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RIVISTA MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARI
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Anno XXIX.
Tomo IV.
ROMA, 1884 VOGHERA CARLO, TIP OGRAFO-EDITORE
Via Naziomle.
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L'ARTE MILITARE IN ITALI.A.
Proprietà letteraria.
Sono brevi riflessi soltanto sulla storia dell'arte militarn in Italia., e sulle fasi cui anelò soggetta, che intendo esporre: non u·na analis,L, che, quand'anche sommari!)., lrnrrebbe ad opera di ben altra lena . ed importanza. L'arte militare presso una nazione si avvalora coi progressi nella -civiltà della nazione i~Lessa; coi progressi 11ella coltura scientifica, i quali riverberano la loro influenza sui mezii di offesa e di difesa materiali ; coi progressi nella legislazione, i quali disc.i pii nano là so<:-ietà, la organizzano, e con essa organizzano le sue forze militari. Per effello di questo principio si succedetlern le supremazie delle nazioni per conquista e per dominio, e per esso noi vediamo nella storia primeggiare successivamente A.ssi1:i, Egiziani, .Pcrsianj, Ebrei., Greci, Romani, e susseguentemente nazioni meno an tiche: e se orde barbare poterono nell'èrn volgare sopraffa re nazioni più di esse <:-di te, fu in consegu~nza di supremazia nell'arte bellica, ma di forza materiale, di numero, e in conseguenza di regresso nelle virtù civili e gueniere <li queste. Come sul progresso d'incivilimento hanno in lluenza somma le {}Ua lilà. di mente e d'indole dei nazionali, così dell'influenza cli esse si l'Ìsentono i loro progressi militari; e l'Italia, che tac.I.a parte ebbe nel progresso della. civiltà. mondiale, fu anche in quest'arte maestrn .
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L'ARTE i}!ILITARE
Le ricerche su quanto possa illusl.rare lo sviluppo,che andò m1~n mano prendendo in Ilalia, sono quindi dovuto tributo al merito che essa ebbe nel guidar a progresso l'arte della guerra; mentre .il mettere in evidenza il nesso dei perfezionamenti di questa, e la raaion, 0 . d'es·sere d'oi nì suo elemento conduce ad un !lpprezzamento più intimo dei principi con cui si reg;.{e al dì d'oggi. Le prime tradizioni di arte militare antica ci furono tramandate da storici e poeti greci ed orientali: l'Italia in quell'epoca non aveva ancora storia. · Senonché le indagini della scienza pervennero ai dì nostri a scopfo·e il modo di vivere di antenati, preesistenti all'epoca storica, e le traccie lasciate da quelle tribù preistoriche sono studiate e scn~tate col sussidio di nuove scoperte ché continuamente la scienza trova mezzo di fare guidata dall'una scoperta all'altra. Or queste traccie hanno dimostrato che la lotta fu compaana all'esistenza,dell'uomo Jìn d'allora, e·che fin d'allòra egli ri co;se alle · armi. ·Quelle ·vestigia si trovano pure non.scarse sul suolo.italiano, ed offrendoci i primordi tlèl modo dì combattere ·dei nostui a\~i :in qLiell'epoca, prendo da esse le mosse, come quelle che ci danno indizio ·intorno alle _prime idee che per l'qffesa e la difesa, e per Je gualità del·coraggio e del valope abbiano balenato nella mente umana. Eti:ì-preistorica. - La 1lotta che l'uomo ebbe asosten:ere in.quei primi tempi cli sua esistenza sulla terra•fu rivolta non soltanto contro le belve, ma ·per tfote sorte dell'uman gene11e, anche eonLro il proprio simile. · La paleontologia -ed i fossili rinvenuti,ci hanno fatto conosce1:e come numerose ed immaui fossero·le fiere colle quali'l'uomoprimitivoùovette contendere il suo·vitto e la sua ·esistenza, e contro le sue insidie dovette premu!}irsi. Le ·traccie d'intaccature, rinvenute poi' ·. sulle ossa fossili umane, causate da strumenti di ·mano dell'tiomo' . e non da denti ferini, comprovano la•lotta fratricida. Nella scelta della sua dimora dovett~ quindi cercar di pro·curarsi, assieme all'agio di ·provvedere ai bisogni della vita, anche -la tutela dagli·attacchi·ostili. Le condizioni del suolo, sul quale aveva ad eleggere la sua di-
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mo.va rèr,ano b:an dive~se , da quelle di oggi.ili. Secolari J3.d 1i1tbrioati boschi copri.vano le pa1,ti Jnontuo..s.e della penis.ola, il· cui slliol~ rfoco •di fertilizzanti spog6ievegeta1i. ed animali, era co.p.euto daifittt cespugli di robuste felci e da folti :e1IDag~i. I_ nu~~ros~ cors1 ~1acqna che 10 solcavano, alimentati dagli estesi gh1acc1a1 de: monti, .dalle nevi dall'.umidità.del clima,aumentata :dalla lussuriosa vegetazione, volg~vano,grossa.copia .d'acqua torrenziale.e formavano va~til_aghi. e paludi, ·maggiorment~ abbondanti nella valle Padana, ed m.1.Spec1~ · ai pi'e,d:ei ahiaeciai alpini, come-nel Piemonte. Le ca;v;:rne furono il primo ricov.e.ro dell'uomo, il.cui possesso ei dov-ea contender.e alle fiere: ma quando per un ·primo passo .d'inciv'ilimento pensò a stabilire la propria dimora a suo piaoimento e non più dove la natura gliela collocava, ed a costruirsi un'abitazione, las0iò1i.bos.chi infe.stati dalle belve, e si cercò siti più aperti e tranquilli. Lltngo le sponde.marine, alle foci d.,~i fiumi, sul teLTeno mag- . gioumente sabbioso meno folta germogliava la vegetazione: quivi poteva scoprire le fiere che sbucassero ad insidiarlo, e ad nn tempo esplorando. le ,vioineJo.ueste poteva colla caccia procurarsi:il vitto, che gli ven.iva puranco fornito dai p.rodotti del liquido elemento .. Così nell'.inter.no della penisola ·le ri.,r.e dei laghi oflJrivan.o .consimili condizioni . .1\.nzi i laghimon _essendo soggetti.a.maree ed a burrasche v:iolenti, gli davano altresì il mezzo·'di preservarsi dagli insulti deile:fìere che popolavano le, ciPcostanti foreste coHo stahilil' le ahita~ioni nel lago stes,so, su :palafitte, unendol.e alla riva con uno ·stretto ponte . .Di qui l'origine detle .abitazioni lacustci, le tenremare, dì cui si scoprono oggidì le vestigia .nelle paludi, e nei laghi della .vall-e.P.adana. . JL'acqua (u dùnc1ue ,!'.elemento dì prima difesa che si .ce1:cò l'uomo, elemento in cui :prù tardi dovea pur cercar la sua d·ifesa Ven.eziu.: !\ostacolo ·del fosso inondato e p,~ecedente al r.ipatto. V,errendo .da!Finterno della penisola al littorale noi tro,viamo vestigia dell·e abitazioni preistoriche sulle colline che scendono suH':Adr.iatico dalle valli abbruzzesi del Vibrata, del Tordino, del Vomano. '.Fali notizì.e .rivelano l'esistenzà ·passata dLcapa,nne. seminten:ate di sette odiotto metti.di quadratura. ,Qnelle colline dovevano allora·essere .bagnat.e dal mare, dal quale ·
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J)ARTE MCLITARE
gl'inte1Tamenti successivi del. lido, provenienti dai forti alluvioni degli alti monti dell'Appennino, . le scostarono: interramenti che si constatano pur considerevol i e continui -ai dì nostri. E si conosce cilella città d' Atri, la quale ora dista parecchi chilometri dal mal'~, ehe un di stava sull'Adriatico, porto fiorente, sicchè vuolsi che abbia dato il nome a quel mare; e medaglie antiche trovate nella sua terra portano difatti l'emblema di ciuà marittima, il tridente. La scelta delle colline per dimora era deJtata dalla necessità di ~ettersi a riparo dalle inondazioni del fiume scorrente al piede, e d1 avere spacciata lo. vista sul cir.costante terreno; ma non si trova indizio di rialzo di terra o di pietre a riparo. Se ne potrebbe inferire un giudizio intorno al carattere di quegli uomini primitivi, ccl è che non sentissero il bisogno di ripararsi con mezzi mate:riali; . mà dotati di coraggio, che trovava un ·continuo ·esercizio nei frequenti scontri, non rifuggissero mai dalla lotta personale. . Noi vediamo pure che le prime costruzioni furono fatte col· Jegno: questo fu dunque il materiale che primo servì a riparo dell'uomo, come l'acqua seni a primo ostacolo per sua difesa .. Che tali fossero te primitive abitazioni è confermalo dal fatto che tali furono in uso, ;o epoche posteriori storiche, e che anche ai dì nostri . esistono presso popoli selvaggi. Erodoto lasciò scritto che Megabise non potè soggiogare i Peoni a motivo del loro abf lare.in capanne costruite sopra laghi ..Gl'indigeni dell'isola Celebe (Oceania) hanno, secondo ~he narrano _odierni viaggiatori, consimili abitazioni sull'acqua l!lel lago Cordano, per premunirsi contro le tigri, e contro i terreroo~i, quivi frequenti, mediante quelle fondamenta oscillanti. · E a credersi pertanto che, prima di usare la pietra, l'uomo abbia ri corso al legno, per cui ail' eLù della pietra tagliat~i, così denomi nata, perchè furono rinvenute armi primitive ed oaaetti di . ' t>ò pietra d'uso della vita, se abbia preceduto un'etit del legno. La elava ~u cui vediamo poggiare Ercole nelle statue antiche fu là prima arma per la lotta a corpo a corpo: l'uso della pietra foagiata al taglio fu già un progresso, 'perchè vale a ferir da lontan~, ·8d a tener !onta.no rassalitore. Il capitano Cook riferisce nei suoi viaaai no che i selva""i vt:> del!"u. Nuova Zelanda cingono i loro villaggi con grossi tronchi d'albero -piantati verticalmente nel suolo, contro cui mediante travature e
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terraeraonoterrapieni interni, dal l'alto clei quali si difendono contro gli assaiti nemici. Il legname è più facile a smoversi, ecl a traspor~ tarsi in o-rande massa, che non la pietra, come pure ad adattarsi 0 a parete unita: nè è quindi improbabile che sia p~ire il ~egn~ il materiale a cui abbia r icorso l'uomo per .la costrur.1one dei suoi primi ripari ; mentre il legno o[riva sufficiente resistenza ai mezzi di demolizione d'allorn. Ad 0 ani modo pare che l'uomo non abbia comincialo a se~tir bisoano riparo che quando si Cormar.ono ·le prime società, e gli azzuffamenti non succedendo più fra pochi uomini soltanto, ma fra molti, abbia dovuto ricorrere ad un aiuto materiale per proteggere la sua famiglia e la sua proprietà contro un nemico preponderante. . Nelle località che ho menzionate del littorale A.driati cu, le. quali conserva~o traccie di primitìve abitazioni, si rinven nero· assieme a strumenti da pesca, e ad utensili domestici, molte armi di pietra in modo da far ritenere che vi fossero quivi officine. Qtielle armi sono di selce, pietra che si rompe a frattura larga, concoide, a spigol.i taglienti, e si presta a ricevere diverse foggie scheggiandola, tanto più facilmente, vuolsi, quando è fresca di cava.: e la selce abbonda in quelle vall i. Consistono in cuspidi di lancie, di forma ellissoide, in punte di freccia. con aletle e senza, in accette, in pietre cli grJssate da lanciare, forse mediante lìonde: que?te armi si son rinvenute talora anche levigate, il che indica già un passo nel progresso di questa industria preisto rica. In generale le armi di pieti'a che si rinvennero in Italia non sono dissimili nella loro forma e nelle dimensioni da quelle che si trovarono in altre regioni d'Europa. Questo fa tto indicherebbe che il tipo ne è intuitivo nell'uomo; ed altresì che vi potessero esistere relazioni fra le tribù neolitiche, elle dall'unà ~tll'altra si estendessero per modo ~cl esservi ccgnizione reciproca e scamb io degli oggetti d'uso. Che si passasse commercio fra cli loro s'inferisce anche dal fatto, che fra gli oggetti di pietra rinvenutj in Italia, ve n'ha. cli pietra di tale specie, che 'non esiste nella. penisola, e che ·debbono essere stati imp.ortaLi per via cli comme~·cio, scambiati forse con anni di selce, la quale poiea scarseggiare. altrove. Il cabotaggio nori dovea essere ignoto in quella età, come non lo
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r:.AIR'.l'E · ~FIUTARE è'presso 'i •selvaggi; 1•esti di rcarroui 'si sun.ipuw itro.vati ·ne.Ue,ahitazion i lacu:;fri. Non s·i conoscono penmeo inèlizi ,di abita;ziani prei-storiche suBitterale occidentale delia peni~ola. Forse le bocche ignivome, di .cui noi vediamo i crateri, stavano allora ancora aperte in q·uelle terre di vulcani: te eruzioni, le -esalazioni., le scosse soHerranee dov.eano atterrire e tenerne lontano l'indigeno. ·Quella zona vulcanica comprende. i crateri La:liali, quelli dei campi .Flegrei ·e per la valle d'Ansanlo, terrorn delle ,popolazioni fin'anco allìepoca romana, si annoda sul littorafe ·adriaLico al gran cratere -del Volture, che domina la pianura pugliese da. esso forse-stata fer:tilizzata . All'epoca -neolitica successe1:o le epoche dei rmt:;lalli, fra cui prima si novera quella del bronzo. Nelle stesse località già menzionate delle valli adriatiche si trovarono oggetti di quell'età ed anche in altre vicine, come nella valle del Salin-ello. Si rinvennero pure in altre parti d'IlaVia oggetti di bronzo più abbondanti che non oggetti di pietra, specialmente nelle tombe, fra le quali meritano menzione quelle numerose l'ecentement"e scoperte ipresso Alfedena (Aq!lila). Trovati i metalfi_, l'uomo se ne valse non solo per sostituèdi:alla pietra nelle armi di offesa, ma eziandio per riparo del corpo, _formandone elmi, corazze, s·cudi che $0Stituì al riparo che ·prima gli. procuravano le·peHi -di fiere.
· Età eroica. - .Nei tempi della favola spella alla G1:ecia il ;ptiimato dell'incivrlimento. Nel I/oscuri Là a:allora .si perdono le Yicende eleo-li .abilanli ·dell'Italia: a questo od a quel[:eroe si attribuiscono le fondazioni dei regni nella peniso!a:·taluni dei quali, specie ·sul fatoraie, risalgono ad eroi greei, ,troiani, fenicii . · •Le condizioni nel!' Italia del!' arLe della .guerra di ,cui questo ciclo vide l'aurora, sòno a .paro con qrrelle dell'arte greca. La popolazione ·nei regni si raggruppa in ciltà. ·Si cingono le, città di mura. Tuttavia-una specialità si Ti vela nell 'arte militare in Jtalia. ·Rutilio s·crive che i Ti ri'eni , i qua:li sono· indicati 1>-0me p11~dominanti in qnell'epo.ca ·nella penisola, traggono il •loro UQ!lle da 1'wr1·igMias, perchè•muni,vano di to111:i le mura :delle loeo ·città. Le tradizioni ci fanno invero conoscere che n.eWetà cherconside~ 0
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riamo, già •le mura di Bab'~lo:nia erano mmliite CJ!>'Jl mHle.e:inquec.ento torri, e t.oni guernivaiw pure J·e mura di Tebe. _. Nondimeno da quell'etimologia del nome dei 5tirneni si dovrebl,)e indurre che, fra le nazioni finitime, n.pJDacisse·come parbicoiare .costruzione ad esse ignota quella con cui rafforzavano i Tirreni le loro mura, 0 , quanto meno, non comune per forma ie per mole in_guisa da ·farli di:.stinguere fra gli àltri popoli. Così l'Italia avreboe :Pur parte a questo primo progresso netla fortifi cazi.one, alla·in~roduz1one delle torri; come più tai·di ad essa si dovette 'il ipei:fez1onamento delle1on1i colla toro .trasformazione in bastioni. Sulle colline che fiancheggiano il Sangro, esiste in AbnlZZO alle falde del Monte Paliano un rudero di mm:a., ltt etti costruzione.probabilmente rimonta all'epoca di cui trattiamo. Questo rndero interessante appartiene ad una cinta poligonate; lo .s,pazio di _te·rr~no che gli sta dietro non porla traccia che -~Ddichi il genere d'. abi,ta~ zioni che quelle mura proteggessero. La ci ata, formata eh grossi massi del Nolume meclio di tre quarti di me.tro·cubo , di forma grossaù1ente parallelepipeda, dtrozz,,lli in moclo da com-baciare senza c·e1nento . .piani nel paramento esterno, di.mostra un'opera falta .'per is'Copo permanente, e non solo cli protezione .ad un passegg1e.ro accampamento. , . È a rimarcarsi in esso pat:ticola-rmenle una .porta ,dell alt_ezza d1 2 mehri, della larghezza di 80 cent., tale a. dar passo appena ad un uomo: dessa è ancor chiusa da un monolite, che ·la ottura compietamente. Questa chiusura cosi primitiva. e -poco maneggevole, la mancmaza .(ii tor;·i accenna a rozza .costruzi'on.e: ma \'accurata disposizione dei mas$i tagliati a conibaoio, indicano un'opera fatta drligentemerrle coi1 scopo duraturo, e ,di resistenza ad oltran~a: e da,quesli ind~zi, e dalla mancanza di ogni -traccia ,cli fossa .al ptede, si èitratti' a veder\'i gli avanzr1d'un primitiNo sistema.di cinta murale con cui le nascenti società si ,premunirono. Mentre in Grecia, dopo ·gli eroi, i legislatori schiudevano alla ·nazione le porte clell'incivilimenLo, iin cui ebbe la gloria d_i pr:ecede~·e le altre, e, prima fra esse, cominciava ad avere ~ma s~oria, 1'.1 Il~l1~ l'incivilimento si apriYa il passe tra gli Etrnsch1 e gli Umbri. 81 e nelle ·tombe e nei ruderi Jasciafi da ,ques.ti popoli che traviamo ' i primi inilizi delle arti italiane., e di cognizioni cli scrittura.
·L'ARTE MILITALE
L'archeologia mili tare non ci somministra molte nozioni sulle loro costruzioni mili tari, nè dalle tradizioni. ci perviene cenno di grandi loro operazioni guerriere. Chè anzi pare che quei popoli fossero inclinati piuttosto a far fiorire le arti e la coltura civile in seno alla pace, per l'amb izione di primeggiaee sui popoli vicini colle' civiltà, anzichè col ferro e colle conquiste. Ma essendo indispensabile appunto a quello scopo la tranquillità del focolai e domestico, attesero a premunirsi fortémente contro le aggressioni, e la loro coltura militare si spiegò appunto in quel ramo di guerra. Difatti noi conosciamo che le I.Pro città erano .s ituate in posizioni laLLicamente forti, sopra roccie elevate, aggiungendo così fin d'allora l'ostacolo all'approssimarsi al riparo . Alte e forti mura le circondavano, fia ncheggiate da. t.orri eminenti, distanti quanto ·il tii'o di frecc ia: pietre smisurate profilale fol'mavano la parete esterna. Le vestigia di queste mura ce le segnano tracciate secondando il terreno in modo da opprimere il nemico nel le sinuosità dei pendii su cui si ergono. Nell'interno della città, nel sito domi. nante, sorgeva una l'Occa per l'estrema difesa; rocca che racchiudeva un tempio. Nei ruderi delle porte dell'antica Cossa si notano · le traccie dell'incastro di una saracinesca. L'architettura mililarn degli Etrusch i acquistò tale solidi tà che la difesa superò di gran lunga l'oJiesa, e ne furono maestri ai vi cini. E ben ebbero a esperimentare per dura prova i Romani quanta sagacia avèsse presieduto alla costruzione delle difese murali fra gli Etrnschi, i Latini, gli Equi , i Volsci. L'assedio di Veio durò ·IO anni, quanto quello di Troia, e non fu dato ai Romani d'irnpadrnnir~i della citlit se non per lo stratagemma di Camillo che riesci celatamente ad apeire una galleria sotterranea, la quale conduceva dal campo alla rocca, tempio di Giunone; e chiamando i Veienti alle mura con un attacco esterno, dié mezzo alle trnppe. immesse nel sol.lerraneo ·di sboccare dalla. rocca nella città, dove unitesi alle altre fecero ·strage dei ciuadini esten uali e vinti già dai disagi· provati nelli.t lunga ed eroica resistenza. Il valore e la pertinacia che sp iegarono quei popoli in campo aperto, non fu inferi ore a quella r.he spiegarono nella difesa della loro ciltit, e lo dimostra l'accanita lotta che sostennero contro i Ro·
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mani : intorno alla loro tattica di combattimento non abbiamo particolari storici che accennino un prevalente sistema. Ma già gli eserciti romani fin dai primordii della repubblica si costituiscono con regolare formazioni, e sotto severe discipline: si . istruiscono con esercizi in tempo di pac.e ( donde il nome di Exer, citi~s): in campo le ordinanze di combattirnento sono coordinate al vario armamento delle schiere, cioè dei Ilorari, truppe leggiere · armate di frombo le, che ingaggiano la misch ia, degli Astati, dei Principi, dei Triari e degli Accensi. L'azione si svolge ordinatamente secondo norme tattiche che determinano l'impiego delle varie classi su~cedenlisi in diverse schiere. La cavalleria non servì in origine che a fiancheggiare i pedoni. L'arma a cavallo fu, _anche nelle nazioni pili antiche, la più tarda a far parte degli eserciti : al tempo della guena di Troia, non si montava ancora a cava.Ilo. Alla balla.glia di Vademone sulle sponde del lago di Bracciano la supremazia dei Ilomani guidali dal console Fabio sopraJià il valore degli Etn1schi, e ne abbatte la potenza e la grandezza, la cui fama risuonava nelle regioni d'o!Lremare. Una descri1.iqne di quella ballaglia già ritroviamo nella. storia. di T. Livio. La località di_Vademone, suolo di spento vulcano, celebrala per vetuste religioni, contribuiva ad inspirare agl i Etrnsch i il proposito della villoria,. e della distruzione del nemico·; tutti i soldati si erano vincolali con giuramento di vincere o morire, e tal' fu il loro furore ed il loro impeto che disfecero le prime schiere déi Romani, i quali furono ridoUi al disperato caso di spingere innanzi i Triari. E ven uti questi a stanchezza, dovettero i Romani ri correre ancora allo estremo sforzo dei cavalieri che messo piede a terra, si condussero a pugnare, come fanteria, di fronte. Riescirono allora soltanto a rompere le stremate file dei To~cani, ed a superare la loro pertinacia: e quando questi volsero le spalle, non vi fu più scampo alla distruzione; ma il sublime coraggio dei vinti fu ammiralo dagli stessi vincitori .
Epoca romana. - L'ai·te militare presso i Romani fu in origine metodica e nel combattimento e nelle oper~zion i cli guerra; la loro tatti.ca grave e compassata. L' azione delle armai.e era compatta ;
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no·n si; fra1Jiona,'llailo· pet" div-e1·s ioni nè·per manovre:a finti se.op i, nè per sicurezza a diistanza dei fianchi e delle spa:lle; quasichè ad es:si bastasse !'a f)'lrina: per vincer,e sdegnwva:no le ar~i sussidiarie · altvalore. Questo s·is:temai tornò.·l'oro più. v.olte·fa:tal·e: a.vendo· a, aom battere popoli· egualmente· valenti, e che, più accorti, non· rifugg i- _ vano dai maneggi tat~ici di aggiraimenli e di sorprese: E n-e p1:o:v;a,i:ono disastrosi e[etti durante la guerra sociale, in seguito aUwquale Roma, fiacc-atada potenza. toscana, ed umbra, estes'e· il s1w dominio iITlitalia sui· popoli del mezzodì, Sanniti, l\farsi , P.elig.ni ,. Fi:eiit.ani, l\fa:rnrcini, Yes~i'gni ed altri•, ct>ntro• di essa, collegati. Memorabile è il di sa$lro che all'esercito 1·omano guidato dai: consoii Fabio· e L. F·ulvio to<rcò· in quella: guerra, allorchè· il generale Sannita-Gaio Ponzio avendt>li sa-pnlb attirare con fàlsè in.formazioni al soccorso cri Luce1:ia in Puglia per le. gole della v.al le Gaudina, ne sorprese le legi oni, che senza esplorazioni vi si· erano innoltrale, all0 s,bocco·e-da tergo, e ne' fMe orribile ca'l'nefi.cina -Nè meno. sanguin'0Sa sc·oltfiHa toccaro1rn1 le- legion i dal Mnsole e. Ruti lio,sul TolMo (Turano)' quando ac-cingendosi a passare il fiume pee ìnvadere la pianura dei Marsi, venne, dal condouiero di quest..i, Vezio Catone, sì a:ccorlamente resa loro s11ll' altra1 sponda una imboscata s11l luogo prescelto pef' p8'ss:a,ggio da R.utilfo, grazie ·alla quale sul far del gforno, allorchè i Romani ebbero, effettuato il passaggio, si· trovarono cinondati, assaliti; e per la ipassima parte precipitali nel fiume, che rosseggiò del loTO sangue, e travolse nelle sue onde · il cadavere del console stesso. · Ma ch i dovea. far senti re più gravemente ai Roma11i i difeui della loro lattica si fu il cartaginese Annibale, il quale più a:rdilo nei concelli, più svello nell'impiego delle truppe, e nelle mosse loro innisse tafi disfatte da mettere la repubb licù a,mal partito. Annibale dimostrò la superior:ità dell'audace suo gen io guerriero nel progeno strategico, che adollò. per abbattere Ja romana po lenza. Colse di sorpresa la repubbl.ica penetrando in Italia dalle Alpi nell a stagione in cui i gh iacci ne precludon0 i passi, e quantunque avesse perduto gran par le dell'esercito che avea condouo dall'Afr ica nei comba:uimen.Li, in Spagna, e-- nella presa di Sagunto, e noir avesse con se più che· ventimila uomini e. seimila.cavalli, COI'se l'Italia di viu:oria in vittoria senza arrestars i nè fomrnrsi base di operazione 1
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colla.conquista di fortezze,. ma solo·col caUiv,ansi ed attirare a sè i popoli cne si t1:ova.vano sul suo passaggio frementi coi1tro il dominio romano. Attese a procural'si una base ed una ritirata assicm:ata, non fondata unicamente·s.ulle instabili allean~e, allora sollanto che più giunse alla penisola Salentina,- dov:e assediò, e prese G.erunio ; così tenendo-il mare per Le comunicazioni.coll:Africa.e la città ~uernita per le mosse ad offesa, di là poi: si.gettava or s-u questa, or su ·quella delle armate romane .. li.a superiorità della sua tattica nel combattimento. manifestò speciàlmente nell'impie.g.o della cavalleria. Egli-dovette· in gt!an. par te le sue vittorie al saper trarre partilo della maggiore abilità della sua ca;walleria cartagineseJ.e numida per gir.are le ali ~lei nemico e colf appiattada profi.ltando opportunamante·delle ac-cjd.entaliLà.del Lerreùo.\ Vinse' là battag.lia del T.icin.o col ca!'icare alla testa della c.avaHeria di li ne.a-il fronte. deJ!e $ChieTe di P .,Scipione,,mentre la.. cavwlkntia numida con· largo ci1icu.ilo, ne: ag:gjr:ava l'.ala destra. La vittollia della-'.Prebbia, fn il i:isultato dell' imp.iego s'imultaneo delle. due_maniere: N-ascose col favor d·ella.- notte fra le: rive incassate dì un. torrente ch:e scorreva su UJÌ Cia.nco- del campo. nemico, un cor.po di· Cln~alieri e di. fanti scelti,, e.d, egli coll'armata. venne a cadere sul fronte di battaglia del console. Sempronio, mentre quella caNalleri a.eJa:nteria,.sbo.ccando-dal to1:rente, sp unta Via il fia1_1co delle schiere i:omane. l!.'anrro succes-sivo Annibale 11icorre ancona, al suo strat.ag:emmo. favorito . Mentre il console Flaminio passava.la stretta: formata dal lago 'Jl1:asimeno e daHe , colline, egli imboscò la sua armata tutta intera: nella parte: opposta delle alture. I- Romani furono colti di fianco, ed alle spalle; avencfo il. console ommesso di far perlustrare le montagne cui si appoggiava il Oanco della :rna colonna. 11:onsimile stratagemma. impiegò ancora col console. i\finnecio sorpuendendolo a· tergo;. e l'. avr.eb be sconfitto se. il temporeggiatore console Fabio. pilt accorto,. e che "11011 s'ern lasciato attir<l.re nell'in~ sidia,, non l'a\lesse a.temp.o soccorso : per cui Annibale dicev;a che temeva: più, Fabio-senz'arm i _che :Miru1ecio armato .. · La lalti ca ardi Ut e, ricca di stratagemmi del guerriero. africano ecGlissò allo11n, la glo1·ia .Gl.elle armi 1:omane. Ma. non furo no tardi i Romani a trae f11ullo da quella scuola e dalle rudi lezioni uvule .
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L'AHTE MILITA.RE
E Pubb\io Scipione per distogliere Annibale dall'Italia, spiegando audacia pari alla sua, portò la guerra in Africa minacciando Cartagine. Attrattovi per tal modo Annibale, costre~to ad accorrere alla difesa della patl'ia, ebbe la ventura di sconfiggerlo a Zama, e vendicare i disastri e le onte fatte patrre il: Roma. Le cruerre puniche furono movente di altro grande incremento della ;olenza romana. La repubblica dovette allestire numeroso naviglio per contendere sul mare colla sua rivale: il valore del soldato romano trovò ancor sul mare campo alle sue gesta nelle pugne navali, e ne conquistò il dominio, come aveva conquistalo quello del continente. Caduta Cartagine, nessun popolo in lotta con Roma potè più con essa contendere, e sfuggire al suo giogo od al suo proteLtorato. L'abilità strategica e politica sp_iegata da Roma nelle ~ue conqt~isle è tuttora ocraetto di ammirazione. Ogni suo passo viene !;egu1to da fondazio~i di città munite, stabilite non più su erti poggi ma nelle valli per agevolare le relazioni commerciali, da aperlu:e di vali_chi, da costn\zion i di monumentali strade prolet te con posti ( da posit1ls) difesi da torri o fortilizii : e le linee di conquista così tutelate e collegate si allacciaqo alla capitale del mondo_ come una rete che lo stringe a sè con ferree maglie. . Come ha il dominio di quelle nazioni, Roma è a capo della loro civiltà: come della le leggi al mondo, detta la scuola dell'arte della guerfa; ecl i ~noi capitani_, primo Cesare, sono cli quella maestri ancora alla vivente generazione. E citerò fra questi ancora Q. Sertorio, che parteggiava per Mario nella guerra civile contro Silla, e che in Spagna, con una piccola annata da esso formatavi e disciplinata, cal,llpeggiò sempre trionfante successivamente contro quattro generali romani che erano alla testa cli armate ben più poderose e padroni di quasi tutte le città. Ei dimostrò nella guerra minuta e cli montagna tale perizia, che non fo sorpassata dai capi tani che dopo lui fino ad_oggi in q:1ell~ si re· sero celebri.. Ed avrebbe condolte financo a R..oma v1ttoriose le truppe, se .il traditore Perpenna, suo luogotenente, non avesse trnncato jl corso delle splendide vittorie ~roncand?gli l'.t vita. . Coll'impero di Augusto susseguito al lnumv!l'alo cessarono le conquiste, ed Augusto non attese che a raffermarle. L'armala
IN ITALIA
romana subì allora nel suo re"clutamenlo sostanziale modificazione, che diede origine alle armate permanenti . Augusto liberò i cittadini dall'obbligo del servizio, espulse dalle legioni_gli schiavi, e formò l'armata di cittadini arruolati volontaTiamenLe a mercede. Per tal modo" l'armata era nelle mani dell'imperatore. Ma gi'aY.issime conseguenze sulle soni clell 'impero ebbe un tale sistema. ' Quelle àrmaLe mandate ai confini, sui quali rumoreggiavano i barbàri; facendo ressa sempre più. insistente e poderosa, ed armeggiando in diuturne guerre sotto duci valorosi, si imposero ai citta~ clini delle provincie, e diventarono padrone d~l potere che esse af. fidavano ai lorò capi, elevandoli e deponendoli a loro talento; pe1· tal modo l'impero cadde soLto il dominio della solcfatesca. Nuova organizzazione ricevettero poi le forze militari dell'impero da Costantino, che riunì al suo scettro nuovamente la suprema potestà, la quale si reggeva prima da dne imperatori per poter tutelare la difesa del!' immenso terrjtorio·, sempre più difficile, contro le orde barbare, che già cominciavano a violarlo. Costantino divise l'armata in limitrofi (confi;na.rvi.) ed in palatini. . I limitrofi erano stabiliti alle frontiere e loro si concedevano in proprietà terre inalienabili: i palatini presidiavano le provincie. Arruolavnnsi nell'armata, e sali vano ad alti gradi anche non indigeni, Goti, Alemanni. Si ca lcola che in totale l'armata constasse d1 circa seicentocinquanta mila uomini. Ai nostri dì su quello spazio ne sta in. arme il doppio sul piede di pace, che si 1riplica sul piede di guerra. Ripartitosi alla morte di Costantino il dominio dell' impero , le forze romane non poterono reggere allo incalzare delle numerose orde barbariche: l'impero d'occidente cadde frazionato sotto il do: minio di queste, ed in più minuti frantumi l'Italia, da esse con mag. gior avidità agognata . · ·i\'Ia fino a questo sfasciainento e durante i regni dei Cesari e degli Imperatori, non cessò cli partire dall'Italia, assieme al progresso civile e morale, il progresso mili tare, e molte e gloriose vittorie sui barbari segnarono questi quattro secoli . Di pari passo al progresso dell'arte del la guerra in campo, progredi1~ono le arti militari accessorie nell' epoc,1 romana. ~ -
ANNO
XXIX, VOI •. li'.
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:'.'folla ·fortifica:t.ione, si avvantaggiò la durata della resistenza isolando le'torri, della cinta murale, dalla qua le si aveva accesso · ad esse mediante ponti di legno; per tal guisa, perdute le torri, il corpo di piazza rimaneva tuttora per intero al difensore e -si aveva una successiva difesa; preludio a quella che procurano i moderni trinceramenti interni, Ne ·conseguì tabbassamento delle torri a livello delle mura perchè il nemico non dominasse nell'interno della piazza quando le avesse occupate. Il piè delle rnnra si circondò di fossato, talora a dolee pendio per teneni al coperto le truppe, ed in ispecie la cavalleria, per shoccarne riunite ed a momento opportuno. · I mezzi di distruzione essendo inferiori ai mezzi di resistenza della fortificazione, il concentrarsi nelle città munite, non era cagionato dal trovarsi a mal partito; ma lo si faceva a scopo di cli fesa immediata degli abitanti, e per valersi dell'appoggio che offrin il riparo, affine di aver superiorità sul nemico. Ond' è che le armate che vi -si ri ,mivano, sortivano contro di esso non solo a distruggerne i preparativi, e le_ macchine d'assedio, ma a dargli batLaglia in ischiera, e le storie ci narrano memorabili difese cli citfa cinte di muratura, le quali durarono ben pi.ù che grosse campagne di guerra. Nel fossatc so!Lo le mura di Palermo vediamo quindi succedere un combattimento di cavalleria, tra Asdrubale e C. Metello nei fossi: sotto Roma appiattarsi Belisario colla cavalleria in un combattimHnto durante l'assedio che sosteneva contro i Goti e quivi caricare il nemico con successo. In progresso di tempo si coronano 1:on merli le mura e si circondano le loro sommità di piombatoie; si aprono in esse feriLoie per contrastar davvicino e al coperto nell' assalto ai mezzi di offesa che pur veniano perfezionandosi. Nelle macchine d'assedio si sfoggiò tutla la scienza meccanica .e balistica di quei tempi. Co lossali e molteplici costruzioni di legname per accostarsi alle mura ed irrompere da quelle nella ciltà;. enoymi baliste per lanciar dardi, massi e materie incendiarie; potenti arieti per batlere ìn breccia si aggiunsero alle gallerie cli legno· e vimini (vineae) , per le rrnali si faceva al coperto l'approccio all'assalto, e.d alla scalata. La for ti ficazione occasionale da campo prese sviluppo .nell e 1:onqniste dei Romani. l loÌ·o so ldati portavano i pali necessari a cir-
eondarre di una bastita i campi. Ogni accampamento stabile veniva scelto in posizioni forti, frincierato ed avvallato. In tali condizioni si trovava l'arte della guerra all'-epoca delle invasioni in Italia.dei Barbari, i quali ereditarono le cognizioni cbe vi rinvennero dei Romani, ma senza essere in grado di farle progredire.
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Epoca -rneclioevale. -:.- Se il domin.io dei Barbari fece sostare il .progr:esso della civiltà. italiana, il feudalismo l,t fece benanco indietreggiare. Il fe udalismo aveva creato il potere dei pochi e l'avvilimento della plebe. T potenti per mantenere il loro prestigio e rendersi temuti, vollero pr·imeggiare per valentia personale, ed a proteggerla si coprirono di ferro, mentre i vassalli male armati e scòperrti non potevano resistere ai colpi delle armi dei .signori raffinate e pesanti. Il gregario non era che un s.ervo infiacchito dal -conoscere la propria inferiorità nel contendere in campo contro ben armati cavalieri, e dall'indifferenza che provava a sostenere i dritti del suo signore che lo opprimeva: per lo che, più che l'interesse per lui, e la brama d'ingrandirne la potenza, si era l'avidità del hoLtino_che ad esso lo attaccava nelle di lu1 imprnse. L'urto e_- la bravura _personale tutelata dall'armatura è la caratteristica dei .combattimenti cli qr,_ell' epoca nella quale i capi tani di ventura, i paladi1ii si mettevano a serviiio di questo o di quel signore assoldando armat.i avidi di r.ipina e di saccheggio. La tattica non ha azione: il terreno vuol esser scelto atto al combattimento dei pesanti cavalieri e nulla più. Ma le tirannie-dei signori non poterono spegiiere le virtù guerriere dei cittadini, chè anzi le aizzarono a resistenze accanile, ed a rivolte, eél il valor italiano, insofferente cli servitci, rifulse nei Comuni.e nelle repubbliche marittime: malauguratamente anche le lotte .intestine diedero campo a. climostrnre come non fosse morto . 'fnttavia qL1eI1e repubbliche, lo portarono in lontani lidi a tutela dello sviluppo del lor uorente commercio, ed a procurare ingenti ticchezze alla patria, mantenendone temuta e rispettala la, bandiera. La glo1'ia della supremai ia sul mare, anche in quell'epoca deleterea per la civiltà, spetta nll'Italia. , La necessità. che avevano i potenti di riparare le loro dimore con
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forti difese per assicur:m,i contro le rirnlle, e nelle ost ilità fra loro stessi, nonchè i comuni liberi per sostenersi, e contro i tiranni , 0. ~elle !olle fratrici~e, di è origine ad nn generale impiego della forllficaz10ne per ogni località. abitata . Le Yelle ed i colli d'Italia bmlicarono cli castella: le ciltà. rafforzarono le loro difese murali costru~ser~ fo rtilizii a guardia dei loro confin i e delle loro terre.' Alte , torri (spie) vengono erette sulle cime dominanti a proteaaere posti di vedetta doyendo starsi in conti nua t,anardia contro le ;;aressioni . 00 nemiche. . Le vicende successive, e le lotLe non ci conservarono che i ruderi di fortificazion i di quei tempi; perchè quelle che si vollero conserYare subirono poi le modificazioni dei sisLemi posteriori. Però, un avanz~ abbas tanza compl eto e non alterato di fortezza di quell'epoca lo abbiamo nell'abbandonato castello di Lùcera in Puglia, fatto costruue da Federico lI di Svevia, re di Napoli, dai Saraceni, cui dopo la sottomissione aveva assegnata per dimora la ciWt di queÌ nome. Situato in buona posizione taLlica, dominante il piano di Pucrlia allo sbocco dei colli che dividono questa regione dalla terra di Napoli, il castello consta di un largo recinto di mura a pareti verl icali cir~~ndanti il_ ciglio ~ell'altura in forma di pentagono allungato di -la~1 _1rreg?lan, con diagonale massima di trecentocinquanta metri, mmuna d1 _lre~ento: munito di venti toni a distanza media di qnaranta metri, d1 vane fo rmo, circolari ai vertici, quadrate sui lati del poligono: ne ha su di nn lato foggiate a. puntone con fianchi, quasi lunelle addossate al muro di cinta, che permettono l'incrocicchiamento del lancio dei proietti sui saglienli di quelle, bauendo ad un tempo lungo le loro faccie il terreno, funzione che più tardi si diede al fianco di quelle lunette diventate bastioni tracciando questo fianco non più normale al muro di cinta, ma normale alla faccia del sa~ ?liente. Nell'int~rno del caste)lo, in un angolo, dove è più elevato il terreno racc~1uso, sta un ridotto quadrato di metri quaranta di lato; con gallerie coperte a feritoie, che circonda una costruzione ·quadrata costituente la camera d'abitazione pel comandante.
, !_,:a\me a fuoco. -:- La p~tenza che conferi la polrere pirica alle c,a geLto cambiò radicalmente queste condizioni militari.
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Dinnanzi ad essa dovettero cedere i ripari sull a 1jersona, le arma,turB. La forza, la Yigoria del corpo perdette il sno pregio; il valor morale del coraggio potè coll'arma a fuoco lottare a pari contro ogni nemico. L'arma a fuo co ristabilì il rotto equilibrio tra le armi d'offesa .~i lancio e la vulnerabilità -della: persona. Le fanteri e ripigliarono la primiti va importanza: le ordinanze cli ballaglia si· ricoslilui rono: la tallica di combattimento, nella quale ha massima parle la gente a piedi, ritornò in vigore. E si vide ben anco Gustavo Ado lfo impiegare nuclei di fanter ia misti alla caval.leria nella battaglia di Lntzen, come già usaya Epaminonda a Leutra ~ ì\Ian linea, e vi ucere i grossi squadroni degli imperiali . E i cavalieri stessi :;i munirono dell'arma a fuoco per riuni re in sè il vantaggio dell'arma di getto e la celerità dolla mossa, e poter:;i mantenere superiori alla fanleria. Valoros i condottieri pur vanta l'Italia in quesla prima epoca dell'arma a fuoco, i quali resero glorioso il nome italiano in Europa: Emanuele Filiberto cli Savoia, il Furnese cli Piacenza, Carmagnola, ì\Iontecuccoli, collo scrittore che dettò massime d'arte militare celebrate anco oggidì . Nè meno inferi ore al riparo personale si trovò il riparo murale di fronte all'nrto dei proietti gettali dal nuovo polente elemento. Le mura dovellero essere raITorzale a grossi spesso ri: richiedendo spazio le artiglierie che cloveun guerni rle; si dovettero addossare alle mura terrapieni, è per lo stesso fine, dovettero ampl iarsi le torri; l'impiego della Lerra nella fortificazione apportò l'ampliamento dei fossati . A queste modificazioni ricltiesle dalla natura ùelle nuore armi si .:aggiunsero quelle create dal genio dell'uomo sempre tendenle al progresso. I trac:ciati delle cinte murali e dei bastioni furono :adallati da chiari ingegneri italiani a forme più vantaggiose per la difesa. I fi,u1ch i dei bastion i si foggiarono in guisa da proteggere le artiglierie dei fianchi stessi fino all'estremo, comecchè ad -esse spe~Li l'ul tima difesn. del fosso, mediante orecchioni,· arrotondati, semplici, doppi , o a denti di sega. In quell'epoca si ravviva la face della civillit in Italia , elle riprencle il suo primato nelle scienze e nelle arti. L'architellura mi Jitare si an-antaggia di questi progressi. Le sue opere fortilizie si
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fanno monumenti di pregio non solo militare, ma eziatrdio ar'"" tistico. Italiani architetti sono chiamati dalle corti straniere i:tcl erigere · forLezze nei loro Stati. · Un mon.umen~o,d; quella prima epoca dell!3 artiglierie, poco alterato, not pos_s,am~ ammirare ancora nel Castello d'Aquila, costr~tto per ordme d1 Carlo V dal cavaliere di i"l:lalta, Pier Luiai, S·cr1va_ nel HS34- (tra il tempo di Leon Battis·ta Alberti, e del I)~ Marc.h1) pregevole opera d'arte di militare archittettura. Soro-e nella parte più elevata della città costrutto su tracciato quadrato ~di centotrentadue me~ri di lato es!e1·no, a bastioni: il fianc.o di questi pre'·· senta un esemp10 del doppio orecchione rotondo, nei rientranti del quale si apronp le cannonniere. Lo spess-ore delle murn è di otto, met'.·i nella cortina, dieci nei bastioni rivestiti di pietra a taalio: j fossi son profondi undici metri, larghi venti. Le mura si eleva~o sul s~ol~ per modo da formare parete di caserma nell'interno a due· p1a111: la lo~·o sommità costituisce la piattoforma per le artiglieria. Il perfez10namento delle artiglierie d'assedio , alla cui efficacia Iemur~ ben presto non poter-0no più presentare adeguata resistenza, costrmse ad abbassare queste, affine di occultarle al tiro· del caiin~ne_, ~·ad innalzarvi sopra terrapieni pel collocamento delle artigl1er_1e rn. ca.nnoniera od in barbetta, e per formare il parapetto aa!i · arcl11hug1er1. La muratura, ridoLLa all'ufficio di rivestimento della, ter~·a del.fosso, p~·ese forma a.scarpa inclinata pP,r offrire maggioreresistenza alla spinta delle terre e per evitare l'urto normale delle · palle dei cannoni, le quali battendo sopra,faccia inclinata dovessew men facilmen~e pene~rare, ma piuttosto rimbalzare. Sparirono pertanto le p1ombato1e, di cui non rimanw più che il simulacro, negli archetli già in uso ad ornato nelle cornici di gotica architettura . Il ~uovo sistema di fortificazione e le artiglierie resero inservibili le an~1che macchine d'assedio. n pet't'iero, il mortaio, introdotto,. vuols~, d~ .P~ndolfo Malatesta colle bombe nel "457, il cannone di assed10 nmpiazzarono le catapul te e gli arieti .Gli approcci si praticarono nel terreno. ll'e~etlo e_splosivo della polvere venne pur largamente applicato nella d1s~ruz10ne ·mediante -Je mine. L'uso di gallerie sotterranee-· per I~ mine delle mura data dai più rem')ti tempi ; perchè già. gli
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anticlii le impiegayano per la ricei'ca dei metalli. Erodoto riferisce che i Persiani assediando Barcès, cillà della Palestina,s'avanzarono sotterraneamente sino alle mura, ma un lavorante in rame 1\Yendo s~operlo il progredire dei loro lavori col mezzo di uno scudo di rame c1'1eripeteva il rumore dei colpi di piccone, i difensori di Barcès fecero alcune contromine, ed uccisero i minatori degli assedianti. La necessità di tutelare le parti .vive d'una fortificazione e d'impedire l'apertura della breccia nel corpo di piazza, formò la preoccupazione degli ingegneri militari, ed a ciò si volsero. i. loro studi. Donato Rossetti di Livorno, dottore in matematiche nP.ll'Accademia dei Nobili in Piemonte, regnando Vittorio Amedeo II, in un suo curioso trattato che inti loia di Fort·1:fìcazionc rovescia ( 1678), propone un sistema col quale portando a sagliente il rie~trante della controscarpa, tutela il sagliente del bastione mediante fuochi rovesci partenti da mezzelune che colloca sui fronti nel fosso, e che fa molto sporgenti in modo a cacciare il bastione in un rientrante; abbassa i rilievi'cosi da sottrarre tntta la muratura alla vista della campagna; aumenta la uifesa del fosso, facendolo ampio per potervi dar combattimento all'assalitore, mentre si trova a bruciapelo dei . tiri della piazza ed impacciandolo mediante un canale d'acqua. Queste idee son pur quelle su cui in genere si fissarono gli ingegneri militari nei loro studi intorno al.modo di accréscere vantaggio alla fortificazione .. Il corpo di piazza venne protetto mediante opere che lo coprirono con doppio e triplo ordine di ripari abilmente tracciati per completo fiancheggiamento, e per esigere·successive demolizioni prima di giungere al vivo del riparo murale dell'abitalo. I regni vanno intanto consolidandosi inEuropa, raggruppando in sè molte provincie e numero:;a popolazione, e si afforzano cor. po, derose armate. Guerre colossali si succedono in questa e quella parte, continue:poi in Italia specialmente nella sua regione nordica. Si combatte nella. valle del Po, sulle Alpi~ per molli anni, da Piemontesi, !france.si; Imperiali, Spagnuoli. L'arme a fuoco portatile si perfeziona nell'efficacia del tiro e nella maneggevolezza. Fatto singolare: la selce che servì. come prima arma da taglio ritorna in campo come pietra focaia a perfezionare il modo di dar fuoco alla carica neH'archibugio, mediante la mar1
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tellina a fuciie (acciarino), donde poi il nome all'arma di arch-ibiigio a fucile1 e per abbreviazione quello odierno di fìiC'ile. L'artiglieria aumenta la sua potenza e la sua mobilità, e s'impiega non solo negii assedi, ma in campo, in pianura e sui monti. Portata in campo mentre eserci~a la sua potenza d'urt.o, sorpassa l'a,zione della fucileria lanciando d'un colpo numerosi proietti, e a gran distanza, col mezzo delle mitraglie e dei proieLLi vuoti scoppianti. L'arte militare si trova in continuo progresso, che la guida a successive e radicali modificazioni. Gli eserciti così gagliardi non sono più manegge,Toli in azione compatta sottò il diretto comando di un solo nel comballimento: il fronte delle schiere si estende a grande distanza, conseguenza altresì degli effetti del cannone clie obbligano alle formazioni .sot- · · Liii: gli ostacoli del terreno , inevitabili in tanta estensione del fronte, ne impediscono un immediato legame. (Hi eserciti debbono quind i costituirsi in grandi riparli aventi azione autonoma, e perciò piLL sriolti nelle operazioni di gtterra e meglio pieghevoli nella battaglia, pur restando subordinati .ad una direzione. suprema e conèofretlli allo scopo che CJtlesta si prefigge. Se unità di b,JHnglia era considerato il battaglione, e da tal causa aveva forse trauo il nome, per l'aumentato numero dei battaglioni che sla11110 in linea, si è la divisione che subentra a rappresentare la loro entità antica nella sch iera combattente raITorzata da ripal'ti delle armi accessorie. A que,,.te generali condizioni si conformano le armate dei regni italiani, Sul mare le vicende politiche e belliche europee apportarono grandi modificazion i nelle forze naval i dei vari SLati, e l'Italia non potè conservarn flotte che fossero in grado di competere con quelle che si crearqno gli Stati di primo ordine, più ragguardevoli per estensione di territorio, e di redditi finanziari. . La. penisola italiana si avanza come un molo nel bacino Mediterraneo, porto di commercio mondiale: il lungo sviluppo del suo JiLtorale, se favorisce il commercio, esige per la sua protezione un forte Mviglio e provvedimenti di difesa cui collverrebbero risorse di territorio adeguatamente vasto e popoloso, e non limitale a quelle I
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di una lingua di terra, abbenchè florida, per non trovarsi in condizioni troppo gravose, per tale suo elemento di forz::., rispetto alle alt.re potenze marittime. Meno gagliardà sul mare che quegli Sta_ti, l'Italia non potè contendere coi nemici navigl i, Ma il valore italian~ non venne meno perciò nelle imprese marittime; e l'audacia suppli talora alla inferiori Là dei mezzi. Ricorderò la brillante scorreria mariLLima fatta nel '18n dal colonnello Giff1enga, comandante un corpo di fanteria del regno d'Italia,mentre le flolle inglesi tènevano il Mediterraneo. Napoleone aveva ordinalo che si tentasse qualche colpo ardito per distrnggere stabilimenti mili Lari marittimi che gli Inglesi avevano in Lissa. Una tlottiglia francese parli va quindi in qtÌell'intento da Ancona, e sulla fregata dell'ammiraglio prendeva imbarco il colonnello Girfienga colla sua truppa. Ma con mal calcolata manovra ·avendo l'ammiraglio attaccata la squadra, inglese, che proteggeva quegli slabilimenti, molto superiore in naviglio, ei vide i suoi legni dispersi, e trovò nel combattimento la mol'le. Non si scoraggiò Giftlenga ed aniichè riparare ·ad Ancona, colla sua tru1)pa, malgrado che la na.ve ammiraglic1 tulla fosse sconquassata e perforata, filò dritto a Lissa, sbarcò, arse gli stabili91enti, arse la fregata· fracassata perchè non cadesse in mano agli Inglesi, e si rimb~rcò colla truppa sui legni minori che eransi riuniti a lui nella sconfina navale. Nè la squadra inglese lo inquietò non potendo dubitare di tanta audacia. Per Lai modo avendo pienamente esegui Lo il mandato de il a spedizione colla truppa di sbarco, nonostante l'insuccesso navale, secondato da propizi venti i;ientrò ad Ancona. Come il ,mare è veicolo favorevole alle offese del ìittorale, lo è pure a serie controilensiva per un audace difensore. E così gitrngiamo ai primi lustri del nostro secolo, nei quali la scuola dell'arte militare è dettata dalle luminose vitlorie di N·apoleone. ' Lo slancio eroico delle truppe francesi determinò il carattere dominante nel combattimento. Nelle abil i disposizioni tattiche, di cui egli sapeva con occhio d'aquila vede1:e il vantaggio, qtrnsto slancio era largamente usufruito da lui, e da' suoi valenti generali che sapevano infiammare quelle valorose truppe ad ardimentosi assalti. Alla baio nella si dovettero in massi ma parte le brillanti risoluzioni delle battaglie. ·
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Condizioni odierne della tattica. - E · questa continuò pure adessere la caratteristica dei combaLLimenti fino ai giorni nostri. · I fatti d'arme della Juorr(l. per l'indipendenza nazionale nel •I818-4:9· non sono che un complesso cli lolle alla baionetta intorno ad alture, a:cl abllati, a passi, a corsi d'acqua, a località, infine, chiavi cli posir.ione sul terreno cli bauaglia. · Non sostarono intanto i perfezionamenti nel materiale da guerra · collo scopo cli oLtenere maggior gillata e preç,isione· nelle armi a fuoco e mobilità nell'artiglieria; mentre le vicende politiche d'Europa traevano i governi acl•ingrossare man mano gli eserciti. Aumentano quindi le difficoltà di pronta trasmissione degli ordini hmgo il fronte cli battaglia, laddove l'aumentata miciclialitàdell'arma a fuoco precipita la risoluzione cli un parziale comballimento sulla lìnea, in seguito alla quale occorre cli prontamente provvedere. JJa surrogazione delle truppe cli prima schiera con altre di schiere arretrate si fa meno praticabile. Donde la neces<;ità cli aumentare la forza nelle grandi unità autonome e la sistematica costituzione loro con trnppe delle tre armi nella _formazione in divisioni e corpi d'armata. -L'ultima battaglia cli eserciti in schiera combaLtutasi in Italia fu quella di .S. Martino e Solferino, chè lale non può dirsi la battaglia di CusLoza del •I 866, avvenuta per divisioni parzialmente impegnate senza nesso. Quella battaglia, susseguita alle Napoleoniche dopo lungo periodo di tempo tra forti eserciti comandati dai loro sovrani, in terreno cli alture e di pianura, coperto, ed impedito da variata vegeLazione, in stagione in cui questa è folta e lussureggiante, rotto da canali e da burroni ,f fu di : grande ammaestramento, e,di , alla importanza per l'arte militare col manifestare le nuove esigenze. E' gl i insegnamenti di quella giomata servono tuttora.di base alle modificazioni che vanno adottandos i negli ordini di battaglia e nella tattica. Si climostròin quella lanecessità cli formazioni pelcombattimento d'ella fanteria maggiormente sciolte ed elastiche perchè le mosse cfelle trnppe in estese zone ·cli terreno mosso e- coperto si ,potessero fare senza scompaginamento nei riparti e nelle schie1·e: donde il bisogno cli addestrare i soldati a scuola cii manovra. non. sempre compassata, ma abituarli a sapersi tenere ordinati, ed a riordinarsi
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quando ostacoli materiali od il combattimento tendo@)a•disunirli·, a confonderne gli ordini. Si"vide il' vantaggio di più: larga applica·zione dell'ordine sparso sul fronte combattente·sia. peT dare· maggiore pieghevolezza alla schiena sia per diminuire bersaglio rispetto alla cresciuta potenza del fuoco. L'e-sercito austriaco formato su due armate non aveva riserva a disposizione del comandante in capo. Questa mancanza gli, fu fatale; Nilo slegamento di quelle due grandi ali nel combattimento, delle quali una combatteva nella pianura, !'al tra•sulle colline, mancò il mezzo di rimediare col lanciare nell'intervallo una tcnppa di ri~erva: · gli ordini del comandante supremo all1una ed aWaltra giungevano· troppo tardi ed ·intempestivi a motivo della grande ·estens·ione della linea per poter gt1iclare l' azione secondo le circostanze, rimettere;· l'unità di azione, e ristabilirne il contatto e l'appoggio reciproco. D'altra parte poi nell'impiego parziale delle unità componenti quelle armate prevaleva economia di truppa sul fronte per tener foi-te riserva, di guisa che una parte clell'·esercilo che avrebbe potuto riporfare la vittoria fu impiegata unicamente a preservarlo dallù disfatta. Opposto sjstema invece segui l' esercito delle due Corone,. che dovette il successo in gran parte appunto al largo impiego di tutte le forze in combattimento senza preoccupazione cli riserve. L'avversario, nonostante le sue ottime di'sposizioni I.attiche, ed il valor della truppa, fu sovverchiato dalla forza avvolgente e prepon · derante clellaischiera frontale nemica. Nella posizione di Solferino, spe.r;ialmente esso subì le massime perdite-allora app.unto, che dopo, ost inata resistenza si deéise a ritil'arsi, da quella erta altura, sulla• quale i Francesi, spiegando maggior fronte, lo avevano quasi già per intero avvolto. Gli alleati non ebbero più, dopo la battaglia, forze ripQsate in grado d'inseguire il nemico in ritirata; ma rimasero padroni del campo. Allo stesso principio fu inspirato l'impiego dell'artiglieria presso gli alleati. Nessuna bocca a fuoco, si può dire rimase inoperosa. Ben penetrata del còmpilo suo, che è di agire al più presto possibile, incessantemente ed efficacemente contro il nemico, l'artiglieria francese stabili va di buon'ora una batteria cli quarantadue p~zzi a fulminare la pianura; e successivamente altri ottanta pezzi tuona-
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vano nel campo di Medole, mentre sulle colline di Solferino e di Madonn_a della Scoperta, e contro la posizione cli S. Martino le altre batterie francesi e piemontesi, sparse secondo opportunità dal terreno, consuma.vano le ultime loro munizioni; e queste batterie noÌ1 erano più composte di num~rosi pezzi · perchè dovevano, come le batterie a di.ITerenti direUrici che coronano .i varii tratti di un fronte bastionato, _esser~. ripa.rtite e portate in punti adatti a scoprire e baltere le smuos1ta delle colline. Contro ht posizione di Madonna de!Ja Scoperta i pezzi francesi e piemontesi incrociarono i loro fuochi. Il generale d'artiglieria francese Augier, nel dispone e dirigere le operazioni della sua arma, trovò gloriosa mori.e sul camp.o. Nell'armala austriaca la riserva di cento pezzi non fu impiegata e qua,.anLacinque batterie so ltanto hanno combattuto. · Emerse pure in quella giornata. campale la difficoltà per i orossi corp_i di mutar indirizzo nel!' azione, una volt.a impegnata q~esta. La direttrice assegna_ta in principio all'ala sinistra · austriaca non po lè più essere spostata sulla destra per ottenere il conrriunoimento .coll'a!Lra. ala allorchè se ne dimostrò il bisogno. I.i ma~eggio delle truppe in tali momenti è reso arduo dal numero, dal terreno, e dal fuoco. . . Gli A.usLriaci aY_e~no focile migliore di quello degli alleati per gitta.La e per prec1swne. · )fa giustamente l' imperatore Napoleone volendo ec~itare i suoi r~ valersi dello slancio proprio di quella val?rosa nazione, e a non lasciarsi arrestare dal fuoco· del nemico. ma a correre iiweee su J ui alla bai on ella, lor diceva nel suo ordine del giorno « le nuove armi di precisione non . sono pericolose che ~a lontano». Ed invero la traiettoria era ancora molto curva e lo spazio ()attuto ad altezza d'uon~o molt:o ristretio, e dagli ass~lti e d\llia dimostrazione di tali assalti fu reso vano quel vantagaio dell'arma agli Austriaci . Vuol pu r anco notarsi che nei terre1il'~operti c?me sono appunto quelli della Lombardia, il pregio della luna~ gittata dell'arma si fa meno sentire, essendo i:11pedita la visti a!Ìe gr_andi ~istanze .. Frequente impie~o della cavalleria fecero pure i ~rances_i nella pianura, abbenchè màlagevole ne fosse per quelI arm~ 1_l terreno a causa della coltura; meno adoperata fu dagli Austr1ac1 . . . , Fu ~nella una battaglia d' inccintrn, e di lotta su tutto il fronte
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con maggior accanimento nei punti, chiavi di posizioni, Solferino, S. Martino Rebecco: l<'u una hauaglia d'ordine parallelo, stando · alle forme tipiche degli ordini di combattimento. · Quantunque queste formazioni oggidì non siano più possibili nel modo regolare con cui leggiamo nelle storie essere state osservate nelle battaglie dei tempi precede1iti, sarebbe tuttavia erroi·e il credere, che non sia più che mai necessario un ordine regolare ecl un si"stema d'attacco, facendo distendere in opportuna direzione e formazione tutta la schiera e puntando con un ben determinato concetto sopra un obbiettivo della linea nemica. Sarebbe gran ventura se si potesse ancora mantenere una tale regolarità: ed ·anzi uno degli scopi principali da aversi in mi1:a nelle norme di tattica e di combattimento,- è di salvaguardare quanto più possibile questo principio. È certamente una delle difficollà che si presentano nella tatlica odierna questa di ottenere un accordo nell'azione delle schiere . Se l'elettrici tà può permettere, mediante telegrafi, di diramare (lrdini lungo il_fronte, e di avere info.rmazioni intorno all'andamento dell'azione sulla linea, se l'areostatica promette analogo ufficio, ed anche vantaggi maggiori quando possa spaziare sul nemico, la ce lerità delle truppe è tuttora_ immutabile e queste non possono accorrere e giungere in punti distanti minacciati così [Westo come occorrerebbe. _Quanto siam lontani dai tempi in cu·i i capitani prima di muovere a baLlaglia potevano arringare le schiere! Nella battaglia di Solferino e S. iVIa1:tino non vi.furono manovre tattiche. Queste difatti perdono sempre più valore di fronté._alla potenza delle armi a fuoco ed alht mobilità de!Fartiglieria. Gli avvolgimenti sono tenuti a distanza dalla lnng,t gill:lta delle armi non appena scoperti ed esigono larghi giri , e per conseguenza pericolosi slegamenti: il piombar improvviso sui fianchi ocl a tergo non può succedere che per piccole frazioni di corpi in località oscure e mal guardate. L'accerchiamento, che si fa mediante la soluzione di una linea continua collegata, ha oggidì maggior probabilità di riu.scila. E la manovrn di accerchiamento trae al bisogno di poter formare un fronte solido e più esteso di quello dell'avversario Le difficoltit che ho accennato affacciarsi alla Lattica odierna vanno crescendo ,tuttodì pèl coutinu0 crescere della forza micidiale
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delle armi a fuoco e per lo ingrossare degli eserciti. Lo condizioni politiche portano ad aumentare le file dei combaltenLi cambiando in esercito in tempo di gl1erra. la parte val ida di tutta. la nazione; ed il genio dell' uomo si è 1·ivolto con instancab ile tensione a trovar mezzo d'aumentar'e semp1·e più la micidiali lù dell'arma a fuoco dotan.dola ~i maggior_rapidità cli tiro, cli precisa e lunga gittata, di tr:aiettona radente in modo da renderla pericolosa per lungo tratto d1 terreno. / L'artiglieria, resasi già maggiormente distrulli va mediante la mitragl ia ed i proiet_ti scoppianti , _auende a pet·fezionare questi effetti; ~olla. gr~_n m?le ne~ce _a ~are ar cannoni da posizione precisione di tu·o a p1u 'C hilometri d1 distanza, mentre, nell'aumentare l'efficacia. di quelli da campo, dà puro loro maggiore mol,ilità e facili!à di traino , per appoggiare pi ù celeramente le altre armi distl'UO'O'Emdo ripari, e bersagliando l'aVl'ersario alle distanze CUi non ha 1'.>;zione abbastanza efficace la fucil eria. L'arma a fuoco portatile, emulando quella da traino, riesce alle distanze minori a SO l'passal'la in efficacia e più larr,o impi eO'o. E O"ift l'entità di questi progressi preoccupa per modo ~ far credere ;ecessario che la truppa costruisca ripari durnnte il combattimento dove i terreni non acciden!ati non offrano schermo a tanto flnO'ello di colpi, por cui si tende a munil' la fanteria di strumenti ~nde possa all'uopo coprirsi con trincee di ba!laglia . .Difalli O'l i attacchi alla baioneua di posizioni ben guernite esigono preve!Hive scosse alla vigoria della difesa ben più potenti che in passato, e l'assalitore è sogge~to a s_anguinose prove che fan sentire la necessità di proce~cre rn ~UI~a da no~ essere decimato, o ridotto all'impotenza pl'llna clell ult11uo slancio che lo porla a contatto col di fensore. Kelle condizioni in cui si presenta. oggidì il lu do del combattimento, riesc: sommamenl~ ardu o al comandan te il dirigere l'andamento, e gtuda1_·~ e le sorti.' Dallo primi tive disposizioni clipende·r~1~no_ q~este piu ~ho mai; non basta pertanto che codeste dispos1zion1 siano da lni llen ponderate, ma è fo rza altresì che istrnzi_oni prevenLi1~e ed ac?nrate siano da lui impartite ai souo-caili d1r.ol.lamente dipendenti, bene fissando il piano ch e deve essere ese?uit?.' , la cooper~z_iono che ognuno deve apporLare, e pre1·edendo 1! p1u che possibile le probabili contingenze. Una volta affidati
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chiari e precisi mandati ai sotto-capi , non con minute partic,,larità, ma tnii che questi possano essere ben penetrali dei concetti del loro capo, resta lasciato alla loro responsabili tà il guidarli a compimento. ' Se le circostanze portino che in un dato momento, il comandante a,bbia a vedervi il caso di prender ingerenza nella parlo affidata ad un sotto-capo, o di modificarne le isLruzioni, dovrà prima ben pesare quanta grave influenza pos3a avere quest'improvvisa ingerenza o mutazione d' indirizzo in un'operazione già avviai.a con un nesso presLabili lo in base ad un primo concetto, secondo il quale già furono pur diramati dai sollo-capi , in analogia, le istruzioni e gli ordini ai loro dipendenti . E conseguentemente la sagacia e !'aùili!à dei comandanti in so tt'ordine non deub'essere impari al còmpito che loro è imposto dalle condizioni atLuali del comba.Ltimento. la al' loro criterio l'i nterpretare e lo in dovinare pur anco le istruzioni del comandante nel còmpito loro arlìdato, ed a sapersi regolare in conseguenza nell' impiego delle forze di pendenti conelalivamente all'andamento generale, e nell~ disposir.ioni a prendere in caso d'improvvisa va'rianle, che le circost?nze apportirlO alle loro situar.ioni parziali, in modo a non com promettere il concetto generale del capo, e senza attenderne islrnzioni che giungerebbero tardive. Questa responsaùililà si estende man mano ai capi di corpo e cli reparto dipendenti, per ciascuno nella propria sfera d'attribuzioni e di comando. Donde la necessità di doti militari, per gli ufficiali, ben pi ù spiccate ed eminenti che non furono richieste dalle condi zioni di altri tempi . Emerge dn quanto ho esposto una gra,n questione che la tallica odierna presenta a sciogliere, ed è l'assegnazione di truppe come riserva. Nel consigliare la formazione solli le della schiera combattente, i moti vi che giil ho accennati, <;Ono appoggiati ancora clal fallo , che la celerità del tiro dell'arma attuale, maneggiata da un uomo, produce oggidì, e produrrà ognor più in avvenire , efTotto micidia le eguale a qnello di armi antìcl., e in uno stesso lasso di tempo, maneggiate da più uomini, vantaggio che incluce a impiegare in prima linea il m,1ssimo nu mero d'uomini allo scopo cli procurarsi un fronle
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esteso ed avvolgente, poichè nonos tante sol.I.ile è tuttavia polente pel fuoco. E nei terreni coperti , quali abbondano da noi, siamò tanto più con:;igliali a non andar · restii noi portare in prima schiera lo forze, poichè da noi è più facile ripararsi che vedere; mentre occorrono molli uomini per scoprire bene il terreno avanti, è pur.facile il tener riparati rinforzi pron ti e vicini al fron te; e di tener lontane riserve pare meno sentilo.il bisogno e la utilità. Kè devesi cercare la stretta imitazione •di quanto si pratichi in nllri esercì ti. Le norme di com battimento ad un eserciI.o sono clellate essenzialmente dai terreni del suo paese e della frontiera limitrofo. Come altre potenze non sentono il bisogno di adottare le specialità di truppe cli fanteri a e d'artigl ieria da montagna, che a noi consiglia la natura della nostra regione, cosi :;i ù·questa che deve consigliare a noi il genere di truppe, i sistemi di combattere, e le proporzioni delle varie armi . Che se un eserci~o può portar fuori di patria sul nemico o~ . la guerra si è quando è in condizioni vantaoo-iose ed m quel caso le deficienze nei suoi sistem i non possono esserle disaslro~e: ed ove non si voglia ammettere a tullo rigore il principio che anzitutto dobbiamo esser forti per sistema in casa nostra, fa mestieri pur sempre considerare che i terreni degli Stali limitrofi, per una considerevole estensione, sono della ·natura stessa dei nostri. Ma se il l'lgliere al fronte combattente forze per riserva (che forse rimarranno inoperose invece di concorrere alla decisione attesa la celerità colla quale si svolga l'azione grazie alla potenza del fuoco) può essere di gran danno, il non tenere forza sufficiente disponibi le pel caso di rovescio è pur non men grave imprudenza. Inollre il comandante,che è obbligato a lasciare ai comandanti in sott'ord ine libertà d'azione, deve avere sotto mano un nucleo co: quale poter agire quando in un dato momento e sito ravvisi il bis?.gno o la convenienza d'un rinforzo o d'un impiego di truppa. N.e lo stornarne da una parte del fronte per tali scopi è conve~1ente'. nè .è. p~atico; . perchè si arreca turbamento nelle primitive d1spos1z1om, ed m caso d'insuccesso dell'operazione che si è voluto tentare, si è indebolito il fronte, senza aver trnppe da oppotre alle conseguenze dell'insuccesso.
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La riserva vuol essere quindi una forza destinala ad agi re solo quando sia accertalo che non si lta bisogno di altra trnppa, o per agire efficacemente se è assicurala la buona piega dell'azione, o per agire definitivamente se l'azione delle altre truppe nop riesci, o per opporsi ad improvvise minaccie a .tergo o sui fianchi alle quali la schiera comballenle non possa opporsi essa sLessèl. Ne consegue, è ben vero, che stando a tali principii, la riserva corre rischio di non essere tah'olta imp iegata. Spetta quindi al cri· terio dei comandanti il giudicare fin da princip.io secondo le circostanze nostre, qnelle del nemico e del terreno, quanta sia la forza da assegnarsi a tale còmpito, giudizio altrettanto difficile quanto influente sull'esito del conflitto. .Un criterio per calcolare il nerbo necessal'io per una riserva può esser quello cli costituire una forza capace di tenei: tesla al nemico vittorioso delle forze che furono impegnato sul fronte. Entrano quindi nel ca!colo le condizioni del terreno lungo la linea cli ritirata, la scossa già provata dal nemico nella . lotta, la scossa delle truppe respinte secondo si volle éla loro più o meno tenace resistenza, la vigoria delle truppe di risena, il loro fornimenlo di munizioni. Che s~ è in mente del comandante di tentare opei-azioni offensive oltre l'azione frontale nel comballi mento, dovrà tener calcolo a parte delle forze che per quelle occorre destinare. Vedesi quindi come, se delicata ed imporlante è la determinazione delle trupr.e da. tenersi a disposizione clel comandante, è non meno incerta la base per stabili re preventivamen te una forza normale. Si è perciò che nelle formazioJ!i di bnllaglia degli eserciti non sono assegnati reparti di riserva. Il reggimento, la brigala, la divisione sono unitit, cli cui ognuna all'auo praLico nel combattimento si forma una riserva. Soltanto nel corpo d'armata viene questa stabilila con un reggimento di fanteria leggera, con artigl ieria e cavalleria, truppe che possono celeremente accorrere dove se ne giudichi opportuna l'azione. Vennero in passalo assegnale alle di visioni due ballaglioni di bersaglieri: questa formazione, lasciando intatte le due brigale di · fanteria sotto i loro comandanLi, dava al comandante la diYisione una riserva a sè .di cui direllamenle poteva disporre. Ora P~r procurarsi una riserva deve distogliere reparti dalle brigate, o 3-
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prendere un reggimento: onde i comandanti di brigala non han 110 più al fuoco il comando assegnato dall'ordinamento taLtico. . Analoga modifica~ione al.I' o.rganico succede nel reggimento quando 11 comandante la bl'lgata s1 forma una risern a sè: ma le unit/t talliche del reggimento (battaglioni) essendo tre, il comando del reggimento serba ancora in sua mano una fo rza competente, nè 0 necessario che la riserva di brigata sia mollo gagliarda perchè il comando cli brigata esercita ltt sua azione sopra un fronte la cui estensione non è tale ~-he non pos$a dar opportun i indirizzi, e anche frequenti, ai comandan ti di reggimento. Ed è pur anco a rifletlere se la forza di fanlcria assegnata per riserva al corpo d'armata possa non essere troppo spesso linsu[(ìcienle al còmpito pel quale si fa su di essa calcolo. Infaui la cavalleria ha speciali mandati da adempiere per cui non si può considerare riserva, imperciocchè si distacca fin dal principio dell'azione e ben più _spess~ .prim.a ancora. E l'artiglieria è arma che non ~uò in ogni locali La e c1rcustanza essere impiega la. Per altra parte se il comandante di corpo d'armata sottrae truppe ad una di\'isione pe:· co sti tuir.si una riserva, si sbi lancia l'organico di battaglia; la cliYisione non possiede più la forza che coll'ordinamento lattico le si volle assegnare. ~onpertanto qualsiasi comandante che è obbligalo a lasciar libertà d'azione ai comandanti in soLt'orcline non deve andar privo di competenti forze che gli possonò occorrere per un'azione cot·~'elliva, o. decisiva, o concorrente, senza scompaginare l' organico, 11 quale diventerebbe per ~'li fatto illusorio. Starà poi alla sua abilità od alla sua sagacia il veder 111.odo che queste forze non restino ino~ perose in tutta l'azione, compresa la finale, sino a totale cimazione del fuoco. Gio~? ~m·. notare che in appoggio all'utilità cli assegnare trup~e alle. d1v1s1on1 oltre le due brigalo, e di aumentare le truppe suppletive. de~corpo d'.nrmala, sla la considerazion_e che in passalo le formaz1on1per sch iere success ive, le quali muovevano agli ordini del comandante generale, davano ad esso il mezzo d'a,...ire con forzo · ·com.petenti direllamente nel combattimento. Oggidì schiere successivo, ed un lai loro maneggio, non sono più consenti te dallo condizioni degli eserciti, e dai terreni su cui succedono d\;rdinario i comba ttimenti, specie in Italia.
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A coaditivare il comandante nel suo difficile còmpilo concorre validamente la c~valleria, l::t quale per le mutale condizioni delle armi, men di frequente avendo l'occasione d'impiegare l'urto, maggiormente utilizza l'altra sua dote caratteri stica, la celerità, per pronte occupazioni di distanti località, distruzioni di strade in punti lontani, e per còmpiti che un dì veni n no specialmente affidati alle truppe leggere,le qlrnli oggi, a motivo che le operazi,mi mili Lari abbracciano grandi estensioni di terreni, non possono più. eseguirli. Ma essenziale r,òmpilo della cavalleria è cli rintracciare ovunque il nemico, conoscerne le condizioni, e fornire prontamenLe tulle le infor~azioni possib ili sul suo conto: servizio de,lla più alta importanza nelle operazioni di guerra e nel combattimento, e che addossa alla cavall eria grnnde respc,nsabil iLit nel successo, poichè è a metà ,,into il nemico del quale si conoscono le disposizioni . M:a ben più segnatamente che in passato sarit alle vil'tù mil itari del combattente che si dovrit il successo. Se vi fu epoca nella quale l'a!Jn ogazione e(l il coraggio passivo (ino al sacrificio possa essere stai.o richiesto ai combaLten ti, si è certamente questa, in cui indebol ita l'inll uenza dell'abili tà nelle mosse e delle comb inazioni Lattiche dalla micidialità del fuoco, sarà specialmente dovuto alla ferrea tenacilit clol soldato , noi non lasciarsi abbattere il morale dalla sferza dei colpi, il conseguimento della vitto ria. Alla iné'fucacia clelltt manovra deve suppli re il coraggio. La micidialità dei mezzi che pur possiede la difestt ofire moclo di ottenere i più brillanti risultati contro l'allacco . Dove trorerà coraggiosa resistenza un colpo arclito sarlt rintuzzalo dall a pertinacia della difesa: un assalto preponderante stu·à contrastalo in modo da dar tempo ai soccorsi di giungere a l'isLabi lire le sor(i. In tali condizion i si trova la tattica di comballimenlo oggidì, elemento dell'arte mili tare che ril1elLe l'offesa e la difesa in campo aperto . Nè men gravi e radicali questioni olire l'allro suo elemento quello elci combattimento murnle.
Le piazze fOl'ti. - Le conti1:rne e diuturne guerre comballutesi dopo il medio evo nell' Italia, apportarono man mano la distruzione nei numerosi fol'Lil izi e nelle mui·::i. che circondavano le città: i municìpi non pos:;edevano i mezzi per rialzare le espugnate e
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disLruLte fortificazioni, nè i cittadini si sentivano invogliati a sacrifizi per riergere i. baluardi, memori delle rudi sofferenze e dei danni materiali toccati negli assedi. Gli stati formatisi col la riunione delle. repubbliche, dei feudi, dei comuni , stabi lirono con più larghi concP,Lti strategici e tattici la difesa del territorio, e restrinsero la difesa di fortiucazione ai principali cenLri, abbandonando le località di minor conto la cui protezione murale avrebbe condouo a dannoso sperpero di forze ed a troppo gravose percli te. L'aumentata potenza delle artigl ierie d'assedio, pel' altra parte avrebbe richiesto grosse inueature capaci a resistere loro, cqstrnzioni di opere esterne per tener lontano il nemico, e rafforzamenti con ripa'ri ripetuti nella parte viLale d~lla cinta.; e quindi ingenti spese avrebbe la loro ere,,ione richieste, le quali sarebbero state cl.i soverch io onerose alle popolazioni. Perciò se una volta. nelle guerre d'invasione era necessaria l'occupazione materiale di Lutto un territorio per l'espugnazione d'ognr località fortificata per cavarne i mezzi di sn5sistenza., si andava mutando questo sistema. di guerra, ed il possesso di località militarmente dominanti bastava a trarre con sè la padronanza di esteso tra Lto di territorio. La preparazione militare della difesa d'un paese sotto ques to punto di vista divenne lo studio degli uomini di guerra; la strategia e la tattica di posizione acquistarono importanza. Cotali obbiettivi di difesa strat~gici e tattici so no additali sia da. condizioni topografiche, sia dall'essere centri di vita. civile e commerciale, o porli di mare, sia dall'avere stabi limenti o magazzini milita6, sia. infine da varie di queste circostanze ad un tempo. A queste località di permanente' importanza militare si limitò la. fortificazione, e valenti ingegneri si emularono a. renderle formidabili,. apportando continui perfezionamenti ai .,istemi del riparò murale .. l\1a Ja potenza delle artiglierie da muro va ai giorni nostri aumen-· tando per modo, che ques to riparo ha. molto perduto della sua efficacià, sicché obbliga. l'arte della. fortificazione .ad entrare in fase nuova. La estesa linea di fuoco che il riparo deve seguire per tener protetto l'abitato dai proielLi, la robustezza cleila costruzione per resisterè alla. penetrazione di questi, anche lanciati da grandi
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distanze, portano ad enormi spese, ed al bisogno di forte numero <li difensori. Come ultimo trovato si ricorse al metallo, e la muratura si riveste a. sua volta di corazza. Ciò malo-rado non può la fortificazione sottrarsi ad essenziale innovazione \eJ suo i1;1piego come elemento nella guena. Oggidì si fa sentire ben più prorìct10 l'utilizzare l'efficacia. del fuoco e dei . Pezzi di ncrran eai ttata che non la forza d'ostacolo passivo d'una po-sizione, la qt1ale può essere annichilita da. tiri anco lontani; epperc1ò'. nella scelta. di questa., prevarranno le condizioni che dessa presentt per un uti le e grande campo di Liro su quelle di materiale difficoltà ·come ostacolo . . Ma se la scienza militare trarrà profiu.o dttlla fort ificazione adattandola alle condizioni auuali, una·circostanza d'ordine sociale va pure a gravitare sulla validità dellà. resistenza d'una cillit fortificata, · ,e con tanta maacrior influenza quanto è questa maggiormente popono 1 d. losa ed importante per commercio ,ecl industrie , ed inO.uenc o a m~ 'V'<llida.re la durata di resi stenza/ quale si potrebbe ripromettere dalla potenza dei n~ezzi clie l'ingegnere abbia saputo accumulare nella fortificazione che la. protegge. Voglio alludere al sentimento ,di conservazione e della protezione della vi ta e dei beni materiali che si fa. ognora più prevalente nelle popolazioni ~cl a.Ilo spiri~o ,umanitario istesso che il progresso dell a civiltà tende a far clomtnare ' spirito che aià su o-aeri la tutela dei feriti mediànte convenzioni• V ~ ~V internazionali l'esclusione di mezzi micidiali crudeli, la. cura dei "'ricrionieri di 'auerra ed allre protezioni a scopo di diminuire i danni l" è? ~ ' del UaaeJlo. Sentimento d'umanità r.he non potrà non estender~i , .alla t:u~la della popolazione inerme, delle donne e dei fanc.iulli. E dunque a presentirsi quale elemento di debolezza nella resistenza .st\ranno per essere questi abitanti. . , Le convenzioni internazionali potranno stabilire che l'assediante -eviti di recar danno a taluni stabilimenti cli ricovero; ma ognuno sa ,quanto sin. difficile 'Che in pratica questo possa farsi. II bombardamento non è ancora stato condannato dal progresso della civiltà moderna, non è escluso dai mezzi leciti di offesa, e nè abbia.mo i'Bcenti esempi. E i suoi effetti oggidì sono dannosissimi alle città, , -con gravità relativamentemaggiore secondo la loro ricchezza, l'importanza commerciale, quale in genere hanno le città porti cli mare.
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La civiltà ha limitala la sua azione a proteggere taluni stabilimenti come ospedali, musei, monumenti d'arte mediante la se..,nao fazione con bandiere che li indichi no all'assediante , il quale oiraid1 . 1· d Oèl evita e I anneggiarli per quanto è possibile. 11 sentimento umanitario s'oppone purè a che si mettano fuori di t\it.L;i le bocche inutili, la gente invalida, togliendola dai suoi lari, come si poteva praticare in passato. Ed in queste grandi citlit la popolazione va fortemente· aumentando perchè a quei conlr i di riso1·se tendono ad affiuire le genti dall e località minori: le cinte murali si fanno man mano rislreLLe a capir gli ab itan\i, si rendono necessarie nuove linee esterne, o fortini ad intervalli. Ed il portare le opere di difesa a tale distanza dalla cillà che i proietti non arrivino all'abilato conduce a circuiti enormi, ed a speso che si possono al più sostenere per la capitalo d'Lrno · Stato, che forma quasi sempre l'obbiettivo principale e finale dell'invasore ed il cui possesso determina la decisionedella lolla. · Grandissima pertanto sollo questo aspetto si presenta la questione per le cilltt capitali. Senonchè ri ba pur sempre un mozzo per un energico difensore di fare che non sia deua l'ultima parola in tale frangente, trasportando in altra sede il go,,erno e manlenendo vira la lolla. Cosi nel 1869 temendosi dal Pi emonte un'improv visa i11Yasiono degli Austriaci sulla sinistra sponda del Po, e non giud icando sicura la capitai~ stessa, città aperta e sgu ernita di truppa, il governo gii~ avea disposto pel trasporto all'even ienza della sua sede in Alessandria pur conLinuando tulti i preparativi della guerra che co ll'alleanza francese stava per sostenere. Ne yoglio ammettere che l'attaccamento alla vita ed al bene materiale sia maggiore nella generazione odi erna che non nelle passate;. ma sta di fot to che se nei tempi lontani il cittadino si baueva fin o ull'eslremo per la difesa della sua citlà e dei propri averi ad un tempo, espugnata la cillà questa era saccheggiata ed egli perdeva beni, fami glia, e Jiberti1: se non ben anco la ,,ita. Una popolazione· commerciale ed industriosa non potera a meno di veder con dolore come vedrebbe non men certam~nte oggidì l'esser stretla d'assedio: e le bombo e le palle rovinare i suoi magazzini, le sue fabbriche. }fa se una volta la resistenza era imposta al cittadino dnl suo ste$so,
30 interesse, ed egli era animalo a prestar il suo concorso, o ad aggiungere i suoi sforzi a quelli della milizia, per evitar la propria rnina, oggidì il saccheggio non si dà più, la cillà vinta divide gli oneri che impone il vincitore con tulli i connazionali pagando la sua quota d'indennità di guerra che fissa il Yincitore non alia città, ma a tutto il pacAe: il cilLndino assedialo è dunque indolto a veder di salvare il suo patrimonio particolare. Aggiu ngerò anche la considerazione che i mezzi della di fesa una volta erano superiori a qnelli defl!offesn . Non sono rari gli esempi di resistenze di cillà che costrin sero l'assediante a levare l'assedio: lunghi anni dorera talora mantenersi l'assediante sollo le mura, o per impadronirsi della citLit doveva darl e assalti per scalata o per la breccia affrontando sanguinose perdite. I cittadini all'opposto dentro le mura erano a ricovero degli insulti nemici: le oJrese dall'esterno non erano gran follo mi cidiali : pur di arer 1riveri la cilladinanza poteva perdurare nel sopportare le prol'e d'una resis tenza anche lunga. }la al dì d'og-gi l'inlorno della cii là e solcato da enormi proietti esplodenti, ed i mezzi di olTesa dell'artiglieria van crescendo ognora: l'abitnnte non ha più fiducia nel ri paro delht muraglia, ed è continuamente minacciato nella Yila, e tenuto in isgomento dalle parabole dei proielli che piomba.no in cii.là. Si può obbiettare che persistendo nell a difesa si può riuscire ad obbligare il nemico a togliere l'nssedio. Ed in talune circostanze favorevoli è certo che può apparire anche al cilladino esser il caso di non cedere subito: ma se non prevede una confortante fondata probabilità di questo risnh,\Lo , pensa pi ulloslo, che il protratTfl la resistenza, inasprisce l'~ssedianle, provoca imposizioni di più onerosi compensi quando abbia espugnata. la ciLLà, ed anche immediate sui cittadini. E nel dubbio, sentirà preferibilmente le sue convenienze d'aver salYi ed inlaLti gli avori, e vedrà più volentieri che questi non siano danneggiali dai proietti, anz ich è il tentare una resistenza, e il farla perdurare. Si vedé quindi come la saldezza delle mura d'una piazzn fortifìcnla vada oggidì soggetta ad esser affievolita da causo mo1·ali sostenute dal progresso. E quali sono i mezzi che si dànno ad un comandante una pinzz.n fortificata per co· strin gere gli abitanti a strenua difesn? Nè le considerazioni che ho esposte sono chimeriche previsioni, IN ITALIA
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nè parrà avventalo ragionare il mio, quando si rammenLi che nel 1874 alla commissione adunaLasi per le conferenze intern·aziorial i in J!ruxelles allo scopo di concertare appunto un progetto di leggi e di usanze umanitarie <li guerra, gli abitanti di Anversa presentarono petizione tendente a far adottare il principio che, v.enendo una città fortificata ad esser circondata d'assedio, e soggeua al bombardamento, dovesse il'fuÒco dell'assediante rispettare le abitazioni dei cittadini, e limitarsi ad agire contro le opere militari. L'Italia van la i più sublimi esempi di virtù, di sacrifici e di abnegazione dei cittadini nei frangenti di assedi dai tempi antichi fino ai più recenti . Prodigi di tenacità e di coraggio si videro ben a.neo nell'ultima epoca di più frequenti assedi, quale si fa quella della invasiqne (rnncese conseguenza della rivoluzione" Gli strazi che ebbero a soffrire e le strettezze cui si ridussero gli abitanti di Amantea, di CoLrone, di Ma.ratea nel Napoletano, parteggianti per Gioacchino Murat contro le truppe di re Giorgio Bonaparte, sono esempi del più alto eroismo. Luminosa ed e~cezionale prova di coraggio e di costanza presenta la resistenza ai l?rancesi .nel 118011 degli abitanti di PorLoferraio, i quali, mentre tutta Italia e le cittit vicine alla fortezza già avevano ceduto al conquistatore francese, unici in tutta Europa, osarono continuare a tener tesla alla straniera prepotenza; nè fu dato al valor francese di farli cedere in un assedio di 6 mesi. Ed il loro comandante, il prode De Fisson, ufficiale dell'armata del gran duca di Toscnna, allorchè definiti varnente doveva l'isola far parte della repubblica italiana, a meno di resistere per formar Stnto a sè, affine di n·on dover fare una capitolazione, quand'anche di formali là, sciolse il presidio, si dimise dalla carica, e consegnò fa piazza ai deputa'ti del popolo.- E se il baluardo delle Alpi occidentali non fosse stato conservato all'Italia dal Piemonte, e.be sotto la, guida dei guerrieri dUchi di Savoia lo contrastò per secoli alla nazione.vicina, che ne agognava il possesso, e non avesse sostenuto còntinui sacrifizi tli vite, di averi, la popolazione che quasi incessantemente si vedeva gli orrori della guerra in casa, sarebbero forse le sorti d'Italia quali sono oggidì? Non è a dubitare che i nepoti non sarebbero degeneri dngli avi, e che all'occorrenza si ripetterebbero gli atti di cittadina virtù ed i · saçri'fizi che la patria richiedesse. Nondimeno non si può trascurare
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di far calcolo della differenza di condizioni in cui una città strella d'assedio viene a trovarsi oggidì, e valutare lo scapito all'azion.e militare, che Fodierna indole dei tempi potrebbe apportare voléndo risparmiare ai cittadini sacrifizi e stenti che non sono pili. a. questa consentanei. Ed alla questione umanitaria se ne aggiunge anche un'altra la quale si va accentuando ognor . più, e <:he pur può contribuire ad affievolire negli animi la gagliardia della resistenza; e questa è di ordine finanziario. La febbrile aLLività del commercio, conseguen-za. pur di civile progresso, stringe le nazioni ·con legami commerciali ~ì che gli interessi vanno annodandosi ed appoggiandosi sulla forluna reciproca. I valori comrnercinli, e fino ad un certo punto i valori pubblici, diventano so lidali ì'uno dell'altro, cosicchè il danno nelle r) cchezze d'uno Stato può portar conlrnccolpo neil'economia finanz iaria delle popolazioni di allri Stati. Eppertanl.o uno Stato che sia alle prese con un altro, trarrebbe profitto a/non demol irne il credi to finanziario nè pubb.lico nè privato, perchè se ne risentirebbe il suo stesso interesse. In una parola la finanza va diventan~o una potenza internazionale, il c11i regno è indipendente dalle reft~zioni degli Stati, sta al clissopra delle vicissitudini della loro politica, ed estende il suo dominio perfino sui foro governi . E ciò a,;viene fortunatamente per natltral forza maggiore di vero progresso, avviene per le relazioni dei popoli, le quali si estendono e si generalizzano cominciando da questo punto di partenza, .che se non è il più nohile perchè mosso dal materiale interesse, è pur sempre benefico, se contribuisce a far approdare col concorso dei principi i mornli alla mèta sublime cui ,,nela l'uman ità, · alla concordia universale. Ma abbassando di nuovo Io sguardo da cosi eccelsa altezza alle terrene condizioni attuali, ne ~ediamo per intan.to la conseguenza che il vinto non ha più a temere dall'insuccesso della lotta la sua rovina totale. E non dobbiamo nasconderci, che questo sta Lo di cose, relativamente alfa resistenza d'una piazza forte, si riverbera anche nella tenacità che il comandante militare cui ne è affidata la difesa potrebbe spiegare, perchè il prolungare una disperata lotta con sofferenze e sacrifizi, che non siano giustificati che da onore guerriero, e siano causa cli gravi danni per la popolazione, può essere giudicato non solo illogico, ma barbaro.
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È a notare ancora che pei; gli attuali sistemi d'organizzazione militare degli Stati, la gente val ida è tutta presa per l'esercito combatlen·te: nella cillà, eccezion faUa della prefissa guarnigione, non rimangono che i meno ,,aJidi: .difetl.a quindi un elemento di forza e di energia che in passato valeva ad appoggiare le forze militari della difesa, ed a mantenere il coraggio nei cittadini. . Con queste considerazioni ho unicamente inteso di far presente una modificazione che si va introducendo nella validità dell'appoggio delle città fonifì.cale alle operazioni di guerra per effetto delle condizioni civili e del progres,;o della società. Se il mantenersi nel posse~so d'una città fortificata è indispensabile pel buon esito di operazioni militari, non si dovdt titubare a esigern dai cittadini ogni sacrifizio. Intanto noi vediamo confermate queste osservazioni dai falli stessi. Mi limiterò a rammentare che nei tempi nostri vi fu ancora, è vero, una città fortificata in cui non riuscì all'assediante di penetrare fino a che non la ridusse ad un mucchio di royine, e qne.;ta fn Sebastopoli nel 11855; ma ognun sa come Sebastopoli fosse città e porto puramente militare, abitalo da famiglie di funzionari del governo e da militari, ed in tal caso si può esigere più facilmente un sacrifìzio dagli abitanti: o!Lrechè poi aperla da un lato polè essere ,;gornbra.ta dalla popolazione non combattente. Nei susseguenti assedi di altre città, non si verificarono più quegli estremi di resistenza: E passiamo a considerare in quali condizioni si presentino oggidì le ciltit fortificate all'invasore. Queste si trovano sempre sopra nodi importanti di comunicazioni fra vaste estensioni cli territorio, e l'invasore deve paralizzare le offese che da es:5e potrebbero partire contro di lni in varie direzioni. Ma se il difensore fu ridotto a la.I punto da lasciar al'riva.re il nemi co sotto la piazza forte è prova che egli è costrètto all'azione difensi va, almeno pelmomenlo. Ora la forza.numerica delle odierne armate permetie generalmen~e ad un invasore vittorioso di desti~ narne una parte a tenere osservala la piazza forte, ed a continuare con ardite mosse l'inseguimento del difensore che tiene la campagna. Questo còmpito gli è agevolato dalla viabili tà odierna dalla m'obilità del traino, dai mezzi pronti di riattar strade, manu-
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falli al che sono addestrate le truppe· di tutti i corpi, dallç1, fa~ili~~ di ge~tar ponti, avendosi materiale perfezionato. Ess? non_~.P~U costretto a cercare il possesso d'una città per avere ass1cura\.t 1 viveri, per ricorerar gli ammalati, i feriti: gli e~erciti ha~n·o· ~l se: guito pronti rifornimenti di vetLovaglie, e n'.ed1ante la fac1l1ta ~~'. traspo1·ti, possono celeremente farsene perv~n'.re da lo~tane loca.lita, i soldati sofferenti sono sotto la salvaguardia mternazronale . La. possibilità che ha l'invasore di rapi~e ~peraz'.on), che lo .coi~-. ducono a raggiungere prontamente l'?bbtetlrv~ prmc_ipale lo ~mtteranno pertanto a non immobilizzarsi da.vanti alle piazze .fo~·t1 eh~ incontra nel suo cRmmino per non dar tempo al difensore dt riaversi dai primi rovesci e ~li organizz~re. n~ove resi~t.?nze. . , Se l'aumentata effìcacia delle artiglrerie da pos1z1one g,ova ali attacco , giova non meno alla difesa., la quale se in definitiva non h~ i vantaggi d'altri tempi nell'attacco, possiede pur s~mpr~ potenti mezzi a far sì che le operazioni ,d'appro.ccio del nemico siano pur l·e·e rna()'aiormente difficili. Di tale circostanza deve certamente tener co.lcolo chi mediti l'o.ssedio d'uno. piazza forte, e può esserne indotto a preferire di prostra.re il nemico, battendone le forz~ cl:e sostengono la difesa in campo, e ad inde~olire pei: tal modo m~1rettamente il morale dei difensori della piazza ed il loro proposito di resistenza. E ciò gli sarà tanto più consigliato se la pia:za f:orl~ avrà difesa esterna ·estesa per modo a rendere meno eff1cac1 gh effetti.d'un bombardamento: sentirà in tal caso con maggior ragione la convenienza di non indngiare a lungo assedio, m[l, blo·cc:ata la piazza, cercherà invece di affrettare con spedite operazioni la distruzione del nemico nella campagna. . A sua volta questa lattica dell'invasore e le condi.~ioni dell~ piazze fotti oggitli consiglierebbero più che mai ~I difensore dr mantenersi in campo libero quanto più gl i è possibile, e colle maggiori forze, usando la massinu parsimonianelì'aclibirne alla difesa delle piazze forti. . Il punto più critico per un assediante si era in passat? allo:·che giungeva sollo le mura, e doveva sormontare le d1ffìcol~a dall ar~e agglomerate, le quali l'obbligavano a fo rmare succ.essrve. brecct? · nei ripari murali ·she proteggevano la piazza, e. da~· :l·fetut1 assa!Lt sotto i'I fuo co micidiafo del difensore che dai v1c1m parapetti e ::::,
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dalle feritoie lo bersagliava, mentre era pur minacciato dal fuoco sotterraneo delle mine. Oggidì le. murature sono rovinate dal tiro lontano e la difesa ravvicinala non è più protetta dalle studiate costruzioni, le quali più non riparano che coliP; loro macerie. Il difensore in quel periodo perde la sua superiorità e si trova a paro colla baionetta dell'avversario; ha quindi maggior vantaggio a sostenersi in lotta in campo, clove è libero di agire, e può evitare di essere inutilizzato come prigioniero. ' Fu mai sempre assioma di JLtetTa che la difesa d'una piazza forte vuol essere sussidiata dalle operazioni di un'armata libera in campo; nè è il caso che mi addentl'i a convalidarlo con citazioni di falli. Un'armata, qtiand'anche battuta, che tenga la campagna, è più pericolosa che non una fortezza. Sono rari i casi, specialmente nelle · epoche recenti, in cui una piazza forte ahbandonata .a sè per la resistenza, non abbia dovuto cedere ai mezzi dell'attacco. Laddove l'ahile impiego di trnppe anche inferiori in forza ad un invasore che sia stato fortunato nei suoi primi incontri, può essere di maggior vantitggio che non una piazza fot'le nel ritardare le mosse del nemico rendendolo titubante nel suo incedere coll'inquietarlo or su questo, or su quel punto; e quando pur non riesca al difen ... sore di sopi·affarlo negli scontri questi ha sempre mezzo di ri Lirarsi, e cli tenersi libero per ulteriori tentativi. Da quanto si è detto si inferisce la maggior efficacia che hanno oggi le armate in campo aperto che non nella difesa, di piazze fortificate, quando specialmenle non si tratti di fol'tezze puramente militari, ma di centri popolosi. Se poi si contrappone che quando uon sia difesa strenuamente, l'invasore la occuperà, ed in caso che i nazionali riprendano l'offensiva costituirà per esso una forza cli resistenza, non abbiamo se non a considerare che saranno. in lal caso ritorte le condizioni dei . due belligeranti, e chi riprese l'offensiva agin't contro la piazza come s'è detto per l'invasorn orn perdente, e quella non gli sarà d'ostacolo nelle sue spedite operazioni di campagna. E se l'invasore avrà messa a contribuzione la ciLtà può essere costretto a sua volta a restituire, anche più abbondanti, le sue tol te. E co~ì siam venuti a dar di cozzo nell'altro aforismo, che piuttosto di avere fortezze mal difese è meglio non averne.
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In guerra bisogna sempre evitare di far ciò che il nemico desidera che noi facciamo. Ora il piano dell'i nvasore è sem.rre quello d'innoltrarsi nel territorio nemico e di percorrerlo celeremente per giungere ai punti vitali, il cui possesso gli deve frullare la vittoria. Egli brama cli non essere fermato da truppe mobili nella sua corsa. Epperciò ha precisamente desiderio di conoscere dove il nemico si trova, e le sue prime operazioni tendono ad avvolgerlo , ed a paralizzarlo o tutto od in parte per sgombrarsi la via. E che altro è la piazza fortificata se non il centl'o di q.uell'aggruppam·ento che preme all'invasore d'ottenere dall'avversario? Ora poichè dove sta un ostacolo di fortificazione, quivi egli non s'arresta, ma lo gira facilitato dalla odierna viabilifa dei territori, non esclusi quelli di montagna, è forza di avere quante più è possibile truppe che combattano in cainfo libero per opporsi alle sue operazioni. Ed ancora queste truppe mobili non dqvranno lasciarsi vincolare al sostegno cl'una piazza forte, ma dovranno al caso conoscere la convenienza di abbandonare alle sue risorse 1~ piazza, e portarsi ad agire su altrJ: base che possa essere snggerita dalle circostanze come più ' mavantaggiosa: la difesa localizzata attorno fortificazioni, perni di novra, vuol esser a tempo opportuno abbandonata, e non eretta a I sistema, perchè la fortificazione è un ausiliario, non un mezzo diretto di vittoria. E questo specialmente in uno Stato do1·e gli obbiettivi importanti di c,perazioni nemiche possono essere molti, e'd a grandi distanze, come appunto è l'Italia per la sua forma protendentesi in un mare sui lidi del quale sventolano lo bandiere delle prime potenze marittime d'Europa. Le olfese inipedite in una regione di frontiera, sono tentate in altra regione meno guernita:· la difesa di montagna delle Alpì si estende a quella dell'Appennino, che è la continuazione d:i quelle . . Portata la difesa attiva dove è più opportuna ed efficace, non è da trascurarsi all'occorrenza il sussidio della fortificazione in terra, la quale non subisce dalla potenza delle artiglierie la scossa e lo sfacelo che subisce la fortificazione murale, e ·sr prèsta. anche a più facili sortite c·onlroffensive. A Sebastopoli, ruvinat.i i !>ilstioni in muratura dalle artiglierie, la difesa si protrasSt\ mediante ripari in terra; e la duraHt di questa. fu più lunga che non lo sia stata quella
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follasi mentre si.avano in piedi ancorn le mura. Nell'ultima gu~rra russo-turca la difesa eh Plevna dimostrò quanto si possa allenclére da queste fortifi cazioni impronisate difese da soli~i ~eLLi._ . Che se sentasi la necessità di proteggere una c1tla fortificata, Ulvece di concentrare attorno ad essa i mezzi cli difesa con fortificazioni del momento, vi ha talora convenienza a proteggerla indirettamente mediante occupazione con opere di Lal natnra di buoni posizioni che si trovino nelle adiacenze, e tali che non permettano al nemico cli stabilirsi sollo la piazza per l'assedio. Ad ogni modo con qtlesto sistema non deve perdersi di vista il pericolo d'i,~~nobilizzare· truppe che agirebbero più efficacemente co~1tro I n~vasore mantenendosi a lottare in aperta campagna senza vincolo sistematico alla città fortificata. Riducendo il duello all'azione delle armale, il vantaggio è lutto ·per il difensore del paese.
Cill.à e 'Villaggi nell.;, gnerrn. - Ho no talo già come per la diminuzione del numero delle città fortificale le rnarcie delle armate 0 o-criclì sieno mollo meno incagliate da, questi ostacoli, onde questi obbiettivi si disecrnano in piu diradata misura, ed a più lunghe distanze. Ma la mr~gior influenza che acquista la strategia e la tatLi~a nelle operazioni mi litari, crea obbieuivi determinati dalle condizioni topografiche, i quali sono d'importanza permanente od.eventuale. Nella guerra la. lotta ha. per iscopo il possesso di queste località che oifr;;10 speciali condizioni per la decisione clella. vittoria : la strategia dirige sn quegli oblJicttivi le armate, la t~ttica le_ d(spone e le fa operare per la li)ro conquista. E nel campo d, bau~glia 1sle$S? si dise(l'nano obbiettivi, chiavi di posjzioni, attorno a cu, succede 11 v contrasto principaJe. Ne consegue che nelle guene combattutesi nelle epoche recenti , e (l'ià negli ultimi secoli, noi vediamo città aperte e vi llaggi e caseg(,j;ti essere .oggetto di operazioni militari, e la loUa ~el loro pos;esso formare i principali episodii di fatt i d'arme nonchè di battaglie, così di frequente, elfo non v'ha, si può dire, battaglia dei tempi nostri senza tale caratteristica. Lti truppe italiane non possono menzionare che la battaglia della
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Tchernaia che non presenti questa. çircostanza. E la ragione -sta in .ciò, che questi ahitati, si trovano sempre su nodi di viabilità, di passaggi su corsi cl' acqua; talora sono posizioni dominanti. I fabbricati disposti a difesa porgono riparo, e danno mezzo di sostenere una resistenza accanita e di proteggere una ritirata. Iri addietro gli abitati aperti erano trascurati dall'uno e dall'altro. combattente, perchè no.n esistendo lu1corrt l'arma a fuoco, od es- . sendo meno perfella, la valentia personale avea la parte essenziale nelle ballaglie, e gli eserciti preferì vano misurarsi in terreno aperto e libero . II vinto ne sortiva sempre ridoLto a mal partito talmente da non.poter tenere la campagna, e da es$ere cosi retto a rifugiarsi in sito munito e chiuso : protezione che non poteva olfrirgli l' abitato ç~~i Il perfezionamento delle armi ;:i, fuoco mutò tale stato cli cose : la ritirata potendo essere sostenuta perchè si ebbe mezzo di tener lontano il nemico e di manovrare tatticamente, la rotta non fu sempre tale da non p0tersi sostenere nella campagna. Coll'arma a fuo co potendosi recare gl'ave ·danno ·al nemico .stando al coperto dietro ostacoli, i caseggiati oITrivano sufficiente ed opportuno riparo dal tiro nemico·per dar campo a riordinarsi e nuuHenere ·il combattimento. · · ·Non si ha che a scorrere le storie mil itari per riconoscere che i combattimenti del nostro secolo consistettero in massima parte in attacchi e difese di caseggiati, di villaggi, e di città: attalchè questa operazione di guerra acquistò capiLale importanza nell'arte bell ica odierna, e ne ebbe altreUanta , e forse più, che il combàttimenlo in ischiera, poichè finiva per essere l'operazione risolntoria di quello. Male condizioni che presentavano finora gli abitati sotto l'aspetto tattico di forza per una difesa, continueranno ad esser tali di fronte al progresso incessante delle armi a fuoco? Esaminando la questione pr~metto che qualunque sia l'entità dell'p.bitato, cioè o villaggio o città pitL o meno popolosa, debbo supporre che non sia stato fortificato con opere di terra in modo a costringere quasi ad attacco obsidicmale, ma semplicemente che possa vi essere stato tempo a metterlo in condizione d'improvvisata difesa. Questa limitazione permette però 'differenti gradi di preparativi nella difesa.
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Considerando dapprima il caso di un 'villaggio è a notare che qnando un villaggio cade evéntnalmente n·e1 raggio d'azione dell'operazione militare, in generale il nemico non è a grande distanza, ed il tempo a porre il caseggiato in istato cli difesa, è limitalo a pochi giorni : sicchè i preparativi si riducono ad aprir feritoie nei muri che stanno negli orti del villaggio, a qualche trincea sui poggi dominanti, ai preparativi per distruggere passaggi di acque, viadotti, a sbarramenti di stretture, a ripari per acLiglierie, al barricare le vie per le successive resistenze nell'interno . La truppa occupando un villaggio così predisposto, ottiene il vantaggio cli essere coperta ai tiri nemici, e di avere le ri~erve in siti affaLLo rip,Ù'ati, di aver vista lontana dall' allo delle fabbriche, dei campanili, tiri doniinanti per mezzo dei piani delle case: cli aver ricovero contro le intèmperie, e contro il sole cocente, di potersi dissetare, ed avere anche vitto dagli abitanti; tutti conforti che contribuiscono potentemente alla vigoria del ~oldato in combattimento. Ma queste propizie condizioni potranno mantenersi sotto l'azione dell'artiglieria Qemica? L'attuale pritenza delle bocche a fuoco, e l'aggiustatezza dei loro tiri, renderà più dannoso lo stare in paese che lo star fuori<!- causa del ro vi nio dei fabbricali, e se potrà convenire di valersene, sarà per stame agli orli pee una difesa esterna, e dietro riparo. È Len vero che nel periodo in c.ui il nemico prevale e si venga sul!' ab itato, il tiro delle sue artiglierie sarà. sospeso e gli si potrà con tendere iI possesso colla difes(). successi va di barricate fra le case più o meno rovinate. E vi sono clei casi in cui il possesso di una posizione ha una tale importanza che è forza contenclerla fino agli estremi anche a rischio cli lasciare prigionieri e perdere cannoni , sia .per sostenere una ritirala, sia per tentare di ricacciare il nemiw , e per affievoli rne le forze od il mor:_liè. . l\'Ia, esclusi tali casi, prima cl' impegnarsi in ostinala resistenza . vi è a considerare che se il nemico fo così preponderante da essere in grado di dar l'assalto al vi-llaggio, a meno che sia stato per un atto temerario, egli si trova in forze e con mezzi competenti: nella lotta ravvicinata, clell'inlerno non si vede l' andamento cle!la zuffa. si corre rischio di essere circondati all'improvviso; sorpresi in siti
di malagevole uscita. e non è ·a dimenticare .che-una truppa che sta . sul. ritirarsi, è-semp11e più, incerta,, più· bassa di morale, che non: quella clre ha l'offensiva, e che avanza. È sempre in queste circostanze che si perde grande numero d'nnmini--in.prigionieri, e molto materi aie, Bisogna quindi-ben ponderare queste,circostanze e vedere ·se non si abbia maggior. vantaggio a portare le trnppe inr p.osizioni retrostanti, utilizzando l'efficacia delle armi col tener a rispetto il nemico da quelle-quando sbocchi dal villaggio, efficacia ap.punto che costi· tuisee la forza di una d,ifesa fatta.da località preparata contro nemico scoperto e, di cui si fa: getto venendo con lui a lotta ·ravvi1:inata. Si frapplwranno all?incedere del nemico ostacoli con rotture di strade, di ponti, abb'a.ttute e quanto valga a trattenerlo sotto il fuoco in terreno che. possa essere ben visto e ben battuto: si distruggerà . quant@può essergli di riparo . Allora la difesa sarà ben più accanita ed insistente che•ne.U,'intemo dell'abitato, quale ancorrr si propende . oggitiUa fare, per tradirzione dell'audace e gloriosa scuola della l0tta alla baroneua·; aHa· quale il fuoco meri potente che oggidì diede merita bo rpwegio, e· che- rese anzi indispensabile per fare una di fesa compieta e per in(lebo\i,,e ed intimorire il nemico in modo che non · osasse inseguire i residui delle forze in difesa. L'azione della truppa. spi·egata sarà più· concorde che nei recessi tortuosi dell '.abitato: il pauroso .non potrà così fadlmMte nascondersi e sottrarsi alla vi-· gilanza, la foga dél nemico potrà essere , arrestata con maggior probabilità, e le forze del difensore saranno, meno sciupate e disordinate . Passando ad'. esamjnare il caso di un ab iLato cli maggior impor-~tanza, di una ci I.la, troviamo la differenza ·che essendo pari meni.i. obbiettivo cli maggiore momento che· non un vi llaggio, e che fin dai. primordii delle ostilità si può talora prevedere·come possaiYenir inte-· ressato nelle operazioni militari·, e sentirsi l'ulilità della sna difesa, il suo, apprestamento alla .resistenza può essere fatto. con maggiori mezzi e con maggior durata di tempo, e le preparazioni difensin· possono esteùdersi anche a circostanti posizioni. A questi vantaggi cli res,istenza . estema. si contrappone però 10 svantaggio che s' incontra nella difesa inter:na diTfrcil.e a d.iuigersi ill vasta zona di intralcia.~ifabb1:icati . Rammentisi,la difesa interna,di Mortara-nel 11849,. 4 -
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eh.e i Piemontesi non poterono sosLenere contro gli Austriaci, mentre alla posizione della Sforzesca i primi l'inLuzzavono gloriosamente gli attacchi di quesli : la difesa di )f ilano nel ,J 84-8, cui Re Carlo Alberto dovette rinunziare appena iniziata. l\'fo specialmente diventa un elemento di rn3.ggiore debolezza la numerosa popolazione cittadina; e le considerazioni che già ho fallo per le citLà fortificate a tal riguardo si affacciano nuovamente per questo caso . Le artiglierie nemiche hanno qui un vasto bersaalio e le strngi ed i danni non possono a meno d'influire sommamente sul!" energia della. resislenza. Tulle ragioni di più perché la difesa di una cittit aperla si presenti con gravi difficoltà di buon successo, e perchè deqbasi esaminare maturalamenté intorno all'evenienza se non sia piti utile il sostenerla <.:on resistenze esterne. Rispello alle condizioni che una cillil aperta disposta a difesa presenti all'ftlaccanle, noi dobbiamo riconoscere che.se la potenza del1' artiglieria è a suo vantaggio nel primo periodo in cui prepara l'assalto rovinando le difese e scuotendo il morale dei difensori si è al contrario nel periodo in cui J'assallo si p;-onunzia ed in cui l'assal itore deYe sospendere il liro con tro il fronle che l'artiglieria avversaria. trova il mom~nlo più favorevole per menar strage nella truppa altaccante. Le colonne <l'attacco nJn potranno oggi mai avere profondità; l'assalto non poLrà farsi che per sch iere successive o per scaglioni incalzanti e più facil mente respinli da tenace difensore. L'affrontare l'assalto di un abilato a viva forza è oo-aidì assai più . no difJìciJe ed incerto che in passato. · Come già nella giornata. di . Dego per cacciare i Piemonlesi dal castello di Cosseria, Napoleone fu costrello ad erigervi contro slabili Latlerie falle con botti e terra, la difesa di un abiLalo che si voo-lia tenacemeute sostenere potrà erigere operazi oni analoghe a qu:11e che erige la fortificazione regolare, come batlel'ie, ed approcci di ballaglia. Eppertanto converrit ali' assaliLore di non li mitarsi all'azione contro l'abitalo, ma di veder modo di fare contribuire alla sua. caduta minaccie d'aggiramen to. In conclusione, come non com•iene immobilizzarsi nella difesa cli un abitato quando non sia imprescind: bi le necessità deLLa!a dalle circostanz~ di località, e dalla situazione di guerra, e che ri ch ieggano. la difesa ad oltranza, 11011 conviene parimenti 11ell' ofTensiva è:)
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-0slinarsi in un attacco di ab italo che non sia da analoghe ci1·costanze reso inevitabile. Cosi in un caso come nell'altro non conviene sprecare e spegnere le forze in lotte ravvi cinale, in difese ed assalti ostinati piLL onorifici che vanLaggiosi, dove si ha tomaconto a conservarle per ,;alersi con esse dell'efficacia dell'arma a fuoco, più utile oggidì colla. palla che colla baionetta. Certamenle l'applicazionè di questi principii all'atto pratico esiae una valutazione delle circostanze sagace e prndenle percliè sia fa~a opportunamente e senza cadere in esagerazioni dannose. E non meno prudente nel senso che l'applicazione del principio non sia incentivo a sfu ggire la lotta corpo a corpo ancora spesso ' inevitabile, specialmente in terreno coperlo dove s'inco ntra il nemico senza averlo scorto a distanza, e Lalor anche convenien te perchè di più pronta riso luzione nel conflitto. .Ma abbiamo constatato a quali mod ificazioni sia per anelare assogeLLandosi la, tallica odierna, modificazioni che sono imposte dall'efficacia ognora crescente del fuoco sul ri1)aro ' e cb e I' ioo-eo-no no umano tende sempre a maggiormente aumentare, sia nella fo rza d'e- . splosione, sia. nella perfezione meccanica dei proietto e delln bocca che lo lancia.
Con questo rapido sguardo alle fasi dell'arte militare in Italia, abbiamo visto l' I taliano lottante in campo ed alle mura del suo fo colare, e sempre l'abb iamo visto sagace in questa diffi cile palestra, valoroso e pronto al sacrilìzio. Nutria.mo certezza che mai smentirà il suo passalo . Agosto ,1881·. E. ÙLIVERO
Tenente generale.
SUT,L..\. TATTICA l'ER Ll, NUOVE F.\NTER!E
teorie a pl'iori che svolsi sulla minor :vulnerabilità di qu0lla forma· :zione nel mio articolo di maggio scorso anno in titolato Il battaglione per fianco in line(i. Il Mogni chiamò ,;olon1i·a di file ciò che io chiamai per fianco ·in linea. Amhe le dizioni non sono propri':l, nè esatte, ma ·1a nra non la saprei Lrova1·e. Fila è una ·serie di uomini ·collocali 1'un ,dietro l'altro; in quest'ordine non si ponno fare sezioni, e quindi nemmeno colonne. Per fianco nemmeno andrebbe, poichè si fa fronte al nemico , non si è per fianco. Bisognerebbe studiare qualche nuova dizione, ma c'è anche chi è nemico delle nuove dizioni;1in -0gni modo non per questo ho preso la penna quest'altra volta. Volendo muovere a nuovi studi sulla ta~Licu. della fanteria trovai -opportllilO cominciare dal no~are la conferma di quelle c.he precedentemente esposi per giovarmene meglio nelle seguenti. Altra conferma sulla utilità. di ,quella formazione pel battaglione scaturi sce dalle tYorme generali per la divisione cli fanteria in conilìattimento, -0ve si prescrivo l'addoppiamen ro delle compagnie nel periodo di :preparazione. Lo addoppiamento delle compagn ie è pracisamente la forma. ammassala del battaglione per fianco in li?iea come si vede ·nello schizzo annesso all'articolo ( 1). Il nostro Ores te Barati eri ,già nel ,J873 (2) proponeva tale formazione pei sostegni della compagnia e ne faceva notare tutti i·vantaggi sia di maggiore manovrabili tà nei terreni val'i, di maggior faeilità per coprirsi cogli ostacoli, sia ancora di minor Yulnerabilità. sotto ai fuochi e di fucileria e di artigl ieria. Anche nel 'l'rattato cli tattica di Carlo Còrsi nella nota a piede della pagina 586 trovo che i Prussiani dopo l'ultima guerra ·nelle formazioni che vanno studiando trovano opportuno la colonna di file pei sostegni e pei grossi. « Viste da fronte in tal forma, una o -due compagnie hanno l'aspetto di cinque o sei gruppetti d'uomini, ivi si aggiunge ·». E non snpernuo ritengo il ·notare ancora che già nel regolamento per la fanteria che era in vigore ,nel ·1859 si prescriveva quella fo r-
SULLA TATTICA PEHl
LE N UOVE F A N T E R IE
Conferme alle vroposte precedenti nella tattica <!ella fanterirt e delle arm· • . . pilo (tella /altica ilinnanzi ai7movivroblemi - 1\'1 o· z·~'. .' nuo1c - r.0111dcdLIZioni; caratt-0rc della nuova istruzione p~r l·t ,!nv,.c -~onc i~L1011i tlella ba.Ua(!Ua: reno · · mobrh. · · - L'ai•mamento. - Lenmnizioni ' '" ella. del tc1·.. : rtparr _ -r a scherma .. zioni: :- /,ri ~orazzatm·a della {anler·ia, ragioni contrari o.oc sf::~~e~fc::~ nu~ni1 cloc,ta, 1ierd1te, munizioni, loro rapporto· tipi clivor ·i <I. e . . o . , carico, mio·, ~orrn·,i d· eIl a liatt.aglra · . ' " 1 orazza, questiono rnorn caso ch la cor·•zzatur·' non ,.0 · d ., ' e delle " · ··balta'" lie _ msso 11 11ove_ questioni. - Durala flelle guerre . 'a ottn .· ·ta'. · - 1.,_e 0
eccos:;rva larghezz:t attu,1le a loro rig11arclo· inconvcnior~li· .mod~ ~i_a;m;iisl~lua111~1it~: dtarri. - Ln compa911ia è troppo g1·ossd· ali 11.· .· . I11'. e r vr ar ,, clr nmeloro ,·anta" · _ 1 f · . . · '. • llprcg • - I p<maugi di linea: . . "~'- . uoc/i,, loro spcc,o, applrca1.1oue; n1to,·i carattori. -1 I· , . . nu111c10 e clistanza. _ 1,1: risci·ve. _ L,i dimo.,l?·aliva· . . . , . , ,e se 1_,c1 e. f ,1i cat•alleril, e l't1 r·t" li .· . . . . · su.i IIUpo1t,tnz,i crcsc,ul!l. . ig ci lfl. 1oro condrzron, relatil•amcnte li i t . fi·onll: tcndon1.a ad aumentare. - l } iniziali·va: limiti ed ~- ~- -~ °~'.a. - / - I.e manov,·e i11q11a1frate. - Fronti esaq•1·ot' no . . ~ngc1.wom J>ç11coloso. ' •· r , s,;:;wm ava.11-atc -A, . vosI,. - Il con e1·e al ca,mone. - llicapilolnionc. ~ . vam-
~n
I. Per cento dello perdile COMPAG N IA
I•ooo In colonna di plotoni·
In Ii nea cl i col.on ne di file
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j.. :,.,,, / 600 .,;;;;49.6
62.7 35. 0
,. Qu~sti dati _riporta l'egregio nostro Mogni nel suo artic:olo Sull unpl,ego tatttco eletta fcmteria ( vedi Rivista Militare ap1·1·1e " corrente) L r I · ·< , «nno N , og ieuc oli . dallo Streflle1w's Jlilitdrische Zeitschri/t. _ on po:,so a meno cli compiacermi che l'esperimento convalidi lo·
j,
(i} llivist(i :1/ilitar·,, Jlalim 1a, m(lggio ,!883. Rivista .Uililai·e ua,iana, !873. Tallic<i odiel'na clella fanlcl'ia, pag. 32ì, .325, 32G, 327, S20. (:!) Vedi
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St;LLA T.\TTICA
PER LE :'\liO\"E FAXTERIE
mazione di pm· fianco in linea o colonna cli filè che dii' si voglia sia pei sostegni che avanzano sulla. catena, sia per le stesse quadriglie quando non fanno fuoco. Pare dunque che ci fosse del buono anr,he in ciò che s'è abol ito e forse non sarà la sola disposizione che convenà richiamare in vita del rego lamento lamarmoria.no. . Del resto la. tesi della minor vulnel'abiliLàdi cp1ella formazione si può riassumere così : Lo spazio occu.rato da un batLaglionc in formazione di comballimento (300111 di fronte, 500 di profondità, profondità che cresce colla distanza. del nemico, si noti) è tale bersaglio cbe si può ben asserire che non verril. fallito da. nessuno dei colpi che gli sarrmno diretti nemmeno in guerra vera. Posto qneslo, si può riten ere ancora che dei mille tiri che hanno colpilo quell'area la proporzione fra. quelli che spetterebbero alle truppe e quelli che spellerebbero al terreno dipende dalla. quantità di area che le truppe occupano su qu esto bersagl io. Se i tiri scendessero verlicalmente Jo spazio occupato dalle truppe sarebbe a calcolarsi in base all'area orizzontale d'ogni uomo: l'unica deduzione che ci sarebbe a fare sarebbe che la posizione di co,·icato sarebbe meno conveniente di quella in p·ied:i. Se i tiri invece vengono oblirruamenle, in una data direzione facendo un dalo angolo coll'orizzonte come è il caso nostro, il bersaglio terreno è ridallo alla proiezione di esso sulla superficie perpendicolare a.i tiri e così pure c1uello delle Lruppe. Ora non c'è dubbio che su l bersaglio che segna il perimetro del battaglione tanLo più picco lo sarà lo spazio occupato dalle truppe quanto più queste e individualmenle e come massa cercheranno di presentare il minor fronte possib ile. Del resto sono cose istin(ive e chi unque va al fuoco cerca di scemnt·e il proprio bersaglio, .la fro11te che pre· senla ai tiri . Se si deve star in piedi si cerca di mettersi per traverso, se si deve star f<irm i si cerca di mettersi in ginocchio o meglio corica.lo, se si è iu parecch i finchè non si deve far fuoco si cerca di melLersi un dietro l'altro se altro riparo non c'è. Aggiungo qui che la vulnerabiiità d'una formaziona diminuisce anche quando a uguaglianza di bersaglio si presenta maggior numero, di individui. Esempio: la cavalleria è più vulneraùile della fanteria henchè ~bbia doppia velocità su bersaglio dopp io, il che dovrebbe
pareggiarlo; ma essa è tntln via più vulnernbi.l~ p~r~hè ~ uguaglianza. cli bersaglio totale presenta. minor numero d1 ind1v1du1. Saranno 60 caYalli su quel Lai bersaglio e saranno colpili lulli, fossero 180 uomini si può star sicuri che la meli.I. ne restera ini:olume, so lo sless.o bersaglio fosse occupnto tla. un individuo solo ogni fucilala lo colpirebbe. Di qui la importanza. delle formazioni a masse profonde e rnloci e la possibili la che es~e hanno ancora di raggi ungere lo scopo. E prima di a.tta~carc le nuove questioni credo opportuno ancora cli richiamarmi a quanto scrissi sulla scelta e sull'assegnamento delle al'mi a l'ipeti.:ione nell'opuscolo relativo chiaramente riassunto nel cortese cenno biografico apparso in questa Jliv isl~ lHilitare, fa3cicolo di febbraio correrùe anno. t una questione capitalo che non vuol rasserrnarsi a. dormire, siccl1è bisognarn ri solversi a guardarla. . in faccia allrimenli ci troveremo nel caso di doverle aclollal'e, s1eno o no compiuti gl i studi e gli espcirimenLi relaLiYi, senza essersene falla un'idea. qualunque sul loro canHLere e sul modo c1i adoperarle, trascinali semplicemen te dalla necessità di l'istabilire l'equilibrio colle altre potenze che le a,ranno ~ddottate. Raccomando su questo argomento la lettura di un opuscolo: Tl fiwco d1'. fanterici nel conibattimento del ten. colonn. Volozkoi, eclilo in )losca. nel "88'! e tradotto in tedesco nel 1883 dal capitano di stato maggiore Eugenio RaYensky - Darmst.a<lt e Lipsia.. - ~doardo Zernim, editore: Le questioni rel,ttive al fuoco di fuc ileria vi sono traUaLe con criteri taLLici, generali, larghi , quali generalmente non si trovano dove lo studio di questi argomenti prende il poligono come punto di partenza. Anche senza di ciò le impressioni dell'esercito che ebbe a sostenere l'u ltima grossa guena_. a provare poi primo lr, a!'mi a ripetizione, a subirne il fuo co non p0$SOno a meno che essere molto interessanti per chi vuol farsene unii idea pratica. per quanto è possibile. Quanto al punto più contrastato, l'impiego delle armi a ripetizione cla pal'le clella cavalleria. nella carica rimanderò chi avesse degli scrupoli a quanto si legge a pagine38'.2eseguenti della. Tattica di Carlo Còrsi già citata, che io non riporterò per brevità e perchè molto diffuso e alla mano cli tutti è quel t rallalo. Quella proposta non si riferisce alla. fontel'ia. direllamente, ma conferma. una ~
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. SULLA TATTICA
deduzione de:lla teoria che esposi sulle armi a ripeL1zt0ne, teoria che nella s.ua .sostanza riguarda anzitutto la fanteria. La tesi della utiHLà che tali armi recherebbero alla cavalleria non tendeva.in foncl9 che a mettere in evidenza il carattere speciale di quèlle armi: il combattimento vicino. E ora veniamo alla nuova tattica per la fanteria, oggetto speciale di .quest'altro capitolo, ossia moviamo all'esame delle ulteriori questioni sul·modo suo di combattere e sul metodo per ·istruirla, sui frammischiamenti, e su altre esigenze relative. Vediamo di fare :f1ualche altro passo;avanti. Innanzi tutto mi sia lecito di far osservare ·che la fretta di inoltrarmi nelle questioni non dipende.da soggettiva impazienza, non è "mania di·abolire il vecchio, di rivoluzionar l'attuale, è necessità di sttrdiar pre:;to cosa si deve ·fare ora ·dinnanzi ai nuovi -elementi che appariranno nelle prossime guerre, colle nuove masse più 11umerose, meglio- armate e poco .esercitate, colle armi nuove, per sceglierle appropriate, per servircene ;bene, per.·comportarci convenienlemente in faccia al ·nemico che ne sia munito . . Q,ieslo ardore·naturale in tutti che_ si interessino delta potenza ·militm·e·della nazione è.specialmente un dovei:e per·coloro1ai quali ·.essa ne commette lo studio, .lo sviluppo, e larg.heggia dei mezzi relaiivi. Allo scoppio della guerra è tardi studiare l'armamento .da addouarsi, sul campo di battaglia non s'è più in tempo di stttdiar · formazioni e manuvre e di insegnarle alle truppe, bisogna pensarci ora. E 'non ,basta ·nemmeno ·che vi pensino i ·comitati, ·che ne ·seri. vano coloro :che ·hanno .Lutti i dati in mano, ma nella,.i.ndeci~ione e ·nella urgenza auuaJe soprat utto è. necessario avvivare · l'in:t-eresse, av,;ivare la discussione, perch'è ognuno ,,i rechi il contl'ibuto della p1'.opria·espe11ienza, della propria scienza, dei dati che abbia a.disposizione.E ben fanno pertanto coloro che spogliandotla.soienza deL!inguaggio tecnico la divulgano, illuminando i.molti profani che, vogliasi o:no, verranno pure a .contribuire potentemente ,al suo sviluppo,aìle sueiapplicazioni..Perchè il lavoro è grande,è difficile, é ·com.plesso·ed :è urgente e Tichiede'pei:tanto il concorso di· moliti · dei pratici · deaJi ' ' ?) ·specialisti, come dei·profani, di tutti ·gli uomini,.di -buona•volontà. · JJ progrnsso attuale è troppo rapido per attenderefoclassiche1opere laboriosament,e meditate onde -va ·superba la ,preoedente .,lette~:atura
PER LE NUOVE FANTERIE
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mili tare;ora ci conviene pal'iamentare, in,tenclerci ,.discwterci,ii:Ua lesta, la verità si fa strada fra i niinuti articoli giornalieri,fra i discorsi che corrono, frn.Je notizieUevol:rnti, fra·gli opuscoli effimeri: JosLuclio, la ri,fless-ione, il criterio, la cernita delle ,opinioni ,vengono fatti ins,ìeme collettivamente; ·chi ·si distacca ·per far da sè, per far lavoro completo rimarrà addietro ~molto probabilmente. La tattica speèialmente sopra le .altre scienze ha il dovere di iaf. frettarsi,pei·chè i còmpiti le giungono irnprovv.isi, indeclinabili, decisivi per la sorte del paese. La taltica non ha fatto tutto quando ha ·riassunto e coordinato la ·e·spePienza ·del passato, deve .slanciarsi. avanti, prevedere i possibili ,prossimi problemi, afferrarli nell'indole loro, non lasciarsi lirare a rimorchiQ. E non basla neanclre cbe sappia a comprendere·e utilizzare,presto·glielemeoti nuoYi die i lem~i e le arti progredite con loro forniscono, bisogna che si metta m orado di Douidare le ricerche delle invenzioni, dei nuo:vi mezzi . Il 8 . profano non vede che l' ultimo organo efficiente il fucile, il cannone e non può immaginare che nria , scarpa può sovente valer più cl'tma pistola, un segnalatore più d'una bomba, un regolamento di ma·novra più d'una, mitragliera. Nelle esposizioni, nelle ri viste scienlifiche onciéÌopediéhe l'arte 1ni Iitare ,,non ;figi.u:a che pel materiale tecnico. Il mondo fi.nisce a. credere che stia tutlo là. E·c'è invece tutto ,un ramo grave ·di studio, quello della tattica che deve,veder come utilizzar tullo ·ciò, quale consista fare di questi nuovi trovati, come indirizzare le ulteriori ricerche. E per ciò fare la tattica deve alzarsi molto, .assurgere ,ai ·p6ncipii generai\ per gaa11dare ·di fa tutte le. moda:\.ità, .1e novità, le applicazioni che •al'l' occhio del profano,paiono scombussolaPe tutta la· scienza passat~. Nè è troppo a teme1•si•se .talvolta· la. pratica non conferma le previsioni. Marmont nel suo, libro d'oro S1dlo spirito clelle istit;uzioni -mi/;itari, sognò ·una fase nuova ·per l'arte della guerra nell'invenzione idei razzi. 0uesti 4n pra:Lfoa·non corrisposero-alla aspettazicine, fiRora almeno; il sogno· pe1•ò. non fece alcun· male; ·quandochessia ohe lo strum~nto , raggiunga le 'qualità .desiderate, queHa pagina scritta da un uorno· ohe ha ,molto vedt1lo ,e molto capito la g,uerra può tomar ,buom : ura,ini gio--va citarla per frenare ,il riso facile agli amatori .di più cauti, ·di più pPrrdenli ·studi . Gli è perlanlo che dissentendo dalla opinione di molti,. mi dolgo che scarsa ancor~vmolto
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SU LLA TATTICA
PER LE XUO\'E FA:XTERIE
e timida sia la nostra letteratura militare, che scarso sia l'interesse che la fa r icercare, che scarsi sieno i li bri, gli opuscoli , gli articoli da noi. Nè ci compensa I' iilusione dei pochi, 1na buon,i ; la qualità sta in rapporto diretto coll a quantità, ne escono dei migliori clo,·e ne escono di più. - E perchè? - Porchè ne escono di pilt dove è maggiore l'interessamento, dove pìù ingegni sono rivolli alla soluzione delle questioni . . In Lal senso sollanto mi credo doveroso nonchè permesso l'esporre quelle altre idee che lo studio dell 'argomento mi ha suggerito, idee che prosento non come ultime deduzioni defin itive, ma più volentieri come esca alla discussione utile, nece:::saria, urgente. · Premesso questo che non sarà tro,,ato spero, del tutto fnori di posto, o per meglio di re fuori cli tempo, mi stringo al tema.
II.
In lattica è molto faci le ingnnnnr&i, perch è è mol lo fac ile credere di sa.perla. Nessun stndioso al mondo, credo, ha la pretesa di snpe1· tutto ciò che si è dello e scrillo sulla sua materia; in tallica tutt i sono per,rnasi, e in ciò sono nel Yero, che basti avere un'idea ùrriusta del combattimento per polel'e giudicare abbastaozQ, bene di ciò che vi si riferisce: ma aqni es/a el bus1:llis I Tutt.i credono di essersene fatta un'idea giusla dietro le Lanle narrazioni, descrizioni, disegni e quadri e panorami e magari dietro l'impress ione propria personale. l\'Ia quelle desr. riziùni sono spesso incomplete, sono episod i o sono impressioni ripùrlate da un punto di vista ristrelio, e poi col te~po impressioni e narrazioni p1·oprie ed altrui si fondono nella fantas ia in un tipo fisso, in un idealo diverso dal vero come Io erano i leoni che dipingevano Raffae llo o Correggio, e pur questo ideale così com'è lo si adopera quasi fosse . la pietra del paragone con cui sarrgiare ogni nuoYa proposta. E un guaio inevitabile del resto, perch&· le battaglie vere non stanno lì a dispos izione del tattico come la scintilla olet.trica a disposizi one del chimico. Tutto dipende quindi dalla idea più' o meno giusta che si ha del combatlimen to. ~
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Un esempio ce lo fornisce qnella stessa tabella che ho posto in testa a quest'articolo. A ,J000 metri la seconda formazion e raccoglie solo un terzo dei colpi che raccoglie l'altra, a 800 la metà, poco meno a 600. Si capisce ch e i bersagli furono messi bene in vista e che i tiratori vennero concentrando sempre meglio i loro fuochi su di essi mano mano che si avvicinavano. Una più esatta idea dello stato morale e fi:;ico delle truppe al fooco, della difficoltà di dislinguere a quelle distanze il nemi co sul terreno vero, tanto più se non fo fu oco come si deve intendere una truppa clt e sta in quella formazione, mentre è mascherata su l fronte da unacatena chefa. fuoco, un concetto migl iore,più esatto, del combattimento,avrebbeguidalo meglio l'esperimento e dato più utili risultati. Pur cosi condi, è già buona cosa, meglio assai che non gli esperimenLi di Spanclan del luglio ,J872 contro la si essa formaz ione dove si suppose che in guerra i soldati dell'ala destra fareb bero fuoco contro il nemico che attacca l'ala sinistra e reciprocamente! Ripeto dnnque che tutto dipende dall a idea più o meno giusta d Ìe ci si fa del combatLimento; e bisogna concedere quindi che sia ancor meno facil e l'aver una idea giusta, il farsela sui combattimenti futuri, anche prossimi, per studiare le norme tattiche che Ii l'eggernnno. Qui pertanto è dove un po' di metodo, un po' cl"ordine può giovare.
lIT.
Le anni a fuoco vanno crescendo di leggerezza., di portata, di rapidità cli l'uoco, di tensione, di tmiettoria, e col loro mezzo sr lancia sul terreno occupato dal nemico una raffica ben nutrila, quasi orizzonrale di proiellili. Quesla raffica non è continua per altro, ne un iforme in tulli i posti, dove giunge spa,,za il terreno per tratti abbastanza ampi, profondi cli qualche chilometro e c'è luogo a ritenere che la profondità della zona colpita andrà crescendo. Le truppe sot~o queste raffiche esizial i si arrestano a più gran distanza dal nemico che non per lo passato, percbè. trovano più presto quel tal grado di pericolo che un tempo non si incon trava che faccia a
PER LB NUOVE ~'ANTERlE
SULLA 'fATTICA
faccia col nemico stesso. Questa distanza va crescendo col migliorar d.eHe armi. Ormai già -ci si arresta -a distanze tali ·in cui non ·che la -faccia dell'avversario, 'ta forma del complesso delle truppe, il l@ro numero, la loro qualità a ,occhio nudo non si distinguono. A quelle d·istanze ci si arresta e si incomincia a-ricambiare col nemico queste raffiche di proiettili, dirigendo il fuoco dove la vampa della ru·cileria ·e dei ·cannoni ·ci ri,.,ela l,a presenza del nemico, si cerca cli t.empe·Slare di proiettili le sue posizioni come egli tempesta le 11ostre: chi avrà meno abilità e coraggio e mezzi cederà il posto, chi ne avrà di più avanzèrà. La dista:nza grande, la difficoltà di scorgere il nemi·co, condizioni che a:ndranno crescendo, tendono -a, rendere qLresto tiro sempre meno preciso. L'abilità del tiratore va scemando d'importanza perchè non si tira più agli i-ndividui, ma alle masse ,quando si scorgono e in genere su be1'sagli estesi. L'abilità del tiratore nell'impiegare il ,proprio fucile viene ad essere sostituita da quell,a dell'ufficiale1nel dirigere il :fuoco del ·proprio plotone o clall'istruzione della truppa nello scegliersi i bersagli e proporzionarvi il tiro.·Cosi · considerato il' tiro si trova che se non è più tanto preciso nel colpir gli individui, è invece più ·che ·preciso nel c-olpire le masse. Una compagnia, un battaglione ancor più, in ·forma di combattimento oc.cupano una estensione in larghezza e prefondità tale che non può essere fallita nèmmeno da un colpo che eccezionalmente. Da ciò la conseguenza che la vulnerabilità delle formazioni è da calcolarsi in base al rapporto dello spazio che occupano le proiezi9ni delle truppe stesse nella proiezione dello spazio occupalo dalla formazione Sll uoa superficie perpendicolare ai tiri. Allro carallere notevole dipendente dal cre:;cere delle distanze è la direzione dei tiri che va facendosi sempre più perpendicolare ai fronli, per la cresciuta difficoltà dei fiancheggiamenli e per la scemala loro importania · come succede nella for~ificazione, che è la prova geometrica ctella tattica del campo aperto . Prevalenza dei · fuochi frontali, normali. Quando non si è sulle ali, fin che si è molto lontani, c'è poca probabilitii di ricevere colpi obliqui o di fianco, ci vengono tutti di fronte. Quando il caso, o ·condizioni speciali appositamente utilizz,1te ci portano a trovar il nemico a piccole distanze la. effica-cia delle armi, specialmen te il tiro celere rendono la decisione immediata, l'uno dei due deve risolversi, cedere. Queste
sono le condizioni attuali del fuoco, quelle-che andranno crescendo. Quale influenza hanno sul modo di combattere'? Che si può fare per· scemarne. l'efficacia sop,·a di noi ?. per aumentarla sopra al nemico ?La distanza grande sempre più. crescente dal nemico, ci. toglie · ogni preoccupar,ione sulla possibilità di venir improvvisamente al-· l'urto ·corpo. a corpo e ci dispensa.dal rimanere uniLi, serrali, ordinati. Quando non si ha da far fuoco, purchè si s.ia: al coperto dal fnoco nemico, o così collocati da soffrirne il meno pos3ibile, si è in · ordine. Quando s' ha da far fuoco purchè vi sia po;;izione comoda, dove si scorga bene il bersaglio, collocati così da poter far fuoco tutti liberamente senza incomodarsi a vicenda si è a posto, si è in ordine; sempre che, ben inteso, tan to in un caso come nell'altro si abbiano vedeLle intorno per avvisarci in tempo delle possibili apparizioni del nemico. in vicinanza. Quando si deve far fuoco e suconciliare IJossibilm:ente le dL1e condizioni, ma la · .birlo bisoana o forza geometrica dell'ordin.anza non ha p'iù valore alcuno (11)' Gli è · così.che le ordinanze d;i combattil)1ento si vanno mano mano all;w -gando , sciogliendo così che il soldato, i gruppi, possano liberamente usufruire del ·Lerre\10 giovandosi dei ripari, dei punti dominanti che · presenta, prendendo tutte· le positure le. più opportune pe1: tirare meg_lio e per essere meno esposti. TutLa la scherma d!fensiva ~ui consiste nello scernere il proprio bersaglio presentando 11 meno che. si .può del proprio. corpo alla direzione dei tiri nemici, clte è come-· si disse quasi _sempre dà.vanti, sia utilizzando g.li oslacoli per co- · prirsi, sia presentando il corpo per iscorcio, sia e:;ponendolo pel solo tempo indispensabile. Se.gli uffizi ali cadono in numero relativamente assai maggiore di quello dei soldati. non è già pe1:cbè sieno specialmente presi di mira. A quelle distanze non si scorgono più le differenze d'altronde lievi del vestiario, nè·i soldati hanno un cannocchiale sull'alzo; gli ufficiali cadono più presto perchè sono più !)Sposti, perch6 non posson9 a meno cl: alzarsi,. cli muover&i, per 'vegliare, per dirigere, per animare le·lrnppe. Oltre gli ostacoli per coprirsi che iI teneno offre, se ne. possono costruire smuo- · vendo la, tena, ci sono ostacoli mobili,corna i carri, i sacchi pieni, ' Gii• le parole bancle, gn1.p1ii, stormi, f1·olle sono entrato a designare rorma1.ioni. regolamentari. (1)
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SIS LLA TATTICA
lo tav?le, le fascine che si possono utilizzare, trasportare. Anche il pl'opno compagno è un riparo finchè i proieLtili nemici non hanno p~lenza di trapassare parecchi uomini in fila. II ripararsi alla sola visLa ~el_nemico ,_ qu_ando questo balle la zona che occupiamo, il celarsi dietro a s1ep1, per esemp io, non serve percltè alle distanze notevoli i proiellili nemici non si diri"'ono sui sinrroli tiratori,· 111a o n sullo spazio, nella zona cbe occupano.
IV. Si dice anche che il muoversi sollo al fuo co o-iovi a scemar le perdile: ma distinguo . - L'allontanarsi· dal nemico, a parte l'effetto morale ~favorevol~, scemando le perdite da ambo le parti prolungherebbe il combattnnento, aumenterebbe le perdite finali senza provocare la dec!sione. Ciò che decide sono le gravi perdite in poco tempo. Quando siamo alla metà degli nomini per minuto, al minuto successiYo uno dei due o si salva, o si arrende . o è annientato; (Jltando si perde il decimo in un' orn anche una truppa mediocre può r_eslare al fuoco fin qn~si. all'ultimo uomo; sicchè due truppe che s, com_b~LLo_no a ~rand1 .d'.stanzc consumeranno molto tempo, mo lte mun1z1on1, molti uom1n1 e concluderanno poco o niente. Retr~cedere non conviene finchè la guerra non sia fìnita; .si donebt;e poi tornare tante di quelle volte al fuoco che la prob~1bilitit di uscirne salvo .a campagna finita sa1·il assai minore. Il muover.s i di fianco od obb! iquamcnte sol'.o il fuoco non o-iova se n?n ~ p_er CCl'Care una posiz ione meglio coperta, perchè nel ~ uo"~'.'S1c1 s~ deve ~!zare, aumentare il bersaglio e così $i è s~mpre p1u esposti; e po, movendoci non ·possiamo far fuoco o lo facc iamo . male assai, il che dà agio al nemico di migliorare il suo fuoco. Anche i ~ol_dati suoi meno coraggiosi alzano allora la. testa dal loro nascond_iglto, guardano, mirano e tirano meglio. Inol tre il cariibiare posiz1?ne. lateralmente non rende più difficile il puntamento del nemico, perchè gli errori cli tiro stanno nelle disLanze non nello di!'ezioni.,_e quando si tira su masse il posto che si occup~ sul bersar,·]io 0 preso d1 ·lilira è indifferente.
PER LE :-iUO\'E F.\XTERIE
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L'avanzare precipi LR la decisione, come vedemmo, ma non sempre in nostro favore se non si può avanzare coperti, se più avanLi non si trova miglior riparo, perchè noi dobbiamo cessare il fuoco ed esporci, due cose che come vedemmo au1uentano l'efficacia del fuoco nemico, senza contare che già per se stessa la maggior vicinanza la aumenta nolevolmente per la maggioi·e estensione e chiarezza del bersaglio. Ci può essere compenso se la nostr'arma è di quelle che spiegano la loro speciale potenza alle distanze piccole, come sono le armi a ripetizion e; ma in avvenire quando tutti le avranno saranno un nuovo ostacolo nell'avanzare. Pure avanzare bisognerà sempre perd1è è l'alTermaziono della pt'opria en~rgia , della propria superiorita, perchè decide; ma perchè la decisione riesca in ·nostro fa,,ore l'avanzala va molto studiata; c'è la prepara'zione, c'è la scelta del momento, del luogo, del moclo; va studiata nelle sue condizioni intrinseche, nelle sue crescenti diffìcoltà . In conclusione i movimenti utili delle truppe si riducono essenzinlmente acl ci-van.zare. L'avanzare è alto essenzialmente morale, anzi unicamente morale, perchè material mente impl ica sempre perdite immediate e gravi da parte cli chi lo tenta. È un alto del coraggio, della intelligenza. anche, se presente a. se stessa malgrado il. peri colo grave sa domi nar la siluazione, l'impressione del momento e contare sul vantaggio del poi . L'elemento morale e intellettivo è nelle truppe rappresentato dagli ufficiali e dai solluffici ali che sono lì non 'per altro scopo. Ora appunto ·una delle condizioni difficili del comballimenl(l auuale è ·1a scarsità degli ufficiali, il rimanerne prnsto. priri quasi interamente come sopra si è notalo . Si potrebbe rimediare aurnenlanclone il numero e lo si dovrebbe, ma si deve aspettarsi a che anche un aumento del doppio non basti. La direzione tattica quindi, l'eccitamento morale lì in mezzo, nello catene, fra le catene e i sostegni sotto le raffiche dei proiettili verrà mancando, è fall~ ineluttab ile. · In tali condizioni cli cose mancando la direzione, il comando gerarch ico, questi cadono naturalmente, per forza delle cose nelJa repubblica delle masse. Non dico anarchia; perchè- in quei momenti i più animosi, i più destri si segnala.no, trovano vie, posti, gridan o, eccitano, comandano e le masse Ii seguono ben contente senza ha-
SUU,A. TATTICA.
dare se quegli che lì dimostra, a un tt:atto tanta superiori Là sia magari. un soldatuccio assai poco considerato fi'no allora. Egli si è ri. velatç> a se.stesso e ag{i altri e-qQBSla riv:elazi.one gli dà il n.ecessavio· orgogli@, la.forza morale e le masse lo seguono. Questo è.un fatto pure inelutLafoile .che convient prevedere e· utili~zare a nostro pro. Bisogna contare·~su,l ·morale·, sulla intelligen·za, sulla istrÙ0i.one, che possiedono le truppe: stesse per natura e per eclucazione:. Io•non so se,nelle nostre manovre a fuoco fac:endo,.a un trattoritirai·e tulli gli. ufficiali e i sottufficiali di una compagnia le.truppe ;,aprebber,o CQYarsi d'.impaccio. Eppure bisog1rn venire a questo punto nella. istruzi.0ne della scuoht dQ cacciatori, che i soldati sappiano cavarsela.·bene ,da se stessi senza segnali, .senza direzione del. fuoco, senza disciphna al fuoco, ,s.enza seegenti, senza ufficiali. Attualmente invece alle grandi manovre, ai campi, per guidare queste catene ci sono sulla: prima linea, in piedi, continuamente, in moto, 110n solo i sergenti :e gl i ufficiali, della ·compagnia, ma i comandanti di. battaglione, di reggimento e magari i general_i. Ciò è bene pet: insegnare al soldato come èondursi, ma conve11rebbe anche talvolla vedere il frutto· ricavalo. C'ò di rnolto a fare,. Sorgeran:no sempre i soldati valenti a dirigere·, a trascinare? Certo che come nei grandi momenti storici sorgono i grandj uomini, cosi nelle crisi. tattiche supreme sorgono, si rivelan0 i soldati valorosi, capaci; ma.co1ne nei p.eriodi.storici tante volle questi uomini fata li, nart sorgono, per il che.:i popoli camminano a,.te1Tt<H1Ji,, fra una serie! di etTori proseguemlo il loro svolgimento, cosimaggiormente,· si darà il caso che nell.e crisi talli che nessuno sappia più cosa ci sia da fare, che: il soldato gmmlandosi interno scoi-ga -fra. tanti visi - il sivo aspetto 'istesso - -Allo11a c'è poco di buono da spernre1 le masse perdono la testa. irr massa,. ne segu.e il panico,, e o fuggono o si sprofondano nei ·fossi : Bisogna pre·vernire e p11e:vedere. È di. altissimo rilievo il rice11care, cbe ci sia-. da fare pe11ci.ò,. il provvedervi, perchè questa fase lattica, che abbiamo qui analizzata sorm:nariamente, è in fondo il1' fondo ,· ni.ente -.aLtro che la crisi, suprema,. è la decisione del comba;ttimenito,. deHa. battagf.ia, della. guerra; è i~fol crn sottile della gran bilancin- della sorte delle anni. li generale nor~ può più farci . milla, ha..mandaLo, tutto quel più di· forza.che· pote.va sul punto decisivo, l'artiglieria. fa quant0 può p.er
65 aiutare la fanteria, la cavaileria è pronta anche a sacrificarsi per darle qualche ·momento' di respiro, la linea è avanzata già molto, le perdite son gravi; graduali non ce ne son quasi più, la crisi dura, il combattimento segue a pen_dere incerto e in quelle oscillazioni che fanno palpitare d'ansia anche i cuori di ferro, tutti i nodi ven gono a l pettine; l'arma migliore, le munizioni, la miglior cernita deg.li uomini ; la miglior istruzione ed educazione delle truppe, le previclenze amministrative e logistiche, la fibra delle razze, l'entusiasmo, la disciplina, tutte quelle forze insomma, che agiscono su!l'individuo e sulla massa e contribuiscono a farla più vigorosa, si bilanciano con quelle del nemico, lotlano pel sopravvento, per la vita, per l'onore, per la causa, decidono. La crisi è tutta lì, e solo una forza viene a mancare, che una volta invece si conservava tuttavia, ed è la' direzione lattica delle prime linee; essa non è più nella. mano del comando gerarchico; qu i ormai non si semina più, si raccoglie, si attende; l'e$ilo non lo si élomina più perchè i.vincoli gerarchici sono rotti, gli organi del comando scarseggiano, sono caduti in gran parte. Non ci restà. dunque che rinunciare all'idea della direzione dei plotoni e magari anche delle compagnie e data ogni cura perçhè la massa sia la più valida possibile contare sulla sua ab!lità di combattere, di dirigersi, sulle buoni ispirazioni e seminare mollò di tutto questo, il più che se ne può in tempo utile. Questa notevole condiz·ione di cose che si viene accentuando, ci riconduce pér ciò che riguarda la tattica della prima linea agli eserciti primitivi, alle mas~e irregolari, ma guerriere, quali .ancora ai giorni nostri apparvero nelle guenigl ias; nei garibaldini, nelle colonne improvvisate della guena d'America, nelle turbe armate del Mahdi, e ci rivela in pari tempo il segreto dei loro successi in faccia alle truppe regolari. Il valore tattico di queste truppe irregolari consiste unicamente nella bravura personale sostenuta dagli elementi fisici ·e mora.I i e fino a un certo punto anchè della bontà delle armi. Qui, vincoli gerarchici, direzione tattica. delle unità minori non ce ne sono e se questo so.tto un certo punto di vista sarebbe un inconveniente, viene compensalo dal vantaggio che la perdita dei capi secondari non influisce, il disordine non influisce . Nelle truppe regolari invece la sconnessione del sistema, il disordine è precursore prossimo della. rolla . Nelle colossali proporzioni della guerra l'El\ LE NUOVE FANTERIE
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ANl'iO XXIX, VOL, IV.
SULLA TATTICA , 66 attuale così, mentre crescono i mezzi, e insiem·e ad .essi l'importanza, fa complicazione della direzione strategi,ca, della gran .tattica per Io :s-chieramento delle grandi masse, la direzione tattica rnvece dei minori riparti viene a mancare entrando nella zona battuta dal fuoco nemico e le masse vi si trovano abbandonate al loro valore militare intrinseco. Questo valor militare intrinseco èJa risultante delle qualità morali, dell'addestramento, della istruzione, dell'armamento. La zona del pericolo di fronte al nemico ha già. più di 3000 metri di profondità e andrà. crescendo. Con un po' di slancio, coll'aiuto degli ufficiali, aiutando gli accidenti del terreno si riesce a portare questa truppa a mille, a ottocento passi dal nemico, a meno anche, una volta là. e che il nemico se. n'avvede e le raffiche dei proietti1i spesseggiano la direzione non ci può più nulla, il soldato bisogna che si sbrogli da sè e ci riuscirà. più o menò lrnne e prestù a seconda delle sue qualità intrinseche. In fatto di armamento l'arma migliore all·ora non è la più precisa, quella a lunga portata, ma,quella a molti colpi. Questi pregi sostengono il monde perchè più palpabili, più adatti al combattimento -vicino, con essi si riesce meglio a lanciare innanzi le truppe Sltl nemico. Una vo!ta si dis~e che la baionetta è saggia e la palla è pazza - stik moloclez, pulia dtira, diceva Suvaroff, - perchè una ì;o[La lanciat_a I~ palla non si è sicuri dove andrà; omai le compagnie, i battaghom sono diventati proiettili essi stessi; lanciarne molti, a posto, a tempo è la cura del generale, una volta lanciati, la loro efficacia. è aleatoria, dipe!}de da molte circostanze e in massima dalla bontà intrinseca delle truppe, esse non sono più nella mano del capo e presto sfuggono anche da quelle dei capi secondari. - Non si trattien Io strale. Quando dall'arco uscì.
V. Da tutto questo deriva una scemata imiportanza delle particolarità reaoJamen lari delle evoluzioni : es:llite.zza d,i .allineamenti, distanze e i~1!ervalli di sezioni, geometria di conversioni, fuochi a comando, miwra nellaandatur.1; ne vanno acquistando invece l'ecfocazione mo-
PER LE NUOVE l' ANTERIE
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raie, l'addestramento fisico, l'isLmzione tattica degli individui, dei gruppi,a ben vaiìersi del terreno e delle armi. Già siamo a questo che la regolarità ste~sa delle evoluzioni di piazza d'arme vien propugnata soltanto come mezzo educativo disciplinare, più nessuno altribuisce loro un vero valore tattico. Per le strade si marcia di fianco, nella preparazione ci si serra sulla tesla mediante l'addoppiamento, ci si spiega per colonne di fianco che facilmente si insinuano attraverso a tutti gli ostacoli, per lianco ci si mette in linea, si mut-a direzione, ci si . sdoppia in riparti minori e si avanza fin dove si può cominciare . utilmente il fuoco, là., il terreno impone le formazioni e il fuoco nemico presto distrugge, sgomina, rende impossibi~e ogni geometrica formazione ed evoluzione. - E. perciò ora comincia anche umt reazione contro !'ufoima ratio ora citata in sostegno delle evoluzioni eome mezzo disciplinare, già si predica e dall'alto edncal'e e non addestrare coll'entusiasmo che il nuovo ispira, anche la utilità educativa <lelle parate comincia a esser bffttuta in breccia. L'esempio dei Prussiani ancora la sos tiene, , ma si comincia. a ricordare che anche in altri tempi le parate di Postdam erano pow· la _qale,-ie, .come poiw la gale,1·ie si facevano altre manovre tattiche nello stesso Piemonte (,t ) poco prima del ,1859. Gli ammira.tori corrivi alla imitazione si attaccano facilmen te alla superficie delle cose e lo spirito toro sfucro-e· sovent'e·si son contentati perfino di copiar l'abito: cosi ·O ù ' gli usser,i, i capelli a tre corni, i codini, i granatieri, gli ulani, i zuavi e gli elmi prussiani si moltiplicarono, si esportarono, si imitarono, con gioia speciale di chi in quei periodi tiene lo scettro della moda militare o non ha interesse alcmio di distrarre l'attenzione deali ammiratori della scorza delle cose. Certo ch e i Pmssiani manovra.no st,upendamente alle parnte, ma amerei meglio che · si sapesse anche e si ammirasse ancor più i loro cavalli più numerosi, migliori , meglio addestrati e assai meglio montati, l'istruzione individuale ginnastica e LaLtica superiore assai alla ordinaria. Il tempo meglio utilizzato, le istruzioni meglio ripartite lasciano loro un margine abbastanza largo per curare anche le parate, e ciò · è anche bene, perchè la maestà delle parale impressiona, come impressiona l'abitO' ricco e la statill'a; ma non bisogna dar loro eccesc)
. (iJ Vedi LAMAH)JOI\A.
·1 discorsi.
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SUtLA T.\TTIC,\
siva imp?r~nza. Se un giorno colla marcia allineala e col pas30 di scuola ci s1 face~se ba~tere da truppe sp igliate., tuLlo quell ' apparato maest-:so d:verreDbo a un tratto ridicolo . Dunque il merito di quella coreografia_si so~Lio?e a paU.o di vincere, di battere gli altri; e àl fuo co, dove s1 dec'. de 11 ballere o l'essere battuto, tutto quello addestramento automati co non serve . Il vero utile, ciò che innami lult'O si deve curare, parmi sia, edu~are! educare ect addestml'e; ma non già l'addestramento automatico, coreografico. L'addestramento sia quello che usava il La~ armora coi su?i bersaglieri: superare ostacoli, corsa, salto, impieg? delle ~rm1, e saper tr-,~r partito di tutti i mezzi pe1· celarsi al nemico negli appiattamenti , per meglio vederlo, batterlo, sor~renderl o, sopraffarlo. Questa è la grande arte, è il fondo della tatt1c~ ~er le ~ru?pe, tutte le altre esercitazioni sono più o meno meticolos1ta, soU1gltezze e p~danterie. Che le squadrill'lie sieno di 4 0 d; 0 0 • d. 19. Id . o 1 '.~ so ~t1.' c_he i_ plo~oni abbiano un intervallo fra loro più O meno ampi o, che c1 s1 sp1egh1 per conversione o per fian co, sulla testa 0 ~ulla coda, sono _cose_ di J)en poco momento e che non possono avere rnfluenza ~ulla v1ttor,a . Il regolamento del 1852 potrebbe servire tali quale ~-I giorno d'oggi solo che si avessero aboli te le contromarcie e avvertito ~he l'or_dine normale di combattimento è quello in cacciatori aumentando ~istanze fn, le diverse linee. Il resto dei mutamenti, ~a~to ~oles t'. cl altronde, che con tanto studio vi si introdussero m 1spec1e nei comand i e nelle evoluzioni non valgono la pen·a che costarono. Così almeno la penso.
!e
Vl.
Toccherò ora del!' acldestrnmento e dell'ednaa,z·ione adunque conie conveng~no alla guer1~a att~le toccando ben inteso solo quei metodi che vogliono staccarsi alquanto dagli attuali. ~ire~ al_l'~ddestramen to c'è mol lo da fare . L'ammaestramento· taLLic_o mdmduale è pochino e anche poco il tempo disponi bile per condt1rlo a buon p unto.-Corsa, salto, superare ostacoli, tiro al ber-
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saglio, utilizzar gli accidenti del terreno per coprirsi, per impostarsi bene, crearne, utilizzare gli ostacoli fissi e mobi li per avanzar coperti, prender formazioni meno vulnerabili a seconda dell e o1Tese .a -cui siamo r.sposli, è una partila di istruzione che ha bisogno di maggiore sviltippo, di nuovi testi, di nuovi $tUdi ; e va portal[La tal punto che le truppe sappiano fare da sè senza superiori, senza direzione. Quella ginnastica element.a1·e alla Obennann, - spinta delle ,qambe, spinta delle braccia, col fucile o senza, bisogna che ceda il posto e il tempo al salto e alla corsa , bi,,;ogna esercitare molto la truppa ti trar partito degli accidenti del terreno, pi ante, siepi, cinte, ecc... A tal e scopo bisogna st~hilir cam pi nelle lan de, nello boschine, dove al più ci sieno case o castelli rovi nati o abbandonali, dove quindi il soldato possa andar dappertuLto e guastare senza spese, nè i!1dennizzi. Le vicinanze delle cillù, ovo non si può uscir dalle strade, sono i peggiori terreni pe1· esercitar le truppe ('I). 'Sta bene che i terreni colti vati e cintati e irrigati costituiscono la ,quasi toLaliLil dei terreni sui quali combatteremo e che perciò bisogna esercitarsi su di essi , ma bisognerebbe che ci i'osse concessa tutta la liberL~ d'azione che avremmo in guerra Ye1·a, poLer pestare seminali e messi, abbatter siepi e vigne, occupal' ca::-e e metLede sottosopra. Ala questo costerebbe troppo e uon si può concederlo .alle truppe ccl ecco che perciò in quei terreni le truppe invece di imparal'e disimparano, e non solo le t.ruppe, ma perfino gli ufficiali. Così in mollissimo esercitaz ion i ho veduto imbarazzatissimi i comàndanti quando sul fronte avevano fabl,ricali che non convenivn -occupare,ma che non conveni va nemmeno lasciar occupare al nemico: al ripit:go di incendiarle non ci pensavano nemmeno tanto si finisce a persuadersi della inviolabil ità delle proprielit pri vate: non mi maravill'lio ben inteso che non li incendiassero , noto che nemmeno o ' ' dicevano - sareùùero dn incenrliare - Sn quest.:t via non è da maravigliarsi che si po;;sa giu ngel'e a non contrastare uno sbarco ller sola torna di esporre a o/Tese una citlil costiera che si Lrovi nelle vicinanze . Quando la necess9 ria li bertà d'azi one ci veni sse concessa porremo fare temi tattici allraYerso ai portici di Po o in piazza Cl} Consider a:iQni sul cowl1allimento c!i l<1c<ililli (Lracluzionc dal ll'closco), pag. I.
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SULf:,A TATTIC'A
PER LE NUOVE FANTERIE
del Duomo a Milano e saranno ])el!'i, uti,li' e pratfoi. Nelfe condizioni attuai i, me lo pennetta l"egregio autore della Difesa dello Stato (1), i dintorni delle città, i terreni colti•vati sono ciò che c'è di peg~io_ per l'~1:1maesCramento tattico; a meno che si pensi a cost.rmrv1 a1~pos1t1 parchi colti vati e fabbricat i per ess.ere calpeslati emanomess i dalle trqppe - il che non sarel1be una idea del tutto da respingere. · · Tornerebbe di non poco util ità non soto, ma va diventando necessario per la ist.ruzione tattica delle tr uppe l'insecrnar toro, nelle esercitazioni tattiche a sfrondare al'beri, abbatter siepi, ardere messe sul fronte per veder meglio if terreno, a scavar trincee non solo, m~ anc!1e a disporre infrascate, costrurre b·arricate, a trar partito dai vari oggetti che più sol itamente si t.rovano sotto mano covoni sacchi, carri, mobili, fascine, materassi, botti, si insegnass~ sovent~ pmticamente a sistemare a difesa, cinte, siepi, muri, fabbricati . Tutta questa parLita va crescendo di importanza nella guerra attuale,. nè bastano le norme già in uso perché ne è sensibilmente mutato i:! carattere. Attualmente le modificazioni al terreno non devono avei· in vista tanto la difesa vici•na quanto la difesa contro i· fuochi che v~n?ono da lontano a tempestare le posizioni occupate. I fuochi nem1c1 venendoci da: distanze sempre maggiori,ove quindi la vista rn perdendo di acutezza e gli errori dovuti al tiratore crescendo di misura, tendono non più a colpire gli individui, ma la zona di terreno O'V ~ ques_ ti si tr_o:a?~· Di più per e[etto della distanza appunto e clei fronti estesi 1 tm del nemiw ci vengono in direzione perpendi'_coTare a.I fronte salvo i casf tli trovarci alle ali. Questi dati sol'i bastano à modificare essenzialmente il modo di sistemare' l'a diifesa delle località. Con questo non si è fatto tutto, bisogna pensare al come acrevolare l'a.Uar,co che' va diventando· micidiale, perchè bisocrna ;scire d'ai r ipari, alzarsi se si è a terra, aumentare il proprio hersaO'lio e, tenerlo più lungamente esposto . Il diradare oli ordini non ba~ta: a . . b ' ' questo c1 pensa 11 regolamento d'eserQizfo e ci provvede anche iL 1
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. !i) PEnr1ucc!lETTJ. La difesa cieuo Stato, pag. !34. - non ho potuto trattenermi dal fai vt questo rima.reo, appunto perché quel libro pei tanti suoi pre"'i può fmire a far 0
testo anohc nelle sue [)art.i secondarie, meno accurate.
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nemico, col suo fu@co . Probabilmente il diradamento, d~Jle nostre file giova più al nemico che a noi; perci?· anche non ~1s?gna e~tus~asmarvisi. Non basta avanzare, ma ])!Sogna avanzare- m molL1i se DO non si fa niente. L'arte di portare innanzi le masse ~~al~rado il fuoco crescente non è nè facile, n~ istintiva.S'insegna g1~ at sol: dati che avanzando conviene defilarsi, coprirsi tra.end~ part1t0,_ daigh ostacoli, dalle piant.e,. percorrere velocemente, i tra:LL1 scoperti: m~ non basta. Anche. i proprii compagni,. ripeto , s.ono scudo fi.n~l~e sono in piecli e finchè.i proietLili non ponno trapassare dt~~ uom1m m fila.Ma ci sono,altri schermagli mobili che si possono ut1l_1zzai:e, costrnire. A Mi lano all'attacco di, Port~ Tos~ che fu poi ch:ama~a Vittoria, gli insorti si portarono sotto a1 pezzi avanz~ndo per I ampio e diritto e lungo corso coperti mediante grosse _faserne che facevano rotolare. QLlesto si dovrà fare ogni volta che ~'. può;. P?Ss~no analocramente servire i carri caricandoli di terra, d1 sacchi p1em, ponno. se~vire i materassi e le suppellettili. Dietro ripari mobili di quest~ genere:, che un soldato istruito s.apdi trovare più sov~nte che non si crede molti soldati in fila possono avanzare coperti. Questa protezio~e delle teste delle, colonne di file costituirebbe il complem~nto delle teorie g:à esposte nella inemoria precedente. - Il battaglione pe,r f,,a-nco vn linea. . . . A un battacrlione cosi formato bastano 16 schermagli, sieno carr~ o fascine, per°avanzar_e coperto senza perdite, sensibi li. _Ora ~on_mt pare tanto difficile che 800 uomini che avanzano per d1vers1 chilo· metri su un fronte di 300 metri debbano fa ticar tanto a-trovarne, a metterne insieme una mezza dozzina nelle nostre campagne specialmente. Questo ancora non si insegn~ ecl è ind(spe~sab_il~ per avanzare al coperto sotto i fuochi procellosi delle_ ar°:-1 ~ r1pe~iz10ne, ed è il caso di pensarci, di yedere se qualcosa· s1puo s1ste'.mtre. La offensiva è certamente indispensabilo e degna dell'appoggio morale · che le si prodiga, ma se con questo ci si unisse unpo' cli protezione materiale non guasterebbe. . . . Questi insegnamenti ed altri analoghi potrebber? 1mpartir~1 alle ·truppe anche nelle istru~ioni interne sotto forma _di letture, di narrazioni di episodi interessanti , redatti i1on ,~o_lla ~r1_dez.za regolamen:tare, ma in forma arti5~ica; disegni e i:lhtstraz1om ~roverebb~ro pur~, p.urchè nougQidate dallaso\.a fanlasiacome le solite nostre mveros1-
PEU LE NUOVE FANTERIE
• SULLA TATTICA
inili, ma illuminate dal pensiero tattico. Una voilà le arti CO\lCOtTevano potentemente a formare il guerriero, ora la éura è passata alle scienze: mi pare che l'uno non dovrebbe impedir l'altro, che anzi se gli scienziati si accostassero agli artisti, l'arte moderna ritroverebbe la via gloriosa · e il nuovo anche Jibei·andosi dalle sporcizie del realismo . Ma torniamo al caso nostro. Letture simili tornerebbero assai più interessanti e pratiche che non quelle sul!' orientamento e sul prezzo degli oggetti. Faccio questo confronto non perchè disconosca quanto ci possa essere di utile pure in queste altre, ma perch è nella scarsità di tempo in cui devono svolgersi le istrnzioni attualmente non si dovrebbe mai parlare di istruzioni nuove senza indicare quali allre si dovrebbero abolire. L'istruzi one delle truppe per ciò elle riguarda i! comln,t.timento non sarà per altro compita se si lirnilerà al tiro.' alla .sainnastica (corsa, salto, arrampicarsi),agli accorgimenti per coprirsi da fermo . ed avanzando ; bisogna andar più in là nel loro ainmaestramento tattico. 'l'utta c{uella parte della tn.ttica elementare ed applicata che. giuuga ~no all'azione della co,ùpagnia nel comllattimento bisogna che sia insegnat,1 pure al soldato, riducendola, ben inteso, a poch i e chiari precetti, alle azioni le più comuni e caratteristiche, alle forme più utili. Allora solamente potremo sperare di vedere le masse della prima linea svolgere la loro azione razionalmente anche dove venga, a mancare la direzione dei graduati o quando questa debba limitar;;i a scarsi accenni, come sa!'à il caso nelle prossime guerre, non solo per le pel'dile rapide nei graduati, ma altresì pel frastuono e disordine in mezzo ai quali si va svolgendo l'azione della prima linea. Bisogna che il soldato cap isca l'azione a cui deve partecipal'e, la indovini dietro il poc.o che ne vedti anche senza ttver urlito nè segna li , nè comandi ; bisogna che le squadriglie, i gruppi, i plotoni snppiano spontaneamente coordinare ,~ loro azioni scambievoli. CoHa uescenle colturn del soldato non è troppo preten.dere; l'attenzione, l'interesse del so ldato si vo lge sempre ::pontaneamente a comprendere l'azione a cui partecipa, si tratta di chiarirgli le idee perchè non prenda abbaglio, perché non so rgano pregiudizi. Di pregiudizi tattici ce ne ponno essere in tulle le sfere della gerarchia e ve ne sono molti nella trnppa, più che non si creda. Po1tando a tal punto la istruzione delle trnppe pel comballimento
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da cacciàtori saremo giunti davvero a dare a questa modali tà, che ora vuol esser la normale, tutta la sua efficacia, a renderla veramente superiore alla linea. Senza di ciò, lasciata la. decisione dellà lotta alla sola efficacia delle reciproche formazioni, badiamo che molto probabilmente il battaglione in ordine mi~to si troverà inferiore a quello formato in linea trovandosi i I sol da lo più abbandonato a sè senza impulso , senza guida. Il migliore soldato non potrà in tal caso far altro che scomponendo quella hen a1·chiLettata forma buttarsi al nemico in un disordine foriero di mala riuscita.
YJI.
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Circa n.ll'armamento. ciel soldato, in armonia a quanto si è detto sul carattere del combattimento f,uturo , le qualità. a cercar,;i nel fucile · sarebbero: la porlata, la tensione della traiettoria, la celeri lit di tiro, l'abbondanza di munizioni . Là. precisione del tiro è qualità che passa in seconda linea, perchè alle gmndi distanze e sotlo al fuoco gli~errori di puntamento sono tali da annullare i pregi della precisione, agli indi vidui del re3to non si mira più, si lira alle zone occupale dalle trnppe nemiche, l'aumentata dimensione del bersaglio compensa l~t scemala precisione dell'arme; anche nel caso. di tiro contro individui, come quando le opposte catene si avvici · nano la rapiditlt di Liro compensa bene la precisione. La. portata e la precisione ci servono a battere il nemico a distanze,dalle quali egli non ci può colpire e.se potessero gi Lrngere a tanto da produrgli perdite .decisive ci darebhero un decisivo vantaggio e basterebbero . Ma qu.esto non sarà mai possibile, perchè i vantaggi dell'arma in quanto a precisione sono scemati dalla influenza della clistanz:i _sul tiratore stesso (difficoltà di scorgere il bersaglio, di .valutare la distanza, di puntar bene). - Perciò le perdite che si possono infliggere al nemico alle grandi distanze sono ordinariamente limitate e mai decisive. Uu nemico che abbia un'arma di minor portata e precisione, ma
:iULLA TATTICA
PER LE N UO\'E FANTEnrn
prù efficace alle distanze prccole (ripetizione, Lensi~ne) verrà da tali fuochi lontani, piuttosto che respinto, incoraggiato ad avanzare. a portarsi a quelfa misura in c·ui la proprra a:rma si m0stra superiore. - Non c'è dubbio che dal punto in cui la certezza di colpire è assicurata o quasi assicurata, che la precisione, la portata non influiscono più il vantaggio è per la ripetizione. La rapidità: di tiro compensa bene la precisione, succede corno per le cartu'.)ce a mit1·aglia, wme pei proietti multipli, solo che in questi la molteplici fa ' è nelfo spazio e nelle -armi a tiro rapido la molteplicità è nel tempo. Il colpo a proiettile multiplo mi dà grande probabilità di colpire l'avversario alla prima scarica anche senza grande accuratezza di puntamento; il tiro celere non dà risultato così istantaneo, ma permette di economizzare munizione cessando di tirare sul bersaglio appena ouenuto il risultato voluto, permette l'impiego di proieuili più pesanti e quindi più potenti che non l'arma a proiettili multipli. In un intervallo di tempo· anche di pochi minuti il numero dei proietti lanciati datl'arme· a tiro celerequelio· che taneerebbe l'arme a tiro multiplo supepuò uo-uaalrare "' n randolo in potenza. . Inoltre è da notare qui che l'ottenere un ugual numero di effetti in un dato tempo o in un tempo doppio·o triplo non .è fa stessa: cosa; l'effetto morale delle perdite è inversamente proporzionale al tempo i'n cui si subiscono. Supposto che certe truppe non possono resistere a perdite di un terzo deOa forza in quindici mi,nuti, si avrit che gli armati con fucile a ripetizione per perdere un terzo della forza impiegheranno un tempo- triplo di quelto che loro occJrrerà per produrla al-nemico, e anche aflora essi non s:1ranno moralmente scossi che di un terzo di quello èhe sarebbero glv a_llri dopo ugual numero di perd'ite. In massimà. du1ique l'arme portatile a tiro celere è la più for-· midabile che sì possa dare alla fanteria; la leggerezza e la rapidità possono compensare la precisione e Ia multiplicità. Si può farsene un'idea anche numerica confrontando.la coll'artiglieria. Si può calcolare, pe·r esempio, il numero di proiettHr det tiro a mitra.,.lia che· in un dato numero. di minuti colpirebbe il bersaglio, 1' rappresentalo dal numero d'uomini necessario per lanciare sul pezzo 'e suoi serventi un ugual numero di proietti, mediante una
dn.ta arma a ripetizione, in ugual numero di minuti. Si vedrebbe per quella tal distanza, con quella tal arma, quanti tiratori equivalgono a un pezzo che tiri a mitraglia. Analogo calcolo si può fare per le distanze 11?,aggiori pei tiri a granata e a shrapnel. iVIa anche senza calcolo e senza i perit:oli d'errore, che l'oblio di un qualche elemento importanLe incalcolabile o difficilmente calcolabile pot,rebbe introdurre, si può arguire quale sarebbe la relativa prol>abitità: dei casi studiati; si può farsi un'idea della utilità grande dell'arme a ripetizione computancTo anche semplicemente il complesso di minuti proieLLi che a ugual distanza colpiscono uguali bersagl,i. Uno srudio di questi> genere che dovrebbe corroborarsi in una serie di esperienze darebbe una idea ·delfa retativa potenza della artiglieria e dell'a fanteria entro il raggio d'azione di questa. Si vedrebbe che di fronte alle armi a ripeti'zione, i proietti multipli dell'artiglieria al'le mi·nori di stanze, i tiri a mi traglia compresi ,non sono piir ormai' a çonsiderarsi che cor'ne ripieghi per la propria difesa · quando la scorta sia.insufficiente e che la fanteria nemica riesca ad accostarsi; fisserebbe il limite minimo defla zona d'azione della arti·gl'i:eria, della sna utilità; salvo ben inteso i casi in cui sia richiesta per demolire ostacol'i come muri, barricate e simili, al che la fucileria è insufficiente. Ciò che andra allontanando i"I limite del tiro utile della artigtieria, aumentando eioè la zona di prevalenza dell'a fucileria sarà hl ripetizione, la radenza della trai:ettoria, l'istruzione de-i tiratori; quanto alla: precisiorre non ci inlltiirà molto, perchè una batteria è pure· uno di quei bersagli che difficilmente si fall'iscono. Pur tuttavia l'impiego tattico dell'arma a ripetizione come fuoco rapido non spiegherà la·sua efficacia massima, imponente, decisiva, caratteristica che alle piccole distanze, tenderà quindi essenzialmente ad aumentare la distanza: minima sopportabile tra le linee nemiche opposte. Il fuoco alle piccole distanze prenderà il carattere decisivo che aveva prima l'attacco alla baionetta e lo sostitu~rà..
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VIII.
. Il crescente allontanamento dei fronti opposti è pure uno clei caratteri crescenti delle guerre moderne. Il fa!to solo di avere più vicino il compagno che il nemico, pur nel più decisivo degli istanti, tende a scemare pregio alla destrezza individuale in confronto a quella collettiva; il sentimento .del collettivismo aumenterà, crescerit il bisogno di prepararlo, di educarlo , · di istruirlo; quanto a dirigerlo vedemmo che c'è poco a contarci sopra. L'adozione delle armi a ripetizionri suscita inevitabi lmente la preoccupazione del riforn imento delle munizioni . La diminuzione dei calibri, l'adozione delle carrette a cartuccie e servizi relativi vi sup pi iranno sufficientemente. Giova per altro notare che per una truppa che combatte in aperta campagna esiste un limite massimo di munizioni che può consumare in ciascun combattimento. Bisogna tener presente che insieme alle munizioni si r~onsuma a.nche h1 truppa. Se il fuoco si svolge a una distanza in cu i anche soltanto l'I per¼ dei tiri $Ìa efficace, il tiratore dovrà lui pure essere colpi to prima di giungere a consuma.re la sua. centesima cartuccia. Un riparto non potrebbe consumare più di 100 cartuccie per uomo senza subire gravi perdite salvo i casi in cui o 1° abbia prodigato biasin1evolmente all'aria i suoi colpi tirando a distanze LalÌ dal nemiw che quest.i non possa utilizzare nemmeno I',f per °lo dei suoi tiri e dove quindi anche non ci potrebbe essere la. probabilità di ut.ilizzarn J',I per °/o dei propri; 2° abb ia avuto· incontro un nemico pl'ivo di munizioni o ben pessimo tiratore ma Lullavia saldo al fuoco; 3° sia stato coperto da ripari in posizione difen siva. · Nel primo caso è cnndannevole. Bisogna stabilire per massima che nessun soldato, nessun riparlo può ritirarsi dal combattimento per la sola. ragione del m:u1co .di munizioni. Nel secondo non avrà più bisogno di urnnizioni, a meno che il nemico sia. così straordi nai·iamente eroico e muneroso da resistere tuttavia rinnovandosi
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sempre malgrado perdité considerevolissime. Nel terzo il rifornimento di cartuccie non suol presentare difficoltà. Questa deve essere la ragione fondamentale del ra·uo che una ottantina di cartuccie bastarono sempre alle più grandi batLaglie e solo eccezionalmente qualche riparto può essersi trovato senza mu· nizioni. Queste condizioni dureranno finche durerà tanto di valor militare che le truppe si combattano fra loro a distanze tali da poter avere a.Imeno in medir.: J',1 per °/o di colpi utili. Se crescerit la virtù militare morale del sagrificio potremo aver la decisi"one anche con minore consumo di munizioni. La questione del consumo delle munizioni esce così dal campo tecnico e sorge a quello morale, alle leggi generali elementari che reggono la lotta. Con questo non volli per altro certamente Mgare l'influenza che sul consumo delle munizioni possono avere cause. Avrà meno bisogno di munizioni non solo la tn,ppa più- coraggiosa, ma anche quella che ha l'arme migliore e sa meglio impiegarla, che sa eco- . - nomizzare i suoi tiri; può sap~rne consumare di più senza spreco quella truppa che pur avanzando sa coprirsi bene col terreno in modo da diminui,:e le proprie perdite, ma tutto eiò non è il caso più frequente, e_del resi.o ammetto che in massima è ben fatto provvedere a un pr9nto ed abbondante rifornimento di munizioni, solo avverto che probabilmente assai l'esperienza dimostrerà che non ne occorre tanto quanto a prima vista si potrebbe te· mere, perchè il consumo delle munizioni per soldato non dipende solo dalla velocità del ti ro, ma ci sono dei limi ti anche d'ordine morale..
IX. Del!' arte di evitare i colpi nemici utilizzando i ripari del terreno . fissi e mobili si è già. discorso, si è già accennato anche a quella di crearne (trinceramenti di campagna) . Per poco che ci si inoltri in questo ordine di idee un'altrà questione si affaccia ecl è quella se convenga o no e fino a qual punto e come corazzare lct fanteria.
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~ULLA TATTICA.
La questione della corauaiura della fanteria è una di quelle che sorgono e ricadono di tanto in tanto; ora è messa a dormi1'e . come una èresfa, come l'irnpiego del fuoco da cavallo. Si dice: e tatprimo elemento di vittoria è la mobilità: la velocità Jocristica i:, . . tica; la velocitit moltiplica le forze, diminuisce le perdite; condi. zione di velocitit è la leggerezza, ogni studio deve essere rivolto ad :alleggerire soldati e colonne, il resto è contrario allo spirito della ' guerra ; se si deve aumentare di un chilogramma il carico del sÒldato meglio dargli un chilogramma di munizioni che un chilo.. gramma di corazza; spirito della .guerra è 1a offensiva non la. difensiva. Tuttavia si ammettono i trinceramenti di e ali stru. . battaaJia o menti da zappatori e le vanghette Linnemann per eseguirli. Siam. mette dunq.ue implicitamente che esiste un limi te anche per questo allegger.imento e che ci possono essere dei compelilsi. Mi pare che la questione meriti uno studio più accurato. La leggerezza è ·elemento di velocità, ma fino a un certo limite. Inoltre giunti lt un certo punto, toHo il superfluo , l'utile, v.enendo al necessari0, all' urgente può darsi che non ci sia compenso. Se si tratta di cavalli da corsa_, sta che un mezzo chilogrnmma può bastare a far perdere il premio, ma in tattica il ritardo .di qualche minuto non sarà quello che farà perdere la. battaglia, tanto più se in compenso la lruppa potrit spiegare una efficacia maggiore di . azione. li voler vedere grandi e.ITelli prodotti da piccole cause conduce .a esagerarsi l'imporlanz~t di tulto, a perdere l'idea della misura, del relativo. Il so ldato d'una volta era molto carico, molto pesante, moito lento. La nuova guerra, la nuova tat.tica, l'allaraameiito del reclu. O tamento, il rammollimento dei costumi sp insern ad alleaaerirne il , ~O carie~. Oramai il soldato ha in1osso appena l'indispensabile, ciò di cui non può far senrn nemmeno per una giornata ; eppure si sente sovente consigliare di far lasciar gli zaini dovendosi eseguire un assalto, -un'-aggirata, un'operaiione speciale che richieda vigore, velocità. Eppure se il soldato lascia -lo zaino deve tirarne fu.ori le cartnccie, qualche altra cosa, bisogna lasciar una. guardia, perdere del tempo, ciò choresta non è più un gran pes0, è ben dif(ìcile che il soldato pos·sa tornar a riprendeclo, tanto se si.va avanti, come nel caso in, cui si debba ritirarsi; piLt difficile che gli si possano rima.ue)
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dare in quella scarsità di veicoli ed ingombro di stra~e c~1e. st~ccede al combattimento; e così-la truppa rimarrà senza v1ve1·1d1 r1ser~a giusto quando per la fatica della giornata, per la difficol là delle d1stri buzioni essa ne avrà piLLbisogno; costretta a andare alla ma1·a:iide su un terreno già disertato. E l'aumenlo di velocità. cagionat~ dall'abbandono dello zaino è ben insignificante. Raccomando d1 persuadersene' col fatto facendo il confronto del temp~ in cui una stessa truppa eseguisce una salita, un assalto collo zamo o senz~: beninteso che parlo di trnppa esercitata.a portarl9, come succede m ouerra ove tutte le marcie ed i servizi armati si fanno collo ·zaino completo. . . .. Quan{o all'alleggerimento mi par dunque che oramai s1 sm raggiÙnto il limite massimo e che ogni ~lterior_e dimi~u~ione di peso non potendo essere che insignificante bisogna 111nanz1 eh adottarlo pararronarlo bene col danno che può recare rabolizione cl'un oggetto ~ualsiasi. Forse al più può ·limitarsi allo alleggerirn~ gli_ o?g~lti stessi adoperando materiale di co~trnzione, acciaio, cuoio, di miglior qualità, sostituendo i sandali alte scarpe; meglio ancora ~~rse ~arebbe diminuir l'incomodo, non tanto con una così detta pm razionale distribuzione del peso, ma lasciando roltggior li berlà al soldato nel dist/ibuido, perchè non lutli gli uomini portano allo stesso modo, chi porta bene sulle spalle, eh i a tracolla .e cl~ i in cint~ra. Senza turbare l'uniformi~à apparente si potrebbe lasciar facolla al soldato di caricare più o meno .lo zaino, o la tasca a pane e la gìberna e le tasche degli abiti . In complesso però credo si abbia troppa preoccupazione circa al carico. Questa preoccupazione è motivo principale che fa metLer da p_arte come nemmeno discutibile la questione della corazzalurn, questione d'allra parte che si affaccia ogo i volta che si pensa alla potenza dèlle armi a fuoco attuali, al fitto grandinar dei proieUili, alla difficoltà crescente di accostare il nemico, ~tlla necessità di agevolare l'offensiva; è aua questione che sembra pur tuttavia 1neno paraclos_sale quando si riflette ai rjpieghi equivalenli che si accolgono con 011nor riluttanza quali la scherma del terreno, i trinceramenti di c~n~pagna, gli utensili da zappalori, le vanghette Linnemann, LuLt1 npieghi che si risolvono it1 carico, in lentezza nell'assalLo. Anche la avriata diminuzione dei calibri lcncle pure a rendere più attuabile ~
SULL,\ TA TTJCA 80 la soluzione; diminuendo insieme per natural cOllseguenza la pene trazione del proiettile; non solo i calibri delle armi portati li tendono a scemare, ma c'è anche tendenza a. preferire granate che scoppiando si riducano in un maggior numero di frant umi, quindi più minuti; analogamente dicasi degli shrapnels. Tutto ciò rend-e sempre più focil.e il trovare uno s.cherina.glio sufficiente e non · gravoso. Credo pertanto necessario di esaminare i · 1imiti almeno della questione. Converrà anzitutto cercare quale sia il peso minimo d'una co. razza utile, quale la diminuzione di velocità tattica che imporle· rebbe questo carico, quanto l'aumento di pericolo derivante dalla scemata velocità, cioè dal maggior tempo necessario a percorrere lo spazio pericoloso, confrontare què sto maggior pericolo coll:t maggior sicurezza ottenuta colla corazza. Se, per esempio, il peso minimo della corazza fosse di 5 chilogrammi e per questo sopraccaricò il soldato dO\'esse impiegare if.2 minuti invece di 11O a percorrere il chilometro che lo separa dal nemico, si dovrà ritenere che la sua vulnerabilitli è cresciuta d'un quinto, cioè che se in ~ O minuti aveva probabilità di subire 5 colpi, in Hl dovrà subirne 6. Ma se la corazza di 5 chilogrammi riduce a metà la parte del corpo vulnerabile i 6 colpi saranno ridotti a 3 e si avrà ancora qu indi il risparmio di 2, cioè del 40 per °fo. Qui si può ancora vedere se il vantaggio sarebbe superato dando invece al soldato 5 chilogrammi di munizione, cioè iJ6 cartucce in più. È certo che se durante l'avanzata il soldato può aumentare il suo fuoco, ne sarà scemato in una certa misura anche quello del nemico, non solo per il scemato numero di nemici, ma perchè quesli sotto un più fitto grandinar di proiettili oseranno meno di esporsi e punteran·no peggio. Ritenuto pertanto l'aumento· di ,16 cartucce come corrispondente all'incirca all'aumento d'un quinto della do lazione del soldato si potrebbe ritenere che il suo fuoco potrà aumentare d'un quinto di intensità, che cioè po_ssa far 1O colpi invece di 8. Tutto questo ritenendo beninteso che la velocità del fuoco si proporzioni o almeno dipenda in gran parte dalla dotazione delle munizioni, o almeno che per l'aumentata dotazione proporzionatamente si migliorino le condizioni dell'attacco con una più efficace preparazione; che se questo non si ammettesse, non
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avrebbe più senso il sostenere che un aumento di munizioni possa giovar meglio di uno schermagl io . Or dunque per le ragioni tecniche e morali suaccennate ritenendo che all'aumento d'un qL1into di efficacia del fuoco da un lato debba co1'rispondere una .deèrescenza d'un quinto di quello del nemic.o, avremmo che per l'a\unento dei 5 chilogrammi di cartucce il soldato si troverebbe esposto a ricevere 4 colpi invece di iS: or bene se la .corazza di 5 chilogrammi gliene risparmiasse 3 sui 5, la corazza sarebbe da preferirsi all' ugual peso di cartucce. Qui bisogna tener conto però che il tirare durante l'avanzata ral~ lenta il movimento. Col fucile ordinario a retrocarica se in ,tO minuti senza tirare si fa un chilometro, tiranclo invece 4Ocolpi l'avanzata durerà almeno 20 minuti, cioè il doppio di tempo, ritardo incomparabilmente superiore a quello che imporrebbe il sopraccarico della corazza. Se il fuci le è a ripetizione, con ìnagazzino numeroso, il ritardo potrà essere assai scemato, ma pur ci sarà, e non sarà da· eliminarsi,. perchè il tempo è p,reso tutto dal solo puntamento, senza del quale non c'è efficacia di tiro, di modo che il vantaggio dell'a11mento di peso in munizione confrontato con quello in corazza viene ancora ;i.d essere scemato. Il detto che un chilogramma d'i cartucce valga 'meglio che un cbi logramma di corazza, preso in modo assoluto, passa fra i retoricumi . · Le cifre,nra esposte sono ipotetiche, le deduzioni quindi pure lo · sono, ma col loro mezzo ha voluto esporne il sistema di criteri da . seguirsi per .decidere tra l'aumento di peso in corazza e l'~mnento in munizione entro .i limiti discreti; chè se si volesse spingere all'estremo si potrebbe cadere nell'assurclo. Se illimitato potesse essere il numero delle cartucce che pu.ò portare un soldato, non illimitati s·arebbero tuttavia nè il numero che ne può consumare in un combattimentò in terreno aperto , offensivo, nè la velocità massima di tiro per minuto, dipendendo esse da alLre ragioni oltrechè dal numero delle cartucce disponibili. Quando pertanto si volesse sperimentare qualcosa in proposito sarà bene non limitar l'esperimento al-rapporto tra il carico e la velocità, tra il numero di munizioni corrispondente al carico e il rit~rdo della marcia per consumarle, ma sperimentare ancora direltam.ente gl i e[etti dei fuochi da fermo e camminando su bersagli fermi .e mobili, non contentanclosi delle 6-·
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deduzioni del calcolo e non perdendo di vista che i fenomeni stt1diati dovranno poi considerarsi come svolti nel combaLLimento vero, dove l'elemento morale che tanto ripugna al calcolo, intl_uisce, predomina. Così pure per quanto si è detto è da ritenersi che come l'anne a ripetizione tende ad aumentare la distanza tra i due fronti opposti combattenti, la corazzatura tenderebbe a ravvicinarl i, allontanandosi o ravvicinandosi con tali mezzi il limite massimo della distanza del pericolo sopportabile. Il consumo delle munizioni pure non ne sarebbe alterato , perchè se mantenendo la distanza maggiore ce ne vorrebbero di più per prochirre il pericolo decisivo, 1;avvicinanclosi, per la protez ione della corazza l'equilibl'io si ristabilisce: I vantaggi stanno per chi li adotta pel primo, quello guadagna tempo, risparmia uomini é munizioni. Riassumendo le seguenti rifles~ioni parmi si possa dunque ri. tenere: 1°-che esiste un limite d'ordine morale al consumo delle munizioni in campo aperto, basato sul corrispondente consumo degli uomini stessi che le acloperano, consumo d'uomini che non può essere molto minore a quello che si infl igge al nemico specie nella offensiva; per conseguenza non l} il caso di allarmarsi troppo dello spreco clelle nnmizioni; 2° che all'aumènLo delle muni,zioni oltre certi limiti non corrisponde in proporzione un aumento cli offensiva o di preparazione alla offensiva, il che è una conseguenza del precedente ed elimina l'asserto che un aumento cli munizione -possa agevolare l'attacco ; 3° che solo la ripetizione può aiutar l'offensiva perchè evita le cause principali di 1~itardo neila avanzata., l'azione del caricare; 4° che, entro limiti ristretti beninteso, l'aumento di peso al soldato non imporla una sensibile dimirrnzione di velocità tattica, ed un notevole aumento di pericolo, così che se l'aumento di pe$o sarà dovuto ad uno schermaglia, per poco che questo ripari, il conipenso può essere soddisfacente. · 1
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Posto ciò la quesLione della corazzaLura della fanteria si riduce a cercare un genere di corazza che per la forma e la sostanza riesca a dare al soldato la maggior protezione possibile conciliativamente col minor carico e col minor impaccio. A tre si possono ridurre i sistemi di corazzatura per le truppe: 1° corazza adallata al corpo, vera corazza ed elmo; 2° schermaglia staccato, ossia scudo; 3° scherrnaglio collèttivo, testuggine o mantelletto. li primo genere guaren tisce dai colpi in LuUe le direzioni, è più adattato a.Ila mischia a corpo a ci;H'po, al combattimento all'arma bianca. Non è pertanto il caso nostr;o, a meno che si limitasse alla protezione della sola parte davanti, la si riducesse a uno scudo assicurato al petto., ma and1e così non senirebbe nelle pos izioni da 1 coricato. · · Lo scudo è più moL ile, si adatta a tutte le positure. ~::i.nto da fermo che in moto. Se si rigltarda il disegno di un soldato che avanza col petlo inclinato, si vede per lo scorciarsi del la persona quan to poco di scudo baster~bbe a coprire le parti più importanti. Uno scudo circolare di O,50 di diametro basta a coprire in tal caso tutto il busto ti buona. parte anche del resto. Quando la direzione dei colpi è più costante come succede da.vanti alle anni da getto, contro tiri lontani specialmente, lo scuclo val meglio della corazza perchè si può opporlo più facilmente alla direzione dei tiri, può adattarsi a tutte le posizioni e formare per la truppa coricata una vern trincea mobile. Per tali ragioni lo scudo pu6, pesando meno d'una corazza., essere ugualmente resistente, copri re ugualmente; ma lo scudo resiste meglio anche a cagione della cedevolezza maggiore del suo sostegno, il braccio invece del busto; questa cedevolezza tende ad allimorzare il colpo, a scemarne la potenza perforatrice. La corazza stessa resiste meglio se è sul corpo d'un uomo che non se inchio-
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dal.a su un ceppo . È bene sovvenirsene quandochessia che si pensassi;\ a sperimentare. Anche la inclinazione della faccia percossa, specie se la super fici e è resistente, dura, levigata innuisce a scemare la penetrazione, e di questo va tenuto pure molto conto. A far deviare una palla ci vuol meno assai di ciò ch e si pensa; badiamo alle ferite e vediamo quante volte le palle scivolarono, deviarono clinunzi alle stesse parti molle, all e membrane. Lo scudo può anche costruirsi senza. grave aumento di peso combinandolo collo zaino, sosl.iLuendolo, utilizzandovi la cartucciera, la vanghetta o la piccozza formando un insieme di dimensioni sufficienti, cli peso discreto, un tutto abbastanza maneggevole. Qui non intendo andar fi no a.precisare la forma, mi basta stabilire al pro:. bl ema termini possibil i, lasciando alla industria il risolverlo, è uno cli quei casi in cui, come prima accennai, la taLLica dirige l'industria, la richiede del suo concorso . La corazzatura. col sistema degli scudi permette anche d'improvvisare, opportunamente riunendoli uno spalleggiamento, un mantelleLlo, una testuggine, dietro i quali riparare meglio quella massa d'uomin i che in circoslanze speciali dovessero soggiacere a tiri molto fiLLi o per un tempo considerevo le. Circa a propri e veri mantelleLti, ossiano ripari mobili, come quelli che usava la poliorcetica precedente al passaggio dei fossi, non credo che sin il caso di provvedervi in modo permanente, non perchè in terreno piano, unito non possono trovare utile applicazione, specie sulle teste delle colonne di file, ma bensi pel troppo ingombro che arrecherebbero alle colonne cli marcia, e perchè questi tali terreni in cui polrebbero servire non sono frequenti. Non sarebbe pet·ò da stupirsi che in date circostanze si avessero a vedere con oppor tuno aggiustamento adoperali a tale impiego le u rrelle da. munizione, gli animali da soma. Qui conviene liherarsi dalle prevenzioni, clalle,esclusioni sistematiche, dalle sentenze belle e faue 'che conducono a pregindiz i dottrinari. Conviene ricordarsi che non c'è nulla di assoluto, cbe llttto è relativo, tener presente sempre i termini cli relazione che in alLri casi determinarono le adozioni o le esclusioni cli certi ordigni, di certi sistemi; alltiimenti c'è da trovarsi sorpresi da un nemico, che appunto perchè meno doLlrinario, guidato dal solo bnon senso trova r ipieghi dove meno
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si penserebbe. Ricordiamo il già citato auacco di Porla Tosa nelle cinque giorn~te di Milano. Stringendo i nodi, bisogna pur convenire che tuLLa la tattica e ~olle armi e coi modi di adoperarle e di usar le truppe armate deve tendere ad agevolare l'avanzata. Si dice che la tattica è l'arte di arrecare alle truppe nemiche i maggiori dann i possibili esponendosi alle minori perdile. Questa defi nizione è Lo!ta dalla scherma, ma non è esattamente applicabile alla taLLica. Scopo della scherma è mettere materialmen te l'avversario fuori di combattimento, scopo della lattica è farlo desistere, e a tale risultato si arriva arrecando al nemico più perdite ch'egli non si senta di sopportare. Egl i è perciò appunto che si vince quasi sempre sopportando perdite swpe1·io1·i a qnelle del nemico (il che vuol dire quando si ba più coraggio di lui) . Le statistiche delle battaglie Io provano: la differenza delle perdile non è così grande come dovrebbe essere se la vittoria fosse da esse decisa . Bisogna in questo esame tener presente che le maggiori perdite del vinto vennero subi le dopo voltate le spalle, nella ritirai.a, nella fuga, quando il concorso dei fuggiti vi agli sbocchi ingombrati presenta alla fucileria non che al cannone quei bersagli da macello che mai la o[ ensiva la più temerarìa offrirebbe. Gli è in quel periodo softa ntò, in cui si tira con poco pericolo o nessuno, che lo munizioni al vincitore potrebbero mancare, dove non fosse che il periodo dell' inseguimento col fuoco anche per la artiglieria non dura mollo, che tLtllo arride al vincitore, e anche con poche munizioni si riesce a mollo su un nemico spossato, scorato . Così, benchè ideale dell'arte tattica sarebbe pure l'economia delle forze, il vincere con poche , perclite, benchè non sia di sdetto mai l'avvisso che 1
. . . . La· vittoria sanguinosa Spesso far suole il capitan men degno.
pur nondimeno la lattica la più perfezionata, la meglio munita è Lull'altro che disposta a contraddire, a sconfo l'lare quei prodi che con armi inferiori , con poca istruzione, ma con grande coraggio, fermamente risoluti al sagrifìcio ripongono in queste virtù morali la loro speranza, la loro fiduci a. Chi si sente di saper sopportare mag-
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· giori perdi Le di quelle che i1 nemico sopporterebbe ha grande probabilità di vincere. Il coraggio rimane ancora in onore, nè mai i progressi della lattica varranno a deprezzarlo. La guerra è lotta, è gara di sagrifìci, prima pel paese per dare armi cd armati, po i fra: gli eserciti nel dar la vita. Eppertanto sacro, onorevole e giusto è l'onore ai coduti, e anche ai vinti, e anche ai condottieri vinti: chè ardire non c'è doye non c'è pericolo, e non c'è pericolo doYe non si corra la probabil ità, e grande, di cadere, ai perdere. Con tultociò non cessa mai di entrare nelle cure della tattica l'economia degli uomini. Su queste grandi YirLù, non si pnò sempre contare, bisogna aiutarle, non bisogna abusarne, il generale non deve in cuor suo troppo cli leggieri supporre che il nem ico ne abbia a mancare. Se si potessero aYere soldati coraggiosi così come lo sono certi animaletti che senza. armi difensi l'e continuano in frolle audac emente l'assalto, punto sgomentali dall'immane avversario, nè dallo spettacolo dei molti caduLi, soldati coraggiosi come l' ape che aLtacca pur sapendo che pungendo muore, si potrebbe conquistare il mondo. ~fa l'eroismo delle masse umane a tal punlo raramente aniva. E anche quando ci arrivasse bisognerebbe chè fossero ben numerose onde non troppo preslo si esaur-issero. Gli infini lamenle piccoli sono anche inCìnitamenle coraggiosi, ma sono anche inOnitamenLe numer~si; Lali non sono gli eserciLi, i maggio1·i, onde per la taLlica la questione dello spreco degli uomini non è meno grave cli quella dello spreco delle ffillllizioni; bisogna. trovai· modo di economizzarli , di rispanniorli. Bisogna avanzare sul nemi co, ma bisogna studiar il modo di ~rrivarci e in numero sufficiente per imporgl i. L'avanzare diradali per fu1·beria nostra o pet' efficacia cli fuoco nemico non bosla; pochi eroi sup 1m,tiLi, se pur giungono sulla linea nemica non possono fa r mollo, bisogna portarvi le masse. Le masse possono avanzare giol'anclosi degl i ostacoli per coprirsi, troscorrendo improvvise e rapide per spazi scoperti, prendendo formazion i poco vulneraJ)ili; ma ostacoli coprenti non ce ne sono sempre 7 le formaz ion i non.bastano doYe il fu oco numero si faccia filto fiuo, come dinanzi alle arm i a ripetizione, la velocità non può crescersr sensibilmente. Il rispondere al fuo co avanr.ando può giovare, ma sempre che si sia riparali così da. avere un fuoco non di Lroppo infe-
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riore in efficacia a quello nemico. Perciò gio:rer.it moltiss!mo se noi fossimo muni li d'arme a. ripetizi~ne. M~ in ogni modo_ bisog~~ ~!~ sere in numero. Or per portare rnnanz1 questo nume1o, ?e1 fai 0 ~1 . quesL'alti·o centina.io di metri che deve bastar.e a decidere b1fai e . . l'arme, la rrrli un aiuto: dala l'educazione, 1··tslrnzione, sOgna, (la o · ·1 · foi~mazione migliore possibile non ci rester~, qua~d_o I ne~11co non sia per questo al di sollo, che dare a ~1u~stt_ uom.rn1 un. nparo elle ne scemi le perdile, un ri·paro che d11ninn1sctt 1efficacia del fuoco nemico. Se questo riparo risparmiasse anche solo un quarto del corpo, non sarLt per que'>LO trascurabile,. anà scemato d'un q.~art? l'efncacia clel fuoco nernir.o scemando eh un cruarto I~ perdite, 11 clrn equinle a scemare di un q1.arto la forza del nem.1co . Quando le armi a, fuoco si eno pari non si potrebbe sperare dt otten~r altre.ltanlo col far fuo co avanz,rndo; di cagionargli cioò tanto cli perdile che il suo fuoco scemi cli un quarto d'erficacia. A ques~o punto gli scrupoli per un aggravio di qualche eh il ogramma d1,·ent~n~ eccessivi, !a· qoestione della corazzatura sotlo una '.orl)la quals1~51 diventa possibile, ragionernle, s'impone. Se ad en_tare. I~ perdite si ricorrer[i esclusivamen1 e agl i appi gli del lerreno,.st finu'it nel pa.~ radosso della offensioa sli'CLll'[Jica e difensiva tatt1 cci ch e fece cosi mala proYa nel ·1870. . .. . , . ·r er quanto $i faccia dunque nell'nttacco non es~en do . Illi.11:1tata la quantità di forza tlisponi~ile,_ n.è il .numer~ clt p:·?1etL1.~1 che la forza data potrà lanciare, 11 !Im1Le d1 efficacia mas~1ma 11roane fissn lo dal l'ronle d'azione, la profondiLti ten~e a. n.~ara~·o alle percli te del fronte, ma è li miLa.ta dalle forze d1spon1b~l.1. \ olcnclo aumentare l'intensi tà. della offensiva. non rimane piu altro ~he scemar l' efficacia del difenso re co1t quei mezzi che non scem mo la potenza offensiva, o che se cli qualcosa la aLLenuano, larg~m?nt.e l::t compensino . Contro la corazzatnra. non sta che la obb1e7:10ne del carico, della velocità conseguentemente scemala'. ma qLundo queste si riducano a. poca cosa, e vedemmo come s1 possano calcolare, il pro ÌJ Lto pt1ò essere granclissimo. Ma dato pure anc~ie che ci fosse perdila di velucit11, bisogna. tener presente che la,~elocità non è elemento assoluto ed esclustVo dell assa~i_o . Una. pio~a. cli questo ce \a clà la cavfll lf>na; la sua velocità prn eh? cloppia cli quella. della fanLeria non basta a compensarne la doppia vulne-
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rabilità. A ciò soltanto ~ssa deve se sempre minol'i sono le occasioni in cui possa prestar servizio suì campo di battaglia per q'uanto eroicamente si decida pure a sagriucarsi. Notiamo bene che anche certi fo.ui che si sogliono citare come prova della sua perdurante utilità sul campo di battaglia non sono superiori a quelli che avrebbe potuto operare una massa di fanteria equivalente, e per parlar più chiaro di egual costo, e anche una di molto inferiore. La temerità delle cariche di . cavalleria è del resto talmente sentita, tanto se"ntita che la sua doppia velocità non compensa il doppio bersaglio che presenta, che parve a diversi una eresia quando in altro lavoro in base a questo stesso criterio asseverai che in fondo la carica di cavalleria non è più pericolosa dell'attacco alla baionetta. Prendo atto di questo scrupolo e ne deduco che se il maggior bersaglio non può essere compensato cla una maggiore ve• locità, la diminuzione di esso sarebbe da ammettersi anche a costo di qualche scapito di velocità. Altra riprova ce la offre la poliorcetica che si adalta a procedimenti più lenti per l'allacco delle fortezze pur di .giungere più certamente all'intento. Non bisogna infanatichirsi della velocità in tattica, della leggerezza: l'importante è di riuscirn a portar innanzi le masse. Al tempo in cui si comba ~teva solo cc,J l'urto la densità era il pregio delle masse; quando si conobbe il pregio del manovrare si assottigliarono, si scompartirono queste masse. Venuta l'epoca dell'armi a foco e combaltendosi con ambe i modi, urto e foco, la fo1:mazione normale era un alternare nello spazio e nel tempo di linee e di colonne . .Migliorandosi le armi a foco la colonna ·andò scomparendo dalla. prima linea, la linea divenne la forma normai~. Ma la linea non ha impulso, si cominciò a perdere di vista l'urto, la solidità·; la preoccupazione si volse alle perdite, le linee si fecero sottili, si venne alle catene, la cui efficacia non è ·più riposta nell'urto ma nella abilità individuale sulla scherma del terreno, nel foco. - Ma infatto l'urto non sparì per questo dalla battaglia; la su~ efficacia è però decisiva del badaluccare.delle ca-. tene, le .quali del resto hanno bisogno di terreni speciali per a vanzarsi. Come dunque agevolar l"m'to, portare innanzi la massa ·contro i fuochi esiziali attualif La preparazione? Ma se si videro batterie di
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più di cento pezzi battere posizioni per più d'una mezza giornata senza renderle per questo accessibili? La velocità? ma essa ha un limite insuperabile. Il diradamento degli ordini? ma con éiò si toglie impulso, forza all'urlo. D'altronde orama; perchè la velocità bastasse bisognerebbe che le truppe attaccanti potessero volare sui difensori con una velocil1t uguale a quella dei proietti.li. Col coraggio, col sacrifizio? Ma bisogna a:1 er allora il. vantaggio del numero illimitato per surrogar le perdite. Dunque? Vorremo noi. per solo ossequio ai principi rinunziare piuttosto all'urto che trovare coperture mobili che còmpensino ~nelle fisse del terreno che utilizza il difensore? e il fuoco più raro ~ più sbadato che solo è concesso all'attaccante ? La questione e tutta qtù quanto a tattica, alla tecnica la parte della esecuzione, le ~ifficoltà, . la possibìlità. La corazzatura della fanteria non. è una direua conseguenza delle armi nuove; il diminuire le perdite, l'agevolar l'avanzata poteva interessare anche ai tempi di F,ederico, ma colle armi nuove la corazzatura venne facendosi più utile, direi necessaria. Colle armi nuove crebbe la profondità della zona battuta, l'avanzata. sotto il fuoco è più lunga e;più pericolosa, comprende anche un notevole _tr.att? nel quale assolutamente· non si può rispondere al fuoco nemico, 11 campo .d"azione della ai;tiglieria che pure estese la sua portala. Il difensore si venne giovando sempre meglio degli ostacoli per coprirsi, abbandonando gli ordini chiusi, geometrici, necessari allora che l'urto decisivo avveniva facilmente corpo a corpo, e si venne adattando al terreno, e a poco a poco venne anche ad addatlarsi il terreno a copertura, a trincea di battaglia : la difesa è ·coperta: L'attacco invece non. può esserlo che accidentalmente e per brevi inter.valli per quanto sia destro a util izzare gli ostacoli, perchè.gli ostacoli non li porta con sè. Le armi così saranno pari, ma il rischio,che è proporzionale al bersaglio esposto e al tempo dell'esposizione, se poteva trascurarsi prima,ora non Io si può più. Bisogna che l'attacco pure si aiuti, che trovi la copertùra. mobile . .Questa soluzione per fortuna venne an-che facendosi più facil'e poichè per cagione deHa maggior distanza, più uniforme è la direzione dei colpi; la iniziata diminuzione· dei calibri, la preferenza dai proietti multipli ai pieni nella artiglieria promettono di trovare più facil-
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mente un riparo sufficienLe e non grave troppo. La palla piena fece abbandonare le corazze, i proietti mu!Lipli le faranno riprendere. L'inconveniente del carico maggioro può quindi ridursi di mollo, la lentezza taLtica della avanzata, che ne conseguirebbe,è piccola e trascurabile, preferibile a una avanzaLa,più lesta forse pi(t micidiale certo. Pensiamo ai tanti casi in cui l'attacco delle posizioni consumò molli ballaglioni in isfoezi successi\·i che dµra rono molle ore e ,~ediamo se non piuUosto si avrebbe guadagnato anche ùi tempo con un attacco solo fosse pure stato più lento, ma più coperLo, piu sicuro. i\la se malgrado ciò gli ulteriori progressi tallici si attenessero esclusivamente ali' aumento della efacacia delle armi offensive (ripetizione, porla la, lraietlo ri a tesa ecc.) si potrcb be credere che ne sarebbe agevolalo l' allacco, l'offensiva? Nel fatto non si sarebbe riuscili che ad allontanare vieppiù i fronti opposli . Gli attacchi si renderebbero più difficili, il diradamen to degli ordini crescerebhe perchè meno ri sch ioso, l'avanzata non avrebbe altra h1dustria che la scherma del terreno dove questo offra ostacoli utilizzabili . Dore lo truppe abbiano dinnanzi a se I.ralli scoperti di poche cenLinaia di melri la resistenza sarnbbe faci le, l'avanzata impossibile; la lolla si ristringerebbe su quei punli dove caseggiati o boschi od oslacol i success i,,i di qnnlunqne genere permettono l' accosLarn coperLamente. Crescerebbe l'importanza della p1;eparazione del terreno, io conclusione si rorrebbe alla difensira Lattica. Gli schermagli mobili, la cornzzalura invece, apparentemente difensivo rendendo l'attacco più sico ro, attuabile dovunque, ridonerebbero olasticiUt alla linea di°baltaglia, opportunità, li bertà all'allacco . Por una strana, strana apparentemen te contraddizione le armi da g~Llo, offensive individtialmenlo agevolano la difensiva dell e masse, la corazzatura difensirn indiviclnalmenle dà loro carallere oITensiro. E forse fu per questa ragione se presso ai Romani, che tanto conto faceYano della massa, che tanto senLivano la coll etlività .da puniee il valore individuale ove uscisse dalla disciplina, lo scudo era tenuto in tanto. onore, maggior vergogna ritenendosi il perdere lo scudo che non la iancia o b spad a. Eppertanto la corazzatura sotto unà qualsiasi delle forme esami-
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na.~e ci_ ~otrebb~ ven_ire i1~posla dalla necessiti,,, come già le armi a 11pel1z1o~e. S1 bad, che 11 problema non è nuovo, che la massima parte degli argomenti pro e contro sussistevano U"Uali anche nelle epoche : ntiche prima de!la _inve~1ziono della po lvc~e. Ch e se questo fece abb,mdonare le armi difensive, lo fece soltanto in forza della maggiore penetrazione loro; ricordiamo ancora che ali' epoca del loro ab~andono, della apparizione delle armi a fuoco la lallica era nel peT1odo della cavalleria, periodo di decadenza. i sistem i di corazzatura Yigenti erano più fatti pel comball ime~to da vicino che non, per,.Ja p'.··otezi~?o 101: tana ?~nt1:o le armi da getto, gli scudi per la fctnte11a e1ano g1a slal1 aboliti, s1 era ben lontani dai!' epoca romana ne~la quale erano tanto in on0re. Ricordi~mo che i primi mosc_h~lll. erano per se stessi mollo posanti, che ora molle di quelle cond1z10111 sono mutate, che le condizioni di oJTesa e di difesa si vaun? parificando, che ogni vantaggio non è quindi trascurabile per tirar I.a ~orte dalla parte nostra. Del resto qui la tatti ca non si a~sume dr nsolvere i I problema, le basta di adcli Lare i termini di d,mClstrar_e i limi li, . cli dimostrarne la non assoluta impossibilità. To~c~ ~o., alla tecn ica a risol\'ore il problema . Qui come in cento casi s1md1la t_ecn!ca p_otr_el~be ~rovarsi insufficiente, almeno per ora ;_ ~~ se la_ leor1a, •! pr1~c1p10 rnnane, se non si scambia l'i mpossibilita tecni ca colla 1rrag1onevolezza tattica, il n,in pote1·e co l non dov,e1·e: a:remo di strutto_ trn pregiud izio, una prevenzione cnpaci di fare , _n ct'.sare la solu1.1one che una tecnica perfozionata quandochessia c1 potrebbe oITrire. Non dovesi per altro lacere che in fo ndo alla. l'ipugnanza ad adottare la_ ~orazzatura c'è un sentime11·Lo di fierezza., una specie di pudore mrl1tare degno d'ogni rispello . Xon si deYo nemmeno lasciar sospellare che ci si senta da meno de"li altri. in fritto di co r·a"r,. ,0 p· j ;; e e •mc1è lo altre fanterie si sentono di nnùare all'assalto a peuo scoperto non vorremmo essere i primi a coprirci . È uno scrupolo onore,,ole, rispettabile. Kel toccare certe questi on i tecniche è sempre ben_e badare a. non ledere rnenonrnmen Le le morali. Tullo via nel penodo_ di esitazione che questo scrupolo carnlleresco può cagionare n_on s?ra malo occ11pi1rsi del modo di trar partito di tutto che sul lìllo si può LroYare por farsene degli schermagli mobil i, come sopra i')<">
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ho accennalo. Carri e carrette pien i di terra, fasci noni di fieno, materassi e pagliericci e cuscini legati insieme con corde e altri simili ripieghi; farl i rotolare avanti e dielro ad essi coperle colonne di file. Se anche non si potesse far fuoco avanzando cosi è il meno dei mali, basla portarsi sotto al nemico. Queste e molte altre considerazioni potrebbe sollevare una discussione approfondita del!' argomento; mi sono limitalo ad accennarle per non uscire dalla misura comporlabile con questo lavoro. Solo facc io nutare ancora una volta come ogni questione per quanto sembri di natura tecnica per poco venga analizzata nei suoi elementi si finisce a. lroYarsi dinnanzi alle questioni somme della guerra) alle fondamen tali, a quelle che si dicono teoriche e che sgrazi atamente fo rse per ciò solo r.he si dicono teoriche sono delestate da una categoria utilissima di cultori delle cose mili tari dai · pratici, i quali non 'ci vedono sovente che delle ingegnose bal~glie di parole. Gli è a questo pregiudizio che si deve in gran parte se ci si trova tanto imbrogliati a trattare le questioni nuove ch e l'i nelullabile progresso ci presenta e che la sola pratica non può bastare a risolvere. In generale nella tattica specialmenle si è riccamente forniti di criteri a posteriori, basati cioè sui risultati, sulla esperienza: di rei anche che se ne abusa. Post hoc, ergo pl'Opter hoc si suol tt·oppo spesso dire. Con questa forma, con questa nfanovra, con quest'arma si vinse, dunque sono buone. L'assurgere a principì è più di fficile, e senza principi non si possono avere basi pei giudizi a priori. Non ci censurino per questo i cultori delle altre scienze, non ci chiami no per questo empirici . Essi oltre alla esperienza hanno l' esperim,e,iito : posta. una teoria possono verificare se ~ esalta. Noi non possiamo esperimentare che per approssimazione e !on Lana assai. In latlicà specialmente fino .la esperienza è molto dubbia, i fatti non sono mai bene osservati, esattamente descritti, come si conyerrebbe per fi darcisi e fondarvi sopra teorie. È anche vero che per ques to appun to dovrebbesi con maggior fede attenersi al metodo della indagine, al metodo speculativo.
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XI. Ora che sul modo cli costituire gli elementi della fanteria dinnànzi alla crescente potenza delle armi ci siamo intraLLenuti, vediamo se ci sia del nuovo anche sul modo di costituire le masse è di lanciarle sul nemico. Abbiamo già veduto che pet' attaccare con successo ci vuole la massa; catene sottili, ordioi radi, sono accorgimenti per l'accostata) per scemar le perdite durante l'avanzata; ma è lanto poco offensivo il diradare le nostre schiere che il nemico in questa bisogna ci aiuta molto volentieri col suo fuoco. Questo è del resto tanto sentito che pur. a ri3chio delle maggiori perdi te si prescrive la riunione dei sostegn i e de.i grossi sulla catena al momento del!' ultimo assalto, del supremo. Risulta evidente pure che l' unico modo cli scemare le ·perdiLe a questa massa senza diradarla si è quello di aprirvi molti intervalli sul fro nte, così che molti dei colpi nemici, che in quel momento saranno più fitti che puntati, vadano persi negli intervalli stessi. Ne risulta la. form azione che propugnai nel precedente articolo sul battaglione per fianco in linea; convalidata dalla esperienza citala in principio di questo . Uno schermaglio mobile, che copri sse anche in parte le teste cli questa colonna di file n-e dovrebbe essere il compimento. Se il problema. si risolverà si avrà trovato il modo cli ridar vi gore all'as:,alto malgracìo la potenza di· fensiva delle nuove armi. In caso diverso si ricadrà nell'tibbia che l'assalto sia. impossibi le, impossibile l'offensiva Lattica, o al più doversi limitare dove il terreno agevoli l'accostarsi copertamente; in terreno scoperto doversi invece li milaro ali' accenno di stringere la. misura, cli porre In. decisione a una prova più energica. Se non si utilizzeranno gli ostacoli mobili, gl i immobili naturali od artificiali acquisteranno sempre maggior valore e confer meranno nel concetto della vanità dell'attacco per quanto ben preparato. Già. non mancano esempi cli posizioni battute per ore intere da copiose batterie e che prnsentarono masse quasi intatte, al momento che la fan teria credette di p,oterne tentare l'assalto e la respinsero. Se di queslo passo si dovrà anelare) il che è pur possibi le malgrado le
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deduzioni suesposte, il combaLlimenlo della fanteria si verrà assimilan~o an~he nel!~ offensiva a quello dell'artiglieria. Sch1erars1 davanti alla posizione nemica, aprire il.fttoco e continuarlo finchè il nemico se ne vada, constatato l'abbandono della posi~ione_ per p_arte del nemico occuparla e proseguiro così. Por cacciare. 11 ~emico, eh~ probabilmente si sarà procuralo qualche vantaggio d1 terreno, bisognerà sopraffarlo con tanta ma,.,,.,ior copra 0 di c~l t~i; ~tale.scopo o bisognerà consumare molto tem ; 0 e molte mumz1on1 se c1 terremo a distanza dove i suoi Lil'i sono meno fiui o !)i~ognel'à consumare molta forza, rassegnarci a perdere molti uo~ mm_1 se vorremo affrettare il risultato. Supposto uouale il fronte eqm,,alenli le armi, ridotto il rapporlo delle pel'dite~lalle due parli al rapporto della loro vulnerabili tà, cj Yorrebbero due bauaolioni ,. b . o per. SJlerare cu atterne uno che abbia i suoi tiratori coperti per meta. li terreno. verrebbe ad acquistare sempre crescente import~n~a. La cura s1 volgerebbe ad aumentare le nrnn izioni , la rapidità clt Liro, la poi·tala, l'efficacia dei proiettili pel' trovar modo di snicchiare il nemico, in posizione per quanto ben coperto. La Jeooerezz~ delle. truppe servira tanto per occupare mpidamenle i 1~;sti cl~e il nemico abbandona, come per abbandonare quelli clie il' ne ~1~0 tempesta. Anche questa è una fìsouomia di guerra non imposs1bde, fot'se ~ncho la vedremo, forse saril una scuo la, una maniera. Dal can.lo m10 però ritengo che un tal sistema di taLlica usalo a fronte d1 una fanteria che trm•i modo di avanzare dovrà indubbia~ente mostrar_si insuffi_cienle, perchè l'avanzata è più decisiva; alI _effelt? ma,t~rialo aggiunge essa quello morale. Un saggio ne abb1a~o 111 E?~tto, l'eccellenza delle armi, la fermezza delle truppe è vmta dall 1mpul~o .dell' a.Llacco, dal coraggio di sagrificarsi, e un poco anche da quegli ;:;cud1 non mollo grandi nè pesanti ma )Ul'e non del lutto insuflìcienLi. I
XII. .. Comunque si a~·m~ o_ffensiva~1enl? e difensiramenle la prima
~n~~, ~ualt'.nql~e s,a Il sistem~ d1 tattica ardito o cauto che essa se,.,unà, rn e~1tab1lmente pure si dofrl1 consumare. Disorrnerà rinnovarla, lanciare sul punto decisirn nuoYc masse. Cessa ~ui la lallica
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delle truppe e viene in questione quella del condottiero . J balla- · glioni sono i proieLLili del generale; lanciarne molli, sul punto decisivo, in tempo utile è l'affar suo. Or bene da,,anti alle armi nuove ci è qualcosa di nuovo da prevedere in ciò che riguarda quest'altro puuto? - Il consumo dei battaglioni sarà più rapido come pare si supponga? - Sarà quindi meglio che sieno pitl geossi o più piccoli? - La successione degli urti dovrà farsi più rapida? - La proporzione delle risel'vo che il generale donà lener in pugno dovrà essere maggiore o minore? È cresciuta l'efficacia dell' azione contemporanea? - Si dovrà quindi tendere all'avvolgimento? - O è cresciuta invece l'efficacia della insistenza e si dovrà tendere al cuneo? - Si allargheranno i fronti , o si crescel'it la profondità? - Quali inconven ienti si verranno accent~wndo e quaJi misure nuove addottare·? - Ecco molle questioni gravi e difficil i, ma non'meno lll'genti da risolvere; se non altro da studiare. Il consumo dei battaglioni non credo sia per esser più rapido. Già ho notato che la l'apidità del consumo delle truppe 110n dipende dal nemico e dai suoi mezzi, ma dal coraggio delle truppe stesse, il coraggio di resistere a una certa misura di perdite in un dato tempo . Se in un dato esercito quesla fo1·za morale giunge, pon iamo, aH O¼ in ,f O minuti non di ragione per credere che pel mutar delle armi abbia a calare o crescere. La solét mutaz ione che avremo sarà che dinnanzi alla più fì lta raffica cli tiri quella truppa si terrà pili lontana dal nemico , a distanza tale che il pericolo non superi quel grado cli resistenza cl1e essa poss iede. Ne viene cli conseguenza che per lempi uguali le perdite rimal'l'anno nel complesso uguali. In certi casi soltanto potranno farsi maggiori, quando per esempio il terreno c0perto permetta di accostar il nemico così da trovarselo a fronte sotto misura. In tal caso il fuo co rapido assumerà il carattere risolutivo dell'aUacco alla baionetta, uno dei due avversari cederà il campo in breve. ~fa queste avanzate per essei· per se stesse pericolose non saranno più frequenti dei precedenti n.Ltacchi alla baionetta. L'attacco alla baionetta non 1:iuscito divenà più fatale che non in addietro, ma pereiò ne ~'<Temo forse di più? - Più probabilmente saranno in ve.ce più radi; se non altro a cagione dell a maggiore preparazione soggettiva ed oggettiva che richiederanno . Parmi
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dunque si poss;t ritenere che per tempi uguali il consumo delle truppe non varierà guari. Così non saranno piu brevi, come si tende ad asserire, le battaglie; e anche le guene, questo sia detto per transena, non lo saranno neppure. L'acceleramento della baltacrlia o della uguerra si vedrii solo dove la sproporzione dei mezzi n tra le due parti sia grande; le battaglie e le guerre perdLU·eranno dove ci sia costanza militare e civile. Parmi dunque sipossa concludere che su questo punto malgrado le anni nuove, le cresciute masse, la scemala ferm a non ci sia nulla di nuovo. Ciò che ci potrà recare qualcosa di nuovo in certe circostanze sarà l'aumentata celerità di tiro combinata colla maggior portata; quando una truppa inopinatamente venga a trovarsi a fronte del nemico sollo misura; la fuga, o celere ritirala che dir si voglia, potrebbe essere non meno esiziale che l'avanzata. In questo caso piuttosLo che la fuga potrebbe darsi il· caso che si vedesse piu spesso la resa se scampo non c'è, o una reciproca distruzione furibonda, o il rimpiauàmènto dove il terreno presenti qualche pur piccolo riparo. Una truppa che vorrò. giovarsi di questo mezzo potentissimo non dovrà mai tirar sul nemico appena spunta, ma lasciarlo avanzare fin dove sia lontano da ogni riparo e là imp1:ovvisamente fulminarlo . Certo l'elietto morale di tali subitanee scariche vicinè sarà potentissimo . Già in passalo se ne teneva conto: si insegnava alle truppe in difesa di lasciar accostare il nemico a buona misura erovèsciarlo d'un colpo con una scarica seguila ciall' accenno d'un contrattacco . Questa regola sarà da richiamarsi in vigore, specie se ci I si preoccuperà lultavia del consumo delle munizioni. Quand' essa entrasse nella pratica si vedrebbero farsi piu radi e cauti gli attacch i, spesseggiare l'impiego dei tiri indagatori, più. lunghe le preparazioni coll'artigli eria.
(Gontiiina) CESARE .A.IRAGIU.
RIVISTA
ESTERA
L'ISTRUZIONE SUL SERVIZIO DELLA CAVALLERIA FRANCESE IN CA1!PAGNA<o
Il Regolamento pel Se1'1Jizio dell'eserc·ito francese in C(tll11)agna del 26 ottobre '1883 (~) traccia in modo generale le norme pri oci pali pel
servizio delle varie nrmi in tempo di guerrn; mn per la sua concisione non può servire ali' istruzione prnt.ico e particolareggiata degli ufficiali inferiori e della truppa. A riempire tnlù lacuua, per quanto riguarda la cavalleria, venne, il 40 luglio u. s., adottata un' ,istnizione pratica pel suo senizio in campagna. « Lo scopo della presente istruzione, è ivi detto, è di tracciare agli • ufficiali di squadrone, ai sottnflìciali ed ai cavalieri le norme, alle « quali essi devono conformarsi nel le varie circostanze di guerra, non e che quelle che bisogna osservnre nell'addestramento delle truppe, • fasciando agli uflìciali di grado superiore la cura di trovare net e regolamento del 26 ottobre, i principii che devono costantemente « indirizzarli ». L'istmzione comprende due parti; uella prima sono esposte le norme per l'orientamento, le marcie, il servizio di ricognizione, gli accantonamenti, i bivacchi, gli accampamenti, il servizio di sicurezza in stazione, l'alimentazione delle truppe, le requisizioni, i convogli, le Ct) h1str11ction p>'aliquc sm· le service cle la cavalerie e11 campagne, pag. ! 43 in-8'. Paris, Ubrairio mililaire do L. naudoin ot Comp., 1.ss1,. (2) Riepilogato nella dispensa di marzo u. s. 7 -
ANNO XXIX, VOL, IV
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RIVISTA
operazioni della piccola guerra, i combattimenti e le distruzioni: nella seconda parte invece è delineato il metodo per insegnare ed applicare sul terreno quanto è detto nella prima. Vi sono inoltre allegate quattro ap'pendici che trattano: della dinamite e del suo impiego, del servizio di gendarmeria, delle satva-gnarclie, delle bandieFe- e· lanterne usale per distìnguere i varii comandi. « Le esercitazioni eseguite con piccole frazioni di truppa sono spc« cialmente opportune a formare l'intelligenza e la perspicaci!! dei ca« val ieri. Si deve quindi annettere la più grande importanza ali' istrn« zi.one individuale, che comprende nel tempo stesso i particolari del « se1·yizio individua!C' e le prime . regole [Jer le azLo:ni col'le.tthr,e. « Sul terreno gli istruttori debbono far ben comprendere ai loro « subordinati lo scopo ecl il piano del!' eserc~itazione ; questi ultin1i « possono così seguire con maggiore utilità lo sviluppo dell'azione, e « possono meglio esplicare la loro iniziativa . « fo tutte le applicazioni del servizio in campagna si deve procurare « di. sviluppare. le nozioni acquistate dai sottufficiali nell'istruzione dei « grad:Ha.ti (in.stnlction des cadres), e quelle che la pratica clelf'istru« zione individuale ha fatto accrnistare ai cavalieri circa la conoscenza « del. terreno, la stima delle di.stanze e l'orielllamento. • A tale :;copo si approfitta delle condizioni delle località per istr.uire. « nel maggior. grado p@ssibile le tr.uppe in terren-o vario. Anche se « aecade che lo stato deUa coltivazione obblighi a far rimaneT,~ sulle . strade una parte dèlle trupp-e, si potrà nondimeno eseguire le eser« citazio.ni minute, procurando di non arrecare nè grande incomodo « agli ab.itanti, nè guasti alle proprje.tà. <<. Per non affati.care inutilmente i.cavalli, le anclature·da i'mpiegarsi « nelle esercitazioni sono gen.eralmente il passo cd il trotto. <t L'uso. d.ei seg_nali cli tromba è, come in campagna, ristretto.al puro « ne~essatio; in mass.ima non si impiegano clte per i segnali gene« rali ». (:I)·
(1) A q_ueste _regole principali fa1mo seguito n101L.e altre circa. i segnali per cominci.i re, sospendere e finire l'esercitazione, c_irca la distinzione. dei ·partiti ccc. dell'e qu~li no r, ·racciamo cenno porchò simili a quelle contenute nei ,nostfrregolamenti. Cosi pure.· tralasciamo di riassumere le definizioni dei vari termini, dat-0 dall'istruzione, riservanrloci di ripor tarle mano mano che ci occorrerà. di adoperare termini nuovi o poéo conosciuti.
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I. ORIENTAMENTO. Il soldato può determinare là dir.ezione .del nord~ col sol.e, colla stella polare, e colJa b11ssola . Nelle giornate di tempo coperto e nelle notti b'uie si ottiene l'orien;:.tamento per mezzo d'informa'zioni. Nella regione occidentale dell'Europa, essendo il nord-est j[ Iato più esposto al vento ecl alla pioggia , la cortecéia degli alberi è da detto lato più ruvida e. più grossa, Je· case in muratura son:o piCt umide., Je roccie sono maggiormente coperte di musco ·ecc.. fo'fine; so:ggiunge l'istruzione, giov·a ricordare che le chiese sono. gtmeralmente costruii.e ìn. modo da avere l'ingresso principale ad ovest e l'ali:.'lre ad est. RrnoGNIZIONE DEL TERREXO. I particolari sui quali de.ve fermar.~i l'attenzione sono i seguenti: St1·adè: - · Stato di• viabilitri; pendenz-ii; larghezza; Jatghezza e profondi~\ der fossi later:alJ; se ·in. linea: 1:etta· o tortuose; se:in trincea, ini rialzo od .a· mez~a-costa; condicioni del terreno che: attra:versano; coi·si d'acqn:a; po.nti, ·' strette, abiuiti . Ferrorie. - Gallerie; ponti e'd a-lLre ol)ere cl't1rte; se. in!lrincea od in rialzo; passaggi a livello; numero dei biuarii e loro condizioni; sta-• zioni, pianoì di car'i<l.a:nie-nto, scambì, segn:rli, riserve. d'acqua e tele;. grafo; provvista di carbone; numero delle vètture e delle locomotivé. &o·rsi cl'acq'l~a. - Punti di pa-ssaggio p1ùfa1,orevoli alle. varie armi; larghezza; profondità; velocitù; natura delle sponde; loro pendenza ed altezza relativa; ubicarione dei • ponti e loro generè; chiatre; guadi e l~r~ direzione; qualita del fondo e profondi'tà; .gruppi d'abitazioni vi-· emi alle sponde; battelli; chiatte e. materiale per la costruzione cli p'Onti d'ocoasione; qualità deHe strade che fiancheggiano il corso d'acqua. Canali. - Larghezza; punti cli passaggio; cthiuse, ocmdizi.on.i de.Ile sponde· e. delle strade che le seguono. .strette. - · Lungheiza; larghezza; viab.iJità.; natùra delle altu1·e domm1mti o dei fianchi; c011dizioni degli sb0ochi ; mezzi più acconci per. agevolarne il passaggio . Boschi1 - E,tensione; situazi@ne 1:ispett-0 aHa linea di marcia; strade che a1tlrawm;nno ;. natura ed a:ltetza degl:i1 alberi; caseggiati posti nell mterno; altnre che li circondano.
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Alt1we. Ubic.azione; ·nome altena e natura; pendenza dei versanti;. mezzi per arrivare alla sommitù. P'ianiwe. - Estensione; nome dei villaggi H dei principali grnppi di caseggiati; natura del terreno e delle coltivazioni ; corsi d'acqua o pantani; fossi o strade incassate; ostacoli che possono arrestare o rallentare i movimenti delle varie armi. Caseggiati.- Ubicazione ed irnporta11za; assegnamento che può farsene per l'alimentazione e l'accantonamento delle truppe; mezzi di trasporto che possono servire; stabilime1Hi ospitalieri; poste; telegrafi ; castelli; stazione ferroviaria ecc. foorm . - Gli indi;;;ii sono quei dati di fotto, onde si possono trarre deduzioni circa la presenza del nemico, la sua forza, i suoi movimenti ed i suoi progetti. Quelli che più di frequenti occorre di riscontrare sono i seguenti : Contegno della popola::ione. - L'inquietudine degli abit~nti, la loro insolenzn, se si è in paese nemico,· sono una pr,Jva quasi cert.1 della vicinanza di truppe avversarie. Polve1·e. - Le nubi di polvere che si sollevano rogolarmente, i ndicano una colonna in movimento e ne seguano la direzione ed approssimativamente anche la forza e In composizione; poichè In polvereè bassa, finn e continua se viene sollevatn dalla fanteria, è alta e leggera se dalla cavalleria, è bassa fi tta ed interrotta se dall'artigl ieria. R:ifl,essi del sole. - Se i riflessi .del sole sulle armi di una colonM marciante so110 numerosi e brillanti, dinotano che la colonna s'avanza~ se al contrario sono incerti, pnsseggieri ed inegunli, indi~no cbe lacolonna si ritira. Fnochi, di bivacchi. - L'intensità del fumo nei fuochi dei bivacchr dnrante il giomo, lo splendore ed il numero dei, fuochi stessi durante la notte sono un indizio di qunlche momento. E però utile ricordareche tàlvolta il nemico ptiò acccndere numerosi fuochi per dissimulare· un movimento in ritirata. Orme. - Le orme lasciate sul terreno dagli nomini, dai quadrnpcdi e dalle ruote dei carri possono sen•ire a riconoscere la direzione seguita cla una colonna Mmica, la sua composizione e talvolta anché· la sua fqrza cd il suo ordine di marcia. Romori,. - I nitriti dei cavalli, gli abbaiamenti prolungati dei cani, il romore prodotto dalle ruote dei cnrri, ecc., indicano truppe· in marcia.
Bù;acchi abbandonati. - Da questi infine si può dedurre la forza. il morale del nemico, ed altre informazioni importanti: Onorn1 E RAPP OnTI . - Un ordine deve essere·chiaro, preciso e nel tempo stesso completo. La chiarezza si ottiene seguendo nella redazione l'ordi1te naturale degli argomenti, evitando le cose inntili e le . lacune, impiegando uno stile semplice, termini appropriati e di preferenza cruelli usati uei regolamenti. - I termini vnghi, come pure i qunlificativi indeterminati siano evitati; le ore ed i uumeri dopo le cifre, siano espressi iu tutte lettere, i nomi proprii sieno sottolineati; i nomi delle località siano sempre uguali a quelli della corta più in uso e si po11gano tra pnrentesi , se differenti, i nom i adoperati dagli abitanti; ove parecchie località abbiano lo stesso nome si determini ciascuna anche con l'epiteto us3to nel pnese; se infine llna locnlilà non è indic3ta sulla carta se ne delinei la posizione relativame·nte alle altre localitit. Un ordine riesce preciso qu:indo indica chiarn mentc lo si::opo della -0perazione, da chi deve essere eseguita, e la libertit d'azione che a questi è lasciata. Un ordine iuftne è completo quando fa anche conoscere a chi è indirim t.o le frazioni Ji trnppa che opcrnno a lui vicino e lo pone -in grado di apprezzare in ogni istante la coopera1.ione più o meno efficace che può riceverne. I rapporti che si inviano ai superiori durante uu'operazione debbono essere possi uilme11Le in iscritto, riferire i fotti in modo semplice, chiaro ed esatto, senzn esagerarne o di minuirne l'importanza. In essi sia sem pre ben distinto ciò che il retlattorc ha visto coi proprii occhi, <la ciò che seppe da altri, ed in quest'ulti mo c.iso ò mestieri citarne la fonte. Allorchè si ha gran,le interesse che un rapporto pervcuga presto & destinnzione, e si tome che possa essere intercett~ to, lo si ~pcdiscc per -d:.ie ed anche per tre vie clifl'erenti, senza però farne cenno in nessun mollo sul rapporto: ogni ctnalvolla è possibile se ne comunichi al latore il contenuto. Se si ril'erisce di aver veduto il nemico, non si tralasci di far menzione delJa sun forza oppure si dica perchè si ommetL~ ciò; Vi si ~"'-•iuno-a o poi l'ora in cui il nemico fu visto, la locn liti1, la direzione delln sua marcia, la sua formazione e la specie d'arma; se poi il nemico è fermo si elica se accantona o bivacca e dove, quale è la forz:1 , la situazio~e e la com posizione dei suoi avamposti ed il grado di vigilanza che esercitano. t) ç)
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Quando il rapporto, per un motivo qualsiasi, si deve spedire verbalmente, colui che lo invia se 'lo fìaccia ripetere dal latore e si assicuri che questi, oltre ad averlo ben compreso, si trova anche in grado di dare crualcho spicg112ione complementare. . L'isflruzione raccomanda infine di scrive.re gli ordini ed i rapporti ,~n carattere grosso e stal~ilisce tutti i particolari circa il formato, ed' 11 t:racciato della ,carta e delle buste. l\l~ncr.E. - Una, truppa in ~o".'imento ·si premunisce contro gli attacchi distaccando I avcmgitard.M, 1 fiancheg9foto1'i e la 1·et1·oguardia. Il .comandante d'.una colonna, deve sempre conoscere Jo scopo della marcia, ed essere mformato aella composizione, forza e direzione delle colonne vicine. Prima della partenza H comandante si rendn ben conto dei v.ivert e munizioni, onde può disporre, e confidi ogni cosa all'ufncial~ chiamato o succedergli nel comando. La ~ru~pa ~on de".'e _es~ere ~iunita che poco prima della partenza, ? la r'.nnr?ne e mestiem Jarla m una localitù nppartata, per modo da 1m pedrre ti meno possibile la circofozione. Se accade che una frazione deve incastrarsi in una colonna ed a} mome_nto della partenza non è presente il suo comandante, ne prenda tosto 1~ comand? ·l'ufficiale che a <fuesti segue in grado, rna non si arrecln idc1111 ntardo nella formazione della colonna. · Durante la marcia è viet°!o di sparare armi da fuoco, e gridare alt o marche, ed allontanarsi dalle file. La mltrci.a si fa per quattro o per due, secondo la larghezza delln stra.di.>, sempre sul lato destro di questa, lasciando il sinistro libero per la .circolazione. I cavalli sottomano e le bestie da soma marciano sempre per due; i carri su uM sola fila. Qna~do per a.Itro l? natur~ del terrene lo permette e si è prossimi nl nemico, conviene far marciare Ja truppn fuori della .strada in colonna di p)otoni od i~ qualche. altra forninzioue regolamentare che per,metta dr tenere gli sqttadrom ·meglio i:aggrnppati. E r~ccomnndato. agli ufficiali ed ni sottufficiali di vigilare sulln conservazione delle d1stnnze, la . regolaritù delle andature, ed 'infine sulla posizione dei ca vali eri iu sella, specie verso la Jì ne della marcia. L'uso dei segunli di tromba è vietnto, ed è tassativa~ente indicato' c!1e gli o_nori al comandante in capo (il solo che ne abbia di·ritto) s1eno resi a voce. . La frec1nenza e Ja durata delle formate viene fissata dal comandante
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secondo lo scopo e la lunghezza della mareia; devo110 per altro essere fatte di prere.reoza fuori delle strette e .d.ei villaggi lascia11do lib"era la circolazione sulla parte sinistra della st,rada. Alla prima fermata gli ufficiali passano una rigorosa visita a tutti i cavalieri per assicurarsi che non vi siano difetti noli' e<Juipaggiamento e nel vestiario e fann.o gettar v.ia tutti gl i oggetti no11 regolamentari od esub.eranti. La cavalleria non fa lunghe fermate che quando lo richiede la lunghezza della marcia o la temperatura molto elevata. In .tal caso è,conveniente di, percorrere prima due terzi o tre quarti del cammino, sgombrare la stradn, e lasciare agli uomini far provvista d'acqua. Durante una lunga sosta quesli manginno una rnzione di carne fredda; vie11-e tolta la ,briglia ai cavalli e rnllentata la cinghia; se possibile si fa adi essi mangiare un poco di fieno o di pagl iil. Accade talvolta di doversi valere di guide del paese; in tal contingenza si faccia cader la scelta su uomini iulelligenLi, particolarmenLe su cantonieri, fai.tori di campagna, doganieri, contrabandieri, guardie forestali, ecc. Se si ha ragione di dubitare della lealtù .di uni, guida, la si ponga tra due cavalieri e le si impedisca di comunicare .con persone-estranee all'esercito ed anche con altri cavai ieri; in caso di bisogno si usi contro essa rigore; se invece serve bene, la si ricompensi. Una colonna incontra spesso ostacoli che non possono essere saltati, come fossi, stagni, ecc.; in tal caso si abJ>iauo presenti queste norme: a) i pantani ed i foss i in terreno molle conviene attraver.sarli in linea, piuttosto che in colonna, dopo averli fotti riconoscere dagli esploratovi; b) gli argini, le dighe, le scarpe, ecc. al co.n_trario si attl'aversano meglio in colonna; e) per passare un guado, i cavalieri impediscano ai loro cavali. d'ar,restarsi, marcino guardando la riva opposta e presentando la testa del cavallo obhliquaruente a monte; se un cavallo sdrucciola, si lasci libero nei movimenti e si guicli col solo filetto; d.,) ,è preferibile girare che nttraversare gli ostacoli, a meno che n.ou si abbin a fare una volta troppo lunga. Nessuna colonna io movimento deve essel'e tagliata da un'altra; e quando due colonne s' incontrano ad un crocevia, a meno d'ordini contrari scritti o comunicati da un ufficiale cli stato m:iggiore, la prima nell' ordine di battaglia continua la sua .marcia e l'altra s'arresta. Però se una delle colonne arriva prima al crocevia ed
e m piena marcia, non s'arresta in nessun caso per lasciar sfilare ]'altra che fosse per giungere; se invece è ferma si applica la regola del primo caso, a meno che il comandante della colonna che è prima nell'ordine di bauaglia preferisca fermarsi. In tutti i casi oradetti è prescritto che la colonna sfilante sia seguita dal solo carreggio di combattimento, e clie il rimanente carreggio prosegua la marcia · dopo che è sfìlata la parte 1:ombattente dell'altra eolonna. Così una colonna di solo· carreggio non ·combattente deve sempre lasciare il passo alle truppe. Dopo avei- dato queste norme tassative l',istruz·ione raccomanda ai comandanti di colonna, nei casi sopra-detti, di esaminare conscenziosamente ogni volta se per il bene generale dell'esercito non sia conveniente di rinunciare alle prerogative che loro sono accordate. Le marcie notturne non sono consigliate, non essendo mai il risul-zato pari alle fatich e che cagionano alla cavalleria. Ad ogni modo, sr. occorre farne, si osservi il silenzio, si raccorcino le distanze, si facciano fernrnte più frequenti e si diminuisca la velocitit. Quantunque sia difficile di fissare in modo assoluto la velocità di _marcia della cavalleria, tuttavia sono date alcune norme generali. La principaie condizione da soddisùire è che dopo una m:,u·cia « più o meno rapida, prolungata anche per parecchi giorni, la truppa « sia sempre in istato da poter affrontare vigorosamente il nemico ed « inseguirlo. Ogni marcia, per quanto rapida, che ponga la truppa « in condizioni da non poter adempiere al suo dovere di combattente • è una marcia mal diretta, e le conseguenze che ne derivano devono " essere imputnte al comandante della colonna. • Questo non deve occuparsi solamen'te di mantenere strettamente " la rcgolaritit delle andature, ed alternarle secondo la natura del ter« reno e lo stato delle strade; egli deve anche regolare la partenza e ff le formate in modo. da effettuare la marcia durante le ore più favo• « revoli della giornata, deve assicurare ai c,1valli , nelle migliori con" dizioni, il nutrimento ed il riposo necessario per una buona dige~ « stione ed un'assimilazione riparatrice ». È ammesso ché una colonna di. cavalleria, soddisfacendo alle suddct~e condizioni e ad altre secondarie, possa percorrere in terreno poco accidentato e su buone strade da 50 a 60 chilometri al giorno, con Ja velocità media di 9 a •I O chilometri per ogni ora di marcia, percorrendone uil quarto al passo e tre quarti al trott.o. « Ogni ufficiale di cavalleria deve potér percorrere in tal modo ~ col suo riparto da 200 a 300 chilometri ed attaccare il nemico con « forza e vigoria ». ft
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Talvolta il freddo eccessivo, la 'natura aspra e la forte pendenza della strada o del terreno possono obbligare a far marciare i cavalieri a piedi; ma questa misura eccezionale deve essere di corta durata e cessare al più presto. Sono infine riportati nell',istruzione i risultati meùii della velocità di marcia di uno squadrone di linea: . facendo 1 c:.hilometro al passo ed 1 chilometro al trotto, in ,1 ora si percorrono 9060 metri; facendo 1 chilometro al passo e. 2 chilometri al trotto, in 1 ora si percorrono {0350 metri; fa cendo 1 chilometro· al passo e 3 chilometri al trotto, in ,1 ora si percorrono H 100 metri. 1
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SERVIZIO 01 srcrnEZZA rx MAncrA. - 8qtwdrone ·isolato. Uno ·squaclrone · isolato provvede alla sicurezza su·1 fronte spingendo in avanguardia un plotone, il quale a sua volta si fa precedere da un grnp,po di otto cavalieri comandato da un so~tufficiale. In terreDO perfett~rneu·te· scoperto l'avanguardia precede a 600 metri dal grosso dello squadrone e la punta del)' avanguardia a 400 metri da questa. Il comandante della punta riceve iu iscritto l'itinerario ed ogniqual. volta ha qualche dubbio si ferma e chiede info1:mazioni al comandante del plotone. Egl i ripartisce i suoi cavalieri nel modo seguente: à) due cavalieri, esplorator'Ì, cl-i pwita; b) due cavalir.ri, fì,anchegg'iator'i d:i destra, e due fì0;ncheggiator'i di sinistrn; e) due cavalieri, ind,icato1"i (ja.lonneiws), a 50 metri dietro gli , esploratori di punta. Se però il terreno è molto coperto e rende impossibile il servizio dei fianch eggiatori, questi vengono soppress.i e la punta si compone di soli ,i. cavalieri . Il comandante della punta marcia irnmediataménte dietro gli esploratori, Cosi questi , come i fianch eggiatori impugnano la carabina· o la pistola; gli indicatori invece _hanno la sciabola alla mano. I cavalieri della punta sono destinati in precedenza, ossia la iirima fila del plotone fornisce gli esploratori; la seconda i fian cheggiatori ·di destra; la terza i fiancheggiatori di sinistra e la quarta gli indicatori. Al momento opportuno quindi è sufficiente dare il comando: quattro carabieri di punta. Codeste distanze, servono per una marcia in terreno affatto sco-
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peTto; .ma in•to11rauo c.operto ed aGoidentnto, le me.desime ~'Uniano secondo il bisogno aumentandole o diminuendole a sbalzi. Così, nd -esempio, quando gli esploratori giungono sulla sommità di un'nlturn, vi si al'l'estano al copevto, attendono l'avan-gpiH"aia, e ·posoia vanno,di trotto sttrla sommità dell'altura seguente, ove nuovamente si arrest~no. Nella stessa guisa si regola ìl gmsso dell'.a-va~uar.clia. È ovvi.o soggiungere .che <juando la distanza tfla dtwpunti di Je1:mata bs0;verchia, è permesso di farla in due sbalzi ed anche più. L'istrnzione esamina quindi le varietà. più comuni del terreno ed indica minutamente come debbono essere riconosciuto dalla punta dell'avunguarcliit. Eccone le parti p11iucipalr: a) ostacoli. - I ncontrando ost.acoli sulla strada procura di rimuoverli e se non vi riesce ne informa tosto il comandante del plotone; b) alt1ire. - Quando la puntn arriva in·vicimrnza d'una collina o d'una piega <li terreno il sottufficiale vi si reca cogli esploratori o coi fiancheggiatori , procurando di nou lasciarsi scoprire dal nemico; un cavnliere rimano alquanto indietro pronto n rnggiungere il grosso con le opportuno notizie. e) stntte. - Incontrando una stretta la punta vi si inoltra di trotto, lascian<l•> all'avanguardia la cura di riconoscerne i fian chi. Se non è occupata., la puntn si stabilisco a qualche distanza al di là dello sbocco•sino all'arrivo del plotone. Se poi trattasi di un ponte, gli esploratori osservino bene se dal nemico venne presa qualche disposizione per distruggerlo. d) bosclìi. - Quando il ·IJnsco 'è cli piccola ostensione gli esploratori lo attraversano possibilmen te nl trotto, o, giunti al margine esterno, tmo di essi ritornn al grosso; ~e il bosco invece è mo!to esteso vi si iuternano anche i fi1111 cheggiatori, e, se ciµ fosse troppo pericoloso, la punta si ferma ed informn il grosso. e) caseggiati. - Av,,icinundosi a<l un piccolo villaggio conviene procurare i.l'aver nelle mani un abitante; nel caso contrario gli esploratori -si inoltrano nella stmda principale, ·e giunti allo sbocco, l'un d'essi torna indietro. Quando trnttnsi invece di un villaggio importante il sottuffLoiale si stabilisce all'iugt·csso, procurandosi iuforma'lio11i dagli abitanti, e tutti i cava lieri ilèlla punta esplorano le vie interne. Se incoutro. il nemico,. 1a punta si ritira immedintamente portando seco qunlche abitante. Qualorn la marcia si effettui di notte, gli esploratori, appena giunti in prossimità del villaggio, abbandonano la strada pFinci pale; si portano silenziosmneuto presso le prime case; s'arrestano e stanno in ascslla.
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L'un d'essi yono, se occorre, piede o. ·terra e (!,enca di llenotnace iin non casa per rnterrognre gl i abitanti. Dopo ciò si riconosce l'inter,no del villaggio. Atlorc_hè l~ punta ~s:serva ']_uakhe indizio positivo ·della ,presenza del nemico, 11 sot.tufficiale, dopo una ·rapida osservazione ne informa il grosso; i cavalieri dello. punta non fanuo uso <lei fuoco' che nei casi estremi. Se il nemico si ritira, ·1a puota continua a marciare, senza insegurrlo; se prende imvece l'offensi-va essa oppone -resistenza solo quando ha di fronte pochi cavalieri. L'istruzione si diffonde poscia a stabilire come debba r egolarsi il g_ro_sso .del.l'av.anguardia ne_llo dotte circostanze s:egucndo sempre il prJnc1p10 d1 rrnfo11zare e coadiuvare la punta secondo il bisogno, e, non avotlo. fo rza s':"fi ciente,_ informa re il comandante dolio squadrone. E poi proscritto che Ii grosso dello sqnad·rone marci in modo da potere _ad ogni istante combattere in colonna di plotoni o per · fo meno <l1 fit1nco per quattro. I cavalli sottomano ed i carri devono marciare tra il grosso e la rotroguardin sotto la sorvegliauza cl' un graduato. . Arrivando in un villaggio, il comandarrte dello squadrone fa s1ibito l'l~erca ~el SUI~aco e gli ordiua, se occorre, le requisizioni ; occupa g~, nffi~1 postali e telegrafici e si impadronisce dei di~pacci, letterre, ·g1ornalt ed istrumenti. Fntto ciò, prosegue la marcio. . Se però il nemico occupa il villaggio od bavvi ,motiv:o cli credere ch_e sia minore in for,;e, lo nttacchi vigorosamente o procu11i di tagliare; a.Imeno a qualche c1waliere, la ritira.ta. Seguono infine molte -norme per la retrogtiardia, per le fermo.tòprorette e per le marcie in ritirala, delle quali ornmettiamo di far cenno pe11chè souo su per giù uguali a quelle ,clella nostrn 'ist1·uzione. .sqiiadrone 'inqiiad1·ato. - Regola gcneraJe, uno squadrone aostitn1sce l'avanguardia di un reggimento e si ripartisce in: puntci, composta cli 8 cavalieri ed ,1 sottufGcialo; testa, composta del rimanente del plotone che fornisce la punta; grosso, composto degli altri plotoni. Queste diverse pnrti si regolano nelle varie circostanze come le corrispo?den~i d~I plo~one che forma l'avanguardia di uno squadrnne isolato. Grossi 1·iparti. - Quando parecchie· colon.ne miste marciano nelta stessa direzione il sen1 izio di sicurezia è iu massima affidato alla sola cavalleria, spingendola innanzi all'incirca uua mezza marcia. Essa deve in tal caso po1:corre11e Lutt.e le strade che potranno servire. alle colonne o farle , occorrendo, riparare dagli abitanti. Se lo risorse
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del paese !o permettono farà pure preparare i viveri pel rifqrnimento dei convogli reggimentali. Il suo comandante deve essere in continua comunicazione con quello delle varie colonne e cle,·e a questo fornire ogni sera le nolizie che si riferiscono alla marcia del giorno seguente. Imbattendosi nel nemico di:;posto a combattere, la cavalleria c5plorante lo sorvegli con un piccolo distaccamento, sgombri immediatamente le strade, e non appena è raggiunta dal corpo principale vada a prendere il posto che le fu assegnato nell'ordino di bauaglia. Una brigata incaricata del servizio di sicurezza innanzi n parecchie colonne si di.vide geueralmentc in due grnppi di reggimento: Il primo dispone ~nl fronte una linea di esploratori e, due o tre chilometri indietro a questn, una seconda di gruppi di srpiadroui; il secondo invece forma la riserva ùue o Lrn chilometri più indietro e prccura di tenersi in media a IO chilometri dalle avangunr<lie delle colonne. A quest'ultimo , spetta inoltre l'esplorazione .sui fianchi ccl alle spal le della brigat.'I. Questa non porln seco, se non in casi eccezionali, alcun riparto <l'artiglieria. DoYendo poi coprire una sola colouna, la cavalleria, ollre al servizio di sicurezza, disimpegna anche quello di es plorazione, spingendosi più innanzi e lasciando qualche riparto sul fronte, sui fianchi od alle spallo delln colo1111a. Per tale caso l' ,i,stt1tz·ione non dù norme fisse e lascia al criterio del comandan.te della cavalleria di stabilire una conveniente di:>posiziouc per le sue truppe, Non è infine permesso che alcuu riparto di cavalleria marci nella colonna frammisto alle altre armi, ad. eccezione dei piccoli drappelli che sono nsscguati ai quartieri general i e dei caval ieri dati per scorta agli ufilciali generali , i qual i dèvono essero utilizzati per stabilire il collegameuto fra lo diver:>e parti del la colonna,
:\.YA.'<SCOPE!lT.\. - Il servizio cli avanscoperta ha per iscopo di prendere il contatto col nemico e mantenerlo costantemente ; disperde la cavalleria nem ica, por anicinare le masse nemiche e giudic.irue ln forza e situazione; ed influe per raccogliere tùtte le in formazioni che poss,rno servire al comando supremo per ben dirigere le opernzioni. Questo servizio è l'atto mediante pattuglie cl' ulTicia li e pattnf(lie· di scoperta, la cui azione è r,ppoggiata, occorrendo, da plotoni in ri serva. Gli uffi ciali devono essere scelti con curn, o pos~i liilrneute nei reg-
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gimenti che form ano il grosso della divisione (•I ), e ad essi deve ogn i volta essere indicato: l' itinerario eia seguire, lo scopo da raggiungere, la direzione assegnata agli squadroni esplor11oti e quella della divisione. Tutte queste indicazioni sono date verbalmente, se l'operazione è breve, ed in iscritto se dura parecchi giorni. Se non è raccomandato il segreto, .J'nftìciale istruisce a sua volta di ogni cosa i e.a val ieri della scorta, affichè ognuno possa coadiuvarlo; poscia si pone in rnorcia Lenendo sempre presenti le norme (z) consigliate per tale servizio, mai dimcnticanclo che lo scopo suo non è di dimostrare valore n coraggio personale, bensì di raccogliere con prudenza et! accortezza il maggior numero possibile d' info rmazioni, Così, se egli ne ha giit raccolte, non è una giusta ragione per fa r ritorno alla divisione; ma, al contrario, fa mestieri continuare a tener d'occhio il nemico, inviare indietro continuamente notizie e non ritirarsi che quando vi è costretto, oppure è sprovvisto d'ogni mezzo per trasmellere le notizie oradeU<L Incontra egli il nemico fermo? Procuri di far subito qualche prigioniero; in caso cont.rario si porti sopra qua lche punto elevato, dal quale non possa essere vednro e possa invece veder molto, e di lit raccolga dati sulla forza e sitnazione delle t.rnppe nvversarie. Il nemico màrcia? Se in ritirata, lo segue; se in ovanti , in via subito dei messi al comandante rlella divisione, ed in caso d'urgenza ne dà avviso mediante l'incendio tli qualche cascino,. pagliaio, ecc., o con qualche segnale convenuto, L'ufficiale riconoscitore deve pure, potendolo, tener d'ogni cosa informato il comandante dello squadrone esplorante più vicino. Appen.i sono parlite le ricognizioni d'ufficiali, il comandante della divisione indica ai conrnndanti degli squadroni esploranti le istruzioni che le medesime hanno ricevuto non che il front.e che assegna a ciascun sr1nadrone .e la direzione di marcia, - Se il nemico non è prossimo, questi comandanti inviano un ufficiale (od un sott-nflìciale intelligente) a riconoscere il terreno innanzi e non arrestano lo squadrone, per sta('caro i plotoni, che quando temono una sorpresa. In questa eveotualitù, i comandanti dei plotoni designati per fornire le pattugl ie di scoper1a, fraz ionano il loro riparto in tre o quattro gruppi, comandati · (l) Rammentiamo ai nostri lettori che il regolamento per il servizio in guorrn stabilisce che l'avanscoprrta sia e,;oguila per ma;;,ima da una divisione di cavalleria, la quale spingo innanzi 11no o clue squadroni per forniro le p:1ttt1glic cli sco])erta ccl i Plotoni di risen•a, (2) Queste norm o si tro,·ano noll'Istruzionc espresse in modo molto particolareggiato,
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possibilmenle da un sottufficiale e tengono seco loro quattro cavalieri per il servizia di corrispondenza. Le paittnglie marciauo allor.a, aueneudosi allo istruzioni, ricevute· ma se esse incon11_-ano il.nemico div(ln_tano quasi indipendenti, pur eh~ con esso tengano 11 contatto, o non s1 scostino troppo dalle adiacenti. :-. A tal_c scopo ogni comandante d,i pa-ttuglia ricreve sempre iu iscritto I 1tmerario assegnato alle due pattugl ie laterali. Le pattuglie di scoperta pernottano nel punto ·stesso in cui sono obbViguto per nn· motivo qualunque a fermar1,i. - Durn:ute la notte si rinchiudono possibilmente in qualche masseria isolata, mettendo .nel pnnLo pitì.1 op portuno per la sorveglianza un cavaliere nppiedato. . Geue~'-al•mont~ le ~a~tng:lie ~i s.coperta non vengono rilevate, perchè e raro il caso m cui s1 tenga 11 cont.-1110 col nemico (I) pec molti giorn i ~enza cambattere. - Se per altm ciò avv.iene, si fissa ad ogni pattuCTlia 11 punto ove deve attenctere il cambio e quelfo ove dove 1:;1,grriunrri,ere 0 i I plot.one; poscia si spediscono le. paltuglie ri levan Li. · ve La pa~t~ del,lo squadrone cho non forn isce pattuglie (o per regola <luc pl'Oton1y1 segue, genera'hnente da, due· a quattro chilo.metri dai centro_d~IL.: l(n~ di queste; costituendo un. sol. gru ppo, oppure tanti gruppi· d1strnt1 d1 plotone. Il suo comandame si ricordi che non è obbligato a combattere comro ,forze ugnali o superiori e che, ritirandosi,. non deve mai seguire una strada. clie conduca verso la divisione. Cosi in questo caso, come in altri consimili, egli devo tener costantemente informato il comandan:te della divisione. Affine però di 110n distrarre troppi cavalieri hisogna ridurre le comunicazioni al minor numero p-ossibile· e limitarle a tutto ciò che è strertamento in armonia col sel'vi.ziò di" avam;co-perta. • In_ talune cirwst-0nze può. convenire di stabilire qualche posto di cor·1·ti;pondenza fisso o mobile. In tal caso i cavalieri che lo compon~on? .r~cevono por is~titto l' indicazione d1~lle Jocalitit occupate dai. post, v1cm1, della loro distanza, deila strada per raggiungerli ed infine deHa s.tt:3da cl.io_dovrnn~o percorrere per raggiungere il proprio riparto. Qnost1 posti 1n massima sono messi acl inter1raJli di 6 chilometri . e si compongono ~~ tre o_di qualtro_cavalieri, secondo che corrispondon~ con due_o co_n . pm po~t,. Un_o dei cavalieri è sempre pronto a muo-- . vere; gh altri invece tanno rrposare i cavalli.
Nel portare i dispacci i cavalieri seguono l'andatura che è indicata sulla busta, e che a loro è ripetuta a voce all'atto della consegua. Ad andatura ordinaria alter:nano ugualmente il passo col trotto ('1 O chilometri all'ora); ad andat ura celere vanno sempre di trotto (Hl chilomotri_ all'ora), ad andatura rnpida infine vanno sempre di galoppo (20 ch1I. all'ora). Per regola generale i posti di cc,rrispondenza sono somministrati dai riparti più discosti dal nemico e non è stabil ita alcuna norma fissa per il loro cambio . A cc.\NTO;:,:>\lIEXTI, nl YACCHI i, CAll r>r. Accantonamenti. - Ogni qualvolta è possibile, la cavalleria accantona (-1), sccgliendo ,fra i caseggiati quelli che presentano migliori condizio11i. di sicurez1.a e di difesa . Ogni riparto si fa precedere da-un piccolo dra ppell.o ( aanipement) (2) comandato da un ufficiale, il quale, giunto a sito,. prende gli opportuni concerti con l':nitorità municipnle ed iu base a questi designa gli alloggi a ciascuna frazione, osservando che ogni corpo abbia un locale per la .mensa dP-gli uffi.oiali . Se in paese nemico !'.autorità si dimostra ,·icalcitanle, egli è autorizzato a far uso di tutti i mezzi onde può disporre per intimorirla ed assicurare il buon andamenlo del servizio. Nè diment.ica, se i cavalieri devono essere nutrili dagli nbitallli, di stabilire la r:izione, tenendo conto delle abitudini dègli :rbrtonti e dei prodoui del paese. Quando un corpo cede un accantonamento ad un altro che lo segue di nna marcia, lascia indietro un uffìcinle per dare tntte le informazioni necessarie. Ricevute queste, il comandanre dol corpo oradett.o compila l'ordine pAr la giorna ta, in cui indica il servizio da forn irsi, il punto di riunione in ci1so•dall'arme, le salvaguardie da• porsi alle abitazioni o stabilimenti che devono essere rispettati, ìl· modo d'alimentazione delle truppe ed infì n-e tutte le disposizioni per il seryizio interno . .\:ccordaudo · ohe parecchi corpi sim10 nllo:gginti nella stessa loc::tlità , il JJiu anziano dei capi di corpo assume ir comando supremo per ciò. che riguarcln il servizio estemo. In ta l caso ogrri corpo invia presso
(_I) Questa proserizionr ,·, generale r or l ttlln 1,, armi.
. (Il _Si ricordi eli o le paetuglic cli scopertrt vengono sta.cen ie ~olo qumdo si ha rrualche md,zio sul_la )lrcs.cnzn del nrm ico, e cl111 nel caso wn11-_1rio gli sr1ua1lroni esploranti devono S(Jtngcrc 10nanz1 solnmcnte <tu,\lche ufficiale.
(2> Per un rcggirnonl.o si compono: cl ' 11n r11r icrc , un J,ri ga(lioro (c:,por al furiere) e duo cavalie ri por srcu:1d1·ouo, n di un 11 flicialo coma11cla11 t.c coadit1 vato ria mi aiu-
trntc (marcscinllo c1·n11oggio).
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ll ll'IS'l'A
di lui un uffi ciale od un sottnrliciale per riceverne gli ordini, e vi ritorna ogniqnalvolL;)_ è suonato il segnnle dall'armo. Il comanda nte a sua volta è in obbligo di far conoscere, per mezzo di un cartello, il suo . alloggio, la guardia di polizia, i posti di conispondenza , l'alloggio degli ufficiali dei capi di corpo e dei medici, i magazzini di distribuzione, la fucinn ed infine le strade che conducono nlle locnlità prossime. Bivacchi. - La cavalleria bivacca solamente quando si trova in prossimi~t del nemico o che gl i è impossibile di accantonare. L'Istrnzione spiega poscia in modo molto particolareggiato, e co11 fi gure, come devono bivaccare i singoli rip:irti d'un reggimento. Accampamenl'i. - La cavalleria non acc11rnpa che in casi nffatto pnrticolari, come, p. e.; quando d&ve occupare uua .posizione fortificatr., nssediare ocl investire unn piazza forte, senza che possa trovai· modo d'accantonarsi . T,1tte le prescrizioni per l'im pianto dei bivacchi sono esteso anche agli accampamenti (1 ). SERVIZIO DI SICUilE ZZA , ~ STAZIO~E. In c.'.l mpagna, ogni truppa che so~giorna provvede alla sua sicul'ezza per mezzo d'avamposti, ai quali spella : a) di proteggere la truppa, che coprono, contro le sorprese e darle il Lempo per prepararsi a respingere gli attacchi ; b) di forni.re informazioni sui movimenti delle frazioni nemiche più avanzate. Per soddisfare a questo duplice scopo , gli avamposti comprendono una parte fissa ed una parte mobile. Essi si distinguono inol tro in irregolari (à la cosaqne) e 1·egola1·i. I primi, malgrado la loro inegolarilà apparente, hanno il grande vantaggio di rispondere alle necessità della guerra, nssicurando nel tempo stesso agli uomini ed ai cavalli un riposo molto più luogo dei regolari. La cavalleria quindi deve pro. ferirli, e per uno squadrone isolato sono di prescrizione. Questi avamposti si costituiscono di gruppi di ~ ad 8 cavalieri, comnndati da un r.aporale furiere o da un sottufficiale, situati a distanza. tale e nelle località più adatte per soddisfare al ,loro duplico scopo. Qnesti posti sono per regola fi ssi ; nondimeno, quando sono almeno di 6 cavnlieri, possono staccare piccole pattuglie di 2 cavalieri per ~sten~ dere il loro raggio di osservazione e collegarsi coi posti vicini. (I) Nell'lstruziono sono trascritte, m:i con m:iggiori part-icolari per l'arm:i di cavalleria, tutto lo normo per il servizio interno negli accantonarocnli, bivacchi e campi,
conlrnnto noi Regolamento già cil.ato dol 2G ottobre J8S3.
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Ronde_ di u'.ficiale o·. di sott_uffi~inle esercitano una continua vigilanza su, posli. Uno d1 questi po, (quello situalo su lla strada · _ · I) · · . pr1n c1pa .o . ~uo ~1cevere 1a missione di controllare tutti i distaccamenti 0 uom1111 1solatr che en trano od escono dalla linea degli avamposti . I.I gt·os~o del c~rp.o b possibilmente messo al coperto, facendo in modo pero che I caseggiat'., capa~ne, ecc. abbiano )empre una • sortita dal l~to opposto al nemico. Gli squadroni mettono all'intomo alcune sen. tmelle e rrendono tu~te le disposizioni per ra1Torzar11 la località occupata. Cosi, aù esempio, se In truppa soorriorna in un ()'ran villaarr· •• .~ I . "" • t'> ' • e-,10, ne occu~ern s? amente una pa rte e separera quesl.a dal restante Jer mezzo d1 bamca to, palancate, ecc. l ~li ava~r)Osti regolari hanno la parte fissa scaglionarn su tre linee ossia: la li~ea delle vedette, quella .dei piccoli posti e quella de!!; gran guardie. La parto mobile poi è rappresen tnta dalle patturrlie e dal~e ronde. La loro forza complessiva varia tra ,f/ 4 où •1/G d~ll'cffort! 110 tota1e della truppa . E di ffic ile dare uorme fisse ·circa gli inter ntll i e le distauze che devon\ s?nrare ·.tra loro le dive1:se · pa rti di un sistema d'avamposti, e.ppe~c1 _Tst~·uz1?1~e n~I ~ssarle premetto che non sono nssol ute. In mass1?1a, 1 p1ccol1 posti distano dalle vedette 800 me.tri e Je gran guardie ·1_2?0 ~etri da ~ne~tc e 2000 dal corpo principale. 1 Il_ s~rv1z10 d nvamp0st1 dura 24- ore ed è fornito dal le truppe che cost1tu1sco110 l'avanguardia. Ciò premesso, sono ripetute, ma con maggiori particolnri, tutte le ~orme contenute nel giù cit.ato Regol:imento del 26 ottobre 1883 circa ti ~odo _con cui deve e_sserc disirnpeguato il-servizio delle vedette, piccoli posti e gran guardie nelle varie fienienze di ouerra Ogni sistema d'nva mposti ·regolari , oltre alle tr; Ji aoe. sopradette ha a_nc~ra altre due parti complementnri , ussia la 1'isenci ed · i vosti spec1ali. , La _rrima, situata in punto cenlrale, è sotto gl i ordini diretti delI ~fficrale superiore comandante degli avamposti od è incaricata di fornire le pattuglie di ricognizione ed i posti di C(\lleoamento colle oran gua d"10 d"I o •r e occupare quei. punti la cui conservazione è stimatn "importante. Sono I b·1· 1 1l1· poi· a Icun1· post,· speciali principalmente nei cnsi se. sa guenti: . 0 1 no, ' . per ri?forzare un'u~a dulia J.inea delle vedette, ~1uaudo 'lUest'ala n 81 nppogg,a su ostacoli n:itnral 1 o $ll truppe amiche; 8 -
AliNO XXIX,
,·or.. n·
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2° per conservare il collegamento tra due gran guardie molto distanti; 3~ per occnpare dei punti importanti sul dinanzi o sulla linea delle vedette ; ,1o ìufìne, per osservare a grande distanza il terreno esterno, mettendoli su punti elevati. Allorcl1è la cavalleria concorre con la fanteria nella costituzione di un sistema d'avamposti si limita generalmente a fornire alcune vedette o piccole pattugl ie esterne, e solo raramente fornisce qualche gran guàrdia nei tratti in cui il terreno è piano e scoperto. Talune vol~e però può essere stabi lita , ma solo di giorno, qualche gran guarclta mista di fan teria e di . cavalleria . Il servizio di vigilanza nell' interno degli avamposti è fatto per mezzo di roncle; quello invece di ricognizione all'esterno è fotto per mezzo <li piccole pattuglie o cli ricognizioni . Le ronde sono per solito eseguite dai comandanti dei piccoli posti e delle gran guardie o da ufficiali e sottuffi.cial ì da essi destinati, scortati ·da uno o da due cavalieri ed anche senza alcuna scorta. Esse non oltrepassano mai la linea delle vedette. Le piccole pattuglie sono staccate dalle gran guardie ogniqna!Yolta il loro comandante lo crede nec.essario, e sono per lo più di duo cavalieri .e dì un caporale o di un sottufficia le, oppure anche di un ufficinle se l' importanza dello scopo lo esige. In taluni casi le pattuglie possono essere dì nua forza maggiore ed allora è pre?critto che sicno staccate dalla riserva. Le ricognizioni poi vengono fatte con un maggior n0.rbo cli truppe ed hanno per i5copo di scoprire o verificare parecchi punti relativi alla posizione ed ai movimenti del nemico ed alla topografia del teatro della guerra. Esse s; distinguono in ordinarie, special·i ed offensive, Le ordinarie hanno p.çr iscopo : di ricono?cere una zona ristretta di terreno ·cbe debba essere percorsa da qualche riparto; dì accertarsi se il nemico ha apportato qualche variazione ai suoi avamposti, se si prepara a muovere innanzi od a ritirarsi, ecc. In genenile sono im~ piegate dopo che la cav:illeria in avanscoperta si è ritirata ed il nemico è vicino. Il servizio 6 fatto dalle truppe della ri$erva d'avamposti e regol:ito dal comandnnte della divisione o della brigata, se questa è isolata o situata dietro la località da riconoscersi . Se l'esercito invece è schierato nell'ordine di battaglia, il servizio è regolato dal comandante del corpo d'~rmàta e· vi concorre, per quanto possibile, anche la fonter!a,
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a meno che il terreno sia tutto piano e scoperto. Le due arm i possono essere impiegate promiscuamente od a gruppi distinti, secondo le condizioni del terreno; cosi, ad esempio, una ricognizione di fanteria in terreno boschivo o coperto potrù sempre trarre grandissimo vantaggio da pochi cavalieri che_la seguano e facciano il servizio di corrispondenza. Le ricognizioni speciali sono determinate da necessità particolari e sono per lo più eseguite da un ufficiale scortato da pochi cavalieri. Le ricognizioni offensive infine sono consigliate da necessità d'ordine superiore e poss~110 essere ordinate solo dal comandante su-' premo. ALDIENTAzroNE nEr,LE TRUPPE . - La necessi tà di rispnrrn iare per quanto possibile i viveri di riserva essendo evidente, importa di attingere alle sorgenti del paese con le requisizioni o coq l'acquisto diretto, che ò da preferirsi. Sia quindi assegnata ad ogni corpo d'armata una data zona, e venga poscia ripartita fra i riparti minori. Il ministro della guerra, all'aprirsi di mfa campagna, fissa fo razione, restando però in facoltà del comandante supremo di farvi mano mano quel le modificazioni che sono richieste dalle risorse del pnese. I Durante i movimenti per lo schieramento st.rntegico, le truppe portano seco dal luogo di partenza il pane ed i foraggi e ricevono gl i alimenti nelle stazioni di vettòvagliamento. Al punto u'arri vo poi vi sono special i nwgazzini, pel caso in cui il paese non offrisse alcun aiuto. Il servizio d'ali mentazione presso le truppe· in movimento esige due operazioni, ossia: il rifornimento dei convogli reggimentali e la distribuzione ai ripartì. La prima operMìone ·si effettua acquistando direttamente i generi, oppure prelevandoli dai convogli amministrativi. In ambedue i casi ogai reggimento o distaccamento è rappresentato da un ufficiale, al qnaie spetta di ricevere le derrate e distribuirle poscia agli squadroni. Non si dimentichi peraltro che la cavalleria è l'arma che più d'ogni altra deve vivere sul paese. Prè:;so di essa il servizio d'alimentazione varia secondo che: a) è impiegata nel servizio d'esplorazione; b) è momentaneamente coi1centrata innanzi all'esercito; e) è concentrai~ in linea con l'esercito. Il bisogno giornal iero è assicnrato anzitutto mediante l'alimenta:,;ione
RIVIS'f.A H.6 presso gli abitanti, e poscia mediante acquisti e le requisizioni fatte, sotto la direzione del.capo di corpo, dall'ufficiale cl'aplH'O'\'Vigionamento o dai comandanti degli squadroni di prima linea. I distaccamenti comandati da ufficiali provvedoJ10 per como p-roprio, . ed a tal uopo ricevono dal corpo .un'anticipazione in danaro. Per le requisizioni , gl i ufficiali che ne sono iucat:icati, banno un libretto (carnet .de réqtl'is'it'ion) i,he attesta il diritto cli requisire, ed hanno anche un li bretto di ricevute (carnet de reçus). 1 comandanti degli squadroni cli ~rima linea sono provvisti-sempre di questi libretti, e prima di fraz ionare lo squadrone.fanno distribuire ai .cavalieri isolati eLl ai capi gruppo quel numero d'ordini di ·requisizione e di ricevute _che stimano necessario pcrchè possano, vivere presso gli abitanti. E prescritto çhe le ficevute sieno falle solo per mezze giornate, e cl1e ogni comandante di plot.one tenga cçmto di quelle i·i lasciate dai suoi cli pendenti e ne faccia il riepilogo al comnndante del lo sr[uadrone, · restituendogli i documenti non consumati. Se trattasi invece di requisiiioni, sulle ricevute deve esserè indicato il luogo e· l'ora del prelevnmcnto, e la quantità e rprnlità del "enere. I comandanti dei squadron i esploranti sono anche auLorizzatiacl inviare i viveri ·ai piccoli posti servendosi cli vetture del paese. Ai corna11danLi poi dei re.ggime11ti schierati in prima li nea è raccomandato di adottare per gli uomini preferibilmente i( sistema dell'alimentazione presso gli ahi,lanti (da ·r~ a 6 uomini per fomicrlia) e quello della re~uisizione per i cavalli. a Nei soli casi eccezionali è permesso éli dare i viveri in contanti ai caYalieri isolati, dovendo essi per massima ricevere dagli abitanti ali alimenti per sè e per i cavalli. ' "
REQ UISIZION[. -
L'ufficiale inviato a requisire riceve l'ordi ne in cuì
è indicata la natura e quanti fa degli · oggeui ed il luogo ove delibono
essere requisi ti. Arrivato a destinazione, l'ufficiale colla scorta rico. nosce la lo.cali tà , prende le misure di sicurezza, e poscia presenta · r.ordine al capo 'dell'autori.tit 1~1tmicipale od a qualche notabile del paese: nce-:e .le der.r~t~, ne lasc~a rtcernta, e provvede al loro trasport-0 con carn d1 re~1u1s1Z1one, ..ed 1~ ~ancanza di ques.ti coi cavalli del drnp- · · pello, app1eclando gli uom111 1. qua lora durante queste openazioni il nemico lo attaccass.e, procuri anz1tuLto di meuere in cammino gli oggetti più importanti approfittando della resistenza opposta dai drappell i lasciati fuori del villacrcrio pel servizio di sicurezza. Se infine un riparto di cavalleria è incari~:to_
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<li distm·bare una requisizione del nemico, fa duopo che agisca con somma energia e·cbe procuri anzitutto di far ragg:ungere da un drappello la via di ritirata del convoglio . CòNVOGLI. - La caval leria, a meno di circostanze eccezionali, mm chiamata a scortare convogli, ma solo a precederl-i con piccoli drnppell i esploranti . Pur tuttavia, affin'c11è le truppe di quest'ann-a sieno pronte ad orrni ,eventualità, l'Istruzione si diffonde a parlare del · modo come clebbino· essere scortati, parcati e difcsi ·i diversi convogli ripetendo quanto in argomento è detto nel già citalo Regolamento del 26 ottobre ,1883 . A noi basti un cenno intorno al l'attacco dei conYogl i. I momenti più acconci per attaccare un convogliò sono: a) qnando fa una piccoli\ o grande' fermata; b) quando· com incia a parcarsi; e) quando i cavalli stanno abbeverandosi; d:) quando attr,wer.sa uu bosco; e) quando attraversa una stretta· · f) i1Ìfine quando sale una strad~ a. foTte· penclenr.a. . L'ufficiale in?ar(cato dell''attacco deve prefiggersi· come scopo prin~1pale · quello d1 disperderne In scorta. Una parre dei suoi cavalieri atta'Cohino il grosso del la scorta, una parte le vetture ed una parte sia te~uta. in riserva. Nello stesso· tempo :ilcuni ca val ieri si sparpagliano "f>tH lati deLla strada e cercano di tagliare le tirelle dei cavalli e di mettere p~r trav.erso le prime e le ultime vetture del couv:oglio. Se ti convoglio è o arriva in tempo a parcarsi, conviene tentare -ogni mezzo per attirarne a qualche distanza la scorta, mentre alcuni -ca.valiori mettono pìede a terra e tentano di penetrare nel parco. L~ scorta n0n . si stacca dal convoglio '? Si assalga in parecchi ,puntt e se si vede l'impossibilità di sbarragliarla, si appicchi il fuoco ,al convoglio.
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CIPEUA~IO:'.'<l DI PICCOLA GUEUR'A. - L'.operazione dì {Jiccola cruerra ., o 'PlU il servizio di rioocrnizione e . adatta · per l'arma di cavalleria· dorno ~ o ·sicurezza è senza alcun dubbio· la SM"[ffesa·. La prima condizione per ottenere irL essa un buon snccesso è di man· 'tenere il segreto e di conoscere' Irene' i· punti deboli della situazìoue d~! nemico. I cavalli che nitriscono -devono essere esclusi. Il tempo pm favorevole è il pi0voso, il nebbioso e·quello eccessivamente c.alclo: L'operazione si tenta, d'ordinario allo sptmtar ·del sole:
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Durante la marcia, il comandante del drappello fa osservare il massimo silenzio, evita i luoghi abitati e le strade principali, e riconosce una via di ritirata, sulla quale lascia un piccolo sostegno. Egli indica inoltre nd ogni cnvaliere il punto di raccolta, in cnso di dispersione, e la vin di ritirnta . Al momento dell'nttacco bisogna agire con risolutezza , prontezza ed · energia, serbnndo sempre una riserva, che non prende parte all'attacco. Se la sorpresa hn per iscopo di fare prigionieri, l'inchiodare cannoni, ecc., e non già d'impadronirsi d'un~ posiz\one e stabilirvisi, la rit.irata deve essere incom;nci.1t.c1 non appena si è ottenuto il risult,1to. Lo scopo d'una sorpresa essendo sempre quello di arrecnre al nemico il maf"simo danno, impiegando il minor numero di cavalieri, conviene che ciascuno di essi abbià un mandato speciale, per esempio: attaccare i capi; mettere le ai·rni fuori servizio; fore o liberare prigionieri; tagliar le tirelle ai cavalli, ecc. Per sorprendere un centro d'abitazioni si divida il distaccamento in parecchi gruppi , e la loro azione sia combinata in modo che l'attacco abbin luogo contemporaneamente su parecchi punti. Nella sorpr,~sa cl\m accantonamento si procuri d'impadronirsi suhilo clelle sentinelle, poscia dei càpi ed in seguito si occupi la piazza d'alarme: in quella d'un bivacco invece conviené mettere fra le operazioni più urgenti quella cli ·sciogliere i cnvalli' e disperderli . Una truppa in movimento infine deve essere sorpresa mentre sta _passando una st.rettn od attraversando terreno poco atto al combattimento. La seconda delle operazioni di piccoln gu erra che si prestn all'incloJe. della cavalleria è l'imboscata, per b quale si richiedono le stesse . precauzioni; nnzi In segretezzn ed il silenzio sono per essa condizioni indispensabili. Seguono infine le distruz'ioni. È proibito in moclo assoluto distruggere qualsinsi opera d'arte senza un ordine formale del comando supremo o del comandante del corpo d'armata. Generalmente queste missioni sono aflìclnte ad ufficiali delle a~mi speciali, scortati per lo più da drappello cli cavalleria,_ se fa d'uopo spingersi oltre il fronte dell'esercito. Qunlcl1e volta la cavalleria può anche essere incaricota di esegui're cli per sè l'operazione, ~e però non occorre materiale pesante. Sono, per esempio, operazioni adattate per essa la roltnra d'una linea ferroviaria, la distruzione d'una linea telegrafica , la distruzione d'una '
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piccola opera d'arte, ecc. , per eseguire le quali si trovano facilmente gli ut.ensili necessarL L'lst.ruzione indica poscia il modo come si devono produrre le distruzioni principali ed enumera gli istrumenti che in ogni caso sono necessari. Conchinde stabilendo che il clistoccamenro sia sempre diviso in clne parti: una per eseguire la distrur.ione; e l'altra, più forte, per proteggere la prima. CoMBATTDIE~TI. Appenv le colonne di fanteria giungono a distanza di combattimeuto, la ca·valleria smnschera il loro fronte e si porla sulle ali. · Durnnte il co111battimento poi, il comandante della cavalleria, mentre osserva le istrnzioui generali ricevute, non l.1scia sfuggire alcuna occasione per ngire effi cacemente . .Così gli può occorrere di piombare sui IHmchi od alle spalle del nemico; cli precedere ed appoggiare qualche colonna che tenta di sfondare un'ala del nemico; di riempiere qualche intervallo formatosi nella linea di battaglia; di 11 ffrontnre qunlclte corso nemico che sta per giungere sul . campo di battaglia e ritardnrue la marcin· infine di controbattere la cavalleria . A.Ila' flue del combattimento, se Yittorioso, la cavalleria fa ogni sforzo per convertire la ritirata del nemico in una fuga. In tal caso, badi bene di non perderne mai il contatto, Se la vittoria invece è del nemico, la cnvalleria è chiamata a compiere un mandato cli grande sacrificio e devozione, opponendosi, appoggiata dalla sua artiglieria a cavallo, all' inseguimento. È raccomandato agli \1fficiali e sottufficiali di 11doprnrsi energicamente perchè in tutte le fa$i d'un combattimento il disordine non penetri mai nelle file forzando, occorrendo, i caval'ieri all'obbedienza. Così, ad esetnpio; essi non permetteranno che questi si fermino indietro o si allontanino per spogliare i morti; per scortare prigionieri; o per trasportare feriti; la quale operazione deve essere fatta solo dopo il combattimento. « Il primo interesse - dice l'fatruzione - come il primo dovere, « è cli assicurare la vittori.1, la r1uale sola può garantire ai feri'ti « .ogni cura. · « Gli ufficiali raccomandino ai cavalieri che la generosità onora il « corarraio· i prirrionieri di <>,.,nerra 11011 devono essere mai im,ultati, <>e> , e « ne spogliati; ognuno d'essi deve essere trattato secondo i riguardi « dovuti al suo grado ».
•12.·1·
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È -stabilil.o infine · clie dopo · un fatto d'armi qualsiasi tuttt gli ufficiali generali e superiori facciano un rapporto, nel quale segnalano c0loro che maggiormente si distinsero. Per quelli invece che manca,. rono al proprio dovere, fanno clei rapporti speciali.
traversare, senza snrarnrs1, una- zona -di terreno di quulunq.ue natura e di raggiungere il puuto che glì è· fissato; in. ttna parola, egli ,devfl sapersi orieut:ire. ' Per insegnarli ciò, l'istrnttore ·si rino-Jtri -col suo gruppo per una strada di campagna e mano mano che incontra una forma speciale del terrerro, si fermi e la descriva, ad·operando semp_re termini regolamentari; poscia, la faccia ripetere .da qualche cava.Iiere e chieda a qualcuno se nelle vicinanze havv·i una forma simile a quella considerata. Insegnate in tal g11isa. le principal i definizioni, espongaile norme per. oFientarsi sul terreno e· per· a·p·prezzare le distanze. Ecco un esempio pratico: « Quando i cavalieri sono famigliarizzati con le detìnizioni relative « al terreno ed all'orientawento e che sanno come apprezzare lc1 di• stanz!:', J',istruttore riepiloga , ool ·segmmte esercì.zio le p.rime ,lezionl: «' Egli drce .al suo gnrp po : ·«'noi, marcieFen10 verrso il villaggio A, « posto a N. O. del punto iu cui ci , troviamo ». << Quindi ordtna ai « cavalieri d' orientarsi senza abbandonare il punto in cni sono , e « detf}rminare a volo d'uccello, peT me-ào id\ogg.e.tto ben v-isihili, .come « la sommità d'una montagna·, un .campanilc, . una torre, ecc., la di« rezione in cni deve trovar.si il villaggro indi euto. " Dopo aver notati · questi. ca-pi saldi,. che derermiua·no la direzione • del v,illaO'crio , i, mivalieri, ne scelgono altri a. destra e sinistra di « qtresta cl irezione, tenendo a 111f}Ute · du qnal parte dovranno trovarsi « durante la marcia. . « L'istruttore interroga allora alcm;1i cavalieri per assicurarsi cl1e « abbiano fatte tutte queste osservazion i, e poscia si mette in marcia « facendos; precedere da un cavaliere al quale dil di qnando in quando « il cambio. « Durante. la marcia i cavalieri devono osservare le varietit del • terreuo, per rammentarsene al ritorno ». A:1 ritorno-ir drappello percorn~ la stessa strada per rimarca.re 10 differenze che pFcsenta il terreno ,osservat.o da un· punto opposto. Quando questa parte dell' istruzione è slata ben compresa , si ,passa, segi:rendo lo stesso metodo, a sviluppare alcuni terni semplici .sul servizio di sicurezza in marcia ed in st.azione: « In una parn13, i[· metodo d'ir1sognamento da , seguirsi ;per l'istru:« zione indi viduale è' il' seguente.: sud·divic\ore ·un servizio qualunque, « per studiare successivamente ·e separatarncnte·il còmpito di ciascunò « degli elementi eh-a · lo, costitnisGono, in presenza di un · gruppo, ove « i cavalieri, ora attori ed ora uditori, traggono un continuo profitto
II. Esposte le teorie generali, l'Istrtizionc passa a discorrere del me~todo da seguire per farle ben compreudère alJe trnppe. « Questa parte « (5econda), essa dice, è destinata a modificare completamente i me«. todi difettosi, che troppo spesso sono impiegati nell'insegnamento di « questo ramo tanto importante dell'istrazione della cavalleria ». Esam ina infatti il .metodo usato sinora generalmente nei corpi e conchiudl3 così: « questo me Ludo non ha di mira che quasi esclusi vamente « l'istruzione collettiva. Esso. trascura l'istruzione individùale, cioè, « sopprimendo la ·scuola de_l cava liere, esso fa principiare lo studio « del senrizio fo campagna con la scuola di plotone; mentre che in « questo servizio, più clic in ogni nitro, la base del metodo cl' inse« gnamento dev'essere l'istruzione individuale· dei cavalieri. « È indispensabile d' insegnare sin dal principio, isolatamente a eia« scun cavaliere, i particolari dei differenti doveri ch'egli è chiamato « a compiere personalmente; ed è solamente quando ciascun cavaliere « è completamente istruito ne' suoi -diversi do,,eri, che si può passare. « all'istruzione del plotone isolato e del plotone inqttadrato ,nello squa:« drone ». Istr-iiz'ione· indfoid1.tale. -;-- Quest'istruzione de,v! essere regola!.(! in modo che riesca una dimostrazione pratica delle teorie generali, servendosi all'uopo delle conrJ.izio11i varie del terreno .e delle 'Varie even.,. tualiLà di · guerra che si possono SU[>p@rre e sviluppare. Si rammenti l'i:.truttore ch'egli non deve solo correggere gli errori commessi dai cavalieri, ma anohe istruirli, ossia, . mentre un ca,valiere eseguisce una· data-operazione egli deve darne la spiegazione agli spe~· latori. « In tal guisa, gli attori e gli uditori, ugualmente octcupati, « ·traggono ugualmente profitto della lezione ». .In quanto alla ,progression-e si abbia ben presente che la base dell'istruzione:indi viduale èjl, terreno. Di fotto, per•co.mpiere un ·servizio · qualunque in campagna, il cavaliere dev'essere in. coudizion:e ·di at-
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ESTERA
RIVISTA « dall'istruzione impartita dal capo. Questo traduce in alt.rettanti casi « particolari tutti i prinèipii. e tutte le regole della parte prima; ne « fa l'applicazione successivamente, secondo che il terreno od il nemico - « supposto gliene forniscono l'occa~ione ».
Istrnzione del rtntppo. - Il grnppo viene istrnito seguendo lo stesso metodo analitico ora enunciato.· A tal uopo l'lstruzfone raccomanda che sia rappresentata solamente la frazione di cui si mettono in pratica le operazioni e che tutti gli altri cavalieri siano tenuti presso l'istruttore afDnchè possano venire interrogati e trar profitto dalle sue correzioni ed ossenazioni. Solo in ultimo tutto il gruppo agisce come nel caso reale. Ist1·uzfone del plotone. Fatte bene le due istruzioni precedenti, riesce facile insegnare all'intero plotone i diversi compiti che gli possono spettare cosi quando è inquadrato, come quando opera isolatamente. Al principio il nemico conviene che sia segnato da qualche cavaliere, ed in seguito rappresentato per intero. Con ciò fi oisce la parto seconda dell' Istruzione e, come già dicemmo, le fanno seguito ~1uattro appendici, delle quali riassumeremo solamente quella riflettente la dinamite, perchè le altre tre sono all'incirca uno stralcio del Hegolamento pel ser1;·i zio in giierra, e la quarta infine (IJ:rnderuole e fanali per comandi) non riveste per noi alcun inferesse. III.
Dr KA~mE E . suo IMPIEGO. Sono premessi alcnui cenni sulla composizione della dinamite, sulle sue proprietà, sugli effetti su essa esercitati ·dal caldo, dal freddo e dall'acqua ed infine sili suoi effetti fisiologie.i. Poi viene indicalo il modo come b cavalleria deve servirsene nelle varie circostanze. La cartuccia in uso presso la cavalleria si compone di una scatola- · di latta lunga metri 0,13 e larga metri 0,03'.z e spe~sa metri 0,02., conte.'.. nente ·100 grammi di dinamite. Alle due estremiti havvi un piccolo tt~IJo · penetrante nell'interno e destinato a ricevere la capsula. La cartuccia è inoltre ricoperta di carta .
12.3-
L'innesco si compone di una capsula fissata all'estremità d'un pezzo di cordone Bickford. La detonazione della ca psnla introdotta nel tubetto della cartuccia ne produce l'esplosione. Quando parecchie cartnccie sono riunite e non distano tra loro più di 50 centimetri si possono far esplodere tutte con un solo innesco . In tal caso l'esplosione dicesi d'·inff.iienza. Per ·preparare la cartuccia allo scoppio si introduce in una capsula l'estremità del cordone Bickford, si schiaccia la capsula verso la bocca · perchè rimanga fissa a questo, e poi si introduce nel tubetto di una delle estremità delle scàtola: se poi si vuole meglio asgicurare l'esplosione si mette una capsula così preparata in ambedue i tubetti. Ciò fatto, si spacca per un centimetro l'estrernitit libera del cordone e si · accendu con un pezzo d'esca. Un drappello di cavalieri per eseguire un'operazione con la dinamite si divide in due parti: una fa il servizio di sicurezza e l'altra, appiedando, aiuta il comandante a mettere a sito la cartuccia. Dopo ciò, si dà il fuoco lii cordone ed il drappello si ritira a ,150 o 200 · metri per attendere la detonazione: e verificarne gli effetti. Per- produrre la rottura d'una guida di ferrovia bastano due cnrtuccie; generalmente però conviene romperla in due punti , distanti tra loro due mctrj._ Per questa operazione , sono sufncienti quattro cavalieri. Per rompere invece una traversina occorrono 5 c,11tuccie; ma per rendere ioservibilo la linea, Lisogn,1 romperne almeno due non consecutive e separate da una soln . . I punti più opportuni per distruggere binari sono : 1° nelle curve e sulla gnid:.. esterna; '.2.0 nei tratti in trincen; 3° nei punti di biforcazione; 4° nelle traversine; 5° nelle piattaforme girevoli; 6° negli scambi. . Per fare una breccia in un muro dello spessore di metri 0,50 oc- · corrono chilogrammi 6, 300 di dinamite, se questa si pone in un punto solo al piede ciel muro e si lascia scoperta; coprendola invece di terra bastano chilogi·. ,j ,800 ; disténdendola infine in linea retta al piede ciel muro o sospesa ad un metro da terra, sarà sufficiente impiegare chilogrammi 2,MO per met.ro èorrente. L'Ist·l'uzione continua a prendere in esame la rottura delle loco1
ESTERA
RIYISTA
motiv,e, pruli da telegrafo., ponti, serbatoi d'acqua, ecc. mn noi non la segniamo perchè lo spazio che ci è concesso è troppo ristretto, Essa concliiude infLile ossenvando che per l'abbattimento degli nlberi e dei pali da telegrafo conviene adopernre la sega art·icolata a preferenza della dinamite, perchè questa, detonando a g,rande distanza , avverte il nemico del punto in cui si fece l'operazione. Il tempo iufatti che si impiega è uguale o minore perchò con la sega· un pii,lw di 1.8 centi~netri di diameLro è taglinto da due uomini in 25 secondi; da ,i- in •I6 e da 6 . in •t O (•I), Parimenti un albero di metri O, 70 di dinmetro può essere segato in meno di ,1O minuti primi.
L'ordinamento della Croce Rossa austriaca ritrae assai del la forma politica dello Stato in. mezzo a cui vive; dicentra nel. lavoro di preparazione per la guerra, e conserva unità d'indirizzo nel tempo dell'azione. Si prestano a quest'ordine le inclinazioni e le tradizioni dei po poi i; ricavandone questo grande vantaggio, che più per disciplina ed ordine d'amministrare, che non per ricchezze, la Croce Rossa austriaca si è acquistato nel suo paese un ban meritato prestigio. Siede a Yienna una presidenza federale, di cui è presidente onorario l'impHatore, rnppresentato da un arciduca della casa imperjale; 11ccanto ad essa vi è l'amministraziona della società patriottica viennese, centro degli affari doll'intiera società. Per- gerarchia, le società per regioni, fauno ca po alla presidenza contr.ale; ed in pari temP.O le sono tributarie limitatamente; dirlle re-
gionali, come germogl i, crescono le società filiali nei distrelLi politici, tribu tarie, a misura, delle societil madri. Promuovono e cooperano .ad estendere 'Jnesta rete, che al lnccia in un sol corpo la cari Lit austriaca, la ~orte ed il governo. _L' una attrae i nobili, i doviziosi ad associarsi e ad arricchira una ist.ituzione sollevata a tanto pregio di curaro la salute deJJ'esercito . li governo, tappreseutato dal ministro del la guerra, la fa ,,orisce por molte ragioni; ha pochezza <li materiale sanitario, scarsezza tli personale medico, ha un'esperienza continua di gt1en o, in cui il servizio sanitario si mostrò difettoso, delìcient.e; ha le ultime prove nell'insurrezione tfolla Dalmazia, della Erzegovina e della 13osnia, dove, sia pel ·ne- · mico, che s'aveva a combattere, sia per la configurazione speciale del terreno, che ,;'avcrn n percorrere, non era possibi le institnirvi ospoclali, infermerie, ricoveri qu::tlsiasi · di sicurezza ; dove\'asi 'Juindi trasportare malati, fer iti con molti disagi, per monti, v:i lli per essere avvicinati agl i scali di Ragusa e di Spalato ed essere imbarcati; ed in tali trasponi la Societù della Croce Rossa rese segnalnti serv izi. ('1) . L'apertura da poco decretata del!' Accademia Giuseppina hn acceso nella stampa austriaca una viva polemica, che scopri nel servizio militare sanitario· molte imperfezioni non conosciute, le quali però ,fann o ben comprendere i moti'Vi per cui il rnini.,;tero della .gue.rra hn accordato un cosi largo e interessato appoggio alla Croce Rossa. I medici militari nustriaci conservano ancora nell'esercito la loro speciale posizione, di non esscrr. assimilati a gr:idi militari; ciò faci lita l'avvicinamento di questa istittuione al servizio sanitario rlell'eserèito, poichè i medici .non veggono nella Croce Rossa scemata qnell'autorità militare, onde sono così ombrosi negli altri eserci t.i buona parte dei medici militari giit e11uiparnti ad uffì.ciali . Le pri me tracce cli r1uesla istituzione inoltre vennero segnate in un'epoca, in cui essa non pote,•a a meno di avere una favo reYole accoglienza presso le popolazioni. Il 28 aprile 1850 forma vasi la prima associaz ione di soc.;orso per feriti ed ammalati; cessata dopo la guc1rra, risuscitata nel 1861-, o nel ·1866, ricostituitasi nel 4867, come soccorritrice dei feriti ed nmmalati, delle vetlove ed orfani dei caduti in guerra, e ri[ormavasi nel '1880 assumendo il Litolo ùi SociMà cleUci Croce Rossa austriaca, poucudo&i sotto il protettorato di S. ~I. Da
(I) Per i11111irgare 11iù di due uomini con la slo~sa sega si a.U~ccano a llo estremità delle conliccllo, che vengono eia essl tirate; però non è consigliato cli im]liogarc più. di 6 uomin i per sego.
(I ) Dl\l'an to la guerra i11 l!osnia, gli ,\ u,;t.ri,tci, ~crivo il PrO{Jl'iS m'i/,i/ail'e, sgomb ra~ rono -12,520 feriti e maiali por mezzo ll"am lmlanzo nal'igan ti , di etti GS95 con batteLit ordinari della comp.1gnia (li n:1viga1.iono dol D;,nubio.
Lfr CROCE ROSSA, AUSTRIACA (Funftc1· GeneraL-llcl'icht àet Ocstureichischen Gesellscltaft
vox 1\oruex KnEt:zE).
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ESTEl\A
RIVISTA
quest'epoca viene pubblicato ogni anno un rendiconto annu(l le della gestione amministrativa. Per veritù l'indirizzo, a cui la Croce Rossa austriaca andò mano mano uniformandosi, si scosta non poco da quel carattere primitivo, originale, che doveva serbare; essa doveva essere filantropa, spontanea , espansiva, da sè, senza soggezione, senza neanco l'ombra d'infiuenze; cd invece non potè sottrarsi all'inllusso delle due notenze, che la circondavano, cd è così quasi interamente guidata dal governo e dalla corte. Le società per regioni sono o di uomini o di donM; ciascuna ha una cassa propri:i, mantenuta dalle contribuzioni annue dei suoi membri, dalla vendita all'asta pubblica dei doni, da lega ti, e da tributi delle societit fi liali. Venti membri sono snflìcienti per costituire una società; sono membri ordinari, se pagano un soldo annuai'é; sono protettori, se offrono, alln loro ammissione, una somma in danaro; onorari, se hanno ben meritato della societù . Le società filinli sono r:impolli della società madre, là regione; hanno uno statuto · proprio, approvato tlnlla società regionale, a cui danno · parte dei loro. introiti . Le signore nelle società regionali e filiali raccolgono biancherie, bendaggi, coperte, danari, ed iri genere ,,.i dedicano a tutte quelle opttre di pietà, che piCt si confanno coll'indole mite della donna. ' [l solo Tirolo tedesco ha ,100 società fil i:ili; la Boemia 65; la Gal. lizia 77. Nell'annata si formarono 3i nuove societi1, di cui 24 nel solo Tirolo . .Le società filiali femm ini li sono piLL numerose nelJa GalJizia, che· ne lia 48; in Boemia con io; delle società lìl iali femmin ili se ;1e fornrnrono ,1 4 nuove. Le società filiali maschili in tulto l' impero sono 3 13, e le fernrninili 2.09, in tutto 512. 1
I membri nellti società filiali masch ili sono :· ,19006 111088 >> » >> » femminili » 36094 In tutto i membri nelle società filiali sono I ,.membri delle societit regionali maschili sono: 9799 )) )) )) femminili )) 6597 )) )) )) tH2 p:itriottica viennese » ))
Sono clisì consociati nella Cisleitana per la Croce Rossa membri
53402.
Il denaro contante della società era di fior ini f ,8·18, f-88 .13 kreuz; nelle entrate annuali tra le altre lìgurano fiorini 6843.:.iO kreuz, il i2lt3 delle entrate della società patriottica vi~nnese; fiorini 2,1,A-90.7,1 kreuz il 30 p. °lo delle entrate delle societit r~gionali; fior ini ,1050, prodotto di concerti, di feste pubbliche datesi per scopo cli beneficenza; fior. 24 11. bonifiche fatte dal Miuislcro della guerra, della marina, dal la società della ferrovia del :;ud, dalla società del Lloyd austriaco, per spese di trasporto nell'occasione dell'ins.urrezione nel sud della Dalmazi:i, nella Erzegovina, e nella Bosnia. · Le entrate colle somme in cassa sali rono a fiorini 3,00~,332.76 krenz. Nella spesa figurano fiorini 15,500 assegùati come sostegno annuale alle vedove degli ufficiali, etl agli invalidi della guerra del. 1866 e 1878; fiorin i 2380, come dono eventuale, alle vedove, ed orfa ni dei caduti in guerra. Dedotte tutte le spese rimanevano pur sempre disponibili fiorini 2,682,830. 50 kreuz. In questa somma non sono compresi fiorini 20 mila, messi a pnrte, per sovvenire le famiglie ed orfani di quei veterani , che nel servizio tl' iufermierc cadessero vittime clel loro dovere. Nelle società maschili parti tamente per regioni, si ebbero queste entrate: in Gallizia fior ini H ,725, in M.oravia fiorini ,(9,845, in Stiria fiorini 2·1,35( in totale nelle società regionali maschili, si ebbe un introito di fiorini 85,315. Nelle società fomminili: in Carinzia fiorin i 6338,oOkreuz, in Boemia, fiorini 7383, in totale, nelle società regionali femm inili, un iutroilo di · fiorirti H, 10,1. Nell~ società fil iali maschili, . le entrate maggiori furono nel Tirolo, in fiorini 368fL26. kreuz, nell'Istria fiorini 40% , in Boemia fiori ni 5589, in totale le entrate delle società filiali maschili fiorini 24-,i22; nelle società filia li femminili, in Boemia la entrate furono di fiorini ,13,185, nella Jrnssa Austria di fiorin i 6997, in totale di fi orini 3 1,627, Insieme le entrate delle società fifo1li ascendono a fiorini 56,094. I\ preventivo della spesa per l' anno 11883-8.,i. si stima in fiorini 68,000, per equipaggiare il personale infermiere, e munire delle parti accessorie i ca1:ri da trasporto. Rimarrebbero sempre fi·oriui '13,4·2 i-, dopo le spese. Tra queste sono previsti fiorini 15,500 per l'annuale sovvenzione alle vedove degli uflìciali, cd agli invalidi delle guerre 11866 e 11878, lìorini 1000 eventuali pei miseri, ·reduci d::11le hattnglie, fiorini 200 alla societ~ degli inferm ieri di Praga, fior i11i 20,000 per 1
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RIV1STA
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·costruzione di nuovi depositi pel materiale, fiori1fr~O,OOO per acquisto materiale necessario al deposito principale. È notevole come la Croce Rossa ausl:r.iaca divida e.o\ governo il peso delle pensioni per gli imalidi, per ·gli orfani, e per le f:wniglie degli ufficiali ·caduti in guerra;. ed è tanto piLLnotev.ole, per.chè questa canti.t viene pme condi,<isa da-Jl'istituto di beneficenza Praueesco ~iuseppe, al cui carico godono la pensione per !ìorini 41,771 centoquarantacinque ·vedove di ufficiali, per fior ini 34-00 dicci famiglie .d'orfani, essendo le ricchezze di fruesto istituto di fiorini 2,498,6-1·9, secondo la Yecleue.
metà d'arredamento di un ospedale; per cui '30 carri bastano per ,15 ospedali, e· così 8 di questi devono avviarsi sul teatro di guerra, e mettersi al deposito della socìetà. · Si fecero pure prove per trasportare l'arredamento d'ospedali coi carri Jcggieri, servendosi di cesti, per meglio accomodarli su i carri. Queste prove mostrarono che_ solo ,1O cesti potevano assestarsi sui ca rri, e che bastano a provvedere solo per metà ·uno stabilimento di una . divisione di sanitù. Per avere sempre pronti queste cesti, vennero fatti. contratti in quelle località, dove. è viva quest'industria, a Wallachisch, a Koritschau, dove in 15 giorni si possono avere cesti per 48 carri, per. 2.4 stabilimenti, di 2.4 divisioni. . .. Si fecero pure contratti preventivi per acquisto di biancheria; u11 negoziante si obbliga ii1 qualsiàsi eventualità, al mom~nto, di sommi· nist.rare biancheria per fiorini 5·13!1, con riduzione di prezzo del 2. per °fo; nell'annata si provvidero solo gli oggetti, non deperibili nei magazzini; così agli oggetti deposti s' llggiuusero 600 pipe di porcellana, 600 pettini, 600 cavaturaccioli. Le signore della Societl1 Patriottica viennese assicnrarono 5,1:00 bendaggi triangolari, 3700 bende a compressione, 9200 bende comuni. Si è in trattativa per l'acquisto di nutrimenti, non deperibili nei magazzini; tutti i provvedimenti tendono ad avere in 15 giorni una completa mobilìtazione. , Le provvisibni, cli cui devono essere forniti gli ospedali, furono abbondanti anzichè no nel!' anno; porchè si raccolsero 2.3, H5 pacchetti di bendaggio, distribuiti pei prcsidì, dove devono allestirsi ospedali, o dove, per agglomerazione di truppe, più probabilmente occorreranno. Nei magazzini della Società sono ancora ·1670 pacchetti; 500 di questi raccolti nella Bukowina vennero assegnati ali' ,1,1° corpo di esercito; 636 delle società femminili di Boemia ali' 8° corpo; 7033 raccolti in Boemia al Comando delle difesa del paese di Praga. Le società femminili di Trieste ed Istria garaniiscono il complete allestimento della nave d'ambulanza, Stambul, c.he la società del Llyod . austriaco ha messo gratuitamente a disposizione; purchè siano soddisfatti i voti di vedere estesi i benefici della Convenzione di Ginevra anche alla marina. Il reclutamento del personale infermiere, pronosticato con tanta fede nella quarta relazione, fu larghissimo; vennero trovati infermieri, equipaggiati, instrniti, e sono pronti al primo appello. Le società dei vèterani somministrano un personale disciplinato, abituato alla dura vita della guerra, Un delegato della · società peregrinò nelle diverse regioni dell'impero, trovò ovunque facile accoglienza e 1
Nello scorso maggio vennero consegnate le 5 colonne da trasporto <;: ue .ancor manca vano per completare le.t1'.cnta, le _q.uali però non hanno ancora parti accessorie. . , . . . '.Ilrenta .carri coperti, ·pesanti, a larga asse, mcomod1 ed 11rndau1 per Je vie strette, furono assegnati a trasportare in guerra biancheria, bendacmi, ricr:eativi per gli ospedali da campo; debbono questi, per mas· sin~~, rivolgersi, pei loro bisogni ai dep.ositi..sociali, servendosi dei carri degli ospedali stessi . Gli stabilimenti s.:in itttri di divisione sono sempre discosti dai depositi sociali ; essi sono mo}Jili, se?reg~ti. P~r. poterli co1~odame~t? p_ro,'· vedere cli bendaggi, . cli biancheria SL sta bili un deposllo sussid1ar10, e percl1i! fjl!esto fos~c . tenuto a contatto cogli _stabi lin~ent! _si trovò ~n. model lo di carro leggiero, atto a percorrere I terrem pu1 frastagl1at1, da trainarsi a due cav.alli; su questo modello se ne costruirono g.ià 18, con.servati nei deposi ti al · Prnter. · Quesii carri coi 16 dell' ospecb le da campo -regalato alla Croce Rossa dall' Ordine teutonico i:es.ero nece$saria la costruzione .di un sesto deposito. NeÌlc· guarnigion i che debbono allestire ospedali .da campo co11 .se"Uito di colonne da trasporto, furo110 costrniti depositi, così a Baden, D , . d Linz, Olmutz, Krakau, lemherg; e.a Graz ne furono costrmt1 per ue colonne, a Laibach e ad Innsbrnck per nna colonna , e a Prilga e a Theresirrnstadt per due, su terreno concesso dal Ministero della .guerra . A Trieste venne rido lito a deposito una parte del forte Crisic. Nei depositi éli Vienna si conserv.ano le colonne per Josephstadt,, per Bfilnn, dove si fabbr ioa uu, deposito sn ùi un'area couc{)ssa dal comune. . Nel marzo +883 vi fecero pt·o,'.e ùi trasportare gl~ arnesi per gli ospedali da campo accomodati in pacchi. Per ogni tre carri pesanti coperti dovevasi pol'tare il completo arredo di clue ospedali_. . . . Si costrnirono apposi.ti cesti, per usufruire meglio lo spazw dei carri; r esito si J'n éhe su cli un solo carro pesante si pnò trasportare la 1
9 - ANNO XXIX, VOL IV
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molte adesio1,1i1di veterani. In poche settimane si ebbero ·138,i veterani, cli .clli. solo 1050 vennero d,ichi~raii abili alle fatiche dell'infermiere. e cli questi 89 vennero congedati, rimauendo così 96·1; ,18·1 in. più del neGes:;ario, perchè ne occorrevano solo 780. Le diqian.de sarebbero st~te ancor.a., maggiori, se il delegato· avesse potuto modificare talune condizioni di reclutamento. · Il difficile si è:assicurare alle famiglie dei veterani iu caso di morte in guerra, un'assistenza. Mentl'e si tl'atta col governo, la. P.residenza della società, p,mnride, disponendo di fiflrini 2.0,0.00, pel' sovvenire a. quest-0 eventuale bisogno, ·01:dinando inoltre, che sulla paga giornaliera del veterano infermiere fosse dedotta una. parte proporzionai.e, pel' sostentnrne la famiglia, durante il suo servizio.Per agevolare l'ammissione clei souufficial i e caporali veterani nel corpo degli , infermieri, e.non venir meno nel prestigio del. grado, venne stabilita un'assimilazione cle' gradi éolle cariche da esercitarsi nel servizio sanitario. Si è chiesto, eh.e i veterani in servizio presso i municipi,i e presso i magistrati, . i11 caso di ch iamata, non. perdano il loro impiego ·e siano, al 10110 coa:gedamen.to, riamessi. I sindaci cli Brtinn Linz; . Krakau, Lemberg e d'altre città assicurarono il delegato della società, . che avrebbero propugnato in consiglio le e:;igeuze e gli interessi della S.ocietà e dei veterani. Il ministro della,gt1erra decise di ridare lavoro agli Òperai dell'arsenale di Pola, che dovessero· esentarsi pel servizio d'iofermiere. Tale misura svegliè, negli operai il desiderio cli pàrtecipare ali' istrnzione de' portaferiti, e così, in caso · di qualche calamitit, possono, andre in, tempo cli pace, prestarsi reciproco aiuto tra loro operai,. Le società clel veterani di Salzbur5, di Gross-Siewarth,· di Pilsen, di Czernowitz, chiesero di far istruire i veterani iscritti nel servizio portaferiti . Gli infermieri sono autorizzati a portare in servizio una Croce RQ.?sa con l'acqui la impel'iale. Parecchie società aprono scuole, doYe sono istruiti nei doveri d'inf(:)rm iere i veterani, i quali ricevono in dono dt1e operette approvate dal miuistro della guerra; J'.una. è scritta , dal. medico di reggimento dott.'Hasas, e -tratta del servizio tecnico dei . portaferiti; ]'.altra è· clal maggiore del corpo sanitario Brutscher, e parla . della disciplina degli infermieri. I. ruoli . d',iscrizione son.o rinnovati in maggio:. in quest'anno,.sono giil . inscritti 32.L informieri, di cui •100. sfln-O dati dalla Società patriottica, viennese, e 2.2 1 dalle società regionali. La divisa, il corredo e- l'equipaggiamento del personale i11ferrn iere.delle trenta colonne sono già .in mngazzino; le cariche ed il personale delle colonne saranno designate in crue$t'11 t1,no; i comandanti cli esse sarnnno. nomi•nati .previa,. l'appro.,.. v::izionc del ministero della guerra. 1
13,!'
ESTERA
R!VISJ'A
Gli ufficiali, liberi da · ogni ser.v1zt0, messi a disposizione del ministero della guerra, saranno fatti delegati, e gli esuberanti tenuti in riserva .pei posti che ne fossero sprovvisti . Due delegati capi e i sotto delegati Yeunero già nominati; sono ancora. da designarsi venti sotto, delegati per riserva. I delegati dello scorso anno erano ,109; i nuovi .annunciatisi sono ·1 H; dei q·uali iO forono esclusi, rimanendone in pitt 7i; cruesti uniti ai 10!) danno 183, di cui parte sono già delegati, ;parte sono disponibili. La presidenza federale ·<lira mò una circolare alle presidenze locali deltè -società . veterane, per coordinàre le loro relazioni. colla presidenza centrale sulle nomine dei . veterani acl infermiere; queste. presi.clenze · locali possono oramai considerar:;i come altrettanti uf6ci secondari dell'ufficio centrale di reclutamento. Le società nell'anno scorso dìsponevano di ,f 75t.infermieri; in quest'anno se 11e annunciarono già ·18VL La.società.viennese ne dà 80: le società regionali ne fom.iscono 1018; il clero 526; la presidenza centrale 460; <li questo . personale 658 infermieri. sono già destinati sul te~tl'o della guerra., e. H 86 agli ospedali cli 2.• ~iuea. Le societ.<MleHe sig_nore diedero il maggiore contingente d..',irifermieri per -la 2.": linea; il cl.er,J di più per il teatro della guerra . . Sei medici offl'irono i loro servigi pei feriti snl campo di ·battagl ia e 515 si offril.'0110 .per gli spedali di seeonda. lin;ea ;·!il maggior numero di rned;ci vennero sommini;,trati clal Tirolo; 3,i farmacisti offrirono i loro servigi, e vennero messi a clisposizionee degli ,ospedali di 2,a linea . A questo numero .però d.e,,onsi .aggiungere: i , medici disponibili -pre,,so le singole società · l non anno · vera.ti nei registri della presidenza centrale. Centosettantaquattro società diverse cli veterani, cli ginnastica, e di pomp.ieri misero a, disposizione il loro·. personale per le colonne da 'trasporto: personale· disciplinato,' robl!lsto ([uaJe si esige nel pesante servizio di sollevare ed adagiare malati e feriti sui mezzi di trasporto. Negli ospedali, e nelle case di conv:1Jescenza.nell'i11terno dell'impero sono. dispon1bili posti per uffìcia,li 627, per ttupp/1 17065. 1
1
Le società regionali maschili assicurarono posti Le società regionali femmin:il i . Il clero ha · assicurato· µo,,ti . . . · Le so<:ietit regionali mascil ili presso privati assi.wrarono posti· Le società regionali. fernmiiiil,i
Pe1" t1fliciali
Per truppa
82. 20 8
75,73 · ,1110
!~5·1
317·1 978 17065
66 627
3573
I\IVISTA 1132 · L'istruzione delle infermiere in talune localitit è già attivata, in altre è in via di esserla. Nella bassa Austria se ne instruirono parecchie: a Praga si fece un corso apposito; a Laibach un'associazione di sorelle ha istruito un contingente cl' in ferm iere: a Klangenfuhrt si fissò una somma per questa istruzione: a Tropau se ne istruirono venticinque; la societit femminile di Brlinn ne ha preparate sessanta; in quest'ultima città vennero fatti giit i corsi ed un qninto sta per essern incominciato. Yi fu, non è molto, una conferenza di deputati della sociek't della Croce Rossa ungherese ed austriaca coi delegati del Ministero della guerr~ per l'impianto <dell'ufficio d'iÙformazion.i a Viennn. Quest'ufficio verrebbe in tempo di guerra affidato al la direzionedell'ispeuorato della Croco Rossa; esso sarebbe incaricato di llssumere le primo informnioni agli ospedali da campo, di riscrv11, negli stabilimenti cli :za linea, in quei delle società, nelle cnse di convalescenza; una volta accertato e aepnrate verrebbero queste informazioni trasmesse agli uffici centrali cl' in• formazioni a Pest e Vienna, o di qui comunicate ni parenti. Le soc.ietà austriaca ed ungherese della Croce Rossa per interessi, e per ordinamento sono separate, indi ~e.ndenti l_'una da~l'altr~; ora p~rò si cerca cli avvicinarle nel campo degh mtoress1 comum ; cd 11 28 aprile si discusse a questo proposito un progetto assentito dalle due presidenze, da 3.pprovarsi nella prima occasione dell'assemblea generale. La Croce Rossa austriaca nel ~ 882 aderiva di prender parte alla mostra i"'ienica . di Berlino, non. tenutasi per incendio sopravvenuto, differita quindi nel 1883. La società austriaca espose un carro completamento allestito poi trasporto di feriti ed ammalati con annèssi e connessi di riser\'a; un carro sanitario completo col materiale cli riserva; un cnrro d'uso campestre, ridotto pel trasporto de' feriti ed ammalati ; lotti d'ospedale complek'\mente forniti; barelle e letigbe. La società ebbe encomi delle persone competenti, lusinghiere approvazioni ed in premio de' suoi meriti la medaglia d'argento. Il ministro della guerra prussiano chiese dalla società il carro pel trasporto di feriti ed ammalati per esperimentarlo alle grandi manovre fattesi nello stesso anno in Germania. La conferenza internazionale chiusnsi testè a Ginevra era indetta, in sul principio, quando il comitato internazionale l'aveva ideata, a Vienna. Il governo austriaco allegando ragioni proprie, per allonta· nare da' suoi Stati qualsiasi noyitù di discussione sopra, un palto internazionalè, fece capire al comitato centrale viennese i suoi intendi· menti; e così venne decisa come sede della conferenza Ginevra, culla ~
ESTERA
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<lolla Convenzione del ·I 86!L Il governo nustriaco assecondò sempre l' istituzione della Croco Rossa ne' suoi Stati nell'interesse del servizio sanitario del proprio esercito; cauto e circospetto fu sempre nel rico-. noscere sin da principio la Convenzione, e nell'accettarne o sentirne solo le modifiche. Dal settembre viene pubblicalo in Vienna un periodico mensile col titolo Lri Croce Rossa au.str·iaca che trattn d'ordinamento, cli innovazioni, d'igiene, cd in genere del servizio sanitario volon tar:o, considerato in Austria ccme parte così interessante del servizio sanitario in guerra. Bosco, tenente nel 35° fanter·ia.
LIBRI
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- Storia ~al ,1644 al ,J699. - Roma, tipografia Voghera, '1883, ,J vol. in-;J6° di pag. 528. - L. 4. -:- Gli ;,lt·i uii r11ttì
,le_ll,i Squlf.tl1•11 'l"OIH(Ut(f, ,,,~
11ll'.Egith>.-- ·Storia ,dal 11700 al 11807 . -Roma, tipografia Voghera, ,1884, ,1 vol. in-116° di pag. 4-611. - L. 4. <J01·fìr,
Con questi due volumi il pudre Guglielmotti ha finito . la sua bell'opera: Storia della Marina pont?°fìcia, in 9 volumi, i quali ab.: bracciano un periodo di H secoli, e cioè dal 7:il8 al 1807. Quurant'anni di studi, di ricerche, di fatiche occorsero al -valentestorico per innalzare questo monumento letterario alla marina ponti_; ficia, monumento che si accentua sempre più verso ·la fine del lavoro e in ragion diretta della minor potenza morale e materiale delln Santa Sede. Il . Gnglielmotti, loTipete· più volte, non vuol rifare la storia, non, yuole dire nulla di nuovo. Suo scopo precipuo è quello di far risaltare i meriti della marina dei papi,, là dove gli storici tacquero, .o sorvolarono, e di dimostrare come sempre, ovunque e in ogni oc-· casione, essa siasi trovata in prima fila ed abbia saputo trar con sè le squadre degli Stati minori . per combattere i nemici della cristianità .
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l'ER!ODICI
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,Dei primi !-':ette ·volumi abbiamo già ' tenuto parola. Nell'8° lo sto·11ico entra a gonfie vele in quella grossa guerra di Candia · e 'della Morèa, che dal 16/ii!i: al ,1699 a'flìisse in special modo la ·Repu:bbHca ·veneta · e che tenne · in grande apprensione tutta l'Italia e quanti ebbero a éhe. fare colla Turchia. La 'Repubblica veneta, stretta dal ·bisogno, per a'Vere :;ussi'dio di uomini e di navi aveva fatto un appello energico alkpotenze amiche: promisero, ma erano lente a mantenere. Il principe Ludovisio, comandante in capo della piccola flotta promessa dal papa, sbrigò la faccenda; chiamò ad un punto di riunione 5 galere di Firenze col Verrazzano, 5 di · Napc,li coll' Al monte, 6 di Malta condotte dal generale Villaroello e da Messina, ?ggiunte le sue 5 galere, salpò per Corfù e per Zante, ove aspettava impaziente l'armata veneta. Que:;to soccorso di navi venne chiamato La sqiiadra ausiliaria percliè ordinata a portare efficace aiuto in Oriente, durante la guerra-, senza obbligo di confederazione nè di alleanza patteggiata. . Comandante in capo ·dell'arma ta veneta era il provveditor generale Girolamo i\iorosini. V'erano le 2,1 galee ausiliarie, '.25 galee e ,18 vascelli veneti ancorati a Zante, 23 galee .e ,18 vascelli nel porto di Suda, da ,1Oa 1-2 mila uomini· da poter assalire dalla parte di terra; ma fin dal Lei principio le titubanze, gl'hidugi, le indecisioni, la mancanza d'unità éli coma1ido, · dimostrarono che la guerra si iòcominciava male. Nell'anno '16fi.5 vi · furono due tentativi di sorpresa· contro i ·Turchi, male riusciti. La squadra ausiliaria, sopraggiunto l'inverno, malconteµ ta del pochissimo fatto~ si ritirò e le ·g.ale~ pontificie ripararono a Civitavecchia. Venuta la primavera del 46 le navi tutte ritornarono al mare di Candia; ma le pontificie non più condotte dal Ludovisio, caduto improvvisamente ammalato di mal di pietra, ·ma dàl · luogotenente generale Alessandro Zambeccari, cavaliere di iVIalta, prinr d'Inghilterra, castellano cli Sant'Angelo ( il castello di Roma) e già comandante della squadra fin dai tempi di papa Urbano. Non per questo le operazioni militari presero maggior vigore. Il ,1,i agosto, il Capello, l'ammi'raglio veneto, ordinò un attacco ·contro la Canea: vi fu fuoco vivo d'ambe le part.i, fiancate enormi delle navi venete ed ausiliarie, lancio di brulotti, tentativi di sbarco, ma nessun risultato definitivo. Sì, ve ne °fu anzi uno,. e cioè la peste scoppiata fra i ma'rinai della squadra romana. . Lo Zambeccari, interrogato sul da farsi , parlò con chiarezza e con grande l•i,bertà : « Vana nel caso la oaccia·per l'Arcipelago, dove .i ne-
L!RRI 436 « miei, trovandosi in casa propria, avrebbero tutta la comodità dei « porti, delle fortezze e degli esploratori: e dove l'armata cristir,na
« nou potrebbe mai celatamente ' avanzare a ninna sorpresa , doven« dosi navigare in acque ristrette per la fre<Juenza delle isole e sempre
« alla vista di tutti . Vana la sper:1nza di r11ggiungere il nemico già «
avv11ntaggiato nel cammino di tre giorn i. Inutile il combatterlo
« quando si allon,tanaya, altrettanto che necessario l'impedirlo quàndo {{ vrniva ».
L'oratore passa quindi a dire sullo slato della sua squadra, sulla mortal ità patita, sul languore dei superstiti, sulla lunghezza del viaggio. Acccnn11ndo e leggendo in consiglio le istruzioni avute dal- suo Governo, conchiuse, d'accordo col. generale di ixfolta , chiedendo la- licenza del ritorno per le due squadre. Il Capello all ibì, chì~ meditava rialzare la ri.pntazione del suo Go11erno con qualche fauo strepitoso: fece offerte, insistette, quasi prP-gò perchè rimaness.ero. Ma unila valse, poichè le r11gioni esposte erarto valid issime e più che vere, e la sern del 7 settembre la squadra ausiliaria. levò le àocore. Dal 16,i-7 al •1653· gli avveni menti marinareschi si svolsero a Nau:plia ed a Sci_o. La squadra roman;:i guidata dapprima dal capitano B9log11etti,. che la condusse all'attacco di Mellipotamo (20 agosto 164-8), si distinse: morti dei Romani nella fazione trent.(I uomini, t.rent.aquattro dei l\1altesi, cento dei Turch i. Ceduto il comando al cav. Mascioli, operò ancor qua lclie tempo, poi si ritirò . . « Al principio del cinquantaquattro, quantunque di grandi novità « fìa m,rn~ggiasse la Corte di noma, vedendo nondimeno papa luno« ce11zo anche da lungi la necessità di d,ffe aiuto alle afllitte cose di « Candia, ed ascoltando da prnsso i richiami dcll'amlrnsciatore vene« ziano » deliberò di spedire nuovamente la sua squadra in levante, deputandone al comando il caval iere Stefano Lomcllino, di famiglia genovese. II Lomnllino parti $ulla mezzanotte del 7. di giugno ed al luglio si lrovò in li:1ea di battaglia al ridosso del campo di Malèo; al centro il Moncenigo; a destra Lascaris; a sinistra L(lrnellino; e cioè S. Marco, Croce bianca e la Colomba per insegne. Però ninna grossa battaglia, henchè capitani e soldati ](I desiderassero. Si fecero manovre, divm;sioni, finti attacchi, inseguimenti, frammi:;ti a discorsi, piani e consigli di guerra; soltanto al 3 luglio •I 655 si decise un · attacco contro Malvasia ; il '19 il Lomellino tentò la c11ttura di ,12 veliere uscite da Nanplia, impedita dal Morosini, e così anche questa campagna non
E PERIODICI
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fu più felice delle altre. Ritiratosi il Lomell ino a Civit.avecchia, scoppiò nuovamente la peste e la squadra n'ebbe grave danno. L'autore nel libro IV ci intrattiene sulle operazioni del commisai Dardanelli nell'anno •I 657; sario ~o-enerale capitano Giovanni Bichi ' nel V racconta quanto riguarda il periodo del ,1658 al ·1667; nel VI tratta della resa di Candia governando la squadra romana il capitano balì Vincenzo Rospigliosi nel biennio ·I 668-69; rrel VII ci porta a 1 Santamaura, alla Prèvesa ed a Corone, dal ,1670 al ·I 685, nel qual tempo la ·squadra fn sotto gli ordini del marchese Paolo Malaspina. Di maggior importanza è il libro VIII, nel quale si assiste alle grandi vittorie di Navarino, di Modone, di Napoli di Romania avven ute da! 1686 al •I 689 e per le quali i Turchi si trovarono travolti in quast completa rovina. Era comandante romano il capitano conte Camillo Ferretti . Avèva sotto i suoi ordini i comandanti delle sensile S. Benedetto, S. Caterina, S. Pio e S. Pietro, e cioè i capitani Domenico Bnssi da Viterbo, Pietro Petrossi <la Camerino, Francesco Maria Ferretti di Ancona e Napoleone Lomellino di Viterbo; più 5 battagl ioni da sbarco comandati dal conte Orselli di F~rlì. Il Guglielmotti, come è naturnle, de~crive questi fatti d'armi, queste vittorie facendo emergere la parte non secondaria che v'ebl,e la marina pontificia, e lo fa con tanta maestria da rimanerne veramente meravigliati. Io qui sono lieto di potere aggiungere i . bollettini di guerra che la Repubblica veneta mandò in quelle fauste circostanze ,,i capitani eccellentissimi delle citt~ sue che conispoudevano agli attuali nostri prefetti; bollettini da me scoperti nell'archivio di Stato di Brescia. II ·1° lnglio Hì86 così notificava l'acquisto di Navarino Vecchio e Nuovo: « Secolicla la pietà dcli' Altissimo con le sue benedizioni la Giust. « dell'armi della Rep. anco nella campagna presente con seg1rnlate « vittorie e gloriosi acquisti sopra gli infedeli . Mentre per lett. re« plicate dal Capitan Generale iuteudemo l'acquisto da esso fatto della « piazza importante di ~avarin Vecchio cessa da Nemici con Munì« tioni e buon numero di _Cannoni . Doppo avanzato l'esercito all'at« tacco di N,warin Novo et tentato dal Seraschier cli Morea il soc« corso fosse restato da nostri battuto il nemico che s'era <latto al« l'ignominiosa fuga con haver lasciat9 sul campo molto numero « d'estinti e tutti li Padiglioni, da che atterriti li diffensori della « Fortezza l'havevano poi resa alla forza dei Nostri. Questa vittoria
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' EMtRI
E l'B:IIIODICI
« ·et · acquisti , di due •Piazze ·im,porianti ·con il 'D@ winw ,!cl'tm ·vasto « posto · et d'ampli territorj , por.tava · la .con,fidenza 'cli· D'hrggiori ' [>TO·« ·gressi in quel clovftioso Regno. Di ,tali N0tizie però·'doverete far in « partecipatioue a Deputati di cotesta Città con '. le ,,forme in occasioni « simili praticatte, e la lettur.a del cont.enuto delle ·presenti al Con·« siglio, ben certi noi che l'esperimentata devotione ·de sudditi, oltre « li motivi dell'esterna allegrezza le suggeriva '. a queJJi ,.cle' più fer« venti interni voti -per la continuatione .de' fortunati successi. Farete « inoltre con ·li modi -soliti essercitar gli ·aHi di Pietà e Tendimenti di « gratie al S. 1Iddio per mezzo di cotesto Rev. Vescovo e pubblicar « anco quello . del giubileo · esterno con le forme consuete». Il ~1 luglio· si comunicava la ·. notizia ,•déll'acqu:isto 'di Modon in Morèa « quale sostenuta da Turchì con fiera diffesa dopo ·,i;s .giomi « han ·convenuto ·cedere ·al ·valore 1deg:1i ,aggressori. Usoi'ti ·quelli in « numero ·éli · i mille et •tra 0essi due , mille atti 1alle armi, •·che si son « faui passare in Barberia col possesso .,di •èirca ,1'00 pezzi di C'a n« none di grosso genere, la maggior parte di Rr0nzo ». •Il .21 settembre eva la presa di Napoli di ·Romania città capitale della 1VIorèa soggetto di altro boHetllÌno: ·« 'Avvicinatosi il Seraschier « col rinforzo ,di . sop1;a ·IO· mila GombaHen~i per dar souo Napoli di · « Romania un vigoroso assalto •alle n0stre "Milizie, fosse ,a. queste 'Va·« lorosamente soi'Lito di sostener non imeno •la strepitosa irrutione, « ma accorsevi in persona il Capitauio gen. med. con altro :capo -se« parato '!di Gente ' havessero i .'J.'\urchi doppo un. fi ero . combatter con« venuto •darsi rid una precipitosa fuga · e 'Veder,sul'oa-mpo sopr,amille ·« e 4..00 •fr:a nrnorti ,·e,.foriti , et •con ··poco 'danno <le' nostri ,a seguo che « avviliti et c0nfusi · 'da ·cr1esto sucoes~o :gli assediati risolsero pat« teggiar la resa 1della P.iazza, che -le accordata · con la con'segna « di tutti i schiavi Christiani e con l' uscita dc' Turchi dalla Citfa con « le loro famiglie per ·esser imbarcati et ·condotti dalia parte di 'Troia» . (Reg. Due. •168,i, al •I 68'9, Arch. Gov. di -Brescia). Dopo .tanti e si ·splend~di ; risultati la squadra romana · si , congeqò. Il Frnncesco Morosini, stringendo la mano ·e ringraziando . il Camillo Ferretti, 1consegoavagli ·una lettet•a ·pel ,primo ministr.o ca:rd. Cibo,, datata ·da ·Na;iipvià swlla 1Reale 'di Sua .serenità, :4 settembre/686, neHa ·quale loda· il Ferretti: ·« che ha d~mostrato in . o~ni incontro le parti « deHa virtù e della ·pr.udenza ·che lo accompagnano », e ·deplora la morte, clel , capitano conte Orselli « che ,ha travagliato con abilità sin« gola11e et .valore :commendabile >>. Il volume ·"del GugJielmotti -si chiude coi · libri ;IX e X, nel, primo
dei quali porta il :lettore ,agli .avvenimen.ti dal 16é90...95 ·a .Malv,asia, alkt Vallona ,ed a :Schio sotto il comando cleJ"cav. ,An-ton ,Dom.eni'€0 Bussi, e nel secondo aHa ,.battaglia di Andro ed ·alla pace <li Carlovitz dal «1698 al 1696. _Il · valent.e :storico ,non ,si limita a ,raccontare i .fatti, ma li commenta, .li critica, li sviscera e capitandogli Ì'ocoasione nota gli errori di .;altri storici e rnon tralascia cosa alcuna ·. cl.re possa riuscire di ,utile complemento alla .sua -storia. Così egli avvampa di sdegno quando trova alterati i .nomi dei paesi sulle nuove 1carte che oggi si fab.bricàno. ·« Chi sa qual mai scimu<< nito villano abbia ,suggerito all'idrogpafo inglese di:scrive1:e a grandi << caratteri proprio sulla città di Candia iii nome, di MEGALO,KAs·rnÒN ! (< Appresso .a tali grosse .castronerie (v,ada .cui-spetta (,a buona licenza) « corrono ansiose oggidì pur le nostre bertucce! Oh nuovi e boriosi «:padroni! Avrete .voi dnnque a guastarci anche :.Omero, at1che Vir« ,gili.o, anche Dante? ». .Bravo, padre .Guglielmotti ! cRilevando l'origine del vocabolo Feluca afferma che deriva dal ,Faselo ·pelasgo e che questi piccoli bastimenti con 50 o più tonnellate facevano allora alle galere, quel .che oggidì gli avvisi ai grandi .piroscafi. Parlançlo dei vnscelli a vela « che seguir()no lemme lemme con molto .peso e, poco vento .» dice che non hanno 'Ulai' fatto·lmona, prova fra noi, accostumati alla .petpetua tçadizione tattica del motore •libero a.Ila marineria militare. · Jn ·molti .punti si ferma sulla disciplina militate e sulla legge .del silen.zio, ·perchè tocca alla salvezza di :tutti. Nota .come in questa guen:a, , e ve1,so il •I 686, si m·as:;ero fucili a mar1iellina sostituiti agli archibnsi a ruota tanto· comuni nel secolo precedente; però mi sembra clre prenda errore qua11do . tenta di .far risalire l'origine della baionetta al ·1582 cl'invenzione di fra Lelio Braneaccio perc.hè questi lasci.ò scritto nella sua« Nuova d;isciplvna.mit,itare « d'un archibugio portatile e .trattabile per mano cli un uoino ... senza « aiuto di picche ... a cornbattere contro cavalleria che assalisca , ecc. ». Dal ·11}86 al 1685. scorre un secolo iutiero giusto e giusto, e -se nell'arma ciel Brancaccio vi fosse stata l'idea della . baionetta, .avrebbe posto tanto tempo .ad essere ammessa? D'alt.ronde è la prima volta che ·vedo esposta questa notizia, raccolta finora da uessun scrittore mi litare, e l'Angelucci che tanto s'occupò della storia delle armi italiane, no.n -se la -sarebbe lasciata scappare, :se fosse stata sup-
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E l'ERIODICI
ponibile. Ad ogni modo è sempre una bel la notizia delJa quale terrò conto e che serve una volta ancor più a dimostrare com~ in Italia i perfezionamenti nelle armi da fuoco precedes5ero di molti anni nel silenzio, quelli che dopo vennero strumbazzati dalle nitre nazioni. • Invece il Guglielmotti non toccò di un nuovo modello di bombe da 500 e da 300 clie i Veneziani adoperarono con tina profusione straordinaria contro Navarino e Modon'. Esso era un perfezionamento portato da Leonardo Molvitz addetto 11ll'arsenale di Venezia e che diede ottimi risultati. Ma sono qtiesti rilievi di ben poca importanza e che non fan d~nno allo storico; perciò sorvolo e passo all'ultimo volume . . 'colla pace di Carlovitz la squadra ausiliaria si trovò sciolta e la piceola !lotta pontificia ebbe libertà d'azione nel suo porto di Civitavecchia. · Al principio del ,1100 aveva assunto il comando di essa il capitano Francesco Maria Ferretti, valente marinaio, che si era già segnalato in modo impareg~iabile nella passata guerra di Cllnea. La squadra si componeva d'una capitana, d'una padrona, cli due galeazze e di due feluch e. Il comandante aveva ricevuto ordine di sorvegliare Je coste e le mosse dei bell igeranti durante la neutralità nella qua le s'era ind?tto il Papa nella guerra di successione di Spagna allor nllora scoppiat.a . Dal 1700 al ·I'716 non avvennero fatti di grande. importanza e il Guglielmotti ne coglie ocensione per dare al lettore molte interessanti notizie relati,re alla ~quadra suddetta . Ma non tardò il Turco a farne delle sue ed a portare lo scompiglio sul mare: se non che il Ferretti, che stava tutt'occhi, corse verso Corfù e diede una molesta lezione ai Pirati. Poi tornò al Papa e· pi-egollo rinforzargli la squadra. · Il Papa gli accordò cart.a bianca ed egli rivolgendosi specialmente ad armatori genovesi, radunò una capitana, sette galee, quattro galeotte, due feluche e sette vascelli da 60, da 50 e da tO . In breve Venezia, Genova, Napoli, Malta, Messina, Livorno e perfino il lontano Portogallo furono in armi, mandarono loro navi per mare e buon numero di soldati per tena. Koggin pascià del mare, assalito di front.e, ai fianchi, di dietro si difese, si sostenne, quasi s'impose: . · ma troppi erano gli assalitori e grande la perspicacia del Iterretli . SuccedtJttero battaglie ed assedi e combattimenti a Corfù, a Mat.apan e altrove. Dopo lungo arrabattarsi dall'una e dall'altra parte, il trionfo fu pei Cristian i. Il ,18 nrnggio Oll moriva in Roma papa Clemente XI che ave,ra
dttto larghi soccorsi nella lotta e :iveva contribuito cori tutte le sue forze all'esterminio dei Pirati. Morì compianto e succedevagli il cardinale Conti, Innocenzo XIII. "Ma più compianto dai suoi fn il Ferretti, che si ritirò dalla vita attiva, avendone ottenuto il congedo. Parl i per lui il suo stato di ser. vizio: Quaranta campagne dal ·1 680 al ,172,1 e quattro guerre in Grecia, nell'Albania, a Candià, irr Dalmazia; dieci espugnazioni di fortezze a Santamura, alla Provesa, a Nauplin, a Castelnovo, a Malvasia , alla Vallona ed n Scio; tre battaglie navali ad Andro, al Fogliero, al Matapan; due assedi ultimati nella Canea ed a Dulcigno; due vascelli sottomessi, La Stella cl' Algeri e Il Falco dri T1·ipoli. Il seguito della storia della marina pontificia non è che un alternarsi di vicende or buone, or cattive contro i Pirati che infestarono tanto . crudelmente le gpiaggie adriatiche e del Mediterraneo durante tutto il secolo xv11r. · Come è noto, i mari d'Italia e di Francia non furono liberi da quei ladroni , se non dopo la presa d'Algeri de.I ,t830 . Ed anche qui il Guglielmotti non si accontenta di aceennare ai fatti in genere. Egli entra nei più minuti particolari e segue la squadra romana passo passo, anno per anno, annotando le varie imprese dei diversi comandanti, quali il Papisio Bussi, il cav. Pietro di Blacas, il capitano Andrea Zara, imprese ch'egl i descrive sotto il titolo di « Il doppio ~tuolo e le navil corsare dal 172~ al 171H-. - Le fregate in alto mare dal 1755 al ·1177. - Le corvette alla costa dal 1778 al ,f796 ». Poi viene la grande epopea napoleonica dal ,t 796 nl •I807, durante la quale Napoleone impiegò le piccole flotte italiane riunite in potenti nuclei, in imprese titaniche in Egitto, contro ringhilterrn, contro quell'alto colosso che fu Nelson. « Copia di navi genovesi, còrse, ro« mane e napolitane, formarono parte della spedizione francese, con« dotta da Bonaparte in Egitto. Non fn battaglia ed affronto colà, a « cui nori partecipassero gl'Italiani. E lasciando le giornate campnli, « oYe gl'Italiani di terra e di nrnrc cooperarono alla gloria, che fn poi « detta tutta francese, alcuni eornbattimenti, massime sul mare e sul « Nilo, furono campo glorioso al la nostra gente. E per non tacere di tutti, « una zuffa asprissima che sostennero sul Nilo due mezze-galere ro« mane, quelle medesime che si erano spiccate da Civitavecchia col « generale francese Desaix, eombattimento che fu lungo, ostinato, e « sanguinoso, contro una nave inglese cli gran portata ed altre egi· « ziane, onorando i prodi che la battaglinrono imperterriti, nonostante « la grande sproporzione delle for;:e, onora pur grandemente la loro i patria ». Così il Lissoni.
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Tutta la· storia di questo periodo è intercalata da nozioni tecniche preziosissime. Vci si trovano le descrizioni, l'armamento, l'ammini,.. strazione delle navi a vda di cruel tempo, che )',autore pospone a cruelle deh motore libero à forztt• di remo . . Egli riporta lunghi documenti inediti., utilissimi alla storia quali ad, esempiòi << L'ordine dì. combattimento per la galera San Pfo di Nostro Sigrrore· sotto ,il co- · mando di s.. E. il commendator fra Nicola Bonaccorsi, '1787-"79.0 »; il «· Ruolo della Rassegna della marina pontificia dell'•I·I aprile •i793,» e molti altri do<mmenti. di minor conto. Lo scopo di questo, come io l'ho chiamato, monumento letterario, è chiaro e lo si spiega colle stesse parole del dotto autore: « .Esso · « scolpisce netto. il carattere della marina romana, altrettanto onore« vole. che disinteressato. Si vince·sul T,evere a profitto der Gerrovesi, . « si difende Corfù a vantaggio dei Y.eneziaui, si guerreggia in Gandia « e nella Morèa a•soccorso dei , Greci, . si guarentisce la Dalmazia a « favore degli• Slavi ; si attacca Dulcigno e Castelnovo a riposo dégh « Albanesi, si batte Tunisi e··Algeri a.quietanza degli Spagnuoli, .e.cosi « dei, Bulgari, degli Ungheresi, dei Polacchi e degli . altri. G·inst(i) è « m:mtenerne om)llato ricordo; ed io adempio al debito mio, regi« strando m,i llbri , le neglette obbligazioni di tanta gente alla. memoria · « dei generosi ». L'egregio Guglielmotti, non badando a screzii cii pa,rtito o di veste, ma inspirandosi soltanto al risulta:to dei · suoi studi e di cruanto può giovare all'avvenire della , marineria,, oggi; non più pontificin, ma italiana, chiude la sua storia con queste parole: « Gli esempi di au« tiche virtù, derivati dalle. prime fonti nelle pagine della storfa mia, « condotta principalmente a. remo per undici secoli alla , difesa della · « civilta contro i barbari,. meneranno 111rrnnzi· a vapore.pel tempa-;fu« turo quegli eletti spiriti cui da qui innanzi lascio la cura di con« tinuarsi alla medesima stregua.nei successi altrettanto ·gloriosi. Essi , « tesoreggiando. dagli ammaestramenti degli antichi, meglio di me « an_che sul pnnto della strategia navale vi diranno: seghite le orme « dei vostri maggiori, maestri che furono di na ,riga zio ne a tutti i ·po« poli i tenetevi ai vetusti. esempi domestici, tornate indietro, .se ·volete « anda.re avanti , »·. Q.UAI\ENGH[,
Marchese
I PPOLITO SPINOLA.
r iutiio . -
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B i ca,•,li t1'1u1 veccl1io
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111r, -
Roma, . -1884, Ti.pografia Vòghera.
L'autore servì molti anni . neHa marina sarda, ove fece carriera rapida per quei tempi e per~ennè·al grado di capitano.di fregata. Lasciò nel 18!1,7 111 ma.rina peda diplomazia; disimpegnò missioni importantinel 18.48 a Venezia, nel-I 8i9 ad Ancona e nel_1850 a Roma. Dop.o quest'ultima, si ritirò a vita privata. Ora in u11c bel volume scritto con semplicità e chfarezzn, rac.conta. i , fotti prim:ipali della sua vita di marinaio, porge interessanti notizie su.lle sue, missioni diplomatiche e pubblica parte clel relativo carteggio. Il libro comincia con un capitolo intitolnto : La crociera .ma1·itti1na nel 1835 contro il cholera che a·ppariva in Europa pe1· la prima volta . An.ebe allora, ·come adesso, la Prc,venza . era stata la culla del morbo. L'autore aveva, il comando di un legno incaricato di proteggere dal . chole,i;a il JittoraJe da Nizza ad Albet1ga e scortnre.convogli di colerosi prowenieuti dalla · Rrancia; i quali, afO dati poi ad al tre scorte, veni vano condotti alla Speziu . Le scene descritte in c1nesto capit.olo somigliano a molte di questi giorni e ' servouo ad ilti li con.fronti. I fatti ivi narrati mostrano !'.efficacia dnH'autoriti1 , morale e dell'esempio, l'au tore stesso ne conchinde .che · « il valore clella di:,ciplina e. della giustizia non sarà inculcato mai abbastanza alla gioventù •. Seguono due capitoli sulle campagne d'istrnzione dell a marina sarda, nel 184-6, in Inghilterra e Spagna e, nel. •I8i7, in America. Certo che da quel tempo gli studi hanno molto progredito; le cose SOll'O moHo cambiate nei luoghi. visitati dai detti all ievi .e descritti nei detti rapporti;. nè . gl'iuciden ti del viaggio presen tano particolarità rimarchevoli; eppure questi due capitoli si leggono con interess~. Il quale proviene in primo luogo dal 'modo con cui sono scritti; in secondo luogo dal. ved.ere· ricordati, come allievi, uomi.ni che ora sono nei gradi })ÌIÌ:·al.ti della ,n:Òstra., marina, da, guerra;. in . ultimo, e più di.tlllto/ dall'es)losiizion.eviadiuetta, . ma. clìia'ra, dt quai sav'i , principi i e di quei metodi, ri-gorosi, che ,una ·voÌta tprevalevanQ< nelr edueazionè, della giove11tù destinata a!La carriera .delle :armi. . Nel '184.8, mentre la flotta sarda era stata invinta nell'Adriatico per dominare quel mare, libern re Venezia dal blo'.:co della fl otta austriaca e compiere altre opernioni di· gnena, l'autore di queste Memorie si
E PERIODICI
LIURI
trovava inviato dal governo sardo pre$SO qnd lo di Venezia, allo scopo - di cont.ribuire ali' efficacia della flotta, e mantenere i buoni r3pporti fra i due governi . 1n storia di questo periodo del nostro risorgimento è a tutli nota; ma non egualmente noti sono gli episoclì della parte pre~avi dalla piccola Uoua sarda, e le cause per cui questa parte non fu così grande, come il patriottismo degli ufficiali e degli equipaggi aveva fatto sperare. A chiarire qur.sto punto giova mirabilmente il carteggio pubblicato dal 'oecch'io marina.io, il qualé riassume le dette cause nel modo seguente:_« rnanc:mza di v:1 pori in sussidio della flotta e mancanza cli un piano cl'aziouc .... al che si sarebbe forse potuto supplire con c1ualche riso! nzione audace ». Altra mis~ione di fiducia ebbe l'autore nel ·I 8:\.9, presso la flotta sarda , ch'era ancorata in Ancona e si voleva far tornare a Genova. Ma cli questa missione egli porge solo un breve cenno e non pubblica carteggio perchè ( dice in una not.a) la natura delicata della stessa, lo1 costi'inge a molto riserbo nei particolari. Chiude il libro un' appendice in cui vi sono lettere di vari personaggi su diversi argomenti, fra le quali una del conte di Cavour e quattro confidenziali di Massimo d' Azeglio dirette ali' autore quando . questi era incaricato cli affari presso la S. Sede, e quegli 1ninistro degli affari esteri. I ricord!i di it!l- vecclrio ma;rina.io (un bel volume di oltre •I 80 pagine) si vendono al prezzo di L 4, a benefizio degli ospizi marini e sono cosi interessanti da far sperare che questi ne ricavino un bell'introito.
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Se,•viti• 1.,lilit,11·i. Dei c1•ite1•i :1.1e1• st,r.bil-i,•le -nel 1884, di B. YEROGGro ex-deputato. - Roma., il 88.1:, tipografia
Voghera.
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L'autore; che ha già.trattato due volte ( 1) quest'argomento, crede utile far ~entire la sua parola una terza volta, ora appunto che, sulle servitù militari, è allo studio un progetto cli legge. L'opuscolo ch'egli · · presenta al pubblico comincia dalla genesi di dette servitù. Fu Vauban che nel •17"3 inipirava l'ordinanza, colla quale Luigi XVI stabilì, per 1
(i) i870, Casale Monferrato, tipogr. Bcrtcro. - 1878, Rivista ·m.iU/.a?·e ilaUa·,ia, voi. H, pag. 320. ·
la pvima volta, attorno alle fortezze, una zona militare di circa ii8:7 metni di raggio. Questa tu. divisa in due parti.; nella prima era proibita ogni costruzione; nel,la se.conda si ammetteva quiilche tolleranza. Da ciò la distinzione di prima e di se.conda zona. Ai tempi di Naleooe I si estese alla se.conda zona l'ònene della prima e se ne stabili una terza. Yauba-n partiva dal principio che i fabbricati vicini alle forti-fìcazioni possono presen.tare un rifugio agli assediati.. Napoleone riconoscendo tale prinaipio, vi aggiungeva pur l'alLr.o elle tali fabbricati tolgono la ;v:i-sta dei rampari; ambedue furono logici nel le misu,re adottate. l\ia lo saremmo egualmente noi (dice l'autore) formulando una. legge basata sugli stessi prmcipii? Oggi , in fatto d'artiglieria, siamo · al pu-nto. clie .anche i caunoni di più pie.eolo calibro, perfino quelli di montagna, sono in grado di. perforare le mura dei fabbricati civili. rt che fa sì che spesso oocorrendo nella guerra campale lìssa,re con un fabbri<lato un. punto di resistenza per Ja 1iuea di c0mbattimento, non si parte. più dal couce.tto che la truppa. debba chiucl.~rvesi dentro (se l'attaeeo p·uò fanisi oon artiglieria) ma disp0rvisi a,ùtorn0 · e a una. certa distanza per evitare le scheggie. Dunque il principio di Va uban ha perduto molto del suo valore. Ci atterremo esclusivamente al principio di Napoleone? Ma se si volesse avere intorno · :ille fortifìcnioni la visuale libera, per tutto ·il campo di tiro delle moderne artiglierie da fortezza? si andrehb.e in.contro . a spese. e.cl osta~oli insuperabili. . L'ideale in questo, come in tante altre cose, non può raggiungersi; ma ci si può accostare ricorrendo a. misure, che, se non sono l'ottimo, sono il meglio acconsentito dalla nostra legislazione e dalle nostre condi-zioni finanzi arie. Nel perimetro di una piazza non è sempro, o·vunque, ·allo stess0 modo, indispensabile che l'artiglieria abbia un esteso campo di tiro. Vi so110 direzioni particolari in cui questò è imperiosamente richiesto percl1è domi·nano sbocchi o piegaturç di terreno, d'occupazione obbligatoria per parte d~l nemico; ve ne sono invece altre in cui l'intercettamento 1risuale può senza gravi inconvenienti essere tollerato. . Questa coudizio11e di cose fa nascere l'idea che invece di stabilire, mtorno alle piazze, zone di contorno concentrico alle foi:tiJìcazioni, sar~bbe cosa più pratica e convenien~e stabilire zone ortogonali deJla · piazza stessa, estendendole qu-3Ato si cred(necessario, e ·mantenendole sgombre quanto è possibile. Un ah1to per ottenere qualcosa in questo senso, l'amministrazione militare dovrebbe e%ere. autorizzata a pretenderlo da quella dei lavori pubblici. A tal uopo sarebbe necessario che il ministero della- guerra potesse obbligare i comuni vicini alla l.0 -
ANNO XXIX, YOL. IY,
LIBRI
E PERIODICI
piazza a sottomettergli i piani delle rispettive strade, tanto obbligatorie quanto facoltative. -Dovrebbe poi essere regolato per legge il genere di edifiz i che in queste zone si lascerebbero sorgere. A questo riguardo si deve partire dal principio che gli edifizi tollerati siano tali da potersene facilmente sbarazzare in tempo di guena. E siccome il fuoco è il distruttore più spiccio e più efficace, così bisoona prescrivere tali particolari di costruzione da porgere sicurezza pochi colpi della piazza bastino a produrre l'incendio dei fabbricati, e:1 altri pochi atl abbattere i mtu·i rimasti in piedi. Aspettare la distruzione dai propriclari , per quanto si prescriva , . sarà sempre una utopia. Qiteste idee che abbiamo esposto brevemente, l'autore I.e svolge con . acconci ragionamenti, rispondendo alle obb iezioni che possono fa rvisi, citando esemp i tratti dalla ultime campagne ed esaminando quanto venne ultimamente stabil ito in Francia e. Germania. L'importanza dell'argomento .e la nota competenza dell'autore r~cmandano quest'opuscolo a tutti coloro, che sono chiamati a.d avere ptui e nella -legge sulle servitù militari, pei c1uali specialmente fu scdtto ( 1) .
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l. 1Ele1He1ati ,li iU,r Uto E_Jenale 1111UU,u·e '14e1• ,.iso tlegli
u{"/i.citdi ,lell'es,wcito , di OscAR Pro. -;- Prato , Li pugrftfia GiftcchetLi, 1188L - · Prezzo L 3, pei mil itari L. ;J ,50 .
Lo studio del di~·itto penale mi litare è non solo utile per la grande imporianza che ha relativamente alla discipl ina, ma si rende necessario per gli ufficiali chiamati a siederc come giudici nei tribunali militari e nelle commissioni d'inchiesta, o incaricati della istruzione dei processi o della difesa degl'irnputati . L'insegnamento della legislazione militare che viene impartito nelle scuole od istituti militari, non è abhastnnza sviluppato nella parte che riguarda il diritto pen_ale, perche gli tÌffici::tli dell'esercito possano averne un'adeqnatacognizione; quindi la necessità di dedicarsi da loro stessi a questo studio, per completare quel le nozioni che sono indispensabili all'esercizio · del proprio grado. r-1) La legge fu presentati!; dai mirHstri l•'crroro, Brin e Magliani _nella torna~a de,1 ~3 giugno 1SB1, alla G:nnora de.i depuL:iti, imi non è stata por anco d1swssa negli 11Jlic1.
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A.ll'infnori di alcuni commenti più o meno ben fotti , ai codici penali per l'èsercito e per l'armata, mancava finora un trattato elementare che, senza entrare in astruse discussioni giuridiche, esponendo chiaramente e concisamente i prinéi pii fondamentali della legge pe11ale mi litare, serv ir potesse di guida ;igli ufficiali che devono applicarla . A questo bisogno ha voluto provvedere l'avvocato fiscale mil itare Oscar Pio colla pubblicazione dei suoi Efomenti c/!i diritto penale niil'itare pe1· u.so degli, 1..iffìcia/,i dell'esercito. Lo scopo che si è prefisso l'a~tore non è che quello, come egli stesso dichiara, di rendere più faci li e chiare le disposizioni del codice penale per l'esercito agli ufficiali che sono chiamàti ad esercitare nei tribunali militari le funzioni di giudici , di istruttori e di difensori. E. credia mo che vi sia piena mente riuscito. Egli ha diviso il sno trattato iu tre parti. La pri ma parte, ora pubblicata, che. egli chiama pcvrte generale., comprende i principii elementari della sc;ienza del diritto penale, .e le indispensabili nozioni relati-ve alla giurisprudenza militare ed all'appl icazione delle pene .. A questa farà segu ito la 1;arte spwiale degli elementi di diritto pen.ale militare, riguardante in particolare\ singoli reati, clic souo soggetti alla giurisdizione mili tare, così in tempo di pace come in tempo di guerra . La terza pnrte conterrà gli elementi di procednrà penale 1 milito.re. La parte generale, ora pubblicata, è scrit~'l con chiarezza e concisione, in modo veramente elementare, e non si può certo dire che pecchi per supertlne dimostrazioni; anzi in alcuni punti ci sembra che l'autore ad una soverchia concisione abbia perfiuo sacrificato qualche utile spegazione o commento. Così, parlando delle violazioni alla legge penale commesse per colpa, omette. di accenuarn ancl·;e la inosser vanza dei regolamenti, che dal codice penale militare è punita al pari , della imprudenza o negligenza (art. '.2.W~), e l'impe,·izfa che è punita, in alcuni reati in servizio, ma con pena minore dei r:eati commessi p~r colpa (a rt. 77, ,105 e 106). La teoria del reato tent1ito o mancato è abbastanza sviluppatfl ; ma qualcbe maggiore ,spiegazione, intorno ai reati militari , non sarebbe stata superflàa . Vi sono alcuni reati nei quali non può verificarsi un tentativo criminoso, perchè non richieggono una serie di atli esecntivi per consumarli, come la disobbedienza, !"insubordinazione, l'abuso d'autorità, ecc.; cosicchè se l'autore non riesce a consumarlo, non vi può essere reato, -nè manca to nè tentato . In qualche altro reato, come nella diserzione, il tentativo potrebbe vcrifi cai:$i, ma non è ammesso
LlRRI H.8 dalla giurisprudenza. Il militare che abban.doni senza licenza il corpo, e che venga arrestato prima della denuncia di diserzione o prima che la diserzione sia. dii pieno diritto, incorsa, non può ritenersi, secondo la giurispruden,za, re0 di diserzicme tentata; ma, per una legge speciale transitoria, che dmase in vigore alcuni anni.,. venne punito anche H tentati vo di cli:serzi0ne, con pena minore c\el .reato consumato . Tra i modi coi çJu.'ìli si e'S.tingue l'azione penale si enumerano l'espiazione della pena e la grazia sovrana; irrtorno ai quali ·l'autore null'altro dice se non che_la· g.razia sovnana lascia. intatta l'azione civile per la ri11ai:nzione del danno deriv~nte dal ·reato . Av;rehbe potuto agginngern che la g,:azi.:ùo;vrana _può es.sere 'individual·e o genernle (nel Cfl~al caso si eh iama incbulto o mnnisti,a), ·totrrle p paFzia le, che può estrnguere l'azione penale, oppnrè condonare in tutto o in ·parte la pena, commutarla, ecc. ed altre nozioni utili a sapersi anche dai militari. Nè in questo capo, nè. in .quello precedente éhe t.ratta della re9idi~'a, si fa p;ir.ola d'urra di$posizio¾1e del nostro, codice (ar.t. 50), che pur meriterebbe qualche commenlo, per la quale il militai:e che, dop~ avt.r àodut0 d'una gene.raie o particola.re grazia sovrana comrnetta un nuovoe reato, viene giudicato -e pnnilo come colpevole di p-iù.. reati o come rec'idivo. Queste omissioni, e c1uaJche altra piccola menda, nulla tolgono al merito del lavoro, che reputi,amo utilissimo llgli ufficiali clel nostro esercito; per lo che ci aug:iiriamo che !'·autore voglia presto pubblicare le altre due parli promesse, per completare il suo tra·ttato elementare di diritto penale. :militar.e.
Bésinné ,,,~s ex1..1ériences rtii'te.s sin· les c11,{1•11sse-,nents e;,--,.,son de11His l e.Hr 01•igine Jusqu!en. 18S.'J. -
Publica(ion de l'Etablissement H. Gruson. - Mag(le-
bonrg, 1188L Ex1,.1é1•iettce St.U; 't~ne plttqHe_t le 1'.lltt(O-Htl-il't.t HC to.e-,•elle CRi'l•t1SSée potèr ~ CttiftOHS tle '39, 5 CIH:. e-xécutée ,,., cttn1p ,le ti,· ,le l' Ett1,1lisse1nen't H. 61•tf--
son- ,i Bulu,tt·le ~6et ~8 nuti1884.
Scopo del primo opuscolo è di presentaire al pubblico riunite i-n uu fascicolo le va,rie esperienze di resistenza al tiro .delle corazze di ghisa induri ta,. fabbricate nelle officine di Buckau dal signor Grnson, a principiare dal ·1869 fino al ,1883.
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La Rfoi':sta 1lfilitcl!l'e ha dato I-a Jescrizione dei principali tipi di corazzature Grusou ('I) ed ha pure accennato aHe ~sperienze di maggi_ore importanza fotte contro piastre a·ambito e di copertura. Non crediamo perciò d'intrattenere a lnng0 il lettore sul contenuto dell'opuscolo, che se c.òstituisce un prezioso documento per chi ama 11-ppr:ofondirsi in istudi speciali, non presenta però grande attratti•va alla gerreral>ità <lei lettori, perchè molte delle esperienze in esso descritte risalendo a tem·pi in cui i mezzi di distruzione erano ben lungi dall'aver ragginnto la potenza che hanno oggidi, non possono aYere che un valore storico. · L'ultima esperienza descrittn nell'opuscolo è que-Ma J'a ~ta a Buckau il 22 ottobre ·I 883; cont.ro una piastra d'ambito d'Una t'orre corazzata per due cannoni da centimentri 30,5, fohl:\ricata per 011dine del governo o'landese. « La piastra nei tre pri'ini colpi ho s0ppo1:t'at0 uno sforzo complessivo di rnno tonnellate metriche (corr,jsponclenbi a tonn~llate metriche ~83,6 per ciascuna tonnellata metrica de-\! pY.e:pri0 peso) senza che cessasse di offri-re allo interno un l'icovero solido. « Dopo il terzo colpo·essa presentava varie fessure, alcune delle qlmli si estendevano da un fembo aH'altro della p·iastra e l'attraversavano da parte a parte in guisa da sud<liv,iderfa in se@men:fr; i ~rari pezzi rimasero però al loro posto . « La superficie esterna era alquanto dnnn.eggiata attorno aI_P.nnto d'.urto -del proietto, in corrispondenza di quest'lrltimo appari.vano picc0li incavi. La punta dei proietti non penetrò mai nel metallo. « I provvedimenti presi per f:ì-ss'lre la piastra da sperimentarsi nella sua posizione durante il tiro, si addimostrarono insufficienti, a.vendo il bersaglio subito spostamen ti considerevoli. « L'i mprevisto effetto del quarto colpo devesi in pnrte ascrivere a questi spostamenti. Prima che si s,parasse il quarto colpo la piastra -era stata spaccata in due pezzi da una fessura: _altra fessura (lppa-riva pure al'lo i rrterno; la parte inferiore sulla sinistra del la piastra era p11es-socchè distaccata. Ora s-.e le piastte col'laterali e la mura.tura non si fossero spostate, eruesta parte dèlla piastra· a•v rebbe pr.obabilmente -resistito ad' un altro col po; l' insufficiente stabili'tà del bersaglio nel ·suo complesso invece fece sì cl}e tutta la-. forza d'u:rto onde era ;inimato il proietto al quarto colpo, si dovesse manifest~re nello spostamento d'una ({) Anno i8i9, tomo IU, pag. 8~ e seguenti e<l anno IS&I-, tomo III, pagina 9.6 e -seguenti. <
J,IBIU
parte relativamente piccola del bersaglio, determin::mdo così il brecciamento della corazza. « I.e fenditure di durezza non facilitarono mcnonrnmente la distruzione della piastra. Le fessure prodoucsi nll'urto avevano direzioni affatto indipendenti dalle fenditure di dnrezw; queste ultime-poi non aumentarono le .loro dimensioni sotto gli enormi sforzi cui la piastrn fu assoggqt.tata. . « I proietti d'acciaio si comportarono nel modo già conosciuto: tul!i si ruppero, cioè all'urto. I frantumi dei proietti avevano grossezza vnria, quelli staccatisi dalla punta presentavano un considerevole spostamento delle molecole ». I sostenitori della corazza Grnson, come si vede, attribuiscono essenzialr'nente, per non dire unicamente, il breccinmento della pi·astra dopo il quarto colpo al fatto che le piastre collaterali ed i ritti in mn- . ratu ra non si erano mantenuti al loro posto. Gli avversari della co' la raz~a Grnson non menano buona questa ragione, ed avvertono che piastra di ghisa indurita sperimentata nell'ottobre ·l 883 a Buckau 'n.on si comportò diver,amente di qnella sperimentata nel "819 dal Krupj} a Meppen. Fra i giomali che combattono la cornzza Gruson vn annoverata l'autorevole Deu,tsche Heercs Z eit11;ng. È iDteressante il giudizio che essa dà intorno ai risultati dell'esperienza , di ctii trnttasi nel suo nnmer(} del 2 1 novembre •1883. Ne riproduciamo le condnsioni: « Naturalmente non mancarono obbiezioni neppure questa volta per parte .degli interessati, e fra queste quella rnassimamenti:r propugnata che la piastra avrebbe rc$istito pure al quarto col po, qualora· le piastre circondanti ed i ritti si fossero mantenuti al loro posto ed avessero impedito che il blocco centrale sciolto penetrasse nell'interno della torre. Si potrebbe rispondere che qualora il quarto colpo avesse battuto sul hlocco si sarebbe prodotto effetto uguale; e del r esto, prescindendo da questa supposizione, basta ricordare che lìn dat ·primo colpo si er11 aperta una fenditura che attraversava tutta la grossezza della piastra divi-· dendola in due. In simili condizioni può l'artiglipria concedere la propria fiducia ad un tale riparo ?.Sorge inevitabilmente un sentimento di ma· ]essere, sost~nuto, non solamente del pensiero del pericolo, ma ingi:.. gantito tlal timore di non poter far uso dei propri pezzi per 1~spingere l'attacco. Si comprende quanto giuste siano queste apprensioni, riflettendo che mentre un solo col po può produrre la rottura delle piastre, al caso vero, parecchie navi concentrando i loro ·tiri contro la torre concorreranno contemporaneamente con diversi col pi alla clistrnzione di questa. 1
E PERIOD!Cl
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« Ben è vero che si ·cerca cli rassicurarsi sulla · poca probabilità di colpire inerente alle bocche da fuoco delle navi situate sopra una base - continuamente mobile; ma a questa obbiezione si potrebbe contrapporre la dom,mda: perchè dal momento che si ha cosi poca fiducia nel tiro "delle artiglierie di nfarina si costruiscono torri corazzate di costo enorme'? E non sarebbe allora ben più coerente, in luoga d'nna forre con 2 cannoni da mm. 30,5, dispone sei di queste artiglierie, in una semplice batteria da costa che avrebbe suppergiù costo ngunle a quello della torre? Per tal l)Ì.odo si avrebbe il vantaggio di fare agire sei bocche da fuoco invece che due, · ed ognuna di esse prekentercbbe bersnglio minore al n~rnico; anche quando un pezzo venisse smcint-ato si potrebbe continnare il fuoco, ment.re nel caso della torr& un proietto nemico che. guastasse il meccanismo complicato di ro1àzioue potrebbe mettere fuori di combattimento tutte e due le bocche dh fuoco. ·La obbiezione qnindi della poca precisione delle artiglierie a bordo delle navi porde ogni importanza, e specialmente col cannone da cm. 30,5, il qtrnle per for colpire il 50 p. ò/ 0 dei tiri da distanza di m. 202.6 , esige un bersaglio ni,to soltanto m. 0,7·1 e largo m, 0,55. « Si comprende quanta faci lità: quindi vi sia di far battere qnnttro colpi contro una piastra; e per di più conviene osservare che, mentre durante le prqve si cercò tener lontani fra loro i punti colpiti, invece durante il cori1hattimento pu6 avvenire, dicasi pme la combinazione, che due tiri colpiscano nell'istesso posto la piastra; ed in questo caso non basterebbero questi due soli colp i pllr roYinare completamente la piastra ? « Si obbiettò che i Uri essendo st,ui eseguiti alla distanza minima d1 m. 21 dnl · bersaglio, i proietti possedevano una forza viva potentissima. Ma giil si foce osservare che adoperando un'altra qualità cli polvere a m. 500 di dist,1uza si aHebbe ottenuta uguale velocitit e che a m. 2000, il proietto avrebbe ancora possedutn una velocità di m. r~H>,9 e che quindi a tale distanza la forza viva esistente avrebbe ba:;tato esuberantemeute a rompere la piastra. Oltre ciò devesi ancora rammen- · t<'lre che l'attaccante può possedere un cnnnone Krupp lungo 35 c.alibri, del ca libro cli cm. 3!S,5, il quale, impiegando kg. 162 di carica, dà alla granata d'acciaio pesante kg. 4-55, una velocità iniziale di m. 565 cd una forza viva totale del proietto di T. m. '74-03; perlocchè anche un solo col po potrebbe essere surfìciente a fare rovinare la torre. « Colle grnuate d'acciaio si . pervenne al limite massimo. Il metallo fuso nella questione delle corazze, potè entrare in discussione fino a 1
LIDHI
quando si trattò di batler:e ,corrrzze di metallo fuso, con proietti di ugnal metallo fuso. Dail momento che apparvero i proietti d'acciaio Kmipp, il metallo fuso pronunziò la sua ultima parola. E così gli esperimenti del 22. ottobre scorso non solo hanno contribuito a chiarire alcuni err.ori intorno alla questione deUe cora1,ze e dei proietti, ma dovrebbero. nver segnata pure la via per una_nuova èra di questa importantissima {Juestione ». Pare che Grus0n abbia intenzione di sottoporre le sue torri a prove più concludente di quelle fin qui fatte, attuando esperienze definitive sù d.'una .intiera t0rre. Prima di procedere .a questa prova egli· ne esegul una parziale, nei giorni 26 e 2.B maggio di quest'anno, su d'una piastra cli coper'tur.a dell'istessa terre ordinata dal governo olandese e di cui nna piastr.a d'ambito fu sper.imentata il 2.2 ottobr,3. Il modo di comportarsi delle piastre di copertura d'tina torre Grusou 1\l tiro delle perfezionate a1:tiglierie essendo poco conosciuto, ,e d'alira parte interessando avere da~i sul .grado di resistenza che ,le medesime prese.ntano al tiro di sfondo, crediamo tanto più opportuno sHffermarc~ su questa esperienza che l'impiego delle torri .nella difesa di rE>gioni alpestri richiede grande sol idità :nella. loro copertura, a motivo cleJJa prohabilità che il nemico r.icorra appunto al tiro di sfondo per rovinarle.· Iu questa credenza c'incluce la gr::mde precisione di tiro on.de eggid:ì soffo dotate le bocche da fuoco ad anima corta, e la ciniasta:nza ehe netla plnralità dei casi il tiro iu arcata sarà· favorito dalle· condizioni topografi·che. Scopo dell'esperienza fatta nel mese di maggio cli quest'an@ era di :rccertare· la resistenza d'una d:elle due piaswe di copertura della torre eommessa daJ governo olaudese,.a\ tiro del cannone Krupp. da cm. 30·,5, !llngo 25 calibri. Il mnme:r.o dei tiri da farsi era fissato a quattro. L'es-pe· rienza era presieduta da ·un· tenente colonnello e da due capitani clell,'eserci to òlanùcse. La piastra da e.spepirnerrtarsi pesaNa chilogr:immi [i.7.500; la g,rossezzn minima raggi·tmgeva mm. 320.. Bssa er.a· instal.Ja1;a i.n modo corrispondente alla posiq,ione che occupa nella· tonre, e p@ggia,va su fo'l\li pias~re cli gl1isa disposte a semicircolo. L'altra metà della copert;m.a era convenientemente sostituita da altre piastre. La pi!nstra non, era disposta orvlz-Ontalmente, Jrnnsì i.nclinata aH'ocizzof1te ili '5-0 per numcmtare ·l'angolo cli caduta dei proietti·. Pi1e; ent-ava .a)fa s11p~rfieie alcune fenditure <il i clm:ezr.a, che furono in-zeppate con cunei d'acciaio, inoltre i tre fori rotondi del diametro di·,cm. !112, ne&lessari p·er montar.e la ·torre. ili ber:Saglia era circondn.t:o da ·un ·blinda-mento fa 'ta con ferro e leguo
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e destinato a raccogliere le scheggie tlei• proietti. ili crannone era montato su affnsto Gruson per cannoniera mini.orn.. T p1,oietti., craccia,io temperato, nrisuravano in h1ll'ghezza ca-libri 3,5 e pesavano c~rca chilorrrzymmi ,1,45. La carica, composta di polve11e prismati.ca, pesava cJi1ilo~rammi 80 . Con questa cari·ca ridotta, sparando dalla distan..:a di metri 2.9 dalla piastra , la velociti~ del 'proietto all'urto era eli m. 3·45, cui corrisponde. Ùna for.za d'urto di tountlfate metriche 2i00 . TI primo proieùo colpì la piastra nelhl melà di sinistra in un punto distante cm. 50 dall'asse di simmetria, e cm. 3,i- dal bordo semicircolare, sotto un angolo ili oadnta di 24! 0 1f. Il r:isultato fu il -seguente: ammaccatura della piastra con incavo profondo mm. 22. nella. posizione ba~tnta, produzione di leggere sfalclatnre all'intorno .oon.raggio vill'iabile• tra i 29 ed i 58 c-entirnetr.i. Dal pm1to d'ur.to.dipar.tivasi u.ua fessura che si 1wolungav.a-frno a cm. 62. do] b0rclo rl:)ttilin.eo della piastra, ~· che s-em~:im-va l'attraversasse su tuwa la sua ·grossez2a;. si rilevarono inohr-e tl'e incrinature. LI p1'oi,~tto, .così in questo cor.ne nei successi.vi tiri, si frantumò in .m1merose soheggie: Nel secondo tiro si ebbe uu angolo di ·ca;du<ta di 19-<>3-5'; i,l proietto urtò la piastra sull'asse di si~metria a cm . •12.6 dal bordo semicircolare. Esso .cadendo in prossimità del foro oentrale·di.servizio vi produsse un incavo profondo 4'0 ce1Hirn.etvi,e sfolda~ure aU'i.ngiro' con raggio variabile tra i 30 ed i '5'0 centimetri,. Una de~le incrjnature preesistenti si prolungò v.crs·o destra fino al bo1 d0 sem.ici.rcola1·e del.la pi-asbra. Una nuova fessura , partente dal. punto d'urto, attrav.ersav.a la met~ de~tra della· piastra· spingendosi lhlo a cm . 54 dal b0rdo retti lilleo·. Un'altra fessura lunga cm. 32. solcava la metà sinistrn della piastra ·dirigendosi ;verso il pr,imo incavo . Le incrinDture ernno due . Questi e.ca:no i guasti cfte si manifestavano sulla s~1perficie e.sterna dopo il secondo còlpo; sul' rovescio la piasitra .appitriva nettame.nte divisa in due parti; le fessn1·e- e le incri·riattne manifestatesi sedia· superlìcie esterna tTova·vano . quaS:i tt'l'tte 11i·sco.rHro pure sulla· superf1cie interna, talune poi avevamo dimensioni maggiori. · Il terzo proietto cmtde a destra deHa piastra lontano ·cm . 72- dall'asse di simmetria e cm.. 70 dal si;1micircolo . Questo colpo produs.se sulla ·srnperfì.<;ie estema urr .appiatti-mento fo.u:gitndina~e senza sfaldare la piastra. Dal punto d'urto partiva nua fessura verso d.estJ.!a, la quale ' incontnrwa:si sotto angolo piu.tt0sto acuto con la. prinoipale fessura ottenuta nel -second0 col(l'O:; .ne risullarono inoltre altr,e tre piccole :fessure e l'ingrandimento· d' una ·delle preesistenti. La prima fessura era 'Visibile pnve pér. -tutta Ja sua:·lurr-ghezza S'tl! -rovesci0 della .pia•stra;·l'in1
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tersecarsi di alcune fessure determinavano un poligono che costitu iva la base di un fra mmento di piastra totalmei11e disgi·egato dal massicdo. Al quarto tiro il proietto colpi la _piastra sulla- destra del l'asse di simmetria a 28 centimetri · di, distanza da essa ed a fi5 centimetri dal bordo s~micircolare, quindi in un punto che stava fril il primo ed il terzo colpo; l'angolo di caduta misurava 23°20'. Gli eITetti di questo colpo furono ragguardevoli; il proietto urtando la piastra nella parte disgregata dal terzo colpo ne determiuò l'appiattimento, e produsse sfiilda tu re elle si estendevano fino al bordo superiore della piilstra ed agli incavi causati dal primo e terzo colpo. Oltre all'ingrandimento delle preesistenti fegsure se ne ril,warono altre tre nuove. La parte di. pi:istra che trovavasi gl i incavi N. ,1 e N. 4 e la corrispondente porzione di bordo sem icircolare costituiva un ahro frammen tQ, il cui margine di destra si elevava di circa 35 mm. al disopra della sup0rficie normale . Su l rovescio la pinstra non presentava nnoye fessure ; ma il primo frammento s'era affondato di mm. 150 a sinistra, di mm. ~ 4 al centro e cli mm. ,1O a destrit. · Malgrado ciò esso appariva ancora resistente perchè solidamente trat~ tenuto da !le parti circostanti . · La piastra essendo stata giudica ta sustettibile di ulteriore resistenza · le esperienze continuarono il giorno 2.8 maggio. Il quinto _tiro si eseguì contro la p11rte sinistra della piastra; il punto d'urto risultò a· cm . 106 dall'asse cli simmetria ed a cm. 60 sotto il bordo rettili neo della me.lesinrn . L' angolo di caduta mi:;urava ·l 2°·18'. Il proi_etto appiatti la piastra producendovi un incavo profondo '10 mili. e tre fessure tadiali. Le tre fessure sopradette erano pure visibili sul rovescio della piastra. Una fessura già esi$tente nell'anello di so.pporto della piastra si allargò fino a ·I O mm : Si verificò un nuovo· abbassamento di mm . 25 del frammrnto descriuo precedentemente, senza però che il mede3imo cost.ituisse un eleri1ento di debolezza nel sistema. D.a ultimo fu sparato un .sesto co lpo ; il proietto urtò la piastra sull'asse di .simmetria a cm . 8,~ sotto il bordo rettilineo con aagolo cli caduta di ,! 3°·14'. Sulla superficie esterna l'efTetto non fu gran che difTerente dnl precedente. Sul rovescio della piastra alcune fessure apparivitno d'alquanto ingraclite; la piastra disgregata però nòn subì altri spostamenti. Dopo il sesto colpo le prove non si continuarono perchè il blindamento aveva sofferto tali guasti da non potersi più considerare come ~ sufficiente riparo contro le scheggie dei proietti . Dai risultati ottenuti in queste esperienze la ditta Gruson si crede autorizzata di trarre le seguenti conclusioni:
fra
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« All'atto pratico gli :mg,)li di caduta dei proietti essendo mferiori :i. quelli ammessi nelle prove di tiro fat te nel giorno ~6 maggio, la piastra. si addimostrò dotata cli sufficiente resistenza; · le dimensioni date alla medesima possonsi quindi ritenere come rispondent1 allo scopo che si vuol raggiungere. « I vantaggi che ne risultano dal dare all a piastra forma arcuata sono evidenti; malgrado il quartò colpo disgregasse completamente un frammentq della piastra, questo non potè essere proiettato nello interno, e sì che la resistenza della cupola scemava per la rottura dell'anello di soppol'to . « Il sesto coi po determinava il disgregamento cli altro frammento senza. però che si verificasse alcun spostamento del medesimo . « Le fessure cli durezza non climin:uirono punto la resistenza dell:.l _piast1;a; lo provano le direzioni affatto indipen~lenti da queste ultime clelln fessure l'nanifcstatesi nella piastra all'urto dei proietti. << Meritn d'essere rilevata l'influenza che ha la maggiore o minore grandezza degli angoli di cncluta sugli effetti dei proietti ». I primi quattro proietti, i quali colpirono la piastra sotto angoli· di caduta più grandi che gli ultimi, batterono la piastra nella parte inferiore e vi produssero guasti di lunga maggiori che i colpi quinto e sesto lanciati contro cli un ber,nglio già indebolito. L'ipotesi che i proietti dopo .aver toccata la pias_tra con la parte ogivale la urtino immediatameute dopo con la par.te cil indrica, e che a quest'ultimo sforzo debbonsi essenziii.lmeute attribuire i guasti che ne derivano, non è fuori luogo; ciò ammesso è chiaro come :igli angoli di caduta maggiori debbano ris pondere efTetti più grandi .
A1i11lilurto,·iscl 1,e Shulie iibe1• nre,•aven,tung ,ie ,• ,J. , ·tille,·ie i n ,,,.oss e n, T,..11.i p;1e1nJei·b iinden. -
(Studio sull'impiego dell'artiglieria inquadrata nelle. grantli imitcì I.attiche) . - Conferenza. del tenente colonnello HoF.FDAT;ER, comandante il reggimento d'artiglieria da campo della Posnania. (N. 20) . - Berlino. Mi ttler, 1881-. Un fascicolo di 44 pag. con una. ta,1ola Ji tografica,1
L'auiore, invitato a tenere una conferenza sull'impiègo dell'artig1'ieria., prendo pc!r base una pnrti ta al gioco di guerra cli cui egli ebbe~
E PEJllODICI
r:rnm
la ·direzione e che a-veva per iscopo di far risa.!tare in qual modo le unir,à d'a,-ti.glieria inq1iad:rate nel1e altre truppe possano coordina1·e ed espli-can la loro azione a niassa e come agisca il comando della artiglieria !ns~irandosi al pia no del comandante in capo delle truppe. Incommcrn dunque questo st1ldio esponendo il tema_. proposto di due part1t1, che è il seguente: · · Un'armata (partito o-vest) muove da Gitschin e Libau contro il nemico (partito esr) concentrato sulla sinistra dell'Elba presso Koniggr iitz. Avendo saputo che le- altuTe di Chiuro sono occupate da un distaccamento_avanzato composto di ,t 9 batti,glioni, '.2.0 squadroni ed H bat• terie, il comando del p:ll'tito Ovest, mercè la riunione di una di,ri.sione di cava lleria e di due divisioni autonome di fanteria cl1e costituivano l'avanguardia ~i du~ distinte colonne di marcia, forma un corpo della forza cùmpless1va eh 2.8 hattaglioni, 32. squadroni e 47 batterie e oli o~·dina di s_caccia.re _il1 nemico dàl11e altttre di Chlum prima éhe sopra~. gmngano rinferrz, da Kcfa~ggratr. Veng~no· poi' tn1tteggi'ate le diverse fasi del comba.ttimento di artiglieria, · le quali porgeno all'auto1'e il destro di far molte e sagio-ie riflessi011i suffimpieg.o di quest'annà in armon-ia col terr,euo e c~lla coopei;~~ion~ de lle_ al'tre' a,rm~. I giudizi intorno ali' efficacia cd oppor~ tun,t,,t d, un az10ne eseguita sul.Ja carta sono ,convalidati citando· in app0ggio taluni episodi delle uhime campagne svohisi· in situazioni analogoghe. Infine, riferendosi· ai' diversi momenti della lotta, l'autore formula e risolve taluni quesiti, dei quali ecco il sommario: ,1°) In una battaglia decisiva l'attacco non ha probabilità d-i sue- . cesso finchè l'artiglieria della difesa rimane in pr~valenza. ,· . 2°) ,1 ·a~ti~l~~ria dell'atta_ccante dopo di aver scacciato dalla po::.1z1one I art,glien a avversana deve assolutamente r ivolgere la sua az10pe metodica e combinata contro l'obNettivo dell'attacco, cioè contro le fanteri e nemiche. . 3°) ~ebbene le condizioni. del terreno, gli appoggi artificiali·, l' impiego gernale dell'ar~-~ sufI~ag~to_d~ll'azione ~oncorde delle altre truppe, renda ta·l~olta possibile ali art,ghena della difesa di tener testa a quella dell'aHacce che sia superiore in numero, pure l'artiglieTia della difesa non cleve impegnarsi in questa lotta diretta se non ha probabilitJ1 di pbterla vincere.· · 0 • • ~ ) , L'arti~_lieria d~ll'att~ccante non d?ve restar ferma nelle sue pos1z10n1 hn@ ali ,sta-nte m Clll le colonne d attacco raggiungono l'obbiet1
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tivo, neanche se le condizioni del terreno e dell'atmosfera le consentano di continuare il fuoco tirando al disopra delle colonne stesse; perocchè è possibile che se queste non sono tosto sussidiate dall'azione deH'artigliei·ia, vengano rilmttate dalla conquistata posizion~. A tal proposito devesi peraltro tene,· conto della difficohà che inco11trerà !''artiglieria per farsi strada nel terreno coperto dalle fanterie procedenti all'att})CCO. 5°) ·c irca al modo d' jmpiegare l'artiglieriaélella difesa, cui no:n riuscì di s.oprnffare l'artiglieria a:vversania o che non stimò· neanche opportun0 d'impegnare con essa la low:i, l'autore ricnrda: elle non conviene ·attenersi alla difesa, puramente p.ass.~va, nè po.starsi s.1illa posizione stessa che .si vu.ul .difendere; che i.I manovrare torna più ncconcio all'arLigUeria della cMesa che non a r1uetla più numerosa d~ll'attaccan.te; che sarà èìi molta effi cacia l'apparii:e improv,1iso dell'artigFi-eri,a della difesa su punti in cui nen la si aspetta e da ctii possa dirigere il fuoco sul fianco deHe colonne d'attacco, ovvero ·il ritirarsi a tempo su punti d'onde pùs-sà fa r fuoco convergente sulla posizione nel momento in cui vi · pone piede la trup:pa dell'assalitore. 'Ben inteso che in questo caso l'azione dell'artigherra dovrà essere coordinata ad una ripresa offensiva delle altre armi. 6°) .Affinchè l'artiglieria possa disimpegnare· vittoriosamente il suo còrnpito è necessario che il comandlillte in capo della truppa abbia una esatta idea delle esi-genze di tempo e di spazio richieste per l'impiego di quest'arma e ne tenga .conto nel formulare ii suo piano, così pme è necessario che nella giurisdizione tattica del corpo cl' armata l'artiglieria dipenda da una direzione unica che coordi1ii l' azione dei singoli riparti deU'ar ma. L'iniziativa dei comandanti in sott'ordine è opportuna quando nel campo tattico si manifes tano circostanze imprcwiste, ma diventa mn nal.e necessa,l'i o ciualora sia pro-dotta dal difetto di :un : piano .in chi deve dirigere. 7°) Inliue l'autore dice che l'impiego dell'artigliet'ia in. ùnn bartaglia campale è .relafrvamente dipendente dal mod.o con cui vengono ripartile fra le divisioni ed il comando del corpo d'armata le unità di quest'arma che secondo la for rnuz.ione di guiwra so11a assrgnate ad un corpo.
E P·ElUODICl
LIBRI
. Jou:1·1uil ,les scie,.ices 111i!itt•i1·es. -
maggio e gfogno. - Parigi , Baudoin, "884.
Fascicoli di aprile, · ·
1 sottu{fkiali ed i q1iadri subalterwi. - G. L. M. - Scopo di questo .studio è di esaminare i diversi gradi indicandone le i·elazioni. Essi , sono divisi in due grandi categorie: l'una comprende gli ufficiali ed assimilai.i, l'altra ·tutti gl i impieghi d'ordine :,ubalteroo. Oggeuo principale è il sottufficiale. Si analizza la proposta fatta in occasione dell'ordinamento delle truppe d'Africa e colonirdi cli costituire un nuc1eo di cosi detti vecchi soldati, e la si esclude :dirnoslr11ndo largamen te fo nessuna utilità di questa comunanza, anzi respingendola c0mc nociva alla vera consistenza. Rispetto ai vantaggi, che giova accordare · ai sottufficiali, si riconosce l'utilità di mantenere i figl i di truppa, a patto di trllSformarne la loro istruzione. Essi potrebbero essere, secondo l'autore; un buono elemento per le scuole dei sottnfficiali, clle egli . vorrebbe vedere funz~onare in Francia come cruelle prussiane, senza }imitarne l'ammissione ai soli. figli di trnppa . Passa quindi aHa quislione dei mu:;icant.i, dei trombettieri e dei tamburini, e riconosce l'utilità, nou la necessi tà dei primi, come ne svolge tutte ie ragioni pro e contra l'abol izione dei tamburi, e si dichiara apertamente sostenitore tli questi , che appena soppressi furono nuovamente riammessi iu Francia. Secondo lui non va le l'argomento, che i trombettieri armati cli fucile possano utilizzarsi come comba ttenti, perchè essi , cosi se devono trovarsi presso un ufficiale, come se devono tmsmettere con le suonerie degli ordini, non po:;sono avere il mezzo cli servirsi dell'arma tranne per difesa per~onale. Ritornando sulla quistione delle musiche, le verrebbe ridotte, con minor lusso d'uomini e di strumenti, ed uniformate alla fanfara dei cacciatori a piedi. Enumera tutti gl'.incouvenienti degli attuali ·sistemi di manifattu,rc ad uso rpilitare, e crede indispensabili gli operai militari. Propoue quindi di riordinare nei corpi dei laborntori re,mimentali provvisti di un personale sufficientemente ou'n1eroso pc/far fronte a tutti i bisogni, di maniera che sia necessario non ricorrere, che assai eccezionalmente come in Germania, .agli operai-soldati esistenti nelle righe delle compagnie e degli squadroni. A suo avviso questo persoMle si dovrebbe recintare, salvo !'irnpossibilitit assoluta,
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fra gli operai di professione, classati nella categoria dei giovani atti solamente al servizio non armato o ausiliario . . Ordinamento delle pùt.zze f'ort'i e loro clif'esa. (Fine). - Cil'ca l'istrnzione tecnica a darsi ai reggimenti territoria li, onde .in parte deve essere costituita la guarnigione delle piazze forti, vuolsi che gli ufficiali si addestrino a conoscere come sia ordinato il servizio in caso di guerra , come debban? es;;ere di1:etti ccl cse~uiti i _la~ori complement.ari , che i soldati esercitino progresstvamen tc at lavon d1 z:ippa ed a scav:ire trincee. Jl battcigNone francese e il battaghone teaesc~ . - Del p1:imo s1 riproducono i risultati di ti ro, si analizza~10 le fasi c~el combattimento, cioè la preparazione da ·I 4.00 a 700 metn, l'esecuzione da 700 a !iOO inetri, l'atto decisivo da 4.00 a '.2.00 metri , l'nssalto da '2:00 a O. - Dal C()nfronto si deducono conseguenze sfavorevoli al battaglione tedesco . Qunntunquo l'ordine preparatorio sia lo stesso per le due unità contrapposte, tuttavia rilevasi che, contrariamente al metodo t_ed~,;co'. crli elementi, che rinforzano la catena francese approfittano dei npnn del terreno, le mezze sezioni e le sezioni aggruppate si avanzano diffilandosi, sparpagliandosi, saltando da un ponto all'altro. Quanto allo schieramento tedesco ,;nl cen tro, protettore coi suoi fianchi d~gli scaglioni laterali, l'articolista lo dichiara impraticabile, poichè il centro in luogo di piloteggere quelli, li colpirà nella schiena.. Co_nclnde riepilogando che il bnttaglionc francese con le mezze sez1ow, le s:iuadre aggi:uppate, le batterie di fucili, la baionetta in can~n, la canea r~pida, deve riconquistare la sna elasticità , il suo slancio, la su:1 energia svilnppata con fuo chi precisi. . ,lrmiunento, istniz·ione, ord·incwient,o ed inipiego della ccwalleria. - (Traduzione dal tedesco). Le nvilfrie a le truppe zirovincialì. ('Continuazione), - Li;;o;,{ HEANET .
Il fucile dell'avvenire. - H. Pu:ss1x. - 11a · 1a storia delle impazienze per lo studio e l'adozione di un fucile a ripetizione, ·innanzi a cui il fucile Gras, . doveva immantinen.te sparire come cosa vieta e di poco conto . Ciò posto, riproduce le considerazioni della commissione incaricata di esaminare il problema comparativo, le quali , confor_me ~ quelle di alLre commis$ioni estere, stabiliscono che il vantaggio d1 tiro. nei diversi sistemi' a ripetizione fìnora immaginati non è tale da renderli superiori al fucile mo<lcllo ·18711 bene adoperato. Ma l'autore crede, che l'accrescimento della rapidità nel Liro non sia nè il solo nè il miglior mezzo di aumentarne J'cITetto utile, e che sul cnmpo di
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batta"lia debbasi ottenere di t.irare il massimo numero possibile di col p{' buoni. Amm esso che .nella maggior p.arte di casi è difficile vedere il nemico, valutarne la distanza e quindi fare ·us.o c;onveniente deH'alzo, giudica, che c)cbba stùrnatsi migliore fucile quello, la c11i trai.ettoria si avvicina di più alla linea retta. Conchiude, che un mQllello d1 a1:ma a vel0cità iniziale di 700 a 80.0 met1:i, potendo. tirare 8 o 1 O palle di una ;ventina di grammi, chiuse in u:n magazzino facile a.1icaricarsi rapidamen:te e senna che la palla ne soiìra molto, avrà certo _per sè l'avvenire ed il suffragio universale. L'.atimcnt'aziòne del selclato. - Km::{. - SvoJgonsi alcune idee sull:'imp@rianza della tJtiist.ione, di cui si fa ~n ccn_no storie~, e le r_olatuvc considerazioni rispetto al consumo g1or.na lteso del! uomo m azoto, carbonio e grasso, e.d i p-uincipii s.e.condo i q.uali si determina la ta,r i/Ta di una .mzione giornaliera . Vi si analizzano le razioni alimentarie nei principali eserciti europei, quelle dell'esercito francese ant,iche e a-ttuali, ed in mod:o speciale la razione del soldato tedesco, determiimndo in seguito le riforme necessarie per l'alimentazione in tempo .di p:ice Poi si passa all'analisi della razione da campagna, del trasporto dei v-ivei:i pel soldato, del carico cli questo e dell'utilitll di all.eggerido. . . . . L'anùna. - M.. i\fmEs. - L'esordio contiene elevate cons1cleraz10n1 sull'antico concetto m.ens agita-t molern, s.ulla potenza animatrice del moodo. Donde il b,isogno assoluto di dare maggiore sviluppo. all'educazione morale, :dia coltura patriottica, le qutili possono .dare lo slancio, l'ene.rgia., l'entusiasmo, la fede. Si eutra poi nel vhm della ciuistione. L'autorè consider:i lo spirito di corpo come una delle più potenti le"'c d'azione, il reclutamento regionale come unica fonte secondo lni, di quello spirito. Vuole il giuramento militare patriotti.co dato con grande solennità·marzia.Je per affe.rnrni:e la devozione assoluta alla patri<t, le letture patriottiche, i quadri commemorativi, le raccolte di trat!i eroici ind·ividu.ali, i libri,. i fascicoli e quanto può illns.~1::ire l'eroismo, la g:1:alldezza delle .:izioni) la disciplina, ecc. Il capitano tdovrebbe fare spesso confere-.uze, le. q;u~li riescono più ntili clelle let~ur:e morali, · perchè· imp11essiomno più vivamente; anche i generali alla pa.rtenza delle classi, ailil.e gr.::mdi manoHe, in c:rr:npagira debbono mostrarsi.alle truppe e con qualche foase 1:ilevare il loro spicito. Alle licenziose c:inzoni tollerate nelle marce, si dovr-ebbero _so&.ti.tuir\3 i canti patriottici e guerriei:i,, ed innalza.r0 cpuadri d'onore lapidari sul muro d'ogni municipio, nei ciuali sarebbero inscritti tutti i solda,Li ·moFti al servizio dclln patria, feriti o segnalatisi per coraggio e devozione. Affinchè ques.ti miglio-
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ram.enti dello stato militare possano avere carattere d'incroll:ihile stabilità, non basta discutere e legiferare, bisogna: che essi si:ino :idottati dallo spirito pubblico, dall'intera nazione. Tutte le classi, tutti i partiti debbono serrarsi, unirsi intorno . a questa grande idea; la stampa deve prestare la sua efficace voce e gli scrittori la loro autorità ed il loro ingegno. Ca'Valleria. - Servizio d•i, e.çploraz·i.one e dii, sfo111rezza. - Comincia dal dichiarare elle l:i missione incessante di quest'arma è la protezione delle truppe. Segue l'esame delle disposizioni· generali di ciascun servizio di ricognizioni, di scoperta, di sicurezza immedi:ita delle truppe, dell'ordinamento e funzione dei servizi di protezione, del modo di operare delle frazioni che costituiscono la rete di vigilanza propri,1mente detta, cosi per esplorazione come per sicurezza . St:ibilisce alcune regole per ciò che riguarda la stazione delle truppe mentre esplorano, la loro sicurezrn in tale esplorazione, e la maniera di rilevare le frazioni impiegate per la rete di vigilanza. A proposito d·i 1m inventore sconosciuto. È la critica di un opuscolo di J. Carpentier nel quale questi si sforza a mostrare le varie modificazioni cd i miglioramenti che egli propose per l'artiglieria, i proiettili, i cannoni, ecc., sotto l'impero di Napoleone III , e si lagna della noncuranza colla quale furono :iccolte le sue proposte.
Lo Si:1ect"teu1• -,tilitait•e. -
Fascicoli di aprile, maggio e
giugno. - Parigi, 11884. La nazione a1·mata, per il. barone COLMAR voN DER Gor.Tz. - È un'analisi piuttosto diffusa di quest'opera, che J:i si giudica seria, maturamente studiat:i, meritevole di essere letta non solo d:ii militari, ma da tutti gli intelligenti, poichè è degna d'attenzione dal punto di vista filosofico, politico e militare, e con le svari:ite materie che svolge costituisce un vero trattato · a larghe viste d'ordinamento e di amministrazione militare, di strategia e di rnttica. La politica e l'ese1·('}1:to colowiale. - Sì pongono le tre quistio.ni sollevate .dagli avvenimenti : se la Francia debb:i avera una politica coloniale; quale debba essere questa politica; ammessa infine la ne.:.. cessità di. una tale politic:i, e1,aminare il problema del riordinamento H -
ANNO XXI);, VOL. IV.
L!Blìl
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,colonia le. Svolgesi la prima dimostrando , che per vincere In lotta colle altre potenze, nella quale la marina merca~itill: cd il commercio fra nc.ese languiscono, bisogna aprir loro nuovi sbocchi, e che le spese occorrenti per consegui re qnesto scopo, non de,•ono spaventare, perchè sono ;;traorclinariamente fruttifere. Giudicasi un grave errore per la Francia l'essersi abbnssata a discutern gli affari del Tonchino con la Cina, con tro la quale conveniva dal primo morneut.o fare un imponen te spiegamento di forze per toglierle ogn i idea di resistenza, obbli?a ndola ad accettare il carico delle spese per la gncrra sosten uta clall;1 !trancia. .Qne, ta è la poliiica coloniale indicata . Proponesi qu indi_ di uti lizzare per l'e,ercito delle co lonie, con1e pt:'r tanti. secoli fc~ero I Romani, gli elementi che sornrniuistra l'Algeria, e che debbous1 trarre da tutte le altre co lonie. Questo sistema è anche meno costoso, secondo cli i lo propone, perchè si evit,ino i trasporti di _trup~e. Yorrcb()e~i che le compagnie delle colonie avessero un effet.ti 1'0 d1 3_00 . uornm1 sem pre,. e cosi si risparmierebbero uffic iali, esposti anche m tal modo a mmon perdite. . . . . . . L'esercito coloniale sarebbe com posto di 8 regg1rnent1 d1 fantena d1 rnal'i na a ,~ battaglioni di. q, com pagnie; '.z reggimeuti di tiratori ton chinesi a /l battaQ:lioni di /~ com pagnie; ,t reggimou to di t.iratori an namiti a 3 bat.ta;i ioni di 4- compagnie; 2 battaglioni di tira tori senegallesi a 5 com p~gnie; 2 com paguie dell'.lndia:_ . . . . , . . I corpi di sciplinari sarebbero fusi con quell i s1rn1h clell eserc1~0 d1 , terra ed -inviati nelle colonie più mals::ine, nel Senegal, Mli a Guwna, nel la Concicina. Con questo progetto si avrebbero 12.8 compagnie negli 8 reo-gimenti di fanteria di marina inyece delle 1GO proposte dal rn 1nistr~: i\ia le 32 che costitui scono la differenza sarebbero impiegate a • formare i 2 reggimenti di tiratori toncliinesi. Invece d( 2/5 d_elle compa11nie nelJe colonie ve M sarebbero 30, e in Francia e nel! Alo geria resterebbero fi reggimenti. . Jl servizio interno della ca'Valleria. - B. F. - Posta per base l'adozione di un quadro unico per le tre armi, dicesi, che la divisione generale di questo servizio, identico a queHo per il s~rviii~ interno del!a fanteria, sia così semplice come razionale. Notans1 pero qualche oscurità circa i diritti e prerogative degli ufficiali addetti al la riserva, e non arnmcitesi la pa rola deferenza nel la parte che trntta dei prrncipii general i della subordinazione, ~limando dovers_i dire _c~1e i subo~: dinati debbono obbedienza al supenore anche fuori serv1ZL0_. Loda- 1 per l'iniziati1'a dei capitani comandanti l'articolo 3° sui quadri di servizio giornaliero, la designazione dei doveri del tenente colonnello, la 1
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soppressione dell'obbligo per l'ufficiale di restare in camera ventiquattr'ore, non potendo fare il servizio a causa d'indisposizione, essendovi cause, come una leggiera caduta, un'emoraggia nasale, le quali possono impedire l'ufficiale di recarsi al stto servizio. Vuolsi però meglio determinato il modo ed il tempo in cui l'ufficia le promosso debba assumere i nuovi offici e raggiungere il nuovo corpo in caso di tra~ mutamento. Altre critiche &i fanno circa le attribuzioni del capitano di setti mana, il modo di regolarè il servizio dell'ufficiale della provviauda, la sorveglianza da esercitarsi sui sottufficial i consegnati,. deplorando infine, che siasi to lto ai sottufficia li il diritto d'intliggere le pufiizioni di prigione, e che restino in buona parte esnutorati di fronte ad una mancanza , che può cffenclere seriamente la disciplina, 1815-1870. - A proposito d!i doC'mnenti storici e 1nilita1·i tratt'i dalle carte del gene1·ale barone E. HnoT. - Si paragonano le due catastrolì, per provare che il difetto d~J lo studio delle campagne dal ·1842 al '18Hi com preso, produsse quella più recente. Si rammentano la previdente preparazione della guerra di Napoleone I, la mobi li tazione rapida quan to ern pos$ibile, ,i primi successi , l'errore di avere clìviso l'esercito iu due tronchi prima di aver bene stud ialo la marcia del nemico, il piano di qnesto, semplice ed elementare di marciare ad ogni costo al rnmore del cannone ed OlM'are la congiunzione degli eserciti alleati,' la distrazione di Napoleone ne l veder sparita sua ala destra, il dife.tto dello stato maggiore, malgrado la capacita del geueralé Soult, la riserva mancata al momento di doverla avere sotto mano, l'iniziativa da tutt.i reclamata e respi nta dai geno~a li Grouchy e Yandomrne. Lasciando da p~rte la mobilitazione, che fu il contrapposto nel 1870 di quella ciel ,t 8·15, osservasi, che dopo le esperienze precedenti un mezzo secolo si sarebbe crednto che l'esercito francese avrebbe guadagnata la frontiera del Reno in batt.agliooi serrat.i. Fu invece uno sparpagliamento di forze, un non accorrere in tempo dove tuonava il cannone, uu perdersi in marce inutil i, una mancar.za continua di cavalleria esploratrice. Tutte le battaglie della front iera cominciarono con la sorpresa . Non vi fu unità cli comando. Se nel ,1815 sul campo cli bauaglia si ebbero due comaud:rnti in capo, a Sedan ve ne erano quattro. Come una delle principali colpe di Grouéhy risiede nella lentezza della sua marcia su Gembloux e su Wavre, così è grave quella dell'esercito di Chalons, che invece di dirigersi su Metz ii· ranclo -I' Araoune lentamente avanzò sino a Beaurnont e si lasciò chiu" ' dere in Sedan. Dorio questi confronti l'autore spera, che si faccia tesoro dell'espe1
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rienzu, che si pensi ad ordinare presto l'esercito d'Africa, che si abbandoni come oziosa ogn i discussione sulla soppressione dell'esercito permanente e sul ri5t11bilime11to della ·guardia nazionale, che non si pensi a demolire le mura della c11pitale. La specvizione •inglese in Egitto. - (Continuazione). - G. DE C. - Vi si passano in rnssegna le navi componenti la flotta ingle5e e le operazioni di ciascuna durante il bombardamento d' Alessandria, !:i ritirata di Arabì-Pnscia n Kafr-Dawnr. Notasi l' importanza di quel fa tto d'armi, essendo .la prim11 volta, che le corazzate si son trov11te in lotta con l'artiglieria sopra un teatro di guerra reale. Si Stlldiano gli effeui dei proieLLili , accennando al carattere generale dei forti di Alessandria, alle condizioni cui dovrebbero soddisfare d'ora innanzi le batterie da costa, al la maniera probnbì lc di eseguire uu bombardamento nell'nvvenire, alla costi tuzione del corpo dì spedizione inglese, e qnindi si danno notizie biogrnfiche in torno ai capi principali · di quelle trU J) pe. A lutto questo segue la descrizione dei punti occupati da Arabì-Pascio, l'enumerazione delle sue forze, che si fanno ascendere n 50 mila uomini comprese le reclute, dei (JUali :zOmila erano presso di lui al campo, .la storia delle ·opernzioni intorno ad Alessandria e dell'occupazioue del Canale di Suez. R•icordi 1nilitari del generale I. L. llulot. - (Continuazione). La mitragliatrice Gcitling, suo carica·mento dù-etto, suoi angol'i: di tiro, suo impiego alla guen-ci - 1··imltati di esperienze. - È foimnta di un fascio di canne da fucile di fan teria. Non ha dunque bisogno di munizione speciale, e tulle le quolità del tiro, come traiettoria, portatn, penetrnzione, alzo restano note, poichè la rigatura delln canna, la su11 lunghezza , il suo dia'nrntro e la sua munizione sono le stesse. I suoi effetti sono terri bili. L'articolista fa seguire a queste nozioui i <lnti delle esperienne fatte nei vari paesi, non che in Italin. Una corsa ·di ca'Dalleria da Vm·savia a Jarnno. - G. DE C. Tali allennmenti eseguiti di tempo in tempo, aiutano potentemente la mobilità e la resistenza della cavalleria, e queste due qualità, riunite alfa temer i Lii, . debbono indubbiamente assicurarle In superiorità sopr3 una cavalleria nemica meno preparaL1 ( 1). Il comando de·i corpi d'ese1·cito . - L. S. -- È un orticolo provocato dal fatto, che un generale comandante di un corpo d'esercito, è ben volentieri sceso a comonclare una divisione. Partesi dn questo · (l ) Vedi l'arti colo della Riviita .lii/i.tare Italiana, dispensa d i settembre: J;e esercitazioni estive della cavalleria 1·11ssa.
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punto per sostenere, che è necessaria e logica la ri partizione dell'e- · sercito nazionale in grandi regioni territoriali ed in corpi d'esercito costantemente provveduti dei loro capi. Però non vuolsi la inamovibilità di questi, dovendo passare per il comando superioi·e di un corpo .d'esercito il maggior numero possibile di generali di divisione. Legge sul reclutamento dell'eser.cito e sZLlla creazione di t tn eser•cito coloniale - Si pongono questi pri ocipii: Che tntli i ci ttadini, che possono e debbono far parte dell'esercito in guerro, siano costretti in tempo dì pace a preudere una conoscenza com pi eta del loro servizio di guerra; che vi sio costantemente sotto le bnndiere nel la metropoli ,e nel le colonie un eserci to assai numeroso per il mantenimento dell'ordi ne; che l'esercito coloniale sia essenzialmente composto d'indigeni delle colonie e di volontorì; che l'esercito della metropoli contenga .3bbastanza sottufficiali e soldati di professione per conservare le. tradizion i dei corpi e per dare una buona istruzione milirnre ai giovani soldati; che non sia aumentato l'attuale bilancio dellsi. gu_çrra . Indi si esamino gli effetti del servizio attivo ri dotto a tre anni , il quole, coordinnto alle creazioni delle trnppe coioniali :irrecherebbe un aumento di 58 milioni nel bilancio, mentre col servizio di due anni si evite·rebbe questa spesn , e si avrebbero 360 mila nomini per il mantenimento dell'ordine interno e ·100 mil11 per le colonie. Infine dimostrasi, che il servizio militare auivo obbligatorio un iversale di ventisei mesi, -con :ilcune eccezion i indicate, dà, senza 3umento sensibile del bil3ncio attuale del la guerra e marina , vantaggio$i risultoti, cioè : istruzione militare completa per la gioventù; possibilità di creare immediatamente un esercito coloui:de; soluzione defin itiva del problema dei sottuffi-. -ciali riducendone il numero; diminuzione riote~ole di 11gglomeramenti nelle caserme e negli ospeda li , ridnz.ione di spese peì servizi ospitalieri civili e militari,. e del corpo sani111rio militare; conciliazione de,gl'interessi militari delln n:1zione con tutti gli altri interessi morali e materiali. Seguono relntive proposte di emendamenti al progelto di legge sul reclutamento. VI.icrm t1trco7russa 4877-1878. - Suley-man-pascia e il suo processo. (Fine) . - Fi1.usT-LURI0N . - Svolgonsi le motivazioni del terzo capo d'accusa cli non avere il generale in capo LL1rco dopo io sgombro di Kamarli concentrate immediatamente tutte le sue forze .ad Adri11nopoli, e del quarto capo che, avendo ai suoi ordì ni 180 hat-,. taglioni ed oltreuanti cannoni, abbin nbbandonata la via di Adrianopoli per dirigertJ il suo esercito per vie tortuose, nel più gran disordine, recando così offesa all'onor militare dell'impero. Riproducesi la sen-
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tenza della corte marziale, con la quale Suleyman fu condannato alla degradazione, alla perdita delle medaglie, all'esilio perpetuo, commutato dal Sultano nell'esilio per sei anni a Bagdad. L'autore fa in ultimo alcune considerazioni sul modo d'applicare il principio della responsabilità per parte ciel governo ottomano, rilevando .che Osman anche egli perdè un tempo prezioso a Viddino ed invece di obbedire, recandosi a Nicopoli per difenderla, andò a Plevna, e vi rimase, e che niuno fu più colpevole di Reouf-pascia, che non si recò al punto di riunione convenuto con Suleyman , ed accettò il combattimento senza dargliene avviso.· Il libro d-i, ta.~ca clell',iiffkiale tedesco. - Vi si danno raggm.glì intorno ad un'utile pubblicazione tedesca di :iutore anonimo, la quale comiene un insieme completo di cognizion i mi litari, presentale con metodo e discernimento. Campagna dell'e.sercito del norrl 18i0-18i1. Peronne e Bapa1ime. -
PIETRO LEHAUTCOURT .
Sono alcuni cenn i biografici in occasione della i11augurata sta tua del generale a Ginevra. Il generale Dufour. -
,, J1,1.lu•buche,• fur tlie Deutsclie .4 .1·,nee un,l 1'111~
rine. -
2° trimestre "884.
Lennart Torstenson. - Studio storico biog1·afìco - KALTENBORN, capitano. (Continuazione e fine). Campagna transbaltcirvica del genernle Giirkoin lugl'io 1877. - Y. TROTH,\, capitano. (Continuazione e fine). - In quest'ultimo brano si danno le perdite di ambe le parti nella ;;uddetta campagna e si conchiude col la seguente osservazione: « Mentre le perdite in uomin i dei reggimenti di cava lleria russa furono assai poche, quelle in cavalli furono enormi : gli sqnad·roni che per la maggior parte presentavano al principio della ca mpagna -16 fi le per ogni plotone, verso la fim~ ne avevano appena sei. Causa di c1uesto strano fenomeno sono in parte gli strapazzi, io parte il fatto che i maniscalchi restarono quasi tutti al nord dei Balcani onde non si sape,,a come ferrare i carnll i; ma in parte pure le cattive rimonte. La spedizione francese al Tonchùio. (Con tinuazione).
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Gl-i iilt,-ir,v~ giorni dell(i 1·ibellione am.ericana.. - S_c~'.E1_B~RT. _mag~ c,iore . __ Sembra. singolare (dice l'autore) che anche ogg1d1s1 ritorni cosi :pesso allo studio di uno guerra combattuta al c!i là dell'Oce:mo. M.a questa guerra è e sarà sempre interessante per il granc~e e ?rofìcuo impiec,o che seppe farv isi del!' arma di ca valler,a, per 11 prnno u,o delle ~;razzate ~ l'ultimo dei cannoni rigati, per il coloss11 le sviluppo del servizio sanitario, per la parte straordinaria fotta alla tecnica e per molte altre ragioni. Nelle puntate precedenti _di ques.to_ peri~dico si sono pubb licate alcune pagine del memoriale cl'. un nff~c,~ le cl, cavalleria: ora se ne pubblicano alcune di quello di un a1:ttgltere. _(Seguono scene ed episodi dell'ultimo periodo della guerra di seccess1one, dalla metà di luglio ·186!i all'aprile ·1865). Le /'ortifìcazion.i nella S1yizzet·a, Darvi:marca, Scand:inar,i a, Gran Brettagna, pen·isola de·i. Bei/cani e penisola_iber'ica. -:- 0BER1lATR. (Continuazione). - In questo brano del lungo lavoro s1 tratta delle fortificazioni delle due pènisole balcanicn etl iberica. La [)anelastica, - SmECKtrn, capitano . - Nuova materia esplodente di cui si descrive la composizione e si indicano gli usi. . Menwriale del feklma.resc·ialloi Kcilckrwth. - Sono note traue_ da un libro stampato ma raro e fuori.commercio. Si riferiscono specialmente alla guerra dei selte anni. Importanza tattica-strateg1:ca di ?tn ben ord:(nato s·i~tema: cli (0 rtifìcaz'ioni cli confìn·i . - Si p,ri;mette che nn sistema d1 fort1~caz1one ai confini ~on dev'essere una muraglia della Cina, ma un :uuto p~r le forze attive; si accenna all'importanza di questo aiuto, e , al_le co~d1~ zioni perchè riesca efficace; si confrontano e ,discutono alcum s1sten1t clt fortificaz ione. ll costume degli usse1·i nel sno storico 111>-iltippo e n~l sno stci~o attitale. - Il nome e il costume degli usseri nacquero m Unghena e datano dal tempo di Mattia Corvino ( Hi3-H90) . Quando egli salì . sul trono, l' Ungheria era seriamente minacciata dai Turchi. Il re espose la situazione al Parlamento di Zegedino e chiese che un uo~no ogni venti fosse chiamato sotto le bandiere. Il Parlamento approvo e la chiamata ebbe luogo. Husz in magiaro significa vent·i, donde la pàrola· Husza1· (il ventesimo). Tale denominazione, che fu allora data a tt1tti i ch iamati, rimase poi ad un corpo specia le cli cavalleria . Questo venne istituito appositamente per tener fron te alla caval leria tllrca ; quindi parve che non dovesse eqnipnggiarsi come i cavalieri d'occidente . II re disse testualmente di volere eqitites lein:s armatiwae qnos Ifasarones a.ppellamus. E cosi fu fatto . Questi eqwites levù a1·mat1o·a,e
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portavano elmo di ferro , scudo e corazza; malgrado· ciò in quel tempo passavano per leggi eri. Il corpo presto si distinse è divenne famoso; a poco a poco smise le armi difensive e si fece leggiero, anche nel senso moderno della parola. Uu figurino del 1540 mostra gli usseri ungheresi nello stesso costume nnzionale che, con lievi. modifìc11zioni, portano ancora oggidì. Il nome e il costume degli usseri fu adottato presso altri eserciti . Nel regno di Polonia essi ebbero un'importanza :speciale, lo stesso accadde più tardi in Russia, in Austria e in Prussia . Federico II, economo in tu tto, spendeva gran denaro per l'uniformo degli usseri, sapendo che l'abito concon e a fare il monaco, ecc. ecc. (Seguono descrizioni delle uniformi degli usseri nei diversi eserciti e delle modificazioni subite in diverse epoche) . Proposte del deputato france.~e Delattre per au1rwntare le (01·ze della Franda abolendo la coscrizione e rnanltmendo i quadri. La questione dei, fiwili a 1·ipetizione. - I primi fu cili ·a ripetizione vennero fuori nella guerra civile degli Stati Uniti ed erano del costruttore Spencer, che ne ,1veva otle4uta la patente lìno dal 1860. Questi .fucili si sp:ir:,ero numerosi fra le truppe dei federali, specialmente nel le :irmi a cavallo. Avevano nel c,1lcio un mag,1zzino di 7 ca rtucce, il corne arma da gnefra presenta vano vari difetti, però sembra che abbiano reso buoni servizi. Wo lozkoi nella sua opera: Il (iwco di fiiciler,ia in combaLtirnento, narra che alla battaglia di Richmond la fanteria dei separatisti fece una marcia di fianco per avvolgere l'a la destra dei federal i. Questi, per mantenere la posizione, dovettero allungare la loro linea verso destra, e pfn· rinforzHne l'estremità minacciata, vi misero due reggimenti armati di fu cili a ripetizione. Quando i separatisti vennero àll'assalto, l'elfetto del fuoco di cruesti due reggimenti fu ,,isibik Non solamente essi fecero indietreggiare il nemico sull'ala destra, ma poterono avanzarsi e concorrere. a migliorare la situazione nel centro , dove il ne1ilico aveva avuto alcuni vantaggi. Contemporeneamente allo Spence1· fu adoperato nella guerra americana il fucile a ripetizione Henry, migliore ùel primo. In Europa giunse notizia cli questa novità nelle armi da fuoco portati li , ma nou vi si baciò gran fatto; nel la guerra del ·1866 in Boemia fecero meravigl ia i fucili ad ago, e l'attenzione genera le si rivolse ~d essi; fabbricare fucile a retrocarica e trasformare quel li ad avancarica fu per qualche anno lo studio e il lavoro in tutti gli eserciti. La solv Svizzera si poo.e fin dal ,f 866 la qaestione se più conven isse un semplice fucile a retrocarica, o un fu cile .a ripetizione, e la decise in favore di quest'ultimo, adottando il fucile a ripetizione Vetterly. La cam-
pagna del , 870-7•1 non portò innovazioni a questo riguardo ; ma la questione dei fncili a ripetizione s'impose a tutti gli Stati dopo la campagna del 4877-78. La difesa di Plevna avea dimostrato che questi arnesi erano capaci di fare meraviglie anche in mano dei Turchi. Però, salvo la Svezia nessuno .Stato imitò finora l'esempio della Svizzera. Sulla proposta di ltna comm issione il governo svedese si decise per il fucile a ripetizione Jàrl'nann, e la distribuzione allè trnppe è cominciata, ma ben lungi dall' e,sere finita. Iu Austria, fucili a ripetizione so ne sperimentarono molti, e più di uno venne distribuito a qualche reparto di truppa. Dapprima i gendarmi ebbero la carabina a ripetizione Fruhw~rth, poi la Kropatschel.; nel ,1ss,1 una compagnia por ogni battaglione di cacciatori fu arma tlì di Ifropatschel.. Iu Russia, un decreto del ,f 878 ordinava la trasformazione dei fucili Berdan iu fuci li a ripetizione mediante J' 11ggiunta di un magazzino, ma pare che questo decreto non abbia avuto piena esecuzione e che adesso si sia venuti ad altre idee. In Inghilterra si fecero molti esperimenti, si trovaron•l modelli che rispondevano· a quasi tutte le esigenze, fra i q~iali il fucile a ripetizione ilfaniiliche1· ; ma pare elle non si sia persuasi del!' urgeuz,t di adottare quest'arma per tutto !'.esercito. In Italia si dà la preferenza al fucil e Bertoldò, il. quale sarebbe una trasformazione ,del semplice Vetterly in fucile a ripetizione. Vari fucili 'Bertoldo furono dati in prova ai reggimenti di fanteria, cli bersaglieri ed alpiHi. Si trova inoltre in esperimento un moschetto a ripetizione sistema Vi tali . Ma dove gli esperimenti vennero fatti su più grande ~cala o i fuci li, alle truppe, distribuiti su più larga misura, si è in Francia. Sarebbe lungo enumerare tutti i fucil i sperimentati. Quello distribuito è il Kropatschek. Ne furono muni te tutte le truppe di marina, che lo adopr.arono in guerra la prima volta a Sfax e lo adoprano adesso, con buon risultato, al Tonchino e in Cina. In aprile 1883 si radunò una commissione, coll'incarico di studin re e proporre nn fucile a ripetizione da adottarsi eventualmente uell ' esercito. Non si conoscono intieramente le decisioni di questa commissione; dicesi che abbia proposto· la trasformazione del fucile Gras in fucile a ripetizione mediante "l'aggiunta di. un magazzino, ed oltre ciò l'adozione di un fucile nuovo . a ripetizione, cioè .con calibro ridotto e ·cartuccia a mitraglia. La questione generale è adesso nei seguenti termini: tutti gl i Stati hanno fatto studi ed esperimenti; molti sanno già a che attenersi, nel caso che un nuoyo fucile venisse adottato, ma esitano a prendere una
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decisione al riguardo, per motivò dell'enorme spesa; tanto più che l' esempio sarebbe snl?ito imitato dagli altri Stati e le cose si troverebbero relativamente allo sta to di prima. hltanto si cominciano ad arrn2re con fucili aripetizione alcuni reparti di corpi speciali, e b Francia che è, o crede di essere, la nazione più ricca, precede in questo gli altri , i quali più o meno di buon passo e di malavoglia dovranno seguil'ia. Gli iifficùili deU'esercito ptussùino provenient,i, dai vari Stati Tedeschi. L'ese1·cito itat,iano secondo la leggedell882. -KHA7.EN, primo tenente. - È un ·accurato lavoro in cni l'ordi namento dell'esercito ita · · liano, secondo le ultime leggi, viene es posto con ordine e chiarezza in tu tti i suoi particolari. La prima parte è nella puntata di giugno, la seconda in quella di luglio. Sul.l'ar·mamento, l' istriiz ione, l'ord·inamento e l'im,piego clellci caMllèria . - Estesa bibliografia cli un libro pubblicato con· c1uesto titolo. (Berlino, ,1883 tipografia Luckardt). L'imbrigl-iamento de:i cwoalli in teoria e in prcitica. - Ri sposta ad un lavoro pubblicato collo :,tesso titolo, in una puntata prec.edente. 1
servizio, sono rimasto idealista; ho sempre stimato priuci pio fondamentale che il soldato deve pensare e sentire nobilmente . Chi non ha ideali faccia un altro mestiere » . Sulla condott,i della (antwria nell'attacco e d!ifesa clelle f'ort·ificazioni campali . - Siccome il materiale di cui si giova la fortificazione campale è sempre lo stesso, e mantiene la sua resistenza, 1,nche di fronte alle ~rmi che attua lmente si portano in campagna, così parrebbeche l'opinione intorno al valore cli dette fortificazion i non dovrebbe essere soggetta ad alti e bassi troppo pronunziati; eppure sucèede precisamente il contrario. La ragione di questo fat to si è che dopo ogni campagna si attribui$ce alle for tificazioni il merito o il demerito di eh~ le seppe o non le seppe usare. Nel ,1859 non si pensò neppure a trarre partito della fortificazione· campale, quindi essa cadde in discredito. Nella guerra di secce~sione, gli Americani se ne giovarono assai; quindi tornò alquauto iu onore; ma prima · di farle entrare nel campo pratico, ci volevano esemp·i più vicini. Nel 1866 gli Austriaci cercarono, nella fortificazione campale, un riparo contro gli effetti del fucile ad ago; ma se ne parlù mo lto· pòco e solo gli Austriaci, che avevano provati questi effetti, provvidero, anche prima del ·1870, la loro fanteria di una grande quantità , di vanghe (Spaten). La guerra del 11870-71, che rettificò tanti pregiudizi, mostrò il valore della for tilìcazione campalC' senza esagerarlo. Le conseguenze dell'esperienza si fecero subito sentire i'n quasi tutti gli eserciti (a cominciare _da l tedesco) per l'aumento degli strumenti da zappatore in distribuzione presso la fanter in. Poi venne la c.ampagùadel 1871-78 coi combattimenti di Schipka e di Pfevna . I Russi, che dalle campagne altrui avevano poco imparato, and~rono all'attacco delle fortificazion i senza averlo prepa rato coll'artiglieria, e subirono le perdite che t.utti sanno . L'inabilità degli attaccanti si attribuì al merito delle fortificazioni e il valore di esse venne esagerato. La Germania nel 1879 rad~oppiò gli strnmenti da zappatore . La Francia Ji aumentò, in varie riprese, per modo che ora ogni compagnia ne ha 78, oltre· 162 che sono portati nei carri del reggimento e altri ,1'2. per ogni sezione /di zappatori. · Ma il valore delle fortificazioni campal i non dipende tanto dal loro· tracciato e dal loro profilo , quanto da l modo con cui vengono difese~ è questione di tattica più che di ingegneria. Lo spirito del difensorea~ima le fortificazioni. Una volta i c0mbattimenti intorno a vi.llaggi, trmcee e simili erano oggetto di una -parte speciale dell'ammaestramento tattico. · Ciò di pendeva dalla poca pieghevolezza delle vecchie formazioni di combauimento . 1
J-Jh·effle,n•'s Oeste,•,•eicl1,iscl,e niilitiil•isclie Zeitsclu•ift. - 2° trimestre -1.884 .
1
Eserc·1:Z.i cli co1nbatl!i1Mnto. - R. V. D. tenente Feldmaresciallo. - Lungo e interessante lavoro, quasi un trattatello di tattica, che conchiude con queste parole: I successi dell'ul tima campagna, gloriosa ma locale, non devono farci dirnenticarP, la grande guerra, nè si deve indugiare più ol tre a dare per base all'istrnzione degl i ufficiali quelle massime fondamentali, che.non sono più rispettnte come pri ma del ,I 8t\.8. Osser·oazioni sull',istruzione e l' ecl11caz'ione m:il'ita1·e. - W. colonnello. - Si premette che l'istruzione e l'educazione dei sottuffici:ili e soldati bisogna lasciarla ai capitan i; l'istruzione degli ufficiali spett::i agli ufficiali superiori, ' specie al colonnello; questi vi provvedono col gioco di guerra e colle conferenze, oltre alle va rie esercitazioni prescritte dagli usi e dai regolamenti. '- L'autore entra nei particolari dopo aver fatto la seguen te dich iarnione: • malgrado i tanti anni di
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Ora v'è u Da sola 'istruzfone sal co-mbattùnento , le cui norme valgono aoche pei combattimenti di trincen . È colla scorta di questa Istruzione (regolamento austriaco) che l'nutore si propone di esaminare la parte che spetk'l alla fan teria nell'attacco e di fesa delle fortificazioni provvisorie, Per ciò fare piglia un tema di fortiG cazione, attncco e difesa di una posizione determ inata , che servì già cli esercizio a vari uffi riali, sotto la direzione del]' autore stesso·, e lo svolge in tu tti i suoi particolari. La ncizione a,n nata di Goltz. - Estesa bibliografia di quest'opera che viene definita un trattato popolare cli strategia, nel quale i grandi fattori, che hanno· influenza sulla condotta e sull'esito della guerra, · vengono rischiarati in modo, che anche il grosso pubblico li aITerra nei tratti principali. Goltz (è detto) ha seguito il consiglio dato da Schoppenhauer agii seri ttori tedeschi: pensa re come grandi spiriti, mn seri vere il linguaggio comune. Piccolo contributo all',i,stritzione e Se1' v'izio negli esercil'i, - Nuovo tentativo per rendere la vnnga (Spaten) della fan teria buona come strnmento da· legname, Sull"idoneità di corpo e dri, meMe necessaria agli itomini di ca·valleria. - Si lamenta la debolei1.a delle reci nte che si mandano ai reggimenti di cavalleria. Si propone che, presso le commissioni di leva, vi sia un ufficialo di cavalleria per scegliere gl' individui più atti a quest'arma . Si discutono le cause che, du rante il tempo del servizio, influiscono sinistramente sulla salute della trupp:i nei reggimenti di cavalleria . Si iudic.'\no norm~ ed eserci tazioni utili per mantenere l'igiene, sviluppare le forze e svegliare l' intelligenza fra le truppe stesse . Il combattimento qi W eissemburg . - Studio storico e tattico. Il fucile elettrico, - F ITE, tenente ciel genio Necessità di una legge pe1· l'ord-inam,ento della Landsturm 'Ìn Anstria, - Viviamo in tempi di pace armata. Tutti i gr:indi St;iti hnono spinti i loro armamenti fino all'estremo li mite acconsentito dai mezzi fi nanziari; n~, per quanto la pace dicasi assicurata, si pensa a disarmare. Per usufruire, ali' occorrenza, tutte le forze possibili, vennero ordinati, dopo gli eserci ti di prima e di second11 linea, anche quelli di· terza. Le leggi sulla Landstimn in German ia e in Russia, quella sulle risen•e in Francin e quella sulla milizia territoriale in Italin , rispon· dono ampiamente a questo scopo, Solo l' Austria non ha una legge gtmerale sulla Landsturin, e le leggi speciali provvedono sufficientemente soltanto nel Tirolo, nel Voralbe1·g e, in generale, sul confine meridionale, dove la natura del terreno rende le invasioni meno pro -
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E PERIODICI
babili. Urge adottnre simili provvedimenti anche per gl i altri confini e specialmente per quello della Galizia , che presenta all'invasione t~nta facilità. Una Land$turm bene ordinata, nei paesi della frontiera nordica, avrebbe uun grnnde parte da disimpegnare fino dal principio della guerra. Si sa che la Russia ha accumulato su det.tn fronti era i suoi reggim1mti di cavalleria ; si sa che ha dato a questi un ordi namento e un'isti"uzione speciale, nello intento di lnnciarli oltre il confine alla prima dichiarazione di guerra e paral izzare, su buona parte d;I territorio nemico, il lavoro della mobilitazione. Cùmpito di una buona Landstttr,n in detto territorio sarebbe: I O di aiutare In propria cavalleria nel servizio ù'informazioui e di gn:ml ia al confine; 2. di ritardare, al possibile, l'avanzare della cavalleria nemica, specialmente verso le ferrovie e i centri di mobilitazione; 3° di assumere cventunl mente la difesa delle ferrovie stesse, occupando su,zioni, casotti da cautoniere, villaggi lungo le linee ccc., ecc. Un a legge per Landstur,n iu Gallizia e in generale sulla frontiera nordica presenta difficoltà specia li, percbè quei territori sono abitati da popolazioni di varia nazionalità, gelose l'una dell'altra specialmente · in fotto di lingua . Onde, volendo adottare, per lingua di servizio In lingua del paese, come sa rebbe naturalissimo di fare nei corpi di Landsturin, non si saprebbe a crunle 'clare la preferenza. La stessa difficoltà s'incontra nella scelta degli ufficial i. L'unica soluzione (dice l'autore) è di adottare, per lingua éli servizio; la tedesca, come per l'esercito permanente, ed affidare il comando dei va ri riparti , quasi esclusivamente, ad ufficiali provenienti dall'esercito stesso. 0
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l ibro di le llura p er i m i lita ri ,li g utfrtii,,. Due
volumetti,· Piacenza, 1884-, tipografia Solari, prezzo L. 0,30 al volume, Ci torneremo sopra. ,lla ••im e e d overi. Un voi. con illustrazioni Roma, Torino, Milano, ecc,, ecc., tipografia Vallardi, prezzo L. 0,40. Ci torneremo sopra.
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OOLLETTI KO
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JloFF, tenente. D,n•stelluug u11se,•e11 ,nilit11.it•es Ge,.ic/1111wesen (Esposizione del uosLro ordinamento della giustizia militare). Berlino, 188t, libreria Bànsch. Si espone e discute detto ordinamento e s i propo ngono riforme.
/f,)ti::ie .<wp,·,i lffl'! u1wv,, <Hu·ta ,t' ltalit1 in rilie,10 a 911 • perfìcie c11rt1a alla scala ,li t: t.00,0 0 0 tnnto ,,e,• l e alte-zze co11,e /H!t• le tlisllluze, ideala e cost,·utta tln Cetuu-e ~o.mbt1 .. Torino, 1884·, stamper ia del!' Un ione ti pog rafica-ed1tr1ce. e, torneremo sopra..
FIRCHS. maggiore. Ta•cl,en lilfleu,le1• f,,,. ,los llee1• (Calendario tascabile per l'esercito). Berlino, 1884, tipogra fiia Bath, prezzo L. 5. È una nota pubblicazione annuale. Il volume testè pubblicato riguarda l'anno d i ser vizio dal 1° oLLobre 1884 al :30 settembre 1885.
Hor.e. 01•ga,uist1tit>11, tilltrque et d é /<•use ,te., 1,t,wes /o,.les. Parig i, 1884·, libreria Lavauzelle, prezzo L 0,50. Vi si trovano particolari interessanti sui sistemi di difesa della Francia e della Germa nia.
FoRST. liusttre C"serueu (Le nos tre casermè). Annover, 1884 tipografìa H elvi ng, prezzo L . 1,85. i!: libro scritto specialmente pei membri del Reic!tsiag, dai quali s'invocano i fondi per miglior are le caserme, delle quali si espongono le condizioni.
,l ,.otio1111 sti,• lti vi,iu,le /1•tfic l1e ,lesliuée à 1,, tro11,,e. Due piccoli volumi. Parigi, ·1881-, tipografia Lavauzelle, prezzo L. 0,70.
NoLTE. L'l!,'11ro1,e milita ire et flipfomalique ou XIX .,iecle. Parigi, 1884, tipografia Plon, prezzo L. 30. Sono 4 volumi iu-8• in cui vengono narrati gli avvenimenti e specialmente le guer;-e che ebbero luogo dal '18 15 ul 1884.
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H ELL\\'ALD. Fraula•eicl, ,,. 11101•1 mul Bi11l (La Francia descritta ed illùstrata). Lipsia, 1884, tipografia Schmid. È un'opera in coi;.so cli puhblicnzione; esce a puntate al prezzo di L. 1, L'opc.ru intera. sarà di 50 punta te. '
DE B1zEMONT. L'l1ulo•Cl,ine f1•a11t,;ni11e ( Btu-Cocl,iuchiut•,
.4 ,uum,, Tou/,iu). P arigi. '1881, libreria della Socie ta biblio-
Carte e piani.
g rafica, pr ezzo L. 1. GASTON'.'IET oe;s Fossr.::s . .PltultrfJasca,• · Parigi, 188',., libre1·ia della Società bibliografica, pr ezzo L. L Oecrizione del paese. NACTEL. L' "~!1<u1i1Jt1tiou ti Pti,•i • tles at1,bnl(IU l'" N ,,,._ bfliut•tt, 1u•e111it't·s s,,co,u·., au x u,nlfltlt·s el bl,Nisés ' lombé., sm• la tioie 1mbliq11e, ecc . P arigi, 1884, libreria Masson, prnzzo L. 0,85. Précis ile In f1u1•1•1•e ,Lu 1»aci/lque. Parig i, 1884-, ti[)O""rafìa ~avauzell~, pp~zz.o L. 0,50. Nar razione sommaria dei fatti più 1mportanl1 dell ultima guerra fra il Chili ed il Perù.
ScnROTTER, capitano. Leil/11tle1t fib• tlen li11ter,·icl,1 iu dei• Geografie mul Gescl,fol,te (Guida per l'inseO'namento della geo.gra.fìa e della s toria.). Berlino, 1881-, tipog1':afia Mittler e figlio, prezzo L. 0,50. Libro pei soLtuffìciali e <'>'li aspiran ti alle scuole m ilitari. I.">
FR1Tzcer,; G. E. C11rta ,lei ,u,.,o,.,.i ,li T,u·iuo, secondo le più recenti pubblicazioni dello $lato maggiore, del club ftlpi no e s tudi speciali falli i11 diverse localilù coll'indicazione dell,e ferro,·ic e delle Lramvie cof"trutle e progettate. Scala cli l : 000,000. Istituto cartogranco di Boma, 1s~1-. È una carta rimarchevole pet' ch ia rezza e 11iLidezzo. di diseg no. Tutti gl i accidenti del terre110 vi appariscono dis tintissimi. Ogni m oute ha segnala la sua quota d'allezza sui livello del mare. Prezzo: edizione. economica, L . 2,50; edizione di lusso, L. 4/:>0; montata _su telo., L. 6. FnnzcHr.:: G . E . (,'a,•ta fisici, e 11olitic11. tlel t•e!1•w 11.'lttflit,. Scala 1: 2,800,000. Dilla P araYia, stabilimento carlograCìco di R oma, via Tomacelli. Carla, come la precedente, rimarchevole per esatl.ezza e nitidozza ùi diseg no. KtEPERT. Nouvelle clfl"le !ténb•al e ,tes ,,,.oviuces osillli• ques ,te I' em71i,•e o ll oman (s1u1& I' A,•abie). Scala di ,1: 500,000. Sei fogli. Berlino, 1884, s ta bilimento Reimer, prezzo dell'inliera carta L. 12,50.
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BOLLETTINO DIDLIOGRAFICO
AUMOTTTE. Carte iti11ért1ire tle H,u,oi à T/1a.t-hè, par l~ac-le et Lanyso11. Scala 1:310,000. Parigi, 4884-, litografia Challamel, prezzo L. 1,50. DÉPÒT oe LA MARINE. Gol/e de., T,>11r1- IU11. Entre t,, Cac-Ha el Parck-lloa .. Parigi, 1884, litog rafia Challamel, prezzo L. 2,2ò.
,JLPR~~ENTE, IL PA~SATO ED IL PR@1BILE AVVENIR~
ISTITUTO GEOGRAFICO AUSTRIACO . .4d1•iaUsc/1es 1llee1• (Il mare Adriatico), Carta delle coste. Trieste, 1884, litografia dell'Istituto geografico. Vennero pubblicati i seguenti fogli : 1° Golfo di Trieste, 2° Umago, 3° Orsera, 4° Pola, 5° Medolino, prezzo L. 'i,50 ogni foglio.
DEL
FUCILE MOD 0 1870
RA VENSTEIN. li.arte de,• Ostalpen (Carta delle Alpi orientali). Scala 1:250,000, in 6 fogli . Francoforte sul Meno, 1884, litografia Ravensleio, prezzo dell'intera car ta L. 6,25. STATO MAGGIORE TEDESCO. Barie d'es Deutsclte Reicl, (Carta dell'impero germanico), in fogli 674, scala i:1000,000. Berlino, 1884, tipografia Schropp,_ prezzo L. 1,85 al foglio. KIESSLING. 'l'opog1•afi11cl,e N.at•tè der l!mgeget1d von Berli,a (Carta topografica dei dintorni di Berlino), scala 1;150,000, in colori. Berlino, 1884, tipografia. Kiessling, prezzo L. 1,25. AMMIRAGLIATO TEDESCO; Die Ostsee, ,lèr fì1u1i11cl,e illeet•bu~en ()1 mare Baltico, il golfo finnico), scala 1:600,ùOO. Berlino, stabilimento Reimer, prezzo L. 1,50.
I
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UFFICIO IDROGRAFICO INGLESE. India IJ'e111-coal (Costa occidendentale dell'India), scala 1:36,000. Londra, 1884, litografia dell'ufficio idrografico, prezzo L . 2,5.0 al foglio.
Il D iret.tore
ORESTE BARA TJ ERI Tenente Colonnello nei Be-,·sagUert.
DEMARCHJ CARLO,
gerente.
I
Quando Sadowa persuase ad adottare l'arrnamenLo a relrocarica1 noi, come gli altri , ci mettemmo foburilmente all'opera per ridurre i nostri fucili, fortunati almeno in questo, che tvovammo presto in paese chi ci pr1senlò una b[LOna, economica e pronta soluzione del problema. Deo-li studi che condussero all'adozione del. sistema di riduzione D . proposto dal capo tecnico principale cav. Carenno venne giò. pub-· blicato un resoconto nel Giornalecl'A1·ti9lieria, anno ,1868, parte 2•, pag. ~,13, n~ sarà mai da dimenticarsi che mediante il coraggio ed il formo volere .degli uomini che si a~sunsero la responsabilità di quelle decisioni, J'ltalia potè da quel giorno segnare uno dei primi s~ non il primi::;simo de' suoi passi verso la emancipazione indastriale. Data di fatto da quell'epoca la riforma su basi veramente razionali delle noslre fabbr iche d'armi, le quali fino allora erano molto limitate nei loro me~zi e lavoravano più a mano che con macchine. senza indirizzo ·costante, e con por.a precisione nei prodotti. Prima d'allora St-ELienne ed il Belgio avevano fornito al nuovo regno tutte le armi, o quasi, di cui aveva abbisognato; dura necessità e duramente sentita. Dopo, tranne parte delle pistole arotazione mod. 1874, le armi portatili le fabbricammo tutte in paese_ 1
l.2 -
ANNO XXIX, VOL. IV.
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1L PRESE~'fE, IL PASSATO ED IL PROBAB ILE AVVENIRE
Naturalmente un cambiamento cotanto radicale non fu l'opera di un o-iorno nè di nn sol uomo, però chi ha condotto a termine la rich~zione delle nostre vecchie armi, rese possibile di intraprendero In fabbri cazione clel fucilemod. •I870 e di parlarla tanto innanzi da poLerla oggi vantare come assolutaniente pe1·1nutauile, sia nei prodolli dello singole fat.hriche d'armi clel regno, come nella permutazione der•l i uni cogl i altri. Manca in vero t.u.tL'ora, per rendere completa la nost.ra indipendenza dall' estero in fallo d'armi portaLili, che l'industria degli acciai fornisca allo Stato le sbarre da canne d( cui abbisogna: ma se i risulla!.i giit ottenuti si po$sono consolidare e rendere costanti, è vicino il giorno in cui anche questo volo sarà soddisfatto.
DE::, FUCH,E MO D0 ,f 870
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principio determinato un tipo di fucile, come si diceva in allora, cli piccolo calibro essendosi stabililo che questo dovl3sse essere compreso fra mm. 9,5 e if0,5 con proiettile del peso di gr . .20 a .24 e e.on una ca.riva di polvere di gr. 4.,5. In base a tale decisione si esperimentarono le migl iori canne in all ora conosciute, ·unitamente a. modelli presentali dalla fabb rica di armi di To1·ino, giungendosi alla decisione di attenersi al calibro cli mnl.'I 0,5, calibro che però poco tempo dopoJu ridotto in mm. I0,30, che è l'attmile, con passo di mm . 660. Si era a.dunque sino d'allora tentato di oltenere una c~'lnna a calib,·o minimo, ma i risultati non corrisposero all'aspeltatirn, specialmente per la poca precisione del tiro; corrisponderanno ora che nuovamente si lenta di ripercorrere la strada istessa? Più innanzi vedremo acho punto troYansi tali studi e quali speranze ragionevolmente lascino concepire; per ora ci basta lo stabilire che l'esserci LenuLi ' al calibro di mm . 10,35, e l'avere adottato una cartuccia metallica che ancor oggi è la più leggera di tulle ci permette di seguire ora con meno a.nzietit che negli allri paesi, i risultati che la nuova corrente di idee tenta di realizzare , guidata un'alLra volta dagli Svizr.eri, co i moçlelli IIebler e Rubin. Mancava ancora la scelta del sistema di chiusura, e la commissione m;ino mano le perven ivano i nuovi modell i dell e arm i che gli inventori chiamali a pubblico concorso andavano inviando, li sottoponem a prove prel.imianri di sparo, mentre che portando continuamente la sua attenzione su quanto si faceva negli allri paesi, procedeva a successive esclusioni dei sistem i che i !'Ìsultati delle esperienze condannavano, tenendo invece in riserva quelli che si <limostravano i migliori. Con ciò si pervenne nell'agosto dell'anno '1868 ad aver preso in considerazione le seguenti armi : Albini - Ca rc:1110 - Della Xoce - )lartini - Remin gton Peabody - Werndl - Carter - Brand Bourton - Vetterly (semplice) - Vctl.erly (a ripeLizione). Fra questi furono scelti per essere costruii i in duecento esemplari per ogni tipo a fine di e.;;perimentarli nell'esercito stesso, i quattro seguenti: Ca rea no - Albini - Carler - e Dourton, non t.1nto perchè più 1
La commissione speciale nominata nell'agosto dell'auno •l 8GG, oltre'all'incarico di studiare 1·a. riduzione delle armi esistenti, aYeva ancora quello di proporre una. nuova arma a retrocarica. Per adempiere a questa seconda parte del suo manclato la ~0~1missione cominciò dallo scegliere il tipo delle ca rtucce che s, sarebl~e-dovuto impiegare nelle nuove armi. Talequ istion~a veva in quel ;Lempo una grande importanza, poichè l'erYeva tu.llav,a la lolla. tra le cartucce a bossolo metallico e quelle di carta; s1 scelsero le pnmo ed anche in questo la decisione fu buona ed oculata, poichè mentre alcune polenze per avere, come la Francia, daLa la pre!ere~za alle cartacce di carta, furono costrette a.rifarsi da capo pochi anni dopo, noi per il fatto d'aver scelto sino dal ,I 867 la cartuccia a bosso!~ metallico con innesco centralo, ci lroviamo a possedere ancor oggi fu ei l: che reggono , come vedremo, al confro nto di quelli che ve_n- . nero dopo adouati dalle altro fanterie ( I) . A.1quosto fel ice risultato ha contribL1ilo anch_c l'aver lìn da bel
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(L) L:i. Francia ado.ttò il Gras nel !87<1-, la. Prussi:i. il ?l~us~r nel ~~;2, l'Aus~ia il Werndl noi !.873; FOlan(la ìl Beamnont nel 187!., J:i. Russia il ncr,lan N 2 nel !S,2.
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DE L FUCILE l\IOD 0
IL l'l\ESEN'l'E, IL . PASSATO ED IL l'IlODABILE AVVE'.\ll\B
perfetti degli allri quanto perchè erano stati giudicali più sernplicr e robusti. · Più tardi però anche !'Alb ini ed il Carter furono abbandonati per inconvenienti di diversa spe1~ie, ed ai due rimasti venne aggiunto il Vetterly a ripetizione, col duplice scopo di provare un terzo sistema di cb iusura e per esperimentare il più accreditalo congegno dt ripetizione fra quelli in allora inventai.i. Alcune modificazioni che si dovellero arrecare al Bourton fecero sì che si utilizzasse il tempo a ciò necessario per costruire anche ceni.o Vetterly a carica.mento semplice. Men tre dalla fabb rica d'anni di Torino si sta.vano allestendo le armi in parola (tranne i Vetterly a ripetizione che per risparmio di tempo si fecero costrnire·in Svizzera) si manifestò nei fuc ili mod. Carca110 il gravissimo inconvenien le cl1e le sfuggite dei gaz si propagavano lungo tutto il canale del cilindro, talcbè sortendo per la sua .parte posteriore riescivano di .chmno al tiratore. Tale inconveniente era al certo da attribui rsi più nlla calLiva costruzione delle cartucce che al sistema di chiusura, rim la commissione non vedendo come rimediarvi e poichè nel Bourton e nel Vell.e rly, che pure erano sparati con cartucce di identica. fabbricazione preparate dal laboratol'Ìo pirotecnico di Torino, tale sconcio non avveniYa, si risolse di distribuire solamente i modelli Bourton e Vellerly, surrogando l'arma rigettata col R~mington e cÒl Werndl costruiti clallerispettive case, le munizioni restando però sempre prepara te in Torino . Cosicchè in definitiva si esperimentarono su vasta scal~ i fucili : · Bourton, - i due Vetlerly - Il Remington - ed il Werndl . Dalle conclusioni delle relazioni sulle èsperienze dei° primi tre modelli e dai rapporti dei corpi sui due nltimi si potè scorgere una quasi unanimi Là nel porre a carico del Bourton la. fragilità delle cli. verse parti del mececrnismo, del Vetterly a ripetizione la complica- · zione e il poco sicm·o funzionamento del ~ongegno a ripetizione, del Wemdl il peso e la complicazione, mentre il massimo favore -era ri volto al Remington ma più specialmente al Velterly a car.icame1,1 Lo successivo. · Perciò ed in considerazione che il peso del llemingLon sarebbe risultato di .250 gr. superiore al yetterly quando fosse slalo portato alla . lungb ezm di canna del tipo ·stabili to per le nuove armi, e perchè
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si vol le ritenere che la fabbricazione del VetLerly dovesse essere più facilmente attuabile coi mezzi che in allora si avevano a di sposizione, vénne proposi.o ed adottato il Vetterly a caricamento. semplice, al .quale però doveva essere applicato un congegno cli sicurezza più efficace di quello esperimentato.
II.
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Minerva sola. e5ci annata di tullo punto dal cervello di un Dio, _ (:erto a dimostrare che le umane i:ose non possono che migliorare grado a grado sp in te verso il perfetli ~1ile delltt incalzante l9gica del progresso . E così fu anche del tipo · d'arma prescelto, il qtiale subì rigorosamente tale legge, cosicchè non ò esageralo il dire che il fucile come attualmenLe si fabbri~a non prcsenLa. parle d'importanza .che non abbia subito una. o parecchie modificaz ioni . Già si disse come fin dnl principio o quasi della fabbricazione si mutassero nella canna il c:tlibro cd il passo delle righe, ora o.ccennàemo come d~ie volte si caml;Jiasse il congegno di sicure1/,za, aggiungendo prima un ritegno pel' arrestare il grilleLLo, e nel 1872 · sosti tuendolo colla leva cli sicurèiza che prese nome del suo inventore ora maggiore d'arLiglieria. Clavarino. Il manicotLo , la chiavella., il mirino vennero pure perfezionali; ·r ewnuore si rese mnoYibile aprendo all'innanzi il suo occhio di ritegno e ribadendo la. copiglia; ci iinclrn e culaLta vennero pure modificati, l'ultima in special modo spostandone l'aperlllrtt cli caricamenLo che prima. era al disopra, per portarla su l fianco destro {lell'arma. La noce a manubrio poi che nel ti po prescelto er:i in due pezzi di ferro un iti a stagno, la si fabbricò di un sol pezzo- in ferro · teO)peralo a cartoccio, semplificando la ,ancora col sopprimerne il · becco a molla col qurde il manubrio era tenuto unito alla ca·ssa. La sciabola-baionella fu addirittura cambiata, e la co mmissione <lQvelle più e più vèilte ritornare su questo argomento sia. per rac,corciarla, sia per cnmb ia.rne l'impugnatura ed il modo d'innesto sull'nrma, sia per cam IJiarne perfir.o il fodero . 1
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Troppo a lungo si andrebbe se si volesse di~Lesarnente discorrere .di tuL.ti questi camLiamenti, cbe furono i frutti in parte della espe· rieu-za nostr·a ed.in parte dei le .nuove esigeuze che ven ivano manifestandosi e delle fJ:uidi la commissione permanente che aveva nel· 1 1870 sostituita quella acui si deve la scelta del ·fuci le mod. 1870, do veva tenere il debito conto per mantenere l'armamento all'altezza dei perfezio~rnmenti che la scienza e la progredi la arte dell'armai olo ven iYano trovando, J\feritano però speciale menzione gli siudi i che condussero alla adozione dell'aHuale alzo a quadrante . . Alcuni gravi inconvenienti presentati dall'alzo a cuneo che aveva sosLi tnito il primitivo, risultante da una combinazione dell 'alzo a gradi ni inglese con quello svizzero, -e.la necessità. di util izzare la migli or parte della potenza balis~ica del nuovo armamento, ·furono le raoioni che indussero la. commissione ad intrap rendere tali studi, a i quali dimostrarono sin da principio la convenienza di scegliere un tipo d'alzo affatto nuo,'o. Tal i erano quelli proposti dell'attuale maggiore d'artiglieria Fasce, dai capi tecn ici Carcano e Scala, l'alzo svizzero e quello del capitano Frattola. Nell'alzo Fasce il ritto era rissato nelle varie posizioni da. tm puntello unito a cerniera quasi a melit lunghezza del ritto. L'estremità posteriore del puntello, falla a molla, scorreva in clue scanalature dello zoccolo, dove era trattenuta eh apposite tacche dalle ,qua li si disimpegnava colla ·p ression~ delle dita. . Negli alzi Carcano e Scafa. le alette dello zoccolo erano fogg iate a · arndini con fondo circolare, entro i quali si adagiavano l'estremirh. di un traversino che sosteneva il 1:-iuo tendente , eontinuamente ad abbattersi per l'azione di una molla sul suo piede. Nell'alzo Carcano il traversino faceva corpo colle alette dello zoccolo in quello Scala invece era unito al ritto e scorreva lung:o di esso. L'alzo svizzero presentava· due spranghette unite alla vite-perno ed al ritto, le quali per semplice altri to sulle facce esterne dello zocco lo tenevano a sito il ritto stesso. Da questi differ\va essenzialmente l'alzo del capitano Fra~tola, iL quale consisteva principalmente 'in uno zoccolo ordinario, in un ritto a tireLLo, girevole attorno ad un asse orizzontale fisso allozoc<')
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IL PHESENTE, IL PASSA1'0 ED IL PROBAB ILE AV\"ENIUE
DEL l'UCILE MOD0
1810
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colo ed in un volantino ad eccentrico il quùle era destinalo ad alzare e ad atbassare ·il ritto. L'eccentri co , molto ben ideato, per dare la voluta stabilità al ritto, era fo rmato · con un anello scorreY,òle dentro una scannellatura ci rco lare del volantino, ed a sua voHa , l'eccentrico si univa al ritto mediante un piuolo fiss alo all'anello. Un piccolo dauo rotondo e munito· di due fori per essere·avvitato mediante una chiave speciale, veniv,a a comprimere una rose~La a callotta, e quindi elastica, che premendo sul ritto, . univa quesL'ultimo allo zoccolo. FinalmenLe una molletta a nocca fissa allo z@ccolo si adagiava sulla periferia del volantino lungo la quale dei tratti rettilinei marcati con numeri indicavano la distanza cli tiro corrispondente ad ogni posiz ione del ritto. Dopq alcune esperienze favorevoli all'alzo Fraltola, la commissione- fece distribuire 60 di tali alzi alle truppe perchè fossei·o messi in prove}, ed avendo questa bene corrisposto,quantunque si notasse la possibiJ ità di spostarsi del ritto, proponeva una ·seconda· esperienza su più vasi.a scula da fars1 con 1000 alzi . J\fa le pretese inoltrate dalla diLta Salmoiraghi proprietaria del bPeveLlo di privativa, fecero sospendere per qnalche tempo lo-studio di quest'alzo che in seCYuito nel 11878 fu poi abbandonato affatto pei cattivi risultati ot1:> tenuti in un esperimento fattos i presso i corpi di cavalleria, do,ve l'inconveniente già accennato si manifestò in proporzioni assai mag~ori. · ' Due nuovi alzi intanto avevano attirato a sè l'attenzione, quello cioè dell'attuale tenente colonnello d'artigli,eria Pozzi, ed un nu,o,vo ·àlzo Carenno . . Il primo era composto cli uno zoccolo saldato alla canna ·e di un riLLo unito a cerniera cc,llo zoccolo, e formato di due telaietti scor·revoli uno dentro l'altro e collegati fra loro· sul lato destro mediante due maschi a filetti contrari ed un manicotto a chiocciola, girando i{ quale si sollevava od ahba$savasi il telaio interno sco1Tevole. Le tacche di mira erano praticale nei regoli inferiore e su1)eriore del telaio scorrevole: quella del rexolo inferiore serviva per le distanze fino aHrnO metri, qL1ella del regolo superiore per le distanzemagaiori . La oraduazione segnala sui lati del telaio o!Lre alle divisioni ~rincipaltcorrispondenti agli etLometri, presentava le suddivisioni pei mezzi ettometri. ·Dietro al ritto, che era mantenuto nelle posi1
184.
IL P HESE.:STE, IL C'ASSATO ED IL PUODAD!LE AVVEN'll\E
DE L PUGILE ~(OD 0
zioni orizzontale e verticale da una molla a lamina, fissa- mediante vi te allo zoccolo, era impemiata sullo zoccolo stesso una piastrella girevole~ tacca fissa corrispondente alla linea. di mira per 300"'; il rjlto abbassato dava la linea di mira per 21:,om ed appena. rialzato quelle per 400 metri. Il n·uovo alzo Carcano consiste in un lungo ritto a.cl una sola lacca girevole al!.orno ad una copiglia che allraversando ritto e zoccolo, <fa una parte porta ribadito un bontoncino, e termina dall'altra a ·iesla , nella quale entra il piuolo d'una molla un ita al ri tto medi àn te unii. vite. Qnes~a molla è foggia ta a labbro tagliente che s'impegna nelle lacche praticate lateralmente ad una sporgenza dell'aletta destra dello zoccolo, sul la. superficie superiore della quale vengono 111arcate in el.lometri le distanze al le quali corri sponde l'altezza della. -iaçca del ri i.I.o secondo le sue differenti inclinazioni. La molla poi disimpegna ;1suo labbro dalle tacche quan do si preme sul bouone che come si disse è ribadi to sull a copigl ia dalla parte sinistra dello zoccolo ( 11) . Di questi due alzi e dell'itlzo tipo Scala ne vennero messi in es.perimento presso i corpi ,J 00 per ogn i tipo, cosLruiti nella fabb rica d'armi di Torino e nell'anno ,1879 furono imp iegati nelle esperienze pel tiro a massa ecl a grandi ,distanze, che si estesero sino a ,1800 metl'i. Frattanto ia commissione prendeva ancora in cons iderazione due :mod ificazioni dell'alzo ia servizio tendenti a po rtarne la graduazione al di là dei 1000 metri. Una consisteva nella sostituzione, di \lll r itto in due parti, scorrevoli a tiretto l' u:-:a nell'altra, a quello es istente, del quale copservava le forme ed il cun eo d' arresto, propo.-;ta da un capitai)o. della fabbrica d'armi di Torino, l'altra invece era un'appendi ce la qua le applicata ali 'alzo dava. modo di puntare alle distanze fra i ,f 01JO ed i 1800 metri . Questa appendice ideata dall'att.uale tenente colonnello Guerrini «rartiglieeia, fu prova tét su molli esemplari nelle esperienze sopra dette. Consisteva in un telaiello munito di curso re con tacca di mira,
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avente al piede una molla di ritegno a pinzetta, mediante la quale si fissRv~i l'appeÌ1dice alla somm ilit del ri tto dell'alzo, quanfloques~o era portato su una tacca speciale e corrispondente, col ntto ord1nar io, ad una linea di mira per la distanza cli 1100 metri . · Quest'appendice offriva modo di adatlare con poca spes~ le n~stre anni a.I tiro per le grandi distanze pur conservan~o I alzo_111 senizio , .finchè gli studi in corso fossero condol.ti a term111e. In vista. cli ciò e dei buoni risultati ottenuti la commissione proponevane la adozione. . . . Però in quel frallempo giungevano i rapporti dei corp! che~,,~vano in distribuzione gli alzi Scala, Pozzi, e Camrno dai qnah risultava che l'alzo Carenno erasi dimos tralo per sempliciLi1, robubustezza, e stabili tà., supe1'iore agli altri e completamente so_dd_isfacente, per le quali rag-ioni venne definitivamente a.dotLalo hm1 tan· . àone però la graduazione a. _soli ,1600 metri . Ultimamente due altre modificazioni vennero apportate alle armi M0 ,J870, abbrunando le loro p:u:Li metall iche, meno le sciabole- baionette e le bachette, camb iando la leva cli ~iwrezzR. La. quistione clell'abbrnnatura era stata a.llre volte sLu1hata_cei:cando cli applicare diversi sistemi,compresi quell i a vapore e ad ari.a calda . Questi u-ltirn i avendo dimostrato di non possedere .la 1:es1stenza volu ta in servizio, ed essendo di malagevole appltcaz1one specialmente presso i corpi quando si fosse d°.Vl~t°. ese.guire ripm.·azioni all a colori tura delle canne, vennero bscwt.1 m disparte, scie. gliendosi invece per la canna, la ahbrnnatura che : i ottiene con '.'i. peLuLe ossidazioni della loro snperfìre esterna me~lian te unti ~ern1ce acida, e per le parti del forn imento attenenclos1 alla color,Lura ,t fuoco praticata col mezzo della carbonigia dolce. . · II cambio poi deila lev~t venne determinato, per aume~tare _la SL curezza contro gli spari fortuiti che potrebbero essere cag1onat1dall'urto della cartuccia contro la QUnltt del percussore sporgenLe dall a testa del cilindro quando i' oLluratore r disarmato . . Perciò il tracciato della leva fn variato agg iungendovi un becco il quale forma un ù icavo Sll cui viene ad appoggiare il ris~lt.o dell~ noce quando si disarma il percussore, la punta del quale viene cosi a trovarsi tutta internala nel foro .del cilindro otturatore. 1 1
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(1) La 1/ev ue d'Arlilterie <lol no"embrc 1882 attr ibuisce erroneamente quc;to tipo
d'alzo al capi tano De Vecchi.
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DEL Ft;t:11,E llOD0
IL PRESE;('fE, IL P.\S.SATO ED IL PROBABILE AY\'EXUrn
l1I.
Esposte cosi in punto le principali fasi per le quali successivamente passò il foci·le Mocl. "870 noi H anni della stm . esisten,.a , vedi~mo ora come risponda nelle suo caratteri stiche principali, alle qualità che voglionsi riunite in un'arma da fuoco moderna, nella quale la semplicità e la robustezza delle parti sono condizioni sine qua non e cl1e quindi sono fuori di d:iscussione. Queste qual iLà possono così riassumersi: Radenza della traiettoria ra11iditcì di tiro, precisione, qualità questa non essenziale come due prime ma tuttavi:,1 importante, percbè solo con un tiro molto esimo si possono fare dei buoni tira L0ri ed infondere nel so ldato fa confidenza nssoluta chP. egli deve aver·o nella propria arma (il). Raden.:a della traietlorià: - li Yantaggio che un'arma a traiettoria più radente ha su di un'altra il cui proieuile descriva nell'aria una linea di curva più senLita, consisle essenzialmente in qtrnsto che sparando l'arma spianata contro un nemico non troppo lontano, come per i~tinto vien fatto dal soldato, la probabilità di colpirlo è tanto maggiore quan to meno la traiettoria si discosta dalla linea rell.a. È una qualità preziosissima, ·poic.l1è essendosi ognor più accelerala la Yelocità del tiro, meno tempo e meno calma rimangono al soldato da co nsacrar~ all'esatlo puntamen to della propria arma. · Oltre di ciò gli errori tanto facili a commettersi nel la stima d-elle di.stanze, hanno una in nuenza minore coll'uso delle traietLorie radenti, ed anzi si ottiene con queste che alle distanze raYvi cinale di com_battiment_o con UJ~a sola linea di mira si possono colpire bersagl1 collocal i successiv~mente a di verse distanze. Qu-esto è pure un altro grande vantr.ggio, restando cosi d'assai semplificata l'operazione di fissare l'alzo . Poichè è evidente che se il collocado ;Ila tacca giusta sino a tanto che.i l nemico trovasi al di là per esempio
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Cl) llevue J/ililaire Sui.ise, fcbbr:iio :1884.
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dei 500 metri non è cosa troppo diìfìcile dii ottenersi anche da truppe in ordine spa rso, la cosa cnmbi,t d'aspetto quando la distanza i• minore, e la più probabile delle eventualiLtt, sarà che al di sollo di tale limite il soldato non avrit più il sangue frecldo di occuparsi dell'alzo per diminuirne conveni entemente e volta per vo lta. l'inclinazione, ma lo abbaLLcril del lutto, tirando sempre con una sola linea di mira. Queste considerazioni essenzialm ente pratiche, non escludono di tener conto anche dello altre che si potrebbero desumere per i tii:i a maggiori distanze, sia dagli angoli di cadata tanto più piccol i quanto più Lese sono le LraieUorie, sia dal limite al quale il tiro dei fucili a grandi velocità iniziali od a pallollola mollo pesante per u,nilà di sezione, l)UÒ essere spinto. Qui esse furono semplicemente enumerale per desumerne il perchè in uu'arma da guerra ora si cerca tanto di ottenere la maggior radenza 'Possibile di traiettoria. Tale perch è, si polrebbe ri assumcl'e dicendo: 1.'mito più la pcillottola di w~ fucile wi cil n~niico JJCI' lei strada più. brevi} lanto meno facile è lo sbaglictl'lo . Ora un bersaglio alto ·1"',80 sarebbe colpito dal nostro fucile che lo punLasse al piede per tutta una distanza la I unghe7.za di metri 34,!) a cominciare dalla bocca. Gli altri fucili europei come il Gras, il i\Jauser, il Martini sono per questo in condizioni al11t1anto migliori, poichè il loro massimo spazio battuto totale con un bersaglio delle stesse dimensioni è r ispetti vamenLe 379-360-357 metri (I). Però non bisogna credere che queste differenze in prat_ica dieno risultati molto sensibili, in quanto eh~ sarà ben diffici le cl1e si arrivi acl ottenere il puntamento al pi ede del bersa,gl io , mentre ò più ·probabile cli assa i che tirando contro una linea nemica, il sold~lo punti a quella demarcazione che distintamente si vede dividerla dal terreno, se non fa ruoco, e se spara, punteri1 verso la metà ,lllezza della nube di l'umo che la circonda. Considernndo poi invece dello spazio ballulo totale quella parte sola che trovasi innanzi al bersaglio, come quella. che è la più importonte, essa diven ta (sempre collo stesso bersaglio di ,1m;80) ;295m (l ) Das Gewc/w der Ge9e11wart mul Z11ku11fl.
pel nostro fuci le, e per gli alLri 333, 306, 294 metri rispettivamente - Al Werndl austria co siamo di qualche cosa superiori noi. Quindi nello stai.o attuale dell'armamen to, il fucile francese presen terebbe un massimo vantaggio di 28 metri per una distanza molto ravvicinata qua.le quella di 323111 : che se noi andiamo un po' più in là, questo guadagno decresce rapida'.!lente: a 400 111 è $Olo di ;I orn: ed a 500 di J,m. Come si vede non c'è grande differenza, ed anche questa sparirebbe se con polvere di hontit eguale a quella di Ro tweil si riempissero i bossoli delle nostre cartucce. Poichè · in allora i nostri 4.30m di velocità iniziale diventerebbern 461$, con che »i potrebbe sopp6111ere la tacca di 20010 nell'alzo. Pl'ecisione clel tiro. - Una volta. si dava grande importanza a questa preziosa qualità. Ora è quasi lasciata in · disparte ; eppure nell e ci tate parole dellit .Revue Snisse è riposta una grande veriLà. Il soldato ora sta Lroppo poco tempo sotto le armi, perchè non sia necessario di imprimergli prnntamente la fid ucia che la sua arma tiri bene. Questa del Liro è un'istruzion e in cui si può in$egnare solo il metodo da seguire per diventare un buon puntatore, ma se non-si arri va con risu ìtati praLici a persuadere l'allievo che il fucile , risponde perfellamente a ciò che si esige, la sfiducia presto si rngenera nella recluta e colla s{ìducia vien subito compagna la noncuranza e quindi il nessun profitto che dalla istruzione si ricava. Senza passione ed emulazione, l'esereizio del tiro al bersaglio è come non farlo, forse peggio. Inollre l'amore che ogn i soldato è tanto piLL necessario riponga nella sua arma, quanto più. questa è andata diventando una macchina più perfetta, sta in ragione di,retta della bontà del suo tiro, come è naturale avvengn., non arnn.ndosi che quello che serve bene. Anche . l'istituzione dei tiri a segno nazionali evidentemente, vuole che sia ridata alla precisione del liro tutta la sua importanzà. Poichè se non ci sforzeremo di fornire a queste palestre eccellenti furili con cartucce non meno eccellenti, non potremo sperare di vederli frequentati dalla nostra gioventù, o se lo fossero, liisognerebbe aspettarsi di vederle in breve diserta te. 11 fucile Mod . ,1870 è quel lo ~b e assieme allo svizzero, col quale . lta com une la canna e la cartuccia, Li ra meglio di tut ti gli altri. Nelle esperienze del 1876 in Sviò:era si è ottenuto che nel Liro a 300 ·metri, descrivendo con un'apertura di compas·so un circolo conte-
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DEL FUC!LR ~IOD0
IL PllESEXTE, IL PASS.\.TO ED IL PllOl.lAD ILE AVVENIIU, .
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nente la migli or metà .dei calpi, il ri.l.ggio di questo circolo era pello svi;,,zero cli cent. 15, pel Mauset' di cen t. 32, pel Gras di cenli. metri 34-, ("I) ossia qL1este ultime armi tirano la metà bene della svi;,,ze.ra e q11indi della nostra . È dnopo però quì ripo1'Lare le poche parole che si trovano scritLe in testa (lll' anicolo « Precisione >> del!' opera citata e dalla quale sono staLi ricavali quesli ultimi daLi . «]';molto diWcile avere dei ì'!U· meri clie possono usarsi per un confron to delle varie armi da guerra Europee>> onde il lettore non giudich i troppo favorevolmen te la nostra arma, la quale benchè per precisione sia. certmnente la migliore di tutLe, pure dovendo far dipendel'e i suo i risnltaLi dal!~ bontà dellci 7Jolvere impiegctla, può alcune volt<~ non comportarn così brillantemente come si avrebbe diritto di credere . Questa deve essere la ragione per la quale i da.ti di esattezza pubblicati ultim_amente, dalla Bivisia d'A'l'tiglierici e Genio, intorno al nostro fucile diITeri scono da quel li che sono qui riporlo.Li; perchè mentre i numeri che si leagono .nella Ili'oistu sono eguali ii quelli inserti nel!' Istruzione pr;vvisoria sul tiro , edizic,ne ·,188 1, essi trovansi in con trad~izionc colle dimensioni delle deviazioni medi e che sono prescritte per la, collaudazi one dei fucili Mod. 1870, le ~1uali .d~vono es:ere, per un totale di quattro colpi su cinque spar-a L1 alla distanza di 200 metri, di cent. 113 per la deviazione media verti cale e d i cent. l 11 per quella orizzontale. Questo torna lo ste~so di dire, che quando si stabilirono questi limiti di collaudazione il fucile tirava meglio; e siccome la lavorazione delle nostre armi portatili hR, senza alcun dnbbio mi r,[ioraLo necrl o i u!Limi. ann i cosi non si può a meno di eredere che le pri me polveri erano più confacenti .al tiro di quello che lo sieno state quelle che servirono per ricavare i dati dell'istruzione provvisoria. È desidentbile perciò, su questo riguardo . un ri Lorno a.ll'anLico, o meglio un passo avanti verso l'eccezional~ bontà dell e polveri Rotweil. Rcqridùcì di tiro. - .La rapidilà del tiro è un elemento cb e tende ognor più a prevalere; la campagna del ,J866 in Boemia la mise in evidenza e RiisLow con una forma un po' parndossale ha saputo riassumerne i vantaggi sino dal '1868 quando nel suo traLtato di 1
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(i) Das Gewelw dçr Gegenw art 'ltllù Z ttl,unfl.
DEL FUCILE ì.110D 0
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IL .PRESE~TE, IL .PASSATO ED TL PJ\OilAllILE AVVENJHE
tattica generale così scriveva: « Un fucile ideale, con traiettoria quasi o.ri~zontale e con deviazioni quasi nulle, ma che non permettesse di tirare che un colpo per ogni quarto d'ora non potrebbe tenere testa al l'arco ed alla fronda n. Le ultime ·campa,goe sono vènut.e a confermare i risultati oLtenuU in .quella di Boemia. Nella battaglia dr Saint Privat akune compagnie fran cesi spiegate intorno e nelle vicinanze del villa•rnio atl:>o • taccato durante mezz'ora di fuoco bruciarono tulle le 90 cartucce di cui era fornito ciaschedun soldato, ottenendo di schiacciare sotto una tal pioggia di piombo le colcmne d'attacco della guardia (,I\ le· quali in dieci minuti perdetlero·dai 6000 agli 8000 uomini. J La guerra Turco-Russa del ,J877-78, mise ancor più in luce il gr~ncle aiuto che la cele1:ità del ~iwco può procurare, e tanto più facilmente quanto maggiore era il contrasto frn le due :òcuole che si combattevano·; poichè da una parte vi erano soldati novizi i quali i Tur•:hi, vera annata territoriale di calli vi operai (considernti come tirato~i) munita di eC,cellenti utensili, dall'allra i Russi agguerriti soldati, persuasi che la vittoi'ia era sulla punl.a delle baionette; eccellente truppa ma in gran parte fornita. di calli ve armi. . l primi supplivano alla qualità. del tiro colla quantità, i secondi invece erano convinti 'che il fuo co fosse un accessori o, l'urto l'elemento principale col quale ottenere lrt vittoria. Quale delle due scuole abbia avuto. il sopravvento, Io si può desumere c1a) tempo durante il quale i Russi rimasero sotto Plevna, dalle per<l1t.~ da loro ivi subite e dalle lettere del generale ToÙeben al generale Brialmont. Basterà. qui riportare ciò che ne dice il co l~nnello ~ourop~tkine (2): « Tutte le volte che delle perdite cons,derevol1, la /altea, e lo stato di ;igitazione nervosa, obligavano le nostr·e truppe a fermarsi per istrada prima d'aver potuto ,i.rrivare a conseguire lo scopo prelìssosi, i soldati si coricavano non nei luoghi coperti e più favorevoli, ma in quello quallmque dove si trov.avnno, domati (clompiés) da una spece cli crisi. ·Frazioni di truppa st fermarono alcune a ·I00 passi, altre a .i-Q dal nemico, su terreni 0
( I) Ìo:imuit 1Zes sciences mili/.aires , novembre 1883 o agosto J88i. (2) Revue des <lcux ·mondes do! 15 dicembre 1883.
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, complètamente scoperti, mentre poco pi1't avanti o dietro a loro avrebbero potuto trovare posti eccellenti per ricoverarsi ». Plevna ha quindì dimostrato ' che siccome le fanterie nel combattimento non fa,nno sentire la loro azione che per mezzo del fuoco così è ner.essario per vincere cli as$icurarsi la. swperi0rità assol1bta del medesimo, o ad a!Lre . cose eguali, è neeessa1·io 11otere in clati ·nio,nenti sparw,·e im niw11(WO cli ccirtw;ee siiperiore ci q·uello col qncile l'avversario Jntò 1·ispon~ere. Un autore anonimo di una recente puùblicazione (·I) riepiloga con i11olta maestria gli argom.enLi favorevoli all'importanza sempre crescenLe della celerità del f\'l;oco con queste due. conclusioni: · 4° Che quando dalle due parti i soldati hanno ricevuto eguale istruzione sul tiro, la bilancia trabocca dalla parte cli chi brucia piLL cartucce; 2° Che il vantaggio è tanto maggiore qllante più cartucce si possono sparare in minor tempo. Messo così in sodo quanto sia necessario che un'arma. da fuoco moderna tiri rap idamente, vediamo quale sia la celerità di tirò concessa del fucile Mod . "870. Prima .però sarà bene stabi lire cosa intendesi per celerità.. Per noi essa è la media dei colpi elle con un'arma, può es5ere sparata tirando1 a volontit dalla posizione di Jn piedi' in un mimtt.i prim0, da una truppa in tenuta di combattimento, che abbia. manovrato, e che si sen•a delle cartllCCP- prese dal ltiogo ove ordinariame11tie sono traspol'tate dal soldato. Il tempo è necessario limitarlo a quello durante,il quale ragionev.olmente può stipporsi che un uomo già in pa'rte affaticato è in gra.do cli ra;pidamen~e caricare, puntare e sparare; poichè è provato che arrche tiratori freschi, robusti, esercitati e senza, zaino, dopo il primo min-uto di fuoco accelerato norì hanno più la forza di passare regolarme11Le p.er tt1tti i movimenti della carica., talchè sparano senza più mettere l'arma alla spa lla., ed anche con questo qnando arrivano al secondo m4nubo sono adéti ri ttura.iti capaci di più ricaricare il furci le. (I) Das Oewehr der Geg·enwa.rt ttnd Militai1·e del giugnq J883.
Z1tk.unft. -
mstratli riportati dallo SJ)ectcitear
IL PUESE~TE, IL PASSATO ED IL PI\Oll AlHLE AVVEc(JUE
Posta in tal modo la questione, si vede subilo che i numeri citati soventi in molti articoli cli rrvisle, non rappresentano la reale velocita del tiro di un'arma, ma sono addirittura iperbolici, poichè evidentemente si riferiscono a tiratori scelti messi in circostanze eccezionali, e serventisi di cartucce collocate su di un tavolo, quando non sono loro ,Hldiriltura fatte passare da un aiutante ad ho.e. Molle volle avvenne anche a scrittori assai autorevoli di cadere in errori consimili, come p. e. il Brialmont, il quale assegnò per velocità di tiro dell'Albini 14 colpi al miriuto, mentre invece è constatato che ne Lira sol1 9 quando il tirntore è di media abilità, ripat;tito in gruppi di soli 20 uomini, non a!Iaticalo, e sparando per solo scopo di esperienza ('1 ). · Ora la nostralstmzfone provtJisoria snl tiro (edizione 188 1) nella 1J 4a lezione assegna ad un tiratore isolato 40 minuti secondi per spornre 5 colpi dalla posizione di In piedi ed ,a bracci_o sci~lto, e cioè fissa la velocità di tiro del fucile 11870 a circa 8 colpi al rrnnuto, nel tiro i11clivicluale però, poichè non parla affatto di til"i accelerati di questa :specie da fa rsi colfeuivamenle. Tale lacuna, che ammessa, la grande imporlanza del tiro rapido è da deplorarsi vi_vanienle, si spera che sarà al più presto riempila. Intanto però dati veramente ufficiali sulla celerità di fuo co concessa dal nostro fucile n,)n si hanno, solo dal risullato complessivo di talune esperienze eseguite in occasione di prove con riparti di Lrnppa armata cli fucili lVIod. 11870 ridotti a ripetizione risulta, elle còn questi ciaschedun soldato .può, tirando a caricamento successivo, in un minuto prirno lanciare da 9 a ifO colpi. Ora q1rnnl.unqne questi fucili presentassero qualche variante sul t ipo regolamentare che si può ritenere agevolasse il caricamento colpo per colpo, pure non si è certo lontani molto dal vero accettando in mancanza di meglio questo numero quale normale. Però non è a tacersi come all'atto pratico questo massimo dovra subire una sensibile riduzione, dovuta all'emozione del combatti; mento, alla stanchezza dei soldati ed agli altri fattori dei quali è impossibile tener conto nelle esperienze, per quanto accurate, dei tale velocità con• quello che si sa di veraPoli1roni. - Parao-onata V mente attendibile sugli ·altri fucili vediamo che per il Gras il colon; 1
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(1j llcvue .llililairc Beige, I 0
trimestre !884.
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4,93 /
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nello Lamiraux (1) ritiene una velociit di 8 colpi al minuit'O, velbcità che no]} pué certamente essere oltrepassata dat ·Mauser germanico H quale, come si sa, è privo di espulsore; si può anche argui~·e (poichè, ripetiamo, a chi scrive mancano dati in-proposito) che ta:ie velocità non sarà· nemmeno maggiore nel· Berdan r:usso, il quale' è molto meno raccolto del Gras. Per le armi a blocco poi, le esperienze fa.t-te nel 11883 nel Belgio,(2), assecrnano all'Albini una media di 8 colpi; media: che per il Marn . tini inglese potrà essere di qualche cosa più alta, vista la maigwr facilità di ·caricamenlo, ma che dal Werndl austriaco non sarit•ceramente oltrepassala. Qnindi, è certo che nello stato attuale deH' a:rmamenta europeo il Mod. ,t 870 per celerità di tiro non la cede a nessuno, anzi si potrebbe con fondamento asseri re che è superiore a tut•ti gli altri. Però a rendere questa sua superiorità più rimarchevole, sareb,be necessario che venisse allargata. alle nostre culatte nlO'bili l'aperturn di cari,camento, retrocedendo nel tempo stesso di alcun poco ancora l' olturatot:e, per ottenere che il soldato possa gettare la cartuca!a nellr~ culatta senz' esse1:e, come ora, costretto ad accompagna11la per quald1e tr~Ho dentro della ca:mera del la-canna: ma so_pratuLl.'o: s~~ rebbe mestieri assicurare ali' otturatore un primo movimento n11iirule di retrocessione~ col quale ottenere una più pronta estrazione dei bossoli sparati, i quali quando sono anche leggermente forza:~i, ohbl•igano ora ad una perdita di tempo e ad un sciupio di forze ·mo! to, considerevole.
IY.
I' J
Vi è aduoque equilibrio al p11esente, nel valot;e assoluto deH'ar- · mamento dei diversi grandi eserciti europei, n.è una fanteria per questo riguardo potrebbe ripromettersi di soverchiare le altre; però è un equilibrio c.he non è ~ontano dal rompersi.
o,
J.-0w mal des scicnce.1 1niUl(~ires, anno· I88S. à' in(cmlerie. (2) llev11e Mil'itaii·e Beige, rascicolo già citato. l.3 -
Al\NO XXIX, VOL. IV.
/Je . 1•a11itaille1nent dès· 1nu11itiom
IL PRESENTE, IL PASSATO ED IL PllOBABILE AVVEKlnE
Due sono le tendenze che si mamfestano da qualche tempo con energia e perseveranza sempre crescenti. L'una vuole aumentare l'efficacia delle armi portatili coli' accrescerne la celerilà del fuoco l'altra stimando questa già più che sufficente per i bisogni del com~ .battimento, vorrebbe invece rendere ancora maggiore la tensione delle traiettorie. Ossia da una parte vuol si, l'introduzione in servizio, flelle armi a ripetizione dall'altra, la ricluzione dei calibri. È innegabile che la prima è la più popolare ; nè si può tacere i.l1e la seconda ha cominciato a prendere una forma concreta nella Svizzera colle proposte Hebler e Rubin, dove l'armamento a ripe1izione è già un fatto compiuto da parecchio tempo. Si direbbe qu~sì che ottenuto in quel paese il più grande rendimento che poteva òare il foci le ado1tato, ora che gli altri sono sulla via di raggiungere m:i' eguale perfezione, si prepari il terreno per sopravvanzarli di muovo, ed ottenere così di mantenersi a capofila del · progresso in ~nesto ramo della meccanica. _La velocità di tiro di un fucile ordinari() e quello di uno a ripeiizione stanno tra loro nella posizione di 1 a 1,5 ('I) e cioè il numero delle palle lanciate da una trnppa armata con quest'u ltimo è eguale a quello che lancerebbe una truppa di metà più forte ma mu11ita di fucili à colpo semplice. Questa superiorità però non è costante ma vale .solo però la du:rata del tempo nel quale si consuma la provvista di cartucce che arovansi nel serbatoio, le quali esaurite, le armi tornano ad equili1>rarsi a causa del tempo che si .dovrebbe impiegare nel ricaricare i serbatoi. ·si è bensì t~ntato di trovare sistemi chiamati a caricamento celere perchè' m,avano pacchetti di quattro o cinque cartucce ihe messi in opportuni serbatoi rendevano spedita l'operazione del .caricamento; sinora i risultati sono ben lontani dall'assicurare a tali armi quella costanza nella velocità. del tiro che si cercava, poiché ·le esperienze intraprese hanno fatto vedere come non se ne abbia ~tlenuto alla fine.del pÌ·imo minuto di fuoco un colpo di più di quelli ,he c.ogli stessi fucili hanno tirato i medesimi soldati, usandoli come armi a colpo semplice. 1
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(>1} Questo numero è la media generale dei risultati delle esperienze fatte dtt nt i, eon corpi di truppa. armati di fucili a ripetiiione, in condizioni ordinarie di combat!imento. ·
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Questo riS11ltato negativo, o quasi, trova la sua spiegazione nel fatto che ht veloci Là propria del fucile a ripetizione è dovuta alla soppressione cli uno dei movimenti principali della carica, quello di prendère la cartuccia dalla giberna per i11tt:od~rla nella camer~. . ra in tale Oaenere di armi ocrni quattro colpi bisogna estrane 11• O V pacchetto usato ed introdurne nell'arma uno nuovo e eh~ deves~ pur prendere dalla giberna. Perciò siccom~ questo movunento e quasi hingo come due volte qu~llo necessario a pr?n.dere un~ sol.a . cartuccia, così appare tosto che i pili piccolo degh mconven1ent1, come sarebbe quello di prendere il pacchetto in un senzo piuttosto che nell'altro, anche ammettendo la perfezione del congegno dell'arma, bàsta a far scomparire tutto il vantaggio in celerità che si sperava di ottenere. Bisognerebbe perciò che la capacità ~lei pacchetti fosse molto superiore a quella di 4 cartucce perchè s1 potesse ripartire su almeno un numero doppio di colpi l.a perc~ita:ora d~tta di tempo. Ma: a questo si oppongono altre cons1deraz10Ill quah la facilità della fabbricazione dei paqchelli, la loro robustezza pel trasporto nelle mani del soldato, ed anche la difficoltà di àdattn.rli nelle · armi senza incomodarne il loro maneggio. . . Oltre a questa variabilità nella velocità. di ti1·0, gli av:ersai:i del fucile a ripetizione, non si stanc.ano dal rimproverargli c!te ,.1 n~mero dei colpi che il suo tiro accelerato mette nel bersagl i.o,_ e m1~ nore cii circa il 3 per 0 / 0 <li quello che lo stesso genere cli tiro da nei fucili a colpo semplice; talchè a loro sembra molto più opportuno lasc,iar da parte un aumento di velocità nel tiro, che sempre secondo loro, porta a null'altro che ad un sciupo . di munizioni, per attenersi in vece a cambiare le canne e le cartucce _per ottenere di bat~ere un bersaglio ordinario.sino a 500 metri senza bisogno di cambiare d'alzo. Franc,amente.se la quistione fosse così semplice, come a prima vista pare, quanclo è così posta, difficilmente si potrebbe dar loro torto. Poichè per qual ragione mettere sottosopra il proprio ai:mamento quando in conclusione il nmnero dei colpi in più sparati durant~ un unico minuto di fuoco è d_i soli cinque, e quando, anche questi pochi non vanno tutti al bersaglio? ·Non sai·ebbe meglio ritoccando le anni, ottenere che una linea cii fanteria in piedi non sfuggissé al
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IL PRESEC'!TE , IL l'ASS.\TO ED IL PH011ADILE AVVEN([IE
nostro colpo, Jungò tutto lo spazio che vi è tra la bocca del fucile e 450 metri? Ma la popolarità del fucile a ripetizione ha h sua base abbastanza solida per non rimanere troppo scossa da tali argomenti. . . Infatti basta il considerare che mentre con una spesa abbastanza limitata si pojson.o ridurre le armi dei sistemi a cilindro· in armi a ripetizione impiegandovi un tempo relativamente breve, ben altrimenli sarebbe se per la r.iduzione dei calibri 'si dovessero cambiare canne e cartucce. Non vi è dubbio, sarebbe come rifare da capo tutto l'armamento;il che, per Hsempio, per noi .vorrebbe dire almeno almeno sei anni di tempo e 60 milioni di lire, contando di volere altrelta.nte armi nuove come fucili l\'Iod. 11870 abbiamo ora, . e dotate di un certo munizionamento. Di più per potere con calii)ri diminuiti sino a 9 mm. come nell'Hebler o con 8 mm. come n.el Bubin, lanciare un proiettile piccolo ma lungo èoil una grandissima velocità iniziale, è necessario prima di tutto di avere poi veri eccellenti, il che per ora sembra essere una &pecialità. dell'industria privata.; le cartucce poi a cagione della ri101La polvere e della lunghezza del proiello fanno uso di bossoli lunghi e perciò pesanti talchè il loro complesso, risuHa, almeno in paragone della nostra cart11ccia che è la più le-ggera di tutte, pesare tre gr, circa di più. Quindi uno dei vantaggi che si vuole ottenere riducendo il calibro quello cioè di aumentare il numero dei colpi a pari là di peso trasportalo sfuma, senza contare che anche usando ù)Ol- ' vere compressa, bisognerebbe aggiungere qualche cosa ai mm. 66 della lunghezza delle nostre cmtucce, e quindi allungare in proporiione le culatte mobili, gli oLturatori e le giberne, rendere cioè tutta questa roba più pesante. Vinalmente c'.è un guaio ancora più serio, e si è ché il rinculo d~ queste nuove armi è molto sensibile a cagione della maggiore quantità di polvere. che impiegano rispetto al peso dalle pallottole. Net nostro fu0ile infatti, dove il rinculo è· giustamente sopportabile, ili rapporto tra polvere e piombo e di circa ·I/ 6, mentre riel Rnbin è quasi di ·1/ 3,perciò per quanto si voglia ammettere che ima polvere a grani grossi cioè meno viva dell'ordinaria da fucilei'iadia una respinta nel primo istante, minore, ri"on di meno è evidente che pé'r n1antenersi negli stessi limiti bisognerebbe aumentare il peso del
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fucile. Che se poi vuolsi considerare come il passo della rigatura essendo in tale genere di armi ridotto alla metà di quelli usuali a cagione della grande velocità di rotazione necessaria ad imprimersi alla palla, percbè la grande sua lunghezza non influisca troppo sfavorevolmente sulla pr~cisione del tiro, si vedrà come si possa facilmente spiegare che in qualche fucile a calibro piccolo esperimentato da noi e di tipo conforme al nostro tale rinculo siasi tro. vato quasi il doppio del consueto. È bensì vero che da. alcuno si è tentato d'intei·po1Te tra la spalla del tiratore ed il calcio dell'a.rme dei sistemi elastici per attutire il colpo, come presso di noi propose col suo·calciolo m.obileil tenente Cei, o come faceva un esperimenlatore mettendo sotto al s(,prabi to un cuscinetto di materia soffice, ma pèr ora il primo genere pare che rr0n ottenga. lo scopo, èd iI secondo se vale pe,· ùn Li,ratore da bersaglio non è pratico pel sold.ato. Si potrebbe anche dire che il sistema sul qua.le sono congegnati i ripulsori dei vagoni ferroviari ed. al qual~ appartiene il genere di calciolo sopraindicato è poco adaLto per i fucili, ,i quali percbè soggetti ad a~quistare tutta la loro velocità di· rinculo in un tempo piccolissimo, non ,possono per questo solo distribuirla sopra una vasta superficie; e perciò si trovano in condizioni troppo di/Terenti dei vac-on i che sempre sono dotati di piccola velocità quando si servono o . dei loro rcspinto,·i. Dc1 ciò si conclude che siccome la quantità di molo elle l'arma acquista nel rinculo non si può diminuire nè sopprimere, e siccome ancora non vi è tem1)0 per distribuirla sopra una Jarf(a superficie del corpo nmano anche a causa della forma del e{t[cio dei fucili, cosi per ora .non si sa come riparar·e all'inconve..: niente inerente ai fuci li di piccolo calibro,ctltro che oome già si disse, -co.!l'aùmentare il peso dell'arma. È ciò che fece implicita.:mente ,i'l maggiore llubin, il quale spa.ra Je sue c::trt,rcce con grammi 5,4 di polvere Rotweil ·e. "7 grammi di piombo indurito, in una canna collocata su di un fucile a ripetizione mod. svizzero il cui peso a 1nagazzin0 vuol.o è di kg. 4,780 (almeno tale è il peso del Vetterly a ripetizione) eh~ pieno diventa di kg. 5, 130. 1
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Conviene, dicono i fautori della ripetizione, al solo scopo di avere unc1 trnielloria più te~a (giacchè vedemmo·comeper noi non si abbia.
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IL PRESENT.E, IL l'ASSATO ED Il, PRO IL\BILE AVVENIRE
vantaggio ma danno nel peso delle munizioni ) aumentare di tanto il peso morto del fucile? Non sarebbe meglio cominciar prima dallo stabil ire un buon sistema di ripetizione da applicarsi per ora nostro mod. 11870, onde poi quando si crederà di doverlo rifare applicarvi anche una canna di calibro ridotto? A questa quistione dei rinculi molle volle non è stata data tutta l'importanz:), necessaria, forse perçhè abituati all'idea del tiro lento, quale ollenevasi dai fucili ad avancarica, era difficile formarsi un concetto esatto della fatica che la spalla di un soldato deve :;opportare quando tira con una velocilit di 7 ad 8 colpi al minuto . .Ma ora per poco che un fucile, come, con tennine di mestiere si dice, sbattri, sarit impossibile che alla lunga il soldato continui a mettere il fuc;le alla spalla ed avverrà, come raccontasi accadesse ucrl in . o i Jnale:;i o Egillo, di tirare così come veniva tenendo l'arma al fianco a cagione del_le forti scosse dovute al grande rinculo dei loro Martini. Dunque per tutto ciò sembra doversi ritenere che anche questa volta il sentfownto dei più che spinge verso l'aumento della velocità. nel tiro mediante la ripetizione, sia pienamente giustificalo: e questo sentimento che fa stimare una truppa armata di fucili a ripetizione più solida, più efficace di un'allra è talmente penetrato nelle coscienze degli eserciti che oggi è aforisma il dire: Che se una qualunque delle fanterie delle grandi potenze europee si arma a ripetizione, tutte le altre dovranno seguirla. Evidentemente vi è una grande riluttanza ad essere i primi: le spes,1, la paura di non sc1?.gliere un sistema abbastanza perfetto, il _ Li{nore ché il progresso della meccanica ed il genio degli inventori facciano trovare domani quello che oggi pare impossibile, i desideri stessi cha aumentano _più che nella ragione diretta dei progr~ssi che si raggiungono, tutto ciò spiega tale tentennio, ma nello stesso tempo lascia anche scorgere che si è prossimi al momento in cui qnalcheduno più ricco opiit audace od anche più debole degli altri si assicurerà della $upremazia che solo attualmente la ripetizione può concedere. Le nostre cond1zion1 erano altra volta tali che avremmo per i primi dovuto spingersi arditamente per questa via. Colle Alpi ed if mare da difendere in pochi contro .j molli, con un ·sistema di forti·
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ficaz.ioni embrionale, con un armamento ancora da compiei are, e sopratutto perchè fortunatamente forniti di un fucile, il solo che si presti arl una riduzione senza aver nemmeno bisogno del cambia della culatta mobile, il solo che per la sua cartuccia tanto leggera. può trasportare 1Ocolpi con sè rimanendo ancora al disotto del pes@ degli altri fucili a ripetizione vuoti noi diciamo si sarebbe potuto d& due anni a questa parte costruire invece degli ultimi 200 mila fucili. mod. ·1 8,0, colla s~essa spesa o mollo approssimativamente tale~ allrettanti ripetitori. Ma. siamo ancora in tempo, a patto che si pensi come ogni giorno che passa ci allontana dalla meta; poichè sono 5oo·armi che giornalmente si fabbricano e che quindi rappresentano tempo e denari sottratti al disponibile per ollenere di giungere . prima degli altri al possesso di un arm,1mento che presto o Lardi fatalmente si imporrà al mondo. Torino, 6 settembre 188i-. 1
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VITALI GrnsEPPE
Capitano d' Arti,g lieria. I
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LE NOSTRE RETI GEODETICHE RISPETTO
A'LL.A RINNOVAZIONE DELLE . MAPPE CADASTALI
I NTRODUZIONE .
-~ Una questione di attualità è la rinnovazione delle nostre mappe cadastali., e parini sia pregio dell'opera l'esaminarla sotto i tre seguenti aspetti :.. 11° precisione necessaria degli elementi trigonometrici destinati a servir loro di fondamento; 2° sistemct di proiezione più conveniente per le medesime; 3° metodi di rilevamento da adottarsi. Anziché astringermi a studiare il problema per il ~aso speciale che cost.ituisce l'oggetto precipuo di questo scritto, lo trallerò nei suoi termini più generali, e discenderò poi alla questione concreta che mi preoccupa. Premetterò adunque alcuni principì generali, che mi pare debbano regolare. l'orditura ed il calcolo di una i·ete geodetica , perchè la medesima abbia: ad offrire elementi la cui pre~isione sia in perfetta correlazione col sistema di proiezione adoLtato, e coll'esattezza da conseguirsi nei rilevamenti, vale a di re, in armonia colla scala alla quale questi si vogliono eseguire. Posti questi principi generali, analizzerò da quali elementi di- ' penda la precisione dei dati forniti dalla geodesia; esporrò breve-
LE NOSTRE nEn GEODETIOH·E ilHSPETTO ALLA RINNOVAZIONE, ECC.
2,0,1
mente quali al terazion,i subisc3Jno questi dati per effetto del sistema di proiezione adottato,esaminando da vicino il sistema in uso presso di noi, e fi'nalmente trarrò dalle fatte considerazioni alcune conclusioni e proposte, che mi paiono meritare l'attenzione del governo. . . Ciò per f due primi aspetti sotto i quali mi sono proposto di studiare questo interessante problema. In quanto a.i metodi di rilevamento da ,preferirsi, poste alcu~e considerazioni na-enerali, esporrò il mio modo di vedere a tale. n• . o-uardo, essendo questa una questione suscettibile di molte soluz10nt, ~gualmente buone nel complesso, e che è assurdo voler risolvel'e in modo assoluto ed esclusivo. · . Premetto che nel corsu del presente stndio dovrò spesso ricorrere a proposizioni e formale, per la dimostrazione cli alcune delle quali il leltore potrit ricorrere agli ordinari trattati di geodesia, e · per le altre ad alcuni miei artioo·li inserii.i nellit Ih·Dista Militare, e nel Giorncile d'1irtiqlù,r ia e Genio_, che sarà. mia cura citare volta per v0lta, a misura che se ne presenterà l'occasione.
CAPITOLO L
Considerazioni generali sulla costruzione deHe carte topografiche. § ,i° Correlazìmie·fra; la scalci clella carta e l'esattez;m dei 11~ezz.i e metocli d:i 1·ilencunento . - La scelta della scala alla quale si vuol eseguire un rilevamento, dipende dal grado di approssimazione co~ quale si 1;eputa necessario doverlo delineare, giusta lo scopo cm il rilevamento stesso è destinato. Ora,un disegnatore .diligente potendo situare un punto sopra un , piano entro i limiti di+ om'",1, ne segue che i !imiti cli precisione grafie~. entro i quali egli potrà ra:pp~·esentare la distanza fra due punti, saranno O""U,2 e - om'",2. Oltre a ciò influisce sulla esattezza del ~raficismo, la igrometrici là della carta sulla quale si di-segna.
+.
-
LE- NOSTRE RETI GEODETICHE
L'alterazione subita per effetto di questa ca~sa, dalla distanza grafica di due punti, in condizioni normal i e per carta di buona qualità, ,non oltrepassa+ 0,5 °0/ oo della distanza grafica; cosicchè deua l la distanza effettiva fra due p9nti del terreno, ed s il denominatore della scala del disegno, l'errore grafico assoluto complessivo, dovuto alle predelle _cause, si potrà ammettere oscilli fra i limiti
Volendo quind·i delineare un rilievo con un errore assoluto inferiore ad un dato limite+ emet., la ~cala da prescegliersi e la distanza l fra due pun ti direttamente fra lo1·0 collegati, dovranno soddisfare alla condizione: ' omm,2
+ 2000 _ l___ < em s= s
(Q)
.. ..., ·
Così ad esempio, se l ncin suj)ererà i 1000 e se si vuole che dal disegno questa distanza si abbia con un errore assoluto ~ 1m, si deduce agevolmente dalla (2), che dovrà e.ssere: 1
111
,
1
< 9.··00 . . . (3) . s' =...,o Potremo quinoi, per abbondare, concludere che alla scala di 1: 2000, uria distanza di I000m si può graficamente rappresentare entro i limiti di ± ,J111 • Che se, per semplicità, facciamo astrazione dall' igrometrici là della carta, seguirà che alla detta scala \l,na distanza qualsivoglia si può graficamente rappresentare con un errore assoluto che ha per limiti superiori 1
+ 0 ,40 111
e - 0'°,40.
Ne seg_ue che i rilievi dovranno esser condoLti per modo che, se ,J ?l, è l'errore probabile relativo col quale, in dipendenza del metodo ,
segiàto e del mezzo ctcloperato nelle niisure, si è ottenuta una di-
\
Rl::lPETTO ALLA RlNNOYAZJOl\E DELLE MAPPE CADASTALI
203
stanza l, fra due punti direttam,ente coll'eyaii fra di loro, abbia sempre ad essere soddisfalla la condizione: -
l< e . . •
n,
=
(4-).
Così facendo, l'esattezza del rilevamento sarà in armonia coll'esattezza del suo delineamentl, grafico. Se,per esempio,il mezzo di misura offre le distanze con un error probabile relativo di + 0,0005, ossia'/, 00/oo, e la scala del rilievo · è quella ~el 2000, ossia quella nella quale e= 0"' ,,i.O, dovrà essere: . l 20 00
< Om,40,
ossia: l
< 800
111
•
Così, non si dovranno misui·are direttamente distanze superiori agli 800 111 • Ne segue immediatamente che le distanze fra i punti trigonometrici di appoggio clii-etto del 1·ilievo, potranno oscillare fra i limiti 800 111 e 11600111 , ossia che le medesime dovranno, in media, scostarsi poco da '1'.200m. Dunque possiamo concludere, astrazione f?-cendo dalle .influenze atmosferiche sull:1;_ carta adopera:ta, che: 1 • lo scopo della carta determina il grado di approssimazione col quale questa deve offrire le distanze, ossia il limite superiore + i 111 degli errori assoluti tollerabili; ,2 < em determina il denominatore della = s scala della. cana, per modo che alla scala stessa la quantità em sia graficamente sensibile, e perciò apprezzabile; 2° la relazione: 0
111111
3,i 1'e1'1'01·e probabifo r elativo ~, col qirnle la distanza l fra due n punti, direttatnente collegati fra di loro, è offerta dai mezzi e metodi di misura seguiti nel. rilievo , determina il massimo valore di l, oltrepassando il quale gli errori assoluti di cui andrebbero affette le distanze, supererebbero il limite e"' prestabilito. Si ha. così la rela. z1one: -l n
< e, dalla quale emerge
=
che quanto più perfetti sono i
RISPETTO Al,LA RINNOYAZIONE DELLE MAPPE CADASTALI
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
mezzi di misura adoperati, cioè quanto più piccolo è
Acciocchè vi sia la voluta armonia fra la precisione della rete di appoggio diretto, e l'esattezza del rilievo, dovrà dunque essère:
i, tan!o più n
grande potrà essere l; 4° conseguem:a diretlà di quanto precede, è che il rilievo dovrit appoggiarsi a punti·trigonClmetrici le cui distanze dovranno oscillare fra l e 2 l, e .non mai superare quest'ultimo limite; 5° alla scala 11: 2000 (che è qu_elfa alla quale si ·eseguiscono in massima i rilievi del catasto), usando mezzi e metòdi di misura
l
delle distanze, che le offrano con en·o1· 1irobabile relativo di + '1 ; 2000' si avrà quindi: limite superiore degli errori assoltrti .. : . e''\ = + 0"' 4.0· limite l della lunghezza direttamente misurabile . - sÒom'. limite superiore dei lati trigoµ ometrici di appoggio= 1 16oom; valore medio di questi lati . . . • . . . . . ' . . = ,(200'".
§ 2° Coi'l'elazione frn l'esattezza offèrtà clai metocli e m,ezzi di 1·ilieoo, e la precisione ·richiestn negli elementi trigonometrici di appo,rgio. - Perché i punti trigonometri ci di appoggio servano di effettivo controllo e coll egamen!o fra le varie parti di un rilevamento, è necessario che le loro distanze, quali 1·isnlcano collocandoli snl dise,qno, meclianle le loro coorclùuiie, giustà i l sistema di pfr1iezio1w adottato, non sieno affette da error·i assotiiti, s~nsibili alla scala della carta che si vuol costru ire. . Ora le distanze fra i punti trigonometrici, quali risultano dal calcolo del la rete, sono all'ette da errori provenienti essenzialmente dalle operazioni e calcoli geodetici, e queste stesse distanze subis~ono poi ancora una alterazione, per effetto del sistema di proic~ ZJOne adol.lato. · ' + ·S1a _ tTl .l' errore probab ile relati vo· del lato trigonometrico l,
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C/ + m)<
e .. , (5) .
Devesi però osservare che siccome un sistema qualunque di proiezione, dà deformazioni ognora crescenti a mi sura che ci allontaniamo dal cenfro di sviluppo, e dà determinate linee cli minima deformazione lineare, così, quando e, è quantità piccola, come avv iene appunto nel caso delle carte topografiche, per poter soddisfare sempre alla condizione (5), sarà necessario mulare centro · di svi_luppo a convenienti.intervalli. · . Ma così facendo, le zone con tigne di due porzioni della carta, dt - . penden ti cfa. centri di s,;ilnppo adiacenti, potranno prf:sentare discrepanze che raggiungono il doppio de'Ua massima deformazione lineare prodotta dal sistema di proiezione,ai limiti clelle delle zone, poichè p ..e., uno stesso lato tl'igonomet.rico situato nei pressi della loro linea di contatto, potrà aver subito la massima c,mtrazione;rispetto acl uno dei centri di sviluppo, ed aver invece subìto il massimo allnng;tmento rispetto all'altro centr·o di sviluppo. Vedremo u~ esempio di questo fatto, trattando della proiezione natwrale, da no, adottata per le carte top.og1·afiche militari. Dunque la condizione da soddisfare, nel caso di una proiezione pÒlicentrica, anzichè la (5), sarà la seguente: ò'l
+ 2ml < e . . . (5-bis).
Ora; acciocchè il sistema di proiezione trascelto, non renda illusoria la precisione della triangolazianc, dovrà sempre essere:
2lm <8l . . . (6). Dunque alla (5-bis) potremo sostituire la seguente condizione:
<e
destinato a ser~'ir di1_'ettamente ~i appoggio al rilievo, e sia m, (1") la sua deformazione lineare relat1va,dovuta al metodo di proiezione.
éil=~ . . . (7).
Cosi facendo, le clistan~e reciproche dei pun ti che servono direttamente di appoggio al ril ievo, si potranno rappresentare ,graficamente con un errore assoluto inferiore ad e,. e quincli con un grado
. (') Per (Lefoi·nw:;;/one lineare 1·ela./iva, intendesi il ra.J>J)O rto fra. l'altern7,ione della <l ista.ma fra dtw pun l'i, lovn ta al sistema. cli prQiozio ne adottato. e In loro I' nffcttiva. , < istanza
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LE NOSTRE RETI GEODETICHE
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELLE MAPPE CADASTALI
di precisione in correlazione coi due elemenli giit fra loro posti in armonia, coll1i: scala della carta, cioè, e coll'esattezza del rilevamento. Inoltre, per la (6), saremo sicuri che per efi'elto del sislema di proiezione adotlato, non verrà delurpata e resa inutile la precisione della triangolazione.
Si dovrà quindi preordùiare le triangolazioni di ordine superiore, per modo che dalle medesime si possano derivare lati d'appoggio
§ 3°. ConcltJ.sfone. - Per armonizzare adunque i seguenti elementi: a) limile degli errori assoluti ammissibili, dalo lo s.copo della carta; _ b) scala del rilevamento; e) precisione dei mezzi e metodi di rilievo; d) p1·ecisione della Lriangolazione; e) sistema di proiezione da aclollarsi. Basiano le semplicissime relazioni dianzi successivamente cleter minàte, e dalle medesime risultano altre~ì i limiti oltre i quali non si devono ·nei rilievi, fatti con· mezzi di dala precisione. eseguire misure dirette, e i limiti da non oltrepassarsi nelle distanze fra i punti trigonometrici destinati a servir direttamente di app.oggio al rilevamento. · ·· Così ad esempio, nel caso ·di un rilevamento al 2000, per e= 0•",40 e per lali della lunghezza massima di 1600m. ai limiti di ogni zona dipendente da un dato centro di s~ iluppo, il sistema di proiezione da aclotta rsi,non dovrà dar luogo a deformazioni lineari I . . 8 l l e .. . reIallve c 10 SUl)er!_no '.2 l oc _l' c1oc: 4
valore cli m, non superi ,16000.
di lunghezza
< 1600"', con 1
. error medio re l ativo
2.07
<+ 1 ·
5400 li sistema di proiezione poi, e l'estensione della zona dipendente da un dato centro di sviluppo, dovranno esser tali che il massimo ,1
1
1
O,~~OO
= ,16~00 (vedi relazioni 6 e 7);
e l'errore pl'obabile relativo di un lato d'appoggio dii·etto, dovrit es· 1
sere minore di ~ , il cÌ1e equivale a dire che il suo errore medio 8 00 relativo non dùvrà superare ,, 1 . 11 8000 X 0,67t5' ossia. 5100.
rn tal modo <rii errori lineari dovuti all'ordituraC')ecalcolo della rete, cumulati ~olle deformazioni prodotte dalla proiezione, non raggiungeranno mai il limite± om,1-0, cioè essi riusciranno· ?rafi: camente insensibili alla scala adottata· dal1' I a 2000, e, lo si noti bene, quest.o intento sa1·à rnggiwito colla massinw econom1ici di lal)Oro, sen.zci cioè 1mo. squilibro fra la 1Jrecisione dellci triangola~ione e le deform,azioni sncldette, nè fra la precisione del ·rilievo e g/Ji alt;,-.i elementi del tJ-roblmna. . Seaue da quanto precede che, clata la scala della carta, se ne puo dedu;re logicamente in funzio.ne della precisione dei mezzi cli misu.ra da adoperarsi nei ril_ievi, quale sia il limite da non oltrepassarsi nella hincrhezza dei lati trigonometr1ici d'appoggio cliretto; quale sia il limite della precisione con cui essi clev~no risultare cl.all~ triangolazione, e finalmente, quali siano le massime deformaz1om · lineari compatibili colla precisione ora detta. È cosa nota che le nostre reli trigonometriche, sono destinate al duplice scopo di servir per la misura dei grandi archi terrestri, e per servir di fondamento alle nostre carte topografiche militari, da rilevarsi alle scale di 1 : 50000, 1 : 25000 e 'I : ,J0000. A tale fine-la rete primaria, composta di triangoli i cui 1,ati , salvo casi eccezionali, oscillano fra 30 e 60k, è sp~zzata successivamente · in reti subordinate di 2°, 3° e 4° orcline, ecli vertici di quest'ultima sono destinati a servir di .appoggio diretto ai rilenmenti. · Salvo per Ìe zone eccezionali, preparate pei rilievi al '10000, i punti di quart'ordine distano fra di loro dai ,i. ai 6 chilometri, cosicchè in generale per poter razionalmente eseguire i rilievi cada1
1
1
(·J Intendo dire con qucst~ parola la fete ;, .
<
forma e grandezza dei triangoli costitnenLi
208
RISPETTO ALLA Rl""OYAZJ0 :-(E DELLE MAPPE CADAST,ILl
!.E )WS'l'HB Hlffl GJ::OOE'l' ICHE
&ta1i al' 200.(i),, con mezzi d•i mis ura eh@ offrano le. dista,n::1e. con error probabile di i 00; 00 , sarà necessario, in forza delle considerazion i che 2 preced'oRo, spezzare i lati della triangolazione di 4° ordine, per ottenere punti di appoggio che non distino fra di loro, mai per più di 11600111 • Le operazioni quindi di rilievo per la costruzione delle mappe cadastali, dovranno nella gran genera,litù dei casi esser preceduti dalla derivazione di una rete di 5' ordine, i cui lati non dovranno presentare un eri·or 1necho relativo C') che si scosti molto da
~;O·
Esaminiamo quindi a qualii cr~ndizioni debbono soddisfare le reti dei vari ordini di una tri::rngolazione, perchè si possa scendere per loro mezzo a lati cli 5° ordine di lunghezza inferiore a 1600m, ed affetti, per abbonda·re, da Uli error mcd·io 1·eiatioo non maggiore . d,
,,
.
6000
· circa.
CAPITOLO If.
Analisi deg.fi< efementi dai quali dlpende l'esattezza di una triangolaiione. § 1°. Ge1wra~ità; questione pregiiiwiziale.- La precisione degl i elementi cli una rete geodetica dipende essenzialmente: 1° dall'approssimazione colla quale si conoscono gli ·assi e l'ec· centri ciLà dell' elissoide osculatore locale; 2° dalla precisione dei metodi e dei mezzi coi quali vennero condotte le operazioni e misure; 3° dal grado di ap.prossimazio.ne intrinseco ai metodi ed alle formole,adoperate nel calcolo dei tri.angoli e delle posizi9ni' geografiche .dei loro vertici; · l 0 dal grado di appro~simazione con cui le tavole numeriche 1
1
('J Si badi cho dico
errore mecUo e non _eno1'e 111·0/Jabi/e.
2.09
adop~rate per facilitn,re i calcoli, permettono di effettuare i calcoli stessi; 5° dal sistema di proiezione, a norma del quale vengono calcolate le coordinale ortògonali dei punti, ,destinati a servir di appoggio ai rilevamenti . È evidente che acciocch è non vi sia spreco di lavoro e di tempo, per conseguire risultati definitivi di una prestabilita precisione, è necessa rio che: · a) le I.avole numeriche adoperate assicurino nei risultati dei calcoli, la. cifra di quello st;esso ordine di unità, ch e sono le prime a venire trascurale nelle formo le analitiche approssimate, che si ·adoperano; b) che il valore dei termini trascurali in queste fo!'mole, sia almeno inferiore di un ordine ( il decimo p. e.) degli errori conse- guenti alla inevitabile imperfezione dei mezzi cli misura. (Teodolite, altazimut, apparati per la misura delle basi, ecc. )'; e) che i limiti fra i quali ,l'elissoide locale rappresenta la superficie fisica della terra (geoide), sieno sufficientemente ristretti perchè l'i nfluenza dell'incertezza probabile che pesa sugli elementi di esso eliss~ide, sui calcoli di quel!i de.Ila rete, sia trascurabile rispetto all'influenza che hanno sui valori di questi ultimi elementi, gli errori di o·sservazione; · d) che il sistema di proiezione adottato conduca a valori 'tali delle 'coordinale dei punti della rete, che le clistanze relative fra questi punti, ricalcola Le in funzione di esse coordinate, non abbiano a differire da quelle risultanti dal calcolo della rete, che per quantità cli alcun poco inferiori agli errori peobabili con cui queste di.stanze sono fornite ·dalla triangolazione. Preot\linando con queste nonne le opera·zioni ed i cale.oli relativi ad una rete geodetica, si sarà certi che i risultati definitivi che ne conseguono, emergeranno, entro 'i lùniti dell'ùiffoenza degbi errori d1i osservaz,ione, comé se si fossero adoperate formole e tavole numeriche rigorosamente esatte, e si avrà l'èquilibrio fra la precisione della triangolazione e la fedelt~ colla quale il sistema di proiezione adottato permette cli proiettarla sopra un piano. In due parole, le posizioni relati ve dei vertici della rele, quali H
-
ANNO XXIX, VOL IV
~,I O
LE NOS'l'RE RE'fl GEODETICHE
tisnHeranno dal calcolo delle loro coordinale, rius-ciranno affette da errori probabili, sull'entità dei quali non avranno influito in nrodo sensibile, i mez,1,i eù i metodi di oaluol'O ·a:doperafr; e si pof!l'à con ragitme &iwe, che ·il frutto del lavoro di carnpagn:a 1wn qv?1à subilo adiiltemz'ioni,, per effetto cti calcol·i non abbastanza p·rec-isi. .Reciprocamente, snddi-sfacenèlo :alla condizione a, e non eccedendo nel grad·o 'di approssimazione delle tavole e formole adoperate, potrem,o esse?· certi che i risultati coiiseg1iiti non srtran1w a(fetf!i da iina precisione fìttiz·ia, ma che essi rappresentano effettivamente ciò ·che posson-o dare le operazioni, tiitto ciò che esse possono dare e non. eh più . Esamineremo in questo capitolo, ciascuno degli elementi dai quali dipende .la precisi.one dei risultati, che si ·deducono da una triango lazione. Anr,ituLto, trattandosi di armonizzare l'appross imazione cli fot•mole e di metodÌ analitici, colla precisione di determinate funzioni . di quantità osservate, si presenta una q1wsl!ionepreg·iud·i.z-iale, poichè se non vi ha dubbiezza alcuna· intorno al modo di determinare il limite superiore dell'enore che si commelle, in forza delletransazi òni ammessibifi per semplificare i metodi di calcolo ·e le formole; altrettanto non può dirsi intorno alla scelta del criterio per mismal'e la precisione di grandezze direttamente osserva~e o di una funzione di grandezie ·osservate. Il metodo cTei minimi ·qtradrali offre un a,rmoni·co corpo di dol.trioa,che fa capo ad un unico principio fondamental-e, per risol,vel'e quest'u!Limo problema; ma i criteri che dal medesimo si desumono per -giudicare della precisione delle osservazioni e delle quanti fa che ne sono funzione, anche quando quelle sieno relativamente nu. merose ed accurate, non poswno avere il cara ttere assoluto delle regole secondo le quali si poss-0110 sempt'e determin are i limi ti clelie 11uarrti tà trascnrate,nelle formole approssimate usare in geodesia. Di più, supponendo anche grandissimo il numero delle osserva:zioni, cioè ·accettabi le la sostituzione de\lo scostamento med:io coll'e1To1· medio, acceuabile l'applic'azi·one cbe si ·fa aet noto teorema clell'error medio della media adtmeti ca, accellabili tntle le altre transazioni che si fanno per semplificare le formo le del calcolo di compensazione, rnnane sempre inlatta la qneslione del lega me che unisce l'el'ror
RISPETTO ALLA RINNOYA~IONE DELLE MAPPE CADA.STA.LI
~'1·1
medio coli' erro1· probabile, tanto quanto si tratta di osservazioni dirette, quanto per funzioni linear~i o non, di esse osservazioni. Il concetto dell'errore probabile è eminentemente filosofico, ma per poteme dedurre il valore, da quello dell',error medio, è .duopo a.sswne1·e come vera ima detern'l!ina:ta legge di d1strib·nz:ione clegli error·i accùlentali. Su questo argomento ho espo,sto il mio modo di vedere in due ' brevi Note inserite nel Gioro.aJle (l' flr tigbieria e Genio, parte 2~, •I 8811-11882 e), nelle qua:li panni di aver dim0strato che con sole considerazioni a p1·iori, anche ammettendo il postulato della media aritmetica, non si possa provare che la legge esponenziale di Gauss sia la più probabile, e che per conseguenza, a rigor di logica, nessun legame assoluto e rigoroso si possa slabilire fra il metodo dei mi~ nimi quadrali ed il calcolo ·delle probabilità. l)er uniformarmi però a quanto è quasi universalmente praticato questo ordine di idee, asst1merò come .misura della precisione l'e1·ror 11iedio e come accettabile il noto rapporto p = 0,6745 fra. tale errore e !'.error proba.bile, sia si tratti di quanLità direttamente -osservale, sia si trat.1.i di iuiizioni di esse. ' 'l'utto oiò suppone vera la legge di Gauss, perchè con ·una. legge diversa,il legame rra l'errar probabile e l'error medio, anche per le funzioni li neari le più semplici , è assai più complicato, ed a dir il vero, i risultati sperimentali sono rappresenta.ti p1:esso a poco con eguale fedeltà. da curve di equazioni assai diverse, per cui, in favore della !erme sovrana, la semnv di Gauss militerà. sempre,come rau,ione cJ plicità ed eleganza dei risult,~menti cui essa conduce e la sua ar,monia col metodo dei-minimi quadrati. Adottando questi cri teri, eviterò. almeno che mi si possa obbiet-. tare, allorchè dovrò trarre qualche importante conélusione da questo mio stt1dio, che le medesime sono discutibili perchè nella misura deZla ·p?'(;Cision6 d,,i ·risultat;i dìipendenti. da osservazioni, non av1-ò' ugati i consueti e1·i.te1·i e metod,i. Ciò posto entriamo in argomento. (·) Intorno itl calcolo ilei (a llori d i 1Jrobabilil(i e Ctcl un teorema f011da1nen/.ale àclla teol'ia elci m.inimi qumlrali. Sullci legge (li r,·equenzci clegli c,-i-o;·i accidentali.
LE NOSTRE RETl GEODETICHE
§ 11°. P·recisfone colta quale si conoscono gli elementi, clell'elissoideosculcitore locale. - Nello stato attuale della geodesia, gli elementi dell'elissoide che meglio rappresenta la superficie fisica della terra, sono conosciuti con sufficiente approssimazione perchè,per una regione relativamente limitata come è la nostra penisola, e tenuto conto del modo in cui tali elementi entrano nelle formole della geo-: -desia, si possa asserire che l'influenza dell'incertezza probabile che pesa ancora sui medesimi, sul valore .della lunghezza dei lati e sul calcolo delle posizioni geografiche relative dei vertici di una rete geode! ica, sia trascurabile rispetto alla influenza che hanno su • questi risultati, gli errori probabil i delle quantità direttamente osservale, anche, coi migliori strumenti d·i cui dispone oggi la scic·nza . Le anomalie dovute alle attrazioni locali, possono bensì influire . sulle posizioni geografiche di reltamenle determinate, per quantità.che sono paragonabili agli etT0ri di osservazione commessi nella trian. golazione; ùrn, siccome è affatto trascurabile la loro influenza su\ calcolo dei triangÒli, cosi'si pu'ò dire che re posizioni geografiche relative, ossia le drifferenze di latitiidùw e d-ilongitiidine dei vari punti di una rete, ri$pello alla stazione astronomica di P.artenza, calcolate attraverso alla rete stessti, non ne soffrono che per quantitit di ordine inferiore, rispetto all'entità delle de'tte anomalie . · : Avi·emo occasione fra poco di dimostrare la verità di questa asserzione, e per intanto ricorderò come i noti valori dei semi assi a, b, del no::tro sferoide, calcolali da Bessel e da Airy, rion sieno affetti·
cla errore probabile relativo che superi ,to~.'~00 , e come l'eccen-. tricità e= 0,08169, abbia per error probabile assoluto+ 0,00063. Di più, aggiungerò che si può fin d'ora dire che i risullati geodetico-astronomici, ottenuti presso di noi ~ conducono a valori di a, b, t , che differiscono da ·quelli calcolati da Besse), per quantità ancora più piccole che gli errori probabili sop.ra citali, per cui possiamo asserire che i detti elementi di Bessel, convengono assai bene alla regione italica("'). ,
nJSPETTO ALLA RINNOVAZIO~& DELLE MAPPE CADA$TAU
§ 2° . .l[isw·a della precisione delle ope,,·azioni necessarie per ordire ed orientare -miei triangolci-,rione. - Analizzeremo ora gli errori dovuti ai metodi e mezzi adoperati nelle opernzioni geodetiche. Le operazii)ni necèssarie per _ordire ed orientare una triangolazione, astrazione facendo dalla determinazione delle altitudini dei suoi vertici, la quale per la questione che studiamo, -non ha r,he una importanza affatto secondarit1, sono le seguenti: A) misura e sviluppo della base; B) triangolazione pi·opriamente detia; C) determinazione della posizione geografica assoluta di uno o più vertici, e dell'azimut di uno o più lati della rete. , A. La misura di una base implica errori che possono classificarsi come segue: ci) errori di .metodo, /J) errori di cam.pionamenlo, c) errori cli , pendenti dall(i misura effettiva. Gli errori di metodo dipendono essenz.ialmr11te dal fallo che anzi.l)chè un arco di geodetica, la prniezione della traccia della base sulla superficie marernatica della terra, è un arco elittico cli sezione normale, e che si sostituisce a quest'ultimo a1·c(1, l'arco di circolo osculatore corrispondente. Oltre a ciò,si considera ·1a somma delle spranghe ridol.La ciascuna al proprio oriz1.onte: siccome esprimente la lunghezza cli lln arco di ci1·colo concentrico al precedente,e situato ad una distanza dalla superficie di riferimento, eguale alla media delle altitudini degli estremi della. base. Il Cllmulo degli effeui. di queste tre sorgenti di errore, per poco che la traccirt della I.Ja:;e sia stata convenientemente preparata, non può mai raa.,inn"ere Che un'aliqtwta relativamente insensibi le degli .oo o errori dovuti al camp ionamento ed alla miscmt effettiva, specialmente q~ando si tratta di basi di 4 a 5 chilometri, come lo sono le basi moderne. L'insieme poi de.~li enori di campionamento e di misura, per le molte basi state' mi:;urate da noi coll'apparato di Besse!, non oltrepassa in media ± '1 della lunghezza ·di esse basi, eccezione ·.
(!) Vedi il Processo verbale delle sed11/e-d_ella Commissione ·11a1imw p~r 1(1 misura dei gi·c1di. - Homa, :1.878.
. '1000 000
fotta per la base di Fomria..nellaquale pare si sia infiltra.lo un piccolo '"' , errore costante nelle ope1'azioni di campionamento.
RISPETTO ALLA IUNNOVAZIONE DELLE_ MAPI>E CADASTALI
LE NOSTllE RE1ll GEODETICHE
ln generale l'error medio relativo di u-n lato ai1., proveniente·per mezzo di n Lriangoli da una base e, affetta dall'err0r medio relà-
Riterremo adunque che una base geodetica di 4 a 5 chi lometri, si possa ottenere oggidì con enore medio relativo di
.± ,100i000 .
ff
('I). . .
+ ,~.,
'1) {
(bi') . ai
i=n :Zi = i
(-i)i+i .
.
(CotC(iJ ffC(iJ)' + '
•
r+
Cose_c Ctil . .8C(il)
li,i
(n) ()
(n)
· te, queIl a cwe · · per 1·a qua1e -8 an- e' un mrrnmo, · · cl eve com.convemen O,,i
porsi di triangoli isosceli simili, 'tutte le volte che si possa rit,enere ffCt,iJ
V2 < di 0'',3,
= ò'C(2J = .... =
ffC(n> ·
Ho pure dimoMrato che una tale rete gode altresì della notevole pro.pt·ietil, eh.e p.e r e.ssa è- pure.un minimo l'errore n1edìo relativò generale · M=
[~\i ~ i/::i (ffa~)' -f- (ff/')~ ~ J{·
Per una rete così conformala, e che a buon diritto ch iameremo rete tipica, la formola generale (11) diventa semplicemente:
"e~ =< -=· -1 O'' ,.60'., ~e = <+ _ '1",.9. ,, -"o e'., = < +_,9''. , ,lf.,. 3
Fosti ques~i d'at-i,' ri~opderò, qui a!Gane fo1rmole e proposizioni relalive alla Teoria dello sviluppo delle 1·eti, còntenute nel mio scriLto su questo argomento, inserito nella Rivista .Milita·re Italiana del m.arzo 1879 (n). {') Vedi pubblicazioni dell'lsULuto· Geografico mili tace. Parte Geo.clet.ica. - Fascieolo Ili, l.877-78 ecl Osservazioni azimutali isegtiite clal 18·77-'81. {..) L'egregio sig. generalo cav. A. Ferrero, già, capo della Di~isione Geodet..ica, allo Jstit\lto Geografico militare, presentò nel settembre :1880, alla i;• conferenza geodetica internazionale, una interessante·m~morfa su quesuo stesso argomento.
i=ni= i
oc
nella quale ai, [Ji, sono · i lati del triangolo i esimo, C(iJ, l'angolo compreso fra questi lati, e fJC(iJ l'errore medio di tale angolo. Nel pi:ecit-at.0 mio. studio ho dimostrato che,fra tutte le reti intese a.c.oHeg?re una base e con un lato an, mediante n triangoli, la più.
di minuto secondo d'arco. Ammetteremo p0i1, ehe• per le:osserv-azioni di 2°, 3°, 4° ordine.,. la precisione·degli strumenti· adoperati,. ne offrano gli angoli con errori probabili oscillanti strettamente intorno ai seguenti valori: . U
oan
'
e che per conseguenza, un angolo crualunque' della r.ete ( differenza di due direzioni) di 1'0 ordine; è affetto da un error probabile 0'',2
(. .an )' =. ("e )2 +
+ (bn eosec e. e )2
<
<+
e
tivo -e , è espresso dalla• formo la:
B. La precisione della triangolazione propriamente della, per quanto dipende dalle operazioni. di campagna, è funzione dell'error probabile col q.uale ne risulLano·determinali gli angoli, e della forma e del modo di dipendenza dei triangoli, che la costituiscono. Valendoci dei dati offerti dalle· nostre triangolazioni di primo ordine, ed in ispecial modo dei risultati della compensazione della rete Ji Capilnnala e deH' Alta llalia. (•), possiamo accettare come ben fondata l'asserzione che, mediante serie cl i 30 a 40 osserv.azioni coniugate, e:;~gu1te coi teodoli,ti nei~ermlori SLarke da pollici 27, l'errore probabile di una direzione compensata, non oltrepassa in generale + 0",3 X P, ossia ± 0",2,
8C,
215
(2).
(ò'a~i)' = ( 8/)' +i) Cot ~·+ tant~ j o-e•. 1
(') Poichè: Cot• e
f
l
+ Cosce• C = ½(Cot• ~ + tang• i)·
Relazione cui si previene ricordando che: 2 Cosec• e ! ·. + Cot 2 tang q e che: tang e ~e i - tang'
=
g
=
1
·
(~)
2·16
r,E NOSTl\E n ETI GEODET ICH E
RISPETTO ALLA IllliNOVAZIOliE DELLE MAPPE CA DASTALI
nella quale, posto a,i = r, si ha : e
(3) . . . Sen
e
,1 ,
2 = 2(r)
_J n
e quindi: n,
-
= log
lorr
1·
~
(2Sen ~)
. .. (4)
·
Volendo quindi sviluppa!·e una base e per cadere, con un errore minimo, sopra un la to an = ·1· X e, basterà clilTerenziare la (2) considerando
8 an siccome funzi one di a.n
C, Lenendo conto della (.f.) .
Si trova agevolmente in tal modo che quando loiJ r è un multiplo, K X 0,2 1467, cli 0,21Hì7, partendo dalla basè e, si cadrà con un errore medio minimo·,sopra un !alo cin = 2,69; 4, ,W; 7,22; 11·1,8; 49,41 volt.e e, svil uppandola ri spettivamente con 2, 3, 4, 5, 6,triangoli isosceli simili, aventi l'ango lo al verlice di 35°. 3'2' . . . . . . . Qnando log r non è un multiplo esaLLo di 0,2H,67, l'angolo al vertice ora dello diventa. funzione di r, e può differire di alcun poco da 33°. Applicando, per esempio, alla' base cli Catania lo sviluppo ti pico co i seguenti dati:
e·),
tè
·1
e =590655' an
·
11'
1
1
1
ec =3 = 618000;
= 30300"',
1"
=
8,207
si trova che mediante quallro triangoli isosceli simili, avenli l'angolo al vertice di 34° 2]', si ottiene: 8a _4
. a4
=
+ 0'" 24- = -= +-•I -
l
30300
126250'
1
ossia, si cade sul lttlo di ·IO ordine }lonlerossi- Pcrrière, con un error (") Vedi il citato studio, § -13, p:ig: 40.
medio relativo, di una metà inferiore a quello che nasce effettuando lo sviluppo col metodo Be.sselliano . · · Le formole precedenti ci danno adunque le norme pra tich e per sviluppare nel modo il più vantaggioso, cioè con un minimo di lavoro, di tempo e di spesa, una. base geodetica, data la lunghezza an = r X e, del lato di prim'ordine cui si vuol arrivare, e data la precisione dei mezzi di misu ra da adoperarsi. Le stesse formole ci forniscono tutti i criteri neces~::n:i per estc.ndel'e la rete di prim'ordine, a parLire dal lato an, e per spezzarla in reti subordinate di 2° e 3° ordine, nel modo p'. ù conveniente. Trattandosi, infalli, di appoggiare al lato an (vedi fig. P e 'I°-bis) la rete di prim'ordine, e di ma11Lenere ai successivi suoi lati una Iun.ghezza sensibilmente eguale ad an, se ch iamiamo aii+ /J il lato appartenente al p esimo triangolo, a partire da an, avremo, appli- · cando le forrnole (2) e (3): C •I . 1 . an+J) =r = 'I Sen - == - ; po ,cJe-·2 2 a,i
--~ ) ' = =
(tfan)' + ,.,~ ~l r.oe 30 + tani 30 ~I 8c~ = an
c::iY + i
p -8c: . . . (5).
Cio~, rete Lipica si comporrà sempre cli una serie di triangoli isoscel i ~nili,come nel caso generale, ma colla particolarità che gl i angoli al eri.ice (li questi triangoli ris11llando cli 60°, essi triangoli :;aranno eui lateri. :iella f 1ola (5) oC1 è l'errore medio di un angolo della rete di Passan ora alla rete di 2° ordine, osserveremo che se lo scopo della trian !azione non richi edesse che, al13: lor volta, i punti che la costituis no, avessero a servir di' appoggio alla rete di 3° e .i0 Òrdine, coi errebbe. collegal"li ai' punti di IO ordine mediante triangoli reltani li isosceli, col vertice ad angolo rello nei punti a cletermiuarsi (V i su questo argomento la già citala Memoria sullo sviluppo delle ·eti, pagina 9, § 1O ed ·11 ); ma Lrallandosi di dare
RISPETTO ALLA IHN::-fOVAZIO)IE DELtE MAPPE C.\DAS'rAI.I
LE NOS'rR:J)J RE>Tlt GEODETICHE,
omogeneità di precisione ai lati di 2° ordine; co1we11rà.; siurnre i p_unli di quest'ordine, al centro di figura dei triangoli primari, eo-- . s1cc.hè, per uno sviluppo li pico, quale è rappresen~alo nella fig. ,1a, e chiamando an + p + i ', il !alo che lega un punto di: 2:0 ordine al la.ho an + 1,, ed an p + 2, il lato di 2.° ordine che leo-a i_ due punti di 25' ordine, elle si appoggiano al !alo dJ •I• ontine ::r P• av,remo:
+
l
I
Do;ve an + P+ 5 , rappresenta il !atto che eollega u-n punto di 4° ?r~· dine ad un punto di 3°,e cin + ·v + G, il lato che collega due FJUnt1 d1 . 4° ordine fra di loro; 8 C~ l' error~ medio cli un angolo di 4° ordine, e rJ C~ l'i1rr0re medio di un angolo di. 5° or:d.i.ne, cioè di un angolo misurato cogli strumenti' gonimetri coi quali si effettueranno le osservazioni anaolari ai punti di 4° ordine ("'), per determinare i punti di ·5°, destina~i a servir d'appoggio diretto ai rilevamenti cadastali. Finalmente pella rete di 5° ordine, considerando r punti L, V che sono nelle condizioni più favoreveli, si avrà (Vedi figura 1-bis):
t
(
a:
(2° ordine.),
1
( 6 ) . . . (étan+p-+1-)' = (o'an ,-f: p);i.+~ o'C2
an+p+t ·
e (
8
1
2
'_
(50- ordine),
+~··&/=
a·n+1i+2) ·=(o'an.+p+i.) + p+ 2 an + p.+ i 3 2 = (8.a1b+ 1o.o' e~ an + p 3.
an
p) +
1
3
a'n+p ·
a,i+ 1)+7
1
(1 (
Ove o'C;i·rappresenta l'error medio di un angolo di 2° ordine. In modo affatto analogo sì e.sprimeranno,gl i errori medi dei Ja di 3°, ti, 0 e 5° ordine, e pernna rete tipica, quale per semplicità calcolo noi consideriamo, si avranno i risultati che seguono. · (3'<> ordine),
3) = (8 . a-n +p+3
(7) . . . (o' an + p+
2
an +
p+
. \
2) + ?3 o' e2 2
2
~i +
Clii +
-,i+ ' · )
p + ,.
=- ( '/ n,. + p +
•
(b11
2)' + 3 e::
+ 11 + 2
an + p $ an+p+s ·
'1.Q o'
.
Dove a,.+ p + 3, rappresenta ìl lato di 3° ordine che tllega un punto di 3° al lato di 2° an + p + 2 ; an + 11 +.,, il lato e colleo-a . o due punti di 3° fra di loro , e 8 çi, l'errore medio degli goli della rete di 3° ordine.
(8) . . .
(ft nn
+ J) +_ an+ 1J+~
5) (8 an p +i),+ e\ '=
+
an+p+4
2 '
ò'
(bn
'1,
p
. an+p+,
Dov,e an + p+ 1 , rappresenta i.m ·1ato che collega un pun.to di 5° a due di 4° ord~ne,.e an + p +s, un lato che collega. fra dt loro due punti di 5°. , · . . . . Si noti che le formole (6), (7), (81 , (9), espnmono gh errori medt dei lati cli ;2°, 3°, 4° e 5° ord:ine,. che smw ,ie.Ulle cen(lizi'oni P'VÙ sfa·'Vorevoli d·i deriva.z ione, rispeUo al 11,1.miero dei triangoli che bi 1:ilegano alla base, da cu-i p(J;rte la rete_ Ciò poslo, veniamo ad un'applicflzione concreta. . Per le consiclerazioni svolte nei paragrafi p.r:eced.ent1, e tenuto presente quanto abbiamo premesso nel § 3° del capitolo 11•., _sap_pia:n-w che la: rete di quint'o1:dine, deve soddisfare ~tifo condrzroni: _ étan+p+S
a + v+ 11
(4°·ordine);, 1
an+p+6
0
lli1. +p+2
(o'
(8an+~+6)2+ 6,992 8C:; + )2 = (o' + +: )2 + 1, 3,9 o' e: { H) •
(9) .. . (8 a.n+JJ+7)t =
'
a,n I
8,
<
=
1
1
)
6000 ~- ('I O) ..
+ V + s < 1600m 1
~
~ r) Piccoli teodoliti, Clcps o Tacheomet.ri.
l") Giacchè=
!2
(cot•
·o + tan" • 2..:... ro ) .!:!.2 ° 2
· .., i5 = -I,i39· =6,992, ecl qi. · (Cot• + tang' i5' id ~... ~
220
LE NOSTRE nln'l GEODETICHE RISPETTO ALLA RHiNOVAZIONE DELLE MAPPE CADASTA:Ll
ne s~guEI, per le Corniole (O), (8), (7), (6), clte si dovrà avere successivamente: (
lf an + p+ 7) n_
""7t ;- 11
+
2
+
,(
7
_2< ( -,f-)2
, 130 ò' C. •
da cui: (
lf a.n+p+1y
an + v + 7 J .
Quindi per la (6) dovrà essere :
=
(
6000
< (-6000 '- )' _ ,1' ,l 39 (/r C,)
=
8an+v)
2
an+ .P
<( 6000 1 )s -
=
2
e per la (5):
ossia per la prima della (9):
Gn)' =< (-1 y_ 6000
' o' ( , an
1
Quindi, per la seconda delle (8): e finalmente, per la formola (2), .dovrà esser soddisfatta la condizione : ·
ossia :
P+5)' =< ( 6000· ·I )' -
ò' a11 + ( ,an+v+ 5
ò' c)' (1'1) . ( e
_2
9,70ì8C5
+2
l CoL 2 + tang
11, (
11 C
9
,f )' 2) ° =< ( 6000 -
C' i ,--;2 f C,
e per la prima delle (8), in modo a~alogo, verrà: (Y a,,,+ p + (
an+JJ+4
4) =< ( 6000 1(
)
2
_
E così suc,~essivameute:
1 ( <Yan+ v+ )
an +JJ
+ 1
I!
/'
0
-9,797ò'C5-it(.
Soddisfalla questa, saranno soddisfatte successivamente tutte le precedenti, e quindi anche Cfll.elle espresse dalle relazioni (IO), che nascono dalle considerazioni, à suo tempo svolte, intorno alla p1,ecisione che dove prosentare la rete d'appoggio per le operazioni cadastali. Per trattare un caso concreto, e per non allontanarci dalle condizioni approssimative di fatto , in cui sono ordite le nostre reti geodetiche, supporremo cbe:
2 < ( '-) 2_ = 6000 1
8c
-= e
1
1000000
1
l
( 12).
2.22
RISPETTO A.Lu'\. RINNOVAZION.E DEiLLE MAPPE CADAS'l'ALI
LE NOSTRE :m rnr .Q.EOD,ETJCHE
teo.doli te che dia gli angoli con-m-rore medio di qualche poco·inferi ore
Allora la {•I 1) diventa: 1
+ i (Cot~ ~+ tang2 ~) fJC~. < ( 6io9 )2 0 1 3 (9,797. ,16 + i. s + \ . v + ':2.2· + / ) oe~. 1
. ( ,100~000)' da cni:
te
1
2
2
,
<) · =
(-dooY-(,,oo~ooo}
l;1(' 2
e e) . , 2 Cot' 2 + tani i + ~p + 268·1,3
1i (
13
) .
·
Condizione questa, che fissa il limite dell'error medio da non oltrepassarsi nella misura degli angoli di 4° ordine, e quindi per Ja ,, .. delle( 112), i limiti corrispondenti per gli angofi di 2°, 3°, 4° e 50 ordine. Questa condizione e la P delle (lf.2), conduce dunque a determinare razionalmente, il numero delle osservaz ioni da farsi con teodoliti di data precisione, alle stazioni dei vari ordini, perchè la rete presenti il voi uto grado ,di esattezza. Nel caso della rete di Sicilia, per es., supposta la base di Catania sviluppata come fu detto dianzi, e posto che non si voglia oltreprissare il il0° triangolo di prim'ordine, a partire dal lato ~fonterossi· Perrière, avremo: p=tl0,
n=4,
Cot2 ,.,~= '10,46,
g= 0,095
ta11g' ...,
/ (0,00'0·166666)' - (0 ,000001)' l'/, < ., = 2 X •10,355 + 5"O +' 2681 ,3 ('14).
e fJ C
t
3
ossia.: 8-Ci
< ,(
=
312900'
ed in secondi: . 8 C,
< 0",66
Nei termini, dunque, in cui abbiamo posto il problema, là condizione ('I ·I ) e quindi la prima del le condizioni fondamenta li (-1 O) sarebuero soddisfatte, adoperando per le osservaz ioni di •I• ordine un
2
.
.
.
a 3-di. mim1to secondo, ossia con errore probabile
~=< 0',4o. , ~·
·,
Ora, siccome abbiamo detto, l'errore probabile·netla ·misura degli anooli di I O ordine delle nostPe ,reLi oscilla stre-Ltamente intorno a 1' 0",30,cosicchè potl'ffino direche,per qibantorigiwl'da lcip1·ecisione, </!leste nti sono nelle condiz·ioni voliae, per poter razional-m.enfo servitre d'appogg-io cilla triangolcizione di 5u oritine, necessaria pei 1 1'ilevam.enti cadast<il-i alla scala di ~00 ('). 2 La rel'azio•ne ·8 C5 = ·I 6 8 C., ci dice poi, che le osservazioni angol~ri necessarie per la determinazione dei punti di _5° ordine, andrebbero fai.te con teodofiti che rnisuras~ero gli angoli con errore probabile
=< ,16
X O'' , H,. "> =
9 < ..,,,I ,..,,
al qual nopo basterebbero strumentini che offris<;ero alla lettura i 10", e perciò, nella media cli quattro osservazioni, due a due coniugate, risultante ciascuna da due letture diametrttli, l'error pro,( O"
'
.
.
,
.
babile _ _ _ ,per una d1rez1one, ossia 1error probab ile 2
.
V2
•
·,1O'' - - - X V2=5" 9. V0 "' ""
per ogni :wgolo misurato. È bensì ver-o che noi al.i biamo trattalo un caso ipotetico di rele; ma siccome si ha nel fatto esuberanza di preci sione negli angoli delle varie reti (O" ,4o - 0'',30), siccome ah biamo consideralo sempre i lati dei successivi ordini che sono nelle più sfavorevoli condizioni cli derivaiione, così potremo dire che ,~nche per una rete che si scosti alquanto . dal tipo cu i abb iamo applicale le conside!·azioni precedenti, sta. la conclusione èui siamo arrivati, che cioè le nostre t;riangolcizioni offro1io la necessarinprecisione percfu~
·
(') Si ricortli. eh~ il dato dal qu;il siamo par li ti, è l'orrore ]lrobabilc di una direzione di i 0 crclinc compensafci, cioè tenuto conto delle e111u1zi oni cli condizione; cosicchò non reggerebbe l'ob biezione, che, pcl_modo in cui, per semplicità, ho IJUi trattata la quistione, questa concltisionc ,ia troppo favorevole
LE NOSTUE RETI GEODE1'JCHE
RISPETTO Al,LA RIN-NOVAZIONE DELLE MAPPE CADASTALl
si possa, appoggiarvi la rete ed ·il rilevamento .cadastali. Tt1tt'al J?iù, siccome nell'eseguire le stazioni di 3° e 4° ordine, per determinare i punti di 5°, si otterranno i terzi angoli dei triangoli di 4°, si potrà, per maggior garanzia, ricalcolare (introducendo in calcolo i nuovi elementi osservati), qnelli fra essi triangoli di 4° ordine che per la loro forma e grandezza, non _offrissero lati di snfficient~ precisione. Rimane ancora ad esaminare se la rete della quale abbiamo fin qui discorso, soddisfi alla condizione c\1e nessuno dei suoi lati sia affeLLo da un- errore assoluto, sensibile alla scala del r.ilevamento, e se i lati di 50 ordine, risultino di una lunghezza compatibile colla precisone del longimelro, che abbiamo supposto adoperato dal mappatore. . Per la rete tipica, appoggiala alla ])ase di Catania, abbiamo per dato che il lato di prim'ordine Perrière-Moillerossi è di 30\300, per cui avre;no s11ccessivamente: · ('1° ordine). an = Cln + 1i = 30300°' (2° ordine),
Cosicchè i punti di 5° ol'dine non disteranno fra di lom più di. 160Òm, secondo appunto quanto abbiamo v.eduto (nel capitolo· 1°), esser necessario. ' Il calcolo deav li e!'l'ori· medi relati vi, dei successi , vi lati clell·a reE&,si avrà facilmente dalle. formole (5), (6), (7), (S) e (9}, rammentando le relazioni ('12) e che:
=
an+p+l
a,i+p+2
=
303-00 X
1
Si oLtiene così, nel nostro_ caso:
oan + P+ 8 = an +
&ait +P +6 a 1i + p + 6
èan+p+2
an + 1i .+ i
1
v'3-_ -
oan +v·+5 = · 1 . an + v + 5 < 211506 '
ti'.
1
•
< 12386 ' 1
an +v + 3 = ,1 · • an +v+3 <35355'
è
1- •
< 30543'
= ,j · < i3u0.o' 11:<
o..,
=
iJ
.
~ o
1
an +P + s = < Om ,"'9.6' .,
~-
c. an·+p
. . . Vs= an +p+s = Ct.n +p+6 = an+ p +t.·-3-
,
"vCln+p+r.<. · =0
= ·30300. (~3 = 582 1m.
I
an +
(5° ordine)
1i +
= 2Cln + P +
6•
111
+5 = < om ,-"ci7 ,..
, 33·,
1
1
Cos H>
an + v-i-s = 2 . an+
1 .
=
(4° ordine),
7
1
E per Gonseguenza gli ei:rod medi asrnluti sui lati slessi, saranno:
)' = 10088m,
y
=
a,i + p < 50508-'
an + p -t· 3 = an + p + 4 = an + p + 9 · T
3
1
a,i + J> +·1 < 635'0 '
o·ci,i + p
3
30300. ( ~
2
o a,,, + p +
·•
s < 6000 '
an, -t4p+r,.
Vs . 3 2 =
. = 30300 , -Vs - = 17 483m.
=
1
oan + p + 4-=
·2
(3° ordine) ,
p+
·1
29'10,5 = 30,13"'. Cos ·1. 5
p: 7~S?
= an + 11 + 6 • tang 1o -
'15
oa,i +p+2
< · om,ito;
o' an + 11 < 0111 ,60;
=
a,an+p+ -1 < 0'°,38; òaii < 0·,45.
Cosicchè,nessun lato d·eÌla 1:ete- in quistion:e-,.ri&utta affetto da er-
1560.
t 5 -·
\I
AN!SO XXIX, VOL, li'.
LE NOSTRE RET.I GEODETICHE 22.6 rore probabile> 0,60. p, ossia di Om,40, e quindi essi soddisfano tutti alla condizione: 13 l 0111,40. Anzi, è da nolar:.i come gli errori medi assoluti dei !ali dei vari ordini di questa rete, oscillino fra limiti abbastanza slrelli (0 111 ,:26 e Om ,60), per poter dire che la medesùna è omog1inea, .qnanto apre-
<
l \
cisione assoluta. . Ciò è dovuto ad una giusta commisurazione della precisione delle osservazioni angolari def vari ordini (Vedi equazione 42), in relazione colla scala secondo la quale vanno successivamente decrescendo in lunghezza, i lati degli ordini conispondenti. Questa omogeneità di precisione non si potrebbe ottenere con tanta semplicità ed economia di tempo e di lavoro,se non si procedesse per reti scalari, poichè si scorge- dalla relazione (:I3) quanto lieve sia l'inJlnenza del coefficiente p sul limite di ò Cl> ossia quanto lentamente vada variando l'errore relativo sui lati di ,t • •)rdine, col crescere del numero dei triangoli di detto ordine, che li separano da quello che proviene direttamente dalla base. Cosa questa che si scorge anèhe,osservando come l'errore medio assoluto sui lati di ,t 0 ordine vari solo da om,45 a 0 111 ,60, passando dal ,f o al 110° triangolo di ,fO ordine. Gettando lo sguardo su una carta della triangolazione primaria d'llalia, si vede che quando saranno 1•imisurate le basi situate presso a poco nei pressi di Torino, di Rimini, Livorno e Roma, nessuna delle medesime avrà un raggio di sviluppo che oltrepassi i ,1O triq.ngoli di 1• ordine, cosicchè quanto abbiamo fin qt\i detto studiando la rele di Sicilia, sarà atlc,ra applicabile a tulle le nostre moderne triangolazioni (''). c. Per esaurire il presente paragrafo,ci rimane di accennare brevemente alle ,determinazioni di latitudine, di longit11dine e di azimut. Coi moderni stnunenLi e metodi e dopo l'introduzione dei cronografi elettrici, la clelerminazione dirella della posizione geografica assoluta di un punto (latiludine · e longitudine da un dato meri-
2i7
diano), si può fare con un errore probabile che non supera± 0",'15 d'arco, e l'azimut di un punto sull'orizzonte di un allro, si può ottener·e con enore probabile di ± .O'' ,3 e} E ciò senza che sia necessario di ricorrere ad impianti, spese e strumenti, che oltrepas:::ino quei limili che, per molte considera-. zioni, sono imposti ad operazioni geodetico-astronomiche, le quali, come è noto, debbono potersi effettuare senza le r isorse e le comodità oITerte da veri e propri osservatori astronomici. Sebbene l'incertezza probabile di ±:. 0\ 11 nella l::ttitudine e longitudine di un punto appartenente alla superficie della terra. raµpresenti un circolo d'incertezza di circa 3m di i·aggio, nella sua posizione effelliva sulla superficie stessa, pure per quanto riguarda la costruzione delle carte, ossia il calcolo delle posizioni geografiche t·elaf.ive dei vertici della rete destinata a servirle di fondamento, att1'averso alla rete stessa, ciò non ha che una lievissima influenza. Infatti, la, posizione geografica e l'azimut di partenza, nel calcolo delle diJTernrize di latitudin~ e di longitudine, ed in quello degli azimut reciproci dei vertici e lati trigonometricamente collegati colla stazione astronomica di partenza, fanno soltanto sentir la loro influenza sui raggi di curvatuì·a, e su quantità che entrano in termini piccoli delle serie che servono per effettuare questi calcoli. E si sa che, appun to perchè la superficie matematica della terra è mollo prossimamente un elissoide assai poco schiacciato, i raggi di curvatura che appa iono nelle suddette formole, variano così lentl].mente col variare della latitudine e dell'azimut, che i piccol i errori probal.Jili di cui questi elementi possono esser affetti, sono praticamente senza ;nllusso sui loro valori. In sostanza nel calcolo successivo delle differenze di latitudine e di longitudine dei vertici di una rete, partendo dalla posizione geografica assoluta di uno di essi e dall'azimut di un lato, avviene presso a poco quanto si verifica nel calcolo delle loro altitudini,
(') I risultati cons guiU d:igli ei::rcgi professori Lorcnzoni, ntijna, Schi:ll'oni, nelle determinazioni di latitudine e d'azim ut., al Pir.zo, a Milano, a Parma cd a i\'.apoli, e quelli conseguiti, sotto ht cJirczione dell'illustre ast.ronomo Schiapparclli, dal Celoria, ·dal nespighi e dal Lorenzoni, nelle dctc.rm imizion i di Jongi~ndino fra Milano, flom:t Pado va, Sempione, i\!onaco, Vienna, sono almeno due volte più precise, di quanto ho voluto qui supporlo.
<') Le nostre J'eti geodetiche sono ùunr1uo ordito in :condizioni tali che basta untt base ad ogni intervallo di 20 triangoli di I0 ordine, perchè si abbiano i lati di 5° or. · d111e con· errore medio
RISPETTO ALLA Rl~NOVAZIONE DELLE MAPPE C,\DASTAL!
< i · · l I ·1h < l = ~O()(f ossia con errore prn >a , = gooo · 1"
I
~28
LE NOSTRE RETI G_EODETICHE RISPETTO Al.LA Rf'NMVAZlONE, ECC.
ore non ha alcuna influenza sull.e mutue differenze di livello dei vertici stessi, l'altitudine: del punto di partenza. Ne segue che l'effetto dei piccoli enori di cui sono affetti la: latitudine e longitudine del punto di partenza e l'azimut di un lato che.fa capo al medesimo, è di. spostare e disorientare lievemente la intera rete, considerata come un sistema quasi rigido, senza che perciò., quando si tratti di calcolare re coordinate rettilinee de~ suoi vertici, giusta un·dato sistema di proiezione. in funzione de(Yli elementi dello sferoide. e delle·loro· posizioni geografiche relative, ne possa derivare, nelle"distanze fra essi vertici, alterazioni attribuibili aglL errori: insiti nefle loro posrzioni geografiche, che possano infirmare la ptecisione. originale, colla quale fu ordita e cafcolata la triangolazione. Su questo argomento, avrem:o camp0-•cli tomare ·quancl,o tl'alteremo dellà proiezione della, triangolaziomrsopra un piano, ed: 0Pa passeremo ad esaminare cpra\e· influenza. abbiano sui valori degli elementi di una reteg.eod'eti'C::t, i·procedfmenti e mezzi di calcolo, segniti ed adocp.erati per ottenerli. ( Continma) :. · 1,.. G!LETTA. 'U
7
IL CANIPO DI ·CEVA , NEL
1796
"
<1 ·Supplico
-la ·S. :Il. i\'I. V. di .grndire 'l'omaggio di ak1me ·me-
« morie or1ginal i relati ve ,alJ 'assedio:di Oev.a , alle q:uru i si riferiscono « analqghe notizie delle operazioni mi1itari della campagn::d 796 ...
>>
«... Che però col tempo potendo nascere -i'ièlea di fare compila:re « una scientifica relazione di quelle operazioni, le memorie che << umilio alla M. V .·non saranno ìnutlli perun ·lavoro, che, sebbene « ritardato, sar~ onorevole al certo per l'annata di cui mi glorio dì q, avere fatto parte (,f) ». Con queste mod-este parole il conte Vincenzo Bruno di Tournafort, nel ,(843, offriva a S. .M. Carlo Alberto i documenti originali che erano rimasti . del vecchio Tournnfort, il governatore di Ceva nel if 796. La lellura cli tali · documenti ci ha indotti a scrivern le poche pagine che seguono. Esse sono in parte la riproduzione fedele dei docuinenti slessi. · ·
J. Nel 1792 il Piemonte, Cfl1as1 sorpreso dalla clichiara1.ione di guerra della Francia, si metteva in armi, occupando le Alpi Cozie e ·spingendo due corpi staccati in Savoia e nel Nizzardo. 1
~ I
(t) Sunto di ?n(}ln_oria r étali-va all'assed,lo tlell<i fo1·te~za 1!i •Ceva e (lelle-opera,.rioni mi/.ilai·i della uimpagn<i tlel {796. - ·,M.:trioscritto della biblioteci1 del Re in Torino.
230
IL C.\Ml'O DI CE\..\
Il concetto che inspirava lale schieramen to delle forze piemontesi è questo (,I }: « Les effets et !es suites de la rél'olution française aya nt amené « des évenemenls, qui menaçn ient essenliellement la surelé, la « tranqui llité et la paix des États de S. M. , tout le monde est ins« truit qu'elle a été obligée d'armer et de meltre sur pied toutes « les troupes pou1· garnir !es frontières Yers la France; défendre « l'enlrée de son pays et repousser par la fo rce en r.as de besoin « tour.es les attaques et les incursions que les Français armés et rn s« semblés vers tous les poinls de ces memes fronlières semblaient « vonloir y tenfer. « En donnant loutes les disposir.ions necessaires pour celle dé « fensive, S. M. a considéré la difficullé de poLl\'oir en obteni r eflì<< cacement le but, surlout pour garantir la Savoie et la comté de « Nice pendant J'hiver de tout insul_te, sans en venir it quelquè en« treprise o~ensive qui lui procurerail l' avantage cl' élablir ses « troupes sur le territoire français, et d'éloigner par fa ceux.-ci « de ses propres États dans les parlies qui étaient plus menacées « de son allaque. « Parlant de celte considération Elle a crù dans le commencet: ment du rassemblemenl des lroupes de devoir pensBr aux moyens « qu'elle pourrait avoir, en les établissant au.v frontières, de dé« toimw,· au beso'in celte cléfensive en ofl'ensi·ve ce qui en put as« snre,· le m ccès >>. Partendo da queslo concetto di uno scl1ieramento delle forze ·in atti tudine difensi,,a-controffensiva, il Re formulava alcun i quesiti che si rinssumo·no cosi: « La fron tière des États de S. M. Yers In France étant divisòe en <l trois parties, dont la posi tion et !es circonslnnces sont dilTérentes, « savoir: la Savoie, !es Alpes qui bordent le J'iémont et la comté « de Nice, et chacune de ces parties ayant tq1 corps de Lroupes ,1f« fec té pour la défenclre, S. M. demande en premier lieu: « 11° Si avec la tolalilé de$ forces qu'Elle a dans ce moment « sur pied età sn disposition, Elle peut, raisonablement, avec es(i ) Archivio di Stato. - Imprese mi li tari. - Poinls siw lesquets S. ,Il. désii·e que les gémì,-aux appelis e/ asscmhlès deva11t e1le do1111c11t lew· aris. - ~l~noscritto.
NEI,
4796
23t
« pérance suffisanle de succès, sortir de la simple dMensive, où elle « s'est renfermée jusqu'à présent, sur les trois parties de ses fron« tières et sans exposeeaucunaiL un danger évidenl, former quelque « entreprise offensive, et aller s'éta blir sur le Lerritoire de la France, « avec ime partie de ses troupes po'ltr y prendre des quartiers de « hi ver assurés? · « 2° Si en admettant qne la lolalité des troupes el des moyens « dont le Roi peut disposer ncluellement, peuvent fou rnir, sans « déranger la garde suffisan le du pays et des fronti ères, un corps « d'armèe suffì sant. pour exercer l'eutreprise offensive dont il s'ogit, « il paraìt plus sùr, il serait plus sùr et plus utile de choisir poul' « cet effet la partie de la fronti ère de France qui borno la Savoie, << ou celle des Alpes du Piémont, on bien celle de la comté « de Nice? » Discussi in consiglio questi problemi, troviamo come risultalo delle discussioni stesse le seguenti parole: « Le Roi a déterm iné qn'on metlrnit tous les corps d'armée do « Savoie, Nic~ et des Alpes sur pied de guerre pour souLeni r l'état « de défense avec vigue·ur, et de se tenir pret à !'offensive, où et « comnie d'.après !es circonstances il serct ordonn6; que !'on t'era « venir les troupes de Milnnais aus;;itòt qu'elles seronl prétes i, « marcher >> .
,
In quesla aspell:.ttiva lo guerra scoppiava. La Savoia fu perduta in pochi giorni di ca mpognn; Nizza f11 abbandonata con ignomini osa ritirala su Saorgio, o la linea difensiva pi emontese ridotta tosto al Piccolo S. Bernardo, alta cresta delle Alpi Cozie, e attorno all'Ala B.oja. Però l'occupazione di Saorgio permetteva_ all'esercilo austrosardo di mantener5i oltre h1 cresta delle Alpi marittime; essa divenne in bre,,e come centro di una estesa te3ta di ponte minacciante Nizza. Appoggiàva la destra al monte Clapi er, il centro alla rocca di Saorgio, la ::;inistra verso il con{ìoe del Genovesato.
Nell'inverno del 11793 gli Austro-Sardi avrebbero potuto sboccare offensivamente da quella lesta di ponte, respingere i Fran cesi su Tolone e occupare quel punto col conco1·so degli Inglesi e farne
N:ET,
IL CAMPO DI CEV A
hase di altre operazioni; oppure potevano raccogliersi Tapidamente nella valle del Po, sfilare lungo ·il piede delle Alpi, sboccare dal Moncenisio e portare la lott~ sotto Lione ( 1) . Tali manovre furono consigliate al Re, ma la politica delle false alleanze e le discordie dei capi militari le mandarono a vuoto. C<>sì il '1793 passava e l'esercito aggrappato alle roccie delle Alpi si manteneva in semplice difensiva: fu però gloriosa difensiva quella di Raus, dell' Authion e · ' delle Forche. 1
Nel 11794, Napoleone Buonaparle giungeva a Nizza, generale cli artiglieria dell'armala d'Italia; i·iconosceva il terreno dei combattimenti sostenuti sulla Roja, indovinava dal campo di Brouis, dove egli si era Tecato, le difficoltà grandissime che presentavano le posizioni austro-sarde e concepiv~L il pensiero di .girarle (2~. - « Les « positions de l'ennemi étaient bien liées: la droite était solidement « appuyée, mais la gauche l'.était mal: de ce còlé le pays était beau. << coup plus faci le. NaptJ léon conçut alors un pian cl'opération qui; « sans engager l'armée dans des a[aires difficiles, devait la rendre « maitresse de la chaine supérieure des A]pes , et obliger l'ennemi « à abandooer· lui-meme les camps rédouLables de Raus et ile ·Fol'tr« ches; il consistait à tourner la gauche de l'ennemi en passant « la Roya, la Nervia et la Taggia, à occuper le mont Tanardo, << Rocca Barbena, Tanarello et à intercepter la chaussée de Saorgio, « ligne de communication de J'enoemi, derrière du mamelon de la « Marte >>. Il divisamento formulato dal giovane generale è messo in opera: violata la neuLralità genovese, spostato, d'un solo colpo, il centro di gravità della difensiva austro-sarda; ocr.upata la cresta delle Alpi mari li ime. Nel '1795 Napoleone, abbandonando l'eserci to cl' Italia, porta con sè il suo genio: le operazioni francesi, dirette dal Kellermann e dallo Scherer non portano ancora all'invasione nel Piemonte. Si fu allora che gli Austro-Sardi, convennero di raccogliere una (i) Jo.111N1. - Jlistoi:re <les guerres <le l<t llévoln.Uon. (2) NAP01.Ji:ON. - ~fimwires, voi 3°.
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mass.a fii òlt.r,e 40 mila uomini ·e di respingere i Francesi dalla Roja e di occupare una linea difensiva che avesse la destra a Raus ·--:il cenLro a Tenda - a Breglio, a Dolceacqua, spingendo la sinistra fino a Ventimiglia. - Essi avrebbero potuto raccogliersi anche jn massa attorno al passo cli Tenda, sboccare offensivamente, spezza:t:e la estesa linea francese, gettandone una parte in Liguria. E il generale Colli, .austriaco al servizio del Piemonte, proponeva infatti quest'ultima impresa; ma si opponeva il De Vins, generale in capo, che voleva coprire la Lombardia, e che perciò prendeva p.e r obbielfrvo:Savona (11 ). t· Questa.tendenza a creare .due centri di aLtrazione: Torino-Milano, doveva portare inevitab ilmente la separazione delle forze .,iJleate in 1,m clat.o 1nomento dell'azione.
II.
Il concetto;fondam~mtale che predominava in ;Piemonte sulla difesa della frontiera alpina era quello, come vedemmo più innanzi, della difensiva-controffensiva, espresso, .presso a poco, dalla seguente .modalità di schieramento delle forze : Una occnpazi.one parziale della valle d'Aosta .e più precisamente del Piccolo S. Bernardo; occupazioni dei passi delle Alpi Cozie e.di · quelli de11e Marittime, ,spingendo la sinistra fin contro il confine della repubbtica di Genova. Gravitare colla riserva strategica n:el · p:iano fra ·il 'Po .e la Stura di Cuneo. Questo concelto era nelle tradizioni deW esercito piemontese: era.stato più volte a.pplicato da Carlo. ,Emànuele I e da Vittorio Amedeo H. La violazione però clella neutrali tà della -repubblica di Genova, l'occupazione delle sorgenti del Tanaro, la miirnccia della invasione del Monferrato, modificarono prontamente il ,vecch io sistema ~if.ensivo e ne spostarono il centro di gràvità dal punto di congiungi(t) N1cOMEÌlE BIANCHI . -
Stori.ci <!ella ·n ionarcl~ia l)iemontese, voi. 2°.
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XEL
mento delle Alpi Cozie colle Alpi MariI.lime, a quella fra le Alpi Marillime e l'Appennino ligure. Si avevano così due basi ben di!:tinte: Torino e Milano; due linee d' operazioni: quella del Piemonte e quella <lella Lombardi a, concorrenti in un pu nto sulla cresta dell'Appennino, la quale rappresentant il terreno delle prime battaglie.
<')
1n quel trallo di Appennino che abbiamo Mfinito per piuilo geodi con,,iunrrimenlo delle due linee d'operazione , la fortezza n o di Ceva era Jocalilit stimala di grande importanza, specialmente dal comando dell'esercito piemontese. Il generale di Robilant, inge-
{f ra'ìco I"
v.
CmALA. -
Campagna det 179G-97 in llatia. -
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gnere capo dell'esercito, scriveva al conte cli Tournafort: « Ceva è « l'arginepe1· a1Teslare m.osse nmniclw dal!a rivier(I. di Genova al «Piemonte>> . L'importanza mi litare cli quella piazza, invero, appare presta· mente esaminando la rete stradale che vi fa capo. Essa era, come luogo fortirìcato, sbarramento delle strade che da ~lontezemolo · vanno a Doglian i e Mondovì e di quella che dal colle di Nava · scen,le in valle Tanaro. Difesa dirella del Piemonte, poteva concorrere anche alla difesa indiretta della li nea d'operazione lombarda. Napoleone che da Parigi dirigeva, o meglio dire, inspirava l'a. zione dell 'armata d'Italia, metteva in luce l'importanza del campo di Ceva nelle ft~ture operazioni di invasione che si dornvano intrn,prendere: « Si l'on suppose que l'armée d'Italie se mette en mouvement le « plus tot possible, elle peut marcher sur Ceva, y forcer le camp « retranché avant que les Autrich iens,. qui sont à Acqui, ne soient « joinls aux Piémontais. . « Si, à la vue des préparatifs que feraient le;; Français, les Au« trich iens, longeant det'rière le Tanaro, venait se réunir avec l~s « Piémontais, il faut que notre armée fasse deux marches sur Acqm , « c'est-à dire aille à Cairo et it Spigno; l'on peut ~tre assuré qu'a« lors les Autrichiens s'empresseront de s'en retourher dérendre « leurs communications avec les Mi lanais. « L'opération que l'on doit fai re est simple: Jes Piémo~tais sont« ils seuls? )lnrcher sur eux par Garessio, Bagnasco, la Solta, Ca« stelnuovo, Montezemolo. Eu x battus, le camp retranché fot'cé, « fa ire le siège de Ceva (opération prélila/Jle à to1it antre, quelle « qne soit la mal'che que l'on veuille tenir). « Les Autrichiens ont-ils le bon esprit de se réunir à Monteze« iuolo avec les Piémontais ? Il faut !es en séparer et, pour cela, « marcber sur A.lex.andrie, et, dès l'instant qu'ils sont séparés, « avoir ·vingt-qiiat-re henres pour forcer le camp retrwnché de Cl!va. « Une fois le cam,p 1·etranché cli! CetJa occiipé pa1· noiis, il /au« d1·ait alors des forces donbles poiir nous obliger à lever le siège de « la forI eresse ».
L'esercito piemontese si present~va, all'aprirsi della campagna del ,1796, così schiemto: una parte clella sua forza disseminata nelle valli d'Aosta, di Susa, di Pinerolo; una riserva fra Saluzzo e Cuneo; un'ala rinforzata a Ceva e nelle vnlli del Tanaro e della Bormida. - L'esercito austriaco, venuto in soccorso,era disseminato in Corlemigl ia, Acqui, Alessandria, Tortona e Pavia e più indietro ancora ( 11). - Una colonna di dieci b~Ltaglioni era stata direlta su Genova . Questa dislocazione delle forze, riferita al terreno_ sul quale esse erano chiamate ad operare, ci mostra faci lmente come fosse difficile. in presenza di un nemico audace ed offensivo, formare una sola massa. II punto di congiungimen to dell'esercito sardo con quello austriaco si trovava su lla rotabile che congiunge :MondovìCeva-Carcare. Era , perciò, un punto debole, giacchè presso Carcare la depressiooe·montana lascia foci le passaggio: perchè. perle difficoltà topo"'rafiche del terreno riuscivano diffici li le comunicazioni fra le due estremità dello schieramento (sin islra) sardo e (destra) austriaco; perchè, solo ri salendo la valle della Bormida, per la strada di DegoCairo-Millesimo, si polcva. dare mano dagl i Austriaci ai Piemontesi. La strada Millesimo Montezemolo-Ceva era poi strada di manovra e di spostamento dei Piemontesi, ma essa pure minacciata dallo altacco.
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Lczi~ni fatte alla Scuola di
guerrn.
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III La grande strada di .Garessio, usci la dalle strette del Tam:,ro, shocca nel piano qi Cev:a e raggiunge questa cillà. QUivi si bipar' Lisce: un ramo continua pianeggiando v.erso Lesegno e Mondovì; l'alLro ramo inve:ce sale sui colli che si elevano a nord della ciLLà e si dirige su Cherasco. La strada ohe da Mont:ezemòlo .-scende pure in val Tanaro s'unisce a quella di Garessio prima di giungere a Ceva,cosicchè questa · cillà trovasi .al centr.o di un .quadrivio, le cui .comunicazioni .hanno le diit1Bzioni dei :punti cardinali. · ·ta .crtLà di C:eva .giac.e sulla .riva si.ni-~tra della Bevera, su Lerreno alquanto inclinato , collegandosi al borgo di S. Frfl.ncesco,che .giQce sulla destra del to-1Tente.,mediante ponte. ·Quiv-i il monte si alza rapido e •si 'ltlsolve .in un largo spianato sul •quale giaceva l'antico castello. Il forte .che esisl:e:va su quel l'altura nel 11'i 9.6 era stato ti fatto n.el 1 16011: aveva forma rettangolare. Nel 1168,0 vi si a.ggiunse., nella parte a nord, un' opera· a :corona, pttoteLta ,da una mezza luna, ,di piccole di:meilSio.ni . Il forte era però domi-naÌ.o dalle alture di Baiona e -di Faia, che s'fonalzano al nord, verso Testa Nera. Da esse un assalitore pote.va p1,eparare l'.att-aoco :dell'opera a corno e portare fuoco efficace nell'interno de! fo rte. Si è.p1:ecisumeute :per elimtnare co,ùesto dominio così vicino, e per dare a Ceva il cacauere di . un vero campo di ·manovra, quale .lo voleva la sua posizione strategi.ca, 1c.he si iniziarono e fm:ono poi condotti a termine dal generale austr:i<\CO .Argenteau, i trincieramèn'ti, che dovevano legare la fo rbezza alle alture. · · · ,Sorse così u na speci_e ,di campo tninciel'ato il quale appogg,1ava Ja destra al forte ed ai trincieramenti della Faia - toccava ·i l bricco di Testa Nera, e si stendeva, a tratti di trincea, fino a Pedagger:i, le case della quale località furono sbarrate.
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Furono eretti nel campo magazzini con; provvigioni viveri e de'positi di munizioni da guerra. Il fronte di questo campo misui·ava circa dieci chilometri H copriva colle ali le due· strade cli 1VIondo, i e di Cherasco. La destra era ben saldala alla fortezza, hi. si nist1ia, tenendosi .a Pedaggerru s!appoggiava- al vallone, del Belbo. Pedaggem è come il nodo di due strade: l'una clJe' si dirige per la cresta di ì\fontezemolo, l'altra> per i\furazzano va a Cheràsco. - Un attacco porta to contro la sinistra del campo, trincierato, che si i,mpadronisse di Pedaggera, poteva avanzare nella direzione di Murazzano, scendere verso M!iirS1igliia.. e in parre grrare e in parte bloccare il campo, intercettando ln.. comunicazione-pi1Ù d'iretta fra Ceva e Torino. (ìuesta girabilità del•campo erlt' il maggior pericolo· che minac0
cUllviac €e,r.a:.
IV. ·
,.,.
Impadronitosi 'i Francesi del castello di Ormea nel 1794, portarono nel novembre i loro avamposti a Nucetto, ultima stretta del Tanaro verso. Ceva. marchese di Gravanzana, ministro della guerra, sapendo che nel presidio di quella fortezza esistevano dissapori fra i capi delle truppe che erano nella piazza, e il governatore bri 1'-oadiere De Coa• qm~, fallo vecchio ed incapace di comandò, propose al Re di metterlo a riposo e sostituirlo in quel comando col conte di Tournafort . - in vista anche d'un probabile assedio. Il_ conte Bruno di Tournafort era. uomo di molta esperienza nelle armi, ufficiale stimato nell'esercito, di onesto carattere e pi eno di zelo per il reale servizio (:1). Aveva militàto con valore nel 1746. Il nuovo governatore di Ceva assunse il comando della piazza il 24_ dicembre 1179L La studiò. stabilì la piiL esatta sorveglianza per evitare sorpre_se di fronte a nemico audacissimo,, intraprendente, 1
n
li) Lettera del ministro Gravanzana.
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NEL
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che pot.eva essere anche favori lo dalle fittissime nebbie, che coprono lah•olla Ceva. Servirono di guida al Tournaforl nel suo mandato un' istruzione compilata dal Robilant, ingegnere capo dell'esercito. E il Re nel raccomandare un'energica difesa in caso di altacco, soggiungev.a: << furia a differenza di quanto anche ultimamente hanno « praticato, con nostro slupore e loro vergogna, i comandanti del « castello di Ormea e del paese di Saorgio, sulla resa delle quali << piazze si sta procedendo. Tullavia Yogliamo per nostra re<, gola indirizzarvi il presente (bigliello) e dirvi : che giusla gli or« dini spedili in tempo della passata guerra per il comandanLe di « codesto forte, la nostra precisli inte11,zione si è: che in caso di a.~« sedio voi .dobbiate difendere .qnesta piazza con tutte le forze e con « tutti i mezzi che potete avere f11no alhiltima estre,nità, sotto pena « di av11rnie1ic a renden esaUo conto, anche nel caso che fosse già « ritbScito il ne,nico a impadronirsi delle altezze di 1'e-sta Nera, di « Fa:ia 11 di Baiona, mentre coclesto forte pnò niilla di meno essere « in grndo di iare 1ma valùla difesa. »
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« la quasi certezza di avervi la superiorità numerica .La SGelta non « può essere dubbia: se giit prima la sitt1azione generale aveva de« terminato nella men le di Buonaparte la scelta del punto d'attacco, « ora la situazione particolare del momento fissa ancora più questa << scelta; bisogna impedire ad Argentau, a quello cioè che rappre· « senta la minaccia, di fare ulteriori progressi, giacchè · egli è a << breve distanza da Savona, dove si potrebbe riunire con Beaulieu, « se crueslo avanza da Voltri. Ma impedirlo .non basta; bisogna re« spinge!lo, cacciarlo a rifascio nelle valli della Bormida e del<< l'Erro, occupare Carcare e Caii·o, dove Piemontesi ed Austriaci si « possono dare la mano ('I) ».
o
Le operazioni del 12, ,(3 e ·14 aprii è dànno mezzo a Buona parte di separare gli Austriaci dai Piemontesi. Ottenuto tale risultalo si rivolta su Colli e marcia su Ceva. Il generale Augerau, precede; impaziente attacca il campo lrincieralo il 16 aprile, sboccando da :Sale, per Castelnuovo per Ronchini. Suo obbiettivo le ridotte di Pedaggera. È re:,pinlo. Ma il Colli non aspetta più allro attacco; nella notte del 16-,17 I retrocede dalle posizioni che occupa - abbandona il campo e scopre la strada di Cherasco, abbandon,t la fortezza di Ceva, e ripiega su Fossano, arrestandosi momentaneamente sulla Corsaglia . . La fortezza rimane cosi abbandomtta al suo solo presidio: un battaglione del reggimento Mondovì, una centuria del battaglione di Acqui; alcune reclute del reggimento d'Oneglia: e le artiglierie · della pia~z.i che dirige il ,:apitano Baralis. Bruciati i magazzi ni del campo, ehiuso il presidio nella. fortezw, il Tournafort attese gl,i eventi. 1
V. Napoleone assume il comando dell'esercito d'llalia a Nizza il '.27 nuu·zo . Porta il quartiere generale ad Albenga il 5 aprile. Contemporaneamente il generale Beaulieu inizia un'offensiva, su Voltri e sa Montenoue, ma non continua il successo; anzi ripiega in Acqui. È l'or,t di Napoleone. « È venuto per Buonaparte il momento di procedere egli stesso « ali' offensiva, ritogliendo l'iniziati ,,a al nemico. « La sitt1azione gli si 'è disegnala innanzi chiaramente. Colli « resta pur sempre a Ceva, guardato da Serurier; gli Austriaci « hanno pronunciato l'attacco SLl due punti distinti fra loro e sepa« rati d,ti monti: essi sono dunque cli visi. Concentrando le forze « sopra qualunque dei tre punti Ccva, Monlenotte, Vollri , si avrà
Nella sera del 17 aprile un par!ainenlario francèse, a nome del generale Rusca., si presentava a chiedere la resa della fortezza. Ilespinta sdegnosamente la proposta, i Francesi occuparono la città, restando così sulla sinistra della Bovina da quel !alo. Nella notle però avendo passata ·la Bovina a monte della cillit oc(t)
·I
V.
CHIALA. -
Opera citata.
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cuparono . nel mattino del rn· le alture di Faia e Baiona, dove incbm111ciarono aipreparare batLerie· per l'attacco dell'opera a corno. Nello stesso giorno, alle ore 5 del mattino, un secondo parlamentario.si presentava alle'porte del forte. - Vi andava ~n nome del generale Fiorella. L'intimazione diceva: « Le troupes victorieuses de la République.française, sont dans « celte piace, je vous somme en son n.ome·de -rernettre le fort que << vous·ocrcupez et.j·e vous prév.iens le méme temps que si vous .or« d:onnez le moindre feu, la rrrnindre.da hostilités sur les troupes << fran çaises qui sont rrctuellement dans Ceva ou cellèsiqui pourrait « v entrer à, l'avenir, vous n'aurez, vous et votre.gar.nison, une ca« pilulation ni quartier à espérer. Le intentions du général-en-chef . « de l'armée d'ltalie, que je suis char.gé de vous transmett;e, étant « formelles à cer égard. ' « Répodse sur-le-champ, Yos propres intérèts le demancient ». A simile .proposta una nobile ·rispo:;ta. - Il governalore accordava però di non aprire fuoco sulla città, purché le truppe francesi non passassero il p-0nte. Il g,enerafo S'erurier era, nel fral:l.empo, giunto in Cèva. Conosciuta la risposta .del Tournafort gli scriveva.: « Le géJTéral de brigade Fiorella, monsieur, vient d~ me com« muniqner votre Jettre dè ce jour que j'envoi sur-le-clìamp au gé« néral -en-chef, sans le consenliment duquel je ne dois rien aneter « définitivement; je vous prie que :iusqu'à sa réponse nous restions « dam les positions respectives où nous nous tronvons actnellement « entre le chùteau et la ville. » · Intanto il generale Bonaparte proseguin rigorosamente la sua offensiva: vinceva il combattimento di Mondovì, occupava .Cherasco, minacciava Torino. Pensava anche alle spalle, alla sua linea di operazione e scriveva al· comandante di Ceva: (26 aprile). - ·« Votre.arrnée a été baltue a Mondo·vì, !es lignes « qu'elle a prises arrière la Stura ont été forcées, la ville de Che« rasco s'esl rendu.e, nwn artillerie cle. siège _est arrivée. Toute ré« sistance que voLtS pourriez f~ire serait contraire·au loix cle la « guerre et produjrai t une elfosion de sang inutile; votreJort do<( miné ii 1150 toises. n'est susceptible d'aucune Tésistance. Si zi
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« heures après la notification de la pr'ésen Le sommation vous n' etes « pas rendu, je n'admettrai aucune capitulation, et je fairai passer « votre garnison au fil de l'épée. « Si la conservation de la ville de Ceva qui se trouvera nécessai<< rement sacrifiée par le feu des batteries, si la conservalion des (( braves gens Cflle vous commandez, YOUS intéresse, Monsieur, ac(( ceptez une capi tulation honorable sur le-champ ». A quesLa in.Lirnazione del generale in capo francese, portata dal Marmont, il valoroso difensore di Ceva rispondeva queste semplici parole: « Je d6/endra·i la plac6 an p1·ix de ma ·vie j1~sqn'à la cle,rnière ea:• .« tr6mitéponr le prince qui mr, l'ri confi,ée }>. La storia ha il dovere di registrare queste nobi li parole. Ormai il primo periodo della campagna del 11796 era compiuto. Il tralLalo di Chern;:;co cedeva alla fortuna del vincitore anche Ceva. Da Cherasco, il 29 .Jprile, Buonaparte scriveva al Tonrnafort: « .Je vous envoie, Monsieur, l'<frdre de votre Roi pour remellre le «fort de Ceva à l'offìcier mnni d'un orche de moi. J'e vons pi·ie en « conséquence de vouloir bien remettre la cittadelle au général « Miollis, porLeur de la présenle ». L'ordine che si porlava al Tournafort era datato da Cherasco, firmalo dal Deliri Torre, inca.ricalo dal Re di conchiudere una sospensione d'armi. « .Te vous prév iens qne S. M. le Roi m'ayant aulorisé à conclure « une souspentioo. d'armes entre l'armée française et l'armée pié« montaise, avec le général-en-chef de l'armée d'Italie, une des con« di tions de cette armistice est la remi se du fort de Ceva aux. trotlpes « françaises - suivant l'article 7 cles conventions conçues en ces « termes: « Art. 7. «La cittadelle tle'Ceva sera remise avec son artillerie, munitions « etvines. La garnison se retireraen l)iémont. « Il doit éLre pris acte d' él,tt de l'artillerie, oulils, munitions de « guerre et de bouche dont la République française tienclra compte « au Roi de Sarclaigne. C'est-à-clire devendre l'artillerie et de. payer 0
:16 .:_ ANNO XXIX, VOL Ili.
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IL CAMPO DI CEVA NEL
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« aux·,p,rix d'estimation !es munitions soit de bouche, soitde. guerre « 4ui pouri·o11t etre consummées ». E il Re gli scriveva nello stesso giorno del 28: <~.Faret,e-usci1:e, nel migliore··or.dine possibile: le nost1:e truppe, « cogli on:ori della guerra, colle 10110 armi e bagagli e le farete con· « te~ere a,nche ne!La più esatta. disciplina...... .Le · suddette truppe « saranno da voi incamminate verso Bra, dove nei luoghi circoll« vicini resteranno accantonale fino a nuovo nostro ordine ». Così cadeva Ceva.
Ca,pùano G. ZA.vATTARI.
SUL.LA. TATTICA P l':l'l.
LE
NUOVE FANTERIE. Contimia~ione.
XIII. Le 1in0Pe fwite1·ie sono .rna.sse numerofosime cli soldati natural mente intelligen ti, civilmente' più istruiti ed eLlucati, sensibi li d·i oaral.lere, benissimo armali, ma militarmente poco istrui ti, meno disciplinatj. Le istn1zioni devono ridtm:i alle pitt indispensab ili perchè la ferma è breve, ma se ne può elevare il grado perch è la ~apacilà è superiore. La educazione militare, la disciplina non possono contare tanto sulla educazione militare incul cala colla ro1itine ,e dovrlt invece inclirimwsi di preferenza alle forze morali , ai sentimenti : amor di pat1·ia, affe~lo e fiducia nei superiori, solida.rietà. Certi spi·riti di corpo esagerati cosi da. di ventar srJiriti d·i parte dovranno sparirn, cedere il campo a una vera fratellanza,. allo spirito d'associazione degli sforzi, della reciprocità degli aiuti. N. JJ. Nella prima parte dc.I capo IX, pag. 80, ultimo 11cri odo è occorsa una svista -essendosi scambiati nel com11uto le cartu.cce coi pacchetti di cartuccio. Quel periodo, -ed il seguente, vanno corretti cosi: Qui si pnò ancora vedere se il vantaggio sarebbe SL1perato dando invece ~J soldato ~:incrue chilogram mi ,ji munizione, cioè ·16 pacchetti in più, È certo che se d.ur,uite l'avanzata il soldato puo aumentare il suo fuoco, ne sarà scemato in una corta misura .anche l!Uello del nemico, non solo per il scemato nmnci·o <'li némici, ma 11erchè questi sotto un più fitto granclinar cli proiettili oser,inno meno di esporsi e pun teran no peggio· llitonnt,o pert,rnto l'anmento di ~6 paccheUi co me corrispondente all'aumento ·<li una voit.a e mezza (lolla. (lotazionc d<li soldato, si po~rebl1e ritenere che il suo fuoco potrà aumentare di una volta e mezza di intcnsit..i, che poss:1. cioè fare venti colpi in· ,·eco di otto. 1\tLtÒ ·questo rit.cnendo ben int.cso ch0 la velocità rJcl fuoco si propor-
PEll LE NUOVE F..\.NTE!\IE
SULI,A TATTICA
Tutti i meccanismi laLtici dovranno informarsi pure a questi datr di fatto· se l'ordine geometrico e pedantesco non è più ammissibile perdur~rranno peraltro il bisogno, la Lend_enza ad .orienla~·si n:lle confusioni del combattimento, a rimetlers1 sollo 1 propri capi, e questa tendenza buona, sarà pur sufficiente s_e ~intat~ a mantenere le linee (\'enerali del combattimento, le essenz1n l1. Lehnee del comba.t.time;to si vanno facendo più grandiose, l'abilità. evo luzionistica cede il campo alla scherma del terreno; i sottili accorgimenti pegli ordinamenti, il fiancheggiamento recip roco del le posizioni cedono· il campo a una buona scella delle linee di difesa o d'attacco, intervall i e distanze crescenti, l'abilità stessa del tiratore è compensata, sopraffalla dal tiro rapido, dalla scherma del terreno; la efficacia dei fuochi non dipende tanto dalla abililà. del ti_ratore nell'impi ego del focile, quanto da quella de~ genera.le nel1'1mpiego det tiratori, dei battaglioni. Come un tempio grandioso, monumentale· non può essere il puro i11grandimento proporzionale d'un piccolo per quanto maraviglioso nell e sue for~:· ~ _ne~1m~no l'ag~r~gato di molli piccoli, ma deve mostrare unita dt 1sp1raz1one, cli hneer secondata da un armon ico sviluppo cli particolari; così il piano della battaglia per l'abbondanza e . la potenza maggiore dei m_~zzi non dovrà scapitare di uni tà, nè perdersi in mino ti accorgime1~t1. .Mag.aiore ener,~ia di concezione si richieclerit nel capo, maggwr sensibilità nei ~1ervi, ed elasticilà. e tenacità nei tendini del colosso perchè non sia dalla sua massa istessa appesantito . C?n .nuesto i~ ai,rante è fatto e nessuno va a ricercarvi colla lente la Jisc1aLura de~ . 0 ~a rticolari. Con quest'arte già in altri tempi eserciti di coscritti ten· nèro testa a eserciti agguerriti e anche li nJppero. . ·o l' 0 almeno dipenda in gran parte dalla dotazione in munizioni, o almeno che Zl I I . . 1· . per ht munentata dotazione proporzionatamente, s1. m1g io~mo Ie cond'1z1.om. dli' e at'' .•acco COll una più efficace prèparazionc; Cllo SO ~!llCStO_ ~On SI ammettCSSC, 110:. aVr(~bbe· 11iù senso il sostenere che un aumento d1 munmoni possa giovare me.,ho d1 uno, schermagli o. . Or clunriue por le ragioni tecniche e morali suaccennate, ritenendo che coll·aumcnto· cli un:t volta o mezza del fuoco eia un lato debba corrispon<lcre una cgt'.ale. decroscenz.,, cli quello nemico, avremo che per l'aumento dei cinrJuQ chilogr,unm1 eh cartucce .11 soldato ~i troverebbe esposto a ricevem due colpi invece di cinque. Or bene se la corazza di cinquù chilogrammi gliene risparmiasse tre sui cinque, come nel caso snp· posto, henchè apparentemente il vaùtaggio sembrerebbe uguale, in realt,, sarebbe an-cora maggiore, ossia 1iiù reale per la corazza . Qlti bisogna tener conto che il tirare, ecc., ccc. ·
Ritornando all e azioni da combattimento delle fanteri e resta a · nolare per ciò che riguarda gli attacchi alla b(tionetta che questi '<l'o:·a in avanti si eseguiranno invece ltl fnoco y_·apùlo anche da pari.e dell'attaccante,' poich è caratteristica speciale cli tali armi si è di poter eseguire il fuoco anche camminando , non esigendosi soste pel caricamento d'ogni colpo . li segnale d'attenti pe1· l'cittacco in-vece che significare ?°nnastarc le baionette significherà riempite i rna.gaz.:rini .
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I con,lroattacc:li i dovranno essere alJOliLi completamenle, poiché per quanto ci sia pos$ibilità di us:lr di della arme anche correndo, mai tanta ce ne sn ril da uguagliarne gli effelli da fermo. Un difensore pertanto che dinanzi al nostro attacco lasciasse il suo posto e ci movesse incontl'o scemerebbe di molto il suo fuoco, parificherebbe le partile e ci darebbe maggiore probabilit di riusc.ita. Qni l'effello morale del contl'oattacco non può essere tenuto in conto, perchè troppo in contraddizione coll'effetto materiale. Così pure controatlacco n,on ci dovrà essere còn Lro nemico respinto. L' inseguimento do vrà farsi col fuoco slesso . Così il fuoco ora sarà. tu tto, meno alcuni casi eccezionali . In princirJiO ,J'arma ·da getto non servì che per molestare il nemico (psiliti, ·v1;liti, e.n(anl 7Jerdas , cacciat,ori); poi servì a preparar l'urto; quir,di Cùll'arme a ripeLizione divenne il mezzo efficienle del!' urto stesso. XIV .
li terl'eno va oi·a studialo sotto un punto di vi::;Ltt alquanto di·ver:so da. quello che ci g11idava per lo addietro. Sul terreno vero -come su quello preparato, fortificato venne scemando d'importanza 11 fianch eggiamento . La portata. maggiore, la c:rnsciula distan,::a tra gli opposti l'ronti portano ai tiri di retti , perpendico lari a.i fron ti, e questi pel l.ir,1rapido sono ormai sufficienti a proteggersi senza bi, sogno di fiancheggiament_i . Ne consegue che un maggior .numero di 'Ostacoli di vengono uti lizzabili elle sarebbero sembrati insuflicienti una vol!a. Di \'enta per altro indispensab ile altresì,chè per la difesa
Pl'lR LE NUOVE FANTERIE
tit,JLLA TATTICA
con fuochi direlLi abbia tuLU1. la sua. efricacia, che il terreno dinanzii alla linea di difesa sia sgombrato per una LraLLa estesa, accurata- · rnen'le sgombrato; che le collivaz~oni ,sieno abbaLLule, incendiale lee.rse che non si possono radere al ::;uolo, spianati i rilievi di terJleno anche i meno significanti, gli orli delle strade, i fossatelli dietro ai qnali le catene dell'assalitore ponno arrestarsi e baltercii èla vi.cino. Questi .generi cli lavori preparatori della difesa, lo sgombro del te1Teno antistante, hat~no acquis talo una importanza :.t<Ssai superiore a quella della costruzione stessa dei trinceramenti,. dacchè la difesa cons iste più nell'abballere l'alLaccanle che nel riparare il difensore . Alt.1:a avvertenza pel di rensore atluale si è chele sne linee successive di dilesa sieno abbast-anza distanti l'una <l.all'altra nffìnchè lo spazio interposto ,sia totalmente ballulo dalla successiva per Lntla la portata utile deJ.Je armi; altrimenti la prima linea occupala nna volta dal nemic.o gli.fol'Jlirb un aiuto all'acquistodella seconçla. Se una vo lta bastava una distanza di 200, di 500"' oggi invece non dovrà in massim~ essere inferiore a un chilometro. Così anche sotto questo punto di vista si vede che le linee della battaglia vanrio, facendosi grandiose e che i passaggi dall 'una all'altra sia per l'attacco che per la difesa vogl i9no essere più stud~ati eh.e per lo passato del che ci occuperemo più avanti . Dal canto suo l'altaccante deve cercarsi un altro .genere di linee . non abbastanza studiate finora: le linee di allacco, le linee di ostacol i che dalla sua posizione lo condòcono attraverso a quelle di; difesa del nemico: bosch i, caseggiati, terreni mossi e rolli in qualsiasi modo. La ricerca di questi ostacoli successiYi era finora. cura delle compagnie, delle catene di ·cacciatori; ora il generale stesso dovrà. cercarle snl p:iano, sul terreno ,della baw1glia, e abbastanza ampie perchè possano servire alle grosse m,lsse 6he ,do.Vl'anno eseguire la inuzione sul fronte Qemico. Nei 1'imanenti tratti.la battaglia dovrà forzatamente limitarsi a una dimostrativa. E do·ve per vantaggi· naturali del terreno o per arte del difensore di tali linee naturali di ,1.pproccio sufficienti all'imI9resa disegnata non .ce ne sieno, e non si riesca eon astuzia ad attira1:e il nemico fuori d11:i suoi ripari, bi,.
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sognerà. manovrare<: cercare altrn accesso meno pericoloso. E dove per le condizioni geografiche e topografiche ciò nemmeno sia possibile, bisognerà adattarsi a trattare questa posizione come nna propria e vera linea di fÒrtiffoazioùe e creare o portare sul terreno quegli ostacoli che non offre. Come la fortificazione s· è ' fatta 1esta, campale, improvvis~t così bisogna che non meno lesta, pregiudicata la poliorcetica scenda a cons·igliare approcci spedi.tivi, schermàli m<;>bi!i, sacchi di terra, gab-bioni, trinceevolanti,ecc.;ecc. Così si può vedere se ?ia il caso di portare al .seguito delle truppe carri di sacchetli vuoti che al . momento opportuno si farebbero riempire e si dislribnirebbero ai riparti desLinati all'allaeco. Questi riparti così muniti si avanzerebbero, -fin do've è p0ssibile, wperti dol terreno; giunti al luogo della avanzata nella zona a,bbattt'l'la, i soldati protendendo innanzi il loro sacchetto come un riparo; uno scudo, percorreranno di corsa il tratto che verrit indicato; dove si arresteranno sorgerà così una piccola im-provvisata trincea di ba ttaglia. Oci.:orrendo, queste tri~cee si potranno all'orzare facemlovi passare altri sacchetti o 1~on un sistema di catene come si fa negli incendi per passarsi i secchi d'acqua o con dell'e coTde continue. Così avanzando dall'una all'altra linea si può ginngere sulle nemiche wn perdite relativamente sopportabrli e per quanto pàia lentamente troppo, pm LtlLtavia più celeremente assai di ·quando per giornate intere si dovettero ripetere it1frutlnosi attacchi, per arriv;are poi sulla posizione, non. pel successo tattico,locale, ma per qualche altro successo ottenuco altrovè. Per·poco per altro che si rifletta a quesli generi di soluzioni vien naturale l'idea di sostituire al sacchetto ,lo zaino stesso che altro non è infatti che un sacchetto. L'idea non è neanche nuova, fu già. provata; abbandonata per la insufficien te resistenza alla. penetrnzit>ne dello zaino ordinario, e un poco · perchè allora non pareva tanto m:genLe il ripiego. Oramai invece . bisogna decidersi, si può amnentare la r.esistenza dello zaino con una copertura adatta e contentarsi anche se la dimensione e la resistenza non sieno tali da riparar-e tutti quanti i colpi.
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PEI\ LE KUOVE FANTERIE
SU LLA TATTICA.
xv. In qnesti ultimi tempi, dinnanzi alle armi nuove, per la nuova guerra, emerse un'altrn novità Lallica che ha preso piede forse più che non convenga . Accenno afla questione dei così detti franimischiam,Miti. Dacèhè si fece la guerra, sacro fu sempre il cnllo - del proprio post.o- rimanervi, morirvi. Di lì le in segne, gl i scomparti organ ici, i segn i di ran nodamenl.o, le lo_di mass ime dei poeti e degli storici per ch i mo rto sul campo occupava lo stesso posto che nell'ordine di batlogli n.. Anche il sen ti mento del fatalismo, tanto connatura le alla milizia si cooperava e ne nacquero l'ordine naturale, il turno, cioè la prefissa7.ione del posto nello spazio e nel tempo, e guai a tc1ccarl i l Quando per celeri tà di spiegamento si doveva viol arlo si faceva precedere nel comando l'avverlimenLo - 7Jei· -inversione - che in fondo vo lern dire p1ff ecce::ione, quasi quas i un ·nbbiate pazienz(i per qiiestci volt.ci. - Lo st.esso principio produsse pure le contromcircie ecl altre ' comp li cazioni di manovra che noi più non sopportammo e che del resto non divertivano nern. meno i padri nostri; ess i ci si adattavano solo in virtù di quel tal principio. Si direbbe che lo scandalo di Uria messo in pri ma fila per motivi privati abb ia posto in diWdenza i militari degli eserciti tutti per tanta lunghezza di secoli , così che si dovelle istitui re a loro garanzia l'ordine naf'limle. Si ammise del resto sempre che per la forza stessa delle <)ose, una volta avv i.alo il combattimento , specie nella offens iva, quest'ordine po tesse ess~~re scomposto. Per poco che si legga la storia de.Ile · guerre passa te, dacchè principalmente la falange si fece legione per acquistàre agili tà, vi si potrà scorgere facilmente quan te quante volte il frammischiamento twrà dovuto succedere, benchè non sia stato espressamente osservato e narrato: Ci sarebbe anzi ragion di credere che accadesse più sovente che ai nostri giorni, perchè a parità di forze erano più ristrette le ordinanze .
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Eppure ai nostri giorni vedemmo questo fenomeno richiamare l'attenzione a un Lratto come fosse una novità, impre~sionare potentemente il mondo militare e nelle mani dei più zelanti neofiti · tendere nientemeno che ad abbattere la ,religione deLprnprio posto, più vecchi,i del cristianesimo, per sostituirvi la filosofia scetti ca e anarchica dei franimiscl//1:amenti. Primieramente come reazione contro l'estrema. rigidezza delle manovre in orclicle ch iuso si corninr.iò a gridare che bisogna anzi abitiicire i soldati all'inevitcibile disordine onde non abbiano a credersi ct-isfciUi quando n~n sono che scomposti. La brevilit delle ferme tog_l iendo tempo alla islrnzione delle truppe fece scemar~ la ripugnanza a queste novi lit di m,Ulica larga. Si trovarono non mfondale le lagnanze contro le pendam,terie, le conipliwzioni delle manov l'e di piazza d'armi. Col quadro del combatlimento in ordine sparso sempre dl1Yanli agli occhi della fanla$ ia come la sola forma possibile di ballagliR si v.ennero a.bo lenclo mano mano le cont1r"1narcie, l'avviso pe1· inversione, i qiiùloni, le bancliere, i tamburi:, i colrwi distintivi che ·aiutavano a riordinare le tru12.pe confuse. Che più? lialtendo in breccia la religione del posto si venne coll'entus iasmo della noviLit a predicare, a insegnRre che, poichè i l'rammischiamenti sono falli inelutt,tb ili, non ci si debba più occupare cli impedirli , ma. anzi ammetter! i, regolamentarli, esercila.rvi i soldati e sul serio - regolamentare il disordine org(mi.;;,rnre il d°isordi1ie. - E quest.Ì foga si manLenne anche quando si manifesLò una reazione contro 1'01:dine sparso e la scioltezza dei movimenti , quando si tornò a rimettere in ono re gli ordini chius i e le evoluzioni di piana d'armi come mezzo ecliicati'Vo. È questa ·una vera, novità.. voluta dalla nuova lallica, e dalle nuove arm i, o una passeggera e pericolosa illùsione(? Arnmeuendo pure la ineviLabilità dei frammi,;chiamenti, è bene preoccuparsi tanto da coltiv;.i.rli, fino a risch io di produrl i? È proprio sparito il . cullo del proprio posto? È inneo-abile che il nuovo modo di combattere, portato logico delle al'mi nuove, anelò ri levando sempre più l'influenza del ter reno sulle fo rri1.1.zioni e sulle manovre. sos Lituendo quindi alla rigidezzti delle lin.ee geo rneLri che, alla pr;cisione delle evoluzioni forme più elastiche, movenze piL1 libere; decaddero gli alli neamenti, la. 1')
PER LE N UOVE FANTERIE
SULL,\ TATTICA
prccisionenr.gli inLerrnlli e nelle disLrrnze . In ~ulto r1uesLo il pl'Oprio posto divenne un poco più 'libero; un passo più anrnLi o più indietro pel soldato, qu(llèhe decina. pel plotone e vi·a dicèndo . Semp re però rimase intrttlo l'ordine organ ico, la dipendenza ge1:archica dai propri capi naturali non so lo, ma rimase inte3o che il posto nuovo, anormale debba essere sempre notilìcato ai cllpi r ispellivi . Ltt reli gione del p0sto non ne venne abolit.tt, solo é'è un po' meno di rigidezza nel rito; '1o spirito resta.intatto . lnfalli l'idea dell'ordine: im posto per ciasciino·e ciasc1irio al suo posto, è pel militare ·un princip io morale fondamentale della più alta importanza, di quelli che non si lasciano tui'bf\re per ,modifìcazioni di armi Dd altre novi là tecniche . Perchè questo principio si abbia a mutare bisognerepbe che si mutasse la natura. dell'uomo, del. soldato nella quale trova il suo fondamento . I?1fr:senza del r ispetto al proprio posto vuol dire sciogliere i vinco] i organici e la discipli na; l'inferiore fugg ire di mano al suo superiore, le unità sco111porsi . Sia pure che si scompongano pur intendendo sempre illl'a1.tacco· del nemico, ·non sarà per questo men verO'che la dfrezione, l'ordine ne vengono annullali. Ed è egli facile a supporsi · chè il rispello del proprio posto possa essere d'impaccio al valore, a.I bene operare, al. combati.er bene'? Chi combatte fra i suoi compagni, sotto gli occh i dei propri capi ha testi.rnoni, l1a ricompensatori dell e sue gesta; chi ricorderà, . chi atteslertt quelle che si compi ranno fra ignoti? Per combattere v,tlorosamente senza speranza nemmeno di fama ·non ci vuol meno dell'entusiasmo religioSt> il più elevato, che crede nel la presenza cli Dio vigile rimuneratore nella vita eterna. Gli uomi ni che sanno com bauere e morire ero ica111e1He èd ignoi:ati so no po cli i, non se ne fanno eserciti, nè se ne creano con una:esercitazione di fra mmisch iarnenti . Nell 'eroismo c'è pur gran parte di a!llore alla gloria. Per me rit~ngo che per bLLOna. fortuna, checchè si faccia, in guerra vera le cose ripiglieranno la via normale . Non troverà buona accoglienza dal suo capitano quel soldato che rientrerà alla sera all a c;;rnpagoia contando di prodezze mara,vig1iose compì te sotto altri ca.pi , nè 'il capitano che colla sua compagni·a avrà lasciato·in asso il prop rio comandante di bauagl ione avrit a sperare elogi narrando <li essere stato attratto nell'orbita. di altri a partecipare ,a più ·splendide 1
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opei·azioni, m_enl.re il maggiore si sal'it trO\'aLo insufficiente alla missione a lui commessa, in diffici le distrel.l.a, scop'erLo forse i1iJ provvisamente sul fianco che credeva coperto da quella compagn ia. Ogni capo conta sui stioi dipendenli, sulla forza che gli è aflìdata e di cui ha bisogno e sa eh.e con vergogna solo si ri.durrebbe a confessare che non sa,più dove sono andate le sue compagnie, o i suo i soldat.i' e che ..ciò che gli rimane è ins1ifficiente, non rappresentando più l'uni tà organica affidatagl i. E a che mai ci si dovrebbe dar tanta cura per escogitare ordinamenti, per trovare la rngione inti ma, la naturn, ilcarallere di ciascun riparto, scompllrti re i bDUaglioni, le compngnie, i ploton i le squadre, le squadrigli e, preporre loro dei -capi, dar fo ro nome e numero, se così di Jeggieri si debba ammettere che giunti all a zona del fuoco tullo questo debba andar- a catàfascio, là appunto dove· ciò dovrebbe funzionare J ·~fa si dice: b inevitabile I ·Non lo ,nego ; anzi più indietro me ne·occupai parlando della rapida·perdita degli ul'fìciali e del lll(}do di rimediare alla dit'ezione mancante; ma 'da qui ad agevola-rio a. or,ran izzarlo a regolanien tarlo ci corre. 'Dobbiamo ri' çl ' ' · cordar se!llpre che questo fe11omet10 ·per quanto inevitabile è un 1nale, un male grave, cap itale; la,prima nostrn cura dovrebbe essere . di prevenit:lo p~r quanto è possibile, di farlo cessare· appena si ma.- . nifesta. Anche le fughe succe'dono sul campo e· por~ano disorcline, iorse se·facessimo degli esercizi apposi li si ·pol.rèbbe sperare cli averle meno disordinate, clie se ne scemi l'i mpressione demoraliz· zalrice, ma non per questo ci lasci eremo lenbaPe ,a inaugurare ,simi li esercita;1,i1mi. E se pur vogiiamo insegnare al sohlato che anche quando sieno caduti i capi, scornposle' le ordinanze è suo dover-e di andare avanti, di unirsi ad altri , di segui re·la voce 'del primo superiore che si presenti , badiamo bene che ciò non possa mai essere interpretalo come una licenza·data al di:;ordine, •come un incol'aggiam~nLo allo stesso. Questo ripi ego deve sempre nell'animo del soldato presupporre la caduta dei capi , lo sciogli·menlo degl i ordini, dell'unità·a cui appartiene, della quale nonri mangano più che residui; ma finche c'è.il suo capilano, il suo cdlonnello, h\ sna bandi era'in piedi il suo posto è li presso e nessun altro per quanto periglioso e glo~ rioso n-e lo può dispensare. %sogna badar bene innanzi cl'inV
SULLA TATTICA
sislere su certe teorie di non trovarsi a preclicarn l'economia ,1gli avari . Tutlo quesl.o lo dico, beninteso, solo per quell i che con troppo entusiasmo accolsero e propagarono la nuova fede. Il regolRmenlò J.imila i frammischiamenti nell'interno della compagnia, là dove non possono prodnrrè gran danno, perchè là tuUi individualmente.si co1rnscono; mtt non sono pochi quell i che accolsero troppo estensivamente quella novità. Epperlanto trovo utile richiamare l'attenz ione non solo sugli inconvenienti .gravi che essa imporla, ma ancora sopra i mezzi di ev.itarli, di evitare i frammi:;ch iamenti, di ristabilir l'ordine al piu presto quando sia turbato. Non ritengo pro vato in massima·che nelle odierne bàttaglie debbano seguire più frammis.chiamenli che non nelle precedenti , perchè le distanze e gl'intervalli fra le unità sono cresciute e quindi ognuna può anzi piu facilmente muoversi senza invadere il camp,) delle nitre, senza mescolarvisi. Nemmeno mi pare ammissibile la ragione delle :sovrapposizioni di riparti che ~uccessi va mente accorron9 all'attacco, alla. difesa di un punto. Come già notai il consumo d'uomini non può essere notevolment~ diverw d·una volta e quindi non è a credere così fac ilmente e.be dove si dovetlet·o rompere tre battaglioni napoleonici ora vese ne debbano rompere sei, e neanche cinque. Se in diverse battaglie delle ultime guerre vediamo mail.i §ramm isch iamen ti ricordiamo che i più furono cagionati dall'accorrere successivo di lrnppe sul campo di baLtaglia 6Ve yen nero dai cap i stessi scomposte e spedite a destra ed a sinisLra dove più urgeva, o pel sospingersi di nuove truppe ove gi1t altre si erano rotte e disorganizzate senza per questo indietreggiare , onde ne segu iva l'ingombro, l'aITo llamenlo, il che non è ancora dimostralo sia da imitarsi. Ma dove pur ::;'ammella, che nelle battaglie alluali debbano seguire più J'rammi;;ch iamenl.i che non nelle precedenti, per evitarli mi pare che si dovre~be innanzi tutto rin~errare i vinco li 01:ganici e morali così che ognuno si ric"ordi sempre di essere parte del tutto, di avervi nn ufficio, un posto clie è suo dovere conservarn. · Inculcin· si dovrebbe viemaggiol'llienle che è dovere di ciascuno, di tener d'occhio i collaterali, .di non perdei·! i di vista, di cercarli, di riaccoslarv isi appena si può, di mantenersi in cli pendenza dei propri
PER T.E NUOVE FANTERIE
superiori, di conservnre il proprio posto, di riprenderlo subilo quando lo si abbia perduto . . E converrebbe ancora favo rire i riordinamenti con distintivi ben visibili, ~olori, marche speciali ai reggimenti, ai battnglioni: per le 1)ompagnie no!1 occorre tanto, basta. conoscenz_a pe~·so1~ale. Per la cavalleri~t lo si è fatto in considerazione delle contus1on1 che succedono alle mischie; ma ·Se pensiamo alla sua relativa scorsezza presso cl i noi vedremmo quanto sarà raro il caso di veder confondere insiemeclnere,c;gimenti. l)iù ci avrebbe dovuto pr~occup?re l_a c~n fusione delle fanterie, caso assai più frequente, sicuro, inev1tahile, ma ricordiamo, deplorevoli ssimo e da far cessare al più presto. A tale scopo quei piccoli numeri SlÌlle spall e, difrìcili a vedersi? fac ili a insndiciarsi, a strapparsi , non serviranno ; nè meglio serviranno «li altri numeri stampati in mezzo alle stelle, che non so rfrono in ;ace ]a vernice e meno la soffriranno in guerra. Con distin tivi così. labili faua la confusione,non e.i sarà più modo di sbrogliarsi, il disordine rimarrà inevitabile non solo, ma irrimedi ab ile, permanente orO'anizzato anche troppo. Non si obbietti che manchino i colori: ci :ono colori o combinazioni di colori, e ci sono forme e combinazioni di forme all'infinito; non si obbietti la necessilit del ti po unico per semplicità cli mobil itazione; c'e utilità non necessità; la necessità vera e definitiva è l'ordine Mtico pel combattimento, il resto è secondario . Anche coll'òr()'anico e colle formazioni c'è modo di prevenire i frammi schiame~' ti , di acravolare il riordinarsi. La compagnia, . o . .unità . eductitiva morale. ove t11tti si conoscono personalmente, 1 cui vmcoli pertanto son~ più difficili a sciogliersi, dove più facile e naturale riesce lo star uniti, il ritrovarsi, la compagnia, dico, è la prirna unità, il primo elemento dell'ordine. Ma questa sua caratteristica preziosa può scemare o crescere a seconda dei casi. Se il ~umero eleo-l'individui non è eccessivo, se da lungo tempo sono msieme, s; sono dello stesso paese, se grande è l'autorità del capitano, questi vincoli sat'anno màggiori; ·minori, nulli talvolta nel caso contrario. E questo caso contrario è pm troppo l'attuale, il nostro. Molle di queste cit·costanze conLrarie sono inevitabili, la breve fer~na: la mischianza delle regioni; con tanta maggior cura dovranno qnmch evitarsi le evitabili.
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PER LE NUOVE FANTERm
SULJ,A. TATTICA
XVI.
Le compagnie altual i sono troppo grosse . L'anmenlo della forza del le compagnie è un poctat.o dèlla opinione in,·alsa nel '1866 che esse debbano essere, e non più i batLaglioni, le unità LMliche. La compagnia grossa richi ede il capitano a cavallo, il che ncoi non abbiamo e non avremo per un pezzo. La compagnia g~;ossa perde la sua caratteristica; non è più la unità educativa, la famigVia., o.ve tutti personalmente si conoscono; se veramente per ra.g.ioni. tattiche dovesse essere così numerosa, meglio sarebbe costituirla di due compagnie come ?ià una volta gli squadroni. Il maggior fronte, la maggior profondità. che ora occupa in ordine di combattimento ne aumènLano gl'inconveni enti, la difficoltà d·i tenerla unita, un uomo. solo a piedi per quanto svelto e vigoroso non ci riuscirà: a. ciò sono già scarsi gl i ufficiali e i sol.tuCficiali che debbono coadiuvarlo , e . sapprnmo che al fuoco presto si ridurranno a meno assai . Non si può sperare che tanlo in breve possa riuscire il capitano a conoscere per nome, nonchè per indole i suoi uomini· la compa•lnia questo nucleo morale, che non dovrebbe mai rompersi , questa unità elemenl:ai·e si; romperit fac;iln:rente e si; riordinerà pertanto di fficilmente. Si dice·anclJe che le armi nuove cagionando perdit~ maggiori bis~gna che le unità sieno·più grosse perchè malgrado ci~ non abbiano tropp~ ·preslo a ~capitare di consistenza. Ma questa ragione varrebbe se 111 proporzione cadessero men2 uffì,ciali che truppa, poichè in tal caso si andrebbe mano mano consolidando pel crescente rapporto in ufficiali (se pure però di tali ufficiali si potesse attender~ una u~ile influenza. morale). Siccome però il caso _è opposto e 111 proporzione cadoùo piLL urriciali che truppa, così più si va avanti, più perdite si subiscono e più la massa. andrà pergendo non solo di forza, ma di consiste.nza. Del resto qui è il ca.so tale e qua.le di chi dice~se che la vita l'ncendosi i)iù cara e i prezzi delle derrate crescendo sia meglio tene1·si nel borsellino biglietti da cento •
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che non. big·lielli, da. dieci . Se il totale delle lire non cresce, .utili lit non.ce n'.è. La forza della compagnia .è, fondata su criteri. morali, di quelli che non mutano per mutar d'.arme, è e sarà sempre ht centiwia. Ci sono anche ragioni anuni.nistrative con.tabi li che consiglierebbero di mRntenerla ,in quei limiti . Forza. doppia., doppie, vaTiazioni, doppi.o numero di li bretti, _buoni nominativi troppo lunghi, basse d"ospeclale inter'minabil.i, , in · campagna bisogna elle la. contabil ità, non prenda t.roppo tempo, troppa ca.rtiJ, tl'oppo personale. Coll e compagnie grosse i. capilani J OllO costretti a orclinare che· tutto si faccia per pl.otone, non solo l'appello, ma le riviste, i ruolini, i buon·i, i. turn i, cli. servizio e·così si, tira a far qnatt.ro furer·ie. La compagnia allo ra non è. più compagnia, ma è un battaglione. Per compagnia, non ha surGciente cemento morale e per battaglione, non ha suffì.;ien Le forza, nè organico convenienLe. Nè i plotoni possono nemmeno passare per compagnie, averne la consistenza morale poicthè l"uffìciale subalterno non vi · h,t autonomia. sufficienl.e a tale scopo. · Ma, si osserverà, la compagnia piccola conduce al batta.glione piccolo; è bene questo, è conforme alle esigenze della guerra nuova ? - Le piccole unità sono più agi li delle grosse; oggi l'agilità. per la. scherma del terreno, è pregio principale. Si potrebbe anche a(rO'iunaere che i, terrem d'I talia e quelli ddle rene v gioni che l'avvicinano col loro frastagliamento tendono a fràstagl iare le unità stesse. epp~rò sarebbe utile che più piccole fossero q11este unità stesse acciò minore sia. il caso di vederle rotte. - Ma pel c'onsumo maggiore d'.nomini non sarebbe forse meglio , sogginngerà taluno, che,:fossero più forti '? - In primo luogo creclo iwer dimostralo che . questo maggior consumo è molto problematico; in secondo luogo ricordi:amo che il capit:1.no non. (leve contare sul nemico per ridu;rg,li a misura d1screta il sno carico; tànlo più che c'è maggior probabi lità che la compagn ia resti senza. uW ciali, senza capitano, ·che. non il capitano resti senza compagni a. Ma c'è un'altra con~idet\ttione drL fare. I bnuaaliooi del generale: una. ., ' dicemmo ai~t, sono i l) roietLili . . volta lanciati entro la zona del fLwco non sono più in sua mano. ()
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SULLA TATTICA
Due palle da cannone da 1 Oeh ilogrammi ciasr,una non valgono una da 20 se si tralla di buttar giù un muro, ma, combattendo da fanteria, due bauaglioni da quattrocento uomini ciascuno ne valgono bene uno da ottocento. I1iù agili anzi, più fornit i di ufficiali, offriranno miglior garanzia di riuscita. Perlanto la moneta del generale sarà un po' più spezzata e potrà meglio spenderla e serbarsi ancora in pugno qualcosa. In tulio ciò la nuova guerra non ci ha molto da ,edere, se non nel senso, che cresciuta la profondità della zona del fuoco, i ballagli on i lancin.~i divengono più presto e più profondamente indisponibili, e possono scomporsi prima di veder la faccin. - del nemico; epperò si richiederebbe aumento di vincoli momli, 'maggior numero di ufficiali, unità più piccole. In fin dei conti che differenzn, passa tra un certo numero d'uomini organizzati a battaglione e lo stesso numero organizzalo come compagnia? Il modo di comballere è analogo, le fMmaz ion i e le manovre si corrispondono, . solo eh~ come bauaglione c'è più agili lit, elasticità, c'è maggior numero d'ufficiali, maggior numero di scompartimenti, la compagnia è meglio in pugno del capitano e il ballaglione del maggiore. Non ci vedo quindi grande in~onvenien te, se pm non ci sono vantaggi, a far le compagnie più piccole; per tal modo, serrando meglio i vincoli morali, quelle unità elementari si conserverebbero più facilmente e i frammischiamenti si eviterebbero più presto. Ma non è tutto. Ad ageyolare i riordinamenti occorrerebbero alcune norme per certi casi pm freqL11?ntissimi . Quando la battaglia abbia notevolmente ridotle le forze dei battRglioni, dei reggimenti, alla metà, ai due terzi, talvolta a meno, scemati specialmente gli ufficiali; i baLlaglioni dovrnnno ancora essere tenuti come battaglioni o rico<itituirli in compagnie? i reggimenti si doYranno ridurre a dlle battaglioni o tenerl i aneorà su t.reJ Sarebbe bene che ci fosse qualche norma in proposito, stabilire de.i limiti, t.ener conto del caso in cui ci sia ancora il capo. Questo agevolerebbe la ricosti tuzione delle unitit. I frammischia1nenli sogliono seguire speciaìmente per sovrapposizione di unità che si seguono, più difficilmente si danno fra le collaterali, in ogni modo i primi sono per lo più 'totali e più diffi, cilmenle rirned'iabili pe1éò appunto. A prevenirli, a rimediarli giova
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inculcare che quando per ampiezza di fronte da occupare o per effetto di fuoco nemico gli ordini si diradino, gli uomini abb iano a rncc1>:;tarsi a seconda delle unitil, tendere all'ord ine separato an. zichè all'o t'dine sparso: meno male che ci sieno cento passi tra un plotone e l'altro che non dieci tra uomo e uomo. ln tal modo si darebbe agio ai sopravv0gnenti d'incastrarsi negli ampi internlli, la confusione sarà tra r·iparti, non fra uomini di riparti diversi; il male sarà minore. Converrà insi~tere sugli schieramenti per ala, così che tutto ciò che a titolo di sostegno segue la catena e dovrà quaodochessia proiettarsi su quella abb ia ad essere della stessa • compagnia.- L'ultima schiera di ballagli one, se è destinata ad agire sui fianchi, il che suppone un battaglione d'ala o isolato, può essere una unità separata, può essere una compagnia; ma se si tratta d'un ])o.ttagli òne inquadrato ce n'ò minor neces$ilà. Sitrebbe forse prefe- · ribi le, come propone il generale Leer, di tener tutte e quatti·o le compagnie in li nea, ognuna di esse con un -quarto solo della forza in catm1a; i quarLi plotoni delle quaLLro compagnie formerebbero il grosst, del battaglione nella mano del maggiore. Questi terrebbe cosi le sue quattro compagn ie pei· la coda. Ciò per q~anto riguaril,a la forza org~1nica e la sua ·di:;tri buzione nella formazione di combatLimento. Per c:ò che riguarda la disposizione degli elementi suoi noterò che quella forma che chiamtti per fianco in linea e altri cliianrnrono pe,1·colonnedi file agevolerebbe pure notevolmente la conservazioqe dell'ordine.. I plotoni sono più riuniti specienell'avanzataenellaritiratadove piLL è fac ile lo sbandamento. Qaando per consumo d'uomini i fronti debbansi pure re.stringere, la cosa è più faci le essendo più elastici gli intervalli. Quando per dare maggiore intens:tà all'urto o alla resistenza si debbano mandare più battaglioni su un fronte relativamente ristretto quella formazione pnre vi si presterà più fac ilmente, potendo restringersi fino all'e$tre.mo il suo fronte pur conservando !'. ordinamento per ala. La · colonna doppia di batlaglione pure, come la usano in Germania s~rebbe da preferirsi alla linea cli colonna di compagnia perl' ordine !'!Stretto. Le unità sono mec<!'rJio raaaru::ir)ate. • J ,ùn l
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ANNO XXIX, VOI.. IV.
~58
SULLA TATTICA
XVII.
Pur nel sislema delle manov1·& tattiche, avanzata, 1·111rata specialmenle, certe regole, usate già una volta, assicurerebbero meglio la conservazione dell'ordi ne; voglio parlare dei passaggi di l-inea. Questa manovra abusala un tempo in piazza d'arme per la sua apparenza coreografica, coi suoi spiegamenti sul cen tro, per molli passò fra le cose viete da non più nominarsi nemmeno, fra le cose imposs·ibili. (Oggi la scuola naturalista tende a moltiplicare lè cose da ritenersi impossibili, a esagerare la forza delle cose, a screditare l' influenza del la energia pei:sonale; l'argomento della impo;;sibità è in voga e sgraziatamen te anche nel campo milita1;e). E così si vede nelle esercitazioni Lalliche quando da una posizione occupala difensivaniente si voglia . muovere al contrallacco, muovere tulle le schiere insieme, anziché mautenendo il cigl io colla catena elle l'occupava già, spi ngere innanzi la seconda li nea fra gli intervalli di quella. Per poco che ci sia di dòminio o noslro o del nemico, la catena continuerebbe a battere il nemico agevolando così l'auacco meglio che non possa fare la truppa attaccante col suo fuo co nelle brevi soste o col fuoco marciando; se il contrattacco non riesce, la catena accoglie dietro a sè i riparti respinti e arresta il nemico. Questo pochi anni fa lo si sapeva dn tutti, lo si prati cava:; oggi in vece non si parla che del pl'oiettal'si clelle linee segiienti sulla prima. In realtà non è che la gran latlica che si p11oietta e confonde colla tattica ordinaria. Così si elica delle mosse in ritirata ove 0 forse ancora peggio . Se la prima linea che è a contallo col nemico debba lungamente ritirar:;i, sempre inseguita alle calcagna, non mai rilevata, non mai'raccolta da un'altra linea che ben impostala arresti il nem ico e dia mezzo alla prima di ripigliar lena, di riordinarsi, di lrovar posto alla sua volta d'onde coperta e preparata arrestare alla sua voi" l'inseguenle, se ·questo si trascura, quella truppa finirà collo sbandarsi del tullo. Tullo ciò ora s1 va scor-
259 dando, abbandonando, sotto il puro prelesLo dell'impossibilità. Il passaggio di linea vien messo così nell'arsenale ddla roba vecchia insieme ai quadrati, alle corazze. alle contromarci'e. Pei battaglioni non esiste nel regolamento, le evoluzioni di linea si fanno di rado, e quasi mai applicate al terreno dove si vedrebbe il senso tattico delle manovre e cosi se ne va perdendo lo spirito, e presto la parola e la forma rimasLe. incomprese vengono rigettate. È una sorte curiosa questa delle veri tà latti ch e, che non possano . . \ mai essere 1n onore contemporaneamente, che debbano conLendersi il dominio anche quando non sono contrarie. Quando viene la voi la di una di esse di salire in cattedra tulle le altre si vedo no bnl.late da banda come cose vecchie, viete, anche se in nulla contraddicono alla vigente, anche se abbiano un campo ed una zona distinta. Ciò torna poi alla s11a volta a danno stesso della verità in voga, facendola applicare anche dove non ne è il caso, accelerandone la decadenza pertanto - l'avvento di altre. È un fallo curioso che meriterebbe studio. Lo segnalo qui a proposito delle mosse alternale che ora sono messe da parte in onore del proiellarsi dalle linee successive sulla prima, due cose distinte, punto corilradditorie. La prima è di gran tallica, di quella così·grande che non soffre eccezione nè per la forza del partito , nè per la natura dell'arma, riguarda le fun· zioni delle schiere successive in genernfo, cominciò colla istituzione delle riserve; il perfezionarsi delle armi, delle armi da gello, del fuoco, tende anzi ad avvalorarla ponendo maggiore distanza fra le schiere, rendendo più evidenti le loro manovre, le loro reciproche funzioni. La teoria della alternazione dei movimenti ha il suo fondamento - nella indisponibilità della prima linea impegnala, alla quale mal si richiedereb be un pronto ed ordinato movimento sia di avanzata che di ritira.la o di ammassa.mento; - nello impiego delle a.rm!, specie se da getto, del fuoco di fucileria massimamente, che r~ch'.e~e calma per ben impostarsi, tempo per la scelLa delle posiz10111, il che non può a;;petlarsi da truppe che si vogliono arrostare ~el calore della avanzata e peggio nelle ansie della. ritirnta quando il nemico e il suo fuoco insenr,uono; - nella natura deo-l i allacchi " che richiedono lruppo fresche, adunato, sboccanii improvvisamente da un punto del fronte, il che non può aversi dall ,t ,f" linea nepplll·e. l i proiettarsi invece deJJe seconde o terze linee sulla prima per !'al· PER LE i'\UOVE FA1'iTElHE
'.2.60
SULLA 'i'ATTICA
PER LE NUOVE FANTERIE
tacco riguat·da esclusi vamenle il baLtaglione inqu·adrato e cleriva soltanto dall'atLenuamen'to della prima linea a cagione dell'ordine sparso e del fuoco l'lemico, percni conviene a:lforzarla coi successivi . riparti se si YL1ol spingerla efficacemenLe all'aLlacco . Dove invece éH venisse una massima generale, le condizioni della avanza.la e della ritirata, delle manovre in generale nel campo Lattico andreb bero peggiorando, questa successione di linee che si inseguono in tutti i movimenti, questa processione di morituri che nessuno potl'ebbe più regolare, frenare condurrebbe alht confusione non ai soli frammis chiamenti . S0no dunque dne principii distinti, l'uno non infirma l'altro e potrebbero e dovrebbero con vil'ere in pace. Ritornando dunqne in onore il principio della alternazior:e delle linee avremo in mano un.altro potente mez.zo per mantenere l'ordine normale nei riparti, pel' ri stab ilirlo appenà accenni a scomporsi . Anche nei casi di concorso di battaglioni di vers i a rincalzo· dei precedenti si mantel't'ebbero distinte le frazioni, il posto . Colte anni nuove, che bauono piÙ' efficacemente,zonepiù profonde, il disordine nelle tr>uppe colpile sarà più pronto, più vasto; più duraturo; più energica q11lncli, più sicnra ~'uole essere la protezione che permett.a di riordinarle. Le nuoYe. ·armi non ci hanno nulla a vedere colla demolizionè di questo precetto, anzi lo avvalorano. La migliore per altro, la più efficace delle misure per prevenire. per evitare i framrn,ischiamenti,. per accelerare, assicurare· il riordinarsi è la educazione morale. Il culto della bandiera, lo spi rito di · corpo, l'affetto, la fìducia nel superiore, il sentimento del dovere,. dell'obbl'igo d'onore di non abbandonarlo, di stringersi a lui nel pe· ricolo, lo spirito di buon cameratismo . Nulla devesi ammettere che tenda a ledere, a mettere in forse queste cardinali virtù militari. Il soldato cleve sapere inoltre che qnando sieRo caduti i suoi capi è suo dovere di serrarsi ai compagni, che se anche abb ia perdute tutLe le prnnizioni non è per questo esonerato dal!' obbligo di stare al suo· posto, non è autorizzato a ritirarsi. (Qnesto sarà il miglior freno a.t consumo, allo spreco· delle munizioni). E quando h confusione . delle truppe sopraggiunp;et1ti, gli effetti def fooco nemico, i combattimenti per le cas0\c'tbbiano scomposto gli ordini cleve sapere,che sempre è suo dovere di unirsi ai suoi; alla peggio quando non sappia più trovarli dovrà unirsi ad altri e combaltere agli ordini del primo
ufficiale o anche sottufficiale copitato. Più in là di Lanlo non mi fiderei di andare; in primo luogo lo credo snperflt10: sold~ti valorosi e intelligenti non hanno bisogno d,i ciò per seguireqLLalunque altro superiore qnando'sieno caduti i loro rispeLt.ivi; in secondo I uogo non anelerei oitre per timore d' es5e1·e fra inteso , di finir coll'intiepidire il ciilio del proprio posto, base delle- virtù militari, di dir nulla di nuovo ai valorosi e di fornire inveceai meno buoni un pretesto per assentarsi, per abbandonare i proprii superiori diretti, il proprio · posto . Se questa mia apprensione sia infondata lo può dire chiunque abbia preso pal't~ alle grandi manovre di questi ultimi anni ; non i soldati; ma le co1i1pagnie e i battaglioni tendono a fuggir di mano, e non cerLo per forza delle anni che là sono innocenti: un po' pei fronti estesi e per la poca ttbitudine a tenersi collegati, ma assai più per la nuova scuolà che trova cbe son cose naturali, i1ievitabili, dalla natura cLelle cose i'nseparallH i, e che è anzi bcHeavvezzarvicisi, eserci tarvis·i.
XVIII. I
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Le son que•;ti-oni d'ordine ,Ilrnrn le, di quelle che forse tal un,) ~i esagera, ma lropp( certamente disconoscono. A questi, per parlare il loro lingruJ:ggio, ricorderò che l'efficacia dell'wrto non dipende solo dn lla massa e -da:ll:1 veloàtcì, ma anche dalla consi:3tenza, dalla ,compritezza clel co,rp0 1wtante: Questa coinpaie,ua è detta coesione, fra le molecole nei:eorp·i materiali, Jra gli uomini è sohdarietà, w(fetto, filbncw,, cliscit>lina. Per ciò che riguarda l'impùgo dei fuochi per lei fante1·ia le nno-ve armi possono effettivamenLe richiedere alcuni mutarnetl'l.i. · La porlilla è cresciuta e potrebbe crescere ancora, -Ormai la palla .arriva là dove non :;i può più vedere il nemico sula sè non si rivela co.l fuoco,o 1to,a -si· presenta in masse vistos·e, dove nemmeno si potrebbe puHtare che 'sn vasti bersagli, e tutto ciò anche nel solo caso in cui un avvaHamento interposto e il terreno scoperto ci pennet· l~no di veclere le sue posizioni. Ma q.ueste occasioni sonorare e il tirare in caso cliv,erso andrebbe a pur·o ~preco di munizioni. Qttesti
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Sl:LLA T..\1'TICA
PEU I.E NUOYE FA NTEUIE
fuo chi fermi, a distanze notevoli possono durare delle ore senza risultalo alcuno. Ben di rado si vede che truppe sieno state obbligale con tal mezzo ad abban donare le foro posizioni. Una buona fanteria deve sapersene astenere. Quando il caso si offre di poterli usare con vantaggio l'ufficiale potrà ordinarli . Nor, per questo per altro riLenei che debbano essere fiwchi a salve. Questa novità sorse dal limore dello spreco delle munizioni, che generò l'altra della disàplina del fuoco. A me pare che se nell'epoca napoleonica, con truppe agguerrite e capi energtci e fiduciosi nella propria energia si venne ritenendo unico fuoco possibile quello a volontà, non ci sia ragione per supporre più facile l'ottenere ora con truppe meno soli'de, sotto colpi pi ù fitti i fuo chi a comando, sieno di riga o a sah•e. Col fuoco a salve alcuni si -pensarono forse di poter trasf0rmare la fanteria in artigli eria, Lrattando le coropagniecomebatlerie e i plotoni come pezzi, -di dare alla fanteria la solidità, la discipl ina delle batterie. Ma l'artiglieria trae questa solidità, questa disciplina dal fatto che l'arma è collelliva e che pel suo uso ci vogliono molti uomini e fun zioni diverse. Questi nomini devono accordarsi per fo rza per ndoperare il cannone, l'ordine è indispensabile, il comando pu re; ciò non è il caso della fanteria essenzialmente. ove oon i soldato ha il suo fuci le, nè basta il comando - f1wco a safoe per togl iergli quel senso di ind ipendenza che gli divenne abituale. Inoltre nell'artiglieria quando i pezzi aspettano il co.mandosono puntati e l'aspe ttare non peggiora il loro puntamento, nel Liro col fucile l'arma puntata non rimane ferma e solo il tiratore può giudi caròj quale sia il momento giusto per far fuoco, il fuoco a comando peggior:a notevolmente la .precisione, il risultato. Tirando a grandi distanze, per ollenere un qualche risultato ci n1ole puntamenLo accuratissimo, ora non si punta beno che quando il tiratore è bene appostato e tira con suo comodo. Le cond izioni nelle quali si fa il fuoco lontano lasciano a supporre sempre truppe non di sturbale da fuoco nemico, eppertanlo non è a credere che sia diffìcil~ all'ufficiale mantenere l'impero, far cessare il fo co a tempo opportuno. Sicchè mi pare si possa concludere qui che il mantenere la direzione del fuoco d'twia batteria è cosa facile, utile e pratica, e H voler tener in pugno quello di fanteria oltre certi limi I.i (i l cominciate il {oc e il cessate il {oc) non lo_è altrettanto, e lo fosse, sa'
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rebbe sì a risparmio di munizione, ma anche a scapito di efficncia . Ci è compenso? non lo crederei. Ci si riuscirà? ne dubito. Circa al fuo co a pause lo trovo più ingegnoso , più pratico, solo forse iI.nome non ri usci rà tale. Al mo men Lo di altuari o'l'ufficiale deve indicare non solo il genere del fuoco, ma anche la distanza, l'alzo il bersaglio e· il numero di cnrtucce, ques ta ultima indicazione basta da sè a indicare il genere del fuoco, la serie di queste indicazi oni non si presta nd P.sscr formulata in un]lcomanclo, e formularne alcune sole e lasciar le altre alla libera parola la mi pare una distinzione non necessaria, 1~è pratica. · . Malgrado i vantaggi della parlala e della radenza che sembrerebbero invitare ai fuochi lontani sarei per ri tenere che più freq uente, caratteristico anzi, normale direi per la fanteria si verrà facendo il fuoco da vicino specialmente in grazia della ripetizione . Dinnanzi alla perfezionala scherma del terreno questo mi pare veramente per la sua efficacia materiale e morale il solo genere di fuoco che abbia carallere d'utilità. che sia decisivo e pratico. Il tiro da lontano essendo meno efficace ric!1iede maggior tempo per produrre un egual numero di perdite; ma siccome l'effetto morale delle perdite è in rngione inversa del tempo in _cui si subiscono, ne deriva che .rnche quando venisse protratto fin o a produrre perdite notevoli, numericam.en te gravi, queste non scuoteranno il morale del riparto che !e subisce: anche una truppa mediocre assni può resistere alla perdita di metà del suo personale se questa. avviene in un paio d'ore di ,·.o.mbattimento; sicch é si può dire che il fuoco lontano è più micidiale e meno decisivo. Può es sere ragionevoie solo la. dove per superiorità delle armi nostre possiamo spernrc di arrestare, di ballere il nemico mentre esso ancora non pnò far uso effìcac:e del le armi sue, come fa l'arligl ieria contro lafanteria. ~fa a parità di arme, tra due fanterie, il meglio si è che il difensore lasci avanzare l'attaccante uno alla minor distanza possibile, fin dove gl i rimanga ancom la. certezza cl'impedir15li di venir a contatto, il che col tirn rapido è abbastanza facile anche tra i cinquan ta o i cento passi. Lì ,-i avrh il fuoco più efficace, risultato decisivo , spreco di munizi~ni nullo. Più rapido è il ti;o dell'arma, più ci conviene lasci:w avvi èinare il nemi co , procur;1rci maggior_certezza di abballerlo col minor spreco di munizioni.
PER LE NUOVE FANTERIE
SULLA. TATTICA.
Per le truppe in posizione difensiva merita dunque d'essere rich iamaléi in vigore la_v:cchia regola - attendere il nemico senza far fuoco, abba.Lterlo da v1_cino col fuoco nipido. - Solo che invece di con trattaccarlo dopo una scarica ora converrà meglio senza. incomodarsi ed esporsi, inseguirlo col fnoco stesso. Però non convenà colpirlo appena che spunta dai suoi ripari, ma lasciarlo ven ire a·Il'aperto, a(lo sc~perto e l~ colpir_lo, là dove più nemmen'O avrà tempo di fuggire, ne modo d1 celarsi. Questo sistema di difesa non può a meno che essere assai più effkace di quella d'un fuoco continuo dalle gran~i alle medie fino allèrninori distanze, specialmente per la impressio_ne ~norale ?he cagiona. la distruzione completa dei r iparti assaltanti. At fooch, contro le catene, contro truppe coperte, una truppa soda deve saper rinunciare anche quando si sia molestati dai _suoi tiri perchè troppo poco effic:ici. Questo principio bisognerebbe mcu lc.arlo nelle truppe non solo con argomenti lattici, ma farne proprio una qnestione morale, direi quasi d'onore. Nell'allacco , solo qnando il terreno penrietta, caso ahbastan:ia frequente, di sostener col. fnoco di una li.nea appo'stata l'avanzata dell'altra senza colpirla, sarà utile tirare sul difensore alle medie distanze. Ciò serve sempre se non altro a impechre ai difensori di affacci.ars i al cigl_io per puntare, a farli sparar male, in aria. Le truppe che assaltan~ potranno usare il fuoco rapido anche correndo alle minori dis tanze allo stesso scopo e anche per controbilanciat:e il fuo co rapido che il nemico facesse . · Questi mi sembrano i cas i principali di impieCIQ utile del fnoco di fuc ileria - i fuochi da vicino. ·. t> . Circa alle occasioni di impiegare uLilmente i fuochi lrmtani osserverò che esse si presentano a.;sai più cli rado di quello che si crederebbe e ciò per due motivi . In primo luogo raramente il nemico si lascia scorgere da lontano in masse numerose e compalte, salvo nella rotta ~rnndo _Je tr_upp~ si affollano agli sbocchi . In secondo Iuogo anche m quei rari casi contro nemico non demoralizzato è difficile che il fuoco possa avere un'efficacia decisiva. Le truppe non mancheranno di ripararsi al più presto, le perdite non potranno essere molto ri_levanti che accidentalme~te, ben eccezionalmente disorga11·izzanti. S1 possono paragonare a quelle sorprese che una cavalleria a.rditll e sostenuta dall'artiglieria può operare qua e là su accampamenti ne-
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miei male vigìlnti: operazion i brillanti, ma il cui successo non è ma i decisivo . Coloro che si compiacciono del gioco di logica di figurarsi i rrrandi eITeui cagiona.ti da p iccole cause possono facilmente ind~rsi a prediligerli nella speranza di distruggereJuLlo lo sLalo mago-iore del comando principale, o magari il gran quartier generale o d'ottenere: altri simili importantissimi successi. Se ci si potesse contare soprn si potrebbero qni veramente applicare i vers i della apoJo(fia del lotto - D'iventi iHt .~ignore - Con pochi qnattriiii - Ma si se{1tirà di contare so q11este probabi li tà ·? chi fo?da.rvi. u~ s~stema di tattica'? Tanto van·ebbe mettere il lotto tra L mezzi d1 ai:-:ricch ire. Con questi cri tarii si verrebbe R fa r fuoc.o a caso e dappe1·tutto !1ell a lus inga di colpire qnel lai aiutante di .campo che va a portar l'ordine alla riserva di avanzare per l'urto decisivo : nn vero rriuoco del lotto slt tutta la linea. - Con ciò nou ilillendo. in modo ò alcuno es.eludere l'impiego eventuale di Lnl i fuochi l0n1am come pedantescamente non condan no chi og0i tanto giuoca una quaderna alla lotteTia dello Stato, che al p.ostutto non è un.a lolleria cli malefìcenza; ho vol uto solLantÒ escludei·li dalla tattica normale, ordinaria, lasciarli tli casi eccezionali. l foo·chi all.e dì stanze medie dovrebbero es·sere ~peci almente rise1~vati alla lotta contro l'arLigl ieria. Se hl fanteria sostiene un còmbaLtimento semplicemente dimostnttivo o clifensiv.o, può li mita1;::;i a mettersi dietro ai ripari e lasciar che l'artiglieria tuoni, ma se è troppo molesta, se bisogna farla tacere, la fanteria ci g~1ada?ne1:à sempre cuH'av.a.nzare., col fooco in ord ine rado. La fantern1. puo ut1· lizzare megl io il terreno, passar dl\pperlttlto, co1)rirsi dovunque; sotto ai miUe metri il vantaggio è cruasi sempre suo . A questa lolla r.reclerei ri-senr.ati i tiri a distanza media perchè l'artiglieria difficilmente può coprirsi come fa la fan teria e c'è più proball i lìù di mettere a posto i ·propri colpi . Ben inteso che qui il fuoco deve essere a 'Volontà. M.i s0no trattenuto su questo pttnto dei la soe[;La dei bersa,gli per la.fanteria, delle occasioni di impiegare il suo fuoco, percl1è riLengo che qui, più che nel[a così detta discipliM del fnoco con~ista l'~conomia delle 1minizioni. Bisogna a tal uopo persuadere pnma gli ufficiali e per loro mezzo inculéare alle truppe che il fuoco di fucileria non è nè deve essere lo stato continuo d'una trnppa dacchè giunge
cl~i
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SULLA TATTICA
in prima linea , che il fuoco si fa solo quando occorre e può tornar uti le, e indicare 1assativamente i casi e indicarne pochi; persuaderli, convincèrl i se ·è possibile con prove di fallo della poca o nessuna utilità dei fuochi lontani o a media distanza contro truppe sparse, in mot.o. coperte. Ciò non !~uocerà alla fiducia che il soldato deve a vere della propria arme, ma bensì servirà a dargl iene una idea giusta e rilevare in pari tempo in lui stesw la fidncia nella scherma del terreno nei la quale consiste la fo rza della fanteria forse di più che non nella portata dei suoi fuoch i. Non è a credere cosi facilmente che il soldato non abbia intelligenza sufficiente per rilevare la contraddizione che c'è nel parl argli della onnipotenza del fucile e contemporaneamen~e della facilità. di evitarne i colpi : In massima dunque direi . I fuochi da. lontano sulle masse nemiche non sono da escludersi, n1a nemmeno da impiegarsi tutte le volte che materialmente Io si potrebbe In molti casi il danno di rivelare la propria presenza è assai maggiore di qu ello che si potrà arrecare al nemico coi fuochi . L'obbligare-il nemico a spiegarsi .non è mica sempre un vantaggio per noi , più spesso per lu i. Perderà tempo è vero, ma risparmiit di perdere uomin i, il che alla lunga si traduce pure in tempo. I fuochi alle medie distanze sono da riservarsi specialmen te nella lol.la contro l'arLiglieria dove la fan.teria pi. glia il sopravvento colla scherma clel termno (I); i fuochi vicini e rapidi alle masse nemiche che attaccnno, ai difensori in posizione nel momento dell'attacco, eseguendoli durante la corsa o a linee alternate nel la profondità o nel fronte . Sui cacciatori spar!>i che si destreggiano negli anfra tti, o la cui presenza appena si sospetta, che poco o di rado ·si scorgono, sulle rade e mobili catene nemiche non si dovrebbe tirare anche qua.odo se ne ricevesse molestia . Il silenzio può talvolta lasciar credere che la .posizione sia libera, il nemico cesserà di tirare, verrà a presentarci le masse a tiri più utilL E se anche si è Yeduti, crederà con uguale risultato che si sia senza mu. nizioni,. in ogn i caso acqu isterà concello della superiorità di questa trnppa che non degna sciupar carLuccie, che non risponde all'invito (t) Cosa strana, la tabella per la 1l'ostra manovra sul fa caria, tr,t ·750 metri massimo del ti ro a mi~ra.gliiL e gli 800 minimo clel_tiro gr,1nata non segna alcun tiro impicgab_ile dalkt art1glwna. S, potrebhe quasi credere che non ne :1bbia assolutamente O che s1eno del tutt.o mefficaci.
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l'El\ LE NUOVE FANTERIE
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a una partita di fucilale poco efficace. E non si sbaglierà perchè veramente per condursi cosi bisogna. essere solide truppe. Circa alla natma dei fuochi riterrei doversi usare: da l,mtano fuoch i a pause, alle medie distanze fuochi a volontà, da vicino il fuo co rapido. Con questo sistema riterrei che spr1:;cando meno munizioni si otterrebbero migliori risultati, e insieme quello non poco importante di tener le truppe più ordin,lte, megl io nella. mano e di rilevarne anche il morale. Anche qui il fondo dell(t •1uestion.e si ritrova nell'elem ento mornle, nella bontà della. truppa, qualità senza di cu i a poco giovano la bontà degl i ordinamenti e delle arm:. Mi piace di rilevarlo perchè troppo spesso gli argomenti tattici si ingolfano nel tecnici:ìmo e questo lal6 dimenticano .
XIX.
Sorge in alcuni il dnbbio se per effello della maggiore efficacia dell e ann i nuove più presto si abbiano a consumare le unità tattiche lanciale al f11oco e quindi più pre:;to si debba.no rincalzare, rinnovare, che insomma le successive ondate delle schiere debbano essere più frequenti. Se così fosse, il numero delle schiere successiYe dovrebbesi aumentare eh loro distanza diminuire. La prima consegu,.mza si accorda col progresso storico della tull.ica: una volta c'era una sola schiera, poi divennero due e così via. Già feci osservare che il consumo delle truppe per e.lTetto del combattimento non cresce nè s'(1ccelera per migliorarsi delle armi, che esso dipende dal valore delle truppe, da.I loro acca.nimenl.o, onde in ogni tempo e con ogni sorta d'arme si potranno vedere bai.taglie esiziali e battaglie quasi innocenti come quelle che talora. le compagnie di venlnra combatterono. li bisogno di rincalzo più pronto non si . mani festerebbe pertanto. Le armi migliori hanno per con seguenza di tenere il nemico più lontano. Il pericolo ~uindi anche in caso di
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PEL\ LE Nt:O YE· F.\ NTElUE
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SULL A TATTI CA
perdile, non si-presenta in forma cosi urgente ,:ome quando dipendeva dall'urto vicino, imminenLe. Il bisogno cli rincalzo non è cosi urgente. Questo fatto perm ise cli tener le schiere i:uccessi,e a distanza maggiore fra cli loro come si conviene per salvarle' da i tiri. Quindi nulla. ci sa rebbe di mutalo nella direzione presa dal progresso tattico di allonlanare le schiere sP,mpre più fino a uscir dalla por· tata dei tiri nemi ci. Solo si poLrebbe supporre per un momento che dove più·p iccoli avessero ad essere i ballagl ioni, più rapido effetti· vamen te dovesse esserne il consum o e quindi il rin ca lzo . Ma faccio osservare che un ballaglione più picco lo ha fronle minore, ma uguale profondità di uno grosso ; che quindi suHo stesso fronte ci sarebbe un maggi1)r numero di battaglioni, la fo rz.a della schiera, la sua re· sislenza rimarrebbeinallerata:-se pur non crescerebbe per Je ragion i stesse per le quali proposi s' impicc·o1 issero i ba LLaglioni. Ciò che potrit aumentar dunque su questo riguardo, sarà la di stanza tra le sch iere, e qu indi la profondità generale del co rpo combatten te, so ttò l' infl uenza non del consu mo rapido, ma dell a porla la crescit...la, av-ralorata dalla rapid ità di tiro . Per questa si fa più profonda la zona cli efficacia dell e armi , quelln zona nella qunle un a volta lancialo un battagl ione diventa inclispo_n ibile pel genernle come un proieHile ,ch e s,iastaito sparato . Ne co nsegne inevitabilm ente che egli dovrà. tener più indieLro il suo mun izionamento cl·i ballaglioni, ne risnlLerà cresci uta la profondità totale. Anche .nei bat tagl ioni le di stanze fra le schiere po trann o crescere, per sott:rarre le sc hi ere seguenti ai colpi diTelli sulle più avanzate; ma lo smembramento del battag.l1i·@11e in moHe scbiel'C e la di stanza fra esse hanno un limite nella possibi lità di dominarle. Benchè sia più facile il comandare a truppe dislribuite su un chilometro di profondità ch e non su un ch ilometro di fronte, non bisogna credere indefini ta la comanclabilità nel senso della profondità. Piuttosto che un battaglione di 800 uomini, profo1udo un miglio, ·prel'erirei dtie batlaglioni di 400 uomini ciascuno ripartiti su tale profond ità.. ~e risulterebbe un aumento di schiere, reggimen~i più .piccoli, b.rigate più piccol e, orga.· nizzazione delle riserve p.arzial i. ·
xx. E così ci troviamo condotti dinnanzi alla qL1esti~ne d_ell_e 1·ise,rve: Ormai credo inutile quasi J'avveit ire qui pure che 1perlez1onnm.ent1 clelle armi ancor meno possono influire su queslo. tema, benchè ~e.I ri maneggiamento della Lallica che atLualmen te si fa, ancht} le nov'. t~ che si Yorrebbero proporre si ,,orrebh~ro far _passa1:ecome nec_e:s1 la clell e nuove armi, quasi si clirehbe dm. nnovi tempi. ~n fai.Lo ci ,,oo o due scuole anche qui, cioù dovrebbero poter esserci; ma sgratamente giit notai che in taLLica. si tende all'es:,lt1i;_i vismo_e l'~na_delle due bi~ogna che per poco si raccolga, cheslltt zilla a r'.s~ll,o :1~.s~1~tirsi oridare la croce addosso, e che le son cose ormai 1mpos:,1b11L,_ colle c)anni nuove,' col progresso incompati bili. Ne~ fa_uo !e arm_L nuoYe non ci influiscono per nulla per la natura dei ~1:1ten su cm Ja. questione si lJasa, più morali e fil ?sofici che tecni:1, e ;;e nell~ tecnica il secolo fece grancli progress i, e nella filosofi<t ne ha fat ti
poch i pochi. . . . , _ Delle due scuole dunque, Ja vecchi a 1sp1rata all efoca napoleo nica, anzi dirò a tutto il passalo, Alessandro, Cesare, . apoleone, ,nutrila di una filosofia più idealista, crede all a energia del gene~ al~, alla sua inlluenza sulle Yicende della battaglia; l'altra, la nuova 1_sp1· rata alle recenti gesta. germaniche, imbevuta di filosofia nat.u,r~lb1sla, due scnole e1eD an o non c1· erede mo Jto (•I) · È 1rnturale ' che crueste 1 tendere, la prima. a un aumento della rise'.·va_, mentre la s_eco~1d~ vorreblJe abolirne per!ìno il nome e ha com1nc1a~o col Lo?l1e1le I at tiolieria. Risolvere tali questioni che hanno radice fuo n del mondo e:clusivamenLe. militare 1\ di fficile e il tentarl o con~1~rebbe 10 1~.t~~o~ preferisco limilarmi ad avvertire la. natura e.x.tramdilare dell .1 1 "'o mentazione . • J ··t ·e r·muo "li uomini o almeno (l) Pochi anni addietro ~e si as.scma chP ,• circo~ anz "e' . ci1e Jler ·11tro i " randi • • . e" aiutano lo loro imJlrcse non manc,wa mai che soggiungo.,, ' · \ . ·' i Om•i il luO"O comune mve e <!1 1•• uomini sanno crearle le c,rcostanzc'. .0 oc.ca,,~~ · 1 ct· subi~o n li r,venti, di esserne 0 ~into le ~ne como le altre. nulli tà della efficacia dell'u?m?, ~m s~l~ ,are ' strumento al più. Esagerazioni d1 neofiti troppo ze an 1
et."t°r
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Così p'er esempio vediamo che si suol negare l'ulililà delle rùerve anche nell' inlento di afforzar meglio la prima linea·, l'urto primo. Si dice - se con mw rischio, con dne sarò certo dell'esito·) mec,Ìio o dunque urlare colla massa totale che non tener riserve per soslenere un urto mediocre, per ripeterlo per evilar la disfaua. La solu~ione della questione non è solo militare; anche un negozianle nell'impiegare i suoi capital i in una impresa si tro,,a allo slesso dilemma; una teoria lo conduce presto alla ricchezza o alla rovina, l'altra più lentamenle a una modesta agialezza se non è balordo. Colla prima, perchè pur nella guerra c'è tanto di aleatorio, si gioca lutlo su unà carta, mino,; ·parte è lasciata-alla abili Là dell'individuo, più al carattere, all'audacia che ne è uua forma. Coll'altra le probabilità si ripetono, la somma totale è più conforme al ·merito soggeitivo del giocatore. Mettendo tutte le forze disponibili nell'urto che si intraprende, se il momento e il punto sono ben scelti , se riesce, il successo sarebbe pronto e grande. Ma da questo si.esso fatto l'una scuola iie dedurrèbbe di lasciare molta massa nella mano del capo che solo può giudicare l'i sta11te e il punto, l'altra vo1T~bbe quasi che dietro ogni battaglione che attacca si accalcasse tullo l'esercito. Tuuavia di co la questio,ne rion è esclusivamente militare, si scioglierà i.n Lattica quando sarà sciolta in politica, in economia. Fabio .Massimo, per esempio, tenne per ~iversi anni le sue le'gioni tutte a riserva non trovando mai il momento e il luogo opportùno e fece bene; Pietro il Grande preferì seguitar a farsi ballere per imparare e fece bene perchè finì col darle. Questioni complesse ! · Concluderei che la quanti lit cli ri~erva corrisponde alla quanti Là di fiducia che si ha nella pos:;ibiliLù, nella capacilit del generale a: giovarsene, dà la misura dell'ac~entramenl.o. La guena nuova per la porlata maggiore delle armi e pel numero cresciuto dei combattenti ha esteso il campo di battaglia, e vieppiù lo estenderà la politica· coll 'aggrandire il campo delle all eanze, onde grandissimi eserciti potrebbero quandochessia trovarsi a fronte. La cresciuta forza di un esercito né aumenla il fronte sul campo di battaofo1 () . t , non tanto la profondilà., perchè oltre la zona pericolosa,le truppe non hanno più gran· ragione cli forniar schiere ·distanli notevolmente fra loro. L'aumento di fronte, dove proporziona lmente non cresca la energia del capo supremo, il che diviene ognor più difficile, tende
all 'autonomia dei corpi schierati, al dec~ntramenlo tallico. .L'esito . della battaalia viene ad assomigliarsi all'esito d'una votazione m tal caso. M~ se questo non si vuole, e sarà bene, alla energia del comandante bisoanerà accordare mezzi corrispondenti·, riserve sue. L'ampiezza dell: linea imponè gerarchia di energie-~ quindi distribuzione !ungo la stessa cli riserve parziali. Dove _1l front.e sia convesso queste r~erve parzial i potrebbero accidentalmente trovarsi riunite al centro, trovanS'i anche involontariamente sotto l'influenza del comandante in capo, divenire una riserva generale. Comunque , · sia anche quando sia fissata la parte di fronte su cui debbano eventualmente agire , può il comandante in capo riserbarsi il fissare il momento dell'impiego. In tutti questi casi non c'è Ilessun bisogno che sieno tutte di un sol corpo, tenute sotto il comando di un solo; è met:rliò facciano sistema coi corpi cli prima linea. Quanto alla riserva ge~erale da portare uni La sul punto decisivo è meglio sia di un sol pezzo e nella mano di un solo. Se però il comandante in capo si riserva a se stesso di condurla, può benissimo risultare cli un aggregato di riparti dei diversi corpi. Ma in complesso non c'è nulla di nuovo, da motivarsi cioè come esigenza della nuova guena.
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xxr. Richiamo invece l'allenzione su un fatto cbemi sembra veramente. conseguenza delle armi nuove, e sarebbe la crescmite importanz·~ rl.c.l combattimento dimostrci.tivo. La maggior distanza tra gli opposti fronti, il coprirsi col Lerrfmo rendono sempre più diHìcile il valutare la forza reale del nemico. La difficoltà. di mantenere unità negli assal ti permette al difensore di concentrare i fuochi sugli assalti separnti e resp ingerli . La maggior faci lità. di respingere la cavalleria fa perdere presto il contatto col nemico; indi tentennamenti e lungaggini inevitabiii innanzi di potersi orientare, innanzi cli venire all' attacco decisivo .Tullo ciò permene a una truppa valoros.t,manovriera, cli te'ner testa per molte ore a forze assai superiori e così far perdere maggior tempo al nemico. La dimostrativa ·diviene più efficace di
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quello ell e fosse in nllri tempi in cui qul¾Li veli facilmenLo si sqnarciarnno. Questo fatto comprovalo anche dalle nILime guerre donebbe crescere vn lore nlle riser vo, permettere di amuentarle rer lancio d e po i decisivamente o,,e occo rra, quando il nemico siu abbastanza disordina to. · Rimane però anche assodato l'altro fatto che spesso riserve fot'li e fresche possono del tutto ì'enir arrestale da poche truppe ben ap· postate. li terreno come vedemmo viene ad acquistare importanza sempre maggiore. Il dominio colla vistà e colle armi, la copertura anche parziale che esso. pnò offrire divengono vantaggi enormi . La preparazione dell'artiglieria non è sempre così efficace come siere derebhe; non mancano già esempi di numerose batterie operanti a huona portala per diverse ore su ll o posizioni da assalLare e ciò malgrado all'assallo le fanterie essere respinte dalle nemiche che seppero mantenersi sul posto sen1.a grn,·i perdite.. Le operazioni di puro impelo , di puro impulso , com e per esemp io le cariche di cayalleria , vanno perdendo di efficacia; cresce invece l'importanza del combattimento della fanteria e richiede sempre maggiore istruzione quafe in principio acceunai. Così la somma dell a ba.llaglia diviene sempre più il carico della fanteria la cu i distribuzione nello spazio e nel tempo di vien la cura speciale del generale in capo e dei suoi dipendenti . Lo. fanter ia non ha nul la a lemero più dell:t cavalleria; questa non la supera che in velocitù, nelle esplorazioni, nelle sorprese. La carica di cavalleria non può aver risultato decisivo che quando l'avversario non abbia più seconda linea e la prima sia mollo scossa ; una buona cavalleria può rompere quella prima li nea, .ma lo seconde linee le sono sempre fatali. Tullavia la cavalleriaJ1on scomparirà dagli eserciti perchè le esplorazioni non sono mai troppe, e le sorprese e gli inseguimenti preparano e compiscono bene la bauaglia. In queste operazioni la -carnlleria può ardire perché la sua velocità le permeLle anche cli disimpegnarsi fac ilmente; la fan teri,1 non può in,,eguit:la che col fuo co per pocll i minuti. L'artiglieria soccorre bene la fanteria per la portala talvolta e più spesso per la potenza. La sua cooperazione diviene ind ispensabile clo\'e il nemico si(1 coperto da fabb ricati, da muri cli ~inla . Una cas11 in discrete condizion i può sostenere molti assalli; la sola fucileria non basta ad abbattere i muri, l'artiglieria qui di-
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viene indispensabile e dovrà. lalora por agire efficacemente portal'si a piccolissime distanze. Converrà pertanto non trascurare l'elemento poten..::a nell e artiglierie da campagna, altrimenti si ripeterà il caso giit frequente che di ben po co aiuto sarà il suo concorso là dove più sarebbe richiesto . Per battere uomini non coperti da ostacoli va.lidi la fanteria ha sufficiente potenza e anche portata, poichè può utilizzare megli o il Le.rreno e accostarsi di più. La portala maggiore dell'arti glieria inOuisce meno, perchè la fanteria balluta da lontano trova modo da coprirsi, o se non altro può accostando l'artiglieria ripigliare il sopravvento. Ci vogliono condizioni speciali di terreno perchè questa avanzata le sia assolutamente impossibile.
XXII.
Le nuove armi, la nuova guerra sembrano a molti parlare all'aurMnto dei fronti, all'avvolgimento nella forma generale della balla.glia anche tt costo di attenuare la linea. L'urto d'una massa profonda. cli fronte ristretto, sembra ogni giorno meno raccomandab ile, più rari si fanno i casi di fronti che per quanto sottili sieno stati spezzati, divisi, le trnèes divengono più difficili ; più freqnent, invece i casi di rotte cominciate alle ali dove il nemico avvolgeva. Nell'analizzare questi fenomeni convien puro distinguere la parte ch e vi hanno le armi nuove o quella delle nuove idee, il necessario od il fit tizio. Realmente col crescere della portala delle armi e con essa del loro campo d'azione, scema l'importanza Latlica dei vani sul fronte. Una lacuna anche di due chi lometri balluta da fuochi incrociati non è un grave pericolo. È però certo che su quel tra llo di fronte la effi cacia complessiva ò minore e che dove l'urto nemico sia eseguito da fo rze sufficienti, non solo a riparar le perdite ma ad occupare le Lruppe laterali alla lacuna, il foro si farebbe. TutLo ciò tende innegabi lmente ad aumentare i fronLi, .incoraggia anche all'ordine separato . La prepoodemnza del fronte non si appalesa sensibile quando si Lratta cli piccoli distaccamenti, un baltaglione, un reggimento; quando il fronte della truppa Yiene a uguagliare al più la distanza l.8 -
ANNO XXIX, VOL. IV.
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fra le linee opposte; allora per avvolgere bisogna atlenuarsi di molto, il che non segue con fronti_molto estesi. Le.ali vanno perciò diventando sem~re più pericolose, perchè permettono un concentTamenlo di fuochi di un fronte maggiore sopra uno minore. Gli attacchi su.l · centro per co·ntrario si fanno più rischiosi, perchè là ogni arretramento del fronte nemico conduce all'avviluppamento dell'aLlaccan te. Finchè la distanza tra i fron ti opposti era relativamente piccola, l'avvolgente non poteva impiegare un fronte di molto superiore all'arviluppato; mano mano che per il progresso delle armi la distanza cresce, cresce in proporzione la estensione del fronte che può prendere l'avviluppante, il suo vantaggio quindi. Col crescere della portala, l'avviluppante acqnista certezza di mettere a posto gran parte dei suoi colpi e di evitarne molti del nemico . Così l'avviluppament.o tende a divenir la forma predominante. Ne deriverà nel la garn di avvilupparsi un est~ndersi dei fronti indefinito, quindi una min ore sol idi Là della lin ea, un abusò cli dimostrativa, una diffi coltà crescente nel dare unità, direzione alla batlagl ia., ad eviLare che si rompa in una serie di episodi staccati, di attacchi scuciti , a dare nnità insi eme ali' nltacco specialmente. Che debba essere impossib ile non mi fiderei per allro di asserire da parte mia, non essendo per anco ccnvertito al naturali smo moderno. Ritengo anzi che la cresciuta efficacia della dimostrativa permella più facilmente di indurre l'anersario alla esagerata estensione delle sue forze, tanto cla renderci pi.ù efficace i'urlo definitivo della massa fresca, forte. IliLengo c.he i lclegrari da campo, le segnalazioni, gl i areostati mil itari, la caval leria bene impiegala, un disciplinalo serYizio di slalo maggiore sieno mezzi poten ti per tener insieme nel pugno del ·capo le redini della battaglia pc,· quanto possa essere estesa; di nn capo s'intende che energicç1m enle vòglia dominllrla, che s'assunìa l'impegno e la responsabilità della direzione e non bulli la briglia al collo ai :-uot corpi, alle sue divisioni col farsi fautore d'una esagerata ·iniziativa. Con quei mezzi il generale che lo vogli a, e mi pare dovrebbe volerlo, può richiamare a sè il governo della btta che ora sta perdendo a c.agione della enormità delle forze, dèlia enormilit ùei fron ti, delJ,L profondità della zona tormentala dai tiri nemici, ma più di tullo a cagione della sfì ch1cia che certe nuove teorie vorrebbero insinuare circa alla possibilità .e alla utilità deli'accenlramcnto.
PEU LE NUOYE FANTERIE
Dal canto mio ritengo essere massime incrollabili per gli eserciti che i dipendenti conservino il proprio posto, e che il comanchmte conservi l'impero, che è il suo ufficio. Senza unità conlinua di direzione non è più possibile otLenere la unità ·di urto sul pnnto e nel momento uLile. La foi..riaiiva dei cli pendenti può incominciare solo dove l'ordine manca od è manifesta.mente mutata la situazione e· nòn ci sia modo d'avere in tempo gli ordini necessari: e in ogni caso essa deve ispirnrsi al concetto generale del capo, del qual co11cetto J'inizialiva può permeLtersi di intaccarn la forma più che il fondo. Facendo atto di iniziativa il comandante inferiore entra col comandante in capo nelle gravi l'esponsabi lità dell'esito. Non conviene alleggerire a cui spella il peso di qnesla responsabili là. Se qualche fatal e inazione, se qualche insuflì ciente direzione non meno fatale ci fecero augurnre che in quel dato Jnomento ci fosse slala iniziativa nei ~api in sotl'ol'Cline, non dobbiamo ora spingerci fino al segno di annullare la direzione, ·la uni là. La storia militare moderna ci fo rnisce pur snfftcienLi esempi di iniziative scc,n si dera te, deplorate, onde non solo il momento, il luogo, la direzione dell'urto sfuggirono al lri. volon tà del capo, ma bauaglie intere si diedero dove e quando e come non volevasi e non dovevasi. Che se l'esito non fu sempre fottile, se il caso, se il valor dell e truppe r imediarono, non possono però bastare acl annullare Lutla la tatLica,come i casi di malati che guariscono malgrado le medicine non ci autorizzano a buttare al fuoco tutta la scienza medica. Veriss imo è degno di grande considerazion e è quanto l'A.rnim scrive (11) in proposito« ... consolante risultato del la esperienza si è r,he nessun erro l'c taui co ha per necessaria conseguenza l'immediata disfalla, come la più giusta teoria tallica, da sola, non basta n garantire la viùol'in; onde vieppiù importa di conoscern i mezzi per superare lllla critica situazione, per migliorare un n. infeli ce e per trar partito lli una buona» . ta vittoria. non è certamente il risnllalo della sola direzione, ma di una grande quantità di fattori i qllali possono rimediare a una direzio ne difettosa tal volta , come potrebbero an::he rO\'ioarne una eccellente. Ciò non menoma l'importanza dell a direzio11e, non può permettere di (I) Tal.!iscÌie SlurUe1i ii!Jr1· Jfaa~sna./unen bei rlcr Einlci/.w1r; 1inci Fo1·be1·eifimg dei· llattplkaiupfe in der Sc/i/acht. - R. von Anxl.11: - JJerlino, !883.
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annullarla nel momento più importante; chè se ben addentro riguardiamo nelle cause dei disastri, vedremo che per lo più furono da accagionar$i alla scemata energia della direzjone, sia ciò provenuto da indipendenza dei dipendenti, sia da insufficiente indipendenza del capo supremo, da troppa ingerenza delle superiori influenze politiche. La unità, la energia della direzione, la intelligente ubbidienza dei capi secondari saranno sempre i principali fattori della vittoria, è l'unico mezzo col quale l'intelligenza può associars~ potentemente alla forza bruta, al coraggio individuale.
XXIII.
Si tratta pur sempre di verità., di cose giustissime ma che vengonc, in voga successivamente, che si p_rendono con troppo entusiasmo, che ·si amplificano, si estendono oltre misura; sicchè succede di lor<> come dei rimedi nuovi che al momento della loro scoperta si vuole che guariscano tutti i mali e ci liberino and10 da lutti gli altri rimedi. Il guaio sta nella esagerazione a cui si è tanto facilmente portati. Un altro esempio di ciò lo troviamo per ciò che riguarda l'istrnzione tattica della fanteria nelle 1nanovreinqiiadrate. Una volta erano quasi tutte inquadrate, e si fissavano perciò i limiti laterali mediante strade o ruscelli o filari d'alberi oltre i quali si supponeva operassero le truppe laterali; non si dovevano varcare perciò assolutamente. non altrimenti che si fossero grandi fiumi, o laghi o burroni impraticabili. Poichè si abusò di questi laghi ideali e non se'ne volle più sapere, le manovre si vollero tutte libere, tutti di,;taccamenti isolali, ogni comandante voleva libera iniziativa, liberissima. A quei tempi guai R chi sosteneva anche soltanto che dopo una serie di esercitazioni libere ce ne volevano anche di quelle in cu'i i battaglioni figurassero inquadrati, un po' meno liberi soltanto, che almeno nei temi di avanguardia non si dime1Hicasse il corpo che segui va! ( 1) . Poi 1
(i) Vedi
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PER LE NUOVE FANTERIE
2.11
finalmente sorse una voce autorevole ad avvisare l'utilità delle manovre inquaclrate. Ma d'allora in poi le si vogliono tutte inquadrate, si sostiene che nelle guerre i combatLimenti di distaccamento sono eccezioni, sono la minoranza, e che la grande maggioranza invece è dei combattimenti inquadrati. Eppure la relazione .della guerra franco-prussiana è lì a provare la quantità di l'azioni staccate, cli piccoli distaccamenti, non solo, ma a provare ancora che nelle battaglie stesse, dove certo non lo si vuole, il combattimento si scinde in una serie di episodi isolati; eppure quell'autorevole penna, ·che diede la mossa ai temi inquadrali, non aveva scritto alLro se non che «... vi hanno due modalità di combaLtimento: la prima delle Lruppe inquadrate, la seconda comune a qualunque distaccamento (li fanteria, quasi sempre col sussidio di frazioni delle altre armi e si è quello che la brigata impiega quando combatte autonoma, vale a dire da sola o più o meno lontana da altre truppe. Quesla modalità non è nè può e-;sere come la prim!1 un iforme e costante, ma deve invece essen svariata come sono sva11iciie le cil'cosianze nelle quali vnò essere irnpìegata. La brigata deve essere preparata a tale modalità di combaLLimento con freq·nenti, ma sempre n-iiòve esel'cita.zioni che mentre 'la rendano nn istrumento dutti ie e malleabile, atto cioè a piegarsi a tnLl:e le circostanze, éreino e perfezionino, ciò che · è l'importante, in chi la comanda, quell'attitudine ai ripieghi, quell'abitudine agli incidenti, quella pronLezza di disporre e quella siCllrezza di eseguire, e.be sono le doti l)ecessarie per tali modalità di combattimento e per le operazioni che le precedono e le seguòno >>('I). Eppure, tanto può la voga per la novità, o per ciò cbe sembra tale, che dinnnnzì a questo periodo, che raccomanda le freq1J,enli e sempre nuove esercitazioni, si cita quest'opera per condannare, proscrivere come dannose le esercitazi oni di r iparti autonomi . Così gl i è clie faeenclosi più realisti del re, si bandisce l'errore soLto la bandiera della verità. Così lo scrittore di tattica si tro~a sovente nel rischio d'esser frainteso: o condannato come un ignorante, se non ba. forza ,di rompere i luoghi 'coip.uni dominanli, ,, se ciò gli è concesso, di vedere le sue verilà amplificate, app licate con esagerazione. Cosi lo scrillore di tatLica, che si propone di mantenere questa disciplina
Rivista ,1/ilitCt.ra Ilcilimui 18it,. Numeri 94, 100, 102, !06 e iOS. (l) Lei b1·i(fata cli fa.nle1'iet nel comb(tÌti menlo,
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V
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SU LLA 'l'ATTIOA
nella sua retta Yia, si lrova nella condizione cli un cavall erizzo che deve conlinuamente spingere e ritenere, spronare e fren are. Opera difficile, perchè per spingere bisogna qui spronar forte, poichè non è facil e dar 1a mo<;sa dove non si sia autorità costituita, ma una volt,\ dato l'aire non ce ne vuol meno di fatica a impedire le esagerazion i, a trattenere. E poicllè l'analisi delie cau3e di errori dominanti , di verilà mal comprese o mal applicate mi con.dusse so,·ente a ritrovarle nel l'insuffi ciente conoscenza dei fondamenli delle massime vigenti, mi si permetta qui di passaggio di far rilevare il pericolo che nascondono in sè certe pubblicazioni apparentemenle uti lissime, vogl io dire di quei supti di talLica,LalvolLa di carallere ufliciale.che sotto form a di istruzioni o d'ammestramenti forni scono concisrimente gli ultim i e i più accertali verdetti della scienza, senza peraltro fornir·e insieme i crileri che li appoggiano. Il merito di tali opere, il merito loro reale non può essere apprezzalo che da chi questi criteri conosce e le discussioni e i casi che li suggerirono: pei più sono brevial'i che sem brano aver il pregio di dispensare dalla letlura di lntte le altre opere e, nel fallo, adoperali in tal modo, non sono più cheunacausa di errori;percbc in tattica specialmente il critèrio per la applicazione dei principii è indispensabile, ricette per Lutti i casi non se ne danno. Sicchè per quanto possa tornar lusinghiero a un ufficiale i:>Lruit0 di essere incaricalo di espone in un· codice gli ultimi portati della scienza, op·inerei che il meglio sarebbe che vi rinunciasse. Per quanto vi si ripeta per ogn i dove che tali principi i si danno solo come norme generali modi(icabili secondo i casi, quelle norme esposte in o1ere ufficiali cli vengono tassati ve. Lo stesso si elica di quelle norme tatti.che sull'impiego delle formazioni e dei fuoch i che si intercalanfora nei règolamenti stessi d'esercizio, dove il carattere tassativo, obbligatorio si fa ancora più grave. Lo che in ciò differisce dalle opinioni di molti ed egregi: pure non dispero che questi stessi se ne persuadano. Nelle manovre inquadrate del resto la difficoltà di applicazione non consiste nel non comprenderne la utili tà, ma bensì nel sim ulare l'inquadramento, al che non bastano i limiti laterali, ma bisogna simulare le truppe laterali, la loro cooperazione, la loro in-
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Jluenza; se non lo si fa, o lo si faccia malo, o incomplelamenLe, il problema deH,11.manovra inquadrata diviene troppo. vago. E se si. vuole prescinderne, divien logico supporre l'inquadramento come cagionato da ostacoli insuperabili. Sul modo di risolvere queste difucollà l'opera citata sgraziatamente.tace.
XXIV.
Oltre ai pregiudizi cagionali dall'entusiasmo per le novità. sussislòno anche certi vizi tauici, che direi vizi di applicazione cagionati da principi ammessi in teoria, violati sempre nei falli per qualche pretesto secondario affatto che non si sa respingere. Cosi in teoria si sa qual fronte con venga ad ogni unità, ma in pratica si trova sempre che il caso· dato è un caso eccezionale, la posizione è bella, ba dimensioni corrispondenti alla forza che la deve Mcupare, m~t pur non pare di far cosa compita se non si trova a destrn od a sinistra qualche punto romilo che converrebbe pure occupare, o almeno non lasciare sgue,rnito e così ci si allarga contro al prineipio ammesso, ri conosciuto . Cosi in massima si sa da tuLLi che a una buona fron te bene occLtpata le posizio1ii avanzate non ponno èhe nuocere moralmente e. matel'ialmenle per la loro perdita preveduta e intesa, pel danno r.he reca.no alla posizione vera il CLti fuoco, la cui azione i difensori delle avanzale mascherano, inceppano nella loro ritirata. Pur tullavia all'atto pratico si usa sempre di cercarne, di crearn e se anche non ce ne sono, per marcare le successive linee di difesa, per far perder tempo al nemico, per obbligarlo a spiegarsi. L'occhio è avvezzato a veder questa corona cli posti avanzati e laterali e 11011 pare compiuta una disposizione che ne manch i. Tanto varrebbe neg,we del tutto il principio, sin ceramente, apertamente; le teorie vuole-non servono che a imbarazzare la testa. Qui dt1nque sarebbe ornai tempo cli far prendere un po' l'abbrivo . Idea neua, ~à disposizioni nette; la linea forte. non si afforza con punti deboli . 11 caso non è diverso da quello di certi avvocati che avendo
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una buona ragione solida e positiva vogl iono ad ogn i coslo scorlarla di una moltitudine di altre, sieno pur fiacche, per sep.pellir l'avversario sollo una pioggia d'argomenti . L'avversario abile allora si attacca a questi argomenti fiacchi, li butta giù, ~eredita J'avvocalo, lo melle in bnrlella e Il in mezzo con un sofisma, con uno scherzo manda secoloro a catafascio anche l'argomento buono e sodo . È lo stesso caso, lo stesso criterio, la stessa maniera di pensare e di àgire, lo stesso risullamento. Il curioso qui si è che il principio della successivik1. delle linee, chl3 conduce, più o men beni} applicato secondo i casi, alla successione delle lince d'ostacoli su l terreno, e alla alternazione delle linee di Lrnppe nell e manon e, sia stato abuandonalo nelle manovre (passnggi di linea) pur mantenendosi saldo e radicato nello schiefamenlo clelle !ruppe sul terreno. Cosi ora si costuma sempre di ~chieni re per linee principali e aranzale, e ritirale, pur rifiutando l'istruzione sul moclo di passar dall'una all'altra. Cosi dicasi degli avamposti. Si ammel.le che co11vie.ne destinarvi la minor forza possib ile, per risparmiare le troppe, per non sperperarle, ma non si manca mai, per <lar loro resistenza di impegnani il quadruplo del prescritto, del necessario. Confondendo l'ordine di vigil anza con quello cli difesa si creano senza acco rgersi i posti avanzati . Sl1 questo tema degli avamposti sarebbe bene occuparsi a fo ndo perchè dacchè colla Istm.=ione sidte opem::ioni secondcil'ic della !J1NJl'l'ci si abo li rono quei tipi schematici, si vive un po' nel vago. Non manca chi assevera che una divisio ne isolata non si suppone tenuta a guardarsi anche le spalle. Eppoi ci sarebbe a provvedere ai diversi generi cli avamposti che esigono più o meno di res istenza .• Il tipo normale varrebbe nella notLe t1·a due banaglie '?
xxv. Prima di ch iudere, poichè il disco rrere della lattica della fanteria mi indusse a parlare anche delle linee general i della ballaglia e dei priucipì generali clella guerra e fin della 'ÌnizicttiM, non mi posso esimere dall'accennare ad u·n'altra novità tattico-strategica alla iniziativa somigliante, la quale venne in onore ultimamente, e vuolsi ·
PER LE NUOVE FANTERIE
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quindi pure far passar~ come necessità della guerra attuale, vogl io dire del correte al cannoni}. È male certamente che corpi di truppa rimangano inattivi a poca distanza d'nn comballimento forse deci!>i vo aspellando ordini che non vengono. Sia pure quel combaLlimento non strategicamente decisivo, sarà pur sempre meglio vincerlo cbe perderlo, se non altro per l'eITello morale. :Vla ne deriva forse pe1· questo che al di fuori della direzione generale, della innuenza del comando supremo, si abbia a stabilire per massima che i corpi debbano acco1·1'ere al cannone, dovunquequeslo si faccia sentire? Non nasconde in sè questo nuovo precetto evidenti pericoli ? Non potrebbero in tal caso essere sviati i corpi da missioni importanti loro commesse? Non è una specie di iniz'iativa, ma assai peggiore, perc!Jè invece di essere affidala al criterio del capo. dipende da ll'eventualità, e peggio ancora potrebbe darsi, dalla volontà del nemico? ~ on gli si darebbe infolli il modo così cli attirare a sua posta i nostri corpi dove meglio gli convenga coli' esca del cannoneggiamento? Non si agevolerebbe almeno per tal modo il ripetersi di quegli spiegamenti successi\Ti, di quello sgocciolare delle colonne che pur tanto si deplorano, poichè cagionano l'impegnarsi prematuro, inopportuno delle truppe, il dar battaglia dove e quando non si vorrebbe? Mancano forse esempi anche recenti a conferma di questo pericolo? E non sarebbe egl i meglio anche qui, senza nulla mutare alle massime vecchie e ragionevoli che ogni comandante cli co rpo isolai.o conoscesse bene la situazione così da sapere dove l'opera sua meglio si richi eda? Qui pure sento l' inlluenza delle due scuole fi gl ie di due fi losofie clirnrse. Chi crecle alla direzione unitaria energica della g11erra propende per l'ordine superiore senza del quale non deve cadei' foglia. E difo.Lli il comandante di corpo ubb idiente, senza ini.::iativa come ora dir si suole, pensa sempre che il suo superiore sa perfenamenle dove lui si trova e che ha modo di ordì nargli cli muovere se lo crede utile e che per conseguenza, se ordini non vellgono, ciò vuol dire che nulla deve ritenersi mutalo negli ordini primitivi. Questa inazione, questa cosi della mancanzli dì ini;;iativa presuppone sempre una fiducia intera nella mente che dirige il tutto, e se questo sia un male non è dimo stralo. Ch i invece non cred,~alla possibilità di tal direzione unitaria, energi ca, benchè avvalorata dai telegrau, dai segnali, dai colombi,
282 dagl i aero3tati, lfa,lla migliore organfazazi:one possibi,Ie dà,l servn10 di stato rnaggi0re, quegli propenderò certamente per la im.ziroffiva e ; anche peJ. cor1·e1·e al!cannotve. Son:o due scuo'ie <livtwse-·die si ispinrno· a una cti,,ersa maniera di ivede-r le ·cose in .generale,. Possono aver:ragione entrambi, purchè si tengano entro certi limiti e sap,ptano ada:ttm·,,j alle circo,slanze. Sta,re al ,proprio ,posto,, agli· orcli.ni superiori, no·n però fino alla. assurdità. Tene11si informati •della situazione, attenti ai mrularneòti ·suoi, pronti .ad ·ag~re anche in assenza di ·ordi'ni, anche· contro agli ordini primitivi, non,,pe1tò ,mai in con.traddizione a;l!o spirito loro, aUa direzione generale. In questo poco e•veccbio e chi8!ro parmi si contenga: il fondamento della disciplina del combattimento e parmi si debba andai" ben ·guardinghi a frwvi mutazioni a introdurvi novità. Ritomali a questo punto si può ritenere dunque che, tranne la parola, nel fondo non c'è nulla di nuovo. Si può per allro ammettere .che cres~endo la mole·degli eserciti , più rari saranno gli uomini capaci di tenerli in pugno, che nei casi O'l'dinarr, al·comandanl.e stesso può conven·ire a scarico di. preMcupazi0ni e·di responsabi,lità, un po' rnef11o di dispoLismo, un po' di · decenlrament0. Po~rit essere una. necessiti~ que,.;ta-, ma non è'·certo l'ideale, nè potrà esserlo mai d'un esercito •in guerra. Che debbono proprio cade1:e tulti gli ideali? Vedremo. •
XXVI.
.. E su questo chiudo il p1;esente studio, col quale n0n pretendo risolvere Je ·questioni -che ho accennate·. Mi con~ento di richiamare l'à.l.lem;ione degli studiosi su lle prineipali qué!tioni attuali perché alcune mi \ sembrano trascurate, altre considerate come risolte mentre · non· lo, sono, altre considerate come- cardinali, in J)etto della pluralità, non banno ancora: trovato chi ,le metta sul tappeto apertamente: Ho voluto anche fare ·una cernita tra quelle cheveramente traggono· origine dalle mutate armi; cfalle mutate, condi.,. zio·ni della guerra e quelle ·ch.e da tali muta,me1Hi.tragg,ono,pretesto e non ragione. H.o esposto anche l criteri secùfido i q~ali mi parve
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PER Llf NUOVE' Fi>N'fERIE
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che le'prime dovrebbero risolversi e per alcune anche la soluzio~e che mi parve migliore. Se qui aYrò·errato, mi contenterò tuwrna doV'e l'errore sollflvi la correzione, la polemica, dalla quale soltanto è a sperarsi la luce; e la spero perchè quelle questioni mi sembrai~o veramente e gravi e urgenti, e mi duole' di veder troppo spesso 1~ qllesto campo l'Italia attendere d'oltre monte il verbo, e co ntenl.nrs1 di rimeLtere il proprio esercito a livello di qu.elli delle altre potenze, mentre la scienza e ·la intelligenza non le mancano per affrontarle da sè•e risolverle almenp in modo proprio, armonico all'indole nostra, a.I la nostra situazione e prendere, occorrendo, anche la Lesta del mo~ vimento come fece per la marina. E v-01Tei vedere non meno dei tecnici prender vioore gli studi taLtici, così ,~he non solo si irnpieo .d ghino oppurtunamenle i·nuovi tronti, ma si dia lume e gm a e diirez·ione alle ricer·che . Il profano può credere eh el'arte della guel'ra·, la scienza anche consistano intere nell'escogitare nuovi fncili e nuovi cannoni, ma noi sappiamo che l'arme migliore è quei la che si sa meglio adoperare. ,' . . . Hlcapitolando ora dunque quanLo venni ·svolgendo parmi s1 p~5sa concludere che le nnove arl)')i, se realmente influiscono sull a talli ca, · non però l~iustifi11ano tulle le novità eh~ si ve~go@ _P:opaga_ndo. l'vl'blte cli queste non sono che ,...edute undateralt,. ver1ta. relauve a determinate circo·stanze, non applicabili senz}r pencolo alla generalità, dei·casi risulfaLi di impressioni profonde cagionate da fatti rimarchevoli talvolta dolorosi, ma non approfondili. Cerlamen;~ la ùtru.z:ione ta:tticlt d~lla tricr,pa va spinta più in là cli' quanto si suole. Siccome 1l tenipo a ciQ ~ !'.~italo, ,?isog~erà qualche cosa abbandonare, mutare alqua.nto l'1mhr1~1.0. L_ 1struz1one ' . tattica individuale·e·collettiva, pel combattimento in ordrne spar'lo ' va condotta fino al punto clre•le truppe riescanr.Hr st1p'ersi condurre cla sè anche senza la•direzione immediata dei cap i. Bìsocrna adouare le arnii a ,1·i1Jetiz1:one. La loro efficacia si rivela ~ J d. specialmente ·nel combatti mento vicino, devono essere l'arma_ 1tutta· la fanteria, non di un corpo speciale. Il dispensare dal carica mento per un numero discreto di colpi·pcrmette di ado?erarl_e nella avanzata, senza bisogno di fermarsi; questo' vantaggio urnto alla m0lteplicilà dei proietti compen_sa la: minor p,~ecisione clel puntamento e divengono quindi utili alle truppe m moto, anch~ a.Ila 1
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SULLA. TATTICA.
PER LE NUOVE l'ANTEJUE
cavalleria, per la quale già in addietro si consigliavano pistole a proietti multipli, a miLraglia. Quando le altre pot'enze, il probabile avversario, le abbia adottate ci sarà forza adottarle per ristabilir l'equilibrio ; è megli o dunque adottarle prima di lui per metter la preponderanza: dalla parte nostra. · Il consumo delle 11ii1,111izioni non potrà tuttavia c1:escere tanto come si crede e teme. Dipende più da cond izioni morali delle truppe eh~ dalle tecniche dell'arma; si collega al consumo degli uomini . E tempo di occuparsi della çorazzatiwa della fanteria, sotto tutti i suoi aspetti: individuale o collettiva, accidentale o permanente. Ridurne l'aggravio, calcolarne il conseguente rallentamento tattico il maggior peri colo che ne ridonda , paragoirnrlo coll'aumento di si~ curezza. Non è biasimevole una certa r itrosia cavalleresca in proposito; ci può render cauti nella adozione, ma non trattenere daali 0 studi e .dagli sperimenti relativi. Le nnove fanterie. hanno bisogno di ordini più sp igliati, di maggiore istntzione individuale. Le linee della bauagl ia ~i vanno facendo più grancliose. Il terreno va studiato dietro vari principii; la sua correzione pure, specie per l'attacco. La formazione' clel battaglione per {l,a,nco in linen, o in colonna cli ?le come dir si voglia, scema le perdi te, rende più agile ed elastico il l1att.aglione, faci lita l'addensare il fronte ove convencra· l)UÒ ait1. o ' tar~ la soluzione della corazzatLH'a ~otto la forma colletti,,a, la protezione delle teste delle colonne cli fila. Non è fondata l'apprensione che per la maggior potenza delle armi · nuove debba crescere il consu,rno degli uo,nini in tempi eguali . Ciò accadrebbe dove rimanesse uguale la distanza tra gli opposti fronti : questo non può accadere che quanclo cresca il valo!' morale delle Lrup~e non la l~ontà delle armi. L'opinione che debbano esseee più -,, brevi le battaglie e le guerre non è meglio fondata . È fo!'se assa·i più probabi le l'opposta. Lo sch ieramento di grossi eserciti,. I'ol'ient~1~e1~to ~fLttico dava:iti a nn nemico che ci può tener lontaai, la poss1b1I I ta di sostenere la cli mostrati va, la crescente durata del la pre-paraziune per l'att1tcco decisivo e la necessità frequenle cli iterarlo t~ndo?o a prolungare l_a battagiia. fa _distanza fra gli opposti fi:onti, l ampiezza del fronte ci permettono dt mantenere e t.onservare più lungamente l'ordine fra le nostre truppe, ritardarne il disordine ' la . .
disorganizzazione; pnrchè, ben inteso, Io si voglia e non si ammettano, non si agevolino i frammischiamenti. Le guerre non.saranno più corte perché, per quanto si faccia per persuadere un, paese a dare tutte le sue fo rze per l'esercito, il paese non se ne persuade che dinanzi al pericolo, alla invasione e gli eserciti per quanto grossi non rappresentano ché una parte delle forze del paese, e se nel paese c'è patriottismo, o accanimento, non mancherà cli mettere fuori le altre sue forze successivamente. Ciò si ve~e nella ùffensiva e non meno nella difensiva per la quale nel proprio paese sono utilizzabili forze che mal si trascinerebbero alla offensiva. I frammisclt'iamenti possono essere fino a i1;n cuto pmito inevitabili, non però sono es?i pift frequenti oggi di quello che lo fossero tempi addietro. Sono un inconveniente gravissimo, un principio di disordine, un imbarazzo alla direzione. Sarebbe pertanto bene andar più cauti nell'ammetterli, nel giustificarli e curare piuttosto tuUo quanto può giovare a prevenirli , a farli scomparire ad agevolare il riordinamento . Indicai fra qùesti mezzi i colori alle divise, l'istr_uzione e l'educazione, la formazione del bauaglione per fianco in linea, le cpmpcig11;ie p·iccole, e nelle manovre lati.iche (avanzata, ritirata, cambiamenti di fronte) il ritorno a.I sistema della aliemazione dell(;, linee. QL~este ed altre misure atte ad evitare, a riparare ai frammischiament.i ,sono v-ieppiù necessarie quanto più numerosi sono gli eseniti, minore la ferma, e quindi minori i vincoli morali , minore l'imp ulso guerriero degli individui. L' altel'na;;ione ddle linee è una manovra tattica la cui dissuetudine mal si spiega colle ~sigenze della nuova guerra. La scompòsizione del baLLaglione in varie schiere, la loro sovrapposizi·one in quelli inquadrati al momento dell'attacco, non hanno nulla a che fare colla funzione delle linee successive. L'alterno impiego delle linee sùccessive, tullavolta in ispecie che il terreno agevoli questa , manovra, non è una riduzione del Yalor tattico del fronte; la loro azione si somma, la ritirata e l'avanzata si fanno sotto la protezione della linea seguente; più efficace, meno rischioso riesce l'attacco, più ordinata più sicura la ritirnta: -l'ordine in generale si conserva megl io. La distanza tra le schùire può aumentarè seguendo la storica ten-
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SULLA TATT ICA
denza per sollrarle alla influenza dei tiri ; il consumo della prima linea non essendo però più rapido di ciò che lo fo sse per lo passalo non rich iede più vicini rincalzi. La profondità totale di!ll'ordine <li battaglia non risulterà per que~to p1·oporzi onata menLe aumeu lata come pot1·ebbe sembrare al la prima, perchè oltre alla zona pericolosa non occorre più che ci sieno schiere e di:.t(tnze tra. loro . Circa alle r isc,,1·vt, col crescere della estensione dei frohLi si farà sentire sempre p iù il bisogno cli tenerne delle speciali o parziali; ciò non perlaolo non è a supporsi utile la abolizione delle riserve generali finchè ci sa,:à nel generale in capo la fiducia di potere e sapere dirigere la battaglia per quanto grande ella possa essere e fo rte. La cliniost?'ativci va acquistando valore per la distanza cresciuta tra i fronti opposti, per la difficoltà di contemporanoe offensive su larghi front i, per l' influenza cresciuta del terreno onde abil i lrnppe sapranno. tran·e forz a .e l'esistenza maggiori che per lo passalo mantenendosi anche a fronte del più gagliard o fuoco di artiglieria destinato a preparare [!assai Lo . La cresciuta importanza della dimoslraLirn rilarderà. l'o rientamenlo Lallico sul campo di battnglia, darà modo alla direzione generale di Lenér incerto più lungamente il nemico, di at.t.irarlo dove convenga. e cli raccogli ere e clirigere sul punto decisiro quelle truppe che avrà saputo risen·are a Lai uopo . Nella o(!iinsivci, nell'assalto il predom inio della forma avvil1tp JJante è un portalo logico tlella cresciut,i potenza clelle armi a fuoe0 ; ne risulla cresciuta la debolezza delle ali, il bisogno di appoggiarle, di premunirle almeno con una lnrga esplorazione. Ciò potrà portare • ad un eccess ivo allargamenlo dei fronLi, pericoloso anche poichè la for ma de!l'o.llacco èlefini t.i,,o sul punto voluto sar/t sempre la massa, la profond ità . .\lerito del generale sa rà il simulare soltanto questo allargamento, l'indoYinarlo nell'avversario, il profittarne. La ma-~sa è sempre più inclispensabile per l'attacco così pel suo effetto morale come pel materiale, lauto più necessaria quanto più efficaci sono le armi del nemico che tentlòno a dirndarla. L'ordine rado non è che un espediente per diminuire le perdile prodotte dal fuoco nemico, durante l'avan:r.ala o la ritirata, non ser ve per assaiLare o per respi ngere a,;srdli . Al momento dell' ut·Lo vi rimedia la sovrapposi,.ione delle sch iere del ballaglione, ma dinnanzi alle armi 1
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PER LE )IUOYE FA-NTaEillE
nuove specialmente, tanto efficaci da vicino, questo addensamen to del fronte non va•1Tit che ad aumentare le perdite, a scoraggiare del tutto dall'assalto. Una massa com palla sì, ma provveduta di freq uenti intervalli. quale la si avrebbe colle colonne di file (battaglione pel' fianco in linea) è l'unica forma sotto Ja quale una truppa. numerosa possa colle .minori perdile accostare la linea nemica. E se pur questa forma nemmeno potrà baslare, sarà giocoforza ricorrel'e all'espediente di corazzare almeno le teste dell e colonne d-i file rispellire, o coli' i,mp iego di mezzi locali irnprovvisa Li, utilizza ti da truppe a ciò· ammaeslrate o anche con provvedimenti permanenti. Non è a credersi così faci lmente che per quanta potenza possa acqui stare l'arme a l'oco portati le o mobile possa essa sola bastare, salvo casi eccezionali, ad obbligare il nemico ad abbandonare una. posizione ch'egli abbia occup:Ha, per poco essa si presti . Quanlo meno a pari Là d'armi, sarà sempre necessario portarsi nella zona dei suoi colpi pee caricarl o dei nostri; per avere su cli lui il soprdvven lo bisognerà avere o mnggior forza o scemata vu lnerabi lillt; la distanza grande, la rinunzia agli assalti vi cini faranno sparii·e ogn i simmetria di schieramenti . Pol'tare 1ma massa d'armali su uu punto possibil- · menle coperto, con Lui.lo l'a.ltiraglio dei suoi imperlimenti mobil i, e con ques1.i drizzare le co per~ure e iniziare il duello l'avanzala sarebbe in tal caso la forma della nuova ball:1.glia, qualche cosa che somiglierebbe all'allacco delle fortezze. Alla forlili cazione improvvisata si contrapporrebbe una pt>liorcel.ica improvvisata. Se tale snrit per e:;sere 1·ealme11le la nuov:i guerra, la consegu-enzn probabile sarebbe l'aumento della arliglieria, che ,,e1Tebbe a comporre la massa dell'esercito, scortala da fanter ia e da cavalleria secondo lit natura del Lerreno o delle operazioni. Le armi eh linea . la fanteria stessa potrebbero divcnirn ausi liari e. , .Ma i Zulù coi semplici scudi aITrontano armi a ripetizione, mitragliere, cannoni Ouchiss e non semp re senza snccesso; dunque ... anche in campagna - o corazze o cannoni. · Circa alla iniziativa, senza disconoscere tn ll o quanto di buono si disse, <lacchè l'attenzione fu richiamata su queslo tema, e il bene che può avei' prodotto animando, :;vegìiando i cap i dipendenti , facendo sentir loro che il loro còmpilo non si limi ta alla esecuzione Ì'edele d<"gli ordini snperiori e che i loro stncli, la loro capacità de-
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SULLA TATTICA PEn LE NUOVE FANTERI E
vono quindi elevarsi al punto di comprenderli , di concepil'li , per saperli soslilt1ire, mutare all'uopo , senza dimenticare lullo ciò notai che è fors e bene adesso vedere se per caso non si abbia oltrepassato il seono se non si sia arrivati al di là, dove ci sono pericoli non o ' . meno gravi di quelli che può arrecare la cieca obbedienza. Avvertii la frequenza di queste esagerazioni e citai l' esempio della voga delle manovre inquadrale, delle posizioni avanzate, del correre al cannone. Di queste e d'allre cose accennai cercando esser breve ben sentendo quanto grosso sia l'argomento. A tal One soltanto mi astenni dalle numerose e faci li citazioni con cui avrei potuto avvalorare le mie proposizioni, citazioni del resto che spontanee ricorreranno alla mente di ch i per poco abbia seguito lo sviluppo degli studi tattici, nella sua recente fase in ispecie. Ricevo il fascicolo di agosto della Rivista milita1'e. Scorgo· nell'arlicolo Si~lla rwtigl-ieria da campo cora:-:;;ata che la idea della cora~zatura mobile va prendendo piode; vedo nell'altro sullé battel'ie sii sei pe.::,;i come gl i inconvenienti della grossezza delle unità morali elementari (balleria-compagnia ) trovano consenso in allri, e confortato così su queste due tesi che pel lempo che corre mi sembravano le più azzardale, meno peritoso affido allapubblicità quesl'allro studio. .CESARE AIRAGHL,
LA COERENZA DELI.A
F"'ORZA NAZIO.NA.L E !1ILIT1\RE
I.
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Quando si vuol parlare cli un uomo che ha il carattere forte si dice spesso: è tuLlo di un pezzo. Questo indica che si è stabilita una logica stl'ella,ed inti ma fra le sue idee, i suoi sentimenti con le sue azioni : talchè costui o non agisce o lo fa secondo i propri prin,:ipi. Coteste pel'sone godono la stima dogl i altri e la propria ; ma con difficoltà si fanno strada nella vita, troppo rigide come sono per piegarsi ai mille compromessi e sottintesi di cui si compone il vivere sociale. Pure ve ne sono, ve ne devono ossel'e certamente, éhe salgono ad alti ufOci: e al carattere uniscono l'ingegno che insegna' loro a piegarsi fin dove si può mantenendo intatto quello che si deve; non danno mai indietro nel la via dri tta, nè la voltano: possono cambiare il modo e il Lompo e tu li distingui dagli altri per il continuo tendere che fanno a mantenersi coerenti. Anche in questo pun to mi pare regga il confronto che suol farsi fra la vita di.un uomo e quella di una nazione. La coerenza del pensiero, delle parole coi falli mi pare che anche nel viver nazionale sia la forza. Dove l'Italia può mostrare maggiormente la propria coerenza è nel fatto dell'esistenza dell'esercito. Tutti sanno e noi lo sentiamo più degli altri, che essa deYe il prorn -
ANNO
xxix,
YOL, IV.
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LA COERENZA
prio risorgimento e la propria uni là al trionfo di quelli che si chiamano i grandi principii del secolo. Uno di questi, o almeno ad essi connesso strettamente, è quello del dovere e diriLlo alla difesa della patria.
II.
Questo principio si guardò, si voltò da tulle le parli. Si Yide che ci riannoda alla parte più sana dell'antico: che è tanto semplice quanto giusto: che è il più conforme alla Je0rr 0:re di ur,uarrlianza e 0 e alla dignità del cittadino: che nella sua pratica tutta la gioventù viene a temprarsi: e via di seguito. Abbracciato con entusiasmo questo principio,la sua attuazione ci ·c1oveva dare una conse•ruenza o nuova ma perfettamente naturale: è l'ampiezza dell'esercito. Essa in tal modo veniva sotlralta alle vicende politiche interne ed esrerne, alle correnti dell'opinione pubblica, alle vedute momentanee di un dato governo. L'esercito è nazionale, tutti devon? fare il soldato: questa era la via diritta che tracciò innanzi a se stessa l'Italia. 1 Studiato il principio nella sua·attuazi one, ne vennero molti temperamenti per il bene delle famiglie, per quello delle varie professioni, ecc., ecc., ed anche a malinCllore si mantenne una seconda categoria. Tutto qneslo aveva però il caraltere o dell'eccez,oné o del provvisorio; ma non si tornava indietro, attenti a questo, non si voltava strada: si camminava diritti alla progressiva esplicazione del nostro principio ('I). L'esercito poteva diventare più ampio, non più piccolo.
(1.) Puu darsi vi sia taluno che m1 tacci d' ideologo l'C<lcndo clie vorrei I.i. l'ila nazionale regolata secondo i principii. Il giustificanni da questa accusa mi porterebbe oltre i limiti di questo scritto. Ripeto che com~ l'Italia dcTe il miracolo della indipendenza a quei principii, cosi nella coerenza ad essi si formerà il carattere degli Italiani; nell'una cosa come nell'altra non possiamo confrontarci, p;u·agonarci ad altre nazioni d'Europa: la nostra formaziono politica è cosa tutta originale.
DELT,A FORZA NAZIOI\ALE MILl'fAUE
Hl.
Non solo nell'ampiezza dell'esercito la vita nazionale faceva sentire la propria coerenza, ma eziandio nella permanenza di esso. Si potrebbe credere che per le rapide e molt.e comunicazioni, per una certa universalità del sentire, per il contraccolpo degl'interessi dovessero a poco a poco cadere le barriere nazionali nella vecchia Europa e non pochi l'hanno sognato. . Tanto più piccola delle altre partì del mondo, tanto più civile cli esse, pareva che un accordo dovesse presto sLabìlirsi quando appunto gli Stati perdevano il loro carattere feudale, e il 'popolo veniva in potere della vita pubblica col governo di se stesso. l\la il lettore vede che le ·nazioni europee hanno ora più che mai la propria spic.cata individualità; e si dice sempre e si scrive che tale nazione è egoista, l'altra è generosa ma folle, una terza seria e forte e via dicendo; è sempre la geografia che fa la storia. E se per un momento cessano le lotte europee in Europa, esse continuano fuori di qui. E sì comincia a parlare oltre ehe dell'esel'ciLo nazionale, di quello coloniale: e forse i nostri figli sono destinati a vedere, chi lo sa?, uoa nazione europea battuta fuori, ri farsi sulla propria nemica e invaderne qui in Europa il lerritorio. Talchè la parola nazionalifa e l'aggettivo di nazionale perdono valore se non sì considerano nell'internazionalilà. Questi rapporti e questo stalo di tensiohe sono conseguenze necessarie del sommo principio di nazionali tà. che abbiamo voluto noi; e sono causa ·della permanenztt dell'esercito. Adunque là coerenza della vita nazionale ci dà a priori l'ampiezza e la permanenza delle forze militari.
IV. La soprndelta coerenza trapassando dall'esisten.za nazionale in ·quella dell'esercito continua e prende forme determinaie. E per prima cosa, ecco la quantità pref1wita assolutamente alla qualità ecco, la massa. E tutta l'al'te militare ordinarsi e disporsi se-
DELLA FORZA NAZIO-:S:ALE MILITARE
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LA COEBENZA
condo questo principio della massa, tutto quello che prepara l'esercitò nella pace, che lo fa muovere e combattere in guerra, tutto quello che compisce il trapasso dalla pace alla guerra . È un ·vasto edifizio che ha le sue larghe e forti basi nella nazione e cli cui tulle le parti si sono disposte secondo una specie di forza centriped.a, che è l'obbligo di tutti al serviziomilitare.N(,n si po Lrebbe manometlere una parte senza che le altre manchino di un correlativo. Tulle le volte che si aumenta l'attuazione ctel princip io sul servizio obbligatorio, tutte le volte eh.e si aumenta il numero dei sol· · claLi si accresce fo rza a quell'edificio; imperocchè se noi abb iamo radicalmente preferito la quantità alla qualiti1, la forza materiale dell'esercito sta app unto ill quella, la morale nella coscienza di quella quantità; maggiore e più forte è l'esercito, tanto più sente di esserlo . Come pure se noi manomettiamo una parte dell'edi· :fizio s'infirma, s'invalida l'attuazione . libera di quel sommo principio del serrizio obbligatorio; diminui te p. e. i quadri e vi mci.ncheranno alla quantità dei soldati; diminuite questa quantità. e vi mancheranno i1soldati alla educazione dei quadri. E non a caso dico ciò. Tanto hanno bisogno dei quadri i soldati per educarsi, allrettanto questi hanno bisogno di quelli per educarsi e mantenersi educati. È cosa che dovrebbe essere evidente a chiunque cj fermi l'attenzione; e per con vincersene, basterebbe pensare che anche nell 'i struzione pubblica dello SLato s'insegna distintamente il sapere e il sapere insegnare. I q11adri senza soldati, s' intorpidiscono, s'inugin.iscono e quella, pienezza di vita svegliatti in loro dal_carattere particolare della professione delle armi, sv ia e. si disperde spesso in un futile impiego delle energie vitali. Si vanno formando allora nell'interno cle\11 esercì to idee , sentimenti ed abitudini tutt'altro che guerresche, le quali coll'andare del tempo si mutano in tradizioni . Una breve·apparizione di un tale stato di cose si ebbe dopo il 1J866. Ed io penne credo che, anche allo stato attuale delle questioni, messi fra una nuova riduzione della ferma oppure di quantità di uomini sotto le armi, accetterei la prima.
V.
,._
Con le poche parole dette lln qui ho procurato cli schie~·are d~vanti agli occhi del lettore fa tti e ragioni che valgan~ non d1c? a d1mogtrargli. chè di ciò nòn ne ha bisogno, ma a n_cordar?h come t'esercito 'sia un tutto coerente e. in coerenza colla v1t~ naz '. onale, ~ come ambedue siano conseguenza dire_tta e necessaria dei granch principii del secolo a cui dobbiamo l'_esisten~a. , . . Ma in tutto ciò a dire la verità, s1 è considerato I esercito prnLtosto come istiLL1zione nazionale anzichè istituzione militar~ ..come tale ha. una vita propria, ha <~oscienza di se stessa: può sentirsi forte o debo le. Io metterei cruatLro cause per 1~ quali un esercito debba e.s~er~ reputato forte. La sua disciplina, ·lo -spirito militare, le. tracl1zwm o-uerresche, la. quantità di nomin i sempre sollo le armi. Le due ;rime sono possedute da un esercito quasi in~c!ent~mente: s~no cose che si ved~no, s.i· valu tano ,pitìltoslo dal d1 fuo1·1 che nell mterno di esso. Un militare può vedere i fall i che aw,dono intorn? a lui, .ma non ne può indurre come cosa certa, che in altra compagnia., r~~g,mento , in altra città ~tccach ugual cosa: solamente le alte autor11a poss0no abbracciare il tutto co\le-statisticbe . La terza caus::i., 'la tradizione, certo è moJto effiGace; ma in primo luogo la brevi tà della ferma toglie rion poca. vigoria ,al la. sequenza ài -essa: eppoi non lutti gli esercì Li ne hanno. . Resta.la quarta,ed ultimtt di quelle ca.use che dànno all'esercito la coscienza della propria forza , cioè la quantità di soldati sempre sotto ~e anni. In questo, ogni soldato,da una sola compagnia clecluc: sulla punta delle di ta la forza di tutto l'eserci to. E ne na::;ce una af:lerrna.zione tanto semplice quanto fo ndamentale: sian~o in tanti ? - Sor?~ poi il confronto colle altre naz ioni, cifre che si leggono sopra tutti 1 ~iornali: e allora viene la domanda: ~fa si potrebbe esser in più?
'.291,
LA COERENZA DELLA FORZA NAZIONALE MITITAllE
Tullo questo ragionamento è breve, rapido: si basa su quello che si vede ogni giorno nelle parate, nelle riviste, nelle esercitazioni; si tocca con mano nella compòsizione posticcia o fitLizia delle unità tattiche e amministrative per quelle parale, riviste ed esercitazioni.
RIVISTA
VI.
ESTERA
FRANCIA.
Il lettore ha visto come dopo aver parlato della coerenza della vita nazionale con l'esercito, nel fermarsi poi ad osservare questo vasto organismo è sorta spontanea una forza morale di esso. Se si vuole ammettere il mio ragionamento, esso diventa premessa di questa conseguenza diretta: che ogni volta si volesse diminuire la quantità di soldati sotto le armi , si manomette la forza morale· dell'esercito . La quale, bisogna ben piantarsela nella mente e nell'anima, non si ricostruisce, non si rifà ad un tratto : appunto perchè forza quasi misteriosa sfugge ai calcoli e agisce segreta' ed inesorahile. ·· Appare in tutta la sua luce a!l'aprisi d'una campagna, in un pericolo nazionale. Allora una nazione che Ifa fatto sempre tutto quelld che doveva , per essere e mantenersi forte, che si è collegata e quasi streLla nella coerenza intima dei propri i principi i coi fatti, che ha lrasfuso questa coere11za nell'esercito, affronta con animo sicuro la lotta e trova in . quello uno strumento valido e pronto ai suoi voleri. L'esercito diviene scudo dietro il quale essa può subitamente prepararsi ad una lotta senza limiti. Allora, se pur succede la disfatta, questa nazione non ha rimorsi, non si ritorce in odi in se stessa, non perde la propria, l'al trui stima. R AFFAELLO BJANCÌARDI
Capitano.
IL SERVIZIO SANITARIO MILITARE
Allo scopo di porre in armon ia colle nuove l_eggi mil(tari _il_ re_gola~ mento sul servizio sanitario del 3·1 ,1gosto ,(865 e le d1spos1Z1on1 che successivamente lo modificarono, il' Ministro della guer~a nominava (30 novembre ,1882) una commissione speciale coll'incarico .di compilarne uno nu9vo. . · . -La detta commission.e ultimava nel dicembre dello scorso a1mo la 1• par~ riguardante il servizio in ' tempo di . pace (-1 ~ che ve~iva a~prov8ta il 28 dello stesso mese. - Intanto, s111 dal 26 febbraio_ 1883'. era emanata un'istruzione provvisoria (2) per regolare a grandi tratti il servizio· in tempo di guerra, ~Jftocbè la commissione avesse tempo di· attendere con calma alla compilnione della 2n parte del regolamento defin itivo, che, a quanto ci consta, sarà pubblicata verso la fine del corrente anno. I. La direzione generale del serv1z10 in tempo di -pace è anìdata ad una di rezione cent1ra/e pre~so il Ministero della guerra, la quale eser(i)
Réglemeiit s-w,· /.e servicc 1ie swnti de l"armée. -
Prcmièro pa1·tie. - Sei·vice de
sa.nté à ·t'intétlwr . .:.. Paris, libr;1iric militaire dc L. Ba111.)oin et <.:omp. - { volmno cli pag. 971 in-8°. . . . . ·· ·
(2) Inst,,·uction provisòi1·e su,r le (o nr.tiom1ement generai àn se, vice de sante. Denxièmo pa1-tie. - Scrvice a.e santè m campagne. - i voi. di pag. 12 10 s•, ~:essa libreria.
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ESTERA
RIVISTA
cita la sua azione mediante i medici direttori, dipendenti dai comandanti di corpo d'armata (1) e dai governatori militari. Il servizio è poi disimpegnato : dai medici e farmacisti del l'esercito at~i".o, d~l la r iserva e dell'esercito territoriale; dagli ufficiali d' ammm1~trazione ~i .dette categorie ; dagli infermieri e porta-barella dei r~~gimeuti; da i n parti d'infermieri; da i cappellani; dalle su9re di car ita ; ed mfine dal personale civile addettoi;i permanentemente od eventualmente. _L~ studio delle questioni tecniche più interessanti, gli esami d'amm1ss10ne nel pers?nal~ sanitario e le decisioni su tutte le proposte pel collocamento rn nforma sono di speciale mansione del Com·itato di s~nit.à (Comi té consnltati f' de :swnté) , il quale è pre:;ieduto dal medico. 1sp~ttore genera le (2) e corn posto dei medici ispettori (3), del ~armac1s~a· ispettore e di un medico principale segretario. I membri del Comitato passano ispezioni annuali.
D1:rczion·i, cl!i co1·po d'a1··mata. - Il direttore· (medico ispettore o medicò principitle di •I• classe) dipende per la parte tecnica, dal co. ma~<la?te .dBI corpo d'nrmata, so!o dal quale può ' essere punito. Ad ogm direzione è addetto un medico maggiore od un. medico aiutan te maggiore di •I • classe, un uffìcia ll• contabile e parecchi scrivani. JI direttore visita le infermeria dei corpi per accertarsi che sieno osserv~te le ~egole dell'igiene. Negli ospedali militari iuvece ha un'ingerenza diretta m tutto quanto r iguardn il servizio sanitario ed una ind iretta nella gestione ammini stra tiva (4.). Vigi la sul trattarneute dei militari ricoverati negli ospedali civi li e sulla conservazione <lei materiale di mobil itazione depositato nei magazzini e stabilimenti del corpo d'ar-
2.97
mata. Sono infine di sua spettauza le proposte circa l'im piego del personale: ,t o nei corpi e distaccamenti, i cui medici si trovano momentaneamente assenti; 2° nei pr~sidi, per la cura degl i ufficiali senza truppa e delle loro fami glie; 30 negl i ospedali militari e civili ; ,i- 0 nelle brigate della gendarmeria ; 5° nell e prigioni militari; 60 negli uHìci di reclutamento- e nei consigli di revis1011e. Allorc.hè il per~onale è deficiente, il Ministero, ed in caso d'urgenza il comandante del corpo d'armata, autorizzano il direttore cli sanità a chiamare in servizio i necessari medici e farma cisti della riserva e il direttore d'iotendeuza, gl i 'ufficiali contabili di riserva che occonessero agl i ospedali militari . Solo in difetto di personale della riserva, è concesso rivolgersi a medici o farmacisti civili. ·Rispetto a disciplina, il diret.tore di sanità ba i diritti del grado a cui è assimilato. Egli corrisponde con le autorità militari del corpo d'arnrnta ed invia tutte le domand.e del personale sanitario e contabile non che le proposte per ricompense ed avanzamento. Infine, tutti i lavori di miglioramento progettati dal genio militare per gli stabilimenti sanitari ;devono essere da lu.i esaminali.
Servizio dli, com,1wissa:rùtto. - L'alta vigilanza sulla gestion~ amministrativa de(rli st(lbilimenti sanitari è affidata al direttore di comQ . missariato del corpo d'armata, il quale provvede, di concerto col direttore cli saniti1, all'imoiego del persouale contabile, alla stipulazione dei con tratti per i viveri, al controllo ::;nl materia le farmaceutico e cli casermaO'<•io alla verifica di tutti · i d0CL1menti contabili, ecc. bi::>
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(tJ Non vi sono, come eia noi, direttori di s:rnitii, divisi~nali.
(2) Ttcco la gerarchia e l'assimilazione dei medi ci e farmacisti militari: Medico ispett,ore generale . , . assimilato al grado di generale di div isione· Id. o farmacista ispettore . > » • cli br i"ata· ' ia. principale di i• classe, assimilàto al grado di colonn°cllo'. 1d. ,. 2• , » ten. colonnello· 1d. • l maggiore di f.A • » n1aggiorc; , Id. . .2a • » ,. capitano; » aiutante maggioro di 1• classe, assimilato al grado <J i t enente; 1d. !cl. • •, 2• , » sotto ten. (3) E in ~aco.ltà d.el M_inistero di r~estinaro anche qualcho medico ispettore prP-sso i governatori mil,tan ed 1 comandi dt corpo d'armata più importanti. (4) La Sl)rveglianza diretta sulla gestione amministrativa è affidata come diremo in · ' seguito, al direttore di commissariato.
In(er,11w1·ie r eggimenllili . - Sono desli nate a ricevere, ol tre agli ammlllati lèggeri, anche quelli che escono dagli ospedali e c.l1e abbisognano di qualche giorno di r iposo: Ve n'lia una presso ogni corpo o distaccamento superiore alla compagnia. Il numero dei letti è fissato a 2 112 p. °lo dell'effettivo nelle armi a piedi ed al 3 p. °lo in quelle a cavallo ~ Il medico-mnggiore (médec·in-major) dirige l'infermeria e ne è -.responsabile verso il comandante. All'ar~ivo della nuova classe di leva, egli è in dovere cli proporgli quelle misure che stima con venieut.i per 1
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ESTERA
abit1rnre le reclute al clima del paese, alla vita del reggimento, alle fatiche del servizio. Il mediço ha autorità diretta ~ul perso.mie addetto all'infermeria e sui mititari che vi sono ricoverati o che vi si ùcano per farsi visitare. Pnò corrispondere con le .-intorità siinitarie, facendo vistare le lettere dal comandante del corpo. Così pure è responsabile verso il consiglio d'amministrazione del materiale dell'infermeria, ma deve far vistare i buoni di prelevamento dal maggiore relatore. Il medico-maggiore segnala al direttore di sanità quanto interessa l'igiene e la salute del reggirriento: gli rende conto delle modificazioni che avvengono nello stato sanitario del medesimo indicandone le probabili cause; in una paro!~ è in obbligo di fornire al direttore tutte qnellc notizie che gli agevolano il còmplto suo. A sua volta, egli viene minutamente d'ogni cosa informato. dai medici del coq)O, specialmente se dirigono l'infermeria · di qualche distaccamento. Tutto quanto riflette il servizio interno dell'infermeria, i Ja,,ori di scrittura e l'istruzione pratica dei porta-feriti spetta al sottufficiale o caporale infermiere, il quale è coadiuvato da un certo numero d'infermieri . Nell'infermeria deve tl'ovarsi sempre piesente uno di questi per impedire che gli ammalati ricevano commestibil i o comunicbino con gli altri militari . per affari non di servizio. È stabilito che ogni infermeria di reggimento abbia possibilmente i seguenti locali: 1° nna camera por i febhricitanti, una pei venerei , una pei feriti ed uria pci convalescenti; 2° una camera pe~· le visite, che può :::ervire anche per l'alloggio del sottuflìciale infermiere; una per i bagni, una pel refettorio ed una pel magazzino; - 3° nna camera per i sottufficiali ammalati; ,i.0 alcune latrine indipendenti da quelle del corpo; 5° 1111 locale pe1· i bagni caldi per h truppa del reggimento ; 6° infine nn cortile pel passeggio degli ammalati. L'infermeria si.a stabilita in un padiglione speciale od in un fab: bricato lontano dal quartiere occupato dal corpo. Le camere degli ammalati e quelle dei convalescenti siano al primo piano e queste da quelle indipendenti: la camera dei febbricitan ti sia separata da quella dei venerei;· il nrngazzino ed i bagni sieno al piano terreno; ad ogni infermo sia accordato uno spazio di almeno 20 met.ri ci1bi d'aria, non compreso quello occupato dal letto e d:Ìi mobili. Ad ogni infermeria deve esserà unita una. piccola bibliot11ca.
Depos·iti cb1: con'Oalescent'i. - Sono istituiti per ordine. del Mini.stero e vi sono ricoverati così i militari che escono dagh o~pedah, come quelli che ptovcngono dalle infermerie reggimentali. Essi hanno personale speciale sanitario, contabile e militare comandat? s~mpre da un ufficiale. Il medico pi(1 elevato in grado vi ha la dll'ez,one del servizi0 sanitario ed ha Yerso il suo comandante gli ~tessi do:,7eri asseonati al direuore d'una infermeria reggimentale verso 11 capo d1 corpo. l')Quando è pos,ibile la preparnzione degli :ilimenti deve esse:e affidata od una cantiniera, e se il deposito è grande, a due, ossw, una li prepara per i sottufficiali e l'altra per i caporali e ~oldati. . Le norme di disc:ipliua e cl' amministrazione prescritte p~r le mfèrmerie reggimentali sono estese ai depositi di convalescenti. Osveda/li mìlùan:. - Vi sono tre specie d'ospedli!i rnilitnri,: i permanenti, che possono avere succursali; i temporan~1 per le acque mine~ali. Ogni specie è poi divisa in cinque classi secondo la capienza. .. . . Il personale addetto ngli ospedali dipende, per_ la ~1sc1pl_u~a, ~~I mcd(co-capo nell'interno dello sta9ilimento e f~~n d~ll auton_t-a. militare del presidio. f'ill ufficial i medici, i contabili ed 1 farm~c1s~1 sono sottoposti, nel proprio corpo a tutte le regole della subordmaz,one e della disciplina. Gli ufficiali medici per ragioni di disciplina possono essere pnmtt nelle stesse proporzioni fissate per gli ufficial_i cl~ll'eserci~o, da~ c~mandanti di corpo d'armata, di divisione e ~1 lmgata _da, quali_ dipendono, dal comandante di presidio, se ufficrnle superiore, e da, superiori del loro corpo: per ragioni invece cli serv1zt0, pos~ono _esser~ · puniti solo da questi superiori e dagli ufficiali generali dm quali dipendono direttamente. _. . . . .. . I medici-capi cli servizio hanno .per le pnn1ZI.on1 gli . .st~ss1 , dll'l~tJ accordat.i ad un comandante di corpo, Gli arresti e la pr1g1one. d, ngore però non possono essere inflitti d1e cfai dire_ttori c~i s:mit11 e nel limite massimo di 30 criorni. I medici in sott'orclme poi non possono pnnrre che i militari del proprio corpo e gli infermieri addetti all'o· speciale. In ugual modo sono regolati i diritti di punire per i farmacisti cd i contabili. Quando taluno di detti ufficiali colga in follo un membro di un'altra specialità ne fa rapporto al mc11co-c;apo dell'osped~le, i_l q~ale ~ssa la punizione. _ Così pure se accade _che il com~1ssar10, mcar,cato di vigilare sulla gestione amministrativa dello stab1ltmento, debba pu-
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nire qn contabile od un farmacista per ragioni di servizio, la punizione è fissata da l medico:...capo. Le licenze che possono essere concesse agli ufficiali sono: a) ai med ici e farmacisti ispettori, ai direttori di sanità ed ai direttori di ospedali, non più di otto giorni con intero stipendio dal governatore militare o da l comandante cli corpo d'arm11ta; b) a tutti gli altri · ufficia li, con intc~ro stipendio, non più di 30 giorni dal governntore o dal com:rndante il corpo d'armata; ,f 5 giorni con intero stipendio o 30 con stipendio ridotto dal comandante la divisione; 8 giorni con stipendio in tero o 15 con stipendio ridotto dal medico ispettore; 4 giorni con stipendio intero od 8 con stipendio ridotto dal med ico principale 'di 1• classe, dal direttore di sanità o dal medico-capo dell'ospedale. ' Gli ufficial i delle ,;arie specialità 11ddetti agli ospedali sono obbligati a vestire \' uniforme mi litare solamente in servizio e nelle rinnioni ufficiali. 1
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Serv·izfo ·i nterno ('i ). - In un ospedale la direzione ciel serv1z10 compete al med ico più elevato io grado. Egl i non può nsscntarsi che cci! permesso del comaud11nte il corpo d'armata . La sua _:vigi laDza si estende a tutt.i i di,•ersi rami di servizio, ad eccezione di quanto riguarda l'amministrazione del riparto-infermieri ed i documenti coi quali il contribile-capo deve <lar ragione ciel $UO oper.1to. - Egli però, . se lo vuole, ha il diritto di vistare tutta la corrispondema di detto contabile e da esso deve ricevere ·comunicazione di tut~e le lettere proven ienti dal commissariato militare. ·Così pure è autorizzato :id assistere 11 tutte le ispezioni che da questo. vengono. passate al materiale in consegna ai contabili e farmacisti. · Il meélico-capo può di sua iniziativa fare proposte per ricom pense onorifiche o per avanzamento a scelta degli ufficiali dipendenti.· Egli deve poi accertarsi dell'istruzione dei me:·lici, ed aume111.arla, mediante con ferenze scientifiche quincli~inal i. Gli 11tti riguardanti il personale ed il nrn terinle fanno capo al di~ rettore çli sanità del corpo d'armata. I medici in sott'o'rdine rispondono verso il medico-capo del servizio nel rispettivo riparto, e Jo tengono informato d'ogni coso. (i) Di crt1es to servizio diamo appena un cenno generale; si sappia però che il rego, lamento è in qui,sta parte assai minuto, speciitlmente in ci<i che riguarda i doveri del personale inferiore, la prepar<):zione del vitto, la pulizia dei locali e del materiale, ccc , r.cc.
NeO'li ospedali ove trovausi almeno tre medici subalterni, è stabilito un s:rvizio di gu11rclia permanente; nel caso contrario, la _guardia è fatta solnmen te di giorno, avvertendo che il medico p11ò allontanarsi per breve tempo cli1llo stabilimento, p11rchè sia sempre reperibi le.. Il farmacista-capo dirige il servizio del personale della sua spl:lc1alitit ed è l'intermediario tra questo cd il ·medico- capo . Egli risponde della preparazione dei med icamenti e della loro c?nservaiione 1101~ che di quella del mau~ri(l le di mohi lit11iione che ba 111 consegua ; ha 1,I clLritto di far parte delle commissioni per l'acquisto delle derra te, dei rnedicamc:nti e ciel ma teriale d'ogn i genere. Egli corrisponde infine per Ja parte amministrativa , col commiss11ri? to mi litnrc, ma deve far ,•istare le lettere clàl medico-capo . II con tabile- capo è incaricato, sotto la direzione del medico-capo, delfo gestione in danaro ed in ma teria dell'ospedale, esclusa la formaci/ EO'li comanda cd ammiuistrn il riparto-infermieri, ed è responsabile della disciplina e del buon ordine nell'interno dell'ospedale. Per la parte amministrativa però è posto anche sotto la vigilanza del commissariato. , •• • • 1 Se nell' ospedale trovansi almeno tre uffic1alt-contabil1 o :illi~vi~ · contabili · viene sta bilito un servizio di guarclin; nel caso contrario s1 fa come' per i medici. L'ufficiale di guardia riceve gli uflì ciali e le persouc che 4isitano gli ammalati e .Ji accompa_g~a . . Ad ogni ospedale è addetto nu cappellano militare. Fra le d1spo~ sizioni che Jo riguardano merita cli essere ricorda!~- quella che egli non può per niun morivo accogliere _cla_gli_ ammalatt nl_c~m reclam~ relativo all'amministraiioue od alla d1sctplma dello stabil1mento. Nei . grandi ospedali è anche ammesso eh~ ( mi~istri de~ c~1lti ~on cattolici prestino assistenza ai loro correlig1onar1. - Es:' pe1 o debbono presentare i documenti che comprovino J~ loro qual1ta;, non, ~?sso~10 entrare nell'ospedale che in una determinata ora ed e . loro. :rnl.nto di comunicare con ammalati d'altra religione. Le suore di car1 ta sono sohu~iente neO'li ospedali pi(1 importanti e, come da noi, attendon? al servi1,io d'inf: rmiere presso gli amm11lati ·più gravi, alla preparaz1.oue e clistribnzione degli al imemi cd alla conservazione e nettezza della biancheria . . Gli infermieri militari sono subordinati a tutti gli ufficiali dello stabil imento, e comandati dagli uffir;iali couiabi~i . Essi sono cli~;isi in sezioni amministrativamente autonome . In massima , sono esen_t1dall_e esercitazioni mil itari, essendo prescritto sieno destinati alle sei1on1 d1-
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staccate (1) dopo di aver completata l'istruzione militare presso il deposito del corpo.
ospedali militari; quando invece gli stabilimenti sono civili, vi ricevono trattamenti speciali, secondo · )e convenzioni stipulate. Le stesse persone che possono essere ricoverate in ospedale militare, sono pure autorizzate a .chiedere di essere ammesse aJla cura delle acque minerali. - Nel caso però che i richiedenti sieno troppi, il regolamento stabilisce il ~eguente ordine di precedenza: milit::iri di terra e di mare in attività di servizio; gli stessi in disponibilità, riforma o riposo; in uh.imo tutte le altre categorie non dipendenti dal Ministero deJla gt,ierra. I militari in ::ittivith sono inoltre divisi in due categorie: la prima comprende la truppa e gli ufficiali inferiori; la seconda gli ufficiali superiori e generali,. Le ammissioni per queste due categorie sono così regolate: ogni anno ad epoche fi sse. i direttori di sanità di corpo d'armata ricevono le proposte per i militari della 1a categoria, ne fanno l'epilogo nume1·ico e Io trasmettono al · Ministero, il quale stabilisce poi il numero d'ammalati che ogni corpo d'armata può mandare ai vari stabilimeìiti. - Ricevuta questa notificazione, i direttori di sanità fissano quali sono fra i richiedenti che hanno maggior diritto e ne comuninicano i nomi ai corpi. - Gli llfficiali invece della seconda cateo-or·ia o .. , devono dirigere al Ministero una speciale domanda corredandola della dichiarazione 1 mcdica. - Il Ministero allora concede nll'ufficiale di recarsi in licenza, con iutiero stipendio, nella località designata . Questa autorizzazione però non implica che e5si abbiano diritto a far uso gratuitamente delle acque nello stabilimento militare, diritto che è inV':\ce tass::itivamente accordato all'ufficiale inferiore che, per defi cienza di posti non potè esservi· ricoverato. Il regolamento stabilisce poi le norme per le ammissioni delle altre categorie, e per la cma dei bagni di 111.:n·e, ai quali ultimi, come da noi, sono inviati drappelli di militari cli truppa, aggregandoli ad un corpo di un presidio marittinio.
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Amm'ission1; negli ospédiili. - $ono ammessi ad es:;ere curati negli ospedali militari a spese dello Stato: . . ,1° gli ufficiali e loro assimilati clell'esercilo attivo, in qualunque posizione si trovioo; i cappellani militari, · gli archivisti e gli interpreti del corpo di stato nrnggiore; 2° gli ufficiali e funzionari di riserva e dell'esercito territoriale, quando sono in servizio; 3° gli impiegati civili .del Ministero della guerra; ri, 0 infine, qualunque militare di lrnppa sino a che appartiene all'esercito permanente o riceve le competenze di marcia per rientrare a casa sua. Vi sono poi ammessi, a Clll'ico della rispettiva amministrazione, i militari della marina; i doganieri; i pompieri-zappatori della città di Parigi; le guardie forestali; gli impiegati postali imbarcati sui piroscafi o addetti agli uffici delle colonie; gl i impiegati civili residenti in Algeria; i coloni dei. paesi dell'A'lgeria, sprovvisti d'ospednli; i lavoratori borghesi degli opifici d'artiglieria se la malattia è causata d·a1 servizio; i militari stranieri cd infine gli emigrati politici. È inoltre autcrizzata l'accettazione dei militari che godono d'una pensione dello Stato e che sono affetti da una malattia acuta od ab· bisognevoli e\; qualche operazione chirurgica importante; in tal caso la tariffa giornaliera non può mai es$ere supericre alla pensione goduta daJl'infermo. A.Fii ufficiali poi dell'esercito e loro assimilati è concesso cli ::ipproffittare degli stabili menti sa~itari pe!' prendere bagni semplici o medicati pagando una piccola quota (2). Acque mincral-i e /Jaçpl!i cl{ mare. -:- Qnando le sorgenti d'acque minerali ed i relativi stabilimenti appartengono all'amministrazione militare, gli ammalati ricévono lo stesso trattamento stabilito per gli (1) Nei centri militari più importanti vi sono dei depositi, da.'. quali dipendono, come riparti d' trno stesso reggimento, le varie sezioni-infcnnieri. - Questi depositi JlOi di11endono clal commissariato militare. (2! Ecco le tariffe, compresa la fornitura clella biancheria: bagno semplice 20 cent.; mercuriale 30; alcalino 25; solroroso 25; cli crnsca 30; salino 60; golat.inoso lire 1,10; aromatico lire 1,30.
A.mmin'ist1;a'.zione degli ospedal'i. Le varie specie di matenale sono fornite agli ospedali per mezzo di. prelevamenti dai magazzmi militari di sanilit, cli contratti con appahatori 1 di acquisti diretti, di cessioni od im prestiti da altri stabilimenti, ccl infine, nelle circostanze straordinarie, anche per n1ezzo cli reqnisizioni . · Le richieste per le medicine sono fatte dal farmacista e quelle per le altre specie di materiale dal contabile. Sono tutte ordinate dnl me~ico- capo e. spedite al rappresent4te del commis:;ariato nel presidio, il quale vi appone le sue osservazioni e poscia le spedisce al diret•
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toro di saniL:1 del corpo d'armata . - Quest' ultimo ne prende v1'>1onc, e se le approYa spedisce al ~'l.inislero quello riguard:rnti il materiale da prelevarsi dai mag:izziui e r~stituisce al comm issariato quelle concernenti materia le da acquistarsi nel presidi.i . li rappresenlanle poi del commissariato è incaricato ùi acqnistarc e consegnare all'ospeùale il materia le richiesto . In caso di mobi litazione o di riunioni eccezionali di truppe gl i ospedali sono autorizzati a requisire il materiale onde possono abbisognare. Le le11ere di requisizione sono dirette alle autorità municipnli possibilmente da un uffi ciale generale e l'oper:izione ò sorvegliata da uno o più uflìciali . Introdotto il materiale nello stabil imento, Jn sua gestione è ripartita fra il contabi le, il farmaci sta ed il medico-capo. l i contabile risponde di tutto il materiale ~he si troYa nello stabilime11to meno degli istrnmeuti chirurgici e della medicina; egli però agi:;ce sotto la direzione del médico-capo, o per conseguenza ~guiqualvolt.1 riceve da questo qualche ordine che egli crede possa compromeucre In sua respou sabilitù, se lo fa mettere in inscritto in apposito registro, lo vidima e io trasmette nl commissario per l'esecuzione o per darsene scarico. Cl contabile è inoltre incaricato clell 'iutrocluzione e dell'uscita del materiale fa rmacenlico e delle medicine, ma è chiarameute stabilito che la so:i iugereuza in tale servizio consiste unic;amenLe nell'atto rli consegna o di ricevirnonto. ll fa rmacista è re$ponsnbi le· dei medicinali ed istrumenti farma 0eutici dal momento in cui li ricevu in consegna dal contabile. Il medico-capo infine è responsnbile dt1lla conservazione dell'arsenale chirurgico, che· riceve pure in consegua dal contabile. Per di minuire però la grande rosponsabil1tù che qncsl'ultimo avrebbe in un ospedale principale, il regolamento lo autorizza a consegn:1re ad og11i modico il materialo della propria carnera e ad ogni sottuffic;ia le il materiale dei lc1ti o di cnciua depositato nei locali posti sotto la sua sorveglianza. - A tale uopo ognu11a di queste persone è provYista di un libretto lli consegna (cut·1iet- inventai·re) su cui sono notati tutti i moviment.i di materiale. Oltre a ciò, , prima che i! niatet·iale sia intrndouo e messo in servizio nello stabilimento, viene visita to da una commissione presieduta dal modico-capo o composta del contabile e . del farmacista·, la cruale accert.a le condizioni in cui · si trova ~d il grado di responsabi lità che uo consegne per chi ne sarà consegnatario. I l corpo del commissariato vigilt' sull'amministrazione dègli ospedali nel senso di accertarsi che il materia lo sin semp re a numero e
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che il suo impiego e quello dei fondi in danaro proceda in armonia colle leggi e regolamenti . Il r:i pprescnl~ ote _qui.n~i del commissariato nel presidio, può a suo taleuto passare 1:;pez1ou1 10formandone . il comandauto della divisione quakhe giorno ~rim~, eJ alla vigilia il comandante del presidio. Il sotto-comm1ssano, quando trattasi di fare una verifica di cassa o di ma~az1.ino, è autorizznto a presentarsi, senza alcun preavviso, al conta~ile dell'o·spedale od al farmacista. o.,pedali tiri'ili. - Sono divisi in q1rnttro categorie, ossia: 1• OSJJCd(tti rn:isU, situali in una località in cui vi è un presidio di almeno 300 uomiut; 2• ospednli 1n'isti, nei presidi di forza minoro ai 300 uomini ·
3• ospedali ci'oiN, nelle cittù in ,; ui havvi un presidio; ' _4' . osJJeda/i cir,'ili , nelle citti1 sprorviste di presidio. .Negli ospedali delle .due prime categorie i militari devono essere ric?verati in camere separale, e quando il presidio oltrep:issi la forza d1 1~000, ~a1:ann·o· cu!·ati da medici mili tari ed assistiti possibilmente da mferm1eri rnil11ar1. - In quest'ultimo caso, le camere destinate a~la tr~ppa sono considerate come un ospedale militare sotto tutti i r1.guard1, an-ertendo però che gl i in fermieri sono obblignti ad ubbidire al personale ci vile superiore dello stabi limento in tutti i serviz1 cu~rnlativi. N~g!i ospedal_i poi della 3• e (1:• categoria i medici militnr1. possono v1s11are quandu loro aggr.1da gli ammalati; ma per nessun motivo possono ingcrir:;i nel servizio sanitario nè eforo alcun ordine. ~ contrntti cogli ospeda li oradetti so110 stipulati dal sotto- commis~ano. secondo n0nuc_ tracciate da una commi;;sione della quale, oltre a .Im,. fann o parte ti. cou:inudante la sotto-divisione, il medico- capo e ti direttore del genio md1t:m1. I contratti però prima di avete effetto debbon? essere approvati dal i\1inistero. In essi è sempre compr~so un articolo che autorizza gli ufficiali del presidio a usufruire dei bagui, uci limiti conces:;i dalla grandezza dello stabilimento, pagando la tassa regolamentare. · La v:gib)nza sugli ospedali della 3° categoria è affidata ai comandanti di presidio.
Mate1..ialc di mobilitci:zione. È stabilito che sia visitato almeno una volta per trimestre, ossia : 1° ,crnello in consegna ni corpi_, dal med ico di reggimento iu presenza cl un rapprosentantc del consiglio di amministrazione; , 20 -
AXNO XXIX, VOL.
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RIVISTA
2° quello in consegna agli ospedali, dal medico-capo o da un suo delegato, col concorso del farmacista e del contabi le; 3° quello, intir::ia in consegna· ad' altri stabilimenti, da uh medico mifoaue, destinato dal diJ1ettore d:i sa11i tà, c0I conco·rso del contubile consegnatario e~ se' occ01rie, d'un farmaci,,ta. Le spese per la ,1,onserv:azione del materiale· vanno. semp,·e a carico del· bilancio ovdinar.io della guerrn. 1
IL Il ,,erv1Z10 sanitario in tempo di guerra si divide in servizio di ·1 \ 2• e di 3• linea ed è eompletato d11gli sta.bilimenti situati nell'interno del paese . ]l servizio di ,p, linea si divide in: •I o reggùnentale, destinato a dare un primo soc«orso agli ammafoti e feriti dei corpi, così in st:iziòne come in marcia e clurànte il combattimento; ~o mnbul(l;nze attùoe, incaricate di raccogliere i foriti nei vosti di soccor110, di medicarli ed inviarli poscia agli ospedali. li serv izio di 2.· linea ha per iscopr. di provvedere :Sul teatro della guerra al ricovero degli ammalati e feriti non t1;asportabili, e com,pl'ende gl'i osvedali mobil!i e gl'i o:spedal!i sedbntari di campagna . E 'iuoit.re completat0 dai depo,svti cli convalescenti . n sel'vizio di 3a linea infine lw per mandato l'illlrio dei feriti tra sportabili negli ospedali situati dietro la base d'operazicme, e si divide in ambula1ize di sgombro, t1>'eni cli sgonibro ed mnlntl.anze d·i, stazione. J!)frezfoni . -L'andamento generale del servizio è diretto, sot.to l'alta
vigi lanza del comandante, in un'·arm~tu, da un medico-ispettore; in un corpo d'armata, da un medico principale; in noa pinza forte, in un'ambulanza o in un ospedale di campagna da nu medico principale o maggiore. Quando parecchie armate sono riunite sotto un unico comando,. la direzione del servizio prende il nome di ispezfone generale del se·r1lizi,o san·itario cd è presieduta da l medico ispettore generale. Il cl>i11'ettore d'armata ha autorità su tutto il persomde ci vile e mifitare clJe concorre nel servizio, compresivj anche, per la parte tecnica,
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i medici addetti ai cor pi. Lo sgombro dei feriti costituisce la sua prin.()ipale missione e per compierla si tiene in coutinna comun!cazion~ con la dfrezione s·uper·i01'e delle ferro'Die 1m campagn~. Studia le m1sme ut.ili alle condizioni sanitarie dell'armata, non che le istruzioni ':l disposizioni da darsi alle sezioni del le società di soccorso. La sua corrispondenza coi d'ireltori di corpo cl' armata è fotta per mezzo dc:i coma\1di dai qua li dipendono. Il d!irettore cli corpo cl' armata si trova col suo comandante nelle stesse relazioni swbilite pel tempo di pace. Oltre a ciò dà esecuzione a ali ordii1i che riceve cfol direttore d'armata per lo sgombero dei feriti, .ed a tal uopo si tiene in costante relazione coi co1nanc/;,; di ta1,pci- e ,con le comm,issioni delle fe1-ro·1Jie. In caso d'urgenza, può dare egli in persona gli ordini per lo sgombro dei.feriti d.el suo cor~o. d'armata, :avvertendone il direttore d'armata. Vigila sull'approvv1g1onamento delle ambulanze e degli ospedali di campagna e può, in mancanzct d'altro mezzo, provvedersi del materiale necessario ordinando egli medesimo le requisizioni. Per quanto riguarda però il materia le formaceutico è coadiuvato da un farmacista principa le, il qua le può rivolaersi e dare disposizioni alle Mltorità che concorrono nel servizio, pur° che faccia vidimare le lettere da l direttore. Durante il combattimento infine, oltre a dirigere l'andamento generale del servizio, rleve in ispecial modo cui·ar~i del tl'asporto dei feriti dai posti di soccorso alle ambu'lanze, di far agire, se occorre, qualche sezione d'ospedale sul campo ,di battaglia, e di fare infine raccogliere i fer iti che possono trovarsi ·sparsi nel le case campestri . Il J:iirettore dJi, diDisione ha, rispetto al proprio riparto, le stesse incomben;1,e del direttore di corpo d'armata. Egli può inoltre agire come medico- capo clell'am bulanza divisiona le.
Se1·liizio 1·egg'itnentale. - Nel SLlO insieme il servizo reggi'ine.ntale si svolge come in tempo di pace, avendo_cli pi 1ì l'incarico cli portar via i feriti dal cam~o di battaglia e di stabilire posti cli soccorso ove possano ricevere una prima med icazione. I porta-feriti dei corpi disimpegnano questa nuova parte del servizio, rimanendo total'.nente a~li infermieri la cura dell'infermeria. Il medico capo del regg1meutG nsponde cli tutto il servizio, e richiede al direttore di san ità quanto gli può occorrere, facendo però vidimare sempre le richieste dal capo del corpo. A ~ominciare dal 1° giorno cli mobilitazionc si tiene un ruoli no nominativo degli a'nrnrn!ati o for iLi del corpo, indicando per ciascuno la. specie e la voTa vitit della. mnlattia o ferita e le sue conseguenze. 1
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ESTERA
lllVISTA
I posti di soccorso sono stabiliti dai medici del reggimento in hase alle istruzioni ricevute dal suo comandante, e subito dopo che la truppa si è schierata in o_rdine da combattimento. Per regola, sono situati t)re~so le riserve di battaglione ( 1). 1
,im,bul<inze ed o.çJJeclal'i. - I medici-capi delle ambulanze dipendono dal direttore di sanità della divisione o cl.e! corpo d'armata, secondo le truppe cui sono destinati; quelli invece degli ospedali dipendono sempre dal direttore del corpo d'armàta. Così gli uni come gli altri, hanno gli stes~i doyeri e diritti fosati per un medico-capo d'ospedale in tempo di pace. Nei giorni di combattimento i q.1edici-capi ricevono per mezz".\ del direttore di sanità, od anche direttamente dal comandante la divisione, le istruzioni per l'impianto delle ambulanze. Essi allora si rendono conto del collocamento dei posti di soccorso e destinano a ciascuno di essi un gruppo di port.a-feriti, lasciando all'ufficiale contabile la vigilanza su questa parte del servizio. Dànno però a questo ufficiale le opportune istruzioni pr.rchè i foriti sieno divisi in tre gruppi, cioè: . ,t O quelli, le cni fe rite sono leggiere e che, dopo la medicazione, potranno rientrnre al corpo; '.2° quelli, che sono feriti éa vernente, ma possono essere trasportati agli ospedali; 3° infine quelli che non possono essere trasportati . Il medico-capo non climeutichi mai che l'ambulanza deve seguire ]e trnppe. Metta quiudi in servizio solamente il mnteriale necessario, e lasci l'altro sit.nato iu modo da potere essere caricato sulle ,,euure :il primo cenno. Per ottenere ciò, conviene che lo sgombro dei fer iti avvenga celerrriente e sia ben ordinato in precedenza. Pér gli ospedali poi da campagna spetta al direttore .di sanità del corpo d'armata d'indicare le località ove debbono stabi lirsi e di far conoscere al principio d'ogni combattimento quali sezioni e do;e debbono agire. Ricevute queste indicazioni , i! medico-capo designa i locali per varì servizì ed appena l'ospedale è impiantato ne informa il direuore di sanità. Durante poi e dopo un comb:ittimento procura di regolare il servizio in motlo che non avvenga alcuna agglomerazione di feri ti, · inviando al più presto i trasportabili all'.amhulanza di sgomlm·o. Accadendo però che un ospedale, per il gran numero dei feriti non . (1) Nell'istrniione delin.iliva saranno indicate con molti particolari le norme pel servizio dc, porta-feriti, che ora sono contennte in un manuale speciale (i)Jmmet cli~ bi-a11-
c,irdier intlita,ire).
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tra!'\portabili, sia reso immobile, il medico-capo deve speditamen te adoperarsi perchè sia trasformato in ospedale permanente da camp:igna, e · raggiunge poscia il proprio corpo d'armata . . Gli ospedali permanenti di'pendono dalla direzione di sanità più vicina e possono essere serviti da squadre delle societit di soccorso. Ambulanze e tre1vi dli sgomb1·0, dev osito cli convalescent·i. - Le ambulanze di sgombero vengono stabi_lite nelle stazioni ferroviarie teste di tappa (,tatfons tetes d'é ta,pes de giierre) o nelle stazion i di tr:insito · (station de t,ra,nsitfon) e sono destinate ad accogl iere i feriti provenienti dalle nmbu lanze e <lngli ospedali mobili e curali sino a che • possano essere trnsportati neg!i stabilimenti sanitnri situati dietro la base d'operazione. · Il medico-capo deve tenersi in costante comuuic.azione co l direttore di sanità del corpo d'armata a cui è destinata l'amlmlanza ed anche con la commissione ferroviaria dalla quale di pende la stazione. Ad ogni ambulanza è dato in massima tutto il necessario per se:vire a tre treni di sgombero ed :i poca distanza un deposito di convalescenti. In quest'ultimo, il servizio sanit~rio è diretto dal rersonale dell'ambulanza oppure da un personale speciale secondo il numero dei ricoverati. ,
I
A.mbnlanze d·i stazione. - Sono stabilite nelle stazioni ferroviarie più importanti ed in crnelle cli biforcazione: pr?vvedono di viveri i treni di sgombero e ricoverano i feriti che non possono proseguire il viaggio. Generalmente appartengono alle societi.t di soccor:;o . A.ppcnclici.
Fanno ;;cguito al regolamento· ventidue appendici (Not•ices) contenenti i brani di tntte le di::;posizioni e leggi che hanno a1ti nenza col servizio sanitario in tempo cli pace. Ci limitiamo n dare un cenno di quella che rigtiarda il reclutament•> . e l'istruzione degli infermieri e dei porta-feriti. I reggimenti di fanteria e di cavalleria, i reggimenti ecl i battaglioni d'artiglieria, hann.o in tempo di guerra un inferm iere per compagnia · (squadrone o batteria), ed uno di essi in ogni fntt:iglione (divisione di squadroui o brigat-a di batterie) ha il grado di capor.1le o caporale maggior (bri!Jadier). Oltre a ciò hanno quattro porta-feriti per compagni:i, un caporale per battaglione, ed un sergente per reggimento porta-feriti.
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IUVIST A
Ogni anno, i reggimenti di fanteria e d'artiglieria designano rpwttro infermieri; i reggimenti cli cavalleria ed i bactaglioui d'artiglieria due. Gli infermieri della fanteria e dell'artiglieria sono scelti metà uel:a elasse più anz_iana e metà nella seconda parte del contigente da congedarsi; quelli di cavalleria in vece sono scelti tutti nella c.;Jasse più an, zinna fra coloro che hanno dimostrata poca attitudine n cavnlcare. · Se tnl uno dei prescelti non hn già presta to servizio presso l'infermeria del corpo, vi viene comandato per due mesi e poscin sono tutti · esercitati per nitri due mesi presso l'ospedale mil itare. Ultimat:.i poi> l'istruzione speciale d'infermiere, ricevono quella prcs~riLta per i portaferiti. In massima i porta- feriti sono rcclutat.i fra i musicanti e gli operai della riserva . Anzitutto se ne assegna il nu01ero prescritto a ciascun riparto ed i rimanenti vengono ascritti alle sezioni-infermieri pel servizio delle ambulanze. · Se vi ha deficienza di persona le si ricorre agli uomini a disposizione della riserva (hommes à la disposifJion). L'istruzione dei porta-feriti comprende una parte teoricn (da 15 a 20 lezfooi) ed unn parte pratica (da 5 a 6 lezioni) impartita presso i corpi , sotto la direiione del medico-maggiore, all'epoca della chiamata dei riservisti. A tale uopo i comandanti dei corpi d'armata sono incaricati di disporre perchè sia messo a disposizione dei reggimanti il materiall:l rotabile e sanitario occorrente.
LA DlREZlONE GENERALE DEI,LE FERROVIE KDELLE TAPPE <11
A questa direzione (Qi·reotion générale ,des ohemins de (er et des btapes aux ,a,rmées) è atndato il còmpito ·di ordinare e far agire tl1tti quei servizi .che hanno per iscopo di assicurare la continuità e !_'agevolezza delle relazioni e degli sc;ambi tra l'esercito operante ed il ter- . ritorio naziilnale, ossia cli: ,1° trasportare fin presso le grnndi un ità combatten.ti le varie ·specie d'approvigionamenti, e rnccogliere e conservare que-Ue che offre la zo,na di .operazioni; 2° effettuare lo sgombro dei feriti, degli ammalati e del materi,\le inutile; 3° di 6rrt•re ·ed assicurare il servizio .d,~lle liuee fer,roviarie dineu" t denti d,il comando supremo dell'esercito ; costruire linee nuove; ,difendere e mantenere in buono stato le retrovie; 4° provvedere ali' alloggio ed a tutti i bisogni degli uomini e quadru pedi c.he attraversano la zona posta sotto J'nutorità del comandante supremo; · · 5° assicurare l'ordine e la pol izia 'Solle retrovie 'distribuendo ac.conciamente ,[e truppe ,1ddette al servizio delle tappe; 6° infine, organ izzare ed amministrare il territorio nemico .sino a che sieno nominati comandanti speciali. La direzione generale entra in azione solo quando due e più armate .operano sotto uno stesso com11ndante. - La~ presiede Ull ufuciale generale, coad.invato da uno stato maggiore, e va sempre unita al quartier genera le del comando supremo. - La sua azi'one si esplica esclusivamente nella zona compresa tra le trup,pe mobili e la base d'operazione, sotto l'alta dipendenza del!' :intendente generale ,(majo1'gé,nhral) . · Per il servizio ferroviario ha a sua disposizione: ;JO una dele,,.a1.ione della co,rvmiss'ione mil!ita1·e S'!ipe·riore deble 0 ferro1rù; ( 1) per i tronchi il cui esercizio 0ontinua ad esse.re atti va;to coi mezzi ordinari; 2° una direz·ione delle (er·too·ie da campagna, per i tronchi, nel 0ui e:;ercizio ,concorre in tutto ocl in parte il personale militare. Le stazioni ove comincia ad agire Ja direzione generale sono de~e di tran.sùo (statùm de transat'ion) e souo determinate all'aprirsi de!Ia campagna di concerto tra la direzione generale e la commissioùe superiore. 1
ll Ministero delln guerra francese, considerando che il servizi() delle ferrovie e rruello delle tappè alle spalle dell'esercito mobilizzato sono intimamente collegati, ha preso .la decisione (7 luglio ,188t) dr far dipendere questi due servizi da un'nnica direzione, stabÙendo cosi tra essi nna concordanza certn ed assoluta. (il Décret J>M·lant la création d'une direclion 9ènèrale des clwrnins de f e1· et des étc,p~s mMc ,:w·mées. - JournaL ,llilitain Officiel. - Pitrtie réglementairc - N·. 51 Annee !884.
(1) Qttesta commissione è (lllella che coordina in tempo di guerra il senizio di tutte e forro,•ie dello Stato.
ESTERA
RIV ISTA
Il sex:vlZIO delle tappe è dirntto i'n ogni armata da un uffìci,,Je generale ( directewr clcs éta,pes), posto sotto gli ordini im mediati del suo capo di stato maggiore, per mezzo del quale riceve nei casi ordinari le disposizioni della direzione genera le. Peraltro, siccome questa può dare ordini ai riparti isolati pel servizio delle tappe, così anche il direttore di un'armata, qunndo n,3 sia autorizzato da l direttore gene ràle, pnò dare ordini ai riparti stessi senza passare pel trnrnite del capo di :;tato maggiore. - È cruesto il solo caso in cui una direzione d':ll'lnata è autoaoma, notnndo bene che le truppe ora accennate 11011 dehLono appartenere ai riparti che concorrono nella costituzione del l'armata e che il regolamento consigl ia di comnnic·are o dare possibi lrn<rnte gli ord ini ad es,;e per mezzo dei comandanti territoriali. In territorio nemico, il direttore generale esercita provvisoriamente l'alta vigil11nz,1 sull'amminibtrazione civile dei paesi occupati; m,1 appenn vetigono nominati i comaudanti territoriali, <~gli rientra 11ella sua sfera -d'azione, e ces~a da ogrii ir.gereuza in detta amministrnione,·a meno ne riceva speciafo i11carico aal comaudànte supremo. ·11 direttore generale riceve sern p1·e in iscritto dall'intendente gene. rnle istrnzioni e notizie sommarie sul le operazioni in corso od iu progetto e sui bisogni che ne risulteranno per l'esercito; per provvedere ai qna li egli ha la facoltà di scegl iere i mezzi che megl io crede. La sua missione consiste principalmente nel coordiuare, senza ingerirsi nei particolari, il servizio -clelle tappe · presso le varie armate per mezzo degl.i organi che centralizzano il servizio delle ferrovie al gran quartier g,merale cd al Ministero dell a gnerra. A ta le scopo egli vigila elle la de.legazione del la commissione superiore e la direzione mi litare da campagna procedano arrnonicarnen_te e si tengano in continui rapporti colla commissione oradetta, residente al ì\1iniòtero della guerra; nlla quale invia le indicazioni necessarie per i trasporti urgenti così al di qua come al di là della base d'operazione. Egl i comunica pure coi vari direttori e cogl i ispettori genr--rali, avvertendo che il suo còmpito pér t:il riguardo si limita a tenersi informato elci bisogni ed a conci liare con questi le esigenze del servizio ferroviario. Oltre a ciò prende con e~si i nece;;sari concerti ocrnic1ualvolta occori'e di far dare ordini ad nutoritù o riparti scaglionati .;;ulle r<~t~ovie e dipendenti da <leui ispettori o direLto,;i genern li. E poi ovvio il dire che il dire.ttore generale delle ferrovie e tapre è in dovere di cornunicnre ni comandanti delle nrmate le disposizioni generali d1e emaun per regolare il serv izio delle tappe, Jasci,mdo ai direttori d'annata di fissare i partico lari, i quali generalment.e ven\
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e)
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gono rleterminati <la istruzioni speciali del capo di stato maggiore di ogni armata: . Ecco come vengono ri~ssunte dall'Istruzione le attribuzioni speciali del direLtore· generale delle ferrovi~ e delle tappe : « ,1° 8ercizio ferro v·ia·1·io. E"gli regola le relazion i giornaliere « di questo servizio con 11uello del le tappe, in guisa da evitare di« sordini, leutezze, ingombri e questioni. Egli dà, a tale scopo, istru« zioni d'insieme alla delegazione della commissione superiore ed alla « direzione delle ferrovie da campagna; egli ripartisce fra le annate « i tronchi in esercizio; designa la commissione militare delle fer« rovie con la quale dovrà mett.er:;i in rapporto ogni direzione delle « tappe d'armata : fissa infine, in base alle istruzioni dell'inten,lcnte « generale, le stazioni kste di u ppa in. gnerra. « In ogni armata, il direttore delle tappe dirige le sne domande « di trasporti, indicando se urgenti, nl la commissione militare sud" detta, la quale le. soddisfa nei limiti delle sue istruzioni. Se tali « domande invece sono eccedenti ai bisogni previsti, essa chiede or« <lini nll'autorità dalla quale dipende . « Quaurlo una linea o sezione di linea è assegnata in co1rinr1e a « parecch ie nrrnate, il direttore genernle delle fenov ie ripartisce tra « esse i treni ordinari,. oppure determina un ordine di precedenza « per l'u:;o dei Lreni ste$si. In caso di difficoltà impreviste ne viene « subi to informato e tronca ogni contesa con una sna decisione.· « 2° Serviz·io delle tappe. - Il · direltore generale delle ferrovie « stabilisce le zone rnme quali ciascuna armata deve sulle retrovie « mantenere l'ordine e sulle quali può raccogliere I~ risorse del « paese. Egli assegna ad ogni armata i tronchi cli fcnovia che deve « proteggere, indicando le forze che giudica n tale uopo necessarie; « costituisce la dù·ezione geiierale delle tappe per 1rie 1:otabi !ti, e « fissa la dislocazione dei vari comandi di t,appa; specialmente quando « le linee di tappa di parecchie armate si confondano o s'incrocino; « ripartisce infine tra le armate le truppe e tntto il personale che il « Ministero invia successivamente sul teatro delle operazioni per il « servizio delle tappe. « Qu:rndo parecchie armate dispongano d'una stessa linea ferro« viaria , il direttore gcneble delle ferrovie ne assegna in massima la « protezione ad una sola armat?, pur mantenendo ben di stinti per « armata i magnzini lungo ess:1scaglionati » . È stabi li to che i direttori delle tnppe cl' r.rmata ( ufficitdi gcnernli) entrino in funzion e contempornn.earnente al direttor<~ generale nelle
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ESTERA
ferrov ie. Ciascuno di ess.i è secondato da uno stato .maggiore ed ,ha sotto i suoi ordini i capi dei servizi d'artiglieria, genio, ,ioteodenza, sanitia , ge'.1darmeria, cassa., poste e telegrafì; ·dispone inoltre di truppe pcl servizio delle tappe e di uu pf\rsonnle civil e e militiLre ,pei :vlll"i serv izi . Essi ,cli pendono drl rispettivo ·ca.po di s-tato maggior-e, da l qua le ricevano comun icazione di tutti i movimenti di tntPila,ma sono nlfotto li beri. nelI.a scelta dei mez"zi per e$eguire Jtl disposizioni generali che n cevono da efiso o dal direttore genernle delle ferrovje e tappe. Quanto abbiamo sin ora ,esposto si riferisce al caso in -c~1i pnrccchi,>- armate operino sotto uno stesso comandante. ·Qunl.ora iovec;e una armata agisca da sola, viene ugualmente costituita Ja direzione generale delle ferrovie e delle tappe, ma essa allora riunisce in .sè le attribuzioni assegna te nel pri mo ~aso ·e quelle spettanti alla direzione delle tappe dell':irmata, ossia per il ser.vizio ferrov iario uon ·eserci ta che un'aiione direttiva supèrioTe, mentre per il servizio delle tappe esplica un'azrone direttiva etl esecutiva nel tempo stesso.
reciproche attrìbuiioni del personale civile e del mi1itar~ nella preparazione in tempo . cli pace e nell'azione in tempo di guerra del servizio in disèorso . È à,nzìtntto stabi lito che il personale civile, dal momen to in cu,i concorre nel servizio, sia ordinato militarmente e goda di ogni guarantigia accorfata p.i belligeran.ti; eù inol.tre che nesrnn impiegato possa dal momento stesso .ottenere le dimissioni se non vi acconsente il Ministero della guerra. Questo personale può essere addetto: ,J O presso l'esercito mobile: alle direzioni, alle sezioni di 11a linea, ai parchi, alle sezioni di 2.a linea, pel servizio clelle tappe e delle ferrov ie, ed infine nelle sezioni stabilite nelle piazze forti; 2° 'nerrl i uffi ci territorial i della zona d'operazioni e de:I territorio dichiarato "in istato d'a5sedio. Presso l'esercito mobi le l'alta vigi lànza sul servi1.io telegrafico è af~ fidata ai capi di sta to maggiore delle armate, o dei corpi d'armata e divisioni operanti isola tamente. Il personale tecnico viene essenzial mente reclutato fra g.li impiegati teleg.rafici sottoposti aUa legge .del reclutamento o che hanno contratto col rispettivo Ministero l'obbligo di servire almeno per tre anni. Può essere poi cotnpleta.to col personale militare. Gli impieghi 1 da confr>rirsi con decreto presidenziale agli impiegati civili ed ì gradi mili tari che vi corrispondono (per l'assim ilazione) sono i seguenti:
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IL SERV'fZ.10 TELEGRAFICO MILITARE
Funzionari superiori
tenen te colonnello; \ Di rettore . . maggiore; Sotto-direuore ( Capo di sezione . . ca piurno; } Sotto-capo di sezione te,neote; \ Capo di posto . · . sotto tene ote; aiutante (1 ); - Telegrafista maresciallo d'alloggio; ( Capo-sq nadra serg\·mte o capora le; Capo- ?peraio . 1 soldato. \ Operaio . .
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La creazione d'un Ministero speciule dei telegrafi e delle poste e certe laCLtne ed irnperfezioni maniff'sln tesi dur,)nte le campagne d'A,lgerin e di Tunisia nel regolamento sul servizic, telegrnfìco militare del ~ 9 novembre ·187,\., fecero seri.ti re _al Ministero della gnen:a francese il bisogoo di .dare a questo servizio un ,nuovo ordinamento. A tale scopo, mentre ad una specia le commissione venne ._affidato l'incarico di cotnpila re ,11n 1·egolamento particolareggiato, il 23 luglio del corrente anno fu sriprrh1ta fra' i due Minist1;ri una convenzione ('I) colla qnale furono tracciate le norme general i per quanto concerne le
Funzio1rnri
(l} l/appor t au Présicleni de lo. fl.èpublique (raiiçaise, su1· 1'oi.f/anisation d1i ser vice de la tèlégmphie miliiaire. - Jowrnal ;l!iliiaire _ Of{iciel, N. 58, année 1884,
(il Grado intermedio frn il sottotenente cd il sottufficiale, corrispondente prnsso d.i noi a quello di capo-musica.
Agenti Sotto- agenti .
A cfatare dall'ordine di mobi litazione il personale .civi le destinato al servizio telegrafico militare fa parte integrante dell'esercito ed è sog-
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getto a tutle le leggi e regolamenti che presso questo sono in vigore; gli competono pure g_li onori e diritti spettanti, secondo la snddettD assimilazione di grado, ai mi lit.iri della mi lizia territoriale, avvertendo peraltro che, 1'iguardo al comando, i graduati lw uno piena autorità sui propri .dipendenti borghesi e cbe sui milit.ari invece è limitata solo a quanto riflette il servizio speciale, poichè per la disciplina, l'amministrazione ed il servizio interno questi continuano a dipendere dai loro capi naturali. In mancanza però di questi , un impiegato borghese ha facoltà di punire un rnilitnre di truppa suo dipendente, con obbligo di informare immediatamente la autorità militare. ~elle regioni dichiarale in istato .d'assedio o comprese nella zona d'operazioni dell'esercito, il servizio telegrafico continua ad essere disimpeg-nato per cura del Ministero dei telegrafi e delle poste ,col proprio personale rinforzato da un personale militare ausili'nrio. Gli impiegati borghesi peraltro dislocati in udi zone, benchè sieuo tutti soggetti alle leggi militari e considerati come belligeran ti, rion hanno diritto alle competenze di guerra se non fanno parte dei Sf:\rvizi mobili o sono in• caricati di una missione mili tare speciale. Il materiale ed il personale per la costituzione dei servizi mobili è · - preparato sin dal tempo di pace in base a concerti presi .tra il Ministero ora accennato e quello della guerra. A tale scopo, nel territorio d'ogni corpo d':1rmata un funzionario superiore è messo permanentemente in relazione col conwudante di detto corpo, al quale sono .co municate le opportune disposizion i dal i\'linistero della guerra . Ol tre a ciò, una commissione, presieduta da un genera le e com posta di funzionari dei telegrafi e d'ufficiali, risiede presso questo Ministero per lo stutlio delle questioni · riOettenti il senizio telegrafico in tempo di guerra. · , Ogui anno, un generale designato dal M.inistnro stesso passa un'i. spezione al material,1 e persorrnle militare, mentre il materiale ed il persona le dipendente dal Ministero dei tèlegrnfi è ispezionato, ad epoche non fisse, da un funzionario superiore Alla fine d'ogni trimestre viene rimesso al Ministero della guerra · l'elenco del personale borghese, e per porre f{nesto a conoscenz:i dei _ suoi ·doveri, gli •viene impartita un' istrnzione speciale, possibilmente mano mano che la propria classe (di riserva o di milizia territoriale) è chiamata nlle armi, ed occorrendo, possono anche essere fotti dei corsi straordinari. Il materia le da trasporto deve essere provveduto e conservato per . ·cura dell'amrninistrnziou,e della guerra; quallo tecnico invece necessario
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per la costituzione dei serv1z1 mobili è provveduto d~ll'amministrazione dei telegrafi, ma coi fondi iuscritti sul bilancio della guerra, e viene èonservato in locali militari per cura dell'mnrninistrazione stessa. È però in facoltà del ì\iiuistero del!a guerra di ordinare che una parte di qu6st'ultimo materiale sia dato in consegna ai riparti telegrafici militari. Tutti gli ordini occorrenti per mobilitare prontamente le direzioni, sezioni, e parchi e provvedere al servizio stabile sono. in precedenza concertati in ogni corpo d'armata tra il capo di stato maggiore ed il funzionario superiore ac_crtiditato presso il rispettivo comanda ote. Nei' momento nella mobilitazione infine, il Ministero dei telegrafi è incaricato cli riunire nei punti di formazione il personale ed il materiale che deve fornire per tutti i servizi mobili . ~
I LAVORI DI DIFESA. DELLiE ISOLE BRITANNICHE I
In una conferenza tenuta nel mese , di marzo scorso agli uflìciali dell'esercito e della marina inglese, il colonnello Nugent svolse il tema intorno alla difesa delle Isole Britanniche, indicando che la costa trovasi tuttora in molti$simi Jnoghi aperta ad un'audace sorpresa con grave pericolo cli una possibile invasione. Ma l'opinioue pubblica in Inghilterra non se1nbra preoccuparsi di un tale 5tato di cose, quantunque sia noto non essere possibile improì'visare in poche settimnne gagliardi lavori cli fortificazione, armarli e provvederli di tutto quanto~ ! munizionamento che loro fa d'uopo. E quindi urgente preparare a grado a grado in tempo di pace i lavori necessari per guarentire il paese da un colpo cli mano, spettando. alla flotta altre missioni oltre quella di vegliare alla sic,urezza delle coste. Le recenti opere di fortificazione compiute nei porti militari di Port. smouth e di Plymout.h, Portlaud, Pembroke e Co~·k, Dover, Sheern~ss e Chatbam, risultano tuttora insufficienfr e richiedono una maggior estensione. Come è altrcsì urgente dar corso alla serie di lavori proposti fiu dal 1859 dalla Commissione di difes::i, cominciando da quelli
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ad ovest di Chatham fino a Gravesend, per il cui ritardo lo stabilimento militare di Chatham trovasi in continno pericolo, mentre rimane parnlizzata la difesa del Tamigi, e Londra può essere attaccata di fianco. I porti commercialmente notevoli, sono dopo i militnri , le locali1à della c~sla . che banno maggiori rrobabilitit di essere spec_ia lmcnte prese tl1 mira da no 11 cm ico che ha gl i occhi rivolti contro l'fo rrlJiltenn, poteoJosi ivi pro<lurr•1 danni considercvolissimi colla cau.n~a Ji molte navi, 1-a distruzione di merci, di maoazzini e di cnn tieri , mentre . o ncsco_nd? a sta~ilirvisi egVi acquistn nna base sicura por intraprendere {Juals1ns1 altra futura openizione. . I punti di maggiore momento a cui bisogna che l'Inghilterra rivolga le sue cure specia li oltre Londra, che ha una popolazione di ,i-766 m. ab .. sono nell'ord ine della loro importanza commerciale Liverpool. l'Humber e la Clyde; Southampton, la Forth, i porti della Tyno, la Tees, Bristol, Cardiff, Swan,_ea, Dublino, Belfast, Sundcrland: l?olkestone, i\ewharen e Dover. Ak_un! cli q_ue~ti porti om:ono i11oltre un'importanza eccezionale per i gran1lios1 cant1en d1 costnmone e gl i arsenal i di cui souo provvisti. ~outli:impton soltanto può considerarsi abbastanza sicuro per fa sua posiziono topografìcn ; Bristol e CardifT lo sono molto meno. Liverpo.ol e la Fonh hanno buone difese ma insufficienti; la Tyne nou è sicura che in parie, mentre tulli gl i altri luoghi sono completamente aperti all' infuori di Dllbliuo e di Ilelfost. ' Nè debbonsi tacere molti altri poni minori, che 1111:1 volta cad uti n;lle m~ni di uu !nvnsore possono servirgli per stabi lire q11ella base d o~~raz1onc che gli è necessaria per nssicnrarsi i rifornimenti indispensabil i ed atta ad ogni operazione f'ntura di guerra, come sono Harwick, rarmouth, Lowestoft, la Ta y, Aberdeen, Wick, Thurro, n amsgate, Folkestone, Hye, Yewhaven, Littlehampton, Poole e Dartmou1b · 'We-..::ford, \\"aterford, Kinsa lc, Galway e pochi altri. ' Sn llo coste meridionali e stille orientali st.;rnno estese zone ln urro 0 le qunli uno sbarco pncì compiersi quasi in ogni tempo e con q~ialsiasi marca, come verso Ramsgate tra Folkestonc e Beachy Ilcad, ove oiit n~ sono stati e3eguiti altri; come pure oltre Heacby llcaù verso Scl:ea B1lf; sulla costa est tra Colne· e Illackwater nelle vicinanze di Yarmouth e Lowestoft. Si trolasci:m? nitre localitit che esistono lungo la costa, Je ffUa li p~·esontano un' 1111rortanza minore pcrchè souo più distanLi dalla cap1tale, e che pur tuttavia non doHel,bero essere trascurate .
Non richiedesi già che davanti a tutti codesti luoghi abbiano da essere innalzate grandi opere di difesa, ma fa_ mestieri anzitutto che le localit-it ove uno sbarco può essere · impedito e quelle che hanno posizioni favorevoli ad un combattirnenl.o siano conosciute, pcrchè ivi le truppe ~iano specialmente esercitate con ma novre pratiche. J mperocchè essen<lo il momento dello shan;o quello di maggior debolezza del nemico, nou bisogna trascurare di profìttare di un tempo così prezioso per recargli gravissimi danni. La distruzione di una gran parte delle torri )Iartcl lo, st.1te già elovate dalla saviezza degli antenati nei luoghi acccssihili della costa , è stata un grande el'rore, perchè modifì cate in modo da potersi armare con . cannoni di lunga gettata, e.sse avrebbero concorso al la sua difesa indipendentemente dalla flotta . Ln popolazione inglr.sc no11 mostrasi in generale molto propensa alla costruzione della gal leria sottomarina attraver$O la 1\lanica, giud icmidosi · che 1·ostituirebbero un grave pericolo p&r la sicu rezza interna elci paese, soprattutto dopo le rmprudenti pubbl icazioni uscite in }<rancia, nelle quali si discusse con ogni sorta di particolaei un progetto d' invasione dell'Inghilterra. Il fatto che il governo francese consacra ingenti somme per dare un noteYole sviluppo e fortificare sulle sur. coste porti, il cu i reddito commerciale non scusa siftatte spr.s1), i.: t:1le cfa generare gravi sospetti di mire lontane ostili. Siccome non si crnde in generale, che quel traforo souomarino possa dare alle rela1.ioni commercinli un i neremento molto superiore all'odierno, tutto induce a giudicare che la sua esecuzione non incontreri, il favore di una maggioranza parlamentare. Alcuni avversari all 'esccuiione di opere di fo rtificazione pensano che per esse non sian ,·i limiti, e che un lavoro non sia ancora terminalo che giù si ri levi 111 necessi tit di intra prendere la costruzione <li altri Non negasi che in parte ciò è vero; ma lo stesso devesi pnr dire delle costruzioni navali, mentre le mi litM·i cost.'lno meno, offrono un cnrattere più permanente ed una maggior duratn rich iedendo minori spese di mantenimento, ed il loro stlrvi zio necessi ta un personale molto meno numeroso. Il còmpilo della flotta è multiplo: essa ha da incontrarsi colla marina delle altre nm:ioni colle CJtrnli l'Inghil terra pnò essere in guerra; ad essa spettano la sorveglianza di 92000 miglia di co's ta e la tu tela del commercio praticato eia ~ 931 ·1 bastimenti, che $Olcano il mare in tuue le direzioni; essa deve rifornire le guarnigioni all'estero, mentl'e ha da guarentire la sicnrezza di 3000 miglia di costa nella Gran Breltogna e nell'Irlanda, da 50 a 60 punti vulnerabili cli cui 20 d'importanza <:api tale.
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E STER.A
Fosse anche doppia o tripla, la flotta non sarebbe in caso cli_provve'.lere a tutte queste neces~i tà: diven ta quindi tanto più indispensabile, che il numero delle navi già scarso non si suddivida troppo, per essere sem ore in condizione di operare in massa. È perciò indispensabile che i lu~crhi vulnerabi li di maggior importanza militare e commerciale siano• 0 . • . messi in condizione di sicurezza assoluta, mentre ai meno illlportant1 dovranno essere esegniti lavori eap:ici di trattenere un nemico per tutto quel periodo di tempo che può essere necessario acl una flotta occupata altrove, perchè possa aècorrere in aiuto. La risoluzione di un tale problema non presen ta difficolti1 insuperabili, potendosi ricorrere alle difese di terra ,e d'acqoa, nelle quali sono impiegate con grande uti li tù le mine sottomarine suscettibili di . produrre effetti così terribili, da obbligare il nemico a procedere con molta cautela ·e con grave perdita di tempo ove può temere che ne sin no nascoste , mentre offrono il vantaggio di richiedere per il loro servizio un personale poco numeroso. Quindi, la difesa dei porti di primo ordine dovrebbe consistere di batterie eia costa e <li mine sottornariue, ed essere in parte affidata a lorpediniere, nonchè in alcuni casi a navi di difesa locale; per quelli di miilor considerazione bastano delle batterie leggier11, con delle mine sottomarino nonchè alcUJ!C torpedi niere, essendo in gcnei·ale le acque così poco profonde da non permette!'e l'entrata a grosse navi . Le navi di difesa locale delle coste dovrebbero essere armate di cannoni pùtentissimi, ma non dotate di una forza motrice superiore a quella srrettilmente necessaria per muoversi di posto ; irriperocchè disponendo di maggior forza, potrebbero essere destinat,3 a concorrere ad operilzioni offensive, contrariamente allo scopo avuto iu mira nella loro costruzione. Nell'ordinarn la dife~a delle coste, non bisogna perder~ di vista la nece:;sitit cli stabilire lnngh'esse un certo numero di porti strategie in buona posizione di accesso e di difesa, ove la !lotta possa all'uopo r_icoverarsi e rifo rnirsi. Lungo ln costa meridionale non mancl1no porti siffatti, essendovi Portsmouth, Portlancl e Plymouth, oltre Falmoutb clic potri1 considerarsi come un forte campo trincerato, quando saranno compiuti i lavori progettati . Lungo l'occidentale notasi Milfotd Havcn; ancl1e Holy-head potrà diventare con poche spese un porto sicuro; ma sulla costa orientale, che è forse la pilt vulnerabile, non ;esiste assolutamente alcun luogo di rifugio, non trovandovisi lungo le sue 560 miglia .comprese tra Dover e la foce della 'Forth nessun porto accessibile con ogni tempo. Harwick è bensì ritenuto abbastanza forte,
ma i) suo porto offre una superficie limitata, e non è praticabile che con certi tempi, mentre non possiede uu fondo sufficiente per le corazz;:ite di prima clBsse. Yarmou th Roads è un toogo scoglioso; St. Nicholas Gaterwai non scn•e più alle grosse navi , ed a Coclde Gateway, il solo accesso di Roads orn pra tic,tbile, vi sono passaggi di 23 p. (7 m.) e la marea elevasi soltanto di 6 p. (1,80 rn.). L'Hnmber, aperta al mare, non è accessibile col vento d'ec;t per fa rvi carbone; la Tyne è impraticabile per navi di grossa portata. Da tutto ciò risulta pale.se la neccssitil di costrurre su lla costa orienta le un buon porto strategico, e nessun progetto di difesa 1rnzionale ·potrà dirsi completo, se non quando s.i snrù prov- · veduto ad un tale urgente bisogno, sopratutto dopo i lavori importanti compiuti ,1 Kicl ed a Wilhelmshafen, a cui esso dovrebbe essere contrapposto, come Portland lo è a Chcrbourg. Un porto siffatto dovrebbe essere centrale tra il Tamigi e la :Forth, e Filey sarebbe forse il luogo militarmente più corrispondente allo scopo, giudicandosi ora sufficiente una s.pesa approssimativa di ,J ,000,000 di I. st. (25 milioni di lire) per i bisogni pi ù urgenti . II porto mi litare cli Dover, si tuato all'estremo saliente del le coste snd-est e sud, ove il canale è multo stretto, è di importanza somma, potendo una !lotta ivi ri parata dominare eia nn lato la Manica dall'al tro il mare Germanico. Data uo'alleauza tra la Francia, la Russia e la Germania contro l'Ingl1ilterr-a, quel porto è suflìciente nd impedire alle flotte alleate di riunirsi per questa via e non rimarrebbe loro aperto, per l'esewzione di un tale progetto, che il mare procelloso a nord delle Oreadi. La costa occiclent.ale non richiede I.avori di sorta: Milford Haven e la Scvern sono difese, ma qnest'ul tima abbisogna di qualche opera. · Liverpool possiede la batteria più potente che esista, e non occorrono altri lavori molto considerevoli. Per rendere questa costa perfettam~nte sicura, basteranno forse alcune opere destinate a sba nare l'entrar.a deUa Clydc ed a difendere il pono di rirugio di Rolynead, che per ampiezza è il terzo del regno, ei ba una non lieve importanza per le relazioni che esistono tra l'Inghilt.erra e l'Irlan°la . Inoltre le isole Scilly sono adattatissime per 6rearc sn questa costa un eccell,mte posto d'osservazione, e basterà rimodernare le antiche opere cd armarle in giiisa da proteggere i rapidi incrociatori che ivi· solcheran uo il mare. · L'Irlanda possiede sulla costa meridionale nn porto eccellente ed assai forteniente difof.O il Cork, clte ha un notevole cantiere navale; imece 21 ·-
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)ungo il rimanente dell'isola le difese sono scarse, quantunque la costa, specialmente ad ovest, presenti difficoltà d'accesso ed offra molte facilitazioni per costrurre con poca spesa lavori di fensivi. Un tale stato di cose non può continuHe, perchè la mancanza_ di opere laterali diminuisce il valore di Cork. Sulla stessa costa sud basterelibe rimo- · dernare ed armare le opere esistenti a \Vaterford ed a Kinsale, ove non richiedonsi grandi lavori. Quando i porti di Waterford a sud e di Bel fast a nor.d dell'Irlanda situati quasi di fronte a Milford Haven ed alla Clyde saranno ridotti allo stato di grandi piazze forti, nessun nemico, a meno che disponga di una grande preponderanza di forze navali, oserà avventurarsi ne~ cariale di S. Giorgio. Il porto di Lough Swilly, allo a ricoverare navi di grossa portai-a ed una squadra numerosa, e quello di Lougli Foyle suila costa nord si prestano ad una facile difesa; sulle loro rive esistono opere cli data non molto remota alle ad essere rimodernate ed • armate. Sarebbe, forse opportuna la costruzione di un porto di rifugio sulla costa ovest per i bis.ogni locali; ma è sempre discutibile se ciò · convenga, stante la non grande lontananza di Liverpool, di Bristol e di Londra. Su questa stessa costa not-ansi gli ancoraggi della baia di Bantry, già difesa da opere gagliarde, e quello del Shannon, la cui foce permette l'ingresso a navi di grossa portata che possono rimontarlo fino a Lir11merick; più oltre fino a ·150 ·miglia è navigabile soltanto da piroscafi e da imbarcazioni leggiere. Ma l'Irlanda, paese povero, non potrà essere invasa che collo scopo d_i formare una base destinatà a preparare un'occupazione dcll'Inghillerra. Le isole del Regno Unito cost1tu1sconò una regione dotata di vaui.,rroi notevolissimi, trovandosi sotto una lati tudine ove le alternanze di clima sono più atte a sviluppare le facoltà fi siche dei suoi abitanti, e sono circondate dal mare, che le guareutisce contro ogni aggressione: Inoltre esse celano nelle loro viscere quantità ingenti di carbone e di ferro, indispensabili a ti.1tte le industrie nonchè alla_navigazione a vapore ed ai trasporti terrestri. . Ma perchè il paese conservi la sua indipendenza è necessario che sia forte e beÙ armato, senza di che le sue libertà possono correre gravissimi rischi. !)!)
32.3
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LA FRANCIA E LA ClN'A Da maggio a novembre iSSi \
I.
Ai primi di maggio corrente anno, il telegrafo annunziava che le operazioni militari al Tonchino erano terminate. Le truppe prendevano gli accantonamenti della stagione piovosa, aspettando che la pace,. assicurata mediante un trattato, permettesse loro di ritornare ' la maorrior !)O parte, in Francia. Il generale Millot si occupava dell'ordinaméuto amministrativo e doganale clel Tonchino; levava truppe indigene, le armava ed istruiva per metterle in grado di sostituire le francesi; il governo distribuiva croci e medaglie come a 0ampagna finita. Giungeva a Hue, con gran seguito, il signor Patenotre inviato straordinario francese, portatore di un trattato da far 'firmare al re dell'Amrnn; giungeva a Parigi l'ambasciatore cinese Li-Fong- Pao partigiano della pace, in sostituzione del marchese Tseng partigiano della guerra. Il contrammiraglio Lespès, che non pensava ancora .-igli allori di Kelung, scriveva da Pechino di essere in ottime relazioni coi membri del Tsung-Li- Yarnen, coi quali aveva scambiato un pranzo. Cosa senza precedenti. . Il ~2 maggio il Times annunziava che un trattato, per regolare la s1tuaz1one del Tonchino, era stato conchinso tra la Francia e l'impero Celeste. All'indomani i giornali francesi lo confermavano. Una convenzione era stata realmente firmata l'1-1 maggio in Tient-Tsiu, dal capitano Fourni~~ per parte del la Francia e dal vicerè · del Petchili per parte della Cma. Coll'articolo primo, la Francia si obbligava a rispettare e proteggere, occorrendo, la frontiera cinese limitrofa al Tonchino; col se,:ondo, la Cina. si obbligava a ritirare oltre detta frontiera le sue .truppe; col terzo, la Francia rinunziav[I , ad ogni indennità, « in omaggio alla saggezza patriottica del vicerè che aveva negoziato il trat.tato; " col quarto, la Cina si obbligava a stipulare colla Francia un trattato di commercio, « nello spirito più conciliante da parte del go-
RIVISTA. 32.4 veruo cinese, e nelle condizioni più vantaggiose da parte del governo francese. » Oltreciò .la Cina rieonosceva anticipatamente tutti i tratrati fatti e da farsi tra la Francia e l'Annam . Era più di quanto si potesse desiderare. Alcuno mise iu dubbio il carattere e la valiclitb del tralt~to; ma le cliGhiarnzioni del go,;erno fran cese, furono tali da troncare ogni questione. Il così detto tr11tt..1to di Tient-Tsin recò gioia in Francia e malumore in Cina. A P,1rigi il capi tano Fournier divenne popolàre; in tutti i giornali apparve la sua biografia, in tutte le vetrine il suo ritratto. A Pechino il vicerè del :r>etchili caèlde, per qualche tempo, in disgrazia. Dopo il trattato colla Cina venne quello coll'Annam, che la Cina si era obbligata anticipntamente a rispettare. Il signor Patenùtre, che l'avea in tasca da Parigi, lò presentò ai delegati del governo . annamita, ed essi vi apposero la firma. Per questo trattato l'Anuam passò interamente sotto la dipendenza d~!Ja Francia; un agente' francese lo rappeesenta all'estero; lé poste, . i telegrafi, le dogane, le finanze sono iu mano dei Francesi; le truppe frnncesi occupano la cittadella di Hnè e gli altri punti che credono opportuni . La conquista era fatta; non si trattav:i più se non di farla. fruu.nrc. A tal uopo si disegnavano strade e ferrovie per agt\volare i trafOci tra le nuove. provincie francesi e quelle dell'impero Celeste. Una grande linea fenoviaria dovea partire da Haiphong, passare pé Hannoi e Lang-sou, giungere alla frontiera . e quivi allacciarsi ad una futura rete cinese. Aspettnndo Ja rete ferroviaria , se ne impiantava una tele· grafica, riunendo, con un cavo sotto marino Hai pong a Hong-Kong e prolungandolo poi fino ali() foci del Min. Si annunziava ufficialmente il rimpatrio di una parte del corpo cli spedizione ; il generale Millot cloveva lasciare il posto a un governatore; un .battaglione cli fucilieri di marina (primo ed ultimo) partiva dal Tonchino pel Madagascar. Gl i altri aspettavano che i Cinesi avessero sgombrate le fortezze di Chat-Ke, Cao- Bm1g e Lang- son ; il che, secondo i calcoli frances i, doveva essere fotto il ~O di giugno. Notizie di fonte inglese recavano che, malgrado la pace, i Cinesi continua vano gli armamenti. Un dispa·ccio cJi Millot, giunto conternporaneamenfe alla notizia del t.rattat.o, padava di un combattimento con una banda di pirati e di marciudeiirs; ma era un affare interno, una questione di pubblica sicurezza . Altro dispaccio del 2 giugno faceva sapere che i Francesi rivevano dovuto prnnclcre di viva forzn la cit.lit di Tuyen-Quang difesa clngli avanzi di n àc·-Nin e cli Hong- I-1o:i; ma forsb quegli avanzi non avevano ancora avuto notizia dei trattato.
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Ai primi di giugn,o un distaccamento partiva da Hannoi per recarsi· a prèudere possesso clelia fortezza ~i Lan?- s_on, P, , non aspirando al_la .gloria dei vincitori di Hong- Hoa, dei qu~l 1 s1 era detto che • si cl1st10sero durante la marcia ", contava di giungere a destinazione comodamente verso il '.20 dello stesso mese. il 26 sbarcava a llforsiglia il capitano Fournier, partito dal Tone.hino, a bella posta, per portare a Parigi l'originale del trattato. Lo stesso giorno il telegrafo annunziava che detto trattato era stato rotto. Un grido d'indignazione si levò in tutta la Francia; da ogni parte si Ì!11p1·ecò al tradimento; tutti invocarono pronta soddisfazione o terribile vendetta.
IL Ecco che co,a era successo. Quel distaccamento che marciava su Lang:.son (un migl iaio d'~wmini, col colonnello Deg<~uue e il capo cli stato maggiore Crètin) ginuto il 23 gingno presso Bae-Le sulla spouda del Song-Truong, a mezza strada tra/Bac- Nin e Lang-son, sentì delle fucilate che partivano dal la riva opposta. Era vicina la sera e il distaccamento si fermò. Al mattino il comandante inviò un drappello sull'altra riva per proteggere il pass:iggio; ma .non avèva passalo il fiume d1e riutronarono le fucila.te della sera preecdeute. I pochi tiratori eràno gente stracciata, cbe non aveva aspetto di soldati regolari e; nttaccatn, fuggì. Si fece innanzi un parlamentario cinese con distintivi e seguito. Egli dichiarò che la truppa imperiate era a poca distanza, ma non aveva sparato. I colpi erano partiti da montanari dei dintorni. Nello stesso tempo consegnò nna lettel'a del comandante le trnppe cinesi, il quale, premesse le sue iutenzi_oni pacifiche, aggiungeva, avere molta gente e m1)lto materiale; abhisogoare quindi cli cinque o sei giorni per ritirarsi . Più tardi venne un al tro a ri potere le stesse cose. , Il colonnell,J rispose che i Cinesi avrebbero già rlovnto essere partiti e che nrilla si opponeva a ehe partissero in presenza dei Frnncesi. Rinviò un parlamentario eon questa risposta e trattenne l'altro . Al le '2' pomeridiane fnrono annunziati due maodarioi, i qual i s'erano arrestati al limite fl'a la provineia di Bac-nin e quella cli Laug- son e ricusavano di oltrepassarlo. Essi pregavano il colonnello di veni re a parlamentare su detto limi t.e. Questi fece rispondere, che, se ne avevano _desiderio, venissero a lui, e i mandarini se ne andal'ono. Allora il
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colonnello r inviò il parlamentario, che aveva trattenuto, e lo incaricò di dire al suo gene;-ale che, fra un'ora, la colonna avrebbe ripreso Ja, marcia . D~tto fatto; alle q. pomeridinne i· Francesi si riposero in cammino, ma giunti a un passo difficile trovarono i nemici molto superiori in numero e dovettero ferma rsi. Tanto la giornata stara per finire. Si presero i bivacchi e si posero gli avnmposti. Durante tnLLa la notle vi fu uno sca mbio cli fu cilate cogli avamposti cinesi. A giorno chinro, i Francesi si accorsero che, fra quelli della sern e quelli della notte, nvevano 8 morti e ,i-2 feriti. Vi fu qualche orn di s,>sta; dalla relazione di Millot non ne apparisce la causa; poi s'ingaggiò com~atlimento. I Cinesi erano così numerosi e facevano un fuoco così ben nutrito che fu giocoforza , ai Francesi, decidersi all a ritirata. Ma proprio nel momento in cui coolie.s (porla-bagagl i) si rimettevano il carico in spalla, un fu oco violento fu diretto contro di essi, che presero tutti la fuga e, per correre più syelti, gettarono il fardello. La truppa si ritirò combaucndo, e i Cinesi, per la prima voltn forse nella loro storia, inseguirono un nemico europeo. Quando la colonna fr:m cese ebbe passato il SongTruong, si fermò e prese posizione. I Cinesi restarono sull'altra sponda. Le perdite dei Franc~si, in que:;ta seconda giorna ta, furono, stando ai loro rapporti, di ·I ·t morti , fra cui un ufficia le e 36 feriti, dei quali 3 ufficiali. Pei· la prim,, volta nei rnpporti stessi non si danno le perdite del nemico. · Duo giorni dopo il comandante in capo del corpo di spedizione rivolgeva ai so!dati di n:ic-Lè il seguente ordine del giorno: « Partiti in piccolo numero per ocupa re, giusta gli ordini del Governo e le convenzion i del trattato di Tient-Tsin, le piazze di frontiera, fra il Tonchioo e la Cinn, voi siete stati attaccati nelle gole di Lang-Son da un nemico sleale, che aveva tuuo prepa rato per attirnrvi un guet-apens. l\la gr:izie alla vostra energia voi avete sventate tutte le insidie; avete combattuto cou successo, uno contro dieci; fotta rispettare la bandiera e mantenuto l'onore delle armi. Solo qualche bagaglio restò in mano al nemico. Io lo proclamo altamente: voi valete i solda ti della prima r epu/Jl·ica • .
III. Alla prima notizia del fatto di Bac-Lè, si telegrafò al generale Millot di sospenderela partenzadelletrnpp~ dal Tonchi no, e all'ammiraglio Courbe~ di r iunire sotto il suo comando tutti i legni da guerra francesi, che s1
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trovavnno nelle acque del Toncllino, e della Ci na, ed appoggia re le domande e le prou·ste dei rappresentnnti della Francia presso il Go".ct·no cinese. Fortunatamone dal Tonchino era parti to un solo battaglione. Si trovavano in,,ece per vinggiv vari repnrti di truppa destinnti a fornire le "'uarni rrioni cli pace della nuova conquisto, mentre i conqni" t> statori sarebbero tornati a riposarsi io Francia. Q11est1. repa rti. f urono i primi rinforzi, a cni presto altri teoue1·0 dietro. Le fon:~ del cor~o di :;pediziouc, dopo lo presa cli Boc-Niu e Hong-~oa, cons1stev?no ,_n in due brigato di due reggimenti ciascuna, fo rmali .<la t:uppe cl'. ~·:me specie; fanteria di marinn, fuci lieri di marina, c~cc1a.ton aun:iro1t1, legione slrnuiern, marin;'li sbarcali ccl:. ect: .; ogm bngata c~n.ta~a da 5900 a 6000 uomini. Erano così in totale circn 42,000 uom1m d1 fanteria a cni aggiungendo i distaccamen ti d'arti~lieria, di caval!eria, de{ oeuio, delle truppe sanitarie, della gendarmeria ecc. , ccc., s1 andava certo oltre i 13,000; senza contare i corpi ausiliari, che all'epoca della rottura del trottato avevano dn 1500 n 2000 uomini. A qneste forze bisogna aggiungere la numerosa llottiglitl, che, ben equipaggiata e ben armata, scorreva i fiumi e i canali del D,}lta. · I legni fr~ncesi nelle acque del Tonchino e dclln Cina forma\'an() due squadre, così composto: Prima squadra: cornzzn ta Daja1·d con bnndicra ammirnglia, cora:,;zata iitlante, incrociotore Chàtean-Renaud, avviso 'Parseval, espio ratore Jfameiin; cannoniere Linx, Vipére cd ~4spie, torpediniere N. ,\.5 e N. fi.6 . Secondn squadrn; coraz1.aLa Galissiomiitre, corazzata Trionphante inc~ociatori ])uguay-T1·onin, Villa.rs e cl'Est<iing, ~splorntore l'olt~ e cannoniera Lntfa, e qualche torpr.d iuiera . Erano m totale, 15 lcgnt da rruerra, senza le torpP,di niere, con cannoni di grosso e medio calibr~, cannon i a tiro rapido, n1itrnglicre e 3000 uomini di equipaggio Altri lerrni si aggiunsero più tardi. Ln p;i ma s,piaclra dipendevn dol contr:imm_ir:iglio . Cou~·b?t, _la so: conda dal contrammiraglio Lespès. In segmto ogl1 ord1111 r1ccvnt1, questo due si riunirono, e C.onbert, promo;;s·o poco appresso vice-ammil',1glio, no assnnsc. il cointintlo, tonenclosi colla maggior parto dei legai pres30 le foci del Min, e facondo escursioni nei dintorni. Le 1·imostranze rlel Go\'erno fr:iucese nl cinC$e ernno present:ite a Pechino dal signor Scm:i ll c, ministro re,;idcnte ;• n Shangn i d:d si~nor Patenòtre inviato sLraorclinario o in Fnwcia dai ministri stessi all'am!):1sci;toro cinese. Ln ri ,po,.t:i fu per tutti l:1 stessa : es,e1·0 la f.i na dispi:icen to dell'accaclulo, m:1 non potere riconoscere nel fotto di Due-Le
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una violazione del cosideuo trattato di Tient- 1'sìn, che per essa non era se non 1ma convenzione provvisoria, mancante ancora della sanzione del Tsung- Li- Yamen, e n.ella quale ad ogni modo, l'epoca dello sgombro delle piazze non era tassativamente fi ssa ta . , La Francia domandava : 1° che fossero irnpnrtiti ord ini ai vicerè dell'Yunnan e del Quang- si, per il ritiro immedia to delle guarnigioni di Laog- son, Lao-Iù1i , e Kao-Baog; z0 ehe fosse pagata un' indennità cli 2.50 milioni di lire. Al primo que_sito la Cina rispondeva di essere disposta ad accons-entire, quando vi fosse stato nccorclo nel resto; in quanto al secondo, offriva due mil ioni e mezzo come sussidio alle vi_ttime di Dac- Le. Tra la domanda di duecento cinquanta 'mil ioni e l'offerta di due e mezzo, anche lasciando da pnrte il titolo, vi era un largo margine a trattare e si trattò a lungo. I negoziati erano condoni special1)1ente in Shangai tra · il signor Patenòtre, per parte della Frrtncia e delegati specia li, per parte del Governo cinese. La presema della flotta fran cese in quei paraggi e la minaccia delle gravi ra ppresnglie che era incaricata di fàre, quando le trattative .:ivessero fallito, dnva ao un gran peso agli argomen ti del signor Patenotre, che però non riuscirono a persuadere i Cinesi . Durante le trattative si preparava la guerra, anzi, da parte dei Francesi si facevano atti, clte quri lunque ,litro avversario avrebbe riténnto per atti di ostilit?i. Tale era , per esei11pio, la visita delle navi ci nesi è il sequestro delle arm i che vi si trovavano, tale- l'intimazione tli cessare, sotto pena di bombardamento immed iato, i lavori cli foni ficazione su questo o sd quel punto. Negli ultim i di luglio correva insistente la voce che tutto fosse accord ato, ma noti era null11 . Si pubblicava sui giornali cinesi e faceva grande .impres::;ione uell"impero una ettera dell'ex- ambasciatore, marchese Tseng, il quale, apprezzati a suo modo il cc1rattere dei Francesi e la situazione della Fra nei a, diceva : « questa dopo l'Annan vorrà l'Yuunan, dove pure sono miniere d'oro e di carbone; l'Inghilterra desidera il Thibet; la Russia fa l'occhio al la Corea . Tutti aspettano ùi vedere il grado di resistenza che noi sappiamo opporre. lo som> convinto che, per la nostra salute, noi dobbiamo preparnrci nl)a guerra contro la Francia ì> .
IV. Il primo di agosto spirava alla Cina il termine concessole da un primo ultimatum. Non avendo essa .dato rispostn soddisfacen te com inciarono, nei gionii seguenti , le operar.ioni di una par te della flotta
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cout_ro Kel uug, porto dell'isola di Formosa, da gran tempo designato per servire al la F rancia di pegno rimuneratore. La città cli Kelung non merita, per se stessa, l'onore di un bombarcla@;nto, non essendo se non un'agglomerazione di case, abitate <la poche migl iaia di Cinesi; ma le vicine miniere di carbone meritano· una presa ùi possesso. Non · danno carbone di prima qualità, ma facile ad estrarsi. e a buona portata delle navi che vanno a caricarlo. Nel porto di Kelnng si fa nuche com mercio cli olio, di riso, di· can fora, ma il carbone qu i vale, per la Frai1ci,1 almeno, tutti gli altri prodotti. Detto porto è vasto, nrn di accesso difficile e cli poco fondo . Davanti l'entrata sta un'isola rocciosa, poi il mare, internandosi fra rive a scogliera , forma due bacini divisi appunto da unn fila cli scogli. Le grand i navi non possono entrare nel bacino interno, ma anche nell'altro sono ben riparate dai venti. L'accost:1rsi alla città non è possibile se 110n a marea alta e con imbarcazioni. Qucsto porto per natura faci!men te difeHdibile, era difeso da vecchie.fortificaz ioni perma nenti a cui erano state appiccicnte piastre di corazza, e <la nuove fortifi cazioni provvisorie: lavori cinesi, giocatto li per uua flottn ·europE'~1. Si aggiunga ·che ad est e ad ovest dHlla città vi sono dei tratti di spi:1ggia / dove si può faci~m entc sbarcare, senza j[ pericolo degli scogli e il disturbo delle for t.i6cazioni. 11 3 ago,,to alle 6 antimeridiane l'a mmiraglio Lespès, con tutta o quasi tutta la seconda squadra, salpava da l suo ancori1ggio di Matsu (vicino alle foci del ·Min) facendo roWt per Kelnng, dove giungeva l'indomani (t) alle 2 pomeridiane. La Gallrissonniére, nave ammirnglia e lii maggiore dell a squadra, non potendo en trare nel bacino interno, si fermò nell'altro, restando così distante quasi un chilometro dal forte Nuovo, l'optlra più importànte che difendesse il porto. F t1 questo fo rte il suo bersaglio. Era armato di 6 cannoni Krupp·, in batterin cl jetro uu muro coperto di piastre da 20 cen timetri . Le altre 1rnvi si disposero partn nel bacino interao e parte nell'esteqio, nel miglior morlo per tirare snlle hattérie a destra e a sinistra del forte ~ u,ivo. Tal i JJatterie in genere erano nrmate di vecchi ·camioni cinesi « dei qua li (dice il contrammiraglio Lespès) poco ci preoccupavnmo »; ma una fra esse stàva collocnta in modo da prendere di infi lata i legni francesi, onde meritava un riguardo speciale. Fu assegna ta per bersagl io al Villar·s . L'aq1miraglio pensava, con ragione, che in .pochi col pi se ne sarebbe sbrigato, e quindi l'attività di quasi tutta la squadra avrebbe potuto concentrarsi contro il forte Nuovo. :i\'Ientre ì Francesi facevano queste disposizoni, i Cinesi stava no a
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vedere. Quando le ebbero finite Lespès mandò al comandante di Kelung l' intimazione di rendere le opere di difesa. Non ottenendo risposta, aprì l'indomani (5 agosto) alle 8 antimeriùiane, un fuoco violento, a cui tosto risposero, con eguale fur ia e con discreta precisione, le batterie cinesi. Per qualche minuto il fuoco durò vivissimo da ambe le parti, poi dalla cinese si rallentò e poco appre~so tacque. I Francesi r:illentarono anch'essi per vedere gli effetti ottenuti. Questi erano grandi;;simi: le opere minori smantéllate, la maggiore in fiamme. Non eran.o ancoru le 9 e non si vedevano, uè sentivano più Cinesi cl::i nessuna parte. L'ammiraglio, arguendo dal silenzio che il nemico si fosse ritirato, diede il segnale cli mettere a terra le compagnie da sbarco. Dopo pochi istanti la bandiera francese sventolava sulle opere minori ; sul la magrriore il vento arritava le fiamme. Quand'ecco le alture vicine coronarsi o . o . di Cinesi. La· compagnia da sbarco del Bajard s1 avanza v.erso una po:;izione creduta chiave di quello ~!ture, ma si trova davanti a 2000 o 3000 Cinesi. Che fo allora? Il rapporto di Lespés dice che, aiutata dai tiri della squadra, li mette in fuga; può essere, ma cl11'l non siano andati molto lontani lo prova il fotto che ali' indomani (non è detto nè come nè percbè), i Francesi sbarcati tornano a bordo. Nell'attacco dei forti di Kelung il ViUars ric1~vette quattro .col pi di mitraglia; la Gallìssonm·ére tre palle, che hanno forato la sua. c?razz~, una che ha danneggiato il meccanismo di un pezzo da 2ft. cent1metr1, e pnrecchie altre nell'attrezzatur~ e nel ba~t!ngaggi<r, _I Fr~nc~si ~bbero (secondp i loro rapporti) 2 morti e ·10 feriti; !e pe~·d1te de, Cmes1 .s~no calcolate nei rappor.ti stes:;i, con insolita pars1rnon1a, a 250 uomrn1. Qualche giorno appresso l'agenzia Havas pubblica,•a la seguente nota: « Le conferenze aperte a Shangai, tra il signor Paten/ìtre e i pie« nipotenziar.i cinesi, essendo riuscite soltanto all'offerta ·di nn'iudennità cc derisoria da parte della Cina, e il ·termine del nostro iiltùna tum es« sendo spirato il ft. agosto, il Governo francese ~i è visto nella ne« cessità di appoggiare, pnr la sa·isie <l'un gage, i suoi giusti reclami. « L'ammiraglio Lespés ha preso .possesso, il 5 agosto, del porto e delle « cave di carbone di Kelung nell'isola di Formosa . La notizia ne è e, arrivata a Shangai, 1'8 agosto. I l signor Pateoùtre ha subito scritto « ai plenipotenziari Cinesi, per far 101:0 sapere che dipende,•a dal « 1\ung-Li-Yamen abbreviare la durata di quest'occupazione, dando ,, soddisfazione alle domande del Go'Yeruo francese ». Tutto va bene, sai vo la saisie d'ii1i gage che si era tentata, ma non era riuscita, onde il Tsong-Li-Jamen non aveva nulla da abbreviare.
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V.
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Dopo il bombardamento di Keluug la Cina voleva protestare presso i Governi europei, ma non fece nulla; il governo fn1ncese dichiarò alla Camera che, malgrado le ostilitiJ, non si era in istato di guerra e.on la Cina·; tutto ritornò come prima e ricominciarono le trattative. Lespés rima·se ancora !{Ualche giorno davanti alle posizioni bombardate, aspettando ordini cli richiamo o mezzi per proseguire; poi la maggior parte della sua squadra raggiunse, all'ancoraggio di Matsn, quella di Courbet. Davanti a Kelung restarono due legni per guardarlo a vista. L'ancoraggio di Matsu era eccellente come posizione di aspettativa. Da qui Conrbet comandava la stazione telegrafica del Pic-Aigu, per la qua le era in comunicazione costante con Parigi; poteva facilmente ritrarre da Hong-Kong quanto gli abbisognava di carbone e di viveri, e dnl Tonch ino e dalJa Cocincina quanto potevano mandargli di armi e di munizioni; qui, meglio che a Shangai, i movimenti delle navi sfuggivano alla sorveglianza delle flotte straniere e alla cur.iosità dei corrispondenti; onde p3ssavano inosservate le frequenti rièognizioni, che talvolta (dice il Titnes) l'nmmiraglio accompagnava in persona sulla Linx o sul Liitin; qui finalmente, la flotta .si trovava a buona portata dal teatro delle future operazioni, delle quali Courbet solo aveva allora il segreto. Parallelamente alle trattative proseguivano gli apparecchi . Dalla Francia partivano ,125 uomini per ciascuno dei batt&glioni che già si tr0v.avano al Tonchino; in totale 2.500 nomini, i quali non potendo imbarcarsi a Tolone, perchè v'infieriva il colèra, prima' importazione dalla nnova colonia , s'imbnrcarono a Brest e Lorient. A questi rinforzi altri ne tennero dietro, onde il corpo di spedizione fu portato ad oltre 16 mib uomini, senza contare gli ausil iari. Da tale effet.tivo però crediamo doversi dedurre alcune compagnie date alla fl otla come truppe da sbarco. L'incertezza poi intorno allo stnto sanitario, che alcune corrispondenze dicevano pessimo ed 11\tre eccellente, non permette d'indicare con sufficiente approssimazione quanti di questi uomini fo.ssero in grado di combattere. I r.inesi, dal cauto loro, lavoravano qua e là alle fortincazion i, beuchè l'esperienza avesse già dimostrato quanto poco valessero; si provavano anche a sbarrare con torpedini, o giunche piene di pietre, l'imboccatura di questo o di quel fi un1e; ma tosto i neutrali,
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specie gl'Iuglesi, clic ne temev11no un ostncolo "l loro commerèio, si meu.e,,ano di mezzo e, un po' colle C$Ortnziou i, nn po' coll e minaccic, li per,madevauo a desistere. L'unico provved imento realmeut.e serio, non conlnistato, nè coutrastaliile, era l'(lvvinmeoto cli corpi di truppa verso la .frontiera drJI Tonchino . L' 1·1 ngosto cominciò alle Camere frnncesi la discussione di un nuovo crelito di 38 milioni chiesti dnl Governo per il Tonchino. I diballimenti rnrono assai vivi . Si disse che, nella migliore ipotesi, la nuo,·a conqu ista avrebbe porta to, per qualche anno al bilancio fran cese un passivo di 70 milion i. Cioè: ,15 mila .Francesi a L. 2500 ciascuno 6 mila ausiliari Tonchinesi a L. ,1000 Flotta, flotti gl ia, consumo di materiale Trasporti d'ogni specie . Fortificazioni I.! loro armamento Arnm iuistrazionc civile .
Totale.
VI.
Prima che il dello termine spirasse, Courbet, profi ttando dello stato di pace, si era pr!.!sentato, col la m·aggior parte dei legni. delle due
37 milioni 6 2.0 » 2 5 " )
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E ciò senza calcolare la costrnzione di str:ide, ferrovie, telegraG, caserme, ecc. L'entrata pel ·188/~ è prevista in :2. mil ion i. Volendo abbondare calcolandola a 5 ucgli an ni seg1urnti, sì avrù sem pre un pasgivo di una settantina di milioni. Però si finì coll'appro,,aziono del erudito. e di un ordine del giorno che invitava il Gommo a far rispeunre il trattnto di. Tient-Tsi n. I l 2·1 ngosto spi rava per la Cioa il termine concesso eia 1111 secoudo !diùnatmn. Nel negozio del!' iudennità la F rancia era scesa f:ìno ad 80 milioui, pagnbili in ~O anni. L., Cina stette impuntata su 2 milioni e mezzo. Per In differenza si rico minciò la guerra, o, per meglio dire, le ostili Là, che uoa voltn crauo la stessa cosa . Il 2.i agosto un comunicato ai giornali an1mnzia va che le tr.:iU.ative erano rotte; il Governo cinese si era nssol utarnente rilìu tato di dare soclclisfazione per il tradimento di Laog-son ; i suoi delegati a trauaro aveano lasci.1to Shangha,i ; il signor Patenùtre aveva fatto le debite intimazioni; il siguor Semalle ovea ricel'l1to ordine di abbandonare Pechino; l'ambasciatore cinese a ve.1 già abb:rndonato Parigi; l'ammiraglio Courbet era st:i to incaric.ito di prendere immediatamente le dispos1z1on i necessarie, per .issicurare alla Frnncia la soddisfazione dovuta; fra cinc1ue o s~i giorni se ne sarebbe conosciuto il risultato .
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squadre riunite, all'imboccatura del )lin. Le giunche piene di pietre destinnte a sbarrarlo, stava no allinea te lnngo la sponda ; le anticlw e nuove opere costruuc per difendere il passaggio ave,,ano i ca nnoni puntnti; gli artiglieri cinesi si affacciavano dni parapelli e sporgev:rno la tesl:i dalle cannoniere. I legn i francesi sfilarono l'uno dopo l'altro su per la corren t.e , passando strette e giraudo banch i di sabbia por recarsi :il posto di combnttimcuto . Era uno spettacolo curioso; una specie di mancivr:i ton ucmi00 segnato. · Yenendo dal largo per entmrc nel ì\Iin, bisogna anzitutto superare due hnrriere di sabbia, che le navi di grande portata non sorruont.ino se non acl al ta marca . Poi si raggiunge l'ancoraggio esterno. Un'iso la della di Wufu o di Kimpai copre lo sbocco, obbl igando il fiume a dividersi in due rami; dei quali solo il sioistro è accessibile a tutte le navi. Esso costituisce la cosidetta gola di Kimpai, larga 3o0 metri e molto profonda . Sullo due rivo di es:,a i Cinesi n,·evano costruuo una serie di opere, fra cui alCllne casamaLto, ma tutte dirette a battere chi rimontnva la corrente. Proprio sullo sbocco vi erano due forti, il Bianco e il Kirnpai, recentemente armati di grossi can!looi Krupp, rivolti a baeteré chi veniva dal largo . Superata questn gola il nume si allarga fino a duo chilometri da una sponda all'altrn. La profonditi, varia da 6 a 118 metri, e siccome, nell'alta nrnrea, il livello s'alza di ;j metri, così anche le maggiori navi possono racilmenJ.e rimontare fino al cosidetto paS$O di .Mingan, dove il fiume si restringe a quasi 600 metri o la corre11Le diventa più rapida, senza tuttavia presentare, nlla navigazione, grnndi di fn eoltà. Quivi si trovava il secondo gruppo di opere cli difesa, consistente in batterie, la mnggior parte scoperte, e tutto rivolte col fronte verso la corrente. Allo sbocco del pnsso cli Mingan il fiume rientra nelle condizioni di prima e ,1,~ chilometri più a monte si espande in un ampio leuo, quasi l_ngo di acqua tranquilla presentando al le navi un ottimo ancoraggio. E l'ancoraggio d,~lla Pagoda. A monte di esso si tro...-a l'isola cli Losing abhr:icciata da duo mm i del fiume e munita cli dne batterie; all'estremità di qu,1st'isola sorgo ·uaa mngnifica pagoda elle diede nome aìl' ancornggio; sul ramo cli sinistra al punto, dove s'arresta la navigabiliti,
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delle grandi na\'i, sorgeva l'arsenale di Fu-Tcheu, uno dei più belli e meglio forniti dell'impero Celeste. Rimon(ando ancora (ma non colle corazzate), per una decina di chilometri si trova la città di Fu-Tcheu grande, popolosa e fiorente, che dopo le scene cli cui fu spettatrice, a rispettosa di~tanza, non pensa probabilmente a far scavare quelli otto o dieci chilometri di letto del Min. Le rive di questo fiume sono belle e pittoresche, a terreno ondulato con piccole aiture coperte di vegetazione rigogliosa . Le sue acque erano :,;oleate, in tempi tranqtùll i, da navi europee e da giunche cinesi innumerevoli, che andavano e venivano da Fu-Tcheu, centro principalissimo del commercio del the. Courbet, senza sparare un col po, andè, a fermarsi colla sua flotta, proprio all'ancoraggio della Pagoda, dietro a tutte le batterie che guardavano il fiume, di fronte all'arsenale quasi indifeso e in mezzo alla numerosa e imbelle flottiglia, « come lion di bovi entro una mandra ». ·Con un nemico meno cinese questa manovra sare~be stata impossibile, · salvo che egli avesse voluto lasciare aperte le porte per chiuderle alle spalle. Ma Courbet contava giustamente sulla graude superiorità della sua flotta, sul vàlore de' suoi equipaggi, sulla propria abilità e sulla inettezza sperimentata degli avversari . Chi l'aveva lasciato · entrare, per dabbenaggine, lo lascierebbe uscire per forza. E non s'ingannava. Il Governo francese aveva affidato all'ammiraglio Courbet la distriiz'ione intelligent1 dell'arsenale Fu-Tcheu e della flottiglia cinese del Min, a titolo di rappresaglia, per dare almeno un esempio, se non era stato possibile prendere un pegno. L'esito dimostrò che quest'opera non poteva essere affidata a mani migliori. Dal 2.,\. al 25 agosto egli distrusse l'arsenale e la flottiglia, dal 25 al 28 smantellò cannoneggiandole alla gola, tutte le opere costrutte a difesa del fiume; il '.29 sorti dal :Min con tutte le sue navi. Se lo spirito della distruzione non l'avesse spinto più volte a mettere trnppe a terra, per spezzare i cannoni, non avrebbe r1uasi perduto un uomo. Lasciando ai giorna li inglesi il descrivere lo spettacolo miserando che presC'ntava l'arsenale dopo il bombardamento, il fiume coperto di cadaveri , i legni cinesi che, disalberati e sfasciati andavano alla deriva, inseguiti dalle cannoniere che non fa cevano o-rnzia ad alcunò, e cacciavanò con un ardore che sarebbe stato bravu~a, se vi fosse stato pericolo e~c., esponemo con una certa larghezza i fatti più .importanti, sotto il punto di · vista militare, quali risultano dalla relazione dell'ammiraglio Coubert, ricca di particolari, che nelle attuali questioni di corazzate, cli torpediniere, d'i fortificazioni costali, hanno un interesse speciale. I
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Il mattino del 23 agosto le navi delle due nazioni erano so tto vapore, pronte a filare le catene e mettersi in movimento. Dalle 9 antim. alle i e mezzo pom. i Cinesi fecero ostensibilmente i loro preraratÌYi di combattimento. Alcune delle loro torpediniere parevano provarsi a finti attacchi cont1·0 il Volta, ma si ritiraYano appena che vedessero la bocca di un Rotchkiss (cannone a tiro rapido) rivolta contro di loro. Ali' una e quarantacinque Coubert diede il segnale di levare l'àncora ed attaccare, conforme a un piano prestabilito. Tosto due torpediniere francesi, sostenute dalla artiglieria del Volta, si slanciarono ri spettivamente sul Fang-Pao e Yang-01t torpediniere cinesi; in pari tempo il Yolta stesso apriva il fuoco per tribordo sulle numerose giunche che l'attorniavano e delle .quali era il principale punto di mira. Le cannoniere Aspic, VipM·e e l'i'nx, si portavano rapidamente davanti l' arsenale, ed ingaggiavano il combattimento con tre caunon:ere . cinesi e gli avvisi trasporti che ivi si trovavano . Quattro c,,notti francesi a vapore, armati in guerra, proteggevano il Volta e le canno· niere Aspic, Linx e VipM·e dagli att~cchi delle torpediniere cinesi. Il Dugiiay-T1·ou1in, il Villari; e il D'Estaing doveano battere, coll'articrlieria di un lato tre le1mi cinesi che loro stavano d'appresso e, con ~nella dell'altro, le giun:he e le hatterie nei dintorni della Pacroda nonchè tre batterie Kru pp che dominavano l'arsenale. I canotti ' al!> vapore dei suddetti legni dovevano guardarli dalle torpediniere. Appena i tre bastimenti cinesi, che erano dannti al!'arseuale, foss:ro po;;.ti fuori combattimento, il D' Esta,ing doveva portarsi innanzi al bacino della dogana, per colare a fondo le giunche, che ivi dicevansi preparate per l'abbordaggio. Il piano generale fu e,eguito con perfetto accordo. Tutti i legni aprirono il fuoco mentre che le torpediniere attaccavano. Il nemico rispose immedi:it(,wente. Non tirava vento; per quald1e minuto i combattenti furono avvolti da una nuvola di fumo, in mezzo a cui fischiava una grandiue di palle. Dileguatosi questo un istant:, si vide l'Ycmg-Oti, legno cinese gettarsi alla riva col fiauco squarciato dallo scoppio di una torpedine. Il Fwng-Pao, colpito in s1mil modo, anch'esso, aveva subito effetti meno disastrosi e continuava a combattere. Molte rriunc.he erano colate a fondo o stavano per colarvi. I legni cinesi Tey-Juné, Tsi-Ngan e Tche.ii-Uc'i, che in principio stavano di fronte al Duguay-Trouin, al V-illars, al D'Esta'ing, ora disalberati, sfasciati e in fiamme, venivano giù per la corrente e sommergevansi gualche chilometro a valle. La stessa sorte avevano, poco stante, due cannoniere cinesi.
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Dopo la prima sfuriata il fuoco si rnllen tò e i tiri fra11ce~i, diretti qna e là secondo il bisogno, continuarono In distruzione della flottiglia cinese. L' Yong -Pao e l' I Sing, grazie alla poca pesc,1gione, sfuggirono ri mo.ntaudo il fin me, ma le loro avarie erano già tali che finirono per affondarsi . In poco tempo della detta flottiglia restavano solo degli avanzi. Le cannoniere frances i si rivolsero allora contrn il materiale galleggiante che trovavasi nell'arsenale e contro l'arsenale stesso; rnent:re altri legni impiegav_ano il loro fuoco ad estinguere quello delle batterie della difesa. Le torpediniere cinesi ernno scomparse; la maggior parte colate a fo11do , alcune sfuggite rimontando la conente; ma di queste la Fang-Pao fn raggiunt.a e som mersa quando più. non se l'aspettavn . Venne ·Ja sera ~d imporre una tl'egnn,. primu che l'opera <li distruzione fosse compitn. La notte dal 23 al 2,'t- fu un continuo allarme. Verso sera il l'cheu.ngOn, leguo cinese ia fiamme, era spinto contro l'ancoraggio francese da due grandi giunche. I proietti li del D'Estaùig affondarono le giunche ed i loro equipaggi; ma la nave incendiata, continuando ad andare alia deriva, mil)acciò uno dopo l'aìtro vari legni. La mattina del ~t prima cura dei Francesi fu di completare la distnnione delle giunche e dei brnloui a rnou te dell'arsenale e nel bacino della dogana . Tre sqoadre di t:anotti, armati in guerra, vennero incaricati di questa bisogna, e non ebbero a sopportare se non la fatica materiale di uccidere e distruggere, perchè i C:inesi non facevano più resistenza . Frattanto si riprese il bombardamento dcll'af·senale. Nd pomeriggio del '.z/} i . proiettili da 28 chilogrammi demolirono quanto non era al disopra della loro forza. I tiri diretti contro gl i stabilimenti, i magazzini, i cantieri di costmzione, produssero grandi guasti « mino1~i tuttavia (dice Courbet) di qnanto avrei desiderato ». Per · eseguire una distruzione completn 0i volevano proiettili lla ~4 o almeno da 19 centimetri; il che è quanto dire, sarebbe stato necessurio far ùmontàre finçi a portata di tiro l:i Triomphante e il Dugu.ay: 1'1·ouin. Ora i piloti dichiararono che ciò era assolutamente impossibile e gli scandagli dettero ragione ai piloti. « Un mese prima (scl'ive l'ammiragli.o) avrei potuto facilmente tentare un colpo di mano contro il cumpo che domina l'arsenale e contro la prossima polveriera; perchè le nostre compagni!') di sbarco non avrebbero incontrato forze considerevoli. Mi sarc;. così procurato ln lìolvere, per far salt2.re nell'arsena le, senza costo di pesa, ciò che i proiettili avevano lasciato in piedi . Questo progetto era ancora realiz-
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zabile il 1° di ottobre; ma nei giorni seguenti i Cinesì avevano riuniti sul le alture fliù. di diecimila uomini, protetti da mine e da boscaglie. Attaccarli era un esporsi a serio pericolo di subire uno scacco ». Fu giuocoforza lim itarsi a far prendere la ma ttina. del 25, dalle compagnie cli sbarco della T1"iomphm:i,te e del Diigitay-Trowin tre cannoni Krupp, abbandonati in una b11tteria vit:ino alla Pagoda. Tosto si videro. i Cinesi in un gran numero scendere dalle alture; ma il fuoco dei legni li tenne lontan i; e prima delle 10 antim. le compagn ie :;barcate erano tornate a bordo, portando seco i cannoni. Dopo ciò non vi era più. nient.e da fare alla Pagoda, nè all'arsenale. Tutti i legni si apparecch iaTono a salpare. Si andavn a cominciare la distruzionl:l dei forti costrntti lungo il fiume . All'una e tuenta si fece formata all'isola di Cuding; si tagliò il filo telegrafico, poi si apd il fuoco contro una batteria Glie prendeva di iofilnta il passo del Mingan; ma non si ottenne risposta; era abbandonat.1. Truppe da sbarco sono messe a terra, si rompono i pezzi col fu lmicotone e si ritorna a bo.rdo. All'indomani (!2.6) attacco. delle, al tre batterie del passo. di Mingan. Le cornzate passando lanciano loro fìancatJ . Una batterin mostra vel leiLà di rispondere, ma i proietti del Yillars e dcll' Estaing fanno presto a smonwrJa. Quando tutto è si lenzio, una squadra di torpedinieri va a rompere i pezzi. Questa operazione era appena terminata, quando un fuoco di fucileria ben nutri to parlL dalle altme ove si eleva la casa del" Tao-Toi- Fan, autorità cinese incaricata della difesa del · fì.ùme. Le truppe sbarcate tornarono presto a .bordo, mentre il V1:/la1·s e il D'Estaitn.g colle loro granate e col fuoco degli Hotchkiss teoevan0 lontano il n~mico. Nello stesso tempo il Volta e tre cannoniere ancorate presso i forti dell'isola Cuùing, sosteuevirno una squadra di torpedinieri e unu compagnìa da sbarco incaricate di far saltare gli alloggiamenti e spezzare i èaunoni dei forti stessi. Dal canto loro la J',riomphante e il Dtbguay-Trowin radevano al suolo al tre batterie, abbandonattl dai dif~nsori, rifugiatisi sulle vicine ulture, e impediti di avvicinar,;i dal fuoco di fuci l·eria e da qnello degli Hotchkiss. Alla sera i torpedinieri avevano spezzati otto pezzi. Il domani fu con~ucrato a fare il rest9. Verso le due e mezzo pomeridiane (27) tutti i legni si trovav:,no raccolti a monte del pusso di Kirnpai, a guardia del quale erano rìmasti il Chàteau-Renaud e la Saone, per impedire che i Cinesi lo sbarrassero. Lìl' sorvegl ianza assa i facil e il giorno non lasciava di presentare alla notte qualclie difficoltà. M.a si erano moltiplicate le ronde d'im1
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ANNO XXIX, YQJ_. IV
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barcazioni, impiegato quasi costantemente la luce elettrica, e si era riusciti. Le giunche piene di pietre, preparate dai Cinesi stavano ancora allineate sulla riva destra e le zattere che dovevano compiere lo sbarramento erano legate alla sponda sinistra. Si cominciò la distruzione di questi materiali e non si desistette finchè non venne ultimata, henchè le truppe fossero inquietate dai tiri di fu cileria della riva. Fu in questa occasione che cadde ucciso il tenente cli vascello Bouct ed uccisi o feriti vari uomini di truppa. Nello stesso tempo gl'incrociatori ·canno. neggiavano gli acc.amparnenti iri vista, ed il Duguay-Trowin e la Triomphante si avanzavano per riconoscere bene il passo e cominciare l'attacco delle opere. Al loro appressarsi, due batterie di cannoni da ~ i cent. recentemente costruite, aprirono il fuoco. Le corazzate risposero e dopo men che mezz'ora le dette batterie non davano. più segno di vita, benchè non fossero ancora smontate. Cominciava a essere tardi e bisognava risalire la corrente, per trovare ancoraggio sicuro per la notte. Quindi il compimento ·della distruzione delle dette batt.erie fu rimandato all'indomani. li 28 alle li, del mattino la Tr-i-onphante e il Duguay-Trouin salparo~10; a punta di giorno erano nella stessa posizione della sera innanzi e riap.rivano il fuoco contro le stesse batterie. Queste risposero dapprincipio con un certo vigore, ma esso durò poco. Il fuoco di fucileria però era molto noioso. Sulla riva destra stavano parapetti e case a mezza costa , che servivano di riparo ai tiratori cinesi ; sulla riva sinistra, li proteggevano boscaglie, una diga e il vil laggio del forte Bianco. Il fuoco dei pezzi a tiro rapido li sloggiò a poco a poco e i Fr:1ncesi li videro fuggire verso il campo cli Kimpai, si tuato sull'altro versante; ma mol ti caddero per istrada. GI' incrociatori rimasti addietro accompagnavauo i fuggenti coi loro proiettili. Uno cli c1uesti, più foriunato degli alLri, produsse l'esplosione di un magazzino di cartuccie ; il che portò al colmo lo smarrimento dei Cinesi. Frattanto i cannoni di grosso calibro facevano larghe brecc.ie nélle batterie casam:ittate · e bl indate del forte Bianco, e smoutavano_i cannoni in barbetta, fra cui un pezzo Krnpp da 21 centimetrL che batteva · direttamente il p~ssaggio. Ridotte al silenzio le batterie, si cercò di completare la distruzione facendo scoppiare col fulmicotone i pezzi, e se ne acconciarono cosi mezza dozzina; ma dalle alture ricominciò il fuoco di fucileria, al quale i Francesi ri5posero da bordo, senza riuscire però a fa rlo cessare. I punti più atti ad eseguirvi uno sbarc-0 erano difesi da torpedini delle quali, da bordo, si vedevano i fili. La 'lhomphan te ne fece scoppiare tre . a colpi di Hotchkiss. Il risultato
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da ottenersi non compensando i probabili sagrifizi, si decise di passare oltre. Altro più non restava se non di smontare alcune batterié e poi entrare nell.i gola di Kimpai. Una batteria sembrava abbandonata . S'inviarono torpedinieri a infrangere i cannoni, ma furono nccolti da un vivo fuoco di fucileria e tornarono a bordo dopo aver subito qualche perdita, protetti d.1i tiri delle cannoniere, che tenevano lontano il nemico. Altre batterie erano ancora intatte, ma i Francesi non se ne preoccupavano certi com'erano di smontarle senza difficoltà. La sera del 28 si trovavano davanti ad un ostacolo, ben altrimenti serio, se bisognava credere alle. _migliori informazioni. Essi temevano, con ragione, che nella gola vi fossero delle torpedini benchè non si vedessero i fili. Era necessario dissipare ogni dubbio prima· di avventurarsi là dentro per c1uanto tempo quest'accert-amento avesse dovuto far perdere. Durante la notte dal ':>.8 al 29 le imbarcazioni visitarono accuratamente il passo, che inspirava tanti timori e const-atarono che di torpedini non vi era neppur l'ombra. Vi erano delle catene che poca fatica bastava a spezrnre. Il 2,9 , al cominciare della marea, il Dru9uay-Trollin e la Triornphatite aprirono il fuoco contro le batterie non ancora smontate, . mentre tutte le altre navi entravano nella gola e raggiungevano la maggior parte, durante l'alta marea, l'ancoraggio di l\iatsu. 1 · Le due corazzate ri maste addietro continuarono il fuoco contro i suddetti forti e batterie, finchè dopo due ore il nemico non aveva più un pezzo c-apace di rispondere. In questo frattempo arrivò, coll' am.miraglio Lesprs, la G,ilissonwiére che, trattenuta a Kelung da uu violento colpo di vento, non aveva potuto giungere in tempo. Il 25, appena potè avere un pilota, detto ammir.iglio era venuto a prendere l'ancoraggio di Woga , donde sperava di poter concorrere a battere le opere del passo cli Kimpai. Ma ridotto, per la $trettezza del canale e la violenza della ,;orrente, a non poter far fuoco_se non col cannone della torretta a tribordo, e minacciato da molte batterie che difendevano il passaggio, sti mò conveniente, dopo qualche colpo, di prendere una posizione meno sfavorevole. Cosi l' unica nave che abbia tentato il passo presentandosi di fronte come nave nemica; non riuscì a sforzarlo . Essa stava appunto cambiando posizione, quando un proiettile da 2,1 cm. lanciato. cla un cannone del forte Dianco, la colpì e la forò, uccidendole un uomo e ferendone parecchi. Il 30, la Ga/-i,ssonn:iére, la Trioinphante e il Duguay-J1·otl'in gettarono anch'essi l'àncora a Matsu, dove co,ì trovossi riunita tutta la
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flotta, restando solo l'Aspic a Pic-Aigu per gu1irdare il ca vo telegrafico, fìnchè uua cannoniera inglese, chiamata dn Hong--Kong, venne a prendere detta guardia . I Frances i ebbero, nel le opernzioui del l\lin, Hl morti fra cui un ufficiale; e 4-8 feriti, fra cui 6 ufficiali. '
VII.
Dopo i fatti narrati, si entrò in un periodo di sost:i . Anzitutto er:i necessario rifornire i legai di viveri, di carbone e di proiettili; poi si voleva ,·edere l'effetto che quella profusione di bombe, a\'ern fatto sull'animo - dei Ci'.1c~i. Il sistema ado~m·a to per far pagare la Cina fu, con ragio11e, assomigliato a quello che st usava negli antichi processi per far parlare g_l' imputnti, quundo di tanto in tanto si sospendeva la bastonatura e si aspettavano le risposte del paziente. Ma la risposta della Cina fu sem pre la stessa : Mll aveva rotto e non voleva pagare. Courbot tornò col suo rrnartier generale all'allcoraggio di Matsu; qualche le"no ritornò a Keln11.g; altri si recnrono a Hong-Kong per -fare prov,i;te, la Gal-issonniere vi andò per prnvvisto n riparnioni; altri infine si volsero ai porti del Toucl.J ino e della Cocincina per raccogliervi munizioni e trn ppa da sbarco. Tra i due Governi ricominciarono le trattative. I danni prodotti dalla distruzione intelligente, sulle rive del Min, f'.11·ono dappri ma calcolati un miliardo, poi, verifìcate meglio le partite, si trovò ch· erauo dì circa 50 milioni. L a terribi le rappresarrlia sbalordì i Cinesi; nella loro ingeuniti1 non nvovano mai creduto c,possibile che forza umann potesse scatenare unn simile tempesta e che, potendo, l'avrebbe scatenata. Poi ripensando al caso si esasperarono . .L'annunzio del dan110 sofferto provocò fra le popolazioni un sentimento d'indignazione e di sfida. Proclami liellicosi vennero affissi alle cantonate, in tulle le grandi ciUit . Qua e lù avvennero sommosso contro gl i stranieri. Tutti i Francesi doveltero lasciare Canton. Notizie da ogni pa1:te recarono c_he il governo cinese non era punto scoraggiato, ma conLJOuava, con più vigore, i preparativi di guerra. Bisognò che 1a .Francia facesse altreLtanto. Da Parigi si nvverti subito Millot che numerosi corpi ci ne:;i marciav_an~ verso il Tonchino, _e Alillot rispose di aver preso tulle le disposiz1on1 per respi ngerl i. I Francesi tenenrno ·I 3 pi,1zzc forti ben munite e ~·eslavano loro ancora,\. o 5 mila uom ini per battere la campagun . Si era inoltre finito d'ordinare il corpo <l'nusiliari tonchinesi: 5000 uomini
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divisi in 2 reggimenti su ,t battaglioni e 42 compagnie ciascuno. Ma quantunqL1e bene arma ti o inquadrati tra Francesi, pal'O che rinesti ausi liari non ispirassero grande fiducia. Si richiamarono dalla Cocincina e da ll'Annam tutte le truppe possibi li; rrn cui 700 uomini, spediti poco tempo prima ad Huè per assistere all'iucoronazione di un nuovo imperatore; cerimonia che (dopo la morte di Tu-Due, durato sul trono parecchi lustri), si ripete all'Annarn una o due volte all'anno. La situazione interna del Tonchino non destava iuquietudiui. I pirati e le 1):mde avevnno bensì ria lzato la tesla dopo la ripresa de.Ile ostilità sul mnre, ma bastarono, se non a distruggerli, a contenerli nei sol iti limiti, le soli te colonne volanti . Nuovi rinforzi (oltre quelli spediti e quelli in viaggio) sarebbero slati necessari soltanto per tener fronte all'invasione <Jnando avesse assunto propor1.ioni supèriori a quanto s'era finallnra ved 1llo. Ma presci11dendo da questo e dalla situazione interna del paese, un ..iltro provvedimento s'era roso necessario, al Tonchino, per le condizioni di~cipliuari del corpo cli spedizione: il cambio del comandante. Al le ri valità antiche e permanenti fra lo tmppe Ji terra e <Jtiello di mare, alle interminabili contese fra generali e commissari, s'ernno :iggiunte le discordie dei generali fra loro. Da qualche tempo se· ne a1•evano indizi; un fatto speciale le posP, in ri lievo. Si costituì al Tonchi no un Consiglio di governo, iucaricato cli esaminare le questioni principali; di questo consiglio 110n fLt chiamnto a far parte il geuerale !\'e. grier. • L'ostracismo di cui è vitLima questo brnvo ufficia lo (dice l'Avenir Mihtaire del 2.6 agosto) conferma troppo apertamente i sen timenti di gelosia attribuiti al generale di divisione contro il suo ge11erale di brigata» . Il Go,'ernù fran ce:;c richiamò il generale, Millot la cu i autorità era inoltre rimnsta scossa dopo il fotto di Bac-Lè, e gl i tenne com.!. pagnia, nel viaggio del ritorno, il colonnello Degenne, quegli che comandava la colonna implic:,ta in tal fai.Lo. A comandante fn chi.amato il più anziano dei due generali di brig:itn, Briére de l'lsle. La spedizione del Tonchino presentn finora questn differenza dalle spedizioni d'Africa che mentre, in queste, i comnnùanli divenLauo preslo eroi, ir1 quello perdono la fama ncquistnta e dopo alcun i rne~i sono rich iamati in Pran.cia, ove assumono l'u!Tizio di testimoni davanti alle comm issioni parlamentari. Il nuovo coo)andante prese energiche disposizioni e ne riferì a·J suo Governo, most1Jndos1 fiducioso di potere in ogni caso, respingere l'iuvàsione, ed assicurando che, quando gli fossero giunti i rin forzi ch"erano per vin, si sa rebbe .trovato in grndo di fornire ancl1e. qua lche compagnia da sbarco alla noua_
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~a qtial~ pass_ò tutt? settei:nllre in riparazioni, in apparecchi, e prog~tt1. Solo I yoc!n lego, che s1 trovavano davanti a Kelung, inviavano d1 quando 10 quando qunlche proiettile ai Cinesi, che venivano a frugare fra le rovine. Questi colpi sentiti rin lontano facevnno teleo-rafare in Europa la notizia di nuovi bombardamenti di Kelung, ev~entemente inverosimili perchè non si sprecnno le bombe contro fortificazioni nbbandonate e distrutte. Il 4 settenibre una cannoniera francese ivi di stazione, si avvicinò a terra, probnbilmente a scopo di ricono~cere. Tosto i Cinesi, imboscati nei dintorni , apersero contro di essa il fuoco dei loro cannoni; i Francesi risposero e i Cinesi si ritirarono, Sulla cmrnoniera vi fu un morto e nn ferito. Sba rchi non vennero fatti, o vennero respinti. I giornnli fr;incesi annunziavano che vicini a~ yorto,_accam~avano 5000 cinesi, con artiglieria da mont~gna, sped1t1 nell isola d1 Formosa fino da quando il Tsnng- Li-Yamen ebbe la p_r!m~ notizia delle mire del nemico sovr'essa; che pertanto onde stabil1rs1 fermamente n Kehmg non bastava mettere a terr:i, sotto la protezione dei tiri della flotta 2.00 o 300 uomini, ma era necessario sba_rcarne almeno un migliaio . Queste notizie erano certamente frutto di ricognizioni, che aveano cost11to proiettili e sangue ; ma nessnn fotto d'armi importante aveva avnto luogo dopo il primo bombardamento. Courbet_ da i\'latsu, col resto della squndra, invi:iva (come nei giorni antecedenti al hombardamento dell'arsenale di Fn Tcheu) ora questo, ora quel legno a fore ricognizioui e invigilare che non si sbarcassero armi , nè armati nell'isola di Formosa. Una volta fu sorpreso ed arrestato un ba~timcnto tedesco che recava un cnrico di fucili a Kelung. Siccome non havvi dichiarazione di guerra il capitano reclamò danni ed interessi; i qual i gli furono pagati immediatamente e, lautamente, nè sì parlò più d'altro. Qua li progetti volgesse in mente Courbet, o quali istruzioni gli avesse dato il governo, niuno sapeva; onde la comparsa di uu legno francese in questi o in quei parao-rri, dava luogo alle più. strane ipotesi e metteva in rivoluzione i Ci~!si che accorrevano a cost.rnrre fo solite trincee. Lo sbarramento dei fiumi ern, come sempre, loro impedito più dagli amici che dagli avversari. La vo.ce_corsa d_i u~a chiurnra del .lì urne di Slrnngai, presso Ynsnng, s_oll?vo I reclami · di mez~o mondo; onde il lavoro venne sospeso e l11rntato ad :ipparecchi, che forse all'occorrenza servirebbero come quelli fatti, due mesi prima, per la chiusura del Miu. E siccome è fata lit.i . che i Cinesi non possano for atto di difesa sul littorale,' senza danneggiare i neutri, così avvenne che, avendo essi rimesso in batteria,
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sulle rovine del forte Kimpai, uno o due pezzi, sfuggiti per mi:acolo alla distruzione, e servendosene per tirare sui legni, che facevano 11 servizio dei dispacci alla stazione del Pie Aigu, non coglies~ero ma'. un Jeo-no francese, ma cogliessero invece un inglese, ucc1denclov1 _un soldato e ferendo un uffìziale, morto poi anch'esso a causa delle fonte . Si fecero le debite scu,e, e la cosa non ebbe seguito. Courbet_sbam~ là presso un distaccnmento che scacciò, sen_za comba_ttere q~1e1 poc~n Ci nesi annidati fra · le macerie. Questo fat~o chede occasione ali annnnZH> di una vittoria francese, poscia smen titn. Il servizio dei dispacci, nlla .detta stazione, per poco interrot.to, venne regolarmente ripr~so .
VIII.
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. Verso la meti, di settembre l'incertez:rn sulle futuro operazioni della flotta cominciò a dilegt~arsi . Già la notizia che Courbert J'accoglieva a bordo numerose trup1)e da sbarco, speditegl i dal Tonchino e dalla Cocincina, bastava ad indicar~ trattarsi questa volta di una presa dì possesso non di una rappresaglia; vari indizi facev:ino inoltr~. presn~ mere che l'obbiettivo fosse sem pre Kelung, o ìJltro porto dell isola d1 Formosn . ,Alia fine del me·sc tutti i giornali francesi ànnunziavano che Ja flotta stava per sbarc::ire, a Kelung, un corpo di_ ~ruppa.' _a fin~ di prendere stabile possesso di qu~sta città, e ~e!le v1c1ne mrn1e~·e dt carbone. Fra cinque giorni dovea g111ngere la not1zrn del fa~to compn1to. " La Fraucill avrebbe :illora avuto nelle tmni un pegno nmuneratòre, di un valore superiore nll'indeon ità domandata, ed avrebbe potuto attendere tranquillamente l'esecuzione del trauato cli Ticnt-Tsin. » Era la ripetizione di quanto si era detto ai primi di agosto ecl era la stessa impresa che si tentava, col la sola differenza che ora _il _bombarùamento si trovava già fotto e si a\'evano a bordo 2?00 nom1111 da ~barc_o. La rius_cita pareva tanto siçnrn che gii1 si questionava sul nrngg1ore o minor valore del pegno . . . In quei giorni appunto Conrbet salpavu, da _l\fot:u, cor:1 t~tt, o quasi tutti i suoi legni, per l'i:;ola di Formosa . I ra pporti ufficiali cJe!le operazioui che seo-uirono uoi1 ,ennero :mcora (al momento che scr,vwmo) pubb1icati ; pe~·ciò il racconto lo ricaviam_o dai Lele_gra rnmi'. concilian doli secondo il nostro criterio, quando s1 co otradd1cono e interpetrandol/ quando ci sern!Jrano· oscuri. Strnda facendo la flotta si_ di~ise _e una parte sotto Courbet fece rotta per Kelung; l'a ltra con Lc~pes eh-
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resse su Tam-sui, altro porto dell'isola stessa, non lontano da Kel~nir e cresciuto d'importanza, dopo il bombardamento di questo. Quant; navi seguissero l'uno e quante l'altro ammiraglio noi sapremmo dire ; ma pare che la maggior parte sia rimasta a Courbet. Le operazioni contro Kelung com inciarono il ·1° ottollre. In che cosa realmente abbiano consistito e come si sieuo svolte non è detto dai dispacci. Cour~et telegrafa che cominciarono con l'occupazione del 111orne dli S . Clement; cJ.1e l'aff(J/re fii asswi caldo; che nella noue dal ·1° al 2. ottobre i Cinesi evacuarono le due opere, ad ovest dr.Ila detta posizione, e i Francesi l'occuparono all'indomani, senza colpo ferire; che nei giorn i seguenti , l~ com pagnie da sbarco del BM,ar-d, del Dngua,y-Trouin e del · Chateau- Rena·itd presero possesso delle opere a sud-est della baia; che prima di andare innanzi era conveniente fortificare vari punti per poterli , all'òccorrenza, difendere con poca gente e necessario distruggere varie opere dei Cinesi. Reca mer,wiglia senti re che vi fossero ancora tante opere in piedi, dopo che s'era Wnte volte annunziato d'averle tutte distrutte. Probabilmente si trattavn soltanto di trincee provvisorie, costruite ,dupo il primo •bombardamento, non per controbattere i tiri della squadra, ma per impedire al le truppe sbarcate di avanzarsi . La qualifica di affare assa'i cal.do non può riferirsi al bombardamento pre.li111inare fatto dalla squadra per allontanare i Cinesi dalla spiaggia; · percl1è Courbet non ha chiamato calda neppure la distruzione dell'arsenale di Fn-Tcheu. Quest'epiteto si riferisce certnmente a qualclw scontro avvenut.o fra i Cinesi e le truppe sbarcate, nel quale i Cinesi nwntennero le loro posizioni, se è Yero che le sgombrarono dnranu, la notte. Perchè le sgombrarono? .Forse perchè s'accorsero che non v'er.1 convenienza ad accettare un secondo combattimento, sopra un terreno battuto, in parte, dai tiri della squadra; perciò si trassei:o più addietro o si misero al coperto di qualche oslf colo. I Francesi allora occuparouo le posizioni abbanrlonate e cominciarono a fortificarvisi. In modo consimile è con eguala risultato, si svo lsero le operazioni contro Tam-Sui. Perchè si fecero quasi contemporaneamente? Perchè , a tal uopo la quadra si divise? Forse si credeva di trovare Tam-Sui sguemita di truppe, supponendole tutte raccolte a Kelung, e si sperava di riuscire alle spalle di queste, sbarcando a Tam-Sui. •Infatti dispacci successiv_i a~nunziarono che la marcia da Tam-Sui su Kelung era stata sospesa . L'attacco contro Tam-Sui cominciò il giorno~ col solito bombardamento. Il por~o era difeso da batterie e da uua linea di torpedini. Le batterie furono presto smontate; la linea -di to_rpedini non
potè esser tolta. Il 4 i Frnncesi, non potendo sbarcare in porto, sbarcarono su qualche punto della spiaggia vicina; i Cinesi che a forza di lezioni, hanno imparato quanto valguno i tiri delle navi, non contrastarono le operazioni di sbarco, e si tennero a rispettosa distanza. Ma posto piede a terra i Francesi si trovarono nell'identica posizione di quelli sbarcati a Kelung; cioè nell 'impossibilità ad andare avanti e nel pericolo di essere rièacciati in mare, se la squadra partiva . . Dal 4- all'8 aUP.sero a fortificnl'si in posizione protetta dalla squadra. L' 8 eseguirono una ricognizione che diede I'uogo a un combauiniento. Secondo i dispacci francesi la colonna di ricognizione, ottennto lo scopo, !'-i ritirò colln perdita di soli 6 uomini; secondo gli inglesi il fatto ebbe nrnggiore gravità: i Francesi (600 nomini) si sarebbero avanzati :verso il posto d'infiammazione delle torpedini che' chiudono il porto. A guardia di questo posto starebbe un corpo di Cinc$i in posizione coperta dai tiri delle navi . CrJ,,toro dopo aver In sciato ben avvicinare i ]!'r::rncesi, li avrebbero attaccati di fronte e da tergo. Il combauimento avrebbe durato dalle ,t O antimeridiane alle 3 pomeridiane e sarebbe finito colla ritirata dei Francesi e la perdita loro cli 60 uomini . I l giorno 4 li ebbe luogo un nitro combattiment,), dapprima annunziato come una vittoria francese poi diventato nna sconfitta . I giorna li inglesi narrano il fatto con tanti particolari ch·e è impossibile crededo in.ventato di pi,rnta . I Francesi prima lo smentirono poi si li mitarono ad attenuarne l'importanza. Ufficialmente non si sa nulla . Pare che Courbet, al primo an, nunzio dello scacco toc.cat.o il giorno 8 alle truppe di Lespés, abbia Jast;iato a ,Kelnng un piccolo corpo in posizione fortificata , vicino al littorale, con due. o tre navi a proteggerlo, e col resto della flotta e ·della truppa da .sbarco sia~i recato in aiuto di Le;pés a Tam-Sui. 0nivi sarebbero stati messi a terra ·1800 nomini CQi qua li si credeva di avere la vittoria as-sicurata contro qualunque corpo Cinese; ma sia il numero dei nemici, sia la lt>ro posizione, sia merito del generale LuiMing-Ganan che li condttceva, e:;si respi nsero i.Francesi, e li costrinsero a ritornaTe a bordo. 'La migliore COriferma, anzi la prova Che i[ ·combattimento, comunque siasi svolto, ebbe questo risultato, si è il blocco di Kelung, di Tam-Sui e di altri porti . dell'isola di FoPmosa, proclamato pochi giorni appresso (20 ottobre) dall'ummiraglio Courbet. Non si blocca ciò che si tiene. Courbet si trovn attua lmente davanti .a Formosa nell'identica posizione cli i\liot davanti a Mad,1gnscar: padrone delle acque, con qualche distaccamento sbarcato sul litorale e guardnto a vista dalla squadra.
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IX. Ritornramo un momento al Tonchino. Quivi il geoerale Rrière, appena .:issnnto il comando, aveva formato due colonne mobili e le aveva alfidate ai colonnelli Ber!!cr e Masson , incaricandoli di pur«are ~ " (;) dai pirati la contrada del Dai. Pare che questi pirati, imbaldanziti da pretese vittorie cinesi sul mare, avessero rialzato la testa e si fossero impadroniti di dne cntit fortificate: Phu Nin, sulla destra di un affluenti~ del fiume Cbiar'o e My-Luong (che troviamo anche scritto My-Duong) a sud-ovest di J-Iannoi, sulla riva occidentale del D11i. Le dne colonne riuscivano pienamente nel loro còmpito, impadronendosi . delle dette. città e pacificandone i dintorni. Agli ultimi di settembre si annunziava essere tutta la contrada tranquilla e sicura. Dei Cinesi si sapeva che erano in marcia, che i vicerè delle provincie limitrofe levav11no imposte di guerra, requisivano viveri, preparnvano alloggiamenti per le trnppe imperiali. Anche al Tonchino i Francesi avevan1) fotto preparativi per riceverle, m11 es:;e nori ani- . vavano mai; marciavano con lentezza cinese, nè pitì nè meno di quelle che tre mesi prinrn avrebbero dovuto sgombrare il territorio di Langson. I France$i erano stanchi di attrndere, ma si sentivano troppo deboli per andHe loro incontro. Il 2 ottobrn tre eannon iere francesi, la ilfo11.sqiieton, la Maswe eia Ifache, facendo una ricognizione nel Lochnau, cors.o d'aequa che viene da Lang-son e si getta nel Long-Koi, si trovarono improvvisamente · davanti a un corpo di regolari cine:;i. Costorn, giunti forse la sera innanzi, non sapevano ancora che con le cannoniere non v'è nulla da guadagnare e le attaccarono. Dicesi che fossero 4000, ma non è detto cbe avessero artiglieria. Dopo una breve lotta, in cui le mitragliatrici e gl i Hotohk1·ss fecero meraviglie, .i Cinesi fuggirono, las~ian<lo sul ter· reno molti feriti ed uccisi. I Francesi, secondo i loro rapporti , ebbero una trentina d'uomini messi fuori combattimento, fra cui il caf)itano di una ·cannoniera. Questo fatto, che per sè non ha grande im portanza , l'acquista considerandolo come il punto di partenza di un nuove periodo di oper11zioni. La situazione si trovava .radicalmente can1biata · oltre i pirnti e i briganti si avevano d( fronte corpi di trupp11; biso~nùYa dnnqne sosp~ndere, per il momento, ~i purgare il paese, e pensare a difcuder$i .
ESTERA
Così appunto l'intese il generale Brière, che mandò alla frontiera l'altro generale di brigata (Negrier), con tutte le forze disponibili. Queste vennero divise in due colonne, la minore, sotto gli ordini del colonnello Donnier, si portò sull'alto del Lochnan; la maggiore agli ordini del generale Negrier si tenne sulla strada da Bac-Nin a Langson. Il (i luglio, la colonna Donnier (circa nn migliaio d't101nini), fn attaccata cl::ti Cinesi molto superiori in numerp, sulle rive del detto fiume. Per fortuna nelle acque dello steS$0 e in vicinanza della truppa si trovavano ancora le tre cannoniere del combattimen to precedente e una quart;i (l'Ecla:ù1·) per giunta. La lotta fu piuttosto viva·, e finì comli suole ogni qualvo lta possono concorrervi le cannoniere. I Cinesi fuggirono lasciando un migliaio tli morti. I Frnncesi ehbero appena , secondo i loro rapporti, 4 uccisi, fra cui un.capitano, e 2.0 feriti, fra cui un ténente . Per trarre dalla vittori11 tutto il profitto possibile, il genttrale Negrier mosse, al prim·o annunzio, la sua colonna, rimontando il Phu-Lr111g (o Song-Truog) corso d"acqna che dovea tagliare la supposta linea di ritirata del nemico.Ma invece di trovare la coda dei fuggenti, trovò 6000 Cinesi trincerati in un villaggio. Qn~sto è designato col nome di LangKep e sorge sulla strada da nac-Nin a Lang-son, a ft.5 chilometri dalla prima delle dette città, e a 2.0 chilometri da Phu-Lang-Ci:rng, il più avanzato /dei posti francesi sulla strada cli Lang-son. È un villaggio di misera apparenza, eon poche case in legno, pochissime in muratura e una cinta bassa e sottile. Le case in muratura erano state pnlparate a difesa; una faceva da ridotto centrale; gli accessi principali erano stati sbarrati <la trincee. Sono originali questi invasori che, giunti al confine, si fermano e si trincernno. Negrier diede tosto ordine di attaccare il villaggio, e ne seguì (8 ottobre) un combauimento, che non è privo rl'irnportnnza « I Cinesi (dice nel suo dispaccio il generale in capo Brière), si sono difesì con accanimento facendo dei vigoro~i con tr'attacchi. Dopo cinque ore di lotta il nemico è stato respinto e inseguito fìno al fiume, nella direzione di Jeu-The. Il ridotto centrale venne preso d'assalto :llla baionetta. Nel vi llaggio soltanto i Cinesi lasciarono MO morti, fra cui molti mandarini. Le troppe ammirabilmente condotte, hanno mostrato una decisione, che permise di tagli.ire la linea !li ritirata al nemico, e· impadronirsi di tutto il suo materiale, fra cui una grande quantità di cavalli e di muli. · Le nostre perdite sono: ·1 ufficiale e 20 soldati uccisi, 8 ufficiali e 50 soldati. feriti. Tra i feriti vi è il generale Negrier e il suo uffici.ile d'ordinanza. Venne occupato fortemente il villaggio
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di Laog-Kep per tenere lo sbocco _delle vicine gole; si chiudcrit anche il Lochnan e il passo di Jen-The. lo lascio Hannoi e vado a prendere il comando diretto delle truppe». · Qnesl.a par1.enza e.lei generale in capo da Hannoi e questo chiudere · la porta dietro al nemico dopo la vit.torin, sono indizi che dimostrano In gravità della situazione. Ì{ecano poi meraviglia questi Cinesi clrn subiscono tre sconfi tte, con gravi perdite in ciascuna, e con un giorno d'interval lo tra l'una e l'altra, battendosi alla terza meglio che alla prima. Ma la meraviglia diventa stupore, quando due giorni appresso si legge un'altra vittoria francese più contrastata e più grande. delle precedenti. Ecco il di,spaccio ufficiale: « Il giorno 10 il colonnello .Donnier, dopo un brillante combattimento, s'impadronì delle al ture cbe dominano la fortezza di Chu, punto d'appoggio del grande campo trincerato dei Cinesi, difeso da cinque forti a casamatta ». Anch'egli s'era mosso per inseguire i fuggitivi, e trovò invece una fortezza, che non è segnata sul la cnrta e un gran cam po trincerato, di cui non si era mai inteso parlare. Il dispaccio continua : « I Cinesi tentarono, il giorno appresso, di ricu perare quelle alture, ma fa ùostra artiglieria coperse il suolo di loro cndaveri. Il nemico fuggi in direzione di Lang-son. Si calcolano le sue perdite a 3000 uomini, fra cui il gener:ile in capo. Noi abbiamo avuto 20 ·morti, fra cui un uflìcinle, e 90 feriti, fra cui '.2 ufficiali ». Dispacci particolari recano poi che il fatto fu anche più grave 'di qu:into, ufficialmente, ~enne riferi,to. Al secondo combattimento di Chu si trovarono riimil,e le due colonne di Donnier e di Negrier, cioè tutte, o quasi tutte, le forze fran cesi, clie tengono la campagna, <~ malgrado ciò l' esito sllrebbe stato, per qualche · tempo, incerto. Questi (;inesi, che si fanno sconfiggere quasi ogni giorno, e sono sempre lì dopo tan te sconfitte, devono per lo meno disporre di forze considerevoli. . Cercando di raccogliere il filo fra le incertezze e le lacune dei dispacci ecco q·uanto si ricava: il corpo d'invasione proveniente da Lang-son si raccolse tra detta città e Bac,Le; quindi si avnnzò verso Bac-Nio, steso a ve1itaglio. Tre corsi d'acqua, venendo dal nord si rruniscono sul territorio di Bac-Nin: il Song- Koi, che è rea lmente fiume e viene ~!alla prov\ncia di Cao-Ilang, il Lochn:.in e il Phu-Lang, due c,1rn,li di acqua corrente. •Quest' ultimo detto anche Sorrg-Truong, ,egue pet· qualche tempo, quindi t:.iglia la strnd:.i ,da Bac-Nin a Lang-sou , ed è quél lo sulle cui ri ve avvenne, nel mese di giugno, il combattinwulo di flac-Le. La sinistra scese la vallata ·del Song- Truong fino :.i Lang. Kep; i·l centro seguì la vallata del Lochnan e per il primo incontrò
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Je caunoiere del colonnello Donnier; la destra si stese per la ,,alJe
del Soug-Koi fi no al villaggio di Yen-The. Donnier coi combattimenti del ,j, e del 6 agosto arrestò ·il centro e lo rigettò sulla sinistr:.i a L11ngKep; Negrier sconfisse, il giorno 8, presso detto _villaggio,. il c_eot~·~ e la sinistra insieme e li rigettò sulla destrn. Donn1er e Negr1er nmult attaccarono il 1Oe sconfissero 1' 1,1 le tre colonne cinesi riunite, presso la fortezza e nel vicino campo triucernto di Chu . Pare che dopo qnest'nltimo combauimento i Cinesi dovessero averne. abbastanza, almeno per qualche giorno . E così fu. realmente per il corpo proyeniente da Lang-son. Brière telegrafava dr r_iter~ere. come assolutamente arrestata l' invasione da questa parto. E 1 Cmes1, por non smentirlo, si rnostrarono da un'al tra. Dispacci poster-iori recarono, che gros5e mnsse cli nernièi erano apparse nella regione del fiume Rosso ed aycvauo nuaccato (•I 3 ouobre) la fortezza <li Tuyen-Quaug, ma erano stati respinti dalla gu:irnigione . Questo secondo corpo d'invasori pare che veuga dnll'Yunnan, mentre il pri mo usciva dill Quang-Si. Strada facendo detto secondo corpo trovò una fortezza (la nom inala Tuyen'-Qua11g) e si provò a pigl iarla, I\HI ci si ruppe le mani . Giova però notare essere la prima volta che un corpo di Cinesi ha l'ardimento di attaccare una piazza difesa rla guarnigione europea . Gl i assalti si ripetevano ostinatamente il ·1o, il 16 e il 17 ottobre e sempre collo stesso risult.a tò. La. ttuarn ittione consta di due com pngnie della !Jgione straniera, 0 una b;tteria cia campagna e nn distaccamento di ansil iari. In tutto 450 uomini bene armati, in un recinto piccolo e f:rcilmente difendibile. I viveri non mancano e all'occorrenza si saprebbe forl i durare, mettendo fuori del recinto l'intiera popolazione. Dispacci panicolari dicono che anche· Hong-Hoa è assediata. Se i _Cinesi si perdono in assedi si può essere sicuri che non faranno nulla. Dalla metà di ottobre, le notizie sul Tonchino sono scarse; da c11ualche ~oiorno mancano affatto . Ci fa cascar-e dalle nuvol e un di. spaccio d11 Hannoi, in data :2J ottobre, che parla della partenza di truppe cinesi ancora trincernte clcwant'i la fortezza cli Chii. In complesso la situazione è questa: i Frnncesi naturalmente stanno sull a difensiva, appoggiati alle vecchie e alle nuove fortificazioni e sostenut! da una numerosa flottigl ia, che scorre i fiumi e canali della zona di frontiera. I Cinesi che naturalmente dovrebbero 11vero l'ofiensiva, non l'cser.;itano; sono nmrnassali al confi ne fra la provincia cl i Hac;- '.\'in . e quella cli Lang- S011, stazionati come la loro civi ltil; _cli tanto i': t:.in t.o fanno capoli no, con qualche testa di co lonna, che viene respinta, e 1
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RIVISTA ESTEI\A
si mostrano davànti alle mura di qualche fortezza, da cui sono ricevuti a mitraglia. Il loro numero si calcola da 50 a ·I oo;ooo uomini. Uno_ sforzo energico, fatto in qualunque direzione, potrebbe rompere le dighe ed essere fatale ai Francesi; ma noi faranno; è quasi contro alla_ loro natura. A ~1antenerli in questa attitudine passiva giovano mir~f)llmente le tra_ttat1ve, oggi bene avviate, domani rotte, posdomani riprese. Intanto lll Francia si votano milioni di lire e s'imbarcano migliaia di uomini per il Tonchino. Se i negozi durano due mesi, la Cina può essere certa di eseguire il trattato di Tient-Tsin, pào-are 0 l'indenniti1 e perdere il pegno. C.
MANFI\EDI,
LIBRI E PERIODICI ~9
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Die Tlat1etigl,eit ,lei• Hnvt1lle1•ie-Divisionen it,i H,·iege. (L' cizi.one in yiMrra delle di'l)isioni cli ca'IJaller'ia) -
Cap'Ì,llmo .
Berlino, Mittler e figlio. - Un volume di pag. vn-20i con due tavole· di disegni e 4 schizzi inlercalali nel testo.
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Se .col suo opuscolo, · pubblicato nel ·1 88~. nel quale sentenziava avere la cavalleria cessato di essere \m'arma e che il primato della mobilità spett'3rà a quell'esercito che pel primo forà getto di codesta zavorra, se, dico, il sig. R. Il. si propose di rialzare il prestigio della cavalleria e di dÙe nuovo impulso allo sviluppo di quest'arma, per fermo egli può andar lieto di aver ragginnto il suo scopo. Infatti ·<lacchè il suo scritto vide la luce apparvero parecchie opere di competentissimi autori intese non tanto a ribattere la strana idèa in esso contenuta, quanto a propugnare l'aumento dei quadri della cavalleria e· ad esporre i principii secondo i quali quest'arma deve oggidì indirizzare la sua azione in guerra, affinchè corrisponda alla situazione che l'odierno sviluppo degli eserciti e le innovazioni tecniche e tattiche hanno ~d essa costituito nella compagine degli eserciti. Di queste pubblicazioni l'ultima per data, ma non certo l'ultima per valore è quella che porla il titolo sopra enunciato. Questo interessante libro era in corso di stam pii quando apparve quello del priudpe Hohcnlohc (ilh}ita.rische Brie(e-ùber Kavallerie) che tratta a un dipresso lo stesso Hgomento e di cui la Rù;ista pubblicò un sunto nella dispensa del settembre scorso. Nella maggior parte delle idee i due preclari scrittori si trovano d'accordo (der Inhalt befìndet sich zmn grosserem The'il in Uberwinstimmung, dice l'anonimo autore del libro in discorso); soltantb in quest'ultima pubblicazione i particolari souo più sminuzzati , il che d'al-
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J,fllnJ
trooùe non deve :irrecare meraviglia se si ripensa che l'anLorc ha• fatto tre carnpag11e di grwrra ucll'armn di cavalleria e quindi è uatn ra lmelllc più proclive a diffondersi nella trauazione di tnlune panicolarit.ù a cu i il nou spcciali,ta avrebbe forse ::1cceunato solta1Jto dr volo. Una rlissenzionc fra i cluc citati scrittori si manifesta riguardo alla couvenien1.n dell'istituzione permanente delle divisioni di cavalleria; infatti mentre il Principe non la sti ma opponuna, l'altro dice che la base per costitnirc le dette divisioni è già ge·w,ta ed esorta a procedere oltre . con energia per inna lzare e coronare l'cdi fi cio. . Passiamo ora ad accennare sommariamente il contenuto del libro. Esso ine-0mincia coll'esposizione delle circosLanze in cui nelle guerre avvenire si ricorrer.\ all'nzione delle division i di cavalleria . Segue la disamina dell'impiego della cav:i lleria nella difesa ovvero nel la clistrnzio11e delle linee ferroviarie e telegrafiche. Dopo aver "discorso dell'aziouc di quest'arma negli ossecli, passa a trattare del combattimento della .cavalleria appiedata . Vien quindi una diffusa cd interessante esposizione del modo di fare il servizio di sicurezza e di ricognizione; po i esempi storici sn l servizio delle pattuglie di cava llerin comnudate da ufficiali, i qual i esempi sono desunti dalla c:impagna del ,1866 in Boemin. In seguito è esposta In n1aniera con cui l'esercito fr~lllC\lsP- proyvecle tilla SlW sicu rezza sia in m::1rcia, sia cli piè fermo . Dopo di che è parola delle misure di sicurezza che devono adounr:;i dalla ca.vallcria at,;. ca11touata e del modo cli disporre una colonna cli cavalleria al bivacco . A ')uesto tengono dietro le norme per ln compilnzione e trasmissione degli annuuci o rapporti per provvedere i mezzi di sussistenza ad una di visione e per regolare le marcie, poi nu breve cenno sui tra:;porl.i per ferrovia . In seguito è discorso del servizio snnitario, dell'artiglieria a cavallo, della fante ria nggregata alle division i di ·cavalleria. Su quest'ultimo punto l'opinione dell'autore è che tale aggregazione possa bensì aYer luogo in via transitoria, ma giammai in modo permauente (keinc~f'alls daiwrncl, wohl abcr 'Vorubergehend). Cou ti nuando , sono esposte le modalitit dell'attacco contro l'artiglieria, faut~rin, cavalleria e le norme pcl servizio degl i uflìcial i di ordinanza. Poscia è tratt:ita J':1z1one cli una divisione come cavalleria di bauaglia (Schlachtenreiterei) ed infin e l'azione çei plotolli di zappatori nella divi5ione cli carnllcria. Nella conclusione è eletto che per nessuna altra arma le opinioni sono così di,,erse come per In cav:illeria. La differenza delle idee iuco:.. rnincia a manifestarsi nell'addestramen to dei cnvalli , nel modo d'imbriglinrli, nell'ecp1itazione e continua via cli seguito. Per citarne una il combauerc dei cavalieri nppicdati ba tuttora energici oppugnatori in
353 G<•rmania ccl Ìll Austria, mentre in Russia ed in Francia si eccede piuttosto nel <:enso contrnrio. La costituzione delle divisioni di cavalleria è stata argomento di vivaci discussioni nelle qu:ili vennero emesse le idee le più disparate; chè mentre taltrni dissero tr~montato l'astro della cavalleria come arme di ba ttaglia e che essa oggi mai trova utile impiego soltanto nel servizio qi sicurezza, nelle ricogniziOlli e tutt'a l più nell'inseguimento, altri le preconizzarono il · più splendido avvenire. Quel che certo si è (;lte malgrado t.iìnte controversie e tanta disparità di giudizi, in tutta Enropa si riscontra nella cavnlf,,ria una attività che ci fa ripromettere mol to clnlla sua azione nello guerre avvenire nclie quali i gionrni uffìciali possono sperare di raccogliere larga messe di gloria. Al lavoro è unita in appendice un'istruzione su l modo cli costruire ponti provvisori e cli riattare i ponti guastati. Quest'appendice è corredata cli due tavole litogmfiche molto nitide e tal i sono pure i 11unttro schizzi intorcalali nelle altre parli del libro. Il ricavato netto dalla vendita dell'opera verrà devoluto ad istituire premi d'equitazione (Heitpriimien) pei sottufficiali. E l'ElllODICI
- -- - -- - Beis11iele f1h• ,len P,,t,,•ouillen ,l,iensl ,lei• X,111,J'',i u-
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(Esempi pe1· il sa1.>izio delle patt1'glie di fanteria).
Barone vim S cHr..E1N1Tz, maggiore nello stnlo maggiore . - Berlino, Milller, 11884. - Un opuscolo in 8° di 72 pagine, con uno schizzo topografico . Mnrk ,1,50 . Non è necessario spendere parole a dimostrare la necessit,à che in tem po di guerra il servizio delle pattuglie, e specialmente di quelle di scoperta venga fatto a dovere. Eppure. come osserva p barone Schlninitz nell'introduzione al suo opuscolo, pressochè tutti i libri che servono di guida per istrnire il soldato nel servizio ,li pattuglia, si limitano :id enunciare in modo sommario alcuni principii fon damentali, lasciando poi agli istruttori la cura cli svolgerli particolarcggiatamèn te e di applicarli progressiv:imente. Anche eia noi l'Istruzione per l'amma~stramento tattico ( Capo '.z0 della parte :za) ed il R~golamen to del servizio in guerra (Libri IV e V) contengono alcune pagine in cni sono tracciate le norme per la con23 -
ANNO XXI):, \"OL. I
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dotita delle pattuglie, ma è naturale che, nell'applicazione pratica •di codeste norme, converrà, volta per volt-a, tener con to della situazione , concreta, clel còmpi-t.o speciale della pattuglia, della configurazione del terre110, insomma, di molti fattori che quei libri. i qnnli abbracciano tu:tto quanto il ftmr.iunamento del serv-iziu delle truppe in campagna, non potevano logicamente contemplare s,mz-a discapito della razionale eciOnomi a del lavoro. P1miò è obbligo di chi addestra i soldati di introdurre gli anzidetti fattori nello svolgimento dell'istruzione, la quale appunto deve addentarr.si nei più minuti particolari e tener conto, per rru~nto è possibile, di tutte le probabili contingenze a cu i in tempo di guerra può trovarsi di fronte una pattuglia. Il miglior metodo per insegnare il servizio di sicurezza in genere e f[Uello di pattuglia in ispecie·, consiste, come dice l'nntore, nel far procedere di pari passo l'istruzione teorica con la pratica; ma rfl1esta, che richiede molto tempo e cura, deve talvolta cedere il turno ad altre esigen~e di servizio, oltr~clichè le condizioni , meteorologiche od agricole la fonno talora sospendere per più scttirn1111e di segu ito. ~e cleriv11 elle l'istrur.ione ,ifnterna, la qua le dovrebbe servire ·soltanto cli preparazione e di supplemen to all'istruzione pratica , alcune volte deve addirittura farne le veci e fìno nd un certo punto lo potrù purchè sia razionai mente impartita. Le suesposte cousidernzioni hanno iudotto l'nutore a scrivere qu,~sto libro, col\' iut.endimcnto di dare nn indirizzo pi t'.L part.icolareggiato alla istruzione interna su'I servizio di p attugl ia e di rl'nderla più efficace e più attraente, di cruello che non possa riuscire prendeudo per base soltanto le regole asciutte ed astratte. Dopo una breve introduzione, di cui abbiamo testè riassunto il .con cetto, formu la quattro esempi, cioè svolge quattro còm piti di pattuglia applicati nd una situazione concreta ed 'Ìn un dato terreno. Nel primo esempio considera · il caso di una p:ittuglia spedita oltre la linea degli avamposti per accenare la veridici tà del le notizie avute circa la presenrn della cavalleria nemica, che è detto scorazzi nei dintorni. Prima cl i procedere alle, svolgi mento del tema, l'autore espone le idee generali sul contegno di que$te piccole pattuglie di scoperta a seconda delle diverse circostanze in cui possono trovarsi, sul modo di concepire ed esprimere i còmpiti che loro si affidano, sulla: assegnazione della via da seguire e dei limiti cli spazio e di tempo entro cui deve eseguirsi il mandato, sulle comunicazioni cli notizie riguardanti
E PERIODJCI
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il nemico ecl il terreno da percorrere; poi seguP, passo a passo le mosse della pattuglia che va ad eseguire il còmpito affidatole, ed espone e -conuneni11 le riflessioni che deve aver fatto il capo-pattuglia prima di prendere una decisione di fron te alle diverse situaz-ioni eél alle varie accidentalità topogra fì che. Nel seèondo esempio suppone che il com andante di un piccolo distnccamento, in marcia , ordini alla sm punta d'avanguardia che giunaendo ad un certo punto, ove il distaccamento- si arresterà in fermata ~rotetta, essa si consideri trasformata in pattuglia di scoperta e proseo·ua il cam mino per esplorare se nelle vicinanze si trova il nemico, Nel terzo esempio si tratta di una pattuglia incaricata di riconoscere se la occupazione di due pon ti per parte del nemico fu una cosa soltanto transitoria ovvero se è il caso di una oceupazionr. definitiva, colleo-ata con un sistema d'àvamposti. Ncll'u ltimo esempio una grossa pattuglia, che ha la missione di accertare se il nemico sta tuttora ferrno in una data posizione, avanza fino ad un certo punto ove si arresta in fermata protetta, irradiando innanzi a sè delle pnttuglie minoi;i . L'autore tien dietro all'andamento {!i- una di queste picco le pattuglie. Come "'ià fu detto, il primo esempio fo rnì occasione d'esporre le ~orme .,.:nerali a (:ni deve informarsi ]'11zione delle pattt1glie; poi ad ogni es:mpio tsuccessivo l'autore coglie l'opportuniti~ c~i fare de! le considerazioni sul contegno che deve tenert: la pattugl 111 111 annoma colla sin çaolaritil del còm[lito, della situalione e della confi gurazione del terreno. Di questo li bro uti lissimo venne fatta, d_a un no:tro ~io".an~ ufficiale, 1111:1 bella tradnzione, che rnccomandtamo agli stud1os1 dr cose · militari . J~ scritta in buono italiano, restnndo fedel issima al testo, salvo in qualche punto dove il traduttore ha creduto di addolcire alcune espressioni troppo recise. Dove poi la parola italia_na, che letteralmen~e corrisponde alla tedesca, non è adoperat:1 ad espr-1mere, ~el_ lrng~agg,o ·militare, la stessa cosa, il traduttore giustamente ne ha sost1tu1to un altra, indicando il motivo in apposita nota per esempio: Feldwache (gunrdia ciel campo o granguardia) si traduce p'iccolo ~osto « ~iacchè le fun-zioni della .Feldwache ·corrispondono più a quelle del piccolo posto che a rrnelle dell11 grauguanli;i nostra ». . L'opera dello Schleiui tz, tradotta in italiano, v~une te:t~ pnhblicata a 'Firenze coi tipi di G·. Carneschi e fìgli e trovasi Yend1bile al prezzo di L. ,, .
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LIBRI
Le S;1,ectftteu1• 1nili.t,d,1·e.
E PEIUODICI
• Fascicoli di luglio, agosto,
e sellebre. - Parigi, 1188L L'avanzcmumto nell'esercito territor'iale. -- N. D. - Combatte l'idea che .l'esercito territoriale non sia, che un fondo di riserva cli soldati anziani, dove si verr~bbe ,nd attingere al momento del bisogno la forza, d'uomini, per poi incorporarl i nell'esercito auivo . Questo impegnerà la lotta , la qnale deve essere poi sostenuta dalle truppe di seconda, linea. Da ciò emerge la necessità che siano ordinate nel miglior modo fin dal tempo di pace. Visto il reclutamento degli ufficiali territoriali provenienti da diverse origini si propone di conservare a quelli collocati a riposo ed ammessi nelle truppe di seconda linea, i diritti all'avanzamen to acquisiti durante il servizio attivo, salvo il modo cli . constatare la capacità Dsica ed intellettuale al grndo superiore. La stessa guarentigia dovrebbe pretendersi per gli ufficiali dimissionari . Quanto aili ufficiali provenienti dagli antichi sottotenenti di riserv,1, antichi sottufficiali e volontari di un anno, ammettesi, che possano, raggiungere il grado cli capitano, ma non oltrnpassarlo, salvo . raris-. sime eccezioni. Il grado cli cornandnntr. di hawiglione, ecc. non dovrebbe mai · essere conferito, in mnncanza di nm:iani. capi tau i a riposo o dimissionari, ad nitri; e in tempo di guerra sarebbe preferibile affidare le funzioni di quel grado a capitani in attivitit .di servizio. In ogni caso commissioni cli ufficiali superiori e generali dovrebbero giudicare mediante esami . teorici e pratici intorno al ,merito di c;nscuno aspiral;)te al grado cli capitano-. Campagna dell'esercito clel Nord, 1870-il. - PEnONKE e BAPAUME. (Continuazione) . - Pmrno LEnAuTcounr. - Descrivesi la marcia in, quattro colonne ordinata dal generale Faidherbe, seguita d11i combattimenti di Achiet-le- Grand, di Béhagnies e di Sapiguies in forza dei quali i Tedeschi si erano ritirati da tutti i punti, dove furono raggiunti dall'esercito del nord; ritirata, che sarebbe divenuta una rotta, senza la vigorosa resistenza della brignta Strilbberg, che fermò la marcia, della sinistra francese. Sulla battaglia cli Bapauri1e, che· fu la conse .. gnenza delle precédenti rnoss~, l'autore dice, che i Tedescl1i dovettero lottare, durante una giornata, contro forze doppie, sebbene delle truppe francesi solo un terzo fosse di battnglioni attivi, e la maggior parte formata di guardia mobile e guardia nazionale. Egli sostiene però, chel'esercito del generale prussiano Goeben pagò gli .enori clel'suo capo,
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-e fu vinto, essendo stato respinto da tutte le sue posizioni, malgrado che rimanessero in suo potere Bapanrnr{ e i piccoli villaggi di Liguy e di ·saint-Aubin . Nonostante questa vittoria il generale Faidherbe or,dinò la ritirata, giustificnndola con una serie di considerazioni, cui l'autore contrappone la necessità di salvare Per'Onne, che alcuni giorni prima era staia esposta al bombardamento , Descritta In caduta di quella piazza, che ern una testù di pnate sulla Somme, uti le nssai alfesercito del uord per il passaggio da una sponda all'altra, rileva la importanza della perdita che aveva c11gionata la marcia di Faidherbe, fallita per non aver potuto egl i andare in linea rett:i da Albert à San Quintino, essendo stato costretto a contornare Peronne, mentre •I 1° eserci to tedesco poteva· disporre di vie più brevi passando sotto le mura della piazza, e sorpassare di velocità l'esercito fran cese. Ricordi del yenerale bcirone I. L. HuLoT. (Continuazione). La sped;izione ,inglese in Egitto. (Continuazione). - G. DE C. - Narra i piccoli folti d'armi ed- i movimenti , in seguito ai quali gl'foglcsi s'impadronirono di tutti i punti del can:i le di Suez in tre o qnr1ttro giorni-, e senza pCl'Llite sensibil i, scaccia,ndo le truppe cli Arnby dalle posizioni che ancora otcupnvano. Qnind i ' descrive il cannle dj Suez, le operazioni del generale Wol$eley, che trionfarono uel combattimento di Tel-el-ì\fahout,\ e gl i resero libero il passaggio attraverso il deserto fra le terre 1coltivate cli questo e Isnrnila, dopo l'occupazione del canale. Pnssa alla n:i rrazione del ratto militare Kassassin; dà uno sguardo alla situazione in Egitto, alle fatiche e sofferenze dell'esercito ·inglese; facendo pure cenno della sua formazione variata, delle qualità del solo dato, del modo di vivere di esso. Spiega il piano .di Araby, trovato sotto la sua tenda , con c;ui egli si proponeva di attaccare con un movimento comhinato il centro e l'ala destra dell'esercito inglese; accenna le cause dte poterono iulluire a fargli abbandonare l'offensiva, e narrn la battaglia di Tcl- cl-Kebir e l'entrata degl'Inglesi al Cairo. La questione del ilfarrocco. - K JVA. - Risuscita il trnWito, che stabili la delimitazione della frontiera marrocchina, facendo notare come essendo rimasta indeterminata ver:;o il sud dei Ksours, allorchè il paese, che vi si estende, non era conosciuto , oggi che si hanno precise notizie delle tribù che lo abitano, deliba richiedersi una rettificazione di confì11c. A convalidare .la rngione di un tal fotto dipingonsi quelle tribù come agitatrici, indisciplinate, farnùiche ecc. · Riforma de/.t'amm:iri-,;st,razlone. - L. S ,1)!10.K. - Lu qnestione che ,comincia ad agitar~i sul riordinamcuto del la legge relativa ai quadri ,ed agli effettivi, determina l'autore a dimostrare l'esuberanza di a.e-
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aessori ne.ll'esercito francese, ·massime quella del perso1rnle dei corpi amministrativi, il qual0 ascende a ~2000 individui, tolti al servizio, di guerra. Questo sistema, che diYide troppo la responsabilità del controllo, volendola dovunque, la scema rendendola ineffi cnce, e crea l'altro inconveniente di non poter trovare candidati in numero sufficiente· agF impieghi di ufficiali e sottuf6ciali· contabili. Non meno biasimevole, a suo avviso, è il metodo di reclutamento dei contabili militari, che consiste nel prendere i mnggiori fra i giovani comandanti d1 battaglioue, occupati specialmente allo studio delte quistioni tattiche e degli im portr,nti mmi dell'nrte della guerra, non preparati perciò alla esperienza, che richiedono gli a(fari amministrativi. Lo stesso dicasi degli altri gradi fino al capora l furiere. Vuole qui11di !'autore, che nei corpi le fu nzioni amministrative siano separate da quelle degli uffwiali comb;ittenti, come propose il generale Lewal, e che si crei una $Cuoia d'amministrnione, ina non plasmata sullo stampo di quella esistente a Vincennes, che serve per coloro i quali banno un ristretto avvenire. In 1rucsta scuola occorrerebbe dare il pi~t ampio) volgimento alla scienza dell'amministrazione, della quale però si dovrebbero fondare le basi. Poi 1.- i procederebbe alla semplificazione delle scritture e principalmente clelle regole contabili. Quindi si giungerebbe .illn diminuzione delle cariche eliminando le superflue, ed infine si formerebbero i veri am.rninistratori. Così si verrebbe a ~tabilire una esattn distinzione tra l'amministrazione ed il comando. Le chiamate dellct fcmteria te,i-ritoriale nel 1884. - Constnta la buona divisa, lo spirito, l'esattezza alla presentazione. Hileva i difetti dei quadri stiperiori ed in.feriori, propone come ovviare in parte a gravi inconvenienti. Nota la buona istruzione, add itando però i mezzi per migliorar~ quella del tiro i cui risultati furono mediocri, come al solito. Ma lgrado tutte ques-te imperfezioni conchiude che la Francia possiede ' un vero e solido esercito di seconda linea. Alctdaga.~ca1-. ~ KrvA. - Comincia dal ricordare la mala fede dell'Inghilterra in tutte le questioni coloniali , che interessano la Francia, e pretende perciò di aver l'obbligo di stabilire diritti di rivendicazione. Descrive l'isola sommariamente, e fa la storia delle relazioni, che eb:... bero i Francesi _con essa, terminando con frasi pocv benevoli all'in- . di rizzo della loro rivale. ;il Tonchino - Il combattimento d;~ Bac- Lè. - P. PouLLE1'. ( 1) Vi. si esamina l'accurn fotta dalla stampa al genernle Millot d' incuria e
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1i) V. il nost.ro art.icolo in questa
stessa dispensa:
La Francia. e la C:ina.
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d' impuevidenza, cioè di non aver saputo che vi erano truppe ciBesi ammassate 11 Lang- Son, di non avere inviato forze imponenti per seacciarle, e che la colonna p1~r sua negligenza marciava in disordine, causa del disastroso scacco. Notasi come di ciò debba essere responsabile. se ,•ero, il comandante del di:;taccamento e non il generale; ma nearn;he questo ammettesj, dimostrando con date e fatti che non fovvi sorpresa di sorta, e che il tenente-colonnello Dugenue non poteva, d0·po il giuoco dei Crnesi, non mandar loro. uu 1tlti1natum, e non avanzare, prendendo l'iniziativa d'impossessarsi di Lang-Son, secondo gli ordrni ricevuti. Si fa un cenno biografico di Mi llot per locbrne le quali'tà militari. Lo si difende, f::icendo vedere la mancanza di mezzi per conoscere che il trattato di Tien-Tsiu era un inganno e che bisognava ngire come se fosse nullo, ri levando tutte le difficoltà per Je quali non era possibile al generale d'inviare la brigata Negrier a Lang- Son e trasportare artiglieria ed impedimenti in un paese senza str:ide ed in cui i-trasporti si ese·0auono a dorso di uomini. Infine non ammettesi l'altra accusa, che doveva trarre profitto delle sue vittorie di Bac-Ninh e di Bong-Hoo per impadronirsi di : Lang-Son; non essendo ben noto, se · siano state date dal governo istruzioni limitati ve dei movimenti delle truppe francesi, e se una soverchia dispersione di forze potesse essere pericoloso in una località in cui è tanto difficile il vettovagl iare una numerosa c.~lonna. Aggiungonsi in un brano di lettera supplettiva varie notizie sui crit~rii delle operazioni militari nel ·Tonchino, sulla natura splendida e ricca del suolo. Gl-i scritti i ned iti Vauban. - Sono due lettere, uua di Louvois, e l'altrn di Vauban, scambiate fra loro sulla riforma dell'armamento della fanteria francese. Il recliitamento ed 'bl bilanci o. - L. SAMION. - Le opposizioni, fotte dal p11nto di vista finanziaria, al progetto della 1·idnziooe. del servizin militare a tre anni, non sono fondate., poichè non si ha un aumento di effettivi come taluni pretendono. Con le cifre alln mano si fanno vedere i risultati delle opera,.ioni del reclntn m•rnto p11ragonaudoli all'effetti1ro numerico, che avrà l'ernrcil.o secondo la nuova legge, la cui npplicazione reca il vantaggio di una riserva di 855,000 uomini invece . di 550,000, con 760 ,000 uomini avendo servito tre anni in luogo di 42.5,000 con tre e quattro anni di servizio, e restringe a 2.tiOOO uomini coloro che hanno !'istruzioni? di un 11n110, mentre la legge del 1872. ne presenta H6,000, più 180,000, uomini senza istruzione di sorta. Una parolci suUo spirito mili tare - DuPARCQ - Svolge le fasi cui va soggetto lo spirito militare nelle attuali condizioni politich~ dell'a
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nazione francese, e secondo il nuovo ordinamento dell'esercito. Addita - alcuni mezzi per procurare di alimentarlo e mantenerlo il più possibile . essendosi indebolito. . · ' L'aerostato clù·i1tibile cl·i il1euclon. - DE FoNVIEILLE. - Rammenta l'importauza che _ebbero gli aerost'1ti durante l'ultimo assedio di Parigi, . e quello eh~ feces1 dal governo per studiarne l'impiego. Spiega una recente espeneuza , con .la quale si è cercato di sosLitu;re la macchina a vapore con quella elettrica, ma il problema della direzione non stato ~ncora [~raticamente risoluto. Una t.ale soluzione non è però da couJond~rE\ co~. quella <~ella q_uadra tura del circolo, e non è superiore agli . sforzi degli ingegneri e dei fisici . M11 il governo stia in guardia contro · 1~ esagerazioni, cui si p~ò pervenire, e che riescirebbero assai ùispen- . diose, esaltando soverchwmente l'esperienze eseguite d11gli ufficiali a . Meudon . Vuobi che la direzione del l'aerostato sia generalmente intesa . nel senso di dover viaggiare secondo una linea determinatn e di potei· discendere a terra in .uu luogo avnnti stabilito, ed allorchè l; condizi,rni atmosfericl!e non s~uo ~isibi!mente co!Hrnriea l viaggio, che s'intraprende. :\cceun_ans1 le vane dtfficollà che bisogna ,tlldiare di vincere e quanto 1mport1 .che questo s.tudio non sia ristreuo nel solo campo uffici:lic.
Beu~ert ~.,,,,. :7.lilit6ì· 111,,cltenbltitt. del 11884..
Dispense 1-6
La genesi del piano prussiano per la campar;nct del 1757 ccl il wo svolgimento fìno cilla riunfone delle dile annate prussiane cla'W nti a Praga . .:_ Dal carteggù, m:il1:tare · <li Fedwico -i.t Gmncle. -- (Dispense •I' e 2'). - È la rrnbbl icnione postuma della se-
conda parte di un iuteressaute stud io storico- militare dovuto alla penun del compianto capitano Zimmermann. La prima parte di questo studio, la quale riguarda il perio~o di tempo dal termine della camp~gna del 056 ~I c@vegn·o cli Haiuau , venne pubblicata nella prima dIs pensa del JJeiheft ecc. •I 882. · · Il 1l~r.d:t:terran~o clal punto wi 1n·stci 'm·ilùa1·e, con specùile rigtia,1·do allei si tiiazione degli Inglesi fa questo mare. - Confercnzn tenuta a Bromberg nel dicembre 1883, dal maggiore WAcus. - (Dispensa 3·). - L'nutor:e, entro i limiti consentiti dal lema, fa un2. rnpida rassegna stol'lCa e geografico- militare dei paesi bagnati da quesLo mare che ha un'importnnza mondiale, perocchè il contraccolpo delle lotte in
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esso combattute si risente fu tutti e tre i continenti del vecchio mondo.
_In ciascuno di questi l'Inghilterra ha interessi capitali; ma a buon conto, dei tre accessi al Mediterraneo essa ne domina due, ed i principali ; inoltre nel bacino orientnle, che è il più interessan te, possiede Malta e Cipro. A quest'ultimo punto, importantissimo, come opera avanzata . dell'Egitto e come perni,) di manovra strategico-navale, pare che gli Inglesi non annettano grande valore, tant'è vero che poco o nulla fecero per rafforzarl o secondo le esigenze moderne. l i lato debole dell'Inghilterra _che, come dice l'auLore, ha il primato nel pensare egoisticamente e. nell'indirizzare energicamente l' azione ad uno scopo prefìs~o, consiste nel suo ordin;1mento militare destiLnito della base più larga e solida qual è quella rlell'obbligo generale al servizio. · Per contro la Germania, la quale ha pure interessi nel Mediterraneo e che possiede il più saldo ordinamento militare, uon è in politica all'altezza dell'Inghilterra (!'?). Infatti, esclama il maggiore Wachs, chi in Germnnia si occupa del continente asiatico, chi del Libano e di Gerusalemme ov' è il palazzo dei cavalieri dell'ordine di S. Giovnnni? Chi di Cesarea, sebbene nel ,1883 ,si prendesse solennemente possesso di alcuni terreni, situati in quei dìutorni, che il Sultano regalò all'Imperatore di Germania ? Quanto pochi sono i Tedeschi i qnali ricordino che Barbarossa è sepolto a Tiro '? L'autore ha 1trattato questo soggetto con molta larghezza di vedute e ton uno stile vivace e faul'1sioso, che rende piacevole la lettura del suo scritto nuche a chi per avventura potesse interessarsi poco all'argomento. .Ma poichè lo scrittore stesso riconosce di non essersi sempre ;itt-cnuto al rigorismo della forma, anzi dice di averlo fatto a be:Ja posta ( i;on dem Rigorismus d&r Forin wissentl'ich abgew·ichen) diremo che a parer nostro la sovrabbondanza di tropi e l'uso frequente delle fra si stereotipate che sono in voga su pe' giornàli, mal s'addicono al la serietà dell"argomento. Ci pare infatti che il lavoro non sarebbe ricscito meno intere$sante se non fosse sta to picchiettato di certi modi di dire di conio frusto, quali sono : la spada di Ùreuno, il paese delle sfingi, la lotta del l'orso del Nord col leopardo britanuo, l'antica regina del!' Adriatico diventata oggìmai l{t ciuù dei morti, le bramose aspirazioni italiane al possesso di Tripoli e via di seguito. Dopo questi ultimi rimarchi sarl1 opportuno soggiungere che gli apprezzamenti dell'autore rispetto alle cose nostre sono anzi che no favorevoli; co:.'Ì ad esempio, . parlando della nostra flotta dicè che essn può oggimai considerarsi almeno come superiore all'austriacn (lVenigstens dcr ostei-refohischen iiberlegen).
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' storico-cri:tico
Rettifica di 1tna celebrità,. (HrnrPLEn). - Stuùio del generale ScHRODER. - (Dispensa 4• e 5•) . - L' Eickemeyer ~uttezzò il Rimpler una celeoritù, un precursore di ì\fontalembert.; i·l Zastro1Y cor;ifennò questo giudizio affermando che le idee di Rimplee si lasciarono add ietro quelle (lei suoi corrtcmporanei nientemEeno che di duecent'anni. Ora · il generale Schroder dimostra che la fama di Ri1npler come nwe:;tro di fortifi.c:1zionc è destituita di fon. darnenfo . Sfo transit glorin mnncl'i! Per compi lare nno st11dio c6tico di questo genere Òccorrevano : tempo, vogl'ia e documenti; così dice l'autore. A questi elementi, cli cui potè disporre il genera le Schriider, bisogna aggiungere la competenza in materia ed anche di questa l'autore ne lrn a dovizia. · ,1.ddcst1·ament'o dei co,m;andanti in sott'ordine medi.ante le esercitaz'ioni 'in p·iazza d'arme. (Dispensa 6') . - Il piano strategico o tattico più perfetto non conduce alla vittoria se la sua esecuzione per p:irte dei comandanti in sott'ordine non corrisponde al concetto del con<fottiero. Ora le grandi manov.re, le campagne logistiche, le partite al giuoco di guerra servono per l'addestramento dei capi-partito, ma l'istruzione dei comandanti in sott'ordine non è d'appertntto curata e sviluppata a sufficienza . Eppure se in codesti fa difetto l' iniziativa, se essi hanno sempre _bisogno di essere guidati colle dande e nei momemi di crisi perdono la testi e non sono capaci di por riparo per impulso proprio ad una situazione compromessa, tutto va a catafascio. Affinche essi siano i~ grado di di~impegnare il toro còmpito è d'uopo a-ssoggettarli ad un tirocinio mercè il quafe la mente di ogni ufficiale acquisti l'abitudine.,[• di aver sempre presente la situazione del proprro riparto iella comp·agine delle uuitit maggiori e di 01·ientarsi rispetto al còmprto generale ed a quello particolare ciel ripano; 2° (rÌ comprendere la si tuazione del nemico nelfrt di·verse fasi del combatl.imento e di tener conto dell'effetto prodotto dal fuoco da urrn parte e dall'altra; · 3° intine di apprezzare il carattere del terreno noli.i zona ·del comha Ltimento e le consegLrnnze che ne derivano. È egli possibile di r:1ggiungare questo risultato mediante le esercil?J·zioni in piazza d·' arme'? Certo non sarit difficile consegnire l'a,bitnd'ine enunciata al no- 1 . n111ggior difficoltà si riscontra per acquistare quella espressa al n• 2 '. tntt::i-via . si potrà giungere allo scopo focendo ricorso ali' impiego di truppe segnate che appaiono e scompaiono verso il margine àella piazza 1
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d'anne. Ma un ostacolo capitale per ottenere la focolti1 dr cui è pa1:ola al n<> 3 risiede nel fatto che le piazze d'anni in massima si distinguono per la uniform ilit del suolo e che sono vieiate le su pposiz,ioui per rispetto .al terreno, il qua le deve sempre essere consi·derato come esso è re,1Jmente. Orbene, dice l'anonimo scrittore, come è entrate> nell'uso comune il segna1:e no ostacolo, un ponte, uaa slreua, no·n v'è ragione per rifiu~are l'adozione razionale di codesto coHvenzionalisrno anche per altre accidentalità topografiche. Ammesso questo principio (nel quale per conto nostro facciamo le più ampie riser\re) , l'a·utore suppone che un generale lo rnett:i in pratica e, facendo l'ispezione ad uua brigata, proponga in tl'e giornate t.re t.emi diversi da svolgersi in piazza d'arme . I> urau te I.o svolgimento dei ' temi il generale Yarin a tempo e luogo la situazione afJ:ìne di mettere alla prova l'attitudine dei di.versi capi-riparto a prendere una decisione, ovvero ad avviare l'esecuzione, dì nn, còm pilo secondo le istruzioni ricevute e modificarla poi in armonia coble ,i1trim;iti sopraggi,unte nella sitnnione, le cruali vengono via via comunicate da parte del com11ndante in ca po.· Nel dP.corso delle esercitnioni il generale chiede ragione :ii capi-rhparto di ciò che bann.o disposto od eseguito;· foceucloue il raffronto col'le norme vigenti rirrmrca gl i errori e le ommissioni, e per tal modo ha l'opportunità di farsi un criterio intorno all'abili tù dei suoi dipendenti e di istruirli nel tempo stesso.
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F ,>Jen:n:i Sb<n-:11'ili. -
1° tri mesi.re 1884.
. A.lessio Petrovù; E1Ynolo1:; nel Caucaso (seguito). - N. Dunnovm, - Comrrende le operazioni mili tari· nel Cecin e Daghes~an, 182.2. e 1
18:23.
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Saggio fnto1·1io alle operaz'ion'i del distaccamento di Rustc"hlk (seguito) . - Colonnello Fox F,)GHT . - Tratlasi in (JUesta parte d'elle operazion~ eseguite dall'Sn divisione cavalleria nelta Billgaria ori:entale; :cliJ:articolo, sano uniti una carta ecl un piano. I giudici di wmpo e la critica delle m11;nov1·e. - A. PusmEvsKt. - Riassunto delle opinion.i espresse a tal riguardo da vari scl'i ttori Fussi, dall'or>era del colonnello Boguslavsky (Die Anlage, Leif!nng tind Durchfuhrung von Feldrnano&ern) e dalla Revne 1nih ,tair e de l!étlf'anger, 188:3, N. 582 e 583. Il_gioDcme u(ficùile neUa compagnia , nello squadrone e nella bat:-· ter'ia. - Tenente generale KAnzov. - Prende a considerare l'alunno
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dal momento della sua promozione, e sµggerisce i modi che egli deve tenere rispetto ai superiori, ai compagni, agli inferiori e al suo interesse economico, ecc. Il cènsiminto eqwino del 1882. - E. U. - Adottatosi in_Russia un sistema di rimonta simile a <Juello in uso presso gli altri eserciti d'Europa, bisognò rinnovare anche il censimento, uniformandolo aù una rìpartizione che fosse realmente in armonia colle varie (:}sigenze del serviz:io e della mobilitazione dell'esercito. Lo studio dà un cenno di queste varie trasformazioni, e aù esso è uuito uno specchio diniostrante il. quantitativo di cava lli dei 08 governi iu cui si operò il censimeuto ed il riparto dei quadrupedi in ciascun governo, a norma delle .loro attitlldini di età e di fisico. Il totale dei cava lli dei 58 governi ri,mlta di ,19,61,1.-,723, di cui H ,3:z9,956 àui al lavoro. L'assalto di Ple'IJna del 30 agosto 18ii. - N. SuHoTrn. - Nello inLento di rendere vieppiù evidenti le cagioni che concorsero agli inSllccessi subiti dai Russi sotto Plevna, vengono analizzati e scientificamente commentati i vari episodi di quella giornat:1, narrati dallo scritto Lovcia, Plevna e Sceikovo, di A. KunoJ>ATKIN. J->ostwmenio delle 1"iserve nell'avanzata e nell'attcicco. - D. MASNL - B iepilogat.e le idee dei principali scrittori russi (generali Heimaun, Sedler, Leer, Ciebicief, ecc.) e stranieri, si cerca dimostrare che a diminuire le perdite cagionate dal fuoco occorre assottigliare gli ordini, aumentare il numero delle lioee, sminuzzare i reparti, in analisi definitiva, aumentare la profonditù dell'o!'d!ne di combaLtimento.' Le prescrizioni regolamentari russe s'informano a questi principii. Peraltro ai campi d'istruzione dovendosi ridune la profondità dell'ordine di comhaLtimento, si soddisfa più alla condizione del vicendevole appoggio delle linee, che non a quella di diminuire i darmi del fuoco. Tal quad1'0, impresso nel la mente del comandante, convertendosi in abito, sarà di danno ? No . · Due esempi calzano. Il :30 agosto 1877. cinque reggimenti formati su tre linee e costituenti, per cosi dire, la colonna d'assalto delle truppe inùanzi Plevna ebbero l'incarico di attaccare il ridoLLo Omar-bey-tabia. Cinque furono gl i as:;a\ti: ma la lontananza delle riserve, l'invio da parte di queste dei rinforzi a tempo inopportuno e ad interm ittenze, e, per conseguenza, lo sparpagliamento, resero iuef/ìcaci quei tentativi·: l'attacco fu completamente respinto colla perdita di ,1,500 uomini tra morti e feriti (cioè il 35 ¼ dei comhaLtenti).'Nell'avanzare su terreno scoperto l'entità delle perdite i: subordinata in massima parte ·al tempo che il reparto
365 rimane sotto il fuoco, e maggiormente ancora , ai periodi di sosta e di ritirata. Ora, sarebbero state comparativamente assai minori le perdite subite da tutti i cinque reggimenti, attaccanLi per breve tempo in massa alla bnionetta. Addizionnndo il tempo impiegato in ognuno dei cinque assal ti separati e nell'identico numero di soste e di ritirate, le perdite del primo cnso sarebbero risultate, se non cinque volte, certo iu'comp~rabilmente minori: e quel che più monta, seguite da maggior probabilità di vincere. Esempio d'indole affatto diversa presenta l'attacco dei due. ridotti. Abdul-bcy-tabia e ResJ i-bey-tabia (nocciolo $tràtegico della posizione di 0::;man-Pasciil), condotto brillantemente lo stesso giorno 30 agosto, colla presa dei dne ridotti da parfo delle poche truppe del generale Skobelev, mercè l'opportuno impiego delle riserve : cioè, il regolare iuvio dei rinforzi cblle riserve, sempre più avvicinate, ai reparti anteriori estenuati dal fuoco. Benchè per forza· delle circostanze andnsse perduta l'armonia plasLica nelle forme dell'ordinanza, quella massa compatta di tutte le forze ebbe la possibi litil di dare l'ultimo e decisivo colpo. In ogni azione i mezzi impiegati per condurla a com pimento vanno misurnti col risu ltato che se ne può -ritrarre. Comunque siasi, l'attacco del ridottò Omar-bey- tabia costò 98 ufficia) i e 4500 soldati tra morti e feriti, mentre che lo splendido attacco dei due ridotti Abdul-beytabia e Resda-béy- tabia e l'occupazione loro r ichiese perdite una volta e meno inferiori. · Nelle esercitazioni di pace saril assai utile rendere abituali le norme regolamentari e tattiche, alt.e a diminuire le pe1·1l ite va-lendo::;i al l'uopo · delle forme tnlL;che e coperture del terreno; ma abbiasi ognora · · presente l'altra coudi;,;ione essenzialissima. lo scopo, condizione da soddigfar•i quand'anche per ottenerla faccia d'uopo avanzare ed attaccare • sollo un fuoco potente, su Lerreno scoperto e con ordiunnza meno, diradatn, tanto nel scuso della fronte, (p~anto in quello della profondità. Cioè in cond izione tale che le riserve si trovino dni rispeLtivi riparti avanzati a distanze non maggiori di quanto questi ultimi sono , dal nemico, e, avvicinandosi alla testa e fra di loro, senza tener conto delle perdite,· nell'ultimo periodo dell'attacco siano in grado o di secondare il colpo generale e con,:orde, o per lo meno incalzare i reparti anteriori. ..i proposito dell'a1·tico/o « Il .comando di 1mità autonome ». CapiLano BuTovsKr. Il Ca·ucaso. - !.Vl. LrrvrnoL - Descrizione geogr11fìca della regione del Caucaso completata éla cenni storici ed arriccbit6 da molte tnbeHe statisLiche e dati topografici. E PERIODICI
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;J67 spettano ~cl essa essenziali missioni, cui altri non può disimpegnare. Indegno e per essa correre dietro agli allori foci lrnente colti anche da lle alt_re ar~~i; me?lio le si acld!ce allontnnarsi dnl luogo dell'azione per agire all m~uon . del_la fanterw , col pieno convincimento della propria potenza e Jacolta d1 non poter e.ssere sostituita . Ciò non esclude la ~resenza di masse di cavnlleria sul campo di ha ttnglia, giacchè senza 11 loro :·oncor~o non è tampoco ~ supporsi il conseguimento dei risultali che <l~s1~erans1 d_a ~t~ c-01~1bauimento, in ispecie quel li strategici: rnn non si erga a pnnci.pw d, mantenere in riserva dietro la fanter ia tali masse fino al momento decisivo: ciò varrebbe quanto celare un tesoro sotto terra. La cava lleria non deve restare passiva spettatrice dell'azione ~a s_for7:ar~i di agire c,rn tntto il vigore; ·e poichè alle sue masse d1ffìctle rns,nua rsi fra le linee di unn fanteria hen addestrata , il cam po d'azione d0lfe masse di cavalleria :;arà ai lati, e possibilmente a tergo delle li nee nemiche. « 2° Durante e sul sito del combattimenlC\, sacrifici dalla cavalleria vorranno richiedersi soltanto nei momenti critici per la fanter ia. ~ampo più vasto ed atto a consegnire ,risultai.i ben al trimenti splendidi s1 p1:e~enta per essa al fin e del comlrnttimento, e per quell 'istante vorrà possibilmente essere conservata fresca ed unita; gi::tcchè senza·il concorso della cavaJleria non sono possibi li oè una vittorin completa nè la riabilitazione di' cb i, vinto, si r iti,rn. « 3° L'impiego di masse di cavalleTia innanzi la fronte di comhattimeuto non va eretto a principio, ma solo stimato mezzo possibile per guadagnar tempo. " (i. 0 L'impegnare masse di c:1vaJJeria contro fanteria allo scopo di sbancforla è solo possibile dopo che questa sia stata preventivarne11tt:l scossa dal .fuoco. della fanteria e anche didl' artigl ieria, come nitresi da attacchi di picco le fraz ioni di cav:illeria; ciò che io sostanza anche deve essere accecntuato nel l'azione stessa dell'ordine di combattimento del[~ ~valleria attaccante (distacco del l'artiglieria a cava llo ;i distanza possibil mente breve e attacco a stormi del la ,1• schiera). « 5° E ciò in particolar~ non va dimenticato, che la questione non sta nella sòla :ru:rntità di cavalleria, ma nel le sue rJua i.ità e nel suo impiego . E PEnIOD!Cl
U BllT
I Ricordi del Cosacco del Don. - Sommario. dei fotti avvenuti nel territorio del Don dall'anno ~ 823 all'anno 1860, desunti dagli annali del generale Cebotarev. La g.i,errn di partig•ian·ì,. - F. IlERSCHELMANN . - I cò.01piti strategi,;i che offronsi all'azione della cava l)eria conducono ad opernzioui indipenden ti a maggiore o minore distanza dall'esercito oper,1u te collo scopo: ci) di coprire la mobil itazione rid il couce1Hramen to del proprio esercito, onero impedire, ri t:mlare, distu rbare lii mobilitazione e concentramento dell'esercito 11emico; /J) di occupare punti str<.1tegici avanti la fronte dell'esercito; c) di eseguire ricognizioni e d'impedire che l'avversario ne eseguiscn a sul.' volta; 1l) di lanciare punte a tergo e iii fianchi del nemico . Gli studi pi ù compieti intorno alle oper11zion_i in discorso sono quel li del celebre partigiano Dionigio Davidov ( Saggio della te01·iq, snlle operazioni d:i 1Jart·igiani) e del principe Galizin (Le operaz•,;oni di pa1·tigiani sn "Oastci scala 1"icondotte a sistema regola.re). La letteratura estera offre poca cosa : e i sistemi dei due scrittori russi, oltre ad essere piuttosto antiquati, rispondono in genere ad una situazione speciale, qnella della guerra nazionale russa (48·1~ e 18,13). L'nutore dell'articolo si propone uno studio completo dell'argomento e lo divide in due parti. La ,(a comprende uno sguardo storico alle guerre di p,itrtigiani rispetto ali' arte mi li tare cominciando da ll'epoca della guerra dei trent'anni. La 2• piirte tratta della teoria di quelle operazioni con siderandole dal punto di visto st.rategico e tattico . Appl-icaz'ione nel combatt,i,,,nento di masse di cavalle1·ia contro fan · teria. - L. BA1Kov. - Nel decorso di tre anni la letteratura mil itare enunciò tre opinion i affatto diverse circa il valore ed il còmpito della cavalleria nel combatti mento in geiwre, e in ispecie rispetto alla sua azione contro la fanteria . L'autore esamina e discute, coll :i scorta del regolamen to d'esercizi i, i giudizi, dei tre scriui più autorevoli e discordi : (la tactiqwJ. cles t.rois armes. - G. Mozec., Pa ris, ,1880 . Untersuclwngm u ber den Werlh de1· ~avallerie in den Kr·i.egen der Neuzeit . - R. V., Berlin, ·188L - De1· Re'iterangr'i/F'in {J"l'OssenStyte· als Mittel de1· Schlachte-n Entscheidwig , di tm uffìciii le austriaco) e confutati in special modo quell i dell 'anouirno austrinco, conchiude: « Non sono teorie nuove, ma necessnrie a fissa re, per nprirsi un varco nel vresente caos d'i dee e stabilire una base ai raziocini .sulln im portanza combattente della cavalleria . « •1° Alla caval leria nel comba tti mento ·conviene in genere adoprarsi con g}an riserbo, conscia come puehe fuori del cam po di bnuaglia 1
è
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
.• I
PIETRO, colonnello . Geogro{lt1 elementa,•e .11cl uso tltdle clt1S,'li e'leme,at,wi s1111e,•io1•i e delle classi iufet·io,.i delle scu'1le se<•on,llfrie, compilata. seeo,ulo ·i 11rof1•·tu1uni ,lei ·1° t1otJe111ln•e 1.88:1 1H!t• 14! seuole 1101·mali. Firenze, 188,~, tipografia Barbera, prezzo L. 2,50. Ci
VALLE
torneremo sopra. SOCIETÀ DEI REDUC l DELLA CRIMEA,
TUeorclo pitlorieo tnilitm•e
(!,·ie,ale. (1855-56). Compilato dal consiglio direttivo di della società e _da esso esposto alla mostra nazionale del 1884. Torino, ·J 884, libreria Bocca. Ci torneremo sopra.
,Jt!llti .<;pe,Uzfoue
IHU·tla ;,.
ll'as leistet ,Ue ll•·mee ,lem floll,e . (Che servizi' rende l' esercito al popolo). Dresda, 1884, tipografia Moritz, prezzo cent. 50. :È una rispc,sta a quelli che proclamano l'improcluttioità degli eserciti"
STEJNbECK.
ou VERN01s, maggiore generale. Vebe,• vrt1/,tiscl,e Felddienst.-llufgabe (Suiitemi praLici del servizio di cam-
VERDY
pagna). Berlino, 1884, .lipograrla Eisenschiclt. L'aqtore è conosciuto come uno dei pr·imi scrittori militari in Germania. L'opera è un opuscolo di 60 pagine in cui si tratta specialmente del servizio da prestarsi in campagna dagli ufficiali. In fondo vi sono norme per compilare le relazioni.
Il Direttore ORES TE BARAT.IERI 1'enente Colonnello nei Bersaulierl.
DEMARCHI CARI,.O,
gerente.
·1·
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•
DELLA INIZIATIV A DEI
COMAWDANTI IN SOTT' ORDINE (Conferenze reggimentali del periodo io1•ernale {883-1¼).
Jì'ra le cose che appaiono maggiormente degne di nota a chi segua con attenzione, in tutti i suoi particolari,lo svolgimen to delle operazioni mi litari compiute dallo esercito tedesco durante la guerra franco-germanica del 4870-7 1, vuolsi, a mio avviso, annoverare una mirab ile consonanza fra gli intendimenti del comando supremo 1 dell'esercito ed il modo di agire dei comandanti le grandi unità di guerra, nonchò fra gli intendimenti di questi e l'operato di tuui gli altri comandanti in solt'ordine; in virtù della quale consonanza le norme direUive emanale dal comando supremo , e gli ordini, dei comandanti le armate, i corpi cl' armata, le divisioni e giù giù fin quasi ali' ultimo gradino della vasta gerarchia militare fu rono sempre esegui ti a tempo debito ed in modo precisamente corrispondente agli intendimenti del supremo comando. Ora se si consideri la enorme mole di quell'esercito, l'immensa estensione del teatro delle operazioni, la celerità con cui si succedellero le operaz ioni stesse, la frequenza e l'importanza delle grandi ballaglie che da un giorno all'allro mutavano essenzialmente la situazione dei belligeranti, ed infìnc il numero stragrande degli altri faLLi d'arme, avvenuti durnnte rruel la campagna, se si consideri, dico, tutlo questo, e si faccia un confronto con quanto è successo 24 ·- A:-1:,;o XXIX,
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VOL, IY •
370
DE f,f, A 1::-(IZIATIVA
in circostanze analoghe in altri eserciti assai meno numerosi di quello, dopo aver reso il debiLo tributo di ammirazione al rnslo ingegno ed alla mente preveggente di colui che aveva in sue mani la direzione delle cose della guerra, non si potrà a meno, io credo, di conven ire che egl i abbia dovuto essere sempre e da lutli miraf bilmente secondato nella sua opera direUri ce. E clte così veramente sia avvenuto rilevasi quasi ad ogni pagina della Relazione di qn~lla guerra gigantesca, compilata dalla sezione storico-mi litare del grande stato maggiore dell'eserciLo, dalla quale mi prop0ngo di spi golare alcuni dei fatti più salienti per dimostrare appunto come in moltissimi casi gli straordinari successi ottenu ti f dalle armale tedesche siano stati resi possibil i solamente dal concorso bene inteso e dall' azione spontànea dei comandanti in sol1 t'ordine (I ); e come per conseguenza le deliberazioni prese di proprio moto , ossia per iniziativa indi,,iduale, dai capi delle truppe siano da considerarsi fra i primi ed i più potenti faltol"i della vit• toria. , Yolendo pertanto accingermi a trattare della iniziativa spettan te \ in guerra e n_el ~omba~time_nto ai comandanli in solt' ordine, del suo modo val'lo cl, espl1cars1 nelle tante e diverse contingenze di guerra, degli efTeLLi che possono deri varne, e dei limili entro cui l -vnole essere contenuta,. avvalorando la mia esposizione con esemp i tralli, in massim:t parle, dalla glterra franco-germani ca del ,J 8707'1, comi ncierò con una distinzione, o meglio classificazione, che altri troverà fors e troppo pedantesca, ma che a me pare necessaria per sviluppare appieno il mio concetto. À mio avviso adunque, gli atti di iniziati va. individuale più freqoenli in guerra si possono classificare come segue: ,1° ALLi compiuti col deliberato proposito di impegnare comhallimento, senza averne avuto ordine esplicilo; 2° Concorso spontaneo colle proprie lruppe in un cc,mbatlimento sostenuto lla altrn corpo o rnpru"lo più o meno vicino; 3° Atti iniziati piu o meno lontano dal nem ico, allo scopo di faci litare l'esecuzione cli ordi ni che si sono già provocati , o che si credono im minenti;
DE l COMANDANTI IN SOTT' Otrnr:si;
4. Alli che implicano una decisa infrazione di ordini pe1·entori ricevuli. La deliberazione presa di moto proprio da un comandante in sott'ordine di impegnare combattimento, senza averne avl1lo ordine esplicito, è uno degli alti di iniziativa indiYiduale di maggiore im1:')0rtanza, per le comeguenze che possono derivarne nella conclolta generale della guerra, e per la grave responsab iliut che ne ridonda a chi si assume deli beratamente un tanto compi to. Senonch è gli atti di questa natura sono talvolta dipendenti dalla volontà di un so lo comandante; altre volte invece sono conseguenza del concorso di più volontà, le quali, mirando ad uno scopo comune, determinano coi loro atti parziali un complesso di circoslanze da.Ile quali il comandante è lralto quasi necessa1·iamente a quella deliberazione che forse egli avrebbe ancora esi tato ad abbracciare. Nella prima di tali fatl ispecie parmi sia da comprendere la battaglia di Colombey-Nouilly combattutasi il giorno ;J4 agosto 1870 . .. . ' per 1q1z1at1va spontanea del generale von der Goltz nelle condizioni seguenti: . Eff:ttuat~si la raccolla dell'esercito francese in due dist.inli grnppi d1 cui uno 111 Lorena pt·esso i'lletz (ala sinistra) e l' altro in Alsazia presso Slraslrnrgo (ala destra), separali fra loro dai Yosgi, ne era avvenuto che i reparti dell'alrLdestra, battuti prima a Weissenbur(Y e poi a Wot"lh, non avevano potuto essere soccorsi danli altri rac~ eolti intorno a Melz, nè congiungersi con quell i, ma bensì ritirarsi · scompigliatamente su Chùlons, oye pareva evidente che dovessero ora retrocedere anche i corpi dell'ala. sinistra (di cui uno aveva pure arnto la peggio nel combattimento cli Spichet·en), per ristahili re in qualche modo l'equili brio delle fo rze, di fronte alla oramai l"iconosciuta sovercltianle poten;m dell'avversario, e per sbarrargli fa via della ca.pilale ( I). Ritenendo adunqu~ che do vesse premere ai Francesi di elTettuare quanto più presto possibile quel movimento di riti rata, i Tedeschi d~cisero di arnnzarc in modo da intercettare al nemico la via più <liretta da Metz a Chùlons ossia la strada che passa per Yerdun , al ·quale scopo era necessario percorrere un non· breve cammino ed 0
J
e)
lfl La guci-ra r,·a11co-ge1··111anica. del iSì 0-71. - Puntata 9•, .1>as. !160. (i)
Opera citata. ....: Pun tala ;•, r,1g. Si8 e seg.
DEI CO)fA'.'ì'DAXTI IX SOTT'ORDJXE
37i
DELLA INIZI.\Tll"A
eseguire contemporaneamente con tutlo I' eserciLo una immensa· conversione a destra (,1). Da parte loro i Francesi, sbalorditi dalle patite scÒnfitte, esitano dapprima dinanr.i al partito di sgombrare la Lorena, ed anzi rinforzano con un nuovo corpo inviato da Chhlons, il grnppo cli Metz; il quale, sollo il comando del maresciallo Bazaine, pare deliberato ad accenar bauaglia sulla destra (est) della Mosella; quando poi si accorgono del minaccioso avanzare del, nemico ai passi cli quel fiume a monte cli Metz, e dello avanzare ancor più minaccioso delle sue aVYisaglie di cavalleria in direzione di Verduo, si decidono finalmente a ritirarsi sulla sinistra della Mosella, ossi a ad abbracc iare quel partito che, preso in tempo, avrebbe potuto forse arrestare il nemico dinanzi alla capitale, od almeno contrastargliene il possesso con lutLe le forze riunite. Ma pur troppo era già Lardi I Ed infatti essi avevano appena. incominciala quella mossa., che già dovevano interromperla per far fronte alla 26· brigala di fanteria prussiana, il cui comandante generale v. der Gollz, scorgenclo chiaramente dal punto in cui si trovava, che i Francesi stavano sgombrando i loro campi ad est della Mosella, e giudicando « che « il tentare di ritardare la loro divisata mossa retrograda fosse non « solo conforme alle regol e generali della gaerra, ma anche voluto « dalle condizioni strategiche di quel momento » (2) Ji assalla di suo pl'oprio mo to, malgrado l'ora già tarda (alle 3 1/2 pom. circa) e li costringe ad accettar la pugna in quelle sfavorevolissime condizioni. Al combattimento iniziato spontaneamente dal generale v. der Gollz concorsero con pa.ri spontaneità i comandanti clel ·IO e del 7° corpo (generali )fanteuffel e Zastrow), e sebbene i Tedeschi non riuscissero quel giorno a sloggiare il nemico dalla sna posizione principale (ciò che fece credere, per poco, ai l?rancesi cli non avere avuto la peggio in quella giornata), tuttavia ollennero il risultato importantissimo di ritardare di tanto la l'itirata clell' avYersario, da permettere al ri manente dell'armata di compiere la sua conversione 1
H) Oporn citata.. - Pun tata 5", pag. 377. (2) Opera. citata. - Punt.nt.a s•, pag. 470 e seg.
I
j
373
a destra, quindi con un'altra battaglia (Vionville -Jlars la 1'01ir) arrestare definitivamente qnella mossa retrograda, ecl infine con una terza (GraveloUe·Saint-Privcu) procedere all'attacco da ovest, avviluppante e decisiyo ('I). Nell'altra fattispecie, ossia in quella dei combaLLimenti avvenuti . per iniziativa di molli, voglionsi annoverare i già accennati combattimenti di Worth e di Sp icheren , nei quali, un app igliarsi spontaneo delle prime truppe al nemico impegnarono nel combattimento interi corpi d'armata, e condussero ad aui risolutivi non divisali pel giorno in cui essi avvennero. « Per trattenere il nemico che si supponeva in ritirata (cosi la « relazione prussiana), od almeno per non perdere il con tallo con « lui, bisognava opel'are; ognuno lo sentì. per cosi dire, istintiva« mente, e parendo affare non di giorni, ma forse di poche ore « soltanto, coloro che si trovavano più innanzi venner9 ai fatti da « loro senza esitare» (2). Lo stesso si pnò dire dei primi combattimenti auorno a Metz. i quali « dal principio alla fine sfuggirono più o meno all'azione del « 1:omando supremo. « L'un corpo, vedendo.nei primi movimenti dell'altro forse già « un principio di combatlimento, vuole essergli a fianco quanto più « presto può, . . . . . . . . . ognuno vuol andare avan ti perchè « crede che !"altro muova a combattere » (3). Ecl allrove: « tulle le disposizioni dal comando supremo dell'e« sercito, fino cii comandanti delle avangttm·die mirano costante« mente al medesimo scopo, di impedire l'esegui mento del supposto <( disegno dell'avversario » (4} A questo punto però è d'u opo no1are che la stessa relazione prussiana, nel render conto del modo come avvennero quei combattimenti, afferma. subito dopo che « se non è dubbio che un cosi « vivo sentimento di cameratismo, un deliberar così pronto rech ino « seco il germe di grandi successi . . . . . . . non si può, non « si deve disconoscere che questa forma di battaglia imp1·ovvisala (i) Opera ~itata. (2) 0 11cra cita.t•.,. (3) Opera ci!at.,. (4) Opera cit..it:i. -
Pontata s•, Punt.,ta. 4•, Puntata 5•, Puntata 1•,
pag. 4G2. pag. 342. pag. 460. pag. 8!t9.
DEI CO~lA NDAN'fl !:,i SOTT'ono1NE
DELLA INIZIATIVA
« può trar seco parecchi pericoli »; e lo dimostra col fatto cfell'essero mancata in es5i un'unica azione direttiva suprema, motivo per cui « li assalli delle prime truppe relativamente debo li contro le « forti posizioni del nemico . . • . . . ed i! $Opraggiunrrere det _o « rinforzi alla spezzata ..... produssero ripetute crisi » durante le quali « una mente bene istrulla delle cose, una volontà energica. « un coinando operante con unità d'intento, da l lato dei Francesi, « avrebbero potuto ollenere parecchi vantaggi a danno dei Te« deschi ». Per il che, dopo essersi a ragione compiaciuto dello « spirito « d'iniziatirn dominante in t1itt.i i gradi dello esercito ted~sco, » e dopo avere constatalo con uguale compiacimento che i generali comandanti in soll'ordine « non osiLarono mai un istante a mettere « in gioco le forze e la responsabilità loro, per mandare ad effetto « ciò che loro pareva più conveniente dà.I loro punto di veduta » sebbene non avessero, né potessero avere che una cognizion_e imperfella dei veri intendimenti del comando supremo, l'autore della relazione finisce col conchiudere che, malgrado tutto ciò, tali imprese di moto proprio non possono quasi mai condurre a risultati vet'amente decisi vi; e che perciò debbono essere acceW.tle quale ot· timo elemento nella condotta della guert'a sola,mente quando « esse t« siano in trapt'ese nel senso stesso dei disegni del comando suil « premo » perchè, in tal caso, se non valgono da sole a conseguire f i grandi successi, servono indubbiamente a prepararli (1 ). Dinanzi a questo auto1·evole o compeLentissimo verdello, io mi inch ino, come ragion vuole, riverente; non senza ripetere tullavia, .anche a rischio d'incorrere nella taccia di soverchio ottimismo, quanto sia degno di ammirazione un esercito i cui condottieri sanno im.pegnare così a proposito la responsabilità del loro g1·ado, ed i cui soldati sanno secondarne gli intendimenti con tanto slanci<> e con tanto patriottismo. « _,focor1'ete alla voce del cannone» è l'espressione veramente-
I militare cli quegli atti di iniziativa indi vidual e che consistono nelloJ in terYenire
spon_taneamente colle proprie truppe in un comballi-
(l) Opera citala. - Puntata
1•, pag. 8'29.
375
mento in cui trovisi impegnato altro corpo o reparto del proprio esercì to. . . Gli atti cli quesla specie, sebbene non facciano, pet' sol1lo, ncadere su chi li compio la grave responsabilità di cui si è fatto poco prima pa1·ola, perchè possono essere c?mp!uLi quasi sempre senza scostarsi troppo dai limiti di quella lat1tudme che vuol~ es~ere la· scia.La in guerra a chi venga, anche per poco, ad agire 1~olato, hanno tuuavia ancor essi una grande importanza nelle vicende della guerra, e possono qualche volta decidere dell'esito dei combatti men li. Essi hanno oltre a ciò la caratl.eristica speciale cli poter essere di pertinenza di quasi tulli i gradi dell a gernrchia mii ilare cominciando dai più elevati fino ai comanclanli clei minori 1~eparti. . Innumerevol i invero sono J!li esempi che s1 potrebbero citare a conferma cli queslo asserto; n{a per non dilungarmi troppo d.ai ri~ slrelli confini impostimi e per rimanere sempre nelln c.erch1a. del fatti avvenuti nell'ultima guerra franco-germanica, mi li miterò a ricordare ancora una YOILa il gfa citalo comballimenlo cli Sipcheren ( 6 agosto) noi quale viclesi da parte clei Francesi lo strano sp.eLl.acolo .di tre divisioni, le quali non fecero altro, duranle tul~a la giornata, che andare e venire orn in un senso, ora in un altro , di etro al campo di battaglia, senza mai prendere parte al comballimenlo in cui trovavasi fieramente impegnalo l'inte1·0 secondo corpo (generale Frossar<l); mentre da parte dei l'èdesch i « la nuigica virtì~~e~ cannone }> attrasse al combattimento, inizialo dalla sola 14" d1ris1one (ge11,e1·ale /fomeke) l'una dopo l'rdtra, tre division i del 3°, del 7° e deli'8° corpo, senza contare parecchi reggimenti cli caval\er(a, .Yarie. batlel'ie d'artiglieria. ed altri reparti minori, di cui taltl!ll d1sla.nti una intera giornata cli marcia; o la Yilloria; lungamente co1:L1·asLala'. f~ alla fine decisa a rtnrore dei Tedeschi dall' urto di pochi baltagltom entrati nel comba.LLimento nel ora nssai tarda pet'chè accorsi al richiamo del cannone quantunque si trovassero molto lontano dal luocro ove fcrreva il ~ombatlimento (-1). quale spiccalo contrasto dit motivo · al compilat~re de~l.i relazione tante ,,olte cita.I.a di rimarcare, con leggera: tinta. d1 ironia,
Il
(i) Opcr:1 citala. -
I't1nlat:1 &•, J)ag. 3-14,
316
!}ELLA fNJZIATIVA
.
« che il bisogrro di appigliarsi al nemico, il reciproco aiular3i dei
« capi con quella premura che il cameratismo inspira, .e l'operar.e « spontaneo a momento opportmio, che sempre apparvero dal lato « dei Tedeschi, pare non esistessero in eguale misura nell'esercito , «- francese » ( 1). Ed: infatti sarebbe stato difficile che avesse a parere altrimenti! 1
. Gli atti iniziali a qualche distanza dal nemico allo scopo di facilitare l'esecuzione di ordini che si sono già: provocati o che si ritengono imminenti, entrano di loro natura nel campo della strategia e. della logistic,l e sono più specialmente di competenza dei comandanti le maggiori unità di guerra, le quali dipendono più direttamente dal comando supremo dell'esercito. Ammesso, come è assiMna indiscutib ile, che le grandi masse abbiano bisogno di estendersi per vivere e per marciare, e debbano poi concentrarsi per combattere, ne viene per logica deduzione che, durante il periodo di tempo in cui l'esercito è in movbento, i vari comandi siirno a grande distanza fra di loro, e che occorra perciò un tempo assai considerevole perchè gli ordini emanati dal comando supremo pervengano ai comandi delle annate dipendenti. Q,uandopoi tali ordini devono essere informati, come avviene quasi sempre in guerra, dalle notizie che si possono avere giorno per giorno sulle mosse del nemico (notizie che pervengono in massima dalle teste cli colonna della cavalleria esplorante) allora si comprende facilmente come il tempQ occorrente per la loro diramazione debba r essere ancora maggiore; onde la conseguenza che se i comandanti delle armate e dei col'pi d'armata, i quali furono i primi a ricevere tali ·notizie, doves.sero aspettar sempre le decisioni del comando supremo, la loro azione ne sarebbe assai incagliata, e ne avverrebbe 1 soventi di dover eseguire con ritardo quelle mosse che sono richieste dalle circostanze del momento, e che eseguite subito avrebbero dato fayorevoli risullati . E sebbene la veri là di questo asserto mi paia abbastanza evidente per se stèssa, tutta via reputo non affatto inutile avvalorarla col seguente esempio:(l). Opera drata. - Puntata 1,.•, pag. 344.
D'El C01[A;'(DANT1 IN SQTT' ORDINE
377
Dopo che la principale armata francese comandata dal mare.sciallo Bazaine fu battuta dinanzi a Metz nelle tre giornate campali di Colombey, Vionville e Gra,•elotle ( 14, 16 e 18 agosto) e quindi costretta a rinchiudersi in quella fortezza, il comando supremo del!' esercito tedesco decise di lasciare una parte delle sue truppe ad accerchiare Metz, e di proseguire su Parigi col rimanente dell'esercito ripartito in due armate, sotto gli ordini diretti del Re, avendo come primo obbiettivo il éampo di Chiìlons, ove si sapeva che si erano ritirali gli avanzi dei corpi battuti nei primi scontri, e dove si stavano raccogliendo altri corpi di nuova formazione. fat niarcia delle armate tedesche doveva effettuarsi nel cuore della l<'l'anc ia, con direLlrice da esi . v.erso ovest ed era compiuta quasi per metà, quando si venneaconoscere, prima vagamènte, poi con certezza, che, in seguito a pressioni falle dal Governo di Parigi al mal'esciallo :Vlac-Mahon, le truppe francesi, già racco!Le al campo di Chàlons, si erano messe in moto verso Metz, nello scopo di liberare quelle accerchiate nella fortezza, seguendo una direttrice di marcia (da ovest verso est) quasi' parallela a quella seguita dalle armate tedesche, ma più a nord di questa, e che anzi la sera del 25 agosto i Fran,cesi venivano a trov:1.rsi, con oltre ,J00 miltL uomini già quasi sul fianco destro dei Prnssiani ( 1) . Per ovviare al pericolo di un tale slalo di cose, e per impedire sovratutto il divisato congiungimento dell'armata di Chalons con quella di i\fetz, occorreva far eseguire all'eserci to tedesco, ora in marcia con larga fronte verso ovest, un sub itaneo cambiamento di fronte a destra (verso nord) e l'ordine ne iu dato, senza porre tempo in mezzo, quella sera sle:-sa (2i:> agosto). · Ora per siffatto repentino cambiamento di fronte, interi corpi di armata venivano a trovarsi co i loro traini avanti o dietro alle colonne già loro collaterali (2), e niuno è che non sappia l'enoi"lne incagliò che un Lai fatto viene a produrre nelle mosse dei grandi reparti di truppa; eppure esso potè eseguirsi senza ritardo, e con tate successo che le teste di col.onna francesi trovavano già nelht giornata del 27 1
1
1
(i) Opera ciUtta. -
Puntata 9", pag, Hl9. (2) Opera citata. - Puntata 9a, pag. H60
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378
O.ELLA INIZIATIVA
DEI COMANDANTI IN SOJ'l'' ORDINE
•
« caria ovunque si trovi, spingendola verso nord, per separarla da
sbarrata dai Tedesch i la via che essi intend~vano di percorrere, ed erano perciò coslrelli in parle a retrocedere nuovamente su Chà· lons, ed in parle a spo.slarsi sempre più a nord verso il confine belgico. · Ma perchè tul_to ciò fu possibile? Perchè i comandanti delle due armate, i quali, per effetto delle notizie raccolte ;;ulle mosse del nemico dalla cavalleria esplorante, avevano già intuilu che sarebbe stato necessario eseguire quel ,:ambi amento di fronte, avevano puranche subito modificato il primitivo itinerario di marcia, e, di loro propria iniziativa, tutto predisposto per la divisala manovra asc;ai prima di riceverne dal comando supremo l'ordine formale (,1 ). Quando poi i Francesi, dopo molli tentennamenti, molte marce e molte contromarce, e semp1;e premuti in fronle e nei fìànchi dai Tedeschi, furono costretti, già sfiniti e demoralizzati, a far tesla al nemico attorno a Sédan, fu _di nuovo possibile ai Tede(,chi di av:volgerli completamente e chiudere loro ogni scampo , lanto verso Mèzières che essi consideravano come la loro linea naturale di ritirata, quanto verso il confine belgico, che sarebbe divenuta tale in mancanza di qualsiasi altro miglior partito; tutto ciò, ripeto, fu pos. sibile perchè ambedue i comaiidanti de.lle armale tedesche, giudi.~ando reltamenle la situazione del momento, fecero avanzare, nella sera che precedette la baltaglia, le il i esterne delle . lqr·o arma tè assai più innanzi che non fosse stato loro indicalo fino a quel momento dal comando stipremo dell'esercito lullora ig1raro del vero slalo delle cose (2).
« Parigi >> ('I). Questo concello cosi semplice nella sua espressione, eppure così grandioso nei suoi efietti, conteneva già in germe il divisamento di qualla vigorosa ofiensivh che doveva dar sempre legge all'avversario senza riceverla mai da lui (2), e fll messo in alto con pari semplici Lit, avanzando sempre a scaglioni coll'ala sinistra più avanti della destra di una o di due giornale di marcia; ed ebbe per effetto di far sì che i corpi più avanzati , premendo da sud nel fianco destro del nemico, lo spi ngevano continuamente verso nord, obbligandolo a poco a poco a cambiar fronte, come avvenne nei combattimenli attorno a Metz, nell'ultimo dei quali i due eserciti avversi si trovarono a combattere colle loro fronli affallo inverti te (3); con questa essenziale differenza bensì che i Tedeschi, già padroni di tullo il territorio retrostante, non esponevano che in parte le loro ·comunica~ioni, m6nlre i Francesi, o~bligati a ceder sempre terreno, e rimasti soccomhenti nella lotta. decisiva, dovellero rinchiudersi, colla.loro principale armala, forte di 175 mila uomini, in Metz, ove rimasero ·per allora completamente staccati da Parigi, ed ove dovettero più tardi ,cedere le armi al nemico vincitore . E così avvenne, come già si disse, per la seconda volta a Sédan, ove l'ala sinistra dei Tedeschi, sempre pi ii a rnnzata della destra, _obbligò dapprima l'avversario a ritrarsi ancora inesorabilmente verso nord, e poi, pcrielrando a guisa di cuneo tra lui e la sua base, riuscì non solo ad impossessarsi di Lntte le sue retrovie, ed a sepai·arlo così nuovamente da Parigi, come era sno intendimento; ma . riuscì ancora, dopo aver percorso un ampio arco di circolo, a congiungersi colla propria ala destra (4-), costringendo così quanto rimaneva ancora in -campo di quel giit ~io.rente esercito (•l '.35 mila 1
A queslo punto mi sia concesso di fare una breve digressione per notare come in quella circostanza veniva ad attuarsi per la seconda volta con sorprendente precisione ed in tnlta la sna pienezza, il concetto strategico direltivo di quella campagna, elaborato a Berlino due anni prima che scoppias.,ero le ostilità ed enunciato in cosi poche P.!'lrole: << Cercare la massa principale del nemico ed attacO)
379
sì
Opera citata. - Puntala 1•, p,1g. GS, (2) Opera "1ljt.at.a. - Pun1;1ta 7", p,tg 828. (3) Opera citata. - Puntata w•, 1iag. :1335. (&.) Opera cital,i. ~ Punt.at.a 9", pag. !OH e 1093. . Un nostro illustre scrittore di cose militari, allu<lcndo tt (Jllfl sorprendente congiungersi delle due ali estreme delle armate tedesche per stringere il nemico in una morsa di ferro dalla <ruale non doveva più uscire so non col cedere le ·armi, vi scorge <fU,t$i l'immagine di. un· colosso che apre e poi restringe al petto le sue enormi br,1cci,t e dice che i Todeschi si mossero quel giorno pèr dare ai Francesi l'amplesso <li Sedan. (MAllSELLI. - lei gueri·a. e la sita storia. - ·v 01. 30, pag. 3Gi). (i)
e (:ll Opera citata. - Puntata 9', pag. H60.
)
380
DELLA. INIZIATIVA.
.
uomini circa) ecl il suo duce supremo a capiLolare in aperta campagna. . . . . Esempio unico, .piuttosto che raro, nella storia delle vicende degli eserciti I Stando alla classificazione falla in principio di c1ueslo scritto, non resta ora che a trattare degli atti di iniziativa che· implicano una clecisa violazione di qualche ordine perentorio ricevuto; e si comprende facilmente come gli atLi di questa specie rives_ta~o un car~ttere di tale importanza da non potere essere comprnL1 se non rn circostanze affatlo eccezionali. Cionondimeno non ne mancano esempi nella stessa guerra francogermanica , ed uno clei più notevoli parmi s~a q~ello ~vvenuto durante la battaglia di Beaumont con1:battutas1 all1 30 d1 agosto, ossia due giorn i prima della catastrofe di Sédan or ora ricordata: . Poicbè i Tedeschi avevano, colla manona dianzi accennata, chiusa all'armala di Cl1àlons la via più diretLa per i\'Ietz, il maresciallo Mac-Mahon, fermamente convinto de'lla qua.si imp_ossibili tt-t di eITettuare il congiungimento della propria armata con quella del maresciallo Bazaine, avev~ già risoll1Lo di ritrarsi su Mézières, e · naià aveva fatto cominciare le lllO$se a quello scopo, quando gli per.. · vennero dal Governo di Parigi ordini cosi incalzanti e perentorn di continuare ad avanzare su Metz, da costringerlo, suo malgrado, a proseguire ancora .quella cli.sperala impresa. :Ma i Tedeschi; i quali, stando tuttavia lontani dal nemico ed all'oscuro degli intendimenli di lui, avevano saputo sventarne i disegni al primo indizio avutone, non erano certo disposti a lasciargli effettuare in pace questo secondo tentativo , ora che gli stavano propr io alle calcagna, e ne spiavano quasi ogni mossa. . . Appena dunque si accorsero che Lai uni corpi dell'ala sinistra de, Francesi avevano cominciato a passare sulla destra della Mosa a Mouzon ed a Remilly, mentre altri corpi (5° e 7°) era,no ancora trattenuti sulla sinistra cli quel fiume presso Bea.umont dalla diffJ collà di eseguire su pochi ponti quel pericoloso passaggio,decisero cli attaccare qu.esti ultimi, e l'incarico più importante ne fu affidato al. l'ttrmala comandala dal principe di Sassonia:
DEI COMANDANTI IN SO'f'f'Ol\DINE
Il quale sapendo che per arrivare sul ~entro della posizione nemica occorreva tra versare una regione mol Lo boschiva, e percorrere strade giii per loro natura drfficili, e rese ancor più malagevoli dalla pioggia che durava da vari giorni, stabilì che le quattro divisioni dei corpi IV e XII dovessero a~'anzare simultaneamente in altreuante colonne isolate; e che ciascuna cli esse, quando fosse giunta al margine posteriore della boscaglia che copre da sud il paese di Beaumont,dovesse arrestarsi per attende.re l'arrivo delle colonne collaterali, a fine cli evitare combattimenti all a spezzata contro nemico soverchiante. Nel fatto· poi si riscontrò che la condizione delle strade assegna.te alle divisioni era ancora peggiore che non si fosse supposto, cosicchè una sola divisione (8•)potègiungere, senza grave incagl io, alluogo designato, mentre invece le al tre tre non poterono avanzare 'che lentissimamente, e vi giunsero assai più Lardi cli quella. In tale condizione di cose il comandante 1'8a divisione ( Generltle Schoeler} avrebbe dovuto, s'econdo l'ordine es1)licito avutone dal comando dell'armata, aspettare l'arrivo delle colonne collaterali; ma siccome egli era stato avvisato che, a non più cli 800 passi dal punto ove aveva p1·eso po:;izione l'estrema sua avanguardia, si scorgevano distintamente a sud ed a riord-ovest cli Beaumont, parecchi re(raimenti francesi aéca:m.pati senza neanche l'ombra d'avamposti, così non seppe resistere alla tentazione di sorprendere un nemico così trascurato e risolvette in conseguenza di muovere all'attacco senza aspettare l'arrivo delle altre divisioni. Sopraggiunto poi il comandal)Le del corpo d'armata (gene1·ale von Al·vensleben) mentre lo spiegamento clell'8a divisione stava già per essere ultimato, ecl accortosi che, per effetto delle. mosse necessitate da quella manovra, non era oramai più possibile tenere occulta.al nemico la presenza di Lrnppe tedesche in tanta vicinanza, fece senz'altro comincia.re il fuoco dalle batterie dell'avanguardia; onde i Francesi dovellero accorrere alle armi al fragore delle granate scoppianti d'ogni intorno nei loro accampame.nti. · E notisi che non era questa la, prima volta che ciò avv§.niva loro in quella campagna; ed anzi erano trascorsi appena pochi giorni dacchè,altri corpi francesi, parimenti senza avamposti, erano stati i')c)
382
salutali a quel moclo dalle granale prnssiane nei loro alloggiamenti di Rézonville I Fatto sla che a Beaumont il generale Scboeler veniva per tal modo ad urtare colla sola sua avanguardi·a nell'intero V corpo frnncese (generale De Failly), e che dopo il primo momento di confusione prodollo da quella sorpresa, frolle di tiratori « come sciame d'api infast.idilo » si scagliarono a massa contro gli audaci assalitori, i quali, bersagliati jn pari tempo da, una lunga linea di -bat.Lei·ie già appostale sulle alture a nord del villaggio, soffrirono in breve tali enormi perdile da trovarsi addirittura a mal partilo (:I); e peggio ancora sarebbe loro inèolto se non fossero stati soccorsi in tempo dalle truppe della 7° divisione, la cui avanguardia era fì°nalmente riuscila a sbocc.i.re dal fittq del bosco appunto in quel frangente. ln qLtesto caso adunque è giocoforza rimanere assai perplessi nell'apprezzare l'opportunità dell'operato del generale Schoeler, tanto più che la stessa Relazione ufficiale tedesca, sebbene noE dica esplicitamente che -egli sia stato chiamato a renderne conto, tuttavia lo lascia quasi arguire dalla lunga enumernzioné dei motivi che pare siano stati da lui stesso addot.ti a propria giustificazione, fra cui anche quello che egli intencleva di « agevolare per tal modo « alle altre divisioni l'alto difficile dello spiegamento all'uscire dai boschi ». (2) Ed ora non saprei come meglio chiudere questa serie, giit forse troppo lunga cli citazioni, se non col ricordare per ultimo un aitro fatto di simil genere avvenuto nel nostro esercito, ed intorno al cui merito non è mai sorta, che per avventura io sappia, contestazione alcuna. Dico del bellissimo esempio di iniziativa compiuto nella giornata del 24 giugno ,J 866, dal comandante della '.ir divisione dell'esercito italiano (tenente ,qenernle J',iaiiell), il quale sebbene avesse avuto dal co).nando del ,1° corpo d'armata ordine esplicito di rimanere quel giorno colla sua di visione sulla destra del Mincio per guardare gli sbocchi di feschiera, donde si temeva una sorti La del nemico, tuttavia, quando si accorse che per lo scacco subito dalla ,1• divisione (Ce('l) e (2) Ope ra ci tata. -
DEI CO)[ANDANTI IN
DELl, A 1:NlZI.\TlVA
Puntata
sa, p,ig.
935.
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S0TT'ono1xE
383
ra.le), fola sinistra dell'esercito era seriamente minacciata di aggiramento, mentre non vi erano indizi di mosse clel nemico sulla destra. del Mincio, prese di suo moto proprio la decisione di passare colla massima parte delle truppe clella sua divisione sulla sinistra .di quel fìume, e di portarle colà dove fe1:veva il combat.Limento, riuscendo così ad arrestare gli Austriaci già incalzanti, e acl impedire che la mala riuscita di quella giornata campale, non si convertisse per gli Italianì in un irreparabile disastro. Giunto così al termine delì'argomento· che mi ero prop.osto di svolgere, non mi resta più ehe a riassumere il fin quì delto per conchiudere: 11" Che la necessità. di agire soventi per propria iniziativa è I quasi impost~ ai comandanti delle m:assin1e unità di guerra (cmncite) 1 dalle condizioni stesse degli eserciti odierni, le cui grandi masse, , occupand9 sul tenen() molto spazio in éstensione ed in profondità, ) richiedono che siti lasciala molta libertà d'azione a chi è preposto \ al loro comando. ; 2° Che una parte di tale liberl1t d'azione dev.e, per logica con- ) seguenza, e perch è lai.e è la tendénza .dello spirito militare mo- 1 1 derno (·I), es fere lasciata ai comandanti delle altre .unità minori 1 . (corpi cl'((;nnata e division-i), i quali vengono in questo modo a trovarsi sòventi nella condizione di compiere atti d'iniziati va di tale importanza da pesare preponderatanrenle ·mll'esito di uria campagna di guerra; 3° Che anche gli àltri comandanti in sott'ordine, la cui libertà d'azione è necessariamente assai più limi tala, possono tuttavia trovare durante il combattimento l'oppor'tunità di compiere atti d'iniziativa. individtlale altamente commendevoli. 4° Che sebbene non sia possibile determinare in moclo assoluto i limi ti entro cui l' iniziati rn indiYiduale vuole essere contenuta, si può nondimeno ammettere, come regola generale, che gli atti ,:0~1pìuti in virtù di essa saranno tanto più iodevoli e proficui, quanto più riusciranno conformi agli intendimenti del supremo comando dell'esercito, quanto più sarà generalizzaLO nello esercito stesso quel sentimento di cameratismo, mercè il quale gli sforzi cli tutti tendono 1
(f). ìllAnSELLI.
Opera
e
volume citali, pag: !.49.
384,
DELLA 1::-;rz.c.ATIVA 0 1,;[ CO MANDANTI ! X
SO't"r'onon,m
I sempre con perfetta armonia ad uno scopo comune; quanto più saranno ispirati cla quel retto crilerio che fa giudicare con prontezza delle vere esigenze del ~om enlo; quanlo meno infine si scosteranno \ da quelle buone regole d1 guerra ~be stando comodamenle seduti ai La vol ino paiono così facil i a rammentare altrui, eppure riescono quasi Isempre così astruse e difficili ad applicarsi in guerra vera. p AUIERI CLA.liD10 Maggi01·,J nel 65° re9,gùne1nto {cinleria.
EFFETTI DEL TI R O
AR.TIGI-'IERIA DA CAMPO CONTU.0 I?,l.N'.l'ElllA.
I. Durante le scuole di Liro negli anni 1883 e il 883 presso i reggimenti d'arLiglieria da campagna, al.cuni degli esercizi regolamentari nel tiro di guerra, vennero eseguiti sparando con tro bersagl i sagomati (·1) . 'l1ali eserèizi furono in num ero di 372, in 18·1dei quali . ii bersaglio rappresentava truppa di fanteria nelle sue diverse formazioni. I risullati possono fornire norme per l'impiego della fa nteria. espo3La al fuoco dell'artigli eria, tanto più che le condizioni nelle quaii si ottennero si aHicinano assai a quelle che si presenterebbero in guerra. Ciascun esercizio venne esegu ito eh una batteria formala sopra qnallro pezzi ed applicando le regole prescrilte pel Liro d'i slrnzione a distanze ignote. Sebbene quesle regole sieno slate alquanto mo dificate nel l'ultima edi1.ione (,1883) dell' Tstnizione sul pimtamc--nto 1; tiro delle bocche d-c t {1wco pure senza sensibile errore i risultati ollenuti nei due anni si possono reputare comparabi li . TraLLandosi cli esercizi eseguiti metodicamente il tempo impiegalo deve considerursi come un massimo di quello che s'impiegherebbe in pratica a parità di colpi; esso infatti apparisce molto superiore ed 1
1
(i)
Vecli (;iomate ci' Arlig/ìe1·ia e (;enio, parte 2', genna io i8B3 o llit·i~lc11t'Arli9lieriil
e Ge11io, giugno, {88~. 25 -
ANNO XXIX, VOL IY,
Per ciascun esercizio vennero raccolti dalla batteria che lo eseguì tutti ali elementi necessari per i confronti e le deduzioni che si vo-' levano trarre, cioè: distanza del tiro, specie e numero dei proiettili sparnti e tempo impiegato così nella determinazione della forcella come nell'esecuzione dei grnppi d'aggiustamento , numero delle sagome colpite, e delle pallottole e schegge poste nel complesso delle sagome. Per ottenere po i il numero medio degli uomini colpiti si fece la media aritmetic,i fra. il numero delle sagome toccate e·quello delle pallottole e schegge poste nel complesso delle sagòme. Il risultato così ottenuto rappresenta con bastante approssimazione il numero degli uomini che sa.rehbero stati colpi ti, SLtpponenclo che appena po-;to uno fuori cli combattimento venisse sostituito da un altro (,1). Col ricavare però la vulnerabili là <ielhi fanteria. esposta al tiro della artiglieria prendendo per base il numero degli uomini colpiti cosi ottenuto, sì ammetterebbe come regola costanLe lasosLituzione immediata. degli individui posti fuori di combatLimento . Ora se ciò pnossi · fino ad .un certo punto credere giusto per fanteria in linea ecl in colonua in piedi od anche in ginocchio,nelle quali la seconda riga non rappresentata( possiamo ainmettere che vada fino a suo totale esaurimento tt riempire i vuoti che man mano avvengono nella prima, ·se ciò può anche essere esatto per una fanteria in li nea sopra due righe dieLro riparo, potendosi supporre esista una riserva cbe aliménti le cl ue righe che fanno .fuoco, non può però ritenersi rappresenti il caso normale per le trnppe in linea coricate e 1!1eno ancora
il più delle volte il doppio di quello impiegato nei tiri di gara. Così pure osservando éhe il tiro venne interrotto appena aggiustato, e limitato c1uindi ai soli colpi occorrenti per la ·determinazione della forcell a e per l'esecuzione dei gruppi di aggiustamento, i risultati ottenuti si può a buona ragione ritenere che rappresentino ti'n minimo . Essi donebbero, è vero, venire sottoposti ad una certa riduzione dovuta alla minore efficacia del tiro sul campo di battaglia, ma giova notare che il coefficiente di riduzione per l'artiglieria. è molto minore che non per la fantet ia., sia perchè il cannone posando sopra l'affusto non risente la commozione del soldato, sia perchè meno rilevanti' a parità di tempo sono le perdite subite dall'artiglieria durante l'azione e procluéuno un effetto dissolvente ed un rallentamento nell'intensità del fuoco assai minori, sia finalmente per mo! te altre ragioni dipendenti dai caratteri speciali del fuoco dell'artiglieria. I bersagli usati furono tre:
~
Sagoma dell'uomo in pied i superficie m2 0,6056 » l> in ginocch io )) )> 0, 4 1139 » » coricato » » O, 1527 1
disegnate sopra rettangoli cli legno larghi m. 0,150 ed alti rispettivamente m. 1,80, m. 1,20 e m . 0,50, per gli uomini a terra oltre il front.e fu anche figurato il dorso. Con questi tre bersagli si rappresentarono le diverse forme cli truppe nel modo seguente: Fantei'ia in catena rcula: '12 sagome rappresentanti una squa· driglia di 6 iìle coll'intervallo di 6 passi da fila a fila; fronte occupato m. 26,75 . Fanteria ì:n catena fitta: 2-q. sagome rappresantanti una squadriglia e due mezze squ,aclriglie con gli intervalli di 2 passi fra fila e fi la e 6 passi fra le squadriglie; fronte totale m. 3 1,50. Fanteria in linea: 50 sagome figuranti la 1 a riga di una mezza compagnia coll'intervallo di cm. 5 fra uomo e uomo e di m. 0,60 fra · i due plotoni; fronte complessivo m. 28. Rante1·,ia in c~lonna: 1100 sagome disposte sopra quattro linee rappresentanti le prime righe dei plotoni cli una compagnia in coJorrna serratn.; distanza fra plotone e plotone m. i,50, fron te occu, palo m. 13,70 . 1
1
387
CONTI\O FANTERIA.
EFFETTI DEI, TIRO DEL L' ARTIGLIERIA DA CA:\!PO
1
(1) Ques to ·metodo per calcolare il numero degli uomi ni colpiti si può ricavare dal seguente ragionamento: sta n il numero dei punti colpiti in una, qualunque dolle sa(,'Ome, ossa può avere ricevuto tale numero di schegge o pallottole rn una so l volta, ovvero in 2, 3, 4,....... n volte, ossia la sagoma p·uò averò rappresentato 1, 2, 3; 4...... n uomin i colpiti; non sapendosi quale sia il vero di questi numeri se ne prende 13 media:
~
·
Chiam,mdo n.,, n , , n 8 ..... il numero déi punti posti io una seconda, in una terza.... · sagoma, avremo che il tot,1t.e degli uomini colpiti sarà:
·,
,t
+n
- 2-
+
·I + n ,
~
-:-
I -:-· 11.,
~
+ ....
= I + n + +· n, +2 I + H·o + -1.
... .
espressione che rappr~scnta appunto la media aritmetica del numero to tale dei pun Li colpiti e di quello dell0 sagome toccate.
, CONTUO FANTERIA
388
EFFETTI DEL TIRO DELI.'ARTIGLIEIIIA DA CAMPO
per truppe in catena, nelle quali la sostituzione in generale non verrà ·effettuata durante il breve tempo impiegato nella es~cuzione deU' e~ sercizio e non si eseguirà a individno ·per individuo, ma sarà invece per solito causa ed effetto di un cambiamento di formo tattica. Perciò nello specchio uni to tt questo studio, ove sono riepilogati gli effeui contro bersagli rappresentanti diverse forme tattiche della fanteria, oltre alla colonna iwmvni colpiti a) ottenuta facend·o la inedia come si è accennato, ne , venne :iggiunla un'altra uomini colpiti b) i numeri della qua!e furono ealcolati facendo le seguenti ipotesi: 1° Che per le truppe distese in catena non avvenga la so;tiluzione degli uomini colpiti. 2° Che per fanteria in linea in piedi od in ginocchio sopra due righe, delle quali sia rappresentanta solo la '18, si possa ammettere avvenga eJTeuivamente la sostituzione degli individui colpiti finchè ne restano nella 2" riga , 3° Che le perdite subite complessivamente dalle due righe non possano superare il doppio del numero delle sagome colpite nella riga rappresentata, tenendo conto della riduzione derivante da.Ila seguente considerazione, 4° Che ciascun soldato in linea scoperta occupi il_fronte regolamentare cli m, O,G5 e non cli m. 0,55 come venne supposto nei · bersagli usati . 5° Clie la fanteri a collocata dietro riparo e formatc1 sopra due righe, la ;la in ginocchio, la 2;\ in piedi, pos;;a restringere l'intervall o normale fra uomo ed uomo fino a ridu1Te il fronte occupato da ciascuno a soli m. ù,no, 6° Cha LraLt[tndosi di una compagnia in colonna scrrata,la differenza risu ltanle dal minor intervallo rappresentato nel bersaglio si possa stimare compensata dall'aumento del fronte,che essendo assai ristretto, sarà ancora presso a poco ugualmen~e battuto in tutta la sua estensione. Si avverta però che mentre i numeri conteirnti ne!l,t colonna a) si riferiscono ad nn bersaglio la cui potenza di fuoco si conserva costante per lutto il tempo considerato, quelli invece riportati nella , colonna b) si riferiscono ad un bersaglio la cui potenza di fuoco diminuisce in proporzione delle perdite subite (meno per l'esercizi0-
389
contro fanteria in linea dietro riparo). QL1indi, ment~·e ne~ltt ~olonna b) abbiamo numeri che con maggiore a~prossimazwne 111d1cano le perdite assolute della fanteria nelle vane. fo_rn:e rappresen_tale, la . colonna ci) ci offre numeri più ad,ttti per tst1tu1re ~onfron~r.. Nello specchio seguente furono raccolti i risultati _essenz_mh de_ll~ sopra descritte esperienze; i numeri_de(le s·agom~ ~ d_egh uo~1~1 colpiti vennero riferiti ad un bersaglio cl~ mo uom'.111, 1nv~ce s1 nportò il numero ·assoluto clei punti ~olpill doven~os1_ es_cl~s1vamente sopra di esso fare il confronto fra 1l fu~co . del_[ a~t1glie'.·1a e quello clella fucileria. Vennero poi aggiunte le rnd1caz1om relative all an~o nel quale furono eseguiti i vari eser:cizi ed al numero delle battene che Ii ripeterono.
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390
EFFE'l'TI DEL TIRO DELL' ARTIGLIEnIA DA CAMPO
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Fanteria a terra in catena fitta dietro riparo
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Fante,·<,_ in piedi in colonna sccra~ scopei ta · · ·· · · · · ·
Shrapnel solo J Fanteria a terra in colonna serrata 10 2400 Granate è shrapnel scoperta · · · · · · · ·
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131,5 1 GS,O 7•1,il ·12.1, ,, 160,0 67,7 •136,5 1178,,i 75,5
22,7
46,8
88,0 1H ,2 4:6,8
! ! ! l
33,4 26,3 2.3,0 20,6
36,5 2J ,5
56,2 (')55,8
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28,2 27,0 22,7 25,6
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2'13/• ·l i0,3 470,3 1'1 7,,i.
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,i8,4 67,3 58,7
66,6 33,3 75,7 1 37,9
. .
39.2.
EFFETTI DEL TIUO DELL'AIÌTIGLlE!\IA DA CAMPO
CONTRO FANTERIA
393
Onde fanter ia in linea in piedi potrebbe riduiTe le sue perdi-Le del- . l' l ,( ,7 oppui'e del 31,4 per cento ponendosi inginocchio od a I.erra, e fanteria in lin :la in ginocchio potrebbe ridurle del 22,3 per c~nto ponendosi a terra. Colonna serrata di plotoni in piedi ed a term- distanzcrn1,. 2400 . -- Vennero eseguiti 36 esercizi confro questi due bersagli u?andò in alcuni lo shrapnel ed in altri la granata per la determinazione della forcella e lo shrapnel per l'esecuzione dei grnppi d'aggiustamento. Il nmnero medio degli uomini colpiti nei chie casi fu: 1
..,
II.
Catenci mela e catena fitta~ distanza rn. 1200, tiro a shrapnel. - Furono eseguiti 36 esercizi contro fanteria distesa in catena rada, ed allri 36 contro fanteria in catena fitta; il bersaglio in alcuni esercizi rappresentava uomini a terra ed in altri uomini in ginocchio, in alcuni era allo scoperto ed in altri di etro riparo. La media generale degli uomini colpiti ricavata dalla colonna a) del nostro specchio _è la seguente:
Pe1; la catena rada il 2i5,7 per cento · » >> filla •I03,0 »
Per la catena in ginocchio •I60,.2 per cento » a terra 1;(2,9 » 1
Par1·ebbe quindi si possa concludere, che una catena in ginocchio climinuis~e le sue perdile del 29 ,i5 pe,: cento ponendosi a terra . . Fanieria in linea in piedi, ùi ginocchio ed a t&1Ta - .distan::a m. 1800 . ....,... Questo confronto venne ricavato da i.H esercizi, (8 contro ciascuna specie di bersaglio; in alcuni si tirò a shrapnel ed in altri si determinò la forcella colla granata e si fecero i grnppi d'aggiustamento collo shrapnel. La. vulnerabilità media risultò: 1
1 1
Per la colonna in piedi 128,9 per cento » » a te1Ta 7 1, 2 » 1
1
Cosicchè una colonna serrata cli plotoni in piedi potrebbe teoricamente riduiTe le perdite del U,8 per cento ponendosi a terra.
Onde sembra potersi dedurre che di1.1dando una catena la sua vulnerabilità non diminuisce nello slèsso rapporto della sua densità, sicchè per ùgual numero d' uomin.i distesi le peedite della catena rada sono di 2/ 9 su peri ori a quelle della catena fiua. Catena in gùiocchw e catena a terra - dùtan.rn 1ii. 1200, tfro a shrnpnel. - In •I8 esercizi si .usò un bersaglio rappresentante fanteria distesa in catena cogli · uomini in ginoccl1io, in altri '18 cogli uon1.ini a terra; la catena era rada in alcuni esercizi e fitta in altri. Gl i uomin i colpiti in media nei due casi furnno :
164,0 per cento Per fanteria in linea in piedi » J) >> in ginocchio i H -,8 » » >> » a terra ,J ·I.2, 5 . »
1
III.
· Òslacolo per fanteria coricata - distanza m. 1200, tiro a shra7Jnel. - È suppergiù nguale a quello descritto e rappresentato nelle Istrnzioni prat-iche speciali per gli z appatori cli /'cinfori.ci e cavalle-ria (edizione 11879) col nome di trincea di battaglia per tiratori .in gi. nocchio e corica.Li (Fig. 42). Il rialzo è cli m. 0,30 il tiratore si trova in parte nello scavo ed ha i piedi poggiati m. O, 18 al di_sotlo del terreno naturale . · ,(8· esercizi .vennero eseguiti contro catene sdraiati dietro tale ostacolo, ed altri 118 contro uguali formazioni allo scoperto; il per cento degli uomini colpiti nei dae casi fù: · ,j t2,9 per cento Nella. catena a terra. scoperta. » » )> )> di et.ro òstacolo 93,3
Onde una catena a Lerm esposta al tiro a. shrapnel a m. 1200 risparmia il 17,.i- per cf.nto di perdile pone11do2-i dietro un ostacolo· Ostacolo per fanter,ia -i1i gi nocch:io - clistci,iza m. ·1200, tiro a 1
39,i
395
Ef'FETTC DEI, TIHO DELL'Al:1'lGl..lERIA I)A. CA'.111'0
CONTRO F' ANTERIA
shrapnel. - L'ostacolo adottato per uomini in ginocchio, è lo stesso che nella succitata istruzione viene descriLLo col nome di trincea di battaglia ordinaria (Fi g. 4 1). Il rialzo è di m. 0,50 ed i ti ratori stanno in ginocch io in uno scavo profondo pure m. 0,50. Dei 36 esercizi eseguiti contro catene in ginocchio , metà lo furono con bersaglio allo scoperto e metà con bersaolio posto dietro l'ostacolo descritto; il numero medio degli uomini colpiti nei due casi fu: ·
complesso delle due righe scoperte sarebbe del 11118,0 per cento almeno ( 1), da cui possiamo approssimalamente desumere che · l'ostacolo descritto riduce le perdite della fanteria in linP,a in due righe del 47 ,3 per cento almeno .
1
Nella catena in ginocchio scoperta ~ » » dietro ostacolo
,160,2 per cento 9,1, 1 » 1
Quindi teoricamente una catena in ginocchio esposta al tiro a shrapnel del!' artiglieria alla distanza di m. H',00 potrebbe ridurre le sue perdite del 43, 1 per cento ponendosi dietro acconcio riparo. Ostacolo pe1· fanteria i1v lineci in dne righe (la 1a iii ginocchio e la .2" in piedi) - distanza rn. 1800, tiro ri shrapnel in alcnni esercizi ed in aliri q, ,qranaia p~·1· la f01·cella ecl a shrapnel per i gnippi d'aggùistamento. - Questo ostacolo è form ato da un rialzo di m. 11,'10 provvisto di banchina alta m. 0,50 sulla: quale è disposta la ,1~ riga in ginocchio, sul terrapieno !laLurale poi dietro al rialzo sta la 2" riga in piedi. lìli esercizi eseguiti contro 'fanteria posta dietro questo riparo furono 119 ed il numero degli uomini colpiti in media in ciascun d'essi fo del 62,2 pee cento; mancando però esperienze contro u_guale formazione di fanteria posta allo scoperto non si possono ncavare dati precisi sul valore difensivo di tale ostacolo: ci limite~· remo quin:di a calcolarne un valore approssimativo. Una fanteria in linea sopra una sola riga scoperta, esposta al fuoco dell'artiglieria in circostanze e identiche a quelle dell'esercizio che consideriamo, perde il ,J 44 ,8 per cento se è in Ò'inocchio , ed il 1164,0 se è in piedi. Ora supponendo dielr~ una riga in ginocchio sia posta una 2• riga in piedi, qtiesta nei 2/ 3 inferiori del!~ sua altezza sarà. in parte riparala dalla 11n, e siccome il rapporto fra la parte vulnerab ile e la superficie totale del bersaglio rappresentante fanteria in linea in ginocchio è di circa 2/3, così potremo concludere che ii numero degli uomini colpiti nel 1
4a
1
IV. Molto difficile riesce fare il confronto fra i fuochi di fanteria e di artig_lieria perche le due armi hanno sul campo di hallag!ia una azione mollo diversa fra loro. Da canto nostro ci limitiamo a calcolare il numero delle cartucc·e occorrenti per porre nel bersagl io tante palloUole quante ne vennero poste da una batteria di quattro pezzi nel periodo della determinazione della forcella e dell'aggitlstamento del tiro. Gli elementi di tale calcolo per una parte li trarremo dalla colonna Nwnero totale dei pmiti ,cvlpiti dello specchio riportato di sopra, per l'altra facendo le opportune riduzioni ai numeri della tabella 7" che fa seguito alla Istrtbzione prov~isor·ia sul ti1'0 pm· la fanter,ia. / Da tali confronti si oLlengono i dati seguenti: Cont1·0 f'cinteria in .catena scoperta. - Nei 36 esercizi esegui Li a m. 1200 contro bersaglio rappresentante fanteria in catena scoperta il tempo in media impiegato da una batteria fu di minuti 22,7 ed il numero dei colpi sparati di 20,5; con essi il numero delle pallottole · e schegge poste nel bersaglio fu: 1
hr fanteria in catena rada in ginocchio 35,6
» )) ))
» »
»
fitta
)}
»
»
»
rada a terra fitta »
h-8,9 18,4 1
38,2.
(,I) In fotto la prima riga ha il 141<,8 d' uomini colpiti .Per ogni 100 rappresentati; la seconda, che ne avrebbe il 16I,O se fosse complot.unentc scor)erta, ne ha in vece solamente
164,0 -
'/3
•
½
! 64,0
= 9·1,1
perché in parte riparata dalla prima riga; quincli la vulnerabilità complessiva di en· trambe le righe, che sarà la media a ri tmetica fra le due prececlenli risult,erà di H8,0 1ier cento.
J
396
l
El'FETTI DEL TIRO DELr,'ARTlGL:ERlA DA CA~!J.>O
Se ora teniamo conto che una. trnppa di fanteria che fa fu oco .~t m. ,j 200, usando tre linee di mira, pone in un ber;;agli9 continuo alto m. i( ,80, 36 pallottole per ogni 900 ; artucce sparate, per colpire i bersagli che consideriamo col numero sopra, indicato di proiettili, dovrà spararne:
397
CONTRO F.\NTEllIA
Nel bersaglio fanteria in linea in piedi 426,3 » » >> in ginocchio 142,3 » » » a terra 79 ,8
r
Se supponiamo che una truppa di fanteria ad una distanza di m. 1200 (2/3 di quella alla quale fece fuoco la batteria) volesse ottenere lo stesso effetto dovrebbe sparare: 1
Contro fanteria in catena rada in ginocchio » » » fitta » » .» » rada a terra » » » fiLta »
8G28 6978 11 :H 00 ,, 4,795
Contro fanteria in calena cl:iet,.o ripa1·0. - Gli esercizi eseguiti contro catene riparate dietro ostacoli furono 36; una batteria impiegando in media minuti 2·1,fi e sparando colpi 2 1,7 otLenne il seguente numero cli pLmti:
cartucce N.. 4,085 · Contro fanteria in linea in piedi » » 6733 » » » in ginocchio » » 13,135 )) » a terra » 1
1
Nel bersaglio cate1m rada in ginocchio » » fÌtltt )) » » radi a torra » » fitta »
1G,O 28,0 ,18,9 25,4
1
Supponendo che on uomo a terra od in ginocchio dietro riparo esponga al tiro di fucileria una superficie rispettivarnen(e di:
iW 0,05085 pe1'. l'uomo lt terra e » 0,06"715 >> in ginocchio avrèmo che il nnmern delle cartucce che una trnppa di fanteria dovrà ~parare per ottenere a '1200 rn . l'effetto della batteria sarà: Con tro ca.tena » » >> » » >>
V.
rada in ginocchio 25992 fitta » 2678 1 rada a terra 29694 fì tta » 29502 1
Contl'o fantel'ia ùi linea r.coperta. - Contro questi bersagli furono eseguiti 54- esercizi alla distanza dì m. ,f 800; una batteria in mecli,t impiegando minuti 25,6 e sparando colpi 22, 7 pose ìl seguente nu1nero di pallottole e schegge: '
Esaminando in complesso la col9nna 1w1nini colpiti b) dello spec· chio riportato, lei quale c·ontiene numeri che per ogni rapporto rappresentano un minimo delle perdite che si avrebbero in quell e determinai~ condizioni, ne viene in maniera assoluta confermato quanto già dai tecnici era stato annunciato, essere cioè l'azione del fuo co dell'artigl ieria contro truppe cli fanteria ferme schiacciante a tutte le distanze di combattimen to, qualunque forma abbiano esse assunto e quand'anche facessero fuoco al coperto dietro un adatto riparo . Da 9iò.la deduzione taui0a ineccepibile: che una truppa di :fanteria battuta dall'artigli eria mai deve rimanere fei'ma, ma o spo standosi per piccoli trntti, o ponendosi in marcia, deve cercare di sottrarsi al suo tiro, studiandosi specialmente di trarla in inganno , o quanto meno obbligarla a continue rettifiche .. L'artiglieria appunto perchè ha mezzi precisi per misurare la distanza che la separa dal bersaglio, olli ene effetti sterminatori concentrando su di esso il suo. fuoco; ma è pur vero cho uno sposta mento cli un centinaio cli metri e fors' anche meno, sono suflìcienti per diminuirne l'efficacia e ridurla talora quasi a nulla. Le difficoltà però che si presentano nella scelta del momento opportuno per muovèrsi e della direzione più conveniente a prendere, sono grandissime e riuscirebbero insuperabili senza una perfetta conoscenza
398
CONTI\0 FANTEll.IA
EFFETTI DEL TIRO DELL' ARTlGLIElUA DA CAMPO
. dei principi che regolano la c<indotta del fuoco dell'artiglieria. Uno · spostamente fatto male a proposito, può darsi riesca del tutto inutile e talora anche dannoso; cosi pure una fanteria in movimento se nòn conosce ed evita con somma cura quei punti del terreno, que11e direzioni e velocità di marcia e quelle forme tattiche che nella·speciale circostanza ri uscirebbero maggiormente pericolosi, può ritenersi sarà quasi sempre distrutta. Ebbi già, parlando del futuro regolamento d'esercizi ed evolnzioni per Ja, fanteria ( 1) a far rilevare )a necessità di far seguire una 2n parte od appendice contenente fra le altre osservazioni ed avvertimenti, anche le norme ne.ç;essarie a conoscersi dai comandanti le truppe di fanter ia, perrenclere minime le perdite in/fat.e al proprio reparto fermo ocl in movimento dall'artiglieria avversaria. Cerlo queste norme non possono avere un valore assoluto perchè subordinate alle regole diverse dalle quali viene determinala la condotta del fuoco delle varie artiglierie, tanto più che le circostanze che regolano questa condotta sono variabili assai,~ mal potrebbero venire apprezzate da chi trovasi lontano dalla batteria· . ' servirebbero però sempre a formare negli ufficiali cli fan teria cri teri approssimativi sul differente modo di agire dell'artiglieria nelle varie circostanze e sulla maniera più oµporLnna pel' trarla in inganno, od almeno per farle 'perdere un tempo prezioso. Più. utile ·poi riuscirebbe questa 2• parte se nelle scuole annuali di tiro dei reaoimenti d'artiglieri:i. da campagna, gli ufficiali di fanteria assistendo"' ai tiri <l'i giu?-rra e di conibattim,ento facessero una pratica applicazione dei preceui e suggerimenti in essa contenuti , tenendo brevi conferenze sul terreno, discutendo i motivi della speciale condotta. del fooco giudica.la chi ber,;aglio ecl i modi migliori con i quali manovrando una fanteria avrebbe potuto diminuire le proprie perdite. _ Le condizioni nelle quali ci troveremo probabilmente nelle future battagli e, con una artiglieria relativamente in feriore nlla nemica sia, p~r nu1~ero di bocche a fuoco che potranno prendere pa rte alt ai ione, sia per potenza media dei noslri ca.libri da .campagna., rendono molto più necessario La.le stt1ùio alln. nostra fnn leria,
I"
(1) Vedi llivisfa 11/ilil<w ,1 llati<t.n.<i, agosto ·1S83.
la quale si troverà spesso esposta al fuoco clelle batteri.e nemiche che non snranno state efficacemente controbaLt.ute dalle nostre. P roseauenM nella ricerca delle decluzioni che si possono trarre dalle esperi enze cli sopra riport.ate,osserviamo che, mentre una grande dispersione degli uomini distesi diminuisce proporzionatamente la potenza cli fuoco della catena ed aumenta. a dismisura il pericolo di confusione escornpaginamento delle unità impegnate, non produce una adeauala diminuzione nelle perdite intlitte dall'artiglieria; ci sembra qui~cli lecito il dubiLare che si sia forse andati troppo ollre nell'aumentare gÙ interva.lli fra gl i uomini distesi in catena. Relativamente alle varie posizioni che possono prendere truppe scoperte, cioè in piedi, in ginocchio od a terra, quantunque le vulnerabilità. rispettive non sieno nella proporzione ammessa pel fuoco di fucileria e,, per l'uomo in piedi , 2/3 per quello in ginocch io ed 4/ 4 per quello a terra), p·ure si rileva che anche sotto il tiro dell'artiglieria la diminuzione è tale da do versene tener molto conto nel giudicare della convenie!1za cli tenere una Lruppa piuttosto in una che in altra. cli dette posizioni. Così a 24,00 metri una colonna serrata cli fanteria farà sempre bene, quando non gli si presenti modo mic•liore di ripararsi dal fuoco dell'artiglieria, di· porsi a terra ecl otte~~re una climiriuz:one del H ,8 per cenLo nelle sue perdite, tanto più che in generale sarà con maggiore probabilità nascosta dalla vista dell'inimico. A ;J800 metri, quantunque sieno avvenute grandi anomalie nell'esecuzione degli esercizi contro fanteria in linea, in piedi ed in ginocchio, pure si può sempre ritene.re eh~ la din:in~1zione delle perdite che si ottenne ponendo una lmea. d1 fanteria m ainocchio od a terra piuttostochè in piedi, compensi gl'inconve~ienti che a questa distanza possono presentare tal i pòsizion i. Trattandosi invece cli fanteria clistesR in catena a 4200 métri , più difficile assai r iesce giudicare se sia più vanlaggioslt la posizione di in ginocchio o quella di a terra, Colla posizione di. a terrn si ottiene, è vero, una riduzione nelle perdite del 29,5 per cento (che sarebbe del 62,5 pel fuoco di fucileria), ma si aum~J)l.aM i p_er(coli di confusione e si perde talmente io mobilifa da doverst n t~nere a parer no.:;Lro poco consig:iab il e quando l'nrliglierilt nemica è in azione. Le esper ienze che stiamo esaminapdo semb1~a. gel.Lino anche gra1:)
1
' \
399
400
EFFETTI DE[, TIUO DELL' AUTIGLIERIA DA CAMPO
CONTUO lt ANTElHA
vissimo d11bbio sulla utilità delle trincee per uomini a terra, tanto consigliate in questi ultimi tempi. La riduzione ottenuta del i!J,4 per cento nelle perdite, non sembra compensi adegq(l.ta.mente il lavoro occorrente alla costruzione di delle trincee, quando specialmente si consideri che in 2·1,7 minuti di :36 nomini a terra in catena e dietro 11paro, l'artiglieria :J pezzi) ne colpi 20,8 con ~n complesso di 44,3 fra scheggi e e pallottole. Sembra quindi si possa concludere che tali ripari riescono pressochè inutili quando sono battuti dall'artiglieria, e che questa ha un utilissimo impiego contro catene di uomini a terra riparate, e mal potrebbe venire sostitnita dal fuoco della fucileria. Tale conclusione acquista maggiore importanza dal fallo che molti scrittori di tattica sconsigliano energica\llenle la posizion'è di n ter·rn per truppe impegnate nel combattimento, specialmente quando sono distese in catena e poste dietro riparo, e ciò a cagione della grande difficoltà di farle avanzare e tenerle nella mano. Quando però il tempo ed il te!'l'eno si prestano alla costruzione cli ripari per uomini in ginocchio; sembra si possano sperare ottimi risultati; la difficolfa di fare avanzare unà Lrnppa in tali condizioni è minore che non nel caso precedente, e la riduzione di perdite che una fanteria in· ginocchio olliene ponendosi dietro ·tale riparo raggiunge il 43,•I per cento. Utilissimopoi5empre riuscirà l'ostacolo per fanteriain linea sopra due righe; il riparo esperinientato, dietro al qùale stavano la 1• riga in ginocchio e la 2" in piedi, abbiamo di sopracalcol~tto che diminuì. di almeno il 47,3 per cento le perdite; ed a ciò aggiungendo che dietro di esso una fanteria si trova nelle migliori condizioni per spiegare la massima potenza di fuoco , potremo concludere che quando sarà. possibile la costruzione di tale riparo, il lavoro occorrentesaril. largamente compensalo dai vantaggi che se ne otterranno. Interessante sarebbe il confronto fra gli effetti del canno11e e quelli del foci le, ma fanno difetto le esperienze da parte della fanteria. Ci basti osservare che a 11200 metri l'artiglierirt ha dimostrato a,,ere nn utilissimo impiego, e la sua.azione riuscì talmente efficace da non poter venire sostjtnil.a dal fuo ~o di fucileria. Cosi p. e. una balleria. di 8 pezzi spanmdo 2,1,7 colpi per pezzo avrebbe riportato
contro fanteria a terra in cn tena e dietro riparo un effetto uguale a quello élie otterrebbe un intero battaglione (calcolalo di 900 focili) sparando 65, 77 cartuéce per soldato, cioè quasi 3/4 dell'intero munizionamento. Come conclusione finale sarebbe utile una serie di accurate e numerose esperienze intese a cercare quali modificazioni la fanteria debba arrecare alla sua Lattica elementare quando abbia di fronte l'artiglieria.
I'
CASTELLANI GIOYANNf
Capùano di artiglieria.
I
1
f
l
26 -
ANNO XXIX, \'Ol. 11'.
RAZIO'Nl PEL SOLDATO E PE( -QUADRUPEDI,
gcc.
,i,03
Le sostanze grasse fanno ufficio di amidacee nel la proporzione di ·I a 2, 43. Quindi le normali ora accennate possono semplificarsi :Così :
1·
SOSTANZP:
:RAZIONI
...----...--Aibuminosc Amidacee
PEL SOLDA.TO E PEI QUADRUPEDI
Pel lavoro moderato . » faticoso » eccessivo .
IN TEMPO DI GUERRA
gr .
gr.
126 11('Sii · i18,1
60,1 689 637
1
Dopo ciò ecco ht composizione e l'analisi della razione del ,1866. Si tralascia· però di analizzare i liquidi e i condimenLi, quali ma. terie poco apprezzabili, per quanto di ufficio importante, trascurate <lel resto anche dal prof. .~foleschott nel lavoro pubblicato.
I. La razione ordinaria del soldato in guerra sarà quella slessa del '1866 o sarà migliorala? Qnesta domahcla si presenta naturalmentè al pensiero dopo che l'amminisfrazione della guerra ha modificato la razione cli pace, fissando tre tipi graduati per la guarnigione, l'accant·onamento e ~a marcia, nei quali il più o meno cli sostanze è ragguagliato al lavoro più o meno faticoso che il soldato deve soslenere in quelle condizioni. · Nutro fich1cia che sara migliorata cosi perchè venne migliorata la razione di pace come perchè i nuovi studi dimostrano, a mio giudizio, che la razione deH 866 è insufficiente per quanLità, ed anche difeltosa per qualità. Ma prima di analizzarla è necessario ricordare, sulla scorla ·dell'illustre professore jJfoleschoU, le quanlità di sostame alimenlarie occorrenti alla vila secondo i gradi cli lavoro, desumendole dallo scritto da lui pubblicato in questa .Rfoi sia nell'agosto ,J883 e dal quale no1i intendo dipartirmi nell'esame che sono per fare. Egli stabilisce le tre graduazioni seguenti:
SOSTANZE
.Razione orclìnaria pel solclaio . -
S0STANZ8
Albumincsc Grasse
Pel lavoro moderalo » faticoso » eccessivo .
r,f'.
gr.
426 liH 18-1
80 55
1
1
90
Amidacee
-
gr .
407 i:iiS f5 7·18
[
I
Albuminoso
Grasse
g1'.
gr.
i'.H .3 49.3 6.8
i)2j,6 ,J.73 0.90
I
Carne gr. 300 (disossata 24-0) · Pane gr. 750 Jfarina 540) , Riso g. 120 Sale gr. '15:- lardo 45 - pepe% - caffè 115 - zucchero 20 1
))
)}
107 .04
,15.09
Riducendo in amidacee le sostanze grasse, gr. 'I 5,09 di grasso eguaU a
» 107.04
Si avranno
1
)}
Amiclacco gi·. )}
4-06.00 99.98 ))
505,98 36,66
- - ))
15.42.44
n.·. Il confronto adùnque risulta a sca.'pilo non piccolo: della razione del 11866 e d.imostra come questa difetti tanto di .materie azotate (Juanto di amidacee, ossi,i di carne e di pane. Ma vediamo un paragone ancor più istrnllivo con le razioni stabili te pel Lempo cli pace dall'A tto 233 dell'anno decorso.
IX TEl!PO DI Gt;ERn ..\.
RAZIONI PEL SOLDATO E l'El QUADRUPEDI RAZ IONI di
ANALISI DELrn RA ZION I di
~ , Gunrnigiono AccantonaS mento O)
e
SPECIE
o
'fo E e; C
C!l
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(Il'.
" ·e
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·s
{Il'.
g,·.
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e
"'
'O
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I I<= I~9181 . . . !Jr.
~ o
o"'
·s
"'
gr.
o
·s ·s" .o .., -;;; ::;;
I
C) C)
(/1'.
'O
(Il'.
P,we (farin,i gr. 650)
9181
!}J81
Camo con osso
2~0 '
21,0
HO
{92
2,i-0 37.64 2:U8 41.0G 24.:20 51.3
30.27
·1:iO
{50
!50 {9.60 H 6.02 19,60
HG.021 19.6
116.0-Z
ossia c.1rnc ·disossata Pasta. Lardo f(r. 15 - salo 20 call'è 15 - zucchero 2.2.
. .
ji.2 476.91 5i.2 476~91 57.2 476.91
300
»
_» _ ·
_"
•
III.
Sosl.anzc
....--.....-..-
<)
""
I'
l\!nrcia
Sostanze.
i05
. .
f_: __· 1_ ·
iH .H/ 615.H H7.8Gj 617.H !28.1 ; 623.20
Lé prime due razioni, non y'ha dubbio, corrispondono teol'icamenle ai desiderì della scienza pel lavoro moderato, un po' meno la Lerza pel lavoro faticoso. Sono pari a ciò che somministra la Francia, e superiori alle rnzioni di pace degl i eserciti tedesco e austro-un~a~·ico. Ho_ detto teoricamen te corrispondono, poichè si sa che le analisi della scienza furono falte sopra generi di prima qualità, che raramente - esclusone il pane - yengono somministrale al soldato . . M~ confrn~_uue c~ n q_uella di guerra del 1866 tulle e lre quesl~ raz10~1 sono p1u nutrienti tan lo per materie am idacee quanLo per matene azotale. Il pane è pi ù ,f 68 grammi: è più la pasta, il sale, perfino!~ zucchero. Sol_Lan to la carne sarebbe nella razione del 1866 superiore ii, quella d1 guarnigione e di accantonamenlo, ma una tal dilierenza non _è app~·ezzabile, poichè nessuno aumento di carne, nep· pure la razione d1 grammi 500, potrebbe compensare ì'_amiclo de} pane e della pm:la che mancano .
Il più o meno di materie nutrili ve da somministrarsi al soldato deYe essere naturalmente slabililo soltanlo dalla ra D0 iono fisiolooica O J e perciò fu molto opporlunamenle consultalo l'illustre professore « il quale si era giii occupato mo lti anni innanzi della medesima questione» prima cli fissare i Lipi di razione ora adollali pel tempo di pace. ) la quanto alle razioni cli guerra, altri criteri sembra possano più o meno influi re rispetto al bi sogno cli ridurrn al minimo possibile il caneggio ed il carico del soldato. Giii nel 1859 l'intendente genernle Della Ro,ern esprimeva questo concetto, quando al principio della campagna diminuì la mzione di pane stab ili ta 1111 mese prima. da lui stesso a grammi 900. « Sulla considerazione, egli scriveva, che la razione pane da « munizione di grammi 900 e quella di gallella da grammi 600 « sono cli soverchio abbondanli ed anche di ingombro in occasione « di marce, per cui tal rolla accade che il soldato ne fa spl'eco, rimane « stabilito, in seguito ad assenso del comando generale d'armata, « che la razione pane sia composta di gl'ammi 750 e quella di gallella « di 650 ». In seguilo poi quest'ultima ò stnla ancora riclolla a grammi 4.-00 tanto nella composizione del!a rnzione di riserva, quanto nelle occasionali sosti luzioni nl pane fresco. È noLevole in quella disposizione clell'intendeote genel'ale il giudizio emesso che fosse troppo abbondante la razione di grammi 900, mentre era pl'esso a poco eguale a quella somministrala in pace. .Ma era cel'Lo che il soldato se ne sbarazzava volentieri, come disgrazialamento gli accade di fare an che oggi nelle mnrcie in lempo di calore. Ma ciò proviene clacchè il nostro pane, fa llo con lroppa acqua e troppo lievito, inacidisce facilmonLe quando, portato addosso, il calol'e lo penetra, onde d:nvern il soldato non ne faceva spreco sbarazzandosene in certe circostanze, ma si li beraya da un peso presso a poco inutile.
I:S TElIPO DI GUERRA.
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RAZlO~I PEL SOLDATO E PEI QUADR UPEDI
IV. Tl desiderio del resto, di ridurre al mrnnno possibile i· mezzr da trasporlo, lo vediamo influire anche nelle dotazion i di tutti gli stabilimenti mobili del sen,izio di sussistenze i qual i, agguagliati alla forza di un corpo d'arm.ata, sono due volte meno di quelli assegnati· ai corpi d'armata francese e austriaco, e la metà meno. di quell i del corpo tedesco, per il quale tuttavia non tengo .conlo nè del numero variabile dei carri che i corpi di truppa possono requisire (sino a tre per battaglione) per il trasporto ordinario dei propri viveri, nè del carreggio parimente requisito in numero non determ.ioato, per collegare le teste di linea ferroviaria, o i magazzini più avanzati con le colonne provianda da campo o servire a queste- · di sussidi o. Ed aggiungerò che l'economia nei mezzi da trasporto ha condotto da noi a stabili re un eccesso di carico per le carrelle e pei carri dellenostre colonne vi veri da corpo d'nrmata, dovendo le prime portare 11O, i secondi 114 quintali cli P.eso, mentre sono sottopost i ad un servizio di va e vieni faticos issimo e senza riposo, il quale avrebbe anzi dovuto consigliare a dar loro un carico I_eggero , perchè potessero più faci'Imenle raggiungere in qualunque luogo le Lruppe, anche acl andature assai accelerale. Vediamo infatti nell'esercilo Ledesco che il cano a cassone a 4 mote e 4 cavalli delle colonne destinate ad aver più frequente contaLto colle Lruppe è caricato soltanto di chilogrammi 850. II qual carico relalh'amente leggero e la fo rma chiusét., come ho dello, del cttrro permettendo anche il LroL:o , quelle colonne possono aversi sempre, per così dire, alla mano, con gran:dissimo utile delle truppe, specie dopo i falli d'armi che si prolungano per ore e giornate intere, senza tregua se non alla notte. Anche il cano destinalo a comporre le stesse colonne negli eserciti francese e t).USLro-ungarico è caricato meno del nostro, ma ollre a ciò fu espressamente sta bilito nel regolamento francese un riposo a turno ogni tanti giorni nel lavoro di va e vieni di queste colonne, cosa che sarebbe al lutto impossibile nel servizi o delle nostre. per quanto indispensabile.
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V. Non si può tuttavia disconoscere rutili Là di una 1:azi_one p~c.cola di volume, quando però vi sien contenuti elemen~1 cli nutnz1on_e sufficienti e nonneavrnngano spostamenti di abitudine troppo forti, i quali sarebbero naturalmente cont1:ari all' ig!ene_. P?r que~ta raNione escluderei dal comporre la raz10ne orcl1nar1a, 1gener I con;ervàti. i quali teoricamente risponderebb~ro me~lio ~l~o necessità logistiche, ma sarebbero nocivi ado~tau com~ v1~to ab1Luale. . Sembra a me che, mantenendo la razwne ordinaria composta d1 (Teneri freschi e sludiandoci di migliorarne la qualità, si possa otle~ere un volume non maggiore di quello della razione do\ 11866, e al tempo stesso più nutrizione. .. . È cosa. corta che il nostro pane cla mun1z1one non s1 conserva più di 6 0 7 criorni in magazzino, e l'esperienza. delle guerre del ,1859 e ,1866 dimostrato che lrasportandolo in carri del .co~mercio O in vagoni ferroviari, nei quali abbi~ a restare par~cch1e ore, si guasta anche più presto, e Io slesso gli accade quando 11 soldato Io porta nella sua borsa. pel pane. . . Questo grave inconveniente cagior~e _di :requenl1 lagn~nze, cl~vrebbe esser tolto O almeno di mollo d11n10 u1 lo allo scopo~ 1ottenei _e un pane cli U, giorni cli certa conservazione. Imperocche le concl 1_zioni aLLuali fanno dub itare seriamente del regolare andamento d1 questo servizio, esse[!dO impossibile ~i fornire ~Ila ~ru_p~a ~~r-m~zz~ delle colonne viveri il pane che abbia meno di G g'.01 n'. d~ fablmca · e c1·1·r" 0 vI! o,~·1orni di trasporto ' ossia ·1 o ;2 g1 orm d1 trasporto 7.IOlle, . 2 sui carri del treno borghese assegnati al magazzino avanzalo, ~ 3 giorni sul carro apposito della colonna viveri. Il qual c~rro, dirò 0 per inciclonza, sarebbe utile fosse asseguat? anche ~resso ti m~gazzino avanzalo a fine cli evitare i trasbordi, o, fra 1 clue, sa1_ebb_e più utile si trovasse presso questo piuLLosLo che alle colon_ne :·1ver1, perchè queste sono destinate a caricare pane_ra/Termo, q_u111d 1 men~ sottoposto a guastarsi per i contatti, quello invece canea pane clt
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llAZIONI ~EL SOLDATO E PE! QUADRUPEDI
IN TEU!'O DI GUERRA
16 ore o meno di fabbricazione, al quale co nverrebbe molto meglio
1
l'essere collocato negli scanali dell'.apposito carro, che non in sacfhi sui carri del treno borghese. La razione di pane da grammi 7150 adottala da noi pel tempo di guerra contiene, quando è. colta e rafferma, 540 grammi di farina e 2 1O di acqua, cioè 1/ 4- circa del suo peso in parte inutile e per di pii1 cngione precipua della poca conservazione del pane. Ol tre ciò vi trovano i pratici un difetto nella soverchia propo°r"." zione dei lieviti, il 40 pet· ¼ circa, e fors· anche nella condolla dei !ieyiti stessi adoperati un po' vecchi . Ora dunque, e siccome credo che sia utile aumentare .là razione di pane (11), la questione starebbe nell'impiegare più farina e meno acqua e dare alla razione un peso maggiore, per esempio 11000 grammi, ma al ·tempo stesso un volume uguale se non inferiore a quello della rar.ione attuale. In questo modo non si avrebbe da aumentare i mezzi da trasporto, il cui numero più che dal peso dipende dal volume della derrata-pane, o si donebbero aumentare di poco. I Francesi hanno grammi 760 circa cli .farina nella loro razione di guerra da grammi 1000 quando è co lla e rafferma, ossia il 69 per cento cli farina e il 3·1 d'acqua, e secondo notizie ufficiali possono contare in campagna sopra 13 giorni di cerLa conservazione, nonostante il trasporto prolungalo su carri non di foÌ·ma speciale: noi abbiamo invece il 6,f per °/o di farina ecl il 39 di acqua. Sono di opinione che si potrebbe fabbrica/e una razione di grammi 1000 che, asciugata, avesse soltanto il 28 per % di acqua e quindi contenesse 780 grammi cli farina e 2?0 di acqua. Con minore qlrntitità di aéqua. si otterrebbe certamente una maggiore conservazione, ma i.I pane riseccherebbe troppo, si assomiglierebbe c1uasi al bi scotlo e non sarebbe forse nè gradito nè molto ben digeribile. Altre condizioni occorrerà stud iare per ottenere tal genere di pane; fra le quali citerò, SO'ltanlo, come più impo1tanle, l'impiego della madia meccanica in luogo della la1<orazi(1ne a mano resa troppo faticosa. Analizzando questa rnione colla sola nggiunta di 300 grammi di 1
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Simile opinione paro sia accettata anche dal professo re ~lole~chott..
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carne (disossata 240) si avrebbero già cli materie alb uminose il 18 grammi e di amidacee 60z e così un notevole aumento, specie di materie respii·aLorie, in confronto della razione del ,f 866. - Partando poi la. carne a grammi 400 (disossata 320) per ottenere un aumento sensibile nelle materie azotate; si avrebbero, di materie albuminose, grammi 135 e di ,amidacee (HO. - Sa:rà facile persuadersi della necessità cli portare la razione di carne a grammi 400, sul['.esempio di altre nazioni, poichè essa dfrnel minor volume possibile la maggior qnantita di materie azotate, che sarebbe impossibile avere in altra maniera. Ma non credo cosa prudente andare oltre i grammi 400, per non ingro?sare soverchiamente i parchi buoi troppo sottoposti alle epizoozie,. verificatesi in quasi tutte le guerre. 1
VI.
Inclinerei dunque ad. ammettere una razione di guerra formata soltanto di pane e carne escludendone il riso ed il lardo, ossia escludendo il secondo rancio, chi, in guerra non dovrebbe in massima farsi ('I) e lasciando, come si fa pel vino, la facoltà al commissariato, o meglio ai corpi, di acq~1istare o requisire sul posto di relt,u11ente, · tutte le volte che si può e sùi opportnno, la pasta o i legumi o il riso e i. condimenti (burro, olio, lardo). Una razione siffatta, abbondante di pane e di carne, superiore notevolmente a q1,1ella del 1(866, gradita al soldato , sempli ce quanto si richi ede dalle circostanze nelle quali deve servire, non incomocla nélle distribuzioni, avrebbe anche il vantaggio desiderato di non aumentare il carreggio, e quello, secondo me, apprezzabile di sopprimere il ri so, derrata che molto a torto vediamo figurare più o meno nella razione cli guert'a. di tu tti ·gli eserciti. Il qual ri so è in. vero facilmente "trasportabile, e resistente alle avai·ie, ma dall'altro · lato è pochissimo nutrient~ ed insipido, si cuoce male e riesce sgni.({} Vccfosi %502 del Regòl,nnento di servizio ·in marcia richjamat-0 ,dal § r,g7 sul Regolamento di Servizio delle i.ruppe in guerra.
RAZIONI l'EL SOLDATO E: PEI QUADHUl'EDl
IN TEMPO DI GUERRA
dito ai soldati, una buoria parte dei quali hanno· contro quella derrata un'avversione che direi istintin. Alla razione ordinaria così indicata di4 000 grammi di panè e 400 cli carne aggiungerei 20 grammi di sale, 115 grammi cli ca[è e 20 di zucchero . - Non è necessario spiegare la ragione cleìl'aumenlo di 5 grammi di ,,aie in confronto alla razione del 1866, nella quale è evidentemente scar:;o. Riassumendo, la razione ordinaria risulterebbe composta cos~:
ogni sezione, poniamo 25 per avere un certo margine, e quindi 5 carri più di quelli ora assegnali a ciascuna sezione. D'altro lato, tenuto conto che il ,:iso e il lardo non si trasportebbero e calcolata la piccola frazione di sale in più, si potrebbero diminuire 4 carrette per sezione, e così avremo da aumentare 5 carri pel pane, e da diminuire 4 carrette, ossia im aumento di un sol veicolo per sezione e in conseguenza di 3 per ogni colonna viveri, cosa come si vede al tuLLo insignificante. Al magazzino avanzato viveri ordinari non occorrerebbe aumento alcuno, poichè i suoi carri del commercio (11), che ora non possono caricare in me<lia più di 25 sacchi di pane~ il sacco 40 razioni ·a cagione tanto del volum~ della derrata, quanto dei riguardi che si devono usare per la sua conservazione, potrebbero benissimo essere caricati di 900 razioni della nuova fabbricazione meno voluminosa al paragone e meno facile agu:istarsi. Risultando d'altronde un risparmio di carri, pel riso e lardo esclusi dalla razione ordinaria, si provvederebbe esuberantet~ent~ con quelli al di piu di trasporto occorrente per il maggior peso del pane. Questi sarebbero taluni degli effelli immediati i quali conseguirebbero dal,!a adozione di questa nuova razione . Altri se ne avrebbero risultanti dal minor bisogno di ,tenel' tanti forni presso gli stabilimenti avanzati e dalla possibilità di valersi per comodo dello esercito di forni territoriali , ci vili, o da ca,npagna posti anche a grandi distanze dal teatro delle operazioni i quali van taggi non hanno bi so_gno cli es_sere dimostrati.
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1
) Valore nutritivo sostanze Pane (farina gr. 780) . grammi 11OOO t ,I OO ( alb~minosc amidacee Carne fresca (disossata gr. 320) » i, J 135 6'!0 20 Sale. » '15 Caffè » )) 20 Zucchero
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ai quali generi potrebbero aggitrngersi, secondo le circostanzé, provvedendoli sul posto: 'l I
grammi 1100 Pasta ovve1:o legumi, o riso )) 500 patate 20 >> Condimento (burro, olio, lardo) Materie aromatiche , (pepe, spezie, 1;~ » garofani) cen tilitri 25 Vino. » 06 011vero Acquavite. La razione ordinaria da trasporlarsi avrebbe il peso cli grammi ,iQ55, esclusa la carne, che in massima non si trasporla al seguito delle truppe, quella del 11866 pesava gr. 955 1/ 2 •
Ho detto che per trainare questa nuova razione non occorrebbero macrcriori mezzi di c1uelli ora assegnati, o ben poca cosa più e lo no provo . Il carr·o attuale pel pane è destinato a portare razioni 1600 da grammi 7(10 ossiano kg. HWO. Potrebbe recaiie senza cliffìcol,tà 1200 razioni da 1 kg. Ma considerando che il volume delle '1'200 razioni di pasta semidura sarebbe minore di quello delle 1600 del sistema , attuale, non sarà cosa esagerata ammettere che in ciascun carro possano entrare '1300 razioni . Occorrerebbero p13rciò 24 carri per 1
1
VII.
Uu altro difetto della razione attuale di pende dall a quasi impossibi litil di preparare a dovere il rancio di carne. Si usa i1J campagna macellare la carne, pel giorno dopo, all'arrivo della sezione sussistenze, cuocerla in generale la notle « e distri« bui ria al mattino in tutte le stagioni. Ciò evi la cli buLlar via il (1) È
stabilito che in media portino kg. t~OO.
RAZIONI PEL SOLDATO E l'El QUADRUPEDI
IN TEM PO DI GUERRA
« rancio in caso di operazioni fac ili di giorno, difficili di nolte, sv in"'" « cola il carreggio dei corpi, fa avere· al soldato tutte le sue com« pelenze anche nei giorni di battaglia ». Ma le operazioni del macellare, approntare la carne per la distribuzione, distribuirla, cuocerla sono mollo lunghe. Ed è cosa dubbia che il parco buoi possa raggiungere, a ore opportune, fra l' una e le due merid ian e, le truppe di una colonna di corpo d"armala, se, corn·e accadrà molte volle, specie in vicinanza del nemico, esso debha·.compiere marce di 30 chilometri e più nelle calde ore del giorno. Nelle passate campagne si è veduto perdò, non raramente, che talune trnppe, le quali avevano ricevuto la. carne troppo tardi, o dovevano partil'e troppo presto al mattino non facevano in tempo a cuocere il rancio. e dovevano lasciarlo nei campi. · Poi i ritardi frequenti nell'arrivo del parco ai luoghi stab ili ti, le lungaggini nelle operazioni di macellazione e apprestamento della carne, fatte per lo più da geni.e mal praticn (,f), davano luogo a frequenti irregolarità negli orari di distribuzione, generando stanchezza e nulu1~1ore nei corpi incerti sempre del quando avrebbero potuto ricevere i vi veri dal!e sez ioni di sussistenze. Comunque sia però , ed ammesso pure che quelle operazioni si facciano nelle migliori conclizioni possibili consentite dalle circostanze non sarà tuttavia possibile nè di far riposare i buoi il tempo necessario prima di macellarli , nè di dar agio alla carne di nettarsi dal sangue e ra!Iermàrsi prima della cottura, in mo.do che il rancio sarà sempre poco bÙono e spesso cattivo. << Sarebbe opportuno cercare un modo per conservare la carne « per una giornata esti va, e macellarla e di stribuirla ai ;corpi, as_:~ sieme agli, altri generi, prima della partenza dei carri dalla loca<< lilà che si lascia alle spalle» alla qual cosa non credo che per ora siasi poluto provvedere. Macellato al mattino in vece che alla sera si tratterebbe di dover
conservare la ca1;ne 114 in 116 ore, cosa che non dovrebbe sembrare difficile tanto più che ciò si fa anche in allri esercii.i. Il rerrolomento infatti delle sussistenze per l'esercito austro-ungarico ;ubblicato nel ,1883 .prescrive il t~·asp.orto della c~rne m~cellala, durante le operazioni di gue1:ra ('I), unpi~gando carn c~murn , nei qnal i l;icarne è collocata a pezzi, salata, o anche affun11cata e coperta con paglia. . . . . I reaolamenti francesi (2) ammettono 11nphc1tamente 11 trasporto della c~rne macellata per quei corpi che, partendo al mauin.9 di buon' ora dopo aver, come gli altri , ricevuto la carne alla sera, devano fare il rancio all'arrivo nei luoghi di tappa. . . . che stando alle notizie dei giornall, .1 corpi E ancor a àrrrriunrrerò o . tedeschi sifacevano seguire nel 11866 e nel 11870-71 da cam reqlllsili, che trasportavano anche la carne fresca. E qua~ do nei ~intorni di l\'letz sopravvenne l'epizoozia essi impiantarono 1 macelli a. ~fagonza dai quali spedivano la carne sopra Courcelles et Rem1ll~ · II mialior partito talla.via per a1sicurare al soldato un buon r.anc1? credo s~ quello di fo.r marciare i parchi buoi fra l'avanguard1~t e 1l orosso della colonna come si fa. negli eserciti francesi e tedeschi (3).
(il Coll' ist.ituziono delle compagnie sussistenz.e quosto servizio verrà migliorato, Converrebbe perii che i milit:,ri maccllari rossoro acldestrati a son•irsi dogli istrumonti da macello ora m uso in aclun i pubblici ammazzatoi, p. e. dolla maschera. Brunc,n1. colla quale l'operazione (] cli' al>llallimcnto è resa facilissima e venissero qu indi abolite lcl mazze. Del resto fa dotazione <li materialo spocialo por sezioni sussistenze è imporfet.ta e va miglioràta anche por altre ragioni.
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VIIJ.
Ra ,,.,-ioni ai vi·veri difiserva.·- La razione di riserva è composta di "I'ammi di biscotto e 220 grammi di carne, o meglio ,185 rrrammt'di carne. e 35 di sugo gelatinoso. Bisogmt convenire che ia noslra razio.ne di carne· è una delle migliori, foi·se addirittura ~~ mia\iore di tutte quélle che a.doperansi attualmente negli eserciti eu;opei. Si cominciò a fab bricarla nel 11873, e _dopo alcm~e incertezze inevitabili sul principio di ogni cosa che sia nuova, si è oUe-
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' (1) Vedasi §%19, 56, 60. . . d 1 (2) Jstrnzione .<lei ¼883 sul $Crvizio di alimcntaz1one m campagna e Regolamento e ! 883 sul servizio in campagna, . . . . , (3) Per l'esercito francese v!)dansi i due Regolamenti c1tat1, per 11 tedesco anche fa Nation aniièe, di VOII Di::n GOLTZ.
RAZIONI PEL SOLDATO E PEI QU:\DllUPEDI
.IN TEMPO DI GUERRA
nuto a forza di cure indefesse, e di miglioramenti continui un pre'-. parato gustoso, nutriente e di lunga conservazione. L'esperienza falla fin. qui non ci ha ancora permes:;o di giudicare se qtiesta conservazione possa essere mantenuta oltre un· cert,o tempo, ma forse non è nemmeno cosa prudente di farci troppo lungo assegna.mento, poichè si sa che i' generi conservati perdono col tempo delle loro qualitiÌ nutritive e digestive. · Attualmente il nostro stabilimento di Casaralta può farne in . quantikt sufficiente per rifornire in guerra le dotazioni di riserva, quando il· consumo ne sia ristretto ai soli casi previsti . .Ma sarebbe ben diversa la cosa ,,e dovessimo rinunziare per qualche tempo ai parchi buoi per cagione di malattie del bestiame. Le ' dotazioni di carne conservata verrebbero presto a finire, senza che lo stabilimento potesse con la sua ordinaria e straordinaria produzione rifornirle. Sarebbe perciò indispensabile premunirsi fin d'ora contro siffaui casi studiando , come fu già det~o a proposito del trasporto delle carne macellata, un modo .spicciativo di conservare la carne almeno .20 giorni, salandola p. es. od affuniicandola a fine di poterla spedire da lontano, .tanto pilt che l'industria non si troverebbe in istato di corrispondere a forti richieste di generi conservatj, avendo soltanto poche conserve , generalmente di lusso, · e q[tindi scarsi mezzi di fabbricazione. Nè sarebbe meglio . Òppo;·tuno .far grandi spese di impianto per:ampliare il nostro attuale· stabi limento per averne maggiofo produzione, .quando in un modo più economico e pili sicuro si potesse provvedere al bisogno !ì per lì in qnalunque luogo. Di -altre conserve da sostituirsi alla carne fresca. per rancio ordinario non è fin qui dimostrata sufficienlemente nè)'util ilà nè lanecessità, nè eome secondo rancio sarebbero opportune per la semplice ragione che campagna il secondo . rancio non dovrebbe in massima farsi; come succedanee poi al la noslra. carne in conserva sarebbero una sosti 1.uzione per nulla desiderabile. 11ichiedérebbero daltronde forti spese per impianto di laboratori, che non sembra.no 11 abbastanza giustificate. · Tuttavia. un'.altra. conserya. p101lo utile snrebbero le tavolefte di caffè che riuscirono di tanta uti li tà ai Tedeschi nella guerra del ,J 870-7,l. Due o tre razioni che il soldato portasse seco e colle quali
potrebbe fare a ogni momento e prontamente. una bevanda gradi la. gli sarebbero di. gran ristoro in molte cfrcostanze critiche, o gli darebbero pazienza nel!' attendere, dopo il travaglio, il vitto desiderato dalle colonne di sussistenza.. Da. queste conserve infuori e dalle iuliennes, conserve di erbaggi buone per ospedali e piazzeforti, non par necessario nè utile averne altre. · Infatti gli eserciti francese e a.ustro-ungnrico impiega.no come riserva, nel tempo delle opera.zi'oni, la sola razione di carne conservata, e gl i studi fatti ultimamente dall'amministrazione francese tendevano più che ad aìtro ad ottenere una razione da farne alla 'prnnta un rancio caldo alle stazioni di vettovagliamento in caso di concentramenti ·strategici, presso le quali stazioni è utopia il credere di poter approntare iI rancio cli ·carne fresca ( 1) nel succedersi' dei treni a due ore e meno d'intervallo fra loro. L'esercito prussiano fece nella guerra del 11870-7,1 scarso uso di conserve di . carne prepara.te come le nostre o come quelle francesi, e·adoperò invece molta qua.nVitlt di lardoni , carne affumicata e -salata e conservè di legumi condite COI} lardo, 'alle quali non si adaLterebbe certamente il gusto dei nostri soldati. Se si eccettua quindi quest'ultima conserva. molto speciale ed economica elle servì d·el resto come ripiego in luogo della carne, si vede che in nessun esercito trovasi altra conserva. azota.là all'infuori di queÌla di canie, per somministrarsi nel tempo delle ope~ · razioni, e sarà mollo diflìcile indurre la scienza. nA accettarne altre come migliori od uguali . · 1 La nostra razione cli r iserva. contiene 130 grammi circa di sostanze albuminose, e 36'3 di amidacee, lè quali ulLime sono troppo scarse, poichè, se quella. razione deve s·ervire sol tinto in casi non frequenti, non è. meno vero che dovrit essere co!1sumata nei momenti più critici. dellà guerra, che inducono nell'organismo le maggiori perdite fisiche e i maggiori travagli morali . · Sarebbe ·quindi necessario di porla.re il hiscotto a grammi 500 almeno, misura sempre infeÌ'iore a quanto si usa somministrare in altri eserciti europei. Nella sostituzione poi al pane fresco i 4,00
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(I) Il provvcctinie.nto di fare il rancio di ca rne già adott.ato noi concentramen ti ferroviari del nostro esercito pare che adesso sia st;i,to àbbandonato.
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nAZIONl PEL SOLlJATO E PEI QUADlWPElJI
grammi di biscotto sono addirittura insufficienti, qnand'anche la carne fresca fosse al tempo stesso portala a grammi Mm. Di queste razion( il soldato ne porta due del peso di kg. 1,,1:20 compreso il sale, se dovrà averlo, le quali sono pochf), avendo l'esp(3rienza della guerra co nsigliato a tutti gli eserciti un minimo di tre razioni, che dovrebbe essere accordato anche al nostro o al Lrimenti si dovrebbe completare la razione di riserva del parco viveri di corpo d'armata, il quale porta soltanto biscotto, poichè il parco d'armata rimane troppo lontano dalle truppe perchè possa sopperire al bisogno nei momenti che impongono il consumo della razio11e portata dal soldato. Il peso di tre razioni sarebbe di chilogramm i 2, ,f 30 e coll'aumento cli 1100 grammi cli biscotto per razione sarebbe di chilogrammi 2,430 e quindi inferiore a quello prescrilto pei soldati esteri, in specie per quelli dell'esercito germanico, i quali recano tre razioni di varia composizione del peso minimo di chilogrammi 3,190 circa. Ma non voglio entrare ora nell'esame della questione dell'arredamento della truppa, troppo complessa per vari e disparati criteri. Mi ristringerò tuttavia a domandare se convenga far portare al soldato la tenda, d'opo le esperienze dell'ultima guerra francoprussiana. Un tal fallo tocca più da vicino, che non si creda, .il sistema di vettovagliamento in campagna, poichè l'accantonamento, adottato in luogo dell'auendare, sarebbe un passo molto opportuno nella via di far concorrere i è01:pi stessi et-i truppa ci p·tovvedersi del vitto, unico mezzo per assicurare il più de'lle volte i: necessario a forze troppo numerose e avanzatesi spesso con troppa attività, perchò si possa sempre provvederle per mezzo degli stabilimenti mobili, nei quali il nostro Regolamento pare faccia un assegnamento forse eccessivo. Ora la tenda, che noi al solito abbiamo un pochino poetizzato, vuol dire disagio, umido, difficoltà di fare il rancio all'aperto, ingombro di utensili per prepararlo, sper·p·ero inutile di forze nel cercare e provvedere legna e paglia. Vuol dire malattie, specie\ ! principio d'una campagna in uomini ieri borghesi tolti a un tratto ad abitndini troppo diverse . L'accantonamento al contrario offre tutti i vantaggi opposti ed è
IN TEMPO DI GUERRA
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sommamente utile e non difficile sul territorio nemico. Ha pure degli inconvenienti, e dove non se ne trovano? Ma si deve credere che sieno in minor numero e di ·minore importanza, dal momento che l'esercito francese, il quale aveva difficoltà di adottarlo, per le stesse ragioni eh-e noi seguitiamo a far valere per escluderlo, se ·ne è f~tto ora una regola assoluta (11). Comunqlle sia, la Cfll8Stione dell'arredamento della truppa è ora allo studio, come fu detto nella interessante tornata della Camera del 30 giugno ultimo, ed è sperabile che si tratteranno, come principali questioni, oltre l'adozione della vanghetta Linnemann, anche l'abolizione della tenda e l'aumento di una razione di riserva.
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IX. I
Razione di foraggio. - Quella del i866 era composta di 4 kg. 1
di avena e di .5 o 6 kg. di fieno secondo l'arma. Anche sopra questa razione vi sarebbe da ridire, poichè, a giltdizio cli tutti, credo, les horn·nws ·cle che.val, essa non costituisce una razione di fatica sufficiente e riparatrice (2). · J\'li restl'ingerò a dire che quella razione non è pratica perchè, non essendo possibile trovare sempre eh requisire il fieno necessario, saremo costretti a fare fl'eqi~enti sostituzioni di avena, colla certezza cli esaurire spesso gli scarsi fondi di avena trainati dalle sezioni della colonna viveri e dal parco di corpo ~'armata, ed incagliando così il servizio. Valeva perciò molto meglio stabilire addirittura a 5 kg. almeno la razione di avena, se tant'è che nel fatto non potremo fare altrimenti.
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(i) li soldato francese non reca tenda in campagna, e il Hcgolamcnto d_el. :l8S3 su( servizi di guerra dice: L:étabUsse1nent cles troiipes cm cantonnenienl doit ~tre aussi fréquent que possiote. (2) La razione noll'csercito francese e coro1iosLa: , pei' l'artiglieria, di J,g. 5,60 avena; 11er hi cavalleria di Linea, di 4,80; per la c:ivalleria leggera, d1 4,75; per i treni di versi, d i 5,80, ed inoltre di 5 ~ 6 k?. per rnz1~ne fra paglia. e fìèno. Nell'esc1:cito tedesco è composta di clulogramm1 5,66:, avena, i,oOO di fieno e 1,1no di paglia.
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ANNO XXI X, VOL. IV.
RA ZIOXI P EL SOLDATO E PEI QUADRUPEDI
Allo scopo tullavia di procacciare una razione suffi cienle, ma piccola per volume e per peso ch e, trasportata dal cavallo, rendesse la cavalleria più indipendenle dal carreggio e dal bisogno di foraggiare, fur ono stud iati qui da noi e pi ù o meno anche all'estero, dopo la guerra russo-turca, alcuni tipi di razione composta di fari nacei cli avena, J'rumeuto e altre sostanze. Ma senza alcun frollo, tanto per cagione della difficoltà di abituare i quadrupedi a. eibal'e normalmente tali sosti tuzioni, quanto perchè, se alcuni tipi potevano raggiungere un certo grado di nutrizione mantenendo un peso uguale o di poco superiore a quello dell'avena, erano per forma e volume più malagevol i di quella al trasporlo sul cavallo e sui carri nè potevano sostituire interamente il valore nutriti.va dei 10 kg . di fo raggio della razione auuate. Ne fu perciò smesso il pensiero dappertutto, a quel che si sa, meno in Russia e In ghilterra, per la cavalleria dei quali eserciti, destinata a.lunghe mal'cie e soggiorni ìn luoghi quasi des~l'ti di ogni cosa e nei quali dovreb besi inviare anche il fieno, la conserva di fo raggio e una necessiià assoluta e costituisce un vèro risparmio di traino. Dovendosi qui ndi ammellere necessariamente l'aumento di ,f kg. di avena occori·erebbero in più ,12 carri alta colonna viveri del eorpo d'armata, ai quali unendo i 3 da aggiungersi pel trasporto, come fu dello, della razione migliorata del soldato, si ha un aumento di ,1o veicoli divisib ili nelle tre sezioni pei riforn imenti giomalieri. Aumentando la razi one di avena anch e il parco viveri di riserva di corpo d'armala dovrebbe ricevere 5 carrette in più, il parco cli ;1rmata ,f 5 e il magazzino avanzato 45. In tutto si avrebbero cosj 1.20 veicoli in pili degl i attuali per ogni armala di tre corpi; la maggior parlo clei quali però apparterebbero a st:aglioni non desti nati ad aver contatto con te truppe, e dovrebbéro mantenersi molto indietro da esse. Comunque sia però, siccome ex '11,ihilo nil fit una buona, se non ollima, razione pel :;o\daLo e pel quadrupede in guerra deve preoccupare molto più che non Ja maggiore o mi-nore lunghezza degli scaglioni del carreggio, i qual i del resto non recarono mcti impaccio, q·uando (nrono ben diretfli , e se ne ebbero esempi a iosa anche presso i Francesi nel secondo periodo delta ~ampagna ,1870 7,1. 1
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I X TEMPO DI GUEilllA
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.Riassumendo il già dello in brevi parole a me sembrtt che il mi:ghorament.o delta razione di. guerra pel soldato, e di quella pet qua<l~upede dipende, per la prtma, da alcune quistioni di ordine tecnico, che un po' di buona volontà e studio potranno risolvere facilmente; ~er tulle e due, da una quistione di trasporti che dovrebbe essere s?10Ita sull'.esempio ~i quanto si fa in eserciti che posseggono fa magg1011e esperienza, altrimenti vedremo 0oioan tecroiare'ed impor· i· 0 lf . b. · ~e allo quei 1sogn1 ammi nistrativi chein pace si è inclinati a dissimulare, o almeno a guardare con indifferenza. Gli inconvenienti sare~bero. allor~ difficilmente riparabil i in tempo e fo rse riusci rebbero tait ~a nnped1re fin dal principio l'offensiva verso una delle nostre fro nt1e~·e ~< dove le ~ifficoll.à non possono essei' vinte senza potenti « ~ ez~1 ~1 veLfoYaghamenLo, specie da trasporto, prepara.ti e stu« dw.L1 cli lunga mano e senza aspeUare le strette del bisoono » e dove nonos tan te ciò, sarà pur sempre necessaria molta fort;n a. l')I')
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G. M..i.nrrnr.
Capitano commissa1·io.
LA STAZ IO~E AUSILIARIA NEI nILEVAME~TI TOPOGRAFICI
che oo-n"uno si dirà come mai prima d'ora nessuno ne abbia parlato. Non un'invenzione ch'io ritengo d'aver fotta, e una semplice ri-soluzione d'm~::t difficoltà, e che oggi rendo di pubblica conoscenza, -così per desiderio cli stabilire l'origine tlel ritrovato come per offrirlo a tutti quelli che credessero bene di applicarlo. . . . Sul teorema seo-uenLe si basa. la ricerca del punto di staz10ne cor punti trigonometrici, che per la scala del rilievo cadono fuori della tavoletta. · La 1·etta che parie clall'òrigine ddle coord:inate e si spinge sibllo ~pecchio della tavolettci pretoriana, è il luogo geometrico di una stazione topograficci a qiuilsiasi scala. · . Non ricorro alla dimostrazione' geometrica perchè è troppo evrdente, mi servirò invece della spiegazione topografica. . Tracciati ali assi ortogonali sullo speechio e l'origine delle coordinate nel p~nto O, si prenda tm punto qualsiasi A sullo specchio, come stazione (p. es. a~ 25 mila). Si segnino le coordinate di ~uesto punto A e si u:nisca l'origine delle coordinate O, col ptmto di sta. i z10ne ·A. . È eviclen~e che s•~ io voglio sullo stesso specchio trovare il punto di stazione A, ridotto ad nna scala doppia(al 50,000) non ho che da trovare la metà della retta A O, ed il punto di mezzo sarà la stazione S cercàta. Se volessi lo stess.o puri to di stazione A, ad una scala maggiore (110 ,000) non aHei che prolungare la A O, e dal pu,nto O p6rtare sttlla diagonale A O prolungata, due volle e mezza la distanza A O. .Dunque sulla stessa retta partente dall'origine delle coordina~e stanno tutte le stazioni topografiche di uno stesso punto alle vane scale. Ammesso il corollario, passiamo al suo impi,ego . Si supponga uno specchio di tavoletta pretoria~a. cogli as~i 01:togonali ed i punti trigonometrici collocati per _un r'.hevo _al 2o.. mr~a. · Si seonino per rnac,oior chiarezza di operazione 1punti al 2t> mila r> 1/0 -con attorno un circolino. Se stillo stesso specchio io collocassi punti al 50 mila, e foor di dubbio che potrei raccogliere sullo specchio ste?so punti fuori del rilievo e racchiusì in un'area di terreno quattro volte l'area. da rilevarsi al 25 mila; per conseguenza sempre maggior probabilità cli
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LA STAZIONE AUSILIARIA NEI
RILEVAMENTI TOPOGRAFICI
Trovandomi nel 11879 quale capo sezione dell'Istituto topografico militare ai lavori di rilievo nella pianura tra Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Fossano , dovetli più e più volte far combattere dagli operatori le difficoltà relative al ben collocarsi in stazione colla tavoletta pretoriana per l'impossi"bilitii di vedere i punti trigonometrici segnati sulla tavoletta, stante la straordinaria copertura di qtiel terreno. Il sistema del camminam,ento col declinatore nelle località, ove il catasto non poteva venire in aiuto, era l'àncora di salvezza, ma pur troppo accadeva spesso, che per spostamenti casuali, si avesse non di rado a ripetere quel faticoso e poco produttivo lavoro con grave svantaggio dell'esaltezza e dell'andamento generale del rilievo. Fis~atomi in mente di trovare senza complicate risoluzioni e meccaniche aggiunte agli strumenti, qualche modo al fine di scongiurare tanto fastidioso lavoro, usufruendo contemporaneamente i punti trigonometrici,che attorno alla pianura da rilevarsi si mostravano nella foro piena apparisr,ènza e che per non essere segnati sulle tavolelle degli operatori stavan là per noi come incrue_nti segnali alle n0stre visuali, ebbi la fortuna di risolvere il problema come ne fanno fede le approvazioni dei miei s1iperiori, e l'uso che oggidì si' fa da molti. del mio sistema. Come i lettori s'accorgeranno in seguito, il modo è tapto semplice
4,2,4
L,A STAZIONE AUSILIARIA
NE! RILEVA)lENTl TOPOGI\AF!Cl
dare alla tavolella segnali maggiormenle visibili. Ugual ragionamento si potrebbe fare per un rilievo al 50, 000 ,mettendovi segnali al 1100,000 . Siano quindi, per chiarezza del lavoro, segnati, i punti a scala. maggiore con attorno un triangoli no. Preparato così lo specchio pel rilievo, che, per far un e.sempio concreto, supporremo al 25 mila, l'operatore, arrivato che sia sui terreno del lavoro, eseguirà. il rilievo usando i punti al 25 mila, che gli sara possibile, per mettersi in stazione, ma se trovasse difetto o pel loro numero o pella loro visibi lità, potrà servirsi dei punti che, per la scala del rilievo, cadrebbero fuori dello specchio, èd operando come segue. Ricorrendo ai punti di scala maggiore o ausiliaria e segnati col friangolino, l'operatore cerca la stazione~ con qualsiasi n1etodo facendovi concorrere, se credé, qualche punto stèsso del rilievo, ma ridotto alla scala ausiliaria. Trovato il punto di stazione S, per mezzo di spilli e dell'alidada della diollra, unisce questo punto S coll'origi,ne delle coordinate O, e prolungherà, di quel tanlo che sarà ne-, cessario per trasportare col compasso e sul . prolungamento dal punto di stazione ve~so la parte opposta a11'~1rigine delle coordinate, unn. o due o tre volte la distanza dal punto di stazione, secondo ché i punti ausiliari formanti la stazione S erano al 50 ,000 , al 75,000 ' od al rno,ooo. Il nuovo punto Lrovalo sul prolungamento della diagonale O S · sarà la stazione al 25,000 che chiamerò R. · l i punto R geometricamente dovrebbe essere la vera. stazione, ma le operazioni grafiche quasi sempre imperfette potranno richie-. dere prove le quali possonsi appoggiare, sulla verifica di orienlamentçi col lavoro fatto, o mediante inlersecamento con visuale diretta ad un segnale al 25 mila e segnato . col circolino, se mai esso segnale fosse in vista. Col graficismo ora indicato, certamente si'va incontro a vari piccoli inconvenienti che io non nascondo e che anzirileverò, ma sono inconvenienti leggieri e quasi sempre· evitabili dagli operatori tìi qualche esperienza . Il primo inconveniente si verificherà quando la stazione ausiliaria cadrà vicino ali' origine delle coordinate. In allora i due spilli in O
ed s determineranno un allineamento che si preslerà poco ad un. prolungamento esalto . Ma allora inve~e di un pro~ungame~to ~ rett~ · si polrit ricorre.re ad archi t'.i cerchio col cen~r? m O, tagh~nélo P~1 l'arco di cerchio con visuali ad un segnale v1cmo nlla ~cal,t del n lievo od a cose già rilevate o facendovi pur con_correre 11 prolungamento OS senza l'aiuto di spilli, si avrà la stazione cercata.. . Un secondo inconveniente è J'ayere lo specchio tempestato di pu~u a due scale almeno; ma è certo che per ~oco che l'op~1:atore ab~tta pratic~ nei rilievi non si h~scier~ sgo~n.ent.are, ta~to pm :~e per l~ scala ausiliaria dopo le prime ncogn1z10m del te1 reno e0 lt..abban donerà j punti innLili e si terrà. quelli soli che,per essere pm a.ppa- , riscenti, gli serviranno meglio allo scopo.. . . . · Enumerati così i due principali inconve01ent1 e spiegato come."' mio modo ,,i si possa riparare, dirò in quali circostanze questo sistema. possa usarsi e quali vantaggi se ne possa trarre. . ·L'uso del sistema. di mettersi in stazione topografica per mezzo d~ unti che per la scala del rilievo cadrebbero fuori dello specchio .P I . della. Lavolelta pretoriann, potrnbbe usarsi: . . 4o Nel caso di pianura coperta, avente attorno ~alene di cotJine O di monti O qualche rilevante segnale, come quasi sempre succede nelle nostre pianure. · . . 2° Nel caso di pianura. ordinaria dove vi fosse ~enuna .clt s~anali, allora si ricorre'ri1. colla scala ausiliaria a q~1ell1 es.Lerm al nlie.vo. per aumentare la possibilitit all'operatore d.1compiere la pro-
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pria stazione. . •. . _. • . .. 30 Il sistema si potrà infine pure adoperar,,, .in quab1a:i1 te1 i_eM moÌlluoso, così per non obblig:tre il geodeta alla.costos~ .c?llocaz,.one di molti punti t.rigonomet.rici,come per la. rnagg~or fac1 li l:a ~he si h~ in tali ter1:eni di vedei· sorgere qua e là still:or1zzo.nt: p1zz 1, punte, . creste, ecc., ma cadenti fuori del ril ie,,o da esegu,rs1. I vant11ggi che ne ridondano col sistema. sopra _:sposto s1 pott'ebhero concretare in questi principali : . · 1J o Marrniore probabilità di trovare la slazjone in terreno piano coperto.. . . . . 2° Orientamento più sicuro per l'uso d, punti lontan1. 3° Maggiore probabilità di veriricazion i. . . . ° Maggiore possibilità di aver buo1rnstaz1001 quando 11 lavoro 4 si riduce sui lati dello specchio . {i')t)
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LA STAZIONE AUSILIARIA NEI Rll,EVAMENTl TOPOGRAlèICC
5° Economia rilevante nella collazione dei punti geodetici potendo sullo specchio uti lizzarsi molti punti che stanno all'e;;terno del rilievo. 6° Anche non avendo segnali visibili alla scala del riliev.o, possibil ità di calcolare l' altitudine della stazione coi punti ausiliari . Come iI lettore s'accorgerit, e come quelli che nella parte topografica più si applicarono meglio conosceranno, il sistema ha una semplicità tale di attuazione che,non richiedendo istrumenti in più dell_a tavole.U.apretoriana,sarebbe peccato il non approfitLarne anche nel rilievo ordinario e non fosse altro, che per favorire il risparmio, come già dissi, alla geodesia del colJocamenlo di punti. Entrato poi l'uso del sistema nelle abitudini degli operatori ,svaniranno quelle piccole difficoltà che a prima vista sembrano esservi circa le varie scale dei punti. Crederei inutile ~ogginngere che anche avendo in vi!'Sta un solo punto a scala differente del rilievo, si può farlo concorrere c0me terzo punto della stazione, adoperandol0 con altri due del rilievo, ma ridotti alla scala del punto ausiliario in vista. Concluderò questo mio breve esposto col dir~ che a mio credere, ed in seguito ai risultati avuti dalle esperienze fatte del sistema ora descritto durante levate topografiche, la ricercadél punto di stazione coi punti fuori del rilievo, potrà giovare assai alla speditezza, ali'esattezza ed alla economia del lavoro .
LA
GUERRA NELL'APPENNINO .. . ' (MONTENOTTE, DEGO, COSSERIA, S. MlCHRLE, MONDOVI) \
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Situazione polit.ica. - Gli eserciti bolligoranti. - I loro gcner:1li. - Due piani del generale Colli. - Il piano di Beaulieu e quello cli J3Llr,naparte. - Monteuot.te. - Cosseri,t. - Le due giornate di J)ego. - I combattiment i della Ped,tgiera e di San Michele. - L,t battaglia di Vico ·e cli Mohctovi. - Colli e l'esercito piemontese.
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GIACHETTl VINCENZO
Capùano cli fanteria.
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La lotLa, fra le potenze Europee e la repubblica fraucese, fer veva accanita già da quaLtro anni : i Paesi Bassi, l'Olanda, l'Alsazia, i dintorf!i del Reno ne erano stati, a vicenda, or l'uno, or l'altro, il teatro. In Italia si guerreggiava, sino dal "793, senza vigore da ambo le ,parti. Sulle Alpi, che separano il Piemonte dalla Savoia e dalla contea di Nizza erasì combattnta nna continua piccola guerra, i cui risultati, favorevo li alla Francia, le avevano lasciato il possesso di quel le due provincie, appartenenLi al re di Sardegna. Le truppe piemontesi , che a,1evano dimostrato l'usato valore, erano estenuate ed avendo gli effettivi incompleti e molli vuoti nei quadri, sembravano incapaci di veruna .ardita intrapresa, mentre le truppe austriache, non molto numerose, avevano dato prova di poca iniziativa e solidità; parve quindi al Direttorio fosse giunto il momento opportuno di spingere vigorosamente la guerra in Piemonte ed in Lombardia. E poiché il generale Scherer,rimasto inalLivo dopo la vinta bauagliadi Loano, aveva chieste ed ottenute le sue dimìs-
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LA. GtJ ERR A NE LL APl' EN~l~O
sioni, il generale nuonaparlo venne nominato supl'emo comandante dell'armala in I talia. · Con la sua nota energia, questi tolse abusi; prorvide ai bisogni , mise generali_esperimentati e capaci all a testa del le divisioni e dellò il famoso proclama, nel quale fece sci ntillare, di nanzi agli occhi dei suoi affamati guerrieri , gli agi e le ricchezze d'I talia. II 27 marzo 11796 egli era a Nizza, il o aprile ad Al benga ed il 9 aYe,,a già tra · sferito il quartier generale a Savona, dopo ayer percorsa la pericolosa via della Cornice, molestato d·al cannone della noua inglese. Prima cura di Buonaparle fu di rest ringere la linea troppo estesa occupa la dal suo esercito , schierato, in quei giorni, nel modo seguente: La divisione Laharpe, fo rte di 8000 uomini, a Savona coli la brigata Cervoni distaccata a Yoll1'i, per minacci1r Genova. La divi sione .Massena, di 8600, attorno a Cadi bona. La cli visione Augereau , di 7800 uomini, al centropresso Monle S. Gi acomo e ~fonte Sel.lepani . La di visione Serrurier, ad Ormea e Garessio, di 7000. A sinistra cli questa, dal colle di Tenda a quel lo delle Finestre, erano stese le di visioni l\fa.cquart e Garnier, forti complessivamente di 7000 uomini. La cavalleria, comandata da Kilmaine e da Slengel, accanto · nava lungo le coste e numera va 4000 cavalli. L'artiglieria componevasi cli soli 60 pezzi, la maggior parte cli 3 libbre, ai quali mancavano molti cavalli e con l'equipaggiamento in caLLi vo staLo. Di tutte que3Le fo rze Buonaparte cli3poneva immediatamente delle sole 4 divisioni Lnliarpe, Massena, Angereau e Serrurier, qui ndi di 32000 uomini appena con 60 cannoni) L'esercito austriaco stendevas i con la destra nella valle della Bormida, il centro verso Sassello e la sinistra a Voltaggio ed Ovada, quello piemontese schierato alla destra dell'imperiale e coman élato dal lenente maresciallo austriaco barone Colli, aveva la guardia dei monti dal colle dell'Argen ti era alla Bormida occidentale. II ge~ nera le Provera, con un corpo ausiliario austriaco, occì1pava Millesimo e Cairo e collegava i due eserciti al leati sulle alture che dominano e separano le due Dormide .
(MOl'iTEXOTTE , OEGO, COSSERI.\ , $ . MICHELE, )10 '.'\00VÌ)
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L'esercito austriaco era for te di".il8000 uomin i e 1130 cannoni; il piemontese contava fra ·milizie· regolari e provinciali circa 20000 uomini con 60 cannoni ed il corpo ausiliario austriaco dL Provera circa 5000 con ,JO cannon i. II tenente maresciall0 Beaulieu, comii.ndaYa in capo i due eserciti e si era r iserbalo, anche, il diretto comando cli quello austriaco. La corte di Vienna aveva mandato questo generale a surrogare il vec- · cbio e valetucli nario Devins, destitui to in seguito al la patita scon filla cli Loano- ed alle enormi rapine commesse in Liguria. Ma vecch io era pure Beaulicu, che contava già setlantun'a nno. La di lui fama ed i suoi primi g1·adi datavano dalla guerra dei sette anni, durante la quale aveva servito sollo Dali.n quale aiutanll:l di campo, po i. ernsi distinto nel Belgio, come capo di sta to maggiore clél marescia llo Clairfay t, specialmente nel 11794-, alla battaglia di Fleurus e nella liberazione della cillà di :Magonza, dal blocco postale dai Francesi. Era reputato nell e alte sfe re mil ita ri austri ache per valore, sangue freddo e colpo d'occhio strategi'co. L'ala destra dell"esercito imperiale eracomandata dal tenentefeld · maresciallo conte ì\lercy-Argenteau, uomo di nob ilissima stirpe, pi eno di orgoglio e di albagia, ma molto sca rso di meri ti e cli talenti - mi litari. Già nelle passale campa~ne, specie in quelle del 1794, alla difesa del Ponte di Nava ed alla battagl ia di Cairo o del Oego, questo generale erasi mostrato inello, ma lo. a,·evano salnto gli alti natal i e l'appoggio cli nn Mer.:,y-Argenteau, suo parente, potenti ssimo in Corte. L'ala ·sin istra era comandata dal tenente maresdallo Sebotten dòrf, vecchio solda1.o cli buona fama, affezionalo , anch'esso, agli antichi metodi della guerra cli cordone ed ai lent i, regolari , compassati movi menti. Le brigate a,•evano all a testa nomini prnveLLi e valorosi, tra i quali si distinguevano· non solo per prodezza, ma anche per nn cen o spirito d'in iziativa, non abitua le negli ufficiali austriac i, il bravo genernle llukavina cd il, non meno bravo, colon nelloWukassovich. Il generale Colli , comandante dell'esercito piemontese, era nati vo da famiglia popolana di Vigevano ed ayeva guadagnato il grado di Lenente maresciallo ed il titolo di barone al servizi o dell'Austria . F in dal priilcipiare della guerra, eragl i stato concesso di servire In
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LA CUERRA NELL'A PPE-NN!NO
(l!OXTEXOTTE, DEGO, COSSERIA, S, ~HCllELE, MOXDOVÌ)
causa comune sotto Vittorio Amedeo III; egli aveva dato, più volte, buona prova di sè durante le aspre ca mpagne dei tre anni precedenti, ma i suoi sforzi erano andati a vuoto , in varie occasioni per la cocci utaggine dei generali in capo Wallis e Devins che ne invidiavano ed attraversavano le operazioni. Il barone Colli non deve essere confuso, come più volte avviene, col marchese Colli della nobile famiglia dei Colli-Ricci di Fèlizzano ' valorosissimo . ufficiale piemontese, il quale militava, appunto allora, col grado di colonnello alla testa di un reggimento di cacciato1·i, che, sollo i suoi ordini, si copriva di gloria. . 1 soldati sottoposti al barone Col! i erano di quatLr.; nazioni cioè: piemontesi, savoiardi, svizzeri ed austriaci. Le truppe svizzere appartenevano ai reggimenti mercenarii Suisse-Bernais eSuisse-Grison, detto ChrisL dal nome del colonnello che lo comandava. Gli altri due reggimenti esteri, il Suisse-ValJaisan ed il Royal-Allemand, facevano parte dell 'esercito pi emontese, che fronteggiava verso l'ovest, sollo gl i ord ini dei duchi di ;\fonferrato, d'Aosta e del principe di Carignano,l'esercito francese delle Alpi. Sebbene tra questi mercenari i vi fossero valorosi soldati, essi riuscirono perniciosi all'esercito sardo. Gran brutta peste erano questi reggi menti stranieri ! esclama lo storico Pi nel li, e noi non sappiamo davvero capire qual bisogno , il bDon vecchio re Vittorio Amedeo, avesse di assoldarli, con enorme dispendio, mentre il Piemonte pul lulava di. una vir,ov rosa e belligera gioventù, la quale nulla di meglio domandava, che di servire la patria coll e armi. La sola descrizione dello schieramento deÌl'esercito allealo basla a dimostrarne i difetti strntegici e tattici. Su d' una linea sterminata, da Ovada ali' Argentiera, separata e rotta da alte e disastrose catene di monti, orano distesi· 53000 uomini e le due più grosse masse, quelle comandate in persona dai generali Beaulieu e Colli, gravitavano l'una verso Genova, l'a ltra verso Ceva., mentre un centro debolissi mo, comandato da Argenteau e Provera, rimaneva in preda agli sforzi di un audace e vigoroso nemico.
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Pi·ima di narrare la sf?rtunata iniziativa,con cui il generalissimo imperiale delle principio alla campagna, parmi non sia senza interesse, il riportare qui, brevemente, due piani di operazioni a lui sottoposti dal lenenle maresciallo Colli. li primo era offehsivo: con esso il Colli proponern .di attrarre l'aLlenzione dei Francesi e la maggior parte delle loro forze verso Genova e la Bocchetta; di ammassarsi al centro, irrompere verso Loano e, presa la posizione di S. Giacomo, tagli are ai Francesi le comunicazioni con Nizza. A quest'impresa doveyano concorrere il 6000 Sardi di Colli dal campo di Ceva ed altreltanli Austriaci, che si sarebbero concentrali a Cairo 1\lonlenolle. I Piemontesi avrebbero dovuto schierarsi, la sera prima dell'at.Lacco , in luoghi coperti fra Calizzano e Bardinelto. Gl' imperiali, uscendo dal Cairo, si sarebbero diretti parte verso Monlefreddo, parte verso Altare e l\'.Ionlooi)lte; grosse schiere di popolani armati mostrandosi sui monti avrebbero accresciuto lo smarrimonto del nemico. Gli attacchi dovevano essere eseguiti contemporaneamente, avendo per obbiettivi la conquista di Monte Calvo, Monte Sellepani, l\Ionle S. Giacomo, Madonna della Neve> Montenolte e Monte Negino·. Aggiungeva il Colli, che gli alleati si sarelJbero avanzati sopra una linea di eguale altezza, avendo spalle e fianchi liberi e sicuri e che perciò l'impresa: non avrebbe presentato nulla d'arrischialo. Questo piano del Colli non può che essere lodalo dal la critica la più severa. Se fosse slato messo in atto con energia e veloci là, non si sa davvero, in qual modo i Francesi avrebbero pol.u.lo evitare di essere tagliati, almeno parzialmente, dalle loro comunicazioni con Nizza e costretli ad una precipi tosa e pericolosa ritirala di là dal Varo. · Più prudente, meno fecondo di risullati decisivi, ma altrettanto razionale era il secondo piano. Con questo si proponeva,che l'esercito imperiale si riunisse intorno ad Aqui, mentre l'esercito pie-
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LA GUERRA :-.ELL\l[>l'EK:rnrn
montese si sarebbe concentralo inlorno a Ceva. Gli allenli senza conlrastare al nemico il passaggio degli Apennini , lo avrebbero alleso al suo sbocco nelle valli , o.ve avrebbe poluto conconere all'azione della fio rila e numerosa cavalleria auslriaca. Quello dei due eserciti,, contro il quale avesse urlato l'attacco principale dei Francesi, dornva opporre la più ostinata resistenza, menlre l'nllro por· tatosi sui fianchi del nemico, possibilmente, si sarebbe geLlato su lle sue spalle e sulle sue vie di comunicazione. In complesso, col primo piano, si giuocava ai Francesi il tiro, che Buonaparte giuocò a Deaulieu ed eseguendo il secondo , si risolveva un problema di" tattica offensiva e difensi va, che aven molte probabilità di riuscita, in causa della preponderanza delle forze degli allea1,i, se si fossero concentrate, specialmente in artiglieria e cavalleria. Ma il generalissimo Beaulieu ernsi messo ben altre idee pel capo: egli, dall'avanzare della brigata Ce1·voni su Voltri e dai maneggi del commissario fran cese Salicelli in Genova, aveva argomentato , che Buonaparte avesse in animo d'impadronirsi di questa citlà, forzare la Bocchetta e calare _in Lombardia, la cui difesa stava più a cuore, al vecchio maresciallo, che quella di Lutti gli Stati di S. M. Sarda. Onde i piani del Colli furono messi da parte e il Befwlieu eITetlt1ò invece quello, oltremodo slrano, di attaccare, colla sua ala sin istra, in destra dei Francesi a Vollri, senza concentrarsi• in• nessun luogo, ma estendendo invece,sempre più,la sua I)~ia • estes1 ss1rna, rol la e frastagliata fro nte. Nella notte del ·IO aprile, violata la neutrali là della'debole repubblica di Genova, con offesa manifesta del diritto delle genti, Dea ulieu fece occupare le città di Novi, Gavi e la terra di Voltaggio . Il 2 aprile,quallro baltaglioni presero posizione sulla Bocchetta e ·spinsero le loro palluglie, per campo Jfarone, fino a S. Pietro d'Arena. Accompagnava quest'avanzata, un proclama, di retto ai Genovesi, nel quale era scritto, che l'esercito Cesareo entrava quale amico e prolellore nel territorio della Repubblica. Ma i GenOYe5i avevano già esperimentato queste amicizie e queste protezioni e le povere : popolazioni liguri della Riviera di Ponente, sapevano, fi n dall'anno precedente, qual poca differenza corresse tra le unghie dei solda ti imperiali, comandati dal rapace Devins e quelle degli affamati mal paga ti soldati repubblicani francesi.
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Grande subbuglio vi fu in Genova; l'odio antico per gli Austriaci e le memorie della gloriosa difesa del n .n risorsero ad un trallo; il Senato, ad onta della sua parziali Là per l'Austria, dovetle raccogliere le poche truppe regolari xlrn aveva, fa r entrare in cillà qualche migliaio di soldati paesani o milizie e mettere in sla to di difesa, le mt1ra. Tulle queste precipitose, larcle misure avrebbero servilo a ben poco , se una.delle parli combattenti avesse ambito il possesso della ciLtà; ma a Deaulieu, allora, bastava cli avere il passo libero per recarsi a Voltri e tener in suo potere le fortezze già occupate. Dal canto loro, i Francesi, fecero, il 3 aprile, qualche mossa offons i·va di ricognizione verso Montenotte e Cairo. Il 4, Buonap11rte mise il suo quartier general e ad Oneglia~ riconobbe egli stesso la valle della Bormida orientale, fino a breve distanza dal Cairo, respinse qualche avamposto austriaco e fece alcuni prigionieri. Non -andarono altrettanto bene le imprese tentate dai Francesi contro gli avamposti Sardi . Un grosso loro partito, presso il villaggio di Cosseria, lasciò 200 uomini prigionieri nelle mani del cavaliere De la Roque, ch e comandava un battaglione di cacciatori cli Nizza . In una ricognizione, tentala verso Bagnasco, era fatto pri gioniero il generale francese Barthélemy, per merito specialmente cli un sergente, cli nome Maurizio Massena. In un'altra avvisaglia di grosse pattuglie di esplorazione, nei dintorni cli Ceva, avevano la peggio i Francesi, ma presso il villaggio cli Morere, i Piemontesi perdevai:io il maggiore Perrone della legione leggera. Colli , capi benissimo che- Buonaparte intendeva operare non verso Genova, ma verso la Bormida ed il Tanaro, ne informò qu·indi di nuoYo il Beaulieu, pregandolo caldamente acloUare uno dei suo i piani. Ma il generale in capo non si lasciò sm11overe, continuò invece molleggiare; col suo stato maggiore, il gionne generale, che osava ~Largli di fronte. Il i:> aprile Buonaparlc trasferì il st10 quartier generale in Albenga ed emanò gli ordini per raccogliere, ancora più slretlamente, la divisione Laharpe a Savona, meno la brigata Ccrvoni, lasciata a Vollri per far cader nella pania il Beaulieu; la divisione ì\fassena a Cadibona; la. diYisione Ahgereau nel centro verso il Mon"te S. Giacomo Serrurier, con l'ala sinistra, verso Ormea e Garessio. Il 1O aprile le mosse dei Francesi, contro il centro austriaco, si ·fecero più minacciose. Ecco ora quali erano in tal giorno le forz e,
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LA GUERRA NELL'APPE NNINO
( u ONTEXOTTE, DEGO , COSSERIA , S. MICHELE, MONDOVÌ)
quale la àis~osizione di questo centro, formato dalle truppe del!' Ar~e~t~au e ~, Pro_vera, forze stranamente esagerate · poi dai hollett1~1 fra~ce~1 ed, 1n conseguenza, da gran parte degli storici, che d1 quelli SI fida l'ono. La divisione Argenleau era così schierata: , Un ballaglionc di con(.inari di Carlstadt in avamposti dinanzi a Sassell ?, guardava le strade provenienti da Savona, Albissola, Stella e Voltr1. . Un haltaglione di Preuss, uno del reggimento Granduca di Toscana, uno di Brec hainville, accampati dietro Sassello, appoggiavano la destra al torrente Erro. . Due b~llaglioni de_!'.'egg(mento Anton stavano a Mioglia e Squanelto con distaccamenti in G·iusvalla e .Piana Poue. Un baLLaglione di Terzy trovavasi diviso tra Malvicino Ponzone e :\I orbello . Un batlaglione pure di Terzy era ancora in Acqui Un battaglione Alvinzi a Paretto. · Un battaglione Stein a Dego teneva distaccale due compa,~nie a 0 Rocchella di Cairo. • Un batlaglione Pellegrini a Cairo. I due squadroni cli cavalleria erano riparti ti traCantalupo eBorgoraLo, Gamalero e Rocchetta di Cait-o. . La forza effettiva combattente di questi 1,J battao-ltoni e 2 _ cl . I . . l I • "' squa r?m, ~ua e s1 ncava ea le situazioni giornaliere, documcnLi ancora es1steal1 negli archivi di Vienna, ammontava a circa 9000 · · e 340 carnlli . uom1n1 1
comp·~ o-n ·re 1·n "'"' , Piemontesi ed Austriaci e di accorrere in soccorso dell'ala destrn del l'Arao , d li .· ·, . , . , 0 .,,n.eau o e a s1u1:.tia del Col!, a Montezemolo, ove, l'una O l'altra, fossero atLacc~te e.d avessero bisogno di aiuto. Le ruine del Castello di Cosseria gli erano state additale, qua.lo punto da difendere ad olt ranza, perchè formante la chiave del possesso deJJe due Ilormide. Il resto delle .truppo ausil iarie era distaccato verso Dego col aene0 rale Rukawina. • . lrino dal gi?r.no 6 il genm·al~ C_olli avev3:. inviato alcune trnppe, d~lla sua .ala srn,stra,ad occupare 1 punti più importanti tra· la Bormida occidentale ed il Tanaro. Furono così guernite da 4 bauaglioni generale Provora stava con 4 battao-lioni e 0. saIlr_1c~Llo_ e c.amerana, colla missione di collegare i O
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di granatieri e 2 di cacciatori del marchese Colli , le alture di Ronchi, Nocelto, i\Ialpolremo, Croceua e di i\Ionlezemolo. Il grosso del1' esercito piemontese era ripartilo Lra i campi di Mondovì , di Cova, dc!l(i Pedagera ed in una infinitò. di posti, fronteggianti la divisione Serrurier,sulle alture tra la Corsaglia ed il Tanaro, quindi non poteva accorrere, in nessun modo, in aiuto del centro, se non con le poche suddette truppe dell'ala sinistra. A sinistra della divisione Argenleau, in Sassello, eravi il colonnello Leczeny con 4 battaglioni. Evidentemente questi 3000 uomini erano troppo lontani per poler prestare un soccorso qualsiasi al centro. Dal canto loro i Francesi seguitarono a concentrarsi: il 7 aprile l'ardito Massena riconobbe la posizione cli :Monlenolle inferiore, e, non trovando questa adaua alla clife.sa, perchè il largo circuito del monte ed i folti boschi dai quali è circondata, lo avrebbero costrello ad estendere troppo la linea, ne se-else, per i suoi avamposti, una, alCLme centinaia di passi clielro l\Iontenotte Superiore. Il 9 aprile, Buonaparle mise il suo quartiere generale a Savona; la ricognizione da lui fatta . i rapporti avuti da Massena e da allri, lo avevano convinto clell 'estrema debolezza del centro austriaco. Ilompere questo, roYesciarsi poscia sui due esercì Li separati, dopo essersi con un' ardita offensiva reso padrone dcll é vette dell'Apennino, ecco il concello, che, intraveduto, dal suo sguardo d'aquila, fu messo in esecuzione con instancabile energia e fulminea rap idità. L'inconsulta mossa di Beaulieu con l'ala sinistra verso Vollri, fa cili tò il suo piano, e, mentre radunava il resto delle sue truppe tra Savona, Caclibona e S. Giacomo, egli lasciò, ben volentieri , la debole brigata del valoroso Cervoni a Vol tri, con missione di divertire ed intrattenere Boaulieu vicino alla costa, fino a che ·rosse avvenuta la decisione al centro. Nel giorno 11O aprile l'ala sinistra austriaca, mosse in due colonne verso il mare . La prima, comandata dal generale Pi llony, constava cli o battaglioni e quaLlro squadroni, forLi di 3350 uomini di fanteria e 624 di cavalleria. La seconda, condolla dal tenente maresciallo Sebottendorf, aveva 5 baLLaglion i con 3500 nomini . Pittony mosse da campo nlarone e, per Ri varolo , S. Pietro d'Arena e Cornegliano, prese la via del mare, mentre un grosso distaccamento, 28 -
AN:-.0 XXIX, VOL. IV
f,A GL"El\RA NELJ,'APPENKINO
sceso per la Madonna della Guardia, sui monti tra Sestri e Pegli, ne copi-i-va il fianco destro. · Il tenente maresciallo Senottenclorf, passando per Masone, prese la via dei monti. Egli distaccò alla.testa il valentissimo Wukassovich, colonnello cl_ei Croati. I distaccamenti francesi di Rocca del Dente e S. Nicola, vennero in parte fatti prigionieri, in parte respinti e l'intiera colonna arrivò press'oVoltri, sul far della sera. Anche il generale PiLLony aveva dovuto combattere per avanzarsi; a Pegli ed a Mele vi furono forti avvisaglie . Nella notte, col favore delle tenebre, ma con tullo ordine, il generle Cervoni, non inquietoto dagli Austriaci, lasciòVoltri e, nel mattino dell' 1l•l, si mise in marcia verso Madonna di Savona, dove si riunì alla divisione Laharpe. Nel compiere il suo movimento ofl'ensivo su Voltri, Beaulieu erasi limiiato ordinarn all'Argenteau, dLwanzarsi, il giorno rn, su Monte~ notLe e scacciare i France,;i dalle al ture dominanti. Il generale Colli non ricevette comandi precisi circa il modo con cui doveva opérare, anzi, sembra accertato, esser egli rimasto privo di una chiara indicazion~ su quanto aveva intrapreso il generale in capo.
III.
L'ordine cli 'Beanlieu pervenne al generale Argenteau nella notte · tra il 9 ecl il 1o; a tarda ora e, poichè i suoi battaglioni erano assai disseminati, non gli venne fatto di raccoglierne nella '. notte, dal 'IO. alJ',f1 presso Casino Garbazzo, altro che cinque e tre compagnie del corpo franco di Giulay, in tutto poco più di 3000 uomini. Con questa truppa Argenteau attaccò il malti no delt 1l 1, 'il monte Caste1lazzo , ne scaceiò i poch.i Francesi; prosèf.tllendo, respfose tutti gli avaniposti che si trovò di fron te, occupò Monfonotte, e prese quiJ1di posizione sul monte Bra, con l'intenzione di spingersi verso Savona.~ R,estava a superare il · solo spi·one di Monte Negino, ma, questo contrafforte importantissimo, era munito di due ridotte e· d'una freccia, costrutte l'a~no prima dagli Imperiali. Q.neste opere erano presidiate dal brigadiere Fornesy e da~ colonnello Rampon alfa te:,La di 11500 Francesi. Due volle Argenteau· fece dare Tassa Ilo
(~!O'NTENOTTE, DEGO, COSSERI·A, S. MICHELE, MONDOVÌ) 1796
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per impadronirsen·e; non riuscì: risolvette perciò di ritirarsi sul monte Bra ecl attendervi il domani onde ritentare la prova con le truppe riposale ed i soccorsi che sperava gli giungessero nella notte. Ma rinforzi potenti arl'i-varono pure ai repubb licani. Fino dal 1Oa sera tulta la divisione Massena eras i raccolta a Caclibona, la divisione Auo-ereau a Monte S. Giacomo ed una parle cli quella di Laharpe all: Madonna di Savona. Nel pomeì'iggio stesso clell'1 11, _il .geJ.1erale Lal1arpe ebbe notizia della lotta impegnata ed accorse m aiuto di Fornesy e di llampon. Gli Austriaci passarono la notte gal1'11·l al if2 a monte Bra, le armi alla mano . Sul monLe Crocetta., a protezione clel fianco sinistro, si stabilì il battaglione Preuss ed ~no del recr,,imento di Terzy fu mandato a Monte Castellazzo per ass1curare il fianco destro dalle.offese che potevano provemre da eareare. fo questa sles~a· notte, "tutlo il resto della div:isione Laharpe, si eoncentrò dietro Monte Negino, Massena, al centro, marciò verso le .alture cli Altare, Augereau, si cli resse, per Monte Freddo e Carcare, su Cairo. " , . Ii mal.tino del ,J 2, cessata appena una forte pioggia, Argenteau si accorse che slava per essere girato da forze superiori e volle i'ilirarsi, ma troppo tardi, perchè Laharpe lo attaccò e lo trattenne, con vivace fuoco, per dar tempo a i\fassena di poter avanzare. Questi i:nf~lli, con mosse npiclissime, per quanto il consentiva la naLura di quei terreni, mise in rotta i clifensori del Castellazzo e se ~e impadronì: Oui non si arrestò l'audacissimo Nizzardo, ma spmta una delle co1onne verso MonL~noLte Inferiore, e, messosi egli stesso alla · testa, venne be.n tosto a riuscire alle spalle di Argenteau, il quale già scosso dai fuochi e dagli assalti di Laharpe, al minaccioso apparire cli Massena, non vide ctltro scampo all'infuori di una pronta ritirala e tentò eseguirla, ordinatamente, a scaglioni. Vani sforzi I i suoi soldati , fin allora, batLutisi valorosamente,· cedettero al Lerrore panico e si diedero alla fuga. Ciò che rimase dei pochi. decimati battaglioni, precipitò, giù per quei rjpidi vers"anti,_ nel!a valle del. rErro, e non potè esser~, che a grande stento, nordmato a Ponte Invrea. ' Gra~di diITerenze si ri sco·ntritno nelle naiTazioni circa le forze impeg~ate in ques~o celebre c6mbatti mento cli Monle~1otte. li generale Jomini dice che Argeqteau, il .mattino dell'H, mosse all'attacco 1
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(~10:XTEXOTTE, DEGO, COSSERIA, S. l\HCIIELE , MONDOVÌ)
LA CtiElt ltA )(ELL'APl'EXXIXO
col centro di rnooo uomini, mti lo storico insirrne ammeLLerebbe . o m tal modo l'impossibile, cioè, che Argenteau avesse potuto concentrare, il giorno 4 O, tutta la sua sparpagliatissima divisione comP?Sta, fin o d~I 5 aprile, di soli 1111 battaglioni, o fo rte di poco più d, 90_00 _uomrni. Dissi l'inipossibile perchè è sLoricamente provato che, il_ g10rno 1 ·1, tre battaglioni, comandati dal colonnello Leczeny erano !Il Sassello, due del reggimento di Terzy si trovavano ancora, l'uno a Malvicino, l'altro in Acqui e final mente uno del reagimento Preuss era bensì venuto da Sassello ed aveva occupato Monte della Crocelta, per coprire il fianco destro di Argenteau, ma non ave_va preso parte al combattimento perchè troppo loniano . Il primo oi·dine del giorno, diretto da Napoleone all'esercito fran cese cl'_ Italia , es~one cifre ancor più esagerato e per l'appunto questo ord111e servì d1 base alle narrazioni di gran parte degli storici. In esso sta scritto che Bcaulieu condusse il centro austriaco forte di 'I~000 uomini , contro le posizioni francesi e cho gli Austri~ci ne lasciarono sul campo 4000 fra morti , feriti e prigionieri! In un buon lavoro del i:apitano F. B. Schelz intorno ai combattimenti avvenuti sull'Apennino nell'aprile '1796, pnbblicato nell'Oestereichische ,ffil'itiitische Zeitschr1ft del!' anno ,, 822 che si asserisce compilato sopra documenti ufficiali ed ha tulli i 'caratteri della veridicità o del!' impar1.ialità, è detto, che le forze del!':\ r . gentea~ non sommavano che a 3000 uomini. A questi però sono da aggmngere due battaglioni Piemontesi ed il haltnrrlione del recrg_imento di Preuss sunnominato, quindi al più altri ,1500. .E poichè s1 ~a esaltamente la composizione in battaglioni dell'esercito austnaco e dove in quel giorno fossero distaccati tulli quelli che non pugnarono a Montenotle, mi pare di po ter conchiuclere che rrJi Austriaci combattenti furono circa 3500, mentre altri •I000 ri;asero spell~to1:i o coinvolti nella fuga . Le cifre delle perd ile subite dagli Austmc1 nelle giornate dell' I,, e del 12, date cfallo Schelz, come assolutamente uffiziali, sono le seguenti :
il
1
4 ufficiali e ·162 uom ini morti. 6 » e ,108 )) feriti. )) 7 e 409 )) prigion i.
17 ufficiali e 679 uomini.
("
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1
i37
Se Argenteau, coadiuvato dal l>ravo generale Rukawina, avesse :avuto diecimila uomini so tto i suoi ord ini , nelle forti posizioni di l\IontenotLe Superiore, di )fonte Bra e del Caslellaz1.o, poco più di undicimila Francesi non sarebbero bastali a sloggiarnelo. Non furono gli assalti frontali di Lahal'pe che lo fugarono, bensì il movimento girante per Montenoltc Inferiore, eseguito cla Massena dopo essersi impossessato del Castellazzo, movimento che non sarebbe riuscito se, in luogo di un solo battaglione di valorosi Ungaresi, in quel la posizione importantissima, ve ne fossero stati tre o quattro, come anebbero dovuto essere se il numero degli Austriaci preseoLi lo avesse pern:iesso . Mal' Argenteau era un appassionato seguace della guerra di cordone ed ebbe sempre l'abilità di non sapor radunare nemmeno la metà delle sue forz e, dove abbisognava combattere.
IV.
Buonaparte non si addormentò sugli allori. Nella notle del 12 mise il crurirLiere generale a Carcare e di spose che il 113 Augereau marciasse sopra ;\Jillesimo, Massena sopra Dego, Laharpe., da Sassello, tenesse d'occhio Beaulieu; Serrurier inquietasse, sul Tanaro, i,l generale· Colli, con serie dimostrazioni offensive. Dalla parte degli alleai i regnava l' i ncerlezza, l'indecisione, lo smarrimento. Beaulieu dalla poca resistenza trovala sospettò di aver fallo un passo falso, il cannone che tuonava nell' Apennino, lo conyinse della -dolorosa veril~. A riparare l'errore commosso comandò subilo al colonnello Wukassovich di recarsi a Sassello con 3 baLLaglioni, riunirsi alla truppa che colà avrebbe trovalo e di accorrere quindi in aiuto clel centro minacciato. 1\1anclò ordini in varie direzioni, per concentrare. in Acqui, alcuni battaglioni e si recò egli stesso alla volla di questa cillà, senza prendere verun'altra più energica risoluzione. Argenteau pieno di sconforto era occupalo a raccogliere in Pareto -e Mioglitfgli avanzi c1·e·snoi bat.Laglioni. Il generale Provera la sera .del •I2, trova vasi ancora, con 4 batLaglioni e 2 compagnie, a Sali1
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(~tO'NTE)IOT'fE , DEG-0, COSSEnIA, S. MICHELB,MO'.'lDOVÌ)
LA GUERRA NELL'APPENNINO
ceto e Canierana, avendo gli avamposti a Millesimo ed il barone Colli, tenuto, clal generale in ç;apo, allo scuro cl.i tulLo, rn·ol'estato di fronte dalle mosse ardite della divisione Sel'rnrier, aveva inLuito quanto avveniva sulla sua sinistra: è, quantunque di mal animo, vi si era trasportato, con a1cuui battaglioni, nella, direzione di Montezemolo; di mal animo, ho dello, perchè la missione a lui affidata: dal re era la difesa delle pianure del Piemonte. Gran danno fu anche questo e influì moltissimo sull'andamento· d'i quella guerra! I due alleati avevano due obb iellivi diversi: la eorte di Vienna e Beaulieu consideravano il Piemonte quale baluardo della Lombardia ed a difendere questa· tendevano le loro mire; per lo contrario il ,·e di Sardegna cercava stornare dalle sue amate provincie il flagello repubblicano . Come poteva esservi, quindi, accordo nelle mosse, nei proponimenti degli alleali? Il Colli ord:nò nl generai-e Provera di muovere da Saliceto e Ca- . merana e recarsi ad occupare le alture di Cosseria, di cui era()'li stata giù additala la somma importanza, promettendogli pronti ri~forzi. Difatt i inviava s.ubito il comando al tenente colonnello di stato maggiore ma,rchese Del Carretto di raccogliere il terzo baLtDO"lione di granatieri piemontesi e di andare a raO'ainn()'ere il cl()'enei·ale" 1) 1,o. vv . vera su quelle vette. L'alta dorsale montana la quale comincia al castello di Cosseria e separa le Bormide dominando-le, si stende verso ·De()'o ed è ben. · disposta, per natura., alla difesa contemporanea dì ambedue. Una truppa schierata su questa dorsale, guidaLRda comandanti, che ben ne conoscano le proprietà topografiche militari, può opporsi, con successo, dappertutto, agli assalti proven ienti dal sud, purchè vi sia, un.certo equilibrio nelle forze, per esempio, uno contro 'due, al' più uno contro tre. I più importanti punti di difesa di questa linea sono: io stesso cas.tello di Cosseria, la Rocchetta di Cengio e molte traverse natu. rati, fornite di somm ilà,che si prestano per tratrenere, con vantaggio, l'incalzante nemico, ed, il cui insieme forma il cosi deuo, monte della Batteria. Il castello di Cosseri.a è, per la sua posiz ione,. quasi inal.taccabile ai fianchi e col suo fronte ·forma il bDsLione del naturale baluardo,che si stende da 1:arcare a Millesimo ctii serve-cl~ fossato un profondo burrone. Intorno' al caslel lo, da t~mpo in ro-
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:vina, nel 11794- erano smte costruue alcune lrincee in mu,ro a secco. Ottocento uomini semlmwano sufficienti a clif~nderlo; nessun ostacolo impediva loro nè la vista nè il ·tiro, ma questo luogo mancava assolutamente d'acqua, perchè l'anLica cisterna era guasta. e rasciugata La Rocchella di Cengio è una specie cli ridolto tdle ~palle del castello. Il monte della Balleria, origine di sei piccole valli, che in varia direzione corrono verso le due Bormide è posizione fo rLis".' sima; un corpo da nove a, dodici battaglioni vi troverebbe acqua e l~gna sufficienti pel' accampare, potrebbe difendersi con van~aggio e'aettarsi minaccioso e presLo nell'una o nell'altra valle che il nemi~o tentasse d'invade1·e. Ove un tal corpo fosse respinto egli avreb be la ritirata sicura su S. G·:ulia. Provera appena ricevuLi gli ordini. clel barone Coll i e d'aÌ Lronde O"ià avvisato dai suoi avamposti di Millesimo nonché da qualche pat;uglia respinta da, Carcare, si portò sollecitu~ente su l~e,al~1re di Cosseria, ·con le poche forze di cui poteva disporre, c10e: i com· pagnie e mezza di croati Giulay, due baLLagli_oni e du~ c?mpa.g_ni~ granatieri ausLriaci Belgioioso, ' due compagnie granatien austnac1 Strassoldo ed una di volontari piemontesi che militavano soLLo il comando del prode capitano La-Roche: in tutto, come portano le situazioni, circa 117,12 fucili presenti. Provera occupò il casLello con i Croati, dispose sul Bl'ic della Batteria, i due haLtaglioni e due compagnie l3elgioioso , collocò due compagnie Strassoldo tra Cosseria ed il . Bric della Batteria, per guardarsi il fianco sinistro e elette ai cacciatori piemontesi il posto d'onore, sul fronte, a Santa Lucia verso Biestro. Tullo il pomeriggio clel ,12 aprile gli avamposti sca.mbiaronsi fucilate; a sei ore di sera, grossi reparti francesi si spinsero fino al castello, ma poi si ritirarono . Nella notte dal Hl al ·113 il- generale Augerau aveva. bivaccato ·con la intiera. divisione, circa 8000 uomini, tra Carcare e Millesimo . Il generale Joubert., con una mezza brigata della 1ivisione Massena, aveva pnssa,ta la notte vicino alla chiesa di S. Margherita e la brigata :Mesnard, della. stessa divisione, erasi fermala a 13 iestro . .Nel mattino del 113 siccome si credeva, che Pro vera avrebbe difeso le gole di 1\'lillesimo, vi si recò in formaz ione cli attacco la brigata l\'Iesnard, seguita a breve distanza, dalla. divisione Augereau , meno la Lrigata. Banel e la mezza, brigata Joubert, che
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(MONTENOTTE, DEGO, COSSERIA, S. MrnHELE, MONDOVÌ)
fA GUERRA NELl!APPENNIXO
ebbero l'ordine di attaccare il centro delle posizioni austriache. Ma quelle gole erano qmtsi del tutto sguarnite ed i piccoli posti austriaci dopo lieve resistenza , le lasciarono senz1 allro in mano dei Francesi; si ritirarono, la maggior part~ disperdendosi. Allora Augereau formò il disegno d'impadronirsi delle alture di Cosseria ed a tal uopo divise le sue numerose i'orze in 4 colonne: Ja prima di 5000 uomini si avanzò lungo il contrafforte che da Cosseria si stende fino alla Bormida di Millesimo; laseQonda, cli circa 2000, percorse la valle· che da Mii!esi mo condùce a Carcare, la terza di ·liSOO con Junao ' ' o giro per la valle di Cosserjà, venne dal nord ad attaccare le due compagnie cli Strassotdo; la quarta di 2000, mosse direttamente contro il .Brìc del Monte dl)ve erano s·chierati i grnnatierì di Belgioioso. In quest'ora il marchese Filippo Del Carretto aveva possato la Bormida col suo battaglione dj granatieri piemontesi e si dirigeva a Cosseria, senza precauzioni, perchè credeva il nemico ancora lontano, ond'è che si trovò, d'un tratto, in mezzo ai francesi· della colonna di sinistra, i quali già avevano cominciato l'atlomiamento della posizione Non si perdette però d'animo il Del Carretto, ma con l'usato valore, seppe farsi largo . Il battaglione, forte di sei compagnie, si avanzò a scaglioni di due compagnie, freddamente volgendo il fronte delle sezioni dalla pàrte · dove si presentava la mi naccia, eseguendo sempre fuochi a-comando, qualche volta respingendo, con vigorosi assalti alla baionetta, chi pretendeva negargli il passo. Anzi le due compagnie granatieri di Monferrato ebbero tempo di raccogliere e sostenerne due compa(l'nie di croati, che si ritiravano verso il castello, avendc, seco lo st~sso generale Pro vera con due ufficiali. I ben assestati · fuochi di questi prodi arrestarono l'inseguimento dei Francesi ed essi poterono riti· rarsi con fermo contegno e poche perdite nel castello. Ma il m,ovimènto cldle colonne francesi non ristette per questo. Le due compagnie cli granatieri di Strassoldo sostenute da altre due di croati, scesero bensì dal castello e sostennero l'urto di ,J-:500 Francesi ma . ' dinanzi alla forte preponderanza del numero, dovettero ritirarsi sulle alture di Bric della Guardia. Allorà ·re due colonne francesi di destra, forti insieme di 3500 uomini, si riunirono per uno scopo comune, si rovesciarono ,sui due battaglioni e le due compagn ie cli Belgioioso e, malgrado la bella resistenza di queste, Ie respinsero,
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dopo forti perdite, nella direzione di Dego, separandole affatto da Cosseria. I quaranta cacciatori di La Roche, che erano a S. Lucia, dopo aver~1 combattuto eroicamente contro forze decuple e lascialo metà. del loro effettivo sul posto, si ri tirarono nel castellv. Verso le nove antimeridiane i Francesi avevano compilo l'attorniumenlo. In tale stato di cose, due partì ti re3tavrno a Pro vera, il quale disponeva di soli ,1:300 uomini, mentre il nemico ne avenl.'I 2000. O abbandonata Cosseria, rompere la catena ancor debole che lo cingeva ~ prolu11: gare la resistenza, sui giit nominali mo~ti, verso Dego, ,rnmendo~1 alle compagnie di Belgioios?, oppure clifendere fino ali estrem? 1~ castello, chiave della p,)sizione, per c1ar tempo al barone Colli d1 accorrere con sufficiente forza in suo aiuto ed al generaleArgenteau cli preparare la difesa della Bormida orientale. Il primo partito era di dubbio esito. Quelle truppe, già. scosse, se .fossero state condolle fuori dalle mura del castello, avrebbero opposto seria resistenza all'incalzante e preponderante n~mico? Avrebbero intuito e concorso a questo movimento le compagnie di Belgioioso e _di Strassol_do? Sarebbegl i riuscitala difesa di quel contraliurte che s1 allargava sempre . più nella direzione di Dego e favoriva con ciò l'atlorniamento per parte delle numerose colo'nne francesi? . . . Il secondo partito invece permetteva. di tenere 11 ca~tello d1 C?sseria e con ciò solo, era impedito il sicurn av:rnzarsi del nemico nelle' v;lli delle Bonnide: inoltre si obbediva alla lettera agli ordini del Colli. A questo si attenne il Provern, riunendo nel castello le sue forze, meno poche squadre lasciate nei punti più opportuni al di fuori. , In poco tempo, sotto l'abile direzione del capitano del genio Mar- . tonitz e l'impulso dell'energico Del Canell.o, la truppa formò specie cli parapetto con mucchi di pietre. F1~rono a~e,.'te_ fer itoie nelle vecchie mura e nella trincea esterna, altn cumuli cli pietre furo'no tenuti pronti per rotolarli ; snll'irruente nemico, nel momento dell'assalto. CosIntanto il n11e:rnrale Colli, convin to dell'urgenza di. soccorrere . . . . seria, dispose che quattro ballnglioni di granatien _si n11~1ssero a Montezemolo, ed al tri due occopassero il castello d1 Ceng,o; ma quivi erano stati prevenuti da Augereau, che aveva fatto già guer-
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(lllONTENO'l'T;, DEGO, COSSERIA, S . M!Cf!ELE, MONDOVÌ)
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nire queste alture rJ.a una parLe della brigata Mesnard. Attaccati, con poco vigore, i Francesi non si lasciarono sloggiare e ben presto ricevetter-o rinforzi condotti dallo stesso Buonaparle. Alcnne compagnie del reggimento cacciatori del colonuello Colli; accumpate a S. Giovanni di Murialdo, ebbero l'ordine di scendere alla Bormida, tragittarla ed assaltar sul fianco i Francesi. Un battaglione cacciatori di Nizza, p<1ssato a guado il fi ume, mosse contro Millesimo; ma gl i uni e gli altri erano resp inti dal nem.ico che si trovav;i in buon numero già sch ierato in posizione fo rtissima. Altre truppe piemon tesi fece ro, inverò, alcuni movimenti, che volevano essere minacciosi, ma Augereau nè se ne dette pensiero nè si lasciò distogl iere dalle sue impresé. Decisione, energia, audaèia vuohii alla guerra I Perchè l'aiuto delle buone truppe di Colli fosse riusci Lo efficace, sarebbe stato d'uopo, che almeno quattro o cinque battaglioni tossero stati inviati sul contrafforte tra Cosseri a e Dego e·che altrettanti, forni ti di artiglieria di montagna, si fossero ad ogni costo stabiliti a Cengio: solo in tal modo poteasi .svegliare le apprension i de' .Francesi e prepararsi buone posizioni, da cui ~ittaccarl! e favorire una sortita di l)rovera. Questa volta il Colli, non sfugge alla critica, la quale gli- gà il carico di non aver avuto a sua disposizione, in quel momento, ab·baslanza truppa sotlo le mani , come gli surebbe r iuscito facile se, intimoriLo più del dovere daile minaccie di Serrurier, non avesse mandato una divisione in.tiera a Paroldo per proteggere la propria sua ritirata su :MondovL E nonpert.anl.o, a giustificarlo, almeno in parte, puossi addurre che egli andava riguard,iso nello sfornirsi di truppe e nell'ingaggiar battaglia, perchè egli stesso s' auendevà ad ogni istante d'essere allaccat.o sulle rive del Tanaro, da Serrnrier, cui supponeva maggiori forze che non avesse, e contar do veva sulle sole sue truppe per la difesa dei piani del Piemonte. Per . la lunga esperienza degli anni precedenti , egl i sapeva crual conto potesse fare dell'aiuto di Bec1ulieu e di Argenteau, del concorso, insomma, dell';:i,rmaLa imperiale, per compiere la sua mjssione. Ri torno a Cosseria: alle 9 antimeridiane un parlameriLario francese, il generale Banel, intimò a Provera la resa. La risposta . fu:
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~< Cheegliaol'ebberesistito finoagliest1·emi. ». Allora Augerea.u fece
ba ttere, senm frutto, il castello da due cannoni da sei li bbre, da due da quattro e da un obice, quindi alle ore 11 scrivevagli: « Essere egli clçi og wi lato circondaio, inut:ile lo sparg,imento <l:i sangue; se 1ion si /'ossi~ arl'eso, dentro wi q11;w1·to d'orci, non avrobbegvi dato più qÙartien, nw avrebbe fatto 7Jassa1·e u/ fìc'iali e solclati a fil (li spada » al chè .Provera, dopo due buone ore, rispose: « di essere sempre 71ùì fenn,o nel cli/enclersi fino aU' estnmw ». Era arriva.Lo , in quella, Buonapa.rte al Bricco detto del la Montà e, trova.tosi presente allorchè il messaggero riportò quel detLo, comandò l'assalto, ma non vi assisLette, perchè ;i.ttratto dal cannone piemontese, che tuonava dal lato di Cengio, si vo lse a quella. parte ·col resto della brigata l\'lesnard, che aveva sottomano .. Augereau, allora. formò tre colonne; due ciascuna della forza di 3000 uomini, comandate dai generali Joubert e Banel, la terza di '.zOOO, di cu( assunse il comando l'aiutante genei'ale Quenin. Queste colonne si avanzarono sui LL'e conlrafforti, 1 che vanno a riunirsi al caslellq,., con mollo sangue freddo, senza far fuot:o , coliti. baionetta calala. Due ore durò l'assalto: coi sassi , coll'arma biurica, colle braccia, crli .assediati si difesero eroicamente. Joubét, ferito ulla tesla da i, due colpi cli pietra, ruotolò privo di sensi lungo il pendio, Banel e Quenin trovarono la. morte appiè di quelle auliche mura. Dopo aver perduti questi ed altri valorosi ufficiali e mollissimi uo · mini di truppa, i Francesi si ritrassero nelle loro primi ere posizioni, s.enza. fare ve1:un nuov0 tentativo. Auger eau si limitò ad ordinare e.be fosse formato un cordone e si elevassero trincee perchè gli assediati non potessero fuggire, In questo fruLLempo Buonaparte avea respint(J, a Cengio, le truppe piemontesi, ed a vuoto erano pure andati gli sforzi delle compagnie di Belgioioso, per soccorrere la guarnigione del castello. . La posizione degli assedia.Li era pessima . Filippo Del Carretto, cui sembra il vecchio l)rover,1 avesse affidata la direzione della difesa, nel fu rore clell'ultimo au.acco, dopo che, con la baionetta, strappala ad un soldato, ebbe uccisi, di sua ma.no , due granai.ieri francesi , era caduto ·colpilo, in pieno petto, dalla palla cli un terzo. Dtt un giorno e mezzo la. truppa non aveva m11ng1ato; mancava
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l'acqua; mancavano i soccorsi ai feriti; mancavano perfino le cartucce ed em spenta ogni speranza di aiuto estei·no. Nonpertanto Provera non volle udir parlare di resa, ma conchiuse un armistizio per seppellire i morti. Augereau si dimostrò umanissimo e volle che i feriti austro-piemonte~i fossero raccolti e curati dalle ambulanze francesi. Alle sette e mezz., di sera ad un altro invialo degli assedianti Provera rispose che: << Egli (J;Vrebbe lasoiato il posto di Cosseria se gli fosse stato concesso ·cli rùil'arsi con a1'1ni e ba,gaglio e con le trnppe negli stati ausftraci dove, 1Jet un determ+nato tempo, non av·rebbero più servito contro la Francia ». Non venne nella notte risposta alcuna; piacemi però nanare, sulla fede del Pinelli, che molti soldati francesi, sebbene non fosse patl.uiLo nell'ùrmistizio, divisero con gli affamati ed assetati guerrjeri austro-sardi, le loro provvigioni. Alle 6 antimeridiane del 14 ginn~e la risposta d'Augereau così concepita: << Alla giiarnigione erano concessi gli ono1·i di g1terra, gli uffici'ali avrebbero conservata la loro spada e sarebbero stàti· r·i la.sciati snlla loro parCJfo d'onore di non servii-e finn agli scambi; la tnippa p1·igionfora sarebbe stata tradottci 1·n Francia ». Alle otto il Pro vera insistette nelle primitirn domar.de e-finalmente Augereau venne a questa concessione: « Che olbre agli nfficialt' avrebbero ainito il ri'lascio, stilla loro 7Jarola, anche i medici, ·i fio·ieri e 30 uo1nin:i scelti JJer compa,qnia. L'onore delle armi era salvo, ogni ulteriore difesa impossibile: Provera capitolò; 814 uo11.1ini uscirono, dalle rovine del castello, con gli onori <li guerra e furono inviati al quartiere generale di Carcare ( 1). difesa di Cosseria andò pel m<mdo famosa; fra gli ufficiali piemontesi ed ,lltstriaci, si distinse su Lutti il nuircl1ese Del Carreuo, che fu vera anima della difesa, q'uindi il capitano del genio :mperiale Martonitz ed i capitani Marziani e Ilubini, il primo al serv'izio au1
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{!l Condotti gli ufnciati prigionieri al quartiere generale di Buonapartc alle .Carç,1re, ess, erano dapprima burberamente da lui ripresi per aver p1·otratta oltre il dovere la loro difesa, ma giusto· apprezzatore poi ciel valore militare, non solo li facev;t ospitalmente trattare, ma accord,tva loro la fatta domanda di aodarsi ad imbarcare a Sttvona ' per Geno1•a, di dovo si ricondussero in sono alle lorò faniiglie.
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slriaco, l'altro ufficiale dello stato maggiore piemontese. Caddero fra morti e feri~i 96 difensori, quasi dieci volte più che non ne. cadessero di Francesi nella tanto vantata difesa della ridotta di Monte Negino. Tra i morti furono il tenente colonnello Del Carretto ed il capitano Quosdenzovich del corpo di Giulay. Il capitano Rubini fu grave mente ferito . I Francesi contarono ben 700 uomini fuori di comlrnl.lime.nto; tra i morti furono i due generali Banel e, Quenin ed altri 1 1 ufficiali; tra i feriti il generale Joubert. Il 3° battaglione granatieri, constava delle compagnie di Monferrato, della Marina e di Susa; la storia ci conservò il npme degli ufficiali che le comandavano. Monferrato: Albrion e Cori.e, capitani; Cavassanti ,e BL1onadonna, tenenti; Masi no e Fava, sottotenenti. Marina: Giovanni Tibaldè e Lomellini, capitani; Carlo Tibaldè, Gianolio e Galateri, lenenti; Bi,rago, Corna.glia, Alberga, sollotenenti. Susa: Cali eri, capitano; Nerand ed 011gnani, tenenti; Al'l'ò e Bessano, sottotenenti. A chi spetta veramente l'onore della difesa di Cosseri a? Il Pinelli , snlla fede di una. relazione piemontese scritta dal sottotenente Birago, il quale poi di venne generale al servizio austriaco, narra, che Augereau fece le prime in1.imazioni a l)rovera per mezzo del generale Banel, che il Pro vera rimase dapprima esitante e che il Del Cctrretto usci in forti rampogne dicendo: sè ed i suoi risoluti a difendersi . Narra ancora, che il Del Carretto rivollosi fieramente al · B:rnel , il quale insisteva per la resa, gli dicesse:,< Sachez qne voiis avez a fcii1'e aux grencicliers pieniontais, qni ne se rmclent J°amais ». Il Pinelli non garanti:;ce \'autenticità di queste belle parole, ma, ad ogni modo, è certo che il Del Carretto morì combaUendo da eroe e fu massima parte nell'atto risolutivo del pomeriggio, allorchè fu respinto il piti. grosso assalto dei l?rancesi. A grande onore <le~ ProYera torna, che, malgrado la morte di tale ufficiale, egli abbia resistito fino alle 11O del n1attino seguente. 1 1
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InfatLi essendogli gi~nti, dopo Montenotte, alcuni rinforzi, il 13 egl i disponeva di sedici battaglioni, dodici imperiali e quaUro piemonLf\si; ma la strana dislocazione loro fu senz'altro causa d'una inevitabile sconlìtla. · Quattro bauaglioni., sotto il colonnello Leczeny, erano a Sassello da più giorn i, lontani cioè, ben otto ore cli montagna, da Dego. Due batLaglioni erano a Mioglia. Uno a Pareto. Uno a Malvicino. Uno era ancora in .A.equi ! _ Due battaglioni sardi del i·eggiment"o la Marina, insieme ai resti dei due baLLaglioni aus~riaci Stein e Pellegrini, fieramente battllli a • iVIontenotte ed a qualche conipagnia del corpo franco di Giulay, erano ie sole truppe che guernivano l'importantissima posizione descriLta . In Spigno accantenavano un battagli one austriaco e due sardi di Monferrato . Queste truppe, alle 9 di sera del giorno 113, ricevettero, da Pareto , l'ordine·di marpiare verso MontµJclo, per soc. c0rrere Dego, quando fosse attaccatr> ed alle 3 _del mattino clel 1i, s.i misero in mal'cia: · Cos<)., facessero i quattro battaglioni a Sassello, il ·battaglione a Malvicino e sopratutto qltello in Acqui a 25 chi lometri cli distanza, davvero non lo si sa comprendere e non si sa comprendere nemmeno perchè gli altri tre mossi.da Spigno, p·er difenclere eventualmente Deo-o dovessero sostare a Montalclo ! <'> ' Nella stessa noue dal "3 al H, intuito . il bisogno cli soccorsi, À.rgenteau scrisse al colonnello "\Vukassovich, appena giunto a Sassello, che di là partisse ·e per Ponte lnvrea Giusvalla, Borri e Gerini ·venisse in suo soccorso a Dego, minaccianclò le spalle ècl il fianco destro dei Francesi. Come -ho narrato più sopra, dopo la faci le presa di Voltrì, Beat1lieu ipipensierito per la sua destra aveva inviato iÌ colonnello Wnkassovich, ii ,12 aprile, verso Sassello p.er la via dei monti. Quesl_o uffici1le, giunto al n1011Le Pagliolo, non ritrovò nemici, ma in tese un for te cannoneggiamen to, quello cl~ Montenottè e. da bravo solchtto, affrettò la sua marcia, per quanto glielo permis~ro le strade pessime dell'Appennino, e giunse il ,13 a Sassello doYe si rittpì. col tenente colonnello Leczeny ed i suoi qµaltro battagljOlli. 1
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V. Occupata Cosseria, Napoleone ordinò, ad Augereau, di osservare con parte delle sue truppe, il Colli, che si ritirava a Ceva e, con parLe di neuare il contrafforte di Cosseria; presso S. Gioiia, dalle compagnie di Belgioioso, ivi annidate. Nello stesso · tempo , Massenu. ebbe l'oi·dioe di attaccare vigorosamente ·Dego con !a propria divisione e quella di Laharpe. · Dalla parte avve1:sa, Beaulieu era giunto il' 1_2 in Acqui, Ar- . genteau, ancora sbigo ttito , Lrovavasi a P,freto donde scri véva al . generale in caJJO leuere sfìduciale, nelle quali esponeva ch'egli non era in grado di sostenere un combattimento serio con fogne trnppe notevolmente diminuii.e e battute nei passati scontri, che 'il ne~ico, forte di più di 10000 uomini, otcupava le alture dominanti, che altri forti partiti francesi rumoreggiavano presso Giusvalla e Ponte Invrea e minacciavano di piombare su Acqui, per la via di Ponzone, alle sue spalle. Inclinava quindi a ritii'arsi verso qu-ella citlit. Ma Beaulieu non-ne ,,oIJ·e sapere e'g'li mandò ordine formale di · difendere, ad ogni costo, non solo la posizione di Dego, ma eziandio . Je strade montane che menano a Sp igno ed Acqui . Soggiungeva poi, mostrando perfetta)gnor-anza delle qualità del suo luogotenente e più ancora cl.i quelle dell'avversario, cui supponeva la medesima sua lentezza nei con-cepil'e e nell'eseguire, ·che Dego clave-va essere t,enuto ancora cl1H} o tre giorni, che poscia swl'ebbe accorso egli stesso con molte fo1'Ze ed avrebbe preso la rivincita dei patiti rovesci. . La notevole posizione del Dego è fo rmata da varie alture che ob- · bligano· la Bormida ad un tortuoso giro verso levante. Una succes · sioue di poggi , di lrnrroni, cli punti forti ne rende agevole la difesa e facile ed utile l'uso della numerq~a artiglieria, della quale era possessore il generale austriaco . Laridòtta cli Maj:mi, le Cascine del Piano e della Costa, ìe alture di Super-via, erano i cap isaldi per una buona difesa, a sosten~r~ la quale non srrrebbero m.:rncate le forze nemmeno ad Ar-genteau, se avesse saputo o vòlttto concentrarle. 1
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(.1ION'l'ENO'rTE, DEGO, COSSEHIA, S. M!CfÌELE, MONDOVÌ)
L'ordine spedito da Argenteau con· la data 14 aprile, un'ora dopo mezzanotle, fu Ticevuto da Wukassovich, in Sassello, alle sei del mauino del 114- apljle e dentro conteneva queste parole: ,· « Poichè Dego sta·va pe1· essm·e assalito dal nemico, dovesse i l colon;nello domallina fcire 11,na diversione ·verso q1.1,el ptmto ». Wukas.:. sovich non dubitò nemmeno un istante, che con l'espressione do-mattina, il generale di divisione avesse inteso la mattina del ,15 apri le. La data clell'ordine, l'ora in ·cui lo ricevette, nonchè l' impos · sibilità di trovarsi in Dego il mattino del U. , allontanarono da lui qualunque altra supposizione; egli concesse quindi di ristorarsi e di riposare alle sue truppe, stanche per la lunga marcia nei monti. Ma nel pomeriggio gli pervenne da Argenteau una domanda ancor piu pressante di soccorso, la quale dissipò l'equivoco, onde, senzafrap· pone indugio, racc-Olse cinqne battaglioni, tre dei suoi e due di Lerzeny e mosse, però non prima di sera, alla volta di Dego. Il H-, verso mezzogiorno, Argenteau, che non si era punto mosso da Pareto, ebbe la falsa notizia. che i Francesi si ritiravano dal Cairo, ma alle due si osservò un gran fumo presso Dego e fu udito il cannone. Impossib ile era illuder~i più oltre, quindi egli mosse finalmente a quella voHa con due baLtàglioni che aveva sotto le.mani, l'uno di Alvinzy, l'altro di Terzy e mandò l'ordine agli altri due dei' ' reggimento Anton, che erano a Mioglia, di raggiungerlo al pi~· presto. Lungo la via gli pei·venne uno scritto di Beaulieu in data del 14, col quale questi Io informava, da Acqui, che, all'alba del 15, due battaglioni del regg-imento Thurn si sarebbero trovati a Montalto ed un terzo a Spigno per sostenerlo e ricevere i di lui ordini. Intanto i Francesi avevano assalita, con energia, la pogizione del Dego. L'attacco frontale toccò al generale Laharpe, il che formò tre colonne di cui una, comandala. dal generale Causse, fa destinata ad assalire le alture di Supervia; l'altra sotto Cervoni doveva assaltare i due casali di Piano e di Costa, e la terza, agli ordini 4e1 generale Iloyer, girando un burrone che copriva il fianco destro del nemico, doveva minacciarne la ritirata su Spigno. La: divisione . :Massena fu pure ripartiht in due colònne; l'una doveva percorrere la strada di Dego, l'altra con lungo giro sui monti, doveva recarsi ad attaccare il fianco sinis tro degli Austriaci e far cadere la ridotla cli 1
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Majani con minaccia di aggiramento. Questi vari assai Li furono compiti con molto insieme. Che potevano fare quei poveri quattro batt~lionj sardo -austriaci alLaccati da ogni parte~ ResisLeLtero alquanto nella ridotta e nel castello; parte dei Croati furono )agliati a pezzi, il resto di essi e quasi tutti i Piemontesi, non che 13 cannoni, caddero in mano del vincitore. Argenteau ar!'iva in tempo per vedere l'ineparabile perdita della posizione e si mise in rititata verso Spigno, mole:;Lato dallo stesso generale Laharpe, che alla testa di 4 squadroni, lo inseguì fin presso Montalto. Ed ora torniamo a Wukassovich. Questi, messosi in istrada nel pom~riggio clel H, giunse a Mioglia, poco prima dell'alba del 115. La di lui avanguardia trovò in quel villaggio un picchetto di trenta Francesi comandali da un ufficiale, Ì quali se ne stavano senza guardarsi' e furono fatti prigioni. Dalle parole di costoro il colonnello venne informato della vittoria riportata, il dì prima, dai Frances i e che ve n'erano, . attorno .a Dego, ben 20000. Wukassov ich si Lrovòlin una posizione difficile: gli alti monti od il nemico lo separavano da ogni eventuale aiuto: unico scampo sarebbe stato ricalcare la via già percorsa, la qlrnle non essendo ancor chiusa, egli avrebbe senza dubbio guadagnato un buon tratto di canimino prima di essere insegui.to, pel'chè i Francesi non avevano, per anco, notizia alcuna della sua vicinanza. Ma questo partito non pote.va piacere a quell'indole guerri·eru. Gli sorrise il pensiero di sorprendere il corpo principale, come aveva sorpreso. il posto di Mioglia e, con la risolutezza propria alle nature eminentemente militari, lo mise subito in esecnzione. Senza esitare un istante, egli co.mandò al colonnello Leczeny di volgersi , coi suoi due battaglioni di confinari di Carlstadt, verso le alture estreme a nord-ovest di Dègo ed assallarvi senz'altrò i nemici, eh~ ivi si fossero trovati non pronti alla difesa. E così avvenne. I due bauaglioni croati, urtarono contro grari parte della divisione Lah'arpe, la quale a;revrt inseguìto, la -sera innanzi, gl'imperialj nella direzione cli Montalto e non pensava alla pos.sibilità di essere attaccata c:;on vigore dallr. parte di Sassello . Racconta poi il generale Jomini che non solo quivi, ma in tuLti ·gli accampamenti r~gnava b inassimct negligenza, sicchè molti soldati erano ebbri di vino. e di saccheggio e molti as29 -
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senti, come in gallico linguaggio suolsi dire, à marnnder. Non è facile descrivere come, all'impensato assalto di qLiei due soli baLLaglioni, ne restasse sgo menta l'inLiern div.isione. Molti Frnnèesi passarono dal sonno alla morte, altri opposero invano qualche resistenza e dovettero sgomberare le alture. Il panico s'impadronì dei vincitori del giorno priina, i quali immaginarono di avere tutto l'esercito di Beaulieu sulle braccia. Wukassovich, rich iestone ad alta voce dagli alti-i treba.tlaglioni,-concesse, che si attaccassero anche i trinceramenti, ove i Francesi mostravano di· resistere ancora, anzi si mise alla loro testa. Quella truppa valoro~a, infervoratu dal sue~ cesso ' si àc,etlò con furore all'assalto; in pochi minuti furono scalate.. \ le ridotte, tra cui quella fortissima di Majani, e ritornarono in potere degli Austriaci i cannoni e le munizioni perduti il giorno precedente dall'inetto Argenteali, nònchè 500 prigionieri. Questo meraviglioso spettacolo di una piccola schiera che guidata ardita~ente trionfa di mi esercito iutiero, durò ben due .ore. Ma con uomini come Massena, Laharpe e sopratutto Buonaparte, non poteva vacillare la fortuna della. Francia. ì\fassena con sforzi infiniti riunì due mezze brigate. Il generale Causse, della divis.ione Laharpe, si avanzò con la 99a mezza brigata, che e§sendo più lontana, erasi meno delle altre dispersa, e tentò la riscossa, ma con esito infelice, perchè egli stesso cadde mortalmente ferito. Altri assalti slegati andaNno a yuoLo, ma il numero dei difensori si assottigliava sempre maggiormente. In quella sopraggiunse il generale Buonaparte, alla testa della 8" ed sga mezza brigata, truppe fresche, che formò in due colonne di assalto, alle qual i prepose i generali Victor e Lanusse. , Riarse il combattimento sotto gli occhi cli Napoleone mossero, questa volta, cinque colonne, condotte da Massena, Laharpe, Cervoni, Victor e Lanusse. Il colonnello Wukassovich, benchè privo della speranza di qualsiasi aiuto, resistette fino all'i1ltimo, giovandosi, finchè ebbe munizioni, dei pezzi ri conquistati, cui, in mancanza di artiglieri, servirono ufficiali ·e soldati di fanteria, e soltanto alle 5 pomeridiane; quando vide i suoi eroici battaglioni decimati ed jmpòssibile ogni ulteriore difesa, ordinò la ritirata. Questa fo disastrosa perchè la cavalleria inseguì fuggenti e nonpertanto Wuka5soviclt potè ancora sal-
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varsi seco trascinando, per Spigno e Terzo, 300 prigionieri francesi (I). i:in questo stesso giorno, 15, avvenne una scaramuec,ia a S. Giovanni di M urialto, della quale faccio cenno .perchè vi si distinse, come sempre, il colonnello piemontese marchese Colli, che, alla testa de( suoi cacciatori, tolse ad una brigata della dlvisione S.errurier: comandata dall'italiano Rusca, la volontà e la possibilità di avanzare per quél dì e la costrinse a ritirarsi dopo avergli lasciato buon numero cli prigionieri. Anche il generale sardo Bellegarde, coi suoi tre battaglioni granatieri, resistette a ~!ontezemolo ai numerosi assai Li dati da truppe della divisione Augereau e lutti li respinse. Questi due valorosi non si ritirarono r,he a tarda ora, quando il nemico non incalzava e per preciso ordine del barone Colli, che aveva stabilito di concentrarsi nel campo di Ceva affine · di provvedere, se era: possibile, alla difesa della capitale. Beaul ieu ricevetLe, con molta calma, la notizia di questi fatti, sebbene vi avesse perduto quasi 6000 liomini, e non prese verun ener·gico prqvveclimento per rislabilire i propri affari, anzi si cont:nlò di darsi (come se nulla cli meglio gli restasse a fare) alla formazione sisLematica di tre campi trincerati, fra cui uno presso Bozzolo For. migaro ru·destin~,Jo a 7 battaglioni e 6 squadro1~i, un altro presso Terzo ad altri 7 battaglioni e 6 squadi'oni ed un ter.zo ad Acqui .al -corpo principale, forte di 16 battaglioni con 22 squadroni. Da autentici documenti risulta, dunque, che il generalissimo aL1striaco disponeva ancora di 23600 uomini, 3000 cavalli, 33 cannçmi e ,16 obici, da ciò è facile lo scorgere quanto agevolmente, con un'azione pronta e risolÙta, egli avrebbe potuto soccorrere il barone Colli ed impedire eh~ il Piemonte ri~anesse preda cli Napoleone.
VI. · L'.iqipresa ardita di Wukassovich aveva ritardato d' un giorno l'inseguimento del Colli. Napoleone esitò un solo istante, ma ripreso poscia il filo degli ardili suoi concetti, e lasciati, in non cale, ~li or(I) Seb bene la. vittori:i non coronasse i suoi sforzi, non si può rifiutare un dégno tributo ·di am1'nirazionc ~ <[nesto valente ed energico ufficiale.
( ~!ONTENO:TE, DEGO, COSSERIA, S. )!lCHELE, MONDOVÌ)
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dini cli Carnot, che gl'imt)onevano di anni entare l'esercito austriaco ' si volse verso il Piemonte. li suo sgmtrclo profondo avea scorto l'i. neUezza e la mancanz::t d-'energia di Beaulieu, lo credeva però più indebolito che non fosse e, com'ebbe po i a dire a s·ant'Elena, stimava maggiormente i soldati piemon tesi degli imperiali, quindi dei primi voleva disfarsi, al più presto, per assicurar.si le spalle nelle future imprese v·erso la Lombardi:L In conseguenza il generale Laharpe ebbe !'in.carico di sorvegliare Beaulieu appostan'dosi a S. Benedetto tra il Belbo e la Bormida; Augereau ricevette l'ordine cli oc.cupa re le aHure di :Montezemolo e di scendere quindi su Ceva ove sarebbesi riunito alla divisione Serrurier, che do11eva calare da Ormea e Gart:Jssio . La, ~ivisione .Massena. fu pure messa in marcia, dopo breve riposo, verso l\for~Jebarcaro . Rimase in riserva la sola brigata Victor, che copriva Cairo e la via di Savona. Quasi tuLte le forze fnu1cesi si rovesciarono sull'ormai isolato esercito piemontese. · L'ordine di ritirarsi, dato dal barone Colli ai suoi avamposti; sebbene non b'attuLi, era giustamente dettato da l minaccioso avanzarsi della cli·visione Serrurier. Questo generale infatti con circa 9000 uomini incominciò fino dal maLLino del 15 il suo movimento verso Ceva ed occupò successiv,tmente, venendo da Orm-ea e Garessio, i siti di· Bagnasco, Datifollo, Nucetto e quest'ultimo, con tanta fortuna e celerità, che una sua brigata, avam;atasi in tempo, polè farvi pri-· gioniera la relroguarclia estrema _di Colli, forte di 500 uomini, la quale. combattè valorosamente, ma dovette abbassare le ·armi perchè il passo era già occupai.o, con for•ze quadruple, ·dai Francesi. Nella notte del 116,. il barone Colli erasi concentrato nel' suo ben munito campo di Ceya , ma detratte le perdite subite, i prigionieri ed i for.Li distaccamenti lasciati suli' Apennino, verso il colle di Tenda, gli rimanevano soli 10000 uomini, tra cui 2000 austriaci, resto del éorpo ausiliario cli Provera. Gravi cure molestàvai10 intanto l'animo suo. Dinanzi alla valanga. delle tre division i Serrurier, Augereau e Massena che stavano per rovesciarg.lisi addosso , doveva egli ritirarsi o resistere? Fiducioso nel provato valore delle milizie Sàbande e nelle buone posizioni che aveva alle- spalle, egli si attenne a quest'ultimo partito. D1altr0Iide come poteva. credere cli essere totalmente abbandonato da Beaulieu? ' Ceva sit.uata sulla riva destra del 'l'anaro, presso il confluente del 1
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torrentello Cevetta., aveva forte in {onna cli quadrilatero ed una opera a corno: ma la città e queste fortificazio ni erano dominate dalle alture di Bajone e di Faja. Una ridotta. eravi nella località detta della Testa.nern e nel sito eletto della Pedagera un campo trincerato· in buona posizione, d<Jrnioante tutte le strade, che mettono .a Murazzano, Cherasco e Dog\iani. Nel fo rte cli Ceva rimase il regaimento cli Mondovì ed il resto dellf'. truppe fn distribuito fra la ;iclotta di Testanera, il campo delhì Pedagera ed alfre due ridotte dette di Rovasio e della Torricella. All'alba del 116, Augereau comàndò l'assalto cli queste posizioni e forma te due ·colonne, sotto gli ordini dei generali Joubert ,e Beyrand, marciò velocemente verso le alture di Bajone, di Fafa ed il villaggio cli Paroldo, che gli rius<;ì di conquistare dopo ~aldo combattimento. . Ma qui finirono i suoi successi , perchè queste due colonne vincitrici, essendosi spinte all'assalto delle tre ridotte della Testan era, della Torricella e clella Pedagera 1 cloveuero ritirarsi, con la peggio, senza più. nulla ritentar per quell,a notte. La divisione Augereau perdette, in quel giorno, ben 600 uomini, e soli 270 Sardi rimas,~ro sul campo. Si copersero di gloria, in special modo, i reggimenti Savoia ecl Acqu i dei quali il primo difendeva la Pedagera, l'altro la Torricella. Quantunque questa giornata fosse felice pel Colli, razionalmente egli non poteva piì1 oltre trattenersi in quei luoghi; già la divisione Serruri er minacciava il suo fianco destro per i\ionbasilio, già Massena scendeva da Montebarcaro e stava per preven irlo al · ponte di Castellino sul Tanaro , tagl iandogli , pel fianco sinistro, 1~ sna linea di riti rata su Chernsr.o; quindi, col favor delle tenebre, s1 ri trasse ad occupare l'ottima posizione detta della .Bicocca, dietro alla Corsaglia, avendo la ritirata protetta dal valoroso reggimento Acqui. Tardi si accorse Augei·eau che il nemico gli sfuggiva, ma ·ebbe appena il tempo di moleslc1rne la retroguardia cagionando la perdita cli alcune decine cl'.uomini e la morte del maggiore marchese ,Cavoreuo. Il giorno ,1s il generale AÙgereau tentava l'espugnazione del debole forte di Ceva. Erane comandante il cavalier Balegno, un buono e vecch io uf(ìciale, fede lissimo di casa Savo ia., il quale ad ogni intimazi.one rispose: « essergli stato commesso di tener fino all'estnmo
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LA GUERHA NELL' APPE)!NINO
e ch'egbi avrebbe obbedito ». Il generale francese fece porre in batteria prima due, poi sei pezzi e cominciò il hombardarnento . ma i cannoni dell'~ss~di ~to risposero con tanto vigore e tan\a aggiustatezza che tull1 gli eli smontarono. Napoleone, giunto sul luogo, non volle perder tempo a fare regolare assedio di quel vecchio forte e, lasciato il generai Rtisca ad osservarlo, ordinò che Augereau fac~sse Hgni apprestamento per assallare il domani le schiere del Colli. La posizione scPlLa da questo generale era ottima e merita di essere descrilla: La Corsaglia scende, in più rivi, dall'Appennino ad occidente ?i Ormea ed ha rapido corso in mezzo a profondi burroni, finchè ingrossa ta dalle acque del Casotto e della Mongia si versa nel Ta. naro, rimpetto a Lesegno, consenrandosi sempre in uno stretto letto, fra sponde roLLe e scoscese. Sulla riva sinisrra di questo fiume elevasi_una serie di alture, in forma quasi di un angolo rello, il cui vertice è segnato dal luogo dello S. Michele. Di questo anao]o uno dei lati si stende verso Vicoforte, l'altro verso Niella di T;naro, e tulle le eminenze sono adatte ad una buona difesa . La forza naturale di questi luoghi era accresciuta da La tterie stabilite, l'una sul pogghJ detto dei Rocchini, che domina il piano verso Lesegno, l'altro sull'àltura, detta l'Aja del Cavallo, verso il cen tro ed una terza snl colle del Bul)n Gesù, posto a cavallo della strada, che da S. Michele meLteal villaggio di Torre, il quale servi va come buona posizione difensiva avai1zata, dal lato .di mezzodì, per cui provenivano le minacce di Sern1rier. Il sito pi ù fo rte ei·a la sinistra, verso Lesegno, perchè copei'ta dai due fiumi Co1:saalia e Tanaro 0 quesl'ulti mo in. quel punto troppo rapido e 1fro(ondo per essere aua: dato, e di cui, la sera del '18, aveya fo lto crnda esperienza il o-:nerale Stengel , che invano ayeva tentato varcarlo con 400 asseri f rancesi e si era ritiralo con grandi perd·ite. . · E.eco ora come il Co lli dispose, n~llo stesso giorno, il suo piccolo, esercito. L'ala sinistra, composta del reggimento Acqui e comandala dal colonnello Vitale, stendevasi dal colle dei Rocchini siti presso Niella e, ad accrescere le difficoltà del terreno sulla strada che da Niella conduce a Lesegno, erano state eseguite. molle tagliate ed anche munite di cannoni. Il centro posto sotto gli ordini di Solaro della çhiusa, occupava
(MOi'iTEi'iOTTE, DRC:O, COSSEnIA, S. MI CHELE, ~!ONDOVÌ)
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San :\'Iichele e i dintorni. Esso era composto di dne battaglioni di granatieri, il 7° e 1'8°, comandati dal valoroso Dichat, dal primo battaolione di ar:: rnatieri sollo !!li ordini çlel cavaliere ·scolli, capitano U nei granatieri di Novara, e da due compagnie di fanteria leggera, guièla:te dal cava liere Radicali di Primeglio, le quali si appoggiavano alla batteria del Buon Gesù. La destra era sotto gl i ordini del generale Bellegarde e si pro! un. gava vet·so la Madonna di Vico. L.t componevano i granatieri reali e parte del reggimento Savoia . . Dietro l'ala destra, che era topograficamente la più accessibile, stavano i drngoni del n e. · Colli con una forLe riserra composta del resto del reggimento Savoia, di due batLaglioni granatieri · (nei qual i erano le compagnie dei reggimenti delle Guardie, di Sinroia e di· Moriana) e di alcuni ballnglioni austriaci, erasi posto nel sito, dello La Uico~ca_, , d'ond~ poteva ·accorrere in aiuto dell a. destra e del centro'. pun~, ~111 cleboll della sua linea, quando fossero stati seriamente mrnacc,at,. li aiorno ,t 9 Bonaparte ordinò 'l'assalto della posizione dei regi con t~nta precipitàzione, che non delle ai suoi il tempo di rico noscere il terreno, su cui dovevano avanzare e combattere. Serrurier ebbe l' inca rico di assalire a Torre ed a San ill ichele; Angereau ebbe quello cli muovere verso Niella. Serrurier '.orm~ tre colonne: Una, comandala dal generale Fiorella, ebbe ordme eh diri "ersi contro S. Michele; alla seconda, comandala dal generale Guj~ux, fu assegnato·per obbiellivo il ponte sul Casotto e il villaggio di Torre. Lo stesso Serrnrier si mise a capo di una. terza, che seauir doveva le allre due e soccorrere quella che più ne avesse avuto ~ bisogno . Avanzarono queste truppe con molto val~re e senz~ e~1t~zione ma furono ricevute in tal modo dalle ben situate artrgli ene piem;ntesi, che clovetterò dopo breYe percorso rall~nLare_la marc~a~ anzi Serrnrier, per · sai varsi tla1 colpi della ballerra. de, Rocch,111 pi egava a sinistra e giungeva in faccia al ponte ~i S. ~!i~l1ele, ~ve poi si trovava altrellanlo molestalo dalla. balleria clell AJa del Ca~ vallo e dal fuoco dei granatieri. di Dichat. Anche le colonne ~1 Fiorella e di Gujenx, tempestate dai proieui li, dovettero arreslars1. · Ern, per tal modo, giunto il mezzodì, senw. che i Francesi avessero potuto forzare veruno dei ponti della Cor~aglia e del Casotto, ~nando è)
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alcuni cacciatori di Gujeux scopersero, poco più su di ·S. Michele, un vecchio acquedotto di legno, che i Piemontesi avevano, con . enorme negligenza, climentic::i.to cli distruggere. Per quella via si slanciarono le allre trnppe di quel generale ed in breve ~onquistata di rovescio la batteria del Buon Gesù e cli sorpresa quell a cléll' Aja, si avanzarono verso S. Michele. Delle truppe del centro il solo Dichat resistette, -ma sopraffallo da ogni parte, dopo un vivo combattimento nel lestrade del villarraio . 00 ' dovette arrendersi ·con 600 granatieri. Fortuna volle, che una J delle sue compagt:iie, forte di 73 uomini, comandata dal capitano · Schreiber, di nome stran iero, ma genovese di nascita, stesse in un giardino contornato da mura.e sfuggi$se così alla vista dei vincitori, i quali si sbandarono da ogni parte e si diedero sub ito al vino ed al saccheggio. Al bravo Schreiber parve quello il momento opportuno per fare Ùn bel·tolpo e coi suoi uomin.i Lntti uniti sboccò dal giardino, si getLò sui sbalorditi, dispersi Francesi, e ne fece il più aspro governo . Primo frutto di q1{esta ardita e intelligente condotta fu la liberazione di Dichat e dei suo i. Non parve vero a coclesti valorosi di poter menar ancora le mani; e riarse, con nu ovo furor~, il combatti mento in S. Michele, essendo sopraggiunte altre ordinate milizie . francesi del.la divisione Gujeux. Già Dichat era ridotto ·a mal termine, quando comparvero tre battaglioni, du.e di grauatieri ed un'O de.I reggimento Savoia, ri1andati con molta opportunità dal Colli, che da lontano aveva veduto il pericolo del suo centro. Questi bravi baLlaglioni sardi piombarono con furia irresistibile sui Francesi e li obbligarono a ritirarsi verso il torrente, nelle cui acque ·molti miseramente annegarono. Per tal modo rimase un' altra volta _ai regi il possesso di S. Michele, ché non fu più loro. conteso dallo scorato nem'ico . · Se· qui le sort1 della giornata furono ristabilite: grazie al!' intrepidezza del lo Schreiber, al valore di Dichat e~ al colpo d'o·cch io di Colli, dal lato di Lesegno non vi fu nemmeno pericolo di disfatta pel difensore . InvanoJoubert era stato invia to, da Augereau , a passare il Tanaro ed att:accare la sinistra piemontese. Con disperato valore, sebbene fer ito, egli varcò, a nuoto, seguìto da pochi il pericoloso
(~!ONTENOTTE, DEGO, COSSEI\IA, S, 11[[CHRLB, JlONDOVÌ)
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fiume, ma caldamente ricevulo dalla fuci leria del reggimento Acqui e veduta l'impossibilità dell'impresa, dovette ben presto ritirarsi e sottrane ja colonna sua al fuoco che· la decimava. · · , Questa giornata costò ai Francesi, per la.loro stessa confessione, più di 600 uomini· t~'a morti e feri LÌ e fu oltremodo _onorevole per Colli e per !'.esercito piemontes_e, che avevano lottato,.consuccesso, contro forze.doppie. La vittoria non fu ottenuta se1mi sacrifìcii, ben 200 furono i for iLi ed altrettan ti morti. La compagnia Schreiber noverava la sera so li ,25 granatieri. Buoi1aparte non era uomo da dissimularsi l'importanza di questo scacco e la necessità di ripararvi al più presto. Nella notle del 19 al 20 egli trasportava il suo quartiere generale a Lesegno ed il 20 radunava a consiglio i suoi primari generali Augereau, Serrurier, e- Massena appena giunto, dopo aver passato con la sua division·e il Tanaro, al ponte di Ceva. Dimostrava Napoleone la posizione precaria del suo esercito se si fosse daLo tempo a Beaulìeu di accorrere e ad unanimi voci d1cicl~vasi di ritentare la prova, ma questa volta (poichè si era riconosciuto quanto valessero i Piemontesi) con tutLe le fo)'ze disponibili , quasi raddopp iate per l'arrivo della division e Massena, di un'altrn di cavalleria che aveva già oltrepassato il villaggio di Prjero e dell e due brigale :Miollis e Lepellett·ier, di cui ern stata formata una nuova divisione, sotto gli ordini del generale Mevnier. Augereau ebbe l'incarico di marciare su Ca-· sE~llino, pàssare"su quel ponte il Tanaro e minacciare quindi al Colli la ri tirata su Cherasco; )fassena si assunse quello di assalire la sinistra piemon tese verso Niella; Meynier doveva tentare la riconquista di S. !VI ichele al centrò e Serrurier con le tre brigate Guyeux, Fio rella e Dommartin doveva vigoro~amente attaccare la clest1:a nemica verso Torre. Colli intanl:o·, fatti saltare i ponti cli S. Michele e del Ca~oLto, aveva ritirata la sua sinistra nelle forti posizioni cli Cas Lellazzo e Niell a, ma essendogli pervenuta notizia dei nuovi e poderosi rinforzi giunti a Napoleone, giudicò troppo impari !:dotta e temette di tutto compromettere, se accettava un secondo combattimento sull a Cor::;aglia contro forze tanto n~aµ.giori. Gli restavano soli da otto o novemila uomini da contrapporre a 21S ,OOO l?rancesi, e per cli più, aveva sa. puto della divisione di cavalleria giunta ·a Priero, la quale avreb-
. GUEllR,\ _NELL' APPENNINO I.A 458 begli resa la ritirala, se non impossibile, almeno difficilissinrn. In conseguenza, nella notte del 20, lasciò le sue posizioni con l'inten- · zione di presentare nuovamente il fro.1Ùe in quelle altrel.to1;to buone e forti di Vico e del Bricchello presso Mondovì. Egli sperava che Beanlieu avrebbe posto fine alla sua. inesplicabile inerzia e c,he, col di IL1i concorso, gìi sarebbe stato possibile di tentare qualche operazione fortuna.la, laqmtlevalessea. liberare il .Piemonte. Questo concetto era giusto, ma il Colli non calcolò gli effeLLi disastrosi, che le ritirate sogliono produrre sul morale delle truppe, anco le più Yalorose. · Narra il Jomini, che fu indicibile lo stupore e la. gioia dei repubblicani quando trovarono .sgombre quelle posizioni che credevano, per la falla 1"irova, dovessero costar loro tanto sangue. Da questa inaspettata ritirata Buonaparte trasse argomento per giudicare dello scoramento.dell'avversario e, con l'usata energia, mandò senz'altro ad inseguirlo la brigata Serrurier, con tutta la cavalleria . e. l'artiglieria disponibile. I Piemontesi furono raggiunti a Vico . Colti, nel loro movimento retrogrado, quei soldati, che avevano combattuto, con tanto valore, e vinto alla Pedagiera e a S. Michele tentennarono ed opposero fiacca resistenza. A gran fatica lo stesso Colli potè frenarne la ritirata., concentrare 6 battaglioni di grnnatieri sull'altop iano de! Bricchello e mellervi in batteria 4. pezzi :i quali arresta.Hno ~i colpo le brigate 17iorella e Dommnrtin. Ma in quella ecco sopraggiungere la brigata Guyenx, 1 che, visibilmente accennaYa àd impadronirsi della stessa Mondovì, ed avanzarsi di fronle .l'inleea. divi,; ione Meynier; che aveva varcala la Corsaglia su ponti provvisori a S . .Michele. Cadevano da ògni la.Lo i regi e tra gli altri La Bo issière e S1>ubeyran savoiardi, Serafino Decand iacomandnnte dei granatieri di Sardegna e d' Agl inno ufficiale di stn,10 maggiore, piemon tesi ambedue. Lo stesso eroico D.ichat spirava, colpito in fronte da una palla e la morte di un capo~ tanto amaL0 e stimalo,. metteva lo sgomento nelle file, sicchè in breve era. perdola la posizione del Bricchetto . Ormai sarebbe sta ta fo llia continuare la pugna: Colli dette l'ordine della ritira.La e potè passare l'Ellero sotto Mondovì. ,Il vecchio e valente generale Dellera, rimasto nelle antiche rnvra della città con alcune compagnie del reggimento guardie e 300
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svizzeri, frenò l'inseguente nemico, ma non potè evitare la prigionia. Si rilirava il piccolo esercito pi·emontese1 gravemente percosso, ma non rotto o sbandato. Quanto vigore ancor gli restasse, esperimentò il generale Stengel, che v::i.rcato l'Ellero, volle lanciarsi, con alcuni squadroni di usseri sulle sue traccie. Caricalo egli stesso, con disperato valore, dai drngoni del re, pel'iva nello scontro, trnfitto di spada, mentre parte de'suoi cadevano prigionieri ed il resto trovava sah,e~za nella fuga. In questa. avvisagl ia trovoss i uffìciale in sòtl'ordine, quel Murat, che in breve doveva acquistarsi tanta farri.a come generale di cavalleria . Questa giornata del 2,1 aprile, rimasta nella storia sotto il nome di battaglia di Vico o di Mondovì, fu perduta dai Piemontesi, ma non senza. g\oria. Dopo aver sostenuti infiniti stenti e tanli combattimenti essi si trovarono di fronte ad un nemico reso audace dal numero e dal successo e non pertanto rin. scìrnno a ridursi dietro all'Ellero, presso Foss.ano, col solo sacrificio di 800 uomini e di 8 cannoni ,- mentre ben mille francesi restavano sul camp0. 1 Qui sospenderò la mia narrazione. Sebbene rimanessero al Re di Sardegna lanle belle fortezze come Cuneo, Alessandria, Tortona, alle quali il piccolo esercito francese, mancante di parchi adatti, non avrebbe potuto, senza frazionarsi, porre l'assedio, sebbene un esercito cli 20000 Sardi sotto il principe di C[lrignano fosse ancora intalto, sebbene il Colli avesse riunito dietro la Stura in buone posizioni , appoggiata la destra a Cuneo e la sinistra a. Cherasco, ben diecimila agguerriti soldati, sebbene si dovesse pur credere, che B'eau lieu coi suoi 20000 uomini, si sarebbe finalmente mosso, prevalse nei regi consigli il proponimento di venire ai gravosi ticcordi conclusi a. Cherasco il 28 aprile. E più gravoso ancora. fu il tratlato . definitivo segnato il 15 di maggio per il quale S. M. Sarda rinunciava alla coalizione, accordava. il passo alle trnppe francesi, Io rifiL11ava alle altre nazioni, cedeva formalmente il ducato . di Savoia e le contee di Nizza, di Tenda e di Breni l; lasciava in mano f\i Francesi le fortezze di Alessandria, di Ccvn, di Cuneo e di Tortona ed acconsentiva che i forti di Exilles, della llrunella e di Susa fossero smantellati a spese dello stesso Piemonte. ·
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LA. GUERRA l'iELL' Al'l'EXXll'iO (i\101'iTF.1'iOTTE , DEGO, co·:;sEEIIA , s . MIC~TELE, M01'iDOYÌ) ,, 79G
· CONCLUSIONE.
Quanti ammnesll'aroenLi dà questa campagna I ~el campo sll'ategico l'errore capitale della frazionala estesissima dislocazione del!' esercito austro-sardo porta· inesorab il men te i suoi fruui. In nessun punto quest'esercito può raccogliere più di ,1000 uomini, per opporli alle forze molto maggiori, con cui un:Uvversario , più debole, ma più ardilo, più energico. più concentrato, Io investe. Nel campo LaLtico vediamq i Francesi impiegare quasi in ogni ?P~razione, l'ol'Cline sparso e più colonne, le quali concorron o, col1 rns,eme, vers~ un solo obieLLivo,. che investivano contemporaneamente di fronte e di fianco . Nel campo politico il PiemonLe ammaestra di quanto poco 0aiovamento per difendere il suo lo della patria., sia l'ainto di genti straniere, specia lmente quando queste sono mosse da interessi di~ versi dai nostri. Nè meno fertili d'insegnamento, nè meno degni cli considerazione sono l' errore di data commesso dall'Argenteàu nel compilare l'ordine diretto a Vukassovich, perchè forse da quello dipese, in gran parte, il mal esito della campagna; la poca cura dei Francesi nell'adottare le misure di sicurezza e la lol'o abitudine di disperdel'si e darsi al vino e al bagordo, specie dopo la villori a. L'ufficiale posto a Mioglia col picchetto cli osservazi one si lascia sorprendere; sorpresa è pure l'intera divisione Laharpe a Dego e per poco avessi proseguito la narrazione della campagna avre: dovuto parlare della sorpresa di Codogno, in cui lo stesso Laharpe, che pnr era buono e valente generale, lasciò la Yita, vuolsi, ucciso nella confusione dai suoi stessi soldati. La condot.ta del general e Colli rnel'ila speciale considerazione. Que:;Lo distinto ufficiale si era già acqLtistala ottima fama, nell e campagne dal 91 al 93 militando pel Piemonte; ed a lui spella princi palmente il merito della vittoria dell'Authion, oltcnnta dalle armi piemontesi sull e franc esi il 12 giugno ,1793 . Quantunque g~ne1;alo dell'Austria, egli si sentiva italiano nel fondo del cuore emise tulle 1
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il suo ingegno, tutto il suo valorn in ·servizio del· Re di Sardeana n ' non esitando nemmeno a louare con parole e con fatti contro i marescialli imperial i Devins, WaJlis e Beaulieu, malgrado fossero a lui superi ori, quando stavano per eseguire movimenti od azioni mili lari, perniciosi al Piemonte. In quest'ultima guerra, egli propose, fin dal principio, due piani razionalissimi e di facile esecuzione: lasciato dal generale in capo senza ordini precisi, senza notizie di quanto avveniva, è naturale che portasse il suo aiuto con cautela a Cosseria ed a .Mon Lezemolo· rimasto quindi in balìn di se stesso, ma ridotto alle sole sue forr.e'. cl1e erano la terza parle di quelle dell'avversario , confidò nel suo valore e compì la i-i ti r:lla dalla Dol'mida alla Sturn., dopo essere riuscito vittorioso in due combaLLirnenti ed aver trattenuto, ben sei giorn i, il primo capitano dei secoli, dando tempo.a Beaulieu (se avesse saputo e voluto), di acconere a. rialzare le sorti della I')crue1Ta·' • dando tempo alla Cori.e di Torino di far con.vergere in difesa della .capitale le numerose truppe, i-imasLe ancora intalle alla frontiera. ed in difesa del regno quelle che presidiavano le belle fortezze di Tortona, di )Iessanvue, di Cnneo, di Ceva, di Exilles, della Brnnella e di Susa. Ma non appena il Co lli seppe conchiuso l'armistizio, per il quale la sua valente spada più non bisognava a! Piemonte il 29 aprile, mandale le sue dimissioni, lasciava con dolore l'esercito piemontese, che stimava ed amava e da. cui era stimalo ed amato · si ' opponeva risolutamente a che le truppe ausiliarie imperiali restassero inoperose, come pattuiva l'armistizio, e le avvia,•a in fretta Beaulieu, presso cui egli stesso recavasi ad assume.re un nuovo comando, nel quale si distinse in questa stessa cam pngna, sollo Mantova ed allrove. · Nè voglio, in. queste considerazioni, passar sollo silenzio quanta parte avesse, quanto spicéasse, anche in quesle guerre il senno ed il valore ita liauo. Duonaparte, Massena, Rusca , Cervoni, Fiorell a, . (e nomino solo i principali) nel campo fran cese, Colli, Provera, nel éampo austriaco, Vitali, Ghino, Dellera, nel Carrello, il marchese Colli-Ricci di Felizzano e mille altri nel campo piemontese sono alta prova d.i qnanlo gl'Ilaliani di ogni prnviocia po3sano in guerra, se1nprechè l<i bassci inviclia non tarpi le ali agli alti ingegni, semprechè con guida sicura, sia loro assegnalo uno scopo. li'aLalità volle che parte
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di quei valenli si adoprassero 'per stranieri interessi; ma ci è lecito trarre argomento dalle loro gesta e da quelle cli tanti Ilaliani che combatterono gloi'iosamente per ·Napoleone, dlJ. cui spera.vano la redenzione della patria per smentire ora e sempre la falsa voce che · l'antico valore sia spento nei nostri petti. Che dirò. infine dell'esercito piemontese se non che esso merita indiscutibile ammirazione? Per ben cinque anni egli fu il valoroso e tenace guardiano delle .Alpi, sparse a rivi in quelle balze il ' generoso sangue, vi ottenne ben spesso raggtiardevoli successi e ci lasciò perenne ammaestramento di quanto valga, per la difesa di Italia, il gigantesco antemurale che la naturà le diede. Un solo motto aggiungerò ancora: l'esercito italiano possa, siccome lo vuole, confidente nelle sole sue forze, diretto con decisione, unità di concetto, e salda concordia nei capi ~mularne il cavalleresco valore, il caldo amor cli patria, la. calda fede nella Dinastia di Savoia.
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LEVA SUI GIOVANI NATI NELL'ANNO 1863 DELLE VICENDE DEL R. ESERCITO dal 1° ottobri' 1883 al 30 giugno 1884.
nclazionc del tenente generalo F&oc:mco Tonns a S. E. il Mini,tro della guerra.
FILIPPO ZEYI
Capitano nel 47° fanteria.
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Il tenente generale senatore Torre, direttore generale delle leve e truppa al Ministero della guerra , ha testè inaspettatamenie pubblicata la sua 2.·1• Relazione stilla leva e' sulle ·vicende del R. eserc,;tò. Dicia1no inaspettatamente po,ichè nei '.20 anni passati tale Relazione veniva sempre alla luce nei primi mesi dell'anno ed abbracciava· le operazioni di un'intera leva e le vicende dell'esercito dal 1° ottobre di un anno al 30 settembre del &uccessi vo. Ora invece il chiarissimo autore, per invito avutone dal cessato Ministro Ferrero, ha stabilito che le sue Relazioni annuali coincidessero · coll'anno fìna.nziario, e quindi si riferissero al periodo di tempo dal 1° luglio di un anno al 30 giugno del successivo, cosa che presenta molti vantaggi per chi ha bisogno di dati statistici, e che ora fu potuta agevolmente mettere ìn pratica stante l'autieipazione della chiamata della leva·, le cui operazioni non più aell'autunno e nell'inverno, ma nell'estate hanno ora normalmente luogo. · Conseguentemente mèntre la Relazione comprende, con molta maggiore sollecitudine, le operazioni tutte della leva sui nati :nel '1863 , per quanto riguarda le vicende del R. esercito si limita in via eccezionale e per questa volta, ad un periodo di tempo di ~oli . 9 mesi, circostanza di cui bisogna tener conto nello studio delle varie cifre degli aumenti e diminuzioni, le quali sono inferiori a quelle degli anni decorsi appunto. perchè si riferiscono a tre quarti d'anno. Premessa questa essenr.iale dichiarazione eccoci a spigolare per sommi capi le più interessanti notizie che cruel documento ci porge.
DBLLA LEVA SUI GJOYA~ l NATI NELL' ANNO
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E DEUE VICENDE DEL R. ESERCITO
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A questi •1,190,li55 aggi unti i 1,722 ufficiali nella posizione di servizio ausi liario, i 5,255 ulliciali della milizia territoriale, i 3,616 ufficiali della risen·a ed i 1,012,570 uomini di milizia territoriale, si avevano io quel giorno nomini 2,273,6•18. Tutte le forze militari di ogni specie del regno ascendendo :i.I 30 sellembre del 1883 a 2,-1-19,250 uomini, si nota in questi nove mesi un incremento complessivo di ben 1 M,368 soldati, la maggior parte nell'esercito permanente. Difatti qnesto si avvantaggia di 81,166 uomin.i; !a milizia mobile cli 7,274,; la milizia territoriale di 4-4- ,64-'.2 . Gli ufficiali in attività di servizio sono aumentati di 65; gli ufficiali di complemento nell'esercito permanente di 36 I e nella milizia mobile di H7; quelli in posiziouc ausiliaria ùi 189; quelli innne di milizia territoriale di 513. È solo da notare, rispetto all'aumento dell 'esercito permanente, che mentre nella situ:izione in disamina è compreso tutto il contingente della classe 1863, non no è ancora diffalcata la classe 1855, la quale col giorno -1° luglio ultimo fece bensì pnssaggio alla milizia mohile, ma in fondo rapprese111a i due terzi del con.tingente che con la venuta del la classe 1863 · rinforzò l'esercito di prima linea, Così pure nella milizia mobile è ancora compresa la classe 185·1, che co l giorno stesso fece passaggio nlla territoriale, mn che anche essa è assai inferiore a quella 1855 acquistata contomporanenmeute da dew1 milizin mobile. Ad ogni modo l'aumento complessivo cli oltre 150,000 uomini esiste ed è molto confortante. Al 30 giugno 1884 gl i uomini sotto le armi erano 22•1,838 fra i quali sono compresi 21, 7t5 carabinieri e così oltre 5·1,000 di più dell'anno precedente, perchè al 30 giugnp la classe 11nziana era ancora sotto le armi . Quelli ascritti all'esercito permanente erano per grado così distinti: 1
I. Il 30 giugno 1884 gli nom,m descritti nei ruoli mil itari dell'esercito permaùente e della milizia mobile erano : 1,'190,455 cioè 841, 93•1 dell'esercito permanente e 384,52,i della milizia mobile. 1
E serc'ito permanente. Reggimen ti di fanteria Di;;tretti militari n cggimcn ti alpini Bcrsaglieri Cavalleria Artiglieria - Genio . Carabiuieri rcàli Scuole mi li tari e riparti d'_istrnzione Compagn ie di s:mità Compag11ie di sussistenza Corpo im·alidi e veterani Depositi dei caval li stalloni Compagnie di disciplina Uomini di governo Stabilim(>nt.i Compagnie carcerati militari di pena ) Compagnie reclusi . Nei reclusori. . . Ufficiali in servizio auivo, in disponibilità ed aspettativa. Ufficiali ·di complemento
M-il'izia m.ob'ile. Fanteria di linea e bersaglieri Beggimen ti alpi ni Artiglieria Genio . Carabinieri reali Compagnie di sa nità Compagnie di sussistenza . TJrficiali . Ufficiali di corri plemon to
285,636 282,287 23,4 -12 46,/i.t\3 3 1,8.i-5 89,792 2·1,·163 iH,7r.5
5,542 9,336 3,9·19 580 252 1,620 36 1 5z7 378 18!~
1
8,i-·1,93·1
1
1
1
12,979 3,290
1
306,638 3,535 25,696 Uli.i8 138 3,267 2,·186 1, 049 1,057
GRADO
348,5,2i-
Esercito permanente
2,~,{~62 79,99 1 72·1,209
Sottufficiali Caporali . Soldati (1)
1
Totale
825,662
(l) Fra i soldati sono compresi i carabinieri soroplici.
3? -
ANNO XXIX, \'OL IV
Milizia mobile
Nume r o totalo
5,633 30 ,095 ,1,10,082 30,091 310,69{~ 1,03·1, 903 34-6,6- 118 J 1, 1172,080
466
DELLA LEVA SUI GIOVANI NATI NEl,L'ANNO
1$63
E DELLE VICENDE DEL R, ESERCITO
Il numero dei _sottufficiali è accresciuto rii circa 5000, cosa che dà bene a sperare pet quadri dell'esercito e della milizia.
Ecco gli elementi che r:ippresentano la forza complessiva dell'esercito permanente e della milizia mobile:
La specie di arruolamento di tutti questi militari era la seguente : · BSEIICI TO p e r man e nte
Milizia Esercito permanente mobile
MI LIZ IA
mobile
-- A ._---- -- A~---Numero
Quota
percentuale
l\umero
Quota
porcontual
787,860
95,4-2
34'2,679
98, 92
•I 7,H8
2, ,11
1,4-01
0,4-0
Volontari di un anno
1,338
0,16
Yolontai·i che già fecero l'anno di servizio
5,033
0,61
Volontari che oU-ennero di ritardare l'anno di servizio.
1,995
0,2,i.
Inscritti di le,1 a Volontari ordinari .
,( ,989
0,57
G,'13
Surrogati ordinari
0,00
0,00 0,09
4,554-
o,rn
Raffermati senza premio per u a anno .
1,4-09
0,1 7
Classi di 2• categoria in congedo illimitato
332,813 ·182, ,i88 274 ,OH 163,930
Uomini con ferma permanente di 8 anni, sotto le armi
22,940
Uomini con ferma sospesa (Stabili menli militari di pena)
'1,689
Uomini senza limiti di fermo (Veterani) .
8H
Minori di anni ,t 8 . Maggiori di anni 18 e minori di 2·1 Dai 2•1 ai 25 anni
44-3
0,05
Raffermati cou premio per tre anni
6,4-76
0,78
Dai 30 ai ,i.O anni
Servizio sedentario
633
0,08
Oltre i
Estranei all'esercit-0
320
0,0,i.
Dai '.2.5 ai 30 anni
23
0,01
Esercito
Mi I i z i n
permanente
mobile
- - - --
Raffermati per un auuo con soprassoldo .
Scambi di numero
496,395
Ed ecco la proporzione per cento dell'età dei singoli militari :
Studenti universitari che ottennero di ritardare il servizio
Surrogati di fratello
Classi di '1" categoria con { sotto le .irmi · ferma temporanea. ( in congedo illimitato
io
anni .
0,01 3,4.5 56,86
4,4-5
38,38
.\.5,0•1
·1,07
53,54-
0,0
La forza della milizia territoriale al 30 giugno ·I 88,} risultava di 1 ,072,570, cioè: sottufftc:ali ,1'.2,930, r:iporali ,~.0,02.1, soldati 1 ,0'19,649. Essi provenivano :
468
DELLA LEVA SUI GIOVANI NATI NEf,L\\,NNO
.Qall 'eserc1to pevmanente dopo compiuta la ferma temporan.ea di ann i ·12 (uom ini appartenenti aJie compagnie operai da. .costa, alle compagnie del treno ed alle compagn ie di sauità), uonchè quelli di cavalleria delle dassi l8t6·, 1847, 1848, 184'.9, 1850, ,185 1, ,(852. e 1853. . . . . . 27,6i4. Dall'esercito permanente dopo compiuta la ferma perma. nente (sottufficial-i, carabinieri, assoldati, riassoldati , raffCÌ'mati) · . · '17,640 Dalia mil izia mobilè al termine della forma temp.ornnea (,uo.mm1 delle classi il845., 184,6, 18i7, il848, ,1849 e 1850. ,t 58,906 Dalla m ilizia mobile (uomini di 2.• categoria delle classi · 1-846, :181).7, ~818, 18,ì9, 1850·, 135,1 e 11852) • . . 28.6,8,H Dalla leva sulle classi 1855, 1856, 1857, '1858, 1859, 4860, '1861 , . 4862 e. 1863 (uomini assegnati· alla 3a cateooria in virtù degli articoli 86, 87 e 88. della legge) . ~ . . 557;883 Dall'esercito permanente e dalla. mili,7;ia mobile (uomi-ni delle, f o e 2e caregorie. passati- alla 3" i,n virtù degli art. 95 e ·96 della l.egge) . 23, 6:23 1,072,570 1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
{69
E DELLE VJCEN·DE DEI, R, ESERCITO
1863
1
1
Su per giù le -proporzioni delle diverse · co:tegol'ie cli esiti dì len sono le 'Stesse di quèlle precedenti, salvo pei riformati, il ·cui numero è stato assai maggiore, e la tni proporzicme percentuale è conseguen· temente superiore del 2.,!~3 a quella della leva sul la classe ,(862., effetto delle rnodiricazioui arrecate agl i art. 78 e 80 del Testo unico -delle leggi sul reclutamento dalle altre leggi 29 giugno ,1882. e 8 luglio 1883, mercè le quali fu ammesso il r imando degli inscritti di dubbia i.doneitit a due leve successive, e portato il minimo della statura da metri 1,5G ,a metri ,( ,55. Per dimostrare infatti quali furono i risultati che si ottennero in qcuesta leva per ,effetto di tali modificazioni, l'autore pubblica il 'seguente specchio dal qua le si desume il .numero degli 'inscritti delle Jeve precede.nti che sarebbero stati riformati in occasione della propria leva, nnzichè esser mandati rivedibili, qualora quei due articoli non fossero stati m'odificati.
a·
, · p (dalla classe ,1861 alla classe 1186z . . . Per cl eIn:,enza , e- l . rimetro toracico. per I~ stesso mo.t1vo 1, eallaqu1nd1 classe .rn63 . . . . 2,082
IL
· Sul le liste d'estrazione de li.a classe ,1863 erano inscritti 344.,,135 . giovani; quindL in questa leva vi furono 33,539 uomini più che i:iella p11eaed.P-n te . . L'esito dell'esame di essi fu il seguente: . ,i,087 cioè ,1,,18 per cento .· Cancel lati dalle liste . Riformati . · ))' . G6,2.59 ->> ·19,2.5 Rimandati alla prossima leva G9,2.79 » 20,43 )) Dichiaratit renitenti 9,88,i. )) 2.,87 Computati nel conti ngente di 1a criteg. 7$,992 ,, 2.2.,0.8 » Assegnati alla 2.n ·categoria 33,795 )) 9,83 · Assegirnti alla 3a categoria · . 8 1,8,iJ. » 24,66 )) 3(1.4.,,(40 )l 100,00 Deducendbsi i volontari di uu anno, i premunitisi pel volontariato stesso, prosc,oltì dall'arruolamento ed assegnati ali.a 3J ca,teg_oria.,. m:a· comptltati iu 1a, 5 )) )). 0,00 3H,135 400,00,
6,2.2.3
Per. debole co~titu- ldalla classe 186·1 alla classe 1862. 1:e e perb.1?fec rz1?ta e qnindi per lo stesso motivo m1 - sana 11, '0 1 ,. tempo . . . . · alla classe ,1863 . . . • 4,h·1 1
1
dalla classe 1861 alla classe ,1862 e quindi per· lo stesso motiì'O Per difetto di ·staiilla classe ,(863 . . 2.,6'36 tura dnlla classe il862 l'imand:iti alla classe ·1863 t 64,1 \dell a ·Classe 4863 3,230 1
10,507
1
:(6,'730 ·
))
1
1
Le imperfezioni, malattie e deformità che diedero luogo a maggiori riforme furono: la deficienza di perimetro torncico in rapporto alla statura (·15,5 1 per cento snl numero dei rifomiati), le ernie viscerali (7,'0,t), .la debolezza di costituzione (5,4-2) , i vi~i di conformazione àel casso toracico (2,H), i gozzi (2,33), le alterazioni organiche del globo dell'occhio (2, 19). Il maggior m1mero di riforme si ebbe nelle 'Provincie di Catanzav0, 1
1
r
470
DELI,A LEVA SUI GIOVANI NATI NELL'A NNO
•I863
Sondrio, Reggio Ca!abria, Cagliari, Catania,, Bergamo, Napoli, Sassari, Benevento e Caltan,;;;setta. Le provincie che diedero minor numero fur~no Pado,'.1', J.ncca, Rovigo, Venezia, Mantova, Modena , Verona, , 1cenza, Prncenza, Reggio Emilia. Degli uomini di •I U: di 2a e di 3a cate"oria o ' sapevano leggere e scrivere. 95,9,i •I cioè 49,30 per cento ~apevano soltanto leggere . 5,337 » 2,8·1 » non sapevano nè leggere nè scri'vere 93,348 )) 47,96 )) Anch~. ques_t'anno si mantiene costante il lento miglioramento nel grado. d 1_str~z10ne letteraria, che _si era osservato negli anni precedenti, benche s1 srn ancora molto lungi dalla mèta desiderata ad onta delle spese e de' sacrifìzi fatti dal Governo per la diff11sione 'dell' istruzione primaria. Il ~aggior numero di renitenti si verificò nelle provincie di Genova, Napol,, Cosenza, Sale~no,. Messina, Potenza, Livorno, Belluno, MassaCarr_ara e Como, ed 11 mmor- numero in qnelle di Siena, Firenzt1, Ho~1go, Bo!og~a, Ravenna, Arezzo, Forlì, J?oggia, Perugia e Padova. · I c~rcondan d1 Cento, ,Civitavecchia, Lugo, Rocca S. Casci.ino, Siena e \ erolanuova non ebbero alcun renitente. ..se. si detnJggono dai 72,823 inscritti di ·1 a categoria, tnttì quelli che grn s_, _trovavano s?tto le ~rmi perchè volontari di un anno od ordinari, quel!t. lf~ ca_rce~e.' 1. morti dopo l'arruolamento, i disertori, gli allievi neg~1 1st1t:111 militari, gli ufficiali ecc., risulterà che gli assegnati ai van_ coq~, del _R. esercito ascendevano a 69,080 uomini. ~, essi venne:o ri:s~gnati ai granatieri 7%, ai reggimenti ai fanter}a ~9,~,1~, agh alpmt 3"13, ai ,hersaglieri 47 10, aJJa cavalleria 5884, ali art,gliena da campagna 6592, a quella da fortezza 22.6,1 ·al oenio 225 1, ai c11rabinieri reali 2032, ai reparti d'istruzione /f7;!,,' il rimanente alle compagnie di sanità e di sussistenza e ad altri servizi diversi. 1
1
III.
Gli arruolamenti volontari ordinari ed i passaggi per libera elezione: dalla 2.a e 3a alla ,1a categoria dal 1° ottobre al 30 giu,,no •I 884 fu~o_no 3,J65, superando nei I).Ove mesi suindicati <li circa 500 quelli delI mtero anno precedente. Di questi, 2160 avvennero nei reparti cl'i-
E DELLE VICENDE DEL R. ESERCITO
struzione, ed anche qui il numero fu assai maggiore per effetto della nuova istitnzioue dei plotoni d'istruzione degli allievi sottufficiali presso alcu_ni reggimenti di fanteria, bersaglieri ed alpini, ist.ituzione che ha avuto principio col 1° dicembre ·1883. Siccome però nel periodo di tempo abbracciato dalla Relazione non ebbe luogo alcuna uscita di allievi da quei reparti, cosi non si riferire l'esito avuto da quelli arruolatisi nel 1882 e 1883.
può
La 19• ammissione dei volontari di un anno che si chiuse il 30 giugno scorso, risultò presso a poco come quella dell'anno precedente, essendo asces:1 complessivamente a 608 giovani dei quali 350 per intraprendere il servizio il 1° novembre successivo e 258 per ritardarlo sino al 26° anno di età. Anche il numero dei premuniti fu .assai minore per essere asceso a 573, mentre l'anno precedente fn di 623. ' Nel periodo dei nove mesi cioè dal •I O ottobre ,1883 al 30 giugno ·I88i vennero concesse 2076 rafferme con premio con le quali il numero totale delle rafferme dalla loro istitnzioue ascende a 17,4-39. Però queste rafferme per effetto, della legge sullo stato dei soltuffi. •I884-, non v:engono ciali dell'8 luglio 1883, a cl.i lare 'dal •I O gennaio . concesse che ai militari dell'arma dei carabinieri reali, ai gradullti dei depositi cavalli stalloni ed a quelli degli stabilimenti militari dì pena e compllgnie di disciplina, ai musicanti, trombettieri, sellai, armaiuoli e maniscalchi, mentr<l ai soltuffìciali in genere delle altre armi, sono concesse le rnfferme con so prassoldo, istituite colla suddetta legge del1'8 luglio. Com'è noto, nel corso dr.I l' anno •I884-, a causa delle penose con. dizioni sanitarie di molte pro'viucie del regno, non ebbe luogo alcuna chiamata all'istruzione di classi in congedo illi_mitato, e quelle determinate con R. Decreto 6 marzo ,1884- vennero rinviate ad :.dtro tempo, nè si sa ae avranno luogo altrimenti. Nei vari gradi della truppa avvennero 2i,572 promozioni, 249 .50spens,oni, e 89'.2 retrocessioni. Il numero delle promozioni è quasi doppio di quell o dell'anno precedente per diverse ragioni, formazione di nuovi quadri, promozione di caporali nrnggiori partenti in congedo, nomine a sergente de' volontari di un anno già congedati_, ecc., ecc. Le retrocessioni <lei sott.ufficinli furono causate dalle seguenti mancanze: cattiva condotta abituale, infrazioni alla disciplina, del.Jiti con inferiori, furto, prevaricazione, appropriazione indebita, e mancanze in servizio.
DELLA LEVA SUI GIOVAN[ NATI NELL ',urno
Hi63
Nel periodo •di nove mesi furono 808 i militari ohe passarono ·nelle compagnie di disciplina , dei quali 3n dopo avere espi:it11 una condanna per furto. Alla reclusione, alle compagnie reclusi e carceratii furono inviati 1526 uomini , fra i qtrnli ve ne erano 283 per diserzione, 307 per furto e 235 per insubordinazione. · Fra mi litari in attività di servizio e le reclute della classe ,1863 che senza giustificato motivo non risposero alla chiamata sotto le armi avvennero 64·1 diserzioni, cifra sempre minore in confr~nto di. quelle degli anni precedenti. · I militari ohe venneÌ'o congedati in seguito a rassegna di rimando furono 2552. (èifra anche questa volta inferiore u quella dell'nnno avanti), . dei qua li 555 reclute, 61~6 uomini del la precedente leva che raggiunsero un anno dopo le bandiere e 304 uomini di 2a categoria. Di questi, soli 23 furono giudicati inabili por cause di servizio. I.e principali cause di riforma furono : la tubercolosi polmonare e le altre alterazioni organiche dell'apparato respieatorio, le ern ie viscerali, . i vizi organici del cuore, le cachessie, ecc. · I militari morti sotto le nrmi dal 1° ottobre ·1883 al 30 giugno ·l 884- ascesero a 1768. Di questi morirono per cause di servizio 19, dei quali 6 appartenevano all'arma dei carabinieri reali, 62 per suicidio, di cui 19 nell'arma .stessa. Tutte le armi hanno port.1to il loro tributo al suicidio, la cui proporzione per mille sulla forza media dei militari sotto le 11 riui , è la seguente : Corpo inval idi e -veterani Carabinieri reali . Compagnie di sanità . · Scuole militari Càvalleria Bersaglieri Artigl ieria Fanteria Distretti militari
4,82 0,88 0,62. 0,50 0,37 0,23
0;2.,1
O,::H 0,-14
Salvo I ievi differenze, le Ì)roporzioni sono le stesse dell'nnno avanti.
In complesso il numero dei morti sta nlla media della forza sotto le armi nella proporzione dell'8,4-3 per mille, nel solo periodo di nove mesi.
E DELLE VICENDE DE L Il . ESEfiCITO
Nelle vnrie armi la proporzione della mortalità è rappresentata dalle medie segucnt.i: Reggimenti di fanteria · Distretti militari Reggimenti alpini Bersnglieri . Cavalleria Artiglieria . Genio . Carabinieri reali . ~ Scuole militari . Cornpagnie di sanità Compagnie cli sussistenza . 'Corpo invalidi e veteran·i . Compagnie ·di <lisci plina e stabilimenti roiJitari di pena . . . . .
9,52.
8,39 4-,88 7,9·1 7, ·16 8,9·1 6,32. 6,93 .
4,75 ,(,I ,12.
5, 90
Molte altre interessant} notizie e molti utili confronti potrebbero 1ricavarsi dai volumi statistici del generale Torre, ma i confini cli una semplice recensione ci costringono a far qui punto, invitan'du i cul·tori delle cose militari e delle scienze sociali ad esaminare quei volumi, ove troveranno larga messe pei loro studi. -
~
ir-"l!_r ---- ~ ~ - - - - - - - - ~ - - - - - - . , . ~ - - ~ - - - - ~ - - - - - - -
I
ii-75
nIYISTA ESTER.\
Dnl •I 877 fino al 1879 il reggimento pionieri ebbe maggior numero di malati di tutte le altre mni ('1881 ¼o, 2378 °loo, 2·126 ¼o della forza media), mentre nel ·1876 fu in migliori condizioni dei cacciatori e della fnuteria. Come già da molli anni, la truppa di sanità fu anche nel 11879 quella che ammalò meno ( 102-1- ¼ 0 ) e dopo questa il corpo del treno ( 105·1 °/ 00 ) . In confronto con l'anno precedente, la proporzione dei malati in tutte le ·armi, ad eccezione della cavalleria, della truppa di sanità e del treno, ebbe una diminuzione; rispetto agli nnni 18i7 e 1876 vi fu una piccoln di minuzione nella fanteria, nei cncciatori e nella cavalleria, considerevole nel treno; e per l'opposto nello artiglieria da fortezza, nel genio, nella truppa di sanità e noi reggimento pionieri si verificò un aumento progressivo. Le ammissioni negli stnbilimen ti snoitari militnri furono uel ·1879 più frequenti nella nrtiglieria eia for tezza (518 ¼ .) e nel genio (5·13 ¼o), qnindi nella truppa di sanità (505 ¼o) e nei pionieri (503 ¼o della forza); nella cavalleria più rare che nelle nitre armi (3/H ¾o). Nell'anno prima, la fanteria e il genio, nel 1877 la truppa di sanità e l' artiglieria da fortezz a, nel ·1876 la fanteria e la truppa di sanità ebbero iu. proporzione il maggior numero di malati negli stabilimenti sanitari; il minor numero lo ebbe in ambedue gli anni ultimamente ricordati il reggimento pionieri, nel 1878 il treno. Sl,lcondo le cli verse nazioua lità onde si com pone I' impero austroungat:ico, In proporzione doi malati in generale Il di quelli curati negli stabilimenti sanitari in particolare fu quale resulta d.il seguente quadro:
RIVISTA ESTERA
1
LE CONDIZIONI SANITARIE DELL'fSKRCITO AUSTRO-UNGARICO (J)
1
La forza media dell 'esercito essendo stata nel 1879 di 28•1 799 uomini.' vi ebb:ro nel corso dcli' an_no 4-18, 939 casi di malat;ia; proporzione equivalente a 1ii.87 °/ 00 della forza. Negli anni 1878, 1877 e 1876 · questa proporzione fu di 16'.20 ¾o 4507 %o e 11/~9(1. ¼ 0 , D! questi ,1'1 8,939 mnlati, 128,253 vale a dire 4-55 %o dell:i forza media furono ricoYerati negli stabili menti sanitari militari, di fronte a .4-93 ¼o, Hil. °lo? e i5 I ¼ o nei tre precedenti noni. Prendendo per · misnrn del la estensione delle malattie tutti i cnsi avvenuti su. ·1000 della forza, e per misurn della •intensità quelli aécolti ne<1li stabilimenti sanitari militari, si scorge che nel 1879 la estensione" delle malauie ~u u~ poco minore che nei tre r.nui antecedenti, la intensitil fu solo mfer1ore a quella dol 11878 (del 38. %0 ), nrn superò quella degli an ni 1877 e 1876 (dcll'11 ¾o e ,t ¼ 0) . Il maggior numero di malattie cadde nei mesi di lnol io e oennaio (1 35 °loo e ·I 34- 0/.o della forza media). Negli anni , "878 e .j876 in settcrnb'.·e, nel 1877 in giugno ( 158 ¾o H1 ¼ . e HY2 o;. Il numer.o minore lo ebbe il mese di settembre (I 08 °_100 dclln forza med ia); nellanno antecedente e nel "877 il fobbr.iio (H2 ¼o e 405 0 100) nel 1876 il dicembre. · ' ' Divisi sec_ondo le st:1gioni dell'anno , i malnti furono in primavera (marzo, npnle e maggio) 368, in estate 389, in autunno 357, in inverno 373 °/ oo della forza. 1
1
1
1
1
1
·
NAZ IO NAI.Il'i
I
Curati Malati in 1rnneralel negli st.abilirr.enti su !000 sanitari mìlitari · su 1000 della forza della forza
).
0
O) Die Sanità:ts-Vc1·Juilt-nisse cles K. K. Jfeel'e.i ·i m Jalwe 1879. 11. Theil. _ Ubei· An?r,tnung. d.es K. K. ll~ichs-brieos-1l!inislel'im11s ùea?'/1eitet imd /Jc1·a11-sge9eben von àe1 lII Seclion des leclnmchen mul administrnliven Jfili/ii.1·- Comitè.
-
Tedeschi.
A758
452
Mngiari .
4505
4-82
Czechi, Moravi e Sloveni
'150·1
,i-'f I
Polacchi.
·1347
386
Ruteni
135·1
HO
Cronti
183 1
524
Rumeni .
17H
M8
1
476
!\[VISTA
L'a ,estensjone e la intensità ·del le malattie furo no quindi minori nei Polacchi, maggiori nei Croati e nei )Rumeni. I Tedeschi ammalarono molto freqt~entemente, più spesso dei Rumeni , ma molto. più raramente entrarono negli .stabili menti sanitari militari. I Croati, i Tedeschi e i Rumeni forono più particolarmente travagliatt da alcune formo morbose; i Rumeni dalle febbri periodiche , i Croati da lle febbri periodicb.e e dal catarro bronchiale acuto, i Tedescb.i dnll'i leo tifo, dalln infiammazione tonsillare e dal cnta.rro a,;uto del lo stomaco. La tisi polmonare fu più frequente nei Tedeschi e nei Ruteui, In polmonite nei Rumen i, la pleurite nei Polaccl1i, il catarro int<{Stinale nei Tedeschi e nei Croati, le mrila ttie veneree e sifili tiche nei Ru meni, fì nàlmente il vaiolo nei Rumeni e nei Ruteui. Su \l·OOO malati vi ebbero 12. ufficiali, 10/~ sottufficiali , 88i ·caporali e soldati. In proporzione dellà ri.spettiva forza ammalarono più solda ti che sottufficial'i e ufficiali. Le giornate di malattia per ogni ,101110 di truppa dell 'esercito permanente furono ·19,8 ne'll'anuo 18'79. Nel 1878, 1877 e 11876 netoccarono a ciascuno 20, 0 - •18,2 - '18,7. La durata del'ia ·cura per ciascun caso di malattia fu in media di 12,5 giorni, essend::, stata di H ,7 nel ·187~, di H,8nel 1877, .di ,12, :1 nel 1876. Per gli uomiU:i lii truppa ourati nel l·e caserme o nelle proprie case, la durata dellJa ·cura fu per ciascun malato di 5,5 giorni, per quelli trattati negli stabilimenti sanitari mil itari di ~6,4.. Morirono nell'esercito permanente sotto le armi per causa di malattia ,187 uomini nelle casèri.ne e n~lle proprie abitazioni, 3331 negli stabilimenti sanitari militari, tota le 3518 uomini= 12,5 per 10.00 della forza media. Negli ·anni ·l 878, ,t 877 e 1876 questa mortalità fu di 12,4 ¼o, 1,6 ¾o, 1,9 ¼o , La maggior mortal ifa appa rtenne propòrzional mente al corpo del treno (32,8 •/ 00 ) , la minore all'artiglieria da campagna (6,8 ¼o della forza). La mortalità della fo'nteria ('12,4 "/oo) pareggiò la media generale, ftt minore quella dell'artigl ieria da fortezza e della cava lleria, menfre tutte le altre armi la superarono. Nei quattro anni dal 1876 al •1879 la morta li tà è and11ta crescendo di anno in anuo nella artiglieria .da fortezza, nei pionieri e nella truppa di snnità, leggermente diminuendo nella cava lleria. Nella fanter ia, nei cacciatori, nel gen io e nel treno, la mortalità fu negli anni ·l 878 e 1879 molto più eleva ta che negli anni 187.6 e ,1871. Ri ferita ai mala ti, la mortalità fu del 7,8 ¾o, Era stata del 7,3 nel ·1878, del i ,9 °/oo nel 1871 e del 5, 11 ¾ 0 nel ·1876 . 1
1
f
477
EStER,\
Rispetto alla nazionalità, morirono:·clei Tedesd1i ··15,7 /oo, . dei Ma~ giari 11 ,8 °l<,o, degli Czechi, Moravi e Sloveni H ,~ ¼o,, d~1 Polacchi 6,2 °loo, dei Ruteni lS, 9 °loo, dei Croati 17,9 ¼o dei Rumem 12, 7 ¼o della loro forza media, Le molto più fayorevoli condizion i dei Rutfni e dei Polacchi sono attribuite ai luoghi ove tennero guarnigione. Al mese rli "ennaio spetta nssolntamente e relativamente il maggior numero cli mo~ti, (1,H ¼o de.Ila forza), il mioore al mese di no.ven1bre (0,58 °/ ••). . . . . @0 Nella primavera e nello mverno la· proporzione cle1 mortL (4-,,., /oo - 3, 9 ¼o della forza) fn quasi doppia che nella estate e nello autunno ~2, i ¼ o - 2, 0 ¼o). . . . . Sn 1000 casi di morte in generale, 33 furono d1 uf.fi ciali ,, 92, d1 sottufficiali e 875 cli capori'l li e soldati. . Anche la mortali tà fu. negli ufficiali e sottllfficia li relativamente minore cbe nei soldati. · Le malattie che dettero il maggior numero di morti fur01Jo: la, febbre tifoidea (30,!~ °loo di tutti i cnsi di, morfo, 3,8 °/oo d.elln forza media) , la tisi polmonare ( 18,3 ¾ o del numero totale dei morti, 2~3 ¼o della forza) la infiammazione dei polmoni,. e della pleura ('12,7 ¼o del!a morta Ii til ·gen~rale, 1 , 6 °ioo della forza) .. Da .q'.1este. qt~attro malattie derivò la maggior mortalit/1, il 6'l ,,i. % d1 tutti I casi d1 morte. Oltre ques.ti morti per malattie, ve ne ebbero , 293 = 1,011, ¾o dell; forza media per suicidio, e ,J'.23 O, 4.3 °/,,, clella forza per lesione violenta accidentale. l e cause più frequenti di suicidio o tentato suicid io (65 casi) che poterono essere accertate fnr?~o : 8.2 V?l~e dispi~c.e~i in servizio 7/1, timore di una punizione, 22 debiti o d1ssest1 fio anz1ar1,. 20 disgns;o della vita. Furono s?ggetti a questi. su)cidi e .tentat!vi di suicidio 27 ufficiali 102 sottufficta·h, 229 soldat1. L arma m cui accad.dero più suicidi 'ru la cavalleria, dove ne ac~add~~o ~ eno i! treno. Il ma1wior numero successe nel mese di rnaggw, d mmor.e 1n settembr;~ Il mocl() più frequente di esecuzione f1L per col po d'an.na da fuoco, 274- casi = - 69 °/0 del numero totale; inoltre 39 casi_ pet appiccamento, H per avvelenamento, p~r annegamento,. ,1::l per ferita di punta o da taglio, 7 per prec1p1taz1011e. . . . Le morti per lesioni accidentnli accaddero 'più frequentL nel reggi: mento dei pionieri, meno frequenti nell'artiglieri~ da forte~za . I m:s1 di estate, giugno, luglio e agosto, ebbero :i;elat1vamente 11 maggt~r numero dei casi, quasi la metà, il 46 ¼ del numero tot~le. L~ dtsornzie più fceqnenti furono: in 58. casi l'annegamento, dei quah 33 occasione dei ba()'ni; in ,t 7 esplosioni d'arma da fuoco al bersaglio, alle manovre"'o per imprudenza, in 9 precipit.azione dall'alto 9
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RIVISTA
ESTF.RA
e caduta, in 9 calci di cavallo, in 6 asfissia per esalazioni di carbone acceso. Durante il ·1879, occorsero pure nell'esercito austriaco 80 casi di mutilazione volontaria, occasionati la maggior parte da dispiaceri in servizio. Vi ebbero poi 80 casi cli malattie mentali ::::: 0,2.8 ¼ o della forza . Nei tre anni precedenti questa proporzione era stata di 0,29 °/00 - 0,3·1 ¼o -.0,3~ °loo• . . . : . / Nessun caso d1 tait mala.ttie s1 verifico nel reggimento pionieri; dopo q ue$to ebbe il minor numero di casi , 0,'13 °1100 della forza il 11en:o· ' ti ' la proporzione maggiore toccò ai cacciatori; 0,62 °; 00 • Il maggior numero cli casi accadde in agosto, il minore in seitembrn. . Furono colpiti da alienazione mentale 24 ufficiali, H sottufficiali, 45 soldati. Negli ufficiali la pazzia fu, in ragione della loro forza, 6 volte più frequente ~he negli altri. Solo in 20 casi fu potuta rintracciare la causa della pazzia cioè in ,12 la disposizione ereditaria, in 6 una malattia dei cervello, in 2 l'abuso dei liquori spiritosi e la sifilide. Furono esonerati dal servizio per temporanea inabilità ,I O,i09 uomini -38 °/oo della forza media. Nei due anni precedenti questi congedi temporanei erano stati in ragione di 35 °/ 00 e nel "87·1 di 34- ¼o della forza. La truppa del genio ebbe nel ,1879 relativamente molti più congedi delle altre armi, cioè 101 ¾o della forza , il ~oppio quasi della artigli~ria da fortezza che ne ebbe 54 °/ 00 ; ne ebbero meno il treno 20 ¼o, la truppa di sanità . 2z ¼o e il reggimento pionieri 2.i ¼o· All'aumento di '{Ltesti congedi dal ·I 876 in poi contribuirono i cacciatori, il genio e i pionieri. Tra vrrli esonerati temporaneamente . da l servizio troviamo ,J 77 ufficiali = ,16 °/,,0 del numero totale, 889 sottufficiali 83 ¾o e 964-3 soldati 901 ¼ o in rapporto alla loro rispettiva forza molto meno ufficiali e sottufficiali che soldati. · Erano in . servizio da meno di tre mesi 8·17 . . .:. . i8 ¾o del nu.mero totale, 337,1 3,15 ¼ da tre mesi a un anno. Sicchè, più di ,1/ 3 dei congedati temporaneamente lo furono nel primo anno di servizio. Le principali mafottie e imperfezioni fisiche che dettero occasione a questi congedi furono la debolezza costituzionale, le febbri e la infezione malarica, il catarro 1Jronchiale cronico. I congedi per febbre tifoidea, per febbre e infezione malarica, dal 4876 al ·1878 sono andati di anno in anno diventando più frequenti, laddove il catarro bronchiale croù.ico e la infiammazione glandulare lasciano ved1Jre una ìenta diminuzione. .
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Per invalidità permanente furono nel 4879 riformati giubilnti o ammessi fra gli invalidi ,1,f 208 uomini di tutto l'esercito eguale a 4i ¼o . di tutta la forza compresa nei quadri. Erano stati "9 ¼o l'anno precedente e 15 ¼o nel ,J877 e 1876. · Su ,J 000 uomini di tutta la forza compresa nei quadri abbandonarono definitivamente il servizio 15 °/.o nella fanteria e nel genio, ·l!z ¼o nei cacciatori .e nelle cavalleria, ,J 1 ¼o nei pionieri, 1O ¼o nell'artiglieria da c~mpagna e nella truppa di sanità, 9 ¼o nell'artiglieria da fortezza e nel treno. Nell'anno precedente, le maggiùri perdite per invalidità toccarono la fanteria (2.3 ¼o) e il genio (20 ¼o), le minori l' artiglieria da fortezza e i pionieri ('12. ¼ 0 ). Nel ·1877 ebbe il maggior numero di riformati la fanteria (.J7 ¼o), nel 1876 la artiglieria da campagna ( 19 ¼o), il minore in ambedue gli anni il treno (5 0/oo di tutta la forza.) . Fra i diventati inabili .al servizio cbbervi 4:52 ufficiali a ,i.O ¼o, '134, sottufficiali ::::: 66 °/ 00 e ,J 0022 soldati a 89i ¼o del numero t~tale. Rispetto alla loro forza relativa furono più ufficiali e solda ti che sotturfìciali I 3/ i ai riformati appartenevano 'agli uomini presenti sotto le armi solo 1/ •i- alle classi di riserva. , .Le malattie e impedezioni fisiche che principalmente contribuirono alle riforme furono: la debolezza costituzionale, la tisi polmonare, il catarro bronchiale cronico, e le ernie viscerali. Di •I 000 riformati 3,i,5 erano in senrizio da meno di tre mesi, 164: da tre mesi a un anno; ossia 509 ¼o erano nel primo anno · di servizio . La statistica sanitaria dell'esercito auòtriaco riporta anche le morti dei soldati in congedo e di queJli della riserva che nel ,f 879 furono in numero di i685, le quali sommate alle ·morti dei soldati in attività di servizio ra 00 iunsero la proporzione e.li ,10.3 ¼o di tutta la forza compresa n;{ quadri. L'anno precedente era stata di 9.9, il ,f877 di 8,8, il ,1876 di 9,4. Secondo l'arma la mortalità variò fra 7,2 ¾o nell'artiglieria da campagna, fino a ,15,3 ¼o nel genio. La fanteria, i cacciatori, l'a~-: tiglieria da fortezza, il genio e il treno furono nel "878 e ·1 879 colp1tt dalla morte più che nel ,1876 e nel "877. Su ,1000 morti trovavansi ,152 ufficiali ::::: a ,f 8 °/oo del numero totale, 779 sottufficial i a 95 ¼ . e 7272 soldati 887 ¼o· Riferita alla loro rispettiva forza, la mortalità negli ufficiali uguagliò la media generale, fu minore nei sottufficiali, maggiore nei soldati..
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RIV.ISTA 480 Termina questa statistica con un cenno intorno al risult.i1to delle vaccina,zioni e rivaccinazioni, alle operazioni chirurgiche eseguite negli stabilimen ti sanitari militari ect alle autopsie anatomo-patologiche e giudiziarie. Nel 187~. fu1;ono vaccinati 276!1: uomini nei quali non scorgevasi alcuna cicatrtce. va.ccinica =9 ¼ della forza media (45 °/,0 , con esito positivo, 55 ¼ con: esito nullo) e 136Ht nei quali erano, visibili le cicatrici della praticata ,mccinazione = ·,i8 °loo della forza, media (3 1 °Vo 1 con esito positivo, 69 °lo con esito nullo). Nel decennio. 18-70-79 fnrono vacçinati .nell'esercito austro-ungarico M, 964, uomini a 209,2(1.9 rivaccinati .. Dei vaccinati '26',,I 0·1 e dei riV.3CCinati 62,337, ebbero esito positiÌvo.'. Questo esito oscillò nelle vac.cinazionì fra 42 ¼ e, 55 ¼-, nelle, rivacciinazioni fra 23 ¼ e 33°/~. Le operazioni ch.irurgiche eseguite negli stabiÌimenti sanitari militari durante l'anno 4879 furono tS58. Di •I 00 operati furono guaritÌ 91 ¼ migliorati fi. ¼, non. guariti 2 °/ 0 , morti. 3 ¼ .. Di 45 grandi, oper.a1.ioni (snodamenti,. amp11tazioni e resezio.ni) delle estremità guarirono 37 = 8·2 · 0 / 0 , non guarirono 11 = '2. 0 /,0 , morirono ·7 = · ·16 O/o. Le notizie sulle autopsie giudiziarie. e, anatomo-paiologiche sono scanso e incomplete, ne qui giova. accennarle-. 1
ESTERA
Ln cavallerir1 dei due corpi V e VI manovro m divisioni contrapposte col concorso dell'artiglieria a cavallo~ Si eseguì inoltre un simulacro di assedio, al forte Alessandro press~ Coblenza, che ebbe la durata di cinque settimane, e le solite grandi esercitazioni annuali con chiamàla sotto ]e :irmi dei battaglioni di Jandwehr, ecc. Noi ci occuperemo soltanto delle cosidctte manovre dell'Imperatore riassumendo brevemente le notizie e le critiche pubblicate in prnposit0 da r1uei periodici e~leri i di cui corrispondenti assistettero alle manovre stesse (1). Il concetto di base era il seguente: Un'armata detta dell'O vest è im movimento lungo l::t direttrice Aquisgrana-Co lonia; a questa si contrappone un'armata detta dell'Est, il cui grosso è sulla destra del neno. L'VIII corpo (lenente generale von Loe), che si trova nei dintorni di Julich, fa parte dell'armata dell'Oyest e la precede di due giornat-e di marcia. Il VII corpo (tenente generale von Witzendorff), r1uale distaccamento dell'al_'mata dell'Est, ha passato il Reno a Dusseldorf e copre questa città, che non è ancora completamente in · assetto di difesa. Ad ognuno dei due corpi è addetta una divisione di cavalieri3 composta di due brigate (a dne reggimenti) con due batterie d'artiglieria ~ cavallo per ogni brigata. Il contatto fra i dne partiti avviene il giorno 15 settembre, nel quale al matt.ino· i due corpi contrapposti si trovano appena a '15 chilometri di distanza. Le due divisioni di cavalleria, spedite innanzi in ricognizione, s'incontrano e dopo una breve azione, per la quale ciascun partito è edotte della presenza del nemico, la cavalleria di una parte e dell'altra copre i fianchi del rispetti 1•0 corpo d'armata e lascia a questo libero il campo. Verso le .2. pomeridiane avviene il contatto fra le due avanguardie di fanteria e s'impegna un vivo combattimento d'artiglieria. Ma stante il caldo eccessivo, che aveva spossato le truppe, S .. A. il principe in1periale fa cessare la manovra. Il 16 le truppe abbandonano più di buon'ora gli accantonamenti per · 1
LE GRA,NDI MANOVRE ,O.EL. 1884 IN GERMANlA
Le grandi man.oNra germaniche di quest'anno. rimasero presso a poco nei limiti di quelle dell'anno scoiso. , Nel 1883 vi prese110 parte. due, corpi d'ai:muta (il LV e l'XI), nel i882 tre corpi (il V,. il VI ed il. VH), e quest'anno pure ·due corpi soltanto (il VII e l1VII1). · Negli altri corpi d'armata e.bbero Luogo le esercitazioni dh divisione che durarono dtta giorni .più del sohto . In quattro coi:pi d'.armata (V, VI,. IX e X} sii fecero auche manovre di, cavall.eria·, della duraDa di nove gior.ni, alle quali, pi:esero parte tuLti i reggimenti. di cavalleria del corpo d'armata, riuniti prima in bcigate, poi in cfo1isioni.
(:!) Il numero degli ullìciali esteri convenuti ad assistere alle manovre fLl anCl\e in questranno considerevole; infatti vi assistott~ro: ·1 utnciale dell'America ciel Nord, ,1. cleJJ'Austria-Uogheria, li del Belgio, 5 della Francia, 5 ciel Giappone, 3 dell'Inghilterra,. 4 dell'Italia, 2 dcilrc1 Humcni:l , 4- della Russia, :? della Sorbi;t, 5 della Spagna, i clelw. Svezia, ! clclla Svizzera. 3i -
ANNO XXIX, VOL. IV,
ESTERA
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RIVISTA
essere al luogo di adunala alle 8, cioè 2 ore prima del giorno precedente. Il VII corpo ha il mandato di ritardare l'investimento di Colonia; si ritira sulla destra dell'Erft e prende posizione di difesa in vantaggiose condizioni topografiche. · L'VIH corpo, che il giorno innanzi ha poluto valutare lo forze do! nemico, procede offensivamente, e mentre spiega un'azione dimostrativa sul fronte, tonta con tro la sioistra dell'avversario un colpo poderoso ln cui riuscita o!Trirebbo il vantaggio di intercettare al VII corpo la via di Colonia . QueslO se no avvede e pnra avviando tutte le forze disponibi li sulla sinistra. L'VIII corpo è in vantaggio alla sua esLrema destf'a ed è sul punto di cogliere il fruuo della sna manovra; al momento d'innaslare le baionette per l'attacco (H ·l /2) è dato il sego aie di cessazione. I l ·17 riposo. Il •18 ultima ·manovra libera. Il VII corpo per effetto dell' ultimo combattimento è stato obbligato a ritirarsi verso il grosso dell'armata dell'est; !'VIII corpo lo ha seguito. Al maLLino del 18 il VII corpo riceve un rinforzo (truppe segnate) di ,1 brigata di fanteria, q. squadroni e 4 batterie, e decide. di prendere l'offensiva. L'VIII corpo occupa una forte posizione sopra una catena d'allnre da cui si domina tutto il terreno in avanti; nondimeno il VII attacca frouialmenLe col grosso, distaccando per altro una divisione (la 14-a) che aggiri la destra nemica . L'artiglieria dell'attaccante fa un fuoco infernale, la fan teria si avanza e spiega forti nuclei di cac.c.iatori, ma con tutto ciò il combattimento è stazionario . . Mentre le riserve nemiche 5t3nno avvicinandosi, il difensore restringe il fronte (2. cbi l. di sviluppo) e fa una mossa controffensiva attaccando con alcuni bauaglioni il fianco destro dell'avversario . Una parte della catena ·di questo fa fronte sul fi anco destro, l',artiglieri:i accorre e mette in batteria alc11ni pezzi a breve distanza, infine l'intervento della brigata segnata rende frustranoo questo coutrau~cco e l'VIII corpo è nuovamente ridotto alla difensiva. Intanto a tre squadroni di usseri del VII riesce cli giovarsi del le ondulazioni del terreno io modo da giungere inosservati a portata di carica dietro alla fanteria nemica , che fa dietro fronte e li respinge col fuoco. Kel frattempJ si accentua il movimento aggirante della •I 4-• divisione; l'VIII corpo è 1
costretto ad estendere il fronte sino ad oltre quattro ch ilometri ed i giudici del campo attl'ibuiscono il successo al VII corpo . Il 19, grande rivista di S. ;\[. l'Imperatore al VII corpo. Il 20, manovra ohbligatn del VII corpo contro un nemico supposto. La cavalleria ha poca azione soltan to all'inizio della manovra. Poi le due divisioni si spiegano l'una a destra e l'altra a sinistra, l'artiglieria nel centro. Là manovra è svolta in modo mollo corretto marcando chiaramente le diverse fasi del combattimento. Il 21, giorno festi vo. Il 22, ri vista di S. M. l'Imperatore all'VIII corpo. Il 23 , manovra semilibera rii det.to corpo, che muove da Bheinbad verso la ferrovia D(iren- Colonia allo scopo di intercettare le linee di comunicazioue di un nemico che ha invesLito Colonia . Questo contrappone un corpo ( segnato) della forza di 22 battagl ioni, 16 squadroni e H batterie. Avvenuto il contatto, il corpo segnalo prende posizione di difesa ma ne è cacciato; tenta un ritorno offensivo che non riesce; si ritir~ e sosta in una nuova posizione. Anche in questa manovra le divtrse fasi del combattimento vengono ra rfìgnrate con molta es:,ttezza. . _Le critiche riguard anti. l'azi ~ne della fanterrn sono queste: Nell'eseguire gli att.accbi si tenne il seguente indirizzo: dapprima si -0ccuparooo sul fronte i punti convenienti per proteggere, col fuoco dell'artiglieria ivi collocata, lo schieramento della fanteria; dec.iso l';,ttacco si procurò di soverchial'e il nemico col fuoco di fuci leria, infine si procedette energicamente ali' assalto e si assicurò il possesso della posizione conquistata facendovi tosto accorrere l'artiglieria e riordinando le uniw. t.attiche scompigliate nell'attacco. Fu· peraltro rimarcato che già nelle prime fasi del combattimento le distanze fra le linae dell 'attaccante erano minori di quel che è prescritto e che non si tenne s~fficientemente conto del terreno e dell'efficacia degli shra poel nemici. . ' Per contro i sostegni ed i tip.arti di seconda linea del difensore eccedettero in senso opposto cioè si tennero t.roppo distanti. Venne altresì notata una perniciosa tendenza al formalismo, essendosi riscontrato: che un battaglione in quattro manovre diverse si schierò sempre nello stesso modo n0nostante che la situazione dell'avversario mutasse ad ogni volta; che talune compagnie muovevano sem1
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pre i~ linea contro l'avversario, ed altrn sempre in colonna, qualunque fosse la forma del terreno ed il genere dei fuochi nemici. Questa noncuranza del terreno fu imputabile ànche ai difensori, i cui sostegni parve che si preoccupassero piuttosto degl i allineamenti che d~gli esistenti ripari naturali. Tàlvolta qualche unità perdette di vista robbiettivo principale per correre dietro ad un obbiettivo secondario, dando lnogo o ad una distrazione di forze o ad una perdita di tempo. La disciplina del fuoco fu ben con:;ervata ; i fnochi a grandi distanze applicati a tempo e luogo opportuno . L'attaccante non dinÌenticò di destinare qualcheduno dei suoi riparti all'occupazione di punti appropriati d'on,de coprire con fuochi a massa il fronte nemico ed agevolare così la via agli assalitori. . Gli a:;salti vennero iniziati da conveniente distanza e condotti con compattezza ed energia. Talvolta però accadde che dopo la presa di possesso clelia posizione nemica fosse. proseguita troppo presto l'azione, cioè prima che_vi fossero alla mano forze adeguate all'uopo, e ne derivò ·che l'inseguimento fu ributtato indietro. In tale circostanza la. ritirata non venne eseguita ordinatamente quanto è da richiedersi in guerra e più ancora nelle manovr~ . Anche nelle manovre di quest'111rno si manifestò il malvezzo stigmutizzàto dal Principe Hohenlohe nelle sue lettere militari sulla fanteria; cioè che sulla lìnea dei cacciatori si affollino gli ufficial i a cavallo, incominciando dal capitano e terminando col comandante del reggimento. Infine nello sfìlnre in parata, eseguito eccellentemente, taluni riparti . accorciarono il passo probabilmente per conseguire un allineamento. perfetto . Della c.-ivalleria fu_notato che in com plesso essa fece bella mostra. di sè $Ìa nell' insieme, sia parzialmente o individualmente. In genere, e specialmente nelle prime giornate di manovra , le unità di cavalleria e persino le bdgate e le divisioni noli fecero esplorare la praticabilitit del terreno a conveniente distanza e talvolta ne derivò. che un ostacolo inatteso le costrinse a sostare sotto l'azione dell'artiglieria nemica finchè si fossero trovati i punti di passaggio. Spesso le divisioni di cavalleria credettero esaurito il loro còmpito dal momento che era avvenuto il contntto fra le masse contrapposte di fanteria, menti·e invece sarebbe stato il caso di raddoppiare l'attività e spingersi, girando alla larga, sino a dare un'occhiata sulle retro-linee dell'avversario.
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ESTERA
. Lo sfilare in parata al passo non fece c.osì bell'e[etto come al trotto iperchè lasciò scorgere che taluni cavalli erano spossnti dalle esercitazioni precedenti le grandi manovre. Anche i. riparti dell'artiglieria peccaro~· talvolta di troppa precipitnione nel muoversi in terreno sconosciuto e si esposero così a perdit-e di tempo derivanti dall'intoppare in qnalche ostacolo.inaspettato. .}:.a tend1:rnza prevalente nell'artiglieria tedesca è quella di potere già nella prima fase del combattimento, sviluppare una preponderante massa di fuoco. L'esagerazione di questa tendenza ha prodotto talvolta che l'artigliel'ia si è esposta troppo in prima linea, ha dovuto perciò retrocedere e così la sua :izione è venuta meno quando.appunto -era necessario trarne il maggior profitto. Qnalche volta l'artiglieria fu ammassata in posizioni in cui non vi era spazio sufficiente per porre in batteria tutti i pezzi, o foce fuoco fra gli intervalli assai ristretti della fanteria o sparò al 1isopra di <ruesta a troppo breve distanza; di guisa che se realmente si fosse caricato con proiettili e taluno di qpesti (come bene spessù accade) fosse scoppiato entro l'anima del pezzo, i frantumi avrebbero inevitabilmente battuto nella schiena dei fanti. A titolo di lode, invece, conviene segnalare che non vi fu mai precipitar.ione neflo sparare il primo colpo, quasi per dar sollecitamente cenno di presenza in posizione. Lo sfilare in parata andò benissimo; al tl'otto nessun cavallo cambiò l'andatura. · l\Ialgrndo J.'appaPire di queste mende, dal complesso delle manovre risultò che nell'esercito germanico la preparazione alla guerra è ognora curata con instauc_abile zelo e con brillante successo. L'Imperatore si compiacque di esprimere il sentimento della sua soddisfazione :i.cl ambedue i. creneral i comandanti dei corpi d'armata che interl'enncro alle manovre."' Inol~re il tenente generale von Witzendorff veune promosso a generale della cavalleria ed il von Loe fu insignito dell'ordine delfAquila rossa di 1• classe.
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IDBI': DEL P.UINCIPE IIOHENLOHE INTORNO ALLA FAl'i'l'EU(A
IDEE DEL PRINCIPE HOH~NLOHE f!ITOnNO AT,LA
FANTERIA
Jllilitiiri~clle Bl"icfe. il. Uiber ln{C1nterie (Lettore militari. Serio seconda. Della fonlcria P1'incipe tli Homm1.01m, genernlc della fanteria ii la sitile, aiutante generale di S. MJ
l'Imperatore di German ia. - Berlino, Siegfried ~!ittler e figlio, -1884, pag. 160.
P ubblicando la prima serio delle lettere militari (intorno alla canlleria) di cui demmo un ristretto sunto nel fascicolo di settembre, l'autore annunziava che qualora q~1esta avesse incontrato il favore del pubblico, egli avrebbe proseguito a mani festar.e per la st,'lmpa le sue idee intorno alla fanteria ed all'artiglieria. L'accoglienza fatta alla prima pubblicazione fu splendida, come già avevamo pronosticato, e come risulta dai favorevoli giudizi che ne espressero i più acci:editati periodici militnri esteri; ora crediamo di non illuderci a!Iermnudo che non sarà minore il successo di crucsta secondn serie di lettere (11), le quali trattano ddla fanteria. Un egregio nostro scriuore (i) dice che « l'erudizione del teorico « non provata al snggio di nlcunn esperienza di guerrn, se abbaglia (e per poco la massa avida di novità, e mobile noi giud izi, viene dni « pratici giudicata pura rettorica e rit,enuta il pi1:t delle volte vana,. e inutile ed anche perniciosa ,. _ Or bene non è certamente al Principe di Hohco lohe che si possa fare l'appunto <li teorizzare nell'astratto, perocchè egli, oltre all'aver percorsa la carriera di ufficiale in tutti i suoi gr<1di e disimpegnate (il G. 911erra.
BHLAT1, Lenente colonnello cli stato maggiore. - L'assoltdo 11cll'arte clella Roma, t.i [}. Yoghcrn, 1.884.
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le più svariHc funzioni militari, nei suoi 35 anni di servizio ebbe la rnra ventura di trovarsi presente a 60 fatti d'arme. U11a delle opinioni del Priucipc che forse non andrà a' versi degli appassionati amatori di norità, è quella relativa al tirv di fucil eria alle grnndi, distanze. Invero fu nn saggio provvedimento quello di studiare il modo di trarre il più gran profitto possibile dalle qualità tecniche dei fucili moderni e di esercitarvi le truppe nei poligoni per inspirare loro la massima conndenza nell'arma di cui dispongono. Ma (dice l'autore nella lettera 64 ) non dobbiamo illuderci a tal segno da credere che i risult11ti ottenuti nei poligoni, possano senir di norma per tracciare la linen di condotta <la seguirsi in guerra. Anche in que,,ta serie di lettere nbboudano le citnzioni storiche e le nanazioui di episodi di guerra, le qnnli vengono a rincalzo delle opinioni espresse dall'autore. Passiamo ora ad esporre succiotamento l'argomento di ciascuna lettera •I . Perfezioni ed imper{e:;ioni della fanteria pni.ssiana. - Quanto più si sviscerano i particolari della campagna. franco-germanica, nltreuanto cresce l'ammirazione per le gloriose gesto del la fonteria Ledesca; tuttavia quest'ammirazione non agguaglierà mai q11olln inspirata ai testimon i oculari cli quei fotti. Sorge quindi spontanea la domanda: in che consistev:1 la superiorità delle fan~erie tedesche sulle fran cesi che pur ebbero rama di valorosè e che nelle guerre ciel primo impero, a Seba;topoli ccl a Solferino si meritarono la fama di irresistibili? Eppure dopo così splendidi risultati· i tedeschi non credettero c1·essere giunti al culmine della perfezione, che anzi adottarono sia nell'armamento, sia nelle forme tattid1c della fanteria, tutte quello innovaiioni che furouo consigliate dall'esperienza dell'ultima campagna, nella quale fu notato che nei primi scontri si ebbero perdite colossali e poi si ottennero risultati non minori con minori sacrifizi. Queste innovazioni furono peraltro applicate un po' al la volta o con prudente moderazione affine cli non dar di frego tutto ad un tratto al le vecchie tradizioni, seompaginando così la disciplinn che é il nerbo priucipale· della fan teria . · A proposito cli tradizioni nota l'autore che bisogna distinguere le buone, basnte sull'esperienza di guerra, e consone allo sp irito moderno ed alla moderna forma di combattere, da quelle che hanno fotto il loro tempo. Così quelle ereditate dnll'epoca della tattica lineare, quelle del tempo in cui il soldato era un automa e la fanteria considerata
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IDEE OE l,/PRll\C ll'E HOHEN t..OHE
INTOn NO ALLA FANTEUIA
come cnrne dn cannooe, sono 11ddir:ttura da tor cli mozzo. Vi sono poi anche certe pern ioioso traclizioui ohe si formano noi periodi di funga pace, originate dalla massimn che un com11ndante di riparto dove proporsi come scopo principale quello di fare effetto, di fi gurai: liene col riparto durante le ispezioni nu nuali. Anche di queste bisognn fnr tab1tla rasa e gli ispeLLori devono eseguire l'ispezione in modo dn sradicare codesta tendenza. Per dirne una (è i"! Principe che pa rla) certi comandauli di ri pnrto, spinti da un mal inteso spirito di economia, fanno indossare alle re~luto quei c,1pi di vestiario dichiarnti fuori 1.tso e destinati per le ract onci.iture. Il Priucipe biasima questo malvezzo che egli si studiù di far spn rire nelle uo itit a lu i souoposte, perchè coll'obbligare il solda to :id indossare un uniforme a brandelli non si concorre davvero a sollo""Jaroe lo spirito e ad amicarlo al servizio. 2. La 1·na1·cia e la ginnastica senz'arm·i. - Il Pri ncipe ebbe oceasione di osservare che in un reggimento di fanteria della Guardia, s~uendo una vecchia tradizioue, prima d'incominciare l'istrnziono individnide del soldnto, si facevano, in locali chiusi, eseguire per otto gioroi di seguito le prime lezioni della ginnasticn senz'armi, allernnndo fJnùsta occupazione con istruzioni interne facili e tendenti ad orientare l'individuo nella sua nuova situazione. Dice che questo metoLlo è molto pratico perchò risveglia nelle recluto l'attivitit muscolare forse intorpidita, e le abitua alle voci di comando; cosicchò passando poi all'istruzione individuale imparano più facilmen te e presto. efficacia di questo ·metodo gli risultò evidente raffro11tanclo i pro:' pessi nell'istruzione raggiunti .dalle reclute della Guardia, con quell i delle reclute d'un altro C<irpo dimorante. nel medesimo qunrtiere. Nelle ,f O o 1~ settimane in cui le reclute vengono istrnite a parte, esse non devono essere punite per errori commessi duran te l'istruzione. :E neauche gl'ind ividui i più malde~tri devono essere condannati all'esercizio supplementare, così detto di pnni;;ione, perchè l'orario è htto in modo da tener occupato l'i ndividuo qunnto basta; il sovrnppiù ~ stoncherebbe e perciò sarebbe dannoso . Se vi sono individui che non progrediscono come gli altri, è meglio )asciare in ri poso i più svegli, e ud fra ttempo dedicarsi esclusivamente all'istrnzione degli idioti. Così si tieu vi vo e si eccita il sentimento d'amor proprio. L'effetto che per l'addietro si otteneva inspirando la ~ ·ura del bastono, ora si ottiene io!pirnndo la fìducin nel superiore, mn l'efficacia di questo mozzo è piu durevole. Orn che la fan teria è, non più un complesso di au tomi che si
fann o muovere tirando una funicella, ma bensì la riunioue di multe persone che agiscono di propria iniziativa, si deve dedicare la massima cura all'istruzione iudividunle. , Quanta dose di longanimità sia necessaria per riuscire ad inculcare il sentimento d'ordine e di disciplina, ad istruire negli svoriali rnmi del sP-rvizio certi individui che vengono sotto le armi in poco soddisfacenti condizioni fisich e, intellettuali e morali, davvero non può fi gurnrsclc se non chi ne abbin fa tto esperienza. Eppure se alle volte un disgraziato sottufficiale, e persino un ufficiale, .,nimato da soverchio zelo e meno pazi011Lo di Giobbe, non sa resistere al pruri to di alzar le mani, egli ne paga acerbamente il fi o o st11 bene. Ma quello che non sta beue è il gridio, il clamore che si solleva dn tante porti, quasi che un fotto isolato dimostrasse un11 teudouza generale. A questo punto l'au tore rimHca la necessità di rnudore più attrneute la corriera del sottuffi ciale. Egli spera che si possa ottenere molto coll'adozione dell'esercizio governati,•o delle ferrovie e collo stabilire per legge che gli impieghi inferiori nelle amministrnzioni delle poste, dei telegrafi e delle ferrovie siano riservati esclusivamen te agli cx.-~ottnffìoiali. Da questi vorrebbe si reclutassero anche i maestri per le scuole popolari. All'obbiezione che in tal modo si incarncrehbe l'iden di fare dello Stato una casermn, rispondo che lo spirito moderno tende appunto a realizzo re il concetto della nazione armata, e chi vuole il fi ne deve anche volere i mezii più razion11li per conseguirlo. Per ultimo accen na al v11ntaggio di applicare la ginnastica senza arme, invece tlell'abolito pa.sso cli scuotei, per ottenere che le recinte riescano a fare i passi della lunghezza prescriLLa . 3. A ltl"e considerazioni relative alla i.striizione 1·ndir,iduale. Chi insegnn la ginnastica, fa cilmente è atti·atto a dedicarsi con maggior cura a quei pochi che .di mostrano disposizioni speciali per divenire ginnastici eccelleuti, anzichè a stare attorno ai meno agili per renderli capaci cl i eseguire tutti cp1egli atti che si richiedono da un buon soldato di fanteria. Un'altra te11denza malsana deri va dalla vanità di taluni capil:ini _di nvere1 tm gran numero di sold11Li ascritti alln 1a classe di gi nnastica . Se si prendessero in esame le situaafoni g·iornaliere delle loro compagnie, si vedrebbe che d:1 11110 un fo rte contingente di am malati per effetto degli sforzi fatti alla ginnastica. Se questa istru:done non è fo tta rnzionalmonte e progressi vamento, è facile che succedano dello disgrazie, e queste disanimano e re11dono titubanti i meno disinvolti ; or non si deve mai, per nessun motivo,
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render timiclo il soldato. Contro queste tendenze può influire effì cacemeute il generale ispettore dimo:;traudo di compiacersi più nel riscontrare che tutti i soldati sanno fa r ciò che è necessario, anzichè nel vedere le produzioni acrobat.iche di pochi ginnasti abilissimi. lVIa infine dei conti, dice tahrno, la ginnastica a che serve? Forse che in guerra se ne trae profitto? Non ci vuol molto a dimo$t.rlll'e la i1Ìgeouità di coteste domande . . La ginnastic.i serve an1.itulto a sviluppare la forza muscolare dell'individuo; poi a persuaderlo della faci lità di superare certi ostacoli. Senza tale persuaziooa inspirata nel tempo di pace, nou sarebbe facilmente avvenuto che i Tedeschi s'impad ronissero della chiesa di Le-Dourget (30 ottobre <1870) occupata dal nemico, penHtraudovi da lle finestre alte più di tre metri. A tale s_ tregua anche la scherma di baionetta potrebbe sembrare iUL1tile, perchè in realtà è ben difficile che la si possa applicare praticamente. Ma chi, iniziando l'au,:icco, non lw fotto il proponimento che, qualorn il nemico non sloggi per effetto del fuoco, egli si spingeril innanzi fino a vedergli il bianco degli occhi, quegli non fa da senno, nè conseguirà la vittoria . Perciò l'atto risolutivo del combattimento cli fanteria, deve, alrneoo per proposito, essere l'illtaeco alla baionetta. Donde fa necessitù che il soldato ilpprenda l'uso e l'effir,acia di quest'a rma. L'autore approva l'usanza, invalsa in qualche corpo d'armatn, di far ricntrnre le reclute nlla compagnia, quando questa , una volta alla seuimana, va a fare una esercitazione tatLica, e ciò sebbene le reclute non siano incorporate che da 2 o 3 settimane. Le prime volte esse vanno senz'armi e possono essere impiega te a rarfìgnrare i sostegni, mentre gli anziani svolgono l'e5ercitazione o pattugliano . Quel le ore passate tranquillamente all'aria aperta dei campi col solo obbligo dt darsi un'occhiata attorno, sen rono di svago ai coscritti, senza contare che qualche cosa loro ri mane impresso di ciò che vedono fare agli altri. In genere poi trova moll,o opportune quesl,e esercitazioni invernali, perchè essendo i campi ricoperti di neve, si può andare per lungo e per largo se!lza pericolo di far danni ·all'agricoltura e dover pagare indenizzi. Termina Ili lettera esprimendo l'opinione che si rich iede dal soldato di ritenere a memoria tr0ppe cifre. Non crediamo di errare affermando che altrettanto accade da noi, più per malinteso zelo dell' istrullore ele· mentare, che per obbedienza agli ordini. Infatti il soldato deve im-
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J~TOR.'iO ALLA ~'.l...'iTERI.I.
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pnrare n memori,1: il nome dei superiori che egli vedrà sì e no un paio di roite iu tutta la sua carriera; il prezzo di tutti gli oggetti di corredo, e per giunta qual è quel sergente cbe insegnando la 11omenclatura delle arm i non insiste nel voler fare im parare a mente, per iliroe unu, ,q uale sia il peso e la lu11ghezza del fucile con o seuza baionetta? Eppu re nell'Istru.:;ione s-ul/e anni e sul tiro è nettamente prescritlo che ciò non deve essere in segnato ai soldati. ,t . Il combattimento individuale ed il nuovo 1·egolamento. - Se il soldato è stnto convenientemente addestrato nel combnttimento individuale, se egli tronndosi isolalo ha l'abiturline di agire ottemperando sempre ai cenn i,- alle Indicazioni, ai comandi che da lungi emette il superiore, allora è possibile conseguire grandi risultati con poche perdi te; altrimenti anche con perdite enormi il risultnto è dubbio. La gran cura dedicata a questo addestramento, nel combattere individualmen te, costituisce appunto unn delle cause di superiorità della . fanteria tede:;ca . Perocchè i perfez ionamenti nelle armi da gitto non hanno scemato il valore degl i attacch i in generr, l)ensì qnello drgli :ittacchi eseguiti iu masse compatte; i quali non riescono più neanche se effettuati colla · più grande intrepidezza . Perciò oggigiorno avrà sempre il sopraVYento quella fa nteria in cui l'i ndividuo sa trarre il maggior profi uo possibile dalla sn~ arma, in• dirizz::inclo costanteme11te In sua n ione secondo la volootil del superiore. Questi sono i principi du cui si informano le innovazioni introdotto nel nuovo Regolamento cl' esercizi per la fanteria tedesca ( •1° marzo ·1876), il qua le concede la libertà d'adoperare quella formnzione che nel cnso concreto ciascun capo riparto crede più acconcia allo scopo .ed al terreno, ed accentua la inlaogibilità delle prescrizion i in esso coutenutc affine di porre un rreno a coloro cùe nelhl pratica volessero con gretti . criteri menomare l'elosticità consentita nell'applicazione delle idee suespresse. · B. Sono desiderabili 'tt.lteriori 'IJaria,n ti al Regolamento ( tedesco)? - Nella formn certo, potendosi meglio coordinare la materia e togliere talune cause di dubbiezza che l'autore espone e che in nn regolamento non si devono m:ii riscontrare, perchè scemano la fiducia che esso dev·e sempre i11spirnre. Anche nell::t sostanza vi sarebbe qualche cos::t da modifi care. Per esempi o, il Principe non crede uti le il conservare tuttora lo duplice formazione su due e su tre righe. Per l'addietro , quando cioè la terza riga era la sola destinata ad agi re in ord ine spars,l, que~ta doppia formazione era logica; ora non più.
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IDEE DEL PIUNCJl'E HOU ENLOHE
Circa allo scegliere fra le du~ formazioni, l'autore dice clte in tesi generale t.ant.o vale l'una quanto l'altra. Tuttavia a favore della formazione su tre righe, militano l,J rngioni seguenti: col i' anello della· catena composto di tre individu i, accadrù più di rado che un uomo rimanga solo e privo del sosteg1111 mat.eriale e morale d'un compagno; colla forza del piede di guerra la co mpagnia su due righe ha un fronte troepo esteso e la voce del comamlrrnte giunge difficilmente all'orecchio di tutti i soldati; le frazion i di compagnia sono più maneggevoli ed adattnbili al terreno; nella marcin di lìanco la profonditi, della colonna è minore. Snrebbe desidenibile fosse abolito il porto cl'arme ·in pclrata che fa perdere tanto tempo p~r insegnare ai soldati a farlo bene di piè fermo, e più ancora a marciare coll'arma tenuta in tal guisa. Por risparmio di tempo sarebbe utile prescrivere che le unità maggiori della compagnia non facessero nè maneggio d'arme, nè conver-· sioni, nè allineamenti all'indietro. Iulìue sarebbe bene che fosse proscritto il modo regolamentare ùi scaricare l'.1rmn. 6. Della manor,ra di co,npagnici. - Dall'esa me dei piani annessi alla storia ufficiale della campagua <lei ,f870-71 risulta cbe la unitit tntticn è in realli1 la compagnia, sebbene per comprendere meglio la situazione sì soglia parlnr sen1pre di battaglioni . Perciò si deve porre il massimo impegno nell'addestramento tattico della compagnin, dedicando un' indefessa cura ai più minuti particolari . Ben di rndo una compngnia si troveri1 nel caso di dover fare della grande tanica. Il suo còmpito si restringerà a far bene tutto ciò che è stato ordinato, in una parola, a conserv;1rc la disciplina nel combauirneoto, senza di che i fucili a retrocHica, le mitragliatrici ed i cannoui rig:iti cedono il campo di fronte all'arma più primiti,,a qual è a lancia . In pro\•a di quest'asserto bastcrù ricordare la distruzione delle truppe cli Bnker-Pascià avveuuta a Suakim . E non è a dire che gl i egiziani siano vigliacchi per natura, poichè ni:lla prima mcti1 di questo secolo, le schiere di Mehemecl Alì e cli Ibrahim dimostrarono luminosamento il contr::irio. Io vece le esercit.1zioni di battaglione devono sollevarsi nl disopra della tattica elementare e più o meno rillettern la tattica npplicata. Perciò il comandante della compagnia dovrà interessarsi più dell'ordine che del concetto, e viceversa farà il comandante di battaglione. Sbagliano dunque indirizzo quei comandnnti di comp,,gnia i quali
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Jl'iTOll~O AU.\ FA)(TER IA
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vogliono farla eia strateghi, e riproducono in proporzioni microscopiche le batt.iglie classiche. Cusì fa cendo coi loro smilzi plotoni, essi devono attribuire al supposto nemico tan ta indolenza e bonomia quanta in realtà non si riscontra m:Ji nella guerra ver.i; per tal modo si falsa Ù concetto della guerrn, e ne avviene che, almeno per la prima volta, anche di frontA al nemico, si ten ta l'applicazione del m~todo prt~diletto nel t-empo di pace; e quali ne possano essere i risullati è facile immaginarlo. Ciò non vuol dire che 110 comandante cli compagnia non abbia rngione da vendere se nelle manovre, o in guerra, si studierà cli utilizzare il terreno e di nrnnovr:ire io maniera da portare il fronte della compagnia sul fianco del l'iwversario, piuttostochè attaccare direttamente il fronte nemico. Passando a trattare del maneggio dell'arma, l'autore insiste sulla necessi tà di raggiungere un grado tale di perfezion e meccanica, che il soldato riesca per istinto n far tulti gli atti necessari bene, presto e senza bisogno di porvi mente. Deplora per al tro che vi siano istruttori i quali più che alla esatt.ezza di esecuzione, si interessano a fa r senti1·e i tcm pi del maneggio. É proprio il caso di dire che tutlo il mondo è paese, poichè questo malvezzo nei Junglii periodi di pace fa capol ino in tutti gl i cser:iti; e se i superiori anzicliè porvi tosto un riparo se ne compiacciono, si finisce per sca lzare la disciplina, cioè l'autorità dei regolamenti, modificando questi a capriccio per introdurre nel maneggio d'arma dei tempi nuovi che consentano di ottenere qnel sonoro tik-tak. Discorrendo del fnoco, l'autore dice che le uorme regolamentari presuppongorn, nel soldato un grado tale cli predominio sugli istinti naturali, qunle in realtà è difficile di riscontrare in essi . Soltanto su una tale illusione può esser basata la fiducia di ollenere clic facendo fuoco accelerato, cioè trovando~i nell'immediata vicinanza del nemico, il soldato spari proprio il numero ordinato di cartuccie o sospenda periodicamente il fuoco. Una vol ta preso l'abbri vo è difficile sapersi arrestill'C s{1· questa china, ed infatti a vendo dopo uua piccola scaramuccia ispezionato le giberne, ne risultò che gli anziani avevano sparato l•-5 colpi, ed i soldati giovani fino a ~O . Come il pusillanime che rinca$ando tardi di notte, lìschia o canta per scacciare da sè l'impressione della solitqdine, così il soldato novizio, spara per stordirsi col rumore e per farsi coraggio. E noi fuochi a salve eseguiti dn più riparti contigui, è proprio possibile d1e la .Yoce dei comandanti domini il frastuono? ·
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E l'uso di più alzi sarà fotto bene qualora (e ciò accaclrit cli frequente) non lo si possa controllare? Il Priacipe manifesta il timore che ttitte queste innoyazioni, ottime per dimostrare l'efficacia del fucile o praticamente utili nei poligon i., possano indurci alla focle in certe ill usioni la cui scomparsa sul campo di battaglia produrrebbe un effetto scoraggiante. Nella guerra tutto è semplice, dice il Clnusewitz, ma le cose semplici sono le più difficili; perciò anzichè esercitnre la trnppa nelle ingegnoso complicnzioni, è meglio ripetere cento e mille volte le cose semplici, nffincbè queste di ventiuo connatm'ali. Ritornnndo a parlnre delle esercitazioni, dice l'autore essere t!lile lo stabilire per massima che ogu iqualvolta la truppa si mette in marci:i , si:i puro per andar,i in piazza d'arme, debba sempre adott,1re la fo1•mazione di cornbattimentu in base ad una qn alsiasi supposta sit,rnzione. 7. Dell'tl{fìciale di wmpagnia. - L'autore considera l'importanrn dogli uf(ìciali inferiori e specia lmente dei subalterni i quali sono l'anima del serl'izio di fanteria per rispeLLo tanto ali ' edncazione, quanto all'istruzione. Fu detto fi guratamente che la bauaglia di Sadowa fu vinta per merito dei maestri di scuola. II Pri ncipe voleva già dire che fu vinta dai sou~ifficial i, ma poi modifica il suo giudizio e dice che il merito delle vittorie germaniche deve ascriversi agli ufiìcinli subalterni, i qual i da un anno all'altrn fungono rnramente da maestri di scuola per la truppa . Inoltre lo spirito di abnegazione che induce le nrnsse a compiere ~rodigi qi valore, che spinge l'individuo isolato, ed esento perciò da controllo, a sacrifi carsi generosameule in obbedienia al la voi ontit del snperiore, è dovuto :ill'ascendente che gli ufficiali seppero inspirare alla tt~uppa mercè la loro instancabi le attivit1t, l'immacolata onoratezza e la spartana sobrietà. A questo punto l'autore si anima e prorompe in calde parole d'encomio verso i subalterni della fanteria, che sopportano stoicamente la loro brillante rni$cria, e con zelo insuperabile dedicano gfi anni più belli della Yita all'istruzione, all'educazinne ciel sol,lalo. E questi elogi sono meritati piLL particolarmente dagli uffi ciali di fonteria perchè e~si si reggono sempre sulle loro gambe, o perchè in ma~sima provengono dnlle clnssi meno agiate. 8. Della manoum d1· battaglione. - L'autore deplora che sebbene il rego]arnen10 molto saggiameute dia mezzo al comand ante di for vnlore la propria indi l' i<lual ità nelln dirc1.ione del combauimento, e nello
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s,tesso t~mpo conse~ta ai comandanti in sott'ordine libero campo nelI esecuzione, tuttavia le manovre di bau.agliono, mau mauo che svaniscono le_ re°:iniscenze della guerra; assumono una forma più compassalà, più vmcolata a tipi prestabi liti. In altri termini se i superiori non se ne immischiano, il più delle volte i comandanti di battarrlione, pe1: elfetlo di un malinteso zelo, costriugono il concetto en tro ele pastoie della formn, mentre è il rovescio, che dovrP-bbe accadere. L'autore cita tnlune di quosLe irrazionali abitudini forma listiche che rappresentano o l'inosservanza o, peggio ancora, la violazione di prescrizioni rogol:imentari . Ad esempio, <[uamlo mai si vede il comandante di un batta,.l ione che manona in ordino spar:.o, rimanere al suo posto di battaglin~ cioè presso l'ultima comp:ignia che entrerà in liuen? D'ordinario egli si reca nell'immediata vicinnnza della catena· di cacciatori e d'altronclo egli lo fo perchè da lontano non potrebbe accorgersi se i comandi dati dai subaltomi sono giusti, se ]' esecuzione è accuraia. Ma d'altra parte egli cosi contrae per conto suo un'abitudine per~colosti._ anche ~erchè avvezza i soldat; a vederlo in quel posto. . ;\o der,va che lll guerra o egli sta dorc deve realmente trovarsi, e questa dilfo~·e,~za 1.1_011 i,~pr~ssione;il fuvorovolrnoutc i soldati, o egli persevera nell ab1Lurl10e d1 piazza d arme, come fecero gli ufficiali montati del corpo della guardia a St-}?rivat, ed in tal caso accadrà come all~ra: che al termi?e _della battaglia, prcssocbè lutti gl i ufficiali supenor, S(lranno fuor-, d1 combat1.imento. Questo· fa tto ridonderà certamente ad ·onore d1~gli individui, ma oltrechè sarà un sacrificio non necessario, apporterà conseouenze (tfa0 0 vissime per l'esercito e per il paese. Ciascuno stia al suo posto e disimpegn i le funzioni del suo grado. Il volere veder tutto e dirigere tutto da :sè, fer isce l'amor proprio dei comandanti in sott' ordine. Inoltre ciò produce dogli effetti strani per cruanto n:itnrali. Ogn i uomo è dotalo d'un sistema nen•oso il quale resisto alla tensione fluo ad un certo limite. Orbene, nessuno è indifferente nl pericolo di morte, e per resistervi impavido logora una porzione della forza di resisteùza del suo sistema. Percir) il conrnuclnute il qnnle senza bisogno espone i suoi nerYi a subfre una tensione prolungala, Ya a rischio che questi si rammoll iscano proprio nel momento decisivo. E non ~arà un accesso di debolezza, di pusillanimità che si manifesterà snLitnmeut.c in lni. Tutt'a ltro I La spossatezz:i dei nervi si for~t valere ir1 modo gesuitico, e5ercitando la sun influenza sotto forma di rifle~-
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IDEE DEL PRINCIPE IIOJIE~LOHE
sioni tattiche e strategicho in guisa da persuadere l'indiviclno che ormai le buone regolo di guerra consigliano a sostare, a porsi suita difensiva od a troncare il combauimcnto. Ed egli così facondo si sentirà la coscienza tranquilla. · « L'esperio11za di guerra lta un valore rolntivo » dis5e uua · vol ta un guerriero da ta volin,). Eppure questo deu.o racch iude ia sua parte di verità . Nei primordi della guerra elci ,1878-7'1 per lo più i comandanti non stavano al loro posto, e quali .ne fossero le conseguenze fu già accennato poc'anzi. Sul finire della lunga campagna C {tiest' inconveniente non ebbe più luogo e neanche lo si riscontrò in piazza d'arme nei primi ann i susseguenti alla guerra. Ma poi fece nuovamente c.ipolino e poco alla volta minaccia di ridiventare abi tuale. Ciò è da ascriversi in parte al fatto che l'esperienza acqnistnta in guerrn serve pcl grado di cni si è investiti è per quello immediatamente su periore, ed in parte alle cause che verranno trattate nella Ieuera seguente. 9. Delia ·ispezione al battaglione. - In Germania ~on si fan no campi permanent·i o d'•istr·iizione. Per giudicare dell'atti vilà spiegata da un ufficiale nell'ist.rnire il suo ripart o, si usano le ispezioni, e l'autore sostiene che questo sistema è ognora migliore dell'allro. Ma per effetto del sentimento di disciplina che stimola-a guadagnarsi l'approvazione del superiore, e che è profondamente radicato nell 'esercito, gli ufficiali indirizzano tutti i loro sforzi a conseguire un buon risulk'lto nel giorno dell'ispezione, ossia, in altri termini, l'istruzione che si dà alla sua truppa è quella d1e. consentirà poi di far buona figura nella breve ora in cui starù davanti al generale ispettore. E qui risiede il pericolo, perocchè quando si sappia che il generale si compiace più delle forme compassate e del le combinazioni artificiose, anzichè di evoluzioni praticamente attuabil i io guerra, il comandante di battaglione agirii sempre in questo senso, e ne derivernnno quelle abitudini fun este di cui fu già tenuto parola. Non vi è a dire quanta poca seriet.11 vi sia nel prepa1,arsi nll 'ispezione con una prova preventi,,a, come se si trattasse d'una rnppresentazionc coreogra fi ca . Questi inconvenienti non si produrranno se il generale, dopo aver • riscontrato nello schieramento, nello sfilare e in poche evoluzioni in ordine chiuso, che tutto procede secondo la Ieuera del regolam~nto, passando alle evoluzioni di combattimento proporrà egli stesso il tema da svolgere. L'nutore espone alcuni dei temi che egli in tal circostanza solcva fa r risolvere, e questi sono:
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« Un battaglione isolato attacca direttamente una posizione <lesi• gnata, ovvero In rli fende; « Un bnttaglione d'avanguardia sorprende il nemico od è da questo • sorpreso: • « Un battaglione distaccato contro il fian co del nemico riesce a , portarsi inossen rato eù in formazione di combattimento, a 300 metri « dall'avversario, e manifesta d'improvviso la sua azione; « Un bottngliooe inqu:1drato nella brigata combatte difensiYameote, « trovandosi al centro o ad un'ala, io prima linea od in seconda; • Un battaglione costituente l' ultima risern, deve, con no attacco « ad ogni costo, cleciùere d'un combattimento a fuoco che ondeggia, • e trascinar seco gl i nitri combauenti; « Per effetto di rinforzi sopra~giunti o di un attacco sul fianco, « un battaglione si trova a dover passare dall'offensiva alla difensiva « o alla ritira 1.a e viceversa •. Questi temi che in conformità col terreno possono essere variamente combinnti, si p.restano ancora ad opportune modificazioni durante lo svolgimento; per esempio supponendo che la cavalleria di uno dei due · partiti proceda nll 'auacco. Talvolta è allresì conveniente di supporre che il comandante di battaglione sia posto fuori di combattimento, e ciò sia nel ·caso che egli si porti prematuramente nella zona co perta dal fuoco nemico, sia c1uanclo nel bar.taglione si tro\ i presente uno dei capitani più anziani, al quale si voglia dar campo di dimostrare la sua attitudine a rivestire il grado superiore. •I O. Aggiramenti e forme d·i attacco. - Nella leltfira preoedente era inciclentalrnente accennata l'eccessiva tendenza ad agire contro il fianco dell'avversario. È indiscutibile che l'attacco frontale contro un nemico in posizione, il . quale non difetti di cartucce, e spari punta ndo tranquilliimente, non ha probabilità di successo; invece il successo è quasi certo qualora si riesca a sviluppare l'azioue sul fi anco nemico. Tale risultato può essere conseguito, o per sorpresa, se le condizioni del t_erreno lo consentono, o palesemente, se si ha la prevalenza numerica: In piazza d'armo, soltanto quesl'nltirno modo è razionalmente possibile. Ivi, supponendo che il battaglione si trovi cli fronte ad un nemico sensibil mente piL\ debole, converrà distendersi sopra una linea molto più lunga di quella dell'avversario, e poi poco alla volta mentre si temporeggÌ(\ sul froute, un'ala converge ed avvolge il fian co nemico. Il voler affidare questo còmpito ad un distaccamento, ossia il tentare 32 -
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IDEE DEL Pl\lNCIPE HOHENLOHE
INTORNO ALLA FANTERIA
nn nggiramento per così dire strategico, non è da piazza d'arme, ove }e dlstanze ed il terreno non consentono · codesti nrmeggiamenti. Venendo a parlare delle forme d'attacco, dice l'autore che oggigiorno .se Jb spazi9 iutercetto fra due nemici è costituito da una spianata ttnita ~ séoperta, ovvero da un pendio nudo, a colui che vuole impadro]l)Ìf'si della posizione avversarin non verrà certo iu· mente di es_eguire ii.motti proprio un . attacco frontale. Ma la scelta non è sempre pos!ribile e trovandosi inquadrati fra le altre unità e ricevendo l'ordine tli dare addosso al nemico non si può tergiversare. Perciò si va av11nti procurando di attenuare le conseguenze delle sfavorevoli condizioni topografiche coll'adottare le formazioni tattiche più convenienti al caso. Come un esempio di tal fotto può essere considerato l'attacco sulla «estra di Le-Bourget (30 ottobre ,1870) fel icemente riuscito sebbene 1100 fosse stato suflìcientemente preparato dall'azione dell' artiglieri a, di tni i col pi non pote,;ano riuscire molto efficaci stante la grande distRnza. Dunque in tal caso la pr.imà linea sarà costituita da .una catena fitta, livisa in due ali, di cui una fa un vivo fuo co, mentre l'altra avanza per un tratto di 300 metri; i sostegni seguiranno a file aperte. Le truppe della seconda linea potranno seguire il movimento mareiando di fronte fiuchè non venga aùche per ess~ il momento di prender f<'l'rte 'attiva all'attacco. H . L'attacco 'in rasa ccunpagna. - Anzitutto premette l'autore tlie, volendo esporre particolareggiatamente in qual modo possa essere direlto l'attacco della fanteria , sussidiata da artiglieria, contro un ob~iettivo, per esempio un villaggio, che si trova in mezzo ad una piaJtnra scoperta, conviene prima .raffrontare gli effetti materiali del tiro tlell'artiglieria con quelli della fucileria, e tener conto che fra il tirare .iJ bersaglio e lo sparare per davvero di fronte al nemico, ci corre un hel tratto . Da esperienze esegt;ite in presenza del Principe·, risultò che a H 00._ I 000 metri, il fuoco d'una ·batteria di 6 pezzi, produce effetti 30 volte superiori al fuoco d'una compagnia sul piede di guerra, ti:~audo contro un bersaglio rappresentante · una compagnia in ordine sparso. Contro un bersaglio raffigurante una batteria, la differenza cresce, ed i risultati stanno nel rapporto di ;I 00:1. • A partire dai 1100 a 1000 metri, gli effetti del fuoco d'artig)ieria si mantengono costant.i anche se il bersaglio' ·si ravvicina; invece l'efmlto del fuocll di fanteria va sempre crescendo tyuanto più il bersaglio
prossimo. Soltanto a 500 metri il fuoco d'una compagnia può competere con quello d'una batteria, ma non lo agguaglia che a 200-300 metri . In guerrn poi c'è per l'artiglieria anche il vantaggio cl~e il puntatore <è in condizione di prendere la mira meglio del fontaccrno. Venendo ora· al caso concreto dell'attacco, dice l'autore che quando l'artiaJieria dell'attaccante abbia eseguito il suo primo còmpito cioè di saominare l'articrlieria avversaria, si avvicinerà al!' obbiettivo quanto b~sti per poter :piegare un'azione intensa essere in pa:i te~po fuori dalla zona battuta con efficilcia dalla fucileria avversaria. Siccome a 4 600 metri quest'efficacia è nulla, l'arliglieria si posterà a ,1600--2.000 metri dal maraine della posizione nemica. o Intanto la catena clel!a fanteria attaccante, avendo cura e1·I non mascherare la propri11 artiglieria, si sarà distesa a ;SOO metri d?l n~ar.gi~e anzidetto, sul quale dirigerà il fuoco. Protetto da qnest? I art1glt~r1a avanzerà sino àlla distanza decisiva di 1100-1000 metn; se c.ons1ste ; di più d'una batteria, avanzeriì a scaglionL A tale dis~nnz~ i~ suo fnoct~ potrà essere continuato finchè la fa~teria pe~corra gh. ul~1m1 1_00 p~ss1 alla coi·sa, senza per_icolo · di tirare S\lll'assa.litore ~nz1che st~ll a:sa.ltt~. Se a taluno potesse sembrarn non conveniente d1 porta~e I a,n1gl1er~a ,così da presso· al nemico, il Principe, il qnale per ~nr:icra e ~n artt,,,liere, risponde· che la campagna ,1870-7,t ha sbandito 11 vecchio prP-;iudizio di non esporre l'artiglieria al ~uoco :d~lla..-·f\icileria, ma ~el tempo stesso si oppone con argomenti ~ecn1c1 a chi vorrebbe far la . . avanzare ancor più, cioè fino a 500 metri.. La formazione della fanteria sarà a un dipresso quella md1cata nella lettera precedente. Solo è da raccomandare che i sostegni e l~ ç?m_ra: gnie di seconda linea si tengano dal lato oppos~o a qu~llo m :c~u ~1 trova J'articrlieria, e cièi sia per avere ambedue 1 fìancln garantiti , sia perchè con;ro l'ala nei:nica meno bersngliata dail'artiglieri~ occorrerà condensare nrnggior sforzo di fanteria. Sebliene in tempo cli pace non si possa farlo che raramente (e per !lrnncanza d'abrtndine ne deriverà l'ommissione anche in gtterra) non sarà mai raccomandato abbastanza alla fanteria, che passa in vicinanza ,di. artiglièria in azione, di farsi. indica1:e da questa la distanza del nemico . In mas:;ima il fantaccino che non può vedere l'effetto del suo fuoco, sarà indotto a ,gindicare il nemico che gli spara addosso, più vicino di quel che è realmente. E ciò è nella natura dell'uom~. Per contro .gli effetti ottici, pèr esempio, se il terreno è coperto d1 neve, fanno ,è
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talvolta errare in senso opposto . Ma tanto in on caso quanto nell'altro, l'artiglieria è in condizione di accertare la rea ltà. Ogniqnalvolta l'~ ttacco si effettui col concorso di artiglieria si dovrà tenere per massima che la catena non inizi i.I fuoco a distanza maggiore di 500 metri, affi ne_ di non trovarsi poi senza cartucce nel momento decisivo; e di rifornimento di munizioni durante un attacco effettuato in rasa pianura non v'è nemmeno da parh1rne. Della corsa bisogna fare uso soltanto nei frangenti estremi, perocchè qnesta eccita troppo e quindi scema la facoltà di tirar giusto. Dai 500 mett;i in poi la cntena avanw1;à quando si accorga che il suo fuoco fu effi cace . L'unico criterio per determinare il modo di questa avanzata, cioè se tutta d'un tratto, tutta o solo in parte alla corsa, s.e a sbalzi, e se questi per scaglioni o no, ecc.,· sarà desunto dalla pertinacia di cµi dà prova il nemico . 42. L'avanzata a sbalzi, /:ordine de'i fuoch'i, e_d il rifornùnento delle ninn'iziom:. - Il periodo più diffiQile in un attacco sta nel percorrere crli ultimi 500 metri. A farli di corsa tutti d'un fiato , si arriva sulla po~izione affannati e pressochè impotenti a sostenere una loua corpo a corpo; perciò si agirà cosi soltanto quando si tratti di sfruttare un momento in cui il nemico abbia quasi abbandonato il margine della posizione. Riguardo .:ii fuochi a 500 metri, nelle esercitazioni del tempo di pace si usano le regole più svariate; ma in guerra, crede l'autore che le salve di squadra convengano soltanto contro nuclei compatti comé sarebbero i sostegni nel mentre che avanzano. L'uso poi di due alzi, a tal distanza scema l'efficacia del fuoco, poichè· non è supponibile che si commettano grossolani errori nel vafo tal'la. Perchè sia possibile far avaozare una partB della · catena mentre l'altra fa fuo co, bisogna aver dato le relative disposizioni prima d'entrare nella zona battuta, non essendo ammissibile che in quel frastuono possa il comandante di battaglione far sentire i comandi se sta al suo posto. Ancor meno possibile sarà J'attuazi0ne sul campo di _battaglia di certi artificiosi esperimenti da piazza d' ·arme, nei quali la caten;i è suddivisa in tanti nuclei che alternatamente [anno nno sbalzo avanti, poi si arrestano e fanno fuoco finchè no-n sono SOP,ravvanzati dai nuclei contigui. L'attacco vero differisce da quello simulato in tempo di pace, essenzialmente per ciò che in quello la seconda linea conforma la sua
azione ai nsuhati ottenuti dalla catena, ed in questo la catena segue l'impulso che le viene dai reparti retrostanti.- E non può essere altrimenti, perocchò il regolamento non pnò prescrivere che il battaglione sia diretto dal comandante ciel reparto più. avanzato nel.la catena. ~ Se nell'au.acco vero questa rimane perplessa, non si può imprimerle nuovo vrcrore altrimenti che rincalzandola con truppe fresche. Dapprima sa:'anno i sostegni, poi le compagnie di seconda linea che entreranno in azione, e si trascineranno dietro i nuclei precedentemente impegnati nel combattimento. Se l'attacco non è sussidiato dall' azione dell' artiglieria, bisognerà sostitnire l'effetto di quest'arma incomincia ndo il fuoco a •I ,100-'1000 metri. Siccome ciò importerà un gran c@ni:-umo di munizione, sarà -0pportuno che quel riparto il quale inizia il fuoco da lungi, venga poi trnttcnuto come ulti ma riserva durante l'a ttacco ravvioinato, E quando gli altri riparti, divisi in due scagl ioni, si sono portati avanti uno alla volta, ed banno aperto il fuoco, quello di riserva lo cessa -e si riforoisce di munizioni , il che a tale distanza è ancora possibile. Codesto riforn imento costituisce una delle più. grandi difficoltà della .guerra moderna .. Ed invero a chet giovano le più geniali disposizionì ed il -più grande valore della trnppa se questll, per difetto di cartucce, ,è costretta a rimanere passiva nel momento decisivo? Ciò non accadde mai nel -1870-7·1 ai Tedesch i, forse perchè la breve gittat!"l ' del loro fuci le d'allora non induceva ad aprire prematur:imente il fnoco, ma accadde ai Francesi; e Bazaine si scusa di non avere -continuato ,i suoi attacchi il 17 llgosto, appunto per la mancanza di mm1izion i. Certamente la disciplina giova ad impedire che si cominci a sparare prima del tempo, ma una volta iniziato il fu oco individuale, non si potrà più ragionevolmente' parlare di economia di cartucce. Siccome nell'offen,iva, specialmente iu terreni -scoperti, il rifonrimento cli cartucce durante l'azione non può aver luogo per le truppe i mpegnate in prima linea, bisognerà saper proporzionarn la durata dell'attacco, al numero delle cartucce disponibili , cioè non :ivviare l'attacco fìnchè non si vede il nemico scosso dal!' azione dell'artiglieria ( o del fu oco da hmgi) e poi spingerlo con tutto vigore. Riguardo alle disposizioni pel rifornimento è da notare che in massima ·si tende a tenere troppo indietro i carri-cartucce. E meno dannoso far Crt!pare qualche quadrupede o Jasiar scoppiare un C~\rro di munizione che aver dei rep~rti costretti all'innione.
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Circa alle esplosioni dei carri, dice l'autore che queste anche nella zona pericolosa avvengono più di rado di quel che si tema, e gli effetti ·sono molto al disotto di quelli che raffigura · l'immaginazione. Sarebbe opportuno che nelle manovre si praticasse sempre il rifor-· nimento, per acqnist_a r l'abitudine a farlo bene anche in guerra. In guerra poi converrebbe non allliggere i com:md:mti di unità col prescrivere ad ogni momento stat'i e statù1i di carico e discarico delle munizioni. Conteggiare e combattere vanno male d'accordò; del resto,. volendo, i conti di questo genere si fanno tornar sempre, percl1è non è possibile un controllo delle cattncce sparate. Dunque a che prò esigere in proposilo In noiosa lungaggine tÌ'una contabi lità a partita doppia? ,13. Il reggi mento di f anteria. - L'autore fa nna briosa esposi. zione di una sequela di. peripezie cui va soggetto un comandante di. reggimento, il quale perciò· non ha requie nè giomo nè notte. Poi ·si domanda se dall'esame dell'~1ltime guerre risulti necessal'ia la riunionedei battaglioni in reggimenti, o se tatticamente non è superflua la carica di conrnnda.nte di reggimento. Risponde tosto che, fatta eccezione per Spicheren, che fn una battaglia d' incontro, nei piani dei fatti ~·arme del 1870-1,1 si scorge bensì che spesso ocl combaltimento si frammischiarono le compngnie di battaglioni di versi, rna la coesione del reggimento perdurò; anzi a Gravelotte e St.-Priva t quasi tutti i reggimenti rimasero in masse compatte anche nel massimo ardore della lotta: Soltanto presso la masseria di St.-Hnbert si frammischiarono 43 cornpngnie di 8 reggimenti diversi. · È da notare che da parte del comando supremo si ebbe cura di mantenere innlterata la compagine dei reggimenti; piuttosto si scompigliarono le brigate costituendone d'improvvisate, come all'attacco di Le Bourget. L'autore è d'avviso che i tre battaglioni riuniti di uno 5tesso reggimento si battano meglio che tre battaglioni accozzati eia reggimenti diversi. E perciò fa UJJ appunto al regolamento prussiano di passare addirittura dal1'05ercitnzioni di batt;.1glione a qnelle di brigata, senza tener conto del reggimento, del quale per tal modo appare quasi menomata l' importanza tattica. Del resto, egli dice, in piaz~a d'arme il còmpito del comandanle di reggimento sarà di curare clic uell'esercitazioni di battaglione si esegniscano con la massima esattezza i movimenti elementari; poi, all'iufuori della mal'(;ia in parata, questi non dovranno essere ripetuti dal reggimento riunito, il quale dev,- essere esercitato soltanto in cvolu; i<mi che possano praticamente. eseguirsi fa guerra.
1::-STOil~O ALLA FANTEUIA
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H . Jlfano'lira di br1·gata . - In guerra una brigat.à autonoma cti fanteria è sempre sussidiata dalle altre armi. Per~iò . anche in temp1t di pace le evoluzioni di briga ta dovrebbero eseguirsi col concovso almeno ·dell'artiglieria. . La presenz; di cavai leria non è tanfo ne~~ssaria perchè ~uest'~rmai. non esplica Jà sua azione nell' immediata v1cmanza della fan teria, e quindi può facilmente essere supposta. . . ì\ia l'ar'iialieria entra in nzione prima della fanteria, e v1 perdu~ più a Jnng; di questa . Donde la convenien7:a di abituare quests due armi a coordinare i loro sforzi per consegmre lo scopo comune, La fanteria impnrerà cosi a muoversi nel campo tatlic? senza c_he le su~ mosse impediscano all'artiglieria di produrre tutto 11 suo_ efietto, e~ t capi-riparto cieli' nrliglieria ncqui~teran_no il .col!l~ d'occh,o n_eces5:r~, per scorgere ed occupnre senza mdug10 la pos1z1one che 1010 m~0 h~ conviene nelle varie fasi del combattimento. Una massa di truppa qual è una brigatn, non può e_ssere acldestt•a~a come una èompaguia ri pctendo più volte le evoluziom. Data una situazione il comandante emani le disposizioni ~pport,rnc, e c;e avvengono errori o maJintesi, lo scopo dell'istruz_ione sarà ra_g~iunto col f,~r;ne il rimarco a clii tocca. L'autore dice che m contradd1z1onc ,1110 spmtr, dei reaolamenti, taluni comandanti di brignta sprecano il tempo a far . ese(l'ni~e cose elementari e persino il maneggio d' arme. Stigmatiiz& cod~sto mal vezzo che dich iara dannoso alla disciplina percbè non potendosi rimarcare se i rnldati fanno bene quel che è ordinato, essi :.-i · abituano a far le cose in un modo purchessia. Venendo a parlare dello schieramento per ala o per linea, il Pri11cipe manifesta la sua preferenza . pel pri~o modo, t~lchè desidererebbe che il re(l'olamento prescrivesse m massi ma lo schieramento per ab. consenten<>do quello per linea soltanlo in via eccezionale. Nel cnso d\t~ inatteso incontro col ncm;co accade facilmente d'impegnarsi troppo dL fr~tta nel éomb:ittimento, cd nllora lo schieramento avviene per liuea; nia da ciò deriva poi !'accavalcamento delle unità come a Spicheren, ove nel bo~co di Gife)'t vennero a trovàrsi i\.O compagnie di 5 reggiment~ appartenenti n tre diver,i èorpi d'nrmntn, ~d un : eggim~nto a~eva -~ suoi ri parti dissemin:iti lungo un fronte cli _quasi 6 chi~,°1nf-tn:. C11t rende assai ditlìcile la condotta del combattimento ed e percio da · e,·itnrsi. Anche a proposito della brigata ritorna _a pa_rla~e degli ag?iramenti, i quali assolutamen lc non riescono cf!ìcac1 se 11 riparto aggll'antc '!oa iniziò il sno movimento prima d'essere esposto al fuoco ed alla vista
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dei nemico. Eppure, dice l'autore, nelle eserciiazioni di brigata spesso e volentieri si eseguiscono degli aggiramenti che non soddisfano all'anzfdetta condizione. 1 15 . .Del comando di ima b1·igata. - a) Cons·idera.zioni di ordine d1:sci plinar·e. - Quando una brigaw deve riunirsi per procedere ad una operazione di guerra o di manovra, 99 volte su 400 accade che ogni singolo riparto incomincia dal riunirr,i per conto proprio, e dopo un po' cli pausa muove dagl i alloggiamenti e si porta al luogo cli adLt· nata del battagl iou.e . Qui si fa una nuova sosta, e poi si va in nn altro s.ito a formare il reggimento, ed infine prima che la brigata sia sul luogo designato, certe compagnie avranno percorso inutilmente Dio sa quante volte la stessa strada. Giunti al luogo di adunata generale incominciano gli spostamenti in tutte le direziùni per formare la brigata coi reggimenti ecl i battaglio11i schierati secondo il rispettivo numero e con tutti questi va e vieni non solo si perde il tempo, ma per giunta il soldato si stanca prima ancora cli dar principio alla progettata operazion e. Il Principe tolse quèsti inconvenienti dalla divisione da lui comandata ordinando: che i battaglioni si recassero direttamente al luogo di adu,.. nata; che il battaglione prima giunto si collocasse nel sito che gli spettava nello schieramento della brigata, poi senz'altro facesse i fasci d'arme e la truppa deponesse gli znini e stesse in r iposo· fìnchè il generale, essendo sopraggiunti tutti gli altri riparti, avesse ordinato di ri prendere le armi. ' Anche nel partire dal luogo cli adunata non è convenien te elle il ha,ttaglione ultimo a muovere stia con gli zaini in srrnl la durante i 2.5 minuti io cu i si avviano gli altri riparti. Nulla stanca la truppa in assetto di guerra più dello stare immobile, ed è obbligo clel · superiore di · non logorare senza prò Ie forze del soldato. Nelle marcie si deve curare che fra un battaglione e l'altro, e fra L'una e l'altra compagnin si conservi una certa distanza, affine di evitare che un intoppo al la testa della colonna rimpalli l'arresto fino alla coda. Il più terribile fenomeno che possa prodursi in una marcia faticosa, eseguita sotto la sferza del solleone è quello dì veder cade~e i soldati colpiti da insolazione. Se si manife5ta uno di questi cnsi, il megl io che resta da fare è di sgombrare la strada e concedere un po' di riposo alle· truppe altrimenti il mile diventa, per così dire, contagioso. Il miglior preservativo è quello di concedere frequenti riposi e lascinr bere chi .
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vuole ogniqualvol ta se ne presenta l'opportuniti1 ( 1) .. Durante i riposi non si facciano mai i fasci d'arme sulla strada. "6 Del comando d'ima Migata . - b) Conside1·az1:oni tattiche. Il comandante di brigata, ,~cl in massima . tutti i generali, devono indicare il sito in cui, ad ogni evenienza essi sono reperibi li, e rimanere poi realmente in quel sito, o almeno· lasciarvi un ufficiale che in caso di. bisoo-no sappia precisare in qua le altro punto siasi recato il generale; altri~ienti avverrà bene spesso che gli annunzi o gli ordini non arrivino r,' des1in:nione o vi giungono troppo tardi_. Tostochè una brigata, passando claJJ'ordiue cli marcia a quello di combattimento con caratterù offensivo, incontra una tepace resistenza, il c0mandante tenta di aggirare il nemico e di prenderlo di franco . Anche qui 1'a{1tore fa notare : la difficoltà di riuscire in quest'intento, il pericolo che il riparto àggirante venga a perdere il collegamento· col nucleo principale, la incertezza in cui si trova il grosso circa al tempo opportuno per dare il colpo cler:isivo,. che deve corrisp_ou.dere al momento nel quale si manifesta l'azione sul fian co . Il volersi basare stù rumore degli spari è erroneo, poichè le condizioni topografiche o atmosferiche non solo non consentono sempre la trasmissione del suono, ma ta lvolta producono dei fenom eni acustici ingannevoli. Quest.o còmpito diventa più facile per chi sta sulla difensiva, potendo rafforrnre artificialmente la linea frontale , occuparla debolmente, e tenere su ambedue i lati forti riserve dispon ibili, sia per piombare sul fianco del riparto Mmico che ten ta l'aggiramento, sia per avvilupp_ar~ con larga conversione l'avversario che attacca frontalmente, e ~comp1gl1arlo mentre esso pronuncia il suo attacco. Ben di rado la fa1lteria e la cavalleria hanno, in tempo cli pace, l'occasione di manovrare assieme sul campo tattico. Ne deriva che poi, nei 1
(i) L'estensore di questo sunto, dnrant.e la campagna del {866 in 13oemia co1~statò il fatt.o seguente: Nei due reggimf)nti della stessa brigata di fanteria si JJ~ocedeva 1~ m9do
affatto diverso circ.1. il permetLere ai soldati di bere dur:inte le m~rc1e. Un reggi mento poneva un graduato di guarclia ad ogni pozzo o fontana che si trovasse lungo la ,•ia, pe.r impedire che i soldati si tr:tlLenessoro più del bisogno dopo aver hevuto, o questo re""imento a.rriv;Lvr. all'accampamento coll'effettivo quasi sempre completo. Nell'altr~ re~~imento invece i graduati avevano l'ordine cli im1ie<lire assolutamente che i soldati si ~~ccostassero alle fon li per bere, ma per contro in ogni marcia il numero di coloro cbe restavano indietro em assai conside1·evole. Merita poi cli essere ricordato che nella ri tirata da Koniggrat.z su Olmutz ed o!Lre, il primo reggimento poté sempre comodamente amro:rnire il rancio percllè in possesso di tutte le m:innittc da campagna (afJlhbiate sn"li za.iniJ nientrc nell'altro ad ogni tappa si dovevano prenllere 1n presttto le p;ntolo dei terra; zani nnchè a Florisclorf avvenne il rifornimento cli zaini e cli marmitte.
IDEE DEL PRINCIPE HOHENLOHE 506 combattimenti, per difetto d'abitudine, la fanteria non sempre seconda l'azione d~lla cavalleria, e rimane quasi perplessa a contemplare l'esito delle sue c:iriche, il wi succE.sso potrehhe'venire assicurato mediante il pronto intervento del fuoco accelrrnto di fucil eria. Circa al coutegno della fanteria di fronte alle cariche della cavalleria, rimarca l'autore che nelle due ultime campagne la fanteria tedesca seppe ribl1ttare gli attacehi della cavalleria nemica senza mai formarsi in quadrato . Eali crede peraltro che una fanteria giovane, e perciò non abbae . ·stanza compatta, nè istruita nel tiro, nè fiduciosa nella propria arma, potrà anche in avv~niré dover far uso di codesta formazione. E forse perciò appunto, non ostante l'esperienza del passato, questa formaiione è mantenuta anche nel nuovo regolamento prussiano. 47. Dello spirito della fanteri.a. - Gli ordinamenti i più perfetti della fanteria, le ·migliori disposizioni, a nulla approdano, se essa non è animata da vero spirito militare. Non si confonda lo spii·ito militare col l'entusiasmo; questo conferisce bensì alle truppe un potente slancio nei momenti solenni, ma senza il concorso dello spirito mi litare è come un fuoco di p:igl ia, che è presto smorzato dalle fatiche, dalle privazioni, dai pericoli d'nna luoga guerra. L'entusiasmo eccitato da Gambetta potèfore improvvisnre le armate, ma queste benchè superiori in numero, talvolta sin del triplo, · non poterono tener te.sta allè trnppe tedesche penetrate dallo spirito militare. Questo spirito è il prodotto della disciplina e della conlidenza io se stesso e nei superiori, i quali due fattori non ponno stare l'uno senza l'altro. « Lo spirito dell'esercito prussiano risiede nell'ufficialità». Così fu detto e così è realmr.nte. È opera degli ullìciali il tr:1sfondere questo spirito nelle truppe, merce la paziente diuturna educazione di ogni singolo so"ldato, ed è merito loro se la parola • servizio » produce un effetto magico . Questo spirito è _poi conservato m!:lùiante la' cli$Ciplioa, nòn quella basata sulla paura del castigo, beusì quella derivante da!la persuasione, dall'abitudine di eseguire alla lettera e nel modo più corretto tutto ciò che è ordinato, sia pure la cosa di minor conto. Il valore della fiducia in se stessj può essere espresso. dicendo clte una tnippa la quale non crede di essere.battuta , non può esserlo realmente. Se la fanteria tedesca a Viouvillc-Mars la Totir si fosse stimata battuta, non si sarebbe potuto fargliene rimprovero, ma ess.l non vol le crederlo, e :;i battè fino a tarda sera e vinse. Come fattore delle vittorie germaniche, è da aunoverarsi anche lo
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spirito cli offeusi va che, inspirato nei primordi mediante la condotta della guerra, si trasfuse poi in ogni singolo individuo. Ed il regolamento tedesco accentua l'importanza di mantenere e coltivare nella fanteria lo spirito dell'offensiva. Se terminando il sunto della prima serie di lettere, esprimemmo il desiderio d1 veder pubblicata presto la seconda, a maggior r11gione affrettiamo coi ilost.ri voti la comp:irsa della terza serie, inquantochè essendo il Principe stato per carriera un artigliere, le sue opinioni rispetto all'artiglieria saranno certamente il prodotto di lunga . e sapiente osservazione così in pace, come in gùerra. Q
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509 catevi da tutti gli Stati civili. La nostra patria non poteva essere da meno delle altre nazion i; essa che in materia di statistica ha splendide tradizioni, ed ha il vanto invidiato di averla fondata, di.averla consacrata come scienza, or son tre secoli appunto (il ) . Quan do, non ha gua rì, il colonnello, ora generale, russo· Strelbitsky, publllicando il risultalo dei lavori da lui compiuti per incarico del congresso di statistica, espose intorno alla superficie d'I talia cifre cliscordanti da quelle qui ufficialmente adottate, si ù manifestato un certo movimento nella culla opinione pubblica italiana come di una penosa sorpresa. Non tardarono gli schiari menti e le giustificazi on i sui giornali e sulle l'iviste; e perfi no dagli scanni dell 'a ula parlamentare sorse!'O v.oci a dare spiegazi9ni'. L' on. De Renzis, nella tornala del 6 giugno co rrente anno, stabilì le condizioni storiche delle cifre ufficiali , pose in dubbio i calcoli dello Strelbilsky, ed invitò il Governo a procedere ad ,una nuova misura. ]\fa chi .con autori tà scienti(ìca, e con minuziosa analisi tecnica ha sviscerato ia questione e l' ha esposta nei suoi veri term ini , è il prof. di geografia ··nell'università di PadoYa Giovanni ì\1arinell i, nella sua Memori a : La si1;perfioie clel Regno d'.Ttalia seconclo i più · recenti stucli . In ossa rende largo omaggio al lavoro compiu to dal generale Strelbitsky, all'ottimo metodo suo di eseguire le misure in duo modi controllantisi a vicenda, quello del planimetro e quello del reticolato di trapezi gradali spinti alle minime dimensioni comportale dalle scale delle carte che aveva a disposizione. Narra le pazienti ri1)elizioni, e le prove e riprove fatte per eliminare gli errori dipendenti dallo strumen to e dal graficismo, e, dopo ridotte al minimo le cause d'errore, le ingegnose cautele per apprezzarne il valore, calcolando quattro volte con metodi diversi, mettendo in proporzione le superficie trapeziali calcolate, con.quelle delle figure misurate. E a questo proposito conchiude « doversi riconosce,·e che per quanto possib ile « i difetti inerenti al metodo stesso furon? o tolti del tullo, o ridotti « ai minim i termini ». Dopo ciò di!';cori:e complessivamente dei materiali cartografici LIBRI E PERIOD ICI
LIBRI E PERIOD ICI
Lei s 1111e 1•fìcie ilel Reg no tV ltcili,a s e c m ulo i 11ii1, ,,,ecenli st;mli. - l\lemor·in del professore G lOVANNr ~1AmNELLI ('I). - Roma, tip. Bencirli, 1188,i,. Il pri mo conceuo che ci formi amo di uno Stato, di unn regione, di un paese è quello della sua grandezza, della sua estensione, della sua superficie territoriale. È vero che freqtien temento, nel linguaggio comune, tale concetto viene anche espresso col numero degl i abitanti; ma in questo ·secondo caso il concetto è già avvolto da un sottinteso , è relativo, è derivato. La Cina ha 360,000,000 di abitanti e gli SLati Uni ti 38,358,37·1. Q11al è più grande7 Il territorio della Cina non è neppure la metà di quello degli Stati Uniti . Secondo Blok, il territorio della prima. è cli km2 3,500,000, e quello degli altri è di km' 7,540,000. Il Belgio e la Rumania hanno entrambe la stessa popolazione di circao;000,000; ma i loro territori stanno come 1 : 4 . Il Belgio conta kmi 29, B5, l:i Romania km ' ·12 1,20.i-. L'It,1lia ha una popolazione doppia della· Spagna, ed un territorio che è meno della metà. Il numero degli abitanti non è dunque sufficiente ad esprimere la grandezza materiale di uno Stato , nè ad esprimere la sua potenza. I numeri demografici di qualsiasi specie vengono a ma.ncai·e di base quando non siano riferiLi all'estensione territoriale. D'onde l' importanza di conoscere con esatlezza questa estensione, e le cure dedi1
{il Vedi l'articolo: La S 11per/icie d'Italia pubblicato nella Rivista Jli/Uare, dispensa
di luglio p. p.
(1) 81.0,. - T railé lhéor ique et praliryue de. slcitisliq!!e; pa1·tie histo'l' ique, pag. 3. Benché l'accennato ,•a nto sia notorio, cìtìamo volentieri la con ferma che viene da si illustre straniero.
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d'Europa di cui si è servito lo Strelbitsky, e questo esame fotto con acuta critica, scuote alquanlo i risultati complessivi del generale russJ). Ma con riguardosa delicatezza, il prof. Marinelli misura assai le sue conclusioni limitandosi ad associarsi a qtielle deWillustre professor Wagner dell'uiliversità di Gottinga. Uguale contegno però non. vuol tenere il nostro A. per l~ cifre dello Strelbitsky relative all'Italia. Egli scrive: « siccome per quanto la riguarda, ab.biamo a nostra « disposizione grande copia di mezzi di confrontò, e siamo dominati « da interesse vi,,issimo; reputamnio utile di discorrerne a lungo». Perciò con sicura erudizione e grande ch:arezza, premeLLe la storia delle cifre ufficiali italiane, le quali infine sono ancora quelle risultate dalla somma dei dati degli antichi Slati in cui e1:a divisa l'Italia. Apparisce da quanto è detto in questa parle della Memor·ia, quanto fervido lavoro abbia sosten1J.to il compianto Maestri, e come la sua buona volontà si sia spezzata contro difficollà(gravissime. Ma da una citazione testuale del Maestri apparisce eziandio come quel ·chiaro cultore della statistica, fo~se incompelente nella questione tee-nica dei rilievi topografici. La conclusione nelle cifre ufficiali si è che « sono lnnfJ i dal presenta·re un .<Jl'aclo soddisfacente cli esaUe.z.:rn ». Cosa questa della stessa Autoritit sentila, e pubblicamente confessata tutti gli anni nella serie degli annuari di statistica. · Ma valgono for:;e meglio le cifre dello Strelbitsky? Per rispondere a questa domanda, l'A. passa a minuto esame il valore delle carte italiane di cui si è servilo quel generale. Bisogna leggere !ti.Memoria per apprezzare l'accuratezza posta in tale esame, la erudi,zione cartografica, le considerazioni sulla pochezza del loro valore . .Ma ai lettori della Hivista basterà. sapere che una delle ca,l'le adoperale dallo Strelbitsky è· quella ·corografica dell'Italia superiore e media al 600,000, per convenire che non potevasi scegliere un documento meno attendibile per la fretta con cui è stato costruito, per fa eterogeneità degli elementi che concorsero a comporlo. L' A. conchiude: « Dall'esame ora compiuto risulta. che il mate« riale cartografico, del quale si servi lo Slrelbitsky, presenta, per « quanto riguarda l'Italia, un valore meno che mediocre. Nè per co« noscere l'esistenza di carte preferibi li, era bisogno di aver com« pinto particolari ricerche intorno alla cartografia italiana ». Infine mettendo a. rifascio i dati ufficiali con quelli del russo, il
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nostro A. ripete con rammaricò una cosa da lungo tempo deplorata che « noi non conosciamo con sufficiente approssimazione, nè la « superficie del Regno:, nè quella dei suoi compartimenti, nè « quella delle singole provincie». E siccome W~igner lascia supporre di preferire le cifre dello Strelbitsky l'A. soggiunge: « Noi, « a dir vero, non saremmo del medesimo aniso. Abbiamo veduto « troppo manchevole la base cartografica del lavoro fornito dallo « Strelbitsky in quanto ri.guarda tutta l'Italia continentale, per « poter sostituire i suoi dati ai nostri; dati incerti e cattivi, dareb· «·bero luogo a dati incerti e presumibilmente poco meno cattivi ». Qua e là, fra le parole dello scienziato, schioppetta lo sdegno del, l'Italiano. Siccome per la sola Si cilia si pos:;ono reputare migliori le cifre dello Strelbitsky, l' A. esclama: :< Anche ammeuendo la loro « bonLà., sarebbe conveniente, che uno Stato come il nostro rice« vesse da uno straniero, e quasi. d'accatto, una notizia statistica di « tale importanza, quando la notizia si può da. noi in pochi giorni, « con iscarso dispendio e collo stesso metodo ricavare da un qual« siasi geometra?»· Ed in altra parte, a proposito di un periodo del Wagner, scrive: « Noi non siamo più neinmeno nello stadio in cui « la nostra triste condizione di cose, in ordine al quesito delrarea « territoriale del regno, viene solo avvertita dagli stranieri; siamo « passati in·quel secondo e più grave stadio in cui ci si dà dei con« sigli »., Non possiamo astenerci dal fare un'ultima citazione, tanto ci pai ono scientificamente ed italianamente nobili le parole de!l' A. « La « gravi tà ·~i una tale condizione di cose nessuno può dissimularsela. « Ora che le ricerche statistiche si spingono ad analizzare con una « tenacia ed ,una diligenza meravigliosa i fatti ·sociali più fluttuanti «. e più sfuggevoli, com'è permesso di ignorare questo che è il fatto « fondamentale, la base di ogni ricerca statistica? D'altra parte non « pochi _nè poco importanti rami della pubblica amministrazion~ « desumono i crite:·i direllivi del loro andamento, proprio dai ùati (< della superficie territoriale. Imposte, strade, interessi idraulici, « agrari, scolastici, direttamente si appoggiano sul suolo, e JUi suoi « riporti, ai quali indirettamente.fanno capo quasi tutti i problemi ~{ sociologici. Insistere davvantaggio su ciò pare, ed è, superfluità, « come lo sarebbe vol~r dimostrare l'urgenza assoluta che questo
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« stato di cose cessi. Ce lo impongdno le nostre nob.ili tradizioni « nel campo statistieo, l'alta pos·izione che nel c.onsesso degl;i Stati « civil i abtiiamo raggiunto, i no"tri· più vitali interessi>). ·Ch ind0no la pregiRta Memoria alcume considerazioni sulla difficoltà di sos~ituire le cifre ufficia·li, · ed una serie di propos\e per conseguire lo scopo. La letrtura di qnesla Memoria. riuscirà interessante ai no-str.i ufficiali, sia perèhè riguarda un argomento aftìdato ad un Istituto militare, sia perchè .&.lcuni rami cl.ella milizia hanno diretta. attinenza colla statistica territoriale demografica, sia infine per le cognizioni cbe si possono r itrarre da una ·esposizione cosi chiara e convincente. Noi vorremmo poter condividere ia lontana speranza. dell'autore· che forse fra. un decennio si possa avere un catasto geometrico generale; nia. per le molte difficoWt legisla.live, tecniche, finanziarie, e sopratuUo -per deficienza. di abile personale, temiamo che molti lustri ancora ci separi,1110 da quella)neta. Nemmeno potremmo convenfre coll'autore che << non riuscirebbe << certamente gravisg·ima la pena di sobbarcarsi àd un lavoro cli :ve« rificazione dei confini provinciali e circondariali ·».: crediamo che un tnle lavoro cond0tto con uniià di c@nceL'to e di direzione, richiederebbe a ·sua volta degli anni, e sarebbe da sconsigli arsi per la spesa. Un simile lavoro non .dev'essere fatto per se ~tess0,_ma deve essere compreso in quello del catasto geometrico. L'autore ·infine dimosbra. .la possibilità cli fare molto .meglio, ed ·anche assai .presto sulle buone carte di cu,i disponiamo, ed avverte ·« che buona ·par~e del 'f)rocedimento potrebbe svolgers.i-sulla de« terminazione delle zone di trapezi a coordinate .asLrnnomiche » (pag: 56). Noi siamo d'avviso che la determinazione col calcolo debba ·estendersi non a buorna pm·te, ma alla quasi totalità della su.perocie. Ed inveno la carta a minore scala onde siamo obb.liga.ti se~virci è quella al 75 ,000. Ora per quelle zone fronterali, e •costiere di massimo frastagliamento, i trapezi gradati -s ( p0ssono spingere su detta carta ·sino ad un minimo di 20" nelle latitudini, e ad un minimo di 30" nelle longitudini; il trapezio che ne ri sulta nnche sul!' estn;mo noslro · confine ·nond, ove gli archi sono minori, conserverebbe circa 8 millimetri ·per lp.to. Epperciò la Stll)erficie che verrebbe abbandonata alla dubbiosa misura di-
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retta resterebbe ridotta ad una parte veramente insignificante in rapporto al totale d'ella superficie, ed in rappo rto alla quasi totalità determinata col calcolo. Questo sistema a nostro avviso dovrebbe essere esteso a tutta Italia, ciò .che parrebbe alquanto contrario al!'opinio1ie dell'autore, da quanto leggesi a pag. 39 ove stima che i minimi trapezi debbano avere '10' di lato, ed impiegati soltanto per l'Italia settentrionnle. 1 L'interesse che desta l'argomento per se ste;;so, e la bella ed opportuna pubblicazione del Marinelli ci hanno spinti a dilungarci alquanto in questa recensione, alla quale poniamo termine col manifesta.re a nostra volta la speranza, che l'Istituto geografico, non sospinto da in tempesti 11e premure, presenti cifre che, per b0ntà di sistemi, insistenza di con Lrolli, e minuziosità di ·cure pratiche, risponda all'aspellazione di tutti, ed alla fama scientifica d'Italia..
di GIUSEPPE BELLATr, tenente c.olonnèlJo di stato maggiore. - Roma, Voghera tipografo di S. M., ,1884. - Un ,,olume in 8° cli 89 pag.
L 't1SS(!l·Hto nell'tu•te tlellt~ fJate1·1·t1
Nei regolamenti e nelle istruzioni spesso ricorrono le locuzioni: colpo dec'is'imo, pimto decisivo, nwmento decisivo, senza peraltro precisure mai il valore concreto da uttribuirsi a cotesti modi di dire. Ora è certo, dice il Bellati nell'elegante proemio al suo studio, i;he tali Jor,uzioni accentuando l'alt? supremo della lotta, hanno importantissimo siguilì0ato e meritano di essere poste in ·vivissimn luce affinchè siano comprese, apprezzate e sentite ugnulmente dall'universale. A primo aspetto sembra oziosa la ricerca perchè ritiensi che non possa _cader dubbio sull'evidente significato di .tali espressioni, intendendosi che per esse si volle unicamente caratterizzarè il punto dell'occupazione nemica contro i 1 quale portando nel momento più opportuno il massimo sforzo o colpo, s' otterri1 il supremo risultato, ossia. la vittoria . L'evidenza tuttavia si dilegua quundo si vogl ia fbsure i cr iteri che devono servir di base per determiu:ire C{HCSti fattori decis~o·i nel lno<10 I:, • 33 -
ANNO· XXIX, VOL. I V.
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nel tempo e nelle forze con trapposte. In allora pullulano le domande e s'apre uno sconfìo11to orizzontl3 ove campeggia il qiti cì di tutta l'arte della guerra. Perciò basandosi sulla sintesi storica delle teoriche di guerra fo rmulate dai più eccelsi cultori della scienza guenesca, l'autore si propone di indagare quale sia il fondamento più rn;;ionale dei sommi precetti dell'ar te e come por esso si proceda alla determinazione chiara e pratica di ciò che v' è di assoluto nel preciso senso e valore delle espressioni: punto, . momento e co!JJO decisivo contenute nei nostri regolamenti. Questo è il còmpito che egl i svolge nella pri mn parte del suo lavoro; nella seconda poi stndia il modo di applicare le precedenti deduzioni alla guerrn in genere ed a quella <li montagna in ispecie. La parte prima incomi ncia col di re che mentre taluni non esitano a di cli iarare immutabili ed assolt~ti i principì o precetti di guerra, altri per contro li negano o non li considerano che come forme ele-· ment.:iri del pensiero mili tare, ossia espressioni del senso comune. L'autore con accurnta annlisi dimostra che nè gli uni , nè gli altri sono nel vero, ed nliermà che il fondamento unico. ed invariabile delle supreme regole dell'arte « sta nelln determinazione esatta di tutti gli << elementi ·concernenti l' esistenza ed il collegamento delle forze in « azione, fatt.'\ nello scopo di definire colla massi ma precisione il cent1·0 « dii potenza del loro organismo, in ordine alle necessità morali e· ma« teriali a cui nel tempo e nello spazio va soggetto ». Tutte le definizi on i del 1m nto decisivo fo rmulate dai più accreditati maestri adombrano il concetto generale di un centro dii potenz<i contrapposto ad un altro, tenendo conto della relazione in cui ambedue si trovano rispetto al terreno. Il centro di potenza o d·i az'iono ha a sua volta un centro dli g1·amtci o di equilibrio risultante dnlla dislocazione delle forze mobili. Questi dtle centri possono considerarsi sop11rati ma non disgiunti e si fondono quando le forze portino secoloro la base ovvero se ne rendano indi pendenti; ciò co&tituisce l'idenle della potenza. Ood'è che concentrare l'azione sul punto decisivo, ossia applicarvi · il colpo decisivo, vuol dire: senza menomare le relazioni col proprio cenlro di equilibrio, spostare il centro di potenza in modo da urtare e smuovere il cenLro di equilibrio dell' avversario, disgregandolo dal suo centro di potenzn . Questa azione, in funzione della intensità e della velociti,, devo essere proporzionnta all'effetto che si vuol oticnere in quell' i:;tanle o momento decisù;o, per la prontn e netta rescissione dei le-
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gami o sosLegoi del centro di ~otenza ~vvers~rio col . rimanente delle sue forze presenti sul campo dr battaglia (azione tatt.1ca), ovvero colla base d'operazione (azione strategica). . Dall',~same di queste idee fondamentali scaturisce limpido e ch iaro il vero si,,uilìcaLo dn attri buirsi non solo alle locuzioni punto , moo . mento e colpo decisivo , ma ben anche a quelle di: massa, base, fronte e linea d'operazione, ,,irntegia, tattica, manovra per li!1Ce d'aggiramento, convergenti e centra,h. ,L'autore tratta poi del modo di coordinnre .l'azione per raggiungere IÒ scopo prefisso e dice che per conseguire il massimo effetto d! m~novrn, qualnnque ne sia la scala, l'operazione passerà per tre fas i, p1~ o meno diverse, di cui la primn consiste nel tra ttenere da un lato 11 nemico, ovvero nttenderlo per coglierlo in una determinata posizione che fa vorisca l'azione offensiva contro una delle sue parti; la seconda comprende l'atto del colpo decisivo assestato in guisn da s~ostare subito, ancorchè lievemente, il centro di pot.eo1,a dell'avversano; la terza ed ultima si svolge nel l'insistere a replicare i colpi nel la primiti va direzione fi no al trnvolgimento completo Jelle forze nemiche. Con al tre parole si direbbe che l'operazione pi ù feconda di risultati, in ambedue i campi strlltegico e ta.ttico, si compendia nell'as:::iern e d'un attacco parziale, quale momento d'arresto, combinato con attacco n fondo di fronte, d'ala o di fian co sul punto decisivo. . tale teorica espone due accurato tnbelle che nassumono A suffra"at·e o . il modo ed il risultato complessivo delle più intere5santi manovre risolutive sia tattiche, sia strategiche, effettuate clni principali co1hlottieri ilai tempi di Federico il grande sino ai giorni nostri. Termina la prima pnrte con un chiaro riepilogo delle idee precedentemente esposte ed, in via incidentale, accenna al metodo da seguirsi nello studio della stor ia militare. Per non dilungarci troppo citeremo solt~nto il periodo lì~ale n~I qt~ale é condannato « quel sistema puramente leoricu o indefì111to ne1 prmcipi generali cho, pervenutoci d'ollr'alpe nello s~rcio d~l~e gu~rr~ napoleoniche, turbò le li mpide sorgenli della trad1z.1one rn1lttare 1taltan~, per se stessa puram<\nte eccle~ticn, ing~nerando m sua ve~ un~ :~0~1.a pedissequa che, ucl fatto , o riesce ste.r1le, o produc~ eliet~1 pem1.ct0~1, tra i quali non ulti mo ~ruello d'. autori~zare nel(? g1ovnm 1?-ent1 una critica le<rrrera, convenzionale, s1stemattca, su c10 che non s1 è nncora 0 ; 11 grado di apprezzare , sin nel concetlo qua.nto n~lla respons~bili~à: cri tica che, all':iuo pratico, di fronte al nem ico, s1 traduce ordmarinmente nell'inconsul to sentenziare del capo pelouone sul piano strale• 6
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gico, mentre ei non s'accorge, o non curasi, del disordine incipiente nel picc~lo nucleo cli forze . affidate :u suoi ordini, prìma e il più delle volte unica caus~ cli dolorosi irreparabili rovesci ». Venendo alla parte seconda, l'autore premette che l'assoluto 'nei principi del!'arte,_ di una ~atura immutabile e universale, è guida sicura JU ogni contmgenza di guerra e mai non si contraddice. Ma allorquando, come avvi~ne nella guerra in montagna, la combim1zione di. forz~ e ?.i terreno costitt~isce un'eccezione continuata nel tempo e ucHo spazio, 1 importanza relativa del problema nel triplice aspetto strateo-ico logistico e tattico, varia cli fatto in molti elementi e venoono tra"'essi primeggiando quelli che in via normale erano seconclarii. Donde la ne_cessità di determinare per codésto genere speciale di guerra quale debba essere l'applicazione razionale dei criteri assoltiti dell'arte. per rispetto ai centri d'equilibrio e di potenza. Tale è còmpito che l'autore· svolge in poche ma succose pagine, nelle qualt dopo alcune considerazioni generali sulla guerra in mou: tagna, dopo aver accennate le qualità caratteristiche de li scacchiei·i al pini e delle posizioni che in essi si riscontrano, cioè posizioni di testata, fiancheggianti, cli sbarramento, cent.rali, espone il fuuzionamento di queste posizioni nell'offensiva e nella difensiva tattica e strateo-ica ed i criteri per utilizzarle riel l'organizzazione e nell'impiego simulta~eo delle forze nei centri di equilibrio e di potenza desio-nati nelle sino-o[e 0 situazioni dalle special.i condizioni topografiche tecniche e mora!i. . Anche di ques~a seconda parte crediamo opportuno citare il 1ieriodo fmal e nel quale e affermato che nna guerra può essere iniziata, con · tenuta e decisa solo tra i monti « a!Jorchè dei mollti si è -fatta una conveniente base d'operazione per tutte le forze che richiede la loro completa difesa; epper1> nel caso in cui lo scacchiere montnno costituisca l'unica zona di passnggio fra due stati Jielligeranti, e pre;enti una profondi!\ di almeno quaranta chilometri, è II ritenersi che ben munita e dife;;a , formi per se stessa una bnniera assolutamente insupera~ile _nel periodo ordinario di una campagna cli guerra, ovvero trans1tahde soltallto dopo sforzi e sacrifizi gravissimi da 1100 ouarentire alcun successo dell.'invasione lìncliè non ·venga compiuiameut~ espugnata ,, .
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nic-o1·1lo :,,itt,u·esco n1.UU11,1J•e
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-Albumcomp ilato dal Con5;oJio direttivo della Società dei Rednci dalla Crimea e da esso es0posto alla Mostra nazionale.. - Torino, ,1884, tipografia Bona.
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Della spcdiziou e sarda in Crimea parlano molte opere ùaz!onali e str:miere, onde quantunque non esista, cli essa, una vera storia, pure la parte gloriosa sost.em)ta dal corpo piemontese ~ui campi ~elhl _Tanride è oeneralmente conosciuta in Italia e fuo1:1. I comp1latort del present~ bvoro uon intesero « scrivere_ la storia. di qnell.a spedizione, e nemmeno rifore r ,11/mm della medesima pubblicato dal nostro Corpo di" stato maggiore. Essì vollero soltanto raccogliere alcuni documenti . inediti, la cui pnbhlicazi_one chiude _la sei:ie de~li atti promo~~i ~alla ,società dei reduci d11lla Crnnea, per r1venchcare 11 dovuto pre~t1g10 ali audace impresa, che segnò uno dei primi passi ~ella nostra 1~icostitu.zione nnionale, e portnré in pari tempo, con questo ricordo, un tributo donoranza ai frnttlli d'arme, caduti per la patria iu quella terra lontana». L'opera si divide in tre parti : l_à prima contiene un hr~ve ce~no dei fotti anteriori all'alleanza del la Sardegna colle potenze occidentali per la ·ouerra di Crimea , e un sunto storico della parte presa dalì'e~ercito sardo in della rruerra. 'li testo è intramezzato eia belle im:i,ioni rappresentanti gli acc::n~ pamenti sardi, la hanaglia della ~ern_ai~, i diversi lavox:i fatti -. uei campi, ecc., ecc. Fa seguito uu'appenchce mt1tolat~: .ririeddot·~ e Re~ winisccnze e chiudono questa prima parte interessanti documeut1, quah 1 sarebbero gli ordini de! giorno dei comàndanti le ~rnpye franc~si ed inglesi, in quella parte che riguarda il concorso _dei_ P1e_m?ut:$i alla bat: taglia della Cernaia; le lettere e i telegramnu di rmnistn e sovra~n esteri al èomandante del corpo cli spedizione, generale Lamarmora, u1 conoratulaz'ioue del fatto stesso; l'elenco dei militari sardi morti in Cri;1ea; l' elenco degli oblatori pe~ soccorso a_ile . famiglie di. essi ; le iscrizioni commemorative poste sui monumenti, 11 quadro d1 formazione del corpo di spedizione, ecc., ecc. . -. . . . , La seconda parte contiene gli atti della società de, red~ic1 d~ll_a Cr_imea, dall'origine nel ·1818, fino alla parte presa al pellegrm~gg1? naz,~nale alla tomba di Vittorio Emanuele nel •1884:, e alla cost1tuz1one _di u~ col)litato per l'erezione cli un monumento, eia sorgere in 'formo ai caduti nella spedizione di Crimea.
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La terza parte riflette l'amministrazione della sociNà stessa, dal ,(5 agosto ,j 878 a tutto il ,f 883. · ~hiudcrem~ questa br~ve rassegna r111legranclosi colla soci-et.'.1 dei reduci dalla ~r1~1~a che, in questa pubblicazione, offre una bella prova della s~a. v1~al1ta, e col racconto e coi documenti, rinfrescando · alla m~~1orrn !~tt1 gloriosi, _co~corre a mauteuere e coltivare nel paese quello sp11Jto_ rntl1tare e patr1ott1Co, che è tanto necessario alla sicurezza ed alla diga ità d'Italia.
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non l'avevamo ancora veduta, ed è certo la più adatt,'l in nn libro che mira ad inculcare nell'animo dei cittadini soldati il sentimento di doveri , fr..1 cui il supremo è quello di saper morire, occorrendo, per la patria. Noi crediamo che Il soldato cittadino meriti di essere vivamen.te raccomandato come libro . d' istruzione e più ancora di educazione morale nei collegi, specie militari, e nelle caserme.
Massinie e cìovm·i. - 1 voi. di 3S pag. con illustrazioni. - Milàno, ,1884, tipografia: Yallardi. prezzo L. 0,40. •
Prnnt0 VALLE, colo1inello. - Geot11·n/iti eleuient,o•e :1.~e,• le eltissi ele,nent,o·i SH~1e1•itn•,, e le elnssi ,;,,.,re~ 1•io1•i, tielle scuole secun,ltu•ie. - Un voi. di 68 pag . con 89 incisioni. - Firenze, ,f 884, Tipografia Barbera. - Prezzo L. 11,50.
Con quest'opusco lo si vuole premunire il cittadino, e specialmente cittadino _soldat?, contro gli apostoli dei diritti senza doveri, che ad~lttano altrut la via falsa . Ogni diritto è come una pro prietà !cli cui1~ ~overe è 1:onere__co:ris?onclente. Oltre i doveri di pendeuti dai diritti personalt altrn,, ti cittadino, e specialmente il cittadino soldato ~e ha di quelli che dipendono dai diritti di tutta la società. L'autor; s1 propo~e di e_sporre brev:meute gli uni e gli altri dando agli insegnamenti tale /orma che s imprimano bene nella meute e nel cuore. L'opuscolo si divide in 7 capi toli: ,f 0 doveri verso Dio· 2,0 doveri verso noi stessi; 3· doveri verso la propria condizione; :i.• c1'overi verso. gli altri; o• doveri verso la famiglia e la società; 6° doveri verso lo Stato; 7° doveri del soldato. La materio è esposta per aforismi e sentenze. Mal potrebbe dirsi se migliore sia la scelta delle massime o, più !nci_siv~ la forma . Un'osservazione potrebbe farsi, che però ~on pregmdica lll nt~lla il contenuto del libro, ed è cbe questo contenuto, non risponde precisamente al titolo. Chi legge, sul frontispizio, Il sol~ato cittadino, non s'immagina che ,si tratti dei doveri del cittadino, rn .genere,. ~ol.J'aggiunta in fin e, quasi in appendice, de' suoi doveri nella cond1z1one di soldato. . Ma l'autore _che ha scritto il suo opuscolo perchè servi;;se di libro eh lr.ttura specrnlrnente nei quartieri, volle anzitutto che il titolo iudicass~ lo ~co~o . Un'idea nuova e hella fu qt~ lla d'intramezzare i diversi capitoli con incisioni rnppresen.tallli i monumenti dei morti nelle pa trie battaglie. Fra tante illustrazioni una raccolta di questa specie
Tutti i libri del co!.onnello Valle hanno il pregio dell'ordine, della chiarezza e della prnti,:a uti lit.à; ma questo, a p,wer nostro, si distingue sopra gli altri. Se non è clP.stinato a riempire una lacuna, nello stretto senso della parola, perchè molti sono i libri che !.ratt-ano dello stesso argomen!.o, merita la sorte di togliere il posto finora, in mancanza di meglio, tenuto da allri . . L'autore intese porgere ai giovani studiosi uu manualetto di geograDa elementare, copiosamen te corredato di figure, in modo da rendere non solo facile ma aucbe piacevole lo studio di Cjl1esta scienza cotanto necessa ria all'odierna coltur.:i: e tale scopo fu pienamente raggiunto. Non mai ci venne alle mani un trattato di geografia' element.are, io cui il corredo delle nozioni foss~ trascelto con 1nigliore criterio, esposto in miglior luce e distribuito in modo più acconcio. Il libro si divide in cinque parti: 4" dalla scuola alla provincia; 2• corografia generale d'Italia; 3a descrizione generale dell'Europa; i• le altre parti del mondo; 5a il cielo, fisica della terr,1. Come si vede, è il metodo inverso di quello gcneralment.e usato. L'autore 1 in ciò., prese o norma g!i ulti mi programmi ministeriali per l'insegnamento della geografia, i qnal i appunto prescrivono di procedere dal particolare al genera le, cioè clafla scuola al comune, alla pt'ovincia, all o Stato, all'Europa, alla terra, al sistema solare, all'un iverso; metodo così razionole e naturale da far parere qu~si impossibile clrn fi nora siasi tenuto l'opposto, cominciando dalle stelle per arrivare al villaggio, e aggravando fin dnp-
.l.l sol,ltdo eiUtul-in o . -
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principio la mente e la memoria degli allievi con nomenclature difficili e con dcfìu izioui per e$si inco mprc11sibili. Ma se il metodo era dato da l progrnmma è merito dcll'nutore l'aver dimostr:ito pratica mente col suo libro la bontà del metodo stesso . Le vignette, le figui-e e pitt specialmente le piccole carte a colori inserte nel te$lO, rispondono ani.;h' esse alle i::truzioni premesse ai dcui pro·grammi, nelle ritwli è delto che ad ogni descrizione si fa cciano sempre seguire opportu11c illustrazioni, per mllzzo di fotografìe, disegni, cnrte, ecc. ecc.; all'autore il merito dell:t buonn scel ta dei soggetti , c1uello della voghczzo e accuratezza dei disegni, che servono non solo ad t>ru:i mcnto e di letto, mn ani.;he più a vera istruzione. Questo libro è pure un accurato eJ elcgtrnte lavoro <lai lato tipografi co, tanto piit se si ticn conto della tcnuiù del prezzo: L. 1,50 per nu volume di circa 70 p:igiue ricco d'inci,-ioni e ben leg:ito in tel:i. In complesso è fo r;;e il primo trauatello di geografia elementare che non teina il confronto coi migliori ·usati nelle scuole all'estero, e speriamo che sarà ben accollo e ten uto in quel conio· clic si meri ta.
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.ll'oU~ i e flOJ"'' ' utt11 ,;u,o vl"e e,,, ,.,,, ,1'1 1,,-,;.,. i n ,·ilievo <i s ,r.pe ,·/icie c ,u•v11, nU, r. sc"I" ,u 8. : 1 ,000,0 00 t ,u.to 11e1· l e <tlte ~:::c c o uae ,,e, • le ,1~stff11:::e, ideala e coslru lta da CES.\II E PolrOA. - Torino, 'I 884., Ti l)O••rnfìa del-
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r Unione Lipografico-edi lrice.
terrestri sono certo 11datti a rappresentare in massima la figura della terra , ma le piccole dimeo sioni a cui co uvicne lim itarl i, fauno sì che riesca assolutamente impossibile rappresentare, nel loro giusto rapporto, le prominenze della snpcrlìcie. Le. solite c:1rte in ri lievo hauno anch'esse un o<rra.n ·1ll'c"io ed utili ta .· . nrnss1me se 1mp1egatc a rap presentare uun limitatissinrn reo-ione, la 0 cui cnrvità sia relativamc11Lc poco apprezzabile; mn quando cou esse si vrgliano rappresentare, in piccola scala , regioni cl i mediocre estensione, e per di più circuite dal mare, termine di confronto di tutte le altez1.e, si è obbligati non solo ad alter:ire il rapporto fra ]';1ltczza dei monti e l':impiczza dei piani, ma l'assenza della curva ha per effetto immaocabile di da re un ' idea assohi tarnentc erronea dell'aspetto della superficie terrestre. L'autore, pa rtendo dal principio che la raffìgurnzione di detta superficie per mezzo di carte in ril ievo, debbi\ possibilmente recare all'occhio un'impressione clella rotondi tà e delle· altezze in rapporto all e dimensioni, a,·eva immt1ginato In costrnzione di un grandioso globo terrestre, con rilievi pr<) porziona li, da collocarsi in apposito loc:ile, su di un asse convenientemente inclinato, ecc. ccc.; ma presto s'accorse che fa grandiosit.ù stessa dell 'opera ne avrebbe ristretto l'uso ' tool ien. o dole ·CO n ciò il pregio della pratica utili là. Allora pensò potersi r:iggiungcrn, almeno in parte, lo scopo , con carte in rilievo, a superficie rnrva a ad un:i scala elle fosse abbastanza grande dn permettere di rappresentare l'allimetria, senza alterazione !lei rapporto, cd abbastanzn piccola , da poter rnp prescntare tale estensione di superficie terrestre, elle d:il la sua curvi tit lo spettatore pos:a ricevere l'impressiouc della rotondità e dell 'l!m piezza del glo!,o, di cu i avrebbe inna11zi una parte. Questa scala, per buone rngioui che l'autore sviluppa nel suo opuscolo, fu ritenuta quella di ·I: ,1,000,000 . Esposta così l'idea fondamentale, l'a utore de~crive i! lavoro eseguito per tradurla in atto, accenna ai calcoli di baso, enumera le difficolta incontrate e superato, fin chò riilscì ad il vere uu modello esatto della superficie curva, corrispondeute alla regione che voleva rappresentare. Dopo di che bisogn:iva pensare al non meno importante lavoro del tracciamento del disegno, della formazione dei ri lievi e dell'applicazione J i essi sul disegno stesso. Questo l:ivoro veuµe afliclato al signor Enrico F ritische, giovioe cartografo, allievo del Kiepcrt, di Derlino, già noto per egregi lavori eseguiti in Torino e recèote fondatore dcli' Istituto crirtografìco i taliano in Roma. Questi lieto di avere l'ordinnione di un J.)voro eccezionale che valesse a far conoscern favo revolmente il
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Quest:i c:irt3, assieme all'app:ireccl1io generatore della curra, :il mo7 dolio ricavnto, al disegno origilldle, ccc. (\CC. ligurò ucl la sezione della diclattic.1 alla recente esposizione nazionale <li Torino. Coll'opuscolo che nbbi11 mo trn le man i l'a nlorc i11dica il concetto dclln carta suddetta, determina lo scopo, ue descrive l'esecuzione, ne <li mostra l'utilità. Le solito carte geograficbc, su fogli murali o portati li, sono indispensabi li per lo studio della geogrofì n; il grado di pcrl'ezione a cui sono giunte, il loro poco prezzll e la loro a<lattabilitit le rende il mezzo più ovvio per fai.;ilitare l'insegnamento di dett:i si.:icnza cd aiu tarne i progressi; ma esse· non possono rapp rescnto re la sfcricit.it, nè le pro· mincnze della superficie terrestre, se uon con una larva, per cosi dire, di questi due essenz.i;1li coeffi cien ti dell'aspetto delln tena. I soliti globi
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suo nascente istituto, si mise all'opera con int.elligenza e con amore, ~ così, per gl i sforzi cli lui e degli artisti del suo istituto, il lavorn .potè essere compito per il te1•rnioe fissato all'ammissione all'esposizione nazionale cli Torino. Non si trattava· qui del semplice tracciamento di una delle solite carte piane, per cui bastasse il riporto o la riduzione ·di una del le migliori carte esistenti. Il Fritzsche dovette procedere ad un tracciamento affatto speciale, cioè ad un disegno altimetrico dell'Italia e delle regioni adiacenti, comp1;ese nella superlìcie di cui crasi costrutto il modello, tenendo conto dello sviluppo per modo che potesse bene adattarsi alla corrispondente curva. Così risultò il disegno originale altimetrico dell'Italia, in base alle più recenti ed accredidate pubblicnzioni cli carte esegui te sia in Italia, sia all'estero. In tale disegno sono comprese, oltre l'Italia , tutta la Svizzera; quasi tutta la valle del Rodano; parte della va lle del Danubio; 111 Bosn ia, l'Er.zegovina, il Montenegro ; un lembo dell'Albania e piccola porzione della costa d'Africa . All'est il limite racchiudé l'isola di Corfù, all'ove~uaglia quella di Minorca. L'autore prosegue a dire del nnmero delle curve orizzontali , del tracciamenti dei meridiani e dei paralleli dell'app;:i reechio in legno, del getto in gesso ecc. ecc., dedicando vari capiloli all'esame analitico del lavoro del punto di vista estetico, da quello della sua riuscita come lavoro geografico. dell'im pressione che possa produrre, dell'utili tà che possa avere ecc. ecc.; quindi riassume in un'app,~nclice le formole essenziali e i risultati dei c11lcoli,' che servirono di base nel concetto e · nell'esecuzione del lavoro.
Disposizione di difesa per l'impedimento dell 'uscita dei. proiettili da i campi di Tiro a segno . Regole pratiche cli tracciamento; SistP,ma libero Disposizione dei locali; Rivestimenti ed accessori. Sistema misto. Conclusione. Fanno segu ito due tavole cli disegni. I l Regolamen to pel tiro a seguo nazionale, coll'articolo 23, stabi lisce che i progetti di campo di tiro debbano essere trasmessi al l\iiDistero della guerra per la revisione. Onde i progetti stessi, per otten~re l'approvazione superiore, devono essere compilati in base a criteri tecnici ed a norme fisse, speciali a siffatte costruzion i. Orbene è accaduto fin qui che per la mancanza di una guida, che compendiasse i criteri e le norme or accennate, molti dei progetti presentati al!' approvazione superiore fossero respinti o modificati, siccbè dovettero e,sere rifatti con perdita di tempo, a danno grandissimo delle società. È qnesto appun to l'inconveniente che colla sua pubblicazione il prof. Perone si ,è propo~to di eliminare, e noi crediamo che egli siavi riuscito. · Infatti, sembraci che le cause principali per le quali molti pro.getti U1)n furono a prima giunta approvati stano due.: mancanza <li snflìciente garanzia nella disposizione delle opere cli difesa l'nna, e · la proposta di opere superflue o di lusso che importano fcmi sp~se l'altra; ebbene è specialmente sotto questi due riflessi. la s'iciwezza e l'economia, che il lavoro del prof. Perone rnm'ita encomio. Nei due sistemi libero e m,isto, l'autore ci preseut11 un campo di Ciro r;spondente ad ogni esigenza. Il campo libero consiste : in un edifìz\o, ad un o due piani (vedi tavola II•), i cui locali sono convenientemente disposti; in una tettoia di sicurezza sotto cui sono stabiliti gli stalli dei tiratori (la linea di fooco è tracciata d2 no parapetto in muratura, rivesti to internameDte superiormente cli tavoloni di pioppo); in un diaframma stal)ilito a 30 metri dalla stazione di tiro; in due muragl ioni laterali correnti fra il diaframma e la stazione cli tiro, per impedire l' uscita orizzon tale dei proiettili. Sul prolungamento di questo breve tratto ·(30"'), ~J di là del diaframma si stende _il ca mpo di tiro lìno alla distanza di 4.00"'; sui lati del quale sono disposte delle .traverse o quinte, in guisa ,da fermare i proieuili
T1·,,cci1.nnen.t,, e cush•u.~aone ,lei c ,1111.1,i ,li ti,•o ,,,,,,,,.11,l,nnent,ili. - Memoria descritiva con tavole di di-
segni per PEHONE prof. SÈcoNoo. - Novara, tipografia commerciale, 1884. 1
È questa del prof. Perone una p11bblicazi1J11e che viene a riem pire una l11meDtata lacuna e che gioverà alle presidenze locali del tiro a :segDo nazionale, sia nella com pi !azione dei progetti, sia nel tracciamento e nella costruzione dei campi cli tiro. L'autore divide il suo lavoro nelle seguenti parti : Prefazione.
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UBRI
da qualunque degli stall i essi partano. Acl intervallo di 50 io 50 metri sono se.irate delle fossc-ricornri pei segnatori , che corrispondono ad al treu11nte st,1zioni. dei bersagli. A 20"' cfall'e'strerna fossa dei segnatori (,i-00"') sorge il ferma-pal le: è questo in muratura con_ rivestimento prismatico in terrn autistantc. Fr:i le fosse dei segnatori, il terreno è oppC1rtunarnente disposto a ri,egbe per imped ire i rimbalzi. Il sistema misto non differisce guarì dal primo, se si eccettua che i diaframmi sono portati a tre. Tnttì i pal'ticolari riferentisi alla di:;posizionG e costruzione delle opere di difesa, per i due sistemi, $Ono previsti e calcolati matematicamente ed esposti con ch iarezza cd ordine, sicchè per valersi dell'opera del prof. Perone bnsterù la semplice applicazione di quanto per l'uno o per l'altro sistema egli lrn esposto. ~ella prefazione l'autore dic,e: « :.\Iembro della comm1ss1one che « ebbe l'incarico di 11llr-stire il progetto cli campo cli tiro per la società « mandamentale di Novara, che in questi giorn i ottenne l'approvazione « ministeriale, non dimentic.'li, nella compil11zicne del rresentc libro, « gli autorevoli consigli e le prezio$e istruzion i che clnll'ecc. mo ì\Ii« nistro della guerra furono nll' nopo impartite, e la p'ratica app lict,~ione « proposta nei due tipi qui riportati \'Ì si informa piena mente >'. Concludendo, diremo adunque che, secondo noi, il prof. Perone fece opern utile a pubblicare il suo lavoro, nl quale auguriamo favorevole accoglienza presso le direzion i provinciali e le presidenze Jocnli del tiro a segno. Una sola cosn consiglieremo ed è che nella · costruzione dei campi di tiro sia adottn ta esclusivamente la fossa-ricovero, pci segnatori secondo il tipo dat.o dalla figura 5a della tavola Ia annessa al libro, va le a dire quel la col sedile formato II nicchia .
' L,i n,iviqtezione eleU1•ict1 di SALVATORE R AINIERI. -
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Sotto il titolo enunciato, il quale pnrrcbbe limitare l'argomento ad un ramo solo della vasta e · difficile scienza elettrica, l'autore h~ trovato modo di svelare al lettore, i pi'ù riposti suoi misteri e d'. iniziarlo quasi ·intuitivamente nello stud io dei p~ù di!fic!li _problemi che questa scienza presentn. Per poco accorto mfot11 sia 11 lettore e per poco sia anirnnto dal desiderio di apprendere, dop_o la lettura di un tnl libro egli si troverà gradevolmente sorpreso d1 _av~re appreso con molla fa~i litù e con qualche _di(etto t_:i~te mcra~'1gh?se col'Tn·izioni ecl arrl'Tiunoiamo pure che egh s1 sentira pure 01gogltoso clel O e ' eo nome italiano perchè verrà a conoscere _qu:m tn parte quest~ abb'111 ne11e scoperte che resero l'elettricità una docile forza nelle_mam dell uo~o. La forma e Jo stile di questo libro hanno una particolare attr~t~1v~,. cosa importantissima per chi legge poichè la forma è sor_cn~e ~us,ltar~a della chiarezza, quando se ne sa fare buon uso e molli hbn cd_ar_ticoli, pure interessantissimi , sarebbero più letti se portassero m1gl10r 1
. · ·1 d · Cin:a alla sostanza, sarebbe difficile il darn~ c1u1 _nu ep1 ogo, _esse~ o ·: un bello e[Ji lo",l. il libro e ci pare . che . si toglwrcbbe pregio all 0 g,,1 o . ,. I I' pera il cercare di esporne nudamen.te 1 vari _ca_p1~011 c ie m:tor~ se~pe con tanta maestria collegare uno all altro_- C1 l1~11teremo_qurnd 1 a dire iato come drcé.eglt stesso. 111 uun confec·I[e scopo del libro I vrrermoo-l O , d' ' ' h renza di famiglia, è di illustrare il presente periodo , t.rans1Z1one c e fra quello del vapore, come fu chiamato il x1x se~olo, e_ quello c~el:J'elettrico, che sarà il xx, ci mostrn , non ~olo ~I, albo!'L, ma e,. la · t e · bcnefic'1 1·aoo-i del nuovo sole. Il libro e essenzialmente piagu,, ar 1 . ' eo . ,. 1 . tico e quel che abbiamo detto rntorno ad e~~o b~_stercbb~ ~ pro,ar o, è inoltre opportuno, perchè contiene le not1z_1e P!u recentt 111toruo ali~ n:wigazionc aerea, alle tor_pedini~rc, alla nav,ga~rone subacc!uc~, e, pe~ rinesso agli acwmulaton la cu1 scoperta fece cli tanto progredire l ap plicnzione clell'elettriciti, alla locomo1.1one .
Yeste.
Roma,
Loescher, 11883. J oui•ntil ,ies Sciences 'lnilUai,•es. -
Diciamo subito che questo libretto di 115t pagine, senza presentarsi colla prosopopea di un trattato, ha il prr-gio grm1ùissimo di essere utile e di farsi leggere volentieri. E non è poco merito questo per un libro fatto e stampato nel nostro paese, dove di libri tecnici, ben fatti, · ben stampati e cou forma elegantemente ornata d' illustrazioni, vi è penuri11.
Fascicoli di luglio,
arrosLo e seuembre . - P arigi, Baudoin, 11884'. è)
I sottuf{i.ciali ei quadri sHba1terni. - (Conti~uazione). G. L. i\I. n irruarclo ai solLlati zappatori nC1tasi, che non s1 comprende ~cr quale :a;ione quelli cli I inca debbano lìg'.mlr~ al pi~col~ : tnto_ m~gg1ore sotto 1 il comando di un caporale e quelli dei caccrnton a p1ecl1, avendo la
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ste,sa destinazione, siano ripartiti tra le quattro compagnie attive del hattagl'.o:1e.. Qnest'ul.tim.o rip~rto giudicasi più utile e logico . Non appro-v:1s1 1l sistema cli d1stoghere dei capitani d:il comando della loro ~o~p~gnia per i~1viarli al corso d'istruzione di lavori da campag·ua 1st1 tu11to a Versailles, mentre \-<menti e sottotenenti capaci d'inserrnare tali -opere fanno intieramente difetto. Rammentasi com'è orclinat: l'e-sercitazione delle truppe dì fanteria tedesca nei lavori di zappa. Si fann0 quindi alcune critiche circa la proporzione dei soldati di prima classe o pri mi soldati nelle diverse :inni, e specie in qnella di fanteria, che ne può avere fino ad un quarto ciel suo effettivo. Gl'i uconvenienti , che derivano da ciò, saranno maggj.ori, quando il servizio potrà essere ridotto a tr<~ anni, e l'istituzione dei prim i soldati non forà che ~umentare in modo considerevole il soldo spettante ai richimmti sotto le armi sia per le grnndi manovre sia per I.i mobilitazione. La ca le· go1'.ia de' primi solclati non ha più ragione di essere, a meno che non la si voglia trasfori11are in modo che possa costituire <•li ele. menti dei futur i graduati. Si passa quindi all'ésame delle co~dizioni clei primi gradi, rilevando come non sia possibile avere sottufficial i non riassoldati, che nel terzo anno di servizio, cioè quando sono prossimi ad abbandonare l'esercito, e si svolgono i modi di preparazione dei suddetti graduati. Anzitutto il capitano, come il più direttamente interessato ~ovrebbe dirigere l'istruzi.one, la quale sarebbe fatta per unità, ~ornpagnrn, squadrone, batteria. Egli avrebbe la missione di sceO'liere i soldati capaci di clivenire i suoi ausiliari nei gradi inferiori . D~ ciò co~s~g~e che l'avanzamento si farebbe per unità. Al principio d'ant~r'.ta s, provvederebbe col mantenere . separati nei primi mesi di serv1z10 le reclute dai vècchi soldati, nan mescola1idoli cioè nelle stesse camerate. Il plot.one d'istruzione, visti gl'iMonvenien ti che ha, dovrebbe essere soppresso. Non occorrerebbe però di ricorrere al sistema di diversi plotoni d'istruzione quante sono le compagnie, perchè dovendo la scelta degli uomini atti a divenire graduati farsi in base alle loro qualità, queste 1~on po~s?no essere conosciute dal comandante l'unità-che nel primo an?o d1 serv1z10 reg~lare, durante il quale tempo egli può far meglio sviluppare e progredire le attitudini di coloro, che crede destinati a cli\rentare capo_rali. Poche settimane di una istruzione teorico-pratica bastera~mo a far loro a_cquistare l'esercizio delle funzioni ·del grado , le qua! t s_aranuo perfezionate dall'e::;perienza. Ma bisogna badare che le te0ne siano comprese, e non già imparate a memoria semplicemente. Senza bandire dai qu,adri inferiori i giovani pi1't istruiti del conti nn·ente devesi preferire di scegliere i sottufnciali fra coloro che ~pparte~gon~
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ad una classe sociale più modesta ed aventi una istruzione limitata, poichè è fra essi che si possono promuovere i rassoldamenti, cosa non solo utile ma indispensabi le. Dopo di avere svolto altri argomenti, nolusi l'esuberanza di graduati nel!' esercìto francese in confronto a quello tedesco e proponesi di ridurli. Ca-vaU,wia. - Sennzio d;i, esplomzione e d!i sùnirezzci, - (Eine) . - Rilevasi )a necessità cli provvedere ai mezzi di trasmissione delle informazioni, notizie, avvisi, ecc., dagli estremi punti della rete di sorveO'lianza sino al comand:rnte la cavalleria, cioè mediante staffette e è> posti di corrispondenza , forniti dalla cavalleria stessa. Donde sorge l'opportunità del ripurto di questa tra il se1·vizio d' esplorazione e di sicurezza e di determinare le dist:rnze a cui devesi marciare. A tale scopo s'indicano le norme direttive per la cavalleria di un esercito~ di un corpo d'armata, di una divisione iso lata, di una brigata mista . Note stilla composizione dei presidii in alcune piazze (orti deU' Est. Propende l'incognito autore a credere, che circà i mezzi di concentramento la Francia non sia inferiore alla Germania. come contrariamente altri ha dimostrato nello stes?o Journal 'des Sciences m'ilitciilres . Infatti , ogl i dice, la linea estrema alla quale debbono fermarsi le teste di eolonne francesi, ossia i meui di trasporto della Francia, è delimitata dalla valfata della lVIosa, poi da quella della Mo-sella a monte di Toul; dalla_parte della Germania è la ferrovia , che da . Thiouvi1le va al Reno per M:etz, Rernilly e Sarrabourg. 01;a queste due linee e:,sendo distanti tra loro circa due o tre marce,. 111 Francia dovrebbe allarmarsi solo nel caso, che fosse in ritardo di due giorni intieri . Ciò posto ed ammesso che le piazze forti debbano servire solamente ad accrescere le proprietà diferìsive delle regioni, in cui si trovano, ed a creare punti d'appoggio per l'ese1,cito, dimostrasi la necessitù di mantenere fin dal tempo di pace nelle piazze guarnigioni di forze quasi · uguali a quell-e necessarie per la difesa. Ta·le misura dovrebbe essere rigorosamente applicata sulla linea della 1VIosa, conformandosi a quanto hanno fatto i Tedeschi dalla loro parte. Analizzando alcune particolarità relative all'ordinamento delJe truppe coloniali, non tutte destinate in modo _permanente per. le colonie, e facendo vedere qu:ili modificazioni si potrebbero introdurre in altri corpi dell'esercito, si concretano alcune proposte per · dare alle piazze forti della frontiera francese guarn igioni attt: almeno a tenerle al coperto da' ogui grnvc colpo nel momento in cui l'immensa macchina militare . devesi mcLLere in moto. Così si C\rit.e1:ebbero k preoccupazioni per formare all'ntto della guerra' le guarnigioni di aifesa delle piazze; e sì potrebbe proce{lere con rmggiore tran ·
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quiJlità al concent.ramento dell'esercito. Infine rilevasi che gli accennati provvedimenti essendo di natura eminentemente difensiva non potrebbero far pmbra a nessuno, e non- arrecherebbero che spese relativàmente minime. Metodi per l' esecuz·ione del tù·ò della fante•ria sopra bersagli •i,nv·is•ibili. - GALLET DE RECOLOGNÉ. - Accenna agli utili effetti che produrrebbe questo tiro contro truppe riparate dietro masse coprenti e le riserve dell'avversario, prima che esse entrino in linea. Il metodo proposto cpnsiste nell'uso di uu qlladro numerico e di un istrumento semplicissimo e noto, qual è il livello Bure!. Il quadro reca in cifre le ordinate di 50 in 50 metri delle traiettorie del fncile modello ;I874, da O a 4800, metri con l'indicazione del valore medio in millesimi della tangente trigonometrica dell'angolo d'inclinazione. Alcuni esempi pratici rendono agevole il modo di adopèrare la detta tavola numerica Credesi che l'applicazione delle regole date possa far., i in campagna senza diffìcolt..1. di sorta, poichè le truppe che tirano sopra bersagli invisibili sono generalmente riparate, ed il c11po che le comanda, può trovare in esse aJ)bastanza s:rngue fredd.o per far loro eseguire le sue indicazioni. Note su ll''istnizione per batteria. - Si ricorda l'opposizione di alcuni ufficiali a questo sistema d'ìstruire a causa delle fallite prove fatte nel ,1876 e 1877, le quali da altri sono stimate insufficienti e sbagliate. Non vnolsi nè il ritorno al passato, nè la soluzione che offre il regolamento del ,1878. Si fa la proposta concreta di considerare la batteria autonoma, vivendo ed istruendosi, come se fosse clistaccatn. A tale scopo il servizio generale dev'essere ridotto :dio stretto necessario, sopprimendo la maggior parte delle cause che distraggono i soldati dall'istruzione. Dimostrasi, che facendo rivivere l'istruzione per batteria si verrà a dare esistenza propria anche alla divisione, cioè ad un gruppo di quattro batteri<:: , e poichè la necèS:>itii lo r ichiede, si otterrà, che parecchi ufGciali rientreranno al reggimento, da cui oggi trovansi lontani per tanti futi li bisogni. Analizzasi l'istruzione dal punto di vista del reclutamento d,~gli uffìcia:i tli ogni grado, e dei sottufficiali, dei vantaggi che off1'e per la continuità delle vedute, per il ritorno opportuno ai panico.lari dell'istrnzione, per quelia rnnggiore precisione, che potri, acquistare la manovra a piedi ed a ca,;allo, della quale sarebbe responsabile il comandante la batteria, ed infine per l'amministrazione, lo spirito militare, la disciplinn. L' alimcntamento ·clel soldato. , Continuazione) _.:.. KrnN. - Tratt4 del movimento delle provvisioni per le grandi unità , dei principii se· 1
guiti, dell'istruzione del 1883, delle quantità necessarie, diflieoltii di trasporto, provvisioni dell a piazza, specialmente di Metz e Parigi, difficoltà incontrate dai Tedeschi per vivere in 11 rancia nei ·1870-7··1, dei movimenti dei tre eserciti, dell'as~edio di .P11 rigi, delle operazioni ,;ul la , Loira, della marcia del generale Werder su Belfort. Poi esamina l'ufficio e l' im portanza dei viveri di riserva, le coudizioni cui debbono soddisfare, il sistema in vigore, come l'utilità delle conserve s'imponga e le attuali siano insnfficient~. Fa cenno di quella della carne in scatole us,,ta iu Francia, in Italill, in Germania, della fabbri ca di Magonza, cli rpwnto si pratica in Russia circa la questione delle conserve, del le salsicce ai pi~elli dei Tedeschi a delle prove fattene in Francia, della polvere cli carne, del la sua utilità avvenire, della pennrin di carne · in Europa ed in fi ne delle carni d'Americll. · L'ese,i·c·ilo cl1: Chtì..lons - Suo moo·ilnen!o verso Metz. ('I 870). A. G. - L'autore crede che l'idea dominante nel pubbl ico militare, riouardo alle operazioni dell'esercito di Chàlous sia che questo abbia · o abb::i nclonato Reims con l'intenzione di rnnrciare su Metz. Ora, eg ] 1' dice, sin dalla seconda marcia lo $i vede fermare più oltre sull' Aisne e nell' Argonnr{, facendo al più dieci chilometri per giorno, e restando · qualche volt.a sul posto. Non può quindi credere possibile tanta contraddizione fra il conceuo ed il modo di csegn irlo. Per giungere a ri $Olvere la questione riassume gli avvenimen ti dal principio della guerra, e più particolarmen te il periodo preparatorio, che corrisponde all'ordì- · namento e concentrnmento dell'esercito di Chàlons, periodo, che racch iude tre fa,i: nella prima si crede la congiunzione con Baz11ine certa e prossima, non si è assolutamente fermi su ciò che si farà dopo la riunione dei due eserciti , ma si è piuttosto propen,i a ripiegHe so pra , Parigi ; nel la seconda fase, che comincia dalla notizia della impedita conginnzione, e che dopo due ba ttagl ie Bnzaine ern stato respinto su Metz, si· prende la d(icisione di ripiegnre sopra Parigi; uella terza si crede, senz:i ragione, che. Bazaine si metta in marcia, e si prende il partito di anelargli incontro per facilitargli la ritirata. L'autore aggiunge · che la marcia che era per eseguirsi non implicava la cat.astrofe completa dell 'esercito francese, ma poichè il generale Mac-Mahon prese l'iniziati va di quel movimento su lui ricade la responsabilità. Ma crede per altro di aver di mostrato che il detto generale cli sua volontà diresse la sne t.rnppe da Reims sul!' Aisne e sul I' Argonne; che abbandonando Reims . per prendere la direzione nord-est, il generale credè Ilaza ine uscito da Metz ed in- marcia sn ~fontmédy; infine che :i\'lac-.\'lahon non ebbe l'in_-·teuzione di andare a Metz, ma solamente di li berare il suo collega . 3~ -
AN NO XXIX, VOL. IV
E PERIODICI LI BnI
Della tattica de·i, fuochi e delle m·m,i, a . ripetiz·ione. - ErnLro SrMOND - Pone per base, che solo i fuoch i, e specialmen te quelli a . grandi distanze, avranno efficacia decisiv11 per la vittoria . Tale ~fficacia dipende dal la rapidità del t.iro; quindi la questione delle armi a ripeti · : zione è int.ernmente cosi collegata a quella della tattica dei fuochi . Dimostra che non è la trasformazione del fucile Gras cui si mira, ma vuolsi ·, .m'arma a ri petizione leggiera,'solida, di piccolo calibro. Notasi i;he gli ·argomenti addotti contro questo soggetto sono quelli stessi che si mettevano innanzi, quando trattàvasi di adottare il fucile caricantesi dalla .,culatta . Spiegasi l' influenza ciel perfez ionamen to delle armi da fuoco :-Sulle fo rmazioni i.attiche, diveuute sempre meno profonde. Ci tansi le varie esperienze fatte per conoscere il massimo numero dei tiri eseguibili con gli attual i fuci li a retrocarica, e 11dduconsi le ragioni per la prevalenza· dell'arma a ripetizione. L'artiglier·i,a da campagna. - ·Procedesi ad un confronto partico·1areggiato del l'attuale ordinamento di quest'arnrn, dopo la separazione ·-delle batterie cli ba ttagl ia da quella di fo rtezza, con quello preesistente facendo vedere le modificazioni adottate. Si presenta in ultimo in un · t:1uadro la composizione-attuale dell' artiglieria cli un corpo cl' esercito mobilitato, e la composiziolée dell'a rtiglieria di una divisone di cava l·Ieria indipendente. l'ese·rcito terri toriale. - PrnTno M.HAVAL. - Not.a i buoni risu ltati dell' istruzione· neg)i ufficiali in seguito alla respons,1bilitil d,~rivante · <lall'autonomi:i dei reggimenti territoriali. Pro~1ette di far seguire uno ·studio sull'istruzione pr;itica dell' esercitò territoriale. Le sco1·re1·ù; e ,;, zappatori a cavallo. - P. A. C. - La grande · guerrn , dice l'autore, richiede la grande tatt.ica e quindi la scorreria deve essere ordinata a que~to scopo . Perciò si deve regolare èon norme prescriue il servizio di scorreria nell'esercito francese, come quello di · sicurezza e di esplorazione; creare un corpo regolare di zappatori del genio a cavallo aiuto e complemen to alle scorrerie. Esamina la storia di qnesta nelle ultime guerre d'America, prnsso-tedesca , frnnco-teclesca , · turco-russo . Deduce che gl i Americani del sud ha uno resistito qual tro anni davanti alle forze quintuple, mercè le scorrerie numerose ed abili · che mettevano il loro generale in capo a giorno delle posizioui e dei piani dell'avversari_o, e gli permettevano cli attacc::trlo vantaggio~amente · e di batterlo, e che il nord dovè adollare lè scorrerie per vincère il sud . Nella guerra prusso-teclesca, crede l'autore, che se l'Austria avesse "fatto le scorrerie in Si lesif. ed in Sassonia, avrebbe cambiato Sadowa ·.in una vittoria. Se dopo Sadowa i Prussiani avessero lanciato una scor-
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reria sarebbero entrai.i a Vienna . Nel la guerra franco-tedesca, se i Francesi avessero ricorso alla scorreria fin dal principio, si sarebbeso salva ti, mal"rado il meccanismo, perchè a suo avviso i Tedesch i non l'avrebbero fatta"' come loro. Nella guerra turco- russa, se i Tnrchi coi loro circassi e bachi- bozuk, avessero fatto uso delle scorrerie per la Doubrucia , i · Huss1 non avrebbero preso Plewna.
'l.'l, e .lou,,•,n ,tt.l
o/ lite Boy,il
C!ni:te,l Se,·vice I11si:;,.
itdim·t N. 1125. Voi. 28.
D'i/esa dell'impero: D·ifèsa delle Isole B ritanniche (Vedi art. pubbicato nella Rivista estern cli questa stessa dispensa), . _Di fesa all'estero -- Colonnello Ch. H. Ni;GENT . - Il mezzo migliore per guarentire in tempo di guerra la sicurezza dell'Inghi lterra sarebbe di rinchiudere il nemico nei suoi porti; ma il blocco di una costa estera esige l'im'piego di molte navi , ed 11i nostri giorni la ma-rina tende piuttosto a ridurne· il numero accrescendone la potenza. Non è qui il ciiso di giudicare se codesta tendenza sia giustificat.,'J , ma è certo che gli svantaggi inerent.i nll'e grandi navi debbono es:;ere controbilan,;iati da vantaggi non meno interessanti. In un blocco il vapore sembra piuttosto sfavorevole a chi blocca, perchè la forza bloccante può rimanere senza carbone, e perduta le navi la fa coltà di correre velocemente il mare, cessa ogni loro valore; mentre la forza bloccata sempre provvist.a cl i carbone, conserva tutta la sua efficacia, per cui è quasi impossibile impedire ad incrociatori isolati di nttraversare la linea del blocco e sfuggire alla lùro sorveglianza. Una superiore velocit~ ed una maggiore attitudine al la manovra presentano grandi vantaggi contro navi più potent.i e meglio armate ma più lente, ed un solo iocroci_atore isolato può Ptodnrre danni gravissimi al n:rviglio mercantile quantun·que scortato da corazzate. Contro ba·stimenti siffatti bisogna ricoi:rere all'impiego di navi mercantili molto veloci, che si potrebbero chiamare- ·incro'ciatori a11siliari, armati di cannoni di lunga gettata e di un ca libro moderato. La sicurezza dei possedimenti inglesi oltre i mari e la protezione del· l'esteso commercio richiedono speciali cure, e quando la libertà della 31,• -
,<NNO XXIX , VO L. IV,
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navigazione mercan tile fosse impedita , ne risentirebbero grave danno tutti gl'interessi del paese. Da cìò nasee la necessità di avere costantemente in mare un numero grandiss_imo di navi; freq uenti ccali o stazioni ove poss,mo riforn irsi di carbone , nonchè alcuni bacini di r iparnzione all' uopo proteui da fortificazioni, ove , le eorazzate stesse possano entrare. Giacchè una eorazzata fortement~ danneggiata non può più rendere nessun servizio per molLo tempo, specie se ha da tra · v-ersare molte miglia prima di trov.ire un porto ove essere riparata. Gli scali o stazion i navali giudicali sufficienti a tutelare · il commercio inglese in tutto il mondo sono nove, cioè quell i del Canale, del ì\'.le,d iterraneo, dell'America del Nord, dell 'America del Sud, del Capo, dell'Ind ia, cieli ' Australia, della Cina e del Pacifico. Confron tando le fo rze naval i dell'Inghilterra e della Franeia, risulta -che quella ha una supremazia su questa così per il numero eome per la potenui delle navi; ma l'Italia _le precede entrambe per la potenza . ,Codesta supremazia della marina inglese sulla francese, è nel rap1porto di 6 : 5; essa si mantiene pure nella potenza nautica, che nnzi -è di 7 :· 5, ma una tale superiorità non è ancora giudicata sufficiente. Stdle biblioteche conside1·ate come sussidiar ie all'educazfone, e sui 11ieni 11vigliori per d'ifTondere la coltiwanegl-i ulfir;,iali e nel perso.nate della marina. - Capitano SAMUEL LoNG. Note intorno alle ultime esploraz;,ion·isuUa frontiern dell' Afganistan. - Maggiore HoLDron. - La relazione eomincin ad occuparsi cieli' Af.ganistan settentriona le, nonchè delle strade ehe dal Turchestan afoano .I!> menano a CalHII, oppure che dal· Bndakshan e dal Pamir vanno nelle valli che scendono a Tscl1itral o Gilgit. Nel tempo della campagna dell'Afgan nessur1 esploratore ha potuto spinger,;i a nord fi no al pas5o Kawak che da ll'estremità della va lle del Panjshir guida a Fajabad; ma la posizione di tutti i picch i prominen ti dell'Hindocush da cpiesto punto v,erso est ed ovest fino al passo Irak, che congiunge Cabul con Ilamian, ,ed anehe verso le catene Cui-Baba e Gulkok era già dctermiuata; , ,ed am:i alcuni ufr.cia li toccarono la $lessa cresta del Pagbman , che -costituisce sol tanto uno sperone gigan tesco dell 'Iudoeush ed oltrepassa la linea principa le di di,:pluvio . La catena dell'Indoeush non è relntivamente molto alt.i ; il piceo supremo osservato presso il Kawak Pass misura 16,000p. u~soo m. circa) sul maree ,10,000 (2000 m.) sul passo <li Cnbul. Non havvi akun valieo sopra ,t 0,000-'12.,000 p. sul mare. Il · passo di Bam ian, che apre il conunercio col Tu rchestan , corrisponde alla grande via com mereiale attraverso l'Asia centrale ed è quindi accessibile ;ad eserciti cd al loro _enorme carreggic.. Ad oriente di Bamia;; a nord
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cli Cabul si trovano molti passi minori noti sotto il nome di Dnrn.s, praticnbili la maggior parte d'311'anno da gente a piedi. Le ree.enti esplorazioni del Kafirista n dimostraoo ,eome pili ad oriente nucora fra i bacini superiori del Cabul e dell'Olus (Amu-Daria) le cime non si ergono poi così eecelse come si credeva una: volta, sebbene alcuni contrafforti meridiona li del lo spartiacque, come il Sirichmeir, (7500 metri), pare laneino le loro guglie coperte di neve ad altezze maO'O"iori che non la catena principale. Le va lli che si addentrano fra o-ruppi montani e catene, e corrispondono a valichi, furono tempo !ddietro studiate e descritte. I passi non sono difficili; ma sgombri si trovano soltanto una parte dell':rnno. Il Ilaroghel (3600 metri circa) è il solo quasi sempre aperto. Il Dora che è più alto, ma traversato da una strada , è migliore. Le antiche relazioni, secondo le quali i Cafiri nutrono sentimenti amichevoli per ooli Europei sono conferma te. Fondata o no la tradizione, della loro origine greea, essa basta perchè ricevano cordialmente 1 via<rO'iatori euro1)ei ' mentre .sono avversi ai rnusulmnni ehe circondano ç)ò la reo-ione e sono fra i più fìeri e faon tici. Gli esploratori ind iani che lenwmente ei hanno fatto conoscere le grnncli propagin i merid iona li dell'Indocush, hanno do vuto sormon tare non liev i pericoli per l'ostili tà persistente delle tribù maomettane. I versanti ed i eontrafforti settentrionflli, eccettuate forse nlcune parti del Badakshan, uon hanno presontnto diffìcoltà insuperabili ai geogra fi fl1$SÌ , ai quali ~desso rimane poco da impar,,re intorno alla topografia delle regioni del Pamir, del Darwr,s, oppure delle provi ncie Afgane più settentrionali , il Wak han eù il Sehignan . Probabil mente essi hanno informazioni più minute intorno alle v:,ll i dei versanti a tramontana clell'Iuclocush, di quelle degli inglesi per quanto si riferisce alle meridionali . Vi sono molte rngioni che eoncorrono al buon successo delle loro irnprese, fra lò quali è caratteristico iI fatto che le popo lazio11 i settcntrion;il i non sono così ostili ai viaggiatori cristiani quanto le tri bù meridionali, e vi sono molti dati atti a provare, che i maomettani al sud dell'Indocush sarebbero capaci di unirsi per opporsi in qun lsiasi moclo contro ogni ~orta d'influenza criSLiaua , pi tì di quanto lo farebbero quel li del versante nord. Il passo di Cheiber ccl i ci1:costanti, eome pure il Churarn e la massim:1partc · della regione intermedia, furono benissimo rilevati durante la O'uerrn dell'Af!,!anist:rn. In c1uel la- zona la linea prineipnle cli congiunn zione tra Peshawm e Sincl sulla destra dell'Indo, attraversn per circa, .~o miglia il territorio degli Mriùi onde il passaggio da Peshawur a Kohat dipende da loro. e)<;)
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LillRI
E PERIODICI
Tra l'Indo e Bauuu (la stazione di frontiera a sud di Koat) v' ha una strada dritta, di.e segue appròss11nativamente il corso del Churam, a traverso 'il paese ,dei Waziri. Nel ,188z riuscì Mc- Nair di rilevare quel teneno contiunando a sud della valle de l Daur o Tocl:ti , e collegandolo colle esploraiioni dell'Afganistau e del Waziristan, compiute nel tempo dell' occnpa1,ione militare inglese. l 'inverno scorso è stata fatta una bella tavoletta del Passo Gom11I , come è pure sta to ri levato il rimanente della zona tanto discu~sa detta Birmal da un egregio viaggiatore, il quale mentre determinò la geografia del Tochi superiore e definì la .parte incerta della grande strada tra Gbazni e l'India, dimostrò la sua congiunzione col Gomul. - l a valle del Daur è aperta, fertile qu.-into la Sherannia, il punto più lontano che· raggiunge il commercio per l'India . Vi sono tre vie tutte praticabi li partendo da Bannu. A sudest dell'attuale posizione militare sta la grnn regione di Waziristan. I Wnzi ri costitu iscono un popolo indipendente, bel licoso e forte, propenso agli inglesi. Lo sparti;icque di Jadran non solo dom ina la contrada eletta gran Gh ilzai e fino ad un certo· punto il Waziristan , ma possiede la strada migliore tra l'India e J'Afganistan centrale. Le tribù in immediata vicinanza di questa strada, oppure che attualmente occnpano i distretti 3ttraverso i qua li passa, non hanno importanza politica o militare nel tratto in cui scende lungo i versanti occidental i e traversa le pi1mure aperte lino a Ghazni occupa te da i Gh ilzai. I Dawari od abi tanti della valle Tocbi non sono un popolo combat.tente come i Gh ilzai o Waziri, ma sono coltivatori e mercanti, ordi nnriamente lnclri. Il pas:-;o di Gomul è lateralmente congiunto, mcrcè alcuni passi fncili, a quel lo per cui si entra nel I' Afganistan a sud, noto sotto il nome di pnsso Shckh -Haidar o Zao. Questa strada fu percorsa nel dicembre passato dal la comitivn che esplorò la montagna di Suliman, protetta da una scorta di 2t>O O uomini. Dalle valli formate dalle teste del Z:10 e del Draband, ad ovest dalla mont.agna cli Sul irn;in , vi sono passi che gu idnno più o meno direttamente nella va lle Zhob; per cni e.;;iste un sistema comp leto di comuni cazion i facili, dirette e laterali dietro il Sulirnan, tra il Zhob e le teste del Gornul , del Zao, del Drahand e deJ Dalma , che conducono tutti all'India. Di questi però il Draband può dirsi impraticabi le ed il Dahua ora non è possibile. Però devesi notnre, che non molto tempo addietro il Dhana era la strada principale di que;;ta parte della frontiera; la mon tagna cli Suliman non offre per se stessa vantaggi come posizione strategica, essendo troppo al ta. •
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A snd della regione Sherani, alla lat.itudine di Dera Ghazi Khan e òel forte Monro, il Suliman è occupato da varie t.ribù indipendenti, e più o meno favorevo li agli inglesi, mentre tra la montagna e la linea cli confine esiste una striscia di paese selvaggio, rotto, inospitale, i cui abitanti possono dirsi completamente sotto l'influenza inglese . Il confine dell' Afganistan non estendesi molto più a sud della latitudine di Bolan. Da uno studio di ligente delle risorse e delle comunicazioni dell'altipiano centrale dcli' Afgau, ora in possesso degl i Inglesi, si deducono notizie interessan ti iutorno aHc barriere geografiche dell'India in una possibile invasione dell'Asia centrale. È evidente che l'lndocush, tra i passi Bamian od .Irak ed iI Baroghel, non può essere considerato come una barriera form idabil e, eccetto che per alcnni mesi dell'anno, qunndo la massima parte delle strade sono coperte di neve. L'altitudine della catena principale è minore di quanto supponevasi, e molti dei suoi passi sono sorprenden temente fac ili. Il mantenimento di buoni rapporti coi Cafiri non può che giovare agli interessi inglesi, essendo essi un popolo bellicoso non solo atto a resistere cpntro gli attacchi di maomett;111i fonat iGi, ma capaci di aggredire a loro volta . Accettando la linea di fronti era attuale come abbastanza scientifica per le presenti contingenze, pur tuttavia clebbonsi considen1re i suoi difetti, fra cui il principale è la mancanza di comando, e studiare qual i migliori provvedimenti sono da prendersi. Sul fuoco 1;nd:i1·etto della f'rontiera. - D:-il M.cmoria,l de Art-illeria, capitano J. C. DALTON. L'esercito ritsso nel l882; appendice a varì articoli già usciti nei N. 1,19- 20- 'iM . - Informnzioni sull'aumento. proposto nella cavalleria i·egolare russa secondo il decreto imperiale del 23 agosto ,J 883, tolte dalia Reinie .Jlfi:t,ita'ire de l' Etrnnge.1·, N. 593 e 5% . ll Alcdite1·rnneo sotto ·wi ptinto di 'Vista m:ihta1·e. - Sunto di una lettura fatta in Germania_ dnl maggiore WAc11s, del 2·1 ° reggimento fan ieria, tradotto dal L. Col. C. W. IlowoLER BF.LL. Diamo _il sunto dell'articolo originale tedesco in questa medesima rassegna Ri,/'ornimento di nmni.zioni alle truppe 'in campagnci. - Sunto di disposizioni emesse per l'esercito francese dal .generale Campenon. 1
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• BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
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FUCCLR
capitano d'arti}{lieria
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RETI GEODETICHE IÙSPR'l''fO ALLA RINNOVAZIONE. DEI.LE
geografiche riguardano s pecialmente i luoghi visitati in questi ultimi tempi dai viaggiatori Nachtigal, Daumas, Stanlcy, Livingstone e Brazza.
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Soeiété et mat.é•·iel ti~ see()tirs vo,w les blessés militait·e ..;. Un grosso volume in-8° con molte fig ure. Pa-
Fll.A.ì\'Cl.l.:
GRUBY.
rigi, 1884, tipografìa Lacroix, pr ezzo L. 12. Nella prima parte dell'opera si fa la storia della società di soccorso: nella se- . conda parte s 'indicano i vari modi di portare i feriti, i ricoveri, i fasciamenli, ecc., ecc.
lr. SERVCZIO SANITARIO MILITARE
LA DIREZIONE iL
GENERALE DELLE FERHOVIE E DEUE TAPPE
SERVIZIO TELEGHAFJCO llllLIT ARE
» 295 \ )) 3·10 \1
))» 3· 1i 3·17
.1!?.
1 LAVO!\! DI DIFESA DEU,E ISOLE Dlll'l'ANNJCHE LA FRANCIA E LA CINA · (Da magg io a novembre ,188 1). - C. Manfredi, cl!pitano » 323 D E(,(,;\ lNIZIATIVA DE[ <.:OMANl)ÀNTi IN SOTT'ORDI NE (Conferenze reggimenta li del periodo invernale ,1ss3~188t). - Pallieri Claudio, mnggicre nel 65'' rep-gimento fanteria » 369 _ 1
Il D irettore ORESTE BAHATIERI
Tenente Colonnello n et Bersaolie,.t.
1
EFI-'ETTI DEI, 'l'IRO DELL Al\TIGLIER(A DA CAMPO CONTRO F,\NTER!A. -
Castellani Giovanni, RAZIONI l'EL SOLDATO E l'El
DEMARCH I CARLO,
gerente.
,
G. Martini,
capi tano d'artig lieria .
» 385 _
QUADRUPEDI IN TE)[PO DI . GUEHRA.
cnp itano commissario ·
» i02 ....
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Ulf.EVA~lEKTI TOPOGUAFICI. - Giachetti Vin!lenzo, capitano cli fan1eri:1 . Pag. L.\ Gu1,nnA XELL'Al't'E1'Nf)(O (i\Io:-1n:NoTTE, DEGO, CossEntA, S. )'hCHEl,E, Mo!\oovì) 11796. - Filippo Zevi, capitano nel .i-7° fanteria . » DELLA LEVA SUI GIOVAN I NATI NE LL1 ANNO 11863 E DELLE VICENDE DEL R . ESERCl'fO DAL 1o OT'l'ODUE 11883 AL 30 GIUGNO 1884. (Relazione del tenente generale Federico Torre n S. E. il Ministro della guerra) . » LE CONDIZIONI SANITARIE DELL1 1~SEUCITO AUSTI\O · UNGA!l lCO » LE GllANDl )IA}{OV!\E DEL 188/~ Il\ GERMANIA » L E IDEI:: DEL PRINCIPE liOHENLOIIE INTOllXO ALLA FA:'\TERIA » LA
STAZ IONE AUSILIAIUA NEI
1
4:20 Francesi. 425
llésumé des cxpérienccs fa itcs 3ur le:; cuirasscmenls Grnson depuis lcur origine jusqu'en 1883 . . Pag. HS Expérience sur une plaque de plnfond d'une 1ourelle cuira~sée pour 2 cauons de 30,5 cm. exécutèe au ca mp dc tir de l'Etablissornent H. Grusou à Bulrnu le 2.6 et 28 mai •1884. » •148 .Journal des :;ciences mil itaires )) 158-525 Le Spectatcur mihtaire . . » •I 6•1-356 1
,}63 ._ /J,74 J;? .{
480 /?. /.' 486 -
Tedesclvi.
L ilH'l e p e l"io1Uc l .
La Squadra ausili:1ria della marina ron:inna a Canclia cd alla )iorèa . - GuoLIELMOTTI padre A LDERTO » •I 3ft. - Gli ultimi fatti della Squadra romana da Corfù all'Egitto. » 13.S. Ricordi d'un vecchio marinaio. - Marchese IPPOLITO SPINOLA. » 1,1:3 Servitù mi litari. - Dei criteri per stabilirle nel •I 884. - VEnoGoro . . » 1H Elementi di diritto penale militnre per uso degli ufficiali dell'esercito . ..:._ OscAn Pio » U -6 La superncie del Regno d' Italia secondo I più recenti studi . G1ovANNl l\Lum,ELLl . » 50S. L'assoluto nell'arte della guerra. - GrusEPl'E BELL.\TI » 5"3 Ricordo pittoresco militare clel ln spedizione sarda in Oriente 1855-56) . » 5'17 Il soldato cittadino . » 5 18 Geografia elementare per le classi elementari superiori, e le classi inferiori delle scuole secondarie. - P1tTno VAu.E . » 5-19, Notizie sopra una nuova cartn d' It.al ia in rilievo a superficie curva, alla scala di 11: 1,000,000 tanto per ie nltezzc come per le distanze. - CESARE PoMBA . » 520 Traccinmento e costruzione dei campi da tiro mandamentali. P.ERONI prof. SECONDO )) 522 La navigazione elettrica. - SALVATORE llAtNERI » 52,1, ( 1
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Applikatorische Stndie uberWerwendung der Artillcrie in grossen Truppeuverbanden. - RoFFnAu1m . » Jahrbiicl.tcr fitr die dentsche. Armce uud Marine . » SLreflleur's 0 es1erreichischc Militiirische Zeitschrift . » Die Thaetigkcit der Kavallerie-Divisioneu im Kriege » Deispiele for den Patroni llendienst cler In fanterie. - Sc1{LEINrrz . » 'Bcilteft wm Militar Wochenblatt ))
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