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RIVISTA MILITARE · RACCO~JA MENSILE D I SCIEN ZA, ARTE E STOR IA MILITARE
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I
. SERIE
lII. -
ANNO
XXXI
Tomo I.
ì;i ROMA, 1886 VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO-EDITORE Via Nazionale.
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FORME, CRITERl E PRESCUIZIONl TATTICHE PEI\ li,
01
COMBATTIMENTO DELLA FANTERIA ---O<-'""'.. - - - -
.. Pr·oprietà letteraria.
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Quando noi ci affatichiamo per educare i quadri e il soldato di fanteria nella scuola del combattere e poniamo in pratica le prescrizioni' dei regolamenti cercando di precisare ogni azione, cercando una progressione razionale nello stabilire e nello applicare i criteri di tattica coi mezzi che i quadri di pace ci offrono, siamo sempre nel vero? · È possibile studiare un fatto d'armi nei suoi minimi dettagli tattici si che {I lavoro morale e tattico e fisico si possa confrontare col consumo di forze? . È possibile cercare le fasi minime e massime dell'azione della fucileria in confronto alle formazioni della fanteria rispetto alla fronte e alla profondità sì che il logoramento non paralizzi il lavoro? E, nella esecuzione degli atti tattici, è possibile trovare una norma verosim·ile che dia il rapporto fra la durata del fuoco da fermi e il tempo da assegnarsi razionalmente al guadagnare terreno marciando? E, trovando una soluzione accettabile ai quesiti su esposti , si potrà dire la parola che spieghi cosa si possa intenriere per disciplina del fuoco senza escludere la intensità? E quale sarà il mezzo utile per abituare il graduato a regolare la celerità di fuoco ? · E quale la proporzione del rincalzo fra le schiere combattenti? ({) Questo lavoro ru consegnato alla Direzione della Rivista nel settembre l.885.
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l'EU il, COMllA'l"l'l ~lENTO OELL ,\
FORME, CRI TEIU E PRESCHIZION I TATTI CIIE
~I i contento dei cinque grandi falli d'armi dei quali riporlo gli elementi nell o $pecchietto l\'. 1, riducendo l.u.lti questi elementi alla unità lineare corrente di fronlc di comballimenl o, metro o passo per essere in armoni a col le cifre concretato nello studiare le clensitd risultami per la compagnia, il batcagl'ionc e la clivisione cli fanteria, secondo le prescrizioni regolamentari od i criLeri taLLici delle Jstm· zioni italiane. Lo Specch frtto seguente dà le cifre calcolale su quelle del Fon io.
E la celerità del fuoco è veramente un risultato di fucil i più o meno perfezionali o solo di fi lè più o meno compatte? È possibile trovare un metodo pratico che coordini il lavoro si di :1.rrivare a risllltati reali senza in fi rmue i Cl'i leri della tattica e pren-
dere idee viziale fino dagli elementi? Quesle do mande e molte allre che non occorre formulare, le quali sono derivate da queste, hanno dato luogo allo studio che presentiamo ai lellori. Sono tre parli: la f Pa1·te col LiLolo - CmIBATTDIENTO HEALg E CRITB111 TATTICI - studia nei fatti d'armi della campagna del ·I870-7·!, e cerca formu lare col'ollari lattici sugli al.li concrPti che si analizzano; ed esamina il recente lavoro del Wolozko i sulla Fanteria in combattimento utilizzando le pubblicazioni di alLri distinti scrillori; I.L Il Parte co l titolo - PRESCIIIZJON! TATTIClllf llEGOLAMENTARI ITA 1.1.-\.NE PER LA FANTERIA - esamina i regolamenti e testi diversi in vigore e li confronta, ed analizza come e quanto essi siano Ja espressione di un .combattimento reale: la III Parte, col titolo - CRnEnr TATTICI REGOLAMENTAR! pone in evidenza i precelli spa1·si ne i vari testi italiani io uso nell'eserci to, li esamina nei loro detLagl i e, riferendosi alle conch1si9n i formulale nella T Parte, tenta dimostrare itl necessità di una riforma nei test,,,: e nel metodo.
SPECCHIETTO N. ·t. Alcuni dati relativi alle battaglie di Wo,.th, Spicheren, Colom/Jey- Neaill,y, Vionoille- lv.fctrs la Toiir, Graoelotie ('l). -·-
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Parto
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francese tedesca
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Forza im.piegata
I. PARTE.
7,86
7,29
7,59 Di fo.n teria
Per ogni Fucili adoperali: 6,86 metro lineare Colpi di fucile spacorrente rati . . . . . 199 della fronte di combattimen to Colpi . di fu cile rice- 1' (2) \ vul1 . , . . . 160
6,20
6,53
no
183
209
183
Morti o feriti
. , 0,856 i ,444 1,003 Per sola fucil eria. I Numero medio dei colpi sparali per ogni fucile impiegalo . . . . . 29 27 28
Combattimento reale e criteri teorici. Senza ricostruire cifre nuove e lavorando su quelle concretate dal colonnello Fonia nel suo noto lavoro(,}), mi studierò di raccogliervi nuovi elementi sollo il pnnlo di vista del logoramento e delle forrnaziol!,i lattiche, applicandovi .le conclusioni teoriche del capitano Fazio (2). (1) Note w l fttoco d·i fucileti a. - llivista militare italù:i-na, 1870. (2) AppUcazicne cW wlcolo al ti1·0 della fanteria in co mbatlimenlo. litarc it«li<n1a, 1885.
7
FANTRRIA
Rivistami-
Media.dei colpi sparali per porre uno fuori co~."lball1menlo della parte avversana . . . . . Ore di fuoco complessive
..
Durata media di ciascun coro.ballimento (39? 0')
187
i 84
185
39,30' ' 39,301 1,54'
I 7,M'
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I
(-1) Non si comp ronclono Oeaumont o Seclan perché manca la pa1te francese. (2) l.a fronte di combattimento di nmbecluo le parli so mrnaln assieme si può calcolare a mrtri 88321.
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8
Il
FOI\M.E, CRITÈRl E PRE6C lllZIONI TATTICHE
Applicando le conclusioni del capitano Fazio che le perdite si debbano assegnare in ragione di (1) · 0,47 0,2,t 0,03
¼ atla
,J•
» )) )) » 3•
PER li, COM llATTDIENTO DEl, LA FANTERIA
'7,86 parte francese
Impiego
linea )) >)
Lavoro
noi troveremo che i colpit:i pèr effello della sol.a fucileria (accettan_do le cifre del Fon io) colle 'tned:ie dello Specchietto N. 1 , vanno attribuiti nella media dei n fatti d'armi ·
Logoramento
Tedeschi France;;i
Mc.dia
Totali (come allo Specchietto N. 1) •
0,956
0,567
0,664
0,427
0,253
0,297
0,061
0,036
0,042
·J,4H
0,856
1,003
I
Se si riferiscono alla dU1rata media di ore 7,M' di combattimento nei cinque grandi fatLi presi in -esame, le conclusioni del Fazio di lho ·di marcia per. le 1e e 2 e schi-ere, l'avanzare clurante l'azione tatlica sarebbe di i; 30 della sua durata, e questa conci usi on e potrebbe forse sembrare poco attendibile, mentre sono attendibili i rapporti delle distanze fra le schiere durante ('2) la fase iniziale e quella dal' l'avvicinamento . . . E ritorneremo poi su questa tesi. 1
Ma se con g.Ji elementi dello Spec_chieUo IV. 1 si vuole rilevare il rapporto fra l'impiego e il lavoro e il logoramento, si trovera m
media
Egli calcol:i.' la t• linea rav vici11ata al nemico, la 2• linea a 60001 , la 3• linea ad e porta ad 1; 10 la marcia e •;,. la sosta per la 3• linea, calcolandola ad 1/u la marcia delle prime due. (F.Az10, lavoro citato,. (2) Vedi Nota (2) a ,,ag. 6. (!.)
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7,29 ....I , 1,'09
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tedesca
))
media
6,86 parte francese )) 6,20 tedesca )) 6,53 media
O, 856 parte francese ,J , 4U » Led esca 1 1, 003 » media
per ogni metro lineare corrente di fronte di combattimento della durala media di ore 7 ,n4' su tutta la profondità.
E ques~ione dunque di rincalzo continuo, ma non omogeneo, poichè la lotta non si svolge in condizioni uguali su ciascun metro della fronte, nè in ciascun momento dell'az ione. E d~ quelle med·ie risulterebbe che rimangono in ogni metro della fronte deIJ'a.zione tattica ·
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Logo,am,nto in uomioi ) 1· Schiera per ogni metro lineare corrente-, per sola fu - 2' Id. cileria, per tutta la profondità.3' Id.
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1,00 fucili per parte francese ,f ,09 » » tedesca 1 1,06 >) » in media;
Inoperosi
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e dopo finita l'azio~e rimangono in ogni metro di fronte fra i comballenti nelle tre schiere
· l Disponibili
6,004- fucili per parte francese 4,,756 » >, tedesca 5,527 » » in media.
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· Si noti come la rise1·va nel raggio della azione sia superiore per parte tedesca, si noti come il logoramento sia superiore an~he per p~rle tedesca e com~ il lavo110 tattico per parte tedesca si svolga con- · s1derev?lmente per ti c~nsumo molto maggiore che il Chassepot produ~e, s1 che a combattimento finito la parte disponibile è molto inf;n?re a qu~lla dei Fra~ces!, mentre _questi sono per l'impi'ego, e per I azione tattica della fuc1ler1a, supenori in o"ni . .., metro di' 1·ro nl.e, se bbene 11 loro logoramento sia di
soom,
0,698
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FOI\l!E, CRJ'l'E!\l B PRF.SCnlZfONI TATTICHE
PER . 11 CO'.'!!BAl''l'IllE~ TO DELLA fA NTERIA·
di fucil o inferiore a quello dei t.edes(~bi , secondo le conclusion i del colonnel lo Fonio, per ogni metl'o di fronte. Non è dunque la massa che basti , è l'impiego della massa che dà il tono e fa sì ch e anche con logoramento maggiore gli ordini si conservino e si vinca . Non vi era dubbio che si d.oveva arrivare anche per ques ta via a questa conclusione.
Il piwio indica la posizione occupata clalle più grandi fraz ioni di · battaglioni . Con questa scorta possiamo stabilire : ,1° la fl'on~e in ciascun momento; 2° le clistan.ze percorse fra l'uno momen to e l'altro. Colla scorta del colonnello Fonio (11) possiamo sLabiliI:e l'int.en - · si Là di fnoco nei momenti diversi per la fucileria; colla scorLa detla RelazioM iifficiale, di quel la guerra e dell'Hoffbaner (2) per i' impiego dell 'artiglieria potremo avere i dati dell'intensità di fuoco di quest'arma col coefficiente dei pe1.zi imp iegati . ·· ·vi ern una diffico ltà da superare - cioè bisognava trovare un:r unilà di misura per l' intensità di fuoco, ed 10 ho a.dottato il qtiarto d'ora, dividendo i colpi presunti cli fucil eria e co ntentandomi cli · stabilire il rapporto fra il numero dei fucili impiegati in ogni quarto· d'ora. ·si escludono i piccoli fatt.i iniziali a Woel'l fra le ore 7 e 9 3/ ,. ant. dagli 8440 fucili impegnati dal V corpo e dai Bavaresi; pel ri manente lo Specchietto N . .2, dà i dati per la. fuc ileria.
Escl uclendo, come fa il colonnello Fonio, lé I.ruppe fuori del ragggio dell'azi0ne e comprendendo fra le impiegate quelle che si trovavano in tale.l'aggio, pare che si può afiermare che i combaLtimenli iniziati evident.ement.e con meno, ma mo llo meno di ,1 fuci le pà meLro cli fro nte in quasi otlo ore di durata hanno Mso,qno che accorrano e agiscano altr i 5 ·1; 2 fucili; e questi nell'accorrere lasciano sul terreno, prima di arrivare a diventar potenza 1 11,003 di uomo su ogni metro. di fronte . Il quesito a.dunque del rincalzo non è so lo quello di arrivare, ma di arrivare in forze; si trai.la di fai' partire 1183 palle su ogni metro e di sostenere l' urto di altretLanle e di avanzare avanzare fra la morto e lo sgomento, poich é il lauro delle corone dei ,;incitori cresce madido di sangue di eroi e le nazioni si fanno forli col sacri fìzio e guadagnano preponderanza colle armi. Ma. senza criticare le conclusioni del Wolozkoi, alle quali in buona parte si associa. il cap itan o Fazi o, mi sono provalo anche io a stndiare il rapporto fra la ma1·cia e la sosia durante il combattimento, ed ho cercato di trovare lutti i fattori che .a ta le soluzione mi sono sembrati utili; e come sagg'io cli stiidio ho preso la giornata cli Woerlh, 6 agosto '1870, e la fase dalle i:> alle 7 pomeridiane a Gravelotte. II piano 2° delle carte ann_esse all'edizione italinna (1), dà la si ltuizio1)e della battaglia in tre rnornenti (Woerth) ·1° dalle 110 ore alle H an timeridiane; 2° alle ore 3 pomeridiane; 3° allP. ore 4. ½ pomeridiane.
(i) La g11e1·r1i frnnco-ge;1·m1~11ica elci 1870-71. -
Edizione VoghorJ , ·JSi3.
(t)
Lavoro citato.
l'cwtille•·ie allema.nde 1l1ins l es uattaiUes U~l'èes 1wx e1wirons • 1ie i!letz (tradltzione francese di Dodenll orst.). · (2) Les opéra.tions de
12
FORME, CIUTERI E PRESCl\lZIONl TAT'l'lCHE
13
PER IL CO.\IBA T'l'DIENTO DE LLA FANTEHlA
Per la intensilà del combaltimento di fucileria (i n ci fre rotonde) i momenti stanno fra cli loro pel nwnero dèi fucili come ('I).
SPECCHIETTO N. 2. Impiego della fucilei,,ia per parte tedesca nella battaglia di Woerth . Forzo Momento
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6865 3't413 34413 6500 passi; 3500 sul fronte Bavarese 1/ 1 10 15 1 10 ·13145 93812 46906 - 750 sul fronle momento del V 1corpo 18 3 10•/. i1 t6595 105946 52973 2000 sul fronte 1·
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Totali
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dell'Xl corpo.
36905 234171
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7930 65176 16294 7000 passi dalle truppe a sud di 29990 Langensulzbach
14520 1!9960 1•/ . 16320 68980 18 2 '1 2• momento j 23 2 11/ 1 2 20520 90982 37 > 2 211. 30460 '145260 ,, 21/t 3 32060 1'632(i0 I 41 '16
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Totali
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fino ai tre baltaglion i dal 32. P. ad ovesldi Elsasshusen.
81630
121810 653618
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3!/, 450,5 216650 108325 5000 passi accerchiando Froes4 499,5 241 150 120575 chwiller da nord a sud e lasciand o 4•/ , 46040 224574 112287 scoperto il solo • 41/, 5 433i0 21'1074 105537 lato ovest.
3 \ 52 3• 57 2 31/ momento ( 53 li 4 50
34490 45491 72630
Totali
- -
184120 8934.481
..
se si esamina la intensità di fuoco; evidentemente la massa prevale e manca relati va mente la lena; manca per il logoramento morale, manca per le per dite, manca per il diradamento dei quadri i quali inculcano spirito e forza e agiscono col cervello per quanto il cervello ad un certo punto subisca una tensione od una esaltazione tale da restare paralizzato; e Wolozkoi insegni. Se esaminiamo il piano e cerchiamo di stabil ire gli spostamenti fra l'uno e l'altro momento per determinare il rapporto f1·a la sosta e la niarcia durante il comba llimento pare che si possa arrivare alle conclusioni seguenti: Dalle ore 11O ant. alle 3 pom. (per prendere i limiti estremi , della fronte cli combatti mento segnata sul Piano). · 11200 1° l'ala dest1·a avanza di passi 1 misurati sull'asse del fronte della 1° diAvanzata visione B. dal 2° nel centro (V. corpo) la 1•schiera è avanzata di passi ,1500 momento e se si Lien conto delle 2• e 3• schicwe dalle rn all e 3 entrate in combattimento, queste hanno in 5 ore. avanzato di passi . 4000 3° l'ala sinistra è avanzata di circa passi . 31>00 1 1
1
Avanzata ( 1° l'ala destra è avanzata circa pass i . 1:JOO dal (misurati sull'asse del fronte). '.2° al 3° 2° il centro (misurandoli sull'asse slradaleì momento che da Woerth sale è avanzalo di passi if 500 dall e3 alle 4'/ , . :3° la sinistra è avanzata cli pass i . . 2300 1
Tenendo conto delle difficoll.à topografiche, del bosco, della salita, dell'acqua, del vi llaggio riduciamo a .2500 passi in meclia l'a(i l Si noti che questo indica il rapporto della clensità assoluta dei fucili impiegati sulla intiera fronte: ma di ciò riparleremo roinuwnncntc poi.
45
FORME, CRITERI E l'llESClllZIONl TATTICHE
Pl{fl lf, CO~'l8A'l"f 1~l BNTO Dl, IA,A FANTER IA
-·vanzala delle schiere combatlenti Mi cliw momenti, poichè i 4000 passi guaclagnati sul fronte debbono preponclerare, e,.non cli menti. cando che le misure sopradel.le' rappresentano la proiezione orizzontale, e che non si tratta di medie aritmetiche, si troverà ripeto , un'a;vanzata di passi 5000 in sei ore e mezzo ed in sette ore (in cifra 1:otonde); e ridotte le oi·e in minuti ed i minuti in passi in ra. gione di ·120 passi al minuto ,,.-poichè sotto il fuoco di fucileria così intenso con dislivelli così rilevanti, non si ritien e possibile la con· . tinu.a marcia celere, si potrà calcolare
e sul fatto concreto dei 29 quarti d'ora si troverebbero 48 minuti di marcia pari a.cl .una avanzala di ,J O~, passi al minuto sulla linea di fuoco, si intende: ciò che sembra molto verosimile, escluse le fermate,. per far fuoco fra spostamento e spostamento.
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· per ore 7 . 50400
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e, in cifra ·.1;otonda. in media (concedendo un poco alla durata del fuoco ed un poco alla velocità) si potrà stabilire il rapporto cli 1/ 9 ; . cioè 1-19 per la marcia, e % per la sosta. Il Wolozkoi nel fatto cli Scheinovo si .contenta di desumere che il percorso di rnoo passi fu fatto ·in ,i ore invece di '10 minuti, con una intensità cli fuoco 24 volte più lenta di quella che il fucile Berdan consentisse; a noi però (insistendo nell'iinalisi del rapporto fra .\a marcia e lè soste durante l'azione tattica), sia lecito osservare che accettando le ore del colonnello Fonio per la dur~ta del combattimento della foriteria, esclusi gli 84:40, fucili impiegati dalle 7 alle 9 ¾ antimeridiane, r imangono ore 7 1/1, (11) di combattiménto, pari a 29 quarti d'ora e diremo 30 quarti d'orn per fare cifra rotonda; e secondo le conci usi on i del Fazio ( ifao ) si dovrebbe conci ude re che. dalle 9 3/1, ant. alle 5 pomeridiane nella battaglia di Woert.h, con una intensi Là cli fuoco come è dimostrato nello Specchietto ~. 2 e nella Tabella li, la fanteria tedesca anébbe percorso 5000 passi in tm qua1·to d'ora (corrispondenti a 333 passi al minuto); mentre c91le nostre conclusioni ( 1/9 ) , sempre per 30 quarti d'ora, si troverebbero: 1'.>0 minuti cli marcia 400 minuti cli sosta; (I) Si ri'.erisca il ragionamento alla media della. durata dei combattimenti contemplati nello Specchietto N. :t e si arriveri( a conclusioni analoghe escludenti il rappo;to cli '/30 cli marcia per i combattenti.
Questa conclusione ha o potrebbe avere un valore nel deter•minare i criteri direttivi per la condotta. dell e istruzioni tattiche nel tempo di pace, per frenare le fogh e inopportune, e potrebbe averne una anche per gradua.re la condotta del fuoco sì di non cadere nelle conseguenze deplorate dal Wolozkoi dove dimostra che la disciplina del fuoco non ha che fare colla celerit~. Ma, sebbene calcolala su un combattimento così importante non ci siamo contentati cli. tale conclusione, e coll o ~.esso criterio cli misarare lo spazio percorso dalla fanteria in base ai Piani , abbiamo preso la battaglia di Gravelotte della quale la Relazione uffkia!e (1) segna le posizioni per parte tedesca alle ore 5 ed alle ore 7 pomeridiane; nel momento critico. · La Specchietto 1V. 3 dà. som,marfomenÙ la situazione nelie due ore diverse e indica per sommi capi il lavoro tattico dei repart.i principali : in tale analisi non preme 'trovare tutto minuta.mente: preme segnare i progressi nel guadagnare terreno per conci·etare presumi bi)mente, anche. in questa fase di sì grande battaglia, · il rapporto fra la sosta e la avanzala durante il combatlimento .. Non occone fare un'analisi descrittiva topografica: i Piani sono troppo chiari per richiedere parole, però si può in massima ri levare · ehe le posizioni guadagnale a Woerlh era.no mo!to ma mollo più dif- · ficili per il bosco,. per l' elevazioni, per il fo~so che la Sauerback e la Sulzbacker ponevano loro dinanzi , mentre qui vi fu più resistenza. Nel determinare i percorsi si è tenuto conto del Qentrale asse su[ fronle; certo se un altro osservatore volesse fare misure ~waloghe poti·à trovare differenze più o meno sensibili, ·come si trovano fra le conclusioni di coloro che determinano . la estensione delle fronti in rapporto alle forze. Lo Specchietto N. 3 dà gli elementi dell'analisi: 1
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(i) Piano N. 6 A
e Piano l'\.
6 B.
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PEf\ IL Cc)MBATTl~IENTO' DE!.1, A. FANTERIA
FORME, CRITERI E PRESCRIZIONI TATTICHE
SPECCHIETTO N. 3.
Alcuni spostamenti clella fanter,;a dalle ore 5 alle ore 7 pom. a Gravelotte per la sola parte tedesea.
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Alle ore 5 attre indicazioni ·
ore 7 e altre indicazioni
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Sulsentierosot- AN. O. di A to la quota 956 manvillers. ,
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abbiano fatto fnoco.
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49
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cendo fuoco alcuni reparti soltanto. Sull'orlo del bosco; . non si r\ mosso.
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A V A NZATA ~E!,,~'ALA
Sull'orlo orien~ · tale del bosco aS-E di Chantrenne'Fe. fra le quote 972 e -t.OL1.
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ANNO XXXI. YOL, 1.
presumibil2000
Misurati sulla projezio?e·
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FOI\ME, CIIITERl E l'I\ESCJUZIONI TATTJCHE
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r mmassat o a Ad Ovest · di 3000 N-0 di S. Ma- Roncourl in r ie au x Chè3 schiera fra le q1iote 780nes. 794.
La brigata 4; •
Ad O. di Ron-- Ava nza com- 2500 courl sollo la ballendo su quota 78.0, 856 Ronco url.
Già in COmbattimen t o con quale ho hattaglio ne i ne.;g. i 00 e {01, furono più irope:,?nati r ra Prende fo rmazio nc d i combat timento - l.a maggiorp ar. . , te recc fuoco dopo le 7
Ma per rendersi ('.Onto della situazione gravissima in cui si sono trovali i vi ncitori di Woerth si esamini la Tabella A. ( 1). Analizzru1do questa Tabella che dà in ogn i momento (ogni quarLo d'ora).
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107
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750 passi all'ala destra senza ri.snltato 2000 :1> al cent1·0 ( .· d ';:'-00 · · ,,mcen o. Zv » aIl' ala Si-tistra
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Da lla slrada di A S. O. i AuMoinveille . bouè.
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Risulterebbe adunque presumibilm ente che dalle ore 5 alle 7 pomeridiane alla battnglia di Gravellolle la fanteria tedesca avitnzò combatlendo di :
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151
Am1otazioni
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In due m asse Ha nno a vanfra S . Ail e zalo s ul fronS. Ma.rie aux tq s Priva tChe11y . Ro ncourt.
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Alle oro) 7
PEU IL COllDATTOIEXTO DEl,LA FA NTERIA.
Se si Lien ca lcolo delle' difficollit del terreno che il piano non dà, e di tutto il 1·erismo del fuo co, pare che si po.ssa dire (escludendo la destra) che il guadagno fo di passi 2tl,OO , i qu ali calcolati a ·120 rii minulo, danno mimit-i 20 di marci.a e minuti ·t 00 di sosla; in que~to caso il rapporlo divenla 1/ 5 • Per questa battaglia non raccogliam o le cifre del Fonio sull a efficacia della fucileria per non fare ripetizioni; basti accennare che pei ·Tedeschi si presume il N. di 23·10000 cartucce, contro 318·1000 sparate dai Fnrnce~i su ·12 1/ 2 oye di combattimento con uno mort.alità immensa ; eppnre ~i arriva ad una conclusione anch e più lonlana da quella oLJenura per il battaglione di Scheinovo. Per il rapporto adunque fra lo ava m:are combattendo (se la media di due fàui di versi. in condizioni direrse sono da acceLLarsi) pare che si possa dire in cifra rotonda th di marcia e 6/ ; di sosta ; e in cifre l'Ol.onde~ ciò darebbe 9 minuti di marcia in ogn i ora di combauim ento, corl'ispondenLi a 1080 passi in ragione di 120 passi al minuto; cioè 8if0 metri di avanzata all'o ra, durante. il fu oco per le truppP. impegnate. E basli su ciò e torniamo a Woerth.
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co mba t timento col 6 corpo a S . Pri vat eHon court, t utt ehhcro par te più o me no .. ttiva.
fra le 5 e 7 pom. par e chi! non fece ruoco.
1
le 5 o le 7.
Sul fr-onle N.0 . 1 5000
rom,cda tabile sulla A u- . di Roncourl. boue-:Monlois
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1
AV A NZATA DEL L 'A LA S I NI S T R A
presu m ibilmen Le.
2500
'fonondo èo, 1to di quelli che com bat te· rono.
a) il numero òei (w;ili impie!:(n ti snll 'intiero fro nte di battaglia. b) il numero dei pe::zi impiegati sull' in tiero fronle di combatti-
mento;
· (I) Questa Tabella .I è compilala coi dati del colonnello Fonio (lavoro citato) e coi dati dell'llofTbauer, lavoro citato, a pag. '11.
PER Il, CO~IIIATTD!ENTO
2.0
FURl1E, CRITERI E PRESCRIZIO:XI TA TTICH E
e) il numero dei colpi di fucile sparali sull'inliero fronte di combattimen to. Si può avere un' idea sinlelica del come le due armi (artiglieria e fanteria) =>Ì sono comportate - come il loro lavoro sia complementare - come l'artiglieria prepari e la fuc ileria compia l'azione tauica - come l'intensità o celerila di fuoco della fucileria cresca nei momenli solenni che precedono la vitto ria parziale o generale. Il numero delle bocche da fuoco è stato rappresentalo nella Tabella A co l rapporto cli 3,2 00; 00 , rapporto ch e, se non esprime il OO/ <tJ sull'organico, esprime più forse del 00;fiJ sulle truppe realmente impiegate. Se confrontiamo il lavoro tallico nei lre momenti pei quali il piano dà le posizioni delle truppe; lavoro rappresentato per la fucileria nello Specchieuo N. .2, potremo coi dati dell'Hoffbauer raccogliere nello specchiet!n lY. 4 il lavoro tattico della artiglieria, cosi:
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DELLA FA1\TERIA
SP ECCHIETTO N. 4.
Impiego clell'artiglieria per parte tedesca nella battaglia di Woerth.
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Si calcolano colpi 20,8'1 per ogni batteria in ogni •;. d'ora; si ha: Ore 1'12'/, 449quarti d'Ot'A.
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(449 X 20,81) 9343, con errore di 7 colpi. 5507
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V , i', '1° r. del jf le ballerie tutte del V prussiano e le batterie tulle meno la VI dell' XI prus~fano.
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22
FORME, CRlTE!II E l'I\ESCI\IZJO'.'il TATTIC IJ E
: Ma si possono spingere le indagini analitiche anche piit minutamente e p%erv;indo con mente pacata il complessu dello svolger;;i
del!a azione tattica come_viene dimostrato nella Tabella A, si può arnvare a comprendere Il valore della resistenza opposta dall'avversario quando si trova cJie dalle ore .3 ½ alle ,i. pom.: sono impegnati fucili .1,9975; il che e;;prime il massimo lavoro della fanteria con 11201575 colpi ~parati presunti in ogni ¼ d'ora s111l'intiero fron~. ·
[
Durata dell'azione . . niinnti ,120 N. · 893448 Dal Colpi di fucile s parati . )) ,1850 ,... · » di cannone . . _ 0 :z a13· 0 momento Avanzata ·media . passi 1800 Frontecli combattimento . id_ 5000 dalle ore 3. Rapporto fra la marcia ~ ( ·I ) "3' alle 5 p. e la sosta . . . . / 9 = •107'
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1
· truppe impegnale nel fuoco, si può arrivarP a conclusioni analitiche che possono parere superflue a taluni, ma che, secondo me, non debb.ono po'.·si _in non cale quando si vuole dare nel tempo di pace u.na mtonaz1Qne vera o almeno verosimile alle esercitazioni a fuoco con nemico contrapposto. Infatti studiando la azione tattica a Woerth con tutti ~oli elementi . che ora abbiamo a nostra disposizione; troveremo dell'azione . Colpi di fucile sparal( Dal » di cannone . •I O al 2° mc,mento Avanzata media . Fronte di combattimento
Durata in ore 2.
:lfedie dei risultati
minuti ·3·15 N.
887789
»
7336
Col rapporto del t130 sì avrebbe i°/305 ; .e in una gragnuola co~ì seria di palle la velocità 1·ela~i1Ja sarebbe di 320 ,passC al minuto primo per la 1• e 2• schiera. E se analizziamo nella stessa mani era la seconda fase, si ha : 1
E ritornando al conceLLo del r,1pporto ·fra la marcia e la sosta delle
1 Durata
l'ER IL COMilATT!)1,ENTO DELLA FA:XTEIIIA
Spari di fuci le in ogni minuto. » di cannone »
N. 694-5 » -l6
Colpi di fucile i.n ogni passo lineare . di fronte in ogni minuto _
N.
., , t )velocità?·elativa,passd38alminuto (•I) .. :1., anza a l i ve 1oc1ta asso iita, >> 'Io 1c . l21 V
passi 3200 passi 6500 dalle 9 3/t. alle 3 ~apporto fra la marcia ( 3/S' ( 4\ e la sosta . { 2.80' = \J ) (.2) . Spari di fucile al minuto . N. 28 16 Durata in ore; 5 i/,, » di cannone » >> 23 (il) Colpi di fucile in ogni passo 1lfedie lineare di fronte in ogni midei risultati nuto . » 0,44 1 i · t ) velocità relati1Ja, passi 9·1 al m. inuto (3} \ -'1 vanza a velocità assoluta, passi 1Oal minuto P·)
1,2
1
•
E col rapporto del 1/ao si troyerebbe minuti 4 di ma·rcia, min uLi 1 1·I6 di sosta; cioè percorso di ,1800 passi in ,i. minuti, cioè 4iSO passi al minuLo sòtlo una gragnuoln. di '12 colpi di fucile al minuto in ogni passo lineare corrente di frnnte di combattimento su Lulta la profondità. · ' . Non mi faccio illusioni di persuadere gli increduli; ma caso per caso, sistema per sistema, a me sembra elle le conclusioni alle quali sono arrivato con gli elementi racco Ili nei lavori del colonnello Fonio e dell'Holfbauer siano relutivamente attendibili e tali da non escludere un apprezzamento favorevole nel redigere le norme direttive per la condotta delle truppe. Certo sarebbe desiderabile che, in luogo di poter costruire una Tabella A che dia la, esp ressione grafica sinLética della azione tattica in funzione del numero dei colpi o del numero dei fu cili o del nu-
1
1
({) Vedi Specchietli N. 2 o N. 4. Secondo Ie,conclusioni sopr,~ fatte. (3J 35' X 91 = 3185 escluse le fermato. (4J to X 315 == 3150. (2)
(,J)
i3'. X 138 = i74-4-, escluse le fermate. X 120 = !800.
(2) t 5
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FORME, CRITERI E PRESC RIZIONI TATTICHE I
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•
•
PER IL COMBATTIMF:~TO DEL LA FANTERIA
•
mero delle bocche a fuoco in ogni q·uarto d'ora, si potessero costruire altrettanti grafici quanti sono i fatti tattici parziali per riferire ad essi le conclusioni sulla natura e disciplina e condotta del fuoco relativamE-nte alle perdite. Però se studiando sui dati del Fonio noi cerchiamo il rapporto fra i colpi di .fucile e il numero delle perdite per la sola fuci leria, tro viamo che a Woerth il logoramento durante il comùallimento nella pal'Le tedesca corrisponde ad ;J ~olpito per ogni 266 spari di Chassepot, mentre per parte francese corrispondé ad · ' ·I colpilo per ogni il47 spari del Dreyse; ma se invece di calcolare il logoramento coll 'azione della fu cileria francese lo calcoliamo in relazione del numero dei col pi spara ti dalla stessa parte. tedesca, si troverit durante l'azione Lallica ;f colpito per ogni 2 18 spari del Dreyse. Questo dato ci pone in grado di paragonare il lavoro utile coll'azione deprimente, riferendo al numero dei colpi il numerodei9000( l) colpiti per parte tedesca (escluso il ,J OO/o che il Fonio a ui·ibuisce alla artiglieria); si po'trà così stabilire come minuto per minuto il lavoro tattico trovò svi luppo e rincalzo non ostante il con tinuo crescere del logoramento (esprimendo con quest& parola gli uomini posti fuori combattimento per azione, del la fucil.e ria neHa intiera profondi tà) .
SPECCHIETTO N. 5.
Densità assoluta e relativo logoramento dell'azione tattica della _ fante1·ia tedesca a Voerth nei diversi momenti per effetto della sola fucileria. /ti oqni passo del fronte
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(I) Le colonne z e 8 sono calcolate sul criterio che ogni colpito corrisponde a 2i8 colpi snarati (Ved i specchietto N. 2); si rammenti cho sono escluso le perdite dalle or,; 7 alle 9 'f.. (2) Il Wolo?,k~i calcola a 0,G e 0,7i cartucce al minuto a Gravelotte e in Hosnia ecc.
'.26
FORME, CÌ\!TERI E PRESCIHflON I TATTICHE
Il veri:;mo della battoglia in una azione tattica così intensa; lo slancio del patriotti6mo (era il primo fatto d'a rmi serio che si comballeva non dovendosi attribuire alla fazione di ,veissemburg importanza grave), la novi tà dell'ambiente (1.toco per i più, le difficoltà .topografiche lqcal i, la grande proporzione delle perdile, la stanchezza fisica, il lavoro morale per tener tesla all'azione energica dei . Francesi sono fattori importantissimi che non è dato calcolare, ma dei quali, come ha fallo il Wolozkoi , non si deve dimenticare l'azione paralizzatrice. E si rammenti che pei Tedeschi si calco la col Fonio che siano stati impegnati 79 liattaglion·i, con 79300 uom ini, e si calcola che siano stati portali nella zona dell'azione tattica 69,'160 fucHi, cioè jn media, come densità assolnta, impiego. 1 1,31S / per ogni paS$0 linealavoro . 9,88 . re eorrenle del fro nte logoramento . 1,28 ) su lnlta la pro~ondità. mentre i Francesi (calcola:1do per le due parti a 7000 pass i il fronte medio variab ile dell 'nzione laltica) si tengono per impegnati 1S5 b<Lttaglioni, con Ji:>,000 uomini; e si riter.gono presenti nella zona del l'azione :30,000 fucil i, cioè in med·ia, come densit.à assoluta, impiego . 10,00 per ogni passo linealavoro . 5.38 re corrente del fronte lo~oramento 1, ,J t sn Lulta la pr01'ondiUL Lo Specch·ì,,tto N: 5 dà la denBitrì assoltMa dell' cizione tattica e relatillo logora,m!lnto in ogni passo del fronte di- eom,batti1nento snlla ùitiçra pro/ondit,ì, per la parte presa dnlla fante ria tedesca a Woerth. Il Fon io nel suo lavoro che ,abbiamo preso per base di questo Saggio di sttulio esponendo anal iticamente le fasi del combattimento ne determina lti intensità collo stabil ire la qua.nlilit di munizioni consumate, il numero dei fucili impiegati, come noi abbiamo com_ple$sivamente raccolti nell o Specchietto N. .2: ma se con tali elementi si arriva a valutare in funzione della fuci leria la intensità assoluta del lavoro tattico nella 'Ìntiera profondità, ciò può essere utile per formare un'idea sintetica complessiva del come nelle diverse fasi , col _crescere delle difficoltà opposte da ll'artiglieria e fucileria francese, si sia svolta l'azione della fuci leria tedesca per resistere e trionfare. 1 1
1
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PER IL CO.MllATTl)IENTO DELLA FANTP.IUA
Ma lo Specchietto 5 dà. oltre la clensitcì assoliita in ogni passo del fronte nnche il logoramento assolu to: questi coefficenli del lavoro e del consumo non si possono però riferire esclusivamente e metodicamente a tuua la fronte e prùfoiiditd. nella stessa maniera; e vari levato sopra tutto come l'intensità. di fuoco non si possa e non si debba calcolare come è espressa dalla colonna 9 dello stesso Specch·ietto 5 nè col N. dei fu cili impiegati espressi dalla colonna 5, ma sibbene con ambedue quei fallori I l lavoro delle tre schiere c9nco rrenti all'azione tattica non è omogeneo durante il fuo co di fucileria e le compagnie ed i battaglioni coi quali si ottiene il rialzo della ·I " schiera non è omogeneo in tutte le vari e frazioni delta fronte, come non lo è in Lutti i diversi momenti. Per 'avere la vera espressione aritmetica del lavoro della fu cileria occorrerebbero dati svariati del singoli episodi, delle singole difficollà, del vario operare della artiglieria t fucileria e cavalleria ora per ora, o momento per momento, in rapporto alla resistenza opposta dall'avversario; e mentre, per anivare a ciò, abbiamo credulo opportuno cli determinare mùinto pe r minttt'1 l'intensità di fuo co, ci siamo tenuti ad un criterio dello ( 1) Scherff per separare il N. dei fucili impiegati fra le diverse schiere, nei momenti diversi. e (Lenendo conto che si sono calcolate le forze impegnale a di:;tanza utile nella zona e qunlle che furo no adoperate nel lavoro tattico) alla JII schiera abbiamo assegnati i/,. del fucili e ne abbiamo calcolati !j4 nelta II, e ih, nella I schiera. Con questo coefficien te si rileverit che: la ·intensità di ftwco in ogni minuto e in ogni passo del fronte va calcolata in rapporto alla diDersùà relatioa del numero dei fucili impiegati nelle cli verse fasi dulia sola I schiera; che il logoramento invece va (2) nll1:ibuito nei momenti di versi, in funzione dei colpi sparali dalla. I schiera (,J colpito per 2 18 spari eseguiti) alla forza delle tre schiere. ~ , Lo Specchietto N. 5bis dà La Densità relabi'IJa fra l'azione tattica ed il logoramento delle varie schiere in ogni passo del fronte, ecc. 1
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Ci> St11dl 1m· I-a nuova tattica di fant,e ria. (2) Lavoro citato; P' == 0.47 °lo; P'' 0,2l •f.; P'" = 0,03 •/ 0 • - Riv ista milila1·e i/ali.ma, maggio J885, Cltp. FAZIO e riducendo quei •;. in parti centesimali fra di loro si a vrà: P' 0,66; P" 0,30; P'" = 0,04.
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28
FORME, CRITEUI E PRl!:SCRIZlONl TATTICHE PER IL CO)I UATTl~IEl'iTO DELLA l'AN'fE RlA
SPECCHIETTO N. 5 bis. Densità relatioa dell'azione tattica e logoramento a Woerth per parte tedesc« dalle varie schiere per effetto della sola fucileria nei d ioersi momenti di fuoco. Oro
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Tt 12 1:1 14
i :) 0/>3 O,OHi 0,iGl°'007 0,26 0,001 ·1,0G 0,024 102
461
6 ·J54
10 1/ , 30 1,03 0,043 0,5t 0,020 0,51 0,003 2,07,0,066 285 129 1, 43o 1
'lQt/, 11
30 1,27 0,050 0,63 0,022 0,63 0,003 2,551°'0751321 146 19 ~-8/.
11.
12
1 60 0,56 0,02k 0,28 0,012 0,28 0,002 J,13 0,(>-1,2 ·197 89 12 2!)6
12
1
'1
22 55o
---Ì
Dalle 9'/ , l Fuci li. . . . 0,53 U,26 0,26 in ogni passo del OOUl fronte. alle 1ù Logoramento. 0,016 0007 ' , I (i} Sparando . . 0,35 colpi in ogni passo e in ogni minuto. Al la fine di questa fase il num ero dei colpiti risulterebbe di 1104; cioè 11O:J alla I schiera; 46 alla II; 6 alla 1II. 2° Dopo questa fase iniziale si noti clte alle. ore ,1O 1/ 2 ant. il generale Hartmann riceve ordin edi cessare il combauimento, mentre il tentativo di passar lo Sauer non era riuscito al V corpo: lii noli che alle 11 1.14 giunse avviso ai Bavaresi che il V cbrpo assaltava le alture di Woerth: si noti l'azione dell'XI corpo fra Gunstett. e Elsasshausen; si noti cqme alle 112 era spiccata chiara la difficollà di Ùn au.acco frontale (p. 224 della Relazione): tutta questa fase è espressa d.i un lavoro di · 1
30 ·J,46 0,039 0,73 0,018 0,,3 0,002 2,93,0,050 27b 125 17 41 7
-
1-
30 2,1:8 O,OiO 1,2i 0.0:l2 1,24 O,OOi- 4,56 O, lOG 493 224 31 748
1-
1
1
1-1
------_r_j_u_j_:_ SCillEI\E
30 4,99 0;146 2,49 0,066 2,49,0,009 9,99,0,221 729 314 44, 11 05 -
I-
--
4 t/, 30 4,'30 0,'121) 2,30 0,059 2,300,008 9,20'0,t !'l(ì 681 300 4'l 103·1
41/, 5
I
SCHIERA
3 ,;. 30 4,50 0,131 2,251o,om, 2,25 0,008 9,01 o, 19T ò6 208 40 90 i
3 t/, 4 4
,-
2,01/0,0,s ao, rns
2 ,;. 3() 2, li' O,M9 ·I ,08 0,02~ 1,080,003 4,35 0,074 i-401200 27 061
2 ,;. 3
3
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i ,; . 30 1,16 0,029 0/i81°'0 14 0,58 0,002 2,33 0,045 208 95 13 316
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6!1 1,03 0,052 0,5 1l°'ll23 0,51 0,003
I
t" 2· 3· ___...,_..____.
N. dPi colpili dalla
della
~
Con gli elementi raccolti nello Speçchìetto 1'V. 5 e 1Y 5bii noi possiamo ora rilevare le fasi diverse del lavoro tallico della fucil eria: troveremo 4° ch e la fase di rit;ogn·iz'iotte su Woerth e Gun stett e presso Langensulzbach è falla colla forza media , di
fondità, nel cm po inrlicato nolla colonna 2.
II. sr.llitrn Ili. schiera tre schiere
29
30 4,33 o, 127 2, io 0,058 2, lti 0,008 8,66 0,193[639 290
3\-1-;-8
Note. - I.a for za impiegata nelle tre schiere è calcolata collo SchcrfT: I alla I. sc/iicra, 1;. alla Il. e 1;. alla 11!. li t-0oorame11to e calcolato col Fazio: 0,66 alla T. schiera, 0,30 alla li. e 0,0~ alla
III. sebbene nell'ultima rase la distan,.a rra schiera e schiera da lui calcolata non sia sempre accetta ùile. I numero dei fucili impiegati attribuiti nlht IL e li!. schiera esprimo il rincalzo, mentre quelli attribuili alla I. schiera fanno fuoco.
{ Prima . l,03 0,51 0/>1 Poi ... 1,27 0,6:3 0,63 In ogni passo Dslle 10 del fronte. . ~Prima. 0,0i3,0,020 0,003 alle Logoramento ... 11 P0i ... O,Qj0·0,022 1),00;J Fucili impegnali.
Colpi sparali ........ . 0,48 In ogni passo e in ogni minuto. (I) Si esclude come abbiamo detto sopm ogni azione rol:ttiva ai fatti d'armi prima di <1ueste ore per essoro in accordo colle posizioni segnate nel Piano.
.. 30
FORME, CRITERI E PRESClllZIO:X I TATTICHE
PER IL CO~IDATTIMENTO DELLA t'ANTE(II A
Sono 60 minuti di comba ttimento : in media si ha il consumo di I0/ 400 di uomo in ogni pas;;o di fronle; e le seconde e terze schiere accorrono nella zona bJttuta perdendo circa 300 uomini (vedi colonne 1•I e ·I2 del lo Specchietto 5ois ) men tre la p?"ima sckiera lascia sul complesso della lin ea di fuoco 606 uomini fuori di combattimento. La celel'ità di tiro prima di 0,48 colpi per minuto in ogni passo del fr:onte è fru.ito di 1,03 fu cili impiegati; poi dopo l'avviso di ces~are il co rnbau.11nento riman e anche a 0,,1.8 colpi per minuto sebbene il numero dei fucili sia maggiore, sia cioè di 1,27 per passo. 3° li momento di ind~cisùme fra la sospensione del comballi1~ento e il proposi to di ri:i ttaccarlo ris0 lutnmente si espl ica sul la linea d1 fuoco fra le ore H e 1'2 mericliane. Si noti; occorre piu di i/ 2 ora perchè l'ordine di cessare il fu oco trovi effetto e lo trova riducendo il lavoro tattico a
Un'o~servazione non si deve omettere su qnesta fai.e della battaglia dalle ore ·I I :ille 112 merid.: - abbiamo dimostrato la diminuita in tensi Là nell'azione taltica si dell'art iglieria , come del la fu cileria tedesca, dobbiamo rilevare che in questo momento per la resistenza en ergica opposta dai Francesi il logoramento deve essere amnenlato cosi che forse è da ritenersi poco esatta. la cifrn sopra riportata : diciamo ciò per porre le cose nella loro luce vera, per.ò ci mancano gli elementi per c:ilcolare con esaLLezza. 4° L'arrivo della 2,1• divisione e della testa del I corpo Bavarese - l'avanzata sul Niederwald- la presa. di Albéretshauser~Hof - il contrattacco francese - l'azione contro la brigata corazzieri francesi esprimono un.lavoro di 90 minuti; sono (Specch:iettoN. 4).
1
1
dal le H al!e 12
~ fucili
Ì
. . . . N. 0,56 I in ogni passo logoramento. . . . 0 ,028 ~ del fronte. con spa ri N. O, Ii:> in ogni passo e in ogni minu to .
Si osserv i: lti disciplina del fuoco si vede prendere forma concreta passando da una intensilù di ·0,4,8 colpi al minuto a quella di ò,15, non ostan te che in questi 60 minuti siano posti fuori combattimento. 197 uomini della P scii iera 89 » » 3a » ·12 »
Si noLi che l'effetto dell'ordine di sospensione rid uce la densità assoluta dei fucili ad ·I ,·'I8 in o6ni passo; si rammenti che appena avu1 0 quell'ord ine il generale Hartmann com inciò ad e~egui rlo col ri.mandare In brigata Ulani e .la mnggior parte delle batterie al campo d1 Lemhnch, che all a 3• divisione bavarese fu ordinalo di avanzare all e ore •I I i/1. sollanlo: si osservi lo Specchietto N. 4 e si verlrà che fra le ore 1 O 3/ ,. e le ore if if i / 1, rimangono a fa r fuo co prima 4 poi 7 sole batl erie. Si esamin ino infin e ·le curve nella Tabella A per Yerifi cnre come tale esit:izione prendesse fo rma t:i ltica nel fu oco.
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Batterie dalle •I2
alle 112
20 30
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12 ii<J.
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i / 1,. 1 /2
1 i/4 i/ 2
le quali gettano sulle masse fran cesi 3286 colpi; il lavoro della fanteri a è per la 10. schiem · ) fucili.. . . . •I ,03 / in ogni passo dalle ··! 2 alla 1 pom. logoramento. . 0 ,052 ~ del fronte. colpi 0,28 in ogni passo e in _ogni minuto. Le seconde e terze schiere ri nca Izano nel fra tLempo con rucil i O,i:>11, per ogni passo del fronte; Il logornmento di queste seconde e terze schiere è di 0 ,023 / . ~ per ognr passo . 01003
In complesso, in questi prin:i 60 minuti di questa fase, rimangono sul terreno 550 uomini. J . . È il Principe eredita rio di Prussia che alla 1 pom. giunse (p . 223 dlllla Relaz ione) sulle alture di Woerlh e prese la direzi one della battaglia da·ndo ordini ai Lre corpi e cal~olando. ch e per il I Bavaresi e per !'XI corpo occorressero una o due ore, e pel corpo Werder 1
., 32
FO RME, CUITER! E PRESCRIZIONI TATTICHE
PER IL COMUATTB!ENTO DELLA FANTEIUA
occorressero circa tre ore prima di entrare in azione (p. 227, Reta.:. . ' zione,. L'~nità d'azione emerge dalle ore 11-11 i/2 colla intensità di fuoco di artiglieria, come abbiamo dimostrato sopra (Vedi Tabella A) e coll'impiego in 1• scMera, di
La densità, assoltl:ta in questi 90 mi.quti arriva da 2,93 - e 4.,35 a 4,56 fiicili per ogni passo di fronte dell'az ione; si combatte in orcline sparso ma su dtie righe, svolgendo una celeYilà d·i fuoco di 0,43,. O 5;1, ,,..,..., O'J 1
~
dalle ,t alle .
1 t/'1.
1
fucili . . ·1 16 Ì ' ,perognipasso del fronte. (. logoramento 0,029 1 con colpi . 0,33 per ogni passo in 1 minuto.
/ cop 1 ·i .m ogm. ·passo ' 1. . . \ ec m ogni rn111uto '
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1,46 fucili in 2, 17 )) 2, 48 » 1
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uomini 0,0391. . m ogni pasw )) 0 , 049 • » 0 , 070 del fronte.
Al logoramento 1·ecile si uniscano il morale e i lamenti, i comandi, le grida, il frammischiamen to, la mancanza dei quadri, l'intricata confusione sulle strade di cavalli e uomini morti, feriti, vaganti, accorrenti, retrocBden ti; si aggiunga il frastuono e poi si affermi che in mezzo alla continua, incessante progressione della intensita del lavoro fisi.co, e morale e tauico, corrosa dalla continua azione paralizzatrice del logorio di forze vive e morali, sia possibile avanzare correndo ; la veloéità media di questa prima fase della battaglia noi l'abbiamo c,>mplessirnmente espressa sopra..; es sa rappresenta una avan,zata di ilO passi al minuto sopra 3115 minuti di fuoco perdendo
\
I
l
E in tanta energia di forze impiegate rimangono sul terreno dalle 1 th alle 2
II rincalzo delle seconde e terze schiere diventa più intenso e as sume la proporzione di 0,58 fucili per passo. In complesso, in questi 30 minuti rimangono colpiti per sola fucileria 3 116 uomini, dei quali 95 nella seconda e "3 nella terza . schiera. Tullo questo lavoro di fucileria è sopportalo dal V Corpo che per ciò ha messo in cimento tutte le sue forze per stabilirsi sulla sponda occidentale del Sauer e tener a bada il nemico sul fronte fìnchè non si spingesse decisamente l'azione di fianco dei corpi ,vicini (p. 232, Relazione). 5° L'attacco deW1Xl corpù sul Niederwald - l'atlacco.di Elsasshausen - i progressi del V corpo sul fronte rappresentano il lavoro dalle ore ,t 1/ 2 alle 3 pom. (90 mirmtid:idurata) : si calcola su200 pezzi e 30 o 40000 uomini da opporre a ciascuna ala nemica nel pomeriggio (p . 226, llelaz ,ione). . Esaminiamo l'impiego e il consumo di forze. Alla ,f 112 l'arliglieria si avvia a passare la Sauer per ordine del generale Haussmann ; infattr da11·,1 1/2 alle ·3 il lavoro delle bocche a fuoco diventa min imo; di 29 batterie. rimangono in azione 5 sole - poi 7, poi 9; e sparano in complesso 831 colpi soltanto. È il momento utile per la fanteria, la quale aumenta il suo lavoro portando
33
2687 uomini nella I schiera 1222 .& » II . » 163 . » » Hl » 4072 uomini ( 1! )
·I
l
per effeuo della sola fucileria francese. Esaminando la Specchietto N. .5bis., si rileva come sia questione di rincalzo continuo (colonna 3) come coll'aumentare della azione tattica d'ella fanteria le seconde e terze schiere debbano (colonna 5 e 7) sempre essere l'i'nforzata per dar lena alla p1·iina che lavora e si consuma fino a lasciare 0,07 di uomo in ogni passo.
(,,
(i) Calcolato in ragione di I colpito por ogni 3-18 spari. (Vedi Nota (i) allo Spec-
chietto N. 5).
3 ·-
f
ANNO
xxx.i, VOL. I,
,
'-·
34-
PER JL COMBATTlìllE NTO DELLA FANTERIA
FORME, Cll!TERI E PRESCH lZ!O"l 'l'ATTICHE
sione e al logoramento morale e fisico della parte tedesca si aggiunga l'azione deprimenle dei morti e feriti· francesi rimasti nel terreno guadagnato, si aggiungm10 i prigionir.ri fatti, si aggiungano gli impedimenti topografici che il nemico aveva creato e si comprenderà come la densità relapfoa di 2,25 della 2• e 3• schiera trovi lavoro e Jogorìo, specialmente quando le distanze nella profondità si sono pel successivo incessante rincalzo diminuite fino a sco mpnrire qnasi del tutto, e si avrà un 'idea sbiadì.la del vero . A noi sembra che luLLa l'a:t.ione di questa fase ed il consumo di forze trovi sufficiente espressione dicendo che in ,120 min uti in 5000' passi di fronte si sono confusi e fram-mischiali circa 50000'Tedeschi e 30000 francesi sparando :
In soli 30 min uli cli azione si sono spara• i 887789 colpi cli fucile! 7336 colpi di cannone I Cosa diventano le esercitazioni di comba~limento a forze contrapposte quando si danno 5 colpi per pezzo, e 5 o 6 colpi per fuci le, e quando in 3/1, d'ora si inizia, si svolge, e si ri solve l'azione tatLica1 Ma passiamo ad analizzare l'ultima fase. la 1·isolilttiva . 6° È un lavoro di HlO minuti (dalle 3 alle 5 pom.); si compie l'attacco di Essasshauscn - si guadagna la posizione sul fronte assal !anelo e prendendo Froesch wi 11er col co ocorso di Wurtemburghesi; si rammenti come fosse appicçalo il fuoco al vi Il aggio di Essasshausen , si noti la disordinnta ri Lirata, quasi fuga (p. 260, Relazione) dei Francesi alle ore 4 i/2 , snlta stra.da di Heichsoffen e Niederbronn sotto il fuoco delle batterie tedesche, e non parrà certamente esagerata la densità relativa dcli a prima sch1:àa assai itrico la quale·si nmmassa
89344-8 colpi di Dreyse, , 1090288 » di Chassepot e
1
dalle 3 · alle 3 i/., con fucili 4.50 i » 3 i / 2 }) 4 . ~ » 4:99 / per ogni passo » 4 » 4½ » 4 60 > del fronte. 4. ·½ )) 5
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,1 ,4{ col pi per 1,60 minuto ·in » 1,,i.3 ogni passo » 1,40 del fronte
»
1 1
lasciando foori combattimento 4098
('I) [ 6077
4:33 \
Si combatte, si avanza, si vince su qnattro righè; e questa invadente azione della fanteria è meravigliosa poichè si fa largo con uno strato di piombo di 893,-1:<i-8 colpi corrispondenti
35
Tedeschi Francesi;
10175 '
-
dalle 3 alle 3 ½ » 3 i / i }) 4. )) 4. )) ,1.if2 1 '» 4 /2 )) 5
E a ciò s1 deve aggiungere il logoramento per la sola ;rLiglieria; il che per Woerth porterebbe tale cifra a 1/!0 di più, mentre per sola fucil eria il logoramento complessivo delle due parti arriva in" questa ultima fase su una· zona di terreno di circa ,J800 passi di profondità a 2,003 per ogni passo di fronte. La re.sisten.za e costanza delle truppe di fan teria tedesca al lavoro tattico si può anche dimostrare esaminando le ore di fuoco sostenute ed il niimero dti colpi sparaf:i cosi :
mentre fortigl ieria. che aveva taciuto dalle 1 1/ 2 alle 3 per lasciar avanzare la fanteria trova modo di riaprire il fuoco dalle 3 aile 4 3/t. con !I 3 batler-ie sparando 11850 granate o miLragli a. Si noti come il fronte si è r istretto; si noli come il numero di quelli fuori combattimento per la sola 1• schiera diventa cli 0,"33 in ogni passo, in ogni i / 2 ora; Si noli come in tanto logorìo si guadagnarono in 120 minuti, ,J 800 passi di terreno in media, contrastati a palmo a palmo, bagnati zolla per zolla col sangue valoroso dei vincitori e dei .vinti: e alla confu1
(i) In ragione di i co lpito dei l•'r:mcesi ogni H7 spari del Drcyse, secondo le conclusioni del Fonio, ed un colpito pClr parte tedesca ogni 266 spari di Chassepot.
1
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36
FORME, CRITERI E PRli:SCHIZIONI TATTICHE
Resistenza N1rn1ero È nel lavoro tattico di
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2 Xl j
2 XI 12
23, -: (1)
-1
Del resto il Fonio nel suo lavoro dà ballaglioné per battaglione i detLagli più minuti perprecisare ciò e noi non vogliamo ripeterli qui .
C) La formazione JNIZIALE delle truppe im,pegnatepuò trovare svolgimento iitile con. 1 fiicile per passo nella 1• schiera; la PREPAHAZIONR piiò cl-iventar p1·evalen.te con 2 fucili per passo nell a 1• schiera.; la Rrsor.uz10N1s piiò arrfoare alla vitto1·ia con· !f fnèili per passo neli a ,J • schi&rci. D) ll la·voro tattico clelle_seconcle e terze schiere p1·eparato clti1·ante la fase cli H1CC>GN1z10NE deve svolgersi assolutamente dnrante l' AV\'fCJNAMEN:TO per esser nt·ile nel inomento acuto della ursoLUTIVA . E) Lei celerità cli fuoco nella meclia generale d·i im azione tatticq, non è p1:oporzionale alla potenz'ialiià balist,ica dell'arma (fiicile) ma al nwnerc> delle (tl'lni portate utilmente ùi 1" schiera. 1
m.
(l)
- ,-, 59!
veva maggiormente ]a bat.taglia..
a.
·, 4 - i V
160000
(1) Qucst.i 23 bcrtlt19iioni (lei cli versi corpi d'a rmata hanno tutti res istilo ad un lavoro tattico oltre le dite ore; o 20 d i essi furono unreinati dopo kt 1 p. quando fer-
m. ,
XI l2 1 2 - x1 1
3 -
3-
Totale
7
-;x1i 12
15750 -
4 -
2 XI
37
I corollarii che si ri!evano da tutta questa analisi del combattimento di Woerth sarebbero : A) il rincalzo solo è 'il fattore della celerità di-fiwco e della intensità dell'azione talt:ica per la qiiale le formazioni della fante?"ia nel fronte e nella profondità, debbono esser stU,diate e imparate fino a a diventare abituali. B) ll rapporto frci le soste e la AVANZATA clelle truppe cli fanteria impegnate seriamente in combatli1?1ento può presii1nibilmente essere espresso con i/9 di sosta, 8/ di movimento . 9
u
130800
5 -
NOTA
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a.
5 -
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Ora in cui entrarono in azione
2 _lXI '10
88500
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3 _ IV
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PER IL COMDATTIMENTO DELLA FANTERIA
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Su 79 blttt_aglio!ii impiegati adunque Battaglioni iS resistono 6 ore e più )) 6 :11:i >) 5 >} » » 5½ » ;.. 5 » )) » 4 3 » 1/2 » » :14 3 >) » » 23 2 » » 20 » fra 1 e ,13/t.. 1
Se.si esaminano le perdite sofferte e i colpi sparati si vedrà come e la resistenza e la costanza sian·o fatlori di vittoria paragonandoli · ai 40 quarti d'ora di azione dimostrata nella Tabella A, della quale azione si potrà misurare la intensità delerminando l'ora in cu i oani battaglione entrò nel combélttìmento. . (')
I
A queste conclusion i che abb iamo creduto di fo'rmulare come ri sulLato di questo Sagg-io di studio sulla azione t.,Htica della fa nteria in combattimento tenendo conto di tutti i fattori morali , fìsici e tattici del com battimento stesso facc iamo seguire alcuni pensieri o afor ismi del Wolozkoi ('I): all 'esame-m inuto dell'azione 'del ht fucileria (-1) F1Loco delta fanteria. in
comb(illi,nento, per N. WoLOZKOl. -- Torino, tipografi,L
G. Candclctti, iS85.
l i ri0 fra parcnlesi in ogni 1iensiero e3prime la pagina della ediiionc suctcletta.
f -t ·
38
FOnìl!E, Cll JTEHI E PI\ESCIH ZIONI TA'l'TICl!f:
PER lL COM IJATTHIENTO DELLA FANTE!IIA .
a Woerth che precede potranno servire come di confronto queste conclusioni di quell 'autoreper conl'ermare, speriamo, in parte quelle da noi sopra formulale. Ora ecco le principali concl usioni del Wolozkoi . · aa) i: titile prol1mgare la ditrata del momento del fuo.;o d1.(,rante la marcia in battaglia avcmzando a sbalzi successivi per diminuire le pe,rdite (p. 110 1); bb) ll consumo d.elle cartucce cli fucileria è considerevolmente maggiore d·i prima mci non è in co1Tisponden.a colla celer·it.ù cli caricamento (p. •1 6:ì-163); 1
~c) L'~rtiglieria non ha acqnistato l'antico p1·imato 1·ùpetto alla /antel'la, la quale pe1· conservarlo non deve far altro che ùnpiegare l' orcli-iesparso (p. •162); · ddJ Ogg1; 'il nwnero dei combaaenti ·in prima linea è awnentato e la c,atena piiì, fitta (p. ·158-U,91; ee) E i nclispensabile ù1,tercalct1·e nel combattimento alcune pause 11er attendere il risnlt.ato del fuoco della catena il quale è la vera prepara.::ione del movimento (p. ,f 78); l'f) Le perdite 1·isult.ano minon; net /orma1·e ima sola colonna dietro la catena anzichè nel divùlerlci frn sos, EG~O e Gnosso (p. 1(8 11);
gg) Gli e,·,:ori di pimtamento per la fanteria debbono cittri btiirsi principal1~ente alle~ c~strnzione ecl al peso dell'arma (p . 38. 50 ); hli) E 1m -utopia il sitpporre che due masse 1·egolarnient.e /or-· mate possano veni·1·e all'nrto (p. ,S.·1}; ii) Per preprwcwe l'urto l'assalitore d1m,.ui11rire wi /iwco lentu a 300 o 400 passi e soi;ente a minor distanza (p. ,120); !<k) L'ùitrocln:::ion~ generale delle armi a 1·1!trocci1·ica ha ])01'tato il solo -vantaggio cli pote,· spiegare ·i n alcuni casi eccc::ionali. in .determinate circostcin.=e e pe1· breve spazio di Lempo 1ma note: vole intensità di {1,oco (p. 1107); li) La qncmtitcì delle cartucce dette, dotazione (,I ) indi vicli,ale de ve cresc17re, ma fo1·se non p'rimctd'i 1i1ict lezione pagata caramente a pre~zo di sangue (p . ·I69);
vio-
(~} ,~i n?ti su (Juesto argo?1cnlo che nell 'oi·àine ài mai'cia <li una <livisione (J\'o,·mc <ùlle Ire Roma, i885J si pongono i carri di munizioni di fanteria
!1c' i m _1111eoo 1
nnmec 1atamente
10
a,·,'.11,
coda :11 rcgr;imenti.
., I
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mm) La fanteria nella condotta del combattimento ha preso il primo posto (p. 41); nn) El ftwco aperto a distanza magçJiore dà per 1·i.sidtato cli
battere il nemico pe1· un tempo n~aggio1·e (p ..1,'2); oo) Il concetto fondamentale dei fu cili e, retrocarica consiste nella possibilità di mimen(al'e il mimuo dei colpi sparati sen..:a dimi-nuii·e l(t pl'obabilità tli colpi,·1}; e- di fl'onte ci qnesio concelto è meschina e confl'aria all' culo..:ione delle armi a lil'o celen la teoria del TIH,\H. 01 llAOO, lf.\ PIU~C ISO, (lel TENEllS( IL FUOCO lN MA:'iO (p. H·); pp) Nelcomballinienlo lasovmeccitr.1,:.·ione momle e /isicc, 1·enrle il fiwco di {uciluia disordinato sì che in complesso il sistema di t1·aietto1·ie che ne 1·isu.ltti si può considerare come fermo ed inimobile (p . 58-59 e seg . 74); qc( fo differen~a 1icgl'i angoli niedi di ti1·0 in combattiment i diversi, ma seri, è insignifiwnle (p. 82); rr) L'angolo niwlio di tiro per la {acilel'ilt in co,nbci!timenti seri è cli 4° (p . 85-87 e seg. ) (,I) sopra l'orizzonte. Senza seguire il Wolozkoi nei calcoli balistici coi quali proYa e stabiJisce taluni degli afol'ismi tattici soprn enunc iati, dalle conclusioni alle quali n<>i siamo arrivati analizzando il combattimento di Woerlh e una fasè della ballagiia di Gravelotle, pare che sì possa stabilire che sarebbe ntilo : I. DeLerminnre tipi di formazioni talliche anche per le unità minori ( compagnia e battagl'iùne) che permettano nei li mi li razionali a) per la fronte; b) por la profondità; c) per la successiòne degli atti lattici; cl) per la durata; e) poi consumo delle munizioni; f) per i faltor ì morali; · g) per i r in calzi; una sola maniera italiana omogenea per quanto i tre ì'allori lel'reno, forza, e nem:ico contl'apposto lo permettono . li. Dare alle esercitazioni di tattica una csLension c ma~s ima. (I) Il Fazio (nel suo lavoro cital o) esclude il fatto quando il bersaglio si trovi di qualche grado sopra o sotto l'ori1.1.onto.
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FOmt E , CRITERI E J>RESCR1ZIOK I TA'l'TICHE,
,ice.
Il!. Escludere assolulamenle ogni esercitazione tanica quando per la mancanza di un fattorn qualsi;isi morale o materia le s i pongono lo parti in posizione relalivamenta inverosimile. IV. Nella istruzi one tattica elcmenlare dei rnpporti minori far sempre conconere sopra luflo in proporzioni non ridolle il consumo delle munizioni e la forza. Abbiamo noi lullo ciò~ Ecco quanto esamineremo nella parle che segue.
ALCUNE CONSIDERAZIONI .
SUL FUCILE A RIPETIZIONE
(Continua). Sunto di con1•ordaziono privata tenuta col signor generale fiossi Comm. CELESTJKO. RAP FAELtO SERl'IElll
Capitano.
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La tendenza quasi febbrile che oggi si spiega nel perfezionamento degli eserciti, sia nel campo offensivo che clirensiYo, fa nascere questioni militari senza interruzione e misura, e una non è ancor sciolta che altre non meno grav i ed importanti la seguono dappresso: anzi si può dire, che le questioni sorgano in ragione indiretta della loro soluzione. Recenfi grandi guerre, e strepitose vittorie hanno dato questa spinta all'ingegno umano, cd ora presso Lulle le nazioni militari, il lavoro è i11defesso e costante nello studio dei mezzi d'olTcsa e di difesa, per non trovnrsi nè impreparati nè inferiori. Egli è per queslo che oggi il militare assiste al mirabile spellacolo di invenzioni, di modificazioni e di perfeziona men Li che tempo indietro era fo ll ia sperare, e che tulli si debbono a quella specie di tortura, a cui fu sottoposto lo scibile mil itare cli cu.i uno dei principali posti è tenuto dalla meccanica, che fornisce gl i elementi primi ecl indispensabili per fare la guerra. I proaressi della o . meccanica se giil. ci diedero in pochi anni, relativamenteparlando, non solo le armi portatili a retrocarica, ma anche le cartucce metallir.he, riun endo così in un atto solo l'operazione del caricamento dell'a:·ma, ci da,nno oggi, e si può dire com' ci·a da
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ALCUNE CONSJDERAZ lO)ll
SUL r c CJLE A mPETIZIONE
desiderarsi praLicamente, il fuci le a ripetizione di cui 1lcnne Lruppc sono già. armale; e, come già è noto, i Francesi in seguilo alla loro lolta nel Tonkino, inLendono di armare, non solo le t.rnppe della marina, bensì LuUe le altre destinale all'occupazione del le colonie. i\'Ia · questi non sono i soli, e come ognun sa, lutti i paesi mil itnri studia.no, esam inano,· fecero o fanno esperimenti in misura più o meno grande per l'adozione di quest'arma a. ripetizione; e i tecnici for:;e più che · altri tenaono la parola in tale questione. L'ann\aripetizioneoggi, Lecnicamenteparlanclo, si può e si deve all'occo rrenza ritenere forn ita dalla. meccanica in condizioni già. soclclisfaè.enLi ed acceltab ili . Si polril (are questione piutLosto di un modello che cli un altro; del la spesa che può richiedere la sua adozione ; ma ciò non n.uo~e ali<!. sostanrn della questione, che si mantiene sempre quale e , 1ll condizioni abbastanza favorevoli. ~fa. se è vero che le novità tecniche possono avere ed hanno per loro stesse grande valore e impo_rtanza., se è vero che costituiscono sempre, incliscutibilmenl.e vantaggi, e che quindi debbono in genere essere accettate, eceilale, spinte ; non è nwn vero però, che per la loro praticfl. attuabilità, i tecnici nel volerle imporre . non sono sempre in grado di determinarne ed a.rprezzarne l'opportunità. ed indicarne con fondamento i ris_ult~ti_prntici militari. In questo campo sono sovente poco competenti e !ac1 lmente indolt.i ad esagera1.ioni o falsi apprezza.menti, che spesso possono trascinare ad illusioni o àd erronee convinzioni per l'applicazione cli novità tecnicamente indiscutibili. I tecnici oggi, come per lo passitto, si appoggiano essenzia lmente, ~e nor\ esclusivamente, a~la questione della mag<,iore celerità di sparo; e così si fece sempre, bisogna dirlo, per tnLte ,Je novità tecniche della stess~ specie, come per l'i1:1~ie~o del la. pietra focaia, delle ca1'lucce: per l uso della bac.cbetta d1 le:10, per date novità. d'inneschi O di cart.ucce, per le ~r~t a. :etr.OClll'I Ca , per otturatori cli diverso Lipo e fina lmente, cosi s'. fa o~g,, p~r ~? armi a ripetizione. Ma -nel campo militare la qucstwne e assai pm complessa, e gli studiosi mi lita1;i non devono limitarsi a constatar~ , ed ammettere le novitit in fatto di cose t.ecn iche; !Da. debbono alLres1 spi_ngere i loro st.ndi, al valore praLico, alle conseguenze di fatto nel campo mil itare. Solo siffatti studi possono razionalmente condurre a formarsi un esalto giudizio della questione, un ponderalo esame del le
decisioni che si potrebbero de.:;iderare o prendere. Un'opinione pubblica, dovrei dire neppure esclusivamente _mili Lare, si è formata, e com•} sempre, forse rion abbastanza ponderata . Molti credono per ciecafeclecliavere la salvezz,anell anovitàdell'arma;altri, pochi se sr vuole di fronte ai primi, osteggiano quella novità, in parte per temperamento, in parte per valeYoli studi, per fondate rngioni; ma lutti convengono che l'adozione dell'nrma a r ipetizione da pnrte di uno dei princi pa li eserciti d'Europa spingel'ebbe gli al tl'i a fare altret· tanto immedialamenle al une di sottra rsi, se non ad un(! vera causa, almeno ad una apparente o ad un pretesto cl i inferiorità relativa, che Lroppo servirebbe, non fosse altro, ai pusillanimi d'ogni spec ie. Ma, come abbiamo detto, be't1 altre preoccupozioni si presenlanoalla men le di colui che studia le novità tecniche nella loro applicazione ed è in obbl igo di sceverarne e pesarne le conseguenze. Una volta che simile arma si trovas.se nelle mani del sotdato, molti que siti si offrirebuero, la cu i solnzione non ci sembra né- pronta, nè assoluta , come doHebbe es:;ere, trallanclosi di una innovazione, che verrebbe a sconvolgere, si può dire, una buona parte dell'edilÌcio militare. · · Oggi che la tendenza a! l'amm:rnslrare le truppe nella disciplii:a: del fuoco porla a non approuttare çli tuLla la celerità cli sparo, di cui è snscetlibile l'arma attuale, I' adqzione di un'arma a ripelizione varrà a far sparire questa tendenza, e a gellarci.nella tendenza op-poslèt? Se l'arma a ripetizione non varrà ' a modificare tale tendenza ' if . suo vantaggio tecnico avrà sempre lo stesso valore sì da farla accettare ugualmente? Accettando· l'arma. a ripetizione, quali altre conseguenze ne debbono risullare nel campo militare? Oggi che i progressi meccanici permettono forse cli soddisfare altri' desideri, non sarebbe opportuno co ll'arma a ripetizione di accettare altre novità nell'armamento cb e confehscano·· a· un miglior perfozi onamen to? L'armamento atlnale ha da essere di fronle ali 'arma ari petizione una causa sufficiente d'impossibilità cli lolla? I vantaggi, le conseguenze, cli un nuovo armamento a. ripetizione,, impongono essi una precipitala ed indiscutibile adozione?
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SUL FUCI LE A UIPl::TJZIONE
ALCU N ls COXS IDEllAZIO:N I
Come si vecle, -la que.,tione è molto complessa e vale la spesa di ·studiarla, non fosse per altro che per capacitarsene, e ciò non solo da ll 'esclusivo punto di vista tecnico, ma alLresì e spiù specia lmente dal punto di vista più compl e;;sirn, militare, pratico . E uno studio serio, sereno, prati co nelle condizion i del momento ani\ il yan1ao-o-io 00 ' che qunnd'anche si doves;;e subire l'influenza di una opinione troppo parziale e partigiana, e cli una situazione troppo tesa. di d;1r modo a correggere e l'unn e J'.altra e di permeLtere così di togli ere dimezzo sfiducie, mal intesi e scornggiamenli, e suggerire nll' occorren1.a Luoni consigli e utili ripieghi per quanto è possiLil e. t indi;;cu tihil e che l'arma a ripetizione, come oggi la si poò nvere, quando la si voglin, poò fornire al tiratore una i"apidilà di sparo maggiore d_i nn'arma a retrocarica, a fortiori di una ad arnncnrica. Laddove pertanto la celerilii cli sparo , quand'anche solo rnomc1ùanea, ,è un fallore importante, decisivo forse, non Yi può essere du bbio su ll'immediata convenienza clell'i mpiogo dell'rirma a r ipetizion e. Così ad esempio ne' comballimenti di poch i contro mo lli, di individui -contro moltitudini, di lolle o di ruochi di pochi minuti cli durala, di sorprese, di -difese ind ividtrn li, ecc . J'rirma n celeril ù di sparo più considerevole è quella preferì bile . E la è poi assolutamente nelle condizioni anche normali di combaltimento per acqua, contro popolazioni selYagge, o non all 'alteaa di quel le civ il izznle, ma che sono relativam ente numerose, quali sono le lolle Olliern o coloniali , dove si tralla di popoli pei quali le cose non con osciute ossumono cnrntLere sLraorclinario e sopran:itural e, tanto gli animi lol'O sono rozzi e le menti gregge, e presso cui tut to ciò che non è spiegnbil e, ha sempre dell'iusupcrahile, dcll' irw incib ite. AmmeLLendo però nei cas i accennat i la superi oritil dell'arma a. ri pet izi one, è necessaria una con dizione cs~enziale per mantenerla a Lale altc7,zn ; ch e cioè il. rifornim ento dell e munizioni sia sempre a~sicnrato non solo, ma anche in qua ntità [)roporzi onaLa al consumo delle medesime. t facile tomprendore come mancando !alo condizioné, il rnl ore tecnico dclì 'strrna ne l'enga dim inuit o, e co11 e,:;o la benefica influenza morale che esercita su l soldato. Che se nei casi succita ti ta le condizione si può dire sodrli sfa lla, o al meno facile a raggiungersi con sistemi che bel) poco lascerebbero a de~idorure, non altrellanlo $i può affermare relatirnmenle a ouerre comba!lule
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da esercit i europei . (Jue~ ta del l'ifornimenlo delle cnrtucce è una.. questione che non ci sembra del tulio risoluta neppure ora pel fu cile a ca ri cam ento succes:;ivo; e non sappiamo se si tro verà modo di risolrerla coll'adozi one dell'arma a ripetizione per la quale, il consumo si farà mollo maggiore; per lo meno ci sembra di soluzione mollo più cl il'lìcile. .\la ciò sia dello come per incidenza, e ritorniamo a) nostro prim0scopo , che è di dimostra re, che sebbene l'arma a ri petizione sia da preferirsi ad ogui allro tecn ica mente, pu re so llo altri rapporti la sua non adozione affrettala e senza maggiori perfe,=ionamenti non ci deve sgo menta re; ma al l' inco ntro spingere a pensare,ri OeLLere,esperirnent~re _prima di venire ad una decisiva risoluzione . E per meglio chianre il nostro pensiero rncliamo per un momento ciò che avviene nel campo tatti co, ossia consideriamo l'im piego del fuo co ne!l'aLtacco e nella difesa di una. posizione al giorno d'oggi e quale inQuenza vi può eser~itare il novello armamento. Per chi va all'aLlucco di uoa posizi 1rne, affi ne _d i sottrarsi ai fuochi della. difesa col l'nppron uare · del terreno, lraslorma fì n da grande distanza le sue colonne dall' ordino di_ mar~ia in quello separalo, e da questo nell'ordine sparso; si avanza rn gu1s~ da so ffrire mi nori perdi te possibi li , senzà fare grande uso del proprio ruoco; raggiunge infine quelle distanze, in cui le sue ~ruppe possano efficacemente bersagliare Ju posizione, che clebbono ID seguilo ussallare. Ecco il mezzo meccnnico cl i cui si S'erve chi altacca ~na._. p_osizione e i.:he lo obbliga a grande 'p,1rsimonia cli spari sul prrnc1_p10 ~er potere in segui Lo espli care una grande potenza clr fu oco, al frne d, preparare l'assalto con probabilità di successo. Scopo adunque preci puo dell'attaccante è di raggi ungere quelle distanze dall e qua_Ii il suo fuoco possa prontamente domi nare quello dell a difos~, e gli per_mella quindi di slanciarsi sulla posizione allaccala. Dr q_u, la necessi tà per lui di frenare !" istinto del fuoco , perchè i riparli s.1e~o sem pre t~nu~i fi no all' ultimo mo mento nella mano dei rispel1Jv1 comandanti; sino a quelle distanze cioè ravvicinate. da cui la m~ssa aLLacca nLe clebua poter preponderare o per fuoco, e per urto· ali occorrenza . E tale necessità è talmen te sen tita che ad essa clobbiam_? _l'i1~1 pie~o di fuochi a pausa. nel doppio scopo di conservare le munrzwn,, evitandone lo spreco, e mrmlenere sollo l'azione del comando i riparti.
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ALCU.KE CO:-ìSJOEl\Al.10:"ìl
li problema adunque di cui :;i dovrebbe avere la so·luz ione migliore ,per l'attacco di frorHe ad una difesa ben armata e condotta sarebbe il seguente: ,1° Raggi ungere al più presto possib il e quelle distanze, dalle ,quali il tiro di lruppe che per aver preso parte ali' attacco fìno ad ~sse ,si trovano in uno stato speciale di sfo rzo fisico e mora le, sia -sempre efficace. 2° Che da ta una tale.condizione, questo tiro sia efficace per se stesso, ossia più per il valore tecnico dell 'arma, che per l'abilità del tiratore. Non meno diverso si presenta il metodo per la difesa, la quale .pure è coiìl:retta a parsimonia di fuoc.hi, non avendo sul principio da·vanLi a sè 1ruppe scoperte o facilmente colpibili, e deve perciò attendere l' es~licazione ·de' suoi fuochi , quando l'attaccante da parte ·sua abbia i:aggiunte quelle distanze alle quali si espo rrà maggior·men Le al fnoco dell a dife:,a per ottenere il suo scopo. Quando po i la -difesa per ragioni tattiche creda opportuno di e$eguire il con trattacco, si Lroverà·nelle condizioui identiche dell'attaccante, che raggiunte le distanze uti li, si prepara all'al.Lacco. Dopo LuLlo però è evi,dente, che la difesa si trova in condizioni più favorevol i per l'uso -de'suoi fuoch i giacchè ad essa incombe l'obbligo non di avanzare, ma di· trattenere chi si avama; epperò ad essa, che generalmente è inferiore di numero, torna vantaggiosa una intensità maggiore di fuo chi ; intensità rel,ùiva del resto, se si considera che l'aLlaccante .appunto per essere di solito più nurnel'Oso ad onla delle perdite giit .subile prima di giungere all' nilima fase del combaLtimento, avrà ·sempre da contrapporre un fuoco in mis__ura proporzionata, che unitamente alle condizi oni morali superiori, gli permetta di paralizzare .anche una superiorità relativa di armamen to quando ne fosse il caso . Da tulto ciò che si è dello per l'uso di fuochi nell'attaccoedifesa -di posizioni, sembra emergere, che in ambedue i casi, la vera supe·. riorità dell 'arma a ripetizione su qiptl unque altro sistema, si esplid1e~·à soltanto in quei momenti, in cui ragioni tattiche consigliano la preparazione all'atto risolutiro, usandosi l'arma prima di tali momenti, come a caricamen to successivo, allo scopo di mantenere intallo il magazzeno per non essere possibile il suo riempimento a .quelle distanze decisire che precedono la crisi .
SUL FUCll, E A RIPETIZ IONE
Sembra pertanto che tanto per l'.aLLaccante, che per il difensore, il primo bisogno sia di avere un'arma che dia un tiro sicuramente eseguibile in ogni condizione di disla'nza, di terreno, e psicologica; fo rmando la ma 0 oiore celerità di sparo il secondo bisogno . Per la maggior parte dei soldati, impegnati a far fuoco, in quelle condizioni che sono inerenti ad ogni sorta di c·omhattimenti, non .è più il caso di ricordare dell e rego le e forme di tiro, di deterininare delle distanze, di scegli ere, di verificare degli alzi, cli p.onderare insomma l'esecuzione complessa del proprio sparo; rn,t l'arm a di cui è muni10 Mvrà rendergli possibile·asso luLamen Le un sol tiro , un so lo puntamento , un solo fuoco , il più :;emplice; il più istintivo; vale a dire un'arma aél un sol alzo, un sol tiro diretto;immediato , pronto; un Liro si può dire a focil·esemp licementespianaLo . Questo tiro suppone non solo una buona arma da guerra in ge-. nere , ma la maggiore velocità iniziàle, la migliore conservazione della Yelocità nello spazio, delle buone quali tà di Liro, ecc . Onde sino da lle più grancli di sLanze; non essendoci bisogno di determinazione delle medesime, di scelta d'alzo per conseguenza, e di punto da mirare, il soldato possa fin da principio far uso di quel tiro clecisirn·, che deve preparare con probabi lità di sticcesso l'aLLo finale . Ora, data una simi le arma, a noi pare che la superiorità dell'arma a ripetizione, non sia più così assoluta, come facilme'nte si vuole accettare; e che neppure il suo valore tecnico possa diventare in genere sì facilmente preponderante . Difatti se nel combattimento truppe che attaccano o difendono traessero fin dal bel principio profitto di tulla la veloci Li1 di sparo di cui un'arma a ripetizione è :;uscettibile, iJ·r isul ~ato finale non solo ne soffrirebbe, ma gl i uomini non r~sisLerebbero ad una siffatta celerita continuala, come lo dimost rano dati di esperi enze fatLe . Tali dati provano che l'uomo non può resistere alla fal ica cli due minuti pri1ni di tiro ; e che uno sparo più prohrngato riesci rebbe molto problematico in fallo di efficacia . E sempre per esperienza sappiamo altresì che un s.oldalo ben ammae$lealo al tir? acceleralo può consumare solo da '15 a '18 cartucce per minuto, quando in lui oltre la necessaria pratica si associno la non meno neces:;aria intelligenza e agilità; cose queste che diflìcilmente si trovano accoppiate nella generalità dei soldati altuali, ai quali e per bre.vitit cli ferma e pel biè')è)
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ALCUNE CONSIDEl1AZI0NI
sogno di altre non poche isLruzioni, riesce inadeguato il Lempo che impiegano nell'apprendere quella teorica e ancor più pratica sul tiro. Ma, ammesso pure che si possa giungere a tale p~rfezione nel soldato da po ter pretendere da lui una serie continuata di spari dal piµ al meno efficaci;· se in uri combattimento, invitato dal sistema d'.arma che possiede, ne approfilterà fin da principio, anche per non venir meno a quella fiduc ia che l'n,rmaslessa gl'insp ira, quale ne sarà il Tisul tato al momento der,isivo, dopo un consumo piuttosto rileYante di munizioni? · C'è da temere che più non ne abbia, se un sistema sicuro, pratico, di rifornimento non supplisca ~Ila deficienza assoluta o relativa, come presumere la si voglia. E qui Lorna in campo quanto ·abbiamo detto per incidenza pili. addietro sul _rifornimento delle munizion~il quale se è ritenuto indispensabile per le armi a caricamento successivo, a fortiori vaconsideralo tale per una a ripeLizione, per la quale anzi la questione è più grave, esigendo il maggior consumo anche un rifornimento maggiore. Soddisfatta una tale condizione essenziale, e quando sempre e in tutte le circostanze funzioni a dovere, senza eccezioni, non v'è luogti a discussione per la superiorità dell'arma a ripetizione, poichè oltre al permettere una maggiore celerità di sparo, procura con maggiore facili là l'esecuzione d_i un tiro continuato dal principio alla fine di un combattimento, non esigendo che il riempimento del magazzino ogniqual volta ne sia il caso. Ma a questo propòsito ci sembra necessaria una considerazione di non lieve importanza, ed è questa. II tempo guadagnato neUa celerità cli sparo, manterrà sempre quel coefficiente di valore che gli si attribuisce, o non sarà diminuito da quello che si deve impiegare pel ripetuto riempimento del magazzino che si può presumere diventerà tanto più difficile e complicato, quanto più si avanzerà nella zona efficace di Liro? E i mezzi meccanici co' quali si tenta di rimediare a simile inconvenienle, saranno essi sufficientemente sicuri e pratici da garantire il loro regolare funzionamento, anche nei momenti di sovreccitazione d'animo che genera il combattimento? All'esperienza la risposta, giacchè ad ess~i sola spetta la parola in simile questione, dove fattori di ordine morale e maLeriale in intimo
SUI, FUCILE A RIPETIZIONE
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ra orto fra loro hanno la p:ù gran parte. Per noi intanto sta il ~alto PP. ·r ·mento delle cartucce dev'essere aumentato pel fucile a che i1 n orni . . . l ll d , . deve mcommciare t a a otaz1one . . . r1pet1z1one; e taIe modificazione ', ·. delle cartucce che il soldato porta con se. . . Due sono i modi che si pre:;entano per tale scopo: alleggerire ,t soldato O alleggerire la cartuccia· . . Per il primo moclo non sappiamo quanto ~1 possa _far~ ancora _do_p 0 quello che è stato fatto, di dare al soldato 11 pu~o ~~d1spensab1le, ~ per il secondo ben poco ci resta a fare, avendo cl: g1a la pallottola _d_i . 20 ai·ammi mentre dovremmo all'incontro aumentarelaveloc,ta sol1 l'> ' . • •' l . 500,n iniziale, che studi fatti in altri paesi, hanno g1a ~orta~o o tre 1_ • r. a 600 , mantenendo i! proietto di una ventina d1• grammi circa e 11110 , · e il peso clell' intiera cartuccia a soli 30 ~ 32 gr_am~1 a1 mas?m?· Se adunque si ha da risolvere la qu~st1one ~1 un arma a r1peli·one pare a noi che si dovrebbe anz1~utto risolvere quella delle Zl , d" . . condizioni di tiro e di sparo; che cioè l'arma 1a tiro sicuro, senz_a · bisogno di scelta d'alzo e di mira,_ e che com~ abbiamo detto, 11 soldaio possa sparare a fucile semplicemente spianato. E che tutto ciò si potesse oltenere magari colla stessa canna,_ colla st~ssa pal.Jollola, collo stesso bossolo impiegando con tali elementi cariche speciali, con polvere compressa, ecc. . Non ci dissimuliamo la grande.distanza che ancora c1 separa da questo ideale; e mentre facciamo voti che i progressi d~lla mec?anic~ e della balistica lo rendano in un non lontano avvenlfe pratico, c1 associamo all'odierna tendenza che spinge tutti verso il fucile a ripetizione; e presentendone l'adozione., atteso il propagarsi e l'aliermarsi dell'opinione militare in suo favore, vediamo ora a quali conseguenze di spesa, ci potrebbe condurre e quali modi sarebbero da scegliersi, perchè la sua introduzione nell'esercito non porti grande squilibno finanziario e perturbazione nei vari congegni di cui l'esercito stesso si compone. Come già si è accennato un cambiamento di armamenlo è finan~ ziariamente una grossa questione, e volere o no, ogni Stato per quanto ricco egli sia deve seriamente pensarvi prima d'imbarcarsi in tale contingenze. Se nelle condizioni dell'antico Stato militare di un paese europeo, si calcolavano a tre fucili per uomo, i fucili occorrenti alla dotazione 4 -
ANNO XXXI, VOL. I.
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ALC!)NE CONSIDERAZIONI ;
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generale di 1guerra di un paese, ora tale dotazione si calcola 11 1/ o i' ' 2 fucili al più, e p~r le cartucce a 500 almeno per oo-ni uomo mobilitato, ed anche solo a 300 per gli altri fucili. Così e:sendo, ,per un eserci.to mobilitato di 500000 uomini armati di fucile, voglionsi un milione di fucili e 400 milioni di cartucce; e supponendo un caso imprevisto di guerra che non permettesse di provvedere alla completa dotazione, potrebbero bastare 600000 fucili e 300 milioni di cartucce con una spesa di 50 a 60 milioni; ciò pe~ caso di un armament.o nuovo. Ma qualora si traLLasse di una riduzione dell'arma. e di sostituire la polvere compressa e quella ordinaria nelle cartucce: la ~pesa potrebbe discendere a soli circa 25 a 30 milioni . P~rtroppo, sebbene ridotta a questi termini. la questione per noi r1man.e sempre grave: ma se il tempo venisse in nostro aiuto, si po.trebbe con minori difficoltà superare il periodo di trasformazione, s!a dat lato finanzim·io che da quello clel lavoro. In realtà quando st potesse sopportare la spesa, if tempo occorrente può essere assai breve, e a.più forte ragione se si tratta di una riduzione. .. Oggi un lavoro di 112 ore sulle 24 è sempre possibile in officina .b.en organizzata e che .possa avere continuità di lavoro, come !e militari, e altrettanto si può ottenere dalle private, purchè sia loro assicurato il lavoro e il lucro. Per molte lav:orazioni meccaniche di armi e munizioni si può dire non occorrano operai speciali: quindi si possono in genere aumentare senza danno della bontà del lavoro fino ad averne due mute colle si.esse risorse in macchine. Ciò posto si può ritenere che in Italia, l'introduzione mensile di fucili (tarùo più se si tratta di riduzione), potrebbe essere dopo un p~riodo di due a tre mesi di avvia·~enlo di almeno 32 a 33000. Volendo poi valersi anche dell'opera dt s.tabilimenLi industriali, che ne sarebbero capaci, una tale produzione potrebbe dare, se ben .avviata, condotta .ed assicurala Fucili 200000·in sei mesi Fucili 400000 in un anno. Un .anno clunque potrebbe quasi bastare clare il nuovo fucile a tutta la_fanteria di urr .esercito di 4,0000.0 o 500000 uomini. Ma .non è sufficiente ave;·e l'arma: fa d;uopo nello stesso t~rripo provveder~ al muniziona.mento indispensabile pel quale occorrerebbero almeno 1oa 16 milioni di cartucce al .inese, cioè da 500000
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SUL FUCILE A RIPETIZJONE
a 700000 nl gidrno, e che-tale produzione fosse non solo assicurata, ma in condizioni t,ali da non generare disinganni sulla bontà .del lavoro. Comunque sia però si può forse credere che se ad una mutazione di armamento e di 1munizionamento si dovesse venire, si potrebbe averla atIÌ·ontata: in meno di due ai;tni per le prime truppe che debbono entrare in campagna. Si comiprende henissimo che per quanto si faccia, sarit semi1n·e inev1tabile un periodo di doppio armamento e munizionamento; ma il fatto non parrà tanto grave come si vornebbe .da qualcuno; e sia11:10 d'avviso che si possa in date circostanze attenuare l'inconveniente cambiàndo !'.armamento progressivamente ,ne'grandi riparti in cui si divide tutto l'esercito. A questo proposito giova ricordare che se oggi gli· eserciti sono numerosissimi, essi sono però nipartiti in talune grandi unità armate e corpi d'armata - per le quali, truppe, materiali e ,rifornimen.ti di ogni specie compendiati ,nella ,generica denominazione di servizi di tappa, sono ben distinti, e solo si confondono fra loro molto indietro dalla linea occupata dalle truppe dove subiscono quella rip·artizione -necessaria pe1: essere avviati a. que.' riparti a cui sono destinati. · Quest'ultima operazione avvenendo molto indietro, e saremmo per dire, alla base d'operazion i, presuppone una precisione, una esattezza a tutta prova, giacchè ad essa non può mancare nè il tempo, nè quella calma indispensabili alla sua buona riuscita. Certamente in casi urgenti le dotazioni cli una armata, di un corpo d'armata, debbono_poter servire ad un altro, e vicino riparto di eguale speqie;' ma ammessa la divisione certa, o<;ulata, senza confusione dei materiali diversi spéttanti a ciascun: grande riparto, non vediamo che ne possano nascere inconv,enienti tali da far temere un disastro: E ancpr più poi ci sembra scevra di pericoli e confusione, se il riparto della forza mobilitata e adunata, non avrà più a subire varianti nel corso della guerra. . Dovendosi a.dunque procedere ad un cambiamento di armamento, ci sembr.a che si potrebbe benissimo attuarlo per armate o corpi d'arm~ta'. tanto più sesi prenderan.no eventuali misure per 1~ ripartizione dei rifornimenti necessarj ad ogni grande reparto. Con simili cautele e previsioni, a nostro giudizio facili a prender&i , il periodo di tra-
SUL FUCILE A Rl}'E'l'IZIUNe
ALCUNE ·coNSIDERAZlONI
sformazione cesserebbe d'essere un pericolo, e nulla c'impedirebbe d'incominciare a qualunque epoca, a qualunque momento, come il più ovvio e razionale. Con tutto ciò che abbiamo dello non abbiamo inteso, come del resto appare, di combattere l'adozione dell'arma a ripetizione, ma solo di premunirci da qualunque precipitata risoluzione, non giustificata da cause impellenti. Ammettiamo benissimo come tutli la superiorità di tale arma, sui sistemi finora conosciuti, ma non sappiamo trovarla così assoluta da venire accettata senza ponderata disanima, e ancor meno da dèciderci a far getto dell'attuale armamento, il quale nel campo tattico pel modo conosciuto di far uso del fuoco, ·ben poco resta indietro di quello che si vuole introdurre. Più che alla ·celerità di sparo, sarebbe desiderabile che il tecnico e lo studioso di cose miiitari rivolgessero la. loro attenzione al;perfezionamento delle altre qualità meccaniche e ba.listi che dell'arma in modo d'averla in condizioni tali, che il soldato possa ad essa interamente affidarsi, col minor dispendio possibile di tempo e d'intelligenza. · La possibilità che più tardi potrebbe diventare una probabilità di una guerra contro avversario munito di armamento a ripetizione non ci spave~ta. Ben altri eserciti ebbero l'egual sorte, e per non risalire fino all'epoca del 59, ci basti citare quella del 11870-711, in cui i Tedeschi peggio armati dei Francesi ne uscirono vittoriosi, insegnando come, in fatto d'armamento, non basti la superiorità meccauica, ma faccia duopo sapersene servire coll'adottare un modo razionale di combattere che ci conduca a scemarne o aumentarne gli effetti. Non sarèbbe a.dunque in tal caso la prima volta, che la guerra si combatte fra eserciti muniti di diverso armamento: e siccome tale diversità fra i sistemi ora in uso e quello a ripetizione non ci pare molto considerevole nel cornbattimento, così una tale ev,entualità non ci deve spingere a risoluzioni precipitate che in luogo di risolvere la questione la renderebbero più intricata a grave. Non sappiamo a quali mutamenti e modificazioni nel campo tattico ci potrà condu rre l'adozione dell'armamento a ripetizione, ma, per quanto_ora se ne può prevedere, non ci sembrano molto considerevoli ed importanti ed ancor meno radicali. Sì l'attacco, che la difesa procederanno sempre nell'ugual modo informati agli stessi
principii, alle stesse norme, alle stesse abitudini; il primo a schermirsi finchè giunga al punto di espl icare la sua maggior potenza offensiva; la seconda ad impedire che l'altro giunga a tal punto. Nell'applicazione dei mezzi poi, amendue si vedranno spinti ad esa0erare , g:razie al nuovo armamento. e il terreno sarà il loro mag:l'.l " u gior studio come quello che meglio di tutti può servire allo scopo di ciascuno, approfittandone l'attaccante, quale maggior scudo alle offese dell'avversario e quest'ultimo· quale mezzo migliore di rendere più forte la posizione, che difende. Fra due avversari egualmente armati, la..questione resta quale ora è; e la bilancia trnboccherà da quella parte dove il numero, lo spirito e l'istruzione saranno superiori. Ma fra due, di cui uno inferiore per armamento, la questione varia; e a quest'ultimo incombe maggior cura nell'addestramento del soldato, maggiore abilità nell'impiego delle truppe, ,e maggiore disciplina che gli permettano di controbilanciare la superiorità dell'arma che l'altro possiede. Con tali qualità, anche una inferiorità eventuale d'an.namento, non deve trattenere una nazione dall'accettare una guerra, ma accingervisi collo stesso ardore, colla stessa fede, come a parità di condizioni materiali e morali. I combattimenti anche con fucili a ripetizione avranno sempre gli stessi .caratteri , e possiamo dire le stesse fasi d'ora, giacchè per il fatto del nuovo armamento, le posizioni non si potranno conquistare a viva forza, di sorpresa, non potendosi contare fin dal principio sulla .celerità di sparo, che difficoltà di rifornimento di munizioni, limitazione di bersagli, necessità di tenere in pugno i propri reparti fino al momento critico dell'azione non consigliano. La natura stessa del nostro terreno poi ci deve affidare ad avere quella calma, quella serenità necessarie a pronunciarsi in queslione di tanto momento; e quand'anche altre nazioni miiitari ci prevenissero, ci sembra che il nostro spirito non debba risentirsene, ma all'incontro mantenersi a quell'altezza che può inspirare i migliori -consigli: Che adunque un cambiamento di arma portatile, attesi gli attuali progressi meccanici, sia desiderabile, ed anzi si debba adollarlo, quando da altri ne venga l'esempio, che è quanto dire dovremo subirlo, non lo mettiamo in dubbio; ma che un tale stato di cose ci debba spingere a tutta furia verso una tale tendenza, non ci sembra
,...,..,um, t.u1~:;111.t.!IA•ZIONl SUL FUCILE A RIPETIZIONE
nè ragionevole, nè prudente'. Il trovarci inferiori d'armamento noni deve.generare sfiducia negli animi nostri, giacchè a nostro credere e come abbiamo cercàto di provare, tale-inferiorità sarebbe nel fatto molto relativa, tanto più che quando si fo&se prevenuti· da alLri possediamo noi pure i mezzi per trasformare con una ceri.a faci lità e · rapid,ità il nostro armamento. E di ciò desiderammo eh~ tutti fossero persùasi al fine di, evitare esagerazioni che riescirebbero assai dannose.
IL
NOSTRO RECLUTAMENTO MARITTIMO - --- - --
Tra le esigenze molteplici che il moderno naviglio ha imposto agli ordinamenti nav.ali, non ultima certamente è la necessi tà di avere a bordo catego rie diverse1 d'indivicl'ui , per attenà~re ciascuno con competenza maggi0re alle artigVierie, wi siluri, agli apparati elettrici, alla manovra della nave, alla navigazione ed al servizio delle macchine e' del1e caldaie Da ciò la costituzi.one· delle di verse specialità•di-cannonieri, torpedinieri, n~cchieri, timonieri, macchinisti e fochisti, i quali tutti vestono indistintamente l'assisa medesima; e i profani li comprendono nel nome generi co di marinaro, senza por mente alla diversità del servizio che ciascuna categoria è chiamata a prestare, per rilevare la g-rande differenza che intercede fra loro, la specialità di .cognizioni, di pratica, di attitudtne, che per ognuna di esse è richiesta. Flino ad un 20 anni fa qu:esta differ.enza, non appariva così sen-· Lita, come va" ora. man mano ac;centuandosi; la costrnzione medesima delle na,vi si, tro~ava allora in un periodo d~ transizione; la frega~a in legno pretendeva tuttora al. nome di nave di battaglia, .il cannone di ferraccio1da ,J 6 centimetri poteva sperare, di produrre ancora qualche avaria in una carena avversaria. Era naturale! quindi che anche il personale destinato a manovrare quelle navi 1 •
IL NOSTRO RECLUTAM EllTO 56 potesse continuare a servirle con vantaggio, senza mutare gran fatto delle sue originarie attitudini; e, come l'antico vascello a vela, allungato, raso di un ponte e fornito di un motol'e a vapore, se non costituiva il bastiml\llLO tipo dell'epòca, rappresentava ancora una forza sul mare, prendendo il nome di nave mista di linea; nel modo istesso il personale, che serviva sulla nave mista, poteva riusr.ire adatto al maneggio delle artiglierie pur consen1 ando il suo carattere originale marinaresco; tal che da un marinaro di lungo corso for mava.si aaevolmente un abile servente al pezzo, ed il provetto puntatore mintava a riva. durante il cattivo tempo a serrare una gabbia od a far terzaroli . At.tuaìrnente le condizioni sono mutale. Le artiglierie ed i loro affusti, cresr.iuti smisuratamente di mole e di potenza, si sono trasfor· mate in macchine complic.ate e dif(ìcili; il siluro e la torpedine, più complicati ancora, vanno giorno per giorno imponendosi in quello che una volta era còmpito esclusivo delle artigli erie; gli apparati elettrici per illuminazione e per l'accensione dei pozzi richiedono alla lor volta un personale speciale per maneggiarli; la velocità delle navi finalmente si è quasi triplicata, ed il vapore e sottentrato all'opera dell'uomo in buona parte dei servizi di bordo, dal punLamenlo dei pezzi alla manovra del timone, dal trasporto delle munizioni al salpamenlo delle àncore. A fronte di tali condizioni di cose è egli lecito dimandarsi: conviene ancora allo Stato, per tutti questi servizj specialissimi, che nulla han da vedere tra loro, e, meno ancora, con quello del marinaio, dislogliere quest'ultimo da un mestiere, che egli ha abbracciato per iradizioni di famiglia, per libera elezione, o per attitudi ne naturale, e costringe1:lo, a costo cl i non poche cure e di gravi spese da parLe dell'erario, a diventare, in via affatto transitoria, un cannoniere, un torpedini ere od un fochista? O non è forse più logico, e da ambe le parti più conveniente, che il cannoniere, il torpediniere ed il fuochista siano reclutati tra coloro, che, anche per tradizione di fami glia, per libera elezione o per attitt1dine naturale, si trovano già iniziati, se non nei mestieri speciali di cui lo Stato abbisogna, almeno in quelli che hanno maggiore affinità. con i medesimi? Per ris11lvere adeguatamente il quesito ne occorre innanzi lutto
MARITTl~lO
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affermare ancora una volla quello che molti altri prima di noi, con larga messe di dati statistici, han rilevato; fallo che parrà a. prima giunta estraneo ali' argomento; ma che è pure la premessa fondamentale della conseguenza a cui intendiamo venire. Se è vero che la vita media dell'uomo civile vada man mano elevandosi , mentre d'altra parte i casi di longevità si rendono sempre più rari e non raggiungono quei limiti estremi di cui nel pasi::.ato troviamo esempi frequenti da. per tutto, ed anche al presente nei paesi meno progrediti, ciò deve necessariamente attribuirsi alla diminui ta mortalità nei bambini e negli adolescenti, i quali in generale meglio allevati, meglio nudriti , meno esposti alle cause che potrebbero perlurbarne lo sviluppo , sono più in grado di attraversare quello che è il periodo critico dell'umana esistenza. Ora questa condizione più favorevole che meglio ne garantisce dal lato materiale, e che promove efficacemente la costi tuzione fisica dell'individuo, è indubitato che ha altresì influenza sullo spirito di lui . Che che si dica, l'uomo oggi diventa, è vero, vecchio più presto; ma in cambio il bambino diventa più presto uomo; se il ramo discendente della curva. si svolge più celeremente, l'apice di essa si è avvicinala di più all'origine, ed il periodo ascendente si compie a sua volla in molto minor tempo. Da questo , che è per noi fatto intliscntibile, emerge un'altra conseguenza di non minore importanza, e che più specialmente si collega all'argomento di cui trattiamo. A venti anni, quanti appunto se ne richiedono per entrare coscritto, non si è più così moralmente malleabili come pel passato - gl'ideali han già preso forme concrote, le aspirazioni si sono nettamente del ineate. Lo Stato potrà a suo talento imporre che questi ideali sieno fatti tacere, che siano ripudiale queste aspirazioni; ma difficilmenLe avrà cambiate le altitudini dell'individuo, foggiandolo, a seconda dei suoi bisogni, inaspettatamente e solo per effetto di un numero più o meno alto cavalo a sorte dall'urna. Esso riuscirà ad ottenere che il marinaio di professione, abituato ad aspirar largamente l'aria ossigenata dell'Oceano, si rassegni a ricacciarsi nei locali angusti di una macch ina, assorbendovi i gas deleterii della combustione, avanti i forni di una caldaia; ma se pure ottiene, mettendo a profitto l'intelligenza di lui, lusingandone l'amo~· proprio o mercè mille espedienti , a for-
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IL NOSTRO RECLUTAME'.'<TO
marne un discreto fochista, quando sta per raccogliere il frutto d.i tante cure, i quattro anni di servizio sono ~ompiuti, il neo fochista ritorna di corsa al suo mestiere di elezione, all'aria, alla luce, ai vasti orizzonti. J:ni1umerevoli lentaliv.i si son fatt i e si fanno tuttora per·decidere i congedandi di quella categoria a restare sollo le armi : mille com. binazioni di vantaggi•immediati o futuri si p1·esent.an loro, da disgradarne urr prospetto di lotteria per prestiti e premi; ma la conseguenza indiscutibile e pur troppa valorosa di tntto ciò si è che di fochisti la regia marina soffre difetto grandissimo, e che spesso !li ritarda l'armamento dei bastimenti, o se ne depone affatto il pr,)posito, sol per la impossibilità di raccogliere in numero sufficiente il personale destinato al servizio della macchina e delle caldaie principalmente. Né· la deficienza di che discorriamo si lamenta solo nella categoria suddelt.a- essa, sebbene in proporzioni minori, preoccupa eziandio per quell e dei canrronieri e dei torpedinieri, a(r onta dell'esistenza di scuole speciali, le quali, già da anni istituite, son condotte con cure indefesse e con giudiziosi indirizzi. - Anche per queste·la causa precipua dei loro risultati insufficienti non risiede già nella istruzione che s' imparti sce agli allievi, o nel mòtodo difettoso d'insegrramenlo, ma dipende affatto dal modo con cui gli allievi stessi son reclutati, e va esclusivamente addebitata allo errore di non aver modificata inJtempo la legge sulla leva di mare, mettendola in armonia con la rapida e radicale trasformazione, che il materiale navale and·ava subendo. Mentre per quest'ultimo l'elemento marino diminuiva man mano d'importanza, sottentrandovi il bisogno sempre più urgente di ben determinate speciali là ( che solo dalle officine di terra avremmo potuto ricavare, se non belle e, formate, almeno abbozzate più o meno), noi abb iamo per lo contrario continuato a fare assegnamento su quello stesso elemento marino, r.lw andavano. appunto ricacciando in second a linea; ci siamo ostinati a pretendere che il marinaio diventasse un aggiustatore, che il pescatore saltasse a piè pari dagli ami e dalla scia,bica ai reofori , all e pile ed ai meccanismi di un siluro; e non abbiamo voluto ammetterò, che, nella impossibilità di riunire. Lutti i requisiti in un individuo solo, era necessario scendere a transazione, ed affidarci al giovane biel -
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lese od all'operaio lombardo, che del ~are forse ~on. ha~ ma~co l'idea, ma che da ragazzi furono adoperali, per e.semp10, ~n un of?ci~a al aoverno dei fuochi di una macchina motrrne; anz1chè ali abile m:i·inaio che avrà compiuto un paio di volle il giro del mondo. Convi~ne adunque estendere per la marina il campo d_el.l~ scelta del suo personale, e decidersi una buona volta al ~ag1:ific10,. P~~ certe categorie, del requisito marinaresco, a vantaggio d1 ~uellt pm necessari al maneggio ed alla coll'servazione dei numerosi meccanismi. L'auua~ione pratica di questa idea sommaria potrebbe, a parer nostro oLtenersi facilmente al.,olendo la distinzione tra le due leve dell'es~rcito e della marina. Una sola chi amata per l'uno e per l'altra dovrebbe sopperire ai bisogni ·comuni, e, nel ~odo i.stess~ con cui l'esercito riserba, ad esempio, i muratori per i regg1menl1 del ~enio ~oloro che per professione hanno bazzicalo con i cavalli, ai r;ggim~nti di cavalleria, l'individuo più alto ai grana~ieri, il più svel lo ai bersaglieri; la marina a sua volla farebbe anch essa la sua· cerna in base a norme esattamente stabilite, ed in base alla provenienza dei singoli coscritti; riserbando per sè il marinaio, il fuochista, il forgiatore, l'orologiaio, il fonditore,.l'aggi us~~tore. ~cc. ecc ..... , quei mestieri insomma che le sue esJgenze piu special.mente I ichiedono , o che a queste possono più facilmente adallars1 . In Lai modo l'elemento marino non sarebbe totalmente sbandito, perchè il marinaio entrerebbe, come pel passatò, nelle .lisle .di co~ scrizione; ma piuttosto che costituire esclusivamente gh equipaggi delle nostre navi, concorrerebbe al servizio di esse insieme ad allre · classi d'individ11i, al certo più di lui adat.Li alle svariate incumbenze che occorrono a bordo. Forse, applicando ali' esame di queste· nostre idee le premesse da noi stessi formulate, parrà al lettore di trovarci in contraddizione·, con i principt generali accennati più sopra; sì che, ritorcendo l'argomento sulla poca malleabilità del giova11e alluale, ci si ~otrebb~ opporre che a vent'anni mal può l'operaio, nato è cresciuto tra 1 monti, adattarsi alla vita penosa. di bordo ed alla prolungata sta-, zione su di una corazzata. 8u tal proposito ci occorre manifestare un'allra nostra modesl~ opinione, che, cioè, francamente, dei disagi della vita attuale di.
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f L NOSTRO RECLUTAME:-TO
bordo, ricordati in molte guise e sempre che si discol'ra di quistioni marinaresche, oramai non è più il caso di commuoversi gran fatto; ,e che anche per questa parte, conviene modificare molte delle idee originate da una condizione di cose che non è più. In effelli riflettiamo per poco al tempo lunghissimo che impiegava l'antico baslimenlo a vela per raggiungere un porlo, alla media di 50 o di ,I00 miglia al giorno di cammino ulile, stabilita ,dall'esperienza per le antiche traversate in Mediterraneo od in Oceano, alla difficoltà per una nave di cavarsi fuori dal campo di a,zione di un cattivo tempo, quando il vento stesso infuriato doveva dargliene il mezzo, !_\,Ile calme prolungate contro le quali non v'era altro rimedio che armarsi di ~anta pazienza ed àspetlare dal buon Dio l'invio di una brezza passeggiera, che si spiava da lungi sull'orizzonte per prepararsi in tempo a riceverla utilmente nelle vele, al difetlo di acqua potabile e.di cibi convenientemente conservati, per cui lo scorbuto restituiva a casa decimali gli equipaggi - mettiamo a raffronto tutto ciò con la brevità delle traversate che si com,piono attualmente, con la velocità straordinaria delle navi moderne che permette di sfuggire in poche ore all'azione di una tempesta, ,con i distillatori, i filtri, le macchine a far ghiaccio, l'arte progredita nella conservazione degli alimenti , e poi continuiamo pure ad insistere sinceramente sui disagi della vita di bordo, neghiamo pure che la loro misura si è di molto rido Lia, e che attualmente si diventa ,un Palinuro a mollo miglior mercato . D'altra parte là dimostrazione più convincente delle menomate diffkoltà nella vita marinaresca, e dell'accresciuta facilità di adattarvisi ce la porgono gli ordinamenti stessi della marina mercantile; ed il fatto più importante ancora che l' esperienza di molli anni nessun inconv~niente ha fallo finora rilernre che dimostri erronei i ,criteri a cui questi ordinamenti sono informati. - Intendiamo accennare alla età di 24 anni ed ,ai 5 anni di navigazione richiesti -dalla legge, perchè il capitano patentato possa comandare un bastimento destinato al lungo corso; val quanto dire alla facolLit con•cessa al giovane, che intende indirizzarsi nella carriera marittima, di potersene stare a cac;a fino ai 19 anni, per attendere esclusivamente allo acquisto delle cognizioni teoriche del mestiere, lontano ,dal mare e dalla pratica marinaresca. 1
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MARITTIMO
Orse lo Stato non ha ritenuto t1·oppo alto il limite di 49 anni per iniziare un giovane uscito dalla scuola nella carriera di capitano marittimo, perchè deve sembrare così eccessivo quello di 20 da noi proposto pel marinaio; e se lo Stato ha ritenuto altresì sufficiente una pratica di 5 anni per abilitare questo stesso giovane ad assumere la, grave responsabilità del comando, affidandogli la vita di un equipaggio, l'ingente valore di una nave e quello non minore del suocarico, perchè ritener poi così difficile éhe un semplice operaio, lecui imcombenze marinaresche sono più che problematiche, possa acclimatarsi alla yit.a di bordo dopo un lasso di pochi mesi appena?' Ci pare adunque inutile d'insistere più a lungo su tal $Oggetto~ ponemo perciò termine al presente scritto augurandoci che le nostre idee siano favorevolmente accohe: felici se esse, tradotte in allo, riusciranno a risolvere uno dei più gravi problemi che tanto preoccupa chi regge le sorti del corpo, cui ci' onoriamo di appartenere .. NICOLA MARINI
Capitano di corvetta.
STUDIO SULLE SUSSISTENZE lHLlTARI, ECC .
.STUDIO SULLE
~SUSSISTENZ'E MlLI1"'.A.RI E LORO FUNZ[ONAMENTO IN TEMPO DI PACE PER AVERLE IN TEMPO DI GUERRA BEN ORGANIZZATE ED ESERCITATE NEL SERVIZIO
I. Il problema del vettovagliamento d'un esercito in campagna, cosi ·-complesso ed incerto :,empre, per le recenti riforme apportate al' -\'arte della guerra allontanandosi sempre più dalla sua soluzione. Se un giorno avrà compimento la profezia che la guerra debba . . llCcidere la guerra, ciò avverrà anche per la impossibil ità di seguire un esercito con quanto si richiede perchè possa vivere. ..I Prussiani, cui fu dato di applicare in due grandi guerre il risultato cli profondi studi stilla sussistenza, trovarono una semplifica. zione mirabile nel sistema di far vivere il soldato presso l'abitante. Sistema col quale seppero raggi tingere una speditezza di movi, menti, di cui non si ritenevano più capaci gli eserciti moderni. Nella. campagna del ·1866, dal 5 al 119 luglio, gran parte dell'eser• cito germanico auraversa., dopo Sadowa, la Boemia e la Moravia.In quella del 1870 la 3a armata. giunge in 25 giorni da Sedan a . Parigi. Qtiesle due marcie, che si potrebbero qualificai·e capolavori logi·-stici. venrrono e~e!ruite lon tano dalle basi di rifornimento, senza carri
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al seouito ed in ·p.aese nemico.- Lo stato maggiorepr.ussiano dev~ dislo~are o.gnj sera presso .gli abitanti fin 16000? uomi~i, e riav8:r\l il domani incolonnati ed in marcia. - La vecchia massima del riunirsi per combattere e dividersi .per vivere ottiene la .sua completa ,applicazione. · . . ,Eppure anche tale sistenra, e.be parve eccel)ente e che va~·1e nazioni copiarono nei loro regolamenti, si chiarirà tra breve rnsufficiente. Le future guene d'Europa, secondo un autorevole scrittore mili.tare tedesco, metteranno in campo milioni di uomini contemporaneamente: sarà quindi impossibile dar loro tale frazionamento , da assicurarne la esi~tenza neppure nelle più popolose e fe11tili regioni. La guerra, che fu già ur.to di popoli contro pop_oli, poi lo~ta fra le parti valide .di due nazioni, torna ora ad essere 11 cozzo .d1 tutte le forze civilizzate di una nazione contro quelle di un'altra. Ai popoli migranti nel deserto il Dio di Mosè e di Aronne provvide con la manna: quel Dio provvederà. il cibo agli eserciti dell'avvenire? L'eventualità, per quanto remota, che abbiano ad esaurirsi i depositi carboniferi a cui l'Inghilterra va debitrice della sua ricchezza preoccupa ed agita fino da ora gli economisti britannici. - Essi ci dipingono lo squallo1;e della Gran Brettagna, quando il suolo, privo di carbon fossile, non sarà.più in grado di alimentare un popolo attivo e laborioso, che per conseguenza, fra cento o duecento anni, dovrà emigrare, Ebbene.gli. economist1 mili lari fanno fino àa ora, riguardo al vettovagliamento, una non dissimile ipotesi. - Fra ·cento o fra duecento anni mancherà il carbon fossile agli eserciti: a questi eserciti che 1pe1· divenire stragrandi han clovuto rinunziare alla sce.Jta degli_ uomini, contentandosi di reclutare i men invalidi , e di portarli fra le fatiche d'una campagna quando neppure il loro sviluppo fisico è completo; a questi eserciti, j. cui b.isogni vanno raggiungendo l'incredibile, la gracilità dei quali viene crescendo con la mole . '- Allor:a la macchina dovrà fermarsi per mancanza del c_ombustibile che emana moto e vita . La guerra avrà ucciso la guerra non di spada, ma di fame. Però troppo lontani siamo ancora in Italia dal mettere in campo milioni d'armati, e no.n abbastanza ci siamo fin q'ui occupati di quei
STUDIO SULLE SUSSISTE!\ZE .ll!LITARI
servizi amministrativi che furono chiamati accessorì, perchè non ci resti ancora a percorrere un vasto campo coi nostri studì e colle nostre riforme. Ed io, nei brevi limiti cli questa conferenza, accennerò ad alcun e innovazioni, colle quali, senza radicali cambiamenli, ritengo possibile migliorare i servizi della sussistenza in tempo di pace, nell'intento, enunciato col tema assegnalomi, di averli iu tempo di guerra bene organizzati ed esercitati. Restringerò la mia trattazione a quanto riguarda il vitto, giacchè il servizio foraggi, non regolamentato che nelle sue linee principali , richiederebbe uno sviluppo in minuti particolari ed in ipotesi, che troppo lontano ci porterebbero dal campo pratico, nel quale desidero rimanere. Parlerò quindi del serv1zio pane e del servizio viveri.
IL
Servizio pane.
La storia di questo serv,izio, riassunto in poche righe, è la seguente : ; Il pane fu somministrato da imprese, sotto la sorveglianza dell'amministrazione militare, fìno dall'ann o 1850. Col R. Decreto 24 agosto 11850 viene i nstituito in Pi'emonte il servizio della panificazione ad economia. Il generale Lamarmora, ministro della guerra, sotlopone alla firma del re il decreto analogo a tal provvedimento, perchè l'assidua sorvegl ianza e le cure degli agenti non valgono a sottrarre l'elemento più importante della nutrizione alle adulterazioni che la cupidigia del lucro inspira alle imprese. - Ancorchè il provvedimento possa esser causa di maggior spesa, pare .al Lamarmora che sia necessario, perchè il soldato abbia pane legittimo e sano. I panifici, istituiti in cinque presidi dapprima , dànno subito eccellenti risultati anche dal lato economico; cosicchè nel successivo
E LORO FUNZIONAMENTO l:N TEMPO DI i'ACE, ECC.
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anno si estende il servizio ad economia ad alti·i selle, nell'anno ,, 85!1 ne sorgono altri, nel 1854 ogni guarnigione di qualche import,,nza ha il proprio stabi limenLo, ed ogni nuovo R. Decreto porta la ricon.:. ferma della convenienza del sistema. Ma conferma migliore la porge il fatto che ben poche istituzioni del nostro esercito ebbero vita cosi rigogliosa come questa, la quale trascorse trent'anni in mezzo ad un'assidua vicenda di circostanze d'i~ee e di persone, rimanendo sostanzialmente la stessa, senza ri~ chieder riforme nè trovare oppositori. - Tanta fu !a vitalità che i nostri vecchi organizzatori seppero infonderle. Attualmente i quaranta panifici del regno forniscono ai cinque sesti delle nostre truppe il pane, e la facilità delle comw1icazioni permette sempre più cli arrivare col pane dei governo, dovunque giungano truppe. Il sistema della gestione diretta è talmente ormai radicato, che il nostro 1·egolamento sul servìzio delle intendenze in guerra non acc~nn_a ?eppu'.·o alla possibilità di farlo altrimenti. - I panifici territoriali, ?rdrnarì e provvisori e quelli al seguito dell'esercito debbono fornirlo completamente anche in campagna. Aumentare quindi la produttività dei nostri stabilimenti. mirrliorarne le funzioni, semplificarne le necessità ed i mezzi, sarà, aio~are alle sussistenze militari in pace ecl in guerra. l'J • Il. còmpito dei panifici, dato l'ordine di mobilitazione, è quello di fornire le truppe pa1'tenli pel luogo di radunata, dando loro le razioni di pane per tutli i giorni di viaggio in ferrovia; di fornire que_lle ~he tra?sitano _n~I territorio della sua circoscrizioue per via ordmar1a, e dt sommm1s1rare il pane ai richiamati dal conaetlo nei vari distretti della divisione. Avvenuto poi il concentrame,;to se il panificio si troverà nella zona di radunala dovrà col sussidio dei ~or~i in ferro e di quelli dei privati, provvedere 'alle truppe di un 1 nt1era armata. Dopo lo schieramento il panificio territoriale, sec~ndo la sua posizione, potrà esser richiesto di fornir pane alle linee di t~ppa, alle milizie mobili e Lerritoriali, di sussidiare anche la pantfi~~zione per l'esercito mobilitato, cli fornir grani e farine ai depos1t1 di vettovagliamento. . L'importanza di tali funzion i, la necessità che esse siano compmte senza alcuna confusione, in un momento nel quale la calma e 5 -
ANNO XXXI, VOL. I.
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STUDIO SOf,T,E S!;S$1STENZE MILITARI
l'ordine sono alLreuanto difficili quanto indispensabi li, tutto ciò, dico, assegna ai panifici territoriali un coefficiente elevatissimo nella riuscita di una campagna. È quindi assai nalurale di esaminare se quesli stabilimenti siano in grado di corrispondere ai bisogni cui debbono soddisfare. Ho detto sopra che la istitu_zione del servir.io nd economi,t ha fallo prova di vitalità durante trentacinque anni, passali senza riforme importanti . Sì: il pane che il nostro soldato consuma oggi sulle spiagge del mar Rosso, è tal quale quello che si fabbricava a Costantinopoli durante la spedizione del'la Crimea. E ciò non è male, ma il guaio si è che trent'anni di vita non hannq quasi saputo aggiungere ai noslr.i stabilimenli che qualche crepa nei'fabbricati. L'industria del pane non è presso i privali di quelle che più progrediscano: essa ha uno sviluppo limitalo dal numero dei consumatori, e non può aver lo slancio indefinito di allre industrie perchè molliplicare gli stabilimenti equivale soltanto a ripartire la stessa clien~ela sopra un maggior numero di proclullori. Per In panificazione mi li tare invece il caso è diverso: i consumatori fissi sono in tal numero da alimentare l'industria più attiva e da ammortizzare qualunque capitale vi s'impleghi. Se i due grandi pnnificì borghesi di Torino, provvisti di macchine a vapore, ave~sero assicurata la clientela del panificio militare, non v'ba dubbio che avrebbero inlrodotlo nella loro induslri-a tali perfezionamenti da fornir pane a prezzi cui nessun altro panaLliere potrebbe avvicinarsi. La panificazione militare periezional.a vorrebbe dire aumento di produLt.ività, dirninuzione di mano d'opera, maggior lavoro e più uomini disponibili per altri servizi. Ed invero penetriamo un'istante nei nostri panificì militari. Quanti di essi presentano una disposizione di locali adatta? Quanti hanno spazio, forni, magazzini sufficienti allo sviluppo che potrebbe prendere in talune circostanze il loro servizio? Quanti appariscono costrutti con i criLeri speciali che r ichiedono stabilimenti di tanta importanza ? Oltrepassatane la soglia noi non ci fermeremo al luogo di distribuzione. Quivi in molle ore dei giorno è un andirivieni di saldali d'ogni
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arma, un caricarsi di pane, un'ammonlicchiare su' carri le reti piene, un rumoreggiare di veicoli lì dattorno.. L'all egro vocìo dei sol dati, i rapidi comandi dei gratluati, lo scalpitar dei cavalli , la voce monotona di ch i, contando i pani, par che salmod1, le risate a bocca piena dei giovanotti che pizzicano ile pagnolle~el ~rasportarle,, tu~to ciò, condito dal profumo di ipane fresco che s1 diffonde per I aria, sa d, gioventù, di salute, di allegria; ma la gaiew;a finisce lì. Varcata appena la soglia allegra, eccovi la lunga fila dei panattieri bianchi ed affaticati, portanti suHe spalle sacchi di fa rina, in molo con~inuo per le scale che dal primo piano conducono ai sotterranei o fra la porta dello stabilimento e la fal'iniera. Ecco i lavoranti ai forni che sbucano correndo, aggiogati alle barelle piene di pane, e dall'ambiente caldo d-ei forni corrono discinti agii scaffali di deposito traversando oscuri corridoi, scale fredde, gelide correnti di portoni. Sc-endiamo nei pastini , e là trr>viamo allri operai; la schiena curva nelle lunghe mirdie, le braccia protes-e nella pasta, le mani sepolte a rimestarla, a batterla, a rigirarla in tutti i sensi, inaffiando dei loTo onorati sudori il cibo ·dei commilitoni. Chi si affaccende al forno , la cui bocca avventa sul petto e sul viso vampe abbaglianti, chi ·vi fruga dentro coll'e pale e cogli spazzoforni, chi corre a prender legna alla legnaia esterna, chi prepara carbonella: . le penombre del laboratorio risuonano di voci, di comandi, di rumori d'attrezzi; sono traversate da bian'Che figure, illuminate da bagliori fantastici: lutto è moto, attività, fatica. Quando mi trovo in quel tramestio che dura giorno e notte, ripenso alla sensadone di calma. che provai nel visitare lo stabilimento che fornisce il pane alla guarnigione di Parigi. Là tutto è -Ordine e tranquillità: prima della. farina si scorge il carbon fossile; 4nvece dell'111tfaccendarsi di cento uomini si sente il placido e regoJ.are rumo1•ìo d'una macchina a vapore: l'uomo è quasi scomparso; qualcuno qua e là a toccare un congegno, a girare un manubrio, a ritrarre gli 'll!ltimi prodotti delle operazioni. Il grano s'innalza per ~anali, si •netta, si muta in farina, si separa da\ila crusca e circofando come nn sangue per tutto l'edifizio, diventa farina, si mescola eon.I'acqua, riesce pas ta sotto poS'seriti gramole ed esce pane dai forni. . Nei nostri panifici troppe sono le fatiche, lo spreco di forza, di
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tempo e di atlività, per non invocare Le, o macchina a vapore, che alleata alla intelligenza ti sostituisci alla forza fisica e la centuplichi,. te che palleggi quintali e tonnellate, risparmiando schiene e stinchi,. stomachi e braccia! Ma tutte le volle che una madia meccanica ed un forno continuosi affacciarono alla porta d'un 'magazzino delle sussistenze, furonorespinti con questa argomentazione: in campagna non si avranno. macchine, epperò se i panallieri militari si abituano a farne uso,. perderanno l'abilità e la pratica della panificazione ordinaria. Ciò fu vero Lln tempo: ora non lo è pi ù. Reclutando, co me si fa,. dai panatLieri borghesi i soldati delle compagnie sussistenze, non, accadrà di trovarne alcuno che non conosca la panificazione ordi nal'ia, non l'abbia esercitata e non possa riprenderla all'occorrenza .. Qui ndi l'obiezione cade. Ritengo invece indispensabile che nelle panetterie militari i nostri, soldati facciano conoscenza con le macch ine, giacchè nel caso di bisogno non si potrà nè si dovrà fare a meno di adottare in servizio, dell'esercito ciò che l'industria privata adottò con suo vantaggio. Assai probabi lmente infalli un'armata si appoggerà ad una città, importante provvista cli forz a motrice nella quale o si troveranno, già o converrb. impiantare macchine per la panificazione. Ogni stabilimento di sussistenza può venir chiamato a sussidiare· la paniqcazione presso l'esercito mobilitato, quale per la sua posizione alla base d' uperazioneo sulle linee di tappa, quale per vicinanza ad esse, qualunque poi con la fabbricazione di biscotto o di pane· a lunga conservazione; tutti quindi dovrebbero essere in grado di: addestrare al servizio con le macchine i soldati panallieri. Gl i studi sull'arte bianca sono progrediti in questi ultimi anni,_ ed il ministel'o della guerra, applicandone i perfezionamenti darebbe loro un nuovo impulso , del quale l'esercito sarebbe il p1,imoa godere i frulli. E quanto dico pei panifici può applicarsi anche ai ruolini. Nella· macinazione si introdussero miglioramenti importantissimi, tantorispetto all'economia, quanto rispetto .alla utilizzazione completa della materia. Anche questi converrà siano applicati ai molini militari: è poi indispensabile che la produttività loro venga messa inproporzione con qLrnlla dei panificì per evitare il più possibile i tra-· sporti delle farine.
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Prima di finire in quest'argomento è giustizia il dire che qualche -studio fu iniziato circa i miglioramenti da introdursi nei panifici territoriali: speriamo che le commissioni arrivino prima dei fatti a -svelare i nostri veri bisogni. Ed ora stacchiamoci dai panifici territoriali. L'esercito ha compiuto il suo schieramento, i suoi servizi sono in funzione. Presso il -comando dell'armata, accanto al deposito di vettovagliamento, è stabilito il panificio centrale. Il pane, confezionato per massima in seconda linea, viene tra-sportato con colonne del treno borghese fino al corpo d'armata, di -dove, con le colonne traino viveri, è ripartilo fra le divisioni e le -truppe supplellive. Abbiamo quindi un solo cen tro di fabbricazione per un'intiera armata, cioè per circa centomila· nomini. Per questo ingente lavoro il regolamento, già citato, sul servizio delle intendenze in guerra fa calcolo sui forni stabili del paese, su quelli in muratura che il genio militare può costrurre alle spalle dell'esercito operante, sui forn i in ferro, dei quali ogni armata ha un deposito. È previsto il caso che corpi d'armata o divisioni possano trovarsi in circostanze da provvedere al proprio sostentamen to senza attendere le spedizioni dai depositi centrali, allora i forni del paese, .quelli rotabili assegnati ai corpi d'armata, e le requisizioni solleveranno i panifici centrali e quelli avanzati dal loro còmpito verso .queste truppe, divenute indipendenti. All'infuori di ciò, e data l'appli cazione esatta del regolamento, poichè l'esercito non ha più le colonne reggimentali atte a trasportare al segui Lo qualche giornata cli viveri freschi, come 11866, e •come tuttora hanno quasi tutti gli eserciti esteri, il servizio giorna1iero del pane resta affidato ad una colonna-traino militare divisionale, che prende da una colonna-del treno borghese, giunta fino al ·Corpo d'armata, il pane proveniente dai panificì avanzati o centrali. Tutto ciò organizza\o con precisione. di particolari prende, all'alto pratico, importanz1 dalla quantità del genere e dalla c·ontinuità del -servizio: ma arieggia un congegno d'orologeria che lavorato finamente può tuttavia arrestarsi pel semplice restringimento d'una -spirale o per :a dilatazione di una molla. Perchè l'orologio cammi ni .bisognerà che molle e spirali abbiano molla compensazione. La si
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troverà certamente nell'atliv,ità, nel colpo.d'occhio, nella fecondità in rip.ieghi; doti di cui dovranno far prova: tutLi quelli che•prende,ranno parte a, t.al funzioname11to. Come si vede, se il servizio pane durante l·a mobilitazione ed il copcentramento ha ulila· larga base nel servizio terril,oriale pel con. tributo che debbono prestargli i panifici stabiliti, dop:o lo schieramento invece, quando in massima l'esercito vivrà ùel· pane che s-i fabbrica al suo seguito, il servizio verrà .a gravitare sul personale·, e spe0ialmente su quello esecu~ivo. Sol-tap.tose questo personale inferiore sarà: svelto, abile, resistente alle fatiche d'una fabbricazione grande e prolungata , se conoscerà tutte le risorse della sua professione, e tutti i mezzi di sopperire ai vari bisogni col minore sfoFZo possibile, s.oltanto allora l'esercito avrà il sno pane quotidiano. E poichè appena da un anno dodici compagnie di sussistenza vennero a far parte deWesertitQ, mi si consenta discorrerne qui brevemente, con dati unicamente desunti dall'osserv.azione pers(i)nale. La panificazione ad economia, organizzata dal generale Lamarmora, doveva necessariamente dar luogo alla formazione d'un personale apposito. Impiegati dapprima gli operai borghesi , la necessità di avere nn personale milita-re si fece' sentire soltanto quando si trattò della spedizione d'Orien,Le: si creava allora. decreto 4 aprile 1855, una rompagnia operai delle sussislenz~ alla quale fecero ancl~e passaggio a.lcuni degli operai borghesi addetti ai pa,nilìci. Con regio decreto di pari data sene a,lrlargava l'orgallico portandolo da rn2 a 228 uomini e le si affidava il còmpito di attendere, ol trechè alla pan ificazione, anche ai servizi di magazzirw, e di accampamento presso il coi:po di spedizione. Col regio decreto. 11-4 dicembre 1856 la. compagnia diventava battaglione di ammini-· strazione con sta_to maggiore e t~·e comp~~gnie, una delle quali de~ stinataal servizio d'ospedale. Nel 1860il ballaglionesitrasformava in corpo. d'amministrazione con dieci compagnie inform ierir,. sei di panaltieri e una di attendenti: forza complessiva 11356 uomini . · Questo corpo nei suoi dieci, anni di vita allese alla mealio al servizio; ma form'.l.Lo in parte con scarti del reclutamento, c~llocato in un~ posi~ione disciplinare ambigua, perchè frazionato a compiere i suo, servizi sollo sorveglianza di superiori non api:)artenenti al eoi·po> 1
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non rech1talo fra i professionisti, venne soppresso nel 4870, sostituendovi pel servizio degli ospedali le compagnie infermieri e per quello dei panifici operai borghesi . . · Da allora in poi : Distretti militari furono incaricati di fornire ai panifici soldati di professione panattieri ch'3 lavorarono con gli ope:-ai borghesi, e questa misura temporanea che non eliminava gl' inconvenienti d.isciplinari già notali nell'organizzazione del corpo di amministrazione, cessava finalmente colla pubblicazione del R. De- · creta 28 novembre 11883, che creava le compagnie di sussistenza. Tra breve, ultimato il congedamen Lo degli operai borghesi, i1servizio dei paniaci rimarrà esclusivamen.te affidato a tali compagnie. Esse, con la forza presente sotto le armi, con le classi in congedo, colle corrispondenti milizie mobi le e territoriale, formano uin nucleo cli forza elastico abbastanza per servire sia in tea1po di pace, sia in tempo cli guerra. - La loro forza normale varia, secondo la importanza clei panifici cui sono assegnate; ne abbiamo infatti una che conta &.O individui appena, varie al'lre che giungono ai iJ 50 ed una ·che ha .220 uomini. Il reclutamento assegna ai servizi pane e viveri individu i di provata capacità nelle professioni di panattieri e macellai, cosicchè non occorre più un tirocinio di tre mesi per addestrare le recinte nel loro servizio, e l'amministrazione è garantita che a rotazione di leva compiuta i richiamati dal congedo, graduati e truppa saranno tutti abili al servizio. -Tale sistema inoltl'e colloca nella giusta posizione disr.iplinarequesLi operai mi litari che in qualunque circostanza avranno superiori d'uno stesso corpo, provvede alla loro istruzion e mili tare e tecnica, e li sottrae alla dannosa promiscui tà che sul lavoro incontrano con gli operai horghesi. Mi mancano dati per giudicare nel suo valore complessivo questa nuova istituzione; ma se da una compagnia si può dedurre delle altre non mi pèrito di affermare che l'elemento è sostanzialmente buono. La tradizione e l' i'llruzione militare lo renderanno tra pochi anni migliore. Il soldato delle sussistenze militari, da qualunque regione d'Italia provenga, si dimostra intelligente e relativamente colto, d'indole vivace e di buon ~arattere. - I vizi i delle classi operaie cii.ladine o non sono ancora penetrati nelle sue abitudini o furono repressi col
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STUDlO SULLÉ SUSSISTENZE MILITARI
suo ingrt1sso nell'esercito. - Lieto di non perdere durante il servizio militare la pratica della professione, ed anzi di perfezionarvisi, egli, sotLo le armi, sopporta, con tenne compenso, fatiche ben diversamente retribuite presso i privali. Nella lotta continua che sostien e contro elementi nemici del suo corredo, egli uscirà col cappotto imbiancato dalle farine, con gl i abiti lacerati e consunti, col portamenfo della persona non imp.ron~ato alla rigidità militare, ma non per ciò egli sarà meno benemerito del1' esercito. Le circostanze metteranno forse in rilievo la modesta e laboriosa fi gura del soldato operaio, ed all0ra io non dubito che il paese troverà, anche per ltii , un posto nel popolare album delle figure gloriose dell'esercito italiano, e questo posto non sarà tanto lon tano da quello che occupano, il soldato infermiere, il liberatore dagl'incendi, dai lerrémoti e dalle valanghe. Ma per averlo tale occorre che il suo reclutamento venga sempre fatto fra i professio11isti, che i quadri delle compagnie siano abbastanza larghi da non obbligarlo a continuo lavoro nei panifici, oc.correndo invece che egli abbia tempo di ricevere oltre le istruzioni teorico-pratiche tecniche, anche quelle morali e militari, affinchè le buone qualità del soldato italiano si trasfondano nell'operaio. Le compagnie di sussistenze sono pertanto il braccio col quale l'amministrazio_ne militare eseguirà il servizio pane in cnmpagna. È d'uopo quindi farle oggeuo di cure special i e dar loro occasione di esercitarsi nel servizio completo. Ciò si potrà fare se alle grandi manovre o ai campi si farà confezionare il pane coi forni in ferro,dei quali i nostri soldati non apprendono l'uso che in una breve istruzione annuale, se si porranno in grado di esercitarsi nel carico di carri e nelle varie specialità della panificazione di campagna. A sussidiare l'ingente lavoro dei panificì avanzati i commentatori del nostro regolamento sul servizio delle intendenze in guerra suggeriscono di l'icorrere il piu possibile ad incette, c/Jntratti, tolte, requisizioni di forni, di farine, ecc. Tali ripieghi saranno per lo più applicati in prima linea, ma sarà sempre d'uopo concertarli con la direzione dei servizi che si trova agli scaglioni anteriori , il più delle volte assai lontana; ciò scema la indipendenza amministrati va di riparti di truppa, e si
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può tradurre o in fabbricazioni e spedizioni di pane inup!i, o, quel che peggio, in deluse aspettazioni di pane. Accennerò, trattando dei viveri, ad un organo di comunicazione che varrebbe ad eliminare tale pericolo. Per allungare la catena di rifornimento e qnindi meglio assicurarne le funzioni, si è pensato di confezionare un pane di più lunga conservazione che non l'attuale. I Prussiani, nella campagna del 1870, appena dilungati dalla ba:Se di operazione, tentarono tale ripiego, introducendo nella pasta la glicerina, o sostituendo alracqua il grasso di maiale; ma entrambe queste prove non sortirono alcun esito. Anche in Italia in vari presidii, tra i quali in quello di Torino, vennero fatti esperimenti al riguardo. Si riteneva che un pane di farina abburattata al 20 p. o;., ossia più fino e più nutriente dell'ordinario, con una proporzione d'acqua minore del 20 p. ¼ e cotto a fuoco più lento, potesse conservarsi senza gravi avarie fino al 115° giorno. Gli esperimenti, durati su varia scala nove mesi circa, provarono invece: 1° Che il pane, detto di pasta dura, è sensibile quanto ogni altro alle variazioni atmosferiche; che perciò si altera anche nei magazzini coperti e sugli appositi scaffali quando la temperatura non sia costante e secca; 2° Che per la consistenza della pasta il pane o riesce poco cotto n~llo interno, oppure si sbriciola in bocca, producendo un senso di secchezza e d'ingozzamento che ne rende sgradita e difficile la deglutizione; , 3° Che_esige un lavoro più faticoso e lungo nei panifici con I aumento d1 un uomo per ogni squadra di quattro lavoranti. Quest! risult.ati parmi sieno tali da sconsigliare ulteriori prove. , Infatti se usando al pane tutti i riguardi che la piccola fabbricazione e l'avere un panificio regolare e provvisto di ogni attrezzo permettevano, non si potè impedire che al 10° giorno, come si è costantemente verificato, si manifestassero avarie, tutto fa credere che nelle _fabbicazioni :ou vasta scala ed affrettate, quando anzichè riporre il pane su scaffali lo si dovrà insaccare e !.pedire su carri 0 vagoni esposti a notti fredde e a soli cocenti, allora le avarie, an1
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zichè al •I0° giorno, comincieranno assai prima, e per poco le condizioni atmosferiche non gli siano favorevo li, il pane di pasta dura non avrà maggior durata di quello ordinario biscottato, che è consumabile anche il 4° e il 5° giorno dopo la fabbricazione, L'altro difetto, della difficoltà cioè che si prova nel trangugiarlo, può parere a prima giunta leggiero per chi lo assaggia a l,'lvola, ma è invece gravi:;simo inconveniente per chi, come il soldato, lo mangia spesso solo, o non ha abbondanza di liquido per facilitarne la deglutizione. Sarebbe forse un aumentare il tormento d.ella sete, già così grave al soldato in campagna, o 111ettere a cimento d'indigestione d'acqua e pane anche stomachi di vent'anni. Al terzo inconveniente si potrebbe forse rimediare coll'adozione delle macchine. Il pane del soldato italiano è.fra i migliori che si distribuiscano negli eserciti europei: in esso furono così sapientemente dosati i componenti , che il soldato lo comurna anche senza bere e lo digerisce con facilità. Infino a che dunque la chimica non ci abbia detto quale sostanza debba introdurvisi per renderne maggiore la durata, scostandosi il meno possibile dal tipo attuale, io mi dichiaro conservatore convinto del pane da r~rnnizione che si fabbrica ora e che, a giudizio di mi litari e di borghesi, di pratici e di scienziati, è sano, saporito, oli.imo. Del resto non sari1. ceno in tempo di guerra, ossia quando la fabbri cazione sarà spintà al suo massimo, che converrà cambiarne la forma od il tipo, perdendo ad un tratto i vantaggi d'una lunga consuetudine. A sostituire il pane fresco nel consumo giornaliero è designata la galletta, della quale il soldato reca seco due razioni, le divisioni di ca· valleria hanno una razione al parco viveri di riserva, i parchi dei corp i <l'armata hanno d1ie razioni, il deposito centrale infine ha sei razioni. Q1iesta sostanza alimentare si può dire che non abbia fatto buona prova in nessuna campagna: è tuttavia un ripiego temporaneo) cni nessun esercito potrebbe senza pericolo rinunziare. Le nostre provviste al seguito immediato delle truppe sono però assai tenui e converrà che dai depositi centrali siano continuamente riforniti i parchi dei corpi d'armata e della divisione di cavalleria, i quali la porgeranno alle truppe che avranno consumata la razione dello zaino.
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Tra i vari modi di vettovagliamento usati clalla Prus~ia nella _guerra ,1870-71, quello della galletta figura appena poche g1o~nate 1_n tulla la campagna: essa era sgradita, si frantuma~a e quasi ogm volta . che venne diillribuita, i soldati la gettarono via o la barattarono con• altre derrate. · . Perchè questo cibo appetì sca con viene esservi abitua ti e_d a_tal pro-· posito piacemi segnalare l'esperienza recentemente commc1ata nel· l'esercito germanico. . . . . Compagnie di fanteria sono messe a razione cli v1:en a secco. Esoluso o(Tni~ al~vo cibo che non sia ga\leUa e carne 11li conserva,, viene, \oro~ assoh1mmente vietato di acquistare: generi. alimentari .. I soldati sottoposti a questo uegime rimangono i1n 0sserva.zion~ dei· medici che li pesano ogni giorno, ed intanto compiono daHe sei alle· otto ore di esercita.zione in cias<mna giornata. L'esperienza essendo anco~·a in corso, non mi tro,vo, in grado &h. cilarne i risultati. La necessità di abituare a questo oibo.le ~ioV'ani trup;p,e ha certamente inspirate anche le disposizioni vigenti in Francia per la gaLletta. Quivi la fatbncazione e la consumazione s0no continue, cosicchè mentre il soldato si abitua, aUa galle~ta, come al pane· quoti-· diano, l'amministrarLione può, sospendendo le distril1uzion.i e proseguendo la fabbri ca~ione, costituire, in cas0,di1previsione di guerrar, delle copiose riserve. A :proposito del biseouo iL còmµito del\' amministrazione militaresi riduce a spingere la fabbricazione per qcranto i m:ezzi' fina11-Zi·a.ri lo pe1·meL\ono, e a familiariz.zaue· il soldaiio c0n questo genere di, nutrimento. Da qualllto ho esposto in meri 10 al servizio-,pane, gli aiuti che· varranno ad assicurare che questo servizio sia organizzato ed ese1·citato a dovere, si possono riassumere cosi: 1° Aumentare la potene.a dei panitìcì terriLoriali e lil!ei molin.i;, · 2° Esercitare le truppe delle sussisLenze De11a eseeuzione Giri tutt.i i particolari del loro serv-izio, e nell'uso di•macchine; 3° Organizzare per modo il servizio delira, fabbricaziolile· del4 biscotto, da avere in ogni cfrcostanza provviste abbondanti di esso;~ 4° Abituare le truppe con frequenti consumazioni a questo ge-nere di altmento.
STUDIO SULLE SUSSISTENZE MILITARI
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III.
Servizi~ viveri.
11 servizio viveri in tempo di pace fu già cura esclusiva dei con·sigli di amministrazione. Essi ricevevano dal Governo un assegno .fisso per giornata di presenza, mediante il quale facevano fronte al mantenimento del soldato. Questo assegno, varie volle mutato, si ,chiariva, col mutare delle condizioni del mercato e della residenza, ,insufficiente; pure, dovendosi oltrepassare il meno possibile, co stringeva i corpi ad economizzare sulla nutrizione del soldato per ·non ingrossare il debito della massa-villo o della massa generale. uomini. II sistema portò ad una ingiustificata disparità di trattamento in -reggimenti delìa stessa arma e dello si.esso presidio; vi furono i minimumed i maximu,n della razione carne, secondochè il reggimento -era in cauive,od in buone condizioni finanziari e. Così di una men perfetta organizzazione pagava il fio il soldato, ,che in uno od·in allro corpo presta egual servizio e la cui mensa illOD si presta invero a grandi riduzioni. Però neanche i minùnwn applicati su vasta sc~la potendo arrestare: sulla china dei debiti per la quale rotolava, la massa-villo, ·commissioni parlamentari e militari si accinsero a studiare radicali riforme. Si pensò allora che i corpi, consumatori piccoli, potevano riunirsi ~n società. di consumatori, attivando così la concorrenza dei fornitori, gli sconti e la economia. Si fecero contratti collettivi per presidio, e dapprima si lasciarono liberi i corpi di accedere o meno alla società, rimanendo perciò a ,ciascuno una cel'La autonomia in Lai -servi,.io. I buoni risultali non si fecero attendere: ecco infatti che mentre .nel 1881, col si stema primitivo era stata pagala in media la cariie
a lire ,1 09 al chi!ooramma e la pasta a lire o,.rn, nell'anno successivo, c~i contratti ;ollellivi, venne pagata la prima lire 11,05 e la, seconda lire O,i-2 . Consimili differenze si riscontrarono nel prezz~· di altri generi componenti la razione, tantochè ne!l'~~no 188! si risparmiava, in confronto al precedente la somma d1 111 e 6863?'"'· Nell'anno ,J 883 e malgrado fosse stata portata a 200 gr_am~1.pertutti ·i corpi la razione carne, siotlenneancora un risparmio d1 circa· mezzo milione di lire (1). La società dei consumatori poteva ancora esser perfezionata; a ciò appunto si fece la istru1.ione 115 11ovembr~ 11883.' coli~ ~uale si stabilirono le imprese per corpi d'armata; e s1 pose 11 servizio sotto, l'alta vioilanza dei comandanti generali. Guar~ntirsi contro le molteplici angherie delle imprese, assicurarsi della conformiUt dei generi col campione stabilito , dell'osse1:-· vanza dei paui contenuti nei capitoli, tutto ciò costituiva una sene di cure minuziose e moleste, alle quali ogni corpo doveva pur delegare un ufficiale quotidianamente, e dalle qual i dipendeva la bontà: del servizio. Attualmente lé1 associazione economica ha una direzione nel comando, ha i suoi organi edi su0i agenti ed ha potuto far"provare ai SllOh associati il beneficio di un aumento nella razione carne che da 200· grammi fu portata a 220, e di li'na tale diminuzione nei prezzi delle derrate; che i consigli d'amministrazione non avrebbero forse po-· tuto trovare con contratti speciali, ed infine, utilizzando elementi che sono a disposizione del comando, ha organizzata una vigilanza. efficace per tutti e gravosa per nessuno, realizzando l'ideale di pagar poco ed avere un servizio abbastanza ben fatto. Tenendo poi nel debito conto le esigenze del tempo di guerra, furono introdotte nel capitolato dei viveri alcune clausole, che sollo· vari rapporti facilitano la mobilitazione. Così, ad esempio, l'impresa viveri ha obbligo di somministrare· alle truppe partenti le quattro razioni viveri (carne eccettuata) da consumarsi sul sito di radunata.
(I) V. Ri(01··me ainministi·ative nell'esercito eà Ec011omie, (li S., pubblicato nella dispensa V dell'anno 4883 di questa Rivista.
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Trovandosi l'imp11esà in luogo ove per ragione di guerr:a vengcmo rno,bìlirate le truppe, r,rnò, mediante compenso, oontinuare il .ser-. ~,.i.zio fino arll'11ndecimo giorno dopo quello della dicl1iara tli mobi~lita:zione. .Per .addestrare nel serv,i.zio i sololati delle icompagnie sussistenza, -è in facoltà delh:t ammiBistt1a.z~0ne 'di richiedere .che in qualche pre:sidio o campo l'imprestt fornisca le derrate ,ai magazzini delle sus. si stenze, anzichè ai corpi. Queste ed altre tfispos·izi0ni della istruzfone provvisoria mirano , a preJi)arare alcnnc:hè di più completo per !'·avvenire, mentre segnano fino da 01,a un progresso sui sistemi precedenti. Infatti, abolita la massa-vitto, ·co•nven-zionl!lismo d.i altri tempi, il Go-verno paga di rettamente le somministrazioni che 1corpi 6cevono; ·ìncaricati di dir,ig;erle •sono i comàndi, che più non debbono rimanere estranei a cosa •che ·tairto da viidno H~teressa l,e trupp·e dipen. de,nti; chi ,stip'ltla i contratti, ne ·cura la ·ese~uzione, punisce le in· frazioni e ·liquida le contabilità è il commissariato, rapl)Jresentante , 1ocale della amministrazione militare. · Q,ui og;ni organo de:ll'esercito funziona nella sua sfera d'a7.ione ·,na:turale, ogni ruow. del meccanismo·è a:I suo posto, salvo umi, quella , del p·erso·nale ,d1 esecu.z,ione che non frwnzion.a nel meccanismo del tempo di pace, menire in quello del tempo di gu•erra ba una parte . di suprema imp0Tlan~a. Anche pel serv1e.:10 vi,,eri, come per quello del pane, l·e di:ffi ooltà ·si par:a-110 dinnanz,i fin dallo aprirs: ,di una cmnpagm1. Nella zona di radui:iata·si affacciano due birngni contradittori: rac··cogliere molti approvvigionamenti e non lasciarli toccare dalle num•erose truppe che vi ·si concentrano, perchè destinati a rifornirle lungo le linee di •openi:ziione. In questo primo momento i ·contratti del Ministero, queMi delle ··dfrezioni di commissaria to, le incette e reEfUisizioni, le introduzioni nei magazz"ini occuperanno i personali ammini~tr:ativi e contabili, ··ed al vettovagliamento ordinario deU.e truppe che gill'ngono, occor·rerà sia provvisto, senza distogliere il personale impegnato nella preparazione dei magazzini. Avvenuto lo schieramento dell'esercito, il servizio vi,,eri si or<,a1nizza in modo simile e parallelo a quello del pane. Ali' armata, "'ac1
canto ai panitìci centrali si costituiscono i depositi derrate e buo!: fra l'armata e il corpo d'armata possono esistere depositi intermedi; abbiamo quindi i magazzini avanzati e parchi hl1oi, ed in 1a line~ ~a colonna viveri che col pane trasporta viveri ordinari alle due dmsioni e alle truppe suppletive componenti il corpo d'armata. Ogni divisione o riparto di truppe suppletive ha infine al seguito una sezione sussistenze che riunisce i viveri occorrenti per la giornaliera distribuzione. Questo meccanismo, che appare logico e semplicé, presenta difficoltà tutte d'ordine esecutivo. • Partire in tempo, non interromper la marcia, trovar preparati i trasbordi dai carri del treno borghese a quelli del treno militare, raggiungere regolarmente ed in ora sufficiente a preparare il rancio le sezioni sussistenze che sono a contatto immediato colle truppe, tullo ciò non è facile ad eseguirsi in campagna; pure siccome il regolamento prescrive che i l servizio sia fatto a gestione diretta con mezzi, materiali e personali dell'amministrazione, biso.gnerà certamente preparare i mezzi ed i materiali, bisognerà ordinare ed addestrare i personali. Ed in quale allro modo è ciò possibile se non coll'adottare pel tempo di pace il sistema medesimo prescritto pel tempo di guerra, cioè eseguire completamente ad economia il servizio viveri? Tale sistema non è nuovo per il nostro esercito. E qui torna in scena la nobile figurà di un· vecchio organizzatore, alla cui mente era apparsa, fin dal 1859, necessaria la riforma di cui parlo, e con eloquenti ragioni la propugnava nella 1:elazione che precede il regio Decreto 30 ottobre 18o9. Dòpo la campagna di qu~ll'arrno il caro de·i viveri fu tale che il Re stesso afudava al generale Lamarmora, MinisLro della guerra, j[ condizioni .còmpito . di studiare ùn rimedio da opporre alle infliaaenti ne m cui vers~va i~ nostro soldato. Il generale,. dopo aver constàtato, che la pan1ficaz1one ad economia, stabilita pochi anni prima, aveva portalo eccellenti frutt.i al soldato e all'erar:o, che egual sistema avrebbe migliorato il servizio dei viveri che tal riforma era desi~erala dall'esercito, raccomandruta, dagli ~fficiali generali ispettori ed mvocata dai comandanti di corpo, aaaiunae: <, Per essa il vitto del soldato riuscirà in ogni circostanza ~~nve~iente, senza che l'oscil-
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!azione dei prezzi abbia più ad esser ragione che si scemi la quantità o mutisi la qualità dei generi. Si evita che per la disparità dei prezzi nelle varie località, i corpi siano in diversa condizione rispetto· al rancio. L'esperienza dimostra che in guerra le sole armate che hanno certezza di avere il servizio delle sussistenze assicurato, sono quelle nelle quali il.medesimo non venga esclusivamente affidato agli appaltatori, ma sia invece fauo per cura di u~ ben ordinato personale delle sussistenze ». Conchiude infine: « E massimagenerale che gli eserciti debbano essere anche nei servizi amministrativi organizzati in tempo di pace, per quanto è possibile, in modo che possano ; passando sul piede di guerra; prendere il necessario sviluppo, senzachè sia mestieri improvvisarli, completando i personali con individui nuovi, inesperti od impacciati nello attendere ai servizì, che in ragione delle circostanze esigono maggior prontezza ». Queste elevate considerazioni, delle quali le prime sono quelle istesse che determinarono ventiquattro anni dopo l'abolizione della massa-vitto, e le altre attendono tuttora e fanno vieppiù invocare un provvedimento, non sortirono allora che un effetto provvisori~. Il servizio stabilito ad economia non potè essere fondato con disposizioni regolamentari da assicurarne il funzionamen to .. ~sso no~ durò che novanta giorni, tanti cioè quanti ne rimase al Mm1stero il aenerale Lamai:mora. Cominciata la campagna delle Marche e dell'Umbria, i viveri vennero somministrati come in tempo di guerra . Dal 4° ainano 186·1, rientrando l'esercito sul piede di pace, il ge0 .., .. nerale Fanti aveva già disposto ~erchè si ripren desse 1·1 serv1z10 ad economia, ed il Re firmava un secondo Decreto a tal proposito. Ma Ja uscita dal Ministero del generale Fanti, ed il vario succedersi di avvenimenti impedì ancora di consolidarsi della. istituzione, talchè con mezzi provvisori si giunse al finire del 11864, epoca in cui una sempli?e nota minis_terial~ ~anc~llò i_ d~e Regi decreti precedenti, e rimi se in vigore 11 serv1z10 v1ven direttamente eseguito dai corpi. . . Ho voluto diffondermi su questo episodio della nostra storia amministrativa, al fine di dimostrare per quali fortuite circostanze venisse abbandonala una r:iforma alla qual e la mente essenzialmente organizzatrice del Lamarmora, avrebbe certo saputo, con ponderale
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disposizioni, dare la stabilità necessar ia'. ~?n~ndo fin _dà, allora i servizt amministrativi in r,ondizione, assai prn che non sia 1attuale, favorevole per seguire l'esercito in ogni circostanza. . . Anche l'obbiezione di maggior importanza pel momento, che c1oe l'impianto di macellerie e magazzini richiederebb~ pe!' par~e del Governo una cospicua spesa, non dovrebbe arrestarc1. L esperienza dei panifici ci insegna come questa -spesa verrebbe ben presto o ammortizzata col minor costo della razione, o giustificata con un miglioramento di essa e con altri vantaggi di organizzazione e di moralità propri del sistema a gestione diretta. . . . Del resto nulla osta che il sistema venga applicato dappnma m qualche presidio e che, come si praticò per il servizio pane, non lo si estenda se non quando i risultati siano soddisfacenti. E che · debbano esser tali lo lascia credere il fatto cbe le macellerie militari funzionano con successo nel Belgio, fino dall'anno 'i 868 (1) . Nelle ~ittà ove la guarnigione è ragguardevole la fornitura della carne è affidata all'amministrazione militare, che acquista di prima mano sui mercati il bestiame e lo introduce nei propri stabilimenti, ove un personale a ciò designato ne eseguisce la macellazione e di::;tribuisce le carni. I sotto-intendenti locali hanno la sorveglianza speciale sul servizio, e la commissione dei viveri , formata in ogni presidio, e di cui fanno parte medici e veterinari, esercita la sol'veglianza in generale. I comandanti di corpo o frazioni di corpQ si riuniscono mensilmente per accertarsi che tulio procedi;. in conformità dei regolamenti; i comandanti di divisione e gl'intendenti ispezionano d'improvviso le macellerie e ne riferiscono al Ministero . 1l ersonale di questi stabilimenti è composto di due o tre ufficial i e di sottufficiali e uomini di truppa forniti dai corpi della guarnigione. Risultato di tale sistema è che la razione si· paga nelle grandi città, ove di consueto i viveri son,o a prezzi più elevati, tanto come nelle piccole, ove le poche truppe trovano generalmente mitissimi . prezzi da fornitori locali. Presso di noi ove esiste un personale superiore ese1}utivo-contabile delle sussistenze militari , ed uno 'inferiore nelle compagnie di sus(t) Vedasi a questo proposito un articolo del Capitano Osvaldo Pagani nella
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ANNO XXXI. YOL. I.
Rivista
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sistenza, l'impianto di consimili stabilimenti non ponerebbe quasi altra spesa, che quena per i locali e gli attrezzi. È evidente che con tal mezzo si po1'terebbe in campagna un personale pienamente addestrato nel proprio servizio. Per faci litare l'e distri'buzioni delle derrate e per provvederle anche, in caso di mancanza, tornerebbe poi utilissimo che all'uffìciale, quotidianamente destinato da ogni reggimento in campagna al prelevamento dei viveri, fosse sosti~ui~o ùn ufficiale, avente ,per· rilanentet'nentè tale incarico . . In Francia venne, dopo molte prove, creato l'ufficiale d'approvvigionamento, e qualche cosa di simile vi è pure negli eserciti prussiano ed austro-ungar-ico. Il concetto di tale . islituzione, specificato nella istruzione ,J7 marzo 11882 del ministro della guerra francese, è il seguente: « La esperieil'za dèll'e guerre moderne ha provato che, allo scopo di provvedere ad enormi Hffetti vi. riesce indispensabile che i corpi di truppa intervengano direttamente ilei trnr ,partito dalle risorse che si trovano sul lilogo e nel vettovagliare i propri uomini e cavalli sotto ' l'impulso del comando e'dei funzionari dell'intendenza» . L'ufficiale d'approvvigionamento è dunque l'anello di conaiunzione dei servizi amministrativi general i con . quelli speciali dei corpi. Egli ha una doppia dipendenza, dal proprio comando, e, dalla · intendenza. Questa gli assegna le zone di requisizione, gli fornisce le, indicazioni sul territorio, ne dirige le operazioni ed alla sua volta riceve cla lui quelle notizie che possono tomarle utili pel vettovagliamento di altri corpi . · Scelto dal comandante del èo1:po fra i lenenti , comincia fin dal tempo di pace ad esercitare, insieme a rruelle di ufficiale di compagnia, attribuz.ioni am)n inistrative. ' Infatti ha la cu:stodia, sorveglianza e rinnuovazione dei viveri di riserva del reggimento, la conservazione del carreaaio e bardature di dotazione . o?> Alle grandi manovre o in campagna viene sostituito nella com· pagnia _e rimane ·-esclusivamente incaricato del villo . A tal uopo prende 11 comando del treno reggimentale, riceve in carico per conto del consiglio di amministrazione le derrate alimentari, delle quali
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risponde verso i magazzini delle sussistenze e ne fa eseguire le distribuzioni al proprio corpo. L'ufficiale di approvvigioname_nlo fa il servizio a cavallo. La sua azione nel vettovagliamento semplifica molto il servizio , ed elimina una serie di piccole difficoltà non apprezzabili che in. pratica. Ne citerò una sola e la più frequente: ognuno sa quanto riesca difficile ad un convoglio vivet:i ragg,iungere la sua destinazione in tempo; ognuno ricorda le lunghe aspettazioni delle teste di colonna che, arrivate prima, debbono aspettare di esser raggiunte dal carreggio, che è alla coda; aspettare che la sezione sussistenze impianti i suoi magazzini, ammazzi i buoi, prepari la carne, la. distribuisca; che le c01·vées giungano all'accampamento e sia preparato il rancio; le quali operazioni, cominciate verso sera, ai prolungano nella notte, con disturbo e perdita di tempo, mentrechè, almeno i primi giunti avrebbero potuto preparare e consumare il rancio, e riposare regolarmente. In simili casi l'ufficiale di approvvigionamento provvede con acquisti e requisizioni pel proprio reggimento, e tiene informata l'intendenza di quanto trovasi dispon.ibile per altre truppe, e per conto di questa requisisce e prepara i viveri per le truppe che se~uono. L'importanza di questi servizi è tale, da far desiderare che anche in Itali~ sia introdotto nel meccanismo del vettovagliamento un elemento_ mterme~io fra .l'amministrazione generale ed i corpi. lnd1_spensab1le per la cavalleria e per piccoli riparli che agiscano isolatamente, esso è utile per semplificare iI servizio delle sezioni sussistenze, le quali ,potrebbero ridurre il carico dei loro attrezzi , invero troppo voluminosi. Le derrate, secondo il regolamento francese, sono infatti consegnate _al_l'ingrosso dai ma.g~zzioi delle sussistenze all'ufficiale di approvv1g1o~amen~o, e q~est1 , f~tta la distribuzione, serba quanto ne avanza sui carn reggimentali. Vengono in tal modo eliminate le lunge operazioni di pesare i generi e ripartirli. Noto a questo proposito come il regolamento francese non ammette al seguito dei pesi e bilance, dei quali Je nos.re , . .il trasporto . sez1on1 sussistenze sono abbondantemente provviste; ed infatti con
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qualche pratica si può giungere ad utilizzare i recipienti, che usualmente hanno seco le truppe, e farli servire da misure di capacità per le -diEtribuzioni, senza traspor-Lare pesi a bilico e stadere, delle quali, dopo qualche tappa, diventerà assai discutibile la precisione. Altra facilitazione al servizio di campagna, che ci possiamo procurare fin dal tempo di pace: è costituita dalle conserve alimentari. L'uso di esse è una necessità per dare scioltezza di movimenti alle truppe dilungantesi dalle basi d'operazioni, che sconfinino, o si trovino in paese esausti. La nostra carne in conserva è eccellente e può venir fornita in abbondanza dallo stabilimento governativo e da stabilimenti privati; però re~ercito non la può consumare per più giorni di seguito. Il variar cibo non è soltanto un bisogno del gusto, ma una necessità fisiologica; quindi anche nei viveri a secco occorrerà introdurre qualche varietà, aggiungere alla carne il pesce e la verdura, per evitare che la razione clisappetisca. La difficoltà di tener alla portata delle truppe i buoi vivi, fra. i quali ·si sviluppano epidemie, la cui carne dopo la marcia, non rafferma e non ben monda riesce disgustosa e scarsa, ha fatto adottare nello esercito austriaco una sorte di carne salata e affumicata che regge ad alcuni giorni di trasporto ed è destinata ad alimentare le truppe di prima linea nelle giornate di operazione. Qualcos·a di simile sarebbe assai utile venisse 11.pplicato fra noi; varrebbe ad interrompere la monotonia del rancio à secco o di quell,O ordinario e facilitare le spedizioni dei magazzini e depositi alle truppe · impegnate. · ' Ma lasciando il campo delle innovazioni per _tornare al concreLo! ecco i provvedimenti che allo stato attuale delle nostre istituzioni mi sembrano più raccomandabili per assicurare il servizio viveri dell'e~ . sercito in campagna: 1J0 Un'abbondante ed accurata raccolta di dati sulle risorse territoriali specialmente dei paesi di confine o di montagna, tale da servire di sicura guida a chi su quelle risorse dovrà fare assegnamento. 2° Esercitare nel servizio di macellazi one e distribuzione i soldati delle co~pagnie sussiHenze, sia profittando delle disposizio~ì del capitolato, sia impiantando, a titolo d'esperimento, macellerie militari.
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3° Dar occasione ai corpi di esercitarsi a provvedere al proprio vitto con i vari sistemi cui si dovrà ricorrere in guerra, fra i quali quello adottato ormai da tutti gli eserciti europei , cioè il vivere presso gli abitanti, sistema che esige una preparazione, sia nel paese che nelle truppe.
IV. Del resto il problema del vettovagliamento sfugge ad ogni soluzione teoretica, tanto è vero che mentre il regolamento sul servizio delle intendenze in guerra proclama il principio del servizio ad economia con i mezzi e personali propri, qualche scrittore militare, autorevole per dottrina e per posizione, accennava recentemente su questa Rivista stt,Ssa alla convenien.rn di avere una impresa generale anche pel servizio dei corpi di armata e divisioni isolate, proposta che non si sarebbe più creduta possibile dopo la cattiva prova fatta nel 1866 (1 ). Gli è che il servizio del'le sussistenze, intimamente connesso alla natura dì una campagna, dovrà variare secondo le circostanze e piegarsi ad ogni esigenza.. Nulla si può fissare teoricamente, nulla precisare con regolamenti; un'affermazione soltanto è possibile, che cioè il migliore sistema sarà quello col quale minori riusciranno le privazioni dello esercito. In fatto di vettovagliamento può dil'si dell'esercito prussiano, quanto Manzoni canta di Napoleone« Tutto ei provò ». Ebbe i suoi pasti regolari alle stazioni ferroviarie, ove sedette a mensa in sale che vennero anche riscaldate durante l'inverno; soffrì freddo e fame nella marcia dal Nord verso l'Est della Francia, inseguendo la colonna Bourbaki a marce forzate, sen~a carreggio, serenando all'aperto con 13 e 115 gradi sotto zero. Nuotò nell'abbondanza nei dintorni di Parigi, dove gli accampamenti parvero trasformati in mercati, nei quali denari francesi si scambiarono 1
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Del servizio d' J11tende11za in guer-ra . - Dispensa m, marzo ~883.
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con derrate pure francesi. In compenso dei. convogli pane rimasti fin quattro settimane in viaggio e giunti imputriditi, in cambio di '1.200 vagoni di vettovaglie che, per ingombro di linee presso Courcelles, non si poterono scaricare, ebbe le grandi provviste delle piazze forti e le prede belliche dei magazzini ch e man mano cadevano in suo potere. Il soldato prussiano in quell~ svariatissima camp11gna visse presso abitanti amici e nemici; talvolta, come sotto Metz, toccò ad esso man · tenere gli abitanti spogliati di tutto. Ricevette fino a tre razi oni di carne in un giorno; ebb':l vino, sogno supremo del soldato germanico, ebbe pane hianco e fresco da sostituire al proprio composto in gran parte di segala; ma nei giorni neri ·si contentò di poca carne di vacca ed acqnavite, e corse a prendere il salcicciotto d'q_rdinanza ed il pane scuro fino a·3o o a 4-0 chilometri di distanza. La varietà der sµoi alimenti fa riscontro con la varietà dei mezzi adottati per procurarseli. Ogni peti odo della campagna è controd isti nto da sistemi speciali. Sul luogo di radunata si vive con derrate compratti dai cittadini per risparmiare i depositi dell'ammi nistrazione: lungo 1~ linee di tappa vi sono stazioni di vettovagliamento; nei casi di necessità si consumano i viveri a secco pori.ali dal soldato ; qua si utilizzano canal i e linee fluviali, là la cavalleria, irradiandosi a gran distanza, forma, non più soltanto gli occhi, ma ancora la bocca, da cui parte dell'esercito s.i nutre; che più"! Perfino l'espugnazione serve al vettovagliamento, giacchè mentre l'esercito si avanza verso Parigi da Sedan, le piccole piazze di 'fhionville .Montmedy ed altre che interrompono il collegamento dell'eserci to con la Germania, vengono espugnale più per misura amministrativa che per esigenza di sicurezza militare. · La caratteristica dell'amministrazione prussiana fu in questa campagna la trepidazione continua, che all'esercito combattente potesse mancare qualche cosa. Da taccagna, com'è abitualmente, divenne ad un tratto spendereccia e abbondò nelle provviste, tantochè il soldato prussiano venne a costare L. 3,75 al giorno di solo mantenimento. Ma non costò meno alla Francia il soldato francese, che so/Terse per giunta immensamente di più. L'esito della campagna ed i cinquemiliardi della Francia giustificarono ogni prodigalità. L'amministra-
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zione prussiana, potè a chi le chiese il re~dimen_to dei ~ont!, rispondere come Giulio Cesare: « Andiamo a rmgraz1are ~h De, >>. • L'ideale di ogni intendenza si è di gi~mgere_ ad mnest~re ~eg~i eserciti attuali, di un organico favoloso rn confronto ~egh ant,c~,' di esigenze e bisogni numerosi e svariati, un sis~e~a c~ 1_ve~_tovaghamento che non vincoli e non imp.acpi I~ operaz1orn_ in1Iit_m' ·. Che questo immane polipo che cliste~de su vas~, territori le sue . branchie lunghissime, trovi dovnnque 11 suo nutr1me~to. . Che le truppe ml)derne raggiungano 1~ stessa ~ped1tezz_a ~on c\11 manovrarono su vasti scacchieri, i soldati Romani e quelh d1 Annibale, assai pi~ dei nostri frugali e tempr~ti ali~ f~tiche. .. . Importante argomento di studio per l amm1m~tralore ~1ltlar~: vastissimo campo, nel quale non sdegnarono cogltere allori le pm poderose e complete intelligenze militari. 119 marzo 1885.
V1rron10 TuRLETTl
Capila1io comm.issci'rio.
IL COLLEGIO INGLESE
IL COLLEG[O INGLESE
l.
Fra il popolo 'forse più serio e più pratico, nello stato certamente meglio organizzaLo di Europa si pensa t.he i grandi centri ove si agitano gli interessi, le influenze, le passioni, i vizi della società mal si prestino all'istruzione ed all' educazione della gioventù. L'esall.ezza di tale concetto, che non ha d'uopo di essere dimostrata, ha consigliato l'Inghi lterra a stabi lire i suoi collegi in paesi di quattro o cinque mila abitanti; Eton, Harrow, Rugby, notevoli ed in' fama sopra tutti, sono tra questi. TI giovanetto inglese all'età di dieci anni si stacca dalle cure materne per rinchiudersi in una casa di educazione della quale sono noti il regime severo e le usanze, chenoi gente latina di oggi tas- • siamo di barbari , spesse volte di spietati . Le madri inglesi, che non sono meno amorose delle nostre: di ciò non si afaiggono; ma spogliando l'affetto da ogni egoismo, sentendo altamente la propria missione, mirano al bene dei figl i che, sono convinte, dal conv itto usciranno allavi ta pubblic~ uomini di forte tempera, coll'abitudine e la fer rea volontà del lavoro q11alunque e%o sia. Ed i giovanetti en trano e rimangono per lungh i anni in collegio con tutto l'entusiasmo, con Lutti gli ideali della loro elit, il ricordo de' quali li accompagna poi piacevolmente per tulla la vita, taluno lasciandolo anche scri tto nella forma la più commovenLe. Il signor Brinsl ey Richards che rimase sette anni nel collegio di Eton , ora uomo adulto e notevole, si comp iace nel raccontarci le.
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impressioq_i che provò in quel primo periodo della sua vita. Era nu dol ce pomeriggio di settembre, egli dice: la carrozza che mi lasciò in Eton, ancora adesso mi pare che mi lasciasse alle porte del paradiso. Al giovinetto in questo isti Luto vengono assegnati una camera tutta per sè ed i mopili e le masserizie lutti nuovi , una tavola per iscrivere, un tappeto, una tovaglia, un armadio ben forni to di vasellame, la provvista di the e di zucchero per una settimana; viene detto inoltre che farà da sè il suo the e la colazione nella propria camera, e gli vien dato un cappello a cilindro di seta che aggiunge quarantasei centimetri alla sua statura. Tollo ciò suscita per la prima volta nel ragazzo il sentimen to della Jiberlà e della propria importanza, che non aveva per lo innanzi provato, nè sollo il dolce governo materno, nè alla scuola privata. Il signor Brinsley assicura che ancora oggidì quando c.ompera un cappello, egli non può udire lo strepito dell'involucro di carta che l•>ricuopre senza rivedere con cara emozione nella sua fanta sia il prima cappello di Eton che tanto lo ren deva più alto. Egli sente ancora il piacere che provò alla contemplazione dei tesori della sua camera esclusivamente suoi, sente ancora l'importanza che si dette nello stendere la prim a vo lta latovaglia sulla sua tavola e di sedersi a colazione solo. Il sentimento della mia importanza, egli continua, mi fece por tare la forch etta alle labbra con ma(1aior sole11nità che non faccia l'uomo timido invitato ad un oo pubblico banchello ove debba pronunciare il suo primo discorso. Alla camera fanno riscontro ampi cortili e piazzali per muoversi, spazio per giuocar·e anche a nascondersi, verdura ed aria in abuondanza per ricreare occhi e polmoni. È bene per altro prender subito nota che tullo ciò, e quant' altro ci accadrà. in seguito di accennare, costa alle famiglie ingiesi il quadruplo della spesa che sostengono le nostre nei collegi italiani: la pensione di E ton era di cinque mila lire all'anno e negli altri convitti presso a poco eguale.
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II.
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Tra i mezzi di governo discipÌinare che adoprano i direttori dei collegi inglesi per educàre quegli uomini destinati a diventane i diplomatici, gli scienziati, gl'industriali modelli del mondo civile, vi ha quello che nell'idioma, del paese ha nome di flogg·ing dal verbo {log, che italianamente suona sfe?'zare. Sebbene questa istituzione siasi molto umanir.zata e l'insigne Gladstone, ch'entrò nel convitto di Etoò. nel '1'8211, racconti di non avervi trovato alcun Nerone, nè alcun Caligola, tuuavia la civile Inghilterra è oggidì ancora profondamente Mnvinta che il m~gliore educatore dei ragazzi sia la frusta. Allo spettacolo del flog,ging, alla vista del flagello che ha ·un manico di 90 centimetri di lunghezza, del paziente che si sbottona e si tira giù i pantaloni inginocchiandosi sui gradini del ceppo per ricevere i colpi che sulla persona fanno il rumore di secchie d'acqua violentemente versata, il cnore per la prima volta non resiste. Il signor Brinsley narra che fu costretto di andn,rsene, ma poi terminò col pigliarvi gusto e fare come tutti gli altri allievi, che montavano sui banchi, st1i leggii per non lasciarsi sfuggire alcun particolare dell'interessante avv'enimento. La prima esecuzione che gli accadde di vedere ~n Eton fu dell'allievo Neville, un giovanello dai capelli ricciuti • e dalla pelle bianchissima che non aveva altro difetto tranne quello di ridere un po' troppo , per cui 'ebbe allora a subire bravamente i suoi sei colpi di frusta. L'impressione che ne ricevette il signor di Brinsley fu tale che in tutta la sua vita non ebbe a provarne di simile se non quando fu presente ad un'impiccagione, che il popolo inglese crede ancora sia utile correttivo della parte malsana della società. Il povero Neville fu hattulo pel vizio di ridire: venne poi la volto, in cui il Nevi Ile doveva divertirsi a fare da spettatore, ed il Brinsley, che ormai si godeva come gli altri allo spettacolo, non provò molto· piacere a disimpegnare la parle di paziente. Era permesso agli allievi di andare al Tamigi per bagnarsi o per trastullarsi in barca , ma
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vi era severissimo divieto di lasciarsi vedere per le strade che conducono al fiume. All'apparire del direttore o di un istill1tore, tutt.i dovevano schivarlo come meglio potevano , e voi vedevate lutti questi allievi scappare dentro le botteghe come coni gli che si ficcano nelle · loro tane: ciò si chiama shirking, ossia l'arte di nascondersi . L' ignoranza di quest'arte, o la elisi.razione, al signor Brin$ley costarono·• cinque forti colpi di staffile, e si vede che se la cavò a buon mercato, poichè egli stesso riconosce che furon pochi. Nè lo staffile si adopera solamente con i novellini del collegio, con i ragazzetti delle classi infime, ma non ne va esente nemmeno-l'età dalle forme aitanti e dal viso coperto dall'onore virile . Durante la permanenza in El.on del Brinsley accadde che un giovanotto allo un metro e ottantc'l. centimetri e dai mustacchi arricciati si ubriacò a tal segno che fo dovuto raccogliere per morto. Egli la mal.Lina appresso doveva uscire di collegio e dopo dieci giorni raggiungere il reggi-mento di cavalleria nel quale era stato nominato ufficiale e di cui avevagià pronta la splendida uniforme. li dottor Goodford, direttore del collegio, fu inesorabile: prima di allontanarsi dall'istituto egli doveva. ricevere le staffilate che aveva meritato colla sua mancanza. Per tut.ti gli ;llievi c~rsero momenti d'ansia., dubitando se a quell'età ed . in quella condizione in cui si teme più l'onta che il dolore, quel giovane si sarebbe assoggettato al castigo. Il neo ufficiale invece si ras- segnò al suo destino dando bell'esempio di disciplinatezza; egli , pigliatisi con calma i suoi dodici colpi di scudiscio, si separò dal direttore senza l'ombra del malvolere. A proposito del µogging e del dottor Goodford, si raccontano cu- · riosì particolari. Un allievo condannato allo staffile, ,,i si rifiuta ed è s~acciato dal collegio: poco dopo pentilo, torna in Eton disposto-· a subire il suo castigo. li dottor Goodford n'era partito per la Svizzera; l'allievo si procura uno staffile regolamentare, lo cacci a nella sua valigia e via di corsa sulle ·tracce del direttore. Va a Ginevra, non lo trova; arriva a Lucerna, gli tocca la stessa sorte; finalmente · P,uò raggiungerlo nell'Ospizio del Gran San Bernardo : Il sig. Goodford è intenerito dal!' odissea del povero giovane e con grande effusione di cuore gli fa dono di una magniCica Guida Murray, ma però dopo che gli ebbe amministrati i prescritti colpi di sferza alla pre-senza dei frati riuniti in ci rcolo. 0
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Un altro giorno, la mauina di S. Andrea, il dottor Goodford in-viLò a colazione l'allievo sir Federico Johnstone. Questi poco prima -si era reso meritevole dello staffile: dieci minuti dopo l'esecuzione egli si presentò al suo direl.tore per la colazione. - Ebbene, Johnstone, eccoci di nuovo riuniti . Cosi l'accol se il -signor Goodford , con accento della più gran benevolenza. Del resto in Rugby, in Eton, gli allievi giuocano allegramente alla palla, fanno scommesse in gare di nuoto ed hanno altri molti pas.saLempi , i quali se tutti conferiscono a dare alle loro membra una straordinaria vigoria, fanno dubitare da taluno se giovino altrettanto al profitto ne' loro studi. Tommaso Brown a tale riguardo risponde: « Il mio principale studio era quello di essere il primo in tutti i giuochi; desideravo anche che le mie mani mi potessero proteggere da ogni aggressore villano o gentiluomo; ma intendeva anche partirmi di collegio con tale provvista di grecò e di latino da essere in _grado di non far poi calli va figura nell'università di Oxford ». È incredibile per noi la libertà che godono i collegiali inglesi: l'u· -sci re dall'istituto, recarsi, specialmente i ragazzclti delle infime classi , .a comperar viveri e bevande, sono cose ordiuarie, di tutti i giorni. Il ragazzetto se ne va all'osteria, compera due o tre bottiglie di birra · O di vino, che l'oste ha cura di collocare dentro scatole confezionale magari con fodere di un Virgilio in folio, e se ne torna tranquillo in collegio dandosi l'aria di stringere sollo il braccio ed al cuore con ,rispeuo il grosso volume. Se non che sin dai tempi di Glad:'Jlone questi in /olio in Eton non avevano più libero passo: l'allievo che .fosse stato incontrato per le vie con quelle edizioni principi sarebbe · .stato senza misericordia frustato. Tutta questa libertà lasciaia ai fanciuJli è grave, se vuolsi gra,·is-simopericolo, né si può sperare che la libertà non degeneri talvolta in ..licenza, in abitudini disordinate e che per conseguenza molti gio·vani non si perdano. Molti altri però ricevendo una sana influenza .dalla li bertà, cominciano giovanissimi a pensare, a sentire dignito ·.samente di sè, si ripiegano su se stessi, scelgono la loro via e, stu-diano e camminano per quella ed escono poi dai collegi i Gladslone ..ed altri valentuomini. Noi seguiamo un sistema opposto: un giovanetto dal momento che· •.ad undici o dodici anni di età entra in collegio, non è più lasciato
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un minuto senza la vigilanza del pedagogo. Dorme con pareccbiallri , compagni in una camerata , servi e graduali del collegio vigilano il dormiente; allo studio, alla ricreazione, in refeLlorio, in prigione, daper tutl.o ha vicino chi l'osserva. Questo sistema quando non istupidisce, abitua alla simulazione, alla menzogna e non certo formacaratteri franchi, leali, dignitos i, gagliardi. Fra la libertà inglese e la continua presenza del pedagogo italiano, io erodo che vi potrebbe- · essere quel gi usto mezw in cui trovino posto le esigenze del nostro . genio latino, le aspirazioni della civiltà moderna e la formazion e· del carattere di cui ha bisogno l'Italia dei nostri giorni.
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Come nel collegio inglese si è reso meno duro lo staffile ufficiale,. l'istituzi one del flog,ging, così venne a poco a poco mi tigandosi l'usanza del fagging, che è il diritto degli allievi di qnarta e quinta classe di farsi servire addiriltura in qual iLà di domestici dagli allievi delle classi infime, /ags . Il popolo ingl ese è profondamente convinto· che non si possa saper comandare se non si è imparato ad obbedire, che non si sia buon padrone se non si sia stato buon domestico, quindi· nei collegi prima fags e poi padroni. · Il si~nor di Brinsley in Eton da principio incontrò un buon pa-· drone nell'.allievo Hall: era questi indolente, pretendeva di essere servito come un sult:ano dai suoi tre fags, poicM sua massima favorita era che un giovarle che si rispetta non debba fare colle proprie mani ciò che può far rare dalle altrui; voleYa sempre attorno dr sè i tre fags ma non li maltrattava . Ecco il primo servizi o di fag de.I signor di Brinsley : verso le 9 apparecchiava la tavola per· la colazione del suo padrone, poi di corsa andava fuori a comperargli pane fresco, crema, conserva , salato, costolelte e simili vi- . vande. Non ostante, tal volta il padrone Hall andava in collera con i· suoi fags e li castigava, più spesso però limita vasi a minacciarli soltanto e non di rado pigliava dil ello anch e alle facezie. - Cagnetlo, brullo ragazzo che siete, avete la sfacciataggine di por-· tarmi dinanzi queste uova con tre mosche morte I
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- Soltanto tre? rispose con ario. di meravi glia l'alli evo Pug, uno ~dei Lre fags, iu ne aveva conLaLe cinque: che cosa sarà accaduto delle altre due1 - Questo the non è caldo I esclama un'altra volta il padrone Hall,. . Lutto infuriato. - Quanto a me, rispose Pug, l'ho trovato caldissimo e potete ere. dermi, poichè vi ho messo dentro iÌ mio dito. In seguito toccò al signor Brinsley un padrone mollo più esigente, l'allievo Blazes, e bisognava obbedi rlo a bacchetta. Tenergli in perfetto ordine la camera, fare la pul izia ·a specchio di tutti i suoi oggetti non era impresa da poco. Il nuovo padrone si dava tal voila anche il lusso d'invitare qual cuno a colazione e quesle per i poveri fags . erano giornate addirittura campali. L'uno correva a destra e a sinistra in cerca di hicchieri, di bottiglie, di sollo coppe, l'altro preparava la tavola, un terzoandnva alla traLloriaa provvedere lo spezzato di pollo, e le costol el.le cli montone; tutti e tre poi mangiavano gli avanzi che il generoso padrone lasciava <loro colla stessa buona grazia con cui si gilla l'osso ad un cane. Se non ch e il /ag non serviva solamente il suo padrone legittimo, ma era tenuto altresì ad obbedire a Lutti gli allievi delle classi superiori: rifiutandosi, egli sarebbe andato incontro a dure correzioni . I fa,gs però tentavano tulle le vie persottrarsi a questo servizio suppletivo , e quando ciò accadeva, i grandi davano il grido d'allarme: seguiva allora un panapiglia indescrivi,bil e, un f'uggi fuggi génerale, uno sbatter di porle che si aprivano e si ch iudevano violentemenlP-, un nascondersi dei fuggiaschi sotto i letti, un anelar gi ù per le scale a preci pizio; il meno lesto che veniva chiappalo per le orecchie, la . scontava poi per lulli. Dei molli servizi del fag quello che si rendeva più penoso al si. gnor Brinsley era quello di aiutare i suoi ,padroni a fare il còmpito · di scuola. È vero che gli allievi di Eton avevano modo di procurarsi di contrabbando le traduzioni di Orazio e di Omero, il che semplificava il loro lavoro , ma non era facile servirsi dell'espediente ed e, ludere la sorveglianza degli isLitntori. A tal uopo mentre un fag dettava, un altro era messo in sent.inello. lungo i corridoi. Guai a que. st'.ultimo se non era in tempo con un fischio a dar l'avviso dell'ar, rivo del direttore che facern la sua ronda, pronto ad ,tfferrare colle
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mani adunche le traduzioni proibite, le bottiglie di birra ed i giuoch i di carte. Nessun allievo poteva esimirsi dal tirocinio di fag qualunque fQsse il suo nome, la s~a classe sociale, la sua opulenza, e ciò ne mitigava la durezza. Ladignitit di un collegiale novellino, dice il signor Brinsley, non iscapitava pun to se lo si · vedeva percorrere una stéada frequen tatissima con in mano u11 gran piallo coperto, dal quale gocciolaYa in terra il sugo dell'intingolo; la dignità era una penna che non si poteva mettere al cappello se non entrando nella quinta classe. Io, continua il nostro autore, ho visto quegli che oggi è il marchese Waterforcl portare allegramente un piatto di uova al lardo al figli o di un aV\'OCato, ecl ho visto anche il conte di Roseberry LraYersare rapidamente una contrada portando so llo il braccio i pantaloni del figlio di un pastore. Io sLesso preslai una mattina otto soldi ad un allievo d'intime classi, che aveva di men ticato. ·1a borsa e che doveva comperare qualche aringa affumi cata al suo fag padrone: questo allievo era l'erede del duca di Marlborough. Non discutiamo il sistema del fagging, ma certo non si può negare che questa uguaglianza del collegio, quantunque come vedrerno parziale, non sia destinata ad eserc itare una grande influenza nella vita pubbli ca del popolo inglese. · Un tempo, sino dopo il rn60, una lontana idea del fagging l'avevamo anche noi nella noslrn. Accademia militare; i novellini si pigliavano bravamente gli scapaccioni e le paliotto late di neve dagli anziani, ed anche là vi era una specie cli /ag·padrone nel Centenario . L'allievo di classi superiori che a;reva il numero di matricola di cento più basso di quello del!' allievo di classe inferiore, era di quest.'ullimo il centenario, vale a dire il tutore, ·il protettore di quest'ultimo , il quale per tal modo potevà aversi meno duro il trattamento del primo anno. Neanche in Accademia vi erano distinzioni di classi sociali; gli allievi consicleravansi tra di loro perfettamenteegual i, tranne la supremazia dei grandi su i nuovi entrati, ch'era poi la supremazia della forza individuale. ed i vincoli conLralli in Accademia duravano colla stessa famigliarità per tulla la carri era militare, quancunque questa diventasse in seguito disuguale. A tale riguardo non posso astenermi dal ricordare la piacevole sensazione che ho provato più volle in lln uffizio dove mi trovavo
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con altro capitano, quando un colonnello eh' era stato il suo centenario.in Accademia veniva a visitarlo e con amorevolezza veramente cordiale si tratteneva a lungo col suo caro cmtenario. Non occorre poi dire che tra coloro che si erano trovati in Accademia, l'amichevole tu continuava per tulla la carriera, senza distinzione· di gradi. Da questa lontana specie di f'agging sono uscite dalla nostra Accademia, bisogna convenirne, generazioni di ufficiali veramente vigorose, sono usciti uomini insigni, tra' quali basti solo citare Vitl•>rio Alfieri e Camillo di Cavour. Chi badava allora a que' pochi scapaccioni che si buscavano ira- gazzi nel primo anno di Accademia? Per i giovani dell'aristocrazia piemontese era, si può dire, un dovere di esser passati per quell'istituto ed ogni famiglia per bene faceva il possibil~ per inviarvi i propri figliuoli, nè le mamme co' loro piagnistei invocavano l'educazione all'acqua di rose, nè assediavano di continuo gli istitutori con centomila esigenze e spericolament.i. Sopratutto non vi era allora una stampa per lo meno petulante che vedeva dove non vi erano sevizie e prepotenze di ragazzi dell'aristocrazia contro i figli dei horghesi . Oggi gli scapaccioni non corron pi ù, i tempi hanno introdotti sistemi disciplinari più miti. Noi non sosteniamo la teoria delle bastonate: Dio ce ne guardi! sosteniamo per altro che l'educazione è diventata alquant6 più fiacca e quindi abbiamo uomini alquanto più fiacchi in confronto di quelli di mezzo secolo addietro. t vero però che, almeno da noi, tutto l'ambiente sociale è infiacchito; ma torniamo agli Inglesi. , Per il f'ag era cons0lante il pensiel'o che dopo avere obbedito non avrebbe tardato a giungere il momento del comando. Il signor Brinsley assicura che la prima. voli.a che potè far fare una corsa al suo fag, si sentì nel cnore una gioia indescrivibile, soggiungendo poì visibilmente contrito che ha sempre usato con moderazione dellasua onnipotenza. Egli per altro pigliò subito l'andatura di nn pascià, comi nèiò ad essere avaro de' suoi movimenti, mettendo a contribuzione senza tanti scrupoli le braccia e le gambe de' suoi piccoli · -servi. Ne' collegiali inglesi vi 'ha una distinzione, si può dire una sepa-
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razione profonda, quantunque tutti dello stesso collegio, tra quelli, · che fanno gli studi a loro spese e quelli · che sono alloggiati, nnLriti ed is;,ruiti gratuitamente: i primi guardano i secondi dall'alto al basso e con disprezzo. Il signor Brinsley ricerca le cause di tale disprezzo, ch'egli si meraviglià e si rimprovera. di aver sentito, nei fatto che questi giovanetti appartenevano generalmente a famiglie · poco fortun ate, eh' erano vesti ti d'una specie di tonaca, che non avevana il diritto di entrare nei canoHi, ch'erano tenuti a di simpegnare uffici giudicati degradanti, che vivevano separati dagli altri e che in fine i loro alimenti erano di qualità più scadente. Se non che il di· reLLore del collP.gio ~ quando à quando di ciò li compensava con buoni pasticci eh' essi, per timore di qualche assalto, mangiavano calata la se1:a· nei nascondigli o in qualche strada solitaria. Questi poveri figliuoli spesso erano più istruiti degli allievi a proprie spese, spesso ottenevano migli ori risult9.li negli esami e riportavano maggior numero di premi, pur non di meno da per tutto erano ricevuti come cani . Se per avventura uno di essi metteva piedi in una pensione dei colleghi più fortunati, lo si vedeya subitamente ridiscendere a precipizio la scala. colla :ma gran tonaca svolazzantegli dietro in disordi~e emal riparandosi dalla tempesta di stival i, stivalini, ciabatte che da tutte le parti grandinavano sulle sne spalle e sul suo cappello. Ora il si gnor Brinsley inclina a credere che qL1esto 1 costume sia. scomparso: speriamolo I Quelli di Harrow, di Rugby, di Eton sono grandi convitti in piccole città, e i grandi convitti in piccole città sono_più agevolmente governabili, come si è acr,ennato, che i piccoli convitti nei g-randi centri di popolazione: il direttore facilmente 'nel primo caso può estendere da per tutto con efficacia la sua vigilanza. Aggiungasi poi che i collegiali inglesi fanno i loro studi tutti in comune, Jna ove non ~ia capace un solo casamento ad alloggiarli, vengono suddivisi in piccoli. gruppi tra più pensioni, ed allora. il tutore può occuparsi dell'educazione de'suoi pochi allievi con amore e con profitto. Il signor Brinsley narra di essersi trovato alloggiato in Elon presso il reverendo John tiawlrey e parla di questo tutore con gran rispetto e riconoscenza. È vero c~e presso di lui gli allievi erano meno liberi, che· dovevano far colazione e prendere il the in comune, ma egli si guardava bene dall'imbarazzarli come che sia. Qualunque cosa 7-
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faccia il ragazzo, vuoi che lavori, vuoi che giuochi, dev'esser sempre lasciato a se stesso: questo era il suo principale metodo di 'educazione. Dalle sue mani si usciva, assicura il signor Brinsley, con un solicio fondo di cognizioni e col carattere già formato,
lY, Dal racconto del nostro aul:ore non si ril eva l'estensione degli ~tudi di Eton; se si ha da giudicare da quelÌi che durante la sua permanenza vi ha fatto il Gladstone, si è obbligati a concludere che i programmi d'insegnamento erano molto limitati. In sostanza 'il Gladstone non attese colà che a leggere Orazio ed Omere ed a far versi latini: gli vennero appena insegnati gli elementi dell'aritme-. tica, ciò cbe per altro non ha impedito ch'egli diventasse in seguilo un famoso miajslro delle lìnan?Je.
,contro i nostri istituti in generale e contro taluno in particolare? Provatevi a propugnare il collegio inglese, il collegio del popolo il più civile d'Europa I in Italia, se risorgessero, neanche i pedagoghi .aauzzini di mezzo secolo indietro l'accetterebbero. 0 Eppure dai collegi inglesi escono uomini gagliardi e pieni di formidabile energia; dai nostri non esce che gente più o meno sfìac-coiata. Pur troppo ·è vero! Più èhe di razza è questione di ambiente! E ,parlare dell'ambiente che si è venuto formando in Italia da vent i :anni a questa parte, individuarne le cause, indicarne i r~medi non è lo ~copo di questo seri tto.
Ca:pita1io T.
/ ..::
V.
Tratteggiata così sommariamente l'idea del collegio inglese, ci viene spontanea so l labbro l'interrogazione: ma questo sistema ' d'istruzione e di educazione del popolo più civile di Europa, è bello, è umano, è all'altezza del progresso della civiltà, della colLurn? l nostri collegi avranno il difetto di esserè stabiliti nP,lle grandi città, i collegiali nostri saranno sottoposti ad una vigilanza troppo pedantesca, non ricevera.nno una perfetta educaz ione del cuore, non si tel'i'à vivo in essi , quanto sarebbe desiderabile, il culto della famigl ia, non avranno alloggiamenti che rispondano perfettamente :li' precelli dell'igiene moderna; ma il governo disciplinare è vigoroso, efficace; ma gli s~udi :5ono quanto cli piu am pio è compatibile colla , età dei giovanetti. A che dunque tanto strepito fatto ultimamente su per i giornali
~I..\ntOTTI.
... RIVISTA ESTEUA
RIVISTA ESTERA ->-:--<- -
APPUNTf, CONSIDERAZIONI E CONFRONTf CIRCA LA
COSTITUZIONE DELL'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO Nota. - Gli. appunti sono desunti dalle talJAlla relative alla costituzione dell'esercito austro-ungarico pubblicate dal nostro Corpo di stM.o maggiore nel luglio i885.
L'ordinamento militare della monarchia austro-ungarica è basato sulla legge 5 dicembre ·I868, modificato in parte da quella del 2 ottobre 188'2. Recl'lltamento.' - Princi pio fondamentale è l'obbligo generale del servizio personale - anche gli inabili al servizio militare propriamente detto possono essere impiegati in altri servizi speciali - inol'tre vi è una tassa militare per gli inabili e gli esenti temporaneamente per motivi di famiglia. Il reclutamento è fatto per leJa; l'obbligo di leva comincia col ·1 ° gennaio dell'anno in cui i giovani càmpiono il 20° anno di età e finisce il 3•1 dicembre dell'anuo in cui compionò il 22°. Il contingente annuo è fissato con legge per un decennio; le operazioni di leva si fanno nei mesi di marzo e di aprile e la chiamata alle armi al '! 0 ottobre - .minimo di statura metri 1,55( di ampiezza toracica metri 0,76fL È ammesso il volontariato di un anno, quello di tre; il ringaggio di un anno per i sottufficiali, soldati e volontari di un anno, e l'arruolamento fotto d'autorità. Durata del sert\izio. - È di 1:2 anni, dei quali, 3 sotto le armi, 7 in riserva, 2 nella landwehr. Gl i uomini assegnati direttamente al la riserva di complemento sono per •I O anni a disyosizione dell'esercito attivo, poi per :2 anni passano nella landwehr; quelii assegnati direttamente alla landwehr ne fanno parte per 1~ anni. Non vi è vero Jandsturm se non
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che nel Tirolo e Vorarlberg, dove ne fanno parte tutti gli abili dal "1° al u,0 anno di età. . L'istituzione dei volontari di u,n anno ha lo stesso scopo che d_a ~0 1; però vi sono volontari che serv~no a proprie spese ed altri ( di buomss1m~ condotta e privi cli mezzi di fortuna) eh~ serv(!no a sp~se de_llo Stnto; '. volontari di un anno po:,sono, durante il servizio, continuare 1 loro studi e dormire fuori di quartiere. · ·. Reelutamento dei .sottu{ficial·i e degli 1.i{fìciali. - Il relutam~nto dei soltufficiali si ottiene per promozione frn i soldati; il caporale fa parte della categoria dei sottufficiali e ne ;;ostituisce il grado inferiore. Quello degli ufficiali si fa presso a poco come da noi. . .; . L'accademia militare di Wiener-Neustadt dà i sottotenenti d1 fanter ia, cav_alleria e pionieri; l'accademia tecnico_-~ilitare_di Vie'.tn~ ~uelli. d'ar_ticrlieria e i,oenio- inoltre in tutte le armi v1 sono 1cadetti, c10e aspirantt<' . sottotenenti. . . Il corpo di. stato ~aggiore è tr.atto da tutte I~ armi; i t~n~nti. dev~no .frequentare la scuola d1 guerra od il corso superiore d artiglieria e i,emo .. . Gli ufficiali di riserva e ùi landw1hr si reclutano nello stesso modo dei nostri di complemento o di riserva. . . . Oltre alle due accndemie accennate, l'Austna-Unghena ha scuole d'. . cadetti d'artigli,eria! del genio, dei pionieri e di .cavaller_ia e 1!i. scuoi~. di cadetti di fanteria, di cui una _ha un reparto speciale per 1cadetti del tieno ed una pei cadetti di sanità. , .· · · · . - Le posizioni nelle quali possono trovarsi gli ufficiali ~ell_'eserc1to a~st~·~ungarico sono presso a poco identiche alle nostre; pero v1 sono_u~ficia_h 1~ servizio attivo anche nella Janclwehr e costituiscono i quadn ridotti dei battaglioni di lanwelp· o de~li honweds o sono addetti ad uffici o stabilimenti militari. . Conti119.ente annuo. - La popolazione della monarchia è di_~i.rea _3~ milioni, n~n compresa la Bosnia e l'Erzegovina; il numer.o degh m.scntt'. di leva è di 360000 circa; il contingente annuo ( esercito e manna) e 95474, dei quali 55922 cisleithani 39552 ungheresi; alla riserva ~i complemento si assegnano ogni anno 9M7 uomini ossi_a i/rn del contmgente . . annuo, dei qnali 559:2. cisleithani e 3955 ungheres1.. L'Austria-Ungheria si propone di avere tra ese~·c1to .d1 ·Ia li~ea e marina un effettivo di ouerra di 800000 uomini, con una n serva d1 complemento di circa 80000 ed una Jandwehr ( còmpresi i Tirolesi) di 254000 , - un totale di circa H 33000 uomini. Bi lanc-io militare. - l i bilancio pnl 1885 fu approvato in fiorini 9706~ 835 nella parte ordinaria e in fiorini !~973300 nella parte straordinaria.
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RIVISTA
Oltre al bilancio del ministero della guerra comune alle due parti della. monarcl_1ia, vi s?uo poi quelli del ministero della difesa del paese di ciascuno d, esse, cioè 9537754 fiorini pet la Cisleithaoa e 79:\.6•151 per In Transleitlrnna. _Istru~i?ne. - . Dopo aver prcst:ico tre anni di servizio nei corpi auh•i, gli uomm1 della ri.-erva souo chiama ti ogni due anni ad un periodo d'istruzione non maggiore cli 4- settimane; qui11di i riservisti sono chiamati treYOlle durante il tempo che passano in congedo illimit.'llo ossia in 7 nnni. La riserva di complemento viene chiamata ad un'istruzione di 8 settimane; ~li uo!niui ~scritti ?ircttamente al.la landwehr sono tenuti ad una prima 1struz1one .d1 8 settimane se di fanteria, di 3 mesi se di cavalleria. Ordinamento. - La monarchia è divisa in 1, circoli militari di corpo, <l~armnta ed_ •1 circolo di comando militare a Zara. Il territorio d'occ11paz1oue (I3osnw cd Erzegovina) forma inoltre un proprio circolo di corpo rii arm~ta (_XY). ~ capo di tali circoli trovasi un'autorità, che porta 111 denommn.zione dt comandante di corpo d'armata o comandante milirnre, con a capo un feldzeugmeister (generale di cavalleria) o un tenenh.l-maresciallo. I comandi di corpo d'armata hanno sedo a Cracovia (I), Vienna (II), Gratz'(Il!), Budapest(IV), Presburgo(V), Kaschan (VI), Temesvar(VIl), Pr11gu (VIII), Josep hstadt (IX), Br(inn (X), Lemberg (XI), Hermann:sta~t (~!I), Agram ~X!II), Innsbruch (XIY), Scrajevo (XV). 1 utt~ 1 comandanti dt ~o.rpo d'a rmata ed i comnndanti militari dipendono direuamcote dal mm1stcro della guerra. Però gli uffìciali "eucralt t.:he comandano i corpi d'armata cli Vienna, Gratz, Budapest, J>rag;, Lembcrg, Sorajevo hanno inoltre il titolo e le nttribuzioni di comaudnnti oe.. nera li e come tali, io caso di concentramento di truppe, sono incari~ati del comando di più corpi d'armata, ad esem pio del Y, VI o YII, il comandante generale di Budapest; oppure 11tteùdono alla direzione del ser,·izio di sorveglianza ~ di e,,entuale difesa, come snceede pçr parte del co maud~nte generale in Praga nella giurisdizione del proprio corpo d'armata o III quella del IX; non che da parte del com11ndan t.e generale iu Lcmberg per le truppe dell'Xl e del I corpo. Ai corpi d'armata, nei quali il comandante è anche comandante generale cd al XIV (Innsbruch) è assegnato, per coadiu vare il titolare, un secondo urncialc geuernle, il qunle secondo l'importanza del comando assume il titolo di éomandaute in 2'" (stel!vertreter) o di urficiale generale addetto (zugetheill). I comandi ai qtrnl1 è addetto un comandante iu 2' souo quelli di Gratz, Dud11 pcst e Praga, che sono destiuati come Cùntri di formazione di 3 armate. Ol~re 11lla suddetta ripartizione in comandi di corpo d'armata e militari, 1 havv, quella per le oper:izioni di leva iu ·106 circoli di reclutamento. Ad ognuno dei ~02 reggimenti di fa11Leria ed nl reggimento cacciatori Impc-
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P. ~TE H,\
ratore è asscgo11to uno di tali ci rcoli di reclut:imcnto; a quest'ultimo il Tirolo col Vorarlberg·; alla marina ne sono assegnati 3 (Trieste, Zara; Fiume). . Gli altri corpi di tru ppa si rccl urnno in uno o più circoli di quelli asse· gn:ui allaJauteria. A cn ro di ogni circolo di recl utamento della fo nteria ltavvi un .comancfante del circolo ( tcncn Le colonnello o nrnggiore ), il qunle in pace comnn<la il qunrlro, ed in caso di mobilili)zione, il bnttaglione di conrpleme11to del reggimento di cui porta il nu mero. U comandantc di un circolo di reclutamento, nelle sueeventunli as~cnze., è rimpiazzato da un c11pi tano, che per tnle scopo fa parte del qn~clro di battaglione di complemento. Le attribuzioni di questi comandanti di ci rcolo di reclutnmento in fatto di leva _sono a 1111 di pres~o le stesse di quelle dei nostri comandanti di distretto. · Esercito permlinente. - Consta di '.l classi sotto le nrmi e 7 in riserva . È fornito da l comples:;o delle provincie dell'impero e dipende-dal min i~tero della guerra comune alle due parti della monarchin. L'esercito permanente è formuto da: 102 Reggimenti di fan teria d·i linea, ciascuno di !~ batt.aglioni da c:impagna a 4 compngnie e ,l i 11 11 qumlro di baw,glione di complemento di qunttro compagnie, il citrn le quadro in caso di mobiliwzione si trasfornfa in vero battaglione di complemen to avente per iscopo di ricevere, istruire ed inviare al reggirnent,i gl i uomini 11CCC$sari per tenerlo nl completo; •1 Regg'i?nento cacciatori Jmperatl)re, di ,f Ohattagl ioni dn C? m ragna a t compagnie numerntc da 1 a ,~O e 4 qunciro per 2 battaglioni di complemento a o compagnie pP,r ci:iscuno; col eletto quadro, i11 cas,) di mobilitazione, si forman o 2 battnglioni cli complemento; 32 Battaglioni cacciatori. cla campo, a i\. compngnie, più un quadro di compagni11 di complemento, che ho stnnza nel circolo di reclutnmenLo; ,i-11 Regg•imenl i ciii canallerria, n 6 squadroni ed 1 quadro di squadrone di complcniento (·I i dragoni - 16 Ussari - ,14 Ula11 i). In cnso di guerrn il quadro cl i complemento forma uno squndronc cli complemento, uno squadrone di riserva, due plutoni guide e, quando vi sia esuborunzn <li personale nn secondo squadrone di riserva, il quale viene addetto al ~,irvizio di tappa, mentre i plotoni gujdc !-Ono nsscgnat,i agli stati maggiori doi gran comandi . I .i, Brigate d'artiglieria da ca1iipagna, com post.e ciascuna di 1111 reggiment,) d'a rtiglieria di corpo d'11rmatn , e di 2 <livisio ni di 3 batterie pesanti indi pendenti per le due divisio11i del corpo d'armaw. In pace ogni reggimento <'Onsta di una ,1• divisione di 3 batterie pesan ti coi numeri ·1-2- 3; di una 2· divisione di 2 batterie leggere coi numeri 0
4 0ft.
RIVISTA
ESTERA,
4-5; di un quadro per parco di munizioni e di un quadro per deposito di complemento. · · Inoltre i reggimenti ·I ", 20, 4°, 50, 6°, 7°, 10°; 11° hanno ciascuno una divisione di 2 batterie a cavallo; i reggimenti 30, 4°, 50, 70, go, 90, 120, 130, 1,i- 0 una divisione di 3 batterie pesanti ma su piede ridotto, ciascuna con un quadro per parco di munizioni; i reggimenti dal 1°.a 3° e dal 6° a 14° hanno ciascuno una batteria da monta~na ed in caso di bisocrno ~ :possono formarne una seconda. . In caso di mobilitazione ogni reggimento, secondo gli spetta; porta sul piede di guerra la divisione di batterie a cavallo, o la divisione pesante, che era su piede ridotto e fQrma, col quadro di parco di munizioni, il parco del proprio corpo d'armata· e due colonne di munizioni per armata; col ~1uadro per deposito di complemento forma il proprio deposito . In pace le divisioni di batrnrie indipendenti hanno un. quadro per parco di munizioni e per deposito di complemento; in caso di mobilitazione ciai;Cuna di esse forma con tali quadri il proprio parco ed il proprio dep•lsito. · In campagna le 16 e 2. 6 divisioni di, batterie ed i parchi di munizioni dei reggimenti costituiscono l'artiglieria di 1ti corpi d'armata; le divisioni di batterie Ìndi pendenti ( dalla 1a aIla 2.8~), e le divisioni di batterie rrià su piede ridotto (dalla 29a alla 37·) forma·nò l'artiglieria per le divisi~ni di fanteria; le 8 divisioni d'artiglieria a cavallo vengono addette alle divisioni di cavalleria; le batterie da montagna rimangono a disposizione del XV corpo d'armata (Seraj evo). In tempo di guerra quindi l'Austria-Ungheria può disporre di un'artiglieria da campagna che conta: 153 batterie pesanti, 28 leggerP., 16 a cavallo, 18 od all'occorrenza 30 batterie da montagna, delle quali ultime, sei sono fornite dal 9° battaglione d'artiglieria da fortezza. ,12. Battaglioni d'artiglùt'Ìa da fortezza , ciascuno a 5 compaonie . d e) attive e un quadro per una 6a compagnia. Inoltre il battaglione d'artiglieria da fo rtezza N. 9 ha 3 batterie da montagna, che in guerra vengono portate a 6. ' 2 Regf!imento del ge-t~io, ciascuno a 5 battaglioni da campagna ft. compagnie, più 2 compagnie di riserva ed •I quadro per battaglione di complemento di 5 compagnie. Inoltre tutti i battaglioni distaccati hanno,, presso di loro un quadro di comJ)agnia di complemento. . . ·1 Reggim~nto ferrovieri, a 2 battaglioni di li compagnie ciascuno, p1u 1 quadro dr complemento. · Intempo di guerra però i battaglioni si sciolgono ed il reggimento forma: ,a) 8 compagnie di ferrovieri che possono essere impien-ate in modo auto•nomo; />) B direzioni di telegrafi da campo di ,t• JineaI e) 3 di 2.a linea; '
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d) i3 sezioni telegrafiche da campo e 3 da montagna e 1 battaglione di complemento a 2. compagnie. · 1 Reggimento pionieri, a 5 battaglio1~,i a 4- compagnie attive ed 1 di riserva ed 1 quadro per compagnia di complemento. Ogni battaglion@ ha 8 equipaggi da ponte, ciascuno dei quali ha il materiale per metri 53 di ponte. 3 Reggimenti del treno, ripartiti in division i e queste in squadroni. -../.. Il numero totale delle divisioni è di 1o, quello degli squadroni di 77 più i quadri per 2.0 squadroni da montagna. Ogni reggimento devè provvedere i~ massima al servizio di un'armata ed ogni di visione a quello di corpo d'armata. Le divisioni sono numerate dall'1 al ,1·5 indipendentemente dal reggimento, così pure gli squadronidall'1 al 77, e da11'·1 al 20 quelli da montagna. Gli squadroni treno da assegnarsi alle divisioni di fanteria sono i primi 42, quelli per le 5 divisioni di cl'!val le ria sono dal 43 l'll 4: 7; quelli per i quartieri generale di corpo d'armata dal 4.8 al 60 quindi 76 e 17; quelli pei quartieri generali delle 3 armate dal 61 al 63; lo squadrone N. 6,i. è . assegnato al quartier generale del cbmando supremo dell'esercito e gli squadroni dal 65 al 75 sono assegnati al servizio degli equipaggi da ponte in ragione di un squadrone per ,i equipàggi. . L'ordiuamentò del treno presso l'Austria-Ungheria mi sembra degno ùi c~nsiderazione. , . · ., y Riser·va di complemento. - Questo esercito permanente ha una rtserva di complemento: la cui forza non può 0ltrepassare per legge il decimo del · continge'nte annuo e che quindi è un decimo del suo effettivo totale. Landwehr. - Ba lo scopo di sostenere. l'esercito in tempo di guerra all'interno ed eccezionalmente anche all'estero. Ciascheduna delle,due parti dell'impero ha la propria Janclwer. In tempo di guerra però entrambe dipendono militarmente dal cornl'l1Hlo supremo dell'esercito. Essa si compone degli uomini che hanno cessato di appartenere all'esercito permanente od alla sua riserva di complemento e di tutte quelle reclute che per ragione di sorteggio non sono state assegnate ~è all'esercito permanente, nè alla riserva di complemento. Il suo ordinamento territoril'lle è diverso nelle due parti della monarchia. La parte cisleithana (non compreso il Tirolo) èripartita in 8comandi di landwehr con sede a Vienna, Brunn, Gratz, Praga, Lemberg, Josephstadt, Krakau e Zara, che comprendono 82 comandi di battaglione di landwehr più 6 reggimenti di cavalleria; la parte transleithana (Ungheria) è divisa in 7 distretti di landwehr con sede a Buda-Pest, Szegedin, Kaschau, Pl·esbnrgo, Stuhlhweissemburg: Klirnsemburg, Agram, suddivisi in 92 1
E:>TERA
RIVISTA
circoli di battaglione, nei quali sono costituiti ·92 battaglioni di fanteria e ,1O reggimenti di cavalleria. Ogni disiretto di lanclwehr ungherese od Honveds in guerra cost.ituif;_ce nna divisione di landwehr di due brigate. La Jandwehr cisleithana in tempo di pace non ha che i quadri di battaglione, quella ungheres~ invece oltre i quadri di battaglione ba ::mche permanentemente una compagnia per ogn i battaglione, e per la cavalleria quadri di brigata, reggimento e squnclrone. :\iel Tiro lo e Voralberg la landwel;r è costituita dn ilO ·battaglioni cl i tiratori nazionali e di 2 squadrQni . La forza del le due landwehr, che si .com pongono di sola fan teria e cavalleria, è la seguente: Land,,wehr m·ste-i than(i 59 battaglioni di fanteria di linea Ì corrispondenti ngli 82. comandi 23 id. di cacciatò1~i j di batttaglione di .landwebr. 6 reggimenti di caval leria a li squadroni (3 di dragoni- ;! di ulani). ·I sezione tiratori a ca vallo (Dnl mazia). J O bnHaglioui di tiratori nnionnli (Tirolo e Vorarlbég) . 2. riuadroui di tiratori nazionali a cavallo (id. id. ~. Landwehr ungherese (Honved:;). 92. bi,ttagl ion i tli fouter in fornrnnti ·1 4- brig;ite. IO reggimenti di cava lleria a 4- squndroni (ussari). l{tndsti.wrn. - Circn i I laudsturm, quest'ultima riserva dell'esercitò e della lnndwehr, esso non esiste veramente che nel Tirolo e nel Vornrlberg. Ne fanno pane tutti gli nomini atti 11lle armi, dai '18 anni compiuti ai Mi compiuti, che non sono assegnati all'esercito od ai 1tiratori nazionali (Lan desschiitzen). Il ·1andsturm viene diviso in due bandi; il primo composto tlegli uo mini frn il ·18° ed .il 39° anno di età è lennto n pres1.ar servizio nel proprio distretto e in quelli confinanti; il secondo composto di quelli frn il 4-0° e il ,i,5° è tenuto a prestar ser'vlzio soltanto nel proprio distretto. Il lan dsturm ungherese si com pone quasi escl usi vnmente di volontari, di guardie di finanze e di pubblica sicurezza; quello cisleitbano non è ancora formato, ma pare si voglin organizzarlo ,u basi analoghe a quell n del landsturm ungherese. ' Il 1:mèlsturm non ha divisa speciale, ma portn un distintivo al braccio; inokre gli ufficiali souo nominati dai loro subordinati. Ordùiamento tatt·ico del tempo di pace. - Quello di pace non corrisponde precisa mente e in tutto a quello presci·i tto pel tempo di gneTra , Corpi d' armata. - Sono ·15; di questi , ,10 si compongono di 2 divi.sioni , gli altri sono così costituiti: II (Vienna) e XV (Serajevo) 3 divisioni ed una brigata; III (Gratz) 3 divisioni, di cui la 7a tiene una briga ta nel XIII corpo d'armata; XIII (Agram ) ,1 divisione ed unn brigatn ;
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XIV (Innsbruch) ,J divi5ione, Nel comando militare di ·zara havvi una. sola brigata. Oltre le truppe divisionali, ad ognuno dei ,13 primi corpi d'armata sono · assegnate una o due brigate di cavalleria; ciascuno poi dei primi ,J 4- corpi · d'armata ha una brigata d'antiglieria composta cli un reggimento e di due divisioni di batterie indipendenti; il XV corpo d'armata (Sernjevo) ha soltanto batterie da montagna. Di'IYisìonì d·i fanter'ia. - !.'esercito perma nenLe· conta effettivamentesolo 32 di visioni; però esse sono numerate da 1 a 36, volendosi costituire· le 4 mancanti (21 a, 22a, 23• e 26°) solo in caso di mobilitazione, Ogni di-·. visione consta regolarmente di 2 brigate, salvo qualche insigni ficante eccez.ione. . Dirlisioni di cavallei·ia . ...,.. Ne e;;istono per ora soltanto due, delle· .(filali una a Cracovia, l'altra a Lemberg, composta ciascuna di due brigate . Le b·rigate di fante?"'ia sono costitu ite in modo vario e sono in mtn)ero· di 63; però la loro numerazione va da 1 a 72; mancano quelle dalla l1 a . illa 52a, corrispondenti alle 4- divi$ioni nou coslituite. L'Aus~ria-Ungheria ha poi anche 6 brigate di fanteria da montagna. Le brigate d-i cavalle1·ia sono di 2 reggimenti ad eccezione della 21 u che ne ha 3. Esistono effetti,•amf\nte solo 20 brigate, ma sono numeratedalla 1• alla 2~",, non essendo per ora costituita la 19•. Circa la compo sizione dei corpi delle altra armi e del le nnitù minori di truppa, basta quanlo si è detto so pra o si dirà in 'appresso. t>assagg·io dal piede d·i pace al piede d·i ytierra. - Si effettua pertuui i corpi colla chiamata sott·o le nrmi degli nomini in permesso e dei , riservisti e mediante la forma1.ione di quei reparti che sono pi·escritti pel tempo di guerra, ma che durante la pace non esist.ouo affatto od hannosoltanto i quadri . · Forniaz·ione dì gt,er,ra,. - La formazione di guerra dell'esercito austro-un.garico è analoga alla nostra; vi è cioè il comando supremo dell'esercito (Armee-Ober- Kommando) il comando cli armata, di corpo d'armata, di divisione di fanteria e di cavalleria e di brigata -di fau lerin e cavalleria. Però uel comando supremo non è, come da noi, nettamente se-· parata l'intendenza generale dcli' esercito dal gran quartier generale, mentre lo è invece nell'armata, nella quale vi è il quartier generale d'armata ed il comando generale d'armata, che corrisponde alla nostra intendenza d'armata. Prima di esporre la formazione normale delle grandi unità di guerra, credo conveniente far conoscere col seguente spe.cchio la composizione di alcuni reparti tattici dei corpi di trnp.pa sul piede di pace e sul piede di, guerra.
·108
RIVISTA
ESTERA
PIEDE DI PACE
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Compagnia da campo
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nattaglione da campo
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PIEDE DI GUERRA
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peratore
i 77 450 3337 3964
21 , . 227 960 8808 9995
Ca·v alleria.
quadrone da campo
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'Reggimento con stato maggiore
6 squadroni e plotoni pionieri .
'
reggimeo·to
85 !79 629 89a 462
id.
89 l.80 645 914 475
id.
80 {56 566 802 400
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352 1650 125451{4547 !8631
. .
316 1398 W380 12094 !4909
'
306 ·1329 10575 ·12210 i5i23
La forza delle compagnie da campo e dei battagl ioni delle due landwehr è perfettamente eguale a quella degli stessi rep:!rti dell'eseréito permanente; solo la compagnia da campo dei tiratori nazionali tirolesi co~ita, 2o0 tra ufficiali, sottufficiali e soldati. · For,mazione normale delle grand1: uni tà di gne·rra. - La d;~i;isione· d:i fanteria sul piede· di guerra, per quanto riguarda la parte combnttente, si compone normalmente di 2. brigate di fanteria con '15 bnttagl ioni complessivamente; di una divisione di artiglieria (3 batterie); e di 3 squadroni di cavalleria . La divisione dell'esercito austro-ungarico raggiuuge la forza massima· di 16887 uom ini; 2399 cava lli e 211- pezzi: però la vera forza combattente-· si ridurrebbe a ·13591 uomini delle truppe a piedi, 630 cavalieri e 24- pezzi . La di-1;,isione di cavalleria. su I piede di guerre si com pone norma Imente di 2 brigate di cav:d leria, cia$Cuna di 2 reggimenti n 6 squadroni. e di una divisione d'artiglieria di 2 batterie a cavallo ('12 pezzi). La sua· forza combattente è di 3711-8 uomini a cavallo e 12. pezzi, · Il corpo d'armata sul piede di guerra si compone normalmente di 2· divisioni di fanter ia formate come sopra e di artiglieria di corpo d'armala composta di 2 divisioni, delle quali una a tre batterie pesanti e l'altra a due batterie leggere; di 2 compagnie del genio e di una compagnia pionieri con due eqùipaggi da ponte, più quello !>.peciale per' avanguardia chepuò dare :1.3 metri di ponte. La fo~za di questo corpo d'armata ammonta a 369,J4, uomini, 6900 quadrupedi, 88 pezzi e "268 carri diversi,1 che~ considerando la sola parte combattente, si riduce a 27785 uomini di truppa, a piedi, ·1260 cavalieri e 88 pezzi. È prevista' anche la formazione del corpo d'arma_ta a tre divisioni, lfl, cui forza combattente è di H 376 uomini delle tru ppe a piedi, ,t 890 cava · Iieri e 1·12 pezzi. · Oltre flile formazioni normali già accennate, l'eserdto austr9-ungarico ba altre formazioni speciali pei corpi che devono operare in montagn;i. Questi si formac.o in brigate da montagna della forza ùi 4- a 5 mila combattenti o io divisione da montagn;i composta di tre brigate da montagna, della fo rza di ·I2 a ·15 mila combattenti .
/
,,110
ESTEI\A .
Rl\:ISTA
SPECCHIO generale della forza inquadrata dell' esercito attivo e della landweh1' in tempo cli guerra. ·
SPECCHIO generale della forza inquadrata dell'esercito ~erman.ente e della landwehr in tempo di pace.
Truppa
Ufficiali
j
Cayalli
Squadroni
Battaglioni
Bittterie
j
Ufficiali Truppa cavalli / Ba,tta:.- / Srrua~ / Ba~ghon1.I droni tene I
ESERC!Tù ATTl\'O.
:Nei riparti di campagna . . . 12961 243"29 5042.0 (04-79 12>3231 2121 Nei quadri t!i com plemento e deposito .
21 90 10920
1002
·107
15"1:i•I 2.54049 5H22
586
1
Totale Landwehr .
'~928 10235
Totale generale <,
197 1 1
:no79/26428·}1 53393
1 (
4·1I
770
»
3641 2•12.
84 . 6,1J
Forza dispon·ibil·e per entra.re in campagna nel 1° 11eriodo di m ob·ilitazione. 18,125 1 658362 1. 174Hìt}
»
~
4281 2,1
I
(0 477
I
(2)
3851 '
'.215
Forza disponibile _a:i depositf 4702 1
13·186,1
1
I
•1 118051
»
•1051
Landwehr d-ispon·ibile per l'esercito mob•ilizzato. fanteria ,e cacciatori. i2 d'artiglieria da fortezza. -IO del genio 2 di ferrovieri. J 5 di pionieri. ·(2) 246 di c.1valleria. ii <lei trono. (i) 450 d i
...
1>'1351
25885 1 1
l
18807
l
(3) .191!
.I
(4)
66 1
»·
Forza di,çp.oni b·ile m: depos'1:t'i d·i landwehr. 1837
75674
2300
32
18
29999
. 1 ,12,\:751
:20708·1
808
5·1 O
))
2·15
{i ) Veggasi la nob. (i) dello specchio che r,receclc; i battaglioni diminui:;cono di 2 perchè i 2 battaglioni del reggimento fOl'l'OVicri si sciolgono in tempo !li gucrm. (21 246 squadroni dei< roggimenti di cavalleria. 4-1 squadroni di riserva di cavall eria. 97 squadroni del treno, dei quali 20 d,1 montagna. i squadrone delle guardie del corpo. (3) 82 br1ttaglioni appartengono alla. Jandwohr cisleithana. 9z battaglioni appartengono ,tlla landwehr ungherese. 20 battaglioni appartengono ai tiratori uniqnali del Tirolo, <lei Quali iO tiOno cli riserva (4) 24 squadroni appartengono alla landwehr cisleithana. 40 scruadroni appartengono alla landwehr ungherese. 2 squadroni appartengono ai tiratori nazionali a cavallo del Tirolo.
H2
RIVISTA
ESTERA
Ge-1·àrcl11ia miliui1·e. - Nella classe dtlgli ufficiali generali vi souo ,\. gradi, anzichè tre come da noi, cioè: Generale d'armata (Feldmarchall), Gencòle d'artiglieria, o di cavalleria (Feldzeugmeister o generai der cavallerie) ; Tonente generale (Feldmarschall-Lieutenant); :Vlaggior generale (General-Major). ,trmamento ('I). -: Tutta la fanteria di linea ed i cacciatori, comprese le due landwehr, solio arma ti del fuciie a retrocarica (Werndl) mod. ,t 873.77, i cui dati sono: carica in ,i, tempi - lunghezza senza baionetta metri ,1.~8,1 ( 1,3,\.9)- lunghezza della sciabola-baionetta metri 0,!1:68 (0,520)-peso con sciabola-baionetta kg. ,\.,69 (4,650) calibro H mm. (mm. 4 0, 35) numero delle righe 6 (i) - Passo mm . 72.i (060) - velocità inizia le metri 438 (435)- alzo graduato fino a Hi75 mm. ('I 600) - peso della carica grammi 5 (!i-)- peso del proietto grammi 2!1: (20). La marina, i reggimenti del genio e dei pionieri e quello ferrovieri e telegrafisti sono armati di un fucile corto mod. -1873-77 detto Extra-CorpsGewehr; tutti i soldati di cavalleria, àlcuni del treno ed i tiratori nazionali a cavallo del Tirolo sono 'armati colla carabina a retrocarica modello ,1873-77. Sono armati di revolver sistema Gasser; a) il,trombettiere di battaglione (montato) nei battaglioni cacciatori; b) tutti i sottufficiali montati e non montati dei reggimenti di caval leria esclusi i non combattenti; e) tutti i soldati di cavalleria che appartengono ai plotoni guide; d) tutti i sottufficiali e trombettieri moÙtati dei reggimenti d'artiglieria da campagna e i capi-pezzo, caporali r cannonieri di ,1a e 2a classe delle batterie a cavallo; e) tutti i sottufficiali degli squadroni del treno; f) la marina, i tiratori na. zionali della Dalmazia ed i sottufficiali dei tiratori nazionali a cavallo del Tirolo. Anche gli ufficiali delle armi a piedi fonno uso cli revolver del modello Kropatschek, del calibro di 9 mm. e più leggero di quello adottato per la truppa. · Dotazfone ùi ca1·tucce. - Il soldato di fanteria in ,campagna pori.i 70 cartucce racchiuse in 7 pacchi di ,1Ocartucce ciascuno e distribuite in due giberne. Per il rifornimento delle munizioni alle truppe combattenti sono assegnati ad ogni battaglione di linea o di cacciatori due carri da munì-
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zioni, che trasportano ciascuno 2·1000 cartucce e contengono inohre ·I 6 sacchi pel trasporto delle cartucce dai c:irri stessi alla t.ruppa combattente. . Artiglier'Ìa da campo. -L'artiglieria da campo austro-ungarica consta di due specie cli pezzi; quello da centimetri 7,5 (detto da 8) per le batterie leggere ed a cavallo; quello da centimetri 8,7 (dett.o da 9) per le batterie pesanti. · I pezzi ora detti sono di bronzo compr':lsso, rigati, a retrocMica, sistema Uchatius mod. 'I875. Queste due bocche u fuoco differiscono cli ben poco fra loro nelle qualità balistiche , ossia nella portata m:issima e nella velo. cik\ iniziale pei diversi proietti (granate shrapnel metraglia) e nello spazio battuto. L'avantreno del pezzo portu rispettivamente pel cannone da 8 e da 9 granate 18 e 45 - shrapnel 18- 15 - w1tole a metraglia 4,-,\. - cartocci 40-3'2.. L'a vantreno del carro da munizioni contiene lo stesso quantitativo di munizioni che l'avantreno del pezzo. Nel retrotreno del carro da munizioni sono invece caricati rispettivamente pel cannone da 8 e da 9 granate 48 e 40, shrapnel 13-'15, granate incendiarie 6-5, ca1'tocci per tiro di lancio 72-M, pei tiri curvi 38-32. Quindi complessivamente ogni pezzo da 8 ha 40 colpi nell'avantreno del pezzo e 107 nel carro da munizioni - tot:ile colpi ·1,n ; ogni pezzo da 9 ha 3,~ colpi nell'avantreno del pezzo e 94 nel carro da munizione totale 1"28 colpi. Per l'artiglieria da montagna FAnstria-Ungheria si serve eventual- · mente del cannone da campo da centimetri 9 mont:ito su affusti speciali senza sedili pei serventi ed a carreggiata ridotta, e stabilmente del cannone da centimetri 6, 6 (detto da 7) rigato, a retrocarica, in bronzo-acciaio sistema Uchati us mod . 4870, il quale differisce da quello da campo solo nelle dimensioni . Ogni pezzo da 7 ha una dotazione di 112 colpi e lanci11 proietti simili a quell i dell'artigfieria da campo, ma 11011 lancia gran:itc incendiarie. Prro'ietti. - G1·anataad anell:i, carica interna o di scoppio grammi ·100 nel calibro da 8; 2.00 per quello da 9; il numero delle schegge prodotte dallo S\\O])pÌO è rispettivamente 8,1 e 1,t9 e la distanza massima a CllÌ possono essere lanciate le scheggie più grosse dal punto di scoppio varia fra ,1000 e ,t 300 passi; il peso di questa gran:ita è di kg. 4,309 pel cannone da 8 e di kg. 6,397 per quello da 9. Sh1'apnel, ...quello pel calibro da 8 contiene ,105 pallottole di piombo, quello pel calibro da 9 pallottole ,t 65; tutte poi sono del pe;,o di grammi 13; la carica interna è di grammi 45 di polvere pel calibro-da 8 e di gramm i 8~ per quello da 9. Lo stesso metallo dello shrapnel scoppiando produce 22 1
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(i ) I numeri scritt.i tra parentesi esprimono le corrispondenti quantità in reso o mi, ura dol nostro fucile Vetterli.
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ANNO XXXI, VOL. I.
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RIVI STA
ESTERA
o 2i\. scheggie. Il peso totale dello shrapnel è di kg. i ,660 pel calibro da 8 e di kg. 7,08'2 per quello da 9. G1·anata inc.endia,ria, ha la camera interna ripiena di materin incendiaria, la cu i durata di accensione dopo lo scoppio è di circa un minuto e mezzo; ha spoletta a percussione e pesa pel cannone da 8 kg. 3,640, è per quello da 9 kg. 6,069. . Scatola a metrag lia, contiene 72 pallottole pel cannone da 8 e 120 per quello da 9 e pe$a rispettivamente kg . .\,73 e kg. 7,4-9; ogni pallottola pesa gr. a.5,5.
Considerazioni e confronti.
Dopo il breve esame fotto delle istituzioni militari e dell'ordinamento dell'esercito austro,-ungarico, non parmi fuor di proposi to pas~are ad alcune considerazioni e confronti tra il sistema militare austro-ungarico ed il nostro. Tassa 11tilitare. - Anzitto io Austria-Uugeria non solo si è adottato i! principio dell' obbligo generale del servizio personale, ma si è andati più in là collo stabilire(§ •I8 della legge •I868) che coloro che sono inabili al servizio militare propriamente detto, ma ehe in relazione 11lle loro ordinarie occupazioni sono atti a prestare altri sevvizi periscopi di gu·erra, possono, in caso di mobilitazione, essere chiamati a prestare tali servizi. - Nè ·questo basta, che, con legge del 49 gìiigno 4880, si è istituita una tassa così detta milita1:e da pagai,si da tulti quelli che per ragione di età dovrebbero appartenere·all'esercito, alla ma1·ina od alla Jaudwohr e ché non ne fauno parte. , Pe~ tal modo s.i ~ portato all'estrema sua conseguenza il principio delI obbligo d~I sernz10 personale collo stabilire che coloro che non possono prestarlo d1 persona debbono supplirvi con una data somma di denaro facen_do con cruesto pre~isamente l'inverso di quanto si praticav.a in altri t~~p1 n_o~ tanto lootam, quando si ammetteva che gli stessi abili al ser' 'tz10 militare potessero liberarsene del tutto mediante il paoamento di una tassa militare. D L'idea di fare una legge simile è sorla anche tra di noi e il relativo disegno fu sottopostoall'e:;ame del potere legislativo, ma ha complet11mente naufragato, se ben ricordo, ancor prima di giungere alla discussione pubblica.
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Una tale legge invero vuole essere seriamenle ponderata pri ma di essere accettata·, poichè, appena appena che si ecceda, potrebbe finire col4'essere immora le ed ini f[ua. Che un giovane sano ò robuslo. ma defi ciente forse solamente di qualche millimetro ne\111 st11tura prescritta, oppure di Yista debole, debba per questo solo sottrarsi al più grave tributo e sacrifizio imposto ai cittadini n -considerarsi come affatto inetto a prestare qualsiasi servizio per la patria, è tal ClOSa che &ombra rasentare l'ingiustizia. A questo giov:rne e ad altri che si trovassero in condizioni analoghe o poco dissimili, pan ebbe conro~me a giustizia che si imponesse una tassa, che rappresentasse, direi ~uasi, il coPrispettivo che essi devono pagare alla società por aver avuto fa fortuna (che si può chia mare anche disgt'azia), di non possedere nella :loro pienezza, ma senza nessun loro grave detrimento, tutte le qualità fi. :Siche ohe li avrebbero obhligati a sottostaro al lungo e faticoso servizio .militare. Per quei giovani invece, ai quali l'inetlitndine al servizio militare provenisse da vere infermità od imperfezioni fisiche od inLellettual i, troverei assolutamente iniquo che loro si imponesse una Lassa pel solo fatto che fa natura li ha posti in uno stalo permanente di infelicita, che li rende incapaci non solo di adem piere il dovere ma ben anche di soddisfare il -desiderio, se Favessero, di prestaro l'opera loro alla patria. Rimane a considerare la classe di quei giovani che, nè per infermità nè per deficenza di statura o di ampiezza toracica, ma solo per trovarsi in <leterminate condizioni di famiglia (i fi gli unici , i primogeniti in certi casi ,oppure gli aventi un fratello sotto le armi) vanno esenti dal servizio mi.!itare nell'esercito pe11manento o nella milizia mobile e sono assegnati di•rettamente alla milizia territoriale. A questi, che pure non sono del tutto sottraili all'obbligo di presta re quah;he sc•rvizio e fors'auco un serio s,irvizio nei 19 anni, durante i quali rimangono ascritti alla milizia territo~iale, si dùvrà pure applicare la tassa militare? Dichiaro che mi trovo imbarazzato a rispondere. Però ecco qui un un dilemma: od è giusto il principio, da cui è infor·mata la legge, pel quale a questi giovani si accorda, sebbene non iu modo .assol~1to, l'esenzione dal servizio, ed allora il servizio prest.~to o da prestarsi_da essi nella milizia territoriale deve ritenersi come corrispettivo sufficiente al beneficio di legge loro concesso senza aggrnvarlo di una nu?va tassa; o questo principio è ingiusto ed allora, la conseguenza è -chiara, bisogna sopprimere questa esenzione. . Quindi io sono d'avviso che fino a tanto che la nostra legge, anzichè dispensarli affatto da ogni servizio, tiene questi giovani vincolati per 49
ESTERA
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anni nella milizia territoriale, non si possa applicar loro la tassa della quale qui si tratta. E invero chi ci assicura che quegli, al quale oggi voi fate pagare la ossa militare, considerandolo quasi un non-valore per la difesa del paese, non cada da qui a -15 o rn ·anni coll'arrneiu pugno eda milite territoriale nella difesa cli qualche fortezza o del la sua città natale? E quell' uomo avrà pagato la tassa militare, quale prezzo della sua dispensa dal servizio, mentre poi, all'ultima ora for,e, ia ripagherà ad un prezzo inestimabile. qual' è quelio della vita? Con quanto ho detto fin qui non ho fatto altro che e5primere il mio avviso e chiamare l'attenzione su una questione seriissima, che, risolta in altri Stati, ha invece incontrato nel nostro parlamento una deci5a e forse non ingiustificata opposizione. In ogni modo parmi fuor di dubbio che una tale legge, se fattibil e, non potrebbe applicarsi senza distinzione cli sorta (e qni sta il difficile della su&. attuazione) a tutti coloro che per una ·causa qualsiasi non sopportano il peso del servizio militare o lo sopportano solo in una misura assai mite. L'Austria-Ungheria ha risolto, come ho detto, la questione e sot.topone all a tassa militare: · · a) quelli cancellati dal!~ liste di leva per inabilità e quelli dichiarati rivedibili ; , · b) gli in<fri,idui temporaneamente esenti dal servizio per motivi di famiglia; o) coloro che prima del tempo sono definitivamente sciolti dal servizio miliwre per malattia non incontrata in servizio; . · d) coloro che si recano nll'estero prima di essere sciolti dall'obbligo del servizio. " Sono invece dispensati dalla tassa militare: a) le persone che non hanno' mezzi di fortuna e che per infermità di mente e di corpo sono inetti 11 qualsiasi lavoro; b) le person_e che si trovano in un ricovero di mendicità; o) le persone che già prima del 1875 erano sQggetteal servizio mil itare; d) gl i uomini del landsturm e quelli indi ca ti al § 18 (sopra citato) della legge militare del 1868 per l'anno entro il quale siano stati chiamati in servizio. Inoltre questa tassa non è eguale per tutti nè si paga in una sola . volta; _1~,: i conirilmenti sono ripartiti irj'l i classi, per ciascuna delle quali è_stabilita una quotfl annua che varia tra i ,100 fiorini ( 1• classe) e 1 fi o· rino (Ha classe) . A quest'ultim11 classe sono asseonati coloro che non . e posseggono 10 proprio e che non guadagnano di più dell'ordinaria oior.,nata di operaio. · ~ 1
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L'Austria-Cngheria ha poi destinati i proventi di questa tassa ad uno scopo tale cli.è, per se stesso, senza ammettere in tutto la massima ma,chiaveltica, la rende accettabile e direi anzi desiderabile. Essi sono destinati in parte (144-2230 fiorini) a formare nn fondo speciale, detto fondo -della tassa militare, ed in parte a dare delle sovvenzioni alle farùiglie degli uomini chiamati sotto le armi in caso di .mobilitazione. Il fondo speciale della tassa militare serve a migliorare le conclir,ioni -degli invalidi ed a provvedere alla sorte delle vedove e degli . orfani dei militari morti in guerra od in segui to a ferite. Ìn ogni ·provincia una o .Più commissioni appositamente destinate determinano la sovvenzione da 'accordare e provvedono al pagamento. Durata del servizio. - L'Austria- Ungheria è il solo dei grandi Stati militari d'Europa che abbia resistito alla corrente, manifestatasi dopo i I t8i0 , di protrarre, ad imitazione del Germania, la durata del servizio 'finoal39° o 40° anno di et.à . Infatti, sesi eccettua il Tirolo ed il Vorarlberg, dove l'obbl igo del servizio comincia col 19° anno di età e finisce al 4.5° compiuto, in tutto il rimanente della monarchia la durata ~el servizio è di 42 anni . Non pertanto l'Austria -Ungheria, se non le faranno ilifetto il tempo ed i mezzi cli mobilitatfone, può mettere in. campo un -esercito di ,1• linea veramente colossa le, con una forza in 2° linea sufficente a sostenerlo all'interno ed in caso di bisogno anche all'estero. E invero la sicurezza di nno Stato come la sua vera potenza militare ~tanno esseùzialmente nell'esercito che esso può gettare sul teatro d'operazioni in 15 o 20 giorni. e quando questo esercito è il massimo che si possa aYere in ragione della popolazione, non è più necessario, mentre riesce anche quasi impossibile, il tenere in 2· e 3• linea forze in numero -esagerato, dalle quali poi non si può trarre un utile proporzionato al numero stesso. Tt,tppe cU co,nplemento. - È pure <la notarsi come l'Austrìa-Un·gheria sia assai parca di truppe di complemento. Essa vi assegna ogni anno non più di t/ to del contingente. Questa proporzione parmi sufflceote, poichè l'esperienza delle guerre anche più micidiali e di una certa ·durata ha dimostrato che· il numero delle perdite di un esercito non ha 'mai superato il '10 o;. della sua forza totale. Qualora poi vi fosse assoluto bisogno di colmare i vuoti , èome nel caso che la guerra si protraesse di molto, servirà rii truppa di comp lemento .la nuova clas.,;e di leva chiariwta anche prima· del tempo. Ordùiariiento del/.'escrcito permanente.·- ·Si" direbbe che l'Austria1Jngheria tien d'occhio il progressivo svilupirnrsi dell' esercito italiano ,per dare alle sue forz~ uu aumento proporzionale, in modo di conservare .rispetto a noi nna decisa prepondernnza militare.
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E:;'l'EI\A
RIVISTA
Quando l'lt11lia aveva solamcnte·1O corpi d'armata. con 80 reggim entr di fante ria a 3 battaglioni, •I Odi bersaglieri a ,j ba ttaglion i, 20 di cavalleria n 6 squadron i e 4O d'artiglieria a 4O batterie cia,,,runo, l'A11strianover11va ·13 corpi d'armata con 80 reggimenti dì fanteria a 3 bau11glionìattivi (che in c11so di guerra potevano anche raddoppiarsi), !i,O battaglioni di cacciatori, !i,4 reggimenti di cavalleria " 13 reggimenti d'aruglieria. Ora che noi llbbìamo portato il numero dei nostri corpi d'armatn n -12· con 96 'reggimenti .di fanteri a sem pre a 3 bawiglionì, ·12 reggimenti bersaglieri a 3 battaglioni, 22 reggimenti di cavalleria a 6 squadroni e ,t 2 reggimenti d'artiglieria a 1O batterie; l'A ustria-Ungheria è sali tn a 15. corpi d'armata portando il numero dei reggimenti di fanteria a •I O~·ma non più a 3 battagl ioni ma a i attivi, con un quadro di bnttaglione di, complemento; ha ridotto a 32 i suoi ,10 battaglioni cacciatori , ha conservato i suoi !1 reggimenti di cavalleria cd ha formato la sua artiglieria su 1i brigato costituite in modo tutt'a !Tatto sp<>ciale per da rne una ad, ognurio dei primi •I-~ corpi d'armnto, essendo .il XV (quello che occnpa la, Bosnia e l'Erzegovrna) largamente provvisto d'artiglieria dn mont11gna . All'infuori del le truppe inquadrnt.e nei corpi d'armata noi contiamo ancora 6 reggimenti alpini formnnti :&0 bat!aglioni e complessivamente 7't. compagnie; ed a questi l'Austria-Ungheria può contrapporre il suo reggimento di cacciatori (Imperatore) formato di 1O Lllltaglioni ossia ,iQ compagnie, rinforzato in caso di guerra da altre 8 compagnie <li co mplemento, e dai ,1O battaglioni di tiratori nazionali del Tirolo (Landesschiitzen) . Volendo fare un confronto tra la fo rza inquadrata di pace dei due eserciti, espri·mendola in bnttaglioni, squa-droni e batterie e lasciando fu ori ~ corpi ausilinri , si hanno questi numeri: Itatia. Battagl. di fanteria . 96X3=288 Id. di bersaglieri ·1 2X3= !l6 Id. di alpini • 20
=
Totale battaglioni
. 3H
Totale battaglioni
!~50
Squadroni 22. X 6
. 132 ·
Squadroni i ·1 X6
. 2i6
Batterie Id. Id. Id.
pesanti leggere a cavallo . da montagna.
..
Totale batterie
,
Aitstr'ia-Ung he1·ia. Battagl. di fanteria . rn2 x 4 ,iOS Id. di cacciatori 32 Id. id. (Cmperatore, ,t O
n
,)8
+ 8
132
Batterie Id. I<l . Id.
pesanti . leggere a ca vallo . da montagna .
-1 53
To!ale baueric
215,
28 16 18-
Il 9
Queste cifre bastano di per se stesse a for vedere quanta sia, rispot_to all'Austria, la nostra inferiorità militare non solamente per quanto r1ouarda la fanteria, ma sopratutto la cav.alleria e l'artiglieria. Queste stesse ~ifre dimostrano inoltre come l'Italia sia ancora lontana dallo avere nn esercito la cui forza sia in relazione col principio generalmente adottato dai grondi Stati, cioè di avere iu tempo di pace ~n cs:-rc!t?. corrispou_dcnte all'·l ¾ della popolazione e in guetra un esercito eh ,1 linea che sia nlmeno il doppio di quello di p:icc. . . .. . , Ordinamento del treno militare. - Pnrm1 che mer1t1 di ferma re I atlénzione dei militari l'ordinamento <lato inAustria--Uogherin nl corpo del treno militare, del quale si è detto più sopra, e che le permetterà ~i ~rov: vedere facilmente e prontamente del necessario enorme carreggio 1 sum . .. . . . . ". i 5 corpi d'11rm111a . Il treno militare, per quanto sia corpo aus1har10, è ind1spens:tb1le ~0 It eserciti per operare con rapidità, con sicurezza e so~ratutto. pc~ poter imprimere fin dal principio alle ope~azioni de! proprio es~rc1to il ca~·a tt~re offensivo. Sprovvisto del necessario carreggio, un esercito non pu~ as~olutamcnte muoversi e se non fosse sussidiato da qualche ferrovia, n~n neauco stando fermo; so poi questo carreggio Potrebbe sussistere a lunoo o d" fosse eccessivamente ed oltre il bisogno numeroso, la parte esuberante 1 esso costituirebbe un vero impedimento alle operazioni militari, rendendole più lente e difficili. . . li provvedere l'esercito della necessaria quantit!1 di carreggio~ d1 quadru podi perchè possn dirsi realmente mobili~ato, ossia _rap~ce d1 nrnoversi, è certamente l'operatione In più diffic1le a comp1ers1 nel tempo'. relativamente breve, che si suole assegnare a questo scopo anche negli ese11ciLi più numerosi. . . E 11uestn difficohi1 deriva non tanto dall'immenso materrnle che s1 richiede, il quale può e deve essere preparato e distribuito opportuna1~ente fin dal tempo di pace, ma dalla straordinaria quantità di quadruped_i _che si rende necessaria e cho bisogna requisire al momento della mob1Ittazione e distribuire al più presto, poichè nessuno St:ito potr~b~c, :°nz~ ruinarsi finanziariamente, teMre in pace tutti i quadrupedi d1 cui puo abbisognare in tempo di guerra. . . _ Quel\'ecercit.o quindi che fin dal tempo d1 pace .1vra _dato al_tre~o mi: li tare un ordinamento tale da ossicurare la pronta e fa cile costituzione d1 tutti i servizi accessori indispensabili al seguilo delle armnte, si sarà anche assicurato il non piccolo vantaggio di poter prender~ l'_in.iziativa delle operazioni (la così detta offensi va) e mettere fin da . prmc1p10 a mal partito il suo avversario, che fosse in ri tardo nei suoi prep:irativi.
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Fol'::a della compagnia austro-ungarica sul piede d'ì guerra. - Come si ,,ede nella premessa tabella di composizione di alcuni reparti tattici dei i:orpi di truppa dell'esercito austro-ungarico, la compagnia di guerra si i:ompone cli i ufficiali, 19 tra sollufficiali e caporali, 2i3 soldati, totale 236 uomini compresi gl i ufficitdi (quella dei battagl ioni di cacciatori di 240 uomini). La nostra compagnia di guerra invece si compone di 5 ufficiali, 30 tra sottufficiali e c.iporali, e ~95 tra solda ti , appuntati, zappatori e trombettieri, totalè 225 uomini non comprési gli ufficiali; mentre ancor non è mol to era stabilito che la sua forza fosse ancor più piccola cioò di soli 200 uomini. · Dopo questo con fronto , e sopratutto in considerazione della nostra inferiorità militare di fronte all'Austria per rispetto al numero dei bauaglioni, degli squadroni e delle batterie, io non so sp iegarm i come si esiti tanto, come si provi una specie di ripugnanza inesplicabi le a portare la forza della nostra compagnia sul piede di guerra a 250 uomini almeno, C(?me fa la Germania e anche la Francia e come vi si accosta di molto la stessa Austria-Ungheria. Così facend o uoi avremmo almeno questo solo vantarrgio che il nostro battaglione avrebbe su quello austria,:o almeno una qialche superiorità numerica. E invero se l'Austria-Ungheria con t~ ufficiali e 19 graduati di truppa crede possibile in guerra di amministrare, tener disciplinata e guidare al comba ttimen to una compagnia di 232 uomini (esclusi gl i ufliciali); panni che noi con quadri molto più numerosi possia mo fare altrettanto e forse meglio con una compagnia di 250 uomini. Che fo rse nel l'esercito ·austro--ungarico vi siano, più che non da noi, condizioni tali r-he l'esercizio del comando, il mantenimento della disciplina e l'amministrazione siano resi più facili, in modo da rendere possibile il comando e la condott:i di un maggior numero di uomini con un numero minore di graduati? Non lo credo: anzi sono convinto del contrario . . lnfolli noi al>l>iamo l'immenso vantaggio di avere soldati i quali tutti parlano od almeno comprendono una medesima li ngua, per modo che tutti c_ompre.ndono i !o~;;,-xiperiori e n~ sono compresi. E questa non è una piccola cosn specialmente quando si tratta di condurre ed incorarrrriare . al combattimento. c,o 1. so Idat1 L'esercito austro-ungarico trovasi forse nelle precise ed identiche condizioni del nostro sou.o questo rispetto, per quanto in esso si cerchi di rimediare, coll'opportuÙa}1sscgoa2ionedegli ufficiali e dei graduai: di truppa
ESTERA
nei vari corpi, al grave inconveniente di avere soldati eh~ parlano lingue diverse? O forse il soldato italiano è meno disciplinato, meno penetrato del sentimento del dovere e di devozione al Re cd alla patria dell'imstriaco da richiedere, a parità di forze, un numero maggiore di graduati per essere disciplinnto e guidato al combattimento? Anche sotto questo rispetto credo con ragione che non si pos$a fare al nostro solda to il torto di considerarlo da meno dell'austriaco e forse anche di molti altri degli eserciti europei. 1·avere la compagni:1 della forza di 250 uomini presenti anzichè di 200 o di 225 io la credo questione essenzialissima per più ragioni che verrò esponendo. Ma anzitulto mi importa ribattere l'obbiezione di coloro che dicono la compagnia di 250 uomini essere troppo grossa, di difficile maneggio e condotta in guerra per essere comondat.a direttamente dal copitano. Rispondo subito che se il capitauo è egli solo res ponsabile, di fron te l"li superiori, dell'amministrazione, della disciplina, dell'istruzione e della condotta della propria compagnia sia c1uest.a piccola o grossa, non lo si deve più considerare solo nell'esercizio del comando quando egli ha a sµa disposizione quattro uffii:iali subalterni e 30 graduoti di trup pn, della cui intelligente cooperazione ha dovere e diritto di valersi. Ora vediamo :-e questa difficoltà di comando realmente esista coll'ac-crescere di 25 uomini la forza della compagnia. So consideriamo la compagnia in linea, sia di fronte che di fianco, l'aumento pn posto non dà al fronte stesso tale estensione da non poter essere comandato direllamente dal capitano; lo stesso si dica se la compagnia è in colonna, nel qual caso l'aumento è anche meno sensibile sia nel senso della fronte che della profondità. Se poi consideriamo la compagnia in ordine sparso allora l'aumento di pochi uomini non va più considerato uclla ~ola compagnia, ma nella compagnia suddivisi: nei suoi ~ plotoni, per cui questi in\'ece di manovrare e combattere con 55 uomini lo faranno con 62 , dietro la direzione del capitano, m.1 sotto il com:indo del loro capo-plotone, il quale non è da supporre dt:bba trovarsi imbarazzato nel comandare e dirigere 4O uomini io più od in meno nel suo plotone. Infine faccio notare che nell'ordine sparso al capitano spetta, anzichè il comando dirotto, la direzione della compagnia, la quale direzione è possibilissirmJ anche se la sua forza è di 250 uomini, mentre il comando diretto sarebbe in molti casi impossibile anche se la compagnia avesse solamente 200 uomini. Ma su questo stesso argomento non mancano al tre ragioni per dimostrare la convenienza di avere la cornpi,gnia di 250 anzichè di un numero minore di uomini. 1
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La tattica moderna ha dimostrato questo, che è ormai ;immesso in tutti gli eserciti d'Europa, che la vera unità tattica della fanteria è la compagnia e non più il battaglione, il quale invece è diventato ora la sua vera unità di manovra. La compagnia , innalzata alla dignità di unità tattica della fan· teria, non potrebbe con,servare questa sua qua-lità senza avere una forza puoporzionata al suo ufficio, senza, cioè raccogliere in sè stessa quel massimo numeuo d'uomini, che, coll'attuale ·modo di combattere, pnò essere so1:top0sto aI comando diretto di un s.olo. Questo massimo può essere, senzà inconvenienti di sorta di 250 uomini. . specialmente quando essa conta un sufficientP, numero di ufficiali e vi abbondano i graduati di truppa, come è il caso nostro. Quindi io concludo che la forza della compagnia in tempo di guerra. non dev'essere inferiore ai 250 uomfoi ed in queste argomento, in appoggio della.mia, posso mettere imrnnzi l'opinione del Magni, il quale nel suo libro dal modesto titolo Note per 11n 001·so di tattica trattando la questi0ne della forza da darsi all'unità tattica della fanteria che è la compagnia, cosi conclude: « Pare superfluo il· dire che queste forw dev'esse1:e sempre la massima; non tanto in causa deH'economia, quanto in causa del l'efficacia del comando ». · La compagnia di 250 uomini, oltre ad essere vantaggio.sa per le ragioni già dette, è anche con veniente per questo motivo ché, cioè le perdi te che essa subirà necessariamente per causa di malattie, ferite e morti dopo. pochi giorni di campagna, non ne scemeranno di tanto la forza da ridurla, · dopo breve tempo, a non poter più funzionar bene come unità tattica. Infatti la compagnia di 2.50 uomini, anche dopo un mese circa di cam- . pagna e qualche combattimento e senza dover subito ricorrere alla trupp:Y di complemento, conserverà ancora una forza di circa 200 uomini che èappunto la minima che, secondo il p~rere di molti' scrittori di arte mili~ tare, le si possa assegnare. · L'aveN invece la compag.nia molto al 1i sgtto dei 250 uomini al primoentrare in campagna porta alla conseguenza di averla dopo pochi giorni, per solo effetto delle malattie prescindendo dai combattimenti, al di sotto del limite mi!llimo éc1i dover, per tenerla in forza, troppo presto introdurvi, se pure sarainno disponibili, elementi poco solidi ed istruiti, quali sono dati in gene,rale daHa, truppa di' complemento. . • Infine l'eseffii~io degli altri eserciti d'Europa dovrebbe too-Jierci ooni, . . o ~ ~s1taz10ne nell'adott,1re il provvedimentò qui propugnato, il quale ha anche 11 vantaggio, di aumentare sensibilmente la forza dell'esercito senza richiedere aumento di quadri, il che porterebbe sempre ad una maggiore spesa.
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Fra i g-randi Stati europei l'Italia è la sola che abbia la .compagnia di 225 uom1ni; la Germania l'ha di 2.50, la Francia di 255,, J'.A,ustria.di 236e la J:lussi:à fin di 26,L Eppure nel determinare la forza Ja darsi al la compagnfa in tempo di: guerra parmi che uno Stato non possa non tener conto flel modo col quale la questione è stata risolta negli e,;erciti degli Stati vicini, coi quali può, trovarsi nella necessità di far guerra, poichè la questione <lolla forza della compagnia è inti mamente e necessnriame!lte legata cou quella della forzn dei corpi tattici maggiori. Infatti le compagnie piccole ci danno i bi,tta-glioni ed i reggimenti piccoli, e così le brigate e le divisioni . Siccome noi dobbiamo tener d'occhio specialmente i nostri vicini im :. mediati cioè: i Francesi e gli Austriaci, così risulta ancor più la necessità· di portare la nostra compagnia di guerra alla forza di 250 uomini .almeno .. Così facendo noi avremmo una certa qual rnperiorità numerica sulla compagnia austriaca ed una inferiorità di fronte alla francese non però tale da escludere affatto la possibilità di r.ombattere favorevolmente unità contro · unità. Gerarchia. - Toccando della gerarchia nell'eseroito austro-ungiinico h? notato come nella classe degli ufficiali generii li vi siano,~ gradi, invece· d1 3 come è d11 noi; cioè: Feldmarschall (Generale d'armata) ; Feldzeugmeister o general der cavallerie (G·euerale di artiglieria o di, cavalleria); . Feldmarschall-Lieutenant (Tenente Generale); · General-Major (Maggior Generale), Su questo argomento mi ricordo che anche da noi vi fu un momento. nel quale si pensò a creare un grado intermedio tra quello di tenente generale e qneJ.lo di generale d'esercito, al quale ultimo, secondo la nostra legge-sull'ordiri:imeoto, nessuno può essere promosso in tempo di pace. Questo nuovo grado doveva essere conferito ai generali che comandauoun corpo d'a1rmata, i quali, per la re:;tr.izione ora accennata, non possono esserere che tenenti generali al pad di quelli che comandano le divisioni ~ non hanno quindi su di questi, una vera super,iorità di grado ma solo di. impiego o di comando. · ~a. proposta, a cui ho accennato, fu fatta quando nel crea re la nuo va. pos1z1one deg.li ufficiali, che fu chiamata di servizio ausil iario, si avevo, 111 n!ente di ~pplicarla a tutti gli ufficiali indistintamente, compresi i tetenti generalt, che avessero raggiunto un dato limite di età. . Per effetto di una simile disposizione molti tenenti geneuali comandanti di corpo d'armata, qmmtunque capaci ancora di proseguire noi servizio-
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:attivo, avrebbero dovuto, con danno dell'esercito, passare inesorabilmente nella detta posizione di servizio ausiliario solo per aver r110-o'iunto quel dato limite di età. Ma quella legge fu invece appr.:>vata ed apépl icata senza com prendervi rruelta disposizione for:.-e troppoassolutl e draconiana, che avi:eb~_e privn_to l'ese~·cito delle s~1e più bell_e illustrazioni, dei suoi gene1/'a li ptu esperrmentntt che è suo in teressedt conservare in servizio attiro. Tolta C[llindi la ca usa per la quale si credeva necessario di i$tituire •questo grado intermedio, l-i credè tolta anche la covenien1.a per· non dire futil ità di 'JUest-0 nuovo grado. · Ora io sono d'avviso che, anche col la legge attuale sulla posizione di -servizio ausiliario, sia necessario nccrescere di uno i gradini delln 11ostrn gernrchia militare. Questo ci è irn po~to dall n presen te costi tuzione decrli eserciti necrli Stali 0 0 mi litari di primo ordine. Quando gli eserciti non erano così colossali come lo sono ora, il primo .Joro grande riparto normale era il corpo d'armata, al cui comando nella n?stra gerarchia ~ rrispondeva il generale d'e5ercito. Questo era quindi g1~s1amente considerato com_e il grado m:issimo al '{Ua le si potesse arrivarn; con ciò ri mane spiegata la disposizione per la quale era sta bilito che in tempo di pace nessuno potesse essere promosso a questo massimo grado della gerarchia . · · l\fa attualmente nei gro~si eserciti modern i ( e !aie de,·e considerarsi anche il no:;tro) al di :;opra dei corpi di arma ta vi souo normalmen1e nella formazione di guerra le armate, che comprendouo due o più corpi d'ar-· mala. Ora per ques10 nuovo e nece~sario massimo riparto di guerra delf ese_rcito manca nelln nostra gerarchia il grado corrispondente, grndo che . corr1spondereb~e ~ quello di geqerale d'esercii.o di una vol ta e pel quale ~olo, qualora venisse crento, si potrebbe contimrnre a lasc:ar snssi;;lere la disposizione che ad esso nessun generale possa pervenire in tempo di 'Pace. Senza la cre?.zione di un nuovo grado nella ger:irchia che cosa avver>n·bbe nel nostro eserci to in caso di guerra, ed al pri mo apri rsi delle osti·li1à, cioè al momento più critico, nel quale c' è bisogn·o della massima energia per parte di tutti pcl noto proverbio : chi ben comincia è o metà <lell'opera? Avverrebbe che noi avremmo tenenti genera li cornandauti di ,divisione, tenenti ~ nerali comandanti di corpo d'annota, tenenti generali ..comandanti di arr/.)ta ed infi ne un tenente generale comnndante supremo dell'esercito qualora non piacesse a .S . M. il Re (cioè che non è neppure ~ a pensarsi) di assumere egli stesso questo ufficio, che di tutti è il pitt .el_evnto che le costituzioni delle moderne monarchie rappreseutative riservrno al c.ipo dello Stato.
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A togliere questo grandissimo inconveniente di avere tanti generali di pari grado in ullìci o conrnndi tanto differenti per importanza è assolutamente necessario avere un nuovo grado, ('ioè quello a cui spetterebbeil comando di un corpo d'àrmata, conservando l'attuale grado di geucrale~·armata (i avece che di esercito) come è ora iuacce~sibile in tempo di pace, ma riservandolo per quei generali che in guerra a,,essero effetti11 a-mente ed abilmente comandnta un'armata. Anche èoll'istituzione del nuovo grado sussisterebbe ancora l'inconveniente di avere al primo apr;rsi della prima ca mpagna generali di pari grado al comando dei corpi d'armata e delle 11 rmate, ma l'i nconven iente sarebbe anzitutto ridotto in minori proporzioni e poi acqui sterebbe il ca~ rattere di inconveniente dirò così necessario, che può avere il suo lato, buono nel sen$o che non è conveni,mte, coll'innalzare uum ini ai gradi somm i della gerarchia in tempo di pace, vincolare il Governo, per non offenderne la suscetti bilità, nell:1 de,tiuazione dei com:indauti delle armate · e poi anche perchè non è forse ma le che il nome dei presunti comandanti, delle armate ste;se ri manga fì110 all'ultimo ignorato da chi non si vuole che lo sappia, sia nello StlltOche Hll'estero. ProYata dunque la necessi tà di un nuovo grado nella gerarchia, io proporrei che questo nuovo grado non fosse posto 111 sommo della medesima e nemmeno inserito nella classe degli ufficial i generali ma bensì in quella degli ulTiciali superiori. Proporrei quindi che si inserisse nella gerarchia un grado che, se non è am messo nella progressione clella subordinazione nè nella legge di ordinamento, pure già esistr ed è, si può dire, riconosciuto nella pratica e nelle nostre trad izioni militari, quello di Lrigadiere come grado massimo della classe degli ufficiali su peri ori. La nuova gerarchia proposta coi comandi corrispondenli sarebbe questa cominciando dall'alt·'> e per la parte che risulterelibe modifi cata: Uffi ·. r Generaled'armataodauchesolo9enerale(comand11nled'a rmata).crn l, Tenente generale (comandante di corpo d'armata). genera , •M11gg1.or genera 1e (C omandante e, . .oue) . 1. d.1v1s1 Brigadiere (comandante di brigata). Ufficiali Colonnello (comanJaute di reggimento). superiori Tenente colonn~ll o (comandante in 2° e di battaglione). ~foggiore (r,omandante di battaglione) . La ragione per la quale io ascrivo il comandante cl i brigata alla classe degli urficìali superiori, anzichè a quella dei generali, è questa che il titolo di generale, come pormi indicare la parola s!essa, compele solameu Le a . quegli che in pace ed io guerra conrnudn normalmente un'unilà composta delle tre armi od almeno di due (cioè uno generai ili di armi). Ora nel nostro .
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·esercito, come in generale in tutti gli eserciti europei, questa unità composta normal~ente Je~le .tre armi si ha solamente nella divisione; quindi non se~n.hram1 adatto ,I titolo di generale a quell'ufficiale che commida una unita per quanto,considerevole, ma di sola fanteria o di sola cavalleria. ~kool~er ag,l i ufficiali. - A:nche fa quistione del revoi V(:)r aoli ufficia li è ns~lta in Austria"'Ungh.eria, ~oièM tutti quelli delle armi a ;iedi fanno uso dt un revolver del cahbro dt mm . 9 più leggero di quello dP,lln truppa e cred~ anche ~he vengano. eserci!~tJ nel tiro a segno con quest'arma . . Anche da noi pare che sia neglt 10tendimenti del Ministro della o-uerra di provvetlere gli. ufficiali .tutti .di un revolver di prescrizione, poi;liè, se ·n?u erro, fu stanziato nel b1lanc10 una somm:i per acquisto O fabhrieazione ·d1 ·revolver ~er gli. uf?ciali. Ma come si vede, fino ad ora siamo nel solo -cam~o delle 1Ut~nz1on1e la que:;tione, che pur sembrami tanto importante, ~o~ ~ nncora risolta, mentre è cosa dn non lasciarsi all'arbitrio degli uf· .hciah, come pare si pratichi da noi, quella di pot.ere o non in o-ue~rn far . uso del revolver. <:>
..Conclusione. Qui il .~io modesto lavoro sarell'be fin ito se dall'esame fatto dell'ordina·m~nto militare a~1stro-ungarico io non mi sentissi quasi irresistibilmente ·spm~o ~d arffront~re, indottovi in parte dall'esempio aus~riaco, un'altra _fraviss1~a qnesuon~,. e ad affr~nta.rl? pel desiderio vi1' issimo che provo 1 ~ me dt vede:e al prn presto I Ital,1a nostra raggiungere quello Stato militare che le st add1ce quale potenz:i di 1o ordine. . . ,, L'It~lia è una delle grandi potenze d'Europa , ma, se lasciamo fuori la che pure nell'ultima :5o-uerra ha' dimostr·•to d',( essere i:incora e dI urch,a . , ( n · a'.vero una grande potenza, è l'ultim·a tra di esse per numero di popolazione. .
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~ppure,_ad onta di quest~ sua inferioritù, essa dEwe poter trattare da part a pnri colle altre grandi potenze e mettersi quindi in condizioni «ali d11 poter ~nelle lottar~ da pari a pari ossia òa sola a sola contro una qua . ·lun/rue d1 esse e specralmeute contro quelle che la toccano da vicino. E questo u.n problema insolubile od impossibile'? · Io credo d1 no; e la M._a soluzione io la trovo nell'adozione di c1uesto concetto· · u l-ti·J.J e · , .. . ·. l'It.~ tw., ;r1, del.le grandi.potenze, deve comportarsi nelle ose mih~m i come la Prussia quando era essa l'1tltima delle grandi .P?ten.z~ d Eitr?~a .. E si noti che per numero di popolazione noi ci troviamo m cond1z1on1 assai superiori della Prussia d'al lora .
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Quest'ultima prima del ·I 866 con una popolazione che era'la metà circa di quella del!' Austria e deJl.a Francia aveva un ordinamento militare che le permeueva di mettere in campo un esercito non inferiore per numero a _quello di questi due Stati e che si dimostrò assai superiore ad entrambi per qualità . La Prussia giunse a questo risultato coll'aver adottato il fucile a retro· carica, quando negli altri eserciti europei esso era stato giudieato unanimemente un gìuocattolo, ed i grossi contingenti annui colla perrnaneuza sotto le armi di soli a anni, mentre negli altri esereiti era di 5 e fors'au0he di 8. Con questi due mez-zi la Prussia si trovò nel 1866 con un esercito tale che gl i avvenimenti di quell'anno dimos~rarono avrebbe potuto anche da solo, senza l'alleanza dell'Italia ( almeno questo è il mio avv:iso) battere l'esercito austriaco, come infatti ne v.inse il maggior nerbo rinforzato dai Sassoni in Boemia, sba·ragliando contemporaneamente gli altri m:inori eserciti,della confedera~ione(Assiani, Arnoveresi, Badesi , Bava.resi, Vurlembe1:ghesi). M4'ta t:i:s mutandis, io•propongnoche l'Italia imiti l'esempio dellaPrussia. Circa l'armamento gli odierni eserciti europei sono tutti dotati di armi che presso a poco si equivalgouo; quin,li sotto questo rispetto l'Italia non potrebbe avere per sè il van~aggio di un'arma più micidiale in confronto degli alt-ri eserciti, a meno che non fosse la più solleGita ad adottare il fucile a ri.petizione, che da alcuni, a1 quali del resto non so dar torto,' è proclamato il fuci;Je clell'avveuire. Circa alla ferma sotto le anni noi dobbimno imitare la Prussia in questo senso che, avendo quasi tutti gli eserciti, che sono superiori al nostro per numero, adottato la ferma di tre anni, noi dobbiamo far sparire per quauto è pos~ibile la n0stra grande inferiori.ti.I numerica di fronte ad essi, collo incorporare tutti, senza distinzione, gli abili al servizio 11ìducendo al mipimo la forma allo scopo di non aggravare eccessivamente il bilancio della guerra. In conclusione io propongo che la ferma sotto le armi per la fouteria, che rappresenta i tre quarti e forse più della forza totale del nostro esercito, sia ridotta a 2.4 mesi (dico 2,1: mesi e non 2 anni perchè ci tengo che la ferma sotto le iirmi sia espressa a mesi e non più ad anni) e che tutti i disponibili, fatta solo eccezione, per quelli che ora sono assegnati a.Ila 3a categoria, siano chiamati sotto le armi con egual obbligo e durata di ser::. · vizio. Per la Gavalleria ed anche per l'artiglieria io riconosco necessaria una più lunga permanenza sotto le armi ( cioè di 30-36 o 40 mesi a seconda dell'arma) ed appunto per questo io le lascio in disparte nella presente discussione .
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Io sono d'avviso che 24. mesi di servizio sono sufficenti a dare al soldato l'istruzione militare ed ai corpi del!' esercito quella coesione, compatezza, solidità che sono pure i requisiti indispensabili di una truppa e per conseguire i quali è uecessnria appunto una più o meno lunga permanenza degli uomini sotto le armi. CirCR l'istruzione nou credo di trovare oppositori alla mia osservazione: due anni passati sotto le armi sono bastanti a dare al soldato ed al caporale l'igtruzione militare che loro è necessaria, pnrchè, ben inteso, si:mo bene ed utilmente impiegati. - Qui non si tratterebbe altro infine ch e cli fare regola quella che ora è eccezione, poichè ~oche al presente noi abbiamo una parte del contingente assegnato alla fanteria coll'obbligo di soli due anni di servizio sotto le armi. Bisogna però che nei due anni di servizio il soldato, oltre ad imparar.3 teoricamente e praticamente il suo mestiere, sia fatto passare, per quanto è fattibile e concesso, per tutte quelle cornlizioni e peripezie in cui potr~ trovarsi in vera guerra; mettere e levare campo colla massima prestezza, dormire sotto la tenda, far lunghe marcie in pieno assetto di guerra in qualuque ora e stagione, insomma nbi'L uarlo alle fatiche ed alle privazioni e talvolta anche alle sofferenze d1e sono inerenti alla vita militare specialmente nello stato di guerra. Tutto questo si può ottenere in due anni ; non vedo quindi-il motivo di tenere il soldato di fanteria sotto le armi per un tempo maggiore, tanto più che al giorno d'oggi deve entrare come complemento normale, uti'lissimo ed indispensabile dell' istruzione militare il richiamo periodico alle armi dei congedati; richiamo che deve essere imposto per legge, nè faci lmente rimandato, perchè esso è il miglior correttivò, se così piace chiamarlo, della breve permanenza sotto le armi. Questo rich iamo deve essere per breve tempo I)er non ao-11ravare cli ov troppo il bilancio ma sopratutto per poter esigere dai richiamati il massimo sforzo e la massima buona volontà nel poco tempo concesso per rifare la loro istruzione. Questa poi dev'essere fatta senza alcuna pedanteria, senza ricominciare dall'abbici (il che deprime l'amor proprio dei richiamati) ma partendo dal supposto che essi abbiano nulla dimenticato per sottoporli subito ad un lavoro continuato ed anche alle maggiori fatiche allo scopo di far loro riacquistare prontamente la tempera militare, la piena fiducia nelle proprie forze e dimostrare cosi la loro perfetta atti· . tudine a riprendere il servizio ed a sopportarne le fatiche. Se due anni bastano per l'istruzione del soldaLO, parmi poter dimostrare che devono anche bastare per dare coesione, solidità ai corpi del.. l'P,,;ercito cioè 11i battaglioni, ai reggimenti .
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Da che cosa deriva in special modo questa coe$ionc, questa solidità? Dalla vita in comune cui sono obblig.iti i soldati , dalla conoscenza e fiducia reciproca tra eguali e tra superiori ed inferiori che ne sono fa conseguenza. Ora due anni passati insieme da soldato di una · stessa compagnia in caserma, ai campi, nelle marce, sotto le intemperi<~ e talvolta davanti 111 pericolo devono, a mio avviso, bastare a far acquistare quella tal conoscenza, fiducia, amicizia reciproca, quella solidarietà, da cu i nasce lo spirito di corpo, che è il fattore primo della solidità. Fate che i soldati siano il più possibile riuniti nel reggimento, riel battaglione e non dispersi iu piccoli e lontani distaccamenti come avviene di molti corpi, i cui soldati durante la ferma non hanno mai visto il loro reggimento riunito, ad allora questa solidità si estenderi1 con sommo van· taggio al battaglione, al reggimento. Però anche solo limitata alle compagnie credo si possa accontentarsi dalla coesione morale risultante dalla conoscenza reciproca di '.z anni, poìchè le compagnie solide fanno solidi i battaglioni e questi i reggi menti. D'altra parte, qualunque sia la durata della ferma so·tto le armi, non si vorrà pretendere, ne si crederà necessario che ogni singolo soldato conosca personalmente, intimamente tutti i suoi colleghi del reo-11imento od anche solo del battagl ione per poter dire che il reggimento, che il battaglione sono solidi. A me basta la solidità delle compagnie e per ottenere questa credo sufficiente due anni di servizio, purchè, lo ripeto, bene impiegati allo scopo di far nascere questa suprema qualità che deve avere un esercìto. · Ma qui sento affacciarmisi una grave obbiezione, alla quale bi$ogna pur rispondere. Si dice: con due anni di ferma si potrà fare l'istruzione del soldato, ottenere anche una relativa compatezza nell:i massa, ma e l'educazione? · Eccola qui la gran parola: bisogna distinguere tra istruzione ed educazione. Sicuro, c'è una grandissima differenz~ nel significato di queste due parole, tanto è vero che un soldato può essere istruitissimo e non per tanto essere un pessimo soldato. · Però importa assai qui il precisare il valore delle parole. Riguardo all'istruzione non c'è difficoltà. È ,istruito quel soldato d1econosce perfet~amente tutto quanto lo riguarda e sa applicarlo in ogni evenienza. Qual è invece il soldato educato mi litarmènte? Qui può esservi equivoco o diverso modo d'interpretare Ceduc11zione. Per soldato edtwato io intendo que!lo che, conoscendo. i suoi doveri, ha l'animo disposto ad adempirli tutti e sempre a costo di qualsiasi ~acrifizio, compreso quello supremo t;;
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della vita. S0ldat0 militarmente educato è quello che sopporta di buon animo qualsiasi fatica e disagio; che è sempre pr?nt_o ai c_euni o comandi dei suoi superiori, che affronta virilmente quals1as1 pericolo, persuaso che nel far tutto questo non fa che adempire il suo dovere. . L'istruzione mira «· .1d abilitare ciascuno ad adempire il meglio possibile l'incarico che gli è affidato; per essa l'autqrità del superiore si impone più facile e più ferma e l'obbedienza dei subordinati viene più pr?nta e più int.era » (Regolamento di -disèiplina. art. 8); ma è solo l'educaz10_ne quella che rende proficua, efficace l'istruzione. Un soldato a mo' d'esemp1~, può conoscere a menadito le regole·di puntamento ed esser~ anche_un_t1~ ratore scelto ma se davanti al nemico ~ pusillanime e vile e qumd1 s1 appiatta o fu gge, a che vale tutta la sua istruzione, t~tta la sua abil!t~ ~el tiro·? L'educazione dunque non è già, come l'istruz10ne, una qnalJta mtellettuale che con maggiore o minortempo ed insistenza si può far acquist:ire anche al solda!o più zotico, ma è una vera qualità del cuore, una disposizione' d'animo, in una parola una virtù. Ora la virtù ~i pot:rà hens~ cercare di eccitarla coll'esempio ed anche colla parola, ma sl ugge ad ogni controllo; parlo di quella virtù· che si richiede in guerr~ e sul campo ~i ·battaglia; molto meno poi è possibile fissare un limite di te~1p_o, d~po li quale si possa presumere di aver io fu so nel soldato questa v1rtu dell educazione. II coscritto che viene sotto le armi colla buona disposizione d'animo di fare il suo dovei-e, si pnò dire educato militarmente fin dal primo giorno del suo senriiio e solo rrli manca l'istruzione perchè-l'educazione dia tutti i suoi buoni frutti. Qu!Jlo al contrario che vi viene con disposizione d'animo opposta, potrà stare sotto· le armi anche dieci anni e ,forse ~100 sarà mai educato nel genso che noi vogliamo dare alla parola e forse !orse non forit che diventare sempre peggiore soldato. L'educazione militare che si dà al soldato non può quindi avere altro scopo che di eccitare, con~ervare e rinfo_rzare i buoni sentimenti in coloro . che li hanno buonioppurenèbuoni nè cattivi (che sono i più); pei tristi, insensibili o ribelli alle predfohe morali ; vale una ferrea disciplina e la . severità dei càstighi . . Dunque, pur ammettendo l'impo.rtanza n:assima del_!~ educazion_e, . io esprimo il mio convincimento che cwè non s1 P?ssa stab,h~e ness?u hm~te di tempo nè luogo nè breve pe1· aver la semplice presunzione d1 aver m· fn so la educazione al soldato. Panni quindi di poter anche sostenere che nei fis:;are il tempo da passarsi d:i I soldato sotto le armi non si possa prendere come criterio q~1ello dell'educazione, ma se~plicemente quello del_l'istruzione da darsi al soldato, pur ammettendo ancora che durante 11 tempo richiesto per questa non si debba trascurare la prima. 1
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So bene ~J~e alla questione della ferma sotto le armi va connessa quella del reclutamento dei quadri .di truppa e specialmente dei caporali, ma questa, per quanto importante, non è tale da essere insolubile anche colla riduzione proposta; infine poi essa è sempre secondaria di fronte a quella per noi capitale ed essenzialissima di aumentare d'assai la forza numerica· del nostro esercito di 1• linea. Ma non 'ba:-ta la riduzione della ferma per tutta la fanteria colla sop- · pressione deUa 2.• categoria; io sono d'avviso che sia necessaria ancora una riduzione assai sensibile nella durata totale del servizio militare. Comprendo i grossi contingenti annui colle ferme brevi che ne sono la necessaria inevitabile conseguenza; ma ferma .breve sotto le armi con durata totale di servizio sproporzionato mi semb~ano due termini in opposizione. Io dichiaro francamente che il tenere vincolata al servizio tutta la po· polazione militare delio Stato fino al 39° anno compiuto, colla persuasione di potere da tanta massa d'uomini, inscritti su qualche migliaio di grossi volumi, trarne un impiego utile e reale in tempo di guerra, mi'è sempre parsa .una solenne utopia anzichè cosa pratica ed attuabile. A me sembra che con ·12. classi composte di tutti i giovani atti alle armi ed egualmente istruite, anche lasciando affatto liberi quel li che, :;econdo la nostra legge attuale sul reclutamento, hanno diritto all'esenzione, l'Italia provvederebbe efficacemente e dirò anche esuberanternente alla propria difesa. Qualora poi si volesse co'utinuare a mantenere quella che ora chiamasi 3• categoria, allora parmi ché basterebbero dieci classi poichè, con 10 di tali classi di 3' categoria ed una sola di. quelle , che h:mno servito nell'esercito permanente (cioè la ·I o· l_a più anziann ), si avrebbe una più che sufficiente milizia territoriale. Noi abbiamo infatti ogni anno un numero di giovani atti alle armi che oscilla tra i HO e i ·120 mila, senza tener conto di quelh che hanno di 0 riuo all'esenzione, e che passano direttamente alla milizia territoriale. Ammes~e pure tutte le perdite possibili ed immaginabili durante il servizio ed il congedo, 12 di dette classi devono sempre contare ctlrneno almeno un milione d'uomini. Ora un milione di veri soldati per il nostro S.tato, che non arriva ancora a 30 milioni di abitanti, rappresentauo più del 3 per 100 della popolazione e costituiscono quindi il massimo che possa fare per la propria difesa. Il voler averne"di più non è altro, a mio avviso, che ingombrare di nomi inutilmente un maggior numero di registri ed occupare senza frutto un maggior numero di impiegati per tenerli al corrente. Con un milione d'uomini, quali si possono avere abbondantemente con -12. classi di leva, l'Italia può costituire i suoi tre eserciti di ·I', ~· e 3' linea quali $i richiedono dalle èsigenze della guerra moderna.
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Le prime 6 clttssi darebbero l'esercito. di~ a linea, la cuì forza effettiva compre~i gli ufficiali e gli uomini con ferma permanente, saFebbe di 600000 uomini; le treelassi successivequello di 2atinea di circa 300000, uomini; le uhinie tre classi finalmente q-uello di 3' linea o miliziii territoriale, la cui fonza è sufficiente che si accosti ai 200000 nomini. Un esercito di 1' linea di 600000 uomini, colla valida protezione che ci offrono le Alpi, baste11ebbe da solo_a garantirci da un'aggressione per parte di qualsiasi dei nostri vicini; lo stesso esercito, sostenuto immedia · tamente dalla milizia mobile (relativamente assai giov,ane e con pochi ammogliati) ed appoggiato da una potente marina mil1itare ci permetterebbe di ·preudere anche l'offensiva o }a controffensiva se ne fosse il caso. Il sistema qui proposto offrirebbe il vantaggio di darci un esercito di ,1• linea numeroso e composto di giovani in cui entrerebbero in minima parte gli ammogliati, poichè i più vecchi avrebbero solo 26 anni. _Ed a questo proposito io crederei anche conveniente, mentre non sa- · rebbe punto dannoso, di proibire ai militari in congedo di contrarre matrimonio prima di aver compiuto il 25° anno, che è appunto l'età fino alla quale il giovane, secondo il nostro codice civile, è vincolato al con. senso paterno per Qmmogliarsi. Anche la milizia mobile od esercito di 2• linea darebbe con questo si. sterna elementi più adatti alla guerra campale, perchè assai più giovani di quelli che ci offre al presente e quindi non sarebbero così numerosi, come lo sono ora, gli ammogliati ed i padri di famiglia. Infine anche la milizia territoFfale, senza essere ecces_sivamente numerosa, ma inadoperabile .come è attualmente, darebbe una forza sufficeute al suo scopo, che è quello di rendere disponibili Feserciio di 1a e 2• linea presidiando le città e le fortezze e mantenendo l'ordine all'interno, al che è più che bastante una forza di 200000 uomini circa, ~he è quella appunto che teniamo normalmente sul piede di pace. Ed anche a proposito di milizia territoriale non bisogna forsi delle illusioni. Essa ci vuole per gli scopi anzidetti; ma non dimentichiamo che le guerre, s_opratutto al giorno d'oggi, si'vincono o si perdono coll'esercito di ,1• linea. Siate vincitori e vedrete che nessuno penserà a turbare l'ordine all'interno, poichè la vittoria esercita tal fascino sulle popolazioni da far loro tolle1:are anche la tirannide e fin la servitù. Sono le disfattequelle che provocano i disordini e ciò che è peggio le interne 11ivoluzioni . Nè si speri che, dopo due o tre sconfitte patite dall'esercito di 1• linea si possa, coll'intervento della milizia mobile e molto meno della tenitoriale, ristabilire l'equilibrio delle forze e riacquistare la speranza di volgere in proprio favore l'avversa fortuna. 1
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sarebbe sperare in un miracolo. Dirò di più: guai a quell'esercito che ha la peggio nel primo scontro di qualche importanza; esso è a metà perduto. Dunque per la vittoria bisogna contare esclusivamente sull'esercito di 1' linea e fortunato quello Stato che potrà ave-i'lo tutto quanto in linea fin dal primo momento. La milizia mobile gli terrà dietro immediatamente per occupare il territorio conquistato, concorrere agli assedi ~ fors'anche in parte alle battaglie campali che :;nccederanno dopo i primi scontri fortunati. Se l'esercito è vittorioso la milizia territoriale avrà ben poco tla fare e da temere; se invece ffUello è disfatto c'è poco eia speraì'e tiella J'nilizià stessa, mentre d'altra parte cl potreblJ'e essEre da temere fòrse che éssa possa diventare facil e strumento in mano di agitatori, che dei disastri della patria approfittano per far prevalere le loro teorie e aggravarne i mali colle interne rivoluzioni. Informi la Francia del ·1870, che ne'suoi mobiles, mo/)'i,lisés e -mol>lots non ha trovato la sua salvezza, ma bensì i primi germi della .comune, la quale fu tanto disàstrosa a quel p:iese ~uanto lo guerra stessa sostenuta collo straniero, almeno per la lunga e non ancor cessata sequela di odii e di rancori implacabili che essa ha suscitata fra le classi sociali ed i partiti di quella nazione. · · Nè si speri moho meno, col p1'utrarre la lotta sfortunata, di dar tempo a qualche potenza amica di intervenire colle armi in nostro favore. Guai .ai vinti! la loro causa è da tutti aboandonata e se qualcuno . interviene lo fa solamente coi buoni uffici, colla mediazione, non colle armi. Questa è la veri ti,, la dura verità! Ecome potrebbe essere diversamente, se chi si fà .alleato di un esercito già in tutto od in gran parte moralmente e materialmente disfatto non può contare che sulle proprie sue forze e ben poco -0 nulla su quelle dell'amico già prostrato; mentre d'altra parte sa di doter affrontare un esercito fatto baldanioso per le recenti vittorie? Ma torniamo in argomento. L'aver l'ésercito permane_nte composto di ,6 classi con ferma di 2 anni ·oet la fanteria anzichè di 8 classi con ferma <li 3, come è attualmente, off~e il vahtaggio: indip·enct'erttemenre dal ri~hiamo alle armi di ogni classe dopo due o tre anni di congedo, di avere la classe più anziana meno disavvezza dalle armi perchè congedata da soli ,i anni, méntre lo è da 5 Còl sisteriill a1ttùàle: Quindi un solo richiamo alle armi per istruzione fatto nèl 4- o nel 5° .anno della durata totàle. del servizio, che sarèblJe di 12; basterebbe a darci tut-ta la popdlazione militare dello Stato sufficientemente ed ugùalmeme istruita e militarizzata senza dover pen$are, nè spendere ancora, per istruire alcune migliaia d'uomini di 2' o di 3' categoria con poco o 0
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nessun profitto per l'e$ercit.o e con grave danno pei corpi allivi, ai quali è affidata per solito tale istruzior.e nel momento in cui più difettano di fo rza e di quadri rii truppa, cioè quando la classe anziana è congedata e 111 nuova non ancor venuta sotto le armi. Alcuno potrà osservare che il sistema rla me vagheggiato non provvede alle truppe di complemen to. Rispondo che rl naturale complemento di un esercito in guerra dev'essere costitutito colla chiamnta antici pllta di una classe di leva . D'altra parte un sistem a militare che non lnscia senza sufficeute istruzione neppure un solo· nomo di quelli vincolati al servizio non può avet' altro complemento all'infuori di quello da me or ora accennato, poiché, se così è permesso di esprimermi, esso è tutto un complemento a se :;;tesso . Questa parola truppa dicomplemento, se non trovata è però mol to usl.lfrui ta specialmente do noi Italia ni per giustifi care in certo qual modo il poco o nessun impiego di qual,çhe centinaia di migliaia d' uomini , che, ascritti alla 2• categoria, passano tutto il loro tempo alle case loro con poca o nessuna istruzione militare, cosicchè l' obbligo del servizio, che giustizia vorrebbe gravitasse egualmentè su tutti gl i idonei si risolve peressi in una vana par()la, mentre tutto il peso ed il tributo del vP,ro servizio mili tare in pace ed in guerra gravita esclusivamente su quelli clrn dalla cieca sorte furono assegnati alla 1• categoria . Quindi anche sotto il rispetto dell'equitlt l'abolizione della :zacategoria e l'adoz ione di una categoria unica con egual obbligo e durnta di servizio per tutti sarebbe un, o'maggiò reso alla giustizia distributiva, alla quale sola e non alla sortedovrebbe spett11ré di equiparare il più grave ed il più sacro tri buto che mai si possa imporre ai ci ttadini. Infine ripeterò ciò di cni mi sono già occupato superiormente; per non 3ver troppo presto bisogno di trupp11 di complemento bisogna portare la. forza della compagnia di guerra a 250 uomi ni almeno. Ora mi è d'uopo risol vere un'ul tima difficoltà che potrebbe essere opposta a questo sistema della categoria uni'ca con soli due anni di ferma, sotto le armi per la fanteria, come cioè provvedere al licenziamento di nua classe per fine di ferma senza riman·ere per alcun tem po con una clas$esola disponibile sotto le armi (il che sarebbe poco) e senza averne contempora neamente tre, cioè le due istruite e la nuova rla·istruire, il che sarebbetroppo e troppo gravoso pel bilancio. A.cl eliminare affauo questa difficoltà, senza ricorrere a ri pieghi che sono, lesivi della giustizia oltre che di danno alla discipli na ed allo spirito milita re, qual i sa rebbero i congedi an tici pati per nna parte soltonto dell n, classe, si propone che tanto il licenziamento della classe anziana, come la,
si facciano in due volto. Cosi ad. esempio nll~ chiamata della nuova leva . t· . cn mpi e le .,rand1 manovre, s1 · è ppena termma 11 -" o . I . ~na e si chiamerebbe alle metà di settembre, c10 a . . d la met·1 del In casse anzi" invierebbe in couge o • 1 ' metà della classe di levo. Dopo clue mesi armi contemporaneamente a . . . n nd essere in .,rnclo di ;_)restar . d q ie·ta u\uma com1nc1« " o . circa, ossin quan o ' ~ , . I b I' t•r·' met~ della classe anziana e. ~1 · · 1 · J conz1ere l <' a • " " ' sen•izio t.erritorrn e, s1 i , • 1 Il ·la·s" nuova È poi naturale <·,he . · la 2• meu lo a c , "·" '· . . . . . MQO'ed"meoti successivi s1 oschiamerebbe ali e a1 m1 , . . · . · · to 1111esto turno pet vv o " una volta incom incia . :• . . , d per primi i [)rimi stati ch1amat1 , I di wv1are in con"e O serverebbe la rego a . . . t>cla~se verr~bbero a passare un egua1 cosicchè tutti gli uom1111 d1 una stessa ' .. tempo sotto le armi. . a che la 2• metà della classe sin Torna inutile insistere sulla conv~mcnz, ·1i ' non nel ccore doli' in., d' della fine di novem re e . chiamata non piu to r t . . I .. ·cono·c·1utn ed ammesse dnl nu. · ·., en c 1e "'à n ~ " verno anzitutto per rag10n1 101 i l'ol ra(l'·ione non meno importante , ma :mche per a tra ' o . nistero deIl a gnerrn, ' ' . ·t '.\\l'aprirsi della bella stagt0no di avere In nuova classe abbastanza.1strm a , ' . , , a condurre m cam11ngna. da poterla ali occonenz, ndo armi avere a sufficienza chiaDa tutto quanto sono vennto espo·n1~ c~lle l' Italia secondo il mio av• . • · C.'\ \o s~to m1 1ta re •• . . rito il mio pensiero c1r . ·1 . , ·ollecitnmeote possibile e circa i1 0 ere 1 prn :, . d 1· raa< ,11m ' . . . · viso • eve cercare 11b1lanc10 . f 1 ,, .·ot> . , o senza ao-aravare eccess·iv"mente " modo da tenersi per ~1i iva1\ i , . .· °''° I da poter competere con quello e senza rinunciare dt avere un esercito ta e .d a· St11ti che e:;sa ha a contatto. , . almeno de1 ue gran i , . . d I bisoo-nerà aumentare ancora t Per mandare ad effetto questo i e: e ; rzione 1':irticrlieri11 e sopr::tquadri del nost~o esercito, ~ccrescer::\: ~;;: :,l;re propost! nè entrare in tutto la ca,•aller10; ma (I me non ~.1; . con 11nimo retto di soldato e di paminuti particolari. Ho esposto un t ea . { triota. Provideanl con.m /e.ç. Ora depongo a .penna.
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Capi tano
A NTONIO MAzZOLENl
Aiutan!e di campo della brigata Modena -
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RUSSIA. I vari ram,I di servizio del ministero della guerra pel 1883 (DesunLo dall'ultimo resoconto (t) uffi cialo russo)
Stato maggiore. - Al 1° gennaio 188<i si avevano nelle truppe regolari 30889 (2) ufficiali (generali, superiori e inferiori), e 798908 (3) uomini di truppa: cifre, le quali confrontate cogli stati organici stabiliti, dànno un eccedenza di 382 ufficiali e 35487 uomini . Tra i movimenti di maggior importanza avvenuti clu.rante l'anno 1~83 si nota: 1239 ufficiali e •I 75240 uomini passati ed ascritti al complemento dell'esercito.
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Le perdite fra gli ufficiali fu;ono compensate: colla promozione a sottotenente di 4367 podpraporstscik ( alfi ere di fanteria) e etandart-yunker (alfiere di cavalleria), o di 780 allievi degli stabilimenti d'educazione militare; e col richiamo in servizio di 101 ufficiali di complemento ~ di 72 dall'aspettativa. Le perdite della truppa furono bilanciate colla chiam:ita (1 O•) del contingente annuo di leva, fi ss:ito dal Senato a 24 8000 uomini. Di questi, 190005 rappresentano il contingente no1·male, stabilito in base alle ferme di 5 o 6 anni da ripartirsi fra l'esercito, la flotta e le guardie con fin ali (pogranicnaia stragia); 28000 il contingente di complemento temporaneo, versato in più fra i corpi di fanteria e artiglieria montata. Delle 218000 reclute: 99ii0 vennero assegnate alla guardia, 186868 all e truppe dei granatieri e non della guardia (armiei-skiia) delle circoscrizioni d'Europa e del Caucaso, H5rn alle circoscrizioni doli' Asia, H03 alla llotta, 2273 alle guardie di confine. Furono chiam:iti per concorrere al sorteggio 835,1.21 giovani nati nel 1872. Di questi, ,i-36092 ebbero la dispensa per ragioni di famiglia (dispense di ~ a, 2• e 3• categoria). Del contingente fissato (218 uomini) ,2 1i •I 33 vennero ascriLLi al servizio attivo, 1,i.03 al complemento (congedo illimitato) dell'esercito, 88 al com · plemento della flotta, 334 calcolaronsi con quitan za, 204-5 renitenti. Assegnnti alla milizia nazionale (òpolceniìe) M26<l9 individui.
30 •1i battaglioni Genio . . . 22 parchi 6 compagnie.
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Totale . . 66'2H9 uomm,. Durante l'anno 1883 ebbero luogo nell'esercito le seguenti modifica:zioni e adozioni principali: . . 4ò I reggimenti cavalleria della guardia _e d_ella linea, .dopo '. campi, ,da 4 squadroni furono portati a 6 squadroni, nducend? in pari tempo provvisoriamente la forza dei plotoni da 16_a 12 ~le (r~ad). . 2° Gli squadroni di complemento dei regg1ment1 cavallerw della guardia e della linea furono trasformati in s~zìoni (o~dielenù~) co~ po~ nenti 18 quad,'i cavalleria di complemento, c1oò 9 brigate cavalleria d, .complemento. . .. 3° Fu decretato che dal 1885 in poi non più una d1V1s1one per -0guuno· dei 2 reggimi::nti cosaccbi del Don della guardia restasse in servizio permanente ma bensì tutti e due i reggimenti. t l' ~ 0 Indipendentemente dall' invio in di.<Jpo_n,bitità, (~vv.enuto. _ a~n~ precedente) di 5 reggimenti cosacchi del Don (mcorporat1 nelle div1s1on1
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(l ) Pel resoconto prccedont~ (1882) V. Rivista militare italiana, mese di marzo l885 (:!) Sui ruoli dello stai-O maggiore figurano inoltre 864 u fficiali insigniti di varie caricl\C J>rcsso l'ammi nistrazione civilo deilo Stato, 128 ufficiali se01.a cariche e ascri tti alle truppe di complemento (sapas) e 159 ufficiali ascritti ai battaglioni cacciaLori della Finlandia. (3) Fra cni 6882 volontari condizionati. Olt re a ciò sui ruoli del tss, flguravano 1165! individui non atti al servizio militare.
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Degli ascritti al servizio :ittivo, 162783 erano :m~lfobeti. . Dei 798908 uomini di truppa a ruolo al 1° gennaio 188i nsultavano: nella fanteria . 591i81 uomini » cavalleria 73i 18 » 798908 • artiglieria 1 ·I OM9 » nel genio. 23i60 » Di cui : nelle trnppe attive . 585172 uominil » di riserva . . 77277 » 75652 2 76812 (·I)>> 4( ) • " locnli • » di complemento n263 » Relativar~ente all'armn (truppe attive e di riserva) si a_veva: Fanteria . . . 954- battagljoni 506796 uomini, ossia 76,51 ¾ Cavalleria . . 330 (3) squadroni 56630 » 8, 55 °lo 367 batterie )) H,81P/o Jl Artiglieria 163i pezzi 785'7 57 Il,. parchi
(l) Compro:;avi l'artiglieria da fortezza . . . . . . (2) t ,1.23a4 individui manca nLi nguravano incorporati, noi servm complementan, gen·
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darmi, stabilimcnli e comand i militari ecc. . .. , (3J Compresi vi :t sotnio a cavallo dell' Ussar-!'lotìzi l.O~ sc111adroni PIU dell ann~ prc-c-edente, dovuti alla t rasrormazione dei reggimen~i cavaller ia da 4 a 6 squadroni.
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di cavallerja), un reggimento cosacchi d'. Orembu.rgo fu incorporato nella, 12n divisione cavalleria e una batteria cosacchi fu destinata al servizio dei confini cosacchi. I reggimenti di cavalleria irregolare furono provvednti di dotazione di pirocsilina, da trainarsi a basto. Fu stabilito che nei reggimenti cosacchi della guardia e ·della linea fos:,ero armati· dì J:mcia soltanto gli uomini di 1• riga. 5° NeIJa circoscrizione di Odessa venne costituita una brigata zappatori (5") di 3 battaglioni zappatori, 1 battaglione pontieri, 3 parchi telegra fici e 1 parco del genio da campo; venne formata ad Odessa una compagnia zappatori; contemporaneàmente gli 8 parchi telegrafici (da ,1oo, verste) (1) esistenti nelle anti·che 4- brigate za·ppatori furono . portati a '12 (da 65 verste); fu soppresso l'arsenale del genio di Krostadt e forma ta ivi una compagnia torpedinieri. 6° Si formò la 2• brig:ita caçciatori della Siberia orientale, per mezzotrasform3zioni di unità locali, e si costituì la 4,a batteria da montagna della Siberia orientai~. · 7° Nel Caucaso si diede eompimento alla t~asformazione delle truppe ·locali. Altre disposiz ioni intese a perfezionare l'ordinamento dell'esercito territori:ile ·e a ridurre le spese: incorpor:izione della ·I 9•, 20" e 2•1 divisione·· fanteria e relativa i-rtiglieria nel ·I O e 2° corpo d'armata del Caucaso e riunione dei ,i, reggimenti d_ragoni delle divisioni cavalleria del Caucaso (P, 2• e 3a) in una divisione; trasformazione del reggimento montato irregolare de Kutais in una divisione montata irregolare del Kutais; soppressione di 2 sotnie dall'organico della milizia del Terek, dell'arsenale del genio d.i Dioaburg, dell'3rtiglieria da fortezza di Nik.olaievsk ( coman~oe 3 battaglioni); formazione dell'artiglieria da fortezza di Ociakov (comaud·o e 2 battaglioni) .'. Per effetto delle riforme organiche avvenute durante il 1883 si ebbe una diminuzione di 17 generali e 4-03 funzionari, e un aumento di 1 /~3ufficiali superiori ed inferiori, di ì989 uomini di truppa e /~120 cavalli . Nell'Asia una commissione incaricata di studiare le condizioni poli~iche e mil itari delle regioni limitrofe al grande Oceano e provincia del Pri=Amur stabiliva di creare un governatorato ·del Pri-Amur, composto del'le tre provincie Trasbaikal, Amur e Usur, e due amministrazioni autonome, isola Sakalin e Kamcka, di applicare la legge sul recl_utamento nel territorio dell'Usur meridionale e cos~ituir ivi il contingente d'uomini di complemento, di formare le unità della Siberia orienr.ale indicate al § 6°. 1
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= m. l06'6,78l..
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Sul totale delle truppe attive; :292169 uomini (compresevi le unità cosacche in servizio) figuran o alloggiati in caserme (,18582 meno del- l'anno precedente); 16,[,I 50 uomini (2731 nomini più dell'a,nno prece-dente) in edifici privati ridotti a quartiere; e 655,i.6 uommi (5067 menodell'anno precedente) presso gli abitanti . Fu pubblicato un regolamen to, « sulla costrnzione esperimentale di ca'serme >> fu stanziata la somma di 1500000 di rubli ('I) per le spese dicostruzione, in fine stabilita la costruzione di una caserma a Moso1 (perun reggimento cavalleria), a Tver (per 2 squadroni, a Tira~pol, Simbirsk e Kremenciug (ognuna per un reggimento fanteria) e a SvenigoroJ (per una compagnia di riserva). Dnrante il '1883 furono dispensati dal servizio 1O,W generali, ufficial i superiori e inferiori, dei quali 699 con diritto a pensione; furono inscritti, nel sapas (com plemento dell'esercito) ,175,1 ufficiali (generali, superiori e inferiori) e vennero invi11ti in congedo ill imitato (sapas) ·I 98904 uo-mini di truppa . In seguito alle variazioni apportate agli organici, il 1° gennaio 188,i ri:._ sultarono in servizio attivo: 725 uomini con 7 anni e più di servizio. 6479 » 6 )) » ,iOO·IO . » » » 5 ,L ·I 3:2359 • ,, ,, ,1H,506 » 3 ,, 4'.2345 2 ·142HO ·155949 • meno di ,t anno . 5673 volontari con.dizionati . ·12952 dispensati temporariamente per ragioni d'istruzione ... 308 volonnari ordinati . . ·1209 alfieri di fanterill e cavalleria. 537 aspirnnti funzionari,. 38·1 che rinunziarono la promozione ad ufficiale e fun-- zionari. 13176 in servizio complementare. 36 surrogati. Totale . .. 819769 In congedo illimitato al 1° gennaio 188-1-esistevano '140591 O(2) uom ini·1
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(i) li valore nominale del rublo (= tOO Kopeke) è di L. 4,00, quello effettivo oscillac• intorno alle J,. 2,70 e 2,80. (2) !11dipendentemente da cio esistevano 2077000 militi (ratnikJ _della t• categoria.. dellr~ miHzia da poter ·essere chiamati in servizio in caso di guerra . .
ESTEHA
RI\"l:,TA
Intendenza. --=- Le spese incontrate durante l'anno 1'883 per la preparazione d'arredamento ascese a 85833U rubli: quelle per l'acquisto' delle, derrate alimentarie a 20,i,32013; dei foraggi 450·1882·1. Furono distribuite alle truppe in via d'esperimento 28000 razioni alimentarie in conserv11 destinate per· le truppe in tempo di guerra. Si proseguirono gli studi pel nuovo tipo di caneggio. Circ11 al trasporto -delle truppe si ebbe· un movimento complessivo di 56483 ufficiali, ,14-77932 uomini di truppa di 36058· cavalli ecc .... importante la spesa di 3067758 rubli; dei quali,. 2390209- pel trasporto delle truppe e relativo carico e 677549 pel trasporto delle ree! ilte . Art·igl-ier,fa·. - Per ordinazione avuta, le fabbriche d'armi di. Tuia,. Igevski, e Sertorietzki preparan.o nel ·1883 fucili: da fanteria 170000, da dragoni ,15000, inoltre la fonderia Igevski preparò 400000 canne da fu-· cile; la fabbrica d'armi Leve di Berlino fornì ·15000 revolver sistema Smith e, Wesson.. Gli arsenali locali di Pietroburgo, Brian$k e Kiew fornirono 300 cannoni leggeri, mod. 4877, ,130 affusti leggeri da campagna, id fei;ro, 313 avantreni e ,183 retrotreni di ferro pe1: le batterie leggere. Il poi verificio provvide H 53000 chilogrammi di poi vere, quello di Sciostenks 9i0000 chilog., quello,di Kas~n 608000 chilog., la fabbrica cartucce di Pietroburgo preparò 67U9257 di cartucce, la fabbrica privata. Hilena SmiLh (Tuia) 35167970, la sezione capsule di Ohota fabbricò 850000 cannelli di varie spE\cie, la sezione spolette fabbricò ,1,88500 spolette di vario genere ( a percussione, a tempo, pe1; artiglieria da fortezza, da campag.na, da montagna, ecc.) Per completare il nuovo armamento delle truppe, dai depositi d'artiglieria circoscrizionali furono in comple~so distribuiti: fucili da fanteria. 2.·1505, da dragoni n 19 i, da cosacchi H·t 2., carabine da cavalleria 867, revolver 8846, sciabole di vecchio modello 3864., di nuovo modello 6868,. 1265 tessale (sciabola) e 50 corazze. 5000 fucili dietro pag:imento furono ceduti al governo della Rumelia. Quindi al 1° gennaio ·1884 esistevano presso le truppe: a) fucili d·i piccolo calibro (Vinto vke): ·1580897 da fanteria 353~ da cacciatori modello 1868 . 102·192 da dragoni ,, 372.76 d_a cosacchi 834- (·I ) carabine da cavalleria
Per cura del comitato d'.istruzione militare, tra le altre opere, veniva stampata e pubblicata: la 3' dispensa Studi sulla Russia occidentale e del terri toi~io germanico confinante; documenti geografici, t-0,pografici e stra .. t~gici relativi aH' Asia, comprendenti la descrizione delle forze arm11te della ·Persia, China e Giappone e gli studi recentissimi sulla China setteii,trionale, sull'Afganistan e Persia. Presso la se;;iione delle lingue orientali fo iniziato un corso di lingue or,ientali per~ ufficiali. . Nell'Accademia Nicola di stato maggiore ·al ,1° gennaio 1884 figu-ravano 2.75 ufficiali docenti. · Circa i lavori geodetici, tqpografici e cartografici, il corpo dei topo.:. grafi militari eseguì le triangolazioni · del territorio di confine e di parte ·della Finlandia (determinaronsi 28i0 punti), le livellazioni rreodetiche e geometriche di ferrovie. e livellazioni com.par.a ti-ve tra le Rlte~ze dei mari Baltico e Nero; levate. topografiche nel territorio di confine ('1806 verste -<ruadra,te) ('1) nella Finlandia e BessHabia (256,1 verste) tutte alla scala ,, :84-000. ~ezione topog1:afica del Caucaso: lavori astronomici e geodetici di vario .genere a Tifllis, Baku e Transkaspio, e seguito di la:vori tri.gonome!Jlici nell'oasi di Akal-teke. Lavori topografici : levate sulla catena centrale del Caucaso, nel Da:ghestan e Terek, a Baku, Askabad e lungo il litorale del Mar Nero per una superficie di ,17280 verste quadrate, la maggior pnrte alln scala ·I :42000, ·Come pure altre carte e piani parziali ed itinerari . Nella circoscrizione di Omsk: determinazione di 1·1 punti geometrici: liwate topografiche di 4-0459 verste quadrate, itinerario sul territorio di ·Confine colla China per '19000 verste quadrate; piani delle città di Omsk, ·Semipalatinsk; incisione e stampa della carta speciale del Semirechia alla scala ·I :,12000. Nella circoscrizione della Siberia orientale: determi,nazione di 77 punti .:geodetici; levata itineraria né! Trasbaikal per l'estensione di 2500 verste ,quadrate; lavori trigonometrici e di livellazione nel territorio di Ussur meridionale, determinato col teòdolite 28 punti. . Ni>lla circoscrizione del Turkestan: determioiizione di punti geodetici . ' lll Taskent, Hodgent nel Pamir; levate topografiche nel Fergana per 8·14-3 · · verste quadrate e nel Sir-Daria; preparazione di d.ue spedizioni (Bukara ,e Pamir) e ricognizione loro di 50000 verste qu:idrate. · L'?ff~ttivo del corpo topografi militare al ,1° genna io ·1884- era di 206 ufficiali, 23ol funzionari , 64. soldati; quello della scuola topoO'rafi di 2i ..allievi topògrafi. ~ Ui La versta q.uadrata
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(i) 7650 carabine da cavalleria e altrettanti revolver meno dell'anno prccedente perche · versate e sostituite, dalle sezioni-quadro della cavalleria di complemento, con fucili da dragoni.
= !,t3SW0543 kilom. quadr. I ,I
b) f'tLcili Krinka
B) Arti glieria da assedfo.
_137980 ( 1) 98513 2730
.
c) recol'V1ws Smith e We.~son. d) pistole . e) armi bianche: (I
Cannoni Mortoi . Affusti da cannone Affusti da mortaio Avantreni Carri da assodio . Veicòli Fucili da fortezza
A) Artiglier·ia da campagna e da montagna .
716
97 188
rno4
2 (2)
16
Batterie a ca1Jc1 Ilo.
con cannoni d'acciaio a cawllo .
esistente
(ì,;sata
560
560 239 656 280 588 800 4-00 320
126 10,}
656 280 588 800 HO 320
U6 H8
esistente
rn1
1oi 1 51
H8
190 170
•190 170
80
80
Pezzi
Affusti
Cariche .
Armamento fi ssato per le fortezze eco10096 ( 1) 4 0920 2892586 mandi, e riserva straordinaria 8855 (2) 9014 2.563'252 Esistevano al 1· gennoio ~ 884Inoltre si avevano nei magazzini, come pure oltre la dotazione nelle fortezzù . 3.623 (!l) 5430 244217·1
71
D) P archi d'artiglie1·ia.
Batte1·ù~ da montagna. con cannoni di bronzo da 3 libbre . da pollici 2 •12 sistema B_a ranovski . batterie da montagna a cavallo con cannoni di bronzo da 3 libbre
fissata
2JO
N. delle batterie. N. dei pezzi
con cannoni d'acciaio da batteria (pesanti) • » leggieri . • di bronzo da 9 libbre e 4 libbre
Dotazione pel parco del Caucaso
C) A1·tigLiet·ia, da fortezza.
Batterie montate.
4
32
2
Batterie montate.
j
--- ---Dotazione pel 1° e 2° parco d'assedio
6848 sciabole (dafonteria ecavalleria) di nuovo model lo sciabole( id . id. ) di vecchio modello 330266 59721 tessak (sciabole da sottufficiali) 161 .\. lancie . 2256 corazze . In dotnzione presso le truppe esiste,,ano 159964676 cartnccie. Rispetto all'armamamento dell'artiglieria al ~•gennaio ri$u(tava:
•
H-3
ESTERA
IUV ISTA
N. dello i.'>. dei batterie pe1.zi
. •~ g; Con cannoni di bronzo ;manteuute in tempo di pace . ~ ~ da 9 libbre lda formarsi in tempo di guerra .~e Con cannoni di br.onzo fmaotenut~ ;n tempo di pace . -< :.e da 4 libbre lda formarsi in tempo di guerra · Oltre a ciò i plotoni (sezioni) presso le 60 batterie delle brigate di riserva hanno
·18
5,• 18 M
120 360 ·120 360
Tutti i parchi d'artiirlieria della Russia europea e del Caucaso sono costituiti a norma doll'o~ganizzazioue 1875; e al 1° gennaio 1884- risultavano come segue: PM·chi da campagna. P archi divisionali volanti . Sezioni volanti di parco da cavalleria Id. - id. id. da cacciatori Id. mobili di parco d'artiglieria (13 parchi) Parchi locali.
6sez. 12
P archi da assedio
5231/ 2 3854 (i ) Per le drugine (co mpagnie) della milizia nazionale di 1• serie, conservate presso
ì comandi di di,tretto. (! } 2• e 5• batteria della brigata artiglieria .del Turkestan. (3) Una di pi ù dell'anno preccdonte, in segui to a lla formazione della 4• batteria della ;, brigata artiglieria della Siberia orientale.
62 28
Per le truppe auive Id. id. di riserva
(t)
(2) (3)
Di cui 6264 rigati. Id. 521•4 id. Id.
1243 id.
ESTERA
lUVISTA
Dei tre parchi il primo ,1° e 2° sono destinati alle operazioni nel teatro di guerra d'Europa, il parco del Caucaso a quelle della circoscrizione (I del Caucaso-. · La somma spesa per sopperire ai vari llisògni dell'artiglieria ascese nel ,, 883 a 7738198 rubli (n. Riguardo alle variazioni avvennte· nell'artiglieria, va menzionato: trasferimento della 4! brigata d'artiglieria dalla circoscrizione del Caucaso a quella di Vilna; passaggio della 5' e 6· batteria da mont-ao-na di questa brigata alla ,13• (in Crimea), in sostituzione della 5; e 6· batt!ria Jego-iera . o ' mcorporate nella 4,1 • divisione. In seguito all'erezione d'opere di fortificazione ad Ociakov e alla demolizione di quelle di Nikolaiev, fu soppresso il comando. artiolieria di fortezza di Nikolaiev . e crea·to quello di Ociakov; in Odessa 1'>e Sebastopoli furono stabiliti comandi depositi d'artiglieria per le batterie litoranee e costituiti dei distaccltmenti d'artiglieria da fortezza sull'organico d'una compagnia. Furono. sta bi liti esercizi pratici com plementari per l'impiego dei pezzi in massa. Furono presi in esame cinque tipi di congegni per ridurre gli attuali fucili ~ fucili a ripetizio~e; vennero consegnati alle fortezze gli antichi cannom da_campagna, di bronzo, da 4 e da 9 libbre, per eseguirvi delle· esperienze pratiche; sanzionossi l'adozione del cannone da montagna _d'accia_i~, da poll!ci _2 i/2 e del suo relativo materiale; completarons1 defimt1vamente 1 disegni dei cannoni da 42 linee (mm . 106,7) e da 6 pollici ( mm. 152) del pesò di 120 p1id ( 1866 chilogrammi) e dei relativi affusti, carri, ecc., per la nuova composizione dei parchi d'assedio. Circa la forza in ufficiali, funzionari e truppa dipendenti dall'ammm1strazione dell'artiglieria {esclusi quelli dei repat'tÌ combattenti e relativi comandi e direzioni, di cui si è parlato sotto la rubrica stato magg'iore) al 11° gennaio 188i si aveva: , · Portati dagli organici: 38 generali, 6i9 ufficiali superiori ed inferiori, 554 funzionari, 5509 uomini di truppa e 584 allievi. A ruolo: 75 generali, 600 uflìciali superiori e inferiori, 530 funzionari, 5232 uomini di truppa e 522 allievi. Nell'accademia Michele d'artiglieria si trovavano 63 ufficiali discenti; e nella scuola Michele d'artiglieria 186 alli,wi (yunker). 1
(t) Tra i m?vimenti del bilancio figurano 1002156 rubli che il go~erno di Bulgaria deve pagare m otto anni per cannoni, cartuccic ed altri O"getti cl'armamento stati"li 0 formt1. "
Genio. - Erano sotto la dipendenza dell'amministrnzione del genio al 1° gennaio 188!~: ·18 piazf.e forti (kriepos~f ), if1 fortifirazion i (tdcri.eplieriie), senza contare i piccoli forti del Caucaso, Oremburgo e Turkestan, da armarsi solo in caso di bisogno, e 1958~) edifici dentro e fuori delle fortezze; tra questi ultimi figurano 68:H c11serme in rnnteri:1le e 4020 in legno. Fra le spese stanziate pei 111.vori del genio è fatto menzione rii 2022,\. 19 rnbli per fortificazioni ( di cu i 671H 55 rubli per la Russia europea, 98730 per la difesa sub-acquea dei porti del ·Mar Nero, 57016 pel Caucaso, pel Transc11spio 7000) e di 3404718 rubli per costruzioni varie. Il numero dei generali del genio, secondo gli organ ici, era di 63 (a ruolo); il numero degl i ufficia li allievi nell'accademia Nicoia, del genio, era di 71; il numel'o degli yimker (allievi) nella scuola Nicola del genio, era di ·1 ,J.3. , Se·1·1;,izio sam:tario . - Durante l':mno 1883 furono curnti negli ospedali militari e civili, e nelle infernwrie 7HH 90 individui; durante lo stesso -tempo si ebbero 3ti1'.2.2 c:ivalli mala ti. Nella imperiale accademia di medicl~a si trovavano al ,(0 gennaio 11884-, 4':U allievi. Si avevano pure rispetto al personale sanitario : 1
1
:,
Scconilo gli or.ganici A ruolo
Medici Farmacisti Veterinari i di medicina e farmaceutica.
.
Tè ld ., \ di compagnia, squadrone e bate SCM 1, .
{
teria . . di veteri11aria
'.2833 257 28,1 !i28!~
2797 252 2s,1
ll937 ,1316
34-6~ 1·153
3665
0
Nelle H sc~uolc di felcl.çce1·ì si avevano H'>83 allievi; risultaYano pure 6468 (eldscert apprendisti presso gli ospedali, infermerie, ecc. Giiist-izia· m'iJita,re. - Il personale di giustizi11 militare al ·1° gmnaio 188,ì contava 666 funzionari, e l'accademia di giurisprudenza militare 69 ufficiali alunni . fait,iitit mihtari cl' ediicaz'ione. - Gli istituti militari sotto la dipendenza diretta del Ministero della guerra (sezione isiituti militari) erauo: ,1° i corpi cadetti di Finlandia e dei paggi dell'imperatore; 2° scuola Nicola di cavalleri:i ; 3° t.re scuole militari di fanteria (Paolo, Costantino, Alessandro); 4- 0 venti corpi cadetti (già ginnasi mi litari) ; · iO -
ANNO XXXI, VOL. I.
14.6
\\
RI\'I STA
5° classi preparatorie del corpo paggi dell'imperatore; 6° otto pro-ginnasi militari; 7° semi nario ruilit.ire; e contavano in totale ,1H 96 allievi (di cui ~ 54-3 appartenenti alìescuole militari e classi speciali dei corpi cadetti di Finlandia e dei pa:;:gi dell'imper:itore ); le scuole militari fornirono dur;mte l'anno 709 uffk i,1li (1). La somrnaasserrnala per l'amministrazione degli istitnti d'educazione durante il 1883 fu d{'\;100090 rubli , quella realmente spesa fu di 5074-093 ru bli . Dalle scnole yunker (11 di f:mt!3ria, 2 rli cavalleria, 3 dei cosacchi e 4sczion i) uscirono 1305 giovnni con diritto nlla promozione ad uffi~ial~. Truppe cosacche. - Dipenrlevano dal ~li nistero della gncn,, (d1rez1one truppe cosacche): te truppe cosacche del Don, K~1ban, Terek, Astr:ika~, Oremburgo, Ural, Siberi:1, Sem irechia, Trasba1kal, Amur e le_S~tme d'Irtut.sk e Kr:isnoiarsk; le unità irregolari form ate d11lle popolazioni fo restiere di Crimea e del Ca ucaso, cioè: il drappello leib-G1;ardi dei Tarwri di Crimea di scorta personale dell'im peratore; il reggimento irrégolarc a ca vallo del Daghestan e la divisione (2) inegolare mont-ata del Kut:ii:;; le milizie per m:menti del Daghest.nn, Kuban, Terek, Hatuil1 e K,1 r,; I e drnginedel Grusia e del Gnria. Queste truppe comprendevano :il 1"gennaio 4884: Reggimenti Division i Squadroni Sotnie . Battaglioni . Mezzi battaglioni 1\lilizie . Distacc:imenti ·Batterie Cioè in towle : Squadroni e sotnie a c:ivallo Sotnie a piP,di e dbtaccamenti Pezzi. (i ) Nel !880
H7
ESTERA
Organico di guerra
In servizio olfclth·o al t• semestre t881-
1B5 2 7
47 (3) 2
3
Queste unit:\ contavano, secondo l'organico di guerra, generali, t~flì.ciali superiori e inferiori 3687 (in servizio effettivo 2076), tru pp_a sul p1_e~e di guerra 15l'IM (in ser vizio effeuivo 45055); lotale,15785-1 (1n serv1z10 effetti,•o ,\.713i ) . Trovavansi dunque in servizio effettivo 1i3 delln truppa portata dall'org:rnico di gnerrll e 4,1 °/, della popolo~ionc_ maschile c~sacca; degli urlì ciali una metà abbondante clell'org:n11co eh guerra era m servizio. La di minuzione del numero totale delle sotnie esistenti sul piede di pace e di guerra, riferita ai dati dell'anno prec·~dente, devesi: Palla trasformairretrolnre montato del Kutais in urrn divisione, 2' alla zl·one del rerrrrimento Ol'l O diminuzione di 11O $Otuie. Esistevano a ruolo nei vari 'DOis.sko (territori) 57205 cosacd1i della cl11sse preparatoria, 155942 della classe combattente e 5086·1 della riserva. Con frontan do la cifra dei cosacchi del la classe combattente ( 1559·12) con quella dei cosacchi inquadrati nell'organico di guerra (•154-164-), si scoroe che tale classe è in condizione cli completare tutte le unità del piede 0 di gnerra. La popola1.ione cosacca comprendevo al ·1 ' geu naio ,1884- in totale 3321784; vanono aggiunti inol tre 99n cosacchi i quali concorro110 a formare la sotnia di Krasnoiarsk e quella di frkutsk pel servizio locale della Siberia orientnle. L'allevamen to del be,;tiamc costitui~ce il r,Hno più importante d' ind ustria fra i cosacchi; al 1' gennaio esi:-tcmmo:
7
2 7 (4) 19 ,i.O 828
4 2 7 (!•) 19 20 (5)
285 (3)
89
49
236
96
fornirono solo 547 ulficiali, nel 188·1 provvidero 583, o noi 1882 forn irono 605. (2) ì'\el ·1883 il reggimento irregolare montato del Kuta is ru trasrormato in una di,·isione. (3) Oltre ~- ciò nelle truppo del Kuban esistevano in servizio lO quadri di reggimenti doll:1 forza cli una so t.nia ciascuno. (4) Costituito dn. i7 sotnic iL c11v:1llo e 10 [t piedi. (G) Numero 8 batterie a G [)C7.Z i, O 12 a 4 pezzi.
Totale
Cavalli . Bestiame bovino Pecore e capre
·12523-16 37971.2!~ 7·1651178
Per ogni iOO anime della popoln1.ione
37 1H 2·13
Il numero generale dei cavalli confrontato con qucllo del 1882 present~ un aumento di 13573, il bestiame bovino 702(H , le pecore 170500 capi in phl . 1 voisslw in migliori condizioni rispetto all'industria equina sono quelli del Trasbaikal (·I 2'2 caval li per 100 anime), d'Ural e Amur (80 cavalli), del Semirakia (76 cavalli) e Siberia (7'1). La possibilità per le truppe cosacche di potersi rifornire di cavalli in caso di guerra (calcol11ndo aui al servizio soltanto •1/5 dei ca-mili) risulta dalla seguente tabella.
•l ,i8
VoistkO
Cavalli C.w.illi aiaiartenenti occorrenti :. individui secondo coµ obblighi gli effettivi eh scrvi1.10 di gr1crra
del Don 348~.25 del Kuban . · 92063 del Terek 32622 dell 'Astrakan 9532 dell'Oremburgo 2·13,i, ,i-9 dell ' Ural 98788 de.Ila Siberia 77337 della Semirecchia . ·19823 del 1'rashaikal 194818 dell'Amur 17667 Totale.
•1•1Oi524
52665 30263 84.88 ,1962 17649 752.7 8875 1950 3327 963
H9
ESTERA
RIVISTA
Cavalli atti al servizio
69685 181,12. 652.i1906 4.2688 ,19757 ,171~67 3964, 38963 3533 1
Eçce<lenza o dollcenza, nspett-0 agli elf,ittivi
+
17020 » )) ))
1181H
·196,~ 56,
25039 12230 8592 20·1-~ 35636 2570
133669 22-2899 -H03 10'1 -
1ati, con una permanenza di ft.937i59 giornate; ciò che dà una pernrnnenz:1 media di 30,7,i-giorn i per mal11to. La spesa pel mantenimento degli ospedali ascese a 49,1034-8 rubli; dei quali, il 29, 42 °/ 0 per le cure, 18,38 °/o pel mantenimento dei locali , 38, 18 ¼ pel mantenimento del personale -sanitario, 1i ,32 ¾ per oltre spese. La spesa media pel mantenimen to di un infermo ascese a 30 rubli e 56 kopeke, comprendendovi tutte le spese d'ospedale e ·I 3 rub. e 28 kop., se si deducono le spese pel mantenimento dei locali e del personale. Nelle infermerie fu rono ricoverati 2470 l ·1 malati, con 34-6·155,i- giornate -di presenza, ciò che dà 116 giorni di permanenza media. La spesa per lo infer merie e stazioni di convalescenza ascese a 4 ,158592 rubli, e quella pel mantenimen to d'ogni malato 11 ,\.2 kopeke.
o.
CF:RROTI.
1387 1
~ Esiste dunque in generale un'esuberanza di oltre 89000 ca valli. Pei cosncchi auualmente in Europn si h(I un'eccedenza di circa 35000c.~valli,_ l_a d~fi cenza dei voissko del Teerek e Kaban, può essere, in caso cli mo~tl1taz1one, colmata con acquisti presso le tri bù viciue. A completare le nuove unità cln forma rsi eventualmente coi cosacchi di riserva si può riconere, in parto al soprappiù dei cav11ll i di ciascun· vo1·ssko, in partoacquistando cavnlli non subordinati ad obblicr!Ji di servizio_ . La.~esca è ùu cospicuo cespite d'industria dei cosacchi;°i terri tori più lavo~1t1 so~10 quelli prossimi ai mari Caspio e d'AzofT, e ai <>randi fin mi e lll~_h1: pa~·t1col~r~en1e i territori dell'?ral e d'Astrakan ; i ~eno produtto11 sono quell i d Oremburgo, Trasba1kal e Semirechia. Durante il ,J883' fu pescato per la somma di rubli 4,280870. . L'!ndu~tria delle miniere fiori sce soltanto nel territorio del Don, e si r~str1 ~1ge m ~enore nell'es.trazione di carbon foss ile, antracite e in parte d, fer1o. Noi! anno ·1883 s1 escavarono: 52.699670 p11d (1) di carbone e. +20552 p1td di ferro. L'industria del sale esisto soltanto nei voissko del Kuban e Teerek. O~pedal-i. :-- Si avevano 70 ospedali e semi-ospedali (poluhospita li),. 600 rnfermer1e (lasareti) e ~ ~ stazioni di convalescenza comprendenti 250'i 6 posti da ospedale, 2 1278 da iufermeria e 2ii20 d/convalcscenzn. Negli ospedal'io semi-ospedali durante il 1883 furono curati 460704 ma1
(!)
li 1nid eq ui vale a kg. 16,380.
BULGARIA
L'applauso - non solamente ùei militari, ma di tutto il mondo civile, più specialmente di coloro che sentono profondo il rispetto per il di rillo, per il valore, e per la umana dignità - ha salutato negli ultimi mesi dell'85, l'ap parizione, sulla scena del mondo, di un nomo e di un popolo, ben degni l'uno dell'altro: dd principe Alessandro di Bottenberg, e del popolo nul,garo. La incruenta rivol uzione di Filippopoli che acclamò il risorgimento dell'antica Bulgaria - e più ancora le gloriose giornate di novembre e la splendida vittoria di Slivnitr.n, ritM·tat.a malgrado straordinnrie condizioni di inferiorità numP,rica , organica, o diremo anche morale, stante i primi prosperi successi dell'invasione Serbica - hanno costretto l'Europa a rivolgere l'attenzione tl a riguardare con meravigl ia non meno che con viva simp11tia, questo giovane pri ncipe, e questo popolo non ha guari -Oscuro e ignoto al mondo , e che ora rivendic11 così gloriosamente 'il suo posto al sole. Gli It11liani, segnatamente, non possono senza profonda compiacenza -contemplare, questa , diremo così, terza edizione della grande opera di Ca,,our e di Vi ttorio Emanuele: opera a cui essi debbono la loro unitii nazionale; e che imitata, o meglio emulata su scala ancora più gr3ndc, <fa re Guglielmo di Prussia e da Bismarck, condu~so all'unità germanica; ~
" 450
\.. RIVISTA
e che ora potrebbe d:irsi benissimo sì rinnovnsse in tutta la peniwln dinarobalcauica, ri unendo con vinco!i federativi, se no11 unitari, la famigliajugoslav:i; e fosse così il principio alla soluzione definitiva dell'interrnin3bile questione d'Oriente. Singolarissimi per verità sono i rapporti di somiglianzn morale e politica tra ì popoli che in queste imprese rapprese11tano la pn rte pri ncipale, ciò sono il Piemonte, la Prus.sìa e ora la Bulgaria: e non si può non riconoscere ancora una vo lta di più, quanto nelle cose umane e per quel lo che riguarda le ragioni vere della vita civile e politica, e quindi della vitn umana ìn se stessa, <[nanto abbiano di importauza o di preva lenza, sulle qualità splonùonti e abbarbaglianti tli intelletto e di fa ntasia che si estrinsecano in tutte le arti del bello e del piacere, le virtù più modeste ma più solide che si esercitano allorno allo arti utili o domestiche: specialmente la disciplina, il risp·etto alla legge, l'educazione militnre. Oncl'è a sperare che nbbiano i.tua buona volt:i a riuirla i pedanti · ed i rotori , che vengono a ricantarci il so li to ritornello oraziano: Graecia capta /enim. 'l'ticto-rem c,yit, o a ridere di Mummio il Larbaro conquistaton: di Corinto: quasichè lo sbaratt.are falangi e l'espugn:irecittà non fosse qualcosa di più, anche nell'ordine intellettuale e specialrnente nell'ordine civile, che il colorire tele e sbozznr statue. Ora ecco uun nuova r. sp lendida lezione. Per verità io non crederei che i Serbi siano in uno stato cli 1 coltura intellettuale straordinariamente superiore a quella de' Bulgari: · gli è però certo che i Serbi e altri riguard:iv:ino i Ilulgari con 1111 certo sentimento di superiorità e dirci quasi di disdegno, come gli Ateniesi di Demostene, riguardavano i Macedoni, o come, perchè non dirlo oramai? come certi popoli italici riguardavano un tempo i Piemontesi, e con molta disinvoltura li chiamiivano i Beoti dell'Italia. « Dite i Macedoni» rispondeva quell'anima sdegnosa di Cesa re Balbo: e il fatto gli cliè ragion~. Un illustre pubblicista francese dopo nver accennato alle qua li tà individuali e al temperamento nazionale dei Bulga ri , alla loro intelligenz:, lenta ma sicura, alla loro tenacità che val più del coraggio, o megl io, che ne è la forma superiore; al loro sentimeuto patriottico , appena sviluppato adesso, ma che acquisterà, mano mano che si ingrandiranno, una forza invincibile, conchiude: • Si fanno le meraviglie perchè i Serbi sono stati vinti « dai Bulgari. Si farebbero meno se si fossero più studiati e gli uni e gli « a Itri. I Serbi sono dei veri Sia vi, cui I'i mmaginaziouo domina, trascina, • travolgo: i Bulgari, che non so 110 che slav·~zzati, non h:mno nulla della • fantnsia slava. Ciò che in essi provale, è il buou senso unito alla pn« zienza . La loro intelligenza pare pe:;ante: essi sono lenti a com prendere: « ma, al rovescio di tutti gli altri Orientali, essi uon si contentano mai·« del press'a poco, delle nozioni indeterminate e brillan ti : essi vanno al
ES'fERA « fondo delle cuse e fini scono coll'assimilarsi interament~ ci~ che essi • imparano. ~follo stesso modo, es~i mancano di quel che s1 cl11ame~·:bbo « spirito eroico: non son vaghi d'avventuro: nessuno sopportò _con p1~ pa« zienza di loro il giogo de' Turchi: ma se essi non cooos~.ono 1_gran~t en• tusiasmi, non sono neppur soggetti ai repentini ah?att1ment1. Essi ~on « divamparono, per la libertà, di uon fiamma sfavil!au~e: mn com1u« ciano ad amarla col ca lore inestinguibile delle passioni eterne. Il loro « coraggio ha per essenza la volont.i.1, non una ~ccitazione _più o _ meno e fittizia. Nou v'è popolo che sia meno nervoso di esso. Or~ 1po?~!~ sono « come gli indiYidui: l:1 forza durevo le per gli uni e per gl, altri e m ra « aione inversa della irritabilità nervosa • ('i ). . Uno scritt.ore che dimorò parecchianniaSofìao che nel 1881~ percorse e studiò auentameute la nulgaria, i suoi :1bitanli e le sue istituzioni, dopo aver parlato dell'esercito bulgaro, tutto istruito_~ fazio~ato ali; :us~a d ~ uffi ciali russi, dichiara che lo stato morale e militare d1 quell _e_,-crc1to ~1 deve non solamente alla pori zia, alln abilità e alla diligenza d~gh 1?r~Ltor1, ma anche alle qua lit~, naturali della popolazione bulgara. <~D1 t1~tt1_g!1 ~ser• citi, esso dice, che vi sono nella penisola balcanica o negli Stati ~1c~01 _non • ne conosco alcuno che sia snperiorcall'esercito bulgaro por l_a ~l 1sc1plm:1 , 1 il conte"no e l'aria marziale » (2) E per Yorità l'aver res1st1to e resistito così ~ ittoriosamentc al terribile cimento a cui l' impernto_re Alessandro III sottomise il "iovane esercito bulgaro, richiamando, prima dell a g·uerra, tutti gli ufficiali russi che i_n ess~ ~i tr~~av:i_no, fu la più lu_miuos~ dimostrazione delle solide o insi11n1 qnahta m1litari che lo agguerriscono. e fu in ~erto modo la sua cons;crazione di mnggiorità e di virilità . Nè questa (l'altl'onde fn la prima prova della solitliti1 dell' ~:ercito bulgaro. Quando nell'ultima guona russo- turco, Suleyman p~scrn con 1~0_000 uomini muoveva per liberare Osman pascià bloccato m P levna,. il ~asso di Scipka era difeso da un reggimento russo a da cinque ~aua?liom bulaari, già indeboliti dai precedenti combattimenti. Per tre g1or~1, dal '.2•1 nl agosto, essi resistettero ogli ossn lti ~enza posa cieli' esercito ~urc~: e quando cominciarono ad arrivare i rinfoni del generale Radetzki, _gh e-· roici difensori decimali ed estenuati dalla fatica e dalla fame, ormai senza munizioni, non avevano retrocesso di un passo. E Plevna dovette arren-
23
. -F · dersi. Un douissimo slavisLD, Louis Leger, professore al ~ollei10 ~11 ranci~, autore del 1\Jondo Sla:co e dì molte altre opere tutto dirette a 1llm~trare il (-1) GAtll\HlL CttAR)IES,
.
i2) En Bulgc1rie et en Roumr,lie ( 1881) . par .IEAN ER 01c. - Pans, Lemorrc.
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RlV ISTA
carattere e le isti~uzioni di questo più giovane ra~nodel la grande fam igl ia ilrica, ha testè pubblicai-O, racc.olti in un vol ume, col titolo La Bulga!rie, upa serie di studi intorno al popolo Bulgaro , studi tutti precedenti l'ultima rivoluzione, e « tutti ispirati unicamente >> esso dice • dalla simpatia che risveglia nello storico lo spettacolo di up popolo, che, dopo un lbngo periodo di sonno e di inerzia si ris.veglia alla civiltà ed alla libertà' ». Notevolissima la iutroduzione, nella quale dopo aver deplorato l'opera del ti:attato di Berlino che concedendo ali' Aus.tria la Bosnia e la Erzegovina, ha messo I.a Serbia ;nel la falsa posizione in cui si trova presentemente, l'autore riporta testimonianze di ill ustri personaggi che, fin da molti anni fa, riconoscevirno le sol ide e maschie doti.del popolo bqlgaro, e ne auguravano gli alti distini. «I Bul.gari , scriveva iIBlanqni neJ,I 8fi.3 « sono generalmentP quieti, pacifici, pazienti, laboriosi ed ospita li. I loro costumi sono più puri di quelli de' Greci: più sobri, più franch i, più sicuri in ogni cosa . I Greci amano il chiasso, la guerra, l'agit.azi.one, l'iu~rigo; i Bulgari sono modesti, prudenti, economi, sensati •. E Lamartine, nel suo Voyage en .Orùnt, press'a poco dello stesso tempo. « I Bulgari sono pienamente mat.uri ali' indipendenza, e, coi Serbi loro vicini, formeranno la Jrnse degli Stati futuri della Turch ia Europe<1 ;,. E nel ,J865, sir Ilumph rey Sandwith: « Fa meraviglia il, vedere qnanto il Bulgaro siasi preservato immune dai vizi delle popolazioni villt.e dell'Oriente: la s.ua casella e tutta ordine e nettezza: il o.ampo e il giardino accuratamente la vorMi : coloro che lo istruiscono mi assicurano thc la sua intelligenza è eccellente, e che ha u11.1. gran Yoglia d'imparare » Ed un al tro viaggiatore inglese nel gennaio del ,1878 . • Sott.o un buon Governo i Bulgari si solleveranno certamente ad un alto grado.tra lena zioni europee •. Uu vinggiatore austriaco, Kauitz che per Iunghi anni studiò la Bulgaria, riconosce in quel popolo una notevole attitudine ai l;1Vori ru rali e meccanici, e li considera c~me il futuro popolo industriali! dcli' Europa orientale. • Si e commossi • esso dice « al vedere quanto questo piccolo popolo smr1nii di uscire dalla sua iguQranza ». ('I) Ed ultimamente il ch iaro economista Laveleye nella . Revue des De1tx Jlfondes. s_cri vcva: I Bulgari posscdono al più alto grado la qualità che assicura la p.rosperitù delle nazioni: essi sono lavoratori meravigliosi, infaticabili, intelligenti, nconomi. Inteodùno il commercio ed entrano volontieri iu relazioni coi paesi stranieri. In complesso, razza sCJlida, forte, prolifica, morale che somministrerà eccellenti materiali per la costituzione di una società libera e prospera •. Se il suo non è stato profetare, non vaglia, direbbe il Botta. Della bel l'opera del Leger reputiamo cosa opportuna e gradita il ripor-
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tare l'u ltimo capitolo che apparve nelle colonne della Re·vue Pohtiqt(e et Litteraire, subito dopo la rivoluzione di Filippoli, da cui le susseguenti gloriose giornale di novembre aggiunsero tanta autorità. Gli ultimi avvenimenti di Sofia e Filippopoli parvero sor·prenderc di stupore l'opinione pubblica. Gli è che essa non conosce ancora bene ciò che accade nel la regione dei Balcani, le passioni che vi si agitano, i destini storici brutalmente interrotti, cinque secoli fa, dalla invasione ottomana e che cercano oggidì di riannodare gli stami spezzati, gli elemen ti etnografici che dopo un lungo sonno si ridestano alla vita, e reclamano tutt'a un tratto la parte che loro spella nel retaggio di ciò che fu la Turchia . Per chi ha sllldiato un po' a fondo la storia dell'impero ottomano, e quella del mondo slavo, la rivoluzione pacifica testè compiutasi era un avvenimento inevitabile, ineluttabile. Esso poteva svolgersi in mezzo a convulsioni san-· gninose, al tuogar del cannone, al bagliore degli incendj appiccati <lai bascibuzuk; ·invece un fortunato concorso di circostanze ha permesso questa volta al lfl logica dei fatti di svolgere le sue couseguenze senza che si spnr:gesse una goccia di sangue. Ne sia lode al cielo. Fata v'iam inveni.e nt diceva il poeta antico . I destini del popolo bulgaro llanno trovato fa loro strada. A volerli fare indietreggiare di forza, la diplomazia europea verrnbbe ad assumersi la rcsponsabilità di gravi catastrofi . Per verità queste catastrofi, il Congresso di Berlino, ic a vevn con grande ,sapienza preparate: ma, o buona fortnua, o meqivigliosa abilitit che si~ statn , il popolo bulgaro fn assai più saggio di coloro che avevano di~posto <li lui senza di lui, H che avevano sosti tuito il loro capriccio alle sue asp i.n,zioni, la loro volontà alla sua. · Quanto a noi, la proclamnzione della unità bulgara ci fa tutt'altro che rneràviglia. Noi visitammo di fresco la Bulgaria e la ·Rurnelia; e noi. ne al5biamo riportato la ferma persuasione che i due Stati, cui il Congresso di Bedino dotò di una vit-a artificiale, eranodestioati a rinnirsi qllanto prima: ·che l'opera di Lord Salisbmy non s11rebhe durata, e che i bulgari erano maturi per l'unità politica ,, Avvenga una crisi cprnlurn-iue in Oriente ,, dicevamo innn volume pubblicato sul principiare del ,188fi. « e i tre tronchi << escogitati dal Congresso di Berlino (la Bulgari,a , la Humelia e la l\face« donia) approfitteranno della prima occasione per cercare di riunirsi ». Qua,nto a mo io non ho alcun dubbio che l'unione si farà a vantaggio del la Bulgaria settentrionale. Fin cl'adesso noi possiamo salutare l'entrata di un n uovo col lega nella grande famiglia degli Stati civili. » (,1) Non ci aspet· tavamo di veder così presto effettuata la nostra predizione.
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(1) La Save, /.e Dan:tibe, et le JJal/,an. -
Paris, Plon, :1884.
ESTERA RIVISTA
Ciò che sopratutto fa stupire gli Occidentali, gli è il red.ere u.~ po~olo emoucipolo ieri mostrare oooi tanto risolutezza. Noi non c1 possiamo unma(lioare che codesti barbctri sieno capoci di operare da sè e per sè. s·'1va sen~pre a pensal'e Dio :;a qual i intl'ighi stranieri : sarebbero i comitati panslavisti di Mosca, i quali nelle cose d' Oriente forebbero 13 parte '.lei Deus eJ; machina ; e il principale stimolo di un patriottismo incapace d, operare dn sò stesso, sarebbero. si dice, i rubli ru ssi. Gli è di questo modo, che duranlr la laboriosa gestazione della nuitit italinna, alcuni pa rt.iti ~ttribuivono ai maneggi della « rivoluzione cosmopohta ,, le conv11ls1on1 che periorlicn mentc sconvoh,evnno la penisola. i\oi nitri Frnncesi per la più ptirte l'nbbiamo rolla colle ~-a lizioni storiche del nostro paese: noi non vogliamo \'eiler nulla più indietro elci 1789, e ci compiaciamo di im~~ginare cl'.: tutta l'Europa fa come noi, e ~he pi(t in rn di q~rnsi.n dat;1 fa_t1d1ca non_ c ~ nul la nella viL,,'\ dei popoli. E un grosso sbnglw. Per.le p1c~~le naz1on1 slave che dn circa mezzo secolo si son risvegliate alla vita pol1t1ca, pre;so (lii Czechi i Croati, i Servi, i Bulgari, la storia è realmente cc la maestra della vi ta ». Come la B elle an bois clonnant(delle fol e, essi ripigliono la loro tradizione nel punto stesso cl1e la loro c::;i~tenw po~iti:~ r~1 sospcs~ . Per loro i Giovanni Huss, i 0 l'uclt:m, gli Asen, sono eroi dt 1er1: la storia in certo qual modo si rn vivente: essi ebbero appena il tempo di d_issotterrarla, che giil la sanno a memoria ; ed essi si ronsidcrano come 1 continuatori diretti, non delle generazioni clteimmed iatamente li precc'.lettero, ma di quelle che soccombettero sotto i colpi dni Tedesch i e de$!h Ouomnnni. · Il principe Alessaudl'o di Batten berg da_tn va l'a.ltro giorno un pro~loma « do Tirno\'O, antica capitnle dello Bulgaria 1>. E, sapeva bene quali ma(liche memorie ri sve"liava colaagiù questo nome ignoto fra noi. Questa o i:) parte importante che eserci ta In ::;toria sfugge generalmente a, nostri ~genti diplomatici. Salvo alcune onorevoli eccezion i, essi non. sanno 13 lmgua dei paesi dove sono invi:iti: vi restano cosi poco! ~e vH:ende_ della loro carricrn li trnsportano a un tratto dn Stocolma a Rio de Janeiro, da Bn· karcst a Li mo. Ci sono, egli è vero, nel mondo, dei dotti, degli uomini dn studio, che si son presa la briga di studiare la storia, l'etnografìa e onc.he la politiC.'\ contemporanea: mn la diplomazia crederebbe di avvilirsi se ricorresse ai loro lumi. Dove abita no i Bul(lori? Quali sono le loro tradizion i storich«>? quali sono esattamente le lo;o aspirazioni nazionali ? Queste sono questioni che è 01>portuno proporsi. Il popolo bulgaro è da più di dieci secoli stabilito sul suolo ove_ o_ncora poco tem po fo era ridouo alln più miserabile schiavitù, e dove ogg1d1 pre-
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tende reguare da padrone. Nel momento in cui esso appare nella stoda, al v o v1 secolo, esso non porta ancora il nome sotto cu i oggidì è conosciut-0. Questo nome esso, lo deve ad uua popolazione straniera, originaria delle rive del Volga , appartenente alla razza uralica, e la quale diè· agli Sla\'i ancora anarchici e oscillanti unn organizzazione definitiva. Accadde più di una volta che una na1.ione ragguardevole assunse il uome di una tribù di second'ordine, che venne presso cli essa in un momento decisivo della sua storia. Gli è.così clte noi, figli dei G·all o-Homani, portiamo il nome germanico di l<'r:inclii: e così la Russia auuale de,·e il sno nome alla tribù Scandinava dei Ruotsi . Al pari rlei Franchi e dei Ruotsi, i Bul gari conqui~tatori si confnsero col popolo di cui es,i ndottarono la li ngua, e col quale ('::;si si iniziarono ai dogmi e alla morale della rel igione cristiana. L'amalgama non si fece in un solo giorno: i primi principi portav:1110 dei nomi schiew1mente uralici: Krnm, Omorwg, Sussuvnl, Alot ogotnr. Attorno a loro si parlano tre lingunggi: il greco, il bulgm·o e lo sla,·o; come nella Russia pri mitiva a ~ovogorod e a Kiev si parlava, ora lo slavo, che è la lingua degli indigeni, ora il rus.ço, d1e è la lingua dei loro vincitori; e presso di noi alle voci latine si mescolf1rono per alcuni secoli , i rauchi accenti tedeschi. Nel 1x secolo la fu sione è fotta: l' im pero bulgaro si stende dai din torni di Costantinopol i olle rivo della Tifzri; ed è da una cittù greco-slava, da Salonico, che p3rtono i dne apostoli di cui il mondo slavo celebrava testè il millenario, Ciril lo e Metòdo. S0110 i loro discepoli d1e diffondono la liturgia slava nella Bulgaria, nei paesi serbi, nella Russia. È questo idioma slavone (o paleo-bulgaro), che dà agli Slavi meridion:i li l"energia necessaria rer man tenere la loro nazionalit.ì contro la incessante propaganda dell'ellenismo bizantino. Si può lamentare, per tuui i rispetti, che questo propaganda nel medio evo sia andata a vuoto: ma ormai è troppo tardi per supporre che e::;sa possa mni riacquistare ir terreno che ho perduto. Dopo la Gne del rx secolo la Bulgaria prende uo posto cousiderevole fra gli Stati dell'Europa meridionale. Lo czar Simeone stabiiisce In sua residenza a P redslava, di cui si vedono ancora le rovinenei dintorni di Sciumla: i contempor11nei amm irando descri vono gli ~plendidi palagi ove sedeva il principe tutto porpora e oro, e ]e marmoree chiese dalle cupolo metalliche edificate dalla sua pietà. Fi no al la fin e del secolo xiv, tutti i principi di Onlga ria portano questo titolo di cz11r: i capi della chiesa nnionale avranno quel lo di PatriiH·ca . Certo I' e$istenza dell 'impero bulgaro fu tult'.i lt:·o che paci fì c11; i Bizantini mal sapevano acconciarsi a perdere le regioni dell'Eurm del Danubio; i Serbi, gli Ungl1eri, i Hussi contendev:1no volta a voltn agli indigeoi il. possesso della penisola balcanica. Come tuui i paesi slavi, l:1 Bulga ria
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fu io preda all'anarc!Jia; a certi momeoti la si vide formare due re"ni· ,.,
.si svilupparono delle eresie che misero ni Bulgari uua brutta riput~zi~ne i1_1 ?ccideutc, la cui memoria si conservò in nna parola che non si può ridire ('I ). ~lalgrado queste crisi, la Bulgaria, era nel x111 !-eco lo uuo stato fiorente e rispettnto; il suo cwr s' intitolava Imperatore dei Bu lgari e dei Greci Impernto1· Bulga1·01·iwict B/.acorum, dicono i documenti lati ni: roi de Blaqufo et de Uoug1'ie, dico Yilleh.ardoiuu; e i suoi Stati toccavauo il Mar Nero, l'Arcipelago e l'.Adri:itico, e comprendevano una parte della Serbia attuale. La sua cnpitale, Tiruovo, era, secondo l'espressione forse un pò troppo en fatica dei Greci stessi, una seconda Costantinopol i. - Xci secolo nu, lungo tempo dopo la conquista musulmana, il geografo turco Hadji Klinlfa vide ancora io questa città l'antico palazzo degli cz:ir oggidì scomparso. Sullo loro monete - (chi lo sa presso noi, se non se forse nel gabinetto -delle medaglie?) - code,-ti czar sono effigiati co11 in mano una spada sormontata da una croce. L'Europn, di Tirnovo, ne ignorava persino il nome, quando sentì, :;ei .anni fa , che l'a,semblea costituente Bnloara s'era . . . . o riunita m questa clltà, v1 aveva redntto una costituzione, ·e aveva eltltto il principe Alessantlro. Or da questa stessa citti1 il principe nrnndò fuori il manìfe$tO con cui dichiara cli prendere in pugno i destini dello Ilulgoria. Nel x 1v secolo la Bulgaria ricascò nell' anHchia; essa ohbe due Czar, 1'uno <li Tirnovo, l'altro di Rus&,;ciuk: essa dovette dapprima accettare l'alta signoria dei sultani: una principessa bulgara sposò il sultano Muraci.. All'alta siguoria susseguì ben presto la conqu ista. Tirnovo fu inondata ·di saugue: l'ultimo patriarca bnlg.i ro mori in esiol io. Nello stesso modo che gli esul i di Cosrautinopoli vennero a portare in Occidente la colturll ellenica; così i dotti e i ~arnrd()ti bulg.iri andarono presso i loro consanttuinei serbi e rn~si n diffondero le lettere sia ve <li cui la loiro patria era st~ta la cullo. Proprio :ill'inclom:ini della co11quii,:1a In chiesa éec:11 mise la mano sulla chiesa bulgara, la quale cessò Ll'avere vescovi n:l:!ionali . - L'impero passava :i i Turchi: il potere eccle$in.stico :1gl i Ellen i. L':iristocrazia, per salvnre il suo grado, accetlnva l'islamismo : solo il · popolo col clero inre•riore conserva vano il sricro deposito della lingua e dèJla tradizione nazionale. L'invasione musulmana a,·e,•a di botto arresrato il rigolio della civilti1 e della letteratura bulgnra nel momento che esse avrebbero potuto approfittare dei benefici del Ilina cimento, dell'iovenziooe della stampa. Avor resistito a prove così crudeli, prova che questo popolo ebbe la vita ben tenace. Il giogo spirituale dei Greci fu forse più grave che non l'oppressione (1) Lo s lc,,o in italiano.
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brutale dei ~Iusulm:IDi. ~on sono aucorquarant'ouni, i monaci greci <lei monre Athos scaldnvnno le ·loro stufo coi manoscritti slavi; per quattrosecoli una spietata persecuzione ~i accanì contro lutti i documenti della letteratura bnlgara; quelli che giunsero f'ìuo a noi non rurono conservati che por mezzo cli copie fatte presso i Serbi o presso i lfossi. In mezzo a questi pntimonti, i llulg~ri non porevano pensare a riacquistare la loro indipendenza poli tica o religiosa. Qnelli lro loro che pensn vaoo cli uscire dalla loro umile condizione si foce·rano rinnegati ed entravano nei consigli della Su bl ime Porta ; n qnaknno vi rappresentò una parte importante. Altri ernno rapiti da giovinetti per metterli nel corpo dei gian nizzeri e perdevano fin la. memorin della loro uazional itù primitiva. Una commovente ballata che si c.,nta nncora, riporta l'incontro di una giovine bulgan rimasto rristiana co l fratello diveutnto giannizzero, ritornato dopo lunghi anni al villaggio nativo di cui ha perdura la memoria. Per due volte, nrl xr1 e nel x.v11 secolo, scoppi:irono tentativi di in surrezione, ~ofToc.'lti nel sangue. I Bulga ri avevano fatto conto sull'appoggioor della Valacchin, or della Polo?tia; ma quando [(I Russia diventò una potenza europe:i," le loro speranze si voltarono verso di essa. Ecco un fott(} poco conosciuto: qu(lndo nel '1701 Pietro il Grande mandò a Costantinopoli la pri ma 1nissiono permanentn, il governo tnrco prese tuttCI le possibil i precauzioni per interdire ai cristiani l'accesso all'ambascia ta. Nell'nspettoziooe che la li berti\ pro,·enisse dall'Impero Slavo che si ingrandiva nel nord, gli oid uchi o clofti mantenevano nelle monl.lgne e nelle fores te In tradizione dell'indipendenza nazionale: noi B:ilcani, nel Rodope, le l(}ro haude io(lfferrabili d(lvano lo scacco alle truppe dei sultani, e rappresentavl\no l'etarnn resistenza dei Cristiani oppressi contro i Turchi oppressori. Codesta vita eroica degli aicluchi iogonerù una serie di canti epici meno conosciuti presso noi che non quelli che ('elebrano i clefti greci: meno fortunati dei loro confrn telli ellenici, gli eroi dei nalcnni sono rimasti ignorati in o~cideote: essi non erano i discendenti di Omero e cli Pindaro: essi non fornirono soggetto a J,rouzo dei nostri artisti nè a odi od elegie dei nostri poeti. Eppure la poosin chr li celebra non è punto iuferiorn ai canti greci. Sul finire del secolo xrn1 l'Impero Ouomano era già iu pieno sfacelo. Un audace avventuriero, Posvan-Oglu , hasciil di Widdino, s'era formato tra il Danubio e i Balcani uua specie didominioiu<lipcndentedovetencva testa alle truppe del sul tano, e batteva moneta in suo nomo. Era il tempo che i Serbi cominciavano ad insorgere. Anche i Bulgari ,·e<levano spun llìrtl raurora del loro risorgimenro. I primi precursori <li questo rurono
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,dei preti : un 1?01rnc?, ~:ùsii, un vesco_vo Sofroni, l'unico· Bulg.iro che, dopo la ~onqmsta , srns, sollevato a si alta dignità . Questi due uomini eom•parve1:o 111 un'epoc/l in cui sembrava che la nazionalità bulgara fosse lì lì l)_e~· sp,ra:e. La borghesia delle città aveva quasi affatto perdutò la trlldi·zione nazionale. Non appena un buJcraro aveva un po' d'istruzione subito si_ con.sidernva come greco. È un fe~omeno analogo a quello che' si nrnmfesto nella Boemia Czcca, dove gli Slavi, per poco che avessero avuto u.n po' d_'educa7:ione si reputavano Tedeschi. Si sa se dopo gli Czechi son "'.toroat, alla vita nazionale, e quali ardenti apostoli dello slavismo essi ·sieno ogg!dì. L11 corrispondenza commerciaie si foceva in greco: Io stesso bnlgM'O s1 scriveva con caratteri el leni,ci. Si vide altrove come un monaco -e un vescovo diedero ai Bulg:iri la coscienza . della loro nazionalità. Al ?rincipiare del seco!o x,x, dei Bulgari si sa appena che esistono : Kop itar ti grande slavista di Vienna, non si immagina che vi sieno Slavi al di là dei Bill cani: i Bussi quando passano il Danubio ne!l/l c.impagna del 1829 Si fanno croce per la mani viglia
1~eontra_nd.o sulla strada d'Adrianopoli dei contadfoi che parlano una ,1wgua ~1m,iJe~lla lo_ro~ ec~i quali possono intendersi facilmente. L'esempio dato d_a, ~ree, e da_, ::ierln che organ izzano la loro indipendenza, accende . 1m1tarh anche 1 _B_ulgari_: e~si si '.1iettono a stamp:ll' libri, ad aprir :scuole. - Colle Hm1 1 Greci e , Serbi hanno comincia to la loro liberazione i Bulgari l'hanno cominciata col libro e colla scuola. . Na~u~al~rnnte l'~uropa. prestò più attenzione alle clamorose gesta di G10~g10 il Nero~ d1 Ca~ans che non alle pacifiche vittorie degli stampatol'.Ì . e dei pedagorgh, bulgari. Queste viuorie condussero ad un trionfo spirituale che ha prece:luto la lor? emancipazione politica. Dopo lunghi negoziati, I~ subl ime Porta ha fin ito col sottrarre i Bulg.iri ali' abborrita dominazione del clero fanariota: nel ,1870 essa riconobbe definitivamente ai Bulgari il diritto di avere un clero nazionale, presieduto d.i un e$arca resi"~e.nte. a_ Co,sta~~inopoli, e che solo, oggidì, rappresenta agli occh i dello stiame1 o I umtà mor:ile della sua nazione. . D~I di eh~ i Bulgari li sentirono emancipati moralmente dalla tutela -elle~11Ca, ~~s, dovr-ttero pensare nlla loro em:rncipazione pol itica. Gli avven1ment1 che produssero la loro liberazione sono tan to vicini a noi che non o~corre richiamarli qui . Tutti sanno come il Congresso di Berlino ,frustr? una parte delle loro speranze: invece della Bulgaria riunita, il trattato dr S11u Stefano, appoggiai-a sul Danubio e sui due mari esso creò un rnodus vivendi bastardo, ed evidentemente, nel pensiero s(esso di coloro ·- Che lo avevano immaginato, provvisorio. Invece di costituire i Buio-ari in
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un o-ruppo solido e compatto come quello dei Rumeni, li spezzarono in tre ~ronchi : al nord dei Ba lcani, un principato v11ssallo del sultano; al s~1d dei Balcani una provincia retta da un governatore cristia~~' e in~'esttta di una autonomia ristretta: inlìne, nella Macedonia, un n11l10nc d1 Bu laari rimasero direttamente soggetti al sult11no, esposti a tutte le miserie ~he accompagnano la condizione di rllja, gelosi della sorte migliore t_uccata ai loN fratelli più fortunati, impazienti di unirsi con ]()ro alla pn.ma occasione. È veramente cosa non potersi immaginare la gelosa sollecitudine con cui la diplomazia si compiace di mettere in serbo per l'nvvenire dei pretesti a delle rivoluzioni, e delle occasioni di congressi o per lo meno di conferenze. In fondo nessuno credeva alla dnr::ita di codesta fittizia organizzazione: e ]a prova ne è che si lasciò che i Bulg::iri pian_tasse~·o _la loro c~pita_Je a Sofia. Se il principato avesse avuto a durare molti anrn , 1lyosto d1 capitale avrebbe dovuto toccare a Tirnovo, in vil'tù della sua posrzwne geografica e della tradizione storica; ma i patriotti compresero dal bel principio che questo piccolo Stato non era che l'inescamento, l'addentellato del Regno Bulgaro che presto o tardi dovrà ricostituirsi. Essi perciò piantarono la loro c.ipita lc nel centro stesso della loro nazione, sulla grande strada che da Widdino va a Filippopoli e da Adrianopoli. Col lasciare la Runielia sotto l'autorità del sultano, e col dare a questo il diritto di fortificare cd occupare le gole dei Dalcani , evidentemente si è creduto di proteggere Costantinopoli e di prolungare la :7ita della dominazione turca in Europa . Ma il curioso si è che i Turchi non vollero approfittare del favore che era loro fatto , e da sei anni ricusano osti!llltii.mente cli occupare codesti famosi sbocch i dei Balcani. Essi c11piscono benissimo che il loro regno è finito , che il primo contatto tra le loro truppe reo-olari e i cristiani bulgari susciterebbe qualche sanguinoso conflitto, ri:novernbbe terribilmente gli orrori ùel ·I 876: e perciò si tengono -prudentemente iu disp.irte. Se la .Rumelia non deve la sua ragion d'essere che a del le necessità strategiche, questa ragion cl' essere è caduta da sè, com~ le servitù che col non uso vanno in prescrizione. Ma ci sono altre ragiom meno note che fecero inventare la Rumelia orientt1le. I Greci ebbero già da o-ran tempo delle fantasie: essi nDcora oggidì si immaginano di aver a suc~edere agli Ott.ornanni, non solo a Costantinopoli, ma in tutt.i i pnesi :situati a sud dei Balcani, paesi in cni l'clcrneoto ellenico non costituisce che una infima minoranza. Col far inventare la Humel ia, essi credettero di .impedire lo sviluppo del la nazionalità bulgara in questa provincia, e di preoccupare !'avvenire i11 vista delle futu re rivendicazioni dell'Ellenismo. Subito dopo i fatti di Filipµopoli nei giorrn1 li di Parigi apparve una protesta di alcuni studen ti greci-ru meliotti. Questi signori reclamavano, in
ESTERA
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virtù di un diri tto Dio sa quale, il mantenimento di uno statu quo che a lor~ p_areva favorevole per le rivendicazioni del loro patriottismo. Ora la statistica ufficiale della popo!azione in Rumelia ('I) dà un totale di 8,1595,1 abitanti.' di cui ,i-21569 elleni . Un altro più recente censimento, q·uello della popo!az'. one delle scuole nel ,1883 , valuta a 57,17 il numero dei ragazzi greci m et1.1 di _freql~entare le scuole, mentre quello dei bulgari è di 78702 (2). Queste cifre dimostrano quanto fuor di luogo sieno le pretese deO'li Elleni. :Von c'è dubbio che Fi lppopoli fn fondata dal padre di Ale$sandro il Grande: ~~ ~l'allora i'.1 poi è passato del tempo: da dieci secoli gli Slavi si sono stab1'1_t1nel bacmu della Maritza; e i Greci clie rrou formano che Ja quindicesima parte _della po~ola~io~e !ot.ale, debbono inchinarsi, come dappertutto, davant'. alle asp1raz_1om di_coloro che fanno l'immensa maggioranza de~la p~pola~1~ne. Se essi vogliono da questo momento prendere parte attiva a1destrnr dell'Ellenismo, i Greci non hanno che a stabil irsi nella Tessaglia. . Quando, sei anni fo, la Rumel ia fu costituita in provincia, si ebbe cura _di non darle sul bel principio un governatore bulgaro. Aleko pascià, nato _Vogoridi, principe ~i.Sai_nos, eta greco di schiatta, e non parlava ueppu re il b~lg~ro._ Per v:r1ta, circostanza attenuante agli occhi dei patriotti , esso era ti h1srnpote d1 quel vescovo Sofroni che fu uno dei restauratori della nazionalità bulga ra, sul principiare del secolo xix: era ii figlio del principe ~tefano Vogoridi, al quale si deve lo stabilimento del la prima chiesa n:1z1onale ~ulgara a ?ostantinopol i. Se il suo parlare non era bulgaro, era bulgaro ti suo v~st1re; al suo primo giungere alla frontiera del la provincia ~utonoma ~he gh e_ra confidata, depose il fez ufficiale per ca lzarsi in capo il kolpak d,. pelle dt _mon tone, che è il cappello na1.ionale degli slavi a sud e a nord dc~ Bal~an1.. N:l comples.50 _Al·~ko pascià ha reso dei reri servigi :i lla Bulgana nei suol cmque ann i d1 governo; ma e,so era avverso alla R ns~iil , che i Bulgari a ~·agione considerano come Ia loro naturale protettme: esso era troppo m favore di Costantinopoli percliè potesse essere amato a Filippopoli. · ' Collo spirare del suo mandato, Aleko pascià non fu rinominato rfol S~ll~ano; (( Avrà _egli molti successori'?», domandavo io nell'opera che su c1ta1. V è da dubitarne. Trtnto al nord quanto al sud dei Balcani i Bul,,.ari · n.on dissimulano punto la loro fernrn risoluzione di giungere ali; unittnaz~onale. D'altra parte i rapporti tra i due princi pati sono dei più intimi. Essi s1scamb!ano i lor~ s~atisti_, i loro uffi:i_al i, i loro impiegati. Un personaggio che fu direttore d1 d1part1meuto a Fd1ppopoli, diventa ministro a Sofia,
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e recipr:ocamente. Non è molto, un'assemblea popolare adunatasi a Fi lippopol i proponeva per argomento da trallarsi: la politica del principe Alessandro; e stabi liva per principio· che i Bulgari di Rnrnelia banno il diritto e il dovere di occuparsi degli affari del principato di Bulgaria . Dispensando Aleko pascià dalle sue fun zioni, la Porta, d'accordo colle potenze, e segnatamente colla Russia, gli diede per successore il personaggio chiamato comunementeGavril pascià, la cui vera nazionalità sembra un mislero per la maggior parte dei giornali, ed anche, mi si as~icura, per qualche cancelleria che dovrebbe essere megl io informata. - Chi è Gav;·il (Gabriele) pascià?~ Gli uni ne fanno un armeno, gl i altri un illustre fa. nariota . Il vero è che l'u ltimo governatore della Rumelia è·di purissimo ~augue bulgaro. I suoi com patriotti furono ben lieti di vederlo arriv:ire al potere; è se lo hanno deposto, non fu certo per :wversione a1la sua persona, ma unicamente perchè reputarono che fosse il momento buono per effettuare quell'unione che da più anni il loro patriottismo vagheggiava. Quanto al sig. Krestevitch (che tale è il vero nome di Gavril pascià), esso è troppo buon patriotto per non rn llegrllrsi seco stesso di quanto gli accadde. Krestevitch è oriundo d~lla Bulgaria del nord, e nacque in quella cittadina di Kotel (in turco Kazan, nei dintorni di Scium la) che fu nel nostro secolo uno dei focolar i più ardenti del patriotismo bulgaro.Fu a Kotel che visse, non è molto il monaco, Pa'isii cli cui feci menzione più sopra : colit nacquero il vescovo Sifroni, il dottore Beronovitch , uno dei rinnovatori della scuola Bulgara: il capitano :Nlamartsciof, il quale, dal 1828 al 36, comandò spesso bande di ai duchi nei Balcani: e lo scrittore Rakovski, a volta a volta soldato, poeta e pubblicista. Kre~tevitch fece i suoi studi a Parigi: quindi entrò al servizio della Porta, e diventò membro del tri bunale supremo di . Costantinopoli; ma le sue funzioni amministrative non ha nno fatto torto al suo patriottismo. Esso ebbe una parte importante nella redazione di una ri·vista bulgara . Bitlga.rski Krvijts'i, e cominciò nel 187·1, a Costantinopoli, la pubblicar.ione di nna Stcwia B,nlgat·a, la quale, per disgrazia, pecca per difetto cli critici\ . L'autore trova negli Unni gli antenati dei Bulgari: se ne nve,si il tempo, potrei citar qui un entu siastico ritratto di Attila, che non manca d'originaliti1 ( 11) . Questo libro è di certo l'opera di un patriotto ardente, ma di uno stori_co mediocre. Quando, verso il ,J860, un certo numero. di Bulgari, per sottrarsi al giogo umiliante del Fnnar, pensarono di proclamare l'unione colla chiesa . (i) Il titolo di quest'opera è: lsto1·ia Btg01·ska satchinena of Gavrif.a Ksrtovitcha,
t• parte, CostantJnopol i, !87~. - Le cervclloticha conclusioni di quest'opera, elle l'au.tore (!) Fatta nel 1880. (2) Annitario statistico del/a Rmnelia orientale ·1883.
di certo non compirà, furono vivamente oppugnato da un coni'paesano clell'autore stc~so, il sig. Drinov. l.l. -
ANNO X.XXI, VOI,. l.
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RIVI STA ESTEll.\
romana, Krestevitch fu uno dei più :ird euti tlifensor i dell'ortodossia. Con questo esso ba reso uò insigne servizio a' suoi coociuadini : facendo acdarc a picco l'iinione, esso preparò la fondazione dell'esarcato bulgnro, e in::ilradò i suoi compatriotti verso la unità nazionale. Nel complesso la sua amministrazione fu felice e feconda per la Rumelia orientale. Ma ancora una volta, ciò che i rumeliotti non possono ammettere si è la esistenza stes:;a del la loro provincia. Sotto l'aspetto morale, essi si sentono umiliati di dover obbedire a un semplice goYeroatore nominalo dal sultano, di uou avere che una milizia organizzala Ila ufficiali strauieri , di non appartenere alla grande UtLlgaria. Solto l'.ispetto finan ziario, essi fanno notare che debbono pagare le spese di una grave amminist.razione, e che la nazione bulgara non è tanto ricca da potersi pagare il lusso di avere due governi. D'altra parte, !inchè sono sottomessi all'autorità combinata dalle potenze e dalla Sublime Pùrta, possono sempre temere un ritorno oITeusivo dei Fanarioti, e un capriccio qualunque che loro potrebbe imporre un governo ~traniero , od anche un a occupnzioue militare . prevista e autorizzata dal trauato di Berlino. La rivolu1.ione di Fili ppopoli del settembre 1885 fu la no.turale e legittima esplosione di un ~entimento nazioon le che la diplomnzia europea aveva tentato invano di comprin_1Cre. Essa è tanto legittima quanto le rivoluzioni nnaloghe che noi vedem mo scoppiare in altri paesi , e alle <runli debbono la loro esistenzn degli Stati costiLUiti, come la G·recia, la Rumania, l'I talia medesima . Essa si compiè senza che una goccio. di sangue siasi versata . Il po polo bulgaro sostenne terribili prove: esse lo maturarono alla libertit. Ciò che di meglio resta a fare all'Europa si è di riconoscere che il tralLato di Berlino è rimasto louera morta in qualcuna delle sue clausole principali, e che esso non fu attuato neppur da quelli che vi avevano più interesse, come per esempio, i Turchi ; e conc:;acr:i re co11 una adesione tacita o formale 0110 stato di cose, che in fin delle fin i fa entrare un popolo di più. nella fam iglia delle nazioni politiche. I Bulgari sapranno mostrnrsi degni delle sim patie che loro vengono dimostrate. D'altra parto, ogni unzione che arriva al possesso della sua indi pendenza diventa por forza egoista: l'attestano l'ltalia ne' suoi rapporti con noi, la Serbia ne' suoi rapporti colla Russia. Una volta padroni di sè,\ma volta sicuri di un lungo avveuire, una volta gutll'iti dalla febbre delle cospirazioni, i Bulgari s'occupermrno unicamente dello :;viluppo materia le e mora le del loro paese; e si guarderanno tiene di sacrificare la realtit del presente alle chimere dell'avvenire, e gli interessi della loro razza a quelli di una ambizione straniera. Anzi che turbarn la pace della penisola balcanica, la rivoluzione bulgara non farà che assodarla.
LIBA-I E PERIODICI
.re,•i e,l Oggi. ( Pagine
autobiog1'afiche cli un soldato del risorgimento italiano). - Del cap itano TEMISTOCLE MAn1orn. Roma, Carlo Voghera.
Ewo uu libro piccolo di mole, ma bene scritto, come bene stam1~:1to'. che già ha avuto le lo li di molti lettori e scrittori , e che, al contrano d, molti altri, più si farà prezioso nell'aVl'cnire presso coloro Che questo tempo clliameml}no antico.
Eque.sto per .uua ragione semplicissima: cioè,. pe1:chè. al futuro ~to~ico del risoraimento italiauo non potranno non r1nsc1rc mteressant1ss1me queste paiine, rhe, sebbene non contengano im po~tanti folli particolari ~ individuali, ritraggono però efficacemente lo stat.o 111telletluale e morale di tutta quanta quella gioventù ge11erosa che, primn o dop~ del i8, ~emp?· ray:i l'animo ed acuiva gli sttrdi per il riacquisto delln patna o della hberta, riportandone i più eletti esifio o prigione, o che fu poi t.ant.o fortu'.1at.a di combattere per essa e di vincere nel 59 e nel GO Qu1nd1 a .ragione l'egregio autore dice di noo temere la taccia di leggerezza e d1 :ana~ gloria se parla di sè stesso; perchè parlando di ~è: .parla pure d1 ~uttt quelli che bal di giovani in allor11, si trovano ogg1ch ~n.n~ntura ma vigorosa virilit.à, o capaci da compiere col senno quanto m1z1a.vano allor.a ~-1 braccio. Il mio nome è legione: potrebbe dire l'autore. Il quale ~o~mc10 nelle s1:uole la sua vita patriottica, reagendo quanto po~ev:1 ur~ g,ovmetto contro la tirnnnia gesuitica, più terribile assai della politica: e riesc1rà ~erto interessantissimo ai futuri storici il vedere quanta parte ebbero nel r1:;oroimento italinuo coloro che non sono di proposi to sci·i ttori politici, 1n:1 che !volseroed ednc11rono negli italiani il sentimento della li bertà: Alfieri,
LI BA!
E PEIUOOICl
Parini, Foscolo, l eopardi; e sommo fra tutti il aran padre Dante Ali(fhicr" ~ella ~ni oper~ ft~ dett? « che_ nell'ordinecivi le"e politico si è tanto imm;~ "des1mata c?~b,sognr,c~lle 1dee,coi sentimenti, colla storia tutta intellet« tuale e politica dell'Italia, che si può dire che il decn<lere e il risoroe · o re . d" d « degI, stu I an1escl11, andò sempre di pari passo col decadere e col risor« gere della libertà e della potenza d'Italia •. Di qui l'associazione se,;rcta per l'apostolato dantesco, i cui più riposti intendimenti, celati sotto il velame degli studi e dei commenti sul divino poema, erano di aaouerrire l'ingegno cd• il •more; intendimenti che però non isfuo-airono n~ii orm :li· • l:>O o troppo avvrsatl governan ti: e resterà memorabile nella storia della tiraunicle o della li ~ertà, che_è I~ stes:o, l'essct'Si istituito un regolare processo, per l~s? maestà _c~nt~·o 1 _g1ovan1 rei dell'apostolato dantesco; proce:;so eh~ fini colla png1oma d1 parecchi degli apostoli, tra i. quali l' egreoio s~rittor~ che p~ssò nelle prigi?ni P?n tificie il 58, e - doloro:;issimo riodo d1 reclusione - la massima parte di rruel memorando nono del 59. .\fa se la sorte, o meglio In violenza e la tirannia, tolsero al ~Iar iotti di pottlr accorrere. lombarrli o nell'Emilm, c>1:1li rimasero pe I,O· · , . sui campi . ~1tn ca/Jlpr su cui esercitare la sua operositi1 giovanile: poichè lasciato lib~ro ~cl ~otternbre del 1859, riparò subito nel novello Regno <l'Italia e pote ~u'.nclr prendere part~, se non alla leggendnria impresa dei }lilJe, n tutto11 n m:mente dol lQgloriosa epopea ga ribaldina. Ma non meno d li _ .1. l I . e nspe d1.z1.01~e .111 s·1c1 ,a: ee I~ battaglin di Milazzo, e della bnttaglia del Vo lturno, sono rnter~ssant1 ~ rr_marrn~n~ utilissi_me le memorie sul passaggio che fecero quer soldati da, campi dr battaglia alla scuola mi litarp in Ivrea e quindi ai vari reggimenti, fo ndendo in tnl rnodo e temperando mirahil~ ente _colln .rigida e severa disciplina piemontese il rigogl io e l'ardorenvoluzronarro della novella gioventù itnliana: per il cbe il libro del Mariot'.~ riuscirà _utile_1~ou meno ullo storico clell'csercito italiano che a quel~o dell 1t.a ltano risorgimento. . Conf~ssia.o:io però che gli ultimi cnpitoli di questo libro non finiscon o dr ~odclrsfam: quantunc~ue: se l'egregio autore la pensa così, pessuno gli pt10 muovere appunto .d1 dire quello che pensa. A noi sembra ingiusta e immeri~ata qu~ll'ari~ s?egnosa e tanto o quanto sprnzzante con cui esso guarda 1 _nul):1 te~p1, le nuovo cose, e gli uomini novelli . Pnr troppo, quando s1 è g1unt1111 quella stagione della nostra vita, nella qua le, per amore o por forza, bisogna
;tl-·
• Calar le vole e raccoglier le sarte ,
si diventa . . tt1tt·1 un po ' d"1 ma J umore; ci· si attacc11 a tutti, anche ai pi ù spregmdrcnti e più disinvolti, un po' di quello che dicevn Orazio, del
)
I
.d,i/"ficilis, del qtiernlus, del landafo1' tempo·1·is acti Se puero. ~Ia perchè? Porchè pigliarcela colla generazione novella seci lascia in disparte noi, che l'abbiamo cresciuta ed nlle,·ata, per proseguire essa da sè per nuove vie7 Cio non è piace,,ole, ma è perfettamente nell'ordine universale delle cose: ,la ,,ita dell' umanità è un avanzarsi continuo, un continuo inerpicnrsi di :giogo in giogo: . . . . . . e se tal volta D'arccssibil pondio sorgerci innanzi rediamo un giogo, e n'a.llingiam la. cima, A!tre più eccelse cime, innanzi, intorno Ci sovTaslano ancora.
In questo lavoro di Sisifo eterno le generazioni si incalzano: l' una cade -sulla sommità che ha toccato: ma le altre proseguono la loro marcia arnnti: .bell a grnia ancora, se si prendono la briga di seppel lire i morti nella battaglia e di npporvi una piccola memoria. Dunque tnnto il fil osofo quau\o il politico non debbono fo r altro che studiare bene il moviment,o naturale delle cose, e adattarvi l'opera loro per segui rlo o dirigerlo: cbè l'opporvisi sarebbe opera ~on meno dolorosa che inutile . Se la generazione che ora .si trova nel111 più bella stngione della vita umana, fosse vissuta nel 48, nel 59, nel 66, aHebhe fatto quello che fece fa genernzionél d' allora: -ora l'Italia è fotta, è u11ita, è libera: coloro che poco o molto vi hanno cooperato possono essere contenti, e ringraziar la provvidenza che concesse loro d'aver preso pnrte a tanta imprese e a tanta vittoria. Ora vi sono ~uove questioni e forse di maggiore importanza, o per lo meno di più diffi cile soluzione. Alle n uove generazioni il nuovo compito: e :iug11riamoci -0 speriamo che esse possano adempirlo come adempiè il suo quella a cui l'e~regio Mariotti appartiene.
i :es : fa,•111· tl'<t'l•, •ét ~
par E.
~~1LLARO. -
Bruxelles, 1'883 .
I forti di sbarramento io pianura possono essere attaccati da tutte le ·parti; ed a quest~ circostanza si deve la proposta delle torri corazznte qual e ,unico mezzo di difesa per detti forti ; ma l' autore è di parere che, anche non tenuto conto del fallo che il meccanismo che fa girare le torri molto ,facilmente viene danneggiato dai tiri dell'artiglieria, esse in ogni caso non potrebbero sostenere i colpi dei proiettili cHi<;hi .di di namite, l' impiego ~iella quale nel tiro dell'artiglieria sempre più si va estendendo e perfe-
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E PERIODICI
LlRlll
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zionan<lo. Di f~·~nte. a ~1u~sto nuovo mezzo d'attacco i. parapetti in 1erra 5; mostra~o·q·u~li 1 m1ghon mezzi di difesa tanto contro i tiri di lancio come c?nlro I t?t m ~rc.ata . Dopo ciò l'autore moslra come fino al "iornod'ogai s1ano.stat1 stud1at1 tre tipi di forti di sb~rramento: il tedesco, "'proposto maggiore Scl~umann, '.I f~·ancese ed il rnsso, del colonnelloKrnsnowski_ Pass,rndo all esame d, ciascuno di questi tipi, l'autore non si arresta lungamente :ul tedesco perchè basato s·ull'impiego delle torri corazzate· per q~~anto r,?uarda al forte fra.ncese'. oltre al suo fosso s1relto (8 metri) ed copertura. rle1 dai tii··, nem·<·· I' ali msuffic1ente . . pezzi e della e)auarniaione o . ' I .I, au_tore considera rp1alt1 prmc1pal~ fra i suoi_ difetti l'esistenza di tre cappomere casamattat.e pel fiancl:eggiamento dei fossi; le slesse capponiere possono essere. rovmate da lontano dall'artiglieria nemica, ed il fosso al largato davanti ad esse .dà la possihil i1à di scoprire e di ha1tere la scarp del '.o~so str~t~o: Per _eliminare questo difeuo l'autore racc:omauda le· capp_o.n1e1 e mob11I m feri o proposte dal generale Brialmont e perfezionate da lui stesso, arm,llte con cannoni r~volver, nascoste in poterne in pietra, e portate nel. f~s~o ~I mo~1ento de( b1~ogno per mezzo d_i rolaie s1abilite sopra un fondo cl, oramto. L autoreg1~d1ca come poco soddisfacente il forre prcP?Sto dal colonnello. Krasnowsk1 ed espone quindi il suo progetto di forre di sb~1Ta~~n10; e?li però. 1~on si ?ccupa. dei. forti di sbarramento quali in gene.rnle lt mtendwmo no1 m Italia, os~ia d1 quelli destinati a chiudere r passi al.traverso le montagne.
H.ritisclie Biichbl·i che tn1,f den. 1•H1Jlli1Jcli•tic1•l,i-
c1·ilico alla guerra russo-.turca del 1877-1878) . - Estratto dal lavoro del generale K unoPATKIN LovC!ia e Ple·vna.
t1clien B.1•ieg.
d:~
D o11u,
i.,.,,,
guerra -
tDoi11ie -
1853-1881}. -
1s:.a-1.ss1. (A. casa ecl all{1) Ricordi e racconti di ALESSANDRO
VERESCIAG UINE.
Sotto ques~o titolo modes10 il noto scrit~ore ru~so pubblicò una serie dì scene. domesl!che. e militHi maes.trevolmeule descrit1e e che non p. o·so ~ no ~o~ rnteres~:re 11 lettore in gener<)le cri il mili1nre in specie. Il rncconto ne e viv~, ver1tier~, spiritoso; si s,~ntc ad ogni passo, che l'autore scriveciò che vide e provo, e non già ·so ltanto ciò che udì t!a altri r11ccontare. 11 let-tore scorr!ndo quelle ragine non può che dire: si 111 <rnerra de'l"e proprio essere cos1. Sarebbe un ottimo libro di lettura anche ~)cr noi in Ita lin.
( Sgiiarclo
L'estratto di questo rimarchevole lavoro fatto dal maggiore tedesco Kramer si pubblica a Berlino a dispense dal fine del 188i . Ora sono comparse la 3• e la 4• dispensa comprendenti la descrizione dell'attacco di Plevna del 30 agosto, e la' battaglia del 3·1 agosto; ed un esame critico del generale Kuropatkin tradotto letteralmcn te.
Die Russiscleen S0.iÙ•ie••lt1t1e1• 18S4. -
A. v. DRYGALSKT.
(T campi d'isirttzione nissi nell'estcite del 1884) .- Berlino,1885.
(
f.
Fra gli scrittori mil itari tedeschi che si occupano éon ar<lorc di quanto riguarda l'esercito russo tiene uuo dei primi posti l':rntorecli questo opuscolo. Il maggiore prussiano V. Dryga lski visitò nel ·1881- i c:impi d' istruzione presso l\fosc::i, presso Yars:ivi:i e quello di Krnsnoe-Selo; ed ora pubblica le sue impressioni . Nel programma delle esercitazioni egli nota la maggiore ìm portanza dat:i alle esercitmdoni tattiche che non a quelle regolamentari. Riguardo alla c:walleria egli la trova inferiore alla tedesca nelle manovre a cavallo, ma superiore nel manovrare a piedi. Trova in generale poco insieme nelle m:rnovre regolamentari e poca rigidezza nei ranghi; questo d'altronde ò il sol ito difetto che tronno i Tedeschi in tutti gli eserr.iti. L'artiglieria trovasi più che lenltrearmiall'n ltezza delleattnali esigenze, tanto nel manovrare quanto nel tiro; egl i crede degne di imitazione le manovre con munizioni da guerra eseguite da rip3rti .dell e tre armi. L'impressione in lui prodotta rlalle manovre combinale fu completnmente favorevole; il reciproco ~ppoggio fra le tre armi come la conoscenza dei regolamenti sembrarono a lui esistere in modo assai sodclisfncent.e. La fanteria sa manovrare in armonia coll'artiglieria a piedi e la cavalleria con quel laa cavallo: l'artiglieri:i si sa ammassareal momen\oopportnno. Il servizio di sicurezza in marcia e la trasmissione degli avvisi per parte della cavalleria gli sembrarono molto bene organizzati; i movimenti .della fanteria sem brarongli invece spesse volte incerti e lenti. Gli spiegamenti in ordine di combanimento occupavano troppo tempo.
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LIIIRI
'.1Juhtiscl1en n,,.ecnven
ru,•
d•e· Fort1ird·i on u,ad Fiilu•ung 1le1· Cav11lle1·•e-Divisio••· (lYonne tattiche direttive per la {<Yrm,azione e condotta della di1>isione di cavalleria). - Berlino, 11885, tipografia Lukhardt.
L\monimo autore si dichiara lo stesso che pubblicò, su argomen to af~~e, due recenti opere, le quali furono molto commentate dalla slam pa nuhtare tedesca. Nella prima di queste, intitolata: Armamento istruzione, ~rd·in~m~nt~ ed i;mp·iego della cavalleria, tratta in ge~ere del modo d1 serv1rs1 d1 q_ue~t' arma e di prepararla perchè risponda allo scopo; nella seconda, mtt_tolata: La di'Cisione di cavalleria come unità tattica , dimostra che, anche nelle odierne condizioni della tattica la ca:valleria, in ,gra~di masse, p~ò trovare impiego sul campo di ba;tagha. In qu~st_ u_ltima '. che abbiamo tra le mani, ricerca specialmente come una dms1one d1 cavalleria debba essere ordinata e condotta por dare il miglior risultate. . In una l~rio~a e alqunnto satirica introduzione, l'autore dice il perché c!·eda non mutile la propria opera, quantunque le norme per la formaz10ne e ~o~dotta di_ una divisione di cavallerin si trorino già nel regolamento. I 01 entra d1rctLamen.te in materia, trattando del modo di formare una divisione di cavalleria in tempo di pae:e, dell'ordine e ripartizione dell~ sue m~novre, dei campi di esercitazione, delle Jinen, dei sostegni, degli attacchi, ecc., ecc. Una delle quistioni più dibattute in questo libro, si è quella di vedere se la divisione di cavalleria debba essere su due o su tre brirrnte. L'autore crede che la migliore formazione sia su due brigato, conedue b~tterie a ca:allo; e siccome in opere precedenti sostenne un'opinione diversa, c_os1 ammette schiettamente la propria contraddizione, ma se n~ scusa 1~ un modo curioso: « Quando cominciai a pensare su cose d1 cavnllorra , c1·edevo che gl' insegnamenti dati mi fossero assiomi ». L'esperienza gli tolse la fede, ed essendosi messo a ragil>nare col suo cervello, s'accorse della giustezza di quel proverbio che dite: « chi non sa dove va, va più lontanb ». · L'autore è poco amico dei regolamenti; afferma che nessuna vittoria ebbe origine in una disposizione regolamentare, ma tutte l'ebbero nel cervello di qualche comandante; dice che Federico II vinse mezza l'Europa senza regolamento; dice influe essere « cosa caratteristica che l'esercitò di una ?ra_nçl.e potenza europea , il quale ha sempre avuto i migliori regolamenti e rimasto soccombe~te in quasi tutte le guerre» . Egli non sa perdonare \
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E PERIODICI
ai regolamenti cli avere sostenuto, sulla fede di essi, ciò che adesso gli sembra erroneo. Sarebbe ~roppo lungo seguire l'autore nelle sue discussioni ed esan:iinarne i giudizi, ch'egli appoggia sempre ad esempi storici; poichè la stoda ha esempi per tutte le opinioni. Basti il dire che quest'opera è lavoro di un ufficiale intelligente, acuto osservatore, ragionatore ardito e vivace scriuore. Certe sue vedute alqunnto originali trovano la loro spiegazione e giustifica~ione nel fotto da esso allegato, ·che la e3valleria non ebbe, come la fanteria , occasione di fare , nelle ultime guerre, -esperienze decisive; oud!I tutte o quasi tutte le questioni relative all'ordinamento o all'impiego della cavalleria sono ancora immature, o almeno nessuna ebbe tale decisione che non ammetta appello. Questo libro pertanto merita di essere letto da ch iunque s'interessi al tema t11nto ,dibattuto del miglior ordinamento cd impiego della cavalleria.
llee1•es·v e1•rc1Sf1t1Hge,·1,
Umschau von dei popoli). -
M Ax J AHNS,
UHtl
1ròl1,erlelien. -
Eine
rnajor. ( Ordinamenti miWari e vita
Berl in, ,1885.
Dalla società Cti letteratura di Berlino V1engono pubblicati a fa scicoli vad -scritti; in ognuno di questi fascicoli si contengono da quauro a sei lavori diversi . Nell'ultimo di essi trovasi pubblicato il lavoro di cui sopra. Questo scritto del maggiore Ji.ihns è un estratto delle letture da lui fatte alla società letteraria di Berlino. Lo scopo dell'autore è di mostrare !'in· timo le/)'amc fra la vita storica delle nazioni ed il loro ordinamento militare. 1tsuo lavoro è diviso in 6 capitoli . Nel primo egli parla degli eserciti presso i popoli nomadi e semi-nomadi. Nel secondo si tratt.a del servizio per turno ossia quando una tribù è occupata nella guerra, ed un'altra prepara il nutrimento per sè e per l'esercito, nella qual cosa ~ssc s~~lte~-. nano; delle caste guerriere, gianisseri, strielitzi, 1lclle colonie mil1tan, .ille quali 1'11utore riferisce i cosacchi egli stabili menti _russi, Nel terzo~pitolo si esaminano lo stato degli eserciti nelle repubbliche greche,. lo sviluppo e la cacluto dell'esercito nazionale romano, le bande germaniche ed il si:;lema militare feudal e; si parla poi delle ci1là e clelleleghe. Nel quarto capitolo l'autore tratta delle truppe mercenarie a Cartagine, iu Grecia, nel medio evo cd al tempo del rinascimento; dei condottieri in Itnl ia, delle truppe mercenarie delle monarchie; dei lanziohenecchi tetlesohi; degli e· serciti permnnenti salariati (svizzeri), dell'esercito fran cese, nel xvu e xvm
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LIBRI
E PERIODICI
secolo, degli eserciti tedeschi cd inglesi nel xv111. Nel quinto capitolo si tratta del- reclutamento e dell'ordinamento delle truppe macedoni, delle truppe dell'impero romano e di quelle degli ultimi tempi; finalmente nel sesto eJ ultimo capitolo l'autore parla del servizio generale obbligatorio delle attuali nazioni civili. Questa parte comincia con n nt1 esposizione clelle opinioni d'altri tempi sul servizio generale obbligatorio, nel numero rlelle qua li prima delle altre trovansi riportate le opinioni di )Iach iavel li, Yengono poi Spinoza, Leibnitz, il maresciallo cli Sassoni.\, Adamo Schmi,lt, ecc. Il sesto capitolo finisce con un paragrafo sul popolo tedesco armato. Lo scritto del maggiore Ji:ihns presenta un gronde interesse per la varietà dei soggetti da lui toccati. L'esposizione è facilt: ed accessibile anche ad un estraneo alle cose mi litari.
Parlando prima di tnllo della. durata dcli~ ferma, l'autore non ammette· la possibilità di ridurla da tre a due anni. Tre :inni sono il limi,te minimo non per fare un soldato, ma per dare al borghese i primi rudimenti di ciò che sia la disciplina ed il servizio militare, per poter formare dei graduat/ che tanto qunnto possano istruire i nuovi soldati . Trauando quindi del · corpo degli ufficiali , egli propone di nmmettere i genera li dell'artiglieria al comando delle divisioni e dei corpi d'annata; ma riconosce come molto svantaggioso il trasferimento degli nfficiali da un reggimento all'altro puichè con questo sistema non può esservi affezione al proprio reggimento . e consegueDLemente vero spiri to di camerntismo. Passando allaq11.::stio11e dei souutnciali l'autore accenna alla loro deficienza numerica; e per riparare a ciò egli consiglia di scegliere annualmente fra le recl ute 3 o !1 uomini per compagnia fra i migliori per istruzione e proveo ieuz:i, e di istruirli secondo il programma dei volontari d'un anno: Questi individui dopo due o tre anni potrebbero essere promossi so1tuf6ciali; all'epoca del congedamento una parte di essi potrà re5tare in servizio, gli al tri potrnnno occuparCI i posti da sotturnciali :i l momento della mobilitazione. Riguardo all'ordinamento dell'esercito, l'autore propone di ronservare l'organizznzione per corpi d'armata solo in pace ma in guerra <li forma.re le armate di rettamente con le di visioni su pponendo essere più focile dirigere 8 divisioni (a tre hrignte) che non 'luattro corpi d'armota a ·z divisioni ciascuno . I comandan ti di corpo d'armnta riccvcreDbero un'armata ,. o sarebbero nominati governatori milit.'lri : gli altri resterebbero a disposizione dei comandanti d'armata, quei di fan teria poi caso in cui si formassero ,,peciali distacca menti di tlue o tre divisioni, quei di cnvalleria per la condotta di masse di ca,1alleria, per ernmpio, negli inseguimenti. Prendendo ad esaminare separatamente le vario armi l'autore si forma sull'equipaggiamento della fanteri11 . Egli propone di alleggerirlo col su rrogare allo za ino dell e borse. Uiguartlo ali' istruzione della fonteria egli vorrebbe che le manovre a partiti con tr:ipposLi non andassero a danno dl' quelle regolamentari: l'istruzione regolamentare in piazza d'armi sino alla brigata inclusivamente, è iodispensabile per la pratica dei comandanLi dr battaglione, per arrivare al la fr:rn chczza cd alla calma nelle e,·oluzioni e per allenar<> gli uomini alla fatica. Nel combattimento egli crede il fuoc0t· un mezzo effi cace soltanto colla rigida disciplina ed alle piccole dista oze (ioo metri); alle maggiori dis1anu fuochi a salve in casi eccezionali , o contro larghi bersagli. Circa la cavalleria, l'a utore crede che sul cam po di bauaglia la sua r,f•• ficacia non possa fa rsi sen tire che operando a masse e rnntro la cavnl leria,
ne,• Feldcliensì. - Mnjor E. ZooEr.. (Il servizio di cam pagna) . - Leipzig, 1880. 1
Da poco uscì la quinta edizione del dello libro e ciò da per sè parla in suo favore. E realmente lo merita. Esso presenta una esposizione famigliare degli obblighi del soldato in campagna, ttmto quando trovasi nei ranghi quanto quando è isolato; le istruzioni teoric.he sono corredate da esempi presi nella pratica di guerra. Il libro tralta del servizio di sicurezza e di esplorazione, dell'ordinamento dei bivacchi, del combattimento, della stima delle distanze, dei servizi speciali (scorta di trasporti , imboscate, ,!anni e riparazioni alle strad<~, ecc.), dei trinceramenti e dell'acfattamento delle loca lit/1.
Kritische betrachlungen eines veteranen. (v. d.) . - {L'esetcito tedesco . C-onsidm1:rioni critiche di itn veterano . V . d .) .
Das cteutsclae Bee,•. -
« li presente e l'avvenire della Germanin dipendono sopratutto dalla sun potenza militare» così comincia l'autore il suo opuscolo; il contenuto d<>I qunle è inspirato dal desiderio di veder segui lo il consiglio si vis pace,n, parabellum. Volendo vedere l'esercito tedesco ad una altezza tale da non meritare critiche sotto alcun riguardo, l'autore si occupa di diverse questioni di cu i indichiamo qui brevemente la parte e~senzi:tle.
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.nemica; egli non conta sulla buona riuscita di operazioni contro la fan teria ancora ordina ta. Riguardo ali' artiglieria, l'autore dice che essa è talmente buona che non resta altro che sD perla bene adoperare e dove occorra am:nassarla a ,tempo .
I caccialori e la cavalle1·ia leggiera sotto il primo impet·o. - È un lavoro assai interessante, nel quale, anzichè tessere la storia dei cacciatori, si dà un buon sguardo retrospettivo alla cavalleria del primo im pero napoleonico. Scritto con molto spirito e sentimento cavallcristici sar.:. letto con diletto e con vnntaggio dcll:i propria istrnzionc dagl i ufficiali dell'arma. Addestramento del oa.r;al/o m1·titare e del car,a/lo da caccia. La dfo·isione di ca--vallerici ne/lei battagli.,i. - È la continuazione e la fine cli u.n esteso rendiconto (!cl noto opuscolo: Dfr Ka'l:lallerie-division. als schlachtenki:irper. Proposte di modificaifoni al recltLla.mento e a.Ila classificazione dei quadrupedi . La futura legge dei quadi"i e la ca calleria . - Lo scrittore dell'anicolo ritiene come prossima la presentazione al Parlamento di un progetto di legge intorno ai ~uadri e alla forza effettiva clell'osercito, in sostituzionedella legge attuale del ,13 nHirzo ·1875. Le modificazioni che si vorrebbero proporre, rispetto all'arma di ca valleria, pare sarcbhE'ro le seguenti: 4° Riduzione a tre ufficiali superiori per reggimento, e comando dei reggimenti affidati indifferentemente ad un colonnello o ad un tenente colonnello; 2° Soppressione del C.'lpitano istruttore e dei c11pitani io secondo. Creazione di due aiutanti maggiori; 3° Cre:izione di un servizio particolare clcll'arnrn. L':mtorc dell'articolo non ammette la pretesa es11gerazione degli attuali 'luadri superiori dei reggimemi di c.:avalleria, nè che all'uopo possano bast.are tre soli ufficiali superiori. · Dice cho i fa utori di ~uestn riforma citano sempre in appoggio della loro tesi la c.'lnlleria teclesc.:a dimentì,auclo affatto che quest'ultima, per il suo orclin:imento, pel rcdutamcnto de'suoi ufficiali, per l'avanzamento, pel servizio intemo e per l'amminìstrnzione ed infìne per le sue tradizioni miliwri e pel carattere tlegl'individui, è essenzialmente differente dalla cavalleria francese. Si propugna la necessità che il comandante del corpo sia un colonnello, che si mantenga il tenente colonnello come comandante in 2° in pace, il qu:i le assumerebbe il comando del deposito all'atto della mobilit-tizione; e chesiell\ i inoltre due maggiori, uno dei quali incaricato dell'nm ministrazionc e della contabilità. Si ritiene opportuna la soppressione del capitano istruttore e dei (·a pitani in 2°, e la creazione di uno sta.lo maggiore particolare dell'arma, 1el
Afgl,11nistan tnuf seb,e Nt1ehba1·la1ule1·. B e r sclun,,.,1,,,~ des Jièng'flte n ,•us'fli.scl,-engli'Selìe i. B.011/l,U,ts in Ze11t,•al-A sien. N t1cl1. ile n 11e 1ieste ,1 flt.ie lleH gesc l,ililert, von Dr. HERllANN R OSKOSCHNY.
(L'A{ganistan ed i suoi paesi limitrofi. Il teatro del recente conflitto rnsso-inglese nell'Asia centrale d~scritto seconclo le più recenti notizie da,l dottore ErmANN RosKoSCHNY). Con circa 200 disegni, molte carte e piani ed una gran carta _colorita dell'Afganistan. - Lipsia-Gressner e Schramm. L'autore è già noto pei suoi scritti riguardanti l'Oriente. La Russia Asiatica. llJJopolo e la terra russa. Le colonie europee ecc. Questo suo nuovo lavoro è una descrizione interessante ed ordinata dei progressi dei Russi :nell'A:;ia del Turkestan Afgano e de11'A.fganistau propriamente detto.
Bev1te de cav nlerie. -
Puntale di ot.tobre, novembre e
dicembre ·i 88iS .
Dalla formazione e scelta dei quadri nello squadrone . - L'autore critica l'istituzione·nei reggimenti dei plotoni allievi-istruttori, i quali non raggiungono lo s~opo prefissosi di formare abili caporali, e presen1ano inoltre i seguenti incon venienti: ·I ° Che nello scegliere troppo p:·csto i candidati,caporali, si commettono inevi1abilmcnte grnndi errori; 2° Che si priva uno squadrone di un ufficiale subalterno; 3· Che si toglie al comandante lo squadrone il maggiore incentivo a formare buoni soldati, se ques1i debbono approfittare ad un altro che gliene ·invia di meno buoni; i° Che si toglie ai solda1i ogni spirito di emulazione.
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LIBRI
..quale dovrebbero far ·parte t.tttt1· a11· r1fr,u1c1·" 11· con1andat· · · , 1 fuon· d,u· reggi· menti. · Stud:io sto1"ico ~ tatltico della cavalleria tedesca. durante /a guerra del ~ 870-71. - E la narrazione minu.ta, particolareggiata, de.;;unta in special modo dalla storia della campagna pubblicata dal grande stato nrno-giore prus:;ian_o, delle operazioni della cavalleria tedesca nella guer~a franco-germamca: La parte svolta va dall'inizio della campagna al giungere del la 3a armata alla Mo,ella. ~on crediamo veramente che, dopo tutto ciò che fu scritto negli scorsi a:101 s_opra questo argomeuto, fosse sentito il bisogno di siffàtto- studio. ~uols, _pe_r? notare che è uno studio assai ben fatto, compilato con molta 11np~rz1_alita e che non_ pu? a meno cli riuscire giovevole agli ufficiali, i quali v1 trovano descntte m poche pagine le operazioni della cavalleria .tedesca, che donehbero ricercare io molti volumi. Avremmo desiderato che l'autore: '.spiran~o$i all"nmore_dello studio; e dimostrandosi ~uperiore alle suscettmta dell iirnor proprio naziona)e, ave:;se almeno succintamente ac:ennato all_e azioni della cavalleria francese, mentre per proposito se ne 11stiene cornpmtamen te. Gl·i arruolarnenPi i,olòntari nella cavalle-r ia. Le corse rn1Jita1·i e i cavalli rnihta1·i. - Con rao-ione ed a mezzo di 0 validi argomenti si mettono in rilievo i vantao-o-i che ritracrno 110 "li' ttfc,_ . 1· I li .. . 00 oo " u -eia I ea e corse mtlitan, e si fanno caldi voti affinchè l'istituzione delle medesime iissuma il maggior possibile sviluppo. Della gwida nelle evoliiz-ioni. Eserc-izi svedali tiella cavallerfo ·inglese. · D~ll'istrnzione della ca·valleria. - CoMimtazfone degl·i articoh in· se1·ti nella vuntata d-i maggio e giugno . - Lo scrittore dell'ani~olo dice .che, contrariamente 1\lle vigenti prescrizioni regolamentari, si continua presso i reggi men ti de~la cavalleria fran cetie nel vecchio sistema di pretendere, da?li u~ficiali, dai graduati di truppa e dai soldati, la rip'3ti~ione letterale de, van regolamenti. Egli ritiene (e noi siamo intieramente del suo avviso) che siffatto met~do ~l'insegnamento sia vizioso e non scevro· di pericoli, poichè io Juo"o ?1 sviluppare l'intelligenza.ha per primo effetto di generare 111 sonnolen~a ·mtellettuale io tntti i gradi della gerarchia. No te wlla sto1-ia genernle dd coraz.ie1·i. P·i.ccolo d,izionario de'princ'i,pali 'Vocaboli di corsa e d-i caccia,. La forza rnilitare della Bul,ga-1·ia e della Rwnelia, orientale. Notizi·e·e informazioni ·varie. - Notiamo fra queste alcuni dati in1t~res,autt trHoroo all 'allevamento equino in Francia e specialmente nel la
Normandia . Il cavallo militare tende sempre più a scomparire dal la Normandia, ed è totalmente abbandonato l'allcvaénento del tipo Cljrroz.ziere e def cavallo· da sella di alta statura. Si alleva invece sopra larghissima scal~ il ca vallo basso, largo, rotondo, che è molto ricercato all'estero perchè eccellente al tiro, ma che è inutile pel servizio militare. La produzione cavallina ha preso in Francia ampio sviluppo, ma 1 nsultati, dal punto di vista militare, sarebbero molto meschini. Il paese non è in grado d1 forni re all'esercito i 25000 cavalli de'quali ha bisogno ogni anno, e tanto meno si troverà in grado di dare i 60000 cavalli occonenti p.el passaggio dal piede di pace a qnellò di gucrr:i; e questo sopra 1000000 di quadrupedi . . Sport 1nilitare. L'eseroito se:rbo e l' es<rrcito greco nel 188 5. La guerra serbo-bulgara. S o/lettino bibliogra(tco. Nomine e promoz·ioni, e disposizi oni, del giornale mih:tare, i·iguar. danti l'arma di caoalleria.
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11.l·iliiÌ~,. • \llocl ienf,ltitt, -
N. 97 al 1104.
In memoria del 1na9gi01· genernle pnissiano a disposizione e ltwgotenente genernle ottomano Ottone Kdhler, aiutlinte di cmnpo di Sua Maestà il ·sul,tano. Formazione della fanteria sovra 1ma sola riga d1trante I.e mano1>re. - Perchè le manovre tattiche siano veramente utili bisorna che venaano Q eseguite in condizioni che s'avvicinino il più clie possibile a quelle della guerra. Coi deboli effettivi delle com p11g11ie in pace i capi vengono a farsi una falsa idea del tempo necessario allo spiegamento delle colonne e del fron te occupato tla i singoli riparti in guerra; !'aut.ore vorrebbe che perciò si usas~c alcune volte nelle mannro di formare la fanteria sopra unn sola riga; così la profondità d<~lle colonne e l'ampiezza dei fronti verrebbero duplicate. Questa proposta non sarebbe in contraddizione collo spirito dei regùlamenti. Nel le manovre si suppongono tante cose e tante truppe, non si potrebbero <lunqnc supporre due righe dove ve n'ha una sola'? La (anteri<t nel combattimento cli(ensi'vo. SuU'ìmp'~ego delle parole stranie,,·e. - L'autore non vorrebbe si esa· gerasse nello sfratto alle parole di origine straniera dn I momento che nelle . cose milit11d molte parole non tedesche sono entrate talmente nell' uso comune che il sostituirvene delle altre non porterebbe che alla confusione. V
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Cosa mapprendono le mano'Vre divisionali di cavalleria? - Ci apprendono prima di tutto, dice l'autore, che il regolamento d'esercizi contiene molta zavorra esuberante la quale nel momento serio _non verrà mai impiegata; ed in secondo luogo mostrano come nel regolamento manchino certe formazioni semplici che sareb'bero utilizzabili in pratica. Chi ha preso parte a veri attacchi sa che appena si vede il nemico, ogni comandante di plotone e persino ogni cavaliere istintivamente prende la sua direzione verso il nemico. Una marcia da parata per fare un attacco sarà solo sognata da coloro che non hanno mai visto un campo di battaglia; le granate scoppianti, il fooco della fanteria, gli ostacoli del terreno, i cavalli che rovesciano, rovinano questo quadro ideale. L'autore passa ad indicare alcune formazioni che secondo lui dovrebbero essere bandite. Per attaccare la fanteria è ora p. es. venuta foori una nuova formazione, i reggimenti s'avanzano in colonne di squadrone ~d i plotoni di test.'\ precedono le colonne in foraggieri e ciò per far si che coperti dalla polvere da questi sollevata e mentre il nemico rivolge ad essi la sua attenzione, il grosso si prepari per l'attacco. Ma bisognerà ben guardarsi di adoperare questa manovra, nel caso vero. Cosa deve accadere? Una fanteria intatta annienterà in due minuti col massimo sangue freddo questi singoli plotoni; il terreno sarà coperto cli uomini e cavalli morti, il reggimento che sopraggiunge dovrà sorpassare questi ostacoli che da se stesso si è creato; e sarà nel suo attacco non solo ricevuto colla stessa. quantità di proiettili éhe 11ceverebbe ove quei plotoni non avessero attaccato ma non avrà neanche un campo d'attacco sgombero. Si dimentica troppo spesso che il cavallo dopo la creazione ùel mondo offre in generale sempre lo stesso bersaglio; ma che invece la fanteria e l'artiglieria hanno fotto rilevanti progressi nel loro armamento, dalla freccia e dalla catapulta al fucile modello ,187,1, ed al cannone Krnpp. La fanteria intatta deve debitamente e,sere scossa dai cannoni e dai fucili e solo allora potrà essere data in preda alla cavalleria. Se guardiamo il vecchio regolamento del •I812 e quelli che apparvero dopo ci si deve senza dubbio convincere che Ja sempl ifìc11zioue fu lostudio costante che inspirò ognuno di essi. Cosa si direbbe ora se si cambiasse di indirizzo? Lo si creder~hbe uno scherzo. Perchè non dovrl3bbe essere l'attuale regolamento atto ad essere semplificato? 11lcnne pa,role sidla cura della pelle dei cavalh in relaz,ione ,;olla stagione. Circa ,a t:iro iidotto . - L'autore in un lungo 11rticolo viene alla conclusione essere questa istruzione di un'utilità assai dubbia pel soldato.
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N. 53 a 61.
Sulle condizion-i ct"avanzamento dei capitan'i d!i /"ante,l'ia in Rnssfo. - ~el gennaio di riuest'anno fu applicata per la prima volta in Russia ]a, nuova legge sull'avanzamento dei c<1pitani di fanteria. Colla legge abrogat<1 le promozioni si facevano per divisione, e le ljste di proposte per l'annzamento a scelta non ernno per nulla _lirnit~te: Da ciò avveniva che mentre in una divisione si. avevano parecchi uffic1ah SU· periori in soprarmmero, con 11ggravio dell'ernrio, e _ta~ volta molto g'io:an~; in un'ahrn le prornozioni snbi vano un ristagno, e v1s1 trovavano cap1tam, meritevolissimi per capaeìtù e per campagne, assai più vecchi di età e di orado di quelli promossi altrove. 0 L'unic-a condizione posta per la promozione a scelta era che il candidato avesse tennto il comando di una compagnia per un anno; e questo indipendentemente dal tempo passato in servizio col_ gr'.t~o ~i capi tano . Di tal maniera i $t1pcriori immediati avevnno la poss1b1hta dt P~'oporre ca-: pi tani giovaui;;simi, sicchè 11lcuni veni vaoo promossi tenenti c-olonnelh con due, o tre anni solo di grado e anche meno. Ora invece si è stabilito un turno generale per tutta la fanterir _e tran~ sitoriamfmte per equilibrare le cose si è presa anche la deternuna1.10ne eh coprire le v11canze esistenti prima cogli ufli<'.iali sup_eri_ori in soprannumero, poi con capitani che non avessero meno eh 7 a~m d1 grado . , · (Dall'In1,avido R1tsso) « 111. W. Bl. >>. Dell'ùnpiego dell'artiglie1··i a nel combattimento ,J:if~~s iv0 . - Il signo~ R. F. pigliando ad esamimu·e il regolamento di servmo dove ~r~tt~ ~e~ · doveri dell'artiglieria nella difesa, tro1•a che secondo le pr<~~cr1z10111 1v'. contenute essa dovrebbe condursi in senso troppo passivo; e s1 propone d1 dimostrare che si fatte pre,crir.ioni non corrispondono ai bi;;ogni di ~m~ buona difesa, riè valgono a far estrinsecare ali' artiglieria tutti i mezzt di cui può disporre, fra i quali annovera oltre la mobilit:,, la_ po_ten~a straordinaria dello shrapnel. - Per lui il tiro in massa della luc1l~n11 ~on ha nul la a che frtre col tiro a shrapnel; e nelle battaglie future la fanteria no11 " potrii in .-ikun modo tener testa :ill'azione ~i qu~st°. proietto: , 1 Ciò posto, esamina se -convenga tenere I art1gl1~r'.a ~nlh\ lme,1 0~~ner .i~e di difesa, 0 indietro di essa; e troYa essere prefenbde 11 pmn°. pmt1to.' s~a per poter agire più da lontano e obbl_igare cos_i l'_11ttaccm~'.~ 11 lor~arn, p1~ presto, sia per 11011 mettere la propri::1_ ~anteri~ rn cond1Z1oo e d1 trorn~s• fra due fuochi, appostandola 500 passi 111n1111z1. . Dalle posizioni così avanzate dovrà n~an t~nere 11 duello coll'artiglieria avver,;aria, finclt L: non si mnnifesti la dtrez1onc vera dell'attacco. Allora t2 -
ANl\0 XXXI, VOI,. I
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una parte si ritirerà pe!' pigliare altre posiziooi, ma contrarimnenten qiwnto vorrebbe il regolamento, non deve mai tener unila in riserva , perocchii e?~ ciò rinuncierebh1~a quella prevalenza di fuochi che la scelta delln posmone 1n permette di sviluppare fìu da princip10. Anche la prescrizione, secondo cui non si dovrebbe aprire il fuoco troppo ,presto, ;non piace aI signor B . F., iI quale dice che il cominciamento del fuoco deve dipendere esclnsivarnen t~ dtlil'importnnza degli obbio.ttiYi che possano presentarsi . Parla quindi della convenienza che l'artiglieria aobia ad accomp,1 ,;nnre i ,ritorni offeosi vi; e come e in che misura ciò debba succedere; come<> pure parla .delle enormi r.erdite che l'attaccante subiri1al di qua dei ,J 000 passi per opera del'o shrapnel e della ditlìcoltà per lu i di guadagnare terreno; e conchiude ria:;surnendo i doveri dell'artiglieria della difesa in qnesto modo: •I O Spinger:;i offensi vameute in posizioni avanzate sotto la protezione <folla fanteria e della cavallerja; 2° Coop1m,re n respingere l'assalto stando nella linea generale di <life.;a, spalla a spalla colla fanteria; · 3° Coopernm con nna parte clell°artiglieria ai ritorni offensivi; ti° Fare largo uso del tiro a shrapnel in genere; · ,!'> Regolare il ti ro a shrapnel in modo che da esso dipenda la riuscita del combattimento deci:"ivo .
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N. 54 a 6·1.
Rice1·ca d;i wna teor·ia scientifica sul modo di ùnbriyhare i .c avall·i e costruzione di una briglia mihtare normale. - Del Ten. Colonnello
von SroHn - L'autore osserva che quantunque moltissime considerazioni siano state emesse intorno alla struttura e all'uso della briolia del morso, del filetto, della capezza e di tutte le parti di cui questi fiD imenti si compongono, manca però quel complesso e quell' ùnitll di vedute che costitui;;cono un sistema in se .stesso e una vera teoria scientifica. Egli si propone quindi di riempire questa lacuna, non solo, m.a di giungere altresì alla cosuuzione cli nlÌo strumento che da solo sopperisca a tutte le esigenze, alle quali ciascuno di qLLclli nominati non può soddisfare; cioè: 1° che serva al cavalidre o al l'auriga per render$i. padrone del cavallo; per guidarlo e per regolarne l'andatura; 2° che contribuisca alla sicurezza del portnmento, facilitando l'equilibrio del 'cavallo in ogni genere d'anda.tura; 3° che concorra all'anunaegtrarnento del cavallo; r. 0 che as:;icuri quest'nl'timo rpiando riposa, rpfando sta nella scuderia, nel hivacco, ecc. l:)
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Per socldisfore al suo còmpito il colonnello von S1)ohr' fa una Junohis. e sima disertazione intorno al!a struttura nuatornica del cavallo; e in relaiione ad essa esamina uno per uno, parte per parte, tntti gli strumenti che furono inventati fino ,1d oggi, cercando cli scoprirne le origini, descrivendone lo svilnppo successivo e analizzandone minnti:,simamente Lutti i pregi e tutti i difetti. In base quindi a i-1unsto eruditQe paziente esame trova che l'attuale capezza della cavn lleria prnssiana è di costruzione assai convçn iente, quantunque le si possa rimproverare nn eccesso di solidità pel caso di do ver servire esclusivamente come capezza; e irova che mentre la si è di gi.ì ridotta iu modo da poter portare il filetto, sarebbe facilissimo modificnrla nel senso di servire anche pel morso; cosicchè si avrebbe la possibilità di riunire rapidamente morso f} fil etto a quc'st.a c11pezz:i e di disgiungerli, senza levarla dal la testa del cavallo. Questo è prccisarÌiente il risultato al qna le è giunto l'autore e 1iel quale ha ottenuto nn brevetto d'invenzione. Egli dà in seguito una minuta descrizione del suo trovato (descrizione la quale per altro .si fonda sopra tavole di disegni che il giornale non riporta) e finisci:} ennmeranclo tutti i vantaggi che per esso si è inteso di ottenere; cioè: 1° niunisce in ~è tnLt1 gli uffici di cavezza, di fi letto e di morso; 2° Il suo maneggio nel metterlo e nel toglierlo è comodissimo; 3° Facilita grnndcmentc l'addestramento del cavn llo; !~ 0 Non fa cendo uso di hnrbnzzale, rimuove tutte le cause di ferimenti del cavalJo alle labbra e alle barre. 5° Finalmente vale a coneggere molti piccoli difetti facili a riscontrarsi 1
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Deuttwlie Hee,•es-Zeitung. -
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nel caval lo.
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Il ser vizio deWesercito 1·i isso nell'estate del 1885. - Le ~ruppe in tJuest'anno sono riunite in due ca tegori1~di cnmpi: campi semplici e campi · misti. Nei primi si esercitano le diverse armi partitamente; nei secondi le diverse armi riunite. La duratn dei campi varia a se~onda delle circostanze climateriche e local i; così per il circolo di Finlandia è limitata a 2 settimane; pel circolo di Pietroburgo è di H settimane; pei circol i di. Odessa, Kiew e del Cau- · caso le ~sercitazioni vengono sospese nel cuore dell'estate per a o r~ settimane; e gli uom ini di fanteria e d'artiglieria a piedi sono autorizzati di applicarsi a lavori liberi. I crl!mpi sempl'ici d'ordinnrio dovrebbero cominciare col ,JO di maggio, ma, sempre per motivi climaterici , qnesto termine può variare dal ·1 °aprile al ,J O giugno. 1'artiglieria nel primo periodo resta cli solito.nelle proprie guarnigipni, 12· -
ANNO X.XXI, vor•. I.
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meno quell:i :ipparteuente ai circoli di Pietroburgo, l\losca e Wilna che si reca addirittura o sui poligoni cli Liro, o sulle locali!~ dove arrauuo poi lnogo le e~ercitazioni mi st•}. Pei reggimenti di cava lleria vi sono '16 punti di ritrovo nella Russia europea , dove a seconda dei casi si trattengono due, tre o quattro !\Cttimanc per poi distribui rsi nei vari campi misti. I zappatori, riuniti per brigate, si raccolgono in sei locali tit diverse, d'oude si recano quindi a prcudcr parté alle grosse manovre. Pei camp·i wist·i fnron o scelti 42 punti, di cu, 2!1 per tuue le armi, 1O per fanteria e artigl ieria da campo e3 pcrcavalleriae.1rtigliei-i:111 cava llo. In tre dei primi 29 si raccolgono dnc corpi d'a rmata; in rruattro, riparti superiori nd una divisione; e negl i altri , distaccamenti della forr.a di una divisione circa. Finiti i campi mi~ti, hanno luogo grandi manovre nei circoli di Wilna, Var.savia, O<lessn e Mosca. Per ciò che rigua rda il modo e le regole di concentramento delle truppe nei c:impi misti., la cavalleria e l'artiglieria d<' \'On() recarvisi sempre per tappe e por vie ord inarie; la fa nteria soli.au to quando lr, :;pese cli marcia a piedi non superiuo quelle che occorrerebhl'ro pel tra~porto prr l'érrovi:i o per vie ac.:qDee . il l'C!7'1:me nii lilfireGomc alla. swola ecc. - (Continuazione) . - L'autore, preudendo come punto di riferimento il peso spcci fko del corpo, si fa ad esami n:ire sn quali condizioni biologiche esso vnlga a forci orienta r,\ e trova che: il grado di immunità contro tutte le malattie e in ispecie contro leacute, e che l'attività al lavoro corpor3le ed i111ellcmuale sono maggiori o minori a seconda che maggiore o minore è tale peso . Ciò posto_ egli dice che si possono addunc una quar.tità difatti, i quali valgono a dimostrare che dall'apprezzamento di tale peso specilìco si pos:;ono trarre vantaggi individuali e generali: come nella pcdagogi,1 , nella dietetica, nell'igitmfl, nella tempia e nel regime militare. Riguardo a quest'ul timo soggeuo osserv:i: . ·1° che molta gente clifouosa e debole, i cui difetti no n appariscono a pl'llno aspetto, non s:1rebbe accettata all'atto del recl111.an1ento se nella visita si tenesse con to del ,peso specifico. Egli ,,rorcbbe poi chè le reclute le quali si avvicinano al limite min imo di tale peso, fosse rosottoposteadalcune settimane di regime speciale, inteso ad arrobustirle; e che quelle che dopo tale periodo non avessero guadagnato nulla· fossero rimandale. .. 2. 0 che i cougcd i cpncessi alla fine del secondo anno di scrvrzio, i crual i si londano sul grado di istrnzione mili tare, potrebbero essere distribuiti con maggiore garanzia di equi1à cli giudizio, quanto vi si facesse entrare
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come coeffìciente il peso specifico; il q11ale, (1ua1H.lo nulla vi fosse incontrario, costituirebbe una prova del profìttoricanHod:i ll'indivicluouel complesso delln esercitazioni. 3° che in casi dubhj tale val utazione dovrebbe avere infl uenza anche suIl'a ,,anzamento . .1,• che il peso specifico dovrebbe tliciclere in tntti i casi iu cni si tratti di scegliere un inrlividuo od nna classe di incliviclni per 1111 determinato servizio;'pcl quale sia necessario un grado di rohn~tezz:i elovnto, come per c:;empio nel servizio dei lazzeretti, dove occorre avere persone poco soggcue :id as;orhire i germi delle malattie. 5° che lo stesso principio polrebbe :i ,·ere utile:i pplicazionc nell:i SC'clta, nell'assegnazione e nell'addcstro men to clei cavalli. 6° fin almente, che esso presta importanti servigii sin al medico milil:ire che al medico civile nell'esercizio delle loro funzi oni . Secondo l'autore poi il regime con cui ùovrehhero esscre tratt:ite le recinte affine di arrobnstirlc: appena giuugono so tto le armi , sarebbe: 11° Dis1ribuzione cli alimenti ricchi d'albumina e di droghe; 2° Prima di ogni pasto un energico e;ercizio gi nnasti co di tale durata c,he provochi il sudore; 3° 0 gni sctt.iman3 un uaguoa lla turca, oppure dopo1111 bagno d'acqua calda, una fo rte strofina tura della pelle, per provocare e facilitare In traspirazione; t~· Even tualmente, di quando iu qu1111 ,l o, qualche medic:imento diaforetico o diuretico sotto forma di bevanda alcoolica calda; 5° Tnl volla :rnchc la sornmiuislr:izioue di qualche drastico. Questo t.rnLtamento deve essere contin uato dn quattro e sei scttinÌanr, dopo di che si potrà co11statarnc gli eITetti e prendere le misure opronune.
I-,nu di,f.<>
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Numeri di novembre e dicembre ·188:5.
(;t,i istituti 1ri-ili1a1·incll' Enropa occùlenta.le. - È 11 n riasrnnto rii varii nnicoli comp:irsi 11ell:i Raccoltapedar,ogica . (Peda909'iceskiSb01·nik) . In esso si danno notizie dialcuuc riforme avvenute in Inghilterra, i1J Anstrin-Ungheria cd in Italia . Si vede che l'autore dello scritto non ha :ivuto riguardo all'Ilali:i infor. mazioni molto precise, poichii ecco cpwll to dice: « In Italin ltitti gli istituti di istruzione seconda ria vengono trasfo rmati in collegi militnri conservando gli attua li progra mmi elci gimrnsi e dei licei e 13sciando n ~no po~to l'nttna lc personale insegnante . L'nrn mi nistr:izio1w od iI mantenimento della il i~cipiinn ~:wnnno nrfidati
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all'autoritit militare; l'istruzione invece sarà di spetlaoza del persou:lle civile che resterà sotto la diretta dipendenza del ministero dell'istruzione pubblica » ecc. ecc. Poi osserva « è di fficile non immaginare come In si. multi:mea presenza nello stesso istituto tnnto dei giovan i c.he non hanno desiderio di fare il militare quanto di Cjuelli che si destinano alla carriera delléarmi non possa essere nociva all'echtcazione militare dì questi ultimi ». L'autore crede che da noi tutti quanti i convitti ginnasiali e liceali siano stati trasformati in collégi militari mentre ciò come sa ppiamo non f~ fati.o che per due soli. Esperimenti con segnal·i da campagnci. L. Boausr.AWSKJ. - In Rnssin continuano con molto ardore .id occuparsi della questione dei segnai i in campagna. Appena sciolto il campo a Temir-Knn-Sciura ebbero luogo presso il reggimento Apsceronski degli esperimenti secondo il sistema itlca to · dal colonnello Skugarewski del quale fo già dato un cenno in questa Rivista. A questo scopo furono impratichi~i con questi segnali : un capit.ano, i quattro aiuta.n~i maggiori dei battaglioni , tut.ti i guidon i dellecornpagoie, i segnalisti, i tamburini, ed nn sottufficiale e due soltlnti per compngn i:i , in tutto 5 uflìciali ed 80 individui di truppa. Tutti gli individui cli t.rnppa furcroo rip:irtiti in due gruppi: i lettera,t:i che vennero eserci tati nelln trasmissione e nel ri cevi mento dei dispncci; egli i lletterati che veurrnro esercit.ati nel solo meccanismo clell:i segual_azione. Le prime lezion i si fecero a brevi distanze con J.rnncliere rosse. Il sistema di segnalazione è così sempi ice che bastarono tre lezioni perchè gli uomini di truppa si impratichiss/,\ro iu esso; dapprincipio si servirono della tabella tlei segnali; ma in seguito poterono farne a meno perchè la sapevano a memori11 . Dopo c.inrp1e lezioot preparatorie si passò agli esperimenti :igranderl istanza; cli que;;ti ne furono eseguiti tre. I primi due fu rono esegniti nei din torn i di Scinra; e per questo venne scel to un punto elevato nella cittù che rappresen tava la stazione centraic ricevente, ~ tre stazioni fuori cittù alla distanza cli circa qunttro chilorn~tri. Gli esperimenti furono fotti colle stesse banderuole, ma perù tutte le stazioni furono provviste di hinoccol i. Il primo esperì mento fu fa tto ·con tempo chiaro tranquillo, le banderuole Si vedevano benissimo, i cvspacci si trasrnet!P,\'ano perfettamente e rapidamente; così p. es. un disp,1ccio di cinque parole e la risposta ad esso di dne parole furono trasmessi in ,13·miouti. Il secondo esperimento nonfn del tutto soddisfacente perchè iI tempo era sfavorevole, il vento :i gita va l:' banderuole e la pioggia impedi\'a di distinguerle. Il terzo esperi mento lu eseguito fra la città di Scinra e la colonia cli Isekartami distante'15 chilometri e mezzo. Essendo la localitù molto acciclen-tata furono st.abiliti fra
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i detti punti due stazioni intermedie; il tempo er1t ch iaro e wmquillo; 1:i trasmissione dei tlisp::icci fn fotta con bandiere più grandi. Dall~ stazione centralè furono trasmc;:-;i tre dispacci dei quali fu rono ricevntc regolarmente le risposte; tutti 6 i dispacci furono trasmessi in ug'ora e quurantn minuti. Si può aclnnque conchiu dere quanto segue: la segnalazione per mezzo di banderuole può utilizzarsi soltan to con un tempo chia ro e cnlrno; il tempo fosco, il vento e IÌÌ pioggia rendono sensibilmente difficoltosa b buona riuscita del la segnalazioM: alle brevi distanze, se lo pennette la local ità, è preferibile spedire delle ordinanze, la trasmissione ha luogo più rapidamen te; alle gra ndi cli stanze è più utile ricorrere ai segnali. Alle grand i di slanze è indispensabile avere dei buon i binoccoli da nrnrioa per clisti11gnere i segnali. Le Lrappe cines·i nel 1't1;rkestctn orientcile. - L.'esercito cinese ciel Turkt>st,rn constn di merceua ri appartenenti alle vlll'ie classi sociali cd arruolati .in questo modo . Quando il Governo decide di nrruolare nuove truppe i capi rii Lianzanominati per i nuovi riparti du rormarsi pinntano le loro bandiere nelle città popolose ed invirnno gli nomini nrl arruolarsi mostrando il decreto ministeriale. G!i nrruoh1ti non devooo aver meno di 115 anni e più di i>O e devono portare la garanzia di due lorocompncsani che essi non abbandoneranno il servizio in guerra . La durata del servizio non è fissn ta ed ognuno è libero in pacr. d'andarsene quanrlo vuole. L'unità tatti(;a ed amministrativa r,re~so le tre ~rmi è la Lianza, die viene ricovenHa in nna piccola caserma o meglio in una piccola forte1.za ad una porta, munita di fosso e di p11rnpetto, clcua Jmpan. Essa conta regolarmènte 500 nomini nella fan teria, % 0 nell(I cavalleria; nell'nrtiglieria, che ,però non esiste nel Turchestan, 8 a ·12 pezzi . La forza reale delle Lianze è però molto minore poichè i comandanti congedano una gran quantitil cli individui per godersi le com peteazc in conta nti e4 in natura che vengono loro conteggiAte sei:ondo la forza regolnmeutarc. La Lianza viene divi!-a in ;s compugnie (Sa· u), la cornpagr1ia prcs~o la fanter ia in 8 sezioni <,_Pin) e presso la c:iva lleria in fl. Il c:ivaliere deve [l0S$edere un cavallo suo proprio. A capo di una Lianza sta nn Jng1wn col suo luogotenente, all a testa delle compagnie stanno dei (Sa-u- guan) parimenti coi loro luogotenenti; inoltre la Lianza ha 4 o 6 impiegati per le scri tturazioni . .Le com petenze constano cli som rninist.razioni in contanti ed in natura; il soldo del fantaccino ù di 4 lan ('19-20 lire) mensi li, quello del cavaliere cli 36 lire circa; è n H O però che gli individui ricevano la loro 1wga a tempo debito ed intierarnentc. Le somministrazioni in natura consistouo in farina
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ed in trifoglio per for:iggi; ogui individuo riceve mensilmente circ:i 73 chilogram mi di fo rino, ogni c:i va llo circa 2,5 chilogramm i di tri foglio al giol'llo. Quando il fo raggio ù d:i to in natura il caval iere è souoposto ad una ritenuta :;ul suo soldo mensile. Inoltre il soldato riceve un'uniforme> che deve solo vestire nelle riviste e ne!l e istrnzioni, nel rimanento del giorno deve vesti re abiti suoi propri . Gli uffi ciali riccvouo di stipendio: l'ing1am circa 690 lir·e, il suo luogotenente 230 lire, il comandante di compagnia 120 lire, il suo luogotenente 90. Lo armi ,:ono fornite dallo St:it.o. La fo nteria ha in parte fuci li a pcrcnssio11c ed in pa n e picche cli bambù: cio1\ di 8 sezioni metil ha nno focili , metù picche. L'armamento della c:1va lleria consta in parte di piccl10 e pistole, in parte di fucili e sci:ibole; ogni Lianza ha con sè due c:rnnoni serviti da individui presi dalle compagnie. Inoltre ogni Linnza ha n bonderuole e vi sono anche degl i intl ividu i arrrrnti di sciabola o fucile quale seguito dell'inguan e dei vari i uflicia li, i11 tullo 60 uomini per Liaoza. Anche ~omi<lera11do l'effettiYo regol,1mcn- · tare clelle Lianze risult,') che per una Liauza di 500 nomini vi !-ono :ippena 1178 uomiui circa armati di fucili a perc11ssioi1c. La polvere ed i proiettili sono forniti dalle fabbr iche di Lan~tsclieu. I !1-0ldati sono (raramente) am mogliali con Cinc~i od hanno delle mantenute del paese le quali, come pure i figli, vivono con loro nelle c:i-
Si vede da tutto ciò clrc l'esercito chi uese del Ttr rchestau. :;i trova ancorn assai lontano çlall'avcrc ricevuto rpiello sviluppi) che sr voleva rag11iunoere col riordi namento decreuito nel 1880 . o e 1
J,f /oe•u•J• S bm•nil~. -
Puntata di .dicemb re.
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scrrnc.
Qnnndo occorro si riuniscono due o più Liauze in un corpo speciale ~olio il co mando di nn Tun - Lin; comandante di 22 Lianzc riunite ha il titolo cli Snng-tnu. Delle 22 Liai11.e attualmente stanziate nel T11rchestan orientale '17 so no di fo11 toria e 5 lii cava lleria, esse sono sott() il comando del Sun11-t1111 Dunga che soggiorna in Kascbga r, nelli.l cittit nuova. e, Co~i stanno in tutto il Turchcstan d:i Aksn a Chotan nominalmen te 8500 nom ini di fo 11tcria e 'I 200 rii cavallerio, in tntto 9700 nomini M!l-in 39 (6 nomini armati di fucili. Noi fa tto questa fo rza è nrolto minore. La disloca zione delle Lianze nelle cittit e nei campi è quest:1: in lùischgar 11 Liauze, in Jarkend !~, in Chotnn 1, in Marni-baschi 2, in Aksu 3, a Stariko l ·l . Fortezze e fo rtilk ,1zior1i, :;e 11 0 11 si cousiclerauo come tali le cnsernw (.Imp,1n), non ve ne sono. .Le caserme sono quadrate, circonda te eia muro e fo,;~ato, con un:i !>.ola port..i, con larghi pinzali sui qnnli stanziano Jr truppe in baracche; ma i mnri cli questi l rnpan non so110 alti, i fo:-!-nti non sono profondi cd il loroseo ro non r\ 11cr l:i gucrr:i nrn hc11gì per t.:sercitare 11 11a polizi:i snlle truppe.
1o. Sltut,:i, stra teyici. I r. - Cosa è lei guerra di. 1nontag1~a. G. ~1,;1;;11. _ 20 . n combattimento nott1irno . I. Kn. - 3°. il. propos-ito dl!/.l ltr ti colo siri cannowi e m·i morlai dcll'artiglie1· ic1. da campagna. O. l. 'l _ l". ,1 11 roposito delle conferenze sul mortaio da cam1>ciynada 6 potNm; (lìne). A. P 1.1on1N!-K r. - 5° Il mortai~ d_a ca'.npa~na e .'~ p.1;eparnz,ione del cam1,JO di /Jattngha clul pwnto rh 'V'lSl a /ort1ficato110 . E. V~no~ETZ. _ (ì• iilcune pa1·0/e sull't1n-ifnr111e dalptmlo di ~ist_a .d'.illa ct:isciplina mi/itcl'l'e. - 7° Doveri e srr!Yi;;io del medico cli ditiswne in tempo di. pace. On. Gmm r.- 8° La {lolla cosacca (Fine). N. KRA~K?"'· _ 90 La Corea (Fine). A. D. STAsCgWSKJ. - Bibl iografia. Descriz'/One delle operaaioni sotto Plei:na nella gne1-ra del ./877. Opern flcl ~ag~iore turco T.\1.-An .Tradotto dal turco da l solloteueuteAllDUl\AMA~ (h n~)0 Rit;isra mili/are rnssa.. Regolamento d'amminist.ra:zione mantti nui. - Deci.~'ion-i va1·i,c del trUnmcile supremo ,l'i. (/tie?'ra. . Riui~ta m il'ita1·e est1.wa. - 1l bilancio mililare austro-ungaru;o pcl ./ '86. V. NEOZWIE'fZKI.
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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
Lt1 Jre,ieziti Giulit1 . Studi poliLico-militari . Con prefaàone di RoGG1eRo BoNGHI, note e carta geografica . Seconda· edizione. Venezia, N,1ratovich, ·1885.
FAMBRI P AULO.
Nell'articolo , il/cwli(Jencre • della JU·vista 11/ililcrre llaliana dello scorso dicNnbre sono incorsi alcuni orrori che all'egregio ~crittore preme di correggere. Perciò qui inseriamo qu esto I,rcve errata-corrige: Pag. 475, linea 20, in.vece di : rigolìo • t,76, 23, > irrompe t,78, i 7, toglierne
D. LUI GI. l,ti coutes.ff• llatilde <! i nomttui 11f)nte/ici. Roma, Tipog rafia della Camera dei Deputati, 1886.
TOSTI
MrnnLETON
J.
HE:,,rRv .
/1,a (!ieut nou,ae io 188a. Edinburgh,
Adam and Charles Black, 1885. D. MANUP.L • .tfp11ute.<1 tle TelefJl'ti/ir• ,llilitm·. Toledo, Jmprenta · de Menor Hermanos , ·J886.
UuEoA DELGADO
Re/m•uu~ de l,uthe1• ti Sluike.<1peare. Paris, F irmin Dido t, '1885.
MARC 1\ foNNIER . l,,"
Il bir0t t.o_re 'I'ANC l'lE Dl
FOGLIANI
Maggiore di fa ntcria,
j DEMARCJ-U CARLO,
gerente.
apprezzabile addestrate
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leggasi :
rigoglio erompe togline apprezzabili addentrate vani Giosuè Jchoscinah.
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LIBRO DI LETTU:RA PEL SOLDATO ITALIANO
I. Pro e contro .
. Con decreto ministeriale del 1° dicembre ·1885, inserto nella parte 11• del Giornale militare nfficiale a seguito dell'Atto N. 119,J, fu bandito un concorso per un libro di lettura destinato alla educazione militare e civile del nostro soldato, onde ne venga meglio cementina l'unità naz ionale con tanta virtù e costanza e al tempo stesso con tanta fortuna compiuta; ed il soldato , restituito dall'esercito alla famiglia, si trovi meglio adatto a compiere la missione educatrice che dalla costituzione odierna degli eserciti gli viene assegnata. Il minister iale provvedimento fu da alcuni ottimisti incondizionatamente levato a cielo; e con poca carità, e fors'anco con poco fon~ <lamento, acerbamente condannato da altri. È facile cosa il tessere lodi, ed altrettanto facile è il biasimare; cic) che non è facile è fare, e, s'intende, fare bene, in modo cioè da giustificare le lodi degli uni e da trionfare del biasimo, sistematico o no, degli altri. :'.'ion è mio intendimento di farmi nè paladino, nè detrattore del provvedimento del Ministero della guerra, poichè non potrei se non ripetere, tanto nell'uno quanto nel!'.altro caso, argomenti troppo 1
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.~NNO XXXI , VOI, . I.
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noli e perciò pt'ivi di un qualsiasi interesse. Diven terei semp~!cemenle noioso, ciò che punto non mi propongo, se pure non m1 lusinga una vana speranza. Premello che mi si allarga l'animo ogn i qnalvoll.a io vedo apparire sul G:ioniale , nil·itcire una disposizione non puramente amministrativa, una disposizione che, ammettendo il soldato capace di sentimenti e cli affeL\i, non isdegni occuparsi cli tal i' sue facoltà. ed avvisare al migliore loro svi luppo; tenendo coni.o ehe in oggi i! soldato non è più una pianta esotica in mezzo alla restante societa, ma un ciLtad;no ,tpplièalo temporaneamente alle armi per addestrarsi a difendere la libertà, l'indipendenza, gli interessi e il giusto orgoglio della nazione,. come altri hanno prima di lui compiuto lo stesso Li, rocinio ecl altri ai1cor'i,t lo compiranno poi. Non è quindi d'uopo ch'io dica d'essere convin to che un libro cli ,lettura che risponda alle condizioni espresse nel suaccennato decreto 111inisteriale è a de,;ièlerarsi ardeutemenle; e però, per la.le riguardo, <iggi ungo la mia alla voce di coloro che faùno plauso al dee re lo si.esso. Ma evidentemente, per quanto ho sopra accennato, non per Ji.: mitarmi ad uno sterile pla uso da ottimista oso entrare in una que· :;Lione per me di tani.a importanza.. Convinto dell'alto valore morale del bandito concorso, credo debilo mio cl.i cooperare per quanto sta in me a che il risultato nè sia quale il Ministero si ripromette . Noi abbiamo assistito a tentati,ii, più o meno felici e più o meno platonicamente incoraggiali, cli egregi mii ilari che si erano proposto il nobile còmpito di risolvere per propria iniziativa., e senza speranza di lucro od altro compenso, il problema ora posto dal Ministero . Parecchi dei libri, risultalo di tali tentativi, si presentano non privi di pregi per contenuto e per forma, ma nessuno di e~~i è riuscito a.cl affermarsi per modo da essere concordemente giudicato al tulto r ispondente allo scopo. Qualche articolo di giornale in lode del .libro, ,qualche accenno più,qua o più lit di aclol.larlo nelle scuole regg1men·tali o di sfrullarlo -nelle così dette ist rnzioni morali domenicali, e tnllo si arrestò lì, e ciò fu l' unico compenso al merito cli chi per Lai modo cercava proseguire con la penna l'opera unificatrice iniziala ,colla spada. L'esperienza dunque ci avverte a chiare note delle difficc,llà a superarsi da chi. intenda adire al concorso , per quanto il còmpilo riesca .
l'EL SOLDATO ITALIANO
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,ora meno difficile che non lo sia stat.o pe' benemeriti ;mlesignani ,della quistione, poichè il decreto ministeriale viene ora in qualche .modo a tracciare una via ed a risolvere perciò in precedenza molle ,delle difficoltà e delle perplessità, in cui ebbe a trovarsi involto chi :prim.a d'ora escogitò un libro destinato all'educazione del soldato. Tuttavia neanche il decreto ministeriale non prepara un letlo di ,rose per citi si propon ga tentare l'ardua prova,' poichè, per non ~reare pastoie all'ingegno, si restringe ad indicare la rnéta, ad aceennare ad una. divisione del libro in due parti, e ad indicare che ,·il contenuto di entrambe le parli dovrà avere éarattere rappresent:ativo e sensi bile anzi eh è dottrinale ed astratto, e che la loro forma .dovrà essere semplice, scultoria, italiana. Ciò lutto é dello ed anzi stampalo in buonissimo italiano: e tanto •riesce com prensi bi le, da tram e la conseguenza immediata eh e quan Lo ·é semplice il tema, tanto se ne presenta difficile lo svolgimento. Non :trati.asi di sgranare aride massime morali come paternostri ed avem@ai·i'e da un rosario, ma si di scrivere un libro che si faccia leggere ·d'un (ìato,edicui ogni nuova leuura. la.sci più vivo il desiderio di una tlettura successiva. E ciò avverrà quando il soldato e il cittadino vi tro,vino traLl.eggiata la loro vita sì da parer loro di essere parte del libro ·e quasi di aver concorso a metterlo assieme .. In ciò con.sist.e, a parer ,mio, ii' carattere sensib ile e rappresentativo raccomandato nel de- · ·ere Lo di concorso. Ciò per la forma; quanto al con ten uto, questo deve ·essere I.aie che, quasi si>nza a1,vedersene, i buoni si sentano migliori -e i meno buoni si propongano seco stess i di correggersi delle loro mende, dei loro difetti, dei loro vizi. Occorre perciò che il soldato, •che abbia superato le difficoltà della sill~bazione, possa leggere il libro a lui destinalo, capirlo e gustarlo. E pertanto necessaria una ~rande semplicità di forma; e tale semplicità non deve essere spoglia ,di eleganza e èli arte dello scrivere, solo avvertendo che l'arte non ,si appalesi, e ponendo ogni studio per riuscire ad un costrntt.o semplice ed a lor.uzioni spo1itanee e vive, qnali si riscontrano nel discorrere dei popolari 1ncolti ma forniti di molto buon senso, di naturale ,penetrazione e di spirito vivace e pronto. Non si rifugga pertanto ·dal linguaggio figurato quando questo meglio che esprimere un'idea fa incida, le dia corpo, la renda sensibile e viva. Non v' ha chi usi tPiù frequenti metafore dell'uomo incolto , purché di naturale sve·
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gliatezza; di 1·~i anzi che il parlarn del volgo, delle campagne spe.cialmenle, è una non intenolla successione di tropi e traslal i; e di popolazione campagnuola è cosLi ln.i ta la grande massa dell'esercito. Quanto semplice e spontanea la forma altrettanto dovranno essere elevali i sentimenti che di Lale fo rma si vestiranno . Oserei dire che il libro deve alla leLtura presentarsi come alla vista un capolavoro d'arte greca; succinto di vesti e pcrfello per proporzioni di membra . Nì; si tema che al!a mente del soldato , per quanto incol ta, siano inaccessib ili i sentimenti eleYali. Esso non afferrerà: tahrolta il letterale valore di un Lermine, ma non· gli sfuggirà al cerio il senso cli una massima, di uu pensie1·0 , che tanto meglio e più prolondamente g)i si scolpil"ann o in tesla quanto più gli sembrano alli e generosi, rivestendo il fascino di una nuova impressione e quasi trasporttwdolo in un mondo per l0ti nuovo, do ve si pensa e si ragiona in modo cla lui non prima ideato. Facile a dirsi quale avrebbe ad essere, il li bro in question e è nl. trettanlo difficile, come giù ho avvertito , a compilarsi . Questo libro deve diventare l'am ico del lettore a cu i lo si dest.ioa. Allo armi , men tre ne va. sti1.cchiando le virtù che si acldicono al solda,to, deve trovarvi il ricord o della famiglia e questo ricordo deve essere dolce e sereno; le affezioni domestiche devono serv ire di soLlostraLo per educare il soldato all'amor di patria, per conri ncerlo della nobiltà del"mandato di chi è armalo a difesa del trono e delle leggi e del territorio dell o Stato. Quando poi dalle armi sarà. Lornal.o alle do!fiestiche faccende, quel !iuro lo ritemprerà alle virtù ciuadine ed egl i su quel libro insegnerà a leggere a'-suo i fi gli, dei quali, sempre coll a scorta cli quel libro e delle memorie che al libro stesso per lui si collegano, comincierà l'educazione militare. Hen venga. il li bro ehe risponda. a tale scopo. li Ministero fa a.ppello ai migliori scrittori italiani, e ben ha ragione di volgersi ai più provati ingegni, ai qual i l'opera si adclice. E ceri.amen te il premio promesso e più ancora la gloria , cbe, qua11t1mque non promessa, non mancherit al vincitore del concorso, sono tale esca da tentare i più valenti tra i nostri cultori di lettere, ai qu,ali .mi permetto, con lol'o buona venia, di dare un consiglio, cioè di scrivere col cuore. Chi non sia convinto della nobiltà e della carità patiia cui il concorso è ispi rato, ch·i non sentasi orgogli os_o
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PEL SOLDATO ITALIANO
IL LIBRO 01 I,ETTURA
di concorrere a coronare l'unità politi ca d'Ilalia acloprandosi ad nffreuarne l'unificazione nazionale, chi non provi amore pel noslro s?ldat? e pel nosLro esercito, la più potente espressione del nostro nsol'g1menLo , volga altrove l' inlelligenza sua. Un libro da lui ded icato ~I soldato italiano potrebbe riuscire un miracolo per forma Jetterana, ma non risponderebbe mai alle condizioni dei conco1·so . Ei f~l'obbe opera vana e non potrebbe raccogli ere i voti della commi 15sione che sarà chiamata a pronunciare il giudizio. Si risparmi adunqu e una delusione. . E qui mi o~corre rilevare alcuni appunti, cioè: che libro di cui : 1tratta _n on sia, nelle condizion i nostre, lo strumento più adatto al-I educazione dello plt\b i italiane; che pr:ma di arrivare al libro ci sarebbe ro lante altre cose cui provvedere; che, prima di indi rizzarsi alla_mente, occorrerebl,e educare il cuore; che il li bro non farà in ogni caso eh~ at.crescere q11 ci pregitHlizi e quelle tendenze vaporose, !e quali sottraggono alla istruz;one èù alla educazione militare propn ame_nte deLt.a. un tempo pr'ezioso e già troppo breye per disperderlo in nna pretesa educazione del cill.adino cli una utilità e di un risultato molto problcmntico. Senza procedere oltre in 'Lale enumerazi one bastano rrli accennali ca~i d'accusa _a dimostrare co me simile o~posizione : 10 11 possa proven ire se non tla malinteso o da precon ceLLo malvolere. Esc ludo . ~Juest' ul_timo movente: e però, non per polemica, ma semplicemente m relazione con_lo ~copo mio suespresso (di contribuire cioè per quanto posso a far s1 che all'appello del Ministero della "t1erra ris?on~ano ~duciosi gli ingegni più eleLLi e dalla nobile ga~a scatul'ISC~ 11 desiderato li bro) credo debito mio adoprarmi a dissipare il malmleso. Non si tralla. a parer mio, di cacciare a tutti i costi tra mani ad ogni I tal iano un li bro, e di fare per Lnl modo concorrenza alla propagand~ evangelica . No i (int endo io con quelli che applaudono al provved1ment.o min isttriale) facciamo Yoti perché il bandito concorso ci dia un libro che possa far parte del corredo del soldato. Ji soldaLo che giunge analfabeta alle armi vi apprende a Je11rrere henc o male; e siccome, per quanto ho sopra accennato, il libr~vnon deve e~sere un trattato di scienza, ma deve presentarsi come una lettura ricreativa morale (molto morale ma essenzialmente· molto ricreativa)
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così mi pare che non sia il caso di ritornare sulla .vieta questione· della scadente media coltura degli Italiani e di preconizzare sbadigli· da parte di ch i legge e di chi ascolta. Il libro; qiiando riesca quale · lo si des id~ra, deve essere comprensibile per chiunque .sappia leggere senza troppo incespicare in ogni sillaba e non deve anno iare~ . se nessuno dei libri presentati al concorso risponde.di a tali requisiti' non avremo il libro, éd è quindi per lo meno superflua-la profezia. Non v'ha chi neghi cJ10 l'esercito sia stato e sia fra noi principalissimo fattore di unità, nazionale. Se durante il servizio mili tare noi , cercheremo adunque di sviluppare negli elementi fornitici dal recluta.mento non pur~ le doti del solda to ma quelle ancora del ci lladine,, pare potersi per logica conseguenza conchiudere che ciò non po trà· se non accelerare il consolidarsi del sentimento dell'unità naziona le · nostra .· Nè si tema che l'educazione morale del soldato possa assorbire un· tempo prezioso sì da pregiudicarne l' istruzione militare. Oggi più, che mai, come cercherò dimostrare nel seguito, è neces$ario edu·. care il soldato; se per tale educazione avremo una buona guida, mentre non si rimetterà nulht nel tempo, se ne potranno avere mi-· gliori risultati per l'uniforme indirizzo; indirizzo che per altra parte, . stante la garanzia del bandito concorso, non può mancare di riuscire· il meglio soddisfacente. Quanto all'obbiezione che prima di arriv'.!re al libro ci sarebbero ·. tante altre cose cui provvedere non saprei come altrimente chiamarla se noQ ingenua. Tanto valéva il dire che invecè di spendere venti mila lire per un libro si dovevano spendere duecento milioni 1 per sisLemare in modo convP,niente le caserme. Accenno ad uno solo· dei non pochi urgenti bisogni materiali del no:;tro esercito, eppure-· si vede che la somma occorrente per provvedervi basterebbe per · dieci mila concorsi sulle basi di quello indetto pel libro incriminato, E quanto maggiore è la somma delle necessità materiali a cui il., bilancio non permelle di soddisfare, tanto più sentito è, a mio avviso, il bisogno di educare il soldato alle virtù del dovere, del sacrificio e della abnegazione. Una buona parola, un nob it·e esempio (e· noi troveremo ad ogni pie' sospinto la prima in una sana morale, ed. il secondo nei fasti militari e civi.li del nostro esercito) meglio assa_~ dégli agi corazzei'lrnno il so ldato contro le privazioni e le sofferenze:_
L'efficacia dei materiali .conforti è passeggiera e dura quanto dura il benessere fisico che essi ci procurano ; \' efficacia del l'educazione del cuore è costante e quando i sensi e la fredda ,:a.gione o tacciano o sono ma.li consiglieri, il cuore educa lo addita la via della virtù e dell'onore . Nel corso d'una campagna, sul campo di battaglia non potremo pi.ù procurare agi al soldato; non sa.ranno dunque nè iI Gsico nè la mente ma il cuore che consiglierà l'abnegazione e il sagrificio. ·Per quanto abbia riletlo il testo dell'Atto N. ,J 911 del ·I O dicembre 1885 non mi venne fatto in alcun ,modo cli trovare che esso giustifi ch i la sentenza opposta. che prima di indirizzarsi alla mente conviene educare il cn.ore. Nell'Atto ora citato io non mi sono acl ogni tratto imbattuto se non nelle espressioni di 1;irtù. cfoili ·e militwri, wore, echtcaz'ione 1nilitare, istnizione mornle, ecliicazione del carattere, e il tullo a base di fatti, aneddoti ed episodì. E ciò non vuol dire a chiare note che il libro richiesto è diretto ad educare il cuoi·e del soldato ·? Sarebbe dmique l'educazione del cuore un pregiudizio ed una tendenza vaporosa'? Via! ciò tutto non. può provenire che da malinteso come ho premesso, ed io nutro fiducia "'che gli 'oppositori d'oggi, quando realmente intendano al bene dell'esertito e della n~tzione, smetteranno dal muover guerra. ad una disposizione ministeriale, ·che, da un punto di vista soggettivo, potè loro apparire non perfell:a per la formri . Àl postutto tale disposizion e non pretende concorrere al premio della bandita gara . Quindi, anzichè muover guerra alla forma ora. della, agevol ino il i·aggiungimento d_ello scopo, che, per quanto cercai esprjmere, panni al tutto degno di encomio. li pensiero .di destina.re al soldato un libro che ne afforzi là fede e ne sollevi l'animo pa.rmi tanto generoso, quanto parini inopportuno il tentativo di sfatarne il legittimo prestigio; chi diede opera a tradurre tale pensiero in fai.lo è certo che pone il soldato ben più allo di chi cerca menomare i merito di tale auo traendone pretesto a . rammentare che molte cose man cano al soldato . E chi non lo sa? Ciò sta scritto su tutti i boccali , siano o no di Montclupo. Oèl resto per renderci ragione dell a lentezza forza.a nel soddisfare a molli bisogni del soldato non farò che un'ipotesi . Supponiamo si voglia au- . · . mentarne di 11 gramma la razione giornaliera di carne. Sento gridarmi che sarebbe una derisione; ed io ne convengo pienamente;
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quel gramma di carne in più non sarebb~ né visibile nè sensibile; e con tutto ciò il bilancio ne sarebbe gravato di circa 100 mil a lire annue. Credo tale ipotesi sufficiente a provare che ogni bi sogno materiale, pet' quanto insignificante, esige, per essere soddisfatlo, somme ingentissime, quando, anziché riferirlo all'individuo , lo si riferisca a lutti gli individui onde l'esercito è costituito. Molte frasi a sensazione si lasciereb.bero da parte quando si fosse un po' meno nemici de!J:abbaco. e si riounciereb be spesso ad una rettorica che tlirò facile e che vorrei chiamare inutile se non dovessi dirla dannosa. Se, come oserei sperare, sono riuscito a togliere di mezzo ogni equivoco, non può restar dubbio intorno alla nobiltà dello scopo cui mira il ministeriale provvedimento; rimane ad esaminarlo dal punto di vista della forma. E, quando la questione sia portata su questo terreno, potremo noi pure trovarci d'acèordo cogli oppositori del decreto di concorso nel ric~noscer.e la necessità di 1neglio fissare i termini del concorso stesso. È peraltro equo notare che i I Mi oistero non poteva maggiormente chiarire il tema e la condotta del libro senza pregiudicare la quesLione, imporre in cerLo modo idee sue proprie> ed esercitare una specie di pressione morale sull'opinione pubblica. Tanto valeva allora il riunire una commissione militare, perchè, s6prn norme ben pal!Licolareggiate, mettesse assieme il libro in !ermini regolamentari. Io non dico già che un libro per tal modo cucito non potesse riu$Cire ottimo per la sostanza, ma credo .di poter asserire con tutta sicurezza che non riuscirebbe di• vertente. La libertit lasciata dal Ministero non è dunque che logica e naturale; e non si può quindi dargliene nè lode nè biasimo. Quello che il Ministero non poteva senza pregiudizio del riimll.ato del conco rso, io credo possano e debbano fare in accomandita qr,anti, avendo vissuto in mezzo ai soldati ed avendone con amore studiati i bisogni e le aspi.-azion i, possono portare nella questione non già degli ideali vaghi e nebulosi, ma delle idee pratiche intorno al modo di avv isare alla, educazione militare e ci1 il e del soldato. Esponiamo dunque alla buona le nostre idee in fatto di educa- . zio ne del soldato; e così poco alla volta , per opera di tutti, si verrà 1
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a creare un ambiente informalo alla realLa delle cose per modo da porgere agio ai più provetti scrittori di accingersi fiduciosi al difficile lavoro. Io spero che Lutti coloro che per esperienza ne sono in grado, vorranno prender parte alla discussione; espongano gli uni delle idee, altri raccolgano degli esempi; giungano da un lato pareri sulla sostanza, e da altro lato consigli sulla forma, e per -tal modo s1 verrn.nno determinando i termini del concorso, e se poi sorgerà l'invocato genio educatore non avra che a scegl iere Lra i materiali , che noì minuti e modesti lavoratori gli avremo ammassati, per darci il desiderato libro, al quale avremo la. soddisfazione d\wer cooperato . Un tale lavoro non costerit fatica a noi, mentre, senza una tale cooperazione preparatoria, ritengo impossibile a qualsiasi ingegno per quanto eletto, per quanl'o collo, per quanto attivo, per quan to -ordinato di riuscire in tre aùni a raccoglier~ i necessari elementi ed a dar loro forma. Ed a creare il giusto ambiente possono contribuire non pure i sostenitori mfl ancora gli oppositori del ministeriale provvedimento. Difatti, come ho rilevato quanto questi ultimi dissero, a parer mio, di meno fondato, così sono per debito d'imparzinliLa lennlo a riconoscere come essi abbiano data la prima spinta a quella larga discussione che io sono tratto a desiderare onde il concorso non abbia a fallire. E tale spinta è per me rappresentala dalla domanda a chi più sp{cialmente debba destinarsi il libro. Su tale punto mi propongo di esporre più oltre il mio avviso , mentre per ora credo non inopportuno premettere alcune considerazioni sulla necessità dell'educazione del soldato e sull'indirizzo da darsi all'educazione stessa.
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II. L 'educazione tlel soldato.
Riportiamoci col pensiero nel breve tratto di tempo scorso da.Sadowa a Sédan. Ognuno ricorda la profonda sensazione causata delle due catastrofi che segnano gli estremi del periodo ora ci~aLo, e le vere rivoluzioni da esse generate nella costituzione e nel fnnzion:i.mento degli eserciti. Prima del 66 le potenze dormirono sonni tranquilli poichè ebbero rigate le loro armi. Ma furono svegliate da Sadowa. Quel benedetto fucile ad ago doveva dar tanto a pensare e far arrovellare tanti cervelli pel suo suceesso di un giorno, meni.re tre lustri di preesistenza non avevano menomamentedato ombra ad alcuno. La Prussia aveva vinto; l'esercito prussiano era armato di fucile a retrocarica e l'austriaco no, dunque la vittoria si doveva all'armamento . Era tanto ovvia, e sopratutto comoda, una tale conclusione, che fo universalmente acceltala e niuno vi intravide omb1·a di sofisma. Onde un adoprars i di l.uttele potenze per avere un'arma a retrocarica. E appuntò dal 66 al 70 fu una febbre di studi i e di esperienze per riuscire ad un'arma che assicurasse la vittoria. E l'espressione di questo periodo si ha nelle parole della relazione francese dopo Men tana là dove è detto che i t chassepot ha fatt o meravigiie. l'eriodo, breve per fortuna, in cui si volle unkamenle far dipendere la ~iittoria dell'armamento, trascurandone il fattore principale, l' uomò, od almeno considerandolo come. elemento secondario, come mezzo cioè d'impiego dei fucili e delle mitragliere . La corrente di idee generata di Sadowa doveva venire arrestala da Sédan. Il chassepot aveva fatto meraviglia e ciò si poteva asserire senza esagerare, e pure la Francia era prostrata, ·nonostante l'inferiorità del d:reyse. · Sédan mostrava l'insussistenza della conclusione a cui si era troppo facilmente venuti dopo Sadowa. Si ru allora che venne in campo la questione dell'istruzione del soldato . Eceo dunque questo
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elemento trascurato che ritorna in onore; ed ecco che dopo il '70 la istruzione del soldato divenne un tema favorito, una questione di opportuno trattaìnento, intorno alla quale discussero elettissimi ingegni. Ciò premesso, e nella. convinzione che non riesca al lutto ozioso il suesposto cenno intorno alla genesi della questione ora risollevata dal Ministero della guerra col bandito concorso, mi rialtaccoall'argomento. È anzitutto naturale il domandarci che cosa devesi intendere per istruzione, o meglio qnando è che il soldalo possa dirsi compiutamente istrnito. Ciò sarà evidentemente quando esso risulti fornito . di tali qualilò. da essere non solo istrumenlo maneggernle, ma ausiliario intelligente e pronto del comando . L'istruzione poi consislerà nella razi ona le applicazione dei ,nezzi adatli a trasformnre· gli ele1~enli forniti dal reclutamento in elementi di vittoria . Quali sono questi mezzi? L'uomo è dotato di facoltà fisi che, di facoltà intellettuali e di facoltà morali. Sarà du nque col basarci su queste facoltà. e col cercare di dar loro un giusto sviluppo, coordinato coll'azione mil itare, che noi giungeremo a formare il buon soldato. Vastissimo è dunque il campo dell'istruzione mili tare; ma, per ragione di ordine e di comodità di trattazione della questione, si suole serbare il nome di istruzione mili lare agli sforzi diretti a perfezionare più specialmente le facol~à fisico-intellettuali e ch iamareinvece edÙcaz ione il complesso delle cure che mirano a dare un giusto indirizzo a.Ile facoità mora! i. Di quest'ultima noi dobbiamo occuparci, avvertendo perallro che la distinzione fra istruziòne ed: educazione non vuolsi riguardare come assoluta, poichè ogn i altoeducativo è pure istruttivo e reciprocamente. Difatti; mentre insegnamo al soldato il saluto, gli inwkhiamo al tempo stesso il rispetto, alla autorità, base della disciplina; mentre gli apprendiamo ad uno ad uno ali atti meccanici con cui svilupperà la sua azione in campo. noi gli infondiamo l'idea. dell'ordine e gli instilliamo quei sentimenti che valgano a moltiplicarne !'.utilizzabilità; mentre sviluppiamola sua intelligenza col fornirne la mente di cognizioni tecniehe, ci appianiamo la via per parlare al sentimento senza tema di non es-· sere comprèsi; mentre gli inspiriamo l'idea del dovere e lo convin<')
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ciamo della nobiltà del sud mandalo, ce ne nssicuriamo una più viva e volenterosa attenzione a qu elle istruzioni con cui miriamo a -svilopparneil fisico e l'intelli genza. Èdunqne una dellea strazioni, cui si è spesso costretti nell'analisi delle que~tioni, quella di distinguere ·istruzione da educazione. Del resto, ri peliamolo pure, l'istruzione e l'edu cazione procedono cli conserva, si spalleggiano a vicenda, si -completano reciprocamente e preparano l'una all'altra il terreno per modo che il seme gettatovi da ciascuna non vada porta.lo dal vento, ma germogli e dia buoni frutti .
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pesare sulla bilancia fin dal primo aprirsi delle ostilità lutto lo sforzo. di cui sono capaci . E mentre l'ingrossare degli eserciti in campo rende necessaria una maggiore solidità nelle trnppe, mentre le armi perfezion~te e· la tattica progredita ri chieclono una più compiuta istruzione nel soldato la durata del servizio alle·a,:mi si venne man mano riducendo. com'e conciliare questo fatto con le cresciute esigenze della istru.zione? Io per me non credo che l'attuale ferma sia sufficiente ad impartire a.I soldato le cognizioni tecniche che oggi si 1:ichiedono in Iui; nè credo tutta via -che sia da consigliarsi una maggiore durata. del servizio militare alle armi} poichè è mia convinzione che si possa, entro certi limiti, supplire con vantaggio alla defìciente istruzioneperfezionando l'educazione. E fortunatamente in ?~gi clrn il_ livello medio· de<rli el ementi forni ti dal reclutamento s1 e sens1b1lmenl.e . elevato in grazia dell'obbligo generale della personale prestazione del servizio militare, il còmpito dell'educatore militare si trova assai agevolato. E clic.o fortunatamente, poiché ora che le pallot~ole del fucile vanno a cercare il petto del nemico a di slam.e non prima sognate, e la morte sul campo di battaglia assume un .?aratte~e di fatali tà non varrà certamente la. istruzione, anche la pm compmta, ad assi~urarci che il solda_to sia per valer:;i in campo con frntto dei mezzi di azione che in pRC9 si cerco sviluppare in lui, e non sia per sfu<rcrire dalle mani del suo capo quando si vedrà d'attorno mietere le :~e. L'istruzione da sòla non basterà a spingere il soldato all'assalto contro una. linea di truppe nemiche armate di sarisse dall'asta lunga quanto la distanza. del punto in bianco; il soldato compi_uta-_ mente istruito . ma solo istruito, volgerà l'istruzione .impartitagli alla propria co;1servazion'e; in vece di coprirsi si nasconderà; J' in.iziativa a cui lo si educò in pace sarà da lui cambiata in egoistico e dissolvente individualismo. Ora più che mai adnnque è sentito il bisogno di ed.ucare. il so~clato. Facciamo dell'esercito un santuari'o di generosi sentimenl.1; facciamo che tutte le corde del cuore del soldato vibrino ali' unissono-. colla morale; facciamogli sping·ere lo sguardo oltr.e le muraglie della caserma, oltre la monotonia e la ingrata pesantezza del quotidiano servizio di pace; facciamo gli respirare un po' dell'aura pu,~·a ~el sentimento, e noi vedremo alla prova quanto avr.emo bene 1mp1e-· ~
I111po1•tanza dell'educazione del soldaCo.
• Per quanto ne abbia già precedentemente fatto qualche cenno , non credo tuttavia fuori luogo nè superflue alcune meno ~ommarie ·considerazioi1 i sulla $empre crescen.te necessilitdi ednc~re il soldato. Anzichè domandare alla storia degli esempi a prova del fatto che sempre quando due eserciti si ti·ovarono a fronte, senza ecces:;iva ~proporzione numerica, la vil.loria fo per l'esercito più istruito ed educato a sensi più nobili, mi restringerò a brevi ragionamenti sull'età nostra, onde risulti la capitale irnpprtanza dell'educazione del soldato. · La 1J-ittoria, sta nelle gambe del soldato, disse il maresciallo cli Sassonia; 1:olete vincere battaglie? fate che ·i 1ìOstri soldati percormno 10 leglw al g1·orno, disse Napoleone. Queste mas;;ime furono certamente degne dei nomi sotto la cui salvagllardia giunsero a noi; pure al giorno d'oggi più non bastano. Nelle guerre combattutesi sotto i nostri occhi noi potemmo notare da un lato il successivo e rapido ingrossare degli es erei ti e da al lro lato il perfezionarsi del,!' armamento e degli onlinament.i. Come spiegare tale appai'ente controsenso? La guerra trae seco la sospensione della vitalità civile delle nazioni in lolla; è dunque naturale che q'ueste si adoprino ad .abbreviare per qttanto possibile un tale stato di cri si, e ciò col far
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gato il tempo cheariche si fosse perciò, in giu sla mi sura, sollrauo .all'istruzione tecnica . Facciamo serpe re per le vene del soldato un tanti no di fuoco sacro che valga a so llervarlo dallo sceltico ma terialismo che tende a'nostri giorni a prendere il sopravvento, e il soldato per lai modo prepnral.o co1npenserà in un (l"iorno le lun(l'he -cosfant1 e minute cure poste nella sua educazione. Fin qui non ho comiderata l'educazione del soldato che da un 'iato soltanto, quell o cioè che interessa più specialmente ed immediatamente ì'esercito, mentre, come è dello nel concorso bandito dnl Ministero, non è solo ques tione di educare militarmente il soldalo, sibbene occorre ancorn educarlo alla vita civil e. Osserverò a questo riguardo che la morale è una; quel che è virtù nel soldato non cessa di esserlo nel cittndino, e sol o la esplicazione di l;1li virtù polrà avvenire in modo diverso in ragione del diverso ambiente in cui viYono il soldato ed il citladino. Del resto l'uno e l'altro hanno -campo di esercitare le virtù che noi cerchiamo radicare nel soldato . L'.arnor di patrin, l'affollo e la devozione pel Re, il rispello all e ·1~gg1 ed al~'autorità sono, furono e saranno sempre sorgente di atri d1 _a lm~gaz1one'. di ~oraggio e di sa crificio tanto nella privata o pubblica nta del c,uadmo qnanto nella vita di caserma o durante una ·Campagna di guerra . E, per reslringel'ci a tempi a noi vicini, non aVl'emo che a consultare la storia del nostro nazionale risorgimen to per Irovarvi a centina ia i martiri prima an_çora che la questione de!·l'u ni tà nostra fosse apertamente proclam1ta e propugnata con le -armi dal l\fagnanimo Re Sabaudo. Se poi dalle virtù che chiam~rei patrie, scendiamo alle pratiche ,·:rtù quotidian~ _dell'uomo, e_ tuguri e caserme e reggia ce ne porg_eran no esempi mnumerevol,, e solo ceri.e virtù saranno più specrnlmente da raccomandarsi al cittadino od al soldalo , secondochè l'uno o l'altro sono , per la condizione loro, più spesso nel caso di esercìtarle. Una è dunque l'ed ucazione da impartirsi al soldato e solo con -esemp i di generosi aui compiuti da cittadini e da solda ti si dÒ,·rà addimosfra1·e come le virtù e i nobili sentimenti possano esplicnrsi per parte degli uni e per parte degli altri. Mentre adunque noi andremo, per mezzo di cure educative formando il buon soldato, prepareremo al tempo stesso il buon ~itta. dino. •
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Se l' educazit)ne del sol dato è necessaria per l'immediato interesse dell'esercito, essa non è meno necessaria per diJTondere nelle masse il $entimento clella nostra unità nazionale e per isvolgervi quelle virtù che valgano a confermare moralmente il diritto da noi Qolili camenle e civilmente acquisito di annoverare fra le grandi nazioni. L'unità nazionale nostra. ru· fino a ieri un sogno di pochi generosi precursori, e non esistette e non esiste ancora nella men le ùi parecch i. Nè è lontano il giorno in cui, mentre sui campi lombardi si combatteva l'u!Lima guerra d'indipendenza, si ebbero a soffocare colla forza i tentativi di facin orosi novalori che in Sicilia davano opera ad abbattere l'edificio con tanta virtù, con tani.a fede, con tanti sacrifici innalzato. E con ciò non intendo atteggiarmi a pessi mista, chè anzi Lutto non lo sono. Le nazioni, anch'esse come gli uomini. per giungere alla virilità debbono passare per l'infanzia, ed a questa sono Lroppo inerenti i passi falsi e ltl cadute. E la nuova Italia non po leva ceri.amen Le sol.trarsi alla legge generale. Per altra pal't.e piccolo numero d'anni ci separa da tempi di C(lSÌ triste ricordo, e nullameno il cammino fatto dall'Italia verso la sua unil[t morale è un cammino di secoli; e tufi.i concordemente ne dànno mel'ilo e lodAspecialeall'esercito. Progrediamoadunquo in questo cammino. Educhiamo italianamente il soldato; quest.i, tornato alle proprie private faccende, eserciterà a sua volta un'azione educatrice sui suoi aderenti, sulla sua famig li a, sui suoi figli. e quando a questo modo la grande massa della nazione sarà compresa do'generosi sentimenti, di cui l'esercito è scuola, allora la sospirala unificazione del sen timento di nostra nazioncllità sarà compiuta; allora saranno fatt i gli Italian i, e ciascuno, geloso delle patrie glorie, come di un comune tesor<t, sarà superbo di costituirsene difensore e di emularle. E le glorie della patria nost.ra sono rnolte,e ciò mi assicura che può essere lontano il giorno in cui non avremo a temere altri nemici se non · d'oltr'Alpi. '
PF:L SOLDATO 11'.UlANO
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IV. · Indirizzo a dn1.•si all'etluc,l,zione del soldato.
Toccato così dell'im,portanza mil i Lare e civile dell'educazione del soldato, aggiungerò pochi cenni sull' indirizzo a darsi all 'educazione stessa. svolàerne le . Di ssi già come l'educazione del soldato si proponaa <) 6 Iacoltà morali. L'uomo, moralmente considern:lo, si,presenta come un essere su . scettivo di passioni, e capace di ragionare e di volere. Quindi il sentimento, la ragione e la volontà sono le facoltà a cui l'opera educatrjce dovrà indirizzarsi . Un pensiero .prirria di tradursi in atto passa generalmente per questi tre stadi i; il cuore consiglia, la ragione discute, la volontà decide ed il fisico, in servizio della volontà, agisce. Ecco dunque che tutte le azioni umane hanno la stessa fonte e suhiscono le stesse fasi prima cli estrinsecarsi , ma· non tutte sono eaualrnente virtuose. Fra l'er,oica nobiltà di Pi e~ro Micca e la bestiale ferocia di un M.isdea la società presenta una min u~iss,ima gradazione di tinte, un'infinita varietà di caratteri e di tendenze, ai quali devono es,':lere riv0lti lo studio e la cura costante dell 'educatore militare. Non accennai prima ad un altro determinante delle azion i nmane, l'istinto, e ciò pecchè non saprei se tra le facoltà fhiche o tra le morali debba essere class ificato. Non mi ow:tperò a decidere la •que:;Lione, chè, anche se non decisa, non ne resta preaiudicato l'aroomento. Aggiungerò solo che l'jgtinto è tanto più prevalente quanto meno è sviluppata l'educazione, ed è tanto pitì temibile ne'suoi effett i; in quanto che, mentre gli atti consigliati dal cuore passano per la ragione e per la volontà prima di estrinsecarsi, gli appetiti istintivi invece non mostrano di abbisognare di tali intermediari per tradursi in allo; quindi se l'indole non è più che buoi.la, l'istinto guiderà troppo spesso al male. "
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Anch e all'istinto dovrà pertanto l'educatore rivolgere le sue cure moderatrici. Una serie di ragionamenti non mollo dissimili da quelli che io venni fin qui svolgendo deve, se non vado errato, aver seguita chi pensò ad un libro cli lettura come base uni11 catrice dell'educazione militare e civile del sold ato .. L'enumerare i sentimenti e le virtù militari e civili che nel de. siderato li bro dovranno essere scolpii.i e posti in bella luce, così come l'accennare ai mali istinti ed ai vizi che il lihro stesso deve proporsi di moderate e correggere troppo ci porterebbe lontano e per altra parte l'enumerazione non pÒtrebbe se non riuscire troppo incompleta. . Solo aggiungerò che il libro di cui si parla dovr~t riuscire un compiuto codi ce morale dell'uomo , del cittadino, del so ldato; · codice morale per la sostanza, ampia galleria patria di nobili esempi per la forma.
V. A. citi debba destinarsi li libro.
Ed eccomi aù esporre il mio avviso intorno alla domanda: a chi più specialmente debba destinarsi il l1:bro. Ma occorre anzitutto a tale riguardo risolvere una questione pregi udiziale, cioè chi debba essere l'educal:ore del soldato. Ch iunque di agiata condizione abbia dei figli e non possa per le sue occupazioni curarne personalmente l' edt{cazione, li pone in col-:legio oppure li affida ad un privato isti tutore. Nel!' uno e nell'allro caso il giovaiie .educando si trovà in continuo contatto col suo edu- . catore. Questa condizione della non int~rroUa continuità delle relazioni fra ed ucatore ed educnndo è essenziale perchè l'educazi one dia i desiderati frutti: Applicando tale principio ali' esercito, ne consegue tosto che il naturale .educatore del soìdalo non può essere altri che il sottuffi-14 -
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ciale. Spetta all'ufficiale dare a tale educazione ·il giusto indirizzo, ed intervenire quando il suo intervento è richiesto o riconoseiulo rla lui necessario per confermare, modera-re, correggere o,completare l'opera del sottufficiale; ma questi de:ve in massima formare il carattere del soldato. Nè intendo con ciò che il soLtufficiale· debba ad ogni istante far della morale al soldato; la migliore scuola di morale si fa coll'esempio, e importa perciò che il sottuffieiale sia anzitutto per parte sua un buon soldato., un buon cittad,ino, e sia ne'suoi al.I.i H nelle sne parole una vivente conferma delle virtù e dei sentimenti che nel solda.Lo conviene radicare. G,li avvertimenti ed, i consigl i che esso verrà. distribuendo acq,uiste1:anno atl0ra l'efficacia, mas·sima, tanto più.che per la continua sua convivenza col soldàto. tali avvertimenti e consigli, dati lì per li quando alcun che di meno commendevole gli occorre notare ne' suoi subordinati , rivestiranno sempre il carattere dell'immediata opportunità. In tale modo parrn: pure che la questione sia intesa dal Ministero là dove, nell'atto di concorso, accenllft che i viventi esempi delle virtù civili e militari costitniscono la migliore lezione educativa pel soldato. · li regolamento prescrive ora che il capitano faccia la d,Jffienica alla lruppa dipendente una istruzione morale. f:iò e qualcosa ed indica ad ogn! modo che alJa educazione del soldaito, si è prima d'ora pensato ed in qualche maniera provveduto. Mi permetto tuttavia cli dubitare dell'efficacia di tale ebdomadaria evangelizzazione (per,la quale manca ·per giunta una guida unificatrice), quando faccia difetto 1;opet·a cooperatrice intelligente ecostante del sottufficiale. L'istruzione morale, che, per quanto ho sopra accennato,, è di sempre crescenle irnrortanza, è lasciata, wtalmente al capitano; essendo agli ufficiali di gr'ado suP,eriore solo riserva,ta la,pa:rte· repressiva, quella cioè di fissare le punizioni p,er le mancanze che ledano la disciplina. Non io consiglierò di.sopprimere l'istruzione morale, tanto P.iù quando il libro di lettura che si vuole,destinaito a,I sold·ato venga a determinarne !'indi.rizzo; ma al tempo stesso non so· ristarmi dal desiderare che in modo più efficace vi si provveda,,cercando con ogni mezzo di completare la educazione del sottufficiale: La permanenza alle armi del sottufficial.e, lunga rel1'Livamente a
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,quella normale deholdato di leva, e la sufficiente sua media coltura. ,ed intelligenza, ci .permettono· di trarre i migliori frulli dalle cure -che noi dedicheremo alla sua edticazione, :·endendolo a.dallo ali' o ,pera educatrice d1e, come sopra accennai, da lui•si richiede. Ora: il sottufficiale assiste' col' soldato all'istruzione nl(jràle fatta ,dal c·apitano. Nulla di più si fa per lui in modo speciale; non Io si ;prepara alla· sua missione di educatore, non si parla a lui déi mezzi ,ed'ttcativi in relazione con le con:dizioni morali edtintellettuali dello ,edl1candòFuori dell' eserc·ito noi trov-iamo delle scuole elem-entari e delle scuole magistrali; là si istruiscono si edhcano i bambini, qua si ,preparano i ma'esth. Tale distinzione-è in sostanza' pure sancita nel1' esercito pet· ciò che riguarda l' isli·uzione; conviene anche meglio ;attuarla in quanto si riferisce a'l'l'educazion:e. Un1'istruzione morale .faua,, a quando a quando, ai sottufficiali dèh·eggimento d'a un uf;fic'iale superiore, ed· anzi dall'ufficiale superiore che rrf'eglib vi sia .adattò ancl\e sotto il punto di vista della facilità, della·chiarezza e della vivacità clell' esposizione, ritengo che colmerebbe· la lacuna :sopra lamentata'. A tale istruzione dovrebbesi a mio parere, dar~ la: massima importa·nzai e·solennità, il ch·e si otterrebbe quando YJ assistessero il comandante e nmi gli ufficia-li del reggimento. Per tal modo l'indirizzo della educazione morale sarebbe uno·, ed il sottuf1ficiale, elevato moralmente a' suoi p·1:oprii occh i; sarebbe meglio _.compreso della propria missione e questa adempirebbe con •maggiore ,scrupolo. Il nome ste~so di sotturfi'ciafo che noi diamo ad una nurtterosa ,classe di militari indica chiaramente che questa deve; ·benchè in sot'L'ordine, compartecipare a: tutti i còmpiti dell'uffìcidle, e fr'-a·questi ,il più elevato, il più sacì·o è' quello dell'educazione morale del sol- . ,dato. Cerchiamo dunque con ogni cura di assicurare e rendere proìfìcua al massimo una tale compartecipazioneL' attuaìe nostro ordinamento militare si è assai preoccupato':del ·reclutamento e della materiale posizione del sottufficiale; eppure in (Tenerale si rimpiangono i vecchi sottufficiali d'una volta. Pel·chè ,~on abbiamo più vecchi sottufficiali?' perchè, nonostante i materiali ,vanta..,..,i che si vennero man mano annettendo ai galloni d'argt'nto, ,i quadri dei sottufficiali restano incompleti? Io non saprei indica!e
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di ciò se non una ragione sola, cioè che una volta il sottufficiale aveva in c~serma maggiore responsabilità e però maggiore prestigio. ed autorevolezza in faccia a se stesso ed in faccia a' suoi subordinati. Noi ne abbiamo miglionila la condizione materiale durante e dopo il suo servizio alle armi; noi ne abbiamo elevata la media collura, 1ma non ne abbiamo in proporzion é riJevata la _ posizione morale. I nostri sottufficiali ci sono in massima parte forniti dai riparti d'istruzione, dai quali escono giovani, con una sufficiente media coltura e con un soddisfaciente corredo di cognizioni tecniche. Non manca dunque in essi la 5toffa di buon i sottufficiali, e tali diverranno se noi daremo opera a completarne l'educazione morale. Una vo lta al grado di sergente si arrivava coi baffi grigi; il lungo tirocinio di soldato e caporale lo aveva compenetrato di disciplina e di qualità militari, e l'ufficiale poteva fare su di lui assegnamento ver quella rude educazione che a quei tempi si impartiva al soldato. · I tempi sono mutali, e certo il tipo di sergente che formò l'ideale di allora non sarebbe più un sottufficiale adatto a noi; tuttavia io non so dar torto a coloro che lamentano la sparita autorevolezza del sottufficiale. Un tempo tale autorevolezza gli proveniva da ciò che la lunga sua esperienza della vita militare Io poneva in grado di prevedere e prevenire i bisogni del soldato, e, ciò che torna lo stesso, di prevederne e prevenirne le m:mcanze. · I nostri sottufficial i si presentano a tutta prima generalmente compresi dalla migliore buona volontà; ma, affatto privi di esperienza, spesso non riescono a rendersi esatto conto della loro missione e credono che, qnando si sonQ messi in pace coi regolamenti, non incomba loro altro dovere, e perciò non hanno generalmente pel benes?ere materiale e morale del soldato quelle costanti attenzioni, a mezzo delle quali soltanto se ile acquista l'affetto; e quest'affetto è la base tlell'autorevol ezza. • Non trascuriamo dunque i nostri sottufficiali, non lasciamo che s'irru(rniniscrmo la buona volonlàe lo zelo da cui sono anirhati al loro ?'I~ uscire dai riparti d'istruzione, dedichiamoci. con cura a finire la loro educazione militare è civile, facciamo loro ben conoscere Lutti i loro doveri in relazione non solo con l'istruzione ma ancora e specialmente con l'educazione del soldato, occupiamoci nell'istruirli sui mezzi più adatti ad impartire questa educaz ione al soldato, e noi verremo con
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-ciò elevandone la posizione morale a livello della condizione materiale che già abbiamo loro costituita, ed essi, trovando nel nuovo .campo di attività loro per tal modo aperto una sorgente di legittime ·soddisfazion i cd un giusto compenso al loro amor proprio, si rileveranno nella stima di se stessi e de' loro subordinali, e noi non avremo più ad invidiare ai tempi 'andati l'autorevolezza ael sottufficia le. Nè si creda cl1e, senza l'attiva cooperazione del sottufficiale, possa t'ufficiale educare compiutamente il soldato. L'ufficiale, per quanto si trovi spesso per ragioni di servizio in contatto col soldato, non può seguirlo costantemente. Alla presenza di lui il soldato si contiene, modera le sue passioni, frena i suoi istinti. Manca adunqne -all'ufficiale, per quanto voglia occuparsene, il modo di conoscere minutamente e presto il carauere de' suoi soldati, che egli difficilmente avrà agio di vedere quali realmente sono. Aggiungasi che il suo consi o0 1io ' il suo rimpr,)Vero di rado se2:uiranno immediata.~ mente l'àvvennta mancanza, perchè nella maggiorparle de' casi egli dovrà ammonire e correggere per atti e parole a cui non sarà stato presente. Ciò tutlo contribuirà a togliere efficacia alle cure educative dell'ufficiale' quando e~so non abbia nel sollufficiale un atti,'o -ed in telligente coadiutore. , Volgiamo dunque le massime cure ali' educazioné del sottufficiale; destiniamo a lui specialmente il lih1:o di lellura del quale ci occupiamo. .E non intendo con ciò contraddire a quanto prima ho accennato , -che cioè pel contenuto e per la forma il libro deve essere alla por· -lata della media intelligenza del soldato che appena sappia leggere; ma solo avvertire che crederei opportuno disporre e coordinare le parli del _libro in modo, che il sottufficiale vi trovasse una faci le :guida per cooperare all 'educazione del soldato. Quando i consigli, gli avvertimenti ed i richiami indirizzali dal sottufficiale al soldato, -oltre ad essere di immediata opportuni.Là, si presentino coslantemerite informati allo spirito del li_pro, le massime quiv i svolt7 e gli -esempi dai qual i tali massime vi saranno illustrate, si fisseranno meglio nella mente del soldato e l'opera educatrice dell'ufficiale riuscirà più efficace perchè trqverà il terreno opportunamente preparato, mentre per altra parte il prestigio del sottufficiale si troverà rilento -dalla conferma che le sue parole riceveranno da qu~lle dell'ufficiale.
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VI. ,Due parole suU:e,c onomla ,d.e l .llb,ro. ·
Toccate così alcune delle questioni attinenti al bandito concorso,. non saprei porre termi ne alle presenti note senza accennare ad · un punto essenziale, come cioè il libro debba.essere concepito nel suo. complesso e come la materia debba esservi distribuita e svolta. ·Su tale punto sono a prevedersi i più opposti ;pareri, per quan~o sia forse il scio che l'atto ministeriale venga in . qualche,modo a determinare nei termini seguenti: « Il libro dovrebbe essere costituito cli due parti ; la prima, più, «_generale, intesa appunto all'edt~cazione dell'uomo, del cittadino, « del soldato; da secqnda, più. strettamente militare, rivolta a rac«· cogli ere le p1·incipali tradizioni militari, massime dell'epoca mo<< derna, dei diversi elementi che colla loro fusione hanno concorso, « a fopmare il nostro esercito nazionale. « Il contenuto di entrambe le parti dovrà avere carattere rappre(1 sentativo e sensibile, anzichè dottrinale ed astratto, e la loro forma«,essere semplicr., scultoria, italiana ». Gli argomenti dei quali mi sono fin qui occupato furono negh anni passati ampiamente dibattuti a mezzo d·ella stampa. e però, messa anche in conto una ,qualche mia persona.le esperienza, poteva su di essi con una tterta quale sicurezza arrischiare il -mio. parere. Ma la questione dell'economia ,generale del libro, da. compila1·s~ s,ulle ora accennate basi .poste dal decrnto ministeriale, non fu ancora per mi.Ila.discussa; e appunto perchè le grandi linee. architettoniche tracciate dal ministero lasciano campo alle più controverse interpretazioni, non posso evidentemenle ;permettermi , a cosi. breve· distanza dalla data del decreto di concorso, di formulare ,in propo.sito un .concreto avviso, ma soltan to di azzardare qualche timida .idea che accenni ad una o più soluzioni del punto dubbio . Al postutlo chi intenda ,ri.~ponclere all'appello fatto dal ministero,
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ai migliori scrittori italiani dovrà, a quanto mi è lecito arguire, dedicare un paio d'anni a raccogliere materiali e riserbarsi_di da.re a questi nel terzQ anno il costrnHo pel quale si sarà determinalo . Così la questione dell'economia generale del libro ha due anni di tempo per maturare: ma, non partecipando essa alla natura delle nespole, percM possa giungere a buona maturazione non ba~terà mell.erla su .paglia e darle tempo, ma saràcluopo inv·ece ventilarla, di'batterla. Su cl.i essa pertanto io eh iamo in modo pàrticolare l'attenzione di coloro, che volend(} il libro sono pu11e al tempo stesso con noi disposti a prestare l'opera loro perchè, per mezzo della stampa, si vada determinando in tolti i suoi particolari il campo nel quale chi t.en: terà la prova possa con sicurezza spaziare. Non trattasi di creare pastoie all'ingegno, ma solo di mettere in comune, fqndere, conci- . liare e coordinare i pareri che verranno esponendo coloro che per ·esperienza e per particolare inclinazione sono meglio in grado di dare un consiglio sulla materia. È certo che per tal modo sì verrà man mano creando un ambiente, informato alla realtà delle cose ed al migliore sistema educativo , entro il quale l'ingegno senza sentirsi per nulla. tarpate le ali potrà procedere con la sicurezza di corrispondere ai termini del concorso ed ai voli di chi, zelante dell' educazione del soldato} desidera die il promesso codice unificatore clell'edL1cazione stessa riesca adatto al suo scopo . 'Ed eccomi per parte mia ad e;;porre alcune consideraz·ioni sull'argomento. Dopo quanto ho premesso è ;;uper!luo èh'io aggiunga che il mio -avviso è al Lutto rimessivo, e c he mi propongo non già di risolvere ma di sollevare la questione, lieto se altri, meglio di me adatto, saprà accennare ad altre più rei ici soluzioni. Quanto alla. prima parte del libro non parmi che e~sa possa iiar luogo a pareri troppo disparati. Essa. deve riuscire, come giitaccennai, un codice morale dell'uomo, del cittadino, del soldato. Non può dunque sorgere dubbio sul suo contenuto. Tutto si ridmTit a questione di forma, e su tale riguardo mi basta riferirmi all'avviso già espresso nel primo tito.lo del presente scritto. Giova tuttavia osservare che dovendo il libro, a senso dell'alto ministeriale, avere carattere rappresentativo e sensibile, la parte in esame non dovrit presentarsi c~ime un'aridct ed astratta esposizione di massime e di sentimenti, che, per quanto virtuose e per quanto nobili, monchereb-
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bero di vita e di attrattiva . Siano parche le considerazioni morali e non mai oziose e servano solo, a guisa di cornice artisticamente in tesa, a dare :;picco e poÌTe in bella luce fatti, aneddoti ed altri episodi i tratti dalle tradizioni della.vita italiana, così civile come militai-e. Se l'esposizione degli esempi debba precedere per trarne poi logich e conseguenze morali, o debbano invece le consid13razioni morali essere confermate con esempi mi pare ozioso il decidere, potendo forse l'uno e l'altro sì,;tema essere con vantaggio promiscuamente seguiti a scopo di varietà, purcM l'esempio e il principio morale risultino l'uno coll'altro immedesimati e n0n presentino stacchi nè corìneLLilure, e, mi si permeua l'espressione, appaiano convivere in legittimo mntrimonio .fl non in concubinato. Credo non . inutile avvertire che i fotl.i, glianeddoti e gli episodi <levono essere scelti in modo. che nessuna provincia e nessun corpo di truppa resti dimenticato. In relazione poi col mio conv int imento che il libro debba specialmente destinarsi _al sottufficiale, sono trallo a desiderare che la materia vi sia per rnoclo ordinata da costituire pel sottufficiale slesso la più sicura guida per la sua cooperazione ali' educazione del soldato. Così od almeno in modo poco diverso parmi sarà generalmente intesa la trattazione della_ prima parte del libro, Venendo invece alla seconda par Le, la richiesta racco I ta delle prin cipali tradizioni militari dei ditersi elementi, che colla loro fu~ione lrnnno concorso a formare il nostro esercì lo nazionale, può essere variamente interpretata. Un primo modo, il più ovvi<,, sarebbe di esaminare anzitullo separatamente ·i diversi elementi ora detti, tessere una brevP, esposizione <lei fatti collettivi ed individuali di ciascuno degli eserciti dei vari governi, fra i quali si trovò divisa l'Italia, arrivando fino all'epoca in cui ciascuno di essi venne a fondersi nell'e<iercito italiano, e di considerare poscia. nel suo formars i e nella sua vita, l'. esercito iLaliano partendo dal punto in cui l'unificazione d'Italia fu iniziata . · L'accennata soluzione presenterebbe, a mio parere, I' inconveniente che le varie sottodivisioni della parte in esame non si equi-
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varrebbero né per mole nè per importanza e che la maggior luce fa cui verrebbero troppo evidentemente a. trovarsi poste alcune provincie a peli.o di altre, potrebbe, benchè a torto, sembrare effetto di regionalismo. Una seconda interpretazione potrebbe consistere nel dare uno sguardo generale alle vicende d'Italia dell'epoca moderna, incorniciando nella esposizione di tali vicende le principali tradizioni militari che vi si collegano. · Di difficilissima trattazione sarebbe la questione per tal modo ~ntesa, avulo specialmente riguardo alla necessità di ridurre ai mi·nimi termini l'esposizione storica per modo che non abbia a riuscire disadatta per un li bro di lettura del soldalo. Altra via potrebbe ancora seguirsi facendo partitamente la storia .dei vari reggimenti e corpi del nostro esercito, Si eviterebbero per tal modo la clif(icolla inerente alla seconda ,soluzione, ~d in parte l'inconveniente accennato per la prima; ma si r iuscirebbe ad una soverchia ripetizione di fatti e di date in ragione clel numero dei reggimenti e corpi che in tali fatti ebbero parte. Il libro assumerebbe una mole troppo considerevole, e per altro lato se uno scrittore colto, cl'ingegno. e dil igente può sperare di riuscire, per una delle due vie prime nccennate, a mellere assieme in modo soddisfacente la seconda·parte del libro, non gli sarà · ,certo possibile nè in tre anni, nè in tempo molto maggiore racco•,gliere i dati nec:essari per ,~ompilare una storia non troppo sommaria ed inesatta dei vari corpi, Inoltre questa disgiunta storia dei vari reggimenti e corpi parteciperebbe al difetto della prima so luq;ione; sarebbe opera separatista anzichè unificatrice. Lasciamo adunque a ciascun reggimento, a ciascun corpo il provvedere alla propria storia, e questa formi nel reggimento o corpo inte-ressato un allegato del libro di lettura. Tutto ben ponderato pertanto parr ebbemi che la seconda solu.zione sia, fra le tre accennai.e~ la preferibile , Si tralta essenzialmente di popolarizzare la storia del nostro risorgimento. Si sorvoli perciò sulle vicende politiche dei secoli passati, registrandone però le imprese militari e traendone esempi di personali virtù, e siano invece meno sommariamente esposte le vi,cende del secolo nostro , Con esempi di virtù cittadine e militari
IL LlllRO DI LETT URA .212 tratti speciaLmenterdal secolo nostro , sarà.agevole mosteai:e per quali aspirazioni, quali virtù, quali ,sacrifici ·,di s0stanze e di vite siamo giunti a rivendicare il ,nome italiano e trarne deduzioni educative circa al dovere che al soldato ed al cittadino iJnéombe di ,emulare le ;vi rtù per cui l' Ltalia potè 1cos~ituirsi;una, ,e idi àclopenarsi ,per accrescere le .glorie ,e la <potenza .della paoria inostra. È indubitato che :per uendere1po:palaue, viv:o ·e ,sensibile il 1periodo storico suaccennato occorre ingegno non comune,per la,difficoltà di scegli ere tra gli a,v~enimenti 1e di disponli poi in modo,che1la:seo0nda parte del libro riesca un utile ed oppontuno compl,emento della prima ,par.te. E parmi perciò che.la narrazione storica non debba essere scopo ma ,mezzo ,per confermare con ,nuovi esempi cronologicamente disposti le virtù civili e •militari , già illustrate in ,ordine logico ,nella p6ma :parte del lib.110. La ,narrazione .stol'.ica non do,v rebbe cioè, a mio ,av,,iso, ,essere più d'un filo, a cui aLtaccare aneddoti, esempi di virtù, prov,e di generosi sentimenti, so·mmarie ma vivacissime bio,· grafi e, tanto da costituire l'ampia galleria ·palPia,di mòrale chr. ile e militare, alla quale accennai toccando dell'indir,izzo a darsi all'educazione del sold.ato. Per lahmodo ,iolesa parmi che la ,parte.seconda,del ,libro non cor,rerebbe r.ischio di. presentarsi ·come uno dei soliti sunti di storia patria, nel qual ca.so ,non ·risponderebbe punlo allo scopo. ,La storia non .de.ve essere se non pretesto a trasportare ,iI soldato a tra verso alla numer•osa sclliera ,di generosi, le cui ·virtù prepararono ,e compirono l'unificazione politica ,d'ltalia. Com.e ho ptremesso, ,non mi lusin,go in modo alcuno ,di avere risolla la questione del concepimento e..della condotta del libro, specialmente ,per quanto •riguanda la seconda parte del libro stesso. Nullameno parmi non ozioso avvertire come qualunque sia per essere la soluzione che allri sia ·per proporne, questa debba ad ogni modo non essere in opposizione col carattere che si con.viene ad un libro di lettura del soldato. La materia del libro è tanlo nobile per se $!.essa che quanto più appariranno semplici i me.;,,zi ai quali si sarit ricorso ,per,coordinarla, tanto meglio il libro ra·ggiungerà .il proposto .scope) . H,> .più volte af)cennato che il libro desideralo deve presentarsi
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come un codice di educazione civile e militare; e per essere tale . veramente,,,JJtentre ognuno deve trovarvi norme ed esempi per con- ·· formare le sue azioni alla più slretta morale; gli educatori militari debbono avere in esso la più ~icura guida per altendere con unità , d'indirizzo alla educazione dei loro dipendenti.
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Conclulììione.
G.ià ho dichiarato l'intendimento propostomi nel raccogl iere lepresenti,nol'e; ~.ggiungo.ora ahe mi ,tenò}pago,.se uualounq, tro,vandole. non al tutto oziose, vorrà seguirmi nell'ampia discussione ch'io-r,ercai1promuovere, e concorrere,per·tal modo a determjnare i ter~ mini del concorso.di maniera che il libro p.ossa, rnel suo .insieme e nelle sne parli, riuscire, per contenuto e per forma, il me,glio adatt.o..allo scqpo cui è deslinato. EooAnoo
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FORME, CRITEllI E PllESCRJZIONI TATTICHE, ECC.
Sono questioni e problemi che è bene aver determinati in modocon01·eto con quella 1·etati'Va elasticità che i di ve,;si fattori di un' aziÒne· tattica ((01:ze .~ tec1··reno - av'Versario - stato morale, ecc., ecc.).. possono r1cb1edere, sì che dalle Alpi alla Sicilia vi sia una unica maniera, la quale nei limiti pratici ornai consacrati escluda le estreme o strane formazioni che i tipi delle armi in uso e la forza nelle unità, tauiche hanno poste nel dimenticatoio. · ·Senz~ esc.ludere quella elasticità che è indispensabiie quando si, parla d1 tattica, senza voler affermare o negare assolutamente il valore intrinseco presunto dell'una o dell'allra prescrizione, senza voler· d~r forma di dogma a precetti che una minima eventualità può far dimostrare sbagliati, affermando il criterio che la iniziativa individuale in rapporto alla sua responsabilità sia relati va., siamo persuasi che oggi nelle prescriz·ioni ·regolamenta1·i ital-iane esistono disposizioni che nùn collimano perfettamente fra di loro e non sono più utili nel senso pratica che la tattica di combattimento della fanteria :v~ prendendo giorno per giorno .
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·COMBATTIMENTO DELLA FANTERIA II. PARTE Y' Prescrizioni tattiche regolamentari italiane per la fanteria.
Nella I Parte di questo scritto studiando su lavori italiani e fore-stieri e analizzando combattimenti diversi, siamo pervenuti a rile-vare dei dati di fatto che possono essere presumibilmente base a criteri tallici per la condolt.a della fanteria nel combattimento e per l'addestramento della fanteria nelle esercitazioni di tauica applicata ,mantenendo, quanto è possibile, la verosimiglianza a ciò che si ,studia e si eseguisce in tempo · di pace, e ciò che avverrà o potrà :avvenire in vera guerra. L'inizio di un'azione tall.ica; Il lavoro tattico nella preparaz fone e nello swlgùnento e nella .risotiizio1ie di un fatto d'armi; · Il rapporto fra il la'Voro taUico e il consunio delle forze nelle di•verse fasi; La ripartizione delle forze in schiere; il rapporto delle forze fra .schiera e schiera prima, durante l'azione tat.Lica; Il modo di riparare al consumo delle fo rze sulla·linea di fuoco ove ,il lavoro tattico si svolge; Il modo e la misura di regolare l'azione tattica rela.tivamente alla ,durala del combattimento, e al consumo delle munizioni; Come la proporzione razionale fra la nia·rcia e la sosta durante il -lavoro taltico dia tono di verità e possa essere rnezzo utile pel rifor·nimento di munizioni e di uomini sulla linea di fuoco; (1) Errata co,·rige: nella J 1',1,nn: {DISPENSA l genn,iio -1886), a 1iagina 23, linea 20•, ,·ove è stampato, gtagm1ola di 12 colpi, si legga: gragn11olc1 cl'i t ,2 colpi - a pa,gina 40, linea 4-", ove è stampato: rapporU minori, s i legga, rip(lr/i minori.
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Con questo conc,etlo e in confronto alle conclusioni enunc.iate nella prima p(J!rte, noi esamineremo i Regola·1nenti e le Istru;ioni ora in. vigore per la fanteria in quanto· si riferiscono alle /ormazion·i ed ai p1·ecetti relativi al suo imp·iego nel combattimento; e, accennando a. proposte di rettifiche complesse o parziali, ci sforzeremo di porre in evidenza quelle prescrizioni che sembrano omai non più opportune e forse d:urnose, collo scopo di dimostràre la utilità di una revisionecompleta e concorde dei tegti stessi. La forza della compli,qnia italiana nella /t>rniaz·ione d!i guerra è di. . . Gandolfì s1.4l bilancio della guerra per· .:. ,..o uomm1 e ne li a Retaz wne l'esercizio I 885-86, accenna all'effellivo della compagnia di fan teria. da 225 a 250 uomini; il battaglione quindi ha una fo rza da 900 a ,f 000 fucili. Tolti i servizi eventuali, tolti i non valori, crediamo di non esser fuori del vero se calcoliamo la forza presente al combattimento a 200 uomini per .I coinpagn·ia · 800 id·. ,f battaglione. 99v
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FORME\ CRITERI E" P-RlliSCRlZION! TATTICHE
PERI IL COMBA1'TIMENTO DELLA FANTERIA
Una,~o'n11pngwia: adunque di 200 uomini presenti può assumere secoO'do•il niegolamen·to •di iserci,z,f ,1 di evoliiz~oni ora•in' vigo1·e ~· (iN·. .Vilil) , TRE·FOlfM.o\etiONI. Com,pagnia T!PO A. ·- Un p'lotone iri: oatl'Jna· e tlre plotoni in . sostegno; ovvero con due squad1·e cli due dive1·si plotoni· fa, catena e f;re plotoni ,i1i sç,stegno· (NORMALE~ . Compagnia: TrP'O B'. - Diw plotoni in catena e cliw ·plo·toni in sostegno (NOR~P.\LE') . Compa,gnia-'frPo C. - (EccEZLON'AUIENTE)'t1·e plotmiiùvcat1ma ed u11, plotone-ùi sostegno.
z-ione lattica quel la cl,ie sì riferisce alla intiera profanditd,, edensità rela'lti1,a quella che si riferisce éilla sola 1a schiera qu-and'o' questa sia impegnai.a· nel fuoco . (Vedi Specchietto N. 5 e /J bis) . Veniamo ora alle formazioni della compagnia risultanti dalle diverse com1Jinazioni·dei,tre tipi•sopra·determinati; - sono nrcroTro FOR~1A0ION1 diverse che noi rappi·esentiamo colle lettere di' rich iamo sopra preposte ad ogni diversa prescrizione del Regol'amenro . Awremo adunqne1 :
M'il' questi TilEJT1Pr
diversi possono determinare dìversi sviluppi · delJa, fronte secondo i casi e le proporzioni seguenti: . . d) inte1·vallcmdo le file tre passi l'ivna dall' aUra-(N. 285 del -- R'eaolamento) ; ~ e) inte1·vallando le file al MINDIU~I di ·soli due passi, l'tina dal· .,-l'altra (N. 286 del Regolamento); · f) ùite1·vall'ando- le fUe al M'AX BfU~l'cli sei: passi l'una dall'alt1·a . (N. 286· de~ Riegolamen to); · g) lasciando un intervallo di sei passi ('rei squadriglia .e sq1.bad1·ig lia· (N. 305 del' Regolamento)'; . . h) lascimido fra sqttad1·if7'lia' e sqttadì-iglia· iin intervallo di una squad,r·iglia distesa (ECCEZIONALMENTE) (N. 30q del Regola, mento).
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Le formazioni adunque di una com,pagnia possono avere un va, \ore offensivo o difensivo relativo agli sviluppi delle fronti nei dif~ ferenti cas-i, essendo il ' risultato del combattimento proporzion::ile . alla intensità• di fuO'co possibile . Ciascuno d~i tre tipi della co1npa,qnia pertanto sopra enunciati può, secondo le combinazioni diverse, determinare SEI di'l>erse for1nazioni con FRONTI e o&Nsn';\, dì fuoc'O relativamente varia, cosicchè stalJilendo ·qµesti ·due follori dèHavoro tatti co potremo in cert~ maniera arrivare ad un app1·ezzamento' tebrico} tenendo conto dei ,. corollari esposti i1dìne·alla P 'parte di ·questo ·lavoro. È bene ricordare che chiamiamo. densità assoliita di una forma-
Ad- g .
eeg ee h e: f g e:/ h
13• formazione 14•
id.
15• ,16~
ùl. id. icl'. id .
,na 1s·
Ciò che non cambia mai in queste diverse formazioni si è la profondità poiché il N. 423 del Regolamento prescrive in massima che il sostegn,o stia a 200 metri dalla catena, mentre l'Ammaestra-
_(i) A_nalizzando quanto è detto per le form:tzioni rappresenfate colle diverse lettere d1 neh iamo si comprenderà. il dettaglio. .
/
2·18
FORME, CRITERI E PRESCR IZIONI TATTICHE
mento tatt,ico della /àn,teria al N. 96 si esprime: « stretti ssimo è il « legame lra il sostegno e la truppa distesa; il loro com,plesso anzi « costituisce la linea di combattente in ordine sparso o la linea dei « cacciatori >>. A pagina 120 clell' IstnL.zioiie per la manovra siilla carta (187 4 ), si confermano le prescrizioni su espresse, però parlando del sosfogno si accenna alla distanza da 150 metri a 200 metri; in questa l siriiz·1:one si dànno norme per la offensi1;a e per la difensfoa della compagnia isolata e inquadrata. Il Boguslawski vorrebbe i sostegni a distanza fra 400 e 500 passi. ·Qualunque sia la distanza dei sostegni dalla catena, costituendo · questi un sistema unico si dete1'mÌnerà la densità assoluta degli uomini per ogni metro lineare ·corrente in funzione della forza e della f"ronte; ora la forza è costante di 200 uomini, la fro nte. può variare in ·I 8 formazioni diverse come abbiamo eletto sopra, e, calcolando il passo a 75 centimetri, si troveranno per ciascuna di esse formazioni la fronte e le densità assolnte per ogni inet·1·0 lineai·e cor1·Mite, sotto descr itte .
SPECCHIETTO N. 7. Compagnia TIPO B (NORMALE) (due plotoni i n catena e due al sostegno).
/
l<'ormazione
1
Forza
~.'
I
I
l~ l
8'
9' 10'
uomini
11• 12•
I Formazione!
l•'orza
metri
I \
2•
)
3• 4' 5'
6·
I
I
1•
\
in
200
uomini
(
I
I
I
60
3,33
2,04
98 49
.i,,05
62
:1,22
115
1,73 1,07
'186
I
.,nedia
del tipo A
I
Formazione
l I
2,10
17·
18·
Le cifre delfronte .s ono date .
arroton
1,67 1,02 2,03 '161
196
98 '124 230 :n2
o'.87
O,M
Anno/(lzio·n i
I
l
Come allo Specchietto N. 6. 1,15
I
Compagnia TIPO C (ECCEZIO NALE) (ire plotoni in c,atena ecl uno in sostegno).
(r
13' 14' 15' 16' Annotazioni
I
I
120
Forza
I
Fron te in metri
I
Densità
II
SPECCHIETTO N. 8.
Compagni a TIPO A (NORMALE) (un plotone in catena e tre al sostegno)
Densità assoluta di uomini per i metro lineare corrente
nensi tà I assoluta I Densità di J mcd i,1 del peruomini .• metro t iilO Il lmearc corrente
I
I
I
SPECCHIETTO N. 6.
I
Fronte in metri
I
I
Fronte
219
PER IL CO)fBATTDllsNTO DEU,A FANTERIA
I
I
l
200 uomini
180 294
(
147
186 345 558
Densità :1ssolu.la di pornomini i metro lineare corrente
I I
'l,H 0,68 1,35 1;08 0,58 0,36
Densi tà media del tipo
I
l \
Annotazioni
e
l 0,70
Come allo Specchietto N. 6.
!
I
Così siamo arrivnl:i n poter conchiudere che la Compagnia può assumere 18 diverse /onnaz-i.,oni supponendo che in ciascun tipo i plotoni e le ~quadre e le squadriglie si dispongano tiiite in un'unica maniera, il che certamente non avverrò., essendo affi dato, al la iniziativa dei sin gol i riparli minori di stringersi t:> allargarsi o rimanere anche in ordine chiuso secondo le esigenze del mornenlo, del terreno, e secondo il contegno dell'inimico. 1.5 -
ANl'iO XXXI. VOI,. I.
1ronME,
PER IL COMBAT'l'IMENTO DELLA fAJ:iTERlA
CRITERI E PI\ESC R!ZION{ TATTICHE .
Se si volessero aritmelicamenle esaminare e stabilire le pos;;ibili combinaz ioni in ciascuno clei tre tipi deLerminaLi si arriverebbe a conclnsioni le quali , tattica1nente, non 11:,nno valore. .Fermiamoci adunque a quanto abbiamo deLto e prendiamo per base queste Lreforme fondamentali della com,paun:ia nell equali si ha:
l /'
' O'{ di densità assoluta di uo.T IPO .A una ··1·onte i· 9a metri con 2.'I . . 190 » » 1. 15 mini per ogni metro lil'1Po B , inec1ac1 .. ·,.. 1 1 f 1Po C 28<> » » O, ;0, nearccorrenteinmedia. 1
1
1
Non occorre parlare delle fonuazioni del!a co1npa9ia in ordine chiuso poichè, eYidentemenle, in tal caso la densità degli uomini e lo ~viluppo della fronte non !tanno bi sogno di essere dimostrate; però sarà. bene rilevare che nel caso in cui la Compagnia si trovi isolata aumen tera la sua profondità dovendo tenere un plotone in riserva (N. 421, del llegolamento). Si ri torni all'esame del lavoro lattico e del logoramenlo determinato per la ballaglia di Woerth (Specch:ietti N. 5 e 5 bis. I PART E) e sulle me<lie dmisità assol1ite dei tre tipi risuitanti per la compagnia italiana si polrà in certa maniera apprezzare il valore tallico · di ciascuno di essi: cioè (Corollario C della PA RTE I) che 1 tre tipi sono soltanto m //kienti per 1'1N1z10 e per la PltE PA HAZ!ON.1!: di un/azione tattica. Ma ciò che tenderebbe ad infirmare tullo ciò che abbiamo dimostrato e stabililo per le l'onne tattiche della compagnia nell 'ordine sparso, si è una nota apa~. 77, della lstJrnzionesul ti:roperla fanie1·ia (2 maggio 1885) allo Specchio per la p!'ogressione del tiro di combattiment.o: in quella nota è scriuo: 1
CATENA 01t0iNAIUA: un uomo per ogni melri 1,40 della fronl e, ossia 4o uomini sopra 20 metri di fronte; CA·rENA MoA: un tiorno per ogni metri 2,80 di fronte, ossia 8 lwmini sopra 20 metri di fronte. 1
Con tali esLremi la catena ord-inaria non corrispoude alla distanza regolamen tare dei '2 passi [N. 286 del Hegolamento) di intervallo tninimo fra le file; la catena. rada non corrisponde a nessuna delle
·,
22.•(
forme volute dal Regolamenlo; si noti altresì come stab ilendo il Regolammto di esercizio (per unitit rli misura degli intervalli fra Je file sulla froole di combattimento) 'il PASSO e stabilendo la, fstruzi-one pel tiro il METRO, non vi è possibile accordo e il o-iorno del tiro di combattimento ci troveremo avanti a diftìco ltà di metodo <lelle quali :I soldato oon ~a.prà darsi ragione, come non se ne sa dar ragione l'ufficiale. .Che se si voles.sero ricosLruire gli Specchietti N. 6, 7 ~ 8 coi dati della Istru,:inne snl ti1·0 si arriverebbe a co nclusioni diverse delle prime: P. quali delle due avrebbero ragione di essere acceltale? · Ma vi ha di più, perchè so a queste ·differenze si a<trriu11 0-ono le modalità inOnite che nei campi o nelle applicazioni al ~=rTe;o vengono stah!le n~lle varie Divisioni terriLoriali o nei diversi Corpi d'armai~,. sa'.:a fnc'.le comprendere le difficoltà tecniche e gli imharazzi P:al1c1 a, quali v~nno soggeu.i gli ufficiali nel regolare la prog,-es,none graduale d1 questa istruzion e teorica e pratica. E_ come Le norme .<Jenemli per la Di.vi.~ione di fa1,teria in combalf1me1~·to, sostitu iLi or ora dalle Nonnr generali per l' ùnpiego delle t1:e a1·m:i, ecc . ~cc., dànno indirizzo pratico a ciò per l'unità ./Jivis1~1M ~I) è desiderabi le che venga unanm·mapratica per le un iltt minori. Ma il ll.e,IJolamento cl'ese·rci:.zio ecc., essendo tutl.ora in vio-ore . . o ' noi segui remo la nostra analisi sulle fronti e su lle densità che dalle presc~·izioni in esso contennl e derivano, come le abbiamo stabilite per la compagnia. nei Lre Specchetti N. 6, 7 e 8; e con tali dati passeremo senz'altro a sludiare le forma.à oni del baLLaglione, calco landolo di 800 uomini combattenti p1·esenti'.. ti battaglione.?°t(l,liano può prendere nell'01·di1ie 1nisto MAz10Nr:
ouE POR-
UN BATTAGLIONE . 'f1po I ( OIHIALE). -Due co,npagnie al grosso e cl1w compagnie in ordine spctrso. (N. 458 del Regolamento). UN BATTAGLIOXET1.l'oK (ECCEzlONALE) .- Treconipagni-e ·i n 01·dine sparso ed wia compa.r,nia al .r11·osi;o (N . 460 del Regolamento ). _(ll Oìcia~o cìò sebbene abbhmo l~tta l' Avverten::n che precede le Nornie posto in VJgoro con· A Ilo 107 del 1885.
E'OR~rE, éRITERI E l'HESCUIZ IONI TATTICHE
Le compagnie nel battaglione manovrano prendendo le formazioni descritte e determinate sopra negli (Speoch·ietti Ni 6, 7 <~ 8). Senza scendere alle combinazioni minime per l::t formazione divena che possono a:,;sumere i piccoli reparti (plotoni, sq1iadre, squadr·iglie) si po'trà stabilire il numero delle formazior11i del battaglione esaminando le combinazioni delle MEDIE d!i fronte ede;isiià d~i TRE TIPI A B C delle compagnia con i due fipi I e K del bar.tag,lione; vedremo così come si Mmportino, qùa-le delle formazioni. valga l'altra e quale ne sia il valore assoluto. Il battaglfone iulunque può normalm,ente, ponendo due compagnie al grosso e dwe Compagnie in ordine sparso, formarsi colle combinazioni seguenti: (si rammenti che noi calcoliamo 800 fucili . p·11e.senii) . SPECCHIETTO N, 9. Fo,,mazioni normali del battagli on'e itali'an0. o
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II Le ,flue compaynie in ordine
I,.2, l I
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380 12,10
l
IAC
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·aso 12,10 I
IBB
V . 475 1,68
l
IBC
1
570 1,40
sparso banno ciascuna 1 p lotone in catena e 3 plotoni at s·o stegno. . ~ Delle due compagnie in ordine sparso, una I ha 1 plotone e l'aHra 2 plotoni in catena; 11 resro m sostegno. . · Delle due compagnie in ordine sparso l'una ~ ha l r'lo!one e l' alti a 3 plotom..m catena, I. 11 resto 111 s ostegno. 1 Le "due compagnie in or<line sparso hanno ciascuna i plotoni in catena; il resto in sostegno. · . ( Delle du.e compagnie in ordine spa.l'SO l'una , ha 2 plotoni e l'altra 3 plotoni in catena; (' il resto in sosl'e ~no. · , Le due compagnie in ordine sparso hanno ciascuna 3 plotoni in catena (formazione eccezionale per la compagnia); e il resto in sostegno. · ·
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II 1285 2,80 i IA B
VI
fNDICAZIONI
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PER IL COMB,A11TIMENTO DELLA FANTERIA
In tutte queste fo1'mazioni normali del battaglione italiano dimo:strate nello Specchietto N. 9, si possono applicare le cUciotto forma:zionì diverse delle-compag1iie esposte negli Specchietti N. 6, 7 e 8. Noi lasciamo alla diligenza degli studiosi lettori dì fare questa fatica, contenti per ora cli aver raccolte lernedie su espo5te delle fronti e delle densità; e passiamo ad analizzare le combinazioni del T IPO K. del battaglione coi tre tipi A · B C della compagnia, per' studiare come questa forma ECCEZlONALE (di tre compagnie in ordine sparso ,con ima sola compagnia al grosso) possa avere efficacia tatt.ica iri confronto della formazione normale. Lo Specchietto N. 1Oclit le formazioni eccezionali del battaglione possibil i secondo le prescrizioni del Regolamento di esercizi ed evoluzioni italiano; le cifre esprimono LE MEori:: della densità assoluta di uomini s1t i metro Hnearè wrrente risultanti dalle c0mbinazioni possibili coi dati' degli Specchietti N . 6, 7 e 8.
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PER IL COMBATTCMENTO DEI.LA FANTERIA FOR.\!El, CRl'J'ERl E PRESCIUZIONI TATTICHE
, SPECCI;IIETTO
N:-
Analizzando gl i Specchietti. N. 9 e lO, second.o le nostre conclusioni sulle diverse formazioni nrmnal·1: ed eccezionali del battaglione, si rileva, prendendo per punto di confronto le densità e le front i, che
10.
Formazioni eccezionali del batiag lione , italiano.
La /ormazione II ò uguale alla VII ({1'onfe 28t> metri , densità assoluta 'z,80).
IND1 CAZ1.0 N1
('I )<t I•,
VII
( Le tre compagnie in ordine sparso hanno, J. ~iascuna i.solo plotone in catena; il resto \ in sostegno. . ( Delle tre compagnie in ordine sparso, due 2,:!0 KAAB) )1anno 1 plotone e l'altra 2 plotoni in cai tena; il resto in soste~no . Delle tre compaynie in ordine sparso, d ue J,fi8 KAAC hanno 1 plotone e d una 3 plotoni in catena; il res to in sostegno. Delle tre compagnie in ordine spars o, una 1,40 ' KABC ha '1 plotone, una ha 2 plotoni, la 8' lt11 ! 3 plowni rn catena_; 11 resto al sostegno. 1 Ciascuna delle tre compagnie in ordine 1,615 li KBBB I ' sparso ha 2 plotoni in catena; il resto a l· I sostegno. ' ~-De lle tre compapnie in ordine. sparso, una 1,68 1KBBA ha i ptoto_ne e le altr~ due ne hanno 2 per ciascuna in catena; 11 resto al sostegno. Delle tre compagnie in ordine sparso, due ·J,20 KBBC hanno 2 plotoni per ciascuna( ed una ha 3 plotoni in catena; il resto a sostegno. Le tre compagnie in ordine sparso hanno 0,93 KCCC 3 plotoni per ciascuna in catena; il resto al sostegno. Delle tre compagnie in ordine sparso due· 1 hanno 3 ploioni per ciascuna, ed una ha 1,20 I KCCA 1 plotone in catena; il resto al sostegno. Delle tre compagnie in ordine sparso due t,05 KCCB h!3nno 3 plotoni per ciascuna, ed una ha . 2 plotoni in catena; il resto al sostegno.
285 2,80 KAAA
VIII 380 IX 4.75
1
X 1 570 XI
I
I /f80
XII 475 XI li 665 XIV 855
xv
665 I
XVII760
l ~
'
TIPO [AB
I
TIPO
~
l
Nota. I l N. 62 delle Norme generali per l'impiego clelle tre ar.m i, parlando di Di-gisione inquadrata nella difensiva, limita le fo(·mazipni · s u 3 schiere fra i fronti di 1800m e 2400m; e propone, quando 'si as-segnino meno di otto, battaglioni alla 1 • schiera e si voglia arrivare, a 2400° di fronte, le formazioni di 3 compagnie in catena in ogni, battaglione con una sola compagnia al grosso.
KAAA
~
3 plotoni in catena, 5 plotoni in 2 sosLegn i. 8 plotoni al grosso .
i
3 plotoni in cnlenn . 9 plotoni in 8 sostegni . /4. plotoni nl grosso,
· La /cmnazione Il[ è uguale alla IV ed VIT [ ((,·onte 380 metri, densità assoluta .2, 11()). /4. plotoni in cnlena. 4 plotoni in 2 sostegni . 8 plotoni al grosso.
TJPO
IAC
l
TIPO
IBB
~ 4 plotoni in 2 sostegni. I 8 pldtori-i al grosso .
\
(2)1> (
~
i
225
4 plotoni in catena.
\
/4, plotoni i:1 èa tena. 8 KAAn / plotoni in ;3 sosLegn i . 4 plotoni al grosso . I
\r1Po
/ La /orinadone V è uguale all a. 1X e XII (fronte (::J)c 4-70 meLri , dmisi'.tà assoh&ta 1,68).
,
~ 5
1
TIPO
1
plowni in catena.
mc / 3 plotoni in 2 sostegni. 8 ploton·i al grosso .
226
FORME, CRITERI E PRESCRIZIONI TATTICHE
Segue
(3)C \
( 5 plotoni in catena:. T1Po KAAC ~ 7 plotoni in 3 sostegni. t 4 ploton:i al grosso.
Ì
1'f1po KBBA \
!
5 ploton:i in catena. 7 ploton i in 3 sosLegni. 4 plotoni al grosso. 1
' La /ormazfone Yl è uguale alla X (front.e 570 metri densità assoluta l ,40). , /. . .
227
PER IL COMBATTIMENTO DELLA ~'ANTERIA
<O . ..., oa;,
0,93 nella i.. 1,05 » i.. o o 1 "§i <O 1·,20 »,) ,J,40 '::s ce )) 'd '° e , 11,66 ·,5 °"':.= 1 )) 1,68 o ·;,; e a;, 2,iJO >> a;, Cl e ·2,80 » ·2 ~ \ 4,2 11 » <,;)
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XIV XVI XIII e XV X e YI X[
V, IX e Xll III, lV e Vil i H e VII
1
formazione » )) ))
» » » » ))
1
·I\ .·l
6 plotoni in catena.
( 4)d
T1Po ICC
2ploton~in2sostegni. 8 ploto1n al grosso .
6 ploton1: in catena. , TIPO KBBB 6 plotoni in ~1 sostegni. \ 4 ploton·i al grosso.
l
/ La /rmnazione XIll è uguale alla XV (fronte 665 · ' metri, densità assoluta 1,20).
7ploton:ì in catena. 6 plotoni in 3 sostegni. 4 11lotoni al grosso. 7 plotoni in catena. 5 plotoni in 3 sostegni. 4 plotoni al grosso . .Ma, se le fronti e le cfonsitd assoliite si corrfapondono in queste formazioni nonnali ed eccezionali del battaglione italiano, non si può affermare che il valore tattico di ciascuna corrisponda ugualmente a quello dell'allra. · Ripilogando e ragionando su queste formazioni del battaglione dimostrate nello Specchietto N. -10 abbiamo le densità seguenti:
Confrontate coi dati esposi.i nelle conclusioni della I può dire:
PARTF,,
si
Xlll, XIV, XV e XVI /èwmaz·ioni, utili per l' rnrzro, III, IV e Vin f'or1nazioni, utili per la PREPARAZIONE, I /01·mazione, utile per 'la RISOLUTl\'A; le altre formazioni da eliminarsi in 1a schiera'. È evidente che le fo1'ma.zioni XIH, XlV, XV, XVI, forrnnioni eceezionaii, sai-ehhero quel'le che darebbero luogo al massimo frammischiamento e in tal caso si po.LrebbHro adottare per l'1N1z10 ·le JI>rime tre formazioni I, II , III, facendo allargare la fronte, ciò ohe il Il.egolarnenlo non proibisce, come vedremo poi . Però si deve osservare che l' unità minima tende ad essere il plotone, se si vuol tener conto delle innovazioni, recate nelle diverse ·istruzioni: ma di ciò parleremo poi. Ed è da tenersi conto altresì· e sopratul.to che la. riso.l1itiva è il risultato della. somma dei valori delle tre schiere, dovendo le seconde e terze,schiere rincalzare la prima d'urante il lavoro e il togora:mento, in tutta l'azione. Ma veniamo alla profondità . 1
La prnfondfità che assegna il Regolarnento (N. ,i-6 1) varia fra i 4-00 e i 4,50 metri; poichè, tenendosi i sostegn1'. (N: .i,23) a 200 metri dalla catena, il grosso deve misurare normalmente 250 metri da questi. 1
j 228
FOR~lE, CR ITERI E P.RESC!\ IZION I 'fATTtC HE
La Istnizione per la manovra s'IJ,lla ca1·ta a p. 221>, assegna pe1· la profondità del battaglione isolato nell'ordine m,isw 350 metri; senza soLLilizzare ,mila. elasticità di questa forma da combattimento sui limiti assegnati alla profondùà, n:oi rileviamo tale discrepanza. L'Ammaestramento tcittico per la fanteria è più elastico; rimanda alle prescrizioni regolamentari e al N . ·I 65 sottopone la misu,·rt della profondità per il battaglione ·isolcito « al terreno, alle ùitenzioni « del comandante-il 1·eJfarto, alle m-ire supposte del 1wniù;o ».
PER IL CO)lBA'f'l'J.\IENTO OEUA FANTEnlA
qu1rnto più il terreno offre protezione; e assegna fra 300 e 500 passi ad un battaglione di ·1000 uomini : ciò concorda. con quanto a bbiarno · detto sopra: il ~fogni deLennina i limiLi di fronte seguenti:
_,
BATTAGLIONE -----_______
STATI
s
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o
Esposto ciò esaminiamo una o due delle combiriazion i possibili previ:;Le dal Regolamento colle applicazioni di qualcuna del le 18 formazfon'i- della compagnia come le abbiamo stabilite negli Specchietti N. 6, 7 e 8. Si rammenti che nel baltaylione isolato i quattro !'al.lori della densità per ogni metro lin.eare corrente sono: la catena i sostegni il grosso la 'l'Ìserva, i quali costituiscono la 1a scwie1·a ('I); e si rammenti che il sig. E.C. vt1ole che la (2} densità di questa schiera corrisponda (3) a quella dell'ordine chiuso; e poi si rammenti un altro fatto morale che cioè tuui i grandi cap itani riusciti · hanno éalcolal.o come nulla la vita degli uomin i e si sono fatti scal in o di immense sciagure per salirH sull'ara del tempio della Vittoria e strappar di mano alla volubile Dea la corona d'alloro , senza dimenticare tuttavia che ù dovere di capitano capace e prudente adoperarsi quanto ò possibile per impiegare le sue forze in modo di ottenerne risulta li massimi col minimo consumo. Lo Scherff(,I,) osserva che il fronte di attacco tanto più ;;i alla·l'gci (!) Nella Tattica pe1· CAnLo Co11s1 (Firenze. - · La Minerva. t873.) (a p. ·17) si delln iscc la schiera ·_ l'or(li11e di larga fronte, composto di una o più linea ùi trnppc comunque formate. . . (2) t;;stensione, ùensi til., e profondi tà negli ordini di corr1battimcnto. - (Ri·o ist.o, mili/a;·~
italiana., 1876.)
'
·
·
(3) Nel battagl ione isolato la t• si:/1.iel'a, non corrisponde a QLl::tnto si è calcol,t1:o nègli Specchietti N. 5 e 5 bis: e ciò è 1Jvidente e non ha bisogno d'essere dimostrato. (4) Sttuli ·pel' lct miovll lllllic<t cti fanteria.. - I. Parte. - Voghera ·1873. {(J;tg. 35 e 57.)
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sul.t'impiego tattieo della.fanteria I NoteRivista italiana
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m.iliiare 1884.
attribuendo la fronte massima per il plotone all'inùio del com ha:L·timento; e conferma, analizzando lefrontinorrnali per il battaglione-,. il concetto eh~ in massima questo debba corri spondere alla esten,. sione del ballaglione fomrnlo sii cfoe righe, rilevando che la G·er~ mania assegna un fronte anche minore. Ciò concorda coi corollari esposti infine alla ,1a parte. Si può dunque affermare che siamo d'accordo tulli; e - stando, c·osì l'accordo - perchè si conserveranno delle prescrizioni regolamentari che permettono fronti massimi e non corrispondenti i11.ct ~!cuna maniera a questo criterio tatLico? . Non sarà male fare un esempio: Se-prendiumo la 1V /ormaz.ione· del battaglione (Specchi.etto N. 9) la quale è la più NO!UlAtE di tu ti.e· e. la poniamo in pratica colla 12• fo1·mazione delle due compagnie.(Specchietto N. 7) in ordine :;parso; troveremo: fronte 7 44 metri; densii(Ì, assoliita ,1,07 e il battaglione avrà: ,i plotoni in catena;
.1. plotoni ai 2 sostegni; 8 plotoni al g?'o'Sso.
--230
FORME, CRITERI E l'RESClllZIONI U .TTICHE
Se pl'endiamo la XIV fonnaziune (Specchi-etto N. 10) del baltagl:one, la quale è la più ANORMAL E di tutte e disponiamo le tre co11tpagnie in ordine sparso, colla 1 sa formazione di ciascuna compagnia (Specchietto N. 8) , avremo:
fronte 167,t metri : densità assoltita O. &.8; · e il battnglione avrà: 1
9 pl otoni in catena,; 3 ploto"ni in 3 sostegni; 4 plotoni al grosso.
Ma mi sente dire: ciò non succederi1 mai; e rispondo - sta bene· J) ma 1·1 .1egolamento lo autorizza; ECCEZIONALMENTE! ma lo auto-' . rizza - Il ... .. E studiando le combinazion i l'\1Ultiple possibili si'arriva a de>tsità · e fronti diversi de: quali la massima p;cirte sono molto ma molto lontani dalla misu rn corrispondente al fro nte su due righe in linea, e · mollo lontan e dall e conclusioni fatte nella prima parle. Quando nel 1874, la nota spfogativ<t del 4 marzo dava alla forma del battaglione nuove proporzion i e slabiliva i rin/on,i fra la catena e i sostegni, il ~iinislero non si dissimulava l'aumento del numero tlegli spezzati; attua lmente gli spezzati nel senso della profondità son~ ~iminuiti poic~è il 1rinfor::o e stato soppresso , ma colla prescn.none che autorizza il capitano (~. 421 ) a mandare in catena d1ie squad!1·e di plotoni diversi, gli spezzati del fronte possono moltiplicarsi troppo; e per stabi lire neLtamente il concetto fondamenlale che la /1·onte nonnale di combaUiment,o dovrà non oltrepassare quella corrispondenLe alla forma z'ione su due righe (per le sole truppe della prima schiera, senza-calcolare quelle destinate al rin. cal~o), sembra che si debba arrivare alla conclusione di muovere per 1m ità niinùne I PLOTt)NI. Con tale base ne dovrebbe - pare - veni re come corollario · la sopp~·e:i~ione delle prescrir.ioni riportate al la lettera /) - intervallo cli sei passi fra fila e fila, e alla lettera h) - intervallo di 1
PER I L C0:\18.HTl.\fENTO DELLA. FA:-!TERIA
unasqU,adriglia distesa (1·asquadriglia esqu,adriglia e la modifica· zione di quelle alla lettera g) sopprùnenclo gli intervalli fra sqna-· driglie , conservandoli solo (rn ploton·i. Le conseguenze di tali prescrizioni sareLbero di tendere: a) ad avere meno frazioni minime sulla linea di fuoco; b) avere i l plotone come reparto normale al quale si potreb be· conservare la elasticità di scindersi in squadre. . . Naturalmente si dovrebbero mettere in armonia le graduali istrnzioni sparse nei diversi testi, sopprimendo l'istruzione del gruppo nell'Ammaeswamento tattico e rettificando il Regolament.o <l'esercizio, ec\; .; poièhè, come vedremo poi, la recenlissima pubb licazione. - ·Nonne generali per l'impiego delle tre anni nel combattimento tende a ciò. Ed anche il :Ministero della guerra fino dal 18i4 (~ota :X. 4.,1 Pm·te 2•, Giornale Jfilitare 187 4) si mostrava preoccupato del soverchio _sminuzzarsi di fo rze all 'inizio del combattimento e trovava compenso a tale incoveniente buoni e più mimerosi qu,adri; e, ri conoscendo come in generale in questioni di laltica sia vi nulla di troppo assoluto, si riservava di ri vedere dopo maturo esame il Ref!Olanumto d'esercizi e di evolii;rioni e prevedeva fin d'allora ciò che ora. io rilevo, il soverchio diradamento della catena i·iconoscendolo come eccezionale. Però si Lene,·a con quella NOTA a stabilire ch e la« linea della éatena ri:-ultasse 1N n EALTÀ. formala da tanti spezzati di linea ben di-· stinti fra di loro »; e inculcava che nelle esercitazioni di pace si ripetessero gli esercizi di frammischiamento . 1
Il Regolamenw d'eserci:.;i ed etolu.::ioni del i 876 non cambiò le cose; soppresse il rinforzo; e nes~u.n'altra disposizione p·osteriore è verrnta ad im·al idare le norme 5critte e i limiti assegnali come li ho rilevati. Una sola pubblicazione (dopo i ripetuti l'i ma1·chi fa tli da diverse, autorità mil itari in diverse grand i manone sulla tendenza ad allargar troppo le /1·onti) è nel ·1883 uscita dal mi nistero d_ella guerra. Norm11, generali per la divisione di /cmteria in co,nbattimento: si è sentito il bisogno di dare un tipo omogeneo :
J I
FORME, CRITE[I( E J>RESCI\IZIONI TATTICHE
PER XL COMllATTJMEXTO DEL,LA FANTERIA
a) per la formazione di marcia della Divisione; b).per il eòmpito dei diversi scagl ioni quando sia segnalai.o · l'avversario f1mno im, posi.z·ione, o in rnania contro il fronte; e) per il passaggio a disposizione offensiva o ad attacco; d) per il passaggio a disposizione difensiva e svo lgimento della . difesa; <i) per occupazione di posizioni fuori del contatto del\' avver·sario . () per effettuare la ritirata: ed altre.
Rispetto alla 'VUlnerab·ihtà si deve tener conto dei 20o0m, sebbene questi rappresentino l'inizi,, o dei 1350 metri'?
E in tutte queste No1·nw generali si voleva (nel l'offensiva):
1a schiem ( in linea di colonne di compagnia .
1
.(N. 3&.)
l le catene a 700"' dal nemico; 450
111
di profondita.
2 8 schie·ra ~ a 300m dalla 11" sclriern. (N. 3o) I in linea cli colonne cli ~ompagnia. 3" sch:iera ) a 600m d~lla 2° schi1wn. . . . 1· . d. . (N . : i:i) in linea < , colonne , compagnia. 3
·. ,art·i.ghena .· · j'1" fase; 2400 metri dal nemico. 1800 »
L .N.26,3(5e39
9•
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IKOlCAZfONl
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11000
»
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.
Per Divisione inq11;aclraia in combattimento a fondo , f1·onte cla rnooin a ,1200111 • Per Divisione inqiiadraia in combattimento dimostrativo , fronte ,..da 1oOO a '1800 metri. · In complesso dunque si stabiliva per la profonclità. Dal nemi.co ·I: sc~·iera dal ~emico .7~_0 metrj alla testa 2 id. 1d. HoO » ~050 .,della 111 ~chiera 3a :icl. id. 2030 ~, 1
I
·1
.Profondità assoluta clelle tn schiere
142a• ,ehid.ie,·a 3a
id.
Catena o avaro posti (clal nemico) 700 metri 1 Profonclità 1" schiera . 300 - 400 » 1 A.rt1:gbieria (clal nemico) . 1000-"'100 » 2a schiern (dall'artiglieria) 300 » 3a schierci o lhserva (dallR 2a schiera) 600 )> \ pro/onclità assoluta, da 1900 a '2000 metri .f . . 0 1 enm·a · / pronte (N. 711). . da 11800 a 2000 i) Ria~sumendo adunque colle Norme .IJenerah ecc. del 11883, si potrebbe ritenere :
·-riota (l) ,~ pag. 20
··
Nella d-i/'ensiva le Normi~,qenemlidavano (N . 53 e seguenti) delle idee di massima senza stabi lire distanze assolute; assegnavano solo il posto ali' artigl'ieria (N . 54) a non meno di metri 300 o 400 dalla ,J •schiera; ma stando ai criteri dell'Ammaestramc,nto t<iUico e allè · norme date per la offensiva sembra che si debba ritenere che nel senso della prof'onclità debba risultare:
4tO metri 7i50 4350
)) ))
( 4350
Fron t.e (mc triJ
Profoo diti1 dal uemico
NOTE
(m etr i)
Divisione inquadrata. 1000 - 1200 2000 - 21oolcombattimento a 'fondo . Divisione inquadrata. t500-t800 2000-210lt Combattimento dimostrativo. Divisione. . . . . 1800-'2000 i!lOù-2000 Difensiva.
A queste cifre, calcolando i battaglioni a 800 uomini presenti, torne abbiamo fallo per .stabilire la de1Milcì. assolut.a per ogni metro lineare corrente, corrisponde ;
Diuisione \ cornbattimenlo o fondo . . inqiiadrata/ id. dimostrativo . Divi.sinne difensiva
de;nsità da 9,6 n 8,0 icl. da 6 4 a 15,8 id. da i'i,8 a 4,8
\
Pin IL CO.\JR.\TTI.\IENTO DELLA rA~TERJA
FORME, CRITERI E l'RESCHlZ.l ON I TATT ICHE
Evidentemente col crescere delle masse la de·nsùà assoliita, dei fucili aumenta o può aumentare; e tutti sanno che fu di 6,2 a Mars la· tour . · 1 11'.il,7 a St. Privai. . . 7, 3 a Co.lombey. Neuilly . per parte prussiana (,I) ; 9,4 a Woevth. ~. 2,9 a Spicberen . ' 2,9 a Noisseville. non ci si faccia dire o solo pensare che ad un batCaglione isolato si debbano assegnare fronti per arrivare a densità troppì, forti per così piccolo nnmern di uomini (in confronto a quelle medie di grandi fatti d'arme); sebbene a Spicheren i Francesi opponesser0 solo 2, 7 di densità assoliita impiegando 38 battaglioni soli; ma noi non vogliamo qui rugiona1ie sulla condotta di.questo o di quella battaalia o di questo o di quel combattimento. I') e
E la questione delrimpiego che ci dice che a S. t-Privat erano disponibili per parte tedesca.204 bauaglioni, mentr.e ne furono impiegati solo 1'15, è questione _molto ~eria la qu~le vor~·eb_be esser: discussa e studiata con grandi mezzi ponendo 11 quesito in questi termini: , L'o1·chna1nento degli eserciti ordùmii nei rapporti di /'orza frn le tre wrmi co1Tisponde al loro ùnpiego su.l campo tattico? E chi scri-i;e è persuaso che forse la risposta potrà essere negativa. Ma non divaghiamo., E concludendo, per c.iò che si riferisce alle formazioni del baua(rlione, noi pensiamo che si dovrebbero sopprimere quelle prescri~ioni pe(. le quali è possibile un diradamento eccessivo, riducendo il plotone ( come abbiam detto sopra ) minimo reparto di manovra sul fronte impegnato clella ,1a schiera, e pènsiamo che si dovrebbero determinare i limiLi 1ninim,i e massimi delle formazioni del battaglione isolato subordinatamen te al conceuo che il valore intrinseco del terreno permelle di concedere alla fronte ciò che la 1
(11 Calcolando i ,oli l)at!aglioni impiegati secondo le conclu;;ion i del Fon io e di E. C. e cli Hoffbaoer.
t
posizione ha in sè di valore intrinsico senza dimenticare le conclusioni della I PARTE . · Ma alle Norme gene1·ali messe in vigore sono state sostituite le Norme ( 1) generali per l'impiego delle tre arin-i nel combattimento le qual i hanno un'avvertenza, che le Nwrne JJM' lei Dilìi~ione cl:i. fanteria non avevano , nella quale è scritto: « Si è creduto applicare « queste norme ad una determinala unità di truppa e :,; i è pertan to « presa per base la Divis ione come quella che di solito costituisce « l' unità Lattica delle tre armi. Oiò non t.oglie che le NOl\ME stesse « siano applicabiU ci QUALS JASC UNCT\ cli t:nippa delle tn arm;i. Sem·bra che questa pubblìcazione ehi uda la lacuna da noi lamentata perchè prende il posto delle Norme pe1· lei Divi.sione, ecc. (Atto 163 del 1883), e sembra che queste possono rappresenlal·e la istrii.tione rer t 'app lica.z ·ione del Begola1ne11tto cli esm·ciz i ecc. an n une ia lo con Atto 95 del G·io1;nale 1Jfilitare del 1876, ma la A'vt'ertenza attribuisce alla pubblicazione il carattere di semplice studio e lascia ai coma.ndant, intiera libe1·tà d'az1:one; ciò è nn bene e un male; 1 bene in quanto non si può alla tattica dar forma. rigida di prescrizion i; è un male perchè dà delle modalità che sono un po' in con .:. traddizione coi precelli regolamentari . Esaminiamo anche qnesla pÌ1bblicazione. Si conferma la distanza dal nemi co da 600 a '700 metri (N. 15, 3,1) come forma zione iniziale d'atlacco co i seguenti dettagli. 1
1
1
la catenaa600· 700 metri dal ne,1n schiera - si forma coll a Lesta\ mico . · della avanguardia ( profondilit coi sostegni e grosso \ da 1000- 1050 llH}lt,'i. 1
1
1
/ 400 metri indietro dnlla ,la 2• schiera - si forma col gros~o \ sch iera; della avangual'clia I in totale a ,1}00-·1500 metri dal v (N. ·I 4, ,15 e '29). ~ nemico . . { l'una a '1700-1800 metri , e Grosso della Divisione - 1n dne ) la seconda a 2800-24.-00 metri . schiere (N . 32). ? dal nemico . (t) Atto ~Oi {G -
del Uiorm1le mititare del tSS5.
AXNO XXX I, VO I, . I.
~36
FOR llE, CRI TER I B PRESCRI ZIONI TAT1'IC11B
L'artiglieria(~. 2,S:) a 2400 metri dal nemi co . La cavall eri a (N. 3i- e 8,1.) dopo compiuta l' esplorazione a 2400 metri (dietro la 3• schi.a a) dal nemico. Tullo ciò - metro più metro meno· -- corrisponde a quella che era dello prima; la caralleri stica è nell'affermare che queste Nonne .sono un semplice studio. Ma dove le cose cambiano si è lit ove (N . 37, 38, 39, 40) si in· di cano le m,1d,tlitit dell 'attacco e dell'assalto, ove nella preparazione dell 'assalto si insegna che gli sbalzi si facciano per conipagwie intiere ( a sbalzi per scaglioni non inferiori ad mia compagnia ~. :n) e là ove(~ . 38) si insegna di far l'assalto mediante sbalzi di 50 o 60 metri fatti di co rsa per sca,qbioni di 11u\:-.=o battagt,iont . Se le esigenze della I.altica ornai sono lali che si seni.a il biso"no di portare la massacompalla nella zona del fuo co acceler.1.to, per~hè conservare i tre tipi di formazione della compagnia (N. HH Refo· lamento di esercizi) con gli intervalli diversi (285, 286, 30i.i) s~abiriti dallo stesso Regolamento? Perchè nelle nove lezioni del tiro di combattimento colle modaliUt stabilile ~alla nuova Istm.z·ione, sul tÙ'o per ia /antel'ia ridurre Lolle a squadre e ptowni? Capisco (mi si risponde); nel p iù sta il meno: ma il limite per la condnt.ta di un 'azione tatliC,L che potrà as~ umere mille form e vnrie per mille fati.ori vari che vi concorrono , morali, maleriàli o topografici,' se non si può defìni rn e prescrivere assùlutamenle, non si comp rende però come posrn oscillare fra est1·emi così disparati. E dopo .ques to passiamo a ricercare i criteri Lattici sparsi nei v_ari testi di Regolamen ti o di Istruzioni fino ad ora esaminali per rilevare come, nel!'abbondanza dei co ncelli direLLivi, tale da ingenerare ..:onfusione, sparsi qua e là, manchi il melo do e la omoirenilt,, e sia necessario coordinare le prescrizioni in una specie di p~·ogramma nel quali si tenga conlo delle concl0:,1oni che gli ultimi fatti e le recenti gnerre e i min uti e diligenti studi dell'Europa militare, hanno consacrale; e si lenga conlo anche delle nostre conclusioni espost~ nel~a I PARTE in quan to si concordano con quelli e Lenta.no porre 1n evidenza -un nuovo lato della. complessa questione.
PER IL COMBATTlllE:l'TO DELLA FANTERIA
237
III. PARTE. Criteri tattici regolamentari. La Parte Vdella lstruzione pèr la rrumoura sulla carta dà norme per la conipagnia, pel batta_qlione e per la brigata; non ci occupiamo che della sola fa nteria . Per la compagnia isolata o inqiiadrata: impiego di 1/ 4 di forza - catena di squa' driglie a sei passi fra di loro ; 2 passi o 1 1a fase 6 al più fra le file - ( I nomo per metro di front e) -- i sostegni o la rise1·va Compagnia a ;J50 o 200 passi indietro. in ordine , Nell'offensiva - avanzata di squadrigli.e misto a scaglioni o contemporaneam ente - a sbalzi , cli co rso , con fuoco - i sosleani e Offensiva 2• fase \ seguono. e difensiva Nella difensiva - resistenza o sulla catena o pìù indietro - portando il sostegno · sulla ca lena o ripiegando quella su questo. •f \ assalto - o conlrassalto - col concorso 3 ase ) d' f 1 tutta la orza o di parte soltanto
I
I
/ l I I
formazione - colonna a distanza 1:ntiera (?) a lì le aperte - linea spiegata per usar il massimo fuo co i~ompagn ia I avanzare a passo celere a 250 metri dal in ordine ,a f ) nemico prendere la co rsa a •I 50-200 1 ase • f . . chiuso passi picco1a sosta - por uoco - poi assalto riordi~arsi - f\1oco - impiegar la riserva ·Offensiva 3" fase . se . . I allncco nesce . ripiegare o _sul sostegno o dietro - e fuoco ) \ se non nesce. 1a fase
1
238
239
PER l L COMBATTL\CENTO DEI.LA FANTEHI A FORME, CRITERI E l'HESClUZION l TA'l'TICHE
:Salto col fuoco - di assaltare con gruppi o plotoni serrali - a 100~ 50 metri - -col concorso del sostegno. - L' ordinan,za p1"tissiana .del 1870 nota che le gravi perdite cominciano nel momento in cui Paggressore rinuncia all'assalto ; e ciò è evidente perchè tale rinuncie impli ca aumen to di fuoco; - i .preceui per la difesa improvvi·sata o · preparala ottimi. Al N. ,J 35 (pag. 278), fissa a 400 o 500 metri la. distanza del -reparto (conipagnia ) che decide di dare l'assallo - e consiglia: se ha già combattu,to - rinforzare la, fronte e tentar ili ud ere la difesa - e venire poi all'atto ri solutivo completandolo col la baionet.ta ,per cui assegna non più cli 200 meld di (N. 138) distimia. · Così le tre istrnzioni si accordano.nel limitecli 111'.>0-200per l'impiego della baionetta; e non vi è che I' Ammaestmmento tattico che -segni·.una dislanza di 400-!)00 metri come opportun~ per la, decisione all'atto risqlutivo; non è detta lo distanza per l'inizio del com.batLime1ito n1ai; si desume nell'a1nmaestramento tatt,ico per l'arti.:glieria e ca'lJalleria, ma non è detta; una noia (11) la fa presupporre, e solo si limita fra 700-800 metri per l'ordine sparso (2), a 600 metri per l'ordine chiuso . · E bene tulto ciò? Ma la nuova Istruz ione sul tiro per la fant<Pria assegna nel liro ,di combattimento . 2 lezioni fra 300 e 600 metri ( . . .. . alla catena ordmana ,1 Id. a b 00 metri . 1 1 Id. fra 500 e 1000 metri ,J Id. fra 600 e rnoo )> alla catena racla; 11 1 Id. fra 1000 e ,1600 )> ,si confronti con quanto è detto sopra e poi non si rimanga meravi,g liati se domandiamu quali siano i criterii tattici per fo fonnazioni. 1
Compagnia in ordine chiuso
. \ formazione in linea ·I. fase
I fuoco a comando - poi fuoco a 'lJOlontà.
r
1
2• fase - Contrattacco Difensiva rt Regola,nento d' esere,b,çiQ, (~ . ~7,t, .397, 398, 399, ,~oo, 4-0·1,. .4.02, 403, 404, 443, PRESCRIVE il solo modo di fare l'assalto e il· contrassalto - metodicamenle si assalti a 150 o iOO metri dal nemico (N. 274·, 399); le formazioni per la· compagnia che assalta. 1
,.m ora·111e~ .in linea l
1
di fronte . / m co onna senata d.1 pI0 1001. h · Per l'assallo C IUSO . .in coIonna serrala d'1 t/1 compagnia. della f (N . 298, 3'19, 443) per l'assalto il so.slegno· compn gnia fin ordine~ si porta. sulla catena per eseguire con sparso. I essa l'assalto; il sostegno si muove solo' \ dietro ordine del capitano (1-37).
l
:Non una riga per. il modo cli preparàre l'assalto; solo si spiega al .N . 431) , l'impiego dèi sostegni; si danno nonne per s9om,bra 1·e l<i pronte, per i quadrati ; per certe_formazioni com,patte di difesa (N. H,2) contro la cavalleria: e cosa si dirà del modo col' quale a Beaumon t fu respinta la cavalleria f~ancese e del modo col quale fo accolta a Woerth '! Al N. 320, ci insegna a, eseguire il contrassalto come l'assalto per il plotone. Per la compaq11;ia ch e fa conf!rassctlto si inculca (N . 400, ,i.o,t). Dislan.z-li dal nemicÒ opportnna metri 450- 100. In colonnci se non è già impegnato a far Per il /0'1"1nafuoco. In linea d'i {ronte - o 'Ìn colorvna serrata zione co.nLrassalto di plotoni o mezze compagnie. della co1npago ia r,1·iteri :__ (N . .t39) impiego clei sostegni sul fianco o dj rovescio . 1
r
1
1
Si notino le otLi1ne norme per la condona del sostegno (pag. 26 1 Animae1-tramento tattù;o fanteria) ; <;i notino i precetti tatlici per gli 1
assalti allaba ionetta(pag. 266 id. id.); si inculca di preparnre l'as-
l
Che dire dei cri teri· per la condolla del battaglione nel combaì.1timenlo? Al battaglione isolato si inculca una riserva (3) a cui si assegna /
(1l Istruzione p er la 1ncmo1Jra s11Ua cart,a, pag. J.:H. ,(2) Is/.rtt,zione per la 1nano1n-a su.Ila carie, pag. i30. •(3) Ammaestra.mento ta/.tico p er la fnnle.ria, pag. 289
\
e s,,gnenti.
FORME, CRITERI E PHESCRIZIONI TATTICHE
PER IL CO~l8AT'fHIENTO DELLA FANTf_;l\IA
l'ufficio del sostegno nella compagnia; la clistanza per questa riserva: dal corpo di battaglia o dalla truppa in ordine sparso dipende dal terreno; delle istruzioni del comandante e dalle mire supposte del nemico; si esclude che sia ufficio di questa riserva di assicnrare la ritirata o di alimentare a poco a poco il comballimento; si rileva, che come criterio tatlico direttivo è d'uopo di stinguere e sapereap plJcare i tre elementi di un ordine completo di combattimento assegnando: la preparazione aìla truppa coprente; lo svolgimento al corpo di battaglia; l'atto 1·isolutivo J,i 'liittMia o di scampo a!Ia riserva.
. Tullo ciò è ottimo perchè non c:ostituisce dubbi; ma nel l'applicazione manca il dato di fallo come si è·trovato necessario di determinarlo nelle Norme per la divisione, ecc.: o pf7r l'impiego delletre anni, ecc. Per la f1·onte e pro/'ondùàdel battaglione secondo i precetti della lst1·iizione per la manovra .~ulla carta, abbiamo già daLo sopra gli· elementi; si aggiunga che con più battaglioni si' vuole a 600 metri una seconda linea per spalleggiare la prima mentre eseguisce l'attacco; in una nota a pag.H>.7 si discute sugli attacchi front.ali edi fianco escludendo il soverchio frazionamento - e raccomandando di beii propo1·.ziona1·e. la quantità delle truppe che debh.ono avvol~ere od attaccare; - tutto ciò è ottimo. Si 0$Serv·ano e si rilevano poi le opportunità di una o di un'altra formazione in ordine chiuso. Come il lettore avrà concluso, fino ad ora abbiamo trovalo precetti per l'urto; se seguiamo a studiare troveremo precelli per raccogliersi dopo l'urto - I' adunatli -; abbiamo trovato precetti e prescrizioni per le f,ronl'i - per le forme e forze da sviluppare; e per il fuoco? Quali precetti reggono l'impiego del fuoco? II RegolamenttJ d'esercizio (N . .256 e seguenti} prescrive due specie di fu'lchi .
r a) 001le dne righ e in piedi b) colle due 1·i~he in ginocchio e) colia prima riga in ginocchio e la I - Fuoco a salve . \ seconda in piedi Il - Fuoco a comando ) d} (eccezionalmente) su J righe ad intervalli chiusi , colle prime due 1 righe in ginocchio e le alt.re due in \ \· piedi. Si autorizzano i fnochi obliqti;i, ad una sola riga per volla (N. 26H). Si dividono poi i fuochi 1n (N . 2ì0 ecc.). fiwco a volontà, fnoco a ,volontà accelerato .
I
~
Nell'ordine .~parso, alla wlena si as$egna sempre il fuoco a volontà (N. 294, 317, 433, q.34.) e pe1· la compagnia si conferma ciò che è prescri lto pel plotone e così dicasi per iI battaglione (i.S.26) . Si stabil iscono per il battaglione gli stessi precetti per J'nrf.o coll a baionetta; r Precede truppfl sparsa (529) i* A 200 n1etri dal nemico - i sostegni entrano I in catena - fuoco accelerato - il g1·osso (in colonna. di compagnir - o in una. o più colonne - o parte spiegato) raggiunge. A ,100 metri dal nemico - si assalta col _q1'0.~so Per l'assalto già arrivato ecc. ecc. . del Nelle strette - si impiega la compagnia di . l'wn1~ \. battag testa - seguita dalla :3a compagnia; le altre (N. 528 e seguenti) due seguono a 1100- 1150 metri. Si lasr,i una riserva (se i~olato). Riuscendo - $i occupi la. posizione nemica.. Non riuscendo - si ripieghi donde si è partiti - fricenòo prima il cotrassalto . Non riuscendo il contrassalto - adunata.
II
PER IL COMBA'l'THfENTO DE!,LA FANTERIA
FORME, CRITERI B l'RBSCI\IZIO:Sl. TA'l'TICllE
vi è chi li vuole iil oÌ'dine chiuso e ch i in catena - e chi di fianco - t!I E i quadri docili imparano Lutto ciò; ma tuLto ciò falsa i concetti fondamentali, crea. la indecisione perchè il tipo s1;11diaLo pel terreno . piano non corrisponde al terreno svariato e cli montagna. E che dire del nlrn1ero di cartucce che sì assegnano? che dire delle fo rmazioni? che clire delle specie di fuoco'? Nella nuova Istmzione ~-nl t:iro per la /'ante?·ia (11881>) relativamente alle diverse specie dì fiioco, troviamo. Fuoco A VOLONTÀ pe1· squa · \ 1• lezione a i500 metri dre - catena ordinaria. I 5• id. fra 300-600 metri
Non si trova veramente una riga per la condoua e di:;cipl ina. d.el fooco, meno le Norme sopra.dette della 'ÌStnt:rionri per la manovra snlla . carta; l'Ammaestramento ta.ttico dà norme per la direzione delle eserciLazion i; vi si trovano qua ·e là precelti sparsi snll'ùnpù.i170 clei fuochi - non consumar munizioni fuori di tiro - non far /1iochi accelerati senza necessità - non fa1:e atLacchi senza averli prepa· rati col fuoco - portare ì sostegni ove si vuole preponderare col fuoco - arre~ta.re l'irrompere clel J10mico con un fitto /iioco compiere l'effetto delfnoco coll'urto _:,inseguire col (1Loco il nemico respinto - ricevere col (noco accelerato nemico che assale - contràttacch-i parziali, nella difensiva, sui fianchi dell'avversario contrattacco generale solo dopo aver respinto col fuoco l'assalto - l'alto risolutivo consiste nella concentrazione sul punto prescielto di un /iwco soverchiantt.J, seguito (se occorre) dail'assa!Lo . Nelle Nonne ,qenemh or ora puhl.Jlicate : si trova: rinfon.are la catena quando è a 300 e 400 metri dal nemico - i sostegni arri · vino appena si decide di far l'assalto - i gl'ossi siano già. arrivati quando si è a 3-400 metri dal nemico (N. 36). - La caMlk1"ia comp ia al.I.i offensivi durante la. preparazione (N. 34, 43, 44) . L'artiglieria durante la prep[lrazione stia a 2/i.OO metd (N. 27) e faccia fuoco sulla artiglieria - durante l'attacco le seconde e t1~rze schiere seguano (N . 39) senza · far fuoco fino a trovarsi reciprocamente a 400 metri e ·1200 metri dal nemico; e l'artiglieria avanzi a 1800 metri (N. 4.0-:-;- ecc .. . ecc .. . ecc . .. Non vi è una parola che· indichi il rappor'Lo fra l'avanza.re e il far fuoco da fermi di cui certo è sempre fattore primo l'enel'gia dell'avversario ; solo (N . 37) sì dice che In 1• schiera a 200-1150 metri faccia ,i, o i5 spari ·e che (N. 38) prima del\' urto col la baionetta si faccia fnoco di 3 o 4 minnLi dopo che i grossi sono entrati in azione. Ciò è bene: ed è un passo sulla via della precisione e della misura. Ma è avvenuto ed avviene che i11 ogni campo si studia un tipo di attacco e di difesa; quello è basato sull'orologio, questo su ceri.i segnali convenziona li; - quello vuole line~ sottili - questo con .. tinne - ; quell o modifica le distanze nella profondi Là - questo gli inte:rvalli nelle fronti: e si inculcano precetti per i fuochi della ca tena - del sostegno - per la disciglina del fuoco -: per gli sbalz,i
~-
1
l
Fuoco A VOLONT~U.C,CELERATO 6• lezione fra 300.-600 metri . per squadre catena 8" icl. fra 500-1l 000 metri. ordinaria. · ·
Fuoco A VOLONTÀ per squa- 1 9° lezione fra 1000-·1600 metri. dre - catena rada. . ~. Fuoco A SALVE per squadre Ì .1,• lezione fra 600-1000 metri. - cate11a rada. \ 1
Fuoco A SALVE cli plolonì in linea.
I f. ~
2a lezione a 11000 metri. 3• id. a ,1500 metri 7" id. fra 11000-11600 metri.
l
Da ciò per la. disciplina ed impiego del fuoco sembra chE;) si possa rilevare. ~ J?,ii0 co a 'V olont, Fi·a 1000 e1600 per la catena rada . .. di squadre . ,a. >) 300e 600 id. ordinar1.a 1d. )> 300ernoo id. id. id . - Jì'uocoaccelemto. » 600 e 1000 id. racla .id . - Awco a sal'De. >) ;I 000 e ,J 600 per plotoni in linea. - Fuoco a salve.
2H
FORME, CRITERI E l>RESCRIZIONI TATTICHE
Da ciò per le tmità da impiegarsi sembrerebbe che le sole utili siano: la sqiwdra il plotone; e che dire degli sbalzi per compagnia nell'avvicinmnento e degli sbalzi per mezzi. balta,gli9wi nell'attacco dopo il fuoco accelerato, dopo che i grossi sono arrivati, come li propone il Corpo di Stato Maggiore nelle Norme genernli per l'imp'iego delfo tre armi., ecc .,? E allora perché lasciare: i {1iochi di riga? i fuochi obliqui? i fiwchi di compagnia ? e perch è lasciare: Ie squadriglie? La 7a lez'ione del tiro di co1nbatt:ùnento accenna all'impiego del fuoco a grandi distanze come pi·epamzione; e nel Regolamento di eserciz'Ìo abbiamo : lo sgo1nbrare la fro nte i quadrati la difesa contro la cavalle1··ia ; e perchè nel tiro di combattimento non si assegna qualche esercizio a ciò? Sono prescrizioni inopportune'? Si sopprimano.
E se analizziamo i bei·sagli che dovrebbero rappresentare il nemico, troviamo : \ I" lezione a 500 metri. l 2" » a ,1000 » Fanteria in piedi. f 3• >> a ·1500 »
Fanteria ( catena 1·ada) ùi piedi con sosiegno ùi linea, . a 200 metri indietro.
l
4n lezione. fra 600 e 1000 metri.
PER IL CO~IBATTIMENTO DELLA FAN'fERIA '
i
Fanteria ( catena ordinaria) . a terra con sostegno in, li- 6• lezione Ì .. . uo , 11a 300 e 600 metri •. nea a t&rra a l t> metri o• . » J dietro. , u
(
I
Fanteria in piedi in 2 sezioni ) 7" lezione fra 1000 e 1600 metri . . in colonna. 1
1
3 pez~i di artiglieria in l.iat- ~ sa lez'ione fra 500 e ,1000 metri . . Ler1a. ? 9• » fra 1000 e 1500 )> 1
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,Indirellamenle pare che si potrebbe desumere: La forma~ion,e in colonna utile fra 1000 e 1600 metri dah nemico . Sostegni av,yicinati alla catena ordinaria fra 300 e 600 merri dal nemico . Caten~ rada con sostegni a·clistanza normale fra 600 e 1000··· metri dal nemico. Pos-iz·iune dell'artiglieria fra iSOO e 1500 dal nemico . 1
1
1
Tutto ciò accenna a determinare le opportunità delle forme e dei' fuochi per arrivare alle varie densità -relative e assolute necessarie , per ottenere un lavoro tattico utile; ma manca il nesso omogeneo . e si afferma in una parte ciò che si nega dall'altra. E per provare anche una volta la mancanza di questa misura con· corde di questo nesso omogeneo nel formu lare sobriamente precetti • e prescrizioni, esaminiamo in confronto a quanto abbiamo esposto sopra le conclusioni alle quali si arriva nelle Norrne genernli per lar Div'isione dli fanttria ecc . e nelle Norme generabi ecc. Òr ora pub·blicati per l'impiego delle tre armi. Nelle prime per la direlliva del combattimento di una Divisione.., si trova prescrizioni ch e riassumiamo cosi:
j FORME , CRITERI E PRESCRIZION I TATTICHE
PER I L COMBAT'I BI E:-ì TO DELLA F,\'.',TERIA
.. Offensiva dì una Divisione.
Difensio t cli una Divisione.
. Fanlena avanza fin o ai 700 metri. 1• Fase
1
Avricinamenlo
\
Artiglier'.ada '.il.1,00 metri si avanza fino 1800 metri. /, Caualleria sulle al i.
sch-iem i sostegni vanno in linea - fuoco intenso 2• Fase 2a schiem segue e incalza 3a schiem o è inv iata sulle ali o rincalzn Preparazione . Cavalleria sulle ali \ À?'ti9liwria concorre col fuo co . 1a
1
1~ schitra avanza a sbalzi 2•· schiera si avvicina Fanteria 3• schiera si avvicina 3a Fase A 300 metri i g1·ossi in linea - e fuoco celere. Attacco col fuo co A1·tìglieria /'a fuoco su fan ter1ii~ a,vver·sa·r ia eccezionalmente potrà avanzare a ,1000 me~ri·. 1
I
4,• Fase - · Urto
P .1 /I T E
I
D ELL A D I F ES A
PARTE AVl'lmSA HIA
1
se \ Schiere seguono il movimento
9e
I Assalto.
•
{ Fuoco arLi glieri a. . . . . . . . .
9_1
1' ~~lii.era: - sostegni in linea . F ase '{ A , t,gl1eria - fuoco . . . . . Cavalleria - ripiega e protegge.
1 Fase . Cavaller1A sull e a h . . . . . . 1, i- Schier a - fuoco della catena .
I : {A vvicinamento1
~
. l' Schiera -
porla
i grossi in
: ( Prepar~zione-
I
lin ea . ',
2' Schiera - se1·rfl su ll n pr i ma . . . , 3' Schiera - o contr attacca o chi ude 3' F<0se . \ i v uoLi della 'l ' e 2' schiera . . . . A. 7,~11~er~a .- .fu~c~ t\1ll~ J_e ~oc_c h~ ~ \ ( Caoal/e1 ia - concorre . . . . .
4' Fase . , Conlrassallo
. . . . . . . . . ·
II
Attacco
col fuoco
Assai lo
La smcmia di teol'i.zzar tutto , stringere tntto a regole fisse ed as-· solule qtl,(LSi che la 91,el'ra si potesse fare a compasso P matemaliz'xcv1·si l'arte del combattere è el'l'Onea (11); l'eccessi vo metoclìsmc; nuoce; nè ciò che cloman<liamo noi è una scal11. o progressione di alti determinati; domandiamo l'armonia assol1ita in tutti i testi ed istm.zioni si chè la guerra si impari e si insegni in modo da non trovar incoerenze maj. )la per concretare anche qui in confronto a quanto abbiamo con cluso nella ,1• e 2a pa,·te ri leveremo che nell e No,rnw per l'ùn7Jiegodelle ire cmni nel r.onibattiniento si trovnno sparsi qua e là i ~eguenti a/'oris11ri di taufoa che crediamo utile raccogliere ('2), senza ordi narli o classifi carli: I. La formazione su diverse schiero è necessaria per riparnre al (IJ Ammaest,·amenlo tallico f antel'ifl pag. XX X. I numeri di richiamo corrispondono a ,,u·clli del testo dello ,Yonue ecc.
(2)
PER IL CO MB..\.Tl'l.lll!lX TO DEl, L.\
FO RME, ClllTERl E PRE SCRIZIO NI TATTI CHE
}logoramen to e deve essere un'abi tudine dei lempo di pace e per non peccare nella estensione del fronte (Nota a p. 23) {N. 30); 2 . Nella for màzi on e offenRiva una Divisione avrà un fronte fra ,,H OO e 11200 metri; nel com battimento dimostra Livo il fronte potrà ~essere fra 2000 metri e 1600 metr i (N. 30); 3. La ter.zaschiera è necessaria se l'obbiettivo è di allaccare a •sfondo (Nota a pag . 22); 4. Lo spiegamento del grosso della Divisione deve aver luoi o , per intiero prima di entrare in azione (N . 29); 5. Fan teria che protegge arti glieria si pone avanti a 300 o 400 metri senza tema di esser offesa; 6. Si evi ta perd ita di tempo e di lavoro negli spiegamenLi avan..zando in ordine di rnarcia fi ndtè non si enlra nella sfera di azione dell'avversario (Nota •I , p. 14). 7 . Gl i spiegamenti inopportuni si evi tano colla esplorazione sul • fronte e colla presenza del comandante della Divisione in testa al . grosso (Nota ,J, p. H-. 8. Nella difensiva la fanteria si spiega in massima su tre schiere (N . 62, Nota p. 37, 8~3). 9. Nella difen siva è di particolare importanza il rafforzamento . della posizione con opere di campagna e una di str ibuzione di mag. gior numero di cartucce (N . 62 , 82). · rn. Nella difensiva , il collocamento della tm·.za schim·a deve esser tale da poter : ·1° rincalzare il punto più minacciato sul fronte; · 2° agire offensivamente sul fi anco; 3° parare gli attacchi di fian co 1
1
\N. 65, 77).
H. Nella difesa di una posizione occupata. evi lare di dar com.. ballimenlo fu uri di essa {N. 89). 1 12. Nell e posizioni mol to es tese fnr difesa manovrata (N. 88). 13. L'ordine di ritirata impegna sopra tt1Uo la responsabi lità. . del comandante (N . 89) . 14. La ri tirata pu ò effettuarsi: a) per propria iniziativa prima di essere seriamente impe,.. gnali (N. 9 1;; b) quando il grosso è già impegnato (N. 92); e) per insuccesso dell'attacco (N. 93); cl) per esaurimento della difosa (N . 93}: 1
1
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,'
FANTER IA
24-9
in ogni caso l'artiglieri a divi sionale copl'e col fuoco il ripiegamento delle truppe avanzate (N. 9 1), e quesle proleggon() poi il l'ipiega menlo di essa su una seconda posizion e, se sarà necessario, rannodandosi su posizio11i retrostan ti secondo il logo ramento o lo stato morale dell e truppe. 15. Le seconde e terze schiere nel ser rare le distanze sulla pri ma schiera durante l'attacco non occorre che afTreltino la marcia (N. 39). 16. Il momen to di iniziare l'attacco è determinato dalla diminuzione delltl intensità di fuoco nemico (N . 37 , 40). "7. Per la buona riusci la di un allacco è indispensabile di persistere sino all'ultimo nelle prime disposizioni (N . 45). ,J8. In una Di visione d'ala lo sp'iegmnento del grosso deve preponderare verso il fianco esterno (N . 48). 1!). li comandante di un reparto isolato deve avere sempre presente il precetto di accorrere al e.annone {N. 49). ' 20. In una Di vi sione isolata le schi ere sono di versamen te formale (per forza) secondo lo scopo del combaltimenlo e la natura del terreno (~. ,J'I ). 211. L'altacco di fianco de,,e e~ser predisposto in modo che riesca simultaneo all'attacco frontale (N. 52). 22. Il combattimento difensiYo deve considerarsi come la pre· paraz ione ad un'azione offensiva a tempo opporLtrno (N 55). 2:3. Una resisLenza passiva nella difensiva fin isce per esser soprafa tla o tutt'al più conduce al solo risu ltalo nega tivo di non sgombrare la posizione {N. 55). 24. L'avanguardia che si ripiega sul grosso in posizione retrosi.ante si di riga verso un'ala per non paralizzare l'azione sul froute (N . 58). 25. Imp iegando prontamente le bat.t.erie del grosso della Divi sione isolata si obul iga l'avversario a scoprire le sue disposizioni. (N. 26. 27) . . 26. .N ell a scel ta delle posizioni si deve far prevalere il criterio di poter impiegare pron tamente e simn ltaneamenle tutta l'a rtiglieria (N. U,, 2,1, 26, 60, e Nota a p. ·19). 27. L'arti glieria del grosso nell e ('.mnazioni: 1·istrette, prima dello spiegamento resta sulla strnda in testa o all'altezza della lesta della fant eria {N. 20) . 1
1
250
L'ORME, CRITEJI E PRESCR l!ZIONI TATTICHE
28~ Durante la marcia d'avvicinamento nella preparazione dell'attacco, l'artiglieria avanza per scaglioni senza interrompere il fuoco (N. 35). 29 . Nella difensiva la posizion,e dell'artiglieria costiLuisce il caposaldo della intiera difesa (N. 6 1, 76 , 58, 60). · 30. Per gli alla.echi di fianco è opportuno che l'artiglie1·ia preponderi dalla parte ove dovrà pronunciarsi J'atLacco (N. lS3). 3-1 . L'artiglieri~i fa fuoco sull,l fanteria quando si comincia l'atLacco e, se non l'ha, guadagna posizi,one opportuna per c'iò (N. 40, 41 ). 32. Nella Divisione isolata la cavalleria es.plora su ambedue i fianchi, però si Liene riunita sul fianco più esposto o dove il terreno le è più opportuno (N . 54). 33. Cava lleria esplorante deve avanzare finchè non è tratlenuta da fanLeria nemica, anche quando abbia respinta la cavaneria avversaria (N. 9 .). I 34. Cavalleria esplorant,e trattenuta da fanteria nemica abbandona l'esplorazione nel senso della profondità e la fa sul fronte tenendo il contatto sempre (N . 9, rnJ . 33. Compiuto lo spiegamento della fanteria la cavalleria esplorainle si rannoda di etra questo e sta pronta ad ali.i offensivi (N . 34, 43, H_., 841. 36. Il solo fatto di non aver di fronte caval leria avversaria non giustifica l'inazioHe della cavalleria (N. 44). Evidentemente rutto ciò collima in partesolta.nto colle conclusioni del Wolozkoi, collima coi corollari che noi abb iamo formulati nella I pa'r fo, co llima colle affermazioni tattiche teoriche che formano il - substrato di tutLi i tesl:i in vigore ,ora, dopo l'adozione delle armi a retrocarica e delle masse d'artiglieria co i mezzi offensivi in nso: manca una cosa: manca l'omogenità, e manca un -metodo. Può sembrare esagerala questa conclusione~ Se si analir.za separatamente ogni disposizione o prescrizione in quanto corrisponda ai criteri o consacri le massime tattiche teoriche, certamente non si può .escludere nulla poicbè in tallica l'azione trova le sue ra~lici in mille fattori, pei quali nessun libro o traLLa.to o regolamento potrà arrivare a concretare una teorica completa.; però quell o che assolu-tamente si deve ottenere è l'omogeneità delle dispos izioni e prescrizioni e l'assoluto accordo fra parte e parte, fra il minimo e· il massimo degli atti, poichè giova ricordarsi che:
I
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PEH IL COMl3ATTIMflNTO Dl~LT.A FAriT Eil lA
Le reqlement do'i,t étre po1.n· les militai-res un dogme d' ont ils ne piliisseni jarnais s' ecate·r ('I) Noi siamo fiduciosi che le nostre conclusioni, esposte nella prima parte, tendenti a dimostrare - il lavoro utile della prima schiera in confronto del logoramenLo e del rincalzo , la intensità di fuoco 11t:l· cessaria e la densili1. opportuna per le varie fasi del combauimento, senza scendere a ragionare sulle formazioni di manovra piit confacenti alle seconde e terze schiere per essere alla portala di rincalzare la prima colle minori perdite, possano essere di aiuto ad una definitiva compilazione dei testi italiani. No i siamo fi(luciosi che questa analisi delle discrepanze esistenti fra Lest0 e test.o, sia accettata come saggio elci l'interesse che abbiamo perchè l'esercito nostro si perfezioni sempre e dive11ti istrumento perfetto di guerra . E dopo ciò facciamo voli che una disposizione superiore coordini e perfezioni i testi in vigore concretando le forme in pocheesemplici prescrizioni, corrispondenti all'inizio -'- alla preparazione, aÌla risolutiva del combattimento. Ridotto così. ad espressioni e forme tipiche. secondo i criteri veri e semplici dell'arte di combatLere, il lavoro tattico della fanteria ila· liana si insegni con metodo unico , semplice, efficace, consacrando i principì che la scienza ha fo rmulati collo stud io degli ultim i avvenimenti delle recenti campagne.
Seltern bre 1885.
R.U'FAELLO SERPIERI Capitano.
O) DE HOE'.'ILOHE (NGEl.~INGE n. -
- 1885
17 -
AJ\NO XXXI, Vl/f•• I.
LeUtre 511l/.(1 fitntel'ia. . •• Dallo Spect.ate1w mi/.ila1·e
LA DIFENSIVA l'\ELU PROVENZA E l'\EL DEU'INA'fO
L ·A DIFENSIVA
NELLA PROVENZA E NEL DELFlNATO Memoria del maresciallo duca di Berwick ( 1709).
V.
Ricordi storici . . . Due eserciti, spinti l'uno contro l'altro dalle vicende politiche di di Luigi XIV , _stanno divisi dalla elevata cresta delle Alpi occidentali, preparandosi a battaglia. . L' esercito del maresciallo di Berwich si schiera. su d'una linea ad arco, la destra al Mediterraneo (Antibes), il centro sulla. Durance (Briançon), la. sinistra sull'alto Rodano (Ecluse). · L'esercito austro-sardo del feld-maresciallo Thaun si amma$sa nell'alta pianura del Po. . L'attacco dello schiera.mento di Berwich può farsi su tre direzioni: · l'Arc-Isère - ; Durance-Uba.ye -; Varo . La linea d'attacco dell' Arc-Isère ha., per punti dr passaggio alla cresta delle Alpi, i colli del piccolo S. Bernardo e de!Moncenisio. Ha, per primi obbiettivi d'anivo, Montmeljan _e Conflans; ma quivi uri.a nei massi dei Bornes,. dei Bauges, della Chartreuse. E fra l' Are e
r
253
flsere, s'interpone il masso della Vanoise, le dme del quale s'innalzano, in più punti, oltre i tremila. metri di altitudine . La Durance. deviata dal Monte Pelvoux, piega n sud di Briançon, <riceve a Mont.dauphin il Gu il (linea di Queyras) e dirigendosi al sud-0vesl. riceve l'Ubaye (linea di Tournoux}. Fanno così capo, in questo tratto di valle Durance, le linee d'attacco che si accentuano nel Monginevra - (cresta fra Dora e Chisone); - quelle dell'alto Peli ice e del Po - (cresta fra Ch isone e Po); - quelle della Vrai ta-Maira. e Stura - (cresta dal colle di Longet a quello dell'Argentera.). - La Durance traccia quindi, nel versante francese , una strada coperta. quasi parallela alla cresta displuvia\e, tra il Monginevra e l' Argentiera. I punti di Briançon, di Montdauphin, l'altipiano di Guillestre ,e il campo di Tonrnoux, sono i pern i p1·incipali di manovra su questa Hnea di spostamento, la quale si prolunga sul Rodano per la valle ,dell'Arc- Jsère, e sul Mediterraneo per la valle del Varo . Questa linea del Varo , da Entraunes al mare, sbarra tulle le linee d'attacco che scavalcano la cresta alpina fra l'Jncestraia e il colle ,di Tenda - le quali segnano le vie del Nizzardo e della Provenza .Regione a chiuse, povera di risorse, difficile per imprese di guerra. Il versante del Rodano presenta all'offensiva che potrebbero tentare gli àustro-snrdi, tre obbiettivi geografici: Gre!:oble-.BriançonToulon. Briançon, che fissa il vertice dello scacchiere, ne è il punto capitale, poichè nessuna offensiva potrebbe dirsi sicura, senza il possesso o l'investimento di Driançon. Ma il mandato dei due eserciti nemici è, allo aprirsi della cam:pagna del 1709, ben determinato: Al maresciall o francese è imposto, dalla situazione politico-mili· tare della Francia, la d'ifen.~iva; obbieLtiro: arl'estare nelle atp·i ima 1
offensiva aiistro-sarda . . Al maresciallo Thann è assegnato un mandato offensivo; obbiet,-
'tivo: ùivasione della Savoia, ma1·1"i,a siit .Reno, collegamento coll'e· senito· di !lforcy. Il Berwick ha sentore del progetto degli alleati, e per pararne i .colpi prende una posizione d'aspettativa, così disegnata: centro: Bria nçon-Monestier - grO"sso dell'eserci to ; - sinistra: quattro
LA Dll'E N::$ 1YA
battaglioni a Valloire - quallro a Villars-Gondran - selle in Tal'antasia (ala dimostrativa ) ; - de~{!l'a: cinque battaglioni a Roux (Queyras) - unrl ici batlagli oni a Tournoux - nove baHagli oni in Provenza.
VI.
{tJ
(009). L'esercito alleato si forma su tre colonne: destra, sollo gli ordini di Schulembourg, ba per obbietLivo la valle di Taranta:;ia (co lle del piccolo S. J3ern ardo);- ctntro, (grosso dell'esercito, sotto gli ordini del feld -maresciallo Thaun , ha per.obbielLivo l'entrata iu Maurienne (colle del Monceuisio); - sinistra, sollo gli ordini del Rebinder, ha per obbiettivo difens ivo quello di co prire Exi ll es e Susa e obbieLLivo offensivo, l' eventuale allacco di Briançon . La fo rza, dell'esercito oscilla fra i venli e Yenticinquo mila uomini, con tremila cavalli. La marcia delle truppe incomincia il 9 luglio : il grosso, partito da Susa, è in quel giorno ai piedi del Monceni sio: Il 11O passa l'altipiano e il giorno dopo accampa fra Lanslebourg e Termignon . Una colonna è staccata dal grosso, passa il masso della Vanoise, scende su Moutiers, per faci lita.re lo sbocco della co lonna di Schnlembourg. Le truppe francesi, ch e sono in Tarantasia, sette battaglioni e la cavalleria, ripiegano su Con flans. In val d'Arc, il grosso degli alleati, accampa. il '19 luglio a Saint-André. Contromanona di Berwick Rin foria Valloire, fa occupare la Sourdière, sbarra così la valle dell'Arc. Richiama le truppe dalla destra, spinge la sinistra sull' lsère. A Frai le rive ha fatto coslru rre un poni.e di baltelli e può cosi manovrare sulle due rive del fi ume. FoJ'lissim a posizi one è quella tenuta dall e truppe francesi : l'altacco dil'etlo contro di essa richiede grandi sacrilizi d'uom ini e non ha
(I ) Qu1NCY. BERWICK. -
Jlistoi?·e de Lou.is le Gi·and. Voi. VI. Jlémoil'e&. Vol. Il.
SA1,uci,:s. - Hisloirc mii. du l'iemont. Voi. V.
NELLA PROVE~ ZA E NEL DEI.FINAT O
probabilità di riuscita. Perciò il Thaun decide di cambiare li nea di manovra e passa nella Taraolasia. Marcia su Conflans; disfaua del Tony, comandante le truppe francesi in TaranLasia, il quale acceua il combattimento in opposizione al pensiero del suo capo e all e istruzioni scrille alle quali dove,•a uni formai:si. Nella ritirata non occupa il colle di Tamiers, lascia cosi aperta al nemico la via all'aggiramento del fianco difensiYo, e il Ber wick è costreLlo a retroced ere al campo di Francio, dove ~i schiera coll a destra a Montmélian e colla sinistra ai J3auges . Gl i alleati passano l'Arly, accampano nella pianu ra dell'HOpital. occupano il coll e Tamiers. Saint-Pi erre d'Albigny , A.nnecy e atten dono l'ari·ivo dell a cavalleria e dell'artiglieria. Il pun to di Confl ans, primo obbieui,,o dP,ll'ofJensiva., si trasformn in base secondaria e apre In vi~i al Reno o al Delfinato . Al Berwick preme non solo di coprire Barraux, appoggio della sini stra, ma ancora di mantenere li bera la comunica zione coll'alto Delfinato, per non essere separato da Briançon. - Punto di collegamento principale il colle cli Galibier. - Dispone quindi : ventidue battaglioni tra la val le di Monestier, Brian çon e Roux (Queyra!>); - t.re batl aglioni a Valloi re: - tre battagli oni a Sain t-Jean de Maurienne; - quattro a Saint· El ienne cl i Quines; - quindici ad Aiguebelle; cinque ad Ai guebelleue e cinque squadroni alla confluenza dell'Arc r.oll'Isére. Quartiere genera le a Frnncin, dove ha una. riserva di diciannove battaglioni e venti squadroni. Questo schieram ento è coperto da Vallo i re a Monlmélian, dnll 'Are e dall' Jsere. I m()n li sono occnpn li da partiti, i quali scoprono le mosse dei nemici. Ai co mandanti in sott'orcline è lascia ta una certa in iziativa , basala ·sul principio: di acconipagnarn le mosse del nemico . e serl'are ·in massa sul punto cl' attacco. Gli alleati sono in posizione cli aspettativn a Conflans . Due probl em i si presentano a soluzione: marciare verso il Heno, lasciando sul fianco e alle spalle l' ese1·ci to di Berwick a Barraux; attaccare iI maresciallo (rancesenella sua posizi one difensiva, ballerlo , avanzare su Brianço n, investi re la pinzza . Ma l' attacco diretto dell e posizioni francesi è opera troppo difficile e gli alleati non vi si ci mentano; mandano la cavalleria verso
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LA DIFENSh"A
NELLA PROVENZA E NEL DEl,FINATO
l'alto Rodano per cercare ìl contatto con l'esercito di Mercy, che deve avanzare nella Franca · Contea. ~'la l'esercito di Mercy è battuto. a Rumerheim e l'offensiva austro sarda troncata. L'esercito allealo ricalca: il piccolo S. Bernardo e il Moncenisio e rientra in Piemonte. · Sarebbe questo il momento, per il Berwick, della controffensiva: una controffensiva ardita, rapida, che mirasse ad un tempo al colle del Moncenisio ed a quello del Monginevra, fare l'investimento di Exilles, e pori.are l'allarme in Piemonte. i\fa la ritirata degli alleati si compie senza inseguimento, perchè dalla Corte di Parigi è imposta al Berwick un'assoluta difensiva. Mentre questi avvenimenti si svolgono in Savoia, il Hebinder partiva dai trinceramenti di Oulx nell'intendimento di avanzare pel colle di Monginevra, con obbiet.tivo Briancon; ma a Vachetle è assalito sui fianchi daile riserve concentral~ nel campo trincierato,. battuto e respinto in valle Dora.
. <r nel caso di dovere difendere la strada di Barcelonette, o di spin~ aermi sulla sinistra a Queyras e a Briançon e in Maurienne, se i « ~emici marciano per il Monginevra ed il Moncenisio. << Non temo che per Monaco: quella piazza. è all'infuori della. linea « difensiva, e per le condizioni del paese non è facile soccorrerla, {t perchè il nemico può assediarla con venti battaglioni e portarne « ancora cinquanta contro di noi.
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VII. ('I 7,1O). Il marescialio di Berwick rilor1ia nelle Alpi nel giugno, del_nrn. Giunge a Briançon il 27 di quel mese. Riceve notizie sul nemico. Gli austro-sardi stanno radunandosi in Orbassano, ì\foncalieri ed in valle Stura·, hanno formati maO'azzini a Susa, a Cuneo, a Demonle. L'esercito nemico conia sellanta battaglioni e settanta squadroni . . Il maresciallo francese dispone per lo schieramento di aspeuativa~ sei battaglioni e due reggimenti dragoni, difesa del Varo-; a Seyne, due reggimenti dragoni; al campo-di Tournoux dieci battaglioni; ai campo di Iloux s~lte battaglioni; a Briançon diciannove bauaglioni;. a Saint-Miche! sette battaglioni; in Tarantasia due ballaglioni e ventisette squadroni . Quartiere generale a Guillestre con una riserva cE dodici. battaglioni (-13 luglio). « In questa situazione (Guillestre) ero ugualmente a portata di << tutto, sia che dov~ss i colla destra spingere le truppe sul Varo, sia 1:)
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Il feld·maresciallo Thaun ltrriva in Torin,1 il H. giugno . Il duca Vittorio Amedeo gli cede il comando dell'esercito, volendo, mostrare aoli alleati il suo scon tento per l'andamento politi co della guerra. 0 Le forze alleate sono cosi dislocate: cavalleria del duca di Savoia, Moncalieri; cavalleria imperiale, Orbassano; fanteria di Savoia, parte in valle di Stura, parte a Scalen.gh_e; sul. qual punto _converaono le colonne in marcia della fanteria imperial e e prnss1ana.. " Il ,1:2 di Iugl io l'esercì to alleato è pronto ad operare; iI maresciallo Thaun lo mette in marcia, diretto sn Demon te. Due corpi di sicurezza sono tenuti in val le d'Aosta e nelle valli Dora-Chisone. ' L'offensiva si propone: cli portare l'esercito nel Delfinato e nella Provenza. sollevare i malco1ttenti, cioè i contJ<Jrliti religionwl'i, e col loro c~ncorso portan la gum·rn n-ell'inte·mo della F-rcincia. Per ciò fare, impadronirsi dell'alla valle Ubaye, occupare Barcelonnette, sboccare sullfl Durance, prendere Gap, dal quale punto si può dare 1mtno ai sollevali in valDrome, verso Die. Adare la spinta alla rivolta un corpo degli alleati deve sbarcare a Cette, e di Ut spin·~ersi verso il Vivarais e le Cevenne. Contemporaneamente gli aust.ro:ardi devono impadroni rsi di Sisteron, di Seyne e cli Dign e, per interrompere le comunicaz ioni che legano Ilriançon al Varo. . Ma alla mossa offensiva dell'esercito anstro -sardo su Demonte, il Berwick risponde con un maggiore concentramento di forze. Spinge alcuni battaglioni a Colmars, ed egli stesso accampa al colle di Vars, d'onde può provvedere agli avvenimenti. Avvi ci~~ a Brianço_n i l~at~ taalioni della Maur ienne, invia a Grenoble dod1c1 squadroni e d1ec1 sq~adroni raccoglie a Monestier, per essere pronti ad unirsi alla massa radunala a Guill estre. 11 maresciallo Thann, elle ha raggiunto il ,16 luglio le truppe a Demonte, marcia verso la testala dellR valle e il 21! luglio passa il
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LA DIFEt'i5JVA
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colle dell'Argentiera, scende in valle Ubaye, attacca il castello del!' Arche , lo prende il giorno 23, ed il 26 acca;npa a Fnul iouse . Il Berwick spi_nge le sue riserve da Guillestre al cast.elio di Vars, forti s,:ima posi.::ione, e si collega col canipo di Toornoux dove sono raccolti quindici battaglioni, e si schiera colla destra al castello di Vars, si copre sul fronte col burrone di Vars, e spin ge la sin istra verso l'alta montagna, che separa la valle di Secrins da quella di Yars. Il maresciallo austriaco, nell'avanzare in valle Ubaye, invia il 27 un distaccamento a Saint-Paul e al Castelet; occupa questo punto e le alture di Vars di fronle al campo del BerwiclcContemporaueamente allre truppe degli alleati rimon tano la valle Yraita, e, per il colle dell'Agnello, minacciano il campo di Roux. Ma il Berwick fa occupare Guillestre da una brigata , sia per tenere libera la comunicazione di Briançon, sia perchè da Guillcstre può spalleggiare il campo di B.oux. Dispone undici sq uadroni a Montdauphin, richiama dalla Provenza a Colmars tre bauagl ioni e due reggimenti dragoni, per tenere libera la via di Tournoux. Durrrnle questi avvenimenti le colonne secoudaric del Schulernbourg e del Rebinder fanno dimostrazion i sia dal lato di Ta:rantasia. sia dal !alo del colle Monginena. La lloua anglo-olandese il .25 di luglio sbarca a Ceue e Agde un corpo di tremila u~>mini: il corpo che ha per mandato di spalleggiare il sollevamento dei religionari e dei nuovi convertiti . A tale annunzio, il duca di Roquelaure, che governa qnella parte di provincia, corre a Fro1Hignan, racco.::za Lre compagnie di cavalli,. occupa Mese sullo stagno di Thon, dove contrasta un secondo sbarco , e intanto chiede soccorso al duca di Berwick ed al duca di Noailles, che comanda l'esercito dei Pirenei, e che si trova. con truppe accampato a Bou lon. Il llerwick, in questo momento, è assali to dall'esercito austrosardo: non può mandare soccorsi al duca di lloquelaure, ma. si propone con manovra rapida di troncare l'avan.::ata dell'esercito alleato verso il centro della Francia. Il duca di Noailles parte dal campo di Boulon, arriva in tempo per spalleggiare le trnppe del duca di Bo · quelaure, a Agde, dal qual punto assalgono le truppe sbarcate le quali respinte su tutti i punti, ripiegano sulla flotta, e prendono il largo il 30 luglio. Così fallisce il tentativo di sollevare i religionari.
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li Thaun arresta la sua offensiva e si dispone a. rientrare in PieIUonté. Nel sospeuo però che il Berwick prenda, a. sua v?l~a, l'offensiva, e colpisca Rebinder, penetrando nelle vali, del Ch,sone e della Dora Riparia; il maresciallo austriaco si decise a spingere un grosso distaccamento da quel lato. Sono oli.o battaglioni , ~assano al Maudn, al colle del Lupo, scendono a Castel Delfino , r1montan~ al co lle dell'Agnel lo, entrano nell'alta valle di Queyras, passano il colle di Maye e si con/,\iungono a Rebinder a Oulx. . L'entrata cli questo distaccamento nell'alta valle cli Queyras, richiama da quel lato il Berwick, che terne un auacco d~I . c~mpo di Roux, la perclita del quale aprirebbe ai nemici la via d1 Bna'.1çon. Ma il campo di Roux, sebbene moli.o esteso per le truppe che ~1 sono a difesa, è per sua natnra fortis:;imo e può essere socco'.·s~ da _Bnançon per il colle di Ayes e da G'.uillestre per la valle del Guil ( cinque ore di marcia) . . Il ,14 agosto l'esercito austro-sardo è in piena. m_arc_,a retrograda: ritorna per nlle di Stttra in Piemonte, sfila lungo 11 piede delle Alp, e marcia su Pinerolo, e da questo punto su Cesana, nella quale po- . sizione il ThaLrn accampa tutto l'esercito . Il Berwick riprende la sua posizione d'aspettativa a Briançon; la rinforz:-i , e attende gli eventi. . Ma arriva prontamente l'ottobre e colle nevi si prendono 1 quartieri d' inverno.
VIJ I. <t>
('1 ,,1,1}. - Il maresciallo di Bel'Wick giun ge a ~reno~le il primo giorno di giugno. Riprende il comando dell'esercito e_s, ~·er,a lungo il Varo per studia)·e alcun i passi, che fa fortificare. Qmnd1, per Barcelon nette, passa a Brianc;on . · . Notizie sÙl nem;cn : mclunata dell'esercito austro-sardo fra V1gone ed Or.bassano; - invio di cavalleria in valle d'Aosta; - qualche
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(i) Qu1NCY - 13.:nwlCK - SALUCES, citati.
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LA DIFE)ISIVA
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baltaglione è inviato in valle· di Sturn; ·- i magazzini sono impiantali a Susa e Cuneo. Il maresciallo presceglie come centro di gravità del suo schieramento Gui lleslre. Vi accampa con ventiquatlro batlaglioni. Dieci sono a Tournoux - quattro a S.Martin d'Entraumes alle sorgenti del. Varo - quindici squadroni sono fra Gap e Fréjus - selle lungo il Rodano tra Valence e Montélimart. - Occ.upa con quindici battaglioni ·Briançon e Queyras; - cinque li manda a guardia della Morienn e e cinque in Tarantasia, spalleggiati da sette squadroni. Così , tale d·isposi1.ione di fo1·ze permette al maresciallo francese di radunare, in cinque giorni sul Varo, trentasei bauaglioni e venti squadroni. ·
del 6 luglio, un' avanguardia di fanteria avanza sul Moncenisio ed, accampa alla Gran-Croix. La strada di quel colle è stata riattala. Nel giorno seguente l'avanguardia scer.desu Lanslebourg e spinge· partiti verso Termignon: l'artiglieria la segue e a questa tiene diet1·0. il grosso della fanteria. L'esercito accampa a Termignon e vi soggiorna 1'8. Questa mossa è conosci uta pron tamente dal Bcrwick, il quale· sposta il centro di gravità del suo suo sistema difensivo, e da Guillestre lo riporla a Briançon - rinforzando la sinistra in )faurienne e· verso l' [sère. La colonna di valle d'Aosta passa il piccolo S. Bernardo 1'8 giugno,. respinge la cavalleria francese, avanza s11 Sai nt- Maurice e su .\Joutiers. Il duca cli Savoia, per facililare la clisces,Ldel Schuleml>ou1·g, fa passare ad un distaccamento di quallro mila uomin i, sotto ·gli or·dini del generale Regal, il masso della Yanoise, dal quale si scende su Moutiers. Così quella cillà è altaccata contemporaneam~nte dal Regni e dal Schulembourg. Allora Berwick marcia colla riser\'a sn Valloire - fa occupare da più battaglioni Saint .rean de ~Iaurienne. Aiguebelle e MonLmelia o, . ripelendo la rnnnoHa del 11709. · La difen~iva del generale francese sconsiglia al duca di Savoia l'attacco diretto delle posizioni francesi in Manriennc. e si r iso!ve d• cambiare linea di manoYl'a. Si mette sulla via che ha. fotta il distaccamenlo di Regal, e con sforzi sovrumani , fra i ghiacciai e le nevi, si apre una via e s~ende in Taranlasia . Le truppe soffron o grandemente in questa traversa ta, e il pri nci pe perde metil dei suoi equipaggi. Preso )foutiers, gli austro-sardi spingono innanzi la loro avan guardia, giungo no all 'Arly e occupano Conflans. li cam po degli alleati ha la destra a Cheuron e la sini stra all 'Isèrc. Un reggimento dragoni francesi, nella ritirata, si gella :.u Seyssel, s'im possessa del. ponte sul Rodano e vi è rinforzalo da milizie. li maresciallo cli Berwich ripiega la sua si nistra dinnanzi all'o ffensiva nemica , l'appoggia a Montmelian , getta sei battaglioni nei Beauges con duecento dragoni e qualche battaglione lascia a guardia, del Galibier. Codesto cambiam cuto di fronte lo pone sul fianco de~ nemico che è a Conllans, e ne minaccia lo spalle, e presenta una,
li duca cli Savoia riunisce un consiglio di guerra alla VenariaReale: vi assistono i rappresentanti delle potenze alleate, i quali de-vono seguire l' esercito nelle sue operazioni. Un corpo austriaco entra in Piemonte, agli ordini del maresciallo conte d'Harach, e si unisce alle truppe di Vittorio Amedeo: l'esercito austro-sardo è così di trentacinquemi la uomini. La radunala delle truppe termina il 118 giugno . Il duca di Savoia le passa in rivisla, e forma le colonne di opei·azioni. Sotto gli ordini del generale Schulembourg un distaccamento di fanteria e cavalleria. deve entrare nella val le di Aosla, raggiungereil piccolp S. Bernardo, scendere ·in Taran tasia, respingere i partiti nemici, avanzando lungo l'Isère. Un altro corpo di truppe è posto sotto gli ordini del eon te della Rocca, il quale deve coprire Feneslrelle-Exilles e Susa, sorveglial'e il nem ico a Briançon ed attaccare quella piazza, se si presenta l'opportunità di farl o. Il grosso clell'esercilo, sotto gli ordini direlli del conte Daun e col quale si trova anche Viuorio Amedeo, deve passare il Moncenisio,. penetrare in Marianna, tentare l'aggiramento di Briançon ed avanzare poi verso il Lionese. Nella pianura ri mane parte della cavalle1·ia degli alleati in attesa di ordini. Il 4 luglio il duca Villoria Amedeo, il (i glio Principe di Piemonte e il conte Daun, giungono a Susa : vi rimangono il o. .\. mezzanotte-
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LA DIFENSIVA
for te linea di resistenza contro un attacco diretto avente per obiettivo il Delfinato. In questo momento in Savoia stanno contrapposti cinquantaquattro battagl ioni e sessanta squadroni austro-sardi e quarantaquattro b111:taglioni e ventiquattro squadroni francesi .
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L'attacco degli alleati si sviluppa sui Bauges. f: la so la manovra atta a staccare la difesa da Montmelian, battendo la col fuoco dalle al ture che dominano quel sito . Gli alleati s'impossessano, infatli, di Chastellarcl e del l'Abbad ia d' Aioblon, occupano il colle della Linde, ,e sboccano alla Thui le e sulle alture di Montmélian. II maresciallo francese retrocede e prende posizione a breve distanza da Chambery, ne fa sgombrare i magazzini , mostra al nemico r he egli non fugge. e il 23 luglio prende posizic,ne a Barraux ('I). La. cavalleria e cittocento uomini di fanteria sono diretti all'Echelle per impedire la marcia dell'esercito 'nemico dal !alo di Lyon; millecinquecento uomini sono inviati nel castello di Erilremont, e così la posizione di Berwick copre Grenoble a Barraux, e per mezzo di un ponte sull'lsère, costrutto a Pon tchara , funziona la comunicazione , colla Maurienne e· con Briançon. Dinnanzi a Montmélian il maresciallo francese spinge quattro bat1agl ioni per osservare il nemico , - un piccolo distaccamento colloca · a Freiterive, partiti sono sp inti verso Conflans - e I' Are non è an-: cora guadabile: quindi è ostacolo vantaggioso alla difesa. Tre batta· . gli on i sono a Saint-Jean de Mauri enne e tre a Vallo ire. Dal ponte di Pnntchara, il previdente duca cli Berwick ha fatto costrurre nuo,,e strade. A Lyon dispone perchè la milizia borgh ese ::i armi ed occupi i pas:;;aggi sul Rodano. · Vittorio Amedeo s'impossessa del castello di Miolans , 24 luglio ; · occupa il 27 Rurnilly e Chaml,ery, dove stabilisce il suo quartier generale. Il 5 di agosto l'esercito alleato stabilisce il campo ai Marches,
(ij Il for to di Barraux fu ratto cos.trurre da Carlo Emanuele I, secondo il quale doveva servi re di antemur;ile a Montmelian e a tcncn) un pierto in Del!inato. Ala, dice il . Morello, ingegnere del Duca, pel'c/t.è non {1i oiseI·vata la legoe ,li mai [<tbb·riC<tre in
casa atlrui, pe·rciò it rnoto .e 1·est.ato colli 1movi edifi.zi a.I suo patrone e legittimo . possessore, restando t11tanto per STECCO negli occhi del medesimo 1J/ont11u,liu.no. (M. S. -
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colla destra tip poggia La alla Badia di Mianes e la sinistra a Fran · cin . Ma la situazione nella quale si trova il duca di Savoia col suo· esercito, è piena di pericoli: non possiede che una sola lit}ea. di veltovagliamento, tracciata da semplice mulatti era, rotta in più punti dalle continue pioggie, percorribile diffici lmente anche con bestie da soma. S'aggiunge la. mancanza dei foraggi in Savoia, per la qu ale mancanza soffre molto la cavalleria. Un consiglio di guerra è tenulo dal duca Amedeo: vi intervengono i generali e i rappresentanti degli Stati alleati . li consiglio deve deliberare sull e imprese che si debbono intraprendere sia nell'ayanzare sia nel preparare ima futura ritirata. Considerato che non si è potuto pen etrare nel Delfinato, operando· per la Maurienne, attaccare ora il nemico nel suo campo di Barraux. Il Da.un sostiene con calore questo al.lacco, meuendo base del suo· ragionamento 10· disperdimento delle forze del duca di 13envick e che pe)'ciò con un urto dirello, dato con energia , si spezzerebbe la linea difensiva, del maresciallo francese. Ma Vitlorio Amedeo respinge la. proposta del Da.un e alle sue insistenze risponde col proporre che la Lesta della colon na di attacco sia costituita dalle truppe straniere. Anche questa proposta è respinta dal consi glio e la ritirata è decisa . Troppe sono le difflcol tit che s'oppongono allo svolgimento cli rapida e preponderante manovra, scarsi i viveri, comunicazioni ridotte impraLicabili, pioggia contin ua , la minaccia di un vicino inverno, il desiderio del dnca di non sacrifica re il suo eserciLo, sono la ragione che giustifi ca la sua ritirata. L'8 settembre l'esercì Lo alleato abbandona Conflan~ e rimontando la valle dell 'Isère giunge al piede della cresta alpina, si divide in due colonne, dell e quali umt sale direttamente al piccolo S. Bernardo, l'al tra, sollo il Duca, gira attorno al M. Iseran, passa sul Moncenisio e scencle a Susa.
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. Biblioteca del l\e). .j
Ed ora sentiamo la parola. del .Benvick: « Avevo calcolato che vi sta (( la nostra posizione e quella dei nemici, potevo arrivare ad Exilles « parecchi giorni prima di loro,. e una volla messo in posizione, po· « tevo farne l'assedio senza temere che la piazza fosse ~occorsa. Feci·
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·« quindi, segre.amenle, tutte le disposizioni necessarie, e quando 1c vidi i nemici in marcia, solto pretesto cli lemere per la mia linea ·« della Maurienne, spinsi i miei battaglioni verso Aiguebelle e ·.« St.-J ean. Ecco le mie disposizioni: « I signori d' Asfelcl e de Dillon dovevano parli re il 13 da Briançon • con quattordici battaglioni e un reggimento dragoni, e trovarsi il « 16 cli fronle al campo di S. Colombano dall'altro lato della Dora . ·« Il signor Broglie doveva partire nello stesso tempo da St. Marlin ·« d'Arc, con dodici battaglioni, rimontare l'Alta·Mauri enne, guada·« g_nare il Piccolo Moncenisio, -occupare ,Jétines e la Touille, e << trovarsi, il giorno 16, al disopra del campo di S. Cti lombano, av-~ visando del suo arriYo con fuochi d'artificio e con fumate. li signor « Asfeld doveva passare la Dora al disotto di Chaumont, salire ai Ra·« mais, nello stesso tempo in cui il Broglie allaccherebbe il conte ·« della Rocca dalle alture. « Non è cosa nalurale il· credere che il conte della' Rocca volesse « contin uare a rimanere in una così cattiva situazione, dove correva -« pericolo di essere fatto prigione con tutte le sue truppe. Cosi, è. « quindi indubitato, che el{li si sarebbe ritiralo verso Susa, e noi ..« avremmo fatto l'assedio di Exilles; ma la impazienza del marchese « di llroglie, o forse il desiderio cli fan, lutto senza che ahri vi· con·<< corresse, fu causa che l'impresa fall isse in quel momento stesso in "(< cui si poleva dire riuscita>>. Il Broglie arriva prima del tempo fissato: non aspetta l'altra co'lonna che deve conrorreie all'impresa e il ,f 6 assale la ridotta dei ·quattro Denti. I difensori, che sono assaliti da un solo lato, si get•tono in massa sul la colonna di Broglie e lo costringono a. riti r;ta. Egli ripassa in Maurienne. Eppure se il Broglie fosse 11imasto nel ·campo , di fronle al nemico fino al domani, ;[7, il piano del Berwick sarebbe ancora riuscito, perchè il conte della Rocca., non sapendo della definitiva scomparsa del Broglie, vedendosi assaiilo nella stessa sera del 16 dalla colonna d'Asfeld , abbandonava i trinceramenti, gellava l'artiglier ia in un burrone, faceva entrare trecenlo uomini ·-nel fori.e dei Exilles e ripiegava nelle vicinanze di Giaglione, per dare -mano alla colonna del duca che,. a grandi passi, scendeva dal piccolo _·Moncenisio. li signor d' Asfeld,. non avendo noti zie di Brogli e e solo dai paesani 1
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avvis~to della disfatta a queslo toccata , non ardì avanzare da solo per Exill es e Susa, Lemendo .l'attacco .del grosso austro-sardo sul fianco ·ed alle spalle. S'arrestò a Chaumont fino al giorno 17 a cinque or~ di sera , giorno in cui il della Rocca riprendeva le sue posizioni d• · s. Colombano . Allora il generale francese retrocedeva, arrestandosi prima al Puy de Pragelas, quincli al Cotte-Pian, stendendo la s\nisara a Oulx.· Il maresciallo di Berwick ordina a Broglie di avanzare esso pure su Oulx; vi marcia anche il maresciallo col grosso dell'esercito, in auisa che a cavallo dei colli che.stanno fra la Dora ed il Ch isone,. cioè . ' fra Oulx e il Pragelato, si trovano radunali cinquanta baLtagl1om e diciaseu.e sqùadroni. · << J e peux dire, òice il Berwick, que jamais projet n'avaitélé mieux « concerté, et n'aurait été plus glorienx pour les armes du Roi, « puisque, dans le temps que le due de Savoie avait.complé nous en « imposer par la supèriorité de troupes, et meme entamer la France , cc nous lui enlevions une piace qui faisait la sùreté de ses propres « Etats au defa des monts, nous aur ions peut-èlre mème pris Fene· <1 slrel les ». Il duca ri mane nèl campo d'Oula fino al ·12 ottobre; poi retrocede su Cesana e il 14 passa il Monginevra, accampa con l'eserr.ito al po_nte di 'cervières, in vicinanza di Briançon Alcune scorrerie sono lanciate dal maresciallo francesse nella valle di Stura: prendono la posizione.delle Barricate e spingono le truppe fino a Demonte e verso Cuneo; altri parliti penetrano nella valle Maira e nella: valle cli Aosta, per fare bottino, ma ben tosto l'inverno giunge cosl~'ingendo i due nemici a cercare quartieri d'inverno . ~
I X.. !il 17 Hl). In quest'anno il duca cli Sa.voia vorrebbe incominciare le
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. operazioni nell'aprile. Raccoglie, infatli, il suo esercito, circa ven. timila uomini -e tremila cavalli , al qmile si congiunsero diciannove (i) QUINCY - 8~:11WICK -SALUCES, Cit;1ti.
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DIFE)ISJVA
mila ausLr1ac1. Ma l'inverno dura ancora e la grande cad111.a di neve toglie oga i speranza di potere opera re nelle Alpi. Le truppe riprendono i quartieri d'accantonamento e la guerra è momentaneamente sospesa. In giugno il Berwick riprende il comando dell'eserci to fran cese nel Delfinato. Yuol c l'offensirn e passa il Mongincvra . T...' 1,1 di luglio il suo esercito è in moto; il 112 accampa a Oulx con quaran t.a battaglioni e nove squadroni di dragoni, la destra al Due, nella vall e del Pragelalo, la sinistra a Oulx. Gli alleali che sono in campo, coperti dai trinciernmenti di S. Colo1nbano, mettono in questi diciotto batla<1lioni cinque li pon oaono V ' nei dintorni di Fenestrelle e il restante dell'esercito è scagliorrnto tra Exilles e Susa. I due avversar' rimangono così cli fronte fino al 6 settemure. Per il Berwick lo scopo è di far vivere il suo esercito sul territorio nemico . Un tentativo d'attacco contro S. Colombano è respinto. Guerra di partilo: gli alleati fanno una scorreria dalla Yalle di Stura in quella di Barcelon ette;. arrivano fino a, Scrine, forte co strutto in vicinanza di Saint-Paul; io pari tempo, dal lai.o di Susa, occupano il :uoncenisio. Il sei settembre il Berwick ripie!?a su Cesana ' passa il Monrrir, O nevra e riprende il suo campo di Cervièr·es e medita un 'avanzata in Piemonte. Ha due scop i: allontanar'e gli alleati da Exilles, chiamandoli contrù di sè con un'ardita diversione: 1-ipiega1·e quindi a manie /ol'zate, cadere su Ex illes, ptima che i l d'i[ensor,~possci accorre·r1Ji farne l'investimento. Secondo scopo: quello ai fare vedere a Luigi XIV quanto s-ia facile l'irrompere dal versante {ran,:ese n ella pianiwa del Po. Con questi pensieri il duca di Berwick dirige il gro$so del suo esercito per i colli di Hizouarcl e di Hayes, nella vall e di Queyras. Discende, per il coll e dell'Agnello, nella va lle di Vraita, accampa colla colonnn principale alla Chianale. Poi forma piccole colonne e le lancia nel piano_; corrono su Villafa letto, su Vi llanoverra, comballono contro la cavalleria piemontese, accorsa, per difesa derrli sbocch i minacciati, dal campo di ~farsa.glia. ~in il grosso dell 'es:i. ~
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cito alleato non muove da Susa, e il Berwi ck, non l'iuscilo a. t.rarl. o in inganno, ripiega per il colle det1·Agnello e prende la sua pos1z1one di aspellativa.
X. Il traltato di Utrecht , ,1 I aprile 17 13, cede al duca di Savoia le valli al cli qu a del Monginevra, e il duca di Savoia, per l'abili tà politica del Berwi ck è costretto a cedere alla. Francia la valle di Barcelonelle. . . . . « .r'arrivni it la Cour le ~ >févri er il 7 113 ... A mon arnvee, JCtrou« vai que les arlicles de paix ètaient sur le point. cl'elre réglé~ , et « que ron cédail au Due de Savoie to utes les vallées au del.n du « Mont-Genèvre,. comm.e si elles vi étaient d'at1cune valeiir; .1 e les « conna issais r.rop hi en pour ne pas me croire obli gé de représenter « au Roi qu'il ne convenait pas d'abandonner un sigrand et sì bon << pays, ;ans Lflcher au moins d'avoir quelque espece d'.équivalant: << Je conseillai clone de clemander la ,vall,fo de 1Ja1'Celonnette, qui « nmis était d'mi, grand a·vantagepowda /'acilitl denos navettesswr « cette fr01itière, et powr defen,dre l' ent1·ée de la Pr~vence ~t dii Dat1,<t phimé. Le H.oi et !es Ministres n'avaienl nulle en v,e ~e fa1re la p1:o« posi ti on, de cra inte que cela ne r etard:it. la. ~onclus1on de la pa~x, « mais enfin j'insislai si fort! qu'on y consent1t. Le due de avo1e, « qui de son coté, craignait qne s'il faisaif. le dif/icil~, 1es. autre~.al« liés ne signassent sans lui, et qui de 71ltis ne crninmssmt pas l 1111« portance de ce qii'on lni. dema·1uhtit, ne fil allc1me diff1,mlte; en « cette manière, la France, en pèrdanl Exilles et Fenestrelles, a « or)'aané une vallée t.rès-abondn.nte et composèe, de clouzc commu~ << naulés ». · Codesto giudizio del Ber wick non è esn llo . Si potre?be ~ire che non conobbe l'uomo di cui pnrla, se il cuore del maresciallo francese non si trovasse in uno di quei momenli psicologici di orgoglio, che colpiscono anche i grandi general i. ViLLorio Amed~o li, e il ~erwick lo doveva so.pere meglio d'ogni allro , ern uomo cli Stc\l~ ardito_~ de · stro: non poteva cerio ingannarsi ,;ulla importanza poht,ca e mil1tnre 18 -
Al\l\0 XXXI, VOI.. I,
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LA Dl B'JiNSl\'A
d'una valle delle Alpi, e dei suoi Stati, lui che tenne Lesta a Luigi XIV quand'era nel suo massimo splendore di gloria, lui che tenne testa con~ro la ferrea volontà del grande ministro Louvois, sia in politica come negli artifizi diplomatici. Il Benvick non ricordava forse quanto · scriveva l'ambasciatore francese a Luigi XIV: « on peut dil'e de ce (< prince ce que J'on disait de Charles Emanuel I, que son coeur était « couvert de montagnes comrne son pays » o come diceva il duca di SainL:-Simmaque: « ce prince devient, par sa situation, l'ennemi de « la France le plus couteux et le ptus redoiitabte i> . Vittorio Amedeo voleva la pace e il possesso della cresta alpina; dina.anzi a lui s'aprivan~ al tri orizzonti verso l'est. Il suo pensiero era fisso in uu alto ideale, quello di dare sempre più italianità allo Stato. Ciò facendo seguiva le tradizioni della nobile casa,. già formulate in quella sentenza di Carlo Emanuele I, che si legge nel suo testamento politico: « molto migliore cosa, l'avere uno Stato tutto « unito, come è questo di qua dai monti , che due malsicuri ». E lo Stato malsicuro erano i possedimenti oltre Alpi, preda continua d'un primo attacco. Si può dire che il vero periodo di espansione della monarchia nazionale, iniziato da Emanuele Filiberto, continuato da Carlo Emanuele I, ebbe col trattalo d'Utrecht sanzione europea nel possesso della cresta alpina. Il sistema difensivo del Piemonte si trasformò ; e poco dopo assistiamo alle gesta di un principe, che fronteggia contemporaneamente i suoi nemici verso l'est e vet'so l'ovest., assalendo or l'uno or l'altro. Vogliamo dire Carlo Emanuele III (1). 1
(IJ Vedi nota che segue, portante gli arUco li del trattato di Utrecht, che s i riferiscono alle Alpi. • Art. Jll. - Après _la ratification du préser1t traité, le Hoy T. C. restituira à s. A. R. • de Sa voye le Duche de Savoye et le cornte' de Nice a vec leur s appai·tenances et dé• pendimces, et Ics places ( Ol'tes cn l'état qu' ils sont préscntemeot. « Ar t Il'. S. M. T. C. céde el transpoi·te en to ute Sonverainet.é a S. A. R. la v a.Uée • de Pl'agelas avec !es {01·t$ d'Exilles et de Feneslreltes, les vallées d'Oulx, de cezàne, • de B~t·_ <lonech·e· et de Chateau-Da1q1hin, et tout ce qui est à L' eau--pendante des Alpes • clu cote clu Pternont. S. A. R. céde réciproquemont a S. M. T. C. età. ses successeurs • en tonte souvraineté la vattèe de Bai·celonette et ses dépendances: de manière que • los so1nm1tez d.es Alpes et 111onta.gnes serviront à l'aveni·r cte ti1nite.1 entre la F;·ance • le_ Pièmont, le co1nt.è de Nice; et quc les plaines c1ue sont au dessus (in cresta) parta~ • gees, et Ics limites en seront reglér par des Commissaires de part et autre , ui se 1 ' " rcndra1cnt sur les lic11x dans l'espace dc quat re mois. • Art. l'fl/. - S. A. H. p O'lw ta su.relè de ses Elats pom·i·a {oi-ti{ì.er ses fronliéres • dans le endr oits qui lui ont èté cédès cte /J(1rt et d '(mti·e , •
NELLA PROVENZA E NEL DELFINATO
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Concludiamo : ,J O La situazione politico-militare della .Francia, dal 11709 a[ trattalo di Utrecht, impone la difensiva passiva alle truppe francesi destinate alla difesa delle Alpi. Il maresciall,) duca di Berwick, capo di tale esercito, è, per la Francia, l'uomo del momento: la natnra gli ha dato il geniò della guerra difensiva. Suo pensiero strategico fondamentale questo: organizzare una fronte di schieramento, a /or·maarcuata, convessa al nenvico, costituita da 1·ilievi orografici e da binee /lwv·iali , ostacoli collegati logisbicarnente e tatticamente, ri1iforzati dall'arte. 2° Si presentano ali' esercito francese così schierato, clne modalità di difesa . Quella di assoluta resistenza, che si potrebbe dire tattica di sba·1·ramento; ·quella fondata sulla nianovra di grosse riserve, che s'appoggia su alcuni punti di espansione controffensiva, come Baneaux, Briançon e Tournoux. Codeste due modalità di difesa, secondo il Benvick, rispondono allo scopo difensivo: la prima modali tà è' sicwra <\ unon vole; la seconda richiede maggiore previdenza, ma assiciirn il posse,?so di°C'iò che m 'è di più, essenziale sulla frontiem. La seconda modalità sarebbe manovra gloriosa; ma è manovra pericolosa. Bisogna colpire giusto e a tempo. E il Berwick, per la fprza del carattere, ten'terebbe simile manovra; ma non la consiglia al Re. Solamente una grande necessità potrebbe imporla. Eppoi, sia nell'una sia nell'altra modalità, un generale da sè non può fare tutto, nè essere su lutti i punti dello scacchiere contemporaneamente . È necessario quindi che il generale sia circondato da buoni secondi e da buoni subalterni i quali siano attivi, vigilanti, e che penetrino nel suo spirito.
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LA DlrENSIVA NELLA PROVENZA E NEL DELFINATO
3° Se esaminiamo le condizioni geogra fìco-milit.ari dello scacchiere nel quale il Berwick opera, si osserva che la zona centrale dt questo scacchiere è il luogo do,e c:ide il cen tro di gravità dello schieramento difensivo. Questa zona che ò il Delfinato, e che si accentra nel punto di Brìançon, è la chiave di tutto il sistema difensivo delle Alpi francesi. È .a Briançon che s'appoggia tutta la manovra di Berwick ed er:rli lo fl'asforma in un forte campo lrincierato, di cui il colle del Ga~bier, quello del Monginena e il campo di Roux sono le porte di sbòcco controffensivo. Si può quasi affermare ohe il Berwick fu il profela del moderno. Briançon.
DELLO
SPIRITO MILITARE IN ITALIA
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4· Il Quincy. generale·di artiglieria, che fu contempornneo del duca, lasciò scrillo: «· G·li ufficiali •generali e qu·elf'i speciali, che servirono S'olto il « due~ di ~erwick, attestano: che i provvedimenti da lui presi per « la d1fens1va, dovranno, nei tempi futuri , essere considerati come « modelli dai generali ch e dopo di lui, assumeranno la difesa della « frontiera alpina. « -~fai nessun generale fu cdsi attivo , vigilante, esat.to, valoroso, « sapiente e grande osservatore della disciplina. » Torino, aprile ,1885.
Capita:no G. ZA VA TTÙ1.
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È questo il titolo d'un notevolissimo Studio apparso nelle ultime punLate della lnteniationale lkoue che si pubblica mensilmente in .Hannover. Lo scopo che si è in esso proposto i.I suo Autore, il quale, pur mantenendosi sollo il velo dell'anonimo, mostra cli esi;ere un . profondo osservatore ed nn non comune conoscitore del nostro ambiente militare, è quello di rice1·care, attraverso le fasi del risorgimento italiano e seguendone passo passo le vicende varie, come sia sorto, siasi sviluppato e successivamente modificato lo spirito morale dell'esercito italiano, per venire a determinare poi quale esso sia effe ttivamente oggi. È una risposta insomma a quel\i stranieri , che non potendo oggi negare, di fronte all 'evidenza, i reali progressi faui dal nostro esercito nel campo materiale, esprimono _aneora talvolta \ il dub bio che a quelli non corrisponda in egual misura lo :"ipiri to militare. · · , L'importanza manifesta dell'argomento e l'elevata maeslria oolla -quale è stato trallato, ci hanno pert.anto consigliato di presentarne un sufficientemente largo r,iassunto ai lettori della Rivista 1lti bitarn.
Stabilito che in questo fortunoso ambiente del mondo civile, dove tutto si trasmuta con moto ognor più rapiclo, anche lo spirito militare, al quale concorrono tanti fattori e coefficienti diversi, non può
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DELLO SPIRITO MILITARE
esser lo stesso in ogni tempo ed in ogrii luogo, e che occorre ormai nel valutarlo rinunziare ad ogni antica misura per adoprare solo le modernissime e comuni, l'Autore pig!ia le mosse nello Stiidio che stiamo per analizzare, dall'anno 1848, come quello che fìaura aià nello stato di servizio di molti velèrani . ~ .., '-:=;:::::::::: Alt:o e f?rtissimo era in quell'epora lo ·spirito militare nel piccolo ~serc1to ~emontese, nonostante la lunga p,:ice di trent'anni. Lo sostenevano la cura colla quale provvedeva a coltivarlo il Re Carl0, Alberto e quella lunga serie d'onorevoli ed anche gloriose tradizioni guerresche di un passato non molto lontano. Tutto ciò non LoaÙ eva -però che nella bassa milizia, in quella parte del continaente an~uale ' . ~ cI1 aveva una ferma relativamente breve, e che non faceva il mesti'ere delle armi per professione, fossero assai differenti le condizioni dello spirito militare. Per averne una prova sensibile basta osservare quale esso fosse nell'esercito che nel '1848 si portò al Mincio. e quello che sostenne poi il peso maggiore della guerra, dopo r,hefurono chiamate alle armi le classi provincia! i. Nelle provincie J'ombardo-venete, sotlo il dominio dell'Austria. ' il . ~ s~nt1m~1~to _m1!J~are non trovava alcun fondamento d'amor di patria, d1 trad1Z1oni nazionali, di devozione secolare aIla casa reonante come nel vicino Piemonte. I reggimenti italiani godevano ad ogn/ modo, d'una buona riputazione nell'esercito austriaco, e quelli che si sfasciarono in. Italia nel 11848 diedero non pochi buoni ed ottimi elementi. / :~~ 'il rest?. d'~la.li~ ~ilitar~ente considerato_era tenuto dai, p1~1~~1p1 nelle pm m1serab1h condizioni; a Par!!@_L~Q.L p.oche~1hz~e m,odellate :ullc'. ~t~m~~ au_striaco; in Toscana,_mil.izia da pa1ala :;enz ombra d1 spm ll mtl I tan, nè buon i nè cattivi; negli Stati, d~LP.a.pa, delle trup_lj..e.in.dig,.ene, co5tituile con @elli fra ali avanzi, . napoleonici che avevano consentito a terminar la ioro -vittmilitare sotto l'ingloriosa insegna delle Sante Chiavi, nessuno aveva- fiducia:.• e s~ima. F i ~ a l m e n t e ~ j Napoli, aveva un bel!.Q__e__ ~~ to es~ c1t~ in _apparenz8.? che a que' te~semhravaanche eccessivamente g~osso per le occorrenze delle due Sicilie, ma la trivialità lazzaronesc~ el_a ~~morra, peste morale più vergognosa d'ogni al tra, fondata sul! av1d1ta e prepotenza feroce di pochi scherani e sulla: ,,illà dei. più, avevano usurpato Hluogo dello. spirito militare. Gl i,
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arbitrii, gli abusi , le prevaricazioni, le prepotenze pullulavano da ogni parte della milizia e contribuivano a guastarla sin dal!' a.t.t.o del reclutamento. In' tali condizioni trovò l'Italia il ,J848. Essa non era dunque preparata a sorgere in arme come un sol uomo , qnando venne l'ora della guena contro l'Austria per l'indipendenza nazionale, come s·i disse nel linguaggio enfatico d'allora. !ranne il P~ntei-.~ovrani, governi provvisori e popoli non corrisposero alla aspeu.azioue di chi aveva preso sul serio il movimento italiano. Si videro, sì, stupendi esempi di spirito militare insieme e potriottico in molte parti della penisola; essi dimostrarono solo che in quei poveri tempi le virtù militari e patriottiche allignavano entro petti ital irni e potevano dare hen altri frutti che mostre, canti e ciance pi ù o meno focose e spropositale. Ad ogni modo, in complesso, i tempi dal 11847 al 1849 servi rono a qualche cosa , molto avevano vissnl.o gl i Italiani in quei pochi mesi, molto avevano imparato; e quantunque sia vero che delle lezioni dell'esperienza talune non si comprendano dai più e talune altre facilmente si dimentichino, pure nel caso dell'Italia qualche /bene, e non poco . doveva venirgli dalla crudele maestra. Buona parte del seme allora sparso frut:Lificò, e si può dir d'allora con ragione che tutto il · male non venne per nuocere. Si videro, almeno all'ingrosso, gli errori commessi, e che poco era. mancalo perchè l'impresa riuscisse e le cagioni della mala riuscita. La fede nella guerra di popolo era svaniLa nei pi ù; non così queila. 'ì in una guerra d'eserciti ben costituiti, preparata con ogni cura., , . coll'aiuto forse cli qualche potenza straniera, della Francia a. dir / breve. Nel libero Piemonte, appena svanito il primo sbigouimento per la disfatta. di Novara, si parlava allo cli riscossa, d'Italia libera., indipendenLe ed unita, come di cosa certa in un avvenire non lontano, con una fiera sereni Là. di buon augurio. L'eser~i to sardo, sotto il saggio e vigoroso governo del generale Alfonso La Marmora, si riaveva, si rassodava ed entrava senza violenti scosse nella sua nuova èra. Adattare la milizia d'una monar~ ( . chia assoluta ed essenzialmente militare alle strette esigenze del governo parlamentare, abbassarne quindi la potenza ed il lustro nel paese, scemarl e da ùn lato i diritti, aumentarle dall'altro i doveri, clemocratizzarla senza offendere una. vecchia, gloriosa, polente 1
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aristocrazia, degna d'ogni ri guardo pei suoi meriti verso il Re e la Patria, che pel trauo di parecchi secoli , o per dir meglio sempre fino allora, aveva avuLo in pugno l'esercito, e condurre a fine cosi gran mutamento mantenendo incolume la disciplina, e conservando dell'antico spirito militare tutlo quanto fosse conciliabile col nuovo ordine di cose, mentre pure bisognava far getto del resto che non si confaceva colle pubbliche e private libertà sancite dallo Statuto, non era davvero un problema facile. La prudenza e la fermezza del La Marmora, lo appartenere egli stesso a quell'aristocrazia cui si larp1wa!lO le ali, la disciplinatezza e la devozione al Re fortissime nell'aristocrazia medesima ed in tutto l'esercito, che rimanevano fonda mento dello spirito militare nel nuovo stato .::ome lo erano state sempre nell'antico, ed il sano carattere piemontese ne acrevolat·ono lo scioglimento . " Parlamentarismo da un Iato, spirito militare dall 'altro sembrano a prima vista due tra I.e cose più eterogenee; pure possono vivere insieme, .a patto per~ che rimangano ben distinte; ossia che il parlamentammo non s'mfiltri nell'esercito e ne rispetti Io spirito quale è vo luto dalle necess ità militari. Su questo punto vi fu qualche scaramuccia in Piemonte; ma il La Marmora non cedelle oltre un certo limite ragionevole. Negli alll'i Stati italiani il disegno della reazione, ammaestrata dall'esperienza, per assicurare il suo trionfo, era questo: impedire la· mi litarizzazione del paese. Uno dei primi atti dei -ecroverni ristaurati fu dttnque lo scioglimen to dell e guardie civiche o na zionali, le quali, se non avevano dato allll sollevazione del 4,8-4,9 tutto l'aiuto ch'essa poteva sperare, mollo più avrebbero potuto fare in un caso consimile per l'avvenire. 11 duca di Modena, rimessosi nelle braccia dell'A.ustritt, riordinò le sue truppe secondo il tipo austriaco, con buoni ordini e forte disciplina, basala sulla devozione ili imita-la al sovrano e sul cullo dell'onore e del dovere i11 senso strettamente soldatesco, con lal'ga facoltà d'alteri gia, disprezzo e prepotenza, al bisogno, verso il cittadino, ed indi pendenza verso la comune legge civile; scuola vecchia, rifiorila nel Lombardo-Vene lo sollo il Radelzki. Lo stesso avvenne nel ducato di Parma, dopo che lo stravagante Carlo III ebbe tentato pe1· proprio conto la. tirann ide fondata sul militarismo. Lo stesso il
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mite Leopoldo II in Toscana, dopo due anni di tentennamenti autonomici. In quei due anni il generale De Lauf.(ier, ministro pel' la guerra, aveva fatto parecchie buone cose per l'educazione militare; ma essendo egli sospetto ai reazionari a.ust.riacanti, mentre d'altl'a parte in paese non aveva tutta quella autorità morale che sarebbe stata necessaria pel migl ior esito dell' opera sua, gli fu sostituito un ufficiale austriaco , il Ferrari Da G·rado, per fetto gentiluomo e sol dato, devotissimo ali 'imperatore ed al Radetzki , ma più ancora al proprio dovere, com'ègli lo inlende,·a, cioè nel senso di costituire un piccolo esercito di belle e buone truppe, disciplinatissime, d·alti spil'iti militari, fedelissime al granduca ..... ma piuttosto da parata e da sicurezza interna che da guerra. Se ciò non bastò a militariziare il paese, il r.he sarebbe stato contro le intenzioni del goYerno e del Ferrari stesso , qualche buon eITetto se n'eb be, perchè i Toscani cominciarono ad avere in qualche stima le loro nuove e belle milizie, e si fecero spellacolo gradi to delle mostre militari e degli armeggiamenti, e gli istituti d'educazione militare s'empirono; e vi fu persino un sopravanzo di volontari di buona condizione tale da consi •>liare la istituzione dei cadetti nell e truppe. " continuava ad affidarsi a soldati stranieri e non volera Il papa $aperne nulla di quelle fisime di dar le armi in mano ai propri sudditi, insegnar loro ad usarle ed· inoCL1lar in essi pericolose virtit nazionali. Spadroneggiavano gli Austriaci nell e provincie settentrionali dello Stato pontificio, i Francesi nelle meridionali ed i veaetavano intanto in un ambiente, dove all'apatia cn l) PO[)Oli so11aetti generale facevano contrasto le influenze delle sagrestie e delle società. segrete; e la cura dell 'ordine pubblico era abbandonata all'opera demoralizzatl'ice della polizia non temperata da alcuno di quei nobili sensi che fioriscono all'ombra d'una bandiera rispettabile e rispellala. II r e di Napoli s'era isolato. Fra i sovrani d'Italia egli era il solo a cui le armi proprie avessero giovato nel 11848-49. - Il suo bell o esercito, qualunquo ne fosse i I valore intrinseco, non solo gli si era mantenuto fedele, tranne poche eccezioni, ma gli aveva rimesso a catena il paese, schiacciando i liberali in Napoli, soffocando lari'bellione nelle Calabrie, riconquistando la Sicilia. Re Ferdinando credette persino un momento d'essere in grado d'aiutare egli stesso
IN ITALIA DEl,LO SPIRITO )[I LITARE 276 a rimettersi e manlenersi in sella gl i altri sovran i soprafatti dalla rivoluzione nella penisola. Ma la prima prova gl i riusci cosi male da levargli la voglia di ritentare; e certamente dovelle rincrescergli. In sostanza, sotto c1uel dispoti.::o governo, nelle Due Sicilie lo spiri to militare si riduceva a fare il soldato di pace per difesa del trono con tro la rivoluzione. Fuori del I' es~rcito, nel paese, la paura era cara al governo, come fondamento ili signoria. Si lratlava con benevolenza, con benigno disprezzo, chi si mostrava e si vantava pusillanime, neghittoso, codardo; alla sicurezza invece si opponeva la minaccia, la violenaa brutale. Eppure anche in quel brago v'erano ottimi elementi, come poi si vide; ma larvati e trascurati all ora. ,..--. Ma fu veramente provvidenziale, pel compimento dei destini d'Italia, che il sentimento militare-si mantenesse così basso in uno dei due maggiori Stati italiani , o precisamen te in quello ch 'aveva carattere tirannesco ed antinazi,rnale, mentre si rialzava e splendeva puro ( e nobile nell'altro destinato ad essere la base dell' ìndipenclenza ed \." 11ni là della nazione. Così si preparava non solamen te la villoria e la preponderanza del Piemon te, mili tarmente benefica in sommo grado all'Hnlia che stava per risorgere, ma anche si rendeva impossibi le un clualismo dal quale avrebbero poluto derivare le più funes te conseguenze. InfaLti, mentre l'esercito borhonico poltriva sui miseri allori di Mes· sina e di Catania, le truppe piemontesi si ritempravano e s'i ll ustravano in una guerra gloriosa, tra grandi potenze, in paese lontano. Invano sull' insegno. che svenLolava fieramente tra quelle di Francia e cl' Inghilterra dinanzi a Sebastopoli, la diplomazia aveva sc,·itto Stu·degna, Lutti vi leggevano Ualia; ed in quel la pi ccola schiera che le si stringeva attorno e di cui si celebravano il valore, la disciplinatezza e l'abilità guerresca, tutti scorgevano ed ammiravano in pari tempo il buon esercito sardo ed nn bel saggio della risorta rpilizia italiana . Un altro fatto, pnre d'ordine morale e militare, meri La d'esser rilevato in quel tratto di tempo tra il ,(848 ed ìl 59, sebbene ·non apparisse allora che in barlume. Quantunque in fallo di guerra si tenesse per maestra la Francia, l'esperienza e lo studio delle passate guerre avevano in segnato essere ormai passato il tempo del manovrare e combattere a massa a dispetto quasi del terreno, e prendere
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. invece il sopravvento il manovrare a drappelli ed il co~bal_Lere a sparpaglio, adallandosi ai luoghi, le quali arti ~ssai megli o s, co~-facevano al carattere italiano. Di tale concetto, rncerto e confuso 111, principio, fu una prima manifesLazione ~a J'.op~la1·itcì cl~e rapidamente-s'acquistò il -piccolo corpo dei bel'saghen p1emontes1. )l aturato per un decennio e sostenuto dal poderoso aiu to della· Francia imperiale, il movimento ital iano del 11859 as_s,unse _un carattere mollo diverso da quello del 11848, molto p1u ·serio, u11• caratlere militate. - Erano la più parte gli stessi uomini del 48,.. ma ammaestrati dalla esperienza, guariti da quella febbr~ di adolescenza che li aveva tratti dieci anni prima a vaneggiare. ~a parola d'ordine era una soh1, ~enza cli~tinzioni ~i p~~ti~i, ~11:~nn,1_t~ ouerra ali' Austria I giie1·1·a di soldati, sotto gli 01 d1n1 cli '1Llo110 Emanuele. Gii1 prima che scoppiasse la guerra, numerosi acco '.Tevano i giovani insieme cogli emigrali ad arruolarsi sotto la bandiera; di Savoia; poi Toscana, Parma, Modena, Bologna, le Rorµagne sol-levatesi, formavano in fretta, non più bande d'armali, come la pri m~ volla, ma truppe regolari sullo stampo piemontes_e .. I loro quadri erano necessariamente raccogliticci, tranne quelli d1 Toscana che avendo, come venne dello, già preparato molta sloffa da .r~r graduati oltre il bisoo-no del piccolo esercito granducale, pote mq~iadrare con uomint e rriovanotli iniziati nel mestier delle armi l'a, maggior parte delle s;e nuove mil izie. Fùrono acce.Ltati I~ per l~, i~ mancanza di meglio, come ufficiali, e non solo nei gradi rnfen on, tali uomini ch 'erano od incapaci od indegni: necessi ti1 non ha l~gg~. In qnei momenti tutlo era buono. D"altrond~ doveva pur ven'.re 11 aiorno della ripulita e venne di fatto. - Ma insomma mentre 11 Re· ~onduceva in campo il suo e$ercitò di vecchie truppe_ mollo più• saldo e meglio preparalo a guerra che noi fos~e a t?°:P~ d1 ~uo padr~, le nuove milizie italiane, soggelle pure agli ordm1 cl i lui - Gar~~ baldini Toscani. Emiliani - apparvero sin dal primo momento m1 oliori ~sai di q~elle ch'erano sorte nel 1848. In ~revissimo tempo, ~viluppossi anche in quell e un fo_:;.e sp irito militare di_ b~ona lega,abbastanza omog,éneo, che sorprese i vecchi sofclafie s1 propagò per· ( tutto il p~ - Tul.lo il meglio della gioventù corse alle b~ndi_ere; le· scuole civili si vuotarono .
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L'ese·i·cito italiano nacque dunque, sotto i più fausti auspicii, nel -1859-60. Dopo Villafranca, gli atti pei quali si compì quella creazione furono i seguenti: 1° aumento dell'esercito piemontese, in r:apporto di 1 ad 1 1/ 2 . all'ingrosso, mediante l'incorporazione dei so.Ida ti lombardi licenziati dall'Austria (ollimo elemento), provvedendopei quadri con nn· merose promozioni di sottufficiali ad ufficiaii, coi gradttali prove,nienli dal servizio austriaco e col prezioso sussidio dei tanti volontari di buona. condizione preparati hlia spedita pel grado di sottotenente in una scuola militare provvisoria. istituita in l vrea; '.:! incorporazione degli avanzi dei Cacoiatori delle Alpi (gari. baldini del 1859); 3° unione delle milizie toscane ed emi liane coll'est3rcito pie. montese che divenne pr.esto fusione, mercè di numerose trasposi: zioni degli ufficiali cl'ogn i p,rovenienza da un coi:po all'altro dell'intero esercito, ,e delladislribQ.,.ion~ tra i .,diversi CJrpi delle ouove ' leve tratte da tulle. quante le provincie unite sotto lo scettro di Vittorio Emanuele. / Fu gran fortuna per l'Italia G'l.YEìl'Jtquell'ottimo nucleo ~li truppe ~ h benchè l'organico del nuovo esercito italiano stesse a ~quello del primitivo esercito san\o nella. proporzione di più di 5 a2: ,ma fu pure meri to di quelle altre mili.zie, perla massima parte improvvisate, è vero, talune ben$Ì d'antica origine, lo adallarsi cli , buonissima voglia a Lu tw quan to fu stimato necessario per compiere la fusione, il che per verità era stato con singolare saviezza predi. sposto dagli ordinatori delle milizie medesime. L'accordo nQn fu · difficile, l'omogeneità degli spiriti in grado soddisfacente non tardò . a stabilirsi, ed il 'buono spirito militare .piemontese prevalse in Lutto l'esercito senza t1;oppo sensibili attriti. Q11~sta preponderanza assoluta era d'altronde assicurata da ciò che t11tto il nuovo sistema di . organamento, di.sciplina, istruzione, amministrazione·, ecc., pel nuovo e.sercito fu quello del Piemonte e quasi tutte le alte cariche . e la direzione di tutti i servizi mili tari rimasero per molti anni nelle mùni di ufficiali piemontesi. Erano buone truppe quelle che il Re condusse nel ,1860 nell'Italia centrale e meridionale, e ~·erano pure non pochi buoni ed ot,. timi elementi tra i volontari di Gari baldi, . non solo per valore da . battaglia ma anche per disciplina. 1
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Dopo il 11860 in breve tempo si ebbe: .· . ,, o l'incwporazione nell' eserci Lo i tali ano dei soldati e so~l~~ficiali e dei migliori ufficiali dell'esercito disciolto ~elle c~ue S1c1he, che procurò a quèl primo un discreto nume~.o d1 buorn e.cl a~c\1e· ottimi graduati, ma gli ingombrò pure le file à1 malco?tent1 ed, una feccia malefica, che, se non riuscì a guastarlo, lo affi1sse bens1 per qualcne°tèmpo colla doppia peste delle c~ioJli e d~lla c~~orra; pali del ~ggL? naQ._ol1tano_;_· e fu pur anco una. delle ~ 2° Ja creazioM di nuov·i corp!Cfi truppa, per cu i nuov~ pro-· mozioni e nuove infornate d'ufficiali di poca i'aglia o soltanto abbozzati in fretta e furia.; . 3° J' estensione della leva per coscrizione alle provincie Lo!te·, al papa ed allét Sicilia, che prima n'erano i·mmuni, mentre 'le pro- · ,incie napolitane di terraferma v'eràno gii.l.' da lungo te1~po ass.uefa:tre; e .qui va posta la piaga dei renitenti, che in taluni luoghi ed, in taluni momenLi fu grave assai, e non potè esser sanata se non che in capo a pareechi anni; . . . . . . · 4° l'incorporazione nell'eserc.ito degli uffic1ah ganbald1D1.' già asct'itli nel corpo dei Volontari italiani, che non erano, poc~1,. n~· tulti fior di virtll civile e militare, ma deLtero un'eletta d uomrn1 d1. grande animo, di mente sveglia e larga, di singolar valore perso· nale; buon sangue, elemen_to di progresso; . ' 5° un altro aumento dell'esercito, tanto che s1 venne al qua_ · druplo , su per giù, (li ciò c~h'era sta to l'esercil~ sard'O : colle solite· necessarie conseguenze per l'ingrandimento dei quadri; 6° fina.lmente' lo spurgo progressivo clei quaclri, ag~volato.~al(e sopradetle incorporazioni d'ufficia.li e d~i cors,i regolan degh 1st~tuti d'educazione militare, ai quali la. g1ovenl'u accorreva tultav1a EUmerOSél. Sebbene le piaghe di sopra accennale siano , da gran tempo, scompar:;e affa:lto, bisogna tenerne qualche conto per rappresentare al i'e~pi~ ~ italian2.J!!J~ ~'.igi,li~~~11~-g~erra del 1~66 . ...,PrévaTeva, come venne deLto, lo sn11 1~D it~.L!l.!llfilll.Qllles.e, non q;teT!oèfìmrtHiZi a\ 11848; s1ii1Lencle, ~·en•sì q~1ello de] ,J 859, c.he in sostanza consisteva di 1quesli ~ t1 : devozione al Re,,obbed1en~?a1l1 G-overno, un gran ri2_e!Lto per 1~ Statuto; osserva,nza. s..~upolo~a. deti'èleggi e regole, spinta, dicevas1 , fino ali ecc_esso, qumd1 sornma. 1
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1K ITALlA
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DEUO S PIRITO MILITARE
disciplinatezza, amor proprio moderato, non ombra d'arroganza o prepotenza, anzi un gran riguardo verso le autorilit civili ed i cittadini, di vero e proprio sp irito cli casta appena appena un bal'lume, di solidarietit quanto basta, l'abitudine dell'operosità seria e co.-stante e della servitù al dovere sin nelle più minute e più materiali pratiche rl el mestiere, e insieme a Lullo ciò il cnl.!.2_ della bravura__ :e.~1~onale (di tipo francese}. ~n bel saggio di wi rit,o democratico_ militare. - ~fiilgrado Lutto ciò il grande esercito italiano del 11866, anche pel solo effetto del suo crescere, necessario sì, ma smisu rato e pre~ipitoso, non poteva pareggiare in valor morale e quindi in potenza mii itare, -data proporzione, il piccolo esercito sar do del 1859. Si ,.ggiunge -che la fusione era ancor troppo recente perchè ogni scissnra potesse -esser ben sa ldata; Lanto più che in paese la stampa e la ciarla avevano preso da qualche tempo a ravvivare gl i umori regiqnalisti, -comba ttendo il cosidetto 71iemontesisnio, cioè la preponderanza piemontese, che non si voleva ammettere se non che nelle cose militari. Qualche malumore v'era anche in seno all'esercito, parend.o -che tutlo il meglio fosse pei piemontesi; e questi, gli ufficiali piemonL8$i, facendo forse ancora un po' Lroppo combriccola tm loro, guardando i loro sotloposli e compagni d'alt.re parli d' Ilalia con occhio ch e non sembrava sinceramente ben~volo, e trattandoli con qualche ritegno o sussiego, come se non avessero molta stima e fi.ducia. L'azione disgregante di quel resto di spirito autonomico o particolarisLa che si poteva·rinvenire nell'esercito, non era però tale da poter prodl1rre gravi conseguenze; infatti gli estranei non se ne accorsero, neppur dopo Custoza. quando la pubblica opinione, o meglio la stampa s'abband 1Jnò ad uno scapigliato pallegiamento di accuse e calunnie. Due altri depr! 1!lenti vengon,Q.J10Lali: uno era il risultato inevitabile dei frequenti esercizi di mansuetudine evangelica (della patriotti ca abnegazione} cui furono _condannati - è la parola adoperata -dall'Autore dello Stnd:io - ~ truppe_i!.1 occasione di tumulli popolari , e questa certamente non era scuola Q' alti -~piri ti; l'altro era la conseguenza necessaria d~igore di cui pareva q,!!!sl_J!Q.es.w·o .pompa i lri_!2unali civili nel rintuzzare ogni alto di fierezza che in un -mome~to d'ira, fosse pmuscitata da pl'OYOCazioni gravi, fosse sfug- . __gita ad un mi litare, specialmente se ufficiale. 1
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J vecchi militari deploravano ancora, che in seguito a tutto l'nvvenulo rimescolio fosse venuto quasi di moda un rilasciamento nella disciplina e nel servizio , sensibil e sopratutto in quella che si p~1ò -chiamare parte automatica del mestiere. Condannavano come dissolventi quelle praticfie più sciolte di tallica spicciola, che s'intro,ducevano nelle piazze d'armi e minacciavano di prendere il sopravvento, e raccomanda\'ano, come supremo r imedio a quel gran male -che pareva loro dovesse derivarne. il ri torno al bel maneggio d'a_rme a scaLLo, ed al manovrare a contatto di gomito. V'era un fon do d1 ve4·ità in questo, che ·del manovrare sciolto, che doveva esser~ la L~ttica delle guerre fuLure, nell'esercito italiano a quel tempo, s1 studiavano assai superficialmente le forme e non lo spirito. Finalmente la repressione del brigantaggio, in cui ru adoperata una gran parla dell'esercito, mentre recò grave disturbo alla_~isciplina cd allo addestramento Lattico, _fattori morali di ~ran nl1 ev~, non rriovò allo sviluppo del buon spirito militare, a motivo dello sm1muz;amento dei corpi o dell e abitudini troppo più poliziesche che / militari che fecero contrarre ad ufficiali e soldati. A. fronte cli tali sfavorevoli condizioni stavano peraltro alcune in- \ fluenz e benefiche, quale il grande scopo nazionale della sicura indi· pendenza e della intera unità non ancora compiutamente oll~.nuto; la ferma persuazione della nece~sità. d'una nuova guerra, e qurnd1 d un poderoso assello militare per conseguirlo, il vivo desiderio d'affrettare quanto più possibi le quei nuovi cimenti, lo stato perdurante_d'ostilità verso l'Austria che ne conseguiva, benchè durasse tuttavia la pace conclusa a Zurigo, la disposizione del paese, affermala costantemente dal Parlamento e dalla stampa, a non risparmiare sacrifizi a favore dell'esercito, le speranze di rapida carriera negli ufficiali , provocate ed alimentale dagli esempi chE< di continuo si succedevano allora. Se non che tulle queste benefiche inOuen1.e ebbero un fieri ssimo ~olpo nel ,18.65 quando, pel bisogno di scemare le spese, per volontà. del Parlamento. il Governo si vide costretto a ridurre la forza so llo {è armi, in modo da far supporre quasi certo il mantenimento della pace per tempo non breve e da chiudere ad un tratto il periodo dei l'apidi avanzamenti. Lo spirito militare nel paese e nel l'esercito n'ebbe allora una scossa; la professione delle arm j· accennò al ribasso.
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IN ITALIA
DELLO SPIRITO Ml L ITARE
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ì\l~ fu un momento. A quel principio di disarmo, successe presto
la guerra, a cui l'esercito s'accinse quasi come ad una festa, nessuno, /2i può dire, osando dubitare d'un esito felice ed anche pronto. Per l_e guerre infelici si hanno in ogni paese versioni molto diverse, inspirate del pari da interessi ·e passioi1i contrastanti, tra cui si dibatte quasi soffocata la verità; da un lato i racconti più o meno officiali intesi ad attenuare, per quanto possibile, gli erro,:i , le colpe dei condottieri, dall 'altro le leggende popolari , le quali dicono che i soldati combauerono eroicamente e furono vittime dell'incapacitù, della codardia, magari anche del tradimento dei loro capi . L'Autore, lasciando da parte tali sorgenti non purissime, trova la ragion e della sconfina di' Custoza nella.poca sol,idi là eqj_m~~ t_L_~.9.1!!.Q..~. di ~ raQ_ corpo ch'eral:esercito italiano e nella mancaJ!z_a cij_u» ..é!-.IJ.2. e fot te sp,.i!j1,o militare. E bens1 vero che, ·non essendo travaaliato dal ~ --~ u n~mico, presto esso si riebbe per la virtù delle cure dei capi, della disciplina e di quel fondo di spirito patriottico e militare che, se non aveva fallo ancora presa in lulta la gran compagine, pur v'era sparso assai largamente, e non ristetto ai soli elementi d'origine piemontese. Contribuirono a quella rapida risurrezione la notizia dei grandi fa tti ch'allora avvenivano in Germania e la previsione dell e loro più probabi li conseguenze. · Ma intanto che davasi un altro indirizzo alle operazioni militari e l'aréiduca Alberto correva al soccorso di Vienna, una tempesta di biasimi , accuse e vituperi si era scatenala in paese contro i capi delJ'eserciLo. La stampa folgorava. Non produceva però troppo grave scossa nelliesercito che marciava verso l'Isonzo, occupava nuovi paesi, aveva sotto gli occhi, palpabili, i risulLali utili della guerra, aveva fe'de nel generale Cia:ldi'ni a cui il Re aveva affidato il comando dell'armata d'operazione ed imparava a stimare 1Ìn Pianell, un Medici, un Cosenz, un Bixio, un Ricotti ed altri ancora, non abba stanza noli in passalo. Col fermo proposito di vincere l'esercito italiano si preparava ad una nuova battaglia sull'Isonzo ed 'aspettava I' oi;casione per compen:;ar largamente lo smacco di Custoza. Gli -animi s'erano ritemprali, erano cli sprorre 11e notizie dei successi di Gari baldi e Medici nel Trentino , molto esagerate, però oppor tunissime in quel mo· mento . Ma Ja gu~n;a finiva, e Gniva con un gran passo indi etro da 1
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parte degli Italiani; si prometteva loro il Veneto, intanto si (1.oveva sgombrarne una parte. Militarmente, anche quella ritirata veniva spiegata con plausibili ragioni strategiche, ma il grosso pubblico doveva scorgervi ·una nuova umiliazione, una confessione solenne d'impotenza del l'Italia. Chiuder cosi miseramente quella sciagurata guerra, tanto male incominciata, uscir dal giuoco con una Custor.a ed una Lissa, do.po tanti apparecchi, tanti sacrifizi (almeno di denaro) e tante speranze, dopo fatti come quelli del 11859 e 60 che avevano condotti ad illusioni e vanti penosi ora.a ricordarsi, e colle memorie tuttora recenti del 11848 e 4-9, non poteva non essere un col po tremendo per lo spirito nazi.onale e militare italiano appena adolescente. Era la prima guerra combattut,1 da un vero esercito italiano I E come poteva r imaner questo di fronte a se stesso ed al paese specialmente, che doveva . chiedergli conto dei sacrifici fatti e dell'onor suo? .. / Dinanzi al pubblico sdegno ed alla libertit di stampa e di parole, come frenare i dubbi circa la solidità della base e del cemento del grande. edificio inalzato con tanta cura e tanta spesa e che aveva fatto, si diceva, .._.--· così meschina prova di robustezza fin dalla pr ima scossa?.. ... L'opinione pubbhca consentiva·ali' esercito, almeno a parole, il valo?"e che non gli a"rebbe potuto negare senza far torto alla nazione, a se stessa; gli consentiva anche il patriottismo; ma nulla più. Prodiga di sospetti, accuse, calunnie, precipitava nella credulità: e nella esagerazione, penetrava nelle viscere dell'esercito, scalzava la disciplina; pareva che con amara compiacenza volesse vendicarsi del rì ... spetto che s'era imposta da se medesima sino allora per tutto quanto. si riferiva all'esercito. j,, ,w,>"""dJ{ [~ Tranne l'lnghilt~ r'a e la Russia, non v'è potenza mili tare. ohe- ,e, lj'l 1: •ri..J..,.,,,,non abbia tra le fue rilemorie di tempi non molto remoti qualchegràn caduta. a, paragone della quale il mal successo delle armi ita-. ~ r... liane nel 1866, militarmente considerato, si riduce alla misura d'una, semplice contrarietà; imputabile' in gran parte alla sorte; ma.quelle1. cadute avvennero in condizioni d'ambiente, cli momento, di situa- -1 ~ione st?ric~ ~~Ilo divers~ d~ quelle, in cui si. trovavano l'H~lia. ed: 11 suo grovanrss1mo esercito m quel! anno scrngur.alo; e qumdde, ·conseguenze morali, per riguardo militare, poJ:erono es.sere relati-. vamente minori ..Jeria, Waterloo, Richmond, Koniggnatz, Sedan,..
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ANNO XXXI, VOI..
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Plevna, hanno ben al~ro signi,ficàto che Custoza ·nella storia militare: pure Custoza pesò sugl i Italiani, maledetto incubo, a dieci doppi del suo valore . Cominciò con quel giot\no un periodo infelicissinìo per lo spiri,to militare in Italia. Venne a predominare I' t~tilitçirismo; bisognava p.ensare alla finwnza che per.icolava,per le pazze spese.d'arme e di guerra .cthe s'e1:ano fobte dal 18ò9 in poi. L' halìa doveva esser Statu civile . per eccelleùza, gareggjare solo cogli altri grandi Stati sul fertilissimo terreno della libertà, deJJa scienza, .della civiltà, del lavoro . ,.L'·età del ferro dov;eva essere ifi,nita per gl' Jtaliani: ottenuto i.I .Veneto, l'Italia e1:a fatta, .poichè a ,Ro,ma, co.pe1:ta dalla bandiera france~e. non si ,doveva andarn per forzQ. cl'.anme ma per sempl ici mezzirno11ali, coll',aìuto del .tempo; !'indi.pendenza nazionale era perfeHamente assicurata; non si.avevano più nemici, tranne il Vaticano che non faceva paura: dunque che bisogno eravi delle arn1i1 - In tal senso fu,guidata I' opfaione pubblica; la parola d'ordine era disarmo. L'erario ,doveva essere,ristaurato a spese dell'esercito e della marina. .Jn brève .tempo si ,venne a chiamare pubblicamente yampiro .l'esercito, perditempo ,gli ufficiali, parassiti i generai i, ,fatica oziosa l'istruzione milita1:e,',toutura la disciplina, ,barbai:ie Ja .milizja. ,Nqn ,bastava scemar l'esercito, ,bisogna .sGioglierlo addirittura, eh' era il modo ,miglìore ,pe1! assjourar la pace; al più al.piJi s>'~tccettava la.nazione armata sull" esempio.della Svizzera .o p.ell','\merica. In Ital.ia la,milizia stabile non,aveva,più .quasi altri fautori p.alesi che.i.qual· .Winai, ..ai quali però ,bastava l'.esetcito piccolo ma-buono; eh!, v!}kva dii·e.una ,spe&ie di grossa g.endanneria sufficiente a -proteggere gli scrigni privati e l'ordine pubblico. In tutti i,pi'ogrammi,poljiici ,ed economici dopo Custoza era compreso iLtema del r·iorclinamento del!'esercito, e bisognava dare a capire che lo s' intendeva sopratutto 1 nel, senso, della spesa minima. La quistione del 1·iordi,,na1rwnto andò molto per Je lunghe; rimase sospesa,parecchi anni.sul capoilell'esercito co.mlél una minaccia, poir~hè si prevedev.a (non senza motìvo ,pr1ma del 1187•1) cbe dov.esse risolversi in senso piuttosto di, ditni.r!,nzio.ne ,che di ,aumeQto dell'. effettiv.o,,di pace e dei,quadri, ,in un,res.trtingi,mento, considerevole ,delle spese militari , ed in prolmngato : ris.tagno dell,'av.anzamen,to: e ,~jrio dallo scorcio. del. 18.@6, ,se n'erano visti i primi saggi. 1
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Per _t.~1tte le c~gioni sop,ra~e~te iJ pr~s~ì$io d~.ll~ mi.~izia, d.ell_a di· ) _,... l ;visa m1lttar~, .d,el g_r~do d utJìc1ale sr,~mo moI~i~sJmo m Italia d.?PO 1 Ja guerra ~el 186,6. La giov~n.tù "91.l!l l~ sp~ll~ ~ m,estiere d~lle ~rmi, le ~cuole mpit.~J;i ebbero un rib~!s?o s~e~sibil.e cli nur1er~ e \ ,qualità J:\elle ami;nissiooi; le ,asp~tta.~ive: aprirRnP a ~arecch i ufficiali /I l~ vi~ a prof.~p.sioni più libE;.r~. P,ìù r.9.T\10~~ ~ ~ i~ I,q,ci:ose. T.r~ ?oloro che rimasero alle ~andiE;re l'~bbap.do,no d~,i cq19.PJ~~1i ~,iù dqylf,io~i I ·Gpiù intraprel)denti prod.us~e piuttopt9 inv,4ia1c~~ di.s~pprova,zjo~~. • I ,e non fu. raro sentir dire: Oh J!Otes~j anpf i9 I... A t~l.e si era git;Wti \ :O(Lo ar;nii app~na dopo Solferino! Ma p1.1r~ le tr,\1ppe resistevano alle · mepe· qei soy,;ertito.ri ,e f~çe,y~po i,l l9ro dovere clegna11i1ei;it,e, P.~zi,W?-t~Jl/-~nte, onqratan1,eqt.~ in ogni occ.a.si91~,e . E sì che in quE;l t~mp.o 1wn furQno lq1;9 .ri~p.~rmi~te I.~ faqche e le provet e fu bene phe co~i
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~' Intanto - però che lo spiri to guerrjero d~l
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1859. s,i estin~q~va p.,el ;p~es~ e languiya ?,~ll'eN~rcit9 , i~ qu.e~to si preparava una tp!~(?fmazione intellettuale e morale, per la cui vi:tù, coll'airto dei ~rapi4i ayv13nimenti del "870, ~?,veva sorgei;~ un µ1,wvo spirito. Una co~i g1:aµcl,e tn:1.sfQ.rmazione· in un tratto qi teinpo r.E;lat\vft.:. mente br!;\V~, fu aiut<t.~a qal coi:ico1·~9 di pare~ch_i.~ COJ\~.izionì favo,'·revoli, quali . l'ir1pulso ~~va opinìonp puJ,blica, la ~ocililà d~u:~,S<lrcito, quella m,~.d.e~i~a prostwzipne de.gli ~nj°:1i sucçedu~a al~a ~rp.va del :I&66, I,~ re~z\?9,e d~ll'~wor Pt;?,p,rio na~iona!e e ~1iptf!,r,e 'G?,~.ti:o qt,eU:inrìliW,ento rpo,~ e~t~\~~?, lp. pre~~nza q~lle ~le fle,f ~~~rcito di rgolp 'M.~ciali a~co,~a giow,n,i p,roie.qitn~.i cl.ai ,vo,1,oq~w\1~1 .{59, g,el 60, del 63, d<ll ,66, c1,w aveval}? gi,à un,~is.cn~J? fo,ndo,dì cp,1.tura_e ~jsposìzio~y allo studip, \~ ~%e(p~,r1d\Wfi?l~, l? sgfrito del,ten;1,po, ,e qui~dì l',\nqiri~?O d!1,tO ~p~~empo)'arw~we,pl~ I)e,l ~ensç st,e~so jll l'01!t'P.SS0 civile, le hlandizie della l\ bert à. e sonra .t' utt,O i '\'1).TI\ri ggi P • u )"" • , ' 'f o' 'l , ,,, ' , .~ 1 ; ~ ', 11) , •• r ~n1 ·r ,co~~jd~revoli di carriera c~e sj prcn"P,ette1,·apo agli ~~u~iosi. I,nfalti u~~ 4el~e p'ri~i:i cur~ qell; A~m.i.nis1\t;~r:~q,n~ ,deHa Guerra , d9po la pace di Viepu;i. d.el 1.86? fp ~) provv~qere c~~ ,quanti m~zzi ,J~ paJ·v~ro _a ciò pi~ .~d~tti, e ,speqialp.;i,ente _çoll'~ttr~ttiv.o sovra,110 dell'in~~res~e p ersqn~Je, ad alzai;e il live.vo ~el['islru.zio,~e cowune e militare q·uan,to più fosse po,~~ibile, e dare più libero sfogo all'ing~gno aUìne.di po~en:ie tran;e ,m.aggipr pro,fil~o. pu dunque isti.t~ita una Scuoi~ dì Guerra, collo scop9 ~on solamente di prepar\lre ~li 0
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ufficiali pel corpo di stato maggiore, ma anche di apparecch iare ed affretlare l'ascensione agli alli gradi ad una numerosa eletta d'ufficiali d'ogn i arm e; scuola e scaln dei futuri generali. Con sideralo il ser:'izio ~pe~!ale ?i sta~o n:1~ggi.ore come il miglior modo di preparaz~one ~1 ~, u. all1 uffici md1tar1 , furono Jargiti particolari vantaggi agli ufficiali d1 quel corpo. Le promozioni degli ufficiali inferiori furon.o subordinale a prova di coltura e capacità mentale mediante e~am1;. q~ell e d~gli uf~ciali superiori rimasero soggette a soli esper1menl1 d, capacità mihlare; finalmente furono pure isti tuiti I:)"'li esami . per Ia promozione a scelta dei capitani al O'rado di maoO'iore. 'f u tto ci_ò era bensì limitalo alle armi di fanteria~ cavalleriat;a la scuÒla d'. gt~er~a _ed il corpo .di stato maggiore erano aperti anche a quelli d a.rt1gl1en a e del gerno, che per quelle vie potevano lanciarsi pur essi su( ca~po dell e altre due armi a corrervi il palio, colla certezza della v1Ltor1 a. Nel tempo stesso si poneva mano ad un abbondante spurgo de i qu adri con criteri nei quali l'istnizione non aveva certamente l'ultim o posto. Kon era sc.nza dubbio in tenzione di chi O'Overnò le cose militari d'Italia in quel tempo che il carattete e i?auitudine 1nilitcire ed i m~riti ~el buon ser vi.z-io dovessero esser posposti, e tanto meno sacr1fical1 , alla semplice ùtruzione. Si voleva un beli~ accordo di Lai' condizioni tutte, e si doveva intendere che l'ul tima non meritava ri~ guardo se andava dis~iunta dalle prime o non bene accompagnata con quelle. :Ma _quand anche fosse slato possibile applicare scrupolosam_enle tale importantissimo pri ncipio in ognuno dei tan ti casi che s1 presenlavano, sarebbe pur sempre rimasla aperta la strada al .malcontento, e in proporzione molto grandi, poiché il van taggio dei meno, quantunque fos se legillimo e giusto, era danno dei pi ù, e dava argomento a confronti, a gelosie e invidie. S'ao-gi unO'a che per c?ns~guenza di quei passaggi ed acceleramenti, di ~utle ~uell e s~orc1ato1~ e sca,'.alcalure, coll'andar del tempo vennero a prodursi di~ugu~glianze di carriera troppo sensibili tra uffici~li d'una stessa e~a ed u~a stessa provenienza, non giustificar.e da una manifesta disuguagl ianza di capacità, cd anche talvolta a rovescio dell'età e d~ll'.an.zia.nità iniziale, se non della capacità, specialmente tra gli ull1c1al1 d1 car1·1·e1·a dell' ar t''o 011·er1·a e del genio, · ne,· quali· I·1struz1one · · . e alta, e quelli che fecero la corsa Jelle p'1·omo.zio1ii per la scuola di
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guerra e pel corpo di stato maggiore. Vi era più del bisogno per mutar l'inchiostro in fiel e in qualche calamaio e far gemere i torchi sul tono di Geremia. Pur non di meno , quella ri forma militare che prese carattere dalla esaltazione dell'istruzione, giudicata nel suo insieme e ne'suoi effetti generali è stata grandemente benefi ca all'e:;ercito italiano. \ Potè sì suscitare malumori e offendere involontariamente, senza alcuna scusa di buon peso , parecchi interessi personal i, ma non sostituì la scienza al carattere, lo studio e lo sgobbo al buon servizio, il libro alla sciabola, come fu dello da taluni. Ne risu ltò un raffinamento d'idee, di maniere, di costumi , per cui l'uffic ialitit italiana venne a stare a pari con quelle delle nazioni pi ù col te e ci,•ili . Di fronte alle persone a modo ed alla gioventù di buona condizione che l'estensione dell'obbligo della milizia a lutti i cittadini d'ogni ordine recava ora alle bandiere, l'autorità del grado venne ad essere aumentata e rafforzata dalla superiorità, anche in fatto di coltura e civiltà, di cui l'inferiore ebbe la certezza ed il Sllperi ore la coscienza. Anche in Italia si vide così come possano andar benissi:no unite la ca1Jalleria e la civiltà. E a.chi dicesse che per quella via 1'iit·ilitar·ismo, negazione della vera vi rtù militare, trovò adito anche nell'esercito, l'Autore di questo Studio fa osservare come esso penetri oggimai dappertutto, superando o rompendo i ripari che si Lenti d'opporgli , dove non trovi la strada falla. Esso era già bene addentro \lnche nella milizia, così in Italia come fuori, assai prima che s'aprissero le gare per lo avanzamento, le quali non lo hanno susr.ilato, ma gli hanno dato un indirizzo ed uno sfogo prqbabilmente più u'tili ed onesti di quelli che avrebbe tentato di procurarsi da sè medesimo. Egli è ricchissimo questo figlio del!' egoismo, mn nessuna etù se lo appropriò .mai come questa. Ma i fattori principali del risorgimento dello spirito mili tare in Italia dopo quell'anno infelice furono la guerra germano-franca del 1 1870 che ruppe il sogno della pace perpetua e rialzò il credito della buona milizia regùlare; e In presa di Roma, piccolo fatto milit.are ma grandissimo avvenimento nazionale, che insegnò agli Italiani l'assurdità del disarmo, anzi la necessità di stare anche essi grossi e pron ti all'armi, se non più per ottenere, almeno per conserva?'.§ e_ tenere il loro po:;to Ira le potenze d'Europa. ~ -
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DELLO SPIRITO MILITARE
, ,i/\1)fii~è tob~.?h ~tl'~}e_par~! s_i_!~~~~·on'~ (rl g~éll' e~:o·~a ~?·~fro l'dperà
del ministro della guerfa, tacciandola d1 serv1lè e ciecà imithìione dèl siste~na prussiano; e tra le altre alcuna molto autorevole. ~fo l'eserf J ,non ~e. ~ ~o~r~; ?al~ ilè. o~~~o. Dopb av'er acéettato ciò éb:e potev ~no ~argh dt meglio, a gmd1z10 della supre'ma aulòrità mi litare i v)'ncito~·i di ,Sèb.asthp'oli S0lfe1·ino, hoh poté~a sdeònarsi se d~va~:ii_ a ,stlidi?r~ altre_mi.~liori' c6se da iini rà're n~1 éKmpo d_ei vinc1tor1 d1 -~adowà e Sedan. Di più l'imitazione non he fu n'è cieca nè s·e r;_ile,, è~ ~\·a d? isa con altre potéhze, le quali non si facevitno scrupo!o d'appròptihsi tiò che Idro 'pal·evtl meolio èlelle istituzioni 0 militati delfa Pr'dssia. A p'o'co a poco,, nìercè di tl'na grande o'pérosila di parecchi a-nni st~di '. fa_t/~~~' e~periihenL,i ,, tras~o1:in:azioni ~ ;f\ vide_.1'esercitoam: p!tato, r1compos10 su nuove basi, bene addestrato alle fozìohi della . guerr~, ~eè~ndo r~ ésigenze d~ll'a:rte oèllica o'dieH1a; rfa!zàto nella pu_bbhc~ ~t1_ma, !?dato dagli il'lraWeri. La vdldta ollicrcreheitit era ormai p'er~eLta'me~te consèguira; etano spdi-fti dalla bnss~ rnilizia crlt ultimi avanzi delle sòldaleschè 'di diversa oÌ·icrine· neò!i alti ()'rand_r o ' ~ . commc1avano a_mischiarsi coi Piethontesi ÌUòlti àlt1:i t'ttficihli èl'o c,ni ~ltr~ . p~rte ~'Italia, bench_è i primi pt evalessero tutiàvìa ai O'tan lunga d1 nJrriero e d'autò'rità (sino al 1876). 'QuiHdi le b:mdiJoni ~ .~ra11 dell'intero ,esercito ·e~·ano b'uòn'e1 La stampa v'olomi~ri h'é le· ·Y~Va à ·cielo le virtù, dic'e°iÙìoJo scuola di pafriotlismb, dÌ carità di .civil~à e fattore 'p'ri& iptlle 'd'ell'irnifa naziohàle: é tutto ciò in ~o\ stanza e'ra ,,é'ro, gd erb I1n'etito decrli nf/ìciali. I ò-icfrnhlfati però J·n< , c.ensavano pi_u part1.c_ola~mente _i ·s~ldati: vecchio ei·.roi·e di sfom'p·a r .., Un m,~mento, tra il 4876 ed 1178, sotto J'ammii1ist1:azlohe del ae-nerale Mezzàcapo '.Luigi, sé'mbrò c'lo\,e~se accad'ere q'ualc11é 1ch-an p;rturba_~enff ', pe_r, ~ui le p~s~_iot i poli!iche e regiona'. Ii pote~ser·o infi.lt~ars1 .~e!l ,~;er~!to ..con qùelie terribili con'seg11~hze chè po'tevano der1;arne. ~ ~n?unz~a~a una vi~lent~ r~a~ione c6ntì-o il piemdntismo, a f;;".ore, .s.1}_1c~va, -~e1 Napolitani in particolare; qualche ·giornale s~aramucc1ava )Il quél . senso e qµal'cun al'tro si facevà irirlhnzi da1 J~tò opposto; _co1:ré\rhno i'nfìnite d'ice"rie; l'esùcilo pe'rò no'n ne fu scosso, Ja, :~!s1iP,lì~a- 'ri,~ a~~ 1i~coluin.e. La ~urrasca re~en"tina non ebbe seolllto. Il piemontensmo era morl'o; nòn 'ne pt·e~e i I l'uocro il ria0 politanismo: l'esercito riìnas'e prettàlnente italiaho .
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È qui ; nzitutto fa notare l'autore dello Studio come i giudizi dicoloro che pretendono applicare a:lle prernnti concli½ioni morali e milita;ri deH' esercito itiliano quegli stessi criteri che potevano sembrare ottimi venti e più anni addietro non possano più essere ragionevolmente accettati per buoni, quantunque siano profer iti con tono autorevole ed incontrino l'approvazione d'una certa parle del pubblico, , comwresi non pocl1i mii il.ari . Quelli che così ragionano, sono per solito ~.,,. veoehi ufficiali, ripugnanti alle' novità, da cui forse ebbero qualche "' punbura, e quindi avversi più o meno al progresso , i quali o non videro i grandi mutamenti che avvennero ed avvengono nell"ambiente sociale e morale in cui l'esercito vive e da cui s'alimenta, o non sanno o non voaliono tenerne conto. Discorrono costoro della milizia d'oggi, 1'l come se si fosse ancora nel 1870, nel 11860, o prima del 4-8, come se nulla fosse avvenuto d'allora in poi, e tutta l'Italia di questi gior"ni fosse tale e quale come il Piemonte d'allora, come se i nuovi obbiettivi e le nuove forme non solo dell'azione militare ma anche della vita nazionale, lo svolgimento cl.ella libertà e della civiltà, l'ob blicro crenerale del servizio mi ~itare, l'accorciamento della ferma, la o è) concorrenza delle, altre professioni, lo spirito di questi lempi, e le stesse nume1·ose, frequenti e forti o:;cillazioni degli ordinamenti militari fossero cose di cosi piccolo momento da non dover produrre consecruenze necessarie di ~(Jrari rilievo, da svanire come nebbia din nanzi ad un cipiglio cli capo.raie. Tale è l'effetto che fanno sullo spirito dell'os:;ervatore coscienzioso certi scritti che ai loro autori ed agli spasimanti della critica severa paiono vangelo. Secondo l'avviso del!' Autore dello scritto che esaminiamo, v'è gran . differenza tra un esercito i cui · ufficiali sono elettori politici e pa- \ 1 recchi seggono in Parlamento ed un al_tro che è a.lia!to estraneo alla J' vita politica; v'è una gran differenza tra un esercito la massa del quale si compone di docili campagnuoli e cli pochi plebei e popolani \ì cli bas6à sfera delle citl-1!,, ed un altro che contiene cittadini d'ogni J ordine e d'oani oricrine, avvezzi fin dall'infanzia o dall'adolescenza ad una granò') libertr di pensiero, di parola, di opere_e cli costumi, trascorrente in molti sino alla piu sfrenata licenza, in. un tempo in cui la reJicrione della famiaJia e di Dio è in gran ribasso. Nè si poso o \, sono mettere precisamente alla pari le milizie rtlativamenle cCJlle d'un paese in cui si può liberamente stampare tutto ciò che passa J
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pel capo, in qualunque momenL'o, anche in materie di miÌizie e di discipli~a, senza alcun riguardo ali' effetto che può produrre, oppure con deliberato proposito dissolvente, e le truppe di uno Stato ove la stampa sia tenuta a freno , o molto più riguardosa, e tanto più le , rozze soldatesche che non leggono. . ,,,, . Per quanto concerne particolarmente l'ufficialità, la differenza ~ del pas~ato ~on è I?inore. Gli istituti d'educazione non hanno più, da mol_t1an111_ o:m~1, quella potenza d'attrazione ch'ebbero un tempo sulla ,g1ove?tu italiana. Intanto il numero degli ufficiali o.ccorrenti per ! e~erc!to è 11:o!to aumentato, e si è dovuto creare, e non per capriccio d un mrn,stro della guerra, una nuova classe d'ufficiali. di carattere eventuale e temporaneo. Pure mercè l'opera concord;, delle s~uole e_ dei_ corpi, e col benedeuo aiuto del tempo e della vita, an~h: in .Italia s1 f~nno buoni ufficiali. L'ufficiale d'oggi, più colto e c1v!le d1 quello .d un. tempo, non è più quel saldatone (troupier) ~he faceva fìla1·e I suoi sottoposti più spesso e volentieri colle cattive che colle buo~e; e non lo è riù poichè non deve e non può esserlo; sa an~l~e _Jm coma?dare e sa farsi obbedire e rispettare, .n~a la sua autonta s1 fonda piuttosto sulla persuasione, sul sentimento del ~overe e sulla stima, che sulla propria ruvidezza e sul timore altrui. Può e deve. essere allento e severo, ma non deve e non può esser crudo e maligno. Punisce sì, ma sa che la buona di::\ciplina con~ente e raccomanda altri mezzi d'educazione e ?"overno, oltre il castigo. Disgraziatamente - per ragion militare - tra que;;ti ufficiali d'oggi, più colti e ci vili, e per conseguenza anche più costumati abb.ond~ la procliv!Là al matrimonio . Non solo ufficiali superiori ~ cap1Lam, ma tenenti e sottotenenti sono facilmente presi dalla febbre di diventar mariti e padri. li peggio si è che le ricchezze ahimè! non abbondano oggi nella milizia e che non è sempre facile metter d_'accordo l'amore e la dote. Se si volesse scorgere in ciò una piaga, s1 sarebbe forse troppo severi'? - Anche questo è un portato dei tempi. Tornando alla stampa libera, chi ha coo~izionedi ciò che avviene in Italia non può ignorare che v'è una sta;pa d'opposizione militare (~~e si dice indipendente) accanto ad una stampa d'opposizione poIttica che tratta pure delle faccende militari, ambo combattenti contro la stampa officiale od officiosa.
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Or bene; da molto tempo diversi giornali italiani si credono in dovere o si dilettano di dipingere coi colori più foschi le condizioni dell'esercito italiano, e più specialmente le sue condizioni morali e disciplinari, dicendo che v'è grande scontentezza e ~conforto tr~ gli ufficiali e gran rilasciamento nella disciplina, adducendone a prova, oltre certi fatti che sempre avvennero in ogni esercito, in ogni tempo, e che forse rimasero .i~norati perchè la milizia li taceva, o il mondo non se ne curava, o la stampa non l' imbandiva alla pubblica curiosità, anche la frequenza crescente dei suicidi.di militar i, gli omicidi ,consumati o tentati da inferiori contro superiori, e taluni atti di selvaaoio e morboso furore commessi da soldati contro loro compagni .e ;;periori. Dopo di averne seriamente ricercato le cagioni, dimenticando, a quanto pare, che fatti consimili, ed anche molto più orr.endi si lerrnono tra. le memorie di tempi in cui le milizie andavan ,come orologi per la virtù del piombo e della forca, alcune ne accen · nano come le micidiali armi a tiro rapido, l'obbligo generale della milizia, la breve ferma, il carattere più risentito della gioventù odierna, specie in talune classi di ci ttadini, quello riottoso e violento d'alcunì popoli d'Italia, il miscuglio d'elementi d'ogni sorta, buoni e cattivi. e persino pessimi, sottò le stesse bandiere, la classe di punizione in seno ai reggimenti, la molle disciplina ...... ma sopra tutto (dicono così penne cui non si possono negare gli epiteti di dotte ed autorevoli) la peste degli avanzamenti accelerati, cui s'è già accennato. In tutto ciò v'è senza dubbio un buon fondo di verità, ma v'è anche molla esagerazione, e peggio che esagerazione nell'ultima delle ragioni oradette. Siano saggi critici di lodatori del passato, o geremiadi di falsoveggenti dall'occhio bovino o di spirit.i torbid!, o siano sfoghi d'animi offesi, tali scritti, che di tratto in tra!J,.9_.s.Ldil~ ~puscoli o libellii.,iionfondouo in ~~rn~i ~.ra~cor! ~~<;j~r.L ~ll'interesse ~~~le .çl.(}Jl.~~t,çj!p,,l}..,.dfil R.~ ~ . cos1cche lacil~ nte { escono dai conlìn~ J ~o..,.dcl.gm~t,Q . Possono essere dettati colle mialiori intenzioni , collo scopo di rilevare difetti d '.organismo ed inf:rmità latenti sotto il manto di piombo doraLo della disciplina mi· litare, ma in sostanza fanno più male che bene, appunto perchè vanno fuori di misura, s'inveleniscono e spandono mali umori; quindi non conferiscono certamente a coll.ivare il buono spirito della milizia. Per fortuna però g!i effetti perniciosi che potrebbero ~ascerne sono raffrenati dalla disciplinatezza ed abnegazione dell'ufficialità. '
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Nello scorso anno qualèhe cosa fù fatta a scopo di scemare la l)revaleriia ch'era stata data ali' isfruiione nell'avanzamento p·e r con ... sidehtzioni che nello spazio di b'en diciassette anni erano venute diminµendo di valore, dato pure che non fosse stato attribuito loro un valore ecèessivo sin dall'inizio, e tahtb più in seguito. Ciò noil valse ancora a contehlare tlittì, perchè l'avanzamento a séelta non era abolitò affatto, alinèno pel tempo di pace,' e più perchè le vec"' chie ferite non erano sana.Le, ed ormai non possono più esserlo. Ma in conclusione l'inquietezza degli a11imi, là smania del meglio materializzala, !'insofferenza tlei freni, l'abuso della rngione, il mal'uso delie armi contro di sè e.contfo gli altri, il malcontento, il biasiln~ continuo, tutte verità, ~no segni cl'l!!!ermiHinon militare, ~ : è . s ono del Lutto cose nuove, proprìe'a~i~ Se oggi hegli esei'citi spiccarto più che in passato, ciò del'iva dall'èssere oggi la milizia più irnmedesiinal.a colla società. Sin da quando la milizia divenne professione, e sino a tàn to che lo sarà, le quistioni d'interesse personale morale e rnatèi·iale (avanzamento, stipendio, compensi, oneri, diritti, privilegi) furono e saranno uh gran Lema di p·ensieri e qi discorsi pei mili tari. Oggi lo spìi·ito del teìnpo spinse innanzi quelle di queste qhistioni che hanno
!~'·t, l~nayotta.ta pec~niar_ia. . ~1:iste qùel_lo es~tcilo nel!' anim~ del .q.ual~
I ,i queste avessero 11 primato sopl'a gli altri elemert11 tnor~1 è militari { ..
· che concorrono a co·stituirne il principio vitale ed il carattere I Ih cu~ la, vir~ù .mil_itai:·e fosse com~isurate alla p.agal Tale non è davvero I esercito italiano. Anche m esso, come in qualunque altro, le quistioni pecuniarie sono tenute in molto conto, perchè, come già: fu detto, la ricchezza noil vi abbonda, ed ha non poco valore morale una soluzione più omeno pronta e più o meno benigna che accresca o diminuisca all'ufficiale i mezzi di sostenefo con decoro il suo l')orado ' provvedere ai bisogni della famiglia, godere d'una modesta . agiatezia, almeno almeno sfuggire alle strette dell;inopia; ma le consi.:. derazioni di personale interesse spariscono dinanzi a ·quei sentimenti d'onore e dovere di clii non si fa pompa, che sono i Penati dell'esercito. S'ebbero prove abbastanza numerose· di clisinteressateiia, unita non di rado ad un nobile spirito di sacrifizio è di carità; e s'é ne hànno pure di perdurante prevalenza assoluta dei generosi cupidicrie sentimenti cavallereschi sulle vol<rari . o o in cui vediamo ocrnor o e,-
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più imbragarsi il mondo civile, nei duell i, che si dicono è sono uha piaga soèiare, ina in taluni paesi é in ce1:ti clari inom'.èriti sono piaga benefica. , > I.o spirito dell'ese1:~ito ital'.ano s'. ~1~str~ ._qù~,1è ègli.è, v~lé ~..d,i1~e- --;:::::::-. fresco, giovanile, ardito, schiettamente militare, non mfet~o cli ~ .et~ cantilismo, fuornen to delle spedizioni d'Africa , quando credev~s1 che Je truppe manciate nì,i,I Mar Rosso dovess'éro prendei· pa'rte àlla. 6uerra del Sudan, o per alti-a viii. addentra1:si _n'el co1Ùinéòtè M,:i~ano. Si sa con qiial fervor~ s;dffrisse'fo gli tiffici ali e còme fossé~oinvidiati gli sr,e\ti . La torrida Africa 'può fafff·eddar·e quéi bollòH; sta però il fallo ché l'idea della possibi lilit d'una guerra, ,fors~ no~, i.'reve ' certaménle peridJiosa, 'faticosa, penosa, bastò a. tar drvamu o paFe di siibilo 1iell'èserc_ito, in ineizo ~d ~~.a calm:i. _stagn~~~~· ?h.e sembra'va già di venuta apatia, / ma g~n.YJµ!!Ea d'ol ~·-~~.s~_1:;!.to ~'.~ liLai·e, promehentjs$imo, s·e non gli venga meno quella preziosa virtu1 che vuolsi negare (a torlo, è da spe1·à1·si) agli 'odi'érni popol i d'oH bine latina, la perseveranza. . ~ 0 Basta per ora che sia diinostr'a.to l'errore di chi potè credere che· 1 lo sconfoho lo sceùieismo avessero aissangt1ato l'èsercilo italiano, i . . _,I spécialm'ente l'ufficialità. La cahna è tornala; l'llfficial'e itàliahò, seì·io e. modestò, studia,. lavora faticà. La ane'fra lo tr'ove·rebbé pfonto. No'n si déve desidera'r l;, ma nép'ptlrè témei·la: e 'i i può 'dii·e ;;;;;_ se h'a dà venire, vénga p'ure. ) · S'erio e modesto è I' u'fficiale italiano. ·~ Ahèhe tròppo I dice· , qualche strinièro, voleh'do fòrs~.di~~. eh~ qu.e~,c'Òhtèg?·~ _i·~~ess·o dà a supporre umili spiriti. ___: Quel c·ontegno ·e quale s add1ce ad un esercito cri'ovine 'elfo rion llà àncora un bel pàfrim'onio di gloria, alla-. milizia un paese· non solo lihe'r'o, rn'n libe'rale e llemocraLi'co; è quale si conviene a chi sa conte'n'tà'rsi del po·co_ih rifezìo ad il~a s?.:.. cielti·ove prilneggiano que,id he ~~n si ?o?t?nL~~~-d~I ~~lto: o~l 1~· altri 'cermini a chi ha pochi denari m un eta in cui predomina il culto dell'oi·o. ~ . A questo punto l'Autore si domanda che cosa sién? divenuteqlielle· • differenze cli carattere e di spirito 'che già dis'Linguevano l'uno cri·anc1 ti . 1 ) ' cl'all"altrO i pop'oli 'd'llalia. fo ve'ntisei anni si doveva far mollo cam: mi'no. Infatti il livellamento, merc:è 'della unità di Stato, della comu-
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.nanza delle leggi, delle facili comunicazioni, delle scuole, della milizia .sopratut.lo, ha progredito assai. Quelle differenze s' incontrano ancora mollo sensi bili soltanto in qualche remota parte, specie nelle mon.tagne; sono scemate tra i campagnoli, molto più nelle ci t.tit; nell'er-sercito sono quasi affatto sparite. V'è sì tultora qualche resto delle ,diversità originali , e trapela di quando in quando ; ma sul tutto è di) steso uno strato già denso d' uniforme spirito militare, che non è precisamente quello stesso dell'esercito piemontese del , 859, ma da \· quello molto ritrae. L'esercito italiano preso in massa ha qu ella me· . desima serietà e modestia che venne nota ta negli ufficiali (quantunque {--sia, come quasi tutti gli altri d'Europa, un esercito di giovaneLLi) ed ·una gran docilitit. Quando si venga a. separare, come si desidera e .,.come s'è già comincialo app unto ora, i pochi cattivi dai mol tissimi .buoni, non vi sara più motivo di dubitare dell'esallezza di quel gin~dizio che gli ufficiali danno dei loro soldati dicendo che sono bu'oni e bra·v-i ragazzi da farne tutto quello che si vuole. Dunque, nonostante le molte vicende perturbatrici dal 1859 in poi, nonostante i diciannove cambiament i di Ministero in ventisei :-anni (di cui tredici dopo il ·1866), nei quali le considerazioni d'inte·resse militare non ebbero alcuna parte, e nonostante l'opera tutt'altro --che benefica d'una stampa la quale, con diversi intendimenti, sparge "la fiducia ed allizza il malcontento,~p.iciw..mrn tare itiJ,iano,i.è format.o..nell'es~~o, ed è quello che ragionevolmente si può pre·:tendere di meglio nelle condizioni di origine, d'evoluzione e d'am.biente in cui si trova J' e:;ercilo italiano. Lasciate da parte le esage•.razioni e le parzialità d'ogni colore, guardando le cose come veramente sono e ragionando con animo tranquillo, si può dire, senza ,.peccare di soverchio ollimismo, che l'Itali a ha un buon ordinamento mili tare, ben corrispondente alle condizioni sue, ben precisato er,on__gegnato, il cui svil uppo - che non fu rapidissimo - potrà ·esser compiuto tra non mol to, in guisa da contentare chi non s'infa tui in ideali di sublime perfezione; che in materia di forni menti da guerra <l'indispensabile v'è già, o poco vi manca, e del necessario v'è anche molto, e pel resto si va innanzi con passo sicuro q~antunqiie assai lento; che l'eserci to italiano può stare insomma ogg i a paragone di , qual unque altro in fa tto d'istruzione e disciplina. Sono cose che hanno , gran portala morale, fa ttori di molla vaglia tra quell i che concorrono 1
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a costituire il buono spirito militare. Se non che, n~l trallare del!~ spirito d'un esercito si farebbe discorso monco_ed_ oz10so se, dopo di aver esaminato gli el~menti diversi che contnbm_rono a cr~rlo, oificarlo e le sue manifestazioni nell o stato d, calma, s, trascu mo d ' .. d I rasse di considerarlo in rela:t.ione allo scopo sommo cui 1~ten e a ·1· ·a recrolare vale a dire alle due condizioni e!;senzialiss1me della IDI IZI o > • f · 'l b JI sicurezza e della combattività. Che cosa ~arr~b~ero 1~ alll '. e O· aspetlo, ·1a buona di sciplina appa'.·~~le, gli ot~1m1 forn~men_ll. materiali, il perfetto ordinamento, l'ab d1tà manovnera'. se I eset cito_ non fosse adoperabile in ogni momento e senza alcun tnnore contro 1!!:..._ miei dello Stato, sia estern i, sia interni1 . . ) La milizia odierna nei paesi ciYili è permeabile ~opramodo .a~l,1 ·!Ilfl USSI· socia · 1·I. Intanto società , mentre . nell'attuale ( . . si .cura assai p1u . ~ che in passatolo sviluppo delle facoltà intellett_u~lt e fis1?h~ nella g:osi rammolliscono, i sentimenti s1matenahzzano, l e' I· costumi· ,' entU, · . . • · · a· . goismo cresce, l'idea del pericolo, del. d1sag10, d~1 pat1 men:1, '. v1~ne \ sempre p1·ù od·1osa . Intan to le armi s"no - pure, divenute m1c1d ial1. , e; · più sciolto il modo di combattere. Intanto, d al~ra parl8,, le soc1et.a sette che mirano a sconvolgere lo Stato e la società, sco1 gendo n~lla 0 milizia stabile il maggior ostacolo ai loro disegni, s'adoper~no a~ mfiltrarsi coi loro affigliati e colle loro stampe; e per ciò si -~tudia~o d'impadronirsi dei giovinetti che non fur~no ancora soldall e lo diverranno, scrutano le milizie e cercano d1 trar profitt~ del m~lcon.tento e d'ocrni altro malo umore che possano scorgervi o s~s?1tarv1 . Queste cond izioni sono oggi comuni a tutti i paes i della c1:1l e El'.; . ropa. Che cosa si vuol preparare? sbaragli? fughe? pronunciam~nt! · aperte ribellioni ? .. .. Non si saprebbe di~e, se al p u~to cui s è giunti, siano già così grandi le speranze dei sov,·ert1Lon come lo· sono per fermo i desideri. , . Contro i pericoli che possono derivare da t_al_e stato d1.~ose, po1chè la libertà certamente non li comballe, e la cm le educ~z1one n~n ha· nte a scon"iltrarli la milizia ha due soli schermi,. ma va1ore su rfi1c1e o , . . poderosi e molto efficaci se bene usa.ti, cioè_la vi~m~,~_l!_d1sc1_~, ~ che si ri ass umono in un solo d1?endo i ~ Quad1 I . "rossi e buoni vnol dire in qualunque lmgua militare emopea, anche 0 · .. avei· truppe alle a• rern:tere alla prova det ocr<r1• , e p1u CI18 ·Il1 passato < , ,. "" • • • • f;;co, della strage, per lunghe ore, atte agli assalti v1goros1 ed rn- ·
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O.ELLO ~P IRITO MI LITARE
sis_ten~j~ !lrll.e d,if~s~ P,,e,rti,wci., ali.e 1:itjra~e in bgon 9,rdj~e. al~e riprese oflenme, e p,ersmo ~ q1.ml ve,cch10 r9-,1raco/o (jel :n13ce1:e una batta~_l ia ~o.po_~v.er~e p~i_'d,~ta, lJ,n'aJf.ra; ayer .trupfW ina~c.e~.si~ili alle "arti dei neri e qe1 l',9.Sfl: Ali qppog o quagr.i de,9,oli, d,i n,u1~ero 9 .di qQaHtà, o di nu,r,mro. e qq~Jità, al frior4.o d'gggi ~ig~ ifi~a peggio ch,e ,ll).ilizì~ inutile, ~ignifica im1nenso pericolo. Non lo si i()'nora in nes1., rr1 , , r> • . . -s~no eserçito, lo ~anno benis,sim.o i gov,erni: l'ftaJ_ia 11.çn°fa eccezi,on,~, · ·s'i,nte~de. Non è quin,~.i in g9:.qµa r~,i il dire cl~~ anc,1~.e in Itali~ tra c9· •l,qro che pensano .qualçh,e volta ~} futuro, # cre~990 possib,ili tnl;tavia gq~rre e sconvolg')me,i:i,ti, sia co1.niHe la p~rsu~~iope che qeb,·basi fare tult.o il possib ile per _aver qua.q.r,i n_9m.ero~i ,e sicl),ri, .sP,~. c.i_\llQ,ien~e in fatto d'ufQpi,alit~L .N,e verrebb_e di c_9ns,eg1uenza il cercar d1 procur~re con ogn i cura di r:ei;i~er sara ai ~radui;tti la prçifessiq,ne -delle arffi:1, .e mantener:n.e )I l~str9 ~gli occhi ~i tt\l~i. La Prn,~:5ia ha mostra_.~9 qu~}i siapq i ~e~z.i più effi,c!lci P,er a,s~i:·curare lq soli9,ità di que~ta ~jlizia .9,~j_yr,oa a compag:ine più i~w,';\gn<,>s(l che robt~s~a, che sr chiam{l- 'Y},,azio'l},.e çi,n1i1a~a,, e per pre,p\lrar:e m91·~lmen(e la vit~qrja. So,I).,9 io_so.~,(11nfa g11,ei m,e.~e,simi eh.e lp_tti gi.i ~Sil(tt1 a ~ase moi;rnrct1.ica e.d ~ri$to.cra~ic~ vs?:r.oqp in passato, cioè man~e~e,re il pri_m_a(o ~Ila m,i,I,izia stigl,i a.Jtri orgé}ni s_~at,al i, e coltivare u,n. forte sp,ll'lto ~1 c.a,sl?, n.(,l,Ia _uf(i~i,ali~z,. N,on _s9,n_o quindi ap,ì:Pl,icab.ili il, q~Jll,unqHe alt1;0 StfltO. ciy1(le 1) quésti tempi.~~ dov~ si,gnoregg(a la demv,cra,~ia si richie,cl,e in-y;~ce nei quadri .dell'ese,rcito :un_ ~ran _fo,ndo_ d! ,Patr!O ltism.o e d'a~ne~azione . ,Ivi l'av,:ersio,iw ~I 11i,1ltt_ansmo s1 rivela lfi tutto_, e c_ome ciò pQssa giovare all'incre1,men.~o dellp spirito ;~iliLare ~.o,n è chi noi veda, traQ~e coloro che "n_9n h~,1~0 ide,a della ess,~ma e del valo.re di quello spirito. V'è ·in,.fani un.a qo,ttrjna economic9.-politico-soq(ale eh.e si potrebbe fonm{1 lare c.osì ; il dùanno è lo stato normale; si aqna al rµ q~~ntp cl_el biso_g?o;_ l't'ffi~iale P:e.nde e l(l._sci11 .\O sp_irito c.he si conviiµ.1e pile !\l'f\J.I ins1~p\e colla sciarpa. Idee ~olto antic.li1 e ,ri.spne ~i terppi no:.·sl ri. Si ~\1 c.he gli .~tati deinp.cratjci :rµqderpi ~u.Ua piµ· Àesi1~rano che l'abolizi<,>ne d.~llfl gµerra e qQÌAdi della n1i!izia; ed avrebbero . perfe,ttament.e!~<:1gioue se,pqtes,~ero meu_ersi d'accordo.tra Jorp e colle ( ~~tr;~ P?,tente ll i e.ara.t~ere di ;'e~~o. ~arà quistione ~f:i tempo, co~e s! \ ··~ice, .s190 ad ora pero i\-lar~e e v1 vo, e no,n sembra d1sppsto a lasc1ars1 , dar lo sfrat.~o. Lit "_.e~chia ~I,iµerva q~ll;olivo in Jpqno e le armi in, dosso conserva LuUora intero il suo secolare valore simbolico . )
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1N ITALIA
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· Un'a!Lra utilissima lezione ha pur data la Prussia agli imitatori dei suoi ordinamenti militari, ed è questa che , vista necessaria o conveniente la guerra, non basta esservi preparati, ma bisogna anche com'inciar be.'1.,e. Si adaL.t_a a pennello aUa guerra odierna la celebre sentenza: Chi ben comincia è alla metà dell'opra. Per conseguenza delle condizioni presenti deJI' arJ~ del preparare la guerra, con gli attuali eserciti, con gli attuali ordini politici, con l'attuale te_mperatura morale, col-presente stato sociale, i primi alti guerreschi h~n.no un rrran valore risolutivo. Si direbbe quasi che il momento dec1s1vo siasi avanzato dalla fine allo inizio della guerra. Necessarissimi elementi di buon successo sono pur anco l'iniziativa, entro limiti ragionevoli, e I' acco1·do che richiedono stima e .fiducia reciproca n.ei capi, oltre la discipl_i1,1a .e l!i d~.v.oz.ione; virtù tutte cbe vogliono essere colti.vate con amore sin dal tempo di pace. Le occasioni s'offrono frequenti. , Di tutto ciò non è da dubitarsi siano persuasi gli ufficiali italiani. Lo s'insecina nelle scuole; lo si pratica con andamento progressivo nelle tr1,1;pe. •Non si hann.o, a dir vero, ~none e ~?piose tra~izioni di ()'uerra. su tale propos,ito; bensì da talu01 esempi m contrario senso, ;~nera,lrµe,n.t~ noti, si trova argoll).e,nto ,a retti giudizi. Imparar dagli fr ror,i non è c~t.tiva. scu9la. . . . . P,~r ,t;Jl.tim.o I' j\.utor~ de,llo Studio ~be }J,a.m yel).1~.t1 9,Jil ~IJI n~.PJ.logando, ,inves~g~ , u:;i,li sjano 19:gg_i l'opi~ion,e ed 1~ ,.~.m t,r,wen,to d~I !paese ,ierso esercito in Ilq_lia; .e~ in Il),ezzo :alle ~1.\l ,OPPPJ,\e maJ?~. festazioni, .a seconda dell.e persone~ dei n:i.ome.ot1, n,e ,tr11,e ~a çol)vinzione che l'opinione ,'lìm:a -del paese.possa esprimersi ,con queste poche parole: l'Italia ha,buo1ia stima del suo ese,rcito; e ?be il sentimento pubbl ico, se si fosse alla vigilia d'una guerra, s1 potrebbe tradurre· così: l'Italia ha fiducia nel suo ese1·i;ito. ·· 1')
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299 quella campagna , più che al diminuito valore intrinseco di essa, è da ascriversi al difettoso impiego tattico che ne fecero:i:Russi, ai quali si possono rimproverare i medesimi errori commessi dagli artiglieri francesi nella guerra del 187b, durante la quale l'artiglieria germanica invece, quantunque di molto inferiore a quella russa, raccolse splendidi allori per aver seguito strettamente nel suo impiego le norme tattiche che l'ammaestramento della guerra del •I866 le avev;i suggerito e che erano state seguite sempre ndle manovre di pace da tutti i comandirnti di riparti a11o scopo di metterle poi in pratic;i alla guerra. È per aver trascurata l'applicazione di quelle norme che i Russi non riescirono ad assicurarsi i vantaggi raccolti invece dai tedeschi . ·Questo risulterà dalla na1a·azione fatta da uno dei ' loro stessi ufficiali, la quale riporteremo per intero, non solo per di· mostrare la verità di questa asserzione, ma come modello del genere. Ad eccezione dell'attacco di •Nicopoli, eseguito il '15 di luglio del 1-817, le -nor.me tattiche che debbono·formare la base dell'impiego dell'artiglieria, durante la massima parte della campagna furono, tanto sul teatro d'Asia che su quello d'Europa, trascurate dai comandanti russi e non fu che verso il termine della guerra che questi s'avvidero degli errori commessi e cercarono di por.vi riparo. Gli esempi che seguono possono servire a dimostrarlo. La 1battaglia di Zewin in Asia combattuta il 2·5 giugno ,,1 877 può essere citata fra quelle in cui si palesò la difettosa condotta e l'insuf!iciente istruzione tattica di quest'arma. · • Il generale Loris •Melikoff avanzando da Kars con ,1•6 battaglioni di fanteria, 152 cannoni ed al!Juanta cavalleria trovò Mukhtàr·Pascià forte· mente trincerato sopra una posizione al suo fianco destro vicino al villa$iOdi ,Zewin con 2&. battaglioni e 2 batterie ('12 cannoni) opportunamente disposte in modo da battere tutti gli approcci. •La chiave della po· sizione ,turca era sopra un altipiano addossato ad un'alta montagna in modo che non poteva e$Sere girata ed era solo attaccabile di fronte, perCUi, se-vi era caso in cui ·dovevasi preparare l'attacco della fanteria con un,fuoco ben nutrito di artiglieria è sopraffare la scarsa artiglieri;i turca con un tiro di tutti i suoi pezzi, era certamente questo. •Che cosa fa invecn il comandante russo-'?·Comincia col dividere la sua artiglieria montata fra.- le tre colonne ·d'attacco e manda le due b;itterie a cavallo, che avrebbero potuto tanto giovargli , ad eseguire insieme colla cavalleria un lunghissimo movimento aggirante di 32 km. talchè esse non possono prender parte all'azione. Di più l'artiglieria delle tre colonne d'attacco, non essendo guidata concorrentemente ed avendo anzi ognuna di esse avute istruzioni di agire indipendentemente l'una dall'altra, apre il RIVISTA ESTE)\A
RIVISTA ESTERA
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RUSSIA.
L'ARTIGLIERIA DA CAMPO NELLA GUERRA DEL !877-78·.
Gli scarsi risultati e la scarsa influenza che ebbe l'artiglieri·a da camp-0, russa nelle azioni militari svolte durante la campagna del 1877-·1878 spensero nell'animo di molti un poco di quella fiducia e di quella consi• derazione che quest'arma si era pel passato acquistata sui campi di battaglia più gloriosi, talchè da alcuni non si peritò di asserire che essa aveva perduto molto della sua efficacia di fronte a quella acquistata dal fucile. Dimenticando gli splendidi allori conquistati con tanto va.tare econ tanta intelligenza dall'artiglieria germanica nella campagna contro la Francia e volendo solo tener conto dello scacco subito sotto Plevna e in. Asia dall'artiglieria russa; molti scrittori, senza investigarne le cagioni, sollevarono un coro di voci contro la moderna artiglieria, cercando di stre-. rlitarne il valore. V'ha infatti chi disse essere l'efficacia dei moderni cannoni grandemente esagerata; l'effetto materiale della granata piccolissimo e quello morale, sopra una buona truppa, trascurabile; nelle campagne napoleoniche. j risultati' ottenuti dall'artiglieria d'allora essere stati di gran lung;i supe· riori a quelli dell'attuale; malgrado i numerosi perfezionamenti introdott.ivi; l'effetto del tiro di fu ci leria superiore a quello ottenuto col cannone, e perfino che le bocche da fuoco ad anima liscia erano da preferfrsi a, queJle rigate. . . Dappoichè tali erronei apprezzamenti ebbero origine dalla guerra russoturca, non sarà difficile dimostrare che la deficienza dell' a-rtiglieria in, (I
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ESTERA
RIVISTA
fuoco successivamente, contro obbiettivi diversi e da posizioni troppo distanti che non abb:mdona per p<1recchie ore, cu i le batterie turche Ùon stimano neanche necessario il rispondere inducendo così in errore il comandante rnsso, il quale credendo di averle col suo ti ro annientate, ordina l'attacco alla fanteria e quesÌa per tre volte ritorna all'assalto e per tre volte viene respinta da un tiro violentissimo di fucileria e d'artiglieria , lasciando il terreno coperto di morti e di feriti. Lo stesso errore nell' impiego dell'artiglieria per l'attacco di posizioni fortificirtè noi lo vediamo dai Russi ripetuto durante il primo periodo della campagna ; noi vediamo cioè, l'artiglieria prendere sempre una nuova posizione lontana e qui fermarsi d,urante l'intero comb11ttimento e sprecare ie sue mnnizioni)n un tiro inefficace; la fanteria ricevern l'ordine dell'attacco prima che l'artiglieria glie ne abbia preparata ]a via ; le batterie clisseminil te invece che tenute insieme riunite, e ritrarsi per tema di perdere i pezzi nei momenti clecisìvi della battagli.i, e non è che più tardi che i comandanti incominciano ad avvedersi quanti sanguinosi sacri!ìcii costi questa tattica difettosa. In fatti il medesimo generale che comandava a Zewin seglle alla batt.:i: glia cli Olild_ja-Degh un indirizzo ben differente e non procede all'attacco cli Aulia- Tepeh, centro e ch iave del la posizione russa finchè non ha. riu, nit.e 67 bocche da fuoco le quali avanzatesi a ,1600 met.ri circa per tre ore di seguito eseguiscono tiri a shrn pnel , infrangono lil resistenza del nem ico e preparano l'assalto ai graniltieri , i quali facilmente conquista no allora le opere del nem ico seminate già dei cadaveri dei loro difensori. Il tiro dell'artiglieria era stato così efficace che i suoi risultati vennero così ri feriti da un t.cstimonio oculare: « Lungo i pa\·apett.i ed il ciglio dei fossi file interminabili di Turchi giacevano al suolo orribilmente sfigurati dalle schegge e dalJe pallottole degli shrnpnel; alcuni erano letteralmente ridotti a pezzi; l'interno dell'opera poi era coperto cli frammenti di granata, e di pallottole degli shrapnel ». i\iuckhtar Pacha <;tesso dopo quella battaglia, che fu per i Turchi ciò che era stato Sedan pei Francesi, assicurò che i Russi dovevano al J'uocè) dell'artiglieria la presa di quella posizione. Ma più che da esempii staccati potrà il lettore formarsi un'idea del modo con cui fu impiegilta l'artiglieria russa, leggendo la bella narrazione, che come abbiamo detto, uno dei loro ufficiali il ca pitano Politowski, fa delle vicissi tudin i cui andò soggetta la sua batteria in quella campagna. Questa narrazione hil un carattere eminentemente pratico; in essa l'autore, invece di estendersi a consider~re l'insieme delle operazioni eseguite
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dalla sua arma in generale, si li mita a descrivere i minuti particolari ed avvenimenti dei qua li egli fu o attore od anche semplice spettatore, annotando con di ligente cura gli incidenti che avvennero nella sua batteria ed in quelle cui si trovò vicino snl campo di battaglia per tra1:ne poi delle utili deduzioni da poter servire in avvenire. La lettura di questo Diario oltre di chiarire i principii che reggevano l'impiego dell' artigl ieri a russa, pot.rà anche fa r nascere nella mente di, molti ufficiali d'artiglieria, che fanno servizio nei reggimenti da campagna, la volontà di imitarlo quando se ne presenterà l'occasioue, motivo per cui crediamo ntile di riprodurlo senza privarlo della forma semplice e piana datale dall'autore. Senza entrare in lnnghe discussioni sui vantaggi o svantaggi dei nostri cannoni da campagna (è l'autore clte scrive) il mio scopo nello scrivere qnesto Diario èdi raccontare quei fatti che possono servire a far conoscere i servizi resi dal la nostra artigli.eria in cert.i determinati casi nonchè quelli che ossn avrebbe potuto prestare. Quantunque io non esponga che. In .mia personale opinione, pure sarò gratissimo a quei miei colleghi o ad altre persone, che vorranno aiutarmi dei loro con$igli o correggere le mie osservazioni. Io chiedo questo nell'interesse generale dell'arma d'artiglieriil . . Gli eventi che, io raccon to sono tratti eia un libro di memorie fotto nei momenti cli tregua, qualche volta dur:rnteil combat.timento, qualche volta dopo, qtrnndo però ernno ancor vive nella mia mente le impressioni lasciatemi da esso. Gu11rdando ogni cosa dill punto di vista di un artigliere, io descriverò rapidamente le azioni a cui io presi purte, tanto nel conrnndo di una batteria, che di una mezza batteria, come cli una sezione. Siami prima di tn~to permesso di occuparmi del còmpito disimpegnato dall'artiglieria nel passaggio del Danubio il dì 15 cli luglio ,J877. Arrivai col la mia batteria (!~a della 9' brigata) a Zinnikar allo spuntare del giorno, e lasciata la colà, mi diressi al luogo dove era incominciato il combattimento pel passaggio ciel fiume. · Tre. batterie rnsse da 9 libbre erano in posizione sulla riva sinistra, mentre dall'altrà parte vi era una hatteria turca in Sistova ed un pezzo in batteria sul saliente del piccolo forte ~I Nord della ciuà . Questo pezzo tirava in barbetta e foccva fuoco lentamente ma con tiri ben aggiustati, i quali colpivano en tro un piccolo spnzio senza però recar danno ad alcuno dei pontoni che erano pronti pel pa,;saggio ciel fiume. Per controba ttere questo solo pezzo le 3 batterie summenzionate spararono 1500 colpi agranata e a shrapnel da 22.50 metri a 28,1.6 metri ed un'altra batteria che era stata posta pure colà allo stesso scopo, altri 68 colpi. 1
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RIVIS'FA
ESTERA- ,
•Egli è così difficile tli smontaFe un pezzo in barbetta alla distanza di 2.600 metri, éhe•mi sembra ·prèferibile di non consumar.e q·uel numero consi'derevole di· munizioni ·che oecorre per colpirlo. !Può a,vvenire ·che il pezzo venga ·colpito 'da.un•tiro .fortunato ma non si deve fare assegnamento sul caso. Si potrebbe molPstare i serventi, ma per ciè>· fare alla distanza di 2.iOO metri si avrebbe dovuto i-mpiegare shr11pnel con ,spolette a doppia gaJleria. 'È bensì vero che·tmHandosi di tener impegoata·l'artiglieria nemica per distrarla 1dal 1battere ,le truppe che stavano•attra·versantlo il fiume, non si poneva soverchia cura •nell'economizzare ,le munizioni. Abbandono al lettore le consi'dera1,ioni-sulla respon$àbi lità dei nostri artiglieri, se cioè alla scarsa giustezza dei nostri c~nnoni devono attribuirsi i I/Ochi·risultati ott.enuti.r:Egli·è certo però·che·molti•non troppo,addentro nelle questioni tli artiglierìa ,avrebbero •potuto dire che i..noswi , cannoni da 9 erano· poco potenti, poichè'·.41 batterie, forooo incapaci a faf'tacere il fuoco di un sol pezzo nemico, ·m~mre la superiorità del tiro .nemico fn •manifesta per i danni inflitti ai nostri pezzi nei qua li· noi pur avevamo piena fiducia, giustificata sempre· pel passato q,uando erano•stati adoperati da uomini ·capaci ·'di servirsene (1). '.Altre ·due •batterie ohe stavano su'lla sinistra ·neWisola Ada ·furono di grande utilità. Una di esse battè l?opposta•ri'va coni tiri a shrapnels, obbligando la fanteria nemica a ·ritirarsi e, proteggendo il r-eggimento di Wolinski che·l'occupò; l'altra batteria fece ogni suo potere per attirare il fuoco aelle batterie·nemiche e vi riuscì pel'fettamente.1Queste batterie perdettero soltanto un uomo (un medico della fanteria che era venuto come spettatore). Il 25 '¾ iifoi· pròietti· turchi,penetran~o. nella ·melma tlella·riv,a o nell"acq ua noo scoppiMono. Occupiamoci oru ·de'lllauacco•di ·Jeni-'Saara. ''Una, còlonna composta di·cinque-battaglionitdei ·r.eggimenti 'di fanteria di Sjevski e Eleneki, dueLbimerie '(.i-" e 6a della19• brigata) ed lf2 squa0
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(l) Ciò offre occasione di rammentare quello che occorse in varie circostanze duranlè l'ultimo ,periorlo della guerra Canlista. Nelle. linee.d~S. Sebastiano i Car!isti avevano disposti in Arrat0 $ain due,cannoni.\la 7 cm. in una batt~ria blin<!ata e cpn essi m"1!11C,$(avano corit.inuamente S. Sebastiano con tiri che sembravano ben diretti avuto riguardo all'immenso bersaglio clte· presentava loro la città.•Eraassolutamente necessario•di smontare ·r1uesti pozzi, ,ma le,clifficpltà che si ebbero a ,s11perare per•raggiungere, questo scopo furono. grandissime; basti il dire che un cannone d'acciaio da i5 cm. e 4 di bronzo da . lO cm. posti a circa i800 metri dalla batteria Carlisla riuscirono solo dopo molto tempo , a farne tacere uno. ,,Jn cambio.la batteria .Carlista cli Antonenca ,Mlllata. con due cannoni da.9 ,cm. fu completamente distrutta da pochi colpi sparati .dal cannone cl';1cciaio da :15 cm. posto da 720 a 8:10 metri da quella batteria.
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drone d,i cosacchi, tutti sotto il-coma,ndo1del,generale Borejpki lasciarono Chanjk-rjJil ,47 luslio a mezzogiorno, passarono la n·otte a,Ji.ocha dopo di averfatto35km ,, attr.aversaronoi,p'ie'coliBafoani il 18, ed arrivarono alla eelebto Rosenthal (v·alle delle rose )1 che si, estende.dal nor.d,v,erso la città d1 Ieni-Saarà. 'Femendo d'incontrare in qpestù punto il ·nemi·co,. furono , oucupate le posizioni atte a sostenere un combattimento d'artiglier.ia, allo scopo di darr terapo,alle altre,.due colonne di arfrva,re, una delle quali era composto· di .,i, battaglioni di ,cacciatori, che sotto il generale Gourko stava auaccando il·uemieo dal dato nord~est,e 1:a.Jtra· di , ca,v,allerJa sotto il comando· del granduca,Leuchtenberg, la, quaJe· do.vov:I" attaccare da nord·. Erano le 8·an~im ,, il cielo sere ho f3 Fatmosfera tranquilla-, un velo di nebbia: azzurrognola disteso sulla città permetteva, di distio&uere difficilmente gli, edifizi anche coll'aiuto del cannocahi,,le. Ernvamo a circa 5300 metr.i dalla citlà in· formaz.iooe.di combattimento,. te due batterie spiegate sotto l'ordine di un ufficiale. Le'truppe seguita,vano ad ,wanzare poichè noo, scorgevasi daHa città, partire 11Pssun segno di vita; sia•perchè tutti dormivano, sia perchè il nemico non vi si trovavo. La città era posta in una va lle, il 1.erreno circostante quasi piano, il 1 pendio dolce e i campi incolti. Sospettammo che iJ.neinioo potesse trovarsi nella stazione della ferrovia nascosta alla nostra vista dall'altra parte deJla. oittà. Dopo essersi avanwti per un ch ilometro circa la batteria si fer.mò e. lanciò uoa granata sulla,città coll'alzo corrispondente a 3200 metti. Come si era previsto·il colpo fu corto. Il nemico non ci attendeva, nè·aveva po..., tuto osservare la nostra marcia; 111111 linea di cacciatori ci precedeva e tutti1 gli, ordini er.ano pr.esi per il combattimeoto;. però sarebbe · stato meglio ohe· l'artigl,ieri:r,si ,fosse s~retta dS. p;ù, int0rno :rlla dttà . Rimettemmo gli av,antreni e rionthtuammo ad avanz.are. Gran·deattività SOl'se allora n'ella, città e- le· batte11ie· acceler.arono il passo. Ecco il primo colpo·di cannone nemico; il, proietto passa:molto alto sopra le nostre teste e va a cadere all'altezza, della•2a linea .dei carri di.\ munizione. Dalla nuova posizione tirll'mmo coll'ahwdi 3200 metri contro il· punto d'onde era partito il primo colpo nemico;. la, gtall'ata· scoppiò. con~ro un, edifhdo posto immediatamente· dietro alla b'atte11ia· nemica:, la quale,dopo 5 spari cessò il fuoco e si ritirò, il che ci, permise di ap~rossimarci magg.iormente alla, città.. · Ali' est di,questa ved~mmo al lor.a distintamente uoa· ventina da cavalier:i,, e·nel lo stesso momento elevar.si, una colonna di fumo in, quella di:. rezione•ehe,svela'Va, la presenza di uoa· ba'tteria tu!lca di· •l~ pezzi· la qu:ile 1
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diresse una prima salve contro le nostre riserve ed il grosso della colonna che stava continuando la sua mnrcia in avanti; al terzo sparo il proietto cadde in mezzo ad un battaglione del reggimen to di Eleuki, ferendo il maggiore e parecchi soldati; il sussegnente nel centro della.\.• balleria che aprì tosto il fuoco e attirò sopra se stessa quello del nemico il quale era di lancio e diretto contro Ja no:;tra batteria sul punto d'onde s'i nnalzava il fumo del cannoùe. · I proietti del nemico passavano .il disopra di noi e cadevano in vicinanza ciel la batteria senza produrre verun danno, ecceu.o uno che cadde fra il 3° e 4° pezzo ed un altro che ferì mortalmente un conducente. I nostri tiri non furono più fortunati nè meglio diretti. Forse qualcuno potrà nttribuire ciò allo stnto d'1mimo dei nostri soldati; essi però si cond ussero bene avuto riguardo che per molti era questo il 1n-ùno battesimo 'del fuoco . Tutti adempierono con 1;alma le loro funzioni come se fos~ero alla manovra , e si può dire che nessuna truppa 11vrebbe dimostra to una maggior presenza di spirito. Il poco effetto dei nostri tiri può attribuirsi a circostanze locali come quelle delle alte erbe e delle messi non ancora falcin1e le quali impedivano l'osser1•azione dei colpi. La batteria nemica, come vedemmo dopo, era posi~ in una depressione di terreno, e non poteva essere distinta; fra essa e noi nessun oggetto visibile ci offriva un punto di mir:i sul quale potere dirigere il puo1:imento e correggerlo; per uhi mo essa si trovav11 al di là della distanza utile per tiro a shrapnel. Tutte le nostre granale scoppiarono ma potemmo in seguito constatnre che il danno da esse proclollo era stato insignifi cante e sproporzionato al loro numero. · Nel frattempo la nostra ali\ sinistra si avvicina,1a alla cittit sotto rrli ordini del tenente colonnello Skugarevski, dirigendosi contro ia batteria nemica di fesa da un vivo fuoco di fucileri a. La 6' batteria posta su lla sinistra della 4' copriva questo movimento io avanti, dirigendo il suo fuoco sulla ci u..ì. e vicinanze. La colonna riuscì a compiere il suo movimento e 111 batteria nemica fn obbligata a rimettere gli avantreni . Allora le nostre batterie fecero un movimento in avanti, la 4" in d.ije riprese, di 320 metri, la 6' in una sola ripresa di 6.i-0, e l'ala sinistra del tenente colonnello Skugarevski si lanciò contro la città e dopo un breve assalto riesci a sloggiarne i Turchi . Alle 42 le bauerie furono informate che i Turchi stavano concen t.rnndosi nella stazioue della ferrovia al lato sud della ci ttà. La 4' batteria rimise gli ayantreni ed al piccolo 1rotto obliquò a sinistra per circa 850 metri in un punto favorevole d'onde si poteva distinguere Ja rstazione, gl i
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edifizi circostanti e le truppe turche; di là aprì il fuoco ùalln distanz11 di ·H 5·0 a 1280 metri. Gli effetti dei colpi furono. facilmente visibili, grnie alle locali circostanze di terreno, e. noi potemmo perciò osservare i colpi lunghi e corti e gli intervalli di scoppio degli shrapnel per cui coutinn.immo il 1iro con questo proietto. Al terzo sparo vedemmo sorgere dalla stazione una colonna di fumo, la quale anelò mano mano :mmentando, causata dal probabile incendio della legna e del carbone che era stato colà depositato in gr.imle rruautità. Il nemico non tardò ad abbandona re la posizione e si ril'ugiò dietro ai carri ed al terrapieno della ferrovia, d'onde continuò a faro un fuoco di fucileria ben nutrito. Siccome le pa llottole nemiche venivano a colpire la batteria, .ci decidemmo a dirigere un tiro a shrapoel contro i carri, il qu11le riesci soddisfaconti~simo. La rettifi c:,zione col tiro a granata si eseguì assai fac ilmente e con prontezza e nessu110 sb~gli o fn commesso dai serventi incaricati di graduare la spoleua . Gli uffici.ili a,·evano posta molta attenzione nell'esecuzione del tiro; dopo ogn i colpo la bocca da fuoco veniva subito puntata appeo:i rimessn in batteria, senz11 allenderc la carica, il che permetteva al serven te inc:.iricato della grad uazione della spoletta rii eseguire cruesta operazione con calrn.:i, appcua il proietto giungeva a Ila hocc.i da fuoco. Questo procedimento non ò n~golamentare, pure è vantaggioso poichè rinsci sempre bene e non occorse mai di ri fa re il puntamento una voha che la carica era introdotta nel pezzo. Noi ci prefiggemmo sempre di ottenere un intervallo di scoppio piccolissimo, e l'elfelto del tiro fu cosi prouto che alla terza salva non udimmo più fischiare nessuna pa llottola. · Durante qnesto tempo l' incendio della stazione aveva preso delle proporzioni considerevoli e divampnva eia tutti i fabbri cati circo~tanti. , Il nemico cercò di for sortire una batteria dalla destra della stazione, ma questo tentativo gli costò due pezzi gi:icchè la no:;tra 6• batteria gli uccise tutti i cavalli e una parte dei serventi. Questo fatto ci diede la convinzioue, non essere possibile rimanere sotto il fuoco d'una baucl'ia che tira a shrapnel, e questa prima prova fotta sul campo di bauagli:i ebbe un'influenza molt-0 fo vorevole sui combattimenti che susseguirono. Quantunque noi ci trovas<simo a buona portata dal fucile nemico, questo non ci cagionò letteralmente alcuna perdita e ciò che ci avvantaggiò moltissimo fu il non aver snpnto l1t fanteria nem ica approfittare del momento nel quale noi prendevamo posizione. L'ottimo effetto dei nostri proietti aveva prodotto sui serventi una viva
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impressiqne che si manifestava· dall'allegr.ia dei loro volti, e.d una pietia confidenza nei loro cannoni . ' Vicino a 'ciascun pezzo si· erà posto uno shrapnel preparato per ogni occorrenza; ed intanto si continlla'va a tir3re a grailat.a contro·i carri, nella supposizione che i Turchi vi avessero collocato molto materiale. Era d'altra parte vantaggioso l'incendiare questi carri poichè essi facevano·ostacoloal puntamento nello stesso tempo chij essi servivano di riparo al nemico. A' p.rrecchi·metri indietro i Turchi avevano inalzato una piccola·opera di fortificazione passeggera della quàle noi non·ci eravamo accorti, ma· scherata come eta dai éarri della ferrovia. Quest'opera, quantunque non interamente finita:,,aveva però un profilo ass~i considerevole da dar luogo a due linee di fuoco di fanteria. Quando essa fu smascherata, e noi potemmo distinguerla, ci accorgemmo che i nostri proieui avevano attraversato i vagoni, erano scoppiati all'altezza del parapetto ed avevano cagionato guasti considerevoli. Alla seconda salva la nostra batteria dovette cessare il fuoco poichè l'incendio da una parte e il fuoco dei nostri pezzi•dall'altra, produssero una nube tale di fumo che c'impedì di vedere ciò che succedeva dalla parte della stazione. Sul dinanzi e un poco•a destra si sentiva un vivo fuoco di fucileria in· terrotto solo da c1ualche salva, mentre sulla sinistra i nostri pei:zi si avanzavano sempre verso la ferrovia. Non vi è momento più terribile per i cannonieri di quello quando si sente gridare: noi tiriamo sulle nostré truppe! Queste parole paralizzarono completamente l'energia degli uomi11i e distrussero quella buona' impressione cagionata da un tiro ben regolato. Gli ufficiali indignafrcontr'o chi le aveva pronunziate, cercaronb di reagil'e più: volte contro questo malaugurato effetto per ristabilire la calma negli spiriti·, ma-ciò non impedì che il fuoco venissé parecchie volte inter.rotto. Per quanta attenzione e cura si ponga nel seguire le fasi del combatti-' mento per evitare simili ed altri contrattempi, pure non sempre yj si riesce, il che può arrecare·conseguenze assai funeste e paralizzare completaménte l'azione del fuoco nelle occasiorli più·favorevoli. È ciò che poteva arri'l,~re nel caso attuale: · Sarebbe stato molto utile che la catena dei cacciatori fossé•in relazione colle batterie per avvertirle del risultato· dei colpi. L'osservazione dei punti di caduta e degli effetti-prodotti è indispensabile, sia per règolare il tiro, sia per dirigére i· colpi sul tale o tal punto in cui l'effetto sr.rebbe maggiore, sia infine, ciò che è di somma in'lportanza, per evitare gli sbagli del' generé di que)lo di cui abbiamo or ora fatto cenno, che agiscon'O così
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sfavorevolmente sullo spirito· delle trwppe ·collocate avaht'i,,,non che degli uomini della batteria. Fortunatamente noi ci eravamo ingannati a·crederè·che til'a1amo sui nostri~ u·n•aiutante di cani po venne ad, in'formarèi del luogo• dove si erir collocll'to· il rremico e-a, pregil'rci anzi·di appogg-iare cofrfuoco Fattacco eh~ la fanteria si preparava a dare all'opera di fortificazione. Nor potemmo comprendere allòra 1 ciò ché av,veniva;, e lanciammo ·una·· sa'lvti' di· granate: sui carri· e una· di shrapnels un po' più in dietro punta ndo·negl1 intervalli delle vetturè; utlirnmo tostoun gigantesco urrah dalla ,~· compagnia del reggimento·Sjewki seguito da a:ltro, mandato dal·· Fintero ·1• hattllglione e vedemmo· subito dopo-là nostra fanteria precipitarsi colla· baionetta in canna contro i carri. La-ba'ttéria1cessò il fuoco, si riformò e si portò innanzci al gr.an trotto· . attraverso ai campi. Avevamo parecchi fossi da attraversarè', i I quarto · era: pieno;_d1acqua e·vi si era' gitiato un ponte di fascine; ma·if'c'assone'del 30 pezzo s'affondò e vi rimase impigliino, arrestando per tàl modo•i 5 pezzi oh'ei 10· se:Qu·ivano. Lasciai' il conrnndo•di•tutto'ciò<c'hérimaneva indietro ali capitano Tischiuski e'mi portai al galoppo·coi•primi 3 pezzi verso il terra-'. pieno della via ferrata, aprendo immediatamente il ftioco con uno shrapnel sui fuggiaschi nemici. Si pu6 trovare strano che mi sia sen'ito'di un tal proietta e·non•di 1 ùna• granata ordinaria. Avrei voluto far diversamente, ma vi fui forzato d:rciò che il primo pezzo era-ancora èaricata· a shrapnel dall'ultima posiziòne presa; e non è cosa fa'cile, dopo di aver· eS'eguito un tiro, di 11iti1'are d'a-f...:•. l'anima di· un pezzo unir carièa giil introdotta. Non fui poco sorpreso nel vedere che il perèussore delhnpòletta non aiveva· rotto il traver.,irro di· sicurezza malgrado gli urti fortissimi ricevuti• nel l)assa·OvO 'oio dei fossi suìnmen,tionati e i10 acquistnto perciò la convin..:· zione che questi urti non erano stati così dannosi come io avrei supposto. Nello stesso modo dopo il combattimento di Dzuranli che racconterò' in· seguito, noi abbiamo varcato i piccoli Balcani al passo difficilissimo di D'alboka, èoi' pezzi, caricati a shrapnel senza che· le spine siensi rotte. Il·2° e :3° fleizo•tira-rono suhito·a granata. Mentre la fant'er.ia dava l'assaHo, i battaglioni·cli cacciatori attac,·aronoi l'ala sinistra dei Turchi, ed un plotonè di' cirvalleria· (:aricò·~· fondo quelli elle cercavànu Ib:salvezza· io· una disordinata• fuga. Jn, tal modo ebbe termine questo •primo combattimento élie lasciò così buòn·a· ìrn pres:fione ne!Fartig.lieri"<I comC'nAlle altre truppe e mi compiaccio: di 1ipetere che Feffetto· prodotto fu veramente felice, avtito' rig.udrdo·che gli uomini· si' rrova·vano· per la· prima volta al fuoco. 1
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Farò qui qualche osservazione sul cannocchiale di cui sono forniti gh ufficiali d'artiglieria da campagna . · ' I regolamenti sull'ordinamento dell'artiglieria prescrivono che ogni sezione sia fornita di uu binoccolo e quelli di Madnaj et Ci non sono cattivi, quantunque non possano scomporsi e ricomporsi come sarebbe necessario. Infatti essi subiscono coll'uso delle alterazioni che li rendono quasi inutili. L'oggettivo è reso acromatico dalla sopra posizione di due lenti riunite col mezzo di colla di pesce, che per effetto dell'umidità si ·altera e produce delle macchie gialle che offuscano le imag;ni. Soventi queste imagini sono doppie quando gli assi ottici si sono spostati al seguito di uu urto, d'una compressione o cl' un maneggio un pò brusco. Sarebbe pure desiderabile che il diam etro dell'oculare fosse un poco aumentato. Si avrebbe anche bisogno assoluto nelle batterie di un cannocchiale a ingrandimento impiantato sopra un trepiede leggero e comodo da trasportarsi sopra la pedana d' un cassone o sopra altre vetture. È sperabile che questi progressi saranno fra breve realizzati e che no·n avranno più a lamentarsi della ìnsufficiente potenza dei nostri strumenti ottici . li combattimento di Jeni-Saara che era incominciato a 8 ore ij2 del mattino terminò a 2 ore doµo mezzogiorno con una piena disfatta dei Turchi. Le batterie si erano poste in prossimità del ruscello ed avevano alle spalle, alla distanza di circa ,IQOO m., la città, l'opera di fortificazione, la stazione ed i carri. llfentrc che le truppe prendevano alcuni momenti di riposo ci fu comunicato l'ordine di portarci due leghe più irnwozi nella direzione di Karabunar ove il nemico si concentrava in grandi forze per arrestare il corpo del duca di Lenchtemberg. Ci aspettavamo qttindi di · dover combattere nello stesso giorno o l'indomani contro forze nemiche superiori. Con questa previsione, i pezzi, dei quali alcuni erano leggermente impiomba ti furono lavati e ripuliti con cura; si cont11rouo e verificarono le munizioni ed il risultato di questa visita fo che nel combatfanento. pre-cedente 11.1 i;iostra batteria aveva consumato per pezzo ·1O. granate orili'narie e 20 shrapnel cioè in tutto :ilii-0 colpi . . Appena che il tiro è rettificato, esso generalmente tende a farsi rapido e se per di più. si acquista la convinzione che è anche efficace allora si è involontariamente tratti ad·accelerarlò ancora di più, -la quale precipitazione è bia~imevole benchè sia difficile di evitarla.sulle prime; il tempo e , l'esperienza solo possono insegnare a far economia deile munizioni.
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Siccome eravamo completamente isolat.i, l'economia di venne presto una necessità non sapendo se e dove e quando avremmo potuto rifornirci. Il rapporto fra il numero degli shrapnel e quello delle granate sparate fu rli .i;,i • li mio avviso, che i susseguenti combattimenti confennnrono, è che nell'approvvigionamento in munizioni delle hatt~rie da c~mpngna la proporzione fra le due specie cli proietti non dovrebbe scostarsi eia questa, sopratutto dopo l'adozione degli shrnpnel 5 diaframma e le spolette a lunga durata. Durante il rir,oso della batteria , ir.i posi in cammino malgrado la fa tica per visitare il cnmpo di battaglia, non per semplice curiosità ma per esaminare J' effetto dei nostri proietti. La stazione ere quasi tutta distrutta. Cento mila cartucce erano state sparate in un'ora come se una brigat::i di mitragliatrici avesse fatto fu~co: I carri erano CO$i crivellati da non most.rare che l'ossatura, alcum d1 essi, più. vicini alla $lazionc erano bruciati e, a giudicarlo dagl~ sc_op~i ~ · crepitio uditi durante l'incendio, parecchi dovevano esfere s_tat1 p1en~ d1 munizioni . Non cercherò a dii)ingere l'effetto che fece sopra d1 me la vista dei morti e dei feriti; qnella impressione sarù sempre presente alla mia memoria. Il ma<rniot' numero dei mani e fe riti si trovava dietro ai c~rri e t'>O nell'opera fortificata dove il terreno era coperto tli cada veri 01-r1"b"1Jmente mutilati. . Fra i carri e l'opera di fortificazione io trovai un pezzo di rotaia di circa 1 piede di lunghezza. La rottura era antica, e non cre?o _che un~ granata da 4- libbre abbia potuto st.accare quel pezzo. [ soldati d1 fanteria ancora tntti sconcertati credevano non pertanto la cosa certa e confesso che non tentai dissuaderli. · È sempre bene e sovente utilissimo il cercare rii conoscere l'opinione semplice e qualche volta giud iziosa del ~oldato sulla con~otta ~e(le truppe che sono sta te impegnate in un combattunento e sutto gli ordini del lor_o capo.'Più tardi il racconto dei diversi epi,,odii della campag_na prende 11 carattere della leggenda, ma. al momentc,, quando l'impressione è ancor viva ed il sentimento esaltato, quest,i racconti assumono un colorito e quel che è più una verità straordinaria. Mentre io camminavo lungo la linea dei carri sentìi far l'elogio dell'arti,,lieria da solclati di fanteria- che stavano avanti di me, e non si erano a~corti della mia presenza e non potei a meno di non sorridere di compiace~za. Fino al combattimento di Jen i-Saara, l'artiglieria era stata per la fanteria un vero fardello. Ciascun di noi lo sentiva perfettamente e ci foc;eva veramente pena il
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vedere quei poveri fantaccini estenuati di fatica venire in aiuto dei nostri cavalli· per trascinare i pezzi e qualche volta,fa rne le veci quando ciò era necessario. Ma che farci? bisognava tirHe, ,e tutti facevano sforzi sovrumani pensando probabilmente che verrebhe il tempo in cui i loro sforzi sarebbero compensati. La loro previsione si era realizzata,. e le speranze della·fonteria non erano rimaste fru strate. Il 18 luglio mentre ancora ·tutto il villaggio ·era in fiamme,. a 4, ore t/2. dopo mezzogiorno, la colonna lasciò Jeni-Saara e s'incamminò verso ovest sulla grande strada di Karabounar a Eski-Saara,. dove giunse verso le 9 di sera. La colonna si accampò in vicinanza di quel villaggio sopra_un cam po dove le colture non erano ancora state ra-ccolte e il giorno 19 a q,-ore del mattino si rimise in marcia u·ella medesima direzione del,groruo antecedente. . ,Credo indispensabile. di dare qui un' idea della fo rma del terreno circostante e del suo aspetto generale. La strada da Karabounar a Eski-Saara si stende dall'est all'ovest parallelamente alle creste dei piccoli, BaJcani. I colli di queste montagne sono posti a 2·0 3 chilomen·i al nord della strada, essi sono in parte coperti di boschi e in parte di vigne e giardini. Fra il piede delle colline e la :;trada si trovano dei campi di grano di biada,, di orzo, di mais, di cui urrn parte era già stata mietnta ed il rimanente ancora in pianta; qu3 e là dei,vigneti e delle macchie di altezz-a variabile. Al sud della strnda si stende la va llata- della Maritza coperta di campi separ:iti gli uni dagli altri da t{ttalche striscia di bosoaglia e di pictoli boschi. A qualche chilometro da Karabounar e sulle strade che p'ercorri)V'amo si trovava un bosco molto folto che cominciava quasi dalla strada. Verso il sud,, esso di veniva più rado e meno alto. Al nord fra il bosco e la montagna, si vedevano delle vigne,-· dei campi e qualche alber.o isolato. Il pendio era verso sud. 1a no:.tr.a colonna aveva dovuto prolungare l'alt di cui abbiamo pHlato più sopra Ììno all'arri vo della ,t • brigata di cacciatori che veniva da Jeni-Saara. Appena riuniti ci rimettemmo in marcia ed, alle 8 udi~mo davanti a noi un v·ivacissimo cannoneggiamento. Noi eravamo ancora a 5 o 6 chilometri dal gran. bosco sul margine nor.d-est e da questo noi scorgevamo il fumo dei 4, pezzi nemici cui ri-spondeviino a sh rapnel, da una distanza di ,t 900 a 2000 metri, due pezzi della nostra artiglieria a cavallo. Gli shrapnel però scopp.iavano troppo alti senza col pire 1 Tu rchi e i nostr.i soldati seg.uivano questo combattimento· con un'attenzione rnolto
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viva esprimen'do tutti insieme il loro contento ogni volta che vedevano tirare uno dei pezzi della nostra sezione a cavallo. 'Il tiro di questi era però mdlto lento e tutto d'un tratto cessò. 'Perchè dunque i nostri cannoni cessano cli tir.are? esclamarono i nostri soldati con rammarico. ·Ciò avveniva probabilmente perchè la sezione a cavallo aveva rimesso gli avantreni. ·Ma 5·minuti ·dopo_noi scorgevamo ~ncora il' fumo 'dei nostri pezzi e questa vol ta i proietti scoppiavano ad altezza giusta; ciò ·che riempi di gioia i nostri soldati. !Erano appunto'le 8 a'llorchè noi d.ill'ordine di rnarcia fummo disposti nella formazione 'di combattimento. •La mia 'batteria camminava :i Ila sinistra 'della strada e si diresse a sud-ovest vei·so un piccolo boschetto lontano 2000 m.etti circa dal punto d'onde '.si vedeva il fumo de i pezzi turehi. 'Essa ricevettC'l'ordi~e di oltrepassare questo boschetto e di cercare una posizione d'onde si potessero vedere bene i pezzi nemici. 'Era egli nece:;;sario di oltrepassare quel bosco? A me sembrava proprio di no;·e parmi che si avrebbe'clovuto fare questa riflessione prima di darne l'ordine. Ad ogni modo la batteria si avanzò al passo nella direzione indicata. Un u(ficiale che pas~ò per di là fece osservare 1:he sarebb~ stato im· possibile alla batteria di attraversare il bosco, al di là del quale non vi era nessuna posizione favorevole. -Non rimaneva quindi che di ritornare indietro; si lambì il margine del bosco e si venne a prP,n'cler posizione a un chilometro innanzi in un campo appena mietuto e sparso di covoni Mnrnucch i:1ti.·1futto intorno alla batteria il terreno era coperto da campi di -granturco e ·da erbe alte in modo che non si scoro-eva al disopra di esse che·11 contorno •del gran ·bosco -a metà I) • àltezza 'delle piante . . •Sia che, il nemico non avesse veduto quel nostro ·movimento, sia che la1 forma stessa del terreno gli avesse -imped·ito di tirar-e, noi-non fummo, ~durante quella ·marcia, colpìti ,da nessun ·proietto. Quando la ' batteria 'fu in posizione, ci accorgemmo che da essa il campo di tiro era molto limitato. :Forse si poteva •battere il -margine·del bosco--nella direzione del ·fumo dei colpi nemici, ma ad una distanz·a di circa 2000 metri e sopra quel teneno cosi rotto l'osservazione dei colpi sarebbe stata· molto dubbjosa e 1diffi cile e {!Uindi il•tiro poco efficace. Si fecero allora avanzare i pezzi di 100 metri ()bliquaudo a sin istra e dalla nuova posizione si cominciò un· tiro· a gran:ita. Il nemico rispose tosto e ·sul13i sua ala :destra due·nuove nubi :di fomo·apparvero. 'l colpi che ci erano diretti erano un po' lunghi e venivano a -raggrupparsi a 'destra della batteria. 1
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Finchè fummo su questa posizione, il Liro dell'artiglieria turca sui nostri pezzi fu quasi inefficace; il che può concepir~i facilmente. 'lnfo tti, malgrado che i nostri proietti fossero;d'un calibro maggiore di quello dei Ture bi, epp('rciò di una efficacia di scoppio superiore, pure era difficile rosservazionc dei risultati del tiro; difficoltà che doveva essere (lncora più grande pel ne111ico i cui proietti arrivando sotto un angolo di caduta considerevole, s'interravano nel suolo e scoppi:mdovi non producev1mo quasi nessuna nube di fu mo che potesse servirgli di indizio. Sopra un terreno scoperto quantunque a gnmde distanza, i Turchi tiravano invece molto bene e rapidamente; infatti un gruppo di cavalieri formato dal generale Gou rko col suo stato rnaggiore, passando a cavallo sulla strada a 3 o /~ ch ilometri da l nemico, mancò poco non fosse colpito da due proietti di cui uno riesci corto di 50 a 60 metri e h ltro lungo della stess11 quc1ntità. In queslo frattempo noi scorgemmo avanti, un po' sulla sinistr,1, una colonna di cavalleria nemica, il che determinò la batteria 11 mettersi in guardia; tanto più che non si vedeva la fanteria che doveva sostenerci e che il nostro fronte si trovava a porta ta del fuoco di fucileria nemica. La cavalleria turca s'avanrnva verso il nostro fianco sinistro, e dopo di aver tirato qu11lche granata, fu comandato il fuoc·o a mitraglia per la 2• mezza batteria. Si stava eseguendo puntnalmentequest'ordine quando la ,1a mezza batteria ricevette uno shrapnel che scoppiò a bu0na altezza ma dietro di noi. I ca val ieri nemici $i ::iv:mzavano sempre, ma la nostra bc1tteria li ricevette con un un fuoco così vivo che li forzò a ritornare indietro cd a rifugiarsi nel bosco. Questa apparizione della cavalleria aveva sconcertato la calma che i nostri serventi avevano fino allora conservata . Si poteva in fatti temere che ad ogni istante un nuovo attacco spuntasse da una direzione qualunque, ciò che impediva alla nostra batteria di impegnare un combattimento con quella! dell'avversario. Di piu noi ignoravamo da qual parte la fanteria nemica potesse tirare contro noi; e la batteria sentiva tutta l'incertezza della sna posizione. Dopo aver scorto il fumo dei crmnoni nern.ici pa$sare dalla nostra ala sinistra all'ala destra; dopo aver sopportato il fuoco délla fanteria, respinto l'attacco della c11valleria, pensammo che noi dovevamo trovarci al centro della posizione c1ttaccata dal nemico . · Giudicando possibile un nuovo c1ttacco della cavalleria, 111 nostra batteri11 eseguì un cambiamento di fronte, ripiegando l'ala sinistra. A questo momento il generale Gourko informò il colonnello Wulfen che la nostra b11tteria res.tava senza sostegno; per il che questi prese prontamente le miIl
sure necessarie affinchè noi fossimo fuori di pericolo. La batteria rimise gli avantreni e si portò annti al trotto. La sparizione del nostro sostegno si spiegò quando seppimo che la fanteria aveva circondato il piccolo bosco dal lato sinistro, mentre noi ave- · vamo 1a·mbito il lato destro per abbreviare il cammino. Ciò infatti ci condusse a prender posizione prima dell'arrivo della fanteria. I1 nuovo punto occupato era più vantaggioso del precedente perchè da · esso si scopriva tutto il nH1rgine del gran bosco a lmona distanza per colpirlo col ti ro a shrapnel. Innm1Zi a noi e $Ulla destra noi scorgevamo una fontana con uno spazio vuoto e scoperto al di dietro di essa. In questa direzione noi avevamo un cnmpo di tiro conveniente e ci 11ffrettilmmo di profittarne; tanto più che da questo lato noi vedevamo le nubi di fumo dell'artiglieria nernic11. A destra ed a sinistra invece il terreno era così coperto che, senza essere veduto, il nemico poteva avvicinarsi ?. 150 metri dalla batteria. Un ufficiale d'ordinanza del geuernle· Gourko ci trasmise l'ordine di derigere il fuoco sopra le masse di fan teria che costeggiavano il margine del bosco. La batt~ria, come ho già fo tto osservare. non iscorgev:1 il margine del bosco perchè solo la parte superiore delle piante era scopertc1 e noi non potevano perciò vedere quelle masse di fan teria. Ci portammo allora rapidamente più innanzi verso uòa strada infossata che partendo dalla gran strada di Karabounar ad Eski-Sa11ra, sulla nostra dritta, andava a raggiungere l'ala sinistra del nemico. Era piuttosto un fossato che una strada, present11 ndo una larghezza di ·1,80 a2, ·1 O ed una profondit1t di uu metro circa fra due sponde ripidissime. Cominciammo subito il tiro a shrapnel contro il margine del bosco, ma senza poter giudicare del risultato. . D;1l latu del nemico, due nuovi pezzi si unirono a quelli che tiravano sulla nostra batteria ed il fumo ci permise di contarne otto, e la fanteria · dirigeva pure sul nostro fronte un fuoco ben nutrito. I nostri conducenti misero p'ied a terra per diminuire le dimensioni del bersaglio che offriVa)lo al nemico ed evitare perdite inutil i. A questo punto la 6' batteria spedita dalln riserva prese pogizione da 1050 a ,1300 metri sulla nostrn ala sinistra facendo ~ol nostro un angolo di circa ,100°. Uno shrapnel :;coppiò al disopra di noi, ma non produsse alcun dnnno: il fuoco di fantet'ia invece era così violento che ad ogni istante bisognava far trasportare qua lche cannoniere ferito o morto. L'~lzo e 111 graduazione della spoletta furono diminuiti. Tosto apparirono a 25 passi dal nostro pezzo di sinistra alcuni fantaccini del reggi-
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mento Sjewski. Come erauo .giuuti coJà.? e1:a una catena,? .era il nostro sostegno? noi non l'abbiamo mai saput.o. Dal lato dell'ala destra vi era una debole linea di oacciatori del -reggimento ,Elenchi. 'futto d'un tratto l'artificiere del 4° pezzo che era a cavallo gridò: i Turchi l i Turchi! là -vicino ! e levandosi sulle staffe indicava col dito il campo di grano turco. Il dubbio non era più possibile giacohè a 300 passi noi scorgevamo il fez apparire fra le piante di mais. •Il momento era critico. Comandai tosto tiro a miti·aglia/ ed appena i pezzi fur,mo pronti a fnr fuoco, appena la nostra fanteria ebbe caricate le armi, noi sentimmo fischiare tutto intorno una pioggia di pallottole. 5° pezao, 1° pezzo, 8° pezzo foc comandano tosto i capi sezione e tre dei nostri pezzi •lanciano insieme una saiva : gli altri non tardano _a ripeterne una seconda ed i Turchi sono coperti ,di metraglia. I serventi, senza attendere che i pezzi sieno ricollocati io batteria ricaricano, e malgrado l'nttività febbrile di tutti, sembra che un secolo· sepnri uno dall'altro colpo. Durante questo tempo le palle passavano fischiando intorno a noi colp_e~d? il su_olo, i nostri serventi, i nostri cavalli, i pezzi; il grido dei fenll ai quah ,nessuno focevn più àttenzione era solo coperto dal comando secco di fo?! lo s~repito dei shrapnel che scoppiavano al disopra delle no~tre_ teste,_ 11 fì soh1? delle granate, · il fumo dei nostri pezzi che anneriva 11 viso dei serventi grondanti di sudore, tutto ciò sta ancora davanti a me come u~i quadro -rappresentante la vera -immagine delra guer.rn . Er:i il momento del mnggior sforzo fotto dai Tnrcbi contro il nostro centro; dell'attacco furioso di cui parlò in seguito il lor rapporto ufficiale a proposito di questa giornata. Un ~enso fumo avviluppava la-batteria; le scatole a mitraglia stavano per finire, un momento di gran crisi era vicino . . . . Sulla linea degli avantreni un altro spettacolo serrava il cuore. I cavalli ?ado~a~o ~otto _i colpi nemici; nè un grido, nè un sospiro emettevano questi nobil1animai! sommessi alla volontà dell'uomo. Non si sentiva di t11nto in tanto che qualche esclnmazione a voce bu$sa dei conducenti che si affreuavano a sciogliere le tirelle e sgunrnire i feriti io mezzo a~ n disordine straord~nario. Un conducente il cui cavallo ferito si era piegato su se stesso trascmandolo seco, cercava di svincolarsi .. . ma invano. Erano grida e clamori continui. Uno è ferito, poi un altro, quindi un terzo .. .. ·Fate· avanzare gli uomini delln riserva. Dove sono oJi uomini della riserva? . . . . t> •
Credo che non vi siano più scatole a mitraglia, ... ecco l'ultima .. . Questo ultimo grido ci fece un'impressione terribile. Dopo quei sforzi sovr11mani, la batteria aveva visibilmente perduta una parte delle sue forze; e la tema di vedersi prendern i pezzi passò come un lampo nella mente di ogoul).o di noi. Fa~va d' uopo di un gran sangue freddo e molto impero su se stesso per non perdere la testa in mezzo a quella agitazione; e molto di più ancora per rincorare e rassicurare gl i uomini, render loro la co lma e la presenza di spirito . La 2• mezza batterio ricevette l'ordine di ritirarsi di 100 metri e di aprire immediatamente un fuoco n shrapnel. La 1n mezza 1bntteria che aveva ancora qualche scatola a mi traglia la serbava per il momènto molto prossimo in cui i Turchi si sarebbero precipitati sui nostri pezzi gettando urli feroci . In questo istante apparvero sull'ala destm i nostri cacciatori e mandammo un grido di gioia. L'attacco intrepido del 13° e 1:S0 battaglione della t~· brigata di cncciatori liberò ben tosto la bntteria e decise dell'esito della battaglia. Le due mezze batterie si riunirono allora lnsciando indietro i'J 1- 0 pezzo al qnale non rimaneva più che due cavnlli di cui uno ferito. Un ufficiale il cui cava llo aveva avuto due gravi ferite rimase pure presso il pezzo per assicurarne il trasporto. I colpi di fuci le divennero più rari e in bre, e tempo non si vide più nessun nemico nel c.ampo di grano turco . Noi sentimmo allora un gran hurrah e cessammo il fu oco per non colpire le nostre truppe. Un ufficinle d'ordinnnza arrivando di carriera grida : che cosa è, perchè si cessa il .fuoco ? Quindi un aiutante di campo del comandante dello stato maggiore ordina: Portate la batteria più innanzi, :wnnti, nvauti ! Capitano, disse allora uno degli nrlìci:di comandante di una delle mezze batterie, vuol elfo che io faccia un tempo di gnloppo per riconoscere il terreno? Questa strada incassata c'impedisce di camminare diritto davanti a noi. Vada. In cp1esto mentre una palla colpì il cavallo dell'uffi ciale che stramazzando cadde in avanti. È ella ferito? chiese il capitano - No, io monterò il ca vallo di questo artificiere che è or ora ~coso por offrirmelo e parti al galoppo. Durante il frattempo i cava\Ji furono ripartiti in modo che l•gni pezzo ne avesse ,i. L'ufficiale che aveva riconosciuto il terreno ricomparve e fece un segno della mano. Testa di colonna sinisl1", di trotto. La batterio marciè, un centinaio di metri di fi anco 11lla strada incassata per trovare un passaggio. Noi non erava mo più inc1uietati dai Turç.hi che 1
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erano fllggiti verso il bosco lasciandoci gran cruau tità di pane e d'a !tre provvigioni delle quali noi non potev:nno s0 raziatamento far uso. Il fuoco · di fucileria ora quasi cessato del tutto; la b;tteria s'avanzò Yerso la destra costeggiando il margine del bosco contro cui aveva tirato; e gim~ta al ln grande strada voltò verso ovest nelJa direzione di Ozuranli. Durante questa marcia avemmo l'occasione di convincerci cbe malo rado le condizioni sfavorevoli nelle quali ci eravamo trovati, il nostro ~ro a shrapn~J aveva nvnto dei ri sultati seri i. Noi potevamo giudicRrne da I n umero d1 cada veri d'uomini e di ca valli e dallo stato decrli al bori che erano stati colpili . 1:> La nostra batteria poteva d'altra parto rendersi questa giustizia di ·non aver pcrdnto il coraggio nelJ'attacco imprevisto dei Turchi ma]crrado il fuoco mic_idiale che ad ogn i momento faceva delle vittime e d'ave~ spinto la su~ o ·tlllata resistenza fino al momento in cui il pericolo potè essere scong111rato. Questa condotta fu abbastanz:i meritoria perchè non si debba passare sotto silenzio. ,\!'l'ivati presso Dzuranli prendemmo posizione in previsioue d'un nnovo attacco. N~i ve~l eva1110 il n~inico _in nomi a noi a 3200 metri circo sopra le altnre d Esk1-Saam, e dietro d1 es~o si elevavono denso nuùi di fu mo. E:;1,.i-Saara era circondato dalle Gamme. di qualche artigliere, la maa-O'ior !)rrittata dei nuovi fucili cli f A parere , ·anterm a vrebbc dovuto completamento cambiare la nostro tattica forzo odo l'artigli~ria a comlJ~ ttcre da loutano; e quindi la scatola a mitraglia ~arebbe d1venut'.I un 1sLrumen10 inutile. Si è visto inYece come una batteria da ~ liblJ. abhi~ combattuto durante parecchi miunti a 200 o !300 pns~i contro la fon ter10 nemica, l'rtòbia ten uta a distanza, abbia salvato i suoi pezzi e sia arl'Ì vata, consumaudo quasi tutte le sue scatole a mitraglia, a sostenere la lotto senza troppo gravi perdite. Queste furono di ,13 fra morii e feriti, cioè il 1a p. ¼, o di 25 cavalli , cioè il ;J2 ¾, Q,~e:;~o falto non_potreùbo essere considerato come una eccezione; esso don'il ripresentarsi pur qualche voli.i nella guerra da ca mpagna; e si dovranno sempre attondère casi simili ucllc posizioni difensive. Durante una marcia offensiva al coutrario, si 11vrà meno a temere: poichò generalmente si ammeltc che una· batteria non debba :lViÌ11Zar; - senza clte il terrcuo sia stato riconosciuto. Non potrei direosatta rnente se nel caso riferi to il terreno sia stato riconosciuto prima (ed il tempo nou era mancato por farlo); ciò non pertanto dopo l':izione potei convincermi·, nell 'aurnversare il campo di bat.taglia, che si avrebbe potuto scogl iere, oltre f[l~ell~ da noi presa, un gran numero di posizioni più favorevoli ; ma è d1flìcile, allorchònon si conosco il piano genoraledelcombattimento, v è)
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riconoscere il motivo perchè una ba tteria è stata colloca~a in tale, piuttosto che in ude altra posiziono. Fra I~ condizio.ni alle quali deve soddisfare una buona posizione non ue è indispensabile quella di avere un c:impo di tiro sufficiente. Il tiro contro il lionco nemico non è gi ustilic,,bile fuorc hè noi caso io cui essa non abbia altro obbiettivo davanti a sè o che non possa muoversi dal posto in cui è situata. In un combattimento offensivo (come quello che abbiamo. descritto) mi sembra che non sia indispensabile d'immobilizzare la batteria sopra un punto de1erminato, quando durante il combauimento si offrono nuove posizioni più favorevoli per inquietare il nemico. Una batteria com motte un errore se prende posizione :dio sco po esci usivo di forzare il nemiCIJ a smascherare le sue forze, e pnnla sul fumo dei pezzi nemici senza poter rettificare il tiro. Generalmente si dovrà prendere per sostegno d'una batteria una c;itena di tiratori t hc, grazie agli accidenti del terreno, potrà approssimarsi a 200 o 300 passi dal nemico e slanciarsi su di esso al momento opportuno. Kello stesso modo che l'artiglieria deve evitare di aprire il fuoco a troppo grandi distanze, così non bisogna, a meno di assoluta necessità, avvicinarsi a meno di ,.OO passi dal nemico. Non si saprebbe dare una rogo la genera lo per fissar la distanza all:i qnale si dove prendere posizione, lo circostanze possono essere co~ì vario che i migliori consigli a seguire sono, comi} dice i\L I. Dr11gomirow, quelli del buon senso e dell'esperienza. Dit'Ò ci nalche parola sull' importante f[llestione rlei sostegni dell'artiglieria e comincierò per fa re unn citazione dell':ircidnca Giovanni: • Se il nemico si slancia sull;i batteri:i, questa può contare sul fuoco delle sue armi portatili, dello sue scatole a mitraglia. Essadevc, soè possibile, lanciare le sue truppe di sostegno in modo d11 prendere il nemico di fianco. Se il fuo co è senza effetto, e la batteria è forzata ad abb1mdouare la ,posizione, per non lasci:ire cadere il materiale nelle mani del nemico, bisogna che le truppe di sostegno :;pieghino tutta la loro energia, tutt<> il coraggio di cni sono suscettibili por fare interamente il loro do,,erc, che è quello di coprire il movimento del rimettere l'avantreno e laritirata deJfo batteria. In corti casi dovranno ricevere il nemico alla baionetta, qua!unque sia la forza di quest'ultimo per impec~ire il suo av;inzarsi, oppure dovranno npriro ~udi esso uu ftioco celere. Queste .truppe di sostegno non devono iniziare fa loro ritirata che quando la batteria sia fuori di portata del ftlci lo o coperta da accidenti di terreno. È solo sacrificandosi in modo assoluto che avranno compiuto, il loro dovere ».
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A mio avviso il sostegno di una b,1tteri a deve, durante In marcia, essere posto a vanti alle vetture, in fuori della colonna, .iu sito corrispondente a quello che prenderà nell'ordine di battaglia. _Sul principio dell' azione fi no al termino del combattimento, questo sostegno deve obbedire in tutto al comandantP. della batteria o al suo luogotenente qualunque sia il grado di quest'ultimo. Il comandan te della batteria deve sapere di quanti uomini si compono il suo sostegno e chi lo comanda. Durante il combattimento nessuno deve arrogarsi il diritto di cambiare queste truppe. Il comandante in capo dell'artiglieria che ha forni to la batteria d'un sostegno, può solo aumentarlo o scemarlo. Queste sono condizioni che io credo indispensabi li. li lettore potrà p1:msnre che sto offrendo un tributo di riconoscenza alla ,;catola a mitraglia che ci ha salvati in nn momento ben critico. Al contrario ho sempre creduto e sono tuttora d'avviso che questa deve essere soppressa nell'artiglieria da campagna; noi non ne abbiamo· più bisogno. Ognuno :;a infatti che la graduazione più piccola dello shrapnel (7 /s di secondo) corrisponde a nna distaoda di 300 passi circa e questa graduazione sarà nncora diminuitn fin o a '½ secondo. Ir1 questo condizioni lo shrapnel dà per mezzo del sno scoppio e per l'effetto che esso produce dei risultati ben supel'iori a quelli dell::i scatofa u mitraglia, come potei assicnrartnene al com battimento di Elena cht racconterò più tardi. Tol'mioerò questa digressione chiedendo là soppressione della sciabola all'artiglieria. Pel combattimento l'arma bianca è inutile agli artiglieri; ho avuto sufn c.iente occasione di convincerr:llene durante quest'ultima guerra . . La sciabola è un fa rdeJJo più dannoso elle utile, ferisce il cavaliere nello scendere da cav:ll lo se nou ci pone attenzione, si deteriora senza profi tto, guasta gli effetti del soldato: Domandate ad ua artigliere qualunque se sì ~ mai servito della sua sdabola, se lia mai ·visto uno dei compagai a ser virsene. Eppme vi furono dei momenti nei quali noi fummo assaliti all'improvviso dal nemico, ein cui si ~arebbe potuto sfoderare fo sciabola se se ne fosse seutita l'uti lità. Se 1rnn si ·vl1ol privare completamente l'artigliere di un'arma bianca, si potrebbe dargli un'arma simile a qnella della marina che avrebbe almeno il vantag.gio di° servire da strumento da taglio nel bivaoco e di cni si potrebbe far uso per difendersi in certi casi straordinari. La nostra sciabola col suo fodero d'acciaio ha uu gran numero d'inron venienti; si spunta; il fodero s'irmgiuisce e si rompe; l'impugnatura si sfascia: essa ha.tte nelle gambe del cavn llo e Io eccitn, urta contro tu tti gli oggetti e produce un rumore im portu no, ecc., ecc. lì
Il combattimento di Dzuranli terminò alle 3 pomeridiaue . La co lonna dopo di avere attraversate le posi~ioni_ ~bbandonat~ da_i Turc~i, si concentrò dietro il bosco cd attese gh ord1111. La ba.utjrtn s1 pose 10 _colonna sulla strada di Dzuranli. Tormentato da ùna sote irn;.opportabile feci una punta verso una fontana intorno alla quale si vedeva qnalclie fan taccino che attingev::i dell'~cqu~ entro il bidone. La battcrin si avanzò fi no a i Opassi dalla fontana: chiamai un artifi ciere dicendogli di designare due uomini per scendere con delle sP,cchie ed abbeverare e distribuire l'acqua ai.,cam)oniori . Gettnndo uno sguardo intorno a me, potei assicurarmi che questa fo ntana era quella che avevamo precedentemeu~e osservato, . quando ave,•am_o tirato a shrapnel sopra i Turchi e che c1 a Yeva servito .a corregge_re d tiro. Essa si trovava al centro della posizione nemica e, rispetto a noi, un po' verso la destra. D:1 ciò arguii che noi non focevamo parte del contro della nostra linea ma bensì del l'ala sinistra. La 6• batteria ~i trova va più a sinistra ed occupava uno posizione che le dava un campo cli ti ro _molto più vant:1ggioso del nostro. Attorno olla fontann giacevano i co,·,pi di <p1alche soldato russo _ed ~ 300 passi più lontano, nella di rezione del bosco, tron1i un mucchio d1 cadaveri turchi. El.i.tornando alla batteria, vidi dei picco)i montic.elli formati da f~sci ~i grano soprapposti a slrati dietro 11i quali si orn u_o scav~ti dei fossi e ri gettato la terra verso i mucchi. Era evidente che1 Turch i_ avev11no t~muto un atiacco di quella posizione e ciò che mi co;nfcrmò m ~uesta ide~ è l'aver visto pnre.ccbi posti di osservazione installoti sugli alb_er1 del r~argm~ del bosco. Su questi osservatorì si vedevano ancora de, soldati tnrch1 uccisi colla testa piegata sul petto. . Dopo di aver oltrepassato il bosco vidi uu'ope~·a. di campagua che 1 Turc,hi avevano elevatn per rinforzare la loro ala sm,stra. Era una . lunetta d'un profil o molto sottile, ma snflicienie a coprire dal fuoco d, fucileria . Quando vi penetrui, fui sorpreso dalla quantità ~i cad_aver! s~arsi sopra uno spazio così ristretto . Qualcuno era stato colpito dai pro_1ett1 della batteria a cavallo che si trovava alla nostra destr.a e che probnhil mente aveva preso per bersaoho quell'opera di ca mpagna che le stava davanti. Noi nou pote;nmo vedere questa lunetta dalle posizioni che occupa va.mo durante il combauimento giacchè essa ci _era nnscost11 dal bosco. . Quando ebbi esaminato questa opera il più esat~amente_chi'- po~1 farlo in qualche m:inuto, ritornai verso ,la batteria che s'mc~m~m,na-va ~1a n~ll a direzione di Dzurnuli. I reggimenti che·erano stati lanciati contro 11 nemico
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si riformavano alla meglio sulla strada, la cavalleria si racco,,liova presso la_collina che è dietro il villaggio e sulla quale si poteva scirgere il nc~1co. Le nos_tre due batterie si erano_formate in colonne dì marcia e per il momento s1era occupati a far l'appello degli uomini, e contare i cavitlli e le munizioni. Nel combattimento di Dzuranli, la 4• batteria della 9• brigata aveva sparato 5'I O proietti di cui 30 scatoie a mitraglia, 180 granflte e 300 shrapnel. Oltre le perdite che abbiamo già accennate, la batteria aveva ancora 3 uomini e .f O cava Ili leggermente feriti. Qualche cofano d'avantreno era stnto attraversato da palle nemiche; m;i gran numero di razze ernno rotte.. Una palla aveva colpito il cuneo di chiusura d'un pezzo mentre si stavn ll!)rendolo per caricare, ed aveva ferito leggermente la mnno del cannon~ere eh~ st:iva fa c~ndo que3ta manovra. Io un :iltro pezzo si riconobbe che la piastra anteriore del cnneo e l'anello otturatore erano fu ori <l'i sei·vizio; più tardi questo pezzo fu ricambiato con un altro. , Il '3° p~zzo della batteria non era lb mentre noi facevamo que3ta rivista, ~sso era nma_sto a~dict.r~ con un cassone. Questo contrattern po m'inquieta va mo!t? come tnqtuetava il comandante della batteria. Questi jm•iò verso la pos1Z1011e ~hc avevam~ nbbandonaia due pariglie con due artificieri per ricon?urre il pezzo. Ciò nonostante non si aveva nulla da temere avendo lascia to col pezzo un sottufficiole per sorvegliare che tutto si facesse bene e presto. \ Non .si pu_ò rimpr~vcrare a? n~l umciale di non rimaner addietro, perchènno d.e1 s~01 cassou, non puo più avanzare e seguire il movimento della ~at~ena. No~ è lù i! suo posto, e sono i cavalli che sopratutto sono necessa1~1, tanto più c.he s1 era r:esa la precauzione di vuotare i cofani quasi inter(lm~nte, '.l~ot,~o per_c~11 no~1 era il caso di lasciarvi un ufficia.le della battena. P~1 ~1ò v'. spedi _l uffi_c1_ale del treno il che non gli fu molto grad\to, m~ non ~1 rrnsc1vn fa cile dr l:ire altra scelta perché la presenza d'un uffic,~Ie_puo essere anche necessaria in certi casi, come per esempio se le· par,gl,e non a v.ess~r? pot~t~ p~rveni re a smuovere il pezzo quest'uffici a lo- . avrebbe ?vuto 11 dmtto d, nch1edere l'aiuto di soldati di qualunque arma per trascrnarlo fino sulla strada. . In q_ues~a cir~staoza noi marciavnmo iot:rnto per prendere posiziono rn faccia d1 Esk1-Saara che ancora era in fiamm e; il nemico occupava la cresta dell.e alture che erano da vanti a noi e vi si fortificava, ciò che rloveva . preved~rs,. Io non sapevo ancora in questo momento se avremmo dovuto porta:c 1tù inna~zi, oppure tirare dnl posto dove ci trovavamo (la distanzn era d1 3~00 metri) o se avremmo dovuto bivaccare nelle vicinanze. Per ~on perdere tempo feci intanto lavare i pezzi; e quale non fit la mia sor- . (l .
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presa ed il mio cattivo umore quando mi accorsi che due cannoni erano ancora carichi con shrapnel armati di spoletta a tempo? Che cosa fare? Feci ritirare il cartoccio e provni a spingere indietro il proietto, ma inutilmente, poichè dopo il tiro celere a mitraglia che avevamo eseguito, la camern era cosi piena di fecce cho tutti gli sforzi fatti per scaricarli furono vani; ed io deplorai tanto più quell'accidente, percbè eravamo scarsi di muuizioni e specialmente di shrapnel. In quel frattempo ricevemmo l'ordine di poruirci verso nord-est sopra una nuova posizione, per cui supponendo che dopo avremmo dovuto bivaccare, mi rassegnai a lasciare quei proietti nell'anima sperando di poterli ritirare all'arrivo. E:-nvamo abituati a non avere alcuna terna tlegli shrapnel, e non mi era mai occorso nessun accidente nel loro impiego; per cui sono convinto che si può benissimo lasciarli noi pezzi e marciare a qualunque andatura senza nverne nulla dn temere. Occorre un urto ben forte per spezzare la spina del percotitoio. Per estrarre dalla camera un proietto che vi aderisca fortemente, si può impiegare il mezzo seguente: versare dell'acqua caldn nella camera ed attendere qualche minuto; In granata RUò essere allora ritirala mediante qualche colpo col ca lca toio. In pr~visionc di simili accidenti bisognerebbe a mio avviso che ln testa dello scovolo fosse fatta in tal guisa che quando si balte sulla punta del proietto non si 1occ11sse la testa della spoletta e questa non potesse svitarsi. La strada che attraversa il passo di Da lboka è in qunlche parte bast.antemente larga, ma in altra essa è così stretta che l'una o l'altra mota monta sul pendìo dell:I scarpa. Questo passaggio è veramente pericoloso; e per evitare che i pezzi o cnssoni si rovesciassero occorrevano tutti i nostri sforzi. Avevamo attaccnto alle vetture delle lunghe alle qunli si attaccnvnno i cannonieri posti sulle scarpe laterali clella strada. Era questa una manovra difficile e perigliosa , poichè gli uomini non potevano camminnrc sopra un terreno piano e solido; e il minimo passo fal so, una pietra smossa, potevii essere cagione che tutto preci pitasse nei burroni sottostanti uomini, cavnlli, pezzi. I cavalli di timone solo erano attaccati quando lìl strada era a svolti e gli uomini sì attaccavano allora ad una lunga legata al ti mone ed altri spin,,evano la vettura di dietro e sui flanc:hi. Sovente ~i dovettero dis"itm"ere due treni e movere i pezzi a brnccia. Nelle discese si fissava e o , una corda alla testata del1'affusto cd i serventi vi si attaccavano in ritenuta. Sopra quelle vie sassose ed a gradini si doveva sempre aver cur~ che i soprassalti e le scosse che ricevevano le rnote non rompessero la cntena delln ' scarpn e non facessero saltare fuori la ruota dalla scarpa stessa . Durante questa marc:ia si era nddetta ad ogni pezzo una compagnia <li
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fanteria d'. cui una metà tra3portava le armi, mentre l'altra aiutava a far avanzare · . 11 pezzo. Queste due mezze compa!mi o ·e· 51• alteroarnno v1·cendevttI mente. '.':[~l~ra_do gli sfo rzi i~auditi d~gli uomi~i e déi cavalli, in seguito ai qua li s1_t1 ?, avano qt'. as~estenuati, la batteria partita alle 4 lf:i del mattino non arrivo che alle 5 dr sera olla sommità del colle. Essa aveV11 cammina~ 12 ore 1/ 2. A 5 ore s~ cominciò a discendere nella vallak'I di Tundza e \~n,o le 9 della sera noi arrivammo presso il villaggio di Bal:i boudz,, la discesa non a vendo du:rato d1e 4 oi-c. Questa econoniin di tempo f · ~ran p~rte do~rnta_ ali~ fanteria che ci era stata accor.data. e che ci a~u: senza risp_a~rm.o d1 fa tiche e di pene. Si erano addetti ad ogni pezzo da ,1o a •12 nomm1 · noi· camminaviuno al . per trattenerlo • ne11 a d'1scesa. o·1 più trouo ogm "?lta lo si Jloteva fa re, per evitare gl i arresli della colonna e per P~ter arrivare a Balaboudzi il più presto possibile, giacchè il nemico avre_boe c?rto cercato di sorprenderci in r1uel pnsso dìs:istroso e di sbarrare, la via di sorti tn . 1
,. Quan~o noi a~emmo varcato quel difficile passaggio, prendemmo posizrnne sirn~gando 11 nostro fronte in faccia di Kazanlick, dove il nomico ci avrebbe certamente attaccati.
, I mir~uti p~rticolari ~·iferiti in questa nar~·azìone e l'esah1e dei singoli c~mbattimen t1 avvenuti durante la ca mpagna turco-r11s5'dci quali for~e ~'.r~'.11 0_:~cora u~'al~ra volta, ci devono ammaestrare circn l'impiego del! ,:i tighe_o a _me~ho d1_qualunq~1e tr?ttnto di tatt.ica, e sopratutto che ques'l.ar~_a_e che ~1a1 necesar1? sm moderni c..1 mpi di battaglia. . . Cosi 11 l'.) eneral~ Il quale ordina un attacco di fanteria, pl'ima di farlo preparar~ convcmentemente dal tiro del cannone, manda i suoi soldati ad nu_a s'. cur:i caruificinà; e se i fatti di Zewin e di Plevua non fossero ~nfficieuti a convincere coloro che credono che la fanteria può fare a meno m qualche c,iso dell'lll'tiglieria, vadano Il meditnre s;ri verdi colli della 1 0 Lorena · · deJIa guar d.ia • . . doYe . ancora sono seo nate . · e tombe de1· 6000 uom1n1 111 P :.7iana che caddero a St. Pr1 vat nel breve spazio tli dicci minuti· e si . con; m~er~n~o che la fonteria è impotente se ndn è appo.,.O'iata dal tuoco 0 " dcl i artiglieria. E non è lo ste:;so ammaestramento <1·110110 che ci venne fatto dalla guerra del ·1~66? Anuuaestramen'to indicatoci dall'autoro del!~ Sguardo 1·ett·ospettivo cho e·10~· non è. 1··1struz1·one tecnica, · · bensì principa lmente quella· . , t?t~c? _eh~ fece difetto ai Prussiani in quella guerra? Qualo è, egli dice, 0 l ut1l11a d1 un'·11·ti · beuc, ma c I1e non s1· trova 111a1· aI , o 1·1 e"'· • 1 "~ 0l1e f11n z1ona posto voluto?
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Screditati nella guerra del 1866, gli ufficiali d'artiglioria prnssiam st posero tosto all'opera per mettere in maggior armonia la loro arma co lla nuova tattica della fauteria; e la ricompensa del loro studio di quattro auni fu l'ammirazione di tutto l'esercito guadagnata nella guerra del 1870-7·1 talchè Moltke stesso ebbe a dire che la battaglia di Sedan era stata vinta già dall'artiglieria prima che la fan teria fosse entrata in linea. Ciò fu giit detto più volte, ma il ripeterlo non sarà mai soverchio, nrn.ssime per noi ! La grande lezione lasciataci dalla c11mpagna del 1877-78, oltre quella del •1870, è qt!indi quosta: necessità di un buon ordùiamento e d·i nna buonaistntzioné tattica per l'art-i-glieria da cam.pagna . Per quanto eccellente possa essero il materiale di . quest'arma, per quanto scientifica l'istruzione dell'artiglieria, por quanto perfetto l'equipaggiamento, se l'impiego dell'artigl ieria colla fan teria non sa rà bene studiato in tempo di pace ,e costantemente praticato , il potere tattico di quest'arma io una battaglia rimarrà sempre insuffi ciente. Artiglieria mal condotta è più d'impaccio che di utilità per un comandante; o può affermarsi che in una prossima_guerra quella parte avrà uoa inconcussa preponderanza tattica, che meglio saprà impiegare la propria artiglieria; il che equivale n dire quolln parte che si sarà meglio studi:ita io tempo di pace cli avere un'artiglieria più istruita tatticamente e meglio ordinatii. F.
AUSTRIA-UNGHERIA . (N°0TIZIE MILITARI).
'Redtitamento. - Nella dispensa N. 33 del Verordmmgsblatt (•1885) per la lanw~hr venne pubblicata la legge per la leva nell'anno 1886. Il contingente assegnato al la parte cisleita oa della monarchia ascende a 55922 uomini per l'eserci to permauonte e per la marin11, ed a 5292 per la riserva -0i complemento. Il contingente da somministrarsi d:11le provincie ungheresi sarà di 39552 uomini per l'esercito permanente e rper la ma,rina, e di 3955 per riserva di complemento. Le operazioni del la leva comincieranoo come al soli to al 1° marzo. Per cura del Ministero della guerra venne pubblicata" una nuovn istruzione per l'esecuzione della legge sul reclutan-iento, la quale nelle suo linee generali non si discosta dalla precedente.
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ESTEILO.
Le disposizioni della nuova istruzione entrano in vigore col 11° gennaio 1886; però per quanto rignarda i volontari d'un anno, pei quali vennero introdotte alcune modificazioni intesl-J ad accertare meglio i titoli e~ i requisiti di coloro che aspirano a t.ale privilegio, le disposizioni relative vennero già applicate ai volontari ch'entrarouo in servizio al 1° dello scorso ottobre.
d) Dalla somma di fior ini 75134- richiest.a in più pel servizio delle· pensioni. . . . . Vi sono inoltre akuni aumenti in qualche altro capitolo del bilancio, mentre per contro qualche capitolo presenta una diminuzione, c~m~ adì esempio quello delle Somm'Ìlni.str az'ion·i in natura pel quale è r1ch1esta una somma di ~52389 fiorini minore di quella dell'anno precedente. Lo specchio sei uente dimostra le somme portatH nei vari capitoli del• bilancio ordinario del ·1886 in confronto di quelle votate pel 1885.
1
Bilancio della guerra. - Il bilancio comune del lll guerra pel 1886, pre1
sentato in ottobre alie Delegazi9ni dell'I mpero, e da queste approvato, ascende per la parte ordinarill a fiorini 98680 12.1, la qual somma ìn confronto di quella approvata per l'anno 1885 segna un aumento di fì,orii;ii 16·182.86 . Questo aumento è essenzialmente determ inato : · a) da un soprassoldo di sussistenza di fio rini 4Omensili (Subsi,stenz- , Beitrag) per gli ufficiali dal capitano di 2.' classe in giù; e da un'indennità di fiorini 600 ai maggiori di n~1ova nomina che devono provvedersi di cavallo. Siffatto provvedimento i.mporta un11 spesa annuale di fiorini 1•I89.HO. . Il soprassoldo di sussistenza agli ufficiali inferiori venne giustificato dal Minif>tro della guerra per iI continuato aumento di prezzo di tutto quanto~è necegsario àlla vita, di guisa che ormai lo stipendio assegnato al sottotenente più non gli basta per sopperire alle spese indispensabili . L'indennità di fiorini 600 concessa ai maggiori di nuova nomina venne coonestata dal fa tto che essendo la differenza fra lo stipendio annuo di un capitano di ·1' classe e quello di un maggiore di sol i .&.80 fiorini , e dovendo quest'ultimo provvedersi di un cava llo, ne risultava che per tale spesi\i l maggiore veniva a trovarsi per lungo tempo in condizi.oni fi nanziarie inferiori a quelle del capitano. b) Da un aumento nel soprassoldo di servizio concesso ai cadeui , portando a ,12 fiorini al mese il soprassoldo del cadetto ff. d'ufficiale, e od 8 fiorin i pure mensili il soprassoldo perLutti gli altri cadetti; il che im porta una spesa annuale di 132768 fiorini. Siffatto aumento venne concesso nella considerazione che la maggior parte delle famiglie a cui appartengono i cadetti non possono, perchè sprovviste di comÒdi mezzi di fortuna, dar loro alcun sussidio; per In qua l cosa col meschino soprassoldo attuale, questi giovani i quali e per la loro istruzione, e per la loro condizione sociale sono obbligati a frequentare la società degli ufficiali, venivano t.alvolta a trovarsi in condizioni qua'si umilianti; per difetto di mezzi pecuniari, anche modesti. e) Dalla modificazione dei quadri del corpo sanitario, già approvata fin c(allo scorso anno, e per la quale nell'anno ,1886 si avrà un aumento di ·I generale medico, di un colonnello, di 3 tenenti colonnelli, di 4, maggiori e di 2.7 capitani medici di 1' classe, contro una diminuzione di 32. capita ni medici di 2• classe; il che importa una maggiore spesa di fiorini 22730. 1
1
1
1
1
(I
Bilancio : ordinari o della ··gtlerra. Anno i885
Fior. Direzione centrale . . . )) Autorità. milÙari territoriali e local i )) Intendenza e controllo )) Cappellani militari )) Amministrazione della giustizia )) Comandi superiori e stati maggiori Truppa. )) Stabilimenti militari d'istruzione . Comitato mil·i~are tecnico-amministrativo )) )) Magazziòi di sussistenza . Magazzini leuerecci . . . . . . . » Amministrazione degli stabilimenti di confe» zione vestiario . ». Ùtiglieria tecnica )) · Depositi di materiale del treno. Materiale pionieri . . . . . . . )) Direiioni del genio e costruzioni militari )) )) Istituto geografico . )) Ser vizio sanitario )) Pensioni ed invalidi . )) Stabilimenti militari di perni Spese varie )) Somministrazioni in natura. )) Rancio della truppa . )) Vestiario ed oggetti lette1:ecci )) Spese d'alloggiamento )) Servizio rimonta . )) Soprassoldo per anzianità di serv izio. Totale Fiorini ))
))
Anno i886·
470789· ,i66589 , fi.5•10,1.3 H209•1 863980· 863980 1502 12 ·1502 12 3.; 5697 3i0fi.77 1790612 175'1 HO 22.539092 23735082 1065933 ,1·1·16094H2:392 116613 529803, 529803 38,i-79 38n9 1
1
1
1
15,i.822. H7262 26670fi.O 268U.8479858 79378 35000. 32000 2380000 2.380000 35984.9, 3H07,i 32384-96 31 fi.9 •1,i-3 H 656·132. 1·1731276 1
61868
6174-8
307000. 295000 11586824,2 15!,65100< ·I 376555,} 13957802 780252.4 802503:() 67H923 67·13508 19518,i.5 ·19374 06 , 800000, ,1,800000 1
9706 1835 98680·12{ 1
,326
ESTERA
RIVJS1'A
La parte stra.ordinaria del bilancio pel 1886 ascende a .fiorini ·,,così ripartiti : · Provvista di materiale sanitario Fior. Armi portatiIi . » Artiglieria d'assedio . » Armamento dei forti nel Tirolo . » Materiale del treno · · )) Materiale telegrafico da .fortezza . . . . . . . . » Equipaggiamento del reggimento ferrovieri e telegrafisti » St.ampa cli regolamenti ed istruzioni . . . . . . ,, Fabbricati, ricoveri , piazze d'armi e poli,i,oni di tiro » Fortificazioni . . . . . . . . s>. . . » .Istituto geografico militare . . . . . . . . . » Competenze al personale in soprannumero . .. . ·. » Per le truppe distaccate per servizio di pubblica sicurezza nel sud delfa Dalmazia ).)
3272803. · 28000 .500000 250000 125000 75000 25000 2,1000 20000 4-39000 1350000 17·2803 14-5000
"122.000 Totale .Fiorini 327280:3
Nel mate~iale sanitar!o è compreso l'allestimet:!to di ,i. treni sanitari per •completare il numero d1 26 stabilito per il caso di mobilitazione nonchè l'a~quisto di ·I ,i. cnrri per completare la dotazione· prescritta per ~li osped11l1 da cDmpo. . Im S?n~ma di 50?000 fiorini per armi portatili venne stanziata allol<,copo ·d_i cost1t~ire una rise~va di tali armi in proporzione •del 50 0; 0 • Tale spesa ,;r~r,~nos~1uta necessaria fin dagli anni· precedenti, era .stata ·procrastinata s1a '.n :'sta ?el_le condizioni finanziarie poco floride, sia per provvedere ml .a.ltn b1sogn1 d1 carattere più ,urgente. Il ·Ministro della guerra nel sotto'P?'.·la ques.t'~nno ali,~ Delegazioni ha dichiarato che non poteva protrarre piu ~l_tre _s11fat_ta ·spe~a la quale deve fornire i mezzi ·per armare in c:iso di ·0~obihtaz,one il contmgente di leva dell'anno in cui avviene la mobilita·zJO~e, -~d ! c_orpi. d_a ~ornrnTsi eventualmente cogli uomini in soprannumero ~agli ellettm prev1sl1 dalle disposizioni organiche. .·E tanto più il Ministro della guerra ·ha creduto necessario di non ritar·dare altrimenti la provvista delle armi portatili,in quanto che molti dei -focil i Werndl i _quali si .trovano in distribuzione già da ,12 anni presso la .truppa hanno bisogno d1 ·essere -cambiati. 'La spesa di ·125000 fiorini per J'.armamento dei ·forti nel Tirolo è l'ul.itiqia rata della somma t()tale di fiorini !~50000 già stanziata fin dal 1883. La ~pesa d·i 250000 liorini per artiglieria d'assedio decVe servire alla ;.provvista di 2'0 cannoni cPassedio di ·bronzo per costituire, 1,a riserva di .
o
327'
bocche da fuoco per la quale si votarono somme anche nei bilanci dei due· anni precedenti. Fra le somme destinate alle fortificazion i, meritano di essere notate quelle di 250000 ii'orini per il Tirolo, la qual somma è la 4,• rata della spesa totale. di ,f 000000 di fiorini, preventivata fin da~ 1883; non~h~ quella di ,l.0000 fiorini come 2• rata della spesa totale d1 80009 fiorini'. per lo sbarr:imento uella· valle del Seebar,h (a Raihl). Il Ministero della guerra ha pur chiesto, e le Delegazioni approvarono, un credito supplementare di 2.00000 fiorini per l'anno 1885, dei quali. 100000 come somma spesa in più di quella prevista per le fortificazioni di Cattaro, e ,100000 come soprassoldi concessi alia guarnigione di Budapest a e.a usa degli aumenti nei prezzi d'ogni genere verificatisi in quella città durante la esposizione nazionale. Il bilancio speciale delle spese straordinarie per le truppe stanziate· nella Bosnia e nella Erzegovina raggiunge la somma di fiorini 5955000 con una diminuzione quindi di 405000 in confronto del ·1885. Dal bilancio , stesso si rileva che le truppe che si trovano attualmente in quelle provincie (XV corpo d'armata) ascendono a: 3 reggimenti di fanteria a tre batt11glioni ciascuno, 28 battaglioni di fanteria, dei quali 2 sul piede di pac.e normale, e26 sul piede di pace rinforzato, 6 battaglioni cacciatori, 3 squadroni di cavalleria, •12 batterie da montagna , 5 compagnie d'artiglieria da fortezza, 2 compagnie del genio, · ·I compagnia pionieri, 2 compagnie ferrovier i e telegrafisti, · 3 squadroni del treno, 5 squadroni treno da montagna, . Io confronto del ·1885 si ha una diminuzione di 2 compagnie ferrovieri e teleorafìsti, e di una compagnia del genio. All'apprZvazione del bilancio comune della guerra non si opposero dii~· ficdltà di sorta. Solo durante la discussione vennero fatte alcune raccomandazioni, le più importanti delle quali si riferiscono: a) alla conoscenza della lingua tedclsca nell'esercito; b) alle condizioni sanitarie in generale della truppa; e) al continuo aumento della somma stanziat:1 in bilancio per le pen-sioni. · In nessun esercito d'Europa le lingue formano un rilevante ostacolo,
IDV ISTA
-328
329
B$1'ERA
alla sollecita istruzione del soldato, come nell'esercito austriaco. Se le at-·tuali condizioni poliLiche della monarchia tendono ormai al la eqnip~ra~ .zione delle lingue delle varie nazionalità die la compongono, è facile 11 v':ldere quanto danno ne possa derivare alla coesione dell'esercito, ove anche ,in questo si volesse applicare lo stes~o principio in tutta la sua estensione. ·Da ciò la necessità di curare anzitutto e di promuovere la conoscenza della lingua tédesca quale legame i singoli corpi dell'esercito e fra l'autorità centrale, ed il bisogno che gli istruttori sappiano parlare col soldato nel lc1 lingua del natio paese, affinchè si possa iniziare e coltivare la sua istru~i(\n~ -ed educazione colla voluta celerità. Il ministro della guerra, davanti agli sforzi che specia lmente oggi giorno si manifestano in varie parti della mo·narchia per l'isti tuzione di scuole sul la base esclusiva del principio dinazionalità, non ha mancato di manifestare la sua apprensione per le conse.··t>o-uenze che da siffatto stato di cose ne potrebbero cleri vare. In quell a ste:,sa -guisa che negli istituti militari è obbligatorio lo s_tudio della linguc1 sla,,a ,e dell'ungherese, il ministro vorrebbe che specialmente nelle scuole po. polari _<'ci vari paesi della Corona fosse obbligatorio J'insegnameuto della lingua tedesca , come già si pratica in Ungheria ove gli uomin i al governo penetrati da tale necessità, ne resero pe1; legge obbligntorio lo studio nelle .scuole secondnrie. Relati va mente alle condizioni sanitarie dell'esercito, essendo stato mosso l'appunto comees3e pnragonate con quelle dell'esercito germanicQ fossero poco so'ddisfacen ti, il ministro della guerra fel'e una particolareggiata esposizione di quanto l'amministrazione da Iui pre:;ieduta ha operato pel m\lior;irnento dello stato sanitario delle truppe, esaminando parte a parte le singole cause che vi possono inlluire, cioè: · ,1° il servizio sanitario in genere ed il sistema di cura degli stabili,menti sanitari; 2° l'acquartieramen to della tnippa; 3° le cond izioni sanitarie del luogo di guarnigione; ,j.• ... il riscaldamento delle caserme'; 5° il vestiario della truppa; 6° le fotiche a cui vengono sottOposte le reclute nei primi tempi del · servizio; 7° i I rancio; 8° lo sviluppo fbi,:o delle reclute al momento dell'arruolamento. Dall'esposizione ministeriale si rileva che mercè i provvedi menti adotlati nei limiti concessi dalle somme stanzir1te nel bilancio, lo stato sanitario delle truppe è in via di continuo miglioramento come lo dimostrerebbe il .fotto che la mortal ità nell 'eserl'ito dal 4874 al ,t884- è scesa gradatamente
dall'H ,18 ¼o al 6,5 ¾o ed il numero degli ammalati dal 39,6 °!oo al 32,2 ¼o· Nella Bosnia e nell'Erzegovina però le condizioni sono assai peggiori: ivi infatti la cifra della mortalità ascende.al .16 °(••· ,. . Scao-ionata l'ammin istrazione. centrale da qualsiasi taccia d nr1prev1e denza, il M.in1stro della guerra accennò ai proYVe<limeoti che a suo avviso si avrebbero potuto adottare per ottenere risultati ancora più soddisfacenti, cioè al miglioramento del vitto del soldato, ed alla sistemazione di buone caserme. Quanto1 al vitto, pure facendo presente che le relative competenze non erano inferiori a quelle concesse al soldato della Germania, esternò tuttavia il parere che si avrebbe potuto dare alla truppa anche uu rancio alla sera ; ma che per siffatt-a misura sarebbe occorso un aumento cli circa 5 kr. al giorno per ogni convivente all'ordinario. Quanto all'acquartieramento il Ministro notò come la questione sfugge 3lla sua competenzi1, da ppoichè secondo la legge, spetta alle singole Diete provinciali il provvedere in merito. Citù le caserme della l\foravia come modell i di costruzioM del genere, facendone i meritati encomi i a quella Dieta. Accennò per contro all'infelice condizione.dell'acquartieramento inal~re provincie, e specialmente nella Galizia, ove mancano tuttora le caserme per 10 battaglioni, 39 squadroni e 6 batterie, motivo per ·cui queste truppe si trovano provvisoriamente alloggiate in locali tutt'altro che comodi e s11lubri , con e)(rrave sca1)ito delle condizioni sanitarie, nonchè di quelle disci/ • plinari per l'eccessivo fraziona mento delle singole unità. Conchiuse perciò facendo appeJJo al patriottismo delle singole Diete, affichè al pari della Mora via, si provveda ad u),1 hen inteso acquartieramento della truppa, condizione esseniiale di un buon stato sanitario della rnedesim::i . Trattandosi di tale argomento, sarebbe st<1to interessante il conoscere a quali cause si debbano attribuire i numerosi suicidii che si ,•erificano in quell'esercito. Ma di ciò non si fece parola, quantunque la questione po tesse meritare un singolare esame come appare dalle seguenti cifre:
fra
Il
1885 Gennaio
1
" ))
" )) ))
))
I
1
•
.
Febbraio Marzo Aprile . Maggio . Giugno . Luglio Agosto . Settembre Ottobre
Suicidii 36 ))
))
"
37
20 22
•
3(1.
»
~5 40
))
» ))
47
21 18
330
RJVJSTA
Riguardo all'osservazione fatta sul continuo aumento della somma bilanciata per le pensioni, il Ministro della guerra, pur dichiarando che a- · vrebbe tenuto in debito conto le raccomandazioni per le maggiori economie possibili , giustificò tale aumento per il bisogno di mantenere i quadri dell'esercito in condizioni tali da poter rispondere sia fisicamente che intel!ettualmente a qualsi.isi evenienza. Qualcuno osservò tuttavia che molti ufficial i erano collocati a riposo quantunque conser~assero sotto ogni rapporto l'idoneità al servizio, e che specialmente nei gradi superiori erano più gli ufficiali ari poso che quelli in servizio attivo. Per rendersi conto cli siffatta lngnanza basterà esn!ninare il seguente quadro, dal qua le si rileva nei diversi gradi la proporzione chè attualmente esiste fra gli ufficiali attivi e gl i ufficiali pensionati in quell'esercito. in attività
Feldzeugmeister Tenenti genera li Maggior generali Colonnelli Tenenti colonhelii Maggiori. Capitani Tenenti Sottotenenti
33-1
ESTERA
H 58 ,108
279 3,18 628 3453 3883 3595
stampa militare dell'Impero si è gia occupata deHa questione dividen.dosi in dne correnti, una delle quali vorrebbe un ordinamento sulle basi del Jandsturm tirolese, l'al tra in,vece vorrebbe un ordinamento analogo a quello del Jandsturm ungherese che, come si sa , è composto quasi esclusivamente di volontari . Se si deve credere alla Bo.snische Post, giornale ufficioso di Sarajevo, non è impròbabile che in mr avvenire molto prossimo si abbia '.1 verific~re un aumento nei quadri delle truppe bosno-erzegovesi. Qu~I.gwrnale mfatti osservando che il contingente annuale di 1200 uomm1 assegnato a queÌle provincie non comprende tutti gli uomini atti al serviz~o, propugna l'istituzione dei quadri cli /~ com p11gnie di landwehr le quali dovrebbero funzionare come centro di reclutamento dei ,i. battaglioni indigeni , e nello stesso ter~po im partire l'istruzione miliwre agli idonei al ser:7izio c~1~ non trovano poste, nei battaglioni auiv:. Calcohindo a circa gli uom1111 che annualmente, pur essendo obbligati ed idonei al serv1z10, non trovano posto nei battaglioni attivi, e vengono perciò lasciati alle. loro ~ase, la Bosnische Post vorrebbe che ogni compagnia di landwehr 1rnpart1sse anrmalmente l'istruzione militare a ,150 uomini. L'istruzione dovrebbe aver · luogo dal 1° aprile alla fine cli dicembre suddividendo tale ~pazi~ di temp~ in tre periodi di 3 mesi, in ognuno dei quali verrebbero chiamati alle a1~01 1 50 uomini. Dal 1° gennaio ;1lla fine di marzo si darebbe opera esclusiva alla istruzione dei quadri.
6?~
pensiona.ti
30 ,1 63
2.4-4 556 ft.35 ,1ft.8.i3333 ,I HH 686_
Prornozioni. - Al ,10 cli novembre ebbero luog() le consuete promozioni semestra li, per effetto cieli<~qual i si ebbero i seguenti movimenti nei gradi superiori: 6 rnaooiori "enerali promossi tenenti generali (1); oc ti ,18 colonnelli promossi maggiori generali; 29 tenenti colonnelli promossi colonnelli; 39 maggiori promossi te·nenti colonnelli; 65 capitani promossi m;1ggiori. · . . . . . Il seguente sp!')cchio dimostra l'anzianità degli urfìciali superiori ult1m1 promossi .
Occorrerebbe ora trattare dei bilanci del Ministero della difesa di ambo le parti della monarchia pel 188~ ma siccome non vennero .ancora approvati, così basterà accennare che il bilancio del Ministero della difesa austriaco presentato al consiglio del l'impero ascende 11 fiorini 9619'1 ,18 con un aumento cioè di fiorini H"3a-2 su quello del 1885, ed il bilanci,) del )linistero della difesa un.gherese presentato. al rispettivo parlamento :1scende a fiorini 8037279 con un aumento di fiorini 91'128 sul bilnncio precedente. 1
'v
Ordinamento. - Nel trimestre scorso non vennero emanate disposizioni che si riferiscano all'ordinamento cl.ell'esercito. Tuttavia per la pros· sima riapertura delle sedute del consiglio dell'im pero si annunzia In discussione del progetto di legge, già accennato nel discorso della Corona, relatiyo all'organizzazione del landsturm nelle provincie cisleitane, ove, come è noto non esiste finora alcuna disposizione legislativa in merito, tranne per quanto rign.arda le provincie del Tirolo e del Vorar)berg. La
(i) Uno di ess i, il tenente generale von HHlcprandt, comand.an~e ~lolla 35° ~ivisi('.ne, ò morto pochi giorni dopo l'ottcnut;t promozione. Era un d1stmt1ss1mo ufficiale, ritenuto come uno dei· migliori generali d'avvernre. ·
~ -
o
...
ANNO
xxx,,
VOI.. I.
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ESTERA
RIVISTA
Al'iZ lAN!TA' DELL'ULTIMO PROMOSSO AR!IA
eia tcn. colonnello/ eia maggiore / . a colonnello a tcn. colonnello da capitano a maggiore
Stato Maggiore 1° magg io '1882 1° novem. 1882 '1 ° magg;o 1878 F a nteria Id. 1° novem. i 879 1• novem. 1875 (1) Ca vali eria. Id. 1· maggio 1882 1° maggio 1875 (2J ArLiglieria Id. '1° novero. i 881 1° novem. 1876 Genio '1 • novero. 1881 'l • maggio 1882 1• mag gio 1873
1:anzianità dell'ultimo colonnelio promosso magoior /)'enerale è del O ;I dicemb_re ,t 879; quella dell'ultimo maggior generai~ proè>mosso tenen te generale e del 4° novembre ,t880. ,, . ·?asandosi sui d~ti forni ti dagli annuari militari, il giornale Ja Vedette ~cri v~ che la carnera accelerata e la carriera normale presso l'esercito austriaco sarebbero così rappresentale :
Garrie1·a accelerata. A 2 0 anni, sottotenente proveniente dalla accademia·
23 » » 25 » »
»
29
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35
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52 » 62 ))
I)
))
entrala alla scuola di guerra; ' tene J11e, a ven do compiuto con successo la scuola di guerra ; capitauo di stato mag<>iore· • è> , maggiore; lenente colonnello· colonnello; ' maggior generale; lenente generale; feldzeugmeister. Carrier a normale media.
A 19 anni, cadetto; » 20 » cadetto ff. d'ufficiale;
<!>La scelta del {0 maggio t876. {:.,) La scelta clol t • novembre i.s17.
o
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A 23 anni, sottotenente; tenente; 29 » » 35 )) capitan0; maggiore; » i6 )) tenente colonnello; » M » )) 54 )) colounel lo; » 60 )) maggior geperale. ))
Consigli d'onore per l'I. e R. landweht- e per la gendanneria. -
Il Veror dnungsblatt per la laudwehr pubblicato il 9 novembre ,1885 contiene le istruzioni approvate dall'imperatore intorno alla procedura dei consigli d·onore per l'I. e R. Landwehr. A si ffatti consigli sono sottoposte tutte le azioni che pur sfuggeudo :ilio. sanzioni delle leggi penali, sono incompatibili col grado e colla carica, e non solo tornano di disdoro a chi le compie, ma recano anche pregiudizio al corpo collettivo degli ufficiai i. Possono essere assoggettati ai consigli d'onore tutti gl i ufficiali supe-· riori ed-inferiore della laudwehr, siano essi in servizio attivo o non atti vo, od appartengano alla categoria dei fuori !'ervizio (ausser Dien:-t) od a quella di riposo (Landwehr Ruhestande); inoltre tutti i cadetri della Landw'ehr attiva e non attiva. I consigli d'ouore sono così distinti: a) per gli ufficiali inferiori dal capi tano in giù, e pei cndetti; b) per gli ufficiali superiori. Quello per gli ufficiali inferiori e pei cadetti consta di ·I colonnello presidente, di 2 uffi ciali superiori (tenenti colonnelli o maggiori), di 2 capitani e di 2 subalterni. Quello per gli ufficiali superiori consta di 1 maggior generale presidente, di 4 é-0Jonnello, di 1 tenen te colonnello, di 2 mi1ggiori e di due capitani. Dei consigli d·onore per gli ufficiali inferiori e C.'l detti se ne hn uno per ogni comando di Jandwehr. P13r la loro composizione vengono anzitutto nominati in ogni comando di Jandwehr delle commissioni d'onore permanenti composte di •I ufG ciale superiore presidente, de:;ignato dal comando di lnudwehr, e di 3 membri (1 capitano, •I tenente ed 1 sottolenante) eletti dni loro colleghi frn gli ufficiali della land wehr attiva che stanziano nella circoscrizione del comando. Siffatta elezione ha luogo annunlmente per mezzo di lettera nel mese di dicembre, e gli eletti durano in carica per tutto l'anno successivo . Occorrendo di dover convocare il consiglio d'onore, i t membri della commissione ne fon no parte; alla designazione degli altri 3 membri provvede il comnndo di landwehr. 1
RlVISTA
' ESTKRA
Pel consiglio d'onore degli ufficiali superiori non viene nominata in precedenza la commissione permanente d'onore; ma occorrendo di doverlo · convocnre, il comandante superiore della landwehr designa il presiden1.e ~d 1 colonnello co111e membro e fa procedere all'elezic,ne, per mezzo di lettera, del tenente colonnello e dei 2 maggiori che devono far parte del consiglio. I due cnpitani invece sono gli stessi che fanno pnrte del cc,nsiglio d'onore per ufficiali infcrior: nel circolo del comando di landwehr di Vienna. Come si vede, tranne il caso che si tratti di un cadetto e, di un sottotenente, nel la composizione del consiglio d'onore vi entrano sempre ufficiali di grado inferiore a colui che dal consiglio stesso dovrà essere giudicato. Ai consigli d'onore così co mposti sono pure soggetti gli ufficiali della gendarmeria. Tratt:mdosi però di un ufficiale di quest'arma, uno dei membri del consiglio dovrà essere dell'arma stessa.
glioni (1 °cacciatori Imperatore, 3° cacc_iatori, ~cl un b~ttagl ione per ?go uno dei reggimenti H, 67, 91 e •10•1) tra 11 9 ed 111 2 d'.cembr~ ragg_1~n.sero ·à le ]oro sedi ordinarie nell'interno della mo11nrcl11a. Pnr1ment1 • con:~daodi della clnsse anziana appàrtencuti ai battaglioni di ~nelle provincie vennero in crran parte avviati alle loro case nel mese d1 novembre .all'arrivo delle reclute dell'ultima classe di leva; i pochi rimasti .vennero congedati verso lo metà di dicembre. E non ~ dirsi che tal_e misura d~l con.,edamento eseouito succe:;sivamente, anz1chè comple$S1vamente, sui do;;ta alla situaz~ne poliLico militare della penisola balcanica; ma è una disposizione uorniale per le truppe di quelle provincie; tanto è :·er~ che nella relazione del bihmcio dell:1 guerra presentato alle delegaz10D1, nel mentre si accennava al cambio di parte di quelle truppe ed r,lla forza_effettiva che vi snrebbe rimust.a a datare dal ·1° gennaio ,t886, si annunziava porti che il movim~nto dei congedandi sarebbe stato re?olato in guisa che tutti pùte~sero rncro-mncrere le loro t:nse per la une ci eli anno . . i,e ~ . • d. h è ra o Per effetto dei movimenti eseguiti nel 1885 s1 puo tre e e orma, ' l lgiuata la dislocnzione generale definitivt1 previstn dal)~ nuov~ legge su~.J'ordinamento territoriale. Vuolsi notnre però cito la d1 slocaz1one de~n 1tiva non corrisponde ad un ordinamento territorial~ perfetto; lnfatll ~acendo astrazione dalle truppe distaccate nella Bosnia e nel! Erz~govrna ascendenti a r.,3 battaglioni, non compresi i riparti d~lle al~re armi, ~ella dislocazione defini va vi hanno 27 b:lttaglioni, 3 reggimenti c:w~lleria ed ·I divisione di batterie indipendente ungheresi i quali d~vono stan~iare nelle provincie cisleitane; per contro 3 reggimenti cavaIlena reclutati dalla Galizia e Buco vina rimangono nelle provincie ungheresi; e ciò senza contare alcuni altri riparti i quali pur stanziando nella rispettiva ~nr_te dell~ ~onarchia, sono tuttavia dislocati in corpi d':irmata nella cui c1 rcoscriz1one non si trova il foro circolo di reclutamento.
Accademia m'ilita:re tecnica. - All'npertu ra del corrente anno scolastico vennero introdotte alcune varianti nell'ordinamento interno dell'accademia mili tare tecnica in Vienna . Mentre per l'addietro gli allievi della sezione artiglieria e quelli della sezione genio formavano in ognuno dei tre corsi una sola compagnia, presentemente in ogn i corso vennero costituite due compagnie distinte col nome ili compagnia allievi d'artiglieria, e co~pagnia allievi del genio. Inoltre invece di un solo direLtore degli studi ne vennero nomin:Hi due e éioè uno per la sezione anig~ria (Lenente colonnello Weiss Edonrdo) ed uno per la sezione genio (maggiore von Brunner) . Morlinnenti di truppa. - Col 31 ottobre il balta<>lione fanteria di lanclwehr, Bomisch-Leipa N. 38da Bomisch- Leipa ven:e trasferito a Troppau. Nel corso del trimestre Yennero tota lmente compiuti i movimenti di truppa; parte dei quali erano intesi a raggiungere la dislocazione definitiva in base all'adott.ato sistema territoriale, e parte a daro il cambio nel alcuni battaglioni distaccati nelle provincie occupate. Gli nvvenimenti nella Rumelia orientale e la con:;eo-nente lotta tra la Serbia e la Bulgaria diedero origine a ripetute diceri; intorno a movimenti di truppe da parte dell'A ustria, alla costituzione di corpi d'armata mobilizzati, a richinmi di classe e via via. Nulla di vero in tutto ciò. L'u- . nica misura di prec.auzione presa dall'Austria si fu che nel dare il cambio ai battaglioni della nosnia e dell'Erzegovina vennero colà trattenuti 6 bat· taglioni in piu dello forza bilnnciata per quelle provincie. Questi batto-
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Comandi) m·ì,/,i ta,·e di Zarn. - Il tenente generale (F. l\I. L.) barone Jovanoovic ,;omnndanle militare a Z:irn, e contemporaneamente governatore civi le dell:i Dalmazia, Il morto ni pri mi di dicembre. Modes~o, c.alr~o'. operoso e riflessivo, egli godeva la reput.azione d'essere uno dei m1gllor1 generali dell'eserci to. . . . A sostituirlo tanto nel comando militare, quanto nello carica d, governatore civile venne desianoto il tenente generale (F. M. L.) ba rone Cornaro comandante in 20 del ~rpo di stato maggiore, e ritenuto anche egli per le sue spiccate qu1tlità come uno degli ottimi generali dell'esercilo austroungarico. . . . Le condizioni tuttora anormali della parte roend1onalo della Dnlmaz1a
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L'importo co~plessivo _delle costruzioni in corso è di 6orin1 1l>O mila, ma ascenderà a lavoro finito, compresa la strada del Cordevole per valle Campolungo, a 200 mila fior-ini. . . . , L'allacciamento con val Gardena s1 farà secondo la d1rettr1ce GolfoscoCoaolara-Ferrara-Plon, punto di congiunzione con la rotabile della valle. Qu~sta linea è certamente la più conveniente, poichè non supera erte ~nolto elevate, essendo il punto più culminante all'altitud_ine di ,J 8?0 ~1etr1. ,. Il fatto d'avere impiegato militari, nnzichè operai Jiorghes1, dmota I 1m· portanza che si annette al riattament~ di qu~s~a strada, fors'anco p~r I~ fortificazioni progetrnte alla testat.a ù, val L1vmalluugo (a Sallese1). E inoltre importante l'allacciamento che verrebbe ad avere questa strada .co~ quellà di Val Gardena (pel Grodner Joch) giaccl~è ci~ dar~bbe facolta di far affluire truppe nlla testnta di val Cordevole sia dm Waidbruk (sbocco di val Gardena in val d'Eisach) sia da Lorenzer1 per val Gader e val 1 d'Abbadia. . St 1·ada di val Fassa. - Saranno quanto prima costrutte le seguenti strade: . . . 1° Una strada militare che da Moena metta al passo di Costalunga; 2° Un'altra strada che da Vigo di Fassa porti pure al passo suddetto; 30 Finalmente, una terza che da questo punto vnda a congiungersi con quella di val d'Adige, presso a Bolzano, e probabi lmente per Welschnofen (Nova italiana). Anzi la strada Vigo-Nova italiana 4icesi che ·sarà costrutta nel venturo anno, n spese del governo. Strada I dersca-Luico. - Sn questa strada non si osserva che un proaresso lentissimo rimanendone :mcora da costrune i tre quarti circa. Vi -iavorano di quando in quando, solo pochi uomini e ciò perchè viene fatta ad economia dai comuni di Idersca e di Luico. SIJracla dell'Iselsl>erg. - Néll'estate scorso ·si lavorò attivamen~e :ittorno a questa strada e parev:i che la medesima dovesse essere ultimata per la fi ne di ottobre.
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(Krivoscie) hanno consigliato di mantenere riunite nella stessa persona il: potere militare e civile, benchè una parte della stampa vagheggiasse la nomina di un governatore civile come ~elle altre provincie dell'impero.
· Armamento. - La illilitiir-leitung del 22 scorso dicembre N. 94-, annunzia che dà più settimi1ne 5 battaglioni stanziati in differenti corpi d'armata stanno eseguendo delle esperienze di tiro con un nuovo fucile chiamatouf6cialmente fuci le a ripetizione con otturatore scorrevole ( Repetir-Gewehr mit Geradzug-Verschluss). Il fucile è dovuto al signor Manl icher ingegnere della Nordbahrì, ed il suo magazzino contiene 5 cartucce. Le esperienze finora fotte avrebbero dato risultati soddisfacenti. I comandanti dei i:Orpi presso cui si fanno le prove, devono, secondo il menzionato giornali fare pel 20 giugno ·1886 un particolareggiato rapporto al Ministero della guerra sulla bontà e convenienza del fucil e in questione. P1ibblicazioni . - Coi numeri del Verordnungsblatt a ciascuno. indicato, vennero annunziate le seguenti pubblicazioni : Regolamento d'esercizio per le truppe ciel treno, in sostituzione cff quello del corpo dei conducenti militari del ·I87,\.. - (N. 32, 30 settembre). , Istruzione sull'impiego dei cannoni di bronzo compresso d.ei parchi di artigl ieria d'assedio. - (N. 35,. 2·1 ottobre) . Tavole di tiro per gli stessi cannoni . - (id. id.) '\. Istruzione per l'amministrazione e contabilità del materiale tren,l· delle truppe. - (N. 37, 31 ottobre).
Strade ordina1·ie. - Stt·ada del Gaderthal ed' Abbadia. - La strada· del Gaderthal (affiuente di riva sinistra del Rienz, che sbocca nel Pustertlrnl poco a valle di Bruneck) costituita in gran oarte da cattiva carrareccia, con fortissime pendenze, è in via d'essere assai migliorata. Consta difatti che si sta riattandola, portandola al la larghezza media di 3 metri e che nell'estate scorsa vi lavorava: un plotone del genio,con ,J60 zappatori cli varì corpi, diretto da due tenenti e da un ingegnere civile. Il tracciato, in gran parte, è l'antico; però a monte di Piccolein passa · sulla spoud:i sinistra, costeggia il fiume per alcuni chilometri, e dopo riprende l'antico ·percorso. Si dava come certo che nel ,1886 sarebbe stillo ultimato il riattamento· del tronco da S. Lorenzen fino a P remoran e che per la flue del ·1887 sarebbe fatto il tronco successivo da Pr.emoran a Corvara. Nel tratto Corvara-Livinallongo non si sono ancora intrapresi i lavori,. esiste però il progetto governativo e la esecuzione avrit luogo ·appena ultimati \ tronchi ora in costruzione. lJ
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· Fer1·ovie. - Ferror,ia 1'rieste-E1·pelle. - Il 26 dello scorso ottobre vennero iniziati i lavo·ri per la co5truzione di questa linea ferroviaria, nei pressi della progettata stazione di Borst. Per la costruzione di questa ferrovi:1, mentre per l'anno ~ 885 erano stati assegnati fiorini 11200000, nel bilancio testè presentato ali~ ~~me'.a dei deputati in Vienna figurano per l'anno ~ 886 ·1 ,i.50?~0 fior101 , e '.1marranno in appresso da coprirsi soltimto 6380,\.3 fìor101 che probabilmente saranno portati .in bilnncio nel •I 887. /
RIVISTA 338 FerrolYia Sissek-Karlstadt-Brod. - Il consorzio per la costruzione della linea ferroviaria da Cadstadt a Sissek, mercè cui verrà rjlevantemente raccorciata la strada tra Sissek e Fiume, si è defin itivamente costituito, ed i lavori preliminari sono progrediti al punto che ora si _ela borano i pian i del tratto Sissek-Glina . .Fe1·ro'Oia Diivaci:ia-Laak-Klagen(urt. -Anche la Camera di commercio ed industria di Praga ebbe non ha guarì ad occuparsi de liii tanto reclamata ferrovia diretta ed indipendente Divaccia-Laak-Klagenfurt, giacchè ove tale cono-iunzione fenoviaria diretLissima, verso settentrione, venisse effeu.uata,~la distanza fra Trieste e Praga sarebbe raccorciata di molti eh ilometri. Ferrovia Essegg-Poz-èya. - In una conferenza ten11rnsi in Agram il <>iorno 28 p. p. ottobre, sotto la presidenza del Bano, fu discussa la co:tru~ione d1 una linea ferroviaria da Essegg a Pozèga con un ramo di congiuuzione da Pletcrnica a Bastrina con quelIn progettata da Sissek a Brod. Il Bano assicurò che il governo provinciale appoggiò la costruzione di questa linea che avrebbe il titolo di ferrovia trasversale slaoona. Fe't1'0'0'ia C,illi· Unter Drattburg-Wol(sberg . - A conferma di quanto venue detto nel precedente rapporto trimestrale a riguardo di questa linea si aooiuuo-e ~o o ora clrn si stanno facendo le espropriazioni dei terreni per la costruzione del tratto Ci/.li-Schonstein che al pari del rimanente tronco è lasciato all'industria privata. Per quanto riguarda poi questo secondo tratto, a partire da Wolfsberg sono da scegliersi uno dei tre progetti seguenti: Wolfsberg-Indenburg; '\. " -Zelt.weg; » -Knittelfeld; ma pare che sarà data la preferenza a quest'ultimo; giacchè la giunta comunale di Knittelfelcl mandò una deputazione a Leoben per indurre la rappresentanza comunale della capita le della Stiria Superiore ad unirsi alla petizione del municipio di Knittelfeld, affinchè la ferrovia faccia capo a questa ci ttà; e sembra che sia stato deciso appunto in questo senso . Ferro via dei Tau·ti. - Anche la Camera di commercio di Klangenfurt, si è occupata receutemente del progetto della ferrovia dei Tauri e si è dichiarata, in modo asso Iuto , contraria alla medesima. Fe1Tovia Go1·izia-Wippach. - Fu conchiuso il contratto con una società inglese per assumere cd eseguire la costruzione di questa linea, e la detta società ha già ùepositato pre:;so la banca anglo-austriaca in Vienna una parte della cauzione rellltiva. . Fer1·ovia W1:p1,ach-Sessana. - Da Wippach si costruirà poi quale allacciamen to con la Sudbahn una ferrovia normale secondaria la quale . passando per Tornai andrà a Sessana. .
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Ferrovia da Ronclri al confine italiano. - Ln ferrovia progettatn da Monfalcone al confine italiaao rer villa Vicentina e Cenignano, avrà invece il suo punto di partenza da Ronchi, e l'esecuzione di questo tronco verrà incominciato tra breve. Ferrovia Feldbach-Gleichenberg. - Il consiglio comunale di Feldbach ha incominciato il tracciamento di questa linea che sembra destinata a - congiungersi a Radkersburg con la ferrovia locale Spie~fel~-Radkersbu.r~. Avuto riguardo a questo progetto si fa una grande ag1taz10nenella St'.na inferiore per la costrnzione di una ferrovia da Raclkersbur~ nella direzione di Polstrau o di Friedau onde avere una nuova congmnz1one tra le due line~ ferroviarie che dalla Stiria condocono in Ungheria. Ferrovia Fehring-Fursten(eld. - Fu aperta al servizio la nuova ferrovia locale di .Fehring che va a Fiirstenfeld, lunga 21 chi lometri. Ferrovia Innsbruck-A.ugt1,Sta. - Questa ferrovia partirebbe non già da Innsbrnck direttamente, be:asì da Vols (stazione della ferrovia della valle dell'Inn) , passerebbe il fiume su di un ponte di 3 arcate, di c~1i quella centrnle di 90 metri, e le due estreme di 30 e passerebbe pos~ia verso Zirl. Da questo punto la nuova ferro_v ia :mdrebb~, con forte sahta (~5 per o;. in direzione occidentale sino ~d Ober-Pettmau, dove ad una . altezza di 220 metri al di sopra dPlla strada provinciale raggiungerebbe la stazione di Pettnan. Da qui la linea piegherebbe verso oriente, non già oon curva, ma ad angolo molto acuto, lasciando sopra di sè il villaggio di Beith attraverserebbe la strada principale e raggiungerebbe Seefeld. La fe1:rovia cfo ·Zirl a R<~ich :,;arebbe lunga 19 chilometri , mentre in linea retta non havvi che una distanza di 5 chilometri.'Da Seefeld p')i s.i scenderebbe verso il confine, pure con una pendenza del 25 per ¾o, per arrivare a Scharnitz. La lunghezza della nuova. linea da Vols a Scharnitz sarebbe cli 38 chilometri. Da Scharnitz il trncciato scendrrebbt·· nella val le dell'Iser alla stazione .di Mittenwald, poi andrebbe verso occidente a Hlais e Partenkircl~en _e poscia a Murnau. Murnau è già congiunta <.:oh Weilheim con ferrovia ndotta che con verrebbe ridurre a normale. Da Werlheim la linea condurrebbe per Diessen lungo il lago Amrner a Tiirkenfeld e da qui o potrebbe servirsi del già esistente tronco Tiirkenfeld- Haufering- Augusta _oppure potrebbe costruirsi un allacciamento diretto da Tiirkenfeld a Mering. Questa linea è clestioat11 a riempire il vuoto esistente nel l'Europa centrale evo giungendo per la via più breve la Germania del nord-ovest con Bologna per la strada del Brenner. 0
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LA GUERRA TRA LA SERBIA E LA BULGARIA
I. - La rivoluz·ione ritmeNota, Il -18 settembre 11885 scoppiò, nella Rumelia orientale, uua rivoluzione calma, misurala, pacifica, Il popolo, d'accordo colla truppa, tolse di se1.rnio ùù il governatore e lo pose in arresto, nominò un governo provvisorio e proclamò l'unione della Rumelia orientale al principato di Bulgaria, Il principe di Bulgaria accettò l'offerta e partì per Filippopoli. Del lungo lavorio segreto che dovette precedere la rivo,luzione nulla era traspi rato al l'estero, alm,mo nel pubblico, Raramente il telegrafo recò all 'Europa una notizia più i1rnspettata. Prima del trattato di Berlino (13 luglio ·1878) la nulgnria e la Rumelia facevano parte dell'impero turco. Dello tratlato non le staccò, mn costitui la Bulgaria iu principato vassallo e la Rumelin in provincia autonoma , Del primo fu cre:ito principe Alessandro di BaLtenberg, tedesco di nascita ed ex-ufficiale prussiano. La seconda ebbe fi nanza e milizin proprie; governatore turco di nomino, ma cristiano di religione.. Il principato di Bulgaria è costituito per la massima parte eia t~ altiP!ano che scende dai Balcani al Danubio, bagnato da molti tributari di detto fium e, e tagliato da innumerevoli contrafforti che, staccandosi dalla catena principale, s'intrecciano in mille guise, con direzione generale da sud a nord. I suoi confini, all'ingrosso, sono: ad e:,til Mar Nero, ad ovest la Serbia, a sud i Balcani, a nord il Danubio; la superficie misura circa 65 mila chilometri quadrati, la popolazione conia circa 2 milioni, Ca- , pitale del principato è Sofia, sulla strada diretta da Belfl'rndo a Costantinopoli; circostanza che la fece preferire a Tirnova, ce~tro geografìc-0 e storico di questo territorio. Sorge detto capitale alle folde dei Balcani, sulle rive di un torrente detto Bogana, in posizione discretamente bella; gode di un clima sano e temperato e ha da 30 a ,~o miln abitanti. Il suo passato non è senza gloria; sotto l'impei:o romano ebbe uno certa importanza e fu patria di due imperatori (Massimino e Galerio); nel quarto secolo venne scelta a sede di un .concilio. Conquistata dai Bulgar i nel principio del nono seco lo, occupatii e rovinata dai Turchi sulla fin e del decimosesto, fn liberata dai Russi nel i 8i8. I l più intere~san le dei
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suoi monumenti è la chiesa, rovioat;i , di San ta Sofia. I Turchi ne avevano fatta una mosche;i; oggi è abbandonata dai Cristiaoi e dai Turchi. La città ha dupplice fisonomia: turca ed europen; ma vn rapidamente trasformandosi. Resterà fo rse per memoria, diremmo <1uasi per monumento, un quartiere turco, come in altre ciuà· resta il gheuo. La Rumclin orientale si trova dall'n ltra parte elci Balcani ed è costituita quasi intieramente dall'alto bncioo della ;\lnri1.za. Confina a uord colla Bulgaria, all'est col Mar Nero cd è nel resto circondata da provincie turche. Ha una superficie di circa 35 mila chilometri quadrati con 850 mila abitanti; la massima parte Ilulgari, il resto Turchi e Greci. Ca po· luogo di questa provincia è Filirpopoli che sorge sulla ~Iari1za e vanta per fondatore Filippo il Macedone, Fu abitala ,uccessivamentc dai Ma. cedoni. dngli Slavi e ùa quesli misli ai Turchi. È fabb ricnta Ht tre rialli d'ondc si domina gran I.ratto di pianura all'intorno. Ha fisouo mia turca più marcnta che Svlìa, ma ha pure u11'imporlanz11 maggiore. Le statistiche le danno 90 abi tnoti. Questa provincia che si è convenuto di chiamare Rumelia orien tale, è, se si gnarda alla nazionalità della popolazione, una seconda Bulgaria, e, quantunqnc più ristretta, è più ricca dell'altra, poichè la supera per fe rlili1à e coltivazione del suolo. La Rnmelia è il complemento necessnrio della Oulgaria. Creato questo prioci1>ato, la Rumelia dovevo sen tirsi attrntta verso di esso per forza di gravità, La · sua ri ,•oluzione fu adunque un fenomeno naturale; di straordinario vi è solo l'abilità con cui fu prepara ta, la moderazione cou cui venne compita ~ l'energia con cu i venne sostenni.i. Quando l'unione delle due Bulgarie fosse riconosciuta di diritto, come esiste di fa~to, il principe Ale'5sandro, vassa llo o no, aHebbe 1100 Stato di 2.850000 nbitanti sopra 100000 chilometri quadrnti di supcrficie. Dopo l'epoca del trattato di Berlino, la Rumelia non aveva pi ù fa tto parlare di sè. Della Bulgaria si era parlato soltanto per notizie, che di tanto in tanto giungevano, di contrasti tra il principe e lo czor suo protettore; dei quali le cause immed iate non erano ben note, ma la causn fondamentale era una sola . Quando nel 1878 i Russi fecero la pace con ln Turchia, cercarono naturalmente compensnrsi dei grandi sacrifìzi fotti e del poco guadagno avuto. Essi forse intendevano prepararsi nella Bulgaria una provincia futura, e credettero di trovnre uno strumento nella persona ciel principe Alessandro, a!lora poco più che veutenue cd educato nlla corte russo. Ma fra le buone qualità del principe, che gli ,,afsero il priucip:ito di Rulgaria, ve n'era una a cui forse non [JOSero mente i promotori d1:l!la sun elevazione: lo spirito ù'i ndipentlenz:i. Egli salito sul trono si considerò
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bulgaro cli nascita e principe, senza altri obblighi e doveri che quelli impostigli dagli interessi del suo nuovo paese. Contuttociò fìochè visse lo czar Alessand ro II, che aveva pel .principe un'affezione particolare, le relazioni colh1 Russia si m,mtcnnero abbastanza buone. Le cose camoiarono dopo l'avvenimento al trono di Alessandro III; pure i cont.rasti ,tra il principe e lp çzar non impedirono agli ufficiali russi che ordina-vano, istruivnno cd educavano l'esercito bulgaro, di attendere coscienziosamente al loro còmpito. Anche la Rum(llia , per quanto la singolarità della sna costi tuzione lo permeueva, cercò di svi luppare Je proprie forze militari , e la prova dimostrò cl:te non aveva perduto il suo tempo, nè sprecato il danaro. Quando il principe Alessandro ricevette (19 settembre) la notizia della ·rivoluzione rumeliota·, si trovava a Varna; dichiarò imjne~iatarnente e senza reticenze, che at:cettava l'offerta fa ungi i; ordinò In mobilitazione del proprio esercito e partì per Filippopoli, ove giunse il 25 settembre, ·C fu accolto con straordin:.irie dimostrazioni di allegrezza. Bellissimo della persona e affabile di maniere, suscitò fra quella popolazione un vero entusiasmo. Giunto a palazzo, trovò ri uniti i membri del governo pruvvi·sorio, che rassegnHono nelle sue m,mi il potere; lo 11ssun!'-C e nominò .governatore il dottor Strnski. Quindi mandò all'Europa il seguente dispaccio: « L'antico stato di cose nella Rumelia orientale avendo cessato d'esi• -~< stere, il popolo, con suffragio universale, mi ha nominato suo prin~e. « Io ho a<"cettato, con un proclama indirizza to nlla popolazione bulgara. « Giunto a Filippopoli ed avendo preso in mano il governo, dichiaro in ·« modo solenne, che l'unione delle due Bulgarie s'è faua senza intenzioni « ostili verso il governo ùtlonrnuo, di cui riconosco l'altn sovranità. Mi ·« rendo garante della tranqu ill ità dei due paesi e delln sicurezza degli ·« abitanti senz11 distinzione di culto)). E conformando i fatti alle parole, iI principe fece ricollocare gli stemmi turch i, che il popolo aveva staccato dai pubblici edilìci;sventolnre sul palazzo ,del governo la bandiera turca nccantn alla bulgara; meli.ere in libertà l'ex-go. vernatore e scorta.rio fino alla frontiera. Visitò, oltre il tempio cristiano, la moschea turcn, ove l'imano pregò per il sultano e per lui. Finita la cerimonia, il principe assicurò i Mussulmani, che non a vrcbbefatto distinzione .fra la popolazione bulgara e rruello d'altra nazionalità, e mantenne in seguito la parola. A questo proposito la popolazione bulgara lo secoudò mirabilmente. Non vi fu cooflitt,), non si spor:;e una goccia di sangue. Tutti gli ,impiegati restarono al loro posto e continuarono nelle loro funzioni. SHlvo ,il governatore, nulla apparve mutato.
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Per giudicare dell'atto del principe Alessandro nell'accettare il dono del la rivoluzione e venirle in soccorso, noi, dubit.audo del la nostra imparzialità, per quella simpatia naturale che sentiamo verso ogni nazio-· nalità che t:erca di costituirsi, ricorreremo alle parole di un foglio mi-· litare tedesco, il Militar Wochenblatt: « L'ex-uffit:iale prussiano si trovò davanti a questo di lemma: o mettersi nlln testa del movimento, rivoluzionario sì ma nazionale, o cessare· di considerarsi principe della Bulgaria; prendere in mano la causa del suo paese, senLire e agire da bulgaro, o riguardarsi ed essere riguardato· come straniero, sentirsi affatto staccato d:il cuore del popolo. Con pronta risoluzione egli prese il suo partito. Meglio di tutti i diplomatici, megl io di chiunque non bulgaro di nascita, egl i, come principe regonnte, cono-· sceva la forza, la profondità, l'espansibilità dei sentimenti che avevantJ. prodotto il moto; forse credette anche di frenarlo, accettandone la dire·tione, e restingerlo ai confini delle due Bulgarie; rendere in tal modo un servizio all'Europa, e legittimare così agli occhi di questa la propria risoluzione. « Perciò il principe Alessandro, l'ex-ufficiale educnto ai severi principi dell'ordine e della disciplina, non dubitò di assumersi la responsabilità, che non poteva rifiutare senza disertare il suo posto. Egli recossi aFilippopoli non solo per compiere l'annessione della Rumelia, rispettnndo i dritti d'alta sovraniti1 del Sultano, ma per impedire che il moto si propagasse alle popolazioni bulgare della Tracia e del la Macedonia. « È naturale però che un passo cosi ardito eccitasse nll'estero la più grande sorpresa . Il principe Alessandro era il rappresentante dei principii consacrati dal congresso di Berlino; ern, potrebbe dirsi, l'uomo di confidenza dei membri di questo congresso, e, dnvanti agli occhi dell'Europa, si rendeva colpevole di uh ~ttentnto contro di esso. Naturalmente questa condot1a non poteva incontrare l'approvazione della diplomazia; pure era la condotta di un valoroso e di un galantuomo, come si mostrò in tutte le circostanze. Egli aveva imparato, studiando Clausewitz, che la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi, e, intelligente com'è, s'accorse essere giunto il momento, in cu i la politica della Bùlg:nia bisognava continual'la colla guerra. Egli doveva essere il geuerale dei Bulgari se voleva continuare nel esserne il principe . Dalla storia mi litare aveva imparato che l'ardimento, la prontezza delle decisioni e l'energia con cui vengono poste· ad effetto, sono condizioni essenziali ciel successo. Sapeva che la for tuna è di ch i la piglia pei capelli, e che il fine giustifica i mezzi, quando non urtano contro il diritto delle genti, l'umanità e il buon costume. Il successo è una gran testimonianza in favore; ma non vi è successo senza azione. Bisognava adunque decidersi immediatamente.
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« La decisione presa (comunque voglia giudicarsi) è il risultato di qua•lità rispettabilissime: sentimento nazionale, franchezza, forza di_,'. olont~! fiducia in se stesso. Sono qualità che il soldato sa apprezzare. Egl I e perc10 cbe Hel corpo degli uffiçial i tedeschi e for~e in altri, _i passi ~cl pr~ncipe Alessandro furono seguiti, fi n rlal principio, con parttco!are simpatia ». La prima impressione che fece in ~uropa l'an~unzi? del.I~ rivo.Juz.ione nuneliota fu un'immensa sorpresa. La st.ampa d1quas1 tutti I paesi, r1portanclo la notizia, non aggiunse un commento. Bisognava prima conoscere · ,chi aveva mosso le fila, per giudicare del fatto e atteggiarsi rispetto ad -esso secondo il proprio sentimento o ìl proprio interrsse. In Grecia, i.n Serbia e in Turchia, la sorpresa non fu minore che altrove, ma non esttossi un momento a far conoscere il proprio avviso. La Turchia., che sola Jeoa]mente poteva dir~i parte lesa, ricorse al solito mezzo delle proteste, ci~ando il principe Alessandro davanti al tribunaledelle pote~ze et~ropee. La Grecia e la Serbia non si contentarono di protestare, rnmacciarono; ,eppure nessuno aveva torto loro un capello. Parrebbe, a prima v~sta , che J'inorandimento di uno Stato balcanico, a spese del comune nemico, non dov~sse incontrare negli altri così fiera opposizione. Senonchè il patrimonio del comune nemico è riguardato da tutti gli Stati balcanici come ·un a:;se ereditario, di cui altri ha temporaneamente l'usufrutto, ma che, presto o tardi , bisognerà dividere tra i proprie~arii'. quindi .ogni strapp~ fatto ad e;,.so, è pei Greci, pei S~rbi, pe~ Rumeh~ pe1 .Bulgar'.•:per ,cruantt altri popoli si agitano sulla penisola dei Balcam fra il ~an.nb10 .e l Egeo, -I'Adriatico e il Mar Nero, una diminuzione del retaggio mdi visi:\ onde restano lesi non tanto i diritti dell' usufruttuario (che, secondo loro, non merita alcun riguardo) quanto i loro diritti di proprietà. Se al tribunale delle potenze si fosse presentata solo la prote:;ta della Turchia, probabilmente si sarebbe passata agli archivi. Di proteste tm:chf' gli archivi sono pieni. La diplomazia avrebbe trovato un mezzo term111e, ~n'I formola, per salvare nominalmente i diritti del Sultano; e l'am~es·sione della Rumelia alla Bulgaria sarebbe stata accettata come un tatto compiuto. Ma bisogn:iva àcquietare la Serbia, e la Gre,.;ia che domanda vano anch'esse una porzione anticipata eguale a quella del loro coer~de, e, qu:1 Che è rwroio minacciavano di [.irendersela, come avevit fatto lm . In Serbia "'" , l'esempio della Bulgaria aveva destato non solo 11 . natura Ie :specialmente .appetito, ma vecd1i rancori e nuove gelosie, che focevauo t~mere uno -scopp:o imminente. Ad evitare il lfuale, sarebbe itato necessano un provvedimento preso d'accordo fra le grandi potenze; ma quest'accordo, a ,gi uclicarne dai risultati, non esisteva.
ESTERA
Cessata la prima sorpresa, la stampa dei paesi più interessati avev:1 pigliato il suo partito, e, se non esprimeva l' idea dei rispettivi governi, esprimeva certo quella di una gran parte del pubblico. La stampa austriaca chiamava addirittura gli atti del principe Alessandro una violazione del diritto dell e genti e spi'}gava apertamen te la propria simpatia per la Serbia. L'iriglese, senza approvare' il fa tto, ne dave colpa. alle non eseguite riforme, malgrado i ripetuti consigli dati alla Turchia, e non celava la proprìa simpatia per la causa bulgara e special mente per il principe Alessandro. La Russia biasimava l'atto imprudente del principe e le velleità guerresche della Serbia, protesta v11 del suo amore sviscerato per la nazione bulgara e lasciava intendere che la Russia avrebbe accettato il fatto compiuto, ma sotto certe condizioni. Di queste si andava sussurrando che la prima fosse l'abdic.azione del principe. La situazioue diventava più chiara; ma non più facile. Il sospetto, nato in principio, che la Russia avesse avuto mano nella faccenda, svaniva. li T'!imesdava, della rivoluzione rn meliota, una spiegazione che se non è vera è verosimile: un corni lato panslavista nvrebbe preparato il movimento, che doveva scoppiare più tardi ed essere molto più vasto. Doveansi mandare in aria, assieme al governatore turco, anche il re Milano ed il principe Alessandro, affine di riun ire In Serbia, la Bulgaria e la Rumelia in un solo Stato n l'a vore del pretendente al trono di Serbia, principe Karageorgevitch. Questo comitato (dice il Times) agiva d'accordo colla Russia. Il principe Alessandro, avuto sentore della conginra, avrebbe preci pitato gli avvenimenti , per 11 0 0 essere egli stesso precipitato, sventando così i disegni della Russia che, già indisposta per altri atti del principe, non potsva assolutamente perdonare quest'ultimo.
II. - Tmttative e p1·odr<>1n·i di giierra. Frattanto la Grecia e la Serbia s'agi tavano . In un paese e nell'altro si tenevano comizi, si facevano interpellmJZe in Parlamento, ed i Governi rispondevano che avrebbero sostenuto, ad ogni costo, quelli che chiama,,ano proprii diritti: Le colonie serbe e greche residenti in Bulgaria e Rumelia protestavano, infl uendo per tal modo sull'agitazione dei rispettivi paesi. A Belgrado si domandava la •tJecchia Serbia. Ad Ateo.e si voleva la Macedonia, o almeno Candia, dove pure s'era rlestato un certo fermento. Il Parlamento se1·bo votava all'unanimità un prestito di guerra. Il re Milano aveva ordinalo sino dal 22 settembre la mobilitazione dell'esercito di prima linea; il principe Alessandro l'aveva preceduto; la Grecia se-
P.STERA RIVISTA
causa propria, l'occhio più fine rlei giudici; onde s'_av~ i4ero tosto che l'u~ oione dei due governi nella persona dello ~tesso pri~c1p_~ ~arebbe stata_ dt fatto, e presto anche di diritto, l'unione de~ ~ue ter:1~.om 10 un solo. prt~· cipato. La soluzione proposto salvava hens1 ti prest1g10 del trauato d1 Be~lino e pote.'l mettere d'accordo il principe cd il Sultano, _ma_ ~er la Se~bta e la Grecia la r1uestione rimaneva allo stesso puoto. Qmnd1 invece d1 !H'·· quietarsi, strepiwr_ono più di prim11. Pare che, se cedeva_ la Turchia, anebbero potuto cedere anch'esse; mo quella sà che l_ia ni1,nte da guado~ gnare, e queste non ha uno, o credono di .non a_ve:·e ~1:u~e da per.~e~·e. NH Ja detta soJuzione garbava forse alla Russ1p, cui d1sp1ace\'a non g1,t il fatto compiuto, ma il modo con cui si era compiuto; ~el ~he soltanto faceva colpa al principe. Essii avrebbe accettato no11 solo I unrone personale, ma la fusione più complew, n favore però di un priucipo che le avesse dato certe garanzie, quali il principe Alessandro o non potevo, o non voleYa darle. Sulla fine di ottobre i dissensi tra lui e lo Czar si erano talmente accentuati cl.te se n'ebbe una prova palpabile e decisiva.· Un decreto imperiale ricÌiiamò dalla Bulgaria tutti gli uffìriali russi che prestavano ser vizio nell'esercito del principe, ingiungendo !_oro ~li svestire l'un ifo1:me, appena passiita la frontiera; un altro decreto ordrnava la cancellazione dello stesso principe dai quadri dell'esercito ru~s? .. Però il desiderio di conservare la pacç era v1v1ssm10 presso tutte lo po. tenze, le quali fecero un ultimo tentativo: la riunione cli unn co_nferenza. Dopo molte discussioni preliminari si era venuti d'accordo sn_ ciò che do· Yeva formare l'ogge1t.:i delle disr.ussioui conforenziali. L'Io~h1l1erra da~ · prima riluttante, perchò poco fiduciosa dell'esito, ~veva finit? per d~re 11 suo iissentimento. Ma la stampa inglese (brutto sintomo) diceva d1 ~on sperarne nulla. La conferenza doveva trnttare _unicr1!nente del la quest~~~e rumeliota e scioglierla sulla base del trattato dt Be~l1110. Pe~ accordar:.• in questo c'era voluto un mese. Vi fu un momento tl.1 :1spetta1.1one gcne~ale. · La Turchia corta d'avere legalmente ragione, attendeva con fiducia la sentenza. In Serbia si credette per un istante ch_e dalla conferenza dov~sse uscirne la ristauraziono dello statn qu.o. Il re Milano sospese la pubblica. zione ciel procl:ima cli guerra che avevo preparato .. La Grecia (che forse aveva già risoluto di cedere, in ogni caso, alla Serbia, la ~recedeu_za ~ol!a guerra) mitigò alquanto le sue minaccio. Le speranze d1 pace si rtalllmarono. Egli è vero che, tutto considerai.O, non c'era da _nspeLtarsi d_alla conferenza una decisione unanime; egli è vero anc.be _più che, uscila .l_a sentenza, sarebbe mancato l'accordo sul modo di farla eseguire. Ma mtanto 1
guiva l'esempio. La Turchia spingeva anch'essa lenta meulc, come al so. lito, qualche repart.o di lruppe verso la frontiera o, per meglio dire, verso il conlìue provinc iale della Rumclia; ma si guardnva bene dall'oltrepassarlo, ben sapendo per prova che tutte le liti, io cui si mette, fini scono a sue spese. Un nuçleo di Turchi si andava raccogliendo presso Adrianopoli, un altro fra Vardar .e Struma . Dicevansi' 50 mi la uomini prouli ari entrare in campagna, e s'in.licavaoo i pascià destinati a comandarli. Forse i pascià ci saranno stati, ma degli altri ne dubitiamo; ad ogni modo·, non a,,endo dato segno di vila, non importa indaga re quanti fossero. Ivari gabinetti europei scrivev:mo al Sultano, encomiandolo della sua modera zione ed esort.andolo a perseverarvi; e questi tanto più sensibi le alle !odi , quanto vi è meno assuefatto, cambiava il ministero Said, che aveva qualche vel leitù bellicosa, col ministero Kiamil, chC' non ne nveva alcuna. Frattanto il principe Aless.indro, tenendo allii sostanza piucchè alla form a, ripetevo, su tutti i toni, di voler rispettare i diritti del Su ltano e sconfessava gli atti ostili del governo provvisorio. Cercava in pari tempo ogni mezzo per calmare lo sdegno dello Czar. Il che non gli impediva di ispezionare le truppe c1l lo frouticrn , arm:1re ed equipaggiare i battaglioni di milizia che cominciavano ad anJuire in Sofi a, cd ordinare alla meglio i repMti di volontari che si formavano in tuuo il principato. Così apprestandosi a dar prove inaspettate di attività, di coraggio e di abi lità mil itare, continuava a darne di abi lità politica . Tale_era la situazione ollii fine cli settembre e tale si mantc\ue tutto il mese d1 ottobre: le potenze continuarono a discutere, la Grecia, la Serbia e la Bulgaria ad armare, la Turchia a protestare. Gli ambasciadori delle potenze, residenti a Costantinopoli, studiavano il terrreno por una futura conferenza . Quando, non sappiamo cla qu11l parto, venne fu ori una proposta che, per un monwnto, parve dover r:.iccoglicre quasi tulli i suffragi . Se i Rumeli volevano esser governiiti dal principe di Bulgaria, perchè il Sultauo non poteva nomin:irlo governatore? Era già principe vassa llo della Turchia, poteva benissimo diventare governatore turco, senza faro alcuno strappo al trattato di Berlino. La Turchia non avrebbe perduto nulla; i voti della popolazione sa rebbero stati appagati, e i terzi non avrebbero più avuto ragione di reclamare. In quant.o al principe, positivo com'è, avrebbe facilm ente acccwita questa soluzione, con cui raddoppiava il dominio, pur di chiamarsi turco due volte; in quanto alle popolazioni bulgare, vi si sarebbero i1cconcinte anch'esse, prendendolo per un acconto; in quanto alla Turchia, si sarebbe fatta acconciare. Ma bisognava auzituLto persuadere la Serbin e la Grecia, che tale soluzione non ledeva i loro interessi. Ora i li tigan"ti hanno, in IJ
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ANNO ).Jt)(I, YOL. I.
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si guadagnava tempo e il dicembre si aniciàava; poi la neve che cade in abbondanza tanto suMa Serbia qua,J'llto sulla Bulgaria, avrebbe' posto un o~tacol·o alle operazioni militari e smor~ato l'ardore ctei litiganti; la que:;~1011e sarefube stata rimandat~1 ana prossima primavera; e ogni questione r,.marrda.ta è mezzo risolta . Uno degli organi eh.e vanno per la maggiore disse chiaramente che, quando Serbi·e Bulgari avessero finito il danaro e consumate le provvisioni, sarebbero tornati alle loro (accende - altri fece il conto di rrtrnnl.t) tempo potevano mettere i Serbi e i Bulgari a consule pro-vvisroni· e firrire i danari. Erano ra<rionamenti e calcoli e11iomare . . . . ~ st1ss1m1, ma troppo chiari. Oli interessati, prima di avere consumate le provvisioni è finiti i denari, c01ninciaTono l'a guerra. · Il 6 novembre la conferenza tenne Ja sua pTima seduta. Il ministro turco l'aprì, con un discorso inaugurale, in cui parlo dei diritti della Turchia, esa ltò. la sua f_onganimi tà, _espresse la fidu~ia ne Ha giustizia del le potenze e conchmse colla speranza m una soluzione pacifica. Per la prima seduta _ce n'era abbastanza e i plenipotenziari si sciolsero, rimandando l'altra sed'nta ~ tre· giorni a·ppresso. Intanto ·da Betgrado grunsero notizie allarmanti. l J re di Serbia informò vari gabinetti che, vista la lentezza con cui r.rocedevanu i lavori della conferenta, si trovava costretto a passare pros· s,1mam.ente_ la fro~tiera. Infatti egli era- già partito· da Nisch per Firot e I esermto s1 scaghonnva alla testata delle strade che mettono in Bulgaria. l i 9 novembre la conferenza teune una seconda seduta; ma nulla traspir~ delle sue deliberar.ioni. F1,olrnbilmente non ne prese alcuµa. L'attenzione generale non era più rivolta a Costanti11op·oli, ma- alla '(rontiera serbo-bulgara. Da questa giungevano notizie contraddittorie ma errual· mente sinistre, da qualunque parte stesse la verità . O~a era.no 1 S~rbi ora i Bul?ari cb.e avevan~ sconfinato; ora erano questi, ora qnelli aveva110 mce11diato un villag~io. Tutte imprese d'ovute all''iniziati-i,a delle milizie e d'ei volontari; ma siniorni cerer di gnerra imminente. O,trn~ta scoppiava il giorno H_. e il telegran.ma che ne dava l'amrunzio soggmngeva: « non si sa che cosa fari1 la conferenza ». Era un'ingenuità · e sembrava un'ironia . Consi?li~t~o i cre~enti nell'efficacia del f.u turo areopago per decidere · le q?estwm ~nternazwnali, o nello spirito pacilfoo degli eserciti popolari e de, goverm democratici, a considerare quanto sopra abbiamo narrato. Se. tanto hanno potttto fare, a dispetto di tuui, la SerhiR e In nutgaria, cln tratterrebbe le mani a due grandi potenze? Le moderne costituzioni degli Stati e degli eserciti rendono bensi più difficili le <TU(me iniziate per crqJriccio di chi com_anda, · ma rendono più ioevitaoili, o ·prima o dopo, quelle che hanno per causa un interesse o un sentimento nazionale.
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rQuando il prurito di menare le mani lo sente un popòlo iutiero, è più difficile a calmarsi che quando lo sentivano soltanto un sovrano ed i suoi -consiglieri intimi; quando masse di militi e di volontari impazienti si fronteggiano al confine, le fucilate scappano, senza d1e nessuno le tiri ; quando l'ansia di uscire da una situazione rovinosa spinge due governi a precipitare gli avvenimenti, la rottura delle ostilità (se non interviene una forza est?fanea) diventa un effetto di legge natmale come la caduta · ,dei gravi,
III. - .Forze dei belli9eranti . Lasciando ora in disparte la Grecia e la Tui·chia che, per una ragione per l'altra, non presero pnrte alla guerra, e le grandi potenze che non seppero impedirla, volgeremo la noslra· atteniione specialmente agli avvertimenti militari, dando prima un'occhiata alle forze di cui disponevano ' ,i belligeranti; cioè da una parte la Serbia e dall'altra la flulgaria e la Rumelia, la cui unione proclamala per voto popolare doveva presto cemen~arsi col sangue su I campo di battaglia. L'esercito serbo. - Il rtcl'ut:imento e l'ordiMmento dell'esercito serbo ·è determinato dalla legge militare del gennaio ·1883 in base al servizio ienerale obbligatorio e al sistemn territoriale. L'obbligo clurn 30 anni. La forza è divisa in tre bandri,. Le prime 1 O clnssi costituiscono il primo, corrispondente all'esercito di primn linea; le 7 successive costituiscono il secondo, detto es_ercito di riserva, corrispondente alla milizia mobile di -altri paesi; le ultime 12 costituiscono il terzo, corrispondente alla uostrn milizia territoriale. - L'ordine di battaglin corrisponde alla ripartizione del territorio. Vi sono cinque divisioni territoriali, ognuna delle qnali comprende tre distretti di • . reggimenlo, e ciascuno di questi tre circoli di battaglione. Ogni circoscrizione divisionale ha, in tempo di pace, ,1 reggimento di fanteria su 3 battaglioni di 4 compagnie, 1 squadrone di cavalleria, 1 reggimento cli artiglieria da campagna (su ,~ batterie), 1 compagnia di pionieri e ·I ·Compagnia del treno. Fuori dei quadri delle divisioni esistono i ,,;eguenti reparti: 1 squadrone ,detto della guardin reale, •I reggimento d'artiglieria da montagna su 3 batterie, 2 e<,mpagnie di pontonier'i e 2 com pagnie d'artiglieria da fortezza -con un parco d'assedio. Il totnle della forza sotto le armi in tempo di pace è di circa 11000 uomini con ·I 32 pezzi d'artiglieria. Il passaggio dalla formazione di pace a quella di guerra si fa nel $C,o
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guente modo: la fanteria e la cavalleria si quadruplica, l'artiglieria :;i raddoppia; ogni compagnia di fanteria diventa un battaglione, ogni bat-taglione un reggimento. Si vengono così ad avere 15 reggimemi su i battaglioni. I 5 squadroni si trasformano in 5 reggimenti di cavalleri11; i 5, reggimenti di artiglieria portano le loro batterie da ,i. ad 8; le 5 compagnie pionieri mettono fuori •I compagnia minatori, 1 sezione ferrovieri ed ,( sèzione telegrafisti. Ognuna delle 5 compagnie del treno prende le proporzioni di 1 reggimento e fornisce alle divisioni e al. comando d'.armata il personale pei serv :zi accessori: colonne viveri e munizioni, bl1iaglio, compagn ie di sussistenza, compagnie di sanità, ecc., ecc. Delle altre truppe che abbiàmo nominato, lo squadrone della guardia reale resta com'e; le 3 batterie .'da montagna diventano 6 e tuHe insieme formano un reggiménto; le 2 compagnie d'artiglieria da fortezza diventano i e formano un battaglione; colle 2 compagnie pontieri si formano 6 parchi da ponte, urio per ciascuna delle 5 divisioni ed uno per il comanrl<> d'armata. Cosi ogni divisic,ne serba mobilizzata viene ad avere 3 reggimenti di fanteria su 4- battaglioni, 1 reggimento di cavalleria su !~ squadroni, ·1 reggimento di artiglieria su 8 batterie; più ,1 compagnia pionieri, 1 compagnia di sanità, ,1 ospedale da campo. ,1 colonna viveri, •I colonna munizioni, •I equipaggio da ponte, 1 ambulanza, ecc. · Dipendono direttamente dal comaùdo .d'armata: lo squadrone della guardia, il reggimento d'Htiglieria da montagna, il battaglione d'artiglieria da fortezza, la compagnia minatori, le sezioni f~rrovieri ~ telegrafisti , più una colonna di munizioni d'artiglieria da montagna , ·1 parco da pont.i di riserva, ·I ambulanza di riserva, 1 colonna munizioni di riserva, ecc., ecc. La fo rza totale dell'esercito di prima I.inca in formazione di guerra è -di 70,000 uomini con 264 pezzi, così ripartiti: 60 battaglioni di fanteria (su 23 uffkiali, 78 sottufficiali, ,13 trombettieri, 64-0 soldati); · · 2 1 squadroni di cavalleria (su 6 ufficiali, 2·1 sottufnèiali, · 3 trom~ bettieri, 1.rn wldati); 40 batterie da campagna (su 5-nffici;li, 13 sottufficiali, 64- soldati e 6 pezzi); 6 batterie da montagna (su 3 ufficiali, 9 sottuflìciali, H soldnti e ,i- pezzi); 5 compagnie pionieri. (su 5 1.lflìciali, -15 sottufficinli, 106 soldati). Cioè circa 55000 combattenti , a cui aggiungendo le truppe e il personale addetto ai servizi accessorii, si ha il totale <li 10000 nomini .
In caso di mobilitazione l'eset' cito di prima li nea costituisce inoltre i secruenti reparti complementnri: 1 battaglione di deposito per ogni reggim~nto di fantcrin, 1 squadrone per ogni reggimento di cavalleria, ·I batteria per ogni reggimento di artiglieria, 1 plotone per ogni compagnia pontieri, ~ioni.eri, ecc ., e_cc. . , ,, . . . . L'esewto' d1 seconda linea (.2° bando) for ma aneli esso ;) d1v1 s1on1 com,poste (almenQ sulla cHta) come quelle di prima li nea. L'esercito di terza linea. (3° bando) c-0stit.nisce 60 battaglioni. Basta co nfrontare la formazione e la forzu del tempo di pace con quella ,del tempo di guerra, per accorgersi che ~ell'esercito serbo l'elemento rn·i · .tizia sovrabbonda. Nè potrébbe essere al trimenti, data l'esiguità dcli: ,popolazione (1 900000 abitanti su ~8650 chilometri quadrati èli territorio), la ristrettezza dei mezzi e il desiderio, o la necessità che sia, di avere all'occorrenza sotto mano una forza relativamente grande. Ma se ciò potevn ,costituire uno svantaggio di fronte ad altre truppe, che avessero fatto sotto ,le arp1i un tirocinio più lungo (come quelle delle due divisioni perinanenti bulgare) non io costituiva di fronte al complesso delle fo rze bulgare e rumele, che in media generale avevano un'istruzione e un'educazione fors'anche minore. Per ciò che rigunrda l'ossatura dell'esercito, ·tutto portaYa a credere che i quadri dei Serbi, da gran teinpo formati e qua:::i senza lacune, fossero molto più solidi che quelli dei loro av~ersari, massime dopo la partenza degli ufficiali russi. In quanto al· 'l'armamento, all'equipaggiamento, all'ordinamento dei vari servizi, la .superiorità dei Serbi era anche maggiore. Se loro mancavano molte cose, .ai loro avversari mnncava quasi tutto. Si aggi unga che l'esercito serbo ha l:)crià le sue tradizion i cd i suvi nvversari facevano le prime armi. ·Era dunque opinione generale che i Bulgari ed .i Rumeli non 11vrebbero potuto opporre una seria resis te.nza e che in dieci giorni al più la ,campagu:i sarebbe fin ita coll'entrata dei Serbi in Sofia. Non mai previsioni meglio fondate fiirooo più completamente smentite. L'esercito bulgaro. - L'esercito bulgaro è nnto colla Bulgaria nel 1879 · fu riordinato nel ,188t. Il reclutamento e l'ordinamento è basato, . . ,come in Serbin, sul servizio generale obbligatorio e sul sistema terrttoriale. Tobbliuo dura 42 anni: i primi 3 nell'esercito di prima linea, i'• · ,successivi in ~,nello di sec.onda linea , chiamato di riserva; gli ultimi 5 in quèllo di terza linea o milizia territoriale. La ferma ordinaria souo le -.armi è stabilita a 3 anni, ma effeit.iva rnentc ci si resta assai meno. Il territorio è diviso in due circoscrizioni divisionali, comprendenti .,ciascuna quattro distretti di rell'oimento, .ed ognuno . di questi tre circoli l:)~ ,di battaglione. Corrispondentemente a questa ripartizioni: territoriale, vi_
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sono_ d~1e. c~i visioni _attive di ,t reggimenti su 3 battaglioni di 4 compagnie.. Ogni d1v1s1oue ha rnoltre 1 reggimento di cavalleria su 4 squndroui e 1 reggimento d'artigì ieria su 6 batterie con 4 pezzi cinscuna . Fuori dei quadri delle due divisioni esistono: 1 squadrone di guardiea cavallo, ~n battaglione del genio, 1 compagnia d'artiglieria da fo rtezza, 1 sezione pontieri , 1 sezione del treno e i nuclei per la cost.ituzione decrli· 0 altri servizi accessori. · . Il passaggio dalla formazione di pace alla formazione di guerra si fa, mgrossando le unità già costituite. Non si banno, o almeno non si avev,100, i quadri per uniti\ nuove. Il battaglione, che in tempo di pnce ha 700 uomini, viene portato a ·f 000. Gli squadroni di cavalleria ha uno p_ress'a poco la stessa forza in tempo di pace come in tempo di guerra, cioè da HO a '150 uomini. Le batterie portano i loro pezzi da 4 a 8 e i· loro uomini dn 130 a 180. L'ordinamen to, come si vedr., prese.nta meno elasticik1 che i~ Serbia. ~ unità, in tempo di guerra , restano tante quante in tempo di pnce; ma m complesso sono composte di nomini più istruiti. La differenza tra le due formazioni di pace e di guerra non è grande; mentre la forza compl~s~i''.3 dell'esercito bulgaro in tempo di pace è calcolata a 20000 uomm1, m tempo di guerra si calcola a 32500, cioè 2i 000 di fanterin, ,i 500· di cav~J.leria e 2 1_00 di artiglieria. Il resto è dato dalle truppe suppletive e serv1Z1 accessori. L'11sercito di prima linea della Dul 0ouia equivale per la _sua forza, e somiglia pel suo ordinamento, ad uno dei corpi d'armata dei grandi eserci ti europei . Per. .le .truppe di seconda linea, l'organico porta ~4 battaa)io~ di 1000· o uomm1 ciascuno, ma non si avevano i quadri . . Da qu~nto prec~deapparisce, che la mobilitazione dell'esercito di prima !me~ non P?tev:i mcontrare diffi colk1 sotto il rapporto del personale, salvo m c10 che nguarda la sostituzione degli ufficiali russi; nrn dubitavasi che ue nvrebbe incontrate di gravissime sotto il rapporto del materiale, e ritenev11s1generalmente che la partenza di .detti ufficiali lasciasse unn lacunn da non potersi colmare. Le forze della Rumelia. - Il reclutamento e l'ordinamento milita re della Rumelia ha per base anch'esso il sistema territoriale e il seirvizio obbligntor_io. L'obbli~o dura 12 ann i, dei quali fl nella milizia d,i primo band~, _4 m q~1ell;i d1 secondo e a. in quella di terzo. In tempo di pace· non v1 e esercito, nel vero senso della parola. Il territorio è di viso i11 ~ 2 dist~etti di reclutamento, ognuno dei quali forma, all'occorrenza, 1 battaghc,ne di primo bando, 1 di secondo ed 1 di terzo. Il comandante dek <lisi.retto comanda, in tempo di guerra, il battaglione di primo ban do . 1
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353 Questo solo ha in tempo di pace un nucleo di 50 uomini, costituenti 1 compagnia. Questi. cootrnggooo volontariamente una ferma di due anni, dopo la quale vanno in congedo illimitato, col gr:1do di sottufficia li. La compagnia permanente fa il servizio di guardia e nttcode all'istruzione delle re,::lute, che viene impartita in quauro periodi di due mesi ciascuno. I,n settembre hnnuo luogo le manovre, n cui prendono parte le 1trc c!assi più anziane della milizia di primo bando. Quando i mezzi lo consentono, si fa anche un'istruzione quindicinale a r1ualche classe di secondo bando. Vi sono poi le istruzioni dei giorni festivi. Oltre i suddetti nuclei di battaglione, esistono in tcmoo di pace cli cmlirioni di 4 battaglione d'istruzione, di ·1 squadrone, di. 1 ba,tteria°e di ~ c?m_ragnia del _genio. In tempo di pace non vi sono :idunque uuità super10~1. al battagl_10ne. In tempo di guerra i' ,J2 batt.1glioni di primo bando, umtl a reparti delle altre armi, di cui abbiamo detto e~istcre gli embrioni, devono costituire 1 divisione su 2 brigate di 6, battaglioni , più 2 squadroni di cava lleria, 1 batteria su ,i pezzi, -1 compagnia del genio. In tutto circa rnooo combauenti. Coi ~ 2 battaglioni di secondo ban do ò prevista la formazione di un'altra divisione, e l'esterebbe come ultima riserva la mil,izia di terzo bando. Le forze della Rumelin costituiscono un corpo a sè, ma sono, nello stesso tempo, parte in tegrante dell'esercito turco. La nominn deali uffi 0 ciali spetta, o almeno spettava, al sultano. . Il prfm_o ord!nament~e la prima istruzione militare in R umelio fu opera d, uf6cia!1 russi, come m Bulgaria. Senonchè, mentre a quelli che presero servizio in Bulgaria venne conservato il posto, ai loro colleah i di R tt· melia si fece sapere che per restare dovevano dimettersi; per il che soltanto una cinqunntina restarono; ma in compenso non poterono più essere richiamati. A costoro si aggiunsero ufficiali di ali.re nnzionalità, e più tùdi molti Bulgari e Rumeli che avevano fatto un corso di 9 mesi ;illa scuola milittire di Sofia . Allo scoppi:ire della guerra vi erano, nella milizia ru-· meliota, ufficiali dì quasi tutte le nnzionalità; ma neppure un Turco. I Russi cbe vi si trovavano fi no dalla prima costituzione, copri vano naturalrnente i gradi più elevati . Si ritene,•a dn tutti che in Rnmelia, :1nche più che in Buloaria, la mobilitazione avrebbe incontrato gravi diflicoltà por mnncanza materinle, e che ad esse si sarebbero aggiunte quelle provenienti dalln specialità dell'ordinameot.o. Per queste ragioni, era opioione generale in Europa (~uale almeno appariva dalla stampa) , che, nella migliore ipotesi, il princ~pe Alessandro non avrebbe p0tuto oppMre (fra Bulgnri e Rumeli) più d1 .rnooo uomini ai 70000 invasori. . 1
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I V. - Mobili tazione e prfoio schieram,ento.
serbo fu r·.Jubbli'cato , eome a)• I . L'ordine d di· mobilitazione dell'esercito · b1amo p etto, 11 ~2 settembre e riguardava solo J'eserc,·to d" · 1 · 1 rima 111ea . L' · . . < ese~u1.1one com1nc1ò immec~iata_m~nt~; ma procedeue lenta ed a sbalzi, 0~1de semb~a cbe, solo verso I pr1m1dt novembre, i reparti di fan teria ab1!rnno raggiunto la l~ro forza di guerra, cioè 700 uomi~i per battaglione. Secondo ~lcune cornspondenze però, questa forza non fu mai ramriunt.i. La fanteria venne armata con buoni fucili lVIauser-~f,.lanov·. .,d., · . j" · • IC, e C(JUI· paggiata_seoza e1ll1coltà; ma non fu possibile completare gli squadroni e le bauene. . V'era. aozi~t~ s<:3 r~itù, in paèse, di cavalli da tiro e da sP,lla; d'altronde il materinlc d art1gl10na era cosi vecchio e cosi poco adatto alle esirrenr.e
del~a ~u~1-ra m_od~rna , che s_i dov_ette_ rinuùziare a portarsi appres:O gli ant,cln canno111 d1 bronzo es1steot1 ne, depositi. E siccome il nuovo armamento con_can.nooi francesi, sistema Dange, da poco adott:ito, era ent~·ato appena.m via d'esecuzione, cosi si trasse partito dei pochi pezzi che ~1 avev~no di questo modello e di quelli d'ahri modell i che si trovavano 1~ Serbi:,, a sco~o ~'esperienza, o ch'erano st..iti predati ai Turchi nell'ultima guorra. Quindi le batterie si trovavano armate di cannoni Banrre l~rup~, Armstron~ ~ ~i a!trc spe.cie ancora; con tuttociò non pare che scoppia.re delle ostil,~t, s1 aves~ero pronte più di 20 bauerie da campagna e 3 da ~ on~ag.na . Gli ~quadron, sembra che non sieno stati mailpiù di ,f 2. l battagl_ion1 d1 fa nteria v'erano tutti 60. Per ciò che riguarda i ser vizi accessori è molto dubbio die fossero al completo. _Durante la mobilitazione, che è il prologo della guerra, si svelò per In pri~a_volta un fatto, che doveva apparire più chiaro sul teatro delle O er~iz,~m e sul camp~ di battaglia. Diciamo si svelò a noi lontan i e str~inieri, ma non cre~1amo ~be fosse iguoto al governo del ·paese. La guerni no~ _ern ~op?fa_re rn_ ~erbra. Pr~m_ossa da 11~ partito, fatta specialmente pm m~e1ess1 dmast1~1 , e forse 1st1gata dal dt fuori, essa non rispondeva al sen~tmeuto pubblico, come le guerre sostenute dalla Serbia contro la Turcl~rn. 9uest:a~er~iooe, o almeno· quost'indifferenza, di una parte del pubblico s1 esplico anzitutto nel modo lento esY11gliato con cui i richiamati accor~ero sotto le armi; moltissim i non risposero; mancarono nffatto i volontari. L'assenza di volontari non avrebbe significato, se Ja moùifi1azione ave~se compreso le milizie di seconda e di terza linea. Quando in un paese ?gnr ~om~ _abile _t~ova il_ ~~o po~to nell'essercitò, i reparti di volontari / ~ono mutilr, anzi 1mpossr!:nl1. Ma siccome delt.e mi lizie furon o lasciate a
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casa, l'assenza di volontari, iu un paese che ne ha le tradizioni, basta a dimostrare l'impopolaritù della guerra. Malgrado ciò l'esercito serbo, con una forza che poteva oscillare intorno ai 50000 combattenti , cou 130 a '1 !~O pezzi, era sempre superiore a quello del nemico, anche ritenendo che, prima di venire al cozzo, i Rumelioti avessero potuto dare la mano ai Bulgriri. Mobilitate, sul luogo di loro formazione, le truppe, durante il mese di ottobre, la Serbia le avviò al confine divise in tre gruppi. Quello di mezzo, composto di 3 divisioni, si scaglionò a cavallo della.grande strada Nisch-Pirot-Sofia, colla testa vicina alla fronti era; prima, a partire dal confine, la divisione della Schumadia, poi quella della Drina e terza {!uella del Danubio. Esso costitui va la forza principale dell'erercito serbo: da 30 a 33000 combattenti. Più a sud, nella valle della Morava, presso Vlassina, al di sopra di Lcskov11c, si f<\Ccolse la divisione detta della Mo· rava: da 9 i 10000 combattenti . I suoi avamposti si stesero a pochi passi dal confi ne, sull'alti piano d1 Vlassioa. A nord del gru ppo principnle, nella valle del Timok, presso Zajec,ar o dirimpetto a Bregovn, quasi sul confine, rndunossi la divisione del Timok, forte anch'essn di !J a 1000() combattenti. II comando supremo venne assunto dal re Milano, che pose il suo quartier generale a Nisch. Se ai reparti di truppa mancavano molte cose, il quartier generale era al completo: Dragashevitch colonnello di stato maggiore, Atomazkovitch tenente colon nello di stato maggiore, Bogijchevitch colonnello capo dell'artiglierin, )Jagdalenitch tenente colonnello capo del geoio, Diordjovitch meJico capo del servizio :;anitario, Popovitch uditore generale e Diovitch commissario generale. ·li sistema tt}rri toriale, su cui si basa il reclutamento ùell'esercito serbo, aveva improntato questo primo schieramento. Le due di visioni d'al.a si erano radunate al limite della loro circoscrizione, ed il nucleo centrale si era scaglionato a ca vallo della strada Nisch-Pirot-Sofia, colle Ji\·isioni nel.l'ordine stesso con cui erano entrate nella zona di schieramento. Tale strada era assegnata alle dette divisioni come linea di comunic:1zio11e colle rispettive circoscrizioni territoriali, e come linea principale d'operaziooi contro la Bulgaria. Il nucleo centrale e la divisione dell'ala destra stavano a circa quattro giornate di marcia dalla capitale della Dulgaria e ad una d'intervallo fra loro. Avevano per obbiettivo immediato e comune detta capitale. La divisione del Timok invece era alfatto staccata e destinata ad operare indipendentemente nel distretto di Viqdino. Dalla sua zona di radunata, circa quattro giornate a,uord di Pil'Ot, questa di,·isioue avrebbe dovut(j 1
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f.are almeJ10 otto tappe per ginngere a Sofia. Dal momento che così risolut~m:nie, fin dalir!ncipio, s~·rinun.ziava al concors,o di essa nelle o.per~z10~1 contro la capuale nemica, pare che si credessero piuccbè st1ffi.01en11 a tal uopo le altre quat.tro divisioni; ov~ero la bramosi.a di me.ttere pres~o la ma?o sul_la e.osa ago~nat~ (i l di-streu,o di Viddino ern J',o~.getto Jpecrnl:. de~h amori del!~ Serbia) fece perdere di vista il prjnci,pio, che _I_essenzw_le rn guerra è d1 battere l'esercito nemico, m.assime qaand'esso s1 rne_ Hll J~ po&izion~ da sbana~·e la strada al cuore del paese. No, pero propendiamo per la pri,m.a supposizione. Tn.tta l'Europa ere· ~eva .che la campagna sarebhe ·lìnita in pochi _giorni coll'entrata dei Serbi tn Sofia; era adunq~1e na.turale che fossero anche essi dj quest' O[}inione, e_,ohe c,re.dessero facile il ,l0rocòn1pi10. E.d inv,ero avendosott'occhioecon.~idera~do soltanto IIJ carta topografica e le tabelle statistiche; era difficile ·1~mag1na1~ d1e uno_~tato io(erio1e in forze, co!le fronii ere aperle, politicame~te ~sola~, _m,huirmente sor,preso e minacciato da due parti, doves.se rmsc1re :mc1tore. Ora pass,ìa,mo in Bulgaria. Il decret? dt_ m?biJitazione cieli' esercito bulgaro porta la data de) ,19 5.ette~bre; Il prmc1pe lo pubblicò ~rima di partire per Filippopoli . E siccom.e rn qu~I tempo potea credersi che, se alcuno avea diritto e i,nteresse di muoversi per reprimere la rivoluzione dei Rumelioti erano soltanto i 'l:ur.cbi, così _il prin?ipe ordinò .che tutte le truppe bulg;re pronte a ~arc,are l_o s~gu1ssero lll Rumeliu. Quivi, flno µal ,J8 sett.embre, il Governo .prov:1sor10 aveva preso misure cli difesa, inviando p.er ferrovir, ,1d Hermau)i, pre~so ~J confine tur~o, ~~a part~ delle milizie che, arwunto in settembre, sogliono radu~;wrsia F1J1ppopoh perle manovre; s'apprestava a mand_are le altre, quand_o l'inaspettata attitudine della Serbia fece palese, che bisognava ~uardars:i da fronte e da tergo. Questa circostanza impedì che, fino .all'ultimo momen~o il principe Alessandro potesse far prendere alle sue truppe un vero sclueramento su, qn.esta o su quella 'frontiera . orrli dove~te_tenerle i~ posizione tale da volgerle, ali' evenienza, sia co;tri i S~rb, sia.cvntro_ t _Turchi. Intanto diede opera perchè, il più .celeremente e Il meglio possibile, procede.sse la mobilitazione. Questa incontri) meno difficoltà di quanto, fuori della Bulrraria era stato supposto. I_ richiamati Slitto le bandiere accorsero pieni d'en~usia~mo. Verso la ~età d_, ottobre, i riparti di prima linea si trovarono aJ completo. N~n sappiam~ ~n 1ual gi~rn.o si~ c_orninciata e sino a qual punto siasi s~1nta I~ n:1ob1Irtaz10ne dei r1part1 d1 seconda linea; mar, certo che molti d~ qt~~st, s_1 trovar~no poi in cam~agna e pare anzi, che ogni reggimento cl, pri_~a linea ~bbia a~u!o, p~r ?mota, a Imeno un battagl ione di seconda. Or11 ~1ccome d1 questi r1part1 d1 seconda linea non esistevano i,quadri, IJ
così bisogna dire che sia avvenuto il caso inverso del solito: men tre ge- · neralmentei quadri delle milizie si trovano sulla carta e mancano al momento d'entrare in campagna, qui si trovarono in campagna senM essere sulla carta. Oltrecciò si formarono nu merosi corpi di volontari, che an- · cb'essi ebbero poi, qua e lit, un utile impiego. Lo stesso avveniva in Rnmelia. Tutte le autori tà, tutti gl' impiegati erano rimasti al loro posto, e fecero il posS.ibile per aiutare il nuovo Go-~· ve.mo . Fu anzitutto uu atto di a vve~utezza fare lari voluzione in settembre, quando appunto una gran parte delle milizie era sotto le ar,,1 i per le manovre; l'altra parte si affrettò ad /,\ccorrere alla prima chiamata. Sicchè pure · la Rumelia riuscì a mettere in ca mpo tutti i suoi riparti di prima linea . e alcuni di ~cconda. L'armamento e l'equipaggiamento dei Bulgari pre:;ent:wa un misto di vari sistemi. Parte della cavalleria era apa foggia austriaca, parte alla · cosacca. Tra i fucili ve n'erano di ogni specie, ma prevaleva ,i l Derdan. Anohe l'artiolieria poteva dirsi 11ssortita , siccome quella che proveniva da., l:) • • -prede turche e da regali russi. La Rumelia era armata ed equ1pagg1ata · come la sorella maggiore; senonchè tra i fucili, invece del Berdan, predominava il Krnka. I cannoni della Rumelia non sapremmo di che ti po · fossero; ma siccome erano quattro in tu tto, possiamo passar sopra que~ta ~ par1icolari1à. Notetemo invece che tanto i?1 Bulgaria quanto in R~m elia , ~i era quello spirito che fa Luone le armi. Di materiale da guerra s1 scar-seggiava assai; ma, da una pa1:te, la circostanza di fa r guerra in casa pro- · pria ne rendeva meno grande il bisogno; dall'al tra, il concorso spontaneo , ~ alacre della popol3Zione suppli va a molte mancanze. I buoni d~i com,mdanti di truppa erano accetto ti da tutti come danaro sonante. È(lco in qual modo anche qui si espl icarono, fi no dal tem po della mobilitazione, i sentimenti del paese. Bulgari e Rumeli scesero in c.am po con · tQ.tto l'ardore di genti nuove che, per la prima volta, con esercito proprio, . con principe proprio, pon istigl)to, non protetto, anzi abbandonato da'suoi protettori, ricorrono all'armi per qifendere l'opera propria. Dal contegno do! principe è lecito l'\ rguire che la ri volnzione della Ru- · m.elia sia sta ta da lui prevista. Quindi l'eventualità di una guerra, che nessuno s'aspettavo , dovette entrare ue'suoi c~lcoli; e questo ebbe certo un'inOnenza sugli apparecchi, almeuo per ciò che riguarda il personale. Le cariche l asci11te scoperte dagli ufficiali russi non vennero confidate a , caso. La bontà delle scelte, provata daJr esito, torna ad onore gra~dissi mo · di chi le ha fau.e, e mostra -che il principe, in prèvisione degli avvenimenti, avea studiato bene i suoi uomini. La sostituzione degli ufficiali·, russi, fattasi senza attriti e senza danni visi.bili nel corso della campagna, .
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,è uu indizio sicuro dell 'abili tà del principe, delle qualitù mil itari dei Bulgari, dello spirito con cui s'è combaltuta questa guerra, ed anche della buona educazione da ta da quei Russi che, ali&vigilia del la prova, partirono . Erano circa 150 io un esercito di solo due divifioni; i 'JUali , ·partendo, lasciavano letteralmente vuoti tu tti i gradini do Ila scala gcrarèl1ica ·da capitano in su ed anche molti posti da ca pitano. Essi erano. st.ati gli ordinatori , gl'istruttori e gli educatori dell'esercito; l'nvevano preso alla ·sua prim a forma zione e portato nl punto a cui si trovav!l . Avev:ino sempre avu to in mano le·redioi dell'am ministrazione e d'31 comando; le abbandonavano al momento di entrare io campagnn, Il principe Ale3snodro non si sconcertò; accompagnò ì partenti colla -ospre3sione del più vivo cordoglio e della sua eterna riconoscenza per quanto avevano fotto in pro del la Bulgaria; ma forse disse in cuor suo: 1tntto il male non viene per nuocere. Quiudi mise nlln testa d'ogni reggimento un capitano della stessa arma, nominò ministro della guerra uu c.~pitano d'arLiglierio . Gl i uflìciali subalterni ed auche vari sottufficiali diventarono, ri.spet.Li va mente, comanda o ti cli bau.agliooe, di squ:1d rone, di ,compagnia; di batteria . E quasi tutti fecero la campngna col loro grado; ,perchè il principe, o sia per non sollevare intempe,,tivamente, nè pregiu.cJicare questioni di avanzamento, o sia per conservarsi un mezzo di appa·ciarsi lo Czar, lasciando vuoti i posti degli ufficiali russi pel c:1so che Titornassero, fece pochissime promozioni; distribuì le ca riche secondo la -capacità; ma lasciò a ciascuno il proprio grado. Solo d:1 qualche tempo il ministro della guerra si fi rma maggiore. , La massima parte di questi cnpi tani ernno uflìc iali da l 1878; il ministro dc11la guerril lo era dal 1875 è, n quanLo pare, pro veni va dalla Uussia. Il più vecchio aveva 35 ouni. Quasi tutti però erano usciti da lle scuole russe ed nvevano combattuto come ufficia li, sottufficiali o soldati nel:1·u ltima guerra russo-turca. Il com:indo in cnpo !'u assunto dal principe, il cu i stato maggiore consisteva nel capitano Petrow o un suo aiutante. Questi spostati li vedremo in campagna; intanto osserviamo che per trovare l'esempio di un altro esercito che, quasi dav:inti al nemico; pcr·d uti d'un colpo tutli i suoi capi, non si scoraggia, non si confonde, ma -creati capi i subalterni, riesce a cavar,;i d'impaccio; bisogna risalire tino ai dieci mila Greci cli cui parla Senofonte. Senonchè quelli si ritirarono iiu buon ordine e i Ilulgari in vece vinsero. Egli è vero che ai Bulgari rtistav:i il principe. La radunata delle forze bulgare e rumelc si fece, all' ingrosso, in tre grnppi. Ln milizia rumela e uno divisione bulgara mista di ru meli, reclu :tnti spccirllmente noi distreui orientali (in tutto 25 mila uomini), si racIl
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-colsero come grosso doli'eserd to presso Fi li ppopoli , scogliona~~osi <J_nind~ lungo la ferrovia da Filippopoli ad Adrianopoli, colla testa ~,cmo a1con~ . fini della Turchia. Un'altra divisione mista, reclutata specialmente ~et distretti occidentali e forte di 15 mila uomini, si. conccn~rò a _Sofia, .spmgendo gli a\'a mposti per Dragoman e fi no ai coo fi~1 serbi; t~n c~ 1st~ccamento infine, composto delle tre armi, s1raccolse nel dt~tretto d1 V1dd1 n_o. e spinse i suoi avamposti fino a Zadlijc, di fronte a ~:uccar. Q~c~to di: staccamento, verso la metti di novembre, avevn ragg1unt_o una .J~1za di circa :~ooouomini, la maggior parte milizia ùi seconda lrnea e di volontari. li (iriocipe restava ancora a Filippopoli.
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V.' - Dichiarazione di guerra, giudi'1 i, pronostici. Fino dal ,t 2 novembi·c, dispacci da fo nte bulgara a_nnunz_iav~ no eh.e leostilità erano cominciate il matti no stesso dn parte dei Serbi '. d1spac~1 da fonte serba recavano invCCP. che erano cominciate da parto dei Bulgari. Ad OO'ni modo fu rono nulla più che s,ontri d'nvamposti. Il ·13 a ~cr_a , las: rbia dichiarò la guerrn. Questa dichiarazione si fecè con un'mt1mazione al nemico, una partecipazione olio potenze e un proclnma ~I p~cse. Non conosciamo il testo dell'i ntim::izione ol nemico. Lo partec1pa~1one allo pote~ze, fa tta in pcrsonn dei roppres~nt~nti esteri in Belgrado, ~1:e'? · che lo truppe bulgare avevano auaccotu 1_1 g1~rno :intece~e~te I~ ~0~1z:om occupate da un battaglione serbo, sul territorio, :er~o, nei dmto1 ~1 dt 'las. . che il Govem o renio riguardando quesLrngmsta aggressione come· srna, II . . una J ichiaraziooe di guerra da parto del Go,,erno Le p)'1nc1pe, ave_va fa tto notifie3re n Sofia, che si considerava in istato di gu~rra, a pa rtire da sabato ·I+ novembre, ore 6 antimeridiane; che l'aggrcss1on~della Bulaaria giustificava la decisione della Serbia; che questa per delereuza alle ~otenze s'era imposto fin allora un'estrema riserva, sperando che t>ss~ avrebbero messo a dovere la Ilulgaria; che ciò non essen?o an enuto, s1 trovava nel cnso di legittima difosn; che il re avea preso il comando supremo delle truppe in campagna e avrebbe ~isp~uato i diritti del ~nito.no . Il proclama alle popolazioni ha t.nuo_l'an ~ d~ un ~ocu1~1ento d1plom~tico, come la Nota precedente; quas1cche la ~1cl11araz1onc d1 guerra aves,,e bisogno di essere giustificata non solo da vanti o.I le potenze estere, ma anche da vanti al proprio paese. ,. . In questo proclama si dichiara che, p~r proteggere _gl 1~teress1_ della Serbia, s'erano dovute prendere tntte le m1sur~ eh~ la v1~laz1one_dc,_tr.ittati per pnrle.della 13ulgaria renrlevn necessan e, e che s1 era agito rn tal
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modo per- mostrare chiaramente, che la Serbia non può restare intliffere~te da l'a_nti una perturbazione dell'equilibrio delle forze nella penisola · dei l1alcan1, rnpratutto quando ha luogo ad e~clusivo profìtlo di un cattivo vicino. . Si entrava a parlare di rnggini aÙtiche, di vesssàzion:i doganali, d'in ... · coraggia~e~ti dati ai sediziosi ed altre simili mi>erie. Indi si prosegui va : . « I cau1v1 trattamenti fatti subire a sudditi serbi in Bulgaria, le misure « prese · per cbiudere la frontiera e la radunata alla frontiera stessa di · « masse di volontari indisciplinati, che hanno attaccato mi,no armata, non « solo le popolazioni dei confini, ma pur anco le regie truppe, sono fa tti « co~tituenti tale provncazione, che gli interessi più sacri del paese, la di« gnttà dd popolo e l'onore dell'esercito impediscono di sopportare. • _Tali sono le ragioni per cui noi accettiamo lo stato cl' ostilità pub" blica creato dal Governo bulgaro, ed ordiniamo al nostro bravo e fe« dele esercito cli passare la frontiera. Il trionf~ della giu~ta causa dei « Serbi non dipende dunque più che dalla sorte delle armi, ch i valore « dell'esercito e dalla protezione dell'onnipotente. « Facendo conoscere qlrnsto stato di cose al nostro popolo, noi contiamo, « nella gravìtit delle presenti circostanze, sopra il suo amore :dia patria « e la sua devozione alla santa causa della Serbia ». Affatt~ div~rs?, ~re_ve, energico, bello è il proclama del principe: I ·· « frat?lh serbi c1 ?1chiarano la guerra, invece di aiutarci. Essi vogliono « rovmare la patria nostra . Cornggio, soldati, difendete le vostre donne, « i .vostri focolari . Combattete, inseguite, fino all:t sua com[4eta distru« z10ne, un nemico che vi attaca vilmente, proditoriamente, Dio ci aiuti « e ci dia la vit~ora ». Come vassallo della Turchia, il principe non :tvea nulla da comuu,carealle potenza; comunicò, per telegrafo, al Sultano l'in~asione d~i Sert~i e_l'ordine dato di re3pingerli; chiese in pari tempo quali fos~ero le mtenz10rn della Porta nella sua crualità di alta sovrana; perchè egli, vassallo, poteva battersi, ma non trattare col nemico. In Euro~a, l'atto _dei Serbi destò meno indignazione di quanto (visti gli anteced_ent1) era lec1t~ supporre. E ciò per la semplice ragione che gli ag- . gresson erano creduti forti e capaci di decidere in poco tempo la questiooe colla guerra. La fo rza è un grande argomento in favore. Pare che con tanti libri di statistica militare, con tanti studi sull'ordinamento e l'armamento dei diversi eserciti, colla pubblicità dei bilanci, · colla stampa giornaliera che tutto vede e nulla tace, le forze di uno Stato non dovrebbero più avere alcun che di nascosto , e la br,uerra . ,. dovrebbe es··sere un gioco a carte sèoperte. Eppure forse non mai come da qualch<i , ,decennio ~i sono fatti tanti pronostici falliti. (<
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Tutti ricordano la mera·viglia, lo stupore, che colpì l'Europa nel ·I 866 all'au·nu'tnio della strepitosa vittoria dei Prnssiani a Sadova. O'gni militare, ogni uomo discretamente istruito, sapeva quanti nomini, qnanti·cavalli·, quanti cannoni aveva• il re d1i Prussia; eppure quella vittoria fu come la rivelazione di una forza nuo va a tutti sconosciuta. Lo stesso fenomeno si è ripetuto in proporzioni maggiori nel •I870 . Quandb il telegrafo recò l'anll'Unzio delle prime vittorie tedesche, ru uuo sbalordimento genetale; noo solo il grossi, pu!Jblico, ma anche gli uo01in'i1 più competenti (questi forse più· degli altri) restarono a bocca aperta. Vedendo l' esercii.o francese 1'etrocedere, sfasciarsi, chiudersi in fortezze, arrendersi in proporzioni tal i, che non hanno riscontro in nessun' epoca e presso nessun popol'Ò, non si voleva credere ai proprii occhi, o si assisteva allo svolgersi d1 quel dramma ina:,pettato, come il villano assiste ai gi!lochi di prestigio. Eppu1·e l'ordinamento dei due eserciti, i loro sistemi di reclutamento e di mobil itazione, le condizioni naturali della zolla' finitima , le ferrovie che l!l trnversano , le for tezze cl\e la chiudono e via dicendo, tutto ciò. era stato oggetto di profondi studi. I fucili , i cannoni, le mitragliere, i parchi, il carreggio, le mnbulanze, gli equipaggi da ponte, i forni da campagna, i viveri in conserva, le giberne, le ghette egli stivali, tutto era stato descriu.o, sperirnentalO, confrontato. Si sapeva di sicuro ([jetchè l'aveva detto il ministro) che ai ]1rancesi non mancava un bottone; si era incerti quanti ne mancassero ai Tedeschi, ma tutto il resto si conosceva. :tlfono note erano forse le rispett;ve condizioni dei Russi e dei Turchi nel 4877-78, ma se ne·sapeva abbastanza, per ritenere quasi impossibile quanto è realmente successo. Nessun si sarebbe mai aspettato la resistenza che rea lmeute opposero i Turchi. Le loro prime vitlOrie parvero incredib!li, la difesa di Plevna parve un miracolo. Diremmo quasi che le sorti di quella campagna mutarono, quando il pulJblico e gli uomini ·competenti cominciarono ·n cambiare pronostici, quasi che l'esito dovesse essere sempre contrario alle pr,wisioni. Però non mai la fallacia dei ·pronostici fu così luminosamente provata , come nella recente guerra tra la Serbia e la Bu!gal'ia. Le forze militari di questi paesi erano abbnstanza conosciute; si erano studiate con quelFamore, con cui si studiano le novità. E poi non v'era da confondersi. In mezzo foglio di carta, fra quattro colonne di cifre ed una di annotazioni, ci sta tutto. Alla vigilia della guerra, più o meno esattamente, tutti i gior-. nali aveva110 fatto un poco di statistica. Da una parte vi erano cinque divisioni, dal!' altra 1luc; da una parte i quadri completi , dall'altra la scala gerarchica vuota da capitano in su. Da una parte i magazzini abbastanza provvisti e un grnzzolo di 25 mrliolli tutti a spendere per la guerra; dal-
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l'alt.ra i magazzini vuoti e bolletta completa; di qui un esercito che avea già fatto le sue prove, di là un esercito nuovo, non mai esperimentato sul campo di battaglia. Era impossibile che una .forza di 70000 uomini (tale si credeva) ahhastanza istruiti e disciplinati, bene armati e bene inquadrati, con servizi da campagna sufficienti ai bisogni , non avesse ragione (e q.uando si ha in fatto , si ha in diritto) contro le forze scombussolate dei Bulga ri che al massimo, potevano mettere in campo 35 o ii-O mila· uomini con 96 pezzi, se pure' erano riusciti a mobilitare le batterie. . Le forze poi della Rnmelia non venivano considerate. Erano hatta<>lioni . di milizia comanda ti da ufficiali stranieri. Volontari in mano di mercenari. Cos_e dell'altro mondo! Del loro spirito, istruzione, educ11zione, poco si sapeva e menG si cercava; affermandosi gratuitamente che non sarebbe stato possibile di portarle in tempo ed in quantità apprezzabile sul campo di battaglia. Agli incidenti della mobilitazione non si era posto mente; sono cose di cui s'accorge soltanto chi è sul luogo ed ha le mani in pasta. Per gli altri vengono a galla a guerra fin ita . Si giudicava sulle tabelle, nè poteva essere altrimenti. · Già la stampa austriaca e serba ci portava le condizioni che avrebbe imposto il vincitore e, quel che è meglio, non,,si trovavano esagerate. Re .Milano si contentava del ristabilimento dello statu quo ante in Rumelia, della cessione di una zona cli territorio fatta dalla Bulcraria alla Serbia e del rimborso delle ~pese di guerra. Forse avrebbe imposto anche il trasporto della capitale da Sofia e Tirnova , per allont.,rnare la sede cjel Governo bulgaro dalle provincie cedute e dallu strada Belgrado-Costantinopoli. Che disinganni in una settimana! Ma dunque (dirà taluno) la conoscenza delle forze materiali , che due Stati possono mettere sulla bilancia, non ha valore nel calcolo delle probabilità cli vittoria? Non vogliamo venire a questa conclusione, che sarebbe evidentemente assurda, perchè tanto varrebbe dire che le forze stesse non pesano sulla bilancia. Vogliamo solo far notare l'importanza che ha oggidì più che mai un elemento, il quale sfugge ad ogni statistica e non si pesa su nessuna bilancia, l'elemento intellettuale e morale. La causa di tante previsioni fallite è la difficoltà di apprezzare convenientemente quest'elemento; la difficoltà cioè di giudicare lp situa.zione morale ai un paese e di un esercito in un dato momento storico, e di prevedere in qual modo e misura le forze materiali di questo paese saranno usufruite sul teatro d'operazioni e sul campo di battaglia .
VI. - L'inwsione. /
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Giorno 14 nove,mbre. - Immediatamente dopo la dichiarazione di guerra (:18 novembre a sera) il re Milano ordinò che le avanguardie dei ~re grandi reparti, in cui si clividevn il suo esercito, varcassero all'indomani (U-) di buon mattino, la frontiera. I Serbi, come si è dcuo, entravano in campo con 5 divisioni: quella del 'fimok (generale Lesch,rnine), quella della Schumadia (colonnello Denitski), quella del Danubio (genernle Jovanovic), quelln della Drina (colonnello Mirkovitc) e quella della Morava (colonnello Topalovite). La prima, la più a nord, formava una colonna staccata a sinistra, e mirava a Viddino. Le altre quattro avevano per obbiettivo Sotìa . Tre di queste (quelle della Sch~maclia, _de! Danubio e della Drina) costituivano il gruppo centrale. L'ultima cost,tmva la colonna di destra. Or mentre il gruppo centrale, colla divisione della Schumadia in testa, tenne per direttrice la grande strada di Sofia, la colonna di destra (divisione della Morava) marciò, per la valle della Vlassina e per vari sentieri montani, sull'altipiano di egunl nomfi, diretta ver;;o '!'rin (scritto anche Tm e Truu). La colonna staccata a sinistra (divisione del Timok) cominciò la sua marcia su Viddino , inviando da Zajecar (scritto anche Sarcars) un corpo a Bregova. Qualche distaccn rnento aveva prob~bi_lmente passato il confine fino dal giorno innanzi, dando luogo a quei piccoli scontri anteriori alla did1i:m1zione di guerra, dei quali Serbi e Bulgari si palleggiavano la colpa. Ciù non togli e però che, presso Vlassin~, il p)'imo attacco possa esser venuto dai Bulgari, come è detto ~ella not,~ ficazione della Serbia alle potenie; ma fu certo uno scontro fortmto, perche uon si capisce qua le operazione voles,.ero iniziare i Bulgari da ques_ta_parte. La colonna di sinistra (divisione del Timok) malgrado la sua v1cmanza cogli avamposti nemici, non entrò il H in combattime~to. Invece l:avan~ guardia del grnppo centrale (divisione clell11 Schuma~1a) e 1~ col?nna dt. destra (divisione della Morava)ebbero fino da qnestogwr~o piccoli scontr~ con distaccamenti che guardavano i passi. A. un ?omh,~tt1mento degn~ d1 tal nome si venne davanti 11 Zaribrod (grosso villagg10 a 8 o 1 O clnlometri·dalla frontiera), fra la testa della divisione della Schumadia e un reparto bulgaro misto di fanteria e di cavalle~i~: 2 b~ttaglil'ni e 1_ squadrone. La resistenza di questo reparto necessito lo sptegamento eh 6 bat- . taglioni, 2 squadroni e :2.. batterie dell'avanguardia serba. Dopo d.i. che i Bulgàri, sempre combattendo, si ritir~rono s_t~ pe'. la valle della N1sava, fino ad un punto, 1O chilometri ad oriente d1 Zanbrod, dove, poco dopo l'influenza della Kalontinca nella Nisava, la valle si restringe, la strada
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Hl VI ST A
fo un risvol to e la posiziooe, nel suo complesso, presentii condizioni favorevoli alla difesa. I Serbi non inseguirono fino :i q ue:;to pun to, nrn si contentarono di occupare Zaribrorl colla loro testa di colonna . In simil modo la divisione della )forava, con piccoli scontri, e quell;i del Timok, senza scontro alcuno, potevano dire, la sera del H, Ji aver soddisl'atto il còmpito della giornnta; perchè avev11no occnp11to colla loro avangua rdia tali posizioni, da assicurare il passaggio al grosso delle rispettive colonne. Per il collega111ento della divisione del la Morava cop. il corpo prin cipale, s'era staccata, da questo, una colonna intermedia, che aveva rim ontato la valle della Suko,•a in direzione di Trin. Come colonna di fiaochcggiamento a destra, un distaccamento s'era avanzato per un.i strada parallela sopra Planinitza, e, come colonna di fi ancheggiamento del grosso ,1 sinistra, no altro piccolo distaccamento avea marciato sulla strada di montagna da Pirot a Ghinci. Dicesi clrn negli scontri di questo giorno i Bulgari abbiano perduto fra morti, feriti t> prigionieri circa d ue centinaia di uomini. Le perdite dei Serbi non sono indicate, ma considerando che dovettero scacciare dalle sue posizioni un nemico valof'oso, si può ritenere che non siano state minori. Re :\lilano, che aveva diretto le operazioni. tornò la sera a Pirot sul territorio :;erbo, ove fu accolto con E'ntu:-iasmo, come se tornasse vincitnre cl1~1la cainpagaa. Il principe Alessandro :ivea lasciato in qnest.o giorno (H) Filippopoli. qualche ora dopo aver ricevuto la dichiarazione di guerra e prima di pa rtire aveva disposto, perchè tutte lo truppu bulgaro e rnmele che si trovavano in Rumelia, comprese quelle che erano alla fro ntiera turca, si mettessero subito in marcia ver:;o Sofia . Il tronco di strnda ferrata in e,ercizio lino a Saramberg, doveva essere usufruito, per quanto la scarsitil del materiale lo permetteva. . Giorno /5. - II •15 novembre i Serbi ripresero il movi'men toin avauti su tutta la line:i. 1\_nord , la divisione del Timok, prosegueudo ,;u Viddino, scontrò pre;:so Adl1Je_un grosso reparto di milizia e di volontari, il f( Uale tentò di chiuderle il passo e non cedette se non in seo-ui to a un accani to combattimento. Le perdite furono relati vamente gr.ivi da ambo le parti . ~ on vi fu inseguimeuto. I Serbi si contentarono cli occupare la nominata località. Al centro il corpo priucipalecontinuò la sua marcia vc1rs0Sofia. Il primo scontro ebbe luogo all11 ~LrelLa, dove ia sera in nanzi s'erano fornrnti i Bulgari. Ma questi non avevano lasciato ivi se non un distaccamento di rctroguardi~, che ?eclette, focendo fuoco in ritirata fino al passo di Dragornau, dove s'1ogagg_1ò un'import.antecombattimento. Il passo di Dragoman, cosi
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chiamato dal prossimo villaggio, è 1111 co!le a 700 metri di altezza, distante da Zari brod una decina di chilometri, pel qutile passa la gr:mde strada di Sofia. I Bulgari vi avevano costrntto dei trinceramenti, alla cui difesa si erano raccolti non solo i raparli cacciati il giorno innanzi da Zaribrod, ma anche qualche altro spedi to in tuu;i frett.'l dalla retrostante posizioni di Sliwnitza. Non sapremmo dire quanti fossero i difensori; nw pare che gli atlaccaoti abbiano impegnato circa tre briga~ , forse l'intera divisione della Schuniadia e parte cli quella del Danubio. li combattimento, specialmente d'nrti glieria, durò più ore e si prolungò fino a notte. I Serbi tentarono più volte di usufruire della propri:i superiorità numerica, girnndo la posizione del nemico, ma non riuscirono a sloggiamelo. Solo a notte i.noltrnta, i Bulgari protetti dall'oscurità, e dopo essersi accorti che no gros~o <listacc.ameoto della divisione del Danubio,avanzandosi per sentieri laterali , aveva girato, o stava per girare la. sinistra della. loro posizione, abbandonarono Dragoman e in buon ordine, oou molestati, si ritirarono su Sliwnitza. Le perdite furon o rilevanti da ambo le parti. A sud, la divisione della :\lorava e i distaccamenti intermedi, che marcia vano su Trin per sentieri montani e lungo la valle della Sukova, in-coutrarono ostacoli d'ogni specie e r~ istenze accanite da. reparti misti di volontari e di milizia, che ad ogni pnsso scabroso, e talvolta da trincera- menti pt'eparati , auacca vnno le teste di colonna. Contuttociò i Serbi riuscirono ad avanzarsi e i Bulgari furono rigettati sopra la posizione trincerata di Trin. Davanti ol la quale si ingaggiò subito un accanito combattimento che non sem bra aver avuto, in questo giorno, risultato decisivo; pcrclJè i dispncci dicono che i Serbi girarono In posizione di Trio prose. gucndo sulla strada Trìn-flreznik. L'averla girata dopo averla. attaccata, 1'11rebbe supporre che sieno stati respinti. Probabilmente s'impadronirono di qualche trinceramento e ri misero la facenda all'indomani. La giornata in complesso era stata favorevole 2i Serbi. I 13u lgari, so,prafa tti dal numero, avevano ceduto su tutti i punti. La cerchia si stringeva attorno a Sofia. Da questa città che dista eia· Sliwnitza appeua una trentina di chilometri o poco più da Dreznik, si sentiva sui due Inti il rombo del 1:a nnone, ma non si vedeva nel popolo il minimo indizio di scoraggiamento. I vi allluivano in tuttn fretta, da tutti i lati del pI'incipato, i soldati e i volontari bulgari. Il principe che aveva pernottato in fohiman, vi giunse nel mattino del 1o e subito diede prova di un'attività, una tranqnillità d'animo ~ una chiarezza d'idee che nessuno gli supponeva. Da una parte si ordinavano e si avviavano a Sliwniza i battaglioni, da ll'altra porte s'imballavano gli archivi e si spedivano a Tiruova. Il che dimostra che la guerra non sarebbe fi nitn , o almeno non ~i aveva l'intenzioì1e di fini rla, quand'anche i Serbi fossero entra ti in Sofi a.
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367 .,stato interrotto. Perciò alcuni dispacci parlaoo di un combattiinento solo, ~Itri di due, alcuni dicono nccanitll quello della sera, altri qnello del mattino. Ad ogni modo fra la sera e il mattino la faccenda fu sbrig:ita . I Serbi avovnoo preso d'assalto ti ridotti, couCfuistati ,i- cannoni, fatti 2 o .300 prigionieri. Le perdite in morti e feriti non sapremmo precisarle, nò per una parte, nè per l'altra. I dispacci di Belgr11do sono, troppo so:Spetti, e quelli di Sofia, essendo troppo monchi, non si può ;;tabilire il ,confronto. Il rest.o del gioroo 16 fu impiegato dalla divisione della :'llorava a .concentrarsi su Trin, col grosso al biforcamento della via . L'a\'nnauardia 0 .fu spinto fin presso :i Breznik. I Bulgari dal canto loro continuarono la radunat;i su Sliwnitza. Questa ,posizione acconciameote scelta, ria gran tempo studiata e munita di trin-ceramenti, sbarrava l'accesso a Sofia per la strada principale, e permetteva alla difesa di spiegare tutte lo sue forzo. Siccome era noto a tulti i -comandanti che la posizione da difoudersi, a ogni costo, era <ruella di Sliwnitza , e che la difesa di posizioni anteriori non avea altro scopo, fuorchè ·di dar tempo alle forze bulgare e rumele di raccoglier, i su questa posi·zione, cosi i due giorni di ritirata non avev:mo monomamente scosso il morale delle truppe bulgare, e meno ancora lo avevano scosso le priva.zioni causate da ll'imperfetto ordinnmento dei servizi amministrativi e <lnlla manca nza quasi assoluta di mezzi di trasporto. Il principe giunto a Sliwoitza il giorno 16, trovò .le sue truppe di buon nn:mo e pronte a com·bnttero, come se non avessero ancora incootr,1 10 il nemico. I ropnrti di Bulgari e Ilu meli , che noi primo schieramento (quancloa ucora er11 iucerto dn qunl parte sarebbe venuto l'attacco) s'erano coucentrnti presso Filippopoli, non pote,,aoo giungere che fra donrnni e dopo domaoi, per quanto sforzassero la marcia; ma, fino nl loro arrivo, il principe e i suoi nulgari ,erano risol uti o sicuri di resistere. Ln situazione pertanto allo sera del 46 era la seguente: La divisione del Timok a Cula, in procinto di m:irciare su \"iddino ·dopo aver bnttuto le truppe che le sbarravano la strada, ma colla cer· ,tezza d: trovare ulteriore resistenza sugli spalti della ciuà, e forse :mche pri ma di giu ngervi; le divisioni della Schumadia, del Danubio e della Orina, vincitrici in vari combattimenti, fe rme sulla strada di Sofia, davanti a Sliwnitza, dove i nulgari avov:ino raccolto il nerbo delle loro forze, ·Che ogni giorno aumentavano; la di l'isione della Morava, vincitrice a Trio, scaglionata sulla str:ula fra Trio e Breznik, colla scelta di marci.ire su questa, minacciando Sofia dalla parte di sud , o di avanzarsi por Trine -cooperare colle altre divisioni nll'a ttacco di Sliwn itza; certa però d'in<:ontrare resistenza su qualunque strada aYes~e presa. 1-:STBRA
Hl\"ISTA
G'iot·no 16. - A nord, la Jivisione tlel Timok sostenne nuovamente· in questo giorno nn combauimen to vi1torioso. Continuando ad ~vanzar:;i verso Viddino, scontrò presso Cula, l::tddove la strada entra nella valle ~el _Yi1bo~t, rag~rur!pa ti ~i nuovo i militi e i volontari che aveva dispersu il giorno 1nnanz1, 1'1Solut1 egnalmente e cresciuti di nnmero. Ne risultò, on combattimento accanito che terminò colla piena scoofilla dei Ruluari. . o , questi lasciarono sul terreno m{)rti e feriti e in mano al nemico 2 oannùui e 200 prigionieri; ma riusci rono ad inlliggere, come il giorno innanzi, al, nem ico stesso, gravi perdite, e ritirarsi in buon ordine su Vi<lJino. Al centro, il corpo principale fece nna piccola marcia . Accortosi, a punta di giorno, cito il nemico nveva sgombrato la posizione di Dr::igoman, ne prese possesso; poi non trovando ostacoli sulla ,,ia, passò il colle e \'enne a disporsi sul versante orientale. L'avangm1 rdia scese dalle a.lt'.ll'e di D~ago1~an .nell~ pianura sottostante e si trovò dava11ti alla postZ1one nemica d1 Sliwn1tz:i, lo cui distanza da Drngoman, misurata in linea retta, non è più di 20 chilometri. Ebbe luogo al mattino qualch(} scontro di avanguardia con retroguardia e nel pomeriggio qua lche scon tro rii av:nnposti; il tutto senza importanza. Nè da una pn rte,. nè dall 'altra si· aveva l'idea d'impegnarsi . I Bulgari si raccoglievano a Sliwni1za , i Serbi aspettavano i reparti rimasti addietro, e richiamavano al grosso i distacca menti laterali di destra, fo rse ritenuti non più necessari per il fianch eggia.mento'. dop~c.hè la testa· della colonna delln Morava aveva oltrepassato Trm, e ritenuti rnvecc necessari per concorrere all'attacco di Sliwnitz:i. Questi di3taccamenti, dopo unn marcin fati cosissima per sentieri di montngna, rnggiunsero a tarda sorn le loro divisioni. Il quartier 0Ò'enerole del re si trasferì da Pirot 11 Zaribrod. La divisione della Morava impiegò questn giorna ra a impadronirsi completamente della posizione di Trin. Forse non stimò prndenza nv:inza rsi per ~reznik verso Sofia, lasciaudo alle spalle detta posizio~in mano nl ne.mi~, e n_1entre il corpo principale era formo davnnti alla posizione cl i ~hwn.1tza; torse volle aprirsi In strada per Trina Drngornan e Sliwnitw, a h.ne dt p~ter conc~rrerecolle altre Ji visioni all'attacco della posizione principale de, Bulgar1. Comunque sin, la mattina del 16 i trinceramenti di Trin furon? d_i nuovo ~ttaccati, e dopo un combattimento, del quale non sapremmo indicare le vicende, vennero a mano dei Serbi . I Iln lÒ'a ri si ritira r?uo in hnou ord_ine e. presero posizione più addietro. Nei di~pacci e corrispondenze relati vo a1 combauimenti di Trin vi ò molta con fusione. Relazioni ufficiali non vennero pubblicate. F.orse il combattimento, all11 sern del. :' 5,. fu intenotto dall'oscuri'tà; le truppe pernottarono nelle loro pos11.1on1 e al mattino del 16 ripresero l'affare al punto a cui era. 1
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RIVI STA
All'estero però il pubblico impressionato dalle vittorie dei Serbi, strom bazzate dai !ero dispacci, credeva i Bulgari ali' estremo. Le diffi coltit in cui dove,•a trovarsi il principe Alessandro, .sorpreso dalla dichiarazione di guerra con gran parte delle sue truppe lontane dal confine Serbo, . i vantaggi che il re Milano aveva messo dalla propria porte, prendendo risolutamente l'iniziativa, lo superiorità uurnerica dei Serbi, ì loro progressi, l' imperfetta conoscenza che, come abbiamo già detto, si avova della situazione morale dei due pae;;i e dei due eserciti, tutto fa ceva rite-, nere la guerra pressochè decisa. - Nulla indica meglio la situazione, (non qual era , ma quale si presentava all'Europa) che il seguente telegramma, partito da Vi!mna il mattino del 17: ,t Si dice che appena i Serbi entreranno in Sofia, l'Europa imporri\ la sospensione delle ostilità ., . È facile immaginare l'enlUsiasmo che le viuorie dei Serbi destarono a Belgrado. Il re Milano forse per la prima volta divenne popolarissimo. Già si pensava come accogliere degnamente lu i e il suo esercito al ritorno dalla campagna che doveva term inare ::i giorni. La stampa cli quei paesi, che fin o dal principio aveva mostrato qualche sim patià pei Sorbi e!<altava le loro vittorie. Altrove, pur compiangendo i Bulgari, si diceva : se l'hanno meritato. Soltanto in Russia, malgrado tutti i dissidi i fra lo Czar e il principe, il sentimento della popolazione era e si mantenne fav orevole ai Bulgari . Gli uffi ciali russi erano partiti con rincrescimento. Forse furono i soli, non Bulgari, che non pronosticarono la costoro sconfitta, o certo non la desideravano. La stampa russa trattò fin dal pl'incipio que3tn guerra come una guerra fratricida ed ebhe parole di fuoco contro la prepotenza della Serbia. - L'indignazione poi divenne più viva, quando alle simpatie pei Bulgari s'aggiunse il timore che quaJchednno volesse profittare dellti vittorie dei Serbi. Tulle le ire inl'ine si accumnl:ivano sul capo del principo Alessandro, riguardato come autore di tutte le disgrazie. , I Greci che prima della guerra strepi tavano tanto, ora stavano tranquillamente a vedère; forse pensando che dal momento che si comb11ttcva, vi sarebbe stato un vincitore, il quale naturalmente avrebbe a,•uto un compenso; il che avrebbe dato loro occasione di chiederne un altro. Che faceva no intanto i Turcbi? Guardavano trosognati il loro vassallo che, dopo essersi preso una provincia turca, la difendeva contro il re cli Serbi:1, erettosi motu-proprio a difensore cieli' integrità dell' impero ottomano. Fi no dal giorno innanzi (15) il principe Alessandro, trovandosi alle strette, aveva telegrafa to al Sul tnuo, rinnovando le prot.esto del suo rispetto ai diritti della Porta e ch iedendo premurosamente aiuto, colla promessa che le truppe bulgare avrebbero sgo rnbrflto subito la Rnmelia . Infatti la sta-
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&STEI\A
vano appunto sgombrando per accorcrre alla frontiera Serba. Il Sultano annunzi~ al mo~do la buona notizia della sottomissione de! principe e radunò il_ proprio consiglio per deliberare. Fortuna per il principe e per la ~ul~aria, che :.eppero trorsi d' impaccio senza aspettare queste deliboraz1on1. . )Ie?tre in Europa l'opinione pubblica era quale l'abbiamo indic:it:i , la s1tnaz1one sul teatro d'opornr.ioni, il mattino del ·I 7, al momento in cui parti~,a il_ dispaccio surriferito (che. precorrendo gli avven imenli, an nun~ta~a 11 da fa rsi quando i Serbi fossero entrati in Sofia), avevn giit com1nc1ato a mutarsi in f:ivore dei l'lulgari . (Conl'iniui ).
r:. i\lANrnr.:01, Capitano.
GRAN BRETTAGNA
The Geme1·al .4nmwl Return o{ the lJrit'i.sh ,1rmy {or ./884. - - Xcil'autun no cli ogni anno viene 1rnbblica1a dal )Iinistero dclln guerra in"lùse una Rela_ziono stat!stic.1 sull'andamento dell'esercito, la quale viene presentata a1 due rami del parlamento sotto il titolo di ;lnnital Ret'ltrn, ossia rendicouto ::inntialo. Oltre i dati dell'anno trnscorso la Relazione contiene i dati corrispondenti agli ul timi 20 :inni. Da esso to..,liamo i dat.i sccruonti: L'esercito inglese hn avuto nel corso del •!884. una ~rza media di t s300,I. uomini; la cifra massima fu r::iggiunta il 1· dicembre con ,f 88:H 6 uomini . Secondo i gradi si trov.avano: 7097 ufficiali, 623 W<irn m t-officiers, 1218~ ottufficiali , 3202 musicanti e trombettieri e if5919G ca porali e soldati - secondo le armi: 121097 uomini cli J'a nterin, 3'1727 d' nrti,. glieria, 5573 del gen io, e 16908 di cavalleria. Al ·I· gennn io 1885 l'esercito aveva mm fo rza cli 165255 uomi oi con un deficit di 2609 sull:1 forzn voluta dai guacl ri. ' La dislocazione dell 'es,~rci to 111 1° gen nnio 1885 era la seguente: 1
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toracica minore di 84 centimetri: 3161 ; un'ampiezza maggiore di 89 cen· timetri: 112.7 1; pesavano meno di chilogrammi 6283e piùdi 65chilogrammì ·15519. Disertarono H78 uomini (2,5 ¼) dei quali 1568 furono ripresi. La cifra relativamente maggiore di disertori fu nel la cavalleria di linea l4, 1 ¼); vengono quindi la guardia a piedi (3 °io), l'artiglieria e la fanteria di linea (2,5 ¼ ), ecc. Dei ,i:478 disertori 3051 disertarono nel 2° anno di servfaio ('1 374- sotto i 6 mesi), 27·1 nel secondo e 580 nel terzo. Lasciando da parte i capitoli relativi ai castighi, alle ricompense ed ai passaggi di truppe dalla madre patria alle t:olonnie, veniamo alla parte 6' che riguarda l'età, la statura ed il perimetro toracico. Erano nell'osercito sotto ai 20 anni il ·15 ,5 ¼, fra i 2.0 ed i 25 anni il i5 ¾ , fra i 25 ed i i30 anni il 22,8 ¼ e sopra i 30 anni, il ·I 6, 7¼ della truppa. Per giudicare il valore dell'esen;ito è importante il con,,iderareil numero dei soldati che sono al disotto dei 20 anni. Questo numero è cresciuto nel 1884 dall'H, 9 al ·15,5 ¼; ed è nel fatto aucora maggiore perchè mancano tutti i mezzi per stabilire esa ttamente l'etù delle reclute. Nell' eser· cito si trovano 27528 uomini sotto i 2.0 anui; e siccome nel 188,l, entra· rono 22456 reclute di tale età, così restano 50 ,t 2 uomini al disotto di 20· anni entrati nell'eserc.ito negli anni precedenti. Esaminando i precedenti rendiconti si trova che nel 1
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Le compa;{nie di deposito e del treno sono solo considerate nell'ultirn 8 colonna (forza della truppa). La 2a parte del rendicon~o riguarda il reclutamento ed il cougedamento. Al 1° genna101884 l'esercito contava 173529 sottuffrciali e soldati : · re. clute ne ent~·ar?no 35754 (1729 si obbligarono al servizio di 12 anni) ; ron d1sertor1 d1 nuovo arruolati, col passaggio di individui dalla milizin e dalla riserva il totale dell'aumento fo portato a 3904-9 uomini: Ja dimiuuzion.~ am'?ontò a 3·1570 uomini: l'aumento netto fu perciò di 74-79 , eppercio la l?rza dell'es~rcito giunse a 181008 uomini di truppa. Per essere ammessi nell'esercito si erano presentati 65300 uomini (6180,\. nel ,1883, e ,1783·1 nel 1869). Di questi vennero scarta,ti 38209 e solo 357M r'.usciro~~ . ad ~sse~·e e~·e~tivamente arruolati nei corpi di' truppa . Dopo t1ascors1 3 mesi, di essi s1 trovavano soltanto 31893 ancora nell'esercitu . J?i ~neste ~eclute erano sotto ai 20 anni 2.2486 (nel 1880: ,13298); erano fra 1 ~O ech 25 anui 12800 uomini (nel 1880: H 026) . Erano più bassi di metn 1,6!), ,1•1150 - più alti di metri 1, 70, ·I ·1·196; avevano un'ampiezzn 1
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1882. 1s81
entrarono sotto i 19 anni 9240. » • 18 » 1027. ,, » n » 933.
Dovrebbero, dunque oltre le 22,i56 reclute del 188(1., trovarsi ancora 11 200 uomini sotto i 20 anni nell'esercito; ma nel fatto iuvece quesla cate· goria comprende soli 50(1.2 uomini. Queste classi hanno dunque avuto in 4anni nua perdita del 4:; ¼; e se ,;i considera che la maggioi· parte di queste classi (22·19:S uomini) si trova in Inghilterra, e non viene così esposta che in un modo insP-usibile alle dannose conseguenze del clima, non possiamo farci uu'alt.a idea della robustezza della reclute inglesi. Fra i 20 e i 25 anni trovansi nell'esercito 80070 uomini dei quali solo 32860 in Inghilterra, togliendo da questa cifra il numero delle reclute del 188ti fra i 20 ed i 25 anni, restano 66270 uomini di detta età arruolati negli anni precedenti. Si vede da tutto ciò che l'elemento giovane si è accresciuto talmente che minacci:i di intacciare la forza dell'esercito, che le perdite in uu tale materiale sono enormi, e che l'esercito inglese è ora composto in gran parte di elementi giovani e non atti al servizio in campagna. Si ciqiisce perciò come in Iughilterra si elevino .delle voci per reclamare il ritorno ~ne lunghe ferme.
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RIVISTA
Anche la statura media nell'esercito è diminuita; ecco i dati pel ,187o e pel 1885. 1875 ·1885
Sopra i,65 m.
Sopra i,70 m.
6, 5¾ ,f O, I »
59, 7 ~/ o 55, 1 »
..,
Scozzesi
Irlandesi
59,3 68, ,i. 69,'I
9,4 8 8,1 7,9 7,8
30,8 23,3 20,9 •18, 6 17,8
...
79 -, 9
,f865 ·1870 1875 ·1880 188.i ·1885 1
·13 1,8 5,3 4-:) 3,2
.~
Sanno solo leggere
¼
H3,5 7,9 .\.,5 4
Sanno
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63,7
lncllvidtti istmi ti nelle scuoio elmnontari
¼
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78,3
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4.8,ft. J\.,2 '16,2 15,3
.\.,f ,8
57,G 78,3 2,'z 79,3 L'istruzione nell'esercito può quindi dirsi pienamente soddisfacente. La parte sa riguarda i cavalli esistenti nell'esercito. In Inghiltena ~i sono 1_3615 cavalli di cavalleria e /~267 di artiglieria. Que~to mm1ero d1 caval li non è sufficiente per i bisogni\ dei due primi C-Orp1 d'armata. Il numero dei cavalli è ogni anno diminuito; nel 4860 l'oserc.ito contava ancora 2.71100 cavalli: nel 1879, 2.6'.2118; e 1wl ,1885 soltanto 23758. 2,3 2,,i.
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Milizia di riserva
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Totale
Le singole confessioni sono rappresentate nelle seguenti proporzioni: 66, 2 ¾ anglicani, 1'.2, 1 ¼ protestanti é settari , :iH , 7 ¼ cattolici· romani . La seguente tabella permette di giudicare del grndo d'istruzione nel1'esercito: ¼
Della _parte 91 « Auxiliary and Reserve Forces » togliamo la segnentc · tabelli1: ·.::
luglesi
73
Analfabeti
J
1
Dati interessanti contiene la parte 7• « nazionalità, confessioni ed istruzione». Si trovano nell'esercito il 73 ¼ di inglesi, il 7 °; 0 di scozzesi, Cll il ~ 7,8 ¼ di _irlandesi. La popolazione dei singoli rP.gni forma questi "lo della popolazione totale: 73, 13 e H. Da una lunga serie d'anni si è dovuto osservare un continuo incremento dell'elemento inglese ed un continuo decremento degli elementi scozzesi ed irlandesi: un numento di reclute provenienti da distretti industriali e cittadini, ed una diminuzione nello reclute dei distretti di ca mpagna: 1868 •1875 •1880 ·18844885
373..
ESTERA
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L'ar111ata di riserva ha fatto in quest'anno rilc,,an!i progressi; ripetute· chiamate hanno climostrnto che l'esercito può conu,re sulla rna risern1;. essa è numericameole sufficienle per portare sul piede di guerra i battaglioni esistenti in Inghilterra qunndo dovessero scartare gli elementi uon aui alla guerra: io media per ogni battaglione di linea ci sono 800 riservisti . Meno favore,·olmcnte stanno le cose per le altre armi: però anche · il numero dei riservisti si è accresciuto. Le condizioni nella milizia hanno un poco migliorato : il numero dei mancanti è diminuito da 29875 a 24.20.i-. Il numero delle reclute di milizia fu di 3680·1; delle qunli 8237 avevano mono di '18 anni a ll'escrcito regolare la milizia forni 1 •I 983 uom ini (nel 1880: 4-715, nel 1883: 1,1lH9). Non bisogna auri bui re un valore troppo elovaw allo milizia: la sua istru-· ziorie è appena abbozzata e dopo il passaggio di riservisti di milizia all'esercito permanente i suoi battaglioni già deboli si ridurrnnuo a quad1·i .. I tolunteers fanno progressi sia in quaotilà sin in qualità:
·186:~ '187:i1880 ·1882 l88i-
1
Stato
Forza
(efficicnt.)
Prosero parte alla m/<Segna
22M-90 236685 2.1-3iH6 :H.6 119 21-9\. ·I H
1705i-~ ·I 75387 206537 207336 2"50 I 5
72,53 % 93, 16 }) 95,35 )) 96,16 )) 96,9·1 ))
80,t~u 83,99 8•,83 85,7 1
1
1
l~truiti
1
1
,374
RIVISTA
Tutti gli anni aumentarono le esigenze verso i volontari; in caso di guerra essi devono provvedere al servizio di guarnigione nel pae~e; ed in ·caso di invasione devono con speranza di riuscita muovere contro al nemico in posizioni preparate. , (Estratto dal 1li'ilitiir-W ochenblatt). · Difesa dell'India. - I giornali militari incrlesi forniscono alcune no.. " t1z1e a complemento di quanto si sa pel progetto di difesa dell'India. Le .spese per questo oggetto si calcolano ad 80 milion i di sterline e saranno riparl.ite in 8-,1Oanni. Il progetto abbraccia la difesa di Singapore, Ceylan, Aden, Bombay e Ka raci. Nel P:'ogeuo ~i ~ifesa quest'ultimo punto acquista una grande i~por·tanza. Fmo a P1sc1n sarà costrutta una ferrovia; e questa città sarà tra:sformata in un grande campo trincerato . Il passo di Koiak sarà fortifi ca to e l'ultima stazione della nuova ferrovia, Sciumar, riceverà una forte guar.u igione, e le opere indispensabili di fortificazione. Da· Sciumar a Kandahar nell'Afganistan i lavori per la costruzione -della strada saranno spinti fino al punto che non restino da collocarsi che le rotaie in poch i giorni. Inoltre saranno erette delle fortificazioni a Peshawer; e lungo l'Indo correrà una ferrov ia stra teoica che colle~herà ·i varii punti difensivi situati su di esso . " ' F01·t-ifìcaz'ione d1: Port-.Hamilton. - I giornali militari in"lesi annunziano la decisiùne dal ministero, della guerra di fortificare Port-Hamilton , sul littorale della Corea, in modo da trasformare questo punto in ,una forte piazza mari ttima. Delle tre entrate nel porto, due saranno completamente chiuse ai bastimenti, e le torpedini collocate nel la terza entrata non permetteranno J':i_cces~o ~i legni mancanti di appositi piloti . Da Hong-Kong sarà quanto ,pr1_m:1 mviata ad Hamilton una guarnigione e dell'artiglieria per le battene ~la cos'.a. Duran te .i lavori di fortifica zione si troveranno nel porto .alcuni legm da guerra mg lesi. , R.iord·inarnento del corpo del gen'io. - Le truppe del genio subiranno un nuovo riordinamento quantunque )''organ izzazione attuale non dati che dall'antt11rno scorso. Si intende di riunire le 3,\. compaonie or,1 e;;istenti in ba ttaglioni completamente autonomi. Gli ufncial i di ~nesta truppa ·formerebbero un corpo di ufficiali a parte. . Fortifìca.,ioni_d:i Hong-Kong.e d:i Singapo1·e. - Quest\lavori hanno talmen te progredito che presto st potrà porre mano alla C•)struzione dei ,fo rti destinati alla difesn delle entrate nei due porti . Formazfone d·i mio vi corp·i. - Il ministero delfa guerra ha deciso di :formare nel l'esercito perm:rnente inglese ·IO nuovi battaglioni di fante ria .
1
ESTERA
375.
È stata inoltre decisa la formazione di due nuovi reggimenti di cavalleria del Bengl)la, il '16° ed il 17°. I quadri dei nuovi reggimenti saranno presi dai rolontari dei reggimenti del Bengala già esistenti. Il lerzo dei posti di ufficiale, riservato agli inJigeni, sarà dato :i persone alto locate che· portino seco 2.0. reclute coi relativi cavalli da sel_la; oppure invece df)i cavaJli paghino 250 rupie per ogui reclu1~1. Coloro che porteraono ,\.O reclute coi cavalli rie.averanno il grado di· capitano . lstilitl'i mil'itari. - In Inghilterra si è resa viva negli ultimi tempi la questione del completamento del corpo degli uffìyinli. - I corpi inglesi ricevono gli uffici~li in parte dagli isti tuti militari, in parte dalla tru ppa. La fanteria e la ca-valleria dell' esercito perornnente ricevono gli uffi ciali sopratutto dai cadetti del collegio militare ùi Sandhorst che ha un corso di studi di due anni, e che fornisce circa ,150 ufficiali annualmente; i giovani vengono amn,1essi nel collegio dopo no esame sopra soggetti di col tura generale: il corso nel collegio consta esclusivamente di mnrerie milit11ri. - Inoltre una piccola parte degli ufficiali della fanteria e della cavalleria dell'esercito perm~nentc è forni to dalla mil i1.ia, e dai sottufficia li. •Gli ufficiali della milizia per passare nel l'esercito permanente <;l evonodapprima subire un esame sopra soggetti ùi coltura generale: inoltre i luogotenenti della mili~ia vengono sottomessi ad una gara d'esamtl, e soio, dopo questo esame vengono promossi ufficia li del!' esercito permanente, quando vi sono dei posti vacan1i. In realtà queslo sistema di passaggio di ufficiali della milizia nell'r.sercito serve per poter ammertere nell'esercitopersone che o sono troppo avanzati in eti1 per le scuole militari, o non sono in caso di sostenere in esse un esame. I sottufficiali vengono promossi dopo subìto un esa me; ed occupano in generale le cariche di ufficiali fuori · rango. L'artiglieria, escl usa 'luella da montagna, e le truppe del genio ricevonogli ufficiali esclusi vamente dall'accademia di Woolwich; i giovan i vi sono ammessi dietro un esame ,;n lla coltura generale; il corso nell'accadQmia dura 2 anni e mezzo, e consta di materie militari e general i. - Siccome· i nuovi promossi non si credono abbastanza preparati per di3impegnare tutti gli obblighi del servizio nelle armi speciali , così dopo alcuni anni di servizio effettivo essi passano lii corpo speciale di tlrtiglieria di Woolwich o del genio di Chatarn, dove r,~slano due anni. Nell'artiglieria da montagnu, si è conservata l'abitudine di promuovere ufficiali e sottufficiali senza esame. In tal modo il rnnggior contingente cli ufficiali l'esercito inglese lo riceve dagli istituti rnilitori.
"-376
RIVISTA ESTERA
Frattanto ri~ulta che nè l'accademia di Woolwicli, nè il collegio di 'Sandhorst riescono a coprire le perdite nel corpo degli uffkiali: e l'ammi_nistrazione della guerra deve perciò ricorrere a misuro ecceziona li quali sono le promozioni più frequenti (in due corsi tre prornozioui invece di -due), il passaggio anticipato dei cadetti cl:il 1° al 2. 0 corso, e l'ammissione dei nuovi ecc. - Inoltre si è riconosciuto indispens:ibi le ridurre la clnrat11 , degl i s1t1dì uell ' accademia; giit alcuni ann i addietro, egu:ilmente sollo l'influenza della deficienza di ufficiali, il corso nell'accademia fu ridotto ·da 2 anni e mezzo a 2 anni; ora esso sarà ancora più breve, il che cer. tarnente abbasserà il li vello di istruzione degli uffidali d'artiglieria e dol · genio. - In vista di ciò sad1 per l'avvenire indispensabile allarga re l'ac, c.,demia di Woolvich,e così soddisfare ai bisogni dell'esercito $enza danno per l' istruzione degli ufficiali. Per ciò che riguarda il completamento dogl i ufficiali della fanteria e -della caval leria, l'amministrazione della guerra dispone, oltre del collegio, di alcuni altri cespiti; fra le altre cose si ò deciso di ricorrere alla cooperazione dei corpi coloniali e special mente dalla milizia del Cauadà, la quale ha dei buoni ufficiali ed ha fo rnito ultimamente all'esercito inglese 30 ufficia li; a questa fonte il mi nistero inglese ha già ricorso all'epoca degli ·armamenti nell'aprile dello scorso auno. Le pensioni per gli allievi degli istituti militari furono alquanto <limi. unite; i fi gli di persone non ap partenenti all'esercito ed alla flotta paghe. ranno 33~0 lire iu tutto; i figli di militari vivi da 11060 a iH20 lire, gl i orfani di militari da 6,rn a 1060 lire. Finalmente un certo numero di allievi saranno mantenuti a spese del Governo. 1
Il Direttore TANCR E D1
FOG LI ANI
Maggior, di { . - ria.
DEMARCHI CA RLO,
gerente. h
CUSTOZA 1848
...
Il ricordo di Ct1stoza suona doppiamente infauslo ad orecchio italiano: a che dunque r ievocarl o1 Lo rievoco perchè ai val orosi traditi clalla fortuna aoche le sco nfitte sono ti~olo cli glori a; lo rievo co perchè il merito delle azioni, più che dall'utile conseguito, si dee misurare dalla energia spiegala nell o adempimento del dovere. Nel meso d'april e del 11859, qnando Vittorio Rrnaouele I I preannu nziavn al!'osercilo le nuove hnttilgli e della indi pendenza naziona le, ricordava altrcsì corhe titoli di onore e come arra di nuova,gloria Goito. Pasi.1·engo, Santa Lucia, 8ommacampagn'a , Custoza ,;tessa jn c11 i quattro sole hrign.te lo~tarono tre giorni conlro forze di gran ltmga superiori. E il genera le La !\1ar111ora così sì esprimeva su ll o s1esso proposito in pubbl ico Parlamento, nella seduta del il9 novembre •1864: « vi è una lrnttaglia da noi perduta, che non è stata meno glo« riosa di una vittoria: alludo alla giornata di Custoza. Quando io << penso che con quatlro sole brigate soslenemni.o, or con prospera, « or con avversa fortuna, durante tre giorni, l'urto di lutto l'esercito « austriaco, e cbe poi ci ritirammo ordinatamente, e senza che nò « un reggimen to, nè una com}Jagnia, nè unn frr1zion e qualsiasi sia « staia, come suol e avvenire rn tulle le ritirate, tagl iata fuori, posso « aver fiducia che qualunque evento sia per verifica rsi, noi pos,;inmo 25 -
ANNO
XX XI. VOL. I.
378
cr::.TOZA
·18!~8
« contare sicnram enl ~ sull'alll1:le noslro csercilo
>l. Ma il tempo,
che mula, cancella e drstrugge tanle cose, ha già progredit o nell'opera sua: la genera1.iorie del 18.1:8 si assolliglia ogni di; il ricordo d.~ll~ sue ge,-te, già vivissimo nell'esercito or- fa venlicinque ann i. :,; e 1llan gn1d1lo a poco a poco, man mano che i superstiti di quelle bat1agl1 cerano coslrelli dall e leggi inelullabili di natura, ad abbandonare le nostre file. S'era formala quasi una leggenda in to rn o a quell 'epoca memo randa; ed ora la leggenda accenna a dissolversi e a dileguare, e la storia noo si può facilmente afferrare nella inlc"ra sua veritù frammezzo al le molleplici pubblica;~ioni cheseouirono i~1med ialamenle i l'ali.i. Non faril dunque opera al LuLlo van:ch i inlencl.1 a ravv_ivare la me1:~oria di quei falti. Lo so anch' io che il pa$sato pe'.·de_ 111. generale d1 valore q uanlo più s'allonlana dal presente: ma po,clrn sr parla tao Lo all e gioYani generazioni del Yalore e della costanza spiegai.i nelle guerre reccnLissime dai Tedescli i, dai Frances i, dai Russi, dai Turch i e per~no clalie tribù semi-selvagge dell 'Africa, 110n ~ara_i:orse.ut.i le ricordare altresì che soldati italiani spiegarono anch essi m elà non remota valore e cosLa nza? Certo la tradizione è pianta ricca di sncch i viLai i; ma perché dia frulli b~w ni e ahbondan1ti è.d' u?po colt:ivarla sempre co n (:ura amorosa e sapiente. 2'-lell accingermi a narrare la ball.aglia s(ralegica di Cusloza. mi sono p~·oposto <li far qualche cosa di più di quanto è stato fatto finora. E inutile eh 'io in cominci ad annoiare il leuore con un esame critico delle opere che su tale argomento furono scrilte in [talia e fuori. Nessuna diessemiparve contencre unauozion e chiara compiuta~ qua~t'ò poss ibile esalta dei fa lti. Ora questa nozione i'w cer· cn lo d1 acqu istarla con nuovi studi: ci sono io riuscilo? Non lo so, ma ormai il fatto è fallo e lo abbandono al giudizio del lellorc. 11 quale però voglio eh~ sappia due cose: primo, che le notizi\} risguar· dante la parte ausLl'laca sono tutte quante desunte de uno scrillo pubb licalo nel 1866 nella Osterreichische m'ilitdrische Zeit.~chri/t dello Slreffieur, lavoro compilato su documenti ufficiali notevole per copia ed esal~zza di notiz ie, e in generale per as~ennatezza 1 ed imparzialità di giudizii: secondo, che le notizie c~ncern enli l'esercito sardo furono tralte 'non solo dagli scriLLi dati io luce per opera degli attori e dei testimoni dei fa lli, ma in parte anche da 1
1
CUSTOZA
4848
379
d ocumenti inediti conservati nell'archivio stori co presso il Comando :del Corpo di slaLo maggiore e nell'arch ivio di Stato in Torino, do{:Umenli che ebb i occasione di consultare or fa circa dieci anni. Nè voglio lacere che non por.o aiuto mi venne d~ parecchi fra i superstiti di quella memoranda giornatn , i quali parlocipandomi i loro Ticordi personal i, mi fecero conoscere falli in parte nuovi o poco noti, e mi fornirono clementi per rct.tificare alcuna delle versioni più comunemeole accettate: e di ciò rendo loro pu bblich e e vivis·s ime gra.zie. Per provare la verilà di quanto ho narrato. avrei dovuto in ·dicare via via le fo nti a cui altinsi, e declinare le ragioni che mi indussero spesso ad acceLta.re una. versione pilll.l.ostoch è un'allra. Non l'ho fallo perchè le continue citazioni e le note troppo frequenti aumen tano lamole dello scritto , stancano e clistolgono da l s,>ggelto principale l'attenzione del lettore. ll quale è perciò pregato di ere· dermi sulla parola e di considerare che lo scrillo ch'io gli presen to è frullo cli ri cerche accurate e di non breve lavoro ' di critica comparala delle fo nti. Sarò pur troppo incorso in qualche errore di fallo e di app rezzamento; ma non lo si alLribuisc~t a negligenza o a catti ra volonti1 : io sarò grato a chiunque vorrà, tanto p,1bblicamente quanto in via privala, essermi cortese di schiarimenti e cli rellifìcazioni, g,iacchè non nllro desidero che presenLare a'miei compagni d'armi una narrazione quanto si pnò esatla e completa di qu el la infausta ma non ingloriosa battaglia. Al racconto delle operazi oni militari ho aggiunto alcune considerazioni. Esse non torn eranno rorse in utili nè sgradite ai giov:-1ni spt,~ialmen le che credono necessario addestrare per tempo la mente aillo sludi o dei probl emi d'arte mili tare applicala. Le operazioni che s·i s,'olsero dal 2:3 al 27 Iuglio ,1sti.8 ne presentano parecchi di tal i problemi , e s,mo problemi che si r isolvono su terreni nostri, su ler,reni in cui, in elà diverse. eserciti diversi già. operaroM e combat.Lerono. Perchè non dovremo noi occuparcene? Dovrnmo noi rinun,ciare all 'esercizio dell e noslre faco lti.t ragionatrici per paura d'esser tacciati di poca riveren1.a a persone per ogn i verso rispetta bili, o cli rid icola inclinazione a impancarci a maestri nell e cose di ,guerra? L'opera d·i quelle persone appartiene ornai e irrevocabil-
380
ou.:;TOZA
mente alla storia: lo studio dei fatti militari è infecondo e dannoso se non còmprende anche i 1a:pporti di essi falli coi principi i dell'arte della guer:ra: gindicando uomini e cose, esc11cit iamo un dirillo. ad.ero.piaipo ad un do~ere. · 1
(.
I prec,~tlenti clellq lmttnglia .
1 ri sultamenti della vigorosa controfiesa tenrat n dal maresciallo Radetzky nella prima metà di giugno. avevan o miglioralo notevolm ente le condiz ioni dell'esercit o austriaco guerreggiante in Italia. Vincitore a Vicenza egli a,,eva messo fu ori cn usa il nerbo maggiore di truppe j tal iane èhe campeggiasse sulla sinistra dell ' Adige, resa più agevole al generale Welden la riconq1tista del Venet o, al largat.n la zona di vettovagliamento del proprio esercito e riapert.a la comunicazione per Vàl Arsa frn Vicenza e Ro,,eredo. Non 1·estavagli ormai che volgersi contro quella parte delle forze itnliane cli e lo ~Lringevano dalla destra dell'Adige; mn fattosi più misurato e prudente clopo la sconfitta di Goito, non volle mettere a. repentaglio i vantaggi cou seguiti sul Bacchiglione con una orfensivaafondo verso il 1\1incio; giudicò pertanto migl ior partito aspettare l'arrivo de' rinforzi promessi, lascinre ch e il generale Welden compiesse la riconqui sta del Veneto, condurre a tarmi ne le opere di difesa cominciai.e a occidente di Verona clopn la balla.glia di SanLa Lucia, e intanto vegliare allentamenle sul nemico, spiare senza posa l'occa:;ione propizia per vibrare il <:l)ipo risolutivo. Trasco rse così il resto cli giugno e la prima metà di lugli o. Anche dal lato dei Sardi nessun Lenlaliv0 di offensiva energica e risoluta. Volle il comando. su premo dell'esercito tenlare perun momen to Verona: il cl'i "3 giugno tre divisioni di fanteria. e la divisione di cavalleria si appre;;sarono alla ciuàe!:chi eraronsifraTomba e Santa Lucia, aspel.tanclo il·segna.le della promeS$Hsollevazione da parte degli abiS,itna.::ionc al 20 luglio. -
CUSTOZA
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1sis
38 1
tanti: ma nessun indizio appat''iva, e lé tl'tìppe ·~topo breve scambio cli fuochi si ritrassero. Divisò s&lla fin e di giugno di passare l'Adige ,ie'l·so _Ce'raino e Ddlcè, ma un'a ri co):il1 izionei ali' uopo eseguita d:11 Daca di Geno,•a mise in chiaro come la sinistra clel fiume fosse presso qllei punti custodita da grosse forze nemiche. Co:wenne perciò rinunciare pel momento a qualunque disegno di azi one risolutiva, assodarsi intanto nelle forti posizioni della riva sinistm del ~'lincio, rimettere in buon assello le difese di Peschiera e aspellare i rinforzi che dovevano giungere dal Piemonte e dalla Lombardia. Ma il co·mando supremo non seppe resisLel'e agli eccit.amenti e alle rampo one dei giornali, alle premure del governo pr·ovvisorio di Lombardia~ ai maneggi dei settari, alle impazienze di par~cchi consiglieri appartenenti allo stesso qual'liere generale, e risolvè di pl'Ocedere allo investimento di Mantova senza però abbandonare le posizioni che da Yillafrrinca si stendono per Sommacampagna, Sona e Santa Giustina fino a lli voli e alla Corona. Nè i rinforzi che giunsero al campo nei primi giorni cli luglio baslarono a questo duplice còmpilo: erano rlue divisioni composte di elementi o troppo veccli i. o troppo giovani; truppe incompiuta.mente arredate, poco o nulla addestrale, battaglioni ir~provvisati, senza coesione e senza soli ditit. Dopo gli spostamenL1 effettuati il 113 luglio e ne' giorni seguenti l'esercito sardo presentavasi disteso su una lunga linea che clalla Corona procedendo per Rivoli, Sani.a.Giustina, Sona, Sommacampagna·fino a Villafranca, con.torna.va a. partire da questa ciltà ltt piazza di Mantova per Marmirolo, .Curlàtone, San Silvestro, la Parma, San Biagio, Castellaro Castel Belforte: erano 75000 uomini stesi su un front.e di ci rca novanta chilometri: il maggiore addensamento di forze sui punti di Villafranca e Mozzecane, pei quali il corpo di investimento di Mantova. si legava alle truppe che fronteggiavano Verona, poteva in piccola parte allenuare, non già togliere il vizio intrinseco della nuova dislocazione. Era per tal guisa l'avversario stesso ch e porgeva al maresciallo Radetzky l'aspelta la occasione. Su l principio della seconda metn.di luglio erangli giunti in grandissima parte i rinforzi, erano condotte a termine o quasi le opere di difesa at.tonio a Veron a, era compiuta la riconquista del Veneto; poleva perciò muoYere senza esitazione
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382
CUSTOZA ,j 84-8
all'offensiva e puntare col nerbo principale delle sue forze mobi li con tro la lunga e sottile linea dei Sardi. Come fossero dislocali i due eserciti alla vigi lia del!' ni-to risolutivo. e quale fosse l'ordine di bauaglia delle truppe che presero pan e· ai fa tti d'arm i dei giorni .23, 24,) 2/S e 26 -.27 luglio appare dai seguenti speachi:
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Esercito austriaco . Disloca.z·i:one
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Veneto. Q. G. a Padova {2°). 171./3 6 43 , 1SGOO
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Mestre. - Briga la id . Piove. Belluno Pad ova. - Bri gata id . Vicenza.-
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061[3 54 265j 95000
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Milis. l\Iacchio. Gers tner-. Melczer.
Udine . . . ~ ., . Brigata Cha1 almanuova vann e . . Osoppo . . ,
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CUSTOZA
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385
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E s ~ .r ,ci,t t0 ;a Utfl ,t .r i,a..c o . Ordine cli battaglia detle trilippe che pres.ero :parte alle operazfoni ·tra 1llincio ed Aclige.dal 23 al 27 h1;glio.
Brigata
Comandante sup,r emo F. M. RADETZKY, Capo di Stato maggiore L. ,F. M. HEss.
Brigata
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Strassoldo
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'L0° baLlag lione cacciatori · . . . . , 2° baltegl. confinari W .a rasdin N. fJ. 1° e 2° battaglione del reggimento fanteria Hohenlohe N. 1ì . . . Ussari Radetzky N. 5 . . Batteria d.a i6 a ;p.ietli N. 2.
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Gyulai 4°ba tlaglione cacciatori-Imperatore. I· ,e 2P J9attagl. ,c00!finari Og,ul:i!11 N . 3 3° battagljone del reggimen.to fanteria A't'ciduca Alberto N. 44. . Ussari Radetzkv N . ò." . Batte;ria a !f>i,ed( dn 6 N. 3.
' 1°,eQ• battacrl. confin-a•ri Szluin N.4. 1• e 2• -ba-1.t~glione del r eg gimento fanteria Kinski N. 47. . Ussa·ri Reuss N. 7 . . . Batteria -da 6 a piedi N. 6.
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Princ.Federigo 2°battaglionecacciatori Imperatore. 9° .battaglione cacciatori . . . . ·1° e 2• battaglione ,del reggimento fanteria A!rcìd. Fr. Carlo iN. f>2 • Ussari Reuss N 7 . . .. . . Batteria di ca•valleria da 6 N . 2. .
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1° e 2° battaglione del 1re.trn~mento fanteria P r ohaska N. 7 . . . Ussari Radetzky N. 5 . BatJe.rJa di cavallel'ia N. 1
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Battaglione gra natieri Poltinger Id. id, Lai ml. . . . Id. id. E y tlberger. Id. id. Biergotsch . Batteria da 6 a piedi N. 8 .
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1° l?a llaglione confinari Bana~o illi- 1 l'ICO N . t8 . . . . . . . . . 1 I° e 2° battaglione del reggimen to Reisinger N. 18 . . . . . . . 2 · 1° e 8° battaglione del r eggimento Arcid. Sigismondo N. 45 . . . 2 > Batteria da 6 a pied i N. 10
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1' e 2' battaglio ne del r eggimento fanteria Arcid. Car lo N. 3 . . . 1° e 2° batt.aglione del reggim en to fanteria Geppert N. 43 . Batteria da 6 a piedi N. 9.
2• battaglione confinari Banato tedesco N. '12 . . . . . . . . 1 1 ·J• ba ttagl ione del reggimento Nugent N. 30 . . . . · . . . . . 1 1• e 2° ha ttaglione del r eggimen l@ P r incipe Em ilio N . 54 . . . . 2 1° e 2° battaglione del l'eggimenlo 2 Haynau N. 57 Ulani Arcid . Car-lo N. 3 . Balleria da 6 a pieM N. 16 Batteria di cavall eria N . 9
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~Brigata Casale . . . . . . Cacciatori Franchi. . . . . ~egg. Nizza cavalleria . . . Curtaton e - San Silvestro Brigata Acqui . . . . . . rese 18° rogg. fanter ia. 4· Comp. del 2' hall. bersaglieri I I i• regg. fanteria., Roverbella
3· Div. di \'iserva 'Brigata Fanti (lombarda) i Id. Poerio
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S. M. il Re CARLO ALBERTO. Log ot. gen . CANERA 0 1 SALASCO conte CARLO. Sotto capo . . . . . .Colonn. FECLA or CosSATO cav. Luwr Comandante dell'artiglieria - Magg. gen . Rossb cav. GruSEPPE . Magg. geo. CH1000 cav. AGOSTINO. Co mandante del genio. • . Comandante dei bersaglieri - Colonn FERRERO DELLA MAHMORA cav. ALESSA ND RO.
Comandante in ca po . . Capo di s tato m aggiore.
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Comand ante . . . . - S. E. il generalo BAVA cav. EuSEBIO. Capo di s ta to magg. - Col. CARDERINA cav. GrACOMO. Com. dei be1·sag. . - Maggiot'e MuSCAS GIUSEPPE.
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Brig ata Aor;ta. - Com. Magg. gen . Seyssel d'Aix . di So ;nrnar iva march. Claudio . 5° Regg. fant. - Col. Raiberti cav. Flaminio . 3 6° IiL id. - Col. Ruffini cav. Giuseppe . 3
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Coma ndante i nLer. - Magg . gen. SEYSSEL o' Arx 01 SoMM,HHVA march. CLAUDIO. Capo dislatomagg. - Magg. G1us-r1N1ANL cav. AGo·
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Brigata Regina - COIX!,, Magg gen . Trotli cav. Ardrngo. 9°.Regg. fanL. - Col. Dinegro ca v. Lorenzo . 3 10° Id. id . - Col. Abbrate cav. Nicola . . 3
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Artiglie ria - Magg. Jaillet cav. Umberto. 6· Batl. da battaglia - Cap. Serventi Federico 8' Id. id - Cap. Bocca Pietro .
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II Corpo d'armata.. Coma ndante . . . . - Logot. gen. GERBAIX DE SoNNAZ eav. ETTORE. Capo di stato mao-g. - Col. LAGRANGE MICHELE. . Com. dei bersag1. . - Maggiore SAVANT GiusEPP.E.
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Brig. P inerolo - Com. Magg . gen. Man no ca valiere Gio. Battista. 1· 13° Regg . fant. - Col. Fara Agostino . ·i 3 H ld. id. - Col. Damiano Luigi. .,
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Artiglieria- Ma gg. P onza i• Batteria da battaglia 4• Id . id . 2' Id. a cavallo 3
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Comandante . . . . - S. A. R. il principé! V1TTOR10I EMANUELE duca ai Savona. Capo di stato magg. - Col.MoRozzo nELLARoccA conte E NRICO. Brigata Guardie -
Com. Magg. gen. Biscaretli di Ru rtìa conte Carlo. 1' Regg. granat.-Guardie - Col . Lovera di Maria cav. Giuseppe . . 3 2° Id . id. - Co LGianotti cav.Mario 3
Brig atél Cuneo
Magg . gen. Pilo Boy! di Puttifigari cav. Pietro. ;• Regg. fant. Col. Nazzari di Calabiana cav. Vittorio . . . . . 3 Id. id. - Col. Della Riva di F enile conte F ilippo 3
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. - S. A. H. il principe FERDINANDO 01 SA vo1A duea di Genova. Capo di stato rnagg. - Col LA lVf.,.RMORA cav, ALFONSO. Bi·ig. Piemonte - Com. Magg. gen. Bes cav. Mi. ch ele. 3° Regg. fant. - Col. Wherlin eav. Giuseppe 3 4• Id. id. - Col. Caselli ea v. Giovanni 3
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3' Divisione. Comandante . . . . - Logot. gen . BROGLIA 01 CASALBORGONE conte MARIO. Capo di s tato magg. - Mag-gio:e Soì\~Is 01 CHIA vRm ca-1 vahere ARl:c;TIDE. Brigata Savoia - Com. Magg. gen . Menthon d'Aviernoz con te Carlo (1 ). 1°Regg. fant. - Col. Dulac cav. Camillo . 2° Id. id. - Col. Mollard cav. G. Francesco. Brigata mista . - Com . Magg. gen. Conti cavaliere Fran cesco. 16° Regg. fant. .. - Col. Ca uda cav. Gaetano . Baltagl. parmense - Col. P e Ltenati Fra.n cesco Battagl. modenese - Col. Cucchiari Domenico . l' Comp. del 1° battagl. bersagl. - Cap. Viarigi . ._{ 4" Id. id. id. - Ten. Guastoni. \ Adiglieria - Magg. Tut·ineLti Di P1·ie ro cav. De. m elt'tO. 7°Batt.da baLtaglia- Ca p. Gazzera Francesco. . 2° Id. da posizione - Célp. Roero di çortanze Ercole. Sezione parmense Id. m odenese 1 2 Regg. Novara cavali. - Co l. Maffoi di Boglio conLe F erdinando .
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(il Il maggior "enerale ~lenthon D'Aviernoz caùde ferito e prigioniero nel c_o1~ha t: timcnt.o di s'ona ( 23 luglio); il comando della br ig:ria 1'11 assn nt.o e tenuto ne, g1o r111 segu.. nti dal colonnello Mollarfl. \ ·
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Artiglieria . . . . . . . -· Magg. Gromo cli Ternengo cav. Tancr edi . 3' Balt, da battagl. - Cap. _Cisa di Gresy cavalier e Paolo . . . . » 9• id. id. Cap. Thaon di Revel cavaliere Genova . . . » :1!6 -
ANNO XXXI, YOL. I.
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Disegni del maresciallo Radetzky. - La nuova dislocazione delf esercito sardo gopo intrapreso lo investimento di Mantova non 2• Dioisione di risei'oa. Comandante.
. - Logot. gen. ViscoNTI o'ORNAVAsso cav. BONIFACIO. Capodist.alomagg. - Magg. BAsso cav. SBRAFJNO.
t • Brig. provv. - (;om. Magg. gen. Faa di Bruno cav. Antonio. 1° Regg. provvisorio - Col. Alberti Carlo . . . 2• Id. id. - Col. Rapallo Francesco. 2• Bdg. provvis. - Magg. gen. Bussetti di Bersano Boniforte. 3• Regg. pr ovvis. - Col. Lopez Gaspare . . 4° Id. id. - Col. Delfino cav. Vittorio.
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Dioisione di caoalleria. Comandante .
. . - Logot. gen. OLIVIERI cav. DeoDATE.
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Magg. gen. Gazzelli di Rossano cav Vittorio. Regg. Savoia. . - Col. Collomb d' Arcines cavaliere Francesco . . . Id. Genova .. - Col. Avo~adro di Valdengo cav. Flaminio. . . . . 2• Brigala . . . . - Magg. aen. Nicolis di Robillant cav. t.;arlo. Regg. P iemonte R. - Cl)I. Della Chiesa di Cervignasco conte Carlo . . Id. Aosta. . - Col. Bongiovanni di Castel. borgo cuv. Angelo. . . Artiglieria ..• - 1• BaU a cavallo - Capit. Riecar di di Netro cav. Massimo. - 3• ~~tt.. a cavaU0 - Capit. Pelttl1 d1 Roretc, e.te Agostino. Carabinievi reali
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Truppe toscan.e. Comandante . . - Magg. gen. DE LAuGIER. 1• Reffg. di linea . . . . . . . . . . 2° I . . id. - Maggiore Ciarpoglioi Volontar1. . . . . . . Cacciatori a ca vallo . Ar tiglier ia
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potev,a durare lungo tempo ignota al ma11esciallo Radetzky. I rapporti gitmLi dagli avamposti e dai drappelli mandati alle scoperte, e specialmente le informazioni che da Sanguinetto mandava · la brigata Simbséhen, erano concordi nello indicare al comç.ndo su· premo come un fatto· certissimo quel lungo protendersi dell'ala de· stra dei ::-.ardi tuUo intorno a Mantova: il combattimento del ,19 luglio . presso Governolo era nuova conferma di tali notizie. La situazione che si veniva per tal guisa disegnando nettamente, gli consigliava di muovere, e tosto, all a controffesa: puntare contro il centro di queJla linea cotanto lunga e sottile, spezzarla, romp erne le parti e costringerle a ripassare senza indugio il Mincio, tale fu ìl divisamento del maresciallo. Era un allacco frontale che urtava dal bel principio contro le posizioni di Santa Giustina , Sona · e Sommacampagna, la cui forzo.intrinseca era stata in parecchi punti aumentata con opere in terra, con abbattute, con asserragliamenti agli ingressi dei villaggi, con fabbricati messi in assetto di difesa. Ma la vicinanza di Verona,ai primi obbiettivi dell'attacco consentiva al maresciallo di muovere e impadronirsi di tali obbiettivi prima che il comando supremo dell'~sercito sardo ne avesse notizia, e potesse, con sufrìciente quantità. di forzo, accorrere alla parata. Disposizioni e mosse preparawrie. - Per indurre il generale De Sonnaz a rafforzare la propria sinistra a scapito del centro .• contro il quale doveva volgersi l'attacco principale, il maresciallo Radetzky prescri,re al generale Thuro di scendere il matLino del 22 dalle sue posizioni in Val d'Adige e sulla costa nord orientale dellago cli Garda , e assaltare la sinistra dei Sardi nelle posizioni dalla Corona e di Ri· voli. Nella nolle dal 211 al ~2 il I corpo d'armata si raccoglie presso Santa Lucia, il II si reca a San Massimo ove già trovasi il I corpo di riserva. A.I comandante del presidio di Verona è prescrillo di avviat·e all'armata d'operazione tre reggimenti di fanteria tostochè giungeranno in città i battaglioni di landweh r. L'assalto contro la sinistra dei Sardi è tentato dalle truppe del III .corpo d'armala nel mattino del 22 : il U. 0 reggimento fanteria e la 2a eompagnia bersaglieri, so110 costretti ad abbandonare successivamente la Ferrara e la Corona, e a grande stento resistono ancora
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sul piànoro di Rivoli quando giunge il generale De Sonnaz con sei compagnie del ,J 6° reggimento fanteria, la 3a CO)npagnia del 1°battaglione bersaglieri e metà della 4:a batteria da battaglia: con un im petuoso contrassalto egli ricaccia gli Austriaci sin ollre Caprino, ma avuto qnalc\1e sentore dello imminente attacco divisato dal maresciallo, abbandona la noue stessa l'altipiano di Rivoli e. conduce · le truppe a Cavaion e Calmasino. Dispositivo d'attacco. - È prescritto al generale Thurn di ritentare il giorno 2$ l'attacco contro la sinistra dei Sardi, e per Rivoli e Pastrengo collegarsi colla destra del II corpo d'arma ta che il di stesso si avanzerà su Sona. e Santa Giustina. Alle sei pomeridiane del 22 sono impartiti gli ordini per le operazioni del di seguente. L'armata d'operazione(!, II corpo d'armata e I corpo di riserva) dovrà muovere a mezzanot.Le dai campi di·San Massimo e di Santa Lucia, e si dirigerà contro il fronte Santa Giust:na.:Sona-Somma.campagna nell'ordine seguente: TI corpo d'armata: - il grosso, tre bri gate, si avviP-rà per Lugagnano e Mancalacqua verso Sona, e cli là proseguirà fino a San Giorgio, in Salice: l'altra brigata, insieme ad una brigata di cavalleria, coprirà il fianco destro fino all'Adige e procurerà di facilitare l'attacco principale con dimostrazioni d'attacco contro l,'estrema sinist.ra dei Sardi . · Contro quest'ala dov·i,it pure operare il III corpo 1d'armata il quale si avanzerà su Rivoli e cli là darà la mano al II; I 001·po d'arnwta: - il grosso, lre brigate, marcerit gu Sommacampagna, e di_là si spingerà p~r San Rocco di Palazzolo fino ad Oliosi: l'allrn. brigata, insieme ad una brigata di cavalleria del I corpo di riserva, marcerà. per Ganfardine . e Calzoni a guardia del fianco sinistro e si dirigerà su Custoza. T corpo cli 1·iser1Ja: - si avvierà per il Casone e la Zivolara su Casa Rasola e là riceverà altri ordini . Con questo corpo marcerà il comando supremo dell'armata. A ciascuno dei tre corpi sovraindicati è addetta una mezza compagnia di pionieri con mezzo equipaggio da ponte: Lutto .l'altro Lraino degli equipaggi da ponte si· porrà i1, marcia sulla strada maestra Croce Bianca-Castelnuovo alle set.te antimeridiane del 23 . · Le truppe muov.eranno provviste di viveri pei giomi 23 e 24, e 1
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saranno seguìte dai soli carri di cucina: le impedimenta resìeranno . .a Verona.
Alla offensiva contro il centro dell'esercito sardo concorrerà altresi la brigata Simbschen (IV corpo d'armala), la quale muovendo da Buuapietra si recherit per Iso la della Scala e per .Villafontana a Isolai la, e di là volgendo a . nord di Villafranca raggiungerà. il giorno 24 Sommacampagna ove si riunirh con l'armata di operazione. · Della mossa offensiva divi sala per il giorno 23 è data partecipa:zione al comandante del II corpo di ri·serva, e ai comandanti delle piazze cli Verona e di Legnago .
Ripltrli.z-ione dei Sarcli nelle posizioni di Santa Gùt,Stina, Sona, ,e Sornmacampagna. - Ti:e corpi d'armata, forti in tullo di 444-00 uomini e 1154 cannoni devono per tal guisa a!>salire nel mattino del 23 luglio la 3• divisione sarda scemata del 16° reggimento fanteria , e due battaglioni della 4.• distaccati a Sommaèampagna, ossia 9000 uomini con 24 cannoni . Queste trnppe sono disposte così: il 11° reggimento occupa SanLa ,Giustina con un battaglione; un altro è alla Colombara, il terzo fra Santa Giustina e la Colombarola. Del 2° reggimento, un bat.Laglione trovasi a Osteria del Bosco as· sieme al ballaglione parmense, un altro sul monte Corno assieme :al battaglione modenese, il terzo a Sona con la ,t • e la 4a compagnia del 11° hat.taglione bersaglieri. La 24 batteria da posizione, meno una sezione tenui.a in riserva, e le·sezioni parmense e modenese guarniscono il trinceramento di -Osteria del Bosco; la 7• da battaglia è ripartita fra Sona e Monte Corno. La3· divi~ionc si collega per Mor.tebello e Madonna del Monte col. qistaccamento della 4a, che occupa l'altura di San Felice e Sommacampagna. Tre squadron i di Novara cavalleria sono a ovest di ·Osteria del Bosco: il comando della 3• divisione è a Sona. Le opere di di fesa consistono in un robusto fronte bastionato presso Osteria del Bosco, in barrièate e abbattute agli ingressi di Santa •Giustina, in alcune trincee presso Sona non ancora condott.e a ter- · ,mine. 1
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II. ..rhiu1, 3lor11ata - ~a lugllo. Combatthne11to di Sona e Sommacampagna.
1l!a1·cia e spiegamento del Il CO?'fJO d'armata. -.:. La marcia deglr assalitori è ritardata da un violento acquazzone che infuria dopo la mezzanotte. Solo verso le sette antimeridiane il grosso del II corpo <'l'armala giunge colla testa a Mancalacqua e tosto si spiega: si dispongono in prima linea le brigate Pergen e Liechtenstein, quella a nord, questa a sud della strada; I-a brigata Kerpan rimane in riserva. Li brigata P.ergen s'avanza poi ripartita in due colonne: l'una formala dall',J I O ballaglione cac.ciatori , dal 2° bauaglione Arciduca Er · nesto, da quattro còmpagnie Warasdin San Giorgio e da metà della, 5n batteria a piedi e mezzo squadrone ulani Imperatore, si dirige per Lava verso Sona: l'altra, com posta del 1° battaglione Arciduca Ernesto, delle altre due compagnie Warasdin San Giorgio, e dell'altra mezza balleria, si avvia per il Colombarone verso Gerola e l'altura, del cim itero. La brigata Federico Liechtenstein, giunta a Lentissera, si divideanch'J sa .in due colonne; la prima composta del 9° batlaglione cacciatori , del 2° battaglione Arciduca Francesco Carlo, d'uno squadrone ussari Reuss e di quattro cannoni della 2a batteria di cav~ lleria, s'avanza verso l'insellatura fra J\fontebello e Madonna del Monte: l'altra, formata del 2° battaglione cacciatori Imperatore, del, ,f O baLLaglione Arciduca Fr1rncesco Carlo, di uno squadrone, us5ari Reuss e di due cannoni della batteria ora det!.a, si..avvia verso Zermine e Madonna del l\l onte. La brigata Kerpan resta in ri serva presso la Zina. Finalmente la brigata Edmondo Schwarzenberg e la brigata di cavalleria SchaafTgotsche procedtmo a gua\dia del fìa nco destro per la strada maestra di Castelnuovo: giunta la colonna al bivio di Lu-
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gagnano, spiccossene no distaccamento di otto com?agnie del regg.imento fanteria I mperatore con qnattro squadroni e co.lla_ b,altena di cavali'eria N ,i.• e s'avviò su Bussolen go per volgere.poi d1la verso Sandrà: il resto della colonna proseguì verso Ostena del Bosco e Santa Giustina, col reggimento Fiirstenwarter e le ~l_tr~ quattro compagnie Imperatore in prima linea, le altre truppe m mer~a. . Disposizion'i del luogotenente generale Broglia. -:, F_i~ d_al le ctnque del mattino era stato scoperto dagli avamposti della 3 d1v1s1one quello avanzarsi di più colonne verso Osteria del Bosco: So~a e Som~acampagna : il generale Broglia aveva ~e~·ci~ avv,.ato ,~ car1:egg10 a Peschiera, e impartite le prime dispos1z1om per 11. comb att1mento. Salito poscia, assieme al maggior generale Conti: snll allura del Bosco e vi sto come lo sforzo principale dell' assalitore fosse voi Lo contr~ Sona, rafforzò i difensori del villaggio col battagli~ne modecon metà del battaalione del 2° reggimentofantcna cb'era a nese , e a b· · d . _ Monte Corno; avviò pnre a Sona la sezione della 2 ctt.Lena a P~. sizion e tenuta in riserva. Il maggior generale D'Aviernoz, ch e g'.a trovavasi a Sona, volendo prov vedere alla sicurezza del propn~ fian co mandò una compagnia del 2° reggim ento su l\'lor.Le?ello e s1. recò ~gli stesso colù per osservare meglio ciò ~he avveniva vorso. l'insellatura di )ladonna del Monte. Attacco cli Jlfado,ina del 1lfonte e di Sana (ore 8-9,30). - Movono prime all'attacco le brigate Liechtenstein e Pergen . Alle ~ette e mezza comincia vivissimo il fuoco dei tiratori; alla 7a battena da battaglia apposlal:a parte nel villaggio, parte presso il cimitero.rispo1~ · dono te batterie delle brigate ora dette. Poco dopo s'.av.a~za spedita.mente e senza incontrare gravi ostacoli la colonna d1~in1stra òella brigata Liechtenstein: il .9° ballaglione cacciatori ~oll'a111to del battaglione cacciatori appartenente all'altr~ colonna d1 destra, s~le !>Ull'alturadi Madonna del Monte, e ne caccia dopo breve comha~t1mento i deboli reparti del 2° cli linea toscano ; la balleria della bn_g~ta _ac~ corre ,,osto suIl' ,altura . , e prende a battere d'infilata le pos1z1001 . d1 Montebello e di Sona: nello stesso tempo il reggimento Arciduca Francesco Carlo occupa Zermine e di là sale sull:alt~ra sovra.stante. La brigata Liechtenstein s'impadronisce cosi d1 pnmo lancio del~ l'altura di Madonna del Monte. . . Meno facile riesce l'allacco di Sona. L' 11'1 ° battaglione cacciaton 1
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e le due compagnie Warasdin San C,iorgio appartenenti alla colonna di sin istra della brigata Pergen cos lringono i posti avanzali del 2° reggimento fan teria ad abbandonare la Fusara e la Rainera e a r ipiegarsi sul cimitero: ma qui e nel villaggio di Sonagli assali tori t1:o:ano un ostacolo insuperabile : s'accingono a sal ire per le pend1c1 , ma sono ricacciati dal fu oco e dai contrassalti dei difensori: ritentano l'assalto i battagl ioni di seconda linea, reggimento Arcid uca Er?esto e Con'.inari Warasdin, eanch ' ess i dal fuoco , dalle pietre, dm conLrassalL1 sono ribuLLati al piano. L'attacco frontale è fa llito Lutta la brigala Pergen è stata impegnata; ma i suoi sforzi si son~ infranti c0.ntro la Lenace difesa opposta dal 1° reggimento fan teria, dal battaglione modenese, dalla ,1a e4• compagnia bersacrfieri e da lla 0 7• balleria di battaglia. Attacco del Jlfontebello e del cùnite,·o (ore 9,.30-if0,30). - A rincalzo della brigata Pergen sono allora mandati i due battaolioni Kinski, appartenenti alla brigata Kerpan : intanto una parte del 9° battagli one cacciatori scende dalla Madonna del Monte e s'avanza per le pendici meridionali del Montebello già assalito, ma invano, dalla es trema sinistra della bt'igata Pergen. È su quell'altura una compagnia del• 11° reggimenLo fanteria col magcrior aenerale D'A• I:> !) v1emoz: .assalito sul ftanco destro e, minacciato da tergo mentre è i~tento a rin tuzzare l'assalto che gli si muo ve da fron te, egli oppone a1 nuovi assalitori i pochi uomini che ha ancora alla mano: ma tratto in errore da alcuni segnali che gli pal'vero di disertori chiedenti di passare nel proprio campo, fa cessare il fuoco , e allora i cacciatori del 9° bauaglione compiono la mossa aggirante, e giunti .a brevis· sima distanza gli inti mano di arrendersi. Il maggior generale D'Aviernoz fa ri com inciare il Juoco, ma è troppo tardi : gli assalitori fanno impeto sul piccolo drappello, ed egli cade ferito da. un proiettile e da un colpo di baionella. A. soccorso del prode generale accorron? altri della compagnia, at'd e feroce ma breve la mischia; soprafau, dal numero quei valorosi si ritraggono verso il cimitero . La difesa di questa posizione era affidata al battagli one moden~se e alla 11a compagnia bersaglieri: a rinforzo di quelle truppe era gmnta, poco dopo incomiqciato il combattimento, la sezione della 2.a batteria da posizione tenuta in r iserva. Ma ciò non basta per resistere al nuovo e poderoso assalto: la sinistra della briaata Percren !)
da esL, il 9~ battaglione cacciatori ri ncalzato da un battaglione del reggimento Arciduca Francesco Carlo da sud, movono ora concordi contro il cimitero: energica ma breve la resistenza : quando la sinistra del 9° cacciatori, avanzandosi per la strada di Sona, minaccia anche da tergo i pochi difensori, questi abbandonano la posi zione e si ritraggono nel villaggio protetti da alcuni drappell i del 2° reggimento fanteria. Attacco di Sana: Ol'e 10,30. - Non resta ora ch e il vill aggio, unico punto d'appoggio all'ala destra dell a 3" divisione. Le foni:e della difesa consistono in sei compagnie del 1° reggimento fanteria (altre due sono sul Monte Corno}, nel battaglione modenese e in due compagnie ber:;aglieri con la 7° balleria da baLLagl ia e una sezione della 2• da posizione: dodici compagnie in tutto . Contro di esse movon o da est la brigata Pergen r iordinatas i nel frallempo o il reggimento Kinski , tren ta compagn ie; da sud il 9° battaglione cacciatori e un battagl ione del reggimento Arciduca Francesco Carlo, dodici compagnie: può accorrere a r incalzo della prima lin ea il resto della brigata Kerpan tenuto in riserva, e parte della brigata Liechtenstein che non avendo piLt nemici sul fronte scende per Brugnola v~rso la Casetta e minaccia il tergo <lei di fensori di Sona. Persistere a lungo nella difesa non è possibi le: pure il generale Broglia non vuole abbandonare il villaggio senza chi edere ai s1ioi un ultimo sforzo. Il combattimento dura per tal guisa vivissimo per oltre mezz' ora e l'assalitore non r iesce a penetrare nel villaggio; ma già le forze vengou meno nei difensori, scarseggiano le munizioni , e la minaccia contro il tergo si va facendo di momento in momento più grave. li tenente generale Brogl ia ordina allora di ab bandonare Sona: prima la 7• batteria da battaglia, po i le fan terie si avviano parte verso Osteria del Bosco, parte verso l'allora del Bosco: la sezione della 2" balleria da posizione che marcia co lla retroguardia, ù costretta ad abbandonare un cannone rovesciatosi in un borro mentre focea fuoco . Alle 1111 1/ 1 circa gli assali lori irrompono da est e da sud nel villaggio abbandonato. Sgombro di Santa Giustina e di Oste1·ia del Bosco. - Caduta Sona è forza saombrare anche le posizioni di Santa Giustina e di Osteria del Bosco, chè da Sona il nemico accenna a conLinuare la mossa offens iva verso la strada di Castelnuovo . 11 grosso della sua 1
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CUSTOZA ~ 848 CUSTOZA ,f 8i8 402 colonna fiancheggiante s'era, come si è detto, avviato per la strada maestra verso Osteria del Bosco . Preceduto da fitta catena di tiratori esso si avanza fino a gittata di cannone dal fronte bastionato: pochi colpi rapidi e precisi della ,2a batteria da posiz ione e delle sezioni parmense e modenese lo arrestano, gli cagionano in brev'ora perdite gravi e lo costringono a togliersi dalla strada. Allora si spiega a cavaliere di essa: quattro compagnie del reggimento fan· teria Impera tore, e sette del reggimento l?iirstenwarter sono avviate verso Santa Giustina, altre quattro dello stesso reggimento verso la Rugola, il resto è tenuto in riserva. Sono circa le 1O e mezzo quando queste truppe movon all'assallo; già la loro destra ha impegnato fuoco assai vivo contro i tiratori del :I O reggimento fanteria appostati nella çolombara e nella Casella, quando il comandante del dello reggimento; vista la caduta di Sona, e il nemico volgersi da lassù verso Osteria del Bosco e minacciare cosl la sua linea di ritirata, ordina di abbandonare Santa Giu stina. Quasi nello stesso momento per veni vagli dal comando della divisione l'ordine di seguire la mossa retrograda dell'ala destra. Laonde i battaglioni del ,1° reggi mento fanteria com inciano a ripiegarsi senza pur tentare di rintuzzare l'assalto, e si avviano su Sandrà. Quasi contemporaneamente è sgombrata l'opera di Osteria del Bosco, contro la quale sono riu:;citi va ni i ten·Lalivi d'assalto da parte delle quattro compagn ie L•'lirstenwtirl.er raITorzaté dal battaglione Hauggwitz : prima l'artigli eria, poi il battagli one parmense e. il battaglione del ,1° fanteria si avviano verso Monte Gù, donde, dopo breve sosta per raccogliere i ritardatari , proseguono fino a Colà. 1
Combattimento di Somm,acampagna; 1·ipartizione delle {01·.ze italia?te. - La caduta di Sona era preceduta di poco dalla espugnazione di Sommacampagna. Era la difesa di questo luogo affìclata al 2° reggimento di linea toscano, forte di dieci compagnie, ad una sezione d'artiglieria toscana, e al -IO battagli one del 13° reggimento fanteria comandato dal maggi ore Bonofous, il quale, perchè più anziano del maggiore Ciarpaglini del reggimento toscano , aveva il comando di tulle le truppe che guarnivano quella posizione. Due compagnie toscane erano appostate a Madonna del Monte, le al tre otto ~ull'altura di 8. Piero e a M'adunna della Salute: il battaglione del ,130, assieme alla sezione d'artiglier:a occupava col grosso il villaggio, e-
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cofl posti a,vanzati l'Osteria della '.Forre e Ca robiol. I fabbri cati d! · Madonna della Salute, Osteria della Torre e Carobiol erano messi · 1·n assetto di di fesa; erti ingressi del villaggio asserragliati. · Spiegamento del Il:)corpo d'armata. - Contro queste trupp~,'10"00 ' uomini con due cannon i, movea tullo il I corpo d'armata, il quale · poteva, quando fosse necessario, essere rafforzato da tutto il I corpo · dii ri serva. Tre brigate, Snplikatz, Wohlgemuth e Strassoldo, procedevano su una sola colonna per la strada cli Sommacampagna; la , brigata Ctàm marciava per Calzoni su Ganfardine fiancheggiata a sinistra da quattro squadroni Arciduca Carlo, che per Dossobono · s'avanzavano verso Calori. Giunto colla tesla a paro di Ca Verde, il grosso del corpo d'armata prese ordine iniziale di combattiment.o: la brigata Suplikatz vo ls:· verso Casella de' Terzi e cli là verso la Madonna della Salute; !a brigala Woblgemuth proseguì verso Osteria della Torre e Carob1ol; la brioata Strassoldo restò in riserva. Questo .a.vanzare di poderose fo11ze alla volt(l;odi Sommacampagna,, fo visto fin dalle quattro e mezza del maui no dalle prime guardie degli Italiani; laonde i maggiori Bonafous e 8i~rpaglini poterono, per quanto dalla esigui tà. delle forze era conse?t,to, provvedere alla · difesa delle posizioni ad essi affidate. Erano circa le_sett~ e mezzo · quando le teste di colonna austriache giu~geYano a ~,ro d1 ca~none dalle posizioni di Sommacampagna e S. Piero. La lmgata Supl 1katz'. . giunta presso Casetta de' Terzi , si sdoppia in due col~nne; quella d1 destra, cinque compagnie del 2° reggimento _confina~, Banato e du~ · b~ltagHoni LaLour, si avvia verso l'altura d, San P1er_o; quella d1 · sinistra, una compagni a confinari Banato, Lerzo ballaglione Latour, . e batteria di ràzzieri N. 11, si volge verso )ladonna della Salute; 1~ brinata Wohlnemuth si divide pure in due colonne; una, composta d1 · cin~ué comp;gnie del .1.0 battaglione cacciatori Imp_erato1:e,. del: 3° · battaolione Arciduca A1berto e di metà della batteria a p1ed1 N. 3,.. schie;atasi a cavaliere della strada, move ('.Ontro Ostel'ia della Torre; . l'altra formai.a dalla sesta compagnia del 4° battaiglione cacci atori ' I mperatore , dal 1• e2° baLLaglione co nfinari Ogul in e dall'altra mezza batteria a piedi N. 3, si dirige, a sinistra della p~ecede~te, su_Car~- · biol. l!,a brigata Strassolclo resta in riserva, schiera-La rn ordine· n· strello a caval iere della strada, a paro di Ca Vérde e Campagnola.
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A.Uacco dt ll'altnm cli San Pietro e di !}fadonna della Salnle. "Menlre l'ala. sinislra della brigata Liech Lenst.ein s'impadron isce quasi ,di primo lancio dell e allure di Zermine e Madonna del MonLe cacciandone le due compagnie del '.:.? 0 di linea toscano, ·1a destra della brigata Suplikatz procede verso ~an Piero e urta contro il r.,crrosso -del reggimento ora dello. Tre compagni e confinari Banato precedono in ordine rado e ten tano guadagnare il ciglio dell 'altura; fuoco ·vivissimo, seguito da un vigorùso contrassalto le ricaccia nel piano ,disordinate, e cagiona loro perditegravissime. Accorrono allora altre due compagnie. confinari con tre compagnie del reggimento Lat.our seguile a br·eve distanza dai due baLLaglion i dello stesso reggi mento. ·Sono quattordici compagnie austriache contro sei toscane: gli assalitori s'impadroniscono dell'altura di San Piero, e i difensori si rilrag.gono parte a Sommn campagna, parte a Casazze. Anche l'ala sinistra austriaca non i·iec;ce da prima a wperare la resistenza che presso Madonna della Salute le oppone una parte del 2° di linea toscano: le è forza sospendel'e l'attacco, e intanto si fanno venire innanzi due obici della balleria addetta alla brigata di riserva'. Solo -coll'aiuto di queste bocche da fuo co vien fatto di snidare in brev'ora i difensori di Madonna della Salute i quali vanno a raccogliersi a Som·macampagna. Respin to il 2° di linea toscano, la brigala Sllplikatz si :arr~stasull'alluradi San Pi ero, e cambiata fronte a sinistrasi dispone a concorrere all'atlacco del villaggio, attorno al qua le dura ancor fiera ,ed osLi nata la. lotta.. Attacco di Somm:acampagna (8 ·IO ant.) . - La. prima schiera ,della brigata Woh lgemuth assal ta contemporaneamente Osteria ·della Torre e Carobiol già battute con tiri rapidi dalla balleria N. 3. Ma mentre i poch i difensori rispondono dalle finestre·col fu oco de' foro fucili, presso Osteria della Tone giunge la ·1(\ compagnia del ,f 3' ·in,,iata dal maggiore Bonafous e con energico contrassalto respinge per non breve tratto l'ala destra degli assalitori, mentre la loro $i·nislra è immobili tata davanti a Carobiol. Fallito cosi l'attacco di fronte, -s'avanzano dalla sin istra , per iscaglioni di divisione, i due battaglioni -confinari Ogulin, e giunti a Villa Nuova, si accingono ad aggirare da sud il villaggio; ma il maggiore Bonafous avvia contro di essi due ,compagnie del 113° fanteria, le quali geLLatesi imp_etuoso sui primi ,scagl ioni, li ricacciano a sbaraglio nel piano. È l'ultimo tentativo
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di contrassalto: sono circa le 9 anti meridiane e la brigata Suplikat.z. schiera ta sull'altura di San.Piero minaccia il villaggio da nord; la brigata Wohlgemuth sostenuta dalla brigata Strassoldo lo assale da est e da sud; una batteria da 112 appartenente alla riserva d'attigl ieri a del• · corpo d'arma i.a si è appostata presso la Bassa: sono in tutto 22 cannoni che preparano l'attacco risolutivo. D,1 parte degli Italiani tulle· le truppe, eccettuai.a una compagnia del ·13° fanterict tenulii in riserva , sono già impegnate: Jasezione d'arliglieria'ha _dovuto già rallentare il fu oco e dovrà. fra poco cessarl o perchè le munizioni stanno· per finire. È fo rza troncare il combattimènto: il maggiore Bonafous ordina di iniziare la ritirala e affida alla c,>mpagnia di riserva del 113° il difficil e mandatù di prot.eggerla. Già parte delle truppe ha sgombralo il vili.aggio ed è incamminata verso San Giorgio in Salice, quando. da nord, da est e dn sud irrompono gli assai iI.ori: la retroguardia impotenle a resisLere a quell'onda itnpetuosn, si ritrae all'aperto; gli ussari Reuss lanciati contro i fuggenti s' impadronisc ono dei carri contenenti bagagli e viveri e di due vetture cariche di feriti. Raccolta cle,qliltal-iania Cavalcaselle. - Tra le 1I e mezzogiornotulte le alture da Sa nta Giustina a Sommacampagna eran in poi.ere degli Auslriaci: affranti dalla fatica, dal caldo, dal digiuno gli IlaIian i ~i ritraevano verso Peschi era. L'ala sinistra, ,1• reggimento fanteria, dopo breve sosta presso il Belvedere per raccogliere i ta rdivi, avvia vasi verso Colà, e dopo nuova sosta in quel luogo, proseguiva all a volta di Lazise ovegià trovavansi, condotti da l luogot.enen Le generrt le De Sonnaz, il -14° o il il6° reggimento fanteria: assieme a questi si recò per .Pacengo éL Cavalcasell e. Il centro, 2° reggim ento, fanteria, batlaglioni parmense e modenese, 7a_batLeria da battaglia e 24 da pos izionB, tre squadroni di Novara cavalleria, :; i raccolse da prima e sostò presso Palazzo Caioli: raggiunto dall'avanguard.ia della bri gata Schwarzemberg, che prese tosto a bersagliarlo con due cannoni apposta.ti pres!;o Castelnuovo, ripi gliò la marcia e si recò a Cavalcaselle. L'ala destra, 2° l'eggimento di linea toscano e 11° battaglione del ·13° fanteria e sezione d'arLiglieria toscana, giunta a San Giorgio in Salice ai fermò per riposare: la truppa si sbandò per il villaggioin cerca d'acqua, cFombra e di cibo. Fu in questa condizion e attaccata repentinamenie dalla brigala Liechtenstein, che il gene1
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\ raie D' Aspre avea, dopo impadronitosi di Sona, lancialo contro le tru1~pe retroceden.ti. della i• divisione: gli Italiani abbandonarono ma rnaaiunti da due squadroni ussari Reuss furono · tosto il villaaaio è)r, ' <:>O sgominati e lasciarono nelle mani degli assalitori i cassoni della se. zione toscana e circa un centina·io di prigionieri: il maggiore Ciarpaglini fu ucciso, il tenente Bonamici ferito. Incalzati senza ·posa , giunsero stanchi e disordinati sotto il cannone di Peschiera, e verso le ollo pomeridiane si recarono a Cavalcaselle;)ve trovaronsi per tal guisa raccolte tulle le truppe di prima linea del generale De Sonnai. Mosse nlteriori degli .fostriaci. - Mercé la occ_upazione di Santa · Giustina, Sona ,e Sommacampagna erasi appena iniziata la separa_zione delle due ali del!' esercito sardo. Facea d'uopo approfittare del primo successo, e dacch~ restavano ancora parecchie ore del . giorno, conveniva, appena riordinatele truppe, continuare la mossa, • compiere la separazione oc~upando fortemente la strada CastelnuovoValleggio, ,e spingendosi, se possibile, fino al Minci o. Consegui vasi .·un altt'o importante vantaggio: non davasi tregua all'avversario, e , potev.asi fors e compierne ila disfatta. Rispondevano a tale concetto le mosse effettuate nelle ore pome•ridiane. I( II corpo d'armata, eccettuata la colonna a guardia del fianco :destro .che fermossi a Sandrà, procedé fino a Castelnuovo, ovè le ultime tr:uppe giu nsero a1le otto pomeridiane: i suoi avamp0sti si ·.stesero lungo il Rio Pesagola. Il grosso del I corpo d'armata (brigate Suplikatz, WohlgemuH1 -:e Strassoldo), dopo riordinatosi sulle alture di Ca,nova e della Berettara, si a,vviò su San Rocco di 'Palazz·0lo, e di là, dopo le quattro po,merid.iane, si s,pinse fino a Oli osi :,due battagl,ioni e mezzo squadrone ·. dell~ brigata Wohlgemuth si ava:nzarono fino al Mincio e occ.uparono 'Salionze e i\fonte Scatolà: altri clue bat.Laglioni_e una sezione . d'artiglieria appartenenti alla brigata Strasoldo occuparono nella notte Monte Vento. La brigata Clam, giunta sul cominciare del c0mbattimento presso Ganfardine, prosegui poi per Staffalo su Mascarpijne -e nel'l:a n(i)tte occupò Mon1te 'Corre, Cnstoza e Monte ì\famaor. La brigata µ.Jan i del I col'po di riserva restò pr,esso Calzoni in osservazione ì-'erso Vil la:franca.
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li I corpo di riserva, preceduto dalla brigata ~ aradauer già avviata a rincalzo del I corpo d'armata, procedè per Sommacampagna verso Zerbare e di là si spinse fino a San Giorgio in Salice. · Il III corpo d'armata non mosse da Pozzo ne e da Peri che nel po:weì-iggio: giunse la sera a Rivoli e spiccò gli avamposti fino ad Afifi . La brigata Simbschen, che era partita da Sanguinetto alle otto pomeridiane del 22, giunse presso Butlé1pietra alla sera del 23. Il maresciallo Radetzky col quartier generale prese stanza a San Giorgio in SalicE:. · · /lisultati della gionata. - Gli Ital iani perdettero 4 ufficiali e 22 uomini di truppa morti, 7 ufficiali e 72 uomini cli truppa feri ti, e "93 prigionieri compresi 9 ufficiali; in tutto 297 uomini . Le perdite degli Austri.aci ascesero a 6 ufficiali e 65 uomini di truppa morti , 22 ufficiali e 290 uomini di truppa feriti, 2 13 uo:.. mini dispersi o prigionieri, in tutto 596 uomini . Una parte sola e relr.tivamente piccola dell'esercito sardo era stata battuta: anche questa, per quanto la ritirata fosse stata disagevole e in qualche momento dis~rdinata, non era talmente scossa e prostrata d'animo da non potere, appena rinfrancatasi, affrontare nuo'Yo com· battimento. Ma ben più gravi furono gli effetti degli avvenimenti di .questa giornata sulle condizioni strategiche dei due eserciti. La separazione d.eH'esercito sardo in due :nasse era q.uasi com,piuta: sulla sua linea di collegamento lungo la sinistra del Mincio era penettato a auisa di cuneo l' es·ercito nemico raccolto a massa fra Castelnuovo e Oliosi. Per rannodare le dne ali non v'erano che due mezzi: assai ire · l'avversario con mosse convergenti, o ac~orrere sul'la destra del Mincio, far massa presso Volta, e attenderlo al passaggio del fiume . Nel primo caso converrà raccogliere tosto fraGoito e Villafranca Jetrnppe occupate nell'investimento di Mantova e con esse gitlarsi contro il fianco sinistro del nemico mentre il generale De Sonnaz moverà da Peschiera contro il fianco destro e il generale Visconti .con la2" divisione di riserva lo terrà. a bada sul fronte. Ma la riuscita della operazione dipeHde da cfoe condizioni , e sono: primo che il concentrame~1,to s11 Goito e Villafranca sia talmente rapido che consenta di procedere ali' attacco prima che il nemico abbia passato il Mincio ; secondo che l'acc@rdo fra le tre masse sia pieno e costante in guisa ch'esse possano puntiwe :timultaneamente contro la massa nemica 1
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fra esse interposta. Un ri Lardo nel concontramento, la mancanza d' accordo fra le tre parti dell'esercito o il cedere p'rematuro di una di esse renderà irrimediabi le In separaz ione. La riunione delle forze dipende (n questo ca~o dall' esito di una battaglia che bisogna impegnar subito, fin da l giorno 2k. Appigliandosi al secondo partito il comando supremo dell'esercito sardo impegnerà la baltaglia co n tutte o quasi tutte le sue forze; ma per concentrarle è d'uopo prima di Lutto impe~ire che l'avversario che giiL tocca colle sue truppe avanz~te_Ia sinistra del Mincio, ne forzi i passi e preoccupi quelle posiz10nr su cui dovri1. raccogli ersi il grosso dell'esercito sardo. Ciò di penderà.dal contegno delladivisione Visconti e dal soccorso che potrit recarle il generale De Sonnaz . Dfsp?sù:ioni del comanclo sii1n·enio dett'esel'cito sardo per le oz1era.z~o1~i d~l .24. - Il comando supremo del!' esercito sardo non seppe app1glrars1 a un partito nello, riciso, quale era imposto dalla crravità dei casi. Notizie inesa lte od incompiute, contrattempi dì v~ri,L speci e, difettoso funzio namen to degli organi del conrnndo resero la sua azione direttrice fiacca, incerta, inconseguente. A.veva il generale De Sonnaz inviati nel pomeriggio i rapporti sugli avvenimenti del mattino: ma il capitano che recava quei rapporti, e doveva alLresì r icevere ordi ni e istruzioni pel comandante del 2° corpo d'armata, tornò nella notte e riferì che gli ordini sarebbero stati mnndat'i più I.ardi . Pare però che i rapporti sui fatti d'armi del matLino o sulla r itirala di tulle le trnppe dell'ala sinistra su Peschiera non fossero recapitati al comando supremo. Il quale, a detta del rene0 raie Bava, alle 7,30 anli meridiane del 24 era sempre neila ma~sima agitazione sul la sorte il ei generale De Sonnaz di cui non s'erano ancor~ avule notizie. l ! concello della situazione e ~e disposizioni pr~se rn conseguenr.a non fu,·ono pertanto inspil'ati in nessuna pari.e dai ragguagl i mandati dnl generale De Sonnaz: il comando ~uprerno non sapeva ancora nel mattino del 24 dove fosse, che cosa intendesse fare il comandante d13J ?• corpo d'armata . A l\'lnrmirolo ove era il quartier generale principale, udissi lnl.la la mattina tuona re il cannone verso Sommacampagna: da Mozzecane ove trovavasi il quartier generale della 4." divisione, il Duca cli Genova partecipava al comando supremo verso le 1 Oantimeridiane che In. situazione facellsi di momento in momento più grave, chiedeva s'ei dovea accorrere
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colla brigala Piemonte a Villafranca per raccogliere e soccorrere le truppe reLrocedenLi del II corpo d'armala e suggeriva d'inviare altre truppe a Vallcggio e occupar .Monte Vento . Ma solo verso mezzogiorno furono impartiti i pri mi ordini per provvedere allo nuove es igenze della situazione; la 1• divisione di riserva e la bri gata Piemonte si recaròno da Marmirolo e da Mozzecane a Villafraoca; alla stessa volta mossero la brigata A.osi.a e la divisione di cavall eria da Casl.ell aro e da Roverbella. Anche il comando supremo si trasferl la sera a. Vi llafranca. Era sempre senza notizie del generale De Sonnaz, non sapeva quasi nulla di quanto era avvenuto a nord di Sommacampagna: differì perLanlo riualunque risoluzione fin o al mattino , non aiè ordini perché con la numelosa cavalleria ch'ora a Villafranca si riprendesse il contatto col nemico e se ne spiassero le mosse; si contentò di dar contezza al general e Bava del concentramento di I.ruppe allo rno a Villafranca. Provvedimenti del ,genernle lJava per la d'ifesa della r iva destra del !INncio. - Era il generale Bava a Goito quando verso le 11O pomeridiane gli pervenne la notizia della raccolta di' truppo presso Villafranca; alla stessa ora riceveva una lettera del maggiore general e Faa cli Bruno, il quale annunziava come il nemico fosse già presso Salionze e Valleggio, e aggiungeva come giudicando egli non poter resistere in nessun modo co' due suoi hauaglioni, avesse divisalo di abbandonare Valleggio e clistrnggere il ponte di Borghetto . La situazione si delineava così abbastanza chiara all a mento del generale Bava: l'appressarsi di grosse forze austriache a Sali onze e a Vnlleggio era indizio quas i sicuro che il maresciall o Radetzky intendeva pas sare col nerbo principale del suo esercito sulla: destra del Mincio per compiere la separazione dell'esercito sardo in due masse, auaccarle divise e batterle. Parvegli perciò necessario prima di tutto occupare forlemente la ri va destra del Mi ncio e vietar a qualunque costo il passo all'avversario . Inviò a tal uopo il suo capo di st.ato maggiore a Mon- • zambano , e un suo aiutante cli campo a Pesch iera perché cercassero del generale De Sonnaz, ecl espostogli lo sta to delle cose, e specialmente il pericolo cni erano esposte le truppe raccolLe attorno a Villafranca, Io inv itassero a recarsi tosto con tutte le forze sulla destra del Mincio, e a postarsi a Borghetto e cli contro a Salionze pronto a mandare a vuoto qualunque tentallvo di passaggio da parte del ne1
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mico . Al maggior generale Trolti comandante la brigala Regina spedì l'ordine di recarsi losto a Goilo ,per la 1des1ra del Mincio; finalmente rich iamò il 47° reggimen Lo fanteria già avviato a Gazzo e Cadè e lo diresse su Roverbella. Date tali disposizioni , si recò a BorghetLo; prescrisse al magg.ior generale Faadi Bruno di rimettere in assetlo il ponte ,e .ri occupar Valleggio, gli annunziò l'i mminente arrivo di mezza batteria, e poi Lornò ·a Goito, e di la riparli Losto alla volta di Villafranca ove giunse alle selle e mezza antimeridiane del 24-. Provvedimenti dei ,gene-i-ali Visconti e De Sonnaz pe,r ,la di/e.sa della riva destra del 1lfincio. - ,Fin dal mattino, appena saputo che il combatlimento era impegnato a Sona ea Sommacampag.oa. aveva il generale Visconti ,provveduto alla meglio, colle scar:se e non solide sue truppe, alla difesa dei passi .del Mincio, av.viando un battaglione del 3° reggimento provvisorio a Ponti e rafforzando con altro battaglione la difesa .del passo di Monzambano. G,iunlo poi ,verso sera il ·I O reggimento provvisorio,da Colà,,prescrisse eh.e i suoi battar,lioni . 1 rafforzassero ,nella notte i p1 esidi di Ponti, Monzambano e V.alleggio, di guisa che nel mauino dovean trovarsi due batt.aglioni a Ponti, tre a .Monzambano, e due a Valleggio: ,il resto della di,•isione era .riipartito foa Goito} Pozzolengo e ,Pescl)iera. Nella .notle !poi, avuto sentore .di qualche .accenno del nemico a forzare il passo del Mincio presso Salionze, avviò il maggior generale Bussetti a Ponti perchr assumesse la direzione della difesa di quel passo e facesse tosto distruggere il ponte, e poco dopo mandò .un suo aiutante di campo a Peschiera a chiedere pl'onti soccorsi al generale De Sonnaz. Aveva quesli raccolte, come dicemmo, le sue trnppe a Cavalcaselle, e ivi aspettò fa sera fino a mezzanotte gli .ordini del comando su.pr.emo. Ma ordin i non ne giunsero, e intanto la situazione appariva ad ogni mom&nlo più grave; •indizi di vario gene1•e, informazion i provenienti da diverse fonti lo inducevano a considerare come certo ed imminente da parte del nemico il ,passaggio del Mincio .presso Salionze: ·restare in tal caso sulla sinistra del fium e gli parve sommamente pericoloso: era mezzanotte, e il generale De Sonnaz, tuttora senz'ordini del comando supremo, preso consiglio solo dalla situazione, avviò le sue truppe.per Peschiera e Ponti su Monzambano. Disposizioni del comando siipremo dett'e.sercito austriaco per le ~
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opernzioni del 24. - Mentre il comando supremo dell'esercit? · do impotente a form arsi nn concetto chiaro e completo della s1sar , . · 1 tuazione, s'appigliava a mezze misure, .differiva al ~~mani , e ~ue ,· \uzioni., 0 lasciava alla iniziativa dei comandanti m .sott ordme ! ISO . . il còmpito di provvedere sulla destra del Mincio_ ali~ stnng~nt1 necessita del momento, i'l maresciallo R.~detzky, insp1rancJos1 a una idea sempli ce 0 · chiara, impartiy,a le disp_osizioni yer continuare la mossa offensiva. Egli non credeva cbe l'a,vv~.rsar10 v,oles~e tentar? la controffesa colle forze disseminate cotanto largamente: c~rc~1era : d"t tuLto di raccor,li e ptrma o ere le truppe sulla destra . del Mmc10, . non accelterii battaglia prima che la r.accolta non sia co~pmL.a . . Era necessario pertanto impedire la raccolta , Pfl~_sare il Mmc,~. puntare con~ro il ,centro , frap~ors i alle ~li ~ell',esercito sar,do. ~1solvè di forzare il passo a SalrQ.nze, av,v,ò hn. dalla ~er~ del ~3. 1 equipaggio da ponte al villaggio ora dello e 1mpart1 gli ordm1 ser,uenti per le operazioni del giorno 24-: . 0 il I corpo d',armata e la ,hri1gat~Si~bs,ch en 1~est1.i;i.o .sn~~e alture fra Sommacampagna e Valleggio, fro,nte a s1.1;d, pronte a rrn tuzzare un c.ventuale attacco contro il fianco sinistro dell'~r~at~; il II cot;p.o d'arma.La re~ti suHa sii;i.,i,s,t~a del :\f mcio 111 osA~rv,zione dinanzi a Peschiera fino .aWl).rr.ivo c\èl III corpo, e qual9ra questo inconLri qualche qstacolo nella marcia, gli agevoli l' avanzata ~ol mezzo di truppe inviate a Colà e a Pastrengo'. . il I corpo di ris.er.va serri da ,prima su Salionze ~ poi muova offensivamente contr.o la riva 9.estra ~~Ulinci,o. L'offensi va austriaca per il giorno 24 consiste pertanto nel passaggio del Mincio da .parie del I corp_o di r_iserva, .e~eguito .s?tto I~ . pi:ote~ione del I e II ,c,01:po.1d:,armata, 11q~_ali ,pqtra~\lo solo P1~1, \~r.d1 seauire la mo:;sa offensiva, cioè quando sia giunto rl III da R1~ ~lr , e q:ando sia svanita la probabilil_à d'un attacco contro il fianco sinistro dell'armata d'operazione.
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nr. Seconda giornata - ~I. luglio. C:01nbattbnento di Sa llonze e StaOalo- Son1111llcan1pagn:1.
Dislocazione llell'esercito sardo nel mattino del.24: risolu zioni del comando supremo . - Le mosse esegui le nelle ore pomeridiane del 23 e nel mallino del 24: hanno prodolto o tendono a produrre un maggiore addensamento di forze a Villafrnnca e sul la destra del :\1incio fra Monzambano e Borghetto . L'esercito è rip1.1rLiLo nei se· guenti nuclei prin cipali: a) Truppe sotto gli ordini del generale De Sonnaz (3° divisione, '14° reggimento fa nteria, 11° battaglione del 13°, 1° bauaglionebersaglieri, avanzi del 2° di linea toscano, 20 cannoni , 3 squadroni) ; muovono alle due antimeridiane da Cavalcaselle, e per Peschiera s.i dirigono su )ionzambano e Borghetto; b) 2• divi sione di riserva (Viscon ti), a guardia dei passi del Mincio a Ponti , Monzambano e Borghetto; e) 1• divisione di riserva, brigate Piemonte e A.osta, 2 batLaglioni del ·I 3° fa nteria, truppe toscane, divisi one di cavalleria : raccolte a Villafranca; d) Truppe destinate a col legare i gruppi a) b) col gruppo e): brigata Regi na e "7° reggimento, stabilite quella a Goi to, queslO a Roverbella; . e) Corpo di investimento ·di Mantova : 2• divisione e 3• divisione di r iserva (Perrone) e alcuni corpi volon tari. Le disposizioni date dal maresciall o Radetzky la sera precedente danno origine a un combattimento difensivo sostenuto dni r,ruppi bJ e aì: le operazioni del gr uppo e) dipendono dalle r isoluzio~i ~he il comando supremo si è riserbato di dare nel mattino. Solo verso le sette e mezzo an timeridiane, dopo f arrivo del aenerale Bava a. Villafranca, esso ha notizie sufficienti e sicure in~orno allo stato
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delle cose sull a dem a del i''lincio. Sono allora ventilati due pal'titi nel quartier generale dell'eserci lO; compiere il concentramento di tutte le fo rze tra Goito e Monzambano, ovvero muovere con quella ;parte ch'è i·occolt:t presso Villafranca contro il fian co sinistro dell'avversario. Preval se il secondo: credeva il comando supremo che ,questa ofJensi ra pronta ed audace dovesse cogliere le lruppedel mare.sciai Io Radetzky ancora disordinate, stanche, divise in conseguenza dei combattimenti del giorno precedente; giudicava.in ollre che questa mossa non dovesse riuscire gran fa tto pericolosa dacchè il possesso <lella riva destra del ) 'f incio era, a suo parere, assicurato sufficientemente dalla 2" divisione di riserva cl1e dovett nel mattino per tempo -essere già rafforzata da lle truppe del generale De Sonnaz, e all e sue comunicazioni con Goito provvedevano la brigata Regina e il 17° recraimento dislocati a Go iLo e a Rvverbelln. Ma l'offensiva divi sata 0 1:> ·nel mattino, prima delle no.ve, fu differita Ono al pomeri ggio: le truppe erano stanche, la brigata Aosta era ancora a Mozzecane, i ,viveri per la giornata non erano ancor giunl.i; si ri so lvè adunque di aspettare: furono intanto 1mpartìti gli ordini perchè la ·I· divi-sione di ri serva, la brigata Piemonte e la div isione di cavalleria fos·sero, per le tre pomeridiane, pronte a muovere su Cnstoza e Sommacampaglla. e la brigata Aosta restasse presso Acquaroli in osserva.z;one dalla pa rte di Valleggio. In conseguenza delle disposizi oni date dalle due parti, l'esercito ·sardo deve adunque, in questa giornata, combattere difensivamente -coll'ala sinistra, muovere offensivamente colla destra, le due ali separate dal corso del Mincio di cui so lo i pa:jsi di Goi to e di Peschi era sono assicurati. Combattimenw di Salionze: la b1·igata cti testa del 1 corpo di ri.ser'Va passci il Mincio cli ·viva forza . - Nelle prim e ore del mattino il comando del II corpo <l'armata avviò, giusta le pres,:rizioni del ,comando supremo, la brigata Kerpan verso Pastrengo, la brigata Edmondo Schwarzen I.J erg a Colt1.: Lenne il resto delle forze presso ,Castelnuovo in o:;servazione verso Peschiera . Il I corpo d'annata non mosse dalle alture occupale la sera precedente fra Sommacam- . .pagna a Valleggio: il I corpo di riserva partì da San Giorgio in Sa•lice, e si diresse su Salionze. Era questo vi Ifaggio occupato giit da due battaglioni e mezzo squa-
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drone della brigatn Wohlgemuth. Spessi colpi scambiaronsi durante la noLLe fra queste truppe e il battaglione della divisi(lne Visconti ap postalo presso i Molini; il fuoco si fecé più vivo al sorgere del dì: quando giunse da Monzambano un allro bauaglione co l maggior generale Bussetti . Divise dal Mincio continuarono le due parli a 1110scheltarsi, senza risullato, fino alle otto circa; allora una bàlleria da .12 del I corpo di riserva, appostatasi, parte presso la ch iesa di Sa lionze, parte sull'alt.ura a mezzodì del villaggio, comi nciò a battere con spessi colpi la riva oppbsla, di guisa che i due battaglioni della divisione Visconti si 1·itrassero al coperto, e non restarono su lla sponda del fi ume che alcuni drappelli i q11ali dai tre molini continuarono a rispondere al fuo co sempre crescente dell'li o avversari ' senza però impedire che questi incominciassero gli apparecch i pel gittamento dei ponte. Attratto dal cannone, giungeva intanto presso i Molini il generale Visconti. Visto come stavano le cose, ei mandava tosto l'ordine al comandate del gran parco d'artiglieria in Pozzol engo di sgombrare quel luogo, e marciare su Castiglione del:e Stiviere: inviò il suo capodi stato maggiore a .Ponti per chiamare un altro battaglione, e non avenclo altra truppa alla mano , chiamò a rafforzare la difesa alcune compagnie di reclute, le quali però si sbandarono tosto e fuggironoa sbaraglio. Era stringente il bisogno di rinforzi, e questi erano a breve distanza dal campo di battaglia; ma a cagione di alcuni mal intesi e con· trai.I.empi non infrequenti in circostanze simili, essi non giunsero a tempo . Udi to il crescente ru more del combaLtimento, il generale De· Sonnaz, nell'uscire da Peschiera, .aveva ordinato che le sezioni d'artigli eria parmense e modenese raggiungessero senza ritardo le truppe della divisione di riserva combattenti presso i Molini di Sa!ionze: ma le due sezioni sbagliarono strada e marciarono su Monzamba no. Giunto a Ponti e. saputo come era andata la cosa ' avviò alla Malfa tta una sezione della 2a batteria da posizione, con la 3• compagnia bersaglieri, e prosegui col resto delle sue truppe ver~o Monzan1bano . Ciò accadeva prima delle otlo, quando non erasi ancor udito il tuo nare dell'arLigl ieria: il generale De Sonnaz, credendo non si trattasse che di semplice dimostrazione, giudicò bastevoli tali rinforzi. Le ul time sue truppe avevano già oltrepassato il villaggio di Ponti-
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quando il fuoco incominciò a crescere d'intensità, e allora pre.: scrisse che il ·I 4. regoimento fanteria, con una sezione della 4-a batteria da battaO"lia e 1: sezione toscana tornassero a Ponti e raffor· zassero le tru;pe della divisione Visconti. Anche quesL'ord_ine rimase inese•,uito: le truppe anzidette gi unsero a ì\Ionzambano, e 11 generale De S;nnaz, appena accortosi cli ciò, le rimise in marcia alla volta di 0
Ponti. Era troppo tardi. Il soccorso recalo dalla sezione dell a '2° ~rnlteri~ da posizione fu impari al bisogno; aggiungasi ~he una nebbia as~a1 fi tta togl ieva efficacia al liro,laonde gli Austriaci poterono prosegull'e e compiere senza clifficoltit gli apparecchi per-gettare il ponte. Alle 9 circa 5 iungcva a Salionze la hrigata Haradauer e tosto mezza batteria di n1zzieri entra in azione allato alla batteria da •Iz; due compagnie confinari scendono alla riva del Minr.io, e mezza compagnia pure di confinari è traghettala, me~ianle ~arcon(, s~1ll' opp?,;ta spondq . Cacciati dai Molini di mezzo e d1 sotto t poch i d,fenson che ancor vi resLavano , vi si apposta e éli là copre il gittamento del ponte . L'<'.· perazione è compita verso le I·I antimeridiane: passa tosto la lm gata Haradauer; il battaglione confinari si s~abilisce ne' ~Io:i~i. ora detti i dne uatlall'lioni Wocher s'avanzano 111 colonna d, d1v1s1one vers~ Ponti . 1 dif:nsori si ritraggono, pnrtesull'altura di Pivi, parte sul villaggio ora detto. Vivamente incalzati giungono questi a Ponti e urtano nella testa dellit colonna spedita dal general e De Sonnaz a loro soccorso e la travolgono nella loro fuga: è abbandonato un cannone della sezione della .i." baUcria di battagli a perchè in una lm1.sca voltata s'è spezzato il timone; la sezione toscana non potendo affrettare il passo per quella via stretta e tortuosa in cui s'è messo , perde i cannon i e ri esce a salvare solo un cassone. Il rumore clel combaLLimento, le notizie ad ogni momento più gravi che venivano da Ponti :w evano intn ntoindotto il generale de Sonnaz ad avvicinarsi al campo di ballaglia. Snlito sul Mon te Guardi a, ei vide gli Austriaci già. padroni della destra del ~l_incio e le _trnp~e della divisione cli ri serva , e il '14" reggimento volti in fu ga d1sordrna1a. Il suo animo non piegò : _d iè tosto.gli ordini per,}hè_ il 2° reggimen to fan teria con un'altra. sez:one della 4-0 Qalteria da ballaglia e la sezione modenese marciassero su Ponli, il ·1" reggim enLo assieme alla sezion·e parmense procedesse verso i Molini di Salionze. Era un allo di con-
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-troffl'sa ché richiedeva somr.ua prontezza ecr energia di esecuzione: ma la energia fu impélri al la importanza del n1:rndato. Alla spossatezza prodollR dalle fatiche. dal caldo' dal dicriuno arrc, 1unrreras · n òt> o c. 1 l'effetto dis~o lvente prodouo dallo spettacolo che presentavano le truppe retrocedenti . Il contrattacco non fu neanco tentato: il ,14, 0 reggimento fanteria assieme a tre .cannoni della 4a batteria da batl~~lia si ritirò a Peschiera; la bri gata Savoia, la 2a batteria da po s1_z1.°ne, le sezioni . parmense e modenese, e i battaglioni della di v1s10 ne Visconti ri tornarono a Monzambano, e di là non incalzati, p_ro~eguirono,. dopo breve sosta, fino a Volla. Fu una marcia peno·sJSsrma: parecchi soldati morirono .sfiniti : con grave fatiGa riuscivasi a conservare gli ordini. ' Il rimanente della 3• divisione, cioè la brigata mista e la 7a batteria da batlagli a, era nel frattempo giunto a Borghetto . Vi trovò i bau.aglioni del maggior generale Faa di Bruno, il quale reputando non ~ote: r(manere a Valleggio, avea, sebbP,ne non assalii.o, ripassalo rl Mmc10 verso mezzodì: le truppe della 3a divi sione si appostarono sulle a!Lure a ovest del villaggio e vi rimasero fin verso sera, quando, richiamate dal generale De Sonnaz, s'incammin'arono verso Volla ove giuesero suH'im brunire. ' Ordù11i dati dal mat·esciallo Hacfot,;ky duranieil co1nbattime1nto: iilteriori mosse deqli Aiistriaci. - Lo sgombro di Monte VenLo e di Valleggio effeuuato dal maggior genera.le Faa. di Bruno prima di , mezzodì apparve al maresciall o un indi-:io certo dell 'abbandono di qualsiasi proposi lo di difesa della sinistra del Mincio. Credè pertanto potere senza per icolo rafforzare con altre Lruppe il I co,·po di riserva, e prescrisse che una pa.rte,del II corpo d'armala si aniasse tosto su Salionze: conLemporaneamenle ordinò alla brigala StrassolJo di occupare Valleggio. Il capo di sLaLo maggi'ore dell'armata, L. F. M. Hess, recatosi a Sali onze nel mattino è visto già eseguito il passaggio del Mi ncio da parte della brigata Haradaner, aveva intanto ordinato che si procedesse tosto alla costruzione di altro ponte un po'. a valle del primo. . Passarono sui due .ponti, dopo mezzodi, una ·paf!;e della bri gata Wohlgemuth, le brigate Suplikatz e Maurer e due squadroni di cavalleggieri Windischgrali, i quali spiccarono Losto forti pattuglie ~
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verso Pesch iera, Pozzolengo e Volta. Alla sera del 24- trova.van.si perciò sulla destra del Mincio quattro brigate; due di esse, la bri' gala Suplikatz e la brigata Wohlgemuth, che fu raggiunta la sera stessa dalle alLre sue truppe scese dalle alture della Brentina, occuparono Monzambano; le altre due brigale, Haradauer ,1 M~~rer, si stabilirono a Pontì cogli avampos~i lungo il Redone e a PlVI. · Combatùnento di Stc;ffalo-Somrnacampagna: disposiz0ni del inaresciallo Radetzky per la sicurezza del fìcm,co si1iisl;ro. - Restavano pertanto sulla sinistra del Mincio le brigate Strassoldo e Clam colla riserva d'artigliér ia del I corpo d'armata, tulto il II corpo d'armala, e la brigata Arciduca Sigismondo colla divisione di cavalleria del I corpo di riserva: dovea giungere nella giornata la brigata Simbschen. Il maresciallo Radetzky prescris~e nel pomeriggio del 24: che il II corpo d'armata passasse nel mattmo seguente il Mincio sui pon ti di Sal ionze, e sebbene egli ignorasse la raccolta di grosso nerbo di truppe avversarie presso Villafranca, e dai rapporti delle pattuglie mandate alle scoperte fosse indotto a cre~ere che il comando supremo sardo intendesse più che mai a raccoghere le sue fo rze sttlla destra del Mincio, non volle tuttavia escludere in modo· assoluto la possibilità di nn alla.eco contro il suo fian co si-· nislro. Dispose perciò che la brigala Strassoldo scendesse da Monte Vento a Valleggio e mettesse in assello di difesa il villaggio ; la brigata Clam \asciasse le posizioni occupate fin dal 23 all_a brigata Sirnbschen e si recasse a Gardoni e Monte Vento, e la brigala Arcid~1ca Sigismond~ restasse presso OÌiosi in riserva. A.rrivo della b?-igata Siinbschen a Som,macampagna: occiipazione delle posizioni ad essa asseqnate. - Le brigale St_ras:oldo_, Clam t'; Arciduca Sigismondo occuparono e tennero, senza rnc1dent1, le località a ciascuna indicate; non così la brigata Simbschen. Partila da Buttapietra alle 2 anLimeridiane, giunse. a Isolalta e seppe com~ Villafranca era occupata da grosso nerbo d1 Lrnppe sarde; procede perciò lontana da quel luogo e per ~osdega. _si avviò verso ~omm~campagna ove giunse verso mezzod1, dopo n cevute, pres:;o Cal~on1, le istrnzioni del maresciallo circa il mandato che doveva compiere. I drappelli . della bri'gata Arciduca Sigismondo che e~an.si recati a ·Sommacampagna fin dal mattino se ne tornarono a Ohos1; affrante dalla fatica le truppe della brigala Simbschen riposarono fino alle
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due . li comandante della brigata aveva intanto preseriLto che il rea. H o g1men_Lo aynau andasse ad occupare, con cinque cannoni della bat~è_r,a a piedi N. 5, Monte Torre e Custoza; il reggimento Principe Emil,o, con metà della batteria di cavalleria N. 9, Monte Croce e Staffalo; il battaglione confinari Banato tedesco le alture fra il Boscone e Sommacà.mpagna: affidò la difesa del .vi!laoaio al battaolion e . I') N r ugent, e ordmò alla cavalleria addetta alla brigata di appostarsi · presso Staffalo e spingere mezzo squadrone in avamposti nel piano verso Villafranca. Le truppe mossero verso le due pomeridi;ne. II generale Simbsch~n si avviò verso Crn,toza col reggimento Haynàu, i cinque cannom della batteria a piedi e doe squadroni di ulani, evi giunse alle tre circa, dopo che la briga ta Clam n'era partila per recarsi nelle nuove sue posizioni fra S. Zeno e Monte j\famaor. Fece occupare Custoza e Monte Torre dal 1° bauaglione Haynau : dei cinque cannoni, tre ne appostò sul poggio di Custoza, gli altri due inviò sul Monte Torre: tenn e in riserva il 2° battaglione presso il ·Palazzo Maffei e il Gorgo,. lasciò mezzo squadrone ulani a Staffalo, e inviò col resto dell_a_cavalleria grosse palluglie verso il Tione. Il reggimento Principe Emilio non mosse che alle tre, e, avendo sbacrJiato strada · non gnmse alle posizion e assegnatagli che verso le quallro e mezzo, quando era già impegnato il combattimento . Le nitre truppe erano a quell'ora già a posto: il 2° battaglione con-finari era sulle alture di_ Cà Zenolino: del battaglione Nugent una compagnia occupava V11lanuova, un'altra Carobiol, le altre eran rimaste a difesa di Sommacampagna. Di~~positiv? d'attacco clei Sarete ~ Erano in tutto, dall a parte aus11:1aca, se, battaglioni (36 compagnie), otto cannoni e due squadronr : contro queste truppe erano avviate tre brigate di fanteria, e una ~ivisione _di cavalleria (75 compagnie, 3.2 cannoni, ,, 5 squad~·on1). I Sardi mossero da Vil lafranca poco dopo le due po meridiane e procedevano nell'ordine ~eguente: _La_ divisione di cavalleria (reggimenti Genova e Savoia, 3 sguadrom d1 Aosta), seguila dalla brigata Piemonte, s'avanzava per la strada Ganfardine-Sommacampacrna· · · .. I ' La brigata Guardie per la strada Cnpella-Staffalo; La brigata Cuneo per Pozzo Moretta~Monte Torre. è)1')
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ta divii;i'one di cavalleria doveva pi'olegge1,e il' fian eo destro dell'attacco e minacciare la sinistra e il tergo dei difensori: a gua1·dia-· del fianco sirt·islrb era sli1to manda:to à Quaderni fin dal mattino il maggior generale Di Robilant col reggimento Piemonte Reale ca:- · valleria. con tre squadroni (ii No,,ara e con la ,t ~ batteria a eavallo .. La brigata Aosta, co n la: s~ b'atteria da battaglia, fu lasciata in ri · serva ad Acquaroli. Sua Maestà il Re e il generai Bava marciavano colla bri gata , Gh·rdie. Attacco di Monte 1'orre e Ciistoza - Giungevano le teste di colonna a pnro di Pozzo Moretta quando dalla vetta di Monte Torre inconiinciarono a trarre contro di esse i due cannoni della brigata Simbschen . Le truppe presero tosto ordine di combattiment0: il 7° · reaaimento fanteria con metà della 3" baLtèr.ia da battagl ia si,avviò, pr~~eduto dalla ,ia compagnia del 2° battaglione bersaglieri, verso le · pendici sud-est di Monte Torre: 1'8', obliqu~ndo un po' a de_:3tra, verso le pendici orientali. La brigata Guardie si appostò, so due linee, di contro al vallone di Staffalo: la brigala Piemonte, giunta a Gan- · fardine, si spiegò fra la strada di Sommacampagna e la Cerchi a, col · 3° recraimenlo ad est, il 4° ad ovest della Fossa Beretl.ara. M;;Lre la mezza batteria ora delta risponde con grande vi,'acità al fuoco dei due cannoni appostati sul Monte Torre, il 7° reggim ento· fanteria s'avanza verso )fonte Croce: sale senza difficol tà su per le pendici sud-or ientali, e giungesn lla cima mentre la compagnia bésa•rlieri è già impegnata in un vivo combattimento con le due comdel reoaimento lfaynau. Dopo breve sosta i ballaglioni del 7° pa:nie 0 00 procedono all'assalto e I avversario abbandona Monte Torre; il Duca · di Savoia avvia lassù la 3• \)Qtteria da baLLaglia. A soccorso delle compagnie retrocedenti accorre inlirnto da Cu~toza p~r il Gorgo '.l ge- · nerale Simbschen colle allre sette compagnie e coi tre cannoni, ma il Duca di Savoi~i è pronto alla parata. Mentre il7° reggimento fan - · teria, esegui to un rapido cainbiamento di fronte, accoglie cli piè fermo-. ' il contrattacco, 1'8° guidalo dallo stesso ctuca e dal maggior generale Boy\ s'avanza rapido e impetuoso dai Vegruzzi e dalla Cavalchina contro il fianco sinistro degli Austri aci. Alcuni drappelli di Ulani tentano allora.di frennre con una cari ca audace e vigorosa l'impeto dell'assa lto, ma senza fru llo: spariscono rapidamente nel la direzione di , ~
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Monte Godi o e il generale Si1nbschen si ritira co' suoi Monte Molimenti . Dispos·izioni per l'attacco di Ca del Sole eSorn,maca1npag1ia.- L'ala -0.estradellabrigata Simbschen è così separata, in brev' ora, dal centro e messa fuori questione: a compierne la di:Jfaua, il generale Bava -conduce due squadroni di Savoia c.avalleria all'ingresso del vallone di Staffa lo e li lancia contro i retrocµ,denti: ma appena entrati nel ·vallon e sono accolti da un fuoco assai vivo di numerosi tiratori annidati nel Boscone, e sono costretti a dar volta. Appartenevano ·quei tiratori ad alcuni riparti del reggimento Principe Emilio giunti al !ora· in quel luogo. Il comandante di quel reggimento era appena giun to oolla sua truppa a Casetta Rossa, quando apparvero dinanzi al valfone di Staffalo le prime truppe della brigata Guardie: fermò la r,olonna, f.e' porre in batteria i suoi tre can noni, avviò due compagnie ,verso la Fredda, altre ,,due all'ingresso del vallone ed altre due verso ,la Fossa Bereltara e tenne il resto in dserva presso Case.tta Rossa. lVIolestafa dal fuoco delle due compagnie appostale presso il Fosso .Berellara, la divisione di cavalleria volge ad est della strada, e attraverso ai campi procede verso Sommacampagna sul Ganco della brigar a Piemonte. È arrestata dinanzi a Villanova e a Carobio l dalle -due compagnie del battaglione Nugen t: due caqnoni della 2a batteria a cavallo collocati presso la Palazzina cominciano tosto a trarre contro ,le case ora dette, ma dopo pochi colpi sono costreui, dal fuoco dei tir.atori procedenti a traverso ai folti vigneti, a ritirarsi : un cannone, ,per guasti sofferti dall'aliusto nell'attraversare nn fosso, sta per ca·dere nelle mani degli audaci assalitori, ed è condotto in salvo mercè .una vigorosa carica di due squadroni' di Genova cavalleria. S'avvi·Cinar~o inla~to al vallone di Staffalo e alle alture di Sommacampagna le bl'lgate Piemonte e Guardie. Il 3° reggimen to fanteria procede ad est del Fosso Beretlara verso Sommacampagna coi battao-J ioni ~alali dallade$traele compagnie volon tari Pavesi e carabinieri Loml)ardi sulla destra del primo scaglione; il 4° si avvia verso la Fredda e di là verso Ca Zenolino e la Pezzarana. La brigata Guardie for,mata su due linee , col IO reggimento in prima linea, si dispone dinanzi allo ingresso del vallone: le batterie 3(1 a cavallo e 9• da bauar,o fia . .-si appostano a nord ovest di Ganfardine e drizzano i loro cl)]pi con,Ll;o Staffalo e Casetta Rossa: la 38 da baLLaglia chiamata dal Duca di
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Savoia su Monte Croce s'avanza verso i Vegruzzi e batte le pendici, meridionali dell'altura di Ca del Sole, Attacco cli Ca del Sole. - Mentre i 'due squadroni di Savoia cavalleria. costretti dal fuoco delle due compagnie Principe Emilioap-· postale 'nel Boscone, r.etrocedono dal vallon-e di Staffalo, il generale Bava ordina alla brigata Guardie di muovereall'attacco. Preceduto da stormi di tiratori il 1° reggimento granatieri s'avanza risoluto e· impetuoso; il ·I O battaglione pel fondo del vaH~ne, gli alt1:i d!1e su: per le pendici delle altur~ della Pezzarana e dr Ca del Sole; il 2 reg- . oimento resta in riserva. Allora il colonnello Sustenau, comandante del reggimento Principe Emi! io, in via al tre due compagnie al Boscone;. e queste unitesi a quelle che già trovansi in q~el l~ogo ~entano ~01~ un vigoro:;o contrattacco di ricacciare gli assal1 tor1. Ma I granatren non cedono: il 2° e il 3° ballaglione si arrestano per poco, e con, foochi a sa!l'e costringono gli avversari a dare indietro; il 1° co~tinua ad avanzarsi, e cacciandosi innanzi gli slormi di tirat0ri nemici che protetti dallafittaalberaluralo tempestano con spessi colpi, sale su per la pendice di Balconi Rossi e irrompe verso Ca del Sole .. Sebbene ferito, accorre a quella volta ìl tenente colonnello Sustenau colle compagnie che ancora gli restano: cade colpito da pilli proietti, vacillano i suoi, e si scompigliano, retrocedono: ~-a del S?le è in potere del 1\ 0 battaglione granatieri. E allora, assaliti da dritta· e di fronte dai granatieri, minacciali da tergo e da manca da una, parte della brigata Piemonte che procede verso CaZenolino, gl( avanzi della colonna Sustenau fuggono a sbaraglio. Sono le sette cli sera :: la mezza batteria di cavalleria e le compagnie del reggimento Prin cipe Emilio ch'erano al Boscone si ritirano verso laBeretlara e di là verso Sona; le altre truppe si.avviano verso Sommacampagna. . A.ttacco di. Ca Zenolino e S01nmacampa_gna. - È troppo tardi· per esse. Mèntre la brigata Guardie conquista di primo lan_cio 1:al · tura di Ca del Sole, la brigata Piemonte move a)\ assalto dr Ca Zenolino e Sommacampagna. Giunti dinanzi alla Fredda, ì tiratori del 40 reggimento fanteria sono bruscamente a_rrestati dal fuoco delle chie compagnie Prirìci pe Emi\ io giunte pocoyrr ma ~r~sso q~eila c~:a. Il maorrior aenerale Bes mfforza allora la linea dei. trraton con l mlero balt:a\ione; tenta l'assalto; cadono, mortalmente feriti, i capitani Belli en Denegri e il tenente Saettone; ma gli sforzi di quelle1
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truppe s'infrnngono contro In tennce resistenza di ttlcuni drappelli, · che asserraglia tisi nella casa rurminano ,con spessi colpi oli assalitori. A. rincalzo del 3° battnglione sono :tllora a.viviate altr/due compagnie dello $Lesso reggimento, e mercè il nuovo e poderoso assalto la Fredda è finalmente espugnata . Superato questo ostacolo, il maggior generale Bes fa ava nzare una sezionè della ·I• bal.teria da. battaglia, la quale prende Losto a baLterè le pendici di Ca Zenolino, e poco dopo lancia all'assalto dell'altura le altre sei compagnie tenute ,fino a_quel momento in riserbo. So lgono esse su per quell'acclive poggio, a trav.erso ai folti vig-neli, soLto il fuoco di due compagnie confi.ruwi che ne g,ue11niscono il cigl io: le,cacciano di lassù e I.e in$eguono. Il comandante del battaglione confinari fa allora stendere in catena il resto del battaglione, tenta resistere approfittando dei · numerosi appigli che offre quel terreno; ma ei cade mortalmente ferito in mezzo ai tiratori : dinanzi a quell'allacco a massa i suoi · cedono, e scompigliati cor.rono verso 1Sommacampagna. Attacco di Som,macampagna. -:,- Sono eirca le otto e il villaucrio , . on e già in potere del 3r reggimento fanteria . Nella sua avanzata Iunno la sinistra del ,Fosso iBerellara, quest.o reggimento incontrav.a,,prcs~o Villano,1a ,e ·Carobiol ,una prima e fiera resistenza. Erano due ,com•pagnie del hauaglione Nugent, appostate in quelle case: le altre .. ,quaHro erano trattenute a •Sommacampagna ove le case i ,mur i di . . . ' ' . · cinla, erano stati messi in assetto di difesa fin dalla sera precedente. ,Mentre la ,io balleria da battaglia e la 2• batteria a cavallo, vppo. state un po' a nord dalla: Palazzina drizzavano, fin dalle cinque ,p,omeridiane i loro colpi cont1:o il villaggio, il Duca di Geno\:a fe'appressa1:e,alle case ,di Villanova e Carobiol una sezione della 19a Qatteria da battaglia, inviatagli , assieme al 2° battaglio~e cacci:Hori Guardie, dal generale ,Bava. Il 1fuoco 1di que' due cannoni, e un vigoroso assalto di alcuni .riparti di fanteria snidarono in •breve i difensori ·da quelle case. E · allo~a lutto il reggimento move contro Sommacampagna: il 13° ,batrtagl1one conl110 il lato sud,-ovest, il 2° contro il lato $Ud, il ,1°, as· sieme ai carabinieri lombardi ,e ai ,volontari pavesi, volge contro il · lato est. Arde fierissimo il comballimento dinanzi ,alle ,prime case: · ,due volte sono conquistate, due volte .ricadono in mano dei difensori. A rincalzo della destra è avviato il 2° battaglione cacciatori
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Guardie: là è più ostinata l,i resistenza: cadono forit.i il maggiore Baudi di Selve. i luogotenenti Amorelli, Bonifacio e Calandri del 3° ~eg.gimento fanteria, il capitano Garrncciu del battaglione cacciatori Guardie. Comincia ad imbrunire e agli assalitori non vfone ancor fallo di impossessarsi del villaggio: si combaLLe nelle vie, dall e case., ,dagli orti. Il Duca di rTenov.a ,rincn lza allora l'attacco colle due compagnie ch'eran di scorta all'artiglieria, ad esse si uni.sc000 altre due del 3vbauagl ione, e tulle irrompono dalla parte ovest, attraversano rapide impetuose il villaggio, e snidano i difensori dalle case, conquislano la chiesa di San Rocco, ultimo ridotto della _difesa. Del battaglione Nugent molti cadono prigioni , g,li altri si ri.tirano disor.dinali per ~'lancalacqua su Verona, inseguiti fiaccamente, stanle l'ora tarda, dalla cavalleria. Incalzati dal 4° reggimento fan teria ~i ungono poco dopo a Sommacampagna gli avanzi del ballaglione confinari e del reggimento Princi pe Emilio, caccjati da Ca del Sole e da Ca .Zeno lino: disordinati, stanchi, avviliti cadono quasi tutti nelle màni ,della brigata Pie.monte. GJj assalitori bivaccarono sulle posizioni conquistate; la brigata ·Cuneo su Monte Torre e a Custoza, la brigata Guardie a Monte Godio, la brigata Piemonte a Sommacampagna. La .divisione di .cavalleria e il battaglione cacciatori Guardie coi prigionieri si recarono la sera stessa a 'Villafranca . Le perdi Le degli Austriaci ascesero a 3 uffidali eVi uomini di·truppa ,morti , a 117 uffici al i, di cui 114, del reggimento Principe Emilio, e 87 uomini ditruppaferiti, e a 111 3oprigionier i, in t.uuoa 11314uomini . .Gli assalitori perdettero ;J6 uomini ,morti e 54 feriti, compresi fra _questi 1 ufficiali, fra cui il maggiore generale Boyl e il -maggiore ,Ba.udi di Selve, che munì-dopo qualche 1giorno. Scontro presso la Gherla - Dalla parte di Valleggio non avvennero che leggere av,visaglie tra gli avamposti degli ulani di Wyss che erano.accampati a San Zeno, e quelli del reggimento Piemonte .Reale elle assieme alla 1a batteria a cavallo trova vasi presso i Dossi. Raggiunto n.el pomeriggio da .ti:e squadron,i di Aosta, il detto re,g,gimento si avanzò, sotto gli ordini del maggiore generale Di Ro.bilaot, verso Valleggio. Appena oltrepassata la Gherla, la sua avan.guardia si .imbatté in ,Q.ll forte nerbo di ulani; rafforzata tosto dal .,1° squadrone di Piemonte Reale lanciassi alla carica e li mise in fuga:
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ma questi, ricevuti alcnni soccorsi, tentarono alla loro volta ti contrassalto, ma senza pro: una sezione della 1• batteria a cavallo li ricacciò con pochi ti ri verso Valleggio . Gli squadroni d.i Piemonte Reale e di Aosta erano di ritorno a Villafranca verso mezzanolle: il ·I O squadrone di Pi emonte Reale ebbe due cavalieri feriti. . Rfsiiltat~ clella giornata. - I due eserciti avevano consegnito ciascuno un successo sulla propria destra, un insuccesso sulla si. nistra. Poco importante dal punto di vista Lattico, il successo ottenut~ dagli Austriaci presso Salionze non rispondeva comp iutamente, nell ordine strategico, agli in tenti del maresciallo. Egli aveva divisato di compiere in questa giornata e rendere irrimediabile la separazione dell'esercito sardo in due masse,~ bai.terne una. Ii disegno falliva in grazia della rapida: marcia del generale De Sonnnz da. Cavalcaselle a Monzambano e Borghfllto: l'ala sinistra sarda'sfoo-a grva al maresciallo, e, raggiunta Volta, era in grado di dar la mano all'ala destra, quando questa, giusta le previsioni del maresciallo stesso, si fosse raccolta presso Goito. L'esercito sardo poteva pertanto trovarsi raccolto a massa e pronto a battaglia, se il comando supremo, conform<.1ndosi alle necessità. della s:tuazione creata dai fatti del giorno 23 avesse ordi nato il concentramento di tutte le forze sulla destra del Mincio. Ma il combaLLimento di Staffalo doveva pesare in modo decisivo sulla situazione: la soluzione della crisi iniziata coi combattimenti del 23 dipendeva dal modo in cui dalle due parti si apprezzavano le cause e gli effetti immediaLi e· probabili della disfaua della brigata Simbschen. RJsoluzion'Ì. del comando supremo dà due e,fe?'Citi: ordini per le op1wa.zio11:i. del giorno 25. - Le' informazioni pervenute al maresciallo Radetzky nel pomeriggio acceìrnavano piuttosto vagamente a, movimenti di grossi corpi di truppa nei piani a sud di C.ustoza; ma dopo saputo l'esito del combattimento sostenuto dalla brigata Simschen non pot.ea più cader dubbio sugli intenti dell'avversario . Era ormai probabile che esso fosse riuscii.o a concentrare sulla sinistra del Mincio il grosso delle forze; in tal caso, padrone delle alture di Custoza e Sommacampagrra, minacciava gravemente il fianco e il tergo dell'esercito austriaco diviso in due dal Mincio. Cosi stando le cose, era d'uopo procedere ad una controffesa rapida ed energica e piombargli addosso prima che avesse condotta a compimento la 1
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raccolta delle forze. Ma bisognava anzitutto rinunziare pel momento alla offensiva sulla destra del M.incio, e richiamare le truppe ,:;he già trovavansi al di là del fi~1me, conservando so lo il possesso dei passi di Sa:lionze, Monzambano e Valleggio, per essere in grado , appena consegu;to il successo tattico, di riprendere l'inseguimento strategico. A tale concetto erano informate le disposizioni date nella notte dal , 24 al 25:· si Mdinava quanto segue: A.I I corpo d'armata : occupare e difendere fino all'estremo Val· leggio e conservare nello stesso tempo il possesso dei passi del i\'lincio a Borghetlo e Monzambano; Al II corpo cl'armata, raffon:ato dalla brigala di cavalleria Schaaffrrotsche: ' mo vere offensivamente verso Monte Godi o e Som. macamiagna: la brigata Perin, che da Verona dee recarsi a Castel-, nuovo, coadi uverà il Il corpo d'armata nell'attacco di Sommacampagna; · . . Al I corpo di riserva: avviare le brigate Maurer e Arciduca Sigismondo a S. Giorgio in Salice e a Oliosi, ove rP,sleranno c_omeri~ serva dei due corp,i precedenti: la brigata Haradauer e la brigata d1 cavalleria Arciduca Ernesto resteranno a Salionze a guardia dei passi del Mincio: , . Al Il[ corpo d.'armata: appostarsi e rimanere di contro a Peschiera: appena essq giunga a Cà.valcaselle, la brigata Edmondo Sch · il II corpo d'armata per conr;orrere con esso Wa. i·zenbercrb rao-rriuno-erli cli:) . all'attacco di Monte Godio e Sommacampagna. Le truppe devono iniziare la mossa nelle prime ore de_! matti~~· Al comando supremo dell'esercito sardo s'aO'acciavano due part1t1: rinunziare alla offensiva, sgombrare la riva sinistra del Mincio e rago-i un (•ere i\ crenerale De Sonnaz a Goito e Volta; ovvero insistere l'.> a nella offensi rn "'felicemente iniziata il 24 contro il fianco e ·1I tergo . gell'a~versario. Prevalse il secondo partito,. I! generale Bava non tornò a Villafranèa che verso 1e· dieci pomend1ane, dopo aver percorso le posizioni conquistn,te dalla divisione di riserva e i campi della brigat~ Aosta presso Acquaroli, e ,:ecossi tosto 1~resso il ~e. Del generale De Sonnaz sapeasi soltanto che nel mattmo era gnmto colle · sue truppe a Peschiera e di là marciava alla volta di Ponti e Borghello: nulla sospettava.si di quanto era ac~aduto a Salionze e a i."')
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.Monzambano; credeasi · anzi che il suo arrivo in quei luovhi avesse impedito agli avversari di passa.re il Min_cio e che il mattin; seguente potesse prender parte alla battaglia. I dsultati del combattimento di Staffalo parvero inoltre al comando supremo più importanti di quanto erano in realtà: esso credeva che le forze nemiche fossero assai maggiori, e che l'effetto morale · del la sconfiu.a dovesse ripercuotersi sulle altre truppe. Risolvè pertanto di· continuare la mossa offensiva avviando il duca di Genova su Oliosi, il duca di Savoia su S;ilionze. e la brigata A.osta su Valleggio . Vennero all'uopo impartite le disposi'zioni seguenti: ,i" chvisione: muova da Sommacampagna di buon mattino e si avvii su Oliosi . L'ordine pervenne al comando della divisione alle tre antimeridiane; ,1a divisione di riserva: muova alle sei antimeridiane daali accampamenti di · Custoza e Monte Godio e marci su Salionze. Il duca di Savoia riceyè tale ordine poco prir11a delle sei antimeridiane; .. _,ia di~isione: mu?va _ alle sei antimeridiane da Acquaroli e si drr rga su\ alleggro . L ordrne pervenne al maggior generale D'Ai x poco dopo la mezzanotte; divi:;ione cavalleria: occupi per tempo, colla sinistra, Mozzecane, l,t Malavicina e Roverbellu e vigi li dalla parte di Valleggio: concorra colla destra all'allacco di Vall eg15io . L'ordine pervenne al maggior generale Olivieri verso la mezzanotte. Nel mattino del 25 fu mandato al generale De· Soonaz l'ordine di c~ncorrere ~alla destra del .Mincio all'auacc~ di Valleggio; L~le ordme non giunse a destinazione che verso le dieci antimeridiane. . Non consta che, oltre agli ordini verbali dati dnl gen!')mlé Bava, sr_ansene mandati altri al 117° reggimento fanteria. e alla brigata Regma, che trovavansi sempre a Roverbella e a Goito. (Continua)
' SEVElllNO ZANELLI
Tene1'ite colonnello d·i fanteria.
IL FUOC0°>· SECO:,./DO LE
NORME PER L'IMPIEGO DELLE TRE ARMI e
Le pubblicazioni tattiche si moltiplicano, e diviene ognora più faticoso e più difficile tener dietro alle considerazioni, alle deduzioni , alle proposte sempre nuove che di giorno in giorno vengono alla luce. La decennale vitalità accordata da Napoleone alla tattica, parrebbe dover essere ancora accorciala. Nei 24, anni compresi fra il 1854 ed il 1878 vi furono sei grosse cruerre in Europa ed una in America; ·10 spirito di ricerca e di in:,, venzione, che è la più spiccata caratteristica del nostro tempo, non ha potuti) trovar posa nei troppo brevi intervalli dall'una all'altra guerra; ed esagerando a vicenda i difetti delle passate istituzioni ed i pregi dei nuovi ritrovati, tenne la tattica incerta ed oscillante fra vari sistemi; onde si videro prevalere a volla a volta opinioni disparatissime e di corta vita: l'assalto alla baionetta e la potenza del. fuoco; il predominio del cannone e quello del fucile; l'ordine rarissimo e l'ordine compatto; l'offensiva e la difensiva; le grandi unità. ed i piccoli reparti; la pratica e la scienza; ed altri simili contrapposti . Dopo le ultime due guerre, la lodevole smania delle ricerche e 1
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(i) Questo sc~it-to ò s tato inviato alla direzione della llivist.a nella seconda quindicina di clicemhre p. p,
SECONDO LE NOI\ME PER L'IMPIEGO DELl,E '!'RE ARMI
IL FUOCO
delle deduzioni si è manifestata con intensità più grande che mai; nè si può dii-e infruuuosa, e neppure che abbia esaurito il còmpilo, suo. L'i nfluenza di un tale stato di cose tende però a diso rientare tatticamente. « Certo non è supponibile che nel suo svolgersi e modificarsi, la tattica proceda senza legge, e che tutti questi mutamenti ai quali soggiace sieno opera del caso. È facile .anzi scorgere come oggi sieno questi specialmente determinati dal continuo perfezionarsi delle armi a 'fuoco; ma appunto per tale loro dipendenza essi assumono piuttosto can1uer,e di evoluzione eh~ di rivoluzione » ( Mogni ); ma l'evoluzione è tanto rapida, da non poterla conciliarn con una solida ed omogenea istruzione tattica della massa degli ufficia li . D'altronde, progressi tattici e mt1tamenti assai troppo rapidi av,vengono anche indipendentemente dalle armi; e per citarne un solo esempio, da noi, senza rnut_are a1·rni, si sono mutale in questi ut'limi ·11 anni tre istruzioni st1l tiro, con principii rilevantemente difTerenti l'una da.I l'altra. Nel "87 i la massima distanza di tiro non doveva essere magg.iore cli 1000 metri. Del 79 si cambiarono gli alzi a quelle stesse arm1i, e si permise il tiro sino a 1600 metri . Ora, lma nuova teoria attenta direttamente allre d,ominanti opinioni sul tiro, Tichiedendo l'abolizione degli alzi graduati e lo spostamento della base degli st:udi relativi; il suo tri'Onfo trasc·inerebbe necessariamente a non pochi cambiamenti sia nelle prescrizioni Lalliche di guerra, come nei metodi d'addestramento tattic'O. Eppt1re non sfuggirà, come la con1ente di concession,i :nel senso di detla teoria, vada giornalmente ingrossando (,J). · In tanta fluttuazione di opinioni e' di teori'e, e corrispondente produzione di opere, di trattati, di opuscoli, e di articoli, l'ufficiale atrche studioso, osservatore, riflessivo, qual è l'italiano, potrà difficilmente concretare le sue idee tat'tiche, formarsi un c,mcetto abbastanza chiaro di quanto deve assolutamente sapere e di quanto non deve assolutamente ign1oraPe nei supremi istan ti della lotta per l'onore e per la Patria . E quando pure vi riuscisse l'ufficiale, non si otterrebbe ,mai quella certa unità di concetto, p1 oclamata e rico1
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(t) V. lliv ist.a Jfili./are Italiana, !884, ottobre, A111AGHI - t885, febbraio, :q,rile, maggio,
agosto, FA1.10 - ap rile o maggio, SEnPrnR1 - giugno, RAMONDA - settembre, MOGNL
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·nosciuta quale fattore principale dell'unità di intenti, di voleri e di .azioni, che moltiplica la forza comballente. · Un libro che, 'al disopra di tutte le questioni secondarie, racchiu,desse la sintesi delle condizioni scientifiche dell'epoca, sfuggendo i pericoli del dottrinarismo e delle elucubrate solligliez:e; che, ~enza ·essere una raccolta di slegati aforismi, contenesse de, precet.L1 ele· ·vati applicabi li alla più grande generalità di c~si; che da una parte ripetesse la sua nobile origine nelle opere c,lassi~he, ~ ~all'altl'~ trovasse la conferma nei / egolamenti e nei mezzi tatt1c1, e lasciasse -ca~npo alle pratichè appli~a1.ioni; che, second~nclo le buone qu~.li~à ·del carattere. nazionale, .ne promovesse lo sviluppo; e tullo c10 rn piccola mole, in forma fàcile e piana; quel li br~, sen1.a ess~1:e. la pa·nacea per tutti i mali, riuscirebbe certamente d1 grande ut1lita nella ·imbrogliala e scabrosa. situazione in cui oggi naviga la tatrica. Le difficoltà. che presenta la compilazione di un Lai li bro sembrano :a prima vista insuperabili, perchè molte. delle espre~se condizioni, sono in contraddizione fra loro. Inoltre 11 proposto libro trova una tal qt1ale antitesi nella natura stessa della Lattica, la quale.<~ espone deHe complesse mediazioni intellettuali intorno ad even1.ual1ta probabili, ma rifugge dalle regole fisse applicabili a tutti i casi» (Peuker, 1lag. 4; Corsi. 584). . . . . Tuttavia, mediante conveniente premessa , pur dr mtenders1, 11 ·fj bro può essere seri tto . . Sarà un trattatello? No, perchè non potrebbe non aver forma ,scolasti ca, e non risponderebbe allo scopo:Ve ne sono già, e buoni. Un manuale o memoriale? Questa sorta di libri ha pregio quando contiene dati di fatto, ri cordi tassativi, applicabili a.determinati casi • condizioni. Ma non è appropiata alla tattica, perchè difficilmente , 0 potrebbe evitare di dare regole sconnesse, e senza utilità pratica: 11 manuale cotanto pregiato di Dra~omirow, non è un manuale dt tattica, ma, per la preparazione delle truppe. Potrebbe essere un regolamento. Infatti noi ne abb;amo due promesse, da troppo lungo tempo insolute, tanto da essere dimenticate . Una si t!·ova ~e~l'avvertenza che precede la parteprùna del regolamento d1 eserc1z1 ed evo4uzioni ·1876, e dovrebbe chiamarsi parte secondadel detto regola.mento; l'altra è fatta al N. 56;J dello stesso regolamento, e dovrebbe -« dare le regole necessarie per l'impiego dell'artiglieria e della ca-
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valleria insieme colla fanteria», e chiamarsi Jst;1·ttz·ion,; dimCJ;nov·,·a. Francia tale isLruzione l'hanno infatti inclusa nel « titre cinqm_éme, ~t~ reglèment sur l'exercice et les manoeuvres de r i:Jfantem ,f2 JU'.n :1875 »_ e ve l'hanno riprodotta, benchèspostata e con, f?rma assa'. r1doua, m quello più recente.29 luglio 11884. i\fa se si ~1_flette~he I regol~menti d'esercizio pur avendo in mirndireLtamente 1,stru~rone, sono 111 pari tempo strumenti validissimi di disciplina, apparisce come la forma più consentanea all'indole loro deb ba essere q_uella di codici la:Ssativi, e quindi poco confacenti pe/il li bro di cui, s, tratta. In Fra~ci~ ~utto il regolamento del 11884, come già il prece~ente del 1875, e interpolato cl i considerazioni e di consigl i. ln. ~mor gr~do_ lo era anche il nostro del rn68, ma saggiamente le· mterpolaz,oni furono elimina.te nel !successivo, tuLLora in vigore.
siderando la mole di talune opere di tattica anche recentissime, si dedurrebbe che questo li bercolo non possa essere che un sunto, una ristretta raccolta di massime, una di quelle tante ricette in utili agli studiosi, pericolosissime a chi vi si affida.
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Un libro che pare sia stato pubblicato con ol'intenti dianzi for~~la,t! ed _invocati, è quelfo_che ha preso il titolo di Nornrngeneral~ ~e1 _l impwgo delle tre anni nel co1nbattùnento. Titolo che dice molt1ss1mo, ed esprime bene l'oggetto che vuol trallare. Rassomiolia ad alcune ~ell e più autorevol i definizioni della tallica. Malorado che· 0 Bogus_Iawsky abbia dichiarato che niuno è ancora riuscito a definire la tattica (1), le seguenti definizioni sono da ritenere buonissime e r~ssomigliano tutte al titolo del nostro libro: La tattica inseona l'im0 ~iego d.e\le f?rze nel combattimento (Clausewitz) [2). La taltica è· I arte~, 1m.p1egare _le truppe sul campo di battaglia (Marmont) (3). La Lattica 1~segna 11 modo di serv irsi delle di verse armi afratto della bauaglia (Moltke) (4). La tattica è la sci enza del condnrre le truppe nella pugna Piarselli) (5) . La tattica è la scienza della condolla del combattimento (Peuker) (6). L'ooaetto del libro essendo. · · dal titolo, resta a vedere, v zi a.dunqtie ben ct1iarilo pur facendo astraZIOne _dal val~re intrinseco, la forma e lo sviluppo dato all a materia .. Lo sviluppo e r eso manifesto all'istante dalla piccolezza del libro . che consta di 50 paginette, compreso anche il frontespizio; e con; 1
(l) Deduzioni lattiche daila guerra {870-11. - 'l'raduziono it.aliana Pa" 2• _79 (21 l'om Kt·iege. ZewitBS buch. Erstes Kapitel. ' ,.. ' 8 · (3) D~ l'esprit des institulions militaires, chap. quatrième. 4 < > Dte <lenlsche Annee; tra<luziono francese di GUNSET-r e 130U1' E.iui::n pag 2· (5) La guerra e la m a Sto,·ia. Voi. li , pag. 225. ' · '· (6) Trattato di lattica applicala,
pag. 2.
Se ne esamini attentamente la forma; è dessa che rivela l'essenza del libro. Invece di esporre principii, massime, regole, il libro suppone un combattimento, e lo svolge in tutte le sue fasi di avvicinamento . dì preparazione, di decisione, di insegui mento o ritirata. lu tal guisa porge una noz ione sulla fisionomia generale dei moderni com battimenti, nella quale si scorge distintamente il funzionamento del comando , l'azione delle singole armi , l'accordo loro. Non sono regole od ordini o disposizioni. t l'insiHme di un'azione tattica, nel q11ale nulla è dimenticato, nulla è supernuo. Nella narrazione di reali combattimenti, la sintesi storica genuinamente scaturisce dalla connessione nel tempo di numerosi episodi di varia natura, e di diversa importanza. lnvece la sintesi astralla di questo opuscolo abbandona gli speciali acciden ti e le contingenze, ed espone lo svi luppo naturale di qualsiasi combattimento, racchiudendo nell'esposizione stessa i pi Ll importanti precetti pratici che possano dedursi dalle voluminose e molteplici pubbli cazioni tatti che che seguirono le ultime guerre, conciliali, per_quanto è possibile, colle varie prescrizioni regolamentari di cui form a un filosofico complemento. Esso non sarà inutile agli studiosi, ni> pericoloso agli altri, perchè non contiene regole fisse, ma bensì delle generalità che porgendo dei criteri per potersi sempre orientare, non vincolano menomamente nei casi speciali. Il libretto non trascura if terreno; ma nello svolgimento dell'ipotetico combattimento, ne fa completa astrazione, epperciò presenta formazioni regolari, simmetriche ed all ineate; successione sistematica di atti e di movimenti. Niuno si immagina che simil cosa avven.ga sul terreno, fosse pure il più favorevole agli atti tattici fra quanti esistono , perchè l'alterazione, oltre che dal terreno, deriva da mille altre cause. Tutti apprendono su i classi ci esempi il bello scrivere, ma niuno in pratica trova da riprodurli letteralmente. Analogamente qua-
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lnnque ufficiale comprenderà che neppure il carattere lall.ico generale rimarrà sempre e dovunque quello tracciato dal ma,~isLrale esempio del libro, ma che subirà molle alterazioni nei rea~ combauimenli, e pochissimo poi ne rimarrà. nei speciali casi di combaLlìmenti nollurni , di guerra in montagna) di combattimenti in vaste regioni paludose, nelle guerre coloniali, ecc., ecc., ecc. Scopo del libretto è dunque quello di presentare la la bo1·io~a sintesi dei regolamenti , dell'esperienza e dell e meditate e vaaf iate " pubblicazioni, cosa che non a tutti è dato di poter fare. . }); da.questa considerazione che sì deve dedurre l'utilità dell'opuscolo , la qmile bisogna ben guardarsi così di esagerare come di disconoscere. Esagererebbe colui che credesse di pos.~edere nel Iibrelto tutta la tattica, solo perchè il titolo suo può lasciarlo supporre; e parimenti parrebbe meno che saggio chi discon osse nel libro stesso una missione unificatrice delle /lulluanti opinioni lattiche. Aneli e conoscendo a fondo i precelli del libro, la loro genesi, e lo sviluppo di cui sono suscettibili, è, e 5a.rà sempre difficile operare bene ~d inappuntabilmente sul campo di bauaglia; ma più difficile, e, si potrebbe dire, anche impossibile l'operare neppure mediocremenLe, senza la ,ru ida di quei criteri direttivi che si possono ricavare dall'opuscolo.I') A questo li bricciolo si potrebbe :-1llribuire la prefazione che Tellenbach ba posto al le sue ·16 massime intorno al l'arte di operare nelle regioni del fuoco nemico: « Il conoscitore giudicherà che anni di pratica, di l'iOession e e di o·sservazioni , in guerra ed in pace, hanno somministrato il materiale per queslo scrillo >>. Ed infatli quante ampliazioni, deduzioni, riflessioni, furono ricavale da quelle poche pagine, e stampate ed insegnate con vera nlililà lllttica. Cosi fra le righe delle Norme vi sono in germe, allo stato latente, Lulle le questioni lattiche. Anche i precedenti dell ' Op1Jscolo, possono essere assunti quale garanzia del suo valore, perchè la quesLione era giit matura fin dal 1880, come lo rivela questo periodo pubblicato in queli' anno dal gen erale Ricci: « Nella lunga discussione a cui ha dato luogo lo « studio di questo problema, alcuni veri devono ornai essere stati 1 < acquisiti ed. a.Itri quanto meno rischiarati . .Non vi sarebbe modo « di trarre dagli uni e dagli altri quella promessa lsl1'uzione cli m,a· « novra, che ci aiutasse un pu'tutti, artiglieri e fant accini, ed uscire
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dall'int;ert:ezza in cu i ci troviamo'?» (,1) In Francia_ ern gia st~lo ri solto lo stesso probl ema sin dal 1875, coll'Application des principes fon<lamentmix de la tactique rì la di1Jision _r:~nsiderée conime imité clii bataille; lavoro inserto nel rapporto al mrn1stro della guer_r~ fallo dallél com missiono incaricala del nuovo regolamento d'eserc1z1 per la fanteria, che è un vero modello per valore scientifico, per concisione e per chi arezza, e che fa parte integran~e d~I regolam~nto. Il aenera.le Ri cci fu presto appagato colla pub bi1caz1one fa ttasi ne~ , 882 dell'ammaestramento tattiw di artigli eria; percb è l'a'.·ma a c~1 ~peciaJmellLO quel libro vorrebbe riferirsi, non pot~ndo_ agi re che I~ relazione delle altre due, il suo ammaestramento implica quello d1 tutte tre. È bene che questa verità sia diffusa, e che quel!' eccellente libro diventi fam igliare ~t tutti gli ufficiali dell e tre arn~i. E poco dopo, cioè nel 1883, uscì I' istruzio1~e ~he aveva ~er t1tol? Nonne generali per la, div-isio-ne di fanteria 1,~ c~mb~ttimento. E dalla cenere di questa, che risorse., depurata e riov1gor1ta, la nu_ova pubblicazione; sed quantnni nintata ab illa I . .. _ . Quell a prima pubblicazione italiana per la d~Y1~ione_ fu accolta nell'esercito colla "randissima deferenza con cm s1 sogliono. accoaliere presso noi le pubbl icazioni regolamen tari; essa e stata ng~~rdala siccome testo indiscutibile; indizio con fortante del sano sp1r1to disciplinare che ci presiede. Nei numerosi scritti. di tattica pubbi ic~ti in Italia nel bi ennio durante il quale ebbero v1l~ quel~ e n~r~e,. esse furono ,reneralm enl.e ci ta.te qnale conferma osanz ione d1 opinioni sostenute. nostra Rivista non con tiene nè un articolo ne un ceimo che vi abbia dirella ed esclusiva at tinenza. Un ampio confronto fra queste due pubblicazioni italiane, c?e ~~ nalinasse ]'importanza cli Lutte le differenze, p~·esent.erebbe 11 pm grande in tel'esse, sarebbe· molto_istr~t.~ivo, e 1:ivel~rehbe ~a notevole evoluzione subila dalle dominanti idee t.all1cbe m questi due ul· timi anni. :M a il presente s,:ritto non è mosso da tale intend_ime?to, e gli basi.a accertare il gran,de progresso che segna la pubblicazione del 1 885 su quella del 1883 . . La provenienza della seconda pubblic~zione, la_ spoglia di q~ell~ rigidezza autoritaria, che deve necessariam ente informare gh alti <<
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La brigata di fan te ria. noi combat timento, pag. 6i.
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dell'autorità centrale. Il modo di pubblicazione tende evidenti.imenle allo stesso scopo; le norme dell'83 erano state promulgate con Atto della parte I del Giornale Milita1·e Ufficùile, il quale ne rendeva obbligatorio l'acquisto, econ esso anche l'osservanza (AttoN.'160). Un altro Atto di eguale importanza ne decretò senza commenti' l'abrogazione. Le Norme del ,1885 invece vennero a cognizione dell'eserci to, come tante altre pubblicazioni private, cioè senza caratlere ufficiale, con un semplice avviso dell'editore senza firma, in un'ultima pagina della parte II del (, iornafo Militare.' · Questo procedimento. nulla toglie all'aul:orevolezza scienrifica delle Norme· del ·I 885. Chè anzi rivolgendosi piultosto alla merite ed al libero esame dell'ufficiale che non al sentimento disciplinare, · l'au.torevolezza viene a riceverne maggiore risalto: .Ma se questo rion bastasse, l'avvertenza che serve di introduzione alle norme del '1885 e che mancava. in quelle del 'I 883, toglie ogni 'dubbio. Essa fa noto che le norme hanno « carallere di semplice studio, essendo indispensabile che r\manga jntiera la libertà dei comandanti nellascelta dj quelle modalità di esecuzione che in ciascun. caso concret~mealio v conducano al conseguimento dello scopo che si deve raggiungere, tenendo anche conto delle condizioni del terreno e delle circostanze di varia natura che po$sono influire sull'andamento dell'azione». Ma oltre a queste migliorie di formR si aggiungono sostanziali progressi in tutte le parti del libro: Riguardo all'offensirva non si leggeva nelle passate norme la nota vigorosa contenuta neli'all.uale, al N. 2o: « Una energica determinazione sollevando il morale delle proprie truppe, e deprimendo quello del nemico, può compensare largamente qualche svantaggio di terreno. Un attacco jn terreno completamente scoperto quantunque esponga a gravi perdite può tuttavia riuscire anche contro una posizione buona e trincerata se è ben preparato ed energicamente condotto». E neppure si sentivano in quelle primeNormele« trombe che inc~ssantemente suonano l'avanti », (N. 38) . .E neanche vi era il pal~1to ~roprio della nostra nazione che si esplica nel gi·ido di Savoi1J., Savoia..... La difensiva nelle prime nonne era rìdotta a quella che è stata tanto funesta ai Francesi neJ.1870-7,1; nelle nuove Norme ha riacquistalo col.N. 55, i' onorevole posto che le spetta, di considerarsi « come
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una preparazione all'azione offensiva da svolgersi a momento opportuno». Così pure l'accordo fra l'artiglieria e la fanteria, gli schieramenti ,.. le formazioni, tutto è notevolmente migliorato Anchelapotenteleva dell'in;.ziativa , trascurata nelle prime Norme, trova nelle ùltime, col N. 49, l'incitamento che è gib. sancito nel nostro Regolamento di servizio in guerra (639), ma cbe purtroppo èancoralontano assai dalle nostre abitudini militari del tempo di pace. Eppure è vano sperare l'iniziativa in guerra, quando l'opposto principio, sistematicamente praticato in tutte le operazioni della pace, ne" spegne ogni impulso. Inlìne lo studioso del libretto non potrà a meno di sentire nell'a-nimò la grata impressione del più largo posto fatto nelle nuove Norme,. all'elevatezza dei sentimenti militari. ' Pur rifuggendo da ogni pretesa dogmatica, le nuove Norme registrano oppo.rtunamente l'aforisma che « una battaglia non è perduta se non quando si crede perduta » (89). _ La perseveranza, questa grande virtù. dei forti è dichiarala indi:.. spensabile dalle nuove Norme, mentre nulla dicevano le precedenti: Alla gnerra, più che dovunque, le cose camminano sempre diversamente da quello che si era supposto o progettato; con sicura tranquillità l'architetto vede elevarsi il suo edificio, e man mano realiz-. zarsi tutto il suo progetto. Ma alla guerra il comandante è costante.mente sbattuto dal flnllo di contrarie c.orrent.i: qui un. errore; lit una resistenza; altrove un accidente imprevisto ed imprevedibile:· informazioni vere e false ed esagerate ed attenuanti e mancanti affatto; egli è soggetto alle più opposte impressioni, che tendono a, ·scoraggiarlo. Solo un gran carattere può resistervi ... come torre, fermo, che non crolla giammai la cima per soffìar di venti. Colui che· cedesse a tulle le im.pressioni, non raggiungerebbe mai scopò atcuno; ecco perche la perseve?'anza nell'intento, dev'essere una dote-· di ogni comandante (Clausewitz) ('Il. Nè più .efficaci parole potrebbero scriversi in proposito, di quelle che si leggono nelle Norme:: « Per la buona riuscita di un attacco, è sopratutto indispensabile che. nella sua condotta si persista sino all'ullimo nelle prime disposizioni,. . (!.) Voni K1·iege.
Drittes buch. Siebentes Kapitel. Traduzione libera.
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perchù la energica esecuzione di una risa! uzion e, anche meno buona val meglio che un cambiamento di risoluzione» (N . 45). Più rndi~ · cale e pi ù importante è la differenza fra le du e norme riguardo al supremo alto della tattica, l'assalto. Basta confrontare il N. 38 nei due li bretti. Ma cli questo diITusamente si trattei·à pi ù inn anzi. Una nota confor tevole mandano le nuove Norme al comandante di una truppa _che eseguisce una ritirata, nota che era muta nelle precedenti. Questa operazione sempre penosa e difficile, che ha tanta influenza deleteria -sulle forz e morali del le truppe, è tratlata con somma abilità, con elevalo sentire nelle nuove ~orme: « il comandante avrà presente che anche nell'oseg11i re la ritirata si deve tenere un contegno che imponga rispetto al nemico» (N. 94). E do110 d'aver raccomandalo di fa re brevi ma viowosi ritorni olTensivi, il li bretto trova la sua chiusa in queste l;ltiroe parole, la cui eco desterò sensi di fierezza nel cuore d'ogn i soldato d'I talia: « Cosi operando si manterrà alta nelle truppe la fiducia in sè stesse>> . Il confron to fra la due Norme, per quanto appena accenn.ato, è già suffici enlf\ in questo scritto, nel qunle si vuole piu spec,almente trattare del fuoco e delle sue attinenze. Si potrebbe fare lo sludio del fuòco nelle Norme, seguendo la stessa succession e di alt.i da esse Norme adollata. Ma tale sistema o?bli~herebbe ad una serie d'induzioni, che potrebbero parere arbrtrar1e. Le Norme offrono il mezzo di seguire un altro sistema fon dato su indicazioni più posilive. Il punto di partenza per lo studio da farsi sia nei nnmeri 37 e 38 · delle Norme. Qui vi è dello che a 4·-300 metri dalla fronte nemica i grossi debboo? anch'~ssi essere entrati in linea colla catena (37) e · dopo qt'.alche m1?ulo di. fuoco decisivo « vien dato il segnale dell'as<1 ~allo il quale sr esegu1sce med iani.e sbalzi cl.i 50 o 60 metri falli di « corsa per scaglioni di mezzo battaglione nella,direzione che sarà · « indica ta . I I numero delle cartucce che si debbono sparare nelle sue« c~s:ive fer~ale vien fissato a 3 o 4 al mnssimo. Quando si è pros. « s1 m1 ad arrivare alla distanza di 200 o ,t 50 metri da l nemico, « s'in?~slano, marciando, le baionette. Da quesla distanza si apre da « t~lt.i rl fuoco acceleralo, e trascorsi 3 o 4. minuti di questo fu oco, · « Yren da to il segnale alla baionelta .. .. (38) .
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Analizzando questo periodo si Lrovano due dati numerici che possono essere fondamental i: runo è quello delle car tucce da sparare in ogni fer mala o sosta; l'altro quelli> del fuoco accelerato . Sviluppando il primo dato devesi trovare quante saranno le fermate fra 400-300 metri e 200-150 metri, esclusa l'ultima formata destio~la al fuoco accelerato, ed esclusa quella iniziale di cui si parlerà appresso. Gli sbalzi essendo di 50-60 metri, le fermale di cui si tratta potranno essere 2, 3 o 4 secondo la combìnazione di es~remi che si vuole considera re. Ma è ragionevole ritenere che le fermate· saranno 3. Ed essendo 3 o 4 le cartucce che si debbono sparare in ogni fermala, si avrà. dunque un consumo di 9 a ,12 cartucce . Considerando però che il 1\. di .i, cartucce, è un m-assùno, puossi con fondamenr.o stab ilire che nell e fermale si spareranno ,JO colpi per fa cile. Il secondo dato richiede che si fissi dapprima la celerità di Liro, potendo essa essere di 6 colp i al minuto o di 8 colpi al minuto (67 dell'islruiione sul tiro) secondo che il fuoco è mirato o soltanto puntalo; ma in verità, la nuova teoria di Volozkoi, ha innegabilmente scossa l'an tica fede nella suddella distinzione di fuoco mirato e fuo co soltanto puntato nelle condizioni qui considerate. Se si considera la vici nanza del l.iersaglio, la necessità di gellarvi la maggior quantiLà, di piombo possibile, l'utilità relativa dei due fuochi, si potrebbe ri tenere preferibile quello di 8 colpi: ma la concitazione è una causa, rallen latrice; epperciò parrebbe più conforme al vero che nelle condizioni di cui si tratta, il soldato non sia capace di sviluppar~ coll'arma attuale, una si mile rapidità. di tiro . Notisi ancora che quest'ultima fermata sarà fatta anche essa gellandos i a terra; e da lai posizion~ il preaccennalo 1\ . 67 dell'Istruzione sul tiro, esclude di fa re gli 8 colpi. Onde si deve ritenere che questo fuoco acceleralo è di 6 colpi per minuto, trascurando il N. 27 1 del Regolamento di esercizio che lo fisserebbe a soli 5 colpi. Il numero dei minuli essendo tassali vamenle di 3 o 4, le cartucce che si consumeranno oscillerà fra 18 e 24, cioè in media ~M per ogni fucile. Ml la teoria delle medie non ·è appli cabile in questo caso ; perchè se come fallo , come effetto di fuoco, si può assumere la media di 2 1, come consumo di cartucce è prudente di attenersi al numero massimo. d'esercizio prescrive anche di sparare un colpo Il Reaolarnenlo • i, 1
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dtu·anle l'ultima corsa avanti (275)quasi a bruciapelo; cosicchè fino .a questo punto, le cartucce occorrenti sarebbero dunque 35. Ma neppure è da supporre che il soldato raggiunga il margine della posizione nemica affatto sprovvislo di cartucce, ciò che ridurrebbe il pregio della sua arma press'a poco uguale a quello di un randello. Epperciò trattasi di determinare razionalmente il numero -di cartucce di cui il soldato dovrebbe ancora essere munito in quel .,momento . L'immagine del comballimento si fa innanzi per dire ch e, · O per l'inseguimento co l fuoco, o per rispondere ad un tardivo ma probabilissimo contratk'lcco che farà. il nemico, il cercato numero di · cartucce dovrebbe essere rilevante. Le preoccupazioni tanto lunga, menlee minutamente esposte dal principe di Hoh enlohe-Ingelfingen su questo proposito nelle sue recenti lettere, conferma no la stessa opinione ( 1). È pel'ò sempre il linguaggio vibra to e palpitante di B0g1.1slawsky quello che più vivament e si fa rammenta re, perchè è il linguaggio che ancora a noi gi unge sonoro dal campo stesso del!' a·zione. « A. Worth, Mars··la-Tour, Gravelotte si videro grandi masse -di cacciatori in ordine sparso, geuarsi a guisa di onde-Je une contro ,le altre. E.se l'uno dei due avversari guadagnava terreno, mentre ,I 'altro aveva voltato le spalle, la cosa non durava a lungo cosi, poiché quegli che aYeva ceduto , faceva ben presto appello a tulle le sue forze e si portava nuova.niente di frolli.e al primo. Tali frequenti iluLtuazioni del combattimento sono il distintivo carat!eristico di -queste grandi ini1,chie di cacciatol'i, nelle quali ~ in null'altro consiste ormai il combattimento della fanteria» (2). Al bi sogno cosi rappresentato, sarebbe impossibile di dare un lim ite; ma il numero ·39 delle ~orme viene a provvedervi, disponendo che la seconda s~hiera abbia ~reso il posi.o dei gl'.05si. Questo posto si può ritenere ,distante dalla prima linea assaltante da 300 a 400 metri. Secondo il nostro Regolamento (423, 46 11) tale dislanzasarebbe di 450 metri; ma se il nostro Regolamento, già in tante parti laceralo dall'Istruzione sul tiro e dalle Norme, e più dalle nuove idee, non si volesse riconoscere, si osservi che il recentissimo regolamento francese la indicherebbe di 500 metri (tit . IV, ·1 37). Ma nell'ipotesi qui fai La del(I ) Vedi specialmen l,e Je tellere 11• e 12• suUa fantcl'ia. (2) Deàucio11i lalliclle dalla 91,eiTa del 1870-71. Traduzione italiana, pag . 154.
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NORME n:11 L'IMl'lEGO DELLE TRE AIIMl
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l'assallo riuscilo, tutto lascia credere che moralmente le distanze tendano a r estringersi, benchè ìa celerità d'andatura della '1 a linea ren·da meno sensibile il risultalo di tal e tendenza . Onde è fondato ritenere che nel momento in cu i la. prima linea raggiunge il margine nemico, la 2a schiera sia a 300-350 metri di disl;\nz.a; cioè, in tempo, a 2 minuLi 'ci1·ca . Dunque si può conchiudere che alla vittoriosa 11a linea occorrano ancora le cartucce che può sparare in tale tempo, e r.he fissa.te in numeru di 10 per fucile pan:ebbero corrispondenti al fatto ragiona men Lo e ad a.lLre cons iderazioni che per brevità si omeltono. · Di ma.nient che dopo di aver inizialo l'assallo, il soldato, per compiere la sua irruzione, e poterla sostenere. ha ancora bisogno di .i-5 ~rtucce. Ora per pl'oseguire nella intrapresa indagine, conviene risal ire al punto del teoretico combatlimento dal quale si è dapprima preso le mosse, e quindi risalirlo a ritroso del suo naturale svolgimento. Si troverà per prima cosa da determinare il fuoco eseguito nella fermata iniziale dell'attacco a cni si è già. falla allusione a pagina 10. Ecco ie parole delle Norme:« Da queslo appostamento incomincia il fuoco decisivo. (37). · «·38. Dopo qualche minuLO di questo fuoco vien dato il segnale « dell'assalto .... .. ». Notisi che a quesla stazione di Liro , non si dà an cora il nome di fermata ma bensì quello di app9sta111ento. Un libretto succinto come questo, nulla donebbe avere di casuale; esso riserva il nome di l'ennaLa per le soste frapposi.e agli sbalzi che ,;engon~ dopo. Il nome di apposlamento qui impiegato, dovrebbe signifi care maggior calma, maggiore effi cacia di direzione e di comando, ed anche eventualmente maggior durata. Il fuoco fallo da questo appostamento è a.dunque il fuoco decisivo. Ch e cosa s' intenda per fuoco decisivo si può indovinare, ma non precisare. Questa man canza di precisione nel significato dei vocaLoli tecnici, è tollerabile in un libro di Norme; ma forse non si riscontrel'ebbe neppure in esso, se maggior rigore fosse osservato nelle\ terminologia t-ecnica dei regolamenti , dove talvolta si usano pel' la stessa cosa. .parecchi nomi, generando incertezza e confusione. La questione è importanLe, e converrà ritornarvi man mano che se ne
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Il, FUOCO
SECONDO LE NORME PER L'IMPIEGO DELLE TRE ARMl
presenta l'occasione. Il fuoco decisivo intanto viene ad accrescere i gi~ numerosi attributi delfuoco della fanteria: individuale a volontà., a comando, a salve, a massa, acceleralo, a .... (a pause ..... , parce sepu!tis). L'artiglieria è assai più preCJsa riguardo alla rapidità, e quel che più monta: assai più semplice; il suo tiro .è ordinario, lento e celere, con 4-, 8, ·12 colpi per minuto (11). Intanto ora si interpreti il fuoco decisivo. A trovare il significato, si potrebbe dire l'etimologia, di questo fuoco, varranno forse le seguenti considerazioni . Le Norme distinguono anch'esse sul campo di battaglta, il campo di manovra ed il campo del . fuoco; di questo considerano distintamente la parte soggetta al Liro della sola ùtiglieria e la parte soggetta ai tiri dell'artiglieria e della fanteria insieme. Infine di questa seconda parte, determinano in modo tatticamente preciso , tre zone. La prima, dall'estremo limite di giuata del fuoco nemico sino a 7-600 metri dal fronte del nemico stesso, com'è specificalo ai numeri 15, 24 e 34. Conformemente alla terminologia ormai da tutti adouata, dànno a questa zonn la denominazione di zona di avvicine·mento, come risulta dal numero 35. La seconda zona, ha il suo p1·ùno limita1·e (2.4) a· 7-600 metri dal nemico e si estende fino a 4--300 metri . da esso (37); ed anche qui uniformandosi alla notoria nomenclatura tattica, dànno a questa il nome di zona della preparazioi:ie della fuci leri a (36), o di zona del fuoco ,,icino di fuci leria (24-), od anche di zona d'aitacco (36) .. La terza. zona si stende del 4-300 metri dal nemiw sino [r! margine della posizione nemica, ed è quella universalmente chiamata la zona della decisione. Or mentre le Norme determinano con precisione l'estensione di questa zona, non ne porgono che indirettamente la denominazione, dicendo che sul limitare di essa incomicia il (uoco decisivo. <:on questo, si verrebbe a dire che il fuoco decisivo non è già qualcuna delle tante epumerate specie di fuochi, nè un'altra specie tecnica da aggiungere a quelle; ma bensì è lullo il fuoco eseguito nella. zona del la decisione. Il quale, per chi ben con-
sidei-i, ha altresi una sua propria fisonomia che ne giustifica l'identificazione, nello stato d'orgasmo dei tiratori, nelle condizioni della direzione, ed in quelle della esecuzione. Ciò posto si passi a determinare l'intensità e la durata di quella parte cli e$SO (u•>co decisivo che rimane da esaminare, e che viene eseguila dal limitare lontano della rispettiva zona. Esso .non è nn fuoco accelerato, perchè di quest' ulli mo fuoco, le Norme si riservano l'uso soltanto più avanti, come giit. si è veduto. Tullavia per l'imminenza dello scopo, per la vicinanza del bersaglio, per le condizioni tutte a cui è già ridotto il combattimento, non può essere un fuoco C(:llmo, e di ordir.aria celerità. Si può ritenere che richiederà 4 cartucce per minuto. La durata di questo fuoco decisivo, costituisce un punto interrogativo, al quale non si p'uò rispondere con una sola parola, e neppure con una frase semplice; occorre un ragionamento, anzi una digressione che gioverà altresì a chiarire ttitto l'argomento .
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Nella caotica situazione creata alle dottrine tattiche dalle ultime due guerre accennat.a in principio di questo scritto, l'agitazione di tulle le questioni e di tutte le menti andò man mano rannodandosi intorno a due nuclei principali di contestazione, i quali dal 1878 in poi sempre più si affermarono, specialmente in Francia, dove per essere di nuovo in discussione il regolamento d'esenizio della fanteria del 1875 (che è il vero codice tattico fondamentale per tutte le armi) ognuno dei due -voleva far prevalere la sua opinione, perchè presiedesse ai cancelli del nuovo regolamento, che fn poi quello del 29 luglio 11884. (,li esperimenti si succedettero agli esperimenti, ed i risultali di essi erano validissimi argomenti per entranìbi i partiti opposti. La questione si rannodò a quella dei fucil i a ripetizione, e si complicò di tutta la parte tecnica . Le due scuole an tagone si ·possono riassumere in queste due proposizioni : 11 fuoco è preparatore della villoria la quale vien decisa dall'urto. Il fuoco prepara e protegge \'avvicinamento sino al punto dal quale colla sua stessa ultrapotenza decide della vi ttoria ( 11). . · · 1
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{!) Istruzioni prntiche d'artiglieria; volume settimo: Puntamento e li1·0 delle bocche da fuoco. Titolo IV: Cannoni da campagna, pag. 9:t.
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{i) Per l' una, come per l'altr,i scuola, abbondano gli ~c.rit~i i.n tutte le riviste. Per la . prima vedansi specialmente i dicci articoli della Revue m:1l1lawe de l'etrnnger del !883 col titolo:. Que!.ques mols a propos des reglemen/s de !'in(anlerie_·1nodern~.. E la seconda i quattro articoli: De tc1 tacti<JU-e d,es (ewc, del Jot1rnal des Sc·1ences m1l1taires del .J8Si.
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Ai-KO XXXI, YOL. I.
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SECO:< OO LE NOlì~IE PEn L'IMPIEGO DELI.E TRE AR illl
Voler stabilire la differenza fra i due concelli contenuti in queste due proposizioni equivarrebbe a riprodurre una trilustre polemica di grandi proporzioni. Gli esageratori delle due scuole sono separali da un abisso; i moderali invece si lOccano e si stenta a distinguere gli uni dagli allri . Infatti entrambi ammettono che il fuoco è preparatore, ed è solo indeterminato l'apprezzamento, la misura della preparazione; entrambi ammettono del pari che l'urto effettivo non ha mai luogo; gli uni dicono « per il terribile effetto che porla seco la sola minaccia dell'urto »; gl i allri dicono « perchè il fuoco lo ha reso inu tile, avendo già distrutto il nemi co ». Ad ogni modo i due princip ii sussistono ben distinti, ed a seconda che l'uno o l'altro-prevalga, ben diJTerente può essere l'indirizzo delle idee e dei concetti_direttivi della preparazione tattica alla guerra. l fautori della seconda scuola, lo sono in pari tempo del fucile a I'ipelizione, la cui adozione dichiarano di grandissimo pregio. Gli allri ammettono la necessità di tale adozione sol quando ne sia armalo il nemico, ma generalmente piulloslo per l'effetto morale che può deri varne che non per reale efficacia del fuoco . In Franci a, sotlo un manto di ampie concessioni, e di transazioni, tale da riuscire sfigurala e poco riconoscibile, pure prevalse la ..seconda scuola. Le idee generale dal potenl.e chassepot sussistono ancora, anzi sono confermate dal più polente Gras, e lo si può ded_urre dai precetti che nell'ul timo regolamento reggono ilfooco, poichè nsulta da essi che si ritiene di poter otteoere la r itirata del nemico. e perciò la villol'ia, mediante la potenza del fuoco del loro fucil ~ alla distanza di 250-200 metri. Conviene a questo punto l'iportare testualmente le prescrizioni di deuo regolamento. Nella scuola di compagnia N. 266 si legge: « Lorsque la chaine esr arri,,èe à t50 (< ou 200 m. de la positian, la baionette est mise au canon, et l'on « donne au feu toule sa puissance, en augmentant le plus possible « la densité de la chaìne, et en executant des feux. rapides concen« trés sui· !e poin t d'auaque. « Si ce feu ne décide pas la relraite de l'ennomi, la marche en « avant ·est reprise par tonte la ligne avec l'appui de la résen e; !es « tambours et les clairons batLent et sonnent la charge ». ldentico concetto è espresso nella scuola di bauaglione N. HH: ~< On arrive ainsi a 250 m. on 200 m. de l'ennemi. 1
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« La baionelle est mise au bout du canon, le feu rapide est com« mencé ; la clernière compagnie de réserve tenue en arrière du poi nt « on l'on doit fai re le plus grand elfo1t, se rapproche de la cha1ne, « pròle a l' appuyer. Si le feu rapide ne determin e pas la rel.raile « de l' ennemi, etc ... » come nella scuola di compagnia. Dunque l'urlo non è che eventuale. Quella fra se si fo {en rapide ne cleterm,ine pas la, retraile de l'ennemi, non è certamente sta la post.a a caso nel lungamente meditato e discusso regolamento, ed ha un significt1to di 11rnrcata tendenza verso i principi i della. seconda scuola, ~osa che, per conseguenza , non ha soddisfo llo tnlti . In I Lai ia le due: scuole ebbero i loro seguaci che si Lro,,arono di fronte in couferenze, in opuscoli, ·in commissioni, in articoli della Hivista .llilitare llalùina. Per darne un saggio, par conveniente di riportare qui qualche brano concludente di :;critli appartenenti ai due sistem i; una. rivista tecnologica , scritta con la più grande competenza ed autorità da autore anonimo, inserita nella llivista dell'ottobre ·1882 si riassnme,,a in questa guisa: <( Se in tesi generale il faoco è oggigiorno quello che prepara la villoria. è alLresi vero che il solo fuoco non bnst.a per conseguirla, e l'all oro è riser bato a quella truppa che, animata da maggiore valore, o meglio sostenuta. dalla sua a1tiglieria, si :;lancia imperterrita sul nemico. «A rrivala a 200 metri, non sarà dunque coll'arresta r.;i ad eseguire senza puntare un tiro celere di scarso eITetto, nel quale l'energia e lo slancio può raffreddarsi e volgersi forse in un sentimento opposto, che una trn ppa slanciala all'attacco, indurrà il nemico ad abbandonare la sua posizione, ma bensì col precipitarsi su cli lui, affrett ando l'istan te decisivù, e togliendo sè stessa della più critica posizione, nella quale può soccombere colla stessa probabilità con cui può riman ere vittoriosa)> . L'altra.campana in sostanza suona cosi: << Dimo, Lrato ciò che è ammesso anche dagli avversari che non si potrebbe marciare all'assalto senzaaverprima affermata la propria superiori Lit col fuoco, soggiunge che sarebbe assurdo, dopo aver conseguita tale superiori Là, di non valersene sino a totale distruzione del nemico, per seguire il pregiudizio di cambiare il mezzo della distruzione stessa nel mo mento il più difficile». Ma i più. caldi ammiratori della pallottola, non si appagarono di dimostt'are l'iniquilà del lilolo allribuitole da Su -
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SECOl'\00 LE NORM E PEil. L'IMPIEGO DELLE TUE ARMI
wal'Ow, e di far foplendere tutti i pregi di cui queE:ta vergine è adorna, ma, rotto ogni ritegno, passarono al l'insulto della rivale dichiarandola più r;he folle, dannosa, figlia di un pregiudizio, indegna di comparil'e nella pugna, e da bandire per sempre dal novero delle anni : « la sciabola-baionetta è di un costo inadeguato alla util ità « che può rendere, di grande impaccio ai movimenti del soldato nel <~ combattimento e nella stessa marcia, d'un peso considere.volr., « senza ch e queste qualità negative possano essere compensale da « un solo vantaggio ben definito ... . L'abolizione della sciabol~t ba« ionella forse non è ancora matura, ed il proporla ora farebbe « sorgere una opposizione forte e numerosa. Il tempo pe1·ò che è « galantuomo , modifich erà anche questo pregiudizio, ed un più « giusto concetto di quello che può essere utile il conservare e di « quello che sarebbe opportuno abolire in vista di recare. sollievo « alle forze del soldato, farà scomparire dal vecchio arsenale anche « quest'arma inutile e costosa ~. (Ri1JÙla JJfilitare Italiana ,18815, tomo I; pag . 548). Gli spiriti imparziali non si abbandonarono alle affermazioni degli uni , nè alle profezie degli altri. Un noto autore italiano di Lattica scriveva contemporaneamente al brano ora ci Lato, nello stesso torno, che « la potenza del fuoco è andata bensi e va sempre continuamente cre:;cendo, tanto che dopo d'aver servito come mezzo di semplice preparazione, tende ora a sostitu irsi alla baionetta, ma che ciò non pertan to l'importanza di quest'arma non è pun to diminui ta. I caralleri del suo impiego emi nentemente decisivi non si sono punto alterati nel volgere del tempo; ancora oggi essa produce gli stessi e/Tetti più morali che materìali , ed ha perciò lo stesso valore che aveva, quando il fucile era considerato siccome il manico della baionella ,, (pag . 74) . Insomma se si eliminano le esageraz ioni da una parte e dall'altra, rimane una disputa di sottigliezze, cavi llosa ed inconcludente. Ma non si può negare che le due tendenze es istono, ed è bene seo-nare il posto che ognuno vuol prendervi, e che vi prend9no le Norme. Il fallo sta che dei due meni d'azione della fanteria, il fuoco ha Ìll\portanza ed efficacia incomparab il mente superiori all'ur;to. Entrambi però sono necessari . Il fuoco nell'attacco neppure ,;i può concepire scompagnato dal!' arnnzata, la cui ultima espressione è J'ir-
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ruzione e l'urto. Qual unque sia il valore assoluto, l'efficacia intrinseca di ognuno di essi, il rapporto fra loro dirilsempre che il primo sta al secondo corrie un mezzo al fine. Nella difensiva stess.:: la sola ultra.potenza del fuoco non è sufficiente ad ~rrestare l'a~t~ccante, e . . dalla storia come dal raziocinio, n'è scatunta la necess rla del con~ trassalto. Già Decristoforis aveva scritto: « Non aspetfale mai diy iede fermo; il piede che aspella non è mai fermo», pag. ~2~. Yo_tozko i, ben .più lo hri dimostrato nel suo capo Vi li , e poi n con_lermato riassuntivamente a pag . '149, dove si ril eva che.nessuna s1cu.rezza. di fuoco permetterà mai al difensore di rimanere a far fuoc~ da fermo quando l'avversario avanza; la natura si ri bella ed impe'.·1osamente ., esige un'attività muscolare violenta; o si conlrassalta o s1 fugge . · Il comandante della H " divisione russa nell'ultima guerra, attnr,.lmenle comandan te l'accademia. imperiale di stato maggiore a Pietroburgo, generfl le di gran pratica e di gran scienza insieme, non esita oggi ad innalzare i! pregio dell'urto con parole che, sembr~~o. di altri temp i. Per !'o/Tensiva dice: « Ce que l_a balle n a pas tait, la bai:onet.te le fera; ·et ce pourqoi une fo is lancés, il faut mener l'affaire jusqu'au bont, c'est a dire jusqu:au sang .• Il n'y a P~_::; un e1~nem i qui tienne devant un soldat qui a le gout de la b::non~lte ~, Soggiunge per la difensiva: « il faul. toujours rester con.seq~ent cet aphorisme: ()n' il f'aut se dé/'endre en atiaquant soi-meme. Cbaque so ldat doit en èlre bien pénét.ré. On ne rosse pas quand 01_1 ne fa it que parer les coups; mais on rosse~ quand on, ne ~~nse a chaque minute. t.ont en se défendant, qu'à sa1s1r au voi I occas1on de pori.et: so i mème des coups » (;(). . . .. Ma. fin dal 1878 il colonnello S1smondo aveva stampato concetl1 anaJoo-hi: « La cresciuta potenza del fuoco deve solt anto es~ere critei1o per ch i dirige la truppa nel combatti1~ento, onde evitare ~1 sprecarne l'energia in auacchi non opportuni; ma pel soldato clev e vivere inalterata la convinzione che è ancora. sempre la punta de_ll a baionetta quella che decide del com_baltime.nto. L'alla?c~ ali~ baro_. ltae dec·rso cleve essere tatto a• fondo colla fe1 ma volonta. netta una vo , 9, di toccare il nemico colla punta della baionetta » (-).
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(!) DnAGOlll!IOFI'. Jla? · •·t•el , • pour l a 1iréparation ites tro11,pes, (2) Appmili d.i tatliçci. Il.
pag. :l04, l.45.
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Ed è a questi princi'pii che sono decisamente informate le disposizioni delle nostre Norme, rispondendo in tal guisa anche al c.oncetto educativo, la cui importanza basterebbe da sola a dar il tracollo ad ogni dubbio. Epperciò in tuui i precelli delle Norme spir:i un potente impulso verso il nemico, che spinge a ricercarlo nell'offensiva , ad avvicinarlo nell'attacco, ad urtarlo nell'assalto . (}iil dai brevi cenni comparativi precedentemente falli, emerge questo spirito informatore delle Norme. E studiando attentamente qualsiasi parte di esse separatamente, si ritroverà sempre il dominio dello stesso sentimento unificatore. Così p . es. nel numero 25, già citato in parte, affermano con sicurezza cosa controversa. che << l'azione offensiva è quella che permetle di raggiungere i maggiori risullati ; » e con uguale sicurezza soggiunge in tono di ordine « ad essa deve tendere cos tantemente ogni comandante di truppa ; » e siccome quesli aspetti dell'offensiva, col semplice criterio di critica tattica, potrebbero essere menomali da altri d'ella difensi va, così ogni dubbio vien lollo col seguente immediato e ravvicina lo confron to:« Solo in circostanze eccezionali, ed in modo trans itorio converrà appigliarsi alla difensiva ». E come se tanto eccitamento fosse ancora LÌ·oppo astrallo, quel breve numero delle Norme, rich iama. animo e pensiero al più pratico verismo presentando per chiusura. un esempio iperbolica.mente sfavorevole all'attacco, arnnchè neppure in quel caso speciale possa esservi esit::izione. << Un attacco in terreno completamente scoperto, quantunque esponga a gravi perdi le, può lullavia riuscire anche contro una posizione buona e trincerala, se è ben preparato ed energicamente condotlo :.. ~Juesto brano rammenta l'i nsanguinato campo della GÙar dia a S. Privat, il memorando trionfo sul llolerberg; gli insuperabili eroismi dei Russi nel ,J 878 -79; e conforta nella fede che i soldati d'Italia sapranno affrontare impavidi l'estremo pericolo degli assalti anche nelle condizioni più micidiali. I1 iù esplicitamente ancora rifulge il pensiero dominante delle Norme, nelle tassative prescrizioni sull'assalto contenute nel numero 38. già in parte esaminale per il còmputo delle cartucce. Tutto questo, per quanto esposto qui inciden talmente, costituisc~ un punto capitale dell'argomento « i l {u.oco secondo le norme)) . E
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SECONDO I.E NORME PER L'1\ 1PIEGO DELLE TRE AR MI
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di tulla ev.idenza l' importanza che ha il fallo cli conoscere, nel conflitto di opposte opinioni, relative ad un principio direttivo di Lattica, quale sia quella delle Norme. Essa spiana. la via per l'interpretazione delle prescritte formazioni , e porge il criterio adottato per l'entità del fuoco in ogni fase del combatlimento. Quesla.disgressione ha poi tro\•ato posto in questo 'luogo perchè reca luce sul punto speciale d'indagine, che lo ha pro\'ocalo, quello cioè di determinare . la durata del pri mo fiioco decisivo. Questo fuoco viene eseguilo su l limite fra le due zone di preparazione e di decisione (36, 37) «quando giàsono resi visibili gli effetti del proprio fuoco dall'illanguidirsi del fuoco nem ico » (37). Vale a 'dire quando il lavoro della prepara. zione col fuoco è già quasi compiuto. Questo fuoco viene eseguito da tutta la prima schiera, già riunita in prima linea, la cui densità perciò è fitti.ssima, come esami neremo più avanti . Questo fuoco ha uno scopo di ultima preparazione, ma non è ancora quello del massimo grado, perchè dopo di esso devesi eseSi rammenti che, secondo le Norme, i noorruire il fuoco accelerato. ' stri ocrrossi non entrano in linea a pezzi successivi come in Francia ' les reserves nel concetto di alimenta.re la catena , di riempirvi i vuoti recativi dall e perdite; i nostri grossi non entrano in linea come les reserves a 200 o ~00 metri; essi entrano in catena come un corpo solo ed a 400-300 metri . La loro funzione in principio non è perciò tanto quella del fuoco, qiianto l'altra di po1·tm'e inn(J;nz1: lulte tre le linee della ,1a schiera fuse insieme. Il fuoco accelerato a 20(H50 metri dal nemico (38) è l'ultimo colpo ben misurato, precisato in potenza e durala, menato il quale, con o senza l'aiuto della retrostante 2a schiera., e senza. star a ve dere« s'il ne decide pas la retraile de l'ennemi », le Norme clicono tassativamente che clopo 3 o 4 minuti « t1itta la prima schiera si slancia simultaneamente di corsa stilla posizione nemica, gridando: Savoia, Savoia I..... )) (38). Adunque dal complesso di queste considerar.ioni e di qu%Li dati si può conchiudere relalivament~ a quel fuoco decisivo che devesi eseguire su I I.im ilare della zona, che l'espressione « qualche minut~ » spesso usata per indicare un tempo incleterminato vuole es-
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S.ECONOO J,E KORME PER L'IMPIEGO DELLE TU.E AR)II
sere qui compresa n~ suci significato quasi letterale di un minuto. Ma poich è un sì piccolo elemento di tempo, non entra in compu~o di operazioni tattiche, è per messo conclutlere che il tempo di questo appostamento sarà brevissimo, permetterà due o tre minuti di fuoco . vale a dire, colla rapidità ammessa a. pag. 44;11, un consumo di 8 a 112 cartucce, che aggiunte a quelle precedentemente calcolate si troverà il totale di 57 cartucce .. 'Riassumendo ora il calcolo nel suo ordine di naturale successione di consumazione, si ha il seguente còmpulo delle cartuèce occorrenti nella zona della. deèisione: All'appostamento sul li mitare della zona (primo fuoco decisivo) cartucce 42 Nelle fermate intermedie agli sbalzi . » 1O Nel fuoco accelerato di ultima preparazione dopo gli sbalzi · · :, 24, Fuoco avanzando a pochi passi dal nemico » 1 Sulla posizione conquistata . » 1O Totale . cartucce 57 Questo numero racchiude una prima conclusione che segna un p~nto importante in questo studio. Se i precetti delle Norme _sono buoni , se i ragionamenti fin qui esposti non sono del tutto zoppi, quel numero potrebbe gettare qualche I uce sulla dotazione del le cart.ucce, e sulla misura della loro successiva consumazione. La fase di fuo co rhe si svi luppa nell'ultima zona del combat~i mento, nella zona della decisione, assorbe da sola 57 cartucce. Lo sappiano Lutti bene a men~e ufficiali e soldati , questi ulLimi specialmente: si abbia avuto ri fo rnimelÌLO abbondonle o scarso, o non se ne abbia avuto alTallo, la truppa che mira ad una soluzione, deve arri vare al limitare della zona decisiva con una sessantina di cartucce per fucile; deve arrivare al supremo istante dell'ultima preparazione col fuoco accelerato, a ·150 metri dal nemico, con non meno di 35 cartucce per fucile. Se questa massima tanto semplice penetreri1 e circolerà come sangue nelle vene, fra l·e fila della_ truppa, la tanto dubilata disciplina del fuoco non sarà più u1_1 mi to, non formerà pi(1 l'argomento di tante preoccupazion i. (Continua) . P.
LA \.
LEGGENDA DEI FABI . I,
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SAGGIO DI CRITICA MILITARE
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l. Ro1na guerriera.
Roma, fino dalla più nebulosa antichità si adèrge armata sopra le rupi cinte di muraglie del Palatino e del Campidoglio. Non un'accozzao-lia di predon i' ma una tribù di Latini, forse la parte più eletta ò per ardimento di qt1esto popolo irrequieto , scende dall'Appennino e si accampa in posizione altissima ad oITesa ed a difesa,.presso un fiume che copre ed assicura le sue fortificazioni e le serve ad un tempo per le comunicazio ni e gli scambi coi popoli circonvicini. Sul bastione naturale del Campidogl io, insieme coperti dalle stesse mura, si elevano il tempio e la r6cca, che racchiudono i tesori celesti e terreni. Il Campidoglio è simbolo della religione e della forza, è il cuore della città creduta eterna per volere dei Numi e resa eterna dall e i:;tiluzioni guerresche ; sul Campidoglio si esercitano i diritti . politici sempre in armi, mentre sulla torre sventola il vessillo di guerra; dal Campidoglio i capitani traggono gli auspici ed i trionfatori vi por'lano le spoglie nemiche. Il Campidogl io, per la struttura sua, forma la testa della posizione
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LA LEGGENDA
coperta dal Tevere verso !'Etruria, mentre la spalla sini stra è costituita dal Palatino , la destra dal Quirinale. Sopra i due colli fortificati del Palatino e del Qui rinale, Marte, il Dio maggiore ed il più antico dei popoli italici, il patrono della giovane Roma, ha due templi. Marte si invoca dal popolo astato, che si chiama appunto Quiri.t-e o portatore di lancia; e Marte riceve l'appellativo di Quirino, come Quirite è detto il soldato valoroso. Nei primissimi tempi il Quirinale ci si presenta come una città a parte, con fortificazioni speciali, abitata da una tribù dei Sabini, di questo .popolo morale e guerriero, governato dai padri di famiglia e calato giù dai macigni dell'alpe aquilana in segui Lo ad una quo lche primavera sacra. Il Quirinale è più tardi annesso ovvero conquistato ; e Roma se ne appropria leggi e costumanze, assorbe ed a,,simila a sua vo lta le gagliarde virtù che le damfo sup1·emazia sopra i popo li circostonti. Poi bts9gna conquistare palmo a palmo il terreno all'intorno con guerre continue, che imprimono indelebilmente il loro carattere non solo nelle armi e nel modo di guerreggiare, ma eziandio nelle leggi militari e politiche. Onde l'indole guerriera di Roma prim itiva si appalesa più chiara, più viva che mai vuoi nelle istituzioni, come sapienza militare e civile, vuoi nelle fo rti ficazioni, come arte, istituzioni e fortificazioni che segnano un tale progresso da farci sospettare assai più remoto il giorno della nascita di Roma di quello indicato nelle leggende. Tutto è marziale in Roma: il Romano obbedisce al padre, signore assoluto, per imparore ad obbedire alle leggi dello Stato in città ed al duce in campagna. L'educazionè per tutti consiste nel culto agli Dei e negli esercizi violenti sul camp~ di Marte. · Il Re è esse11z:almente capo dell'esercito e il suo potere emana dall'assemblea degli uomini liberi ed armati. Tullo è per la guerra: la parola popul·us deriva da populari (devastare):.e così populus è sinonimo di guerriero. La lingua latina che ha tante parole originali a significare armi svariatissime, usi, costumi,esercizi , ordinanze di guerra, deve pigliare dalla lingua greca i vocabol i poetli e poesia. Dall'assemblea degli uomini liberi ed armati sono esclusi gli inetti alle armi perchè chi non sa difendere la patria è indegno, è inca-
DEI r'AD l
pace di darle leggi . Ogn i uomo li bero deve contribuire ali~ forza militare: le donne nubil i e gl i uomini .senza prole, col dare a1 cava· ]ieri cavalli e foragg i. · La costituzione di Servio, che fonde insieme leggi militari e po·litiche e fa votare le centurie in ordinanze di co'mbattimento, non è balzata dalla cesta di un uomo o di un genio come Minerva armata dalla testa dì Giove (1); ma è il prodotto di costumanze e di l.egg! anteriori le une radicate nei monti di Sabinia, le altre prove01enti dai popoli latini, appropriate mano m~no al yopolo _bellicos? e poi unite insieme come le mura dei Re univano 111s1eme 1 Sette Col h .. Le mura e l'aggere} at.t.ribuiti a Servfo Tullio, escono ora a tratti più frequenti da qltel ricchissimo museo che è il_sottos~olo ~i Roma'. quasi a salutare l'ampl iarsi rapido della c~p1tale d l.tal1a, e poi scompaiono per sempre. Qualche tratto che s1~ons~rv~ ~ segnalo da cifre inesplicabili (2) che ci fanno intravedere I ant1ch1ss1 ma c_o~tu~a di Roma e trascinano la nostm fantasia alle più svari ate sup pos1z1on1. Ma mentre i dotti archeologh i scavano , frugano , descrivono con paziente clili aenza ogn i masso che torna in luce, noi militari, dato lo spazio da°covrire~ dato il terreno, da.te !e arm_i ~l'~Jlora ~ data la situazione strategica rispetto ai popoli c1 rconv1c1?1, pos_s1a~o .s~~ auire il tracciato delle mura dei Re colla guida deglt eter111 pnnc1p'. 1 della fortificazione: e ciò•avvalora non solo' questi principii, ma di mostra l'an tichissima sapi enza militari:\ di Roma. Tranne Vejo, nessuna città etrnsca aveva una ci~ta così est~sa, la quale da S. Saba sull'Aventino gi ungev~ fin~ quasi a porla Pia e da piazza d'Aracoeli toccava quasi piazza V1 ttor10 E~an~ele, co1~1pren: dendo sulla riva sinistra del Tevere un'area pan ali area abitata di Roma moderna fino venti anni addietro . . La cinla dei Re è opera ideata con grandezza romana e c~n fede incrollab ile nell'avvenire, imperocchè l'area rinchiusa era molto maggiore del bisogno, come lo prova l'av_ere essa bas_tato d~l!'an~e la seconda guerra punica ad una popolazione accremuta d assa~. Così il muro aveva il vantaggio cli senare tulle le alture domi( i) Della costituzione militare li i Servio tratteremo più tardi nella ricerca. del numero dei Fabi e dell'ordinanza loro pel combat.timento. . . · . (2) 1,. nnuzu, bar!labita. - Soprn i segni incisi ne, m.am delle ilf1.w a ili Roma. -
B0Uelli11o delt' l stiltt!o Ai- clìeologico.
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DEI FAB I
LA LIU1GE1'DA
nanti dal Quirinale, dal Vi_minale, dal l'Esquilino, dal Celio, dall'Aventino e dal Campidoglio; e cosi megli o si prestava a sostenere gli eventuali assedi tanto per l'estensiirne, che costringeva il nem ico a dividere le forze, quanto per lo spazio compreso, che dava agio alla popolazione di viverE-o frn camp i coltivati e tenendo armenti. Il tracciato, mirabi lmente conforme agli eterni prinèipii della rortincazione (dominio, fiancheggiamento, soliditù, liberti di manovre) cingevn quasi alla sommil;'t le rupi e scendeva ri entrando nei vall oncelli: onde si avevano bastioni e cortin e, e dai salienti sporgenti in alto si potevano efficacemente incrociare i tiri dinanzi i rientranti coperti in basso, nei quali rientranti si aprivano numerose porte (dicono oltre trenta) opportunissime alle sortite. Dove non si avevano salienti naturali , si seppe costru irli artifìcialmente, come lo provo. la bella opera a c~>rno che alqua nto prima di porta Pia covriva l'uscita da porta Collina (·I). E i salienti si protessero contro i lavori di mimi , come lutti possono vedere in piazza Fanti dinanzi all'Acquario, dorn una costruzione alone semi circola re segnata da caratteri cuneiformi rafforza nell'interno l'angolo assai ottuso formato dalle due facc ie del muro. Le mura, costrutte con grossi dad i di tufo riuniti senza cemento, per avventura merlate ed avvalorate da lorri riquadre, rnassicci e, uscenli p1ir metil dal po.rapello, pa l'tendo dal Tevere non lungi da l Ponte Rotto, giravano intorno ai Sette Colli e tornavano al Tevere sotto il convento di S. Sabina. I cigli eslel'n i delle rnpi del f:ampido glio, del Quirinale, del Celio e dell'Aventino serrivano di appoggio alle mura e da,,ano loro signol'ia sulla campagna; in.i ollre il Viminale e l'Esquilin o, lungo la faccia Ol'ienlal e della cillà, la china piLt dolce non olfri,•a sufficiente dominio nè sufficien Le sicurezza. Onde si coslrusse l'ag ger scavando una fossa larga ·I00 pied i, profonda 30; e sop ra di questa, incontro al terrapieno innalzalo, si eresse un muro di rive stimento alto e solidissimo: dalla sommilìt del muro si comandava largamente in giro, e il rivestimento non poteva essere scosso da arieti, nè scavandosi i fondamenti poteva essere rovinalo. L'agger, o (-0 PAnKEn. L A~c1,1~1. -
1'he primitive fo1·ti~alio1u r,f lhe City o( llome. .- London, t8i8. Mura e vo1·t.e cli Sel'vio 11tg/.i Annali dell'lslih1lo. Anno 187!.
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ai·oine. si estendeva tra le due porle ·Collina ed Esquilina, come a di~e d;l Ministero delle finanze all'arco di Gallieno. .. Primn opera romana furono le fortificazioni'. le _qn~l1_ in _quesl~ lolla eterna dell'uomo per l'esistenza sono pmno ind1z1? di g_enL 1 socialmente riunite, come la guerra ordinata è prin~a ma.111festa~10ne di civilLtt. L'ctgg1~r colla muraglia, la cloaca _ma~s 1rna, il ~em,pi~ ~1 Giove Capitolino, gl i ordini militari, la nav'.ga~,o~e del f e, ei ~, il 0 trallalo con C'.ll'lagine, l'~sse3tamento della lam1gl1a e del oo~e1 no, mostrano, al primo rosseggiare dell'alba storica, !'arLe, la sap1e?z~, l'audacia di questo 'popolo conquistatore, che trae dalla guerra I esistenza sua e la sua civi ltà. . Mommsen ('1) considera Rpma più dall'aspetl~ c?mmer~1ale eh~ dal militare, e la ti·oya situata in luogo opportunissimo cos1_al ba1 caiuolo che scendeva pcl Tevere e per J'Aniene co me al ntn'.1gato1.·e, il quale dal Tevere aveva maggiore protezione contro .I~ p1~ale'.·1a_. Ma fu la potenza militare che precedette la comm~1 ernie, n_e 1~ sito di n oma avrebb~ poluto scegliersi da un popolo d1 mercanll pe'. traffici clel Lazio perchè Roma primitiva, per secoli, ebbe addosso gh Etl'.usch i, dominanti la riva destra del Tevere, ta~llo c_he lo _stesso Mommsen osserva come nella repubbli ca roma~asmo a1 tempi me'.10 remoti , i ponti non potessero essere se non d1 legno per ~rderl1 o tacrli arli in caso di mi naccia: e ciò sotto le stesse mura d1 Roma. .~;ovaevidenteche il comune romano stelle assai tempo _senza essere padrone dell e due rive; e senza il dominio assoluto .d, .bnon,trallo delle due rive, co me po teva giovarsene pel commercio 111 un epoca di giornaliere ballaglie? . . . I nsomma è assai più probabi le che la fondaz1on~ d'. Roma _s1 _debb~ · Leressi· ,n·i1·1La1·,1· ,,nz ad w "" ,ichè ad interessi commerciali ..perche fin o da · · · e r·ere app·,i·i~cono le oriirini pr111c1p10 0ero r 1 < , ~ o sue, perche il luogo . scelto del. Lazio verso con co I po e1•occ111· 0 cli· stl'atecr· , o"1 formava. l'avanguardia . !'Etruria, perchè nelle circostanze di allo_ra_esso era _err_iinentem :n t? fayorevole per tenere in rispetto i popoli circoslanl1, rnfine pe1 che , .e 1.1 co r"o . a domina1 " clel Tevere: dopo . : di . che, e , soltanto _ .· a. mirava · a·.· cri · commerciali si sarebbcr o a::,soc1at1 · nteressi questa con 1z.10ne, o 1 1 intere5SÌ milital'i. acrli o ( I) 'TnEODOR M ri)lllSE);. -
- . · Ite Gcscl'""' '-'1le. - Berlin ' tSS l. li(J/IHSC
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DEl FAB I
LA. LEGGENDA
Egli è perciò che gli avvenimenti di lloma antica meolio si com .prendono colla guida dell'a,rte mil itare (questa manifestazione di · intelligenza, di civiltà e di forza) applicata al terreno (questo de:-pota delle operazioni guerresche), nella persuasione che i Romani, militari per indole, per bisogno, per consuetudini, conòscitori prol'ondi del terreno intorno a Roma, sempre applicavano gli eterni principi i dell'arte nel modo più raziona le e più sicuro per la vilto1·ia . Uno degli episodi più splendidi di Roma antichissima è certamen te l'impresa dei Fabi, che studiata dal punto di vista militare, esce fuor i dal mito radiante di verità. · È per questo che il maresciallo Moltke nei suoi studi topografi ci sui dintorni di Roma si era prefisso d.i cercare la località del gloriosissimo fatto . Peccato che le sue r icerche non sieno compiute, perchè pochi avvenimenti danno occasione èorne questo a penetrare nei segreti militari di Roma primitiva ed a studiarne l'ngro (11). e)
IL Le fon ti ti e lla s to1•la p rhuittvn. i ,a p r o sa1>1a d e l F a b l.
Scarsissime notizie originali abbiamo intorno alla Roma dei Re. essendo libri e monumenti scomparsi nella devas tazione dei Galli: Fonti autorevol i della storia primitiva di Roma erano gli annali e le cronache di fam iglia in uno Statò dovP-, per inoculazione sabina, la famiglia era gagliarda come le origi'narie rupi : O ) \Vcinderungen um 1/om,, frammenti estratti dai manoscritti del conte di MoLTKE da G1~11G10 B~NSEN. ~loltke ~rovavasi tra il !845 o il ts,6 a Roma in qualità di aiu tante del principe Enrico d1 Prnss1a. Profittò degli ozi i per studiare il terreno che esercitava sopra .di lui !nvincibilc attratuva, e disegnare alla scala deU't al 25.'ooo una car t,i prege~·ol1ss1ma <lB1 dintorni cli Roma, che ha servito Ono rt ]lochi anni addietro a tutti ~ colt: v111gg1a;or1. Ma l' int.el_l(genza ·ettwata ed artistica dell 'allora m,1ggiorc prnssiano ~entna 11 b1so.,no d1 fore n v,vere ques ta carta collo memorie. Sventuratamente non ci nmangono che poche pagine, le t111ali, oltre una ent11siastica introduzione, contengono al.c'.ine idee ~ulla formazione del suolo di lloma, sopra l'aspetto suo quando vi si stabihrouo I pnm1 abituri, sopra il clima e qualche ·frammento di ricordo storico sul ,lfons Sacer, sulla fmniglia Pa/Jia cit Cremcm, sopra Saxa R1tbr1t e fa battaglia di Massenzio. ·
...
Ora è opinione di Niebuhr e di Schwegler C,1) che le cronache della fami glia Fabia gitmgessero ben oltre la distruzione di Roma, e, conse,rvate religiosamente dalla potente prosapia, potessero ven ir consultale dal padre della storia romana, prodamato tale da Uvio e da Dionisio, cioè da Quinto Fabio Pi clor, il più antico degli annalisti romani, il primo ambascia tore inviato da n oma alla Grecia. Egl i visse nella prima metà del sesto secolo di·Roma, quindi poco più di due secoli dopo la strage dei suoi antenati e mil itò nella guerra gallica. Scris.se in greco la storia di Roma incominciando da Enea fino alle guerre di Annibale; ma di quest' opera, Leuuta in· grande conto a Roma, nuila è rimasto, salvo le citazioni degli storici posLel'Ìori. Mol ti hanno copia to da lui favo le e storia; ma le nebbie fillissime che coprono i più loùtani avvenimenti, trullo tratto squarciate da un mito o cla un monumento , che come lampo ill umina fu gacemente un periodo, vengono mano mano diradandosi coll'apparire della repubblica. I l sovrannaturale scema dando luogo ad avvenimenti umani, meravigliosi, se vuolsi, come è maravigliosa l'intera epoca, come sono meravigliose le leggi e i monum enti, ma pure nelle loro linee genernli e, specialmente nel colorito locale, conformi alle verità. Nel periodo corrigpondente a due secoli e mezzo , o poco più, dal.l'anno indicato come natalizio della città, il mito, la favola non sono che eccezioni ed il prodigio apparisce soltanto in occasione di lutto puhblico o per spiegare un fai.lo umanamente allora inespl icabi le. La ragione ne è ch iara. A.Ila leggenda, trasmessa di bocca in bocca , succedono più frequenti gl i scritti, imperocdiè il grande avvenimento dei Galli invoglia parecchi a nanai·e i fai;ti dell a prima Roma, mentre la cfviltà progredita e l'ellenica coltura agevolano l'esposizione di fatti e la manifestazione di idee, rendendo queste più indipendenti dal soprannaLl1rale. E nel caso speciale dei Fabi, i fasti di un se~olo prima erano rimasti nella memoria degl i uomini, e, malgrado la distruzione dei documenti , potevano essere tramanda li dal padre che aveva preso parte _alle guene di Vejo al figlio che aveva comballuto contro i Galli.
(4) Romisclte Geschtcllte.
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LA LEGGENDA
. OlLre che vicini, i fasti della famiglia Fabia erano tenuti dai contemporanei di Fabio Pittore in grandissimo pregio perchè i Vejenti avevano, come i Galli, posto l'assedio a Roma riducendola all'orlo della rovina e perchè la vittoria sopra Vejo , rendendo Romn padrona del Tevere e dandole una forte posizione militare in Etruria, segnava il principio della incontrastata preponderanza di Roma. Si aggiungn che la tradizione della campagna dei Fabi contro i Véjenr.i porta in se medesima, come osserva il Niebuhr, l'impronta di una assoluta storicità ed alta antichità; eél a Niebuhr, demolitore di favole e di miti, sottile e gelato scrutatore di narrazioni, che ha parole persino sde.gnose contro coloro che cerea.no nelle ·antiche leggende i falli storici, possiamo bene in tale argomenro affida.rei (11). Le narrazio:1i di Dionisio e di Tito Livio (2), prese.senza dubbio da Fabio Pittore, il quale a sua volta le avrà LOltè dagli annali cli famiglia, confermate da scrittori che lo avevano prec.eduto e dalle memorie popolari, raccontano gli avvenimenti con molti particolari, nei quali l'alala fantasia avrà avuto la sua parte; ma gl i annali di una. famiglia romana, scritti sotto gli occhi dei contemporanei, in un ambiente severo ed altamente virtuoso, dopo avvenimenti di quella natura, data l'elevatissima posizione dei suoi membri, dato il con-· trollo .che ne facevano gl i annali di altre famiglie, e dello Stat.o, dovevano essere, cosi nella forma come nei particolari, veridici ; ed. infatti qu.esta veridicita dei documenti originali traspare nelle narrazioni semplici e bene delineate, venute fino a noi; e dopo tanti secoli l'episodio dei Fabi si presenta con smaglianti colori sul vero teatro di azioni tra Vejo e Roma. Il mito scompare ricacciato nelle nubi dei secoli anterior i dinanzi al' diligente studio del terreno, il quale è il più fedele e il più duraturo 'degli storici documenti. Esso è lit per secoli e secoli immutato nascondendo nel suo seno i seg reti più profondi; ma li manifesta al paziente esploratore che porti una fiaccola in mano :. nel caso nostro la fiacco.la è il criterio militare, che ill umina tulla la storia primitiva di Roma, perchè, come il terreno impone le sue leggi· all'arte della guerra. così le impone (I) Ano VANNucc1 nella sua Storia clell'llalici antica scuote ·n capo e dubita della tradizione; ma egli non tratta questo periodo colla sua consueta dil igenza, nè si cura di sott.oporlo all'analisi critica militare e topografica. (2) Dionisio di Alicarnasso e Tito Livio hanno sc ritto senza avere notizia uno dell'alfro.
DEI FAlll
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a()'li storici avvenimenti che ne ricevono indelebile impronta. Le 1icalità, dice i\ioltke, nel suo linguaggio immaginoso o pr~ciso, sono come Je reliqnie di ossa fossili dalle quali si può ricostruire losche, letro degli avvenimenti, e l'immagine che la storia tramanda con linee incerte, ne esce chiaramente pal·ese, . . . La magiior parte ·clegli scrittori ??ricorda ~~ll'opm10ne essere_~ Fabi della forte schiatta sabina·stab1hta sul Qumna~e; che, unen.do'.'t alla la'tina, creò nell'ordinamento romano la potenza della fa~_iglia ed impresse nel caratt.ere del nuovo popolo quel_la a~prezza m1lt:are ( dUl'ÌlÌeS), quella fiera persev~ranza, qu~ll~ OSLm_az1one che Jo .I· ese superiore ai fratelli latini inspirando la vlftu militare, ~.au_sa p!Ima della sua grandezza . Ai Latini deve per avventura Ro1~a I 1st1_nto delle politiche.istituzioni, il genio del pro?1.'~,sso che per via ?rat1ca ~en~e sollecito al mirrJiorarnento, la mobilita della plebe, I ,dea t~mtai 1a dello•.Stat.o dina~zi al quale tutto si piega: ai Sabini_d~ve il ?er'.10 marz'ale ed autoritario che colla disciplina e colla. religione da vita e po1 • • • • Lenza allo Stato, che inspira e feconda tutte le 1st1tuz10~1 . . Ed i Sabini del Qu.irinale, quanlùnque vi11ti, o domati, o m qu,~1sivo r,\ia modo unili ai Ln.tini degli altri colli, quantunque pro~abilmed~e inferiori di numero, presero ben .presto _la_ supre_m_azia c~stituendo una, poderosa nobiltà conservatrice, reltg1o~a, r,g~da, ar;stocratiéa in facc ia alla plebe più numerosa, sempre 1mpaz1ente ~cl irrequieta, sempre lottante perle l:g?i_s~ciali, sempre sulla breccia per llffermare e conquistare. nuov'. ~mll1: . . . . , Ecco la toua feconda negli ord1111 polit1c1, creata m Roma (~a.Ila unione di due sch iatte cl'inclole diversa, che generano due cla~s, .sociali distinte, compi icata e mantenuta poscia da interessi e ~la istituzioni, ora imposte dalla classe vincitrice, ora concordate Ira le due classi lotta sempre inspirata dalla grandezza e dalla forza . !alvolta . parv~ che la discordia conducesse Roma all'orlo della rovina; ma tanta vigm-ìa latenté, accnmulatasi fo t~se a~punto nel co~t~~sto.' al· ava che Roma da og111 per1wlo, cla ogni :s"entura, Iora s,· ~·pr·1ozy 1011 ' ' ' ' ·, · 1:ome dall'incendio dei Gall i, usciva più_fort~ e yrn grande. ·1 mi·tOlO;,l O'. a·serrnano i Fa.bi a Remo, 1 Ournz1 a Romolo. Il con,. :, . e> . · ·~ • • . · cl · Fab· sul sortlO eJ < · 11· lupe1·ci , sacrificatori a Marte, aveva 1! santuano •• le clove ooni tanto si ha memorie di cerimonie religiose ce· · 0 • Qu1nna , · lehrate clai Fabi. 30 - ANKO xxxr,
VOL . (.
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' LA LEGGENDA
DEI FADI
I Fabi costituiscono, fino nei tempi più rimoti , una prosapia potente e guerresca, ben distinta dalle altre prosapie, ed unita da fermi legami di religione e di famiglia. Dovunque apparisce il lato ieratico e conserv.atore della nobiltit rappresentato dalle famiglie sabine mentre il Re è generale, è tutore, è capo del popolo . Forse la dinastia Tarquinia mirava a rompere i legami troppo serrati del sacerdozio, a sollevare la plebe, ad abbauere la nobiltà; forse essa nella costituzione del lo Stato, rappresentav~da lotta dei Latini contt:o i Sabini;Jorse il periodo dei Tarquin i indica una preponderanza latina portata a Roma dall'annessione del circostante paese latino; forse il conflitto di Tarquinio con Atto Navio, certamente sabino, nasconde .un duello di principi i politici e religiosi. Sono divinità sabine che df?vono lasciare il Campidoglio; mentre poco appresso, ~-aduti i Re, wno le famiglie sabine dei Fabi, dei Valeri, dei Claudi che gi ungono ai sommi onori ('I) . I Fabi li vediamo ben presto a capo della lotta contro la plebe. Nel 269 (485 av. C.) Cesone Fabio accusa Spurio Cassio, il benia- ' mino del popolo, l'autore della legge agraria, che viene dannato · ·a morte come reo di perduellione. E mentre Cesone è questore, Quinto Fabio, eletto console, vince gl i Eqi1i ed i Volsci; ma invece di distri~uire il bottino aUa plebe, se àttira l'odio coll'assegnarlo rigidamente alle cas:;e dello Stato. Nel 270 (484 av. C.ì Cesone da questore passa console, quantunque la plebe indignata lasci il campo di Marte senza votare. È una lotta a coltello coi tribuni che vogliono la legge Cassia, cui la nobiltit rispondè col nominare consoli l'anno, dopo i\f. Fabio, terzo dei fra telli Fabi, e L. Valerio accusatore (con Cesone Fabio), di Spurio Cassio. I tribuni ricorrono al mezzo supremo e negano la coscrizione, mentre intorno a Roma minaccia la temp.esta; ma i consoli pongono il tribunale fuori delle m.ura, dove non giunge l'autorità dei tribuni; e guai a chi chiamato non si presenta: le sue ville sono arse; le sue terre devastate. Nel 272 un (482 av. C.) nuovo Fabio è fatto console; nel .273 torna in ballo Cesone Fabio. Il duello intestino fra nobiltà e popolo
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U) S<:UWEGl,EU. - Die. potitische Charnl.te1· der Tm·quinierhel'SCl\a.fl. Gesc}1ichlc ùn Zeitalter der K6nige.
Romisch6
duraedinferocisce, mentre all'esterno Equi, Volsci e'Yeienti muo~ vono guerra . Il tribuno Licinio tenta impedire la leva; ma neglt allri L;.ibuni prevale l'amore della patria comune. . . . 1 DuE: eserciti sono in l}rmi·. Uno cli essi è condotto contro 1 ~ eienl1 da Cesone F,ibio, il quale, se1~ondo il costume romano , p1glHt _tosto l'offensiva e lancia la sua cavalleria, senza dubbio compo3ta _cli nobili' sopra il nemico, che è costretto a piegare; ma _la fanteria, coscritta fra i popolani, rifiuta cli avanzare al coml~attunento p~r non dare all·ocliato duce gli onori del trionfo . Pure ti consolalo rimane anche l'anno appresso (274) ai Fabi essendo stato eletto per la seconda volta M. Fabio. . Qui troviamo evidenti indizi di una singolar_e conversione. La famiglia Fabia muta radicalmente politica e modi, e ab bando~ando il partito dell'aristocrazia, si schiera risolutamente col partilo clel popolo." · . . Fc,rse l'immensa influenza acquistata coll'oltgarch1a le aveva so~: levato i sospelti e le gelosie dei nobili; forse credeva ~10? po~e'.' p,u . durare, senza la rovina di Roma, nella lotta contro I c1tla.c~1n1 che costituivano il numero e il nerbo dell' esercito; forse asp1r.na al sommo potere nella repubblica dilaniala,dall'odio ~i parte. . . Un ita al popolo , avrebbe avuto l'incontrastala s1gnona; u111ta a'. nobili l'avrebbe dovuta di1•idere coi Valeri e coi Cassi, come essa dt ori;ine sabina, e forse con altri nobili di origine latina. Coll_a plebe -ar~bbe stata concorde ed amata, coi nobili discorde ed odiata; da ~na parte le splendeva la sicura apoteosi, dal.l'altra si aprivr. l'abisso nel quale precipitano le oligarchie non validamente sorrette dalla parte proprja-. . . l?raltanto \a, ouen·n, suscitala da lei per occupare il popolo e distoolierlo dall:.concioni dei tribuni proclamanti la legge agraria 7ninacciava dalla selva A.rsia e dai selle Pagi la sacra Roma. In 'tutta l'Etn\ria cor:reva fre~ilo 'd'armi: si voleva trnrre. pr~fi~Lo dalle discordie intestine per finirla una volt.a con llo~a. Guai se\ e~o, rafforzata dagli alleati, avesse potuto attaccarla ~a F1den~ e d~l Gianicolo. senza incontrare valida resistenza . 11 pericolo era 1mmmente; ' bisog~ava a qualunque costo scongi_urarl~ gua~~gnand~ la plebe: Tullo dunque si univa per consig!Lare a1 Fab1 Il ~amb1~men~o c11 parte; carità di patria, ambizione di potere, amore d1 armi_, pel'lcolo
DEI FAB[
460 comune. E legami romani strinsero i nuovi amici , popolani e FalJ.I, .b su 1 campo d1 attaglia. . I due con_soli M: Fabio e G. Manlio raccolte le schiere le condussero ~ontro 11 ~em_1co e ~osero _gli accampamenti separaLi,per avvent~ira ::,~1lle alture d, Sa~t On~f1:10, e della Farnesina; e forse i_mpress1onat1 del numero dei nem1c1, forse diffidenti delle proprie truppe, fo rse p_er meuere a prova lo sp irito ed il valore di queste . .'. tardavano ad uscire all'al tacco contro i Vejenti, che scorrazzando intorno insultavano al nome romano. , Allor,~ i soldati ~re~ai·~no i consoli cli condurli alla pugna, giu1an~o d1 tornare vmc1ton . Cedettero i consoli; e l'ordinanza di battag!1a r~~ana, si p~ec(pitò fra i nemici d'as$ai superiori in numero. Ali · t , ala s1n1slra tre I<ab, conducevano le schiere , cioè Mai·co ,. , O ~u1noe Ceso~e: co~a~d~va l'ala destra il console Manlio, il quale fatti smontare I caval_1er1, !orse per le asprezze del suolo e per le macchie che a~co_ra ~gg1 copron~ le ripe dell'Acqua Traversa, li fece concorrere a P'.~d~ al! a~sallo de!l a!a sinistra. Ma nella foga dell'andare innanzi, nei b1::,o"no d1 avere ms_1eme tutte le forze, poco si badò ali' accampamento, che fu conquistato dalla riserva etrusca . I Romani vincitori cloveU.ero rir:igli~rlo; nell'attacco Manlio cadde e cadde l'antico console. Q. Fab1_0. S1 legga !n Livio e Dionisio la descrizione della battagh_a: par d1 vederla svolgersi ardente sui poggi che al di là di monte Mano :anno ondeggiarnh, sino al sepolcro di Nerone. Tutto è buio, fa~ole~ '.n?ertezza ~egli _storici, tlltto si avvolge nelli~ poetica nebbia dei _m1t1 fi~o che I Fa.bi, protetti da Pallade coll'elmo alato ('I) appanscono 1~ pace ed !Il guerra quasi signori della loro città. La des~rn1one della battaglia corrisponde alle armi, al terreno, al modo d1 co~batter~, a~li usi di guerra, alla natura dei due popoli e~ ha un colonto assai piu umano delle consuete descrizioni di battag}_ie contemporanee:p_er esempio cli quella al lago di Regillo (2). Fab io I 1t.tore, dal quale LIVIO e Dionisio-hanno preso il loro racconto, oltre LA LEGGENDA
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Ur'.a antichissima moneLa dei Fabi porta questiL im1iront.a _ v· .\···· v . ,
St.ona delt' Italia antica.
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I IO
AìlNUCCI
(2) Anno di c1·Roma "51H9i av.· e· ·,· vinta .eta ' \ · .p o;tu11110 · · contro Tari1uinio il superbo " teiita · va I tornare col!' ·aru · · to lIe,· I,,Ltlllr. . · · La tra<l1 .z1on . e racconta che C·1store · Cll ~. · e' . . . ' '' Po 11 uce pugnassero pei Rom · 1· I I ·.
la vittoria definitiva so . ,am'. q~a r c. edrc.a rono ai D1oscun un temp io nel Foro per onde1·•nza d,· s· b.. pia I ult.1mo ie, Ytttorm che forse determi nava in Horna la preP " ' "' a 1111 sopra 1 Latini.
che degli annal i della famigfia Fabia, deve essersi valso pure dei pane. girici f:Ìtti alla presenza del popolo romano in armi sulla salma dei , due illustri generali G. Manlio e Quinto Fabio, panegirici che, pure esaltando il valore dei caduti, non pot~vano falsare gli avvenimenti della guerra che s'era svolta sotto gli occhi degli astanti e s'era vinta col br:l'ccio loro. M. Fabio non volle il trionfo . « Indi assistè ai funerali del fratello e del collega: egli stesso ne fece l'elogio ed attribuendo loro le proprie lodi, ne riportò per se stesso la maggior parte. Nè immemore di ciò che egli si era proposto sul principio del consolato, di riconciliarsi gli animi della plebe, distribuì i feriti per le case dei patrizi ad essere curati . Molli se ne assefnarono ai Fahi, nè furono trallali altrove con più amorevolezza >> (Livio) . Con quali. sentimenti di gratitudine avrà accettalo la plebe i benefici di questi nob\li vittoriosi, che le api·ivano le case, la tratta- · vano fratellevolmenle, le facevano ~perare ciò che in'vano avevano ch ie~to i rribnnit E per contro quanta,gelosi-0, quanta diffidenza sarà nata nella. nobiltà al vedere la più potente casata, che ormai aveva. quasi ereditario il consolato, amalgamarsi così colla plebe che costituiva la forza militare romana! Non era la mona1·chia. nel senso romano della parola, innalzata sugli scudi del. popolo'? Nè i Fabi si arrestarono ai buoni trattamenti ed alle carezze; ma con un fotto unico nella storia, decisero di dare splencliclissirna. prOY'.i cM loro patriottismo·. I tribuni spesso ricorrevano allo spediente di rifiutare la leva; i soldati non ernno pagati e la. plebe non solo doveva combattere ma · eziandio mantenersi a proprie spese in guerra; i l<'abi erano accusati d'avere suscitalo la guerra di Yejo per distrarre la plebe dalle questioni interne . Ebbene i Fabi decisero di rispondere a questa acéusa, di confermare coi fatti il rivolgimento poli tico,di dare indiscutibili guarentigie alla plebe col venire in soccorso alle miserie di essa, coli' assicurare a Roma il numero dei difensori assumendosi essi a propri e spese di formare l'avamposto di Roma contro !'Etruria e di anelarvi tutti volontari conducendo seco i propri clienti. V'era hi tradizione di famiglia e l'orgoglio sabino; v'éra l'aspira· zione di accattivarsi per sempre il popolo confondendo collo splendore di una grande azione le invidie della nobiltà e battendone in.
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breccia le ambizioni scomposte; v'era la fiducia nella propria forza e nell'appoggio del popolo e degli infìniti clienti che, al campo ed in Roma, avrebbero sostenu lo la magnanima impresa. Qualche storico vuol vedere nell'uscita dei Fa bi da Roma una emigrazione in massa della potente prosapia, ornai incapace di tenere testfl all"odio della nobil t~. Ma per quale ragione i Fabi, vincitori dei Vejenti e cari al popolo, avrebbero don1to emigrare proprio nell'anno nel quale per la settima volta il consolalo senza interruzione rimaneva nella famiglia Fabia ? È più semplice è più facile credere alla leggenda, la quale nelt'ambiente di Roma d'allora è pienamente conforme alla ragione delle cose, di quello che accettare ipotesi fan tastiche per spiegare risol uz ioni da se medesime evidenti . Nell'anno stesso nel quale i Fabi escono di Roma contro Vejo, Cesone Fabio, l"uomo !orse più notevole del!~ fami glia, l'accus<1tore implacabile di Spurio Cassio, l'avversario più deciso delle concessioni popolari, eletto console per la terza volla nel 275 (479 av. G.), propone al Senato di ac:cettare la legge agraria('!). Quale maggiore indizio del rivolgiment0 opemtosi allora e dello stretto legame che univa i membri di rnsa Fabia? Qual e spiegazione più chiara dell'entusiasmo della plebe per questa schiatta di eroi che all'interno sorgeva vindice dei suoi diritti contro l'odia ta nobiltà, che all'esterno da sola difendeva la repnbbl ica contro i più abborriti nemici? E proprio allora, avendo in mano il consolalo, essendo all'apice della potenztt e portali dalla plebe sugli scudi, i Fabi avrebbero dovuto lasciare la città, per togliersi da una penosa posiz1one come suppone Schwegler, ovvero per fondare un'altra città come suppone Niebuhr? L'impresa di formare l'avanguardia di Roma contro Vejo era inspirata da un grande co ncetto romano, in quell'epoca e in quella condizione praticamente eseguibile. Di ritorno dal l'impresa i Fabia vrebbero avuto supremazia assoluta: e forse un'altrn :.;chiatta di re, questa volta sabi na , avrebbe preso il posto della prima.
La monarchia primi tiva, certamente latina, non apparisce al Iume ·dell' odierna cri tica storica quale ti rannide nel senso greco della pa· rola, ma come tutrice del popolo contro la nobil1à. 11 re rappresentava il p::rdre della famiglia nella comune romana che abbraccia_va l'intera ci ttà: egli era il protettore naturale del popolo , il quale, secondo la costuma1ne e le isti i.uzioni primitive, era formato dn clienti di lui. Onde non sarebbe strano se a qualche capo della stirpe Fab ia fosse balenata l'idea di recarsi in mano il potere supremo con una azione assolut~men Ce conforme all'autori1t1, al la competenza renle, alla pos izion e della prosapia dei Fabi col suo sterminr~to numero.cli clienti ,al con tegno assunto cla Cesone Fab io rispetto al la legge agraria. Questa idea amb iziosa corrispondevi1 alle trndizion i dell'unitit di comando militare in una ci llà guerriera; unit~t tanto più necessaria · in quel peri6do di discordi e in terne e di coalizioni esterne; soddisfa ceva a certe aspirazioni del popolo che, oppresso dai nooili , spesso ricordava e.on amore la regia podestit; era in armonia colla nuova missione dell'altera prosapia cui il successo avrebbe dato preclomio su tutta la nobiltà. E l'idea spiega ancora il favore del popolo , l'odio dei n~)bili, il lungo durare nell'impresa. il tradimento, o se vogliamo l'abbandono, <li :,1 eneo io. Forse era aspi razione latente che aspettava per manifestarsi il trionfo dei Fabi sopra la città nemica di Vejo che era l'avanguardia di Etruria. Nè coll'acce~tare questi intendimenti si scema l'eroismo alla im.presa . Bisogna liberarsi dai pregiudir.i classici e trasportarsi coll'immaginazione serena a quei tempi di ferro, giudicati da storici posteriori , in ciò che ri guarda le forme di governo, con criteri inf~uenza!i dalla scuola e cfall' ambiente repubbl icano nel quale vivevano, imperocchè gli storici romani erano educati ali' arte della Greci.a, il genio della quale tanto diverso dal genio di Roma aveva un con·ceuo affatto d1 verso dal potere reale: e codesti Horici scrivevano nell 'epoca nella quale la repubbli ca a!Iermava. splendidamente la sua possanza cd era al culmine delle sue prospcriti1 , mentre le forme, se non le istituzioni, regie erano da gran tempo tramonlate.
sette consolati (lei Fabi sono: Anno 2i0 della ronlliizione dolla città co rrispondent.e all'anno 484 ,1;,. c., L. Emilio Cesonc Fabio - 2iH83, M. Fabio e L. Valerio - 2iiH82, Q. Fabio e C. .Julio 273-481, Ccsone Fabio e Sp. Furio - 274-460, M. Fabio e c. ~lanlio - 2i5·!•i9, Ccsonc Pabio e T. Virgin io. - Veggasi nella Storia Romana (l i Oo:;GHI il capitolo intit.olato, I (I) I
sette consolaU de'
Fàbi.
r.A l.l!GGE'.\DA
DE I FABI
III. 1,1\ Ìnl\1•c.ll\ dei l !'nbi .
Nella prima,·era del!' anno 275 (479 av. C.) for -e il ,15 di febbra io, i l?abi si raccolsero presso il sacello del Dio di fami"lia sotto gli. 01~d.ini ~i M~t·co Fabio, console nell'annc, pt·ecedenlo, e ~incitore d~r V~1ent1: e dman7.i n lol'o comparve il console Cesone Fabio rivestito .colla. porpora di general e. Luccicavano b,rJi elmi e un fremito di • amm1raz1one correva per le turbe. Dalla sommità del Quirinale sce~ero all_a Curia ed al Foro. In allo si ergeva il Campidoglio: sovraslnva 1l.le.mp10 quadrangolnre di Giove, sostennto da tozze colonne, colfast1g10 adorno della quadriga fabbricata a Vejo, promel.Lente a Roma da p.arle degli auguri supremazia sulla ri vale citti1, come il Campi~oglio pro~eltevn supremazia sull'Italia t11Ua(1I ): più lon tano, verso ti Tevere, dietro le mura di cinta, guardava I' Ar.x dai fianchi.robusti e sulla torre sventola va la rossa bandiera. Tullo parlava al cuore colla poesia deÙe memorie refioiose e orruer. . . n riere'. ~utlo 1~sp1rava ardimento, e prediceva vittoria e grandezza. Quas, 10 faccia un'altra cittadella era formata dal Palatino. culladi Ro~a,_ sacro per r ico rdanze, con in alto il iempio della '.Vittoria, allr1bu1to ad E1randro, e nel nanco roc~ioso la grolla di Pan, col Fico ruminale, o la casa di Romolo coperta di paglia. All ora tulio era modesto, sernro e rozzo; poi' si inalzarono aurati templi e pala!!i, che spaz7.arono le vestigia dei monumenti primitivi. ~ ~ ~eguivano i Fabi due torme, una particolare fdi parenti ed am1c1 che non conosceva misura ùella speranza o nella inquietezza ,· ma lutto esagerava in suo pensiero; l'altra pubblica che, ansiosa,
. U) Dionisi? ~arra come ncll'cclilìcaro il tcmrio di Giol'C app~n·c un cario umano con <1uel luo:;o sarebbo dnenuto,la ca1Ht.ale eh tutta l'lt,1lia. Il I.empio di Gio,·c Ca11itolino era stato ' conS.'l~rato \'entott anni prima, cioè nel :H7 di Roma.
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affannala, trasportata d'ammiraz:one edaaffello gridava: vadano animosi, vadano felici; co·1-r~ponda b'esito all'impresa; indi si aspettino 7nwe consolati e t:rion/ì,, i1itti i pre1ni, tii,tti gli onori. F. mentre i Fabi passavano dinanzi al Campidoglio, alla rocca e agli altri templ i, que~Li, quanti Numi si:offrono agli occhi, quanti al pensiero, Ii pregano Lutti fau sti e propizi accompagnar qu ello stuolo e restituirli in breve salvi ai loro parenti. » (L1vio). La via correva probabilmente lungo le mura, nella parte interna, lasciala sgombra pei movimen ti di truppe nella difesa. A traYerso l'attualo Foro Traiano, donde è sco mparsa già in antichissimo tempo ogni traccia delle mura dei Re per l".ahbassnmento artificiale su.bilo da l snolo, la via lasciava a destrn la pori.a Ratumena. Ecco l'arco di Giove ; ecco il carcere Tulliano; ecco le lunghe tavern e, donde la foll a esce propin an do. Adestra si adagia all a rupe il tempio di Saturno fabb ricato da Valerio Pubblicola (an no2o7 di Roma 4.97 n. C. ), per ch iudervi i tesol'i dell o Slato: attu almente al pos to suo t·imangouo anco ra in piedi otto colonne, varie di origi ne, cli nrnteria, di stil e, colit poste parecchi secoli dopo la prima fonda?.ione. Ecco a sinistra il tempio dedicalo pochi anni prima (269 di H.oma 4,8o a. C.) ai Di oscuri; è là presso la fontana di Saturno, dove furon o visti lavarsi dal sangtte e dalla polvere Castore e Pull uce: le I.re helle colonne :-;cannella.te nel mez7.o del Foro Romano, sebbene d'assai posteriori, ci ricordano il luogo. Ecco il rotondo tempio di Vesta (1) I Le vestigia dissepolte 01· ora sono le rovine delle rovine di quel lo. I gnerrieri avranno proceduto pel vicolo J ll_gario, che girava intorno al Campidoglio, lasciando a sinistra il Yelabro col Lempiello della !\'l adre Matula e ìl Foro Boario coll'ara. di Ercol e; poi passando innanzi all'ara Cannentae, così. deuadal nome della madre di Evandro sepolta appiò della rupe Tarpea, saranno uscii.i pel de;;tro forni ce dì porla Carmentale . La/ fantasia nosLra può spaziare arditamente fra i r uderi evocando gli eroi . Qun nto popolo entusiasta av rà applaudilo dal olivo Capitolino e dalle sca lee che adducevano al Campielogi io I Che i Fabi sieno usciti per di qui non vi ha. dubbie> : mezzo mi i-
tl,tt{I. la. r~cc,:i 111tora, ~ gli :1~1g11ri cli noma e di l~trnria 1ireclis;cro che
(l) li tempio di Ve,ta, secondo le .tradizioni, datava dall'anno 39 di Roma 715 a.
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lennio di maledizioni accumulate sulla porta Carmenlale, detta appunto scellerata dall'infausto avvenimento e per secoli e secoli sfuogita da ogni buon Romano, sono là a provarlo. Tutti ornai sono d'a~cordo nel credere che la porta Carmenl.ale. s'aprisse sotto la rupe Tarpea, nell'attuale vicolo della Buffola, che sbocca in piazza Montanara. · I Come abbiamo già osservato, le porte dovev.ano aprirsi in basso, nei ri entranti, quindi non ne·lle mura del Campidoglio slesso, nel quale caso l'uscita sarebbe stata assai meno coperta perc.hè nel sal iente delle mura di Roma. Ne sarebbe stai.a comoda per le comunicazioni perchè tutto ci induce a credere che verso nord-est, verso i prati Flamini e il_Campo Marzio, le due rupi del Campidoglio sporgendo innanzi cadessero a picco per una ragguardevole altr.zza; nel meno v'era bensì una conca corrispondnnte ad una insenatura (alla piazza attuale del Campidoglio) e fon,e di la meno aspra era. là discesa; sempre·1.uttavia doveva essere impraticabile, o per natura o per arte·, perchè era nell'interesse dei Roman i rendere qùesto fronte gagliardo: ed era nell'arte loro scoscendere le rupi, arte incisa qui presso a c:u:atteri indelebili nelle rupi sottostanti ali' Aracoeli ed al palazzo dell'ambasciata germanica. Se poi si scarta questa ipote&i della fronte e dei fianchi impraticabi li per montare dall'esterno al colle Capitolino, Lonto meno si può supporre che i Romani volessero indebolil'e que~taposizione mi litare, perno alla difesa di Roma, condizione indispensabite alla vita. dello Stato romano, coll'aprire una porta esterna nella .parte della città più esposta agli assedi. Le due porte della. città, l'una al nord, l'altra al sud del Campidogl io, erano sufficientissime così per le sortite come per il commercio, tanto pitt che erano fianchegg iate da altre porle: in caso d'assedio aHehbero pigliato direttamente nei fianchi ii nemico che avesse allaccato _l'arca santa di Roma, mentre fa l'Occa. dal·l'alt.o si sarebbe difesa di fronte. li Campidoglio non (1.veva abitazioni private nè commercio proprio, e quindi poteva ben fare a meno di una co mun icazione esterna. A.I Campidoglio si aveva accesso dall'interno della città: all'esterno possiamo fo rse rappresentarcelo come un castello coronante la rupe, cin,to di turl'ile e merlate muraglie, con due grossi bastioni sporgenti, sull'uno dei quali era il tempio di Giove, sull'altro la rocca,
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il ridotto estremo della difesa: abbasso, sollo la l'Upe, da un la.Lo si · apriva la porla Ratumena nel!' attuale via di Marforio sopra il sepolcro di C. Bibulo, dall'altro la porta Ca rmen tale a doppio fornice: ambedue fiancheggiate da merlate torri riquadre e dominale dalle fortificazioni superior i ( 1)., La posizione della porla Carmen tale e l'usci ta dei Fabi per and,ue in Etrul'ia danno l'indizio militare di un ponte sul Tevere, dove l'i· sola Tiberina addita il posto più comodo pel' ge\Larlo e più facile per difenderlo, dove l'arco l'ient.ra.nte del Tevere viene quasi a. lambire la rocca .capitolina abbracciando il Lerreno che sa~e verso S. Pan- . crazio e che era protetto fino nei tempi primitivi (Anco }farzio~) dalla rocca del Gianicolo. Anche l'isola Tiberina, più tardi consncrata ad Esculapio, doveva essere forLificata. Non erano le fortificazioni dell'isola, necessarie a proteggere l'ai;senale di guerra, i navaha? Non era essa la chiave del Tevere sollo il Campidoglio? Non formava essa sislema·cli fortificazione da un lato coll'a.rx del Campidoglio, d~ll'altro coll'arx del · Gianicolo? Non era posto ~wanzato per la corti na coprente il Velabro ed il Foro? E forse il nome stesso di Santa, dato all'isola da un popolo come il Romano, non può per avventura indicarne il valore militare nella di fesa dell'eterna cit1.ti:? Mo ltke sos.pellache l'essere i Fabi usciti da pori.a CarmenLale piuttosto che da porta Flument.ana accenni alla via Flaminia ed al ponte Milvio; ma in pari tempo dubita che ì Romani, cosi lontano ed a monte di Roma, avessero un ponte permanente sul Tevere, meni.re la legge neppure lo permetteva sott.o le mu ra della cillà. Infatti, iI ponteM iI vio corrispondente a ponte Molle, sarebbe stato · a quasi cinque ch ilometri dalla cerchia serviana . Come poteva.no i Romani, cosi gelosi custodi del!µ propria sicurezza, in tanta vicinanza . à. Vejo, tollerare un possaggio, in un saliente de.I fiume, in posizione dominan te dalla sponda etrusca, senza difesa immediata, nel posLo strategicamente migliore pel passaggio dei Vejenti? Imperocchè que:51.i per allaccarc il lato debole di Roma, cioè il fronte esterno 1
(l) Vcggasi la ricostruzione che ne fli alquanto fantasticamente i l CA:-.CNA nella sua Descri:zione della. cW,i tU y-,jo; ne dit la copia il Dunu\' nella su,1 llistoii·c (I.es Romains.
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LA. LEGGENDA
del Q4irinale ed il campo Scellerato (porta Collina), avrebbero avÙlo pei monti Parioli baon issimo giuoco; nè avrebbero dovuto com inciare una campagna col passaggio dell' Aniene e coll'allacco della forte AI)temne, come quando varcavano il fi ume presso Fidene. E si noti che la via Flaminia, come grande strada di Roma. è d'assai posteriore. ali' epoca che èi riguarda: dico come grande strada, perché tutto ci fa. credere che vi fosse una comnnicazione secondaria lungo la riva destra del Tevere. Il sospetto e il dubbio dell'illustre Maresciallo provengono dall'avere egli creduto che il ponte Sublicio wrrispondes'>c a porta 'Flumenlana, e fosse presso l'Aventino. Invece ogni dubbio, ogni sospello, ogni inverosi miglianza si dissipa, la narrazione dei classici procede a meraviglia, i Fa.bi non possono tenerealtra strada,se un ponte aprendosi rimpetto al passaggio di port_a Carmantale, cioé sull'isola Tiberina, avesse condotto al Gianicolo. E qui lri ragione mi litare si mette in mezzo alle discussioni archeologiche e fra i dati dubbi annodantisi in mi lle guise, cerca di gettare uno sprazzo di luce. Il transito ordi nario f1:a le due rive del Tevere in quell'epoca di avvisaglie quotidiane, colla Yici na1JZa del territorio sempre contrastato dei Sette Pagi, vicino nl Gianicolo, questo punto in ogni epoca debo le dell'eterna ciUà, è mestieri cercarlo nel sito militarmente più sicuro . Ora quale sito più sicuro dell' isola del Tevere'? Sopra s'aderge dominando J'arx del Campidoglio distante forse un .200 metri; il fiume descrive qui un rientrante verso il cuore della città; l' isola serve di pila naturale e di difesa immediata. Colle armi di allora, in caso di guerra offensiva. lo sbocco era facile e sicuro perchè il Gianicolo formava vantaggiosa e gagliarda testa di ponte; in caso di sventura e di guerra difensivn, più facile era interrompere le comunicazioni fra. le due ri ve potendosi tagliare prima il ponte appog. giato alla riva destra, poi il ponte appoggiato alla r i,,a sinistra, e 'avendo quindi dopp io mezzo di opporre resistenza. Quand'anche al nemico fosse riuscita l'operazione, in ogni tempo dirtìcilissima, di passare il fi ume sotto le mura della .cii.là, egli si sarebbe trova to fuori delle mura, in un rientrante di queste, nel campo consacralo al Dio della guerrn, in faccia alla rupe ed al castello del Campido glio, proprio nel punto più.scosceso, e quindi più diflìcile per attaccarlo, col fianco destro minacciato dalla fortezza del Palatino, rin-
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calzata e ridotta. a doppia cinta dal muro di Servio} colla conente del fiume alle spalle, col l' impossibi lità di fare breccia nel m1~t·o sott,o i tiri dell'arx capito lina, donde avrebbe bastalo rotolare dm mass1. L'obbiezione più seria alla nostra ipotesi è che il po?te sull:isola avrebbe avuto l'inconveniente di trovarsi fuori del recinto dei Re, mentre il pon te soito l'A1'entino sarebbe stato entro il recinto, e · . quindi pitL coperto. Ma. come osserveremo poi , il ragionamen to rnduce a credere che il Gianicolo non fosse congiunto al Tevere per mezzo di mura continue e che lungo la ripa del Tevere esistessero per avventura muraglie a. sostecrno clella ripa, non fortificazioni nello stretto senso 0 ddi1a; parola: quindi sarebbe sta.Lo non solo illusori~ il, vantaggio della. maggiore difesa, ma il ponte stesso avrebbe cosLitu1to un gravi:ssi mo pericolo per la cillà. . · .· D'altronde, ammesse pure le fortificazioni lungo il Tevere, ti ponte a traverso l'isola sarebbe stato f0rse meno ben difeso dalla sua poponte ocrettato a valle dell 'isola, ovvero del p'onle. s.ittir·t( ùcreocrraficadel ù sotto l'Aventino fuori di porta Tergemina? Chi può negare che v, fossero le fortificazioni sull'isola., nel qual caso il ponw sarebbe stato p iù direllamente e più efficacemente protetto? In. ogni ~aso il ponte, fuori bensì dalle mura, ma sol.lo l'immediata azione cli queste, non avrebbe avuto l'evidentissimo vantaggio cli evitare il peric?lo che il nemico pigliandolo fosse entrato in città? . . .. ·Omai tutti convengono che la porta Flumentana non s1 apriva gia sul fìume.comesembnu.redereMoltke, ma vicino allarivadel fiume, forse nella via di Fiumara, Lestè demolita, alquanto più basso e supperg.iù un centinaio di metri discosto da porta Carmentale, nella c0 rtina formata dalla muraglia, assai verisimilmente agg,~r, che concriunaeva il piede della rupe Tarpea colla riva del fiume. E così il p;nte sull'isola, oltre a t~tt~ gli . altri, ''.an_taggi milit~ri, avrebbe conisposto ai bisogni magg1on della. c,tta, 1mper~cchc le . due porte, a così breve distanza una dal.l'altr~, m~ttev~no a.i quartieri più popolosi, l'una al Foro ed al Cllmp1dogho, 1altra al Foro Boario ('I), al Velabro ed al Palatino. · ( t ) 11 Foro Boario co rri~poncleva suppcrgiù alle Bocca ~!ella Verità. " . . In questo breve tratto dal Tevere: alla rupe Tarpea v·era anche la porta lnonfale, che d' ordinario oi teneva ch iosa.
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Seguendo poi la ragione milita re, conforlata .da Livio (11), oserei credere {come ho accennalo dianzi) che lungo il Tevere non vi fossero fortificazioni. propriamente dette, bastando la corrente del fiume a proteggere la città, perchè le armi da gitto di allora non toccavano dall'una all'altra ripa , e, per ogni caso specialissimo, le rupi del Campidoglio, dell'Aventino e del Palatino costituivano-la parte più gagliarda della cinla. Del rimanente, supponendo che il ponte Sublicio fosse creuato sotto lo spigolo settentrionale dell'Aventino , supperggiù verso la Bocca della Verilà, ovvero che corrispondesse ali' attuale ponte Rotto, uno dei capi di ponte, il più e;;poslo agli attacchi, l'esterno, sarebbe stato in ogni caso fuori, delle mura, salvo accettare l'ipotesi che una linea di fortificazione continua congiunges~e l'altura del Gianicolo colle rive del fiume. Invero alcune carte archeologiche risolvono la quistione cingendo l'altura sulla quale so rc•e il Casino dei Quattro Yen ti con una muraglia simile a .quella dei Re e tirandola giù direttamente dai due lati fino al piede dell'A ventino fino ai così detti ava~zi del ponte Sublicio da un lato, fino al pont; Rotto dall'altro ; di guisa che il preteso ponte Sublicio sarebbe rimasto da tuui i la.Li compreso nelle mura della cillil., le quali avrebbero chius0 nell'area anche l'al tura del Gianicolo . Ma se il ponte fosse stato cosi coperto da mura sulle due rive del Tevere, a che avrebbe giovato il costume., consacr;aLo dalla religione, di farìo esdusivamente di legno perchè potesse con tutta celerità essere rol.lo ocl arso? (2). Ma l'esistenza di un muro continuo sul Gianicolo è assolutamente contraddetta da considerazioni storiche ed archeologiche e da considerazioni militari . Riguardo alle prime si osserv.i che la più antica tradizione non ammelle il muro continuo sulla r iva destra del Tevere; che giammai nei classici si fa menzione di ponte da quella parte; che gia~mai vi si è trovato un solo trauo di costruzione somigliante alle mura dei •
1:)
, Livio parlando dell'assedio di Por,enna scrive: Al primo presentarsi dell'inimico, c,asc.uno dal cont.udo rifuggo alla cittit, la cingono d'ogni parte di presidio; qu,, si credeva tutelata dalle mura, là dal Tevere a rincontro (alia ·m w·i s, alia 1'i/Je,-i objecto vilte. (i)
bantm· Inta).
(2) AhooLETON (A-ncient Rom.e in 1886) pone il ponte Sublicio sotto l'Aventino proprio accant~ .a ~orta Trigemina sotto S. Sabina ma dentro le mura: il piano dello 'mura di Serv,o I ull10 c~posto alla mostra <li Torino dal Municipio di noma Jo pone nello stesso , posto, ma fuon dello mura, e cruindi in sito meno pericoloso alla cittb. ·
. Re, mura che portano indelebili caralteri de11· epoca loro nella quali Là del materiale, nella forma e nella fauura (11). E non si è trovato t1?ccia di un'opera somigliante in una parte di Roma ·assai meno sconvolta, assai meno soggetta ai lavori di costruzione che sulla riv-a sinistra, dove tante fabbriche si vennero sovrapponendo. Riguardo alle considerazioni militari, si noti, in primo luogo, che il terreno non si presta punto sull::i ri va destra ad un genere di fortificazioni analoghe a quelle della r iva sinistra; in secondo luogo, che per seguire gli insegnamenL1 capricciosi del suolo a fine di ottenere dominio efficace verso l'esterno si avrebbe dovuto allargarsi mollo nei fianchi e così chiudere nel recinto un vastissimo spazio, per avventura tutto lo spazjo che hanno poi chiuso le mura aureliane: e così Roma non sola men Le sarebbe stata di un terzo più vasta di quello che ce lo dicono gli storiGi, i quali ne paragonano l'area alle aree conosciute di Atene e di Vejo, ma troppo ampio sarebbe sta,to il recinto delle mura al numero degli abitanti e quindi dei possibili difensori, essendo già oltremisura ampio agli uni ed agli altri il recinto di Servio sulla riva sinistra del Tevere. E si noti per ultimo che nè la sto.ria dell'attacco di Porsenna, nè le notizie dell'inseguimento da parte dai Yejenti dopo la strage dei Fal.Ji fino alle tive del fiume, nè la descrizione della presa della città da parte di Mario ci fanno supporre che vi fosse muro continuo. Anzi l'occupazione del Gian icolo fatta dei Yejent.i dopo l'eccidio dei Fa.bi e.l'attacco temerario condotto dal console.Spurio Servilio su per l'erta del Gianicolo, proverebbero il contrario. Un castello sul Gianicolo v'era certamente che guardava verso la nemica Etruria, come in ca5teHo fortificato si era forse trasformata la ciLLà di Antern.ne. Questo castello sul Gianicolo formava una testa di ponte, senza mestieri di linee éont-inue che lo congiungessero al fiume, e comunicava coll'arx del Campidoglio che sorgeva di rimpetto sulla rupe Tarpea. La linea congiungente le due arx del Gianicolo e del Campidoglio passava per l'isola Tiberina, la quale col suo doppio ponte veniva così guardata dall'uno e dall'altro castello. Ecco come tutto risorge, si colora e si spiega colla ragione militare; la quale mi farebbe vedere eziandio l'arx del Campidoglio sulla rupe più vicina al Tevere e non sull' opp?sta altura, perchè da quella (i) .louoAN. -1'òpograplìie de,. Sta!ltRoni iin Altertlmin -
Das s,wviani.scli_e 1lfo11er.
DEI FABl
LA LEGGENDA
meg,io si domina il passaggio del Tevere per I isola Tiberina e me, glio si guarda l'i:r:nportante entrata della città per porta Carmentale e per porta ·Flumentana ('I ). Oh non v'è dubbio, i Romani ci' hanno dato tal i prove di abili iUi forti fìca toria che certò non si saranno sbagliati nella scelta del posto per lo scopo che si erano prefissi. Non è còrnpito mio , nè mi bastano gli studi per entrare nelle sapienti disquisizioniari;heologiche; ma quando i dotti, dopo profonde ricerche sono divisi e nell'uno campo e nell'altro si accumulano e si elidono argomenti di ogni natura, mi pare che il criterio militare messo nella bilancia sia decisivo e serva meglio di ogni altro :.i. determinare la topografia dei luoghi destinati alla difesa in un'epoca sacra alla guerra, per un popolo che ne aveva fatta quotidiana occupazione. Nel nostro caso speciale poi la posizione di ponte Sublicio a cavallo dell'isola Tiberina, che proietta tan!a luce sulla topografia di Roma primitiva, che è provata all'evidenza da oli araomenti militari V strettamente coll egati alla storia, è pure avvalorata dagli studi e dalle ricerche archeologiche. Il Mommsen, così dollo e così acuto osservatore, trattando dei tempi cli Roma antichissima dice : « Anche altre vicine alture, ·come <( iI Ca.mpicloglio e l'Aventino, saranno state occupate dalla comune « dei sette colli; e prima ·di tutte il Ponte sui pali .(.Pons Sublicius) « appoggiato alla pila naturale, l'isola Tiberina (ed il collegio dei « Pontefici basta a provarlo) avrà esistito fino d'allora 1> ('.2) . ~
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. (-1) Oso accennare alla grossa quistione soltanto d~l punto di vist~ militare: pure mi s1 consenta o,servare come la narrazione cli Livio intorno alla marcia dei Fabi verso porta Garmentale contenni la suespressa opinione, che la rocca cioè sorgesse dove è ora 1.1 palazzo Caffarelli, perché dice, passano ~avanti al Car!)pidoglio ed alla rocca (Cap1tol1:wrn arcemque): se la rocca fosse stata sopra l'Ara Coeli mi pare che il "rande 0 storico avrebbe invertito l'ordine delle parole. ' (2j A proposito del ponte Sub lici) leggasi la memoria di Mom1sEK, nelle Beri chte dei· sc1ch. GeseUschctfl 1850. · Fra gli scritti numerosissimi in torno alla top.ogralìa di Roma, oltre agli storici ricordati, ho consuJ.tato specialmente la seguenti oper·e: JonDAN. - Topogra.p hie <ler Stadt Ro1n irn Attcrthmn. - ·Berlino, :!878 2 volumi. . GILBBRT. - Geschichteund 1'opog1·a11hie der StacltR01n i1n Allertl~wrn. - Leipzig, i883. P.rnKEn. - 1'he 11ri1nili·ve forti{ìcations of the City of Rome an<l othe;: /Jttild·ings o{ the Ume o{ lhe K ings. - London, {878. · ALFI\t:: O" VON R t::UMONT. - Geschichte der Stadt Rom.. - Berlin, -1867. A,1PÈ 1U'.. - /,'J/lstoire ro1nl!ine ,~ Jlome. - P,1ri.s, {862. i\lronunoN. - Artcient Rame in i885. - Ed.imburgh, ,1885: · llunN. - Rorne and lhe Campagna. - London, i87L · La 1'fonografia detta. cillù cli 1/oma, pubblicata dalla Direzione della statistica del Ministero d'Agricolturn e Commercio. presenta una com pleta Bibliografia topografica di Roma. Anche !'on. BoNGIII ha scritto una Bibliografia Storica di noma antica nel 1879.
Ma è tempo cli tornare ai nostri Fabi. Dunque i 306 Fabi , seguiti da numerosi ed armati clienti, come vedremo in appresso, e probabilmente protetti da un esercito romano , per l'isola Tiberina e pel castello del Gianicolo, posto secondo le leggi della fortificazione nel punto più elevato , cioè al casino dei Quattro Venti, si avviarono versò Vej o. Ragione consiglia di supporre che, come è costumanza di guerra, tenessero le alture, così per scoprire da lungi il nemico, come per non essere in un attacco al fianco sinistro ricacciati giù nel Tevere da nemici prorompenti dall'alto. Dunque, seguendo i principi i militari, probabilmente marciarono per gli auuali monti della Farnesina, discesero nell'avvallamento dell'Acqua Traversa, rimontarono p~r la tenuta dell'lnviolatella, suppetgiù lungo la posteriore via Cassia fino al luogo dove piantarono ìl campo permanente contro cli Vej0 .
(Contùiua) . Colonnello O.
BARATlE HI.
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ANNO
xxxr,
VOL . 1.
SUL l'Al\EGGJA)!ENTO DE LLA FERMA DELLA CAYALT,ERJA, ECC.
SUL
PAREGGIAMENTO DELLA FERMA DELLA CAVALLERIA CON QUELLA DELLE ALTRE ARMI
La stabi lità. delle leggi e regolamenti militari è pregio grandissimo e giovevole per l'organizzazione, fattore precipuo di buon successo in ogni tempo, e segnatamente nei momenti difficoltosi di una mobilitazione. Non senza trepidanza dunque si intraprende a discorrere di mutazioni le quali al terino l'ordinamento e l'andamento ·ordinario delle cose della milizia o di una parte di essa. . U_na questi.one però si presenta di tuUa opportunità ed è oggetto di vive sollecitudini: si è quella della ferma della cavalleria. Il temperamento o meglio la misura radicale della riduzione della ferma per la detta arma, a tre anni, . o più esattamente il pareaaia.mento con quella delle ali.re·, si è sgraziatamente imposto, e vuole una ulterio~·e sol~zione. Già. l'arl:ig!ieria la quale essa pure teneva vin- colati per cinque anni i soldati suoi , ebbe e conserva la ferma pari a quella. della fanteria. Per la cavalleria si credette di poter solo operare la riduzione da 5 a quattro anni di permanenza alle armi. risultato è stato negativo : si rinunzio ai vantaggi della ferma prn lunga senza ottenere quelli sperati da una più breve. L'esperienza ed i ripieghi cui deve andare incontro per coercire ~~
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i aiov,rni inscritti per l'arma in discorso fanno desiderare lo studio ·a;profondito delle misure e temperamenti possibili per riu~cire a_d un reclutamento più accello, senza naturalmente portarvi detnmen to. In tesi assoluta non vi ha du_bbio si prepara un migljor soldato di cavalleria, con un maggior numero d'anni di servizio. () ani riduzione è a detrimento della truppa a cavallo. Però adottand~si speciali temperamenti nell'assegnozione all'arma di cavalleria, e con opportuni provvedimenti tanto finanziari quanto tecni~i una ulteriore riduzi,me da quallro a tre anni non sarebbe così ' misura quale a primo aspetto può sembrare . ara ve 0 Ma con questa riduzione di ferma si riuscirà. a vincere le riluttanze di quanti inscrilli si vogliono, alle cond_izioni come ~i desiderano, per l'assegnazione dell'arma di cavalleria, quando_s'.ano conservate le fac ilitazioni e condizioni nella durata del serv1z10 sotto le armi cli cui oodono la fanteria e l'artiglieria 1 · Mai potrel1bero le facilitazioni dette essere applicabili oll'arma ~i .cavalleria con ferma pareggiala. Potrebbe forse essere necessario too-lierle o li mi tarle alle allre armi; e di questo bisognerà tener conto volendo porre in atto la progettata riduzione. . . . Certo a primo esame, gli squadroni con s~ld~t, ; ferma eh soh tre anni , per solidità, coes ione ed istrnzione~ s1 dice non .potrai:i,no sostenere il paragone con quelli a ferma d1 quattro anm. C'ò 1 succederehbe di fatto se uanale fosse nell'uno e nell'altro .cas~ il sistema di assegnazione. realtà del tutto ammissibili .si presentano il vagheggiato e l'esistente. La prima e più gr_ave difficoltà per la cavalleria è senza dubbio il porre. le recl~Le_m selln; far sì che stiano con saldezza e possesso; sappiano qmndl armeggia.re e destreggiarsi col cavallo: tolto il prim~ intoppo del cnvalcare sarebbe ad evidenza semplificata la questwne. Seanerebbe l'ideale per l'arma di cavalleria, il ricevere all'atto della IevR tutti gli uomini per abilità e famigliarità colla. razzR equina conoscitori del lecnicis~q di ess~; non ri_c~ve~dol I al cor~~ che per romperli ed addestrarli per le esigenze m1htar1, e preparai h al tecnicismo dell'uomo combattente a cavallo. . Ciò ottenevasi se non in tutto almeno in ampia misnrn, coll'as;eonazione in cavalleria per domanda volontaria; e segnatamente d~.,ali uomini i c1uali in un qualsiasi modo o per inrlinazionè, o per
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Sl.i L PAREGGIAM ENTO DELLA FERMA DELLA CAVALLERIA
proprio in~eress~, o per lucro attendessero alla vita speciale che dovevano poi segu itare nella soldatesca. . nelle ferme dovelte smelte,,s,. per, mancanza d. Adottala la .disparità , concorrenti tale sistema. Vorrebbesi ripristina1·lo col . . . paregg1a?1enL? _di ferma , me~hante le qualità e cognizioni possedute daoli mscr1tl1 o dalla massima parre di essi col sus.sidio d. op 'l a0 · -· · ·a· d" ' i po1 une Jspo::.IZ!Olll or rne, e delle conse!!"ueoti inlens1·t;,.... nel!' 1s · t'ruzwnecom· • v • Ja d,ffel'enza che in questa deriverebbe d d pensare . . a11a mrnore uraLa d, permanenza sotto le armi. Colle attuali disposizion i per l'arruolamenlo e pe I' a · · , bbl· · 1 . r asse0 naz1on e s1 e o ,gat, a sistema contl'ario: non si può tener conto a[ Il' 0 della. specialità al ca valcare . .e dell'attiludine . • ' J)er i·nd·1v1·d uo 'e aper s1. ,destinano · , ogn i regione; . b .in ogni mandamento e nella, de•,ei.mrnata numerazione piu assa, gl, individui presunti idonei per· la · ,· , . . < SpeCJ(l I .lt,tI d"I cavalle11a. neppure i c1uatLro anni di fei·ina ,,aJ . · gono o poco a parer mio per correggere codesto vizio di origine." L'attrattiva per la vita militare, non credo errare non e· · fi . · I · · , m ore come 111 . a lr1 lem p1. - raro, per non dire nessuno , domanda l' assegnazione volontari a• all'arma di ca valieri a'· per· l".. 1,c01-m a al) 1'luaIe·• è giuocoforza per essa delle disposizio'ni delle 1eoo· d·, oof e e, l e. Y~ers1 . goIamen ti. vigenL1. Si spenwa, e si è fa llo troppo a fidanza, concorressero volonte. -· all' . anche con ferma più luooa I tt· i o:,1 e arma a·I cava Il el'Ja u I que11 I· i· qua 1,o va o1•hezza dr cavalcare od altrimen · i·f maneotene, ano I ab1tud1ne . . e ' 0 giare eavalli. - Le speranze anelarono deluse. Per il sistema i:i vigore in ogni mandamento oio,,an • · q 1· · 11anno traLtalo cavali,,. solo perchè robusti e ben, ofatt· 1 1 b ua I ma, . . . 1, con asso numero• •d esl.razrone e g111clicali idonei per tale arm ,a., s·1 des L'man,J aJ • , serv1z10 ID cavaller·ia. La totalità. accella a malincuore e subisce tale ,asseon az10ne· se 0 ~on_la considera co~e .una tirannia, certo la ritiene grave con lrar1eta-_come tale .è g,_u~1 cala dalla totalità delle famigl ie. Da ciò nelle s~ccess,ve operaz,on, d1 leva, e presso i dislreUì i maneooj per sfuogrre l'~ssegnazione della; quel continuo affaccer,darsi clei soogelli a tale misura, e parenti rispettivi , perchè non tocchi loro simi Ì~ iattura~ n~lle diver~e località diverso mod-o di apprezzare J'idon ei t~ ed attitud111~; molti vol endo sfuggire alla responsab ilità dell'appli,
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CO:'i QUELLA DELLE ALTRE Allm
eazione della misurn in di scorso, e volendosene solo rimetlere al numero di eslrazione. Per l'assegnazione in discorso, incentivo maggiore nei colpiti, od in quelli presu nti ad ess~re colpi i.i, di ricorrere a mezzi dolosi, a re gimi speciali e privazioni per proYocare dimagramenti, emaciamenti, e debilitamenli - con busti o ligamenli al tronco o con all1'.i-arlifizi cercare di ot.tenere la diminuzione di ampiezza toracica; o sludiare di diminuirla a volontà sotto la misurazione mediante sforzi e contorsioni speciali - per rendersi così meno accetti pel servizio militare, ed anche solo :;chi,,are l'assegnazione all'arma di cavalleria. Tutti questi maneggi, non fo,,oriscono il presti gio dell'arma su eui si discorre. . La ce!ia ed i moteggi , cui sono soventi esposti per parte dei favoriLi nella durala della ferma, i colpiti da quella pi ìL grave , non sono fai.Li per rendere a questi più acceua la sorte loro. Si hanno cosi successivamente le classi della cavall eri a formate in quasi totalità di giovani i quali rifuggivano dall 'e:;servi ascritti, temono il cavall o, non vi vanno allorno volentieri, e non conoscono i rudimenti del carallo e del cavalcare - non parlo delle novelle e maggiori apprensioni, se per mala ventura qualche inscritto in• corra in di sgrazia per caduta od alLro fallo .inerente al loro nuovo genere di ,·ita. Se pure qualcuno non dimostra maggior timore di quello realmente patito , nell a fallace speranza di essere tran~itato ad arma con ferma di durala inferiore. . Tullo queslo naturalmente ridonda a detri mento grave nel processo dell' istruzion e. Molti dei mesi cli ferma in pi ù cui sono ora soggetti gli uomini della cavalleria di fronte alle al!re armi, sono così adoperali per imparare i rudimenti del mestiere, per sbozzare il personale per la specialità cui ascrit.Li. La confidenza e famigl iarità del cavallo, e la conseguente passione non si possono acquiswre da tuLLi ; qualunque assoggettalo alla ferma in cavalleria poLrà con tntta probabilità direntare un più o meno a bile cavaliere, ed avere una di screta conoscenza del cavallo; ma desso polrà raramente competere con nitri in cui la passione pel nobile animale sia innaLa, e con quelli i quali per inclinazione, per al.liludi ne di famigl ia o di regione, già lo conoscono ed hanno facilità ed esercizio del cavalcare o di tenere cavalli.
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sue.
CO~ QUELLA DELLE ALTRE ARlll
PAREGGIAM ENTO DELLA FEHMA DE L!,.\ CAVA C.LE RJ A
. Io '.'eRuto, an~h~ a cosLo di ridurre di alcun poco ·la slaturn, che sia m1gl1or c~n.srglio, l'assegnare ali ·arma di cavalleria il maaaior numero poss1btle di uomini i quali abbiano nella loro ,,11,1 a·,.·0L0 1 · d ·· ., , u1 ua e pr11na ella militare avuto attinenza col cavallo. Anche se in ~gni classe tl i nuova lo.va chiamata alle armi. non si ~-ote_sse avere l'rntero cot~lingente per la cavalleria, nella quantità 11ch1esta, non sarebbe drfeLto capitale. . Se anche ~i ~rodurrà_ una deficienza, sarà certamente più es iauo il_ nume:·0 ~e, ri_tardatan nell'istruzione; il temuto inconvenient; di drfficollà. .d 1stru1re. un mao11ior numero di recltile, sa.· · . èlo , ra scemato rn pr1m_a dal fotto d1 non essere inscriLti contro volontà nel!' . . . m ma , e • P?.scra p~1~cI1e ne11 e 1slrnzioni primordiali si polrà procedere mollo pm sped1L1 per Io,_-o maggior fiducia nel cavallo , per la Ìdone ilil na_Luralme?lo p1_u sp icca ta in essi nel servirsen e Ogio varsene, per la lor o maggior scioltezza e saldezza in sella . Si obbi etta eh~ anche nelle altre arm i vi sono inscritti i quali 1.1·_ fuarrono · · e·iò sta: ma nella pluralità è accetk1lo il debito _oe e1a1 s~rv1zio. 1 ~ un deter~,n~to numero di mesi a passarsi sollo le armi; appare cosa• rng1usta (e lo dimostra quanto succede) lae des1·gnaz1one · mvece • lll cavalleria con ferma più lunga. Nessuno o pochi lamentano l'arruolamento, ne~s~no accet~a volo.ntariamenle quello in cavalleria; domandano t· I I' . . . tutl1 I assegnazione ad altr<>·· e·i rma, ·, e secrnat e , amen e n art1gl1eria. Il poco vol,onteroso della fanteria non ha modo di mersene . car Il . cercando . . . posizione con ferm a inferiore' Colla( 'ntt ua Ie m ' .a eria s1aggiunge una certa nostalgia. particolare, una rasserrna~LOne :rzat~ ~a ~ualo pron_de molli degli anziani, quando pa1~ono m c?n 0 _edo 1ll1 m1tato quelli della corrispondente classe delle al tre armi: ciò senza che l~ro appaia di ritrarre vantaggio prossimo O remoto dalla loro maggiore permanenza al reaoimento. 0 Le. fac ilitazioni accordate nella rotazione delle clas~· d" J , 1·· • • . . .J I eva ,1 g 1 mscriLli ": cavalleria, lo si vedo all'allo pratico, non sono conosciuLe: ~e conosciute, nè ~onsideratè nè apprezzate. I soldati sentono solo il peso della maggrnr durala di perman enza del momento. . Da quesLo non può a meno di derivare un malessere certo non giovevole all'arma qui special menLecontemplala. Senza c~ntare come tale conterrno può e dev e 111 · f1 1111· .e suI morale della classe "'Ìovane J a • 1). 0 quale n0 1à da1primord·I del!a sua v1·t~ mr·1·I tare sente il corruccio di un a
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deslinaziono più grave per loro che non per gli altri di arma diversa -con cui hanno concorso all'estrazione ed obbligo di leva . .Pareggiala la ferma nella sna durata complessiva per le varie armi, appare consono allo spirito dell'epoca, un pareggio della temporanea a passarsi sotto le armi. ~e consegue diversamente una repulsione per l'arma meno favori la nel senso della durata della ferma, massime, come giiL si è detto, che non la sola sorte decide per l'ora detta assegnazione, ma basta un semplice apprezzamento per fisico pi ù o meno van taggioso; i colpili dal verdetto ral'amente mancano di asserire, essere ciò frutto di raggiri , di macchinazioni, di frodi, di influenze, o di malevolenza. Sorge però obbiezione la quale può essere gravissima, ed a cui accennai in principio. Ora nella fanteria ed artiglieria vi sono due specie di ferma. sotto le armi: una cli due anni, e l'altra cli duo aoni e mesi, deci sa la questione dal solo numero di sorteggio; più qualche volta, tan lo nella fanteria quanto nell'arliglieria, congedi anticipati sotto forma di licenza, per quelli di miglior condotta, migliori Lira.to1·i, ecc. Si riuscirit a vincere l'inconveniente attuale dell'assegnazione alla cavalleria, manlenendo le facilitazioni attuali per le altre armi1 o non preferiraP.no gli inscritti tulli correre l'alea di rimanere soli 24- mesi sollo le armi? Certo la tentazione è grande . Sarei propenso a credere che !.arà. l'idea prevalente. • So gli inscritti considerassero la cosa sotto l'aspetto egoistico personale nel prescegliere l'arma in cui essere incorporati, certamente dovrebbero optare per quell a di cavalleria. Anche colla ferma più lunga, a servizio ultimalo , nessuno dalla cavalleria vorrebbe essere transitato nell'arma a piedi. Nell e manovre, nelle marce in comunanza colla fanteria si accorgono dei vantaggi dell'essere a cavallo; il loro spirito si rileva, ed è un correttivo in frwo re dell'arma di cui fanno parte. Risol uta la questione della ferma per la cavalleria nel senso della riduzione; sarà forse probabile un risvegli o nell'opin ione pubblica e nella stampa per giungere n novelle riduzioni di quella dell e altre armi a soli due anni per tulli. Solo fosse tale misura in discussione, inutile dirlo, si arriverebbe a novelle e più gravi difficoltà. Si dovrebbe in allora nuovamente escogitare quali i possi bili tempera-
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SUL PAREGGIAMENTO DELLA. FERMA DELLA CAVALLERIA
menti nella legge di leva per allettare all'arruolamento ali idonei e specialisti per l'arma cli cavalleria o ritornare alle condizioni di leva e ferma attuali. · Il pareggiamento delle ferme della cavalléria con quella delle altre armi e conseguenti provvedimenti però ci presenterebbe i secruenti 0 inconvenienti : 1° Necessità di una maggiore assegnazione annua di inscritti per la cavalleria, e conseguente depauperamento di altrettanti nelle classi della fanteria; 2° Un aggravio finanziario; 3° Si priva l'arma di artiglieria di buoni elementi per il suo reclutamento, aggravando naturalmente le difficoltà per la istruzione delle &ne reclute; ~o s· ·1 41 aumenta t numero di u_omini che per la successiva rotazione delle classi vengono destinati al treno; . 6° A~me~so il principio d'iscrizione in cavalleria specialmente per 1done1ta, s, turba l'ordine euritmico del reclutamento e del ripari.o del contingente per mandamenti , facendolo dare invece in proporzioni disuguali dalle diverse regioni del regno; . . 7° . Difficoltà pel reclutamento dei oc:rraduatt e nei vari servizi merent, all'arma di cavalleria. . Discorriamo di ognuno pai·titamente. Riduèendo la ferma a tre ahni, per avere sempre la uguale forza normale occorrerà un annuo 1 1.tssegno maggiore di reclute per la cavalleria, evide ntemente col depauperamento di altrett.ante nell'asseanazione com1)lessiva della . o f anterrn. A questa effettivamente non tornerà di arave nocumento ~ndando ripa'.·tiLo tale esiguo numero ,s ui numerost'suoi riparti, non indebolendosi in essa il numero dei eh iamati di 1a categoria. 'Si obbietta: siamo noi sicuri di trovare tanti giovan i che abbiano :eram~nte pratica del cavallo e qualche rudimento di equitazione m Italia? ·Non h? dati per potermi pronunciare: ma come sopra è deuo, anche se il.numero ~on raggiungesse la cifra voluta, sarà pur sempre un b_uon l'!Sultato dt averne buona parte, eccellenti elementi, i'quali servirebbero a modificare parzialmente in meglio il sistema attuale . Non trovandosi il numero completo d'inscritti, rimarreb be a vedersi anche se non convenisse adottare due specie di ferma, una pareg-
CON QUELLA DELLE ALTRE ARMI ,
giata per quelli già rotti ed avvezz i al_cavallo, e l'altn~ in t_utto come l' aLLuale, pei destinativi d'ufficio: Nonostante la r1duz1one del!a fei'ma da quattro a tre anni per l'aumentato cont.ingent.e annuo rimanen~o costante il numero degli uomini negli squadroni, parrebbe non dovesse esservi aggravio finanziario . Questo aggravio però esisterebbe per due ragioni, una inerente al fotto dell,'aumentat~ a~seanazione di uomini, e sarebbe per l'ammontaredell assegno eh prnno ~orredo al determinato numero di inscritti in più; ed il costo mag · giore nei viaggi per l'aumentato numero di traspor_ti all'atto dell~ chiamata alle armi e del congedamento. L'altra poi colmereb be ti volo di quanti si interessano per la cavalleria, e riguarcl~rebbe la costruzione di caserme adatLe, di cavallerizze coperte e semicoperte, ed anche l'aumento di ulfìciali e graduati negli squadroni, o per lo meno vorrebbe che i quadri fossero effettivi' e che i destinati al trove per incai:ichi speciali di lunga dnrata, venissero trasferti fuori .quadro: il pt~imo, specialmente considerato, non potrebbe essere d1 troppo grave momento . . Onesto aac,ravio finanziario cui si andrebbe rncont.ro colla proc:ret;ata ridu:ione di ferma verre\)be certamente ad avere il suo ~ompenso. Un maggior numero d'uomini avrebbe un più lungo tirocinio di servizio effettivo. Siavrebbe il vantaggio di poter con poche classi richiamate dal congedo, provvedere alle esigenze di una mobilitazione, avendo così uomini più freschi d'istruzione e di perma. nenza alle armi, e che a vreb bero seguitato, e~sendo a casa, ad rnrer~ dimestichezza col cavallo. Si potrebbe sempre più aumentare il personale .utile per i vari servizi logistici al seguito d~ll'esercito in guerra. Per la seconda parte dell'aggravio finanziario ne ,;a_rebbe in sommo grado av\'antaggiala l'istruzione. . . . Evidentemente assegnando alla cavall eria ti maggior numero possibile di uomini di determ inate condizioni, se ne privano di altrettanti di artiglier ia; la quale r icevereblfo per· contro elementi più scaclenti, di cui piLt grave, più difficile.' lunga l'istruzione_; .m~ se ben s, considera ri·slllterit nel modo 11 pm assoluto la necessita dt prima bén prov\'ederne la cavall_eri~, e~sendo l'elemento ca~'aliere combattenle il primo ed imprescmdtle bisogno della cavallena. Per di più questo manca dell'atLratliva di ctii può valersi l'arma dì ar-·
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SUL PAREGGIAMENTO DE LLA FERMA DELLA CAVALLERlA
tigl ieria e per la quale ha modo di maggiormente allettare i propri graduati a rimanere sotto le armi, colla speranza dell'avanzamento nelle brigate treno . · Col contingente annuo aumentato si disporrà di una quantità di individui i quali per la rotazione successiva delle classi vengono destinati al treno, e taluni affermano sarà esuberante ai bisogni della mobilitazione. A quanto mi risulta ciò non sta. Per gli immensi e moltiplicati servizi di cni abbisogna l'esercito in guerra , faranno sempre comodo gli uomini che abbiano pratica del cava.Ilo. D'altronde l'Italia non ha gran ricchezza di cavalleria: perché non potrebbesi adopern.re una parte di questo elemento per la formazione di unità squadroni o reggimenti per truppe di seconda linea, e re,golari od irregolari nell'agro romano, in Sici lia, in Sardegna od in Puglia da. montarsi al rrtomento della mobi litazione con ca.valli di requisizione, o provveduti con quegli altri metodi inserrnati dalla o pratica od adottati in altri paesi? Sarà sempre meglio avere cavalleria anche montata mediocremente anzichè mancarne affatto . f:er to adouandos i il nuovo sistema di assegnamento pro1rnanato ~ se ne turba l'ordine euritm ico, ed il reclutamento sarà forzatamente non egual mente distribu ito in tutto il paese, nell'elemento cavalleria vi sarà prepo_nderanza di determinate regioni del regno. Vi possono essere delle obbiezioni, ma. i vantaggi assicurati da questo metodo, possono consigliarne l'adozione, od almeno in parte. La difficoltà derivante dal pareggiamen to delle ferme pel reclutàmento dei graduati e dei vari servizi inerenti all'arma di cavalleria ha il suo peso; ma non cade dubbio, col metodo di assegnazione si potrà. anche più agevolmente e più presto fo rmare. buoni caporali e soldati capaci dell'a.ddestramenl.o delle rimonte; oltre di che rivedendo quanto concerne il serviiio dei cavalli di agevolezza, la concessione degli attendenti, il servizio del pres idio per pari.e della ca· val leria si potranno avere disposizion i intente ad ottenere quell'incremento d'istrnzione atto a compensare quanto verrebbesi a perdere per il pareggiamento e conseguente minor durata di ferma. Il pareggiamento della ferma di cavallèria con quelle delle altre armi dev'essere complela? Oppurè dovrà, come già lo scorso anno, la classe anziana attendere il congedo al dicembre perchè pel conveniente governo dei cavalli bisogna attendere l'arrivo sollo le armì . delle reclute? e')
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Ammes'so il pareggio nelle ferme delle varie armi sarebbe pur sempre necessaria una differenzà per la. cavalleria . Già or~ con quattro classi il congedamen to dell'ultima è avven~ta al 20 dice~: bre ,1885 cioè all'epoca dell'arrivo della nuova d1 leva ; tanto pm orave si ;enti rebbe tale bisogno quando il numero dei congedandi fosse marrniore per essere tre sole le classi alle armi. Se non si potrit ob . d' parare a questa eventualità, mediante le indicate e sugg~r1te 1spo-. f;iz ioni di ordine interno, non potrehbesi per tale determrnato tempo rièhiamare una o parte cli una classe in congedo illimitato della cavalleria1 Si ritemprerebbe così la stessa nello spirito e nella istruzione militare, e permetterebbe di el iminare le difficolt~ che potessero frapporsi per portare ad effetto la progettata riduzione. Ricapitolando: In tesi assoluta migliore è desiderabile la ferma più lunga. Allo stato presente delle cose, quan ti concorrono alla leva p~gan?. p~ù 0 meno spontaneamente ·il loro tributo personale; lo ~pmto d mdipendenza e di libertà. indi·,iduale spinta ad ~Ilo grado , .11 conseguen~e più grave lega-me della disciplina e ~oggez'.one al cod'.~e pe'.)r1le militare, le fatiche più gravi per cresciute esigenze dell istruzione del !-Oldato ed infine la tendenza alla vita molle, ed in molti anche ne~hittos;, rendono poco g~adita la permanenza sotto le armi ; .i s~Jd~ti aspirano a rientrare più presto che possono alle loro case e l~m1~he~ ai loro ozi, affari, divertimeµti o negozi, e perfino alle pnvaziom dei loro abituri nella parte povera. Fort.lmata la nazione la quale meglio saprà resistere a tale tendenza: questa prend~nd~ pie_cle abballerebbe <:r li ordinamenti militari e finirebbe per nuscire funesta per r indip;~denza e li bertà del paese il quale si cullasse in fallaci illusioni . . Quale la facilità per allettare a fe rma pit~ lunga ? fo rse esagerati ed impossibil i compensi pecuniari ; fors~ ritoccando la legge ~~Ila leva? Per intanto converr1t sempre astrin gere forzatamente gh mdividui abbisognevoli per un tale determinato servizio , e nel caso concreto alla cavalleria. , Urge dunque coi mezzi disponibili ottenere con una i·azionale assegnazione in caval'leria al massimo risultato. Due i mezzi disponibil i: L'attuale, il personale chiamato, materia grezza da sbozzare,
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SUL PAllEGGI AMENTO DELLA FER~I A DELLA CAVALLERIA , ECC .
tenta co_n LulLi i mezzi di sfu ggire la ferma dei quatLro anni in cavallerrn: nessuna tendenza e propensione all'al'ma in cui è arruolato, no 11 "'"O lo peJ nume1,o· d' , . · malcontento della sorte faLtao-lj o _est, az.rone,_ ma ben anche per la designazione personale epperciò difficolULe ritardi nell'isli'l1zione e uno spirito depresso clel continge~:e dell'arma. L'altro quello ad adotlarsi. Tullo o gran par·Le del pei ::,onale co'.i ferma come le altre armi; ma vi verrebbe asseonato per volontan~ co~corso, e quello il quale per sentimento pe; tendenza ·· avvezzo e conoscitore del cavallo ' · , per abit_u drr.e e· g1a e del ca".'alc~re: perciò molle istruzioni sollecitate ed accorciate, speciale at~~udme a ben ~ppr_endere, essendo già rotto in massima parle alle esioenza. della v1la mtrapresa, miglior spirito e più spio-lialezza e 0 , saldezza m sella. Aiutato questo sistema di reclutamento da mi gliorie nell'accaser~amen~~' dalle speciali disposizioni tanto di servizio che di islrnzione pm sopra dette, ritengo che sarebbe miglior consiO"lio adottarlo. · 0 ·
o. c.
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LA GUERRA TRA LA SERBIA E LA BULGARIA (l) (Continuazione).
VII. - L'at.tacco e la di(es,t. ,
I
L'avanguardia clèi Serbi s'era arrestata, il giorno 16, al punto in cui la strada di Sofia, sboccan,do dal le montagne, lascia il corso del torrente Blato (2) (che aveva seguito a partire da Dragoman) e procede a sud dello stesso, quasi diretta, giù per il lieve pcndìo. Cinque chilometri da detto punto, la strada attraversa un altro corso d'acqua, il torrente Halkali, influente di quello soprannom inato. Al di là, il terreno comincia a rialzarsi e a poco a ·poco si eleva in una serie di colline. Sopra queste avevano preso posizione i Bulgari. Il torrente Ralkali, povero d'acque, ma con rive scoscese e letto profondo, costituiva il fosso davanti al loro fronte; il pendio, 1
(!) In un opuscolo ventito alla luce in questi giorni e intitolato: D er Sei'bisch-Bitl~ garische Ki·i eg, v ier vortdige von einein preussl schen Of{ìzier ( La giien·a sei·bo-lmlgcr.ra, q1wtt.ro conferenze cli tMi 11(/ici ale 1H"ll.SSi (mo ), si trova un,i differenza col nostro
)
racconto, in ciò che riguarda l'ordino di m,trcia dei Serbi. Mencrc noi (nella parte già pubblicata), d'accordo con varie corrisponden1.e e telegrammi e con uno studio stampato nel ,lliUtà,r \VochenblaU, abbiamo fotto marciare in testa, al gruppo principalE>, la divisione della Schumadja, sarebbe in vece, seco ndo detta opera, la divisione del Danubio; mentre abbiamo fatto marciare su Trin la cli visione della ~Iorava, sarebbe invece la divisione della Drina; quel.la della Morava poi avrebbe marciato più a sucl ~:i:t!~;-i s:;at~;r~~~- non troviamo segnata su nessuna carta, ma che potre7 be benissimo Non abbiamo né tempo nè mezzo di vcrHicare eh, qual parte sia l'errore, nè di correggerlo se fosse da par t-0 nostra. Ma crediamo di dover notare ques ta cli!ferenza, l'unica di qualche rilievo che si trovi, nei dati di fatto, fra il nostro racconto e l'opuscolo sopraccen nato , (i?) Vi è un altro torrente cli questo nome in Serbia.
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che dalle alture della riva destrà scende verso il torrente, costit.uiva lo spalto: La liuea si stendeva quattro chilometri a destra e quattro a sinistra de_ll,a strada, _in direzio11e quasi da sud a nord ed appoggiava le due estrernlta a due ndutte, armate ciascuna di ·I '.z pezzi. Oltracciò l'ala nord aveva il van taggio di appoggiarsi al cor5o del torrente Hlato; ma aveva pur lo svantaggio di essere dominata, a tiro lontano d'artiglieria, da al~une alture della riva sinistra dell'al tro torrente (Halkali) che copriva il fronte. L'ala sud aveva i.nvece lo svantaggio di poter essere più aoevolmente girata, poichè ivi il terreno è costitu ito da nlture di fa cile ac~~sso e ricche _d! sentieri, il che richiedeva l'impiego di grandi f~rze per gunrdarli. La pos1Z1ouenel suo complesso fu chiamnta di Sliwnitza, cliii nome del vicino villaggio. Su questa posizione, oIIre le due ridotte d'ala, vi erano trinceramenti da vari giorni prepHati, ed altri intorno a cui si lavorava ancora. Testimoni oculari dicono che somigliavano a quelli ill.l)alzat.i dai Turchi attor?~ a ~le':'na. Pa~·e che i Bulga ri'abbi[1no eredi tato da i loro antichi padroni I l'ltt1 t~dme sy~c1a.le per la costruzione e l'uso delle fortificazioni passag?ere. Gli stessi foro proli li che, in diversi tratti, potev,ano resistere ai p_ro_1et~i dell'artiglieria; gli stessi fo ssi per cacciatori, disposti su due o tre npiau1, ed appoggiati a grandi e a piccoli ridoui; le stesse batterie ben costruite con ripari per gli artiglieri . È incredibile la quantità di terra che v_en?e smoss_a. In breve tempo e con mezzi non adegua ti, quei pochi u ffic~al1 d~~ ge~w e le loro truppe, aiutate da fonteri;i, costrussero tali opere 11 fo1_'t1f1caz1one passaigcra , da far onore alle tru ppe tecniche di qualsi11si .eserc'. to. Come presso Sliwnitza, così pure erano stati costrutti .trinceramenti a sba_rramento delle strade eh~ mettono a Sofia dalla parte di sudOYe_st, ~pe~1a~mente sulla ca~-reggiabile ~l!e passa per Vladaja, villaggio da,·antl cm s1ern apparecch iata una pos1z10ne di difesa contro la divisione della ~forava, pel caso che si fosse avauzata da questa parte. Nei combattimenti di Zaribrod e di Dragoman i Serbi avevano avuto la superiorità del numero. Ciononostante molti sforzi erm10 loro abbisognati per_ for. retroceder_e i Bulgari. Costoro appoggiati a buùne posizioni avevano m01uo al nem ico gravi perdite prima di ritintrsi. Sia a causa di queste e del conseguente disordine recato nelle file, sia per far serrare le colonne prima di venire all'at,tacco, sia per aspettare che la 'c!Jvisione della Morava avesse maggiormente pronunziato il suo movimento v~rs·o Breznik, il corpo p_rincipa!e ~e'. Serbi non fece, il giorno 16, se non 'una piccola marcw; s1 avanzo c10e quel tanto che gli fu possibile senza combattere. Troppe particolarità bisognerebbe conoscere per dire, con qnalche fondamento, se questa sosta delle tre divisioni del centro sia stata un errore o
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una necessità; è difficile crederla tale, se realmente queste divisioni erano . pronte al momento della partenza; acl ogni modo f\l ~a !ort~na dei Bulgari. Per quanto buona e ben preparata fosse la pos!z-1one _dl costor.o, e per quanto essi fossero va lenti, è probabile che, se 11 nemico a:e.sse potut_o inseguire alle calcagna i vinti di Dragoman, ecl attacca~·e Sln~mtza, 11 oiorno 16, cou tutte le forze del corpo principale (più. d1 30 mila combattenti), i difensori ('I 3 mila al più) sarebbero stati rigettati su Sofia. Ma passato il gior~o ,t 6, le probabilità fa vo_revoli ai I3ulgari ~r~scevan_o d'ora iu ora . Le prime truppe del nucleo già raccolto press~ F_1l1ppopoh'. ]e nuove formazioni di milizia di seconda linea e i reparti d1 volontan formatisi in tutto il principato, giungevano a marcie forzate e pieni d'entusiasmo. Fin~ dal mattino del '17 erano arrivati tali rinforzi, da rincuorare alquanto la difesa; e primachè la giornata finisse, i Bulgari si se~tirono già abbastanza forti da tentare, come vedrem?, q.u~lc!1e parziale attacco. Anche a quei distaccamenti, che guardavano 1yass1 d1 montagna davauti alla divisione della Morava, erano giunti rinforzi, che rende,:3no sempre più difficili, a questa, i suoi movimenti.11 • • • Gi orno 17. - Il mattino del 17, trovò i due avversari di fronte, 1 Bulgari a destra, i Serbi a sinistra del torrente Halkalì; gli uni e gli altri col grosso sulle alture e gli avamposti quasi _nella valle._ Uno ~contr~ era inevit.abile ed avvenne. La sera di questo giorno un d1spacc10 da Sofia ·annunziava una vittoria dei Bulgari. La cosa parve incredibf le. Oramai nell'opinione del pubblico e in quella degli uomini compet~uti, i Bu~gari erano condannati. Si disse: sarà tutt'al più una scaramuccia; aspettiamo domani . Ma il domani altri dispacci da parte bulgara confermavano la vittoria, dand0ne confusamente i particolari; dispacci da fonte serba smentivano la sconfitta, ammettendo l'insuccesso. Relazioni ufficiali di questo combattimento, nè dei successivi, non vennero ancora pubblicate. Ecco quanto ci fu dato raccogliere, cornpnlsando dispacci monchi e corrispondenze contraddittorie. Nou è ben certo chi dei due abbia attaccato, non è ben chiaro in qual ora, nè su qual punto della line.a sia cominciato il fuoco. P~r~ ~h~ ~no dal primo crepuscolo gli nvamposti siansi salutati, di P:opna m1z_1at~v~, con molte fucilate. Il tempo, che era·sempre stato cattivo dal pnnc1p10 delle operazioni, era pessimo il mattino del 17. Un _vent_o freddo_ da nordovest spingeva raffiche di pioggia e di neve nella facc11J. d~1 Bulgari, mentre essi erano in movimento da un capo all'altro del.Ja loro lmea, per far posto ai nuovi arrivati e dispòrsi a respingere l'attacco che s'aspettavano, o a' tormentare essi stessi, con piccoli attacchi, il nemico, se avesse temporeggiato. 1
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Verso le dieci antimericlinne un denso velo di nebbia .ivvolgeva i due eserciti . I Bulgari, che oramai s'erano ordinati in battaglia, vedendo che il nemico non si staccava d.ille sue posizioni, aprirono con tr'esse il fuoco delle loro artiglierie, clirigendo specialmente i colpi contro un'altura cùllocata verso l'estrema sinist.ra del nemico e designata col nome cli )faloJlalovo, da cu i, come abbia mo già detto, la loro destra era dominata, e da cui pare che il nemico li inquietasse. Il fuoco durò, ad interv,ìlli, per un certo tempo . U:ìerbi rispondevano debolmente. Essi non mostravano intenzione di attaccare e forse non desideravano ancora che il nemico attaccasse. Per ragion i opposte al le loro, il principe Alessandro ( ,11 antim.) diede ord ine di all-accarli e sloggiarli dall a nominata posizione dell'estrema sinistra. Tre battaglioni mossero dalla destra della linea bulgara, sostenuti da tutta l'artiglieria che era a portata di tiro, e da riparti di fanteria che si trovavano nella pianura . Ne risultò un combattimento nccanito, in cui si venne più volte alla baionetta. I tre hatt~glioni bulga ri, protetti clnlla nebbia, si erano avanzati non visti, fino ad urtare contro gli avam posti della divisione del Danubio, che aveva preso posizione a sinistra della linea serba; questi, sorpresi e battuti , si erano ritirati in disordino. Si fece tosto innanzi un riparto di cavalleria serba, ma non riuscì a fermare il nemico. Allora tutta In divisione del Danubio si raccolse, per fa r argine a questo furioso attacco dei Bulgari , e, com'è naturale, non solo li fermò, ma li respinse. Seunnchè questi retrocedendo trova rono alle spa lle truppe di r incalzo, cbe li misero in grado di ripigliare l'offensiva. Fra queste truppe vediamo .notato il 5° reggimento fan teria bulgaro ch e, mosso all'attacco colln stc~ssa furia dei tre battagliotJi precedenti, rovesciò le prime truppe che gli si paravano d'i nnanzi, poi dovette anch'esso fermarsi e mettersi io difes:i . Meni.re si combatteva all'estremi tà nord della liueo, s1era ingaggiato un altro combattimento nll'esti·ernità opposta, e qui pare essere st.iti i Serbi che presero, in certo qual modo, l'iniziativa . I dispacci Yeramente dicono che le trnppe provenienti da 1'rin furono nttaccate dni Bulgari, ma esso furono attacca te appunto perchè si avanzavnuo. Queste truppe, o erano le colonne di fi:mcheggiamento che si schieravano in linea col grosso, o erano qualche riparto della di visiono della Jlor:iva inviato per cercnre il collega mento col corpo principale. Ma il 111ovime1110 era stato preveduto dai Bulga ri, che facevano buona guardia anche da questa parte. All'npp:irire di dette truppe, cominciò verso l'estremità sud de!le due linee, un violento fuoco d'artiglieria e ùi moschetteri:i; al quale concorsero non solo lo truppe nuove arriva te, maaochealtririparti serbi, chegià si trovavano snl luogo.
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Ln lolla si propagò verso il centro e il ,.fuoco finì per ~ivampare ~u tntt~ la linea. Qun e là presero i Serhi debolmente l'otfens1va, ma gli effetti micidiali dell'artiulieria hulaara, ben post.1tn in posizioni coperte, e la bravura ùel ln fan:rin, semp;e pronta ad accorrere dove miuacciav_;i il pericolo, resero vani tutti i loro tentativi. ~ra i battaglio?i bulg~ ri che più si distinserù, se ne cita uno compost~ 111 gr~n pnrte ~, Turch'.: Al momento in cui (poco dopo mezzogiorno) 11 combattimento s ingaggiava al centro, manifestandosi col fuoco dell'artiglieria serbri contro le trincee lmlgnre, il principe credette che il nemico volesse dare un attacco risoluto ~u' tutta la linc:i, e, conoscendo il pericolo in cu i l'avrebbe messo un 1ale attacco, deliberò di limitarsi alla difesa delle sue trincee; richiamò pertanto le truppe nvanzate e portò iouanzi , a. so~tegno, del centro, tutte le riserve. I movimenti si fac~n no con grandi chrncolu1, perchè l:J fitta nebhin impediva cli vedere le str:ide. Su qu:i lche pu~to ! Serbi gi~msero iriosservati !in presso lo trincqe, ma vennero resp111t1, e il cornlJat!l meuto cc,ntinuò senza molta energia. , Verso le,\. pomeridiane, i Bulgari oramai certi che il nem ico non aYern intenzione di attaccare n fondo, ri pigliarono l'offensil'a contro la sua ala sinistra. I l contrasto ru accanito ma breve, perchè dopo nn'orn o poco più cadete J'oscnrit.11. L'altura contrastata fu presa e ripres:i,rna pare rhe i Bulgari abbiano finito por restarne padroni, appunto quando la notte troncava il combattimento. L'esito in cornples~o non fu decisivo. I Serbi dicono che mautennero le proprie posizioni, ma per essi si trattava di avanzare; qui~di_il mantenere solLnulo era aià un principio d'insuccesso . Senonchè eflett1vam ente su vari punti venne~o respinti, e se il mattino seguente li !'i trovò cruasi nell~ stesse posizioni, si fu perchè a notte inoltr~k'\ ! Bulgari abbandonaro_no 1 punti conquistati e si ritirarono nelle proprie trincee..Questa retrocess10ne dei nulgari, dipendente da cause estranee o.I combatti mento, non possono i Serbi ascriverla a loro merito. Secondo alcune corrispondenze, il combattimento all'~la _sud , non sa~ rebbe ivi cominciato, quasi casualmente, per l' entr/lla 1n lmea_ d1 _nuovi · elementi sorbi, e di là propagatosi al centro; ma sarebbe commciato ~I centro per iniziativa diretta dei Serbi, e come ~onseg~1enza_del combat.t1mento giil ingagginto all'ala nord ; d:il cen tro s1 .sareboe poi propagato all'ala snd. Qualche conispondenza tedesca fa rirnar<'are h:rgraude superiorità dell'artiglieri:i bulg:ira; tant_o per giustezza di tir~, qu~~to pe'. portata; ed as!'.egna a questa superiorità un: ioflu~nza quasi dec1~1va : S1~atto gi'uclizio ci sembra esagerato , e provernente m parte rial desiderio di far 3\l -
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XXXI. VOI•• I,
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,redarne ai cannoni Krupp di fronte ai cannoni Bange (fabbrica francese) adottati in Serbia. Infatti nelle stesse corrispondenze si nota che, dove i Serbi poterono disporre di cannoni Krupp, tennero testa all'artiglieria nemica. Forse sarà vero; ma il racconto ci lascia l'impressione che abbiamo indicat.o. A nostro modo di vedere, gli avvenimenti del la giornata si spiega no come segue: i Serbi aspettando che la divisione della Morava, avan zandosi per Breznik e Pernik, minacciasse Sofia dal la parte di sud, o aspettando rinforzi, ò sentendo ancora il bisogno di riordinarsi, avrebbero volentieri passato il giorno ,f 7 in riposo o scaramucciand9. I Bulgari sentendosi il prurito di men::ire le mani, per quanto era ·successo nei giorni precedenti, inquietati da qualche pezzo d'art.iglieria collocato sulle alture di fronte alla loro destra, ed incoraggiati dall'evidente esitanza del nemico, presero essi stessi è1ua e là l' iniziativa. Su altri punti la presero i Serbi provocati; ma gli uni e gli altri nc,n fecero e forse non potevano fare in questo giorno, se non esperimenti, i quali in complesso riuscirono favorevoli ai Bulgari; perchè su alcuni punti respinsero gli atfr,cchi del nemico; su altri l'obbligarono a lasciare il suo posto. lVIa poi, considerando che avevano sempre cli fron te un nemico superiore in forze, e che all'inclomanì probabilmente il combauimento sarebbe ricominciato su tutta la linea, stimarono prudenza ritornare, a notte, nelle posizioni proprie, abbandonando quei puDti avanzati, e forse poco difendibili, che avevnno conquistato sulle posiziouì nemiche. Materialmente pHlando, questa gjornata non fu nna vittoria per nessuna delle parti; moralmente parlando, fu una vittoria pei Bulgari , perchè la credettero tale. Essi videro col fatto che il nemico poteva essere arrestato, e si svegliarono all'indomani col-l'idea di farlo retrocedere. La s;ra del 17 adunque il pericolo da Sofia pareva alquanto allont.anato, quantunque la divisione della Morava avesse sfondato gli sbarramenti fatti dai Bulgari presso Isvor, si fosse impadronita di Breznik ed avesse spinto, verso .Pernik (scritto anche Prnik) la sua avanguardia . Si sperava dai Bulgari che gli avvenimenti della giornata avrebbero indotto detta di visione a retrocedere. Nella parte nordica del tea~ro d'operazioni, la divisione del Timokgiunse, in questo giorno, presso Viddino, senza più incontrare il nemico. Qui giova notare che davanti a Sliwnitza i Bulgari s'erano battuti quasi l'intera giornata, senza lasciare in riserva neppure un ploto~e. Tutto quanto poteva portarsi in prima linea, vi era stato portato. Le trincee di seconM linea, ed anche qualche ridotta, erano rimaste senza un uomo di
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:guardia. Il prit1cipe vide che, per sostenersi, bisognava dare la,,oro contemporaneamente a tutti i cannoni e a tutti i fucili. E non esitò a farlo. ,Onesta iufrazion~ ad una delle regole fondam entali della tattica torna ad -onore cli ch i ebbe il coraggio di assumerne la responsabilità, ma torna anche più :id rmore delle truppe, la cui .bravura fece $Ì che l'audacia del -comando non possa ora dirsi pazza temerità. È dillìcile precisare le perdite di questa giornata, I dispacci si contrad<licouo. Può credersi che, fra i foe comb,lltimenti, le due parti abbiano ~vuto fra morti e feriti, un mezzo migliaio d'uomini ciascuna . Una parte ,e l'altra si vanta poi d'aver fatto un migliaio di prigionieri. Ci sembrano troppi. È parimenti dillìcile indicare quali e quante fossero le truppe im:pegnate in combattimento; pare che nel pomeriggio ciel ,1V le forze che si fronteggiavano su tutta la linea fossero circa ,16 mila Bulgari e 30 mila .Serbi; ma i Bulgari furono tutti impegnati. Durante la giornata, il principe Alessandro si tenne.speciaJmente al centro e alla destra della propria ~iuea e ordinò e diresse i I combattiTh.ento contro la sinistra ciel nemico. Dall'altra parte, anche il re Milano era colle sue truppe e ambedae vi re:starono nei giorni seguenti. Nella notte dal ,17 al 18 continuarono a giungere ai Bulgari numerosi rin• forzi, cosicchè fu possibile inviare qualche battaglione a rincalzo dell'ala sini~tra particolarmente minacciata dopo la perdit3 di Trine di Brezuik. Gli ,avvenimenti del domani mostrarono l'utilità di questa misura. Giorno 18. - Il mattino del ·18 trovò i Bulgari sulla stessa fronte della ·sera innanzi; i Serbi parevano avere, su qualche punto, alquanto indie>treggiato. Però c1uesta volta non aspettarono l'iniziativa del nemico, e, pentiti forse delle incertezze del giorno precedente, presero alquanto più · ,risoluuimente l'offensiva. Il combattimento cominciò alle ore 7 •;• . I Serbi aprirono il fuoco d'artiglieria su tutta la linea; ma il vero attacco f~1 diretto ,contro l'ala sinistra del nemico, e nel primo impeto guadagnarono terreno. La difesa trovò buon appoggio nel villaggio di Slavinie ('1) ed in un vicino piccolo bosco. Dopo due ore cli inutili sforzi, per sloggiare i difensori da ,queste località, fallito pure un tentativù di aggiramento, i Serbi furono -definitivamente respinti; anzi per un momento si trovarono in pericolo di perdere le loro stesse batterie collocate presso Bratuckoselo (villaggio che ·è vicinissimo a Gobulovski, se pure non è lo stesso). Due battaglioni di milizia rumeliota, in marcia da Sofia su Sliwnit.za, aècorrendo al rumore ,del combattimento, giunsero in tempo per sostenere il 7°reggimento hulO)
Vi è un altro villaggio di t:il nomo a nord di Sliwnit.za.
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garo, che già stava per cedere al numero, ed ebbero in questo scontro una parte decisiva . Ciascuno mantenne Je sue posizioni. Successe una lunga pm1sa fin quasi al tocco; i Serbi cof loro riparti di· centro tentarono i.,iccoli attacchi coritro il centro nemico; ma non ebbern fortuna. I Dulgari tiravano da posizioni trincerate, e non solo respinsero gli assalti, ma obbligarono i riparti serbi a lasciare la pianura e ritirarsi più addietro sulle alture. Continuò ad intervalli il cannoneggiamento . Frattanto .al principe erano giunte gravi notizie dell'avanzarsi della divisione della Morava. La cerd1ia si stringeva attorno a Sofia. Il concentramento di grandi fo rze presso Breznik e Pernik, distanti da Sofia appena una tappa, rendeva evidente la possibilità di un colpo di mano contro la capitaleq,ùasi sgueruita, e minacciava la stessa linea di ritirata della truppa raécolta a Sliwnitza. Il principe credette di ovviare in parte al pericolo, attaccando il nemico che gli stava di fronte, e minacciando a lui stesso la sua linea di ritirata . Ordinò quindi di attaccarlo sull a sua estrema sinistra . L'operazione fn brillantemente 'eseguita da vari battaglioni, seguìti da due batterie. L'attacco cominciò alle 4 pomeridiane, come quello del giorno precedente, fu diretto contro le stesse alture conquistate alla sera e quindi abln1ndonate la uotte, fn, come quello del giorno innanzi, breve ed accanito, e finì i,n egua l modo ·colla rit.irata dei Serbi. Un corri:;;pondente, che dice di avere assistito alla lotta , cosi si esprime: « da una parte si vedevano i B't1lgari salire suJl 'altipiano,dal l'altra i Serbi lentamente ritirarsi». Questi a1 rebbero retrocednto per circa due chilometri e presa posizione sul le circostanti alture, « ove (dice un dispaccio partito la sera stessa da ~ofia) faranno domani grandi sforzi, se vonanoo conservarle» . Però in altre corrisponcl·enze, anche abbastanza particolareggiate, non troviamo ceno,> di queslo ,episodio; forse perchè la sua somiglianza con quel lo del giorno "7 lo fece . credere un'erronea ripetizione dei di:;;pacci. Le corrispondenze che non ne parlano, dicono invece che, verso sera, Ja,sinistra dei Serbi fece, senza ·· successo, una dimostrazione contro la destra dei Bulgari. ·Mentre i Serbi tentavano di girare Sliwnitza dalla parte di sud, ftÌcevano, su scala minore, lo s~esso tentativo dalla parte di nord. La sera di questo giorno un loro distaccamento cercò di avanzarsi da Derkovit.za ( o Berkovica) verso Sofia per il ·passo cli Ghinci; ma tro1•ò questo ben guardalo e non potè progredire. All'altra est~emità della linea, i Serbi respinti (come abbiamo visto) fin dal mattino, nel loro attacco contro lei sinistra nemica, non lo rinnova. rono; ma spedirono una colonna verso Breznik, onde stringere il collega1
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mento colla divisione della Morava; ma questa colonna tvovò anch'e$Sa i passi così ben gnardati che le fn giocoforza r1rrestarsi, senza aver compito il suo incarico. La divisione staccata contro Vicldino cominciò, in questo giorno le sue .operazioni contro la piazza. Le narreremo in seguito, per non interrom- . pere ora il racconto delle operazioni sul teatro principale. La giornata del ,18 fn ad-unque nel suo complesso (come quella del ,g:orno precedente) un successo pei Bulgari, ma non una vi tt9ria decisiva. •Questi non s'erano sentì ti abbastanza forti per prendere l'offensiva abbandon;1ndo la propria posizione. Dall'altra parte i SBrbi, per ragioni differenti, s'erano trovati in analoghe condizioni; qui.udi la lor.o offensiva non era sfata abbastanza risoluta ed aveva avuto il carattere piuttosto di ricortnizione offensiva·' 1>er obbli"are il nemico a spiegare le sue forze, i;) ' . o -che di opernzioni dirette a scaèci11rlo da lla sua posizione. :c\iondimeno questa giornata fu sanguinosa per amhe le parti ; ma le perdite in morti e feriti è impo$sibile precisarle; vi sono, a questo riguardo, delle contraddizioni inconci liabili. I Bulgari si vantano inoltre di aver fotto parecchie centinaia di prigioo.ieri. Es:,;i erano per:;;unsi d'aver vinto; i Serbi capivano di non essere riusoiti . Quand'anche la situazione materiale. si fosse mante01,1ta la stessa (ciò che non era, perchè i rinforzi da parte bulgara giungevano in proporzione m~lto m~ggio·re), la s!tuazione .morale andava rapidamente peggiorando pe1 Serln e apparecchiava loro -la sconfitta de.I giorno appresso. , . , . .. . Contuttociò il principe Alessandro non dormi tranqmllo. L avv1wiars1 ,di truppe Serbe alla sua capitale l'i nquie1.ava straordinnriamente, e, continuando yerso il mattino le notizie allarmanti, deliberò di recarsi in per. sona a Sofia. Il cannone tuonava già davanti a Sliwnitza, quando il prin.cipe (si pensi con qual animo) rimetteva il comando del suo esercilo ~elle ,roani del maggiore Gutchew, promosso tale <la pod1i giorni, e partiva . Valga quest'esempio per coloro che non credono all'!mpor~anza delle capitaii. Taluno potrà for~e biasimHe ftuesta risolu:-1one. d.1 abbandonare 1'esercito nel momento in cni s'ingaggiava la battaglia dec1s1va, per accor·r.ere alla capitale . E certo restringendo le considera,zioni al campo tattico, .questa r'ìsoluzione non potre.bbe approvarsi: l\~a bisogna considerare la cosa da un pnnto di vista più elevato. Il prmc1pe non era solo coman,dante d'esercito, ma principe; e (per quanto sappi.,010) senza nessuno .cJella sua f,i'miglin éhe lo rappresentasse alla sede del governo . La caduta di Sofia era non solo, per lui, la perdita della capitale e l'intercettazione ,della linea principale di ritirat11, ma poteva essere un colpo irreparabile
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per il morale ciel suo esercito. Quella massa di gente accorsa a Sliwnitza,, eia tutti i punti ciel principato, credeva cli essere là per difendere Sofia .. Qi~a]e impressione avrebbe fa uo l'annunzio della sua caduta? Co"li eser• • . l;) c1t1 moder~i, ~ol le masse di popolo inquadrate, l'impmsione è qu~si tutto. Il prmc1pe che ha mostra to, in tante occasioni, cli essere buon conoscitore degli uomini, non poteva ignorarlo. Partendo segretamente e lasciando 1:,esercito nelle mani di un uomo cli sua fiducia (l'esito provò che la fiducia era ben posta) consecruiva quasi il vantag"iO dell'ubiquità·, 0 b perchè rialzava gli animi lilla capitale e metteva la città in grado di difendersi, mentre l'esercito, credendolo presente, si sarebbe battuto lo stesso; ed è appunto su per giù quanto avvenne. Però, secondo alcune· corrispondenze, il principe, avendo avuto buone notizie per istrada, sarebbe. tornato nello stesso giorno al campo invece di proseguire verso la capttale. Comunque sia, la risoluzione di partire in queste circostanze m~rita di essere notata. Giorno 1fJ. - rr r;1attino del -19 trovò ancora i due avversari press'a, poco nelle stesse posizioni che tenevano fin o dal giorno ·17_. Da parte dei Serbi, i ritardatari delle ultime marcio ernno gi unti in linea; da parte dei, Bulgari, continuava la radunatà. Nel giorno precedente erano arÌ·ivatt molti battaglionì. bulgari e rumelioti, alcuni dei quali, come si vide, avevano trovato subito impiego sul campo di battaglia . Nella notte l'invio erastato sospeso per la necessità di guernire Sofia. Ma fino dalla sera del 118; vi era già in posizione tal forza da assicurare pienamente la difesa. I trinceramenti intorno a cui si era continuato a lavorare, pote.ano dirsi compiti. Oram~i Sli~nitza costitµiva una posizione quasi inespugnabile per le forze dei Serbi, ed un valido punto d'appoggio alle spalle dei Bulgari, nel caòo che si fossero staccati da essa per procedere offensivamente. n mo~ento di pass~re dalla difesa all'offesa si avvicinava adunque pei Bulgari ~ forse e~a. grnnto, se non vi fo:;se statÒ' il pericolo dell'aggiramento .. Ma siccome v1 era tale pericolo e d'altronde il ritardo di uno o due giorniriusciva loro più di vantaggio che di danno, perchè fra due giorni · dovevano esser giunti .dalla Rumel ia gli ultimi bauaglioni e squadroni, mentreil nemico per ricevere rinforzi ( sia che volesse trarli dalla Serbia, o siache vole:;se ~·ichiama,re la d_ivisione del Timok) aveva bisogno di un tem po, molto maggiore, cosi preferirono attendere. I Serbi invece avevano compreso che, o riuscivano il ,t 9, o non riuscivano più. Gli insuccessi dei giorni precedenti li avevano messi nell'altern~tiva o di attaccare a fondo, o di voltarsi indietro, o di sfasciarsi. Ogni gwrno, ogni ora trascorsa, peggiorava le loro condizioni. Perciò, fino,
dalla sera del 18, deve essersi formato, al quartier generale serbo, il proposito di venire ad una decisione l'indomani . D'altronde le buone notizie avute dalla parte dove opera va la di visione della Morava avevano alquanto rinfrancato gli spii·iti. Questa si trovav11 ormai in posizione da far sentire immediatamente il suo peso. o sia che proseguisse verso Sofia , o sia che si volgesse anch'essa contro SJiwnitza. Ave.urlo percì il re Milano sperimentato quanto erano duri i Bulg:ni, e conoscendo troppo t.ardi la difficoltà dell'impresa, mandò ordine alla divisione del Timok di abbandonare il suo obbiettivf]_ (Viddino) e correre in aiuto del corpo principale. Durante la notte, i Serbi avevano spostato il grosso delle loro forze verso sinistra, cioè verso l'a la nord, la più scossa dagli attacch i nemici dei giorni precedenti. Da questa, il 49 alle 8 antimeridiane, presero le mosse ed attaccarono la destra dei Bulgari. Siccome costoro, in seguito a quanto era successo nei giorni precedenti, credettero dapprincipio che si trattasse d'una manovra, per stornare l'attenzione e le forze dall'altra estremità della linea, così esitarono alquanto prima di rinforzare l'ala attaccata . Solo poichè si vide che i Serbi guadagnavano terreno, e lo sviluppo delle loro forze rese indubitato che si trattava di un attacco serio, il maggiore Gutchew fece avanzare in tutta fretta , a sostegno della propria destra , i battaglioni e le batterie di riserva. Davanti a. questo rinforzo s'arrestò i'avanzarsi dei Serbi, i quali poco appresso comi nciarono a retrocedere fino al punto da cui erano partiti. Quindi la battaglia continuò e si estese furiosa su tutta la line:i. I Serbi avevano preso dappertutto l'offensiva. Più violentemente che altrove, si combattè ad un punto fra la destra e il centro dei Bulgari, dove passa il traccinto della ferrovia in costruzione. Quivi tre battaglioni bulgari ed una compagnia tennero fermo , fino verso mezz,1giorno, contro i ripetuti attacchi di forze superiori. . . l pomeri,wio il mao(Yiore Gutchew, oramai fJersunso che In v1ttor1a Ne ' 00 Vò bisognava afferrarla all 'estrern it/1uorclica della Jinea, eone-entrò ivi, contrò la sinistra dei Serbi, il fuoco della sua artiglieria; e quaodo credette che j proiettili di questa avessero abbastanza laoorato le file nemiche, dette risol utamente l'assa lto. La foccenda non fu breve, nè facile; ma però orima di sera la sinistra dei Serbi era c,omplet.amente sloggiata dalle sue jJosi1.ioni del mattino e rigettata sui ~onti d\ Dr:i?oman. . . La ritirata di quest'ala cominciò m buon ordme, ma quando I Serbi sentirono alle spalle la cava!Jeria nemica, si sbandarono . JJer la prima volta, dopo il principio della guerra, ebbe luogo un vero inseguimento, durato poco e spintosi per breve tratto, staote. il sopraggiungere dell'o· scurità. 1
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S'.1ll'a ltr'ala, verso_ le 3 pomeridiane, un corpo serbo, composto di un reggimento d, fanterrn e due squadroni di cavalleria, aveva attaccato; presso Gobulovski, un reggimento bulgaro. I dispacci da Sofia dicono che <1nche qui i Sei·bi furono respinti; quelli da Belgrado invece, amme_ttendo lo scacco subìto dai Serbi · snll' altr' ala, preteoclérebbero aver essi avuto una ri vincita su questa . Foss'ànche stato vero il successo, era poco per una riv incita . L ~ sorti della giornata s'erano decise all'alt.r'ala, e ben se ne videro le conseguenze i· giorni appresso. La can;a della ~~ntraddizione fra i dispacci, sta in ciò clie, prima di sera, su ll ala rnend,ouale erano entrati in linea alcuni batta "lioni serbi provenienti da Trin ed avevano messo un freno all'avanzarsi dei Bn]aari da questa parte. Erano forse distaccamenti della divisione dellà Moi~wa c?e, impediti cl~ marciare ~erso Sofia, anzi respinti, venivano in appoggio o, p~r megl1n _d,_r~, venivano ad appoggiarsi al corpo principa le. . ~nfatt1 questa d1v1swne, le cui mosse del gioi'no precedente avevano 1sp1rnto !.anta ansietà al principe Alessandro, aveva perduto tutta la "iornata del 19 in operazioni inutili e subìto vari insucc%si. Si era divi:a in dt'.e c~lonn~, del le quali una doveva marciHe-verso So'tia per Ja scorciatoia d, Bad,ca , l'altra per la carreggiabile di Pernik. Ma la colonna di Barl}ca trovò i pa~si fortemente occupati, scaramucciò alqnanto senza potersi <1vanzarc, [~01, forse auaccata , ripiegò su Trin, ed è, a quanto pare, la c~lon'.1a elle gmnse verso sera a rinforzare la destra serba, presso Gobulovsk 1. ta colonna poi di Pernik si lasciò clistrari·e dal suo obbiettivo e, inv~ce di avan~arsi verso Sofia· (ciò che forse non le fu.concesso), si avanzo, con alcuni reparti, in direzione opposta verso Radomir. Questa col?nna i_urpiietata ai fianchi e alle spai le dalla landsturm (milizia Lerriton~le) d1 ~adom_ir, Kiistendil .e Samakov, ebbe la cattiva idea di volgersi addietro e rn~egu,re q~este popolazioni armate . Quaodò un di$paccio del 19 o del 20 c, annunziò, come una vittorù1, l'entrata della divisione della Morav? (~he era già sotto Pernik) io Rado'mir, chi seguìva sulla carta le op~raz10~1 credette trattarsi di qualche nuova colonna proveniente da Kostendil; ma era_ proprio la divisione della Morava che aveva voltato le s~alle_alla meta. E c~rioso il vedere clw, mentre le sorti della campagna s1 d_cc1devano davanti a Sli wnitza, uua divisione (quella del Timok) era a CJI?-Cfue l!uone marcie di distanza ,verso nord, e uù'altra (quella deHa !Worava) d1vergr.va verso sud. risult~to della giornata fu adunque, senza contrasto, una vittoria pe, ?~l?3r1. Il pericolo di Sofia era assolntamentè svanito. Quantunque la d1V1s1one della M.orava avesse, all'indomani, trovata la strada a perla,
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sarebbe più stata in grado di avanzare. Davanti a Sliwnitza i Bul(Jari non solo ayevano respinto "li attacchi del nemico, ma, attacca·ndo :ua' loro volta, si erano impadr~niti delle sue posizioni di _sinistra e.,_ ri"ettandolo verso sud- ov.est, l'avev~no obbligato a un camb1arneòto d1 fr~ute· dimoclod1è 1;, sua linea non si trovava più perpendicolare a!la strada, di Solìa. Il cadere della notte aveva bensì imp()dito di sfrutt.are interamente la vittoria; ma il frutto ottenuto era stato più cbe sufficiente, per rlare ai vincitori la piena coscionza clell_a pr~1~ria _superiorità~ assicurarli che ,rii attacchi del nernico erano ormai fimo. Dipendeva umcamente da loro i~vertire le parti. Frattanto l'ultimo scaglione di rinfo~zi e_ra alle porte di Sofi11. Il domani o là notte seguente sarebb~ sta to a Shwn,tza. · Un testimon~ oculare di questa battaglia, dopo averla descntta con l_a vivacità di colorito <~ l'inesattezza di dati di q1uisi tutti i testimoni oculari, i quali naturalmente dànno un'impol'tanza esagerata a quello ~he vedono, dirnenticando quello che non vedono, conchiude_con questa gi~1sta. osse'.vazione: « La giornata prenderà, probabilmente 11 nome da SJ'. w~1tz_a; ,_o la chiamerei: la -oi tto1·i0, de'i capitan'i. Infaui, da par_te ~m ,:mc1tor.1'. salvo il maggiore Gutchew, la cui nomina d_ata. da pochi g,o~·rn ,_ tutti 1 comandanti di battaglione, di reggimentfl e d1 bn~ata sono cap1tan1, come pure è capitano il capo di stato maggiore»: • . • • . Circa l'entità delle perdite delle due parti regna 11a solita mc~, te~za: _m~ . ì Bnl(Jari devono aver avuto il loro migliai.o o qua:;;i tra morti e _ler'.ll; '. Serbi'\10 tti di più. Bulgari e Serbi si vant~no _d'a_ve'. fotto c~ntwarn d1 pri"ionier i. I Serbi avevano impegnato tre dms1on1; 1 ~ulgan due uon int~re, ma rinforzate da molti battaglioni di seconda !rnea ~. da truppe rumeliote. La loro inferiorità numerica· non doveva esslll'e grande; forse stava come ,\. a 5, forse era auche minor(:: _Ad ogni modo l'hanno i;ompensata col la bravura . .. . . . Nei combntimenti del •17, ,[8 e •19 novembre I Bulgan ass1c~rarono, per molti anni, l'onore militaré e l'i ntegri_tà te~Titor_ia le ~el P!"òP.:'o paese'. il principe Alessandro di Battemberg ass,cu~o a se e a suo, d1::,cendent.1 il principato, futuro reame delle dne Bulgar1e.
VIII. -
ng'iorno di 1"iposo .
Il <20 di novembre (giorno in cni, fècondo alcune conisp_ondenz?, ~i festegaia in Serbia ecl iu Bulgaria la festa di_S._ Michele) fu _g,orno_d1 r1posù pei due eserciti. ~i rip?so per modo d1 _d,re, ~erchè :1 _la~~r~ t~1tto ·i · a i·acco"liere 1 fer1t1 e a ,'-OLterrare , rnort1. I Se1b1 la,ora10110 1 giorno , ·· ~
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inoltre a fortificarsi sulle loro posizioni, aspettandosi di essere attaccati all'indomani. Per questa specie di tregua non ~ra corsa alcuna trattativa, non s'era fatta alcuna convenzione. I due eserciti sfiniti dalla stanchezza, s'~ra~o trovati tacitamente d'accordo. Da tre giorni si combatteva ~~asi da.Ilo sp~ntare dell'alba al cadere della notte; da tre giorni non s1 fa ceva 11 rancio, e da oltre una settimana si · stava alla neve e alla pioggia senza riparo. Gli uomini coperti di fango parevano cocodrilli. Questi di_sagi_ eran~ naturnlmente più sentiti e, con meno rassegnazione, sopportati da, Serbi. La pioggi::i bagna più il vinto éhe il vincitore. l\ia anche i Bnlgari, malgrado il reagente potentissimo della vittoria, gj tro:av~n~ pr~strati . E gli ultimi giu!:ti lo erano dalle marcie forzate, quanto 1 pr1m1 dai combattiment.i. · Dopo tanto imperversa re degli elementi,. era venuta fuori una bella giornata . Un tepido sole d'autnnno bri llava attraverso i rami e si rifletteva sui campi bagnati. Gli avamposti non presero la solita iniziativa delle fucilate: I due accampamenti sciorin'arono le loro miserie; cif1scuno pensò a sè e ai compagni caduti. Il principe ritornato a Sliwnitza, in segu ito alle buone notizie avute dal capitano Popow, comandante dei distaccnmenti che g1iardavano Sofia dalla parte di sud, fece in questo giorno il giro delle trincee, visiiò tutti i corpi nelle loro posizioni e fu accolto dappertutto con un entusiasmo indescrivibile. Davanti a Sliwnitza avvennero·movimenti senza scontri; cioè sul centro ciascuno mantenne le proprie posizioni; alle ali i Strbi retrocedettero e i Bulgar1 avanzarono 11 lquanto. All'estremità nordica della linea , un distaccamento bulgaro agli ordini del capitano P:,nitza (capitano comandante di brigata) si 1.1vanzò per Smo.lca, fin presso il confine, ed annunziò che i ~erbi prendeva~o mi~ur~ di ritirata, anzi che qualche riparto si stava rit1r:mdo. E:ano !orse 1 riparti più maltrattati dell'ala sinistra ( divisione del Danub10) che non aspettavano l'ordine. All'estremità dell'altr'ala )a divisione della Schumadia era quasi ugualmente scossa e abbandonava le sue posizioni :1vanzate. Soro al centro la divisione della Drina teneva fermo. Più a sud e quasi staccata, quella della Morava, s'era messa in un tale impiccio che le convenne togliersene, anche a costo di lavorare la festa di S. Michele. Abbiamo già visto che il distaccamento direuo su Bn<lica era stato respinto ed aveva appoggiato sul corpo principale. Quell'altro che da Pernik s'era lasciato distrarre verso Radomir tornò iudi.etro anch'esso, più fortunato del precedente, chè nessuno 1~ inseguì. Più disgraziato invece fu un terzo, spedito in questo giorno o fino dal
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giorno -innanzi, per cercare arch'esso il collegamen to colle di\(isioni del-centro, le quali dal canto loro lo cercavano col la divisione della lV.Iorava. Questo distaccamen to dopo una marcia faticosissima fra sentieri montani, venne ad urt,n·e contro un riparto 11 ll'estremi sinistra della linea bnlgara,,. il quale, dopo un. combattimento piuttosto vivo, lo rigettò contro l'estrema destra della linea serba e così trovò il collegamento desiderato . La sorte di questo distacca1?1ento è così simile a quella dell'altro, di cui abbiamo~, lato il V"iorno innanzi ' da far nascere il dubbio che si tratti di tina riPar ( petizione dovut.a al telegrafo. Alla sera i Bulgari er:mo rientrati in_Radomir, in Pernik , in Breznik, e la di".isioue della Morava ( salvo :quella piccola P"rte che aveva già raggiunto il corpo principale) si raccoglieva su Trin per raggiungerlo. • Frattanto erano giunti ai Bulgari grandi rinforzi di fanteria e di cavalleria, truppe che, cessato il pericolo di Sofia, accorrevano dalle città all'accampamento: è l'ultimo scaglione di quel corpo che, un mese prima, . s'era radunato sui confini turchi . Il princip-3 Alessandro aveva mantenuta la promessa al sultano; tutte le.truppe bulgare av_evano sgombrato la" Rumelia; anzi l'avevano sgombrata anche le rumeliote. Nei due campi mancavano molte cose e non v'era abbondanza di nulla: · nè di ricoveri, nè di vestiario, nè di mezzi di trasporto, nè di mezzi di · sussistenza. L'unica strada r:arreggiabile che traversava i due campi e serviva a ciascuno di linea di comunicnione alle spalle, si trovava da vari · giorni così ingombra, da rendere l'approvvigionamento ~if6cili$si~no. Le comuni ristrettezze spiegano in parte le accuse reciproche d1 poca , cura ai prigionieri ammalati e feri ti, ma non spiegano e.molto meno scu- · sano le crudeltà, nè contro gli ammalati, nè contro i sani. I Serbi, per · esempio, rinfacciano ai Bulgari di aver continuato a fucilare a brucia pelo · un battaglione circondato, che chiedeva di anendersi; i Bulgari accusano-· i Serbi di aver attaccato un'ambulanza e massacrato i feriti. Da una parte e dall'altra si smentiscono questo ed altre simili accuse; ma ritenuto che · i fatti sono confermati da corrispondenti nè Bulgari, nè Serbi, e ritenuto·· specialmente il carattere accanito, rabbi?so_di qu~sta, ?uerra, come è. ?ene- · ralmente di tutte le guerre fra popolaz1om affini, c e da credere p1u alla·· accuse che alle smentite. . L'insufficienza del servizio sanitario era quell1.1 che sopratutto si faceva , vivamente sentire. I comitati pubblicavano proclami e raccoglievano offerté; le popolazioni dei paesi interessati e fuori di ess!, r!spon~evano g~ne- · rosarnente, ma tutto era insuffkiente al bisogno . Nei giornali tedesclu ed austriaci troviamo particolareggiate descrizioni di ciò che si fece a Belgrado
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per ~i~over~re e curare gli ammalat.i e i feriti; le quali, quantunque riferent1,s1 a diverse epoche, compendiamo in questo luogo per l'economia del 1~cconto. Le s<mole veouero convertite. in ospedali e Ja direzione di ·questi venne assunta dai cavalieri teutonici. I ca rri del l'ordine di Malta lav_or_avano a trasportare i feriti da Niscb a Belgrado ; le ambulanze mi li·tar.'. h tr~sporta :ano dal campo? Nisch. Le _sofferenze durante il trasporto, per .ma,ncaoza d1 personale pratico, d1 mezzi adatti e per effett.o d~lle intem1:e1_'1e, lurono moltissime. Giunti al luc,go di ricovero, gli ammala ti e fe11~1 noo rn~n_cavano ~h cure e di assistenza. La regina stessa girava per gli 0.s peJalt, rncorag_g1~ndo e. consolando. Da molti pae:;;i giunge~ano doni. ~~biamo lett? su pe1giornali una lettera del presidente della Croce Rossa "e~ba a! pres1dent~ della ~roce Rossa ital iana, in ringraziamento per varie ·C(l:,~e ~11 coperte, biancherie; bendaggi, medicamenti spediti o-li da detta as.soctaz1one. " . D.a p~rte dei Bi~lga :i iutt~ affluiva a Sofia. Quivi l'ingom liro era gr,m,d~ss1mo, 1~ penur~a d1 mezzi, malgrado la buona volontà, era forse rnao-g1ore che l1l Serbw, ~ forse più che i Serbi, furono i Bulgnri dirn entic;ti .da lla be1~eficenza .dtl!.J ~stero . E però ci gode l'animo di poter narrare l'atto Glantropwo co~prnto in loro favore dagli Italiani ,residenti i(1 Bulgaria; i quali, con mezzi e 1~ersonale proprio, costi tuirono un'ambulanza che rese. .anche sul campo d1 battaglia, i più grandi servizi. Questi Italiani sono i~ gran·parte operai c~e -lavorava~o alla costruzione di strade e di fenovie, e non hanno leganu p.ermanent1col paese dove si trovano; nè ebbero impulso d:i l p11ese proprio, perchè iu Italiasi sep pe di tale ambulanza solo •qua~H!o ne ~arlarono_ i ~ispacci di Sofia, per lodarne i servizi. L'a;lo di ·que~l1 no:t.ri con~~atr10u.1s~~eve ~u~que unicamen te a spiri'to umani'tario, e a quel en~o d 1mp~rziaJ'.ta .e cli simpatia per le cause giuste, che è inna.to ~e.li7arnmo degli Italwm. La loro condotta impressionò talmente il ~rrnc1pe Alessa ndro che, in questo stesso giorno, fece spedire dal cnmpo il seguen te telegramma : · · · « Sii wnitza; le 20 noYembre ·1880. « Ageut diplomatique d'Italie -
Sophia - Comte De Sonnaz
. « Son Altezze re~nercie vivem~nt, par votre entrémise, Ja colonie ita
~1~1111?: pour le serv1ce transport et d'aide aux blessé$, et Yous prie d'en --elre I rnterprète (( MENGES , ))
Pochi giorn i appresso il giornalebulgaro1''i-rnovslca Costi t·uzia che esco· a Sofia, aveva quanto segue: « La colonia i.taliana della capitale ci ha recato molti soC<:or:;i. Essa « aveva, sul campo cli battagl ia, uomini prop1;i che raccogl ievano i nostri• « feriti nelle linee stesse della mischin . L' abnegazione di quest' Italiani ed « il loro amore per l'nmanit~t, li facevano entrare nelle prime linee, sfì« dando ]e fpalle e le granate ,per raccogliere i detti fer iti, ai quali essi . « medesimi davano le prime cure. Sono tratti di umanità ammirabili, e« consentanei ai voti degli Italiani, per la vittoria di questi piccoli popoli · << che lottano per la propria unione. Il segretario stesso del Consolato ita« liano, si era messo alla testa de' suoi compatriotti , per ndernpiere questo << uffi~io umanitario. Nella nostra q~ialità di publ)licisti bulgari, ci fac« ciamo interpreti della pubblica gratitudine verso gl' Italiani, che han « dimostrato tanto amore per noi, da accorrere, come fratelli, al campo• per racooglierc. i nostri fe riti. Questa grat.itu dine non è un semplice « complimento, rna un debito verso stranieri che vennero ad aiutarci, al« Iora quando en vamo :ibbandonati da iutti, e quando tutti aspettavano « con gioia la nostra rovina ». Per riunire as::ieme quanto riguarda la detta ambulanza, inseri,,mo, qui, benchè di data posteriore, le due lettere segueuti: «
Sophia, le 5/ 17 décémbre ·1885.
« A monsieur le com te Gerbaix de Sonnaz,. agent d'Italie. « Je crois mon devoir sacré de vous adresser ces q uelques lignes, pour·
v0us dire toute mon admiration et le respect que m'a inspiré la société· italienne, qui a si bravement et avec tant d'abnegation pris part aux secours portés· r.ux. blessés sur le camp de batnille, pendant le malheureux conflit entre la Bulgarie et la Serbie, ces derniers jours . Je connaissais personellement presque tons les Italiens qui faisai eo t part de la Société, par mes relations que j' avais avec eux, pendant. les differents t.ravaux aux quels ils étaient ernployés en Bulgarie; mais naturellement je ne les connaissais que com me bons et honnéts- ouvriers; voilà pourquoi leur· abnégation, sans autre intèrèt et xnotif que J'amonr pour I' humanité m'a vivement impressioné. « i 'ai presque tout le temps été aYec eux pendant la campagne, et j'ai· ' donc été temoin ocnlaire des efforts, des pri\'ations et des dangers qu'ils ont. conru . « Son Alt.esse le Prince de Bulgarie, à plusieurs reprises rn'a fnit des. éloges chaleureux sur lenr compte et je dois vous le répéter, Monsieur·
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- le Com te, que les relations que j'a i eu avec la Société et tous ces membres · resteront pour moi un souvenir de plus précieux. « Pardonnez moi, Monsieur le Com te, ces quelques paroles et receYez ,Jes hommages !es plus respectueux • De uotre tout deDouè « Prince 1VI. HrLKO F"F. » « SopMa, le 7/19 décémbre 1885 ». :.PIIINCIPAUTÉ DE BULGARIE Mioistère de la guerre N. 875~.
(Al •medesimo). « Les secours que vos compatriotes Italiens out porté à nos soldats · > blessés dans toutes les batailles qui se sont livrées, depuis les trois jour··nées de Sliwnitza jusqu'à la prise de Pirot, furent inappréciables . « L'abnegatioo, avec la quelle vos braves compatriotes, ~ous un feu ·· meurtrier, recm:illaient nos soldats blessés snr le cham p de batai Ile, est ·· au dessus de .tout éloge. « Ainsi fe me fais un dévoir sacré, au nom des soldats _et du Gouver• llement Princier, d'exprimer notre plus · profonde reconnaissance uux ltalienl:i qui sous la èonduite du vice con.sul d'Italie, monsieur Acton , out ramnssés nos blessés et leur out donné les premiers secours sous le .feu de l'ennemi. « En meme temps je vous prie, monsier l' Agent, de vouloir bien me communiquer les noms de ceux de vos compatriotes qui se sont le plus -· distingués et qui sont biea connns a mousieur Acton, :.dìn que je puisse ., les proposer à Son Altesse pour une récompease. « Veuillez agréer, monsier l'Agent, l'assurance de ma hante considé . ration.
•
« Le 1lhnis tre de la gue1·i·e
·« ì\iajor N1K1i,:onorr ».
Un dispaccio poi del 27 dicembre reca che, il Principe, tornando d:il · campo a Sofia, alla test.i delle sue truppe, avendo incontrata l'11mbulanza ·· italiana, rispose al suo saluto, gridando: Viva 'il Re d'Italia, e ringraziò . i componenti dell'am bulanza per In loro opera umaniwrin. ( Cont1·nua). C. MANFREDI, Capitano.
GRAN BRETTAGN A LA t RAN BRETTAGNA NELL'OCEANO PACIFICO.
1885 è stato di r•rande importanza nella storia delle colo11ìe [ ,, . , ,lllnO <> ] d'f d · /l'_1,~1• J ecoloniedell'Au5traliasisonocollegate per a 1esacomune e IO o e_ · , l · 1· I · 0 formato una Australasian-Fede-ration. Truppe co oma 1 1anno 1.1anu . .. · I ·1· · d I e· combattuto nel Sudan a fianco dei reggimenti inglesi, a ~1 1zia e ,~nadà lrn fatto la sue prove nella rapressione della sollevazione d_el M_anit b la ferrovia cnnadese del Pacifico è finita, ed essa raccorcia d1 un ; ec~~10 la distanza dall'Jnghil terra all' A~1st~·al_ia: il parlamento ha concesso le somme per la for tificazione dell<~ staz1?ni d1 car_b?ne; e finalmente coll'acquisto di Port-Hamilton nel canale d1 Corea s1 e gna~agnato un punto importante per una futura guerra colla RussH1 • l '·· ppcicrcrio ( ,l Do "fi "d l La posizione dell'Inghilterrn nell'?ceano Pac1_ co s1 è cosi cor~si· :~evo.rn quanto mente ra Il.orz,ata , 1·1 che è tanto I)iù importante . . che· n 1 0 1ace l11 . s·vo della politica incrlese sia contro la Chma, sia contro a. campo otl en 1 , ' 0 , . . . . · l Francia Prendendo a considerare le ~taz10m d1 carbone RUSS!U o (l ( < • • • d . quahI · d'· ocrcrio e di tappa per intraprese offensive s1 trova appr1ma, punti app <,<) • s· . d" su limitai·e delr'Oceano Pacifico, nello si.retto d1 Malacca, mgapore,, istante, · fi , 8 0c,"1o1·nate, da Calcutta e 13 da Bombay. La rada e per ora con p1rosca . . difesa da 3 batterie. Il forte Canning, un esagono bastionato, dom_rna_Ia città. La irregolarità della marea nello stretto di Mal~c~a. rende d_1ffictle l'entrata nel porto e compromette la sicurezza_ d~i l~gm 1v_1 ancorati; _a 50 ore di cammino d'.l. Singapore si trova il deposito mchfeso cl~ carbone d1 ~a~ buan, il quale in caso di guerra sarà. a quanto pm:e, c\1stod1to dalla s~~ieta inglese Nort-Boroeo- Company; questa è proprietaria_ del nord_ dell ~sola sot.to la protezione inglese, e può mantenere t~up~e, a difesa degh_scah .. ; La stazion<~ più iin portante nelle acque cl11nes1 e Hong-Kong ~ol_la citt~ principale di Victoria . L'isola giace di fronte allo _sbocco del .s,~ian?~ e Juncra 26 chi lometri e larga da 3 ad 8. Il porto da una supe1 fi~-ie . di ,..6 chilometri quadrati; vi si trovano 3 darsene, 1 bacin_o, e 5 cantieri; esso d "batterie da costa le quali tutte dom1n11te Una e, d"f I eso a.., . sono . · da alture. ··d· dorsale :11ta fino a 1000 metri divide I'1sol11 m due parti; 1a parte men 10O
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nnle è completamente indifesa, ed un attaccante vi può sbarcare senzn ;li. sturbi, ridurre dalle alture le batterie al silenzio ed aprirsi così l'entrata nel porto. Perciò si propose di proleggere le b:itterie contro un attacco alle spa lle con fortificnioni, e di formare una seconda liné'a di diFesa nell' isola vicina di Cowloon per rifugio della popolazione europea, degli archivi e del le casse; si rin_unzia ad una fortificazione della costa meridionale . L'entrata nel porto, larga 3 chilometri, deve essere difesa ·da tre nuove b:itterie: ed una diga deve portare la zona navigabile più sotto il fuoco delle batleri~ da ~osta. Durante la crisi anglo-russa si era formata in Hong-Kong una sezwne ùi torpedinieri per la difesa del porto. L'attuale guarn igione è del tutto insufficiente per la difesa; essa consta di due battaglioni di· fanteria inglese, di due batterie da fortezza , e di una compagnia del genio. Port-Hamilton è l'ultima di questa serie di stazioni di carbone: esso venne occupato nei primi mesi del •1885 durante le complicazioni a~glorusse. Il gruppo delle Nauchau è a 6 1 chilometri a nord est di Quelpart ed~ 750 da_W ladiwostok;_esso consta di 3 isole che racchiudono un ampio . e sicuro hacmo, Port Hamilton. L'entrata nel porto non presenta difficoltà, ma in caso di bisogno può essere prestamente sbarrata con torpediu i. Uo distaccamento di soldati di marin:i vi fu inviato in giugno ed ha intrapreso la formazio11e della slllzione di carbone; ;i:>ort-Ham ilton è legato telegraficamente con Sciangai. Le autorità inglesi cercano a bello studio di far star lontani tutti i forestieri cosicchè non si sa n qual punto si~no ttiunte le fortificazioni. Rispetto a Wladiwostok, la stazione della Oott:i rt~sa in queste acque, Port·Hamilton ha il vantaggio che il b11cino è tutto l'anno libero dal ghiaccio, mentre a Wladiwostok da novembre a marzo è chiusa ogni navjgazione. · Mentre ~o~t-I·fam il ton chiude la linea di tappe orientale, Esquirnault, ~ella p~·ov111c1~ canad~se della Columbia, forma una testa di pont(l per la linea d operazione occidentale, che è costituita dalla ferrovia canadese del Pa~inco. La ferrovia 'è lunga 459'.2 chilometri ed il contingente americano puo essere portato da Mont-réal alle spiaggie del Pacifico in 90 ore; il ~ompi~ento di q~esta linea ferroviaria rende possibile l'impiego di truppe 1r~gles1e_canadesi per operazioni nell' Oceano Pacifico; però la grandezza eh questi trasporti è limitata dalla penuria di materia le mobile. In 18 giorni devono poter giungere truppe dall'Ingh ilterra a V,1ncouver, altre 3 · settimane sono necessarie per trasportare in Australia, in Ch ina od a Port-Hamilton. Esquimault, durante i preparativi dell'attacco anglo-fra nèese, su Petropawlosk nelJa guerra di Crimea, venne eretto a deposito di carbone; attualmente Esquimault, a causa delle vicine miniere-carbonifere di Nirnaiwa, è il più iniportante punto d'appoggio della flotta inglese nella 1
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parte orientale del Pacifico; e durante le complicazioni colla Rus_sia vi si eresse una serie di bauerie a difesa del porto edella capitale Vittoria .e vi si stabilirono due barche torpediniere comprate al Chili. L'entrata piena di scogli rende difficile l';ivanzare ai legni nemici. e facilita la difesa. In Vittoria è di guarnigione una batteria di artiglieria da fortezza della milizia .del CaMdà. . . . L'orgauizzazipne delle forze austr&liane non è aucora ul,timata. - Mili?:ie e volontari esistono solo dal ,J878 . - Truppe inglesi non trovansi piìtdi guarnigione in·Anst.ralia; la stazione navale consta di 10 legni , fra i <Jnali una cornzzata, con ,J iiOO uomini di equipaggio e 51 cannoni.· - Le trnppe dei singoli Stati dell' Austra li:i non sono in :ilcun legame fra di loro; il còmpito dell:i Ai1stralas1·an-Federnt'ion è fissato essere quello di impiegare tntte le forze nel comune interesse; per orli le truppe serYono solo .i !-COpi loc11li . . S1id-Austrabia (320000 abitanti, dei quali 5000 ind_igeni· e -t:i'OOO chiue~i). - Il porto della capitale Adelaide, S.t Vincent, è difeso eia due forti che si trov:ino sopra uno lingua di terra che racchiude il porto. Nei forti trov::msi peu.i da 2.5 e da 20 centimetri; alla difesa attiva serve nn incrociatore di 700 tonnellate con 6. pezzi. , Le truppe constano di pochi ·artiglieri e di volontari e clei riOe-cl uhs. I volontari formano 2 batrnglioni <li 500 uomini, 1 r,ompagn.ia di fanteria a cavallo, e 2 bntterie·di ,J 00 uomini. ·- La fanter ia ò armata di Henry. i\-fartini. - La durata del servizio è di 3 anni ed è ammesso un secondo . arru?lamento r.on premio. Gli uomini ·.sono obbligati da 60 ad 80 esercitazio1ii all':rnno. Le assenze sono punite con multe 011 arresti, e così pure le manc:rnze disciplio:1ri. ·- Si sta organizzando una riservn, che per ora conta poche centinaia di individui. . T rifle-cluh;; contano circa 900 uomini formati in 26·compagnie; si calcola che 3000 colonisti abbiano appartenuto a queste società di tiro e che in caso di guerni essi torneranno ad iscriversi in_esse. Nu<YOa Galles del Sud {880000 abitnnti; 4000 indigeni e 10000 chinesi). - l porti <li Port-Jackson, Botanybay e Ne,vc·nstle sono difesi}a batterie nelle qu:ili trovansi 60 cannoni di tutti i calibri e forme. Alla ,!ifosa attiva in mare serve lo Sloop-Wo lwerene. ·Di truppe permanenti vi sono 3 batterie con 325 nomini. Di volontari: 3 battiirie r.on '2600 uomini, H har.terie con 500, 1280 c.acc.iatori, nna brigata navnlfl ,~on 656 uomini, -120 pionieri e ,176 torpedinieri. - Le truppe permanenti sono reclutate col sistem:i inglese. Vùltot·ia (930000 abitanti, 42000 chinesi). - Port-Philip, il porto di Melbourne, è difeso da una serie di batterie e da un forte con 40 cannoni. 33 -
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ANNO XXXI, VOL. l.
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ESTERA
RIVISTA
Il materiale navale con~ta di ·1 coraZZ11ta, ,J fregata. in legno, 2 cannoniere, una nave torpedinie:-a, 2, lance torpediniere, con 426 uomini di equipaggio. ~ruppe permanenti: 1 [50 upmini di artiglieria . Volontari: 1 reggimento di cavalleria a 5 squadroni, 3 batterie da cam. pagna e 5 da fortezza, 2 compagnie del genio e 3 di torpedinieri , t~ battaglioni di fanteria. · I '! 06 rifle-clubs formnuo una riserva per i volontari. - A Melbourne si è aperta il 5 apri le del ,f88,i, una scuol'a per aspiranti ufficiali. Queensland (250000 abitanti dei quali H 000 chinesi e20000 indicreni . - Bri.sbane, il porto principale del la colonia è difeso da una bi=itteria · la llot.ta consta di 3 scialuppe con 6 cannòui ed ·1 barca torpediniera . ' Le truppe constano di 2 battaglioni, ,1 compagnia del genio, 2 batterie da campagna e 2 da f'orteiza . Tasm:mia ('1'.26000 abitanti) . - 111 capitale Hobarttown, è difesa da 2 batterie con ,J 6 pezzi. Le truppe permanenti constano di 3 batteriù con 250 nomini ed i volontari constauo di 320 uomini. Australia Orùntale (30000 abitan1.i). - Ha un corpo di volontari rii 550 uomini. · 1:uova Zelanda (500000 abitanti dei quali &.0000 Maori e 5000 chi11~s1). - Le truppe constano di: 53 conlJ)agnie di fanteria con 2800 uom~n~ , 7 squadroni di c,1valleria con 1-00 uomini, ;f:2 batterie con 600 uomtm ed 1 1 batterie da costa con o02 uom ini. Vi sono inoltre rifle-clnbs con 1300 5oci. Le trn ppe hanno fucili Snider. _L? ~oi;za tota!r~ dei vo lontari in Australia è in cifra tonda di 46000 uo~m~ ,; in caso d1 1:°inaccia da una potenza e;;tera si spera di poter mettere msieme. colla cluarna-ta cli tutti eoJi atti ali,..., ,·11·m1· d" 1· 00 · .,.·'O ,,"n n1· una .... "~ 1 forza d1 1-50000 uomini. _riordi.uamento delle forze armate è urgente però il bisogno di uf6ciah '.n_gle_s1; e v_e~ne perciò propo;,to dal governo colonfale di abolire le prescm1o_n'. restrittive c~e rend,ono possibile agli ufficiali inglesi di pren dere serv1z10 nella colo.n~" solo con la perdita delle loro pensioni; non si ebbe ancora alcuna dec1srnne da pa rte del governo inglese. 0
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(Dal Militar Wochenblatt) .
507
"' RUSSIA SUL CARREGGIO REGGIMENTALE PRESSO L' ESE~CITO RUSSO.
L'cser(:ito Hnsso, in questi ultimi anni, e dopo la gran guerr:, del 1877 ,e ·1878, rese regol:nnent11 re il carreggio a due ruote ed a due cavalli o quadrupedi, per i traini, dell e munizioni di fanteria almeno ('I), adottando perciò una carretta da cartucce, che ra parte quindi dei tra in i _reg.gimentali e di prima linea. Il fatto di tale adozione merita quindi di essere conosciuto ed 11pprezzato, non fosse altro che per dare agli studiosi la più ampia conoscenza ,dei traini reggimentali di altri eserciti, tanto più di un sì grosso, e valo1·oso esercito qua le è il russo, che fornisce a sì speciali e diversi teatri di .guena. In sifotta questione, non è for~e inopportuno, la parte storica e personale, se così si può dire, eppertnnto e per mc1ggior chiarezza della questiont stes,a se ne forà '[t1alche cenno, dappoichè era forse più delicato ,in Russia che altrove, lo stacca rsi eia carreggio ed attacco di cava lli, per ·così dire, nazionali, peradouare la carret.ta e l'attacco addirtuura all'oc·Cidentrde se così si può dire. ~ cl 1883 l'illustre generale Vannosky l'anti co c.apo di stato maggiore sul Lour (·1877-78) di S. M. l'imperatore attuale, diventato ministro della guerra volle che i gtudi di commissioni, che già da tempo trattavano ,delle riform e sui traini e carreggio delle trnppe, arrivassero a qmdche so.luzione concreta , pratica, fra le idee personifìcate dal generale Tughelhordt che ten devano a volere per così dirn uu·tipo unico di caneggio, e ·<[tielle rappresentnle dal generale Zeddeler, che invece propendevano verso il particolarismo dei sio:goli ca rri o vetture, ed all'occidentale. Nella camp:igna del 1187-7-78 inoltre eransi trovati casualmente van·tao-rri non indifferenti dall'avere potuto ricorrere al ripiego di uti lizzare •(c~llo stesso numero di cavalli) gli Hantreni di cassoni da munizioni come vetture a due !>Ole ruote, relati vamente leggere quindi, sì per loro (!) Questo carreggio fa parte del c:irrnggio dell'intenden1.a, e non di quello dell'a r,liglieria.
: 1',S'f.El,l,A
RiVISTA
": stesse cl~e in . paragone dei cassoni a quattro ruote di'cui si lasciavano i retrotreni. . . . .'in quella campagna sì per la rrntura del terreno e d~lla viabilità, che p~r 1:esempio delle truppe tm:che e cli ·quel_fe popolazioni erasi dovuto veder~ .'. va~!a~gidel :ornm~ggio, ~- i:_icorre_rvi talvolta a tal modo di trasporto . Gli ult1m1 espemnent1, sotto il generale Zeddeler, portHooo quindi sul traino de!Je cartucce: : tì.)_Ksommeigio; b) Con ca 1;retta a 2 ruote ed a 2. ca valli; ·e)"Con Clll'ri a !1 ruote ed ÌJ. 2. cavalli; et) Con carri a /1 ruote ed a /1 cavalli; e) Con un:) vettura a i ruote a 4 cavalli capace di scinder~i in due carrette ·a 2. ruote (a 2. ca v;dli). Il somnieggio fu scartatò perchè negli esperimenti di rifornimento al campo di Krasnoe-Sélo, non si poiè ricorrere ad andature celéri, cioè trotto o galoppo, con quel modo di trasporto delle munizioni, mentre ciò era possibile con carri, o con carrette. · · Sotto il rapp6rtò della leggerezza, primeggiò la carretta; qui~1di il carro a 4- ruote a due cavalli, e quindi gli altri carri. . La ca~Tetta si giudicò che meglio sormontasse gli ostacoli del terreno, · mentre il carro a 4 ruote ed a due cavalli che era opportunissimo su lle '. strade, si dimostrò d~hole per sormont.are gli ostacoli di terreno in paragone della robustezza della carretta. : Il carro a ii- ruote ed a ,i, cavall i, ebbe il vantaggio di dat' modo di utilizzHe i 2 cavalli latf rali , per impieg:irli eventualmente, e momentanea. mente a someggiare cartucce. · · 'li càrto'id- ruote e ,i- cavalli, trasformàbilè in due ·vetture ·a 2 ruote ed . a 2 càvalli, a,;rebbe 11 vantaigiò di dàre i.m càmi nèi terreni facili e due a due ruote in quelli difficili; ma daya troppa fatica sul (!arrese cÌei cavalli -o quadrupedi·. . · ,!) . Non si ritenne conveniente il 1·icorrère semplicemente à cofani da mettersi su qualsivoglia altro carreggio reggimentale regolamentare; 0 su altre carrette qualunque; ciò non poi.endosi fare che coi cassoni d'artigl ieria (a !1 ruote). . In quegli esperimenti, si credette inoltre di dov·er ritenere che in (Jeneralé le vett1fre leggere, per munizioni, destinàte a percorrer/' le strade, · si fan~o difettose o si trovano· deboli, ·se devono lasciare tali -vie,-p1,r cui non nspondono alle condizioni volute per cassoni in genere~ per cui in allora si ritenne di doverli escludere assol utamente dai traini re(J(Jimentali, e di dovere dare la preferenza alle carrette esperimentate pe~,!)le c11rLncce.
5.0.9.
I;,e:vettnre a .l- c;iy,tll_i·, portayaoo · H500 .ca:rtu.cçe,: e c9~i" ,pµre: quelle.2 ruote ç ~- e/valli; ed ogpj q\1a9r.upedc pel $P~neggi9. ppr\aya 1.700 , cartucce; era stato.aperto uu cçmcorso per modelli .di.~ r~i e car.rette, .QOn . premio <Ji 1_5QQO_r!].bl_i p~r vetture l:l 4 rno~e e tcava.!li, ed 4. rqpt!) .e~ a, 2 cavalli_; e di 4000 rubli per vetture a 2 ruQte ed a.2 ca.vaqi·. , Comunque gia la soluzione, se decide, dell'antngonismo di tdee.stato più : -sopra accennato; a favo.re del generale Zeddeler, e delle carrette .all'occi-.. dentale, è però ancora subordinatri a. mqlte .eye))tnalit~:-diì effètÙ1~zi~ne; '.l, - . genera)(l, · .. ·· · D'altronde, allorquando si tratta di caneggio mi lit.are, è ben necessario' <li ricordare c.he. per_pa rri a !1 .ruo\e di .traini reggi.menia!i o. di:1 · linea· s'i ntep~~. i,rp p\foitam.e11tf! ~h,e l'.11ni9ne.dei . due treni pei·mtiJte l'uscita. delle carreggiabili, ed il ,percor$o,nej terreni, in mauiiira.su((ìcieniemente.ana.- ·• . • logo a quanto.si ot.tiene nei cassoni delhirtiglieri~; .sì :;_up pone che la. robustezz.à ~.ottei:i,~1ta .eqµival~utemenie in:.n~tt.i i rn,odelli; che i pesi ut.il.i, . cioè di munizionl traspprta\e, sooo soddisfacenti, e .che i pesi..tota,fi s.ono i paragona.bili.a. seconda :d' ogni ye_ttura; .e _1;he le andature ·velpci se. rese. possib:ili nelle .car,rette, ~on sono poi in)'pedite appositamente, si potrebbe -quasi dire, nei carri; la soh1zioue Russa se ffuindi è importante a conoscere e.d a studiare. G. C, R. . , ; ~
NOTIZIE MILITARI.
Tru.p pe della prov·incia del l'ranscaspfo. - Uu Prikaze del 15 (2i) di~mbre ordina quanto segue: ·I• Il 1° battaglione cacciatori del Transcaspio prcnderit il nome di 5° ed il 5° il nome di 1°. 2° La 1' prima brigatà cacciatori del Transcaspio $arà formata coi battaglioni l', 2°, 3° e 1•0 e la 24 brig11ta coi battaglioni 5°, 6°, i 0 ed 8°. 3° I battaglioni di linea del Turkestan 3° e ·11° siiranno aggregati .alla 2• brigata cacciatol"Ì del Tr~nscaspio pèl tempo che resteranno in ·quella provincia. Trnppe del Turkestan. - Un Prikaze del 20 dicembre ('1° gennaio) ordina che il ·I 8° battaglione di linea del Turkestan passi dalla 3· brigata .di linea alla &.a ed il 20' battaglione dalla /•n alla 3'. Trnpie del Cmicaso. - Un Prikaze del 25 dicembre (6 gennaio) ordina la formazione di un 2° parco telegrafico del Caucaso ed un Prikaze del •12 ,(2l gennaio) ordina che il parco t.élegrafico finora esistente nel Caucaso ,prenda i I nome di ~ •. 1
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RIVISTA ESTERA
Fer1·0,v ia da MM'D a Bnkarn. - L'Emiro di Bukara ha stipulato uua, convenzione colla Russia per costruire, di comune accordo, una ferrovia da, :Merv a Bukara (fn Dalido Ifasso). Certamente questa ferrovia si collegherà con quèlla che da Krasnuwodsk conduce ad Askabad e dall'al tra parte dovrà prolungarsi fino a Samarcand:i. ed oltre fino a Sir Daria; cosi il Capsio sarà in diretta comunicazione colle provincie del Turchestan ed a Merv potranno facilmente concentrarsi truppe provenienti dalla Russia Europea , dal C~ucaso e dal Turkestan . Corse obb ligatorie_degli uffkiali d:i, cavalleria. - Un Prikaze dell'Ìspettore generale ddla cavalleria Principe Nicolò fa noto a quest'arma il risultato-delle corse obblig~torie eseguite dagli ufficia li di cavalleria· nello scorso anno. I cavalli di cui si servono gli ufficiali per dette corse· devono esBere di lon, proprietà privata e non già cavalli d'agevolezza (kazenno- of6zerskie). Di ~.f 95 ufficiali di cavalleria, ,1866 presero, parte alle corse; il numero di nffièiali che non poterono prendervi parte· per mancanza di cavallo di proprietà privata fu di 56, e S. A. _consta ta in ciò un migliorarnenlo notevole perchè nel 188,i questo numero fu di 4m; egli spera che la mancanza di cavalli propd per alcuni ufficiali n0n sa rà che cosa casuale che presto sparirà affatto. Oltre alle corse di 2 verste fu fatta pure una corsa speciale di 2.2. verste dagli ufficiali della cavalleria, · della Guardia e del la brigata d'artiglieria a cavallo della Guardia. Questa distanza fu percorsa in ,1 ora e 40 minuti.
(Dall' Inva.l'ido Rnsso).
LIBRI E PERIODICI
· h . Weisse•abin·u. _ Eine taktisch-kriegn11s Gefec t von l" W . . i , 1· l1e s lttd ·1e ·vo n S v B. (Il cO'lnbaUùnento e1, ei.sh s•.r esc 1C1ll. 1c · · u ,1· ,1·885 r> · • t · per S v B ) JJ 6 l m, · senfmrg. St1idio tatt1.co-is orico, . . ..
d. I ·1870-7'1 serve tuttbra di sogge1.to per ricerche e stndii. t d1·0 pa1·ticolarecrc,iato della hatpresenta uno s u '-"' Il. lavoro l çu1 b I le l'a11to1·e sottomette ad una critica fondata d" ,,, · sern ura ne qua ' • · d · taglia t ,') e1s. ,. , · · · deio TedescIH. qua nto qt1el le cle1· Francesi, · ~costan . osi tanto le opernz1om . . . dell'opera dello stato rnaggioregermamco. qualche volta nelle sue op1U10~1 d . d lii di ordini scritti che sarebbe li divisione - In c,eneL'autore dà anche qualche vota e1 mo e d. rl questo od a quello coman antP e . . " stato bene are a . . . . . ·l·. fa derrli studi sul l'ultima guerra il libro pre$enta un 111teie,se per e n , v ra.le, franco-germanica. ,:
c,
.La c,1mpa;;,na a· . ·esoin·a
. ,s ,le fe,· ;,es r,le ssés .e l ,,,ur.. - ,1885 ltules ,nilittd1•es, par dr. P. H.EDAC\ D. ,
T1•t1nspot•t ptu• cl1,euiu
d bblicò recentemente il suo particolareggiato Il chiaro dottore Redar pn . d . militari feriti ecl ammalati » . l t1·cispm·to per ferrom,li ei . .· . :apporto « su france~1 . . . t alla direzwne centra1e delle ferrovie o-overnat1ve O . da lui presenta o , . ·1 l ttor Redard accenna fra le a1tre . ,r Il f , ione al sno rapporto 1 eo · < ' • ,~e a pre az . lta t11tta· 1''1 foro attenzione alla compi 1a. t dopo aver nvo . . , cose, al f,Hto c ie, .. . . . ·1 trasporto in ferrovia delle ti nppe, ' Zl·onedi rec,o)amenti e d.1istruz1001pe1 i i,
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E PERIODICI
Ll.81H
degli oggetti di corredo, di armamento e di sussistenza le crrandi· poten . I 1· I . . . ' <> ' ze :,O o neg I u tm11 tempi pensarono all'organizzazione del t , · · d 1· . , ra~porto de1· 1rer1ll _e ~g I arnrnalat1, ed. allo studio di relativi tipi di vacrooi e di tren·1 san1tar1. ò!> Per esem~'.? I~ Francia: _malgr~do c~e l' esperienza della guerra del ~ 870-71, os~_w di ·I i anni la, abbia chwramente dimostrato l'immensa '.~nporta~za e la_nece~sità _d_i mezzi regolHmente organizzati per l'evacua z1oue _dei ~alati e dei fel'lt l, fino a questi giorui non possiede nè la parte matcrn=de r~s_ro~deut~ allo :;copo voluto, nè un'organizzazione preparata det treni n11htan sanitari . . _Nel (a ,1• parte del_suo_ rendicon to il dottore Redarci foruisce delle nott~re di carauere stonco, mdicauti quaudo e quuli misure furono prese in d'.~ers1_ Stati_ p~r In ~roo_ta evacuazione dei malati e dei feriti dopo le batt_ag~ic_-. Ivi s1 ;samm_a il modo come f~trono utilizzate per que:;to scopo 1~ lenovie nell Amenca del Nord al tempo · della (1uerra civile e sono nr!ortate molte citazioni di reudiconti dei medici militari ecc. c,1~ i:rrande mm~tezza so~o _date delle notizie riguardanti lo stato delle cos13 i; Germallla, sono 11.1d1cate le istruz.ioni. es.isten:ti in Yrussia riO'uardauti il tra~porto_de~li amn_ialati e fe_riti sulle ferrovie, si mostrano<> le ~1isure prese "q_u~~to frne d~1 Tedesc_h1 nella gne!'ra del ,1870-71, e si riportano molti dati mter~ssanl1 car~tternzanti lo 1,tato attuale della questione deJJ' evacuaz1ouem Germama. ; · ' · Delle notizie dello stesso carattere souo a~chc foruite ;·iguardo alleai tre potenze europee. . . . La sec_o~da pa_rte del .rendiconto è dedicata ad una rivis~a dei vari .tip.i di _vag~~1 J~~roviari, usati in vari Stati pel trasporto degli ammaiati e· det f~r~t1. '\· 1 sono descritti anche i vari modi e congegni per ~ezzo d·ei quali ~1 po:'sono _trasp~rtare i malati e feriti nei vagoni ordinari, dopo aver Ja_tto_rn essi degli adattamenti di _poca entità. La descrizione dei vari : 1~dell1, d1 ba~·el~e ed. i mezzi co1~e sospender!~ nei vagoni è accompa<>n,lta d,1 molti chsegn,. Alla fine d1 questo.capo 11 dottore Redard fa al-= cune osservazioni riguardo ai descritti modelli di barelle, e dimostra i loro vantaggi e svantaggi. Quindi Fautore passa alla descrizione di molti . ~o_d_ell_i d'. vàgoni costrutti appositamente per il traspofto dei malati e lenti; indica la co~posizione e la costruzione dei treni speciali sanitari ed alla fine del capitolo fa un esame dell'utilità di tali treni . Nei capitoli suc~essivi sono esaminati i tipi di vagoni destinati pel tras?orto in tempo di guerra dei feriti ed ammalati, rna che.in tempo di pace si possono adoperare quali vagoni ordinari per viaggiatori ed anche qua li
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v:,goni merci. Nel numero degli adattamenti da farsi nei va~oni merci . sono descritti quelli propo!-ti in Russia dal signor Zavadowsk1 e dal capitano Gorodetzki e fra quelli propo'sti io Francia sono desc;ritti_ i sistemi dei si(1nori Morache; Leon Lefort, del colonnello Hroux ed altn: · ·' li dotto1'e Redard indica il sistema Lefort, quello austriaco, il sistema Grtind e Morache quali i migliori e meglio degli alfri rispondenti alla c0ndizione di un prorito addlltt/).meuto d<~i vagoni esistenti al tr·asporto dei l'eriti e malati.. , ' · · · ·· · ! Nella.tei·za. pa1;te dell'opera sono riportati dei dati rinettenti gli ad~ttamenii ·proposti dallo stesso autore dottore Redarci e dal signor Cheva_lier: per i vagoni merci. Questi .dati e l::i. descrizione delle varie c;~struz1on'. sono completati da una ~eri~ di disegni; vi si tro vano pure . ~e1 pr?~~ttt. . di norme .per il collocàméuto dei feriti e dei · malati in questi '.'agoni .ed_ anche per il :loro trasporto nei vngqni e fuori di essi. Fra le m1sure che il signor.l{edard consiglia di prendere subito in Francia ~erpossedere Ull bùon nurnero di treni sanitari lien organizzati pel caso d1 una guerra, . le più imiiòrtanti sono le .seguenti: egli consiglia .di-prepanir~. ùn:-piccolo· ; . numero .di vagòni destinati espressaménte pel tr:isporto .de1 fem1; preparare un cérto nu1nero di vagon i per viaggiatori· secondo un dato ~no_- . dello che possano servire tanto . pel trasporto abituale dei p3ssegg1ei:1, • quanto pel trasporto degli ammalati e dei fer_iti _in. t~in pci d( _gu~rra, e f_1~. nalmerùe:fare in ·un numero molto grande dt:vagom merci ùe1 semplici addattamenti permettenti il passaggio .da un vagone ,1ll'ahro, _e pro~'- : vedere mli vagoni .di vèntilaiione.e délla riecessaria luce: · Al librò è aggiùnto un vasto catalogo di opere apparse_ dal 185~ a~ ,1883, stampate in fr:incese, inglese e tedesco, e riguardant_i le q~1~st1oni dei soccorsi medici in guerra ed il trasporto degli amma lau e ferrt1. ·. · (DaJl'jni,à/.ido R1~sso).
Feltlt»tu•elud Fii.,·st \\i,·etle, von .HE1u 1ANN, generai-
. major uncl brigade- kommandeur. ( ll feldniàresciallo p?·incipe Wrede, per il maggioi· genera.l e brigadiere von HEIUlANN). Monaco, 4883..
Quest'opera presenta una complet~ biogralìa del feld ma~e~cia_llo bava...e ed insieme una storia dell'eserc1to bav11rese. Essa è d1V1sa m quattro res d· 1· cl · I libri contenenti ciascuno •12 capitoli, nel primo e1 qua I è escr1tla a
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gioventù del principe, gli anni d'università da lui passati in Heidelberoe. quin~i il suo apparire sulla scena politica quale caldo nemico delle id~~ nvol~zwnarie. CoUa sua nomina nel 1793 a commissario provinciale nel palatinato e nel ,179,lc a colonnello dello stato maggiore, Wrede passò a for parte cieli' esercito austriaco che si concentrava suf Reno, sotto il comanrlo di Wurms~r. Cogli Austrinci Wrede fece tutte le calnpagne da l ,1794 al 1798 sotto li .comando del principe Alberto di Snssonia-Teschen cli Clairfoit e dell'nrciduca Carlo. Le simpati<~ dn lui acquistate fra gli '.\ustrinci , ?sserva_ l'a_utore, d~starono nel suo animo una cattiva dispo,;izione ver,;o 1 _Pru ssrnn1: eh~ egh rit~neva, all'epoca della infelice campagna del duca d1 B:unsw1ch m Francia, colpevol i di tutti i mali sopravvennti nlla Germanw. Nel secondo capo si descrive l'opera di Wrede dalla formaz ione da lui fa~ta n~I 1799 _di u~ battaglione di sold_ati mercenari, col c1uale egli si distmse m akum fatti d'arrhe sul Nekar, nei ranghi dell'esercito Au:-triaco. Il terzo cap1l è dedicato al111 descrizione delle operazioni nella Germania meridiorrnle, sino al la sconJìtt.a degli Austriaci ad Hohenlinden, alla quale Wrede prese parte comandando nna delle brigate della Jivisione bavarese formata al principio della campagna e manciata a rinforz,,re l'esercito :ntstriaco. Dopo la battaglia di Ifohenlinden i resti dell'esercito bavaresefurono sottoposti ad una accurata trasformazione colla cooperazione di una commissione, presieduta dal duca Guglielmo, membro della quale ftt nominato Wrede. Il 2° li!Jro co~incia colla descrizione del cambiamento nella politica bavar~se 1u segmto all'alleanza colla Francin, pel quale l'esercitti bavarese- rh:eve un nuovo ord inamento coll'introduzione dAlla coscrizione di un armamento migliore e dell'ammaestramento della fanteria in ordin~ sparso, coll'aumento della cavalleria è dell'artiglieria, t·osicchè nel 180!~ essa _raggiunge la forza di 304-'2.6 uomini {i 2642 cavalli e nel seitembre 1805 la ,cifra di 75802 uomini e '18350 ca vii.lii. Frattanto si apre la campag~a del :1805. De_roy e Wrede, comandanti le truppe bavaresi, sono posti sotto·rl maresciallo Bernadotte, il quale li conduce fino ai confini della Boemia, dove i Bavaresi, sotto il comando di Wrede si battono coo-J i Anstriaci.presso Iglau. Quindi si espongono: l'unione della Ra vieTa ailn Confedernzi~ne del Reno, la hattnglia cli Pultusk nel ,1807 e di Abensherg, ~a11~sh'.1t, Ntmm'.n:kt, ~nlzburg, Wagram nel ,1809, ed anctie le oper11z1on1 dei Bavaresi 1n Tirolo, sotto il comando di Wredt1 . . Nel quarto capo di questo libro si descrive la hattaglia dei Bavarn!-i a Polotzk -e la calamitosa ritirata dei resti del corpo bavare.;e dalla Jfo~sia. 1
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Il terzo libro ha per soggetto l'esame della nuova politica della Baviera e la sua unione agli alleati contro Napoleone, nel 1813; i movimenti dell'esercito bavarese ed austriaco sotto il comundo di Wrede, sulla via di · ritirata dell'esercito napoleonico battuto a Lip:;ia per Banau al Reno . . Segue un'interessante relazione sulle cau$e della disfatta dell'esercito :illeaio ad Hanan ed una descrizione delle operazioni dei l3avaresi nel ,18 11r~ presso La-Rothière, Bar-snr-Auhe, ed il mo·vimento su Parigi , sino alla nomina di Wrede a duca. Il terzo ed il quarLo capitolo sono destinati ,,!l'opera di Wrede al congresso di Vienna del 18·1,i, dove egli si dimostrò contrario ai piani prussiani di nc.quisto della Sassonia e, nello stesso congresso del 181 5, a nersario ùell' Au$tria nello stabilimento dei conf111i territoriali fra la Badera e la Germania. Nell'uhimo libro si descrive l'altività del fe ldmaresciallo Wrede in Baviera nella opera della climi- · nuzioLie della forza dell'esercito, uella riduzione delle spese, nell'introduzione di una migliore istrn.1.ione (grandi mano·vre), e nella crea"zione di ' . uno stato maggiore. Questo è uu libro che :;i legge faci lmente e che appari.iene al numero delle buone monografie che tanto di frequente appariscono nella letteratura tedi:Jsca. (Dall'Invai.id-o Rnsso). 1
Milit~~,. - \\loclieHblaft. -
N. ,J al 7.
Fon RoTBEHG. - - L'ù;tru,::;ione rnl li'ro per l'eserc'ito itaNano del · 2 ·m anw ,J885. - È una succinta esposizione del no~tl'O regolamento-accompagnata qua e là da q,ualche os:.ervazione. Lo :;crivente tomincia col notare come questa i:;trnzioue :;i scosti in parte dai princi pi della istruzione prussiana del ·I 5 novembre ,t 877 di cui' quella provvisoria del felibraio ·I88,1 era uua imitazione fedele. Fa prima di tutto notare la grande semplicità delle attuali regole di puntamento io confronto con quelle della detta istruzione provvisoria. Accenna ai vari esercizi che non trovau si uè nella nuova istruzione·· prussian,1, nè in quella francese, cioè: il puntamento celere; la carica ·con cartucce da esercitazione, la carica e sparo con cartucce da salve; i(· fuoco accelerato 1.:on cartucce dn eser, itazione; la carica e sparo con car- ..
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tucce a patlottola; il modo di riparare agli inconvenienti che possono sue. cedere nello spa ro; ed il riconoscere il grado d'istru.zione acquistato nella . ·scuola di p!rntamento: · Passando alla istruzione per la stima delle distanze, osserva che es:;a differisce assai d,il la prussiana; e che questa 110n traua che della stima. , delle distanze por mezzo d~ll'occhio, e non come l'italiana anche per mezzo del !'uono; per contro l'istruzione prussiana vuole abituare l'occhio a mi. surare con qualche sicurezza dei tratti di !tirreno e dà delle norme per ciò. Sopra la stim:i delle distanze per mezzo della fìgn ra d~ll'uomo, essa dice: « quefto secondo metodo supp,one d'aver d.'ava11ti tlll nvver,sario visibile; , · se questo caso uon :sj veri6ca,. 'se !e distanze devono essere stimate per mezzo di accidenti di terreno,· oggetti ,visibili o posizioni nemiche marcate cla l fumo, allora sono impiegabili solo le norme date pel •1° meto1o ». L'istruzione it~liana dà dello norme per la stima delle distanze.fino a 1600 met~i; quella prussiana fino a 1290. Ri portato il contenuto dell'articolo 107 delri$truzione il quale riguarda la stimn de!le .dis~anze .p~r !1)ezzo Jiel suono, l'nùtore trova in esso LttHI ,condanna di ude me'todo perchè non pratico in guerra. , « Le prescrizioni della istruzione italiana riguardanti la sLima delle distanze, mostrano di nuovo la tendenza degli italiani a voler tutto r ego,laméntizzare e form:il izzare (1·eglementarisiren, schematisiren); le più piccole disposizioni a darsi sono tassatilr,amente ·indicate, mentre le rela .. tive prescrizioni per la nostra fanteria la$Ciano lib·ero ca mpo all' iniziativa · dei superiori ». · · · Passando alla scuola del tiro al bersaglio lo scri vente vi trova unn grande !'.emplicitlt in confronto a quanto con teneva l'istruzione provvi· soria. « Il nr:lteriale dei bersagli è molto semplice, esso focilita ed abbrevia non poco il servizio». Fa osservare come al ~- ,t 71 si parli di tiro ordinario accelerato dalla ~posizione di a terra, mentre nel riparto delle lezioni al N. •18z non esiste un tal tiro. L'autMe passa poi o. fare le sue considerazioni generali. - Mentre le prime due parti dell'istru iione si accostano all'istruzione prussiana dcli' ~,1 settembre 4884-, la 3a parte ricorda in qualche punto l'istruzione ,.francese del 1° novembre 1882. Crede troppo breve il periodo del tiro al bersaglio, e lo paragona con quello prussiano che dura tutto l' anno o per lo meno tutta la buona .. stagione. 1
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L :iccumulare tulle le lezioni in un breve periodo di tempo_ ba dei _buo~_i risu ltati per le relozioni pel tiro, ma ciò non è ;he un_be~e 11lu~ono; cio che si impara presto si perde auche presto. E meglio 11 cont111uare le e·ercitazioni per lungo tempo. . . Trova dannosa la m:mcanza di condizioni (bedingunycn) per ogn i lezione ('I), e crede che In prescrizione di far tirare nl _b~mglio_contemporaneameote sopra più lince di tiro non renda po$s1b1le un uro calmo e· ·regolare. · · .' . . . . r ·d I La nuova istruzione tende a concentrare le lezioni d1 ~ir~ 1_nc 1v1 ua ~· nlle piccole distanze, lasciandone poch~ per q~elle supe1:1ori ai 300 metri (nel 1874-: 59 spnri; nel rn85: :-io ~pan olt_re 130_0 metri). . . Trova che da noi non si tira ali :1ppogg10 che rn una lez1o~e, menlle in Prussi:i si usa questo tirò molto più frequentemente, p. es., la. terza classe tir:1 6 volto all'appoggio. La posizione di a terra coll'ap~ogg10 che è una posizione regolamentare, non viene mai adoperata nel ti ro a ber~aglio. .. . ·,.,~ . . Pel tiro individuale, l'istruzione di tiro ·italiana 1m p1ega , .., _cnrtu~e; 111 fran cese 83; la p1:ussi:rna HO; pel ti~o di combattime~ to, l'1st~·uz1onoitaliana 1. 0 ; la francese 'J,7 e lo. prussiana 20. Ma in Francrn co~,c 1_n ~er~ mania si distribuiscono inol\re cartucce a pallouo~a per _eserc1taz1on1 d: combattimento speciali ; in Germanio. ogni battagl~o~e ricev~ ,30?~ car~ tucc.e all'anno, cosicchè il soldato tedesco, compresi 1 10 span rnd\\lduali di combo.ttim&nto ( non usati in Italia) spara per lo meno tante cartucce quanto l'italiano. · · · .:. Il tiro di combnttimenLO sembra all'autore regolato da troppe ~orma~tta. crede che esso si riduca ad uuo. gara di tiro e non ad _una v~ra 1struz1?~e della truppa . Non trova giusto che al N. 2·1~ si di_ca 11 _mollvo,1~er c~1 m assenza del comandante effettivo del battaghone, 11 capitano ptu anzian~ · non può prenderne il posto nel tiro di combattimen~o. Nota c~m\~a il tiro di combauimento si spinga fino a 1600 metri, meutre 111 1 1uss1< arriva solo fino ni ·1000. . . . ~on sa se le esercitazioni tauiche da fa rsi colle ca rtucce n s~arnuate <.h cui al' N. 1M, abbiano in pratica realmente luogo; egli uon si promeuemolto in oimi caso dn quest<1 prescrizione. . . _ Tutta la~ parte III dell'istruzione sembragI1 sempI1cc nel :,-uo insieme, -
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. . ia è divisa in tre classi di tiro, ognuna (0 Col regolamooto prussiano ogni co_mpagn' d' . o· tanto riguardo alla distan1,.a;. delle qnali dc,•e cscgnire il tiro sotLo d1v~rse con 11.10 ,, come riguardo ai punti necessari per ogn, lezione .
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·.mu lunga all'infinito nelle prescrizioni particolari di dettagl io; per dl'lrne un esempio l'autore riporta lettera lmente tutto il§ 5. · « Un ta le form~l ismo (i·eglementarisiriing) nelle cose più seconda rir , ~pprime lo spirito di iniziativa nei soldati come nei superiori; esso paralizza la buona volontà nel servizio e rende gli uffi ciali, messi sotto la tu tela del regolamento anche nelle minori disposizioni, sen za autorità. Non si tratta poi di cose' straordinarie al bersaglio, si tratta solo di ottenere ['ad. destramento del aoldi,to nel tirare. Tante formalità sarebbero ueces:,;arie · quando senza di esse si tirasse in tutte le direzirmi ». Sotto un riguardo l'autore deve dare una illimitata approvazione nl . !'_istruzione italiana; « •'SSa è per CÌÒ che riflette l'espressione e l'esposi. zione sommamente intelligibile e chiara, anche pei bassi gradi ». Trova fina lmente qua e là del le contraddizioni, come p. es. nei N. ·z e ·I fi.8, o delle ripetizioni inutili. . La qwstione delle fo·tt'i-(ioazioni in Svizzern,. - Questa questione tiene da mohi_ anni in Svizzera un posto eminente, e gli esempi degli nnni 1799 e '1800 1 qunli dimostrarono èome già allora i passaggi alpini non · rappresentassero nu ost:tcolo insormontabi le per gli eserciti gono ancora nella memoria di tutti . Col trattato di Vienna venne bensi stabilita la neutralità svizzera; ma nessuno potrà .negare che possono darsi delle con, dizioni tali da condurre ad una violazione di questa neutralità nel caso di una gt~erra europea: La Svizzera non"(:)ovrebbe essere racchiusa fra quattro . grandi potenze se s1 volesse dare come impossibile questa eventualità. Dopo la guerra frauco-germ:mica, la q1rnstione dell:1 difesa venne all'ordine del giorno. Col riordinamento della forza armata e coll'armamento · a ~u~vo di tutte le tr~tppe si rispose al le esig,rnze dei nuovi tempi; si trattò poi di _v,edere _se ed 111 qual misura dovevano prendersi delle misure per la fort1hcazione del pRese. Il dipartimento della "Uerra , per invito del · consiglio feder11le, incaricò una numerosa cornmis~one di ufficiali di stu·-diare un sistema di fortificazioni. Poiclìè questa commissione non riuscì a_ P?rsi d'accordo, se ne creò un'altra " ristrètt.a • In qua le riuscì nel prin. c1p10 del ·1883 a form ulare un progetti) cbe venne presentai.o al dipartimento militare. Questo .passò il progetto agli altri uffici del crenio e dello . o stato maggiore, perchè lo esarninassero e· fissassero le spese. Contemporaneamente doveva discutersi l:i questione se non fosse dR raccomandarsi la cre~zione .d! una piazza d'arm i clntrale munita di opere provvisorie. Que&I! lavori furono presentati al consiglio federale nel corso del ·188J; esso nulla decise; ma espresse la speranza che si « sarebbe trovata una · soluzione I.i qua le non rich iedesse troppo grandi sacrifici 11 1 paese e meri1
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tasse l'approvazione dei consigh ». Le dillìcoltà maggior_i erauo evi_dente· mente causate dal lato finanziario della questione. Il fort1ficarP, ogm passo sMebbe per la Svizzera cosa impossibile. . . . . Jntauto finora il governo svizzero si è limitato a mettere m b1bnc10 una somma illm,oria, :37000 lire, per mettere le fortificazioni esistenti al sicuro da una sorpresa. Le uniche ~pere d1e abbiano ancora nn .va~ore ~ort)fi~ cativo e siano ben conservate sono, sul fronte ovest, le fort1ficaz1ont d1 Aarberg . Esse consi'-tono in S0$t.anza in una testa di ponte che ha per scopo di assicurare la capitale della confederazione. Sul fronte sud trova nsi alcune poche fortificazioni presso St. Maurice col. fronte rivolto 'a nord ed aperte a snd, e presso Belli ozo11a delle vecchie operu , Sul fronte nord fina lmente i,I noto Luziensteig è d_i c.lifoso presso ì\fayenfeld da opere in terra e da blokhaus . In queste c1rcostan~e deve es:,;ere considerato come un avvenimento i:imarchevole lo :;t.anz1amento di 500000 lire nel bilancio del ,1886 per scopi forti.ficator1. stauziamento che ii esprc;sarnen te indicato col titolo di prima rata . Si vno_l ~nnque_co~ mi u<;iare a fare qualvhe cosa. Se 110n altro si sbaneeanno gli ace.essi a1 priuci1•ali nodi ferrov iHi e straduli._ , . . . . . . ,.. La principale ,llteuzione dell'uffk10 del gerno e ri~ol ~a verso 11_11cmo. l i S. Gottardo, che giit all'csescito di Suvarow non In 1nrnpernb1le, uo~ opporreube più alcuna difficoltà al giorno ù'oggi ad un'avanza t~ .verso 11 lago dei Quattro Cantoni collo stato attuale delle strade , tan~o pm che (a forrovia potrebbe in modo efficacissimo seçondare la marc:rn per la vrn ordinaria. La costrnzioue della ferrovia del Gottardo fu sopratutto sfovorevole pe,r lasicurezza della Svizzera verso sud;_e l' im_presa deH~ ferr~:7ia venne pen;iò a suo tempo in vi tata ad eseguire I lavori necessan t~er I m~ terruzione della linea e per la difesa del tunnel. La stessa non s1 adatto purò del tutto a questa domanda. A questo scopo il consiglio domandò un credito di •I2500 lire che veu11e ~1ccordat.o. L'autore crede che le 580000 li re messe in bilancio saranno imp!egate alla fvr Lificnione ed alìa preparazione della .difesa del Gottard.o;_ e?li sup- ' pone che a questo scopo saranno impiegate specialmente torpedm 1_terrestri iuhoviti il cui sistema è stato a.cquistato f{uest' anno dalla Sv1zzerà; ancJiè il Vallese deve essàe smto special,111~nte preso in vistn dagli ingecrneri svizzeri. .:: fo un'agoiunta a quest'articolo l'autore [a conoscere il risultato della recente di;~nssione cui diede luogo la messa iu bilancio_delle dèt_te_500 mila liru; questa spesa venne apjH'ovata malgrado ur~a v_,va opposmone. _ Secondo le dichiarazioni del consigliere Hertenstem s1 tratta solo della :sit.:urezza del Gottardo.
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· l:_e due zone di terreno cui si costruiranno le fortificazioni sono quella dell Ursernthal ; punto d'incrocio delle valli · del Rodano, Reu5, fieno e Ticino ed i dintorni di Airolo distante appena quattro ore dal con fine italiano. .. . . . . .. . ·. . . . · .. , . . . . . . . , ' ·Al1a sicurezza del I' Ursernthal sarà provveduto con un blokhaus sul !urca: un àlt~o sulla ~tra~a del Gottardo ed uno su quella dell' Obernlp, 1 quali devono 11ppoggiars1 ad un'opera più vasta da costruirsi a nord•ovest dh\nderrnatt. · :\.li ora sarà facile, dice il consigliere Hertenstein, conservare questa zona con poche forze. · ' An~he per liì sicùrezza del possesso di Airolo e per la possibilitù t1i poter m breve tempo gettare le truppe necessarie nel cantone Ticino, si deve costrurre un blokhaus ad ovest di Airolo dal quale potranno essere b11ttuti gli sbocchi delle vallate di Bedretto e di Ro veredo. . · La spesa totale per <rne$tÌ lavori è calcolata in 2600000 la quale sarà ripartila in 5 ,lllni. , . , . · Circa ·i jriccdbi post'i' app•iedati di ca1òallerfo (Laiterposlen) .- L'aut0re combatte il sistema che da q1rnlche tempo si vuol introdurre nelle esercitazioni di servirsi nel servizio <li sicurezza degli squadroni di o-r;u1 ~uardi11 di ?iccoli posti di cavalleria _nel quale tutti, cornpi:ese le velette, sllfn~o appre'dati; ·essi dovrebbero fitr le .veci delle vedeue che gli squadròm collocano attorno a sè; questo sistema è contrario al principio molto migliore della sicurezza per mezzo ai 'pattuglie m2bili II cavallo; ed esso ·ripugna alla natura dellR <:avalleria la cùi utilitù consiste nella mobilità e n~I grande guadag~ò di tempo per mezzo dei pronti avvisi che può spe· dire. - Il posto appiedato vede solo nel!' ultimo momento: i suoi avvisi verranno sempre tard i; si hanno con questo sistema una quantit.à di piccoli posti che-non rispòodono ai due éùrnpi ti p1·incipali dei servizio d'avam p_osti: :\$Sumere informazioni ed·op,porre resistenzà. Essi sono troppo deb~h; per poter distaccare pattuglie è férmare il nemico e sono troppo forti per vedere; perchè ·I Oo 12 occhi vedono quanto 2 o 4-, . . . · . Il_ vantaggio_principale della gran gunrdia di cavalleria; come fin qui ·s1 è mteso, sta invece nella autonomia che possiede~ iiella unità nel serv!zio _regolato dal suo comandante. -:- Col pusti nppied'ati questa imità di direzione nrn nca; si ha una serie di s,)ttocapi pi ù o meno indipendenti, che non sono più intiern meute Iiella inario del comandante la gran guardia. ~ L't.rnico vantaggio di questi posti sarebbe di essere in caso di respingere pattuglie nemiche ed impedire così un continuo, affaticante allarme per la gran gunrdia.
E PEtUODICI
Ma l'autore osserva che questo è appunto il còmpito dell~ gran gu~rdia; essa deve essere :;empre pronta e non darsi al riposo ; po1che essa e una guardia, una guardia per la sicurezza degli altri.
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·n eutsc/,.e Hee,•es-Zeitu.-ng .
N., 9 e H.
Das bfi;t,ì,tii,rwesen als diie Hochschule etc. - (Continuazione e fine)_- Lo scopo del la ginnastica militare consist<~ oltre_chè nella c~nser~1M11one deHa forza, : indie ueNo sviluppo degli apparati muscolan e c,o non a danno degli altri organi ma io armonia con essi; vale a dire che l'ese~·-· C'i zio ginnastico per essere veramente utile deve favorire anche la r~sp'.razione, Ja circolazione e la secrezione, e non trascurare nemmeno d-s1stem11 nervoso. In noa parola la ginnastica deve ossere mezzo e non fine. Gli atleti in generale sono poco intelligenti . . Come (ria si disse dapprincipio, la ginnastica deve tender~ m1che a sviluppare percezione, la decisione e la rapidit~ di trasmissione_~ella volontà agli organi ; ·al che appunto giova imrnens~mente l'eserc1z10 a co~ mando. Questo stabilisce un giusto rapporto fra il sistema nervoso e gh apparati .muscola,r i, e fa sì, per così. dire, ch_e l_o _spirito predorrum, sulla materia; locchè suona armou,icamente CJOI pnnc1p10, c~1e I u_omo nell~lotta per l'esistenza wova le armi più importanti non nei suoi muscoh, ma nell 'intelligenza . . . . . , .., ,Qui l'autore ripete, riassumendo, quanto disse da~~rmc1p10 ielaLl:v~·mente :\\l'influem,za del'la ginnastica militare sullo sv1ilt1r,p0 del le _condizioni intellet1ìlla,li, fisiche e sanitarie ddl'individuo e conclude dicendo: che tale 5,v,i luppo costituisce nna difesa costante con~ro l'indolenza dello spirito e ,del co11po. . .. Un segno caratteristico di 1.ntta la vita borghese è la _manc~n-za ~ t nervosità., la €[ltale,si appialesa nel difetto di P?~t~men_to e d1 _m0v1menu, co~a ttuesta ,~he si collega sempr,e con poca· atuv.rta dei sen~1: E ·~uesl.ia po~a àttività, questll ,preponderanza della materia s~llo s~mt.o s1 ~ra~uce m ine~titudine corporale, fo portamento sconetto, in reticenza d1 discorso finalmente in pusilla:uimi tà, o -irn ,isfuriate inco~sulte. . . .· . Vecrucazii.one militare fa dia correttore. Grarl1e ad essa 1_sens1 s1 e~ercitano, si agunano e ,:;i fanno più pronti,· e tutte q,uelr)e p1ccole2lze sulle
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ANNO ;'lXXI,
VOL. l .
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quali il borgh~se_sor:-ol_a sdegnosamente, non passano inosservate pel soldato. Q?est1, m v1rlu del contatto coi superiori , si fa più modesto nel presentarsi e nel parlare, ma nel tempo stesso si fa anche più ritlessivcl e acquista un'idea più elevata di se stesso . ' . Obie'. t,rno_alcuni che per sviluppare il sistema nervoso non occorra la g~nnas1~c11, m quantochè il lavoro mentale è già per eccellenza un lavoro d1 nerv1. , I ~nesto è fa lso, porchè nel lavoro mentale puro si produco bensì la pro1ez1ooe della sensazione sul centro intellettuale, dove per così dire si· fi ssa; ma_con ciò n~11 si sviluppa che la parte percettiva del sistema, mentre_ s1 trascura 11 lavoro inverso d1e c;onsiste nella trasmissione dal centro mtellet~u~Je ai centri volitivi e da questi a quell i del moto. È così appunto eh~ s1 formano quei carattèri contemplativi che io pratica non valgouo mai nulla. . · . Sui muscol i poi l'esercizio militare ha per effetto : aumeut') di forza e d'. veloc1ta, subordinazione dei movimenti alla volontà, resistenza e in· d1pe_ndenza reciproca. Questi fenomeni procedono in gran parte d:dl'atte~z1one prestata al comando ed alla sua esecuzione, e per essi !'nomo si abitua a controllare le pròprie .operazioni e ad essere sempre presente a se stesso. \ ,li_più alt~ scopo dell'iùdividuo _si è di guadagnare li bertà di volere e pad1 ~uanza d1 se stesso; e ~uesto nsultato si acquista appunto çol trovarsi pe1 qualche_ tempo sotto 11 predominio di un altro, il quale per secrni e per_ con111ud1 stabilisca il più rigoroso equilibrio fra 111 coscienza dell'individuo e le _sue funzioni rneccaniclie. Quindi iI proverbio: sa comandare solo chi ha llllparato ad ubbidire. · La ginnastica. militare produce ancora altri effetti di ordine morale come ~er esempio !l coraggio del lavoro. Essa infatti abitua a s~perar; ostaco_h'. senza l'.1sc1a~:;1 trattenere dai PE\Ficoli che vi sono connessi; perocche_11 coraggio fisico è la base su cui si fonda il coraggio morale e i1 coraggio _del lavoro, e sulla quale si basa pure la confidenza in se stesso. _Questo rnmltato non può ott~nersi quando ad un'educazione puramente lll~ellettuale non v~da congiunta anche l'educazione corporale. La co· s_ci~nr.a d~lla propria debolezza fisica pesa come un incubo su tutta l'attmtà dell'individuo. . Pe~· ciò è bene che la ginastica non sia afl~Hto priva di per.icoli, affine di abituare ad affròntarli quando si presentino accidentalmen te· altrìmen_ti a,~verrà sp~sso che possedendo ia capacità fisica , manchi r:nergia necessaria ad estnnsecarla. ·
E PERIODIC I
Molti infatti, per esempio, si sentono di saltare la funicella tesa all'alttozza di un metro, ma s'arrestano davanti ad una siepe egualmente,alta. Un altro beneficio porta con sè la ginnastica o per dir meglio la destrezza che ne consegue, ed è quello di temperare il carattere in quei momen ti in cui è tanto facile di lasciarsi trasportare al di là dei limiti voluti. Lungi dal parteggiare per coloro i quali sognano l'abolizione della guerra ,in genere e di tutti i conflitti in ispecie, egli crede questi e ciuella una necessità; ma nel tempo istesso dice che la pietra di paragone dell'altezza mora le di un uomo sta appunto nel suo modo di comportarsi nel conflitto, ·quando la difesa del giusto contro l'ingiusto, del bene contro il male, del debole contro il potente ne reclami l'azione. Siffatto modo di comportarsi ,dovrebbe secondo lui essere tale da non condurre mai alla distruzione dell'avversario, ma semplicemente a metterlo uell'irnpossibilità di nuocere -ed a punirlo. A questo risultato si ,giunge non già ricorrendo ciec:imente alle armi, o alla preponderan:rn del numero, ma al duello com battuto coll'arma natura le che è il pugno, il cui uso efficace dipende essenzialmente dalla desLrezia e clall'esei:cizio giunasti~o che la sviluppa . In proposito cita -l'Inghilterra, dove anche negli strati più bassi della società e nei momenti · di massiµw eccitamento, non avviene mai che alcuno ricorra all'insidia, ·od a mezzi non approvati dalla legge e dall'uso. Nessun popolo, dice, è tanto fa cile a governarsi quanto l'inglese, perchè colà, fir~ dalla gio vinezza, ognuno ha imparato a dom inarsi, perchè il un.mero non entra mai in campo, e perchè il duello dipende esclusivamente dall'abilità individiwle. Ora siccome per giung1:1 re a tale risultato bisogna che l'influenza mo·rale della l:!:innastica si faccia sentire su tulle le classi, ne viene di conse·guenza na;urale che la ginnastica militare è eminentemente chiamata a tale risultato. Essa infatti aumenta il cornggio delJ' individuo e nel tempo stesso lo fa più calmo, più riflessivo, e più manieroso; in una parola pro· •duce ciò che suol dirsi il carattere militare, che consiste in quella mag·giore libertà e mobilità dello spirito, sulle quali riposano il coraggio, .{'avvedutezza, l'energia, l'equanimità e la gaiezzD. Finalmente l'autore dice che la vita militare co' suoi momenti di festa, di esaltazione e di emozione è fatta a posta per destare e sviluppare l'amor ,di patria. Questo lungo articolo fini sce con idcune coosìderazioni di ordine poli•tico·economico che riassumeremo in breve. Ricordando come dal primo al secondo anno di servizio si abbia una ,diminuzione del 33,5 per °lo nella mortalità e come que:;ta diminuzione
E PERIODICI LIUHI
wntinui <lai secondo al terzo anno, in modo di raggiungere complessivamente il 56 per ¼ , dice che queste cifre dimostrano come due anni soli di servizio non bastino Ml 011enere tL1tto il miglioramento che è possibile di aversi, e come per ~nseguenza uou vi sia motivo µer voler ridurre la fe rma a'talelimite. E ciò tanto a maggior ragione in quanto che una simile riduzione nella· modalità è indizio di irrobustimento e quindi di prolungamento di esist,mza; locchè conduco a compensare largamente la perdita di tempo che porta seco la durata di 3 anni cli servizio. OltrcdichèTaument-0 <li forza, di resi.~tenza e di celerità che si acquista e di cui giil i:i è parlato, basta di por sè, non solo a coprire le sposo, ma a costituire altresì un g,uadngno . Per couseguonza è da lam en tare che non tutta la popolazione maschile sia sottoposta all'educazioneealla tempra milik'lre, mentre da questo punto di vista l'obbligo cl i ser vizio genernlc riescirebbe anche più im rortante che l'obbligo genera lo della scuola. · Tale obbligo poi l'autore vorrebbe estenderlo non solo a tuLti qt:Ielli riconosciuti abili, ma anche a coloro che non essendo storpi, ciechi, sordi o cretini presentino una costituzione debole sì, ma snsceuibile di risanamento. Questi per allro dovrebbero formare corpi sepa rati da adoperarsi iu certi servizi speciali, affiochè non nvessero a ritardare l'istruzioue degli altri. Con questo 11011 solo si procurerebbe il v,i'otaggio dell'individuo, ma come <.:onseguenza diretta dol miglioramento di quest' nltimo, si ilùebbeancbe nu migliorn mento della razzn. A questo riguardo l'autore, senza dichiararsi partigiano della teoria spartana che sopprimenr i rampolli difettosi, . d!ce però che non vedrebbe ma l volen tieri che il servizio fosse o"0· nera 11z1.at0, quand'anche uua tale misnra avesse ad nvere per conseguenza la distruzione di molti individui, comecchè per tal modo si combatterebbe efficacem ente la diffusione delle malattie ereditarie. Anche iI richi111no temporario delle olas_si trova essere di molto giovamento, perocchè esso produce un' in terruzione benefica nelle abitudini quotidiane; interruzione che le persone agiate sogliono procurarsi a proprie spese ogni anno con viaggi, bagni e via Jicendo. Sotto qne~Lo punto di vista trova pure giovevole l'interruzione che si viene così a produrre nella vita ~ou(ugale; iuterruzione che, a suo parere, rom pe quella specie di equiJilmo clie la lunga coiw ivenza stabilisce nel sangue dei con iucri e che fi nisce ~er .d~r_e frulli me.no buo~i o ricorda in proposito, come do;o una guerra l a ttmtà procreatrice soglia sempre risvegliarsi in modo dn riparare ben presto allo perdite subì te, anclie se la guerra ebbe esito sfortunato.
L'autore si fa da ultimo a discorrere dell'iuflu euzn che l'educnzioue militare esercita anche sull'incren,ento industrialo e commerciale e finisce il suo luogo arlicolo con queste parole: Lo sviluppo della forza difon~iYa ·di uno Stato non solo si identifica collo sviluppo della $On attività in geneve, ma da una parte è una tutela contro il pericolo di una sonabbondanza di lavoro e dnll'altra unn garanzia di sfogo pel lavoro stesso; perocchè più forte è uno Stnto, pi1't facile gli riesce ottenere concessioni cingi i altri Stati por lo smercio dei proprì prodotti.
D e ,its(•lae Hee , •es-ZeUun,1, -
Dal ". 97 al 1103.
GH esiwoiti stil (lnfre del 17° e sul cornìncici1·e del ·18° secolo. St11dio p1·eparat01·io per la storia 1nilita1·e di la/e 1•poca secondo do-
cwmenti ufficiali. - L'nutore lamenta che gli $Criuori rii storia abbiano quasi sempre presentalo soltanto i ri~ultat.i genorn li del le proprie in ve~ stigazioni, offrendo C<'SÌ piuttosto un quadro chinro, che r reciso del variopinto periodo esaminato; e, prendendo a trauare degli aHenimenti guerreschi dello scorcio del 17° secolo e del pri1wipio del ·18° si proronc appunto di fa rlo, per così dire, a base di documenti. L'nrticolo è mollo lungo e noi dobbiamo limitarci qui ad accennare in modo sommario agli Hgomonti che vi sono sviluppati. Es!-o comincia col . reclutnmento, col completamento e colla mobi li!azione; e a questo proposito riporta alcune lettere del generalo ron Teua,·, lo quali geuano una luce vivissima sui metodi in allora seguiti per provvedere o wli $Crvizi, e dalle qun li si ri levn, che malgrado il luogo periodo dì preparazione e -di rico:;tituzione, il quale durava da 7 ad 8 mesi (cioè dal principio di setitemlire alln metà di maggio), o ma lgrado ·gli ,sforzi fa tti dai capi e lo fo rti spese sostenute dai principi, il reclutamento procedeva con tantn fìac-·Chezz3 che si doveva riconerc a ql!a lunque elemento e a qualunqne mozzo ·per ricO$titni re le fil e. Annoverando poscia le truppe fornito clai vnrì S111Li dell11 Germania nell'an110 ·170!~ per la guerra di successione di Spagna, si fa a considerare davvicino l'organizzazione e ln,compl)sizione di quest,e wuppe, le qual comprendevano in allora le seguenti specialità: fanteria irregolare e regoh1re; dragoni e cavalleria propriamente della; artiglieria; pionieri e genio. 1
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' LIBRI
I?t.eressanti sono i d11t'i numerici che riferisce, relativamente alla compos1z1one delle varie ~nitit, allo stato degli ufficiali, al nume;.0 di cavllll~ che formavan parte d1 _un ~·eggimento di fanteria, al numero di carri che· CJ.nesto traeva sec~, e via dicendo : così pure interessanti sono quel li che· riguardano le altri arme. · . Pas$.a quindi a pHlàre della disciplina e del regime punitivo. A questo. p,opo?to osserva ~he, sebbene dopo l'apparizione di Gustavo Adolfo 5;. fosse <l 1.molt~ modificata la condotta delle soldatesche, pure ~lcuni guai erano nmast1 ~uttora, ~pecia lmente per ciò che riguarda la facili tà e la frequenza delle d1serziorn, causate specialmente dalla diversità delle piwhe, la qual~ produceva una specie di concorrenza fra esercito ed esercito~ · ~ Toghamo d_a una lunga statis~ica che offre a questo riguardo solo il 0 ~eouente fotto. nel •1703 un re&o1men to 'assi~no di' 86',¼ uomini · · aveva, ' d "c> " , 1'oi·te per uto un uo1~~ davanti al nem ico, e 79 p~r diserzione. A queste not1z1e fo seguito un esempio di processo militare. Parland? delle competenze dice fra !'altre cose che l'Assia riceveva un comp~nso m deuaro_dall'Olanda per ogni ferito ed ogni morto; il che l'atttore t1ova .strano _di fronte alle ritenute che si facevano al soldato per la.m~nutenz1one de, lazzaretti e per la provvist11 dei medicamenti. . Qua~to all'llmmi~i~tr~zione tratta dell'autonomia di cui godevano i reg0 c>1~eu~,, deHe _restr'.z1om che tendevano a mettervi i governi e delle transaz10111 a c111 s1 veniva. Esamina po~ le armi.in uso e tocca per couseguenza le modificazioni pro, :otte nella tattica dall 1ntroduz(one della cartuccia di carta e della baioetta.,Ac:enna pure alla quaut1!à di munizioni portate da ciascun u·omo ed ali armamento delle varie specia litit. · . F~·a le tante_cos...e che espone riguardo all'artiglieria, dice che il materiale:,. :,pecialm:n~e m _Germama era ancora troppo pesante; mentre la Francia a'v~:'~ sec>mt~ Pl~ì d~~pressc, le ~rme di Gustavo Adolfo. Qui parla delle utili. rntrodotte ' .comeque'll• del c•rtocc 1·0 u1· car ta e d.I te Ia, d,a11ernuovaz1on1 I . · " " 1 e cu~e? d. punter1~,. delle bombe eccentriche, dei butta-fuoco, e cieli; . r,ego~:~Jta_ di _co~i pos1Z1one delle munizioni. Parla pure dell'impiego del1. artil:)he~i~ sia l~ campagna che nellajguerra d'assedio, dei vari generi d.i, t:ro eh~ si es~g111vano, dei diversi calibri, delle qualità dei proiett.i, dcli _ap~ar,re dei laboratori i da campo, e fina lmente del consumo delle muuiz1onJ. notizie,.altre ne fa seouire riouardo Ja teC'Uica deol· . d'. · . 0 tA queste I' 1i , i, 1 asse u, sia , so to .as~etto dell impiego delle mine, che dei tipi di fortificazione e dei. metodi di attacco e di difesa. Spende anche non poche parole intorno alla,
-~ PERIODICI
fortificazione passaggera, del111 quale, dice, in nessun periodo di guerra si è fatto tanto uso come in 111lora, e riguardo a cui produce qualche esempio particolareggiato, svilupp,mdo le norme general i seguìte nel tracciato. Chiude il capitolo relativo alla tecnic11 degli assedi i nccennando alle difese degli accampamenti. Circa la strategia esamina il modo con cui veni v11no sminuzzate le forze; , il processo tenuto nel port11rsi sulle basi d'operazione, e il metodo seguito nel le successi ve operazioni; e mette specialmente in evidenza fa pedanteria e l'incostanza con cui qr1este venivano condotte. Dalle considerllzioni che fa in proposito risultano anche molte altre circostanze relative ai servizi d'avanscoperta, di informazione, di collegamento e via dicendo. _ Venendo poscia a discorrere della tattica, fo risaltare come anche qui, sebbene in molto minor misura, si facessero sentire i principi erronei dei tempi; pei quali, cortezza cli vedute, mancanza di energia e troppa importanza attaccata a fatti accessorii concorrono a dare al quadro la tint11 sco·1orita dell'epoca . Quest(l notizie sonc, corredat~ di una tabella di marcia dalla quale appare la direzione e la dura,ta delle marce es~gu ite dai Francesi e dagli alleati U(>gli anni. ·1703 e 1704. • Il lungo articolo si chiude con molti dati intorno all'approvvigionamento del l'esercito, 111 qnale_proposito presenta alcuni prospetti di competenze sia in viveri che io foraggi, annovera tutti i c11rri che occorrevauo · per questo genere di servizio e per quello cli munizionamento, e descrive il meccanismo riflettènt.e il rifornimento in genere e quindi lo scagliona mento dei magazzini e le reciproche relazioni fra di essi e il campo.
Welu·-Zeittuag. -
N. 99, 1100 e '10 11.
La fanteria, ne·i combcittùnenti dif'ensi1,·i. - L'artico]? è t?lt~ c~al il~,i~ I principi t.att1c1 sui quali dovrel:be regolarsi la fanteria nei futu!· i comlrnttim~nti difensivi, 1 dipendentemeot.,3 dai progressi 'fa.tti clall'artiglierin a pa~tir:' .dal 1870. ' Questi progressi sono tali che lo inducono fin dal bel prmc1p10 alla .segurmte dichiarazione: quantunque le armi_port~tili abbia.no av:antaggiato assai e possano avvantaggiare ancora, non ·v ha dubbio p~r<~ che 1~elle gnerre fu ture l'art.iglieria rappresenterà una parte ancora più importante l:itiir- lVochenblatt e in esso l'autore si propone di st:ibilire
·.
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LI BRI
di rp1ella che ehbe nelle ultime çampagno, e noi fantaccini dobbianfo di coat.inuo domandarci quali innovazioni richiegga il nostro modo di comb:i ttere <li fronte all':ittuale potenza dell'a rtiglieria. La cava:1eria ha giù rinunciato nll 'idea di cogliere allori sul tei-reuo dovo domina il fu oco delle al tre due armi, ma anche la f11nteria rleve ormai ri• nuociaro :i tale pr~tesa rispetto :i ll'artigliorin; e se si è già adauata a tenersi in di:;parte ed r.- lnsciarle spesso la pri ma parte nel giuoco, co l tempo dovrà faro ao<5be ulteriori concessioni. In tesi geuerale e.redo quind i l'autore che sem prè, mii speci:dmente nella 1lifensiva, si debbano scegliere per la fan tcri,1 posizioni che non possano essere .battute troppo effi cacemente dalle batterie nemièhe, perocdtò già nella cam pagua del 70 si è vista la fanteri 11 f'ranceso così scossa d:il cannone: da non poter reggere nll'attacco e tnlvolta clispers,1 acldiri1tura dall'artiglieria. Per lo stesso motivo, fammesso pnre che si disponesse di molta . artiglieri,1, non vuole che si collochi la fanteria in vicinnnza di e,sa, affine di non esporl:i inutilmente al tiro nemico. facilitando così il successo a quest'ultimo, qm10do nel duel lo d'artiglieria riuscisse predonderante. Con questo •però non intende dire che la foriteria debba essere tenuta fuori della portata del canuone, ma bensì che sia s.ottr:itta al la vista, in modo che il cannone non possa aggiustare il prqpriu tiro sn di essa . Così per esempio, dice che nei terreni coperti non avrà eia temere "'r':rn fatto dall'artiglieria avversaria, perocchè q~1es1a si troverà nelle rned:simo condizioni della propri11, cioè di dover ra ppresentare nna parte secondaria. Ciò premesso l'a utore si fa a con:;idt'rn rc tlistiniamente i vad cnsi che si possono presentare. Nel combattimento d'artiglieria , le altre :ll'lni non sono che d':i ppoggio. P~r conseguouza, mentre la scelta delle posizioni s11ri1 fotta in omaggio alle esigenze tattiche della pri ma, cioèpossibilmentr- dominanti, con vnsto campo di tiro, delle altre armi non si-spingerà,innonii che il puro necessai'io por tutelHe la sicurezza del le batterio, tenendo presente che queste, di fronte, si difendono d;i ~è coll'.uso dello shrapnel. I distacca men ti di fa nteria dovranno dunque essere limitatissimi, perocchè dovendosi tenere assai vicini 1dla linea dei pezzi non sarebbe conveniente di esporre troppa gente. Quando il difensore prevede che nel duello d'artictlieria, non potrà re. ~ s1stere, sa rà sua cura di stabi lire la fanteria in posizioni tali che presentino un campo cli tiro limitato d,1 mezzo fino a un chilometro sul dinn:mzi, e nelle quali non possa essere vista, nè battuta dall'artiglieri11 che al ,d_i là di 2500 metri. La fanteria non ha bisogno di maggior campo per n t1 lizza re tuua l'effi cacia delle proprie armi ? per gua r~arsi d:ll lo sorprese.
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Il di più n.on tornerobbe di vantaggio che nlla arL1&lieri11 n?mita, montre <lietro ostacoli :ippropriati, o in formaiioui sottili potrà resistere :i l fuoco di ([UC:;t'ultima; l'addove a questa diffici lmente riusci ri1 di entrare nel -campo della fu cileria .. Se in questo modo si riesce a toner fuM i di giuoço in tutto od in parte J'arli"lieria nemica • si avrù tolto all'avversario nu importa ntissimo l'attore 1' di successo, rimettendo realmente alla fan teria la decisione del combattimooto. Quando le posir.ioni siaoo scelte di' preferenza con intendimento di favorire l'azione della fanteria, non si può pretondere di trovarlo buone anche per l'artiglieria ; còm pito di ~uest:i essendo :illor:i soltanto quello di · ,obbliga re il notnico a spieg:irsi e di controbatterne l'artiglicri;i fin che può, ritir,rndo~i io ogni evenienza prima che qnesta si si,1 fa tta prepon derante ,per numero o per giustezza di tiro. Qualunque sia però la posizione presa <hll 'artigl ieri a in que::.to caso, essa dev'e riuscire cosi co llegata colln posizione principale, che. il nemico ~i trovi impeguato con questa non :ippena respinto le ballerie della difos;i . Queste pert:rnto non donanno lli:,por~i che ·l / 2 chilometro od un (:hilornetro :i l massimo innanzi a eletta posizione. Il met.tersi a pnro della fa nteria esporrebbe quest'ul tima cimante il duel.lo d'arti,,lieria e nel momento di ritirarsi potrebbe produrre effetti disa~ stro,/'su tn(u.1 '1a linea . Attenen dosi invece :il principio ora eletto, qu:inclo . il nemico inseguisse le nostre batterie, si troverebbe d' un tratto esposto all ',1zione della fan teria, con tale dn nno da ri mettere lo partite in equ.il ibrio. E ciò tanto più facilmente in quantochè l;i fanteria sarebbe in ciò sosLennta tla l)':izionc delle stesso hatterie, che ritirandosi andrebbero a pre111lere posizione a tergo , od anche sulla stessa linea. L':iutore rironosce che la manovra è u 11 po' arrischiat:i, ma soggi unge: senz<i posta, nessiin y'uadagno. Uiguardo nlla qnistione se non possa la validità natnrnle ~li nu dato pun to giustificare che vi si fondi la dif'esa decisiva della fanteria, qu.ando anche esposta al fuoco dom inai1te doll':irtiglioria , dice che questo pu•'. avvonire e av\'eunc llnche l3 Ivolta in Francia; ma ciò costit11isco un'eccez1oue 1 mentre tali punti, bw chè di grande vantaggio, sono sempre mezzi morti -0 nou valo-ono a compensare la perdita di forze vive che traggono seco . i, I • C: iò di cui non può fa re a meno la difesa sono i ripari contro a vista, senza dei quali 110n è leci~o sperare alcu n successo. Essa gino?hereb_be cosi. a e.irte scoperte e lo svanuiggio :sarebbe tutto suo, sendochè rl nemico potrebbe già da lungi misurare la sua superiori ti1. 11 difensore, che come tale è s.empre più debole, non può sperare di
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equiparare le partite che coll'avvedutezza; tenendo possihiline11te le forze nemiche fuori di ginoco; utilizzando opportunamente tutte le proprie; mascherandosi e sbucando con attacchi vigorosi e repentini e finalmente fa~ cendo pure suo pro dei mezzi passivi che possono offrirsi; senza dimenticare per altro che questi dll soli possono prolungare la lotta, ma. non darla vinta . Il terreno lliuta U1 difesa in quanto che può fa vorirne l'impiego completo delle forze, e reiìderle più facile il còmpito di quanto non lo sia per l'attacco; ma tutto sta a saperne profittare a seconda dei mezzi di cui si dispone. Solo un assennato ed economico impiego di qur,sti potrà condurre a buon fin e. Cosi sul campo dell'artiglieria si econorn.izzino i battaglioni, e dove questi sono meglio utilizzabili si economizzino le batterie; nè ~i la~cino mai-truppe in posizioni dove non poss;:ino rappresentare 11 ltra parte che quella di spettatori. Qui cita alcuni esempi di posizioni occupate erronenmente e ginst:irnente; e fra 11uesti ultimi quello del generale Faidherbe il 23 e 24 dicembre ,t 870 ad Amieus, dove si mantenne 36 ore, sebbene inferiore per artiglieria e per qualità di fanteria e sprovvisto affatto di cavalleria. La posizione dei France;.i non aveva punti d'appoggio, ma era sottratta alla vista e all'azione . dell'avversario e non poteva essere aggirata. Sugli stessi principi conviene regolarsi anche nei combattimenti d'incontro; ben inteso però non quando si sia certi di essere più forti, o quando si capisci\ che l'avversario, quantunque egualmente forte, non sia pel momento in condizione di recarci molto danno. In tali incontri sarit ·primo dovere c1uello di spingere innanzi sotto con veniente scorta le ba t.terié, prendendo posizione dove e come si può. l\ia non si spinga tanto innanzi datoglierle il legame col grosso della fanteria , perucchè questa perderebbe poi l'opportunità di agire con successo. , Dietro l'accidente di terreno più vicin9 si spiegh i il primo scaglione di fanteria, pronto ad ogni even ienz11: sia per respingere l'attacco, sia per appro6uare del momento pel contr'Mtacco, sia , in caso anche di superiorità, per poter meglio soprnffare l'avversarìo. Qualora la parte principale dell'azione dovesse essere lasciata all'artiglieria, i pri ncipi che regolano la disposizione della fanteria non variano gran. che da quanto già si disse. L'importanza dei distaccamenti da man:darsi innanzi e la distanza a cui devono giungere dipende da lle circostanze. Se il combattimento d'artiglieria si svolge a distanze forti e in terreno scoperto, le altre armi non hanno nulla da tentare sul fronte. Basterannn
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picco li distaccamenti disposti in modo da proteggere i fian<lln; peroc.chè di· fron te l'artiglieria si difende da sè. . . . Pel caso che l'avversaria avesse a sopraffare la nostra art1gi1er1a, sarebbe bene di avere della cavalleria pronta per contrastare a qualche tentativù da parte della stessa arma contro l'artiglieria, mentre sta per ritirarsi . Talvolla il terreno innanzi all'artiglieria è coperto per un certo tratto. Quivi converrà appostare la fanteria per imped ire che quel~a venga r~o.. lestata . A tal uopo essa si porterà secondo i casi a 500 metri e anche 1~1ù, cercando posizioni nelle qua li non abbia ad essere impegnata dal nemico, in modo da distrarsi dal suo còmpito . Quanto ~ll'impiegare la fante1;ia sullo stesso cnmpo dell'a rtiglieria, dopo che questa ha cessa.Lo di far fuoco, l'autore crede che per parte ~ella d1fe$a ciò non possa portare ad altro risulta to all'infuori di quello d1 farla sgominare nelle sue posizioni d:,ll'artiglieria avve: sarJa, la. q~ia~e prepara così facile c,iuoco all'attacco della propria fantena. E ovvio mlatt1 che se Ja fanteria ~on può competere"coll',miglieria per la dispari tà di . P?te~za. del le armi , tanto meno deve essere in.grado di resistere alle duearm1rmn1t.e. Al quale scopo non varrà nemmeno il fortificare_artificialmente_ qu::ilche-puuto del campo, perocchè l'artiglieria avversaria, quan~o _avr~ ratto taèere quel la della difesa, bntterit facilmente sottosopra tait npar1. Quando pertanto si veda chP. l'artiglieria della difesa sia per soccombere bisoo-na o oettarsi a ca po fi tto in suo aiuto con un contrattacco, o at-· tend~rc 1/rantèria avversaria in posizione adatta alla difesa, ~e vi_è, al~ ]'indietro del campo d'azione del l'artiglieria; ma se nessun_o eh_ ~ali mezzi sono possibili , si tronchi tosto il combattimento e si batta m rit'.rata. L'.autore si fa qu indi a parlare della differenza che passa fra_ 1combat· timenti puramente difensivi e quelli in cui la difensiva non è 1?tes_a che 11 ouadaonar tempo per prendere al momento opportuno 1oll~us_1va . 1 primi, q;<rndo non siano im~osti da_~ssoln ta ~e~es~!tà, son_o pr~~l'l ~1 _gente· da poco; lli secondi hanno ricorso 1condottl(m !)JU destn e ?lll ?I rl1t1. _ Nella campagna del 66 e del 70 si passò quasi sempre cosi rap1durn~nte dalla difensiva al l'offensiva, che non si tenne nemmeno conto del pnm0 periodo. Tuttavia in Hvenire ques_to ~no_do di com~b~ttere dov~à esser_ pres~ in considerazione.' Tutti credono inlatt1 che oggHh la n1agg1or parte dei combattimenti debbano essered'incontro. Ne viene quindi naturale che da~principio si abbia a tenersi sulla difensiva per spiare le fo rze e le condizioni del nemico . Qui l'autore, venendo a parlare del momento in cn i si debba passare·· 1
532 dalla difesa all 'attacco, slabilisce nn confron to tra W111crloo e Ausrerlirz e dice che 111 prima fu una vittoria difensiva, la seconda no, perocchè NapoJeono avevt, disposto il campo a di fesa soltanto poi caso cbe il suo contrattacco preventivamente prepnrat.o fosse fallito. L'attncco doveva esse:'e la fase principale, la difesa, dapprincipio, una fase sccondarìa . .\ Waterloo invece 111 rlifesa di Wellington costituì la fase principale della giornata, l'attacco la fasa second11ria . Lo condir.ioni ca,mbiano alT:ilto tra il caso in cui il difensore è costretto nelle sue disposizioni di dare il massimo peso alla difesa, e il caso in cui qu~sto disposizioni non hanno che il carattere pas!>eggero di preparare l'atk'ICCO . Nel pri mo caso il momento de l contrattacco è indefin ito e può an-ch e non ])l'esentarsi; nel secondo tale momento è pressochè prestabilito. All'Asecuzione poi di un contra tt.1cco prepondernnte e impetuoso si esige il nerbo della fonteria, e talvolt11 anche della cnvri lleria ' coll'n[)pom•io di çn unn forte artiglieria. Possono però·presentarsi anche tnluni ca$i in cui la fa nteria si trovi in grado di e;;eguire il suo contrattacco senzn il concorso di numerosa artiglieria, come per esempio contro fanteria che si sia affaticata ri lungo per la conquista di uno forte posizione; 11111 in genernle O$SO non potrit condurre a risul tato decisivo, perocchè il contr'attacco deve travolgere anche le riserve del nemico e l'effetto suo spn ndersi p_er modo eia non lasciar più luogo n riscosse. Senza :irtiglieria non è possibile il rapido propricrarsi della vittoria; essa soltanto può condurre da nu successo all'a lt1·0, rnen~re In fanteria h~ bisogno di tempo per riordinarsi . Uu attac1:o di sola cavalleria è troppo fa cilmente respinto. Ciò premesso, la scelta del luogo per il contrattacco dcveesseretalechc quivi sia possibile riunire in brevissimo tempo il fuoco di numerose batterie. sicchè sotto la sua protezione esso si svolga . l i contrattacco de,·e seguire repentino, rapido e non ioLerrotto contro qnella parte della linea nemica che sia più presto raggiungibile, e cbe ne costitu isca un forte sostegno, sicchè rove1,ciato questo, più l'ncilmente se ne propnghino gli effetti. Per conseguenza esso non deve ri volgersi nè contro un .punto di straordinario. J'esistenza, nè contro 11ipori insuperabili, nè contro linee potenti d'artiglieria, nè contro l'appostamento di forti riserve. Nel tempo :slc:;so conviene far sì che i suoi fian chi siano assicurati. Siccome n1tte,queste condizioni sono diffi cili da soddisfare, ne viene che 1:i riusoita di penderà da Ila scelta del momento, scelta che consister:, nel saper sor prendere il nemico quando sin meno pronto alla parata, vale a dire quando le sue forze priucipali siano intente ad altri obbiettivi.
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Questa cir1:ostanza per altro difficilmente si presenterà di per .se stessa, se noi non avremo saputo prepararla colle nostre l)reventi ve disposizioni di difosa. Chi non sa ciò che vuole, asso.i probri bilmcnte non troveri1 il momento opportuno per piombare sul nemico . Qui parla dei preparati vi fo tti da Napoleone la sera innam:i la bauaglia di Austerlitz, e dimostrn come per lui il .contrnttacco e il momento per eseguirlo fossero già perfettamente preveduti. · _ Parla pme di alcuni episodì della battaglia di Gravelotte che vnlgono ad .ippoggiare il suo prinèipio, si.i in un senso che nell'altro, e parla del modo 1:ome avrebbero dovuto agire i Francesi per esegui re un contrauacco con successo . Finnlmente conchindo diceudo, che l'11rte del difensore non è facile di certo, ma che quando questi sia dentro, può tirare assai profitto dalla scelta delle posizioni, dove operando con saggia economia può eq Liilihrare i profH'Ì punti deboli e te11er prouto il nerbo de'suoi mezzi pel 1:ompi mento di atti repentini e fortun11ti.
Welu•- Zeit1e,1,g. -
N . ,1, 5 e 7.
La pro/'ond,ità cli /'onnazione della fan te·ria nel combatt·itmento, dipendentemente dall' e/'fì.cacia de l /itoco d' artigl1erc~a. - ( n. F. , ufficiale d'artiglierin). -Malgrado f opi11ione di coloro i quali vorrebbero sostit.uire il fucile al cannone, l' importanza dei risultati ottenuti con quest'ultimo è tale che da qualche tempo si succedono con una certa frequenza le pubblicazioni iotese a studiare il modo di comportar~i della fanteria di fronte ad esso . Un esemplare di tali pubblicazioni lo di:imo nel riassunto cl~e precede dell'articolo: La fanteria nel combattùnento difensivo. Ora un altro lavoro dello stesso ge11ere è ffUello annunciato col titolo posto in test.a e di cui crediamo opportuno offrire pure un ampio resoconto. Premesso che dipendentemente dai progressi fatti' dall'artiglieri a, la fanteria è obbligata a studiare uuove formaiioni e uuova ta ttica; premesso che il segreto di tener testa alla potenza delle nuove armi sta nel tirare, muoversi e rnprirsi opportunamente e premessi nlcnni driti esperimenta li rnlativi alla preponderauza del tiro d'artiglieria su quello di fucileria (prepondornnza clte trova essere di 8 volte n ~000 passi, di 5 volte a HiOO
K N : I\IUDIGI
f.llHU
e di 2 a ·I 000), on tra in argomimlo, dicendo: L'artiglieria della di fesa torrù iJ campo sotto il suo fuoco annieotatore a pa rtire da 2500 pnssi di distanza. Ciò posto sta a vedersi come sarà pOS$ibi1e auraversare ques l:i zona, in r1ua le formazione, con quale profond it:ì, con quale densilit, equando convenga tirare, quando coprirsi, quando muoversi. Primn di rispondere a questo egli si di manda : che cosa deve fare l'attacco? nompere le {orze del nemico; vale a dire infond~re in lu i la convinzione che snrà distrutto se non si ritirerà per tempo. Tale r,onviuzione, tler testirnonianw di tutte le guerre, non si produce che per mezzo del combattimento ravvicinato e qualunque progresso possano fare le armi da getLo, la decisione del combattimento sta oggi, come 400 anni addietr,l, s-ulla punta della baionetta e della sciabola ( ben intesi sempre rruando $Ì abbia a che fare con un avversario competente) e ciò quantunque le formazioni siano affatto diverse. La vittoria consiste adu11que nell'abbat.ti monto morale dell'avversl'! rio, ma il volere stabilire d,ui generali circa le forze necessarie per produrre su di lui questo effeu.o, non è possibile. Di solito è il numero del le perdite che vi h~ influenza; ma anche sotto questo riguardo non si possono fi ssare limiti. Una volta basterà la perdita di 1/rn delle forze tot.ali; nn'allra si rlovri1 gi ungere anche fic o al quarto. Solo l'aHentarsi deciso del nemico e con l'orze preponcleranti può precipitare la C.'lduta dell'elemento morale. Ora per poter giu11gere all'attacco con fo rze preponderanti, è d'uopo sa pere quale densità con verrà dare ad esse; sempre suppoDendo di aver a che fare con un anersario condeguo, c;ia materialrnP,nte che moralmente. L'esperienza di mostra che nei c(lsi in cui si è sodtl isfatto meglio /\Ile c,ondizioni voluto, l'attaccl\nte perdette da l 25 al 30 por•/ 0 delle proprie forze, prima di giungere al combauimenlO rnvvicin:uo . l.\'aLUralmente la massima parte di questo per cento è dato da lle trnp·pe di prima linea; quindi il merito del co1Jdottiero starà nel so per scegliere il momento op,portuno per rinforzare tale linea prima che vi penetri lo scoraggil'lmen to. Per intraprendere un llttac~co semplice, senza certezza di riuscita e senza previsione di tirnroe profitto e di iniziare l'insegui tnento, ma so ltanto con speranza di succ<>sso, bisogna calcolare ?.Imeno su di una den!-ifa di 6 a 7 uomini per passo di fronte. Ben intesi tenendo conto del co ncorso dell'artiglieria nelIn preparazione e nella condotta dell'a ttacco. Yoleudo assicurare la ri uscita bisogna aggiungere altri 2 uomini per , passo. Se poi si vuole approffìttare del successo e ini ziare l'inseguimento, ,bisogna :iggiungerne ancora 2 o 3, non potendosi, por ta le oggetto cal-
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colare sul le truppe cbe hnnno iniziato e condotto l'att_a~co . In complesso dunque la densità necessaria risulta da 4O o 42 uom1m per passo. Iu tutte questi;: premesse però, è condizizioue fondl'lmontale che l'attacco non sia frontale peroccllè, a petto delle attua li armi <la fuoco esso ~o~ potrebbero riuscire che a prezzo di perdite colossali e condurre qumd1 alle vittorie di Pino . Preutlcnùo ora ad esamina;·e i regolamen ti delle potenze principali, ~ assumendo per e~empio il battaglio11e come unità di -~nfronto, trova 1 se,,uenti dati: il hatta"lione austriaco forte di 946 uomrn1, co11 una fron te cli\oo pa ssi; presonl; la densità di 2,5 uomini; il battaglio_n~ t~de~co_ ~à rispettivamente ,1023 uomi ni, 27,\. passi di rront_e e 3,~ ~1omm1 di dens,ta_; il riHso \187 uomini, 500 passi di fro nte e 1,9 d1 dem;1 ta; 11 fruncese 11003 uomini, .1,60 passi di fronte e 2 di densità. . Da -queste cifre appare che un attacco indipP.n~e11te per parte d.• u~ batta"lionc ll\lll è possibile ùi fronte ad un avversar1oequ1polleute ; d1fatt1 quasitulti i regol~roenti ammettono la formazione tli un_ secondo scaglione, la fo rza del qunlc, in medii1 è pari a crne!la del primo. · ." Affi 1ii.;hò il secondo scnglione possa essere utilizzato a tempo,_ b1~ogna -che e••li si trovi n giusta distanza. Quanto al modo cli a vaozars1, ques_to dipenderà dalle condizioni del terreno e talvolta con_verrù auche ~udd•-: vidcdo in varie parti; ponendo sovratutto mente a c1ò che noi~ prns~ot1 obbiettivi profonùi all'aniglieria, e che utilizzi per intero_ le àCc1den_tal1tà. Interessanti sono i dati che fornisce iut.orno allo scaghoDamcnto lll uso presso va rie potenze. , . . . . . Iu Austria: la catena con un cacciatore ognt due passi; 1sostegru da ,100 a ,150 rassi indietro e la ris<•1·va da 2.00 a 250 pas~i. . _ . fo Germania: la caten(l con un uomo per passo; 1 sostegm a ·li)_O passt indietro. Se questi enlratio uella liuca dei ca~ciat~ri,. h~ ri~erv_a cl1 baita-: glione prende iI loro posto . 1n gcuer~ domina_ ,I pnnc1 pio d1 sp1°:?ar~ fori~ catene fin dal pr.incipio; in tal çaso t sostegrn scompaiono e la nse1 va s1 porta subito a 200 passi di d~st~n~a. . . . ~ lu Russia si seo-0 11ono due d1s1.1ou periodi: catena pmlLO:,t.o lenta, con un ·· o·, ad essa se"uc che fa pure. da souomo ogm· cl ue pa . ,:s···::.1· e 1no·"~ ,, . ia . riserva . steCJno tenendosi dapprincipio a 500 passi d1 distanza. Questa distanza 0 a dii~iuuendo i.;oll'appressarsi al nemico e nell'ultima zona (valutala da V • 600 :Hl 800 passi) si riduce a 150 o 200 pns~1. . . , • :.'r•ni.;ia si fau no i;atene molto fitte, seguite direttamente dalle r1se1 ve. I li J. " • I' . Considerando quindi come l'Austria sia la sola che formi tr_e scag 10m ,e ricordando che l'impulso deve venire dalle spallo, l'autore s1fa ad esa-
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LIRRI
minare se tale fo rmazione risponda allo scopo, e trova che i sostec•ni .e a11oro aggl'uppamento, non potranno utilizzar,'.) il terreno e subin ' gruz1 r~_nuo ~erdite taoto_grosse_q~aoto la ~ tena. ~el dir ciò si appoggia ai r1su!tat1 delle esperienze d, ti ro eseguite dall'artiglieria contro sifatt:1 forn~az1~oe, pn~ta?do ~ontro la ca tena. La condizione dei sostegni devo'!Llindi rmsc1re assai difficile, parocchè oltl'e al trovarsi esposti come la catena, non possono nemmeno far fuoco, e il subire perdite senza inOi.,..,.erne uon puù certamente ngi re che in modo deprimente sul loro mora!:~~e verrà che ques~i cercheranno cli rondersi il più presto possibile colla catena; con cho sodd1sferau 110 davvero al còmpito che loro è attribuito di mantenere h1 voluta iu1eusit.à al fuoco dei tiratori senza restare espo5ti al pericolo di essere distrutli prima di entrare in azione. Hisulta quindi.che tale disposizione è difettosa, perocchè mentre riesce iunt~I~ sul principio del combattimento, nelle ultimo f'asi di questo non è poss1b1 le mamcnerla, non potendosi a questo punto far nsse.,.namento su.,.l i o~clini tattici, ma soltanto sui gruppi che verranno forn1aidosi . " Ciò che converrà sforn,r:;i di ottenere si è che il f,~amm isc hiamento del le di verse unità avvenga il piùtflrd i possibileesolù nel momeutodel hiso<>uo· perocchè tale fn1mmischii,mento lia sempre per risultato cli togliere f~rz; al ccmando. A pa rere defl'atttore la ror111nione da prcuderè sarebbe la se.,.uente: il primo scaglione costituito da catene foni e fitte; il secondo cqsti~tito dnlle riserve, poste '2.00 o 300 passi indietro. Quest.i distanza dovrebbe decrescere co.ll'avanzarsi e ridursi a ·100 o HiO passi al momento deci'ivo . . · ~sso addu~o quind·i uu esempio numerico relativo al battagli.mc austriaco per dimostrare ohe co ll'attuale fo rmazione fa catena che dove pre· parare l'attacco è troppo debole. Da tale esempiù risu lta infatti d,e 1/ 8 soltanto .del bauaglione è in azione dirett.a, 1/ 8 se.,.ne come soste.,.no 2/8 . o o ' c_ome prima .riserva e i / 8 come riserva di battaglione; a distanza rispett1v:unente d1 100, 200 e 300- tiOO passi. . .Prenden~o ad esaminare questa formazione (la qua le presenta una rronte di ~00 passi s~, 600- iOO dì profondità) alla stregun del tiro d'artiglieria, e_ pducendo a oOO o 600 passi fa profondità media del la zona di dispersione della granata e dello shrapnel, osserva che anche puntando sufla catena, i sostegni e in misura minore le prime riserve si tro vano coinvolti n_ell'azione dell'a rtiglieria; e tenuto conw di questa aziùne e del la posizione relativa.dei vari i scaglioni ne deduce le seguenti conc!nsioui: • ·I O Qt~ando 111 fonteria è bnttuta dHl l'aniglieria mentre si trova in formazt0ue d1 com battimento, i sostegni subiscono le stesse perd ite cho la catena;
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2° I sostognt s1 trovano in qnella zona di fuoco che comprende il 50 ¼ dei punti colpiti; 3° Le prime ri~erve si trovano così arretrate rispetto alla zona di dis.persione del tiro, da uon patirne che piccole perdite, ridotte anche ad un minimo, se sanno util izzare convenientemente il terreno; i 0 Le riserve di battaglione sono ancora così indietro eia non avere nulla a temere del tiro a granata e poco dal tiro a shrapnel, special ment.e per fa circostanza che possono utilizzare ogni nccidcntalitil per coprirsi. Tali o co nsimili consiclernzioni devono aver indotto tutte le altre .,.randi potenze a ~o pprimere i sostegni, corno inutili e auzi dannosi; men~·e per soddisfare nfle attuali esigenze è molto rneglio spìn~ere inna01.i addirittura una fitta e fo rte ca tena di cacciatori, $eguìta a disté\nza conwoiente dalla rispetti va ris('na. . Con questo però non /j detto che i sostegni debbano essere nboliti in modo definitivo. Quando la uatura del terreno ò tale da presentare molti ripnrì, dietro ai qua li poter mantenere dPi manipoli chiusi e sotlomano, i sostegni diventeranno nece;;;sari. Del resto convien ricordare che il succc-;go dipende non dalla ri gidità dell e forme, mn d,\ quelJa eln5ticitù per la c11wle esse possono, a seconda delle circostanze, venir mod ificale. A questo punto l'autore pone la questione ~e le catene debbono essere chiuse o se debbano lasciare intervalli fra di loro, e per proprio conto dice cl1e sarebbero da preferi rsi cruel!c ad in tervo lli, perocchè <lai mo :.. ment-0 che i vari riparti si confondono, il comando diventa difficile. Quanto al modo dì produrre gli intervalli, se cioè lasciandoli fin dapprincipio, oppure formando le catene continue per ri nserrarle poi a poco a. poco in motlo rlì la~ciare le vol ute interruzioni, crede sa rebbe conveniente sla bi lire delle prove in proposito. Qui l'autore rientra nella questione posta dapprincipio, facendosi a considerare uno dei periodi più importanti dell'im piego dalla fan teria , va le a dire il passoggio di questa attraverso alla zona del fuoco efficace d'artiglieria, da 2.500 passi cioè, fino al punto in cui può far uso delle proprie armi. I bersagli che, secondo i I moderno modo di combflttere, si offrono alla fa nteria, non sono tali tla renderle possibile il tiro a grandi di stanze · e d'altronde anche qi.rnndo so ne presentassero, sarebbe ponderar b:irn la conven ìcn1.a di for uso di tal genere di tiro affin e di non trovarsi a corto di ·munizioni per le distanze brevi. Ciò può farsi solo quando si abbiano ca rtucce a profusione. Entrirndo nella zona di % 00 passi, la fanteria non ha altro avversario
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all' in fuori dell'artiglieria, che possa danneggiarla direttamente; ma un avversa rio potente, pcrocchò a costo di cp1alunque sacrificio, e non curandosi dell'artiglieria dell'nuaccao te, tirerà coutro di essa. Come farit dunque quest'ulti ma ad attra,·ersare tale zona, di fronte al fuoco annientatore dell'artiglieria? illoùendosi, tiranclo e coprendos·i a tempo deb'ito. Quando la fanteria avrà i@parato a far tesoro di questo principio, le riusci rà, sebbene anche con forti perdite, di portarsi alla distanza decisiva cli 5 a 600 pnssi, dove il suo tiro diventa radenti,simo, e quindi efficacissimo. A questo punto l'intensità del fuoco per preparare l'attacco deve essere maS$imn; e a tale intento dovronno nlln fine conconere i fucili o magazzino e a ripetizione; <lai quali le potenz~ si sono sinora astenute per ragioni lìnanzinrio, sebbene conscio che r~:1ì &aranno per costituire uu grosso fattore di successo. · Da qnalche tempo si va parlando cli sopraffore il nemico con una tempestn di piombo, poco Yalore nttaccando in vece nl tiro di precisione Questo princi pio, secondo l'aulore, non può condurre che ad un consumo ili munizioni, mu 1ion nlla demoralizzazione dell'avversario, pcrocvl1è piccolissinrn saril la proporzione dei colpi ntili. Senza calcolare che cotal genere di ti ro pl'Odu rrù presto un'enorme nube di fumo e che difficilmente ,-i riusciri1 allora a far sospendere il tiro per nspellare che si diradi. Così se ne an(lrit la disciplino del fuoco e con es,rn se ac nndranoo infruuuosai_nente le cartuc,:e; e quando si ,,orr;'t spingere innanzi qun lche ri parto. di truppe fresche, non lo si potril per timore di esporlo nl tiro dei rimanenti scnglioni. Egli raccomandn <juiodi l'u~o del tiro o salve, come quello che clii i migliori risultati, ehe tutela la disciplina e che permette di acrniu . o;:, u"ere o nuove forie alle cornbau.eoti e di port.irle quindi riunite in avanti. Nilluralmcnte le sal ve non dovr11nno eseguirsi con la regolarità della piazza d'nrm i, se no l'aV\'ersario si regolcri1 pure nel coprirsi, ma dovranno farsi per cosi dire insidiosamente. Resta a considerarsi l'ultimo periodo dell'attacco, dalla distanza decisiva pel fucile fin o al ncmicc, . Qui :;iàmo nel campo della morte e d<'lla gloria. Molti metodi furono immaginnti per regolnre ii modo di procedere in quest,1 zona, ma solo uua guerrn potrà dire quale sia il migliorn. Secondo il regol:tmento au3triaco, giunti a 500 passi i riparti delle compagnie cli prima linea dernno essere raddoppiati . Quelli di seconda linea devono essersi avl'icin:iti tanto da poterli ra ggiungere prima dell'assal to decisivo. .
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.L'~v.anz~rsi avviene a sbn lzi sotto In protezione del fuoco dogli scaglioni lerm1 e la lunghezza degli sbalzi ù lasciata in bnl ìn del com1Jlldant.e. Il regolamento austriaco non dà regole per il tiro iu massa n distnnzn ~ctcrminata. Ciò che ne car:itterizza l'attacco è il procedere continuo sPnza mt?rrompere il fuoco , finchù manifestnt.flSi la super,orit:\ di quesro si Ya .il i assnlto rnovenclo da 80 a 100 pa~si rii distanza. fo Germania !'-i comincia nd avànznrsi n sbalzi quando si aiunae a !.iOO o 600 passi dal nemico, nrnntenendo assai fitta In Ìiuen di fuoco~ 1~ iiOO possi si fa un alt più lungo e si esegu iscc il fuoco accelcrnto . Intauto i ripar~i posteriori si por tano sull.ì stessa linen. A.llorn tutti insieme mnrciano rapida mente, mantenendo vivo il fuoco senza arrestarsi, o coricnrsi . e l'nssnlto al~a h_aionetta non ha luog,) che n 10 o 12 pnssi dal nemico. · . In Rus~,a s1 formano assn i presto linee di fuoco molto fìue. Dn 800 pnssi si com 1nc1a ad nvanznrsi n sbalzi di 100 a mo passi, di solito a mezze co~p~1guie: e giunti _a 200 passi si eseguiscc f'uoco celere. Appena questa pos1z1one e soprnggwnra d:ille riserve !ìi accelera l'andatura fìno a :iO p~ssi e q~1ìndi di corsa si vn all'assai Lo. I bnttag!ioni di riserYa però non v1 panec1pano. In Fr.iocia è stabiliw che in terreno ~coperto non si co~inci ìl fuoco che n 1000 passi, in terreno coperto da 500 11 600 passi. Dn 600 1} 110 n 500 ~i avanzano n sbnlzi con intere c,Hene di b:rnaglione (se questi si appoggrnno 1:uu l':ilrro) . Se il h~ttnglione è isolato, l'nv,rnznrsi pro('ede per compa?nie o mezze compngnie. Dn 500 passi in nvnntì le compa"nie v:mno strmgendosi sulla frazione direlliva, le riserve si fondono :olla c_atenn, e il battaglione di riservn spinge una compagnia a ~ 00 passi dalla lrnea . · C:ol1'inserirsi di questa si dà l' impn l~o per giungere fi no a 200-250 p~%i;_ mentr~ la 2° compagn io del prcfar.o battaglione segue a ~00 passi . Gmot1 alla distanza orndeun si apre il tiro celere. Se con questo non si sloggin il nemico, si innestnno successivamen te tutte le compagn ie del battaglione di riserva nella linea e allora questa si avanr.n :i sbalzi, con brevi,;simi alt, cluranl.e i qunli cseguisce fuoco celere. lJni 150 passi muovono nll'assnlto colla bnioneun. 9ualc sarh _di tutte queste_la via. migl iore'? L'nutore lnscia In risposln 11.I l~tu'.·o ~ chmde 1'. suo articolo d1c~nd? che: in questa ùifficile impresa I nn1gl1ena cercl1cra naturalmente d1 sp1nnare la strada nll a fa11 1eri11 , non curandosi <lei fuoco 11vversario; 1! se pel suo carattere non può anclnre all'assalto con essa, la conforterà tutta vin coll'assicurnrle un vnlìdo pn nto d'nppoggio e dì rifugio in caso d'insuccesso. . 1
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Così finisce l'autore. Egli però !liscia qun lche cosn di indeterm inato e di indefinito per ciò chf} ri~uarda il modo di esecuzione de·1 fuoco neoli ultimi periodi del l'attacco, quando cioè si dovrebbe tirare senzai.l!rrestar~i . Questa lacuna pauebbe essere stata riempita d:d signor Buisson, comandante di battaglione della fanteria di marina i,n ri ti ro, iI quale avrebbe . con una IP-ggera rnodificaz ion,: al fuci le Gras modello '18H , trovato i! -. ''."odo appunto di tirare,.;orr~ndo. Con questo egli non solo si 1wopoue di 1lar superare più rapidamente la zona della mort.e, ma ri tiene di poter 1·idonare a!la fante ria quella impetuositit e quella sorta di esaltazione che colla moderna t.attfoa degli sbnlzi :mccessivi e dei succe:;sivi appiaLlamenti non era possibile di ottenere. Circa tale modificazione tl'ov iamo su I M·il·itii,r Wor;he;nblatt (N. H~) i seguenti particolari. Per effetto del meccan ismo aggiunto al fucile , il cnk,io diviene in certa misura mobile; il soldato lo tiene contro l'anca clesl.ra e mentre con una mano preme a volontit una mo lla che produce l'esplosione e che si trova in una cavità del ca lcio stesso, l'altra mano (la sin istra) afferra la cartuccia, l' introduce e maneggia l'otturatore. La bretella passando sopra la spa lla destra sorregge il peso dell'arma , la cui canna si tiene pressochè orizzontale. , Questo t~eccanismo ru pi;eseutato all'accademia delle scienze dal g0nernle Favè, 11 quale al l'obbiezione relativa alla possibi li tà cli puntare, rispo:;e che anche non puntaudo, si può col l'esercizio ottenere una certa probabilità di colpire; e aggiunse che anvhe nei cnsi nor,mali, quando gti avvers,:r~ s~n~ a 2.50 -metri tirano senza puntarv; e disse pure che da esperimenti Jaui risultava che s1 poteva calcolare sul 20- 130 p. ¼ di punti utili. Per altro :,vvertiva non aver egli pretesa di presenta re la soluzione della questione, ma bensì di portarla in tal modo a buon punto. · Il maggiore Buisson in un articolo pubblicato dal Jonrnal des sciences militaires espone tutti i vantaggi tatticke morali che deriverebbero da il'applicazione del :;uo tronto.
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R PEUIOD1Cl
ceonava all'inazione della cavalleria russa all'ala sinisl.ra di Skobelev, e conchiudcva essere :;tato più conveniente il 30 agosto attaccare il ridotto .Crivitza anzichè il ridotto Skobelev. Nel presente :ntico]o si cerca esamin:\re la questione in omaggio allu critica i·agionata e ptn· definire In natura storica dei fatti. · La mob·il:ità delllt cavalleria. - - O. GRASNOv . - (Articolo 2°). Si cominci-a rlallo stucliare i,l cavallo come mezzo di locomozione, cioè a studiare il cavallo nelle sue qualità fisiche innate. - E$iste un nes~o strettissimo tra la focoltà respiratori:i di. un quadrupede cd il grado del suo ullenamcnto nelle diver:;e andature. La· seguente tabella, desuntil dall'opern del colonnello Bony Fond et vitesse d'un<: troup1: de c<maler'ie en campagne, serve di base.per le disquisizioni del l'artico'lo . · 1
· Allenamento de-i ca:valli com,battent·i-.
(cavaliere e fi nimenti)'. Passo orclina:rio: 16-'2.0 respir:izioni al minuto (20 iu media) . Il numero delle respi razion i aumenta insensibilmente 1rnlle rnarcie prolungnte. Passo accelerato: H respirazioni in media ll l minu to. Trotto : pel ·1° ch ilometro td re,.pirnziou i in -1'; pel 2.0 » 4-6 » in ,t'; pel 3° » 5·1 » in -1'; Col prolungarsi della marcia il numero delle respirnzionì per minuto aumenta e al trotto celere può raggiungere il numero di 65 in ·1'. Galoppo : per •1000 metri 55 respirazioni in ,11 ; per 3500 ì> 72- 8,\. respirazioni in ·1 '; Galoppo accelerato: per 300 metri 58 respirazioni in ,J'; per 300-·1000 metri 62-72 respi razioni in .J' . CAVALLO S~NZA ARNESI 1
CA\' ALIIO CON ARNES1 DI ~IA RCI A,
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0
lrimes lre 11~85.
Girai l'attacco di Plevna 36-31 ago:sto J877. -A. KunoPATK LK. (Con un piano). - Un articolo, inserto nell'Inval·ido r usso del ,188/i. N. 22, commentando lo scrilL1) Lovcia, Plevna, e Sceinovo del sig. Sukotio, ac-
Passo 01·dina-rio: 5 respirazioni di più al minuto che non senza lrngaglio. Passo in sal-ita: 34' respirazioni al minuto. · Passoìncliscesa :28 id. id. Trotto: 14 respirazioni al' minuto pi ù che non senza bagaglio. Tr'oUo in sa/.ita: 7t respirazioni in 1 ' ; » ,inclùcesa :-55 » » Galoppo: per 1000 metri 7!~ respirazioni al minuto. Ln perdita di.
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forza al trotto rnovendo con carico pe$ante, eguaglia la perdita di forza al galoppo su terreno unito e piano. Ed in seguito: . AHornh.è al galopp? accelerato si hanno 50respirazioni in 5', dopo5' d1 r1 poso 11 numero d1 queste scende a 30; dopo ·1O' scende a 23; dopo '11>' a 20 . Analogamente le 1$5 respirazioni che ~i ha.uno in 11', percorrendo '1000 metri al galoppo,~divengono 4-5 dopo 5' di riposo, 26 dopo 1O',18 dopo 15'. Così pure le 65 respirazioni pel minuto dal trotto (acc.elerato e prolungato) dopo 5' di riposo non variauo, dopo 1O' divengono 28, dopo 20' sc.endono al nun'lero di •l7. Lo stretto legame esistente fra la respirazione del cavallo ed il grado del suo all enamento alle varie andature deve esse1:e tenuto in conto nel considerar~ il cavallo come forza di locomozione. Così per suo mezzo viene deter~una~a la velocità del pa:,;so e trotto, come pure il mez;.:o migliore di comb1narl1 nel muovere ad andature alternate; e infine su di lui sono fondati la determ:inazione del numero e della durata ciel riposo dipendentemente dalla distanza da percorrersi e dalla esecuzione del galoppo . Docwment'i, ·relati'ui alle operazi.on·i del dJistaccamento d:i R11,stsciuk. - }foN-FOCH'f (articolo '17°). - Di questa importante pubblicazione si è parlato altre volte. L'articolo present.e tratta delle operazioni del distaccamento nel mese di novembre; i nuovi piani; ricognizioni del generai Deliushausen ( 11° e 2 novembre) e generai Leonov presso Zerevze 4- e 5 novembre); fazione di Kazelevo; attacco dei Turchi (5); ricognizione di Suleyman-pascià, fazione di Pi rgos e Han-Hiul-Cesme (7); movimento strategico del distaccamento; situazione dell' XI e còmpito dei corpi d'armata XII e XIII; disposizione e particolareggiataenu1nerazione delle truppe distaccamento al 12 novembre. La guerra di pa1·tigùm:i. - F. HERSGl·IELMAN (articoli H>0 , rn•e fine). - Sturliata prec~cl.entemente l' a.PP(ica.sione della guerra di partigiani quale mezzo strategico, servendosi d1 numerosi esempi storici e diseani, procede~i ~ studia_re il lato tattico della questione. Questo importan~e e complet1ss1mo scntto conchiude, le operazioni di partigiani restar sempre certarnente mezzo ausiliario e secondario; nondimeno il suo studio e l'arte di sapersene valere avere acquistata grande importanza nel dominio della strategia e poter esercitare un'azione deèisiva sull'esito delle operazioni d' una campagna. Su tal proposito Ja Russia ricca di esempi nelle proprie guerre e sopratutto padrona di una enorme massa di cosacchi, prezioso elemento, deve, secondo il detto del principe Holizin, prepararsi a simili intraprese colla voce, colln penna e coll'azione. Purtroppo l'opinione dell'illustre 1
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E PERIODICI
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principe ru· tenuta iu uiun cale. Poche righe, poche pagine nelle scuole nou costituiscono nè In storia, nè la teoria della guerra de' partigiani; eppure essa ha la propria storia, teoria e l,meratura. Conviene preparare i futuri conoscitori di simili imprese e i condottieri, come si preparano i dotti uf!ìciali delle varie armi. Condotta dopo lunghi anni a fine la guerra del Caucaso, la Russia ha perduto la propria scuola pratic:i per le operazioni di partegiani; ad essa quindi è mestieri per lo meno prep:,rarvisi coll'istruzione teorica e colie applicazioni del campo, possibilmente su vastn scala, onde al momento opportuno repentinamente- aver modo di svi luppare i ricchi suoi mezzi per tale guerra. Esperienze di tiro contro opere di {01·tificazione. - E. VonoNEZ (con una carta). T coiigegni per guidare i cavalli da sella. - ColonnelloBIELOGRunov. - Si esam i1rnno i due congegni l',niesdka (specie di filetto in uso presso i cosacch i) e il ,m,itndstuk (molto usato dalla cavalleria regolare), facendone medi.ante figure e ragionamenti, annotare Je funzioni e i difetti, ed infine proponendo un congegno combinato fra i due ed atto a concili1we l'uno e l'altro sistema. Gh eserci.z'i pral'ici wl servizio cli ca1'~pagna (fine). - Colonnello L. BAzKov. - Analisi e commenti circa l'opera del generale Verdy du Vernois. Il nuovo carregg·io 4eJ.te truppe. - M. HASENKAMPf. - Viene dato un completo resoconto del regoh,mento. rela tivo al cam~ggio reggimentale e divisionale sanzionato in Russi;1 con decreto H aprile ,t885. De,Scrizione delle operaz·ioni sotto Plevna, 1887 (8° e 9° articolo). Sottotenente A sourtAHMAN. - Trad.uzionc dell'opera omonima del maggiore Tal-ata al servizio dell'esercito turco, importante, come si disse, permettendo confronti e rettificazioni relative alle notizie di fonte russa. Materia trattata: combattimento del 30 e 31 agosto. Resoconto del comitato Alessand·ro dei feriti pel ·1884. - Contiene molti dati numerici e tabelle statistiche. · Rassegna este·ra. - Italia. - V. NED5VIETZKI. - Tratta succintamente ma con chiarezza delle riforme compiute dal genera le Ricotti: avanzamento degli ufficiali; ordinamento della milizia mobile; consolidameruo della mi lizia territoriale; ordim1mento dei collegi militari; riforme nel corpo uffi ciali di stato maggiore; varianti agli esam i d'avanzamento dei capitani; progetto circa la forza del nuovo contingente di leva; discentrameuto nelJ'arnministrazione militare; riordinamento dei reggimenti alpini; spedi,zioue d'Africa e sua importanza.
LIBRI E PERl'ODICI
Le esm1·sion•i, lontane con gr0ssi 1·eparti a cavallo. - B. A-v. _ Si esarni~ nano e analizzano alcnue delJJe·escursioni eseguite recentemente irr Russia de<lu'cendoue alcuni importa11ti precetti. Oss(wvaz·ion·i siilla caMlleria. - N. Gcm1Ac~v1. - Osservazioni circa l'a,r~amento , arredamento, ecc., degli uomini, e circa il nutrimento, eqnip::iggrarnento, ferratura ecc. dei cnvalli. fo ferratura conchindesi non solo non è utile n1a· in •ce-.rti casi è positi;,aimente dan;osa, come ehl;e ad avvernrsi in alcune circostanze . Il cavallo che non fu· ·mai ferrato ha le 'nnghiè maggiormente :;olide e resistenti quando percorre strnde in sfavo~ revoli condiz10ni. I cannoni e moi:ta·i dell'art-igl!ieria da campagna. - P. LA ... P·A. _ Yl~diante ta_belle sistematiche si propongono esercizi di tiro per stabilire dei )rnralleh :ml valore· relativo fra i vari mortai da campagna, fra i can110111 da campagna e infine fra i mortai e i c::inuoni pesanti (da bnHeria} dn campagna. Applicazione dei! pa1·chi ,taleg1·a;fici nelle operazioni dell'esercito. S. SrsPANO~' · - Mediante un'accurata enumerazione di esempi, trntti t!a!le recenti gu?1Te cl'~uropa ed' America si cerca provare la grande uti-· lita che recano 1 parclu telegra-fici sul teatro d'operazione. Organ'izzazion,e del servizio sanitario e trasporto dei malal!i e f'eri'.t'i. - N. BonovKov. - A forma quasi di schema re.,olamentare si danno i prmctpu generali sulla costituzione del senrizio sa nitario, si accenm alln parte assegnata alla C1·oce rossa, si sta.biliscono le norme pel fnnzionamento del'le commissioni d'evaç-uazione e per la formazione dei convo"fi 0 sanitari pel tr~sporto dei malati e fer iti. •
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.BO LLETTJ NO BIBLIDG,R.AFI.CD
MATTI:'.! E MILIO. Lti uavigaziorae iulet•,111 in Italia. U n volume con dieci tavole. Venezia, tipografia della Società di mutuo soccorso f'ra compositori tipografi, '1886, Ritorneremo per esteso su questa opera dell'illustre generale, presidente del Comitato delle armi d'artiglieria e genio: opera importantissima sia per l'argome nto in se stesso, sia per la competenza dell'autore. MINISTERO. DELLA (iUERRA. Relazione me,lieo-11t.ati11ticti sulle CAtatlizioni aanitarie ,Jell'esercito italiantJ t1ell'auno U~83. Compilata dal Comitato di sanita militar e (Ufficio statistica) sotto la direzione del colon11ello medico ispettore dottor PECCO. Roma, tipografia Carlo Voghera, '1886. MINISTERO D'AGRICOLTURA, INDUSTRIA E COMMERCIO. (Direzione generale della slalistica). AmwU di statisticti. - Su11islica ind,u,t•·iale. Fascicolo I. Roma, tipogr1Jfia Eredi Botttt, ·1885. GRISPJGNI, '!'REVELLINI e THEVES . .4,un.1ario acie11ti/i('O etl in· dust•·iale . Anno ventesimo secondo, 1885. Milano, Fratelli Treves, '1886. MICHELANGELO o' AYALA. ,llenuu•ie '" 1Haria,u, d' Ayala e del suo tempo (t.SOS-t.877). Scritte dal figlio MICHELANGELO. Roma, Fralelli Bocca, 1886. Ju1,cs BORELLY, L. coìonel. (}romwellet 1llazari11. Deux ca111p11gne11 d,1 Tt1renne et li'laudre. l,a bt1laille ,le• Dunes. (Deux p lanches gravées). Paris, Librairie Academique Didier. Perrin et C.ic , libraires-ed:te urs. Ritorneremo su questo im.portante studio dell'egregio scritto re dell'opera: Le Jlcwechal tle l<'tiberl.
BOLLETTii'\0 J3 1BLl()GTIAFICO
Préei• di! la Campagne de t 805 e11 A llemague e t e u lta li,r. Un voi. (avec 10 croquis dans le lexte). Bruxelles, Librairie C. l\IuquardL, Merzbach et Falk, edileurs, 1886. l ,e Prince lira/I de Hohenlohe-l11gelfl1111 e u. Lellres s ur · l' Infanterie, .s ur la Ca valerie, et sur l' Artillerie. Traduites par ERNEST JAEGLB. Tt~ is voi. Paris, Louis vVesLha usser, edileur.
somJARIO DELLE ~IATERIE
eonlenule nelle dispense di gennaio, febb1·aio, mal'Zo f 886
GENNA.10.
CHITEH! E PI\J<:SCHIZIONI '1'. ;\TTICIIE l'E R Il, COMBATTIMENTO ~ o~LLA FANTERIA . - Raffaello Serpieri, capit3no . Pa9 . 5 tJ ALCUNE COl'iSIDERAZIOl'il SU I, FUCCI.R A Rll'ETIZIONE . . • . . . » /i,1 lr, NOSTno HECLUTAì\mNTO ì\lARl'l"l'J.110. - Nicola Marini, capi tano di corvetta . » 55 STUDIO SULLE SUSSISTENZP. )111.(T.\RI E tono FU)IZIOX.UIENTO. - Vittorio Turletti, capitano commissario . . .. '\..· · ,,i~ 62 Ir. CO!.LEGIO INGLESE. - T. Mariotti, capita no.. .~ 1 88 APPU)ITI, CONSIDERAZIO)II E CONFRO'<Tl ClnCA LA COSTITUZIONE OELJ,'ESERCITOAUSTRO·UNGAmco . - A. Mazzoleni, cnpitano aiutante di 'campo della brigata Modena . . . . . . . » 100 "",, Russ1A . - I vari rami <li servizio <lei ministero della guerra nel 1883. - O. Cerroti . » 136 B u r.CA UJA • » 1 i9 lib1'i e periodù;i: F onME
Il Di rettore TA NCR ED I
FOGL I ANI
Jlaggiort di fon, ~ .
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I eri ~d- ~g~,i.. ~ T1n11tTOICLE )lARIOl'rI )) 163 i e:; 10 1ts a arrut. - L. Mu.LARD . . . . » 1165 D0111a i na woinic - ·I 853-·188 I. - A. V1rnesc1AGu1Ne . » 166 Kritische Rtlckhlicke :\lii' cleu ru~si~ch-tiirk ischen Krieg. - KunoPATKlN . . . . . » f 67 Dic Russischen Sommcr lager 1884. - A. v. DnvGALSKI . . » "67 Taktisd1en Dil'ectiven !'iii· die Formntion uncl Fi.ihrnng der Cavai' lcrie-Division . . . . . . . . . . .. » 168 Hecres\·erfnssungen und Yolkerlcben. - MAX JA11 Ns » 169 Der Fclcldienst. - E. ZonEL . » 170 Das cleutsche Heer . . . » 170 Afghanistan uncl seine ~achbarliinder. -- flE!lMA:'\N RosKoscusy » 472 Revno de cava lerie . . . . . . . . . . . . . . » 1172 ì\'.lilitifr-Wochenblatt » 175 Vehr-Zeitung. . » 177 Dentsche Hceres-Zeitung » "78 Invalido russo . » 18,1 Voennji Sbornik. » 180 1
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DEMA RCHI CA RLO,
gerente.
FEBIUl.:l.IO.
IL Lrnno DI LE'n ·u nA eEL soLoATO 1TALIAN0. chiotti . .
Edoardo Fan. . . Pag. 187
!<'ORllE, CRlTERI E PRESCRIZIOXI TATTICHE PER IL CO:\fBATTIMENTO DELl,A FANTEt\lA . - Raffaello Serpieri , capitano . . . » 2H, LA olFEXSIVA NELl,A PnovEXZA E NEL DELFI:-1,\TO. - Memoria del maresciallò" duca di Berwick (-1709). - G. Zavattari, capitauo » 252 ~ELLO SPII\ITO :\!11, l'l'ARE lN ITALIA. . . . . • . . . . » _gli RussrA. - L'artiglieria da campo nella guerra del 1877-78 » !298 AusTRJA-UNGUERIA. - (Notizie militari) . . . . . . » 323 L., GUERRA TRA LA SERBIA E LA BCLGARIA. - C. Manfredi, capi tano •> 340 GnAN BRtTTAGNA .~ . » 369 llA.RZO.
CusTozA 1848 , . . . . Pag. l ~ FUOCO SECONl,O LE XORME PER L'DIPIEGO DELLE TRE ARMI. - P.» LA LEGGEN.ot'° DEI FABJ. - Saggio di critica militr,re. - O. Barathiri , colonnello. . . . . . . . . . . . . » Sut .PAREGGIA.MENTO DEU,.\ FER~IA DELLA CAVALT,ERIA CON QUELLA DELLE ALTRE AR)fl. - Q. C. . . , . . . . , » LA GUERRA TRA LA SERBIA E LA nur.GARIA. - c. Manfredi, capitano . . . . . . . . . . . . . . . . » G1ux BnETTAGNA. - La Gran Brettagna nell' Oceano P acifico » R1.;ss1A. - Sul.. ~arr~gio,reggimentale presso l'esercito russo » Notizie mi11tm1 . . . . . . . . . . . » 1
377 427 U.9 4744-85 503 507 509
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Lib1'i e periodici: - -- -
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Das Gefocht von ,Veissenburg. - S. v. D. . . . ·. . Trarn;porL par chemins de fer des blessés el malades rnilitnires . P. REDARD. l<'eldmarchal Flirst Wrede. IIE1L~IA-XN. Militàr Wochenhlatt . Deutscbo Heerc.;-Zeitung . Wehr-ZoitunoVojenni Shor~ik.
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