempio: Tizio r un coscriuo cli Reggio Calabria, contadino, illette:·ato, ~on ottantuno centimetri cli torace, ma poco robusto. 1120 dicembre, non senza lacrime e con qualche scudo in saccoccia, parte, lasciando le aure miti, alla volta di Brescia; ove arriva., dopo cinque tappe ferroviarie, prima di giorno, accolto alla stazione da una tramontana, che gela le ossa, alla caserma, da un buio pesto e _dal russa re dei futuri compagn i. In allcsa dell'assegnazione, egl i prenderebbe qua lche ristoro, di cui sente estremo bisogno; ma, disgraziatftmente, non ha più un soldo, perchè nel pernottamento a Verona, un ladro matricol~Lo, che nel viaggio gli si era mostrato amico, avea trovato modo d, allecrcrerirlo im1rnnemente del piccolo grnzzolo che formava ogni suo nn . bene. Abbattuto moralmente e fisicamente, si presenta alla visita medica, con una e.era ed una tosse così brutta, che il dottore lo manda senz'altro all'ospedale. D'onde noU' esce che il "5 febbraio , dopo pe~ nosa e grave malattia, per essere tosto avvialo in licenza di convàlescenza. Egl i è sfinilo,non si regge, e si direbbe quasi che l'ospedale tema, non facendolo partire, d'aumentare la tangente dei morti in cnra .. In ouni modo, il desiderio di rivedere i parenti, tanto più vivo quanto pi~ si soffre, lo animnno e lo sorreggono; ed egli s' av.via. Chi gli darà mano in quel lungo viaggio, e come si so;;tenterà egli alle stazioni, ove tutto ti così caro pei poveri diavoli~


4.22

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DEI PRINCIPALI ATTI EDUCATIVI

Come Dio vuole, quel poveraccio giunge a casa. Al vederlo, 1·idotto una ta'rva, scendere malamente dal carretto fra le braccia della madre desolata, le comari del paesello si commuo'vono e vanno dicendo: Povero figliol l' hanno rovinato. Facciamo una pausa, e tiriamo un po' di morale. Prima di tullo, conviene ossernr~ che casi simili a questo non sono tanto rari; perch.è, se si danno condizioni sfavore,,oli di clima e di quartiel'f\ la proporzione dei coscritti morti riformati od inviati in licenza di convalescenza può in taluni corpi raggiungere anche il 4 °/o. Comunque, il rinnovarsi annualmente di casi consimili mantiene or qua or là nelle genti l'idea che fa vita militare in pace è penosa e qudche volta esiziale, e genera il dubbio che tante iatture possano provenire anche da difetti nel sistema. E su questo punto bisogna convenire che i miglioramenti sarebbero facili a ·praticarsi. Poichè è oramai riconosciuto che non in Lutti i casi è guarentigia sufficiente, per comprovare l' attitudine dei reclutali, il semplice rapporto fra la statura ed il torace; e a me sembra che nei casi un po' dubbi di validità, varrebbe meglio aumentare il numero dei rivedibili, anche a costo di esagerare in queSla precauzione, anzichè rimandarne a casa altreltanti fra m~laticci ed incurabili. Così pure, non potendosi effettuare totalmente in novembre l'invio delle reclute ai corpi, converrebbe che i lunghi trasporti ferroviari dei coscritti dal mezzodì al settentrione, che debbono essere fatti in più rigida stagione, fossero il più po·s~ibile abbreviati, servendoci della 3• classe con treni diretti, come ammettono attualmente le convenzioni . Mentre poi, per garantire, specialmente i nuovi venuti, per lo più inesperti e mansueti, dagli atl:enlati dei pessimi, come pure per elevare e preservare illibato il morale del soldato, certamente la disposizione più equa, più efficace ed universalmente sospirata, consisterebbe nell'incorporare coloro, che vengono sollo le armi matricolati per furto , in corpi a parte. Come si vede, queste misure ed altre simili, pensandovi e vo~ )endo, po~sono essere praticate con qualche dispendio; ma con tani.o di guadagno morale; perchè si diminuerebbe il numero di quei casi

423

DE LLA VITA MIL!TABE

disaraziati e si darebbe alle popolazioni la prova palese che la saluL; e la moralità delle migliaia di reclutati, che lo Stato annualmente sottrae alle famiglie, sono tutelati e garantiti dalle leggi_, da!le prescrizioni dei regolamenti e dagli atti dell'intera gerarchia.

Le maree.

Nella vita militare, le circostanze nelle quali l'azione nostra e.ducativa può essere in maggior grado salutare si incontrano nelle marce forzate, o meglio, nelle tappe continuate. . Queste infatti sono l'unica scuola dell'esemp_io,_ che ~i r iman~ '.n tempo di pace; utile per Lutti, specialmente pe1 g1ovan1; percbe rn esse si mettono alla prova le più belle virtù del soldato. . . Chi è attivo, chi è temperante, chi ha interessamento per gh altn e disinteresse per se stesso, chi ha carattere, inso~ma, e c~or~, nelle marce ottiene manifestamente un profitto d1rello; po1che, quanto più egli saprà esplicare in prò d~' su~i d!pendenLi quelle qu~lità, n.'allrettanto vedrà diminuire le pnva~1on1 e le sofferenze , cm, d'ordinai·io, ad onta della maggiore previdenza, vanno soggette le mili zie in quella vita faticosa e disagiata. . E come le manovre in ordine serrato sono un modo meccanico per piegare il soldato alla reazione delle sue t~n~enze dissolventi , CO$Ì Je marce continuate sono un mezzo efficac1ss1mo pe.r .educ~rne l'animo a sentimenti di fortezza, costanza e sopratutto d1 devozione verso i superiori. In quanto che, con quella ~pe.cie d! v!ta_ i~ co~ mune, si creano fra superiori e gregari rapporti di fam1ghanta e dL interesse, chahanno nna certa analogia coi vincoli che si riscontrano fra padroni e lavoranti nella vita civile. Vincoli uti li, specialmente in un organismo come il n~stro, com posto di una grande varielit di elementi fra loro fls tran~1 e n.o~ an:cora civilmente educati ad un elevato sentimento di nazionahta; cosicchè l'affezione pel superiore, se non giunge a far vibrare !a corda del patriottismo, certo soffoca ogni idea di regional!:mo e nmane e rimarrà ancora, chi sa per quanto tempo la mo~la ym p_otente,.sull~ quale noi potremo contare, per ridurre i n_ost'.·1 g10van1 soldati, nei momenti di crisi, all'abnegazione ecl al sacnfic10. 1

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1, F. L I.A

DEI PR.JNCIPA LI ATTI EDCCATIVI

Poichè, a mo' d'esempio, qaando il soldato avrà veduto che nelle mar;ce, tanto più lunghe e di?agiaLe. l'ufficiale è il primo dar l'es~mpio di saper resistere imperturbabih~ e sEJreno alla fat.ica1 al caldo , al so:rno, alla fome , alla sete, allora si persuaderà che chi lo comanda è degno per virtù di essergli veramente superiore. Quando, il soldato avrà veduLo che, al giungere alla tappa, l'ufficiale non si dà mai pensiero di riposare e ristorar:;,i, se non dopo aver curato l'alloggiamento, il vestiario, il vitto e la ripartizione dei servizi del suo riparto; ed avrà osservato l'interessamento che egli prende per gli in fermi, per gli spedati e per riparare a quelle tanto trascur~ggini ed ingi11stizie che, nèi momen ti di fatka geqerale, affliggono più soventi i deboli e i rassegnai.i, allor& nell'anirno suo, unitamente ad una grande fìducia nel suo superiore, prenderà radice turn.. profonda devozione. ·. E la storia è là, e.o' suoi lum inosi e classici e~empi, per provare ad ol.traoza che !'ascendente morale del superiorè moltiplica l'abnegazione ed iI coraggio dei gregari e che, in difetto delle alLre vil'LÙ, la devozione dell' inferiore verso il $Uperiore è quel tal se11iimeòto, iùdefinito e lal~nte nelle circostanze usua.l i della vita militare, ma che, ali'. occasione, si rivela.'con un trasporto eh~ sOl'prende, con una tenerezza c,he comm uove anch e i più indifferenti , che nei momenti di penuri a induce il soldato .ad offrire l' ultimo tozzo di pane al suo ufficiale e nell a mischia lo spingerà nl sno fìanco , facendog li, se occorre, scudo del suo pe~to , o secondandolo d'ogni sua possa per cingerlo di meritati allori . Ma, come dissi , .Ja devozione non può. essere che il frutto di un sentimento reciproco, che noi potremo raccogliere a ben eplacito , se sapremo uti lizzare il mezzo più efficace che ci r imane in tempo di pace per educare mili ta rmente coll'esempio i nostri dipendenti; se ri prenderemo·cioè l'abitud ine .dell e marce forzate e delle tappe con · · tinuate .

a

iOel viUo.

L - Nel trallamento del soldato, non v'è dubbio, il vitto e il pro,ivedimeòto più importante; poichè ad esso s1 nattaccano e, si può dire, da esso in gran patte dipendono le condizion i es5enziali delb vita mi litare, l'igiene, il morale, la forza, l'ord ine.

V I T .\

\I l 1.IT.\l\ ls

\.'25

Infatti, nulla più c~e il contrasto di un'ali men tazione t.rascurata coi nostri discorsi, per quanto eloquenti, sul lrr cura dell a sa lute, . sulla forza di resi:,_tenza, sullo spi rito militare, snll'affeuo alla bandiera, può suscitare freddezza, sfiducia e, fors'anche, corruccio fra il gregario ed il superiore . Si può, è vern, pretendere dal soldato , in casi eccezionali, come atto di abnegazione voluto da imperiose circostam,e, un sacrificio nel sostentamento; in condizioni normali , un'alimentazione snrficiente e ben condizionata deve essere la prova più lampanle delfinteressamenlo vivissimo che noi proviamo pel benessere del soldato e della cura che noi mettiamo; perchò l'alt.o più vitale e socie vol e . che nella vita intima e diuLnrna della famiglia è sempre l'opern clell; persona più provvida e cara, sia :i nche nella fam iglia milital'e oaa,etto pei superiori cli attenzi one con tinua e scrupolosa. cosi prati~ano i vincitori di Sadowa e cli Sédan ; i quali nelle caserme )oro somm in istrano .il vitto del soldato, come appena noi ne(}'l i istituli militari . in Italia possiamo presentemente ottenere al Lr-ettant.o? \' ecliamo. U . - Il vitto del soldato dovrebbe es:;ere di suffic iente nutrizione, ben co nfezionato, variato e distribui to con proprietà . Or bene nel!' al imentazione attual e del soldato troviamo noi queste condii.ioni'? Ouantc, all 'essere il vitto di sufficiente mttrizione, se si pensa elle nelÌ'eserr·,iLo piemonte~e il solditto si è ritenuto per ta nto tempo suffìcien temenle nutrito , si deve pur ritenere che lo debba essere maggiormen te ora, che è aumentai.a la razi òne ordinnriadi carne e che :1l riso venne sostituita ·la pasta, più sostanziosa e graditn; tanlo più, se si co nsidera che attua imeni.e la massa dell 'eserci to è tratta da po pohtzioni avvezze ad una sobrietà, che, in genere, non ha quel ro,te popo lo del settentrione cl' Italia. A.cl onta di ciò, vuol si che l'attuale razione debba essere t.ra breve ancora migliorata in quantili), e qual ità; cosicchè allora non vi saril alcun dubbio che il nostro soldato potril essere più che a sufficienza nutr ito . Dissi potrà; perchè , pur troppo, In razio ne, fissa ta dai regolamenti e pattu ita coi fornitori, non entra sempre, tal quale dovrebbe essere, nello stomaco clel so ldato . Ciò, lo sappiamo, non può provf~-

ma,

nE

l\fa


426

DEI PRINCIPALI A'l'TI EDUCATIVI

DELLA Vl'l'A MILITARE

nire che_dalla ~1alizia dei fornitori, i qtJali, dello scarso guadagno I.oro lasc1~to dai contratti, cercano rifarsi in altro modo . Si è cercato, ever~, _d1scema~eco_llegrandi imprese, più suscettibili di guadagno, qu_est'. 111~onvernent1; ma essendo inevitabili i subappalt.i, l'incetta dei v,ven è ancora la diuturna lotta, nella quale il meno astuto. che, generalmente, non è il piccolo fornitore , ci perde. ·, Or _be?e, senza entrare nella questione delle grandi imprese, che super,on considerazioni amministrative e l,>gistiche consigliano a mantenere, e che non può essere oggetto di questo scritto, rimane a_ved~rsi _se "'. sia pur modo di attuare qualche temperamento che c1 ass1cun un'mcetta. dei viveri migliore dell'attuale. .I ~eneri, dei quali, generalmente, il soldato non riceve quanto gh. s1 compete, sono la pasta e la carne; non per la minore quantità, che sarebbe frode troppo grossolana ; ma. per la qualità, specialmente della ca~ne, che è, per solito, scadente ed eccessiva d'osso e di giunta proporzionatamente al peso totale. Ma, a me pare che questi inconvenienti si potrebbero facilmente se non togliere, certo scemare d'assai; purchè si adoLtasse il sistema'. di far distribuire le paste dai panifici, ogni due giorni , come si pratica pel pane; di pretendere ne' contratti la condizione che la carne sia disos sata e ~~Ua proporzione di 1/ 5 d'osso snl peso totàle C,I); d, far trasportare la carne in quartiere, facendola quivi consegnare dallo stesso fornitore all'uffir;iale, incaricato mensilmente di tale operazion'e, sotto l'assistenza di un graduato, macellaio di professione. Come ognun vede, q·ueste modificazioni, senza p;odut~re acrara vio ·1 ?:è:> r1 ~v~n Le _per lo Stato, avrebbero il vantaggio di sottoporre l'incella de, v,ven ad un contro ll o più competente e meno variabi le e cli esigere. megl io. le com_petenze spellanti al soldato nella par~e più sostanziosa dei s tLO alimento. Ma non basta; il vitto deve essere, come si disse, anche varialo, ben cucina~o, e distribuiLo con pulizia. ·

La facoltà. e il modo di variare il vitto i corpi l'hanno già da tempo; e, purchè si sappian regolar· bene le variazioni da introdursi colle condizioni produttive del mercato locale, l'esperienza fatta in molti corpi non lascia duhbio alcuno che l'alimento del soldato può, io condizioni favorevoli, essere cucinato in quattro o cinque modi differenti. Che, se poi il corpo si trovasse in cattive condizioni o per la povertà o carezza del mercato o per la mancanza di utensili acconci, si potrà sempre alternare il rancio asciutto con quello al brodo. Però, fìnchè si tratta di cuocere carne a lesso, ogni cuciniere, per quanto inabile ed improvvisato, arriva a disimpegnarsi; ma non è così, quando si tratta cli fare un intingolo. Allora, specialmente se gli utensili di cucina non sono molto adatti . la confezione del rancio, perchè riesca bene, deve essere fattura di un personale alcun poco pratico. Il quale .non si può avere, se non scegliendo nelle compagnie otto o dieci de' più adatti a tale bisogna, e cosi nel reggimento alcuni sottufficiali, per destinarli poi al tematamente al servizio di cucina, quando il confezionamento del vitto speciale lo renda necessario. Q_uesto sarebbe un provvedimento interno, il quale, non opponendovisi il Regolamento, potrebbe essere facilmenteadot.talo . Però non è il solo che necessiti ad un buon confezionamento del rancio speciale, pel quale occonono utensi li adatti e sopratutto marmitte non troppo grandi, perchè, si sa, il poco vien meglio ammannito; e quindi, anche per altra ragione che ora dirò, l'adattamento in tutti i quartieri delle cucine, sistema Padrone, sarebbe assai vantaggioso . Infine, il vitto sembrerà certo più gustoso, se distribuito con pulizia. !\fa sotto questo riguardo le nostre usanze lasciano alquanto a desiderare. Però, anche in questo ramo, senza pretendere che le migliorie da introdursi debbano sp ingersi al punto da ammannire tavola ai soldati come ai nostri collegiali, perchè allora rilevante sarebbe l'aggravio per lo Stato e troppo su tal riguardo il contrasto fra le abitudini di pace e la vita de' campi, mentre è massima essenziale che quelle debbano essere immagi ne di questa, si potrebbe con piccola spesa ottenere un servizio soddisfacen:e. Basterebbe, infatti: adattare nelle cucine il sistema Padrone, che, avendo marmitte

(i ) In t.ilnni <listaccamenti della Sicilia (JLtesta co11dizione ha prodotto in pratica buoni risultati. ·


DELLA V[TA :\lllAT.UU:

DEI PRINCIPALI ATT I E()lJCA'l ll'I

piccole (contenenti 25 ra.zioni circa), permetterebbe di distribuirne il rancio nelle camerate, pf1rt1tamente ad ogni sq@clra; aumentare di alcune tavole e panche l'attuale arredo delle compagnie, affinchè ogni squadra possa assidersi comoclttmente al desco in comune; modificare il coperch io della scodella (gavetta) ,' approfondendolo e togliendone il manico, per accomodarlo ad uso piatto . Con queste piccole innovazion i , potendo già il soldato . disporre, del cucchiaio, della scodella e dei recipienti per bere, la tavola d'ogni squadra potrebbe essere imbandita regolarmente acl ogni pasto nella rispettiva camerata. con pul izia, non mo llo infe:-iore, di certo, da qunnto si usa comunemente dai nostri campagnuo li. Dopo ciò, temendo di esserm i, anche troppo, diJfoso su di un argomento, che è oramai nella coscienza. di quanti si interessano con cuore al benessere del nostro soldato, concluderò il sin qu i detfo con un'espressione, forse troppo mal.friale, ma altrettanto vem; ed è : che l'educazione del soldato sarà tanto più solidn quanto maggior conferma troverà nel trattamento, e. quincli, nel v_itto, che ne è'l'esplicazione diuturna e più essen ziale.

file-I sentimento nazionale.

Se si dove:;se ginclicare dell'indole del nostro tipo analfabeta dal suo esteriore e trar prognostico sul suo modo di sentire dagli ab iti che manifesta, molto probabilmente si rimarrebbe sftduciati sulla. possib ilità di suscitare in quella naLnrn inco lta una commozione pro· fonda per quatch~\ grande e nobi le idea.le. Eppure, sovenl.e, discutendo della pa.rte; che comunemenie suol fars i ai ~,g-reo-u ri nelle feste nazionali , imesi provetti ufficiaii esprimere il giudizio che il nostl'O soldato è poeta, più di quanto si crede. Cor. ciò essi vo levano dire che i nostri soldati ·sono per natura imp,·essiona.bili e fac ili all'en tnsiasmo, e che era bene fare assegnamento :;u queste loro qualità, cog[iendv ogni occa:; ione per educarl i nel sentimento di na7.ionnlil:'t, susci tando in ess i l' idea ~ull:t gr,.u1'lez:rn del la nazi0ne. la fiducia. dell a. sn,t cre:;cente potenztt e ht persu,ìs inne r:hè, quando avviene qualche ~

fatto che mirn ad offendere o a fai· risaltare queste prerogative, la nazi one t.utta si scuote t'l si comm:10ve, cbndo spettacolo ammirabile d'.interessamento per t'esercito. Idee q ue.ste, che mi sembrarono giuste e pratiche; sia perchè trovavano ri;;contro nelle impression i, da me raccolte tra le file in mo menti solen ni, e nelle rimembrnnze, raramente sopite, dei nostri c~ng:edati; sia perch ~ fondate sulla con~iclerazione clv! il sentimento di nàz ionali t.à è come fìarnma, che più fac il e s'apprende ai giovani rami. e può trnvare alimento all.rettanlo vigoroso e tenace fra. le mo df}s t.e popolazioni dei nostri monti che nelle metropoli monumentali delle nostre regioni . In fatto il tirocini o mili tare offre questo di beneftco pei nostri campaf,tnuoti che, mentre essi sono in quel lo stétd io in cui l'animo e la ragione più fac il mente si aprono a sensaz ioni virtuali . forse per la prima, ed un ica volta in loro vita, possono essere condotti ad assistere a qualche grande manifestazione del sentimento nazion ale. Da noi dunque clipennerà, se la parte, che in essa faremo al gregar-io, debba essere seme o no cli impression i util i per la sua educazione . Si, non v'è da dubitarne, il nostro analfabeta può anch'egli in momenti solenni ,;oltevarsi dal pensiero quotidiano del htvoro e del pane, e sen tirsi commosso per qualche nobile ideale; purch è lo si tenga nella considerazione che egli merita, e si sch ivi di ado~erarlo come istrumento insen;;ibile, tenendolo in dispa rte, specialmente allorquando una µ: rande manifestazione nazionale agi ta e commuove tutto quanto è a lui d' intorno. Ciò che, pur troppo, non di rado avviene; poichè, a mo' d'esempio ' o si inau<ruri una ~rande mo:;tra industriale o si schiuda n ~ solennemen te qualche ossario nazionale, o si vari pomposamente qualche grossa nave da guerra, la parte che noi fac~iamo al gregario , è quasi sempre la stessa . E"ti ·e là di buon mattino, schierato fuori dal .recinto, co ll' insen parabile zaino sulle spalle, che muto ed impassibile assiste per ore ed ore all'accorrere delle genti d'ogni specie allo spettacolo, che si svolge a lui vicino , ma che egli non vedrà. Ode egl i, è vero, da lontano il confuso agitarsi della folla, le melodie degl'inni , sente che co.Jà qualche cosa tl i straordinario aVYiene,


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DEI PRINCIPALl ATTI EDUC;\TIVI

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che per tnlti è commozione e tripudio tranne che per lui, che è rimasto, coll'arma al braccio, sulla via quasi deserta, a sospirare il momento che tutto sia fin ito, per andare a risto rarsi fra le mu1;a del quartiere. Ove gi unto, avrà Luno il tempo di rifl~Uere, che, in fin de' conti, la gran festa si è volta per lui in un dippiù di noia e di fatica, e di sentire i ripicchi de' maligni, che lo berteggeranno per 1~ sue sper_anze rimas te deluse dall'esclusione subita; inéomprepsibile per lui, che non può capacitarsi come una rappresentanza, almeno, del ,;uo corpo non anehbe potuto entrare colò., accolta anch'essa con festa, come tante altre corporazioni , so](I distinte da pomposi vessilli e da si.rane insegne. Che, se egli fosse stato ammesso col dovuto onore, ohi come si sarebbe marzialmente rilevala l'umile sua figura, e quanta luce poteva scendere nel suo cervello a dissiparvi le ubbie retrive e le idee meschine e superstiziose del paesello natio . Infatti, non è forse naturale che il nostro carnpagnuolo, condotto per la prima volt.a ad osservare le meraviglie di una mostra industriale, prenda un alto concetto della rnlenr.ia dei suoi connazionali e della potenza produttiva della nazione~ Che chiamato ad assistere all 'apertura del recinto monumentale, vegga che la nazione non avversa, ma adopera la religione per celebrare onoranze splendide ai ca~uti nel_le patrie battaglie e che, memorandi del paro, scolpisce sui marmr tanto il nome del duce che del gregario? Che attrai.lo dallo speltacolo del varo , ammiri la ferrea mole librarsi e scendere per solcare poderosa il mare, e jn essa confidi per la protezione della sua marina, della sua rada e persino de' parenti suoi. se necessità li indusse in terra straniera'> , Così, in quell'essere semplice, il vedersi in una pubblica solen· nità fallo segno ad accoglienze eortesi, susciterà immancabilmen te sensi dì gratitudine e cii orgoglio insieme; cancellabili, forse, se i disinganni della vita pubblica verranno ad avvizzirli. Ma nella vita tutta lavoro e.lolla per l' esistenza, cui egli sarà in breve rico~dotto, quegli spettacoli di grandezza nazionale rimatTirnno in lui scolpiti come meteore abbaglianti, che nel monotono vivere del suo ristretto orizzontP,, volta a volta, risplenderanno. ravvivando nella sua memoria, non so lo la festosa città, che più.non vide, le ovazioni della folla al passaggio della sua bandiera, l'entusiasmo delle genti al so-

DELLA VITA MILITARE

lenne apparire del suo Re, ma ben anche la commozione insolita che lo sorprese ed i propositi che vi fece. . Rimembranze poetiche, ~e si vuole; ma eloquenti; perchè saranno la prova che il nostro analfabeta fu tocco dalla fiamma del patriottismo, che col ritòrno alla vita civile non si è spenta in lui la rico-· noscenza per un'istituzione che lo ha educato e messo in onore e ' che, perciò solo, egli ,non potrà sentirsi contrariato o indifferente, se, un giorno, minacciata od offesa ne' suoi diritti la nazione, egli sarà chiamato a riprendere le armi. Contuttociò, se nell'ammaestrare il nostro reclutalo, vorremo fare opera veramente solida e duratura, non dovremo afiìdarci solamente all'azione noslra durante la breve ferma cui eo-li è obbli z:,o-ato ' ma. dovremo, innanzi tutto iniziarlo al tirocinio militare nelle scuole. affinch èegli non ci giunga sotto le armi male avviato, ma piul.tost~ preparai.o, e r ichi amarlo sovente dal congedo, affinchè egli non din~entich i affatto ciò che gli venne insegnato. E invero riconosciuto da tutti che l'unico modo , per rimediare alla deficienza di solidità, che si Leme quale conseguenza dell a riduzione della ferma, è, prima d'ogni altro, una soda educazione, impartita qelle scuole e negli istituti; ove sarà veramente provvida l'ingerenza dello Stato, quando si tra.I.ti di indirizzare l'inseo-narnento I:> della gioventù alla vita mili lare ed a senti men ti di affetto per le patrie istituzioni. Ma non basta: bisoina. impedire assolutamente che tutto questo lavoro d'ammaestramento fatto dalle scuole e dall'esercito, non vada perduto dura11te il congedo. Epperciò è indispensabile che, ogni due anni almeno, l'ascritto alla prima .categoria, sino al trasferimento nella milizia territori aie, venga sollo le armi a riandare le sue istrnzioni ed a riprendere le abitudini della vita militare. Tale temperamento, sistematicamente praticato ne' maggiori eserciti europei, da noi per circostanze eccezionali, è talvolta omesso o scarsamente applic.a.to; mentre, avendo noi grossi contingenti con ferma biennale, ne sentiamo il bisoano." . mazziormenle ,.,(.I n Chè, se poi si consideri che una classe richiamai.a, dopo 40 giorni d'istruzione, riprende e può per un anno conservare la stessa attitudine alla guerra chF, hanno, in media, le tre classi rntto le armi, e che, perciò, su 8 classi componenti !'.esercito sul piede di guerra, <')


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DEI PRINC IPALI ATT I EDUCATIVI DEI.LA VlTA MILITARE

avrebbero l'tttt.itudine media necessaria, senza i richiami dal con gedo, le 3 classi sotto le armi e l'ultima congedata: coi richiami biennal i, l'avrebbero qneste4 classi più alt.re due ri chiamate per 40 giorni souo le armi: vi è da far voti affinchè quelle economie, che andiamo facendo, quando i richiami debbono essere sospesi, vengano impiegate negli anni successivi, sì che ogni classe non stia più di quattro anni in congedo, senza. riprovare per due volte, almeno, il benefico in0tt$SO della discipli na. A.dunque, morale patria nel le scuole pei fanciulli, esercizi ginnastici e di tiro per la gioven tù, ammaestramento, sopratu tto indivi duale, pel so ldato, frequenti richiami pel congedato,. ecco i modi acconci per correggere i difetti innati od acqu isiti del nostro reclnrn to e mantenere in lui eserci tata l'attitudine alla guerra; ma non suffi cienti ti suscitare in lui il sentimento più efficace, oggidì, a rinvigorire le armi naziona li. Il quale è !'interessamento che il reclu talo deve provare nell'affermarsi ,;oli dale co ll e istituzioni militari. Poichè, nel secolo utilitario, in cu i viviamo. è giusto e provvido che un qualche vantaggio derivi a chi soddisfa con abnegazione e profitto nl gravoso tribnlo del servizio militare, vuoi col rendere accessibi le al proletario il privilegio del congedo anticipala, anzichè per sorteggio, quand'egli . sappia , sotto le armi, condursi in modo esemplare, vuoi procacciando per obbligo delle magiiori aziende pubb li che e privale che le fonti d'ogni lucro per l'operaio siano · preferibilmente concesse a chi abbia degnamente militato, vuoi, · infine, col decretare che ogni grado accademico abbia pei redulati il suo correspeuivo in un grado mili tare o nell' esercito o nelle milizie. Se così opereremo, avremo, se non altro, la coscienza di non aver trascu rato alcuno dei principali fattori, atti a dare alla forza numerica dell'eserci~o, quell'elevato valore morale e quella solida istruzione, che sono in dispensabile .correttivo al la riduzione della ferma ed alle tendenze dissolventi del secolo. MASSA ALESSANDRO

Cotonr1;ello dei bersa,qheri.

SAGGIO DI STORlA REGGIMENTALE (Continuazione e fine).

t.:APO II.

§ 1. - Hipnsa delle ostilùà. l)oco tempo dopo la firma dell'armistizio, il Re, in un suo proclama all'egercito, diceva:« Mentre il tempo dell'annisLizio trascorre, il mio .Governo provvede energicamente per ricominciare la guena . « Se le privazion i, i disagi e le prolungate fatiche poterono toglierci la vittoria, il riposo ottenuto e la severa disciplina faranno rinascere i giorni del trionfo». Questo fu il programma per gli otto mesi che durò l'armistizio: durante i quali si proseguirono gli armamenti, perchb si prevedeva prossima la ripresa delle ostilità. Venezia, protella dalle sue lagune, aveva continuato a resistere: in molte regioni d'Italia si erano mantenuti vivi gli an imi e le speranze; dai vicini paesi della Lombardia e dei Ducati , non pochi volontari erano accorsi in Piemonte. ad arruolarsi soli.o la bandiera che, l'anno precedente, aveva sventolato sul Mincio e sul!' Adige; ma solo negli Stati di re Carlo Alnerto s'era lavoralo seriamente alla riscossa; inerti od ostili tutti gli altri Sovrani e Govern i d'Italia.


SAGGIO DI STORIA REGGDIENTALE SAGG IO DI STOR IA REGGJMENTA LE

Gli Austriaci erano molto più forti che l'anno precedente e stavano sulla guardia. L'esercito del re, slraordinarinmente ingrossalo di soldati troppo nuovi e troppo vecchi, avea forse perduto in solidità quan to avea guadagnato in forza numerica. Gli uomini prudenti consigliavano la pace. Il Re volle arrischiare. ancora una volla, per l'Italia. la corona e la vita. E le perdette. Ma salvò l'avvenire della nazione, alla quale due campagne per l'indipendenza, anch e perdute, diedero tale indi rizzo, che non si deviò mai più. In principio di marzo le nost.re forze ascendevano a cil'ca 100,000 uomini con 106 pezzi . Esse vennero ripartite in 7 divisioni e 2 brigate autonome. Il ·1° reggimento continuò a far parte della 3° divisione; la quale era comandata dal generale Ettore Perrone d1 S. Martino; la brigata dal generale Mollard; il reggimento dal colonnello Umberto di J aillet di Saint-Cerges, nominalo tale il 2o agosto 1848, in sostituzione del colonnello Camillo Dulac, che per ma lattia aveva lasciato il comando fino dnl tempo della campagna precedente. Il ,12 marzo il Re disdisse l'armistizio pel 20 ('I) a mezzogiorno. Gli Austriaci se l'aspettavano e vi erano preparati . Fino dal 14 marzo, quella parte delle noslre truppe che aveva svernato lungo il Ticino si di spose sulla frontiera; le allre si misero in marcia a quella volta . Il 11° reggimento (che era sta lo portato a quattro battaglioni aLtivi oltre quelli di riserva) lasciato il quarto bal· taglione attivo di presidio nella cittadella di Torino, partì per Novara; vi giunse il 18 e si accampò nei dintorni. In questo giorno si procei)eue alla benedizione delle bandiere; funzione che per la premur,t con cui erano state distribuite nel f848, non aveva,avuto lu ogo allora. Il Re partito anch'esso da Torino il 114,, pose il 119 il suo quartier generale a Novara. · Si credeva che gli Auslriaci, numericamente inferiori di forze disponibili, si sarebbero ritirati, co me l'anno precedente, ·tra il Mincio e l'Adige . Il maresciallo Radelzki, lasciandolo credere, si disponeva invece ad invadere il Piemonte. Parti da Milano per la strada di Lodi, come se fosse diretto verso l'Adda; ma piegando poi per Melegnano 1

1

1

(J.)

Secondo ìl convenuto, d·oveva denimziarsi otto gic;rni prima della ripresa delle

ostilità.

.1,35

su Pav ia, raccolse in torno a questa cillà, il 119 marzo, ad in:;apnla dei nostri , circa. 60 milct uomini e 1132 pozzi. All'in domani passò il Ticino di fronte alla Cava e più a dest.ra presso Pavia e Bereguardo . A ouardia di quel tratto di frontiera avrebbe dovuto trovarsi il ge~ nerale Ramorino con la 5A divisione; ma costui, ing-annato o tra d'1tore, s'era portato sulla destra del Po , e aveva raccolto le sne trnppe a Stradella. senza neppur darne avviso al comando in capo (11). Gli Austriaci non inr,onlrarono pertanto se non 4- battaglioni e pochi YO· Jontnri che dopo breve res istenza si ri lirarono . Fraltanlo il grosso dell'esercito del re s'ern raccollo per passat·e il Ticino al ponte di Bullnlora; anzi una colonna, col Re alla Lesia, l'aveva giit passato e :;'era spinta fino a Magenta; quando giunse no· tizia che il giorno stesso gli Austriaci erano entrati in Piemonte. Non si eLbe il coraggio cli proseguire su Mil ano; si richiamò indietro la colonna d'avanguardia, e si dispose l'esercito per fermare il nem ico a Mortara.

§ 2. -

La

Sfor.zesca.

L' inùomani (211 marzo) gli Austriaci si avanzavano verso Mortara su trt1 colonne. Quella più orientale, procedendo da Zerbolò per San Siro, venne ad urlare contro le truppe della 2• divisione, mentre un orosso distaccamento, sboccando da Gambolò, sarebbe venuto a cadere sul fian co della stessa, se ivi opportunamente non fosse stato posto a guardia il 1° reggimento fanteri a. Il qu~le fermò, anzi respinse il nemico che si avanzava da quel lato, e lo tenne a bada l'i ntera giornata. o descrivere la parte presa dal 1° reggimen lo Non sapremmo mecrli 0 a questo fatlo d'armi (che prese nome dalla Sforze$ca , ma p~r ·11° I r~goimento fucombattulo presso Gambolò) se non riportando il semplice o . e chiaro rapporto del colonnell o Ja1llel. . « TI ,1• reggimento, ch e aveva passato la notte a Trecale, ne parti l')

(!.)

Questo genel'ale Ramorino fu processato, co ndan nato e fucilato.

28 -

ANl\0 XXXI,

VOL. IV.


SAGG IO DI STORIA REG GDIENTALE

11 2 1 alle 7 anLimeridiane dirello su Vigevano. Alle porle di questa ciLLà un ufnciale di s~a to maggiore lo condusse per la via di circumvallazione sulla strada di G·ambolò , e circa all 'una dopo mezzogiorno gli l'u assegnata una localiLà a mezzo mi glio da Vigevano; fece alt e si dispose a cuocere il rancio; ma, prima di poterlo mangiare, giunse l'ordine di ripartire. Per varie ore s' incrociarono ordini e conlrordini; fin almente ci si fece prendere posizione a un miglio circa da Gambolò, sulla strada che tende a Vigevano. li generale di divisione avvertito dell'avvicinarsi del nemico, mi ordinò di occupare col 3° battaglione una casa alquanto avanzata sulla sinistra e in buona posizione. lo feci poi stendere davanli agli altri due batlaglioni una Iinea di tiratori, disposti luogo un profondo canale. « Una batteria, che era con noi, aveva collocato , a dritta di questi due battagli oni , una sezione, che infilava la strada, e due sezioni a sinistra; la quarta sezione fu impiegala a rinforzare la posizione del battaglione avanzato. « Verso le 6 noi fummo allaccati da tiratori sostenuti da artiglieria. Rispondemmo allo stesso modo per circa mezz'ora; poi, volendo finirla, si richiamò la catena dei ti raLori e si lasciò libero il campo all'artigli eria e al fuoco di fi la dei battaglioni. Il nemico cominciò a retrocedere; allora i liralori dell'ala destra passarono il fosso per inseguirlo vigo rosamente e fecero due prigioni eri. (< Nessun ufficiale, soLLuffìciale o soldato ha mancato al su_o dovere. Il reggimento ha meritalo gli elogi che il comandante in capo volle fargli , passando davanti alle file». Da un elenco dello sles:-:o colonnello ricaviamo i s~guenli nomi di uffi ciali ed uomini di truppa, che maggiorrrien Lesi distinsero in questo combattimento : Capitano Orsier . . . . . Attaccò intrepidamente il nemico alla testa della sua compagnia. Capitano Richard Vittorio . Comandò colla solita energia ·ed intelligenza i cacciatori dell'ala destra. Capitano De Chissè . . . . . . .. Condusse con rara energia i cacciatori dell'ala sinistra, rimanendo davanti al fronte fino ad ora Larda. Sottotenente Dulfus-Boles las . . . Si distinse per singolare bravura, guidando alcuni cacciatori.

SAGG IO DI STORIA REGG nt EXTALE

Sergente Coltarel Claudio. Dimostrò singolare energia nel com'baLLimenlo. Tutti cosloro vennero proposti per la medaglia d'argento al valor militare A tale elenco il colonnello ne aggiungeva un altro dei proposti per la menzi one onor,~vole, dichiarando di non poter indicare, per ogni individuo, un fatto speciale, ma di proporli alla menzione -onorevole per i buoni rapporti avuti intorno alla loro condotta in combattimento (4 ).

. § 3. -

No vara.

Anche dal lato della Sforzesca il nemico era stato fe rmato; ma ben diversamente erano procecluLe le cose presso Mortara, dove gli At1striaci, avanzatisi per altre vie, avevano battuto i nostri e costreuili ad abbandonare la città con gravi perdite. [l comando supremo decise di ritirare l'esercito so tto Novara e quivi a~pettare il nemico a giornata campale. Il matlino del 23 il movimento era stato eseguito, e i nostri (54,000 uomini) erano sch ierali a sud di Novara in buoni ssimo ordine tra l'Agogna e il Tcrdoppio, colla destra al canale d' Affi, la sinistra alla roggia d'Olengo, sopra umi fronte di tre chilometri circa, segnata dal ciglio di quel ripiano, d' onde il terreno decli na dolcemenLe verso sud a guisa cli spalto, favorevolissimo ai fuochi della difesa . Tra gl i edifizi e casali sparsi sul fronte, primeggiava a sinistra il casale della J3icocca, che fu il perno della bauagl ia. Quivi presso, colle allre truppe della 3a divisione, fu posto il •I O reggimento fanteria. Alle H antimeridiane (23 marzo) l'avanguardia degli Austriaci , dopo avere riccacciato presso Olengo gli avn mposti italiani si trovò .alle prese colle truppe della 3a divisione. I riparti più avanzati cedono; sottentrano gli altri e ricacciano a furia il nemico, che già minacciava la Bicocca. Ma giungono a questo grandi rinforzi e ritorna

(i ) 1 nomi di coloro cho vennero errettivamente decorati della meclnglìa, od ebbero la menzione onorevole, Il riportiamo ìn fino del racconto della campagna.


SAGGIO DI STOUlA UEGGDtENn LE

SAGGIO DI STORIA REGGIMENTAl, E

furioso all'attacco. Le truppe della 3" divisione vacillano; il loro comandante genera le Pet'rone di S. Martino cade ·mortalmente ferito. A quella vista crescono il rlisordine e lo sgomento; l'ala. de~tra austriaca è già. alla Bicocca. Giungono intanto altri reggimenti italiani a rinfocare la battaglia; il Duca di Genova porla innanzi la 4a divisione . Il nemico indietreggia. Era il momento decisivo. Risolutezza nel capo e uno sforio supremo, e le prime divisioni austriache venivano disfalle, avanti che le altre fossero giunte sul. campo di battaglia. Ma l'accordo manca nelle nostre mosse. Jl comandante in capo ( 11) crede troppo arrischiata la posizione del Duca di Genova e lo richiama indietro. La lotta continua incerta . Gli Austriaci, ancora relativamente deboli, ma stimati forti, tengono in iscacco le nostre· di visioni . · Vei;so le 3 pomeridiane il grosso delle colonne nemiche entra in linea da varie strade; la battaglia si accende più viva che mai su tutla la fronte; lo sforzo principale è alla Bicocca. Il generale in capo· crede giunto il momento di dare un vigoroso attacco; ma il momento è pas,;ato. Le truppe mosse a. tal uopo vengono assalite di fianco e sono costt'ette ~i mettersi sulle difese. Cade la sera; Radetzki, impegnando tutte le sue forze, ordina un attacco generale su tutta la linea. La Bicocca è presa. La 3" e !a 4• divisione retrocedono sgominate; anche le allre sono costrette a ritirarsi. Le truppe s'affoll ano su No vara da tutte le parti e, dietro esse, gli Austriaci. A noLLe buia il fuoco continua ancora. Gli Austriaci battono la città; rispondono i nostri dalle mura. Cessata la battaglia in campo, cresce il tumulto in c:ittà. Finalmen,t.e gli avanzi del nostro esercito si trovavano incamminati sulle strade di ~tom o e di Oleggio, le sole che restino aperte. Tracciata in termini generuli qnesta batLaf!lia, che chiuse la seconda campagna della nostra indipendenza, ecco là parte che vi prese il 1" reggimento fanteria. N,,ella notte del 22 al 23 aveva bivaccato presso Novura: alle '7 del mattino di quest'ultimo giorno aveva pi esa posizione presso i casali della Bicocca, col 11° battaglione alla chiesa del villaggio . Gli nitri

(i )

Lo straniero Crzanowsky sostituito al nostro hravo generale Dava.

4-39

.due si ~rano fermali più addietl'O, stendendo una linea di cacciatori -davanti al loro fronte. In questa posizione si aspettò il nem ico. Alle 1 ~,1 si s_enLirono i primi colpi dalla parte di Olengo; alle ,111 / 2 arrivò il.nem1co ed attaccò sub ito vigorosamente. Il comandante clel reouimenlo si affretto di far rinforzare la sua linea di cacciatori con ~~ia .se~oncla linea e poi con una terza; sicchè quasi tutto il reggimento fu impegnato. · _« Ne risultò un combattimento accanito (rupporto del colonnello .Ja1llet) nel quale si contrastò il terreno , ora avanzando, ora ce·dendo, palmo a palmo . » ' '.~rso l'una pomeridiana giunse ordine di staccare un baltaglione a difesa di una ba.LLeria; più tardi di spedire tre compagnie in rinfor~o delle ~r:1ppe di un altt'o reggimento, che comballeva sopra ~n altura :1c111a; finalmente di marciare, colle ultime cinque, all attacco di una casa, che sorgeva sull'al tura stessa, ecl era fortemente occupata dal nemico. Condusse quest'attacco lo stesso colonnello. « Alla $alita si raddoppiò di ardore e, malgrado l'impedimento dei fi lari di vile si T;u~c~ a rne~ter piede sulla cresta e spiegarsi abbastanza bene,'per .a.pr1re un vivo fuoco contro la casa che si doveva conquistare. Ma o'.tr~ la resistenza_ dei difensori, una tempesta di proiettili ci colpiva di fianco . Per evitare unn rolla, feci dare il segnale della ritirala; fa _q_nale si eseguì abbastanza in buo.n ordine fino alla posizione prim1t1va ». 1 · Qui poco a poco si riunirono tutte le frazioni del reggimento, le .quali avevano combattuto con diversa sorte, ed ora si ritiravano seguendo l'andamento generale della battaglia. Ma incrociandosi con truppe d'altri reggimenti, mo lti soldati smarrirono la via e raggiun,sero il proprio corpo solo vari giorni appresso. « Mi consta positivamente (scrive il colonnello) che molti di costoro si sono battuti a terda sera, nelle file di un'altra divisione con cartuccie avute da .altri soldati )> . ·roco stanle giunse anche il 2° reggimento, e tutta la brigata riunita, ma ridotta a metà della sua forza venne risospinta innanzi. Era il momento in cui (troppo tardi) il comandante in capo aveva deciso ,di far impelo con tutte le sue forze. li nemico aveva già coronalo di ~rtiglieria tult.e le alture. La brigala si avanzò in mezzo a un cerchio


HO

SAGG I O DI STOHIA REGG nIENTALE

di fuochi. Bersagliata da tutte le parti, stanca, sconnessa ; mal potendo reggersi nella nuova posizione, il suo generale si disponeva a ritirarla, quando « giunse di corsa un ufficial e d'ordinanza, il quale, senza indirizzarsi ai capi, gridò avanti Savoia,, e si diresse sul nemico, strascinandosi appresso una compagnia del 1°reggimento» ('I). li colonnello, vist.osi portar via, in questo modo, una parte della sua truppa, fece allo di abnegazione seguendo col resto; il 2° reggi mento imi tò l'esempio, e tutta la bri ga ta si trovò lanciata, a passo di corsa , ma nel più grande disordine, contro le linee nemiche. Giunta presso di esse la massa confusa di questi due reggimenti s'arrestò; « i soldati facevano fuoco sopra un'infinità di righe e quelli più addietro o perdevano i colpi tirando troppo in allo, o uccidevano i camerata ». Il nemico sparando nel mucchio non perdeva una palla. Per qualche tempo il coraggio naturale e la disciplina tennero ferma la truppa; poi si levò un grido fatale e la massa si sciolse, fuggendo a dirotta verso Novara . Presso le mura di quosta citt.ii. gli avanzi del ;(0 reggimento rurono raccolti, e portati ancora una volta contro.il nemico , a sostegno di alcuni pezzi che fecero fuoco fi no a tarda sera; poi si ritira1'ono in Novara; dove si affollavano, da tutte le vie, truppe di tulle le armi e di tutti i reggimenti. Così terminò la battaglia di Novara che, malgrado gli errori strategici, malgrado le perniciose inOuenzP- sul morale della truppa, malgrado la diso bbedienza di un generale, poteva ancora vincersi, senza gli errori tattici sul campo di batlaglia; e che, perduta, rese impossibile al Pi emonte, e quindi all'Italia, di continuare la guerra contro l'Austria, e di rinno_varla più tardi senza aiuti di fuori. Dalle proposte del colonnello, approvate dal generale di b-rigata si ricavano i nomi di coloro che maggiormente si distins.ero in qirnsta battaglia. Troviamo anzitutto ripetuti i seguenti, già segnalati nel combattimento della Sforzesca : capitano Orsier . . . . . ; alla testa dell a suo compagnia attaccò bravamente un caseggiato e, quantunque ferito, continuava ad incoraggiare i suoi uomini; 1

(t) Rapporto del colonne llo Jaillet.

SAGGIO DI STORJ.\ HEGGDrn'.'<TA LE

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capitano Rich ard Vittorio; per intrepid ezza nel comando dei cacc io.Lori; sollotenente Oulfus-Boleslas; per intrepidezza nel comando dei cacciatori; sergente Cott:wel Claudio; per aver resistito lungamente con una squad ra ai tentativi del nemico per avvilupparlo. Ai quali si aggiungono: tenente Genix Vitlorio; combattè valorosamente alla testa dei cacciatori. Circondato dai nemici, non voll e arrendersi; uccise due nem ici, ne ferì un terzo poi cadde crivellato di ferite; (già decorato di medagl ia d'argento nella campagna del ·I848); Lenente Boi ssieux . . . . . ; si distinse, alla testa di un plotone, nell'attacco di una casa che occupò, e vi fece dei prigionieri; solloLenente Charles . . . . . ; rimasto comandante di compagnia, la condusse bravamente e fece buon numero cli prigionieri; sergente Burdin Andrea; ferito gravemente in un braccio, ri· mase al fuo co , finchè una seconda ferita lo costrinse ad abbandonare il campo di battaglia; sergente Vagnoux Edoardo; penetrato di viva forza, con due soli soldati, in una casa, vi fece prigionieri 11 ufficiale ·e 5 soldati; soldato Forni Emilio (di Parma, volontario); aiutato da due altri soldati, fece abbandonare dagl i austriaci un nostro cannone, che avevano preso e si strascinavano appresso; soldal.o ProcheL Giovanni Emilio; vennto a lotta corpo a corpo con .un croato e spinto da questo giù dalla 1·inghiera di una cascina, tornò all'assalto e uccise il suo avversario ; so ldato Clement Antonio; alle prese corpo a corpo con un soldato nemico, finì con farlo prigioniero; soldato Rapin Giovanni Battista; combattè con rara intrepidezza e malgr ado tre ferite, non volle abbandonare il combattimento. Tolti questi furono proposti per la medaglia d'argento al valor militare. Molti altri furono proposti per la menzion e onorevole a motivo della loro condotta al fuoco, senza indicazione cli fa tti speciali (,1). (il Vedi in fine del racconto della campagna l'elenco di coloro cbe ottennero la medaglia o la menzione onorevole.


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SAGGIO DI STORIA REGGlM EN'fALE

SAGG IO DI STOIHA REGGnlENTALE

Vengono poi lodati il chirurgo in capo Aly Bel-Fadel, che seaui il corpo nei due giorni di combattimento e prestò ai feriti le c~re più assidue; e il ch irurgo Granj ux .. . . . , cbe avuta notizia della suo nomina, mentre si trovava in Svizzera, accorse in tuLLa fretta e giunse in tempo per rendere, nella . . . ballaglia di Novara, i min-liori ~ servizi. Il comandante di brigata poi encomia il colonnello Jailiel per f'mtelligenza ed il coraggio dimostralo durante la bauaglia e raccomandò il proprio aiutante di campo, Lenente Jaquemier . . . . . , per zelo dimostrato nel disimpei:rno del sno servizio davanti il nemico.

Radetzki, Gli Austri aci tennero 20 mila uomini fra il Ticino ~ la Sesia e metà della guarnigione nella cill,tdella di Alessandria fino al trattalo di pace (6 agosto 11849); per il quale il Piemonte pagò un'indennità di guena, ma conservò tutto il suo territorio e piena la sua indipendenza. Con decreto del •I 3 agosto ,.I 8.i,9 vennero concesse le ricompense ai va lorosi che maggiormente si erano distinti in questa in rei ice campagna. Ecco quelle toccate al •I O reggimento. Ebbero la medagli a d'argento al va.lor m,ilitare: Capitano 01'sier Sergente Burdin Andrea Id. Richard Id. Cottarel Claudio Id. De Chissè Id. Vagn oux Edoardo Luogoten. Geny Vittorio Soldato Forni Erminio ld. Boiss ieu x Id. Prochet Gio. Emilio Sottoten. Charles Id. Clement Antonio ld. Bulfus-13oleslas lcl. .Rapin Gio. Battista Ebbero la menzione onorevole: SergenteNolè Ernesto !Vlagg . gcn. Mol lard Id. Ponçon Pietro Colonnello .Tail let ld. Guillermin Antonio Maggiore De Bosscs Savino Perrier ,1er Francesco Id. Ducretet Pietro Id. 'Perrier 2 me Giuseppe Id. ComberouseGiuseppe Id. Id. Berlhodim Claudio Capitano Roux Id. Perceval Giacomo Perrin Id. Id. Rey l?rancesco Luogoten. La Racine 1 Id. Galloz Claudio De Chevilly 1° Id. .ld. Grand Basilio Id. Charvet Id. Coppier Luigi Sottoten. Freyries Id. Galloz Melchiorre Avet ld. Bolli ci, Giuseppe Id. Malherbes I d. Id. Richon Enrico Verroggio Id. Waller Id. Bt1l -Monet An tonio IcL Id. l)ralet Eugenio l.lubin Gi useppe Furiere ~'l clral Francesco Id. Rivoire Francesco Id. Id. Schienkerwicch Sergente FleureL Claudio Id. Bednawsk.i Clare1. Claudio Id. Caporale Debiolle France5co Fél isaz, Gervasio ld.

§ 4. - A'l'lni:sti.;'io, pace. Ricompense . Dati stat'istici . La stessa sera del 23, re Carlo Albeito chi ese una trerrua· o , ma trovando inacceuabili le condizioni propostegli dal nemico; e, conoscendo di essere un ostacolo ad otLenerne delle migli ori, decise di abdicare. Chiamati perlanto i propri figli. che avevano strenuamente combattuto tnLl.a la giornata , il general e in capo e gli aiutanti di campo, esposto loro come l'onore e l'interesse del paese gli vietassero di accettare le offerte condizion i, e come al conseguimento di onorati palli fosse inciampo la sua permanenza al soglio, pose la mano sul capo del suo p1·imogeniLo , che piangente bullavasegli ai piedi, e dichiarò che da quell'ist.ante Vittorio Emmanuele era il re. Cosi sul campo di bauaglia salì al trono quel re, che prese ii Piemonte dopo Novara e lasciò l'Ital ia unita con Roma capitale. Poche ore dopo Carlo Al berto, seguito da due semplici vallelli , attraverso agli scorridori nemici, avviavasi verso la Francia e, riclott.osi in Portogal lo, rissavasi in Oport.o , O\'e pochi mesi d·opo {29 luglio 11849 ) affranto dal dolore, moriva. Se Dio gli avesse dato ancora qualche anno di vita, quel martire della nostra indi peudenza avrebbe visto che non erano stflLi inutili nè i sacrifìzi falli, nGil sangue versato; e che l'lt.alia, falla esperta dai casi, procedeva ogni gi orno più franca sulla strada aperta dalla sua generosa in iziativa . La tregua fu subilo concordata tra il noovo re e il maresciallo


SAGGIO DI STORIA REGGIMENTALE SAGGIO DI STORIA REGGIM ENTALE

Caporale Vignet Giuseppe Soldato Canier Simeone · Id. Menaud Francesco Id. Léger Gioanni Sotto cap. Pache Luigi Id. Pozzo .Pietro Luigi Id. Blanc Giuseppe Id. Laverriere Filippo Soldato Grosset Vitale Id. Moood Pasquale Bachct Francesco Id. Gardet Francesco Id. Id. Catelain Pietro .Jd. Azianne Giuseppe Id. Chamousset Gioanni Id. . Gavard Pietro Id. Levrot Giuseppe Id. Favre Pietro Cugnet Giuseppe Id. Charruel Vittorio Id. Il ,1° reggimento fanteria ebbe in questa breve campagna un ufficiale morto (tenente ne Cocatrix) e tre ufficiali feriti. Gli uomini di truppa, tra i morti sul campo e quelli morti per effetto della campagnà, furono 69; i feriti che ricuperarono la salute furono ,f08 (1).

CAPO III. Dal :1s,& al :1859.

§ ;J. - Dopo Novam.

All'indomani della battaglia di Norara, il 1° reggimento si ritirò per Romagnano e Borgomanero. Il 27 marzo era a Gauinai·a. Lo stesso giorno partì per Torino, ove giunse il 30. Ne ripartì il 4. aprile a marcie forzale per Genova, ove concorse a liberare la città da una mano di facinorosi e <l'illusi, che nel momento della sventura,' ave-

vano alzalo la bandiera della discordia. Entrò in delta città 1'1 11 aprile e vi rimase di guarnigione L',f ·1 marr,rio 1( 84,9 cessarono le competenze di campagna. Fino , dal mese di aprile era · cominciato il licenziamento delle classi ri- · chiamate per la oO'uerra e continuò nei mesi successivi . Vennero. · sciolti i battaglioni provvisori e di riserva e ridotti i quadri stessi del reggimento. Il quale fu costituito ( 1° novembre 1849) su tre battaglioni di 5 compagnie ciascuno , restando al deposito una sola compagnia della forza di 50 uomini. Gli ufficia ii in eccedenza ven- · nero posti in aspettativa. · Allora cominciò per il 1° reggimento, come per tutto l'esercito,... anzi per il paese, quel periodo. di lavoro e di abnegazione, che co-· mincia sempre pei forti dopo una prova fallita: la preparazione ad una prova nuova. Per vari anni hl cronaca del reggimento si ridusse alle variazioni di personale, di guarnigione e d'organico; la sua vita, intima fu tutta nell'istruir.,i ed educar:;i per mettersi in grado di rispondere meglio alla fiducia del Re della patria, quando l'ora della,· riscossa sarebbe suonala. In apri!e 11851 al colonnello Jaillet, promosso generale, venne·· sostituito nel comando del reggimento il colonnello l'en:ier Luigi. In agosto detto anno, il reggimento mutò la guarnigione di Genova con quella d'Alessandria. In aprile 4853, . venne ricostituito su ,i: · batlaglioni. In ottobre detto anno, cambiò la guarnigione di Alessandria con quella di Novara, restando un anno in detta città ed uno · in Vercelli. ùè)

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§ 2. -

L'ora della riscossa tardò dieci anni, ma fraUanto come esperì- · mento della solidità della truppa e preludio di prove maggiori si ' ebbe la campagna di Crimea. Nel 1855, guerreggiando la Francia, l'Inghilterra e la Turchia,. contro la Russia, il re Vittorio Emanuele entrò in alleanza con le prime, e fu convenuto che l'esercito del re inviasse un corpo di circa.~ 1

{f.) Dai documenti a nostra disposizione possiamo rilevare soltanto grado e ~ognome <li due <lei tre ufficiali feriti cioè: Capitano Orsier Tenente Geny Vittorio. l'ion ci è possibile ricavare lo stato nominativo dei morti <li truppa.

Spedizione di Crùnea


S,\GGJO 0 1 STOIII A HEGGIMENTAI.E SAGGIO 01 STORIA REGG IME:STA(.E

1 J mila uomini in Crimea, dove gli alleali assedi:H·ano Sebaslopoli .

Ogni corpo diede il suo con tingente: i reggimenti di fanteria di edero un ballaglione composto delle prime compagnie di ciascuno dei .i battaglioni; innovi bauaglion i CO$Ì formati furono detti provvisorì, e costi tu il'Ono, quattro a qunttro, un reggimento provvisorio; il quale, unito con un battaglione bersaglieri ed una balleria, formò una brigata. li corpo di spedizion e constnva òi cinq ue b1·igate, ossia du e cli vi:-ioni ed una brigata di riserva. Yi era inoltre un reggimento provviso rio cli cavalleria, un battaglione provvisorio d'artiglieria da piazza, un bauaglione provvisorio di 1.appatori, un distaccamento di carabinieri, di infermieri, di operai delle sussistenze, ecc. ecc . Il battaglione del ·1° reggimento con quello del 2° e i due dell a brigata granatieri costituirono il IO reggimento provvisorio; il quale fece pa rte della brigata di riserva. Cl)mandava lu brigata il generale Ansai di Giorgio, il reggimento il colonnello Giustiniaui Enri co; il battaglione il milggiore Millet de Faver?{es Oscar. Questo bauaglione partì da Vercelli il H apri le 1855, recandosi in Alessandria, per assistere alla consegna delle bandiere. La quale · venne fatta con molla solennità . Era la pri ma vo lta che le truppe italiane andavano a comballere in terra straniera con la l,andiera d'Jt.a lia. I riparli destinati alla spedizione furono schierati in un campo; il re Vittorio Emanuele li passò in rivisl a, quindi ebbe luogo la benedizione delle bandiere e In consegna delle medesime falla da S. ~1. ai comandanti dei reggimenti provvisori. Dopo di che il re, per bocca del min istro della guerra , r ivol se al corpo di spedizione le seguenti parole: (( Una guerra, da cui dipendono la tranquillità d'Europa e le sorti del nostro paese vi chiama in Oriente. « Vedrete lontane terre, doye la croce di Savoia non è ignota; popoli ed eserciti valorosi. Vi sia di stimolo il loro esempio e mostrale a tulli come in voi non è venuto meno il Yalore dei nostri padri. << To vi condussi altre volte sul campo dell a gloria e diyisi con voi pericoli e travagli. Oggi dolente di separarmi da viii, il mio pensiero vi seguirà sempre e dappertullo. ' 1

« Eccovi le nostre baudiere. Vi ricordino la patria lontana ed otto secol i di nobili tradizioni. Sappiate dif'enderle; riportatele coronate di nuova gloria; ed i vostri sacrifizi saranno benedetti dalle presenti eùalle future generazioni n . ~ei giorn i successivi cominciò la partenza per Genova e quindi l' imbarco. Erano in tutto 118,008 uomini (,1038 tra ufficiali e impiegali e 17,020 di truppa) comandati dal generale Alfonso La Marmora. TI battaglione del 11° fanteria :-'imbarcò su tre legni inglesi tra il 25 e il ~6 aprile e sba rcò in Crimea, nel porlo di BalaclaYa, fra il i16 ed il 18 maggio successivo; poch i giorni appresso fu in Crimea J'inliero corpo di spedizione. Le truppe italiane enln1 rono in linea a Kamara, e sLabilirono gli avamposti al di là della Cernaia . li battaglione del 1° fanteria siaccampò fra il ·1° ber~aglieri e la.i-a baLteria. Il contegno militare, la severa disciplina, la regolarità della vita conci liarono subito a qnell e nostre truppe la sti mà e la simpati a de~!li alleati . I disagi di questi accampamenti arsi o fangosi, la mali gna inn uenza del cli ma, la cattiva qunlità dei viveri avaria li, tutto fu sopporlato con ra<:Segnazion e ammirabile. Quando poi la fortuna mandò il nemico, gli si corse incontro con tale ardore, che fino gl i ammalati di colera lasciarono il letto per recarsi a far le fucilate. C:iò accadde il ,16 agosto 1855 alla bauaglia della Cernaia, dove i poch i ripart i di truppe italiane, che ebl,ero la. sorLe di combuttere, si coprirono di gloria agli occhi degli allea ti e dei nemici, provando al mondo, se ce ne fosse stato bisogno, che le sventure del ·I84:8--i-9 a tutto potevano altrihuirsi, fu orché a mancanza di valore. Tra i fortunati cui fu dato combattere, non potè lrovarsi il ballaglione del ·I " l'anteri ache, coll e altre truppe della. brigata, fu tenuto in riserva, a portata tattica del campo di brittaglia. ma senza entrare in e-0mba tLimen t.o. La campagna di Crimea fu un lungo campo d'istruzione in terra stran iern; uno di quei campi, dove per condizioni speciali di clima e di suolo e lontananza dalla patria, convi ene esercitare tutte le virtù del soldato. li battaglione del ·1° reggimento prese parte aricocrnizioni; lavorò a costrurre fortificozioni e ricoveri, magazzini e st,~'lde, battezzando tutto con patrii nomi; vi gilò il nemico, e pagò 1

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4-4-9

SAGGIO DI STORIA llEGGIMENTALE

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SAGGIO DI STORIA IIEGGIME~'l'ALE

un largo tributo alle malattie e alla morte. Nell'estate infierì il co· 1era, nell'in verno lo scorbuto. Il '10 agosto 1805 la brigala di ri. serva., sopra un e1IeLtivo di poco più di .2,200 uomini, aveva circa , 600 malati. Il 2 settembre 1855 per la morte del generale Ansaldi, il comando · della brigata. passò al generale De Ca vero; il .23 dello, per la promozione del colonnello Ginstiniani, il comando del reggimento passò . al tenente colonnello Brignone. Nella primavera. del 1856 si fece la. pace e il nostro corpo di , spedizione lasciò la Crimea. Il battaglione del 11° fanteria s'imbarcò a Balaclava, il .2.2 aprile, su due legni inglesi e sbarcò a Genova il 1 · 1O maggio successivo; poco più di un anno dopo 1a partenza. Esso · ]asciava in Crimea iJ.23 morti. Cifra enorme, quando si consideri ,. che è sopra un effellivo di poco più che !500 uomini. 1

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§ 3. -

Dopo la C1·ùnea.

Accolti dovunque co i segni della più viva simpatia, i reduci della -; Crimea. vennero radunati il ·15 giugno nella piazza. d'armi di Torino, .. dove la medaglia commemorativa, concessa loro dalla regina d'In. ghillerra, ricevettero dalle mani del re Vittorio Emanuele; il quale : in tale occasione diresse ad essi le seguenti parole: « È scorso appena. un anno, <lacchè vi salutava dolente di non , esservi compagno nella memorabile impresa; or lieto vi riv.eggo e · vi dico; avete ben merilato della. par.rin. « Riprendo le bandiere che riportnste vittoriose dall'Orien~e. Le conserverò come ricordo delle vostre fatiche, come un pegno sicuro ., che, quando l'onore e l'interesse della 1rnzione m'imponessero di - rendervele, esse sarebbero da voi dovunque, sempre, in egual modo . difese e da nuove glorie illustrate». li giorno dopo il corpo di spedizione si sriolse e i suoi elementi · vennero rifusi nell'esercito; di>ve portarono la tradizione di una , campagna gloriosa che, dopo la sconfitta di Novara, rialzò gli animi

non solo dell'esercito, ma del paese, e ci schiuse la via al conseguimento del l'indipendenza. Mentre il 1° battaglione provvisorio era in Crimea, poche novità avvennero presso il reggimento. Questo lasciò ('1 11 novembre 11855) Vercelli per Genova, sua nuova guarnigione. Ne ripartì il '10 maggio 11856, per recarsi a Torino, ove rimase senza notevoli eventi fino all'aprirsi della campagna del ,f 859. 1

C. 1\-iA~FREDl


CAVALLERIA E ART IGLIERIA A CAVALLO

CAVALLERIA E ARTlGLlERIA A CAVALLO (Continuazione).

V. La cavalleria di Stuart nella campagna d'autunno nel Maryland, e principalmente la sua ritirata da Urbana a Boonesborò ('1 1-·13 settembre: •1862) a N. N. O. di Washington, attraverso ai Katocktin-Mountain. Dopo la vittoria di ì\fanassas e la ritirata dei federal i parve a Lee il momento di prendere la offensiva a sua volta e portar la gu..erra a uord del Potomac, in paese ricchissimo e tuttora intatto; nel Maryland, nella Pensilvania meridionale. li movimento cominciò il 3 settembre; il 1.i, nel pomeriggio, Stuart colle sue tre brigate e l'artiglieria a caval lo passò i~ Potomac al guado di Whites-Ford a breve distanza da Leesbnrg e nel d1 seguente si distese nella valle del Monocacy, fron te a S. E., cioè a Washington e a Baltimora, cuoprendo così lo schieramento ddl'armaw, die · fu compiuto 1'8. Formò a tal uopo una gran linea d'avamposti, con due brigate in fronte ed una in riserva . L'armata confederata era sul lembo occidentale della parte pianeggiante (orientale) del territorio tra la sponda sinistra del Potomac e la destra del Susquehanna, ed aveva dietro a sè la continuazione settentrionale dei monti Alleghauy, eh~ dopo aver lasciato il passo al Potomac :;eguitano il loro corso a linee parallele da sudovest a nord-est, tramezzati da valli lunghe, strette, fertili. Il 7 settembre cominciavano già ">erti atti offensivi della cavalleria• fedet raie; scaramuccie, semplici ricognizioni a quanto pare. Da og-1.11_ par e dell'Unione arriva vano rinforzi a Washington; Mac-Clellan, chiamato al comando cli tutte le fo rze là raccolte, s'accingeva a muovere contro Lee. 1

Ma questi, s,,puto che nn grosso corp,) federale (;12 o '13,000 uomini) teneva tuttora la bnona posizione fort.ilicata di Harper's-Ferry sul Potornac al le sue sralln, che a Washington era consideratn come la chiave del la Virginia ocridenwle, e più particolarmente della val le dello Shen:rndonli, e il haluar<lo del Maryland da qnella pa rte, Lee, dico, risolvè il 9 di liberarsi subito da quella molestia, adoperiindovi tulle le sue trnppe, tant.o più che ciò avrebbegli servito nel tempo ste~so ad nttrarre ì\foc-Clel lan ad assa lirlo nella 1·egione montann, a nord del Potomac, che a lui offriva buone posizioni . Questa manovra, tosto incom inciata, prendeva l'aspetto d'una ritirata clie Stuurt. dovev::i compiere eia Urba na per Frerlerick e Middleton a Bf)hneshoro. Qui vedremo un grnn cambiamento di scena . ·11 seLternhre. - Una pioggia continua - dice il Borcke - rendeva incomodo lo stare aspettando i11· sella eri acernsceva il malumore destato in noi dal dover lascia re Urbana - dove a ve vano passato cinque giornate del iziose. - Verso le H antimeridiane so lò attraverso la ci ttà h, brigata Fitz Lee in marcia per Frederick, poi la brigata Hampton: fa brigata Ro· hertson, sotto il comando del colonne!lo l\Iunford, ri mase a cuoprire lari- . tirnta e fcnnò iI rauo avanzare della cavalleria degli Yankees a circa cinque miglia (8 chilometri) dinanzi ad Urbana ... Circa le 2 pomeridiane i nostri bravi cava lieri a meno di mezzo migl io da Urbana furono costretti a cedere dalla [ireponderanzµ num eric:i del nc~mico .. . Dieci minuti dopo Urbana era in potere dei Federali . Passato appena il Monocacy (in ritirata) prendemmo posizione di nuovo, e poichè il nemico in quel giorno non oltrepassò Urbana, la maggior parte della .nostra cavalleria serenò tra .quel luogo e Frederick .. . La matiina dipoi di buonissima ora ('12 settembre) gli esploratori (Sco1.its) e le pattuglie ci annunziarono che il nemico s'avanzava grosso sulla strada d'Urbana. Ricevemmo l'ordine di ritirarci per Frederick e attn, ver,o ai monti su Middleton, pur trnttenendo il nemico quanto possibi le ai ponti del Monocacy e rompendo questi all'ultimo . Alle 2 pomeridiane non si vedeva ancora la vanguardia di lui, tanto procedeva lento ... Finalmente sul tardi il nemico (fanter-ia) c,1mparve ai ponti sul Monocacy e non trovandovi più che un piccolo drappello dei nostri s'avanzò senz'altro. Aveva appostat0 un cannone da sei libbre a breve distanz:1 dai ponti, che di tanto in tnnto tirava a palla sui nostri cavalieri, mentre il reggimento di testa veniva innanzi alla spensierata, come certo che quel nostro piccolo stuolo dovesse tosto fuggirgli dinanzi. Ma il maggior Buttler, che con due squadroni del 2.° cavalleria Sud-Carolina formava la nostra retroguardia, up profittò nel modo pi.ù splendido di qnélla così felice occasione per un ardito attacco. 2~ -

.Al'i1'0 XXXI, VOJ,. IV.


CAVAr,L l::RIA

In un bleno passò il ponte, prese il cannone, che appena potè trarre un colpo, e piom bando sul reggimento di fon teria, in pochi istanti, parte ne sbaragliò e ntterrò, parte n'ebbe prigione, tra cui il colonnello e la bimdicra. -Si ricordi che i reggimenti di fanteria d'ambo le parti erano generalmente così piccoli che ce ne volevano persino sette cd otto per fo rmare unu piccola brigata di ci rca duemi la nomini. - Nella frolla non poterono i nostri portare di qua dal ponte il canooneconquistalO, perchè il nemico fece subito avanzare di galoppo cavalleria, ed ebbero appellll il tempo di inchiodarlo e ripassare presto il fium e coi loro prigionieri. Il ponte, già preparato, fu subito acceso, cd era in fiamme quando gli Yankccs infuriati giunsero su lla sponda. Ciò pose termi ne per allora al loro avanzare, siccliè noi potemmo continuare tranqui llamente la ritirata, senza al tra molestia che un vivo fuoco di granate, che ci fece poco male, e un po' di moschettaglia di birbanti e cittadini da lle case cli Frederick; (e queste erano le sperate simpatie dei mari landesi per la causa del sud !) Tra Frederick e Middleton il paese è un incanto, specialmente visto dal colle di .Middleton , ch'è il punto più al to di quel ramo boscoso dei Monti azzurri (Blue Ridgo) il qualo separa le due fertili valli cui danno j,l nome quelle duo ciuà. - Quivi presero posizione di retroguardia . . 1 .Cl cannone ci chia mò io sella per tempissimo il ,113 settembre. Corremmo là <love Hampton colla sua brigata di/'eudeva bravamente il colle di ~1iddleton sin dall'alba contro so,·erchiaoti forze nemiche, di cui !ì_ioo :illora aveva respinto ogni nttacco . .Cl luogo era otti mo per la difesa. Nè da ritta nè dn manca v'era alcuna via che allraversasse il mon te, e le nostre due ballerio rispondc\'auo da una buonissima posizione con vantaggio visibile ai numerosi pezzi del nemico, che stand o giù nel piano sotto a noi non potevano prender l'alzata necessaria e quindi ben poco danno ci recav:ino. Pnr non di meno si capiva che a lnngo andare quel pugno di gente doveva esser costretto a cedere alla molLitud ine degli Yaukees , ì quali, al nostro arrivo, preparnvauo appunto uu nuovo att.icco sotto la protezione di cinque o sei bauerie. In quel momento scabroso il generale Stuart mi ordinò di prender meco uno dei postri c,busicri leg~ieri da mon·· tagna (pezzo molto leggiero, tirato da due cavalli soli, che in terreni air-fi cili ci rese spesso ottimi servizi) e Lrovare un buon posto al1~1 nostra ala sinistra per battere con quell o !e fitte masse nemiche. - E Borcke andò, trovò il luogo adatto, alto, dic'egli, U :iOO a 2,000 piedi sul fondo della valle, con superba veduta, e prese a fa r fuoco affrettato, a brere portata, con grande effetto. Dipinge le masse turchine dei Fedeni li come sciami d'api nella campagna, le due linee di tira tori avanzantisi in ordine perfetto, la artiglieria o la cavalleria costrcue a mutar posto ogni tanto dalle

E AllTJGUERIA A CA V ALLO

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grana_te del maggio~ Pelham, _le bat~erie nemiche tiranti ora troppo basso ora lloppo alto. Chi conosce 11 paese tra Alessandrin e Valenrn in Piemonte, può figurarsi benissimo, come se lo vedesse, quel comb11ttimen1o supponendo più alte, più aspre e tutte boscose le alture attraversale dall; ~tra?~ _rnaestr\che uni~ce qu_elle dut: cittit, e una divisione di cava lleria 1n r1tua1a sn , alenza dinanzi alla vanguardia d'un'armata che s' arnnzi per ,\ lessandria. .lntanLo pe_rò io avevo manda to avviso dello stato delle cose al generale Stuart, soggwngendo che mi pareva giunto il momen to di ritirarmi. E<>li v~nne là dov'io era ed ordinò che l'obusiere si ritirasse; ma 0 0 11 Yedeudo più I~ lunghe_Jin~o <lei tiratori nemici, già scom parite dentro 111 Att.1 bos~agh~ sotto d, 001, non divise l'opinione mia circa il pericolo della noslra s1tuaz1one. Ma il fuoco di moschetteria crescc ,·a in questo mentre alla d?stra e ~embrava già c1uasi alle nostre spalle. Impazientito per le mie ripetute ri~ostr~nze, finalm ente Stuan mi disse: « l\Iaggiore, io son certo « che que i colpi vengono da soldati nostri che tirano a distanza t.roppo « g_rando; vada subilo lassù e comandi che si risparmino le rn uuizion i <~ s100 a che non si veda il bianco dell'occh io nemico ». Io sapevo benissimo che ~ra com~ dllre in un vespaio, ma siccome non potevo far altro che obbedire, corsi da quella parto, come il terreno me Jo permise, e u?~ vedendo, ma udendo uomini che s':iprivano il jJasso n~lla macch ia v1c1no a me ri~etei_ :id alla voce l'ordine del generale. Pochi momenti dopo lo _hoscagl,~ s apri va, un Yankee, così turch ino che più non ne ho visti, m. , stava dmaoz1, una palla a poche dita dalla mia testa col piva un albero dietro a me, gli_al tri tira'.ori oppari v.ino <l.ittoroo da l verde fogliame. Ebbi appena tempo di volt~re il cava llo e scnppa rc e tornai di corsa al generale che ora 6nalmentc m1 credette e venne meco indietro con tanta ce.Jerit.ì rrtiao ta il suolo pietroso ne concesse ai nostri cava lli. Gli Yankees, che ben s11pevano di_ che caccia si trattasse, ,'avanzarono n passo di corsa su tutta la ~iaea, eccitandosi Ira loro, sino a visi.a di un terreno scoperto su cui noi . do~evamo passare, e do l'c ci scoppiò sopra un11 vera tempesta di pro1ett1, fortunata mente senza toccare nè cavallo uè uomo. Ora fu dato il comando p~r I~ ritirata, ~he fu eseguita di trotto. Io mi aspettava ogni momento ~1 udir tuonare il cannone degl i Yankces dalle alture alle nostre spalle eh~ ci ~vrebbe danneggiati assai. Se non che il generale Hampton con ~mm1rab1le preveggenza aveva fatto ingombrare le strade conducenti su quelle alture così bene che fummo fuori di tiro quando il nemico ~otè porta rv: le sue artiglierie. Erano circa le 2 porneritli.ine: il combat• t1ment-0 era incominciato circa le 4 d: ma u.ina . Ci era dunque riusci to con qua l~hc migliaio di cavalieri e dieci pe1.zi di cannone im pedire l'a-


E AUTIG (,!ERIA A CA VALLO

!~;H,

CAV.HLER,IA

vanzata per dieci buone ore a tutto l'esercito federale e cagionargli gravt perdite con lievi dal canto nostro. · . . . _ Questo combattimento - dice il Kaehler - mentre c1 sommrn1stra, un altro chiaris~imo esempio degl i ottimi servizi che può rendere all'esercito un corpo autonomo di cavalleria provvisto di suffi~iente. arti-: /)'lieria se bene e arditamente condotto, e.i dice pure come m tah casi, :on ~i 'tratti precisamente di dare una battaglia delle Termopili per un malinteso eroismo, ma sibbene di .sapersi anche districare a tempo affine di conservare le truppe per altre simili occorrenze. . _ Non lunrti da Middleton riprendemmo posizione. Il ~ 0 reggimento. Nord-Carolinll: colonnello B1;ker, con due cannoni occupò il lato anteriore (sud-orien tale) della città; gli altri i·eggimenti ed il resto <~ell'arti~li~ria si posero sul lato opposo (nord-occidentale) dietro alla piccola rmer~. detta Kittochtan-Creek. Il ponte di legno coperto per cui questa s1 valica fu preparato per l'incendio fasciandolo di materie facilmente combustibili. Il oenerale Stuart ed io ci avanzammo un brev.e tratto verso il nemico e lo ~eclemmo calar dai monti e stendersi nel piano in profonde masse turchine. Pre~to ricominciò il combattimento. Il cannone tuonava senza posa, e siccome ora le batterie nemiche avevano. il vanta~g_io d'una mi/)'l ior posizione con ampio campo di tiro, così noi ebb1mo a soflr1r molto. Nei tempo stesso le due ali degli Yankees si av:rnzavano rapide e a,:volgevano anche i fhrncbi del la nostrn posizione ( cioè della parte sud-orientale della ciuà)di guisa che i bravi nord-carolinesi vennero a trovarsi in mezzo· ad un micidialissimo fnoco incrociato prima che il generale Stuart comandasse la ritirata, che certamente sollo la grandine mortifera dei proietti· che li opprimeva non fu eseguita nel miglior ordine. 1~ mio giudizi~ il nostro meraviglioso generale commise qui un errore, 1J solo che gli s1 possa apporre come condottiero di cavalleria, che pe1:ò si ripetè più .l'olte nel seguito del la guerra con nostro grave danno. Il su.o v~lor~ no~ ?h permetteva di ritirarsi e cedere il campo anche quando il cnteno militare lo esi/)'eva manifestamente. Qui per esempio, che non era il case, di. sacrificare o . . una parte delle truppe per sa:v;ire i.I resto, ~vrem1~0 P?ttit~. nttr/H'~' .con ogni onore e senza alcun dllnno prima che Il ne1111co fosse 111 cond1z1one da potere straziare le nostre file in quel deplorevole modo . . . Io fni uno degli ultimi ad attraversare la citt-à, e perciò vidi ben1ss1mo· il penoso spettacolo dello scor~piglio e dello strazio di quella ritir~ta .. La llrtiolieria degli Yankees lanciava granate a furore nelle strade d, ~11ddlet~n, da ogni via laterale fisch iavano i proietti dei tiratori'. m:'ntr~· dietro a uoi la cavalleria inseguente faceva rintronar la terra e gli ab1tant~ unionisti tiravano su di noi dal le case colle loro munizioni da caccia, per cui parecchi uomini e cavalli nostri caddero. Il terrore ascese al colQ}o quando-

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giungendo :i l ponte lo trovammo in fiamme, per colpa dell'ufficiale incaricato di porvi il fuot:o che s'era troppo .affrettato. Molti dei. nostri cavalieri si gittarono nel la corrente e giunsero a nuoto a!la sponda opposta, 10 e parecchi altri cacciammo i caval li attraverso al fumo ed alle fiamme del pon te, che, passati noi, sprofondò con gran fracasso. I l nemico che ci inseguiva furioso fu accolto e fermato da un fuoco tremendo dei nostri tiratori e del le batterie bene appostate sul!' altra -sponda. Dopo un fiero cannoneggiamento di più di un'ora continuammo tranquillamente la nostra ritirata verso i Monti del Sud (South-ì\fountain) nella direzione di Boon(:sboro. La cavalleria federale non si lasciò trattenere a lungo dal le difficoltà del passaggio del Kittochtan e presto comparve dietro a noi; fu però tenuta a rispettosa distanza da due cannoni addetti al la retroguardia. Verso sera arriv11mmo a quella parte dei Monti ,del Sud eh' è conosciuta sotto il nome di Passo di Bradlock, e stavamo per prendervi posizione allorchè venne fanteria (del . corpo d'armata del genera le Longstreet) a darci il cambio, e non andò guarì ch'ella si trovò impep:nata in vivo combattimento. - La notte a Boonesboro . Così finisce la ritiràta cominciata 1'14 a Urbana , co-perta prima dalla brigata Ro:.. bertsou e poi dalla brigata Ha mpton. . Ernno cli malumore senza dubbio i caval ieri .di Stnart, avvezzi a veder ,le groppe dei nemici; dovevano sentirsi umiliati cedendo in quel modo dopo tanti gloriosi fatti compiuti nei tre ultimi mesi con tanta :1rditezza, ·con tanta abilità, con tanto valore, con tanta fortuna. Al lora sempre .avanti e all'attacco; ora indietro, prender posizione, combatter fermi, e di nuovo indietro. Bisognerebbe non conoscere la nervosità di quel l'arme per non apprezzare la diversità d'influsso morale su di essa tra la olfen-siva che esalta gli animi e la difcnsiv11 che li deprime. Intanto dall'altra 1rnrte i federali avevano visto le spa lle di Stuart e dei suoi, e tanto bastava. Di tutto ciò non tarderemo a veder gli effetti . Qui per ora dico che sotto quella istintiva ripugnanza di Stuart a cedere v'era pure un perchè non momentaneo nè superficiale; e mi sorprende che il saggio Lee non facesse dare la muta da una divisione di fanteria alia cavalleria cli Stuart a Frederick o al passo di Middleton il 12, che non sarebbe stato impossibile. Barper's-Ferry si arrese il •I 5 settembre. Intanto però Mac-Clellan .aveva sforzato i passi del South-1\fountnin. Lee raccoglieva le sue forze indietro, attorno a Sharpsburg sull'Antietam-Creek, collesp,dle al Poto:mac (a N. di Barper's-Ferry) . Quivi avveniva una battaglia molto san-' guiiiosa, ma tutt'altro che risolutiva, il 17 settembre. Nella notte dal 18 al 19 Lee sentendosi troppo debole numericamente, ripassò il Potomac ·per campeggiare nella valle dello Shenanclc,ah. E così terminò la breve -campagn_a di •l 5 giorni nel Maryland nel ,t 86'.2.


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CAVALLERIA

VI. Appena ripassato il Potomac, Stuart ebbe ordine dal generale Lee c!i passarlo nuovbmente più a monte (il ;19 settembre) con due delle sue bngate, le sue batterie a cavallo e due reggimenti di fanteria (forse 6 o ·700 fanti) per fore una dimostraz.ione·sul fian co destro nemico verso Hagerstown. Ma di poco potè avanzarsi oltre il fiu me, perchè nella giornata del 20 i federali gli si strinsero attorno con forza ~overchiante delle tre armi, e poco mancò non gli fa cessero pagar caro l'audace p·roposito di lanciare una delle sue brigate (Hamptou) attraverso alle loro colonne a correr paese dietro a loro, dal chè egli dovette desistere. A. sera riv1Jrcò il fiume; sempre a guado. In quel medesimo giorno Stouewall Jackson aveva respinto un grosso corpo federale che aveva tentato il pass11ggio del Potomac più a valle. Durante la pansa che.succedette a quei fatti su l finire del setle.mbre e _·al principio di ottobre,. mentre l'armata di Lee si rar,settava nella valle dello Si1enandoah presso a Winchester, la divisione Stuart la cuopri snlla sponda destrn del Potomac e di contro ad Harper's-Ferry lasciata al nemico. Le tre brigate erano distese sopra una lunga linen . bltre ad alcune scaramuccie, 11vvennero due maggiori fatti d'arme, provocati d11 due attacchi dei federali, uno contro la destra, l'altro contro il centro e ]a sinistra degli avamposti confederati. Ambo le volte l'attacco fu respinto mercè dell'azione controffensiva concorde e .convergente delle due brigate attigue, contro la fronte ed il fianco destro dell'i1ssalitore, e sempre coll'efficàcissimo aiuto dell 'artiglieria a cava.Ilo. La prima voltn la brigata assa lita sùstenne per parecchie ore nn combattimento difensivo con ca valieri appiedati sino a che l'altra non giunse al socco'rso; la seconda il Bor.:ke vide una brigata caricare in colonna di plotoni sopra unn strada che metteva ad una città (Martinsburg) , poichè i muri laterali non le permettevano di spiegarsi . Un cannone là contro!. .. · Ma insomma la cavalleria federale e In sua artiglieria a cavallo mostravano ora un'arditezza ed un'abilità nuove. N'era comandante il generale Pleason tou, un al tro alunno di West-Point., .che già cominciava a mostrarsi degno emulo di StuarL. Il Borcke ci dice cbe quei due prodi erano acerbi nemici sin dalla scuola. - Pleasouton - dic'egli - in quel tempo era venuto a noia profondamente a Stuart. per lii sua scioccn va-

E ARTIGLlERJA A; CA VA1,1.U

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nità, e ora negli ultimi giorni più che mai per gli atti offensivi che aveva diretto contro di lui. Stuart avrebbe dato non si s11 cosa. per aver la fortuna di prenderlo prigioniero. - I l conte di Pnrigi, che certnmente conobbe Pleasonton, ne fa il ritratto così : - Di modi molto semplici, freddo e taciturno, Pleasonton av<~v" criterio retto, occhio pronto, fermezza di propositi, ardire nel risolvere. Tra il 9 e il 13 ottobre Stuart eseguì fel icissimamente una delle più ardite e più abi li scorrerie che si vedessero sul teatro di operazione orientale in quella guerra. Il maggiore Borcke uou vi prese parte, ma nel suo libro ci dà copia del rapporto di Stuart. Con ·I200 cavalli circa (il conte di Parigi dice 1800) e (i. cannoni il generale passò il Potornac presso Williamsport, sulla destra dei federali, scansc\ J:Iagerstown girando per ovest, attraversò l'estremità occident.ale del .Maryland, entrò nella Pensilvania, occupò Chambersbm·i, vi fece tolte e guasti, proseguì verso est, passò i )fonti azzurri, si volse a sud per Frederick nel Ma ryland e venne a ripassare il Potomac, schermendosi contro maggiori forz e nemiche e fhialmente aprendosi il passo a forza presso Polesvi lle; e rien trò nella Virginia . a Leesburg, doo.de tornò al punto di partenza . Conduceva seco molti cavalli e muli presi nel paese percorso: avea preso ostaggi, recato danni ma-· teriali assai gravi al nemico, messo in paura ìl paese, in orgnsmo il governo federa le; non aveva sofferto altro che di pochi uomini e cavnlli Jeocrermente feriti e qualclle disperso; in quattro giorn i, éon tempo pione . voso, aveva percorso circa frecento chilometri (circa 75 per giorno in media) di cui 1,i 5 circa in 36 orn, con un'ora sola di riposo, da Charnbersbnrg a Leesburg, com preso il combattimento e iI passaggio del Potomac « marcià che non ha l'eguale nelln storia » dice lo Stuart. È bensì vero che nessun' ostacolo fu opposto dagli abitanti sorpresi, avversi ma spa· ventati iu PensiIvania, am ici in massima parte nelle cam pagne del Maryland. Il conte di Parigi dice che Stuart ri montò tutti i suoi uomini con ottimi cavalli a Chambersburg efe,;e condurre a mano quelli che li avevano portati sin là. fo fine oss.erva che - la facilità colla quale tutta ìa divisione sfuggì all'inseguimento delle colo nne federali dimostrò che per opporsi efficacemente ad imprese di tal fatta la cavalleria doveva essere adoprata sola e a masse. Infatti per resistere ai milleottocento cavalieri di Stuart, armati di carabine a ripetizione(?) mille o millecinquecento fucili non sarebbero stati troppi . Non era possibile porre drappelli di tal forza ad ogni passo del Potomac, e bastava trascnrnrnn uno solo perchè lo stuolo confederato, più rapido dei suoi avversari pedes tri e più nnmeroso di quelli a cavallo, se ne impadronisse prima dei primi e malgrado dei secondi. 1

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CAVALLElUA

Nei giorni ~ 6 e 17 ottobre i federa li eseguirono con due colonne di tl'nppe delle tre armi u1w grande ricognizione offensiva pass;indo il Potomac e avanzandosi nella valle Sbenando11h . La divisione Stuart sostenne un lungo combattimento in ritirnta contro quelle due colonne, con larghissimo uso di fuoco òi carabina a piedi e coll'aiuto della sua artiglieri.1 acavall0. Sin dal primo giorno ebbe rincalzo di fanteria, che nel secondo crebbe. Allora il lento avanznre del nemico fu fct'mato, e nel giorno stesso succedelle 111 spontanea ritirala dei federa li, accompagnata da qualche inseguimento cli cnvalleria. Si rileva dal Borcke come alla loro vo lta anche i bravi cavalieri di Stuart, ridotti al la difensiva, non fossero inaccessihili ai brutti scherzi dnlla fantasia turbata nel ~iudic.we della forza dell'assalitore e della portata del le sue minaccie. Furono aun unziate grandi masse di cavall11ria dove non era altro che qualche misero sq11adro;c, ed ruich~ assai peritoso, e colonne di fanteria di cui non fu possibile rinvenil' traccia . Di passaggio, e per dare un'idea dello pt'oporzioni a cui ascese il con,::;umo delle bestie da sella e da tiro in quella guerra a rp1esto punto, men tre le due nrmate avverse si rimettevano in assf'tto, notel'ò colla scorta del conte di Parigi, cbe il numero dei cavnlli e muli occorreuti per l'armata di Mac-Clellan, valutata a poco più di 1120,000 nom ini, era di 40,000, e che in due mesi circa 7,000 ne furo oo mandati dl.l I deposito di \Vash ington a quell'armata, la quale in quel lo stesso trntto di tempo n'ebbe una p{lrdita di 4-, 500, e per lo foti che del servizio e per una opidemia. I l con te accenna pure la scarsità dei foraggi, conseguenza cli una amministrazione m11le ordinata, e la poca cura che nvcvauo dei 11uadrupedi gli uomini inespel'ti e mal disciplinati. Agli ultimi di ottobre (•1862) àfac-Clellan ri pl'ende l'ofTensiva. Erompendo dal Potorn ac tra Harper's-Ferry e Leesburg, vuol procedere a sud luogo il versante orientale dei Blue Hi,lgo, nel cuoce della Vil'giuia, per 1agliare le comunicazion i dell'armata nemicn con Richmond se '{Uel la indugi ad abbandonare la valle del lo Shenandor,h, donde minaccia il Maryland e la Pensilvania, pur mantenendosi sempre egli, Mac-Clellan, in tale si tuazione da cuoprire Washiugto11 contro ogn i offesa nemica . M:r, la radunata è lcntn perchè molle truppt} vengono da luoghi assai lontani, e lento quindi il passaggio e lentissim11 anche l'ava nzata. Non si capisce come nou avvenga una rapida corsa cli cavalleria. Intnnto Lee ha avuto semore di:gli atti del suo avversario, ne ha indovinato gli intendimenti e s'affretta a sfilare a ,dcstrn indietro (verso S. E.) atLra verso ai Blue-Ridge e prevenir l'invasore nell a regione dell'a lto Rappahannok. Tale spostamento è coperto verso N. dalla cavalleria di Stuart. Questi raccoglie

J; ARTl(1J,JEIUA A CAVALT,O

il ¼7 ottobre dne delle sue brigate (Fitz Lee e Robertsou, la terza Hampton rirnase distnccata per qualche tempo) e le sue bntterie uci pressi di Rerryville sulla spouda sinistr,1 dello Shenandoah, val ica il 30 i BlneRidge e scende ad Upperville, sulla linea d'invasione del nemico, nella valle tra i monti ora detti e i Du ll- Ruo Mouu tain. Questa valle, parallela a quella dello Sheuandoah, cioècorreme da S. O. a N. E., è, corne qnella, rerti le, doviziosa, ben popolata, ricca ùi strade, ma poco fa vorevole .:il la cava lleria, a motivo dei frequenti morelli di pietre che fiancheggi11uo le strade e cingono i campi; ma vi si trovano buone posizioni per al'tiglioria, ben situate rispetto alle strade, al le acque, ai caseggiati. Quivi il nem ico poteva accedere da N. e da E. Ilisogniiva dunque guardrirsi eia quelle due pani, il che non era difficile con tre brigate, tanto più che i I uemico indugiava a comparire. Il ;J,I ottobre Stuart s'avanzò verso N. sino ad Union. Di qui si volse ad E. (o meglio S. E.) poichè ebbe avviso della presenza di cavalleria nemica ad Aldie, nodo di strade e passo principale dei Bull-Rnn-Mount:ii n, a S. di Lecsbur~. Fu sorpreso e sbaragliato uno squaclroue di avamposto e dopo un fungo e osci llaute combattimento a fuoco (cavalieri appiedati e artiglieria) anclte il grosso del nemico ru ricacciato . Di questo l'atto d'arme, che il Borcke rappresenta come un cornbaLtimento di qua lche rilevanza, il conte di Parigi non fo motto. · Il •1° novembre, dopo aver pernottato a Middlebnrg, ad O. di A.Idio nella valle, Stuart previene ad Union la cava lleria nemica apparsa da N. e pren de buona posizione un 2-3 chilometri cli là da quella piccola città. li nemico ha, dice il Borcke, molta soverchianza cli cava lli e't(Jl forteso::;tegno di fanteria, ma temporeggia, e la giornata va spesa in semplici avvisaglie a fuo co ; e così dicendo intendo dir sem pre CHvalieri (lppicdati e cannone, questo sopra tutto. Ecco un esempio d'azione veramente controffensiva d'artiglieria leggiera. Racconta il nostro maggiore - Pelham (il cornaodanto dell'artiglieria n c;1vallo di Stuart) era stato molestato tutto il giorno da uno squadrone delln cavalleria federa le che con molta abilità operava contro le i:Jatttirie cli lui, facendo avanzare rapidamente i suoi tiratori, e poi, tosto che avevano sparato, ritirandoli con altrettanta rapidità dietro nd una· boscaglia, ove sparivano. Questo giuoco si ripetè più volte, senza elio Ptll ham potesse mettervi un sol colpo. E già gli avevnno I così ucciso e ferito parecchi nomini e cavalli, quando il nost,ro bra·vo maggiore, perdendo la par.ienza, a un tratto si fece innanzi cli ga loppo steso con uuo dei suoi obusieri leggiori, arrivò al bosco, fece staccare i cavall i e trarre a braccia il pezzo altra verso al macchione dove i quadrupedi non


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CAVALLER IA

potevano entrare. Dal posto ov'eravamo noi (Stuart col suo staro maggiore) a poca disl3oza a destra delle batterie, vedevamo benissimo lo squadrone degli Yankees che se ne stava tranquillissimo senza om bra di sospetto che un pozzo d'artiglieria con doppia carica di mitraglia gl i fosse appuntato contro a qualche centina io di passi di distanza. Tuonò a un tratto l'obusiere e una grandine di ferro colpì uellr. fil e degli Yankoes, n'uccise otto, tra cui il portastendardo, ne ferì altri e cacciò il resto in fuga scom pigliata. Polham e i suoi cannonieri uscirono in frotta dal bosco, portando seco loro prigionieri, cavalli e lo stendardo federale, salutati da clamorosi appl:rnsi. Prima che gli Yankees si riavessero da lla sorpresa , l'obusiere ritratto, riattaccati i cavalli, eru tornato sano o sa lvo alla hatteria. il Kaohlor fa osservare che - l'azione di quello squadrone federale ern sì nbile molto ed op portuna, ma ch 'egli avea trllScuralo, a quanto pnre, una delle prime regole fondnmentali, quale si è di far tener d'occh io il nemico da alcun i cava lieri svelti ed allenti, qu:rnd'anche egli non si veda affatto; altrimenti non avrebbe potuto avvenire <[nella sorpresa che gli tolse tutti i vantaggi già ottenuti. Il 2 novembre il combattimento fu così vivo che, a quanto <lico il Boroke, prese l'aspetto di nna vera bnttaglia. La cavalleria combattè n piedi, l':irtiglieria al solito foce prod igi d'abilità e in trepidezza . Ma Stnart fu costretto a cedere alle forze soverchianti del nemico, rinforzato da fanteria, e si ri tirò combattendo di posizione in posizione sino n poco più di un chilometro o mezzo dioao zi a(I Uppcrville. In un ta l momento di quella giornata notti i.I Ilorcko nn altro atto controffensivo d'artiglieria, e lo nnrra così.- Stuart ed io ci eravamo trattenuti sopra un rial!o por preparare una più forte resistenza (in una nuova posi1.ione) quando ci dette nell'occhio uno squodrone di cavalleri a fed<~ra lo che s'avauzav:i di trotto su terreno sgombro, stupendamente al linea to come in una paro la. Il oonoralo si volse a me e disse : « Maggiore, si divertn un poco a dare un:i" lt:zione :i quei « signori; prenda un paio dei pozzi di Pclham , li porti dove lo par meglio « e <1ccolga con un c:ildo saluto quegl i amici così insist,enti ». I nostri cannonieri mi segui rono con gioia e portarono·due obusieri sopra una collinetta, ove una fitta boscaglia nascondeva al nemico i nostri npparecchi. 1. pezzi fu rono app.untati con tutta cura, e quando lo squadrone ginn!ie o. tiro spararono tutti e due ad un tempo Le dne granate sooppiarono con mirabile precisione proprio snll:i fronte del nemico, vuotarono parecchie selle e volsero io fu g:i il resto di qnei troppo baldnnzosi nvversari. E noi lanciammo altri proietti sul loro cammi no, ma con poco successo. Il combattimento ricominciò la mattina s0o"Uente (3 novembre). L'at-

E ARTIGLIE IH A A CAVALLO

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tacco ùei fed erali era sempre più poderoso. Stunrt si O$tino.va. ~fanclò il· Borcko a scegliere una po$izio.ne pili indietro, ma non sapeva risoh•er$i ad abb:rndonare quella che teneva dinanzi ad Upperville. - Allorchè tornai al genera le, -dicei l maggiore - il combattimento era al colmo . Io era d'o.,•viso che fosse assolutamente necessa rio uon indugiare un momento o. ritirarci. Ma Stuart persistera nel non voler cedere. E rinfiamrnnva più e più sempre i nostri :imrnirabili soldati colla sua presenza e collo esporsi egli stesso ai maggiori perigli. Finalmente, dopo che uuo dei nostri carri di mnnizioui scoppiò, dopo che il colonnello Wickham, che comandavn allora la brigata Fitz Lce, fu ferito accanto a me da uua scheggia di granati\ nella nncn, quando la fanteria nemica giil avvolgeva le nostro due ali, fu dato il comando per la ritirnta. ì\la troppo avevamo tardato. Troppo mi ri ncresce il dirlo, ma non posso fa re a meno di ·confessare che quostn ritirata l'u così precipitosa e disordinata che di ven nequasi una fuga, I tiratori ap1)iedati t:orrevano :ii loro cava ll i e raggiunti li scarrieravauo alla sbandata; i reggimenti medesimi, esposti al micidinle fuoco n massa ciel nem ico, galoppavano confusnmente, :i rotta, per lestretto vie di Uppcrville, inca lzati furi osamente da lla cavalleria nemica. Il generale Stuarl od io fummo gli ul timi ad attraversare il villaggio ..... Xon n'eravamo ancora fuori, che già i nemici en travano dall'altra pnrle; e pnr non di m~no parecchie eroiche signore, non badando al gr:iu peri colo, uscivano dalle case a darci l'addio sventolando i fozzol etti, e, maggior merito assai, sotto la terribile pioggia dei proietti cercavano i no:;tri poveri reriti che, uon potendo seguire i loro compagni, giacevano qua e là, un po' da per tutto, agonizzanti nelle strade polverose - Le A mericano !. Xon si può am mirare abbast,'\nza la calma e l'avvistatezza con cui Pelh am condusse la sua artiglieria per una strndella attorno al villaggio sino ad un ottima posiziono :i circa nn miglio ('I ,600 metri circa) indietro, la mise in batteria e protesse maestrevolmonte la nostra ritirata col la, celerità e precisione dei suoi tiri, risparmiandoci così un grnn disastro. Il mio bravo amico era là in m11 niche di ca micia a caricare e pun tare i pezzr insieme ai cannonieri . Frnuauto il generale Stuart e gli ufficiali del suo stato maggiore s'affaccendnvano a frenar lo scompiglio, e vi riuscirono , I nostri reggimenti si raccolsero, le nostre linee si riordinarono ... .. L'artiglieria di Polham si trovò :il fine a mal partito . Uno squadrone federale s'era avanzato di galoppo ed aveva giuato dietro un murello a duecento ya rds(poco più di ,fsO metri)dalle batterio un certo numero d'a ppiedati , i r1uali fo cevauo un buon fuoco sui cannonieri e sui cnvalli delle mute. Io feci tutto quello clie mi fn possibile per condurre innanzi due squad roni


CAVALLERIA

-d'uno dei no$tl'i reggimenti a scaccin re gli ·Yankees da quel riparo, ma quando li ebbi portati sino a circa ouanta yanls (70 - 75 metri) da quello, una scarica micidiale di quei tiratori me li volse io fuga all'impazzata. Intanto Pelham foceva anch'egli quel che poteva per levarsi d'attorno a furia -di mitraglia quegli audaci carabinieri, ma invnno a moti l'O della robustezza di quel riparo. Io gli grida i : « Provi a tirare a palla. » Ed egli così fece subito e col miglior esit.i . Ogn i proietto rompeva un buou tratto di muro, ne spandeva i frantum i per ogn i verso, fer iva e uccideva. Gl i illesi voltarono al lorn lespaile. Noi li inseguimmo e li ntterrammoo prendemmo ·quasi tutti. Dopo ciò, sul for della sera, le truppe di Stuart si raccohero sulla bnoua posizione scelta dal Borcke. Ern una fa lda sporgente dai Blue- H.iclgè, alta -e scoscesa verso nord, che s' attrnversa alla valle da E. ad O."sino ali' impluvio, e non è accessibile se non che per la sola strada che vien dii" U ppervi lle. Cuopre gli sbocch i dei Blue-Ridge verso l' alto Rappahanuok e la f~rrovia 1\'Ianassas-Strnslmrg (nella va Ile dello Sbenandoah). Ottin)a posi·z1one da retroguardia, divenuta ìn qiiel caso un'eccellente posiziono per ca l'alleria .. . ar mata di buone carabine e sustenutn da una irn pare·"r:riabile 0 ~rtigli eria . <> . Nota ùel Kaehler a proposito del la ritirnta da Upperville. - È certamen te un~ dei più odiosi momenti per un condottiero di cava lleria quell o in cui egh dev~ co~anclar la ritirata; inf~tti vedian~o i più arditi venir meno seesso ~_ quel con_ipno. P_ure lo a~attar~1 a quella ingrata necessi tà è uno dei più 1mportant1 doveri, ed ogm ufficrn le di cavalleria deve sino dai pri mordi della sua cnrriera esserne ben per,;1wso. Infou i poiché noi ,non possiamo -f~~e atto_ef_lìcace _~e non col la ma.ssa, dobbiamo conservarci questa quanto p•u possibile; c10 che ne spreGl1eremo inutilmen te io una occasione che · non_ sia vera mente cavalieresca - come qui i I com battere a fuoco, a piedi - ~L ~ancherà in altra occasione io cui potremmo conseguire un successo ,decisivo adoperando la massa con quella celeri tà e moòi lità che sono del la nostra natura. Maestri in tali disdette furono Seydlitz e Ziethen , in ciò superiori persino al loro gran Re. !~ novembre. Stuart lascia, ooo si capisce bene perchè, il comando della -cavalleria al colonnello Rosser, ordin,mdogli di tenere la posizione quanto più tempo possa e mandare a lui frequenti avvisi dello andar delle cose e c~n piccolo seguito attra\·ersa i Blue- R idge e si reca al quartirire gener~le ·d1Stonewal l Jackson nella va lle dello Shenandoa h, donde ritorna la notte segne.nte, correndo pericolo cli cader nelle mani dei nemici, perchè frattanto Rosser, dopo un caldo combattimento, ha creduto dover ritirarsi sino .,ad Orleans; un bel passo indietro. Stu,irt lo richiama innanzi e col l'aiuto

E AHTIGI.I ER IA A CAVAl, LO

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della _brigata ~am pton, che lo raggiunge la mattina del 5, sostiene gl i attacchi del nemico.- Uno squadrone degli Yankees - dice il Borcke - fu singolarmente punito d'aver osatù un attacco sulla strada contro una serraglia da noi costruita lì per lì. Accolto da fronte con un tremendo fuoco,. fu assalito nel momento stesso alle spalle da uno stuolo dei nostri cavalieri che sciabolHrono e 1H'e$ero la maggior parte <li quegli nrdi ti dragoni. - Il l~aekler nota . - Esempio da ricordarsi <lei come la cava lleria possa comhrnare con buon successo il combattimen to a piedi e quel lo a ca vallo.- Nel pomeriggio i confederati si ritirano, inseguiti aile cnlcagna per un certo. tratto, e fermatisi alquanto ad Orléans, giungono a sera"'al pon te di Waterloo sul Rappahannok (ad O. di Warrenton) ove riprendono posizione. Nel segnen te giorno (6) , non Yedendo comparire il nemico, Stuart si 11vanza con uno squadrone, incontrn la cavalleria federale, e i suoi non reggono la carica e fuggono. Si rombn tte al. ponte di Waterloo per qualche· tempo, poi Stuart fa dur fuoco al ponte e si ri tira a Jefferson.Si vedono aià maoifesti gli effetti materiali e moni li di ffu el lungo combauere indietr;:_ - ncl o. t> grn ·n 7 mattina i federa li attaccano di nuovo. Ma rlopo una breve resistenza , Stuart comanda la ritiratn, passa a guado l'Hazel (influen te del Rappahannok) e viene a porsi dietro Rix.eyville, cnoprendo Culpepper-Court-House ove è già ammassata dal ,\. in poi la maggior parte dell'armata di Lee. Siccome il nemico non s'è ancora appres::\ato ali ' Hazel, Stuart ne tiene i guadi con retroguardie di cavalleria e artigli eria appostate su I la :,ponda di là. I federa li non compariscono 1'8 e il 9. Il ,1O, per ordine di Lee, Stuart èseguisce nna ricognizione offensiva con una delle sue briga te (l!'itz Lee, qnclla stessa che nei giorni scorsi ha più fa ticato e più sofferto; ma Stuart conosce i suoi Virgi niesi) una batteria e due reggimenti di fanteria. Giova ricoudnrre alle offese quei prodi che per sette giorni di seguito non hanno potu to fare altro che difendersi e dare addietro. Si trova il nemico presso Amisville, si combatte; ma intanto il Borcke da un'altura scuoprr~ l'armata nemica accampata nei pre,;si di Warrenton di là dal Rappahannok e truppe che s'avanzano a soccorso di quel le che si ritirano din;inzi a Stnnrt; e q1rnsti al lora, con nna pruclenza di cu i non nvea dato gnan prova sino al lora, 1:omanda la ritirn ta. C:o.,i Stuart col suo piccolo corpo di cavalleria ed artiglieria a cava llo, lasciato a se stesso, riwrdò per parecchi giorni lo avanzare del nemico e cuoprì lo spostamento e la raccolta dell'arnwta di Lee 1;ella otti ma posi· zione strategica di Culpepper, e per ultimo potè d:ir certa notizia ~!;e il nemico s' era ammassato fermo a ~- del Rappahannok . Questo modo di


CAVALLERIA

adoperare la cavalleria, dice in sostanza il Kaehler, e quèsto modo di condurla sono degni di servir di · modello, D' altra parte apparisce chiara la utilità di porre ogni cura ·a procmare a quell'arma tale adope•rabilit2t ; adde:;trandola e preparandola per quello scopo con adatto ordinamento e coll'esercizio in tempo di pace, non badando a spesa . ... .... Ma il più tocca a farlo a lei stessa, alla cavalleria. Bisogna che ella si faccia una ch iara idea dei suoi compiti guerresch i e che con diligente e bene ·inteso lavoro - ognuno nella sua sfera, per quanto minima - ella si .faccia buono istrumen to per la mano dell'uomo abile. Allora , se pure le manchi l'aiuto tanto desiderabile delle grandi esercitazioni, ella potrà fare il dover suo, benchè a costo di gravi sacrifici e di mala riu scita da prin,cipio, che ben difficilmente potrà evitare a cagione di quella mançanza. Così ìl Kaehler. ' Si potrebbe domandare qual parte delle sue forze distaccasse lo ·Stuart -sulla sua destra (verso E.) cioè verso i Bull-Run-Mountaio, da prima mentre com lrntteva nella valle da Union ad Orléans, e poi verso Warren ton nella rititrata da Orléans a Jefferson, poichè il nemico poteva benissimo eia quella parte venirgli sul fianco e alle spalle e preve.nirlo sulla -strada di Culpepper. Io non ho potuto raccapezzarlo: suppongo che tale focarico dovesse essere affidato a truppe della brigata Ilobert:;on, perchè dal racconto del Borcke parmi dovere argomentare che tutta la brigata '.Fitz Lee, eh' egli spesso nomina, fosse collo Stuart durante tnua la ritirata, e la brigata Hampton non si riunì colle altre due se non che il 5 novembre, come sopra dissi, sulla linea principale di r itirata, venendo ,dallo Shenandoah. Ecco ora come i fatii medesi r.1i sono narrati dal conte di Parigi. Qualche diversità tra i due racconti risalta. a prima vista e non ha bisogno di •commenti. - Il 2 novembre. . .... Burnside (comandante dei due eorpi d'armata federali 9° e '1 °) faceva occupare Bloòm fi elcl e Uni on da I 9• corpo, il 2°, a destra, s'impadroniva del passo di Soicker (nei Blue-Ridge, ove ·er:'I passata il 30 la cavall eria di Stuart); il 5° e il 1° seguivano quei due a poca distanza ...... la cava lleria di Pleasouton precedeva ...... Lee mar·Ciava rapidamente col la maggior parte delìa sua armata per prevenire il .nemico sull'alto Rappahaunok ....... Jackson rimase nella va lle di Vir· ginia (Shenandoah) col s110 corpo e colla cavalleria di Stuart.. .... Stuart stringeva da presso i federal i, ora stando sulla cresta dei Blue·Ridge ( !) -donde poteva scorgere da lontano le loro lunghe colonne - allude forse qui alla corsa che il generale fece auraYerso i I31ue--Ridge il i novembre, ·secondo il Borcke'? - ora scendendo nella valle che si stendeva ai suoi .piedi e contrastando loro arditamente il t.erreno ogniqualvolta ne trovava ,l'occasione.

E ARTIGLIERIA A CAVALLO

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La sua batieria d'artiglieria, quasi interamente servita da europei, gli era potente aiut.o in quel modo di guerra e si faceva ammirare per una preci.:;ione di tiro rari ssima nelle armate, del sud . Ma era ormai passato quel tempo in cui la inesperienza della cavalleria federale giova va tanto a Stuart. ..... Pleasonton e la sua brigata non chiedevano di meglio che misurarsi coj cavalieri confederati e vendicarsi di non aver potuto raggiungerli nell a loro corsa altra verso a I Mriryland. Un'occasione favorevole s'offrì agli unionisti sino dal 2 novembre. Mentre il 2° corpo occupava il passo di Snicker, Pleasonton s'avanzava verso quello di Ashby, ed iocontrnta al villaggio d'Union una brigata di cavalleria Mmica ne la <:accia va dopo un vivo combattimento. Nel giorno seguente (3), rinforza to da Aver ill (cavalleria) continuò il suo cammino. Stuart lo aspettava con tutta la sua divisione dinanzi al villaggic, d'U pperville, risoluto a resisterEl sioch~ gli fosse possibile per difendere la stretta di Ashbys- Gap. Ma i federali lo attaccarono così vigorosamente che in breve fn prostrato e cacciato in disordine attraverso Upperville sino al villaggio di Paris, proprio all'ingresso della stretta. Intanto la fanteria unionista seguiva la sua cavalleria, e il 2° corpo giungeva a Paris il /1 n9vembre. ..... La divisione di Stuart, comandata quel giorno dal genera le (colonnello) Rosser, tentò di fargli testa un momento, ma presto fu sloggiata e, mentre i federa li occupavano Ashbys-Gap, si r itirò sul versante orieut.ale dei . Blue-Ridge onde cuoprire Longstreet sulla linea dello Hedgemans~River (alto Rappahannok) e in quella rapida ritirata non si fermò finchè non fu giunta al .villaggio di Orléans ........ . A fine di cuoprire più a lungo che potesse gli accessi al passo di Chester (a S. di quello di Ashby) Stn11rt, poich'ebbe raggiunto la sua divisione solo e a traverso a mille pericoli, la ricondusse avanti la mattina del 5 e prese posizione al crocicchio detto Burberg-Cross- Roads, dove aspettò il nemico sopra un terreno scelto e apparecchiato accuratamente. Non tardò Pleasonton ad accorrervi colla sua brigata e assalì subito nonostante la sproporzione delle forze . L'8° Illiuese... caricò bravamente, sulla sinistra, sulla strada di Warrent.on, ma fu arrestato da una ser ragl ia ch e la sbarrava. Sulla strarla di Chest-er-Gap, a destra, furono invece i federali che aspettarono i loro avversari a piè fermo e li accolsero con un buon fuoco che sparse il disordine nelle loro file. Nel momento slesso il .colonnello Davi~ face,·a impugnare le sciabole all'8° New-York, si gitt11va sul fianco degli assal itori e dopo una mischia di pochi minuti li ricacciava a sbaraglio Stuart non volle continuare più oltre il combattimento e si ritirò..... PJeasonton lo seguì sino a Sandy-Hook ... Il 6 novembre l'armala del


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CAVALLEUIA E AUTIGLIEHIA A CAVALCO

Potomac era -padrona della ferrovia Manassas-Strasburg, com unicava per questa con Wash ington, :wea già occupato Warrenton e Waterloo (sul Happahannok, 9" corpo). Il 7 giungeva nn ordine da Wash ington che destituiva Mac-Clellan e gli dava per successore Burnside. Il 9 l'armara era raccolta attorno a Warrenton, ma il nuovo generale in capo avea proposto un disegno assai diverso da quello del suo predecessore, e aspettando la decisione del governo rimaneva fermo a nord del Rappa hannok. Abbiamo visto quanta e. qual parte avesse l'artiglieria a caval lo dei confederati nelle fazioni di quegli uoditi giorni chd 3,1 oitòbre al ,1O novembre ,1862: vediamo ora che cosa dit;e il Ilorcke di qucl l'o1timo corpo. - La famosa a1·tiglie1·ia a ca,;allo di Stuart era composta di volontari delle più diverse nazioni, inglesi, francesi, tedeschi, spagnuol i e american i. Parecchi di loro non avevano portato un nome immacolato alla bandiera che ora seguivano, ma s'i ll ustravano talmente sopra ogni càm po di battaglia da acquistarsi una invidiabile riputazione d'intrepidezza ed abilità, cosicchè presto furono considerati in tutto l'esercito come nn corpo scelto, lo appa rtenere al quale era no onore. Io stesso li ho visti le tante volte servire i loro pezzi nei pi1ì terribili momenti ridenflo, cantando e scherzando t:·a loro, senza darsi alcun pensiero del rov inio delle granate e delle palle. Erano affezionati .oltremodo al loro giovane capo Pellwm (~,( anno) che da uno scrittore inglese, capitano Chesney, fu molto bene chiamato • Ragazzo eroe»: Ed ecco un tipo singolare di. cava liere del Sud . - Il capitano Farley, niutante volontario nello stato maggiore del generale Stuart, era un giov:ine assai originale. Nato nella Carolina meridionale, entrò in servizio propriamente e affatto per conto suo. Più volte gli furono offerti dal generale gradi ed uffizi effettivi; egli si scusò sempre preferendo di non esser vincolato ·da alcun legame regolare di servizio, e combattere come dicono gli americani « on his own hook •. Per solito egl i se n'andava solo col suo cavallo alle più pericolose ricognizioni ed aveva ucciso di :;ua mano una buona trentina di nemici della sua patria, senza riportarne la minima scalfittura, sinoal giugno ·1863, quando una granata federale pose termine alle sue audaci geste e alla sua vita nel gran combattimento di cavalleria di Brandy- Station. Era di mezzana statura, ma ben tarchiato e muscoloso e poteva sopportare le più grandi fatiche. L'espressione del suo volto era oltremodo attraente, anzi talvolta aveva una dolcezz:, quasi femminile , e bisognava averci vissuto insieme per credere d 1e quel ra· gazzo dalla lunga chioma bionda, dai dolci occhi azzurri, dalla voce molle, dall'aspetto modesto, fosse quel fiero dragone la cui apparizione sul campo era terribile e mortale al nemico . (Cont'irrna) C., ~ .

AERONAUTICA MILITARE (179'.l-1802).

~el momento io cui la Francia e quasi tutte le ·nazioni d'Europa or- . gauizzano degli equipaggi di aerostati frena ti per il servizio di ricogni- . zione in campagna, non ci sem bra inutile di riassumere la storia decrli aerostati militori e <le\la prima scuola aerostatica di Meudon, la cui pa;tc è stata tanto importante alla fine del secolo scorso. Fra i documenti che noi abbiamo raccolti, ve ne sono dei completamente inediti, che, noi speriamo, saranno accolti con qualche interesse. Sin da una del le prime ascensioni frenate eseguite sotto la direzioue cli E. de Mont.golfier e di Pi latre de Rozier, in una mongolfiera, il ,17 ottobre ,(783, Gira ud de' Vi Ilette, aggiirnto nelln cartiera re11le della via di Mont_reuil, nel giardino del la quale si faceva l'esperienza, fu il primo a preconizzare gli aerosta ti , come osserv:itorii militari. • Mia primu cura, scriveva Giraud de Vil lette nel Journal de Paris del '.z6 ottobre ,1783, fu d'ammirare l'intelligent& natural ista (Pilàtre de Rozier) che io avevo l'onore cl'accompngnare; la sua agilità, la sua destrezza in ben manovrare e ben dirigere il suo fuoco mi incantarono. Voltandomi, io scor,i i bastioni dalla porta Sant' Antonio alla porta San Martino, tutti gremiti di gen te che mi :;embravano formare una aiuola allungata di fi ori svarillti. La via San t'Aut.on io, i giardini che ci circondavano mi rappresentavano la stessa cosn: in segu ito, volendo occuparmi del soggetto che m'aveva spinto a fare questo viaggio, io diressi lontano la mia vistn : dapprima vidi la coll inetta di Montmllrtre, che mi sembrava più bassa del nostro Iivello, scopersi facilmente NeniIly, Saint-Cloud, Jssy, Jvry, ChHenton, Choisy e forse Corbeil, che la leggera nebbia m'ha impedito di distinguere . Sin da quell'istante io fui convinto che questa mac30 -

. A1'1'0 XXXI, \'OL. IV.


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AEUONAUTICA MILITARE

china, poco dispendiosa, sarebbe uti lissima in un'esercito per iscoprire la po$izione del suo nemico, le sue manovre, le sue marce, le sue disposizioni, ed annunciarle med iante dei segnali alle truppe alleate della macchina». Le guerre che il nostro pae,e ebbe a sostenere, nel ,J 792, misero i difensori della patria nella necessitù di ricorrere a tutte le risorse del no,tro genio nazionale. Gl i aerostati non· l'urono dimenticati. Fu l'i llustre )fooge cl1e, al principio del 1793; propose alla convenzione d'utili;,,zare i palloni come macchine da guerra. Guyton de Morveau fu incaricato di fare un rapporlo so questo soggetto. Alcuni storici pl'eteodono che presso a poco nella mede,ima epoca, all'<1sseclio della città di Conc\é, il comandante Chanal, ch iuso nella piazza forte investita, avrebbe cercato di mandare dei dispaccì al di là delle linee d'in vestimentn mediante nn piccolo pallone di carta . L'aerostato sarebbe caduto in mezzo al campo nemico, fornendo 111 principe di Cobourg le indicazioni sulla situazione dell11 città che assediava. Questo fotto noo è st.a to confermato in modo certo; se è esatto, un t.al principio non sarebbe stato di fel ice presagio. Checchenesia, il 4- luglio ,1793, Guyton dc Morveau presentò il sno lavoro alla Convenzione: esso concluse per la necessità rii fare qurilcbe saggio prelim inare con un aerostato elle si trova va disponibile, e che proveniva -dal sequestro dei beni d'uu aeronauta emigrato . Gnyton propose di cerr:.ir d'ottenere il gaz idrogeno necessario al gonfia mento ciel pallone, senza usa re l'acido solforico fabbricato collo zolfo, di cui s'aveva bisogno per fabbricare la -poivere. Una commissione composta di Perrier, Fourcroy, Monge, Guyton, Faypouth, Marre, Bertholet, Lavoisier, fu istituita: essa s'aggium,e uu fisico distinto, uomo di gran merito e di grande energia, Coutelle, che si incaricò di studiare la fabbricaz ione del gaz. Ecco come CoutelJe stesso ba parlato dei suoi primi tentativi . "La commissione si propose d'impiegare la decomposizione dell'acqua sul ferro; ma questa esperienza, fotta dal I.avoiser e ripetuta nei nostri ~abinetti, non aveva potuto dare che deboli risnltati. Un11 esperieuz11 in grande era uecess:iria; bisognava poter estrarre da :rn, 000 :\'I 5,000 piedi .cubi di gaz, nel tempo più breve, immaginare degli apparecchi, ecc. Io aveva un gabinetto di fisica abbastanza bel lo, dove aveva r11ccol ti i migliori apparecchi per le esperienze sull'elettricità, la luce ed i gaz. Guyton era venuto parecchie volte da me a fare le sue esperienze. Esso vi aveva condotto, insieme al dottor Chaussier, il signor Volta, allorchè esso venne a Parigi a comunicare ai sapienti la sua bella esperienza sulla detonazione 1

AERO:'i A UTICA )li LIT ARE

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del gaz itlrogeno cornliinato col gaz ossigeno. GuyLOn mi propo$e alla commissione per fare i primi tentativi della deçom posizione dell'acqua in grand i apparecchi . Io fui indirizzlltO al ministro dell'interno iucaricuto d; fornire i fouJi per la spesa del materiale. Onorato della scelta di una commissione CO$Ì segnala ta, io accettai quel la che mi firmò il miu ist.ro, sotto la condizione di non ricevere nessun onornrio per me. Il ministro mise a mia disposizione la salu dei Ma.resciall-i alle Tuilleries. Io fn incaricato della riparazione d'un aerostato di ventisette piedi di <liame~ro, di far fore tutti gli i1ppare,:chi, e di scegliere un luogo non chiuso ed adatto a questa esperienza: io mi stabilii uel giardino dei Feu illants. :L'aerm,tato era ri parnto, il forn ello che rncchiudeva un tubo da fusion e pieno di ferro era costrutto. le casse ed i tubi erano disposti, ed io ero pronto a ùar fuoco al fornello: desideravo avere dei testimoni. Io avevo conosciuto M. Conté nei corsi di fisica di Charles, mio amico: andai a proporgli di venire a vedere l'esperienza; e invit.ai egualmen te Charles, ben disposto a ricel'ere i loro consigli ». La prima openw.ione eseguita da Cou telle nel giardino dei Feuillants alle Tuilleries, riuscì mirabilmente.Il detto fisico arrivò a produrre circa ceot,1,ettanta metri cubi di gaz. In presenza di questo risultato, la Convenzione volle agire senza ritardo: ed il '.2.:'J ottobre 1793, e,sa emi$e un decreto che ordinava di trnsport.are all'armata del nord l'aerostato di cui si disponeva, e prescrisse a Contelle ed a Lhomond di prendere tutte le loro disposizioni a questo scopo. Coutelle partì solo dapprima; esso andò a raggiungere il generale Jourdau che comandava allora, nel Belgio, un esercito di 100,000 nomin i. Arrivato a Maubenge seppe che il geuerale era a Beaumont: esso dovette fore il viaggio a spron battuto e si presenlò tutto infangato al rappre,entauteDuquesnoy, che era a tavola . Duquesnoy non ricouobbe l'ordine del Comi t11to di salute pubblica di cui Coutelle era latore; 1%so 11011 sapeva cos,1 significava l'aero,iato di cui gli si p11rlava. « Esso mi minacciò, dice il futuroaerouauta, di farmi fucilare, prima d'ascoltarmi; tuttavia si raddolcì f'. finì co l farmi dei complimenti sulla mia alrnevziune ». Arrivato a Beumon t, Coutelle vide infìne il generale Jourdan: qnestì gli fe ce intendere che il nemico, lontano meno di mezza lega, poteva attaccare da un mo;11ento all'altro; es,o ord inò al suo visitatore d'andare ad annunciare questa notizi11 al Comitato di salute pubblica. Al suo ritorno a Parigi , Coutelle fece osservare, in no rapporto scritto nel novembre ·!793, che era un compromettere il successo dell'intrapressa il fare in mezzo ad un campo le prime esperienze di ascensione e di ma novra, e che dei saggi preliminari sembravano indispensabili . Il Com i-


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~&to. di sa lute pu_l~b_lica, sn un notevole rapporto di Caroot (2,~ novembre) · ' ·' '1 ' per1 l' ese1c1to q ,.) uel'nord' .11 , < Ordino· . cJ1·el'a, e1·o~' ! ato preparato fosse- tra5P,Ortato al' Pettt Meudon,, affinchè si ~ot.~ss,~:o fai;~. dell.e .1srerie~z/Joh;µ1 ~(e. I . Coutel le Q~opo.;e al la comrn1ss1oae cl associarsi Conté, col quale lavorò ' :1· t ' • , 'Il r , . ,. ,, d' I J .,, , ' ~ 'l' 1ml ,, nt .1~ ~ment.e a a ~os1.rnz.1 on:3 , u~.11ornèllo.,a,.~~1~ per ,gorilrnre' il sno pallone d1. ventisette p1ed1 di drnmelro. « Io mandar ad ··avJertire di6e Coutel le, la cominissiooè, die venhe a fare la [lrima 6spei·ie~'za scensione:. per ~ezzo. a.i un P? lloue teout.o dad'.1.~cor'c1~ ò~~rr,o .1 i9t). P er la prrnrn ,,olt::i 10 montai nella n~vrcella; 1 commissari mi diedero una serie di segnali da ripeterè e d'osser\razion i'1 da fhr~.- Io rrii' feci successivamente elevare di t}itta la lunghezia' d~lle' corde, du'eceo'tosetin'nta tese:. i~ era allora a ci~·ca trecentocinquanta tes'e\ 11 di~opr~ cieli~· Se11na. 1 Io distrngueva, col mro canocchiale, i sette gomiti che 'forma la Senna si.no a Meulan. ~tudia i i n~ezzi d'osservare, di corrispondere; pm: mezzo dr segna.lt sospe~r al la navicella, e d'a ltri che si steudev'ano a terra. Dopo parecchie ore d, osservazione diedi il segna le di farmi discendere )> . .Alcuni gi.orui dopo ~uesti !ntere~sa nti saggi, i( 2 ~p'.il~. ,1794, ('13 germmale dell ,1nno II), il Comitato di salnte pubblrca 1slltmva nei termini seguenti, unn compagn ia d'aerostieri militari. ' « Vis'.o i! proces::;o verbale della prova fa tta a Meudori, il 7 di questo m~se, d n~ aerosta~o portante degli osservatori , il Comitato di salute pubblrca , desiderando l11~'e prontamente servire per la salute della Repubblica questa nuova maccluna che presenta vantaggi preziosi, stnbilisce quànto segue: ' Art. ,1° - .~arà i°:1!1ediatamente formata, pel servizio d'un aero~tato, presso ~ma deg l'. e~erc1t1 della Repubblica, una compagnia che porterà il nome dr aerostieri; · ·': \ rt. • 90 E• s·a s~1'a ' co t l' · ~ ~· v , mpos a ( un cnpllano, avente la paga di qu~ll1 ~1 1'I _" ~la::;se; ?'un sergen te maggiore, che fora nel medesimo tempo le Ju_nzwnr d1 .cprnrtrer mastro; d'un sergen te, di due caporali, e di venti uomrn1, e! , cui la metà almeno avrà un principio di pratica nelle arti nrnccan1che più necessarie ,1 questo sen•izio. . :\rt. 3° - La compngnia sarà , pel 5ovrappiù dPl]n sua orgauizzazion~ e .per la paga , sul piede d'una compagnia di artigl ieri, ·~ riceverà, commcrando dn l momento della sua forrnaiionr., il supplemento di campa~na cunre le altre truppe della repubblicn, ·secondo la legge del 30 fri rr.aro; . Ari. 4- 0 - La sua uniforme snrà abito, giubba e c; lzoni bleu, prori10 rosso, colletlo, paraman i neri, bottoni di fanteria con pantaloni e giubba di traliccio blen per il lavoro;

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AERO:',A UTICA MILIT.~RE

semplice aerostie-re, ché divenne più tardi luogotenente, il barone Selle de Beauchamp. {{ Il nostro lavoro era assai gravoso; bisognava fare tuui i mestieri : muratori, ca rpentieri, fabbri , seg~ tori di legna; tuttociò di cui noi nort avevamo nrni avuta In menoma ideo era intrapreso e terminlllo per la so la fo rza _della voloo tù di rius_cire, e sovratutto per l'esempio del Dostro capo che s1 meueva sempre primo al!' opera, e ci provava, venendone a termine, che non v'è nulla d'impossibile allo zelo ed all'intell igenza. ~oi provavamo rrualchc vo lta vergogn11 al vedere u11 uomo di più di ci nquant'anni , più attivo e più infatica bi le dei giovan i delln uostra età ...... . In mezzo a tutti questi lavori, a tutte queste fatiche. uoi eravamo in oltre sotto il cannone <lei nemico, di cu i le palle passavano giornalmente sullo nostre teste per a oda re II cadere nel com po trincerato ». Il 2 giugno ,1793, la prima ascensione del pa llone, che era stato bauezzato 1'Int1·apt·endenle, si fece allo sparo dei c.rnoooiedagli :ipplausi del 'a guarnigioncl della piazza. L'aiutante generale, i-:i lito nella navicella insieme :i Cou telle, potè assai faci lmente, da trn'altezza di 300 metri osserva re i lavori e le disposizioni del nemico . Esso trascrisse pel gen;rale in capo, nn rapporto in cui la precisione delle inJicazioni mostra tutti i vantaggi di questo genere d'osservazione. Si vide, dice 81311e de Bennchamp, clre il nu mero delle tende apparenti nel campo doveva essere ùen superiora a quello necessario per l'effettivo che li abitava, perché le nostre osservazioni avevano potuto giudiràde appro~$imativamente. I nostri canocchiali ci premellevauo di ~ontare le lastrn dei vetri a ~fons, lontano cinque leghe da questo paese . L'effetto ~noralc prodotto nel campo austriaco eia qnesto spcuaco lo così nuovo fu immenso; esso colpi sovra tutto i capi che uon tardarono ad nccoroersi eh~ i_ sold:ni ~rede,,a~o d'aver a fare con dei maghi. Per com ba nere qiesta opm1011e e rilr.vare il loro coraggio, si risolse, ne l loro consigl io, d'abba.ttere, so era .po_s~ibilo, una macchi na così fatnle; ora appena fu riconoscwto che ogni giorno l'aerostato s' in11alzava nello stesso luorro, dietro lo sLCsso riparo, essi fecero porre due pezzi òa qua uro in un cammiuo coperto, ed allorchè I' areostato al nrnuino s'elevò mae~tosamente 11011' Hia, una p~ima pnll11 P:1ssando al clisopr:i dell 'involucro :inùò a cadere nel ca mpo trincern to, por tosto un'altra palla rosentò il disotto della navicella che pori.ava il nostro capitano, che accolse la doppia detouazione al grido di: l' ioa la Repubblica , .

Il geucrnlo Jour<lan desiderava viva meute d'ini padronirsi di Charleroi ; •ro ' e che una arm:ita ma . non era impossibile .cl1e l'assedio tiras~e in lu11 ~ d1 soccorso potesse, da nn momento ali' altro, monda re a monte l'opera-

AEIIONAUTICA )IILITARE

1.ione. Esso diede ad nnque l'ordine a Coutolle di trasportare l'aerostato davanti Charleroi. Sembr:in quasi impossibile il far uscire <la ~fauheuge, all'insaputa degli assedi..inti, una m:icchina t11nto voluminosll quanto un aerostato gonfiato; o)i aerostieri tuttav ia vi riugcirono co l fa voro della notte . Essi trasportarono "il loro pallone al di sopra dei bastioni coll'aiuto cli corde, ed il 23 giugno, dopo una giornata tJi marcia la più faticosa, furono nccolti a Clrnrlcroi dalle acclammazioni dei soldati fr11ncesi, che si a[oll:ivano sul loro passaggio. Coutelle, coi suoi aerostieri, aveva fri tto prodigi d'abilità, d'audacia e ri i valore. « All'aspetto del1 '11erostato, dice Coutelle, no clamore generale s'innalza, tutto l'esercito è uscito dal campo per riceverci, e tutta questa gente, colla musica in tesu1, si mette a ga loppare innon;\i a noi e ci conduce così rìno ad una cascina bruciata dove noi deposi1iarno l'aerostato». Coutelle, sin dall'indomani, fece tre ascensioni frenate e diede delle iuformazion i precise sullo stato delle fortific.nioni della pinza.-:- li 25, la capitolazione fn fir mata. 1 11 guarnigione aveva appena deposte le armi quan do si sentirono da lontano p:irecchi colpi di cannone. « Siguori, ,li~se il comandante della piazza di Cbarleroi ai genera li francesi che si trovavauo presso di lui, se a1•essi sentito alcune ore più presto questo !-eguale voi noo saf'C$Le mni antrati a Charleroi. Questo c11nnone era, in effetto, quello dell'esercito del principe tli Cobourg, cbe veniva a togliere il blocco a Charlcroi. L'indoman i 26 oiu~no ,t79!~, evven ne la battagl ia di fleurus; durante l') tutta 111 durata rlel combattime11lo, va le a dire per nove ore di seguito, l'aiutante genc~·ule Moriot, posto con Cout,elle nella n:wicella dell'lntrapnndente non cessò d'inviare 111 quartiere generale delle informazioni su tutti i movimenti del nemico. « Io non dirò, rlice Con telle, come quel li cito lodano o che biasimano con esagerazione tlltlo ciò che è nuovo, che l'aerostato ha fotto guadagnare la battaglia di Fleurus. Tutti i corpi, in questa giornata memorabi le !1aono fotto il loro dovere. Ciò che io posso assicurare, è che, ben esercitato a servi rmi del mio co nocchiale, malgrado il movimento d'oscillaziont continuo e di bilanciamento che è in rapporto nlla forza del vento, io distingueva i corpi di fanteria, di cavalleria, le batterie d'artiglieria, i loro mo,•imenti ed in genera le le masse ». La battaglia rii J1'1 eurus apriva all'esercito francese la via di Ilrnxelles. La com pagnia d'ae1·ostùwi segui l'armata co l suo pallone gonfia to; ogni giorno furono ordinate delle 11:;censioni per riconoscere i movimenti delV

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AERONA UTI CA ÌIHLITAHE

AEI\ONAlìTll.CA' J\!IWI'AR.E

l'eser;c,ito nem(cp., Ilqii- luglio, il genenale .Jo1rn;Jan montò esso stesso,nella na;v!cella pe,r seguirre; I.'attacco del le sue truppe al 1nomerrfo1del combattimento di Sombres. , Il,, , , , ,TI· I· J .,,1 1 . , Il 6, Coutelle legò il suo pallone su di un ri;1lto a- Gorr0r-le-Ghàteau. L lntr{lp,r,endente era appena ,stato co~erto ,della sua tenda ptotettrice, quaQdo .fu ~ssalitq <la un fru· ioso wlpo. d,i ,vento. Ma.lg~ado il suo riparo· esso. fu lacer,a.to .dall 'uragano. Ili ,glorioso pa llone era rimasto gonfiato più' d'u.n mese, seguendo la marcia delle colonne ed eseauendo continue -ascen• • r., SJO nl.

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Coutelle ritornò a M.aubeuge per for riparare l'i,erostato,e,gonfiarlo una seconda volt.a . , . , , I l successo delle 1prime ascensioni militar.i decise il Gomitato dii salute pubblica a crenre una.seconda compagniad'aerost·ieri (23 giugno179fi) assegnandole Meudou per luogo di fonnallione e d'istruzidne.' , , , 1 Verso la met~\ di luglio, Con telle raggiunse J'i,rmata di Jourdan, allora a Liège; esso portava seco, oltre l'Int1:aprendente, che aveva riparato, un altro pallone, U Jli'arz,iale, costrutto a Meudon, secondo le idee di Gu yton de l\'Iorveau. Questo novello aerostato aveva la forma d'un cilindro, tcrmi- , nato da due emisferi; esso, do veva offl'ire il vantaggio d'esigere una tend11 meno elevata, più porl11ti le, e d'offrire, se era ori1rntato nel senso della correote tierea regnante a terra , minor,presa al vento. Goutelle e Lhoffl'oo1i; dal H al •18 settembre eseguiroJJo sei.le ~scensioni frenate nel Marziale; ma, nei loro r:ipporti, essi condannarono questa formn cilindrica, é si ritornò alh1 forma $ferica ed al volume del primo pallone. , . · AIla fin e della cnmp11gna, la compagnia cl' ae·r ostieri militari prese il suo quartiere d'inverno a Borcette, nelle vicinanze d'Aix- la- Chapelle; ma l'accidente della rottura dell' Lnf/raprenrlente mostrava quanto era ·necessario d'avere, in prossimità del campo d'operazione dell'arma ta, un parco di riparazione. Quindi Guyton persuase Coutelle a creare a Borcette uno stabilimento di questo genere, provvisto di tutti gli utensili nece.ssari. Il Comit.ato di salute pubblica approvò questa organizzazione, e, nello scopo d'assicurare il reclutamento normale degli arsenali aerostatici, esso fondò, col decreto del 1 O brumaio dell 'anno llI 0 (3·1 ottobre 1794), la Scuola nazionale aerostatica d·1: Jl1eudon, sotto la direzione di ,Conté. Noi riproduciamo per disteso l'atto del Comitato; esso costitni:;ce un docurnen to del la maggiore importanza storica . « I l Comitato di salute pubblica, considerando che il servizio de.,l i aerostieri esige delle cognizioni ed una pratica nelle arti, che non ~i può sp~rare di riunire che preparando, con degli studi e degli esercizi appro· pnati , gli uomini che vi si ùestinano, e volendo 1.issicurare questo servizio 0

ed estenderne le risorse sia 'presso gli e~11rciti , ove l'esperienza ha già' accertata. la ,sua util,ità , sia per l':ippl icazionè che si pnò fare1di qùesta n'uova arte per il rilievo del terreno sul le carte, ' '' ' · ' Decret11 quanto segue: ,, , ,.1 Art. 1 ° - Sa~à· stabilito, nella1 càsa•nazionale di M.endon, tin:rscuola d'aerost'ieri nella, qua,le,, indipendentehrnnte dagli esercizi per avvezzarli alla disciplina militare, e da·i, lti vori di costruzione e di ripai:azioué degli aercstati ai qua li essi sono 'irti piegati, essi i,iceveranno de1Je lezioni di fisica generale', di chimica , di geogra fia e delle differenti .:irti meccaniche relative all'aerostatica. · Art. 2° - Questa scuola :,a rà composta di sessanta aerostiori, compresivi quell i già ricevuti per entrare nella nuova compagn ia che il Comitato era stato 'incaricato di forma re. Essi saran·oc, :il loggiati nella casa nazionale di l\ieudon che i loro sarà designata; essi avranno la stessa unifoi·m e,già assegnata per la·seconda compagnia d'aerostieri , e riceveranno egualmente il.soldo di cannonieri ri i prima classe. · , Art. ,3°....: I sessanta aerostieri saranno divisi in tre sezioni, ciascuna ·di venti uomini . Art. ii:0 - Vi sarà per ogni sezione un ufficiale che avrà il gr.ado di sottotenente, un sergente e due caporali , i qnnl i sill'anuo assimilati agli uf6ciali d'artiglieria dello stesso grado e godranno del trattamento e del lo stipendio a qi1esti attribuiti. Art. 5° - La scuola degli aerostieri avrà per capo nn direttore incaricato di dirigere le operazioni di costruzione e di riparazione degli aerostati , di regolare ed ordinare gli esercizi e manovre, e di mantenere l'ordine e In disciplina. Esso corrisponderà colla commissione delle armi e polveri; s'ind irizzeranno le clomaode di materie necessarie, e lo si inform erà di ciò che potrà esser messo a sua disposizione pel servizio degli aerostati in campagna: Ln sna paga ·sarà di sei mila lire. Art. 6° - Vi sarà rrn sotto direttore, collo stipendio di quattromi la lire, incaricato delle stesse funz ioni, sotto gli ordini ed in 11ssenza del di. rettore. Art. 7° - Vi sarà per le tre sezioni un quartier- mastro incnricato della somma e delle piccole spese di materiale, per le quali gli sarà rimosso un fonllo d'anticipazione, sulln proposta della commissione delle armi e poi veri. Art. 8° - Un tamburino sarà addetto al la detta scuola. Art. 9° - Vi sarà nel la scuola un magazziniere incarica to di tenere il registro della entrata ed uscita d'ogni cosa, sia delle consumazion;, sia delle materie destinate alle prove e costruzioni; come pure di 1


AERONAUTICA MI U 'fARE

vegliare alla conservazione dei mobili, utensili, libri e macchine cbescrv?uo_all'istruzione; gli sarà dato un aiutante o sotLo-guardia quando sarà gmd1cato necessario. A.rt. ,10° - Il direttore presenterà immediatamente al l'approvazione del C?~ita_to un rego lamento sulla distrihuzioue del tempo per le lezioni ed eserc1z1, d1modo che gli all ievi :ierostieri ricevano l'istruzione che è loro necessar!a nelle s~ienzc fisiche e matematiche, e si avvezzino nel la prntica delle arti meccaniche, per quanto almeno lo permetteranno i lavori di fabbricazione e gli esercizi di operazioni o manovre. Art. H O - Il cittadino Conté, incaricato della condotta dei lnvori a Mcudon , relativi alla aerostatica, è nomina to direuore. 1J cittadino Bouchard, aerostiere della seconda compagnia, di cu i la leva era stata ordinata,. è nominato sotto-direttore. Art. 12° - 11 direttore presenterà all'approvazione del Com itato la nomina dei cittadini che giudicherù atti ad adempire le funzioni di ufficial i, sottulncia li e magazziniere. Art. 13° - Esso presenterà pure alla sua approvnzione la nomina degli istruttori per ie divers(;l parti; i qua li saranno presi, per quanto sia possibile, fra gli aerostieri che avranno dato prove di capacità. . Art. ·14- 0 - Il presente decreto sarà indirizzato ai rappresent.nnti <lei popolo alla casa nazionale di Meudon, che son invitati a prendere le misure che essi giudicheranno convenienti per assicurare il successo di· questo stabilimento, mantenere l'ordine e la di~ciplina della scuola cd impedire che ne risulti alcun inconven iente per le altre opernzioni messe souo h) loro sorveglianza . Art. "5° - Una spedizione del presente decreto s11rà ecrualmente inviata alla Commissione delle armi e po lveri, incaricata di c:ncorrere alla sua esecuzione in ciò che la concerne. Fi:mato : L. B. Guyton, Fourcroy, J. F. lL Delmas, Prieur, Pelet, Merl1u, Camb11,cérès. Couté sottomise :ill'approvazione del Comitato il regolamento interno de~ !~ ~ua scuola; esso compilò un corso che si possiede ancora agli arch1v1del dep~sito delle fortificazioni, e che si può citare, secondo l'espressione del capitano Delambre « come un modello di ch iarezza, di concisione e di patriott\smo » . A queste informazioni , tolte dai registri del Comitato di sa lute pubblica e dell a Convenzione nazionale, noi aggiungeremo qui alcuni curiosi pa rticolari, ancora inediti sino ad oggi sul la scuola degl i aerostieri mil itari. Essi provengono da una notizia manoscritta, di un antico aerostiere della prima Hepubblica, detto Rouvenat.

AERONAUTICA MIIXl'ARE

La cappella del castello di Meudon serviva da sala di st_udi_o. Era sull'altare che si poneva la tavola nera destinata alle dimostraz10UJ. Il numero de11l i all ievi era da sessanta a settanta . Fra essi si reclutavano le due com· " attive. pagnie . . .. . « Gli allievi dice Rouvenant, erano ordinali militarmente. Tu ttavia non vi erano 1~fficiali; ma ogni mese, fra gli allievi che ~i erano distinti per la loro attitudine e la loro buona condottn , M.. Cont~ ne nomiri:1va due come sergenti e due come caporal i. Essi ne portav:rno le insegue e ne adempivano le funzion i. L'uniforme era azzurra, fodera celeste, colletto e pa· ramani di velluto nero, calzoni corti bleu, ghette nere e cappello a tre , . punte. L'arme era una sciabola sostenuta d~ una .tra~olla nera_Si aveva il nutrimento del so lda to, che ci era loru1 to da dei merc~nt'. di .Meudon, pagati da M. Conté. Lo st.ipendio er.) di ,( franco e 50 ce_ntes1~11· al giorn,o; ma siccome questa paga si faceva dapprima in as~egnat_1, ed m secrui to in mandati territoriali, si capisce faci lmente che 10 ragione del p·;co valore di questa moneta tl.el tempo, essa er::i ri~otto quasi a zero » . Oltre i casi di cui facemmo precedentemente menz10ne, sette od otto allievi, di cu i faceva parte anrhe H.ouvenat, erano incaricati, sotto la direzione speciale di Conté, di fabbricare de i palloni destinati ad es:sere spe· diti agli eserciti, o a servire alle esperienze che avevan luogo frequen~emente a M.eurlon. Talora erano dei membri del Comitato di salute pubblica· o dei depu tati della Convenzione; altre voite, dei generali, dei dotti che venivano a visitare lo stabilimento e per i quali si eseguivano delle espe .. rienze. Qua~i sempre, alcuni dei visitatori es primevano il desiderio di fare un'ascensi11ne freoatil, ed essi erano al!ora accompagnati da un allie.vo nel la picc~la n.avicella che non pot<wa sollevare che due ~sserva tori. La confezione dei palloni era eseguita colla magg10r cura. Conté fab bricava esso stesso un fuso in legno bianco che serviva da modello sul quale si wgliava la seta. Si tracciava coli' inchiostro su ~gni bordo di questi fusi, alla d'i stanza di un ceu tin~etro e m~zz~, ~na h'.iea ~h~ serviva di misura per la cucibnra da farsi, per un ire rns1eme I fu si; s1 cominciava per incollarli con una colla forte cl1e restava fless1bd~ seccando, poi si trnc1:iavano ancora due lioee sul fuso . Erano que~te dne lrnee che- le cncitrici dovevano seguire per consolidare l' insieme del pal_l~nc. ~er questo lavoro, vi era al castello di Meudon una officina di dod1c1 o qum · dici donne, dirette da madama Bouclrnrd . Quando l'unione era fin ita, si portava l'aerostato in un'immensa_ s:i la del vecch io castello, detta sala dell<~ gur1rd ie : lo si sospendeva per I due poli e si procedeva all'invern iciatura esterna ed int_erna,_a due o .tre strat!. Lo si gonfiava in seguito ad aria 3tmosferica mediante 1m mens1 soffietti,


~EndN~t~cl

M1DiABE

p~r as~icui·~rsi che non' vi fosse qualclie'fe'ssuta ,' e ~er peFmeite'i:e hila ·ver111re d1 ascmga 1· be11e sulla"stoITa· tesa: 1, l 1,J, f. 1 • ., , 11 , . i• d , Si• lavorava· nel medesimo teindo ~Il a cA 11e····,le · 1 ' e 11e·..era • ·. 1 ' ··0· . . . · e · ' li nce'z1 u ':llo"'s t'ame 1,l · e'·' 1)!meato dagli allievi sempre sbttb' l'otti'nh 'sor'reirl' la · . .,.f , , . .. . .. . _ . , , · .,, 1auza u1 onfé, s1 ace, ano 16 1mp~ombature, $1 d1$pOnevano tutti 'j Cor~ami cliè d'o,!evauo SO· s.tenere la navicella. Questa ulìvicel la dra di\;iniini , rivestita di"cuoi~· ali es.terno; I.a sua forma era legger'rnente ovale. Ad ogni estrè111i'ta ,;'erà un se~d.e, ed 111 m.ezzo de[ fondo un' apettura rotonda 'cli ci'rca' '0,1,,t ò; esso ·sei viva a far discendere, lungo 'una sotti le cordicella, i hollètiini che facevauo conoscere a terra ciò che si vedeva dal palloue. · ·· · -· Le. due ~orde che servivano a frenare il pa llone parti 1,a·uo àal cerchio ~assi mo d1 esso, e venivano a terminare in basso, ad un verricello che a,,eva :ci_rca oru,,15 ~li dian1etro ed nn metro di lu nghezza. Allorchè si voleva serv_irsene, lo s1 fiss<iva sia a dei solidi pali piantati in tena pròfoùdameo te sia a. qua lunque altro oggetto che pot.csse offrire abb11stanrn resistenza. rÌ :'erru;ello era separato in dite per la sua Iuoghezzn, da una grande rotei Ia m modo c.he c1:iscnna delle due corùe si avvolgeva separatain'ente. Esse .avevano ciascuna 600 metri di lunghezrn. Qu?nd~ il tempo era perfettamente ca lmo, non si usava if verricello; .alcu,n1 a)[1evi tenevano direttamente le corde in mano. . . L aeronauta a~eva nel!~ navicella tre piccole bandiere che servivano ·di segni1le; nn:1 .bianca per sal ire, una bleu per rimanere slllzionario, ed ·U ll3 rossa per discendere. . L' appare?chio che servi.va pe1: prep:1rare il gaz idrogeno, alla scuola aerostati.ca dt ì\feudon, cons1ste1 a m nn grande forne llo, costrutto da Conté ste~:o, ~,u~at? dai su.oi allie.vi. ~sso ?on teneva sette graod i ciliodri da fonde~ 1,1 y 1~n1 cli latta d1 ferro 111 piccoli pezzetti ; quando essi erano anoveu1at~. c.1 st faceva. passare del vapore d'acqua che si decon;ponei•a fissando~1 il St10. oss1ge no sul ferro mentre si sviluppava il gaz idrogeno. Il gaz,, :1J I USCJre d~l [ appar~cch io, attraversava una grande vasca contenente del! alcale caustico, 1n cui esso abbandonava l'eccesso d'umidi tà e d'acido -che couteneva. Gli .allievi · . della . scuola aerostatica confez·1ou , " rono sue.cess1vamente t.re 1)?.l lon1 d1 seta d1 1O metri di diametro e di 5'>3 ,ne•r· b' E 1 .... • cu 1. • 5S1· avevano r:1ccomodato quello cbe aveva fitorato alla bt1ttaalia d'1 J<'Ieurus.. .sette 0 Il I e> p~ e o avevano attraversato da parte a r,arte, senza che tuttavia la ma _discesa foss~ stata ~ericolosa per qu~lli che· lo montav:1no, poichè queste palle non a1evano .la'.to r.f'.c dei buchi, e non degli strnppi. Si costruivano pure a. M.eudon. de, piccoli aerostati di pellicola sottile, che servivano da ;pallom d1 saggio. · 1

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Per c9,npletare l'organizzazi9n~1degli a~rostieri, ,il Gorni,tato di sanitù pubblic11 ordioò, coll a data del 3° gio_rno 1,i geriniuale aono, 3~(23 ,marzo. 1795), ,di, f~rrnr r~1con,uparparte del l:i compagnia.di deposito,istituita a. Me1~don 1c,l ,alcuni :7olqnta;ri, un? secqnda .con1pagni11 atti~a d' aerostieri cl~e, ~otto i.I co,ma11dq,di C9ut~lle, rich i~111.ato Il gt\es,to scopo da Borcette, 1 doveva, popai:si all;.ar~L/:tt;i del Reno, per 1rf1e\tersi a disposiziqne del generai~ Pichegru ,~,servire ,all'assed~o pj Ma.gonza . . .. , , ,.Coutefle partì co lJa Sl\ 3 ~ùmp::igi;iia ed un aerosta to; esso stabil ì il SUO parco a Cre,u~~nach e fu b~n pres\o i~1 istato di eseguire dinanzi a :Magonza, nna serie d'a·scensioni, spe,so assai pP.ricolose, co me hi, indicato esso st~sso in u,n rappprto pubJilicato più tardi,, nel ,1826, nella .llwo·ue encyclopédique. Noi non sap1;emmo far nu ll~ di meglio ,che citare ancora testualmenteil racco.ntrJ di Co\ll,elle: esso darà l'idea delle difficoltà .che può incon-· trare Ì'. areonauta, e della precisione delle info rmazioni che può fornir e. « All~rguando io mi innalzai innanzi a Magonza, di ce Coutelle, a mezza· portat~ ch1l cannoue della piazza, io era solo, perchè il v,ent.o era fo rte. Tre rafnche successive mi 11bbatterono fino a t~rra , alla distanza della lnnghena delle corde che mi ritenevano, cento cinquanta tese; la seconda volta tre del le sbarre che ':lOStenevano il fondo della navicella furono sp~zza te. Ogoi volta che la navicella nveva toccato terra, l'areostato· si risollevava cop un movimel)tO accc:lerato, con una prestezza tale che se,sao taqn; ttro personé, trentadue ad ogni corda, erano trascinate ad una grande clis,rnuza e parecchi stavano sospesi. I l nemico non tirò; cinque· ufficiali, al contrario, uscirono dalla piazza mostrando una b~rnliera parlameut;, re. [ nostri genera li andarono incontro ad essi. All orchè si inco1Hrarono, il generale che comandava disse al nostro : S·ignor yenerale, io vi prego di far discendere qnel brai;o iitfì.c'iale: il ·vento lo· (a:1·à, perire; bisogna che non 1n1wùi per nn accidente estraneo cilla guerra. Sono foche ho /'atto tù·a.1·e sn d-i esso a JltO'ubeuge. Al lorchè la calm,1 fu ri sti1bilita io potei con tare, ad occhio nudo, i pezzi di cannone· po:;ti sui ba,,tioui; cosi pure tutte le persoue che camminavano per le vie e per le piazze. Diedi il segnale della discesa , Trovai la mia pic1.:ola truppa ed i s,)ldati nqsiliari pallidi e costernati . Essi non erano stati, come me, esposti agli sguardi ed all'interesse di pi ù di 50,000 nomini. Uu'altra volta io era dinauzi a M:1uheim, sul le rive del. Reno. I l generale che ci1.:omandava mi inviò per parlamen t11rio aIl'altra riva . Appena gli, ufficiali atVitriaci $eppero che io era quello che comandava l'aerostato, mi colmarono di gentilezze e mi fecero mille interrognion i. Un ufficiale os-· 3ervò che se le corde si rompevano io potevo c;1dere nel campo· nemico-


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AERONAUTICA. l\!ILITAitE

AEROXAUTICA MILITARE

Il signor ingegner1; aereo, rispose un ufficin le superiort, sarebbe trat· iato come ·un iifficia,le d:ist'into. Sono io, aggiunse quegli ind irizzandomi la parol:i , che vi ho /'atto notare da,l prvncipe di Coboitrg, di cni sono aù1.tante d·i. campo, alla ba,ttagl-ia di Pleiirn5 . Esso mi dimostrò un gran desiderio di conoscere le mie operazioni per riempire il pal lone; ·io gli prom isi di farglie lo vedere nei minimi particolari se otteneva l'autorizzazione di venire nel 110,tro campo . Feci osservare clie non mi si dove'va interdire la vista della pinza, poichè elevandomi su ll"altra riva, ,io la dominerei . .L'indom.in i il no,tro genera le ricevette l'invito di farmi vi passare : ma noi fummo co,tretti a partire. » Se ~i amm ira , leggendo questo racconto, il sangue freddo dell'aero·nauta france$e, non si può a meno di non rendere omnggio ai nobi li sen.timeuti cli generosità e$pressi con tanta cortesia dagli ufuciali' tedeschi. Dopo i riconoscimenti operati innanzi a Mngonza e dinanzi a Manheim , gli aerostieri venoero a prendere i loro qu;irtieri d' inverno a Franken:tbal, ove crearono uno stnbilimen to analogo a quello di Borcette, Durante tutto l'i nverno del '1796, dei lavori di perfezionamento furono continuamen te eseguiti , ed una corri,,pondenza attiva fu scambiata fra gli ar::':.e03lj di campngna e~1en :lon, intorno al le migliorie diverse che l'esperie-nza ·Consiglia va di portare alla co,truzione ed al modo di funzionam en to degli aerostati i11 campagna. · Appena fu passato l'inverno, le dne compagnje si trovarono condan·nate al l'inazione; perchè la prima non fece in qualche modo che delle esperienze preparatorie; e la second:i si disponeva dopo le ascensioni frenate di Man hcim passare il Ncckar coll'esen;ito di Pichegru, quando · dura ate la notte il suo pallone fu crivellato di quadrettoni. Si cercò invano il colpevole, clte rimase sconosciu to, e gl i aerostieri ricevettero l'ordine di ,ritornare a Strasburgo e di attendervi nuove istruzioni che non arri·varono. L'anno seguPnte la prima compaguia segnì l'armata dd generale Jourdan che si avanzò uno a Naab; ma alla disfotta di Wul'tzbourg gli aerostieri, ch iusi nelle città, caddero in mano al nemico che li fece prigion ieri. La seconda compagnia nccom paguò l'armata di Morcau a Rastadt ed a Dfl··nawert, dove Selìe de Beauchamp eseguì un'uscensione per riconoscere le principali forze del nemico che guerniva la riva ciel Danubio. Dopo questo saggio, I' nerostato, che era rimasto due mesi gonfiato, dovette ·esser vuotato ed il suo involucro caricato su un forgone. Fu cosi i;ondotto ·fino ad Augsbourg e non fu impiegato durnnte la fomosa ritin,ta di Moreau. La seconda compngoia ritornò n Strasburgo, dove restò senza im,piego malgrado i reiterati ten tativi dei suoi ufficiali. Hoche, che nvevn

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delle così notevoli qualità mil ita ri, non apprezzava gli aerosta ti ; esso segnalò la compagnia al ministro della guerra come assolutamente inutile all'esercito. Noi riproduciamo questo curioso documento . A \Vetzl<~r, il 13 fruttid'oro anno V (30 agosto •I 793). 1

Il generale comandante in capo l'esercito d,'i.Sambra-e -Mosa al 1ninistro della g1wrra. Io vi informo, ciu,adino ministro, eh.e rsiste all'esercito di Samhra-eMosa nna compagnia d'a,,reostat:ieri (sù;) che le è nssolutamcnte inutile; forse essa potrebbe servire uel la na di visione militnre. La vicinanza della capitale, del telegrafo, potrebbe far le fare del le scoperte essenziali pel beue pubblico; io vi invito adunque a permettermi cli alleggerire l'esercito di questa truppa cl1e non può essergl i cbe di peso.. Firmato: HocHE. Il 20 piovoso dell'anno VII (28 genna io 1799), il Direttorio pronunciò il licenziamento della compagnia, e come se avesse avuto vergogna del decreto che eman~va, lo terminò con queste parole che si possono leggere agli archivi nazionali: « li presente decreto non sarà stampato»_. , - Quanto alla prima compagnia essa s'era trovata resa alla liberta ~e~ il trattato di Léoben . Essa fu unita alln spedizione d'Egitto coi due uom1m che eran stati gli ispiratori ed i creatori dell'aerostatica militare: Coutel le e Contè. Il materi,1 le aerostatico fu internrnente perduto alla battaglia d' Aboukir ('1 e 2 agosto il798); ma tuttavia vi furono , prcss'a poco nel medesimo tempo altre esperienze acrnstatiche eiieguite al Cairo dopo la presa d1 qnestn città per mano di Bnonaparte. Noi ne troviamo la testimoni:rnza sicura in una nota manoscritta del barone D. I. Larrey, primo· chirurgo della guardia. Questn nota ci è stat.a comunicata dal barone Larrey figlio, membro dell' istituto . Noi la riproduciamo testtrnlmente. « Una particolariti1notevole s'offrì ai nostri occhi pochi giorni dopo del nostro i.tr~i vo al Cairo (24- luglio '1798). Le vie, qunsi tutte riempite di cani che sono l'oggetto della venerazione degli abitanti, impaccia vano il cammino dei nostri cavalieri. Non si poteva ucciderli per non affiiggere i loro propietHi, ma si ri~olsc di avvelenarli duran te la nJtte con dell,1 noce vom ica che si mescolò n della carne. La vigilia od il giorno stesso di questa spedizione notturna, si era lanciato un paJlon1~ nello spazio, il qua l pa llone passò al cl i sopra della città attraversandola dal l'est all'ovest. Il gaz infiammabile che si vedeva uscire dal serbatojo per entrare nel pallone fu considernto dagli abitanti cli questa città come la cau:;a della morte dei 1

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AERO.NA UTICA :\!ILITARE

AEROXAliTICA )IILI TAR I~

lo~o ' . ni mali, ed essi si misero ~ gridare: Noi 110 n dobbiamo do lerci perchè Dio I ha volut,>. Quesla ascensione fece una grande impre~sioue sullo spirito dell::i popolazione >> . . .Voi 11bbiamo la ~ersuasione che si tratta qui di una ascensione fotta, m un_pallone ad nria ca lda, da Con tè, e che.il _qazìn ficmvmab·ile di cui è quesuone nella nota del fu barone Larrey uon era altro ciac l:i fiamma dell,1 n~ongolfìera. Il barone Sell e de Beauchamp, nelle sne memorie, conf~rma rl. fatto dc!la distruzione del materiale aerostatico :dia pattaglia d Abouk.1r ed nggmngc che: « allorchè Contè vo ll e in una resta innn lz:ire un aerostato, si servì d'una mongolfiera in teln ». Dopo l:i battaglia d'Aboukir, gli uffi ciali della compaonia d'aerostieri ebbero diYerse missioni da compire, Contelle fece u~ luooo vinrroio d'esplorazione ip Abi ssinia, e Con tè mise al servizio delIn nuo~a co l~~in il suo genio creatore e In sua at1ivitù straorclinarin per stabilire in Eoitlo delle officine, dei mulini, dei telegrafi e tuttociò che poteva contrib~iro ad attivare !"azione della scienzn nel paese conquistai.O . Al ritorno da ll'Egitto, il 20 piovoso dell'anno X, la prima compaonia d:aer?s.tièri l~o_vò a l\forsigli:1 l'ordine che la licenzinva. J p:il lon i mili t11 ri d, cui li scrv1z10 era tuttavia stato così brillante e glorioso non avevano più esistenza ufficialo. Aggiungiamo che il decreto cli soppressione incaricava il corpo del 0rrenio di conservare le tradizion i della scuola di Meudon. « Duo uffìciali, dice il capitano Dclarnbre, nell.:i sua eccellente notizia su~l'A~rostat~ca _m~11:la1_'e, ed il ~ergente maggiore della seconda compagnia furono mvwt, 111s1eme col 1'clemaco, l'ultimo pallo110 costrutto n Meudo~ , _al la s_cuola di iVIetz per dnrvi l'insegnnmen to teorico e pratico. Tultavrn il gemo non accettò dell'ered ità cli Meutlon che alcuni arch ivi o non eseguì mai la legge elci pioooso. l\lalgrado i reclami eloquenti al c~mandaotc Pr_ie~r ne_l 1799, il si lenzio più completo si fece sulla questior,o; non una tradizione 111 trasmessa, non una lezione fu data; e durante l'ulti_ma gucrr~ del '! 8?0, Metz completamente investita dall'armala germanica, Metz m cui s1 trovava la scuola d'applicazione ufficiale dell'aerosta tica militare, non ebbe nè no aerostato nè un pallone ». La sopp1.·cssi_ooe della scuola_di _Mendon fu accolta colla più grande tri stezza dagl, nll 1ev1 U1nto zelanti d1 que lla scuoln. Questa impressione è confermata dalle uotc manoscriue inedite sulla scuola :ierostatica di )feudon : « Ciò che ò ancora presente alla mia memoria, dice M. n onvenat, nei suoi Soiwcnirs, è il dolore, la disperazione perfino, di alcuni di noi ollorchè ci giunse la nuova ciel licenziamento dcll:i scuola; non era 1an~0Ja

scuola che noi piangevamo qnan to il .lasciare M. Conté, che sern pre od in tulle le ci rcostanr.o era stat.o per noi più uu pi.Idre .che un direttore. Era un uomo dolce, affabile, pieno di indulgenza per le nostre scappare di gioventù; o per questo no i eravamo pieni di zelo e di huone dispo~izioni per fa r ciò che egli ci comandavo . ,Fn ndunque beo tristamente che la scuola si separò, ogni nllievo munito di nn ('Crtifì cato di M, Coni<'- Siccome noi diven tavamo liberi, ognuno preso una direzione diversa: gl i uni partirono per l'esercito, gli altri ritornarono presso i loro P,nreuti ove intrapresero diverse professioni ». Co utolle non terminò la :ma bri llante carriera dopo lo campngna d'Egitto. Alla sua volta esso fu nominato colon nello e, dopo il ,18 brumaio, esso divenne ispettore alle riviste. ~lesso in ritiro nel 181 6, esso si ritirò nella sun ci ttà natalo, al ~fans, ove passò il rm,to dei suoi giorni . Conto, dopo la sppcl izione d'Egiuo, fu incaricato ,fa i governo cli dirigere l'esecuzione della graml'opera della com missio11e d'Egi tto; ma esso morì alla metà del lavoro, il 16 dicembre i803. Il suo nome resterà un ito con quello di Coutelle alla storia dell'organizzazione dei palloni militari, elio hanno iucootcstabi lmente reso importanti servigi ai nostri eserciti duran te le guerre della prima Repubbl ica. I palloni e;;ercitavano un'influenza morale assai notevole sulle truppe come lo prova questo curioso pnssaggio nella memoria di Coutelle: « Genern Imente i soldati anstri nci, che Lutti vedevano un ossorvatorenellà navicelln, credevano non poter fare nn passo senza essere veduti. Dnlla nostrn parte i soldnti vedevano con piacere l'aerostato. Quest'armo sino alloru sconosciula dava loro dell'nllBgria e della confidenza; spesso nelle nostre ma ree penose, dei soldntì delle tru ppc leggere porta vano del vino alla mia truppa. Si combatteva d:i pi ù di dieci ore alla battaglia di Fl eurus, quando il generale Jourdan, diede l'ordine di salire uua seconda voha per osser vare la nostra destra, e mi fece dare una nota . Un corpo che aveva ricevuto l'ordine t!i portarsi su un nitro punto per la via più cortn passò sotto le mie corde; i soldati dicevano che li si facevn battere in ritirata; nno d'essi che io distingueva perfettamente disse loro cc Se noi battessimo in ri tirata il pallone non sarebbe lit» . La scuola aerost:itica di Meuclon rivive oggi, e gl i urficial i che hanno avuto l'onore di riorgau izzarln, so pranno mostrarsi degni elci loro gloriosi antennti. (Dalla Revue Scientifìque).

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ANl'iO XXXI, YOL, IY.


RIVISTA ESTEllA

RIVIST A ESTERA - ->-:-<--

AUSTRIA.

R'iordinamento dei corsi per gli uffic'iali siiperiori. - I giornali mili tarì austriaci annunziano un prossimo riordinamento dei corsi per gli uffkiali .superiori. Secondo l' Armee-Blatt la necessità di uua riforma si fa sentire per la grave sproporzione fra le spese richieste da questa istituzione ed i vantaggi che da essa ne ricava l'esercito. L'età rnodia degli uf,ficiali che ·frequentano i 0orsiè di ,1.5anni, il"5°/.diessi ha circa50anni ,e 1'8 °/o più di 50 anni. . Il giornale trova che per allievi così attempati ia scuola deve per necessità ridurre al minimo i limiti delle sue esigenze, and1e in vista della .grande disparità nelle cognizioni suientifìche di coloro dm la frequentano. Da ciò ne nasce 0he la scuola, che costa annualmente ,170,000 fiorini , non porta quasi nessun•utile all'e$ercito. La rifo rma consistetà nello stàbilire una scelta più rigorosa dei frequentatori dei corsi e uell'aumento dei programm i di studio . Riordinarnento dell'arti gl.i eria da fortezza. - La stampa militare austro-ungher~se sollevò con insistenza negli ultimi tempi la questione della necessità di dare un nuovo ordinamento all'artiglieria dn fortezza. J,a base di questo ordinamento dovrebbe essere la completa separazione dell'artiglieria da fortezza da quella da campagna e dai servizi tecnici d'artiglieria . I giornali raccomandano il seguente piano generale pel nuoyo ordinamento di questo corpo: l'artiglieria da fortezza deve consistere di tre ,gruppi speciali; artiglieria d'assedio, artiglieria da costa, ed artiglieria \

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da fortezza propriamente detta. Inoltre la stampa riconosce necessario au. mentare l'effettivo dell'artiglieria da fortezza di 38 compagnie. Formazione di nuoi,e compagni.e bosniache. ~ Conforme ad ordine imperiale, devono ora essere formate quattro nuove con1pagnie del continoente bosn iaco'. Queste compagnie si formeranno presso i quattrC> battaglioni bosni~ci ·ora esistenti, e faranno parte di questi battaglioni nella quali tà di quinte compagnie. La forza di tali compap,nieè uguale u quella delle altre esistenti. istruzione degli ufficiai.i della; landfoehr . - li ministero austriaco della difesa 0omunicò che le scuole per gli ufficiali del la landwehr saranno aperte nell'anno scolastico 1886-87 nei seguenti punti: Vienna, WienerNeustadt, Gratz, Praga ed Inuspruckeforse in altre grandi cittit, aseconda del numero di coloro che desidereranno freq.uentare i corsi. Possono en trare nelle scuole tanto gl i individu i ascritti al la Jandwehr, cnme coloro che non sono sottoposti all'obhligo del servizio. I programmi delle mt1terie insegnate nelle scuole sono eguali a quelli in vigore per i corpi dei volonwri d'un anno. L'insegnamento nelle scuole è gratuito; tutto ciò che occorre per lo studio viene anclie <lato gratuitamente agli sco · J~ri. Le lezioni cominceranno il ,1°dicembre e dureranuo lìno al 3·1 agòsto. I l mese di seuembre è destinato alle esercitazioni pratich(1; nella prima metà di ottobre nvrc1nno luogo gli esami di licenza. Le lezioni avranno lnooo oiorna lmente in media dun;nte due o tre ore, preferibilmente dalle " o 6 alle 9 di ser~. mi scolari die si preparano al grado di ufficia le del la riserva della lauclwehr possono scegliere liberamente la scuola che vogliono frequentare, e non godono alcun vantaggio oltre i già detti. Il mantenimento a cHico dello Stato è solo accordato agl i scolari che appartengono alla truppa della riserva dellalandwehr. Le condizioni per l'ammissione nella scuola sono: coltura generale dimostrata con esame, condotta inappuntabile anteriore all'ammissione, e condizione sociale corrispondente alla dignìtà del grado di ufficiale. Landsturni. - Ul timamente fu pubblicato un regolamento sulle competenze dovnte a coloro che presteranno servizio nel landsturm in forza della ltigge dP.I 6 giugno scorso. riwnento del bilancio della guerra. - Secondo i giornali austriaci, il ministero della guerra ha intenzione di domandare un aumento nelle spese dell'anno futuro. Fra le misure progettate s'indicano: l'aumento di 35 colonnelli e di 93 tenenti colonnelli nelle truppe di fanteria, l'impianto di un quarto deposito di rimonta, e l'aumento delle competenze alla truppa . (Da/.l' Invalido R11sso ).


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Hl VISTA

ESTEUA I

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GRA N BRETTAGNA

EGITTO E SUDAN.

Siti1azione generale. -:- L'elevata tempera tura della stagione estiva,. le continue discordie fra i capi dell'esercito sudanese ed infine la sterilità della regione Nubiana, che a guisa di barriera si distende innanzi la frontiera scelta dagli inglesi per linea di difesa dell'Egitto, furono forse le principali cause c_he fecero arrestare a Dongola il movimento offensivo dei Mahdisti . Occuparon'si gl'Ìnglesi durante il t~rzo timestred i quest'anno oltrechèa rafforzare la loro posizione difensiva, a precludere ogni comunicazione del Sudan ·coll'esterno, sia con navi in crociera nel mar Rosso, sia impedendo il traffico lungo la vallata del .Nilo. , , Speravano essi che il bl~cco avrebbe creato alle popolazioni sudauosi una situazione talmente intollerabile da spingerle a ribellarsi ai Mahdistie a cacciarli dal paese colle armi ('I). . Per l'arenàmento del commercio, la penuria dei vi,•eri e la aen~rale· miseria, le tribù del Sudan e della Nubia si trovarono ben prest~ in così tristi condizioni, da essere costrette a offrire la loro sottom issione al l'Egitto, affine di poter riannodare con esso le relazioni commerciali. Però, sprov viste come erano d'armi non os/lfono ribellarsi apertamente' ai seguaci del Mahdi . '· Ad ottenere la sottomissione delle tribù dell'alto Nilo, e 'a facil ita:re la pacifìcnione del paefe, il Governo egiziano aveva inviato alla fronti era il genera le Yomsef Tthoudy pascià; ma l'opera di .questo generale fo infruttuo~a, perchè non rnstenuto da truppe che ne rialzassero il pres.tigio innanzi a popolazioni semi selvaggie. :\foltissi'me tribù offrivansi '(I) li 29 settembre lord Irldesleigh dichiara. innanzi ai membri della Camera. di commerc.io di Manchester che il governo inglese non può acconsentire 1tlla t'ipresa' delle· relazioni rnmmerciali col Scdan, perché il blocco elci paese dei Negri ha per scopo di• impedire non solnmente l'importazione rtef materi ate da guerra; mn. ~ncor:1. <:li esercitare una pressione snlle tri hù.

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d r ritornare a far parte dell'Egitto, ma chiedevano io compenso d'essere protette contro i~·ibel li col mezzo di un corpo di truppe. l i Governo Egiziano non era alieno dallo spingersi nuovamente suli'Alto Nilo e riprendere Dongola, secondato in ciòcdall'opinioue pubblica che dimostrava essere facile l'impresa; però il gabinetto inglese, considerando che la spedizione sarebbe stata di grnve peso al le finanze egiziane e che il dominio del Sudan fu sem pre un aggravio per l'Egitto anzichè una risorsa, opponevasi a tale progetto (1 ). Tuttavia si dice clw sir Henry Drummond Wolf, alto commissario in• glese, vedendo i danni che derivavano al commercio egiziano dal prolungato isolamento del Sudan, e l' inefficacia del bloccù, consigliasse il governo della regina (in un Jurigo dispaccio inviato ai primi di ottobre ~l Foreign Office) ed un'azione più energica e decisiva verso gl 'insorti, onde far rientrare nell'ordine un paese da tanto tempo agitato, e rialzare 4j prestigio degli Inglesi in Egitto. Al C3iro si tennero frequent i riunioni fra gli alti commissari inglese e 'lut'co ed i ministri egiziani per trattare relativamente all'orgazizzazione politica e mi litare del paese. Non si giunse però ad un accordo detìoitivo circa le proposte presentate dal commissario turco Ahmed-Ghazi Muktar pascià, che il Governo Inglese in tende che siano modificate (2) . Intanto gli avvenimen ti d'Oriente, la vittoria di Tamai per parte delle .tribù amiche, e più specialmente la Francia richiamarono l'attenzione dell'Europa sulla occupazione inglese in Egitto, ch e a senso della convenzione di Londra sembrn dovesse terminare col 1a gennaio 188i.

(·I} Sir G!ads tone rispondendo ad urta mozio:,e di L. Northcote: • lo considel'o la posse.;sione del S::id:tn come una disgrazia per l'Egitto; è cola che e,so ha penh1to i suoi tesori ed i suoi uomini; centomi la. Egiziani vi haano lasciato la vit., cercando di con.sorvare quella inutile conquista, quoJipnese qu,isi cle.;erto, Clill clima micidiale, che eg uaglia 'in estensio:i.e la Frnncia, la Genn1nia, la Sp'.lgn;t uo it•~ insieme, ed è abitato da tribù noma.rii e bellicose che amano 'ardentemente il loro paese , . (2} Proposte di 1llu/;lat. 11/odifica zioni inglesi. t-0 Costitl1zione di un esercito di 16,891, uo- ·L0 Limit;ire la forza dell'eserci to a :lii mila mini, cioò, uomini. iS battaglioni di fanteria; I reggimento di cavalleria; 1 ri Jlarto di fanteria montata.; 5 batterie da campagna; Servizi del genio, ecc. '2'' L'eset·cito :comandato intieramente (la 2° Il cr,po tleli'esercito e gli ufficiali supeuf!lciali egiziani o turchi. riori devonu e.ssere inglesi. 3o La froJ.tiei',l dell'Egitto spinta sino a 3° .Tenere la froatiern Jnon oltre Asst1an, prima r,aterat.ta. · Dongola oltre la terza cater:1tta.


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R_l\'~ST,Ì.

ESTERA

Si vuole, ,a_ \al,e propo~ito, Ghe 1'an1basçia,tore francese a Lowli:a, il signor Waddingt?n, ab,bia interpell!lto, g~orni so.no, offìcios:nv.ente il ga-bii?etto .in~le$e circa il rit/ro delle , trnppe dal l'Egi.tto; e che q~1esto siasi ri_serv~to di 1decjdere sull'epoca 1pip. opportuna per (ar 1:essare l'occupazione, la, gual,e dovrebbe accadere no,n {)-ppena siasi ,ristabil,ito l'.or,dine nel Sudan e che f',Egitto abbia avuto una stabile organizzazione. Cond:izion'i del Sudan, - N,)n è facile il dare un',esatta idea della condizione presente del Sudan , .perchè le notizie che si hanno intorno ad es.so ,freguen temente si dimostrano contradditorie .fra loro e sp,e~so appaiono inv~r~simi)i. . P~re certo die colà regni vera anarchia ; i campi sono devastati ed o,hbandonati dagl i tngricoltori, i villa~gi sacchein;riati erl incen,diati da orde • , I ' . . di briganti e spesso anqhe da band,edi mah,d\sti, cittit fi9renti e prosp,ere, come Khartum, Berb,er e Dongola, si trovano ora in rovi,na e quasi deserte, soggette a graYose imposizioni in. cammelli, bestian~e e denaro. A tutto .ciò de.bbon,si ,aggiungere i frequenti combattimenti fra le tribù indigene ed i seguaci del M~hdi, e la care$tia, conseguenza del ,prolunoato d f ..., • {) blocco e della sosp~nsioue .4el commercio. Per !'intollerabili Lit della situazione e l'impotenza a lihe,rarsi ,dai rib.elli, v,{rie tribù sudanesi (in gran parte quel l,e comprese luµgo il Ni lo fra l'isola } i M.eroe e Yadi-Halfa), ,chiesero ,all'Egitto che fossero in,·iate truppe per essere libe~ate dai ribelli; offren1o /u cambio di porr.e a disposizione degli Eg_i.ziani i 9~m,mell i pel trasporto .~elletrnppee materirde da guerra e di provvede.re gratuit~rpen1te j viveri. Principale fra le tribù che fecero atto di sottomissione all'Egitto è quella dei Kababish (1 ), la quale ebbe parecchi scontri coi Dervicbes Baggara, e sostenne, a quanto sembra verso la metà' di agosto, un grosso combat- . ti:mento nei dintorni cli ,.Debbeb (2) . Il sceicco Saleh dei Kababish chiese di riannodare le relazioni comn!erciali co!l'Egit1to, impegnandosi di ri unire ' gli ~op1ini oc~oÌ'rl}uti ·per fqnnare un corpo di truppe, che sarebbero istruite da uffi ciali inglesi, lasciando all'Egitto ùi provvedere le necessarie armi1 e munizion i. Qu~sto corpo, così formato, avrebbe potuto ~om battere ~fficacemcnte gl'insorti, ma gl'Inglesi, cliffid;ndo del!:, tribù del Kababish, si oppos~ro ali' effettuazione di un tale progetto. !~,'.;,/

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(I) I Kababish (60,000 individui} vagano al nord del Kordofan sino al Nilo; so no la più bella ·e potente tribù del Sudan ad ovest del Nilo. (2) Piccola: città S\11 Nilo, riva sinis tra, a cirea 30 ·chi lometri a monte di Vec~hia Dongola. Centro cotnmerciàle in causa delle strade ehe si _d iramano per Khartum, il Kordofan e Darfur.

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Esercito s1.1danese. - Il fanatismo religioso che giit animava l'esercito del M:ahdi e forriiava la sua coe$ione, va man mano scomparendo da quello del suo successore Califfo Abdullah-el-Taichi. Frequentemente avvengono fra i capi dell'esercito discordie e litig_i, prodotti da mire d'ambizione e non avendo il Cc1liffo l'autorità e l'energia necessaria a costringere i capi all'obbeclieuza, queste dissenzioni si risolvono spesso in micidiali combnttimenti. Il sultano del Kordofan, non volendo sottomettersi all'autorità del successore del Mahdi, sembra gli abbia dispntato in vllri combattimenti la direzione del movimento religioso del Sudan: Infine, notizie giunte ultimamente dal Darfur, che paiono veritiere, forebbero conoscere, che colà il prestigio dei Dervisches sarebbe seriamente compromesso, ed essi non avrebbero in quella provincia ohe un piccolo numero di partigiani . Si vuole anzi che l'Emiro Abu Ghanga abbia tentato di assassinare il Califfo per as;;;umere in sua vece il supremo poteve, focendosi proclamare Emiro del Sudan·. Il nucleo dell'eserc.ito sudanese è costituito dai Dervische:; Baggara ( 1) che sarebbero bene armati ed equipaggiati e forniti 11bbondantemente di . viveri. Intorno ad essi si raggruppano parecchie tribù , che formano delle bande irregolari, nlcune delle quali sono costrette dalla forza a seguire i partigiani del Mahdi: . È assai dillìcile·conoscere, anche approssimativamen te, quale sia la forza attuale dell'esercito sudanese. Da calcoli fatti si può supporre che essa ragO'iunoa i 30 , 000 uomini , dei quali solo ,10,000 circa sarebbero ordinati ç ed· armati regol:mnente. CorP'i sndanes'1;. - Nello scorso estate le localitit, nelle quali si raggruppavano le truppe sudanesi, erano l'isola d'Argo e le cittit di Dongola e Berber. , Nell'isola d'Argo (2) trovansi, e vi sono tuttora, 4,000 uomini circa ed un deposito abbastanza considereYole d'armi e polvere nonchè un certo numero di nuggar (barche). 1

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(!) p 0 1;en to ttibù nomade sulla sin istra <lei Nilo Bianco; possiedono il .territorio che dal Kordofan e ct;il o ~rfur si estende verso il su<\ s ino a I punto della n va ,Jel fiume ,ibitat:i dai Dink,is A Cllillonks. I Uaggara sono allevatori lii bestiame; ma si dedieano principalmente alla c,tccia c<J al la guerra. Di car;ctterc turbolento e predoni ardit! costitniscono l'elemento più pericoloso fra la popolazione del Korilofan. )lnssulmam fanatici, sono scrupo losi osservatori dell a religione . (2) J,'isola d'A rgo, a 30 chilometri a monte della terza cateratt:~ (Hanneck). Ila una Jun"hezza di chilornetri ecl è sparsa cli boschi, d'acar.ic, e di campi eoltivati ,;on ìJoche cap:nne di creta coperte fii paglia. I~ separata dall,t riva orierttalo del Nilo per uno stretto canale, che nell'inverno eontiene cosi poc,t acqua da poter essere attraversato dai cammelli.

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ESTERA

RIVIST•A

Qu~sta truppa ,forma ..favanguardia ad. un corpo radunato a; Ntìova Dongola (1~-, che., secondo una notizià.pervenuta ai pri,rni, d'ottobre al quartiere generale' inglese al ,Cairo, sarebbe composto di circa 2,800 uoI)1ini bene nrmati ,1equipaggiati> ed a,bbondantemen te forniti di vi veri: di 4 (?) batterie d'artiglieria, e di •numerose bande d'irregolari·. In complesso si può contare che a Dongola vi siano, circa 8,000' uomini. Le truppe sarebbero sotto gli ordini del!' Emi110 Abd-el-Rahman Waled-el-Negourni , · , principale luogoteMnte del Califfo. Nei dintorni di Bedwr (2) si racooglie un altro corpo di circa 8 a 9,000 uomini con quattro ptizzi, d'artiglieria. L'Emiro .di Berber Mohamed-el Keir avrebbe la condotta di queste truppe: Infine Osman Digoa pascià, sino a pochi giorni fa, trovavasi al la testa di éirc~ 4,000 uomini con sette pezzi d' ~rtiglieria presi a Kassala . Questo corpo, che guerreggia sul littorale del ìVJa r Rosso all'altezza di Suakim, era in passato migliore degli altri perchè composto con elementi più omogenei, disciplinato e di frequente esercitato :i lle armi. Corre vo<;e che venisse istruito da europei, fatti prigioni in precedenti com battimenti. ,. , Il campo trincerato di Tamai (3) raccoglieva la maggior parte,delle truppe . .di Osman ed in esso vi era un grande deposito d'armi, munizioni e viveri. Altri depositi d'a rmi e munizioni erano sW:ti formati nell'isola D'Argo, a Berbere Dongola. Gl'insorti ricevono armi e munizioni da Massaua per la via d' Abissinia. Le arf!1i quantunque moderne, sono assai deperite perchè male conservate. , Una piccola flottiglia composta di tre vapori(?) ed alcuni nuggar(b:irche) sembra si trovi a disposizione dei mahdisti ' fra nuo,va Dongola e l'isola d'Argo. '·

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, Pel ti;asporto del maleriale da guerr.a gl'insorti requisirono grande quantiti: cli cammelli alle tribù dei Dabanie e dei Skukuriyeh ('1)• Forti'ficazioni di I(hartum. -A Khartum furono distrutti i sobborghi e vennero racchiusi con una cinta fortificata alcuni fabbricati , come la chiesa cattolica, il palazzo ed i giardini di Gordon, si vuole che le fonicazioni di Khartum siano foggiate a fron ti bastionati, guerniti con circa 20 · pezzi d'artiglieria. ~n Khartum vi sarebbe inoltre un deposito di 4Omila (:2) fucili, male conservati, e viveri in abbondanza. L11 residenza del Califfo è ad Omdorran, sulla riva sini strn del Nilo Bianco in faccia a Khartum del quale avrebbe preso tutta l'importanza ed il commercio. Ad Omdurrau risiederebbero parecchi europei, che secondo notizie avute, sarebbero liberi di esercitar.e.il loro commercio. . Progetto· di movimenti offe.nsilfli dei Sitdanesi. - Il progetto dei Mahdisti sembra sia quello di scendere il Niio, durante la piena, per .compiere 1'he conquest of Egypt , come dicono ironicamente i giornali inglesi. Si formerebbero, perciò due colonne: l'una scendendo per la valle rlel Nilo avrebbe per obbiettivo Wadi·Halfa (2) e sHebbe sotto gli ordini dell'Emiro-Walecl-el-Negou.rni; l'altra colonna partirebbe da Be1'.b~r, condotta dall'Emiro ,l\fohamed e si dirigirebbe per il deserto su Korosko (3). A mantenere il contatto colle truppe anglo-egiziane furono inviate innanzi Wadi-Halfa ciualche migliaio d'uomini. Sembra che verso la fine di settembre fosse stato ordinato un movimento in .a.vanti dei corpi di Dongo la e Berber, in quanto che quest'ul timo era stato rinforzato da un forte distaccame.nto proveniented:i Suakim e for.$e condotto da Q.;;man D.igma. L'indebolimento delle forze intorno a Sunkim rese fac ile la vittoria di Tama i. Frontiera per la difesa dell'Eg·1:tto. - A rendere rlifficile l'avanzata degli insorti ed :i proteggere efficacemente e con poche truppe l'Egìtto scelsero gl'Inglesi, quale posizione difensiva, il limiti~settemrionale,del la Nubia .

(i) Da Argo a Nuova Dongola. circa 25 chilometri. (2) D11 Dongola a ncriJcr lungo la sponda del Nilo vi s·ono 15 giorni di marcia a Clorso

di un cammello. Da Dongo!:~ ;iLtraverso il deserto (Dongo la, i\leroe, flerher), 400 chilomet.ri circa, Da Dongola ;t Khartum vi è una distanza superiore di 500 chilometri. Da llèrber a Kbttrtum vi è una distanza di circa 380 chilometri. Da Uerbor a Suakim vi è una distanza cli ·circa 390 \lhilometri. , (3) Un clispaccio del iO ottobre da Suakim ·.~t colonnello Kitchner, governatore generale del littorate del !\far 11.osso, dice che furono pre~i a Tamai 2 cannoni Gatling, gran numero di fucili e munizioni da g uerra e i8 cammelli.

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(-1) I OaiJauie risiedono :;ul fiume ALbara (riva sini:;tra) al confine nord-ove, Ldell'A· bissinia. I Sknkuriyek abitano il paese rra il fh1me. Athar,l e Khartmn. {2) li trn.tlo 1tcl Nilo da Dongola a Uadi-Haifa. (circa 1,.00 chilometri) e solo navigabile internamente nelle grancti piene. (3) La. strada (l;t Ahu~Hamed ,l Korosko {cir~a 1,00 chilomet1·i) t\ deserta; priva di vegetazione ed alfal.to sprovvista d'a,:qua; tranne cbe a Murad {pozzo ani,iro) a metà via, ove il pozzo ne contiene ùi salmastra be1•ibile dagli animali. ma pessima per gli uom ini.


b:t;;TERA

Rl VISTA

È questa un immensa regione, arida, quasi sterile, in gran parte sprovvista di vegetazione, ed ove raramente si trova acqua ed anche questa sa lmastra. È abitata da tribù semi-nomàdi e-selvaggie, dedite alla .caccia ed alla pastorizia . . .Ad ovest del Nilo il 1leserto llOn può essere attraversato, tranne da bJnde poco numerose. Ad est la contrada è bensì più aperta ed accessibile ma la marcia dr grand i masse d'uomini ed anima li riesce :ilquanto penosa e richiede grandi mezzi di trasporto . Nemmeno il Nilo, che dà Dongola ad Assuan attraversa la Nubia in tutta la sua lunghezza, è inti1~rarnente navigabile, e ciò per le molte eaterntte che lo ostruiscono. Lord Wolseley, nel suo rapporto del ·1,i aprile ,1885 al governo Inglese, s0ri veva: « se posizione scelta su Ila fronti era meridionale deve essere « solamente difensiva, basterà occupare, come posti avanzati, Wadi Haifa « e Konosko e guernire Assuam con una grossa brigata >) . GI' Inglesi, abban,donato completarnerite il Sudan hanno aùott.a.to il concetto del ge11er:ile Wolsely e disposero le. truppe m due scaglioni successivi: In prima lùiea, Wadi Haifa fu occupata da truppe egiziane; In seconda tinea, corpi inglesi formano la gui,rn igione di As:;u::m al, limite stesso dell'Egitto. La linea di comunicazione fra Assuan e Wadi Haifa fu assicurata coll'occupazione di ,Korosko per parte di un piccolo distaccamento egiziano. A Keneb ed Assi nt (ove termina la ferrovia 0he dal Cairo rimonta la val le del Nilo) altri piccoli distaccamenti coprono la linea di comunicazione col Basso Egitto. Fo1·t'ifiéazioni alla (1·ontùra . - La Re1me Militaire del' Etrange.r del 15 settembre ,1886 dà una descrizione abbastanza particol,,reggiata delle fortificazioni di Wadi Ha ifa, Korosko ed Assu:rn ('I). Disloca.z'1:one delle truppe anglo-egiziane. - La dislocazione delle truppe anglo-egiziane al ,1° ottobre ·I 886 era la seguente: Comandante le truppe d'occupazione, genera leF'ederico Stephenson. Quartiere generale, Cairo.

(J) Vedi

Revue ·militaii·e cle t'éti·r,,nger, :3° sern e~tre ·l88G, da pag. 28G a pag. 29G.

A J."Vaiidi Halfa.

Comandante le truppe e~0 iziane, colonnello R_uqdle (ml,\ggiore uell'eser-cito inglese). 1° battaglione di fanteria egiziana (Fellah ?) ,\. 0 id. id. id~ (Fellah). 90 id. id. id. (Negri). Distaccamento del 20° reggimen to cavalle1:ia ussari (inglese). id .'' · di fanteria ~oni:ita . id. di cammellieri (egi~iano) . Forza totale circa 2000 uomini (?) '~)

f

A Korosko.. [I maooiore Jacksou (t:apitano nell'esercito inglese) vi comanda una , uarnioi;ne eoiziana di circa 600 uomini . Sembra ohe sul finire d'agosto · g sia stata rinforzata con aItri 700 uomini. "\

~

~

Ad Assuan.

Comandante le truppe alla fronti era, colouuello De _Moutmorency . 1o battagliouedel reggimento Yorks_qire( t 9° Prit1cess ofWalr,s'o:wu ). 2• id. id. fanteria leggera Durlrnm (,t06 ). 9" batteria d'artiolieria della 1O& divisione North Irish (da fortezza) • · 2• id. id. · 1 tn id. South Irish (id.). 20• 1·euo _ i mento ussari (meno gli snua .,droui distaccati al C:~iro e· ,_ c)ç) l -,1_ 't' ' W adi Haifa). H• qo_.mpa,gnia del .~~1;1;io (zappatori). Distaccamento di fan teria montata. 7• .batt:ic,lione di fa1,1teria egiziana (Fellah ?) . .. ., .p ·• Distaccamento dei cnmmellieri . Distaccamento di gendarmeria egiziana (pel servizio d'ordine). Forza totale ad Assuan 2800 uomini. V(l

t

I I

11 Kertel,i.

Non si conÒsce quali e quante truppe vi siano .

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1

'I'


ESTERA

l\lVISTA

Ad Assi1tt.

Un distaccamento di cavalleria egiziana. Una sezione dfi cammellieri. Forza totale approssirnatin 2300 uomini.

Non si conosce qua li e quante truppe vi siano. Es3e, però, sarebbero .alloggiate nel pala1,zo di Said pascià.'

Tru.ppe '~nglesi . Forza

Al Cairo.

Comandante la guarnigione, maggior generale Henry Wilkie. 1• battaglione del reggimento Roya l Fttsiliers (1° city of London). ' ·1 ° id. id . Cheshire (22.0 ). 0 2. id. id. Welsh ((~1°). 2° id. id. Quen's own Camerou Bighlander (79°). Mezzo battaglione del reggimento fanteria leggera King's (53° :Shropshire). Batteria F della brigata B (Reale artiglieria a cavallo). 3a batteria d'artiglieria della ,f• divisione Nothern (da fortezza). · 6a id. id . 8° · id. Scottish (da montagna). Uno squadrone del 20° reggimento ussari. Una sezione fanteria montata (Welsh reggimento). 24.• compngnia del genio reale (zappatori) . · 9• compagnia treno-sussistenze (Cornmissariat and transport) . ,...:= C Compagnia operai , e,;c. (ordnance store department). ? Battaglioni fanteria egiziana . Un battaglione cammell ieri (egiziani). Ad Alessandria.

·Comandante la guarnigione maggiore generllle Lennox. 2' battaglione del reggimento Essex. Mezzo battaglione del reggimento f,interia leggera King's (53 Shropshire) ,fa batteria d'artiglieria della 6a divisione Southern (da fortezza) . A Suaki,1n.

Comandante Ila guarnigione .e' governatore generale del littorale del }rfare. Rosso, colonnello Kitchner (colonnello nell'e$ercito inglese). 2° battaglioue di fanteria egiziana. 3° id, id. id. 10° id. i~. id.

approssim-ttiva.

8 battaglioni di fanteria ·I reggimento cavalleria .

6 ba1terie d'ar1iglieria 1 compagnia treno-sussistenze . 1 compagnia operni

. Totale forze inglesi .

1000 600 900 ,100 100

8700

Triippe egiziane.

13 battaglioni di fanteria. · I ·batwglione cammellieri

Tota le forze egi?.iane · .

? ? 7000

Ai:venùnent'i occorsinel3° trimestre 1886. Valle del Nilo . - Neglì scorsi mesi d'estate non occorsero avvenimenti militari di una certa im· portanza nella valle del Nilo, quantunque di continuo giungessero falsenotizie al quartiere generale inglese di mosse offensive per parte degli insorti. Tuttavia sembra che nella prima settimana di agosto gl'Inglesi venissero. inform:iti rii un movimento in avanti degli insorti divisi in due gruppi; l'uno sarebbe partito da Don gola per attaccare Wadi Ha ifa, l'altro da Berber minaccierebbe Korosko. In ·conseguenza di questa notizia fu dato ordine ai seguenti corpi di, guarnigione al Cairo di tenersi pronti per poter partire lii primo avv iso,. onde rinforzare le guarnigioni della frontiera: ·1° battaglione Royal Fnsilier:; ,f O id. Che:;hire ,10 id . Welsh 3a batteria da montagna della ,1• brigllta divisione Notheru. Una sezione di fanteria montata. La falsità di tale notizia, o la scomparsa della minaccia .di· una mossa. offensiva degli insorti venne dimostrata da spioni inviati da Korosko a.


ESTERA

'RIVISTA .

parecchie marce di distanza oltre la frontie'ra, ea a una ridogniitone eseguita dal colonnello Bundle a Ila tesla di uri distaccamento' di cavalleria · col qua le attaccò e disperse i pochi ribelli che si 1trovavano inn·anzi ·undi -Halfo. Littorale del Mar Rosso. - Il 9 ril'a'ggio la guarnigione inglese a Suakim fu surrogata eia 2300 soldati egiziani, un terzo dei quali negri. A quell'epoca Osman Digma pascia trovavasi con 4-000 seguaci e pa. recchi cannoni, presi a Kass:ila (1), nel cnmpo trincerato di Tamai; mentre il suo luogotenente M:olrnmed Sa rdawi ern ad Hashin (13 chilometri distante da Suak im). Il porto di Schinah era in potere degliOsmanisti , e da esso e dall'Abis: sinia gl'insoi'ti avevano, sino allora, ricevuto i viveri . Quasi tutte le tribù .del littora le del Mar Rosso, nei din torni di Suakim, erano sottomesse ai Mahdisti . D1 fronte a questa situazione Watsou pascia , allora governatore di : Suakim, non potendo assaltare i·ribelli col piccolo numero di truppe disponibili (2), dovette limitarsi a rafforzare e difendere la città. Tuttavia, seguendo in ciò la politica inglese, cercò ù'assicur:irsi l'amicizia e l'alleanza delle tribù IÌnitimc col creare loro un'a condi'zione di cose intolferabile, impedendo gli affari ed il commercio, da obbligarli a , ricercare l'al leanza inglese. Vietò l'esportaiiorrè' dei vivéri da Suakim, proibì' agli abithnri della città il comiliercio' con le tribù esterne. Infine tolse a tutti la faco ltà di , provvedersi di· sale :il' Capo Raway (3). Qnestè proiljizi'oni crhr'oflo alle' tribù ed agl'i insodi una sitnazionc che divenne ben presto insoffribile e sebbene padroni del porto di Schina'h, pn'l·e, in' cans:i della' crociéb in'glhsc, non potevano ricevere i viveri. · Spinti da lla miseria, dalla fame, e· considerata la debolezza di Osman' D·i1gma, nel cui campo vi erano continue disc()rdio fra i èapi, varie tribù fra cui gli Amnrars, i Beni Amers, gli Ascharafs e gli Ababs offrono rnnicizia agli Inglesi . I dista'ccaìnenti degli Osmanisii sono assaltati e respinti dalle loca lità di I-Ia'nd'ubed'Hashin, ed il porio di Schinah cade in' potere -· di 200 Amnrars. Osman Digma, scorgendo per le ulti1ne 'sconfitte diminuire la sua in-

(I} Tamai, posizione già forte naturalmente, era stata rafforzata maggiormente medi;rnte trinceramenti. • (2) Per t'insaLubrita. della città di Suakim e.d i forti calori, le truppe egiziane hanno . sofferto durante l'estate gravi perclite. (3) A circa 200 'chilometri a nord da Suakim. I

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497

fluenza fra le tribù, tenta di affermare nuovamente il suo potere con due spcdizipni contro Suakim; ma queste sono respinte, ed i suoi seguaci rin· serrati nel campo trincerato di Tamai . . Da alcun_e notizie appare che Osman Digma, con parte delle sue truppe, sia partito il 13 àgosto per Berber, forse chiamato dal·Ca liffo AbJ.ullaill per un concentramento su l Nilo, oppure semplicemente per porre in salvo i suoi tesori. · Il comando di Tamai viene assunto dal fratello di Osman dal quiile ebbe ordine di difenders i energi.camente, sino a che gli fossero giunti da Berber dei rinforzi. Il campo di Tamai è ben •presto assediato completamente ed il 1 ottobre, d,1po breve resistenza, cade in potere delle tribù amiche (•I). rn'insorti che l'occupa vano si ritiran0 a Tokar e Sinkat. Conduzioni sanitarie dell'esercito inglese. - Dall'aprile al. lualio scorso le condizioni sanitarie delle truppe accautouate in Assuan fur~no assai cnttive; in 'segui to sembra siansi migliòrate . 111 guarn igione, che contava 3000 uomini, ebbe ip aprile 53 morti ed lll maggio 52, dei qual i 25 appartenevano. :il reggimento Dorsetshire. Ai primi di giugno trovav.in:;i nell'ospech1le di Assuan 215 uomini· ed il ·1O gingno ne morirono ,1·1 nelle ventiqu:itto ore, la maggior part~ di febbre enterica. . D:il ·13 al 16 giugno i casi d' insolazione si elevarono a 28 con 5 morti. A quell'epoca la temperatura nell'interno dei baraccamenti (come pure in quello destinato ad ospedale) raggiangeva i ·118 Fahrenheit (4-8° C), mentre al sole vi erano 1'17° F. (80° C) (2). Le macchine pel ghiaccio funz ionavano male, perchè in cattivo stato, cd il ghiaccio per le truppe era ass1,i scarso. Alla fine di giugno si trovavano ancora ad Asrnan 750 convalescenti. In principio cli lnglio si mani festò fr:i le truppe un peggioramento nelle condizioni sanitarie. Dall'8 nl ·16, cioè in una settiman:i, eranvi nell'ospeda le 257 ammalati in cura, dei quali ne morirono 27 (3). 1

. (i) li disJlilccio dol colon:wllo Kitchncr che a11n,ir1zia la 1wesa di 'J'arn;ti al go\·erno egiziano d1cc: « Questa mattma all'alha le tribù amh:hc (A.nc~rars), sotto gli ordini <lello s<;_mcco Al11ned, h:.inno assaltato le posizioni d.e i r ibelli a 'l'amai. • .\lalgrado il fuoco assai vivo diretto d~i ribelli contro "li assa li tori le tribù alleate forti di 2500 uomini ed ;1.rm;1te di fucili a retrocarica, hann; preso l:i po;izione di Tamai'. , . . . . . gli Ancarars ha11.no avuto 4.0 morti ecl un centin,iio <lì feriti , . (2) Army and NcivJJ Gazette de l. 10 luglio. {3) Di questi un ufficiale; e dei rimanenti, 2o· per insolazione, 5 rer febbre enterica ed uno per dissenteria {Army cmd Navy Gazette, 3 luglio).


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In media si calcola che nell'estate il ·1O °/o delle truppe, erano ammalate. Pel grande numero di ammalati, i battaglioni, che alla rivista d'ispezione posero in. lioea 750 uomini ciascuno, erano ridotti a 4.50 disponipili e qualcuno a soli 3,W. Il battaglione del Dorsetshire fu maggiormente colpito: esso ebbe circa ,~2. morti per cui venne fatto ri mpatriare: Fra riformati e morti, le perdite di quel J)attaglionc raggiunsero in complesso la forza di una compagnia. Era esso alloggiato nei dintorni di Chellal , in un haraccanwnto costrullo su di un altipiano sabbioso e scoperto, non circondatù da vegetazione, nè da palmizi che dessero ai soldati ombra e frescura. I corpi che meno soffrirono furono il 20 reggimento cavalleria ussari e le due batterie d'ill'tiglieria; forse perchè alloggiate in riva al Nilo, in baracche elevate sotto gli alberi , che le difendevano dai cocenti raggi solari . Le maggiori perdite si verificarono fra i più giovani soldati, che eransi arruolati volontariamente, spinti dal desiderio di andare in Egitto C,1). · Predominarono le febbri enteriche nella proporzione del 75 per cento, poi le congestioni cerebrali e le apoplessie (2.). . Le cause di questo stato anormale sanitario clevonsi ricercare nelle cattive condizioni di alloggiamento dei battaglioni cli font,~ria. Le baracche furono erette sopra colline scoperte, prive affatto di piantagioni, per cui le truppe sCJffrivano gra!lde ca lore nell'interno delle baracche; e quando uscivano erano e$poste ai raggi del sole. Altra causa sarebbe stata la giovinezza di alcuni soldati, nei quali l'inerzia, non esegnendo quasi mai esercizi militari, ed il clima, .faceva nascere uno stato di scoraggiamento e .snervatezza, che si accresceva per per la monotomia della vita e la mancar,iza di varietà nel cibo_. A ciò devesi aggiungere la scarsità del ghiaccio, l'abuso dei liquori e l'impurità dell'acqua del Nilo. Sir T. Craword, direttore generale del Jlfed:ical Departrnent nel suo rapporto al Governo inglese scrive: (3)

!~99

ESTERA

HIVISTA

.• . .. •. « se gli uomini non possono essere invrnt1 nel Basso Egitto

• durante la calda stagione e devono rimanere ad Assuan, saranno al« loggiati in baraccame'nti bene 1'i parati, coperti da grossi tetti in modo • da avere nell'interno la frescura, e·circondati da logge aperte efresclnl « Gli uomini destinati ad Assuan devono essere maturi, cioè d'etii non ., inferiore ai 22 anni, ed avere nelle baracche uno spazio di ci rca · () ad • 800 piedi cubi d'aria. · « Il ghi11ccio, deve esser,e somministrato io gran copia alle truppe, tanto " :iHe sane, che a quelle che sono ammalate. « Il terreno nell'interno dei baracc:imenti come all'esterno deve essern • accuratamente pulito. « L'acqua per bero dovrà essere bollita o distillata, e sempre presa nel la " corrente del fiume . « Le truppe sa ranno esposte il meno possibile ai raggi diretti del sole, « e provviste largamente di verdura fresca e frntti. « Nelle prime ore del mattino si dovrà distribuire caffè e biscotto, e cosr • pure al tramonto. « Devono essere proibite assolummente le bevnnde spiritose di liquori « e venir rnccomnndnto l'uso dei vini leggeri e della limonat3, e clèlle bi« bite fresche ed effervescenti . « I ll imitata rfove essere la distribuzione di thè freddo alle truppe ». I suggerimenti e le raccomandazioni indicate da Sir Craword furono poste in pratica per ordine rld Ministero deHa guerra inglese . . Lvnee telefoniche. - Wadi-Halfa, Koro;;ko, ed Assuan furono posti in corrispondenza frn loro, mediante linee telefoniche che funzionano sino .da I 1° agosto (.f ). I risultati ottenuti sono stati soddisfacenti. 1

(i} Il filo telefonico avrebbe uno sviluppo di di 160 da Korosko a Uadi-Haifa.

(-1/ n 25 luglio il battaglione del !reggimento Dorscthsire parti da Alessandria per Por tland (Ioghilterrn) . Fra i 3,000 uomini tli guarnigione ad Assuan vi orano: 250 giovao i m inori di 20 anni; 660 giovani dai 20 ai 21; H60 giovani dai 21 ai 23; 950 giovani di oltre i 23 anni. (2) Th.e A·rmy a.net Navy Gazette d<il i7 lugl io. (3) 1'he Broaà AITOW del 24- luglio .

32 -

ANNO XXXI, VOL. IV.

mo

chilometri da Assuan a Korosko e


500

RIVISTA

f.STEI\A

GERMANIA

L'ULTlMA SPEDIZIONE TEDESCA AL CONGO, 1884-86.

La spedizione dell'Associazione tedesca africana che parti da Amburgo in aprile 1884 guidata dal luogotenente Ed. Schulze, aveva per suo obbiettivo l'ulteriore esplornzione dei tributari meridionali del Congo, lungo i quali vi avevano fatto un serio lavoro il luogotenente W.issman ed il dottor Pogge. In viaggio Schulze liisciò uno dei suoi compagni, il dottor Bii.ttuer, botanico, al Gabtrn, con istruzioni di osservare la piantagione di caffè del dottor Soyaux; a Kabincla ne sbarcò un allro, il dottor Wolff; a Ran;:iua il terzo, luogotenente Kund, ed installò il quarto, luogotenente Tappenbeck ad Ambriz, mentre egli stesso prosegui va verso sud a Loanda e Novo Redondo in cerca tli conduttori. Furono trovati individui disposti ad andare nel nord, ma il governatore generale gai·batameute ricusò il permesso per il loro imbarco al servizio «estero»; ed in conseguenza il Juogotente Sclrnlze fu costretto di far ricerd1e a Loango, che non era al certo una terra promessa, ·pei conduttori occorrenti. Il 1J ,i. novembre tutti i membri della spedizione erano 1,iuniti a Banana. cl'onde subito dopo il quartier generale fu trasferito a Tnndua (Under-hill). Qui si divisero, e meutre i luogotenenti Kund e Tappenbeck risalirono il corso del fh1me fino a Leopolùville, il luogotenente Schulze e gli altri si diressero a San Salvador. Essi\utti miravano ad un felice incontro alla residenza del .M ucne Puto Kasongo sul Kuango, ed.i là tutti insieme speravano di spingersi lontani ali' interno. Schulze e Buttner partirono da Tnanda il ·13 dicembre con conduttori del Congo, e giunsero a San . Salvador il ·18 dicembre ·I 88,i.. Il re non sembrò molto contento, poichè le operazioni di Stanley lo avevano messo in gran diffidenza. I conduttori furono intimoriti dalle storie di cannibali, e molti disertarono. Ciononostante il dottor Blittner fece una escursione al le cascate di Arthington (dal 20 gennaio al ·1° febbraio ·1885). li dottor Wolff giunse a San Salvador il 2 febbraio; il luogotenente Schulze, capo della spedizione, morì subito dopo, il 15 febbraio. Il 27 febbraio il dottor WolJTpartì da San Salvador per Damba (Ndamba) distretto situato a S·-E. ove egli sperava potersi assicurare dei con1

1

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<1:luttori. ma in ciò non riuscì. Però nel vicino di strelt•J di Kiiso gli si pre- -sentò una illllttesa opportunità per raggiungere il Kuango, ed egli seb bene accom pagnato soltanto da sei giovanetti di Loango non se ,~ lll sciò -sfuggire. Il 6 aprile giunse alla resiclenza del Kiamvo, ma tutte le sue pregh iere a questo principe perchè lo aiutasse nella sua esplorazione verso oriente riuscirono vane. Il Hi maggio il dott.or Wolff ritornò indietro a San Salvador e subito dflpo si portò alla costa. '.\lei tempo stesso il dottor Biutner aveva 11hbandonat.o ogni speranza -di poter penetrare all'interno coll'aiuto delle guide del Congo. Egli perciò .s i all'rett6 di portar~i a Loango ove riuscì ad iognggiare ottan ta nomini coi qnal i partì da San Salvador il 27 giugno 1885. Il suo itinerario olt repnssate le casca te di Arthi ngton, per Sombo e l(ongo dfo fase (Sh i·kongo) conducevn nel paese dei J[a.yakkCL , Il 27 luglio egli entrò a Mnsu mba del Jlfuene Piitn T< asongo. Il paese fra S.-in Sa 1vadored i I Kna ngo è ondulato ed anche montuoso. La miiggior parte è steri le e sabbioso, e vi predominano le erbacee con qualche albero meschino e qualche cespuglio. Le palme da olio ed altri alberi si trovano soltanto in vicinanza · dei villaigi e lungo le sponde del fiume. Le genti di Damba, Sòso (Zosso) e Pumbo allev.-ino bestiame. I soli prodotti <'ommerciali sono: cautsciù, tabacco, una materia colorante estratta da legno rosso, pietra da affilare, ,tessuti vegetali di palma. I Sombo sono gran commercianti d'avorio, in -conseguenza $ODO gelosi delle cnrovane dirette al i' interno che passano per il loro paese. La capitale del Muene Putu Kasongo conta circa un migliaio di Ca$e n1cchiuse d:1 una stecconata. I l re accolse cortesemente i suoi cloni, ma risolutamente si oppose n che il dottor Riittner vi sitasse il paese che si -estende ad oriente. La popolazione è eccessivamente curiosa. Vendevano ,di buon grado pecore, capre, piccoli mai.-ili, polli, piccioni, pesci, conchiglie, banani, ed olio . Vanno sempre armati ed hanno mcdi tntt'altro che concilianti, Avendo invano cercato il permesrn di proseguire verso ,oriente, il dottor nuttner a malincuore volse verso nord. Il Muene Putu Bungi cercò debolmente di farlo ritornare indietro quando prese la st.rada di San Salvador. Passando le rapide di Kingushi sul Knango (quelle lontanissime del maggiore Mechow) il dottor Bttttner traver~ò il paese dei Wa·vumba il cui capo è il Jfuene Kitndi, ed ultimamente raggiunse ~I banzn dei Jlfoene Kitalw, allegro ed antico 111leato, con cni vuotò più rl i una zucca di birra di manioco. L'11vanznrsi ulteriormente non presentò nessunn difficoltà. A Ngatiika residenza della Regina Géu (Goy) il dottor Bltttoer e la sua carovana fu.rono tratti in ingannò circa le genti di Muenè Kundi, ma essendosi clis1


ESTERA

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RIVlSTA

Sankun-u si estendono lande ondulate o praterie ricoperte qua e là di

sipato l'erro.re furon o stabiliti amiche\loli 1·a~porti. Tre glol·nì dop-o e3li, raggiunse la città del Jlluen e Putu fratello dèlla Regina Géa, che reirn,t sui 'Bansi nilL Quesìa città occupa u'o.'/ilturil, e vanti\ ·un palazzo per le udienze capace di conlenere 1000 persone. Dopo adcora altri· due giorni• verso nord il clotlor BLittoe1· giuusc ill ri va ad un fiu me largo circa .f ,OÒO ya rds che glifo detto chiamarsi Kua'ngo o Nzadi Bulumbu, e che evidentemente non era altro che il Congo al di sopra di Stanley Pool. Finalmente il 2 1 sette'mbre il dottor BlittÌler giunse n LeopJldvillo. La sua i<lea ern di ritornare a San Salyador per terra, ma le sue guiJe di~ertarono anche prima di e3ser pagate per il lo.ro servi zio. Prima di ritorna1·e in Europa il dottor Buuner ebbrl l'Qpportuoità di risnlire il Congo col1'.l-fennJ Jleed lìno ad Eq uatorville (dal 29 ottobre al 5 'dicembre) . Meutre il doltor Bulluer ed il douor WolfT erano impegna ti nel la esplorazione del Congo e della regione frn San Sa lvador ed il Knango, il luogotenente Kund ed il luogoteneute Rappen bcck viaggia vano lun·go i'l Congo per l' usuale sentiero clei tott1•istes e giunsero a Leopoldvi lle il ,U. aprile·1885. Colà si presen'tò un'occasione di rimon tare il Atlme s't\ll'I!enry Reed fino a Bengala, di cui si va lse il luogotenen le K1111d lasciando al suo compagoo la cura di trasportare a Stonley Pool il rimanento:, degli approvigiouamcn ti. I l 4 giuguo il luogoteneni.e Jtung ritomò dnl suo viaggio ed il 9 agosto erano 1;ornpleta ti tutti i prepa rati vi di pattenzn per l' interno. li primo puuto che si aveva in mira era la rèsidmiza del 1lfa1frt e Pttt'li K cisongo o Kiamvo, ove il h1ogotenente Kund spera 1•a d'incoutrarsi GO i douo1· Buttner e dottor Wolff. Il paese da aHravcrsarsi possiede poche attrattive· e vien descritto come appena abitabile. Il luogotenente Kuod spaventato della diserzione delle sue guide di Loango, evitava pensotamente i villaggi dei Ha kongo, Basundi, e Basonibo atLra1•1::rso i cui territori egli. viaggiava; ed al\o~q uando la sna carovana giuosea lla residenza di Kiamvo,, dopo vent'otto giorni di rriarcia continuata, i suoi uomm1 erilno quasi 10terameute sfiuiti. I Mayakka ed il capo si condussero in modo amichevole, ed abbenchè non fosse stato permesso al luogotenente Kund .di· portarsi direttamente verso oriente, egli cionondi meno effettuò il suo divisamento attra,iers:mdo il Kuango più i'n giiì, passando immediatamente uef paese dei Bokange, tri bù inospitale con 1;ui egl i ebbe il primo incontro O· :;t1le all'a ppressarsi ad uno dei loro villaggi. In totalll il JUogoienente Kund per quindici volte venne a col lisioue cdgl'iudigeni, egli però ha cura di soggiungere che fece tutto il possibile per conci liare i suoi nemici, e non ricorse rnoi alle armi da fuoco se non''per difesa personale. Il paese fra il Kuaogo ed il Wambu è monttiosoe difficilea percorrersi a causa delle profonde vallate aa cui è intersecato, ma fil di là, e fino al

-cespugli di )olo. I fiu mi scorrono entro profondi cana li scavati nelle late· rite, e soltanto le $ponde sono imbo~cate. Le palme a vep taglio dissem inate sulla p,ianun1 eraqo appass,i,te in seguito ad nn~ r~rente siccità. La selvaggina sembra vi abbondi, e gli elefanti specialmente sono più nume· rosi sulle rive del Kuilu . I Pamba/(1, c\1e abitano quc,sta regione sono additati come una popolnzioue di un naturale buono. Le loro vestimenta ·sono di tela vegetnle eh~ confezionano essi stessi, di una qualità eccellente; acconciano i loro capelli in modo ,elabo rato, e sono leggermente tat11ati. Le loro armi consistono iu fucili a pietra, archi e frecce. Essi coltivano 11 maniaco, banani, palme, e tabacco qi ottima qunlilà. Le \JOCi groundnuts ed il mais son coltivati io proporzioni limitate; la canna da zucchero vi cresce al)o stnto s~lyatico. Gli alberi d11 frutta comprendono la palmn da olio, il sa/o e J'arr,ncio che dà un frutto amarissimo. Da per tutto vi -crescor10 cani, ca pre e polli ed in alcuni punti gatti, piccioni e piccoli ma i~ll i. Pochi i villaggi e dist;111ti tra loro. l Pamballa negano di essere -canuibali, ma non cosi i loro vicia; i Bayeye che si vantano di esercilare ·il cannil)alis1no come lo attestnuo le irn1;9e convincenti che si riscootrano nei loro villaggi . Gl'idiomi di que:;tc tribù sono poco iutelligibili alle tribù ,della CostD. Giunti sul Sankurru, noto nel suo corso inferiore come Dohimbo, 13ohim, o Nzadi Kama non si trovarono imbarçazioni di sorta, e dopo breve sosta il luogotenente Knutl decise di costrurre eia sè dei ba110lli, ciò che in cinque giorni venne eseguito, e con questi si auraversò il fiume. Questo for ma molte isole, ed il braccio pi ù granr!e ha una larghEmn di 500 yards. I villaggi sulla riva opposta si trovarono abbandonali . Si trovarono soltantc, traccie eventuali d'indigeni , ma il rin tocco dei loro tam-tam, e le c:intilene dei loro sacerdoti si senti vano incessanl.emenre. Ln natura del poese differisce 1;ompletamente da quella che si trova ad occidente del fiume, dappoichè una foresta vergine di va$ta estensione tien luogo delle praterie. Quivi le palme sono frammi ste ad alberi esogeni gigautescl)i. Il suolo è forma to di terrn grassa di grnn fcrtilitit naturale., Le pioggie sembra siauo copiose e regolari . I villaggi dei Basengo o Zenge sono costrutti sugli spinzzati in l"JIIC$ te foreste . Attraversala quest.a regione selvosa per tren ta giorni, tempo insufficiente per ~tabilire amichevoli rapporti coi Basengo , il lnogotenente_Ku nd raggiunse url fi ume largo ,t 50 yards, il cni corso tendeva leggermente a poilente. Ern questo l'l katta , noto anche come Lukatta o Lukenye, che si trovò poi riunirsi al Mlìmi di St.anley, afOu ente ~lei lago Leopoldo. Il fiume abhontla di p.:,sci e di ippopotami, e le sue sponde sono rreqnentate

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ES1.'E RA

HIVIS'l'A

da gros,i· branchi di bufoli, ma ciò che maggiormente colpì gli esplo~atorìfurono le nottole ed i pappagalli grigi iJ cu i numei'o era enorme. Il luogotenente Kuod passò su llà riva , settent.rionale, ma avendo trovato il paese disabitato ritornò e prosegui il suo ~iaggio verso oriente. Egli ~tabilì relazioni paci6che col Re Gakoko capo dei Basengo e Bikalli. Questi· ultimi sono di . statura più piccola dei loro vicini . Essi si tatuano il petto, e sembra che il segno specia le del la loro tribù siano dei circoli concentrici tracciati sull'avambraccio. Con queste geuti il luogotenente •Kun<l ebbe due comb;,ttimenti che gli costarono due uomini uccisi, sette fari ti, e.la perdita di cinque colli di valore. , I Ba·oiimbo, al di là dei Bikalli, non sono più. soggetti al Gakoko. B5si; sono di bassa itaturn, si tatnano cou circoli .sul petto e sugli avambracci, e sono armati di archi, lance e scudi . Il 15 dicembre mentre la carovana· trovavasi impacciata iu mezzo alla foresta, fu attaccata dai Bavumbo. Il luogotenente Kund fu egli stesso ferito da tre frecc ie che i suoi compagui estrassero con un rasoio. Durante la notte la pi,:,ggia cadeva a torrenti, le mun izioni cominciavano a mancare e soltanto dopo tre giorni fuscoperto un campo di manioco che salvò la carovana dalla fame. Di fronte a· queste circostanze contrarie fu risoluto di abbandcmare la strada verso oriente, e di discendere il fiume in battelli fino al Congo. La costruzione del le iml.rnrc:Ìzioni occupò tre settimaue, ed il viaggio per fi urne è così c·elere in confronto di quello per terra che il 28 gennaio ,f 886 fu raggiunt,1· l'ospitaliera stazione di Leopoldville. Il luogotenente Kund curato delle sue ferite dal dottor Mense! medico al servizio dello Stato del Congo, tosto che ne fu guarito ritornò immediatamente in p;itria l:iscian<lo sopra luogo il luogotenente Tappenbeck a definire gli affari di quest'ult:ma ;,pedizioue tedesca del Congo, , I grandi viaggi terrestri compiuti dal dottor Buttner e da I dottor Wolff, e pil! specialmente dai luogotenenti Kun_d e Tappenbeck hanno non solamente allargato la certhia delle nostre cognizioni sul bacino del Congo, ma gettarono anche una qualche luce sul le primitive esplorazioni dei missionari Portoghesi ed Italiani. Noi ci proponiamo di trattare quest'argo mento in altre occasioni ed int.anto richiamiamo l'attenzione sul fatto che il Kuso (Nkusu), il Zoso (~lusoso), il Sombo, il Sundi ed il Yakka ,;ouo tulle tribù che facilmente si riconoscono nelle primitive narrazi oni . I Sombo (Mosornbi) secondo dice il Cavazzi, sono gli abitanti di Batta. La strada tracciata sulla carta di Dapper che conduce da San Salvador al Kuango, può ora segnarsi con pien~ fiducia sulla nustra carta poichè l'antico Condi corrisponde in oggi al ì\fuene Kundi, mentre ò Cangll al di là del Kuango è evidentemente identico al Bokange del luogotenente Kund .. 1

Il Wambu è il Wamba o Umba degli antich i scrittori. Se i Baseugo de luogotenente Kund siano i Basongo degli antichi mercanti è per verità assai dubLio. ~ Un altro punto saliente assai importan te è la rassomiglianza {lei nòmi di alcune tribù che vivouo lungo i tributa ri meridionali del Congo, e di aitre che vivono nel lontano mezzogiorno come i Kunene e i Zambescì: così Badima-Aclima (nel lo Sbidima), popoh1zione del Monornopata; Pende-Pende sull'Alto Cunene al di sopra di Luseke; BalulaLula sul tributario del fiume Cubango; Bayeye-Bayeye· o'Bakuba al nord <lei Lago Ngami; Basaka-lVIasakka (llfasha:;ha) su l!' alto Cubango; Bangola-Ba'Ngola (Angola). Questo fotto indica o una rassomiglianza di idiomi , nell'ipotesi che i nomi Adima, Pende, Bayeye, Balula, Basaka ,~ Bangola siano semplicemente descrittivi , oppure una estesa emigrazione di tribù. (Dai P1·oceedings o( the Royal Geographical Socùty. London, october, 1886) .

RUSSIA

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Tl riordinamento delle scuole degU, iunker secondo ,i,t prikase ùnperiale del 23 agosto (5 settembre ·1886). - Come è noto, gli ufficiali della fanteria e della cav.11leria di linea si traevano finora in Russia dagli allievi delle cosidetu1 scuole di iiinke1· ('1) sparse per tutto l'impero. In esse erano accew,ti dei militari, per lo più. volontari, i qual i possedevano una istruzione elementare; e superavano prima di eutrlll'e nelle scuo le un esame molto foci le, e ricevevano dai loro sùperiori delle note favorevoli . Il detto esame richiedeva delle cognizioni molto più. limitate di quelle· che si pretendono dai volontari di un anno in Germ.1nia: per esempio, nessuna conoscenza di lingue estere. Questi giovani (noi p:irliamo della. maggior parte di essi, ossia dei cosidetti volontari di seconda , altra volta (i) Lotteralmeu Le la parola iunlcer significa in tedesco giovane !gentiluomo, ma in, Russia è adoperata per indica.re un ali ievo di. scuole militari secondarie.


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ESTERA

RIVISTA

ietW cateiio/i~ , to'rhiti di

istrùzione elernétita're), avèvano, 'prima di eutraré ne1Je·scuole1 di\ unker, setvito''già 1alcuni niesi inei ·reggimehti da 1 r ,, {j " ' • ~ ·loro sce1t,, e d~ve~ano nelle dette scuo'ie compiere un corso,di, due anni. Nel primo annd pel complètarh'ehtb U~llé cb'0'ntzloni 11enerali · oltre alle 11 't I I l I• • , lt • ,,, ~ f I ~ t:) ' matene m1lttan, erano lo'ro ìnsegnaté. la ·religione, la10eo&blìa, iJa!J in~ua I , ,, ,1.I l ' t Il ' I . •1 • ~ ç} ~ . (.-, russa,, e~c., ,nel secondo anno '1ilvec~. · o'"éors'd speciale;lerano· insegnate •quasi' esèlusi~ahiente le' ril~ierie' puràmentè' mi litari ceimé 'tattida ,fortificbon~. % o,' topogiafia; eéc. 'G'!ilindi'i'idui che possedeva,iì o· un~ istru1 ". ! • zione superioré, erand an'imessi di1·ettamente al secondo corso e restavano 'perciò n'elL scuolà un solò :tnno. Ul'timati' i ctue corsi, gli .;J.Iievi subi v·ano l'esame 'ili ufficiale, e I gli ' idonei ritornavano ai loro·.corpi qualì ' }'k !J lfl1ere) , o porta stendardo (nella cavalleria), e po' dp1·aporsfG ii ( sotto-a secondo 'l'esito dell'esame, erano nomin:iti officiali 'dopo se·i mesi, un .anno o anche più l'ardi. ' ' r • , l Oltre queste scuoìe di i1.mk!er vì· erano e vi :;ono tuttavia le eosidette ~lmole di guerra, 3 per la fanterii,, 1 per l'aniglieria, 1 pcl genio, dalle quali sortono quasi tutti gli ufficiali' dell'artiglieria , 1del, genio e ,dell a guardia, mentre soltanto il soprappiù, vale a dire coloro che non po<;sono entrare nella guardia o nelle armi spech1li , vengono quali uffìci:i li nei reggimenti di linea e vi rappresentano la classe più intelligente; in ciò influiscono naturalmente anche i mezzi finanziari . · Per ,ess~re accettato n_,,lle scuole ·di guerra, !'aspi rant!) deve possedere almeno una i:,;truzionc che corrisponda a quella data nelle scuole tecniche. Il latino cd il greco non souo richiesti, ma sì il franc;ese, il tedesco, o l'inglese. · 1:-,' i5tru~ione preparatoria viene per lo più impartitn nei c;orpi dei ca,detti (altra vol ta ginnasi militari) ed altresì nei ginnasì classici o nelle scuole tecnid1e; ma può anche essere documentate con un ·-esamè senza .aver prima frequentato drtti i;;tituti. ,la permanenza nelle scuole di,guerra dura due anni (per l'artiglieria e il genio tre) e gli allievi sono formati in -0ompaguie, squadroni e batterie corne quell i delle scuole cli i unlcer. Essi sono soldati obbligati con' ferma, hanno uno speciale uniforme e possono essere promossi già nella scuola a sottufficia]e, iunker-portasp11da, furiere, furiere maggiore. Sostenuto l'esame di ufficiale, i·promossi vengono mandati quali ufficial i nella guardia e nelle. armi speciali; e gl i ultimi, come si è detto, nella linea , ma però egualmente còme. ufficiali. Lo stesso accade per gli allievi del corpo imperiale dHi paggi e del corpo 'dci cadetti di Finlandia . Il numero dei posti aperti nelle scuole di iunker come il numero degli alfieri (podpr,tiporstchilé) ammessi nella ·linea dopo soste· nnto l'esaine 'di ufficiale è da parecchi nnni dtventato troppo grande pei "l

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bisogni dell'esercito, speci<)ltne]!te d,ella fanteria; . ta91to_.P,i~. ,fbe'. ,com~ si si disse, uqa parte ,qon ind(ffer:eote delle vacanz.e ne1 postl uffiçrnle · della linea pllò ~ssere,i occ,upata ~agli allievi d~He sc.uole èl, guerra, e 'CJUesti, come, meglio istruiti., sono n~turalrnente pref~ri~i. .., , . ,. , ,Mentre sin.o all(I. gu~rra ,del 1871-78 annualmente srno ~ hOO all 1e\\ delle scuole di ·iun,k er v~1,ivano pr,omossi ufficiali d) fanter,i,a, r~manevano disponibili per qp~sta c;a~egorill negli anni ,1880 ·8r sol'tani? ~00 posti di ufficiale, poichè. le S\mo)e,_di guerra au~ent~.te 1~el ,numer~. d1 allievi potevano foro i1,e anche al.la linea un maggior _c;o~trngènt;', C'.o non 1di meno, l'effettivo del)e,scuole di iiinker basato sui b1sog111d altn tempi ,era finora rima~to seq1pre lo . ste;so, cioè per le 1 O scuole di fanteria -della Russia europea e de\ Caucaso 3350 allievi divisi in due corsi. Ve. nivano così r1nnu,\ lmente sino a H}OO allievi qmlli sotto-alt1eri nella linea. Le classi preparato rie aea te nel •1879 presso a !cune scnole cl i ·iun1ke1· ,fecero bensì diminuire il uumero dei licenzia.ti quali alfi.eri sino a H 00-·12.00, ma per.ò questo numero superava sempre cii :zOO o 300 ,quello dei posti disponibili di uf~ciale. D'3ltra parte il completamen to ,JeoJi ufficiali "nadagnò io c1ualità così poco con quei giovani che per del'> ficieuia d'istr uzione avevano pì1Ssat0 tre an ni nelle scuole, che i corpi preparati:ìri spariroo.o quasi tutti nel ,1885. · Ju questo modo il numero dei sottq-alfieri in attesa di promozione ad ,ufficiale era talme~te aumentato per la manca,nza di posti disponibili che al ,10 (·13) maO'"ÌO 1886 ve n'erano cli essi •1350. :\Ila fine di agosto di oò . '{{Uest'anno se ne aggiunse un'altra quota annua le di almeno 1~ 00, e'·dal-. l'agosto del 1881 deve' aspettarsi un nuovo aumento di ,t 500 (coloro che -ora passanQ· dal primo al secondo corso) . Si dovrebbe perciò in condizioni normali, qssia se non viene alcuna guerra, e se le condizioni di avan- . zameuto restano le stes:ie, al ·1 ° ('I 3) maggio 1888 contare sopra un soprappi1ì di <2.200 sotto - alfieri, ai q1iali si aggiungerebbe alla fine d'agost.o la J.1uova annata. Oltre a ciò siccome per le disposizioni finora io v·igore quei sotto-al fieri che hanno sostenuto l'esame di ufficiale coi U;igliori risultati, ossia come dic;esi col numero ·1 , hanno il diritto di esser<~ promossi ufficia li 1r11scorso un anno dall' nscita clalla scuolà, anche se non vì sono vacanze, ne se11ue 'C he la nrande ma 011ioranza dei sotto- alfieri non privi legia ti ora ,esistenti deve per un tempo tanto maggiore, ossia per va ri i anni 11spettare la promozione. Dun1nte questo tei11po tli attesa è notorio che una quantitt\ di questi aspiranti ufficiali decade moralmente, perchè i loro mezzi non permettono loro di convivere in buona società ed e%i, quantunqne ,ju servizio. trovinsi alla pari degli ufficiali subaltern i e siano ad es$i assi-

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508

llIVI STA

mi lati .anche fuori servizio, cercano troppo so,1ente la loro compagnin negli strati ,bassi della popolazione, ep perciò fra i soldati . - La còmmissione formata presso lo Stato maggiore generale per rimediare a questi inconvenienti ebbe ad esaminare le seguenti questioni·:· ·, . ,1) Riduzione immediata del numero degli amme~si nel le s,;uole di iunker di fanteria; 2) Stabilire delle norme per una scelta più accur:ita ·deiigiovau i eia ammettersi nella scuola di fanteria; 3) Creazione di corsi pareggiati aUe sctwle di guerra presso la scuola di iunker di Mosca per quelli individui a servizio nell'esercito i quali. muniti di una istruzione superiore (ginnasinle od universitaria), desiderano va lersi dei grandi vantaggi che offrono questi corsi per la pr:omozione ad ufficiale; ,t) :Miglioramento della condizione materiale dei sotto-alfieri. Questi quesiti ebbero la ,egnente :;ol uzione, ora sanzionata da ll'Imperatore: ;I) Già al principio del nuovo corso di quest'anno saranno accettati 700 iunker di meno nelle scuole. - Le scuole restano per ora costituite come sono, ad eccezione di quella di Kasan, i cui :i lii evi formeranno un:. sola compagnia in luogo di due; 2) Al principio del corso del ,J887-88 le séuole di iunker di Kasan, Riga e Varsavia saranno completamente abolite e.l'efTettiv_o degli iunker nelle altre scuole sarà allora ridotto di 600. Con ciò da allora in poi, invece di 4500 ionker come pel passato, sa ranno accettati solo ,da 900 a 950 annualmente e così dopo trascorsi due anni, con tate le perdite, si avrannoannualmente soltanto 700 sotto-alfieri . Ma siccome il bisogno normale di ufffciali è, come fu detto, di 900 al l'anno, così il numero dei sottoallìeri in soprappiù deve dal 1888 cominciare a diminuire e col tempo. completamente sparire. Allora il numero, dei giovani d:i ammettersi annu:ilmeute nelle scuole di iun ker potrà di nuovo, conforme ai bisogni , essere portato a H 00 o 11200. In caso di guerra si eleverebbe egl\al men te questo effettivo . Le scuole di Rig~, Varsavia e Kasan sono così destinate a sparire,. perchè esse, troppo vic;ine ai confine dell' impero , non sono adatte a coltivare lo spirito nazionale russo quale lo si desidera nel corpo degli uffici,di. Si vuole anche iu tal guisa agli individui di razza non russa che abboudano nei paesi di confine creare delle difficoltà per la carriera militare, per avere così un corpo di ufficiali prettamente rus:;o. 3) Le nuove condizion i di ammission e che hanno per mira di dimi• unire il nu mero degli alliHv i dicono : 1

ESTERA

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·" a) che per lo innanzi come•per lo passato· è libera' Fentrata -. nelle scuole•di inoker a tutti gli allievi aspiranti di prima categoria, forn iti cioè almeno di istruzione secondaria, · ed anche ai non volontari ; quaudo essi siano divenuti sottofficiali; ', bì èhe dei ·volontari· forniti di istruzione di second.a ·ca'tegoria (elementare), potranno per lo inna nzi essere ammessi agli ,esami di concorso soltanto coloro .che abbiano servito per un auoo completo, e frattanto siano divenuti sottuflìciali. Il numero di questi deve limitarsi a seconda dei posti disponibili nelle scuole e del numero degli aspiranti forniti di istru· zione super,iore. 4) Poichè l'istruzione nel le scuole di guerra procura a coloro che le hanno frecrnentate con successo dei vantaggi molto maggiori che non l'i- · struzione nelle scuole di ù mkèr, ma pertauto il numero dei giovani che vogliono entrnre nelle scuole di guerra è maggiore del numero dei posti disponibili in, deue scuole, così col principio di questo auno scolastico (ottobre) saranno istituite presso la scuola di ùmker a Mos<.:a delle classi specillli ,con l'insegnamento della scuola di guerra, e saranno dimiouite le classi con l'insegnJmento delle scuole di iiinker. Gl i aspiranti muniti di istruzione scient.ilica su periore (accademie od università) devono per diventare ufficiali co mpiere solo l'ulti1110 cç>rso di detta scuola. Gli aspiranti con istrnzione secondaria .(ginnasiale) restano due anni nella scuola (come nelle scuole di guerra propriamente dette). L'a\'ere frequentato il corso ~ielle classi pareigiate al le scuole di guerra della scuoi:, di 1iunker di Mosca procura t1gl i allievi di esse gli stessi diritti di cui godono gli alliev,i della scùola di guerra propriamente dette, ossia essi veu~ono, dopo sostenuto l'esame, nominati ufficiali, ed i migliori con un brevetto munito di data anteriore di un anno. Come agli allievi delle scuole di guerra di fanteria e di cavalleria , può anche a quelli del le classi speci:di della scuola di itmker di Mosoa essertl concesso il passaggio nell'artiglieria da campagna ed anche io rinella eia fortezza, nel caso che ve Òe sia nect>ssit.à, q11ando e~si rispondano ai voluti requisiti. U1w restrizione nell',nnmis::iiooe nelle scuole di iìmlcer di ca valleria non è necessaria perchè il numero degli aspiranti noo è superiore ai bisogni. Alcune restrizioni avranno solo luogo per riguardo agli individui di truppa non volontari. Essi dovranno d'ora in poi es:-ere diventati sot· tufficiali prima di poter essere comandati nlle scuole. Così anche colle .nuove disposizioni il personale degl i ufficiali di ci,valleria resterà riguardo alla coltura lo stesso di pri rna. Come venga migliornto il personale degli allievi delle scuole di itmker sotto il punto di vista intellettuale, in seguito aJJ'11ttuale riordinamento,


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RIVISTA ESTEUA

risulta dal seguente confronto. Negli ultimi anni vennero ~nnualmente ammessi: Volontari: di prirr,w ,categoria di !:'econda categoria . Non volonta; i: ' ' ' di prima categoria di seconda categoria

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' Poichè secondo le nuove disposizioni il numero degli ammessi annua!, mente sarà soltanto di 900 o 950, ed i posti vacanti devono essère ri- servnti anzitutto agli aspiranti forniti di istruzione di prima categor.ia, il · · cu i numero deve essere dai 340 ai 350, così per gli aspiranti, di seconda . categoria restano disponibili circa 600 posti in.vece dj ·1600. come prima . <D'altronde è da aspettarsi che presso altre scuol_e dì iim~e~· saranno. isti·, tuiti dei corsi pareggiati alle scuole di guerra, come fu fatto .a Mosca. Già ora le 'tre scuole di guerra ùi fanteria forniscono alla fanteria di :linea (inclusi i battnglionì cacciatori', di risri'va e di lin ea) annualmente dai iOO ai 500 ufficial i. No'n dovrebbe essere loniall'O il te~po 'in cui annualmente Ja'' metà dei nuovi ufficiali di fanter ia prov~noa dalle scuole ~ . d1 guerra o per lo meno possegga unl1 istruzione pari a quel la fornita , da Ile scuole di guerra. . 5) Circa il modo come migli'orare la posizione ·del gran numero' i i sollo-alfieri che sono iri attesa di 'promozioni non sono ancora state ema. nate disposizioni . Nel caso che essi non vengand promossi subito ufficiali · ,in soprannumero con relativo stipendio, molti saranno obbhgati di abbandonare la carriera militare o di passare quali ufficiali nella riserviJ, .. dove non manca i I bisogno di ufficia li. ' · · ·. ' (Dal lltil'itar 'Woohenblatt,).

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,fie· Fòi•lscle:,•itte •i•n ,nilit~riv,esen ·.. --: 11885.

•usc:recr' .ehen, 1von 0BE1lST LèiBELL. _: .o n novazioni'ie dei p'rog1'1JSSi nelle CO$e militari) . bl icata dal colonnello LèiBELL. ,'}

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1885. Pub-··

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Ritor.niamo sul volume pubblicato in ques'anno, di questa importante ed accurata rivista, il qual~ _tratta d,eHe \nnovazioni e progresso nelle · cose militari che eybero luogo_ nell'anno 1885. Come già si disse, esso . è redatto sul medesimo model lo dei volumi precedenti , ed.è divi,o in tre ... parti.. Nella prima partq sono esposte lf. çondi~ioni dei di versi eserciti per quanto riguarda la loro organizzazione, e le di verse leggi che si rife--· riscono ag,li u.(lìciali,, sottufficiali e sold.iti. Vi si trova ancora una esposizion,e sommaria delle forze armate degli Stati • ipinori qµali,il Marocco, . l'Annam, la .Svizzera, il Siam, la Persia ,. ecc. L::l secopda parte tratta della tattica deJJe·diverse armi, delle armi portatili , artiglieria, ed areostati.ca mi.lit.are. Nella terza e~ ultima parte è riportata la storia mi litare · dell'anno, compresù la guerra Serbo-B'ulgar-a,.Je spedizioni frances i al:• Tonchino ed al Madagascar, e le operazioni dep.:I' inglesi sul Nilo e nel:, Sudan Orientale. Diamo qui un sunto delle principali innovazioni mi litari avvenute-presso di verse potenze nel corso anno 1885 quale si rileva dal citato vo- · lume, e che maggiormente, ci sembra, possano interessare i lettori della·, Ri,visia.

Il riordinamento dell'esercito austro-ungarico sulla base del sistema.territoriale, fu completato nell'anno,·1885 colle opportune modificazioni ., introdotte nell'organico dell'm.:iiglieria da campagna ..


LIBH,f"'

Non fu pi:~rò·1pbs:;;ibi le provvedere interamenté nll'acquartieramento di tutte le truppe secondo le nuove esigenze, per rnancaimr di àda1ti loca li a cui si st,. atttrnlmeote provvedendo. Nel la maggior pa1,1e .dei · distretti militari le truppe sono gi!I distribuite nel modo ind icato dall'organizzazione territoriale, ' ciò bhe nssicurn una sensibile diminuzioue I di tempo richiesto per la· rnobili~at.ione . ,, · 1 i • 1 . 1, Da lle statistiche del reclutamento si rileva che sn 858 04. ,1 oiov,rni delle varie classi soggetti a.coscrizione fino a t.utto l'anno -1881:', solt:nto 120,114.1 furono ri~contrati idonei a! servizio; di questi, 95,822 .furono incorporati. Furono ri formati,od aggiornati per difetti fi~ici 64-9, 706 giovani. Il numero totale dei riformati che non raggiungevano il minimo di st.lltnra (metri ,1,55!~) fn di 92,979 i qua li ripilrtiti secondo le diverse naziona lità diedero una proporzione per 1000 che ~11ria fra i 206 (Croati) e 4. 76 (Polacchi). L'organizzazione dell'artiglieria da campagna è stata modificata nello scorso ::inno onde metterla in armon ia col rim::inente dell'eserci to ord inato a b3se di sistema territoriale. L'::irtigl ieria da campagna consta attualmente di ,1,1; reggimenti 1i'artiglieria di corpo, e 28 brigate indipenden ti di ùatterie pesanti. ln'ciascnn corpo rl'armata il reggimento d'artiglieria di corpo,·e due brigate indipendenti di batterie pesanti formano una brigata d'artiglieria. Sul piede di pacé ognuno dei ,14- reggimenti d',miglieria di corpo consta di uno stato maggiore, di nna brigata di tre batterie pesanti (dall',1 al 3) e di una brigata di batterie leggiere (,I,• e 5'), dei quadri di p:mo di munizioni, e <lei quadri del deposito di complemento. A ciascuno dei reggimenti ,1°, 2°, 30, 40, 5°, 6°, 7°, 10°ed 11,1° è addetta una brigata di batterie a cavallo composta di uno stato m117giore e 2 batterie ifcavallo; a ciascuno dei reggimenti 3°. 4°, 5°, 7°, 80, 9°, 12•, ·13° e H' è addetta una brigata di batterie pesanti composta di uno , $lato maggiore e 3 batterie pesanti, ed i quadri 'del parco di munizioni; a ciascuno dei reggimenti dall'1 al 3 e <fai 6 al H. è addetta mm bntteria d11 montngna. Alla mobilitazioue, coi quadri di parchi di mnnizioni si l'orma un parco di munizioni di corpo d'armata, e due colonne per il parco di munizioni dell'armata . · L'artiè)olieria di un corpo d'armata in cam1)aè)ona è formata dai reooic>ç menti d'artiglieria cli corpo e dal parco di munizioni ,di corpo d'armata: le brigate indipendenti di batterie pesanti dall'1 al 28, e le brigate di bhlterie pesanti dal 213 111 37 separate dai reggimenti d'::irtiglieria di corpo, coi relativi parchi di munizioni, e le brigate d'artiglierie a cavallo, formano rispettivamente l'artigl ieria divisionale delle divisioni di fanter ia e

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E PEIIJODlCI

di cavalleria . Il parco di munizioni d'armata è forlllato.della •I ' e :2" colonna di munizioni dei reggimenti d'artiglieria di corpo. , , Le batterie pesaoti hanno cannoni del calibro di centimetri,9, le ,batterie leggiere e quelle a cavallo hanno cannoni del calibro di centimetri 8, e le batterie da montagna hanno cannor.i del calibro di centimetri, 7. L'Htiglieria da fortezza si compone di 12 battaglioni formati su di uno· stato maggiore e 6 compagnie per ciascu110, di queste la 6a in ,tempo di pace ha i quadri soltanto. Al 9° battaglione aprartengono 3 batterie da montagna che alla mobilitazione vengono sdoppiate. In tempo cli pace ogni brigata d'artiglieria è stazionata nel distretto territoriale del cO!'po a cui appartiene, tranne la 14-a brigata che trovasi nel torrit,,rio ciel 2° corpo d'armata. I reggimenti d'artiglieria di corpo hanno la loro sede al quartier generale del .corpo a cui appartengono; le brigate indipendenti di batterie pesanti , a quello delle divisioni di fanteria a cui sono assegnate dall'ordine di battaglia dell'esercito in campagna. I battllglioni d'artiglieria di fortezza sono di:;txibuiti nel le diverse pinze forti. I parchi di muuizioni, ed i quadri di deposito della riserva sono alle sedi dei reggimenti d'artiglieria di corpo, ed i quadri della 6' compagnia dei battaglioni di fortezza sono al le sedi dei rispettivi battaglioni. La landwehr austriaca durante l'anno 1885 venne messa in armonia col sistema territoriale, e posta sotto il comando diretto dei comandanti dei corpi d'armata territoriali. I batt.:iglioni separati furono aggruppati in rerroimeoti che si formano al la mobi li tazione, sotto il comando di uf<e>o ficia li preventivamente designati; le sedi dei battaglioni corrispondono a quelle dei battaglioni di linea, e furono adottati gli opportnui provvedimenti per le forrnnioni di brigate e divisioni di laodwehr, studiate in modo da mettere la land wehr austriaca sullo stesso piede della ungarica come corpi combattenti . Al la sede del corpo d'armata territoriale venne istituita una scuola per gli aspinmti ufficiali, e ciò onde dar modo di ottenere un complemento di ufficiali non compresi nei quadri . Per l'amministrazione della landwchr il comand::inte del corpo d'armata è assistito da un generale o colonnello a ciò designato. La landwehr di ,fanteria consta di 82 battaglioni a 4 compagnie i quali alla mobilitazione sono riuniti in reggimenti di 3 o l~ battaglioni; 111 loro · formazione ed il ,:;omando sono preparati preventivamente. Pei 1O battaglioni cacciatori del Tirolo-Voralberg è mantenuto un ordinamento separato. Si è anche provveduto alla formazione di divisioni cli Jandwehr da comprendersi nell'ordine di battaglia dell'esercito in campagna; queste 1

1


E PERIODICI

LIBRI

divisioni s1 compongono di 2 brigate di H, a ,15 batt:iglioni di landwehr, di 3 a i squadroni di cavalleria del la landwehr o rlell'esercito permanente, di 3 batterie dell'esercito, e dei servizi amministrativi . La cavalleria della landwehr consta di 6 reggimenti di cui 3 di dragoni e 3 di lancieri. · Verso la fine del mese di febbraio corrente anno 4886 fu presentato ai Parlamenti di Vienna e di Budapest un n uovo progetto di legge per l'or· dinamento del landsturm in massima basato SLl quella che è in vigore in Germania . La legge Austriaca differisce dalla Germanica in ciò che la primn chia•1rnta del Jandsturm, cioè gli uomini non nppartenenti nè all'e<;ercito nè alla landwehr, abbinno o I}O se,rvito sotto le armi, compresi fra i 19 anni ed i 37 anni d'età, sono soggetti ~d essere assegnati al la riserva <li complemento per l'esercito o la Jandwehr qualora ciò fosse richiesto. La seconda chiamata cioè gli uomini atti alle armi compresi fra i 37 ed i 42 anni d'età e gli ufficiali in ritiro al di sopra dei 60 ann i formerebbero a rigore il Jand~turm che sarebbe destin..ito alla difesa locale. Questo provvedimento è reputato necessario in vista della forza insufficiente dell'esercito austro-ungarico come è attualmente costituito. Questa forza sul piede di guerra ascende ad 1, 1150, 000 uomini per l'esercito regolare e la landwehr, -non compreso una riserva di complemento di 80,f)OO uomini per l'esercito, e di 130,000 per la landwehr. L'esperienza fatta nelle opeFazioni iu Bosnia-Erzegovina ha dimostrato che in una guerra in paese difficile· e con cattive strade in cui le truppe sono esposte a fatiche straordinarie, questo numero sarebbe insufficiente ad affrontare gli stenti a cui indubbiarnen te andrebbero incontro.

g_im_en~i d,'_ar~igl_i~ria .dli;_ fortezza; la -più g~an parte delle0 f ?~1pagnie specrnJ1 d art1gl1eq~ ~ gemo; quest~ tru,Ppe, peròtt sono affa,tto insuflìcieu1.i ai servizi richiesti . ' , '· · ,: i , - , , ~el computo della f~;·z~ de.li' cw,~ata , d' o~~en~azi~ne,oltre ·uquartier 1 generale, i due corpi d'armata e le divisioni di cavalleria di riserva sono compresi an,che i serv i,zi sanit~ri, la CO(Tlpagoia ferro~rieri, mezza compagnia del _parcp del geuio, unn $ezione di tclegrat\st.i/ ed un ;di$taccamento cli polizia, e tuttç> ciò dttrehbe per l' armaln d' .osse1·~azione una forza di: · · 4 ,96i U(fic\ali 5,1,986 Uomipi '17, 171 Cavall i . 20 ,iCannoni Vetture e carri 1

1

1

DùrJ'is'ion11mobi,le.per il ca.mpo l·rincerato d'i Awoe1·sa.

In tempo di pace questa organizzazione non esiste, essa pero vien formata alla mobi litazione sullo stesso modello delle nitre divisioni e serve come una riserva dell'armata d'osservazione . L::i sua forza è fissata in 376 ufficiali, 113,269 sottufficiali e soldati, 2,232. cav;illi, 21~ cannoni, e 19,1 vetture e carri . La fanter ia della divisione è formata dai primi e quarti battaglioni dei 3 reggimenti fucilieri e,del reggimento granatieri, e dei primi ,i. reggimenti di linea, riunit; in .i, reggimenti a 3 battaglioni . La cav_alleria si compone di un reggimen to formato dai quinti squadroni di ciascun reggimento di cavalleria, l'artiglieria è forni ta dalle (~ batterifl di riserva da ca mpagna dei reggimenti d'artiglieria ,J 0 e 3°.

Belg'io.

Truppe d'i giiam·igione .

. !;organizzazione dell'esercito belga per il tempo di guerni non è stabili ta da nessuna legge speciale. Basandosi però sui dati della mobilitazione avvenuta nel ·1870 se ne può desumere l..i sua formazione nei te rmini seguenti: · ·I• Un'armata d'osservazione com posta di 2 co1;pi d'armata a due divisioni ciascuno, ed una divisione di cavalleria di riserva; 2° Una divisione mobile per il campo trincerato di Anversa, composta dei battaglioni di fanteria che restano aUGora disponibili, e dei quarti battaglioni e quinti squadroni dei reggimenti che vencrono formati alla mobi'lit..izione; <> 3° Alcune truppe per il servizio delle guarnigioni compreso i reg-

Ded,otte le truppe occorrenti per la formnione dell'armata d'osservazione e della divisione mobilfl, rimangono disponibili pei servizi delle guarnigioni soltnnto le segùenti truppe: Fant~ria - '12 batt.11glioni con 2.60 ufficiali, 10,764 sottufficiali e soldati . Cavalleria - ti squadroni di riserva dei 4 reggimenti lancieri, e la scuola di equit:nione, cioè 38 uffici..ili, 671 nomini e 706 cavalli. Artiglier,ia - 2 batterie da campagna e 3 reggimenti di artiglieria da fortezza, in totale 32,i. uffir.iali, 9,907 uomini, 60'.2. cavalli e '12. cannoni da carn pagna. 33 -

ANNO XXXI. VOL. IV.


516

LIDRI

Gen'io-' I l reggimento del genio meno 5compagnie •1/ 2., e3 compagnie speciali, cioè 55 uITiciali e ·I ,64-5 uomini. La forza totale dell'esercito belga sul piede di guerra che comprende l'urmal.a di osservazione, la divisione mobile, elle truppe per le guarnigioni, è di 3,020 ufficiali, 98,2~8 sottullìciali e soldati, 20,794- cavalli e 1,657 vetture e carri . La legge attuale di reclutamcrnto non potrebbe provvedere il numero di uomini necessario a corriplctare l'esercito sul piede di guerra, e mancano altresì provvedimenti adatti a fornire il numero di ufficiali necessario per la mobilitnio11e. Detta legge stabilisce otto classi di milizie di ·13,300 nomini ciascuna, oltre una riserva di due classi ed un indeterminato numero di vol0ntari. Le dette classi, esdusi i volontari e dedotti i non valori, rlarebbero nna forza tota le di 90,4-80 uomini. 1

B1il9a-1"ia e ·Ritmelia orientale.

•

L'anno il885 offrì l'opportunità di esperimentarefo stato di un esercito creato soltanto da sette anni . Il risultato fu oltremodo favorevol e. Non è possibile valuHtre esattamente•il numero diruomiui chiamati sotto le armi duran te lf: opera7,iooi che seg,uirono la nl'òbilitazione, poichè dopo la rin· nione delle forze del la Ru melia orienta le, le forze dei due Stati furono, ~er q1tattto risulta da·i rapporti pubblicati; cnlcolate assiem·e. I rapporti bulgari ·davano 1111a metil di novernbre una forza totale di ,1,10,000 uomini, di cui 60,000, dicesi, formavano il contingente bulgaro; nel fatto però risulta che verso la fioe di · novembrr, dopo eseguita il concentramento di tntte le forze disponibi li bulgare e rumeliote, il principe A1essandro non pote avere alla mano più di 50,000 uomini. La mobil itazione del la prima chiamat~ rispose perfettamente all'aspett-ativa: qualche reggirrwnto di fo nteria raggiunse una forza ancora maggiore della regolamentare, ma· la mancanza di ufficiali istruiti si fece seriamente sentii'e. Colla seconda chiam'ata la ·legge del •I 884- sthbìliv,1 che ciascun reggimento di fanteria doveva ·formare due battaglioni di riserva, uno dei ·quali d,1 mobilitar$i, l'altro da rest·ar stazionario come battaglione di complemento. Se quest'ordine tlbbe piena esecuzione, non risulta, come anche non si hanno esatte informazioni circa il numero dei volontnri, e sulla forò1àzione del la landsturm., L'armam'entò ed equ ipaggiamento dell'es/3rcito di prima linea era·soddisfocei:ìte, mll·non co~ì può 'dirsi pc:r· 10 susseguenti formazioni : 11 punto più debole era il. treno che, può dirsi, fu creato solo al momelilo della rot-

E PERIODICI

51i

tura delle ostilità, uè ii paese offriva risorsa alcuna pei cavalli da tiro, ed una parte del carreggio di requisizione era attaccalo con buoi. La mobilitazi0ne ed il concentrnmento dell'esercito vennero effettuati nelle più sfavorevoli condizioni; e tali da mettere a ben dura pro,,a anche le truppe le più. agguerrite. Ad onta di ciò la celerità e regolarità n>lativa con cui vennero compiute, attestano in modo il più favorevole lo spiri to militare e l'abnegazione dell'esercito. Malgrado il tempo c:ittivo.ed il péssimo stato delle strade, le truppe marciarono da Sarernbey a Sofia per una distanza di ·100 chilometri in 4-8 ore, ed un reggimento - il Primor$ki - percorse 92 chilometri in 32 ore, lasciando indietro soltanto 62 uomini su di un effettivo di ,\..,500 uomini. All'nzione queste truppe mostrarono il medesimo spirito militare e discìplina, e tanto nell'offensiva quanto nella difensiva si rivelarono di gran lunaa superiori alle truppe serbe. !~mediatamente dopo il colpo di stato di Filippopoli le truppe della Rnmelia orientale c,onslavano di 20 compagnie di fanteria, e due compaonie d'istruzione con 3,000 uon1ini, esclusi gli ufficiali, Uno squadrone di ~avn llcria ed una mezza batteria di artiglieria portava questo numero .ad un totale di 3,500 uomini di t>gni grado. Secondo la legge in vigore, alla mobilit,1zione ciascuno dei dodici distretti militari avrebbe dovuto dare un battaglione di prima chfomata per la milizia, ed un battaglione di seconda chiamata, oltre una 0ornpagnia di complemento . Per 0omplet11 re i ,12 battaglioni di ciascuna chia mata occorrevaùo 2M i1 fficia li, 1,2~8 sottufficiali e 10,380 uomini. Delle 12 classi annuali di milizia soggette alla legge, le 5 più giovani, cioè circa 2.0,000 uomini, avevano ricevuto un'istruzione nei quadri della mil izia. · Però le medesinÌe difficoltà riguardo agli ufficiali si p,•esentarono anche in Rumelia in seguito al ritiro degli utlìciali ru~si che servivano nelle truppe, e si dovevano. adottare dei provvedimeiiti di ~ipiegn togli~11d?11~ dai battiwlioni di prima chiamata; il risultato fu che 1 2i battaghom rh D . . prima e séeonda chiamata, lJenchè completi in uomini, a,,evano stati m11ggiori in,mfficienti e non più di due utlkiali per compagnia. Alla fin e d'ottobre ·1885 la forza della fanteria era calcolata da 34' a 36 , 000 uomini . distribuiti fra i 24' battaalioni di prima. e second11 chia0 muta, ed 8 a ·I O battaglioni formati con uomini di terza chiamata e vo· lonlari. La cavnlleria ebbe un l'lumento di ·I o 2 piccoli squadroni i quali insieme agli squadroni preesistenti formarono il nucleo del S0 reggimento ùi carnlleria bulgara. Treno d'armata non ne esisteva in tempo di pace:, e fn formato mediani.e carreggio di requisizione colle medesime difficoltà incontrale in Bulgaria.


/.>18

L!DRI

In totale questa forza, compresi i quadri di complemento, asc~ndeva a circa 40,000 uomini. Di queste trnppe la metà almeno prese parte alla ,guerra contro la

Serbia, combattendo a fianco ai Bu lgari e adempiendo in modo onorevoleai proprii doveri. Immediatamente dopo l'armi~tizio, in dicembre~ 885, fu intrapreso il riordinamento del le milizie rumeliote sullo stesso piede dell'esercito bulgaro, secondo il quale esse dovevano essere organizzate in reggimeuti di fanteria a 4 battaglioni, e formare la 5• e 6' brigata delle armate riunite bulgara e rumeliota. I piccoli contingenti del le altre armi vennero anche egualmente incorporati. · Cina.

Do.po gli ultimi avvenimenti al Touchino e la guerra sostenuta colla Francia, il governo cinese ha riconosciuto la propria impotenza a sostenere un:i lotta colle potenze europee, e cedendo alle reiterate istanze di Li-Hung-chang ha deci so di riordinare tutto il suo esercito su l si~tema germanico. Presentemente l'esperimento è stato ristretto alle sole forze poste sou.o il comando immediato di Li-Hung-chang che ascendono a circa ~ 0,000 uomini. Queste trnppe fu rono formate su l modello delle tedesche, e sono stanzi11te in un campo permanente situato fra Tientsin ed il golfo di Petch ili. La fonteria è formata in reggimenti di 1,1, compagnie, ed è armata del fucile austriaco, e la loro istruzione è fatta in base ai regolamenti di istruziÒne tedeschi.Alle esercit11zioni di tiro vien data una grande importanza. . L'artigl ieria si compone di 6 lrntterie da campagna e di tre da montagna ciascuna, su.~ pezzi. Perle batterie ~a carnpagn:i è stato adottato il cannone rigato Krnpp a retrocarica da centimetri 7,85, e per quel le da montagna il cannone a retrocarica d:i centimetri 7,5. I cavalli per l'artiglieria da campagna sono di razza mongola, ed i pezzi sono Jttaccati a 6 ca valli secondo il sistema tedesco. Anche i comandi son dati con parole tedesche. · A que~to punto però si arresta per ora il riordinamento. Ln cavalleria rimane qual era, tranne che è armata :ittualmente di carabine ì\iauser, Spencer e Wip.chester. A tenore del nuovo progetto, dovrauno ancora formarsi il corpo del genio militare ed il treno d' armata. L'attenzione del governo cinese si è anche rivolta allo stato in cui tro·

E PERIODICI

vasi la flotta e la difesa delle coste. Ha quindi determinato di procedere ,alla riorganizzazione della prima centralizzando l'amministrazione in un consiglio di ammiragliato, e le fortificazioni co5tiere dovranno esser tutte ·rinnovate secondo i tipi modern i. Francia .

Le notizie più importanti che troviamo nella Rivista Tedesca, si riferi·scono al reclu tamento. Risulta d:ille statistiche che il numero de, giovani soggetti a leva per l'anno 188,i- fu di 3·13, 951. eia cui dedotti gl i esentati per ragioni diverse, ;il con tingente annuale fu ripartito come segue: 2• porzione

Totale

Della classe ,188,1, . 94,1~2.2 Rimandati della classe 1883 7,683 3,7·16 Id. id. ·1882

3.i- ,057 802

·12.8,479 10,936 4,5'18

105,821

38, ·H2.

,t,\.3,933

t• ,,orziono 1

3,253 ·

1

Questo contingente, dedotti 9,::l31 uomini non effettivi ripartiti sn tutte 'le armi, venne ripartito nel modo seguente: 93,309 Alle armi di linea ('I' e 2' porzione) . ,13, 180 Alla cavalleria (solo la ,J• porzione) . 22,029 All'artiglieria (1' e 2a porzione) . 2., 784AI genio id. id. 2,4-00 .-\ I treno id. id. 1

Germania . ·

Poche sono le innovazioni introdotte nell'esercito tedesco nell'anno ~885. Nel mese di ·febbraio di detto anno venne definitivamente approvata la misura per l'altezza delle reclute da incorporarsi, e questa è com·

,presa fra un maximi1;m di metri ,J ,75 ad tÌn minimum di metri ,1,51. Nello scorso anno si seguì con molta attenzione la scuola del tiro .e fu pubbl icato uu nuovo volume d'istruzione in proposito. Furono ancora pubblicate nuove istruzioni rivedute r, corrette per la ero,gazioue delle somme assegnate per le manovre campali ed il tiro di combattimento, e secondo le quali si dovrà dare la precedenza ai seguenti ob,bìettivi nell'ordine indicato . ,Jo All'istrnzione campa le della fanteria e cacciatori, ed alla scuola


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LIBRl

dei sottufficiali nelle guarnigioni la cu i situazione non presenta per tal~ istituzioni 111 vol uta facilità nelle immed iate vicinanze. 2° Alle m:rnovre campali di distaccamenti misti delle medesime guarnigioni, o di guarnigioni circostanti . 3° Ad escursioni tattiche di ufficiali di fanteria. Lo scopo di queste· ercursioni è limitato alla soluzione di sem pii ci quesiti tattici, e quindi non dovranno avere un carattere più esteso di quelle che vengono eseguite· dagli ufficiali dello stato maggiore generale. . A ciascuno dei general i comandanti di corpo d'armata, ispettori di battaglio.ui cc1cciatori, scuole di fanteria, è assegnata una somma da impiegarsi per le s1rnccenrwte istruzioni, secondo che essi credono oppor· tuno, e non al .di là del necessar.io. Ove ad esempio manchino i fondi per lc1 pratica di tutli e tre i capitoli. devono a preferenza impiegare quelli ohe· hanno disponibili su di un sol capitolCl anzichè ripartirli proporzionatamen te su tutti e tre. È stato sempre !'iconosciuto dall'elemento dirigeo,te dell'esercito tedescoche condizione neces$aria per mantenere il suo valore normale ad un esercito con -ferma breve e con numerose riserve, è q nella di richiamare le classi per istruzioni periodiche, ed il Governo non ba mai esitat.o ad a[rontare le spese che questo sistema porta con sè. Assai rngionevolmente si ritiene, che uon è sol~ un vantaggio d'ordine inatedale per le classi in· congedo quello di tenerle al corrente delle innovazioni che derivano dai continui cambiamenti nelle armi pontatili, e quindi nelle condizioni dell'at-tacco e della clife.sa; ma si considera forse più importante l'effetto morale che si ottiene dalla presenza degli uomi ni delle vecchie classi, su i giovani· soldati che sono sotto le armi. Nè a mantenere quei legami necessari fra coloro che sono passnti ali.; vita civile, e le formazioni a cui possono essere chiamati da un momento· all'altro, gli ufficiai i tedeschi credono poss_ano bastare le rassegne perio-· diche delle classi in congedo, che hanno luogo alle sedi delle rispeuivecomp\lgnie n~I distre~to ove risiedono. In omaggio a ti:di principii nello scorso anno furon.o chiamati circa, 117,000 uomini clplla landweh,r, e della riser.va, pe_r !,\n .periodo d'istruzione di ,, 2 giorni. Eguali disposizioni f\irono prese anche per la riserva dell'eser,cito bnvare:;e, di cui furono rich iamati 0,0.00 uomini per lo stesso &copo. Le esercitazioni periodiche della riserva di complemento procedettero colla stessa rPg.oluità; gli uomini di primo anno ricevono istruzione perun periodo di ,1Osettimane, per quelli di secondo anno per i settimane,. e qu~lli di terzo anno per ,1 ,'i. giorni.

E .l'Ef\lODICI

Nel corso dell'l.l1nno ·1 885 furono chiamati per le 'istruzioni: di ,1•anno di 2. 0 )) di 3° ))

"5.4-98 uomini di tutte le armi

10,000 8,500

1

In totale

- -33,998

)) ))

»

))

Per l'annata bavar:ese i richiamati furono 5,200. Il totale quindi delle riserve appartenenti agli eserciti tedesco e bavarese, che. vennero esercitate durante l'anno 1885 fu di ci'rca 17,i-, 000 uomini . 1

ltal'ia.

Per quanto riguard11 le innovnioni avvennte in Ita lia durante il 1885, troviamo accennate le disposizioni prese per l'eseguimento della

legge sul riordinamento dell'esercito del 29 giugno 1882. Con qnnlche lieve ines.-ittezza sono riportati gli aumenti delle unità cbe concorsero alla formazione dei due nuovi corpi d'armata creati con detta legge. È riportato altresì l'ordinamento attuale della mi lizia mobile e della milizia territoriale, facendo osservare come l'insufficienza dei quadri degli ufficialì costi tuisce il l_ato debole di queste istituzioni, e prevedendo che allo stato attu.-ile delle cose, sarà sempre così, a meno che la rorza dell'esercito perma neote non veog::i ulteriormente aumentata. Persia.

La questione ancor viva della frontiern afgana che si djb(ltte fra l'Inghilterra e la Russia può dare un certo interesse alle notizie raccol te nella Rùvista tedesca in.torno alle risorse militari della Persia. Nominalmente l'esercito persiano si compone di 7.0,000 uomini di tutte - le armi, ma questo numero essendo variabile a second11 delle circostanze, e.d'altra parte non essendo stabilito con un bilancio fisso, non si'pnò f11r troppo affidamento sul le cifre che vengono riportate. In tempo di pace l'intera forza è divisa in tre armate locali, assegnate rispettivamente alle provincie di Teheran, Ispi,han e Tabriz. I goveroatbri di queste provincie :;ono i corrlilndanti in c:ipo delle tre armate, le quali di pendono da 101:0 per tutto ciò che riguarda organizzazione, armamento cd istruzione, d'onde risulta che non vi è nessuna uniti, di direzione nel complesso delle tre armate.


LlllRI

La fan teria è formata su 76 battaglioni ad 8 o •I O compagnie ed hanno un effcuivo che varia fril i 250 ed i ,1,000 uomini. La cavalleria consta di 2 reggimenti a i squadroni, ed 1 reggimento a 2 squadroni di cui uno forma In guardia ciel corpo dello shah; i squadroni contano da 50 a 150 cavalli. L'artiglierin si compone cli: 3 batterie da campagna su 6 pezzi ciascuna; 20 ba ttnglioni d'artiglieria n piedi di 200 uomini ciascuno; 30 cannoni da montagna, <zOO cannoni trasportnti n dorso di cammello, con r~oo cammelli. E~iste un battaglione del genio, ma il termine è puramente onorario, mancando affatto di qua lunque cognizione tecnica. L'armata di Is"pahan comandata dal principe Zil-e-Sultan è la meolio . 0 organizzata ed istruita i11 seguito all'energia od intelligeoza del suo comandante. Si compone di !~ reggimenti di fanteria, 2di cavalleria, 3 batteria da campngna, ed una mezza bn tteria da montagna. Essa vien reclutata in parte con arruolamenti volontari, ed in parte con contingenti tratti dai diversi villaggi clelJa provincia . La fanteria è fornrn ta in compa· guie di 200 uomini ciascuna, è vestila di una divisa di color grigio con · l'elmo, ed è armala di carabina Werndl e yatagao. L' istruzione è basala sui regolnrnenti d'istrnzioM austriaci, ma nel tiro è assolutamente insnflìciente; e non contiene nessuna disposizione per le manovre 4"ampali. La ca valleria ha la stes~a divisa della fanteria, ma in vece dell'elmo ha un berretto di 1mm bianco, ed è armata di sciabola cosacca e carabina Werodl. La bardatura dei cavalli è di modello persiano, per la massima parte in cattivo stato. Gli uomini individualmente sono buoni cavalieri, ma la loro i.struzione come soldati di cavalle1·ia è puramente uomiMle. L'artiglieria è armata di cannoni Uchatius del calibro di 7 ed 8 centimetri: gli nomini sono arm11ti di sciabola e ca rabina Snider ed hanno la medesima divisa della cavalleria, meno che portano un berretto di colore oscuro . I l punto esscnzi,dme1He debole dell':irmata è negli ufficiali indigeni, i quali, tranne rarissime eccezioni di alcuni uffi ciali istruiti all'estero, sono internment.e ignoranti in qualunqne materia militare. La conseguenza naturale è che la disciplina è pessima. Le due armate di Teheran e Tabriz sotto tulti i rapporti sooo di gran lungo inferiori a quel la di Ispahan. Come na c~empio di ciò che possano va !ere queste truppe si ciia la sped izione di Atrek io gennaio 1881i con tro Yomuds. I l corpo spedizionario composto cli 2,000 uomini di cui ·1,600

E l'Ef\1 0D I C1

523

di fanteria fu tratto dall"armata di Teheran . Alla fanteria vennero cl istribuite le armi solo al momento di par tire, queste consist.evano in ~,200 fucil i a percussione d'3i più antiquati modelli, e t~oo fucili Werndl. Non appena questa forza si fu allontanata dai dintorni cli Teheran, ove era stata passata in rivista dallo shah, essa si ridusse a •I ,'zOO uomini , ed al suo arrivo ad Atrek ne r imanevano soltanto 600; il rimanente era stato licenziato dai comandanti, abbcnchè questi fossero mu11iti ciel danaro ocvorrentc per la forza totale per tutta la durata della spedizione. È stato fallo anche un tentativo ptir l'organizzazione ed :irmamento di una {lotta, e rect>ntementc rurono spediti a Teheran dall'Austria •I O cannoni Uchatius e ,j.,f>OO fucili Wern dl.

Rnmania. Pur man teuendosi vll'iufuori delle complicazioni della penisola dei Balcani, questo giovane regno ha costantemente proseguito il riordinamento del suo esercito in conformità della legge 2 giuino 11882 . Ln fanteria è divisa in 3'z reggimenti che variano nella loro forza da circa ·1,500 uomini a circa 300; i maggiori effettivi sono assegnati ai reggimenti di frouti ern, il cui còmpito è di guardare i numerosi passaggi mont:mi e le stazioni di sbarco sul Da nubio. I quadri permanen ti sono di circa •180 uomini m media, il rimanente trovasi in congedo , ma è richiamato in -ogni mese per nn ser vizio di una settimnna. I reggimenti sono riuniti in ,i, corpi d'armata composti ciascuno cli !~ brigate cli 2 reggimenti . La cavalleria cousta di 12 reggimenti di un effettivo di circa 450 uomini, ed un quadro pr.rmanenle cli 137 uomini e 7-i- cavall i; le clisposi:zioni che riguardano il servizio sono eguali a quelle in vigore per la fanteria. Essi sono formati in i brigate di cnvalleria a 3 reggimenti. L':irtiglieria conta 8 reggimenti d'artiglieria eia ca mp11gon, su 4- batter ie, e 18 batterie terriloria li, di cui 4. sono br.!terie eia montagna . II totale secondo il nuovo organico è stato formato in 4. brigate d'11rtigliori a. Secondo il progetto del genera le Brialmont per la difesa di Bukarest, -accettato dal governo rumeno, la città è protetta d:1 una cinta di 25 chilometri di circonferenza, e da ·13 fo rti slacc::i ti di tre diverse dimensioni situati ad una .distanza da 6 a \J chilometri dulia cinta, l'intera circonferenza difensiva è di ci rca 60 chi lometri. Questi rorti staccati dovranno -t!Sser muniti di nna o due torri corazzate giranti, cli cui ne occorrono 54. per tutte le opere di difesa. Quattro di questi forti sono in corso di costruzione, e sono rrnelli di Chiti ll a, l\'l:lgoshoia, Otopeni e Tu mari. Il tempo -occorrente per il completamento del sistema è ca lcolnto a tutto l'anno ·I 890.


524

Nel 1885 fu ulteriormente svil uppato il sistema ferroviario coll'apertu,rn della line11 P iatra-Bacan di una lunghezza di circa 58 chilometri. Fu incominciata uoa1linea fra Bukarest a Czeroavoda, la quale si riunirà· a quella da quest'ultima piazza a Kustendje, mettendo in comunicazionediretta la capitale col Mar Nero. Fu an~he dato mano alla rnstruzione di altre linee sussidiarie. 1

Russ·ia.

Nell'auno ·1885 venne deciso l'aumento del numero <leal i ufficial i di fanteria sul piede di p11ce. Nei reggimenti di fanteria il n~mero attuai~ sa.rà accres?iuto di 7 ufficiali per reggimento, e di 2 ufficiali per battaglione cacciatori, ciò che diminuisce di molto la difficoltit di avere alla mobilitazione uffiriali sufficientemente istruiti. Il numero totale de,.,li uf-- · fil:iali ~ul piede .di p~ce sarà ~.uindi_di 70 per reggimen to e di ,19 per battaglione cacc1ator1, e su l piede d1 guem di 79 per reggimento e di 21 per battaglione cacciatori. Al principio di quest'anno i reggimenti della guardia, quelli del Q·corpo d'armata ed i battaglioni cacciLJtori erano già completa ti secondo le nuove disposizioni. Nell'autunno del ,f 885 . fu ordinata la formazione di duen.uovi battaglioni di cacciatori transcaspiani, il ·7° e 1'8°, e questa forma-. z10ne venne effettuata col concorso di compaonie complete tolte dalle divisioni di fanteria dei distretti di Charkoff Mosca. Varie inuovaziooi ebbero luogo nel l88iS nei diversi servizi dell'artiglieria . Furono formate a Kieff tre nuove battE;rie da montagna su ,j. pezzi e poste sotto quel comando loc11le d'artiglieria, Alla mobilitazione queste· dovranno esser portate a 6 batterie &u 8 pezzi. In tempo di pace tutto il materiale_necessario a queste form_az ioni è ten uto in pronto sopra luogo. Le battene d,a montagna del Turkestau, nrn1 volta su 8 pezr.i, sono stateridotte su 6. E sta to formato un nuovo battaglione d'artiglieria da fortezza a 'Novo-Georgijevsk e Rrest-Litovsk, e 2 a lvangorod, portando cosi il Humero totale di battaglioni al di là dei i8. Di più il 2:0 e 3° battaglione· a Dunaberg ed il 3° battaglion.e a Varsavia furono aumeutati ciascuno di una quarta comp3gnia. Nelle piazze forti principali di Varsavia Novo-Georcri1·evsk Brest-· . ' o ' Lito\·osk, Ivangorod e l(ovno furono create delle formazioni nuove allo scopo di fornire speciali batterie per le sortite in caso d'nssedio. Queste batterie sono su 2 pezzi in tempo di pace, e vengono portate ad 8 pezzi in tempo di guerra. Furono anche introdotte delle modificazioni nell'ordinamento dell'arti1

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525

E PERIODIC I

LIBRI

glieria di complemento . La 5a e 6· batteria della 2:• brigata d'artiglieria di riserva, furono trasformate ìn 1· e 211 batteria di complemento postetemporaneamente sotto gli ordini del comandante l'artiglieria da fortezza a Dllnaberg; queste alla mobilitazione devono formare 8 batte~ie di complemento indipendenti. Queste batterie sono distribuite all'indietro dell'a rma ta operante, e sono destinate a rifornire e mantenere al completo in· uomini e cavalli le ùatterie di prima linea. Questo provvedimento non intral cia menomamente l'ordinamento delle ù.itterie di complemento, ma è inteso sol tanto ad attuare nn 11uovo e pratico modo di completare le-batterie di prima linea. Laddove finora ciascuna delle fi.8 ùatterie di complemento distribuite su tutto il territorio, <love1,a provvedere al completamento delle corrispondenti fi.8 brigate d'artiglieria attiva , ciò vien fatto attualmente pel tramite delle 8 nuove batterie. Sul totale delle fi.8 batterie di complemento, 4.0 sono formate colla 5a e 6• batterin delle 5 brigate d'artiglieria di riserva, e formano 5 brigated'artiglieria di complemento. Le brigate sono ad 8 batterie ci~sctrna. In campagna queste ti.O batterie delle br(gate di complemento riforniscono le 8 batterie indipendenti pure di complemento, le quali alla loro, volt.a completano quelle di prima linea. · La nuova organizzazione dei servizi del treno nell'esercito russo fu tr:,ttata io genere nel rapporto per il 188 che vide la ìuce lo scorso anno,1885. Il rapporto pubblicato in quest'anno contiene una più dettagliata.· descrizione sui servizi del treno che 1Jccom pagua una di visione di fan teria, e la s1,1a posizione in marcia . Le nuove disposizioni su tali servi zi non hanno ancora potuto essere attuate per tutto l'esercito: al principio dell'anno correute ·1886 erllnO· completi i servizi del treno reggimentale presso tutta la cavalleri:1 e l'artiglieria, quasi tutti i battaglioni cawatori , ed una parte della divisione di fa11teria. Soltanto, il materiale dell'antico modello 1876 sarà sostituito . dal n novo ma te ria le modello ,188(1. a misurà che verrà posto fuori .servizio dall'uso. 1~

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Serbia.

La mobil itazione effettuata in sette1nbre ·1885 comprendeva la chiamata· di tutta la prima classe ed una parte della seconda, ma all'atto pratico la· i)rima non fu completata sul piede di guerra. A tenore del sistema in vigore la prima chiamata .che comprende le 1O clas5i annuali da i 20 ai 30< anni, i_nsieme ai riparti dì c0mplemento, dovrebbero formare alla mobili-· 1


LIBRI

tazion,) 20 reggimenti di fauterin (compresi 5 reggimenti della guardia) a :4, battagl ioni ; 5 reggimenti di cavalleria a q. squadroni, 5 reggimenti di -artiglierin nel 8 batterie (su 6 pezzi) e 5 compagnie di pionieri, componenti in tutto 5 divisioni : ed in aggiunta 1 squadrone. della guardia, ·I ,reggimento d'artiglieria da montagna a 6 batterie (su ,I, pezzi), 1 bnuaglione d'nrtiglieria da fortezza a i compagnie, e 2 l'Ornpagnie di pionieri sotto g!ì ordini diretti del conrnndaute in capo dell'esercito. Effettivamente però la mobil itazione si ridusse al completamento dei 15 reaoimenti di ç)o") 'linea a 3 battaglioni soltanto, dei 5 reggimenti di cavallerin a 3 sqtiadroni , e dei 5 reggi menti d'artiglieria a q. batterie, meutre dei battaglioni della guardia 4- soltanto vennero portati al piede di guerra, e le 3 •batterie da montagna già esistenti non vennero aumentate. Il risultato di questa mobili tazione pnrzial e della prima chiamata fu di mettere in campagna una forza consistente in fi-9 battaglioni, ·I 6 squa·droni e 23 batterie, ossia in cifra tonda 55,000 uomini , o circa 41,000 -combatten ti. •I ,600 uomin i di cavalleria e ·132 cannoni. La seconda chiamata, che comprendeva le 7 olassi annua li dni 31 ai 37 anni, concorre a formare 60 _battaglioni, ,1O squadroni, 20 batterie da montagna e 5 compagnie di pionieri. Di questi furono dapprima formati e 2 squadroni, più in là si formarono altri 2 rel111isoltanto 5 reggimenti v r:>~ menti. Calcolando questi reggimenti di seconda chi:nnata a 3 battaglioni, 11 totale delle forrn serbe di prima linea constava di 70 battaglioni, · ,18 ·squadroni e 23 batterie, cioè una forza combattente di 53,000 uomini, 1,800 cava lli e 132cannoui. Il risu ltato incompleto e per null3 soddisfocente della mobilitazione si · ,deve a parecchie cause. L'ordinamento 'in vigore era oompara tivamen te di recente data, i quadri erano stati stabi liti per nna forza troppo piccola, vi fnrouo grandi'difficoltà per ottenere il nnmero di ca valli · occorrenti, ,ed in nltimo il danaro foceva difetto. In aggiunta poi a tali llifficoltà, non si prevedev:i mai che la resistenza della Balgaria fosse stata di tale na J.nra da rich iedere i più seri sforzi per pa rte de~là Serb ia. La deficienza di ufficiali e sottufficiali, conseguenza dei deboli effetti l'i dei quadri permanenti, si fece crudelmente sentire. Malgrado che nel ·1885 questi fossero stati ampliati per ' 5 battaglioni, la forza totale dei quadri non eccedè il quarto della forza di guerra, calcolata per la prima chiamata. Una tale proporzione rese impossibile il for passare alle nuove formazion i il numel'O necessario di ufficiali e sottufficiali, la di cui man·canza fu sentita ancor [Jiù per la scarsa istruzioue dei richiamati. Non esistendo quadri permanenti per la 2a chiamata, la sua mobilita.zione incontrò le più grandi difficoltà, ed il numero di ufficiali e sotluf-

E PERIODICI

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ficiali clie potè nd essa venire nssegnato, si potè avere soltanto a discapito· del la .P chinmata. Onde provvedere iu qualche modo lìlla mancanza di ufficiali, furono mandate al le truppe attivfl le clnssi 11nziaoe dcli' Accademia, militar'3. La difficoltà di otteuere il numero di cava lli occorrenti fo nncora aumentata dalla decisione presa. di comperarli esclusi vamente in paese. Per quel che si riferisce all'incorporazione degli tiomini, la mobilitazione venne effettuata con gran celerità. L'orJine fu emanato il 2ii- settembre, le prime riserve vennero il '.z6, e il ,J O ottobre era principiata la coucent.razione dell'esercito. Questa fu attuata principalmente per ferrovia, e l'H ouobre, si può dire, era completa, e le truppe combattenti erano in· posizione; il treno però non era pronto. L'armamento ed equipaggiamento del l'esercit.o sotto molti a:;petti non era soddisfocente. La fanteria era armata di fucile Mauser- Koka, e la cavalleria di ottime e.i rn bi ue a ripetizione . D'altra parte J'artiglieria da campagna ave,,a principalmente cannoni La R itte, arma disadatta alle attuali occorrenze; sol tan to i batterie 11vev11no cannoni Krupp presi ai Turchi, ed alcuni di questi erano in cattivo stato. L'approvigiouamento· in n1unizioni era deplorevolmente insufficiente, non essendovi disponibili per la fanter ia più di 3 o 4. milioni di cartucce. Anche le munizioni per l'artiglieria difettavano, ed a Pirot le batterie si trovarono a corto di granate .. La sconfi tta delle truppe Serbe fu in parte attribuita al la incompleta istrnzione degl i uomini. Per la legge di reclutamento del •1883, gli uomini soggetti al servizio sono divisi in tre categorie, di cu i la •I • classe resta 2 anni sotto le armi, '11 2• cinque mesi, e la 3a 11D me.se soltanto; ne risulta quindi una ineguagl ianzn d'istruzione che per una gran pa rte del: contingente riesce affatto inutile. Oltre di ciò per considerazioni Jìnanziariela forza permanente tla 2.0 ,000 uomini fu ridotta a 112,000, e quindi l'attitudine degli uomin i fu :mcor più ridottn . li risultato di un tale stato di cose fn che quando le truppe entraronoin aziooe fn impossibi le poter dirigere il fuoco. Alcune trnppe aprivano il fuoco ad una distanza di 13000 metri, e non potevano ven ir trattenutì fino a che nun avevano eonsuma to tutte le loro cartucce. A righe ch iuseera impossibile ottenere il fuoco simultaneo, ciasGuno ti rava per conto proprio. Il servizio cl'avamposti era fatto assai male, e non era possibile far lo rimanere i, posto contro gli attacchi a Ila baionet:a dellfl truppe bulgare in ordine chiuso. I meschini risultati ottenuti dall'artiglieria da campagna serba vnnnoattribuiti in parte al cattivo 1mteriale, ed in parte anche al modo con cui fu maneggiato. Il fuoco in genere veniva aperto a così grandi distanze che i proietti non giungevano alle truppe nem iche, ednrnnte l'azione l'ar--


LIBRI ,, 528 tiglieri;i portftva tutta la sua attenzione all'artiglieria anersaria, faci litando in tal modo l'avanzarsi della fanteria bu lgara. La difettosa orgat'lizzazione del treno, e l'inca pacità amministrativa dell'io tendeo za, contribuirono ulteriorrncrnte all'infelice risultato della . campagna. Per iocnria delle colonne del treno, intere divisioni rimasero per giorni sprovviste di tutto. Lo stesso dica.si per le colonne di munì-z1oni . Quando l'eserc·ito serbo si arrestò a Slivnitza, si procedèalla completa mobilitazione de11a·2· chiamata, e questa diede un aumento all'esercito . di 3ti a li0,000 nomini.

Tivrohia.

L'esercì to turco si com pone di ,13 corpi d'armata di cui i. primi '12 sono .formati nelle 6 provincie in ragione di 2 corpi per provincia. I coni,,ndi di questi corpi d'armata sono: il ·1° e 2° a Co,tantinopoli; il 3° ad Adrianopoli; il 4- 0 a' Salonicco; il 5° e il 9° a Kossovo; il 6° a Monastir; il 7° 11d Erzerum; 1'8° ad Erzingarn; il il0° a Damasco; 1'11 ° a Mossul; e il 12~ a B11adad. Il 9° cor1lo è reclutato i'n Siria ma il comando è in Albania, I . _". ed iI deposito soltanto trovasi in Siria. I l -13° corpo è stazionato nel Yemen, ed è completato dagli uomini di complemento in più degli altri corpi . La brigata di Candia ha una organizznione speciale. Il servizio obbligatorio è generale pei Maorncttaoi, i Cristiani posso 110 farsi surrogare mediante cambio. Il servizio militare comincia all'età di · 20 anni ed è diviso in 7 anni nell'esercito attivo (Nizarn) rli cui t~ nella riserva (Ihtiat), 7 anni nella landwehr (Redif), e 6 anni nella landsturm ,· (~·lmtafiz). · Al principio del •188ti l'effettivo dell'esercito turco era cli 26ft, ba trnglion i di fanteria, ,t 89 squadroni di cavalleria, ·1 Ot batterie da campagna, -36 batterie da montngna, 8 battaglioni J'·artiglieria da fortezza, 1H compagnie ciel gMio, 5 battagli oni di treno fi i fanteria , ·1 compagnia cli tele· grafisti, oltre le forma1,ioui d'op~rai . La forza totale presente era di 9,8HS . uffkiali, ,l{,.9,1H uomini, 22,025 cavalli; l'artiglieria constava di 3,'202 cannoni compreso quelli da fòrtezza . I 264- battaglioni di fanteria erauo formati in 63 reggimenti II i bat· taglioni ad eccezione di •I reggimento a 5 battaglioni e r~ a 3 battnglioni. I quadri per il piede di pnceerano di 500 uomini per battaglione, alcun i però ne avevano 600 ed 11ltri 200 . La cavalleria era formata in 38 reggimenti a· 5 squadroni meno ,t che -era a ,~ squadroni soltanto. Gli squadroni più forti avevano ·120 uomini

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e 70 cavalli, mol ti però avernuo appena qualche'ca va llo. I quadri ernno per ,t2i'i nomini e cavalli . ~'artiglieria da campagna contava 8 reggimenti a 12 batterie e '2 hat . t~rre da ~nontagna, alcuni reggimenti però hanno un numero waggiore eh battene, ed.alcun, ne hanno un numero minore . . Nell'aprile del 1885 il minacciato conflitto fra la- Russia e l'Inghilterra md~~sc la Porta a prendere le necessarie misure rer mantenere la neut~ah~a del Bosfor? e dei Dardanelli. Basandosi sui rapporti delle commiss1on1 co~1poste di ufficia li turchi ed ufficiali tedesch i al servizio turco v.er'.ne_ rntt~to l'antico. forte di Korum-Kaleh situato all'ingresso me~ r1d10nale der Dardanelli sull:i costa asiatica, ed armato con 7 cannoni di grnsso c.alibro Krupp, furono completate alcune batterie alte, rinnovate le lrnee mteroe delle mine d'ostruzione a Cbaoak-Kaleh, e protetta dal le d~ie co~t~ con batterie di mitragliere. Furono completate e mes,-e in stato di s~rv1zro _le. comunicazioni telegralìche fra le diverse opere di difesa clegh stretti , rn genere difettose, cd alcune mancanti totalmente. Le bat•terie a.Ite. furono armate con 60 mortai Krnpp . Le opere nel Bosforo furono lrmrtate alla costruzione di due batterie al te. Nello scorso aono, per la terza volta dall'epoca della 11uerra colla Russia, l'esercito turco si mise snl piede dì guerra. La mobilìt.azione del 1885 fu fattasu scala molto v11sta cprnntunque essa non sia stata una mob~ li tazione completa; nel mo m~nto della massima tensione, al principio d1 n:iarzo del corrente anno, la Turchia aveva sotto le armi: di truppe di 1• lrnea ,\.55 battaglioni, •133 scprndrooi, 87 b:itterie .<la campagua e 3,1 da montngna; e dr trnppe territorial i, formate però esclusivamente con rip.arti dell'esercito permanente: •I ·1·1 battagl ioni, 63 squadroni, 30 h,Htene. d,1 ca mpagn.:i e •IO da mont-agna . I battaglioni di fanteria avevano in med111 700 .combattenti,_ gli sqt'.i:iclroni HO cavalli e le batterie 6 pezzi. In tutto s1 trovavano rn sussistenza q. 75,000 uomini; di essi 318,000 erano concentrati nella penisola balcanica e costituivano l'esercito di campagna. . La parte mohile di questa forza era distribuita nel modo seÒ'ueute: ·1 ° L'armata di Adrianopoli sotto gli ordini di Muscl7ìr Tahir Pacha, composta di 15 divisioni con 80 battaofolDi (2ti di Nizarn 56 di ~edif~, 20 squnrlroni, •I 4- batterie da campa;oa e 4, da mont:igna.' vale a dire crrca 56.000 uomini di fanter ia; 2,600 di cavalleria, 8,i pezzi da campagna, e 2,i da montagna. _ 2° L'armnta. di Macedonia ed A-lbcinia al comando di Muscliir ~~e1ssel ~acha,, 6 divisioni composte da ,109 ba.ttagli_on i, 22 sq uadroni, ,-,2 batterie da campagna; e ,12 da montagna; croè circa 16,000 uomin i


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LIB RI

di fanteria, 3,080 di cavalleria, 132. pezzi da campagna e 72. da mon tagna. 3° l'armata alla frontiera G1·eca al comando di ~Iusch ir Acbmed Eyoub Padrn , 9 division i c.;on ,136 bnttaglioui, 130 :;quadro11i , 26 bauerie da campagna e 6 da montagna; cioè %,2.00 uomini di fanteria, (i,,200 di cavalleria, 156 pezzi eia campagna, e 36 da montagna·. • i · Truppe della frontier<i Montenegrina, rn battaglioni sotto gli ordini di Muschir Mustaplrn Assim. 5° Truppe d:i Cancl'ia, •15 battaglioni (8 Nizam, 7 Redi!) , 2 squadroni, ·I batteria da campagna e ,\. da montagna; circa •I 5, 000 uomini cli fonteria, 280 di c11valleria, 6 pezzi da c.;ampagoa, e 2.4- da montagna, al comando di Savas Pacha. Il modo con cui venne effettuata In mobilitazione fu in generale assa i soddisfacente segnando un marcato progresso su qu~lla dell'anno precedente. Benchè l'organizzazione turca non possa vantare in tempo di pace di una minuta preparazione per una eventuale mobilitazione, il meccanismo tal quale er11 funzi onò rego larmente, e gli uomini raggiunsero rapidamen te le bandiere. L'incorporazione dei riparti di Redif venne effettuata con straordinaria rapidità, se si tien conto dei movimenti tardigradi dell'amministrazione turca iu generale. I primi battaglioni sulla costa asiati('.a furono formati della fo rza preicritta, ed erano pronti a mar· ciare dopo 7 a 1O giorni. Nè meno rimarchevolti fu la celerità di · tra· sporto dei riparti di Iledif asiatici ai punti di concentrazione nella peni sola dei Balcani . Il primo imbarco avvenne il 6 oltobre, ed il 31 di dello mese 90 lwttaglioni erano stati sbarcati sulla costa europea . In alcuni distretti gli uomi ni affluirono in tal i proporzioni che fu criuoc-0 forza formare dei batLaglioni in sopran numero. <> Soltanto in Macedonia ed Albania si ebbe una seria deficienza nel nu · mero deoli uomini che raggiunsero le bandiere. In quanto al va lore pratico dei J'.\edi{, il risultato non fu tanto favorevole, poichè risulta dai rapporti ufficiali che su i 66,000 di prima c.ategorin, e 257,000 di second:i, meno della metà per ciascuna categoria aveva ricevuto una istruzione militare. In quanto all'arma mento le trupre di faoteri:i er:mo tutte armnte cli fuc.ile Henry-Martini pei tJuali disponcvasi di una esuberante scortn d1 munizioni. Al princ.ipio della mobil it:izione, i cannoni ordinati agli SL:l · bilimenti Krupp non ernno ancora stati consegnati, e le batterie di nnov:i formazi one furono provviste di cannoni fabbri cati in arsenale. . . I cavalli per la cav:1lleria per la maggior parte furono ~cqu1stat1 io paese, quelli per l'artiglieria all'estero. 1

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E PRRIODICI

· Il vestiario e l'equi paggiam ento delle trupro e1·a buono o quasi iu101:ame~te nuovo. Il treno ed il servir,io sanitario era affauo defì cieu te. Tuui i rapporti concordano nell':immeuerc che queste forze erano in buone condizioni, ed atte a tener la c:impagn:i, quantunque l'istruzione indi vidnnle lasciasse rnolto :i dosideri,re. È plit'ò a ri tenersi co11Hi u n ind izio assai so<ltlisfacen te per l'avveni re dell'eserrito turco, cbe <lopo un intrrvallo cli soli 7 :inni da un'ardua gurrra, la Turchi:i sia in grado di mcuere iu ca mpagna secondo la sua uno,·n organizzazioue mw così formi clabile forza, sotto ogni aspetto su periorc a quel hl che potè oppon e alla Rn!\sin nel ,1877-78.

Gt·ecia. Complcrnmentc so tto altro a~ petlo presenta il resoconto i fisnltali della mobilitazione dell'esercito greco . .\ uzi tutto per quanto riguarda la forza numeric.1, alla fine cli geun:iio ,1886, le truppe di campagna della Grecia constavano di ,rn b:ittaglioni, 12 squadroni, 8 batterie da campagna, 1 1 da montacrna e':), cla fortena e~ fi:Htaglioni e mezzo del genio, io tullo • 0 ùi 6·1,000 uomini compresi i non coml.J attenti. La mobilitazione si eseguì cou gr:indi difficoltà. - Gli uomini sfuggivano all'appello sotto le armi, cnvalli nel paese non ve n'er:ino; non esistevano affatto proYviste per i riparti mobilitati.- Ma peggiore di tutto era lo 81.ato interno delle truppe; mancanza di disciplina, cattiva istruzione, ma lattie, ecc. La deduzione generale del resoconto è assai sfavorevole per l'esercito greco, essa sotto uessuu rapporto non si giustificò le speranze che su di lui riponeva il paese. 1

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o,•g,in. ,ie,• 1'.lilita, ·- "'isse1111~luift1,iclae11, 1re,•ei11e

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Vol : XXXII , fase . '.2", 3° e 4:°.

Il feld,maresc'ialio Radetzki. - LAN G, capitano. - Note bisgraficlie e pubblicazioni di brani di manoscritti lasciati dal detto mn resciallo. Sguardo retrospeU.'!'.roo alle più 'importariti 'irmovazioni nelle cose mi:titari presso gli esercit:i strnn'ieri dwrante 1·t 1885. - Si parla anzitutto dell a Russia, della quale si rimarcano le grJndi spese che fa per . l'esercito e la marina; i cui bilanci riuniti rappresentano più del 28 per cento dello entrate dello Stato. La llussia, io materia mi litore cnmmina sulla via del progresso e cerca di reudere ii suo esercito (che è superiore 34 -

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LIBRI

a Lutti. pe: numero) ~ari agli altri per rru:1lità. Fra le più importanti rnnov:rnonr del ·I 885 $1 nota l'ordinamento del treno. Si passa in seguito alla Germauin, della quale si dice che nello scorso auuo ,fece poche m~dificazio.ni a' suoi prdinamenti militari. La più note:7ole e quella ch.e riguarda il nuo% ordin:imento del genio, la qua Je è importante specia lmente, perchè costituisce il principio di una modificazwne maggiore: la disti nzione completa del genio da piazza da qu~llo da campagna . Dell'.Itali~ s'indica il bilancio della guerra, la cifra del contingente, il nuovo tndmzzo dato n qualche collegio convi tto, ecc., ecc. Della Francia s' indicano le nuove formazion i di truppe coloniali, cioè un terzo battaglione cli cacciatori del Tonchino, pel qunle si presero dai quadri dell'esercito io t'.fficiali e 20 sottufficial i; 3 squadroni di spahis tunisini, nlla c~1. lormaz10ne con.co~ser~ le sezioni a cavnllo delle sciolte compagnie m1st~; mentre le sez10m a pred I delle stesse compagnie formarono iI quarto reggimento di tiratori algerini. Le_spe1·ùinze d,i _ti·ro p~e.~so Bruck. - MA'l'nos, colonnello. - Ampia r~klZlone d.el le sp~nenz~ dI tiro che ebbero luogo, dtir,,nte il ,1885, al campo d, Brnck, m continl'.az1.oue cl! r1uellc dell'anno precedente, e allo scopo di portar luce su quest10111 tecruche riguardanti il tiro. . Dice l'autore essere generalmente •riconosci uta l'u tilità di queste espen.enzc, c.lw danno, alla soluzione dei problemi , una base pratica. Contro di es.se _s, elevar?u~ va rie obbiezioni ; si è detto , per esempio, che il loro campo e troppo l11111tato, e che pe:rciò d[1i loro risultati non si possono trarre conseguenze gener,1!i. Per c~itarc questa obbiezione, bisognerebbe far prendere parte alle espenenze nd 111tieri corpi di truppa; ma conviene os~ervare ch'es~e hanno per iscopo la soluzione di pr11blemi det<~rminati; · devono ~ercio esser.e preparate con grande cura C condotte con grande es'attczza; 11. che chfficdmente potrebbe ottenersi, se vi concorressero grandi rìpnrti dr truppe. Il vero campo di queste esperienze è la scuol:i di tiro col suo personale ed i mezzi dì cui di;pone. ' quando due es~erienze si facciano in cond izioni perfettamen te eguali, v'.1~rando un .so~o latt~r~.' per esempio, il bers11gl io, si può dedurre dalla d1flereuza d~1 nsu ltat.1I 1n llu~nza della variazione introdotta . Opernndo a questa maniera, nelle esptmeuze del ,f 88i ( confermate pienamente da quelle ,1885), si è potuto riconoscere qunle vantaggio si procura <;hi, ~la v~n t1. al .ne~ico, ri_mpic~io!isce il bersaglio, e, invece di presentarglisi tn p1ed1 o m glllocclno, gh st presenta coricato . . Il re%ola~ento (:rnstrillCO) ammette questa posizione per u n'ioticra linea d1 cacciaton, solo in terreno affatto scoperto. Si teme che da taie posizione

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sia, piucehè dalle altre, difficile togliere il soldato, quando si traui di farl o .ivanzare. Questa maggiore o minore difficoltà è cosa che mal potrebbe stabilirsi, perchè dipende specialmente dalla disciplina e di,J morale della truppa; ma non si può negare che su questo morale avrà, in ogni caso, una sinis tra in fluenza l'aver tenuta detta tru ppa per qualche tempo esposta a gravi perdi te, le qunli, coricata, avrebbe potuto evitare. Davanti ai risultlìti del le e;;perien1.e fatte al campo di Bruck, si deve conchiudere (dice l'autor~) essere fo rse giusta l'opinione di von der Goltz, il quale dice che i combatti menti fnturi saranno caratterizzati eia lunghe e spesse linee di cacciatori coricati sul suolo . S'insegni al soldato ciò che si vuole, ]a maggior parte dc' suoi tiri , in prossimità del nemico, dovrà radi coricato. Se gl i si sarà insegnato a fare così, lo farà bene e in forz a dell'istrmione avuta; se non gli sarà stato insegnato, lo farà male, ma lo farà egun lmente, perchè la necessità lo costringerà a farlo. La legge ml landst,wnn e 'Ì complementi dell' eserMto 'in A.usti·fa. - Si esamina per sommi cnpi la recente legge sul laudsturm . Se ne dimostra J'ut.ilifa, nazi la necessità, basata snl carn tterc delle guerre mo<lerne e su quanto gli altri paesi d.' Europa hanno già fatto a questo rign3rdo. ' rt nuovo ordin1J;mento dd treno in Russia. - Le notizie e i dati conten nti in questo st.udio sono tratti dlì una recente opera del generale russo Ua,;eukampf, il qnale fu membro delln commissione che studiò per tre anni nn nuovo ordinamento del treno , e le cui proposte furono recentemente accettate. Qu~sto nuovo ordinamento si basa specialmente sulla distinzione del treno in dne grandi riparti: treno di reggi\nento e t.rnno ùi divisione. Tutto ciò che è necessario in combattimento, o nel l' immediata vicinanza del nemico, appartiene ( per il trasporto) al treno di reggi@mto; il resto ai treno di di 1,i,;ione. Considerazioni siil t'iro dei cannoni dei campagna, modello 18i5, e mezz'i pe1· mig/:iorarlo . - MoLIN, tenente. - Discus$ioni tecniche riguardanti detti pezzi e i loro affusti. , Sulle manov1·e. - FoRINYAK, maggior generale. - E un interessante lavoro; ceco il sunto di qualche brano : Il còrn pito degli ufficiali di 1.rnppa si divide in due parti: 1• istruirn le truppe; :2• condurle. Alla prima parte si è badato sempre; rispetto alla seconda, solo da qualche tempo si offre agli ufficia li di tutti i gradi il mezzo di esercitarsi . Questo mezzo sono le manovre. La minore importanza che una volta si dava alle manovre aveva le le seguenti cause : 1° la differenza tra manovre ed esercizi era in passato meno accentuata che adesso. Ad accentuarla concorse sopratutto il perfe-


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ziona mento delle arm i da fuoco, che obbl iga a combattere iu ordine sparso e giovarsi del terreno, cerCiJUdo tutti i mezzi di presentare i I minor bersaglio ai colpi del nemico; 2° una volta :;'incontrava maggior difficoltà di adesso nel radunare grandi masse cli truppa. È della massima im portanza che il militare in guerra non si trovi per la prima volta davanti a situazioni affatto nuove; ma perd1è cio non avvenga , bisogna che le manovrC:' sieoo il più possibile simili al la guerra. Le difTerenze inevitiibili sono moltissime; ma se ne osservano anche di quelle, che potrebbero ev itarsi. In primo luogo nelle manovre manca naturaimente l'elemeut.o morale: valore, entusiasmo, ecc.; I' armnmento, il vettovagliamento, l'istruzione della truppa sono egual i da una parte e d.ill'altra . Io secondo luogo bisogna avere riguardo all e col ture, al vestiario, alla sa lute della trnppa. Pér non guastare un campo semin11 to, si fo un lungo giro; dnva11ti :1 un rigagnolo fangoso la truppa s'arresta ; e via dicendo. A ciò si aggiunge la rapidità dei niovimeuti , la qua le è assai moggiorenelle manovre che in guerr:1, sio perchè in geoernle si arriv:1 sul campo di mnnovra meno strapazz~ti che nu quello di b.iuaglin, sia perchè si rnarcia più sicuri. Vi sono ben:;ì dei comandanti che marciano con tulle le cnutele come in tempo di guerr.:i; ma vi sono pure di quelli cbe le trascurnno, o costoro hnnno il vou taggio di arrivare sempre a tempo. Il gran numero di cartucce di cui i soldnti sono provvisti in tempo di guerrn e il rispnrmio che se ne fn nell~ manovre, è causa di molte altre differenze. Ma la difTerenza più grnnde e la più inevitobile è la m.ancanza dei pro· ieuili. Parngoni11mo 1in reggimento che ,,a all'assalto in una manovra con• uno che va all'assalto in un combauimento . A 900 passi, quando fischiano, le palle, il colonnello scende dn cavallo, e poco do1}u imitan o il suo esempio i comn ndauti di battaglioue. E oou v'è uulla da dire. Le ordi nanze, gli aiutanti m11ggiori corrono aucorn da ~rn, pnrte e dall'altra a portare ordini; ma presto nno o due ricevono una pal la, e chi 11spetla l'ordine o lo riceve tardi, o non lo riceve afTntto. · A 600 o 500 passi il colounello può rinunziare a m~ncl.ire ordini e, se li manda, vengono il più delle volte rrnin tesi. Il meglio che possa fa re è di assumere personal mente la direzione del battaglione di guida. Se iu questo tempo riceve una palln, uon v'è neanche a pensarci di farlo rimpiazzare dal tenente colonnello o dal mnggiore pi ù 11n1.iano, che avranno i propri battaglioni impegnati. Dunqu e l'ufficiale più anziano nel batt:iglione di ~uida, fosse pure un capitano, ne assume il comando e tutto il reggimento prende norma da un nffici·ale che non ha mai pcusato di doverla dare.

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Che cosa vediamo in vece nelle manovrc.? Alln distanza di 500 e ,\.00 passi dalla linea dei r.,;Jcciatori nemici, chi è a cava llo ~i ?a. GI'. 11iutnnti mngF(iori corrono da una pa rte e dall'alLra a portar ordm1, e, se il cavallo ·non inci:1mpn, non smettono ma i il loro ufficio. Il colounellù vede e comanda 6no all' ultimo il sno reggimento int.iero. Perciò, tanto lui quanto 1 suoi dipendenti si trovano in una situazione diversa dn quella di un combnttrmenlo vero, e qnesti ultimi non possono esercitarsi a quell'agire autonomo che, in tali momenti, da loro si richiederebbe in tempo di guerra. l<'ra tante inn11lUralezze iuev iwbi li, questa è una che potrebbe evitarsi. Le nrnnovre snrebbero molto 1>iù simili nJl:1 guerrn, se fosse stabilito che a mille passi di flistanza dalb linea nemicn, in terreno sco~erto, n_es·suna nei reouimcuti di fantcrin resti n cavallo; che a 500 non si mandmo 0 più ~rdini ~ piccoli riporti, nè per m~zzo di aiut~~Li ma~gio~·i, n~ per mezzo d'ordinanze. Allora realmente i comandnntt in soll ordme s1 trovernnno n dover agire secondo il proprio criterio, come farebbero in combnttimento vero. Tullo ciò ~i dice per le mano1we propriamente dette, che ha~no per iscopo di esercitare gli uffi ciali all'impiego della tru ppa, non cli qnelle che possono avere per iscopo l'istruzione della truppa stes~a . . . . Serrue J'nutore dicendo che una volta nell'attacco e nella di fesa si di-spon;v11no le truppe specialment.e_ secondo. il ~uppost~ raggruppament~ ,delle forze nemiche; ma che ora b1sogn~ d1sporlr. specialmente secondo 1 c:1riiueri del terreuo. Dopo il p!\rfezioname.nlo delle armi, il terreno lrn .acquigtato mnggiore imporumzn che m~i.. Di_sponendo le p_roprie truppe ·secondo i caratteri del terreno, si è certi d1 disporle bene rispetto al nemico, salvochè esso abbia deviato dalle giuste regole; il che, se 'Jnalchti volt.n può giovargli, assai più spesso può nuoce.rgli. . Per assuefa re i comandanti a bene apprezznre ti tcn eno e a disporre se·COndo esso le proprie tmppe, è necessario che sieno all'oscuro cieli~ disposizioni del nemico e delle fo rze che comanda, come realmente vi sareb bero in tempo di guerra. A questo scopo, l'autore propone di far prendere parte alle manovre ,qualche ripnrto non precedentemente indicato, che arrivi sul campo a piena insaputa dell'avversario, cd altri simili ripieghi. Notizie dal c·inipo della fo togrnfi,a. - Vo1.K& :11En, tene~te c?l~nnell~. - Si danno notizie sui progressi fntti doli a fotogr:101.1 in questi ultimi tempi , e su imm:Jf'ini fotoora6che istantanee clie devono essere proprio il colmo dell'istantn~10ità; p~rchè si è riesciti a fo togrnfare noo solo il ciwallo :il gafo ppo, ma il corso del fulmine. . . . De.~c1··faione di nn nuovo metodo per ìmprovvisa1·e ·ragoni co1•ert1,atti. ,al trasporto di ammalati e feriti.- GscnmHAl,K, medico di reggimento. -


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L'autore dice che fra i tan ti metodi d'improvvisare mezzi di trasporto per ammalati e feriti sopra ferrovie, due soM <1uelli che rispondono megl io, allo sco po: il sistema 13eck e il sistema Zawadofsky. I sistema adoproti dai Prussiani nella campagna del 4870 e quelli adoprati dai Russi nella cumpagna del "877-78 presentavano mol ti inconvenienti, fra cui il principale si era che non si prescutavano a un'improvvisazione, ma richiedevano apparecchi preventivi e molto complicati. I due nuovi sistemi Beck e Zawadofsky sono inrece più semplici e richiedono soltflnlo moteriale che quasi dovunque si trova; ma presentano pure i loro inconvenienti, ch e l'autore enumera, entrando in pnrticolari tecnici, ed indica alcu ne mod ificazioni dn fa rgi a tnli si~temi , per evitnre· detti inconvenienti . Della maniera di dare ordini . - Si ,;vilu ppa questa proposizione: chi impara a dare ordiui a tempo e luogo e farsi intendere bene, si procurn la· la migliore garanzia che i su oi ordini saranno eseguit.i. tudi sopra Pastetw. - ZecKER medico di reggimento . -- Conferenza sopra il metod o di cura dellc1 rabbia can ina, invcntntn dal famo so medico Pasteur L'autore di questa conferenza accompngnò un militare, mor,o da un cane nrrabbiato all'istituto di detto med ico, assistè alla sua c.urn o In descrive. L'1tltima opera. del Brialmont. - Am pia recensione del libro del ge11crale Drial mont, intitollllo: Lu fort'ificazfone del tempo presente. Innovazioni negli ordinamenti militari della Germania secondo il, bi lancio 1886-87. Queste innovazioni, che l'autore diffusamente descrive, si riassumono soito i seguenti titoli: 1° Aumento dei mezzi <li perfezionamento dell'istruzione tnttica delletruppe; . 2° Aumen to degli istituti per l'istruzione teoretico delle truppe tcc111che; 3° Provvedimenti a fa vore degli 5tabili menti sanitari; 1, 0 Provvedimen ti per migliorare le condizion i economiche degli uffi ciali e dei sottnfficiali.

Jflln•b11,cl1.e1· fu,• ,tie De,ctscl,.e A1•111ee

•·i:ne. -

u1ul 11.111,-

3° trimestre 1886.

Lellere dal tempo delle carnpagne del / 813-14 . - Sono lettere cheno volontario, in seguito nfn ciale prussiano in detta guerra , scrirern d:•l ('3mpo: con tengono raccon ti 11ncdot1ici e de,crizioni .<li fct ne ni ili rnri .

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L'alleanza pn.1,sso-assiana nella campagna del 1805. - D Ec111s;:-;o tenente. -:Vlooografin storica redatta su documenti tratti dagli archivii. Consiclemzioni sull'-igiene e la cura de·i piedi vresso i soldati di /tinleria. - L'n utorc, dopo aver detto che per resistere ulle· nwrce hisogoa avere i piedi sani, e dopo avere indicato alcuni mez:1.i per conservarli tal i, aggiunge: « Genendmento ::;i creJe che il soldato debba conoscere e farl! da per se stP,~So quello che gli giova, 'e che perciò la cura dei piedi debba essere lasciata ni singoli in dividui. Questo è un errore. Il ~oldatu fa solo le cose cui è stato avvezzo, quelle in cui trova piacere e fina lmente quello che gli sono ordinate. Av,·ezzo ad :n-&r cura dei piedi non lo fu ; anzi prima di venire sotto le armi , nou aveodo a fare lunghe mnrcie, non ne senli\'a il bisogno; piacere non ce ne trova, come non nè trova il so ldato di cavalleria a curare i piedi del cavallo; dunque è una COSll che bisogna ordi nargli e sorvegliare perchè la faccia; nè più 11e meuo di qunuto si usa per la cura dei piedi doi caval li » . Con cinta o senza cinta? - Si discute sul va ntaggio e il danno di a,,ere o no, in un campo trincerato, la cinta inwrno al nucleo centrale. Le antiche for tezze (dice J'autore) erano semplicemente ostacoli; la loro difesa era pnramenle passiva . Ciò portavn per conseguenza che i giorni della resistenza di un'nntica fortezza erano contati; questi giorni potevano essere mol ti e in ciò solo consisteva il n ntaggio della difesa . La cre6ciuta mole degli eserciti e In cre$ciuta potenza delle artiglierie portò il sistema <lei campi trincerati , cioè di piazze aventi nn nucleo ce11 trale e u u contorno di fo rti staccati. Questo nucleo centrale kquasi sempre una grande ciuù. Dapprima la dislanza dei foni staccati dal nucleo cenLrale fu calcolata in modo che da questo si potessf~ concorrere alln difesa dei forti ; in t:i l ca;;o era evidentcmenle necessaria la cinta . J\fa nei campi trincerati pili moderni, sia per sottrarre il nucleo ;1d un bom bardamento, si a per nitre ragioni che è inutile emunerare, i forti si allontanarono tnlmcnte dal nucleo stesso, che uu reciproco e dirotto sostegno tra quelli e questo divenne irnpossihile. In t11l caso è ancora uecessaria, o nlrncno utile, la cintn? Un campo triucerato in queste condizioni, cioè co l nucleo cin uito e coi forti a grande distanza, costitui sce due lineo succe,sive. Nella guerra da c.1mpagna siffatta ci r~stanza sarebbe considerali\ svaornggiosa. Avviene bonsi t::dvolta elle anche nelln guerra da campagna un a bnona posizione presenti due linee; ma in tal caso la pri mn line:i serve unica mente a procrastinare il co mbattimento decisivo, per prepararsi megl io sulla seconda, la quale deve essere la più forte. Qui sarebbe il coutrnrio; la più for1 0 sarebbe la prima. Ora c'è ch i pos~n spernrc <li difendere la più debole, dopo aver perduto la più forte?


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L~gu~rr~ ~~ carnpag~1a e quella da fortezza nou sono oggidì così dil"er:se, che t prmc1p11 generali non trovino applicazione in t11ue e due. Una seconda linea non può essere se non un rimedio alla perdita della prima; e la preparazione, visibile e palpabile di cruesto rimedio, non avrà nna sinistra influenza sul com11ndante della piazza e sulla guarnigione? Si potrebbe passar sopra a questa sinistra influenza, se il rimedio fosse dav vero efficace; ma dal momento che non lo è, perchè toner prorHo alle sj1alle. di chi difende la prima linoil un effimero Juocro di rifucrio? Una o o tentaz10ue continua? Vi fu rono dei capitani, i quali bruciarono le nari che servivai~o loro di collegamento colla madn• patria, afnnchè le truppe sapessero d1 non avere altro scampo che nel proprio valore. Nessuno ardirebbe consigliare, iu regola g<'nerale, questa misura; ma . qui non si tratta di lagliarsi la linea di ritirato, si tratta solo dinonincarnare in un'opera perru~nente, in 1111 muro di cinta, la supposizione che, o prima o dopo, questa ritirata debba fars i; che, o prima o dopo, la linea dei forti debba ess~re perduta . la 'JUale supposizione, così espressa, è tanto più dannosa, mquantocbe può far credern alla trn ppa, che, dalla cinta, ultimo rifugio, la difesa si faccia meglio. Considerando la cosa dal lal,o materiale, l'avere due linee. pre~ent.11 un dnnno anc_he maggiore, a _ca nsadello sperperamento delle forzo. Una parte <lolle quali deve essero rrsparmiata per la difesa della soconda liooa . Si diri'. che a ~uar?ia, della cinta bastano poche forze, quanùo si ha in ma110 1~ 11110a dei forti. E vero; ma quando questa si perda, chi crederà di poter d,fenclere, anche per poco tempo, la cinta, con truppe comp leta monte estenullte dalla difesa protratta fin o all'estremo, sulla linea dei forti e demoralizzate pc~ aver perduto questa linea? Non sarà dunque neco;sario, per la futu ra. ~,fesa ~ella cinta, tenere in serbo un numero di truppe che sarebbero utd rsulla lmea dei fort i, ovvero abbnudonare cp1e$ta line:i prima che le forze della dil'esa sicno pienamentccsaurite '! Chi crede alla_ grande importanza della cinta, disconosce il principio fon damentale do1 modemi c;impi trincerati, .i qm,li sono posizioni preparate, per darvi battaglia. Colle fortezze antiche, quando il nemico era entrato, la difesa era impossibile, perchè tutto era preparato all'unico scopo di teucre il nemico nl di fuo ri, ma nei moderni campi trincerati, quantunque il nemico riuscisse a penetrare nel terrcrr o intermed io ai f~rti, la difesa potrebbe con tinuare egualmente; e se anco con un colpo d1 sorpresa o di viva forza il nemico penetrasse nel nucleo, non per questo ne verrebbe di conseguenza la caduta del campo trincerato. I l'orti sovrasterebbero come isole agli stretti dell'invasione e da essi 5i potrebbe con tinuare la lolla, obbligando forse il nemico a pentirsi òi esservi en · trato.

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Il 17 agosto 1786 . - CnùuzAz, maggiore. -<::ommemorazione della morte di Federico II della quale in dello giorno si compì il centenario. Federico il Gra,nde ni}/le campagne del 1757-o/761. - MoGEN, capi-· rano . - M:ouograrìa storica documentata colla corrispondenza di Federico ir. La campagna del duca di Ba·JJiera in 8le.sia e la battaglia df R1·e· slau. - WINTEH, archivista . - Ricerche storiche. Quadri.e statue d' argomentom·ilitare all'Esposizione dell'Accademia delle a1·ti in Berlino. - Si enumerano queste opere e descrivono le

principal i. Unn grau parte rappresentano fatti dell' ultima guerra francoprussiana. Cont1·ihuto alla st01"Ìa della guerra serbo-bulgara. - St>1R1DION. Sunto di una pnbbli(;azionc del dottor Gcorgjevic ~po del servizio sanitario uell'esercìto sorbo, dl1 rantc detto guerra. Il numero dei com battenti di ·1" linea effetti vamente mobilitato dall a Serbia fu di !i-3,366; a questa cifra si aggiungono 2,500 uomini pel servizio san itario e •I 0,000 del treno, dell r. sussistenze, ecc. ccc. In totale circa 1>6 mi la cli prim;i linea oltre 7 mila di seconda. L'esercito aveva in tutto 22 medici, 11 farmacisti, e 20 aiutanti. Erano certamente poc.hi, ma giova osservlit'e che anche più pochi sono, proporzionalrncuto, in Serbia i medici borghesi . Secondo l'autore di detta relazione, dottor Georgjovic, tutLO il personale sanitario ci.vile della Serbia conta appenn 88 medici e 38 farmacisti; eppure, in tempi normali, la mortalità in Serbia uon è maggiore che altrove. Ma, in tempo di guerra, tutti i medici del paese sarebbero forse insufficienti ai bisogni dell'e:;orcito. Durante l'ultima guerra il servizi,1 snnitario mancava di tutto e specialmente di mezzi cli trasporto; ma il modico capo perdette i·l coraggio di chiedere il materiale occorrente, quando vide come stava l'artiglieria, e seppe che ai carri delle colonuedi munizioni si altaccavano buoi . Auche la società della Croce Rossa era malissimo provvista , Il mctlico capo si lnmenta clic non gli sia stato permesso di requisire i fiaacs di Belgrado pc! trnsporto dei feriti da Ni5ch; il principe di Bu 1garia uou ebbe tanti riguardi, e requisì, pel t.rasporto de'suoi feriti, tutte le vettme di Sofia e dintorni . Agendo :ilio stesso modo si sarebbero po· tuto avero sulla strada da Reigrado a Nisch al meno 483 vetture: in 1•ece bisognò fare il servizio con sole 83. La s11lute delle truppe, malgrado le intemperie e gli strapazzi, si mantenne assai buona. Ma tlopo le prime battaglie, l'insufficienza del personale sanitario e del materiale si fece vi vament.e sentire.


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Quando ebbe luogo il primo giorno di battaglia davanti a Sliwnitza, le ambulanze si mettevano appena in movimento da Yisch. Quando giunsero a Belgrado i primi feriti, non si ern preparato niente per riceverli; pare che si credesse di fare una guerra senza fer iti. . In Nisch vi erano dapprima trn medi ci, poi sei, i quali lagl iavan o e fascia vano giorno e notte. Essi ac~onciarono ( si pensi in qua I modo) ci rea 3,000 uomini. Tardi si mandarono medici dall'estero. La regina di Serbia fece quanto era umauamente possi lii le pcrchè i feriti avessero assistenza. A. lei special mente si deve quanto si è potut.o ottenere a questo riguardo. Il totale delle perdite dell'esercito serlio durante la campagna è dato in 6,957 uomini, dei quali 746 morti, 4,570 feriti e ,16,H clisp,~rsi o prigion ieri. Ma siccome di questi segnati come di sporsi e prigionieri si trovarono i.o seguito soltanto 1,2.49 uomini, così bisogna ritenere che gli altri sieno morti; per il che la cifra dei morti salirebbero a circa '1 .~ 00. Fra i feriti ve nt· furouo molti feriti alle dita , dei quali vi è ragione di rredereche siansi fe riti da sè, per non continuare la campagna. Le perdite degl i ufficiali furono qua~i del 2.3 per cento sul numero degli uflìciali com battenti; qnelle della truppa furono del ,17 rer cento. Il che, in nna camp~gua durata 1,~ giorni, 110J1 è poco. 1

11lilit~~,. - Il/oclum,bl#-ilt. -

N. 84.,-90.

1l canipo d',i;n;oerno clii Valley -Forge e l'attività organizzatn:ce d'i Wai;hington e d:i Steubens - È una conferenza tenuta dal maggiore P F1STER del 426' reggimen to. St1.ld:i sul comb(iltfoiento della fanteria, contro la cawlleria tenendo conto degli effetti del/'artiylierùi. - N. N. - In due lungh i articoli l'autore espone le sue idee :;nl soggetto indicato corredando il suo Jnvoro di quella massa di esempi ipotetici e di miuut.ezzr. tanto pred iletti dagli scrittori rnilitnri tedesd1i, ma che sembra dovrebbero stancare piultosto che allettare l'attenzione del lettore, almeno del nou tedesco. La manovra snlla carta basata sii esempi- storic:i . - ~- N. - L'alltore vorrebbe che le esercitazioni di manovra su lla carta parti~sero sern pre da una situazione tratta dalla storia delle guerre del :186H o del ,1870 al fine di renderle più interessanti epperciò più istruttive. · Sono l' appanJnza e ili sostanza nell'arie moderna del CCl'IJalcar11 -in armonia? - N. ~- - .·\rticolo di carattere pnramentn tecnico dedicato agli ufficfrdi di cavalleria .

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PEHiODICl

L'ùrnpiego dei palloni volanti fa giterra~ - LA vER?NE·P~Gu1L_11EN. Conferenza tenuta nel marzo del ,1885 . .:..... E una stona prec1s~ d1 _quflnt~ fu fatto dall'epoca dell'invenzìone dei palloni volanti fino ai g1orm nostl' 1· per renderli utili in guerra. Gli areostali fissi, _seco~do l'aut~re, son~chia mati a prestare dei grandi servizi negli assedi e ne_i combatt1111e~1t1 di posizione specialmente là dove mancaoo punti ~lev_at1 ~ favorevo,lt p_er· stabi lirvi osservatorj. - E,si troveranno anche 1rnp1egh1 per la trasmissione della luce elettrica e di segnal i. - Ma per gli eserciti .in cnrn pa?1!a il toro uso e tra$portc, incontrano delle diffi colt~. - I palloni li_ber'. 1~ unione coi piccioni viaggiatori sono indispensabili per le comunicaz1om, delle fortezze assediate col di fuori. I palloni a bombe non h~nn? fi~ora dato ::ilcnn risnltato sotldisfacenle. I pa lloni troveranno un nttle impiego, nel rilievo del terreno per mezzo di fotografie istantanee. . Le (orze della Ci,na. - N. N. - Questo lavoro si divide in crnque parti:. . . . . . ,10 condizioni generali; 2° l'esercito; 3° la flotta; ,i.• lort1fì cazio111 delle· co~te e torpedini; 5° Stabilimenti e scuole. . ~e indichiamo $UCcessivamente le parti più interessan tI. . L'esercito cinese viene reclutato con arrnolament.i volontari; solo m alcune provincie occidentali, le provincie maomettane, è i"n_ vi?ore _un~ specie cli servizio obbligatorio generale. Le truppe sono r_i p~rt1te in_ cwmp~ più o meno grandi; raramente però di più di 500 ll01111DI. Questi campi devono servire alla difesa, ma al giorno d'oggi non hanno alcu~ Yaloi:e: Ogni campo dipende da un comandante mi litare. Un gruppo rii campi e· sottoposto ad un funzionario non miliwre che si occupa solo ~ell_a parte amministrativa . Non esistono nè reggimenti nè riparti superiori, come non esiste alcun riparto inferiore al battaglione: solo nel Ciii Il battaglioue viene diviso in compagn ie. Le p11ghe s?no v:irie secon~o le_provincie ma suflìcienti; lo pretese del ~oldato cmese $OllO a::;sa1 rnodest~; e qui sta una delle forze principali di quell'esercito. ·rn Cina la condizione di sohlnto non gode di grande prestigio. I gradi si otteug~no co( favont1smo o comprandoli . Nella tattica non si conosce altra lorrnaz10ne reo-o)are che quella di quadrati pieni ; la truppa in questi qu11drati_è com• po~tn in parte di tirntori ed in parte di picchieri :e _cni .picche m1, urano 25 piedi; i movimenti sulla piazza d'arme sono <~1re_lll_ co~ un grand~tirnpano disposto sul fronte di ogn i quadrato. Il prmc1p10 d1 creare_ ponlr d'oro al nemico è seo-n ito dai Cinesi in tutte le sue conseguenze; 1 loro 0 . . . . . vecchi libri di $Cienza militare danno precise prcsCl'lziont rn proposito, l'attacco contro i fianchi e specialm ente poi contro le :,palle del nem icopassa come cosa affatto disonòrevole. In una con ferenza in cui si discu-


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E . PER I ODJCI

LIBRI

tev:i la <l i5posizione delle truppe pel caso dello sbarco dei Francesi nel Ci I ì nn uffì1'iale tedesco fece osservare che con una adatta disposizione no~ ·sarebbe_ st_ato ~if~cile il tagliare la ritirata al nemi co: ma uno dei più alti generali CJUeSI rispose COII grande calore che egli a{foltO peusav/1 di Uccidere tutti i Francesi, e che no11 si Mirebbe mai lasci11to trascinare a commettere simili immora lità. Da ciò si vede quanti pregiudizi abbiano dovuto vince11e gli uffìci:lli tedeschi che nel 11885 furono chiarnat.i per riformare l'esercito. Essi trovarono dappertutto una straordinaria arrog11nza, indolenza e malvolere. Il materia le era in l,uono stato ed una parte dei soldati mo·strava buona volontà, ma lo spirito di opposizione derrli ufficiali cinesi di tutti g11adi non poteva rompersi. E:;si .oredevano di saper ~ià tutto mol to meglio dei tedeschi. Ogni cinese è pieno cli ~ospetti ve,:o tu tto ciò che è europeo e teme le in novazioni; lo stesso vicerè del Cilì in una circolare ai suoi generali prescriveva di addomesticare i d·1:a1,o/1; . forestieri prima cli adoperarli e di non lasciarloro troppo imparare della« scienza cinese» . Solo pochi ufficiali tedeschi poterono guadagnare la fiducia di ·que;;to vicerè: uno di essi riesci a formare una compagnia d'i struzione ammaestrata ali' europea, un nitro si ::i/fatica per costituire una scuola mil itare. Intanto dopo la guerra gli ufficiali tedeschi com inciarono a poco .a poco ad essere allontanati ed al loro posto sono cbiamati degli inglesi. La fanteri11 del Cilì è armata in gran parte con fu cii i Ma user Ca v11 llerin ·nel senso europeo del la parola i Cinesi non ne :wrannomai ; essi non hanno -che una_fanteria a cavallo la quale secondo il parere dei Cinesi ha questo van~agg10 sulle al~re armi di trovi,rsi nella invidiabile cond izione di po'ters, allontanare più presto di esse dal nemico . . La truppa a cavallo non ha alcuna abil ità manovriera; l'unica manovra consiste nel cava lcare l'uno dietro l'altro sopra un grnnde circolo ·e for fuoco successivamente man mano chè si giu nge di fronte al nem ico. L'~rtigl ieria è l'arma meglio istruiti\ dei Cinesi; i suoi cannoui sono ·Krupp. Il Ciii possiede la migliore artiglieria di tutta la Cina come in ·Complesso l'esercito del Cilì può dirsi il migliore degli eserciti cinesi. U~ al.tro esercito più impurtante è ({nello <li Nanking. Il vicerè di quesia prov1ncrn non ha voluto chiamare i,truttori europei . La fanter ia è armata -di fucil i inglesi. La cavalleria trovasi ad nn lil'ello nncora più basso di ,quella del Ciii . Anche l'artiglieria è peggiore. Lo stesso dicasi dell'esercito di Cauton. L'autore fornisce in seguito m0lti dettagli sulla fl otta e su ll11 dife;;a delle ,coste.

1Ve1•e 11iilitt1i•isc/u~

Bl"ue,· -

3° trimesll'e ,1886.

la rappresentazione in curte ep-iani. - Si espongono le condizioni· a cui devono rispondere le carte e piani, per pot.er servire ad uso mili tare. Considerazioni ~opra la campagna del 1859 in Itali a. (Continuazione). - Dagli scritti postumi del generale DoggenfelcL È una critica delle operazioni dal punto di vi$ta strategico. La questione della stabi.lità, delle gna1·nigiom: e del recliitamento· regionale in Franc'ia. - Tale questione (dice l'autore), insieme a cruella del la durata della ferma, è vivamente discussa nelle sfere militari in Francia. Com'è noto, il serv izio militare io Francia, per ciò che rignarda l'esercito permanente, non si presta nei luoghi stessi d'onde sono tratte le reclute; mentra vi.si presta per ciò che rigu'.lrda la ri~erva e ia mil izia territoriale. Per quanto si dica e faccia, ciò costituisce una contraddizione e reca degli inconvenienti. Le ragioni che si adducono dai partigiani di questo sistema sono di due specie: le une particolari al paese d1 cui si tratta, le altre genera li. Si dice, per esempio, che in Francia il far risiedere i reggimenti nel luogo stesso del loro reclutamento è un e$porl i ad essere più faci lmente subormti dagl i avversari dell'ordine c,)stituito. A questo riguardo lo straniero non ha che rispondere; ne sa più il matto a casa sua che il $avio a casa d'altri. Ma le ragioni d'indole generale hanno poco va lore: e non ne ha alcuno qnella soventi ripetuta, che il comporre i corpi con uomini delle stesse regioni possa in tempo di guerra esporre, una regione a perdite gravissime, mentre altre non ne avrebbero alcuna. In primo luogo, per poco che la campagna duri, si cercherà sernpred'e· quilibra1;e le parti; in secondo luogo, quand'anche avvenisse che le perdite non fossero egualmente distribui te, non sa ri, un gran danno; chi a vrù avut!l più parte e più perdite avrà avuto più gloria. Egli è certo che il sistema territoriale adottato io: Germania è senzaconfron to più economico e più sernpl,icc. (Si continua riportando brani di periodici frances i che discu tono t11 le questione) . Modificazioni all'islriizione snl tù-o ·in B.iissi a. - Nell'anno corrente l'idtruzione sul tiro vigente in Russia subì notevo li modilìcazioni. Le priucipali sono : ,1°, aumento delle esigP,nze riguardo alla rapid ità del fuoco; 20, abbassamento dell'alzo normale da 300 a 200 passi· 3° mutazione del procedimento dell'istruzione per la stinrn delle di;tanz~; 4°,. iutro<luzioue dei tiri notturni . Questi ultimi costituiscono un esercizio all'atto nuovo. I Russi che, dopo


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E PERIODICI

P lew1rn, danno una grande im portanza alla guerra in torno a posizioni fortifica te, credono all'utilità degl i attacch i notturni, quando si tratti ri i dette posizioni e di piazze forti propriamente dette, e ciò per sottrarre, .almeno in parte, la t.rnppa agl i effetti micidi:1li del l~ armi moderne: Cf'.tincl i -si eserci tano a simi li attacchi. Del prinno feldmaresciallo dell'elettorato ùi Br andebnrgo . - Monografia storica riguarda o te le condizion i del de tto elettorato verso i~·1 6t\O. Esposizione de·i principii per la desc1:izione. de.l terreno . - L an~ore · indica ci un ii siano gli accidenti del t.erreno a cui lmogna dare maggiore ri iievo, e come debbano essere fa tte queste descrizioni, perchè servano ad .-uso mili tare. Ispez·ione di.11.n regg·imento d:i ca1;a/.leria. russa. - Si na rr:a il r'.snltato di un'ispezione improvvisa fotta nl 10° reggimen to dragoa1 russi dal o-enerale co mandante il IVco1·po d'arnrnta. Il giorno innanzi si mandò .;rdine im provviso ai vari squad roni distncc:iti di trovnrsi in un _l uogo rle~·10-nato per racroinnc,ere il f[ua le doveano fare una lunga mnrc1ll . In OD ù <1uesl.o luogo, al l'ora stabi lita, si passò la .rivista. . , . . .· Gli esami cl'animissione alla scnola di guerra m l•rancw. - S1 11,portano i temi dell'esame che ebbe luogo quest'anno per gli aspiran ti a del.La scuola, e s'i ndicnno altre condizion i del prQgrn mmn. La gwwrn serbo-bnlgara. - R ECHTOLD. - Lbcconto al,ba;;;tanzn dif[u::,o degli nvvenimcnti di eletta guerra . !llancanza, d',i,nseyuimento per pa1·tedel/.a cavalleria. - Si riportnno vari esempi tratti da lle ul time campagne, per di mostrare qunli risultati si sarebbero ottenuti, se dopo la vittoria si fosse inseguito il nemico coll:i -.cavalleria; il che non venne fatto , o per mancanza di cavalleda, o per non averla sa puta usare. . Sta la nostni (cinte,i·ùi (pe1· ra;pp01·to nll'istruzione) ali' altezza dei tempi? - (Continuazione) . - Discuss·ioni e proposte relative all'istrn:zione della fanteria tedesca . « A.r>ant la bata'ille »e« Pas ancore» . - È un esame comparativo di due li bri che port11no questi dne titoli. Il primo.di detti libri è ormai abbastanza conosciuto. I l secon do parte, come il primo, dal principio ·Che una guerra tra la German ia e la Frnncia $Ìa inevitabile e che più presto si può fare meglio è; ma ritiene che la Francia non sia ancor~ abbastanza preparata e biasima le rivelazioni fo tte nel primo. Qu~sl! dtH' -libri si com pletano a vicenda. L'a rticolista tedesco commen tanclol1, dice: « Vi sono delle necessità fa tali nella vita dei po poli. Fu una necessiti! In ouerra della Germania coll'Austria nel 1866 e quella della German ii'l 0 t ' -colla Francia nel ·1870-7'1. E' una necessità più o meno lontana 1· uro ... ;:,

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della Russia coll 'Inghilterra nelle Indie; è uoa necessiti1 la guerra iu Europa per la divisione delle spoglie del T urco; ed è infioe una necessità la guerra per la revisione dei conti tra la Fra ncia e la German ia . « Di questa necessitii i Francesi sono persuasi da ·15 anni e si sono in conseguenza c-0stantemente preparati; mn in quc1 lunque momento la guerra scoppi , la Germania è pronta » . Riportati quindi e confrontati alcuni brlln i dei suddetti libri e rifer iti alcuni giudizi dati in proposito da altri periodici, l'articolista tedesco con· chi ude: « Dopo la caduta del ministero Ferry (30 marzo ·1885) tutte le corrispondenze dalla Francia segnalano il ratto che il popolo francese si sente ogni giorno più irresistibilmente strascinato dalla pa,;sione della riviucirn. Noi abbiamo seguito passo passe, lo sviluppo di questo stato di cose. Se è vero che le situazioni cre1Lno i loro uomini, bisogna proprio conveu ire che il ministro Bou langcr è l' uomo della situazione. Egli vuole la rÌ 1'Ìll· cita; ma comprende che la Francia non ha alleati fra gli Stati; quinrli, . uomo risoluto com'egli è, accetta, anzi cerca alleati frn i nemici dello Stato. In un11 parola, egli vuol fare la guerrn alla Germania in nome dellci ?"ir>olii.zione so1;·iale e prepara a questo scopo l'esercito. I piani arditi hann~ le nostre simpa tie, qLrnndo posano, come quelli di Gladstone sull'eccessiva confirlenza ucl le forze del bene; ma il piano dei social isti militr•ri posa sull'eccessiva confidenza nelle forze dell' inseosn tezzll . Gli alleati su cui calcola « questo nuovo Catilina » i'nspir3no tale orrore che faranno deeu pl<1re le forze degli avversari ». l hfornui clclle manovre {rances'i. - Bisogna riconoscere ( dice l'autore) che il generale Boulanger spiega in tutto una grande attivit.à. La sua attenzione si è or" ri volta alle grandi manovre. Negli anni precedenti, a detta degl i stessi giornali fmncesi , que,te manovre erano un grande $pettacolo teatrale. Molti giorni innanzi ognuno sapeva precisa.mente ciò che gli spet.la va. Negli stati maggiori si lavorava a quest'uopo uu mese prima. Quasi ;:;empre l'andamento delle manovre era subordinato alla ripartizione degli alloggiamenti. Le marce da fri rsi, i luoghi per cu i si dovev11 pns- . sare, erano conosciuti dui corpi almeno quattro giorni prima. Si st.udiiwa la ca rta, si preparavano tranqu illamente gli attacchi e le difese; i funzionari d'intendenza avvertivano molti giorni :ivan ti i municipi e i fornito ri , perchè 11 giorno ed ora li ssa si trovasse nelle loca li tà stabilite tutto il necessario, ecc ., ecc. A qu esta maniera ogni cosa audaYabene, ma nessuno imparava nien te. Il generale Boulanger vuole che questo sistema cambi. Perciò nel le manovre del ,1886 prese varie misu re che, se non piacciono ll tutti, hanno


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LIBRI

E PF.R10DICJ

senza dubbio il vantaggio di rendere le manovre sim ili alla guerra vera. La più importante di queste misure si è che il tema ai capi-partito viene comunicato soltanto la sera che precede il principio delle manovre . Questa misura ha prodotto ur~ vera rivoluzione. Come? I generali nou sapra.nno ·più al mattino, quando montano a c11vallo, dove pranzeranno a mezzogiorno e dove dormiranno la sera? Una cosa simile non s'ern mai vista e non era creduta possibile. ·(Queste notizie e questi apprezzamenti, il periodico tedesco li ritrae d:ii periodici francesi). .

sulle esperienze di tiro faue contro detti pa lloni, al campo di Knnnersdorf. L'autore dice: L'impiego di questi palloni nelle ;:ruerrè future, e specialmente in quelle di fortezw, si farà probabilmente sn scala piuttosto vasta; perchè nn pallone frenato è un posto di osservazione che non ha l'egua le. Da ~00 metri d'altezza, anche in terreno fra stagli11to, si vede li beramente a graud e di:;tanza. L'osservatore aereo, mediante cannocchi,1 li, può benissimo osservare dove (nella piazza investita) sono radunate le truppe, dove i cr,rri, e via dicendo. E queste indicazioni riescono d'utilitit grnndissima per il tiro d'artiglieria da grandi distanze e da posizioni coperte, donde non si vede direttamente il bersaglio Di vantaggio fors'auche maggioreè la possibilità di correggere ( mediante le indicazioni dell'areostata) il tiro, di cui i tiratori non vedono gli effetti . Ciò premesso, è da ritenere che, come i palloni frenati saranno un , nuovo genere· di posti cl' osservazione, così. saranno un nuovo genere di bersaglio ai proiettili dell'artiglieria. È appunto in vista di ciò che Hbbero luogo al campo di tiro di Kunnersdorf le esperienze sopra indicate. Il tiro in.guerra contro palloni frenati, avrà Juogo;nella maggior parte dei casi, da grandi distanze. Il punto donde verranno lanciati e tenuti, merliantecordn , detti palloni, sarà sempre (ove si tratti di guerra attorno ad nna fortezza) dietro la linea dell'artigliei'Ìa dell 'attaccante, affine di proteggere gli apparecchi dell'Meostata dal fuoco nemico; tanto più che, anche da tale distanza, sollevandosi quanto occorre, si possono fare im portanti osservazioni. Si calcoli adnnque di dover tirare da distanze dì Il a 6 mila metri in linea orizzontale e 200 LJ 500 met.ri di altezza . A distanze minori la situazione del pallonHsarebbe estremamente pericolosa . La distanza del bersaglio richiederà ta Ivolta l'impiego di pezzi cli grande port.ata; la sua mol>ilità, per effetto delle correnti d'arin, richiederebbe l'impiego di pezzi assai ~obili; nella maggior partedei casi potrnnno servire i pezzi da campagna. fo ogni caso i cannoni destinati a tirare contro gli areostat.i, dovranno essere muniti di apparecchi per mirare molto in alto. I proiettili da impiegarsi sono unic11mente gli shrapnel, perchè il loro ',Coppio si nde ,fo,tintamente in aria. Per tira re giusto contro questi bersagli aerei, come contro qna lsi:isi nitro, bi~ogna anzitutto ca lcol11r henfl la distanza. Alia ,tima diretta possono servire due mezzi:· o mett.ere in rapporto l'nreo,tatn con un punto conoscinto dHI terreno, o apprezzarne la distanza dalla sua grandezzn apparente. 1\fa il primo mezzo va le solamente per casi rari ssimi; quando, per

Un g·iudizio francese rnl nuovo progetto dii ord·inainento delt' esercito. - Il nuovo progetto di ordinamento pre:;entato dal generale Boulanger si dì vide in quattro parti; ·1° reclutamento; ~· avanzamento;

3° stato degli ulfo;iali; /~o armata colonia lH. Si porta il giudizio che, sulle diverse parti di questo progetto, dà lo Spectateitr Jlfilitaire, il quale è in generale favorevole; ifldi si conchiude : « Da quattordici anni nessun µiin istro francese ha presentato un progetto così vasto. Riuscirà al gene rale Boulanger di condurlo ad effetto? In tal caso la Francia avrebbe certamente fatto un passo avanti nella sua preparazione alla guerra. Ma non bisogna dimenticare che gli ~ffetti di simili riforme si fanno seqtire solo a poco per volta, e che havvi sempre una gran differenza tra ciò che è scritto sulla carta e ciò che effettivamente esiste e si fa. » L'apertura delle A1·denne. - Come è noto, oltre la così detw apertura di Belfort, vi è, sui confini francesi verso la Germania, la così della apertura delle Ardenne, la qua le finora non è ancora stata chiusa da fortificazioni, perchè non si è ancora d'accordo sul miglior modo di chiuderla. D11pprima si voleva costru rre a tal uopo una gran piazza d'11rmi a ::-iiézières. Le fortificazioni ivi esistenti prima del 1870 vennero distrutte e si costrusse il forte di Ayvelles, come primo dei forti staw1ti del futuro campo trincerato; m11 poi non si procedette più oltre. Ora la costruzione di nna nuova ferrovia (da Mézières a Laon) ha risolleva to la questione. Ciò premesso si riporta quanto dice in proposito lo Spectateiw Mil1·taire, il qua le reclama la pronta chiusura di <rue~to tratto di confine me diante fortificazioni permanenti; indi si conchiude: La _manìa di tutto fortificare non è arH:ora passatn ai francesi, nrn giil $i sollev:rno molte voci contro di essa . .Le esperienze di tiro fatte alla Spezia nell'apri.le del 1886 contro piastre di corazza Grnson. - ScHuTz ingegnere. - L'autore è l'ingegnere della casa Gruson, il quale assistette alle esperie.nze. La relazione è fatta dal punto di vista tecnico. S11l t'iro dell'artiglie;rj,a contro palloni frenati. - È una relazione

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E PERIODI CI

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esempio, si può vedere dove è nu.accata la co rda-di ri tegno; ed auch e io que:;to caso le cor'.·c,iti ,l'aria. ~osso no aver ratto deviare il pallone e produ.rre un errore d1 quah:he ril ievo nelIn stimn dell :, distnaza. Per servirsi poi 1lel secou<lo mezzo, liisogucrebbo almeno couosccre IJUali souo k) dimensioni reali del pallone. Bisog~a dunque sccg~icrc aitra via. La dista nza di un oggc!to può sempre calcolar51, .osservando I oggetto stesso da rlnc puDti diversi, di cu i sia no ta la distanza fra loro: prondendo questa come li1Je;1 di base e misurando l'angolo del le due visuali co u detta li 11er1. . ~ elle citate esperienze fatte al campo di tiro di I<tinncrsdorf, si misu rò la distanza tlci bersngli aerei appunto con siffa tto metodo e mcdianto l'aiuto di appositi strumenti . ' ' D'.u·ante.i l tiro si fecero poi le opportune correzioni , perchò la misura degli angol i no°: dii mai risultati pienamente esatti, e perchèle oscillazioni del pallone, a causa delle corren ti d'aria, forrno variare, entro certi limiti, la distanza di ,,uesLo. A lali correzioni servì, come sempre, l'osservazione del punto di scoppio del proiettile. . Dopo tullo ciò venne tirato contro due areostati dalla distanza di 5000 rnct.ri, e aJ al tezza variabile tra i 100 e 250 metri. I l primo arco:;ta1a cadde al deci1110 :;paro, il secondo al vel!_tesimoses10. Ambedue avev:ino da '.ZO a 30 for i, prodotti 11n scheggie e 11 llarg,, ti dal gaz nella s1111 sfuggita . Sembra dunque che, in guerra, gli areos1a1.i, impiega ti come mezzi di oss':\rvazionu, saranno posti molto pcricolo:,i, perchè dnll~ distanza di cinque chi lometri, iu me110 di mezz'ora se ne bncarono due. Da distanze.maggiori cresce molto la difficoltà di colpire, ma cresce in proporzione, fo rse anche più grande, la difficoltà di fare un buon servizio d'osservazioue. L' aI·mata cli Chalons e la sua rmossa ,verso Metz. - Studio storico con osservazioni a uno studio di ;:>ari titolo pubblicnto dal Jonrnal des sciences mililaireg. Le tabelle dell'ùtrw;ione sul tiro. - Si dimostra quanto valgano queste tabelle, per apprezza re in ogni caso la precisione di tiro dei fur·i li e l:1 radenza della traiettoria . I 1noli1Yi del z>rogetto d,,; leg[!e per ·il r,ioi-cl:inamento dell'esercito (rn.n ce~e: - Si riport.1 la relnzioue che precede dello progello presentato dal m10,st'.'O .Boulonger al Parlameuto il ~o mnggio ultimo scorso e uon ancora discusso. Dell'arniata del re Cctt'ivaio. - Note di viaggio. Ricordi delIa guerra degli Inglesi contro gli Zul ù. Degl'i scritti i ntorno a cose di cavalleria 7mbblicat'i nel 1885. Cenni bibliografici.

Invtili,10 ,,.,s110. -

Sellembre e Ottobre ·1886.

Il cavallo pe1· i capitani delle anni a pied1·. - Si riconosce che il c1wallo sn rebbe di grande util ità per i comandami di compngnia tanto in guerra quanto nelle manovre di pace; però l'ndozione di una tale misura porterebbe un aggravio troppo fo rte alle fìn~nze dello Stato; quasi un milioM di rubli nel 1° anno ed un mezzo mil ione negli mrni successivi, dovendosi forn ire il cavallo a più di ~, 000 capitani . Si propone, per conciliare le necessi tà finanziari e con l'utilità pel servizio, di dnre ai capitani i cavalli ancorn in buono stato cb e annualmente vengono ri formati dalla cavalleria e dall'artiglieria. Sopra 7,000 cavalli riformati nnnunlrnen le se ne troveranno certamente un miglinio pienamente atti al SBrvizio per i comandanti di compagnia, e che potranno con tinunre in questo nuovo servizio per altri Il anni circa; così in questo periodo di tempo vi sa rebbe piena possibi litil di provvedere tu tti i comandanti di co mpag11ia di cavalli da sella, e si potrebbe negli anni seguenti riempire i vuoti valendosi di cava lli ùclla stessa provenienza. Siccome i cavall i di riform(l si vendono ad un prezzo molto basso, le finanze dello Stato uon verrebbero ad avere an nualmente uo 11ggravio superiore ai 300 mil a rubli, ove un mi~liaio di canlli in,,ece di P,Ssere venduti si dassero ai capitani delle armi a piedi . Le g1·andi manovre p1·esso JCrassnoe·-Selo nel ,J866. - Gn1Azr-ow. - Lé gr:mdi manovre per le truppe riunite al campo di Krassnoe-Selo non hanno più luogo annualmente, ma però esse sono fa tte su scn la più va$ta, e riescono così più interessnnti ed istruttive. Le manovre del ,1886: furo,;o eseguite nel vasto tratto com preso tra il golfo di Finlandia a nord, la baia di Kaporsk ad ovest, la ferrovia del Bnltico a !-ud e la linea Gacino- Krassnoe-Selo ad est. Un territorio tanto nmpio e poco conosciuto alle truppe, dava la possibi lità di sviluppare su vnste proporzion i le operazioni strategiche, e contern poranenmen te il servizio strategico e di avanscoperta della cavnlleriH. I l carattere frastagl iato cd in gr:in parte boschivo del territorio dove si svolsero quelle manov:rc meuevn il servizio di ricognizione iu condizioni alquanto diffi cili, ed agevolnva d'altra p11rte l'esecuzione di attacchi di sorpresa e la prntica nel -collegamento fra i varii ri parti e le colonne. Essendo obbligata di muoYersi e di manovrare qunsi sempre nei boschi, la cavalleria poteva mettere in pratica quelle regole senza le quali è impossibile per quest'arma il poter profi ttare dei vantaggi e degli svantaggi di un teatro di guerra boschiro . Le operazioni giornaliere nel 1884 consistettero nella difesa e nell'attacco di una ~erie di posizioni fortificate. P resso Kaskow p. es. ernvi una po-


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s1.r,i o11e fortificata per una divisione di fanteria e per ,100 cannoni , e nell'ultimo giorno delle m:inoHe, 31 battaglioni ed 81 pezzi fu1>ono concentrati nel la posizione fortificata presso Visotzki. Le manovre del 1884 diedero anche l'uccasione di fare e.;perimenti di tra::;porti di truppe su ferrovia. Nelle grandi manovre dì quest'anno i partiti contrapposti si trovavano, invece a breve distanza fra di loro e le operazioni :strategiche non poterono avere un grnnde sviluppo; ma in compenso la novità e l'importanza di ese1·citazfowi, nella sfera di im campo t1·incerato, nel che consisteva il concetto del le ultime manovre, le resero interessanti ed istruttive per tutto l'esercito, spec:ialmente perchè di tali manovre non se ne erano àncora fatte nè in Rt1$Sia nè in altri eserciti. Già dall'autunno dell'anno scorso, il granduca comandante la circoscrizione di Pietroburgo trovava indispensabile per le trnppe una pratica sistematica nella difesa e nell'attacco delle fortificazioni. Per mettere in i,uo questa ::;ua idea Sua Altezza fece scegliere presso ·Krassnoe-Selo i punti ove dovevano elevarsi le fortificazioni per i varii riparti di fanteria e per il coll egamento. di esse in ùn unico grande campo trincerato di più che 30 chilometri cli circuii.o, abbracciante tutt.o il campo cli Krassnoe-Selo. Dal punto di vista tecnico l'erezione del campo trinctlrato di KrassnoeSelo, ultimato in tutto .in tre giorni, forni una massa di dati interessanti per i specialisti, giacchè i lavori furono eseguiti con tutti i mezzi, e sopra un suolo estremamente variato, cominciando dal paludoso e terminando 111 ghiaioso. Il programma delle grandi m,1novre di quest'anno aveva per scopo di colmnre due lacune esistenti finora nel la istnizrone delle truppe, cioè: ·1° uo~ insufficiente cogn izione delle norme per l'attacc:o e per la difesa tanto delle fortificazioni isolate quanto cl i un in ti ero sistema cli fortificazioni messe in collegamento fra di loro e destlnate alla difesa di un· intiera posizione; 2° una insufficiente istruzioue nei movimen1.i e nelle manovre notturne. li grauduca ordinò anche cli esperimentare le norme di attacco di un campo trincerato nou esclusivamente colla viva forza, ma col sussidio dell'ingegneria militare e ciò specialmente di notte. Questo fu riconosciuto tanto più necessa rio iuquautochè i combattimenti dell'11vvenire come si può supporre, avranno luogo in gran parte nella sfera delle po:,izioni fortificate, epperciò molto spesso di notte. Vista la novità e la diffi coltà di que!;te esercitazioni , le truppe già nel campo stabi le furono addestrate tanto nell'attacco e dife;a delle singo le fortificazion i quanto nella esecuzione di marcie e manovre notturne; a qualcurrn cli tali esercitnioo i preliminari ass:stì~ il granduca in persona. Furono anche da una speciale

E PEHIOOlCl

commissione elaborate per le truppe del le norme apposite quale appendice al " Regolamento per il servizio dei zappatori cli fanteria "· Oltre al le operazioni nel la sfera del campo trincerato, nel programma delle ultime manovre en trarono anche degli episodi molto interessanti della gu.ena campale. Così cominciò la manovra per un partito colla difesa e per l'altro col passaggio di viva forza del finme .Isgiora mediante erezione di un ponte di barche e di due ponti sn cavalletti e su zattere; il giorno seguente fu dedicato ad una serie di operazioni d'avaoguardia e cli retroguardi a; e finalmente, durante lo stesso investimento si fecero dai due partiti degli esperimenti di scorrerie e di intraprese con tro le comunicazioni . Allo scopo di rendere le manovre il più che possibile istruttive, e per impratichire le truppe con Lll tti i perfezionamenti tecnici riguardanti la gnerra di fo rtezza, ad ogni c:orpo d'Hmata fu destinata una sezione areostntic,,, ed inoltre :il pa rtito d<ill' est un apparato cli illuminazione elettrica da assedio, ed al partito dell'ovest un analogo :ipparato da campagna, ed unn camera Wiltgrube. Su n sta sca la si adoperarono nelle manovre anche gli eliografi, i telefoni, il telegrafo , varii apparecchi per segu::ilazione nottumn (appnrec:chio Tnbulevic), le lampade elettrìche per rischiarare i lavori notturni, ecc. Fu organ izzata completament.e una posta da ca.mpagna. Tutti i lavori preparntorii per l'ordinamen to delle manovre assicurarono, come lo dirnostrù il fatto, il loro completo bnon esi to. In vari i numeri snc· cessivi l'antore descrive lo svolgimento delle manovre corredando il suo rncconto degli sch izzi necessari. . le manovre da fortezze a Nowo-Georgewslci. - Quest'anno per la prima volta i battaglioni cli fanteria di riserva costituenti la guarnigione permanente di guena di Nowo.Georgewski, furono riuniti in un campo presso quella fortezza e tale circostanza diede la possibilitit di impratichire queste truppe colle particolarità del la guena da fortezza . A questo scopo fu compilato un intiero progr.1rnma di esercitazioni nel qual~, dopo il tiro, la mar:raiore :ittenzione venne rivolta ai lavori speciali da fdr tezza . ç)l;, L't1utore in due numeri del giornale fornisce tutti i particolari delle esercitazioni fatte. T 1zENlfAUSEN. - Descrive due ;:ipparecchi per la misura delle distanze inventati dal generale Martuscewo e da I colonnel lo Pasckewicc e destinati all':irtiglieria da c11 mp~gna. Questi telemetri furono esperimentati in presenz11 di un'npposita commissione nel campo di Krassnoe-Selo. L'autore crede che questi istrumenti, qtrnndo si $Hranno fatti loro alwni perfezionamen ti, saranno uti lissimi per l'artiglieria . .Artiglier1:a da montagna a ca,vallo. - L'ln'Oahdo Russo riporta un


552

E PERIODICI

Ll OllJ

pricase del llinis1cro della guerra in seguito al quale ai can!10ni di bronzo da 3 iibbre dell'artiglieria a cavallo da montngua, devono essere sostituiti cannoni d'acciaio di 2,5 pol lici, model lo ·1883; e contemporaneamente devono essere cambiati gli affusti, avantreni, cassoni, bas1i, ecc., con altri di modello •1883. In guerra, ogni batteria deve avere 90 colpi per pezzo, di cui 4-2 gr,1nate, 11'2 shropnel e 6 scatole n mitraglia. Le operazioni notttwne delle tr1ippe. - E. U. - Le grandi manovre delle lruppe concentnite nel campo di Krassuoe-Selo.furono qu est'anno specialmente interessa nti per le operazioni no Lturne che vi furono (;)Seguile. All'autore sembra non occor ra dimostrare la grande im portanza de!l'ammaestramento delln truppa in ta li operazioni . Se, egli dice, le proprietà del fuci le odierno danno una considerevole prr-va lenza allo di fesr, sull'attacco, come molti lo assicurano, senza dubbio il miglior mezzo per privare il difensore <lolla suo suprem.i zio nel fuoco sarnnno gli attacchi nottur ni . Que;;te esercitazion i sono 1111a novit.à e In loro c;ecur.ione è alquanto difficile; l'esperienza falla dall'autore oel corso del!e recen ti ma11ovre lo porta alla cooclusio11e che le opernzioni notturoe presentano un vasto campo, si11 per l'istruzione prntica delle truppe, sia per degli stnd ii teorici . Si capis(e come l'ammaestramento delle truppe nel comlJattimento notturuo debba essere fatto sistematicn mente, cominciando da lla compagnia; è indispensabile l'Psercitare le truppe a muoversi celermente ed in silenzio, a vincere quella specia le stauchezza che s'impadrooisce dell'uomo alla notte, bisogna abi tuare il soldato nlle impressioni delle tenebre ed olla tranquillità della oolle. Ma pri ma di tullo bisognerit elaborare delle norme pratiche d'orientamento ed anche studiare delle rorrnazioni specinli per la truppa, co me pure delle regole per la loro sicurezza nei movimenti notturni . Per questo motivo l'autore espone alcune sue idee, frutto dell'csperienzn fotta al campo di Krassnoe-Selo. Le operazioni notturne dovrebbero anzituLto farsi so ltan to sn terreno conosciuto perchè se di giorno è giit assai difficile l'operare in una locolità sconosciuta, di notte ciò deve essere quasi irnpo'iSibile. Per il buon esi to di tali operniioni in vicinanza del nemico è indispensab ile l'i mparare n profillnre di tutti gli accidenti locali che possono servire di iodicauti nella marcia, come strade, canali, siepi, ccc., e se di tal i accidentalità nou ue esi~tono,biso3on stabil ire dei segoali artificiali come ad esempio dei fuochi (fanali, rogh i), disposti lungo In direzinoe da tenersi . La formaz ione della truppa per accostarsi al nemico e pel combaltimento deve avere di mira l'impiego esclusivo dell'arma bianco; i vau tnggi dell a formazione abituale in ordine sparso, cioÌ! facile adattamento al terreno,

1.i53

elasticità , <liminuzionedelle perdite cnus;;.te dal fuoco nemico, svaniscono di notte; il frazionnre un bauaglione significherebbe in tal caso sperpera re le forze e perdere la possibi litit di dirigerle mentre la di l'czione immed iilta del conrn ndante ha la massima impor1anza nei movimenti notturni . Tuue le manovre complicale devono allora essere mes~e da parte e la truppa deve form are 1111a sola massa compn tta, Ol'd inata e ~ìleoziosn ~~ tto la mano del su~ capo; una formazione co11vc11ic11 tc sareube quel la 111 colo11na serrnta rl, ba ungi ione per plotoni o per mezze compagnie a seconda del terreno. Per assicurare In colonna da og11 i urlo improvvi o col nemico basta fo r marciare a i)Q o ·I 00 passi da essa uua catena fiua di pattuglie incaricata di roprire il rronte ell i fianch i; nppenn dnlle pattuglie è annunzialo il nemico 1'11n icn cosa a farsi è di ntlaccarl o immediatamente tdln baioneu:i. L'nutorc termioa raccom:in,1:indo le esercitazioni sistematiche notturuc a co mincinre da lle più semplici ossia da quel le di compagnia. .Yorme pel richi<uno dei congedati - l' Tm;a /ùlo Russo pubblica un P ricase del )linistro della guerra in d:i1a 20 settembre col quale è approvato un rego lamen to rei richi:imo sotto le ar mi dei co11 gedati. 0

, ·#1jenni Sbo1·nil•. -

z

0

trimestre 1886.

A.lessio Pietrovic E1·molov nel Caucaso (art. ·13°) N. Duu1on1s. flela ziooi della rtussin coll:i Persia in se~nito ai torbirli nel r:eren e D:ighe,;Lru, e traLtative per la Jelimirnziooc dei reciproci co11fin i; impcdi me11t1 fr:ipposti dai Persiani e loro preparativi all:i guerra . l e campagne nell'fndfo. - (:11·t. 2°) . L Sono;,i,;v . - Tra11a delle cnmpr,7110 di Maho1.netr.o H111· (x11 Sero lo), e cli (;i nghis- khnn 11ci hac.i11i del Sir-Dario e An,u -Daria , 11el J,l1omsan e nell'Jndia ( 1,1~H- 122 I ) ri-~andando per studi pi ù particolareggiati nlla pregi:,tissiorn opera del :;1.g. M_. N. I1:nn 1_n: « Circa l'nrte mili tare e le conr[ui~1edei popol i mongo lolartar; e dell Asia centra le souo Cinghis-Khan e Tamerl:rno » Pietroburoo ·1875 . -:- Conchiude: vedemmo, parlando Ili Cgns-I<lian, predecesso~c d, C,ugh,s r1uanto, si può fnre con unn cavn llcr ia rnootnta su cavn lli del le , 'teppe, ammaestrati come quelli dei Mongol i od esPguire lunghe e rapide marcie, alimentati di nutrimento occasionnlc per un :inno nei p:iscoli . La H.nssia che atlualmentu occupa grnn pnrte dell' impero di Cin " his possiede circa ·IO 1nil lioni di ca rnlli clisrendc111i di ffuel li del grnn

:on-

,


/

LIJ3lli

CJUistatore asiatico. Rivolgiamo duncpie tutta la cura su CJUella inesauribile ricchezzu mi litare, special mente in vista di possibili complicazioni negli estesi nostri confini asiatici. L) storia serve costantemente di uti le esempio, e sovente con molta precisione indica oiò che couviene ed è dovere di faro . (art. 3.0 ) . Trattu della campagna di Timur-bok ordinariamente conosciuto sono il nome di Tamerlano; chiudesi questo capo colle segu ,mti purole: dalla breve nanazione di questa celebre ca mpagna ebbe a rilevar,i come l'esen:ito mougono-tartaro agisse principa !mente sulle catene moDtuose del!' Afghanistan (Hindu-Kusc e M.-Suleimanov),le qual i poi non si dimostrarono barriere tanto insormontabili quanto molti le rappresentano; vedemmo infotti come esse non trattennero veruno dei conquis~Mori del l'India compreso Tirnur-bek; nella descrizione dèlle campagne di 13alwr H dell'iuvasione nell'Ind ia di Nadir-Sciah vedremo confermata questa :c-torica deduzione. (3° art.) Sah ir- Rd-Din-~iahomed nato nella Fargana (Secolo xv), conosciuto comunemente sotto il nome di Baber, fondatore della dinastia indiana della Mongolia , fn storico, geografo, botanico, etnogrnfo, scrittore accu rn to come ne è fede il lil,ro da ln i dettato dei suoi commentari , detto Babe1·- Namc , su periore in alcu ni punti a quello di G. Cesnre; fu grnn politico, destro cd attivo governante, valoroso solùato, e condottiero rli genio non inferiore a Ginghis-Khan e Timnr-bek. Questo conquistatore dell'India nelle sue operazion i militari sul giogo montano dell'IIinduKusc provò come tale baniera non fosse , come fino allora riteneva$i, insormontabile pel pnssaggio delle truppe avendolo il suo esercito varc:ato senzci alcnna difficoltcL Le manovre a' partiti contlf'apposti. - T. GnrASANOv . - In tre articoli si traccia uno studio p:irnllclo sul In coudottn delle manovre negli eserciti tedesco, fran cese, nustriaco e russo, completandolo con osservazioni che rilcwano i pregi e i difetti dei vari ~istem i. Le esperienze delle tor-ri corcizzate ; Bukarest. - K. VJJ:LiCKO. - In due successivi nrticol i (con un disegno) si dà pnrticolareggiato ed esteso conto delle esperienze eseguite a Bukarest nel dicembre ,1885 frn le cornzze Sa int-Cha11mo11t e Grunson e clellHquali lo gcri vente fu spettatore. Ancora una pai·ola, circa le escursioni -lontane drica'IJaller'ia. - Y. Orrn us. - Salvo alcune piccole v11riauti s'accorda col l'idea giit cspress:;i da altro scrittore di eseguire frequentemente (m.1 con metodo sistema tico e progressi,·o) boghe escursioni con iutieri riparti: essendoque~to l'noic;o mezzo ntto a dare la necessaria mobil ità alla cavalleria per agire sul campo di battaglia e snl vasto teatro d'operazione, rappresentato dal le sterminate e rase pianu re dei coolì ni occidenta li dell' impero russo.

E

PERIODICL

,.,,,...?.

;)Q,)

La preparaz,ione dei ·ml!diC'i niibi tari ai servizi sul campo d'i />attaglia. Don·. I. VEREVKrN. - Inspirandosi all'idea già espressa dall'illu:stre prnfessore Grimrn, lo scrivente propoue d'instituire nell 'accndemia militare di medici na uo corso aven te più dell'attuale carattere speciale mi!itnrc, da im pa rtirsi, non da un ufficiale sanitario come si pratica ora , ma di:i un ufficiale di stato maggiore dei più esperti e capaci. I parch'i, telegrafìc:i 11b'ilitari nella r;uerm tiirco-ru.ssa, 1877-78 . (art. 2° e 3°) - S. STEl>ANOv. - Si couchiude lo scritlo esprimendo la convinzione che nè durnnte la guerra austro-germanica del 1866, nè durante la guerra franco-germanica del 1870 il servizio dei parchi telegrafici fu applicato sul teatro delle operazioni militari in misura tanto estesa, oè giammai fu di tanta utilità come nella campagna turco-russc1 . Il se1·viz'io de lla v:ista rli cn-mpagna nella g1terra turco-russa 1877 78. - G.DANILl>VJE. Dal forte Pù,tro- ,1leksandrovsk ad Uralslc . - V. GiGALlN. - - 'St.udio snll'itinernrio più conveniente da segu irsi dalle tru ppe cosacched'Ural e d'Oremburgo per recarsi nel Tu rkestao . R'icord'i d;i t in ufficiale russo ·i n ser'V'ÌZ'io nell'esercito bulgaro ( 1883-1885). GORETZKJ. / . Varianti alle prescriz'ioni e norme per soddisfare y li ~bbl-ig h'i di leva da pa.rte degli ·individwi che hanno compiuto i l corso d',i,stn,,z,ione si,.periore e media, - GENERALE SA1zov. - Spiegasi e commentasi il conte· unto dei decreti ·I 3 (25) marzo ,1886, N. 54- e 55 uno relativo all'a umento del tempo del servizio attivo, pei volontari e individui di leva avenli compiuto il corso d'istruzione su periore e medio e l'altro relativo al la f11rmazione di questi e quelli ad nlfìere (proporstscik) nella riserva. Tal i disposizioni hanno una particolare importanza avendo in mira di aumentare il numero degli ufficiali occorrenti per completare le varie unità in tempo di pace nìa particolapnente di guerra. Documenti per la narrazfone delle operazioni del d-istaccaml!nto di Ritstsciulc 1877-78 (art. ·1 9°). - Colonnello FoN-FocHT. - Avven imenti dal -15 al 2,,1 novem bre. Situa:tione strategica delle truppe russe la se1:a çlel 2,1 novembre. Nuovo piano di Suleyman per la cooperazione delle due armate turche tlel Danubio e di Scipka. Avanzata del il, divisione Fuad-pascià su Osmau-Basa r. Cost-itiizione dell'intendenza 'Ìn R1issia e cill' estero (Francia, Anstria, Germania) . - N. A. Ilonovrrnv. Ossen )azfoni prat.iche circci i l ser'IJizio di siourez:;;a. -.L . BAiKov . L'alilrnentciz·ione de'i ca·valli della ca1:alle1·ia. N. - G·oTrAcr.v. - Si cerca di mostrare che l'attmile razione dei cavalli di cavalleria è scnrsa.


1:>56

LIBRI E PERIO OlCI

Esame stat'istico rni,l-ita1·e dell' Ind·ia inglese (art. 'I, 0 ) .

-

., , 11.

TISEN-

•

HAUSEN .

ll reggim~nto. 01~l~r,sk~ alla presa di Scfplea. - Cnpitano DAziwic. Le _o peraziomm'ilitari nel Caucaso. - N. D. - In attesa che vcnoa co1~_rilata una .storia d~I Cau~aso si danno questi cenni desumcn<loii rrn~ i pe_t m_ter? ~agli S/Jornik (r1viste) del Caucaso, dei quali sono stati pn bblH;a t1. g,1ec1 volum i.

somIARIO DELLE ~IATERIE

contenute nelle dispense di ottobre, novembre e dicembre 4886.:

OT TOBRE.

CONSIDERA ZIONI Cll\CA L'IS'l'lW ZlO'XE E L'EDUCAZIONE MILITARE DA DARSI

soLoAro 01 FANTERIA. - (Continuazione e fine) . A. Mazzoleni, capitano di fan teria . . Pag. 5 · APP UNTI SuLL' ADDESTRA MEl\TO DEL LE TR UPPE o ' ARTIGLIERIA . - T. De Benedetti, maggiore d'artiglieria . » ~H L A LOTTA PER LA PRO$PERn À. C. Manfredi . 4-0 · SERGENTI MAGGIORI 01 COMPAGNIA E SERGENTI CONTAB ILI . - Luchino Del Mayno, colonnello di stato maggiore . 67 V1cENDE NELLA FORMAZIONE DEGLI ESERcrr1. Moschetti Primo , capitano 1°granatieri. . » 75 MAssAuA. - Pietro Tacchini • 90,, D ovE ANNI BALE AllBIA PASSATO LÈ AL.PI. x. » 100 CAVALLERIA E ARTJG LIERIA A c.-1.vAu.o. (Contimrnzione) . - C. C. » 112 GERMANIA.- L'esercito germanico nel ,1886 . (Continuazione e fi ne)» ·138 . GnAN RnETT AGNA. - L'esercito inglese. » ·I 53 - Egitto . . » 156, LACOREA. (Continuazione e fine). - O. Cerroti, capitano 3° bersaglieri . » ·169 Ar,

Il Direttor e TANCRED I

FOGLIAN I

!tf<Jgqiore di fan teria.

1

fab1-i e per'iodtic1i:

Dir, militat'ische Thatigkeit Friedrichs cles Grossen wahrend seines letzten Lebeosjnhres . ..:... A. v. TAYSEN · . » 180, 1

DEMARCHI C ARLO ,

gerente.

Russkaja armja w siernilietnioio woinu. Militar-Woohenblatt. Inva lido rnsso .

:YL\sLOW,KI.

» ·1 8·1i >> ,isi

» ,185,,

'/


508 NOVEHBRE,

•

I NOTE SUL CORPO SANITARIO MILlTARE . . l'aq. Nuovo COMPITO DEI BEl\SAGLIERI NEf,LE FUTURE GUERRE. - Rovere, c:-ipitauo di fanteria » VICENDE NELLA FORMAZIONE DEGLI ESERCITI. (Continuazione e tìne). , - Moschetti Primo, ca pitano •1° granatieri » ·SAGGIO DI STORIA REGGIMENTALE. - c. Manfredi i) L'AmtmAGUO GuGLIEL}!O TEGETrno1.-l'. - X . )) AUSTRIA-UNGHERIA . » FRANCIA. - Madagascar. - La baja di Diego Suarez » GRAN. ilRE1'TAGNA » BELG10. - Lo stato libero del Congo »

•197

2.47 2:\.7

266 2.95 311O

327 33{~

386

L'i,b•ri e periodici: 'Rivista di cavalleria Re'vue de cllvalerie ·Strellleùr's Oesterreicliisché Mi liti.irische Zeitschrift

)) :3ifo

"358 > :360

DICEIIJIRE.

UN'INVASIONE DEL PIEMONTE NE[, SECOLO XVIII. - S tudio storico $UÌ Servizi Amministrativi. ·- Vittorio Turletti, capi tano cornmiss:irio. . Pay. 37·1 INFLUENZA DELLA PIAZZA D'Al\MI SU LLA DISCIPLINA ESUL MORALE DELLE rnurm . - Francesco Locatelli, maggiore . " " 395 Trno INDIREtTo IN c.-1.~rrAGNA . - E. de C. . >> i I O DEL Pn1~c1PAL1 ATTI EDuc,1.nv1 DELLA vrrA M1Ln,,RE. - Massa Alessandro, colonnello dei bersaglieri . » 4- 18 ·SAGGIO 01 STORIA REGGDIENTALE. (Continuazione e fine). - C. Manfredi » 1~33 CAVALLEHIA E ARTIGLIERIA A CAVALLO . (Continuazione). - c. c. • !1-50 .AERON1\UTICA MILITARE ( 11793-·l 802). » !¼6 Ì AUSTRIA. . » 4-84·GRAN IlRF:TTAGNA . - Egit.to e Sudan » 486 GERMANIA. - L'ultima spedizione tedesca .al Congo, •188!1--86 » 500 RusSJ..\. » 505 . 1

1

Jahresberichte iiber die Veranderungen und Fortschritte im militiirwcsen . - LoBEr,r, . • ;S,f ,f Organ de Militiir-Wissenschaftlichen Vereine . » 531 Jahrbucher for die Deutsche Armee und Marine » 536 i\iilitiir-Wochenblatt . )) 54-0 Neue militarische Blatter » 54-3 Invalido russo . )) 1>49 Vojenni Sbornik. _ )) 553


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